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+The Project Gutenberg EBook of L'amore di Loredana, by Luciano Zùccoli
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: L'amore di Loredana
+
+Author: Luciano Zùccoli
+
+Release Date: November 16, 2010 [EBook #34346]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'AMORE DI LOREDANA ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net and
+DP-Canada at http://www.pgdpcanada.net (This file was
+produced from images generously made available by Biblioteca
+Nazionale Braidense - Milano)
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+ L'AMORE DI LOREDANA
+
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+
+ DEL MEDESIMO AUTORE:
+
+ _La Compagnia della Leggera_, novelle L. 3 50
+
+
+
+
+ L'AMORE DI LOREDANA
+
+
+
+
+ ROMANZO
+
+ DI
+
+ LUCIANO ZÙCCOLI
+
+
+
+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1908
+
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+
+ _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i
+ paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda._
+
+
+ Milano.--Tip. Treves.
+
+
+
+
+
+L'AMORE DI LOREDANA
+
+
+
+
+PRIMA PARTE.
+
+
+
+
+I.
+
+
+--Prendi quelle valigie e portale in questo scompartimento. Su, presto,
+che il treno riparte!
+
+La voce nota diede un sussulto a Loredana, che stava sola, ancora col
+velo grigio abbassato sugli occhi, come quando era partita da Venezia.
+
+--In questo?--domandò il facchino.
+
+--Ma sì, su questo!...
+
+Filippo salì, sorrise a Loredana, si volse a prender dalle mani del
+facchino le valigie, le collocò sulla rete, e sedette infine di fronte
+alla giovane, con un sospiro di sollievo. Poco dopo, lo sportello era
+chiuso e il treno riprendeva la marcia.
+
+Filippo non aspettò altro, e si chinò a baciar le mani dell'amica, poi
+il volto e le labbra, senz'attendere ch'ella raccogliesse il velo sulla
+fronte.
+
+--Hai fatto bene,--egli disse, enunziando mille pensieri in una
+volta.--Siamo soli. Fra un'ora saremo giunti. Sai chi ho trovato alla
+stazione di Venezia? Mi hai visto parlare con un signore alto e calvo? È
+il conte Lombardi: mi ha invitato a pranzo per lunedì, e ho accettato.
+Dove saremo lunedì?... Ma tu, cara, sei spaventata?... Quanta
+gratitudine ti debbo, cara!... Vedrai: non aver paura, non accadrà
+nulla, non ti toccheranno, non ti faranno nulla....
+
+La campagna triste fra Verona e Peschiera era sinistramente illuminata
+dalla luce sanguigna del tramonto che alcune nuvole grige
+interrompevano.
+
+Loredana non diceva parola, tenendo le mani tra le mani di Filippo,
+sempre col viso celato da quel velo bigio, che pareva la togliesse dal
+mondo, l'allontanasse da tutti, la dovesse nascondere come una
+delinquente.
+
+--Ascoltami, cara,--seguitò Filippo.--Hai scritto alla mamma?
+
+--Sì....
+
+--Che cosa le hai scritto?
+
+La fanciulla non rispose subito. Le veniva innanzi agli occhi della
+mente la visione della sua casetta bianca nel campiello solitario; e la
+mamma che ogni mattina entrava a chiederle che cosa desiderasse per
+colazione; poi la mamma usciva, andava per la spesa, e, tornata,
+preparava la colazione per la figliuola, che con una vestaglia bianca e
+lunga, raccoglieva intanto i capelli intorno alla testa e si guardava
+nello specchio e si dava un po' di cipria e si sorrideva. La vestaglia
+bianca e lunga era stata abbandonata, anche quella, come tutto il
+resto....
+
+--Le ho scritto,--rispose Loredana scuotendosi.--Le ho scritto che non
+si dia pensiero; che avrà mie notizie.... Voglio scriverle anche
+stasera, subito.... Si può?
+
+Filippo scosse la testa.
+
+--Domani ci raggiungerebbe! Puoi scrivere, e io manderò la lettera a un
+mio amico a Roma, perchè la faccia partire di là.
+
+--Così la mamma la riceverà tardi,--osservò Loredana,--e per tanto tempo
+non saprà nulla.
+
+--Due giorni: fra due giorni sarà a destinazione....
+
+La fanciulla rimase muta e guardò il tramonto tragico. A quell'ora, la
+mamma e la figlia terminavan di cenare, e si mettevano alla finestra
+prospiciente il campiello, dove i bambini del vicinato si raccoglievano
+a far chiasso. Sul davanzale la mamma disponeva il vassoio col bricco, e
+andava centellinando l'ultima tazza di caffè....
+
+Loredana guardò acutamente Filippo. Che sapeva egli di tutte quelle
+cose, delle piccole cose amate, tanto piccole nei giorni di pace e tanto
+tristi a rammentar come perdute?
+
+Ella ritrasse le mani dalle mani di lui e sentì che il cuore le doleva,
+che la vita era cupa e misteriosa, che quel cielo pareva farle entrar
+nell'anima tutta la disperata violenza del suo colore di sangue.... Con
+quali parole avrebbe ella potuto esprimere quel tormento a colui che le
+era così vicino e così lontano?...
+
+A Peschiera, nello scompartimento salì un uomo: andava a Brescia e non
+aveva trovato posto in seconda classe. Vedendo Filippo e la signora col
+velo, si ritrasse in un angolo, dopo aver posto sulla rete una valigia
+grossolana, biancastra con gli angoli di pelle rossa; e chiuse gli
+occhi, senza addormentarsi, quasi per far comprendere che non voleva
+disturbare, che sentiva di essere importuno, ma sapeva esser discreto.
+
+--Sei stato mai sul lago di Garda?--chiese Loredana, dopo aver guardato
+con diffidenza il nuovo viaggiatore.
+
+--Sì, due volte. In questo mese, con questo caldo, siamo sicuri di non
+trovar nessuno che possa importunarci.
+
+--Come farò?...--disse nuovamente la fanciulla, ma poi s'interruppe
+impacciata.
+
+--Come farai, che cosa?--domandò Filippo, riprendendole una mano e
+accarezzandola.
+
+Era venuto in mente alla ragazza, fra tanti pensieri gravi e terribili,
+era venuto anche in mente che non aveva abiti, non biancheria, nulla di
+nulla. Fuggita dalla casa col pretesto di salutare un'amica, non
+possedeva che gli indumenti dei quali era vestita, e aveva tre lire nel
+borsellino.
+
+--Non vuoi dirmi?--incalzò Filippo con la dolcezza di chi prega.
+
+La fanciulla trovò modo di cambiar la frase:
+
+--Ci son negozii a Desenzano?
+
+Filippo capì e si mise a ridere.
+
+--Oh non importa,--disse.
+
+Loredana non osò più insistere e chiedere spiegazioni: non importava, la
+sua roba, non contavan nulla i suoi abitini modesti, a parecchi dei
+quali aveva dato mano la mamma; non contavan nulla i suoi oggetti
+d'abbigliamento, i braccialetti, gli anelli, i pettini per la testa....
+Tutto perduto e scomparso per sempre, come la vestaglia bianca! Ella
+sospirò e si guardò l'abito nero, che aveva indossato di furia, perchè
+capitato prima sotto gli occhi in quell'ora di decisione suprema.
+
+Il treno rallentò la corsa e si fermò.
+
+--San Martino!--gridò un impiegato,--San Martino della Battaglia!...
+
+Filippo stava per additare alla sua amica la torre storica, allorchè lo
+sportello fu aperto e un signore attempato salì nello scompartimento.
+
+Era un uomo sui sessant'anni, robusto, acceso in volto, con basette
+brizzolate e ancor folti capelli bianchi; gli occhi grigi fissarono un
+istante Filippo, e più attentamente la sua compagna, il volto della
+quale era sempre celato dal velo.
+
+--Buona sera,--disse Filippo sorridendo.--Vai a Fasano?...
+
+--Oh,--esclamò il signore, mentre stendeva la mano a Filippo.--Non ti
+avevo riconosciuto!... Sì, vado in villa, per qualche giorno....
+
+Guardò di nuovo Loredana, facendole un inchino, al quale essa rispose
+con un cenno del capo.
+
+--E tu?... Non ti ho mai veduto da queste parti...!
+
+--Un capriccio,--borbottò Filippo impacciato.--Farò una corsa fino a
+Riva....
+
+--Bravo, bravo, bravo!--concluse il signore con tutta l'aria di chi non
+crede una parola.
+
+E mentre il treno si rimetteva in moto, aperse la valigia e ne trasse un
+libro, lanciando un'occhiata sospettosa all'uomo che stava nell'angolo
+dello scompartimento e teneva ancora gli occhi chiusi....
+
+Filippo guardò Loredana ed ambedue pensarono che quell'incontro era
+noioso, ma senza pericolo. La fanciulla conosceva di vista il signore e
+ne aveva udito parlare molto a Venezia.
+
+Zio di Filippo, il conte Roberto Vagli, noiato, stanco, indifferente, si
+occupava poco degli affari altrui, e punto di ciò che faceva il nipote.
+Egli trovava tutto possibile, tutto giusto, tutto bene, purchè non gli
+si desse noia e non lo si disturbasse nelle sue abitudini....
+
+Col libro in mano, un romanzo inglese, si volse ancora a Filippo:
+
+--Ti fermi all'Albergo Reale?--domandò.
+
+--Sì, e riparto domattina.
+
+--Io pure: ma tu partirai col battello delle dieci e venti?
+
+--Sì.
+
+--E io più presto, col legno.
+
+Rassicurata così la coppia, poichè per non disturbare e non essere
+disturbato avrebbe dormito a un altro albergo se fosse stato possibile,
+il conte Roberto aperse finalmente il libro e si mise a leggere.
+
+Loredana, allora, osò guardarlo un istante con un lieve sorriso. Dalle
+poche parole scambiate con Filippo, riconosceva bene l'uomo che Filippo
+le aveva così spesso descritto, e sentì una strana gratitudine pel
+signore che non si occupava di lei. Forse egli stesso, molti anni
+addietro, aveva viaggiato in qualche parte del mondo con una fanciulla;
+certo, i suoi amori non erano stati sempre regolari; aveva fatto male e
+aveva fatto bene, aveva visto molte cose esotiche, molti paesi lontani,
+aveva conosciuto molta gente, ormai dispersa. E non giudicava.
+
+
+
+
+II.
+
+
+A Desenzano, di piena sera, sul piazzale della stazione, si dovette
+aspettare che i bagagli di Filippo fossero caricati.
+
+Il conte Roberto era già salito nell'omnibus dell'albergo; Loredana vi
+si era pure rincantucciata, all'angolo opposto; solo Filippo restava
+fuori, impaziente, presso la fanciulla.
+
+--Dimmi,--chiese il conte Roberto.--Hai molti bagagli?...
+
+--Cinque bauli, due valigie e tre cappelliere.
+
+--Santo Dio, potevi dirmelo.... Avrei preso una carrozza, per non
+rimanere in questo sporco omnibus ad aspettare tanto!
+
+Filippo si mise a ridere.
+
+--Ora vengono, zio!... Eccoli qua.
+
+--Cinque bauli!--ripetè lo zio.--Tu viaggi con gli utensili di
+cucina?...
+
+Ma ricordandosi che il nipote non viaggiava solo, si morse le labbra e
+si pentì dell'osservazione, che poteva sembrare scortese....
+
+--Sono pesanti!--esclamò poi, udendo sul capo il rimbombo dei bauli
+calati sull'imperiale.--Chi sa quante deliziose galanterie!...
+
+E sembrandogli così d'aver rimediato allo sgarbo, non disse più parola.
+
+Quando l'omnibus, traballando sul selciato, si mosse, Loredana si sforzò
+di veder qualche cosa, guardando fuori del finestrino, ma la città le
+sembrò orribile, soffocata, male illuminata, coi ciottoli che davano al
+veicolo sobbalzi continui.
+
+Un senso improvviso di paura le pervase l'animo. Pareva che tutto fosse
+finito, che la mamma fosse morta, il sole sprofondato tra la nuvolaglia;
+la fanciulla si strinse tacitamente a Filippo, il quale doveva essere
+per lei ogni cosa al mondo, e Filippo le prese una mano e la tenne
+finchè l'omnibus non entrò sotto l'atrio dell'albergo.
+
+Scesero primi gli amanti; poi il conte Roberto.
+
+--Buona notte, Flopi,--disse il vecchio al nipote: e volgendosi al
+direttore dell'albergo, che era accorso salutando, aggiunse:--Questo
+vostro omnibus balla come un orso....
+
+--Colpa dei ciottoli, signor conte,--rispose il direttore
+sorridendo.--L'omnibus è solido.
+
+--Buona notte, zio!--disse Filippo stringendo la mano al vecchio.
+
+Il conte salutò, inchinandosi, la sconosciuta e scomparve su per la
+scala.
+
+Filippo volle due camere comunicanti; ordinò di portar tre bauli in
+quella della signora, e due nella sua, e li indicò al facchino.
+
+La camera di Loredana era tappezzata di giallo, coi mobili di damasco
+giallo; la zanzariera azzurrastra, scendendo da un baldacchino centrale,
+celava tutto il letto. La camera di Filippo era addobbata di stoffa
+rossa e disposta identicamente all'altra.
+
+Loredana corse al balcone a guardare il lago, che nella penombra
+sembrava infinito; solo, nettamente, si distingueva il fanale rosso del
+faro sulla diga.
+
+Ella stava assorta in quella contemplazione, pensando che il paese
+sconosciuto era ineffabilmente triste, allorchè udì il passo di Filippo.
+Egli aveva aperto i bauli e sorrideva.
+
+--Mi hai chiesto se ci sono negozii a Desenzano,--disse, quando l'amica
+gli fu vicina.--Vedi che ho già pensato a tutto? Questo è il baule della
+biancheria; gli altri due contengono gli abiti....
+
+La fanciulla si chinò per guardare, ma Filippo le afferrò la testa fra
+le mani e le ricoperse il volto di baci.
+
+--Come sei bella!--esclamò.--Non ti vedevo da tanto, con quel velo
+misterioso sulla faccia....
+
+Loredana gli rese i baci con un piacere quasi violento, sentendosi
+rassicurata da colui che ella s'era abituata a credere più forte, più
+audace, più potente, più libero, più sicuro di tutti.... E, l'anima
+divenuta a un tratto leggera e aperta, un sorriso sulle labbra, la
+giovane s'inginocchiò a terra e sollevando con l'agile mano quel cumulo
+di biancheria e di trine, guardò rapidamente come fosse composto il suo
+tesoro.
+
+Filippo in piedi osservava la persona snella e pieghevole, la cara testa
+dai capelli bruni con bei riflessi dorati e il collo bianchissimo e le
+piccole mani.
+
+--Sì, a tutto; hai proprio pensato a tutto!--disse Loredana, alzando gli
+occhi a guardare l'amico.--E che cosa è questo?
+
+Ella teneva fra le mani uno scrignetto trovato sul fondo del baule.
+
+--Apri: dev'essere aperto,--disse Filippo.
+
+Loredana mise lo scrigno sul bordo del camino, e aperse. V'erano diversi
+astucci e ciascuno conteneva un gioiello: orecchini formati da due
+piccole perle, due braccialetti d'oro a catenella con qualche turchese,
+e una collana d'oro a maglie piccoline che sosteneva una medaglietta col
+motto: «Sempre» da una parte, e dall'altra la data di tre mesi prima: «8
+maggio 1893». Poi un anello con una perla nera ed uno con una grossa
+turchese....
+
+Filippo aveva voluto che tutto fosse elegante e semplice, i gioielli,
+gli abiti e la biancheria, perchè l'amica sentisse d'essere ancora
+fanciulla, legata ancora alla sua vita di ieri. Ella parve comprendere
+quella cura gentile e sorrise dolcemente.
+
+--Una mamma non avrebbe fatto meglio,--mormorò.
+
+E andava volgendo e rivolgendo sul palmo la collana e la medaglietta con
+quella data fatale.
+
+
+
+
+III.
+
+
+--Data fatale!--ella pensò e disse ad alta voce, senza rammarico.
+
+Poi rapidamente si slacciò il corpetto, passò la catena attorno al
+collo, e sorrise. Nessuno, all'infuori di Filippo, doveva veder quella
+catena, e nessuno, all'infuori di Loredana e Filippo, sapere e ricordar
+quella data.
+
+--Gli abiti li vedremo poi; ora scendiamo a cenare,--disse Filippo.
+
+--E tuo zio?--mormorò la giovane titubando.--Se cena anche lui, mi vedrà
+senza velo.
+
+--E rimarrà ammirato,--concluse Filippo.
+
+Cenarono sul terrazzo illuminato da tre lampioni a gas; il lago era
+scuro, ma a Loredana pareva meno tetro e misterioso. Sulla strada
+innanzi all'albergo non poca gente passava e guardava la coppia, forse
+invidiando. Un piccolo gatto bianco e nero, poi un cane pòmero vennero a
+corteggiare i forestieri e ad accattar qualche boccone. Le zanzare
+attratte dalla luce danzavano intorno al capo dei due amanti.
+
+Durante la cena, Filippo spiegò il programma per l'indomani: dovevano
+cercare un piccolo albergo nascosto o una villetta discreta a Salò o a
+Maderno o a Gargnano; e veder anche la sponda veronese, dove assai
+minore era la probabilità d'incontrar gente, poichè i piroscafi non vi
+approdavano.
+
+--La sponda veronese di là dalla penisola di Sirmione: Salò da questa
+parte, oltre il capo Manerba....
+
+E Filippo faceva dei gesti in direzione del lago, mentre l'amica sua
+sorrideva perchè non riusciva a distinguer nulla.... Ma un gesto restò a
+mezzo: era comparso sul terrazzo lo zio Roberto, seguito dal direttore
+dell'albergo.
+
+--Se il signor conte permette,--diceva quest'ultimo,--gli servirò io
+stesso una cena di suo gusto....
+
+--Sì, roba leggera, ve ne prego!--rispose il conte, sedendo a una delle
+tavole di marmo, poco lontano da Filippo.
+
+E vedendo il nipote, come non si fossero lasciati un momento prima, gli
+fe' cenno con la mano, salutando:
+
+--Oh, ciao, Flopi!
+
+--Buon appetito, zio!...
+
+Il conte attese che Filippo riprendesse il discorso a bassa voce con la
+fanciulla per darle un'occhiata; e la vide bellissima, con quel viso
+bianco e fresco e con quei capelli scuri, che due pettini scintillanti
+di _strass_ trattenevano a pena. Ma gli parve pure che ella fosse
+estremamente giovane, non solo per Filippo che aveva da sei anni
+valicato la trentina, ma per chiunque se la fosse portata via senza
+passare dal sindaco e dal parroco....
+
+--Che cosa le ha dato da intendere?--pensò il conte Roberto.--Non mi
+pare un'oca, e sta ad ascoltarlo come l'oracolo.... Che cosa le ha dato
+da intendere, dico io?
+
+Egli si volse udendo uno stropiccìo di passi: ma mentre s'aspettava di
+vedersi posta innanzi la prima vivanda, scorse invece il cameriere che
+gli tendeva un telegramma sopra un piatto....
+
+--Un telegramma per me?--disse stupito.
+
+Filippo troncò il discorso con Loredana e guardò lo zio, che apriva il
+telegramma. Il conte Roberto lo lesse un paio di volte e se lo mise in
+tasca senza dir verbo e senza più volger l'occhio al nipote.
+
+Ma cenò di malavoglia, scoperse che il Bardolino non aveva un bel colore
+e acchiappò con le mani un paio di zanzare che gli ronzavan troppo da
+vicino.
+
+Loredana s'era ormai alzata da tavola e rientrava; passando presso il
+conte Roberto abbassò il capo. Filippo la seguiva.
+
+--Ascolta,--disse il conte Roberto,--verrai quest'anno a San Martino a
+veder la Torre? La inauguriamo a ottobre....
+
+Ma non appena s'accorse che la fanciulla era scomparsa, mutò voce:
+
+--La mamma chiede tue notizie,--disse.--Come la facciamo?
+
+--La mamma?--ripetè Filippo sbalordito.--Che mamma?
+
+--Tua madre, mia cognata, la contessa Vagli, quella che ti ha dato alla
+luce, bontà sua!--esclamò lo zio Roberto irritandosi.
+
+--E come può sapere che noi siamo qui?
+
+--Chi, _noi_? Quanto a me, lo sapeva, perchè gliel'ho scritto. Quanto a
+te, avrai fatto le cose con la testa nel sacco. To' guarda!
+
+E il conte Roberto levò da una tasca e mise sotto gli occhi di Filippo
+il telegramma:
+
+«Flopi partito oggi constami trovarsi sul lago. Se incontri avvertilo
+domani denunzieranlo Procura Re.--Bianca».
+
+Filippo gettò il foglio giallino sulla tavola e non disse nulla.
+
+--Mi pare, insomma,--concluse lo zio,--che non tiri vento propizio per
+te da queste parti.... Io tornerei indietro....
+
+--Indietro?--esclamò Filippo.--E dove? A Venezia?
+
+--Se preferisci che ti denunzino al Procuratore del Re, è un altro
+conto.
+
+--Ma perchè mi denunzierebbero?
+
+Il conte Roberto alzò le spalle.
+
+--E me lo domandi, tu che sei avvocato? La tua compagna di viaggio è una
+bambina; ti denunzieranno per corruzione, per seduzione, che so io? per
+ratto....
+
+E ricordando la famosa _grida_ citata dal Manzoni, aggiunse con voce
+tranquillamente allegra:
+
+--«Per rapto de dona honesta».
+
+--Non faranno niente,--disse Filippo.--In ogni modo, ci penserò....
+
+--Bravo, pensaci! Il Procuratore del Re penserà anche lui a modo suo: e
+quella disgraziata tua madre si divertirà un mondo, fra due pensatori di
+questo genere....
+
+Il conte Roberto si guardò intorno, poi seguitò con voce più cauta:
+
+--E chi è quella ragazza?
+
+--Lo hai detto: una bambina, che amo pazzamente, che mi ama, e che
+voglio tener con me.
+
+--Ma non ha più di sedici anni....
+
+--Diciotto....
+
+--Son sempre pochi. E ha il padre, i fratelli, una famiglia?
+
+--Non ha che la madre.
+
+--La vuol tenere con sè,--mormorò il conte Roberto, come ripensando alla
+frase del nipote.--O che cosa significa questo?
+
+--Vedremo più tardi,--disse brevemente Filippo.
+
+--È di modesta nascita?--riprese lo zio.
+
+--Di modestissima nascita. Con una madre che l'adora, e che è troppo
+debole, troppo ingenua, troppo facile a credere, la poveretta si sarebbe
+perduta....
+
+Il conte Roberto interruppe passandosi la mano tra i capelli bianchi,
+con un gesto di comico stupore.
+
+--E tu la salvi,--disse poi,--menandola a passeggio sul lago di Garda?
+
+--Chi sa?--rispose ancora brevemente Filippo.
+
+Il direttore dell'albergo ricomparve e i due uomini tacquero.
+
+--Buona, la vostra cena,--gli disse il conte Roberto.--Ma il Bardolino
+non aveva un bel colore. E poi dovete cambiar posto alle scuderie: il
+puzzo di lettiera e di fieno vi ammorba tutto l'albergo.
+
+--Il signor conte ha ragione,--assentì il direttore.--Vedremo più
+tardi!
+
+--Vedrà più tardi, anche lui!--borbottò Roberto fra i denti.
+
+Si alzò da tavola e s'appoggiò al braccio di Filippo ch'era rimasto
+pensieroso innanzi al vecchio. Il conte Roberto era più alto e più
+tarchiato del nipote; Filippo aveva statura media, capelli neri e lisci;
+gli occhi chiari dallo sguardo rapido e vivo dicevano un'anima
+irrequieta e audace; ma il colorito del volto che intorno agli occhi
+pareva quasi grigio e certe rughe sottili ricordavano una vita di
+tempeste e di disordini. L'uomo di sessant'anni, col volto acceso e i
+capelli bianchissimi, dava più grata impressione di freschezza, o avesse
+goduto e sofferto meno, o avesse sortito una tempra meno sensibile.
+
+Roberto e Filippo salirono le scale fino al primo piano; innanzi
+all'uscio della sua camera, lo zio disse a bassa voce:
+
+--Arrivederci. Io parto domattina presto. Pensa a quello che fai;
+comunque vada a finire, mi sembra una corbelleria, perchè io credo che
+l'uomo non è monogamo.
+
+--Grazie. E... scusami, che cosa scriverai alla mamma?
+
+Il conte Roberto alzò bruscamente le spalle e sparì nella sua camera
+senza rispondere.
+
+
+
+
+IV.
+
+
+--Perdonami, cara,--disse Filippo entrando e avvicinandosi a Loredana,
+che scriveva, seduta innanzi a un tavolino.--Mi ha data una lezione di
+storia: la torre, la battaglia, i quadri con gli episodii più
+importanti.... Un quadro rappresenta anche lui, che a quei tempi era
+tenente di cavalleria e si è battuto a San Martino.... E tu, che hai
+fatto?
+
+Loredana scriveva a sua madre una lettera felice e disperata, piena
+d'umiltà e di carezze. Filippo vide che gli occhi dell'amica erano
+umidi.
+
+--Amore mio,--disse, chinandosi a guardare,--se tu adoperi la carta
+dell'albergo con la veduta del lago, di Desenzano, dei piroscafi, e il
+nome del proprietario e l'indirizzo, tanto vale chiamar qui la mamma e
+il Procuratore del Re.
+
+Si morse le labbra, ma ormai troppo tardi: Loredana lo fissava
+corrucciata e pallida.
+
+--La mamma e il Procuratore del Re?--disse.--Che cosa significa?
+
+--Nulla, proprio nulla, ti assicuro,--rispose Filippo, accarezzandole
+lievemente i capelli.
+
+--Che cosa volevi dire?--incalzò la fanciulla.--Come ti son venute
+queste idee?
+
+--Volevo dire che non dobbiamo trascurare ogni precauzione e che le
+imprudenze potrebbero recarci qualche noia.
+
+Loredana prese il foglio di carta già coperto di scrittura diritta e
+uguale, lo fece in pezzi minuti e li gettò a terra.
+
+Filippo conosceva da tempo l'anima sdegnosa e taciturna della fanciulla.
+Non pareva fosse nata da piccola gente operosa (il padre era stato
+mercante di stoffe a Rialto); ma la sensibilità intellettuale,
+l'intelligenza acuta, la rapida intuizione e sopra tutto un orgoglio e
+un coraggio più pronti all'azione che alla parola, facevan pensare a
+un'origine aristocratica, a un atavismo imperioso, a un ambiente
+squisito. E tuttavia, ella ora così carezzevolmente e voluttuosamente
+femmina, così sommessa a chi sapeva guidarla, che Filippo non ricordava
+d'aver conosciuto una donna più varia d'atteggiamenti e più degna
+d'amore.
+
+Da tre anni ella si recava a villeggiare con la madre a San Donà, in una
+villetta confinante coi poderi dei conti Vagli; e così Filippo le era
+diventato amico, senza sognare che un giorno egli, a tanta distanza
+d'età, avrebbe avuto bisogno di quella giovanetta, allora tuttavia con
+le sottane corte e coi capelli sciolti, che le scendevan per le spalle.
+
+Egli le aveva raccontato molti fatti della sua vita, che gli amici più
+intimi di lui ignoravano; e senza amarlo, ella ne sentiva la protezione
+e la forza. Quand'egli partiva o da San Donà o da Venezia per qualche
+viaggio, una tetra malinconia le piombava sul cuore. Ella trovava in lui
+i modi, le forme, la perizia di vita, che scarseggiavano o mancavano
+interamente fra le persone le quali frequentavano la casa della mamma,
+piccole borghesi che con l'instancabile chiacchierìo la inviperivano e
+l'allontanavano.
+
+In tre anni, la bambina s'era fatta una giovane bella, della fresca e
+molle bellezza veneziana, e a Filippo piaceva. Ma anch'egli non l'amava;
+era la piccola amica....
+
+La piccola amica! Quante volte, sprofondato tra i cuscini della gondola
+silenziosa, o seduto in un salotto a fianco d'una dama, o in un palco
+della Fenice tra la luce dorata e lo scintillìo dei diamanti, Filippo
+Vagli aveva pensato alla piccola amica, che dormiva tranquillamente
+nella casetta bianca sul campiello muto! E rideva dentro di sè,
+chiedendosi che cosa avrebbero detto quelle patrizie, le amiche
+officiali, se avessero conosciuto l'umile sua confidente, colei che
+sapeva farlo sorridere, sapeva parlare come a lui piaceva, sapeva
+ascoltare e discutere.
+
+In quei tre anni egli aveva avuto più d'una amante; e la voce, per i
+meandri molteplici del pettegolezzo veneziano, esagerato ed innocuo, era
+giunta fino all'orecchio di Loredana, la quale non capiva se quei
+racconti le facevan piacere o se l'angustiavano; ma intanto si studiava
+d'osservare le donne che la voce popolare additava quali amanti di
+Filippo, per vedere s'eran belle, se vestivan bene, se non erano indegne
+di lui.
+
+Osò parlarne con Filippo, che ne rise.
+
+--Stia attenta,--egli le disse,--e vedrà che ogni mese e fors'anco di
+quindici in quindici giorni il nome della mia amante cambia. Son
+discorsi di sfaccendati, i quali mi rendono il favore di sviar la
+curiosità dietro mille tracce, e non si sono ancora avveduti che io
+passo tanto tempo vicino a lei.
+
+--Non ha amanti, allora?--chiese Loredana.
+
+Essi parlavan di sera, nel tinello; una sera a metà gennaio del 1893.
+Spesse volte si trovavan così quasi soli, perchè la mamma, con la
+fiduciosa ospitalità veneziana accresciuta dalla stima ch'ella aveva per
+la figlia, non vigilava i loro discorsi e stava innanzi alla finestra
+della saletta a centellare la ventesima tazza di caffè.
+
+E quella domanda, la quale sarebbe parsa ardita e sconveniente per
+un'altra fanciulla, ai due amici sembrò così naturale, che si stupirono
+di non aver mai parlato d'un argomento che si prestava a tante
+confidenze.
+
+--No, non ho amanti,--rispose Filippo.
+
+Loredana si mise a ridere.
+
+--Neanche la contessa Fausta di Montegalda?--domandò maliziosamente, e
+soggiunse:--Fausta! Che bel nome!
+
+--Toccato!--pensò Filippo. Quindi rispose:--No!
+
+--Eppure, si ricorda quella sera che andai alla Fenice l'inverno scorso,
+con la mamma e gli zii? Lei era nel palco della Montegalda, che aveva un
+così bel diadema di brillanti sui capelli neri; e qualcuno mi disse che
+lei era innamorato della contessa. Io guardai attentamente e capii che
+avevano ragione.
+
+--In ogni caso,--osservò Filippo,--tra innamorato e amante v'è un
+abisso.
+
+--Oh sicuro!--esclamò Loredana con gravità comica.--Un abisso!... E lei,
+tanto timido, si spaventa degli abissi....
+
+La fanciulla rise e Filippo la guardò. Non gli era mai parsa così
+bambina come in quell'ora, e tutta fresca, con la bocca sinuosa e
+ardente appena ombreggiata da una lievissima pelurie sul labbro
+superiore; e la luce che veniva dai grandi occhi scuri gli sembrò più
+vivida del consueto.
+
+Prima ancora di riflettere, si chinò e baciò quegli occhi e quella
+bocca, mentre Loredana abbassava la testa, attonita e sommessa.
+
+--Ciò che egli fa, è ben fatto!--ella pensò.--Ciò che egli fa, si può
+fare!
+
+Loredana pensava in tal maniera, pure senza amare Filippo, e Filippo la
+baciava senza amarla. Ma ambedue con ogni sforzo avrebbero difeso quella
+loro strana amicizia, perchè sentivano l'un per l'altra una fiducia, che
+nessuno al mondo aveva mai loro ispirato.
+
+Fu in quello stesso mese di gennaio che Filippo trovò un giorno la
+casetta in festa. Era l'onomastico della mamma e v'eran due o tre
+famiglie, recatesi a portar dolci e augurii alla buona donna. Intorno a
+Loredana, tutta vestita di rosa e lievemente scollata, stavano altre
+fanciulle, e alcuni giovanotti scherzavano con la piccola amica di
+Filippo, la quale rideva e si scaldava presso il caminetto, avanzando i
+piedini con una mossa non priva di civetteria.
+
+Filippo guatò lo spettacolo. Tra quei giovani, uno fermò specialmente la
+sua attenzione, un biondo con occhi cerulei; si chiamava Adolfo
+Gianella, era impiegato in una banca e possedeva qualche po' di terra in
+provincia di Vicenza. Parlava poco, vigilava gli amici, ascoltava,
+serrando le labbra, i madrigali ch'essi rivolgevano alla giovinetta; e
+sopra tutto, pareva noiato e diffidente per la presenza di Filippo. Egli
+stava presso il caminetto, in piedi, di fronte a Loredana; e v'era nel
+suo atteggiamento muto un significato di padronanza e di protezione, che
+svelava in lui il fidanzato o almeno l'innamorato serio. Dai suoi occhi
+si sprigionò più d'una volta qualche occhiata cupida al collo bianco e
+perfetto di Loredana. Il contegno di Adolfo Gianella divenne a poco a
+poco tanto chiaro, che i suoi compagni smisero di corteggiare quella e
+si volsero alle altre ragazze.
+
+Filippo se ne andò, con un male in cuore, con una rabbia, con
+un'angoscia, che lo stupivano e lo facevano tremare.
+
+Entrò nel salotto della contessa di Montegalda e parve distratto tutto
+il tempo che vi rimase. Fausta gli passò vicino, gli fece un lieve cenno
+di seguirla e quando furono nella sala da ballo, deserta, gli chiese:
+
+--Che cosa avete, Flopi?
+
+--Mi fa male il cuore!--egli rispose.
+
+--Male?--ripetè Fausta.--Un male fisico?
+
+--Fisico. Un aneurisma,--disse Filippo sbadatamente.
+
+--Mio Dio!--esclamò la contessa con voce soffocata.--Siete pazzo? Di
+aneurisma si può morire!
+
+--Si può morire di tutto, amica, mia!--concluse Filippo.
+
+La giovane voleva insistere, chiedere quali cure facesse, ma Filippo le
+lanciò un'occhiata stranamente beffarda, e rientrò nel salotto, dove si
+intavolava una partita di _boston_.
+
+Egli aveva bisogno di sapere, e tuttavia stette parecchi giorni senza
+recarsi a trovar le signore De Carolis. La comparsa di quel giovanotto
+biondo con gli occhi cerulei gli aveva fatto sentire che un giorno
+Loredana gli sarebbe stata tolta per sempre e ch'egli non avrebbe potuto
+nulla per impedire una cosa tanto semplice e tanto grave, poichè non
+aveva intenzione di sposare la fanciulla, d'affrontare una lotta con la
+propria famiglia, con la madre, con le sorelle e coi cognati....
+Loredana avrebbe appartenuto ad Adolfo Gianella, impiegato di banca e
+piccolo possidente.
+
+Fausta di Montegalda conobbe in quei giorni molte amarezze; Filippo era
+irascibile e pareva che il fasto e l'eleganza della giovane signora lo
+irritassero, quando per l'addietro gli erano stati tanto cari. In un
+convegno, egli sbadigliò più d'una volta, mentre Fausta gli esponeva,
+come nei primi tempi del loro amore, i progetti per la primavera, per
+l'estate, per l'autunno, tutto un programma di divertimenti, studiato in
+modo da non dover vivere troppo lontani l'uno dall'altra.
+
+Quello stesso giorno, Filippo incontrò in Piazza, sotto le Procuratie
+Nuove, Loredana che camminava frettolosa, di ritorno dall'aver fatto
+alcune compere. Egli la salutò e tirò dritto, perchè evitava di farsi
+vedere dagli amici con una fanciulla, ch'essi non conoscevano e che non
+apparteneva al loro «mondo»; il quale era un gruppo di men che duecento
+persone. Ma tornò presto indietro, e corse a casa delle De Carolis.
+
+Loredana era molto impacciata; Filippo era freddo e pieno di rabbia.
+Anche il fatto, punto nuovo, d'averla trovata sola per istrada, gli
+faceva dispiacere, sebbene non avesse mai ignorato che la signora De
+Carolis permetteva alla figlia, come del resto usavan tutte le sue
+amiche, di uscire sola a far compere o di andare sola a far visita alle
+conoscenti.
+
+Infine, per togliere quell'ombra che s'addensava tra di loro, la
+fanciulla raccontò a Filippo che l'avevano fidanzata, da un mese circa,
+ad Adolfo Gianella.
+
+--Le piace?--domandò Filippo.
+
+--No, per niente.
+
+--Le pare che sarà felice con lui?
+
+--Ne dubito molto.
+
+--E allora?
+
+Allora? La mamma aveva consigliato così; la famiglia Gianella era
+contenta; Adolfo era innamorato e minacciava d'uccidersi e di uccidere,
+se Loredana non fosse stata sua. Poi, che cosa poteva fare ella al
+mondo? Adolfo era un giovane onesto, in buona posizione, e le voleva
+bene davvero.... Ella s'era rassegnata e il fidanzamento era avvenuto.
+
+--Senza dirmi nulla!--interruppe Filippo.
+
+--Non osavo,--confessò la fanciulla, guardando l'amico a occhi
+socchiusi, tra le lunghe ciglia.--Del resto, che cosa poteva importare
+a lei? Lei non si occupa di queste piccole miserie.
+
+Filippo non rispose, ma disse a se medesimo, che infatti egli non poteva
+e non doveva occuparsi dell'avvenire di Loredana, poichè non voleva
+toglierla ad Adolfo e sposarsela lui.
+
+--Tutto ciò che la riguarda m'interessa,--osservò.--La mia amicizia
+aveva qualche diritto.
+
+La fanciulla chinò il capo e non rispose. Una sofferenza nuova sorgeva
+nel suo cuore per quell'interrogatorio. Aveva qualche diritto, Filippo?
+E allora anche lei aveva qualche diritto, e pur tuttavia Filippo le
+aveva sempre taciuto, anzi le aveva sempre negato quell'amore per la
+contessa di Montegalda, del quale si parlava ormai con sicurezza in
+città.
+
+La madre sopravvenne, e mostrò a Loredana i campioni di alcune stoffe
+per gli abiti della fanciulla. Filippo volle sceglierne due egli stesso,
+ma la signora De Carolis osservò ch'eran troppo cari; bisognò
+contentarsi dei più semplici, che a Filippo sembrarono anche molto
+brutti. Egli comparò mentalmente la vita modesta, quasi povera della sua
+piccola amica col lusso onde si circondava Fausta; e fu intenerito,
+ricordando che Loredana non si lagnava mai, non badava a quei
+particolari meschini, non invidiava nessuno.
+
+Fausta sarebbe rimasta intontita se avesse potuto sapere che la povertà
+di Loredana era più gradita a Filippo che non l'eleganza di lei.
+
+Una sera a pranzo dalla contessa Lombardi, Filippo s'irritò sordamente
+incontrando Fausta gemmata come un idolo, coperta di merletti preziosi,
+superba. C'era il marito, il conte Ettore di Montegalda, e Filippo non
+potè subito dire a Fausta qualche parola crudele; ma non gliene mancò
+l'occasione durante la serata; e ripensando ai campioni delle stoffe per
+gli abitini di Loredana, sentì il bisogno di criticare l'abbigliamento
+di Fausta, con tanta ingiustizia, che la contessa ne rimase stupefatta.
+
+--Via, via,--ella disse, sforzandosi a ridere,--voi non potete giudicar
+di queste cose!
+
+--Voi, piuttosto, non potete dare un giudizio di nulla e di
+nessuno!--rimbeccò Filippo.--Credete di vivere, e siete tanto lontana
+dalla vita quanto la terra dal sole!
+
+Fausta aveva l'abitudine di comandare, d'imperare sempre e dovunque. Era
+bella, alta, formosa, coi capelli nerissimi e gli occhi azzurri; gli
+uomini la desideravano, le amiche ne tolleravano il potere, il marito ne
+era orgoglioso senza mai aver pensato ad amarla.... Sentendosi, per la
+prima volta dacchè viveva, così umiliata e torturata da Filippo Vagli,
+ella ne provava un dolore inesprimibile, e invece di ribellarsi, a poco
+a poco era tratta a soggiacere a quella forma di dominio non mai
+provata. Se un giorno ella aveva amato Filippo tepidamente, lasciandosi
+prendere per accidia e per noia, ora la rudezza insospettata
+dell'amante, la prepotenza che si tramutava qualche volta in sarcasmo,
+la soggiogavano; e temeva di perderlo, e si chiedeva ansiosa se quella
+irascibilità, quella voglia di tormentare non fossero i sintomi della
+stanchezza; e divenendo umile, moltiplicava le cure gentili per
+l'innamorato, cercava di farsi piccola e buona.
+
+Ma ella era ormai condannata a scontare ciò che Filippo soffriva per
+Loredana; ogni episodio triste o increscioso dell'amicizia tra la
+fanciulla e il conte Vagli si ripercuoteva nell'amore tra il conte Vagli
+e Fausta; la quale non capiva, non sapeva darsi ragione, non sospettava
+menomamente la causa di quella mutazione improvvisa, e cominciava a
+credere che Filippo fosse malato davvero, seriamente, più di quanto egli
+aveva detto.
+
+--Quel suo fidanzato è molto antipatico!--disse un giorno Filippo a
+Loredana.--Perchè mi guarda sempre di sottecchi, e scappa appena giungo
+io? Non potrebbe trattare da persona educata?
+
+Adolfo Gianella voleva togliere di mezzo Filippo: la presenza di
+quest'ultimo, le sue cortesie e la sua assiduità presso una fanciulla
+dalla quale non doveva sperar niente, gli sembravano strane e sospette.
+
+--È il mio amico!--aveva risposto Loredana alle insistenze del
+fidanzato.--È il solo amico che io abbia: mi vuol bene come un fratello.
+Perchè devo fargli uno sgarbo e mandarlo via, dopo tre anni d'amicizia
+onesta?
+
+Adolfo non capiva. Un conte, un libertino, un pessimo soggetto, preso da
+sentimento purissimo per una giovinetta di diciotto anni, bella e
+povera? Non aveva mai udito raccontar nulla di simile. Ed essa, fredda e
+testarda, continuava a ripetere ch'era l'amico, e che non lo avrebbe
+mandato via, e che Adolfo non doveva pensar male.
+
+Ogni giorno si tornava daccapo; il carattere passionale d'Adolfo
+s'accendeva e s'inveleniva; il giovane avrebbe voluto che la signora De
+Carolis intervenisse a favore di lui, ma la mamma giudicava con la testa
+della figlia, e non ricordava nemmeno di averla rimproverata una volta
+in diciotto anni. Anzi, vedendo che la figlia era triste, anche la
+signora De Carolis cominciava a pensare, senza avere il coraggio di
+dirlo, che Adolfo era brutale; e si pentiva d'avere accolta e favorita
+la proposta della famiglia Gianella, che voleva unire i due giovani. Non
+si poteva negarlo: la pace della casetta bianca era stata turbata da
+Adolfo Gianella; Loredana, sempre allegra, aveva mutato carattere per
+colpa di lui; egli, geloso, inquieto, pieno di sospetto, guardava tutti
+in cagnesco, non voleva che si andasse a teatro, s'irritava per la
+spensieratezza di Loredana, l'offendeva con incessanti osservazioni,
+pretendeva ch'ella fosse già grave e prudente come una madre di
+famiglia, e infine, anche nei momenti buoni, era querulo e noioso,
+pedante e meschino.
+
+Per quel contrasto incessante, la fanciulla era accasciata; e più d'una
+volta Filippo la trovò con gli occhi rossi e gonfi.
+
+--Non bisogna sposarlo, sa?--egli diceva recisamente.--È un matrimonio
+impossibile. Che cosa farà quel ragazzo quando sarà suo marito e avrà i
+diritti più stupidi e più antipatici? Vuole che parli io con la mamma?
+
+La fanciulla non aveva il coraggio di togliersi da quella situazione
+tormentosa: tutta la famiglia Gianella, madre, padre, zii, cugini di
+Adolfo, le stavano attorno, magnificando le virtù del giovane, facendo
+disegni per l'avvenire, dimostrandosi tanto sicuri, tanto lieti per quel
+matrimonio singolarmente felice, che Loredana soffocava e taceva. Ma non
+si sarebbe potuto trovare un uomo il quale fosse più di Adolfo incapace
+di comprenderla, tanto che essa, buona con tutti, era sempre con lui
+irritata, nervosa, dolente.
