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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79031 ***
+
+ KENILWORTH
+
+
+ DI
+ WALTER SCOTT
+
+ VOLGARIZZATO
+
+ DAL
+ Professore Gaetano Barbieri.
+
+ »E beltade e virtù, congiunte al paro
+ »L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro;
+ »Tremi chi nanti a noi con felli accenti
+ »L’augusto nome lacerar s’attenti
+ IL CRITICO.
+
+ TOMO TERZO.
+
+
+
+ NAPOLI,
+ Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH.
+ 1825.
+
+
+
+
+KENILWORTH.
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+ S’avvicina il momento: è giunto: or tocchi
+ Di tua carriera la gran meta. Gli astri,
+ Che parteggiar per te, vinsero: amico
+ D’ogni Pianeta t’è l’influsso: ognuno
+ Co’ segni suoi giunto il gran dì t’addita.
+ _Schiller._
+
+
+Pervenuta era al suo termine una sì rilevante ad un tempo e penosa
+giornata. Il navilio del Leicester, dopo avere sofferto più d’una
+burrasca, e urtato in più d’uno scoglio, entrò nondimeno in porto a
+bandiera spiegata, allor quando quest’uomo straordinario, raggiunte le
+soglie della propria abitazione, si trovò estenuato, siccome appunto un
+nocchiero al cessare della tempesta. Non profferì egli una parola in
+tutto il tempo speso dal Ciamberlano nel cambiare il ricco mantello da
+Corte in una veste da camera foderata di pelliccia; ed allorchè questo
+uficiale gli annunziò, che Varney desiderava parlare a sua Signoria,
+rispose solamente collo scuotere il capo, come uomo dominato da mal
+umore. Varney entrò ciò nonostante, interpretando un tal segno come una
+tacita permissione; onde il Ciamberlano si ritirò.
+
+Il Conte, che teneva appoggiata sulla propria mano la testa, ed il
+gomito sul tavolino che gli stava a fianco, rimase silenzioso ed
+immobile in quella positura, come quasi non s’accorgesse dell’arrivo
+o della presenza del suo confidente. Il Varney studioso d’indagare in
+quale stato d’animo si trovasse un uomo che in quel giorno medesimo
+avea ricevute sì moltiplicate e variate impressioni, e tutte violente,
+aspettava che il Conte aprisse egli stesso il discorso. Ma questo
+aspettare fu indarno, e fermo l’altro nel tacersi, con tai detti il
+confidente ruppe il silenzio scambievole.
+
+«Poss’io congratularmi colla Signoria vostra della ben meritata
+prevalenza che ella ottenne in tal giorno sul più terribile de’ suoi
+rivali?»
+
+Sollevò il capo Leicester, e mestamente, ma senza sdegno, rispose: «Tu,
+Varney, che colla tua mente, vaga soltanto di correre le vie tortuose,
+mi traesti in tale labirinto di bassi artifizi, puoi giudicare s’io
+abbia, e quai motivi io m’abbia, per congratularmi con me medesimo.»
+
+«E che? mi biasimereste forse, o signore, perchè al primo scoglio
+che ci si presentò, non fui primo a tradire un segreto, da cui
+dipende la vostra sorte, e che tante fiate e con sì premurose istanze
+raccomandaste alla mia prudenza? La Signoria vostra era presente.
+Quando che vi fosse piaciuto, non era forse in arbitrio vostro il
+contraddirmi, e perder voi stesso, confessando la verità? Ma non
+certamente si apparteneva ad un vostro fedel servo lo svelarla senza
+che gliene deste un comando.»
+
+«Non posso negarlo, o Varney (disse il Conte che indi si levò, fattosi
+a traversare con lunghi passi la stanza). La mia ambizione fu quella
+che tradì il mio amore.»
+
+«Dite piuttosto, o signore, che l’amore tradì sul più bello i disegni
+del vostro innalzamento, chiudendovi il cammino ad un avvenire colmo
+di possanza e di onori, a quella sorte brillante, che l’Universo non
+può offerire fuorchè a voi solo. Premuroso di assicurare alla mia
+rispettabile padrona il titolo di Contessa, perdeste l’occasione di
+divenir voi medesimo...»
+
+Qui troncò a se stesso il proprio dire Varney, come se un concentrato
+rammarico gli avesse impedito il continuare.
+
+«Di divenir io medesimo?.... qual cosa? (gli chiese finalmente il
+Leicester). Parla chiaro, o Varney.»
+
+«Di divenire voi medesimo re, e quel che più monta, re d’Inghilterra.
+Nè col parlare in tal guisa offendo io del certo la Regina. Poteva
+egli accadere altrimenti, tostochè cedendo al voto generale dei suoi
+sudditi, fosse venuta all’istante, non forse lontano, di scegliersi uno
+sposo in cui si unissero nobiltà, avvenenza e valore?»
+
+«Tu sei pazzo, o Varney, rispose il Leicester. Per altra parte, a’
+dì nostri non abbiam forse veduto bastanti cose per far abborrire a
+qualunque uomo una corona nuziale tolta dal grembo della sua donna? Hai
+forse dimenticato quello che accadde in Iscozia a Darnley?»
+
+«Darnley! disse il confidente. Signore, e che mi parlate voi di quello
+sciocco, di quell’imbecille, di quel giumento sellato a tre basti, che
+si lasciò lanciare in aria come un razzo tratto in giorno di festa? Se
+la Stuarda avesse avuta la sorte di sposarsi a quel nobile Conte, che
+parve un dì chiamato dal destino a dividere il soglio con lei, le cose
+avrebbero preso assai diverso andamento. Ella non sarebbesi in allora
+dimenticati i riguardi dovuti ad un tale sposo, e voi avreste trovato
+in essa una moglie docile ed affezionata, quanto possa vantarla un
+gentiluomo di villaggio, avvezzo a vedere la propria compagna, che ne
+segue cavalcando i cani da caccia, o gli tiene la briglia del cavallo,
+mentre egli sta per salirvi.»
+
+«Poteva forse accader quanto dici, o Varney (replicò il Leicester,
+e tosto un lieve sorriso d’amor proprio soddisfatto ne schiarì la
+fronte in pria nuvolosa). Enrico Darnley conosceva poco le donne.
+Tutto altr’uomo più pratico di questo sesso, avrebbe facilmente
+mantenuta la dignità virile al cospetto della Scozzese. Ma non può
+dirsi altrettanto per chi avesse che fare con Elisabetta. Credo
+che Dio nel darle un cuore di femmina, le compartì ad un tempo un
+cervello maschile per frenare questo cuore. Oh! la conosco troppo.
+Ella accetta bensì pegni d’amore, e contraccambia di egual prezzo i
+propri adoratori; ben collocherà nel proprio seno le amorose poesie che
+le si offrono, ed altre ne saprà pur anche rispondere, e condurre le
+galanti corrispondenze fino al termine che divengano un mutuo cambio
+di affetti, ma _nil ultra_ ove trattisi di tutto quanto può lusingare
+un uomo ambizioso. Costei non abbandonerebbe un _iota_ del suo potere
+supremo per l’intero alfabeto dell’amore e dell’imeneo.»
+
+«Tanto meglio per voi, o signore, disse il Varney, tanto meglio per
+voi, intendo, se tale, come supponete, fosse la mente della Regina
+da non poter voi aspirare al titolo di suo sposo. Ne siete però il
+favorito, e vi conserverete tale sintantochè la signora del castello di
+Cumnor rimarrà nel buio che la nasconde a tutti gli sguardi.»
+
+«Povera Amy! (disse il Leicester mandando un profondo sospiro). Ella
+che brama sì ardentemente, di essere riconosciuta alla presenza di Dio
+e degli uomini!»
+
+«So bene che ella lo brama, rispose Varney, ma è egli ragionevole un
+tal desiderio, o Signore? I suoi scrupoli religiosi non sono al fine
+soddisfatti? Essa è già sposa legittima, onorata ed amata siccome tale;
+gode della società del marito ogni qualvolta egli può esimersi da
+indispensabili doveri. Che può ella dunque bramare di più? A me sembra
+che una persona affettuosa e d’indole tanto soave, com’ella si mostra,
+piuttostochè menomare in alcun modo gli onori e la futura grandezza del
+suo sposo col volere immaturamente dividerne le prerogative, dovrebbe
+acconsentire a condurre anche tutta la vita nella oscurità in cui
+trovasi presentemente; oscurità, che ben calcolando tutte le cose, non
+è da posporsi all’ingrata vita cui si vedea costretta nel miserabile
+castello di Lidcote.»
+
+«Avvi, nol nego, qualche cosa di vero in quanto dici, o Varney, e
+vedrei tutto perduto se Amy comparisse alla Corte. Però, come impedire
+ch’ella si presenti a Kenilworth? Elisabetta non dimenticherà gli
+ordini dati a tale proposito.»
+
+«Lasciatemi dormir sopra a questa difficoltà, disse Varney. Non posso
+così su due piedi aver formata tutta la pianta di un disegno che mi sta
+or nella mente, e che concilierebbe i vantaggi di soddisfar la Regina,
+di non offendere la mia padrona, e di lasciare questo fatale segreto
+sepolto nel buio in che ora trovasi avvolto. Vostra Signoria ha altri
+ordini da darmi per questa sera?»
+
+«Bramo essere solo, rispose Leicester; lasciatemi; mettete su quel
+tavolino la mia cassetta d’acciaio, e state pronto a ricevere gli
+ordini che dovessi darvi.»
+
+Non appena si fu ritirato Varney, il Conte aperse la finestra del
+proprio appartamento, e dopo avere trascorso lungo tempo a contemplare
+le stelle che in brillantissimi gruppi ornavano una delle più belle fra
+le notti ancor vedutesi in quella state, lasciò sfuggirsi tai detti
+senza avvedersene.
+
+«No: mai non ebbi tanto d’uopo delle costellazioni del Cielo: troppo
+oscuro e intralciato è il mio cammino su questa terra.»
+
+È noto che in tal secolo si avea grande fiducia nelle vane predizioni
+dell’astrologia giudiciaria; ed il Leicester, benchè generalmente
+immune da tutte l’altre superstizioni, non era superiore sotto questo
+aspetto al secolo in cui vivea. Che anzi niuno potè starsi dal por
+mente all’incoraggiamento da lui dato ai professori di tale pretesa
+scienza. Nè per vero dire è cosa maravigliosa, che il desiderio di
+conoscere l’avvenire, sì comune agli uomini d’ogni paese, domini con
+assai più grande forza sopra coloro, la cui vita si passa fra gli
+avvolgimenti e le cabale della Corte.
+
+Dopo avere il Leicester adoperata tutta l’attenzione per iscoprire se
+mai la sua cassetta d’acciaio fosse stata aperta, e se la serratura
+trovavasi tuttavia nello stato in cui egli l’aveva lasciata,
+v’introdusse la chiave. Indi ne trasse una certa quantità di monete
+d’oro contenute entro una borsa di seta, poi una pergamena, sulla quale
+erano dipinti i segni planetarii, e le linee e le cifre numeriche,
+di cui si valgono i facitori d’oroscopi. Dopo avere contemplati
+minutamente questi mistici indizi, levò dalla cassetta medesima una
+larga chiave, poi sollevando la tappezzeria, l’adattò alla serratura di
+una piccola porta nascosta in un angolo della stanza, e che metteva ad
+una scalinata fatta entro la grossezza del muro.
+
+«Alasco, (disse il Conte alzando la voce, ma in tal guisa che lo udisse
+soltanto l’abitante della torricella cui conducea quella scala).
+Alasco! ripetè egli, discendi.»
+
+«Vengo, signore,» rispose una voce dall’alto della torre, e il camminar
+lento d’un vecchio faceasi udire lungo quella scaletta a lumaca;
+finalmente Alasco comparve nell’appartamento del Conte. L’astrologo,
+uomo di bassa statura, pareva assai attempato: la bianca barba gli
+scendea lungo il suo nero mantello fino alla cintura di seta: bianchi
+ne erano parimente i capelli; ma le sopracciglia apparivano nere,
+siccome gli occhi vivaci e scaltriti ch’esse adombravano; singolarità,
+che dava un’apparenza affatto straordinaria alla fisonomia del
+vegliardo. Fresca però ne era tuttavia la carnagione, colorate le
+guance, e gli occhi che già descrivemmo rassembravano quelli d’un
+sorcio; tanto maligno e malauguroso ne era lo sguardo. D’una specie di
+dignità non andavano privi i costui modi, e l’interprete delle stelle,
+comunque rispettoso, sembrava uomo assai agiato, e che assumeva persino
+il tuono dell’autorità conversando col primo favorito d’Elisabetta.
+
+«Voi vi eravate ingannato ne’ vostri pronostici, o Alasco (disse il
+Conte dopo avergli restituito il saluto). Egli è convalescente.»
+
+«Figlio mio, replicò l’astrologo, permettetemi ricordarvi ch’io non
+mi feci mallevadore della sua morte. Tutti i pronostici che noi
+possiamo ottenere dai corpi celesti, dalla loro forma, e dalle loro
+congiunzioni, sono sempre soggetti alla influenza superiore della
+Divina possanza.
+
+ «Astra regunt homines, sed regit astra Deus».
+
+«E a che giovano dunque tutti questi vostri misteri?» domandò il Conte.
+
+«Giovano assai, figlio mio, rispose il vecchio, perchè dimostrano
+il corso naturale e probabile degli eventi, benchè questo corso sia
+subordinato ad un più alto potere. Così, se la Signoria vostra tornerà
+ad esaminare l’oroscopo ch’ella assoggettò all’arte mia, potrà vedere
+che Saturno è nella sesta casa opposta a Marte, che questo Pianeta
+dà addietro nella _casa della vita_; nè si potea far di meno di non
+leggere in tutto ciò una malattia lunga e pericolosa, di cui l’esito
+sta nelle mani della Provvidenza, benchè quest’esito per solito sia la
+morte. Nondimeno, s’io sapessi il nome della persona di cui si tratta,
+potrei tirare un altro oroscopo.»
+
+«Il suo nome è un segreto, disse il Conte. Pure sono costretto a
+confessare, che la predizione non si appose in tutto al falso. Ei fu
+infermo, pericolosamente infermo, ma non al punto di morire. Hai tu
+novellamente tirato il mio oroscopo, siccome te ne diede il comando
+Varney? Sei tu presto a scoprirmi qual cosa predicono gli astri sulla
+mia fortuna avvenire?»
+
+«La mia arte è tutta per voi, disse il vecchio, ed eccovi, figlio mio,
+la carta della vostra fortuna, brillante al pari dei fuochi medesimi
+di que’ sacri segni ai quali il nostro destino è soggetto. Questa
+fortuna che vi predico però non andrà affatto esente da difficoltà, e
+da pericoli.»
+
+«Se fosse altrimenti, ripigliò a dire il Conte, io sarei al di sopra
+d’un mortale. Proseguite pure a chiarirmi le cose, e persuadetevi di
+parlare ad uomo pronto a tutto quanto i destini gli serbano, e risoluto
+ad operare o a sofferire qual si conviene ad un nobile Inglese.»
+
+«Quel coraggio che ti fa pronto all’una o all’altra delle due prove,
+dee sublimarsi ancor maggiormente, rispose il vecchio; le stelle
+sembrano annunziarti un titolo più superbo, un grado più fastoso.
+Tocca a te l’indovinare il senso di una tal predizione, e non a me lo
+scoprirlo.»
+
+«Deh! mel dite, ve ne prego, ve lo comando,» dicea il Leicester, e in
+ciò dire si faceano ardenti al par di brage i suoi occhi.
+
+«Nè posso, nè voglio dirlo, replicò il vecchio. Lo sdegno de’ principi
+è eguale alla collera del leone. Ma poni mente, e giudica di per te
+stesso. Qui Venere, ascendendo nella _casa di vita_, e congiunta col
+sole, sparge ondate di luce, ove lo splendore dell’oro si mescola con
+quel dell’argento, certo presagio di potere, di ricchezza, di dignità,
+di tutto quanto alletta l’umana ambizione. Quel Cesare sì rinomato
+ne’ fasti dell’antica e potente Roma, non intese mai dalla bocca de’
+suoi Aruspici un avvenire di gloria da paragonarsi con quello che,
+invigorita dalla fecondità di un tal testo, potrebbe sfoggiare al
+figlio mio favorito la mia sapienza.»
+
+«Tu ti prendi giuoco di me, o vecchio,» disse il Conte, maravigliato
+del fervore che l’astrologo poneva in quella sua predizione.
+
+«Forse che questo è momento di scherzi per tale che, siccom’io, ha gli
+occhi fisi verso il Cielo, e i piedi sull’orlo della tomba?» replicò
+con solenne tuono il vegliardo.
+
+Il Conte fece due o tre passi nel suo appartamento, tenendo le braccia
+distese, e qual uomo che ubbidisse ai cenni di un fantasma, che lo
+eccitasse ad alte imprese. Pure nel volgersi addietro sorprese l’occhio
+dell’astrologo immobile sopra di lui, ed una maliziosa furberia
+dipingevasi negli sguardi indagatori che costui lanciava per traverso a
+quelle nerissime sopracciglia. L’anima altera e sospettosa di Leicester
+prese fuoco tutto ad un tratto; si lanciò sopra il vecchio partendosi
+dall’estremità di quel vasto appartamento, nè si fermò, che allorquando
+la sua mano distesa fu quasi addosso al corpo dell’astrologo.
+
+«Sciagurato! diss’egli, se per tua disgrazia ti fossi avvisato di
+darmi ad intendere chimere, son tale da farti scorticar vivo. Confessa
+che t’hanno pagato per ingannarmi, per tradirmi. Confessa che sei un
+impostore, e ch’io sono la tua vittima, il tuo zimbello.»
+
+Il vecchio diede alcuni indizi di sbigottimento; ma non però maggiore
+di quello, che avrebbero potuto destare perfino in chi fosse stato
+innocente le furie subitanee impadronitesi in allora del Conte.
+
+«E che vuol dire una tal violenza, o signore?» tosto si fece a dire.
+«Come posso io essermi meritato la vostra collera?»
+
+«Provami, rispose, tuttavia fuor di se medesimo il Conte, provami che
+non ti sei concertato co’ miei nemici.»
+
+«Signore, rispose il Vecchio con ben mentita dignità, voi non potete
+avere su di ciò prova migliore, siccome quella che vi sceglieste da
+voi medesimo. Ho trascorse le ultime ventiquattr’ore rinchiuso in una
+torricella, di cui voi solo vi riteneste in poter vostro la chiave.
+Ho speso il tempo della notte in contemplando con questi miei occhi,
+pressochè spenti, tutti i corpi celesti, e ho travagliato nel durare di
+tutta la giornata il mio ingegno a compiere i calcoli che nascono dalle
+combinazioni di tali pianeti. Non gustai cibo terrestre. Non udii una
+voce d’uomo soltanto, e ben vi è noto che l’udirla m’era impossibile.
+Pur v’accerto io, che ho passate, vi dissi, queste ventiquattr’ore
+nella solitudine e nella meditazione, vi accerto, che la vostra stella
+ha dominato sull’orizzonte; onde o il luminoso libro de’ cieli ha
+mentito, o un felice mutamento debb’essere oggi accaduto nella vostra
+sorte. Se in tale intervallo, nulla occorse per cui la vostra possanza
+abbia acquistato maggiore fermezza, o siasi aumentato il favore di cui
+godete, allora del certo non sarò io che un impostore; e la divina arte
+che nacque nella pianura della Caldea, non sarà null’altro che una
+bassa furfanteria.»
+
+«Egli è vero, disse il Leicester, fattosi più tranquillo, che tu eri
+strettamente rinchiuso, ed è parimente vero quel cambiamento delle cose
+mie, che tu racconti avere letto negli astri.»
+
+«E perchè dunque, o figlio, mi aggravi con tai sospetti? (disse
+l’astrologo prendendo un tuono esortatorio). Le intelligenze celestiali
+mal soffrono una tale incredulità, se anche alligna negli uomini ad
+esse i più favoriti.»
+
+«Chetati, o vecchio, rispose il Leicester, io m’ingannai; e sii pago
+d’aver udito da me tal confessione, cui nè per bassa condiscendenza, nè
+per iscusarsi, le labbra di Leicester discenderanno più mai, se non è
+appunto innanzi al potere supremo, al quale tutto dee prostendersi su
+questa terra. Ma passiamo ora a ciò che mi tiene sollecito l’animo in
+mezzo a queste tue visioni d’un avvenire brillante. Tu dicesti esservi
+ancora una parte di prospettiva men lieta. La tua scienza può essa
+istruirmi d’onde il pericolo è da temersi, e qual sarà lo strumento che
+lo condurrà sopra di me.»
+
+«Le sole cose che la mia arte mi permette soggiugnere in risposta alla
+vostra interrogazione son queste, disse allora l’astrologo. Il lato
+sinistro degli astri vi annunzia qualche spiacevole vicissitudine,
+siccome cagionata da un giovine.... forse un rivale. Ma non iscopersi
+se un tal rivale debba esserlo in amore, o nella grazia della Regina.
+Sola particolarità ch’io possa dirvi di più, è la seguente: il rivale
+viene dalla piaggia d’occidente.»
+
+«Dalla piaggia d’occidente! Basta così, sclamò tosto il Leicester,
+perchè da tal piaggia appunto vien la tempesta. Le contee di
+Cornovaglia, e di Devon! Raleigh, o Tressiliano! È chiaro che gl’indizi
+portano sovr’un di questi. Io debbo dunque liberarmi d’entrambi. Saggio
+vecchio, s’io ti feci ingiuria, ne avrai almeno una generosa ricompensa
+da quel medesimo che t’ingiuriò.»
+
+Detta la qual cosa trasse dal suo scrigno che gli stava innanzi una
+borsa piena d’oro. «Eccoti il doppio di quanto ti promise Varney.
+Sii fedele nel custodire i miei segreti, ubbidisci alle istruzioni
+che ti verranno date dal mio grande scudiere, nè ti dolga di alcuni
+istanti molesti che tu debba per ben servirmi trascorrere nel ritiro.
+Te ne sarà tenuto largo conto, non ne temere. Olà! Varney, conduci
+questo rispettabile vecchio nel suo appartamento; non lo lasciar
+mancare di nulla; ma soprattutto prenditi gran cura ch’ei non abbia
+corrispondenza con chicchessia.»
+
+Varney, già comparso al primo cenno, chinò il capo dopo d’avere uditi
+questi ordini; l’astrologo non si congedò altrimenti dal Conte che
+col baciargli la mano; indi seguì il grande scudiere in un altro
+appartamento ove stavano per l’indovino preparati vino e reficiamenti.
+
+Sedutosi costui all’apprestatagli mensa, il Varney chiuse colla massima
+cautela due porte, ed esaminò la tappezzeria per accertarsi che nessuno
+fosse ivi a spiare; indi sedutosi rimpetto al suo personaggio, cominciò
+in sì fatta guisa ad interrogarlo.
+
+«Intendeste voi i segni che vi feci mentre tanta altezza ci disgiugneva
+l’uno dall’altro?»
+
+«Sì, disse Alasco (tale era il nome che in questo luogo si dava il
+mariuolo) ed agli stessi segni mi conformai nel tirare il mio oroscopo.»
+
+«E lo spacciaste senza incontrare difficoltà?»
+
+«Non vi dirò senza difficoltà, ma lo spacciai; nè ho dimenticato di
+accennare, come fu nostra intelligenza, un pericolo che potea scaturire
+dalla rivelazione di un segreto, e da un giovine venuto dall’Occidente.»
+
+«I timori in cui si sta il mio padrone, e la sua coscienza, ne
+guarentiscono ch’ei crederà vere così l’una come l’altra delle
+predizioni, risoggiunse il Varney. Non vidi mai uomo lanciatosi nella
+carriera ch’ei corre, conservare con tanta forza i ridicoli suoi
+pregiudizi. Ma non ho già scrupolo nell’ingannarlo, poichè si tratta
+de’ suoi vantaggi medesimi. Parliamo ora de’ vostri altari, saggio
+interprete delle stelle, perchè io posso dirvi la vostra sorte meglio
+che tutti i pronostici possibili. Sappiate dunque che vi è d’uopo il
+partire di qui sull’istante.»
+
+«Non voglio saperne altro, disse impazientendosi Alasco. Troppe
+agitazioni d’ogni genere ho provate da poco in qua. Dopo essere stato
+per giorni e notti chiuso entro il breve ricinto di una torricella,
+voglio godere finalmente della mia libertà, e proseguire ne’ miei
+studii, ben più importanti, che nol sono i destini di cinquanta uomini
+di Stato, o di cinquanta cortigiani, ch’io paragono volentieri a bolle
+d’aria, le quali si sollevano, e scoppiano tosto nell’atmosfera di una
+Corte.»
+
+«Voi farete come crederete meglio (rispose il Varney, con quel
+riso sardonico che una lunga consuetudine avea fatto famigliare ai
+lineamenti del costui volto, e che è preso per distintivo dai pittori
+allorchè vogliono dipingere il Diavolo). Godete pure della vostra
+libertà, e continuate ne’ vostri studii fintantochè i pugnali degli
+uomini stipendiati dal Sussex attraversando il vostro mantello, non vi
+vengano a salutare le coste.»
+
+Impallidì il vecchio a tai detti, ne’ quali così il Varney continuò.
+
+«Credete voi ch’egli non abbia offerto una ricompensa a chi arresterà
+il malvagio ciarlatano e venditor di veleni Demetrio, che fornì certe
+preziose droghe alla cucina di sua Signoria? E che? Impallidite,
+vecchio amico? Sarebbe forse perchè il vostro Alì vede qualche
+disgrazia nella _casa di vita_? Ascoltami: noi ti manderemo in
+un’antica abitazione di campagna che m’appartiene; tu menerai ivi la
+tua vita in compagnia d’un buon rusticano, e gli trarrai ducati col
+soccorso della tua alchimia, ch’è quanto di buono, cred’io, ella sappia
+fare.»
+
+«Tu te ne menti, derisore temerario quanto scortese (disse Alasco che
+un impotente sdegno fece tutto fremente). Non v’è nel mondo chi ignori
+essermi avvicinato alla perfezione più di quanti chimici sono sopra la
+terra; nè fra questi se ne trovano sei che mi pareggino nel possedere
+un’approssimazione esatta al _Grande Arcano_.»
+
+«Via, via, disse interrompendolo Varney, a che, in nome del Cielo! far
+meco queste commedie? Forse che non ci conosciamo l’un l’altro? Io ti
+credo sì ben innoltrato, sì perfetto ne’ misteri della furfanteria,
+che dopo avere ingannato tutto il genere umano, sei giunto persino ad
+ingannar te medesimo; tal che senza cessare dal far tuo zimbello i tuoi
+simili, sei divenuto in tal qual modo il tuo proprio zimbello. Non fare
+il vergognoso, che non ne hai il motivo. Tu sei erudito. Ecco ch’io ti
+presento un conforto classico:
+
+ «Ne quisquam Aiacem possit superare nisi Aiax.»
+
+Tu solo potevi ingannar te medesimo dopo che riuscisti ad ingannare
+tutta la confraternita dei _Rosa-Croce_. Niuno giunse più di te ad
+alta meta nel _Gran Mistero_; ma fa che questi miei detti entrino bene
+nel tuo orecchio: Se il veleno posto per opera tua nel brodo di Sussex
+avesse avuto effetto più sicuro, stimerei un po’ più questa tua chimica
+che tanto porti alle stelle.»
+
+«Tu sei uno scellerato indurito nella colpa, o Varney, rispose Alasco;
+molte persone ardiscono commettere azioni di tal natura, ma non hanno
+poi l’impudenza di parlarne.»
+
+«E molte ne parlano, che non ardirebbero di commetterle. Ma non andar
+in collera. Io non voglio attaccar briga con te. Povero me se il
+facessi! Mi crederei costretto a vivere per un mese di sole uova, onde
+cavarmi con sicurezza la fame. Dimmi dunque tostamente, come ti sia
+fallita la tua arte in un’occasione di tanta importanza.»
+
+«L’oroscopo del conte di Sussex, rispose l’Astrologo, annunzia _che il
+segno dell’ascendente essendo in combustione_...»
+
+«Finiscila una volta con queste tue scipitezze. Credi forse aver che
+fare con un compare?»
+
+«Perdonatemi, disse il vecchio, vi giuro non conoscere io fuorchè un
+solo rimedio che fosse stato capace di salvare la vita al Conte; ma non
+v’è uomo in Inghilterra, che sappia tale antidoto eccetto me, e per
+altra parte gl’ingredienti necessari a comporlo, e principalmente un
+d’essi, sono sì rari, che è quasi impossibile il procurarseli. Laonde
+mi è forza credere, ch’ei debba solamente la propria salvezza ad una
+costruzione di polmoni e di parti vitali più robusta che in uom vivente
+siasi trovata giammai.»
+
+«Ho inteso parlare di un ciarlatano che lo ha curato (disse il Varney
+dopo avere pensato un istante); siete voi ben sicuro, che nessun altro
+possegga nell’Inghilterra questo prezioso segreto?»
+
+«Eravi un uomo, disse il dottore, una volta mio servo, e che avrebbe
+potuto rubarmi tale tesoro della mia arte, siccome me ne rubò due o
+tre altri; ma la mia politica, come v’immaginerete bene, non comporta
+che alcuna persona intrusa si frammetta nelle cose del mio mestiere.
+L’uomo di cui vi parlo, non ha più voglia credetelo, di correr dietro
+ai segreti; e tengo per fermo, che fu sollevato al Cielo sulle ali di
+un dragone di fuoco.... lasciamolo in pace nel luogo che è. Ma passando
+al ritiro ove vorreste confinarmi, avrò io un’officina ai miei comandi?»
+
+«Un intero laboratorio, rispose Varney; perchè un reverendo padre
+abate, obbligato a dar luogo al re Enrico ed ai suoi partigiani,
+saranno vent’anni, aveva un compiuto apparecchio di cose chimiche, che
+fu costretto lasciare ai suoi successori. Là tu potrai sciogliere,
+soffiare, accendere, e moltiplicare, sintantochè _il dragone verde
+divenga un’oca d’oro_ o come meglio piacerà esprimersi alla spettabile
+confraternita.»
+
+«Avete ben ragione signor Varney, disse l’alchimista digrignando i
+denti, avete ragione anche quando vi fate beffe delle cose le più
+giuste e le più ragionevoli; perchè di fatto quanto or dite per solo
+dileggio potrebbe accadere innanzichè c’incontrassimo di bel nuovo. Se
+i dotti i più venerabili degli antichi tempi hanno detta la verità;
+se i più saggi de’ nostri giorni l’hanno ricevuta qual si dovea; se
+venni accolto per ogni ove, e nella Polonia, e nell’Olanda, e sin negli
+estremi confini della Tartaria siccome un uomo, cui la natura fe’
+parte de’ più impenetrabili fra suoi misteri; se ho acquistati i più
+segreti segni della cabala Giudaica a tal grado di perfezione, che le
+barbe più venerabili della sinagoga si terrebbero onorate scopando i
+gradini del tempio per farli degni di essere calcati da’ miei piedi;
+se omai non v’è più d’un passo che disgiunga i miei lunghi e profondi
+studii da quella immensa massa di luce, per cui giugnerò a scoprire
+la natura che veglia sulla cuna di quante ricchissime e gloriosissime
+produzioni vengono dalla sua mano; se brevissimo intervallo soltanto
+separa lo stato mio di subordinazione, ed il potere supremo, la mia
+povertà, ed un tesoro cotanto immenso, che senza questo nobil segreto,
+non basterebbero a pareggiarlo le miniere dell’antico e del nuovo
+Mondo... ditemi, ve ne prego, non ho io ragione di consacrare la mia
+vita futura a questa ricerca, convinto, che dopo un breve tempo, dato
+pazientemente allo studio, m’innalzerò al di sopra d’ogni soggezione
+verso i favoriti, e le loro creature che oggidì mi tengono schiavo?»
+
+«Bravo, bravo, mio buon padre (disse il Varney coll’espressione a
+lui ordinaria di causticità e di riso sardonico); ma tutta questa
+approssimazione alla pietra filosofale non trae un solo scudo dalla
+borsa di milord Leicester, e molto meno da quella di Riccardo Varney.
+Ci abbisognano servigi terrestri e visibili; e poco a noi rileva il
+sapere chi sieno quelli che tu inganni altrove colle tue filosofiche
+ciarlatanerie.»
+
+«Figlio mio, Varney, disse l’alchimista, l’incredulità che ti sta
+intorno, simile a folta nebbia, oscurò l’acuta tua vista, e ti fece
+incapace di conoscere quelle cose che sono una pietra di paragone
+per l’uomo dotto, e che nondimeno agli occhi di chi cerca umilmente
+la verità presentano una dottrina sì chiara, che si può leggerla
+speditamente. Credete voi che l’arte non possegga gl’ingegni, onde
+compiere quelle concozioni, che la natura lasciò imperfette nel
+formare i metalli preziosi? Nel modo medesimo, col soccorso dell’arte
+noi terminiamo gli altri lavori d’incubazione, di cristallizzazione,
+di fermentazione, e tutti quelli, onde vediamo da un uovo inanimato
+sorgere di per se stessa la vita, da una lega fangosa scaturire una
+bevanda pura e salutare, e ricevere moto la sostanza inerte d’un
+liquido stagnante.»
+
+«Ho già inteso parlare di tutto ciò, disse Varney, e mi son fatto
+franco contro la tentazione di questi vostri bei discorsi fin quando
+pagai (sia maledetto, allorchè vi penso, io era ben novizio in quei
+giorni) sin quando pagai venti buone monete d’oro per impratichirmi nel
+grande _magisterium_, che la dio mercè andò in fumo col mio denaro.
+D’allora in poi che ho pagato sì bene il diritto d’essere libero
+nella mia opinione, sfido la chimica, l’astrologia, e tutte quante le
+scienze recondite, lo fossero pur anche al par dell’inferno, a slegare
+i cordoni della mia borsa. Non dico perciò di sfidare la manna di san
+Nicolò, il cui ministerio mi è necessario. Ti sia adunque prima cura il
+prepararmene una certa quantità, appena giunto al mio piccolo eremo,
+ove è d’uopo tu vada a confinarti. Dopo di che ti do licenza di far
+quant’oro vorrai.»
+
+»Non voglio più comporre nè poco nè molto di una tale pozione,» disse
+in tuono risoluto l’alchimista.
+
+«Allora, rispose il grande Scudiere, ti farò impiccare per quella che
+già ne hai fatto; e tu vedi che ciò accadendo, il tuo segreto è perduto
+per l’Universo. Non cagionare tal danno irreparabile all’umanità, mio
+buon padre; credimi, fa di mestieri che tu soggiaccia al tuo destino,
+componendo un’oncia o due di questa droga. Essa in fine non può portar
+pregiudizio che ad un individuo o due tutto al più, e così prolunghi
+la tua vita quanto basta per discoprire il rimedio universale, che
+ne dee poi liberare da ogni genere di malattia. Ma non isgomentire,
+o tu il più grave, il più dotto, il più irrequieto di tutti i matti
+di questa terra. Non mi dicesti tu, che la tua droga somministrata in
+picciola dose non può produrre se non se miti effetti, e in nessun modo
+pregiudizievoli al corpo umano? Che ne derivano soltanto una stanchezza
+per tutte le membra, nausee, avversione fortissima a cambiar luogo,
+finalmente un tale stato dell’animo, simile a quello che impedirebbe ad
+un augelletto di volar via, quando anche ne fosse aperta la gabbia?»
+
+«L’ho detto, e nulla avvi di più vero, rispose l’alchimista, tale è
+l’effetto ch’essa produce; laonde un uccello che ne prendesse nella
+indicata proporzione resterebbe una intera state appollaiato nel suo
+tronco d’albero senza pensare nè al cielo azzurro, nè alla verdura
+della foresta per lui sì gradevole, nè lo distorrebbero da questa
+languida immobilità o i raggi del sol nascente che colorano la volta
+del firmamento, o il concerto mattutino onde fanno risonar le selve i
+suoi pennuti compagni.»
+
+«E tutto ciò senza pericolo di vita?» soggiunse allora ansiosamente il
+Varney.
+
+«Sì, purchè non si oltrepassi la voluta dose, e semprechè qualcuno
+istrutto della natura di una tal manna sia presto a scandagliare i
+sintomi ch’essa produce, ed a somministrare, quando faccia d’uopo,
+l’antidoto.»
+
+«Tu stesso regolerai ogni cosa, disse il Varney, e te ne verrà
+splendida ricompensa, se adoprerai tali cautele, ond’_ella_ non corra
+pericolo di vita. Altrimenti aspettati severissimo castigo.»
+
+«Ch’_ella_ non corra pericolo di vita! ripetè Alasco. Gli è dunque
+sopra una donna che si vuol far prova della mia abilità.»
+
+«No, pazzo che tu sei! rispose lo Scudiere, non ti dissi già che si
+trattava di un augelletto, d’una tortorella domestica, i cui gemiti
+potrebbero impietosire il falco presto a piombare sovr’essa? Vedo
+già agli occhi il tuo ingalluzzarti, e so bene che non hai la barba
+tanto bianca quanto la fanno apparire gli artifizi che adoperasti.
+Ecco almeno una cosa che tu giugnesti a mutare in argento. Ma bada
+bene: questo augelletto non è pane per li tuoi denti. La tortorella
+in gabbia appartiene a tal personaggio, che non soffrirebbe rivali, e
+molto meno rivali della tua specie; tu devi sopr’ogni altra cosa aver
+cura della sua vita. Ella può da un dì all’altro ricevere il comando
+di recarsi alle feste di Kenilworth; pure egli è convenientissimo,
+importantissimo, anzi d’ultima necessità ch’ella non vi comparisca.
+Bisogna ch’ella ignori tutti questi ordini, e contr’ordini, e le
+cagioni che li muovono; egli è quindi opportuno si creda che il proprio
+desiderio di lei risparmia l’uopo di spiegarle que’ buoni motivi che si
+hanno onde ritenerla in Cumnor.»
+
+«Tutto ciò è assai naturale,» disse l’alchimista, componendo il
+volto ad un sorriso non ordinario in lui, e più fatto a svelare la
+vera indole della persona, anzichè conforme a quella indifferente
+distrazione, che avrebbe dovuto scorgersi nella fisonomia di un uomo,
+il quale veracemente fosse stato più inteso alle idee d’un mondo
+astratto e lontano, che alle cose presenti attorno di lui.
+
+«Gli è vero, rispose Varney; tu conosci assai bene le donne, comunque
+sia possibile che da lungo tempo non conversi con esse. Di fatto
+non è cosa espediente il contraddirle: nondimeno non torna sempre
+il permetter loro tutto quello che vorrebbero fare. Intendimi bene;
+un lieve incomodo, bastante a toglierle ogni desiderio di cambiar
+luogo, e ad autorizzare i membri della tua dotta confraternita (i
+quali potrebbero essere chiamati in suo soccorso) a prescriverle di
+non uscire per qualche giorno di casa; ecco tutto il servigio che si
+domanda da te, servigio, che sarà altamente valutato, e ricompensato
+del pari.»
+
+«Non si vuol dunque ch’io intacchi la _casa di vita_?» disse
+l’alchimista.
+
+«Guardati bene dal farlo; saresti impiccato per ogni menomo danno che
+tu le cagionassi,» replicò il Varney.
+
+«E avrò io tutto l’agio per preparare i miei lavori, ed inoltre venendo
+scoperto, tutto il destro per fuggire o nascondermi?»
+
+«Tutto quanto vorrai, uomo sempre incredulo, fuorchè per le
+impossibilità della tua alchimia. E che? vecchio stregone! per chi
+m’hai tu preso?»
+
+Si alzò il vecchio ed afferrando un candeliere s’avviò a quella
+estremità dell’appartamento, ov’era una porta, che guidava alla
+cameretta assegnatagli per quella notte. Giunto vicino alla porta
+medesima si volse, e prima di rispondere all’ultima interrogazione
+fattagli da Varney, la replicò in questa guisa: «Per chi ti prendo, o
+Riccardo Varney! Per Dio! ti riguardo siccome un malvagio, maggiore
+ch’io stesso non lo sia stato giammai. Però adesso mi trovo fra le tue
+reti, e buon grado o malgrado mi è forza servirti finchè sia spirato il
+mio tempo.»
+
+«Va bene così, disse impazientito il Varney; trovati in piedi allo
+spuntare del giorno. Chi sa se nemmeno ci farà d’uopo della tua
+medicina? In somma non far nulla prima che io arrivi. Michele Lambourne
+ti condurrà al tuo destino.»
+
+Allorchè il Varney si fu accorto che l’alchimista, dopo avere tirata a
+sè la porta, l’avea prudentemente chiusa di dentro con due catenacci,
+si avvicinò, usando le eguali cautele dalla parte esterna; poi tolse
+la chiave della serratura articolando fra i suoi denti tali parole:
+«Io più briccone di te, maladetto ciarlatano, stregone, avvelenatore!
+Di te, che avresti volentieri sottoscritto un contratto col diavolo,
+s’egli si degnasse di servitori della tua sfera! Io sono un mortale, e
+cerco per tutte le vie umane di soddisfare le mie passioni, e innalzare
+la mia fortuna. Ma tu! tu sei a dirittura un suddito dell’Inferno. —
+Presto Lambourne,» andò a gridare da un’altra porta.
+
+Comparve Michele col volto infiammato e barcollando nell’andatura.
+
+«Tu sei ubbriaco, o birbante,» gli disse il Varney.
+
+«Certamente, nobil signore, rispose senza intimidire Michele: noi
+abbiamo bevuto tutta la sera alla gioia di questo bel giorno, ed
+in onore del nobile lord Leicester, e del suo grande Scudiere. Io
+imbriaco! che caschi morto se non dico il vero! Chi potesse rifiutare
+in tal occasione di bere per fare almeno una dozzina di brindisi, non
+sarebbe che un miscredente ed un vile, e gli farei inghiottire sei
+pollici del mio pugnale.»
+
+«Ascoltami, furfante, disse Varney. Ripiglia la tua ragione
+immediatamente; te lo comando. So che puoi a tuo talento spogliarti del
+delirio dell’ubbriachezza, com’altri cambiano di vestito. Se ciò non
+fosse, ti capiterebbe male.»
+
+Il Lambourne chinò la testa e lasciò la stanza, ove ricomparve nel
+termine di due o tre minuti, colla fisonomia in istato naturale,
+aggiustato ne’ capelli e nel vestimento, diverso in somma da quel
+che mostrossi istanti prima, come se fosse accaduta in esso una
+trasformazione.
+
+«Sei padrone della tua mente ora, e puoi intendermi?» con severità gli
+disse il Varney.
+
+Michele chinò il capo in atto di affermare.
+
+«Tu devi partir sull’istante alla volta dell’abbazia di Cumnor in
+compagnia del rispettabile Dottore che dorme nella camera contigua.
+Eccoti la chiave, onde entrare e svegliarlo quando ne sarà il tempo.
+Conduci teco uno de’ tuoi compagni, di cui tu possa fidarti. Usate
+ogni spezie di riguardo al Dottore; ma però tenetegli addosso gli
+occhi; se volesse battere la ritirata, bruciategli le cervella, e
+starò mallevadore per voi. Ti darò lettere da portare al Foster. Il
+Dottore verrà alloggiato al pian terreno dell’ala posta a levante;
+gli sarà libero il valersi del vecchio laboratorio, e di quanto si
+contiene in esso. Non gli si permetteranno colla signora del castello
+altre comunicazioni, se non se quelle che approverò e indicherò io
+medesimo, a meno che ella stessa non trovasse qualche diletto a vedere
+le ciarlatanerie filosofiche di costui. Tu aspetterai ulteriori miei
+ordini a Cumnor, il che ti raccomando sotto pena di vita. Guardati
+dalle osterie, e dai fiaschi d’acquavite. Nulla di quanto accade nel
+castello dee trapelare al di fuori, nemmeno l’aria stessa che vi si
+respira.»
+
+«Basta così, nobil Signore, volli dire mio onorevol padrone, e ben
+tosto dirò, come spero, mio onorevol cavaliere e padrone; voi mi
+forniste d’istruzioni e di libertà; compirò puntualmente le une, e non
+abuserò dell’altra. Il sole quando nasce mi troverà a cavallo.»
+
+«Fa il tuo dovere, e sappi meritarti la mia protezione. Aspetta. Prima
+d’andartene, vôtami una tazza di vino.»
+
+Il Lambourne si apparecchiava a versarne dal fiasco che l’alchimista
+aveva lasciato pieno a metà: «No, viva Dio, sclamò Varney, vammene a
+cercare un altro.»
+
+Il Lambourne ubbidì, e il Varney, dopo essersi risciacquata la bocca
+col vino, ne bevve una tazza colma, indi nel prendere una lucerna per
+recarsi al suo appartamento pronunziò tai detti: «È cosa straordinaria!
