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diff --git a/79031-0.txt b/79031-0.txt new file mode 100644 index 0000000..adfa0fd --- /dev/null +++ b/79031-0.txt @@ -0,0 +1,5971 @@ +*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79031 *** + + KENILWORTH + + + DI + WALTER SCOTT + + VOLGARIZZATO + + DAL + Professore Gaetano Barbieri. + + »E beltade e virtù, congiunte al paro + »L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro; + »Tremi chi nanti a noi con felli accenti + »L’augusto nome lacerar s’attenti + IL CRITICO. + + TOMO TERZO. + + + + NAPOLI, + Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH. + 1825. + + + + +KENILWORTH. + + + + +CAPITOLO PRIMO. + + S’avvicina il momento: è giunto: or tocchi + Di tua carriera la gran meta. Gli astri, + Che parteggiar per te, vinsero: amico + D’ogni Pianeta t’è l’influsso: ognuno + Co’ segni suoi giunto il gran dì t’addita. + _Schiller._ + + +Pervenuta era al suo termine una sì rilevante ad un tempo e penosa +giornata. Il navilio del Leicester, dopo avere sofferto più d’una +burrasca, e urtato in più d’uno scoglio, entrò nondimeno in porto a +bandiera spiegata, allor quando quest’uomo straordinario, raggiunte le +soglie della propria abitazione, si trovò estenuato, siccome appunto un +nocchiero al cessare della tempesta. Non profferì egli una parola in +tutto il tempo speso dal Ciamberlano nel cambiare il ricco mantello da +Corte in una veste da camera foderata di pelliccia; ed allorchè questo +uficiale gli annunziò, che Varney desiderava parlare a sua Signoria, +rispose solamente collo scuotere il capo, come uomo dominato da mal +umore. Varney entrò ciò nonostante, interpretando un tal segno come una +tacita permissione; onde il Ciamberlano si ritirò. + +Il Conte, che teneva appoggiata sulla propria mano la testa, ed il +gomito sul tavolino che gli stava a fianco, rimase silenzioso ed +immobile in quella positura, come quasi non s’accorgesse dell’arrivo +o della presenza del suo confidente. Il Varney studioso d’indagare in +quale stato d’animo si trovasse un uomo che in quel giorno medesimo +avea ricevute sì moltiplicate e variate impressioni, e tutte violente, +aspettava che il Conte aprisse egli stesso il discorso. Ma questo +aspettare fu indarno, e fermo l’altro nel tacersi, con tai detti il +confidente ruppe il silenzio scambievole. + +«Poss’io congratularmi colla Signoria vostra della ben meritata +prevalenza che ella ottenne in tal giorno sul più terribile de’ suoi +rivali?» + +Sollevò il capo Leicester, e mestamente, ma senza sdegno, rispose: «Tu, +Varney, che colla tua mente, vaga soltanto di correre le vie tortuose, +mi traesti in tale labirinto di bassi artifizi, puoi giudicare s’io +abbia, e quai motivi io m’abbia, per congratularmi con me medesimo.» + +«E che? mi biasimereste forse, o signore, perchè al primo scoglio +che ci si presentò, non fui primo a tradire un segreto, da cui +dipende la vostra sorte, e che tante fiate e con sì premurose istanze +raccomandaste alla mia prudenza? La Signoria vostra era presente. +Quando che vi fosse piaciuto, non era forse in arbitrio vostro il +contraddirmi, e perder voi stesso, confessando la verità? Ma non +certamente si apparteneva ad un vostro fedel servo lo svelarla senza +che gliene deste un comando.» + +«Non posso negarlo, o Varney (disse il Conte che indi si levò, fattosi +a traversare con lunghi passi la stanza). La mia ambizione fu quella +che tradì il mio amore.» + +«Dite piuttosto, o signore, che l’amore tradì sul più bello i disegni +del vostro innalzamento, chiudendovi il cammino ad un avvenire colmo +di possanza e di onori, a quella sorte brillante, che l’Universo non +può offerire fuorchè a voi solo. Premuroso di assicurare alla mia +rispettabile padrona il titolo di Contessa, perdeste l’occasione di +divenir voi medesimo...» + +Qui troncò a se stesso il proprio dire Varney, come se un concentrato +rammarico gli avesse impedito il continuare. + +«Di divenir io medesimo?.... qual cosa? (gli chiese finalmente il +Leicester). Parla chiaro, o Varney.» + +«Di divenire voi medesimo re, e quel che più monta, re d’Inghilterra. +Nè col parlare in tal guisa offendo io del certo la Regina. Poteva +egli accadere altrimenti, tostochè cedendo al voto generale dei suoi +sudditi, fosse venuta all’istante, non forse lontano, di scegliersi uno +sposo in cui si unissero nobiltà, avvenenza e valore?» + +«Tu sei pazzo, o Varney, rispose il Leicester. Per altra parte, a’ +dì nostri non abbiam forse veduto bastanti cose per far abborrire a +qualunque uomo una corona nuziale tolta dal grembo della sua donna? Hai +forse dimenticato quello che accadde in Iscozia a Darnley?» + +«Darnley! disse il confidente. Signore, e che mi parlate voi di quello +sciocco, di quell’imbecille, di quel giumento sellato a tre basti, che +si lasciò lanciare in aria come un razzo tratto in giorno di festa? Se +la Stuarda avesse avuta la sorte di sposarsi a quel nobile Conte, che +parve un dì chiamato dal destino a dividere il soglio con lei, le cose +avrebbero preso assai diverso andamento. Ella non sarebbesi in allora +dimenticati i riguardi dovuti ad un tale sposo, e voi avreste trovato +in essa una moglie docile ed affezionata, quanto possa vantarla un +gentiluomo di villaggio, avvezzo a vedere la propria compagna, che ne +segue cavalcando i cani da caccia, o gli tiene la briglia del cavallo, +mentre egli sta per salirvi.» + +«Poteva forse accader quanto dici, o Varney (replicò il Leicester, +e tosto un lieve sorriso d’amor proprio soddisfatto ne schiarì la +fronte in pria nuvolosa). Enrico Darnley conosceva poco le donne. +Tutto altr’uomo più pratico di questo sesso, avrebbe facilmente +mantenuta la dignità virile al cospetto della Scozzese. Ma non può +dirsi altrettanto per chi avesse che fare con Elisabetta. Credo +che Dio nel darle un cuore di femmina, le compartì ad un tempo un +cervello maschile per frenare questo cuore. Oh! la conosco troppo. +Ella accetta bensì pegni d’amore, e contraccambia di egual prezzo i +propri adoratori; ben collocherà nel proprio seno le amorose poesie che +le si offrono, ed altre ne saprà pur anche rispondere, e condurre le +galanti corrispondenze fino al termine che divengano un mutuo cambio +di affetti, ma _nil ultra_ ove trattisi di tutto quanto può lusingare +un uomo ambizioso. Costei non abbandonerebbe un _iota_ del suo potere +supremo per l’intero alfabeto dell’amore e dell’imeneo.» + +«Tanto meglio per voi, o signore, disse il Varney, tanto meglio per +voi, intendo, se tale, come supponete, fosse la mente della Regina +da non poter voi aspirare al titolo di suo sposo. Ne siete però il +favorito, e vi conserverete tale sintantochè la signora del castello di +Cumnor rimarrà nel buio che la nasconde a tutti gli sguardi.» + +«Povera Amy! (disse il Leicester mandando un profondo sospiro). Ella +che brama sì ardentemente, di essere riconosciuta alla presenza di Dio +e degli uomini!» + +«So bene che ella lo brama, rispose Varney, ma è egli ragionevole un +tal desiderio, o Signore? I suoi scrupoli religiosi non sono al fine +soddisfatti? Essa è già sposa legittima, onorata ed amata siccome tale; +gode della società del marito ogni qualvolta egli può esimersi da +indispensabili doveri. Che può ella dunque bramare di più? A me sembra +che una persona affettuosa e d’indole tanto soave, com’ella si mostra, +piuttostochè menomare in alcun modo gli onori e la futura grandezza del +suo sposo col volere immaturamente dividerne le prerogative, dovrebbe +acconsentire a condurre anche tutta la vita nella oscurità in cui +trovasi presentemente; oscurità, che ben calcolando tutte le cose, non +è da posporsi all’ingrata vita cui si vedea costretta nel miserabile +castello di Lidcote.» + +«Avvi, nol nego, qualche cosa di vero in quanto dici, o Varney, e +vedrei tutto perduto se Amy comparisse alla Corte. Però, come impedire +ch’ella si presenti a Kenilworth? Elisabetta non dimenticherà gli +ordini dati a tale proposito.» + +«Lasciatemi dormir sopra a questa difficoltà, disse Varney. Non posso +così su due piedi aver formata tutta la pianta di un disegno che mi sta +or nella mente, e che concilierebbe i vantaggi di soddisfar la Regina, +di non offendere la mia padrona, e di lasciare questo fatale segreto +sepolto nel buio in che ora trovasi avvolto. Vostra Signoria ha altri +ordini da darmi per questa sera?» + +«Bramo essere solo, rispose Leicester; lasciatemi; mettete su quel +tavolino la mia cassetta d’acciaio, e state pronto a ricevere gli +ordini che dovessi darvi.» + +Non appena si fu ritirato Varney, il Conte aperse la finestra del +proprio appartamento, e dopo avere trascorso lungo tempo a contemplare +le stelle che in brillantissimi gruppi ornavano una delle più belle fra +le notti ancor vedutesi in quella state, lasciò sfuggirsi tai detti +senza avvedersene. + +«No: mai non ebbi tanto d’uopo delle costellazioni del Cielo: troppo +oscuro e intralciato è il mio cammino su questa terra.» + +È noto che in tal secolo si avea grande fiducia nelle vane predizioni +dell’astrologia giudiciaria; ed il Leicester, benchè generalmente +immune da tutte l’altre superstizioni, non era superiore sotto questo +aspetto al secolo in cui vivea. Che anzi niuno potè starsi dal por +mente all’incoraggiamento da lui dato ai professori di tale pretesa +scienza. Nè per vero dire è cosa maravigliosa, che il desiderio di +conoscere l’avvenire, sì comune agli uomini d’ogni paese, domini con +assai più grande forza sopra coloro, la cui vita si passa fra gli +avvolgimenti e le cabale della Corte. + +Dopo avere il Leicester adoperata tutta l’attenzione per iscoprire se +mai la sua cassetta d’acciaio fosse stata aperta, e se la serratura +trovavasi tuttavia nello stato in cui egli l’aveva lasciata, +v’introdusse la chiave. Indi ne trasse una certa quantità di monete +d’oro contenute entro una borsa di seta, poi una pergamena, sulla quale +erano dipinti i segni planetarii, e le linee e le cifre numeriche, +di cui si valgono i facitori d’oroscopi. Dopo avere contemplati +minutamente questi mistici indizi, levò dalla cassetta medesima una +larga chiave, poi sollevando la tappezzeria, l’adattò alla serratura di +una piccola porta nascosta in un angolo della stanza, e che metteva ad +una scalinata fatta entro la grossezza del muro. + +«Alasco, (disse il Conte alzando la voce, ma in tal guisa che lo udisse +soltanto l’abitante della torricella cui conducea quella scala). +Alasco! ripetè egli, discendi.» + +«Vengo, signore,» rispose una voce dall’alto della torre, e il camminar +lento d’un vecchio faceasi udire lungo quella scaletta a lumaca; +finalmente Alasco comparve nell’appartamento del Conte. L’astrologo, +uomo di bassa statura, pareva assai attempato: la bianca barba gli +scendea lungo il suo nero mantello fino alla cintura di seta: bianchi +ne erano parimente i capelli; ma le sopracciglia apparivano nere, +siccome gli occhi vivaci e scaltriti ch’esse adombravano; singolarità, +che dava un’apparenza affatto straordinaria alla fisonomia del +vegliardo. Fresca però ne era tuttavia la carnagione, colorate le +guance, e gli occhi che già descrivemmo rassembravano quelli d’un +sorcio; tanto maligno e malauguroso ne era lo sguardo. D’una specie di +dignità non andavano privi i costui modi, e l’interprete delle stelle, +comunque rispettoso, sembrava uomo assai agiato, e che assumeva persino +il tuono dell’autorità conversando col primo favorito d’Elisabetta. + +«Voi vi eravate ingannato ne’ vostri pronostici, o Alasco (disse il +Conte dopo avergli restituito il saluto). Egli è convalescente.» + +«Figlio mio, replicò l’astrologo, permettetemi ricordarvi ch’io non +mi feci mallevadore della sua morte. Tutti i pronostici che noi +possiamo ottenere dai corpi celesti, dalla loro forma, e dalle loro +congiunzioni, sono sempre soggetti alla influenza superiore della +Divina possanza. + + «Astra regunt homines, sed regit astra Deus». + +«E a che giovano dunque tutti questi vostri misteri?» domandò il Conte. + +«Giovano assai, figlio mio, rispose il vecchio, perchè dimostrano +il corso naturale e probabile degli eventi, benchè questo corso sia +subordinato ad un più alto potere. Così, se la Signoria vostra tornerà +ad esaminare l’oroscopo ch’ella assoggettò all’arte mia, potrà vedere +che Saturno è nella sesta casa opposta a Marte, che questo Pianeta +dà addietro nella _casa della vita_; nè si potea far di meno di non +leggere in tutto ciò una malattia lunga e pericolosa, di cui l’esito +sta nelle mani della Provvidenza, benchè quest’esito per solito sia la +morte. Nondimeno, s’io sapessi il nome della persona di cui si tratta, +potrei tirare un altro oroscopo.» + +«Il suo nome è un segreto, disse il Conte. Pure sono costretto a +confessare, che la predizione non si appose in tutto al falso. Ei fu +infermo, pericolosamente infermo, ma non al punto di morire. Hai tu +novellamente tirato il mio oroscopo, siccome te ne diede il comando +Varney? Sei tu presto a scoprirmi qual cosa predicono gli astri sulla +mia fortuna avvenire?» + +«La mia arte è tutta per voi, disse il vecchio, ed eccovi, figlio mio, +la carta della vostra fortuna, brillante al pari dei fuochi medesimi +di que’ sacri segni ai quali il nostro destino è soggetto. Questa +fortuna che vi predico però non andrà affatto esente da difficoltà, e +da pericoli.» + +«Se fosse altrimenti, ripigliò a dire il Conte, io sarei al di sopra +d’un mortale. Proseguite pure a chiarirmi le cose, e persuadetevi di +parlare ad uomo pronto a tutto quanto i destini gli serbano, e risoluto +ad operare o a sofferire qual si conviene ad un nobile Inglese.» + +«Quel coraggio che ti fa pronto all’una o all’altra delle due prove, +dee sublimarsi ancor maggiormente, rispose il vecchio; le stelle +sembrano annunziarti un titolo più superbo, un grado più fastoso. +Tocca a te l’indovinare il senso di una tal predizione, e non a me lo +scoprirlo.» + +«Deh! mel dite, ve ne prego, ve lo comando,» dicea il Leicester, e in +ciò dire si faceano ardenti al par di brage i suoi occhi. + +«Nè posso, nè voglio dirlo, replicò il vecchio. Lo sdegno de’ principi +è eguale alla collera del leone. Ma poni mente, e giudica di per te +stesso. Qui Venere, ascendendo nella _casa di vita_, e congiunta col +sole, sparge ondate di luce, ove lo splendore dell’oro si mescola con +quel dell’argento, certo presagio di potere, di ricchezza, di dignità, +di tutto quanto alletta l’umana ambizione. Quel Cesare sì rinomato +ne’ fasti dell’antica e potente Roma, non intese mai dalla bocca de’ +suoi Aruspici un avvenire di gloria da paragonarsi con quello che, +invigorita dalla fecondità di un tal testo, potrebbe sfoggiare al +figlio mio favorito la mia sapienza.» + +«Tu ti prendi giuoco di me, o vecchio,» disse il Conte, maravigliato +del fervore che l’astrologo poneva in quella sua predizione. + +«Forse che questo è momento di scherzi per tale che, siccom’io, ha gli +occhi fisi verso il Cielo, e i piedi sull’orlo della tomba?» replicò +con solenne tuono il vegliardo. + +Il Conte fece due o tre passi nel suo appartamento, tenendo le braccia +distese, e qual uomo che ubbidisse ai cenni di un fantasma, che lo +eccitasse ad alte imprese. Pure nel volgersi addietro sorprese l’occhio +dell’astrologo immobile sopra di lui, ed una maliziosa furberia +dipingevasi negli sguardi indagatori che costui lanciava per traverso a +quelle nerissime sopracciglia. L’anima altera e sospettosa di Leicester +prese fuoco tutto ad un tratto; si lanciò sopra il vecchio partendosi +dall’estremità di quel vasto appartamento, nè si fermò, che allorquando +la sua mano distesa fu quasi addosso al corpo dell’astrologo. + +«Sciagurato! diss’egli, se per tua disgrazia ti fossi avvisato di +darmi ad intendere chimere, son tale da farti scorticar vivo. Confessa +che t’hanno pagato per ingannarmi, per tradirmi. Confessa che sei un +impostore, e ch’io sono la tua vittima, il tuo zimbello.» + +Il vecchio diede alcuni indizi di sbigottimento; ma non però maggiore +di quello, che avrebbero potuto destare perfino in chi fosse stato +innocente le furie subitanee impadronitesi in allora del Conte. + +«E che vuol dire una tal violenza, o signore?» tosto si fece a dire. +«Come posso io essermi meritato la vostra collera?» + +«Provami, rispose, tuttavia fuor di se medesimo il Conte, provami che +non ti sei concertato co’ miei nemici.» + +«Signore, rispose il Vecchio con ben mentita dignità, voi non potete +avere su di ciò prova migliore, siccome quella che vi sceglieste da +voi medesimo. Ho trascorse le ultime ventiquattr’ore rinchiuso in una +torricella, di cui voi solo vi riteneste in poter vostro la chiave. +Ho speso il tempo della notte in contemplando con questi miei occhi, +pressochè spenti, tutti i corpi celesti, e ho travagliato nel durare di +tutta la giornata il mio ingegno a compiere i calcoli che nascono dalle +combinazioni di tali pianeti. Non gustai cibo terrestre. Non udii una +voce d’uomo soltanto, e ben vi è noto che l’udirla m’era impossibile. +Pur v’accerto io, che ho passate, vi dissi, queste ventiquattr’ore +nella solitudine e nella meditazione, vi accerto, che la vostra stella +ha dominato sull’orizzonte; onde o il luminoso libro de’ cieli ha +mentito, o un felice mutamento debb’essere oggi accaduto nella vostra +sorte. Se in tale intervallo, nulla occorse per cui la vostra possanza +abbia acquistato maggiore fermezza, o siasi aumentato il favore di cui +godete, allora del certo non sarò io che un impostore; e la divina arte +che nacque nella pianura della Caldea, non sarà null’altro che una +bassa furfanteria.» + +«Egli è vero, disse il Leicester, fattosi più tranquillo, che tu eri +strettamente rinchiuso, ed è parimente vero quel cambiamento delle cose +mie, che tu racconti avere letto negli astri.» + +«E perchè dunque, o figlio, mi aggravi con tai sospetti? (disse +l’astrologo prendendo un tuono esortatorio). Le intelligenze celestiali +mal soffrono una tale incredulità, se anche alligna negli uomini ad +esse i più favoriti.» + +«Chetati, o vecchio, rispose il Leicester, io m’ingannai; e sii pago +d’aver udito da me tal confessione, cui nè per bassa condiscendenza, nè +per iscusarsi, le labbra di Leicester discenderanno più mai, se non è +appunto innanzi al potere supremo, al quale tutto dee prostendersi su +questa terra. Ma passiamo ora a ciò che mi tiene sollecito l’animo in +mezzo a queste tue visioni d’un avvenire brillante. Tu dicesti esservi +ancora una parte di prospettiva men lieta. La tua scienza può essa +istruirmi d’onde il pericolo è da temersi, e qual sarà lo strumento che +lo condurrà sopra di me.» + +«Le sole cose che la mia arte mi permette soggiugnere in risposta alla +vostra interrogazione son queste, disse allora l’astrologo. Il lato +sinistro degli astri vi annunzia qualche spiacevole vicissitudine, +siccome cagionata da un giovine.... forse un rivale. Ma non iscopersi +se un tal rivale debba esserlo in amore, o nella grazia della Regina. +Sola particolarità ch’io possa dirvi di più, è la seguente: il rivale +viene dalla piaggia d’occidente.» + +«Dalla piaggia d’occidente! Basta così, sclamò tosto il Leicester, +perchè da tal piaggia appunto vien la tempesta. Le contee di +Cornovaglia, e di Devon! Raleigh, o Tressiliano! È chiaro che gl’indizi +portano sovr’un di questi. Io debbo dunque liberarmi d’entrambi. Saggio +vecchio, s’io ti feci ingiuria, ne avrai almeno una generosa ricompensa +da quel medesimo che t’ingiuriò.» + +Detta la qual cosa trasse dal suo scrigno che gli stava innanzi una +borsa piena d’oro. «Eccoti il doppio di quanto ti promise Varney. +Sii fedele nel custodire i miei segreti, ubbidisci alle istruzioni +che ti verranno date dal mio grande scudiere, nè ti dolga di alcuni +istanti molesti che tu debba per ben servirmi trascorrere nel ritiro. +Te ne sarà tenuto largo conto, non ne temere. Olà! Varney, conduci +questo rispettabile vecchio nel suo appartamento; non lo lasciar +mancare di nulla; ma soprattutto prenditi gran cura ch’ei non abbia +corrispondenza con chicchessia.» + +Varney, già comparso al primo cenno, chinò il capo dopo d’avere uditi +questi ordini; l’astrologo non si congedò altrimenti dal Conte che +col baciargli la mano; indi seguì il grande scudiere in un altro +appartamento ove stavano per l’indovino preparati vino e reficiamenti. + +Sedutosi costui all’apprestatagli mensa, il Varney chiuse colla massima +cautela due porte, ed esaminò la tappezzeria per accertarsi che nessuno +fosse ivi a spiare; indi sedutosi rimpetto al suo personaggio, cominciò +in sì fatta guisa ad interrogarlo. + +«Intendeste voi i segni che vi feci mentre tanta altezza ci disgiugneva +l’uno dall’altro?» + +«Sì, disse Alasco (tale era il nome che in questo luogo si dava il +mariuolo) ed agli stessi segni mi conformai nel tirare il mio oroscopo.» + +«E lo spacciaste senza incontrare difficoltà?» + +«Non vi dirò senza difficoltà, ma lo spacciai; nè ho dimenticato di +accennare, come fu nostra intelligenza, un pericolo che potea scaturire +dalla rivelazione di un segreto, e da un giovine venuto dall’Occidente.» + +«I timori in cui si sta il mio padrone, e la sua coscienza, ne +guarentiscono ch’ei crederà vere così l’una come l’altra delle +predizioni, risoggiunse il Varney. Non vidi mai uomo lanciatosi nella +carriera ch’ei corre, conservare con tanta forza i ridicoli suoi +pregiudizi. Ma non ho già scrupolo nell’ingannarlo, poichè si tratta +de’ suoi vantaggi medesimi. Parliamo ora de’ vostri altari, saggio +interprete delle stelle, perchè io posso dirvi la vostra sorte meglio +che tutti i pronostici possibili. Sappiate dunque che vi è d’uopo il +partire di qui sull’istante.» + +«Non voglio saperne altro, disse impazientendosi Alasco. Troppe +agitazioni d’ogni genere ho provate da poco in qua. Dopo essere stato +per giorni e notti chiuso entro il breve ricinto di una torricella, +voglio godere finalmente della mia libertà, e proseguire ne’ miei +studii, ben più importanti, che nol sono i destini di cinquanta uomini +di Stato, o di cinquanta cortigiani, ch’io paragono volentieri a bolle +d’aria, le quali si sollevano, e scoppiano tosto nell’atmosfera di una +Corte.» + +«Voi farete come crederete meglio (rispose il Varney, con quel +riso sardonico che una lunga consuetudine avea fatto famigliare ai +lineamenti del costui volto, e che è preso per distintivo dai pittori +allorchè vogliono dipingere il Diavolo). Godete pure della vostra +libertà, e continuate ne’ vostri studii fintantochè i pugnali degli +uomini stipendiati dal Sussex attraversando il vostro mantello, non vi +vengano a salutare le coste.» + +Impallidì il vecchio a tai detti, ne’ quali così il Varney continuò. + +«Credete voi ch’egli non abbia offerto una ricompensa a chi arresterà +il malvagio ciarlatano e venditor di veleni Demetrio, che fornì certe +preziose droghe alla cucina di sua Signoria? E che? Impallidite, +vecchio amico? Sarebbe forse perchè il vostro Alì vede qualche +disgrazia nella _casa di vita_? Ascoltami: noi ti manderemo in +un’antica abitazione di campagna che m’appartiene; tu menerai ivi la +tua vita in compagnia d’un buon rusticano, e gli trarrai ducati col +soccorso della tua alchimia, ch’è quanto di buono, cred’io, ella sappia +fare.» + +«Tu te ne menti, derisore temerario quanto scortese (disse Alasco che +un impotente sdegno fece tutto fremente). Non v’è nel mondo chi ignori +essermi avvicinato alla perfezione più di quanti chimici sono sopra la +terra; nè fra questi se ne trovano sei che mi pareggino nel possedere +un’approssimazione esatta al _Grande Arcano_.» + +«Via, via, disse interrompendolo Varney, a che, in nome del Cielo! far +meco queste commedie? Forse che non ci conosciamo l’un l’altro? Io ti +credo sì ben innoltrato, sì perfetto ne’ misteri della furfanteria, +che dopo avere ingannato tutto il genere umano, sei giunto persino ad +ingannar te medesimo; tal che senza cessare dal far tuo zimbello i tuoi +simili, sei divenuto in tal qual modo il tuo proprio zimbello. Non fare +il vergognoso, che non ne hai il motivo. Tu sei erudito. Ecco ch’io ti +presento un conforto classico: + + «Ne quisquam Aiacem possit superare nisi Aiax.» + +Tu solo potevi ingannar te medesimo dopo che riuscisti ad ingannare +tutta la confraternita dei _Rosa-Croce_. Niuno giunse più di te ad +alta meta nel _Gran Mistero_; ma fa che questi miei detti entrino bene +nel tuo orecchio: Se il veleno posto per opera tua nel brodo di Sussex +avesse avuto effetto più sicuro, stimerei un po’ più questa tua chimica +che tanto porti alle stelle.» + +«Tu sei uno scellerato indurito nella colpa, o Varney, rispose Alasco; +molte persone ardiscono commettere azioni di tal natura, ma non hanno +poi l’impudenza di parlarne.» + +«E molte ne parlano, che non ardirebbero di commetterle. Ma non andar +in collera. Io non voglio attaccar briga con te. Povero me se il +facessi! Mi crederei costretto a vivere per un mese di sole uova, onde +cavarmi con sicurezza la fame. Dimmi dunque tostamente, come ti sia +fallita la tua arte in un’occasione di tanta importanza.» + +«L’oroscopo del conte di Sussex, rispose l’Astrologo, annunzia _che il +segno dell’ascendente essendo in combustione_...» + +«Finiscila una volta con queste tue scipitezze. Credi forse aver che +fare con un compare?» + +«Perdonatemi, disse il vecchio, vi giuro non conoscere io fuorchè un +solo rimedio che fosse stato capace di salvare la vita al Conte; ma non +v’è uomo in Inghilterra, che sappia tale antidoto eccetto me, e per +altra parte gl’ingredienti necessari a comporlo, e principalmente un +d’essi, sono sì rari, che è quasi impossibile il procurarseli. Laonde +mi è forza credere, ch’ei debba solamente la propria salvezza ad una +costruzione di polmoni e di parti vitali più robusta che in uom vivente +siasi trovata giammai.» + +«Ho inteso parlare di un ciarlatano che lo ha curato (disse il Varney +dopo avere pensato un istante); siete voi ben sicuro, che nessun altro +possegga nell’Inghilterra questo prezioso segreto?» + +«Eravi un uomo, disse il dottore, una volta mio servo, e che avrebbe +potuto rubarmi tale tesoro della mia arte, siccome me ne rubò due o +tre altri; ma la mia politica, come v’immaginerete bene, non comporta +che alcuna persona intrusa si frammetta nelle cose del mio mestiere. +L’uomo di cui vi parlo, non ha più voglia credetelo, di correr dietro +ai segreti; e tengo per fermo, che fu sollevato al Cielo sulle ali di +un dragone di fuoco.... lasciamolo in pace nel luogo che è. Ma passando +al ritiro ove vorreste confinarmi, avrò io un’officina ai miei comandi?» + +«Un intero laboratorio, rispose Varney; perchè un reverendo padre +abate, obbligato a dar luogo al re Enrico ed ai suoi partigiani, +saranno vent’anni, aveva un compiuto apparecchio di cose chimiche, che +fu costretto lasciare ai suoi successori. Là tu potrai sciogliere, +soffiare, accendere, e moltiplicare, sintantochè _il dragone verde +divenga un’oca d’oro_ o come meglio piacerà esprimersi alla spettabile +confraternita.» + +«Avete ben ragione signor Varney, disse l’alchimista digrignando i +denti, avete ragione anche quando vi fate beffe delle cose le più +giuste e le più ragionevoli; perchè di fatto quanto or dite per solo +dileggio potrebbe accadere innanzichè c’incontrassimo di bel nuovo. Se +i dotti i più venerabili degli antichi tempi hanno detta la verità; +se i più saggi de’ nostri giorni l’hanno ricevuta qual si dovea; se +venni accolto per ogni ove, e nella Polonia, e nell’Olanda, e sin negli +estremi confini della Tartaria siccome un uomo, cui la natura fe’ +parte de’ più impenetrabili fra suoi misteri; se ho acquistati i più +segreti segni della cabala Giudaica a tal grado di perfezione, che le +barbe più venerabili della sinagoga si terrebbero onorate scopando i +gradini del tempio per farli degni di essere calcati da’ miei piedi; +se omai non v’è più d’un passo che disgiunga i miei lunghi e profondi +studii da quella immensa massa di luce, per cui giugnerò a scoprire +la natura che veglia sulla cuna di quante ricchissime e gloriosissime +produzioni vengono dalla sua mano; se brevissimo intervallo soltanto +separa lo stato mio di subordinazione, ed il potere supremo, la mia +povertà, ed un tesoro cotanto immenso, che senza questo nobil segreto, +non basterebbero a pareggiarlo le miniere dell’antico e del nuovo +Mondo... ditemi, ve ne prego, non ho io ragione di consacrare la mia +vita futura a questa ricerca, convinto, che dopo un breve tempo, dato +pazientemente allo studio, m’innalzerò al di sopra d’ogni soggezione +verso i favoriti, e le loro creature che oggidì mi tengono schiavo?» + +«Bravo, bravo, mio buon padre (disse il Varney coll’espressione a +lui ordinaria di causticità e di riso sardonico); ma tutta questa +approssimazione alla pietra filosofale non trae un solo scudo dalla +borsa di milord Leicester, e molto meno da quella di Riccardo Varney. +Ci abbisognano servigi terrestri e visibili; e poco a noi rileva il +sapere chi sieno quelli che tu inganni altrove colle tue filosofiche +ciarlatanerie.» + +«Figlio mio, Varney, disse l’alchimista, l’incredulità che ti sta +intorno, simile a folta nebbia, oscurò l’acuta tua vista, e ti fece +incapace di conoscere quelle cose che sono una pietra di paragone +per l’uomo dotto, e che nondimeno agli occhi di chi cerca umilmente +la verità presentano una dottrina sì chiara, che si può leggerla +speditamente. Credete voi che l’arte non possegga gl’ingegni, onde +compiere quelle concozioni, che la natura lasciò imperfette nel +formare i metalli preziosi? Nel modo medesimo, col soccorso dell’arte +noi terminiamo gli altri lavori d’incubazione, di cristallizzazione, +di fermentazione, e tutti quelli, onde vediamo da un uovo inanimato +sorgere di per se stessa la vita, da una lega fangosa scaturire una +bevanda pura e salutare, e ricevere moto la sostanza inerte d’un +liquido stagnante.» + +«Ho già inteso parlare di tutto ciò, disse Varney, e mi son fatto +franco contro la tentazione di questi vostri bei discorsi fin quando +pagai (sia maledetto, allorchè vi penso, io era ben novizio in quei +giorni) sin quando pagai venti buone monete d’oro per impratichirmi nel +grande _magisterium_, che la dio mercè andò in fumo col mio denaro. +D’allora in poi che ho pagato sì bene il diritto d’essere libero +nella mia opinione, sfido la chimica, l’astrologia, e tutte quante le +scienze recondite, lo fossero pur anche al par dell’inferno, a slegare +i cordoni della mia borsa. Non dico perciò di sfidare la manna di san +Nicolò, il cui ministerio mi è necessario. Ti sia adunque prima cura il +prepararmene una certa quantità, appena giunto al mio piccolo eremo, +ove è d’uopo tu vada a confinarti. Dopo di che ti do licenza di far +quant’oro vorrai.» + +»Non voglio più comporre nè poco nè molto di una tale pozione,» disse +in tuono risoluto l’alchimista. + +«Allora, rispose il grande Scudiere, ti farò impiccare per quella che +già ne hai fatto; e tu vedi che ciò accadendo, il tuo segreto è perduto +per l’Universo. Non cagionare tal danno irreparabile all’umanità, mio +buon padre; credimi, fa di mestieri che tu soggiaccia al tuo destino, +componendo un’oncia o due di questa droga. Essa in fine non può portar +pregiudizio che ad un individuo o due tutto al più, e così prolunghi +la tua vita quanto basta per discoprire il rimedio universale, che +ne dee poi liberare da ogni genere di malattia. Ma non isgomentire, +o tu il più grave, il più dotto, il più irrequieto di tutti i matti +di questa terra. Non mi dicesti tu, che la tua droga somministrata in +picciola dose non può produrre se non se miti effetti, e in nessun modo +pregiudizievoli al corpo umano? Che ne derivano soltanto una stanchezza +per tutte le membra, nausee, avversione fortissima a cambiar luogo, +finalmente un tale stato dell’animo, simile a quello che impedirebbe ad +un augelletto di volar via, quando anche ne fosse aperta la gabbia?» + +«L’ho detto, e nulla avvi di più vero, rispose l’alchimista, tale è +l’effetto ch’essa produce; laonde un uccello che ne prendesse nella +indicata proporzione resterebbe una intera state appollaiato nel suo +tronco d’albero senza pensare nè al cielo azzurro, nè alla verdura +della foresta per lui sì gradevole, nè lo distorrebbero da questa +languida immobilità o i raggi del sol nascente che colorano la volta +del firmamento, o il concerto mattutino onde fanno risonar le selve i +suoi pennuti compagni.» + +«E tutto ciò senza pericolo di vita?» soggiunse allora ansiosamente il +Varney. + +«Sì, purchè non si oltrepassi la voluta dose, e semprechè qualcuno +istrutto della natura di una tal manna sia presto a scandagliare i +sintomi ch’essa produce, ed a somministrare, quando faccia d’uopo, +l’antidoto.» + +«Tu stesso regolerai ogni cosa, disse il Varney, e te ne verrà +splendida ricompensa, se adoprerai tali cautele, ond’_ella_ non corra +pericolo di vita. Altrimenti aspettati severissimo castigo.» + +«Ch’_ella_ non corra pericolo di vita! ripetè Alasco. Gli è dunque +sopra una donna che si vuol far prova della mia abilità.» + +«No, pazzo che tu sei! rispose lo Scudiere, non ti dissi già che si +trattava di un augelletto, d’una tortorella domestica, i cui gemiti +potrebbero impietosire il falco presto a piombare sovr’essa? Vedo +già agli occhi il tuo ingalluzzarti, e so bene che non hai la barba +tanto bianca quanto la fanno apparire gli artifizi che adoperasti. +Ecco almeno una cosa che tu giugnesti a mutare in argento. Ma bada +bene: questo augelletto non è pane per li tuoi denti. La tortorella +in gabbia appartiene a tal personaggio, che non soffrirebbe rivali, e +molto meno rivali della tua specie; tu devi sopr’ogni altra cosa aver +cura della sua vita. Ella può da un dì all’altro ricevere il comando +di recarsi alle feste di Kenilworth; pure egli è convenientissimo, +importantissimo, anzi d’ultima necessità ch’ella non vi comparisca. +Bisogna ch’ella ignori tutti questi ordini, e contr’ordini, e le +cagioni che li muovono; egli è quindi opportuno si creda che il proprio +desiderio di lei risparmia l’uopo di spiegarle que’ buoni motivi che si +hanno onde ritenerla in Cumnor.» + +«Tutto ciò è assai naturale,» disse l’alchimista, componendo il +volto ad un sorriso non ordinario in lui, e più fatto a svelare la +vera indole della persona, anzichè conforme a quella indifferente +distrazione, che avrebbe dovuto scorgersi nella fisonomia di un uomo, +il quale veracemente fosse stato più inteso alle idee d’un mondo +astratto e lontano, che alle cose presenti attorno di lui. + +«Gli è vero, rispose Varney; tu conosci assai bene le donne, comunque +sia possibile che da lungo tempo non conversi con esse. Di fatto +non è cosa espediente il contraddirle: nondimeno non torna sempre +il permetter loro tutto quello che vorrebbero fare. Intendimi bene; +un lieve incomodo, bastante a toglierle ogni desiderio di cambiar +luogo, e ad autorizzare i membri della tua dotta confraternita (i +quali potrebbero essere chiamati in suo soccorso) a prescriverle di +non uscire per qualche giorno di casa; ecco tutto il servigio che si +domanda da te, servigio, che sarà altamente valutato, e ricompensato +del pari.» + +«Non si vuol dunque ch’io intacchi la _casa di vita_?» disse +l’alchimista. + +«Guardati bene dal farlo; saresti impiccato per ogni menomo danno che +tu le cagionassi,» replicò il Varney. + +«E avrò io tutto l’agio per preparare i miei lavori, ed inoltre venendo +scoperto, tutto il destro per fuggire o nascondermi?» + +«Tutto quanto vorrai, uomo sempre incredulo, fuorchè per le +impossibilità della tua alchimia. E che? vecchio stregone! per chi +m’hai tu preso?» + +Si alzò il vecchio ed afferrando un candeliere s’avviò a quella +estremità dell’appartamento, ov’era una porta, che guidava alla +cameretta assegnatagli per quella notte. Giunto vicino alla porta +medesima si volse, e prima di rispondere all’ultima interrogazione +fattagli da Varney, la replicò in questa guisa: «Per chi ti prendo, o +Riccardo Varney! Per Dio! ti riguardo siccome un malvagio, maggiore +ch’io stesso non lo sia stato giammai. Però adesso mi trovo fra le tue +reti, e buon grado o malgrado mi è forza servirti finchè sia spirato il +mio tempo.» + +«Va bene così, disse impazientito il Varney; trovati in piedi allo +spuntare del giorno. Chi sa se nemmeno ci farà d’uopo della tua +medicina? In somma non far nulla prima che io arrivi. Michele Lambourne +ti condurrà al tuo destino.» + +Allorchè il Varney si fu accorto che l’alchimista, dopo avere tirata a +sè la porta, l’avea prudentemente chiusa di dentro con due catenacci, +si avvicinò, usando le eguali cautele dalla parte esterna; poi tolse +la chiave della serratura articolando fra i suoi denti tali parole: +«Io più briccone di te, maladetto ciarlatano, stregone, avvelenatore! +Di te, che avresti volentieri sottoscritto un contratto col diavolo, +s’egli si degnasse di servitori della tua sfera! Io sono un mortale, e +cerco per tutte le vie umane di soddisfare le mie passioni, e innalzare +la mia fortuna. Ma tu! tu sei a dirittura un suddito dell’Inferno. — +Presto Lambourne,» andò a gridare da un’altra porta. + +Comparve Michele col volto infiammato e barcollando nell’andatura. + +«Tu sei ubbriaco, o birbante,» gli disse il Varney. + +«Certamente, nobil signore, rispose senza intimidire Michele: noi +abbiamo bevuto tutta la sera alla gioia di questo bel giorno, ed +in onore del nobile lord Leicester, e del suo grande Scudiere. Io +imbriaco! che caschi morto se non dico il vero! Chi potesse rifiutare +in tal occasione di bere per fare almeno una dozzina di brindisi, non +sarebbe che un miscredente ed un vile, e gli farei inghiottire sei +pollici del mio pugnale.» + +«Ascoltami, furfante, disse Varney. Ripiglia la tua ragione +immediatamente; te lo comando. So che puoi a tuo talento spogliarti del +delirio dell’ubbriachezza, com’altri cambiano di vestito. Se ciò non +fosse, ti capiterebbe male.» + +Il Lambourne chinò la testa e lasciò la stanza, ove ricomparve nel +termine di due o tre minuti, colla fisonomia in istato naturale, +aggiustato ne’ capelli e nel vestimento, diverso in somma da quel +che mostrossi istanti prima, come se fosse accaduta in esso una +trasformazione. + +«Sei padrone della tua mente ora, e puoi intendermi?» con severità gli +disse il Varney. + +Michele chinò il capo in atto di affermare. + +«Tu devi partir sull’istante alla volta dell’abbazia di Cumnor in +compagnia del rispettabile Dottore che dorme nella camera contigua. +Eccoti la chiave, onde entrare e svegliarlo quando ne sarà il tempo. +Conduci teco uno de’ tuoi compagni, di cui tu possa fidarti. Usate +ogni spezie di riguardo al Dottore; ma però tenetegli addosso gli +occhi; se volesse battere la ritirata, bruciategli le cervella, e +starò mallevadore per voi. Ti darò lettere da portare al Foster. Il +Dottore verrà alloggiato al pian terreno dell’ala posta a levante; +gli sarà libero il valersi del vecchio laboratorio, e di quanto si +contiene in esso. Non gli si permetteranno colla signora del castello +altre comunicazioni, se non se quelle che approverò e indicherò io +medesimo, a meno che ella stessa non trovasse qualche diletto a vedere +le ciarlatanerie filosofiche di costui. Tu aspetterai ulteriori miei +ordini a Cumnor, il che ti raccomando sotto pena di vita. Guardati +dalle osterie, e dai fiaschi d’acquavite. Nulla di quanto accade nel +castello dee trapelare al di fuori, nemmeno l’aria stessa che vi si +respira.» + +«Basta così, nobil Signore, volli dire mio onorevol padrone, e ben +tosto dirò, come spero, mio onorevol cavaliere e padrone; voi mi +forniste d’istruzioni e di libertà; compirò puntualmente le une, e non +abuserò dell’altra. Il sole quando nasce mi troverà a cavallo.» + +«Fa il tuo dovere, e sappi meritarti la mia protezione. Aspetta. Prima +d’andartene, vôtami una tazza di vino.» + +Il Lambourne si apparecchiava a versarne dal fiasco che l’alchimista +aveva lasciato pieno a metà: «No, viva Dio, sclamò Varney, vammene a +cercare un altro.» + +Il Lambourne ubbidì, e il Varney, dopo essersi risciacquata la bocca +col vino, ne bevve una tazza colma, indi nel prendere una lucerna per +recarsi al suo appartamento pronunziò tai detti: «È cosa straordinaria! +niuno meno di me si lascia aggirare dalla propria immaginazione; +pure non posso parlare un istante con questo Alasco che la mia bocca +e i miei polmoni non sembrino assaliti dai vapori dell’arsenico +calcinato... Eh! a parte queste malinconie;» dette le quali cose si +ritirò. Il Lambourne, com’è da credersi, rimase per assaggiare il vino +che aveva portato. «È vino