+
+Da ultimo egli voleva anche legger le lettere ch'ella riceveva dalle
+amiche, delle quali non si fidava punto; una mattina, mentr'egli s'era
+recato a dare il buon giorno alla fidanzata, sopravvenne il
+portalettere, e Adolfo s'impadronì della posta, aperse la lettera d'una
+ragazza che scriveva a Loredana da un paese della provincia, domandò
+notizie delle persone ch'eranvi ricordate, e finì col mettersi la
+lettera in tasca.
+
+Quando giunse Filippo verso sera, la fanciulla vibrava ancora tutta di
+sdegno e d'ira; raccontò ogni cosa all'amico, anche quel che aveva
+taciuto fino a quel giorno, le angherie, le taccagnerie, la diffidenza
+oltraggiosa, la gelosia irragionevole, la presunzione di Adolfo.
+
+--Non lo voglio, non lo voglio, non lo voglio!--esclamava con gli occhi
+sfavillanti di rabbia.--Qualunque cosa piuttosto di questo matrimonio!
+Mai, mai, mai!
+
+Filippo aveva ascoltato in silenzio, guardando il pavimento a piastrelle
+bianche e rosse e segnando col piede il ritmo d'una marcia.
+
+A un tratto sollevò il capo, afferrò le mani dell'amica, e chiese:
+
+--Vuole venire con me?
+
+La fanciulla non capì subito.
+
+--Dove?--ella domandò.
+
+--Via, lontano, fuori di Venezia, per sempre!--incalzò Filippo.
+
+--Fuggire? Fuggire con lei?--ella disse sottovoce, già tremando senza
+saperne la ragione.
+
+--Mi ascolti,--mormorò Filippo.
+
+Andò fino al limitare della saletta, vide che la mamma leggeva
+attentamente un libro mal rilegato, e continuò, tornando presso
+Loredana:
+
+--Quella che noi chiamiamo amicizia, non è che amore. Se n'è accorta?
+
+Essa, ferma e fissa, con gli occhi spalancati, non rispose.
+
+--Me ne sono accorto io,--proseguì Filippo.--So che ti amo, sento che ti
+amo, sento che noi possiamo essere felici. Io non posso sposarti;
+capiscimi bene, non posso sposarti perchè tutta la mia famiglia ci
+darebbe tali e tanti dispiaceri, che, in confronto, ciò che hai sofferto
+finora ti sembrerebbe una gioia. Sono ignoranti, caparbii e feroci....
+Ma ti offro lo stesso il mio amore e la mia vita.... Anch'io sono
+stanco; anch'io non posso più trascinare questa esistenza tormentosa e
+inutile. Dimmi che accetti, e saremo felici.... Partiremo subito....
+
+Loredana tolse le mani dalle mani di Filippo e si alzò in piedi: fece
+alcuni passi come per uscir dalla camera, ma si fermò e si addossò al
+muro; piangeva in silenzio e le lagrime le scendevan giù per le guance.
+
+Filippo le si avvicinò di nuovo. Era pallido e la sua voce tremava.
+Disse:
+
+--Sei offesa?
+
+Ella negò con un movimento del capo.
+
+--Allora non mi ami d'amore, come ti amo io?
+
+La risposta non venne. Loredana guardava l'amico attraverso il velo
+delle lagrime. Egli fece un passo come per allontanarsi, ma la
+fanciulla, rapidamente, istintivamente lo trattenne con un gesto.
+
+--Sì, l'amo anch'io,--ella mormorò sottovoce.
+
+Filippo l'afferrò per il busto e la baciò sulla bocca.
+
+--Pensaci,--disse.--Pensa che saremo tanto felici.... La mamma
+perdonerà. Ti vuol troppo bene per condannarti. Capirà che tu avevi il
+diritto di vivere, di sottrarti a un avvenire spaventoso. Tu saprai
+farti perdonare, non è vero? poichè conosci la strada per giungere al
+cuore della mamma! Dimmi che accetti, e partiremo subito....
+
+Essa, sempre addossata al muro, sempre immobile, con gli occhi pieni di
+lagrime, non rispondeva. Ma una scampanellata fece sussultare lei e
+Filippo.
+
+La fanciulla s'asciugò prestamente gli occhi, e corse nella saletta.
+
+--Dev'essere Adolfo,--ella disse alla mamma.--Io ho l'emicrania, non
+voglio vederlo, mi chiudo nella mia camera!
+
+La mamma sospirò e alzò lo sguardo al soffitto. Loredana tornò da
+Filippo, gli strinse le mani, mentr'egli la baciava ancora sulla bocca.
+
+--Pensaci!--ripetè Filippo.
+
+Ella fece un gesto vago e scomparve, per chiudersi nella sua cameretta.
+
+Adolfo Gianella saliva le scale, e Filippo udendone il passo, diceva con
+la signora De Carolis:
+
+--Mi dispiace molto che la signorina sia indisposta; spero non sarà
+nulla....
+
+--È malata?--chiese Adolfo sopraggiungendo e salutando Filippo con un
+saluto freddo e un'occhiata di sbieco.--Dov'è stata iersera? Avrà preso
+freddo, o avrà mangiato qualche cosa d'indigesto....
+
+Filippo se ne andò subito, e senza volerlo si disse, ridendo dentro:
+
+--Tu, dovrai mangiare fra poco qualche cosa d'indigesto!...
+
+Ripensò, quella notte, all'idea della fuga, balenatagli così di repente;
+e più vi pensava e più gli pareva buona. La signora De Carolis non
+avrebbe osato nulla contro la figlia adorata; Adolfo avrebbe trovato una
+consolazione nel pensiero che una fanciulla capace di scappar col conte
+Vagli non era degna di lui.... Infine, la cosa si sarebbe saputa da
+pochi, malamente, e si sarebbe sminuita, polverizzata per così dire, nel
+classico pettegolezzo veneziano. Filippo trovava l'onestà della sua
+disonestà; amava Loredana; sentiva che le sarebbe stato fedele, che
+l'avrebbe fatta contenta, ch'ella non avrebbe sofferto, e poichè di
+matrimonio era assurdo parlare a causa dell'opposizione formidabile che
+avrebbe trovato in famiglia, la fuga, una fuga prudente, senza troppo
+scandalo, senza chiasso, metteva termine a una situazione insopportabile
+per lui e per la piccola amica.
+
+Gli venne anche il pensiero di Fausta; ma la disgraziata donna s'era in
+quel periodo di tempo totalmente perduta agli occhi di lui, pel suo
+strano contegno d'umiltà, nel quale egli non capiva nulla. Egli pensava
+con rammarico alla devozione della sua amante: Fausta non era fatta per
+obbedire, per tacere, per soffrire; ogni donna ha il suo fascino e il
+suo destino. L'asservimento aveva smorzato la bella fiamma di quegli
+occhi cilestri e tolto al viso il colorito della fresca giovinezza.
+
+--È veramente doloroso,--pensava Filippo,--ch'io non possa amarla!
+
+A poco a poco, ribadita dal conte, l'idea della fuga conquistava anche
+Loredana; nulla pareva più dolce che la vita con Filippo, e la fanciulla
+non trovava termini di paragone se non nella paura di quel matrimonio.
+Adolfo aveva svelato un nuovo difetto, insolito in un giovane:
+l'avarizia. Egli spiegava certe sue miserabili economie con la necessità
+di aver denaro pel giorno degli sponsali, d'aver molto denaro per far
+bella figura; ma la fidanzata gli credeva poco, e notava, senza volerlo,
+quasi arrossendo, che intanto lo spirito gretto di lui si rivelava nei
+regalucci ch'egli le faceva e che sarebbero rimasti in casa a fare non
+bella, ma triste figura. Egli anche--aveva scoperto Loredana, ormai
+maestra di scoperte incresciose--egli mangiava troppo, ingordamente,
+magnificando la bontà delle salse e dei sughi. La madre sua si beava
+vedendolo così allegro, con un appetito quasi insaziabile; e Loredana,
+per non odiare l'uno e l'altra, inventava un'emicrania ogni qualvolta la
+signora Gianella l'invitava a pranzo.
+
+Sui primi di maggio, quando la ragazza pensava di farsi qualche abitino
+nuovo e di comperarsi qualche piccolo oggetto d'eleganza, Adolfo decretò
+che gli abiti e i cappelli dell'anno precedente, ritoccati qua e là,
+potevano servire ancora; e la petulanza del fidanzato le sembrò tanto
+grave, che senza ribatter verbo, ella si ritirò nella sua camera e vi
+restò fin che Adolfo non se ne fu andato.
+
+Ma egli giudicava quei malumori con la presunzione di un esperto
+conoscitore di donne, sorridendo e aspettando che la bufera si calmasse.
+
+Era ben lungi dall'imaginare che proprio quel giorno, otto maggio,
+qualche cosa di terribile e d'irreparabile doveva avvenire nella vita di
+Loredana.
+
+Sua madre l'aveva lasciata sola in casa, dopo la visita di Adolfo; la
+donna di servizio era andata alla stazione a incontrare il fidanzato che
+giungeva a Venezia per passarvi alcuni giorni di vacanza. Loredana non
+doveva aprire ad alcuno e stava nella sua camera, sdraiata sul
+lettuccio, leggendo un romanzo. Verso le quattro udì una scampanellata;
+corse al balcone, vide Filippo, e la tentazione fu troppo forte: andò
+subito a tirare il cordone e la porta si spalancò innanzi al conte, che
+credeva di trovar la fanciulla con la mamma.
+
+Quando seppe ch'era sola, egli la guardò in silenzio ed ella guardò lui;
+le loro bocche si unirono e così, dopo tre anni, la piccola amica
+diventò la piccola amante.
+
+Quella medesima sera, la fanciulla andò a teatro con la madre e un'altra
+signora. Aveva il suo abitino rosa lievemente scollato e un cappellino
+di paglia rossa a tricorno, sotto il quale i capelli parevan più bruni e
+i riflessi più dorati. Ella stava attentissima alla rappresentazione,
+«L'amore ricama», una commedia francese in tre atti; teneva gli occhi
+fissi alla scena, la bocca dalle labbra purpuree un poco schiusa.
+Filippo la vide e fu colpito da quell'atteggiamento ingenuo, quasi
+infantile, come se un'altra anima, la vera anima della giovinezza
+indifesa, si fosse sovrapposta a quella ch'egli conosceva. Sentì il
+rimorso per ciò che aveva osato poche ore innanzi, nella cecità della
+passione e dell'egoismo.
+
+Ma l'atto finiva e parecchi spettatori alzandosi e volgendosi guardavano
+la fanciulla con ammirazione.
+
+--Imbecilli!--mormorò Filippo, guardando a sua volta Loredana,
+sorridente e bianca sul fondo scuro del palchetto.--È mia!
+
+E la certezza di quell'amore tacito e misterioso, pericoloso e crudele,
+potè meglio d'ogni altro pensiero. Filippo stette un istante a fissar
+la folla in platea, la quale, ammirando la piccola amante non osava
+sospettare ch'ella conoscesse già i baci, tutti i baci d'un uomo; e la
+stupidità della moltitudine non gli sembrò mai più amena.
+
+Due mesi eran passati da quel giorno indimenticabile, quando, sui primi
+di luglio, Loredana si decise, e abbandonò la casetta bianca sul
+campiello solitario per seguire Filippo Vagli.
+
+
+
+
+V
+
+
+La mattina dopo l'arrivo a Desenzano, Loredana corse al balcone
+dell'albergo e vide sotto il sole fastoso scintillare il lago di
+cobalto. Lontano, a levante, un piccolo paese si spingeva per una lingua
+di terra molto innanzi nell'acqua.
+
+--Andremo laggiù,--disse tra di sè, contenta di vedere paesaggi nuovi,
+ella che non si era mai allontanata da Venezia se non per pochi
+chilometri.
+
+Il colore del lago, così azzurro da dare quasi all'acqua una densità
+materiale, era mirabile. La fanciulla, abituata alle trasparenze leggere
+della laguna, ne restò meravigliata e sentì come un piacere intenso per
+quella vita liquida che si stendeva ampiamente sotto i suoi occhi.
+
+Filippo bussò discretamente all'uscio ed entrò.
+
+--Amore mio, come sei elegante!--disse.
+
+Loredana vestiva tutta di bianco, con una cintura bianca e lo scarpe
+bianche, e sorrideva all'amico, il quale era superbo della sua candida
+bellezza.
+
+--Ogni cosa fatta a pennello!--dichiarò Loredana, indicando l'abito; e
+soggiunse, dopo una lieve esitazione:--Tu mi portavi con te, nella tua
+mente, quando ordinavi i miei abiti!
+
+Ma il pensiero non le si era presentato così; era stato piuttosto un
+senso di molestia per quella strana perizia dell'amico suo, la quale
+svelava una lunga e costante dimestichezza con le donne, una singolare
+esperienza d'anime e di corpi femminili. Nulla a lei importava di ciò
+che era finito ieri: ma domani?
+
+Ella disse, attirando Filippo sul balcone:
+
+--Vedi, laggiù? Quel paese che si spinge nel lago? Là, vuoi andare?
+
+--No,--rispose Filippo.--Quello è Sirmione; noi andremo a Maderno o a
+Gargnano o più oltre, nel Trentino, a Riva....
+
+--Che peccato! Dev'essere molto bello, laggiù.
+
+--Vuoi? Se ti piace, io non ho nulla in contrario. Farà molto caldo,
+ecco tutto. Sirmione è grazioso. Manderemo a vedere se vi sono
+alloggi....
+
+Mandarono a vedere; partì un uomo dell'albergo con la vettura; tornò
+dopo colazione. V'erano alloggi, modesti ma puliti, nell'unica trattoria
+del paese; si poteva tentare....
+
+La cosa piacque molto a Loredana. In quel tempo, Sirmione non vantava
+ancora alcun grande albergo nè uno stabilimento di bagni. Vi arrivavano
+di tanto in tanto gli escursionisti, quasi tutti tedeschi, a visitar le
+grotte leggendarie di Catullo; mangiavano, ammiravano, ripartivano. Il
+piroscafo v'approdava una volta al giorno, se il tempo non era cattivo.
+Tutto questo, raccontato dal direttore dell'Albergo Reale, accese la
+fantasia della ragazza, che già pensava di vivere più anni in quella
+penisoletta con Filippo, lontani dal mondo e pur vicini, obliati e
+felici....
+
+Nel pomeriggio, sotto un sole rovente, per la strada piana e bianca di
+polvere, gli amanti partirono in una carrozzella alla volta di Sirmione,
+seguiti da un baroccio coi bauli che avevano spaventato il conte
+Roberto. Quando giunsero al punto nel quale si lascia la strada
+provinciale per volgere a sinistra e inoltrarsi nella penisoletta, la
+fanciulla fu molto contenta. Dal balcone dell'albergo di Desenzano non
+avrebbe mai imaginato un paesaggio così bello. A destra e a manca, tra i
+rami degli ulivi e il fogliame degli alti pioppi, scintillavano le acque
+del lago riccamente turchine, immote nella accidia delle ore calde. È a
+un gomito di quella strada che s'incontra una casetta modesta, con uno
+svelto cipresso innanzi, e sotto si stende il lago irto per buon tratto
+di canne fragili; angolo pittoresco, riprodotto migliaia di volte da
+sapienti e da timidi pennelli.
+
+--Andremo un giorno a vedere quei paesi laggiù!--disse Loredana,
+indicando i gruppi di case sulla sponda veronese.--Voglio veder tutto il
+lago.
+
+--Ti piace?--domandò Filippo.
+
+--Ah, immensamente! Sarò felice!--esclamò la fanciulla in un impeto di
+gioia, battendo le mani.
+
+Tacque. La fronte le si rannuvolò subitamente; ripensava alla mamma, cui
+non aveva ancor dato notizie, e che era sola ormai nella casa deserta.
+Per celare a Filippo la tristezza improvvisa, si volse indietro a
+guardare il baroccio che correva tra un nugolo di polvere.
+
+Ma già si vedeva la torre del castello Scaligero, cinta a metà da mura
+grigiastre, e la strada si ampliava; la carrozza oltrepassò il ponte di
+legno che dalla porta del castello mette in paese, e la rocca apparve
+lacerata da lunghe feritoie, circondata tutta intorno dall'acqua; lo
+stemma degli Scaligeri, ancor visibile, il leone di San Marco, in
+rilievo, la croce bianca in campo rosso del Comune, posti
+simmetricamente sull'alto della porta che guarda a occaso, dicono i tre
+dominii che si susseguirono.
+
+Le donne e i pescatori raccolti in gruppo sulla piazza osservarono
+l'equipaggio insolito e il carro coi bauli, ma nessuno si mosse. Non
+avevano alcun bisogno dei forestieri. L'acqua li faceva liberi, e
+quell'anno la pesca delle sardelle era stata insolitamente fortunata.
+
+Si fece incontro alla vettura il proprietario dell'albergo, e aiutò
+Loredana a discenderne. Era un uomo tozzo dal viso rubicondo; non
+abituato a cerimonie, salutò con una certa dimestichezza e annunziò che
+gli «sposi» si sarebbero trovati benissimo in casa sua. Aveva tutto
+approntato, rinfrescato, ripulito con cura; le due camere e il salotto
+guardavano il lago; di giorno faceva caldo, ma si tenevan le persiane
+chiuse e si scendeva in giardino; di sera, poi, era una bellezza
+ovunque. A pochi passi di là, comparve anche la moglie dell'albergatore,
+più timorosa per l'aspetto signorile di Loredana, della quale notò in un
+batter d'occhio l'abito, la figura slanciata, il viso freschissimo, la
+bella bocca. Essa dichiarò che era felice di non alloggiare i soliti
+tedeschi con la piuma di gallo sul cappellino verde.
+
+Mentre i due vetturali scaricavano i bauli, gli amanti salirono a veder
+le camere, e sulla scala s'imbatterono in una signora ampia di forme,
+col viso pitturato e le sopracciglia duramente segnate a nerofumo. Ella
+salutò chinando la testa, e si fece da un lato.
+
+--È la signora Teobaldi, di Verona,--disse l'albergatrice, che
+seguiva.--Una buona e bella signora.
+
+Filippo la guardò appena, rispondendo distratto al suo saluto, Loredana
+sorrise per quelle spaurevoli sopracciglia; e per la maschera di biacca
+e di belletto che le deturpava la faccia.
+
+Le due camere da letto erano grandi e pulite, ciascuna con un armadio a
+specchio, un cassettone di legno chiaro, una tavola rettangolare coperta
+da un tappeto modesto ma nuovo. Il salotto era addobbato con carta a
+fiori d'oro sul fondo rosso; i mobili mal disposti, in ordine
+scrupolosamente simmetrico, facevan pensare a lunghi mesi d'abbandono,
+quantunque non vi fosse un grano di polvere. Il pianoforte, del quale
+Filippo toccò alcuni tasti, emise un miagolìo prolungato che fece ridere
+Loredana.
+
+--Bisognerà comprare molti oggetti inutili per nascondere la bruttezza
+degli oggetti utili,--osservò Filippo, senza badare alla faccia scorata
+dell'albergatrice.--Va bene,--seguitò con quest'ultima.--Faccia portare
+subito i bauli....
+
+--Sì, signor conte,--disse la donna.
+
+--A proposito: sa il mio nome?
+
+--Me lo ha detto l'uomo che è venuto stamane a vedere le
+camere,--rispose l'albergatrice.--Il signor conte Filippo Vagli e la
+signora contessa, di Venezia. Anzi, volevo chiedere alla signora
+contessa se suona il piano....
+
+--Perchè?--domandò la giovane.
+
+--Perchè in tal caso lo farei accomodare: è un po' scordato.
+
+--Lo faccia accomodare,--disse Filippo.
+
+E quando la donna se ne fu andata, seguitò con l'amica sua, che si
+toglieva il cappello:
+
+--Non vorrei esser caduto in un covo di pettegole....
+
+--Dove sarebbero?--domandò la fanciulla stupita.
+
+--Quella signora di Verona, per esempio: Teobaldi o Tibaldi o
+Ribaldi....
+
+--L'albergatrice ha detto che è buona....
+
+--Sì,--osservò Filippo,--ma ha detto pure che è bella! E allora, stiamo
+freschi!
+
+Loredana diede in una risata, pensando alle terribili sopracciglia
+immobili. Ella s'era affacciata alla finestra e sembrava compenetrarsi
+della luce folgorante che saliva dal lago, dardeggiava la linea
+onduleggiata delle montagne, incendiava le case di Desenzano, faceva
+frinir le cicale sugli alberi.
+
+Ad un tratto si volse e disse:
+
+--Oggi scrivo alla mamma.
+
+--Appunto,--rispose Filippo.--Anch'io....
+
+E stava per continuare, quando fu bussato alla porta ed entrarono gli
+uomini con un baule.
+
+--Che cosa dicevi?--domandò Loredana, allorchè gli uomini uscirono per
+prender gli altri bagagli.
+
+--Volevo dirti che ho intenzione di andare a Venezia, fra qualche
+giorno. Bisogna ch'io sappia ciò che si dice,--dichiarò Filippo, sedendo
+in una poltroncina.--La mia assenza non può essere stata notata: a
+Venezia son rimaste poche famiglie che io conosco, e in quest'epoca,
+tutti gli anni io vado in campagna. Ma voglio udire se si fanno
+chiacchiere e voglio, se mi riuscirà, aver notizie di tua madre.
+
+--Come farai?...
+
+Di nuovo gli uomini entrarono con un baule, che Filippo ordinò di
+deporre nella sua camera.
+
+--Non dev'esser difficile,--egli continuò poscia,--mandare qualcuno da
+lei con un pretesto. Anzi, servendomi d'una persona fidata, potrei farle
+consegnare la tua lettera.
+
+La fanciulla tacque un istante. Quel disegno di Filippo le pareva logico
+e pure la turbava; appena arrivata in un paese nuovo, tra gente
+sconosciuta, doveva rimaner sola, di giorno e di notte. E all'idea che
+Filippo volesse abbandonarla, un tale spavento la prese, che si sentì
+sbiancare il volto, come tutto il sangue le si fosse gelato nelle vene.
+
+Ritornò alla finestra, per nascondere il suo turbamento; ma non vedeva
+nè il lago, nè il sole, nè la città dirimpetto, che un minuto prima le
+era parsa sfavillante....
+
+--Che pazza!--disse a sè medesima.--Come potrebbe abbandonarmi, se mi
+ama, se lo amo, se gli ho dato tutta me stessa? Non lo conosco da tre
+anni, non sono stata per tre anni la piccola amica, e non sono oggi la
+piccola amante?
+
+Udì che gli uomini, recato l'ultimo baule, salutavano e uscivano
+ringraziando. Si tolse dalla finestra, e disse a Filippo, con voce un
+po' debole:
+
+--Sì, è giusto. Devi andare.
+
+
+Quella stessa mattina, il conte Roberto, arrivato a Fasano in carrozza,
+spedì subito un telegramma a sua cognata. Il telegramma, alla forma del
+quale aveva pensato durante tutto il viaggio, diceva: «Non ho visto
+nessuno. Lascia fare».
+
+E la contessa Bianca ricevendolo si chiese se quel «Lascia fare»
+significasse «Fida in me» o non piuttosto: «Lascia che ciascuno viva a
+modo suo».
+
+Ma le parve che la seconda interpretazione fosse la buona.
+
+
+
+
+VI.
+
+
+A Venezia, la scomparsa di Loredana De Carolis non aveva sollevato
+rumore. La fanciulla e sua madre Emma vivevano una vita modesta, fra
+poche conoscenze e pochi parenti, senza attinenze con la grande società.
+I vicini di casa, che dopo qualche giorno non videro Loredana al balcone
+come di solito, credettero fosse partita per la campagna. La madre,
+atterrita dalle conseguenze dei pettegolezzi, dovette farsi sua
+complice, e a quelle amiche le quali chiedevano di lei, rispondeva
+ch'era andata a San Donà, ove ella stessa l'avrebbe fra poco raggiunta.
+
+In fondo, la povera donna non sapeva che fare: solo innanzi
+all'avvenimento inaspettato aveva compreso ch'ella era stata colpevole,
+che l'amicizia di Filippo alla quale aveva creduto così stupidamente non
+poteva non mutar forma, e ch'ella avrebbe dovuto, per la salvezza di sua
+figlia, mettere alla porta Filippo con una mano e Adolfo con l'altra.
+
+Per acquetare Adolfo, la signora Emma inventò dapprima delle bugie:
+Loredana era uscita, poi stava poco bene, poi era a letto con un male a
+un piede. Ma la faccia pallida della signora, e qualche cosa strana in
+tutta la casa e il contegno misterioso della donna di servizio, che
+voleva bene alla signorina, odiava Adolfo il quale non le aveva mai dato
+un soldo, amava il conte Vagli ch'era stato sempre con lei generoso, e
+infine approvava pienamente la fuga e la trovava proprio
+stupenda,--qualche cosa strana, inusata, avvertì Adolfo Gianella che lo
+si voleva ingannare.
+
+E quando la signora De Carolis dovette finalmente dire che Loredana non
+era a Venezia, ma, rifugiatasi presso alcuni parenti, dichiarava di non
+voler più a nessun patto sposare Adolfo, quest'ultimo s'accasciò d'un
+colpo; la superbia, l'albagìa, la cieca sicurezza in se stesso, la
+esperienza del cuore femminile ond'egli andava tanto orgoglioso, tutto
+precipitò in un attimo. Pianse e poi diventò violento. Voleva vedere la
+fanciulla, persuaderla, prometterle di cambiar carattere.
+
+Per più giorni la signora De Carolis ebbe la casa assediata dai parenti
+di Adolfo; chi la rimproverava, chi la chiamava pazza, chi gridava al
+tradimento, e tutti chiedevano l'indirizzo della fanciulla per farle
+mutar pensiero. La signora Emma dovette tener testa a quei furiosi e
+seguitare a ripetere che rispettava la volontà di sua figlia e non
+voleva influire sulla sua decisione. Adolfo minacciò di girare l'intera
+provincia alla ricerca della scomparsa; poi minacciò di uccidersi; ma
+non fece nè una cosa nè l'altra, e la signora De Carolis notò ch'egli
+non era men roseo o meno grasso del consueto.
+
+--Vedremo,--egli diceva,--vedremo chi sarà il fortunato che sposerà sua
+figlia! Son proprio curioso di conoscerlo!
+
+Egli era certissimo che un miglior marito di lui Loredana non avrebbe
+mai potuto trovare; e cercava intanto nell'amor proprio offeso un
+principio di consolazione.
+
+--Non era degna di te!--dichiarava la signora Gianella ad Adolfo.--Forse
+è una fortuna che questo matrimonio vada in fumo!
+
+--Non era degna!--pensò finalmente anche Adolfo, rinunziando al
+suicidio.--Dopo tutto, era senza un soldo e non aveva che superbia!
+
+I parenti di lui lasciarono in pace la signora De Carolis, che per
+quelle emozioni s'era fatta palliduccia e magra in una settimana; ma non
+trascurarono le occasioni di parlar male di lei e di sua figlia, la
+quale aveva respinto un così bel «partito». I più allegri furono i
+colleghi di Adolfo, che non potevano soffrirlo; essi risero quando
+seppero che la sua fidanzata lo aveva messo alla porta; uno rammentò
+l'aria d'importanza ch'egli si dava quando spiegava loro la psicologia
+del cuore femminile; un altro ne imitò i gesti quando, nei giorni di
+molto lavoro, mangiava in ufficio e la sua testa spariva dietro il fumo
+di una «minestrina» che sarebbe bastata per quattro; un terzo ricordò
+ch'egli andava superbo della intelligenza della sua fidanzata.
+
+--Perdio!--esclamò quest'ultimo.--Bisogna dire ch'egli avesse ragione,
+perchè il calcio che la ragazza gli ha dato, prova ch'era intelligente
+davvero!
+
+Gli altri risero, e la fanciulla ignota diventò simpatica a tutti gli
+impiegati della Banca.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+Loredana e Filippo vissero a Sirmione alcuni giorni di felicità senza
+pari; lungi dagli sguardi indiscreti, non conosciuti, sicuri l'un
+dell'altra, s'imaginavano d'essere in qualche isola perduta nell'Oceano.
+Tutto era bello.
+
+Le grotte di Catullo, i ruderi maestosi e robusti, che l'erba circonda,
+che il vento accarezza, che il sole riscalda, parvero loro una cosa
+divina. Di là essi ammiravano la grandiosità del lago, ora illuminato
+con cruda forza, ora soffuso di nebbia, leggera come un pulviscolo; e
+seduti, verso il tramonto, ai piedi del promontorio, dove le rocce
+levigate sorgono dall'acqua limpidissima, i due amanti stavano spesso in
+silenzio a guardare, raccolti e commossi, ciascuno sentendo d'essere
+troppo felice e temendo che l'incanto si smagasse presto.
+
+Qualche volta uscivano con la barca, una barca tozza a guisa di canotto,
+che danzava bene sulle onde; remava Filippo e l'amica sua stava a poppa,
+dapprincipio un po' timorosa e poi contenta come una bambina. Ella era
+ormai tranquilla; aveva ricevuto due lettere dalla mamma, respinte da
+Napoli a Roma, da Roma a Firenze, da Firenze a Brescia e a Sirmione per
+mezzo di amici fidati di Filippo; e in quelle lettere non
+un'imprecazione, non un rimprovero; solo una ineffabile tristezza, che
+la fanciulla sapeva di poter calmare con buone parole. La mamma dava le
+notizie della famiglia Gianella e di Adolfo, che seguitava a mangiare e
+a parlar di suicidio. La mamma non malediceva, non rimproverava, non
+faceva minacce; era sola, e tra le righe delle lunghe lettere si poteva
+leggere l'espressione dell'unico desiderio di lei, che la figlia
+tornasse, che la solitudine finisse.
+
+Al principio della terza settimana, Filippo si decise finalmente a
+recarsi per poco a Venezia; Loredana volle accompagnarlo fino a
+Peschiera, in carrozza, e là, quando lo vide salire in treno e salutare
+mentre il treno si rimetteva in moto, la giovane ebbe una fitta in
+cuore. Tornò a Sirmione in carrozza, con gli sguardi perduti, colla
+mente presa dai pensieri più strambi, imaginando che Filippo non dovesse
+più rivederla, che sua madre lo facesse arrestare, che qualcuno potesse
+ucciderlo. Le era parso molto preoccupato al momento di abbracciarla,
+come egli pure temesse qualche cosa nuova e imprevedibile.
+
+Ella non vide la strada; sentì che la carrozza si fermava, si guardò
+intorno, riconobbe il piccolo albergo, discese.
+
+Al momento di pagare, non trovò moneta. Filippo le aveva lasciato cento
+lire in un biglietto; ma mentre ella si volgeva per incaricare la
+padrona di pagare il vetturale, la signora Clarice Teobaldi, dalle
+sopracciglia al nerofumo, comparve improvvisamente e si offerse.
+
+--Lasci, lasci, signora contessa,--ella pregò con la voce forte e
+melata.--Mi permetta che le presti io....
+
+Trasse dal borsellino alcune monete d'argento, le diede al vetturale,
+gli disse che bastavano per una corsa a Peschiera, che la signora
+contessa non era un'inglese da svaligiare, ebbe un breve alterco, e finì
+per vincerla.
+
+--Con questa gente bisogna andar cauti,--osservò poi, mentre si metteva
+a fianco di Loredana ed entrava con lei nell'albergo.--Sono abituati coi
+forestieri; ma noi siamo italiani....
+
+Lanciò alla fanciulla un'occhiata ammirativa, e aggiunse:
+
+--E che bel sangue italiano!... Il signor conte è partito?
+
+--Sì,--disse Loredana, fermandosi ai piedi della scala, mentre il volto
+esprimeva ingenuamente una noia senza pari.
+
+--Tornerà presto, si capisce,--seguitò la signora Clarice per conto
+proprio.--Non vuol mica lasciare a lungo un fiore così bello,
+abbandonato in questo selvaggio paese.
+
+--Oh il paese è magnifico!--rimbeccò la ragazza, offesa che si
+criticasse ciò che piaceva a Filippo.
+
+--Sì, ma in due lo si ammira meglio!--disse argutamente la signora
+Clarice.
+
+--Mi perdoni,--interruppe Loredana, salendo le scale.--Le manderò subito
+ciò che mi ha prestato. La ringrazio....
+
+--Di che? Lei deve disporre di me, signora contessa, come d'una vecchia
+amica, come d'una mamma....
+
+Dall'alto delle scale, Loredana lanciò alla donna un'occhiata furibonda.
+Voleva farle da mamma, quella vecchia stopposa? Non l'aveva lei, la
+madre sua, tanto buona?
+
+Quando fu in camera si gettò sul letto a piangere.
+
+Quella settimana doveva essere un inferno, a giudicar dalle prime ore.
+Senza Filippo, senza la mamma, col titolo di «signora contessa» che le
+facevan tuonare all'orecchio ogni istante e che aveva per lei un
+significato d'ironia, Loredana si sentiva perduta.
+
+Fissò la tappezzeria della camerina da letto, una tappezzeria cilestre a
+fiori mavì, che parevan piccoli cavoli o piccole teste rincorrentisi in
+lunghe file verticali e orizzontali; si mise a contar quei segni, a
+guardar gli spazii cilestri tra fiore e fiore; e restò così, con gli
+occhi rossi e velati, fin che l'albergatrice non le recò la colazione,
+disponendola sulla tavola del salotto.
+
+La fanciulla voleva restare sola tutto quel giorno, tutto il tempo che
+Filippo fosse rimasto assente; ma aveva appena bevuto l'ultimo sorso di
+caffè, che udì battere all'uscio.
+
+--Avanti!--disse.
+
+E invece dell'albergatrice, essa vide comparire la Teobaldi, sorridente
+e incerta.
+
+--Mi perdoni, signora contessa,--cominciò questa, ferma sul
+limitare.--Ho pensato che lei era sola e che forse avrebbe gradito di
+scambiar qualche parola con una persona più intelligente che quella
+povera donna.... Io sono vecchia, ho visto molte cose a questo mondo,
+ho sofferto, e valgo di più, modestia a parte, dell'albergatrice.... Mi
+permette?
+
+--Prego....--mormorò Loredana, stupefatta d'un'audacia della quale non
+aveva ancora idea.
+
+La Teobaldi s'avanzò guardandosi intorno.
+
+--Ah, molto ben messo, molto carino!--disse.--Come si sente la mano
+della donna, d'una signora! Ma s'io fossi una signora come lei,
+indiscrezione a parte, non verrei in un paese bizzarro come questo. Ci
+sono tanti bei siti, in Cadore, nella Svizzera, nella Scozia, nel
+Caucaso....
+
+Ella sedette presso la tavola, di fronte a Loredana, la quale non sapeva
+che cosa dire e che cosa fare.
+
+--Oh ecco il pianoforte!--esclamò la Teobaldi.--Lei suona il pianoforte?
+
+--No,--rispose la fanciulla.
+
+--Peccato! Io suono e canto. Ah sono stata una cantante, modestia a
+parte, coi fiocchi; e compongo anche; ho delle romanze scritte da me.
+Tamagno ne ha cantata una l'anno scorso.
+
+Loredana s'accorse che la Teobaldi le cercava con gli occhi la mano
+sinistra, che la fanciulla teneva sul grembo, mentre aveva l'altra
+distesa sulla tavola. E capì; l'intrusa voleva vedere se portava
+l'anello nuziale.
+
+La giovane se ne sentì così turbata, che la fronte le s'imperlò di
+sudore. Non aveva pensato a quel particolare; veramente non aveva
+pensato di dover trovarsi mai a conversare con una persona che non fosse
+Filippo; e ora, se la Teobaldi avesse scoperto ch'ella non aveva
+l'anello nuziale, avrebbe capito tutto.
+
+--Ah, lei canta!--disse.
+
+Si decise. Levò la sinistra dal grembo e si mise a giocherellare col
+laccio argenteo del tovagliolo; gli occhi della Teobaldi le si fissarono
+sulla mano e il suo volto carico di biacca non disse nulla.
+
+--Canto per diletto, da povera vecchia,--seguitò malinconicamente.
+
+S'alzò, traversò il salottino e andò a sedere innanzi al pianoforte,
+sullo sgabello di reps rosso; le mani corsero agilmente sulla tastiera,
+mentre la testa accompagnava il ritmo con voluttuoso abbandono.
+
+--«Mon rêve»,--annunziò d'un tratto.--Il mio sogno!
+
+Era una romanza, per soprano. La Teobaldi lanciò alcuni trilli
+preliminari, così acuti che parvero lacerar l'aria, poi iniziò una nenia
+lagrimosa con un ritornello singhiozzante; la cantatrice tremolava da
+capo a piedi, e le si agitavano i riccioli grigi sulla fronte; essa
+aveva gli occhi levati in alto, quasi a cercare il suo sogno tra gli
+arabeschi stampati del soffitto.
+
+A Loredana parve che stonasse due o tre volte; del resto la fanciulla
+non sapeva se ridere o piangere, se gridar di rabbia per quella visita
+sfacciata o cercar di svagarsi al grottesco spettacolo. Pensava a
+Filippo, che le note tristi del piano e la cantilena funebre le facevan
+desiderare ancor meglio, con un impeto disperato e selvaggio. Dov'era?
+Che faceva? Egli pure la desiderava così, la cercava con la mente e col
+cuore? E aveva visto la mamma sua?
+
+Un grido straziante interruppe il suo pensiero; la vecchia aveva finito
+e restava con la bocca spalancata, con gli occhi fissi al soffitto e i
+riccioli definitivamente sciolti sulla fronte, come fulminata dalla
+passione traboccante. Ma non udendo parola di elogio, si girò sullo
+sgabello, guardò la ragazza, e disse:
+
+--Eh?...
+
+--Canta molto bene,--rispose Loredana.
+
+--No; non voglio complimenti. Ma che bella romanza, eh?
+
+--Bellissima.
+
+--C'è tutta un'anima qua dentro! Già, io mi commuovo troppo!
+
+Loredana vide infatti che la vecchia aveva gli occhi lucidi per le
+lagrime, e si dolse di non poter piangere a sua volta per quel «Mon
+rêve» ch'era così diverso da quello che la fanciulla aveva in cuore.
+
+La Teobaldi fece un mezzo giro sullo sgabello, si ritrovò innanzi al
+piano e cominciò un _galopp_.
+
+--«Folletto!»--disse, enunziandone il titolo.--Le piace ballare?
+
+La risposta di Loredana si perdette tra una tempesta di note senza tempo
+e senza misura, che la vecchia accumulava con frenesia, come se il
+ballabile le avesse fatto perdere ogni nozione musicale.
+
+Ma quel fracasso e la vista della donna che nell'ebbrezza di una danza
+imaginaria dimenticava anche la presenza di lei, crebbero la tristezza
+di Loredana; ella si alzò, fece cadere a bella posta il coltellino
+delle frutta, smosse le sedie e riuscì ad interrompere la musica del
+«Folletto», che già le pareva interminabile.
+
+--Ho un po' di emicrania e desidero riposare,--disse alla Teobaldi, che
+s'era rigirata sullo sgabello.--Spero che scuserà....
+
+--L'emicrania! Ha l'emicrania e non me lo dice!--esclamò l'altra,
+drizzandosi in piedi.--Vada, vada a riposare; io le porterò una boccetta
+di sali, un rimedio infallibile.... Esco e torno subito....
+
+--No!--disse Loredana bruscamente, atterrita dal nuovo supplizio che la
+vecchia le minacciava.--Ho bisogno di stare sola. La ringrazio!
+
+La Teobaldi guardò la fanciulla e capì che avrebbe insistito vanamente;
+la voce l'aveva scossa, aveva sentito un fremito di sdegno e di
+antipatia in quella che pareva la più docile e la più timida delle
+ragazze.
+
+--Va bene, va bene,--mormorò.--Buon riposo, dunque; sarà cosa da nulla.
+Arrivederla, signora....
+
+I suoi occhi cercarono istintivamente di nuovo la mano sinistra di
+Loredana; e la vecchia non aggiunse «contessa».
+
+Ma il supplizio della sua presenza, evitato pel momento, si rinnovò più
+tardi, si rinnovò nei giorni successivi. La Teobaldi, non avendo
+assolutamente nulla da fare, s'appiccicava alla giovane, l'accompagnava
+alle Grotte, la seguiva sulla strada di Sirmione, veniva a coglierla
+quando stava sola in giardino, si presentava in salotto chiedendo di
+rievocare al piano qualche ballabile antico o qualche canzone della sua
+giovinezza.
+
+E parlava, parlava, parlava, in dialetto veronese, infaticabilmente;
+parlava di sè, degli amici suoi, di Loredana, del conte, dei pescatori,
+di gente del paese che la ragazza non conosceva affatto, dell'orario dei
+piroscafi, dei trionfi del defunto Teobaldi tenore, dei vini e dei cibi
+dell'albergo, dei dissapori tra l'oste e l'ostessa, della moda e della
+cucina, della vita di Venezia, dell'amore antico e dell'amore moderno; e
+di tutto a rifascio, senza nesso, passando dall'uno all'altro argomento
+e non mutando mai voce....
+
+Una volta domandò:
+
+--Lei, quando si è sposata?
+
+Loredana fremette e sentì che impallidiva; ebbe la tentazione di
+rispondere seccamente, brutalmente: «Non sono sposata; non voglio
+commedie!» Ma gliene mancò l'ardire, e balbettò, guardando in un angolo:
+
+--Il mese scorso....
+
+--A Venezia non è vero?--incalzò la Teobaldi.
+
+Loredana non rispose.
+
+Le due donne erano in giardino; la fanciulla sedeva sul parapetto,
+fissando l'acqua verdastra del lago e i piccoli e i grossi pesci che
+passavano aspettando qualche manciata di briciole; la vecchia, adagiata
+in una poltroncina di vimini, lavorava all'uncinetto.
+
+--Già,--disse, tanto per concludere qualche suo pensiero. Poi
+aggiunse:--Io mi sono sposata a sedici anni, nel.... nel....
+
+Ma non trovò subito una data decente, s'imbrogliò e corresse:
+
+--Bei tempi! Si figuri ch'io era bionda come il grano, avevo un busto
+così, un piedino così....
+
+Loredana, senza badarle, raccolse un pugno di ghiaia e lo gettò nel
+lago, scompigliando il corteo dei pesci.
+
+
+
+
+VIII.
+
+
+Arrivato a Venezia, Filippo si recò a palazzo Vagli.
+
+Erano le cinque; sua madre riceveva.
+
+Egli, indugiatosi un istante nella grande sala, nella quale non era
+alcuno, udì le voci che provenivano dal salotto attiguo. Parlavano, a
+volta a volta, sua sorella contessa Ada de Idris, la contessa Osvaldi,
+la contessina Fioresi, e dall'acciottolìo di chicchere e di piattini si
+comprendeva che le gentildonne stavano bevendo il tè.
+
+Filippo era per ritirarsi e salire nel suo appartamento, allorchè la
+contessina Fioresi, tutta vestita d'azzurro, uscì correndo dal salotto,
+vide Filippo che s'era messo innanzi a uno specchio il quale occupava
+intera una parete, e si mise a ridere.
+
+--Colto in flagrante!--esclamò.--Si fa bello, qui, solo? Ma la contessa
+Bianca ci annunciava poco fa che lei era in campagna....
+
+--Dalla campagna non si può tornare?--disse Filippo, sorridendo e
+stringendo la mano alla fanciulla dai capelli fulvi.
+
+--Chi c'è? Chi c'è, Giselda?--chiesero più voci dal salotto.
+
+--C'è Flopi che si arriccia i baffi!--rispose Giselda Fioresi; e ridendo
+uscì per andare a prendere una cartella di musica.
+
+--Davvero, Flopi?--esclamò la contessa Bianca, apparsa subito sul
+limitare.
+
+Ella era alta e magra, vestita di scuro; dal volto pallido spirava
+un'aria di maestà e di dolcezza insieme; gli occhi castani avevano
+sguardi placidi e dritti; la bocca ben disegnata, col labbro inferiore
+un po' sporgente, sorrideva volontieri. Tutti i capelli della contessa
+Bianca erano candidi come neve e un poco ondulati.