+niuno meno di me si lascia aggirare dalla propria immaginazione;
+pure non posso parlare un istante con questo Alasco che la mia bocca
+e i miei polmoni non sembrino assaliti dai vapori dell’arsenico
+calcinato... Eh! a parte queste malinconie;» dette le quali cose si
+ritirò. Il Lambourne, com’è da credersi, rimase per assaggiare il vino
+che aveva portato. «È vino di St. Johnsberg (diss’egli contemplando il
+liquore che facea cader nella tazza, e già odorandone la fragranza):
+ha il vero odore della violetta: ma conviene per ora fare un poco
+d’astinenza, per poterne un dì assaporare a tutta mia volontà.» Dopo
+averne per allora bevuto con discretezza, trangugiò un bicchiere colmo
+d’acqua per mitigare il calore solito ad eccitarsi da questo vino del
+Reno, poi ritrattosi lentamente verso la porta, fece una pausa, nè
+sentendosi capace di vincere la tentazione, tornò addietro con vivacità
+ed appressatosi il fiasco alle labbra, si soddisfece finchè fosse vôto,
+dispensandosi allora dal ceremoniale del bicchiere. «Se non fosse
+questo maledetto vizio, dicea egli intanto, potrei salire alto quanto
+lo stesso Varney. Ma chi è che sia capace di salire, quando la stanza
+vi gira attorno come una trottola? Bisognerebbe che la mia mano e la
+mia bocca fossero più distanti l’una dall’altra, che per arrivare alla
+bocca si stentasse un po’ più. Ma domani non voglio bere che acqua. Oh
+sì, acqua pura!»
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+ _Pistol._ Porto messaggi di gioia e di
+ felicità, notizie d’alto valore.
+
+ _Falstaff_. Va bene. Ma ti prego
+ raccontarle, come si dee a persone di
+ questo mondo.
+
+ _Pistol._ Al diavolo il vostro mondo, e
+ gl’imbecilli che ne fanno parte! Io
+ parlo dell’Affrica e de’ suoi tesori.
+
+ _Enrico IV. Parte II._
+
+
+La sala pubblica della famosa osteria dell’_Orso nero_ posta in
+Cumnor, ove ora ci riconduce la nostra storia, potea vantarsi nella
+sera di cui parliamo, di accogliere una brigata più che per solito
+meritevole di riguardo. Eravi stata una fiera nelle vicinanze: il
+merciaio, che vedemmo essere lo zerbino d’Abingdon, e molti altri di
+que’ ragguardevoli personaggi che già presentammo ai nostri leggitori
+siccome amici ed avventori dell’osteria di Giles Gosling, aveano
+formato attorno al fuoco l’usato lor crocchio, e stavano parlando delle
+notizie del giorno.
+
+Un uomo vivace e lepido assai, che il suo fardello e il bastone di
+quercia guernito di punte d’ottone additavano per un di coloro, i quali
+professavano il mestiere d’Autolico[1], si conciliò assai l’attenzione
+degli uditori, nè contribuì per poco all’intertenimento di quella
+serata. Giova qui il rammentare che i merciaiuoli di que’ tempi erano
+tutt’altra cosa de’ merciaiuoli degenerati de’ nostri giorni. Da questi
+trafficanti peripatetici il commercio delle campagne si provvedea
+pressochè interamente dei tessuti fini che servivano all’uso delle
+donne. Chè se un mercante di tal natura fosse stato abbastanza ricco
+per viaggiare a cavallo, diveniva uom d’alto affare, e potea starsi
+in brigata coi più agiati fittaiuoli in cui scontravasi nelle sue
+peregrinazioni.
+
+Il mercante foraneo adunque, di cui parliamo, prendea liberamente
+parte siccome attore ne’ passatempi che faceano eccheggiare le
+soffitte dell’_Orso nero_ di Cumnor. Or trovava motivi di sorridere
+coll’avvenente Cecily, or di sghignazzare senza ritegno col nostro
+ostiere, e spesso di prendersi giuoco del leggiadro sig. Goldthred,
+che senza averne l’intenzione era lo scopo generale dei motteggi di
+quell’assemblea. Questi e il merciaiuolo si trovavano già innoltrati in
+una discussione intorno la preferenza da darsi alle maglie di Spagna
+sopra quelle di Guascogna; e il nostro Gosling facea un cenno d’occhio
+agli ospiti, quasi volesse dir loro: amici, fra poco avrem di che
+ridere; ma allora appunto si fece udir nella corte grande strepito di
+cavalli misto a quello di varie bestemmie delle più usitate in quei
+tempi, e profferite dalla persona che chiamava lo stalliere con sì bel
+garbo.
+
+Tostamente uscirono, gettandosi gli uni addosso degli altri, Will
+palafreniere, Giovanni garzone, e tutta la milizia dell’_Orso nero_,
+che prima avea disertato dai suoi posti per ascoltare le facezie
+di questo e di quello. Anche il nostro ostiere scese nella corte,
+sollecito di rendere agli ospiti nuovamente giunti l’accoglienza che
+avrebbero meritato; ma ritornò quasi subitamente, introducendo il
+suo degnissimo nipote, Michele Lambourne, a sufficienza ubbriaco, il
+quale scortava l’astrologo. Alasco, comunque serbasse le forme d’un
+vecchio, coll’aver cambiato la sua posata veste in abito da cavaliere
+ed essendosi rasa la barba e le sopracciglia, mostrava men di vent’anni
+al disotto della età che in lui compariva; lo avresti preso per uno
+di quegli uomini tuttavia robusti che s’avvicinano ai sessant’anni.
+Egli sembrava grandemente inquieto, e molte istanze aveva fatto al
+Lambourne, onde non fermarsi nell’osteria, e trasportarsi in dirittura
+al luogo ov’era inviato. Ma col Lambourne non si poteva toccar questo
+cantino. «Per il Cancro e per il Capricorno, sclamò egli, e per tutte
+le celestiali milizie, senza calcolare le stelle che ho vedute nel
+cielo del Mezzogiorno, rimpetto alle quali i vostri pallidi astri
+del Settentrione appariscono altrettante candele, il capriccio di
+chicchesia non mi farà mai essere cattivo parente. Voglio fermarmi per
+abbracciare il mio degno zio, l’ostiere dell’_Orso nero_. Buon Gesù!
+sarà egli possibile che gli amici si scordino delle lor buone massime?
+Un _gallone_ del miglior vostro vino, carissimo zio, e noi lo berremo
+alla salute del nobile conte di Leicester. E che? Non trincheremo noi
+insieme per riscaldare la nostra vecchia amicizia? Non trincheremo noi
+insieme, io domando?»
+
+«Con tutto il cuore, parente mio (disse il nostro ostiere che cercava
+alla presta sbarazzarsi di cotal ospite). Ma ti prendi tu l’assunto di
+pagare tutto il vino che si beverà?»
+
+Una tale quistione trasse a sgomentire più d’uno di que’ compagni, ma
+non cambiò punto le deliberazioni del Lambourne.
+
+«Dubitate forse de’ modi ch’io ho di pagare, mio caro zio? (diss’egli
+mostrando una mano piena di monete d’oro e d’argento). Siete voi
+incredulo alle ricchezze del Messico e del Perù? Non sapete quanto
+valga lo scacchiere della Regina? Dio protegga sua Maestà, che è la
+buona padrona del signore che mi stipendia!»
+
+«Ebbene, caro parente, disse l’albergatore, il mio mestiere è vender
+vino a coloro che lo possono pagare. Dunque _Giovanni, fa l’ufizio
+tuo_, questo è il proverbio. Ma io vorrei bene, o Michele, guadagnar
+denaro con tanta facilità, come vedo che lo fai tu.»
+
+«Mio zio, te ne insegno tosto il segreto. Vedi tu questo vecchiarello,
+secco e aggrinzato più che le toppe di cui si serve il diavolo per fare
+scaldar la sua pentola? Costui, caro zio, sia detto fra voi e me, ha il
+Potosì nella testa. Corpo del demonio! Fa ducati con più prestezza che
+io giuramenti.»
+
+«Io non voglio monete sue nella mia borsa, o Michele, disse l’ostiere;
+so qual fine si possono aspettare quelli che contraffanno la moneta
+della Regina.»
+
+«Tu sei un asino, carissimo zio, a dispetto degli anni che porti sulle
+spalle. Non tirarmi per le vesti, o dottore, perchè sei un asino anche
+tu. Per conseguenza asini tutti due.... Parlo così in via di metafora.»
+
+«Siete pazzo, disse il vecchio sotto voce al Lambourne, ovvero avete il
+diavolo in corpo? Non volete dunque che andiamo via di qui prima d’aver
+concitati su di noi gli occhi di tutto il mondo?»
+
+«Tu t’inganni, rispose senza curarsi di parlar sommesso il Lambourne,
+nessuno ti vedrà se io non gliene do la licenza. Giuro per tutte le
+potenze del Cielo, o signori, che se qualcuno di voi ha la temerità di
+volger gli occhi addosso a questo vecchio galantuomo, glieli strappo
+fuor della testa col mio pugnale. Dunque, vecchio compagno mio, sediti
+e non pensare a malinconie. Tutte quelle persone là, sono di mia antica
+conoscenza, ed incapaci di tradir nessuno.»
+
+«Ditemi: non fareste meglio, o Michele, a ritirarvi in uno stanzino
+a parte? soggiunse Giles Gosling. Voi parlate di cose alquanto
+stravaganti, e vi sono per ogni dove orecchie che ascoltano.»
+
+«Non me ne importa niente affatto, disse magnanimamente il Lambourne.
+Io servo il nobile conte di Leicester. Ecco il vino, vôtate in giro,
+maestro cantiniere; una tazza alla salute del fiore dell’Inghilterra,
+del nobile conte di Leicester. Sì, del nobile conte di Leicester!
+Chi ricusa di farmi ragione è un porco di Sussex, e lo sforzerò ad
+inginocchiarsi mentre faremo il brindisi, dovessi tagliargli le cosce,
+e farne altrettanti presciutti affumicati.»
+
+Nessuno ricusò di prestarsi ad un brindisi proposto di sì buona
+grazia, e Michele Lambourne, cui questa nuova libagione non diminuì
+ubbriachezza, continuò nelle stesse stravaganze, rinnovando lega con
+quelli della brigata ch’ei conosceva, e ricevendo da tutti accoglienze
+mosse da buona volontà unita a timore; perchè l’ultimo servo del conte
+di Leicester, e soprattutto un uomo tal quale il Lambourne, era fatto
+per eccitare così l’uno come l’altro di tai sentimenti.
+
+In questo mezzo, Alasco, che vedeva in tale stato di mente il suo
+condottiero, pensò bene non fargli più rimostranze, e sedutosi nel
+più recondito angolo di quella sala domandò una piccola misura di
+vino delle Canarie, sopra di cui parve s’addormentasse, sollecito di
+commettersi il men che poteva agli sguardi dell’assemblea, e di non
+fare nessuna cosa, che potesse rammentare nè meno la sua esistenza al
+Lambourne, il quale si pose in conversazione, a quanto sembrò, la più
+animata col suo collega antico Goldthred di Abingdon.
+
+«Non mi credere più mai nessuna cosa, o mio caro Michele, disse il
+merciaio, se non mi dà gusto il vederti quanto me ne darebbe il denaro
+d’un mio avventore. So che tu puoi procurare ad un amico buon posto per
+godere di una festa, o di una mascherata; inoltre tu puoi mettere una
+buona parola presso il tuo nobile padrone, quando _sua Grazia_ verrà
+a visitare questi paesi, ed avrà, per esempio, bisogno d’un collare
+spagnuolo, o di qualche altra bagattella di tal natura. Gli dirai
+allora: tien qui bottega uno de’ miei antichi amici, Lorenzo Goldthred,
+che ha un bellissimo fondaco di tele rense finissime, di veli, di tele
+batiste, e che soprappiù è onestissimo giovane fra quanti vivono nella
+contea di Berk. Egli è tanto affezionato a vostra Signoria che si
+batterebbe per lei con qualunque altro uomo della propria classe. Puoi
+aggiugnere ancora....»
+
+«Posso aggiugnere ancora mille altre bugie; non è vero, merciaio?
+rispose il Lambourne. Ebbene! non si dee stare per tema di dire una
+parola di più dal far servigio ad un amico.»
+
+«Alla tua salute, Michele, che ti fo questo augurio di tutto cuore,
+risoggiunse il merciaio. Tu puoi ancora istruirlo delle cose che sono
+oggidì più alla moda. Era qui poco fa una bestia di merciaiuolo, il
+quale voleva dar preferenza alla maglia di Spagna, andata or giù
+d’usanza, sopra la maglia di Guascogna. E tu vedi bene quanto una calza
+francese faccia spiccar meglio la gamba e il ginocchio, principalmente
+se i legacci sono di bella fettuccia, screziati e ben guerniti.»
+
+«Ottimamente, rispose il Lambourne. Di fatto le magre polpe delle tue
+gambe, con tutti quegli apparati di frange e di nastri impiastrati con
+gomma, hanno la vaghezza di un fuso villereccio, cui manchi la metà
+della sua lana.»
+
+«Ma dove è andato questo maledetto merciaiuolo? (prese a dire ad alta
+voce il nostro mercante di maggiore considerazione, al quale i fumi del
+vino montavano al cervello) dov’è andato? Non era qui un momento fa un
+merciaiuolo? ostiere, dove diavolo si è rintanato costui?»
+
+«Egli si trova dove dee trovarsi un uomo di giudizio, maestro
+Goldthred, rispose Giles Gosling. Rintanato, come dite voi, nella sua
+stanza, fa il conto delle cose vendute oggi, e si prepara alle vendite
+di domani.»
+
+«Venga il malanno a questo tanghero! disse il merciaio; sarebbe,
+cred’io, opera buona l’alleggerirlo delle sue mercanzie. Questi malvagi
+vagabondi girano i paesi con grave danno dei mercanti patentati. Anche
+nella contea di Berk si trovano uomini allegri. Il vostro merciaiuolo,
+ostiere mio, lungo il cammino potrebbe scontrarsi in alcuno di
+questi...»
+
+«Oh! sì, rispose ridendo Gosling, e se una di queste persone allegre
+s’abbatterà in lui, troverà con chi barattare facezie; perchè il nostro
+merciaiuolo è uomo di buona complessione.»
+
+«Veramente?» disse il Goldthred.
+
+«Veramente, soggiunse l’ostiere, e posso giurarlo. Egli può dirsi in
+persona il medesimo merciaiuolo, che diede a Robin-Hood quella buona
+lezione, onde fu fatta la canzonetta
+
+ «Baldo, dalla guaina
+ »Trasse Robin l’acciaro.
+ »Ma il merciaiuol del paro
+ »Snudò la sua squarcina,
+ »E botte sì autorevoli
+ »Al misero applicò,
+ »Che dal trovar suo spasso
+ »Nel farla da Gradasso
+ »Tosto Robin cessò.»
+
+«Ebbene dunque! ch’egli se ne vada, disse il Goldthred, non v’è nulla
+da guadagnare con un uomo di questa tempera. Or dimmi, Michele, mio
+caro Michele, la tela d’Olanda che mi guadagnasti ti ha profittato
+bene?»
+
+«Ottimamente, come puoi accorgertene, rispose Michele. Ti voglio far
+dare una tazza di vino per provarti la mia gratitudine. Empi il fiasco,
+maestro cantiniere.»
+
+«Ti do avviso, Michele carissimo, che sopra simili scommesse non mi
+guadagni più tela d’Olanda, disse il merciaio. Il brutale guardiano
+Tony Foster si sfoga contro di te in invettive, e giura che non
+metterai più il piede nella sua abitazione, perchè le sole tue
+bestemmie bastano a far saltare in aria la casa d’un cristiano.»
+
+«Parla in sì fatta maniera di me questo ipocrita vigliacco, questo
+miserabile avaro? sclamò il Lambourne. Or bene! Io voglio che in questa
+sera medesima si trasferisca qui, in casa di mio zio, a ricevere i
+miei ordini, e gli farò tale ammonizione che continuerà per un mese a
+credersi tirato per le vesti dal diavolo, tutte le volte che udirà la
+mia voce.»
+
+«Si vede bene adesso che il vino ha fatto il suo effetto, disse
+Goldthred. Tony Foster ubbidire ad una tua chiamata! povero Michele! va
+a metterti a letto. Fa a modo mio, va a dormire.»
+
+«Ascoltami, imbecille, disse con forza il Lambourne. Scommetto
+cinquanta scudi contro i cinque primi scaffali della tua bottega, e
+contro tutto quello che vi sta sopra, ch’io obbligo Tony Foster a
+venire in questa osteria prima che ne abbiamo fatto tre volte il giro.»
+
+«Io non voglio poi fare scommesse di tale importanza (disse il
+merciaio, alquanto sgomentito da una proposta che annunziava una
+cognizione un po’ troppo esatta di tutti i cantoni del suo fondaco
+per parte di chi la facea). Ma se ti piace, scommetterò teco cinque
+scudi, che Tony Foster non lascia la sua casa per venire dopo l’ora
+della preghiera a far conversazione in un’osteria, nè con te, nè con
+qualsivoglia altra persona.»
+
+«T’ho preso in parola, disse il Lambourne; venite qui, caro zio,
+tenete le poste, e ordinate subito a qualcuno dei vostri ragazzi, dei
+vostri novizii d’osteria, che si trasporti sull’istante a Cumnor,
+che dia questa lettera a maestro Foster, e gli dica che il suo
+collega Michele Lambourne l’aspetta nel castello del proprio zio, qui
+presente, per parlare seco lui d’affari di altissima importanza. Corri
+presto, ragazzo, è omai notte, il tanghero va a dormire col sole per
+risparmiare la candela.»
+
+Il breve intervallo trascorso fra l’andata e il ritorno del messaggero
+fu speso tra ridere e sbevazzare. Il famiglio adunque portò per
+risposta che il Foster veniva subitamente.
+
+«Ho vinto, ho vinto,» gridò il Lambourne, mettendo la mano sopra i
+denari.
+
+«Non ancora, disse il merciaio impedendolo, fa di bisogno aspettare che
+sia arrivato.»
+
+«Che diavolo! egli è già sulla soglia, soggiunse Michele. Che ti ha
+egli commesso rispondermi, o giovinetto?»
+
+«Con buona licenza di _vostro Onore_, soggiunse quel messo, egli ha
+posto la testa fuori della finestra, tenendo un moschettone fra le
+mani, e dopo avergli io partecipato il vostro messaggio, cosa che ho
+fatto tremando, mi ha risposto, piuttosto bruscamente che la Signoria
+vostra poteva andarsene alle regioni infernali.»
+
+«Avrà anzi detto senza complimenti all’inferno, soggiunse il
+Lambourne, perchè egli manda colà tutti quelli che non sono della sua
+congregazione.»
+
+«Sì, signore: ha propriamente usato di queste parole, riprese a dire il
+messo; ma mi è sembrata più poetica l’altra frase.»
+
+«Vedete un garzone di spirito! disse Michele. Tu beverai una tazza di
+vino per rinfrancare la tua piva poetica. E che altro soggiunse il
+Foster?»
+
+«Mi ha richiamato, incaricandomi dirvi, che essendo voi il quale
+avevate bisogno di parlargli, potevate bene andare a casa sua.»
+
+«E poi?»
+
+«E poi ha letta la lettera, che parve lo mettesse in grande imbarazzo;
+indi mi ha domandato se _vostro Onore_ era... così... allegro. Gli
+ho risposto che parlavate a metà spagnuolo, come quelli che hanno
+viaggiato alle Canarie.»
+
+«Che dici mariuolo? tu non vali una tazza a metà piena; ma tiriamo
+innanzi.»
+
+«In ultimo ha borbottato fra i denti, che _vostro Onore_ col non andare
+da lui avrebbe fatto fuggire quanto era d’uopo tenere racchiuso. Così
+dicendo ha preso il suo vecchio berrettone, e si è messo addosso il
+suo giustacuore turchino tutto spelato, e come vi dissi lo vedrete fra
+poco.»
+
+«Ed è che costui dice vero, replicò il Lambourne parlando con se
+medesimo; il mio sciocco cervello mi ha fatto uno dei suoi soliti
+giuochi. Ma coraggio! ch’egli venga. Non ho corso sì lungo tempo il
+mondo per non mi sapere liberare dagl’imbarazzi in qualunque stato
+io mi trovi, o imbriaco o digiuno. Portami un fiasco d’acqua fresca,
+ond’io possa battezzare il mio vino.»
+
+Tantochè il Lambourne, tratto, a quanto parve, dal vicino arrivo del
+Foster in più mature considerazioni sul proprio stato presente, si
+accigneva a riceverlo, Giles Gosling, cheto cheto, si trasferì nella
+stanza del merciaiuolo. E lo trovò fortemente esagitato, e che facea
+grandi passi innanzi e indietro per la camera.
+
+«Voi vi siete ritirato assai presto,» disse l’ostiere all’ospite.
+
+«E n’era ben tempo, rispose il merciaiuolo, poichè il diavolo è venuto
+a stare in mezzo a voi altri.»
+
+«Non trovo cosa molto urbana per parte vostra, che qualifichiate di
+tal titolo un mio nipote; anzi come buon parente, non dovrei nemmeno
+rispondervi, benchè pur troppo sia vero che Michele possa in qualche
+modo riguardarsi come un confratello di Satanasso.»
+
+«Ah! non parlo dell’imbriaco, replicò il merciaiuolo, ma dell’altro,
+perchè posso parlarne... in somma, quand’è che partono? Qual è il fine
+di questo lor viaggio?»
+
+«Veramente, disse l’ostiere, son tali interrogazioni, a cui non saprei
+che rispondere. Ma ascoltatemi, signore. Voi mi portate un contrassegno
+della memoria che il degnissimo sig. Tressiliano conserva di me. È un
+bel diamante.» Prese l’anello; tornò a contemplarlo con aggradimento;
+poi aggiunse, rimettendolo nella sua borsa, essere tal ricompensa al di
+sopra di quanto mai potea fare per mostrarsi grato a sì rispettabile
+donatore. Egli, Gosling, facea il mestiere d’albergatore, e meno che a
+chiunque gli conveniva frammettersi negli affari altrui. Quel poco che
+aveva potuto sapere intorno alla signora di Cumnor, lo aveva già detto;
+ella continuava sempre a dimorarvi nella più compiuta solitudine; que’
+pochissimi che per caso ben raro l’avevano veduta, si accordavano
+nel dipingere l’aria sua di tristezza, e il contraggenio che ella
+mostrava a rimanersi così confinata. «Ma, continuò a dire l’ostiere,
+se voi voleste far cosa gratissima al vostro padrone, ne avete cred’io
+il più bel destro di quanti mai se ne sieno a voi presentati. Tony
+Foster sta per venire in questo luogo. Noi non abbiamo bisogno che di
+fare annasare al Lambourne un altro fiasco di vino, per essere sicuri
+che gli ordini stessi della Regina non basterebbero a smoverlo dal
+banco ov’è seduto. Voi avete adunque un’ora o due per poter fare con
+sicurezza le cose. Se volete prendere con voi il vostro fardello, il
+miglior fra i pretesti a mio avviso che possiate trovare è trasferirvi
+alla casa del Foster; non vi sarà forse difficile l’indurre la vecchia
+fantesca, sicura che il suo padrone è lontano, ad introdurvi dinanzi
+alla Signora per venderle alcune delle vostre galanterie. Con questo
+espediente voi potete conoscere il suo stato, meglio che non ve lo
+potessimo spiegare io o qual si voglia altra persona.»
+
+«Ottimo, eccellente stratagemma! (sclamò Wayland, il quale, come ognun
+facilmente immagina, era il merciaiuolo). Stratagemma però non immune
+da pericoli; perchè... supponete un poco che tornasse a casa il Foster!»
+
+«Supposizione facilissima a verificarsi!» aggiunse l’ostiere.
+
+«Ovvero, continuò Wayland, che la signora non mi fosse molto obbligata
+delle mie premure.»
+
+«Il che parimente è fra le cose possibili, riprese a dire Giles
+Gosling. Io mi maraviglio come il sig. Tressiliano si affaccendi tanto
+per una persona che lo cura sì poco.»
+
+«Sia in un modo o nell’altro, ho ricevuto una trista commissione, disse
+Wayland, e considerando bene tutte le cose, tale disegno non mi quadra
+gran fatto.»
+
+«In verità, sig. servitore, disse il nostro ostiere, questo è affare
+del vostro padrone e non mio. Voi dunque dovete sapere meglio di
+me quali sono i rischi da temersi, o fin dove siate risoluto di
+cimentarli. Ma non potete sperar certamente che nessun altro si esponga
+per voi, là donde vi tirate addietro voi stesso.»
+
+«Aspettate, soggiunse allora Wayland, ditemi solamente una cosa; il
+vecchio, giunto questa sera, va egli pure a pernottare al castello di
+Cumnor?»
+
+«Sicuramente, rispose l’oste. Il servo, che condussero seco, ha detto
+aver ordine di trasportar colà il loro fardello; ma la birra ha tanto
+potere sopra costui, quanto ne ha il vino delle Isole sopra Michele.»
+
+«Basta così (disse Wayland, prendendo un’aria risoluta), io confonderò
+i divisamenti di questo vecchio scellerato. Il ribrezzo inspiratomi
+dalla sua orrenda presenza comincia a far luogo all’odio che sento
+contro di lui. Aiutatemi a caricarmi del mio fardello, o buon ostiere:
+e tu, vecchio Albumazar, trema; vi è nel tuo oroscopo un’influenza
+maligna, e viene questa dalla costellazione della grand’Orsa.»
+
+Nel dir ciò Wayland si pose sulle spalle la sua bottega portatile, e
+guidato dall’albergatore, uscì per una porta di dietro, prendendo il
+cammino men frequentato che conduceva a Cumnor.
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+ V’ha di tai merciaiuoli che valgono
+ meglio di quanto v’immaginate, sorella
+ mia.
+
+ _Novella del verno. Atto IV._
+
+
+Nel tempo che Tony Foster pensava ad eseguire appuntino le
+raccomandazioni per più riprese fattegli dal Conte, era parimente
+sollecito di conciliarle colle proprie massime insociabili, e colla
+propria avarizia. Onde nell’assestare all’uopo che richiedevasi
+la sua casa, pose maggior arte ad evitare di farsi scorgere, che
+ad assicurarsi da una molesta altrui curiosità. Perciò in vece di
+procacciarsi molti servi che vegghiassero alla sicurezza del deposito
+affidatogli, e alla difesa dell’abitazione, aveva cercato anzi col
+tener poca gente al suo servigio di sconcertare i calcoli dei curiosi.
+Quindi, eccetto il caso che si trovasse a Cumnor qualcuno del seguito
+di Varney o del Conte, un vecchio servo, e due altre vecchie fantesche,
+le quali si prestavano agli ufizi più abbietti degli appartamenti della
+Contessa, erano le sole persone impiegate nella famiglia. Fu una di
+queste due vecchie, che aperse la porta, allorchè Wayland picchiò;
+ed essa corrispose con sole ingiurie alla domanda fattale dall’altro
+di potere in persona offerire le sue mercanzie alle signore che ivi
+abitavano. Ma il merciaiuolo trovò un espediente onde pacificarla col
+lasciarle scorrere fra le mani una moneta d’argento, e col prometterle
+in dono un pezzo di drappo da farsi un vestito, semprechè la padrona di
+casa comperasse da lui qualche cosa.
+
+«Dio ti benedica, perchè la vesta che ho è tutta in minuzzoli. Fa
+d’introdurti disinvoltamente col tuo fardello dentro al giardino,
+poichè la signora vi sta ora a diporto.» Lo guidò ella stessa, ed
+additandogli una vecchia conserva da piante esotiche abbandonata:
+«Vedila là, figlio mio. Ella farà buone compere quandochè le convengano
+le tue mercanzie.»
+
+«Ella mi lascia solo (cominciò a far queste meditazioni Wayland,
+allorchè udì che la vecchia partitasi da lui chiudeva la porta del
+giardino). Mi toccherà uscirne alla meglio che potrò. — Vado io a
+procacciarmi un presente di bastonate? — Uccidermi! non oseranno
+uccidermi per sì poco ed in una sera tanto chiara. — In somma non è più
+tempo di tornare addietro. Andiamo. Un buon generale non dee pensare
+alla ritirata, che quando si vede vinto. — Scorgo due donne dalla parte
+di quel vecchio edifizio. In qual modo mi farò a parlar loro? Proviamo.
+William Shakespeare, sii tu il mio soccorritore in tal congiuntura.
+Canterò un pezzo dell’_Autolico_.» Allora con voce forte e sicura
+intuonò questa cotanto nota strofetta.
+
+ »Bella, bella mussolina,
+ »Bianca al par di neve alpina!
+ »Veli neri come l’ali
+ »D’uccellacci sepolcrali!
+ »Guanti degni della mano
+ »Delle spose del Sultano!
+ »Mascherine mezze, e intere,
+ »Buone ai furti del piacere!
+
+«Che cosa è questa novità? Il caso ne manda cose straordinarie, o
+Giannina. Comprendi tu nulla?» disse la Contessa.
+
+«Signora, rispose Giannina, egli è uno di quei mercanti di vanità
+mondane, detti merciaiuoli, che spacciano le loro inutilità con canzoni
+ancora più inutili. Ben mi maraviglio, che la vecchia Dorca l’abbia
+lasciato passare.»
+
+«Anzi è una fortuna, ragazza mia, disse la Contessa; noi meniamo qui
+una vita tanto noiosa, avremo forse di che distrarci per qualche
+momento.»
+
+«Dite bene, mia graziosa signora; mio padre però!...»
+
+«Ma non è padre di me, o Giannina, e non è neanco mio padrone. Dunque
+fa avanzare quest’uomo. Mi abbisognano appunto molte bagattelle.»
+
+«Se è per questo bisogno, riprese a dire Giannina, basta lo facciate
+sapere, colla prima lettera che gli scrivete, al vostro sposo, e purchè
+le cose di cui mancate si possano trovare in Inghilterra, non tarderete
+certamente ad averle. Diversamente, ci accadrà qualche disastro. Ve ne
+supplico ancora, mia buona padrona, permettete che ordini a quest’uomo
+d’andarsene.»
+
+«E voglio anzi che tu gli dica di presentarsi a me. — Ma no: fermati,
+mia buona fanciulla; andrò verso lui io medesima per evitarti
+rimproveri.»
+
+«O mia cara signora, piacesse a Dio che non vi fosse da temere
+null’altro!» disse mestamente Giannina, intantochè la Contessa dicea ad
+alta voce a Wayland:
+
+«Accostati buon uomo, e disfà il tuo fardello. Se ne porti mercanzie di
+buona qualità, benediremo entrambe la fortuna che qui ti condusse.»
+
+«Di qual cosa abbisogna la Signoria vostra?» disse Wayland intanto che
+apriva la sua bottega portatile, e faceva la dimostrazione delle cose
+contenutevi, con tanta maestria che l’avresti detto merciaiuolo di
+condizione fin dalla prima sua giovinezza; benchè per vero dire nelle
+diverse trasformazioni della vagabonda sua vita avesse professato anche
+questo mestiere. Nè si stette dal far l’encomio delle proprie merci
+colla scioltezza ordinaria alla gente di tal condizione, nè si mostrò
+ignaro della grand’arte di assegnarne il prezzo. Tornò in ultimo a
+ripetere: «Di che abbisogna la Signoria vostra?»
+
+«Di che abbisogno? disse la Contessa. In verità, considerando che
+da sei lunghi mesi in qua, non ho comprato per mio uso un’_auna_ di
+tela rensa o batista, nè la menoma bagattella, credo stare meglio a
+me l’interrogarti: _che cosa hai da vendere?_ Metti da parte questo
+collare e queste maniche di tela batista, queste frange d’oro a doppio
+giro guernite di tocca... e questa mantellina di colore scarlatto non
+ti piace, Giannina?»
+
+«Se mi permettete dirvi il mio parere, rispose Giannina, direi che la
+ricchezza pregiudica alla grazia del lavoro.»
+
+«Non te ne intendi, figlia mia, disse la Contessa. Per tua penitenza,
+porterai tu stessa questa mantellina, e i bottoni d’oro massiccio
+consoleranno tuo padre, e lo faranno più indulgente sul colore
+scarlatto del drappo. Osserva però ch’egli non li levi per mandarli a
+far compagnia agli _angeli_ d’oro che tien prigionieri entro il suo
+scrigno.»
+
+«Ardirei io pregare la Signoria vostra a far risparmio del mio povero
+padre?»
+
+«Oh pei risparmi, lasciamoli fare a lui, che è tenerissimo de’
+risparmi,[2] replicò la Contessa. Ma torniamo alle nostre spese; io
+prendo questa guarnizione da testa, e questo spillone d’argento fornito
+di perle. Giannina, metti a parte quanto basta del drappo men fino che
+vedi lì, onde Dorca e la sua compagna Alison si facciano due vesti.
+Povere vecchie! nel venturo verno si ripareranno meglio dal freddo.
+Or dimmi un poco (voltasi di nuovo al merciaiuolo) non hai essenze, o
+sacchetti profumati, o boccettine da odore di nuova foggia?»
+
+«Se fossi un vero merciaiuolo, avrei trovato la mia fortuna,» pensò
+Wayland fra se stesso mentre rispondeva alle inchieste che la Contessa
+volgevagli con vivacità, una addosso all’altra, coll’ardore di giovane
+persona priva da lungo tempo d’intertenimento cotanto gradevole. Egli
+avrebbe voluto condurre i discorsi a più importanti considerazioni. Ma
+come farlo? Mostrandole allora tutto il fornimento che avea d’essenze e
+profumi, per conciliarsi maggior attenzione da lei, trasse il proprio
+dire alla seguente osservazione: che tali merci aveano pressochè
+raddoppiato di prezzo dopo i magnifici apparecchi, cui stavasi intento
+il conte di Leicester per ricevere nel maestoso suo palagio di
+Kenilworth la Regina e la Corte.
+
+«Ah! disse con forza la Contessa, questa voce è dunque fondata, o
+Giannina?»
+
+«Certamente, o signora, rispose Wayland; e mi fa maraviglia che ciò non
+sia giunto alle orecchie di vostra Signoria. La Regina d’Inghilterra
+passerà una settimana di questa estiva stagione fra le feste e i
+piaceri che sta allestendole il Conte. Quanti dicono che sono vicini,
+il nostro paese ad avere un Re, ed Elisabetta d’Inghilterra, Dio la
+benedica sempre! uno sposo prima che finisca la state.»
+
+«Chi parla così mente con impudenza,» sclamò la Contessa,
+impazientitasi oltre ogni dire.
+
+«Per amor del Cielo, mia Signora, acchetatevi, soggiunse Giannina,
+fattasi tutta tremante. E chi fa attenzione alle notizie date da un
+merciaiuolo?»
+
+«Sì, Giannina, sclamò la Contessa, tu hai ragione di rimproverarmi.
+Tali ciance, intese ad oscurare la fama del più chiaro, del più nobile
+fra i Pari dell’Inghilterra non possono trovare credito e spaccio che
+presso persone abbiette ed infami.»
+
+«Voglio morire, o Signora (disse Wayland che vedea la collera della
+Contessa tutta scaricarsi sopra di lui), voglio morire se ho fatto
+nulla che possa meritarmi questi rimproveri. Ho detto solamente ciò che
+pensano alcune persone.»
+
+In questo mezzo, la Contessa erasi composta a tranquillità, e fatta
+cauta dai suggerimenti di Giannina, cercava sbandire da sè ogni
+apparenza di mal umore. Onde voltasi a Wayland, sì gli disse: «Mi
+spiacerebbe, buon uomo, se la nostra Regina abbiurasse il titolo di
+vergine sì caro a tutti i suoi sudditi: accertati che non accadrà nulla
+di quanto ti fecero credere». Poi studiosa di cambiare discorso: «Che
+cosa è la mistura ch’io vedo custodita con tanto riguardo nel fondo di
+questa scatoletta di argento?» soggiunse ella esaminando l’interno d’un
+cofanetto, entro cui si trovavano, ordinati in cassettini disgiunti,
+vari profumi e droghe.
+
+«È un rimedio, o signora, contro un’infermità, di cui come spero non
+avrete mai a lagnarvi. Una dose di questa pomata, non più grossa d’un
+pisello, inghiottita nel durare d’una settimana, fortifica il cuore
+contro i vapori neri prodotti dalla solitudine, contro la tristezza,
+contro una passione infelice, o una speranza delusa....»
+
+«Impazzite ora? si fece a dire vivacemente la Contessa; ovvero credete
+che per aver io avuto la bontà di comperare a prezzo esorbitante le
+vostre cattive mercanzie, potrete d’ora in avanti farmi credere quanto
+vi verrà nella mente? Ove si è mai detto che le affezioni del cuore
+potessero essere vinte da rimedi amministrati alla parte fisica del
+nostro corpo?»
+
+»Salvo l’onorevole vostro beneplacito, vi dirò, nobile Signora, ch’io
+sono un galantuomo, e che vi ho venduto a moderato prezzo le mie
+mercanzie. In quanto spetta a questo prezioso rimedio, nel vantarvene
+la virtù, non vi ho già consigliato a comperarlo. Nè tampoco vi
+guarentisco che valga a risanare da una malattia di spirito fortemente
+radicata; cosa che possono operare Dio solamente ed il tempo. Pure
+vi sostengo, che il mio balsamo dilegua i vapori neri che nascono
+nel corpo, come parimente la tristezza che opprime l’animo. Con
+questo rimedio guarii diversi, e cittadini e cortigiani, e fra gli
+altri ultimamente il nobile sig. Edmondo Tressiliano, gentiluomo di
+Cornovaglia, che i cattivi trattamenti, mi fu detto, di una giovane da
+lui teneramente amata, aveano ridotto a tale estremo di tristezza, onde
+si temesse per la sua vita.»
+
+Qui si fermò; e la Contessa si tenne per qualche tempo in silenzio, poi
+con tuono di voce, che invano ella tentava di rendere intrepido e qual
+di persona indifferente, gli chiese:
+
+«E questo infermo da voi curato, presentemente ha riacquistata la
+salute del tutto?»
+
+«Sta assai meglio, rispose Wayland; almeno non soffre più mali fisici.»
+
+«Voglio provare questo rimedio, o Giannina, disse la Contessa; anch’io
+soggiaccio ad assalti di questa nera malinconia che offusca la mente.»
+
+«No del certo, fu presta a dire Giannina; qual certezza avete voi che
+le droghe di questo mercante non sieno pericolose?»
+
+«Sarò io medesimo mallevadore della mia buona fede,» disse Wayland, ed
+inghiottì alla loro presenza una parte di quel rimedio. La contessa
+ne comperò il rimanente; poichè le osservazioni fatte da Giannina per
+dissuaderla da ciò, non valsero che a confermarla nel suo disegno.
+Anzi in quell’istante medesimo ne assaggiò la prima dose, assicurando
+sentirsi già il cuor sollevato, e risorta in sè la naturale gaiezza,
+effetti che giusta ogni apparenza non erano che nell’accesa sua
+immaginazione. Raccolte allora tutte le cose acquistate, consegnò la
+sua borsa a Giannina, raccomandandole di pagare il merciaiuolo, intanto
+ch’ella, quasi parendole d’essersi anche di soverchio allettata in
+quell’intertenimento, augurò la buona sera al venditore, e ritornò con
+aria indifferente al castello, sicchè non rimase speranza a Wayland di
+parlarle oltre in privato. Ei tentò nondimeno di procurarsi qualche
+schiarimento maggiore da Giannina.
+
+«Mia giovinetta, diss’egli, la tua fisonomia indica, che tu debba amar
+molto la tua padrona. Ella di fatto ha grande bisogno del tuo fedele
+servigio!»
+
+«E ben ella lo merita. Ma a qual proposito dici questo?»
+
+«Figlia mia, io non sono propriamente quel tale che comparisco essere,»
+disse, abbassando la voce, Wayland.
+
+«Doppia ragione per non crederti un onest’uomo!» rispose Giannina.
+
+«Anzi doppia ragione, soggiunse Wayland, per credermi tale, giacchè non
+son io un merciaiuolo!»
+
+«Vattene tosto di qua, disse Giannina, o corro a chiamar gente in
+soccorso. Mio padre dovrebb’essere già di ritorno.»
+
+«Non fare questa pazzia, rispose Wayland, perchè te ne pentiresti. Io
+sono fra gli amici della tua padrona. Ella ha bisogno di acquistarne
+altri ancora, e non di perdere per tua colpa quelli, su i quali già può
+far conto.»
+
+«Qual prova vorresti darmi di ciò?» fu pronta a chieder Giannina.
+
+«Guardami in volto, e dimmi se non leggi in questi lineamenti l’aspetto
+d’un onest’uomo.»
+
+Di fatto, benchè il nostro artefice fosse lontano dall’esser bello,
+pure scorgeasi nella sua fisonomia l’acutezza d’un ingegno inventivo,
+che unita ad occhi vivaci e pieni di brio, ad una bocca ben fatta, ad
+un modo gentil di sorridere, dava sovente grazia e vezzo a lineamenti
+irregolari di lor natura.
+
+Giannina lo contemplò qualche tempo con quello sguardo scaltrito,
+che è proprio del suo sesso, poi gli rispose: «O amico mio, ad onta
+della buona fede di cui ti vanti, e benchè io non abbia la sapienza di
+leggere libri della natura di quelli che ora mi vorresti presentare,
+credo vedere in te qualche cosa, che sta fra il merciaiuolo, ed il
+vagabondo.»
+
+«Eh! un pochettino forse anche di questo! disse Wayland sorridendo; ma
+ascoltami; questa sera o domani mattina arriverà qui un vecchio, in
+compagnia di tuo padre. Egli ha il passo leggiero del gatto, l’occhio
+fino e maligno del sorcio, i modi carezzevoli del can di Spagna, e la
+ferocia del mastino. Guardati da lui, e per il tuo bene, e per quello
+della tua padrona. Guardati da lui, bella Giannina; egli nasconde il
+veleno dell’aspide sotto la pretesa innocenza della colomba. Non saprei
+dirti al giusto qual delitto egli mediti, ma la malattia e la morte gli
+tengono dietro. Non dir nulla di tutto ciò alla tua padrona. La mia
+esperienza m’insegna che nel suo stato il timore di un male può esserle
+dannoso quanto il male medesimo. Abbi cura ch’ella faccia uso del mio
+specifico. Sappi (continuò egli abbassando la voce e con tuono solenne)
+che è un antidoto contro il veleno. Stiamo ad ascoltare; Essi entrano
+nel giardino.»
+
+Di fatto si udiva un bisbiglio, in mezzo a cui distinguevansi voci di
+smodata allegria ed altre più serie e robuste. Wayland, a questo primo
+sentore s’appiattò in fondo d’una folta macchia, e Giannina si nascose
+nel vecchio edifizio delle piante esotiche per non esser veduta, e
+affine di nascondere per allora le compere che avea fatte dal preteso
+merciaiuolo; del rimanente ella non aveva alcun motivo d’inquietarsi
+per se medesima.
+
+Il padre di lei, il vecchio servo del lord Leicester, entrarono
+nel giardino tumultuando, e posti nel più grande imbarazzo dal
+Lambourne, al quale il vino aveva affatto volta la testa. Cercavano
+di acchetarlo, ma invano; perchè costui aveva inoltre la bella sorte,
+che quando il vino lo prendeva, non si lasciava infine vincere dal
+sonno, come è solito degli altri imbriachi. Ma egli era uno di quelli
+che si reggevano lungo tempo sotto l’influenza del liquore di Bacco,
+sintantochè a furia di libagioni cadono in una indomabile frenesia.
+Diverso inoltre il Lambourne dalla maggior parte degl’imbriachi, che
+perdono la libertà de’ moti e delle parole, egli al contrario nello
+stato d’ebbrezza parlava con più enfasi e più scioltamente che mai
+nol facesse, oltrechè raccontava tutte quelle cose, che a mente sana
+avrebbe voluto non lasciar traspirare all’aria medesima.
+
+«E che? gridava Michele con tutta la forza de’ suoi polmoni, non farete
+voi altri una festa al mio arrivo, non farete gozzoviglie in onore di
+me che conduco nel vostro canile la fortuna in sembianza d’un cugino
+del diavolo? d’un cugino del diavolo, che ha virtù di cambiare i pezzi
+d’ardesia in buone piastre di Spagna? Accostati, Tony _Brucia-Cataste_,
+papista, puritano, ipocrita, avaro, libertino, demonio impastato
+di tutti i peccati mortali, accostati e prostrati dinanzi a chi ti
+condusse il _Mammone_ che adori.»
+
+«In nome di Dio! parla sommesso, disse il Foster; entra in casa, avrai
+vino, avrai quello che saprai domandare.»
+
+«No, vecchio tanghero; voglio averlo qui, gridava a tutta voce lo
+spadaccino, qui _al fresco_, come dicono gl’Italiani. Se sarò matto a
+bere fra due muraglie, avendomi vicino questo diavolo d’avvelenatore,
+che mi farebbe soffocare fra i vapori dell’arsenico o dell’argento
+vivo! Varney m’ha insegnato a non fidarmene.»
+
+«In nome di tutti i diavoli! dategli vino,» disse l’alchimista.
+
+«Ah! ah! che tu ci metteresti poi il condimento! non è vero, vecchio
+ghermitore? Sicuramente! ci troverei il verde rame, l’elleboro, il
+vitriolo, l’acqua forte, e vent’altri ingredienti diabolici, che
+fermenterebbero nella mia povera testa, come il filtro che le vecchie
+streghe fanno bollire nelle loro caldaie per chiamare a sè il diavolo.