di St. Johnsberg (diss’egli contemplando il +liquore che facea cader nella tazza, e già odorandone la fragranza): +ha il vero odore della violetta: ma conviene per ora fare un poco +d’astinenza, per poterne un dì assaporare a tutta mia volontà.» Dopo +averne per allora bevuto con discretezza, trangugiò un bicchiere colmo +d’acqua per mitigare il calore solito ad eccitarsi da questo vino del +Reno, poi ritrattosi lentamente verso la porta, fece una pausa, nè +sentendosi capace di vincere la tentazione, tornò addietro con vivacità +ed appressatosi il fiasco alle labbra, si soddisfece finchè fosse vôto, +dispensandosi allora dal ceremoniale del bicchiere. «Se non fosse +questo maledetto vizio, dicea egli intanto, potrei salire alto quanto +lo stesso Varney. Ma chi è che sia capace di salire, quando la stanza +vi gira attorno come una trottola? Bisognerebbe che la mia mano e la +mia bocca fossero più distanti l’una dall’altra, che per arrivare alla +bocca si stentasse un po’ più. Ma domani non voglio bere che acqua. Oh +sì, acqua pura!» + + + + +CAPITOLO II. + + _Pistol._ Porto messaggi di gioia e di + felicità, notizie d’alto valore. + + _Falstaff_. Va bene. Ma ti prego + raccontarle, come si dee a persone di + questo mondo. + + _Pistol._ Al diavolo il vostro mondo, e + gl’imbecilli che ne fanno parte! Io + parlo dell’Affrica e de’ suoi tesori. + + _Enrico IV. Parte II._ + + +La sala pubblica della famosa osteria dell’_Orso nero_ posta in +Cumnor, ove ora ci riconduce la nostra storia, potea vantarsi nella +sera di cui parliamo, di accogliere una brigata più che per solito +meritevole di riguardo. Eravi stata una fiera nelle vicinanze: il +merciaio, che vedemmo essere lo zerbino d’Abingdon, e molti altri di +que’ ragguardevoli personaggi che già presentammo ai nostri leggitori +siccome amici ed avventori dell’osteria di Giles Gosling, aveano +formato attorno al fuoco l’usato lor crocchio, e stavano parlando delle +notizie del giorno. + +Un uomo vivace e lepido assai, che il suo fardello e il bastone di +quercia guernito di punte d’ottone additavano per un di coloro, i quali +professavano il mestiere d’Autolico[1], si conciliò assai l’attenzione +degli uditori, nè contribuì per poco all’intertenimento di quella +serata. Giova qui il rammentare che i merciaiuoli di que’ tempi erano +tutt’altra cosa de’ merciaiuoli degenerati de’ nostri giorni. Da questi +trafficanti peripatetici il commercio delle campagne si provvedea +pressochè interamente dei tessuti fini che servivano all’uso delle +donne. Chè se un mercante di tal natura fosse stato abbastanza ricco +per viaggiare a cavallo, diveniva uom d’alto affare, e potea starsi +in brigata coi più agiati fittaiuoli in cui scontravasi nelle sue +peregrinazioni. + +Il mercante foraneo adunque, di cui parliamo, prendea liberamente +parte siccome attore ne’ passatempi che faceano eccheggiare le +soffitte dell’_Orso nero_ di Cumnor. Or trovava motivi di sorridere +coll’avvenente Cecily, or di sghignazzare senza ritegno col nostro +ostiere, e spesso di prendersi giuoco del leggiadro sig. Goldthred, +che senza averne l’intenzione era lo scopo generale dei motteggi di +quell’assemblea. Questi e il merciaiuolo si trovavano già innoltrati in +una discussione intorno la preferenza da darsi alle maglie di Spagna +sopra quelle di Guascogna; e il nostro Gosling facea un cenno d’occhio +agli ospiti, quasi volesse dir loro: amici, fra poco avrem di che +ridere; ma allora appunto si fece udir nella corte grande strepito di +cavalli misto a quello di varie bestemmie delle più usitate in quei +tempi, e profferite dalla persona che chiamava lo stalliere con sì bel +garbo. + +Tostamente uscirono, gettandosi gli uni addosso degli altri, Will +palafreniere, Giovanni garzone, e tutta la milizia dell’_Orso nero_, +che prima avea disertato dai suoi posti per ascoltare le facezie +di questo e di quello. Anche il nostro ostiere scese nella corte, +sollecito di rendere agli ospiti nuovamente giunti l’accoglienza che +avrebbero meritato; ma ritornò quasi subitamente, introducendo il +suo degnissimo nipote, Michele Lambourne, a sufficienza ubbriaco, il +quale scortava l’astrologo. Alasco, comunque serbasse le forme d’un +vecchio, coll’aver cambiato la sua posata veste in abito da cavaliere +ed essendosi rasa la barba e le sopracciglia, mostrava men di vent’anni +al disotto della età che in lui compariva; lo avresti preso per uno +di quegli uomini tuttavia robusti che s’avvicinano ai sessant’anni. +Egli sembrava grandemente inquieto, e molte istanze aveva fatto al +Lambourne, onde non fermarsi nell’osteria, e trasportarsi in dirittura +al luogo ov’era inviato. Ma col Lambourne non si poteva toccar questo +cantino. «Per il Cancro e per il Capricorno, sclamò egli, e per tutte +le celestiali milizie, senza calcolare le stelle che ho vedute nel +cielo del Mezzogiorno, rimpetto alle quali i vostri pallidi astri +del Settentrione appariscono altrettante candele, il capriccio di +chicchesia non mi farà mai essere cattivo parente. Voglio fermarmi per +abbracciare il mio degno zio, l’ostiere dell’_Orso nero_. Buon Gesù! +sarà egli possibile che gli amici si scordino delle lor buone massime? +Un _gallone_ del miglior vostro vino, carissimo zio, e noi lo berremo +alla salute del nobile conte di Leicester. E che? Non trincheremo noi +insieme per riscaldare la nostra vecchia amicizia? Non trincheremo noi +insieme, io domando?» + +«Con tutto il cuore, parente mio (disse il nostro ostiere che cercava +alla presta sbarazzarsi di cotal ospite). Ma ti prendi tu l’assunto di +pagare tutto il vino che si beverà?» + +Una tale quistione trasse a sgomentire più d’uno di que’ compagni, ma +non cambiò punto le deliberazioni del Lambourne. + +«Dubitate forse de’ modi ch’io ho di pagare, mio caro zio? (diss’egli +mostrando una mano piena di monete d’oro e d’argento). Siete voi +incredulo alle ricchezze del Messico e del Perù? Non sapete quanto +valga lo scacchiere della Regina? Dio protegga sua Maestà, che è la +buona padrona del signore che mi stipendia!» + +«Ebbene, caro parente, disse l’albergatore, il mio mestiere è vender +vino a coloro che lo possono pagare. Dunque _Giovanni, fa l’ufizio +tuo_, questo è il proverbio. Ma io vorrei bene, o Michele, guadagnar +denaro con tanta facilità, come vedo che lo fai tu.» + +«Mio zio, te ne insegno tosto il segreto. Vedi tu questo vecchiarello, +secco e aggrinzato più che le toppe di cui si serve il diavolo per fare +scaldar la sua pentola? Costui, caro zio, sia detto fra voi e me, ha il +Potosì nella testa. Corpo del demonio! Fa ducati con più prestezza che +io giuramenti.» + +«Io non voglio monete sue nella mia borsa, o Michele, disse l’ostiere; +so qual fine si possono aspettare quelli che contraffanno la moneta +della Regina.» + +«Tu sei un asino, carissimo zio, a dispetto degli anni che porti sulle +spalle. Non tirarmi per le vesti, o dottore, perchè sei un asino anche +tu. Per conseguenza asini tutti due.... Parlo così in via di metafora.» + +«Siete pazzo, disse il vecchio sotto voce al Lambourne, ovvero avete il +diavolo in corpo? Non volete dunque che andiamo via di qui prima d’aver +concitati su di noi gli occhi di tutto il mondo?» + +«Tu t’inganni, rispose senza curarsi di parlar sommesso il Lambourne, +nessuno ti vedrà se io non gliene do la licenza. Giuro per tutte le +potenze del Cielo, o signori, che se qualcuno di voi ha la temerità di +volger gli occhi addosso a questo vecchio galantuomo, glieli strappo +fuor della testa col mio pugnale. Dunque, vecchio compagno mio, sediti +e non pensare a malinconie. Tutte quelle persone là, sono di mia antica +conoscenza, ed incapaci di tradir nessuno.» + +«Ditemi: non fareste meglio, o Michele, a ritirarvi in uno stanzino +a parte? soggiunse Giles Gosling. Voi parlate di cose alquanto +stravaganti, e vi sono per ogni dove orecchie che ascoltano.» + +«Non me ne importa niente affatto, disse magnanimamente il Lambourne. +Io servo il nobile conte di Leicester. Ecco il vino, vôtate in giro, +maestro cantiniere; una tazza alla salute del fiore dell’Inghilterra, +del nobile conte di Leicester. Sì, del nobile conte di Leicester! +Chi ricusa di farmi ragione è un porco di Sussex, e lo sforzerò ad +inginocchiarsi mentre faremo il brindisi, dovessi tagliargli le cosce, +e farne altrettanti presciutti affumicati.» + +Nessuno ricusò di prestarsi ad un brindisi proposto di sì buona +grazia, e Michele Lambourne, cui questa nuova libagione non diminuì +ubbriachezza, continuò nelle stesse stravaganze, rinnovando lega con +quelli della brigata ch’ei conosceva, e ricevendo da tutti accoglienze +mosse da buona volontà unita a timore; perchè l’ultimo servo del conte +di Leicester, e soprattutto un uomo tal quale il Lambourne, era fatto +per eccitare così l’uno come l’altro di tai sentimenti. + +In questo mezzo, Alasco, che vedeva in tale stato di mente il suo +condottiero, pensò bene non fargli più rimostranze, e sedutosi nel +più recondito angolo di quella sala domandò una piccola misura di +vino delle Canarie, sopra di cui parve s’addormentasse, sollecito di +commettersi il men che poteva agli sguardi dell’assemblea, e di non +fare nessuna cosa, che potesse rammentare nè meno la sua esistenza al +Lambourne, il quale si pose in conversazione, a quanto sembrò, la più +animata col suo collega antico Goldthred di Abingdon. + +«Non mi credere più mai nessuna cosa, o mio caro Michele, disse il +merciaio, se non mi dà gusto il vederti quanto me ne darebbe il denaro +d’un mio avventore. So che tu puoi procurare ad un amico buon posto per +godere di una festa, o di una mascherata; inoltre tu puoi mettere una +buona parola presso il tuo nobile padrone, quando _sua Grazia_ verrà +a visitare questi paesi, ed avrà, per esempio, bisogno d’un collare +spagnuolo, o di qualche altra bagattella di tal natura. Gli dirai +allora: tien qui bottega uno de’ miei antichi amici, Lorenzo Goldthred, +che ha un bellissimo fondaco di tele rense finissime, di veli, di tele +batiste, e che soprappiù è onestissimo giovane fra quanti vivono nella +contea di Berk. Egli è tanto affezionato a vostra Signoria che si +batterebbe per lei con qualunque altro uomo della propria classe. Puoi +aggiugnere ancora....» + +«Posso aggiugnere ancora mille altre bugie; non è vero, merciaio? +rispose il Lambourne. Ebbene! non si dee stare per tema di dire una +parola di più dal far servigio ad un amico.» + +«Alla tua salute, Michele, che ti fo questo augurio di tutto cuore, +risoggiunse il merciaio. Tu puoi ancora istruirlo delle cose che sono +oggidì più alla moda. Era qui poco fa una bestia di merciaiuolo, il +quale voleva dar preferenza alla maglia di Spagna, andata or giù +d’usanza, sopra la maglia di Guascogna. E tu vedi bene quanto una calza +francese faccia spiccar meglio la gamba e il ginocchio, principalmente +se i legacci sono di bella fettuccia, screziati e ben guerniti.» + +«Ottimamente, rispose il Lambourne. Di fatto le magre polpe delle tue +gambe, con tutti quegli apparati di frange e di nastri impiastrati con +gomma, hanno la vaghezza di un fuso villereccio, cui manchi la metà +della sua lana.» + +«Ma dove è andato questo maledetto merciaiuolo? (prese a dire ad alta +voce il nostro mercante di maggiore considerazione, al quale i fumi del +vino montavano al cervello) dov’è andato? Non era qui un momento fa un +merciaiuolo? ostiere, dove diavolo si è rintanato costui?» + +«Egli si trova dove dee trovarsi un uomo di giudizio, maestro +Goldthred, rispose Giles Gosling. Rintanato, come dite voi, nella sua +stanza, fa il conto delle cose vendute oggi, e si prepara alle vendite +di domani.» + +«Venga il malanno a questo tanghero! disse il merciaio; sarebbe, +cred’io, opera buona l’alleggerirlo delle sue mercanzie. Questi malvagi +vagabondi girano i paesi con grave danno dei mercanti patentati. Anche +nella contea di Berk si trovano uomini allegri. Il vostro merciaiuolo, +ostiere mio, lungo il cammino potrebbe scontrarsi in alcuno di +questi...» + +«Oh! sì, rispose ridendo Gosling, e se una di queste persone allegre +s’abbatterà in lui, troverà con chi barattare facezie; perchè il nostro +merciaiuolo è uomo di buona complessione.» + +«Veramente?» disse il Goldthred. + +«Veramente, soggiunse l’ostiere, e posso giurarlo. Egli può dirsi in +persona il medesimo merciaiuolo, che diede a Robin-Hood quella buona +lezione, onde fu fatta la canzonetta + + «Baldo, dalla guaina + »Trasse Robin l’acciaro. + »Ma il merciaiuol del paro + »Snudò la sua squarcina, + »E botte sì autorevoli + »Al misero applicò, + »Che dal trovar suo spasso + »Nel farla da Gradasso + »Tosto Robin cessò.» + +«Ebbene dunque! ch’egli se ne vada, disse il Goldthred, non v’è nulla +da guadagnare con un uomo di questa tempera. Or dimmi, Michele, mio +caro Michele, la tela d’Olanda che mi guadagnasti ti ha profittato +bene?» + +«Ottimamente, come puoi accorgertene, rispose Michele. Ti voglio far +dare una tazza di vino per provarti la mia gratitudine. Empi il fiasco, +maestro cantiniere.» + +«Ti do avviso, Michele carissimo, che sopra simili scommesse non mi +guadagni più tela d’Olanda, disse il merciaio. Il brutale guardiano +Tony Foster si sfoga contro di te in invettive, e giura che non +metterai più il piede nella sua abitazione, perchè le sole tue +bestemmie bastano a far saltare in aria la casa d’un cristiano.» + +«Parla in sì fatta maniera di me questo ipocrita vigliacco, questo +miserabile avaro? sclamò il Lambourne. Or bene! Io voglio che in questa +sera medesima si trasferisca qui, in casa di mio zio, a ricevere i +miei ordini, e gli farò tale ammonizione che continuerà per un mese a +credersi tirato per le vesti dal diavolo, tutte le volte che udirà la +mia voce.» + +«Si vede bene adesso che il vino ha fatto il suo effetto, disse +Goldthred. Tony Foster ubbidire ad una tua chiamata! povero Michele! va +a metterti a letto. Fa a modo mio, va a dormire.» + +«Ascoltami, imbecille, disse con forza il Lambourne. Scommetto +cinquanta scudi contro i cinque primi scaffali della tua bottega, e +contro tutto quello che vi sta sopra, ch’io obbligo Tony Foster a +venire in questa osteria prima che ne abbiamo fatto tre volte il giro.» + +«Io non voglio poi fare scommesse di tale importanza (disse il +merciaio, alquanto sgomentito da una proposta che annunziava una +cognizione un po’ troppo esatta di tutti i cantoni del suo fondaco +per parte di chi la facea). Ma se ti piace, scommetterò teco cinque +scudi, che Tony Foster non lascia la sua casa per venire dopo l’ora +della preghiera a far conversazione in un’osteria, nè con te, nè con +qualsivoglia altra persona.» + +«T’ho preso in parola, disse il Lambourne; venite qui, caro zio, +tenete le poste, e ordinate subito a qualcuno dei vostri ragazzi, dei +vostri novizii d’osteria, che si trasporti sull’istante a Cumnor, +che dia questa lettera a maestro Foster, e gli dica che il suo +collega Michele Lambourne l’aspetta nel castello del proprio zio, qui +presente, per parlare seco lui d’affari di altissima importanza. Corri +presto, ragazzo, è omai notte, il tanghero va a dormire col sole per +risparmiare la candela.» + +Il breve intervallo trascorso fra l’andata e il ritorno del messaggero +fu speso tra ridere e sbevazzare. Il famiglio adunque portò per +risposta che il Foster veniva subitamente. + +«Ho vinto, ho vinto,» gridò il Lambourne, mettendo la mano sopra i +denari. + +«Non ancora, disse il merciaio impedendolo, fa di bisogno aspettare che +sia arrivato.» + +«Che diavolo! egli è già sulla soglia, soggiunse Michele. Che ti ha +egli commesso rispondermi, o giovinetto?» + +«Con buona licenza di _vostro Onore_, soggiunse quel messo, egli ha +posto la testa fuori della finestra, tenendo un moschettone fra le +mani, e dopo avergli io partecipato il vostro messaggio, cosa che ho +fatto tremando, mi ha risposto, piuttosto bruscamente che la Signoria +vostra poteva andarsene alle regioni infernali.» + +«Avrà anzi detto senza complimenti all’inferno, soggiunse il +Lambourne, perchè egli manda colà tutti quelli che non sono della sua +congregazione.» + +«Sì, signore: ha propriamente usato di queste parole, riprese a dire il +messo; ma mi è sembrata più poetica l’altra frase.» + +«Vedete un garzone di spirito! disse Michele. Tu beverai una tazza di +vino per rinfrancare la tua piva poetica. E che altro soggiunse il +Foster?» + +«Mi ha richiamato, incaricandomi dirvi, che essendo voi il quale +avevate bisogno di parlargli, potevate bene andare a casa sua.» + +«E poi?» + +«E poi ha letta la lettera, che parve lo mettesse in grande imbarazzo; +indi mi ha domandato se _vostro Onore_ era... così... allegro. Gli +ho risposto che parlavate a metà spagnuolo, come quelli che hanno +viaggiato alle Canarie.» + +«Che dici mariuolo? tu non vali una tazza a metà piena; ma tiriamo +innanzi.» + +«In ultimo ha borbottato fra i denti, che _vostro Onore_ col non andare +da lui avrebbe fatto fuggire quanto era d’uopo tenere racchiuso. Così +dicendo ha preso il suo vecchio berrettone, e si è messo addosso il +suo giustacuore turchino tutto spelato, e come vi dissi lo vedrete fra +poco.» + +«Ed è che costui dice vero, replicò il Lambourne parlando con se +medesimo; il mio sciocco cervello mi ha fatto uno dei suoi soliti +giuochi. Ma coraggio! ch’egli venga. Non ho corso sì lungo tempo il +mondo per non mi sapere liberare dagl’imbarazzi in qualunque stato +io mi trovi, o imbriaco o digiuno. Portami un fiasco d’acqua fresca, +ond’io possa battezzare il mio vino.» + +Tantochè il Lambourne, tratto, a quanto parve, dal vicino arrivo del +Foster in più mature considerazioni sul proprio stato presente, si +accigneva a riceverlo, Giles Gosling, cheto cheto, si trasferì nella +stanza del merciaiuolo. E lo trovò fortemente esagitato, e che facea +grandi passi innanzi e indietro per la camera. + +«Voi vi siete ritirato assai presto,» disse l’ostiere all’ospite. + +«E n’era ben tempo, rispose il merciaiuolo, poichè il diavolo è venuto +a stare in mezzo a voi altri.» + +«Non trovo cosa molto urbana per parte vostra, che qualifichiate di +tal titolo un mio nipote; anzi come buon parente, non dovrei nemmeno +rispondervi, benchè pur troppo sia vero che Michele possa in qualche +modo riguardarsi come un confratello di Satanasso.» + +«Ah! non parlo dell’imbriaco, replicò il merciaiuolo, ma dell’altro, +perchè posso parlarne... in somma, quand’è che partono? Qual è il fine +di questo lor viaggio?» + +«Veramente, disse l’ostiere, son tali interrogazioni, a cui non saprei +che rispondere. Ma ascoltatemi, signore. Voi mi portate un contrassegno +della memoria che il degnissimo sig. Tressiliano conserva di me. È un +bel diamante.» Prese l’anello; tornò a contemplarlo con aggradimento; +poi aggiunse, rimettendolo nella sua borsa, essere tal ricompensa al di +sopra di quanto mai potea fare per mostrarsi grato a sì rispettabile +donatore. Egli, Gosling, facea il mestiere d’albergatore, e meno che a +chiunque gli conveniva frammettersi negli affari altrui. Quel poco che +aveva potuto sapere intorno alla signora di Cumnor, lo aveva già detto; +ella continuava sempre a dimorarvi nella più compiuta solitudine; que’ +pochissimi che per caso ben raro l’avevano veduta, si accordavano +nel dipingere l’aria sua di tristezza, e il contraggenio che ella +mostrava a rimanersi così confinata. «Ma, continuò a dire l’ostiere, +se voi voleste far cosa gratissima al vostro padrone, ne avete cred’io +il più bel destro di quanti mai se ne sieno a voi presentati. Tony +Foster sta per venire in questo luogo. Noi non abbiamo bisogno che di +fare annasare al Lambourne un altro fiasco di vino, per essere sicuri +che gli ordini stessi della Regina non basterebbero a smoverlo dal +banco ov’è seduto. Voi avete adunque un’ora o due per poter fare con +sicurezza le cose. Se volete prendere con voi il vostro fardello, il +miglior fra i pretesti a mio avviso che possiate trovare è trasferirvi +alla casa del Foster; non vi sarà forse difficile l’indurre la vecchia +fantesca, sicura che il suo padrone è lontano, ad introdurvi dinanzi +alla Signora per venderle alcune delle vostre galanterie. Con questo +espediente voi potete conoscere il suo stato, meglio che non ve lo +potessimo spiegare io o qual si voglia altra persona.» + +«Ottimo, eccellente stratagemma! (sclamò Wayland, il quale, come ognun +facilmente immagina, era il merciaiuolo). Stratagemma però non immune +da pericoli; perchè... supponete un poco che tornasse a casa il Foster!» + +«Supposizione facilissima a verificarsi!» aggiunse l’ostiere. + +«Ovvero, continuò Wayland, che la signora non mi fosse molto obbligata +delle mie premure.» + +«Il che parimente è fra le cose possibili, riprese a dire Giles +Gosling. Io mi maraviglio come il sig. Tressiliano si affaccendi tanto +per una persona che lo cura sì poco.» + +«Sia in un modo o nell’altro, ho ricevuto una trista commissione, disse +Wayland, e considerando bene tutte le cose, tale disegno non mi quadra +gran fatto.» + +«In verità, sig. servitore, disse il nostro ostiere, questo è affare +del vostro padrone e non mio. Voi dunque dovete sapere meglio di +me quali sono i rischi da temersi, o fin dove siate risoluto di +cimentarli. Ma non potete sperar certamente che nessun altro si esponga +per voi, là donde vi tirate addietro voi stesso.» + +«Aspettate, soggiunse allora Wayland, ditemi solamente una cosa; il +vecchio, giunto questa sera, va egli pure a pernottare al castello di +Cumnor?» + +«Sicuramente, rispose l’oste. Il servo, che condussero seco, ha detto +aver ordine di trasportar colà il loro fardello; ma la birra ha tanto +potere sopra costui, quanto ne ha il vino delle Isole sopra Michele.» + +«Basta così (disse Wayland, prendendo un’aria risoluta), io confonderò +i divisamenti di questo vecchio scellerato. Il ribrezzo inspiratomi +dalla sua orrenda presenza comincia a far luogo all’odio che sento +contro di lui. Aiutatemi a caricarmi del mio fardello, o buon ostiere: +e tu, vecchio Albumazar, trema; vi è nel tuo oroscopo un’influenza +maligna, e viene questa dalla costellazione della grand’Orsa.» + +Nel dir ciò Wayland si pose sulle spalle la sua bottega portatile, e +guidato dall’albergatore, uscì per una porta di dietro, prendendo il +cammino men frequentato che conduceva a Cumnor. + + + + +CAPITOLO III. + + V’ha di tai merciaiuoli che valgono + meglio di quanto v’immaginate, sorella + mia. + + _Novella del verno. Atto IV._ + + +Nel tempo che Tony Foster pensava ad eseguire appuntino le +raccomandazioni per più riprese fattegli dal Conte, era parimente +sollecito di conciliarle colle proprie massime insociabili, e colla +propria avarizia. Onde nell’assestare all’uopo che richiedevasi +la sua casa, pose maggior arte ad evitare di farsi scorgere, che +ad assicurarsi da una molesta altrui curiosità. Perciò in vece di +procacciarsi molti servi che vegghiassero alla sicurezza del deposito +affidatogli, e alla difesa dell’abitazione, aveva cercato anzi col +tener poca gente al suo servigio di sconcertare i calcoli dei curiosi. +Quindi, eccetto il caso che si trovasse a Cumnor qualcuno del seguito +di Varney o del Conte, un vecchio servo, e due altre vecchie fantesche, +le quali si prestavano agli ufizi più abbietti degli appartamenti della +Contessa, erano le sole persone impiegate nella famiglia. Fu una di +queste due vecchie, che aperse la porta, allorchè Wayland picchiò; +ed essa corrispose con sole ingiurie alla domanda fattale dall’altro +di potere in persona offerire le sue mercanzie alle signore che ivi +abitavano. Ma il merciaiuolo trovò un espediente onde pacificarla col +lasciarle scorrere fra le mani una moneta d’argento, e col prometterle +in dono un pezzo di drappo da farsi un vestito, semprechè la padrona di +casa comperasse da lui qualche cosa. + +«Dio ti benedica, perchè la vesta che ho è tutta in minuzzoli. Fa +d’introdurti disinvoltamente col tuo fardello dentro al giardino, +poichè la signora vi sta ora a diporto.» Lo guidò ella stessa, ed +additandogli una vecchia conserva da piante esotiche abbandonata: +«Vedila là, figlio mio. Ella farà buone compere quandochè le convengano +le tue mercanzie.» + +«Ella mi lascia solo (cominciò a far queste meditazioni Wayland, +allorchè udì che la vecchia partitasi da lui chiudeva la porta del +giardino). Mi toccherà uscirne alla meglio che potrò. — Vado io a +procacciarmi un presente di bastonate? — Uccidermi! non oseranno +uccidermi per sì poco ed in una sera tanto chiara. — In somma non è più +tempo di tornare addietro. Andiamo. Un buon generale non dee pensare +alla ritirata, che quando si vede vinto. — Scorgo due donne dalla parte +di quel vecchio edifizio. In qual modo mi farò a parlar loro? Proviamo. +William Shakespeare, sii tu il mio soccorritore in tal congiuntura. +Canterò un pezzo dell’_Autolico_.» Allora con voce forte e sicura +intuonò questa cotanto nota strofetta. + + »Bella, bella mussolina, + »Bianca al par di neve alpina! + »Veli neri come l’ali + »D’uccellacci sepolcrali! + »Guanti degni della mano + »Delle spose del Sultano! + »Mascherine mezze, e intere, + »Buone ai furti del piacere! + +«Che cosa è questa novità? Il caso ne manda cose straordinarie, o +Giannina. Comprendi tu nulla?» disse la Contessa. + +«Signora, rispose Giannina, egli è uno di quei mercanti di vanità +mondane, detti merciaiuoli, che spacciano le loro inutilità con canzoni +ancora più inutili. Ben mi maraviglio, che la vecchia Dorca l’abbia +lasciato passare.» + +«Anzi è una fortuna, ragazza mia, disse la Contessa; noi meniamo qui +una vita tanto noiosa, avremo forse di che distrarci per qualche +momento.» + +«Dite bene, mia graziosa signora; mio padre però!...» + +«Ma non è padre di me, o Giannina, e non è neanco mio padrone. Dunque +fa avanzare quest’uomo. Mi abbisognano appunto molte bagattelle.» + +«Se è per questo bisogno, riprese a dire Giannina, basta lo facciate +sapere, colla prima lettera che gli scrivete, al vostro sposo, e purchè +le cose di cui mancate si possano trovare in Inghilterra, non tarderete +certamente ad averle. Diversamente, ci accadrà qualche disastro. Ve ne +supplico ancora, mia buona padrona, permettete che ordini a quest’uomo +d’andarsene.» + +«E voglio anzi che tu gli dica di presentarsi a me. — Ma no: fermati, +mia buona fanciulla; andrò verso lui io medesima per evitarti +rimproveri.» + +«O mia cara signora, piacesse a Dio che non vi fosse da temere +null’altro!» disse mestamente Giannina, intantochè la Contessa dicea ad +alta voce a Wayland: + +«Accostati buon uomo, e disfà il tuo fardello. Se ne porti mercanzie di +buona qualità, benediremo entrambe la fortuna che qui ti condusse.» + +«Di qual cosa abbisogna la Signoria vostra?» disse Wayland intanto che +apriva la sua bottega portatile, e faceva la dimostrazione delle cose +contenutevi, con tanta maestria che l’avresti detto merciaiuolo di +condizione fin dalla prima sua giovinezza; benchè per vero dire nelle +diverse trasformazioni della vagabonda sua vita avesse professato anche +questo mestiere. Nè si stette dal far l’encomio delle proprie merci +colla scioltezza ordinaria alla gente di tal condizione, nè si mostrò +ignaro della grand’arte di assegnarne il prezzo. Tornò in ultimo a +ripetere: «Di che abbisogna la Signoria vostra?» + +«Di che abbisogno? disse la Contessa. In verità, considerando che +da sei lunghi mesi in qua, non ho comprato per mio uso un’_auna_ di +tela rensa o batista, nè la menoma bagattella, credo stare meglio a +me l’interrogarti: _che cosa hai da vendere?_ Metti da parte questo +collare e queste maniche di tela batista, queste frange d’oro a doppio +giro guernite di tocca... e questa mantellina di colore scarlatto non +ti piace, Giannina?» + +«Se mi permettete dirvi il mio parere, rispose Giannina, direi che la +ricchezza pregiudica alla grazia del lavoro.» + +«Non te ne intendi, figlia mia, disse la Contessa. Per tua penitenza, +porterai tu stessa questa mantellina, e i bottoni d’oro massiccio +consoleranno tuo padre, e lo faranno più indulgente sul colore +scarlatto del drappo. Osserva però ch’egli non li levi per mandarli a +far compagnia agli _angeli_ d’oro che tien prigionieri entro il suo +scrigno.» + +«Ardirei io pregare la Signoria vostra a far risparmio del mio povero +padre?» + +«Oh pei risparmi, lasciamoli fare a lui, che è tenerissimo de’ +risparmi,[2] replicò la Contessa. Ma torniamo alle nostre spese; io +prendo questa guarnizione da testa, e questo spillone d’argento fornito +di perle. Giannina, metti a parte quanto basta del drappo men fino che +vedi lì, onde Dorca e la sua compagna Alison si facciano due vesti. +Povere vecchie! nel venturo verno si ripareranno meglio dal freddo. +Or dimmi un poco (voltasi di nuovo al merciaiuolo) non hai essenze, o +sacchetti profumati, o boccettine da odore di nuova foggia?» + +«Se fossi un vero merciaiuolo, avrei trovato la mia fortuna,» pensò +Wayland fra se stesso mentre rispondeva alle inchieste che la Contessa +volgevagli con vivacità, una addosso all’altra, coll’ardore di giovane +persona priva da lungo tempo d’intertenimento cotanto gradevole. Egli +avrebbe voluto condurre i discorsi a più importanti considerazioni. Ma +come farlo? Mostrandole allora tutto il fornimento che avea d’essenze e +profumi, per conciliarsi maggior attenzione da lei, trasse il proprio +dire alla seguente osservazione: che tali merci aveano pressochè +raddoppiato di prezzo dopo i magnifici apparecchi, cui stavasi intento +il conte di Leicester per ricevere nel maestoso suo palagio di +Kenilworth la Regina e la Corte. + +«Ah! disse con forza la Contessa, questa voce è dunque fondata, o +Giannina?» + +«Certamente, o signora, rispose Wayland; e mi fa maraviglia che ciò non +sia giunto alle orecchie di vostra Signoria. La Regina d’Inghilterra +passerà una settimana di questa estiva stagione fra le feste e i +piaceri che sta allestendole il Conte. Quanti dicono che sono vicini, +il nostro paese ad avere un Re, ed Elisabetta d’Inghilterra, Dio la +benedica sempre! uno sposo prima che finisca la state.» + +«Chi parla così mente con impudenza,» sclamò la Contessa, +impazientitasi oltre ogni dire. + +«Per amor del Cielo, mia Signora, acchetatevi, soggiunse Giannina, +fattasi tutta tremante. E chi fa attenzione alle notizie date da un +merciaiuolo?» + +«Sì, Giannina, sclamò la Contessa, tu hai ragione di rimproverarmi. +Tali ciance, intese ad oscurare la fama del più chiaro, del più nobile +fra i Pari dell’Inghilterra non possono trovare credito e spaccio che +presso persone abbiette ed infami.» + +«Voglio morire, o Signora (disse Wayland che vedea la collera della +Contessa tutta scaricarsi sopra di lui), voglio morire se ho fatto +nulla che possa meritarmi questi rimproveri. Ho detto solamente ciò che +pensano alcune persone.» + +In questo mezzo, la Contessa erasi composta a tranquillità, e fatta +cauta dai suggerimenti di Giannina, cercava sbandire da sè ogni +apparenza di mal umore. Onde voltasi a Wayland, sì gli disse: «Mi +spiacerebbe, buon uomo, se la nostra Regina abbiurasse il titolo di +vergine sì caro a tutti i suoi sudditi: accertati che non accadrà nulla +di quanto ti fecero credere». Poi studiosa di cambiare discorso: «Che +cosa è la mistura ch’io vedo custodita con tanto riguardo nel fondo di +questa scatoletta di argento?» soggiunse ella esaminando l’interno d’un +cofanetto, entro cui si trovavano, ordinati in cassettini disgiunti, +vari profumi e droghe. + +«È un rimedio, o signora, contro un’infermità, di cui come spero non +avrete mai a lagnarvi. Una dose di questa pomata, non più grossa d’un +pisello, inghiottita nel durare d’una settimana, fortifica il cuore +contro i vapori neri prodotti dalla solitudine, contro la tristezza, +contro una passione infelice, o una speranza delusa....» + +«Impazzite ora? si fece a dire vivacemente la Contessa; ovvero credete +che per aver io avuto la bontà di comperare a prezzo esorbitante le +vostre cattive mercanzie, potrete d’ora in avanti farmi credere quanto +vi verrà nella mente? Ove si è mai detto che le affezioni del cuore +potessero essere vinte da rimedi amministrati alla parte fisica del +nostro corpo?» + +»Salvo l’onorevole vostro beneplacito, vi dirò, nobile Signora, ch’io +sono un galantuomo, e che vi ho venduto a moderato prezzo le mie +mercanzie. In quanto spetta a questo prezioso rimedio, nel vantarvene +la virtù, non vi ho già consigliato a comperarlo. Nè tampoco vi +guarentisco che valga a risanare da una malattia di spirito fortemente +radicata; cosa che possono operare Dio solamente ed il tempo. Pure +vi sostengo, che il mio balsamo dilegua i vapori neri che nascono +nel corpo, come parimente la tristezza che opprime l’animo. Con +questo rimedio guarii diversi, e cittadini e cortigiani, e fra gli +altri ultimamente il nobile sig. Edmondo Tressiliano, gentiluomo di +Cornovaglia, che i cattivi trattamenti, mi fu detto, di una giovane da +lui teneramente amata, aveano ridotto a tale estremo di tristezza, onde +si temesse per la sua vita.» + +Qui si fermò; e la Contessa si tenne per qualche tempo in silenzio, poi +con tuono di voce, che invano ella tentava di rendere intrepido e qual +di persona indifferente, gli chiese: + +«E questo infermo da voi curato, presentemente ha riacquistata la +salute del tutto?» + +«Sta assai meglio, rispose Wayland; almeno non soffre più mali fisici.» + +«Voglio provare questo rimedio, o Giannina, disse la Contessa; anch’io +soggiaccio ad assalti di questa nera malinconia che offusca la mente.» + +«No del certo, fu presta a dire Giannina; qual certezza avete voi che +le droghe di questo mercante non sieno pericolose?» + +«Sarò io medesimo mallevadore della mia buona fede,» disse Wayland, ed +inghiottì alla loro presenza una parte di quel rimedio. La contessa +ne comperò il rimanente; poichè le osservazioni fatte da Giannina per +dissuaderla da ciò, non valsero che a confermarla nel suo disegno. +Anzi in quell’istante medesimo ne assaggiò la prima dose, assicurando +sentirsi già il cuor sollevato, e risorta in sè la naturale gaiezza, +effetti che giusta ogni apparenza non erano che nell’accesa sua +immaginazione. Raccolte allora tutte le cose acquistate, consegnò la +sua borsa a Giannina, raccomandandole di pagare il merciaiuolo, intanto +ch’ella, quasi parendole d’essersi anche di soverchio allettata in +quell’intertenimento, augurò la buona sera al venditore, e ritornò con +aria indifferente al castello, sicchè non rimase speranza a Wayland di +parlarle oltre in privato. Ei tentò nondimeno di procurarsi qualche +schiarimento maggiore da Giannina. + +«Mia giovinetta, diss’egli, la tua fisonomia indica, che tu debba amar +molto la tua padrona. Ella di fatto ha grande bisogno del tuo fedele +servigio!» + +«E ben ella lo merita. Ma a qual proposito dici questo?» + +«Figlia mia, io non sono propriamente quel tale che comparisco essere,» +disse, abbassando la voce, Wayland. + +«Doppia ragione per non crederti un onest’uomo!» rispose Giannina. + +«Anzi doppia ragione, soggiunse Wayland, per credermi tale, giacchè non +son io un merciaiuolo!» + +«Vattene tosto di qua, disse Giannina, o corro a chiamar gente in +soccorso. Mio padre dovrebb’essere già di ritorno.» + +«Non fare questa pazzia, rispose Wayland, perchè te ne pentiresti. Io +sono fra gli amici della tua padrona. Ella ha bisogno di acquistarne +altri ancora, e non di perdere per tua colpa quelli, su i quali già può +far conto.» + +«Qual prova vorresti darmi di ciò?» fu pronta a chieder Giannina. + +«Guardami in volto, e dimmi se non leggi in questi lineamenti l’aspetto +d’un onest’uomo.» + +Di fatto, benchè il nostro artefice fosse lontano dall’esser bello, +pure scorgeasi nella sua fisonomia l’acutezza d’un ingegno inventivo, +che unita ad occhi vivaci e pieni di brio, ad una bocca ben fatta, ad +un modo gentil di sorridere, dava sovente grazia e vezzo a lineamenti +irregolari di lor natura. + +Giannina lo contemplò qualche tempo con quello sguardo scaltrito, +che è proprio del suo sesso, poi gli rispose: «O amico mio, ad onta +della buona fede di cui ti vanti, e benchè io non abbia la sapienza di +leggere libri della natura di quelli che ora mi vorresti presentare, +credo vedere in te qualche cosa, che sta fra il merciaiuolo, ed il +vagabondo.» + +«Eh! un pochettino forse anche di questo! disse Wayland sorridendo; ma +ascoltami; questa sera o domani mattina arriverà qui un vecchio, in +compagnia di tuo padre. Egli ha il passo leggiero del gatto, l’occhio +fino e maligno del sorcio, i modi carezzevoli del can di Spagna, e la +ferocia del mastino. Guardati da lui, e per il tuo bene, e per quello +della tua padrona. Guardati da lui, bella Giannina; egli nasconde il +veleno dell’aspide sotto la pretesa innocenza della colomba. Non saprei +dirti al giusto qual delitto egli mediti, ma la malattia e la morte gli +tengono dietro. Non dir nulla di tutto ciò alla tua padrona. La mia +esperienza m’insegna che nel suo stato il timore di un male può esserle +dannoso quanto il male medesimo. Abbi cura ch’ella faccia uso del mio +specifico. Sappi (continuò egli abbassando la voce e con tuono solenne) +che è un antidoto contro il veleno. Stiamo ad ascoltare; Essi entrano +nel giardino.» + +Di fatto si udiva un bisbiglio, in mezzo a cui distinguevansi voci di +smodata allegria ed altre più serie e robuste. Wayland, a questo primo +sentore s’appiattò in fondo d’una folta macchia, e Giannina si nascose +nel vecchio edifizio delle piante esotiche per non esser veduta, e +affine di nascondere per allora le compere che avea fatte dal preteso +merciaiuolo; del rimanente ella non aveva alcun motivo d’inquietarsi +per se medesima. + +Il padre di lei, il vecchio servo del lord Leicester, entrarono +nel giardino tumultuando, e posti nel più grande imbarazzo dal +Lambourne, al quale il vino aveva affatto volta la testa. Cercavano +di acchetarlo, ma invano; perchè costui aveva inoltre la bella sorte, +che quando il vino lo prendeva, non si lasciava infine vincere dal +sonno, come è solito degli altri imbriachi. Ma egli era uno di quelli +che si reggevano lungo tempo sotto l’influenza del liquore di Bacco, +sintantochè a furia di libagioni cadono in una indomabile frenesia. +Diverso inoltre il Lambourne dalla maggior parte degl’imbriachi, che +perdono la libertà de’ moti e delle parole, egli al contrario nello +stato d’ebbrezza parlava con più enfasi e più scioltamente che mai +nol facesse, oltrechè raccontava tutte quelle cose, che a mente sana +avrebbe voluto non lasciar traspirare all’aria medesima. + +«E che? gridava Michele con tutta la forza de’ suoi polmoni, non farete +voi altri una festa al mio arrivo, non farete gozzoviglie in onore di +me che conduco nel vostro canile la fortuna in sembianza d’un cugino +del diavolo? d’un cugino del diavolo, che ha virtù di cambiare i pezzi +d’ardesia in buone piastre di Spagna? Accostati, Tony _Brucia-Cataste_, +papista, puritano, ipocrita, avaro, libertino, demonio impastato +di tutti i peccati mortali, accostati e prostrati dinanzi a chi ti +condusse il _Mammone_ che adori.» + +«In nome di Dio! parla sommesso, disse il Foster; entra in casa, avrai +vino, avrai quello che saprai domandare.» + +«No, vecchio tanghero; voglio averlo qui, gridava a tutta voce lo +spadaccino, qui _al fresco_, come dicono gl’Italiani. Se sarò matto a +bere fra due muraglie, avendomi vicino questo diavolo d’avvelenatore, +che mi farebbe soffocare fra i vapori dell’arsenico o dell’argento +vivo! Varney m’ha insegnato a non fidarmene.» + +«In nome di tutti i diavoli! dategli vino,» disse l’alchimista. + +«Ah! ah! che tu ci metteresti poi il condimento! non è vero, vecchio +ghermitore? Sicuramente! ci troverei il verde rame, l’elleboro, il +vitriolo, l’acqua forte, e vent’altri ingredienti diabolici, che +fermenterebbero nella mia povera testa, come il filtro che le vecchie +streghe fanno bollire nelle loro caldaie per chiamare a sè il diavolo. +Dammi il fiasco tu stesso, vecchio Tony _Brucia-Cataste_, e guarda +che sia vino fresco, e che non fosse mai riscaldato a quel focolare, +dove furono arrostiti i vescovi in questo paese. Ovvero aspetta che +Leicester sia Re se vuol esserlo! Bene! e Varney, lo scellerato +Varney! gran Visir. Ottimamente per mia fede! E che cosa poi sarò io? +Imperatore. Sì signori, l’imperatore Lambourne. Vedrò questa divinità +che costoro hanno imprigionata qui pei loro segreti piaceri. Voglio +che ella venga questa sera a vôtarmi da bere, e a mettermi la mia +berretta da notte. Che cosa può farsi un uomo di due mogli, fosse egli +venti volte Conte? Rispondi a questo, Tony, figlio mio, vecchio cane, +ipocrita, reprobo, che