+
+Filippo si chinò a baciarle la mano; ella lo baciò in fronte e gli
+disse, presto, sottovoce:
+
+--Che hai fatto? Che hai fatto?
+
+Ma anche le altre signore apparvero sulla soglia, e Filippo si avanzò
+per salutarle.
+
+--Dove sei stato fino a oggi?--domandò la contessa Ada de Idris, ch'era
+bionda e aveva una carnagione rosea delicatissima.
+
+--In giro, sono stato,--rispose Filippo.--Avevo qualche cosa da sbrigare
+a Milano e a Torino.
+
+La contessa Osvaldi, piccoletta, irrequieta, bruna, diede in una risata;
+ma Filippo non se ne curò, perchè quella rideva sempre.
+
+Tornarono nel salotto, tappezzato di stoffa antica, giallina ad
+arabeschi tenuemente rosei, che un raggio di sole, penetrando dal
+balcone prospiciente il Canalazzo, sembrava cospargere d'una
+imponderabile polvere d'oro.
+
+Ada de Idris, ripreso un discorso interrotto dall'arrivo di Filippo,
+parlò della campagna. Il conte de Idris era in campagna, e Ada doveva
+raggiungerlo; poi sarebbero andati a Lucerna, dove l'anno prima s'erano
+molto affaticati e punto divertiti.
+
+--O perchè vi ritorni?--domandò Filippo, prendendo una tazza di tè dalle
+mani di sua madre.
+
+--Sai che Leopoldo non vuol campagne romantiche; odia le
+_chaumières_....
+
+--E anche _ton coeur_?--chiese sbadatamente la contessa Osvaldi.
+
+Ma le chiacchiere furono interrotte di nuovo.
+
+Entrò il conte Lombardi, alto e calvo, che, vedendo Filippo, fece un
+gesto di piacevole maraviglia, andò a baciar la mano alle signore, e
+disse:
+
+--Tornato?... Io ti faceva così lontano!
+
+--E perchè?--rispose Filippo.--L'ultima volta che ci siamo visti....
+
+--Ma sì, alla stazione,--seguitò il conte Lombardi.--Mi sembravi
+nervoso, allegro, inquieto....
+
+Filippo, che stava in piedi presso un alto stipo di mogano a fregi d'oro
+sbiadito, sentì gli sguardi di sua madre.
+
+--Anzi,--continuò il Lombardi,--ti avevo invitato a pranzo, tu avevi
+accettato, noi ti abbiamo atteso.... e ti rivedo ora, da quel giorno!
+
+--Questa è grossa, Flopi!--disse Ada.
+
+--Hai ragione; non so come scusarmi,--convenne Filippo, sorridendo, ma
+noiato per quel ricordo.
+
+--Ti dirò io come puoi essere scusato,--rispose il conte
+Lombardi.--Vieni a pranzo da noi, domani. È detta?
+
+--È detta!--ripetè Filippo, pensando che aveva sperato di ripartire
+subito, ma che a quel secondo invito bisognava arrendersi.
+
+--Ecco, benissimo,--osservò Ada de Idris.--Domani vai a pranzo da
+Lombardi, e domani l'altro mi accompagni a Vittorio, da Leopoldo, e ti
+fermi da noi.
+
+--No, cara,--disse Filippo recisamente.--Ho da fare qui.
+
+--Ha da fare a Venezia, in luglio!--esclamò la contessa Osvaldi,
+ridendo.--Voi avete da fare a Milano, a Torino, a Venezia! Mi sembrate
+un ministro....
+
+--Anzi, la negazione d'un ministro,--corresse il conte Lombardi.--Un
+ministro non ha mai da far nulla, in nessun paese del mondo!
+
+Filippo non seguì oltre la conversazione; s'avvicinò a uno dei
+poggiuoli, gettò un'occhiata distratta in Canalazzo, dove non passava
+che una gondola lenta.
+
+Quei discorsi, quegli accenni a persone e ad abitudini familiari, quelle
+amiche, tutto lo noiava. All'infuori di sua madre, nessuno pareva
+conoscere l'ultima scappata di lui; ma le poche parole scambiate in quei
+brevi istanti, gli facevan comprendere che si sarebbe saputo tutto da
+tutti, poco più tardi.
+
+La sua vita, la vita a Venezia, tra quella società aristocratica tanto
+esigua di numero, era troppo nota, confidenziale, metodica. Si svolgeva
+sempre tra le medesime persone, che ripetevano, senz'accorgersi forse,
+le medesime occupazioni, ogni anno, ogni giorno. Le donne erano strette
+in gruppi; gli uomini erano stretti in gruppi; nulla poteva sfuggire in
+quel circolo nel quale egli pure era chiuso da anni.
+
+Giselda Fioresi gli passò daccanto col suo fascicolo di musica.
+
+--Dunque,--ella disse.--È stato in campagna? Ora si ferma?
+
+--Le pare?--rispose Filippo.--Fermarmi a Venezia? Credo che la mamma
+parta a giorni; e io rimarrei qui solo?
+
+--Allora accompagna la mamma, come sempre?...
+
+Come sempre! Egli guardò la fanciulla, che gli stava innanzi, col suo
+fascicolo sotto l'ascella, il busto eretto, i capelli fulvi arruffati
+sulla fronte. Era graziosa; gli occhi avevano qualche lampo di malizia,
+e la bocca, schiudendosi, mostrava bei denti.
+
+Filippo si mise a ridere.
+
+--Come sempre?--ripetè.--Io vorrei invece quest'anno far qualche cosa di
+diverso.
+
+--Ah, bene!--esclamò Giselda.--Allora al Polo Nord, in cerca
+d'avventure.
+
+--Già, in cerca d'avventure!--mormorò Filippo.
+
+--Mi dispiace. Speravo vederla in campagna!
+
+Filippo s'inchinò leggermente.
+
+--Lei è molto gentile. Ma, le avventure? Le avventure a San Donà?
+
+La fanciulla scosse la testa, lo guardò un attimo, rise con gli occhi:
+
+--Eh, siamo d'accordo!--disse.--Se ha intenzione di fare il matto, San
+Donà non le conviene. Mi dispiace, ripeto!
+
+Veramente non sapeva nemmen lei, Giselda, perchè la partenza di Filippo
+le spiacesse, e non sapeva perchè andasse ripetendoglielo; ma la vita di
+quell'uomo aveva il curioso potere di irritarla, a quando a quando.
+Avrebbe voluto mettersi a cavalcioni d'una sedia, accendere una
+sigaretta e udirlo raccontare ciò che faceva e ciò che pensava.
+L'ignoranza alla quale era costretta, la pungeva continuamente.
+
+--Bene,--concluse.--Buone avventure, dunque!
+
+--Ma no; non vorrei che desse alle mie parole un significato che non
+hanno. Intendo fare un piccolo viaggio, ecco tutto!--spiegò Filippo.
+
+--E a me lo racconta?--esclamò Giselda, allontanandosi.
+
+--Che originale!--pensò Filippo con un sorriso, mentre la seguiva con
+gli occhi.
+
+Ella andò a parlare con la contessa Bianca.
+
+--La ringrazio,--disse, mostrando il fascicolo di musica.--Fra un paio
+di giorni glielo rendo!
+
+--Ma non importa, bambina!--esclamò la contessa Bianca ridendo.--Fra un
+paio di giorni io sarò già forse in campagna.
+
+--Sola; perchè Filippo va a fare un viaggio. Al Polo Nord, mi ha
+detto....
+
+La contessa lanciò un'occhiata interrogativa a suo figlio, che finse di
+non vedere e di non comprendere.
+
+Ma quando le dame e il conte Lombardi si congedarono, verso le sette,
+Filippo si avvicinò a sua madre, le baciò di nuovo la mano sorridendo, e
+disse:
+
+--Ebbene, mamma, so che tu sei inquieta....
+
+--Sono sdegnata, Flopi,--rispose la contessa Bianca, severamente, pur
+non potendo abbandonare il diminutivo col quale sempre aveva chiamato il
+figliuolo.--Sono sdegnata per quello che so e per quello che si dice....
+
+--Quanto a quello che si dice,--osservò Filippo,--non è il caso di
+curarsene; a Venezia si dice sempre qualche cosa di qualcuno, per ozio e
+per abitudine. Quanto a quello che sai....
+
+--È questo!--interruppe la contessa, con gli occhi vivi di luce,
+fissando il figlio.--Tu hai fatto fuggire di casa una onesta ragazza e
+te la sei portata via; con quale coscienza, con quale diritto? Che ne
+farai, quando il vergognoso capriccio sarà sazio e non potrai più
+mentire? Mi spaventa l'idea che tu sia di quelli i quali, per un istante
+di concupiscenza, osano spezzar la vita d'una donna e abbandonarla a un
+destino orrendo; e mi sembra anche ridicolo che tu, a trentasei anni,
+non sappia calcolar l'importanza delle tue azioni e non veda dove tu
+vai....
+
+Filippo, ch'era seduto in una poltroncina assai bassa, quasi alle
+ginocchia di sua madre, la guardò più inquieto per la verità semplice e
+logica delle sue parole, che non per lo sdegno onde s'era imporporato il
+bel viso pallido di lei.
+
+--Bisogna conoscere gli ambienti,--egli osservò.
+
+--Gli ambienti?--ripetè la contessa.--C'è dunque un ambiente nel quale
+tu abbia il diritto di non essere onesto? Se questo ambiente esiste, un
+gentiluomo non deve mettervi piede.
+
+--E dàlli!--esclamò Filippo, allungando la mano fino a togliere da un
+tavolino un astuccio, e accendendo una sigaretta.--Tu sei rigida come la
+matematica! Non ti dico che io abbia il diritto di essere disonesto; ti
+dico che ogni colpa ha le sue attenuanti.
+
+La contessa si alzò, passeggiò lentamente pel salotto, a capo chino,
+meditando; e dopo un istante di silenzio, disse:
+
+--Forse noi non ci comprendiamo. Tu credi che io voglia ascoltare le
+attenuanti della tua colpa per giudicarti. No, di questo non mi occupo,
+perchè le tue attenuanti non mi commoverebbero, e la colpa è, in ogni
+caso, alla tua età, nella tua posizione, imperdonabile ed enorme.
+
+Fece una pausa; sedette di nuovo, sopra un divano, all'altro angolo del
+salotto. La luce morente che entrava dai poggiuoli aperti illuminò i bei
+capelli candidi della signora e il viso un po' roseo per l'interna
+agitazione; c'era in quella donna forte ancor qualche cosa di giovane e
+di fresco, una purezza di linea e d'espressione, che pareva riflettere
+la purezza del sentimento e del pensiero. Nei suoi occhi non era mai
+passata un'ombra.
+
+Soggiunse:
+
+--Ma è di lei, capisci? che io mi preoccupo! Di quella, giovinetta, di
+quella illusa, di quella tua vittima, io voglio sapere. Che ne farai? È
+spaventevole pensare che tu non abbia il concetto giusto della vita....
+
+Filippo, che stava scuotendo la cenere della sigaretta in un piattino
+d'argento, alzò la testa.
+
+--No, tu non sai, ancora oggi, che cosa sia la vita, perchè non sai che
+valga una creatura di Dio. Credi che quella fanciulla sia nata pel tuo
+piacere, che il suo corpo, la sua anima, la sua intelligenza, i suoi
+sentimenti, le sue speranze, i suoi sogni giovanili, tutto quanto è più
+misterioso, più delicato, più nobile ed alto in una creatura umana,
+credi sia stato creato per te, perchè tu ne goda e ne abusi, perchè tu
+ne decida come un padrone e un giudice. E di una fanciulla, ti fai una
+concubina; e di una concubina farai una donna perduta! Mi parli di
+attenuanti, per questo delitto di prepotenza e di superbia, per questo
+scandalo, per questa ribellione alla volontà di Dio? Non ce ne sono, non
+potresti essere scusato che quando tu mi dicessi d'esser diventato
+pazzo. Soltanto a un pazzo non si chiede conto di ciò che fa; soltanto
+un pazzo può essere perdonato se reca ingiuria a Dio nelle sue
+creature....
+
+Sotto quell'irruenza, stretto in quella inesorabilità di logica, toccato
+nei sentimenti intorpiditi ma sempre vivi coi quali era stato allevato,
+Filippo non osò replicare. Mormorò soltanto:
+
+--Se non mi lasci dire una parola, mamma....
+
+La contessa si rischiarò in volto e aggiunse con voce subitamente più
+calma:
+
+--Hai ragione.
+
+--Io non ti posso rispondere, per ora, intorno alla sorte della
+ragazza,--seguitò Filippo.--Fui travolto da un impeto di passione, ed è
+giusto che tu mi rimproveri la mia debolezza; ma appunto perchè la
+passione era ed è sincera, non posso risponderti circa l'avvenire che è
+serbato a me e a quella ragazza.
+
+--Tu mi spaventi!--interruppe la contessa, levandosi in piedi.--Non ho
+mai udite parole così gravi dalla tua bocca.
+
+--Gravi e leali, mamma, perchè non voglio ingannarti,--rispose Filippo,
+guardando sua madre con occhio tranquillo.--Ma devo aggiungere subito
+che comunque gli avvenimenti si svolgano, io non dimenticherò nè il nome
+che porto, nè i doveri che ho verso una fanciulla onesta e buona....
+
+--E vai così, alla ventura, senza un'idea, senza la stessa percezione di
+ciò che fai? È deplorevole, è veramente deplorevole....
+
+La contessa tacque; aveva udito, lontano, fin dalle ultime camere, un
+passo cauto e lento; indi a poco, sulla soglia comparve un valletto in
+livrea verde scura, e s'inchinò.
+
+--Pranzi in casa, Flopi?--disse con voce mutata la contessa.--Dammi il
+braccio. Stasera siamo soli.
+
+
+
+
+IX.
+
+
+Col pretesto di mutarsi finalmente d'abito e d'indossare lo _smoking_,
+Filippo salì nel suo appartamento dopo pranzo, e scrisse una lunga
+lettera a Loredana, che le avversità gli rendevano più cara. Dovette
+confessarle che il soggiorno a Venezia si sarebbe prolungato oltre le
+previsioni, perchè non gli riusciva di sottrarsi a qualche invito e
+fors'anche a una gita nelle campagne di suo cognato de Idris.
+
+S'affacciò a una finestra e vide il Canal Grande immerso quasi
+totalmente nell'oscurità, con qualche linea più nera, una gondola, che
+passava silenziosa, distinta appena dal fanale piccolo e rossastro. I
+palazzi, in fila, come spettri bianchi che si dessero la mano, erano
+muti e chiusi; ai pali innanzi alla gradinata scorse giù alcune gondole
+ferme, che avevan recato i visitatori, i pochi amici non ancora partiti
+per la campagna. Le note d'un valzer gli giunsero all'orecchio, e nel
+Canal Grande, da una gondola lontana, arrivò la strimpellata vivace e
+improvvisa d'un mandolino. Poi passò una barca, zeppa d'uomini e di
+donne, illuminata a palloncini, silenziosa; era una serenata, che
+s'avviava nel bacino di San Marco, presso i grandi alberghi; e di nuovo
+l'oscurità e la quiete pesante si stesero sul Canale.
+
+Filippo discese e passò qualche ora in salotto, a fianco di sua madre.
+
+Gli ospiti ridevano ascoltando le chiacchiere del conte Mercatelli,
+piccolo, pelato, rosso in volto, che magnificava il sonno.
+
+--«Le sommeil»,--diceva, rivolto a una francese, madame de la
+Chaux.--«Le sommeil»; io non conosco che questa voluttà: dormire,
+dormire, dormire quanto mi è possibile. Se non avessi dormito tanto,
+avrei fatto certo qualche cosa di straordinario.... Ma dormire mi piace,
+mi piace troppo! Sembra che l'anima si volatilizzi, che il corpo si
+riduca in una materia imponderabile. «Qu'en dit madame de la Chaux»?
+
+E senza aspettare che madama, vestita di violetto scuro, con un merletto
+prezioso sui capelli grigi, enunziasse una risposta, il conte Mercatelli
+seguitò:
+
+--«Moi, je vous assure» che l'imprevisto non si trova, se non nel sonno.
+Dove potreste incontrare qualche cosa che somigli a un sogno, nella
+realtà d'ogni giorno? Uomini che volano, bestie che parlano, mostri non
+mai veduti, gioie, terrori, fughe, combattimenti, scene che si
+dissolvono e si sovrappongono.... «Moi, je vous assure que votre Dumas
+n'est qu'un imbécile en comparaison de ce romancier inépuisable qui
+s'appelle rêve....»
+
+Madame de la Chaux ebbe un debole sorriso.
+
+Filippo disse qualche parola a un domestico, fece preparare il tavolino
+da giuoco, e mentre le dame e le fanciulle ascoltavano quella specie di
+conferenza sul sonno, egli sedette al tavolino col conte Lombardi, col
+marchese di Spinea e con Berto Candriani.
+
+Berto Candriani era temutissimo per la sincerità pazzesca delle sue
+parole. Egli diceva ad alta voce tutto quel che pensava e tutto quel che
+sapeva, a costo di parere insolente o mal educato. Qualcuno in società
+aveva espresso il dubbio ch'egli fosse un po' matto, e poichè questa
+induzione accomodava molte cose, risparmiava la noia di indignarsi e
+toglieva ogni valore a quanto raccontava, tutti convennero ch'egli era
+un po' matto e che bisognava lasciarlo fare.
+
+Del resto, bel giovane non ancora trentenne, snello, con capigliatura
+nera foltissima e occhi castagni dallo sguardo pungente, piaceva alle
+signore, che ne ambivano la lode, perchè rara.
+
+Egli, quella sera, aveva tentato più volte di dire a Filippo ciò che gli
+stava fitto in testa dal momento che l'aveva visto; ma il tema della
+conversazione, la presenza della contessina Fioresi e di qualche altra
+fanciulla, glielo avevano impedito.
+
+Appena i quattro uomini furono appartati pel giuoco, presso la finestra
+d'angolo, Berto Candriani disse a Filippo:
+
+--Dunque, come va?
+
+Filippo s'aspettava qualche razzo di quei famosi, ma ormai, dopo le
+spiegazioni con sua madre, poco gli importava ciò che si poteva dire.
+
+--È vero,--domandò Berto quietamente,--che hai fatto scappar di casa una
+ragazza?
+
+Il conte Lombardi e il marchese di Spinea, che disponevano le carte
+nella sinistra, alzarono sbalorditi il capo, e videro Filippo che
+sorrideva.
+
+--Ti sembra,--egli rispose,--che se avessi una ragazza per le mani,
+starei qui a giuocare?
+
+--Evvia, Flopi! Polvere negli occhi! Non sei mica vecchio per niente, e
+fai le tue cose benino, pian pianino, in punta di piedi.... Insomma,
+questo è l'ultimo pettegolezzo e dovevo pur dirtelo!
+
+Filippo fece un cenno con la testa, come per ringraziare il Candriani
+della sua premura; e nell'intervallo seguente, Berto riprese:
+
+--M'hanno detto che è un tesoro, quella ragazza! Una delle nostre più
+belle e più caratteristiche borghesi....
+
+--Sai che ho buon gusto!--rispose Filippo, sempre sorridendo.
+
+--Già; ma mi dispiace che il cattivo gusto sia dall'altra
+parte!--mormorò Berto con rammarico sincero.
+
+I giuocatori diedero in una risata. Risonò la voce del conte Mercatelli,
+che diceva:
+
+--Dormendo circa dodici ore al giorno, io mi trovo benissimo....
+
+--O perchè non va a dormire anche adesso?--osservò Berto, senza curarsi
+di abbassar la voce.
+
+E seguitò la partita; mentre la contessina Giselda Fioresi, che non si
+divertiva a parlar con le altre fanciulle, dopo aver gironzato qua e là
+a occhieggiare i vecchi quadri che conosceva da tempo, andò a mettersi
+alle spalle di Filippo, guardando il giuoco.
+
+--Non so,--disse Berto Candriani,--perchè voglia portar fortuna a
+Flopi, contessina. È già tanto fortunato! Venga dalla mia parte.
+
+Giselda non rispose, e coll'indice sottile indicò a Filippo una carta
+che doveva giuocare. Filippo obbedì.
+
+--Andiamo, andiamo!--esclamò il Candriani.--È proibito immischiarsi nei
+giuochi degli altri. Il giuoco di Flopi è poi così pericoloso!
+
+La fanciulla non battè palpebra, e indicò a Filippo un'altra carta. Ma
+le parole di Berto Candriani le parvero oscure, e trovò conveniente non
+allontanarsi, per udir qualche cosa di più significante. Alla fine di
+quel giro, Filippo s'era avvantaggiato molto sugli avversarii, e Berto
+Candriani, mentre il conte Lombardi mischiava le carte, protestò:
+
+--Io la sequestro, tesoro mio! Lei fa vincere Flopi per ridere di noi.
+Le assicuro che il nostro amico non ha bisogno di lei, proprio non ha
+nessun bisogno!
+
+--Com'è noioso!--esclamò Giselda.--Stia zitto e tiri avanti!
+
+--Bisognerebbe fargli la cura di Mercatelli,--osservò Filippo.--Se
+dormisse dodici ore al giorno, sarebbero tante chiacchiere di meno.
+
+Berto diede un'occhiata a Giselda, sempre ritta alle spalle di Filippo;
+era giovane e magra; l'abito leggero lasciava trasparir gli omeri scarni
+e delicati; il corpo esile faceva pensare alla donna futura, non più
+magra ma snella, non più scarna ma sottile e flessibile. I capelli
+fulvi, illuminati dalla luce elettrica, davano al volto bianco qualche
+ombra viva e tagliente.
+
+Filippo sembrava non accorgersi della presenza di Giselda.
+
+--Mi pare un gatto che vigila,--pensò il Candriani.--Se la porti via
+anche questa?
+
+Ma la partita finiva; la contessina Fioresi volse le spalle ai
+giuocatori, tornò fra le donne, e subito trovò un appiglio per
+interloquire.
+
+--Mi direte voi,--chiese Berto al Lombardi e al marchese di Spinea,--che
+cosa ha questo vecchio satiro per piacere alle ragazze?
+
+--Vecchio satiro!--esclamò il marchese di Spinea.--Ma non ha
+quarant'anni; e che cosa dovresti dire di me, che ne ho cinquantasette?
+
+--Satiro decrepito!--sentenziò il Candriani.--Filippo, occhio alla
+Fioresi! Quella sta facendo una passione per te, vorrà scappare anche
+lei.
+
+Filippo stette ancora muto. Egli rispondeva raramente a Berto Candriani;
+dacchè lo si era classificato per matto, Filippo lo lasciava parlare, e
+il più delle volte non ascoltava nemmeno le sue parole, col pensiero
+rivolto altrove. Così, se non fosse stata la necessità incoercibile di
+dire tutto quanto gli frullava pel capo, Berto Candriani, a sua volta,
+non avrebbe mai parlato con Filippo; e quando v'incappava, se ne pentiva
+sempre.
+
+Egli si alzò indispettito e andò a raggiungere il conte Mercatelli, che
+fumava una sigaretta, sdraiato sopra un divano, beatamente, gli sguardi
+perduti in alto.
+
+--_Ciò_!--disse Berto.--Non dormi? Vattene, su; è quasi mezzanotte....
+
+--Hai ragione,--rispose il conte mansueto.--Nel mio letto starei tanto
+bene!
+
+Si mosse, andò a porgere il saluto alla contessa Bianca, alle signore,
+agli amici, ed uscì lentamente.
+
+Poco dopo, anche gli altri visitatori presero congedo.
+
+
+
+
+X.
+
+
+Quella notte, Filippo Vagli sentì crudelmente la solitudine in cui lo
+piombava l'assenza di Loredana. Vagò fino ad ora tarda per le calli
+deserte, immerse in un'ombra che un fanale rompeva a pena, e salito in
+una gondola si fece condurre alla ventura; i rii, coi muri delle case a
+picco, parevan chiusi, senz'aria; ora la gondola sfiorava la scalea d'un
+palazzo, ora scivolava lungo qualche casipola, dalle finestre della
+quale giungeva il chiacchierìo infaticabile delle popolane; e se una
+gondola passava rasente, era una visione d'ombra, una linea nera e
+fugace, un uomo ritto a poppa, una figura indistinta sdraiata sui
+cuscini; poi silenzio, rotto dal remo che grondava acqua.
+
+Allorchè tornò a casa, Filippo notò quel che già aveva sentito durante
+il giorno: la sua camera non gli diceva più nulla, il suo ricco
+appartamento, al quale era andato per tanti anni recando belle cose
+d'arte e oggetti di pregio, non gli importava più dell'appartamento
+d'un albergo. Le ore gli sembrarono eterne; il pensiero di quella
+ragazza, lasciata sola in un piccolo paese, in un alloggio che differiva
+poco da una taverna, gli martellò il cervello tutta notte.
+
+Prese sonno verso l'alba; e non si svegliò da quel torpore se non quando
+gli parve che qualcuno camminasse cautamente per la camera.
+
+Era un servo, mandato dalla contessa Bianca, la quale, vista l'ora
+tarda, temeva che Flopi stesse poco bene.
+
+--Che ora è, Piero?--domandò Filippo.
+
+--Sono le undici, signor conte.
+
+Piero stava immobile presso il letto ad aspettare gli ordini.
+
+--Va, va!--gli disse il conte.--Non ho bisogno di nulla. Avverti la
+contessa che mi alzo subito.
+
+E poco dopo, mentre attendeva alle cure della persona, Filippo sentì la
+noia plumbea per quelle ore che ancora gli toccava di passare a Venezia,
+per il pranzo dei conti Lombardi, per le chiacchiere insulse alle quali
+avrebbe dovuto prestare orecchio. Egli era irritato e malcontento. Dopo
+una colazione quasi sempre silenziosa, perchè sua madre cercava ella
+pure di schivare allusioni ed argomenti spiacevoli, egli uscì, gironzò
+qualche tempo in Piazza e sotto le Procuratie, fece parecchi acquisti
+per Loredana, e quasi senz'accorgersi, camminando lentamente, si trovò
+nel campiello, innanzi alla casetta bianca della piccola amica.
+
+Egli aveva promesso a Loredana di portar notizie di lei alla sua mamma;
+e quando rivide la casa, con quelle finestre bifore, alle quali la
+fanciulla s'affacciava un giorno per salutarlo; e quando sentì la
+familiarità di quel tranquillo angolo di Venezia, dov'egli veniva per
+salvarsi dalle omelíe della contessa Fausta, per vivere la vita modesta
+degli altri e dimenticar la propria, inutilmente ricca e fastosa; quando
+mille ricordi semplici e graditi gli tornarono in folla al pensiero,
+Filippo non si perdette a riflettere oltre: si avvicinò alla porta,
+dipinta in verde scuro, con un bel battente di bronzo foggiato ad anello
+che una testa di leone teneva fra le mandibole; e suonò il campanello.
+
+A una delle finestre si affacciò indi a poco la domestica, piccoletta e
+nera in viso, che voleva bene alla fanciulla.
+
+Essa fu così stupita alla vista di Filippo, che mandò un'esclamazione:
+
+--Maria a te provveda! Il conte! Il conte! Il conte!...
+
+E d'un subito si mise a correre per la casa, in cerca della signora,
+gridando a perdifiato:
+
+--Il conte! Il conte! Il conte!
+
+La signora De Carolis, che era occupata a stirare, accorse tutta
+maravigliata e tremante; si affacciò alla finestra ella pure, s'assicurò
+che il visitatore era il conte Vagli, e infine si decise a tirare il
+cordone.
+
+La porta s'aperse, e Filippo entrò.
+
+In alto della scala, proprio sull'ultimo gradino, vide ritta e pallida
+la signora Emma; la quale, senza rispondere al saluto di lui, scese
+qualche scalino per abbreviar la distanza, e domandò con voce rauca:
+
+--E Lori, dov'è?
+
+--Sono venuto a portarle sue notizie,--rispose Filippo, salendo con la
+signora, tuttavia incerto dell'accoglienza.--Sta bene, mi parla sempre
+di lei.
+
+Passarono innanzi alla domestica, la quale rimaneva a bocca aperta,
+guardando Filippo con ammirazione attonita.
+
+--Buon dì, Rosa!--egli le disse.
+
+E l'altra fece una riverenza, non potendo esprimere la voglia d'aver
+notizie della signorina.
+
+La signora Emma e Filippo entrarono in quella saletta dal pavimento a
+piastrelle bianche e rosse, dove il conte e la fanciulla avevano
+concertata la fuga; Filippo notò subito, sopra una mensoletta di legno,
+una figurina di _biscuit_, che abitualmente era sulla tavola, e che un
+giorno la ragazza andava girando e rigirando, mentre l'amico le
+susurrava all'orecchio parole ardenti d'amore e speranze di giorni
+felici.
+
+Egli prese le mani della signora De Carolis, e le disse con voce
+malcerta:
+
+--Io devo chiederle perdono. Le ho portato via Loredana, la sua Lori! Ma
+essa è oggi felice con me. Ho fatto male, ho agito per impulso,
+ciecamente. Non oso scolparmi, lo vede! Pure, Loredana è felice, e
+questo non risponde a tutti i suoi dubbii, a tutte le sue paure?
+
+La signora scosse tristemente la testa e ritrasse le mani dalle mani di
+Filippo.
+
+--No,--ella rispose.--Sarebbe felice se potesse andare a fronte alta:
+ma così, quale umiliazione! Ora non comprende; comprenderà più tardi....
+È una fanciulla disonorata; non ha nome; e nessuno crederà all'amore. Il
+mondo è cattivo; sarà accusata d'essersi venduta per vizio o per
+bisogno....
+
+Filippo fece un movimento con la mano, come per protestare.
+
+--Oh, non neghi!--interruppe la signora, il cui volto bianco, dalle
+occhiaie scure, diceva quante notti tormentose e quante ore d'angoscia
+aveva passato la povera donna.
+
+Ella sedette sopra un divano, dimenticando di accennare una sedia a
+Filippo; e proseguì:
+
+--Nessuno di quelli che la conoscono sa ancora nulla; ma il mistero non
+può durare più a lungo, e il giorno si avvicina in cui dovrò confessare
+la sua colpa. Che cosa dirò per farla perdonare, o perchè gli altri le
+siano indulgenti? Non aveva la sua mamma che le voleva bene? Forse le
+mancava qualche cosa, qui, dove io non pensava che a lei? Non voleva
+sposare quel Gianella maledetto? E io l'avrei aiutata, e io le avrei
+permesso di scegliersi persona più degna.... Ma fuggire, ma diventar
+l'amante d'un uomo che non potrà mai sposarla, e abbandonare la mamma
+sua, la casa, tutto e tutti, come una disperata, e rovinare la sua
+giovinezza!... Sì, è giovane, era inesperta, io mi fidava ciecamente....
+Io posso assolverla; il mondo riderà di lei e di me, cadute vittime di
+un falso amico, d'un egoista senza cuore....
+
+Filippo, tuttavia in piedi, col cappello di paglia tra le mani, udendo
+l'accusa scudisciargli il viso, fece un passo, sentì il viso
+avvampargli, ma si rattenne e non disse parola.
+
+La signora Emma lo guardò, e aggiunse freddamente:
+
+--Si sieda! Mi parli di Lori. Dov'è adesso?
+
+--A Sirmione,--rispose Filippo.
+
+--Verrò a prenderla,--annunziò la signora con voce decisa.
+
+--A prenderla?--esclamò il conte sbalordito.
+
+--Sì, a prenderla. Forse sono ancora in tempo a riparare uno scandalo.
+Ho detto a chi mi chiedeva di lei che è in campagna. Ebbene, bisogna che
+da questa campagna Loredana ritorni. Io non confesserò mai mai, che mi è
+fuggita di casa, capisce? Il suo ritorno, la sua presenza, la ripresa
+delle nostre abitudini faranno tacere le cattive lingue. Mia figlia è
+conosciuta da poca gente modesta, che certo non villeggia a Sirmione.
+Forse sono ancora in tempo a salvarla se Dio mi aiuta. E lei, conte, non
+si opporrà. Ha commesso un'azione disonesta, non vorrà commetterne una
+seconda....
+
+--Ma io l'amo, Loredana!--proruppe Filippo.--Non permetterò che me la
+portino via; io vivo per lei, cerco di renderla felice, mi allontano io
+pure dal mondo, per dedicare a lei le cure più affettuose, e ho fatto
+della sua vita la mia.... Non permetterò che me la ritolgano, a nessun
+costo; non permetterà ella stessa, Loredana, perchè mi ama e non domanda
+nulla a nessuno!
+
+La voce del conte vibrava di tanta sincerità e di tanto affanno, che la
+signora De Carolis ne fu scossa e lo guardò un istante, presa da
+esitazione.
+
+--Sono venuto da lei a chiederle perdono,--proseguì Filippo,--a
+chiederle perdono con una umiltà che non è nelle mie abitudini. E
+lealmente le ho detto dove viviamo, perchè non volevo continuare con lei
+una finzione antipatica; se l'avessi ingannata, se le avessi detto che
+viviamo a Roma o a Parigi, ora potrei ridermi delle sue minaccie.
+
+S'interruppe e camminò pel lungo e pel largo nella saletta.
+
+--Non me la porterà via!--soggiunse.--A qualunque costo, non me la
+porterà via! Appartiene a me, ora, e a nessun'altro al mondo! Non me la
+porterà via!
+
+La signora De Carolis comprese che non poteva ragionare con un uomo in
+tale stato d'animo. Filippo aveva le labbra bianche e il suo corpo
+tremava come scosso da febbre violenta; egli si abbandonò in una
+poltrona, nascose il volto tra le mani, e stette così, per lungo tempo,
+in silenzio, agitato sempre da un tremito invincibile.
+
+Emma tacque ella pure, a lungo, guardando l'uomo superbo, ridotto da una
+parola come uno schiavo o come un mendico, accasciato sotto il peso
+della sua passione.
+
+--Veda,--cominciò infine la signora.--È necessario! Appunto perchè vuol
+bene a Loredana, la lasci tornare con la sua mamma.... Lei si pentirà un
+giorno di questo rifiuto.
+
+--Non mi pentirò mai!--esclamò Filippo, staccando le mani dal volto.
+
+La signora De Carolis vide che le lagrime solcavano il viso del conte,
+ebbe un lampo forse di riconoscenza, certo di pietà, ma seppe frenarsi,
+e continuò, quasi non avesse notato nulla:
+
+--Per parlare come lei parla, bisognerebbe dirmi quale avvenire attende
+mia figlia. E lei non lo sa, perchè l'avvenire di Loredana dipende dal
+capriccio, dalla volontà, dall'interesse del conte Filippo Vagli, il
+quale oggi l'ama sinceramente e domani può considerarla un impaccio....
+
+Filippo crollò le spalle, ma la signora aggiunse, senza badargli:
+
+--È possibile che io accetti una situazione simile per mia figlia?
+Ripeto che forse sono ancora in tempo a impedire uno scandalo enorme; se
+non mi ingegnassi di riuscirvi, sarei non una madre, ma la più vile, la
+più spregevole delle donne....
+
+Nel turbamento di tutto il suo spirito, Filippo sentiva che la disgrazia
+aveva dato una lucidità di comprensione, un'energia e una volontà, a
+quella donnina fragile e dimessa, quali egli non avrebbe mai potuto
+sospettare. La signora De Carolis aveva il viso pallido tutto
+rischiarato dalla luce d'una decisione, dalla speranza di salvare la
+figliuola; Filippo intuì che era impossibile lottare con un sentimento
+così forte, il quale aveva l'aureola di qualche cosa di sacro. Egli non
+poteva opporre che le ragioni del suo amore, cioè di un sentimento
+comune, fatto di egoismo, di concupiscenza, di orgoglio.
+
+Disse lentamente:
+
+--Loredana penserà che io l'ho tradita, che son venuto apposta a Venezia
+perchè lei andasse a ripigliarsela, dopo quindici giorni....
+
+--Oh no,--interruppe la signora Emma,--io saprò parlarle, e le spiegherò
+come sono avvenute le cose....
+
+Seguì un breve silenzio. Filippo era sempre seduto, con le labbra
+bianche, gli occhi annebbiati dal pianto: la signora Emma gli si
+avvicinò, gli mise una mano sulla spalla, e disse:
+
+--Lei non deve opporsi. Dio aiuta le madri. Se lei non mi facesse trovar
+più la mia Lori a Sirmione, ebbene, scandalo per scandalo: agirei con la
+forza, come non ho osato fino ad oggi....
+
+Il conte sollevò il viso a fissare la donna, e rispose brevemente:
+
+--Non minacci!
+
+--No, non minaccio,--disse la signora più calma.--È stato Dio che l'ha
+mandato, per quest'atto di pentimento e di sincerità....
+
+Tacque, guardò Filippo, che pareva in quell'istante un fanciullo domato,
+un mendico febbricitante, così scosso dal tremito implacabile. La
+signora si ritrasse, perchè non voleva mostrar gli occhi che le si
+velavano di pianto, e uscì in fretta.
+
+Filippo rimasto solo, si guardò intorno come trasognato....
+
+Era dunque la realtà, quella? Non doveva più vedere Loredana, la sua
+bella, la sua cara amica, e non più baciarne i capelli bruni dai
+riflessi dorati, e non più udirne la parola, e non più farla fremere di
+piacere e di gioia? Quale demonio l'aveva così scioccamente condotto in
+quella casa, a chiedere un più sciocco perdono, a dire stupidamente dove
+Loredana era nascosta?
+
+Tutto crollato, tutto finito in un lampo! E Loredana, la fiduciosa
+amica, abituata a considerar lui come il più forte, il più libero, il
+più saggio degli uomini? Che avrebbe pensato?...
+
+La porta della saletta si aperse ed entrò la signora Emma, recando ella
+stessa un vassoio col caffè e una bottiglia di liquori.
+
+--Prenda qualche cosa,--ella disse.--Le ho preparato un caffè; beva una
+goccia di cognac.
+
+Essa versò, mise innanzi il vassoio a Filippo, riempì di cognac un
+bicchierino, glielo porse: egli lasciava fare, macchinalmente, e sorbiva
+il caffè, senza sentirne il gusto.
+
+--Non capisco,--disse a un tratto, rimettendo sul vassoio la
+chicchera.--Non capisco. Loredana torna qui? Lei va a riprenderla?... E
+io....
+
+La signora Emma non rispose, ma Filippo incalzò:
+
+--Mi dica: non la vedrò più?
+
+E poichè la signora rimaneva sempre silenziosa, anch'egli non domandò
+più nulla, e restò immobile, con gli occhi fissi nel vuoto, come a
+seguire qualche fantasma spaventevole.
+
+Finalmente si alzò, prese il cappello, stese la mano alla signora De
+Carolis, e uscì senza far parola. In anticamera, la domestica lo
+aspettava per dirgli qualche complimento, ma vedendolo così pallido e
+sfatto, corse in cucina e vi si richiuse, perchè egli non avesse a
+soffrire incontrandola in anticamera.
+
+
+
+
+XI.
+
+
+Il sole che arroventava il campiello e illuminava le case con una luce
+quasi insopportabile, ebbe potere di scuotere Filippo da
+quell'accasciamento che pareva sonnambulismo. Si drizzò, sentendo che le
+spalle gli si erano incurvate, e si guardò intorno con occhio sicuro.
+
+Perdere Loredana? Obbedire a sua madre? Tutto finito, tutto crollato?
+
+--Parto col primo treno,--promise a se stesso.--Arrivo a Sirmione,
+prendo Loredana e questa sera saremo lontani e sicuri. Qualunque cosa,
+piuttosto di perderla. Ho commesso una fanciullaggine con sua madre;
+bisogna riparare subito, subito, subito....
+
+Non aveva ancor finito il suo pensiero, che una voce nota gli risonò
+alle spalle.
+
+--Guardalo qui! Dove vai, così meditabondo?
+
+Era Berto Candriani, che, fattoglisi al fianco, lo squadrò e rimase
+stupefatto.
+
+--Accidenti! Che cosa t'è successo? Ti hanno bastonato?
+
+Filippo gli disse con voce secca:
+
+--Non ho voglia di scherzare, Berto!
+
+--E non scherzo. Mi dispiace sinceramente di vederti così, come ti fosse
+avvenuto qualche cosa di molto grave. Eri tanto allegro iersera....
+
+Il conte non rispose, e i due uomini procedettero qualche tempo senza
+far parola urtati dalla gente che passava per le calli; ma quel giorno
+doveva essere singolarmente disgraziato per Filippo, perchè allo svolto
+d'una viuzza s'imbattè col conte e con la contessa Lombardi.
+
+--Ah, bene, bene, bene!--esclamò il conte Lombardi, aprendo le braccia,
+come per impedire il passaggio ai due amici.--Venite a proposito!
+
+La contessa ebbe un sorriso di compiacenza alla vista di Filippo, che le
+stava innanzi a capo scoperto e la salutava.
+
+--Abbiamo la gondola a due passi di qui,--ella annunziò,--e si parlava,
+proprio di voi, Flopi. Noi facciamo un giro, e vi conduciamo con noi.
+Anche Berto Candriani ci farà compagnia....
+
+--Un giro?--ripetè subito Berto con circospezione.--Che cosa deve
+intendersi per un giro, contessa?
+
+--Muoviamoci,--ella rispose.--Noi impediamo il passaggio alla gente. Ora
+entriamo in gondola, e vi spiegheremo.
+
+La contessa Lombardi era ancora piacevole, benchè avesse valicato la
+quarantina. Il suo corpo era svelto, i capelli eran chiari, gli occhi
+vivi; solo la carnagione aveva perduto la sua freschezza; ma poichè la
+contessa dichiarava ella per prima di esser vecchia e finita, tutti la
+guardavano con simpatia e la trovavano assai più giovane di quanto non
+dicesse.
+
+Arrivati al traghetto dove aspettava la gondola a due remi, la contessa
+vi montò, Berto vi balzò dentro, dicendo:
+
+--Spiegateci il giro!
+
+Ma Filippo disse:
+
+--Contessa, io devo scusarmi....
+
+--Ah bah!--esclamò la contessa.--Flopi, voi mi fate pensare che la
+nostra compagnia vi dispiaccia. Quando noi vi facciamo un invito, voi
+avete subito pronta una scusa.
+
+--Cara contessa, siete crudele!--mormorò Filippo.
+
+--Oh, a proposito,--aggiunse il conte Lombardi.--Ricordati che sei a
+pranzo da noi, stasera.
+
+--Dunque, vi decidete?--domandò la contessa, guardandolo.
+
+Filippo comprese che bisognava decidersi, si appoggiò al braccio del
+gondoliere, e salì....
+
+Il giro della contessa durò per più ore; la gondola, spinta con agile
+vigorìa, uscì dal bacino di San Marco in un batter d'occhio, e prese il
+largo verso il Lido, poi, per le Vignole, arrivò a San Francesco del
+Deserto.
+
+La contessa Lombardi e Berto Candriani erano allegri.
+
+--Non è vero che almeno così godiamo un po' di fresco? Sentite che bel
+fresco, Flopi?--diceva la contessa.
+
+Filippo aveva perduto ogni velleità di ribellarsi. Le ore passavano e
+gli cadevano sul cuore come goccie di piombo, con un presentimento
+funesto; ma egli era troppo abituato alle commedie del mondo perchè il
+suo volto lasciasse trasparir l'angoscia febbrile alla quale tutta
+l'anima sua era in preda. Sarebbe partito l'indomani: ormai bisognava
+adattarsi e non far pesare i proprii dolori sugli amici che volevan
+godere la sua compagnia.
+
+Con un rude sforzo riuscì a dominarsi e parve felicissimo di quella
+gita, di quello sciupìo di tempo, infinitamente prezioso per lui;
+scherzò con Berto Candriani, il quale non sapeva comprendere una
+mutazione così rapida, ed era stupefatto; Filippo fece anche un po' di
+corte alla contessa, col consenso del marito, che sorrideva.
+
+--Io non so dove tu sia stato,--osservò a un tratto il conte
+Lombardi.--Se ne raccontan di belle, a questo proposito....
+
+--Di bellissime,--rincalzò Berto.
+
+--Non so dove tu sia stato, Flopi, ma la campagna ti ha fatto bene. Sei
+allegro....
+
+--Allegro,--ripetè Filippo, sentendo l'ironia di quella affermazione.