+Dammi il fiasco tu stesso, vecchio Tony _Brucia-Cataste_, e guarda
+che sia vino fresco, e che non fosse mai riscaldato a quel focolare,
+dove furono arrostiti i vescovi in questo paese. Ovvero aspetta che
+Leicester sia Re se vuol esserlo! Bene! e Varney, lo scellerato
+Varney! gran Visir. Ottimamente per mia fede! E che cosa poi sarò io?
+Imperatore. Sì signori, l’imperatore Lambourne. Vedrò questa divinità
+che costoro hanno imprigionata qui pei loro segreti piaceri. Voglio
+che ella venga questa sera a vôtarmi da bere, e a mettermi la mia
+berretta da notte. Che cosa può farsi un uomo di due mogli, fosse egli
+venti volte Conte? Rispondi a questo, Tony, figlio mio, vecchio cane,
+ipocrita, reprobo, che Dio cancellò dal libro della sua grazia, vecchio
+fanatico, bestemmiatore, intenditore di vescovi, rispondi a tutto
+questo.»
+
+«Or ora gl’immergo fino al manico il mio coltello nel ventre,» disse
+Foster a voce bassa e fremendo di collera.
+
+«Per l’amor di Dio! non commettiamo violenze, disse l’Astrologo, ce
+le farebbero pagar care. Su via, Lambourne, mio buon amico, vuoi tu
+trincare con me alla salute del nobile conte di Leicester e di Riccardo
+Varney?»
+
+«Certo! mio vecchio Albumazar, certo! mio bravo venditor di veleni. Io
+ti abbraccerei, onestissimo violatore della legge Giulia (come dicono a
+Leida) se tu non avessi addosso un esecrabile odore di solfo e d’altre
+infernali droghe di tal natura. Andiamo dunque, son pronto. Alla salute
+di Varney e di Leicester, delle due menti più nobilmente ambiziose di
+tutta l’Inghilterra, dei due increduli più profondi e più simulatori,
+più sublimi e più maligni, più... basta. Non dirò altro; ma chiunque
+ricuserà darmi ragione!... Giur’al Cielo gli pianto il mio stilo nel
+cuore. Andiamo, miei buoni amici.»
+
+Così parlando il Lambourne terminò di trangugiar la bevanda versatagli
+dall’Astrologo, la quale non era già vino, ma liquor distillato
+che costui ebbe in pronto da sostituire. Onde il nostro Michele
+incominciava un giuramento, allorchè gli cadde di mano la tazza vôta.
+Mise la mano all’impugnatura della sciabola, ma non ebbe forza per
+tirarla fuori; barcollò e cadde privo di moto e di sensi fra le braccia
+dei famigli, che portatolo nella sua stanza, lo adagiarono sul letto.
+
+In quel generale bisbiglio, Giannina, senza che alcuno la vedesse,
+raggiunse la camera della padrona. Tremava ella siccome foglia,
+risoluta nullameno nel suo animo di celare alla Contessa i terribili
+sospetti che le parole del Lambourne le avevano inspirato: tanto più
+che tali timori, comunque non le apparissero ancora perfettamente
+schiariti, troppo s’accordavano coi suggerimenti del merciaiuolo. Onde
+confermò la Contessa nel disegno di prevalersi dello specifico datole
+dal medesimo; consiglio, che ella forse non avrebbe mai insinuato senza
+gli avvenimenti di recente accaduti!
+
+Nè i propositi del Lambourne sfuggirono certamente a Wayland,
+appiattato, come dicemmo, dietro la macchia, ed il quale era in istato,
+meglio assai che Giannina, di assegnar loro il giusto valore. Si sentì
+commosso da forte compassione in osservando che una donna vezzosa
+quanto lo era la giovane Contessa, e già da lui conosciuta in seno
+alla domestica felicità, fosse così abbandonata alle trame di una
+banda di scellerati. Aggiugnevasi che l’abborrita voce di quell’antico
+padrone, da lui temuto ed odiato del pari, gli risvegliava nell’animo
+commozioni conformi a questi due sentimenti. Fidato grandemente nella
+propria destrezza, e nei modi ancora che possedea per adoperarla,
+concepì adunque il disegno di scoprire in quella sera medesima tutte
+le fila dell’orrendo arcano, e di salvare l’infelice prigioniera, se
+ne era anche in tempo, fattosi pronto ad affrontare qualunque rischio
+che andava unito al compimento d’un’idea sì generosa. Alcune fra le
+parole fuggite al Lambourne nel forte del costui delirio, lo trassero
+la prima volta a mettere in dubbio, se il Varney operasse unicamente
+per proprio conto nel corteggiare la giovine bellezza, e nel cercare di
+cattivarsene l’affezione. Diversi romori intendevano a far credere, che
+questo zelante servo fosse stato soccorrevole in altre amorose tresche
+al padrone; per lo che venne il pensiero a Wayland, che il medesimo
+conte di Leicester potesse anche essere il protagonista dell’orrido
+dramma. Comunque non avesse alcun motivo di supporre che la figlia del
+cavaliere Robsart fosse già maritata col Conte, ben vedea come una
+tresca ancorchè passaggiera con una donzella posta nel grado di Amy,
+diveniva un segreto d’altissima importanza, la cui rivelazione avrebbe
+portato fatali conseguenze a questo favorito di Elisabetta.
+
+«Quand’anche il Leicester, dicea Wayland fra se stesso, titubasse a
+valersi di modi violenti per estinguere sì fatte voci, ha al fianco
+tai malandrini, che gli presterebbero il reo servigio senza aspettarne
+l’assenso. S’io voglio adunque frammettermi in questa bisogna, mi è
+d’uopo prender l’esempio del mio antico maestro, allorchè componeva
+la sua diabolica manna, cioè mettermi una maschera al volto. Domani
+adunque abbandonerò Giles Gosling, e cambierò dimora così spesso come
+una volpe inseguita. Vorrei ben rivedere ancora questa giovinetta
+puritana: ella è sì avvenente, e se non m’inganno sì fornita d’ingegno,
+che non direbbesi mai primogenitura di quello schifoso, scellerato uomo
+di Tony _Brucia-Cataste_.»
+
+Si recò pertanto a prender congedo da Giles Gosling, che non fu per
+vero dire scontento di vederlo partire. L’onesto pubblicano scorgeva
+cosa sì pericolosa il contrariare i voleri d’un favorito del Conte di
+Leicester, che bastava appena la sua virtù per sostenerlo in sì fatta
+prova. Non risparmiò ciò nonostante proteste di buona volontà, e della
+sua premura di prestare, occorrendone il bisogno, a Tressiliano o al
+di lui messo que’ soccorsi tutti, che fossero stati compatibili collo
+stato suo di pubblicano.
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+ »Ambizion se frettolosa troppo
+ »La vetta aggiunga, dall’opposta banda
+ »Del pendio discosceso alfin dirupa.
+ _Shakespeare._
+
+
+Le splendide feste che stavano per celebrarsi a Kenilworth erano
+già divenute l’argomento de’ discorsi che faceansi da ognuno
+nell’Inghilterra. Tutta dovizia di cose atte a render più deliziosi
+alla regina Elisabetta que’ giorni che le sarebbe piaciuto dimorare nel
+castello del suo favorito, venne adunata, e d’ogn’intorno dell’isola,
+e dal Continente. Intanto il Leicester progrediva ogni dì maggiormente
+nelle buone grazie della Regina. Sempre a fianco di lei ne’ consigli,
+ben ascoltato nell’ore consacrate ai passatempi della Corte, accolto
+in qualsivoglia istante coi contrassegni della massima intrinsichezza,
+era il Leicester la speranza di tutti coloro, che avevano grazie da
+chiedere alla Sovrana: ricercato da tutti i ministri delle corti
+straniere, che in nome de’ loro monarchi gli largheggiavano delle
+più lusinghiere dimostrazioni d’affetto, egli era, giusta il dire
+cortigianesco l’_alter ego_ dell’orgogliosa Elisabetta, impaziente a
+quanto credevasi dell’istante favorevole per collegarselo al poter
+supremo con fargli dono della sua mano.
+
+Nel mezzo di tante prosperità, questo favorito della Regina e della
+fortuna era forse l’uomo il più infelice che si vivesse in quel regno
+di cui sembrava l’arbitro ed il dominatore. Egli aveva certamente al
+di sopra delle sue creature la sovranità data da ingegno, e vedea
+cose, che ad esse fuggivano. Niuno al pari di lui conoscea l’indole
+della Sovrana; siccome quegli che aveva fatto un unico studio di
+indagarne ad un tempo le singolarità e le virtù, studio che unito ai
+poderosi espedienti di quella sua mente abilissima, e al lustro che
+gli crescevano le esterne sue prerogative, valse a sollevarlo in tanto
+favore. Ma questo medesimo conoscimento ch’egli aveva dell’indole di
+Elisabetta gli facea temere, ad ogni piè sospinto, qualche disgrazia
+rovinosa e non aspettata. Il Leicester somigliava a nocchiere, che
+avendo innanzi agli occhi la carta su di cui stanno delineati tutti i
+punti della via da trascorrersi, scorge nel medesimo tempo gran numero
+di secche, di scogli coperti, e di scogli a fior d’acqua; onde tutto il
+vantaggio ritratto da sì inquietante schiarimento è la certezza, che in
+un prodigio soltanto sta la speranza di uno scampo.
+
+Di fatto, la regina Elisabetta aveva un’indole stranamente impastata
+di maschia fortezza d’animo, e di tutte quelle debolezze, che sono di
+consueto il retaggio del sesso, cui perteneva. Gran profitto traevano
+i sudditi dalle virtù che in questa Regina superavano di gran lunga
+i difetti; ma quanto ai cortigiani, ed alle persone che le stavano
+intorno, trovavansi di sovente esposte ai capricci e alle violenze
+d’uno spirito per sua natura geloso e dispotico.
+
+Tenera madre verso i suoi popoli, ella era ad un tempo verace figlia di
+Enrico VIII; e benchè i patimenti da lei sofferti in giovinezza, e le
+cure di un’ottima educazione avessero compresse e modificate in essa
+le inclinazioni che si portava seco col sangue, queste non si potevano
+dire sradicate.
+
+«Lo spirito di una tal donna (così esprimevasi sir John Harrington,
+che l’aveva avuta in matrina al fonte battesimale, e ch’ebbe a vicenda
+occasioni di provarne l’affabilità e i mali umori), lo spirito di una
+tal donna era il più delle volte siccome un vento leggiero, che in una
+mattina estiva sen venga dall’occidente; dolce e soave a tutti quelli
+che la circondavano; i discorsi di lei guadagnavano ogni cuore; ma
+giugnevano istanti, in cui credendo ella scorgere qualche disobbedienza
+o mancanza di rispetto, prendea quel tuono che palesava compiutamente
+di chi fosse figlia. Il sorriso di lei era come dolce calor di sole, di
+cui ciascuno si contende l’influenza gradevole; ma tantosto sorgeva la
+burrasca preceduta da oscure nubi, e il fulmine cadeva indistintamente
+sopra d’ognuno[3].»
+
+Tale mobilità di carattere, nè lo ignorava il Leicester, era sopra
+tutto formidabile per coloro che le avevano inspirato qualche
+sentimento di affetto; perchè il credito, frutto di tal sentimento
+medesimo, non lo era così di servigi indispensabili, che que’ favoriti
+prestar potessero alla corona. Perciò la grazia conceduta al Burleigh,
+o al Walsingham, benchè al di sotto, quanto allo sfarzo, di quella onde
+godeva il Leicester, era fondata manifestamente sul senno e non sul
+capriccio di Elisabetta: laonde questi cortigiani non temevano le fasi
+dell’incostanza da cui erano ad ogni istante minacciati coloro, pei
+quali i primi meriti ai favori della Regina si stavano in prerogative
+esterne, e nelle inclinazioni d’un cuore femminile.
+
+Que’ grandi e saggi ministri non venivano giudicati se non se in
+proporzione degli espedienti di stato che suggerivano, e delle massime
+onde affortificavano i partiti per essi posti nelle adunanze del
+consiglio. Al contrario il buon successo dei disegni formati dal
+Leicester dipendeva da tutti que’ venti leggieri ed incostanti di
+capriccio o di umore, che contrariano o favoriscono i progressi di un
+amante nel cuore della sua donna; ed era Elisabetta tal donna, che
+offeriva ai propri adoratori altro scoglio, cioè il timore continuo che
+era in lei di dimenticare la propria dignità, e di compromettere il
+poter di Regina coll’ascoltare di troppo le inclinazioni connaturali al
+suo sesso.
+
+Le spine che circondavano il possedimento del favore d’una tale amante
+ben comprese erano dal Leicester; ed allorchè spiava egli intorno di sè
+quai modi avesse per conservarsi in uno stato sì precario, ovvero, (che
+a ciò pur meditava) di scenderne senza pericolo, poca speranza egli
+vedea di buon esito, così ad un partito come all’altro appigliandosi.
+
+Ora gli erano altissimo argomento di considerazione il segreto suo
+maritaggio e le conseguenze che ne sarebbero derivate. E preso da
+amarezza contro di se medesimo (ch’ei certamente non potea concepirne
+contro la sfortunata Contessa), si rampognava d’essersi gettato
+nell’impossibilità di fondare sopra salde basi il proprio potere collo
+stringere un nodo inconsiderato, ed attribuiva a questa, così chiamata
+da lui, sconsigliata passione il pericolo di una vicina caduta.
+
+«Ognuno dice, così ragionava egli in questi momenti di perplessità
+e di pentimento, ch’io potrei sposare Elisabetta, e divenire re
+d’Inghilterra. Ogni contrassegno sembra annunziarlo. Non si fa menzione
+nelle ballate fuorchè di queste nozze desiderate ansiosamente dal
+Pubblico. Se ne favella ne’ ginnasi; i predicatori le raccomandano
+dai pulpiti; esse son quanto l’un dice all’orecchio dell’altro fin
+nelle stanze d’udienza della Regina. Si prega che tal maritaggio si
+verifichi nelle chiese dei calvinisti del Continente; fino i nostri
+uomini di Stato ne han fatto parola nel Consiglio. Niuna ammonizione
+è venuta a frenare sì arditi propositi, intorno ai quali la regina
+Elisabetta ha dismessa la consueta sua protesta di voler morir vergine.
+Ella conosce l’esistenza di tali romori, nè mai si mostrarono ver
+me più affabili i suoi detti, più graziosi gli atti, più soavi gli
+sguardi. Niuna cosa sembra mancare a che io divenga re d’Inghilterra,
+ed a che trattomi finalmente al sicuro dall’incostanza delle corti, io
+m’impadronisca di questa corona regale, gloria dell’universo. E sarà
+dunque, allor quando io potrei stendere più ardimentosa la mano per
+impadronirmene che questa mano medesima si vedrà incatenata da un nodo
+segreto ed indissolubile. Ecco, diceva egli impazientemente, ecco le
+lettere di Amy che mi persegue colle sue incessanti inchieste, ond’io
+pubblicamente la riconosca, e renda giustizia a lei, a me, e non so a
+chi! Quanto a me ho ben fatto finora tutt’altro che rendermi giustizia.
+Ed Amy mi parla come se Elisabetta fosse presta ad ascoltare la notizia
+di tal mio maritaggio colla contentezza di una madre alle nozze d’un
+figlio prediletto! Elisabetta quella figlia di Enrico VIII, la cui
+collera non risparmiò giammai uomini o donne che la contrariassero ne’
+suoi disegni! Che direbbe ella all’atto di scorgere maritato quell’uomo
+che con una simulata passione la trasse in tanto inganno da confessare
+ella stessa il proprio amore verso di un suddito? Quell’uomo che si
+fosse fatto giuoco di lei, come potrebbe un cortigiano prendersi
+trastullo d’una povera contadina! Oh! ben vedremmo allora quanto una
+femmina furibonda sappia operare!»
+
+Fermandosi in sì fatte meditazioni chiamava Varney, e lo chiedeva di
+consigli, assai più di quanto il facesse in addietro, poichè spesse
+volte da tal consigliere lo aveva allontanato il ricordarsi gli avvisi
+che contro tal segreto nodo avea posti in campo. La conclusione
+di questi intertenimenti era sempre il deliberare sul modo di far
+comparire a Kenilworth la Contessa. Risolvettero, finchè poterono, far
+ritardare la partenza della Regina, ma alla perfine una conclusione
+divenne necessaria.
+
+«Elisabetta non sarà certamente paga a men di vederla. Non so
+s’ell’abbia concepiti alcuni sospetti, come mel fanno presagire i miei
+timori, o se il Sussex o alcun altro de’ miei segreti nemici s’adoprino
+a ricordarle sovente la supplica di Tressiliano; ma certamente in mezzo
+alle espressioni di bontà con cui ella è solita ad onorarmi, la storia
+di Amy Robsart si frammette frequentemente. Io credo che Amy sia la
+schiava postami dalla cattiva sorte dietro il mio carro per umiliare i
+miei trionfi nel momento il più glorioso per me. Suggeriscimi qualche
+espediente, o Varney, per sottrarmi da passo cotanto arduo. Ho fatto
+per differire queste maledette feste tutte le obbiezioni, che con
+qualche apparenza di convenevolezza, potevano essere messe innanzi;
+ma l’abboccamento ch’ebbi oggi colla Sovrana non mi permette omai di
+commettermi fuorchè alla sorte. Ella mi ha detto con tuono di dolcezza
+sì, ma ad un tempo risoluto. — Noi non vogliamo più, sig. Conte,
+lasciarvi tempo a fare apparecchi per timore che andiate del tutto in
+rovina. Sabbato, giorno nove del mese di luglio, saremo in casa vostra
+a Kenilworth. Vi preghiamo non dimenticare alcuno degli ospiti, pei
+quali mostrammo desiderio: ci sta a cuore soprattutto conoscere la
+donna, che ha potuto preferire al poeta Tressiliano il vostro servo
+Riccardo Varney. — Dunque, Varney abbi ricorso alla tua fantasia che
+mi è stata utile le tante volte; perchè come è vero ch’io mi chiamo
+Dudley, le disgrazie predette nel mio oroscopo incominciano finalmente
+a minacciarmi.»
+
+«Nè vi sarebbe qualche modo di persuadere a Milady l’esser contenta
+di sostenere per alcuni istanti la parte oscura cui circostanze del
+momento l’astringono?» disse il Varney dopo aver esitato per qualche
+tempo.
+
+«Che osi dire, o scellerato? La mia Contessa passar per tua moglie! Ciò
+non può accordarsi nè col mio, nè col suo onore.»
+
+«Oimè! Milord, rispose il Varney, pur non è conosciuta sott’altro nome
+dalla Regina. Col toglier questa d’errore si andrebbe a rischio di
+scoprir tutto.»
+
+«Pensa qualch’altro espediente, disse agitato oltre ogni credere
+il Conte; cotesto che tu proponi non può giammai essere all’uopo.
+Ammetti ancora ch’io condiscendessi, non vi sarebbe mai l’assenso
+della Contessa; perchè debbo farti sapere, o Varney, che Elisabetta
+sul proprio trono non ha tanto orgoglio quanto ne ha questa figlia
+d’un gentiluomo oscuro della contea di Devon. Dolce, pieghevole nelle
+circostanze ordinarie, in tutte quelle, ov’ella creda scorgere il suo
+onore compromesso, l’indole ne è accensibile e violenta al par della
+folgore.»
+
+«Ne abbiam fatto prova, o signore, e se tale non fosse la sua indole,
+non ci troveremmo ora in questo impiccio. Non so ora a qual altro
+stratagemma ci resti ricorrere. Mi sembra poi che la persona dalla
+quale scaturisce il pericolo, dovesse mostrarsi, quand’è in suo potere,
+sollecita di allontanarlo.»
+
+«Ti ripeto che è impossibile (risoggiunse il Conte facendo tal gesto,
+che proibiva al Varney fino il pensare a tale divisamento). Non conosco
+forza, d’autorità o di lusinghe, che inducesse mia moglie a portare il
+tuo nome nemmeno un istante.»
+
+«La cosa per altro è alquanto scabrosa,» disse il Varney con tuono
+tronco, e senza fermarsi su di tale argomento. Poi soggiunse: «Se si
+trovasse qualch’altra persona da sostituirle! Tai giuochi di mano sono
+andati a buon termine sotto gli occhi d’altri monarchi antiveggenti
+quanto lo è la Regina Elisabetta.»
+
+«Tu perdi il cervello, o Varney, rispose il Conte: la falsa Amy
+dovrebbe sostenere il confronto di Tressiliano, e ne diverrebbe
+inevitabile lo scoprimento.»
+
+«Si potrebbe allontanare Tressiliano dalla Corte,» disse allora senza
+esitare il Varney.
+
+«E con quai modi?».
+
+«Con quai modi? Un personaggio posto nella vostra condizione ne ha
+infiniti per allontanare dalla scena un uomo, che incessante nello
+spiare i vostri segreti, vi è divenuto un pericolosissimo oppositore.»
+
+«Non voglio udirmi parlare di tal genere di espedienti politici, o
+Varney, disse il Conte. Poi nel caso in cui siamo non gioverebbero
+a nulla. Possono esservi alla Corte molte altre persone che abbiano
+veduta Amy, e mancando Tressiliano, non si starebbero dal far venire
+il padre di lei o alcuni de’ suoi amici. Cerca ancora qualch’altro
+stratagemma nella tua immaginazione.»
+
+«Signore, io non so più qual cosa proporre, ma so bene che se mi
+trovassi in una perplessità qual si è quella dell’animo vostro,
+correrei volando a Cumnor, e costringerei mia moglie ad acconsentire a
+quegli espedienti, che la sua e la mia sicurezza chiedessero.»
+
+«Non posso, allora soggiunse il Conte, costringerla a cosa, che
+ripugnerebbe alla nobiltà della sua indole. Troppo, così operando, mi
+mostrerei ingrato all’amore ch’ella ha per me!»
+
+«Ebbene, o signore, rispose Varney, voi siete un uomo nel quale onore
+e saggezza vanno del pari. Non vi dirò dunque che questi scrupoli
+delicati son da romanzo, e non possono aver corso fuorchè in Arcadia,
+come lo ha scritto il nipote vostro Sydney. Ma permettete un’altra
+osservazione ad un vostro umilissimo servo, il quale ebbe finor la
+fortuna di vedere non disdegnata nemmeno dalla Signoria vostra la poca
+cognizione ch’egli si acquistò vivendo nel mondo. Vorrei sapere se
+in questo felice nodo che unisce a voi la figliuola di sir Robsart,
+l’obbligazione maggiore sia dal canto vostro, o da quello della
+Signora, e qual dei due abbia maggiori motivi di usar compiacenza, e
+prendere in esame i desiderii, la convenienza, la sicurezza dell’altro.»
+
+«Ti ripeto, Varney, disse il Conte, che quanto fu in mio poter di
+concederle, non fu merito mio, ma pagato al di là dalla sua virtù non
+minore in lei della bellezza. Ah! no: fra le persone pervenute ad alto
+stato, non fuvvi giammai altra creatura più capace di ornarlo e di
+abbellirlo.»
+
+«È una gran fortuna, o signore (riprese a dire Varney con quel suo
+sorriso sardonico, che ad onta de’ riguardi di rispetto non era sempre
+in suo potere il frenare), è una gran fortuna che ciò tanto vi appaghi!
+Voi avrete tutto il tempo di bearvi con sì deliziosa compagna, però
+spirato il termine di una prigionia, forse proporzionata al delitto di
+aver delusi gli affetti di Elisabetta Tudor. Voi non isperate, cred’io,
+di scontarlo a più lieve costo!»
+
+«Spirito infernale! Osi tu schernirmi sulla sventura in cui m’avvolgo?
+rispose il Leicester. Aggiusta le cose, come ti parrà meglio.»
+
+«Se dite davvero, o signore, convien sull’istante portarsi a briglia
+sciolta a Cumnor,» replicò il Varney.
+
+«Vacci tu stesso, o Varney. Il demonio ti ha compartito quel genere
+d’eloquenza, che fa più impressione allorchè si tratta una cattiva
+causa. La mia fronte tradirebbe la bassezza della mia anima se ardissi
+proporre sì fatta frode. Vattene, dico, hai d’uopo ancora ch’io
+t’aggiunga sproni per compiere il mio disonore?»
+
+«Per servirvi non ho d’uopo di sprone, o Milord. Ma se volete
+seriamente affidarmi l’incarico di far gradire a Milady un espediente
+divenuto unico ed indispensabile, fa di mestieri mi diate uno scritto,
+che presso la nobile mia padrona mi faccia vece di credenziale.
+Assicuratevi poi, che io sosterrò questo partito con quanto è in me
+d’eloquenza. Porto sì ferma opinione dell’amore che la Contessa nudre
+per la Signoria vostra, e della inclinazione ch’è in essa a far tutto
+quanto possa tornare a vantaggio del suo sposo, per non dubitar punto
+ch’ella non acconsenta a portare per alcuni giorni un nome umile come
+il mio, tanto più che per antichità non cede in nessuna parte a quello
+della famiglia Robsart.»
+
+Il Leicester prese tutto quanto occorrevagli per iscrivere, ed
+incominciò per la Contessa due o tre lettere, che stracciò senza
+terminarle. Finalmente scrisse alcune righe slegate e disordinate,
+colle quali supplicava, per cagioni che riguardavano il proprio onore
+e la propria vita, la sua Amy a voler portare il nome di Varney per
+quel solo tempo che duravano le feste di Kenilworth. Aggiugnea che lo
+stesso Varney le avrebbe comunicati questi motivi onde si rendea tanto
+necessario sì fatto inganno. Dopo avere sottoscritta e suggellata la
+lettera, la gettò sopra la tavola, facendo tal gesto che intimava al
+Varney di partir sull’istante, e che questo consigliere intese a prima
+vista.
+
+Leicester rimase siccome uomo impietrito fintantochè udì lo scalpitar
+de’ cavalli; perchè il Varney senza nemmeno indugiare quant’era
+d’uopo per cambiar di vestito, salì in sella, e seguito da un solo
+servo s’avviò a tutta briglia verso la contea di Berk. Udito questo
+rumore, il Conte si alzò precipitosamente, e s’affacciò alla finestra,
+venuto sull’istante in idea di rivocare l’indegno messaggio di cui
+aveva incaricato l’uomo, che a confessione stessa del Leicester,
+non possedeva alcuna sorte di virtù, eccetto l’affezione per chi lo
+proteggea. Ma il Varney era già lontano tanto da non poter neanco
+udirne la voce, e l’aspetto del firmamento seminato di stelle,
+riguardato in quel secolo siccome il libro del destino, stolse il Conte
+da una risoluzione che sarebbe stata più degna di lui.
+
+«Eccoli che seguono il taciturno lor corso (dicea il Conte trattosi
+alla contemplazione del Cielo), eccoli questi astri, il cui possente
+influsso è sentito da tutti gli abitatori del nostro Pianeta. Se gli
+astrologi non mentiscono, ecco la crisi de’ miei destini! S’avvicina
+l’ora, l’ora per me di sperare e di temere ad un tempo, come mi fu
+predetto. Re si fu la parola. — Ma in qual modo? — La corona di
+Elisabetta! Da questo lato ogni mia speranza si dileguò. — Ebbene! io
+la rinunzio. Le ricche province dei Paesi Bassi mi domandano per loro
+capo, e se Elisabetta non si opponesse mi offrirebbero la corona di
+que’ Paesi. — E non ho io forse diritti al diadema?... anche entro il
+regno? Se Elisabetta venisse a morire, non appartengo io alla famiglia
+degli Huntingdon?... Ma asteniamoci dall’addentrarci maggiormente in sì
+rilevanti misteri. È d’uopo che per qualche tempo ancora, io continui a
+guisa di fiume sotterraneo il mio corso nell’oscurità e nel silenzio.
+Verrà giorno che mi mostrerò con tutto l’apparato della mia forza, e
+trascinerò meco tutto quanto si opporrà al mio passaggio.»
+
+Intantochè il Leicester cercava ingannare la sua coscienza medesima col
+presentare a se stesso l’aspetto di una pretesa politica necessità,
+e s’avvolgea per tal modo fra i lusinghevoli sogni dell’ambizione,
+il perfido suo ministro aveva abbandonato la Corte e la città per
+trasferirsi in tutta fretta al suo destino. Nè meno del Conte il
+Varney si era sollevato ad altissime speranze. Costui di fatto avea
+condotto al punto cui voleva il padrone, che discoprivagli, come
+ben vedesi, i lati più reconditi del proprio cuore, e si prevalea
+dell’opera di quest’uom detestabile, persino nel mantenere le più
+intrinseche corrispondenze colla sposa. Divisò dunque il Varney,
+che per l’avvenire il suo protettore non potesse più, nè far senza
+di lui, nè ricusar di secondarne le inchieste, comunque si fossero
+sragionevoli; onde se la _disdegnosa signora_, tal era il predicato con
+cui solea, fra se stesso e con Foster, qualificar la Contessa, se la
+_disdegnosa signora_ condiscendea finalmente alla domanda dello sposo,
+egli, Varney divenutone il marito supposto, divorava colla mente la
+futura condizione a se favorevole in modo cotanto straordinario, da
+non vedere omai limite alcuno alla propria autorità.... nè ravvisava
+perfin difficile l’ottenere un trionfo, cui agognava, primeggiando fra’
+sentimenti infernali che lo stimolavano quello di vendicare i sofferti
+disprezzi. Ma in mezzo a tali speranze non trascurava il ribaldo di
+meditare all’altra possibilità di trovare Amy affatto renitente ad
+accettar la parte che le si voleva assegnare nel dramma di Kenilworth.
+
+«Alasco, diceva egli, farà se ciò accade il suo ufizio; ed una
+infermità sarà il colore onde scusare presso Elisabetta la negligenza
+posta dalla signora Varney nel venire a tributarle omaggio in persona.
+Oh sì! e sarà, cred’io, una lunga e pericolosa malattia, se la Regina
+continua a riguardare milord Leicester con occhio sì favorevole. Non
+rinunzierò già di leggieri a divenire il favorito di un Monarca.
+Trotta, mio buon palafreno. L’ambizione, la sete di piacere e di
+vendetta conficcano i loro stimoli nel mio cuore, come io nel polveroso
+tuo fianco gli sproni. Trotta, trotta, mio buon palafreno, e il diavolo
+raddoppi la nostra velocità.»
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+ «Perchè colei, che un giorno
+ »Fu vita tua, disdegni?
+ »Del padre mio al soggiorno
+ »Chè non lasciarmi allor?
+ »Ah! invano, invan di lagrime
+ »Quest’occhi miei van pregni;
+ »Nè mai tanto durevole
+ »Tua lontananza amara,
+ »Ch’io più non son, rischiara,
+ »Barbaro, nel tuo cor!
+ (_Il castello di Cumnor_
+ di W. Giulio Mickle).
+
+
+Le più leggiadre signore de’ nostri giorni avrebbero certamente trovato
+nella contessa di Leicester, oltre all’avvenenza ed alla giovinezza,
+due qualità che a buon diritto le meritavano un grado fra le persone
+distinte. Noi la vedemmo nel suo intertenimento col merciaiuolo
+manifestare una grande propensione alla compera di cose inutili, ed
+avidità verso tutte quelle graziose inezie, che appena possedute
+perdono tutto il vezzo. In oltre le piaceva assai lo spendere molto
+tempo nell’adornarsi, comunque la ricca varietà del suo aggiustamento,
+nel luogo ov’era, non le giovasse che a procacciarsi o lodi per metà
+satiriche dalla scrupolosa Giannina, ovvero solamente l’approvazione
+di que’ due occhi brillanti, che vedeano riflettuto dallo specchio il
+proprio splendore. La contessa Amy per vero dire potea sulla leggerezza
+de’ propri gusti allegare in iscusa l’educazione solita in que’ giorni
+a darsi alle fanciulle, la quale non era fatta per inspirare la volontà
+dell’applicazione a giovani menti per natura leggiere e nemiche dello
+studio. Se questo eccessivo diletto per l’adornarsi non fosse stato in
+Amy, avrebbe potuto anche nella casa paterna fare tappezzerie o ricami,
+e decorare de’ lavori delle proprie mani le pareti e le suppellettili
+del castello di Lidcote, ovvero distrarsi da tai cure col preparare
+un grosso podingo a sir Ugo quando tornava da caccia. Ma Amy non avea
+preso genio di sorte alcuna nè al telaio, nè all’ago, nè alla lettura.
+Ella avea perduta in sua fanciullezza la madre: il padre non osava
+contraddirle cosa veruna; Tressiliano, unico che sarebbe stato capace
+di coltivarne lo spirito, molto si danneggiò appunto nell’animo di lei
+accettando con troppa sollecitudine il ministerio d’esserle precettore.
+Perchè accadde che questa giovinetta, la cui vivacità e la cui
+indolenza non trovavano mai opposizione, si avvezzò a riguardarlo con
+una specie di timore, e con un rispetto, mal concorde con que’ soavi
+sentimenti, che Tressiliano avrebbe voluto inspirarle. Così preparato
+il cuore d’Amy, ognun vede quanto fosse esposto a cedere al primo
+assalto, e quanto dovesse cattivarsi l’immaginazione della fanciulla il
+Leicester e per nobiltà di esterno portamento, e per grazia di modi, e
+per accorte lusinghe, prima ancora ch’ella avesse in lui conosciuto il
+favorito della ricchezza e del potere.
+
+Le frequenti visite che il Conte fece a Cumnor ne’ primi momenti delle
+nozze contratte con Amy, le rendeano sopportabili la solitudine ed il
+ritiro, cui si vedea condannata. Ma dacchè queste visite si diradarono,
+e fecero luogo a lettere di scusa, le quali, oltre al non contener
+sempre espressioni di tenero affetto, erano generalmente laconiche, il
+mal umore e i sospetti cominciarono ad introdursi in questi splendidi
+appartamenti, che l’amore aveva preparati alla bellezza: ed ella il
+dava troppo a divedere nelle risposte che faceva al Leicester, colle
+quali, adoperando più di franchezza che d’accorgimento, lo pregava
+finalmente a liberarla da quell’oscura prigionia col pubblicarne
+solennemente il maritaggio; ed ordinando i suoi argomenti con quella
+sola destrezza che in lei trovavasi, credeva renderli più efficaci col
+calor delle suppliche. Talvolta pure li mescolava di rimproveri, di cui
+il Leicester pensava aver qualche motivo di lamentarsi.
+
+«Non l’ho io fatta Contessa? diceva questi a Varney: ben mi sembra
+ch’ella potrebbe aspettare per prenderne il titolo e lo stemma
+quell’istante, in cui ciò mi fosse gradevole.»
+
+Ma la contessa Amy contemplava sotto tutt’altro aspetto le cose.
+
+«Che mi giova, ella dicea, d’avere di fatto il grado e gli onori di
+Contessa, se nessuno lo sa, se mi vedo costretta a vivere oscura,
+prigioniera, lontana da ogni consorzio, ed esposta a vedere ogni
+giorno ingiuriata la mia fama? Poco mi cale di queste perle, che tu,
+o Giannina, frapponi ogni dì alle mie trecce. Ti dico bene, che nel
+castello di Lidcote io non avea che a mettere una rosa novella ne’
+capelli, ed il padre mio mi chiamava presso di lui per contemplarla più
+da vicino, il vecchio curato sorridea, il buon Mumblazen vi trovava
+qualche allusione _blasonica_. Ora eccomi ornata d’oro e di pietre
+preziose, che sembro un reliquiario, nè vi sei che tu, o Giannina, per
+ammirare tutto questo mio aggiustamento. A Lidcote vi si trovava anche
+il povero Tressiliano... ma gli è inutile oggi il parlarne.»
+
+«Di fatto, mia signora, tutto ciò è inutile in giornata, rispose
+la grave Giannina, e per vero dire mi fate talvolta desiderare di
+non ve ne udire parlar sì sovente, e, perdonatemi, con qualche
+inconsideratezza.»
+
+«Le tue rimostranze mi sembrano fuor di stagione, o Giannina; io sono
+libera, benchè in questo momento si voglia tenermi incatenata, sicchè
+mi si direbbe piuttosto una schiava straniera che la sposa d’un Pari
+dell’Inghilterra. Te lo ripeto, Giannina: amo il mio sposo; l’amerò
+fino all’ultima mia ora, nè potrei cessar dall’amarlo, quand’anche il
+volessi, e perfino s’egli giugnesse a dimenticarmi... Dio solo vede
+s’io sia pur serbata a quest’ultima disavventura. Ma ciò nonostante,
+lo dico con franchezza, sarei stata più felice col rimanermi a
+Lidcote; avessi anche dovuto divenire la sposa del povero Tressiliano,
+e sostenere lo sguardo malinconico, e la farragine delle dottrine
+di cui egli avea piena la testa, e delle quali m’importava sì poco.
+Egli soleva però dirmi, che se mi fossi data a leggere i libri suoi
+prediletti, siccom’egli me lo consigliava, sarebbe venuto tempo, in cui
+trovarmi molto contenta di avere abbracciati i suoi suggerimenti....
+Oh! credo, Giannina, che questo tempo sia giunto.»
+
+«Mia signora, soggiunse allora l’ancella, ho comperato per voi alcuni
+libri da uno zoppo, che li vendeva sulla piazza del mercato, e che mi
+guardò in un modo bene ardimentoso, ve ne assicuro.»
+
+«Vediamoli, Giannina, disse la Contessa, ma soprattutto ch’essi non
+siano di que’ tuoi libri puritani!... E di che trattano questi qui,
+mia devota compagna? _Smoccolatoio per un candeliere d’oro! Fascetto
+di mirra e d’isopo per purgare un’anima inferma! Tazza d’acqua della
+valle di Bacca! Le volpi e le fiaccole!_ Che nome dai tu a questo
+guazzabuglio, o mia cara?»
+
+«Oh Dio! signora, era mio debito prima di tutto il mettervi innanzi
+agli occhi la _Grazia_, ma se poi la rifiutate, non so che dirvi:
+eccovi componimenti teatrali, e poesie, a quanto penso.»
+
+La Contessa cominciò con aria di trascuratezza il suo esame aprendo
+parecchi volumi, divenuti omai sì rari, che uniti insieme, sarebbero
+oggidì un tesoro per qualche dilettante d’ogni antichità bibliografica.
+Eranvi il _libro di cucina stampato da Riccardo Lant, i passatempi
+del popolo, il castello della Scienza_ ec.... ma tal genere di
+letteratura, non maggiormente che il primo si confaceva al gusto di
+Amy. D’improvviso un calpestio di cavalli si fece udir nella Corte. La
+Contessa, levatasi con gioia, abbandonò il noioso intertenimento di
+scartabellare in questa preziosa raccolta, e lasciando cadere molti
+libri sul pavimento corse alla finestra, sclamando: «Egli è Leicester!
+il mio nobile Conte, il mio Dudley! Ogni calpestio del suo cavallo
+rimbomba a guisa di suono armonioso.»
+
+Videsi qualche bisbiglio nella casa, e il Foster, con
+quell’accigliamento ch’eragli solito, entrò nella stanza della Contessa
+per dirle, che Riccardo Varney dopo aver corso tutta la notte giugneva
+portando ordini del suo signore, e chiedendo di essere sull’istante
+presentato a Milady.
+
+«Varney vuol parlar meco! Ebbene! avrà da arrecarmi notizie del Conte.
+Introducetelo tosto.»
+
+Varney entrò nell’appartamento, ove stavasi seduta Amy, adorna di tutta
+la sua naturale avvenenza, e di tutti i novelli fregi aggiunti dalla
+ricchezza, dalla eleganza del semplice suo abito, e dalle cure datesi
+da Giannina nel farli meglio spiccare. Ma il migliore adornamento di
+Amy era la bella capigliatura, che ondeggiava in leggiadrissime anella
+attorno ad un collo bianco siccome quello di un cigno, e sopra un seno
+che la concetta speranza di rivedere lo sposo aveva agitato, colorando
+di un animato vermiglio tutti que’ vezzosi lineamenti.
+
+Il Varney se le presentò in quell’abbigliamento medesimo con cui aveva
+in tal giorno accompagnato il suo padrone alla Corte, sicchè lo spicco
+dell’abito facea strano chiaroscuro col disordine d’aggiustamento
+prodotto da un viaggio sì precipitoso, intrapreso di notte e per
+cattivi sentieri. Leggeansi sulla costui fronte l’inquietezza
+dell’animo e l’imbarazzo proprio di chi debbe annunziar cose che
+non crede dover essere ben accolte, ed è nondimeno costretto dalla
+necessità ad eseguire con tutta sollecitudine l’assuntosi ministerio.
+A tale aspetto spaventata subito la Contessa, sclamò: «Voi mi arrecate
+notizie di Milord, o Varney! Gran Dio! Sarebb’egli infermo?»
+
+«No, Milady, per grazia del Cielo, soggiunse il Varney. Calmatevi
+adunque, e permettetemi di riprender fiato prima ch’io adempia il mio
+messaggio.»
+
+«Non voglio indugi, o signore, rispose la Contessa. Conosco i vostri
+artifizi; e poichè il fiato vi ha sostenuto a condurvi fin qui, vi
+potrà sostenere ancora nel raccontarmi quello che avete da dirmi, o
+almeno per darmene succintamente una idea.»
+
+«Signora, rispose il Varney, non siamo qui soli, ed il messaggio di
+Milord non riguarda che voi.»
+
+«Lasciatene, Giannina, e voi pure signor Foster, diss’ella, ma rimanete
+nella stanza contigua in modo di udir la mia voce.»
+
+Il Foster pertanto e Giannina obbedirono agli ordini di milady
+Leicester, ritirandosi nel prossimo vestibolo. Allora la porta della
+stanza fu chiusa accuratamente a chiave ed a catenaccio. Il padre
+e la figlia rimasero al di fuori, il primo con feroce e sospettosa
+attenzione, l’altra coll’animo diviso fra il desiderio di conoscere
+la sorte della sua padrona, e la cura di pregare il Cielo per la
+salvezza della medesima. Si sarebbe detto che lo stesso Tony Foster
+avesse qualche sentore delle idee in cui stavasi immersa la mente di
+sua figlia, perchè attraversò l’appartamento, e prendendone la mano le
+disse: «Tu hai ragione, prega, Giannina, prega il Cielo: tutti abbiamo
+gran bisogno di pregarlo, e qualcuno di noi più degli altri. Orerei io
+medesimo, se non volessi porgere orecchio a quanto succede là entro:
+qualche disastro si prepara, o mia cara figlia. Sì veramente: qualche
+disastro è vicino. Dio ci perdoni i nostri peccati, ma questo arrivo
+subitaneo del Varney non mi presagisce nulla di favorevole.»
+
+Era questa la prima volta, in cui Giannina intendesse dal padre
+simili detti, che doveano in vero renderla diffidente, e sollecitarne
+l’attenzione a tutto quanto avveniva in quel soggiorno del mistero.
+La paterna voce sonava all’orecchio di lei siccome quella funesta di
+un gufo, che pronostica lutto e sventure. Fisò ella gli occhi alla
+porta con tale ansietà d’animo, come se da un istante all’altro avesse
+aspettati accenti d’orrore, o spettacoli di spavento.
+
+Nondimeno le cose erano tuttavia affatto tranquille, e le persone che
+parlavano nella contigua stanza il faceano con voce tanto sommessa,
+che non se ne poteano distinguere le parole. Se non che, tutto
+all’improvviso, si udirono alcuni detti pronunziati affrettatamente,
+indi la voce della Contessa, che col tuono della più veemente
+indignazione esclamò: «Apritemi la porta, o signore, ve lo comando:
+apritemi la porta. Non è tempo di repliche, (continuò ella coprendo
+colle sue grida la voce soffocata di Varney, che però per più riprese
+si fece ascoltare). Temerario! Uscite, vi dico. Giannina, chiamate
+gente in soccorso. Foster, atterrate la porta. Uno scellerato mi
+trattiene a forza. Adoperate leve ed accette, sig. Foster: vi starò per
+mallevadore io medesima.»
+
+«Non farà mestieri di ciò, o signora, (disse finalmente Varney
+in modo da essere inteso); e quando vogliate palesi a tutto il
+mondo gl’importanti segreti di Milord ed i vostri, io non pretendo
+impedirvelo.»
+
+Vennero tolti i catenacci e aperta la porta; onde Giannina ed il padre
+di essa si lanciarono nella stanza ansiosi di sapere i motivi che
+produssero queste reiterate esclamazioni.
+
+Entrati appena, trovarono il Varney in piedi innanzi alla porta, che
+digrignava e presentava nella fisonomia i sentimenti, fra loro opposti,
+della rabbia, della vergogna e del timore ad un tempo. La Contessa
+stavasi nel mezzo dell’appartamento, siccome giovane pitonessa invasata
+da fuoco profetico.
+
+Le vene turchine della sua bella fronte si erano enfiate per la
+violenza che fatto avea nel gridare. Rossi al par di scarlatto il
+collo e le guance, gli occhi sfavillanti d’ira, lanciavano sguardi
+simili a quelli che un’aquila prigioniera manda sopra coloro cui non
+può avventarsi dalla sua gabbia. Se fosse ragionevole l’immaginare
+una delle tre Grazie agitata dalle Furie, nulla esprimeva meglio
+tal fantasia siccome il volto d’Amy, in cui si univano nel medesimo
+punto e quanti vezzi, e quanti sentimenti di sdegno, di disprezzo, di
+alterezza, di rabbia sia possibile l’ideare. I gesti e l’atteggiamento
+d’Amy corrispondevano alla sua voce, al suo sguardo, e mostravano un
+aspetto maestoso e seducente ad un tempo; tanto la forza della passione
+aveva accoppiato naturale avvenenza a sublimità. All’atto istesso dello
+schiudersi la porta, Giannina era corsa inver la padrona, e Foster,
+benchè a passi più lenti che non la figlia, pur sollecitandosi più che
+d’ordinario, si avvicinò a Varney.