Dio cancellò dal libro della sua grazia, vecchio +fanatico, bestemmiatore, intenditore di vescovi, rispondi a tutto +questo.» + +«Or ora gl’immergo fino al manico il mio coltello nel ventre,» disse +Foster a voce bassa e fremendo di collera. + +«Per l’amor di Dio! non commettiamo violenze, disse l’Astrologo, ce +le farebbero pagar care. Su via, Lambourne, mio buon amico, vuoi tu +trincare con me alla salute del nobile conte di Leicester e di Riccardo +Varney?» + +«Certo! mio vecchio Albumazar, certo! mio bravo venditor di veleni. Io +ti abbraccerei, onestissimo violatore della legge Giulia (come dicono a +Leida) se tu non avessi addosso un esecrabile odore di solfo e d’altre +infernali droghe di tal natura. Andiamo dunque, son pronto. Alla salute +di Varney e di Leicester, delle due menti più nobilmente ambiziose di +tutta l’Inghilterra, dei due increduli più profondi e più simulatori, +più sublimi e più maligni, più... basta. Non dirò altro; ma chiunque +ricuserà darmi ragione!... Giur’al Cielo gli pianto il mio stilo nel +cuore. Andiamo, miei buoni amici.» + +Così parlando il Lambourne terminò di trangugiar la bevanda versatagli +dall’Astrologo, la quale non era già vino, ma liquor distillato +che costui ebbe in pronto da sostituire. Onde il nostro Michele +incominciava un giuramento, allorchè gli cadde di mano la tazza vôta. +Mise la mano all’impugnatura della sciabola, ma non ebbe forza per +tirarla fuori; barcollò e cadde privo di moto e di sensi fra le braccia +dei famigli, che portatolo nella sua stanza, lo adagiarono sul letto. + +In quel generale bisbiglio, Giannina, senza che alcuno la vedesse, +raggiunse la camera della padrona. Tremava ella siccome foglia, +risoluta nullameno nel suo animo di celare alla Contessa i terribili +sospetti che le parole del Lambourne le avevano inspirato: tanto più +che tali timori, comunque non le apparissero ancora perfettamente +schiariti, troppo s’accordavano coi suggerimenti del merciaiuolo. Onde +confermò la Contessa nel disegno di prevalersi dello specifico datole +dal medesimo; consiglio, che ella forse non avrebbe mai insinuato senza +gli avvenimenti di recente accaduti! + +Nè i propositi del Lambourne sfuggirono certamente a Wayland, +appiattato, come dicemmo, dietro la macchia, ed il quale era in istato, +meglio assai che Giannina, di assegnar loro il giusto valore. Si sentì +commosso da forte compassione in osservando che una donna vezzosa +quanto lo era la giovane Contessa, e già da lui conosciuta in seno +alla domestica felicità, fosse così abbandonata alle trame di una +banda di scellerati. Aggiugnevasi che l’abborrita voce di quell’antico +padrone, da lui temuto ed odiato del pari, gli risvegliava nell’animo +commozioni conformi a questi due sentimenti. Fidato grandemente nella +propria destrezza, e nei modi ancora che possedea per adoperarla, +concepì adunque il disegno di scoprire in quella sera medesima tutte +le fila dell’orrendo arcano, e di salvare l’infelice prigioniera, se +ne era anche in tempo, fattosi pronto ad affrontare qualunque rischio +che andava unito al compimento d’un’idea sì generosa. Alcune fra le +parole fuggite al Lambourne nel forte del costui delirio, lo trassero +la prima volta a mettere in dubbio, se il Varney operasse unicamente +per proprio conto nel corteggiare la giovine bellezza, e nel cercare di +cattivarsene l’affezione. Diversi romori intendevano a far credere, che +questo zelante servo fosse stato soccorrevole in altre amorose tresche +al padrone; per lo che venne il pensiero a Wayland, che il medesimo +conte di Leicester potesse anche essere il protagonista dell’orrido +dramma. Comunque non avesse alcun motivo di supporre che la figlia del +cavaliere Robsart fosse già maritata col Conte, ben vedea come una +tresca ancorchè passaggiera con una donzella posta nel grado di Amy, +diveniva un segreto d’altissima importanza, la cui rivelazione avrebbe +portato fatali conseguenze a questo favorito di Elisabetta. + +«Quand’anche il Leicester, dicea Wayland fra se stesso, titubasse a +valersi di modi violenti per estinguere sì fatte voci, ha al fianco +tai malandrini, che gli presterebbero il reo servigio senza aspettarne +l’assenso. S’io voglio adunque frammettermi in questa bisogna, mi è +d’uopo prender l’esempio del mio antico maestro, allorchè componeva +la sua diabolica manna, cioè mettermi una maschera al volto. Domani +adunque abbandonerò Giles Gosling, e cambierò dimora così spesso come +una volpe inseguita. Vorrei ben rivedere ancora questa giovinetta +puritana: ella è sì avvenente, e se non m’inganno sì fornita d’ingegno, +che non direbbesi mai primogenitura di quello schifoso, scellerato uomo +di Tony _Brucia-Cataste_.» + +Si recò pertanto a prender congedo da Giles Gosling, che non fu per +vero dire scontento di vederlo partire. L’onesto pubblicano scorgeva +cosa sì pericolosa il contrariare i voleri d’un favorito del Conte di +Leicester, che bastava appena la sua virtù per sostenerlo in sì fatta +prova. Non risparmiò ciò nonostante proteste di buona volontà, e della +sua premura di prestare, occorrendone il bisogno, a Tressiliano o al +di lui messo que’ soccorsi tutti, che fossero stati compatibili collo +stato suo di pubblicano. + + + + +CAPITOLO IV. + + »Ambizion se frettolosa troppo + »La vetta aggiunga, dall’opposta banda + »Del pendio discosceso alfin dirupa. + _Shakespeare._ + + +Le splendide feste che stavano per celebrarsi a Kenilworth erano +già divenute l’argomento de’ discorsi che faceansi da ognuno +nell’Inghilterra. Tutta dovizia di cose atte a render più deliziosi +alla regina Elisabetta que’ giorni che le sarebbe piaciuto dimorare nel +castello del suo favorito, venne adunata, e d’ogn’intorno dell’isola, +e dal Continente. Intanto il Leicester progrediva ogni dì maggiormente +nelle buone grazie della Regina. Sempre a fianco di lei ne’ consigli, +ben ascoltato nell’ore consacrate ai passatempi della Corte, accolto +in qualsivoglia istante coi contrassegni della massima intrinsichezza, +era il Leicester la speranza di tutti coloro, che avevano grazie da +chiedere alla Sovrana: ricercato da tutti i ministri delle corti +straniere, che in nome de’ loro monarchi gli largheggiavano delle +più lusinghiere dimostrazioni d’affetto, egli era, giusta il dire +cortigianesco l’_alter ego_ dell’orgogliosa Elisabetta, impaziente a +quanto credevasi dell’istante favorevole per collegarselo al poter +supremo con fargli dono della sua mano. + +Nel mezzo di tante prosperità, questo favorito della Regina e della +fortuna era forse l’uomo il più infelice che si vivesse in quel regno +di cui sembrava l’arbitro ed il dominatore. Egli aveva certamente al +di sopra delle sue creature la sovranità data da ingegno, e vedea +cose, che ad esse fuggivano. Niuno al pari di lui conoscea l’indole +della Sovrana; siccome quegli che aveva fatto un unico studio di +indagarne ad un tempo le singolarità e le virtù, studio che unito ai +poderosi espedienti di quella sua mente abilissima, e al lustro che +gli crescevano le esterne sue prerogative, valse a sollevarlo in tanto +favore. Ma questo medesimo conoscimento ch’egli aveva dell’indole di +Elisabetta gli facea temere, ad ogni piè sospinto, qualche disgrazia +rovinosa e non aspettata. Il Leicester somigliava a nocchiere, che +avendo innanzi agli occhi la carta su di cui stanno delineati tutti i +punti della via da trascorrersi, scorge nel medesimo tempo gran numero +di secche, di scogli coperti, e di scogli a fior d’acqua; onde tutto il +vantaggio ritratto da sì inquietante schiarimento è la certezza, che in +un prodigio soltanto sta la speranza di uno scampo. + +Di fatto, la regina Elisabetta aveva un’indole stranamente impastata +di maschia fortezza d’animo, e di tutte quelle debolezze, che sono di +consueto il retaggio del sesso, cui perteneva. Gran profitto traevano +i sudditi dalle virtù che in questa Regina superavano di gran lunga +i difetti; ma quanto ai cortigiani, ed alle persone che le stavano +intorno, trovavansi di sovente esposte ai capricci e alle violenze +d’uno spirito per sua natura geloso e dispotico. + +Tenera madre verso i suoi popoli, ella era ad un tempo verace figlia di +Enrico VIII; e benchè i patimenti da lei sofferti in giovinezza, e le +cure di un’ottima educazione avessero compresse e modificate in essa +le inclinazioni che si portava seco col sangue, queste non si potevano +dire sradicate. + +«Lo spirito di una tal donna (così esprimevasi sir John Harrington, +che l’aveva avuta in matrina al fonte battesimale, e ch’ebbe a vicenda +occasioni di provarne l’affabilità e i mali umori), lo spirito di una +tal donna era il più delle volte siccome un vento leggiero, che in una +mattina estiva sen venga dall’occidente; dolce e soave a tutti quelli +che la circondavano; i discorsi di lei guadagnavano ogni cuore; ma +giugnevano istanti, in cui credendo ella scorgere qualche disobbedienza +o mancanza di rispetto, prendea quel tuono che palesava compiutamente +di chi fosse figlia. Il sorriso di lei era come dolce calor di sole, di +cui ciascuno si contende l’influenza gradevole; ma tantosto sorgeva la +burrasca preceduta da oscure nubi, e il fulmine cadeva indistintamente +sopra d’ognuno[3].» + +Tale mobilità di carattere, nè lo ignorava il Leicester, era sopra +tutto formidabile per coloro che le avevano inspirato qualche +sentimento di affetto; perchè il credito, frutto di tal sentimento +medesimo, non lo era così di servigi indispensabili, che que’ favoriti +prestar potessero alla corona. Perciò la grazia conceduta al Burleigh, +o al Walsingham, benchè al di sotto, quanto allo sfarzo, di quella onde +godeva il Leicester, era fondata manifestamente sul senno e non sul +capriccio di Elisabetta: laonde questi cortigiani non temevano le fasi +dell’incostanza da cui erano ad ogni istante minacciati coloro, pei +quali i primi meriti ai favori della Regina si stavano in prerogative +esterne, e nelle inclinazioni d’un cuore femminile. + +Que’ grandi e saggi ministri non venivano giudicati se non se in +proporzione degli espedienti di stato che suggerivano, e delle massime +onde affortificavano i partiti per essi posti nelle adunanze del +consiglio. Al contrario il buon successo dei disegni formati dal +Leicester dipendeva da tutti que’ venti leggieri ed incostanti di +capriccio o di umore, che contrariano o favoriscono i progressi di un +amante nel cuore della sua donna; ed era Elisabetta tal donna, che +offeriva ai propri adoratori altro scoglio, cioè il timore continuo che +era in lei di dimenticare la propria dignità, e di compromettere il +poter di Regina coll’ascoltare di troppo le inclinazioni connaturali al +suo sesso. + +Le spine che circondavano il possedimento del favore d’una tale amante +ben comprese erano dal Leicester; ed allorchè spiava egli intorno di sè +quai modi avesse per conservarsi in uno stato sì precario, ovvero, (che +a ciò pur meditava) di scenderne senza pericolo, poca speranza egli +vedea di buon esito, così ad un partito come all’altro appigliandosi. + +Ora gli erano altissimo argomento di considerazione il segreto suo +maritaggio e le conseguenze che ne sarebbero derivate. E preso da +amarezza contro di se medesimo (ch’ei certamente non potea concepirne +contro la sfortunata Contessa), si rampognava d’essersi gettato +nell’impossibilità di fondare sopra salde basi il proprio potere collo +stringere un nodo inconsiderato, ed attribuiva a questa, così chiamata +da lui, sconsigliata passione il pericolo di una vicina caduta. + +«Ognuno dice, così ragionava egli in questi momenti di perplessità +e di pentimento, ch’io potrei sposare Elisabetta, e divenire re +d’Inghilterra. Ogni contrassegno sembra annunziarlo. Non si fa menzione +nelle ballate fuorchè di queste nozze desiderate ansiosamente dal +Pubblico. Se ne favella ne’ ginnasi; i predicatori le raccomandano +dai pulpiti; esse son quanto l’un dice all’orecchio dell’altro fin +nelle stanze d’udienza della Regina. Si prega che tal maritaggio si +verifichi nelle chiese dei calvinisti del Continente; fino i nostri +uomini di Stato ne han fatto parola nel Consiglio. Niuna ammonizione +è venuta a frenare sì arditi propositi, intorno ai quali la regina +Elisabetta ha dismessa la consueta sua protesta di voler morir vergine. +Ella conosce l’esistenza di tali romori, nè mai si mostrarono ver +me più affabili i suoi detti, più graziosi gli atti, più soavi gli +sguardi. Niuna cosa sembra mancare a che io divenga re d’Inghilterra, +ed a che trattomi finalmente al sicuro dall’incostanza delle corti, io +m’impadronisca di questa corona regale, gloria dell’universo. E sarà +dunque, allor quando io potrei stendere più ardimentosa la mano per +impadronirmene che questa mano medesima si vedrà incatenata da un nodo +segreto ed indissolubile. Ecco, diceva egli impazientemente, ecco le +lettere di Amy che mi persegue colle sue incessanti inchieste, ond’io +pubblicamente la riconosca, e renda giustizia a lei, a me, e non so a +chi! Quanto a me ho ben fatto finora tutt’altro che rendermi giustizia. +Ed Amy mi parla come se Elisabetta fosse presta ad ascoltare la notizia +di tal mio maritaggio colla contentezza di una madre alle nozze d’un +figlio prediletto! Elisabetta quella figlia di Enrico VIII, la cui +collera non risparmiò giammai uomini o donne che la contrariassero ne’ +suoi disegni! Che direbbe ella all’atto di scorgere maritato quell’uomo +che con una simulata passione la trasse in tanto inganno da confessare +ella stessa il proprio amore verso di un suddito? Quell’uomo che si +fosse fatto giuoco di lei, come potrebbe un cortigiano prendersi +trastullo d’una povera contadina! Oh! ben vedremmo allora quanto una +femmina furibonda sappia operare!» + +Fermandosi in sì fatte meditazioni chiamava Varney, e lo chiedeva di +consigli, assai più di quanto il facesse in addietro, poichè spesse +volte da tal consigliere lo aveva allontanato il ricordarsi gli avvisi +che contro tal segreto nodo avea posti in campo. La conclusione +di questi intertenimenti era sempre il deliberare sul modo di far +comparire a Kenilworth la Contessa. Risolvettero, finchè poterono, far +ritardare la partenza della Regina, ma alla perfine una conclusione +divenne necessaria. + +«Elisabetta non sarà certamente paga a men di vederla. Non so +s’ell’abbia concepiti alcuni sospetti, come mel fanno presagire i miei +timori, o se il Sussex o alcun altro de’ miei segreti nemici s’adoprino +a ricordarle sovente la supplica di Tressiliano; ma certamente in mezzo +alle espressioni di bontà con cui ella è solita ad onorarmi, la storia +di Amy Robsart si frammette frequentemente. Io credo che Amy sia la +schiava postami dalla cattiva sorte dietro il mio carro per umiliare i +miei trionfi nel momento il più glorioso per me. Suggeriscimi qualche +espediente, o Varney, per sottrarmi da passo cotanto arduo. Ho fatto +per differire queste maledette feste tutte le obbiezioni, che con +qualche apparenza di convenevolezza, potevano essere messe innanzi; +ma l’abboccamento ch’ebbi oggi colla Sovrana non mi permette omai di +commettermi fuorchè alla sorte. Ella mi ha detto con tuono di dolcezza +sì, ma ad un tempo risoluto. — Noi non vogliamo più, sig. Conte, +lasciarvi tempo a fare apparecchi per timore che andiate del tutto in +rovina. Sabbato, giorno nove del mese di luglio, saremo in casa vostra +a Kenilworth. Vi preghiamo non dimenticare alcuno degli ospiti, pei +quali mostrammo desiderio: ci sta a cuore soprattutto conoscere la +donna, che ha potuto preferire al poeta Tressiliano il vostro servo +Riccardo Varney. — Dunque, Varney abbi ricorso alla tua fantasia che +mi è stata utile le tante volte; perchè come è vero ch’io mi chiamo +Dudley, le disgrazie predette nel mio oroscopo incominciano finalmente +a minacciarmi.» + +«Nè vi sarebbe qualche modo di persuadere a Milady l’esser contenta +di sostenere per alcuni istanti la parte oscura cui circostanze del +momento l’astringono?» disse il Varney dopo aver esitato per qualche +tempo. + +«Che osi dire, o scellerato? La mia Contessa passar per tua moglie! Ciò +non può accordarsi nè col mio, nè col suo onore.» + +«Oimè! Milord, rispose il Varney, pur non è conosciuta sott’altro nome +dalla Regina. Col toglier questa d’errore si andrebbe a rischio di +scoprir tutto.» + +«Pensa qualch’altro espediente, disse agitato oltre ogni credere +il Conte; cotesto che tu proponi non può giammai essere all’uopo. +Ammetti ancora ch’io condiscendessi, non vi sarebbe mai l’assenso +della Contessa; perchè debbo farti sapere, o Varney, che Elisabetta +sul proprio trono non ha tanto orgoglio quanto ne ha questa figlia +d’un gentiluomo oscuro della contea di Devon. Dolce, pieghevole nelle +circostanze ordinarie, in tutte quelle, ov’ella creda scorgere il suo +onore compromesso, l’indole ne è accensibile e violenta al par della +folgore.» + +«Ne abbiam fatto prova, o signore, e se tale non fosse la sua indole, +non ci troveremmo ora in questo impiccio. Non so ora a qual altro +stratagemma ci resti ricorrere. Mi sembra poi che la persona dalla +quale scaturisce il pericolo, dovesse mostrarsi, quand’è in suo potere, +sollecita di allontanarlo.» + +«Ti ripeto che è impossibile (risoggiunse il Conte facendo tal gesto, +che proibiva al Varney fino il pensare a tale divisamento). Non conosco +forza, d’autorità o di lusinghe, che inducesse mia moglie a portare il +tuo nome nemmeno un istante.» + +«La cosa per altro è alquanto scabrosa,» disse il Varney con tuono +tronco, e senza fermarsi su di tale argomento. Poi soggiunse: «Se si +trovasse qualch’altra persona da sostituirle! Tai giuochi di mano sono +andati a buon termine sotto gli occhi d’altri monarchi antiveggenti +quanto lo è la Regina Elisabetta.» + +«Tu perdi il cervello, o Varney, rispose il Conte: la falsa Amy +dovrebbe sostenere il confronto di Tressiliano, e ne diverrebbe +inevitabile lo scoprimento.» + +«Si potrebbe allontanare Tressiliano dalla Corte,» disse allora senza +esitare il Varney. + +«E con quai modi?». + +«Con quai modi? Un personaggio posto nella vostra condizione ne ha +infiniti per allontanare dalla scena un uomo, che incessante nello +spiare i vostri segreti, vi è divenuto un pericolosissimo oppositore.» + +«Non voglio udirmi parlare di tal genere di espedienti politici, o +Varney, disse il Conte. Poi nel caso in cui siamo non gioverebbero +a nulla. Possono esservi alla Corte molte altre persone che abbiano +veduta Amy, e mancando Tressiliano, non si starebbero dal far venire +il padre di lei o alcuni de’ suoi amici. Cerca ancora qualch’altro +stratagemma nella tua immaginazione.» + +«Signore, io non so più qual cosa proporre, ma so bene che se mi +trovassi in una perplessità qual si è quella dell’animo vostro, +correrei volando a Cumnor, e costringerei mia moglie ad acconsentire a +quegli espedienti, che la sua e la mia sicurezza chiedessero.» + +«Non posso, allora soggiunse il Conte, costringerla a cosa, che +ripugnerebbe alla nobiltà della sua indole. Troppo, così operando, mi +mostrerei ingrato all’amore ch’ella ha per me!» + +«Ebbene, o signore, rispose Varney, voi siete un uomo nel quale onore +e saggezza vanno del pari. Non vi dirò dunque che questi scrupoli +delicati son da romanzo, e non possono aver corso fuorchè in Arcadia, +come lo ha scritto il nipote vostro Sydney. Ma permettete un’altra +osservazione ad un vostro umilissimo servo, il quale ebbe finor la +fortuna di vedere non disdegnata nemmeno dalla Signoria vostra la poca +cognizione ch’egli si acquistò vivendo nel mondo. Vorrei sapere se +in questo felice nodo che unisce a voi la figliuola di sir Robsart, +l’obbligazione maggiore sia dal canto vostro, o da quello della +Signora, e qual dei due abbia maggiori motivi di usar compiacenza, e +prendere in esame i desiderii, la convenienza, la sicurezza dell’altro.» + +«Ti ripeto, Varney, disse il Conte, che quanto fu in mio poter di +concederle, non fu merito mio, ma pagato al di là dalla sua virtù non +minore in lei della bellezza. Ah! no: fra le persone pervenute ad alto +stato, non fuvvi giammai altra creatura più capace di ornarlo e di +abbellirlo.» + +«È una gran fortuna, o signore (riprese a dire Varney con quel suo +sorriso sardonico, che ad onta de’ riguardi di rispetto non era sempre +in suo potere il frenare), è una gran fortuna che ciò tanto vi appaghi! +Voi avrete tutto il tempo di bearvi con sì deliziosa compagna, però +spirato il termine di una prigionia, forse proporzionata al delitto di +aver delusi gli affetti di Elisabetta Tudor. Voi non isperate, cred’io, +di scontarlo a più lieve costo!» + +«Spirito infernale! Osi tu schernirmi sulla sventura in cui m’avvolgo? +rispose il Leicester. Aggiusta le cose, come ti parrà meglio.» + +«Se dite davvero, o signore, convien sull’istante portarsi a briglia +sciolta a Cumnor,» replicò il Varney. + +«Vacci tu stesso, o Varney. Il demonio ti ha compartito quel genere +d’eloquenza, che fa più impressione allorchè si tratta una cattiva +causa. La mia fronte tradirebbe la bassezza della mia anima se ardissi +proporre sì fatta frode. Vattene, dico, hai d’uopo ancora ch’io +t’aggiunga sproni per compiere il mio disonore?» + +«Per servirvi non ho d’uopo di sprone, o Milord. Ma se volete +seriamente affidarmi l’incarico di far gradire a Milady un espediente +divenuto unico ed indispensabile, fa di mestieri mi diate uno scritto, +che presso la nobile mia padrona mi faccia vece di credenziale. +Assicuratevi poi, che io sosterrò questo partito con quanto è in me +d’eloquenza. Porto sì ferma opinione dell’amore che la Contessa nudre +per la Signoria vostra, e della inclinazione ch’è in essa a far tutto +quanto possa tornare a vantaggio del suo sposo, per non dubitar punto +ch’ella non acconsenta a portare per alcuni giorni un nome umile come +il mio, tanto più che per antichità non cede in nessuna parte a quello +della famiglia Robsart.» + +Il Leicester prese tutto quanto occorrevagli per iscrivere, ed +incominciò per la Contessa due o tre lettere, che stracciò senza +terminarle. Finalmente scrisse alcune righe slegate e disordinate, +colle quali supplicava, per cagioni che riguardavano il proprio onore +e la propria vita, la sua Amy a voler portare il nome di Varney per +quel solo tempo che duravano le feste di Kenilworth. Aggiugnea che lo +stesso Varney le avrebbe comunicati questi motivi onde si rendea tanto +necessario sì fatto inganno. Dopo avere sottoscritta e suggellata la +lettera, la gettò sopra la tavola, facendo tal gesto che intimava al +Varney di partir sull’istante, e che questo consigliere intese a prima +vista. + +Leicester rimase siccome uomo impietrito fintantochè udì lo scalpitar +de’ cavalli; perchè il Varney senza nemmeno indugiare quant’era +d’uopo per cambiar di vestito, salì in sella, e seguito da un solo +servo s’avviò a tutta briglia verso la contea di Berk. Udito questo +rumore, il Conte si alzò precipitosamente, e s’affacciò alla finestra, +venuto sull’istante in idea di rivocare l’indegno messaggio di cui +aveva incaricato l’uomo, che a confessione stessa del Leicester, +non possedeva alcuna sorte di virtù, eccetto l’affezione per chi lo +proteggea. Ma il Varney era già lontano tanto da non poter neanco +udirne la voce, e l’aspetto del firmamento seminato di stelle, +riguardato in quel secolo siccome il libro del destino, stolse il Conte +da una risoluzione che sarebbe stata più degna di lui. + +«Eccoli che seguono il taciturno lor corso (dicea il Conte trattosi +alla contemplazione del Cielo), eccoli questi astri, il cui possente +influsso è sentito da tutti gli abitatori del nostro Pianeta. Se gli +astrologi non mentiscono, ecco la crisi de’ miei destini! S’avvicina +l’ora, l’ora per me di sperare e di temere ad un tempo, come mi fu +predetto. Re si fu la parola. — Ma in qual modo? — La corona di +Elisabetta! Da questo lato ogni mia speranza si dileguò. — Ebbene! io +la rinunzio. Le ricche province dei Paesi Bassi mi domandano per loro +capo, e se Elisabetta non si opponesse mi offrirebbero la corona di +que’ Paesi. — E non ho io forse diritti al diadema?... anche entro il +regno? Se Elisabetta venisse a morire, non appartengo io alla famiglia +degli Huntingdon?... Ma asteniamoci dall’addentrarci maggiormente in sì +rilevanti misteri. È d’uopo che per qualche tempo ancora, io continui a +guisa di fiume sotterraneo il mio corso nell’oscurità e nel silenzio. +Verrà giorno che mi mostrerò con tutto l’apparato della mia forza, e +trascinerò meco tutto quanto si opporrà al mio passaggio.» + +Intantochè il Leicester cercava ingannare la sua coscienza medesima col +presentare a se stesso l’aspetto di una pretesa politica necessità, +e s’avvolgea per tal modo fra i lusinghevoli sogni dell’ambizione, +il perfido suo ministro aveva abbandonato la Corte e la città per +trasferirsi in tutta fretta al suo destino. Nè meno del Conte il +Varney si era sollevato ad altissime speranze. Costui di fatto avea +condotto al punto cui voleva il padrone, che discoprivagli, come +ben vedesi, i lati più reconditi del proprio cuore, e si prevalea +dell’opera di quest’uom detestabile, persino nel mantenere le più +intrinseche corrispondenze colla sposa. Divisò dunque il Varney, +che per l’avvenire il suo protettore non potesse più, nè far senza +di lui, nè ricusar di secondarne le inchieste, comunque si fossero +sragionevoli; onde se la _disdegnosa signora_, tal era il predicato con +cui solea, fra se stesso e con Foster, qualificar la Contessa, se la +_disdegnosa signora_ condiscendea finalmente alla domanda dello sposo, +egli, Varney divenutone il marito supposto, divorava colla mente la +futura condizione a se favorevole in modo cotanto straordinario, da +non vedere omai limite alcuno alla propria autorità.... nè ravvisava +perfin difficile l’ottenere un trionfo, cui agognava, primeggiando fra’ +sentimenti infernali che lo stimolavano quello di vendicare i sofferti +disprezzi. Ma in mezzo a tali speranze non trascurava il ribaldo di +meditare all’altra possibilità di trovare Amy affatto renitente ad +accettar la parte che le si voleva assegnare nel dramma di Kenilworth. + +«Alasco, diceva egli, farà se ciò accade il suo ufizio; ed una +infermità sarà il colore onde scusare presso Elisabetta la negligenza +posta dalla signora Varney nel venire a tributarle omaggio in persona. +Oh sì! e sarà, cred’io, una lunga e pericolosa malattia, se la Regina +continua a riguardare milord Leicester con occhio sì favorevole. Non +rinunzierò già di leggieri a divenire il favorito di un Monarca. +Trotta, mio buon palafreno. L’ambizione, la sete di piacere e di +vendetta conficcano i loro stimoli nel mio cuore, come io nel polveroso +tuo fianco gli sproni. Trotta, trotta, mio buon palafreno, e il diavolo +raddoppi la nostra velocità.» + + + + +CAPITOLO V. + + «Perchè colei, che un giorno + »Fu vita tua, disdegni? + »Del padre mio al soggiorno + »Chè non lasciarmi allor? + »Ah! invano, invan di lagrime + »Quest’occhi miei van pregni; + »Nè mai tanto durevole + »Tua lontananza amara, + »Ch’io più non son, rischiara, + »Barbaro, nel tuo cor! + (_Il castello di Cumnor_ + di W. Giulio Mickle). + + +Le più leggiadre signore de’ nostri giorni avrebbero certamente trovato +nella contessa di Leicester, oltre all’avvenenza ed alla giovinezza, +due qualità che a buon diritto le meritavano un grado fra le persone +distinte. Noi la vedemmo nel suo intertenimento col merciaiuolo +manifestare una grande propensione alla compera di cose inutili, ed +avidità verso tutte quelle graziose inezie, che appena possedute +perdono tutto il vezzo. In oltre le piaceva assai lo spendere molto +tempo nell’adornarsi, comunque la ricca varietà del suo aggiustamento, +nel luogo ov’era, non le giovasse che a procacciarsi o lodi per metà +satiriche dalla scrupolosa Giannina, ovvero solamente l’approvazione +di que’ due occhi brillanti, che vedeano riflettuto dallo specchio il +proprio splendore. La contessa Amy per vero dire potea sulla leggerezza +de’ propri gusti allegare in iscusa l’educazione solita in que’ giorni +a darsi alle fanciulle, la quale non era fatta per inspirare la volontà +dell’applicazione a giovani menti per natura leggiere e nemiche dello +studio. Se questo eccessivo diletto per l’adornarsi non fosse stato in +Amy, avrebbe potuto anche nella casa paterna fare tappezzerie o ricami, +e decorare de’ lavori delle proprie mani le pareti e le suppellettili +del castello di Lidcote, ovvero distrarsi da tai cure col preparare +un grosso podingo a sir Ugo quando tornava da caccia. Ma Amy non avea +preso genio di sorte alcuna nè al telaio, nè all’ago, nè alla lettura. +Ella avea perduta in sua fanciullezza la madre: il padre non osava +contraddirle cosa veruna; Tressiliano, unico che sarebbe stato capace +di coltivarne lo spirito, molto si danneggiò appunto nell’animo di lei +accettando con troppa sollecitudine il ministerio d’esserle precettore. +Perchè accadde che questa giovinetta, la cui vivacità e la cui +indolenza non trovavano mai opposizione, si avvezzò a riguardarlo con +una specie di timore, e con un rispetto, mal concorde con que’ soavi +sentimenti, che Tressiliano avrebbe voluto inspirarle. Così preparato +il cuore d’Amy, ognun vede quanto fosse esposto a cedere al primo +assalto, e quanto dovesse cattivarsi l’immaginazione della fanciulla il +Leicester e per nobiltà di esterno portamento, e per grazia di modi, e +per accorte lusinghe, prima ancora ch’ella avesse in lui conosciuto il +favorito della ricchezza e del potere. + +Le frequenti visite che il Conte fece a Cumnor ne’ primi momenti delle +nozze contratte con Amy, le rendeano sopportabili la solitudine ed il +ritiro, cui si vedea condannata. Ma dacchè queste visite si diradarono, +e fecero luogo a lettere di scusa, le quali, oltre al non contener +sempre espressioni di tenero affetto, erano generalmente laconiche, il +mal umore e i sospetti cominciarono ad introdursi in questi splendidi +appartamenti, che l’amore aveva preparati alla bellezza: ed ella il +dava troppo a divedere nelle risposte che faceva al Leicester, colle +quali, adoperando più di franchezza che d’accorgimento, lo pregava +finalmente a liberarla da quell’oscura prigionia col pubblicarne +solennemente il maritaggio; ed ordinando i suoi argomenti con quella +sola destrezza che in lei trovavasi, credeva renderli più efficaci col +calor delle suppliche. Talvolta pure li mescolava di rimproveri, di cui +il Leicester pensava aver qualche motivo di lamentarsi. + +«Non l’ho io fatta Contessa? diceva questi a Varney: ben mi sembra +ch’ella potrebbe aspettare per prenderne il titolo e lo stemma +quell’istante, in cui ciò mi fosse gradevole.» + +Ma la contessa Amy contemplava sotto tutt’altro aspetto le cose. + +«Che mi giova, ella dicea, d’avere di fatto il grado e gli onori di +Contessa, se nessuno lo sa, se mi vedo costretta a vivere oscura, +prigioniera, lontana da ogni consorzio, ed esposta a vedere ogni +giorno ingiuriata la mia fama? Poco mi cale di queste perle, che tu, +o Giannina, frapponi ogni dì alle mie trecce. Ti dico bene, che nel +castello di Lidcote io non avea che a mettere una rosa novella ne’ +capelli, ed il padre mio mi chiamava presso di lui per contemplarla più +da vicino, il vecchio curato sorridea, il buon Mumblazen vi trovava +qualche allusione _blasonica_. Ora eccomi ornata d’oro e di pietre +preziose, che sembro un reliquiario, nè vi sei che tu, o Giannina, per +ammirare tutto questo mio aggiustamento. A Lidcote vi si trovava anche +il povero Tressiliano... ma gli è inutile oggi il parlarne.» + +«Di fatto, mia signora, tutto ciò è inutile in giornata, rispose +la grave Giannina, e per vero dire mi fate talvolta desiderare di +non ve ne udire parlar sì sovente, e, perdonatemi, con qualche +inconsideratezza.» + +«Le tue rimostranze mi sembrano fuor di stagione, o Giannina; io sono +libera, benchè in questo momento si voglia tenermi incatenata, sicchè +mi si direbbe piuttosto una schiava straniera che la sposa d’un Pari +dell’Inghilterra. Te lo ripeto, Giannina: amo il mio sposo; l’amerò +fino all’ultima mia ora, nè potrei cessar dall’amarlo, quand’anche il +volessi, e perfino s’egli giugnesse a dimenticarmi... Dio solo vede +s’io sia pur serbata a quest’ultima disavventura. Ma ciò nonostante, +lo dico con franchezza, sarei stata più felice col rimanermi a +Lidcote; avessi anche dovuto divenire la sposa del povero Tressiliano, +e sostenere lo sguardo malinconico, e la farragine delle dottrine +di cui egli avea piena la testa, e delle quali m’importava sì poco. +Egli soleva però dirmi, che se mi fossi data a leggere i libri suoi +prediletti, siccom’egli me lo consigliava, sarebbe venuto tempo, in cui +trovarmi molto contenta di avere abbracciati i suoi suggerimenti.... +Oh! credo, Giannina, che questo tempo sia giunto.» + +«Mia signora, soggiunse allora l’ancella, ho comperato per voi alcuni +libri da uno zoppo, che li vendeva sulla piazza del mercato, e che mi +guardò in un modo bene ardimentoso, ve ne assicuro.» + +«Vediamoli, Giannina, disse la Contessa, ma soprattutto ch’essi non +siano di que’ tuoi libri puritani!... E di che trattano questi qui, +mia devota compagna? _Smoccolatoio per un candeliere d’oro! Fascetto +di mirra e d’isopo per purgare un’anima inferma! Tazza d’acqua della +valle di Bacca! Le volpi e le fiaccole!_ Che nome dai tu a questo +guazzabuglio, o mia cara?» + +«Oh Dio! signora, era mio debito prima di tutto il mettervi innanzi +agli occhi la _Grazia_, ma se poi la rifiutate, non so che dirvi: +eccovi componimenti teatrali, e poesie, a quanto penso.» + +La Contessa cominciò con aria di trascuratezza il suo esame aprendo +parecchi volumi, divenuti omai sì rari, che uniti insieme, sarebbero +oggidì un tesoro per qualche dilettante d’ogni antichità bibliografica. +Eranvi il _libro di cucina stampato da Riccardo Lant, i passatempi +del popolo, il castello della Scienza_ ec.... ma tal genere di +letteratura, non maggiormente che il primo si confaceva al gusto di +Amy. D’improvviso un calpestio di cavalli si fece udir nella Corte. La +Contessa, levatasi con gioia, abbandonò il noioso intertenimento di +scartabellare in questa preziosa raccolta, e lasciando cadere molti +libri sul pavimento corse alla finestra, sclamando: «Egli è Leicester! +il mio nobile Conte, il mio Dudley! Ogni calpestio del suo cavallo +rimbomba a guisa di suono armonioso.» + +Videsi qualche bisbiglio nella casa, e il Foster, con +quell’accigliamento ch’eragli solito, entrò nella stanza della Contessa +per dirle, che Riccardo Varney dopo aver corso tutta la notte giugneva +portando ordini del suo signore, e chiedendo di essere sull’istante +presentato a Milady. + +«Varney vuol parlar meco! Ebbene! avrà da arrecarmi notizie del Conte. +Introducetelo tosto.» + +Varney entrò nell’appartamento, ove stavasi seduta Amy, adorna di tutta +la sua naturale avvenenza, e di tutti i novelli fregi aggiunti dalla +ricchezza, dalla eleganza del semplice suo abito, e dalle cure datesi +da Giannina nel farli meglio spiccare. Ma il migliore adornamento di +Amy era la bella capigliatura, che ondeggiava in leggiadrissime anella +attorno ad un collo bianco siccome quello di un cigno, e sopra un seno +che la concetta speranza di rivedere lo sposo aveva agitato, colorando +di un animato vermiglio tutti que’ vezzosi lineamenti. + +Il Varney se le presentò in quell’abbigliamento medesimo con cui aveva +in tal giorno accompagnato il suo padrone alla Corte, sicchè lo spicco +dell’abito facea strano chiaroscuro col disordine d’aggiustamento +prodotto da un viaggio sì precipitoso, intrapreso di notte e per +cattivi sentieri. Leggeansi sulla costui fronte l’inquietezza +dell’animo e l’imbarazzo proprio di chi debbe annunziar cose che +non crede dover essere ben accolte, ed è nondimeno costretto dalla +necessità ad eseguire con tutta sollecitudine l’assuntosi ministerio. +A tale aspetto spaventata subito la Contessa, sclamò: «Voi mi arrecate +notizie di Milord, o Varney! Gran Dio! Sarebb’egli infermo?» + +«No, Milady, per grazia del Cielo, soggiunse il Varney. Calmatevi +adunque, e permettetemi di riprender fiato prima ch’io adempia il mio +messaggio.» + +«Non voglio indugi, o signore, rispose la Contessa. Conosco i vostri +artifizi; e poichè il fiato vi ha sostenuto a condurvi fin qui, vi +potrà sostenere ancora nel raccontarmi quello che avete da dirmi, o +almeno per darmene succintamente una idea.» + +«Signora, rispose il Varney, non siamo qui soli, ed il messaggio di +Milord non riguarda che voi.» + +«Lasciatene, Giannina, e voi pure signor Foster, diss’ella, ma rimanete +nella stanza contigua in modo di udir la mia voce.» + +Il Foster pertanto e Giannina obbedirono agli ordini di milady +Leicester, ritirandosi nel prossimo vestibolo. Allora la porta della +stanza fu chiusa accuratamente a chiave ed a catenaccio. Il padre +e la figlia rimasero al di fuori, il primo con feroce e sospettosa +attenzione, l’altra coll’animo diviso fra il desiderio di conoscere +la sorte della sua padrona, e la cura di pregare il Cielo per la +salvezza della medesima. Si sarebbe detto che lo stesso Tony Foster +avesse qualche sentore delle idee in cui stavasi immersa la mente di +sua figlia, perchè attraversò l’appartamento, e prendendone la mano le +disse: «Tu hai ragione, prega, Giannina, prega il Cielo: tutti abbiamo +gran bisogno di pregarlo, e qualcuno di noi più degli altri. Orerei io +medesimo, se non volessi porgere orecchio a quanto succede là entro: +qualche disastro si prepara, o mia cara figlia. Sì veramente: qualche +disastro è vicino. Dio ci perdoni i nostri peccati, ma questo arrivo +subitaneo del Varney non mi presagisce nulla di favorevole.» + +Era questa la prima volta, in cui Giannina intendesse dal padre +simili detti, che doveano in vero renderla diffidente, e sollecitarne +l’attenzione a tutto quanto avveniva in quel soggiorno del mistero. +La paterna voce sonava all’orecchio di lei siccome quella funesta di +un gufo, che pronostica lutto e sventure. Fisò ella gli occhi alla +porta con tale ansietà d’animo, come se da un istante all’altro avesse +aspettati accenti d’orrore, o spettacoli di spavento. + +Nondimeno le cose erano tuttavia affatto tranquille, e le persone che +parlavano nella contigua stanza il faceano con voce tanto sommessa, +che non se ne poteano distinguere le parole. Se non che, tutto +all’improvviso, si udirono alcuni detti pronunziati affrettatamente, +indi la voce della Contessa, che col tuono della più veemente +indignazione esclamò: «Apritemi la porta, o signore, ve lo comando: +apritemi la porta. Non è tempo di repliche, (continuò ella coprendo +colle sue grida la voce soffocata di Varney, che però per più riprese +si fece ascoltare). Temerario! Uscite, vi dico. Giannina, chiamate +gente in soccorso. Foster, atterrate la porta. Uno scellerato mi +trattiene a forza. Adoperate leve ed accette, sig. Foster: vi starò per +mallevadore io medesima.» + +«Non farà mestieri di ciò, o signora, (disse finalmente Varney +in modo da essere inteso); e quando vogliate palesi a tutto il +mondo gl’importanti segreti di Milord ed i vostri, io non pretendo +impedirvelo.» + +Vennero tolti i catenacci e aperta la porta; onde Giannina ed il padre +di essa si lanciarono nella stanza ansiosi di sapere i motivi che +produssero queste reiterate esclamazioni. + +Entrati appena, trovarono il Varney in piedi innanzi alla porta, che +digrignava e presentava nella fisonomia i sentimenti, fra loro opposti, +della rabbia, della vergogna e del timore ad un tempo. La Contessa +stavasi nel mezzo dell’appartamento, siccome giovane pitonessa invasata +da fuoco profetico. + +Le vene turchine della sua bella fronte si erano enfiate per la +violenza che fatto avea nel gridare. Rossi al par di scarlatto il +collo e le guance, gli occhi sfavillanti d’ira, lanciavano sguardi +simili a quelli che un’aquila prigioniera manda sopra coloro cui non +può avventarsi dalla sua gabbia. Se fosse ragionevole l’immaginare +una delle tre Grazie agitata dalle Furie, nulla esprimeva meglio +tal fantasia siccome il volto d’Amy, in cui si univano nel medesimo +punto e quanti vezzi, e quanti sentimenti di sdegno, di disprezzo, di +alterezza, di rabbia sia possibile l’ideare. I gesti e l’atteggiamento +d’Amy corrispondevano alla sua voce, al suo sguardo, e mostravano un +aspetto maestoso e seducente ad un tempo; tanto la forza della passione +aveva accoppiato naturale avvenenza a sublimità. All’atto istesso dello +schiudersi la porta, Giannina era corsa inver la padrona, e Foster, +benchè a passi più lenti che non la figlia, pur sollecitandosi più che +d’ordinario, si avvicinò a Varney. + +«In nome della verità! che accadde alla Signoria vostra?» chiese +Giannina alla Contessa. + +«In nome di Satanasso, che le avete voi fatto?» disse Foster al suo +amico. + +«Chi? io? (rispose Varney colla testa bassa e di mal umore). Ho dovuto +comunicarle gli ordini del suo sposo, e se a questi non si vuole +uniformare Milady, sa meglio di me che le convenga rispondere.» + +«Giannina, ne chiamo in testimonio il Cielo! disse la Contessa, il +traditore ha orrendamente mentito; egli non può che mentire, poichè +dice cose che oltraggiano l’onore del mio nobile sposo; mentisce +doppiamente, perchè le parole di costui non sono intese che a favorire +un disegno esecrabile quanto impossibile ad effettuarsi.» + +«Voi mi avete inteso male, o signora (disse il Varney ricorrendo ad una +specie di sommessione). Ma lasciamo tale argomento, finchè sia calmata +la vostra collera. Allora vi soddisferò su tutti i punti.» + +«Non te ne verrà mai l’uopo, disse ella a Varney. Mira quest’uomo, o +Giannina. Egli è ben abbigliato, l’esterno suo è d’un gentiluomo; ed è +venuto qui per farmi credere essere intenzione, anzi comando assoluto +del mio legittimo sposo, ch’io parta seco lui per Kenilworth, e che là +alla presenza della Regina, de’ nobili della Corte, del mio consorte +medesimo io riconosca lui, lui che spazzola i vestiti, che pulisce +gli stivali, lui dico, lo staffiere di Milord, ch’io lo riconosca per +mio signore, per mio marito! Gran Dio! Dovrei io stessa fornire armi +contro di me, quando vado ad implorare i miei diritti, il mio grado? +rinunziare alla fama di onesta persona, rinunziare a prendere la mia +sede fra le rispettabili matrone della nobiltà Inglese?» + +«Voi la udite, Foster! e voi Giannina la udite! (disse Varney +profittando di quell’istante di silenzio); voi la udite nel momento +medesimo della sua collera. Non mi rimprovera ella fuorchè un +divisamento suggerito dal nostro buon padrone nella lettera che sta ora +fra le sue mani, un divisamento comandato dalla necessità di custodire +un certo segreto.» Allora il Foster tentò di porsi in mezzo con +quell’aria autorevole ch’ei giudicava conforme al grado affidatogli in +quella casa. + +«Sì, o signora, debbo confessare che vi lasciaste condurre da +troppo impeto in tal circostanza. Simile frode non è tutte le volte +riprovevole, e semprechè venga adoperata a buon fine. Non altrimenti il +patriarca Abramo finse che Sara gli fosse sorella, allorchè andarono +insieme in Egitto.» + +«Non vi nego questo, disse la Contessa, ma Dio per riprovare sì fatta +impostura commessa dal padre del suo popolo, si valse fin della voce +del pagano Faraone. Vergognatevi di non leggere la Scrittura se non +se per citare, a guisa d’esempi, quelle cose che vi sono proposte, in +vece, siccome avvertimenti.» + +«Ma con vostra buona licenza, risoggiunse il Foster, Sara non si oppose +alla volontà del suo sposo; e fece anzi quanto le venne ingiunto da +Abramo col nominarsene la sorella, così per l’interesse del marito come +per quello della propria anima, che la troppa avvenenza delle forme +poneva in pericolo.» + +«Oh! il Cielo mi perdoni ora un inutile sdegno! replicò la Contessa, ma +tu sei un ipocrita ardimentoso quanto colui è un mentitore impudente. +Potrò io creder giammai che il nobile Dudley abbia approvato il disegno +di disonorarmi! Egli è in cotal modo che calpesto co’ piedi questa +lettera infame... S’egli ne è veramente l’autore, io ne cancello per +sempre la rimembranza.» + +E in ciò dire lacerò di fatto la lettera di Leicester, calpestandola +co’ piedi nell’eccesso del suo disdegno, quasi volesse annichilarne +fino i più piccioli rimasugli. + +«Siatemi testimoni, disse il Varney, ripigliando il suo tuono di +sicurezza, siatemi testimoni, ch’ella ha lacerata la lettera di Milord, +immaginandosi di far ricadere sopra di me un disegno che partì dal +volere del suo medesimo sposo. Ella vorrebbe che fossi io solo il +colpevole, quando in tutto questo non ho verun personale interesse.» + +«Tu menti ognor più, o abbominevole ribaldo (disse la Contessa ad +onta degli sforzi, che per costringerla al silenzio facea Giannina, +sfortunatamente presaga che tanto impeto non le gioverebbe se non se +a fornir armi contro di se medesima). Tu menti. Non m’impedir ch’io +parli, o Giannina. Dovesse questo essere l’ultimo mio detto, egli +mente! Egli si prefiggea, sappiatelo, uno scopo infame, e vi sarebbe +corso più apertamente, se il mio sdegno mi permettea di conservare più +a lungo il silenzio che lo aveva incoraggiato da prima a discoprire le +scellerate sue mire.» + +«Signora, disse il Varney (preso da grave confusione, che la sua +medesima sfrontatezza non gli valse a nascondere) vi prego a credere +che prendeste abbaglio.» + +«Crederò piuttosto che sia notte in pieno meriggio. Ho io forse +dimenticato ogni cosa? Non rammento io certi tuoi artifizi, che, se +Milord gli avesse saputi, ti avrebbero meritato una morte degna di chi +ti somiglia anzichè la sua intrinsichezza? O perchè non sono io un uomo +per soli cinque minuti? Questo tempo mi basterebbe per costrignere un +vile tuo pari alla confessione della propria scelleratezza. Ma vattene. +Esci di qui. E dì al tuo padrone, che quand’anche mi sentissi capace +di tenermi all’obbrobriosa via, in cui mi porrebbe necessariamente +l’impostura, che osi dire da lui suggerita, cercherei dargli un rivale +meno immeritevole di questo titolo. Oh! puoi accertarlo che nol +soppianterebbe almeno un vil salariato, le cui glorie si stanno nel +far la caccia agli abiti di Milord prima che sieno del tutto usati, nè +atto a sedurre che una qualche giovane di contado coll’eleganza di un +nastro nuovo, aggiunto opportunamente ad un paio di scarpe vecchie del +suo padrone. Vattene, dissi, esci di qui. Io ti disprezzo, quanto mi +vergogno di sdegnarmi contro un ente obbrobrioso quale ti sei.» + +Varney abbandonò quella stanza dando a divedere ne’ moti della +fisonomia la cupa rabbia che gli premea l’animo. Lo seguì il Foster, +che comunque non avesse una coscienza facile ad atterrire, si trovò +soprappreso da questo torrente d’indignazione impetuosa, uscito dalle +labbra d’una giovane, che si era mostrata insino allora di tempra +dolcissima, e assai indolente per altra parte onde si potesse crederla +capace di nudrire un pensiero di sdegno, o di pronunziarne un accento. + +Il Foster si fece come ad inseguire di appartamento in appartamento il +Varney, addossando interrogazioni ad interrogazioni, alle quali non +rispose l’altro sintantochè non furono alla vecchia biblioteca, di cui +già il lettore ha fatto pratica. Colà giunto il favorito di Leicester, +si volse al vecchio Puritano, e gli parlò con una certa sicurezza, +perchè pochi istanti bastavano a costui, avvezzo a comandare ai +movimenti del proprio animo, per ricuperarne la fermezza e ricomporsi. + +«Tony, diss’egli, usando dell’ironia a costui famigliare, non vo’ +negartelo, la donna e il diavolo, i quali, come te lo potrà confermare +il tuo oracolo, Holdforth, ingannarono l’uomo sin dalla creazione del +mondo, hanno quest’oggi trionfato della mia saggezza. Questa piccola +Furia aveva modi cotanto seducenti, ebbe l’arte di contenersi con tanta +naturalezza tutto il tempo da me impiegato a comunicarle il messaggio +di Milord, che finalmente (odilo in pace), ho creduto potere lasciare +andar qualche parola anche per me. Costei crede ora aver la mia testa +sotto la sua cintura, ma l’ha sbagliata d’assai. Dov’è il dottore +Alasco?» + +«Nel suo laboratorio, disse il Foster: è questa l’ora in cui non se +gli può parlare. È d’uopo lasciar trascorrere il mezzogiorno, se non +vogliamo distruggere l’effetto de’ rilevanti suoi studii, o a meglio +dire, divini.» + +«Sì, egli studia la divinità del diavolo, disse Varney, ma semprechè io +voglia vederlo, tutte le ore sono a proposito. Conducimi dunque al suo +_Pandemonio_.» + +«Sì,» disse il Varney, e con quel passo trepidante di chi sta per +precipitare l’esecuzione d’orribil disegno, seguì Foster, che lo guidò +per traverso a corritoi, dei quali la maggior parte stava per cadere +in rovina, sino all’appartamento sotterraneo occupato in allora dal +chimico Alasco. Fu in questo luogo medesimo, che qualche tempo prima +un abate di Abingdon delirante per le scienze occulte, avea con grande +scandalo del suo convento messo un laboratorio, ove pari ad altri +insensati di questo secolo perdè e gli anni e molte somme di denaro +nella ricerca di un grande segreto. + +Tony Foster fermatosi dinanzi alla porta, che era con diligenza chiusa +al di dentro, mostrò di nuovo grande titubazione. Ma Varney che non +dividea coll’altro gli scrupoli, a furia di grida e di ripetuti colpi +all’uscio, trasse il saggio da’ suoi lavori. Alasco aperse dunque +lentamente, e a ritroso. Gli occhi di costui si vedeano accesi, ed +offuscati soltanto dal calore e dai vapori usciti del lambicco, su +di cui prima stavasi meditando. L’interno di quella cella offeriva +alla vista di chi vi entrava un confuso miscuglio di sostanze fra +loro eterogenee, e di arnesi misteriosi. Il vecchio allora borbottò +impazientemente tai detti: + +«È dunque deciso, che ad ogni momento io debba essere distolto dagli +affari del Cielo per que’ della Terra?» + +«Per que’ dell’Inferno, soggiunse il Varney, perchè quello è l’elemento +che ti si conviene. Foster, abbiamo d’uopo che tu assista alla nostra +confabulazione.» + +Il Foster entrò a passi lenti in quell’antro seguito dal Varney, che +chiuse la porta dietro di sè. Ma lasciamo questi tre scellerati che +stanno deliberando, per venire alla contessa Amy, che col disdegno e +il timore dipinti su quel bel viso andava innanzi e indietro pel suo +appartamento. + +«Scellerato, traditore, vile artefice d’iniquità! Ma io l’ho +smascherato, Giannina! Aspettai che il serpente svolgesse dinanzi a me +tutte le spire entro cui raggruppavasi, e mi comparve strisciando in +tutta la sua laidezza. Ho repressi i moti della mia collera in modo, +che mi sentiva scoppiarne io medesima per lo sforzo, ma gli ho repressi +fintantochè m’abbia egli scoperto il fondo del suo cuore più nero +degli abissi. E tu, o Leicester, avresti potuto per un solo istante +rinnegare i diritti legittimi che ho sopra di te, o cederli tu stesso +ad un altro? Ma egli è impossibile. Tutto fu menzogna quanto venne da +quell’uomo infame. Giannina, io non voglio rimanermi più lungo tempo in +questo luogo. Temo Varney, temo tuo padre. Sì, Giannina, lo dico con +ispavento, temo tuo padre, ma soprattutto questo abominevol Varney. +Voglio fuggire da Cumnor.» + +«Oh Dio! Signora, e dove vorreste voi fuggire? Quai modi sono in voi +per sottrarvi da queste mura?» + +«Nol so nemmen io, Giannina (disse la sventurata Amy, sollevando gli +occhi al cielo e giugnendo le mani) nol so nemmen io ove mi fuggirò, +nè quai modi mi avrò per fuggire. Ma sono ben certa, che quel Dio, al +quale prestai sempre omaggio, non mi abbandonerà in una crisi cotanto +tremenda, poichè al presente mi trovo fra le mani degli empi.» + +«Non pensate questo così in generale, mia cara Signora, disse Giannina. +Mio padre è bensì di un’indole severa, compie scrupolosamente i comandi +che gli vengono trasmessi, però....» + +Nell’istante medesimo Tony Foster entrò nell’appartamento tenendo +fra le mani una tazza di vetro, ed un’ampollina. I costui modi +aveano questa fiata qualche cosa di straordinario, perchè comunque +nell’avvicinarsi altre volte alla Contessa non si fosse mai comportato +se non se col rispetto dovuto al grado della medesima, pure lasciava +sempre scorgere quella salvatichezza naturale che parea non si potesse +scompagnare da lui. + +In tal circostanza soltanto, nè dalla sua fisonomia, nè da’ suoi detti +traspirò quel tuono d’autorità, che costui d’ordinario occultava sotto +una maschera grossolana d’urbanità e cortesia, come i malandrini +nascondono le pistole o il bastone sotto un ferraiuolo mal messo. Ciò +nondimeno il sorriso di questo ipocrita parea mosso da tema anzichè da +benevolenza. Quella sua venuta era intesa ad offerire alla Contessa un +cordiale, prezioso al dir del malvagio, e tale che avrebbe ridonata +la calma allo spirito di essa, agitato tuttavia dallo spavento dianzi +sofferto. Pur quel suo sguardo e la mano e la voce tremebonda, e +tutto il suo portamento lo dinunziavano complice di qualche sinistro +disegno, e posero in sospetto fino Giannina, la quale dopo essersi +fermata qualche minuto secondo a contemplarlo con maraviglia, parve +si preparasse d’improvviso ad un atto ardito: onde alzato il capo, +prese aria ed andamento, risoluti ed autorevoli, e lenta frapponendosi +alla padrona ed al padre, volle togliere di mano a questo la tazza, +aggiugnendo con voce sommessa ma ferma queste parole: «Padre mio, +verserò il cordiale alla mia nobil Signora quando a lei sarà in grado.» + +«No, cara figlia (disse il Foster con tuono vivace ed inquieto ad un +tempo) no: non s’appartiene a te il renderle tale servigio.» + +«E perchè, disse Giannina, perchè non a me, se trattasi di cosa che dee +ristorarla?» + +«Perchè, perchè! (disse il ribaldo, alle prime esitante, poi mettendosi +in collera, il che gli era ottimo espediente per sottrarsi alla +necessità di dar ragioni migliori) Perchè voglio così, figlia mia. +Andate all’ufizio della sera.» + +«Altre volte potrò assistere all’ufizio, rispose Giannina, ma per +questa, ve lo protesto, non uscirò di qui sin ch’io non mi veda meglio +rassicurata sulla sorte della mia signora. Datemi, o padre mio, +quest’ampolla,» e a malgrado di lui la tolse dalle sue mani, che pareva +avesse aperte il rimorso. «Quanto può giovare alla mia signora non può +essere a me nocevole. Padre mio, alla vostra salute.» + +Il Foster senza rispondere parola, si lanciò sulla figlia e le +strappò di mano l’ampolla. Indi confuso di quanto avea fatto, +irresoluto su quello che dovea operare in allora, rimase immobile in +quell’atteggiamento, com’uom fatto di pietra, coll’ampolla in mano, +colle gambe allontanate l’una dall’altra, e tramandando dagli occhi, +che fermi avea sulla figlia, tutta quella schifosa orridezza che nasce +dal collegamento della rabbia, del timore e della perfidia. + +«La cosa è stravagante, o padre mio (disse Giannina, e nel tempo stesso +lanciò sul padre una di quelle occhiate, onde, a quanto dicesi, i +custodi delle persone prese da nero delirio le fan soggette al proprio +volere). Voi non vorrete adunque nè ch’io serva alla mia padrona, nè +ch’io beva alla sua salute?» + +Il coraggio della Contessa si resse nel durare di sì terribile scena, +e conservò quella rassegnazione che le era connaturale; e benchè +impallidita fin dal primo istante dell’apparsole tradimento, l’occhio +di lei appalesava tranquillità, e quasi disprezzo verso i suoi +assassini. + +«Questo prezioso cordiale, volete assaggiarlo voi, signor Foster? +Poichè non permettete che Giannina ne gusti, non mi negherete almeno +di soddisfarmi nel secondo modo che vi propongo. Bevete adunque, ve ne +prego.» + +«Non voglio,» disse il Foster. + +«E a chi era dunque serbata questa peregrina bevanda?» disse allor la +Contessa. + +«Al diavolo che l’ha composta,» sclamò il Foster, e detto ciò +affrettatamente partissi. + +Giannina mirava la Contessa con occhio, in cui esprimevansi la +vergogna, la compassione, il cordoglio. + +«Non piangete per me, o Giannina,» disse dolcemente a questa giovane la +Contessa. + +«No, mia Signora (rispose l’altra con voce che interrompeano i +singulti). Non è già per voi ch’io pianga, ma per me medesima, per +quello sciagurato, che oso appena... Coloro che si disonorarono innanzi +agli uomini, e che Dio condannò, coloro debbono piangere, e non già +chi si conosce innocente. Vi lascio, o mia buona padrona,» diss’ella, +prendendo in tutta fretta la mantellina ch’era solita usare, allorchè +usciva di casa. + +«Mi abbandonate forse, o Giannina, mi abbandonate voi, mentre mi trovo +in una condizione tanto crudele?» + +«Abbandonarvi, o signora, (sclamò questa buona compagna correndo +tosto verso di lei, e coprendole di baci le mani). Abbandonarvi! +Possa abbandonarmi, se di ciò fossi capace, fin la speranza della mia +eterna salute. No, signora: voi ben diceste che il Dio, cui prestate +omaggio, vi aprirebbe una strada di scampo: io l’ho pregato notte +e giorno perchè m’illuminasse; io mi stava irresoluta fra i doveri +dell’obbedienza verso quel miserabile, che or volse di qui i suoi +passi, e di quella obbedienza cui avete diritto. Non debbo chiudere +quella porta di salvezza che Dio stessa vi apre. Non mi domandate altro +intorno a ciò. Fra poco mi rivedrete.» + +Così parlando si avvolse nella sua mantellina, e passò nell’altro +appartamento, ove scontrandosi nella vecchia fantesca, le diede a +credere di trasferirsi, come di solito, all’uficio della sera, indi +uscì fuor di casa. + +Intanto il padre di Giannina era tornato nel laboratorio, ove trovò i +complici del delitto ch’egli non aveva ardito mandar a fine. + +«L’uccelletto ha bevuto?[4]» disse il Varney con un dimezzato sorriso; +ed eguale interrogazione faceano gli occhi dell’Astrologo che non parlò. + +«No, disse il Foster, nè sarò io quel tale che le presenti il veleno. +Vorreste adunque ch’io commettessi un assassinio alla presenza di mia +figlia?» + +«Oh uomo vile senza essere perciò migliore! E non ti fu detto, rispose +con rabbia il Varney, che qui non trattavasi di assassinio, come piace +a te, o stolido, il chiamarlo con quella tua voce tremante, e con quel +tuo sguardo smarrito? Non ti venne assicurato che si volea soltanto +procurarle una infermità leggiera e di niuna conseguenza, della natura +di quelle che le donne fingono continuamente, onde potersi a lor agio +sdraiare sopra un canapè anzichè curare i loro affari domestici? Ecco +un uom ragguardevole che giurerà per la _chiave del castello della +Saggezza_.» + +«Lo giuro, disse Alasco, l’elissire contenuto nell’ampolla che tieni +ancor fra le mani, non è mortale. Lo giuro per l’eterna invariabile +quintessenza d’oro racchiusa in tutte le sostanze della natura, e la +cui segreta esistenza non può essere scoperta se non se da colui, al +quale Trimegisto cederà la chiave della scienza cabalistica.» + +«Ecco un giuramento d’alto peso, disse il Varney: Foster, tu saresti +peggio assai che un pagano, se ti rimanessi nella tua incredulità. +Per altra parte, puoi prestar fede a me, che giuro unicamente sulla +mia parola: se tu continui a ricalcitrare, rinunzia alla speranza di +convertire in atto di proprietà il tuo contratto enfiteutico. Nè Alasco +cambierà in oro il tuo stagno, e per quanto spetta a me, virtuoso Tony, +tu non sarai in eterno altra cosa che il mio fittaiuolo.» + +«Io non comprendo, signori miei, disse il Foster, qual sia l’ultimo +fine di tutti questi vostri divisamenti: ma ben avvi una cosa, a cui mi +son risoluto; ed è che qualunque incidente stia per accadere, voglio +siavi alcuno che preghi il Cielo per me, e questo alcuno, sarà mia +figlia. La mia vita fin qui non è stata buona, ed ho pensato troppo +agli affari mondani; ma Giannina è innocente siccome allor quando +scherzava in grembo a sua madre. Mia figlia almeno non andrà priva +della sua sede in quella beata città, che ha muraglie di oro puro, e le +fondamenta di pietre preziose.» + +«Che sarebbe veramente un paradiso conforme al tuo cuore, disse Varney. +Discutete con lui su quest’argomento, dottore Alasco; io tornerò fra +brev’ora.» Nel dire tali cose, il Varney si alzò da sedere, e presa +l’ampolla che stava sopra la tavola si partì da quel luogo. + +«Figlio mio, (disse Alasco al Foster, appena uscito il Varney) io ti +protesto che qualunque cosa ardisca dire questo impudente e profano +schernitore della scienza sovrana, in cui per la grazia del Cielo ho +fatti tanti progressi, non v’è alcuno fra gli artefici viventi ch’io +volessi riconoscere per mio maestro. Lascio pure che questo riprovato +inveisca in bestemmie contro cose troppo sante per essere comprese da +uomini incapaci di concepir pensamenti, fuorchè carnali e colpevoli; ma +te lo giuro io, la città veduta da san Giovanni nella luminosa visione +dell’Apocalisse, questa nuova Gerusalemme, a cui sperano giugnere tutti +i credenti, annunzia in figura la scoperta del gran segreto[5]; di +questo gran segreto, per cui le cose le più preziose e perfette che la +natura abbia create, si ricaveranno da produzioni abbiette e vilissime +della medesima, siccome la farfalla dall’ali leggiere e dorate, +vezzosissimo tra i figli del venticel della state, sfugge dal carcere +d’informe crisalide.» + +«Il maestro Holdforth non ha parlato di questa versione, disse il +Foster con aria di perplessità; per altra parte, dottore Alasco, la +santa scrittura ne insegna, che l’oro e le pietre preziose della città +santa non sono fatte in verun modo per chi fabbrica menzogne, o si +lorda d’abbominazioni.» + +«Ebbene, disse il Dottore, che concludete voi da tutto ciò, figlio mio?» + +«Concludo che chi distilla veleni, o chi li somministra segretamente, +non può aver parte a queste ricchezze ineffabili.» + +«Conviene distinguere, figlio mio, riprese a dire l’alchimista, fra +le cose necessariamente cattive e nei modi e nei fini, e fra quelle +che comunque ingiuste possono produrre un bene. Se la morte di un +individuo può avvicinare a noi quel tempo, in cui basterà il desiderio +per vedere compiuto quanto è di bene, per vedere tolto dalla superficie +della terra ogni male; per arrivare a quel tempo in cui le infermità, +i patimenti, gli affanni, ubbidiranno alla scienza umana siccome +schiavi; a quel tempo che il menomo cenno del sapiente sarà assai per +farli fuggire; a quel tempo in cui quanto avvi oggidì di più prezioso +e di più raro sarà posto all’arbitrio di chiunque ascolterà le voci +della saggezza; a quel tempo in cui l’arte medica cederà affatto luogo +al rimedio universale; e i saggi divenendo i monarchi della terra, +la stessa morte rifuggirà alla lor voce; se vi ripeto questo felice +avvenire può essere affrettato da un accidente di sì lieve conto, +qual è la perdita d’un fragile corpo fatto di polve, e che soggetto +necessariamente alla comun legge, vada a finir nel sepolcro qualche +istante prima dell’ora assegnatagli dalle leggi della natura; che è +egli mai un tal sagrifizio per accelerare il Santo _Millenio_?[6]» + +«Se non m’inganno, _Millenio_ vuol dire il regno de’ Santi,» disse +crescendo sempre nelle sue dubbiezze il Foster. + +«Dì, ch’è il regno de’ saggi, o mio figlio, o piuttosto il regno della +stessa Saggezza,» rispose Alasco. + +«Si è toccato questo articolo col maestro Holdforth nell’ultima +congregazione; ed egli sostiene che una dottrina simile alla vostra è +eterodossa, e la spiegazione che voi date, falsa e diabolica.» + +«Egli è avvinto fra i ceppi dell’ignoranza, o mio figlio, rispose +Alasco: il suo grado non si estende oltre al _cuocer mattoni in +Egitto_, o al più ad _errare nell’arido deserto del Sinai_. Facesti +male in parlando di sì fatte cose ad un simile uomo: nondimeno ti +darò ben tosto tal prova, che sfiderò questo teologo di mal umore a +confutare, quand’anche volesse lottar meco, come i Magi lottarono +contro Mosè alla presenza del re Faraone. Assisterai tu medesimo, +figlio mio, quando _getterò la mia polvere di proiezione_, e ti +convincerò co’ tuoi stessi occhi della verità.» + +«Prosegui, prosegui, dotto filosofo (disse il Varney che entrava in +quel medesimo istante), egli può bene ricusare le testimonianze che +vengono dal tuo labbro; ma come negherà quelle che i suoi occhi stessi +gli procacceranno?» + +«Varney, disse l’alchimista, Varney di ritorno? Hai già?...» nè +proseguì oltre. + +«Hai già eseguita la tua impresa? tu volevi dire, rispose il Varney. +Sì; e tu (soggiunse, mostrandosi più che d’ordinario irrequieto) sei +ben sicuro di non aver versato più o meno della misura esatta?» + +«Lo sono, rispose Alasco; sicuro almeno quanto si può esserlo nel +far proporzioni tanto delicate, e che dipendono anche molto dalla +differenza delle costituzioni.» + +«Se ciò è, disse il Varney, mi converrà starmi tranquillo. E sono poi +anche certo che tu non vorresti fare verso l’inferno un passo al di là +di quanto ti obbliga il tuo salario. Fosti pagato per procurare una +malattia, e del certo avresti per insensata prodigalità il commettere +un assassinio allo stesso prezzo. Andiamo; ciascuno si ritiri ne’ suoi +appartamenti e domani vedremo l’esito.» + +«Qual modo adoprasti tu per costrignerla ad ubbidirti?» disse il Foster +fremendo. + +«Nulla, rispose il Varney. La fisai soltanto con una di quelle +occhiate che mettono a dovere i pazzi, le donne e i fanciulli. Mi fu +detto nell’ospital di S. Luca[7] aver io uno sguardo quale appunto +fa di mestieri per sottomettere un infermo ricalcitrante. Tale fu il +complimento che ricevei dal custode de’ matti; onde vedi che non mi +manca una via di guadagnar pane quando cadrò di favore alla Corte.» + +«Nè temi, soggiunse il Foster, di qualche sproporzione nella dose?» + +«Se ciò fosse, disse il Varney, dormirebbe un sonno più profondo; nè +questo timore è tale da intorbidare il mio. Addio amici.» + +Tony Foster mandò un profondo sospiro alzando gli occhi e le mani al +Cielo. L’alchimista annunziò la risoluzione in cui era di continuare +in quella notte un’esperienza di grande importanza, e il Foster e il +Varney si separarono per andare al riposo. + + + + +CAPITOLO VI. + + Ora m’assista Iddio in questo terribile + pellegrinaggio! Ho già scacciato + lungi da me ogni speranza di terreno + soccorso. Chi fra i viventi si + augurerebbe mai d’appartenere al mio + sesso? Misere donne, compassionevoli + e fedeli, sì spesso derelitte, e sì + capaci di provare il dolore, soggette + a’ più duri trattamenti per parte + di coloro sul cui affetto avete più + forti diritti, e contraccambiate + d’ogni vostra bontà con altrettanto + d’ingratitudine! + + _Il Pellegrinaggio d’amore._ + + +Stava per finire il giorno, e Giannina temendo col prolungare il suo +allontanamento di eccitare ricerche in una casa piena di sospetti, +quanto lo era necessariamente il castello di Cumnor, affrettò il suo +ritorno e risalì all’appartamento ove lasciata avea la Contessa. Questa +se ne stava allora col capo appoggiato alle braccia incrocicchiate +sulla tavola innanzi cui era seduta; e neanco alzò gli occhi, o fece un +moto benchè menomo al giugnere di Giannina. + +Questa fedele seguace corse verso la sua padrona colla rapidità del +lampo, e lievemente toccandola per toglierla da quel letargo, la +supplicò d’uno sguardo e di narrarle qual nuovo avvenimento l’avesse +posta in quello stato. L’infelice Amy alzando il capo a quella +preghiera, e fisando gli occhi che pareano spenti sulla compagna: +«Giannina, disse, bevei il fatale liquore.» + +«Sia lodato Dio! disse Giannina con vivacità. Intendo sia lodato, +perchè le cautele prese non furono inutili, nè potete paventare alcun +danno da quella bevanda. Alzatevi, e fatevi forza per iscuotere +quel letargo che vi assidera le membra. Bandite soprattutto dalla +vostr’anima la disperazione.» + +«Non mi togliere da questa positura, o Giannina, ripetè la Contessa, +lasciami in tale riposo; lascia che io finisca tranquillamente i miei +giorni. Sono avvelenata.» + +«Voi non lo siete, mia buona signora, voi non lo siete, disse con +grande commozion d’animo la giovinetta, e grazie a previdenze che +certamente furono additate dal Cielo, non può nuocervi quanto beveste. +Venni qui in tutta fretta ad avvertirvi, che i modi di fuggire sono in +vostro potere.» + +«Di fuggire! (sclamò l’infelice Contessa, levandosi dalla sedia ov’era, +intanto che a poco a poco gli occhi di lei ripigliavano l’usata +vivacità, ed il loro colore le guance). Ma oimè! Giannina, egli è +troppo tardi.» + +«No, cara padrona. Alzatevi ed appoggiatevi al mio braccio per fare +un giro all’intorno della stanza. Non vogliate che la immaginazione +produca in voi l’effetto del veleno. Non vi accorgete or forse che +ricuperaste l’uso perfetto delle vostre membra?» + +«Di fatto sembra diminuire il sopore in cui stavami (disse la Contessa +facendo passi lungo l’appartamento, sempre appoggiata al braccio di +Giannina). Ma sarebb’egli adunque vero, ch’io non sono altrimenti +avvelenata? Il Varney qui si trasse allorchè eri lontana, e lanciandomi +sguardi, ne’ quali io leggea il mio destino, mi comandò bere questa +orribil pozione. Oh Giannina! essa debb’esser mortale. Fuvvi mai +bevanda innocente presentata da un tal coppiere?» + +«Nè egli credeva, a quanto temo, che sarebbe stata inefficace a +mal’opera; ma Dio confonde i disegni degli uomini malvagi. Credetemi, +e lo giuro sul santo Vangelo, in cui stassi ogni nostra speranza, la +vostra vita è in sicuro dal veleno somministratovi da Varney. Ma come +non cercaste resistergli?» + +«Regnava il silenzio attorno di me. Tu non eri in mia compagnia. Sola +io a fronte di costui!... di costui capace d’ogni delitto! Venni a +patti con esso onde mi liberasse dall’odioso suo aspetto, e a tal fine +bevvi quanto mi porse. Ma tu parlavi di fuga o Giannina? Sarei forse io +tanto felice?....» + +«Siete voi forte quanto basta per reggere al contento di un annunzio di +fuga, e per intraprenderla?» + +«Forte quanto basta! rispose la Contessa. Oh! domanda alla giovane +capriola, se è forte assai per superare i dirupi quando i denti dei +veltri stanno per afferrarla. Oh! sì. È in me tutto il coraggio che +vuolsi per fuggire da questo luogo.» + +«Dunque ascoltatemi, disse Giannina. Un uomo ch’io credo fermamente +essere nel novero de’ vostri fedeli amici, mi si mostrò sotto diversi +abbigliamenti, e cercò venir meco a confabulazioni. Ma non essendo per +anche schiariti i dubbi che teneano perplesso il mio animo, ricusai +sempre tale colloquio. Colui che il chiedeva era e il merciaiuolo +dal quale comperaste diverse bagattelle e il venditore dei libri che +poc’anzi vi diedi. Ogni volta ch’io usciva del castello era sicura +di vederlo. L’accidente di questa sera mi ha indotta finalmente a +parlargli. Egli vi aspetta alla porta segreta del parco, ed ha seco +quanto è d’uopo ad agevolare la vostra fuga. Ma ripeto, vi sentite in +voi forza e coraggio a tentarla?» + +«Chi fugge dalla morte trova sempre forza bastante, nè il coraggio +manca giammai a chi vuol sottrarsi all’infamia. L’idea di aver vicino +lo scellerato da cui sono minacciati i miei giorni, ad un tempo, e +l’onore, mi darebbe vigore per sorgere dal letto della morte.» + +«Allora dunque, in nome di Dio! soggiunse Giannina. Io debbo dividermi +da voi e confidarvi alla sua santa custodia.» + +«Non vuoi tu dunque seguirmi, o Giannina? disse sorpresa da novello +turbamento la Contessa. Io ti perderò adunque? ed è questa la tua +fedeltà?» + +«Mia cara padrona, io fuggirei in vostra compagnia con quel contento +che ha un uccelletto nell’abbandonar la sua gabbia; ma sarebbe la +stessa cosa che scoprire il tutto sull’istante, e dar luogo ai vostri +persecutori d’impedirvi ogni via di salvezza. È d’uopo ch’io rimanga +e mi adoperi a celare la verità. Il Cielo perdona una menzogna che +imperiosa necessità suggerisce.» + +«E dovrò io dunque viaggiar sola con uno straniero? disse Amy. Pensaci +bene, o Giannina. Non potrebbe questa essere una cabala più nera e +meglio tessuta dell’altre per disgiugnermi sino da te, diletta mia +amica?» + +«No, mia signora: non la crediate tale, rispose vivacemente Giannina. +Questo giovane è sincero; egli è amico del signor Tressiliano; nè venne +fra noi che guidato dalle istruzioni medesime di chi desidera il vostro +scampo.» + +«S’egli è l’amico di Tressiliano, soggiunse allor la Contessa, io mi +abbandonerò dunque a tale soccorso, come a quello d’un angelo inviatomi +dal Cielo, perchè uomo non fuvvi giammai al pari di Tressiliano immune +da rimproveri di viltà, o di personale interesse. Ha sempre dimenticato +se stesso quando ha potuto giovare agli altri. Oh Dio! qual compenso +n’ebb’egli!» + +Le due donne raccolsero in grande fretta tutto quanto dovea portar +seco quella di lor che fuggiva. Nè dalla sollecitudine andò disgiunta +la destrezza di Giannina nel preparare il fardello, e collocarvi le +minute cose preziose, che più prontamente le si offerivano alla mano, +e soprattutto uno scrignetto di diamanti, che giudiziosamente pensò +poterle venire all’uopo ne’ più urgenti bisogni. Indi la contessa di +Leicester cambiò i suoi panni con quelli che Giannina era solita a +vestire dovendo imprendere gite di breve tempo; perchè nel consiglio +ch’elleno fecero, si trovò cosa necessaria il mettere in disparte +qualunque distintivo, che avesse potuto eccitare particolarmente +l’altrui sguardo su quella d’esse che dovea rimanere sconosciuta. +Tali apparecchi erano terminati nell’ora che già essendo alta la luna +sull’orizzonte, tutti quegli abitanti aveano ceduto al sonno, o almeno +stavano ritirati nelle proprie stanze; laonde per uscire della casa e +del giardino non potevano esse temere altri ostacoli fuorchè quello +di trovarsi sopravvegghiate. Ma in tal momento diveniva questo un +ostacolo di nessun conto, perchè Foster si era accostumato a riguardare +la propria figlia con quell’occhio, onde un peccatore tormentato da’ +rimorsi riguarderebbe un angelo custode incessante in proteggerlo ad +onta di continuate malvagità; quindi metteva un’illimitata confidenza +sovr’essa, e Giannina, padrona delle proprie azioni in tutto il durare +del giorno, possedeva in oltre una chiave della porta di dietro del +parco, per cui poteva trasferirsi al villaggio ogni qual volta glie +ne veniva talento, sia per gli affari interni della casa ad essa +affidati, sia per prestarsi ai pietosi doveri della setta cui pertenea. +Ben è vero che alla figlia del Foster non era stata conceduta una sì +ampia libertà, fuorchè a patto di non valersene mai a proteggere una +fuga della Contessa; divisamento che si sospettò covare in questa fin +d’allor quando si mostrò impazientita dei confini che s’imponeano al +suo libero arbitrio. E di fatto le orribili certezze apportate dalla +precedente scena, bastarono appena a trar Giannina nella risoluzione +di violare la promessa data, e d’ingannare la fiducia in lei riposta +dal padre. Ma le vedute cose non solamente la giustificavano, ma le +comandavano imperiosamente di provvedere alla sicurezza della padrona, +e di mettere da banda tutt’altro riguardo. + +La Contessa fuggitiva, e la sua seguace attraversavano con affrettato +passo un sentiero, talor fatto più oscuro dai folti rami degli alberi +che s’incrocicchiavano al di sopra de’ loro capi, talora schiarito dal +lume tremolante ed incerto de’ raggi della luna, che penetravano fra +le tacche fatte dalla mannaia fra mezzo alle frasche. La strada era di +frequente sbarrata da alberi atterrati, o da grossi tronchi, che si +lasciavano sparsi qua e là finchè si avesse il tempo di affastellarli +per l’uso giornaliero de’ cammini. + +La fatica e le moleste sensazioni del timore che si mesceva colla +speranza, sfinirono sì fattamente le forze della Contessa, che Giannina +fu costretta a proporle di fermarsi alcuni minuti per riprendere +fiato. Si assisero entrambe sotto di un’antica quercia, e com’era +ben naturale, volsero il guardo verso il castello che lasciato +avevano dietro di sè. Se ne discernea l’ampia fronte a malgrado della +oscurità e della distanza, e i cammini, e le torri, e l’orologio, che +sormontavano i tetti, parean disegnati sul campo azzurro del cielo. +Una sola face rischiarava quelle tenebre, ed era posta sì bassa, che +sembrava ne venisse il chiarore dal terrazzo posto innanzi al castello, +anzichè da una di quelle finestre. Nel contemplarla fu presa da +subitaneo timor la Contessa. «Essi ne inseguono,» diss’ella indicando a +Giannina quello splendore che le metteva spavento. + +Meno agitata della padrona la figlia del Foster, s’accorse che quella +luce era immobile, e spiegò alla Contessa come venisse dalla celletta +ove l’alchimista era solito fare le sue segrete sperienze. «Egli è, +soggiunse, nel novero di coloro, che si alzano e vegghiano di notte +tempo per commettere le iniquità. Fu ben trista la combinazione +che trasse fra noi sì fatto uomo; il quale in ogni suo discorso +mescolando la speranza dei tesori della Terra alle idee di una scienza +soprannaturale, unisce tutte le qualità pur troppo atte a sedurre il +mio povero padre. L’ottimo sig. Holdforth aveva pur ragione allorchè +dicea, e penso ben che il dicesse con animo di somministrare un’utile +lezione ad alcune persone di nostra casa: avvi tali uni, ripetea di +frequente, i quali anzichè ascoltare i detti che parlò il Signore +per bocca de’ suoi veri profeti, vogliono, siccome Acabbo, prestare +orecchio ai sogni del falso profeta Zedechia. E molto fermavasi su +queste parole; indi aggiugnea: Oimè! fratelli carissimi, molti Zedechia +si trovano in mezzo a voi, molti uomini che vi promettono i lumi della +loro scienza carnale, purchè abbandoniate la ragione, dono venutovi +dal Cielo. Costoro vagliono forse meglio del tiranno Naas, che volea +l’occhio destro di tutti coloro che gli erano sottomessi?...» + +Chi sa fin dove la memoria avrebbe soccorso l’avvenente Puritana nel +recapitolare il discorso del sig. Holdforth? Ma la interruppe la +Contessa per assicurarla di essersi riavuta in forze quanto bastava per +giugnere, senza fermarsi novellamente, sino alla porta del parco. + +Elleno pertanto si ridiedero a fuggire con maggior sicurezza; e +Giannina per la prima volta osò chiedere alla padrona verso qual parte +ella divisasse condursi. E non ottenendo sull’istante una risposta, +poichè forse in quella confusione d’idee tal rilevante argomento +di deliberazione non s’era ancor presentato al suo animo, Giannina +aggiunse: «Forse vorrete portarvi alla casa del padre vostro, ove siete +certa di ritrovare sicurezza e protezione?» + +«No, Giannina, rispose mestamente la Contessa: lasciai il castello di +Lidcote con un cuor felice e con un nome onorevole. Non vi ritornerò +fintantochè la permissione del mio sposo, e la pubblicazione delle +nostre nozze, non mi restituiscano alla mia famiglia, ed ai luoghi +ove nacqui con tutti gli onori e le distinzioni, di cui questo sposo +medesimo mi colmò.» + +«E dove andrete dunque, o signora?» disse Giannina. + +«A Kenilworth, figlia mia, rispose senza esitar la Contessa; mi porterò +a veder queste feste, queste reali magnificenze, delle quali i soli +apparecchi eccitarono tanto rumore. Ben m’è avviso, che mentre la +Regina d’Inghilterra viene onorata di feste nel palagio di mio marito, +la contessa di Leicester non debba esservi un ospite importuno.» + +«Prego Dio, che vi siate bene accolta!» rispose Giannina. + +«Voi abusate dello stato in cui mi trovo, e dimenticate quello in cui +siete,» rispose la Contessa, presa da un moto di collera. + +«Oh Dio! rispose mestamente la giovane seguace, vi sfuggirono dalla +memoria i severi ordini dati dal nobile Conte per tener nascoste queste +nozze, e che in tali ordini non ebbe egli altro fine che di conservarsi +il favore di cui gode presso la Corte? E vi date a credere dopo ciò che +egli possa gradire un subitaneo apparir vostro nel suo castello in tali +circostanze ed al cospetto di tai testimoni?» + +«Ho inteso: voi giudicate che non gli farei onore; lasciate andare il +mio braccio: so camminare senza l’uopo del vostro soccorso, come so +operare se anche risparmiate i vostri consigli.» + +«Non vi sdegnate contro di me, le rispose dolcemente Giannina, e +permettete ch’io continui a porgervi il braccio: la strada è cattiva, e +voi non siete avvezza a camminar fra le tenebre.» + +«Al dir vostro (continuò la Contessa sempre dominata dal risentimento) +il conte di Leicester sarebbe dunque capace di favorire, e fors’anche +d’aver voluti gli orribili attentati che si commisero dal padre vostro +e da Varney! Oh! saprà dal mio labbro medesimo tutte le colpe di +costoro.» + +«Per amor di Dio, mia buona padrona, risparmiate il padre mio nel +racconto che divisate fare al vostro sposo. Possano i servigi, comunque +deboli che vi ho prestato, giovare all’espiazion dei suoi falli!» + +«Commetterei troppo grave ingiustizia se non riconoscessi questi tuoi +servigi, o Giannina (disse allor la Contessa, che riprese ben tosto +la dolcezza sua naturale, e il tuono di confidenza che fu sempre usa +mostrare a quella fida compagna). Non temerne Giannina: io non dirò +mai una sola parola, che possa nuocere a tuo padre; ma tu comprendi +da te medesima, mia cara fanciulla, ch’io non posso concepire altro +desiderio, tranne quello di abbandonarmi alla protezion del mio sposo. +La perfidia di chi mi