+
+Tornavano verso Venezia, e la città si scorgeva tutta bianca, come
+tutelata dall'angelo d'oro del campanile vetusto: i palazzi marmorei
+parevan da lungi portentosi ricami, fragili merletti diuturnamente
+lavorati dall'uomo e dal tempo; le acque ai loro piedi si stendevan
+placide, con un trasparente color di smeraldo, che gli ultimi raggi di
+sole facevano scintillare.
+
+--Ma io vorrei sapere,--osservò la contessa,--che cosa si dice della
+campagna di Flopi....
+
+I tre uomini si guardarono.
+
+--Ecco,--disse Berto Candriani,--si dice che....
+
+--È sottinteso,--interruppe Filippo,--che voi, contessa, non crederete
+parola di quanto sta per raccontarvi Berto. Voi conoscete quest'uomo? Il
+più fantasioso dei maldicenti....
+
+--Non crederò nulla,--rispose la contessa.--Ma vorrei sapere.
+
+--Si dice,--continuò Berto Candriani,--che Flopi, innamorato d'una
+bella, d'una bellissima ragazza, sia scappato con lei.
+
+La contessa Lombardi diede in una risata.
+
+--Che pazzo!--esclamò.--È scappato, ed è qui in gondola, al mio fianco?
+
+Berto crollò le spalle.
+
+--Siete ingenua, contessa, mia! È qui per un giorno o due. Domani sarà
+scomparso di nuovo.... Sa far le cose da maestro, la vecchia volpe....
+
+La contessa stette un momento a pensare, poi osservò:
+
+--Credevo meglio. Queste cose vanno sempre a finir male; e se
+l'avventura è come si racconta, Flopi ha perduto la testa davvero.
+
+Filippo sorrise con l'indifferenza dell'uomo che ascolta cose senza
+alcun senso.
+
+--È come ve la racconto io,--assicurò Berto Candriani.--Fuga romantica
+con giovinetta.
+
+La contessa alzò le spalle.
+
+--Via, via,--esclamò,--sono maldicenze sciocche: sarebbe nato uno
+scandalo senza esempio, e invece non c'è che qualche diceria.... Voi non
+sapete ragionare, povero amico!
+
+--Oh guarda,--protestò il Candriani,--Flopi scappa con una ragazza, e
+chi non sa ragionare sono io! Voglio mettermi anch'io a far fuggire le
+fanciulle, per vedere se mi troverete ragionevole....
+
+Gli amici risero, e la conversazione fu mutata.
+
+A Venezia, giunsero sull'imbrunire; Filippo e il Candriani, scendendo
+dalla gondola presso la piazza San Marco, presero congedo per correre a
+casa a mutarsi d'abito e per ritrovarsi indi a un paio d'ore nuovamente
+dai conti Lombardi.
+
+Non appena fu solo, nella sua camera, Filippo sentì calargli sulle
+spalle il peso di quella giornata nefasta, l'accoramento per la sorte di
+Loredana. Gli tornò il pensiero d'andarsene subito, di giungere in piena
+notte a Sirmione, di prendersi la fanciulla e fuggir lontano.
+
+Ma di nuovo, le abitudini lo dissuasero. Era impossibile mancare al
+pranzo, dar quella clamorosa conferma alle voci delle quali il Candriani
+s'era fatto eco. Bisognava partire all'alba; ormai non si trattava più
+che di poche ore, dell'ultimo sacrifizio.
+
+Quando Filippo, in marsina, con una gardenia all'occhiello, varcò la
+soglia del palazzo Lombardi, egli aveva dipinta in viso una tale
+espressione di pace, che lo si sarebbe giudicato l'uomo più tranquillo
+del mondo.
+
+Berto Candriani, il quale l'aveva preceduto di poco, rimase, al vederlo,
+stupefatto per la terza volta.
+
+
+
+
+XII.
+
+
+Loredana, accasciata per la lettera nella quale Filippo le annunziava
+che la sua lontananza si sarebbe ancora prolungata di alcuni giorni,
+stava sul divano, a occhi chiusi, non udendo, non pensando, nella
+disperazione di far passare quel tempo che doveva essere eterno.
+
+Le fiamme della gelosia cominciavano a divorarle il cuore. La società
+alla quale apparteneva Filippo e nella quale era momentaneamente
+rientrato, pareva alla fanciulla singolarmente pericolosa. Egli vi
+avrebbe ritrovato Fausta e mille altre donne come quella, aiutate dal
+lusso e dall'eleganza. E che cosa poteva far lei, povera ragazza ancora
+ingenua, contro le malìe di quelle femmine sapienti, cariche di gioielli
+prodigiosi, ornate di tutte le grazie? Per la sua fantasia inesperta i
+convegni mondani eran come convegni d'amore nei quali Filippo avrebbe
+dimenticata presto la piccola amica che soffriva.
+
+E il pensiero venne a colpirla con tanta durezza, che la fanciulla balzò
+in piedi, corse nella camera da letto, ne uscì con un largo cappello
+bianco che piantò risolutamente in testa, e s'avviò, tenendo un
+ombrellino scarlatto fra le mani.
+
+Nel vestibolo trovò la signora Teobaldi, la quale s'avviava appunto
+dalla ragazza per strimpellare il piano. Clarice era vestita alla
+Pompadour, con amplissimi disegni sul corsetto e sulla gonna: questa,
+troppo corta, lasciava scoperti i piedi calzati di scarpe bianche; e
+così abbigliata, coi fianchi prominenti, la figura tozza, la Teobaldi
+pareva una trottola accuratamente pitturata di fresco.
+
+--Esce?--ella domandò con voce triste.
+
+--Sì, vado a passeggiare,--rispose Loredana.--Vuol tenermi compagnia?
+
+Eran le quattro; il sole abbruciava, la luce era acciecante, sugli
+alberi strillavano le cicale.
+
+Clarice, fattasi sulla soglia, gettò un'occhiata intorno, aggrottò le
+terribili sopracciglia, e disse:
+
+--Non so se mi convenga arrischiare....
+
+--E perchè no?--chiese Loredana stupita.
+
+--Sa, per la voce; potrei prendere un riscaldo....
+
+La fanciulla crollò le spalle e uscì.
+
+Voleva andare a quelle Grotte di Catullo che avevano visto la sua
+felicità, quando vi passava con Filippo quasi l'intera giornata,
+imaginando d'esser con lui in un'isola perduta dell'Oceano. Ma per la
+certezza che quei ricordi, uniti all'amaritudine presente, l'avrebbero
+fatta soffrire di soverchio, Loredana s'avviò sulla strada di Sirmione,
+verso la strada provinciale.
+
+Camminava adagio, riparata dall'ampio ombrellino scarlatto, e guardava
+gli alberi, l'erba, l'acqua, le barche dei pescatori, per distrarre la
+mente, perdendosi in osservazioni oziose. Si fermò a rintracciar fra
+l'erba una cavalletta, stette a vedere una lucertola che, immobile, la
+fissava coi piccoli occhi neri e acuti. A un punto della strada, alcuni
+monelli uscirono a giuocar coi noccioli delle pesche, e Loredana
+assistette a una partita, come un monello essa pure.
+
+Così s'era già dilungata verso la strada provinciale, quando da un
+nugolo di polvere che si scorgeva lontano, comprese che una carrozza
+s'avvicinava; e perchè la cosa non era troppo frequente, Loredana
+sedette sopra un muricciuolo, aspettando l'arrivo insolito. La vettura
+correva rapidissima e si udiva il tintinnìo dei campanelli.
+
+Un pensiero balenò nel cervello di Loredana:
+
+--Fosse Filippo?
+
+Ma non volle fermarsi a quell'idea, assurda, e che pur le faceva battere
+il cuore con tanta ansietà.
+
+Del resto la carrozza era ormai a pochi passi. Loredana si alzò in
+piedi, gettò un'occhiata, e vide....
+
+Era possibile? Aveva visto bene? Non si trattava d'un'allucinazione?
+
+La carrozza procedette ancora per alcuni metri, poi si fermò, e una
+donna ne discese, tornò indietro a corsa, gridò:
+
+--Lori, Lori, Lori!
+
+Loredana le andò incontro, smarrita, felice, non riuscendo a
+comprendere; e sulla strada, innanzi al vetturale attonito, madre e
+figlia s'abbracciarono e si baciarono piangendo.
+
+--Vieni con me,--disse la signora De Carolis alla figlia.--Andiamo
+all'albergo. Devo parlarti....
+
+Le due donne saliron di nuovo nella vettura, che riprese la sua corsa.
+
+--Oh mamma, come sono felice!--esclamò Loredana, tornando ad
+avvinghiarsi al collo della madre, e baciandola con forza.--Chi ti ha
+detto che ero qui? Sei venuta a farmi compagnia? Sono sola, tutta sola.
+Starai con me. C'è una bella camerina all'albergo, e te la farò
+preparare subito, subito, perchè devi essere stanca, con questo caldo.
+Ah, come sono felice, mamma! Mi pareva che qualche cosa mi chiamasse per
+questa strada!
+
+Mentre ascoltava le parole e rendeva i baci, Emma andava considerando la
+sua figliuola, così elegante nell'abito leggero di seta cruda color
+d'oro, con la vita stretta in un'alta cintura rossa, con
+quell'ombrellino scarlatto dalla impugnatura d'avorio bruciato.
+
+Era molto bella, e molto diversa da un giorno. Il soffio misterioso
+dell'amore le aveva dato un'espressione nuova, inconsciamente più
+ardita; se prima era ammirata, adesso poteva svegliare la concupiscenza
+e accendere la passione degli uomini. Ma Loredana pareva ignorare e il
+mutamento compiuto e la significazione pericolosa della sua bellezza.
+Tutto pareva ella ignorare; anche l'abisso in cui era precipitata, dal
+fondo del quale sorrideva a sua madre.
+
+Emma evitò di rispondere, il cuore stretto da uno struggimento oscuro;
+per fortuna il supplizio durò poco; la carrozza giunse innanzi
+all'albergo, e Loredana, svelta e leggera, balzò a terra, e stese la
+mano ad Emma.
+
+Una donna assisteva a quell'arrivo impensato: Clarice Teobaldi, la
+quale, pavoneggiandosi nell'abito troppo corto alla Pompadour,
+passeggiava avanti all'albergo, per farsi ammirare da alcuni pescatori,
+che la guardavano con ironia mal celata.
+
+Loredana si volse, vide la Teobaldi e sorrise.
+
+--È tornata in carrozza?--disse l'altra, sorridendo a sua
+volta.--Credevo fosse arrivato il signor conte.
+
+--No, è la mamma, la mia mamma!--esclamò gioiosamente Loredana.
+
+La Teobaldi fece un inchino alla signora De Carolis, che la squadrò con
+un'occhiata, non rispose al saluto, ed entrò nell'albergo, seguita dalla
+fanciulla.
+
+Quando giunsero alla camera di Loredana, Emma, appena varcata la soglia,
+si volse e chiuse l'uscio a chiave.
+
+
+
+
+XIII.
+
+
+Quella era la camera che aveva visto e tutelato gli amori di Loredana
+con Filippo; tra quelle pareti s'era svolto il dramma eterno della
+fanciulla che si tramuta in donna; e forse ogni oggetto, ogni mobile,
+ogni ninnolo conservava un ricordo, aveva un significato pei due amanti.
+
+Emma De Carolis gettò uno sguardo a sua figlia, e disse bruscamente con
+voce secca:
+
+--Sono venuta a prenderti.
+
+Loredana, la quale era in piedi, ancora col cappello in testa, non potè
+frenare un sussulto, e ripetè:
+
+--A prendermi?
+
+--A prenderti,--annunziò Emma di nuovo.--A prenderti e a condurti a
+casa. Credi che sia venuta qui per assistere a questo scandalo, a questa
+vergogna? Su; levati codesto abito, metti il tuo vestitino nero; fa
+presto, perchè non abbiamo tempo da buttar via.
+
+Loredana, udendo quella rampogna espressa con voce fredda, decisa, che
+non avrebbe attesa mai da sua madre, diventò pallidissima e si appoggiò
+allo schienale d'una sedia. Non comprendeva ancora bene, ma intuiva
+oscuramente che il suo amore era finito, spezzato, cancellato per
+sempre.
+
+--Véstiti,--ripetè Emma.--Fa presto.
+
+La fanciulla le si avvicinò, ma non osò stendere le braccia, per
+attirarla a sè.
+
+--Mamma,--disse,--che cosa avviene?
+
+Si passò una mano sul viso, come per fugare una nube che le avesse
+ottenebrato la vista; e seguitò:
+
+--Mamma, non comprendo....
+
+--Lo so; lo so, che non comprendi,--rispose Emma.--Obbediscimi; va a
+vestirti; ti spiegherò tutto, dopo.
+
+--Ma dove andiamo, mamma?--esclamò Loredana, stendendo le mani quasi ad
+implorare.
+
+--Dove andiamo? A casa; torniamo a casa nostra, a Venezia.
+
+La fanciulla fece ancora un gesto, smarrita, guardandosi intorno.
+
+--E Filippo?--domandò.--Lo sa, Filippo, che sei venuta, a prendermi?
+
+Emma si sentì avvampare la faccia ed ebbe un lampo nello sguardo.
+
+--Filippo?--ripetè.--Io, tua madre, ho da chiedere il permesso al conte
+Vagli per riprendere la mia figliuola? E tu obbedisci a lui, piuttosto
+che a me?... Lori, non farmi parlare, non tormentarmi....
+
+Le due donne eran di fronte e si guardavano, ambedue timorose di far
+male e tuttavia nell'impossibilità di capirsi. Loredana tremava da capo
+a piedi, come già Filippo aveva tremato innanzi ad Emma; ma la
+fanciulla, invece di piangere e di smarrirsi, sentiva tumultuare
+nell'animo una ribellione sorda, imperiosa, veemente, che a pena era
+frenata dalla presenza della madre.
+
+--Filippo,--essa mormorò,--Filippo non sa nulla, e io non posso partire
+così, senz'avvertirlo. Mi ha scritto che tornerà fra qualche giorno;
+ebbene, mamma, aspetta; glielo dirai tu, che io devo tornare a casa....
+
+Emma non potè trattenersi, avanzò qualche passo, afferrò un braccio
+della figliuola, e la scosse con forza.
+
+--Ma che cosa dici?--esclamò.--Chi è Filippo? Che diritti ha su di te,
+perchè tu non possa muoverti senza il suo beneplacito? Io non so chi
+sia, colui.... È un libertino che ti ha sedotta; e io devo aspettarlo
+qui, per chiedergli il permesso di riprendere mia figlia? Che cosa dici,
+pazza?
+
+Per la durezza di quelle parole, per la stretta nella quale sentiva
+preso il braccio, per le offese lanciate a lei e al suo amante, Loredana
+proruppe. Si liberò dalle mani di sua madre, fece un passo indietro, e
+con gli occhi scintillanti, colla persona eretta come se tutti i nervi
+si fossero tesi rudemente nel suo corpo fragile, ella rispose:
+
+--Ma è inutile, sai? È inutile che tu insista! Io non parto: io non mi
+muovo.
+
+--Lori,--mormorò Emma,--pensa a quel che fai....
+
+--Non parto, non mi muovo, se prima non è tornato Filippo,--rincalzò
+Loredana con voce che le usciva tronca dalle labbra.--Filippo ha dei
+diritti, su di me; tu puoi ignorarli; io non posso, se non sono una
+ragazza spregevole. I suoi diritti non li ha inventati lui; glieli ho
+dati io, perchè l'amo, e ho abbandonato ogni cosa per seguirlo. Egli non
+mi ha sedotta; gli volevo bene, gli voglio bene oggi più che mai; vivo
+qui sola, in questo paese, per lui. Che colpa ha Filippo in tutto
+questo? Se anche avessi sposato Adolfo, oggi vorrei bene a Filippo,
+perchè non ho mai amato che lui; e perciò Filippo è un libertino? Se
+anche fosse? Io lo amo, gli ho dato tutti i diritti su di me, e tanto
+peggio per me, dunque! Del resto, mamma, non è questione di diritti. Io
+dovrei partire senza avvertirlo? Egli torna, felice di stare con me, e
+non mi trova più? Che cosa mi ha fatto, per trattarlo a questo modo? Non
+parto, non mi muovo, fin che io non lo abbia rivisto....
+
+Emma ascoltò in silenzio; il suo sdegno, a mano a mano che la figlia
+parlava, andava cadendo. Ella raffrontava mentalmente le parole di
+Filippo con le parole di Loredana, e sentiva di trovarsi alle prese con
+una passione senz'argini, fatta d'impeto, contro la quale era
+impossibile agire con la forza.
+
+Sedette in una poltrona, e quando Loredana tacque, ella disse,
+addolcendo la voce:
+
+--Capisco che lo ami. Lo ami più di me. Io sono una povera mamma. Ero
+venuta per perdonarti.... Quante mamme avrebbero perdonato?
+
+Udendo quella voce, la solita voce buona di sua madre, Loredana
+s'avvicinò, si mise in ginocchio presso la poltrona, ricinse con le
+braccia il busto di Emma; e mentre le scendevan le lagrime silenziose
+per le gote, susurrò:
+
+--Sì, mamma. Io ti voglio tanto e tanto bene....
+
+Esitò un istante, poi aggiunse con qualche incertezza:
+
+--Ma per Filippo è un'altra cosa; non lo amo di più, lo amo
+diversamente. E non posso, credimi, abbandonarlo in questo modo.... Tu
+mi hai perdonato, mamma; e sono così felice! Ma non posso abbandonare
+Filippo senza dirgli una parola.... Ah tu non sai come voglio bene a te,
+come voglio bene a lui! Ho tanto sofferto, pensando a te, che eri sola;
+non ho mai avuto un giorno di requie; non dirmi che io ti ho
+dimenticata....
+
+Cautamente, mentre Loredana parlava, Emma le tolse il lungo spillo e le
+liberò la testa dal cappello, posandolo sulla tavola vicina; poi con la
+mano leggera le accarezzò i bei capelli dai riflessi dorati.
+
+--Lo so,--disse,--che mi vuoi bene. E per ciò ti ho perdonato. Ma il mio
+perdono, vedi, non servirà a nulla, se non potrò aiutarti....
+
+--Aiutarmi, come?--interrogò Loredana stupita.
+
+--Nessuno sa che tu sei fuggita col conte. A tutti io ho narrato che sei
+fuori, in campagna, presso una famiglia amica. La cosa è parsa vera, e
+non si parla più della tua assenza; ma i giorni passano, e se tu non
+torni, verrà il momento ch'io dovrò confessare la tua fuga.... Hai
+capito, Lori? Io dovrò confessare la tua fuga, e tu non potrai più
+tornare a Venezia, se non vorrai che tutti ti segnino a dito, e ridano
+di me e di te. Hai capito, Lori? Ecco perchè son venuta a prenderti;
+siamo ancora in tempo; il tuo ritorno sembrerà naturale, e con l'aiuto
+di Dio, se nulla di peggio avverrà, questa brutta pagina della tua
+giovinezza sarà un mistero per tutti. Hai capito, Lori?
+
+Loredana tentennò il capo, e si alzò, asciugandosi gli occhi.
+
+--Non me ne importa niente,--disse poi.--Perchè devo occuparmi di ciò
+che si dirà un giorno?... Tu agisci, mamma, come se io un giorno dovessi
+sposare Adolfo Gianella o qualche altro. Io appartengo a Filippo, e
+apparterrò sempre a lui. Non si tratta d'una pagina della mia
+giovinezza; si tratta della mia vita intera, che ho donata a Filippo....
+Gli altri non esistono più per me.
+
+La madre sospirò, mulinando di pronunziar qualche parola decisiva, e
+temendo di pronunziarla; fece sedere la fanciulla sulle ginocchia, le
+fece appoggiar la testa alla sua spalla, e osservò cautamente:
+
+--Dici bene, Lori. Hai dato la tua vita intera al conte. Ma se il conte
+si stancasse di te, e se tu comprendessi un giorno che gli sei di peso?
+
+Loredana balzò in piedi, guardando sua madre con gli occhi spalancati.
+
+--Non dirlo, mamma! Non lo pensare nemmeno!--esclamò.--Sai qualche cosa
+tu? Ti hanno raccontato qualche cosa di lui?
+
+Emma allungò le braccia, fece sedere di nuovo la figlia in una
+poltroncina ch'ella aveva avvicinato; e di nuovo con voce dolce e piana,
+disse:
+
+--Non so nulla, cara, non mi hanno raccontato nulla. Ma gli uomini sono
+facili a stancarsi e a mutare....
+
+--Filippo è diverso, sentenziò Loredana prontamente.
+
+--Il conte,--osservò Emma,--gode una posizione privilegiata, ha
+abitudini signorili; può stancarsi non di te, ma della vita che per te
+sarà costretto a condurre; forse i parenti gli daranno dei dispiaceri,
+e, non conoscendoti, giudicheranno che tu sia una donna cattiva. Il
+conte è ricco, e si fa presto a supporre che una ragazza viva con lui
+non per amore, ma per calcolo.
+
+Loredana ascoltava inorridita, con le mani strette, fremendo come
+l'avessero obbligata a piegarsi e a guardare in un gorgo minaccioso, dal
+quale presto ella doveva essere ingoiata.
+
+--Che cose ripugnanti mi dici, mamma!--esclamò, torcendo istintivamente
+la bocca.
+
+Ma Emma sorrise con tristezza, e accarezzò le mani della figlia,
+bianche, dalle lunghe dita.
+
+--Son cose vere, di tutti i giorni,--ella disse poi.--Ed è per questo
+ch'io son venuta a prenderti. Ah, imagina, Lori, che sarebbe di me, se
+dovessero accusarti non solo di aver gettato il tuo onore, ma di esserti
+venduta a un ricco! E non pensi che potrebbero sospettare anche di me,
+come se io avessi visto, compreso e permesso? Io sola conosco la verità;
+io sola ho udito le tue parole e le parole del conte....
+
+Si morse le labbra, volle aggiustar la frase, ma già Loredana l'aveva
+afferrata e già di nuovo, con un balzo, era dritta innanzi a sua madre.
+
+--Di Filippo?--gridò.--Hai udito le parole di Filippo? L'hai visto,
+dunque? È stato da te? Che cosa ti ha detto?... Anch'egli mi ama, non è
+vero? Me l'aveva promesso, che ti avrebbe fatto giungere mie notizie; ma
+egli è venuto a trovarti.... Vedi come è leale? Se volesse abbandonarmi,
+se pensasse di potere stancarsi di me, non verrebbe a parlarti.... Dimmi
+quando l'hai veduto; che cosa ti ha detto?
+
+Emma dovette raccontare, e raccontò della visita e del colloquio avuto
+con Filippo; la fanciulla stava attenta, quasi senza respirare,
+accompagnando la narrazione di sua madre con brevi cenni del capo; e
+quando Emma ebbe finito, Loredana tornò a sedersi e restò a lungo muta e
+cogitabonda.
+
+--Infine,--ella osservò a un tratto,--egli ha acconsentito alla tua
+idea, e ti ha permesso di venire a prendermi. È molto strano il suo
+amore....
+
+--Io l'ho persuaso,--disse Emma.
+
+--Oh aveva paura, dunque?--domandò Loredana.--Di che cosa aveva paura?
+Io non ho avuto paura di nulla, quel giorno....
+
+Tacque nuovamente; a poco a poco l'espressione del suo viso mutava,
+diventando chiusa e dura, come se uno spasimo contraesse i muscoli del
+bel volto giovanile; la fronte bianca e fresca fu solcata da una ruga, e
+le labbra si strinsero, mostrando agli angoli una piega di disgusto.
+
+Ella s'alzò.
+
+--Aspettami,--disse.--Mi svesto, indosso il mio vestitino nero, e poi
+partiamo!
+
+Emma, che aveva colto con l'occhio intento la mutazione rapidissima di
+quel viso, che aveva notato la inflessione recisa della voce, che vedeva
+la figlia impallidire, volle seguirla.
+
+Loredana entrò nella sua camera da letto, si guardò intorno come avesse
+sentito tremare il pavimento sotto i piedi; s'avvicinò a un baule per
+aprirlo; poi si fermò ancora, passandosi una mano sul volto e sulla
+fronte.
+
+--Ora partiamo,--ella ripeteva.--Ora partiamo. Aspettami.
+
+Ma, d'un tratto, mentre s'inchinava per sollevare il coperchio del baule
+nel quale conservava il suo povero abito nero, mandò un grido e cadde a
+terra di schianto.
+
+
+
+
+XIV.
+
+
+L'albergo fu sossopra; accorsero alle grida della signora De Carolis
+l'albergatrice e la signora Teobaldi; poi uscirono ambedue, soffiando e
+galoppando, e tornarono l'una con una bacinella d'acqua fresca, l'altra
+con una boccetta di sali.
+
+In ginocchio presso la figlia sempre immobile a terra, Emma le aveva
+slacciato il busto; ma non riusciva a sollevarla.
+
+La Teobaldi si provò a darle mano, e mentre s'affannava all'opera
+pietosa, udì il laceramento del corpetto alla Pompadour, che non aveva
+potuto resistere agli sforzi inusitati della cantatrice. Allora ella
+uscì, ancora galoppando, con la faccia color paonazzo, e tornò seguita
+dall'albergatore; il quale sollevò Loredana come un fuscello, l'adagiò
+sul letto, e si ritirò subito.
+
+--Lori,--susurrava la madre,--Lori, tesoro mio, amore mio....
+
+--Le faccia fiutar questa boccetta,--consigliò la Teobaldi,--è
+miracolosa! Povera fantolina; le sarà rimasta la colazione sullo
+stomaco....
+
+--Ma no,--rispose Emma.--Mi dia dell'acqua fresca.
+
+La Teobaldi recò la bacinella, e con la mano Emma spruzzò il viso della
+figlia, due, tre volte.
+
+Loredana sospirò infine, profondamente, e il seno bianco si sollevò come
+per un singulto.
+
+--Lori,--susurrò Emma,--amore mio, sono qui.
+
+--Ecco, ecco!--esclamò la Teobaldi.--Rinviene; apre gli occhi....
+
+Apriva gli occhi, infatti, Loredana, e li volgeva intorno senza
+raccapezzarsi; ma incontrò lo sguardo di sua madre e sorrise, allungando
+una mano per prender la mano di lei. Emma le coprì il viso di baci,
+piangendo e balbettando parole di tenerezza.
+
+--Che bella scena!--osservò la Teobaldi, colpita nel suo sentimento
+estetico.--Che bella scena d'amor materno!
+
+Loredana riconobbe la voce, e mormorò a sua madre:
+
+--Mandala via!
+
+Emma si volse.
+
+--Io la ringrazio, signora,--disse alla Teobaldi.--Lei è stata molto
+gentile....
+
+--Non lo dica, non lo dica,--interruppe Clarice,--io voglio molto bene a
+sua figlia. Come si fa a non volerle bene?
+
+Si avvicinò al letto e si rivolse a Loredana:
+
+--Sta meglio, signora? Ah, ma com'è bella, così!... È vero che sta
+meglio? Un po' d'imbarazzo, forse. E poi, nella sua condizione di
+giovane sposa, un malessere momentaneo può avere tanti significati....
+
+Emma fremette da capo a piedi, quasi fosse stata punta. Quell'udir
+chiamare sua figlia «giovane sposa», quell'allusione a una maternità
+possibile, la richiamarono d'improvviso alla realtà senza illusioni.
+
+--Lasciamola, lasciamola,--disse alla Teobaldi,--ha bisogno di riposare,
+adesso. La ringrazio di nuovo, signora.
+
+La Teobaldi salutò ancora Loredana, salutò Emma, ed uscì tra il fruscìo
+dell'abito alla Pompadour e della sottana inamidata.
+
+--Non ti spaventare,--disse la fanciulla a sua madre, non appena l'uscio
+fu chiuso alle spalle della cantatrice.--Sto bene, ora; possiamo
+partire....
+
+E fece l'atto di scendere, ma Emma la rattenne.
+
+--No,--disse.--Puoi aspettare; partiremo stasera.
+
+Ella avvicinò una poltrona e sedette; Loredana chiuse gli occhi, e per
+lungo tempo le due donne non pronunziarono verbo, seguendo ciascuna i
+proprii pensieri. Il silenzio era pesante; non risonava nell'albergo
+alcun rumore, e appena dal basso veniva il mormorìo del lago, che
+lambiva la casa; di tanto in tanto, s'udiva l'ultimo frinire delle
+cicale, salutanti il sole ch'era presso al tramonto.
+
+A un tratto Loredana volse il capo, e domandò:
+
+--Ti ha detto lui, che io era qui? Ne sei ben sicura, mamma?
+
+--Come potrei ingannarti, amore mio?--rispose Emma.
+
+--E ti ha permesso di venire a prendermi?
+
+--Ha dovuto cedere; ha pianto, ha pregato, ma ha dovuto cedere....
+
+La fanciulla sorrise con amarezza.
+
+--Io,--disse poi,--io non ti avrei detto nulla, se fossi stata Filippo;
+o se per disgrazia mi fosse avvenuto di dirtelo, sarei partita subito,
+subito, avrei preso con me colei che amavo, e mi sarei nascosta ben
+bene. Io avrei fatto così.
+
+Emma non rispose, e vi fu un'altra pausa lunga.
+
+--Ma che cosa fa, a Venezia?--riprese Loredana.--Te lo ha detto?
+
+--No.
+
+--È tornato nella società elegante,--mormorò la fanciulla, quasi
+parlando con se stessa.--Dice che non può muoversi, perchè deve
+rispondere alle cortesie e agli inviti che gli fanno; e io ero qui,
+sola, di giorno e di notte, in un paese che non conosco, dove tutti mi
+guardano in così strana maniera!
+
+Tacque; poi, d'improvviso, domandò:
+
+--Che cosa voleva dire quella sciocca?
+
+--Chi, Lori?--chiese Emma.
+
+--La Teobaldi.
+
+--Non ho udito nulla.
+
+--Ma sì: ha detto che il mio malessere può avere tanti significati....
+
+Emma alzò le spalle con disdegno.
+
+--E una sciocca, lo hai detto,--mormorò.
+
+Verso le otto, pranzarono in silenzio, rapidamente. L'albergatrice, che
+le serviva ella stessa a tavola, indovinò qualche avvenimento grande,
+e, chieste notizie della «signora contessa», non domandò altro; poi
+dispose per avere una carrozza che le conducesse a Desenzano, dove
+avrebbero preso il treno; e fu stupita, apprendendo che lasciavano i
+bauli e le valigie.
+
+Era un'idea di Emma, la quale non voleva portarsi a casa i regali e il
+corredo fatti dal conte a sua figlia.
+
+--Vuol dire che tornano?--osservò l'albergatrice.
+
+--Senza dubbio,--rispose Emma.--In ogni modo, il conte s'incaricherà lui
+di dare ordini pel bagaglio.
+
+Appena la donna fu uscita, Loredana svestì l'abito di seta color d'oro,
+indossò presto l'abituzzo nero, che agli occhi della madre la
+ringiovaniva e quasi la purificava.
+
+La fanciulla non parlava, come avesse avuto bisogno del silenzio per
+sostenere la sua volontà e per trovare forza in quegli istanti crudeli,
+in quell'ora in cui il passato cadeva nel nulla e un avvenire
+torbidamente incerto le si spalancava innanzi.
+
+Quando fu pronta, disse:
+
+--Aspettami, torno subito.
+
+E prima che la madre pensasse a trattenerla, Loredana uscì, discese le
+scale, andò in cerca della Teobaldi.
+
+Era ripresa dalla necessità di dire una parola a Filippo, di mandargli
+un saluto; non poteva, da un istante all'altro, staccarsi da lui e
+dimenticarlo; tutta la sua anima, tutto il suo corpo gli appartenevano
+ancora, quantunque egli le apparisse ora così diverso da quello che
+aveva sognato, così cattivo e vile.
+
+Trovò la Teobaldi in cucina; parlava sommessamente con l'albergatrice,
+presso la tavola, sulla quale eran disposti i piatti e le posate
+sporche.
+
+Loredana s'affacciò alla soglia, e con voce che fece dare un sobbalzo
+alla Teobaldi, chiamò:
+
+--Signora Clarice!
+
+L'altra le si avvicinò senza rispondere, e la fanciulla la condusse
+fuori, nell'atrio; poi prese una matita, vergò alcune parole sopra un
+pezzo di carta, e disse:
+
+--Di lei mi posso fidare?
+
+La Teobaldi mise una mano sul petto esuberante, e rispose:
+
+--Tesoro mio, che cosa domanda? Io darei la vita per farle piacere.
+
+--Bene: lei deve spedirmi domattina questo telegramma; vada a Peschiera
+e lo spedisca di là; qui non c'è telegrafo. Ma non dica parola ad anima
+viva. Mi posso fidare?
+
+Clarice ripetè il gesto, e rispose:
+
+--Le ho detto: per farle piacere, darei la vita; che cosa devo dirle di
+più? Domattina alle nove sarà fatto tutto.
+
+--Prenda,--soggiunse Loredana,--questo è il telegramma, questi sono i
+denari per la carrozza. Su, su, non voglio che rifiuti. Perchè deve
+spender lei? E la ringrazio di cuore. Ma non parli nemmeno con l'aria.
+
+La Teobaldi afferrò la mano della fanciulla, e domandò inquieta:
+
+--Ci rivedremo? Tornerà?
+
+--Sì, ci rivedremo.... Addio, grazie!
+
+Allora Clarice non si rattenne, allungò le braccia, si strinse Loredana
+al petto, baciandola sulle guancie impallidite.
+
+--Addio, tesoro! Addio, bellezza! Che la Madonna l'aiuti....
+
+Sentendo in quell'abbraccio il calore d'una affezione sincera, d'una
+simpatia verace, Loredana si liberò dalla stretta dolcemente, e sorrise
+con malinconia.
+
+--Che la Madonna l'aiuti!--ripetè Clarice.
+
+Ma già la fanciulla saliva rapida le scale e tornava presso sua madre,
+la quale le veniva incontro, inquieta.
+
+
+
+
+XV.
+
+
+Le emozioni della signora Clarice Teobaldi non dovevano finir così
+presto.
+
+Quella sera stessa vide partire Loredana con sua madre nella carrozzella
+che le conduceva a Desenzano. La fanciulla, vestita d'un abito nero,
+inelegante e povero, mostrava gli occhi stanchi per il pianto, e tutto
+il suo corpo si reggeva a mala pena, quasi che un peso invisibile e
+intollerabile le gravasse le spalle.
+
+Salita nella carrozza, fece alzare il soffietto, si rincantucciò al suo
+posto, abbassò il capo, e parve con la mente allontanarsi subito da
+tutto quanto la circondava. Sua madre non apriva più bocca, ma aveva
+sguardi lunghi e meditabondi per la figliuola.
+
+La vettura, partì, s'avviò per la strada sulla quale Loredana aveva il
+giorno stesso incontrata la mamma; sparve nell'oscurità della sera
+calante; qualche tempo ancora risonò il tintinnìo dei campanelli, poi il
+silenzio ricadde come un velo fitto, che separasse per sempre il passato
+da ciò che doveva avvenire.
+
+La Teobaldi, rimasta sola, col cuore gonfio di gratitudine per la
+missione delicata affidatale da Loredana, col cuore gonfio di sconforto
+per la partenza della fanciulla, disdegnando esprimersi con
+l'albergatrice, salì nelle camere di Loredana, ne trovò l'uscio aperto,
+entrò.
+
+Sulla tavola stava un doppiere, che la Teobaldi ravvisò nella penombra;
+ella lo accese, gettò un'occhiata in giro, afferrò il senso di
+desolazione ond'erano invase quelle camere, nelle quali s'era svolto un
+poema d'amore. Il piano era tuttavia aperto; in un angolo stava un
+grosso baule; sul divano giacevano un cappello bianco, una cintura
+rossa, un ombrellino scarlatto, gettati alla rinfusa, quasi con rabbia.
+
+Nella camera da letto, dove la Teobaldi si recò, portando con mano
+incerta il doppiere pesante, restavano sul cassettone ancora tutti gli
+oggetti graziosi, ch'ella aveva ammirato altra volta; spazzole e pettini
+d'avorio, uno spruzzatore d'argento, un bruciaprofumi in bronzo; innanzi
+al letto le pantofoline trapunte d'oro; a terra giaceva anche una
+camicia da notte, che la Teobaldi raccolse, piegandosi dopo non pochi
+sforzi, e ammirò per i bei merletti che l'ornavano.
+
+Aleggiava nell'aria un profumo tenue, come la persona che era vissuta
+nella camera avesse lasciato dietro di sè un solco misterioso, fatto di
+olezzo inafferrabile e penetrante.
+
+La Teobaldi ritornò nel salottino, depose sulla tavola il doppiere, e si
+mise al piano.
+
+Le tornarono alla mente le note di quella romanza, «Mon rêve», che aveva
+cantato a Loredana; e le richiamò, dolcemente, stonando con delicatezza,
+quasi che la fanciulla avesse potuto ancora udirla. Ella se l'imaginava
+come allora, distesa sul divano, tutta bella, tutta superba del suo
+amore, nervosa per l'impazienza di riveder presto il conte.
+
+Ma volgendosi, Clarice sentì il vuoto che la circondava, e restò al
+piano assorta....
+
+Ah, essa aveva capito subito un mistero nella giovane esistenza di
+Loredana, e aveva tremato subito per lei! Chi le avrebbe detto ch'ella
+stessa, Clarice, sarebbe stata la confidente in quel dramma, troppo
+semplice per non essere compreso?
+
+Di quella fiducia insperata, la Teobaldi conservava così profonda
+l'impressione, ch'ella si sarebbe ormai fatta uccidere piuttosto di
+parlarne. Non le era mai avvenuto d'essere messa a parte d'un segreto,
+perchè i maligni la dicevano pettegola; soltanto Loredana aveva
+improvvisamente, istintivamente avvertito ch'ella sarebbe stata capace,
+per amor proprio e per gratitudine, d'un silenzio eroico.
+
+Non aveva nemmeno letto il telegramma affidatole da Loredana, e
+l'avrebbe spedito senza leggerlo.
+
+Presa questa risoluzione, ella passeggiò con le mani sulla tastiera
+ingiallita e suonò lentamente la «Serenata» di Schubert, che le spezzava
+sempre il cuore, e che in quell'occasione le fece piover dagli occhi
+lagrime abbondanti. Pareva l'addio alla fanciulla lontana, che nel
+frattempo viaggiava, viaggiava, verso un destino crudele, verso una
+città nella quale non avrebbe trovato se non memorie di giorni
+cancellati per sempre; pareva il grido d'un'anima stanca e delusa....
+
+Ma la Teobaldi si destò di soprassalto dal suo sogno.
+
+Aveva udito la voce dell'ostessa, la quale stava ritta sul limitare, e
+le diceva:
+
+--Che le viene in mente, signora Clarice? Bisogna chiudere, qui, perchè
+mi hanno affidata tutta la roba....
+
+--Non penserà mica ch'io son venuta a portarla via?--osservò la Teobaldi
+alteramente.
+
+--Dio me ne guardi!--esclamò l'ostessa.
+
+--Bene, bene, me ne vado,--concluse Clarice.
+
+Si alzò e si avviò verso l'uscio, per recarsi nella sua camera; ma
+l'albergatrice aveva voglia di chiacchierare, e riprese:
+
+--Che ne dice?
+
+--Di che?
+
+--Ma di questa partenza. Ha visto com'era disfatta la signora contessa?
+Che ne dice, lei?
+
+--Io? Io ho l'abitudine di non impacciarmi degli affari
+altrui,--sentenziò la Teobaldi. E aggiunse, con una occhiata di
+traverso:--E lei farebbe bene a imitarmi, per rispetto ai suoi ospiti!
+
+L'albergatrice rimase intontita, fulminata da tanta austerità, alla
+quale non trovava altra spiegazione se non che gli artisti son tutti
+pazzi da catena.
+
+Ma intanto la Teobaldi l'aveva piantata sulla soglia; e quasi ad
+aumentar la stupefazione della femmina, riprese con tono imperativo:
+
+--Domattina alle otto, una carrozza per Peschiera!
+
+L'ostessa spalancò la bocca, e allargò le braccia.
+
+--Come, signora Clarice, vuol partire anche lei!--esclamò la povera
+donna.--Sarebbe offesa per quel che le ho detto, senza intenzione...?
+
+--Che partire! Faccio una scappata e torno; starò fuori poco più
+d'un'ora in tutto.
+
+L'ostessa respirò e non rispose altro, racconsolata.
+
+La Teobaldi fece come aveva detto. La mattina seguente, alle otto, montò
+in carrozza, giunse a Peschiera, spedì il telegramma senza leggerlo, si
+fece rilasciare una ricevuta, e tornò a Sirmione.
+
+Sulla soglia dell'albergo trovò l'ostessa, che appena la vide, le andò
+incontro col più schietto de' suoi sorrisi, e le disse:
+
+--Veda, signora Clarice. Io ho chiuso l'appartamento del conte Vagli.
+Queste sono le chiavi, e vorrei pregarla di tenerle lei.
+
+Clarice le prese, le mise in tasca, e rispose:
+
+--La ringrazio; penserò io a tutto. La ringrazio molto.
+
+L'ostessa aveva parecchie domande da fare, ma non osò.
+
+--Anche la signora contessa,--osservò rientrando,--sarà contenta che le
+tenga lei, perchè le voleva bene.
+
+--Ah sì, che sia benedetta!--esclamò la Teobaldi.--Mi voleva bene, mi
+stimava, mi considerava. Giovane come l'acqua, ma testa fina!...
+
+E a vincer la tentazione di spiattellare ogni cosa, s'arrampicò
+bofonchiando per le scale, e riparò nella sua camera.
+
+Vi sarebbe restata tutto il giorno, contentandosi di mangiare il
+prosciutto e l'uva che s'era comprato a Peschiera, se verso le quattro
+non fosse accorsa l'ostessa trafelata a chiamarla.
+
+--Venga, signora Clarice,--ella disse alla Teobaldi.--È arrivato il
+signor conte, e desidera parlarle.
+
+La Teobaldi arrossì per l'emozione.
+
+--Il signor conte?--ripetè.--È già arrivato? Desidera parlarmi?...
+
+Si diede un'occhiata, per incosciente civetteria, in uno specchio che la
+faceva verde; si aggiustò i cernecchi grigi, si diede un colpo di mano
+alla veste, e finalmente seguì l'altra, che aveva frenato a stento
+l'impazienza.
+
+Sotto l'atrio trovarono Filippo, che passeggiava nervosamente, a testa
+bassa, arricciandosi i mustacchi. La Teobaldi si sentì stringere il
+cuore, vedendo quel viso sbiancato: si sarebbe detto che in così poco
+tempo Filippo fosse dimagrito e che una mano invisibile lo curvasse un
+poco.
+
+
+
+
+XVI.
+
+
+--È lei la signora Teobaldi?--egli domandò con voce spenta a
+Clarice.--Ha lei le chiavi dell'appartamento?
+
+Clarice si presentava già, le chiavi in una mano e la ricevuta del
+telegramma nell'altra.
+
+--E questo, che cosa è?--domandò Filippo guardando il pezzetto di carta.
+
+--È la ricevuta del telegramma, che ho spedito stamane per ordine della
+signora contessa,--rispose Clarice, pensando che non le conveniva far
+comprendere al conte tutto ciò ch'ella aveva imaginato.
+
+--Ah, l'ha spedito lei! Loredana ha dato a lei questo incarico!--disse
+Filippo.--Lei è stata a Peschiera?
+
+--Sì, signore,--confermò Clarice.--La signora contessa era molto buona
+con me.
+
+Filippo diede un'occhiata alla Teobaldi, poi, come colpito da un
+pensiero improvviso, soggiunse:
+
+--Io devo ritirare i bauli; vuole aiutarmi a mettere un po' d'ordine,
+signora Teobaldi?
+
+Clarice non credeva alle proprie orecchie; le maniere cortesi di
+Filippo, l'accoglienza gentile, l'invito a dargli mano, la mandavano in
+visibilio. Ella squadrò l'ostessa, ch'era rimasta in disparte, e
+rispose:
+
+--Io sono molto onorata, signor conte....
+
+Filippo la precedette sulle scale, arrivò al primo piano, aperse, fece
+entrare la Teobaldi, richiuse. Egli, che pur sentiva crescergli in cuore
+una disperata amarezza, non battè ciglio, vedendo sul divano il
+cappellino dell'amante.