+
+«In nome della verità! che accadde alla Signoria vostra?» chiese
+Giannina alla Contessa.
+
+«In nome di Satanasso, che le avete voi fatto?» disse Foster al suo
+amico.
+
+«Chi? io? (rispose Varney colla testa bassa e di mal umore). Ho dovuto
+comunicarle gli ordini del suo sposo, e se a questi non si vuole
+uniformare Milady, sa meglio di me che le convenga rispondere.»
+
+«Giannina, ne chiamo in testimonio il Cielo! disse la Contessa, il
+traditore ha orrendamente mentito; egli non può che mentire, poichè
+dice cose che oltraggiano l’onore del mio nobile sposo; mentisce
+doppiamente, perchè le parole di costui non sono intese che a favorire
+un disegno esecrabile quanto impossibile ad effettuarsi.»
+
+«Voi mi avete inteso male, o signora (disse il Varney ricorrendo ad una
+specie di sommessione). Ma lasciamo tale argomento, finchè sia calmata
+la vostra collera. Allora vi soddisferò su tutti i punti.»
+
+«Non te ne verrà mai l’uopo, disse ella a Varney. Mira quest’uomo, o
+Giannina. Egli è ben abbigliato, l’esterno suo è d’un gentiluomo; ed è
+venuto qui per farmi credere essere intenzione, anzi comando assoluto
+del mio legittimo sposo, ch’io parta seco lui per Kenilworth, e che là
+alla presenza della Regina, de’ nobili della Corte, del mio consorte
+medesimo io riconosca lui, lui che spazzola i vestiti, che pulisce
+gli stivali, lui dico, lo staffiere di Milord, ch’io lo riconosca per
+mio signore, per mio marito! Gran Dio! Dovrei io stessa fornire armi
+contro di me, quando vado ad implorare i miei diritti, il mio grado?
+rinunziare alla fama di onesta persona, rinunziare a prendere la mia
+sede fra le rispettabili matrone della nobiltà Inglese?»
+
+«Voi la udite, Foster! e voi Giannina la udite! (disse Varney
+profittando di quell’istante di silenzio); voi la udite nel momento
+medesimo della sua collera. Non mi rimprovera ella fuorchè un
+divisamento suggerito dal nostro buon padrone nella lettera che sta ora
+fra le sue mani, un divisamento comandato dalla necessità di custodire
+un certo segreto.» Allora il Foster tentò di porsi in mezzo con
+quell’aria autorevole ch’ei giudicava conforme al grado affidatogli in
+quella casa.
+
+«Sì, o signora, debbo confessare che vi lasciaste condurre da
+troppo impeto in tal circostanza. Simile frode non è tutte le volte
+riprovevole, e semprechè venga adoperata a buon fine. Non altrimenti il
+patriarca Abramo finse che Sara gli fosse sorella, allorchè andarono
+insieme in Egitto.»
+
+«Non vi nego questo, disse la Contessa, ma Dio per riprovare sì fatta
+impostura commessa dal padre del suo popolo, si valse fin della voce
+del pagano Faraone. Vergognatevi di non leggere la Scrittura se non
+se per citare, a guisa d’esempi, quelle cose che vi sono proposte, in
+vece, siccome avvertimenti.»
+
+«Ma con vostra buona licenza, risoggiunse il Foster, Sara non si oppose
+alla volontà del suo sposo; e fece anzi quanto le venne ingiunto da
+Abramo col nominarsene la sorella, così per l’interesse del marito come
+per quello della propria anima, che la troppa avvenenza delle forme
+poneva in pericolo.»
+
+«Oh! il Cielo mi perdoni ora un inutile sdegno! replicò la Contessa, ma
+tu sei un ipocrita ardimentoso quanto colui è un mentitore impudente.
+Potrò io creder giammai che il nobile Dudley abbia approvato il disegno
+di disonorarmi! Egli è in cotal modo che calpesto co’ piedi questa
+lettera infame... S’egli ne è veramente l’autore, io ne cancello per
+sempre la rimembranza.»
+
+E in ciò dire lacerò di fatto la lettera di Leicester, calpestandola
+co’ piedi nell’eccesso del suo disdegno, quasi volesse annichilarne
+fino i più piccioli rimasugli.
+
+«Siatemi testimoni, disse il Varney, ripigliando il suo tuono di
+sicurezza, siatemi testimoni, ch’ella ha lacerata la lettera di Milord,
+immaginandosi di far ricadere sopra di me un disegno che partì dal
+volere del suo medesimo sposo. Ella vorrebbe che fossi io solo il
+colpevole, quando in tutto questo non ho verun personale interesse.»
+
+«Tu menti ognor più, o abbominevole ribaldo (disse la Contessa ad
+onta degli sforzi, che per costringerla al silenzio facea Giannina,
+sfortunatamente presaga che tanto impeto non le gioverebbe se non se
+a fornir armi contro di se medesima). Tu menti. Non m’impedir ch’io
+parli, o Giannina. Dovesse questo essere l’ultimo mio detto, egli
+mente! Egli si prefiggea, sappiatelo, uno scopo infame, e vi sarebbe
+corso più apertamente, se il mio sdegno mi permettea di conservare più
+a lungo il silenzio che lo aveva incoraggiato da prima a discoprire le
+scellerate sue mire.»
+
+«Signora, disse il Varney (preso da grave confusione, che la sua
+medesima sfrontatezza non gli valse a nascondere) vi prego a credere
+che prendeste abbaglio.»
+
+«Crederò piuttosto che sia notte in pieno meriggio. Ho io forse
+dimenticato ogni cosa? Non rammento io certi tuoi artifizi, che, se
+Milord gli avesse saputi, ti avrebbero meritato una morte degna di chi
+ti somiglia anzichè la sua intrinsichezza? O perchè non sono io un uomo
+per soli cinque minuti? Questo tempo mi basterebbe per costrignere un
+vile tuo pari alla confessione della propria scelleratezza. Ma vattene.
+Esci di qui. E dì al tuo padrone, che quand’anche mi sentissi capace
+di tenermi all’obbrobriosa via, in cui mi porrebbe necessariamente
+l’impostura, che osi dire da lui suggerita, cercherei dargli un rivale
+meno immeritevole di questo titolo. Oh! puoi accertarlo che nol
+soppianterebbe almeno un vil salariato, le cui glorie si stanno nel
+far la caccia agli abiti di Milord prima che sieno del tutto usati, nè
+atto a sedurre che una qualche giovane di contado coll’eleganza di un
+nastro nuovo, aggiunto opportunamente ad un paio di scarpe vecchie del
+suo padrone. Vattene, dissi, esci di qui. Io ti disprezzo, quanto mi
+vergogno di sdegnarmi contro un ente obbrobrioso quale ti sei.»
+
+Varney abbandonò quella stanza dando a divedere ne’ moti della
+fisonomia la cupa rabbia che gli premea l’animo. Lo seguì il Foster,
+che comunque non avesse una coscienza facile ad atterrire, si trovò
+soprappreso da questo torrente d’indignazione impetuosa, uscito dalle
+labbra d’una giovane, che si era mostrata insino allora di tempra
+dolcissima, e assai indolente per altra parte onde si potesse crederla
+capace di nudrire un pensiero di sdegno, o di pronunziarne un accento.
+
+Il Foster si fece come ad inseguire di appartamento in appartamento il
+Varney, addossando interrogazioni ad interrogazioni, alle quali non
+rispose l’altro sintantochè non furono alla vecchia biblioteca, di cui
+già il lettore ha fatto pratica. Colà giunto il favorito di Leicester,
+si volse al vecchio Puritano, e gli parlò con una certa sicurezza,
+perchè pochi istanti bastavano a costui, avvezzo a comandare ai
+movimenti del proprio animo, per ricuperarne la fermezza e ricomporsi.
+
+«Tony, diss’egli, usando dell’ironia a costui famigliare, non vo’
+negartelo, la donna e il diavolo, i quali, come te lo potrà confermare
+il tuo oracolo, Holdforth, ingannarono l’uomo sin dalla creazione del
+mondo, hanno quest’oggi trionfato della mia saggezza. Questa piccola
+Furia aveva modi cotanto seducenti, ebbe l’arte di contenersi con tanta
+naturalezza tutto il tempo da me impiegato a comunicarle il messaggio
+di Milord, che finalmente (odilo in pace), ho creduto potere lasciare
+andar qualche parola anche per me. Costei crede ora aver la mia testa
+sotto la sua cintura, ma l’ha sbagliata d’assai. Dov’è il dottore
+Alasco?»
+
+«Nel suo laboratorio, disse il Foster: è questa l’ora in cui non se
+gli può parlare. È d’uopo lasciar trascorrere il mezzogiorno, se non
+vogliamo distruggere l’effetto de’ rilevanti suoi studii, o a meglio
+dire, divini.»
+
+«Sì, egli studia la divinità del diavolo, disse Varney, ma semprechè io
+voglia vederlo, tutte le ore sono a proposito. Conducimi dunque al suo
+_Pandemonio_.»
+
+«Sì,» disse il Varney, e con quel passo trepidante di chi sta per
+precipitare l’esecuzione d’orribil disegno, seguì Foster, che lo guidò
+per traverso a corritoi, dei quali la maggior parte stava per cadere
+in rovina, sino all’appartamento sotterraneo occupato in allora dal
+chimico Alasco. Fu in questo luogo medesimo, che qualche tempo prima
+un abate di Abingdon delirante per le scienze occulte, avea con grande
+scandalo del suo convento messo un laboratorio, ove pari ad altri
+insensati di questo secolo perdè e gli anni e molte somme di denaro
+nella ricerca di un grande segreto.
+
+Tony Foster fermatosi dinanzi alla porta, che era con diligenza chiusa
+al di dentro, mostrò di nuovo grande titubazione. Ma Varney che non
+dividea coll’altro gli scrupoli, a furia di grida e di ripetuti colpi
+all’uscio, trasse il saggio da’ suoi lavori. Alasco aperse dunque
+lentamente, e a ritroso. Gli occhi di costui si vedeano accesi, ed
+offuscati soltanto dal calore e dai vapori usciti del lambicco, su
+di cui prima stavasi meditando. L’interno di quella cella offeriva
+alla vista di chi vi entrava un confuso miscuglio di sostanze fra
+loro eterogenee, e di arnesi misteriosi. Il vecchio allora borbottò
+impazientemente tai detti:
+
+«È dunque deciso, che ad ogni momento io debba essere distolto dagli
+affari del Cielo per que’ della Terra?»
+
+«Per que’ dell’Inferno, soggiunse il Varney, perchè quello è l’elemento
+che ti si conviene. Foster, abbiamo d’uopo che tu assista alla nostra
+confabulazione.»
+
+Il Foster entrò a passi lenti in quell’antro seguito dal Varney, che
+chiuse la porta dietro di sè. Ma lasciamo questi tre scellerati che
+stanno deliberando, per venire alla contessa Amy, che col disdegno e
+il timore dipinti su quel bel viso andava innanzi e indietro pel suo
+appartamento.
+
+«Scellerato, traditore, vile artefice d’iniquità! Ma io l’ho
+smascherato, Giannina! Aspettai che il serpente svolgesse dinanzi a me
+tutte le spire entro cui raggruppavasi, e mi comparve strisciando in
+tutta la sua laidezza. Ho repressi i moti della mia collera in modo,
+che mi sentiva scoppiarne io medesima per lo sforzo, ma gli ho repressi
+fintantochè m’abbia egli scoperto il fondo del suo cuore più nero
+degli abissi. E tu, o Leicester, avresti potuto per un solo istante
+rinnegare i diritti legittimi che ho sopra di te, o cederli tu stesso
+ad un altro? Ma egli è impossibile. Tutto fu menzogna quanto venne da
+quell’uomo infame. Giannina, io non voglio rimanermi più lungo tempo in
+questo luogo. Temo Varney, temo tuo padre. Sì, Giannina, lo dico con
+ispavento, temo tuo padre, ma soprattutto questo abominevol Varney.
+Voglio fuggire da Cumnor.»
+
+«Oh Dio! Signora, e dove vorreste voi fuggire? Quai modi sono in voi
+per sottrarvi da queste mura?»
+
+«Nol so nemmen io, Giannina (disse la sventurata Amy, sollevando gli
+occhi al cielo e giugnendo le mani) nol so nemmen io ove mi fuggirò,
+nè quai modi mi avrò per fuggire. Ma sono ben certa, che quel Dio, al
+quale prestai sempre omaggio, non mi abbandonerà in una crisi cotanto
+tremenda, poichè al presente mi trovo fra le mani degli empi.»
+
+«Non pensate questo così in generale, mia cara Signora, disse Giannina.
+Mio padre è bensì di un’indole severa, compie scrupolosamente i comandi
+che gli vengono trasmessi, però....»
+
+Nell’istante medesimo Tony Foster entrò nell’appartamento tenendo
+fra le mani una tazza di vetro, ed un’ampollina. I costui modi
+aveano questa fiata qualche cosa di straordinario, perchè comunque
+nell’avvicinarsi altre volte alla Contessa non si fosse mai comportato
+se non se col rispetto dovuto al grado della medesima, pure lasciava
+sempre scorgere quella salvatichezza naturale che parea non si potesse
+scompagnare da lui.
+
+In tal circostanza soltanto, nè dalla sua fisonomia, nè da’ suoi detti
+traspirò quel tuono d’autorità, che costui d’ordinario occultava sotto
+una maschera grossolana d’urbanità e cortesia, come i malandrini
+nascondono le pistole o il bastone sotto un ferraiuolo mal messo. Ciò
+nondimeno il sorriso di questo ipocrita parea mosso da tema anzichè da
+benevolenza. Quella sua venuta era intesa ad offerire alla Contessa un
+cordiale, prezioso al dir del malvagio, e tale che avrebbe ridonata
+la calma allo spirito di essa, agitato tuttavia dallo spavento dianzi
+sofferto. Pur quel suo sguardo e la mano e la voce tremebonda, e
+tutto il suo portamento lo dinunziavano complice di qualche sinistro
+disegno, e posero in sospetto fino Giannina, la quale dopo essersi
+fermata qualche minuto secondo a contemplarlo con maraviglia, parve
+si preparasse d’improvviso ad un atto ardito: onde alzato il capo,
+prese aria ed andamento, risoluti ed autorevoli, e lenta frapponendosi
+alla padrona ed al padre, volle togliere di mano a questo la tazza,
+aggiugnendo con voce sommessa ma ferma queste parole: «Padre mio,
+verserò il cordiale alla mia nobil Signora quando a lei sarà in grado.»
+
+«No, cara figlia (disse il Foster con tuono vivace ed inquieto ad un
+tempo) no: non s’appartiene a te il renderle tale servigio.»
+
+«E perchè, disse Giannina, perchè non a me, se trattasi di cosa che dee
+ristorarla?»
+
+«Perchè, perchè! (disse il ribaldo, alle prime esitante, poi mettendosi
+in collera, il che gli era ottimo espediente per sottrarsi alla
+necessità di dar ragioni migliori) Perchè voglio così, figlia mia.
+Andate all’ufizio della sera.»
+
+«Altre volte potrò assistere all’ufizio, rispose Giannina, ma per
+questa, ve lo protesto, non uscirò di qui sin ch’io non mi veda meglio
+rassicurata sulla sorte della mia signora. Datemi, o padre mio,
+quest’ampolla,» e a malgrado di lui la tolse dalle sue mani, che pareva
+avesse aperte il rimorso. «Quanto può giovare alla mia signora non può
+essere a me nocevole. Padre mio, alla vostra salute.»
+
+Il Foster senza rispondere parola, si lanciò sulla figlia e le
+strappò di mano l’ampolla. Indi confuso di quanto avea fatto,
+irresoluto su quello che dovea operare in allora, rimase immobile in
+quell’atteggiamento, com’uom fatto di pietra, coll’ampolla in mano,
+colle gambe allontanate l’una dall’altra, e tramandando dagli occhi,
+che fermi avea sulla figlia, tutta quella schifosa orridezza che nasce
+dal collegamento della rabbia, del timore e della perfidia.
+
+«La cosa è stravagante, o padre mio (disse Giannina, e nel tempo stesso
+lanciò sul padre una di quelle occhiate, onde, a quanto dicesi, i
+custodi delle persone prese da nero delirio le fan soggette al proprio
+volere). Voi non vorrete adunque nè ch’io serva alla mia padrona, nè
+ch’io beva alla sua salute?»
+
+Il coraggio della Contessa si resse nel durare di sì terribile scena,
+e conservò quella rassegnazione che le era connaturale; e benchè
+impallidita fin dal primo istante dell’apparsole tradimento, l’occhio
+di lei appalesava tranquillità, e quasi disprezzo verso i suoi
+assassini.
+
+«Questo prezioso cordiale, volete assaggiarlo voi, signor Foster?
+Poichè non permettete che Giannina ne gusti, non mi negherete almeno
+di soddisfarmi nel secondo modo che vi propongo. Bevete adunque, ve ne
+prego.»
+
+«Non voglio,» disse il Foster.
+
+«E a chi era dunque serbata questa peregrina bevanda?» disse allor la
+Contessa.
+
+«Al diavolo che l’ha composta,» sclamò il Foster, e detto ciò
+affrettatamente partissi.
+
+Giannina mirava la Contessa con occhio, in cui esprimevansi la
+vergogna, la compassione, il cordoglio.
+
+«Non piangete per me, o Giannina,» disse dolcemente a questa giovane la
+Contessa.
+
+«No, mia Signora (rispose l’altra con voce che interrompeano i
+singulti). Non è già per voi ch’io pianga, ma per me medesima, per
+quello sciagurato, che oso appena... Coloro che si disonorarono innanzi
+agli uomini, e che Dio condannò, coloro debbono piangere, e non già
+chi si conosce innocente. Vi lascio, o mia buona padrona,» diss’ella,
+prendendo in tutta fretta la mantellina ch’era solita usare, allorchè
+usciva di casa.
+
+«Mi abbandonate forse, o Giannina, mi abbandonate voi, mentre mi trovo
+in una condizione tanto crudele?»
+
+«Abbandonarvi, o signora, (sclamò questa buona compagna correndo
+tosto verso di lei, e coprendole di baci le mani). Abbandonarvi!
+Possa abbandonarmi, se di ciò fossi capace, fin la speranza della mia
+eterna salute. No, signora: voi ben diceste che il Dio, cui prestate
+omaggio, vi aprirebbe una strada di scampo: io l’ho pregato notte
+e giorno perchè m’illuminasse; io mi stava irresoluta fra i doveri
+dell’obbedienza verso quel miserabile, che or volse di qui i suoi
+passi, e di quella obbedienza cui avete diritto. Non debbo chiudere
+quella porta di salvezza che Dio stessa vi apre. Non mi domandate altro
+intorno a ciò. Fra poco mi rivedrete.»
+
+Così parlando si avvolse nella sua mantellina, e passò nell’altro
+appartamento, ove scontrandosi nella vecchia fantesca, le diede a
+credere di trasferirsi, come di solito, all’uficio della sera, indi
+uscì fuor di casa.
+
+Intanto il padre di Giannina era tornato nel laboratorio, ove trovò i
+complici del delitto ch’egli non aveva ardito mandar a fine.
+
+«L’uccelletto ha bevuto?[4]» disse il Varney con un dimezzato sorriso;
+ed eguale interrogazione faceano gli occhi dell’Astrologo che non parlò.
+
+«No, disse il Foster, nè sarò io quel tale che le presenti il veleno.
+Vorreste adunque ch’io commettessi un assassinio alla presenza di mia
+figlia?»
+
+«Oh uomo vile senza essere perciò migliore! E non ti fu detto, rispose
+con rabbia il Varney, che qui non trattavasi di assassinio, come piace
+a te, o stolido, il chiamarlo con quella tua voce tremante, e con quel
+tuo sguardo smarrito? Non ti venne assicurato che si volea soltanto
+procurarle una infermità leggiera e di niuna conseguenza, della natura
+di quelle che le donne fingono continuamente, onde potersi a lor agio
+sdraiare sopra un canapè anzichè curare i loro affari domestici? Ecco
+un uom ragguardevole che giurerà per la _chiave del castello della
+Saggezza_.»
+
+«Lo giuro, disse Alasco, l’elissire contenuto nell’ampolla che tieni
+ancor fra le mani, non è mortale. Lo giuro per l’eterna invariabile
+quintessenza d’oro racchiusa in tutte le sostanze della natura, e la
+cui segreta esistenza non può essere scoperta se non se da colui, al
+quale Trimegisto cederà la chiave della scienza cabalistica.»
+
+«Ecco un giuramento d’alto peso, disse il Varney: Foster, tu saresti
+peggio assai che un pagano, se ti rimanessi nella tua incredulità.
+Per altra parte, puoi prestar fede a me, che giuro unicamente sulla
+mia parola: se tu continui a ricalcitrare, rinunzia alla speranza di
+convertire in atto di proprietà il tuo contratto enfiteutico. Nè Alasco
+cambierà in oro il tuo stagno, e per quanto spetta a me, virtuoso Tony,
+tu non sarai in eterno altra cosa che il mio fittaiuolo.»
+
+«Io non comprendo, signori miei, disse il Foster, qual sia l’ultimo
+fine di tutti questi vostri divisamenti: ma ben avvi una cosa, a cui mi
+son risoluto; ed è che qualunque incidente stia per accadere, voglio
+siavi alcuno che preghi il Cielo per me, e questo alcuno, sarà mia
+figlia. La mia vita fin qui non è stata buona, ed ho pensato troppo
+agli affari mondani; ma Giannina è innocente siccome allor quando
+scherzava in grembo a sua madre. Mia figlia almeno non andrà priva
+della sua sede in quella beata città, che ha muraglie di oro puro, e le
+fondamenta di pietre preziose.»
+
+«Che sarebbe veramente un paradiso conforme al tuo cuore, disse Varney.
+Discutete con lui su quest’argomento, dottore Alasco; io tornerò fra
+brev’ora.» Nel dire tali cose, il Varney si alzò da sedere, e presa
+l’ampolla che stava sopra la tavola si partì da quel luogo.
+
+«Figlio mio, (disse Alasco al Foster, appena uscito il Varney) io ti
+protesto che qualunque cosa ardisca dire questo impudente e profano
+schernitore della scienza sovrana, in cui per la grazia del Cielo ho
+fatti tanti progressi, non v’è alcuno fra gli artefici viventi ch’io
+volessi riconoscere per mio maestro. Lascio pure che questo riprovato
+inveisca in bestemmie contro cose troppo sante per essere comprese da
+uomini incapaci di concepir pensamenti, fuorchè carnali e colpevoli; ma
+te lo giuro io, la città veduta da san Giovanni nella luminosa visione
+dell’Apocalisse, questa nuova Gerusalemme, a cui sperano giugnere tutti
+i credenti, annunzia in figura la scoperta del gran segreto[5]; di
+questo gran segreto, per cui le cose le più preziose e perfette che la
+natura abbia create, si ricaveranno da produzioni abbiette e vilissime
+della medesima, siccome la farfalla dall’ali leggiere e dorate,
+vezzosissimo tra i figli del venticel della state, sfugge dal carcere
+d’informe crisalide.»
+
+«Il maestro Holdforth non ha parlato di questa versione, disse il
+Foster con aria di perplessità; per altra parte, dottore Alasco, la
+santa scrittura ne insegna, che l’oro e le pietre preziose della città
+santa non sono fatte in verun modo per chi fabbrica menzogne, o si
+lorda d’abbominazioni.»
+
+«Ebbene, disse il Dottore, che concludete voi da tutto ciò, figlio mio?»
+
+«Concludo che chi distilla veleni, o chi li somministra segretamente,
+non può aver parte a queste ricchezze ineffabili.»
+
+«Conviene distinguere, figlio mio, riprese a dire l’alchimista, fra
+le cose necessariamente cattive e nei modi e nei fini, e fra quelle
+che comunque ingiuste possono produrre un bene. Se la morte di un
+individuo può avvicinare a noi quel tempo, in cui basterà il desiderio
+per vedere compiuto quanto è di bene, per vedere tolto dalla superficie
+della terra ogni male; per arrivare a quel tempo in cui le infermità,
+i patimenti, gli affanni, ubbidiranno alla scienza umana siccome
+schiavi; a quel tempo che il menomo cenno del sapiente sarà assai per
+farli fuggire; a quel tempo in cui quanto avvi oggidì di più prezioso
+e di più raro sarà posto all’arbitrio di chiunque ascolterà le voci
+della saggezza; a quel tempo in cui l’arte medica cederà affatto luogo
+al rimedio universale; e i saggi divenendo i monarchi della terra,
+la stessa morte rifuggirà alla lor voce; se vi ripeto questo felice
+avvenire può essere affrettato da un accidente di sì lieve conto,
+qual è la perdita d’un fragile corpo fatto di polve, e che soggetto
+necessariamente alla comun legge, vada a finir nel sepolcro qualche
+istante prima dell’ora assegnatagli dalle leggi della natura; che è
+egli mai un tal sagrifizio per accelerare il Santo _Millenio_?[6]»
+
+«Se non m’inganno, _Millenio_ vuol dire il regno de’ Santi,» disse
+crescendo sempre nelle sue dubbiezze il Foster.
+
+«Dì, ch’è il regno de’ saggi, o mio figlio, o piuttosto il regno della
+stessa Saggezza,» rispose Alasco.
+
+«Si è toccato questo articolo col maestro Holdforth nell’ultima
+congregazione; ed egli sostiene che una dottrina simile alla vostra è
+eterodossa, e la spiegazione che voi date, falsa e diabolica.»
+
+«Egli è avvinto fra i ceppi dell’ignoranza, o mio figlio, rispose
+Alasco: il suo grado non si estende oltre al _cuocer mattoni in
+Egitto_, o al più ad _errare nell’arido deserto del Sinai_. Facesti
+male in parlando di sì fatte cose ad un simile uomo: nondimeno ti
+darò ben tosto tal prova, che sfiderò questo teologo di mal umore a
+confutare, quand’anche volesse lottar meco, come i Magi lottarono
+contro Mosè alla presenza del re Faraone. Assisterai tu medesimo,
+figlio mio, quando _getterò la mia polvere di proiezione_, e ti
+convincerò co’ tuoi stessi occhi della verità.»
+
+«Prosegui, prosegui, dotto filosofo (disse il Varney che entrava in
+quel medesimo istante), egli può bene ricusare le testimonianze che
+vengono dal tuo labbro; ma come negherà quelle che i suoi occhi stessi
+gli procacceranno?»
+
+«Varney, disse l’alchimista, Varney di ritorno? Hai già?...» nè
+proseguì oltre.
+
+«Hai già eseguita la tua impresa? tu volevi dire, rispose il Varney.
+Sì; e tu (soggiunse, mostrandosi più che d’ordinario irrequieto) sei
+ben sicuro di non aver versato più o meno della misura esatta?»
+
+«Lo sono, rispose Alasco; sicuro almeno quanto si può esserlo nel
+far proporzioni tanto delicate, e che dipendono anche molto dalla
+differenza delle costituzioni.»
+
+«Se ciò è, disse il Varney, mi converrà starmi tranquillo. E sono poi
+anche certo che tu non vorresti fare verso l’inferno un passo al di là
+di quanto ti obbliga il tuo salario. Fosti pagato per procurare una
+malattia, e del certo avresti per insensata prodigalità il commettere
+un assassinio allo stesso prezzo. Andiamo; ciascuno si ritiri ne’ suoi
+appartamenti e domani vedremo l’esito.»
+
+«Qual modo adoprasti tu per costrignerla ad ubbidirti?» disse il Foster
+fremendo.
+
+«Nulla, rispose il Varney. La fisai soltanto con una di quelle
+occhiate che mettono a dovere i pazzi, le donne e i fanciulli. Mi fu
+detto nell’ospital di S. Luca[7] aver io uno sguardo quale appunto
+fa di mestieri per sottomettere un infermo ricalcitrante. Tale fu il
+complimento che ricevei dal custode de’ matti; onde vedi che non mi
+manca una via di guadagnar pane quando cadrò di favore alla Corte.»
+
+«Nè temi, soggiunse il Foster, di qualche sproporzione nella dose?»
+
+«Se ciò fosse, disse il Varney, dormirebbe un sonno più profondo; nè
+questo timore è tale da intorbidare il mio. Addio amici.»
+
+Tony Foster mandò un profondo sospiro alzando gli occhi e le mani al
+Cielo. L’alchimista annunziò la risoluzione in cui era di continuare
+in quella notte un’esperienza di grande importanza, e il Foster e il
+Varney si separarono per andare al riposo.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+ Ora m’assista Iddio in questo terribile
+ pellegrinaggio! Ho già scacciato
+ lungi da me ogni speranza di terreno
+ soccorso. Chi fra i viventi si
+ augurerebbe mai d’appartenere al mio
+ sesso? Misere donne, compassionevoli
+ e fedeli, sì spesso derelitte, e sì
+ capaci di provare il dolore, soggette
+ a’ più duri trattamenti per parte
+ di coloro sul cui affetto avete più
+ forti diritti, e contraccambiate
+ d’ogni vostra bontà con altrettanto
+ d’ingratitudine!
+
+ _Il Pellegrinaggio d’amore._
+
+
+Stava per finire il giorno, e Giannina temendo col prolungare il suo
+allontanamento di eccitare ricerche in una casa piena di sospetti,
+quanto lo era necessariamente il castello di Cumnor, affrettò il suo
+ritorno e risalì all’appartamento ove lasciata avea la Contessa. Questa
+se ne stava allora col capo appoggiato alle braccia incrocicchiate
+sulla tavola innanzi cui era seduta; e neanco alzò gli occhi, o fece un
+moto benchè menomo al giugnere di Giannina.
+
+Questa fedele seguace corse verso la sua padrona colla rapidità del
+lampo, e lievemente toccandola per toglierla da quel letargo, la
+supplicò d’uno sguardo e di narrarle qual nuovo avvenimento l’avesse
+posta in quello stato. L’infelice Amy alzando il capo a quella
+preghiera, e fisando gli occhi che pareano spenti sulla compagna:
+«Giannina, disse, bevei il fatale liquore.»
+
+«Sia lodato Dio! disse Giannina con vivacità. Intendo sia lodato,
+perchè le cautele prese non furono inutili, nè potete paventare alcun
+danno da quella bevanda. Alzatevi, e fatevi forza per iscuotere
+quel letargo che vi assidera le membra. Bandite soprattutto dalla
+vostr’anima la disperazione.»
+
+«Non mi togliere da questa positura, o Giannina, ripetè la Contessa,
+lasciami in tale riposo; lascia che io finisca tranquillamente i miei
+giorni. Sono avvelenata.»
+
+«Voi non lo siete, mia buona signora, voi non lo siete, disse con
+grande commozion d’animo la giovinetta, e grazie a previdenze che
+certamente furono additate dal Cielo, non può nuocervi quanto beveste.
+Venni qui in tutta fretta ad avvertirvi, che i modi di fuggire sono in
+vostro potere.»
+
+«Di fuggire! (sclamò l’infelice Contessa, levandosi dalla sedia ov’era,
+intanto che a poco a poco gli occhi di lei ripigliavano l’usata
+vivacità, ed il loro colore le guance). Ma oimè! Giannina, egli è
+troppo tardi.»
+
+«No, cara padrona. Alzatevi ed appoggiatevi al mio braccio per fare
+un giro all’intorno della stanza. Non vogliate che la immaginazione
+produca in voi l’effetto del veleno. Non vi accorgete or forse che
+ricuperaste l’uso perfetto delle vostre membra?»
+
+«Di fatto sembra diminuire il sopore in cui stavami (disse la Contessa
+facendo passi lungo l’appartamento, sempre appoggiata al braccio di
+Giannina). Ma sarebb’egli adunque vero, ch’io non sono altrimenti
+avvelenata? Il Varney qui si trasse allorchè eri lontana, e lanciandomi
+sguardi, ne’ quali io leggea il mio destino, mi comandò bere questa
+orribil pozione. Oh Giannina! essa debb’esser mortale. Fuvvi mai
+bevanda innocente presentata da un tal coppiere?»
+
+«Nè egli credeva, a quanto temo, che sarebbe stata inefficace a
+mal’opera; ma Dio confonde i disegni degli uomini malvagi. Credetemi,
+e lo giuro sul santo Vangelo, in cui stassi ogni nostra speranza, la
+vostra vita è in sicuro dal veleno somministratovi da Varney. Ma come
+non cercaste resistergli?»
+
+«Regnava il silenzio attorno di me. Tu non eri in mia compagnia. Sola
+io a fronte di costui!... di costui capace d’ogni delitto! Venni a
+patti con esso onde mi liberasse dall’odioso suo aspetto, e a tal fine
+bevvi quanto mi porse. Ma tu parlavi di fuga o Giannina? Sarei forse io
+tanto felice?....»
+
+«Siete voi forte quanto basta per reggere al contento di un annunzio di
+fuga, e per intraprenderla?»
+
+«Forte quanto basta! rispose la Contessa. Oh! domanda alla giovane
+capriola, se è forte assai per superare i dirupi quando i denti dei
+veltri stanno per afferrarla. Oh! sì. È in me tutto il coraggio che
+vuolsi per fuggire da questo luogo.»
+
+«Dunque ascoltatemi, disse Giannina. Un uomo ch’io credo fermamente
+essere nel novero de’ vostri fedeli amici, mi si mostrò sotto diversi
+abbigliamenti, e cercò venir meco a confabulazioni. Ma non essendo per
+anche schiariti i dubbi che teneano perplesso il mio animo, ricusai
+sempre tale colloquio. Colui che il chiedeva era e il merciaiuolo
+dal quale comperaste diverse bagattelle e il venditore dei libri che
+poc’anzi vi diedi. Ogni volta ch’io usciva del castello era sicura
+di vederlo. L’accidente di questa sera mi ha indotta finalmente a
+parlargli. Egli vi aspetta alla porta segreta del parco, ed ha seco
+quanto è d’uopo ad agevolare la vostra fuga. Ma ripeto, vi sentite in
+voi forza e coraggio a tentarla?»
+
+«Chi fugge dalla morte trova sempre forza bastante, nè il coraggio
+manca giammai a chi vuol sottrarsi all’infamia. L’idea di aver vicino
+lo scellerato da cui sono minacciati i miei giorni, ad un tempo, e
+l’onore, mi darebbe vigore per sorgere dal letto della morte.»
+
+«Allora dunque, in nome di Dio! soggiunse Giannina. Io debbo dividermi
+da voi e confidarvi alla sua santa custodia.»
+
+«Non vuoi tu dunque seguirmi, o Giannina? disse sorpresa da novello
+turbamento la Contessa. Io ti perderò adunque? ed è questa la tua
+fedeltà?»
+
+«Mia cara padrona, io fuggirei in vostra compagnia con quel contento
+che ha un uccelletto nell’abbandonar la sua gabbia; ma sarebbe la
+stessa cosa che scoprire il tutto sull’istante, e dar luogo ai vostri
+persecutori d’impedirvi ogni via di salvezza. È d’uopo ch’io rimanga
+e mi adoperi a celare la verità. Il Cielo perdona una menzogna che
+imperiosa necessità suggerisce.»
+
+«E dovrò io dunque viaggiar sola con uno straniero? disse Amy. Pensaci
+bene, o Giannina. Non potrebbe questa essere una cabala più nera e
+meglio tessuta dell’altre per disgiugnermi sino da te, diletta mia
+amica?»
+
+«No, mia signora: non la crediate tale, rispose vivacemente Giannina.
+Questo giovane è sincero; egli è amico del signor Tressiliano; nè venne
+fra noi che guidato dalle istruzioni medesime di chi desidera il vostro
+scampo.»
+
+«S’egli è l’amico di Tressiliano, soggiunse allor la Contessa, io mi
+abbandonerò dunque a tale soccorso, come a quello d’un angelo inviatomi
+dal Cielo, perchè uomo non fuvvi giammai al pari di Tressiliano immune
+da rimproveri di viltà, o di personale interesse. Ha sempre dimenticato
+se stesso quando ha potuto giovare agli altri. Oh Dio! qual compenso
+n’ebb’egli!»
+
+Le due donne raccolsero in grande fretta tutto quanto dovea portar
+seco quella di lor che fuggiva. Nè dalla sollecitudine andò disgiunta
+la destrezza di Giannina nel preparare il fardello, e collocarvi le
+minute cose preziose, che più prontamente le si offerivano alla mano,
+e soprattutto uno scrignetto di diamanti, che giudiziosamente pensò
+poterle venire all’uopo ne’ più urgenti bisogni. Indi la contessa di
+Leicester cambiò i suoi panni con quelli che Giannina era solita a
+vestire dovendo imprendere gite di breve tempo; perchè nel consiglio
+ch’elleno fecero, si trovò cosa necessaria il mettere in disparte
+qualunque distintivo, che avesse potuto eccitare particolarmente
+l’altrui sguardo su quella d’esse che dovea rimanere sconosciuta.
+Tali apparecchi erano terminati nell’ora che già essendo alta la luna
+sull’orizzonte, tutti quegli abitanti aveano ceduto al sonno, o almeno
+stavano ritirati nelle proprie stanze; laonde per uscire della casa e
+del giardino non potevano esse temere altri ostacoli fuorchè quello
+di trovarsi sopravvegghiate. Ma in tal momento diveniva questo un
+ostacolo di nessun conto, perchè Foster si era accostumato a riguardare
+la propria figlia con quell’occhio, onde un peccatore tormentato da’
+rimorsi riguarderebbe un angelo custode incessante in proteggerlo ad
+onta di continuate malvagità; quindi metteva un’illimitata confidenza
+sovr’essa, e Giannina, padrona delle proprie azioni in tutto il durare
+del giorno, possedeva in oltre una chiave della porta di dietro del
+parco, per cui poteva trasferirsi al villaggio ogni qual volta glie
+ne veniva talento, sia per gli affari interni della casa ad essa
+affidati, sia per prestarsi ai pietosi doveri della setta cui pertenea.
+Ben è vero che alla figlia del Foster non era stata conceduta una sì
+ampia libertà, fuorchè a patto di non valersene mai a proteggere una
+fuga della Contessa; divisamento che si sospettò covare in questa fin
+d’allor quando si mostrò impazientita dei confini che s’imponeano al
+suo libero arbitrio. E di fatto le orribili certezze apportate dalla
+precedente scena, bastarono appena a trar Giannina nella risoluzione
+di violare la promessa data, e d’ingannare la fiducia in lei riposta
+dal padre. Ma le vedute cose non solamente la giustificavano, ma le
+comandavano imperiosamente di provvedere alla sicurezza della padrona,
+e di mettere da banda tutt’altro riguardo.
+
+La Contessa fuggitiva, e la sua seguace attraversavano con affrettato
+passo un sentiero, talor fatto più oscuro dai folti rami degli alberi
+che s’incrocicchiavano al di sopra de’ loro capi, talora schiarito dal
+lume tremolante ed incerto de’ raggi della luna, che penetravano fra
+le tacche fatte dalla mannaia fra mezzo alle frasche. La strada era di
+frequente sbarrata da alberi atterrati, o da grossi tronchi, che si
+lasciavano sparsi qua e là finchè si avesse il tempo di affastellarli
+per l’uso giornaliero de’ cammini.
+
+La fatica e le moleste sensazioni del timore che si mesceva colla
+speranza, sfinirono sì fattamente le forze della Contessa, che Giannina
+fu costretta a proporle di fermarsi alcuni minuti per riprendere
+fiato. Si assisero entrambe sotto di un’antica quercia, e com’era
+ben naturale, volsero il guardo verso il castello che lasciato
+avevano dietro di sè. Se ne discernea l’ampia fronte a malgrado della
+oscurità e della distanza, e i cammini, e le torri, e l’orologio, che
+sormontavano i tetti, parean disegnati sul campo azzurro del cielo.
+Una sola face rischiarava quelle tenebre, ed era posta sì bassa, che
+sembrava ne venisse il chiarore dal terrazzo posto innanzi al castello,
+anzichè da una di quelle finestre. Nel contemplarla fu presa da
+subitaneo timor la Contessa. «Essi ne inseguono,» diss’ella indicando a
+Giannina quello splendore che le metteva spavento.
+
+Meno agitata della padrona la figlia del Foster, s’accorse che quella
+luce era immobile, e spiegò alla Contessa come venisse dalla celletta
+ove l’alchimista era solito fare le sue segrete sperienze. «Egli è,
+soggiunse, nel novero di coloro, che si alzano e vegghiano di notte
+tempo per commettere le iniquità. Fu ben trista la combinazione
+che trasse fra noi sì fatto uomo; il quale in ogni suo discorso
+mescolando la speranza dei tesori della Terra alle idee di una scienza
+soprannaturale, unisce tutte le qualità pur troppo atte a sedurre il
+mio povero padre. L’ottimo sig. Holdforth aveva pur ragione allorchè
+dicea, e penso ben che il dicesse con animo di somministrare un’utile
+lezione ad alcune persone di nostra casa: avvi tali uni, ripetea di
+frequente, i quali anzichè ascoltare i detti che parlò il Signore
+per bocca de’ suoi veri profeti, vogliono, siccome Acabbo, prestare
+orecchio ai sogni del falso profeta Zedechia. E molto fermavasi su
+queste parole; indi aggiugnea: Oimè! fratelli carissimi, molti Zedechia
+si trovano in mezzo a voi, molti uomini che vi promettono i lumi della
+loro scienza carnale, purchè abbandoniate la ragione, dono venutovi
+dal Cielo. Costoro vagliono forse meglio del tiranno Naas, che volea
+l’occhio destro di tutti coloro che gli erano sottomessi?...»
+
+Chi sa fin dove la memoria avrebbe soccorso l’avvenente Puritana nel
+recapitolare il discorso del sig. Holdforth? Ma la interruppe la
+Contessa per assicurarla di essersi riavuta in forze quanto bastava per
+giugnere, senza fermarsi novellamente, sino alla porta del parco.
+
+Elleno pertanto si ridiedero a fuggire con maggior sicurezza; e
+Giannina per la prima volta osò chiedere alla padrona verso qual parte
+ella divisasse condursi. E non ottenendo sull’istante una risposta,
+poichè forse in quella confusione d’idee tal rilevante argomento
+di deliberazione non s’era ancor presentato al suo animo, Giannina
+aggiunse: «Forse vorrete portarvi alla casa del padre vostro, ove siete
+certa di ritrovare sicurezza e protezione?»
+
+«No, Giannina, rispose mestamente la Contessa: lasciai il castello di
+Lidcote con un cuor felice e con un nome onorevole. Non vi ritornerò
+fintantochè la permissione del mio sposo, e la pubblicazione delle
+nostre nozze, non mi restituiscano alla mia famiglia, ed ai luoghi
+ove nacqui con tutti gli onori e le distinzioni, di cui questo sposo
+medesimo mi colmò.»
+
+«E dove andrete dunque, o signora?» disse Giannina.
+
+«A Kenilworth, figlia mia, rispose senza esitar la Contessa; mi porterò
+a veder queste feste, queste reali magnificenze, delle quali i soli
+apparecchi eccitarono tanto rumore. Ben m’è avviso, che mentre la
+Regina d’Inghilterra viene onorata di feste nel palagio di mio marito,
+la contessa di Leicester non debba esservi un ospite importuno.»
+
+«Prego Dio, che vi siate bene accolta!» rispose Giannina.
+
+«Voi abusate dello stato in cui mi trovo, e dimenticate quello in cui
+siete,» rispose la Contessa, presa da un moto di collera.
+
+«Oh Dio! rispose mestamente la giovane seguace, vi sfuggirono dalla
+memoria i severi ordini dati dal nobile Conte per tener nascoste queste
+nozze, e che in tali ordini non ebbe egli altro fine che di conservarsi
+il favore di cui gode presso la Corte? E vi date a credere dopo ciò che
+egli possa gradire un subitaneo apparir vostro nel suo castello in tali
+circostanze ed al cospetto di tai testimoni?»
+
+«Ho inteso: voi giudicate che non gli farei onore; lasciate andare il
+mio braccio: so camminare senza l’uopo del vostro soccorso, come so
+operare se anche risparmiate i vostri consigli.»
+
+«Non vi sdegnate contro di me, le rispose dolcemente Giannina, e
+permettete ch’io continui a porgervi il braccio: la strada è cattiva, e
+voi non siete avvezza a camminar fra le tenebre.»
+
+«Al dir vostro (continuò la Contessa sempre dominata dal risentimento)
+il conte di Leicester sarebbe dunque capace di favorire, e fors’anche
+d’aver voluti gli orribili attentati che si commisero dal padre vostro
+e da Varney! Oh! saprà dal mio labbro medesimo tutte le colpe di
+costoro.»
+
+«Per amor di Dio, mia buona padrona, risparmiate il padre mio nel
+racconto che divisate fare al vostro sposo. Possano i servigi, comunque
+deboli che vi ho prestato, giovare all’espiazion dei suoi falli!»