circondava m’ha costretta a fuggir dal soggiorno +che m’avea scelto egli stesso; ma sarà questa la sola cosa in cui mi +avrà inobbediente. A lui solo voglio appellarmi. Da lui unicamente +bramo esser soccorsa. Io non feci mai noti a nessuno, nè li farò +independentemente dal suo volere, i segreti nodi che uniscono i nostri +cuori e i nostri destini. Voglio vederlo, e ricevere dalla sua propria +bocca le istruzioni che regoleranno la mia condotta avvenire. Non ti +studiare a combattere tale divisamento, o Giannina; tu non faresti che +confermarlo nell’animo mio. Quando tu il voglia sapere, ho risoluto +di portarmi senz’altri indugi ad ascoltare dalle labbra medesime del +mio sposo la sorte mia. Queste sole me la debbono annunziare. Voglio +cercarlo a Kenilworth; unico espediente che m’assicuri di non vedere un +tal disegno infruttuoso.» + +Giannina dopo aver calcolato nel suo spirito le difficoltà e le +incertezze inseparabili dalla condizione della sua sfortunata padrona, +cominciò ad inclinare ad opinione affatto contraria a quella che +aveva manifestata da prima; e perfino a persuadersi, che costretta +ad abbandonare il soggiorno assegnatole dallo sposo, la Contessa non +avesse più importante dovere del portarsi a lui onde spiegargli i +motivi di sua condotta. + +Non ignorava ella quanta fosse in Milord la cura di tenere nascoste sì +fatte nozze, nè tampoco si dissimulava, che il fare senza permissione +di lui un’inchiesta da cui ne fosse derivata la loro pubblicità, poteva +essere cagione di eccitarlo a sdegno. Ma per altra parte, s’ella +facea ritorno alla casa paterna senza che il suo grado fosse chiarito +solennemente, si mettea in uno stato sommamente pregiudizievole alla +sua fama; e il pubblicarlo a malgrado del Leicester potea occasionare +una compiuta rottura fra i due sposi. Aggiugneasi alle considerazioni +soccorse a Giannina, che la Contessa, giunta a Kenilworth, avrebbe +potuto trattare da se medesima la sua causa, e comunque la figlia del +Foster non dividesse colla sua padrona quella intera sicurezza sulle +intenzioni del Leicester, ella era però ben lungi dal crederlo capace +di partecipare alle colpevoli trame delle sue creature. È vero, pensava +ancor fra se stessa, che fuggendo Amy dalle costoro mani, non avrebbero +risparmiati espedienti per soffocarne le giuste querele. Ma supponendo +pure il peggio, e che il Conte le avesse negato protezione e giustizia, +e ch’ella fosse stata costretta a far pubblico il sofferto aggravio, +non le sarebbero mancati in Kenilworth un avvocato nella persona di +Tressiliano, un giusto giudice nella Sovrana; cose tutte che Giannina +aveva potuto raccogliere in sua mente nel breve colloquio avuto con +Wayland. Per tutte queste ragioni bilanciate fra loro, Giannina trovò +finalmente ben fatto che la sua padrona si portasse a Kenilworth, e +solamente le raccomandò la massima prudenza nel far sapere questo +arrivo al suo sposo. + +«E tu hai avuto per parte tua le necessarie cautele? le disse la +Contessa. Questo condottiero, cui sto per mettermi fra le mani, ignora +egli il segreto del presente mio stato?» + +«Nulla egli seppe del certo dal mio labbro, rispose Giannina, nè forse +egli crede più o meno di quanto si giudica dal Pubblico intorno a voi.» + +«E che si giudica dunque dal Pubblico?» Si fece tosto a chiedere Amy. + +«Che abbandonaste la casa del padre vostro. Ma voi vi sdegnerete +un’altra volta contro di me, se continuo,» così interruppe il suo dire +Giannina. + +«No, prosegui, disse la Contessa; gli è ben d’uopo ch’io m’avvezzi a +sopportare le sinistre voci, cui diede origine la mia imprudenza. Si +penserà, m’immagino, che io abbia abbandonata la casa di mio padre per +unirmi ad un amante con illegittimi nodi. Questo errore finirà ben +tosto, perchè son risoluta o a vivere con una riputazione immune da +macchia, o a non vivere più lungo tempo. Io vengo dunque riguardata +siccome la favorita di Leicester?» + +«La maggior parte, o signora, vi crede anzi la favorita di Varney, +rispose Giannina. Avvi però chi pensa non essere questo secondo che il +mantello entro cui s’avvolge il Conte nel soddisfare le proprie brame. +Si è saputo qualche cosa dell’esorbitanti spese fatte nel fornire a +tutto punto questo castello, profusione, che passa di gran lungo le +sostanze del Varney. Ma sì fatta opinione non è generale: tanto più che +quando si viene a parlare d’un personaggio sublime, qual’è il vostro +sposo, le persone osano appena pronunziare i concepiti sospetti, per +tema di essere puniti dalla _Camera Stellata_ siccome calunniatori +della Nobiltà.» + +«E fanno bene a parlar sotto voce, disse subito la Contessa, coloro +che osano credere l’illustre Dudley complice di uno sciagurato quale +è Varney!.... Eccoci arrivate alla porta del parco. Oimè! mia cara +Giannina, è d’uopo ch’io mi congedi da te. Non piangere, mia buona +figliuola (e nel dir questo cercava nasconder sotto apparenza d’ilarità +il suo contraggenio a dipartirsi da una sì fedele compagna), e allor +quando ci rivedremo, o Giannina, fa che in luogo di questo tuo collare +troppo semplice, io te ne veda uno di pizzo ricamato, ond’abbia +maggiore spicco quel collo avvenente. Cambia questo corsaletto di +bigello, sol convenevole ad una fantesca, in un altro di bel velluto +messo ad oro. Troverai nella mia stanza molta quantità di vesti: +accetta questo dono che ti fo sin d’ora di tutto cuore. È d’uopo che +ti adorni, o Giannina; perchè comunque tu sia stata fin qui la seguace +di una donna infelice ed errante, priva di nome, e persino di buona +fama, all’atto di rivederci, dovrai portar vestimenti confacevoli a +persona che terrà il primo grado nell’amicizia e nella casa della più +ragguardevole fra le Contesse della Inghilterra.» + +«Possa Dio esaudirvi, mia cara padrona, e permettere, non già ch’io +porti vesti più ricche, ma che l’una e l’altra portiamo i nostri +corsaletti sopra cuori più contenti ch’ora nol sono!» + +Mentre quest’ultime cose dicevansi, la serratura della porta segreta +dopo vigorosa resistenza avea ceduto alla chiave di Giannina, e la +Contessa, non senza un segreto fremito, si trovò al di là delle mura, +che lo sposo le aveva indicate siccome limite de’ suoi diporti. +Wayland, nascosto a qualche distanza dietro una siepe che stava sul +confin della strada rimanea con grande impazienza aspettandole. + +«Avete preparato ogni cosa»? gli disse, appena furono vicini, Giannina +grandemente commossa. + +«Ogni cosa, rispos’egli: solamente non ho potuto trovare un cavallo per +la signora. Giles Gosling che non sa scordarsi d’essere pubblicano, me +ne ha ricusato uno benchè glie n’abbia io offerto qualunque prezzo; +e ciò per timore, dicea, di entrare in disgrazie. Ma non importa. +Ella monterà sul mio cavallo; io l’accompagnerò a piedi sintantochè +possa provvedermene un altro. Non saremo inseguiti, semprechè voi non +dimentichiate la vostra lezione, leggiadra Giannina.» + +«Nel tenerla a memoria imiterò la saggia vedova di Tekoa, che non +obbliò le parole postele in bocca da Gioabbo. Domani dirò che la mia +padrona non si può alzare dal letto.» + +«Sì, e aggiugnerai che soffre grandemente, che prova grave peso al +capo, palpitazioni al cuore, che non vuole essere disturbata. Non temer +di nulla; crederanno d’intenderti ad una mezza parola, nè ti faranno +molte interrogazioni, perchè conoscono l’effetto della malattia che si +lusingano averle procacciata.» + +«Ma, soggiunse la Contessa, eglino scopriranno ben presto la mia +lontananza, e per vendicarsi uccideranno Giannina. Amo meglio tornare +addietro che esporla ad un tale pericolo.» + +«Non vi affannate per la mia vita, o diletta padrona. Piacesse a +Dio, che voi foste certa di essere ben accolta da coloro a’ quali +dovete volgervi, com’io lo sono che mio padre, qualunque sdegno abbia +egli concepito contro di me, non soffrirà che mi si faccia il menomo +aggravio!» + +Wayland pose la Contessa sul suo cavallo, avendo piegato il proprio +mantello attorno alla sella in guisa che le divenisse un comodo cuscino. + +«Io vi saluto e possa la benedizione del Cielo accompagnarvi!» disse +Giannina baciando per l’ultima volta la mano alla Contessa, che con un +muto accarezzamento le contraccambiò il fattole augurio. Finalmente +si separarono, e Giannina volta verso Wayland, esclamò: «Possa il +Cielo, allorchè lo implorerete ne’ vostri bisogni, usar con voi in +quella proporzione onde voi vi mostrerete o fedele o traditore a questa +Signora tanto ingiustamente perseguitata, e tanto sfornita di terreni +soccorsi!» + +«Così sia, bella Giannina! disse Wayland. Credetemi, giustificherò la +confidenza avutami in modo da meritare che i vostri begli occhi, in +mezzo a tutta la lor divozione, sieno men disdegnosi meco quando ci +rivedremo.» + +Le ultime parole di questo congedo furono pronunziate con qualche +ricercatezza; ma Giannina non fece ad esse una risposta; ben la fecero +i suoi sguardi, mossi senza dubbio dal desiderio che era in lei di +accrescere forza ad ogni motivo che potesse maggiormente assicurare +lo scampo alla sua padrona, ma non però di natura da distruggere le +speranze, che co’ suoi discorsi mostrava aver concepute Wayland. Ella +rientrò per la porta segreta chiudendola dietro a sè. Wayland afferrò +tosto la briglia del cavallo, ed egli e la Contessa incominciarono +silenziosamente l’incerta loro peregrinazione. + +Benchè Wayland facesse trottare, quanto poteva, il suo corridore, pur +questo modo di camminare era sì lento, che quando il giorno cominciò a +diradare i vapori dell’Oriente, i due viaggiatori non si trovarono più +di dieci miglia distanti da Cumnor. + +«Maledetti tutti questi ostieri larghi di belle parole! (sclamò +il maniscalco incapace di nascondere più lungamente il dispetto e +l’inquietezza che lo premea). Se quel cane di Giles Gosling m’avesse +detto con franchezza, due giorni sono, di non far conti sopra di lui, +mi sarei provveduto da altra parte: ma costoro hanno talmente il vizio +di promettere qualunque cosa lor si richiede, che solamente quando +v’attignete a ferrare un cavallo, vi dicono che non hanno ferri. Se +avessi potuto preveder questo, avrei potuto accomodarmi in venti altre +maniere. Poi, in un affare sì importante e per una causa sì buona, +avrei ben io avuto scrupolo di rubare un cavallo nel vicino villaggio! +Tutto sarebbe finito col rimandarlo al commissario del cantone. +Possano il moccio e la rogna impadronirsi in sempiterno delle scuderie +dell’_Orso nero_!» + +La Contessa andava confortando il suo condottiero col fargli osservare +come il giorno che già spuntava gli avrebbe permesso di camminar più +veloce. + +«Va benissimo, mia Signora, ma il giorno farà ancora che altre persone +ci vedranno; cosa che potrebbe essere di non poco incomodo sul bel +principio del nostro viaggio. Ciò mi sarebbe stato indifferente +affatto, se avessimo potuto essere ora più lontani da Cumnor; ma +la contea di Berk, dacchè conosco questo paese, è piena di diavoli +maliziosi, che vanno a letto tardi, e si levano di buon’ora col solo +disegno di spiare i fatti degli altri. Oh! questa genia mi ha dato +faccende altre volte. Però non vi spaventate, mia bella Signora; poichè +quando si ha spirito, ogni poco che le occasioni lo favoriscano, si +trova rimedio a qualunque incidente.» + +I timori mossi da Wayland fecero più impressione nell’animo della +Contessa di quel che la consolassero i conforti, con cui cercò medicare +i primi detti. Ella riguardava attorno di sè inquietamente, e a mano +a mano che l’orizzonte brillando di un più vivo splendore annunciava +vicino il nascer del sole, ella s’immaginava ad ogni passo, che la +nuova luce l’abbandonerebbe alla vendetta de’ suoi persecutori, o che +qualche ostacolo insuperabile interrompesse il lor viaggio. + +Wayland si accorgeva dell’agitazione in cui venuta era la Contessa, e +scontento di averle dato alimento egli stesso, cominciò ad ostentare +gaiezza camminando dinanzi a lei. Laonde or parlava al cavallo com’uomo +bene addottrinato nel dialetto delle scuderie, or canticchiava a mezza +voce squarci di ballate: spesso, assicurava la Signora non esservi +alcun pericolo, e nell’istesso tempo guardava bene all’intorno se +mai vi fosse qualche cosa che dismentisse le sue parole nell’atto +stesso del pronunziarle. Continuarono in tal guisa il viaggio, finchè +un accidente non preveduto offerse loro i modi di proseguirlo più +comodamente e più presto. + + + + +CAPITOLO VII. + + _Riccardo._ Un cavallo! un cavallo! il regno mio + Cedo per un cavallo. + _Catesby._ Ecco un cavallo + _Riccardo III._ + + +I nostri viaggiatori passavano vicino ad una macchia posta sul confin +della strada, allorchè si offerse ai loro occhi la prima creatura +vivente che avessero incontrato dopo la loro partenza da Cumnor, ed era +un picciolo rustico stupido di fisonomia, e che parea il famiglio d’un +qualche podere. Col capo scoperto, vestito d’abito grigio, colle calze +che gli cadeano sulle calcagna, e tenendo i piedi in un paio di grosse +scarpe, stava alla custodia di quella cosa che i nostri venturieri +potessero maggiormente desiderare, intendo dire di un cavallo, fornito +inoltre di una sella da donna, e di tutte l’altre cose necessarie ad +una viaggiatrice. E per migliore combinazione il contadino, accostatosi +a Wayland, gli disse in sua maniera queste poche parole: «_Signore, +siete voi quella certa coppia?_» + +«Certamente che lo siamo, mio garbato giovane,» gli rispose senza +esitare Wayland. E sia giustizia alla verità, anche qualche coscienza +educata ad una scuola di morale più severa che non forse quella cui +studiò il maniscalco, avrebbe ceduto ad un’occasione tanto seducente. +Il darsi tal risposta da Wayland, prender la briglia dalle mani del +contadino, far discendere la Contessa dal suo cavallo, e metterla su +quello che il caso aveva fornito, furono l’opera di pochi istanti. E +la cosa andò con tanta naturalezza, che la Contessa, come si è saputo +dappoi, credè fermamente che quel cavallo fosse stato ivi apparecchiato +per cura del suo condottiero o di qualche amico del medesimo. + +Ciò nondimeno il giovine merlotto, che si vide con tanta sollecitudine +liberato dal suo deposito, cominciò a girar gli occhi e a grattarsi +in capo, come covando qualche rimorso di avere abbandonato il cavallo +contentandosi d’una spiegazione così succinta. + +«Non v’ha dubbio, borbottava fra i denti, che questa non sia la +_coppia_, ma tu al vedermi avresti dovuto dir _fava_. Lo sai bene!» + +«Sì, sì, è vero, rispose a caso Wayland, e tu _presciutto_.» + +«No, no; aspettate; io doveva dire _cece_.» + +«Bene, sia _cece_ se vuoi così; ma _presciutto_ era una _parola di +passo_ migliore.» + +In questo, trovandosi già sul suo cavallo, tolse dalle mani dello +stupido villano quel resto di briglia che l’altro esitava ad +abbandonare, e gettandogli una moneta d’argento, senza altre cerimonie +cercò di riguadagnare a gran galoppo il tempo perduto. Il baggeo rimase +a’ piedi della collina, mentre la salivano i nostri viaggiatori, +e Wayland volgendosi, lo vide colle dita nei capelli, immobile +come un palo, e col capo sempre volto alla dirittura da essi presa +nell’abbandonarlo. Finalmente essi avevano di già raggiunto la sommità +della collina, allorchè lo videro abbassarsi per raccogliere la moneta +d’argento. + +«In fede mia! disse Wayland, questo può dirsi vero dono della +Provvidenza. Una buona bestia che cammina bene, e che vi porterà fino +al luogo ove se ne possa trovare un’altra d’egual gagliardia! Allora +potremo rimandar questa per far tacere qualsisia rimostranza.» + +Ma non erano tanto lisci questi suoi calcoli, e il destino, che sulle +prime parve sì propizio ai due viaggiatori lor diede a temere bentosto, +che l’incidente per cui menava tanto vanto Wayland, non divenisse +cagione della compiuta loro rovina. + +Non avevano essi per anche fatto un miglio dopo lasciato il villanello, +allorchè intesero una voce d’uomo che gridava a tutta possa alle loro +spalle: _Al ladro, al ladro, ferma mariuolo_ ed altre espressioni di +simil natura. La coscienza di Wayland lo trasse naturalmente a credere +essere ciò una legittima conseguenza dell’avventura che poc’anzi aveva +mandato a termine. + +«In verità, sarebbe stato meglio per me andare a piedi per tutta la +mia vita. Siamo spietatamente inseguiti, ed eccomi uomo perduto. +Ah Wayland, Wayland! tuo padre te lo predisse più d’una volta che +i cavalli t’avrebbero condotto alla forca! Se un qualche giorno mi +trovo mai sano e salvo fra i sensali da cavalli di Smithfield o di +Sumball-Street, darò loro licenza di appiccarmi all’altezza del +campanile di San Paolo se mi trovano mai più a frammettermi negli +affari o de’ gran signori, o de’ cavalieri e delle loro donne.» + +In mezzo a queste malinconiche considerazioni, volse la testa per +sapere chi lo inseguiva, ed ebbe qualche conforto in accorgersi di non +aver dietro a sè che un uomo solo a cavallo, ben montato per vero dire, +e che si avvicinava ad essi con una rapidità da non permettere idea di +fuga, quand’anche la Contessa fosse stata abbastanza forte per poter +galoppare a pari della gagliardia del suo cavallo. + +«In fine poi, pensava Wayland, il cimento è eguale fra noi; non siamo +che un uomo per banda; e a quanto parmi il mio futuro competitore +nello stare a cavallo ha più garbo di simia che di cavaliere. Se mai +si venisse agli espedienti estremi, non dovrebbe essermi difficile il +gettarlo di sella. Ma zitto! Il suo cavallo medesimo, per quanto spero, +mi risparmierà questo incomodo: esso ha il morso ai denti. Diavolo! +Qual uopo ho io d’inquietarmi (gli sembrò di ravvisare sull’istante il +cavaliere), non è che quella caricatura del merciaio d’Abingdon.» + +L’occhio avvezzo di Wayland avea scorto giusto a malgrado della +lontananza. Il cavallo del valente merciaio, pieno d’ardore, ed inoltre +eccitato dal vedere due cavalli, che alla distanza di alcune centinaia +di tese pareva corressero colla massima velocità, si diede a tanto +furiosa scappata, che ruppe affatto l’equilibrio del cavaliere. Costui, +a grado del cavallo, non solamente raggiunse, ma oltrepassò di gran +galoppo le persone inseguite, comunque non cessasse dal tirarlo per +la briglia e dal gridar a tutta possa: _Ferma, ferma_, esclamazione +allor indiritta, come ognun vede, al cavallo, anzichè alle persone +lasciatesi addietro. Di questo passo ei fece più di mezzo miglio +senza potere arrestare il corridore: riuscitovi finalmente, tornò +all’incontro de’ nostri viaggiatori, riparando alla meglio il disordine +de’ suoi vestiti, e cercando coprire con un’apparenza di audacia e di +collera la confusione e il dispetto, dipintisi sul suo volto durante +l’involontaria sua corsa. + +Intanto Wayland ebbe tempo di avvertire la Contessa sulle prerogative +del personaggio, ond’ella cessasse dallo spaventarsi: «Credetemi, non è +che uno sciocco, e m’accingo a trattarlo siccome tale.» + +Allorchè il merciaio ebbe riacquistato quanto fiato e coraggio +bastavangli a ricomparire dinanzi alla Contessa, ordinò in aria +minaccevole a Wayland di restituirgli il suo cavallo. + +«Che ascolto? (disse Wayland con enfasi ed in tragico tuono) ne si +comanda arrestarci, e consegnare le cose nostre sulla regale strada +maestra! A te, mia Escalibar, esci del fodero e fa sentire a questo +prode cavaliere, che la forza dell’armi dee sola decidere la tenzone.» + +E l’altro: «Correte, correte quante siete, oneste persone. Si pretende +involarmi ciò che mi appartiene legittimamente.» + +«Indarno tu invochi i tuoi Numi, o scellerato pagano! M’è d’uopo +compiere il mio divisamento, vi dovessi anche perire. Sappi, intanto, +infedel trafficante, esser io il merciaiuolo che ti vantasti volere +spogliare della sua mercanzia sullo spianato di Maiden Castle. Onde +preparati a sostener la disfida.» + +«Ma io dissi questo per modo di scherzo, soggiunse fattosi tutto mite +Goldthred; sono un onesto cittadino, un merciaio, e arrossirei di +assalire chicchessia.» + +«Quand’è così, formidabilissimo merciaio, mi duole in fede mia del voto +che feci, e fu questo, di portarti via il cavallo la prima volta che +t’incontrassi, e farne dono a questa mia sovrana se tu non ti sentivi +di difenderlo coll’armi. Ma ora che il giuramento è pronunziato, la +sola cosa che io possa fare in tuo favore, si è lasciare il cavallo a +Donnington nella prima osteria.» + +«Ma v’assicuro, disse il merciaio, che su questo cavallo medesimo +io doveva condurre oggi alla chiesa parrocchiale, poco distante di +qui, Giovanna Hackam di Shottesbroock per cambiare ivi il suo nome di +famiglia in quello di signora Goldthred. Per venire a raggiugnermi, +ella si è fatta strada saltando giù da un finestrino del granaio +del vecchio Gaffer Hackam, ed eccola già colla sua mantellina di +ciambellotto, e la sua frusta fornita di manico d’avorio, al luogo, +ove credea trovare il cavallo, soprappresa sì che sembra la moglie di +Loth. Io ve ne prego colla maggior possibile civiltà: rendetemi il mio +cavallo.» + +«Ne sono afflitto così per l’avvenente donzella, come per te, +merciaio mio nobilissimo, soggiunse Wayland, ma fa d’uopo che si +compiano i voti. Tu troverai il tuo cavallo a Donnington, all’osteria +dell’_Angelo_: gli è tutto ciò che posso fare in buona coscienza.» + +«Al diavolo tu e la tua coscienza! disse dando nelle disperazioni +il merciaio. Pretenderesti forse che una giovane promessa sposa si +conducesse a piedi alla chiesa?» + +«Mettila in groppa dietro a te, sir Goldthred, rispose Wayland. È tal +cosa che gioverà parimente a calmare l’impeto del tuo corridore.» + +«Sì, e se poi vi dimenticate di lasciare all’_Angelo_, come lo +promettete ora, il mio cavallo?» chiese titubando il Goldthred, in cui +era venuto meno ogni coraggio. + +«Il mio fardello resterà in pegno pel tuo cavallo. Esso è presentemente +in casa di Giles Gosling, nella stanza parata di cuoio damaschinato, +ed è pieno, stivato di velluti a uno, a due, a tre peli, di felpe, di +zendadi, damaschi, rasi, e di ogn’altra sorte di tessuto di seta.» + +«Aspetta, aspetta, gridò il merciaio, io veramente sto a patto d’essere +appiccato, se nel tuo fardello si trova la metà di quanto tu dici. Ma +se il mio povero Baiardo cade nelle mani di qualche mascalzone...» + +«Può anche darsi, mio buon Goldthred, ma intanto io vi auguro il buon +giorno. Felice viaggio!» soggiunse indi continuando il cammino colla +Contessa; intantochè il merciaio scompigliato se ne tornava assai più +lentamente che non fosse venuto, meditando quali scuse avrebbe addotte +alla sua diletta donna, che stava mestamente aspettando il novello +sposo in mezzo alla strada. + +«Mi sembrò, disse la Signora, che la caricatura da cui siamo disgiunti +mi desse occhiate come di chi si ricordasse avermi veduta; io però le +nascosi quanto mi fu possibile il volto.» + +«Se potessi creder questo, soggiunse Wayland, tornerei addietro per +fracassare il cranio a costui, nè avrei paura di danneggiargli il +cervello, perchè tutto quello che ha non basterebbe, cred’io, a darne +una boccata ad un papero nato di fresco. Nondimeno è miglior consiglio +proseguire il nostro viaggio. Lasceremo a Donnington il cavallo di +questo sciocco, anche per togliergli ogni talento di tenerci dietro, +poi cambieremo i nostri abiti, onde ingannare le sue indagini se +volesse pur continuarle.» + +I viaggiatori giunsero senza altri spiacevoli incontri a Donnington, +ove fu necessario che la Contessa si procacciasse il ristoro d’alcune +ore di riposo. In questo intervallo Wayland prese, con prontezza e +sollecitudine eguali, tutte le cautele necessarie ad assicurare il buon +successo del rimanente del viaggio. + +Dopo avere cambiato il suo mantello di merciaiuolo in una zimarra, +condusse il cavallo di Goldthred all’osteria dell’_Angelo_, situata ad +una estremità del villaggio opposta a quella ove i nostri viaggiatori +avevano preso stanza. Nella mattina, Wayland mentre attendeva ad +altre cose sue vide il cavallo ricondotto dallo stesso merciaio, il +quale avendo raccolta una numerosa banda d’uomini per gir contro chi +gli aveva involata la sua cavalcatura veniva a riconquistarla colla +forza dell’armi. Gli fu questa rimessa senza dover pagare altro +riscatto, fuorchè il prezzo dell’_ala_ bevuta in copia dalle sue truppe +ausiliari, che il cammino aveva assetate, e intorno al cui prezzo +maestro Goldthred sostenne una disputa veementissima col commissario +del quartiere, chiamato in soccorso dallo stesso Goldthred per far +marciare la gente della Contea. + +Dopo eseguita una tale restituzione, che la giustizia e la prudenza +egualmente volevano, Wayland procurò per sè e per la Contessa due +vestiti compiuti, che li faceano sembrare agiati campagnuoli. In oltre +fu deciso per togliere alla curiosità tutti i pretesti, che la donna, +durante il cammino, si spaccierebbe per sorella del suo condottiero. + +Un buon cavallo, non brioso, e fatto per andar di pari passo con +quello di Wayland, compiè i preparativi del viaggio, cose tutte +che il maniscalco pagò col denaro somministratogli a tal fine da +Tressiliano. Era quindi vicino il mezzogiorno, allorchè la Contessa +trovò riparate assai le sue forze da un profondo riposo di alcune ore; +onde continuarono il loro cammino, deliberati di condursi il più presto +possibile e tenendo la strada di Coventry e di Warwick, al castello di +Kenilworth; ma il loro destino non volea che procedessero molto innanzi +senza scontrarsi in nuovi avvenimenti che li tribolassero. + +Fa qui di mestieri avvertire il leggitore, che l’ostiere di Donnington +avea fatto noto ai nostri pellegrini, come una lieta brigata si era +un’ora o due prima d’essi, partita da Donnington per trasferirsi a +Kenilworth; e che questa, a quanto sembrava, accigneasi a rappresentare +una di quelle mascherate o commedie solite ad entrare fra i +divertimenti offerti alla Regina allorchè portavasi in viaggio; dal +quale avviso nacque in Wayland il consiglio di unirsi, se il potea, a +questa banda, tosto che l’avesse raggiunta in cammino, sembrandogli +che per tal modo diverrebbe più difficile il riconoscimento così della +Contessa come di lui che non se avessero camminato soli. + +Comunicò pertanto sì fatta idea alla compagna, la quale in sostanza, +non desiosa che di giugnere senza interrompimenti a Kenilworth, lasciò +al giudizio di Wayland la scelta d’ogni espediente più adatto all’uopo +medesimo. Quindi fecero trottare i lor cavalli, sinchè videro la +picciola carovana con parte di gente a piedi e a cavallo, che saliva un +monticello da essi distante non più d’un mezzo miglio. In quel medesimo +tempo Wayland che non guardava solamente dinanzi a sè, si vide dietro +alle spalle un personaggio a cavallo, che correa con istraordinaria +velocità. Seguialo un servo galoppando, perchè gli sforzi del galoppare +bastavano appena a pareggiare in celerità il cavallo del suo padrone, +comunque unicamente trottasse. Wayland osservò con inquietezza d’animo +queste due persone, mostrò turbarsi, osservò di bel nuovo, indi fattosi +pallido, disse alla Contessa. + +«Quello è il famoso corridore di Riccardo Varney. Saprei riconoscerlo +in mezzo a mille cavalli. Questo è ben un incontro più serio, che non +lo fu quello del mercante merciaiuolo.» + +«Sguainate la vostra spada, gli disse Amy, e trafiggetemi il cuore, +anzichè lasciarmi cadere nelle mani di costui.» + +«Preferirei mille volte passargliela a traverso del corpo, o ferirmene +io stesso. Ma per vero dire, l’arte dello schermitore non è fra quelle +ch’io conosca meglio, benchè ad un estremo evento io abbia il coraggio +di valermi del ferro freddo al pari d’un altro. E accade in oltre +che la mia spada (trottate, ve ne prego!) è una trista draghinassa, +mentre son certo che egli è armato d’una delle migliori sciabole di +Toledo. Aggiugnete esser con lui un servo, ch’io giurerei quell’infame +del Lambourne, perchè sta sopra il medesimo cavallo, di cui si valse, +dicono (vi prego, correte!) quando svaligiò un ricco mercante di +bestiami verso la parte occidentale della Contea. Non è già ch’io tema +nè Varney, nè Lambourne, tanto più ch’io difendo una buona causa (il +vostro cavallo, se lo spronate, può trottare di più!) ma nondimeno +(vi supplico! non gli lasciate poi prendere il galoppo; potrebbero +accorgersi che li temiamo e inseguirci; basta che lo manteniate nel +gran trotto) benchè, dico, io non tema costoro, avrei molto caro di +spacciarmene piuttosto per le vie dell’accorgimento che per quelle +della violenza. Sol che potessimo raggiugnere i commedianti ed unirci, +passeremmo con essi senza essere osservati, purchè per altro Varney non +sia venuto a posta per inseguirci.» + +Dicendo tai cose, ora stimolava, ora frenava il cavallo, agitato ad un +tempo e dalla tema di far sospettar che fuggiva, e dalla cura di non +essere giunto dal Varney. + +Salirono finalmente la collina dianzi accennata, ed arrivatine alla +vetta, si confortarono in veggendo la picciola carovana fermatasi in +fondo alla valle in vicinanza di tenue ruscello, a’ cui margini erano +due o tre capanne; onde allora Wayland non dubitò più di non essere in +tempo a raggiugnerla. Cresceva inquietezza a Wayland l’osservare la sua +compagna che senza profferire accenti di timore o querelarsi, andava +vie più impallidendo, onde aspettavasi ad ogn’istante vederla cader da +cavallo. Pure a malgrado di tai sintomi di debolezza, spinse ella tanto +vigorosamente il destriero, che si trovarono presso i commedianti in +fondo della valle prima che Varney fosse arrivato alla sommità della +collina d’ond’erano scesi. + +Videro essi nel massimo disordinamento la compagnia colla quale +divisavano di collegarsi. Le donne, tutte scapigliate e come +affaccendate in cosa d’alta importanza, entravano continuamente nelle +capanne e ne uscivano. Gli uomini stavano qua e là tenendo per le +briglie i loro cavalli, e mostrando quella sbadata fisonomia che è +solita in essi nel durar d’affari pe’ quali non si ha bisogno di loro. + +I due viaggiatori s’intertennero, come mossi da curiosità; poi a grado +a grado, senza interrogare nè essere interrogati, si frammisero alla +carovana, come se ne avessero fatto parte da lungo tempo. + +Non erano scorsi più di cinque minuti dopo il fermarsi lor nella valle, +ov’ebbero grande cura di tenersi quanto poteano sui labbri della +strada, onde mettere gl’individui della carovana fra sè, e fra Varney e +Lambourne, i quali discesero rapidamente dalla collina. I fianchi dei +costoro cavalli, e le spronette, col molto sangue di cui erano lorde, +contrassegnavano assai con quanta velocità il padrone ed il servo +fossero corsi. L’esterno de’ commedianti, che sotto sopravveste di +traliccio nascondevano i lor vestiti da maschera, la picciola carretta +per trasportarvi le loro decorazioni, e i diversi arnesi bizzarri e +fantastici ch’essi aveano fra le mani, bastarono onde i due cavalieri +scorgessero lo scopo cui quella brigata intendea. + +«Voi siete commedianti, disse il Varney, e vi trasferite senza dubbio a +Kenilworth?» + +«Sì, o nobil signore,» rispose un attore. + +«Ma come diavolo indugiate qui, soggiunse allora il Varney, se non +avete un istante da perdere sol per giugnere a tempo al castello di +Kenilworth? La Regina desina domani a Warwick, e voi canaglia, state +qui a darvi bel tempo?» + +Si fece allora a rispondere un ragazzo nano in zimarra che aveva una +maschera al volto, e un paio di corna d’un bel rosso di fuoco, e sotto +la zimarra un abito di rascia nero stretto con cordicelle alla persona, +calze rosse, e scarpe fatte all’uopo d’imitare i forcuti piedi del +diavolo. «In verità, o signore, la indovinaste. Ma sappiate che mio +padre, il diavolo, sorpreso dai dolori del parto, ci ha ritardati nel +cammino per accrescere la nostra brigata d’un diavolino di più.» + +«Come! il diavolo!» disse Varney, la gaiezza del quale non avea indizi +più forti d’un caustico sorriso. + +«Il ragazzo ha detto la verità, soggiunse la persona in maschera che +avea parlato da prima; il nostro diavolo in capo, poichè questi non è +che diavolo secondario, sta ora entro di quel _tugurium_ ad invocare +Lucina.» + +«Per san Giorgio! o piuttosto per il drago che è forse il compare del +futuro diavolo infante! questo è un caso comico; se ve ne furono, disse +Varney. Che ne pensi, Lambourne? Vuoi tu essere per questa volta il +patrino? Certamente, se il diavolo dovesse sceglierne uno, non vedo +persona che ti pareggi nel meritar tanto onore.» + +«Eccetto che alla presenza de’ miei superiori,» disse il Lambourne con +quella impudenza per metà rispettosa di un servo, che nel giudicare +indispensabile la propria opera fonda la sicurezza di avanzar qualche +scherzo. + +«Qual è il nome di questo diavolo, o per meglio dire di questa +diavolessa che colse sì male il suo tempo? disse Varney. A Kenilworth +noi non possiamo far senza d’alcuno dei nostri attori.» + +«_Gaudet nomine Sibyllae_, disse il primo interlocutore, e si chiama +Sibilla Laneham, moglie di maestro Riccardo Laneham.» + +«Il donzello della camera del consiglio! disse Varney. Che mi dite? +Ella non merita scusa; doveva avere bastante esperienza per ordinare +meglio le cose sue. E chi erano quell’uomo e quella donna, che un +momento fa ascesero la collina con tanta fretta?» + +Wayland stava per avventurare qualche risposta, allorchè il piccolo +diavoletto si fece avanti di bel nuovo. + +«Con vostra buona licenza, (diss’egli accostandosi a Varney, e parlando +in modo che gli altri compagni non lo intendessero) l’uomo sarà il +nostro primo diavolo, perito quanto basta nelle astuzie per far le veci +ai cento diavoli della natura di Sibilla Laneham. E la donna, sempre +con vostra buona licenza, è quella savia persona, i cui soccorsi in +tale momento sono della massima necessità alla nostra parturiente.» + +«E che? Voi avete la commare in questi dintorni? disse Varney. Di fatto +la fretta del suo correre dava a divedere come si portasse in tal +luogo, ove era grandemente desiderata. Voi avete dunque in riserbo un +altro suddito di Belzebù da sostituire a Mistress Laneham.» + +«Senza dubbio, Signore, disse il picciol mariuolo, i sudditi di Belzebù +non sono tanto rari in questo mondo, come vostra Eminenza potrebbe +supporli. Questo maestro demonio che voi vedete, saprà, se vi è in +grado, lanciare alcune migliaia di scintille, e vomitare nubi di fumo +dinanzi a voi, sì che crediate aver egli nell’addomine tutto l’Etna.» + +«Non ho il tempo di fermarmi a contemplare tal maraviglia, o +chiarissimo figlio dell’inferno, ma ecco di che farvi bere per una +buon’ora, e come dice il proverbio, Dio prosperi le vostre fatiche.» + +Così licenziandosi diede due botte di sprone al cavallo, e continuò la +sua strada. + +Il Lambourne rimase un istante addietro del padrone per cercar nella +borsa, d’onde tratta una moneta d’argento ne presentò il compagnevole +diavoletto «a fine, disse costui, d’incoraggiar la tua carriera verso +il fuoco delle regioni infernali. Già si discerne qualche scintilla di +questo fuoco, che ti scappa fuori dagli occhi». Dopo avere ricevuti +i ringraziamenti del fanciullo, spronò egli pure il cavallo, e colla +rapidità del vento raggiunse il padrone. + +«Ora (disse l’astuto diavoletto, accostandosi al cavallo di Wayland, +e facendo uno scambietto per aria, che legittimava le sue pretensioni +al parentado col principe di questo elemento), io raccontai loro chi +siete. Ditemi a vostra volta chi mi son io?» + +«Flibbertigibbet, ovvero sicuramente un figliuolo del demonio,» rispose +Wayland. + +«Tu lo dicesti, replicò Dick Sludge. Vedi qui il tuo Flibbertigibbet. +Mi sono sciolto dai legami, in cui mi teneva il dotto mio precettore, +come ti diedi parola di farlo, volesse egli o non lo volesse. Or +narrami chi è la donna che conduci teco. Io ti vidi nell’imbarazzo sin +dal momento della prima interrogazione, e venni in tuo soccorso. Ma mi +fa di mestieri sapere tutto quello ch’ell’è, caro Wayland.» + +«Tu saprai cinquanta altre cose ancora più belle, o mio diletto +compagno, disse Wayland, ma per un momento metti da una parte le +tue interrogazioni; e poichè andate tutti a Kenilworth, io vi ci +accompagnerò, e ciò per amore, vedi! della tua amabile figura e della +spiritosa tua compagnia.» + +«Tu avresti dovuto dire, _spiritosa figura,_ ed _amabile compagnia_, +rispose Dick. Ma come viaggerai tu con noi? Intendo che parte +sosterrai?» + +«Certamente quella che mi scegliesti tu stesso: la parte di +giocolatore. Tu sai che questo mestiere, lo conosco,» disse Wayland. + +«Va benissimo: ma e quella milady! soggiunse Flibbertigibbet, perchè +debbo dirti aver io già indovinato che ella è una milady, e comprendere +pure dalla impazienza che mostri l’imbarazzo in cui ti ritrovi per lei.» + +«Ella... (rispose Wayland) ella... sì, ella è una povera mia sorella. +Canta e sona il liuto con tanta dolcezza che farebbe uscire i pesci +fuori dell’acqua.» + +«Procurami tosto un saggio di tale sua abilità. Amo assai il liuto. +Nulla avvi che mi dia maggior diletto, benchè non abbia mai udito suono +di liuto.» + +«Oh bella! come puoi dunque amarlo?» + +«Ti dirò, come negli antichi romanzi i cavalieri amano le loro donne, +per fama.» + +«Quand’è così amala _per fama_ qualche tempo di più, finchè mia sorella +siasi riavuta dalle fatiche del viaggio (disse Wayland, che poi +soggiunse fra i denti:) Maledetta la curiosità di questo nano! Ma non +mi torna disgustarmelo. Troppo mal partito ne avremmo.» + +Dopo tale intertenimento, Wayland corse al maestro Holyday per fargli +offerta de’ suoi talenti personali, e di quelli della sorella, qual +donna perita di musica. Furono prima chieste alcune prove dell’abilità +di lui, e senza farsi pregare, ne diede di sì convincenti, che gli +attori giubilanti di acquistare un uomo fornito di tanta capacità, +ebbero per buone le scuse da lui fatte per sua sorella, che dianzi +voleano parimente sperimentare. + +I nuovi compagni vennero invitati a partecipare de’ reficiamenti di +cui ben provvista andava quella banda, e nel tempo di tal colezione, +non però senza difficoltà, Wayland trovò un momento per parlare +segretamente alla supposta sorella e per pregarla a dimenticar qualche +istante così le proprie sventure come il proprio grado acconsentendo a +starsi in brigata con coloro, che dovevano esserle compagni di viaggio, +espediente il più sicuro onde non venire scoperti. + +Tutto questo impero di circostanze fu sentito dalla Contessa; laonde +quando si rimisero in cammino, cercò ella di porre in opera i +suggerimenti datile dal suo condottiero, e volgendosi ad un’attrice che +le era vicina, introdusse il discorso esternando compassione per quella +povera donna che era stato forza l’abbandonare. + +«Oh! ella ha buona assistenza, mia cara! rispose l’attrice, che pel suo +allegro umore avrebbe potuto dirsi il perfetto emblema della moglie di +Bath[8]. La mia commare Laneham non si prende fastidio di ciò, come di +nessun’altra cosa; di qui a nove giorni, se tanto duran le feste, sarà +con noi a Kenilworth, fosse anche costretta a portarsi il suo bamboccio +sugli omeri.» + +In questo modo di discorso regnava un non so che di _libero_[9], +che tolse alla Contessa di Leicester ogni voglia di continuare la +conversazione; ma ella avea rotto il diaccio parlando per la prima +alla compagna, onde questa che negl’intermezzi dovea far la parte di +Gillian di Croydon, si diede tutta la cura che il troppo silenzio non +rendesse malinconica quella peregrinazione. Narrò dunque alla Contessa, +fattasi muta, un migliaio d’aneddoti di feste reali, cui s’era trovata +incominciando dai tempi del re Enrico fino a quei dì, e le accoglienze +che avea ricevute dai gran signori, e i nomi degli attori più cospicui; +e faceasi ritornello d’ogni racconto il soggiugnere: «Tutto ciò sarà +nulla in confronto delle feste che avremo a Kenilworth». + +«E quand’è che vi giugneremo?» disse la Contessa con tale agitazione +che invano studiavasi di palliare. + +«Noi che siamo a cavallo, noi possiamo trovarci questa sera a Warwick, +d’onde Kenilworth non arriva forse ad essere distante cinque miglia. +Ma ivi ne converrà aspettare i nostri compagni pedoni, se però il mio +buon signore di Leicester, come è probabile, non manderà incontro ad +essi cavalli o calessi, a fine di liberarli dalla molestia di andare +a piedi, che è un assai tristo apparecchio per danzare innanzi a +personaggi di corte. Nondimeno ho veduto un tempo, in cui, coll’aiuto +di Dio, avrei fatto cinque leghe colle mie gambe il mattino, e ballato +sulla punta de’ piedi tutta la sera, siccome un piattello di peltro, +che