+
+--Si sieda,--disse alla Teobaldi.--Mi aiuterà quando le dirò io.
+
+Da un largo baule pendeva il mazzo delle chiavi; Filippo aperse, e
+riprese:
+
+--Ecco, signora Teobaldi; qui occorre la sua opera. Il baule della
+biancheria non può essere spedito così.
+
+Clarice si alzò dalla poltrona, quasi spinta da una molla, e corse a
+vedere: la biancheria era magnifica, in tela finissima, ornata di
+merletti e di fettucce.
+
+--Ora ci penso io,--dichiarò la Teobaldi.
+
+E mentre con cura meticolosa estraeva dal baule la biancheria, per
+riporvela poi sapientemente, Filippo prese una sedia e si mise a sedere
+vicino.
+
+--È partita ieri sera, con sua madre?--egli domandò in capo a un attimo
+d'esitazione.
+
+--Sì, signore. Sono andate in carrozza a Desenzano, e di là hanno preso
+il treno, io credo.... Ma che stupende sottane!...
+
+--Ed era allegra?--chiese Filippo.
+
+Clarice, che passava con un carico di sottane bianche sulle braccia, si
+fermò.
+
+--Ah no, signor conte! Anzi, è stata malissimo, durante il giorno.
+
+Filippo diventò subitamente pallido.
+
+--È stata male?--ripetè.--Per carità, mi racconti, mi racconti tutto.
+
+Allora la Teobaldi depose cautamente le sottane sulla tavola, prese una
+sedia ella pure, e raccontò dell'arrivo di Emma, dello svenimento di
+Loredana, dell'invio del telegramma, senza obliare l'incidente più
+piccolo, senza dimenticar parola, quasi avesse scritto ogni cosa ed ora
+rileggesse.
+
+--Ma come ha potuto sua madre ricondurla a Venezia, se stava
+male?--esclamò Filippo, quando l'altra ebbe finito.--Come ha osato
+commettere questa cattiveria?... Ah Loredana, Loredana, Loredana!...
+
+Egli chiamò l'amante a voce alta, quasicchè ella avesse potuto
+rispondergli, ed era nel suo viso una tale espressione d'ambascia, che
+la Teobaldi restò inchiodata sulla sedia, senza trovare una frase di
+conforto.
+
+--Lei non sa,--riprese Filippo,--lei non sa, non imagina che cosa sia
+Loredana per me: è la vita, capisce? Me l'han portata via, come si
+strappa un balocco dalle mani di un fanciullo, e vorrebbero ch'io
+tacessi, che figurassi anzi quasi un complice, che non la vedessi
+più.... Non veder più Loredana, le pare possibile?
+
+La Teobaldi fece un gesto disperato con le mani, come a dire:
+«Impossibile», ma il gesto richiamò Filippo alla percezione della
+realtà; sentì quasi meraviglia di trovarsi di fronte alla vecchia dalle
+sopracciglia al nerofumo e di sorprendersi a parlarle con tanta
+confidenza. Mutò voce, e disse:
+
+--Vogliamo riprendere il lavoro?
+
+Clarice riprese tosto, e, curva sul baule, sostando ad ogni poco, trasse
+tutta la biancheria e ve la rimise lentamente.
+
+--Lei è di Venezia?--domandò Filippo, dopo una pausa.
+
+--No, signore; son di Verona; ma ho a Venezia qualche parente....
+
+--Ah!--mormorò Filippo.--Allora conosce bene Venezia?
+
+La Teobaldi sbuffò, perchè si rialzava, dopo aver collocato nel baule
+una bella collezione di calze di seta.
+
+--Certo,--disse.--Vado a Venezia almeno due volte all'anno.... Queste
+calze rappresentano un tesoro; la calza di colore per l'estate è
+l'ultima parola della moda.
+
+--Se viene a Venezia,--interruppe il conte,--non si dimentichi di me:
+avrò piacere di vederla....
+
+--Ah, conte!--esclamò la Teobaldi.--Metter piede a palazzo Vagli, io,
+povera meschina!
+
+Ella s'era fatta più rossa pel piacere, e s'imaginava già d'arrivare in
+gondola al palazzo, di salirne le scale preceduta da un valletto in
+livrea, di incontrarsi con qualche dama dal nome sonante, e di potere un
+giorno destar l'eco delle ampie vôlte con le note d'una romanza,
+probabilmente intitolata «Mon rêve»....
+
+--Che idee!--osservò Filippo.--Perchè non dovrei io trattarla come la
+trattava Loredana?
+
+Il nome della fanciulla risonò di nuovo nella camera, risonò
+dolorosamente nel cuore dell'uomo. Egli ripetè:
+
+--Venga a trovarmi, venga a trovarmi.
+
+E alzandosi, andò alla finestra a guardare il lago, placido nel suo
+denso color di cobalto.
+
+Clarice intuì ch'egli era caduto di nuovo in preda al dolore e ai
+ricordi, e non volendo riuscire importuna, si studiò di lavorar presto,
+senza chiasso, ma con precisione. Riempito un baule, passò nella camera
+da letto, raccolse le spazzole, i pettini, le fiale, tutti i preziosi
+gingilli ch'eran rimasti sul cassettone e ne fece un imballaggio
+accurato; poi guardò gli altri bauli, accomodò quelli ch'erano in
+disordine.
+
+E mentre, sudando e soffiando, faticava con tanto entusiasmo e con sì
+accorta discrezione, pensava che alla sua non più giovane età--ella non
+confessava gli anni nemmeno a se stessa--aveva finalmente il conforto
+d'esser compresa. Prima Loredana, poi il conte, uno dei più nobili
+patrizii veneziani, riconoscevano in lei la donna saggia, prudente,
+fidata; e, oltre la soddisfazione di quella tarda vittoria, ella gustava
+la voluttà di vivere in pieno romanzo, tra una tempesta di passione,
+della quale sentiva la rossa fiamma, sognava i vaghi episodii.
+
+La voce di Filippo, che le risonava alle spalle, la fece trasalire.
+
+--Io credeva di trovarla qui,--egli disse, pensando a Loredana.--Il suo
+telegramma non era chiaro. Se lo ricorda?
+
+--Io non l'ho letto, signor conte,--dichiarò Clarice con solennità.--Ho
+eseguito l'incarico affidatomi, e mi sarebbe parsa indiscrezione
+riprovevole gettar l'occhio sul....
+
+--Bene,--interruppe Filippo.--Diceva: «Un addio prima di partire».
+Credevo d'arrivare in tempo. Ah se non ci fosse stato di mezzo Candriani
+con quella sua stupida compagnia e quella gita, e quel pranzo! Ma non è
+possibile finirla così.... Che cosa devo fare, che cosa devo fare?
+
+Clarice Teobaldi, udendo parlare di Candriani, di compagnia, di gite e
+di pranzi, ebbe la vertiginosa impressione di trovarsi già a piene vele
+nell'oceano della grande società; e sedette, si asciugò la fronte con la
+pezzuola, ripetè guardando per terra:
+
+--Che cosa dobbiamo fare?
+
+
+
+
+XVII.
+
+
+«Non si tratta d'una pagina della mia giovinezza; si tratta della mia
+vita intera». Le amare parole che la figlia aveva pronunciato in un
+grido di dolore, tornarono alla mente di Emma De Carolis non appena ebbe
+varcata la soglia di casa a Venezia.
+
+Tutto era mutato. Loredana trascinava con sè, in quelle camere già piene
+delle sue risa e del suo canto, qualche cosa d'infinitamente triste,
+qualche cosa che non si poteva vincere, qualche cosa che mutava il senso
+della vita, rimanendo immutabile.
+
+Emma la guardava camminare, parlare, vivere, senza riconoscerla; la
+fanciulla d'un giorno era spenta.
+
+Subito, appena arrivata, Loredana s'era messa a letto con la febbre;
+quel viaggio di sera, da Desenzano a Venezia, quella strada già percorsa
+in senso inverso con Filippo, e tutta piena di episodii memorabili, le
+avevano suscitato in cuore un tale spavento, una tale disperazione, da
+farle perdere conoscenza appena tornata nella sua casetta sul campiello
+muto.
+
+E di quello strazio le eran rimasti in mente una lettera e un numero, «a
+3622 a», ch'erano segnati all'interno sulla portiera del vagone, e che
+ella aveva fissato per tutto il tempo del viaggio attraverso la campagna
+scura.
+
+Furono giorni orrendi.
+
+La canicola mozzava il respiro; Venezia era deserta; i vaporetti
+portavano al Lido orde di disperati in cerca d'aria più leggera; e lo
+scirocco pesava, spietatamente, fiaccando il corpo e lo spirito di
+giorno e di notte.
+
+Per un mese intero, Loredana non volle uscir di casa; la gente le
+incuteva paura, i discorsi la irritavano; se la madre era intorno a lei
+con mille piccole cure insolite, ella sentiva la pietà pel suo dolore, e
+il dolore le tornava più vivo; se la madre si sforzava di fingersi
+lieta, Loredana si sentiva sola, avvilita, torturata da un sogno e da un
+rimpianto inutili.
+
+Ad ogni tentativo di sollevarsi, di liberarsi, di rivivere, s'agitavano
+in lei i ricordi minuti del suo amore, ed era come chi non potendo
+retrocedere, nè avanzare, nè durare sul posto, si dispera in cerca d'un
+aiuto o d'una idea o d'un'illusione.
+
+Di Filippo, non più notizie. Che pensava? Che contava di fare? L'aveva
+abbandonata così, approfittando dello insperato intervento della madre?
+Il suo amore era stato anche più vile e più rapido d'un capriccio;
+Filippo aveva voluto il corpo della fanciulla, lo aveva corrotto per la
+sua libidine, lo aveva foggiato a strumento di piacere; e, subito
+stanco, non tentava nemmeno difendere la sua conquista. Tre anni di
+finta amicizia gli avevan dato finalmente il possesso di Loredana; e
+pochi giorni eran bastati a saziarlo; essa era stata il suo zimbello per
+tutto quel tempo; e non aveva memorie che di Filippo, perchè tre anni
+addietro era una piccoletta, che confondeva ancora il conte con le
+bambole.
+
+Come vivere, ormai? Che cosa poteva sperare? Aveva provato ogni gaudio
+nel giro di brevi giorni; il suo corpo sentiva ancora la carezza lunga e
+morbida, che l'aveva iniziata all'amore, dando al sangue un moto più
+vivo, più gagliardo, più impetuoso; e tutto d'improvviso le era stato
+tolto; e le notti insonni erano insopportabili per lo spasimo del
+desiderio che le ricordava una bocca ardente, un abbraccio violento, una
+preghiera e un dominio.
+
+Ma non era possibile che Filippo fosse così repentinamente scomparso
+dalla sua esistenza. Doveva tornare; sarebbe tornato domani, doman
+l'altro, un altro giorno prossimo; l'avrebbe richiamata, per continuare
+quel gaudio, per confondere le anime loro....
+
+Il passo di sua madre la faceva trasalire. La mamma aveva snebbiato il
+sogno, e invece dell'amore di Filippo le aveva recato il perdono. Chi
+chiedeva il suo perdono? Erano felici; lassù, ai piedi delle Grotte, non
+si ricordava la madre, non si ricordava il mondo; le acque del lago
+erano limpide e gli amanti vi si specchiavano, e le loro voci avevano
+toni d'infinita sollecitudine, e le giornate erano brevi, e le notti
+erano brevi. Egli la spogliava con quelle sue mani esperte, e ogni sera
+ella arrossiva, fremendo e sentendo il fremito di Filippo, che voleva
+indugiare e far presto, contemplare e possedere, allontanar la coppa e
+bere avidamente. Il mattino, sempre lieto, ascoltava i loro discorsi;
+dovevano partire di giorno in giorno. Filippo parlava di Roma con un
+entusiasmo che nessuno avrebbe mai supposto in lui; Roma tutta dorata
+d'un sole giallo e abbagliante, Roma stupenda a dispetto degli uomini e
+del tempo, Roma che ha visto milioni di pellegrini d'amore, sperduti e
+obliati nei secoli, contenti e umili, Roma appariva anche nei sogni di
+Loredana. E dovevano andarvi di giorno in giorno, ma intanto le acque
+limpide del lago e la quiete del paese e il bel silenzio e le care
+abitudini di giorno in giorno li trattenevano. Che importava? Vi
+sarebbero giunti, più tardi; come presente e come avvenire non avevano
+che il loro amore, il quale pervadeva anche tutto il passato di
+Loredana; sarebbero giunti più tardi a Roma, col loro amore, grande
+abbastanza per così grande teatro....
+
+Invece di quell'arcano, di quell'intimo poema, fatto di realtà e
+d'illusione, forte e inebbriante questa come quella, la vita s'era
+chiusa d'un tratto. Pareva a Loredana d'essere stata colta nel sonno e
+trasportata a Venezia; e nessuna di tante delizie esisteva più; non
+restava che il perdono di sua madre e l'obbligo di tacere, simulando una
+verginità di corpo e di mente, che aveva offerto da tempo in olocausto,
+tutta vibrante di gioia, al solo uomo degno d'insignorirsene.
+
+
+Poi cominciarono i pettegolezzi.
+
+Emma De Carolis s'accorse in breve, con terrore, che tutti sapevano. Che
+cosa sapevano? Ogni cosa e niente. Ma nessuno aveva creduto al soggiorno
+di Loredana a San Donà; avevan fatto finta di credere per convenienza;
+si era notato che a San Donà Loredana non aveva messo piede quell'anno,
+e che sua madre era turbatissima, e che rifuggiva dal parlarne; e che
+una notte era tornata da un paese misterioso, con la figlia, che non
+pareva più quella, che alcuni dicevano malata, che altri affermavano
+essersi imbruttita e che gli uomini esperti giudicavan bella, degna di
+concupiscenza e già istruita per l'amore.
+
+S'era saputo che anche quel signore, un conte, il conte Filippo Vagli,
+il quale frequentava la casa da amico intimo, anch'egli era stato
+assente da Venezia tutto il tempo ch'era mancata Loredana.... Come
+s'era saputo? Per quella misteriosa catena di parole e di chiacchiere,
+che ha talvolta il primo anello in un'alcova e l'ultimo in una bottega.
+
+La famiglia Gianella, avuto appena sentore di qualche diceria, soffiò
+sotto, perchè il giovane Adolfo non tornasse a incapricciarsi di quella
+svergognata, non pensasse alle volte di sposarsi quella disperazione. Si
+determinarono i fatti: Loredana era scomparsa qualche tempo per mettere
+alla luce un figlio, che aveva abbandonato in campagna, presso una
+contadina; il figlio era nato dalla tresca tra la ragazza ed il conte,
+il quale aveva coronato l'opera abbandonando la sedotta.
+
+E vennero fuori i testimonii improvvisati di quell'amorazzo: chi aveva
+visto Filippo entrar nella casa a notte fatta e non partirsene che
+all'alba; chi aveva notato che la madre lasciava gli amanti soli, chiusi
+in camera, per lunghe ore; una vicina, affacciandosi alla finestra,
+aveva dovuto assistere agli amplessi dei due, che si davan baci
+spudoratamente; un'altra invece affermava che non appena giungeva in
+casa Filippo, le finestre del salotto si chiudevano e si tiravan cortine
+e tende.
+
+Questa marea di fango saliva, saliva, a poco a poco; forse in qualche
+anima di ragazza brutta o di donna volgare rodeva anche l'invidia per
+l'avventura, qualunque ella fosse stata, e ciascuna, pensava che al
+posto di Loredana avrebbe ceduto, ma più sapientemente, così da
+provvedere anche al proprio domani; e ciascuna si rammaricava di non
+aver trovato un ricco signore per amarlo, esserne amata e metter da
+parte un peculio. Onde, allo sdegno per la verecondia calpestata, non
+andava disgiunto in quelle donne un certo senso di commiserazione
+sprezzante per l'idealismo di Loredana, che seminava figlioli senza
+assicurarsi l'avvenire.
+
+Ma quella madre! Quella madre che non aveva occhi nè orecchie, e si
+lasciava sedurre in casa la figlia, e se la riprendeva poi con tanto
+agio! Che pensare di quella madre, se non che ella avesse trovato il suo
+tornaconto nell'affaraccio?
+
+Una comare, la signora Opimia Incudi, un vero chiodo dalla testa piccola
+sopra il corpo allungato, si presentò finalmente a Emma De Carolis, la
+quale non ricordava bene dove l'avesse conosciuta; e avvisò la signora
+delle voci che correvano, perchè sapesse regolarsi, perchè non si
+fidasse della gente, perchè provvedesse a tutelare l'onore suo e della
+figliola, perchè era tempo di metter fine a tanta cattiveria. E nel
+frattempo la signora Opimia stava a guardar l'effetto delle notizie
+sulla faccia di Emma, e aspettava qualche risposta che servisse a nuovi
+comenti e a nuove induzioni. La faccia di Emma era pallidissima, gli
+occhi le si appannavano per lo sdegno; ma mentre appunto doveva venir la
+risposta, la difesa, la confessione, qualche cosa che ripagasse la
+signora Incudi della sua buona opera, comparve in salotto Loredana, la
+quale si fece ripetere tutta la storia.
+
+E fu un colpo per la signora Incudi, quando la fanciulla si mise a
+ridere. Anche la mamma la guardò con un senso di sollievo, perchè aveva
+temuto che Loredana soffrisse acerbamente.
+
+Loredana rideva, senza ostentazione, trovando nuova cagione d'allegria e
+di risa nell'aspetto stralunato della signora, alla quale traballava la
+punta del naso lunghissimo sotto l'impressione della maraviglia.
+
+Poi, senza dir parola, Loredana uscì, lasciando che sua madre
+s'indignasse per le calunnie riferite; e non fu mai così allegra come
+quel giorno.
+
+La visita della signora Incudi le aveva fatto bene, le aveva recato un
+alito di vita; il susurro di quei pettegolezzi la ristorava. Non aveva
+cercato di meglio; ora sapeva, ora aveva il concetto chiaro di quel che
+poteva aspettarsi.
+
+Era contenta che si mormorasse; ciò le risparmiava la commedia che sua
+madre aveva ingenuamente pensato, quella commedia di verginità, che le
+ripugnava. Era stata l'amante di Filippo, non aveva amato che lui ed era
+ancora sua.... Doveva fingere per la signora Incudi e per le sue amiche,
+doveva far loro intendere la nobiltà del suo sentimento, se quelle
+femmine per poco non l'accusavano di avere ucciso un figlio?
+
+Ormai, al confronto di tutto ciò che si narrava, esser l'amante di
+Filippo sembrava quasi una virtù; e lieta di quella strana liberazione
+dalle paure del mondo, che la malignità del mondo le offriva, Loredana
+sentì crescere il coraggio per sostener meglio lo sguardo di sua madre,
+per attendere ciò ch'ella sperava in segreto ostinatamente, per vivere
+della sua vita, senza curarsi del giudizio altrui. La collana d'oro a
+maglie piccoline con la medaglia era diventata un talismano, e la
+fanciulla aspettava, credeva, perchè la medaglietta diceva: «Sempre» e
+recava una data, che Filippo non doveva dimenticare.
+
+Si rimise a vivere; andò a trovar qualche amica, la quale non pareva
+saper nulla, ma non domandava nulla intorno a quanto aveva fatto
+Loredana in quell'ultimo tempo; uscì a passeggio, e perfino un giorno,
+un giorno dal sole furioso, le salì alle labbra un motivo che non le
+piaceva e che pur l'inteneriva, e si provò a cantare, e tacque subito,
+perchè quell'aria le rammentava la cameretta cara di Sirmione e la
+povera signora Teobaldi, tanto maltrattata in principio, che si girava
+sullo sgabello di reps rosso, e diceva, aspettando un elogio:
+
+--Eh?
+
+
+
+
+XVIII.
+
+
+Poi, d'un tratto, Loredana si rintanò in casa di nuovo, come impaurita,
+e non volle più uscirne.
+
+Aveva incontrato Adolfo Gianella per istrada e s'era rifugiata in un
+negozio a comprar bottoni e nastri; ma non così presto che Adolfo non
+avesse potuto vederla, sentire il sangue avvampargli la faccia e il
+cuore martellargli in petto.
+
+Gli avevano tanto e tanto parlato di Loredana, delle sue colpe, dei suoi
+amori, della sua perfidia, che mentre egli lavorava a tutt'uomo per
+dimenticarla, essa gli tornava alla mente con acre persistenza; e la
+fantasia s'infervorava a seguirla nel turbine della nuova vita, tra i
+divertimenti che il seduttore prodigava certo intorno a lei, per
+ubbriacarla di gioia e avvincerla a sè tenacemente.
+
+Poi Adolfo apprese la notizia del suo ritorno, e ne fu percosso come da
+un gran colpo; il ritorno scombuiava tutte le visioni fantastiche. Era
+un pentimento? Era una sconfitta? Era una sosta? E i pettegolezzi
+incalzavano; il conte l'aveva abbandonata, l'aveva gettata da banda,
+come un cencio. Tornava povera come prima, e non era più come prima....
+
+Adolfo imaginò la disperazione di colei ch'egli chiamava un giorno sua
+fidanzata; e s'alternava nel suo animo il piacere della vendetta
+insperata con la vergogna per quel piacere; e, quando meno se
+l'aspettava, s'imbattè in lei, e sentì il cuore martellargli in petto e
+il sangue avvampargli la faccia.
+
+Allungò il passo, non sapendo egli medesimo che volesse fare, spinto dal
+bisogno di leggere la verità su quel viso, di rintracciare dentro gli
+occhi della ragazza la parola suprema dell'enigma; ma Loredana, al
+vederlo, si gettava nel primo negozio che le si parava innanzi, e Adolfo
+non osava aspettarla all'uscita.
+
+Di quell'incontro egli non soffiò verbo ad alcuno; in casa Gianella, del
+resto, dopo un uragano di romanzesche calunnie e di drammatiche
+imprecazioni, il nome di Loredana non si pronunziava più; la madre di
+Adolfo per poco non spingeva l'ostentato disdegno per la perduta fino a
+vestir di gramaglia, come si usa nelle case principesche.
+
+Ma la visione della ragazza bruciava dentro, nel cuore di Adolfo; ed
+egli cominciò a gironzare intorno alla casetta bianca, a guardar le
+finestre, ad aspettare. E tremava e sperava di rivederla, perchè tutte
+quelle avventure, vere o false, gliel'avevano ingigantita nel pensiero,
+ed egli temeva di subirne il fascino, come se Loredana avesse compiuto
+qualche grande impresa della quale nessuno l'avrebbe detta capace.
+
+In quell'andirivieni intorno alla casa di Loredana avvenne ad Adolfo
+d'imbattersi e una e due e dieci volte in una signora, che si poteva
+credere lo canzonasse, perchè anch'essa gironzava di frequente nei
+dintorni, anch'essa guardava le finestre; anzi, fu più spiccia del
+giovane, perchè entrò in dimestichezza con Rosa, la serva della De
+Carolis, la quale pareva zelantissima nel recarle notizie. Si trovavano,
+la signora e Rosa, in una calle vicina, all'ombra d'un sottoportico, e
+generalmente la signora consegnava a Rosa una lettera, alla quale Rosa
+portava la risposta l'indomani.
+
+Adolfo non riusciva a capir nulla in tutto quell'armeggiare; la
+sconosciuta era assai ridicola, con un certo cappello alla cacciatora,
+che le stava appena sul cocuzzolo e ch'era ornato d'una penna di
+fagiano, ardita come una sfida al cielo; ma c'era di peggio: la signora
+guardava Adolfo con occhiatacce mezzo beffarde e mezzo compassionevoli,
+le quali avrebbero fatto perder la pazienza a chiunque non avesse avuto
+un demonio più sarcastico e più fiero nel cervello.
+
+E fu appunto per le stratte di quel demonio, che non voleva star queto e
+che aveva tutta l'andatura d'una passione irragionevole, fu appunto in
+un impeto di dubbio, di gelosia, di paura e d'amore, che Adolfo Gianella
+varcò la soglia della casetta, e su a corsa per le scale, dietro Rosa
+che, rientrando, non gli aveva badato.
+
+In anticamera, Adolfo si fermò. Gli giunse, netta e squillante, la voce
+di Loredana, la quale doveva essere nel salottino; e la fanciulla
+cantava a distesa, con pieno abbandono, come se tutta la bella gaiezza
+veneziana, come se tutta l'audacia della giovinezza avessero ripreso il
+loro dominio. E tra l'una e l'altra strofe del canto s'udiva il rumor
+delle forbici posate sul tavolino da lavoro o il passo svelto della
+ragazza, che si muoveva per la camera.
+
+Senza discutere con se stesso, Adolfo spinse la porta, e si trovò alla
+presenza di Loredana, la quale stava adattando un pezzo di seta gialla a
+una certa forma di ferro ch'era un paralume da candela; innanzi a sè la
+fanciulla aveva altri pezzi di stoffa a colori e diversi gomitoli di
+seta; ed era così assorta nel lavoro e nella canzone, che il giovane
+dovette chiamarla:
+
+--Loredana!
+
+Ella alzò il capo, e trattenne a stento un grido; ma Adolfo aveva già
+detto ogni cosa, e non sapeva come continuare, come esprimersi, come
+riprendere d'un subito le abitudini di padronanza.
+
+Sprofondò le mani nelle tasche della giacca, e disse:
+
+--Sei stata l'amante del conte, non è vero? Così, ti preparavi a
+sposarmi? E non hai vergogna?
+
+Loredana mandò un lampo dagli occhi. Aggredita di fronte, non esitò un
+attimo a rispondere:
+
+--Io mi preparava a sposar lei? Non mi è mai venuta per la mente un'idea
+così malinconica, sa? Era la sua famiglia, che mi seccava tutti i giorni
+per ottenere questo sacrificio. Io non pensava a sposare nessuno....
+
+--Già, volevi conservarti per il conte,--osservò Adolfo con ironia.--Ti
+sei conservata benissimo, non c'è che dire!
+
+La ragazza arrotondò con le forbici una certa lingua, di seta violetta,
+che doveva ricadere sul paralume a uno dei quattro angoli; misurò
+l'altezza, adattò, provò, cambiò, tranquillamente, senza occuparsi del
+giovane, fremente nell'attesa di una discolpa.
+
+--Non so,--disse poi,--come ha potuto venire fino in casa; ma se per la
+stessa strada se ne andasse, non mi dispiacerebbe.
+
+--Mi metti alla porta?--esclamò Adolfo.--Invece di scolparti, invece di
+giurarmi che col conte non c'è stato nulla di nulla, tu mi metti alla
+porta?
+
+--Scusi, perchè dovrei scolparmi? Che cosa rappresenta, lei? Chi è,
+lei? Che diritto ha lei di giudicarmi?
+
+A queste parole di Loredana, Adolfo si lasciò calare in una poltrona,
+come annichilito. Chi era, che cosa rappresentava, che diritto aveva?
+
+--Io,--mormorò,--sono pronto a sposarti.
+
+Loredana si mise a ridere.
+
+--Ma non sono pronta io, vede?--rispose, arrotondando un'altra lingua di
+seta violetta.--E, del resto, la sua dichiarazione mi stupisce: mi crede
+o non mi crede l'amante di Filippo.... del conte?
+
+Adolfo si strinse nelle spalle.
+
+--Me l'hanno detto,--mormorò.--Me l'han detto a casa, che tu sei stata
+col conte fuori di Venezia.
+
+--E tuttavia mi sposerebbe?--incalzò Loredana.
+
+--Ma perchè non ti difendi?--gridò Adolfo balzando in piedi.--Perchè non
+mi dici se sei stata o non sei stata l'amante di colui?...
+
+Egli era avanti al tavolino da lavoro, con le mani aperte e stese
+dirette al volto di Loredana, la quale lo guardava, piuttosto attonita
+che intimorita.
+
+--Vede,--ella rispose pacatamente,--innanzi tutto non basta dire a una
+donna: «Son pronto a sposarti» per acquistare il diritto di indagarne la
+vita; poi, io m'ingannerò, ma lei mi sembra disposto a sposarmi in tutti
+e due i casi, che io sia stata, o che io non sia stata l'amante di
+Filippo.... del conte. E allora, a che pro una discolpa o una
+confessione?...
+
+Adolfo, il quale era rimasto, ancora con le mani aperte e stese, ad
+ascoltar la risposta della colpevole, si sentì vinto, e si lasciò calar
+di nuovo nella poltrona. Egli ritrovava, immutati, l'anima sdegnosa, la
+sensibilità intellettuale, l'intelligenza acuta, la rapida intuizione,
+l'orgoglio, il coraggio, che facevano la ragazza tanto superiore a lui.
+Egli era andato arrovellandosi per sapere che cosa volesse, che cosa
+intendesse fare, e se lo sentiva dir dalla bocca di Loredana, e doveva
+riconoscere che quella bocca diceva giusto....
+
+--Non so,--egli riprese, tanto per riattaccare il discorso.--Non so
+nulla. Ti hanno accusata anche d'aver avuto un figlio e di essertene
+sbarazzata.
+
+Lo forbici, che stavan nella mano della fanciulla, descrissero uno
+stretto arco nell'aria, e andarono a cadere ai piedi di Adolfo. Il viso
+di Loredana avvampò di collera, e le labbra le tremarono.
+
+--Mi hanno detto, ti hanno accusata!--ella ripetè, imitando il tono
+piagnucoloso del giovane; poi esclamò con forza:--E lei, che cosa
+faceva, che cosa diceva, che cosa raccontava? Stava ad udire, soltanto?
+Non son tre mesi, lei veniva per casa tutti i giorni e sapeva della mia
+vita ogni cura, minuto per minuto; e non ha trovato un argomento per
+difendermi, come amico, come fidanzato? Bel rispetto avevan di lei
+quanti venivano a dirle quei complimenti!... E vuole ch'io mi difenda
+innanzi a un pupazzo del suo genere, e che tremi davanti a un giudice
+della sua levatura? Non capisce d'essere stupido? Se in casa sua si
+sparlava della ragazza che doveva un giorno portare il suo nome, lei
+aveva l'obbligo di farla rispettare, mi sembra! Invece, porta qua tutto
+il rifiuto dei pettegolezzi, pretende ch'io lo ascolti e vuole sapere
+anche se, caso mai, avessi avuto un figlio! Non s'avvede, non sente di
+essere ridicolo?...
+
+--No, ascolta,--interruppe Adolfo, alzando la destra quasi a frenare
+quel torrente.--Io non voglio sapere nulla....
+
+Ed era, per seguitare, quando la porta s'aperse e comparve la signora
+Emma, seguita da Clarice Teobaldi, col cappellino alla cacciatora.
+
+--Ah, è lei!--disse Emma, vedendo Adolfo, che s'era levato in piedi.--Mi
+era parso di riconoscere la voce....
+
+Non aggiunse parola per lui; poi si rivolse a Loredana:
+
+--Lori, questa signora dice che tu l'aspettavi....
+
+La fanciulla andò incontro a Clarice e le strinse la mano sorridendo,
+mentre Adolfo, combattuto tra il desiderio di capire, la convenienza
+d'andarsene, l'impressione per la gelida accoglienza fattagli dalla
+signora De Carolis, restava in piedi a guardare or l'una or l'altra
+delle tre donne.
+
+--Se m'aspettava!--esclamò Clarice, gettando le braccia al collo di
+Loredana.--Doveva aspettarmi, questo tesoro, perchè da tanto tempo
+desideravo rivederla! Ho sempre nel cuore quella partenza, di sera, con
+la carrozzella.... Lei era così bianca, così debole....
+
+Soggiunse, guardando Emma:
+
+--Già, erano bianche e deboli tutt'e due, madre e figlia....
+
+Loredana disse presto:
+
+--Le presento il signor Adolfo Gianella.
+
+Clarice fece un cenno con la testa, verso Adolfo che s'era avanzato di
+qualche passo; poi tutti tacquero; Clarice e Loredana sedettero l'una a
+fianco dell'altra sul divano, come intime amiche, sorridendosi.
+
+--Fa molto caldo a Venezia,--riprese Clarice.--A Verona non abbiamo
+questo scirocco....
+
+--Sì, fa molto caldo,--confermò Emma, la quale stava sempre a un passo
+dalla porta, e si augurava che l'uno o l'altra, Adolfo o Clarice,
+comprendesse la necessità di ritirarsi.
+
+Ma erano ostinati ambedue. Adolfo, ormai, aveva ripreso posto nella
+poltrona, e sembrava deciso a voler seguire la conversazione.
+
+--A Venezia abbiamo poi le zanzare,--egli disse.
+
+--Le zanzare, sì, ma ci sono le zanzariere,--osservò Loredana.
+
+E tacquero di nuovo.
+
+Emma si sentiva morire per quella commedia, maravigliandosi che la sua
+Lori vi prendesse parte. La buona donna, al ritorno da Sirmione, aveva
+perduto l'energia e la volontà, soffrendo per la sofferenza della
+figlia, chiedendosi se il suo intervento non fosse stato inutile di
+fronte al traboccar della maldicenza, tormentandosi ogni giorno per
+mille timori, studiando ansiosamente negli occhi di Loredana il pensiero
+segreto, la segreta ambascia, e rideva quando rideva la sua Lori, e
+piangeva quando la sua Lori piangeva, e ormai non avrebbe più discusso,
+non avrebbe più riflettuto, pur di vederla felice, a qualunque costo.
+
+Per ciò, la visita della Teobaldi le era gradita, perchè sembrava
+gradita a Loredana; ma non le piaceva che si dovesse fingere innanzi al
+Gianella, come se la Teobaldi fosse venuta per tramar qualche intrigo.
+
+--Lei non è di Venezia?--domandò Adolfo a Clarice.
+
+--No; ma conosco bene la città,--rispose l'altra.
+
+Un silenzio pesante ricadde; e allora, comprendendo ch'era impossibile
+uscirne, Adolfo prese congedo.
+
+--Tornerò, se permette,--disse a Loredana.
+
+Questa non rispose. Egli s'avviò, seguito da Emma, la quale ardeva di
+sbarazzarsi dell'impaccio per lavorar nella sua camera ad una coperta da
+letto, nella quale doveva ancora ricamare trenta foglioline in seta
+verde e sessanta viole del pensiero.
+
+
+
+
+XIX.
+
+
+Dal giorno in cui era tornato a Venezia, Filippo aveva passato molte
+brutte ore.
+
+L'onda del pettegolezzo aveva varcato anche la soglia della sua casa, e
+le chiacchiere s'eran fatte più strambe e più inverosimili. All'orecchio
+della contessa Bianca giunse la voce che Filippo aveva avuto un figlio
+dalla sua amante, e perchè la contessa non sapeva a qual tempo
+risalissero quegli amori, e perchè si parlava di tre anni addietro, ella
+credeva a quel legame, ormai indissolubile, a quella paternità
+inconfessata.
+
+La contessa Bianca andava da tempo accarezzando l'idea d'un matrimonio
+tra suo figlio e Giselda Fioresi, buona e bella ragazza, di eccellente
+casata; e la notizia le rompeva il sogno e la sbalestrava in un mare
+d'incertezze e di dubbii.
+
+Fu necessario spiegarsi, riparlar di Loredana, discutere un amore che la
+vecchia dama avrebbe voluto obliare. Avvenne una scena brusca tra lei e
+Filippo, il quale negò l'esistenza di un figliuolo, ma s'impennò
+all'idea di sposar quella «canna da zucchero» di Giselda Fioresi. Egli
+voleva esser libero; per dare scandalo, diceva la contessa Bianca;
+perchè era ancor troppo giovane, diceva lui.
+
+Un'altra scena, più breve ma più cruda nella forma, avvenne poco di poi
+tra Filippo e il cognato, conte Leopoldo de Idris, il quale viveva senza
+passioni e senza turbamenti una vita di piaceri semplici, in campagna,
+amministrando i suoi poderi, interessandosi all'agricoltura e alla
+politica modesta della provincia. Leopoldo si stupì che Filippo si
+perdesse ancora dietro una _cocotte_, ma fu addirittura spaventato
+quando seppe dalla bocca di Filippo medesimo che non si trattava d'una
+_cocotte_, bensì d'una ragazza, la quale doveva aver dunque delle
+pretensioni, una specie d'onore, molto da perdere e più ancora da
+guadagnare. Fu spaventato per Filippo, che certo non avrebbe saputo
+cavarsela con garbo, senza troppo danno da ambo le parti.
+
+E qui Filippo sentì scappar la pazienza.
+
+--Ma che cavarsela! Ma che garbo!--egli esclamò.--Le voglio bene sul
+serio, e non penso affatto a cavarmela. Ho fatto male a cominciare,
+siamo d'accordo, benchè in queste cose ci si accorga sempre troppo tardi
+dell'errore commesso; ma farei peggio a finirla con qualche gherminella!
+
+Il conte Leopoldo, ancora più inquieto per quelle dichiarazioni, domandò
+a Filippo se pensasse mai di tirarsela in casa....
+
+--In casa, di chi?--rispose Filippo.--In casa tua, no di certo; tocca a
+me provvedere, e non so perchè, dunque, voi tutti vi disturbiate.
+
+Leopoldo, allora, tornò alle idee generali, osservando che all'età di
+Filippo si doveva vivere quieti, pensare a far figliuoli legittimi, che
+continuassero la casa e allietassero la bella vecchiaia della contessa
+Bianca, la quale non meritava d'essere travagliata nei suoi ultimi anni.
+
+L'argomento era di quelli che trovano la strada del cuore; e Filippo,
+sentendosi toccato, s'infastidì, rispose a Leopoldo ch'era stufo di
+dover rendere conto a tutti delle più minute cose della sua vita come un
+collegiale, che desiderava ormai vivere libero, senza tutela e senza
+giudici.
+
+E su quel «vivere libero» si scatenò una gragnuola di osservazioni da
+parte di Leopoldo, il quale temeva che libero per Filippo fosse sinonimo
+di libertino; e, presa ormai la corsa, rammentò altre avventure del
+cognato, che avevan fatto chiasso, col risultato finale di voltargli
+contro l'opinione pubblica.
+
+Ma peggio fu, quando Filippo si vide comparire lo zio conte Roberto, del
+quale non aveva più avuto novella dopo l'incontro a Desenzano. Roberto
+gli snocciolò un discorso assai lungo e reciso, che Filippo ascoltò
+sbalordito, perchè aveva creduto di trovare nello zio il compatimento
+ch'era la caratteristica più nota della sua buona indole, quel
+compatimento che Roberto non lesinava a nessuno per nessuna colpa, la
+quale non fosse ignobile e vile.
+
+Roberto, invece, dichiarò al nipote che la condotta di lui era assurda,
+per non dir peggio; Filippo aveva messo lo scompiglio nel parentado, in
+causa d'una ragazzetta, d'una monella, e tutti erano addosso allo zio,
+come al più vecchio, perchè si valesse della sua autorità a far cessare
+quella tresca.
+
+Filippo capì; lo zio era sdegnato, perchè seccavano lui e mettevano in
+giuoco il suo prestigio; lo avevan toccato nel suo egoismo senile, ed
+egli era pronto a mandare al diavolo il nipote e la «monella», pur di
+non avere più noie.
+
+--Del resto,--osservò il conte Roberto,--mi maraviglio di dover dirtele
+io, certe cose. Non ha una madre, un padre, quella tua bambola? E come
+si spiega che stiano zitti, e che tocchi a noi, a tua madre, a tuo zio,
+a Leopoldo, a tua sorella, di richiamarti al dovere?
+
+--Ha una madre,--rispose Filippo.--Ha una madre, e la madre è venuta a
+Sirmione e me l'ha ripresa....
+
+--Bene!--esclamò Roberto.
+
+--Sì, benone; ma, ora io la riprendo alla madre!--dichiarò Filippo, che,
+torturato ed esasperato da tante chiacchiere, si sentiva capace di
+strappar Loredana anche agli artigli di quel diavolo, al quale Roberto
+l'avrebbe consegnata.
+
+Il vecchio, stupefatto per tale sfacciataggine, gridò che rinunciava a
+discutere con un matto di quella forza. L'ostinazione di Filippo
+oltrepassava il credibile; tutto gli andava a seconda, grazie a una
+madre dabbene, che si riprendeva la figliuola dopo quel po' po' di
+scappuccio; ed egli invece era per ricominciar la festa e per condurla a
+termine, a un termine che non doveva e non poteva aver nulla
+d'invidiabile.
+
+--Come devo dirtela?--seguitò il conte Roberto.--È uno scandalo; te lo
+hanno già cantato in musica; io non ho nulla da aggiungere. Tutti ne
+parlano; anche l'altro giorno, a Tai di Cadore, da Fausta Montegalda ho
+udito i particolari di questa farsa, e puoi imaginarti che gusto provavo
+io! La contessa dice che ti rovini, e non si può darle torto.
+
+Filippo sorrise.
+
+--Eh, ridi, ridi fin che vuoi, ma la Montegalda dice giusto!--esclamò
+Roberto.--Dice che, alla fin fine, nessuno sa chi sia quella tua
+pupattola, e che potrebbe aver fatto con altri quel che ha fatto con
+te.... Chi ne sa niente, chi la conosce!
+
+--Povero zio Roberto!--mormorò Filippo.--Va da una donna a chiedere
+informazioni di questo genere! Perchè non domandi il suo parere anche
+alla Fioresi, che mi vogliono appioppar come moglie?
+
+Roberto alzò le spalle.
+
+--Insomma,--concluse,--io sono indignato per i tuoi vizii, e la cosa non
+va.
+
+--Non ti ho indignato io,--osservò Filippo.
+
+--Ma non dimenticherò che hai sorriso dei miei consigli!--rimbeccò il
+conte.
+
+--Ho sorriso per le critiche della Montegalda.
+
+--E per le mie; e non si deve ridere d'un vecchio.
+
+--Per la Montegalda, per la Montegalda!--gridò Filippo.
+
+--Già, e intanto ti ripigli la sbarazzina!
+
+--Ciò non ti riguarda, zio.
+
+--Ne riparleremo!
+
+--Spero di no; vedo che più che se ne parla e meno ci si capisce.
+
+--Ne riparleremo, ne riparleremo!--si ostinò il conte Roberto.--Perchè
+io sono sempre dell'opinione che l'uomo non è monogamo. Tu non vuoi
+prendere moglie per essere libero; ma allora, nè mogli nè amanti! Questa
+è logica. E hai deciso che cosa te ne farai?
+
+Alla domanda inaspettata, Filippo non diede risposta; onde Roberto
+seguitò:
+
+--Te lo dirò io: ne farai una mantenuta, da coprir di gioielli e da
+condurre a teatro e in carrozza; ti costerà ventimila lire l'anno, ti
+peserà come una moglie e ti sarà infedele.
+
+--Perbacco, zio,--esclamò Filippo con aria beffarda.--Vedo che te ne
+intendi!
+
+Roberto s'indispettì.
+
+--Spero che non ce la metterai sotto il naso, come a Desenzano, la tua
+conquista!--osservò con rude cipiglio.
+
+E credendo d'aver rimbeccato fieramente l'insolenza del nipote, troncò
+il colloquio e andò a riferirne alla cognata contessa Bianca.
+
+Tali e simili furono i discorsi che Filippo dovette ascoltare in quel
+tempo nel quale, tornato da Sirmione, non osando più ripresentarsi in
+casa De Carolis, andava torturandosi il cervello per trovare un
+espediente che lo riavvicinasse all'amante. E tra il desiderio che,
+insaziato, si faceva di giorno in giorno più molesto, tra la logomachia
+di casa e gli sdegni di tutta la parentela, Filippo conduceva una vita
+piena di tristezza, che non aveva riscontro negli anni precedenti.
+
+Rimaneva a Venezia, schivando gli inviti, passando mezza giornata al
+Circolo dell'Unione, dove mancavan gli assidui, e l'altra mezza in
+casa, dove s'occupava lunghe ore a leggere libri e riviste su tutti gli
+argomenti; la sera usciva in gondola pel Canalazzo o pel canale della
+Giudecca, lontano dai rumori e dalla luce.
+
+Ma il pensiero di Loredana lo seguiva passo per passo, ora per ora,
+senza tregua, fatto più vivo dagli episodii di quella battaglia che la
+fanciulla gli aveva inconsciamente scatenato contro; Filippo non
+ricordava nulla di simile in tutta la sua vita, quantunque più volte si
+fosse parlato delle sue avventure. Ma perchè si era trattato sempre di
+donne conosciute tra i gaudenti o saldamente legate ad altri, i suoi di
+casa s'eran guardati dall'occuparsene e dal fargliene parola.