+
+«Commetterei troppo grave ingiustizia se non riconoscessi questi tuoi
+servigi, o Giannina (disse allor la Contessa, che riprese ben tosto
+la dolcezza sua naturale, e il tuono di confidenza che fu sempre usa
+mostrare a quella fida compagna). Non temerne Giannina: io non dirò
+mai una sola parola, che possa nuocere a tuo padre; ma tu comprendi
+da te medesima, mia cara fanciulla, ch’io non posso concepire altro
+desiderio, tranne quello di abbandonarmi alla protezion del mio sposo.
+La perfidia di chi mi circondava m’ha costretta a fuggir dal soggiorno
+che m’avea scelto egli stesso; ma sarà questa la sola cosa in cui mi
+avrà inobbediente. A lui solo voglio appellarmi. Da lui unicamente
+bramo esser soccorsa. Io non feci mai noti a nessuno, nè li farò
+independentemente dal suo volere, i segreti nodi che uniscono i nostri
+cuori e i nostri destini. Voglio vederlo, e ricevere dalla sua propria
+bocca le istruzioni che regoleranno la mia condotta avvenire. Non ti
+studiare a combattere tale divisamento, o Giannina; tu non faresti che
+confermarlo nell’animo mio. Quando tu il voglia sapere, ho risoluto
+di portarmi senz’altri indugi ad ascoltare dalle labbra medesime del
+mio sposo la sorte mia. Queste sole me la debbono annunziare. Voglio
+cercarlo a Kenilworth; unico espediente che m’assicuri di non vedere un
+tal disegno infruttuoso.»
+
+Giannina dopo aver calcolato nel suo spirito le difficoltà e le
+incertezze inseparabili dalla condizione della sua sfortunata padrona,
+cominciò ad inclinare ad opinione affatto contraria a quella che
+aveva manifestata da prima; e perfino a persuadersi, che costretta
+ad abbandonare il soggiorno assegnatole dallo sposo, la Contessa non
+avesse più importante dovere del portarsi a lui onde spiegargli i
+motivi di sua condotta.
+
+Non ignorava ella quanta fosse in Milord la cura di tenere nascoste sì
+fatte nozze, nè tampoco si dissimulava, che il fare senza permissione
+di lui un’inchiesta da cui ne fosse derivata la loro pubblicità, poteva
+essere cagione di eccitarlo a sdegno. Ma per altra parte, s’ella
+facea ritorno alla casa paterna senza che il suo grado fosse chiarito
+solennemente, si mettea in uno stato sommamente pregiudizievole alla
+sua fama; e il pubblicarlo a malgrado del Leicester potea occasionare
+una compiuta rottura fra i due sposi. Aggiugneasi alle considerazioni
+soccorse a Giannina, che la Contessa, giunta a Kenilworth, avrebbe
+potuto trattare da se medesima la sua causa, e comunque la figlia del
+Foster non dividesse colla sua padrona quella intera sicurezza sulle
+intenzioni del Leicester, ella era però ben lungi dal crederlo capace
+di partecipare alle colpevoli trame delle sue creature. È vero, pensava
+ancor fra se stessa, che fuggendo Amy dalle costoro mani, non avrebbero
+risparmiati espedienti per soffocarne le giuste querele. Ma supponendo
+pure il peggio, e che il Conte le avesse negato protezione e giustizia,
+e ch’ella fosse stata costretta a far pubblico il sofferto aggravio,
+non le sarebbero mancati in Kenilworth un avvocato nella persona di
+Tressiliano, un giusto giudice nella Sovrana; cose tutte che Giannina
+aveva potuto raccogliere in sua mente nel breve colloquio avuto con
+Wayland. Per tutte queste ragioni bilanciate fra loro, Giannina trovò
+finalmente ben fatto che la sua padrona si portasse a Kenilworth, e
+solamente le raccomandò la massima prudenza nel far sapere questo
+arrivo al suo sposo.
+
+«E tu hai avuto per parte tua le necessarie cautele? le disse la
+Contessa. Questo condottiero, cui sto per mettermi fra le mani, ignora
+egli il segreto del presente mio stato?»
+
+«Nulla egli seppe del certo dal mio labbro, rispose Giannina, nè forse
+egli crede più o meno di quanto si giudica dal Pubblico intorno a voi.»
+
+«E che si giudica dunque dal Pubblico?» Si fece tosto a chiedere Amy.
+
+«Che abbandonaste la casa del padre vostro. Ma voi vi sdegnerete
+un’altra volta contro di me, se continuo,» così interruppe il suo dire
+Giannina.
+
+«No, prosegui, disse la Contessa; gli è ben d’uopo ch’io m’avvezzi a
+sopportare le sinistre voci, cui diede origine la mia imprudenza. Si
+penserà, m’immagino, che io abbia abbandonata la casa di mio padre per
+unirmi ad un amante con illegittimi nodi. Questo errore finirà ben
+tosto, perchè son risoluta o a vivere con una riputazione immune da
+macchia, o a non vivere più lungo tempo. Io vengo dunque riguardata
+siccome la favorita di Leicester?»
+
+«La maggior parte, o signora, vi crede anzi la favorita di Varney,
+rispose Giannina. Avvi però chi pensa non essere questo secondo che il
+mantello entro cui s’avvolge il Conte nel soddisfare le proprie brame.
+Si è saputo qualche cosa dell’esorbitanti spese fatte nel fornire a
+tutto punto questo castello, profusione, che passa di gran lungo le
+sostanze del Varney. Ma sì fatta opinione non è generale: tanto più che
+quando si viene a parlare d’un personaggio sublime, qual’è il vostro
+sposo, le persone osano appena pronunziare i concepiti sospetti, per
+tema di essere puniti dalla _Camera Stellata_ siccome calunniatori
+della Nobiltà.»
+
+«E fanno bene a parlar sotto voce, disse subito la Contessa, coloro
+che osano credere l’illustre Dudley complice di uno sciagurato quale
+è Varney!.... Eccoci arrivate alla porta del parco. Oimè! mia cara
+Giannina, è d’uopo ch’io mi congedi da te. Non piangere, mia buona
+figliuola (e nel dir questo cercava nasconder sotto apparenza d’ilarità
+il suo contraggenio a dipartirsi da una sì fedele compagna), e allor
+quando ci rivedremo, o Giannina, fa che in luogo di questo tuo collare
+troppo semplice, io te ne veda uno di pizzo ricamato, ond’abbia
+maggiore spicco quel collo avvenente. Cambia questo corsaletto di
+bigello, sol convenevole ad una fantesca, in un altro di bel velluto
+messo ad oro. Troverai nella mia stanza molta quantità di vesti:
+accetta questo dono che ti fo sin d’ora di tutto cuore. È d’uopo che
+ti adorni, o Giannina; perchè comunque tu sia stata fin qui la seguace
+di una donna infelice ed errante, priva di nome, e persino di buona
+fama, all’atto di rivederci, dovrai portar vestimenti confacevoli a
+persona che terrà il primo grado nell’amicizia e nella casa della più
+ragguardevole fra le Contesse della Inghilterra.»
+
+«Possa Dio esaudirvi, mia cara padrona, e permettere, non già ch’io
+porti vesti più ricche, ma che l’una e l’altra portiamo i nostri
+corsaletti sopra cuori più contenti ch’ora nol sono!»
+
+Mentre quest’ultime cose dicevansi, la serratura della porta segreta
+dopo vigorosa resistenza avea ceduto alla chiave di Giannina, e la
+Contessa, non senza un segreto fremito, si trovò al di là delle mura,
+che lo sposo le aveva indicate siccome limite de’ suoi diporti.
+Wayland, nascosto a qualche distanza dietro una siepe che stava sul
+confin della strada rimanea con grande impazienza aspettandole.
+
+«Avete preparato ogni cosa»? gli disse, appena furono vicini, Giannina
+grandemente commossa.
+
+«Ogni cosa, rispos’egli: solamente non ho potuto trovare un cavallo per
+la signora. Giles Gosling che non sa scordarsi d’essere pubblicano, me
+ne ha ricusato uno benchè glie n’abbia io offerto qualunque prezzo;
+e ciò per timore, dicea, di entrare in disgrazie. Ma non importa.
+Ella monterà sul mio cavallo; io l’accompagnerò a piedi sintantochè
+possa provvedermene un altro. Non saremo inseguiti, semprechè voi non
+dimentichiate la vostra lezione, leggiadra Giannina.»
+
+«Nel tenerla a memoria imiterò la saggia vedova di Tekoa, che non
+obbliò le parole postele in bocca da Gioabbo. Domani dirò che la mia
+padrona non si può alzare dal letto.»
+
+«Sì, e aggiugnerai che soffre grandemente, che prova grave peso al
+capo, palpitazioni al cuore, che non vuole essere disturbata. Non temer
+di nulla; crederanno d’intenderti ad una mezza parola, nè ti faranno
+molte interrogazioni, perchè conoscono l’effetto della malattia che si
+lusingano averle procacciata.»
+
+«Ma, soggiunse la Contessa, eglino scopriranno ben presto la mia
+lontananza, e per vendicarsi uccideranno Giannina. Amo meglio tornare
+addietro che esporla ad un tale pericolo.»
+
+«Non vi affannate per la mia vita, o diletta padrona. Piacesse a
+Dio, che voi foste certa di essere ben accolta da coloro a’ quali
+dovete volgervi, com’io lo sono che mio padre, qualunque sdegno abbia
+egli concepito contro di me, non soffrirà che mi si faccia il menomo
+aggravio!»
+
+Wayland pose la Contessa sul suo cavallo, avendo piegato il proprio
+mantello attorno alla sella in guisa che le divenisse un comodo cuscino.
+
+«Io vi saluto e possa la benedizione del Cielo accompagnarvi!» disse
+Giannina baciando per l’ultima volta la mano alla Contessa, che con un
+muto accarezzamento le contraccambiò il fattole augurio. Finalmente
+si separarono, e Giannina volta verso Wayland, esclamò: «Possa il
+Cielo, allorchè lo implorerete ne’ vostri bisogni, usar con voi in
+quella proporzione onde voi vi mostrerete o fedele o traditore a questa
+Signora tanto ingiustamente perseguitata, e tanto sfornita di terreni
+soccorsi!»
+
+«Così sia, bella Giannina! disse Wayland. Credetemi, giustificherò la
+confidenza avutami in modo da meritare che i vostri begli occhi, in
+mezzo a tutta la lor divozione, sieno men disdegnosi meco quando ci
+rivedremo.»
+
+Le ultime parole di questo congedo furono pronunziate con qualche
+ricercatezza; ma Giannina non fece ad esse una risposta; ben la fecero
+i suoi sguardi, mossi senza dubbio dal desiderio che era in lei di
+accrescere forza ad ogni motivo che potesse maggiormente assicurare
+lo scampo alla sua padrona, ma non però di natura da distruggere le
+speranze, che co’ suoi discorsi mostrava aver concepute Wayland. Ella
+rientrò per la porta segreta chiudendola dietro a sè. Wayland afferrò
+tosto la briglia del cavallo, ed egli e la Contessa incominciarono
+silenziosamente l’incerta loro peregrinazione.
+
+Benchè Wayland facesse trottare, quanto poteva, il suo corridore, pur
+questo modo di camminare era sì lento, che quando il giorno cominciò a
+diradare i vapori dell’Oriente, i due viaggiatori non si trovarono più
+di dieci miglia distanti da Cumnor.
+
+«Maledetti tutti questi ostieri larghi di belle parole! (sclamò
+il maniscalco incapace di nascondere più lungamente il dispetto e
+l’inquietezza che lo premea). Se quel cane di Giles Gosling m’avesse
+detto con franchezza, due giorni sono, di non far conti sopra di lui,
+mi sarei provveduto da altra parte: ma costoro hanno talmente il vizio
+di promettere qualunque cosa lor si richiede, che solamente quando
+v’attignete a ferrare un cavallo, vi dicono che non hanno ferri. Se
+avessi potuto preveder questo, avrei potuto accomodarmi in venti altre
+maniere. Poi, in un affare sì importante e per una causa sì buona,
+avrei ben io avuto scrupolo di rubare un cavallo nel vicino villaggio!
+Tutto sarebbe finito col rimandarlo al commissario del cantone.
+Possano il moccio e la rogna impadronirsi in sempiterno delle scuderie
+dell’_Orso nero_!»
+
+La Contessa andava confortando il suo condottiero col fargli osservare
+come il giorno che già spuntava gli avrebbe permesso di camminar più
+veloce.
+
+«Va benissimo, mia Signora, ma il giorno farà ancora che altre persone
+ci vedranno; cosa che potrebbe essere di non poco incomodo sul bel
+principio del nostro viaggio. Ciò mi sarebbe stato indifferente
+affatto, se avessimo potuto essere ora più lontani da Cumnor; ma
+la contea di Berk, dacchè conosco questo paese, è piena di diavoli
+maliziosi, che vanno a letto tardi, e si levano di buon’ora col solo
+disegno di spiare i fatti degli altri. Oh! questa genia mi ha dato
+faccende altre volte. Però non vi spaventate, mia bella Signora; poichè
+quando si ha spirito, ogni poco che le occasioni lo favoriscano, si
+trova rimedio a qualunque incidente.»
+
+I timori mossi da Wayland fecero più impressione nell’animo della
+Contessa di quel che la consolassero i conforti, con cui cercò medicare
+i primi detti. Ella riguardava attorno di sè inquietamente, e a mano
+a mano che l’orizzonte brillando di un più vivo splendore annunciava
+vicino il nascer del sole, ella s’immaginava ad ogni passo, che la
+nuova luce l’abbandonerebbe alla vendetta de’ suoi persecutori, o che
+qualche ostacolo insuperabile interrompesse il lor viaggio.
+
+Wayland si accorgeva dell’agitazione in cui venuta era la Contessa, e
+scontento di averle dato alimento egli stesso, cominciò ad ostentare
+gaiezza camminando dinanzi a lei. Laonde or parlava al cavallo com’uomo
+bene addottrinato nel dialetto delle scuderie, or canticchiava a mezza
+voce squarci di ballate: spesso, assicurava la Signora non esservi
+alcun pericolo, e nell’istesso tempo guardava bene all’intorno se
+mai vi fosse qualche cosa che dismentisse le sue parole nell’atto
+stesso del pronunziarle. Continuarono in tal guisa il viaggio, finchè
+un accidente non preveduto offerse loro i modi di proseguirlo più
+comodamente e più presto.
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+ _Riccardo._ Un cavallo! un cavallo! il regno mio
+ Cedo per un cavallo.
+ _Catesby._ Ecco un cavallo
+ _Riccardo III._
+
+
+I nostri viaggiatori passavano vicino ad una macchia posta sul confin
+della strada, allorchè si offerse ai loro occhi la prima creatura
+vivente che avessero incontrato dopo la loro partenza da Cumnor, ed era
+un picciolo rustico stupido di fisonomia, e che parea il famiglio d’un
+qualche podere. Col capo scoperto, vestito d’abito grigio, colle calze
+che gli cadeano sulle calcagna, e tenendo i piedi in un paio di grosse
+scarpe, stava alla custodia di quella cosa che i nostri venturieri
+potessero maggiormente desiderare, intendo dire di un cavallo, fornito
+inoltre di una sella da donna, e di tutte l’altre cose necessarie ad
+una viaggiatrice. E per migliore combinazione il contadino, accostatosi
+a Wayland, gli disse in sua maniera queste poche parole: «_Signore,
+siete voi quella certa coppia?_»
+
+«Certamente che lo siamo, mio garbato giovane,» gli rispose senza
+esitare Wayland. E sia giustizia alla verità, anche qualche coscienza
+educata ad una scuola di morale più severa che non forse quella cui
+studiò il maniscalco, avrebbe ceduto ad un’occasione tanto seducente.
+Il darsi tal risposta da Wayland, prender la briglia dalle mani del
+contadino, far discendere la Contessa dal suo cavallo, e metterla su
+quello che il caso aveva fornito, furono l’opera di pochi istanti. E
+la cosa andò con tanta naturalezza, che la Contessa, come si è saputo
+dappoi, credè fermamente che quel cavallo fosse stato ivi apparecchiato
+per cura del suo condottiero o di qualche amico del medesimo.
+
+Ciò nondimeno il giovine merlotto, che si vide con tanta sollecitudine
+liberato dal suo deposito, cominciò a girar gli occhi e a grattarsi
+in capo, come covando qualche rimorso di avere abbandonato il cavallo
+contentandosi d’una spiegazione così succinta.
+
+«Non v’ha dubbio, borbottava fra i denti, che questa non sia la
+_coppia_, ma tu al vedermi avresti dovuto dir _fava_. Lo sai bene!»
+
+«Sì, sì, è vero, rispose a caso Wayland, e tu _presciutto_.»
+
+«No, no; aspettate; io doveva dire _cece_.»
+
+«Bene, sia _cece_ se vuoi così; ma _presciutto_ era una _parola di
+passo_ migliore.»
+
+In questo, trovandosi già sul suo cavallo, tolse dalle mani dello
+stupido villano quel resto di briglia che l’altro esitava ad
+abbandonare, e gettandogli una moneta d’argento, senza altre cerimonie
+cercò di riguadagnare a gran galoppo il tempo perduto. Il baggeo rimase
+a’ piedi della collina, mentre la salivano i nostri viaggiatori,
+e Wayland volgendosi, lo vide colle dita nei capelli, immobile
+come un palo, e col capo sempre volto alla dirittura da essi presa
+nell’abbandonarlo. Finalmente essi avevano di già raggiunto la sommità
+della collina, allorchè lo videro abbassarsi per raccogliere la moneta
+d’argento.
+
+«In fede mia! disse Wayland, questo può dirsi vero dono della
+Provvidenza. Una buona bestia che cammina bene, e che vi porterà fino
+al luogo ove se ne possa trovare un’altra d’egual gagliardia! Allora
+potremo rimandar questa per far tacere qualsisia rimostranza.»
+
+Ma non erano tanto lisci questi suoi calcoli, e il destino, che sulle
+prime parve sì propizio ai due viaggiatori lor diede a temere bentosto,
+che l’incidente per cui menava tanto vanto Wayland, non divenisse
+cagione della compiuta loro rovina.
+
+Non avevano essi per anche fatto un miglio dopo lasciato il villanello,
+allorchè intesero una voce d’uomo che gridava a tutta possa alle loro
+spalle: _Al ladro, al ladro, ferma mariuolo_ ed altre espressioni di
+simil natura. La coscienza di Wayland lo trasse naturalmente a credere
+essere ciò una legittima conseguenza dell’avventura che poc’anzi aveva
+mandato a termine.
+
+«In verità, sarebbe stato meglio per me andare a piedi per tutta la
+mia vita. Siamo spietatamente inseguiti, ed eccomi uomo perduto.
+Ah Wayland, Wayland! tuo padre te lo predisse più d’una volta che
+i cavalli t’avrebbero condotto alla forca! Se un qualche giorno mi
+trovo mai sano e salvo fra i sensali da cavalli di Smithfield o di
+Sumball-Street, darò loro licenza di appiccarmi all’altezza del
+campanile di San Paolo se mi trovano mai più a frammettermi negli
+affari o de’ gran signori, o de’ cavalieri e delle loro donne.»
+
+In mezzo a queste malinconiche considerazioni, volse la testa per
+sapere chi lo inseguiva, ed ebbe qualche conforto in accorgersi di non
+aver dietro a sè che un uomo solo a cavallo, ben montato per vero dire,
+e che si avvicinava ad essi con una rapidità da non permettere idea di
+fuga, quand’anche la Contessa fosse stata abbastanza forte per poter
+galoppare a pari della gagliardia del suo cavallo.
+
+«In fine poi, pensava Wayland, il cimento è eguale fra noi; non siamo
+che un uomo per banda; e a quanto parmi il mio futuro competitore
+nello stare a cavallo ha più garbo di simia che di cavaliere. Se mai
+si venisse agli espedienti estremi, non dovrebbe essermi difficile il
+gettarlo di sella. Ma zitto! Il suo cavallo medesimo, per quanto spero,
+mi risparmierà questo incomodo: esso ha il morso ai denti. Diavolo!
+Qual uopo ho io d’inquietarmi (gli sembrò di ravvisare sull’istante il
+cavaliere), non è che quella caricatura del merciaio d’Abingdon.»
+
+L’occhio avvezzo di Wayland avea scorto giusto a malgrado della
+lontananza. Il cavallo del valente merciaio, pieno d’ardore, ed inoltre
+eccitato dal vedere due cavalli, che alla distanza di alcune centinaia
+di tese pareva corressero colla massima velocità, si diede a tanto
+furiosa scappata, che ruppe affatto l’equilibrio del cavaliere. Costui,
+a grado del cavallo, non solamente raggiunse, ma oltrepassò di gran
+galoppo le persone inseguite, comunque non cessasse dal tirarlo per
+la briglia e dal gridar a tutta possa: _Ferma, ferma_, esclamazione
+allor indiritta, come ognun vede, al cavallo, anzichè alle persone
+lasciatesi addietro. Di questo passo ei fece più di mezzo miglio
+senza potere arrestare il corridore: riuscitovi finalmente, tornò
+all’incontro de’ nostri viaggiatori, riparando alla meglio il disordine
+de’ suoi vestiti, e cercando coprire con un’apparenza di audacia e di
+collera la confusione e il dispetto, dipintisi sul suo volto durante
+l’involontaria sua corsa.
+
+Intanto Wayland ebbe tempo di avvertire la Contessa sulle prerogative
+del personaggio, ond’ella cessasse dallo spaventarsi: «Credetemi, non è
+che uno sciocco, e m’accingo a trattarlo siccome tale.»
+
+Allorchè il merciaio ebbe riacquistato quanto fiato e coraggio
+bastavangli a ricomparire dinanzi alla Contessa, ordinò in aria
+minaccevole a Wayland di restituirgli il suo cavallo.
+
+«Che ascolto? (disse Wayland con enfasi ed in tragico tuono) ne si
+comanda arrestarci, e consegnare le cose nostre sulla regale strada
+maestra! A te, mia Escalibar, esci del fodero e fa sentire a questo
+prode cavaliere, che la forza dell’armi dee sola decidere la tenzone.»
+
+E l’altro: «Correte, correte quante siete, oneste persone. Si pretende
+involarmi ciò che mi appartiene legittimamente.»
+
+«Indarno tu invochi i tuoi Numi, o scellerato pagano! M’è d’uopo
+compiere il mio divisamento, vi dovessi anche perire. Sappi, intanto,
+infedel trafficante, esser io il merciaiuolo che ti vantasti volere
+spogliare della sua mercanzia sullo spianato di Maiden Castle. Onde
+preparati a sostener la disfida.»
+
+«Ma io dissi questo per modo di scherzo, soggiunse fattosi tutto mite
+Goldthred; sono un onesto cittadino, un merciaio, e arrossirei di
+assalire chicchessia.»
+
+«Quand’è così, formidabilissimo merciaio, mi duole in fede mia del voto
+che feci, e fu questo, di portarti via il cavallo la prima volta che
+t’incontrassi, e farne dono a questa mia sovrana se tu non ti sentivi
+di difenderlo coll’armi. Ma ora che il giuramento è pronunziato, la
+sola cosa che io possa fare in tuo favore, si è lasciare il cavallo a
+Donnington nella prima osteria.»
+
+«Ma v’assicuro, disse il merciaio, che su questo cavallo medesimo
+io doveva condurre oggi alla chiesa parrocchiale, poco distante di
+qui, Giovanna Hackam di Shottesbroock per cambiare ivi il suo nome di
+famiglia in quello di signora Goldthred. Per venire a raggiugnermi,
+ella si è fatta strada saltando giù da un finestrino del granaio
+del vecchio Gaffer Hackam, ed eccola già colla sua mantellina di
+ciambellotto, e la sua frusta fornita di manico d’avorio, al luogo,
+ove credea trovare il cavallo, soprappresa sì che sembra la moglie di
+Loth. Io ve ne prego colla maggior possibile civiltà: rendetemi il mio
+cavallo.»
+
+«Ne sono afflitto così per l’avvenente donzella, come per te,
+merciaio mio nobilissimo, soggiunse Wayland, ma fa d’uopo che si
+compiano i voti. Tu troverai il tuo cavallo a Donnington, all’osteria
+dell’_Angelo_: gli è tutto ciò che posso fare in buona coscienza.»
+
+«Al diavolo tu e la tua coscienza! disse dando nelle disperazioni
+il merciaio. Pretenderesti forse che una giovane promessa sposa si
+conducesse a piedi alla chiesa?»
+
+«Mettila in groppa dietro a te, sir Goldthred, rispose Wayland. È tal
+cosa che gioverà parimente a calmare l’impeto del tuo corridore.»
+
+«Sì, e se poi vi dimenticate di lasciare all’_Angelo_, come lo
+promettete ora, il mio cavallo?» chiese titubando il Goldthred, in cui
+era venuto meno ogni coraggio.
+
+«Il mio fardello resterà in pegno pel tuo cavallo. Esso è presentemente
+in casa di Giles Gosling, nella stanza parata di cuoio damaschinato,
+ed è pieno, stivato di velluti a uno, a due, a tre peli, di felpe, di
+zendadi, damaschi, rasi, e di ogn’altra sorte di tessuto di seta.»
+
+«Aspetta, aspetta, gridò il merciaio, io veramente sto a patto d’essere
+appiccato, se nel tuo fardello si trova la metà di quanto tu dici. Ma
+se il mio povero Baiardo cade nelle mani di qualche mascalzone...»
+
+«Può anche darsi, mio buon Goldthred, ma intanto io vi auguro il buon
+giorno. Felice viaggio!» soggiunse indi continuando il cammino colla
+Contessa; intantochè il merciaio scompigliato se ne tornava assai più
+lentamente che non fosse venuto, meditando quali scuse avrebbe addotte
+alla sua diletta donna, che stava mestamente aspettando il novello
+sposo in mezzo alla strada.
+
+«Mi sembrò, disse la Signora, che la caricatura da cui siamo disgiunti
+mi desse occhiate come di chi si ricordasse avermi veduta; io però le
+nascosi quanto mi fu possibile il volto.»
+
+«Se potessi creder questo, soggiunse Wayland, tornerei addietro per
+fracassare il cranio a costui, nè avrei paura di danneggiargli il
+cervello, perchè tutto quello che ha non basterebbe, cred’io, a darne
+una boccata ad un papero nato di fresco. Nondimeno è miglior consiglio
+proseguire il nostro viaggio. Lasceremo a Donnington il cavallo di
+questo sciocco, anche per togliergli ogni talento di tenerci dietro,
+poi cambieremo i nostri abiti, onde ingannare le sue indagini se
+volesse pur continuarle.»
+
+I viaggiatori giunsero senza altri spiacevoli incontri a Donnington,
+ove fu necessario che la Contessa si procacciasse il ristoro d’alcune
+ore di riposo. In questo intervallo Wayland prese, con prontezza e
+sollecitudine eguali, tutte le cautele necessarie ad assicurare il buon
+successo del rimanente del viaggio.
+
+Dopo avere cambiato il suo mantello di merciaiuolo in una zimarra,
+condusse il cavallo di Goldthred all’osteria dell’_Angelo_, situata ad
+una estremità del villaggio opposta a quella ove i nostri viaggiatori
+avevano preso stanza. Nella mattina, Wayland mentre attendeva ad
+altre cose sue vide il cavallo ricondotto dallo stesso merciaio, il
+quale avendo raccolta una numerosa banda d’uomini per gir contro chi
+gli aveva involata la sua cavalcatura veniva a riconquistarla colla
+forza dell’armi. Gli fu questa rimessa senza dover pagare altro
+riscatto, fuorchè il prezzo dell’_ala_ bevuta in copia dalle sue truppe
+ausiliari, che il cammino aveva assetate, e intorno al cui prezzo
+maestro Goldthred sostenne una disputa veementissima col commissario
+del quartiere, chiamato in soccorso dallo stesso Goldthred per far
+marciare la gente della Contea.
+
+Dopo eseguita una tale restituzione, che la giustizia e la prudenza
+egualmente volevano, Wayland procurò per sè e per la Contessa due
+vestiti compiuti, che li faceano sembrare agiati campagnuoli. In oltre
+fu deciso per togliere alla curiosità tutti i pretesti, che la donna,
+durante il cammino, si spaccierebbe per sorella del suo condottiero.
+
+Un buon cavallo, non brioso, e fatto per andar di pari passo con
+quello di Wayland, compiè i preparativi del viaggio, cose tutte
+che il maniscalco pagò col denaro somministratogli a tal fine da
+Tressiliano. Era quindi vicino il mezzogiorno, allorchè la Contessa
+trovò riparate assai le sue forze da un profondo riposo di alcune ore;
+onde continuarono il loro cammino, deliberati di condursi il più presto
+possibile e tenendo la strada di Coventry e di Warwick, al castello di
+Kenilworth; ma il loro destino non volea che procedessero molto innanzi
+senza scontrarsi in nuovi avvenimenti che li tribolassero.
+
+Fa qui di mestieri avvertire il leggitore, che l’ostiere di Donnington
+avea fatto noto ai nostri pellegrini, come una lieta brigata si era
+un’ora o due prima d’essi, partita da Donnington per trasferirsi a
+Kenilworth; e che questa, a quanto sembrava, accigneasi a rappresentare
+una di quelle mascherate o commedie solite ad entrare fra i
+divertimenti offerti alla Regina allorchè portavasi in viaggio; dal
+quale avviso nacque in Wayland il consiglio di unirsi, se il potea, a
+questa banda, tosto che l’avesse raggiunta in cammino, sembrandogli
+che per tal modo diverrebbe più difficile il riconoscimento così della
+Contessa come di lui che non se avessero camminato soli.
+
+Comunicò pertanto sì fatta idea alla compagna, la quale in sostanza,
+non desiosa che di giugnere senza interrompimenti a Kenilworth, lasciò
+al giudizio di Wayland la scelta d’ogni espediente più adatto all’uopo
+medesimo. Quindi fecero trottare i lor cavalli, sinchè videro la
+picciola carovana con parte di gente a piedi e a cavallo, che saliva un
+monticello da essi distante non più d’un mezzo miglio. In quel medesimo
+tempo Wayland che non guardava solamente dinanzi a sè, si vide dietro
+alle spalle un personaggio a cavallo, che correa con istraordinaria
+velocità. Seguialo un servo galoppando, perchè gli sforzi del galoppare
+bastavano appena a pareggiare in celerità il cavallo del suo padrone,
+comunque unicamente trottasse. Wayland osservò con inquietezza d’animo
+queste due persone, mostrò turbarsi, osservò di bel nuovo, indi fattosi
+pallido, disse alla Contessa.
+
+«Quello è il famoso corridore di Riccardo Varney. Saprei riconoscerlo
+in mezzo a mille cavalli. Questo è ben un incontro più serio, che non
+lo fu quello del mercante merciaiuolo.»
+
+«Sguainate la vostra spada, gli disse Amy, e trafiggetemi il cuore,
+anzichè lasciarmi cadere nelle mani di costui.»
+
+«Preferirei mille volte passargliela a traverso del corpo, o ferirmene
+io stesso. Ma per vero dire, l’arte dello schermitore non è fra quelle
+ch’io conosca meglio, benchè ad un estremo evento io abbia il coraggio
+di valermi del ferro freddo al pari d’un altro. E accade in oltre
+che la mia spada (trottate, ve ne prego!) è una trista draghinassa,
+mentre son certo che egli è armato d’una delle migliori sciabole di
+Toledo. Aggiugnete esser con lui un servo, ch’io giurerei quell’infame
+del Lambourne, perchè sta sopra il medesimo cavallo, di cui si valse,
+dicono (vi prego, correte!) quando svaligiò un ricco mercante di
+bestiami verso la parte occidentale della Contea. Non è già ch’io tema
+nè Varney, nè Lambourne, tanto più ch’io difendo una buona causa (il
+vostro cavallo, se lo spronate, può trottare di più!) ma nondimeno
+(vi supplico! non gli lasciate poi prendere il galoppo; potrebbero
+accorgersi che li temiamo e inseguirci; basta che lo manteniate nel
+gran trotto) benchè, dico, io non tema costoro, avrei molto caro di
+spacciarmene piuttosto per le vie dell’accorgimento che per quelle
+della violenza. Sol che potessimo raggiugnere i commedianti ed unirci,
+passeremmo con essi senza essere osservati, purchè per altro Varney non
+sia venuto a posta per inseguirci.»
+
+Dicendo tai cose, ora stimolava, ora frenava il cavallo, agitato ad un
+tempo e dalla tema di far sospettar che fuggiva, e dalla cura di non
+essere giunto dal Varney.
+
+Salirono finalmente la collina dianzi accennata, ed arrivatine alla
+vetta, si confortarono in veggendo la picciola carovana fermatasi in
+fondo alla valle in vicinanza di tenue ruscello, a’ cui margini erano
+due o tre capanne; onde allora Wayland non dubitò più di non essere in
+tempo a raggiugnerla. Cresceva inquietezza a Wayland l’osservare la sua
+compagna che senza profferire accenti di timore o querelarsi, andava
+vie più impallidendo, onde aspettavasi ad ogn’istante vederla cader da
+cavallo. Pure a malgrado di tai sintomi di debolezza, spinse ella tanto
+vigorosamente il destriero, che si trovarono presso i commedianti in
+fondo della valle prima che Varney fosse arrivato alla sommità della
+collina d’ond’erano scesi.
+
+Videro essi nel massimo disordinamento la compagnia colla quale
+divisavano di collegarsi. Le donne, tutte scapigliate e come
+affaccendate in cosa d’alta importanza, entravano continuamente nelle
+capanne e ne uscivano. Gli uomini stavano qua e là tenendo per le
+briglie i loro cavalli, e mostrando quella sbadata fisonomia che è
+solita in essi nel durar d’affari pe’ quali non si ha bisogno di loro.
+
+I due viaggiatori s’intertennero, come mossi da curiosità; poi a grado
+a grado, senza interrogare nè essere interrogati, si frammisero alla
+carovana, come se ne avessero fatto parte da lungo tempo.
+
+Non erano scorsi più di cinque minuti dopo il fermarsi lor nella valle,
+ov’ebbero grande cura di tenersi quanto poteano sui labbri della
+strada, onde mettere gl’individui della carovana fra sè, e fra Varney e
+Lambourne, i quali discesero rapidamente dalla collina. I fianchi dei
+costoro cavalli, e le spronette, col molto sangue di cui erano lorde,
+contrassegnavano assai con quanta velocità il padrone ed il servo
+fossero corsi. L’esterno de’ commedianti, che sotto sopravveste di
+traliccio nascondevano i lor vestiti da maschera, la picciola carretta
+per trasportarvi le loro decorazioni, e i diversi arnesi bizzarri e
+fantastici ch’essi aveano fra le mani, bastarono onde i due cavalieri
+scorgessero lo scopo cui quella brigata intendea.
+
+«Voi siete commedianti, disse il Varney, e vi trasferite senza dubbio a
+Kenilworth?»
+
+«Sì, o nobil signore,» rispose un attore.
+
+«Ma come diavolo indugiate qui, soggiunse allora il Varney, se non
+avete un istante da perdere sol per giugnere a tempo al castello di
+Kenilworth? La Regina desina domani a Warwick, e voi canaglia, state
+qui a darvi bel tempo?»
+
+Si fece allora a rispondere un ragazzo nano in zimarra che aveva una
+maschera al volto, e un paio di corna d’un bel rosso di fuoco, e sotto
+la zimarra un abito di rascia nero stretto con cordicelle alla persona,
+calze rosse, e scarpe fatte all’uopo d’imitare i forcuti piedi del
+diavolo. «In verità, o signore, la indovinaste. Ma sappiate che mio
+padre, il diavolo, sorpreso dai dolori del parto, ci ha ritardati nel
+cammino per accrescere la nostra brigata d’un diavolino di più.»
+
+«Come! il diavolo!» disse Varney, la gaiezza del quale non avea indizi
+più forti d’un caustico sorriso.
+
+«Il ragazzo ha detto la verità, soggiunse la persona in maschera che
+avea parlato da prima; il nostro diavolo in capo, poichè questi non è
+che diavolo secondario, sta ora entro di quel _tugurium_ ad invocare
+Lucina.»
+
+«Per san Giorgio! o piuttosto per il drago che è forse il compare del
+futuro diavolo infante! questo è un caso comico; se ve ne furono, disse
+Varney. Che ne pensi, Lambourne? Vuoi tu essere per questa volta il
+patrino? Certamente, se il diavolo dovesse sceglierne uno, non vedo
+persona che ti pareggi nel meritar tanto onore.»
+
+«Eccetto che alla presenza de’ miei superiori,» disse il Lambourne con
+quella impudenza per metà rispettosa di un servo, che nel giudicare
+indispensabile la propria opera fonda la sicurezza di avanzar qualche
+scherzo.
+
+«Qual è il nome di questo diavolo, o per meglio dire di questa
+diavolessa che colse sì male il suo tempo? disse Varney. A Kenilworth
+noi non possiamo far senza d’alcuno dei nostri attori.»
+
+«_Gaudet nomine Sibyllae_, disse il primo interlocutore, e si chiama
+Sibilla Laneham, moglie di maestro Riccardo Laneham.»
+
+«Il donzello della camera del consiglio! disse Varney. Che mi dite?
+Ella non merita scusa; doveva avere bastante esperienza per ordinare
+meglio le cose sue. E chi erano quell’uomo e quella donna, che un
+momento fa ascesero la collina con tanta fretta?»
+
+Wayland stava per avventurare qualche risposta, allorchè il piccolo
+diavoletto si fece avanti di bel nuovo.
+
+«Con vostra buona licenza, (diss’egli accostandosi a Varney, e parlando
+in modo che gli altri compagni non lo intendessero) l’uomo sarà il
+nostro primo diavolo, perito quanto basta nelle astuzie per far le veci
+ai cento diavoli della natura di Sibilla Laneham. E la donna, sempre
+con vostra buona licenza, è quella savia persona, i cui soccorsi in
+tale momento sono della massima necessità alla nostra parturiente.»
+
+«E che? Voi avete la commare in questi dintorni? disse Varney. Di fatto
+la fretta del suo correre dava a divedere come si portasse in tal
+luogo, ove era grandemente desiderata. Voi avete dunque in riserbo un
+altro suddito di Belzebù da sostituire a Mistress Laneham.»
+
+«Senza dubbio, Signore, disse il picciol mariuolo, i sudditi di Belzebù
+non sono tanto rari in questo mondo, come vostra Eminenza potrebbe
+supporli. Questo maestro demonio che voi vedete, saprà, se vi è in
+grado, lanciare alcune migliaia di scintille, e vomitare nubi di fumo
+dinanzi a voi, sì che crediate aver egli nell’addomine tutto l’Etna.»
+
+«Non ho il tempo di fermarmi a contemplare tal maraviglia, o
+chiarissimo figlio dell’inferno, ma ecco di che farvi bere per una
+buon’ora, e come dice il proverbio, Dio prosperi le vostre fatiche.»
+
+Così licenziandosi diede due botte di sprone al cavallo, e continuò la
+sua strada.
+
+Il Lambourne rimase un istante addietro del padrone per cercar nella
+borsa, d’onde tratta una moneta d’argento ne presentò il compagnevole
+diavoletto «a fine, disse costui, d’incoraggiar la tua carriera verso
+il fuoco delle regioni infernali. Già si discerne qualche scintilla di
+questo fuoco, che ti scappa fuori dagli occhi». Dopo avere ricevuti
+i ringraziamenti del fanciullo, spronò egli pure il cavallo, e colla
+rapidità del vento raggiunse il padrone.
+
+«Ora (disse l’astuto diavoletto, accostandosi al cavallo di Wayland,
+e facendo uno scambietto per aria, che legittimava le sue pretensioni
+al parentado col principe di questo elemento), io raccontai loro chi
+siete. Ditemi a vostra volta chi mi son io?»
+
+«Flibbertigibbet, ovvero sicuramente un figliuolo del demonio,» rispose
+Wayland.
+
+«Tu lo dicesti, replicò Dick Sludge. Vedi qui il tuo Flibbertigibbet.
+Mi sono sciolto dai legami, in cui mi teneva il dotto mio precettore,
+come ti diedi parola di farlo, volesse egli o non lo volesse. Or
+narrami chi è la donna che conduci teco. Io ti vidi nell’imbarazzo sin
+dal momento della prima interrogazione, e venni in tuo soccorso. Ma mi
+fa di mestieri sapere tutto quello ch’ell’è, caro Wayland.»
+
+«Tu saprai cinquanta altre cose ancora più belle, o mio diletto
+compagno, disse Wayland, ma per un momento metti da una parte le
+tue interrogazioni; e poichè andate tutti a Kenilworth, io vi ci
+accompagnerò, e ciò per amore, vedi! della tua amabile figura e della
+spiritosa tua compagnia.»
+
+«Tu avresti dovuto dire, _spiritosa figura,_ ed _amabile compagnia_,
+rispose Dick. Ma come viaggerai tu con noi? Intendo che parte
+sosterrai?»
+
+«Certamente quella che mi scegliesti tu stesso: la parte di
+giocolatore. Tu sai che questo mestiere, lo conosco,» disse Wayland.
+
+«Va benissimo: ma e quella milady! soggiunse Flibbertigibbet, perchè
+debbo dirti aver io già indovinato che ella è una milady, e comprendere
+pure dalla impazienza che mostri l’imbarazzo in cui ti ritrovi per lei.»
+
+«Ella... (rispose Wayland) ella... sì, ella è una povera mia sorella.
+Canta e sona il liuto con tanta dolcezza che farebbe uscire i pesci
+fuori dell’acqua.»
+
+«Procurami tosto un saggio di tale sua abilità. Amo assai il liuto.
+Nulla avvi che mi dia maggior diletto, benchè non abbia mai udito suono
+di liuto.»
+
+«Oh bella! come puoi dunque amarlo?»
+
+«Ti dirò, come negli antichi romanzi i cavalieri amano le loro donne,
+per fama.»
+
+«Quand’è così amala _per fama_ qualche tempo di più, finchè mia sorella
+siasi riavuta dalle fatiche del viaggio (disse Wayland, che poi
+soggiunse fra i denti:) Maledetta la curiosità di questo nano! Ma non
+mi torna disgustarmelo. Troppo mal partito ne avremmo.»
+
+Dopo tale intertenimento, Wayland corse al maestro Holyday per fargli
+offerta de’ suoi talenti personali, e di quelli della sorella, qual
+donna perita di musica. Furono prima chieste alcune prove dell’abilità
+di lui, e senza farsi pregare, ne diede di sì convincenti, che gli
+attori giubilanti di acquistare un uomo fornito di tanta capacità,
+ebbero per buone le scuse da lui fatte per sua sorella, che dianzi
+voleano parimente sperimentare.
+
+I nuovi compagni vennero invitati a partecipare de’ reficiamenti di
+cui ben provvista andava quella banda, e nel tempo di tal colezione,
+non però senza difficoltà, Wayland trovò un momento per parlare
+segretamente alla supposta sorella e per pregarla a dimenticar qualche
+istante così le proprie sventure come il proprio grado acconsentendo a
+starsi in brigata con coloro, che dovevano esserle compagni di viaggio,
+espediente il più sicuro onde non venire scoperti.
+
+Tutto questo impero di circostanze fu sentito dalla Contessa; laonde
+quando si rimisero in cammino, cercò ella di porre in opera i
+suggerimenti datile dal suo condottiero, e volgendosi ad un’attrice che
+le era vicina, introdusse il discorso esternando compassione per quella
+povera donna che era stato forza l’abbandonare.
+
+«Oh! ella ha buona assistenza, mia cara! rispose l’attrice, che pel suo
+allegro umore avrebbe potuto dirsi il perfetto emblema della moglie di
+Bath[8]. La mia commare Laneham non si prende fastidio di ciò, come di
+nessun’altra cosa; di qui a nove giorni, se tanto duran le feste, sarà
+con noi a Kenilworth, fosse anche costretta a portarsi il suo bamboccio
+sugli omeri.»
+
+In questo modo di discorso regnava un non so che di _libero_[9],
+che tolse alla Contessa di Leicester ogni voglia di continuare la
+conversazione; ma ella avea rotto il diaccio parlando per la prima
+alla compagna, onde questa che negl’intermezzi dovea far la parte di
+Gillian di Croydon, si diede tutta la cura che il troppo silenzio non
+rendesse malinconica quella peregrinazione. Narrò dunque alla Contessa,
+fattasi muta, un migliaio d’aneddoti di feste reali, cui s’era trovata
+incominciando dai tempi del re Enrico fino a quei dì, e le accoglienze
+che avea ricevute dai gran signori, e i nomi degli attori più cospicui;
+e faceasi ritornello d’ogni racconto il soggiugnere: «Tutto ciò sarà
+nulla in confronto delle feste che avremo a Kenilworth».
+
+«E quand’è che vi giugneremo?» disse la Contessa con tale agitazione
+che invano studiavasi di palliare.
+
+«Noi che siamo a cavallo, noi possiamo trovarci questa sera a Warwick,
+d’onde Kenilworth non arriva forse ad essere distante cinque miglia.