un giocolatore fa girare attorno sulla punta d’un ago. Il crescer +degli anni ha raffreddato un poco questo mio ardore; ma quando mi si +affanno la musica e il mio danzatore, posso ballare una giga così bene +e così lungo tempo, come qualunque altra donna di Warwick, obbligata, +quando vuole scrivere i suoi anni, a valersi dell’ingrata cifra +_quattro_, posta innanzi ad un _zero_.» + +Se la Contessa per parte sua si trovava incomodata dalla loquacità di +tal donna, non era minore la pena che sofferiva Wayland per ispacciarsi +dai frequenti assalti dell’insaziabile curiosità del suo conoscente +antico Riccardo Sludge. Il malizioso nano aveva un’indole naturalmente +proclive ad osservare e voler conoscere a fondo tutte le cose; il che +collegavasi maravigliosamente col genere suo di spirito malignoso anzi +che no. Avido di spiar tutto, non v’era forza che lo avesse impedito +d’intromettersi negli affari, gli fossero pur estranei quanto si volea, +bastava che ne avesse sorpreso il segreto. Egli passò tutto quel giorno +a guatare per di sotto alla propria maschera la Contessa, e le poche +cose che potè scorgere non contribuirono poco a crescergli curiosità. + +«Questa tua sorella, o Wayland, ei diceva, ha un collo ben bianco per +essere nata in una fucina, e le mani ben liscie e delicate per donna +avvezza a maneggiare il fuso. In fede mia! crederò che siate fratello e +sorella, quando vedrò dalle uova di corvo nascere i cigni.» + +«_In fede mia_, disse Wayland, tu sei un piccolo ciarliero, che +meriteresti un cavallo in pena di tua sfrontatezza.» + +«Ottimamente, disse allontanandosi quel furfantello; quanto posso dirvi +è che voi mi nascondete un segreto, e che se non vi rendo fava per +piselli, non sono più Dick Sludge.» + +Sì fatta minaccia, e la distanza in cui gli si tenne nel resto di +quella giornata il diavoletto Hobgoblin, mise in molta agitazione +Wayland. D’onde fu ch’ei persuase alla finta sorella il fermarsi, +prendendone pretesto dalla stanchezza, tre o quattro miglia al di qua +della buona città di Warwick, e promise agli altri di quella banda, che +gli avrebbero raggiunti sul mattino della domane. Un picciolo albergo +di villaggio loro offerse asilo per riposare, e s’allegrò entro il suo +cuore Wayland in veggendo allontanarsi e Dick Sludge, e il resto della +brigata, da cui con affettuosi congedi si separò. + +«Domani, o Signora, diss’egli alla compagna di viaggio, se così +vi piace, di buon’ora ci rimetteremo in cammino, onde giugnere a +Kenilworth prima che si faccia folla alle porte del castello.» + +La Contessa approvò le idee del suo fedel condottiero, ma fu per questo +una grande sorpresa ch’ella non gli soggiugnesse altra cosa a tale +proposito. Questo silenzio lasciava ignorare a Wayland se Amy avesse +immaginato qualche divisamento intorno al modo di condursi in appresso. +Comunque gli fossero note solo imperfettamente le particolarità che +la risguardavano, pur vedea la necessità di continuare a movere con +circospezione ogni passo. Dal tacersi della Contessa egli indusse, che +forse ella avea nel castello alcun amico alla cui protezione poter +fidarsi, e che l’incarico di lui sarebbe finito non appena l’avesse +guidata colà, come ripetutamente ne mostrava quella il desio. + + + + +CAPITOLO VIII. + + «Udite! Il suono de’ bronzi e lo squillo + degli oricalchi or chiamano le persone + convitate; ma la più avvenente non + risponde all’invito. Le sale ringorgano + di cavalieri e matrone; ma la donna + più amabile è costretta a celarsi. + Come potesti, o principe orgoglioso, + lasciarti abbagliar dal fulgore di + quelle brillanti meteore, e perdere + quel giudizioso senso che ne trae a + preferire lo splendor degli astri a + quello di una lucciola, e il rossore + del modesto merito all’arroganza delle + corti?» + + _La pantoffola di cristallo._ + + +L’infelice contessa di Leicester, fin dalla prima sua fanciullezza +era stata accostumata ad una indulgenza così illimitata come mal +provvida, che le usavano tutte le persone cui spettava l’incarico di +educarla. Certamente la dolcezza della sua indole l’avea difesa dal +prender modi o disdegnosi o superbi. Ma il capriccio che le aveva fatto +preferire il bello e seducente Leicester a Tressiliano, del quale ella +stessa apprezzava cotanto l’onore e l’animo affettuoso non mai verso +lei dismentitosi, questo solo capriccio che distrusse la felicità di +sua vita, era frutto di quella mal concetta tenerezza, che risparmiò +alla sua infanzia le lezioni, moleste sì ma indispensabili, della +sommessione e del riguardo. Tal debolezza medesima degli educatori +l’aveva usata a non aver uopo che di concepir desiderii ed esprimerli +lasciando agli altri la cura di soddisfarli. Queste si furono le +cagioni, per cui nel punto più fatale della sua vita si trovò sfornita +affatto di quella prontezza di mente, che le sarebbe stata necessaria +a divisar norme di una condotta prudente, ragionevole e adatta alle +circostanze cui ella era venuta. + +Le difficoltà si moltiplicarono incessantemente per la misera Amy allo +spuntare di questo giorno che stava per decidere del suo destino. +Abbandonando ogni idea che vi si frapponeva, ella non avea desiderato +altra cosa, che trovarsi a Kenilworth alla presenza di suo marito, +ed ora che ne era tanto vicina, il dubbio e l’incertezza si fecero a +spaventare il suo animo, presentandole il timore di mille pericoli, +quali reali, quali immaginari, ma tutti gravi, ed ingranditi dal suo +stato e dalla mancanza di chi la consigliasse. + +La veglia di quella notte l’avea talmente spossata, che non seppe qual +cosa rispondere a Wayland quando venne la mattina ad avvertirla essere +l’ora della partenza. Questa guida fedele incominciò a sentire vive +inquietudini, e ad agitarsi ancora per la propria persona. Era Wayland +in procinto di partir solo per Kenilworth, nella speranza di trovarvi +Tressiliano e di potergli annunziare che Amy era poco distante. Ma +s’avvicinavano le ore nove del mattino allorchè Amy fece chiedere del +suo condottiere. + +Egli la trovò pronta bensì a continuare il viaggio, ma il pallor delle +guance lo pose in gran tema sulla salute della medesima. Gli disse ella +di allestir tosto i cavalli, resistendo impazientemente alle istanze +che l’altro facevale onde persuaderla a munirsi di qualche ristoro +innanzi di mettersi in cammino. «Mi hanno dato, diss’ella, una tazza +d’acqua. Lo sciagurato che viene tratto al supplizio non abbisogna +d’altro cordiale. Debbo contentarmene al pari di lui. Fate quel ch’io +vi dico.» Titubava tuttora Wayland. «Che volete voi ancora, allora +soggiunse, non mi avete forse inteso?» + +«Vi chiedo, perdono, ripigliò a dire Wayland; ma permettetemi +domandarvi quai disegni avete. Non vi fo tale interrogazione che per +meglio uniformarmi ai vostri desideri. Tutte le persone del paese +corrono a Kenilworth. Sarebbe difficile il penetrar nel castello anche +muniti dei necessari passaporti. Sconosciuti e privi di amici, può +accaderne qualche disgrazia. La Signoria vostra mi perdonerà se le +offro un umile avvertimento. Non faremmo noi meglio col ricercare la +nostra comica banda, e unirci ad essa di nuovo?» La Contessa crollò il +capo. «Venite, continuò la guida, non vedo che un unico rimedio.» + +«Spiega dunque le tue idee, disse Amy, soddisfatta forse di vedersi +offerire consigli ch’ella avea rossore di chiedere. Ti credo fedele. +Ebbene! Qual cosa sai tu suggerirmi?» + +«Dovete permettermi ch’io renda consapevole il sig. Tressiliano del +vostro arrivo costì. Son ben certo ch’ei salirà a cavallo insieme ad +alcuni uficiali della casa di Sussex, ardente di vegghiare alla vostra +sicurezza.» + +«Che ascolto? Ed è a me che osate proporre di mettermi sotto alla +protezione del Sussex, di quell’indegno rivale del nobile Leicester?» +disse la Contessa. Indi accorgendosi della sorpresa che tai detti +aveano portata in Wayland, e pavida di aver lasciato apparir troppo +l’affetto suo per Leicester, soggiunse: «E quanto a Tressiliano, questa +cosa è impossibile. Guardatevi dal pronunziare il mio nome dinanzi +a lui. Ve lo comando. Non fareste che accrescere le mie disgrazie e +procacciare a Tressiliano tali sventure, cui egli non saprebbe come +sottrarsi.» Ma osservando ella che Wayland continuava a contemplarla +con aria incerta ed inquieta, e tale che il mostrava perfino dubbioso +se la Contessa fosse assolutamente padrona della sua ragione, prese +ella modi più tranquilli, così dicendogli. + +«Guidami solamente al castello di Kenilworth, e sarà compiuto il tuo +incarico. Colà penserò a quanto mi convenga eseguire in appresso. Tu +mi hai servito fedelmente sin qui. Eccoti una bagattella che ti potrà +compensare.» + +Gli offerì ella un anello che conteneva un diamante di molto prezzo. +Postosi a considerarlo Wayland, titubò un istante, indi lo restituì +alla Contessa. + +«Non è, diss’egli, ch’io mi creda al di sopra de’ vostri favori, o +Signora, perchè io non sono nulla meglio d’un povero sfortunato, +costretto alle volte, e Dio lo sa, a ricorrere a’ più umilianti +espedienti, nè certamente io novero fra gli umilianti la generosità di +una Signora vostra pari. Ma, com’era solito dire a’ suoi avventori il +mio antico maestro maniscalco: _non guarigione, non salario_, io vi +farò osservare, che non siamo ancora giunti al castello di Kenilworth, +e voi avrete tutto il tempo di pagare la vostra guida quando il mio +viaggio sarà interamente compiuto. Spero con tutto il cuore che tanta +sarà nella Signoria vostra la sicurezza di essere accolta in modo qual +si conviene al vostro arrivo, quanta la fiducia ch’io non ometterò +sforzi, per condurvi là sana e salva. Vado a cercare i cavalli. +Permettetemi di pregarvi una seconda volta e come vostro condottiero, +ed un poco ancora come vostro medico, a prendere qualche nudrimento.» + +«Sì, ne prenderò, diss’ella con vivacità; andate, allestite subitamente +tutte le cose.» Appena uscito della stanza Wayland, ella sclamò fra +se stessa: «Ah! pur troppo lo veggio: gli è invano ch’io voglio +mostrar sicurezza. E quel povero servo ben s’accorge che i miei timori +tradiscono il mio improntato coraggio; ei legge, sì, ei legge nel fondo +di quest’animo quanta ne sia la debolezza.» + +Allora sperimentò prendere qualche cibo per conformarsi ai consigli +che la sua guida le diede, ma nol potè; chè gli sforzi fatti per +inghiottire qualunque minima parte di nudrimento le davano una nausea, +onde credea rimaner soffocata. Poco dopo i cavalli comparvero innanzi +alla grata della finestra. Amy salì sopra il suo, sembrandole rinvenire +all’aria aperta e dal cambiamento di sito il sollievo solito derivarne +in sì fatte circostanze. + +Ben tornò ai divisamenti della Contessa il genere di vita irregolare +e vagabonda, condotto un dì da Wayland. Costretto per tal cagione +a scorrere in lungo e in largo il suolo dell’Inghilterra, si era +fatto pratico così dei traversi e de’ sentieri spartati, come delle +strade maestre della ricca città di Warwick: la quale cosa in allora +mirabilmente giovava, perchè la folla, che trasferiva a Kenilworth per +vedere entrare la Regina in questa magnifica residenza del primo suo +favorito, era tanta, che ingombrava e omai toglieva l’accesso a tutte +le principali strade; onde i viaggiatori per portarsi innanzi erano +costretti a lunghi giri. + +Gl’intendenti della Regina avevano trascorso la contrada levando dai +poderi e dai villaggi tutte le vittuarie che i proprietari dovevano +fornire quando viaggiava la Corte, aspettandone tardo rimborso dal +regio erario. Coll’intenzione medesima gli uficiali della casa di +Leicester erano stati per tutti i dintorni; e molti amici e parenti +del Conte procurarono questa fiata di guadagnarsi favore, mandando +derrate d’ogni specie, e cumuli di salvaggiume e botti di squisiti +liquori. Ogni strada maestra era coperta di mandrie di bovi, di +castrati, di vitelli, e di maiali, ed ingombra di carri, i cui assi +gemevano sotto il peso degli smisurati lor carichi. Succedevano +continue pause per l’imbarazzarsi degli uni cogli altri, ed i rustici +condottieri bestemmiando, e ingiuriandosi sintantochè la loro collera +fosse all’estremo grado, terminavano discutendo i propri diritti colle +fruste e co’ loro grossi bastoni. Tali dispute venivano di ordinario +sedate da qualche intendente, o sindaco, o altra persona autorevole del +villaggio, che fracassava la testa ad entrambi i competitori. + +Eranvi inoltre canterini, istrioni, bagattellieri d’ogni specie, che in +gioiose bande tenevano le strade d’onde pervenivasi al palagio _delle +reali delizie_, nome dato dai giullari girovaghi a Kenilworth nelle +poesie che precorsero le feste da celebrarsi. In mezzo a tai confuse +scene, diversi mendici mettendo in mostra i loro mali o finti o veri, +presentavano uno stravagante chiaroscuro, non però insolito a vedersi +tra le vanità e le angosce della umana vita. Si trovava parimente su +quelle strade un’immensa popolazione condotta ivi dalla sola curiosità. +Qui un operaio, che tale lo annunziava il suo grembiule di cuoio, +dispensava gomitate a qualche signora posta in tutta eleganza, alla +quale avrebbe fatto di cappello in città; altrove i villani colle loro +scarpe ferrate andavano sopra gli scarpini di agiati borghesi, o di +rispettabili gentiluomini. E Giovanna la venditrice di latte, col suo +pesante andamento, e con due braccia arsicce e vigorose, si apriva +strada fra mezzo a gruppi d’avvenenti donzelle, i cui padri erano +cavalieri o scudieri. + +Tutta questa moltitudine ciò non ostante presentava l’indole della +gaiezza; tutti venivano colà per prendere la loro parte di diletto; +tutti rideano di piccoli inconvenienti, che in altre occasioni gli +avrebbero adirati, o messi almeno di mal umore. Eccetto le risse +accidentali, che, come dicemmo, insorgevano per mezzo alla razza +irritabile de’ carrettieri, i confusi accenti che udivansi fra quella +calma, annunziavan contento e folleggiamenti di gioia. I sonatori +accordavano i loro strumenti, i canterini canticchiavano le loro +ariette, i buffoni di professione brandendo i loro panconcelli, +mandavano grida che sapean di gioia e di delirio ad un tempo; i +danzatori faceano sonare le loro campanelle, i contadini gridavano +e fischiavano; spettacolo che facea scoppiar dalle risa gli uomini, +mentre le giovinette con acute esclamazioni esternavano le loro +maraviglie. Chi da un canto mandava ad alta voce scherzi ad un altro +che li rimandava a guisa di volante cui le due opposte racchette si +rispingono scambievolmente. + +Nulla avvi forse di più crudele per un’anima assorta nella tristezza +quanto la necessità di assistere a scene di gioia, che son ben lungi +dal trovarsi in armonia co’ sentimenti dell’animo. Questa volta ciò +nonostante il tumulto e la confusione di tale spettacolo, diedero +qualche divagamento alla contessa di Leicester, arrecandole se non +altro il misero alleviamento di toglierla alla considerazione delle sue +sciagure e allo sconforto di crearsi anticipatamente idee terribili +sulla sorte che l’aspettava. + +Ella camminava siccome persona dominata da un sogno, abbandonandosi +interamente alla condotta di Wayland, che mostrò allor più che mai +quanto per disinvoltura ei potesse. Or si apriva un cammino per +mezzo alla folla, or si fermava per aspettare occasion favorevole +d’avanzarsi; spesse fiate abbandonando la strada maestra, battea +sentieri tortuosi che vel riconducevano dopo avergli somministrato +il vantaggio di aver trascorsa una parte di cammino con rapidità ed +agiatezza. + +Fu quest’ultimo espediente che gli fece evitare Warwick, ove Elisabetta +aveva passata la notte in quel castello. Era il castello di Warwick un +fastoso monumento dello splendore de’ secoli della cavalleria, e che +la falce del tempo ha rispettato sino ai dì nostri. Ivi ella doveva +rimanersene sino al mezzogiorno, ora a quei tempi in cui pranzavasi +in Inghilterra, poi dopo la mensa trasferirsi a Kenilworth. Lungo +il cammino ciascun gruppo delle persone fra cui ella trascorreva, +trovava qualche osservazione da dire in lode della Regina, non senza +framettervi però quella tinta di satira, usa a condire i giudizi che +portiamo sul nostro prossimo, massimamente se è prossimo al di sopra di +noi. + +«Avete udito, dicea taluno, con quale grazia ella parlò al giudice, +al cancelliere, e al buon ministro sig. Griffin allorchè stavano +inginocchiati alla portiera della sua carrozza?....» + +«Sì: poi come disse in appresso al picciolo Aglionby: Maestro +cancelliere, mi volevano far credere che avevate paura di me; ma per +verità m’avete sì bene sfilata la enumerazione delle virtù necessarie +ad un Sovrano, che vedo omai esser io che dovrò avere grande paura di +voi. — Vedeste dopo con quanta grazia prese la bella borsa ov’erano +le venti sovrane d’oro. Parea non la volesse toccare; ma nondimeno la +prese.» + +«Sì, sì, disse un altro; m’ha sembrato che le sue dita si fermassero +assai volentieri su quella borsa, e ho creduto fin d’osservare che la +pesò un momento colla sua mano quasi volesse dire: Spero che le sovrane +saranno di peso.» + +«Oh! non aveva a temere nulla di questo, soggiunse un terzo. Gli è +solamente allorquando la municipalità paga conti d’un gramo operaio +come son io. Allora sì, lo rimanda con monete tosate. Fortunatamente +vi è un Dio al di sopra di tutti. Intanto poichè fa d’uopo che le cose +vadan così, il nostro piccolo cancelliere sta per divenire più grande +di quello che lo sia mai stato.» + +«Su via, caro vicino, disse quegli che fu primo a parlare; non vi +mettete fra le lingue malediche. Elisabetta è una buona Regina, e +generosa... Ha donato la borsa al conte di Leicester.» + +«Io lingua maledica! Il diavolo ti porti via per questa parola che hai +detto, replicò l’operaio. Ma io credo bene, che un dì o l’altro donerà +tutto al conte di Leicester.» + +«Mi sembra che soffriate assai,» disse alla contessa Wayland, e le +propose di abbandonare la strada maestra, e di fermarsi fintantochè si +fosse alquanto riavuta. Ma Amy si rendè padrona della commozion d’animo +in lei destata da tali parole, e da altre della stessa natura, che le +ferirono l’orecchio nel durar di quel viaggio; ed insistette affinchè +il suo condottiero la guidasse a Kenilworth con tutta quella celerità, +cui permettevano i numerosi ostacoli che incontrarono nel cammino. +L’inquietezza di Wayland per questi quasi reiterati deliquii che la +prendevano, e per vederne assai dissestata la mente, si aumentava +ad ogni istante; onde egli pure cominciò a desiderar grandemente +quanto ella con ripetute istanze chiedeva, di vederla cioè arrivata +al castello, ov’egli non dubitava che la Contessa non fosse sicura +d’essere ben accolta, comunque sembrasse non voler confessare su di che +si fondasse tal sua speranza. + +«Se mi libero una volta da questo rischio, pensava fra se medesimo, e +se qualcuno mi vede più mai scudiere d’una donzella errante, gli do +licenza di rompermi la testa col mio martello di fabbro ferraio.» + +Apparve finalmente il magnifico castello di Kenilworth, in cui per +abbellirlo e migliorarne i dominii che vi appartenevano, il conte di +Leicester aveva speso, dicesi, 63,000 sterlini[10]. + +Le mura esterne di questo grandioso e gigantesco edifizio racchiudevano +sette acri di terreno, del quale una parte era occupata da vaste +scuderie e da un delizioso giardino ricco di vaghi boschetti e di +fioritissime aiuole. Il rimanente presentava il primo cortile. + +La fabbrica che s’innalzava nel mezzo di sì sfarzoso ricinto, era +composta di molti spartimenti magnifici d’abitazione, i quali +sembravano essere stati costrutti in diversi tempi, e cignevano un +cortile interno. I nomi e gli stemmi presentati da ciascun d’essi +spartimenti, richiamavano la rimembranza d’alti personaggi morti da +lungo tempo, e la storia dei quali, se l’ambizione fosse stata capace +d’intenderli, avrebbe data utile scuola all’orgoglioso favorito che +aveva acquistati e dilatati i loro dominii. La vasta torre, che di +fatto era la rocca del castello, contava un’antichità rimotissima, +benchè nulla di sicuro potesse additarsi intorno al tempo in cui fu +costrutta. + +Essa portava il nome di _Torre di Cesare_, forse per la simiglianza +che avea con quella dell’istesso nome che vedeasi nella torre di +Londra. Alcuni antiquari pretesero l’avesse fatta innalzare Kenelph, re +Sassone, da cui il castello di Kenilworth trasse la sua denominazione; +altri la voleano stata costrutta poco prima della conquista de’ +Normanni. Dalla parte esterna di quelle mura vedeasi il terribile +scudo dei Clinton, che sotto il regno di Enrico I. furono i fondatori +dello stesso castello, e l’altro anche più formidabile di Simone di +Mont-fort, che nelle guerre de’ Baroni difese lunga stagione Kenilworth +contro l’armi d’Enrico II. Mortimero conte della Marca, famoso così +pel suo innalzamento che per la sua caduta, celebrò ivi feste, e +liete giostre v’aperse, intantochè il suo sovrano balzato dal trono, +Eduardo II, languiva nel confine d’un carcere. Molti ingrandimenti +avea ricevuti il castello da Giovanni di Gaunt, che fece fabbricare +quell’ala nominata tuttavia _edificio di Lancastre_; ma il Leicester +avea superati tutti i suoi predecessori comunque fossero e ricchi +e possenti, edificando altra immensa facciata, che poi scomparve +sotto le proprie rovine, quasi monumento dell’ambizione di chi la +fondò. Il castello riceveva ornamento e difesa da un lago, su di cui +il Conte avea fatto costruire magnifico ponte, onde procacciare ad +Elisabetta allorchè entrasse in quella dimora una strada preparata a +solo suo onore. L’ingresso ordinario era dalla parte di tramontana, +ove proteggeva il castello altissima torre, che si vede anche oggidì, +ed alla quale per estensione e stile d’architettura pochi castelli di +signori si agguagliano. + +Dall’altra parte del lago, era un immenso bosco popolato di daini, +caprioli, cervi, e di tutta sorte di salvaggiume. Verdeggiavano ivi +grandissimi alberi, dal cui mezzo si faceano scorgere in maestosa +foggia la fronte e le massicce torri di quell’abitato. Nè possiamo +tacere a tale proposito, che questo sì nobil palagio, già teatro a +feste di cui tanti principi vennero presentati, e pur campo illustre +a parecchi guerrieri, ora di veraci e sanguinosi assalti, ora di +giostre cavalleresche ove la beltà distribuiva i premii che il valor +meritavasi, questo palagio non offre se non se un deserto oggi giorno; +il suo bel lago non presenta omai che una limacciosa palude, e le vaste +rovine attestandone solamente l’antico splendore, non giovano che a +meglio imprimere nell’anima meditabonda dello straniero, mosso per +visitarle, così la vanità delle umane ricchezze, come la felicità di +coloro, cui meglio allettano i contenti in mediocre stato offerti dalla +virtù. + +Con sentimenti diversi assai l’infelice Contessa di Leicester contemplò +queste torri maestose ed abbrunite dal tempo, allorchè le vide per +la prima volta innalzarsi al di sopra di folti boschi cui pareva +signoreggiassero. La sposa legittima del favorito di Elisabetta, +il quale era ad un tempo l’idolo dell’Inghilterra, s’appressava al +palagio, ove il suo marito stava per aver ospite la propria Sovrana, +e vi s’appressava in compagnia d’un misero giocolatore da cui avea +per ventura l’essere scortata, o a meglio dire protetta; e comunque +signora di quest’orgoglioso castello, le cui porte pesanti ad un menomo +cenno di lei avrebbero dovuto di per se stesse aggirarsi sui propri +cardini, non potea dissimularsi in proprio cuore gli ostacoli che le si +opponevano ad essere accolta entro il ricinto di queste mura, che ciò +nonostante le pertenevano. + +Di fatto le difficoltà sembravano crescere ad ogni minuto: nè andò +guari che i nostri viaggiatori ebbero da temere non fosse loro conteso +l’innoltrarsi oltre un grande cancello d’onde procedeasi a delizioso +viale che guidava per mezzo alla foresta di cui favellammo. Cotesto +viale che disvelava le più belle prospettive del palagio e del lago, +si terminava al ponte novellamente costrutto, e postogli in dirittura; +ed era per quel cammino che la Regina dovea trasferirsi al castello in +questa sì memorabil giornata. + +La Contessa e Wayland trovarono questo cancello, che mettea sulla +strada di Warwick, custodito da una compagnia di _Yeomen_ a cavallo +della guardia della Regina, coperti di corazze riccamente cesellate +e dorate, e che portavano elmi invece di berrettoni, tenendo i calci +delle lor carabine appoggiati alla coscia. Tali guardie, solite a +prestar servigio ovunque in persona si trasferiva la Regina, andavano +comandate da un araldo d’armi, che i colori e gli stemmi della divisa +annunziavano appartenere alla casa del conte di Leicester. Era loro +istruzione il non concedere l’ingresso che alle persone invitate alle +feste, o a coloro che aveano parti ed ufizi negli spettacoli, e ne’ +giuochi. + +La calca premeasi attorno al ridetto cancello, ognun presentando +qualche diverso motivo per venire ammesso; ma le guardie si mostravano +inesorabili alle preghiere, adducendo a scusa il rigore degli +ordini avuti, rigore soprattutto fondato sulla specie di ribrezzo +che notoriamente avea la Regina a vedersi stretta troppo da vicino +dall’affollamento della plebaglia. Coloro, che le ragioni non +appagavano, venivano rispinti senza cerimonie dai soldati, i quali +o movean contr’essi i loro cavalli bardamentati di ferro, o gli +allontanavano coi calci delle carabine; fazioni che produceano sì +fatto ondeggiamento in mezzo a quella piena di popolo, onde più d’una +volta temette Wayland vedersi disgiunto d’improvviso dalla compagna; +nè tampoco egli sapeva con qual pretesto conciliarsi la permissione +di andare avanti, e stava con grande perplessità discutendo in sua +mente sì fatta quistione, allorchè l’araldo d’armi del Conte, avendo a +caso volti gli occhi sopra di lui, esclamò a grande maraviglia dello +stesso Wayland: «Soldati, fate luogo a quest’uomo del mantello giallo. +Avanzate, maestro buffone, e spacciatevi. Qual diavolo vi ha trattenuto +sin ora? Su via, avanzatevi con quella vostra carabattola di donna.» + +Mentre l’araldo sollecitava Wayland con tale invito non soverchiamente +cortese, li _Yeomen_ aprivano ad esso il passaggio. Fattosi questi +sollecito di avvertir la compagna onde ascondesse il volto quanto il +potea, entrò conducendo per la briglia il cavallo proprio e quello +della Contessa; ma tanto umiliato si mostrava nella fisonomia, e +sì dipinte vi erano e l’agitazione e la tema, che la folla già +indispettita dal vedergli usata simile preferenza, lo accompagnò con +urla, e risa insultatrici. + +In tal foggia, tutt’altro che lusinghevole, ammessi nell’interno +della foresta, Wayland e la Contessa incominciarono a meditar sugli +ostacoli che loro rimanevano tuttavia da superare attraversando quel +grande viale, d’entrambi i lati difeso da lunga fila d’uomini armati +di sciabole e daghe, riccamente vestiti delle livree, e fregiati degli +stemmi del conte di Leicester. + +Questi soldati erano situati alla distanza di tre passi l’uno +dall’altro, talchè quella strada ne andava guernita incominciando +dal cancello e portandosi fino al ponte. Non appena la Contessa +vide più da vicino l’aspetto maestoso di quel superbo castello, e +le bandiere che sulle torri e sulle mura sventolavano, e immenso +ondeggiare di splendidi pennacchi su tutti i merli e tutti i terrazzi, +non mai usa per lo innanzi a sì fatte magnificenze, ne provò tale +interna confusione, che chiese per un istante a se medesima qual cosa +avess’ella donato a Leicester onde meritarsi di dividere seco lui +questa pompa veramente regale. Ma un connaturale suo orgoglio, ed un +generoso entusiasmo ne discacciarono dall’animo simile invilimento che +a disperazione l’avrebbe ridotta. + +«Che gli ho donato? soggiugneva fra se stessa. Gli ho donato quanto +femmina possa donare; e nome, e fama, e questa mano e questo mio +cuore. Ecco quanto io diedi a piè degli altari al signore di questo +magnifico ostello, nè di più la regina Inglese poteva offerirgli. +Egli è mio sposo; io la sua sposa legittima. L’uomo non varrà mai a +separare coloro che Dio stesso annodò. Io ridomanderò i miei diritti, +e mi presterà maggior sicurezza il venirmene improvvisa e sfornita di +tutto soccorso. Troppo m’è noto il mio nobile Dudley. S’impazientirà +un istante della mia inobbedienza; ma Amy verserà qualche lagrima, e +Dudley le concederà il suo perdono.» + +Tali meditazioni vennero interrotte da un grido di sorpresa, cui +mandò il suo condottiero Wayland nel sentirsi d’improvviso stretto +con molta forza da due lunghe braccia, nere e magrissime, spettanti +ad un individuo che dai rami d’una quercia gli si lanciò in groppa al +cavallo, fra molto ridere delle circostanti sentinelle. + +«Certamente o il diavolo, o Flibbertigibbet (sclamò Wayland dopo +avere tentati vani sforzi onde spacciarsi e scavalcare il nano, che +strettamente a lui si tenea). Le quercie di Kenilworth portano adunque +tal natura di ghiande!» + +«Sicuro che le portano, maestro Wayland! rispose questo non aspettato +compagno, e ghiande troppo dure, perchè voi con tutta l’esperienza +che vi danno gli anni siate capace di romperle se non ve ne addita i +modi io medesimo. Credete voi che avreste superato neanco il primo +cancello, s’io non mi fossi dato cura d’avvertire l’araldo d’armi, che +avevamo lasciato dietro noi il nostro capo buffone? Io mi son posto ad +aspettarvi sopra d’un albero ove aggiunsi spiccando un salto dalla mia +carretta, ed immagino la rabbia ch’avranno i miei compagni nel vedermi +mancare in questo momento.» + +«Non v’è che dire, m’accorgo ora che sei il figliuolo del diavolo +veramente, replicò Wayland. Riconosco la tua superiorità, nano +proteggitore; nè mi resta fuorchè a supplicarti che tu ne mostri tanta +bontà quanto hai potere.» + +Favellando in questa guisa giunsero ad una forte torre situata +all’estremità meridionale del ponte da noi descritto, e che difendeva +l’ingresso esterno del castello di Kenilworth. + +In circostanze sì malaugurose per essa, e con un corteggio cotanto +straordinario, la contessa di Leicester fece il suo primo ingresso +nella magnifica residenza di uno sposo, che andava quasi a pari co’ +principi. + + + + +CAPITOLO IX. + + _Snug._ Avete voi scritta la parte del + Leone? Datemela, ve ne prego; poichè mi + occorrerà molto tempo innanzi impararla. + + _Quince._ Oh! voi potrete anche + improvvisarla. Non fa d’uopo che + ruggire. + + +Allorchè la contessa di Leicester fu giunta sul limitar della torre al +cui piede stava la porta maggiore del castello di Kenilworth, la trovò +difesa da uomini d’aspetto straordinario. I merli andavano guerniti +di sentinelle la cui statura vedeasi gigantesca, e portavano, chi +scuri, chi clave ferrate, chi altre armi antiche: con che s’intendeva +rappresentassero i soldati del re Arturo, que’ Bretoni de’ vecchi +tempi, i quali giusta la tradizione, primi occuparono il castello, +benchè la storia non ne faccia ascendere l’antichità che all’epoca +dell’_ettarchia_. Alcuni di tali strani custodi erano veri uomini +che portavano coturni e visiere; ma la maggior parte di essi stavasi +in uomini di legno, che faceano compiuta illusione a chi dal basso +all’alto li riguardava. Un portinaio, vero colosso, posto alla soglia, +ne difendeva l’ingresso. Tanta era la larghezza delle costui spalle, +e tanta l’altezza della statura, che avrebbe potuto far la parte di +Colbrando Ascapart, o di qualunque altro gigante degli antichi romanzi +senza l’uopo d’ingrandirsi artificialmente d’un pollice. Ignude le +braccia e le spalle, calzava zoccoli adattati al piede con liste di +cuoio rosso, e guerniti di fibbiagli di bronzo. Una stretta casacca +di velluto ornata di trine d’oro, e due brache dello stesso drappo, +gli coprivano le gambe ed una parte del corpo, tenendo luogo a lui +di mantello una pelle d’orso che gli pendea dalle spalle. Scoperto +mostrava il capo, e folti capelli e nerissimi ne ombravan la fronte. +Ogni suo lineamento presentava quell’aspetto grossolano e feroce, onde +salvo poche eccezioni, si attribuiscono ai giganti indole burbera e +tardo ingegno. L’arme ch’ei brandiva corrispondeva al rimanente di tale +arredo, ed era un’enorme mazza guernita di molte punte di ferro, che +valea per se sola una compiuta armadura. + +La fisonomia di questo moderno Titano, nell’atto che Wayland si pose +a considerarlo mostrava impazienza ed inquietezza: or s’adagiava +sopra enorme sedile di pietra posto innanzi alla porta, ora si alzava +crollando l’immenso capo, poi fatti alcuni passi innanzi, tornava +al suo luogo. Mentre il terribile portinaio in simil guisa agitato +trovavasi sulla soglia, Wayland come continuando indifferente per la +sua strada, fece per entrar nel castello. _Fermo là!_ gli gridò il +gigante con una voce di tuono, e sollevata la sua grande mazza come per +accrescere forza al dato comando, lasciolla cadere per terra, quasi +sotto le narici del cavallo di Wayland. Sorsero scintille di fuoco da +quell’urto col pavimento, e le volte della porta ne rimbombarono. + +Allora Wayland, così consigliato da Flibbertigibbet, cercò chiarirgli +com’ei fosse un individuo della compagnia comica, rimasto per accidente +in addietro, ed essere necessaria la sua presenza entro il castello. +Ma inesorabile il portinaio, incominciò a borbottare alcune frasi che +Wayland imperfettamente intendea, tranne quelle con cui gli negò per +più riprese l’ingresso. Ecco quanto il maniscalco potè raccapezzare dei +detti affastellati da costui. (Prima parlando da sè) «_Che bordello!_ +no... _inferno_!» (Indi a Wayland) «Voi siete un infingardo. State +fuori» (Un’altra volta a se stesso) «_Che inferno!_... nemmeno... vedo +che non ci riesco» (A Wayland) «Su via vattene, o ti rompo la testa.» +(A se stesso) _Che! Che!_... Ah! non saprò mai dir altro, più della +parola _Che_.» + +«Aspettate un momento, soggiunse Flibbertigibbet a Wayland, ho capito +dove la scarpa gli fa male. Lasciate a me il pensier d’ammansarlo.» + +Detto ciò, scese da cavallo, e avvicinatosi al portinaio, lo tirò per +la coda della sua pelle d’orso, onde abbassasse quella grossissima +testa, poi gli disse alcune parole all’orecchio. Non fuvvi mai +talismano che operasse maraviglie con maggior prestezza; perchè +comparvero tosto la modestia e la sommessione sulla fronte del Titano, +che lasciando cadere la mazza da una mano, sollevò da terra il nano +portandolo a livello del suo orecchio, altezza da cui certamente +Flibbertigibbet non avrebbe voluto cadere. + +«Sì, così, appunto così, sclamò il portinaio con quella enorme sua +voce, va benissimo, mio bravo ragazzo. Chi diavolo te l’ha insegnata?» + +«Non pensate a questo, rispose il diavoletto. Ma statemi dunque +attento.» Indi continuò a susurrargli altre cose all’orecchio, +mandando nello stesso tempo a Wayland ed alla signora occhiate che +li rassicuravano. Terminato il misterioso parlamento, il portinaio +rimise a terra il fanciullo con quel riguardo onde una prudente massaia +colloca sul cammino un vaso screpolato di porcellana. Indi chiamati +Wayland e la sua compagna: «Entrate, entrate, ed abbiate un altra volta +attenzione di annunziarvi meglio quand’io sono di guardia.» + +«Or via, andate innanzi, aggiunse Flibbertigibbet. Io debbo rimanermi +un istante col mio Golia. Vi raggiugnerò ben tosto, e scoprirò i vostri +segreti, fossero profondi quanto la torre di questo castello.» + +«Può darsi, rispose Wayland, ma spero in Dio che questi stessi segreti +finiranno d’essere sotto la mia custodia, ed in allora, li sappia tu, o +chiunque altro, poco m’importa.» + +Superato questo ultimo passo, la Contessa ed il suo condottiero, +attraversarono tal prima torre, chiamata la _torre della Galleria_. + +Il ponte, che dall’ingresso di essa estendeasi fino ad altra torre +situata sulla riva opposta del lago e detta la _torre di Mortimero_, +era ivi costrutto in modo di formare ampio steccato, di circa cento +trenta canne di lunghezza, e largo dieci, coperto di sabbia, e riparato +e difeso d’ogni banda da alte e forti impalizzate. Stava questo luogo +preparato per le matrone che dovevano assistere alle giostre. I nostri +viaggiatori lo trascorsero sintantochè fossero all’altra estremità +ov’era la torre _di Mortimero_, per cui entravasi nella parte interna +del castello. + +Questa torre presentava sulla sua fronte lo stemma del conte della +Marca, la cui audace ambizione dopo avere rovesciato il trono d’Eduardo +II, aspirò a dividere l’autorità suprema colla _Lupa di Francia_ sposa +di questo sventurato monarca. + +La porta, su di cui vedeasi tale scudo malauguroso, veniva custodita da +molte sentinelle vestite di ricche livree. Me esse lasciarono passare +la Contessa e la sua guida, poichè ammesse una volta le persone dal +portinaio della _Galleria_, non vi era un motivo d’impedir loro il +procedere innanzi. Silenziosi pertanto si avanzarono nella gran corte, +d’onde poterono liberamente osservare questo vasto ed antico castello +e le maestose sue torri. Tutte le porte erano state aperte in segno di +ospitalità, e folti scorgeansi gli appartamenti di signori d’altissimo +grado, seguiti da un numero considerabile di vassalli, di servi, e di +tutto il corteggio, ond’erano usi farsi scortare a tali feste di gioia. + +Wayland fermò qui il suo cavallo, fisando gli occhi sulla Contessa, +e in atto di chiederle comandi su di quanto dovea farsi ora ch’erano +giunti al luogo cui intendevano. In silenzio tenevasi la Contessa. +Finalmente Wayland, dopo avere taciuto un minuto o due, si fece +coraggioso a chiederle i suoi comandi. Amy si pose la mano alla fronte, +qual chi vuole raccogliere le proprie idee e decidersi ad un partito, +poi con voce quasi spenta, e siccome persona che parla standosi assorta +in un sonno doglioso: + +«I miei comandi! Sì, non v’ha dubbio che in questo luogo ho diritto di +darne. Ma chi è che vorrà ubbidirmi?» + +Dopo di che, sollevò con una certa dignità il capo, e risoluta +s’indirisse ad un servo assai ben vestito, che attraversava la corte in +aria d’aver molte faccende. + +«Andate a dire al conte di Leicester che bramo parlargli.» + +«Al conte di Leicester?» rispose il servo, che stupì a tale inchiesta. +Poi volgendo gli occhi al misero arnese di colei che prendea sì fatto +tuono d’autorità, aggiunse con arroganza: «Molto bene! Chi è dunque +costei, fuggita certamente da Bedlam, che domanda di vedere il mio +padrone in un giorno siccome è questo?» + +«Risparmiatemi il disturbo d’udire le vostre insolenze, rispose la +Contessa, e fate quanto vi dico. Gli affari per cui vo’ vedere il Conte +sono della massima importanza.» + +«Bella Signora, risoggiunse il servo con ironia, volgetevi a +tutt’altri, fuori che a me per adempire le vostre commissioni. Fossero +queste anche dieci volte più importanti di quello che dite, non me ne +incaricherei certamente. Andare ad incomodare il padrone, che sta ora +colla Regina! e ciò per farvi cosa grata, non è vero? M’insegnereste +bene. Sarebbe per me ottimo espediente onde guadagnarmi, non so quanti +buoni colpi di frusta. Mi maraviglio però che il nostro vecchio +portinaio lasci entrare certa sorte di persone. Ma! il pover’uomo +ha perduta la testa dopo che vogliono costringerlo ad imparare un +complimento a memoria.» + +Il tuono schernevole che questo servo tenea, fece accostarne due +altri, onde Wayland, che incominciava a temere per se medesimo e per +la Contessa, s’indirisse a quel d’essi, in cui gli parve scorgere più +urbani modi, e fattagli passare fra le mani una moneta, lo pregò, +volesse procacciare un ricovero alla signora, ch’ei conduceva seco. La +persona a ciò pregata, che giusta quanto appariva, godea di qualche +autorità nel castello, rampognò a quel servo sfacciato la sua villania, +intimandogli prender cura de’ cavalli di que’ due stranieri, dai quali +si fece seguire. + +Amy rimase assai presente a se stessa onde comprendere, come per +quell’istante le fosse d’uopo abbandonare l’idea di vedere il suo +Leicester; e sprezzando gl’insulti di que’ servi arroganti, e i bassi +motteggi di cui le avventuriere leggiadre divennero tema, seguì +taciturna insieme a Wayland la nuova sua guida. + +Entrarono essi nella corte interna per un’ampia porta collocata fra la +torre principale chiamata, il dicemmo, _torre di Cesare_, e un grande +corpo di edifizio, conosciuto sotto nome di _alloggiamento del re +Enrico_. Per lo che si trovarono nel centro di questa grande fabbrica, +le cui diverse fronti offerivano superbi modelli