+
+Un giorno gli fu annunziata la signora Clarice Teobaldi.
+
+Da Sirmione, poco dopo la partenza del conte, ella era tornata a Verona,
+e qui era rimasta, aspettando che passasse tempo sufficiente per poter
+ricordare l'invito di Filippo e recarsi a Venezia.
+
+Piero, il valletto di Filippo, precedeva la signora, la quale, come
+aveva sognato, saliva veramente lo scalone marmoreo del palazzo Vagli,
+giungeva al primo piano, traversava una fuga di sale immerse nella
+penombra, dentro la quale si vedevano i mobili dorati, le pallide
+tappezzerie antiche, gli oggetti d'arte; e di nuovo saliva una scala
+meno larga e più breve, ed era finalmente introdotta nello studio di
+Filippo.
+
+La Teobaldi guardò avidamente, nel tempo dell'attesa, le carte sparse
+sulla scrivania, semplici fogli da lettera, senza cifra e senza stemma;
+e guardò le pareti, dalle quali pendevano quadri antichi in vecchie
+cornici. Si vedeva, in uno, una donna--Venere doveva essere, tutta nuda,
+o Danae--sdraiata sopra un largo divano, e una ancella, con rapido atto
+sembrava voler coprire d'un manto porpureo che aveva tra le mani, la
+superba nudità della sua signora, perchè di tra le pieghe d'un pesante
+cortinaggio, sullo sfondo, apparivan la testa e il busto d'un importuno,
+che poteva essere Marte, desideroso ma accigliato per la prudenza
+dell'ancella.
+
+La Teobaldi si stupì che quella fosse Venere, perchè non aveva, ai suoi
+occhi, nulla di particolare; era una femmina nuda, nè meglio nè peggio
+di tante altre. E anche non le piaceva quella tinta scura, quasi nera,
+che il quadro aveva preso qua e là, a danno dei colori.... La fotografia
+d'una bella dama moderna in abito scollato le sarebbe andata a genio,
+assai più di quel preteso tesoro d'arte.
+
+Ma non ebbe tempo di seguitar nelle sue critiche, perchè Filippo
+sopraggiunse, e si dimostrò lietissimo della visita. Fece sedere la
+Teobaldi, la interrogò cortesemente per sapere quanto intendesse
+fermarsi a Venezia, esprimendo la speranza che si fermasse a lungo; e di
+chiacchiera in chiacchiera, mentre Piero recava un tè squisito in un
+servizio d'argento massiccio e molti biscottini deliziosi, vennero a
+parlar di Loredana.
+
+--Ah, bisogna ch'io riveda quella mia fantolina!--esclamò Clarice,
+quantunque avesse la bocca piena.--Andrò a trovarla, andrò ad
+abbracciarla. Non l'ho mai dimenticata un'ora, in tutto questo tempo.
+Così bella, così buona, quella creatura di Dio.... Grazie!
+
+Filippo le versava una seconda tazza dì tè, qualche goccia di latte, e
+le porgeva il canestro argenteo coi biscottini.
+
+--Grazie. Bisogna ch'io la riveda, e che le parli.
+
+Bevve alcuni sorsi, e, incoraggiata dalla simpatia che risvegliava
+nell'animo di Filippo rievocandogli l'amante perduta, Clarice riprese:
+
+--Ma le pare, conte, che le cose possano andare avanti a questo modo?
+Lei non osa avvicinarla, per colpa della madre; Loredana non osa
+chiamarlo; e intanto vivono infelici l'uno e l'altra, mentre son fatti
+per intendersi, e si adorano.... Sono certa che io ho una missione, in
+questo dramma; sento che potrò riavvicinare due anime, due destini, due
+cuori. Ho certamente una missione; io non m'inganno! È stata Loredana
+stessa che mi ha chiamata a parte, quella sera, quella sera del
+telegramma, e mi ha additato ciò che dovevo fare. Sera fatidica!...
+
+Filippo non avrebbe mai pensato che due tazze di tè potessero ubbriacare
+la buona donna, meglio che due coppe di sciampagna; ed esitando rispose:
+
+--Vuole? Vuole parlare a Loredana? Le dica, allora....
+
+Ma si tacque, non parendogli di poterla trattare, di punto in bianco, da
+ambasciatrice in un'impresa così delicatamente intima.
+
+La Teobaldi diede fondo alla tazza, mangiò ancora un paio di biscottini.
+
+--Sono _baicoli_, specialità di Venezia, non è vero?
+
+E seguitò, aprendo un ventaglio spettacoloso di carta, e facendosi aria:
+
+--Non ho bisogno che lei mi consigli. So quel che devo dire; ho, qui
+dentro, un consigliere infallibile che si chiama cuore.... Prima
+cercherò di studiare le abitudini della casa e di sapere come sta, quel
+tesoro di Dio, come la pensa: e poi, se tutto va a seconda, mi
+presenterò alla madre. È più prudente e più.... corretto. Le pare?...
+Scusi, è una Venere, quella che si vede lassù?
+
+--Venere,--rispose Filippo.
+
+--L'avevo capito subito; vecchi capolavori. Ah conte, lei non può
+imaginare quanto io sia fiera del compito che mi assumo.... Quando vedrò
+sorridere quelle labbra di fanciulla, io che l'ho vista partire disfatta
+da Sirmione, sarò felice più di tutti!
+
+Filippo sorrise, prese una mano della Teobaldi, la tenne un istante fra
+le sue, e rispose:
+
+--Lei è molto buona, cara signora, e vuole impedirmi di ringraziarla. Ma
+creda che, comunque le cose finiscano, io non dimenticherò mai, mai, ciò
+che lei ha fatto per me, per tutti e due!
+
+--Le dico: io servo il mio cuore, e nessuno mi deve nulla. Se permette,
+quando avrò notizie, verrò a portargliele.
+
+--Ma venga anche tutti i giorni, la prego. Faccia conto che questa casa
+sia sua,--esclamò Filippo, incalorito dalla speranza di aver finalmente
+nuove dell'amica.
+
+La Teobaldi si alzò e s'incamminò con passo svelto, a testa alta, il
+ventaglio nella destra, pensando a un figurino di gran dama che aveva
+visto in un giornale di moda. E camminando, seguita a un passo da
+Filippo, domandò:
+
+--Questo è il suo appartamento particolare, conte?
+
+--Sì, sono le mie camere,--rispose Filippo, mentre, all'uscire dallo
+studio, premeva il bottone d'un campanello elettrico.--Ho la mamma in
+campagna.
+
+--Messe con gusto principesco,--osservò Clarice, traversando un
+corridoio e poi una sala.--Magnifiche tappezzerie!... Non si disturbi,
+non si disturbi!
+
+Filippo volle accompagnarla alla scala, ai cui piedi stava Piero in
+attesa di ricondurre la visitatrice attraverso il primo piano fino alla
+porta d'uscita. Al momento di stringerle la mano, Filippo non potè
+vincersi, e disse:
+
+--La vedrà subito, non è vero?
+
+--Domani!--promise Clarice, e ridendo d'un bel riso grasso,
+aggiunse:--Ma non sono a Venezia per questo?
+
+--Grazie, grazie, grazie!--esclamò il conte inchinandosi.--Arrivederci!
+
+Clarice scese la scala, e preceduta da Piero, ripercorse tutte le sale
+che aveva già intravedute; nell'anticamera, scorgendo sopra una tavola
+un Sileno coronato di pampini, circondato da baccanti ebbre, disse a
+mezza voce, con tono di persona esperta:
+
+--Bello quel _biscuit_!
+
+--Legno policromo del seicento!--enunziò Piero, senza guardar la
+signora, come avesse parlato all'aria.
+
+Ella passò, a testa alta, imperturbabile, il ventaglio nella destra,
+mentre il valletto, premuto il bottone elettrico per dar avviso al
+portiere, si piegava fino a terra.
+
+
+
+
+XX.
+
+
+Così fu che Loredana potè aver notizie di Filippo e dargliene.
+
+Il giorno in cui la Teobaldi si decise a varcar la soglia di casa De
+Carolis--quel giorno avverso ad Adolfo Gianella--Loredana fu contenta da
+non trovar parole per esprimersi.
+
+Partita appena Clarice, la fanciulla corse nella cameretta dove sua
+madre stava ricamando la quattordicesima fogliolina in seta verde, e
+infantilmente si mise a ballare.
+
+--Ebbene, Lori, che hai?--domandò Emma stupita.
+
+Ma Loredana seguitava a girare in tondo, gli occhi scintillanti e le
+labbra aperte a un sorriso di pace.
+
+Si arrestò d'un tratto, con un ultimo giro, in modo che le gonnelle le
+si gonfiassero d'aria, e si mise in ginocchio presso la mamma, la quale
+andava seguendola con l'occhio.
+
+--Ho,--disse Loredana,--che Filippo mi ama sempre, anzi meglio di prima,
+e che non mi sono ingannata fidando in lui, e che mi pento d'aver
+pensato male, e che è qui, e che è mio, e che io sono sua....
+
+--Questa bella ambasciata è venuta a farti la signora
+Teobaldi?--interrogò Emma, mentre una ruga profonda le solcava la
+fronte.
+
+--Sì, mamma, la Teobaldi è buona. Anche su di lei m'ero ingannata. È
+buona, è prudente, e non bisogna rimproverarla. Non ha che il difetto di
+dipingersi male, e di vestirsi peggio. Hai visto, mamma, quel suo
+cappellino alla cacciatora, e subito sotto, quelle terribili
+sopracciglia al carbone? Oh che paura e che risate a Sirmione, quando la
+vidi la prima volta!...
+
+Si mise a ridere, a gola spiegata, e balzò in piedi, a riprendere il
+ballo, cantarellando l'aria di un valzer.
+
+--Lori,--esclamò Emma severamente, arrestandola con lo sguardo.--Che
+pensieri hai? Che cosa conti di fare?
+
+--Io?
+
+La fanciulla, ritta in mezzo alla camera, stette pensierosa un momento;
+poi disse:
+
+--Io? Non temere nulla, mamma! Ah come ho imparato a vivere in questi
+pochi mesi, come son diversa da una volta! Flopi non saprà più
+riconoscermi, e mi dirà con meraviglia: «Sei una donnina, sei veramente
+una donnina!» E tu non temere, mamma; io sarò felice....
+
+--In nome di Dio,--interruppe Emma, respingendo il lavoro, e
+alzandosi,--che cosa intendi con queste parola? Vuoi tornare con lui?
+
+Loredana le corse incontro, l'abbracciò stretta, le diede molti baci,
+dicendo:
+
+--O mamma bella, o mamma cara, non sgridarmi, ma sì, ecco, voglio
+tornare con lui! Ed egli vuole tornare con me, o mamma bella, perchè
+niente gli piace senza di me, e il lusso non è il lusso, e il suo
+palazzo è una casupola, e le donne sono pupattole, e le abitudini sono
+catene.... Me l'ha scritto, e l'ho imparato a memoria, e gli credo....
+
+--Povera, povera bambina!--esclamò Emma.--Tu credi tutto; ma non gli hai
+domandato perchè non ti sposa?
+
+Loredana allentò le braccia e lasciò sua madre.
+
+--Non glielo domando,--rispose, oscurandosi in volto,--perchè se anche
+egli volesse, io non vorrei. Ah no, non vorrei morire per tutta la
+guerra che la sua famiglia mi muoverebbe contro prima di cedere, e per
+tutte le umiliazioni che dovrei subire da quella sua gente e dai suoi
+amici, il giorno ch'io fossi moglie di Flopi. Vedi: io so, perchè egli
+non mi sposa; perchè non mi tormentino e prima e dopo fino alla morte.
+Sarò la sua amante; dunque meglio che la sua sposa.
+
+--E calpesterai anche il ritegno, e lascerai che tutti sparlino di te e
+di tua madre?--osservò Emma con voce dolente.
+
+--O mamma cara, non parlan male di te e di me, ora, tutti?--rispose
+Loredana.--E che premio ho io dunque di ciò che credono il mio
+ravvedimento? Hanno saputo, hanno inventato, mi hanno già uccisa
+nell'anima; nulla può accrescere il male che già mi fu fatto, e se io
+non sono morta per gli altri, gli altri sono ben morti per me. O mamma
+bella, tu, tu sei la bambina che crede; io non potrò mai essere tanto
+cattiva quanto si è detto....
+
+--E vuoi andartene ancora, e lasciarmi sola?--domandò Emma, guardandola
+con gli occhi annebbiati.
+
+--Non so, mamma; non interrogarmi, non turbarmi, oggi. Oggi io sono così
+contenta, perchè egli mi ama ancora; e non bisogna turbare chi è
+contento dopo un lungo dolore.
+
+--Ma come, dunque,--insistette Emma,--se ti ama tanto non è venuto più
+qui?
+
+--O mamma, cara, tu lo sai. Tu gli hai detto che ogni cosa doveva essere
+finita e che non varcasse più la soglia della nostra casa. Egli ha
+obbedito; non lo rimproverare; è stato lontano da me, pensando che io
+pure non lo volessi, temendo che io gli facessi colpa--e gli facevo
+colpa!--di avere svelato il luogo ov'ero rifugiata.... Non lo
+rimproverare; egli ti ha obbedita.
+
+--Poi ti ha mandato quella donna a dirti che ti vuole ancora!--esclamò
+Emma.--Così mi ha obbedita, il briccone!
+
+--Volevi ch'egli morisse?--domandò Loredana.--Volevi ch'egli mi
+lasciasse morire?
+
+--Non si muore per queste cose, bambina!
+
+--Io sarei morta, o mamma bella! Io ero già sfinita e non avevo più
+forza per resistere all'avvilimento! Si può essere vivi e morti, non
+sai? Io era viva e morta, fin che di lui nulla sapevo; ed oggi soltanto
+sono tutta, tutta viva!...
+
+--Oh che pazza!--esclamò Emma, andando a sedersi in un angolo della
+cameretta.--Che pazza è dunque diventata mia figlia?
+
+Ma non ardì continuare il lamento.
+
+Guardò Loredana e la vide, com'essa diceva, tutta, tutta viva; la
+fragranza di quella giovinezza s'effondeva per la camera; la fanciulla
+dritta, svelta, bella, sembrava una prigioniera in quel piccolo spazio;
+qualche voce che nessuno poteva udire, echeggiava intorno a Loredana,
+chiamandola per la sua strada ampia o aspra; e nulla avrebbe potuto
+arrestare la forza misteriosa, che gli uomini chiamano destino, e che
+parlava inconsciamente per gli occhi ardenti di Loredana.
+
+Emma sentì questo in confuso; e capì che ogni ostacolo sarebbe stato
+travolto; si domandò se avesse diritto d'imprigionare ancora sua figlia,
+e del suo diritto dubitò.
+
+Riprese in silenzio il ricamo, abbassò la testa sul lavoro, non disse
+più nulla.
+
+Loredana, in punta di piedi, non potendo trattenersi, ricominciò a
+ballare il valzer chetamente.
+
+
+
+
+XXI.
+
+
+Essa non potè mai dimenticare quella notte, quell'angoscia, quelle
+emozioni.
+
+Sol per aprire la porta della camera e per discendere le scale, dovette
+radunar tutta la sua volontà; e ad ogni scalino le sembrava che il
+fruscìo della gonna fosse strepitoso, che il suo respiro fosse veemente
+così da destar chi dormiva; e i ginocchi le scricchiolavano.
+
+S'era avvoltolata intorno alla testa una sciarpa nera, che le cadeva
+fino in grembo; ed era tutta vestita di nero; il viso bianco e i grandi
+occhi scuri attraevan meglio lo sguardo, per quella sciarpa che
+incorniciava l'ovale delicato del volto; ma Loredana credeva d'essersi
+mascherata, sentendosi avvampar dal caldo.
+
+Finalmente, aperto, con un ultimo brivido, l'uscio a pianterreno, si
+trovò in istrada, e vide Clarice.
+
+Le due donne si misero a camminare senza far parola, spaurite dalla
+propria audacia e pensierose. Era di poco valicata la mezzanotte; da una
+taverna uscirono alcuni uomini e squadrarono quella coppia frettolosa,
+non comprendendo di quali femmine si trattasse; e poichè l'uno diceva
+con parole villane la sua ammirazione per la ragazza, un altro lo ammonì
+sarcasticamente:
+
+--Lascia andare, figliuolo. Lì, occorrono biglietti da mille!
+
+Loredana vibrò da capo a piedi; mormorò a Clarice:
+
+--Ho paura. Torniamo indietro.
+
+--Su, su, coraggio!--disse la Teobaldi, che tuttavia non era meno
+inquieta della sua giovane amica.--Non siamo lontane.
+
+Ella stentava ad agguagliare il passo di Loredana; ma correva aiutandosi
+con qualche piccolo salto, facendo sobbalzar tutta la sua povera carne.
+
+--Presto!--diceva Loredana quasi ad ogni passo.--Non ci segue nessuno?
+
+--Nessuno!--rispondeva Clarice, cogliendo il destro per rallentare un
+poco, e voltarsi.
+
+Un ubbriaco, in una calle stretta, parlava e gesticolava da solo. Non
+gli tornava il conto della serata e nominava alcuni uomini illustri
+della città, dichiarando che all'indomani li avrebbe chiamati a
+testimoni contro l'oste e i compagni di giuoco. Vide le due donne, le
+lasciò avvicinare, e si rivolse a Loredana:
+
+--Dica: se io spendo sessanta per un litro e mezzo....
+
+E pencolò maledettamente; Loredana mandò un grido soffocato e si mise a
+correre.
+
+--Lei, la vecchia, è più ragionevole,--osservò il beone, guardando
+Clarice che s'allontanava a passo celere.--Non corre, la vecchia, perchè
+ha i piedi in malora. Ma se io spendo sessanta per un litro e mezzo....
+
+--Lori, Lori, mi aspetti!--disse a mezza voce Clarice.
+
+La fanciulla si fermò, la Teobaldi le si mise al fianco, e ripresero a
+camminare.
+
+--Che paura, tesoro mio!--esclamò Clarice, tentando di sorridere.
+
+--Ah sì, muoio di paura! Quell'ubbriaco per poco non mi cadeva
+addosso!... Ma quanto dobbiamo camminare ancora?
+
+--Adesso ci siamo. Volti a destra....
+
+--Non ne capisco più nulla,--mormorò Loredana.
+
+Essa stentava a riconoscere le calli, in quell'ora notturna; tutte le
+porte eran chiuse, le finestre chiuse, e di tratto in tratto una larga
+chiazza d'ombra toglieva la vista delle case, dei confini, degli angoli;
+poi appariva un lampione dalla luce rossastra, e, a quando a quando, un
+rio dall'acqua immota e nera. Nel silenzio solenne, dentro le calli più
+anguste, i passi delle due donne davano un rimbombo prolungato;
+lontanamente, per due volte in due punti diversi, risonò la voce
+gutturale d'un gondoliere, che s'internava con la sua gondola in un rio;
+e qua e là una zaffata di odore salso giunse alle nari di Loredana, che
+storse la bocca.
+
+--Ci siamo!--disse improvvisamente Clarice.
+
+Loredana alzò gli occhi, e riconobbe il palazzo Vagli, balzato fuori
+dall'ombra come per magìa; largo e tozzo, ammantellato nell'oscurità,
+lasciava a pena intravedere le finestre bifore e le colonne patinate dal
+tempo; era tutto muto.
+
+Ma la fanciulla non ebbe agio a contemplare; un uomo si staccava dalla
+porta fiocamente illuminata, le veniva incontro, l'abbracciava con tale
+veemenza da sollevarla da terra e trasportarla dentro in un sol gesto.
+
+Richiuse d'un colpo lo sportello, e stringendosi la fanciulla al fianco,
+cingendole col braccio destro il collo quasi a difenderla da un nemico
+invisibile, inoltrò.
+
+Restarono per sempre impressi nella mente di Loredana il cortile buio,
+l'atrio buio, illuminati a sprazzi dal fanale, che l'uomo teneva nella
+sinistra; e la scalinata e quelle sale dove lampeggiavan fugacemente uno
+specchio, la doratura dei mobili, la superficie levigata d'una tavola o
+d'una statua.
+
+I passi risonavano sordamente sul tappeto, e tanto silenzio era intorno,
+che benchè nessuno vegliasse a quell'ora, i due amanti non parlavano.
+
+Loredana si volse a cercar Clarice, ma non vedendola più, alzò gli occhi
+a guardar Filippo, e gli sorrise.
+
+Obliata la madre, la notte, la casa, essa era felice e superba della
+propria audacia; il palazzo le sembrava immenso, ma sicuro, e quel
+braccio attorno al collo era il segno d'una protezione quasi
+onnipotente. Le tornava l'imagine di Filippo più forte, più audace, più
+fidato di chiunque al mondo, e ne fremeva di piacere.
+
+--Qui?--ella domandò sottovoce.
+
+--Qui,--rispose Filippo, liberandola dalla stretta.
+
+Erano nella camera di lui. Loredana vide larghi e pesanti cortinaggi
+alle finestre, un letto ampio, una pelle di tigre, con la testa enorme e
+gli occhi fissi, stesa a terra; sopra un tavolino moresco incrostato di
+madreperla ardevan cinque candele in un candelabro di vecchio argento; a
+una parete scintillavano le guaìne metalliche di armi stravaganti.
+
+Non vide altro, nel tumulto della gioia; pensò che il suo amore
+seguitava, riallacciando quella notte col giorno malinconico in cui era
+tornata tutta sola da Peschiera; oh, anche il suo amore gagliardo
+vinceva gli ostacoli, e i baci che sentiva eran più saporosi dopo tante
+lagrime...!
+
+
+
+
+SECONDA PARTE.
+
+
+
+
+I.
+
+
+Giselda Fioresi, al braccio di Berto Candriani, s'era fermata innanzi
+alla tavola del buffet, in casa della contessa Lombardi.
+
+La lunga tavola era tutta occupata da piatti colmi di pasticcini e di
+dolci; due grandi samovar d'argento fumavano, e da un'enorme zuppiera un
+servo scodellava nelle tazze il punch freddo, mentre altri versavano lo
+sciampagna gelido dalle caraffe di cristallo e distribuivano i sorbetti
+rosei e bianchi.
+
+--Se lei non fosse venuto a salvarmi,--continuò Giselda, accennando con
+la testa a un signore tozzo e rubicondo, che sorbiva adagio una granita
+di caffè,--gli sarei caduta fra le braccia....
+
+--Oh Dio!--singhiozzò comicamente Berto Candriani.
+
+--Per la noia, per la noia!--disse Giselda ridendo.--Non sa parlare che
+del suo automobile, e s'atteggia a disdegnare i cavalli....
+
+--Così le ha fatto sapere che ne ha....
+
+--Ne ha dieci, nelle scuderie della sua tenuta di San Polo; ma vuol
+venderli....
+
+Nuove coppie, gli uomini in marsina, le donne in abito scollato e grande
+cappello, erano sopraggiunte e facevan coda, incalzando, alle spalle di
+Berto e di Giselda.
+
+--Vuole sciampagna?--domandò Berto, prendendo una coppa dalle mani d'un
+servo e passandola a Giselda, che vi bagnò appena le labbra.
+
+--Datemi due gelati,--ordinò qualcuno che stava dietro il Candriani.
+
+--Aspetta,--disse questi al marchese di Spinea, che aveva al braccio la
+contessina Cafiero,--ti lasciamo il posto.
+
+E avviandosi con Giselda, seguitò ad alta voce:
+
+--Bada, che c'è molto punch bollente, che non si beve, e poco sciampagna
+freddo che si berrebbe volontieri.
+
+--Zitto, maldicente!--gli disse il marchese di Spinea.--Vedremo che cosa
+ci offrirai quando verremo da te.
+
+--Bravo, stai fresco!--esclamò Berto.--Resto scapolo apposta per non
+avere seccatori in casa!
+
+Sul limitare, Berto e Giselda dovettero fermarsi. La duchessa di
+Torrecusa e la contessa Osvaldi, tenendo ciascuna una coppa di
+sciampagna, s'esercitavano a portarla alle labbra, dopo aver fatto col
+braccio destro alcuni giri a spirale. La duchessa vi riuscì, versando
+dall'orlo metà del contenuto, e la contessa Osvaldi, che rideva a gola
+spiegata, vuotò la coppa intera sul tappeto, e rinunziò alla prova,
+perchè i cavalieri intorno la facevan ridere troppo.
+
+Berto Candriani s'aprì un varco tra i gruppi, traversò con Giselda un
+lungo corridoio, poi la sala pei fumatori, dove sedevano alcuni uomini,
+timidi o noiati, che si scambiavan gli astucci delle sigarette o i gravi
+propositi d'una più energica politica internazionale; passò oltre la
+sala rossa, tutta rossa fiammante per le tappezzerie e pel colore dei
+mobili dorati, e si fermò nella sala rosea che precedeva la sala da
+ballo.
+
+--Andiamo laggiù!--disse, accennando un alto e lungo paravento sul quale
+eran trapunte in oro parecchie grosse cicogne, brillanti sopra uno
+sfondo color chiaro di luna.
+
+--Dietro il paravento?--chiese Giselda, lasciandosi trascinare senza
+troppa resistenza.
+
+--Sieda,--ordinò Berto.--Io siedo qui di di fronte; lei metta fuori le
+punte dei suoi piedini, così quelli che passeranno per andare a saltar
+come pere secche, capiranno che qui c'è qualcuno.
+
+--Ma no, ma no, è sconveniente!--osservò Giselda.--E poi, lei ha
+l'abitudine di parlar male di tutti, e potrebbe sparlare proprio di
+quelli che passano....
+
+--Ingenua fanciulla!--esclamò Berto Candriani.--C'è l'occhio della
+cicogna!
+
+--Che cosa vuol dire?--domandò la contessina Fioresi con un sorriso, che
+pregustava qualche strana storia.
+
+--Vuol dire che son forati gli occhi d'una cicogna, e di qui vedo
+benissimo senza essere veduto. Guardi che bei buchi!
+
+Giselda si alzò a guardare, appoggiandosi lievemente alla poltrona di
+Berto; attraverso due fori, che corrispondevan dall'altro lato agli
+occhi d'una gigantesca cicogna, si vedevan benissimo il resto della sala
+e la porta dalla quale dovevan passare le coppie. Giselda diede in una
+risata.
+
+--Ma quando ha fatto questo lavoro?--domandò.
+
+--Badiamo: è un segreto che si rivela a una gentildonna; i buchi li ha
+fatti Silvestrelli, il capitano di corvetta, due anni or sono, e prima
+di partire per il giro del mondo li ha confidati a me. Io sono l'unico
+erede di questi buchi, e nessuno se n'è mai accorto. Spero che lei
+apprezzerà tutto il valore della mia rivelazione.
+
+--Sono utilissimi,--dichiarò la Fioresi solennemente.--Non dirò parola
+ad anima viva.
+
+Berto fece un cenno con la mano; qualche coppia passava, dirigendosi al
+salone da ballo e chiacchierando; alcuni cavalieri sopraggiunsero,
+diedero un'occhiata, videro la sala vuota e se ne andarono di nuovo.
+
+--Ha notato, contessina, che stasera non c'è Flopi?--riprese Berto con
+la sua voce più melliflua, piano piano.
+
+--Non ho notato nulla!--rispose Giselda bruscamente.--Perchè dovrei
+notare queste inezie?
+
+--Inezie? Non ci sono inezie per chi ama.... Si vorrebbe sapere dove è
+Flopi a quest'ora, che cosa fa, che cosa dice.... Non è vero?
+
+--Non è vero; io non voglio sapere nulla. Il conte Vagli non m'interessa
+più di quanto sia lecito, e io non ho l'abitudine di amare chi non si
+occupa di me.
+
+--Non dico sia un'abitudine,--osservò Berto.--Può essere una
+fatalità.... Zitta!--soggiunse, dopo aver dato uno sguardo ai buchi
+della cicogna.--C'è lo zio!
+
+Il conte Roberto Vagli entrava in quel punto con un altro vecchio
+signore; il conte Roberto era dritto e magnifico, il largo petto
+inquadrato dal panciotto della marsina, all'occhiello della quale era
+fissato un superbo garofano bianco; tra le mani il conte teneva il
+gibus, alla maniera antica.
+
+--Io ti assicuro,--egli seguitava,--che è una corbelleria, questa di
+voler tanti treni fra Venezia e Milano; treni diretti, treni
+direttissimi, o, come si dice ora, treni-lampo! Sai che cosa avverrà?
+
+L'amico sedette in una poltrona, e il conte ripetè, standogli innanzi:
+
+--Sai che cosa avverrà? Avverrà che Venezia fra pochi anni sarà un
+sobborgo di Milano, e le nostre civette andranno a far le compere a
+Milano, e i nostri giovanotti si vestiranno a Milano, e tutti i nostri
+quattrini ingrasseranno Milano, e il nostro commercio e la nostra
+industria rimarranno quel che sono ora, una povera cosa. Non mi diceva
+un momento fa il Cavenaghi, sai, quel mercante di carbone, che si pensa
+d'attuare un treno per tempissimo, cosicchè si possa andare a Milano,
+starvi sei o sette ore, e tornar la sera medesima? Io ti domando!...
+
+L'amico si alzò, e tutt'e due s'avviarono.
+
+--Io ti domando se questo si chiama far l'interesse di Venezia....
+
+--Che bella mente!--esclamò Berto Candriani, quando fu sicuro che i due
+se n'erano andati.--Non vuole i treni diretti; bisognerà offrirgli un
+servizio di muli. Dopo la battaglia di San Martino, non ha capito più
+nulla. E Flopi deve lottare con questi suoi parenti, i quali, nonchè
+l'amore, non sanno intendere nemmeno la ferrovia!...
+
+--Ma io non comprendo perchè Flopi debba lottare coi parenti,--osservò
+Giselda.--Lotta per che, per chi?
+
+--Bah,--esclamò Berto Candriani, arricciandosi i mustacchi con studiata
+espressione di mistero.--Affari riservati! Non dimentichiamo che lei è
+una signorina.
+
+Giselda si sentì avvampar la faccia: aveva ventitre anni, molta voglia
+di vivere, fors'anco molta violenza contenuta dall'abitudine e dalla
+educazione; e nulla più l'irritava che l'ignoranza e l'espressione di
+candore che dovevan formare la sua maschera sociale.
+
+Ella crollò il capo e rispose con voce dura:
+
+--Quali sciocchezze! Ma se so tutto!...
+
+--Tutto?--ripetè Berto, sicurissimo che non sapeva nulla, ma contento
+d'essere esonerato dalla discrezione.--Lei sa che Flopi ha un'amante?
+
+--Ma certo!
+
+--La quale è bellissima?
+
+Giselda esitò un attimo.
+
+--Ciò non importa. Chi la dice bellissima,--rispose,--chi mediocre, chi
+brutta!
+
+Berto sorrise fugacemente, e incalzò:
+
+--Bellissima; e lei sa che Flopi l'ha rapita, l'ha sedotta, la tiene con
+sè, e che ora ha sulle braccia tutti i parenti?
+
+--Di lei; è naturale,--osservò Giselda.
+
+--No, di lui; i parenti di lui sono spaventati, perchè non capiscono che
+cosa voglia farne, e temono che la sposi....
+
+--Ma i parenti di lei perchè non intervengono?--domandò Giselda quasi
+con impazienza.
+
+--Per una ragione ottima, contessina mia,--rispose Berto
+ridendo.--Perchè sono nel regno dei cieli, ad eccezione d'una madre, la
+quale se l'è ripresa una prima volta, ma se l'è vista ripartire con
+Flopi; onde la povera donna ha rinunziato a lottare e a discutere.
+
+--E dove sono ora?--chiese Giselda con aria distratta.
+
+--Chi? I parenti? Lo zio era qui poco fa, a parlar di treni....
+
+Giselda interruppe, battendo un piede a terra, spazientita.
+
+--Ma no, mio Dio! Flopi e quell'altra!...
+
+--Ah!... Sono a Venezia; anzi ho pranzato oggi da loro. Bisogna dire che
+se qualche cosa d'irregolare è in quella casa, non lo si vede certo
+nella disposizione dei mobili, nella scelta delle vivande, nella qualità
+degli oggetti che adornano l'appartamento. Tutta roba squisita.... Credo
+che Flopi verrà stasera a salutar la contessa, sul tardi....
+
+--Lei è molto addentro nella confidenza di Flopi!--osservò ironicamente
+Giselda, alzandosi.
+
+--Sì, sono dei pochi che frequentano la casa,--disse Berto drizzandosi
+in piedi e offrendo il braccio a Giselda.
+
+--No, grazie,--rispose questa, freddissima.--Devo dire una parola alla
+Torrecusa, che vedo seduta laggiù, nella sala da ballo.
+
+E s'avviò sola, ma si fermò di repente:
+
+--Quale casa?--domandò sottovoce.
+
+--Sì, la casa di Flopi. Egli vive solo, ora; voglio dire non vive a
+palazzo. Ha un bellissimo appartamento sulle Zattere....
+
+--Con la bellissima compagna!--concluse Giselda, che si lasciò sfuggire
+una risatina troppo stridula per essere sincera.
+
+Berto s'inchinò, girò sui tacchi, e perfettamente sicuro d'aver fatto il
+bene di Giselda, di Flopi, e fors'anco di Loredana, passò nella sala
+rossa, e si mischiò a un gruppo di dame che ridevano in piedi con alcuni
+ufficiali di marina.
+
+L'orchestra attaccò un valzer; i cavalieri traversarono la sala,
+s'incrociarono, ricomparvero con le dame al braccio, s'avviarono alla
+sala da ballo; fu una sfilata rapida di coppie, un'ondata di profumi.
+
+Il valzer diceva: «Queste gioie fallaci, tutte simili all'invisibile
+onda delle mie note, si dissolvono nel tempo, e nulla più rimane quando
+l'alba livida vi richiama alle case. Abbandonatevi a queste gioie
+malinconiche, a quest'onda invisibile, e sognate tutti i vostri sogni,
+prima che l'alba vi risvegli....»
+
+Il maggiordomo comparve a un tratto nella sala rossa, si presentò alla
+contessa Lombardi, le disse qualche parola inchinandosi.
+
+La contessa ebbe un sorriso e mosse lentamente verso la porta d'entrata,
+mentre un susurrìo di curiosità si propagava nella sala tra i gruppi
+degli invitati che avevan preferito la conversazione alla danza.
+
+Quasi contemporaneamente un signore non alto di statura, largo di
+spalle, con lunghi favoriti biondi, varcava il limitare e dirigendosi
+rapidamente incontro alla contessa, le prendeva la mano, così da
+impedirle l'inchino che la dama aveva abbozzato.
+
+S'udì la voce dell'uomo, una bella voce molle:
+
+--«Je vous suis bien reconnaissant, comtesse»,--egli diceva, baciando la
+sottile mano guantata.
+
+--Chi è?--domandò Berto Candriani.
+
+--Non lo conosci?--disse il tenente di vascello Paolo Orseolo.--È Milan,
+l'ex-re di Serbia.
+
+--Oh guarda!--esclamò Berto.--Si muove bene in un salotto, meglio che
+sul trono, l'animale....
+
+Il conte Orseolo diede una gomitata a Berto.
+
+Milan s'inoltrava, tenendo al braccio la contessa Lombardi, che gli
+presentò gli invitati.
+
+Berto aveva ragione: Milan aveva piuttosto l'aria d'un gran signore
+annoiato che non l'aspetto d'un Sovrano. I favoriti e i baffi biondi
+contrastavano con l'espressione di lassezza diffusa sul volto; e dentro
+gli occhi grigi e freddi passavan talora lampi improvvisi, come per
+effetto d'un pensiero che sopraggiungesse e illuminasse o facesse
+tremare quell'anima.
+
+Egli disse qualche complimento alle dame intorno, con misura e con
+gusto, sorridendo e socchiudendo gli occhi.
+
+A Berto Candriani domandò:
+
+--«Est-ce que vous êtes du Rowing-Club, comte?»
+
+--«Mais sans doute, Altesse!»--rispose Berto Candriani prontamente.
+
+Milan gli sorrise soddisfatto; e mentre egli si allontanava con la
+contessa per dirigersi alla sala da ballo, Berto soggiunse a bassa voce
+con Paolo Orseolo:
+
+--Mai visto il Rowing-Club! E tu?
+
+Il conte Orseolo si mise a ridere.
+
+Milan era giunto a Venezia in quei giorni, proveniente da Abbazia, dove
+aveva passato qualche settimana col giovane re Alessandro, suo figlio. I
+giornali avevano anzi parlato d'un tentativo d'avvelenamento commesso
+dai nemici degli Obrenovich contro Alessandro; e Milan, che in
+quell'epoca dimostrava pel figliuolo una vera tenerezza, ne era rimasto
+foscamente impressionato.
+
+Era sceso all'«Hôtel d'Europa»; la contessa Lombardi, che l'aveva
+conosciuto alcuni anni prima a Biarritz, l'aveva invitato alla sua
+_sauterie_.
+
+Berto Candriani stava per seguirlo a distanza e per gustar le altre
+presentazioni, ma vide entrare in quel punto Filippo Vagli, e gli corse
+incontro.
+
+Filippo lo guardò interrogativamente.
+
+--C'è Milan,--annunziò Berto.
+
+--C'è già?--disse Filippo.--È simpatico?
+
+--Un tozzo di pane. Ti domanderà se sei del Rowing-Club. Ti prego di
+dirgli di sì, perchè ciò gli fa piacere.
+
+--Va bene. E la contessa è con lui?
+
+--Naturalmente. Adesso che ha una specie di re per le mani, tu puoi
+risparmiar di salutarla, perchè conti anche meno del solito.
+
+I due amici s'avviarono ridendo verso la sala rossa.
+
+--A proposito,--soggiunse Berto.--Ti ho reso un piccolo servizio, questa
+sera.
+
+--Mi fai tremare!--esclamò Filippo.
+
+--Coraggio! C'era la Fioresi che schiattava dalla voglia di saper che
+cosa fai, come vivi, dove ti nascondi. Io le ho raccontato tutto.
+
+--Le hai parlato di Loredana?--esclamò Filippo, arrestandosi.
+
+--No. Le ho parlato di te, della tua passione, delle baruffe con la tua
+famiglia; quadro completo, insomma!
+
+--E lo chiami un piccolo servizio, questo?--disse Filippo, stringendo la
+mano di Berto.--Ma è un servizio impareggiabile, prezioso, magnifico....
+
+--Un servizio per dodici persone,--mormorò Berto.
+
+--Proprio! Così avrò costei sulle braccia, come non bastassero tutte le
+altre!--concluse Filippo.--Ma dove hai la testa? Quando imparerai, tu, a
+essere discreto?...
+
+Berto era un po' confuso; aveva creduto, dapprincipio, che Filippo lo
+ringraziasse e gli stringesse la mano per davvero; ed ecco che tanta
+gratitudine si risolveva in un rimbrotto.
+
+--Non ti arrabbiare, Flopi,--egli disse.--Alla fin fine, che cosa
+avverrà? Che la Fioresi non ti annoierà più coi sospiri e gli sguardi
+languidi....
+
+--Ma ti prego di credere che la Fioresi non ha mai fatto nulla di
+simile, caro mio, e che queste son fantasie del tuo cervello ozioso....
+
+Berto non potè replicare.
+
+Giunti nella sala rossa, videro nel bel mezzo Milan Obrenovich che
+parlava con la duchessa di Torrecusa.
+
+--«Nous avons fait un pari, la comtesse et moi,»--diceva.--«La comtesse
+disait que vous avez les yeux gris clairs, moi je disais que vous les
+avez verts, ce qui vous sied excessivement bien. Et voilà, j'ai gagné!»
+
+La duchessa sorrideva, un po' impacciata, sotto la fiamma che
+sfolgorarono a un tratto gli sguardi di Milan. Si sarebbe detto ch'egli
+avesse voluto bere la luce che sorgeva dal corpo sottile, dalla
+carnagione rosata, dai capelli aurei della giovane dama.
+
+Gli altri tutt'intorno sentirono quella vampa di desiderio, che il re
+del tappeto verde e delle alcove aveva recato con sè, e tolsero gli
+occhi dalla coppia e seguitarono per discrezione i loro discorsi.
+
+--Oh perchè non si ricoverano dietro il paravento?--mormorò Berto, con
+un'occhiata al principe.--Se vuole io gli insegno i buchi, a Milan....
+
+--Quali buchi?--domandò Filippo stupito.
+
+--I buchi del paravento. Li ha trovati comodissimi anche la Fioresi.
+Vieni, che ti faccio vedere; è un segreto, il segreto che si rivela a un
+gentiluomo....
+
+In quel punto, la Fioresi, giungendo dalla sala da ballo con passo
+svelto, alta la testa, un tranquillo sorriso sulle labbra, fermò
+Filippo, stendendogli la mano.
+
+--Buona sera!--ella disse.--Si disperava di vederla tra di noi....
+
+Berto Candriani rattenne un ghigno di malizia, ma Giselda lo indovinò
+più che non lo vedesse.
+
+--Mi dia il braccio!--ella soggiunse a Filippo.--Facciamo un giro,
+lontano da questo re che non mi piace!
+
+Filippo le diede il braccio e s'avviò presto con lei fuori della sala.
+
+--Ha ragione se non le piace quel re,--disse.--Perchè pensava che io non
+sarei venuto stasera?
+
+Berto, sprofondate le mani nelle tasche dei calzoni, rimase a guardar
+Filippo e Giselda che si allontanavano; poi squadrò di nuovo Milan
+Obrenovich, e gli venne in mente un verso, un verso del quale non
+avrebbe potuto dir l'autore, ma che gli sembrava adatto alla sua
+situazione:
+
+ "Messo là nella vigna a far da palo".
+
+--Senta che bel galopp!--gli disse la contessina Cafiero, passandogli al
+fianco.
+
+Berto l'afferrò per il braccio, quasi a volo, con tal furia che la
+fanciulla fece un gesto di spavento; e conducendola seco di corsa:
+
+--Andiamo!--disse.--Qui tutti galoppano! Galoppiamo anche noi!...
+
+La Cafiero, vestita di rosa, alta e bruna, un neo in mezzo alla fronte,
+cominciò a ballar con Berto, ridendo e socchiudendo gli occhi
+voluttuosamente.
+
+
+
+
+II.
+
+
+Dopo la notte trascorsa da Loredana al palazzo Vagli, Filippo aveva
+trovato e arredato l'appartamento sulle Zattere, di fronte al largo e
+torpido Canale della Giudecca; aveva persuaso con molta facilità del
+resto, la signora Clarice Teobaldi a lasciar Verona e ad allogarsi
+nell'appartamento; di poi era toccato alla Teobaldi, nelle
+frequentissime sue visite, a persuader Loredana, che combatteva tra il
+desiderio di raggiungere finalmente Filippo e la crudele necessità di
+dar nuovo dolore alla mamma.
+
+Loredana s'era decisa un giorno in cui Adolfo Gianella l'aveva
+affrontata in istrada, dichiarandole di volerla accompagnare per vedere
+se mai andasse dal conte. L'insolenza del giovane l'aveva così esaltata
+che quel pomeriggio medesimo, invece di tornare a casa, aveva raggiunto
+Clarice Teobaldi, e alla mamma aveva scritto ch'era a Venezia, ch'ella
+non temesse, ma che ormai «il suo destino la chiamava».
+
+Così Clarice era diventata la dama di compagnia di Loredana; e Loredana
+l'amante, alla faccia del sole, di Filippo. Egli volle festeggiar
+l'avvenimento con un piccolo viaggio, e partirono i due innamorati per i
+laghi lombardi, lasciando Clarice a Venezia.
+
+La dama di compagnia, altera del suo nuovo e delicato ufficio, aveva
+rinunziato agli abbigliamenti vistosi; vestiva sempre di nero, ma con
+quel suo vezzo di indossare abiti troppo corti, che le lasciavano
+scoperto tutto il piede, sembrava da lontano un vecchio merlo.
+
+Quando Loredana e Filippo tornarono, ella potè annunziare che la signora
+Emma era stata due volte a cercar della sua Lori, e che non si lagnava
+più, e che aveva piegato il capo, anche lei, sotto quella raffica di
+passione. La signora Emma, travolta dal furore altrui e dalla debolezza
+propria, la quale pareva esser cresciuta dopo l'unico atto energico da
+lei compiuto a Sirmione, aveva veramente abbandonato le redini, non
+sperando ormai che nella onestà di Filippo, nella saggezza di Loredana,
+in qualche lontano avvenimento tuttavia incomprensibile.