+Ma ivi ne converrà aspettare i nostri compagni pedoni, se però il mio
+buon signore di Leicester, come è probabile, non manderà incontro ad
+essi cavalli o calessi, a fine di liberarli dalla molestia di andare
+a piedi, che è un assai tristo apparecchio per danzare innanzi a
+personaggi di corte. Nondimeno ho veduto un tempo, in cui, coll’aiuto
+di Dio, avrei fatto cinque leghe colle mie gambe il mattino, e ballato
+sulla punta de’ piedi tutta la sera, siccome un piattello di peltro,
+che un giocolatore fa girare attorno sulla punta d’un ago. Il crescer
+degli anni ha raffreddato un poco questo mio ardore; ma quando mi si
+affanno la musica e il mio danzatore, posso ballare una giga così bene
+e così lungo tempo, come qualunque altra donna di Warwick, obbligata,
+quando vuole scrivere i suoi anni, a valersi dell’ingrata cifra
+_quattro_, posta innanzi ad un _zero_.»
+
+Se la Contessa per parte sua si trovava incomodata dalla loquacità di
+tal donna, non era minore la pena che sofferiva Wayland per ispacciarsi
+dai frequenti assalti dell’insaziabile curiosità del suo conoscente
+antico Riccardo Sludge. Il malizioso nano aveva un’indole naturalmente
+proclive ad osservare e voler conoscere a fondo tutte le cose; il che
+collegavasi maravigliosamente col genere suo di spirito malignoso anzi
+che no. Avido di spiar tutto, non v’era forza che lo avesse impedito
+d’intromettersi negli affari, gli fossero pur estranei quanto si volea,
+bastava che ne avesse sorpreso il segreto. Egli passò tutto quel giorno
+a guatare per di sotto alla propria maschera la Contessa, e le poche
+cose che potè scorgere non contribuirono poco a crescergli curiosità.
+
+«Questa tua sorella, o Wayland, ei diceva, ha un collo ben bianco per
+essere nata in una fucina, e le mani ben liscie e delicate per donna
+avvezza a maneggiare il fuso. In fede mia! crederò che siate fratello e
+sorella, quando vedrò dalle uova di corvo nascere i cigni.»
+
+«_In fede mia_, disse Wayland, tu sei un piccolo ciarliero, che
+meriteresti un cavallo in pena di tua sfrontatezza.»
+
+«Ottimamente, disse allontanandosi quel furfantello; quanto posso dirvi
+è che voi mi nascondete un segreto, e che se non vi rendo fava per
+piselli, non sono più Dick Sludge.»
+
+Sì fatta minaccia, e la distanza in cui gli si tenne nel resto di
+quella giornata il diavoletto Hobgoblin, mise in molta agitazione
+Wayland. D’onde fu ch’ei persuase alla finta sorella il fermarsi,
+prendendone pretesto dalla stanchezza, tre o quattro miglia al di qua
+della buona città di Warwick, e promise agli altri di quella banda, che
+gli avrebbero raggiunti sul mattino della domane. Un picciolo albergo
+di villaggio loro offerse asilo per riposare, e s’allegrò entro il suo
+cuore Wayland in veggendo allontanarsi e Dick Sludge, e il resto della
+brigata, da cui con affettuosi congedi si separò.
+
+«Domani, o Signora, diss’egli alla compagna di viaggio, se così
+vi piace, di buon’ora ci rimetteremo in cammino, onde giugnere a
+Kenilworth prima che si faccia folla alle porte del castello.»
+
+La Contessa approvò le idee del suo fedel condottiero, ma fu per questo
+una grande sorpresa ch’ella non gli soggiugnesse altra cosa a tale
+proposito. Questo silenzio lasciava ignorare a Wayland se Amy avesse
+immaginato qualche divisamento intorno al modo di condursi in appresso.
+Comunque gli fossero note solo imperfettamente le particolarità che
+la risguardavano, pur vedea la necessità di continuare a movere con
+circospezione ogni passo. Dal tacersi della Contessa egli indusse, che
+forse ella avea nel castello alcun amico alla cui protezione poter
+fidarsi, e che l’incarico di lui sarebbe finito non appena l’avesse
+guidata colà, come ripetutamente ne mostrava quella il desio.
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+ «Udite! Il suono de’ bronzi e lo squillo
+ degli oricalchi or chiamano le persone
+ convitate; ma la più avvenente non
+ risponde all’invito. Le sale ringorgano
+ di cavalieri e matrone; ma la donna
+ più amabile è costretta a celarsi.
+ Come potesti, o principe orgoglioso,
+ lasciarti abbagliar dal fulgore di
+ quelle brillanti meteore, e perdere
+ quel giudizioso senso che ne trae a
+ preferire lo splendor degli astri a
+ quello di una lucciola, e il rossore
+ del modesto merito all’arroganza delle
+ corti?»
+
+ _La pantoffola di cristallo._
+
+
+L’infelice contessa di Leicester, fin dalla prima sua fanciullezza
+era stata accostumata ad una indulgenza così illimitata come mal
+provvida, che le usavano tutte le persone cui spettava l’incarico di
+educarla. Certamente la dolcezza della sua indole l’avea difesa dal
+prender modi o disdegnosi o superbi. Ma il capriccio che le aveva fatto
+preferire il bello e seducente Leicester a Tressiliano, del quale ella
+stessa apprezzava cotanto l’onore e l’animo affettuoso non mai verso
+lei dismentitosi, questo solo capriccio che distrusse la felicità di
+sua vita, era frutto di quella mal concetta tenerezza, che risparmiò
+alla sua infanzia le lezioni, moleste sì ma indispensabili, della
+sommessione e del riguardo. Tal debolezza medesima degli educatori
+l’aveva usata a non aver uopo che di concepir desiderii ed esprimerli
+lasciando agli altri la cura di soddisfarli. Queste si furono le
+cagioni, per cui nel punto più fatale della sua vita si trovò sfornita
+affatto di quella prontezza di mente, che le sarebbe stata necessaria
+a divisar norme di una condotta prudente, ragionevole e adatta alle
+circostanze cui ella era venuta.
+
+Le difficoltà si moltiplicarono incessantemente per la misera Amy allo
+spuntare di questo giorno che stava per decidere del suo destino.
+Abbandonando ogni idea che vi si frapponeva, ella non avea desiderato
+altra cosa, che trovarsi a Kenilworth alla presenza di suo marito,
+ed ora che ne era tanto vicina, il dubbio e l’incertezza si fecero a
+spaventare il suo animo, presentandole il timore di mille pericoli,
+quali reali, quali immaginari, ma tutti gravi, ed ingranditi dal suo
+stato e dalla mancanza di chi la consigliasse.
+
+La veglia di quella notte l’avea talmente spossata, che non seppe qual
+cosa rispondere a Wayland quando venne la mattina ad avvertirla essere
+l’ora della partenza. Questa guida fedele incominciò a sentire vive
+inquietudini, e ad agitarsi ancora per la propria persona. Era Wayland
+in procinto di partir solo per Kenilworth, nella speranza di trovarvi
+Tressiliano e di potergli annunziare che Amy era poco distante. Ma
+s’avvicinavano le ore nove del mattino allorchè Amy fece chiedere del
+suo condottiere.
+
+Egli la trovò pronta bensì a continuare il viaggio, ma il pallor delle
+guance lo pose in gran tema sulla salute della medesima. Gli disse ella
+di allestir tosto i cavalli, resistendo impazientemente alle istanze
+che l’altro facevale onde persuaderla a munirsi di qualche ristoro
+innanzi di mettersi in cammino. «Mi hanno dato, diss’ella, una tazza
+d’acqua. Lo sciagurato che viene tratto al supplizio non abbisogna
+d’altro cordiale. Debbo contentarmene al pari di lui. Fate quel ch’io
+vi dico.» Titubava tuttora Wayland. «Che volete voi ancora, allora
+soggiunse, non mi avete forse inteso?»
+
+«Vi chiedo, perdono, ripigliò a dire Wayland; ma permettetemi
+domandarvi quai disegni avete. Non vi fo tale interrogazione che per
+meglio uniformarmi ai vostri desideri. Tutte le persone del paese
+corrono a Kenilworth. Sarebbe difficile il penetrar nel castello anche
+muniti dei necessari passaporti. Sconosciuti e privi di amici, può
+accaderne qualche disgrazia. La Signoria vostra mi perdonerà se le
+offro un umile avvertimento. Non faremmo noi meglio col ricercare la
+nostra comica banda, e unirci ad essa di nuovo?» La Contessa crollò il
+capo. «Venite, continuò la guida, non vedo che un unico rimedio.»
+
+«Spiega dunque le tue idee, disse Amy, soddisfatta forse di vedersi
+offerire consigli ch’ella avea rossore di chiedere. Ti credo fedele.
+Ebbene! Qual cosa sai tu suggerirmi?»
+
+«Dovete permettermi ch’io renda consapevole il sig. Tressiliano del
+vostro arrivo costì. Son ben certo ch’ei salirà a cavallo insieme ad
+alcuni uficiali della casa di Sussex, ardente di vegghiare alla vostra
+sicurezza.»
+
+«Che ascolto? Ed è a me che osate proporre di mettermi sotto alla
+protezione del Sussex, di quell’indegno rivale del nobile Leicester?»
+disse la Contessa. Indi accorgendosi della sorpresa che tai detti
+aveano portata in Wayland, e pavida di aver lasciato apparir troppo
+l’affetto suo per Leicester, soggiunse: «E quanto a Tressiliano, questa
+cosa è impossibile. Guardatevi dal pronunziare il mio nome dinanzi
+a lui. Ve lo comando. Non fareste che accrescere le mie disgrazie e
+procacciare a Tressiliano tali sventure, cui egli non saprebbe come
+sottrarsi.» Ma osservando ella che Wayland continuava a contemplarla
+con aria incerta ed inquieta, e tale che il mostrava perfino dubbioso
+se la Contessa fosse assolutamente padrona della sua ragione, prese
+ella modi più tranquilli, così dicendogli.
+
+«Guidami solamente al castello di Kenilworth, e sarà compiuto il tuo
+incarico. Colà penserò a quanto mi convenga eseguire in appresso. Tu
+mi hai servito fedelmente sin qui. Eccoti una bagattella che ti potrà
+compensare.»
+
+Gli offerì ella un anello che conteneva un diamante di molto prezzo.
+Postosi a considerarlo Wayland, titubò un istante, indi lo restituì
+alla Contessa.
+
+«Non è, diss’egli, ch’io mi creda al di sopra de’ vostri favori, o
+Signora, perchè io non sono nulla meglio d’un povero sfortunato,
+costretto alle volte, e Dio lo sa, a ricorrere a’ più umilianti
+espedienti, nè certamente io novero fra gli umilianti la generosità di
+una Signora vostra pari. Ma, com’era solito dire a’ suoi avventori il
+mio antico maestro maniscalco: _non guarigione, non salario_, io vi
+farò osservare, che non siamo ancora giunti al castello di Kenilworth,
+e voi avrete tutto il tempo di pagare la vostra guida quando il mio
+viaggio sarà interamente compiuto. Spero con tutto il cuore che tanta
+sarà nella Signoria vostra la sicurezza di essere accolta in modo qual
+si conviene al vostro arrivo, quanta la fiducia ch’io non ometterò
+sforzi, per condurvi là sana e salva. Vado a cercare i cavalli.
+Permettetemi di pregarvi una seconda volta e come vostro condottiero,
+ed un poco ancora come vostro medico, a prendere qualche nudrimento.»
+
+«Sì, ne prenderò, diss’ella con vivacità; andate, allestite subitamente
+tutte le cose.» Appena uscito della stanza Wayland, ella sclamò fra
+se stessa: «Ah! pur troppo lo veggio: gli è invano ch’io voglio
+mostrar sicurezza. E quel povero servo ben s’accorge che i miei timori
+tradiscono il mio improntato coraggio; ei legge, sì, ei legge nel fondo
+di quest’animo quanta ne sia la debolezza.»
+
+Allora sperimentò prendere qualche cibo per conformarsi ai consigli
+che la sua guida le diede, ma nol potè; chè gli sforzi fatti per
+inghiottire qualunque minima parte di nudrimento le davano una nausea,
+onde credea rimaner soffocata. Poco dopo i cavalli comparvero innanzi
+alla grata della finestra. Amy salì sopra il suo, sembrandole rinvenire
+all’aria aperta e dal cambiamento di sito il sollievo solito derivarne
+in sì fatte circostanze.
+
+Ben tornò ai divisamenti della Contessa il genere di vita irregolare
+e vagabonda, condotto un dì da Wayland. Costretto per tal cagione
+a scorrere in lungo e in largo il suolo dell’Inghilterra, si era
+fatto pratico così dei traversi e de’ sentieri spartati, come delle
+strade maestre della ricca città di Warwick: la quale cosa in allora
+mirabilmente giovava, perchè la folla, che trasferiva a Kenilworth per
+vedere entrare la Regina in questa magnifica residenza del primo suo
+favorito, era tanta, che ingombrava e omai toglieva l’accesso a tutte
+le principali strade; onde i viaggiatori per portarsi innanzi erano
+costretti a lunghi giri.
+
+Gl’intendenti della Regina avevano trascorso la contrada levando dai
+poderi e dai villaggi tutte le vittuarie che i proprietari dovevano
+fornire quando viaggiava la Corte, aspettandone tardo rimborso dal
+regio erario. Coll’intenzione medesima gli uficiali della casa di
+Leicester erano stati per tutti i dintorni; e molti amici e parenti
+del Conte procurarono questa fiata di guadagnarsi favore, mandando
+derrate d’ogni specie, e cumuli di salvaggiume e botti di squisiti
+liquori. Ogni strada maestra era coperta di mandrie di bovi, di
+castrati, di vitelli, e di maiali, ed ingombra di carri, i cui assi
+gemevano sotto il peso degli smisurati lor carichi. Succedevano
+continue pause per l’imbarazzarsi degli uni cogli altri, ed i rustici
+condottieri bestemmiando, e ingiuriandosi sintantochè la loro collera
+fosse all’estremo grado, terminavano discutendo i propri diritti colle
+fruste e co’ loro grossi bastoni. Tali dispute venivano di ordinario
+sedate da qualche intendente, o sindaco, o altra persona autorevole del
+villaggio, che fracassava la testa ad entrambi i competitori.
+
+Eranvi inoltre canterini, istrioni, bagattellieri d’ogni specie, che in
+gioiose bande tenevano le strade d’onde pervenivasi al palagio _delle
+reali delizie_, nome dato dai giullari girovaghi a Kenilworth nelle
+poesie che precorsero le feste da celebrarsi. In mezzo a tai confuse
+scene, diversi mendici mettendo in mostra i loro mali o finti o veri,
+presentavano uno stravagante chiaroscuro, non però insolito a vedersi
+tra le vanità e le angosce della umana vita. Si trovava parimente su
+quelle strade un’immensa popolazione condotta ivi dalla sola curiosità.
+Qui un operaio, che tale lo annunziava il suo grembiule di cuoio,
+dispensava gomitate a qualche signora posta in tutta eleganza, alla
+quale avrebbe fatto di cappello in città; altrove i villani colle loro
+scarpe ferrate andavano sopra gli scarpini di agiati borghesi, o di
+rispettabili gentiluomini. E Giovanna la venditrice di latte, col suo
+pesante andamento, e con due braccia arsicce e vigorose, si apriva
+strada fra mezzo a gruppi d’avvenenti donzelle, i cui padri erano
+cavalieri o scudieri.
+
+Tutta questa moltitudine ciò non ostante presentava l’indole della
+gaiezza; tutti venivano colà per prendere la loro parte di diletto;
+tutti rideano di piccoli inconvenienti, che in altre occasioni gli
+avrebbero adirati, o messi almeno di mal umore. Eccetto le risse
+accidentali, che, come dicemmo, insorgevano per mezzo alla razza
+irritabile de’ carrettieri, i confusi accenti che udivansi fra quella
+calma, annunziavan contento e folleggiamenti di gioia. I sonatori
+accordavano i loro strumenti, i canterini canticchiavano le loro
+ariette, i buffoni di professione brandendo i loro panconcelli,
+mandavano grida che sapean di gioia e di delirio ad un tempo; i
+danzatori faceano sonare le loro campanelle, i contadini gridavano
+e fischiavano; spettacolo che facea scoppiar dalle risa gli uomini,
+mentre le giovinette con acute esclamazioni esternavano le loro
+maraviglie. Chi da un canto mandava ad alta voce scherzi ad un altro
+che li rimandava a guisa di volante cui le due opposte racchette si
+rispingono scambievolmente.
+
+Nulla avvi forse di più crudele per un’anima assorta nella tristezza
+quanto la necessità di assistere a scene di gioia, che son ben lungi
+dal trovarsi in armonia co’ sentimenti dell’animo. Questa volta ciò
+nonostante il tumulto e la confusione di tale spettacolo, diedero
+qualche divagamento alla contessa di Leicester, arrecandole se non
+altro il misero alleviamento di toglierla alla considerazione delle sue
+sciagure e allo sconforto di crearsi anticipatamente idee terribili
+sulla sorte che l’aspettava.
+
+Ella camminava siccome persona dominata da un sogno, abbandonandosi
+interamente alla condotta di Wayland, che mostrò allor più che mai
+quanto per disinvoltura ei potesse. Or si apriva un cammino per
+mezzo alla folla, or si fermava per aspettare occasion favorevole
+d’avanzarsi; spesse fiate abbandonando la strada maestra, battea
+sentieri tortuosi che vel riconducevano dopo avergli somministrato
+il vantaggio di aver trascorsa una parte di cammino con rapidità ed
+agiatezza.
+
+Fu quest’ultimo espediente che gli fece evitare Warwick, ove Elisabetta
+aveva passata la notte in quel castello. Era il castello di Warwick un
+fastoso monumento dello splendore de’ secoli della cavalleria, e che
+la falce del tempo ha rispettato sino ai dì nostri. Ivi ella doveva
+rimanersene sino al mezzogiorno, ora a quei tempi in cui pranzavasi
+in Inghilterra, poi dopo la mensa trasferirsi a Kenilworth. Lungo
+il cammino ciascun gruppo delle persone fra cui ella trascorreva,
+trovava qualche osservazione da dire in lode della Regina, non senza
+framettervi però quella tinta di satira, usa a condire i giudizi che
+portiamo sul nostro prossimo, massimamente se è prossimo al di sopra di
+noi.
+
+«Avete udito, dicea taluno, con quale grazia ella parlò al giudice,
+al cancelliere, e al buon ministro sig. Griffin allorchè stavano
+inginocchiati alla portiera della sua carrozza?....»
+
+«Sì: poi come disse in appresso al picciolo Aglionby: Maestro
+cancelliere, mi volevano far credere che avevate paura di me; ma per
+verità m’avete sì bene sfilata la enumerazione delle virtù necessarie
+ad un Sovrano, che vedo omai esser io che dovrò avere grande paura di
+voi. — Vedeste dopo con quanta grazia prese la bella borsa ov’erano
+le venti sovrane d’oro. Parea non la volesse toccare; ma nondimeno la
+prese.»
+
+«Sì, sì, disse un altro; m’ha sembrato che le sue dita si fermassero
+assai volentieri su quella borsa, e ho creduto fin d’osservare che la
+pesò un momento colla sua mano quasi volesse dire: Spero che le sovrane
+saranno di peso.»
+
+«Oh! non aveva a temere nulla di questo, soggiunse un terzo. Gli è
+solamente allorquando la municipalità paga conti d’un gramo operaio
+come son io. Allora sì, lo rimanda con monete tosate. Fortunatamente
+vi è un Dio al di sopra di tutti. Intanto poichè fa d’uopo che le cose
+vadan così, il nostro piccolo cancelliere sta per divenire più grande
+di quello che lo sia mai stato.»
+
+«Su via, caro vicino, disse quegli che fu primo a parlare; non vi
+mettete fra le lingue malediche. Elisabetta è una buona Regina, e
+generosa... Ha donato la borsa al conte di Leicester.»
+
+«Io lingua maledica! Il diavolo ti porti via per questa parola che hai
+detto, replicò l’operaio. Ma io credo bene, che un dì o l’altro donerà
+tutto al conte di Leicester.»
+
+«Mi sembra che soffriate assai,» disse alla contessa Wayland, e le
+propose di abbandonare la strada maestra, e di fermarsi fintantochè si
+fosse alquanto riavuta. Ma Amy si rendè padrona della commozion d’animo
+in lei destata da tali parole, e da altre della stessa natura, che le
+ferirono l’orecchio nel durar di quel viaggio; ed insistette affinchè
+il suo condottiero la guidasse a Kenilworth con tutta quella celerità,
+cui permettevano i numerosi ostacoli che incontrarono nel cammino.
+L’inquietezza di Wayland per questi quasi reiterati deliquii che la
+prendevano, e per vederne assai dissestata la mente, si aumentava
+ad ogni istante; onde egli pure cominciò a desiderar grandemente
+quanto ella con ripetute istanze chiedeva, di vederla cioè arrivata
+al castello, ov’egli non dubitava che la Contessa non fosse sicura
+d’essere ben accolta, comunque sembrasse non voler confessare su di che
+si fondasse tal sua speranza.
+
+«Se mi libero una volta da questo rischio, pensava fra se medesimo, e
+se qualcuno mi vede più mai scudiere d’una donzella errante, gli do
+licenza di rompermi la testa col mio martello di fabbro ferraio.»
+
+Apparve finalmente il magnifico castello di Kenilworth, in cui per
+abbellirlo e migliorarne i dominii che vi appartenevano, il conte di
+Leicester aveva speso, dicesi, 63,000 sterlini[10].
+
+Le mura esterne di questo grandioso e gigantesco edifizio racchiudevano
+sette acri di terreno, del quale una parte era occupata da vaste
+scuderie e da un delizioso giardino ricco di vaghi boschetti e di
+fioritissime aiuole. Il rimanente presentava il primo cortile.
+
+La fabbrica che s’innalzava nel mezzo di sì sfarzoso ricinto, era
+composta di molti spartimenti magnifici d’abitazione, i quali
+sembravano essere stati costrutti in diversi tempi, e cignevano un
+cortile interno. I nomi e gli stemmi presentati da ciascun d’essi
+spartimenti, richiamavano la rimembranza d’alti personaggi morti da
+lungo tempo, e la storia dei quali, se l’ambizione fosse stata capace
+d’intenderli, avrebbe data utile scuola all’orgoglioso favorito che
+aveva acquistati e dilatati i loro dominii. La vasta torre, che di
+fatto era la rocca del castello, contava un’antichità rimotissima,
+benchè nulla di sicuro potesse additarsi intorno al tempo in cui fu
+costrutta.
+
+Essa portava il nome di _Torre di Cesare_, forse per la simiglianza
+che avea con quella dell’istesso nome che vedeasi nella torre di
+Londra. Alcuni antiquari pretesero l’avesse fatta innalzare Kenelph, re
+Sassone, da cui il castello di Kenilworth trasse la sua denominazione;
+altri la voleano stata costrutta poco prima della conquista de’
+Normanni. Dalla parte esterna di quelle mura vedeasi il terribile
+scudo dei Clinton, che sotto il regno di Enrico I. furono i fondatori
+dello stesso castello, e l’altro anche più formidabile di Simone di
+Mont-fort, che nelle guerre de’ Baroni difese lunga stagione Kenilworth
+contro l’armi d’Enrico II. Mortimero conte della Marca, famoso così
+pel suo innalzamento che per la sua caduta, celebrò ivi feste, e
+liete giostre v’aperse, intantochè il suo sovrano balzato dal trono,
+Eduardo II, languiva nel confine d’un carcere. Molti ingrandimenti
+avea ricevuti il castello da Giovanni di Gaunt, che fece fabbricare
+quell’ala nominata tuttavia _edificio di Lancastre_; ma il Leicester
+avea superati tutti i suoi predecessori comunque fossero e ricchi
+e possenti, edificando altra immensa facciata, che poi scomparve
+sotto le proprie rovine, quasi monumento dell’ambizione di chi la
+fondò. Il castello riceveva ornamento e difesa da un lago, su di cui
+il Conte avea fatto costruire magnifico ponte, onde procacciare ad
+Elisabetta allorchè entrasse in quella dimora una strada preparata a
+solo suo onore. L’ingresso ordinario era dalla parte di tramontana,
+ove proteggeva il castello altissima torre, che si vede anche oggidì,
+ed alla quale per estensione e stile d’architettura pochi castelli di
+signori si agguagliano.
+
+Dall’altra parte del lago, era un immenso bosco popolato di daini,
+caprioli, cervi, e di tutta sorte di salvaggiume. Verdeggiavano ivi
+grandissimi alberi, dal cui mezzo si faceano scorgere in maestosa
+foggia la fronte e le massicce torri di quell’abitato. Nè possiamo
+tacere a tale proposito, che questo sì nobil palagio, già teatro a
+feste di cui tanti principi vennero presentati, e pur campo illustre
+a parecchi guerrieri, ora di veraci e sanguinosi assalti, ora di
+giostre cavalleresche ove la beltà distribuiva i premii che il valor
+meritavasi, questo palagio non offre se non se un deserto oggi giorno;
+il suo bel lago non presenta omai che una limacciosa palude, e le vaste
+rovine attestandone solamente l’antico splendore, non giovano che a
+meglio imprimere nell’anima meditabonda dello straniero, mosso per
+visitarle, così la vanità delle umane ricchezze, come la felicità di
+coloro, cui meglio allettano i contenti in mediocre stato offerti dalla
+virtù.
+
+Con sentimenti diversi assai l’infelice Contessa di Leicester contemplò
+queste torri maestose ed abbrunite dal tempo, allorchè le vide per
+la prima volta innalzarsi al di sopra di folti boschi cui pareva
+signoreggiassero. La sposa legittima del favorito di Elisabetta,
+il quale era ad un tempo l’idolo dell’Inghilterra, s’appressava al
+palagio, ove il suo marito stava per aver ospite la propria Sovrana,
+e vi s’appressava in compagnia d’un misero giocolatore da cui avea
+per ventura l’essere scortata, o a meglio dire protetta; e comunque
+signora di quest’orgoglioso castello, le cui porte pesanti ad un menomo
+cenno di lei avrebbero dovuto di per se stesse aggirarsi sui propri
+cardini, non potea dissimularsi in proprio cuore gli ostacoli che le si
+opponevano ad essere accolta entro il ricinto di queste mura, che ciò
+nonostante le pertenevano.
+
+Di fatto le difficoltà sembravano crescere ad ogni minuto: nè andò
+guari che i nostri viaggiatori ebbero da temere non fosse loro conteso
+l’innoltrarsi oltre un grande cancello d’onde procedeasi a delizioso
+viale che guidava per mezzo alla foresta di cui favellammo. Cotesto
+viale che disvelava le più belle prospettive del palagio e del lago,
+si terminava al ponte novellamente costrutto, e postogli in dirittura;
+ed era per quel cammino che la Regina dovea trasferirsi al castello in
+questa sì memorabil giornata.
+
+La Contessa e Wayland trovarono questo cancello, che mettea sulla
+strada di Warwick, custodito da una compagnia di _Yeomen_ a cavallo
+della guardia della Regina, coperti di corazze riccamente cesellate
+e dorate, e che portavano elmi invece di berrettoni, tenendo i calci
+delle lor carabine appoggiati alla coscia. Tali guardie, solite a
+prestar servigio ovunque in persona si trasferiva la Regina, andavano
+comandate da un araldo d’armi, che i colori e gli stemmi della divisa
+annunziavano appartenere alla casa del conte di Leicester. Era loro
+istruzione il non concedere l’ingresso che alle persone invitate alle
+feste, o a coloro che aveano parti ed ufizi negli spettacoli, e ne’
+giuochi.
+
+La calca premeasi attorno al ridetto cancello, ognun presentando
+qualche diverso motivo per venire ammesso; ma le guardie si mostravano
+inesorabili alle preghiere, adducendo a scusa il rigore degli
+ordini avuti, rigore soprattutto fondato sulla specie di ribrezzo
+che notoriamente avea la Regina a vedersi stretta troppo da vicino
+dall’affollamento della plebaglia. Coloro, che le ragioni non
+appagavano, venivano rispinti senza cerimonie dai soldati, i quali
+o movean contr’essi i loro cavalli bardamentati di ferro, o gli
+allontanavano coi calci delle carabine; fazioni che produceano sì
+fatto ondeggiamento in mezzo a quella piena di popolo, onde più d’una
+volta temette Wayland vedersi disgiunto d’improvviso dalla compagna;
+nè tampoco egli sapeva con qual pretesto conciliarsi la permissione
+di andare avanti, e stava con grande perplessità discutendo in sua
+mente sì fatta quistione, allorchè l’araldo d’armi del Conte, avendo a
+caso volti gli occhi sopra di lui, esclamò a grande maraviglia dello
+stesso Wayland: «Soldati, fate luogo a quest’uomo del mantello giallo.
+Avanzate, maestro buffone, e spacciatevi. Qual diavolo vi ha trattenuto
+sin ora? Su via, avanzatevi con quella vostra carabattola di donna.»
+
+Mentre l’araldo sollecitava Wayland con tale invito non soverchiamente
+cortese, li _Yeomen_ aprivano ad esso il passaggio. Fattosi questi
+sollecito di avvertir la compagna onde ascondesse il volto quanto il
+potea, entrò conducendo per la briglia il cavallo proprio e quello
+della Contessa; ma tanto umiliato si mostrava nella fisonomia, e
+sì dipinte vi erano e l’agitazione e la tema, che la folla già
+indispettita dal vedergli usata simile preferenza, lo accompagnò con
+urla, e risa insultatrici.
+
+In tal foggia, tutt’altro che lusinghevole, ammessi nell’interno
+della foresta, Wayland e la Contessa incominciarono a meditar sugli
+ostacoli che loro rimanevano tuttavia da superare attraversando quel
+grande viale, d’entrambi i lati difeso da lunga fila d’uomini armati
+di sciabole e daghe, riccamente vestiti delle livree, e fregiati degli
+stemmi del conte di Leicester.
+
+Questi soldati erano situati alla distanza di tre passi l’uno
+dall’altro, talchè quella strada ne andava guernita incominciando
+dal cancello e portandosi fino al ponte. Non appena la Contessa
+vide più da vicino l’aspetto maestoso di quel superbo castello, e
+le bandiere che sulle torri e sulle mura sventolavano, e immenso
+ondeggiare di splendidi pennacchi su tutti i merli e tutti i terrazzi,
+non mai usa per lo innanzi a sì fatte magnificenze, ne provò tale
+interna confusione, che chiese per un istante a se medesima qual cosa
+avess’ella donato a Leicester onde meritarsi di dividere seco lui
+questa pompa veramente regale. Ma un connaturale suo orgoglio, ed un
+generoso entusiasmo ne discacciarono dall’animo simile invilimento che
+a disperazione l’avrebbe ridotta.
+
+«Che gli ho donato? soggiugneva fra se stessa. Gli ho donato quanto
+femmina possa donare; e nome, e fama, e questa mano e questo mio
+cuore. Ecco quanto io diedi a piè degli altari al signore di questo
+magnifico ostello, nè di più la regina Inglese poteva offerirgli.
+Egli è mio sposo; io la sua sposa legittima. L’uomo non varrà mai a
+separare coloro che Dio stesso annodò. Io ridomanderò i miei diritti,
+e mi presterà maggior sicurezza il venirmene improvvisa e sfornita di
+tutto soccorso. Troppo m’è noto il mio nobile Dudley. S’impazientirà
+un istante della mia inobbedienza; ma Amy verserà qualche lagrima, e
+Dudley le concederà il suo perdono.»
+
+Tali meditazioni vennero interrotte da un grido di sorpresa, cui
+mandò il suo condottiero Wayland nel sentirsi d’improvviso stretto
+con molta forza da due lunghe braccia, nere e magrissime, spettanti
+ad un individuo che dai rami d’una quercia gli si lanciò in groppa al
+cavallo, fra molto ridere delle circostanti sentinelle.
+
+«Certamente o il diavolo, o Flibbertigibbet (sclamò Wayland dopo
+avere tentati vani sforzi onde spacciarsi e scavalcare il nano, che
+strettamente a lui si tenea). Le quercie di Kenilworth portano adunque
+tal natura di ghiande!»
+
+«Sicuro che le portano, maestro Wayland! rispose questo non aspettato
+compagno, e ghiande troppo dure, perchè voi con tutta l’esperienza
+che vi danno gli anni siate capace di romperle se non ve ne addita i
+modi io medesimo. Credete voi che avreste superato neanco il primo
+cancello, s’io non mi fossi dato cura d’avvertire l’araldo d’armi, che
+avevamo lasciato dietro noi il nostro capo buffone? Io mi son posto ad
+aspettarvi sopra d’un albero ove aggiunsi spiccando un salto dalla mia
+carretta, ed immagino la rabbia ch’avranno i miei compagni nel vedermi
+mancare in questo momento.»
+
+«Non v’è che dire, m’accorgo ora che sei il figliuolo del diavolo
+veramente, replicò Wayland. Riconosco la tua superiorità, nano
+proteggitore; nè mi resta fuorchè a supplicarti che tu ne mostri tanta
+bontà quanto hai potere.»
+
+Favellando in questa guisa giunsero ad una forte torre situata
+all’estremità meridionale del ponte da noi descritto, e che difendeva
+l’ingresso esterno del castello di Kenilworth.
+
+In circostanze sì malaugurose per essa, e con un corteggio cotanto
+straordinario, la contessa di Leicester fece il suo primo ingresso
+nella magnifica residenza di uno sposo, che andava quasi a pari co’
+principi.
+
+
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+ _Snug._ Avete voi scritta la parte del
+ Leone? Datemela, ve ne prego; poichè mi
+ occorrerà molto tempo innanzi impararla.
+
+ _Quince._ Oh! voi potrete anche
+ improvvisarla. Non fa d’uopo che
+ ruggire.
+
+
+Allorchè la contessa di Leicester fu giunta sul limitar della torre al
+cui piede stava la porta maggiore del castello di Kenilworth, la trovò
+difesa da uomini d’aspetto straordinario. I merli andavano guerniti
+di sentinelle la cui statura vedeasi gigantesca, e portavano, chi
+scuri, chi clave ferrate, chi altre armi antiche: con che s’intendeva
+rappresentassero i soldati del re Arturo, que’ Bretoni de’ vecchi
+tempi, i quali giusta la tradizione, primi occuparono il castello,
+benchè la storia non ne faccia ascendere l’antichità che all’epoca
+dell’_ettarchia_. Alcuni di tali strani custodi erano veri uomini
+che portavano coturni e visiere; ma la maggior parte di essi stavasi
+in uomini di legno, che faceano compiuta illusione a chi dal basso
+all’alto li riguardava. Un portinaio, vero colosso, posto alla soglia,
+ne difendeva l’ingresso. Tanta era la larghezza delle costui spalle,
+e tanta l’altezza della statura, che avrebbe potuto far la parte di
+Colbrando Ascapart, o di qualunque altro gigante degli antichi romanzi
+senza l’uopo d’ingrandirsi artificialmente d’un pollice. Ignude le
+braccia e le spalle, calzava zoccoli adattati al piede con liste di
+cuoio rosso, e guerniti di fibbiagli di bronzo. Una stretta casacca
+di velluto ornata di trine d’oro, e due brache dello stesso drappo,
+gli coprivano le gambe ed una parte del corpo, tenendo luogo a lui
+di mantello una pelle d’orso che gli pendea dalle spalle. Scoperto
+mostrava il capo, e folti capelli e nerissimi ne ombravan la fronte.
+Ogni suo lineamento presentava quell’aspetto grossolano e feroce, onde
+salvo poche eccezioni, si attribuiscono ai giganti indole burbera e
+tardo ingegno. L’arme ch’ei brandiva corrispondeva al rimanente di tale
+arredo, ed era un’enorme mazza guernita di molte punte di ferro, che
+valea per se sola una compiuta armadura.
+
+La fisonomia di questo moderno Titano, nell’atto che Wayland si pose
+a considerarlo mostrava impazienza ed inquietezza: or s’adagiava
+sopra enorme sedile di pietra posto innanzi alla porta, ora si alzava
+crollando l’immenso capo, poi fatti alcuni passi innanzi, tornava
+al suo luogo. Mentre il terribile portinaio in simil guisa agitato
+trovavasi sulla soglia, Wayland come continuando indifferente per la
+sua strada, fece per entrar nel castello. _Fermo là!_ gli gridò il
+gigante con una voce di tuono, e sollevata la sua grande mazza come per
+accrescere forza al dato comando, lasciolla cadere per terra, quasi
+sotto le narici del cavallo di Wayland. Sorsero scintille di fuoco da
+quell’urto col pavimento, e le volte della porta ne rimbombarono.
+
+Allora Wayland, così consigliato da Flibbertigibbet, cercò chiarirgli
+com’ei fosse un individuo della compagnia comica, rimasto per accidente
+in addietro, ed essere necessaria la sua presenza entro il castello.
+Ma inesorabile il portinaio, incominciò a borbottare alcune frasi che
+Wayland imperfettamente intendea, tranne quelle con cui gli negò per
+più riprese l’ingresso. Ecco quanto il maniscalco potè raccapezzare dei
+detti affastellati da costui. (Prima parlando da sè) «_Che bordello!_
+no... _inferno_!» (Indi a Wayland) «Voi siete un infingardo. State
+fuori» (Un’altra volta a se stesso) «_Che inferno!_... nemmeno... vedo
+che non ci riesco» (A Wayland) «Su via vattene, o ti rompo la testa.»
+(A se stesso) _Che! Che!_... Ah! non saprò mai dir altro, più della
+parola _Che_.»
+
+«Aspettate un momento, soggiunse Flibbertigibbet a Wayland, ho capito
+dove la scarpa gli fa male. Lasciate a me il pensier d’ammansarlo.»
+
+Detto ciò, scese da cavallo, e avvicinatosi al portinaio, lo tirò per
+la coda della sua pelle d’orso, onde abbassasse quella grossissima
+testa, poi gli disse alcune parole all’orecchio. Non fuvvi mai
+talismano che operasse maraviglie con maggior prestezza; perchè
+comparvero tosto la modestia e la sommessione sulla fronte del Titano,
+che lasciando cadere la mazza da una mano, sollevò da terra il nano
+portandolo a livello del suo orecchio, altezza da cui certamente
+Flibbertigibbet non avrebbe voluto cadere.
+
+«Sì, così, appunto così, sclamò il portinaio con quella enorme sua
+voce, va benissimo, mio bravo ragazzo. Chi diavolo te l’ha insegnata?»
+
+«Non pensate a questo, rispose il diavoletto. Ma statemi dunque
+attento.» Indi continuò a susurrargli altre cose all’orecchio,
+mandando nello stesso tempo a Wayland ed alla signora occhiate che
+li rassicuravano. Terminato il misterioso parlamento, il portinaio
+rimise a terra il fanciullo con quel riguardo onde una prudente massaia
+colloca sul cammino un vaso screpolato di porcellana. Indi chiamati
+Wayland e la sua compagna: «Entrate, entrate, ed abbiate un altra volta
+attenzione di annunziarvi meglio quand’io sono di guardia.»
+
+«Or via, andate innanzi, aggiunse Flibbertigibbet. Io debbo rimanermi
+un istante col mio Golia. Vi raggiugnerò ben tosto, e scoprirò i vostri
+segreti, fossero profondi quanto la torre di questo castello.»
+
+«Può darsi, rispose Wayland, ma spero in Dio che questi stessi segreti
+finiranno d’essere sotto la mia custodia, ed in allora, li sappia tu, o
+chiunque altro, poco m’importa.»
+
+Superato questo ultimo passo, la Contessa ed il suo condottiero,
+attraversarono tal prima torre, chiamata la _torre della Galleria_.
+
+Il ponte, che dall’ingresso di essa estendeasi fino ad altra torre
+situata sulla riva opposta del lago e detta la _torre di Mortimero_,
+era ivi costrutto in modo di formare ampio steccato, di circa cento
+trenta canne di lunghezza, e largo dieci, coperto di sabbia, e riparato
+e difeso d’ogni banda da alte e forti impalizzate. Stava questo luogo
+preparato per le matrone che dovevano assistere alle giostre. I nostri
+viaggiatori lo trascorsero sintantochè fossero all’altra estremità
+ov’era la torre _di Mortimero_, per cui entravasi nella parte interna
+del castello.
+
+Questa torre presentava sulla sua fronte lo stemma del conte della
+Marca, la cui audace ambizione dopo avere rovesciato il trono d’Eduardo
+II, aspirò a dividere l’autorità suprema colla _Lupa di Francia_ sposa
+di questo sventurato monarca.
+
+La porta, su di cui vedeasi tale scudo malauguroso, veniva custodita da
+molte sentinelle vestite di ricche livree. Me esse lasciarono passare
+la Contessa e la sua guida, poichè ammesse una volta le persone dal
+portinaio della _Galleria_, non vi era un motivo d’impedir loro il
+procedere innanzi. Silenziosi pertanto si avanzarono nella gran corte,
+d’onde poterono liberamente osservare questo vasto ed antico castello
+e le maestose sue torri. Tutte le porte erano state aperte in segno di
+ospitalità, e folti scorgeansi gli appartamenti di signori d’altissimo
+grado, seguiti da un numero considerabile di vassalli, di servi, e di
+tutto il corteggio, ond’erano usi farsi scortare a tali feste di gioia.
+
+Wayland fermò qui il suo cavallo, fisando gli occhi sulla Contessa,
+e in atto di chiederle comandi su di quanto dovea farsi ora ch’erano
+giunti al luogo cui intendevano. In silenzio tenevasi la Contessa.
+Finalmente Wayland, dopo avere taciuto un minuto o due, si fece
+coraggioso a chiederle i suoi comandi. Amy si pose la mano alla fronte,
+qual chi vuole raccogliere le proprie idee e decidersi ad un partito,
+poi con voce quasi spenta, e siccome persona che parla standosi assorta
+in un sonno doglioso:
+
+«I miei comandi! Sì, non v’ha dubbio che in questo luogo ho diritto di
+darne. Ma chi è che vorrà ubbidirmi?»
+
+Dopo di che, sollevò con una certa dignità il capo, e risoluta
+s’indirisse ad un servo assai ben vestito, che attraversava la corte in
+aria d’aver molte faccende.
+
+«Andate a dire al conte di Leicester che bramo parlargli.»
+
+«Al conte di Leicester?» rispose il servo, che stupì a tale inchiesta.
+Poi volgendo gli occhi al misero arnese di colei che prendea sì fatto
+tuono d’autorità, aggiunse con arroganza: «Molto bene! Chi è dunque
+costei, fuggita certamente da Bedlam, che domanda di vedere il mio
+padrone in un giorno siccome è questo?»
+
+«Risparmiatemi il disturbo d’udire le vostre insolenze, rispose la
+Contessa, e fate quanto vi dico. Gli affari per cui vo’ vedere il Conte
+sono della massima importanza.»
+
+«Bella Signora, risoggiunse il servo con ironia, volgetevi a
+tutt’altri, fuori che a me per adempire le vostre commissioni. Fossero
+queste anche dieci volte più importanti di quello che dite, non me ne
+incaricherei certamente. Andare ad incomodare il padrone, che sta ora
+colla Regina! e ciò per farvi cosa grata, non è vero? M’insegnereste
+bene. Sarebbe per me ottimo espediente onde guadagnarmi, non so quanti
+buoni colpi di frusta. Mi maraviglio però che il nostro vecchio
+portinaio lasci entrare certa sorte di persone. Ma! il pover’uomo
+ha perduta la testa dopo che vogliono costringerlo ad imparare un
+complimento a memoria.»
+
+Il tuono schernevole che questo servo tenea, fece accostarne due
+altri, onde Wayland, che incominciava a temere per se medesimo e per
+la Contessa, s’indirisse a quel d’essi, in cui gli parve scorgere più
+urbani modi, e fattagli passare fra le mani una moneta, lo pregò,
+volesse procacciare un ricovero alla signora, ch’ei conduceva seco. La
+persona a ciò pregata, che giusta quanto appariva, godea di qualche
+autorità nel castello, rampognò a quel servo sfacciato la sua villania,
+intimandogli prender cura de’ cavalli di que’ due stranieri, dai quali
+si fece seguire.
+
+Amy rimase assai presente a se stessa onde comprendere, come per
+quell’istante le fosse d’uopo abbandonare l’idea di vedere il suo
+Leicester; e sprezzando gl’insulti di que’ servi arroganti, e i bassi
+motteggi di cui le avventuriere leggiadre divennero tema, seguì
+taciturna insieme a Wayland la nuova sua guida.
+
+Entrarono essi nella corte interna per un’ampia porta collocata fra la
+torre principale chiamata, il dicemmo, _torre di Cesare_, e un grande
+corpo di edifizio, conosciuto sotto nome di _alloggiamento del re
+Enrico_. Per lo che si trovarono nel centro di questa grande fabbrica,
+le cui diverse fronti offerivano superbi modelli d’ogni genere
+d’architettura, introdottasi nell’Inghilterra dai primi giorni della
+conquista dei Normanni fino al regno d’Elisabetta.