d’ogni genere +d’architettura, introdottasi nell’Inghilterra dai primi giorni della +conquista dei Normanni fino al regno d’Elisabetta. + +Attraversata la corte, il duce loro li condusse ad una torricella +situata a greco del castello, e contigua ad un salone, che essa +disgiugneva dal vasto edifizio ov’erano le cucine. Abitavano la parte +bassa di sì fatta torre que’ servi della casa di Leicester, che i +doveri del loro uficio teneano in tale angolo di quell’ostello. Nel +piano superiore, cui salivasi per una scala foggiata in curva spirale, +era una stanza che atteso il bisogno di alloggiar tanta gente, fu essa +pure posta all’uso di ricoverare qualche straniero. Fu questa per lungo +tempo lasciata in abbandono; e correa voce esservi stato racchiuso, +poi trucidato, un prigioniero di nome Merwyn da cui quella torre avea +preso il nome. Costruttone in volto ogni piano, erano quelle mura di +una prodigiosa grossezza, mentre la stanza più ampia che vi fosse non +oltrepassava in estensione i quindici piedi quadrati. + +Angusta parimente la finestra che le dava luce, si apriva essa sul +_luogo di delizia_, nome imposto ad un ricinto fregiato d’archi +trionfali, e di trofei, e di fontane e di statue, e d’altri ornati +architettonici, il qual luogo divenuto era tragetto a chi si portava al +giardino del castello. + +Venne pertanto introdotta la Contessa in tale stanza, ove non si +trovavano fuorchè le suppellettili indispensabili; cosa per altro cui +non pos’ella grande attenzione, chè gli sguardi suoi unicamente si +volsero a fin di vedere se vi fosse il bisognevole per iscrivere, e +scorse di fatto quanto bramava su di un tavolino; nè fu poco a que’ +giorni, in cui ben di rado tali attrezzi si collocavano in una stanza +da letto. Le venne tosto nell’animo di scrivere al conte di Leicester e +di starsene ivi rinchiusa sintantochè ne avesse ricevuto risposta. + +L’ufiziale che lor fu di guida domandò cortesemente a Wayland, la cui +generosità aveva già esperimentata, se di null’altro abbisognassero; +e poichè Wayland ebbe fatto comprendere, che qualche reficiamento +non gli sarebbe stato discaro, l’altro il condusse alla credenza, +ove lautamente si dispensavano commestibili di ogni specie a +chiunque ne richiedea. Scelse Wayland que’ più leggieri alimenti +che credè confacevoli al gusto delicato della Contessa, ma quanto +a sè non trascurò sì fatta occasione onde procacciarsi una mensa +più sostanziosa; e così se ne tornò alla stanza della Contessa, che +terminata appunto avea la sua lettera; nè tenendo ivi suggello o filo +di seta, la chiuse con un riccio de’ propri capelli. + +«Fedele amico, diss’ella a Wayland, tu che il Cielo inviommi +soccorritore nei più incalzanti infortuni della mia vita, ti prego +anche di tal favore, e sarà l’ultima molestia che ti assumerai per una +sventurata. Piacciati arrecare la lettera che vedi al nobile conte di +Leicester. Ogni modo è opportuno purchè gli pervenga. (Pronunciò ella +tai detti dimostrando una agitazione mescolata di speranza e di tema). +Vanne, fedele amico, omai non ti sarà d’uopo l’angustiarti per mia +cagione. Ora concepisco più dolci speranze. Oh! tornino i giorni del +mio antico splendore; nè verun servigio prestato avrà avuto miglior +guiderdone quanto quelli che mi rendesti! Consegna, ti dico, questa +lettera a Leicester, ma in proprie sue mani, ed osserva soprattutto +qual ne diverrà il contegno nel leggerla.» + +Wayland non esitò nell’accettare tal commissione, e solamente mise +molto calore nel pregar la Contessa a prendere qualche cibo; al che +ella consentì per mostrarsi compiacente a sì buon compagno, ed affinchè +egli si trasferisse con più sollecitudine presso il Conte. Wayland +partissi, raccomandandole di chiudere per di dentro la stanza, e di non +uscirne. Indi andò a cercare un’occasione di adempiere il messaggio +fidatogli, e ad un tempo di mettere in opera un disegno, che le +circostanze gli aveano suggerito; perchè la condotta serbata da Amy nel +durare del viaggio, un silenzio mantenuto sì a lungo, la titubazione +e l’incertezza che scorgevasi in tutte le risoluzioni di essa, +l’assoluta impotenza sua di pensare e d’operar da se stessa, tutte le +ridette cose aveano fatte conchiudere a Wayland, nè al certo senza +molta verisimiglianza, che gli scogli dello stato cui era pervenuta le +avessero fino ad un certo segno alterata la mente. + +All’atto della sua fuga da Cumnor, il partito più ragionevole per lei, +non v’ha dubbio, sarebbe stato di ripararsi fra le mura paterne, o +in tutt’altro luogo lontano dalla prevalenza di coloro che l’aveano +perseguitata. Allorchè in vece ella mostrò desio di recarsi a +Kenilworth, Wayland non potè spiegare a se medesimo lo scopo di una +tale risoluzione, che supponendo Amy deliberata o di mettersi sotto +la custodia di Tressiliano, o d’implorare la protezione della Regina. +Ma ora, anzichè attenersi ad un partito sì naturale, consegnava ella +alla sua guida una lettera pel conte di Leicester, pel protettore del +Varney, di quel Varney che avea giurisdizione sopra i luoghi ove le si +fecero sofferire tutti i mali, ai quali fin allora soggiacque, salvo +sempre il dubbio se da immediato ordine del Varney le fossero derivati. +Tal condotta parve a Wayland imprudente e suggerita soltanto dal +delirio e dalla disperazione. Laonde temendo questi di compromettere +la sicurezza propria non men che quella di Amy, coll’eseguirne troppo +tosto la commissione, risolvè non movere alcun passo sino a che non +si fosse accertato all’uopo d’un sostenitore; al qual fine divisò di +cercar Tressiliano prima di consegnare la lettera, e partecipandogli +l’arrivo della figlia di sir Robsart a Kenilworth, addossare al suo +committente e padrone tutte le conseguenze degli atti avvenire. + +«Egli comprenderà meglio di me, diceva a se stesso Wayland, se ben +torni il soddisfare la brama nata in lei di portare appellazione a +milord di Leicester. Per me lo credo un atto di demenza. Ma sia che +vuolsi! Quando avrò rimesse le cose nelle mani del sig. Tressiliano, +quando avrò confidata a lui questa lettera, quando avrò ricevuto +quel compenso che vorrà darmisi, volgo, che non mi parrà vero, le +calcagna a Kenilworth. Dopo tutto quanto mi è accaduto, prevedo che +sarebbe un soggiorno poco delizioso per me. Partiamo, partiamo. Vorrei +piuttosto ferrare per tutta la vita le rozze del più tristo villaggio +dell’Inghilterra, che partecipare alle feste e ai banchetti cogli +abitanti di questo castello, comunque bellissimo.» + + + + +CAPITOLO X. + + »In sin dai giorni ch’io m’andava a scuola, + »Più d’un portento ho visto, e cose rare. + »Ho visto il figlio di Robin compare + »Passar pel buco d’una gattaiuola. + + +Fra ’l tumulto in cui stavansi allora il castello di Kenilworth e +i suoi dintorni, non era sì agevole cosa il trovare una persona di +cui s’andasse in traccia, e meno agevole per Wayland, che, comunque +gli rilevasse grandemente lo scoprir Tressiliano, conosceva tutti i +pericoli che andavano uniti al volgere sopra di sè l’altrui attenzione, +nè osava quindi movere le sue inchieste a nessuno che appartenesse alla +casa del Conte. + +Ciò nonostante col far molte interrogazioni indirette, giunse a sapere +che Tressiliano dovea trovarsi fra que’ gentiluomini del seguito del +conte di Sussex, arrivati in quella mattina medesima a Kenilworth, ove +il Leicester gli aveva accolti con ogni genere di riguardi. Qualcuno +aggiunse che i due Conti unitamente al loro corteggio, e molt’altri +nobili Signori erano montati a cavallo, e partiti alla volta di Warwick +per iscortare di là sino a Kenilworth la Regina. + +L’arrivo di questa Sovrana, come accade d’ogni altro rilevante +avvenimento, aspettavasi d’ora in ora. Finalmente un corriere venne di +tutta carriera annunciando che sua Maestà, trattenuta dal desiderio di +ricevere l’omaggio de’ suoi vassalli assembratisi a tal fine a Warwick, +non sarebbe stata al Castello prima del far della sera; la qual notizia +concedette un momento di respiro a tutti coloro che immaginandone +istantaneo l’arrivo, non aveano posa per tenersi pronti a compier gli +ufizi a ciascuno assegnati nel cerimoniale di sì fatto ricevimento. + +Accortosi Wayland che molti cavalieri si volgeano intanto verso il +castello, entrò nella speranza che Tressiliano fosse di tal comitiva. +A fine di assicurarsene ei corse a mettersi nella gran corte presso la +torre di _Mortimero_, situazione tale che niuno poteva o entrare od +uscire senza ch’ei lo vedesse. Guatava pertanto con ansietà le vesti e +l’andamento di ciascun cavaliere che vedea spuntare dalla torre della +_Galleria_ ed attraversar caracollando lo steccato coperto per venir +nella corte. + +Mentre Wayland stava così di sentinella per iscoprire Tressiliano, che +non gli riusciva mai di vedere, lo tirò per la manica un tal altro cui +avrebbe in vece voluto tenersi nascosto. + +Era questi Dick Sludge, che simile allo spirito folletto di cui portava +il nome ed in allor l’uniforme, pareva essere per mestiere all’orecchio +di chi a lui meno pensava. Benchè molesto oltre modo ne fosse +l’incontro al nostro maniscalco, pure giudicò prudente cosa dissimulare +ogni mal umore, e fingendo anzi d’aver ciò a caro, così disse al nano: + +«Ah! sei tu, mio diavoletto protettore, mio piccolo sorcio.» + +«Sì: veramente il sorcio, rispose Dick, che rode ad una ad una le +maglie della rete allorchè il lione che vi si lasciò accalappiare si va +trasformando in giumento.» + +«Mio piccolo saltamartino, in questo dopo pranzo tu sei agro al par +dell’aceto. Or dimmi come la passasti col gigante quando ti lasciai +solo con lui; io temeva non ti spogliasse, e fatto di te un boccone, +non t’inghiottisse come una castagna.» + +«Oh! replicò il nano, se così avesse operato, gli starebbe ora +nel ventre più cervello di quanto ne fu mai nel suo capo. Ma il +gigante è persona cortesissima, e conosce la gratitudine al di là +_di molt’altri_, che ho soccorsi in momenti cattivi per loro, _sig. +Wayland_.» + +«Diavolo! Flibbertigibbet, rispose Wayland, tu tagli più acuto che non +farebbe una lama di Sheffield. Nondimeno sarei curioso assai di sapere +di quale incanto ti valesti per mettere la musoliera a quel vecchio +orso.» + +«Molto bene! replicò Dick. Vedo il vostro stile. Volermi trappolare con +belle parole. Sappiate dunque che il buon portinaio, allorchè giugnemmo +in questo luogo, avea scompigliata la testa per non potere imparare +una poesia composta, è vero, per lui, ma che a quanto pare è al di +sopra della sua intelligenza, inferiore assai al suo corpo. Ora essendo +questo eloquente componimento, siccome molt’altri, opera del mio dotto +maestro sig. Erasmo Holyday, l’ho inteso ripetere tante volte che me +lo ricordo sino all’ultima parola. Appena accortomi pertanto, che la +memoria del mio Golia lo serviva male nel tenere il filo delle idee, +gli ho suggerito quella parola che lo mettea di mal animo. Fu allora +che presomi fra le sue braccia, mi sollevò, fattosi tutto gaudioso, +al livello del proprio orecchio. Sappiate ancora che per allettarlo a +concedervi l’ingresso, gli promisi nascondermi entro il suo mantello +d’orso, e starmegli in aiuto della memoria quando sarà l’istante di +recitare il complimento. Or che mi son ristorato prendendo un po’ di +cibo, torno a trovarlo.» + +«Ottimamente! ottimamente! mio caro Dick, risoggiunse Wayland. +Spicciati per amor del Cielo, poichè quel povero gigante sarà in +grave angustia per la lontananza del suo piccolo suggeritore. Addio. +Conservati, mio caro Dick.» + +«Oh sì! _Conservati, mio caro Dick_, rispose quel folletto. È forse in +tal guisa che si ringraziano le persone dopo avere ottenuto da esse +quanto volevasi? Tu non sei dunque nell’intenzione di contarmi la +storia di quella signora ch’è tua sorella quanto il son io?» + +«Che ti gioverebbe quand’anche la sapessi, maligno diavoletto?» gli +disse Wayland. + +«Potevi risparmiare questa interrogazione. Ma così sia! E dunque non +cercherò più i fatti tuoi. Però! tienti a memoria, che incapace io di +tradire un segreto affidatomi, m’adopero con tutta l’anima a sventare +i divisamenti di cui si pretende farmi un mistero. Ti auguro la buona +sera.» + +«Non correre via sì tosto, (soggiunse prestamente Wayland, +che conosceva a prova per paventarla l’operosa solerzia di +Flibbertigibbet). Non correre via sì tosto, mio caro Dick. È egli ben +fatto separarsi così acerbamente dai suoi vecchi amici? Saprai un +giorno tutto quello che so presentemente io di questa signora.» + +«Oh! e questo _un giorno_ verrà forse presto, replicò Dick. Sta bene, +Wayland; torno dal mio gigante, che se non ha mente acuta al par di +tanti altri, conosce meglio, come ti dissi, il valore de’ servigi che +gli si prestano. Nuovamente; ti auguro la buona sera.» + +Detto il che, fece uno scambietto e usando della sua solita agilità in +un istante scomparve. + +«Dio volesse ch’io fossi a quest’ora fuor del castello! meditò fra se +stesso Wayland. Se questo malizioso nano mette le mani nella pietanza, +diverrà degna di Satanasso medesimo. Quanto mi cruccia il non vedere il +sig. Tressiliano!» + +Ma Tressiliano, che Wayland bramava con tale ansietà, era entrato +nel castello per parte opposta a quella in cui l’altro si ritrovava. +Uscitone la stessa mattina per accompagnare i due Conti, che è quanto +per appunto si era immaginato Wayland, egli sperò saper ivi qualche +notizia del suo messo. Deluso poi in tale speranza, e sembrandogli che +Varney, il quale era nel corteggio di Leicester, volesse accostarsi a +lui per parlargli, giudicò cosa prudente l’evitare sì fatto colloquio, +ed uscì della sala di ricevimento in quel tempo che il seriffo della +Contea arringava sua Maestà. Risalito indi a cavallo, e tenendo la +strada men frequentata, entrò nel castello per una porta segreta, che +facilmente gli venne aperta quando lui riconobbero per un ufiziale +pertenente al corteggio del conte di Sussex. Tal fu il motivo, onde +Wayland lo cercò inutilmente fra i cavalieri che tacito andava passando +in rassegna. + +Dopo avere affidato al servo il proprio cavallo, Tressiliano si +diportò qualche tempo nel _luogo di delizia_ e ne’ giardini, men +tratto da desio di ammirare le bellezze della natura, e i capolavori +dell’arte raccolti quivi dal Leicester, che voglioso di abbandonarsi +senza incontrare divagamenti alla mestizia delle sue idee. La massima +parte delle persone di maggior riguardo abbandonò quel palagio per +accompagnare i due Conti; tutta la gente rimasta avea preso luogo, +qual su i merli, qual su le mura esterne e le torri per vedere il +grandioso spettacolo dell’ingresso della Regina. Perciò intantochè +ogn’altro luogo del castello eccheggiava di romori festevoli, nel sol +giardino regnavano allora la quiete e il silenzio; nè tal silenzio +interrompevano che il susurro delle foglie, il canto degli augelli e il +mormorio delle fontane. + +L’immaginazione malinconica di Tressiliano copriva d’un tetro velo +tutti gli obbietti che lo circondavano. Laonde volgendo l’occhio ai +disordinamenti della natura che arte maestosa avea parimente imitato +in que’ giardini, li paragonava ai folti boschi e alle deserte paludi +che circondano Lidcote-Hall. L’immagine di Amy Robsart, somigliante a +fantasma gli compariva in tutti i dintorni di quel paese che la sua +fantasia a mano a mano gli dipingea. + +Nulla avvi di più funesto alla felicità di coloro cui piacciono la +solitudine e la meditazione, quanto l’aver nudrito di buona ora una +passione sfortunata, che getta ne’ loro cuori sì profonde radici, onde +questa diviene per essi il sogno di tutte le notti, il pensier continuo +di tutti i giorni. + +Quella molestia cui sente l’animo, quelle ricordanze dalle quali veniam +tratti a seguir l’ombra di quanto già perdè tutto lo spicco de’ suoi +colori, quel continuo ritorno verso un sogno crudelmente interrotto, +tal è il complesso di sentimenti in cui si sta la fralezza d’un cuor +nobile e generoso. Era questa la fralezza cui soggiacea Tressiliano. + +Provò finalmente egli stesso la necessità di divagarsi; e uscì quindi +del _luogo di delizia_ per unirsi alla folla giuliva che coronava le +mura, e per veder con essa gli apparecchi della cerimonia. Ma appena il +suo orecchio udì quello strepito, quei suoni, quelle grida di gioia che +rintronavano d’ogni lato, sentì violentissima ripugnanza a collegarsi +con persone i cui sentimenti sì mal s’accordavano con quelli del suo +interno. Per lo che deliberò ritrarsi nella propria stanza, e rimaner +ivi sintantochè la campana maggior del castello annunziasse l’arrivo +d’Elisabetta. + +Attraversato pertanto il luogo che disgiugnea le cucine del salone, +ascese al terzo piano della torre di _Merwyn_. Spignendo allora +la porta del piccolo appartamento assegnatogli, fu sorpreso sulle +prime di trovarla chiusa. Ma poscia si ricordò che il Ciamberlano +nel somministrargliene la chiave, lo aveva avvertito come in +quella generale confusione fosse d’uopo il tener ben custoditi gli +appartamenti. Laonde pose la chiave nella serratura ed aperta la porta, +qual ne fu la maraviglia in veggendo una donna, che gli presentava +le sembianze di Amy Robsart! Sua prima idea divenne esser quello un +seducente fantasma che l’esagitata immaginazione gli dipignea; ma +rimase ben tosto convinto di vedere Amy, la stessa Amy, nella donna +che gli stava innanzi, più pallida certamente che non si mostrò in +que’ lieti giorni, allorchè univa all’avvenenza e alla freschezza +d’una ninfa dei boschi la vivacità d’un _Silfo_[11]; ma ell’era sempre +Amy, nè gli occhi di Tressiliano videro mai altra donna che potesse +pareggiarla in bellezza. + +Non minore di quella provata da Tressiliano fu la maraviglia nella +Contessa, ma non però sì durevole, perchè Wayland l’aveva avvertita +come il Cornovagliese dovesse trovarsi nel castello. Si alzò ella da +sedere appena il vide, e il pallore delle sue guance diede luogo ad un +vivace rossore. + +«Tressiliano! diss’ella, che cercate voi qui?» + +«E voi stessa, Amy, qual motivo vi ci condusse? Venite forse in traccia +d’un soccorso che non vi sarà negato giammai?» + +Si mantenne ella un istante in silenzio, poi rispose con voce che +esprimeva duolo anzichè sdegno: «Tressiliano! io non imploro i soccorsi +d’alcuno. Quelli che la vostra bontà potesse offerirmi mi sarebbero più +pregiudizievoli che vantaggiosi: credetemi: è poco lontana di qui tal +persona, che le leggi e l’amore costringono ad essermi proteggitrice.» + +«Questo sciagurato adunque si prestò a quella sola espiazione che +rimaneva in sua facoltà il tributarvi, soggiunse Tressiliano, e or vedo +alla mia presenza la sposa di Varney!» + +«La sposa di Varney! (rispos’ella con tutta l’enfasi del disprezzo). +Con qual infame titolo osate dunque disonorar la...» e pronunziò più +volte balbutendo l’articolo _la_. Poi chinò gli occhi mesti e confusi +pensando alle conseguenze cui poteva commettersi col pronunciar le +parole _contessa di Leicester_. Ella si sarebbe creduta di tradire +un segreto da cui la fortuna dello sposo suo dipendea, e giudicò che +svelarlo a Tressiliano diveniva la stessa cosa siccome svelarlo a +Sussex, alla Regina, a tutta la Corte. + +«Non romperò mai, disse tra se medesima, il silenzio giurato a Dudley, +dovessi anche per esso espormi ai sospetti i più disonorevoli.» + +Gli occhi suoi si gonfiarono di lagrime, e rimase muta alla presenza +di Tressiliano, che dopo aver volto sovr’essa uno sguardo di dolore e +di pietà, sclamò: «Oimè! Amy, i vostri occhi dismentiscono il vostro +labbro. Voi parlate d’un protettore, che vuole, che può difendervi; +ma queste lagrime mi annunziano assai che foste delusa, abbandonata +dall’uomo abbietto cui concedeste gli affetti vostri.» + +Amy lanciò su di lui tali sguardi, dai quali trapelava in mezzo al +pianto lo sdegno, e si contentò di ripetere con accento sprezzante di +compassione sull’errore in cui stavasi Tressiliano: _L’uomo abbietto!_ + +«Sì, l’uomo abbietto! ripetè questi, nè dissi abbastanza. Ma ond’è +dunque che vi trovate sola nel mio appartamento? Perchè tutte le cose +non vennero preparate per accogliervi onorevolmente?» + +«Nel vostro appartamento! sclamò Amy. Dunque, vi libero tosto dalla +mia presenza.» E in ciò dire cors’ella verso la porta; ma ricordando +lo stato derelitto cui si vedea abbandonata, s’arrestò sulla soglia un +istante, e aggiunse con tuono doglioso e commovente oltre modo: «Oh +Dio! mi era dimenticata che non so a qual parte volgermi.» + +«Lo vedo, sì, lo vedo (soggiunse Tressiliano, sollecito di correre +a lei e di avvicinarla ad un sedile, ove si lasciò ella cadere) voi +abbisognate di soccorso; sì: abbisognate di un protettore comunque +il confessarmelo vi spaventi; ma no: non rimarrete senza difesa, e +vi affiderete al mio braccio. Io, io rappresenterò il vostro degno e +sfortunato genitore, e ci trasporteremo uniti alla soglia di questo +castello. Voi vi presenterete ad Elisabetta, e il primo atto di questa +Sovrana in Kenilworth sarà un atto di giustizia in verso il proprio +sesso e in verso i suoi sudditi. Affortificato dalla bontà della mia +causa e dalla giustizia della Regina, non mi ratterrà la possanza del +suo favorito. Vado in traccia di Sussex sull’istante.» + +«Arrestatevi in nome del Cielo! (sclamò spaventata la Contessa, +per cui il guadagnar tempo era necessità). Tressiliano, voi siete +generoso. Concedetemi una grazia... Credete a me, se gli è vero che +vogliate salvarmi dal massimo de’ mali e dalla disperazione, soltanto, +concedendomi ciò che vi chiedo, mi gioverete più di quanto saprebbe +giovarmi tutto il potere d’Elisabetta.» + +«Fatemi qualunque inchiesta di cui possiate spiegare il motivo, disse +Tressiliano, ma non pretendete da me...» + +«Ah! per pietà! ristatevi dal metter patti, mio caro Edmondo, sclamò la +Contessa. Vi piacque altra volta udirvi chiamar con tal nome. Non v’è +che stranezza nello stato in cui mi vedete, ed ora la sola stranezza +può somministrare util consiglio.» + +«Favellando in tal guisa (soggiunse Tressiliano, cui lo stupore facea +dimenticare l’affanno e la risoluzione in che erasi tratto) voi mi date +a credere di essere incapace di pensare e di operare da voi medesima.» + +«Oh no! (diss’ella, piegando un ginocchio dinanzi a lui), no; non +sono io già un’insensata, ma bensì la più misera fra le donne, che si +è veduta trascinar nel precipizio da un collegamento straordinario +di circostanze e fin dal braccio di chi pensa sottrarmene... sì, dal +vostro braccio medesimo, o Tressiliano... da voi ch’io onorava, ch’io +stimava, e ch’io amava ancora, posso dirlo, benchè non dell’amore che +avreste desiderato.» + +Erano in quella voce, in que’ gesti una tale asseveranza, +un’appellazione sì commovente alla generosità di Tressiliano, ch’ei ne +fu scosso nel più profondo dell’animo. Dopo averla rialzata, volle con +voce interrotta confortarla a rassicurarsi. + +«Non posso, ella rispose, non mi terrò mai sicura se non mi concedete +la grazia che vi chiedo. Ascoltatemi. Io vi parlerò con quella +chiarezza che or mi è lecito adoperare. Aspetto qui gli ordini di tale +ch’è in diritto di darmene... La mediazione d’uno straniero... e di +voi soprattutto, o Tressiliano, mi perderebbe... e mi perderebbe senza +speranza di scampo. Aspettate soltanto ventiquattr’ore, e forse la +sfortunata Amy avrà modo di provarvi, ch’ella apprezza, che forse può +ricompensare il vostro disinteresse, la vostra amicizia; ch’ella stessa +è felice, ed in istato di rendere tale voi pure, premiando questa +sofferenza che vi chiedo per sì breve tempo.» + +Tressiliano sull’istante non rispose veruna cosa, e si diede a +ricapitolare per congettura nella sua mente le diverse contingenze, +che potessero far divenire la sua mediazione pregiudizievole, anzichè +utile alla fama ed alla fortuna d’Amy. Considerò indi esser ella entro +le mura di Kenilworth, non potere ragionevolmente paventare alcuna +sorte d’insulto in un ricinto onorato dalla presenza della Sovrana, +ed abitato allora da tante persone ragguardevoli, e da tante guardie +difeso, poter convertirsi in mal uficio il volere a malgrado della +stessa Amy implorare per lei l’assistenza di Elisabetta. Dopo aver +fatto queste considerazioni acconsentì a quanto ella gli chiese con una +restrizione, mossa dal dubbio che l’unica speranza di Amy si stesse in +un cieco affetto per Varney, supposto da Tressiliano il seduttore. + +«Amy (le disse fisando in essa gli sguardi con quella tristezza che +annunziava ad un tempo la perplessità del suo animo); ho spesse +volte osservato che dai capricci anche i più fantastici della vostra +fanciullezza, non si disgiugnevano buon cuore e retto sentire. Mosso +da questa sola considerazione vi lascio padrona del vostro destino per +ventiquattro ore, e vi fo promessa in tale durata di non frammettermi, +nè con atti nè con parole, nelle cose che vi riguardano.» + +«Voi me lo promettete, o Tressiliano? la Contessa soggiunse. E crederò +io che abbiate assai fiducia in me per tenermi tale promessa? Ah! +porgetemene la vostra fede di gentiluomo e d’uomo d’onore. Promettetemi +fermamente di non prender parte negli affari che si riferiscono a me, +qualunque cosa voi possiate vedere od udire, o comunque le apparenze vi +traessero a credere me abbisognante dell’opera vostra. Vi fiderete in +Amy fino a tal segno?» + +«Ve lo prometto sull’onor mio, rispose Tressiliano, ma trascorso questo +indugio...» + +«Trascorso questo indugio, sì lo interruppe, sarete libero di operare +quanto giudicherete più all’uopo.» + +«Avvi altra cosa, o Amy, ch’io possa fare per voi?» + +«Null’altro che lasciarmi, ed anche... arrossisco di vedermi ridotta a +tal seconda inchiesta, ed anche cedermi per ventiquattr’ore l’uso del +vostro appartamento.» + +«Non so riavermi dallo stupore. Quale speranza, quale vantaggiosa +prospettiva potete scorgere in un castello, ove neanco è arbitrio in +voi d’una stanza?» + +«Oh! vi chiedo tal grazia, lasciatemi.» E quando ella vide che +Tressiliano si allontanava lentamente e a ritroso, soggiunse: +«Generoso Edmondo! verrà giorno che Amy ti proverà com’ella non fosse +immeritevole del nobile affetto che in lei collocasti.» + + + + +CAPITOLO XI. + + »A qual pro tema cotanta? + »Non mi far l’anima santa; + »Nè ti prenda già paura, + »Ch’io denunzi tal freddura. + »Il mio stil questo non è; + »E ’l mestier che Dio mercè + »Abbracciai di vagabondo + »Quel vorrei di tutto il mondo. + _Pandemonio._ + + +Tressiliano, il cui animo era in preda a violentissima agitazione, +non avea appena fatti i due o tre primi gradini della scala di quella +torre, allorchè con grande sua maraviglia si scontrò in Michele +Lambourne. Costui, servo degno veramente di Varney, portava scolpita +sul fronte tale impudenza, che rendea Tressiliano proclive quanto mai +a fargli misurar la scala d’un salto, ma gli si presentarono alla +mente i danni che il menomo atto di violenza, usato in tal momento e +in tal luogo, avrebbe potuto partorire ad Amy, meta unica delle sue +sollecitudini. + +Pago quindi d’aver lanciato alla sfuggita sopra costui una di quelle +occhiate che s’addicono ad enti indegni d’ogni considerazione, +continuava a discendere come se non lo avesse ravvisato. Ma +il Lambourne che in cotal giorno di profusione non si stette +dall’inaffiarsi con copiosa dose di vino dell’Isole, benchè la sua +ragione non fosse ancora affatto alterata, avea tutt’altra vaghezza che +d’abbassar gli occhi dinanzi a nessuno. Laonde fermò senza cerimonie +in mezzo alla scala il gentiluomo di Cornovaglia, e indirigendosi a +lui con modi convenevoli a coloro che vivono nella più intrinseca +famigliarità: «Ebbene! diss’egli, Tressiliano, spero non vi sia più +alcun rancore fra noi. Di fatto io son uomo più proclive a dimenticare +le querele recenti che non gli antichi servigi. Oh! ti potrò convincere +che le mie intenzioni per riguardo vostro erano buone ed oneste.» + +«Non mi garba molto la vostra intrinsichezza, Tressiliano gli rispose, +serbatela ai vostri simili.» + +«Ma guardate come va subito in collera! risoggiunse Lambourne. Questi +signori che si stimano creati d’un’argilla più nobile, guardano +dall’alto al basso il povero Michele Lambourne. Chi non direbbe essere +il sig. Tressiliano uno fra i più timidi, fra i più modesti degli +spasimanti che amoreggiarono ne’ primi tempi della cavalleria? Perchè +volere fare il santo dinanzi a noi, sig. Tressiliano? O dimenticate +ora, che a grande scandalo del castello di sua Signoria avete rinchiuso +nella vostra stanza quanto può compensarvi? Ah! Ah! ho colpito, cred’io +nel segno, sig. Tressiliano!» + +«Non vi comprendo (rispose l’altro, il quale da tai detti concluse, che +il ribaldo s’era accorto della presenza d’Amy): se però, soggiunse, voi +siete incaricato del servigio delle stanze, e fosse la vostra mancia +che ora desiderate, tenete, a condizione però di non mettere piede nel +mio appartamento.» + +Il Lambourne considerò la moneta d’oro, e ponendola nella scarsella +disse: «Ora non so più nulla. Ma avreste fatto meglio i vostri affari +usando meco dolci parole, che non con questa moneta. Nonostante è +sempre un pagar bene il pagare in oro. Michele Lambourne non fu mai un +disturbatore, nè un guastafeste: gli è giusto che ognuno viva; tal è la +mia massima. Solamente mal comporto queste persone, che mi passano da +vicino con quel disdegno come s’eglino fossero d’oro ed io di piombo. +Se custodisco il vostro segreto, sig. Tressiliano, voi mi tratterete +d’ora in poi più umanamente, non è vero? E se mai avessi d’uopo io +pure di scusa per sì fatte fralezze, mi fondo sulla vostra indulgenza. +Voi vedete che vi cadono gli uomini ancora i più saggi! Del rimanente, +che quella camera sia il caso vostro, e della picciola capinera che vi +collocaste, non son questi i pensieri di Michele Lambourne.» + +«Fatevi in là, ch’io passi (disse Tressiliano, omai divenuto incapace +di raffrenare la collera), già vi diedi la mancia.» + +«Corbezzoli! (disse ritraendosi il Lambourne, benchè a ritroso e +borbottando fra i denti le parole pronunziate da Tressiliano: _Fatevi +in là! vi diedi la mancia_)! Non importa. Se non mi fo un guastafeste, +come vi dissi, non sono nemmeno un cane alla mangiatoia. Intendete?» + +Costui cresceva il tuono della voce a mano a mano che l’altro, il quale +pur lo tenea in un certo rispetto, continuando a discendere, veniva +meno in grado di udirne i detti. + +«Non sono un cane alla mangiatoia, e neanco uno che somministra i +carboni. Intendete, sig. Tressiliano?» Tressiliano era già fuor del +caso di udirlo quando il furfante così continuava: «Conviene però che +veda anch’io alla sfuggita questa giovinetta, che voi leggiadramente +vi procacciaste nella vostra stanza. Ah! forse temete gli spiriti, ed +è per questo che non volete dormir solo! Vedete un poco! S’io mi fossi +dato un tal passatempo si sarebbe sclamato: Scacciate subito questo +ribaldo, strigliatelo con un buon nerbo di bue, fatelo balzar dalla +scala a guisa di trottola. Oh! questi virtuosi gentiluomini si arrogano +di grandi privilegi sopra di noi miserabili, schiavi de’ nostri sensi. +Ottimamente! Ma almeno una sì felice scoperta mi dà in potere il sig. +Tressiliano. Oh! sì, è ben cosa certa, come n’è un’altra ch’io voglio +procurare di dare un’occhiata a questa nuova beltà.» + + + + +CAPITOLO XII. + + »Io perigliai per te; cotal profitto + »Di servigio fedel mi rendi? Addio. + »_Tu ver Gerusalemme, io ver l’Egitto_. + _Imitazione d’alcuni versi del Falconer._ + + +Tressiliano camminando avanti e indietro per la corte del castello +meditava sullo strano avvenimento di questa comparsa di Amy e del +colloquio avuto seco lei; dubbioso ad un tempo se l’obbligare la +propria promessa, e lasciare tutto un giorno in balia di se medesima +quella giovinetta fosse stato buon consiglio per parte d’uomo +rivestito, com’egli era, della paterna autorità. + +Ma in qual modo ricusar tale inchiesta ad Amy, ch’ei poteva anche +credere legittimamente sottomessa all’autorità di Varney? + +«Se Varney, diceva egli, l’avesse riconosciuta per moglie, qual diritto +sarebbe in me di toglierla al suo potere? Converrebbe neanco, ponendo +la discordia fra entrambi, distruggere le sole speranze di domestica +felicità, che possono rimanere a questa sventurata?» + +Tale riguardo si fu quello che fece risolvere Tressiliano a mantenere +scrupolosamente la promessa fatta ad Amy. Che anzi, poichè a tal si +era giunti, allegravasi di vedersi in circostanze più propizie onde +soccorrere una donna infelice a lui sempre cara. Amy non era più +rinchiusa in un ritiro solitario e lontano, sotto la guardia di persone +sospette. Ella trovavasi nel castello di Kenilworth, in mezzo alla +corte della Regina, difesa contra ogni sorte di violenza, e sempre +in grado di mostrarsi ad Elisabetta; le quali cose tutte sembravano +collegarsi a favore della figlia di sir Robsart. + +Intantochè Tressiliano stavasi così esitando, or fra i pericoli da +temersi, or fra i vantaggi da sperarsi per la giovane, giunta in sì +strano modo a Kenilworth, gli si accostò Wayland, che esclamò in +veggendolo: «Lode al Cielo! pur trovo la Signoria vostra,» e gli disse +all’orecchio, che la giovane era fuggita da Cumnor. + +«Ed è ora in questo castello, soggiunse Tressiliano: lo so, l’ho +veduta. Fu per proprio volere di lei che venne condotta nel mio +appartamento?» + +«No, rispose Wayland, ma abbracciai il primo espediente che mi +s’offerse per metterla al sicuro e si fa per me un nuovo contento il +sapere che alloggiate voi in quella stanza. Piacevole situazione per +vero dire! Da un canto il refettorio e dall’altro la cucina!» + +«Taci, che questo non è momento di scherzi,» risoggiunse mestamente +Tressiliano. + +«Non lo so che troppo, prese a dire il maniscalco; ho passati tre +giorni che non mi sarebbero stati più amari col capestro al collo. +Questa povera Signora non ha la mente a segno sicuramente; nè è, +credetelo, per accettare le nostre offerte. Mi ha proibito parlarle di +voi, ed è risoluta a commettersi fra le mani di Leicester. Del certo, +se nel punto che entrò nella vostra stanza l’avesse ella conosciuta per +tale, mi sarebbe stato impossibile indurla a profittarne.» + +«Qual è dunque il suo divisamento? ripigliò Tressiliano. Pensa ella +forse, che il conte di Leicester per favorirla, vorrà far uso del +proprio potere sopra un infame vassallo?» + +«È ciò che non saprei accertarvi. Quanto v’ha di sicuro è, che +accordandosi ella con Leicester o con Varney, il lato per noi più +sicuro di Kenilworth sarà quello, d’onde potremo più facilmente +metterci al largo. Se debbo dirvela, io non fo conto di fermarmivi +un istante, tostochè avrò consegnata al Leicester la lettera della +Signora. Prima di portargliela, io non aspettava che i vostri ordini. +Ecco, vedetela... ma no. Oh! venga il malanno a questa lettera! L’avrò +dimenticata in quel fenile, o per dir meglio canile, che è divenuto la +mia stanza da letto.» + +«Per la morte! gridò Tressiliano perdendo in un subito la pazienza. +Piaccia a Dio che tu non abbia smarrita quella lettera da cui dipende +un avvenimento più importante che non mille vite pari alla tua!» + +«Smarrita! rispose prontamente Wayland. Vostra Signoria scherza; l’ho +rinchiusa con tutta diligenza entro il sacchetto delle mie robe da +notte. L’avrete a momenti.» + +«Corri tosto, e con fedeltà recala a me. N’avrai ricompensa. Ma se si +avverasse quanto ho temuto, se più non fosse in tua mano, guai, guai a +te! ti farei portar invidia ad un cane ammazzato.» + +Wayland partì colla gioia e la sicurezza sul fronte, ma tremante in +fondo dell’animo suo. + +La lettera era smarrita, e nulla eravi di più sicuro, ad onta della +scusa che il maniscalco allegò per calmare la furibonda inquietezza di +Tressiliano. La lettera era smarrita, ed era tal lettera che se cadeva +in cattive mani, facea noto tutto un maneggio, di cui Wayland era +complice. Nè comunque andasser le cose, vedeva egli alcuna speranza, +che tal maneggio non si scoprisse. Or lo traevano ancora a molesti +pensieri gli atti d’impazienza di Tressiliano. + +«Ecco la bella moneta onde vengo pagato per prestar servigi, in cui +va la mia testa di mezzo. Gli è ora che pensi a me stesso. Io qui non +fo altro, se non m’inganno, che rendermi colpevole verso il signore +di questo magnifico castello, verso uno che può togliermi la vita con +tanta facilità quanta ve n’è a spegnere una candela da sei denari. E +tutto ciò mi guadagno a servire una donna impazzita, ed un malinconico +amante, altro matto, che per aver io perduto un cencio di carta piegata +in quarto, mette mano alla spada e minaccia d’ammazzar tutto il mondo! +Soprappiù, qui si trovano Varney e il dottore. La vita vale anche più +dei denari. Ho risoluto. Vada al diavolo ogni compenso, e fo di gamba +in quest’istante medesimo.» + +Egli è naturale che sì fatte considerazioni si presentassero all’animo +di Wayland, ingolfatosi più avanti ch’ei nol credesse da prima in una +sequela di maneggi misteriosi, inesplicabili, e tali che perfino i +primari attori parea non sapessero qual fosse la loro parte. Nondimeno +fa d’uopo rendergli giustizia. Queste personali considerazioni +erano, fino ad un certo grado, contrabbilanciate nell’animo suo +dalla passione, che l’idea di abbandonare quella infelice giovane +gl’inspirava. + +«Non penso a Tressiliano più di quello che pensi ad una moneta di sei +denari. Con lui non ho debiti. Condussi la sua errante donzella in +questo castello. Studii egli a farle la sentinella. Ben mi rattiene la +pietà dovuta ad un’infelice. Chi sa a quai disgrazie andrà soggetta in +mezzo a questo chiasso, a questo tumulto. Sì: è necessario ch’io mi +rechi nella sua stanza, ch’io le confessi d’aver perduto la lettera. +Così almeno potrà allestirne un’altra, nè ella mancherà, spero, di +messi, in una casa ove non è penuria di servi, che possono ben portare +una lettera al loro padrone. Indi le dirò che vado via, raccomandandola +alla bontà del Cielo, alla sua propria saviezza, alle cure e alle +previdenze del sig. Tressiliano. Forse le verrà in mente l’anello che +mi aveva offerto. Affè, che me lo sarei guadagnato! Infine! ella è +un’amabile creatura. Dunque all’inferno l’anello! Non voglio avvilirmi +per sì poca cosa. Se anche fossi vittima del mio buon cuore in questo +mondo, sarò più felice nell’altro. Due parole alla Signora, indi gambe +mie fate il resto.» + +Col piè leggiero e coll’occhio attento d’un gatto che guati la sua +preda, Wayland s’avviò alla stanza della Contessa, trapassando e corti, +e corritoi, studioso ad un tempo e d’osservar coloro che gli passavano +da vicino, e di sottrarsi quanto il poteva agli altrui sguardi. Con tal +tenor d’andamento si trovò al grande atrio situato fra la cucina e il +salone, indi alla scaletta della torre _di Merwyn_. + +Già il nostro buon maniscalco si compiacea d’avere scansati tutti +i pericoli, e preparavasi a salire, facendo due gradini per volta, +quando s’accorse dell’ombra d’un uomo che dipigneasi sopra una porta +socchiusa. Allora scese tosto sulla punta dei piedi tornandosene +alla corte interna del castello, che trascorse in lungo ed in largo +per un quarto d’ora all’incirca, sembratogli quattro volte più +lungo dell’ordinario; poi rivenne alla torre colla speranza che +finalmente quest’uomo a lui ignoto ne fosse partito. L’ombra di fatto +era scomparsa, onde ascese qualche gradino di più, e mentre stava +deliberando se fosse miglior partito il salire ancora o tornarsene +addietro, s’aprì d’improvviso la porta, offerendo a’ suoi occhi rimasti +attoniti Michele Lambourne che tantosto sclamò: «Chi diavolo sei tu? +Che cosa vieni a cercare in quest’angolo del castello?» + +«Non son già io un cane, che ubbidisca al primo uomo che fischia, lo +sapete voi?» rispose Wayland ostentando una sicurezza troppo smentita +dal tuono tremebondo della sua voce. + +«Tu cerchi credo me, Lorenzo Staples.» Sì disse il Lambourne ad un +omaccio mal costrutto, cogli occhi loschi e alto più di sei piedi, che +comparve alla porta. Indi rivolto a Wayland, continuò: «Poichè ti piace +tanto, amico mio, questa torre, posso dartene a conoscere le parti le +più profonde, poste dodici grossi piedi sotto il letto del lago. Le +troverai abitate da serpenti, rospi, lucertole e da altri leggiadri +animali di simili famiglie, che ti faranno buona compagnia. Presto! +rispondimi, chi sei? che vuoi tu in questo luogo?» + +«Se una volta si chiude sopra di me la porta d’una prigione, sono +spedito,» ragionava in suo cuore Wayland. Laonde rispose con modi i +più sommessi esser egli il povero bagattelliere che _suo Onore_ aveva +incontrato il dì innanzi a Weatherly. + +«E qual giuoco di mano pretendi tu di fare in questa torre? La tua +brigata, disse il Lambourne, è nell’edificio di Clinton.» + +«Vado a trovare una mia sorella, disse Wayland, che abita là in alto +nella camera del sig. Tressiliano.» + +«Ah! ah! Ho capito adesso (sclamò sorridendo il Lambourne). Affè che +questo sig. Tressiliano per essere un forestiere non si prende fastidi +o riguardi, come se fosse in casa sua; e con molta leggiadria mette +nelle proprie stanze le suppellettili che gli accomodano meglio. +Ottimamente! Sarà un fattarello di più da ingrossare la vita del santo +sig. Tressiliano; scommetto vi saranno persone alle quali ne andrà +a sangue il racconto più che non a me una borsa d’oro. Ascoltami, +furfante, sì disse volgendosi a Wayland, e intendimi bene. Non vogliamo +che tu faccia stanare il lepre, perchè è nostra mente prenderlo al +covo. Vattene di qui con quel tuo ceffo da imbroglione o ch’io ti fo +saltare dalla finestra; e in verità sarei tentato a sperimentare se con +qualcuna delle tue astuzie sei capace di preservar le tue ossa dagli +effetti d’un capitombolo.» + +«La signoria vostra, come spero, non avrà un’anima sì crudele, ne sono +certo, ripigliò Wayland. Conviene lasciar vivere la povera gente; anzi +spero dalla bontà di vostra Signoria la permissione di parlare con mia +sorella.» + +«Tua sorella, sì, dal lato d’Adamo, non è vero? Che s’ella lo fosse +altrimenti, non ne saresti che più colpevole; ma sorella o non sorella, +ti sventro come una volpe se tu ritorni a questa torre. Anzi or che ci +penso, dalla parte di tutti i diavoli! sloggia subito dal castello. +L’affare è più importante che nol sono tutte le tue gherminelle da +barattiere.» + +«Sempre col rispetto dovuto alla Signoria vostra, rispose Wayland, +è d’uopo ch’io faccia la parte d’Arione nello spettacolo da +rappresentarsi questa sera sul lago.» + +«Per san Cristoforo! la farò io, disse il Lambourne. _Orione!