+
+La sua Lori andava a trovarla spesso, in quella casetta bianca sul
+campiello muto, dalla quale i pettegolezzi ostinati e i fatti veri
+avevano allontanato amici e conoscenze, cosicchè la signora Emma viveva
+ora quieta e sola, abbandonata e placida. Qualche volta Lori si fermava
+a colazione o a pranzo; e mai le due donne non parlavano del conte;
+bensì, era in tutto l'atteggiamento della fanciulla verso la madre una
+premura nuova, un'affettuosità timorosa, che parevan chiedere
+continuamente il perdono nel silenzio; e quel perdono era già nel
+riserbo della signora Emma, che non aveva più detto parola dei suoi
+presentimenti.
+
+Loredana traversava allora un periodo di selvaggia e franca voluttà.
+Filippo era l'amore, e l'amore l'inebbriava, come se il calore di quel
+principio d'autunno avesse bruciato le vene di lei, moltiplicandone il
+desiderio e i capricci notturni e diurni. Il suo corpo bianco finemente
+venato, i seni duri dai capezzoli che ricordavan le fragole odorose, il
+ventre piccolo chiaro come ambra, le gambe dai bei ginocchi e dalle
+cosce muscolose,--splendevan la notte sotto i baci di Filippo, tra i
+veli della zanzariera, che chiudevan gli amanti come nell'onda azzurra e
+dolce d'un acquario.
+
+Al ritorno dall'escursione dai laghi lombardi, Filippo chiamava Loredana
+«la viperetta» ed ella sorrideva misteriosamente. Quel che di più gaio,
+di più sano e di più forte era nella sua anima veneziana, sfolgorava
+nella passione libera, così che nessun dono era per la giovane premio
+più ambito che un'ora di baci e di carezze.
+
+Baci e carezze di Filippo; mai non aveva pensato potessero essere
+d'altri; mai non aveva guardato i facili ammiratori che, protetti
+dall'angustia e dalla cattiva luce delle calli, la seguivano, fosse sola
+per correre dalla mamma, o fosse accompagnata da Clarice, e le
+susurravano, passando, brevi frasi, e osavano qualche sorriso e le
+ronzavano intorno.
+
+Ella aveva per Filippo una gratitudine cieca, una specie di religione;
+ma lungi dall'essere timorosa, era lieta ed uguale; risuonava il suo
+canto la mattina, nel torrente di luce che invadeva le camere; e tutto
+il giorno Loredana viveva con piacere, occupandosi con Clarice delle
+compere, dando ordini alla cuoca ed alla cameriera, riempiendo la casa
+delle sue corse, delle sue risatine, facendo ammattire la povera dama di
+compagnia, della quale imitava i gesti al piano e le stonature e il modo
+di camminare e il dialetto veronese, con tanto impeto, che Clarice
+finiva per riderne.
+
+Filippo si recava tutti i giorni dall'amante, vi si tratteneva a
+colazione spesso, a pranzo quasi sempre, e per lunghe ore nella serata.
+Ancora non s'era fatto veder per la strada con la ragazza; gli spiaceva
+l'ostentazione dei suoi amori, quantunque nessuno potesse ormai
+ignorarli.
+
+Egli aveva pensato di vivere con Loredana lungi da Venezia, in qualche
+città dove, per esser la vita larga e rapida, la curiosità è meno
+molesta. Ma in quei giorni appunto le diatribe coi parenti s'eran fatte
+acute.
+
+La contessa Bianca aveva minacciato Filippo di farlo diseredare dallo
+zio Roberto; occorreva una punizione materiale, poichè i concetti
+d'onesto vivere e il senso del decoro non avevan presa su di lui; e in
+verità la perdita d'un patrimonio che, come quello dello zio Roberto, si
+aggirava intorno ai due milioni, non poteva non impensierire Filippo, il
+quale non possedeva nemmeno un terzo di quella ricchezza. Allontanarsi
+decisamente da Venezia e con Loredana in un frangente simile, sarebbe
+stata imprudenza grave, anche perchè la minaccia non era venuta sino
+allora che dalla contessa Bianca e nulla diceva nel contegno dello zio
+Roberto ch'egli pensasse a tanto estremo. Anzi, di Loredana non aveva
+più parlato.
+
+La contessa Bianca, infatti, s'era avveduta presto che di Flopi, dello
+scandalo, della «monella», dei soliti discorsi, il cognato era
+arcistufo; poteva egli bensì dare un consiglio, ma considerava i
+consigli a guisa dei denari, dei quali se si regalano o se si prestano,
+non è lecito al donatore invigilar l'uso e rinfacciar la prestanza.
+
+Prudentemente, la contessa Bianca smise d'intrattenere il cognato sulle
+follie di Filippo, ripromettendosi di tornar daccapo ad occasione
+propizia; e dopo un ultimo colloquio breve, secco, perentorio, col
+figlio che si mostrò rispettoso e cocciuto, ella si ridusse nella sua
+campagna di San Donà.
+
+Ciò che la contessa aveva previsto, si avverava fatalmente: il vincolo
+tra Flopi e Lori si era fatto via via più saldo; non era Loredana
+l'amante, nè la mantenuta, ma qualche cosa tra la moglie e l'amica,
+qualche cosa che non si vende e non si compera, che si può abbandonare
+ma che non si dimentica più, che con rapidità propaga il suo dominio dai
+sensi al cervello e dal cervello al cuore. Si trattava d'un caso d'amor
+libero, che talune condizioni potevano spezzar da un giorno all'altro, e
+che talune, più probabili, potevano un giorno trasformare in un
+matrimonio.
+
+Filippo, tutto preso dalla «viperetta», dimenticò finalmente la prudenza
+e andrò a vivere egli pure nell'appartamento sulle Zattere, che per
+Loredana era troppo grande; la camera attigua a quella in cui dormiva la
+giovane fu ridotta, da salottino, in camera da letto per Filippo; e tra
+l'una e l'altra si aprì una porta di comunicazione. Il conte fece
+trasportar mobili, libri, oggetti suoi nella nuova dimora; vi condusse
+anche Piero, il domestico silenzioso, e si ripromise di vivere da quel
+giorno, ora in casa di Loredana, ora nel suo palazzo, secondo che le
+convenienze e gli obblighi sociali avrebbero permesso.
+
+Loredana non aveva chiesto mai nulla, e tutto le veniva profferto
+spontaneamente, con fresco entusiasmo, con incredibile audacia da quello
+stesso uomo, che andava sostenendo tanta guerra per il suo amore. Ad
+ogni piccola novità, ella rideva nervosamente, quasi smarrita, rilevando
+che la casa si trasformava, si faceva bella e intima, che Filippo le
+dava a poco a poco una sua impronta personale.
+
+--«Folletto», che ne dite?--chiedeva Loredana qualche volta alla
+Teobaldi.
+
+«Folletto» era il nomignolo che Loredana aveva scelto per Clarice in
+memoria del famoso galop di Sirmione.
+
+--Dico che è magnifico!--rispondeva il grosso folletto, guardandosi
+intorno a gustar meglio l'intimità aristocratica del luogo, e a salutar
+con un sorriso certi oggetti, come quel legno policromo del 600, i quali
+significavan per lei qualche ricordo.--Dico,--seguitava,--che a
+Sirmione deve avermi spinta il mio angelo custode; e pensi, contessa,
+che vi sono andata a caso, senza voglia....
+
+Ma Loredana interrompeva con un gesto la storia risaputa.
+
+--Non tornerete daccapo?--domandava ridendo.
+
+Dacchè viveva con la giovane signora, Clarice aveva sentito il dovere di
+renderle il titolo di contessa, che a Sirmione le aveva lesinato; i
+servi imitavano in questo la dama di compagnia, quantunque nessuno
+ignorasse da qual vincolo Loredana era legata al conte; e Filippo, non
+senza riconoscere la fastidiosa gravità del fatto, s'era guardato dal
+muovere osservazioni, che sarebbero state, del resto, assai difficili e
+spiacevoli.
+
+Berto Candriani aveva raccontato alla contessina Fioresi ch'egli era fra
+i pochi i quali frequentavano la casa della bella amante, e aveva detto
+il vero; anzi era il solo che Filippo si conducesse qualche volta a
+pranzo.
+
+Aveva cominciato quasi involontariamente, perchè Berto gli si era messo
+un giorno alle calcagna, essendosi fitto in capo di pranzare con
+Filippo, dovunque quel giorno e con chiunque Filippo avesse dovuto
+trovarsi; e quest'ultimo, o perchè di buon umore, o disperando di
+levarselo d'intorno, se l'era condotto seco e l'aveva presentato a
+Loredana e anche alla signora Clarice Teobaldi.
+
+Loredana n'era rimasta sgomenta e sospettosa; ma passato il primo
+impaccio, Berto s'era mostrato così accorto, così savio, così elegante
+nelle maniere, pur essendo loquace e malizioso, che a poco a poco
+Loredana s'era rimessa dal sospetto e da quel sottile pudore che
+l'avevan dapprima turbata. Clarice dichiarò netto che dopo il conte
+Vagli, il conte Candriani era il gentiluomo più compito del mondo, forse
+perchè, invece di far complimenti usuali alla bella amante, egli aveva
+rivolto la sua galanteria scherzosa alla cantatrice, la quale n'era
+rimasta ammiratissima.
+
+Berto non abusò del privilegio e non si recò mai da Loredana se non
+accompagnando Filippo. Egli pure aveva fiutato in aria che si trattava
+d'un legame serio, non indegno di qualche rispetto; parlava bene di
+Loredana a Filippo e di Filippo a Loredana, ma chiedeva a se stesso dove
+quei due sarebbero andati a parare.
+
+Frattanto, perchè la contessa Lombardi e altre dame s'indugiavano in
+città, prolungando oltre il consueto la stagione dei bagni, Filippo
+aveva dovuto riprendere quella «vita per la platea» della quale era
+abituato a vivere. Si recava spesso a Lido, nelle capanne delle amiche.
+
+Il Lido piaceva a lui, come a tutti i veneziani, per agonia di luce, di
+verde, di spazio, d'aria diffusa; anch'egli si contentava dei pochi
+viali fiancheggiati da villini brutti, e s'era avvezzo alle costruzioni
+terribilmente antipatiche di quegli alberghi nei quali si mangiava
+malissimo e dai quali si vedeva una sfilata di capanne tozze, una
+spiaggia arida, qualche disegno di giardino con gli alberetti ancor
+giovani, sarcasticamente dimentichi di protegger gli uomini dal sole.
+Anche a Filippo la terrazza dei bagni pareva una stupenda costruzione
+d'arte; la vita e i colori glieli prestavano le oziose belle e gli
+oziosi eleganti in abiti vivacissimi, cosicchè quella baracca era come
+un animale indecente coperto da parassiti variopinti che ne nascondevano
+la sgraziataggine.
+
+Con le dame, con gli ufficiali di marina, coi gentiluomini che a quelle
+facevano codazzo e corona, Filippo si lasciò trascinare a gite
+frequenti; talora prendeva parte alle «sauteries», che nel linguaggio
+barbarico dell'aristocrazia dovevano significare balli modesti, fra
+amici.
+
+Egli aveva il proprio pensiero rivolto a Loredana anche in quelle ore,
+ma la dimestichezza antica con le famiglie patrizie, la necessità di
+rispondere alle cortesie, la germinazione continua di visite da visite,
+di pranzi da pranzi, di gite da gite, la rete sottile e densa della vita
+mondana, che o si fugge interamente o interamente vi afferra, per lunghi
+giorni lo avevano costretto ad abbandonare l'appartamento segreto e caro
+delle Zattere, dove non si riduceva che a notte tarda, con la furia di
+ricomprarsi il tempo perduto e di compensarne l'amante.
+
+Loredana, che di rimbrotti non era capace, sentì bruscamente d'odiare
+quelle donne, quegli uomini, quei ritrovi, quegli spassi; non solo
+perchè interrompevano la sua bella esistenza d'amore, ma più perchè la
+mettevano innanzi a una barriera.
+
+C'eran dunque famiglie ch'ella «non poteva» conoscere, e donne che «non
+dovevano» salutarla? Si era data con ingenua lealtà, fidando, senza un
+calcolo, per impeto d'amore; e niente la salvava dalla riprovazione
+arcigna del mondo? Ella aveva contro di sè la piccola società borghese
+alla quale apparteneva, e la società aristocratica alla quale non poteva
+appartenere; l'una e l'altra s'accordavano in un sol punto, nel
+biasimarla.
+
+La fanciulla evitò di metter piede a Lido, temendo che la sua mala sorte
+la facesse incontrar con Filippo e obbligasse l'uno e l'altra alla
+commedia di scambiare un saluto appena percettibile; ma se lo sguardo le
+cadeva sui giornali cittadini, vedeva il nome di Flopi nel resoconto
+delle feste accomunato con quello di Berto Candriani, del tenente
+Orseolo, del marchese di Spinea, e due righe sopra una sfilata di dame,
+dalla contessa Osvaldi alla duchessa di Torrecusa, dalla contessina
+Fioresi alla contessa Lombardi. Eran sempre le medesime, accompagnate
+dai medesimi aggettivi, disposte nel medesimo ordine; e venivan poi i
+nomi di signore esotiche, le quali almeno, sparivano e ricomparivano con
+maggior varietà.
+
+Che cosa faceva Flopi, come poteva non annoiarsi tra quelle donne,
+ch'egli vedeva tutti i giorni, da anni?
+
+Berto Candriani, una sera a pranzo, aveva detto sbadatamente, innanzi a
+Loredana, che non si può vincere la noia in società se non a patto di
+andarvi per corteggiare una donna, per trovar l'amore o per condurre un
+flirt. E aveva svelato i piccoli intrighi, che legavan questo a quella,
+sfilando una corona di allegri pettegolezzi ed esagerando molto.
+
+Loredana aveva dato un valore d'assioma alle parole del Candriani, e
+aveva guardato Filippo impallidendo; ma Filippo, quella sera medesima
+sul tardi s'era recato a una delle solite «sauteries» spinto dalla
+curiosità di veder dappresso il famoso Milan Obrenovich, del quale si
+narrava in quei giorni la riconciliazione con la regina Natalia. La
+giovane s'era coricata subito, per piangere, e nel cupo silenzio della
+notte veneziana, a lungo aveva dovuto aspettare il ritorno di Flopi.
+
+Distesa sul letto, i capelli raccolti in fascio dietro la nuca, guardava
+tra le lacrime la sua camera e gli oggetti intorno, che le eran tanto
+cari. Una lampada ardeva sul tavolino; il letto chiuso nei veli della
+zanzariera, che tenevan Loredana come in un'ampia rete, e i mobili di
+mogano lucido sui quali splendevano le serrature e le borchie d'argento,
+e le due finestre debolmente illuminate dalla fiammella del lampione
+ch'era innanzi alla casa, e le poltrone di stoffa a larghi fiori di
+velluto in rilievo, tutto era accarezzato come da un raggio lunare, per
+la lampada che aveva il globo intensamente azzurro.
+
+Il valzer in casa Lombardi cantava intanto: «Abbandonatevi a queste
+gioie malinconiche, a quest'onda invisibile, e sognate tutti i vostri
+sogni, prima che l'alba vi risvegli....»
+
+
+
+
+III.
+
+
+Di quel patriziato veneziano del quale le storie del 1848 non dicono
+nulla, quelle del '59 non dicono niente e quelle del '66 dicono poco, il
+conte Roberto Vagli era stato a' suoi tempi una fortunata eccezione.
+
+Come ufficiale di cavalleria, aveva preso parte al combattimento di
+Montebello, che viene giudicato dai tecnici il primo scontro importante
+del 1859; e terribile, perchè secondo alcuni autori, metà della
+cavalleria piemontese--lancieri Aosta, lancieri Novara, cavalleggieri
+Monferrato--vi rimase distrutta, essendosi urtata con gli Ussari Haller
+sotto la fucilata implacabile dei battaglioni austriaci; e stupendo per
+l'impareggiabile pertinacia dei cavalieri italiani che si lanciarono più
+volte alla carica con una furia, la quale il fuoco e il piombo non
+poterono arrestare.
+
+Fu il conte Vagli di poi alla battaglia di San Martino con quegli
+squadroni d'Aosta, di Saluzzo e d'Alessandria, che sciabolando
+ripetutamente il nemico, l'obbligarono a ripiegare verso Pozzolengo.
+Bella battaglia, ideata e svoltasi alla vecchia, con accanitaggine
+testarda, con episodii di rabbia incredibile; e l'eco ne giunse tosto a
+Venezia, dove nessuno osò per quella vampa di gloria e d'entusiasmo
+inanimire il popolo e dare al vento il vessillo italiano.
+
+Il conte Roberto Vagli si sentiva certo meglio di suo nipote Flopi,
+gettando uno sguardo al passato, benchè la famiglia fosse stata sempre
+più incline a censurare le mende dei numerosi scapestrati onde s'ornava
+l'albero genealogico, che non a compensar le gesta dei pochi valorosi i
+quali avevan compiuto il loro obbligo. Si sentiva certo meglio, il conte
+Roberto, dei suoi coetanei, ch'egli non aveva incontrato nè tra i
+lancieri d'Aosta, nè tra gli ussari austriaci, nè tra nemici, nè tra
+commilitoni.
+
+Egli fu candidamente felice di poter far parte di quel Comitato che
+nell'anno 1893, sotto la presidenza del cavalier Breda, aveva preparato
+l'inaugurazione della Torre di San Martino della Battaglia; e mentre la
+cognata andava snocciolandogli la litania dei vizii e degli stravizii di
+Flopi, e degli amori con la sbarazzina e della necessità di qualche
+grave minaccia, il conte Roberto, fattole comprendere d'averne
+abbastanza, riviveva le belle memorie, tutto chiuso in pensieri più alti
+e più gravi che non fosse l'avvenire del nipote.
+
+Frugava tra carte vecchie, contemplava i vecchi ritratti degli ufficiali
+di cavalleria e di quelli dei bersaglieri, che avevano caninamente
+disputato il terreno agli austriaci, battendoli passo per passo, da una
+casipola a un cimitero, da un albero all'altro; e sentiva quasi sul
+volto un alito fresco, certamente nelle vene un sangue gagliardo
+scorrere, e voleva ridere di piacere per i giorni gloriosi, che nessuno
+poteva cancellare più.
+
+Quel 15 ottobre 1893, in cui la Torre venne finalmente inaugurata alla
+presenza d'Umberto e di Margherita, tra una folla di settantamila
+persone onde furono allagati i bei viali di cipressi e la pianura, sotto
+un mirifico sole, il conte Roberto fu tutto preso da una tenera gioia e
+da un'ombra di malinconia, rivedendo parecchi dei vecchi combattenti e
+rammentando i molti scomparsi.
+
+Filippo gli era al fianco; a lui quel tuffo in un'epoca vicina e pur
+così diversa da quella in cui viveva, diede subito una specie di
+sbalordimento. Lo stesso zio Roberto ch'egli si dipingeva sempre al
+pensiero come un brav'uomo bizzarro, gli apparve fermo, giovane, sereno.
+Ne aveva un poco riso la sera prima, senza malizia, con Loredana la
+viperetta; e il mattino, innanzi alla torre storica, vedendolo tutto
+lieto, il petto fregiato di belle medaglie conquistate tra lo sciabolare
+dei nemici furiosi e vinti, Filippo ebbe quasi un fremito d'invidia e di
+rispetto.
+
+Quando il cavalier Breda lo chiamò e lo presentò al Re dall'occhio
+fulmineo, dicendo a Sua Maestà nel placido dialetto, a cui il
+commendatore non aveva voluto rinunziar neppure in quell'ora solenne:
+
+--«La permeta che ghe fazza conossar sto bravo giovine....»
+
+Filippo, inchinandosi profondamente, si chiese perchè lo presentassero
+al Re e perchè egli fosse un bravo giovane; forse non per altro, se non
+perchè nipote del conte Roberto.
+
+La folla bisbigliava facendo ala ai Sovrani per vedere la Regina,
+augusta bellezza nell'abito violetto, col cappello nero piumato sulla
+massa della chioma d'oro; e Filippo, rimasto a pochi passi dal Re,
+sentiva gli sguardi avidi fissare il gruppo dei generali, cercar fra
+questi il vecchio Cucchiari, e diffondersi il susurro, diventar grido e
+tumulto, perdersi lontano dove ondeggiava un mare di teste.
+
+Più tardi, durante la visita all'Ossario, Filippo guardò i teschi degli
+ufficiali italiani e austriaci, raccolti e disposti nella scansia
+circolare.
+
+Pel vialetto di cipressi che adduceva a quel funereo reliquario, la
+battaglia era stata atroce; i colpi di fucile avevano sloggiato i nemici
+a uno a uno, quasi in un duello di soldati contro soldati; qua e là
+l'iscrizione breve d'una pietra rozza fitta in terra indicava la zolla
+su cui un ufficiale italiano era caduto durante la rapida caccia; e la
+terra pareva diversa da quella di tutti gli altri campi, quasi il sangue
+onde s'era abbeverata l'avesse fatta più grigia e più triste.
+
+Ma Filippo osservò attentamente i teschi raccolti nell'Ossario. Il conte
+Roberto, senza parlare, gliene segnò alcuni col dito, gl'indicò il
+cartellino col nome; dalle occhiaie e dalle suture sconnesse di alcuni
+pendeva per una cordicella il pezzo di piombo che aveva traversato il
+cranio o spaccato il cuore; e toccando quei frantumi di proiettili e di
+mitraglia, Filippo vide fuggire lungo i palchetti della scansia qualche
+scolopendra che aveva preso albergo nei teschi dei valorosi.
+
+Egli guardò Roberto, che sorrise tranquillo.
+
+--È un altr'uomo!--pensò Filippo.--La morte non gli desta alcun orrore;
+egli vede i teschi dei commilitoni come fossero ancora animati, e
+avessero occhi e carni. Poteva essere lui nell'Ossario; io non l'avrei
+conosciuto e non avrei compreso il suo sacrificio.
+
+Roberto lo toccò nel gomito. I due Sovrani uscivano scambiando qualche
+parola con gli ufficiali ch'erano intorno; tutto il sèguito si muoveva.
+
+Roberto disse:
+
+--Ebbene, che pensi? Ti piace?
+
+Filippo non potè trattenersi dal ridere sommessamente.
+
+--Che verbo strano tu hai scelto!--egli rispose.--Se mi piace! Come
+fossimo a un ballo!
+
+--A me piace molto,--disse lo zio con semplicità.--Ogni passo su questo
+terreno mi fa rivivere. Non è stata una grande battaglia, sai? E si sono
+commessi spropositi da cavallo; tuttavia è andata bene. A Montebello ci
+eravamo divertiti meglio; gli Ussari erano magnifici; bei soldati gli
+Ussari; ma qui abbiam picchiato più forte, più deciso. Tu avessi visto
+il cimitero! Un carnaio; si dovette conquistarlo a mitraglia e a
+fucilate come una fortezza. E la villa Tracagne, presa e ripresa sei
+volte? Ha nella fronte ancora diciotto palle da cannone....
+
+Tacque un istante, gli occhi nel vuoto, sopra le teste della folla che
+egli non guardava e che guardava lui. Aggiunse, col sorriso pacifico:
+
+--Ci siamo divertiti! Bah! Non potere tornar daccapo!...
+
+Filippo voleva dire qualche cosa; voleva dirgli che lo amava assai in
+quel momento, che gli pareva nobile ed alto; ma si rattenne non trovando
+la parola discreta, e sorrise egli pure.
+
+Il resto della cerimonia, la messa, il banchetto nel padiglione reale,
+non ebbero per Filippo alcun significato; la festa si vestiva ormai
+della sua veste ufficiale.
+
+Davanti alla Torre, i due cannoni che la presidiavano con le bocche
+rivolte al viale, attrassero l'occhio di Filippo, che pensò i due vecchi
+arnesi della guerra già antica serrassero qualche cosa in sè dell'anima
+di Roberto; egli era della stessa tempra ingenua e salda.
+
+Ma l'imagine che rimase nitidissima fra tutte nella mente di Filippo fu
+quella dei teschi, dei frantumi di mitraglia, delle scolopendre che
+correvano smarrite.
+
+Rivide il vialetto dei cipressi già imbevuto di sangue, e si provò a
+sognar quell'episodio di furore, la corsa, il crepitìo delle fucilate;
+udì quasi l'ansimar dei soldati sotto la tempesta di ferro, e questo e
+quello vide cadere, squarciato il viso, rotto il fianco. Il conte
+Roberto eccolo alla testa d'un plotone di lancieri sbucare di repente
+tra quell'inferno, urlando e sciabolando coi suoi cavalieri indemoniati;
+e il sibilo della mitraglia raddoppiare: cavalli impennati, uomini
+precipitati di sella; e dietro, altri plotoni e altri, e lampeggiar di
+lame e di lance: cavalleggieri Saluzzo, lancieri Aosta, cavalleggieri
+Monferrato, tutti addosso al nemico che balena. Poi, d'un tratto
+l'uragano scoppia; la furia del cielo si mesce alla furia degli uomini,
+violentissima, e al fragor delle armi si unisce il guizzo dei fulmini e
+lo scroscio della bufera.
+
+--Torni a Venezia?--domandò il conte Roberto.
+
+Filippo sussultò in modo, che il vecchio si mise a ridere.
+
+--A che pensavi?--disse.
+
+L'altro si passò una mano sul viso come trasognato. Erano tutti in
+piedi, al finir del banchetto. Si fece un gran silenzio: i Sovrani si
+congedavano; e a Umberto piacque salutare affettuosamente il conte
+Roberto Vagli.
+
+--Arrivederci,--gli disse, stringendogli la mano e fissandolo con gli
+occhi acuti.--Sono contento d'aver conosciuto ancora un valoroso....
+
+Strinse la mano pure a Filippo, con un breve sorriso.
+
+Sul volto di Roberto s'era diffusa una espressione di compiacimento
+quasi fanciullesco, alle parole di Umberto; e il vecchio restò a
+guardare il Re che s'allontanava con Margherita, stretti intorno dagli
+alti funzionarii.
+
+Filippo gli domandò:
+
+--Sei soddisfatto? Umberto è stato molto gentile con te.
+
+--Molto, molto!--esclamò il vecchio con gioia.--Non potevo desiderare di
+più. È stato troppo buono, e mi ha confuso. Per quattro sciabolate!...
+In verità mi rammarico del poco che ho potuto fare!... Quattro
+sciabolate! Ma se torno daccapo....
+
+S'interruppe e si mise a ridere.
+
+--Oggi mi son fitto in testa di far la guerra,--disse poi.--Si vede che
+ho la febbre. Ma ti assicuro che farei meglio, farei pazzie!...
+
+Drizzò la bella persona, quasi imaginando di rotear la sciabola contro
+un nemico invisibile; ed era in quella sua fantasia così fiero e deciso,
+che Filippo lo guardò ammirato.
+
+Risonava il terreno per un galoppo sordo e continuo; la folla sterminata
+correva a veder la partenza dei Sovrani, a prender d'assalto i treni; e
+spinta innanzi dalla curiosità e dalla fretta, innalzava un convocìo
+incessante che a poco a poco diventava un urlo rauco, quasi il soffio di
+una procella vicina.
+
+Più volte Roberto e Filippo vennero urtati; ma essi procedevano adagio e
+in silenzio, ciascuno abbandonato all'onda dei proprii pensieri, i quali
+eran tanto dissimili che si sarebbe detto i due uomini appartenessero a
+due mondi piuttosto che a due epoche diverse.
+
+Roberto ebbe ancora qualche esclamazione:
+
+--Buon Re!--disse, quasi parlando da solo.--Egli ha conosciuto la guerra
+e la battaglia; le sue parole mi son più care.
+
+Rintronava il galoppo; passavano intere famiglie, seguite dalla
+domestica che recava sulle braccia i canestri vuoti della colazione, e
+tutti della famigliuola correvano, chiamandosi e incitandosi ad alta
+voce; qualche volta, rapido al par del fulmine, appariva e spariva un
+cane, abbaiando per cercare il padrone; di quando in quando passava una
+carrozzella, zeppa di gente così da far pensare che le molle stessero
+per cedere e il cavallo per rimanere stecchito; e di nuovo la folla
+sparsa, una tempesta di ombrellini aperti con colori strani, con le
+forme più varie, dal minuscolo all'enorme; e gruppi che procedevan
+lenti, a squadre, alternando l'inno di Garibaldi con l'inno di Mameli. I
+due uomini seguitavano a camminare adagio, in silenzio, urtati e
+stretti, col pensiero lontano.
+
+
+
+
+IV.
+
+
+Quando, la sera stessa, Loredana gli domandò qualche notizia di quella
+festa, Filippo fu insolitamente loquace.
+
+Il salottino nel quale si trovavano era per tutta la parte superiore
+immerso nell'oscurità; dalla tavola di mezzo la lampada, coperta con un
+paralume rosso, proiettava la luce sul capo di Loredana, che stava un
+po' curva a ricamare; e Filippo, sdraiato in una poltrona nell'angolo,
+s'intravedeva appena. Egli era ancor tutto vibrante per le impressioni
+della giornata, e fu felice di parlarne; disse a Loredana di quella
+cerimonia straordinaria e si fece a descrivere i particolari che meglio
+avevano attratto il suo sguardo.
+
+--Ah quei teschi, quei teschi!--esclamò.--Che eloquenza viene dalle
+cose! Io, vedi, non avevo mai capito, anzi dirò che non avevo mai
+apprezzato lo zio; ci voleva San Martino, ci voleva l'Ossario perchè
+comprendessi finalmente Roberto e imparassi ad amarlo. È un uomo
+semplice e buono, ed è un valoroso. Prima m'infischiavo di lui: oggi in
+verità, non vorrei dispiacergli per nulla al mondo.
+
+Loredana tacque: il fervore inusato dell'uomo le giungeva nuovissimo, e
+non sapeva come spiegarne la causa.
+
+--Ho sentito,--continuò Filippo,--quanto io sono miserabile al confronto
+di quei vecchi. C'era il generale Cucchiari, te l'ho detto? Guardandolo,
+ho pensato ch'egli ha visto cose e provato emozioni che io non potrò mai
+nemmeno sognare. Io sono un piccolo uomo impegolato in una piccola
+guerra di pettegolezzi; e tra me e quei vecchi c'è la stessa differenza
+che tra il pettegolezzo e un colpo di cannone.
+
+--Quale piccola guerra di pettegolezzi?--domandò Loredana, senza alzare
+il capo dal suo lavoro.
+
+--Ma sì, la solita musica!--disse Filippo.--Voglio dire, tutte le
+chiacchiere che si fanno intorno a me, e intorno a te, e le ire dei
+parenti, di mia madre, di mia sorella, di mio cognato e anche dello zio.
+
+--Ma allo zio non vorresti spiacere!--osservò Loredana.--E se ti
+pregasse di lasciarmi, allora mi lasceresti subito?
+
+Le parole furon dette con accento così teneramente dubbioso, che Filippo
+balzò in piedi ridendo, e corse a baciar la testa curva dell'amante.
+
+--Sono uno sciocco!--esclamò.--Anche tu sei una sciocca, a farmi queste
+domande. Su, àlzati, su, viperetta!
+
+Loredana si alzò lentamente, e senza comprendere depose il ricamo sulla
+tavola; ma Filippo l'afferrò pel busto e la trascinò ballando.
+
+--Su, su!--diceva.--Dobbiamo ballare; non essere triste per queste
+sciocchezze....
+
+La giovane, abbandonata fra le braccia del suo Flopi, cominciò a ridere,
+lasciandosi trasportare; ma a poco a poco, perchè egli insisteva, si
+mosse con giusto ritmo; e la signora Teobaldi, che entrava in quel punto
+con un mazzo di carte per il suo abituale solitario, restò a bocca
+aperta, vedendo i due amanti che ballavano un valzer in silenzio nella
+camera penombrosa.
+
+--Quale spettacolo!--disse ammirata, disegnando nell'aria un gesto
+solenne.--Quale spettacolo d'amore perfetto!
+
+Loredana diede in una risata; ma il cuore le martellava dalla gioia; una
+fanciullaggine di Filippo, un suo atto gentile, un pensiero di
+sollecitudine le snebbiavan dall'anima quelle ore di trepidanza che la
+vita mondana di lui le cagionava.
+
+Non era più la vita dei salotti; l'autunno aveva ormai circoscritto i
+convegni, e la società elegante si ritrovava nelle sale dei grandi
+alberghi sulla Riva degli Schiavoni o lungo il Canalazzo. Ivi i ricchi
+stranieri che avevano amicizia con l'aristocrazia veneziana, davano
+pranzi e feste: e le riunioni eran tanto curiose e vivaci, quanto e
+meglio che quelle della società consueta.
+
+Gli stranieri si dilettavano di recarsi dopo pranzo in gondola alle
+serenate, per udir le canzoni e per vedere i palloncini che si
+riflettevano dalle barche dei cantanti nell'acqua scura. Filippo, che a
+quei pranzi doveva spesso partecipare, si destreggiava sempre in maniera
+da evitare il supplizio delle canzoni, e tornava presto a Loredana per
+uscir con lei in gondola, lontano, nell'ombra del Canal della Giudecca,
+dove il silenzio era stupendo.
+
+A una di quelle feste date da stranieri in un grande albergo, Filippo
+non fu poco sorpreso di trovare lo zio Roberto.
+
+--Tu qui?--gli disse Filippo, con espressione di piacere.
+
+--Ti dirò poi; usciremo insieme,--rispose il vecchio.
+
+Alla festa erano intervenuti madame Lodge, una parigina bionda (bionda o
+tinta?) e una mistress Stewart col marito, il signor Stewart, il quale
+era un grande cacciatore di galli di montagna.
+
+V'era la principessa Stephen, una viennese di trent'anni, che girava il
+mondo; suo marito girava il mondo dall'altra parte e non s'incontravano
+mai. La principessa parlava costantemente dell'anima e si faceva
+corteggiare di preferenza dagli ufficiali. Ella era tutta vestita di
+bianco, tre giri di grosse perle al collo, merletti bianchi sullo
+strascico; ma aveva le scarpette d'oro come mademoiselle de Toulouse.
+
+Mademoiselle Lucienne de Toulouse, di passaggio a Venezia con la madre,
+abitava a Singapore, aveva diciotto anni, sapeva quattro lingue ed era
+molto insolente; non la si vedeva mai senza il portasigarette d'argento
+stellato di turchesi e una piccola borsa a maglie d'oro. Parlava di
+tutto, a grande velocità. Il conte Roberto stava ad udirla con una
+maraviglia così schietta, che Filippo scorgendolo non potè trattenersi
+dal ridere. Egli conosceva bene quei convegni di gente venuta da tutte
+le parti del globo, non legata che da vincoli di cortesia, pronta a
+ripartire domani per il Polo Nord o per l'Africa o per qualunque paese
+dove la noia fosse minore e la moda imperasse; di volta in volta
+ricomparivano vecchie conoscenze e si ingrossava la schiera delle nuove.
+
+Il signor Stewart, ad esempio, passava a Venezia quindici giorni ogni
+anno, da trent'anni; e Filippo l'aveva sempre udito parlar della caccia
+al gallo di montagna; sopra gli altri argomenti il signor Stewart non
+nutriva alcuna opinione; onde Filippo aveva preso tanto in uggia il
+gallo di montagna, che avrebbe dato la caccia al cacciatore.
+
+Ma in quelle riunioni di stranieri infierivan l'amoretto, il piccolo
+intrigo, ciò che le persone bennate chiamano _flirt_, e mademoiselle de
+Toulouse e la principessa Stephen avevano un _flirt_ a ogni angolo della
+sala; e abitualmente a Vienna, a Biarritz, a Zermatt, al Cairo, ad
+Aix-les-Bains, ovunque le signore si recassero, il _flirt_ si ripeteva
+con altri personaggi e con lo stesso effetto; Filippo, sapendo il
+giuoco, vi si prestava per cortesia, senza mettervi alcun impegno, come
+chi arrischia una partita per ingannare il tempo.
+
+Egli fu molto gentile con la principessa Stephen, la quale desiderava,
+civettando con Filippo, d'indispettire il capitano Ketwort, che nel
+_flirt_ non era sufficientemente destro e si appassionava in modo
+pericoloso; ma quando Filippo s'accorse che negli occhi del giovane
+capitano balenavano lampi d'odio, smise subito, fece un lieve cenno al
+conte Roberto e insieme con lui si congedò.
+
+Era ormai la mezzanotte; i due uomini percorsero in silenzio la riva
+degli Schiavoni battuta dalla luna; l'isola di San Giorgio era così
+bianca sotto il raggio, che la chiesa e il campanile parevano di gesso.
+Dietro l'isola si effondevano densi cirri color d'argento.
+
+Roberto si fermò d'un tratto e disse:
+
+--Volevo chiederti una spiegazione.
+
+Dal tono, Filippo sentì che si trattava d'un argomento inusitato, e
+aspettò.
+
+--Volevo chiederti quante sono a Venezia le contesse Vagli.
+
+--Non capisco,--disse Filippo, guardando stupito lo zio.
+
+--Ecco; oggi ero in un negozio a comprarmi qualche cianfrusaglia, quando
+è entrata una ragazza, un cosino, un diavolino alto quattro spanne, che
+rivolgendosi al commesso ha detto: «Quella roba per la contessa Vagli
+non è ancor pronta?» Io ho guardato la ragazza, ma non la conoscevo. Il
+commesso ha risposto: «Sì, è pronta!» E volgendosi al facchino, e
+consegnandogli un involto, ha soggiunto: «Porta subito alla contessa
+Vagli, sulle Zattere!» Ora io ti domando di nuovo: quante sono a
+Venezia le contesse Vagli?...
+
+Filippo non rispose: era annichilito. La descrizione del cosino, del
+diavolino alto quattro spanne, gli aveva fatto subito comprendere che si
+trattava della cameriera di Loredana, e le osservazioni di Roberto lo
+avevano colpito in pieno petto.
+
+--Di contesse Vagli, io non ne conosco che una!--seguitò lo zio:--tua
+madre, mia cognata. Se ve n'è un'altra sulle Zattere, ti prego di
+presentarmi, perchè avrò piacere di vederla in faccia.
+
+Filippo continuò a tacere; e come se il silenzio di lui lo inacerbisse,
+il conte Roberto riprese alzando la voce:
+
+--Si tratta di quella solita birichina che ho visto a Sirmione. Io non
+ne ho più parlato perchè non volevo annoiare me e te. Ma ormai le cose
+prendono proporzioni fantastiche: non posso permettere, nessuno può
+permettere che usurpi un nome e un titolo, i quali non solo non le
+appartengono....
+
+Filippo diede rapidamente un'occhiata intorno: sulla Riva i passanti
+erano radi e non parevano badare ai due uomini, che si fermavano di
+tratto in tratto.
+
+--....ma appartengono a tua madre, la quale è una dama, una vera dama,
+esempio d'ogni virtù! Che cosa sarebbe avvenuto se quel diavolino di
+quattro spanne si fosse trovato nel negozio con tua madre? Che cosa
+avrebbe pensato di te quella povera donna?
+
+--Permettimi!--interruppe Filippo, tanto per interrompere.--Tu ti
+arrabbi troppo per la storditaggine d'una cameriera....
+
+--Ah no, poi!--esclamò il conte Roberto, fermandosi.--Non verrai a dirmi
+che è un capriccio della cameriera: la cameriera non può inventarsi un
+titolo; se lo inventa, la si redarguisce; ma essa ne usa, invece, e ne
+abusa, perchè sa che quest'abitudine riesce gradita alla tua monella e
+fors'anco a te....
+
+--Io?--disse Filippo, mentendo come un ragazzo.--Io non ne sapeva
+niente.
+
+--Tu non ne sapevi niente, è inteso!--ripetè il conte Roberto con
+sarcasmo.--In casa, pei negozii, tra pettegole, per le vie, tutti la
+chiamano contessa Vagli, e tu non ne sai niente, tu vivi nelle nuvole,
+tu non hai orecchie per udire.... Questo è deplorevole, Flopi; bisogna
+saper udire e vedere, specialmente quando si ha a fare con donne, le
+quali, da ciò che ho appreso, non hanno scrupoli.... Qui si tratta d'una
+vera e propria usurpazione di titoli, non solo, ma anche di nomi. Certo,
+quella ragazza non è di nostra famiglia; certo, non è contessa....
+Questa commedia, insomma, deve finire....
+
+--Finirà,--disse Filippo seccamente, sperando che lo zio si arrendesse.
+
+Ma Roberto, forse animato dalla brezza che soffiava piacevolmente e
+dall'ora calma che incitava a lunghi discorsi, volle continuare:
+
+--Tutto potevo aspettarmi da te, all'infuori di questa mancanza che è
+quasi una mancanza contro l'onore....
+
+--Zio, non dire spropositi!--rimbeccò Filippo.
+
+--Dico _quasi_: _quasi_ una mancanza contro l'onore,--insistette il
+conte Roberto.--Hai dato in balìa d'una ragazza un nome e un titolo
+illustri, che a noi devono essere sacri; hai permesso che i servi e le
+serve se ne gonfino la bocca e forse ridano alle vostre spalle, sapendo
+magnificamente che nome e titolo sono falsi, messi insieme per divertire
+la tua mantenuta....
+
+--Ma che mantenuta!--esclamò Filippo, irritato.--È la mia amante!
+
+--Amante e mantenuta sono sinonimi in certi casi,--dichiarò
+inappellabilmente Roberto.--La birichina non ha una posizione sociale
+che le permetta di vivere senza il tuo aiuto; e dunque tu la mantieni, e
+dunque è la tua mantenuta....
+
+--La mantenuta è un altro tipo di donna,--osservò Filippo.--Fa
+dell'amore un reddito e un mestiere, allogandosi presso l'uno o presso
+l'altro; è un oggetto di piacere che si noleggia per un dato tempo. Il
+caso di Loredana è ben diverso....
+
+--Loredana!--ripetè il conte Roberto.--Si chiama anche Loredana, nome
+patrizio e storico....
+
+--Non pretenderai mica di toglierle il nome di battesimo?--osservò
+Filippo ironicamente.
+
+--Ma è suo? È veramente suo? Non sarà posticcio come il titolo di
+contessa?--domandò Roberto con inquietudine.
+
+Per tutta risposta, Filippo alzò le spalle.
+
+--E si deve chiamar Loredana!--seguitò Roberto, quasi parlando tra di
+sè.--Una volta si era più guardinghi nella scelta dei nomi, e si
+rispettavano quelli che il patriziato rendeva famosi....
+
+--Oggi non si rispetta più nulla,--osservò Filippo con lieve
+canzonatura.
+
+--Tu giudichi queste cose con troppa leggerezza,--disse il conte
+Roberto.--Sei molto cambiato da qualche tempo, e non hai più le nostre
+idee....
+
+--Quali idee?
+
+--Le idee della nostra classe. Ogni classe sociale deve avere le sue
+idee e difenderle,--sentenziò il vecchio.--Ne ha il popolo, ne ha la
+borghesia, ne ha l'aristocrazia, e dal conflitto nasce la vita, sorge il
+progresso. Quando una classe rinunzia alle sue idee e non le difende o
+comincia a dubitarne, è perduta. Mi dispiace sempre vedere che i giovani
+moderni ridono d'ogni cosa; noi eravamo assurdi, forse, eravamo troppo
+rigidi, ma abbiamo difeso il tesoro d'idee lasciatoci dai vecchi, e
+abbiamo ritardato il trionfo dell'anarchia.
+
+--Che c'entra tutto questo con Loredana?--chiese Filippo.
+
+I due uomini passeggiavano in lungo e in largo per la Piazza deserta a
+quell'ora; la Basilica aveva alla sommità, tra gli archi, le cupole, le
+croci bizantine, ancora qualche pallido sprazzo d'oro; e dalle
+Procuratie prorompeva qua e là, in diversi toni di giallo sul grigio, la
+luce dei caffè aperti. Così spopolata, con le infinite finestre delle
+Procuratie, tutte chiuse, la Piazza sembrava immensa.
+
+--Tua madre ha ragione,--dichiarò il conte Roberto, per tornare
+all'argomento.--Ella vorrebbe che tu sposassi quella piccola Giselda, la
+Fioresi....