+
+Attraversata la corte, il duce loro li condusse ad una torricella
+situata a greco del castello, e contigua ad un salone, che essa
+disgiugneva dal vasto edifizio ov’erano le cucine. Abitavano la parte
+bassa di sì fatta torre que’ servi della casa di Leicester, che i
+doveri del loro uficio teneano in tale angolo di quell’ostello. Nel
+piano superiore, cui salivasi per una scala foggiata in curva spirale,
+era una stanza che atteso il bisogno di alloggiar tanta gente, fu essa
+pure posta all’uso di ricoverare qualche straniero. Fu questa per lungo
+tempo lasciata in abbandono; e correa voce esservi stato racchiuso,
+poi trucidato, un prigioniero di nome Merwyn da cui quella torre avea
+preso il nome. Costruttone in volto ogni piano, erano quelle mura di
+una prodigiosa grossezza, mentre la stanza più ampia che vi fosse non
+oltrepassava in estensione i quindici piedi quadrati.
+
+Angusta parimente la finestra che le dava luce, si apriva essa sul
+_luogo di delizia_, nome imposto ad un ricinto fregiato d’archi
+trionfali, e di trofei, e di fontane e di statue, e d’altri ornati
+architettonici, il qual luogo divenuto era tragetto a chi si portava al
+giardino del castello.
+
+Venne pertanto introdotta la Contessa in tale stanza, ove non si
+trovavano fuorchè le suppellettili indispensabili; cosa per altro cui
+non pos’ella grande attenzione, chè gli sguardi suoi unicamente si
+volsero a fin di vedere se vi fosse il bisognevole per iscrivere, e
+scorse di fatto quanto bramava su di un tavolino; nè fu poco a que’
+giorni, in cui ben di rado tali attrezzi si collocavano in una stanza
+da letto. Le venne tosto nell’animo di scrivere al conte di Leicester e
+di starsene ivi rinchiusa sintantochè ne avesse ricevuto risposta.
+
+L’ufiziale che lor fu di guida domandò cortesemente a Wayland, la cui
+generosità aveva già esperimentata, se di null’altro abbisognassero;
+e poichè Wayland ebbe fatto comprendere, che qualche reficiamento
+non gli sarebbe stato discaro, l’altro il condusse alla credenza,
+ove lautamente si dispensavano commestibili di ogni specie a
+chiunque ne richiedea. Scelse Wayland que’ più leggieri alimenti
+che credè confacevoli al gusto delicato della Contessa, ma quanto
+a sè non trascurò sì fatta occasione onde procacciarsi una mensa
+più sostanziosa; e così se ne tornò alla stanza della Contessa, che
+terminata appunto avea la sua lettera; nè tenendo ivi suggello o filo
+di seta, la chiuse con un riccio de’ propri capelli.
+
+«Fedele amico, diss’ella a Wayland, tu che il Cielo inviommi
+soccorritore nei più incalzanti infortuni della mia vita, ti prego
+anche di tal favore, e sarà l’ultima molestia che ti assumerai per una
+sventurata. Piacciati arrecare la lettera che vedi al nobile conte di
+Leicester. Ogni modo è opportuno purchè gli pervenga. (Pronunciò ella
+tai detti dimostrando una agitazione mescolata di speranza e di tema).
+Vanne, fedele amico, omai non ti sarà d’uopo l’angustiarti per mia
+cagione. Ora concepisco più dolci speranze. Oh! tornino i giorni del
+mio antico splendore; nè verun servigio prestato avrà avuto miglior
+guiderdone quanto quelli che mi rendesti! Consegna, ti dico, questa
+lettera a Leicester, ma in proprie sue mani, ed osserva soprattutto
+qual ne diverrà il contegno nel leggerla.»
+
+Wayland non esitò nell’accettare tal commissione, e solamente mise
+molto calore nel pregar la Contessa a prendere qualche cibo; al che
+ella consentì per mostrarsi compiacente a sì buon compagno, ed affinchè
+egli si trasferisse con più sollecitudine presso il Conte. Wayland
+partissi, raccomandandole di chiudere per di dentro la stanza, e di non
+uscirne. Indi andò a cercare un’occasione di adempiere il messaggio
+fidatogli, e ad un tempo di mettere in opera un disegno, che le
+circostanze gli aveano suggerito; perchè la condotta serbata da Amy nel
+durare del viaggio, un silenzio mantenuto sì a lungo, la titubazione
+e l’incertezza che scorgevasi in tutte le risoluzioni di essa,
+l’assoluta impotenza sua di pensare e d’operar da se stessa, tutte le
+ridette cose aveano fatte conchiudere a Wayland, nè al certo senza
+molta verisimiglianza, che gli scogli dello stato cui era pervenuta le
+avessero fino ad un certo segno alterata la mente.
+
+All’atto della sua fuga da Cumnor, il partito più ragionevole per lei,
+non v’ha dubbio, sarebbe stato di ripararsi fra le mura paterne, o
+in tutt’altro luogo lontano dalla prevalenza di coloro che l’aveano
+perseguitata. Allorchè in vece ella mostrò desio di recarsi a
+Kenilworth, Wayland non potè spiegare a se medesimo lo scopo di una
+tale risoluzione, che supponendo Amy deliberata o di mettersi sotto
+la custodia di Tressiliano, o d’implorare la protezione della Regina.
+Ma ora, anzichè attenersi ad un partito sì naturale, consegnava ella
+alla sua guida una lettera pel conte di Leicester, pel protettore del
+Varney, di quel Varney che avea giurisdizione sopra i luoghi ove le si
+fecero sofferire tutti i mali, ai quali fin allora soggiacque, salvo
+sempre il dubbio se da immediato ordine del Varney le fossero derivati.
+Tal condotta parve a Wayland imprudente e suggerita soltanto dal
+delirio e dalla disperazione. Laonde temendo questi di compromettere
+la sicurezza propria non men che quella di Amy, coll’eseguirne troppo
+tosto la commissione, risolvè non movere alcun passo sino a che non
+si fosse accertato all’uopo d’un sostenitore; al qual fine divisò di
+cercar Tressiliano prima di consegnare la lettera, e partecipandogli
+l’arrivo della figlia di sir Robsart a Kenilworth, addossare al suo
+committente e padrone tutte le conseguenze degli atti avvenire.
+
+«Egli comprenderà meglio di me, diceva a se stesso Wayland, se ben
+torni il soddisfare la brama nata in lei di portare appellazione a
+milord di Leicester. Per me lo credo un atto di demenza. Ma sia che
+vuolsi! Quando avrò rimesse le cose nelle mani del sig. Tressiliano,
+quando avrò confidata a lui questa lettera, quando avrò ricevuto
+quel compenso che vorrà darmisi, volgo, che non mi parrà vero, le
+calcagna a Kenilworth. Dopo tutto quanto mi è accaduto, prevedo che
+sarebbe un soggiorno poco delizioso per me. Partiamo, partiamo. Vorrei
+piuttosto ferrare per tutta la vita le rozze del più tristo villaggio
+dell’Inghilterra, che partecipare alle feste e ai banchetti cogli
+abitanti di questo castello, comunque bellissimo.»
+
+
+
+
+CAPITOLO X.
+
+ »In sin dai giorni ch’io m’andava a scuola,
+ »Più d’un portento ho visto, e cose rare.
+ »Ho visto il figlio di Robin compare
+ »Passar pel buco d’una gattaiuola.
+
+
+Fra ’l tumulto in cui stavansi allora il castello di Kenilworth e
+i suoi dintorni, non era sì agevole cosa il trovare una persona di
+cui s’andasse in traccia, e meno agevole per Wayland, che, comunque
+gli rilevasse grandemente lo scoprir Tressiliano, conosceva tutti i
+pericoli che andavano uniti al volgere sopra di sè l’altrui attenzione,
+nè osava quindi movere le sue inchieste a nessuno che appartenesse alla
+casa del Conte.
+
+Ciò nonostante col far molte interrogazioni indirette, giunse a sapere
+che Tressiliano dovea trovarsi fra que’ gentiluomini del seguito del
+conte di Sussex, arrivati in quella mattina medesima a Kenilworth, ove
+il Leicester gli aveva accolti con ogni genere di riguardi. Qualcuno
+aggiunse che i due Conti unitamente al loro corteggio, e molt’altri
+nobili Signori erano montati a cavallo, e partiti alla volta di Warwick
+per iscortare di là sino a Kenilworth la Regina.
+
+L’arrivo di questa Sovrana, come accade d’ogni altro rilevante
+avvenimento, aspettavasi d’ora in ora. Finalmente un corriere venne di
+tutta carriera annunciando che sua Maestà, trattenuta dal desiderio di
+ricevere l’omaggio de’ suoi vassalli assembratisi a tal fine a Warwick,
+non sarebbe stata al Castello prima del far della sera; la qual notizia
+concedette un momento di respiro a tutti coloro che immaginandone
+istantaneo l’arrivo, non aveano posa per tenersi pronti a compier gli
+ufizi a ciascuno assegnati nel cerimoniale di sì fatto ricevimento.
+
+Accortosi Wayland che molti cavalieri si volgeano intanto verso il
+castello, entrò nella speranza che Tressiliano fosse di tal comitiva.
+A fine di assicurarsene ei corse a mettersi nella gran corte presso la
+torre di _Mortimero_, situazione tale che niuno poteva o entrare od
+uscire senza ch’ei lo vedesse. Guatava pertanto con ansietà le vesti e
+l’andamento di ciascun cavaliere che vedea spuntare dalla torre della
+_Galleria_ ed attraversar caracollando lo steccato coperto per venir
+nella corte.
+
+Mentre Wayland stava così di sentinella per iscoprire Tressiliano, che
+non gli riusciva mai di vedere, lo tirò per la manica un tal altro cui
+avrebbe in vece voluto tenersi nascosto.
+
+Era questi Dick Sludge, che simile allo spirito folletto di cui portava
+il nome ed in allor l’uniforme, pareva essere per mestiere all’orecchio
+di chi a lui meno pensava. Benchè molesto oltre modo ne fosse
+l’incontro al nostro maniscalco, pure giudicò prudente cosa dissimulare
+ogni mal umore, e fingendo anzi d’aver ciò a caro, così disse al nano:
+
+«Ah! sei tu, mio diavoletto protettore, mio piccolo sorcio.»
+
+«Sì: veramente il sorcio, rispose Dick, che rode ad una ad una le
+maglie della rete allorchè il lione che vi si lasciò accalappiare si va
+trasformando in giumento.»
+
+«Mio piccolo saltamartino, in questo dopo pranzo tu sei agro al par
+dell’aceto. Or dimmi come la passasti col gigante quando ti lasciai
+solo con lui; io temeva non ti spogliasse, e fatto di te un boccone,
+non t’inghiottisse come una castagna.»
+
+«Oh! replicò il nano, se così avesse operato, gli starebbe ora
+nel ventre più cervello di quanto ne fu mai nel suo capo. Ma il
+gigante è persona cortesissima, e conosce la gratitudine al di là
+_di molt’altri_, che ho soccorsi in momenti cattivi per loro, _sig.
+Wayland_.»
+
+«Diavolo! Flibbertigibbet, rispose Wayland, tu tagli più acuto che non
+farebbe una lama di Sheffield. Nondimeno sarei curioso assai di sapere
+di quale incanto ti valesti per mettere la musoliera a quel vecchio
+orso.»
+
+«Molto bene! replicò Dick. Vedo il vostro stile. Volermi trappolare con
+belle parole. Sappiate dunque che il buon portinaio, allorchè giugnemmo
+in questo luogo, avea scompigliata la testa per non potere imparare
+una poesia composta, è vero, per lui, ma che a quanto pare è al di
+sopra della sua intelligenza, inferiore assai al suo corpo. Ora essendo
+questo eloquente componimento, siccome molt’altri, opera del mio dotto
+maestro sig. Erasmo Holyday, l’ho inteso ripetere tante volte che me
+lo ricordo sino all’ultima parola. Appena accortomi pertanto, che la
+memoria del mio Golia lo serviva male nel tenere il filo delle idee,
+gli ho suggerito quella parola che lo mettea di mal animo. Fu allora
+che presomi fra le sue braccia, mi sollevò, fattosi tutto gaudioso,
+al livello del proprio orecchio. Sappiate ancora che per allettarlo a
+concedervi l’ingresso, gli promisi nascondermi entro il suo mantello
+d’orso, e starmegli in aiuto della memoria quando sarà l’istante di
+recitare il complimento. Or che mi son ristorato prendendo un po’ di
+cibo, torno a trovarlo.»
+
+«Ottimamente! ottimamente! mio caro Dick, risoggiunse Wayland.
+Spicciati per amor del Cielo, poichè quel povero gigante sarà in
+grave angustia per la lontananza del suo piccolo suggeritore. Addio.
+Conservati, mio caro Dick.»
+
+«Oh sì! _Conservati, mio caro Dick_, rispose quel folletto. È forse in
+tal guisa che si ringraziano le persone dopo avere ottenuto da esse
+quanto volevasi? Tu non sei dunque nell’intenzione di contarmi la
+storia di quella signora ch’è tua sorella quanto il son io?»
+
+«Che ti gioverebbe quand’anche la sapessi, maligno diavoletto?» gli
+disse Wayland.
+
+«Potevi risparmiare questa interrogazione. Ma così sia! E dunque non
+cercherò più i fatti tuoi. Però! tienti a memoria, che incapace io di
+tradire un segreto affidatomi, m’adopero con tutta l’anima a sventare
+i divisamenti di cui si pretende farmi un mistero. Ti auguro la buona
+sera.»
+
+«Non correre via sì tosto, (soggiunse prestamente Wayland,
+che conosceva a prova per paventarla l’operosa solerzia di
+Flibbertigibbet). Non correre via sì tosto, mio caro Dick. È egli ben
+fatto separarsi così acerbamente dai suoi vecchi amici? Saprai un
+giorno tutto quello che so presentemente io di questa signora.»
+
+«Oh! e questo _un giorno_ verrà forse presto, replicò Dick. Sta bene,
+Wayland; torno dal mio gigante, che se non ha mente acuta al par di
+tanti altri, conosce meglio, come ti dissi, il valore de’ servigi che
+gli si prestano. Nuovamente; ti auguro la buona sera.»
+
+Detto il che, fece uno scambietto e usando della sua solita agilità in
+un istante scomparve.
+
+«Dio volesse ch’io fossi a quest’ora fuor del castello! meditò fra se
+stesso Wayland. Se questo malizioso nano mette le mani nella pietanza,
+diverrà degna di Satanasso medesimo. Quanto mi cruccia il non vedere il
+sig. Tressiliano!»
+
+Ma Tressiliano, che Wayland bramava con tale ansietà, era entrato
+nel castello per parte opposta a quella in cui l’altro si ritrovava.
+Uscitone la stessa mattina per accompagnare i due Conti, che è quanto
+per appunto si era immaginato Wayland, egli sperò saper ivi qualche
+notizia del suo messo. Deluso poi in tale speranza, e sembrandogli che
+Varney, il quale era nel corteggio di Leicester, volesse accostarsi a
+lui per parlargli, giudicò cosa prudente l’evitare sì fatto colloquio,
+ed uscì della sala di ricevimento in quel tempo che il seriffo della
+Contea arringava sua Maestà. Risalito indi a cavallo, e tenendo la
+strada men frequentata, entrò nel castello per una porta segreta, che
+facilmente gli venne aperta quando lui riconobbero per un ufiziale
+pertenente al corteggio del conte di Sussex. Tal fu il motivo, onde
+Wayland lo cercò inutilmente fra i cavalieri che tacito andava passando
+in rassegna.
+
+Dopo avere affidato al servo il proprio cavallo, Tressiliano si
+diportò qualche tempo nel _luogo di delizia_ e ne’ giardini, men
+tratto da desio di ammirare le bellezze della natura, e i capolavori
+dell’arte raccolti quivi dal Leicester, che voglioso di abbandonarsi
+senza incontrare divagamenti alla mestizia delle sue idee. La massima
+parte delle persone di maggior riguardo abbandonò quel palagio per
+accompagnare i due Conti; tutta la gente rimasta avea preso luogo,
+qual su i merli, qual su le mura esterne e le torri per vedere il
+grandioso spettacolo dell’ingresso della Regina. Perciò intantochè
+ogn’altro luogo del castello eccheggiava di romori festevoli, nel sol
+giardino regnavano allora la quiete e il silenzio; nè tal silenzio
+interrompevano che il susurro delle foglie, il canto degli augelli e il
+mormorio delle fontane.
+
+L’immaginazione malinconica di Tressiliano copriva d’un tetro velo
+tutti gli obbietti che lo circondavano. Laonde volgendo l’occhio ai
+disordinamenti della natura che arte maestosa avea parimente imitato
+in que’ giardini, li paragonava ai folti boschi e alle deserte paludi
+che circondano Lidcote-Hall. L’immagine di Amy Robsart, somigliante a
+fantasma gli compariva in tutti i dintorni di quel paese che la sua
+fantasia a mano a mano gli dipingea.
+
+Nulla avvi di più funesto alla felicità di coloro cui piacciono la
+solitudine e la meditazione, quanto l’aver nudrito di buona ora una
+passione sfortunata, che getta ne’ loro cuori sì profonde radici, onde
+questa diviene per essi il sogno di tutte le notti, il pensier continuo
+di tutti i giorni.
+
+Quella molestia cui sente l’animo, quelle ricordanze dalle quali veniam
+tratti a seguir l’ombra di quanto già perdè tutto lo spicco de’ suoi
+colori, quel continuo ritorno verso un sogno crudelmente interrotto,
+tal è il complesso di sentimenti in cui si sta la fralezza d’un cuor
+nobile e generoso. Era questa la fralezza cui soggiacea Tressiliano.
+
+Provò finalmente egli stesso la necessità di divagarsi; e uscì quindi
+del _luogo di delizia_ per unirsi alla folla giuliva che coronava le
+mura, e per veder con essa gli apparecchi della cerimonia. Ma appena il
+suo orecchio udì quello strepito, quei suoni, quelle grida di gioia che
+rintronavano d’ogni lato, sentì violentissima ripugnanza a collegarsi
+con persone i cui sentimenti sì mal s’accordavano con quelli del suo
+interno. Per lo che deliberò ritrarsi nella propria stanza, e rimaner
+ivi sintantochè la campana maggior del castello annunziasse l’arrivo
+d’Elisabetta.
+
+Attraversato pertanto il luogo che disgiugnea le cucine del salone,
+ascese al terzo piano della torre di _Merwyn_. Spignendo allora
+la porta del piccolo appartamento assegnatogli, fu sorpreso sulle
+prime di trovarla chiusa. Ma poscia si ricordò che il Ciamberlano
+nel somministrargliene la chiave, lo aveva avvertito come in
+quella generale confusione fosse d’uopo il tener ben custoditi gli
+appartamenti. Laonde pose la chiave nella serratura ed aperta la porta,
+qual ne fu la maraviglia in veggendo una donna, che gli presentava
+le sembianze di Amy Robsart! Sua prima idea divenne esser quello un
+seducente fantasma che l’esagitata immaginazione gli dipignea; ma
+rimase ben tosto convinto di vedere Amy, la stessa Amy, nella donna
+che gli stava innanzi, più pallida certamente che non si mostrò in
+que’ lieti giorni, allorchè univa all’avvenenza e alla freschezza
+d’una ninfa dei boschi la vivacità d’un _Silfo_[11]; ma ell’era sempre
+Amy, nè gli occhi di Tressiliano videro mai altra donna che potesse
+pareggiarla in bellezza.
+
+Non minore di quella provata da Tressiliano fu la maraviglia nella
+Contessa, ma non però sì durevole, perchè Wayland l’aveva avvertita
+come il Cornovagliese dovesse trovarsi nel castello. Si alzò ella da
+sedere appena il vide, e il pallore delle sue guance diede luogo ad un
+vivace rossore.
+
+«Tressiliano! diss’ella, che cercate voi qui?»
+
+«E voi stessa, Amy, qual motivo vi ci condusse? Venite forse in traccia
+d’un soccorso che non vi sarà negato giammai?»
+
+Si mantenne ella un istante in silenzio, poi rispose con voce che
+esprimeva duolo anzichè sdegno: «Tressiliano! io non imploro i soccorsi
+d’alcuno. Quelli che la vostra bontà potesse offerirmi mi sarebbero più
+pregiudizievoli che vantaggiosi: credetemi: è poco lontana di qui tal
+persona, che le leggi e l’amore costringono ad essermi proteggitrice.»
+
+«Questo sciagurato adunque si prestò a quella sola espiazione che
+rimaneva in sua facoltà il tributarvi, soggiunse Tressiliano, e or vedo
+alla mia presenza la sposa di Varney!»
+
+«La sposa di Varney! (rispos’ella con tutta l’enfasi del disprezzo).
+Con qual infame titolo osate dunque disonorar la...» e pronunziò più
+volte balbutendo l’articolo _la_. Poi chinò gli occhi mesti e confusi
+pensando alle conseguenze cui poteva commettersi col pronunciar le
+parole _contessa di Leicester_. Ella si sarebbe creduta di tradire
+un segreto da cui la fortuna dello sposo suo dipendea, e giudicò che
+svelarlo a Tressiliano diveniva la stessa cosa siccome svelarlo a
+Sussex, alla Regina, a tutta la Corte.
+
+«Non romperò mai, disse tra se medesima, il silenzio giurato a Dudley,
+dovessi anche per esso espormi ai sospetti i più disonorevoli.»
+
+Gli occhi suoi si gonfiarono di lagrime, e rimase muta alla presenza
+di Tressiliano, che dopo aver volto sovr’essa uno sguardo di dolore e
+di pietà, sclamò: «Oimè! Amy, i vostri occhi dismentiscono il vostro
+labbro. Voi parlate d’un protettore, che vuole, che può difendervi;
+ma queste lagrime mi annunziano assai che foste delusa, abbandonata
+dall’uomo abbietto cui concedeste gli affetti vostri.»
+
+Amy lanciò su di lui tali sguardi, dai quali trapelava in mezzo al
+pianto lo sdegno, e si contentò di ripetere con accento sprezzante di
+compassione sull’errore in cui stavasi Tressiliano: _L’uomo abbietto!_
+
+«Sì, l’uomo abbietto! ripetè questi, nè dissi abbastanza. Ma ond’è
+dunque che vi trovate sola nel mio appartamento? Perchè tutte le cose
+non vennero preparate per accogliervi onorevolmente?»
+
+«Nel vostro appartamento! sclamò Amy. Dunque, vi libero tosto dalla
+mia presenza.» E in ciò dire cors’ella verso la porta; ma ricordando
+lo stato derelitto cui si vedea abbandonata, s’arrestò sulla soglia un
+istante, e aggiunse con tuono doglioso e commovente oltre modo: «Oh
+Dio! mi era dimenticata che non so a qual parte volgermi.»
+
+«Lo vedo, sì, lo vedo (soggiunse Tressiliano, sollecito di correre
+a lei e di avvicinarla ad un sedile, ove si lasciò ella cadere) voi
+abbisognate di soccorso; sì: abbisognate di un protettore comunque
+il confessarmelo vi spaventi; ma no: non rimarrete senza difesa, e
+vi affiderete al mio braccio. Io, io rappresenterò il vostro degno e
+sfortunato genitore, e ci trasporteremo uniti alla soglia di questo
+castello. Voi vi presenterete ad Elisabetta, e il primo atto di questa
+Sovrana in Kenilworth sarà un atto di giustizia in verso il proprio
+sesso e in verso i suoi sudditi. Affortificato dalla bontà della mia
+causa e dalla giustizia della Regina, non mi ratterrà la possanza del
+suo favorito. Vado in traccia di Sussex sull’istante.»
+
+«Arrestatevi in nome del Cielo! (sclamò spaventata la Contessa,
+per cui il guadagnar tempo era necessità). Tressiliano, voi siete
+generoso. Concedetemi una grazia... Credete a me, se gli è vero che
+vogliate salvarmi dal massimo de’ mali e dalla disperazione, soltanto,
+concedendomi ciò che vi chiedo, mi gioverete più di quanto saprebbe
+giovarmi tutto il potere d’Elisabetta.»
+
+«Fatemi qualunque inchiesta di cui possiate spiegare il motivo, disse
+Tressiliano, ma non pretendete da me...»
+
+«Ah! per pietà! ristatevi dal metter patti, mio caro Edmondo, sclamò la
+Contessa. Vi piacque altra volta udirvi chiamar con tal nome. Non v’è
+che stranezza nello stato in cui mi vedete, ed ora la sola stranezza
+può somministrare util consiglio.»
+
+«Favellando in tal guisa (soggiunse Tressiliano, cui lo stupore facea
+dimenticare l’affanno e la risoluzione in che erasi tratto) voi mi date
+a credere di essere incapace di pensare e di operare da voi medesima.»
+
+«Oh no! (diss’ella, piegando un ginocchio dinanzi a lui), no; non
+sono io già un’insensata, ma bensì la più misera fra le donne, che si
+è veduta trascinar nel precipizio da un collegamento straordinario
+di circostanze e fin dal braccio di chi pensa sottrarmene... sì, dal
+vostro braccio medesimo, o Tressiliano... da voi ch’io onorava, ch’io
+stimava, e ch’io amava ancora, posso dirlo, benchè non dell’amore che
+avreste desiderato.»
+
+Erano in quella voce, in que’ gesti una tale asseveranza,
+un’appellazione sì commovente alla generosità di Tressiliano, ch’ei ne
+fu scosso nel più profondo dell’animo. Dopo averla rialzata, volle con
+voce interrotta confortarla a rassicurarsi.
+
+«Non posso, ella rispose, non mi terrò mai sicura se non mi concedete
+la grazia che vi chiedo. Ascoltatemi. Io vi parlerò con quella
+chiarezza che or mi è lecito adoperare. Aspetto qui gli ordini di tale
+ch’è in diritto di darmene... La mediazione d’uno straniero... e di
+voi soprattutto, o Tressiliano, mi perderebbe... e mi perderebbe senza
+speranza di scampo. Aspettate soltanto ventiquattr’ore, e forse la
+sfortunata Amy avrà modo di provarvi, ch’ella apprezza, che forse può
+ricompensare il vostro disinteresse, la vostra amicizia; ch’ella stessa
+è felice, ed in istato di rendere tale voi pure, premiando questa
+sofferenza che vi chiedo per sì breve tempo.»
+
+Tressiliano sull’istante non rispose veruna cosa, e si diede a
+ricapitolare per congettura nella sua mente le diverse contingenze,
+che potessero far divenire la sua mediazione pregiudizievole, anzichè
+utile alla fama ed alla fortuna d’Amy. Considerò indi esser ella entro
+le mura di Kenilworth, non potere ragionevolmente paventare alcuna
+sorte d’insulto in un ricinto onorato dalla presenza della Sovrana,
+ed abitato allora da tante persone ragguardevoli, e da tante guardie
+difeso, poter convertirsi in mal uficio il volere a malgrado della
+stessa Amy implorare per lei l’assistenza di Elisabetta. Dopo aver
+fatto queste considerazioni acconsentì a quanto ella gli chiese con una
+restrizione, mossa dal dubbio che l’unica speranza di Amy si stesse in
+un cieco affetto per Varney, supposto da Tressiliano il seduttore.
+
+«Amy (le disse fisando in essa gli sguardi con quella tristezza che
+annunziava ad un tempo la perplessità del suo animo); ho spesse
+volte osservato che dai capricci anche i più fantastici della vostra
+fanciullezza, non si disgiugnevano buon cuore e retto sentire. Mosso
+da questa sola considerazione vi lascio padrona del vostro destino per
+ventiquattro ore, e vi fo promessa in tale durata di non frammettermi,
+nè con atti nè con parole, nelle cose che vi riguardano.»
+
+«Voi me lo promettete, o Tressiliano? la Contessa soggiunse. E crederò
+io che abbiate assai fiducia in me per tenermi tale promessa? Ah!
+porgetemene la vostra fede di gentiluomo e d’uomo d’onore. Promettetemi
+fermamente di non prender parte negli affari che si riferiscono a me,
+qualunque cosa voi possiate vedere od udire, o comunque le apparenze vi
+traessero a credere me abbisognante dell’opera vostra. Vi fiderete in
+Amy fino a tal segno?»
+
+«Ve lo prometto sull’onor mio, rispose Tressiliano, ma trascorso questo
+indugio...»
+
+«Trascorso questo indugio, sì lo interruppe, sarete libero di operare
+quanto giudicherete più all’uopo.»
+
+«Avvi altra cosa, o Amy, ch’io possa fare per voi?»
+
+«Null’altro che lasciarmi, ed anche... arrossisco di vedermi ridotta a
+tal seconda inchiesta, ed anche cedermi per ventiquattr’ore l’uso del
+vostro appartamento.»
+
+«Non so riavermi dallo stupore. Quale speranza, quale vantaggiosa
+prospettiva potete scorgere in un castello, ove neanco è arbitrio in
+voi d’una stanza?»
+
+«Oh! vi chiedo tal grazia, lasciatemi.» E quando ella vide che
+Tressiliano si allontanava lentamente e a ritroso, soggiunse:
+«Generoso Edmondo! verrà giorno che Amy ti proverà com’ella non fosse
+immeritevole del nobile affetto che in lei collocasti.»
+
+
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+ »A qual pro tema cotanta?
+ »Non mi far l’anima santa;
+ »Nè ti prenda già paura,
+ »Ch’io denunzi tal freddura.
+ »Il mio stil questo non è;
+ »E ’l mestier che Dio mercè
+ »Abbracciai di vagabondo
+ »Quel vorrei di tutto il mondo.
+ _Pandemonio._
+
+
+Tressiliano, il cui animo era in preda a violentissima agitazione,
+non avea appena fatti i due o tre primi gradini della scala di quella
+torre, allorchè con grande sua maraviglia si scontrò in Michele
+Lambourne. Costui, servo degno veramente di Varney, portava scolpita
+sul fronte tale impudenza, che rendea Tressiliano proclive quanto mai
+a fargli misurar la scala d’un salto, ma gli si presentarono alla
+mente i danni che il menomo atto di violenza, usato in tal momento e
+in tal luogo, avrebbe potuto partorire ad Amy, meta unica delle sue
+sollecitudini.
+
+Pago quindi d’aver lanciato alla sfuggita sopra costui una di quelle
+occhiate che s’addicono ad enti indegni d’ogni considerazione,
+continuava a discendere come se non lo avesse ravvisato. Ma
+il Lambourne che in cotal giorno di profusione non si stette
+dall’inaffiarsi con copiosa dose di vino dell’Isole, benchè la sua
+ragione non fosse ancora affatto alterata, avea tutt’altra vaghezza che
+d’abbassar gli occhi dinanzi a nessuno. Laonde fermò senza cerimonie
+in mezzo alla scala il gentiluomo di Cornovaglia, e indirigendosi a
+lui con modi convenevoli a coloro che vivono nella più intrinseca
+famigliarità: «Ebbene! diss’egli, Tressiliano, spero non vi sia più
+alcun rancore fra noi. Di fatto io son uomo più proclive a dimenticare
+le querele recenti che non gli antichi servigi. Oh! ti potrò convincere
+che le mie intenzioni per riguardo vostro erano buone ed oneste.»
+
+«Non mi garba molto la vostra intrinsichezza, Tressiliano gli rispose,
+serbatela ai vostri simili.»
+
+«Ma guardate come va subito in collera! risoggiunse Lambourne. Questi
+signori che si stimano creati d’un’argilla più nobile, guardano
+dall’alto al basso il povero Michele Lambourne. Chi non direbbe essere
+il sig. Tressiliano uno fra i più timidi, fra i più modesti degli
+spasimanti che amoreggiarono ne’ primi tempi della cavalleria? Perchè
+volere fare il santo dinanzi a noi, sig. Tressiliano? O dimenticate
+ora, che a grande scandalo del castello di sua Signoria avete rinchiuso
+nella vostra stanza quanto può compensarvi? Ah! Ah! ho colpito, cred’io
+nel segno, sig. Tressiliano!»
+
+«Non vi comprendo (rispose l’altro, il quale da tai detti concluse, che
+il ribaldo s’era accorto della presenza d’Amy): se però, soggiunse, voi
+siete incaricato del servigio delle stanze, e fosse la vostra mancia
+che ora desiderate, tenete, a condizione però di non mettere piede nel
+mio appartamento.»
+
+Il Lambourne considerò la moneta d’oro, e ponendola nella scarsella
+disse: «Ora non so più nulla. Ma avreste fatto meglio i vostri affari
+usando meco dolci parole, che non con questa moneta. Nonostante è
+sempre un pagar bene il pagare in oro. Michele Lambourne non fu mai un
+disturbatore, nè un guastafeste: gli è giusto che ognuno viva; tal è la
+mia massima. Solamente mal comporto queste persone, che mi passano da
+vicino con quel disdegno come s’eglino fossero d’oro ed io di piombo.
+Se custodisco il vostro segreto, sig. Tressiliano, voi mi tratterete
+d’ora in poi più umanamente, non è vero? E se mai avessi d’uopo io
+pure di scusa per sì fatte fralezze, mi fondo sulla vostra indulgenza.
+Voi vedete che vi cadono gli uomini ancora i più saggi! Del rimanente,
+che quella camera sia il caso vostro, e della picciola capinera che vi
+collocaste, non son questi i pensieri di Michele Lambourne.»
+
+«Fatevi in là, ch’io passi (disse Tressiliano, omai divenuto incapace
+di raffrenare la collera), già vi diedi la mancia.»
+
+«Corbezzoli! (disse ritraendosi il Lambourne, benchè a ritroso e
+borbottando fra i denti le parole pronunziate da Tressiliano: _Fatevi
+in là! vi diedi la mancia_)! Non importa. Se non mi fo un guastafeste,
+come vi dissi, non sono nemmeno un cane alla mangiatoia. Intendete?»
+
+Costui cresceva il tuono della voce a mano a mano che l’altro, il quale
+pur lo tenea in un certo rispetto, continuando a discendere, veniva
+meno in grado di udirne i detti.
+
+«Non sono un cane alla mangiatoia, e neanco uno che somministra i
+carboni. Intendete, sig. Tressiliano?» Tressiliano era già fuor del
+caso di udirlo quando il furfante così continuava: «Conviene però che
+veda anch’io alla sfuggita questa giovinetta, che voi leggiadramente
+vi procacciaste nella vostra stanza. Ah! forse temete gli spiriti, ed
+è per questo che non volete dormir solo! Vedete un poco! S’io mi fossi
+dato un tal passatempo si sarebbe sclamato: Scacciate subito questo
+ribaldo, strigliatelo con un buon nerbo di bue, fatelo balzar dalla
+scala a guisa di trottola. Oh! questi virtuosi gentiluomini si arrogano
+di grandi privilegi sopra di noi miserabili, schiavi de’ nostri sensi.
+Ottimamente! Ma almeno una sì felice scoperta mi dà in potere il sig.
+Tressiliano. Oh! sì, è ben cosa certa, come n’è un’altra ch’io voglio
+procurare di dare un’occhiata a questa nuova beltà.»
+
+
+
+
+CAPITOLO XII.
+
+ »Io perigliai per te; cotal profitto
+ »Di servigio fedel mi rendi? Addio.
+ »_Tu ver Gerusalemme, io ver l’Egitto_.
+ _Imitazione d’alcuni versi del Falconer._
+
+
+Tressiliano camminando avanti e indietro per la corte del castello
+meditava sullo strano avvenimento di questa comparsa di Amy e del
+colloquio avuto seco lei; dubbioso ad un tempo se l’obbligare la
+propria promessa, e lasciare tutto un giorno in balia di se medesima
+quella giovinetta fosse stato buon consiglio per parte d’uomo
+rivestito, com’egli era, della paterna autorità.
+
+Ma in qual modo ricusar tale inchiesta ad Amy, ch’ei poteva anche
+credere legittimamente sottomessa all’autorità di Varney?
+
+«Se Varney, diceva egli, l’avesse riconosciuta per moglie, qual diritto
+sarebbe in me di toglierla al suo potere? Converrebbe neanco, ponendo
+la discordia fra entrambi, distruggere le sole speranze di domestica
+felicità, che possono rimanere a questa sventurata?»
+
+Tale riguardo si fu quello che fece risolvere Tressiliano a mantenere
+scrupolosamente la promessa fatta ad Amy. Che anzi, poichè a tal si
+era giunti, allegravasi di vedersi in circostanze più propizie onde
+soccorrere una donna infelice a lui sempre cara. Amy non era più
+rinchiusa in un ritiro solitario e lontano, sotto la guardia di persone
+sospette. Ella trovavasi nel castello di Kenilworth, in mezzo alla
+corte della Regina, difesa contra ogni sorte di violenza, e sempre
+in grado di mostrarsi ad Elisabetta; le quali cose tutte sembravano
+collegarsi a favore della figlia di sir Robsart.
+
+Intantochè Tressiliano stavasi così esitando, or fra i pericoli da
+temersi, or fra i vantaggi da sperarsi per la giovane, giunta in sì
+strano modo a Kenilworth, gli si accostò Wayland, che esclamò in
+veggendolo: «Lode al Cielo! pur trovo la Signoria vostra,» e gli disse
+all’orecchio, che la giovane era fuggita da Cumnor.
+
+«Ed è ora in questo castello, soggiunse Tressiliano: lo so, l’ho
+veduta. Fu per proprio volere di lei che venne condotta nel mio
+appartamento?»
+
+«No, rispose Wayland, ma abbracciai il primo espediente che mi
+s’offerse per metterla al sicuro e si fa per me un nuovo contento il
+sapere che alloggiate voi in quella stanza. Piacevole situazione per
+vero dire! Da un canto il refettorio e dall’altro la cucina!»
+
+«Taci, che questo non è momento di scherzi,» risoggiunse mestamente
+Tressiliano.
+
+«Non lo so che troppo, prese a dire il maniscalco; ho passati tre
+giorni che non mi sarebbero stati più amari col capestro al collo.
+Questa povera Signora non ha la mente a segno sicuramente; nè è,
+credetelo, per accettare le nostre offerte. Mi ha proibito parlarle di
+voi, ed è risoluta a commettersi fra le mani di Leicester. Del certo,
+se nel punto che entrò nella vostra stanza l’avesse ella conosciuta per
+tale, mi sarebbe stato impossibile indurla a profittarne.»
+
+«Qual è dunque il suo divisamento? ripigliò Tressiliano. Pensa ella
+forse, che il conte di Leicester per favorirla, vorrà far uso del
+proprio potere sopra un infame vassallo?»
+
+«È ciò che non saprei accertarvi. Quanto v’ha di sicuro è, che
+accordandosi ella con Leicester o con Varney, il lato per noi più
+sicuro di Kenilworth sarà quello, d’onde potremo più facilmente
+metterci al largo. Se debbo dirvela, io non fo conto di fermarmivi
+un istante, tostochè avrò consegnata al Leicester la lettera della
+Signora. Prima di portargliela, io non aspettava che i vostri ordini.
+Ecco, vedetela... ma no. Oh! venga il malanno a questa lettera! L’avrò
+dimenticata in quel fenile, o per dir meglio canile, che è divenuto la
+mia stanza da letto.»
+
+«Per la morte! gridò Tressiliano perdendo in un subito la pazienza.
+Piaccia a Dio che tu non abbia smarrita quella lettera da cui dipende
+un avvenimento più importante che non mille vite pari alla tua!»
+
+«Smarrita! rispose prontamente Wayland. Vostra Signoria scherza; l’ho
+rinchiusa con tutta diligenza entro il sacchetto delle mie robe da
+notte. L’avrete a momenti.»
+
+«Corri tosto, e con fedeltà recala a me. N’avrai ricompensa. Ma se si
+avverasse quanto ho temuto, se più non fosse in tua mano, guai, guai a
+te! ti farei portar invidia ad un cane ammazzato.»
+
+Wayland partì colla gioia e la sicurezza sul fronte, ma tremante in
+fondo dell’animo suo.
+
+La lettera era smarrita, e nulla eravi di più sicuro, ad onta della
+scusa che il maniscalco allegò per calmare la furibonda inquietezza di
+Tressiliano. La lettera era smarrita, ed era tal lettera che se cadeva
+in cattive mani, facea noto tutto un maneggio, di cui Wayland era
+complice. Nè comunque andasser le cose, vedeva egli alcuna speranza,
+che tal maneggio non si scoprisse. Or lo traevano ancora a molesti
+pensieri gli atti d’impazienza di Tressiliano.
+
+«Ecco la bella moneta onde vengo pagato per prestar servigi, in cui
+va la mia testa di mezzo. Gli è ora che pensi a me stesso. Io qui non
+fo altro, se non m’inganno, che rendermi colpevole verso il signore
+di questo magnifico castello, verso uno che può togliermi la vita con
+tanta facilità quanta ve n’è a spegnere una candela da sei denari. E
+tutto ciò mi guadagno a servire una donna impazzita, ed un malinconico
+amante, altro matto, che per aver io perduto un cencio di carta piegata
+in quarto, mette mano alla spada e minaccia d’ammazzar tutto il mondo!
+Soprappiù, qui si trovano Varney e il dottore. La vita vale anche più
+dei denari. Ho risoluto. Vada al diavolo ogni compenso, e fo di gamba
+in quest’istante medesimo.»
+
+Egli è naturale che sì fatte considerazioni si presentassero all’animo
+di Wayland, ingolfatosi più avanti ch’ei nol credesse da prima in una
+sequela di maneggi misteriosi, inesplicabili, e tali che perfino i
+primari attori parea non sapessero qual fosse la loro parte. Nondimeno
+fa d’uopo rendergli giustizia. Queste personali considerazioni
+erano, fino ad un certo grado, contrabbilanciate nell’animo suo
+dalla passione, che l’idea di abbandonare quella infelice giovane
+gl’inspirava.
+
+«Non penso a Tressiliano più di quello che pensi ad una moneta di sei
+denari. Con lui non ho debiti. Condussi la sua errante donzella in
+questo castello. Studii egli a farle la sentinella. Ben mi rattiene la
+pietà dovuta ad un’infelice. Chi sa a quai disgrazie andrà soggetta in
+mezzo a questo chiasso, a questo tumulto. Sì: è necessario ch’io mi
+rechi nella sua stanza, ch’io le confessi d’aver perduto la lettera.
+Così almeno potrà allestirne un’altra, nè ella mancherà, spero, di
+messi, in una casa ove non è penuria di servi, che possono ben portare
+una lettera al loro padrone. Indi le dirò che vado via, raccomandandola
+alla bontà del Cielo, alla sua propria saviezza, alle cure e alle
+previdenze del sig. Tressiliano. Forse le verrà in mente l’anello che
+mi aveva offerto. Affè, che me lo sarei guadagnato! Infine! ella è
+un’amabile creatura. Dunque all’inferno l’anello! Non voglio avvilirmi
+per sì poca cosa. Se anche fossi vittima del mio buon cuore in questo
+mondo, sarò più felice nell’altro. Due parole alla Signora, indi gambe
+mie fate il resto.»
+
+Col piè leggiero e coll’occhio attento d’un gatto che guati la sua
+preda, Wayland s’avviò alla stanza della Contessa, trapassando e corti,
+e corritoi, studioso ad un tempo e d’osservar coloro che gli passavano
+da vicino, e di sottrarsi quanto il poteva agli altrui sguardi. Con tal
+tenor d’andamento si trovò al grande atrio situato fra la cucina e il
+salone, indi alla scaletta della torre _di Merwyn_.
+
+Già il nostro buon maniscalco si compiacea d’avere scansati tutti
+i pericoli, e preparavasi a salire, facendo due gradini per volta,
+quando s’accorse dell’ombra d’un uomo che dipigneasi sopra una porta
+socchiusa. Allora scese tosto sulla punta dei piedi tornandosene
+alla corte interna del castello, che trascorse in lungo ed in largo
+per un quarto d’ora all’incirca, sembratogli quattro volte più
+lungo dell’ordinario; poi rivenne alla torre colla speranza che
+finalmente quest’uomo a lui ignoto ne fosse partito. L’ombra di fatto
+era scomparsa, onde ascese qualche gradino di più, e mentre stava
+deliberando se fosse miglior partito il salire ancora o tornarsene
+addietro, s’aprì d’improvviso la porta, offerendo a’ suoi occhi rimasti
+attoniti Michele Lambourne che tantosto sclamò: «Chi diavolo sei tu?
+Che cosa vieni a cercare in quest’angolo del castello?»
+
+«Non son già io un cane, che ubbidisca al primo uomo che fischia, lo
+sapete voi?» rispose Wayland ostentando una sicurezza troppo smentita
+dal tuono tremebondo della sua voce.
+
+«Tu cerchi credo me, Lorenzo Staples.» Sì disse il Lambourne ad un
+omaccio mal costrutto, cogli occhi loschi e alto più di sei piedi, che
+comparve alla porta. Indi rivolto a Wayland, continuò: «Poichè ti piace
+tanto, amico mio, questa torre, posso dartene a conoscere le parti le
+più profonde, poste dodici grossi piedi sotto il letto del lago. Le
+troverai abitate da serpenti, rospi, lucertole e da altri leggiadri
+animali di simili famiglie, che ti faranno buona compagnia. Presto!
+rispondimi, chi sei? che vuoi tu in questo luogo?»
+
+«Se una volta si chiude sopra di me la porta d’una prigione, sono
+spedito,» ragionava in suo cuore Wayland. Laonde rispose con modi i
+più sommessi esser egli il povero bagattelliere che _suo Onore_ aveva
+incontrato il dì innanzi a Weatherly.
+
+«E qual giuoco di mano pretendi tu di fare in questa torre? La tua
+brigata, disse il Lambourne, è nell’edificio di Clinton.»
+
+«Vado a trovare una mia sorella, disse Wayland, che abita là in alto
+nella camera del sig. Tressiliano.»