_ È così +che tu lo chiami? Sì: io rappresenterò _Orione_ col suo cinto, e le sue +sette stelle, chè è più. Su via esci, mala semenza. Seguimi. E poi!.... +a te, Lorenzo, metti fuori questo mascalzone!» + +Lorenzo prese per il collo il tremebondo bagattelliere, e Lambourne +correndo affrettatamente dinanzi ad entrambi, si indirisse verso una +segreta porta forata pel muro di ponente a poca distanza dalla torre, e +fu quella medesima, per cui Tressiliano dianzi era entrato. + +Intantochè attraversavano lo spazio che disgiugne la ridetta porta +di soccorso dalla torre _di Merwyn_, Wayland si lambiccava invano il +cervello per iscoprire una via di giovare alla infelice giovane di +Lidcote ch’ei continuava a compiangere ad onta dell’incalzante pericolo +in cui si trovava egli stesso, ma appena posto fuor del castello, e +udito ch’ebbe Lambourne, il quale con tremendo giuramento gli chiarì +come una pronta morte e il ritorno in quel luogo sarebbero stati +una stessa cosa per lui, alzò gli occhi e le mani al Cielo, quasi +prendendolo in testimonio, che sino all’ultimo istante avea difesa la +donna oppressa; volte indi le spalle alle superbe mura di Kenilworth, +andò in traccia d’un ricovero più umile, ma più sicuro. + +Lorenzo e Lambourne, dopo averlo seguito cogli occhi per qualche tempo, +rientrarono nel castello, e in tanto che camminavano, il primo disse +al secondo. «Il Cielo mi benedica se indovino qual motivo aveste per +discacciare questo povero disgraziato che dovea sostenere una parte +nella festa già vicina ad incominciare, e tutto questo per una donna!» + +«Ah! Lorenzo, rispose Lambourne, tu pensi a Black Ioan Suggs di +Plingdon, nè hai svestite ancora le umane fragilità! Ma fa coraggio, +mio nobilissimo duca della Torre, investito dell’alto dominio di +tutte le prigioni: per giudicare di questi affari non sei illuminato +da maggior luce di quella che rischiara i tuoi feudi. Sappi adunque, +mio molto reverendo signore dei _paesi bassi_ di Kenilworth, che il +rispettabilissimo nostro padrone Riccardo Varney, sol per trovare un +buco nel mantello di questo Tressiliano, ci regalerebbe quante piastre +bastano per farci bere cinquanta notti di seguito, e ne darebbe ampio +concedimento di licenziare l’intendente della casa, se ci venisse a +sconcertare prima d’avere votato l’ultimo fiasco.» + +«Oh! quand’è così, non so darvi torto, soggiunse il gran carceriere +di Kenilworth. Ma come farete voi, sig. Lambourne, a custodire il +deposito, se vi allontanate di qui; perchè giusta quanto mi sembra, +all’arrivo della Regina, voi dovete starvene presso al vostro padrone.» + +«Ah! ho fatto i miei conti sull’opera tua, mio vicerè. Sei tu che farai +la guardia in mia assenza. Lascia entrar Tressiliano, s’ei lo desidera, +ma non permettere a nessuno l’uscita. Se la giovane tentasse fuggire, +cosa parimente fra le possibili, avrai cura di spaventarla colla +tua grossa voce..... In fine poi, non è che la sorella d’un misero +saltimbanco.» + +«Farò meglio, ripigliò Lorenzo. Chiuderò il catenaccio di ferro che sta +alla seconda porta; in tal guisa o per amore o per forza non durerò +molta fatica a guarentire questa donna.» + +«Allora poi Tressiliano non potrà più andarla a trovare (e qui +Lambourne si fermò a pensare un momento). Ma non importa. È assai +se nella stanza di lui verrà sorpresa la donna. Tu però confessami, +vecchio barbagianni delle prigioni, che temi di passare svegliato la +notte in questa torre _di Merwyn_.» + +«Io! perchè volete che ciò sia, signor Lambourne? Tal cosa non mi dà +maggior fastidio del dar di volta a una chiave. Gli è vero che in +questa torre si sono intese ed anche vedute strane maraviglie. E benchè +non siate che da poco tempo in Kenilworth, è difficile non v’abbia +parlato qualcuno delle visite che la nostra torre va ricevendo dallo +spirito d’Arturo di Merwyn, di quel capo di Barbari, il quale caduto +nelle mani del valente lord Mortimero, che comandava l’esercito sulle +frontiere del paese di Galles, qui venne, a quanto dicesi, assassinato.» + +«Sì, ho inteso raccontare tal favola più d’una volta, e che il fantasma +non istrepita mai tanto forte come allor quando si fanno bollire porri, +o si fa frigger formaggio nella cucina. _Santo Diavolo_; non ti lasciar +udire, Lorenzo!» + +«Tu però ti lasci udire, soggiunse quel guardiano, con tutta la +saggezza che ti piacerebbe ostentare. Gli è un caso, credilo, da far +fremere i più intrepidi, l’assassinio d’un prigioniere! Si consegni +una stilettata ad un uomo sorpreso nell’angolo d’una strada, non è +gran cosa per te: si meni un gran colpo di chiavi sulla testa d’un +prigioniere ricalcitrante, dicendogli nel tempo stesso: _Sta buono_, +io chiamo ciò mantenere il buon ordine delle prigioni. Ma sguainar a +sangue freddo una sciabola, e piantarla, come fu fatto, nel corpo di +quel trucidato signore di Galles, è tale eccesso da suscitare fantasmi +capaci di rendere inabitevole per più secoli una prigione. E vedi fin +dove io spingo la mia affezione verso i prigionieri! Povere creature! +Quando ho avuto in consegna e scudieri e persone di riguardo, che +s’erano spassati a far camminate proficue nelle strade maestre, o a +dir male di sua Signoria il sig. conte di Leicester, ho preferito +l’alloggiarli cinquanta piedi sotto terra al chiuderli in quell’alta +camera ove fu commesso il misfatto. Sì, per s. Pietro _in Vinculis_ +ch’io maraviglio come il mio nobile Signore, o il sig. Varney, +acconsentano ad assegnar tale stanza agli ospiti del castello. E se il +sig. Tressiliano ha potuto indurre qualcuno, e massimamente una bella +giovinetta, a tenergli compagnia, dico che ha fatto assai bene.» + +«Ed io ti dico, rispose il Lambourne, andando su e giù per la stanza di +Lorenzo, che sei un asino e nulla meglio. Va a mettere il catenaccio +all’uscio della scala, e tralascia di pensar agli spiriti, o piuttosto +portami vino. Mi sono alquanto riscaldato nel mettere quel cialtrone +fuor della porta.» + +Mentre Michele andava ammorzando la sete col tracannare per più +riprese, e senza ricorrere al bicchiere, un fiasco di Bordò, il nostro +guardiano della torre, persuaso veramente dell’esistenza de’ fantasmi, +cercava destramente di ricondurre il discorso sul fantasma d’Arturo di +Merwyn, per giustificare la propria credulità. + +«Scorsero poche ore soltanto dacchè sei nel castello, e queste ancora +impiegasti sì bene nell’avvinazzarti, che non ti fu possibile nè +parlare, nè vedere, nè udire. Chè certo, faresti meno il gradasso, +se avessi passata con noi una notte di plenilunio, tempo in cui il +fantasma smania più forte, massimamente allorchè soffiando con violenza +il vento di maestro, cominciano a cadere gocciole di pioggia, e s’odono +a quando a quando colpi di tuono! Oh Gesù! Che fracasso, che tintinnio, +quali urla, quai gemiti si odono allora nella torre di Merwyn. Quando +siamo a questi spaventi, t’assicuro, che due boccali d’acquavite +bastano appena, pei miei figli e per me.» + +«Ah! tu non sei che una bestia (rispose il Lambourne, cui le ultime +beviture, aggiunte a tutte le precedenti, cominciavano ad alterare +il cervello), non sai tu stesso quel che ti dica. Nessuno ha veduto +questi spiriti, e chi ne parla meno dice minori sciocchezze. Chi crede +una cosa, chi ne crede un’altra. Visioni tutte! fanfaluche! Io ho +conosciuto persone d’ogni fatta, io vedi! mio caro Lorenzo, ed anche +uomini di molto merito... ve n’è uno soprattutto... un gran signore, +che non voglio qui nominare. Egli crede agli oracoli, alla luna, ai +pianeti, e al loro corso. S’immagina perfino che questi non isfavillino +se non se per lui. Ma quant’è sicura la parola d’un uom digiuno, o vera +quella d’un imbriaco, io credo che le stelle risplendano unicamente +per salvare dalle cadute ne’ fossi le buone creature della mia razza. +Nondimeno questo tal signore dia pure buon pascolo alle sue fantasie, +chè è ricco per poterne avere. Conosco un altro, uomo dottissimo, te ne +fa fede Lambourne, che parla il greco, l’ebraico, come io il latino: +Ebbene! Egli ha la debolezza delle simpatie e delle antipatie, e di +voler cambiare il piombo in oro. Lasciamolo fare, e lasciamlo pagare di +tale moneta i gonzi che di tal moneta sono contenti. Tu ancora ti metti +nel novero di queste persone, tu altro grand’uomo, benchè nè nobile nè +sapiente; ma sei alto sei piedi, e cieco quanto una talpa. Credi pure +agli spiriti. Per altro abbiamo qui un altro grand’uomo, un grande +piccol uomo, o piccolo grand’uomo, che tu lo voglia chiamare, mio caro +Lorenzo; il suo nome incomincia per un V.» + +«E che cosa crede costui?» + +«Niente, mio caro Lorenzo, niente, assolutamente niente. Non adora nè +Dio, nè il diavolo. Per me ho fede nel demonio, perchè credo debba +esservene uno che possa portarsi sulle sue corna la mia anima + + »Quando stanca del mio frale + »Gli darà l’estremo vale, + +versi di una famosa canzonetta; perchè non v’è antecedente che non +abbia il suo conseguente, solea dire il dottor Brucham. Ma questo è +greco per te, mio caro Lorenzo, e in fin de’ conti son cose affatto +inutili da sapersi. Dammi dunque un altro fiasco.» + +«Corpo di bacco! Se voi continuate a bere così, Michele carissimo, vi +troverete mal in ordine per far la parte d’_Orione_ o per accompagnare +il padron vostro in una notte tanto solenne. A tutti i momenti, io +m’immagino udire la grande campana della torre di _Mortimero_, nunzia +dell’arrivo d’Elisabetta.» + +Intanto che Lorenzo faceva tali osservazioni, proseguiva in suo bere il +Lambourne, che finalmente rimettendo sulla tavola il fiasco pressochè +vôto, e mandando un lungo sospiro, disse con voce a metà spenta, e che +sollevavasi a grado a grado mentr’ei parlava: «Non ti prendere fastidio +di questo, o Lorenzo. Se m’imbriaco, Varney saprà richiamarmi alla +ragione. E perciò non ti prendere fastidio. L’ubbriachezza farà a modo +mio. Poi se devo andare sull’acqua come _Orione_, bisogna mi premunisca +contro l’umidità. Tu t’immagini che non sarò capace di far da _Orione_! +Io sfido anzi il più intrepido gracchiatore fra quanti si sono mai +sfiatati per dodici soldi a farmi la critica. Avvi forse un sol uomo +che non s’imbriachi in tal notte? rispondimi. È una prova di fedeltà +l’imbriacarsi, e ti giuro che se mi scontro in chi dopo aver bevuto non +sia allegro, rischia in mia fede di non essere mai più allegro nemmeno +a digiuno. Non nomino persone, ma... gran virtù che ha una foglietta +di vino per mandare al diavolo i mali umori, e per eccitare allegria. +_Vivat_ per la regina Elisabetta, pel nobile Leicester, pel degnissimo +sig. Varney e per Michele Lambourne, che potrebbe farseli girar tutt’e +tre attorno a un dito.» + +Dopo dette quest’ultime parole, scese la scala, ed attraversò il +cortile interno. + +Quel guardiano continuò per qualche tempo ad osservarlo, poi chiudendo +lo sportello della torre, dicea fra se stesso: «Che bella cosa l’essere +un favorito! Poco mancò un giorno ch’io non perdessi l’impiego sol +perchè il sig. Varney sognò ch’io sapessi d’acquavite, e quel furfante +non teme d’essere cacciato via su due piedi col presentarsegli innanzi +gonfio di vino siccome un otre. Bisogna però fargli giustizia: egli è +un furfante pieno d’abilità. Io non intendo mai la metà di quello che +dice.» + + + + +CAPITOLO XIII. + + »Ella s’appressa a noi: l’annunzi il suono + »Delle festanti squille; e tu soldato, + »Corri, t’affretta ai merli: or non ministro + »Di morte, il foco al cavo bronzo appresta; + »E l’aura ripercossa e rotta a lei + »Gl’impazienti nostri voti adduca. + _La Regina Vergine._ Tragicom. + + +Dopo che Wayland abbandonò Tressiliano, come dianzi il dicemmo, il +secondo stavasi incerto su quanto si dovesse operare, allor quando vide +venire a se Raleigh e Blount che si tenevan per braccio, e ad un tempo +disputavano fortemente fra loro, giusta il costume. In quello stato +d’animo in cui si trovava il giovane di Cornovaglia, egli sentivasi +per vero dir poco vezzo della lor compagnia, ma oltrechè non vedea +un modo convenevole ad evitarli, comprendea che obbligato qual erasi +con promessa ad Amy di non vederla e di non avventurare per lei alcun +tentativo, il miglior partito per esso lui diveniva quello di mettersi +tra la folla, nè lasciar comparire, che il men possibile nella sua +fronte le angosce e le incertezze, fra cui internamente agitavasi. +Fatta dunque di necessità virtù, salutò i compagni: «Ebbene, come +passaste il tempo, o signori? D’onde venite?» + +«Da Warwick, disse Blount. Siamo tornati per cambiar d’abito, come +usano gli attori di certe compagnie comiche povere per moltiplicare +sulla scena i lor personaggi. E voi, Tressiliano, perchè non faceste +altrettanto?» + +«Blount ha ragione, soggiunse Raleigh. La Regina è tenerissima +dell’etichetta, e reputa una violazione del rispetto dovutole il +comparire innanzi a lei con un abito ove si veda la più piccola orma di +polve o di fango. Ma guarda! mio caro Tressiliano, guarda, e fa se puoi +di non ridere, il nostro Blount. Osserva come quel suo cane di sartore +gli ha messo addosso un catafascio di turchino, di grigio, di rosso, di +nastri color di carne, e compiscono l’opera quelle rosette gialle sulle +sue scarpe!» + +«Che cosa pretenderesti di meglio? rispose Blount. Certamente non mi +stetti dal raccomandare a quel mariuolo di fare una bella cosa, e di +non guardare a spese; e credo poi anche che questo da te chiamato +catafascio, non manchi di fare spicco. Per lo meno il mio abito è +migliore del tuo, e ne fo giudice Tressiliano.» + +«E lo sia, disse Walter Raleigh. Per bacco! ne ho tutto il piacere. A +te, Tressiliano, profferisci sentenza.» + +Tressiliano, instituito arbitro, cominciò ad esaminare le cose che +divenivano materia di procedura, e indovinò d’un guardo, che il povero +Blount prese sulla parola del sartore quell’abito carico di nastri, in +mezzo ai quali sentivasi imbarazzato più d’un contadino quando mette +il suo abito della domenica. Il vestito di Raleigh invece, elegante e +ricco ad un tempo, gli si affacea sì vantaggiosamente, che chiamava +ogni sguardo sopra di lui. Laonde Tressiliano pronunziò, più ricco +essere il vestito di Blount, di miglior gusto l’altro di Raleigh. + +Blount si tenne contento di una tal decisione. «Lo sapea ben io che +quel furfante di Doublettich non avrebbe avuta la poca accortezza +di presentarmi una giubba liscia come quella di Raleigh. Gli avrei +spaccato il cranio col suo stesso ferro da distendere. Poichè se +dobbiamo essere pazzi, siamo almeno pazzi di prima sfera.» + +«Ma, e tu, Tressiliano, allora disse Raleigh, che aspetti tu per +andarti a vestire?» + +«Un equivoco m’ha fatto rimanere fuori della mia stanza, rispose +il gentiluomo di Cornovaglia, e mi priva qualche tempo del mio +arredo. Anzi stava io per pregarti a darmi un poco di luogo nel tuo +appartamento.» + +«E con tutto il piacere, soggiunse tosto Raleigh. La mia stanza è assai +vasta, nè può negarsi, sua Signoria di Leicester ci tratta con ogni +riguardo, e ne volle alloggiati da principi. Certamente, se anche è a +ritroso tal sua compitezza, ei la porta sì lunge, che la ritrosia non +si scorge. Laonde nell’atto stesso di farti padrone della mia stanza, +ti consiglierei volgerti al ciamberlano del Conte; egli ti farà subito +avere soddisfazione per l’altra stanza che t’hanno levata.» + +«Oh! la cosa non merita l’incomodo di pensarvi sopra, massimamente +poichè condiscendi tu ad alloggiarmi. È egli poi ben sicuro che non +darò disturbo a nessuno. A proposito! Avevate compagnia nel venir da +Warwick?» + +«Grande, rispose Blount. Varney, e un’intera tribù di _Leicesteriani_, +poi anche una ventina circa di fedeli amici del conte di Sussex. +Noi dobbiamo, a quanto sembra, ricevere la Regina nella torre, che +costoro chiamano della _Galleria_, e assistere a tutte le buffonerie +che si preparano per farle festa; indi saremo noi gl’incaricati di +farle corteggio nel trasferirsi al Salone, affinchè tutti quelli che +l’avranno accompagnata sino al castello, abbiano il tempo di cambiare +in più ricche vesti gli abiti loro da viaggio. Sto da re, se la Sovrana +mi volge qualche parola. Dio mi castighi s’io so che risponderle.» + +«Qual cagione vi ha trattenuti sì lungo tempo a Warwick?» continuò ad +interrogar Tressiliano, studioso di allontanare il discorso dalle cose +che lo riguardavano. + +«Ci ha trattenuti... una infinità di stravaganze, rispose Blount, ma +stravaganze tali, che non se ne vedono di sì fatte alla fiera di S. +Bartolommeo: discorsi imparati a memoria, commedie, cani, orsi, uomini +vestiti da simie, donne trasformate in fantocci, che so io? In verità +maraviglio come la Regina abbia potuto reggere a tante goffaggini. +Eh sì! coloro che ne erano i personaggi ricavavano a quando a quando +clementi occhiate dalla Sovrana, e lessero nel volto di lei più d’un +segno d’aggradimento. Convien dirlo: la vanità fa talvolta impazzire +i più saggi; ma andiamo tutti alla torre _della Galleria_. Vieni, +Tressiliano... non capisco per altro come ti trarrai d’imbarazzo con +quell’abito pieno di polvere, e con que’ tuoi stivaloni.» + +«Starò sempre dietro a te, caro Blount. Così la nobiltà della tua +presenza, e l’eleganza delle tue vesti copriranno quanto è di sconcio +nel mio aggiustamento,» rispose Tressiliano, che s’accorse come tutte +le idee del nostro Blount si fossero concentrate allora in una sola, +intendo la pompa insolita de’ panni che aveva indosso. + +«E pensi che ciò accadrà veramente? rispose Blount. Ebbene! +rassegniamci. Non puoi credere quanta sia la mia soddisfazione, perchè +trovasti di buon gusto il mio abito. O non fare una pazzia, ma tratti a +farla, si faccia almen grandemente!» + +Nel dir tai cose il Blount, ora s’aggiustava il cappello, or mettea +studio a ben portare la gamba, pago di se stesso come se avesse +preceduta la sua brigata di lancieri, talvolta mandava occhiate +contente alle cremesine sue calze, e alle larghe rosette gialle che si +spiegavano sulle sue scarpe. Mesto e pensieroso il seguia Tressiliano, +senza por mente a Raleigh, il quale spassandosi sulla goffa vanità +di Blount ne facea il testo di mille graziosi motteggi che susurrava +all’orecchio dell’altro compagno. + +Di tal maniera attraversarono il ponte coperto, andati indi a porsi con +altri gentiluomini innanzi alla porta esterna della _Galleria_, o torre +d’ingresso. Il loro numero era di quaranta persone all’incirca, scelte +fra i cavalieri di primo ordine, e schierati in doppia fila da ciascun +lato della porta come una guardia d’onore. + +Armati soltanto delle loro spade questi gentiluomini, portavano +abiti ricchi sin quanto l’immaginazione può concepirli; e poichè +l’usanza d’allora volea grande sfoggio di magnificenza, non vedeansi +che velluti, ricami d’oro e d’argento, nastri, perle, e preziose +catenelle. I gravi pensieri che occupavano l’animo di Tressiliano non +gl’impedirono d’avvedersi, come con quel suo abito da viaggio benchè +elegante, facesse meschina comparsa in mezzo a cotanta pompa, e più il +trassero in tale considerazione le maraviglie fatte da’ suoi amici, +e gli sguardi schernitori de’ partigiani del Leicester. Non potevamo +omettere simile circostanza, quand’anche taluno la riguardasse men +consentanea al carattere grave che attribuimmo a Tressiliano. Ma però +questa maggior cura che si dà all’esterno aggiustamento è una specie +d’amor proprio, di cui neanche l’uomo il più saggio va immune, ed è sì +connaturale alla specie umana, che non solamente la serba il soldato +fin quando si cimenta ai rischi d’una morte quasi sicura, ma lo stesso +colpevole che cammina al supplizio si studia di mostrarsi nel modo men +disdicevole. Però si evitino le digressioni. + +Terminava il crepuscolo vespertino della giornata estiva de’ 9 luglio +1575, che tutti aspettavano ancora con grande ansietà l’arrivo della +Regina. Ogni istante ingrossava la folla già da molte ore adunatasi. +Un’abbondante distribuzione di reficiamenti e di bue arrostito, e +le botti d’_ala_ congegnate con pertiche in diversi punti della +strada, mantenevano nel popolo la gaiezza, e la sua affezione in +ver la Regina e il favorito della Regina, affezione che sarebbesi +del certo affievolita, se la molestia del digiuno si fosse aggiunta +all’impazienza di un lungo aspettare. + +Così a quella turba non parve lungo un tempo trascorso fra popolari +trastulli, e schiamazzi, e risa, e triviali scherzi, che gli uni agli +altri mutuamente si indirigevano. + +Di tal genere era l’agitazion che vedeasi nello spianato vicino al +castello, e principalmente presso la porta del parco, ove il popolo +più numeroso assembrossi; allor quando vistosi d’improvviso brillar un +razzo nell’atmosfera, si fece ad un tempo udire per tutta l’estensione +della pianura il suono della campana maggiore del castello. + +Cessarono in quest’istante le grida, cui succedè il sordo mormorio +dell’aspettazione, onde non altra cosa ascoltavasi, che un confuso +ronzio di migliaia d’uomini che parlavano sotto voce, e per valermi +d’una frase bizzarra, il bisbigliar lieve d’una moltitudine immensa. + +«Giungono adesso, non v’è dubbio, disse Raleigh. Tressiliano, questo +suono ha un non so che di maestoso. Noi di qui l’ascoltiamo, siccome +naviganti, che dopo un lungo viaggio, odono in lontananza il flutto che +si rompe urtando in qualche incognita spiaggia.» + +«Secondo me, rispose il Blount, questo rumore ha molta simiglianza col +muggito che fan le mie vacche nel ricinto di Wittens-Westlowe.» + +«Adesso, per Dio! sta pascolando, disse Raleigh a Tressiliano, e non +gli passano per la mente che buoi e praterie. Di fatto ei non val +meglio de’ suoi armenti cornuti, nè diventa uomo che quando gli si +parla di sangue o di morte.» + +«Bada, soggiunse Tressiliano, ch’egli sull’istante non te ne dia prova, +se non la finisci colle tue spiritose bizzarrie.» + +«Eh! non ci penso neanche, rispose Raleigh. Ma tu pure, mio +Tressiliano, sei divenuto un barbagianni, lo sai! Tu non voli più che +di notte tempo. Tu cambiasti i tuoi canti in lugubri lamentazioni, e la +buona compagnia in un buco di muro.» + +«E tu! che specie d’animale sei tu, o Raleigh, che corri tanto nel +giudicare i tuoi simili?» disse allor Tressiliano. + +«Io! io sono un’aquila che non mi abbasserò mai fino a terra, +sintantochè vi sia un cielo verso cui indirigere il volo, finchè vi +sarà un sole ove fisare il mio sguardo.» + +«Bella millanteria! per san Barnaba! entrò in campo il Blount. +Ma, caro il mio signor _dall’aquila_, guardatevi dalla gabbia, e +dall’uccellatore. Ho visto altri uccelli volar alto quanto il vorreste +voi; poi gli ho visti dopo, molto leggiadramente impagliati far da +spavento agli altri uccelli loro compagni. Ma zitti. Da che deriva +questo improvviso silenzio?» + +«È il corteggio, disse Raleigh, che si ferma alla porta del parco, +ove una sibilla, una di queste _fatidicae_, parla colla Regina e ne +trae l’oroscopo. Ne ho veduti i versi che non hanno gran vezzo. Poi +sua Maestà è stanca di poesie. Ella stessa in tempo che il cancelliere +di Ford-Mell l’arringava, mi disse all’orecchio, che era _pertaesa +barbarae loquelae_.» + +«La Regina parlargli all’orecchio! meditò subito il Blount. Come finirà +mai questa faccenda?» + +Ma tali sue considerazioni vennero interrotte dai romorosi applausi +della moltitudine, che da ogni eco venivano rimandati due miglia +all’intorno. I gruppi situati a mano a mano ne’ luoghi d’onde passava +Sua Maestà, mettevano plaudenti grida, che da un gruppo all’altro +si comunicavano fino al castello, onde finalmente quelli ch’eran di +dentro n’ebber gli annunzi, e quando la Regina aveva oltrepassato la +porta del parco, e quando fu entrata in Kenilworth. Allora si fece +udire la musica del castello, e il romor del cannone si mescolò a quel +delle scariche degli archibusi. Pur questo fracasso di tamburi, di +trombe e di spari di cannone discernevasi appena, tanto forti erano le +acclamazioni ognor crescenti di tutta quella popolazione. + +Allorchè lo strepito cominciò a sminuire, si fece vedere alla porta +del castello un vivacissimo splendore, che si distendeva ed ingrandiva +col suo avvicinarsi. Tale splendore avanzavasi, tenendo il sentiero +del viale che guidava alla torre della _Galleria_, e venendo per mezzo +alle file della gente del Conte. Tantosto da entrambi i lati di quelle +file medesime s’alzò un grido: la Regina! la Regina! silenzio! Di fatto +giugnea Elisabetta, preceduta da dugento suoi cavalieri, che portavano +torcie di legno resinoso, il cui chiarore, pari a quello del giorno, +splendea su tutto il corteggio, in mezzo al quale stavasi la Regina +vestita nella massima pompa, e raggiante tutta di gemme. Saliva ella un +bianco destriero, unendo dignità e grazie in condurlo, talchè in quel +portamento nobile e maestoso ben ravvisavasi l’augusta discendente di +cento monarchi. + +Le dame d’onore che seguivano sua Maestà non trascurarono certamente +nel loro ornarsi nessuna cosa di quante si voleano a sostenere il +lustro di un sì brillante corteggio. Tutte queste costellazioni +secondarie erano degne del glorioso astro che circondavano. La pompa, +onde cresceano spicco all’avvenenza di loro forme, stavasi bensì ne’ +limiti d’un ritegno che le facea riguardose di non parer gareggianti +col maggior astro, ma tale sempre si mantenea, onde si scorgesse essere +elleno il fiore d’un regno tanto rinomato pe’ suoi fasti e per la +leggiadria delle sue abitatrici. La magnificenza dei cortigiani, non +frenata da prudenziali considerazioni andava oltre ogni limite. + +Il Leicester, tutto splendente d’oro e di preziosi ricami, veniva a +cavallo alla diritta della Regina, onore che gli si addicea e come +ospite di lei, e come grande scudiere. Era il destriero uno de’ più +famosi corridori di tutta l’Europa, ed un’insigne somma avea spesa +il Conte per procacciarselo, e farsene merito in tale circostanza. +Questo nobile animale mostrandosi impaziente del lento marciare di +quel corteggio, ritondava con grazia il maestoso collo, e rodea in +leggiadra guisa l’argenteo morso che lo frenava. Ne uscia dalla +bocca la spuma, e cadea come fiocchi di neve in su le belle sue +membra. Degno il cavaliere del proprio grado, e di salire sì nobil +corsiero, non eravi alcuno in Inghilterra, nè forse in Europa, che gli +potesse contender la palma o nell’arte di guidare un cavallo, o in +tutt’altr’arte cavalleresca. Col capo scoperto, siccome ognuno di quel +corteggio, il lume delle torce rischiarava e le prolungate anella della +sua nera capigliatura, e quel dignitoso volto, ove il censore anche +il più severo non avrebbe potuto notare altro difetto, che un’altezza +di fronte, soverchia anzichè no. In questa sera tanto memorabile, +dipigneasi nei suoi lineamenti la tenera sollecitudine di un suddito +compreso d’alta gratitudine per l’onore compartitogli dal Monarca, ma +che ad un tempo va orgoglioso d’esserne meritevole. + +Ciò nondimeno, comunque gli raggiasse la gioia sul viso, alcuni del suo +seguito credettero accorgersi d’una pallidezza più che ordinaria in +quel volto, e gli uni agli altri si manifestarono la tema, che le molte +cure e fatiche cagionate a lui da un tal giorno non ne pregiudicassero +la salute. + +Varney seguiva da vicino, siccome primo scudiere, il padrone portando +un berrettone di velluto nero ornato d’un fibbiaglio di diamanti, e +sormontato da bianco pennacchio. Egli tenea gli occhi costantemente +fisi sul Conte, siccome colui che per motivi non ignoti al certo ai +nostri leggitori, dovea fra tutti i numerosi servi del Leicester +augurargli più ardentemente e forza e risoluzione nel sostenere +i travagli di un giorno per lui sì penoso. Comunque il Varney +appartenesse a quel picciolo numero di scellerati, che giunti a +spegnere i rimorsi passano dall’ateismo a tale indifferenza, onde +i loro animi si chiudono ad ogni nobile affetto, e si fanno simili +ad agonizzanti assonnati dall’oppio, egli sapea nondimeno vivere +fortissima nel cuore del suo padrone questa fiamma inestinguibile del +sentimento morale, e che in mezzo anche a tante pompe e magnificenze +lo martoriava il rimorso, verme roditore che mai non muore. Nondimeno +l’astuto scudiere si confortava in pensando, che il Leicester era +giunto a persuadersi di quanto gli avea egli detto sulla leggiera +infermità cui soggiacea la Contessa, scusa validissima a dispensarla +dal comparire innanzi alla Regina, e s’immaginò quindi che in tal +momento ogn’altro affetto avrebbe ceduto all’ambizione, potentissima +nello spirito del Conte, e che per ciò non si sarebbe egli mai tradito +col lasciar trapelare sensi di debolezza. + +I cavalieri del corteggio della Regina erano quelli fra gli ospiti del +viril sesso che maggiormente attraessero a sè gli sguardi d’ognuno. +Appartenevano tai gentiluomini alla nobiltà la più illustre di que’ +tempi, e lo sfarzo onde pompeggiavano toglieva ai circostanti ogni +vaghezza d’osservar quelli che venivano dopo di loro. + +Era giunto il momento che quella insigne schiera facesse mostra di +sè al gigante custode della porta. Ma questo grande baggeo stavasi +in tanta agitazione, ed in oltre una brocca d’_ala_ ch’ei trangugiò +credendo rinfrancar la memoria, produsse effetto sì contrario in quel +povero suo cervello ch’ei poteva appena respirare standosi adagiato, +nel suo sedile di pietra. La Regina, cred’io, sarebbe passata senza che +ei si movesse da quella positura, se il suggeritore Flibbertigibbet, +che stavasi dietro lui in vedetta, non gli avesse conficcata la punta +d’uno spillone nelle sue larghe spalle. + +Costui mandò un grido, per vero dire fuor di concerto in quella parte +che ei dovea sostenere, poi alzatosi incominciò a girare a destra e +sinistra la sua mazza ferrata, e simile ad un cavallo che dopo avere +ricevuto un colpo di frusta, precipita in sua carriera e aggiugne +in un sol tratto la meta, così egli recitò d’un fiato la sua tirata +coll’aiuto sempre del suggeritore. Ella era la seguente; e il leggitore +comprenderà, senza fatica, che i primi versi di essa s’indirigevano +alla folla, il rimanente ad Elisabetta, al cui avvicinarsi il gigante, +quasi colpito da un’apparizione, abbandonava ogni insegna della propria +carica, cedendo il luogo alla Dea della notte, e al corteggio della +medesima. + + Che bordello! è qui l’inferno? + O un guardian son’io di paglia? + Che si vuol? Fuori, o canaglia, + O le membra vi squinterno. + Però adagio! il guardo mio + Chi abbarbaglia oltre il costume? + È una donna, o fora un nume? + Addio, mazza, chiavi addio. + Gran Reina, cui d’appresso + Va il contento, io t’offro omaggio. + Al mirarti chi ha coraggio + Di contenderti l’ingresso? + +Elisabetta accolse con molta grazia l’omaggio di questo Ercole moderno, +e avendogli fatto col capo tal cenno, che grata ne l’indicava, +attraversò la torre datagli prima in guardia, da’ cui merli udivasi una +musica guerresca. Tal musica ripetuta da altri sonatori collocati su +diversi punti di que’ baloardi, e prolungata dai vari ripercotimenti +dell’eco, dilatò cotanto quell’armonia che parea omai venisse da tutte +le bande. + +Al suono di tal musica deliziosa la regina Elisabetta attraversò il +ponte che tenea tutto lo spazio compreso fra la torre della _Galleria_, +e l’altra di _Mortimero_. Innumerabili torcie poste alle impalizzate, +spargevano un chiarore vivace siccome quello del giorno. La maggior +parte di quei gentiluomini, scesi a terra, mandarono i loro cavalli al +villaggio di Kenilworth, per seguire a piedi la Regina; come il faceano +gli altri ch’erano stati scelti per riceverla nella galleria. + +In quel tempo Raleigh volse alcune parole a Tressiliano, come per più +riprese avea fatto in fino allora, nè poco stupore destarono in lui le +risposte vaghe ed insignificanti che ne ricevea. E tal circostanza, +e quelle dell’appartamento abbandonato, e simile comparsa in abito +da viaggio che non potea far di meno di non ferire gli occhi della +Regina, e molt’altri sintomi osservati in Tressiliano, trassero Raleigh +a dubitare che non fosse accaduto qualche istantaneo sconcerto nella +mente di questo Cornovagliese. + +Giunta appena la Regina sul ponte, altro nuovo spettacolo le si +offerse alla vista. Fin d’allora che i suoni musicali annunziarono +per ogni dove la sua presenza, si vide movere una grande zattera, che +rassembrava ad isola galleggiante illuminata da molte torcie, e cinta +di macchine intese a rappresentare i cavalli marini, su de’ quali si +posavano i Tritoni, le Nereidi, e le altre divinità de’ fiumi e del +mare. Tale isola si avanzò lentamente fino alla vicinanza del ponte. + +Scorgevasi sovr’essa un’avvenente donna, vestita d’un mantello di seta +azzurra, annodato alla persona da un cinto, che presentava misteriose +cifre improntate, come il Filottero degl’Israeliti. Nuda le mani e +i piedi, smaniglie d’oro ne ornavano le braccia e l’estremità della +gamba. In mezzo a lunghe trecce di neri capelli stavale una corona +di vischio finto, e portava in mano un bastone d’avorio guernito +d’argento. La seguivano due ninfe vestite al pari di lei d’un abito +antico e simbolico. + +Il tempo venne calcolato sì al giusto, che la signora dell’isola +galleggiante era con entrambe le sue seguaci alla torre, quando vi +giugnea Elisabetta. Allora questa abitatrice dell’acque con elegante +parlamento si annunziò per la famosa donna del Lago, rinomata nelle +storie del re Arturo, e celebre per avere protetta la giovinezza del +formidabile Lancilotto, e per avere coi pregi di sua beltà trionfato +della saggezza e degl’incanti del poderoso Merlino. Da quel tempo non +avea giammai abbandonato i cristalli cui dominava, comunque illustri +personaggi avessero a mano a mano tenuto il castello di Kenilworth. Nè +i Sassoni, nè i Danesi, nè i Normanni, nè i Samolowi, non i Clinton, +non i Monfort, non i Mortimeri, non i Plantageneti, benchè grandi ne +fossero la magnificenza e la gloria, aveano potuto indurla ad uscir +fuor dell’alghe del suo palagio. Ma appena un nome più di questi famoso +risonò al suo orecchio, divenne ansiosa d’offerire omaggio d’obbedienza +all’Inglese eroina, e d’invitarla a quelle feste, di cui sarebbero +stati teatro il castello e i dintorni, il lago e le rive. + +La Regina che accolse gratamente tale salutazione, le rispose +sorridendo: «Noi avevamo creduto fin qui che il lago facesse parte de’ +nostri dominii, ma poichè una donna tanto celebre a sè lo richiama, ci +sarà gradevole a miglior tempo di metterci in corrispondenza secolei +onde regolare i comuni nostri interessi». + +Ottenuta ch’ebbe sì cortese risposta, la donna del Lago scomparve; +e Arione che entrava fra le marine divinità si fece vedere sul suo +delfino. Ma il Lambourne, che si era assunta questa parte dopo avere +discacciato Wayland, intirizzito dal freddo in un elemento tutt’altro a +lui che aggradevole, nè sapendo a memoria la propria parte, nè avendo, +come il guardiano della torre della _Galleria_ un Flibbertigibbet +che gliela suggerisse, si volse all’unico soccorso che l’impudenza +fornivagli; e gettata da sè la maschera si diede a giurare ch’egli +non era nè _Arione_, nè _Orione_ quale che dei due nomi si fosse il +vero, ma bensì l’onesto Michele Lambourne, che dalla mattina alla sera +non avea fatto che bere ad onore di sua Maestà, e condotto erasi a +Kenilworth unicamente per aggiugnere le sue congratulazioni a quelle +degli altri sopra un arrivo sì desiato. + +Tale buffoneria improvvisata ebbe più favorevole effetto d’un preparato +discorso. La Regina ne rise di tutto cuore, e col suo usato giuramento +affermò essere questa la migliore fra le arringhe da lei ascoltate in +quel giorno. Il Lambourne accortosi che l’espediente cui si tenne avea +incontrato fortuna, saltò subito a terra, dando un calcio alla sua +marina cavalcatura e facendo voto di non intricarsi mai più co’ pesci, +se ciò non era attorno d’una tavola ben imbandita. + +Intantochè la Regina entrava nel castello, fu tratto quel memorabile +fuoco d’artifizio, nella cui descrizione si adoperò sì fortemente +l’eloquenza del maestro Laneham, personaggio che dianzi demmo a +conoscere ai leggitori. + +_Tali erano_, son questi i termini propri del donzello della camera del +Consiglio, _il chiarore de’ razzi, lo spicco delle stelle splendenti, i +lampi de’ fuochi artifiziali, lo strepito del cannone, che ne rimbombò +il Cielo, commosse ne furono l’acque, e crollò la terra, e quanto a me +comunque io sia uomo coraggioso, non mi presi mai tanta paura in mia +vita_[12]. + + + _Fine del terzo volume._ + + + + +NOTE: + + +[1] Personaggio di merciaio in una commedia del Shakespeare. + +[2] La Contessa fa qui un giuoco di parole, che necessariamente nella +traduzione non può avere egual grazia come nell’origliale Inglese ove +dipende dalla voce _to pare_, che corrisponde egualmente ad _avere +riguardi_ e ad _usare sudicia economia_. + +[3] _Nugæ antiquæ_, Vol. I, pag. 355. + +[4] L’obbligo di fedel traduttore m’impedisce di dare e a questa parte +di romanzo, e ad alcun’altre dello stesso genere che vengono dopo, +quelle tinte che pur a mio avviso, non sarebbero state inopportune +per indicare quel senso di molestia, da cui esser dee compreso +gentil narratore, e da cui sarà stato, anche non assai fortemente +esprimendolo, compreso l’autore di _Kenilworth_, comunque tratto +dalla necessità della sua orditura, ed in parte da storica verità, a +raccontare delitti or meditati, or eseguiti col riso sul labbro. + +[5] È superfluo l’avvertire, che tai cose sono poste sul labbro d’un +ipocrita scellerato; è noto per altra parte che l’autore del romanzo è +protestante. + +[6] Ci riportiamo sempre alla nota precedente. + +[7] Ospitale dei pazzi a Londra. + +[8] Eroina d’un racconto del Chaucer, rimodernato da Pope. + +[9] Giova qui il far presente, che in Inghilterra il pudor delle frasi +fra le persone educate, principalmente se appartengono al gentil sesso, +è spinto sì oltre, che sovente nelle buone società conviene adoperar +molto studio per trovarne di adatte a far intendere cose che sol di +lontano risveglino le idee di quanto le leggi della modestia vogliono +espresso velatamente. + +[10] Vedi notizie istoriche di Kenilworth, Tom. I. Pag. 7. + +[11] Nome che i Cabalisti danno ai pretesi genii elementari dell’aria. + +[12] Vedi il racconto lasciatone dal Laneham sul soggiorno +ch’Elisabetta d’Inghilterra ebbe a Kenilworth nell’anno 1575, storia +dilettevole scritta dal più stolido fra tutti gli autori. Rarissimo ne +è l’originale, quantunque se ne sieno fatte due edizioni. + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79031 *** |