+
+«Ah! ah! Ho capito adesso (sclamò sorridendo il Lambourne). Affè che
+questo sig. Tressiliano per essere un forestiere non si prende fastidi
+o riguardi, come se fosse in casa sua; e con molta leggiadria mette
+nelle proprie stanze le suppellettili che gli accomodano meglio.
+Ottimamente! Sarà un fattarello di più da ingrossare la vita del santo
+sig. Tressiliano; scommetto vi saranno persone alle quali ne andrà
+a sangue il racconto più che non a me una borsa d’oro. Ascoltami,
+furfante, sì disse volgendosi a Wayland, e intendimi bene. Non vogliamo
+che tu faccia stanare il lepre, perchè è nostra mente prenderlo al
+covo. Vattene di qui con quel tuo ceffo da imbroglione o ch’io ti fo
+saltare dalla finestra; e in verità sarei tentato a sperimentare se con
+qualcuna delle tue astuzie sei capace di preservar le tue ossa dagli
+effetti d’un capitombolo.»
+
+«La signoria vostra, come spero, non avrà un’anima sì crudele, ne sono
+certo, ripigliò Wayland. Conviene lasciar vivere la povera gente; anzi
+spero dalla bontà di vostra Signoria la permissione di parlare con mia
+sorella.»
+
+«Tua sorella, sì, dal lato d’Adamo, non è vero? Che s’ella lo fosse
+altrimenti, non ne saresti che più colpevole; ma sorella o non sorella,
+ti sventro come una volpe se tu ritorni a questa torre. Anzi or che ci
+penso, dalla parte di tutti i diavoli! sloggia subito dal castello.
+L’affare è più importante che nol sono tutte le tue gherminelle da
+barattiere.»
+
+«Sempre col rispetto dovuto alla Signoria vostra, rispose Wayland,
+è d’uopo ch’io faccia la parte d’Arione nello spettacolo da
+rappresentarsi questa sera sul lago.»
+
+«Per san Cristoforo! la farò io, disse il Lambourne. _Orione!_ È così
+che tu lo chiami? Sì: io rappresenterò _Orione_ col suo cinto, e le sue
+sette stelle, chè è più. Su via esci, mala semenza. Seguimi. E poi!....
+a te, Lorenzo, metti fuori questo mascalzone!»
+
+Lorenzo prese per il collo il tremebondo bagattelliere, e Lambourne
+correndo affrettatamente dinanzi ad entrambi, si indirisse verso una
+segreta porta forata pel muro di ponente a poca distanza dalla torre, e
+fu quella medesima, per cui Tressiliano dianzi era entrato.
+
+Intantochè attraversavano lo spazio che disgiugne la ridetta porta
+di soccorso dalla torre _di Merwyn_, Wayland si lambiccava invano il
+cervello per iscoprire una via di giovare alla infelice giovane di
+Lidcote ch’ei continuava a compiangere ad onta dell’incalzante pericolo
+in cui si trovava egli stesso, ma appena posto fuor del castello, e
+udito ch’ebbe Lambourne, il quale con tremendo giuramento gli chiarì
+come una pronta morte e il ritorno in quel luogo sarebbero stati
+una stessa cosa per lui, alzò gli occhi e le mani al Cielo, quasi
+prendendolo in testimonio, che sino all’ultimo istante avea difesa la
+donna oppressa; volte indi le spalle alle superbe mura di Kenilworth,
+andò in traccia d’un ricovero più umile, ma più sicuro.
+
+Lorenzo e Lambourne, dopo averlo seguito cogli occhi per qualche tempo,
+rientrarono nel castello, e in tanto che camminavano, il primo disse
+al secondo. «Il Cielo mi benedica se indovino qual motivo aveste per
+discacciare questo povero disgraziato che dovea sostenere una parte
+nella festa già vicina ad incominciare, e tutto questo per una donna!»
+
+«Ah! Lorenzo, rispose Lambourne, tu pensi a Black Ioan Suggs di
+Plingdon, nè hai svestite ancora le umane fragilità! Ma fa coraggio,
+mio nobilissimo duca della Torre, investito dell’alto dominio di
+tutte le prigioni: per giudicare di questi affari non sei illuminato
+da maggior luce di quella che rischiara i tuoi feudi. Sappi adunque,
+mio molto reverendo signore dei _paesi bassi_ di Kenilworth, che il
+rispettabilissimo nostro padrone Riccardo Varney, sol per trovare un
+buco nel mantello di questo Tressiliano, ci regalerebbe quante piastre
+bastano per farci bere cinquanta notti di seguito, e ne darebbe ampio
+concedimento di licenziare l’intendente della casa, se ci venisse a
+sconcertare prima d’avere votato l’ultimo fiasco.»
+
+«Oh! quand’è così, non so darvi torto, soggiunse il gran carceriere
+di Kenilworth. Ma come farete voi, sig. Lambourne, a custodire il
+deposito, se vi allontanate di qui; perchè giusta quanto mi sembra,
+all’arrivo della Regina, voi dovete starvene presso al vostro padrone.»
+
+«Ah! ho fatto i miei conti sull’opera tua, mio vicerè. Sei tu che farai
+la guardia in mia assenza. Lascia entrar Tressiliano, s’ei lo desidera,
+ma non permettere a nessuno l’uscita. Se la giovane tentasse fuggire,
+cosa parimente fra le possibili, avrai cura di spaventarla colla
+tua grossa voce..... In fine poi, non è che la sorella d’un misero
+saltimbanco.»
+
+«Farò meglio, ripigliò Lorenzo. Chiuderò il catenaccio di ferro che sta
+alla seconda porta; in tal guisa o per amore o per forza non durerò
+molta fatica a guarentire questa donna.»
+
+«Allora poi Tressiliano non potrà più andarla a trovare (e qui
+Lambourne si fermò a pensare un momento). Ma non importa. È assai
+se nella stanza di lui verrà sorpresa la donna. Tu però confessami,
+vecchio barbagianni delle prigioni, che temi di passare svegliato la
+notte in questa torre _di Merwyn_.»
+
+«Io! perchè volete che ciò sia, signor Lambourne? Tal cosa non mi dà
+maggior fastidio del dar di volta a una chiave. Gli è vero che in
+questa torre si sono intese ed anche vedute strane maraviglie. E benchè
+non siate che da poco tempo in Kenilworth, è difficile non v’abbia
+parlato qualcuno delle visite che la nostra torre va ricevendo dallo
+spirito d’Arturo di Merwyn, di quel capo di Barbari, il quale caduto
+nelle mani del valente lord Mortimero, che comandava l’esercito sulle
+frontiere del paese di Galles, qui venne, a quanto dicesi, assassinato.»
+
+«Sì, ho inteso raccontare tal favola più d’una volta, e che il fantasma
+non istrepita mai tanto forte come allor quando si fanno bollire porri,
+o si fa frigger formaggio nella cucina. _Santo Diavolo_; non ti lasciar
+udire, Lorenzo!»
+
+«Tu però ti lasci udire, soggiunse quel guardiano, con tutta la
+saggezza che ti piacerebbe ostentare. Gli è un caso, credilo, da far
+fremere i più intrepidi, l’assassinio d’un prigioniere! Si consegni
+una stilettata ad un uomo sorpreso nell’angolo d’una strada, non è
+gran cosa per te: si meni un gran colpo di chiavi sulla testa d’un
+prigioniere ricalcitrante, dicendogli nel tempo stesso: _Sta buono_,
+io chiamo ciò mantenere il buon ordine delle prigioni. Ma sguainar a
+sangue freddo una sciabola, e piantarla, come fu fatto, nel corpo di
+quel trucidato signore di Galles, è tale eccesso da suscitare fantasmi
+capaci di rendere inabitevole per più secoli una prigione. E vedi fin
+dove io spingo la mia affezione verso i prigionieri! Povere creature!
+Quando ho avuto in consegna e scudieri e persone di riguardo, che
+s’erano spassati a far camminate proficue nelle strade maestre, o a
+dir male di sua Signoria il sig. conte di Leicester, ho preferito
+l’alloggiarli cinquanta piedi sotto terra al chiuderli in quell’alta
+camera ove fu commesso il misfatto. Sì, per s. Pietro _in Vinculis_
+ch’io maraviglio come il mio nobile Signore, o il sig. Varney,
+acconsentano ad assegnar tale stanza agli ospiti del castello. E se il
+sig. Tressiliano ha potuto indurre qualcuno, e massimamente una bella
+giovinetta, a tenergli compagnia, dico che ha fatto assai bene.»
+
+«Ed io ti dico, rispose il Lambourne, andando su e giù per la stanza di
+Lorenzo, che sei un asino e nulla meglio. Va a mettere il catenaccio
+all’uscio della scala, e tralascia di pensar agli spiriti, o piuttosto
+portami vino. Mi sono alquanto riscaldato nel mettere quel cialtrone
+fuor della porta.»
+
+Mentre Michele andava ammorzando la sete col tracannare per più
+riprese, e senza ricorrere al bicchiere, un fiasco di Bordò, il nostro
+guardiano della torre, persuaso veramente dell’esistenza de’ fantasmi,
+cercava destramente di ricondurre il discorso sul fantasma d’Arturo di
+Merwyn, per giustificare la propria credulità.
+
+«Scorsero poche ore soltanto dacchè sei nel castello, e queste ancora
+impiegasti sì bene nell’avvinazzarti, che non ti fu possibile nè
+parlare, nè vedere, nè udire. Chè certo, faresti meno il gradasso,
+se avessi passata con noi una notte di plenilunio, tempo in cui il
+fantasma smania più forte, massimamente allorchè soffiando con violenza
+il vento di maestro, cominciano a cadere gocciole di pioggia, e s’odono
+a quando a quando colpi di tuono! Oh Gesù! Che fracasso, che tintinnio,
+quali urla, quai gemiti si odono allora nella torre di Merwyn. Quando
+siamo a questi spaventi, t’assicuro, che due boccali d’acquavite
+bastano appena, pei miei figli e per me.»
+
+«Ah! tu non sei che una bestia (rispose il Lambourne, cui le ultime
+beviture, aggiunte a tutte le precedenti, cominciavano ad alterare
+il cervello), non sai tu stesso quel che ti dica. Nessuno ha veduto
+questi spiriti, e chi ne parla meno dice minori sciocchezze. Chi crede
+una cosa, chi ne crede un’altra. Visioni tutte! fanfaluche! Io ho
+conosciuto persone d’ogni fatta, io vedi! mio caro Lorenzo, ed anche
+uomini di molto merito... ve n’è uno soprattutto... un gran signore,
+che non voglio qui nominare. Egli crede agli oracoli, alla luna, ai
+pianeti, e al loro corso. S’immagina perfino che questi non isfavillino
+se non se per lui. Ma quant’è sicura la parola d’un uom digiuno, o vera
+quella d’un imbriaco, io credo che le stelle risplendano unicamente
+per salvare dalle cadute ne’ fossi le buone creature della mia razza.
+Nondimeno questo tal signore dia pure buon pascolo alle sue fantasie,
+chè è ricco per poterne avere. Conosco un altro, uomo dottissimo, te ne
+fa fede Lambourne, che parla il greco, l’ebraico, come io il latino:
+Ebbene! Egli ha la debolezza delle simpatie e delle antipatie, e di
+voler cambiare il piombo in oro. Lasciamolo fare, e lasciamlo pagare di
+tale moneta i gonzi che di tal moneta sono contenti. Tu ancora ti metti
+nel novero di queste persone, tu altro grand’uomo, benchè nè nobile nè
+sapiente; ma sei alto sei piedi, e cieco quanto una talpa. Credi pure
+agli spiriti. Per altro abbiamo qui un altro grand’uomo, un grande
+piccol uomo, o piccolo grand’uomo, che tu lo voglia chiamare, mio caro
+Lorenzo; il suo nome incomincia per un V.»
+
+«E che cosa crede costui?»
+
+«Niente, mio caro Lorenzo, niente, assolutamente niente. Non adora nè
+Dio, nè il diavolo. Per me ho fede nel demonio, perchè credo debba
+esservene uno che possa portarsi sulle sue corna la mia anima
+
+ »Quando stanca del mio frale
+ »Gli darà l’estremo vale,
+
+versi di una famosa canzonetta; perchè non v’è antecedente che non
+abbia il suo conseguente, solea dire il dottor Brucham. Ma questo è
+greco per te, mio caro Lorenzo, e in fin de’ conti son cose affatto
+inutili da sapersi. Dammi dunque un altro fiasco.»
+
+«Corpo di bacco! Se voi continuate a bere così, Michele carissimo, vi
+troverete mal in ordine per far la parte d’_Orione_ o per accompagnare
+il padron vostro in una notte tanto solenne. A tutti i momenti, io
+m’immagino udire la grande campana della torre di _Mortimero_, nunzia
+dell’arrivo d’Elisabetta.»
+
+Intanto che Lorenzo faceva tali osservazioni, proseguiva in suo bere il
+Lambourne, che finalmente rimettendo sulla tavola il fiasco pressochè
+vôto, e mandando un lungo sospiro, disse con voce a metà spenta, e che
+sollevavasi a grado a grado mentr’ei parlava: «Non ti prendere fastidio
+di questo, o Lorenzo. Se m’imbriaco, Varney saprà richiamarmi alla
+ragione. E perciò non ti prendere fastidio. L’ubbriachezza farà a modo
+mio. Poi se devo andare sull’acqua come _Orione_, bisogna mi premunisca
+contro l’umidità. Tu t’immagini che non sarò capace di far da _Orione_!
+Io sfido anzi il più intrepido gracchiatore fra quanti si sono mai
+sfiatati per dodici soldi a farmi la critica. Avvi forse un sol uomo
+che non s’imbriachi in tal notte? rispondimi. È una prova di fedeltà
+l’imbriacarsi, e ti giuro che se mi scontro in chi dopo aver bevuto non
+sia allegro, rischia in mia fede di non essere mai più allegro nemmeno
+a digiuno. Non nomino persone, ma... gran virtù che ha una foglietta
+di vino per mandare al diavolo i mali umori, e per eccitare allegria.
+_Vivat_ per la regina Elisabetta, pel nobile Leicester, pel degnissimo
+sig. Varney e per Michele Lambourne, che potrebbe farseli girar tutt’e
+tre attorno a un dito.»
+
+Dopo dette quest’ultime parole, scese la scala, ed attraversò il
+cortile interno.
+
+Quel guardiano continuò per qualche tempo ad osservarlo, poi chiudendo
+lo sportello della torre, dicea fra se stesso: «Che bella cosa l’essere
+un favorito! Poco mancò un giorno ch’io non perdessi l’impiego sol
+perchè il sig. Varney sognò ch’io sapessi d’acquavite, e quel furfante
+non teme d’essere cacciato via su due piedi col presentarsegli innanzi
+gonfio di vino siccome un otre. Bisogna però fargli giustizia: egli è
+un furfante pieno d’abilità. Io non intendo mai la metà di quello che
+dice.»
+
+
+
+
+CAPITOLO XIII.
+
+ »Ella s’appressa a noi: l’annunzi il suono
+ »Delle festanti squille; e tu soldato,
+ »Corri, t’affretta ai merli: or non ministro
+ »Di morte, il foco al cavo bronzo appresta;
+ »E l’aura ripercossa e rotta a lei
+ »Gl’impazienti nostri voti adduca.
+ _La Regina Vergine._ Tragicom.
+
+
+Dopo che Wayland abbandonò Tressiliano, come dianzi il dicemmo, il
+secondo stavasi incerto su quanto si dovesse operare, allor quando vide
+venire a se Raleigh e Blount che si tenevan per braccio, e ad un tempo
+disputavano fortemente fra loro, giusta il costume. In quello stato
+d’animo in cui si trovava il giovane di Cornovaglia, egli sentivasi
+per vero dir poco vezzo della lor compagnia, ma oltrechè non vedea
+un modo convenevole ad evitarli, comprendea che obbligato qual erasi
+con promessa ad Amy di non vederla e di non avventurare per lei alcun
+tentativo, il miglior partito per esso lui diveniva quello di mettersi
+tra la folla, nè lasciar comparire, che il men possibile nella sua
+fronte le angosce e le incertezze, fra cui internamente agitavasi.
+Fatta dunque di necessità virtù, salutò i compagni: «Ebbene, come
+passaste il tempo, o signori? D’onde venite?»
+
+«Da Warwick, disse Blount. Siamo tornati per cambiar d’abito, come
+usano gli attori di certe compagnie comiche povere per moltiplicare
+sulla scena i lor personaggi. E voi, Tressiliano, perchè non faceste
+altrettanto?»
+
+«Blount ha ragione, soggiunse Raleigh. La Regina è tenerissima
+dell’etichetta, e reputa una violazione del rispetto dovutole il
+comparire innanzi a lei con un abito ove si veda la più piccola orma di
+polve o di fango. Ma guarda! mio caro Tressiliano, guarda, e fa se puoi
+di non ridere, il nostro Blount. Osserva come quel suo cane di sartore
+gli ha messo addosso un catafascio di turchino, di grigio, di rosso, di
+nastri color di carne, e compiscono l’opera quelle rosette gialle sulle
+sue scarpe!»
+
+«Che cosa pretenderesti di meglio? rispose Blount. Certamente non mi
+stetti dal raccomandare a quel mariuolo di fare una bella cosa, e di
+non guardare a spese; e credo poi anche che questo da te chiamato
+catafascio, non manchi di fare spicco. Per lo meno il mio abito è
+migliore del tuo, e ne fo giudice Tressiliano.»
+
+«E lo sia, disse Walter Raleigh. Per bacco! ne ho tutto il piacere. A
+te, Tressiliano, profferisci sentenza.»
+
+Tressiliano, instituito arbitro, cominciò ad esaminare le cose che
+divenivano materia di procedura, e indovinò d’un guardo, che il povero
+Blount prese sulla parola del sartore quell’abito carico di nastri, in
+mezzo ai quali sentivasi imbarazzato più d’un contadino quando mette
+il suo abito della domenica. Il vestito di Raleigh invece, elegante e
+ricco ad un tempo, gli si affacea sì vantaggiosamente, che chiamava
+ogni sguardo sopra di lui. Laonde Tressiliano pronunziò, più ricco
+essere il vestito di Blount, di miglior gusto l’altro di Raleigh.
+
+Blount si tenne contento di una tal decisione. «Lo sapea ben io che
+quel furfante di Doublettich non avrebbe avuta la poca accortezza
+di presentarmi una giubba liscia come quella di Raleigh. Gli avrei
+spaccato il cranio col suo stesso ferro da distendere. Poichè se
+dobbiamo essere pazzi, siamo almeno pazzi di prima sfera.»
+
+«Ma, e tu, Tressiliano, allora disse Raleigh, che aspetti tu per
+andarti a vestire?»
+
+«Un equivoco m’ha fatto rimanere fuori della mia stanza, rispose
+il gentiluomo di Cornovaglia, e mi priva qualche tempo del mio
+arredo. Anzi stava io per pregarti a darmi un poco di luogo nel tuo
+appartamento.»
+
+«E con tutto il piacere, soggiunse tosto Raleigh. La mia stanza è assai
+vasta, nè può negarsi, sua Signoria di Leicester ci tratta con ogni
+riguardo, e ne volle alloggiati da principi. Certamente, se anche è a
+ritroso tal sua compitezza, ei la porta sì lunge, che la ritrosia non
+si scorge. Laonde nell’atto stesso di farti padrone della mia stanza,
+ti consiglierei volgerti al ciamberlano del Conte; egli ti farà subito
+avere soddisfazione per l’altra stanza che t’hanno levata.»
+
+«Oh! la cosa non merita l’incomodo di pensarvi sopra, massimamente
+poichè condiscendi tu ad alloggiarmi. È egli poi ben sicuro che non
+darò disturbo a nessuno. A proposito! Avevate compagnia nel venir da
+Warwick?»
+
+«Grande, rispose Blount. Varney, e un’intera tribù di _Leicesteriani_,
+poi anche una ventina circa di fedeli amici del conte di Sussex.
+Noi dobbiamo, a quanto sembra, ricevere la Regina nella torre, che
+costoro chiamano della _Galleria_, e assistere a tutte le buffonerie
+che si preparano per farle festa; indi saremo noi gl’incaricati di
+farle corteggio nel trasferirsi al Salone, affinchè tutti quelli che
+l’avranno accompagnata sino al castello, abbiano il tempo di cambiare
+in più ricche vesti gli abiti loro da viaggio. Sto da re, se la Sovrana
+mi volge qualche parola. Dio mi castighi s’io so che risponderle.»
+
+«Qual cagione vi ha trattenuti sì lungo tempo a Warwick?» continuò ad
+interrogar Tressiliano, studioso di allontanare il discorso dalle cose
+che lo riguardavano.
+
+«Ci ha trattenuti... una infinità di stravaganze, rispose Blount, ma
+stravaganze tali, che non se ne vedono di sì fatte alla fiera di S.
+Bartolommeo: discorsi imparati a memoria, commedie, cani, orsi, uomini
+vestiti da simie, donne trasformate in fantocci, che so io? In verità
+maraviglio come la Regina abbia potuto reggere a tante goffaggini.
+Eh sì! coloro che ne erano i personaggi ricavavano a quando a quando
+clementi occhiate dalla Sovrana, e lessero nel volto di lei più d’un
+segno d’aggradimento. Convien dirlo: la vanità fa talvolta impazzire
+i più saggi; ma andiamo tutti alla torre _della Galleria_. Vieni,
+Tressiliano... non capisco per altro come ti trarrai d’imbarazzo con
+quell’abito pieno di polvere, e con que’ tuoi stivaloni.»
+
+«Starò sempre dietro a te, caro Blount. Così la nobiltà della tua
+presenza, e l’eleganza delle tue vesti copriranno quanto è di sconcio
+nel mio aggiustamento,» rispose Tressiliano, che s’accorse come tutte
+le idee del nostro Blount si fossero concentrate allora in una sola,
+intendo la pompa insolita de’ panni che aveva indosso.
+
+«E pensi che ciò accadrà veramente? rispose Blount. Ebbene!
+rassegniamci. Non puoi credere quanta sia la mia soddisfazione, perchè
+trovasti di buon gusto il mio abito. O non fare una pazzia, ma tratti a
+farla, si faccia almen grandemente!»
+
+Nel dir tai cose il Blount, ora s’aggiustava il cappello, or mettea
+studio a ben portare la gamba, pago di se stesso come se avesse
+preceduta la sua brigata di lancieri, talvolta mandava occhiate
+contente alle cremesine sue calze, e alle larghe rosette gialle che si
+spiegavano sulle sue scarpe. Mesto e pensieroso il seguia Tressiliano,
+senza por mente a Raleigh, il quale spassandosi sulla goffa vanità
+di Blount ne facea il testo di mille graziosi motteggi che susurrava
+all’orecchio dell’altro compagno.
+
+Di tal maniera attraversarono il ponte coperto, andati indi a porsi con
+altri gentiluomini innanzi alla porta esterna della _Galleria_, o torre
+d’ingresso. Il loro numero era di quaranta persone all’incirca, scelte
+fra i cavalieri di primo ordine, e schierati in doppia fila da ciascun
+lato della porta come una guardia d’onore.
+
+Armati soltanto delle loro spade questi gentiluomini, portavano
+abiti ricchi sin quanto l’immaginazione può concepirli; e poichè
+l’usanza d’allora volea grande sfoggio di magnificenza, non vedeansi
+che velluti, ricami d’oro e d’argento, nastri, perle, e preziose
+catenelle. I gravi pensieri che occupavano l’animo di Tressiliano non
+gl’impedirono d’avvedersi, come con quel suo abito da viaggio benchè
+elegante, facesse meschina comparsa in mezzo a cotanta pompa, e più il
+trassero in tale considerazione le maraviglie fatte da’ suoi amici,
+e gli sguardi schernitori de’ partigiani del Leicester. Non potevamo
+omettere simile circostanza, quand’anche taluno la riguardasse men
+consentanea al carattere grave che attribuimmo a Tressiliano. Ma però
+questa maggior cura che si dà all’esterno aggiustamento è una specie
+d’amor proprio, di cui neanche l’uomo il più saggio va immune, ed è sì
+connaturale alla specie umana, che non solamente la serba il soldato
+fin quando si cimenta ai rischi d’una morte quasi sicura, ma lo stesso
+colpevole che cammina al supplizio si studia di mostrarsi nel modo men
+disdicevole. Però si evitino le digressioni.
+
+Terminava il crepuscolo vespertino della giornata estiva de’ 9 luglio
+1575, che tutti aspettavano ancora con grande ansietà l’arrivo della
+Regina. Ogni istante ingrossava la folla già da molte ore adunatasi.
+Un’abbondante distribuzione di reficiamenti e di bue arrostito, e
+le botti d’_ala_ congegnate con pertiche in diversi punti della
+strada, mantenevano nel popolo la gaiezza, e la sua affezione in
+ver la Regina e il favorito della Regina, affezione che sarebbesi
+del certo affievolita, se la molestia del digiuno si fosse aggiunta
+all’impazienza di un lungo aspettare.
+
+Così a quella turba non parve lungo un tempo trascorso fra popolari
+trastulli, e schiamazzi, e risa, e triviali scherzi, che gli uni agli
+altri mutuamente si indirigevano.
+
+Di tal genere era l’agitazion che vedeasi nello spianato vicino al
+castello, e principalmente presso la porta del parco, ove il popolo
+più numeroso assembrossi; allor quando vistosi d’improvviso brillar un
+razzo nell’atmosfera, si fece ad un tempo udire per tutta l’estensione
+della pianura il suono della campana maggiore del castello.
+
+Cessarono in quest’istante le grida, cui succedè il sordo mormorio
+dell’aspettazione, onde non altra cosa ascoltavasi, che un confuso
+ronzio di migliaia d’uomini che parlavano sotto voce, e per valermi
+d’una frase bizzarra, il bisbigliar lieve d’una moltitudine immensa.
+
+«Giungono adesso, non v’è dubbio, disse Raleigh. Tressiliano, questo
+suono ha un non so che di maestoso. Noi di qui l’ascoltiamo, siccome
+naviganti, che dopo un lungo viaggio, odono in lontananza il flutto che
+si rompe urtando in qualche incognita spiaggia.»
+
+«Secondo me, rispose il Blount, questo rumore ha molta simiglianza col
+muggito che fan le mie vacche nel ricinto di Wittens-Westlowe.»
+
+«Adesso, per Dio! sta pascolando, disse Raleigh a Tressiliano, e non
+gli passano per la mente che buoi e praterie. Di fatto ei non val
+meglio de’ suoi armenti cornuti, nè diventa uomo che quando gli si
+parla di sangue o di morte.»
+
+«Bada, soggiunse Tressiliano, ch’egli sull’istante non te ne dia prova,
+se non la finisci colle tue spiritose bizzarrie.»
+
+«Eh! non ci penso neanche, rispose Raleigh. Ma tu pure, mio
+Tressiliano, sei divenuto un barbagianni, lo sai! Tu non voli più che
+di notte tempo. Tu cambiasti i tuoi canti in lugubri lamentazioni, e la
+buona compagnia in un buco di muro.»
+
+«E tu! che specie d’animale sei tu, o Raleigh, che corri tanto nel
+giudicare i tuoi simili?» disse allor Tressiliano.
+
+«Io! io sono un’aquila che non mi abbasserò mai fino a terra,
+sintantochè vi sia un cielo verso cui indirigere il volo, finchè vi
+sarà un sole ove fisare il mio sguardo.»
+
+«Bella millanteria! per san Barnaba! entrò in campo il Blount.
+Ma, caro il mio signor _dall’aquila_, guardatevi dalla gabbia, e
+dall’uccellatore. Ho visto altri uccelli volar alto quanto il vorreste
+voi; poi gli ho visti dopo, molto leggiadramente impagliati far da
+spavento agli altri uccelli loro compagni. Ma zitti. Da che deriva
+questo improvviso silenzio?»
+
+«È il corteggio, disse Raleigh, che si ferma alla porta del parco,
+ove una sibilla, una di queste _fatidicae_, parla colla Regina e ne
+trae l’oroscopo. Ne ho veduti i versi che non hanno gran vezzo. Poi
+sua Maestà è stanca di poesie. Ella stessa in tempo che il cancelliere
+di Ford-Mell l’arringava, mi disse all’orecchio, che era _pertaesa
+barbarae loquelae_.»
+
+«La Regina parlargli all’orecchio! meditò subito il Blount. Come finirà
+mai questa faccenda?»
+
+Ma tali sue considerazioni vennero interrotte dai romorosi applausi
+della moltitudine, che da ogni eco venivano rimandati due miglia
+all’intorno. I gruppi situati a mano a mano ne’ luoghi d’onde passava
+Sua Maestà, mettevano plaudenti grida, che da un gruppo all’altro
+si comunicavano fino al castello, onde finalmente quelli ch’eran di
+dentro n’ebber gli annunzi, e quando la Regina aveva oltrepassato la
+porta del parco, e quando fu entrata in Kenilworth. Allora si fece
+udire la musica del castello, e il romor del cannone si mescolò a quel
+delle scariche degli archibusi. Pur questo fracasso di tamburi, di
+trombe e di spari di cannone discernevasi appena, tanto forti erano le
+acclamazioni ognor crescenti di tutta quella popolazione.
+
+Allorchè lo strepito cominciò a sminuire, si fece vedere alla porta
+del castello un vivacissimo splendore, che si distendeva ed ingrandiva
+col suo avvicinarsi. Tale splendore avanzavasi, tenendo il sentiero
+del viale che guidava alla torre della _Galleria_, e venendo per mezzo
+alle file della gente del Conte. Tantosto da entrambi i lati di quelle
+file medesime s’alzò un grido: la Regina! la Regina! silenzio! Di fatto
+giugnea Elisabetta, preceduta da dugento suoi cavalieri, che portavano
+torcie di legno resinoso, il cui chiarore, pari a quello del giorno,
+splendea su tutto il corteggio, in mezzo al quale stavasi la Regina
+vestita nella massima pompa, e raggiante tutta di gemme. Saliva ella un
+bianco destriero, unendo dignità e grazie in condurlo, talchè in quel
+portamento nobile e maestoso ben ravvisavasi l’augusta discendente di
+cento monarchi.
+
+Le dame d’onore che seguivano sua Maestà non trascurarono certamente
+nel loro ornarsi nessuna cosa di quante si voleano a sostenere il
+lustro di un sì brillante corteggio. Tutte queste costellazioni
+secondarie erano degne del glorioso astro che circondavano. La pompa,
+onde cresceano spicco all’avvenenza di loro forme, stavasi bensì ne’
+limiti d’un ritegno che le facea riguardose di non parer gareggianti
+col maggior astro, ma tale sempre si mantenea, onde si scorgesse essere
+elleno il fiore d’un regno tanto rinomato pe’ suoi fasti e per la
+leggiadria delle sue abitatrici. La magnificenza dei cortigiani, non
+frenata da prudenziali considerazioni andava oltre ogni limite.
+
+Il Leicester, tutto splendente d’oro e di preziosi ricami, veniva a
+cavallo alla diritta della Regina, onore che gli si addicea e come
+ospite di lei, e come grande scudiere. Era il destriero uno de’ più
+famosi corridori di tutta l’Europa, ed un’insigne somma avea spesa
+il Conte per procacciarselo, e farsene merito in tale circostanza.
+Questo nobile animale mostrandosi impaziente del lento marciare di
+quel corteggio, ritondava con grazia il maestoso collo, e rodea in
+leggiadra guisa l’argenteo morso che lo frenava. Ne uscia dalla
+bocca la spuma, e cadea come fiocchi di neve in su le belle sue
+membra. Degno il cavaliere del proprio grado, e di salire sì nobil
+corsiero, non eravi alcuno in Inghilterra, nè forse in Europa, che gli
+potesse contender la palma o nell’arte di guidare un cavallo, o in
+tutt’altr’arte cavalleresca. Col capo scoperto, siccome ognuno di quel
+corteggio, il lume delle torce rischiarava e le prolungate anella della
+sua nera capigliatura, e quel dignitoso volto, ove il censore anche
+il più severo non avrebbe potuto notare altro difetto, che un’altezza
+di fronte, soverchia anzichè no. In questa sera tanto memorabile,
+dipigneasi nei suoi lineamenti la tenera sollecitudine di un suddito
+compreso d’alta gratitudine per l’onore compartitogli dal Monarca, ma
+che ad un tempo va orgoglioso d’esserne meritevole.
+
+Ciò nondimeno, comunque gli raggiasse la gioia sul viso, alcuni del suo
+seguito credettero accorgersi d’una pallidezza più che ordinaria in
+quel volto, e gli uni agli altri si manifestarono la tema, che le molte
+cure e fatiche cagionate a lui da un tal giorno non ne pregiudicassero
+la salute.
+
+Varney seguiva da vicino, siccome primo scudiere, il padrone portando
+un berrettone di velluto nero ornato d’un fibbiaglio di diamanti, e
+sormontato da bianco pennacchio. Egli tenea gli occhi costantemente
+fisi sul Conte, siccome colui che per motivi non ignoti al certo ai
+nostri leggitori, dovea fra tutti i numerosi servi del Leicester
+augurargli più ardentemente e forza e risoluzione nel sostenere
+i travagli di un giorno per lui sì penoso. Comunque il Varney
+appartenesse a quel picciolo numero di scellerati, che giunti a
+spegnere i rimorsi passano dall’ateismo a tale indifferenza, onde
+i loro animi si chiudono ad ogni nobile affetto, e si fanno simili
+ad agonizzanti assonnati dall’oppio, egli sapea nondimeno vivere
+fortissima nel cuore del suo padrone questa fiamma inestinguibile del
+sentimento morale, e che in mezzo anche a tante pompe e magnificenze
+lo martoriava il rimorso, verme roditore che mai non muore. Nondimeno
+l’astuto scudiere si confortava in pensando, che il Leicester era
+giunto a persuadersi di quanto gli avea egli detto sulla leggiera
+infermità cui soggiacea la Contessa, scusa validissima a dispensarla
+dal comparire innanzi alla Regina, e s’immaginò quindi che in tal
+momento ogn’altro affetto avrebbe ceduto all’ambizione, potentissima
+nello spirito del Conte, e che per ciò non si sarebbe egli mai tradito
+col lasciar trapelare sensi di debolezza.
+
+I cavalieri del corteggio della Regina erano quelli fra gli ospiti del
+viril sesso che maggiormente attraessero a sè gli sguardi d’ognuno.
+Appartenevano tai gentiluomini alla nobiltà la più illustre di que’
+tempi, e lo sfarzo onde pompeggiavano toglieva ai circostanti ogni
+vaghezza d’osservar quelli che venivano dopo di loro.
+
+Era giunto il momento che quella insigne schiera facesse mostra di
+sè al gigante custode della porta. Ma questo grande baggeo stavasi
+in tanta agitazione, ed in oltre una brocca d’_ala_ ch’ei trangugiò
+credendo rinfrancar la memoria, produsse effetto sì contrario in quel
+povero suo cervello ch’ei poteva appena respirare standosi adagiato,
+nel suo sedile di pietra. La Regina, cred’io, sarebbe passata senza che
+ei si movesse da quella positura, se il suggeritore Flibbertigibbet,
+che stavasi dietro lui in vedetta, non gli avesse conficcata la punta
+d’uno spillone nelle sue larghe spalle.
+
+Costui mandò un grido, per vero dire fuor di concerto in quella parte
+che ei dovea sostenere, poi alzatosi incominciò a girare a destra e
+sinistra la sua mazza ferrata, e simile ad un cavallo che dopo avere
+ricevuto un colpo di frusta, precipita in sua carriera e aggiugne
+in un sol tratto la meta, così egli recitò d’un fiato la sua tirata
+coll’aiuto sempre del suggeritore. Ella era la seguente; e il leggitore
+comprenderà, senza fatica, che i primi versi di essa s’indirigevano
+alla folla, il rimanente ad Elisabetta, al cui avvicinarsi il gigante,
+quasi colpito da un’apparizione, abbandonava ogni insegna della propria
+carica, cedendo il luogo alla Dea della notte, e al corteggio della
+medesima.
+
+ Che bordello! è qui l’inferno?
+ O un guardian son’io di paglia?
+ Che si vuol? Fuori, o canaglia,
+ O le membra vi squinterno.
+ Però adagio! il guardo mio
+ Chi abbarbaglia oltre il costume?
+ È una donna, o fora un nume?
+ Addio, mazza, chiavi addio.
+ Gran Reina, cui d’appresso
+ Va il contento, io t’offro omaggio.
+ Al mirarti chi ha coraggio
+ Di contenderti l’ingresso?
+
+Elisabetta accolse con molta grazia l’omaggio di questo Ercole moderno,
+e avendogli fatto col capo tal cenno, che grata ne l’indicava,
+attraversò la torre datagli prima in guardia, da’ cui merli udivasi una
+musica guerresca. Tal musica ripetuta da altri sonatori collocati su
+diversi punti di que’ baloardi, e prolungata dai vari ripercotimenti
+dell’eco, dilatò cotanto quell’armonia che parea omai venisse da tutte
+le bande.
+
+Al suono di tal musica deliziosa la regina Elisabetta attraversò il
+ponte che tenea tutto lo spazio compreso fra la torre della _Galleria_,
+e l’altra di _Mortimero_. Innumerabili torcie poste alle impalizzate,
+spargevano un chiarore vivace siccome quello del giorno. La maggior
+parte di quei gentiluomini, scesi a terra, mandarono i loro cavalli al
+villaggio di Kenilworth, per seguire a piedi la Regina; come il faceano
+gli altri ch’erano stati scelti per riceverla nella galleria.
+
+In quel tempo Raleigh volse alcune parole a Tressiliano, come per più
+riprese avea fatto in fino allora, nè poco stupore destarono in lui le
+risposte vaghe ed insignificanti che ne ricevea. E tal circostanza,
+e quelle dell’appartamento abbandonato, e simile comparsa in abito
+da viaggio che non potea far di meno di non ferire gli occhi della
+Regina, e molt’altri sintomi osservati in Tressiliano, trassero Raleigh
+a dubitare che non fosse accaduto qualche istantaneo sconcerto nella
+mente di questo Cornovagliese.
+
+Giunta appena la Regina sul ponte, altro nuovo spettacolo le si
+offerse alla vista. Fin d’allora che i suoni musicali annunziarono
+per ogni dove la sua presenza, si vide movere una grande zattera, che
+rassembrava ad isola galleggiante illuminata da molte torcie, e cinta
+di macchine intese a rappresentare i cavalli marini, su de’ quali si
+posavano i Tritoni, le Nereidi, e le altre divinità de’ fiumi e del
+mare. Tale isola si avanzò lentamente fino alla vicinanza del ponte.
+
+Scorgevasi sovr’essa un’avvenente donna, vestita d’un mantello di seta
+azzurra, annodato alla persona da un cinto, che presentava misteriose
+cifre improntate, come il Filottero degl’Israeliti. Nuda le mani e
+i piedi, smaniglie d’oro ne ornavano le braccia e l’estremità della
+gamba. In mezzo a lunghe trecce di neri capelli stavale una corona
+di vischio finto, e portava in mano un bastone d’avorio guernito
+d’argento. La seguivano due ninfe vestite al pari di lei d’un abito
+antico e simbolico.
+
+Il tempo venne calcolato sì al giusto, che la signora dell’isola
+galleggiante era con entrambe le sue seguaci alla torre, quando vi
+giugnea Elisabetta. Allora questa abitatrice dell’acque con elegante
+parlamento si annunziò per la famosa donna del Lago, rinomata nelle
+storie del re Arturo, e celebre per avere protetta la giovinezza del
+formidabile Lancilotto, e per avere coi pregi di sua beltà trionfato
+della saggezza e degl’incanti del poderoso Merlino. Da quel tempo non
+avea giammai abbandonato i cristalli cui dominava, comunque illustri
+personaggi avessero a mano a mano tenuto il castello di Kenilworth. Nè
+i Sassoni, nè i Danesi, nè i Normanni, nè i Samolowi, non i Clinton,
+non i Monfort, non i Mortimeri, non i Plantageneti, benchè grandi ne
+fossero la magnificenza e la gloria, aveano potuto indurla ad uscir
+fuor dell’alghe del suo palagio. Ma appena un nome più di questi famoso
+risonò al suo orecchio, divenne ansiosa d’offerire omaggio d’obbedienza
+all’Inglese eroina, e d’invitarla a quelle feste, di cui sarebbero
+stati teatro il castello e i dintorni, il lago e le rive.
+
+La Regina che accolse gratamente tale salutazione, le rispose
+sorridendo: «Noi avevamo creduto fin qui che il lago facesse parte de’
+nostri dominii, ma poichè una donna tanto celebre a sè lo richiama, ci
+sarà gradevole a miglior tempo di metterci in corrispondenza secolei
+onde regolare i comuni nostri interessi».
+
+Ottenuta ch’ebbe sì cortese risposta, la donna del Lago scomparve;
+e Arione che entrava fra le marine divinità si fece vedere sul suo
+delfino. Ma il Lambourne, che si era assunta questa parte dopo avere
+discacciato Wayland, intirizzito dal freddo in un elemento tutt’altro a
+lui che aggradevole, nè sapendo a memoria la propria parte, nè avendo,
+come il guardiano della torre della _Galleria_ un Flibbertigibbet
+che gliela suggerisse, si volse all’unico soccorso che l’impudenza
+fornivagli; e gettata da sè la maschera si diede a giurare ch’egli
+non era nè _Arione_, nè _Orione_ quale che dei due nomi si fosse il
+vero, ma bensì l’onesto Michele Lambourne, che dalla mattina alla sera
+non avea fatto che bere ad onore di sua Maestà, e condotto erasi a
+Kenilworth unicamente per aggiugnere le sue congratulazioni a quelle
+degli altri sopra un arrivo sì desiato.
+
+Tale buffoneria improvvisata ebbe più favorevole effetto d’un preparato
+discorso. La Regina ne rise di tutto cuore, e col suo usato giuramento
+affermò essere questa la migliore fra le arringhe da lei ascoltate in
+quel giorno. Il Lambourne accortosi che l’espediente cui si tenne avea
+incontrato fortuna, saltò subito a terra, dando un calcio alla sua
+marina cavalcatura e facendo voto di non intricarsi mai più co’ pesci,
+se ciò non era attorno d’una tavola ben imbandita.
+
+Intantochè la Regina entrava nel castello, fu tratto quel memorabile
+fuoco d’artifizio, nella cui descrizione si adoperò sì fortemente
+l’eloquenza del maestro Laneham, personaggio che dianzi demmo a
+conoscere ai leggitori.
+
+_Tali erano_, son questi i termini propri del donzello della camera del
+Consiglio, _il chiarore de’ razzi, lo spicco delle stelle splendenti, i
+lampi de’ fuochi artifiziali, lo strepito del cannone, che ne rimbombò
+il Cielo, commosse ne furono l’acque, e crollò la terra, e quanto a me
+comunque io sia uomo coraggioso, non mi presi mai tanta paura in mia
+vita_[12].
+
+
+ _Fine del terzo volume._
+
+
+
+
+NOTE:
+
+
+[1] Personaggio di merciaio in una commedia del Shakespeare.
+
+[2] La Contessa fa qui un giuoco di parole, che necessariamente nella
+traduzione non può avere egual grazia come nell’origliale Inglese ove
+dipende dalla voce _to pare_, che corrisponde egualmente ad _avere
+riguardi_ e ad _usare sudicia economia_.
+
+[3] _Nugæ antiquæ_, Vol. I, pag. 355.
+
+[4] L’obbligo di fedel traduttore m’impedisce di dare e a questa parte
+di romanzo, e ad alcun’altre dello stesso genere che vengono dopo,
+quelle tinte che pur a mio avviso, non sarebbero state inopportune
+per indicare quel senso di molestia, da cui esser dee compreso
+gentil narratore, e da cui sarà stato, anche non assai fortemente
+esprimendolo, compreso l’autore di _Kenilworth_, comunque tratto
+dalla necessità della sua orditura, ed in parte da storica verità, a
+raccontare delitti or meditati, or eseguiti col riso sul labbro.
+
+[5] È superfluo l’avvertire, che tai cose sono poste sul labbro d’un
+ipocrita scellerato; è noto per altra parte che l’autore del romanzo è
+protestante.
+
+[6] Ci riportiamo sempre alla nota precedente.
+
+[7] Ospitale dei pazzi a Londra.
+
+[8] Eroina d’un racconto del Chaucer, rimodernato da Pope.
+
+[9] Giova qui il far presente, che in Inghilterra il pudor delle frasi
+fra le persone educate, principalmente se appartengono al gentil sesso,
+è spinto sì oltre, che sovente nelle buone società conviene adoperar
+molto studio per trovarne di adatte a far intendere cose che sol di
+lontano risveglino le idee di quanto le leggi della modestia vogliono
+espresso velatamente.
+
+[10] Vedi notizie istoriche di Kenilworth, Tom. I. Pag. 7.
+
+[11] Nome che i Cabalisti danno ai pretesi genii elementari dell’aria.
+
+[12] Vedi il racconto lasciatone dal Laneham sul soggiorno
+ch’Elisabetta d’Inghilterra ebbe a Kenilworth nell’anno 1575, storia
+dilettevole scritta dal più stolido fra tutti gli autori. Rarissimo ne
+è l’originale, quantunque se ne sieno fatte due edizioni.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici.
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79031 ***