+
+--Ma se non mi piace!--esclamò Filippo.
+
+--Non ti piace, non ti piace!... È impossibile che non ti piaccia; una
+ragazza come la Fioresi deve piacere a un uomo di buon gusto. Bella,
+educazione squisita, intelligenza pronta, nome, titolo, patrimonio
+sicuri, ecco la vera contessa Vagli di domani. Io ne sarei
+contentissimo, per te e per tua madre.... E sai che cosa vuol dire far
+contento lo zio?
+
+Filippo non rispose; procedeva a capo basso, le mani dietro la schiena,
+guardando le liste bianche della pietra sul selciato. Era la prima volta
+che il conte Roberto faceva allusione all'eredità e al denaro,
+quantunque assai discretamente; Filippo stette silenzioso ad ascoltare.
+
+--Lo zio ha molti quattrini inutili,--seguitava Roberto, in tono fra lo
+scherzoso e il grave;--molti quattrini inutili, bene impiegati, che
+dànno una rendita larga e certa. E se sarà contento, lascerà tutto a
+Flopi, a sua moglie, ai piccoli «flopini», e creperà tranquillo, da buon
+vecchione semplice e onesto. Ma se lo zio non sarà contento, parola
+d'onore, Flopi rimarrà senza un soldo: zero via zero!...
+
+Filippo alzò il capo: non si aspettava una dichiarazione così esplicita,
+e se ne sentiva offeso e annoiato. Guardò in faccia Roberto e disse con
+accento reciso:
+
+--Non ti ho mai chiesto nulla, zio: non ho mai domandato quali fossero
+le tue intenzioni, e mi dispiace che tu confonda una questione di
+sentimento con un affare d'eredità. Io devo disingannarti subito: non
+farò nulla, non farò nulla mai per allungar la mano sul tuo denaro.
+
+--Ma no,--interruppe Roberto stupito.--Che cosa dici? Mi sono espresso
+male: non ti credo capace d'un calcolo. Volevo dirti che la Fioresi
+sarebbe una buona moglie per te, e che io vorrei sentirmi tranquillo
+circa il tuo avvenire....
+
+--Lasciamo, lasciamo,--fece bruscamente Filippo.--Abbiamo già parlato
+troppo. Oggi è di moda la beneficenza, e tu puoi regalare i tuoi
+quattrini inutili a qualche istituto umanitario. Ma io mi terrò
+Loredana.... Anzi, per soprammercato potresti regalare all'istituto
+anche quella maledetta Fioresi perchè la sposassero a qualcuno, tanto da
+togliermela di tra i piedi....
+
+Il conte Roberto crollò il capo, disapprovando quel tono impertinente;
+poi si fece forza, e disse con rammarico:--Non ci comprendiamo.
+
+--Non ci comprendiamo,--ripetè Filippo.
+
+I due uomini tacquero un istante, poi arrivati in fondo alla Piazza,
+all'angolo della Merceria dell'Orologio, si strinsero la mano e si
+lasciarono freddamente.
+
+
+
+
+V.
+
+
+Berto Candriani, che quella sera medesima si era recato al teatro
+Goldoni, per veder chi ci fosse e per far qualche visita nei palchi, non
+appena fu in platea ed ebbe girato intorno lo sguardo, si rallegrò seco
+stesso della sua buona idea.
+
+--Com'è bella!--egli borbottò, senza badare a quelli che gli stavano
+addosso e lo urgevano da tutti i lati.
+
+In un palchetto di primo ordine aveva subito scorto Loredana, alla quale
+era di fronte Clarice. La fanciulla stava attentissima alla scena ed
+alla musica del «Boccaccio», e la dama di compagnia si faceva fresco con
+un gran ventaglio, lenta e solenne. Berto gettò un'altra occhiata tutta
+in giro per abitudine.
+
+Il teatro era stipato; nelle poltrone molte signore; molte dame nei
+palchi, le quali avevano abiti chiari; in platea non v'era modo di
+muoversi; nella penombra che avvolgeva il vaso, per dare maggior forza
+alla luce e ai colori chiassosi del palcoscenico, si vedevan tuttavia
+parecchi binocoli rivolti al palco di Loredana; uomini e donne la
+fissavano con curiosità e si scambiavano sottovoce qualche osservazione.
+
+Berto non attese che l'atto finisse; uscì dalla platea, corse per le
+scale, aperse l'uscio del palco....
+
+--Oh come mi fa piacere!--esclamò Loredana ingenuamente, al veder Berto
+che inoltrava, col cappello nella sinistra.
+
+--Fa più piacere a me!--egli rispose ridendo e chinandosi a baciar la
+mano della giovane.
+
+Clarice voleva lasciare il posto a Berto, ma questi la inchiodò con
+un'occhiata.
+
+--Mi metto qui,--egli disse,--a fianco della signorina; si sta meglio.
+Non c'è Flopi?
+
+--No,--rispose Loredana.--È al «Grand Hôtel», credo, a fare una visita.
+Tornerà tardi.
+
+Uno zittìo improvviso le troncò la parola in bocca; gli spettatori della
+platea non volevano essere disturbati, e alcuni guardavano in su con
+espressione di sdegno. Loredana si mise a ridere sommessamente: poi
+sommessamente continuò a parlare.
+
+--Ha fatto bene a venire a trovarci,--ella disse.--Se rimane fino alla
+fine, ci può riaccompagnare a casa: io ho la gondola.
+
+--Ma io rimango fino all'alba!--dichiarò Berto, guardando Loredana.
+
+Essa indossava un abito di panno bianco, con la sottana a pieghe
+verticali e la camicetta di trine; un gran cappello nero dalle lunghe
+piume posava sulla testolina, dandole un'espressione graziosamente
+spavalda. Berto si sforzò a imaginare sotto l'abito il bel corpo nitido
+e giovanile, il tesoro di voluttà che quella eleganza semplice e degna
+avvolgeva misteriosamente; e vicino a lei, con la spalla destra che
+sfiorava la sinistra della ragazza, aspirò il profumo che sorgeva dalla
+gonna e dal collo.
+
+Forse qualche cosa avvertì Loredana dei pensieri che galoppavano per il
+cervello del suo visitatore, qualche lampo nello sguardo di lui,
+l'istinto che parla presto e sicuramente nell'anima della donna; essa
+non gli volse più gli occhi e si rabbuiò in viso.
+
+--Lei ha un trionfo, questa sera!--mormorò Berto.--Veda quanti binocoli
+sono diretti qui!
+
+--Non è vero?--disse Clarice.--L'ho osservato io pure; ma la contessa
+non vuol sentirselo dire.
+
+--Hanno ragione, quegli stupidi,--continuò il giovane.--La signorina è
+deliziosa; non c'è una, in tutto il teatro, che possa starle a paragone.
+Flopi è ben fortunato!
+
+Loredana lo guardò duramente.
+
+--Lei è molto strambo,--disse.--Non mi ha mai fatto complimenti di
+questo genere....
+
+--Ho avuto torto, e riguadagno il tempo perduto,--rispose Berto
+sorridendo.
+
+--No, la prego: questi discorsi mi affliggono. E voi, Clarice, non dite
+altre sciocchezze!
+
+La signora Teobaldi dimenò il ventaglio in tutta furia, dolentissima del
+rimbrotto, che la impacciava davanti al Candriani.
+
+--Io vorrei sapere,--riprese questi, ostinatamente,--perchè l'affligga
+un'espressione di lode sincera. Io l'ammiro e glielo dico; lei è molto
+bella, stasera, e glielo dico; lei veste con molta eleganza, e glielo
+dico....
+
+--Perchè?--interruppe Loredana, che aveva sentito una vampa infiammarle
+il viso.--Perchè tutti me lo dicono, ecco; per le calli, pei negozii,
+sui vaporetti, dovunque io vada, son le solite frasi: a Venezia, gli
+uomini non fanno altro, come non avessero mai visto una donna giovane
+che non sia un mostro. Io credeva che lei non fosse così. E poi, aspetti
+a dirmi che sono molto bella quando c'è Flopi. Perchè non me lo dice
+quando c'è Flopi?
+
+--Già!--esclamò Berto.--Come se Flopi avesse bisogno di apprenderlo da
+me! E del resto, se aspetto che ci sia Flopi, devo aspettare un pezzo,
+perchè mi sembra che Flopi non ci sia mai....
+
+Il giovane s'interruppe e si morse le labbra. Un velo d'angoscia era
+calato repentinamente sul viso della ragazza e le aveva dato
+un'espressione di tanto dolore, che Berto dovette confessarsi d'essere
+stato villano e maligno.
+
+--Come canta bene quella nanerottola!--disse, accennando del capo alla
+prima donna, con la speranza di sviare il discorso.
+
+Ma Loredana non rispose. Le parole di Berto l'avevano toccata
+profondamente: anche gli altri, dunque, notavano che Flopi sembrava
+trascurarla per vivere la sua maledetta vita mondana? E quelle donne,
+quegli uomini che glielo toglievano per godere essi la sua compagnia,
+quanto erano odiosi ed egoisti! Nei palchi tutt'intorno v'eran parecchie
+di quelle donne con le quali Filippo aveva dimestichezza, e Loredana le
+avrebbe avvelenate dello sguardo; esse invece la fissavano
+insolentemente col binocolo, susurrando poi qualche parola, e insistendo
+così che si sarebbe detto facessero a bella posta per irritarla.
+
+Da quando Berto Candriani s'era mostrato nel palco, la curiosità era
+cresciuta; molte signore che conoscevano il Candriani, si ripromettevano
+d'interrogarlo con affettata indifferenza. Le più sapevano che quella
+ragazza era l'amante di qualcuno; altre, che avevano un migliore
+servizio di pettegolezzi, sapevano che era l'amante di Filippo Vagli; e
+i commenti non erano favorevoli: tutte dicevano che il cappello era
+troppo grande; e che Loredana aveva soltanto la bellezza dell'asino; la
+camicetta di trine di Burano era pretensiosa; pareva che scherzasse
+volentieri, la piccina, con quel maleducato Candriani; se Filippo fosse
+stato in un canto, non avrebbe avuto a felicitarsi nè dell'amico, nè
+dell'amica!
+
+Nell'intermezzo, Berto si studiò di riparare alla sua sventataggine.
+
+--Povero Flopi,--disse,--io credo che sia sulle spine, a quest'ora. Egli
+è costretto a una vita d'apparenza; ci siamo costretti tutti, e tutti ci
+annoiamo; nessuno ha il coraggio di vivere per conto proprio,
+liberamente. Il mondo non l'abbiamo creato noi!
+
+--Conte, non faccia complimenti,--disse Loredana.--Lei vorrà render
+visita a qualche signora: può tornare a prenderci più tardi. Io mi
+trattengo fino alla fine, perchè Flopi rientrerà a notte.
+
+--Lei vuol mandarmi via?--chiese Berto con simulata umiltà.
+
+--No, no, rimanga, se non si annoia!--disse Loredana sorridendo.
+
+--Rimango, sa?--dichiarò il giovane.--Prima di tutto, perchè non saprei
+allontanarmi....
+
+--La prego!--interruppe Loredana.
+
+--Ho già finito!... E poi perchè è bene si sappia da quelle signore che
+io ho buon gusto; a furia di far loro la corte, mi son rovinato la
+reputazione. Lei le conosce?
+
+--Non tutte.
+
+--Ma esse conoscono lei, lo giuro,--dichiarò Berto.--Non è la prima
+volta che si parla di lei in società.
+
+--Lo credo bene,--esclamò Clarice.--La contessa non può passare
+inosservata!
+
+--Una volta ho parlato io a lungo di lei e di Flopi con una signorina.
+La contessina..... Aspetti; non c'è; credevo fosse giù a «pepiano»....
+Vede quella rossa laggiù, di fronte alla signora dai capelli tutti
+bianchi? Non è lei, ma le somiglia.
+
+--Una signorina?--ripetè Loredana.--Che cosa poteva importarle di me?
+
+--Oh molto!--esclamò Berto.--Credo sia innamorata di Flopi....
+
+--Ah!--disse Loredana con voce spenta.--Egli non me ne ha mai parlato!
+
+--Benone!--pensò Berto.--Ecco un'altra «brioche». Questa sera sono
+fertile!
+
+E ad alta voce soggiunse:
+
+--È naturale ch'egli non gliene abbia mai parlato: credo non si sia mai
+accorto che la ragazza sospira per lui. Me ne sono accorto io, perchè io
+mi accorgo di tutto, e perchè la contessina m'interroga sempre intorno
+a Flopi. Del resto, sono sciocchezze, le solite scalmane delle
+fanciulle, che oggi hanno una simpatia per l'uno, domani per l'altro;
+niente di serio, effetto dell'ozio, nulla più....
+
+Ma, quantunque seguitasse ancora su quel tono, Berto s'avvide che
+Loredana soffriva orribilmente; era diventata pallida e le sue mani
+s'erano chiuse per lo spasimo. Anche sul volto di Clarice, Berto ravvisò
+un'espressione di corruccio, che gli fece comprendere la gravità della
+sua indiscrezione.
+
+--Non cerchi d'ingannarmi, conte,--disse Loredana con voce grave.--Mi
+dica tutto, con lealtà; ormai il peggio lo so, e le parole non servono.
+
+--Sono una bestia!--dichiarò il giovane.--Lei deve credere a chi sa
+quali misteri, mentre tutto si riduce a quanto le ho già detto: una
+fanciulla ha qualche simpatia per Filippo....
+
+--Come si chiama?--interrogò risolutamente Loredana.
+
+--È la contessina Fioresi, Giselda Fioresi: magra, snella, coi capelli
+rossi....
+
+--È da molto tempo innamorata di Flopi?
+
+--Dio sa! Chi può dirlo? Ma non è innamorata: vorrebbe sposarsi, forse,
+come tutte le ragazze di questo mondo.
+
+--Ora capisco,--dichiarò Loredana sottovoce, quasi parlando da sola.--I
+parenti di Flopi devono saperne qualche cosa, e vedrebbero volontieri
+questo matrimonio. Mi dica tutto, conte; non abbia paura.
+
+--Ma io non ho altro da dirle, cara amica!--esclamò il giovane.
+
+--Non vorrà darmi a credere che Filippo ignori ogni cosa. La Fioresi si
+sarà fatta comprendere, magari involontariamente! E che cosa vuole da
+me? Io non sapeva che lei amava Flopi, io credeva di potergli
+appartenere senza far male ad alcuno....
+
+--E infatti,--disse il Candriani,--la Fioresi mi ha chiesto di lei per
+semplice curiosità, ma si è guardata dall'esprimere un giudizio.
+
+--Lo spero: non ha diritto a giudicarmi, perchè il mio amore è diverso
+dal suo, e la contessina non potrà mai capire questo,--enunziò
+bruscamente Loredana.
+
+In quel punto l'orchestra attaccò il secondo atto; la luce in teatro fu
+abbassata, e Berto respirò meglio, perchè la conversazione cessava.
+
+Egli andava guardando la giovane, e rattristato dalla gaia musica
+dell'operetta, pensava a cose malinconiche. Veramente Loredana gli
+pareva sospesa sopra un abisso; misconosciuta da tutti, considerata già
+come una donna facile, invidiata secretamente da alcune, disprezzata
+apertamente da altre, desiderata dagli uomini, essa non poteva trovare
+salvezza che nella protezione e nella fedeltà di Filippo, delle quali
+Berto cominciava a dubitare. La sorte di Loredana gli sembrava ormai
+decisa; il giorno in cui Filippo se ne fosse sbarazzato, ella avrebbe
+dovuto gettarsi alla ventura, accogliendo le offerte degli ammiratori,
+che si vedevano già in quello stesso teatro, che eran sempre i medesimi
+e non avevano fama nè di molta costanza, nè di liberalità soverchia.
+
+--A che pensa?--domandò Loredana, sorprendendo gli sguardi del giovane.
+
+--Penso che le ho dato un dispiacere senza volerlo, come un
+imbecille!--rispose il Candriani irritato contro se stesso.
+
+--No; è meglio che io sappia. Non dirò una parola a Filippo,--dichiarò
+la fanciulla.
+
+Berto emise un sospiro di sollievo, che fece sorridere involontariamente
+Loredana. Assolto a quel modo dalla sua colpa, il giovane si sentì a suo
+agio, si abbandonò a guardare con altri occhi la bella amica, e tornò ad
+ammirarla intensamente. Non si poteva negarlo: era fatta per l'eleganza
+e pel piacere; vestiva con un gusto gentile che avrebbe ispirato invidia
+a più d'una dama; egli giudicava che Loredana non avesse che diciassette
+anni, tanto la sua giovinezza era candida e fresca; un magnifico fiore
+del quale si poteva andare superbi.
+
+--A che pensa?--domandò nuovamente Loredana.
+
+--Questa volta non glielo dico!--esclamò Berto.
+
+La fanciulla scosse il capo, infastidita.
+
+--Flopi sarebbe molto malcontento di lei!--disse ingenuamente.
+
+Berto si mise a ridere, e Loredana non aggiunse parola, scandalizzata
+dal poco conto in cui il Candriani pareva tenere l'opinione di Filippo.
+
+
+
+
+VI.
+
+
+Ogni volta che Loredana doveva traversare la folla, si sentiva stringere
+il cuore. La folla era mutata da qualche tempo per lei; aveva compreso
+ch'ella non era più una signorina come tante altre, e la guardava con
+sorrisi sguaiati e con occhi insolenti. Gli uomini pensavano che poichè
+la fanciulla si dava a qualcuno, poteva darsi a tutti; era una femmina
+da prendere e da trattare senza scrupoli.
+
+Questo concetto, che nessuno le aveva spiegato, ma che Loredana aveva
+sicuramente intuíto in coloro ch'ella conosceva e nei molti che non
+conosceva se non di vista, o non conosceva affatto, le aveva messo in
+cuore un grande spavento. Anche l'ammirazione onde si sentiva
+circondata, diversa da quella che si tributava ad altre donne, trovava
+espressioni petulanti, esclamazioni ciniche ed oltraggiose, che facevano
+fremere la giovane.
+
+Quando lo spettacolo fu finito e Berto le ebbe avvolto intorno il lungo
+mantello di panno bianco, Loredana disse al suo cavaliere:
+
+--Mi stia vicino, la prego; no, non mi dia braccio; mi stia al fianco.
+
+E uscirono seguiti da Clarice.
+
+Nei corridoi la folla procedeva adagio; l'apparizione di Loredana fu
+salutata da un mormorio, e qualcuno si destreggiò in modo da farlesi
+accosto e da squadrarla a un palmo di distanza, perchè s'era detto
+ch'era dipinta in volto. Un gruppo di uomini che le stava innanzi,
+s'aperse e le diede passo, per osservarla meglio; alcuni abbozzarono un
+sorriso, ma vedendo che il Candriani l'accompagnava, ripresero il loro
+contegno serio.
+
+--Bella, non vi pare?--chiese una voce.
+
+--Carne di lusso,--rispose un altro.
+
+Berto si rivolse prontamente, ma non potè comprendere da chi venisse la
+frase villana. Tutti guardavano a terra, perchè eran giunti alle scale e
+studiavano dove mettere il piede. Le scale anche rigurgitavano di gente;
+si camminava assai lentamente, e Loredana s'irritava in silenzio,
+parendole di non poter mai uscire da quella stretta, liberarsi da quei
+contatti. Mentre cominciava a scendere, un'altra voce risuonò:
+
+--È la mantenuta del conte Vagli.
+
+Loredana a stento riuscì a trattenere un grido; la definizione le aveva
+traversato il cuore come una pugnalata; cercò Berto con gli occhi, ma
+questi l'aveva lasciata d'un balzo, era risalito, urtando i più vicini,
+s'era gettato tra gli uomini di cui aveva notato poco prima il contegno
+insolente. Essi parvero sorpresi della sua furia ed evitarono di
+guardarlo, facendogli largo con premura cortese; egli capì che sarebbe
+stato assurdo accusar l'uno o l'altro alla cieca, e chieder ragione di
+parole delle quali nessuno pareva conoscere la provenienza. Tornò
+indietro, raggiunse Loredana, le offerse il braccio e, attraversato
+rapidamente l'atrio, la condusse alla gondola. Era una gondola col
+felze, a due gondolieri.
+
+La giovane vi entrò, si abbandonò sul cuscino di destra, e non appena si
+sentì libera e sicura in quella penombra, proruppe a piangere.
+
+Berto che le sedeva a fianco, era desolato; le prese una mano e
+gliel'accarezzò cautamente.
+
+--È la canaglia,--disse.--È la canaglia anonima, che non sa come sfogare
+la sua invidia. Non pianga, Loredana.
+
+La signora Teobaldi non aveva parola per l'indignazione che le serrava
+la strozza; ella faceva grandi gesti, tenendo in mano il fazzoletto e il
+ventaglio, e alzando ora l'uno, ora l'altro in segno di protesta.
+Finalmente riuscì a esprimere il suo pensiero:
+
+--Ma il sindaco,--dichiarò,--dovrebbe fare una legge, una severissima
+legge contro quelli che insultano le donne!
+
+--Che c'entra il sindaco!--esclamò Berto, alzando le spalle.
+
+--Il sindaco dovrebbe cacciare dalla città tutti i
+mascalzoni!--insistette la signora Teobaldi.
+
+--Così Venezia resterebbe vuota!--disse il Candriani, che in quel
+momento non aveva voglia di distinguere.
+
+--Povera piccina, povero tesoro bello, non pianga!--riprese Clarice,
+volgendosi a Loredana, la quale rimaneva nell'ombra, e liberata la mano
+dalle mani di Berto, andava singhiozzando col fazzoletto sulla bocca.
+
+Fa un triste viaggio fino a casa. La gondola scivolava rapida nel
+silenzio, che la voce del gondoliere di poppa rompeva di tanto in tanto
+col grido d'avvertimento; s'udiva il tuffo dei remi e lo sgocciolìo
+dell'acqua.
+
+Nessuno parlava più; il Candriani pensava che non v'era modo di
+consolare la giovane, perchè sarebbe stato ridicolo aprire una
+discussione sulle mantenute e metterle a confronto con lei; bisognava
+attendere ch'ella stessa, giudicando l'inanità dell'accusa, potesse
+disprezzarla; ma Berto doveva confessarsi che a tanto dolore non era
+sola causa l'ingiuria triviale e ch'egli forse, con la sua leggerezza,
+col suo racconto indiscreto, con le rivelazioni intorno alla Fioresi,
+aveva fatto il possibile per avvelenare a Loredana quell'ora di svago; e
+molestato da questo pensiero, si sentiva goffo e nervoso. La Teobaldi
+andava dicendosi che le cose da qualche tempo si guastavano e che
+Loredana, la sua Loredana, era troppo spesso malinconica; avrebbe dato
+il sangue per quel «tesoro di Dio», per renderle il bel sorriso e la
+pazza allegria dei giorni, pur così vicini e già così lontani, in cui
+erano andate ad abitare alle Zattere. Bisognava accomodare, bisognava
+trovar qualche cosa per renderla ancora felice, ma non sapeva che cosa,
+e si struggeva guardando quell'ombra nell'ombra, udendo quel singhiozzo
+sommesso; a poco a poco, anch'essa, Clarice, si sentì inumidir gli occhi
+e lasciò scorrere le lagrime, con un gran desiderio di stringere la
+fanciulla tra le braccia e di accarezzarne la bella faccia dolorosa.
+
+L'episodio della contessina, le imprudenze del Candriani erano ormai
+dimenticati dalla giovane; ella si ripeteva mentalmente la parola
+«mantenuta» fin quasi a smarrirne il significato; non aveva fatto altro
+dacchè era salita in gondola, non ad altro aveva potuto pensare.
+Comprendeva d'un tratto il perchè dei sorrisi e degli sguardi procaci
+che la perseguitavano, del mormorio che l'accompagnava se compariva in
+pubblico: era giudicata, classificata, bollata; non poteva difendersi;
+non poteva gridar per le vie il suo amore, le sue illusioni, la sua
+fede; credevano che avesse patteggiato e si fosse venduta; era povera un
+giorno ed oggi aveva gondola, casa, dama di compagnia, tre persone di
+servizio, abiti eleganti, denaro, gioielli. Non aveva chiesto nulla, ma
+non importava; era l'amante d'un signore; carne di lusso, avevan detto,
+e poi mantenuta; non viveva nel lusso? non s'era accorta del mutamento?
+a che valevano le scuse?
+
+In verità non s'era accorta di nulla, perchè il suo piacere era tutto
+nell'amar Filippo e nell'esserne amata, e l'avrebbe amato nel lusso o
+nella miseria, e agli agi della vita non aveva dato alcun peso. Ma
+questo non contava per gli altri. Gli altri? Chi erano gli altri? Erano
+uomini che la volevano e le serbavano rancore perchè non si dava; eran
+donne che la odiavano pel gusto di odiare, come odiano le donne. Essi
+avevano ragione perchè le apparenze eran contro di lei; s'era
+abbandonata totalmente a Filippo, il quale avrebbe potuto metterla su un
+trono o relegarla in un abbaino, senza ch'ella chiedesse perchè; la
+presenza di lui era il perchè d'ogni cosa, ed egli faceva ciò che
+doveva, e ciò ch'egli faceva era ben fatto. Ma a queste dedizioni intere
+e profonde, nessuno presta credito; e il mondo diceva «carne di lusso»,
+«mantenuta»!
+
+Con gli occhi sbarrati nella penombra, dimentica di quelli che le
+stavano vicino, la fanciulla si lasciava cullar dalla gondola,
+rivolgendo questi pensieri in mente, e torturandosi senza posa; allorchè
+la gondola si fermò, ella diede un sobbalzo e s'afferrò al braccio di
+Berto, come fosse repentinamente caduta da un'altura.
+
+--Siamo a casa?--domandò.
+
+--Siamo a casa,--ripetè Clarice; e col fazzoletto le asciugò gli occhi
+perchè i servi non vedessero, e poi le diede un bacio sulla
+fronte.--Tesoro caro!...
+
+Mentre Clarice s'avviava, chinandosi per uscir dal felze, seguita da
+Loredana e da Berto, sulla fondamenta risuonò la voce allegra di
+Filippo.
+
+--A quest'ora?--egli disse ridendo.--Siete state a teatro? E c'è anche
+Berto? Ma è un complotto, allora, una grossa bricconata!
+
+Loredana uscì in fretta, si fece presso a Filippo, con un movimento
+rapido e timoroso, quasi cercasse protezione. Era felice di vederlo e di
+udirne la voce. Ella disse:
+
+--Siamo state al Goldoni, abbiam trovato il conte, che ci ha ricondotte.
+
+--Potenza dell'amore!--pensò Clarice.--È già consolata! ha la sua voce
+solita.
+
+Berto si grattò la nuca ricciuta. L'incontro con Filippo imbrogliava le
+cose: bisognava raccontargli ciò ch'era avvenuto a teatro, o tacere?
+
+--Io non racconto nulla!--egli decise tra di sè.--Ci penseranno le
+signore se vorranno!
+
+--Sono stato al «Grand Hôtel»,--disse Filippo, mentre tutti si fermavano
+presso la porta di casa.--C'era anche lo zio Roberto.... E ti sei
+divertita, Lori? Che cosa davano al Goldoni?
+
+--Sì, mi sono divertita molto!--esclamò Loredana, presto.--Davano il
+«Boccaccio».
+
+--Non racconta nulla!--pensò il Candriani.--Le confidenze gliele farà
+quando saranno a letto....
+
+Egli si scoperse il capo per prendere congedo, ma Filippo lo fermò:
+
+--Non andartene; vieni su. Ti offro una coppa di sciampagna.
+
+--Se paghi da bere....--disse Berto ridendo ed entrando in casa egli
+pure.
+
+--Sì, pago da bere!--rispose Filippo allegramente.--Dobbiamo bere. Come
+si dice? _nunc est bibendum_? Me n'è capitata una graziosissima.
+
+--Ahi!--pensò Berto.--Una graziosissima, anche a lui!
+
+Erano nell'anticamera; senza badare se Berto vedesse o no, senza curarsi
+di Piero, che stava in un angolo ad aspettare ordini, Loredana si gettò
+improvvisamente tra le braccia di Filippo e lo baciò sulla bocca.
+
+--Gran Dio, quale passione!--esclamò Filippo stupito.--Scusami, Berto!
+
+Il giovane aveva voltato la faccia contro uno specchio e faceva dei
+gesti comici, che potevano essere di protesta o d'assoluzione. La
+signora Clarice diede in una risata. Loredana, sorpresa ella stessa e
+tornata calma, arrossì fino ai capelli.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+Quando furono nel salottino, mentre le signore s'erano ritirate un
+istante per togliersi i mantelli, Filippo disse a Berto Candriani:
+
+--Mi son giuocato più di due milioni.
+
+Berto fece un balzo sulla poltrona, nella quale aveva preso posto.
+
+--Sei matto!--esclamò.--Da quando in qua ti sei messo a giuocare?
+
+--Eh no!--disse Filippo ridendo e accendendo una sigaretta.--Non li ho
+giuocati a macao o a faraone; li ho giuocati a parole, con lo zio. Egli
+mi ha fatto comprendere, anzi mi ha detto chiaro e tondo che se non
+lascio Loredana e se non sposo Giselda, non vedrò un centesimo del suo
+patrimonio. Io gli ho risposto che se lo tenga, che faccia della
+beneficenza, che vada al diavolo. E così, l'affare è liquidato! Che te
+ne pare? Non è il caso di bere un goccio di sciampagna alla salute dei
+parenti?
+
+Berto Candriani non rispose subito; pareva guardasse le vecchie stampe
+lascivette appese alla parete, raffiguranti il bagno di Diana
+cacciatrice, l'incontro con Atteone, Diana e le Ninfe.
+
+--È un grosso pasticcio,--egli sentenziò infine.--Ma tu credi che le
+decisioni di tuo zio siano inappellabili?
+
+--Senza dubbio, anche perchè mia madre soffia sul fuoco. Mia madre ha
+preso partito per la Fioresi, e tu sai quanto sia risoluta e tenace. Se
+Roberto volesse scendere a più miti consigli, dovrebbe lottare con mia
+madre, dalla quale gli è venuto certo il suggerimento di queste minacce.
+E figurati se lo zio vuol perdere tempo e fiato a discutere!...
+
+In quell'istante comparve il domestico, il quale recava lo sciampagna,
+le coppe, il servizio col tè: dispose tutto sopra un tavolino e si
+ritirò silenziosamente.
+
+--E vuoi raccontar questo alla signorina?--domandò Berto.
+
+--Non ho ragioni per nasconderlo,--disse Filippo.
+
+Berto gli fe' cenno di tacere: s'udiva nella camera prossima il fruscìo
+d'una gonna. Egli susurrò prestamente:
+
+--Non dirle nulla! È troppo agitata stasera.
+
+E si alzò per andare incontro a Loredana, che entrava sorridendo.
+
+--Come siamo eleganti, eh?--disse il Candriani, guardandola così svelta
+e bianca.
+
+Filippo fissò la giovane e le si avvicinò.
+
+--È strano!--esclamò.--Ora che ti vedo bene, mi sembri molto pallida; si
+direbbe che tu abbia pianto....
+
+Loredana s'appressò al tavolino e si dispose a preparare il tè, cercando
+di darsi un contegno e di sfuggire alle indagini di Filippo; ella era
+inquieta, come se l'amante avesse scoperto qualche gravo fallo.
+
+--No, sai?--ella balbettò.--Non ho pianto....
+
+--Che cosa è avvenuto?--domandò Filippo al Candriani.--Perchè non volete
+dirmelo?
+
+Il Candriani era tornato a sedersi, ma presso il tavolino; aveva preso
+da un canestro alcuni biscotti che andava mangiando con pacata
+attenzione, e guardava le belle mani della giovane affaccendata intorno
+alla teiera e al bricco dell'acqua bollente.
+
+--Glielo diciamo?--egli chiese ridendo a Loredana.--Bisogna dirglielo,
+altrimenti crederà che sono stato io a farla piangere.... Ecco, Flopi,
+ascolta....
+
+Filippo sedette egli pure vicino a Berto, e sedette anche Loredana, dopo
+avere offerto ai due uomini la tazza di tè.
+
+--È stato così:--disse il Candriani.--Mentre uscivamo dal teatro, un
+farabutto ha ingiuriato la signorina; non ho potuto scoprire chi fosse;
+tutti guardavano a terra e parevano sonnambuli. La signorina, quando fu
+in gondola, visto che il tragitto era lungo e noioso, occupò il tempo a
+piangere, e io che voleva farle la corte sono rimasto con un palmo di
+naso....
+
+Loredana si mise a ridere.
+
+--È tutto qui?--domandò Filippo incredulo.
+
+--È tutto qui,--rispose Berto.--Vedi che ora ride; non potrebbe
+dimostrati meglio che si trattava d'una inezia.
+
+Filippo scosse la testa; sapeva bene che vicina a lui, la giovane
+dimenticava ogni dolore, e la sua piccola risata squillante non gli
+provava nulla.
+
+--Ma che cosa hanno detto?--egli incalzò.
+
+La fanciulla gettò una rapida occhiata a Berto, il quale non si
+aspettava una domanda categorica.
+
+--Chi se ne ricorda?--egli fece, impacciato.--Lei se ne ricorda,
+signorina?
+
+Loredana tornò a ridere; ormai non le importava delle ingiurie, ed era
+tutta felice di sentirsi protetta dall'amante, nella sua casa elegante e
+quieta.
+
+--Sì, me ne ricordo,--ella dichiarò, ancora sorridendo.--Mi hanno detto:
+carne di lusso....
+
+--Oh, i mascalzoni!--esclamò Filippo, oscurandosi in volto.
+
+--E poi,--soggiunse Loredana col suo placido sorriso,--e poi, mantenuta!
+
+Filippo sussultò; nella stessa ora, la folla anonima e lo zio Roberto
+gettavano in faccia alla ragazza la stessa accusa, coprivano di fango il
+suo amore. Egli dissimulò il suo turbamento, e disse:
+
+--Hai ragione, cara, di ridere; non si può che ridere di certe
+volgarità.... Ora ci verserai una coppa di sciampagna e berremo....,
+berremo a dispetto degli invidiosi.
+
+--E ai due milioni!--si lasciò sfuggire Berto.
+
+--E alla carne di lusso!--concluse Filippo ridendo.
+
+Loredana s'era alzata a versare il vino dorato nelle coppe. Un po'
+inclinata verso i due uomini, con la bella testa adorna di pettini
+scintillanti, il bel corpo chiuso nell'abito bianco, ella era l'imagine
+della giovinezza forte e procace. Le tre coppe si urtarono lievemente,
+qualche goccia cadde sul tavolino.
+
+--Perchè beviamo ai due milioni?--chiese Loredana d'un tratto, come
+ricordandosi.--Che cosa vuol dire?
+
+--Nulla, nulla, vuol dire,--interruppe l'amante.
+
+--Sì, vuol dire qualche cosa,--insistette Loredana.--Vedi: io ti ho
+raccontato tutto, e tu non mi racconti.... Quando ci siamo incontrati
+stasera, ci hai detto che avevi avuto un'avventura graziosissima. Non è
+forse vero, conte?
+
+Il Candriani assentì con un moto del capo.
+
+--Ti racconterò dopo,--promise Filippo.--Non si tratta di un'avventura.
+E del resto, non potrei avere un segreto?
+
+--Certo,--osservò Loredana pensierosa.--Ma allora non si annuncia....
+
+I due amici diedero in una risata.
+
+Berto Candriani bevve ancora una coppa di sciampagna, parlò dei prossimi
+spettacoli della Fenice, e dopo pochi istanti si congedò.
+
+Non appena egli ebbe varcata la soglia, Loredana gettò le braccia al
+collo di Filippo.
+
+--Caro!--ella disse baciandolo.--Che cosa ti è avvenuto? Perchè vuoi
+tacere con la tua viperetta?
+
+L'amante sorrise e le passò un braccio attorno alla vita.
+
+--Non voglio tacere nulla,--egli dichiarò.--Berto m'aveva detto che tu
+eri agitata questa sera, e perciò non ti raccontavo l'incidente, che non
+ha alcuna importanza, del resto; poi egli stesso ha voluto fare il
+brindisi ai due milioni, quella testa matta!
+
+--Sai perchè? Mi ha visto ridere e allora ha compreso che non ero
+agitata.
+
+Dolcemente, stringendola al fianco, a piccoli passi, Filippo
+l'accompagnava nella camera di lei, e la baciava sui capelli. Così
+spesse volte egli si largiva il piacere di assistere mentre la fanciulla
+si spogliava e talora le prestava mano; in tal modo tra gli scherzi e i
+baci, la scena si prolungava e finiva sempre a una maniera.
+
+Quando fu nella camera da letto, Filippo prese posto in una poltrona, e
+la giovane s'accinse a togliersi gli abiti.
+
+--Ebbene, Flopi?--ella chiese.
+
+--Ah ecco!--disse Filippo.--Sono stato al «Grand Hôtel» e ne sono uscito
+con lo zio Roberto, il quale ha colto l'occasione per farmi una delle
+solite prediche. Ci siamo accalorati; egli mi ha minacciato di
+diseredarmi, e io gli ho detto che me ne infischio; a quel che pare, i
+due milioni dello zio sono così sfumati, ma io preferisco loro la mia
+libertà piena e assoluta. Ecco tutto, Lori; vedi che non valeva nemmeno
+la pena di parlarne.
+
+Loredana, rapidamente liberatasi della gonna, rimase attonita.
+
+--Due milioni!--ripetè a un tratto.
+
+--Poco più, poco meno,--disse Filippo.--Ma io non ho mai avuto bisogno
+del suo denaro, e tu lo sai.
+
+La fanciulla gettò gli abiti sopra una sedia, e restò ritta innanzi
+all'armadio a specchio....
+
+--Per colpa mia!--ella esclamò.
+
+--Lori, te ne prego,--disse Filippo.--Mi dispiace quando tu parli così:
+non è per tua colpa, ma per colpa dei miei parenti. Non è una novità,
+questa: ti ricordi che io te l'avevo detto? I miei parenti non
+capiscono, e le discussioni non valgono a niente....
+
+--Vogliono che tu mi lasci?--incalzò Loredana.
+
+--S'intende!--rispose Filippo.--Lo zio Roberto, poveretto, non è che lo
+strumento di mia madre, la quale lo fa agire e parlare, ed egli agisce e
+parla, tanto per avere pace.
+
+--Vogliono che tu mi lasci?--ripetè Loredana.--E non vogliono altro?
+
+--Per bacco!--esclamò Filippo ridendo.--Mi pare che basti....
+
+--No, potrebbero volere di più,--disse la fanciulla, dopo un attimo
+d'esitazione.--Potrebbero volere che tu ti sposi.... Perchè, Flopi, io
+non capisco.... Se tu mi lasciassi, che faresti? Vivresti senza amanti e
+senza moglie? Pretendono questo i tuoi parenti?... Non vogliono che tu
+ti sposi? Non hanno qualche signorina che piace loro e che ti offrono?
+
+Filippo tacque, stupito, e si chiese come mai la piccola Lori, ch'egli
+reputava ancora poco più d'una bambina, col solo aiuto della logica,
+fosse giunta alla verità. Per nascondere il suo impaccio, egli si alzò e
+disse:
+
+--No, no: che ti viene in mente?... Lascia che io ti guardi....
+
+Loredana fece un gesto per allontanarlo, e insistette:
+
+--Veramente, Flopi, non ti hanno mai parlato di matrimonio, non vogliono
+che ti sposi?
+
+--Ma no; sono tue fantasie queste!--ripetè Filippo.
+
+--Sei pronto a giurarmelo?
+
+--Te lo giuro....
+
+--Sei pronto a darmi la tua parola d'onore?
+
+Filippo ebbe un attimo di titubanza; ma ormai non poteva più
+retrocedere.
+
+--Ti do la mia parola d'onore!--disse.
+
+La fanciulla si coprì il volto con le mani e ruppe in pianto.
+
+--Come!--esclamò Filippo, sorpreso.--Ora piangi? Non sei contenta? Forse
+non credi?
+
+Ella gli stava innanzi con le braccia e il petto scoperti; aveva le
+mutande di batista che le arrivavano al ginocchio, le calze di seta
+grigia, le scarpette basse e bianche: pareva un piccolo gentile Pierrot.
+
+--Così carina,--disse Filippo,--e così cattiva! Ma non sei contenta, ti
+ripeto?
+
+Loredana riuscì a rispondere tra i singhiozzi:
+
+--Sì,--dichiarò, mentendo alla sua volta,--piango perchè sono contenta!
+
+Filippo si mise a ridere, e la strinse al petto, sollevandola da terra.
+
+--Vieni,--disse.--Vieni, mascheretta bella, viperetta cara. Tu sei tanto
+bella, io ti amo tanto....
+
+La giovane gli si avvinghiò al collo, si lasciò adagiare sul letto, e
+tra le lagrime cercò la bocca di lui, che mentiva e baciava così
+bene....
+
+
+
+
+VIII.
+
+
+L'inverno fu singolarmente crudo e lungo quell'anno, a Venezia; nevicò
+più volte e nei giorni sereni una gelida bora soffiò con violenza. Molte
+famiglie abbandonarono la campagna innanzi tempo e iniziarono la
+stagione dei ricevimenti e delle feste prima dell'usato; a metà
+novembre, la vita elegante, in causa dei rigori invernali, fioriva già
+in tutto il suo rigoglio.
+
+Filippo ne fu ripreso a poco a poco, quasi senz'accorgersene; ritrovò
+gli amici, e rifece la solita ruota di visite e di consuetudini, tra
+quei soliti gruppi di persone, alla quale era abituato.
+
+Ma per Loredana ebbe le cure più sollecite. Il mormorìo del mondo e
+l'astiosità dei parenti gli avevan reso la fanciulla anche più cara, e
+spesso rinunziava a qualche trattenimento mondano per dedicarle il suo
+tempo. L'aveva circondata di lusso, provvedendole abbigliamenti a
+Milano, facendole regali di gioielli, coprendola di sete e di merletti e
+di pelliccie, perchè la sua bellezza avesse una degna cornice.
+
+Loredana lasciava fare.
+
+Era mutata; un dolore sordo e profondo andava rodendola dal giorno in
+cui aveva scoperto che il suo Flopi mentiva; e mentiva perchè l'amicizia
+con Giselda Fioresi doveva avere un significato ch'egli non poteva
+confessarle. Dapprincipio, quando s'accorse che Filippo riprendeva le
+sue abitudini mondane, la giovane lo seguì col pensiero affannosamente;
+si fece raccontar volta per volta ciò che egli aveva visto e ciò che
+aveva detto; notò che mai non pronunziava il nome della contessina
+Fioresi, anche quando dai giornali si poteva rilevare che la contessina
+frequentava le feste e i ritrovi ai quali Filippo prendeva parte. Mille
+volte, Loredana era stata in procinto di chiedere spiegazioni, e mille
+volte s'era trattenuta, pensando ch'egli avrebbe mentito ancora.
+
+Poi a poco a poco, riuscì a dominarsi; non volle più sapere, non
+interrogò più. Ella era la sua amante, che lo attendeva con desiderio
+inesprimibile e gli si dava tutta con infinita voluttà; faceva tacere la
+gelosia terribile che le attossicava il cuore, divorava in silenzio le
+lagrime e si mostrava sempre lieta e sorridente. Era un eroismo d'ogni
+giorno, d'ogni ora, che Filippo non sapeva, non avrebbe mai saputo.
+
+Anche quel lusso che la circondava le pareva soverchio; indossava la
+pelliccia, infilava nelle dita gli anelli preziosi con un certo piccolo
+brivido, pensando che il nome di mantenuta le conveniva allora meglio
+che mai. Non gliene importava; il mondo le era così sconosciuto e così
+lontano, che non voleva occuparsene; ma sua madre, la buona signora
+Emma, s'era inquietata per lei.
+
+Loredana andava sempre a trovare la mamma nella casetta bianca sul
+campiello solitario. Ogni volta era certa d'incontrare per la via Adolfo
+Gianella, il suo antico fidanzato, il quale le faceva la posta. Egli le
+era rimasto stranamente fedele, attraverso l'uragano di scandalo e di
+maldicenza che aveva travolto il nome della giovane. La seguiva a
+distanza per lunghi tratti, la guardava con intenso piacere, e ne era
+forse più innamorato che nei giorni in cui ella era vergine e innocente.
+Adolfo aveva appreso tutto dalla bocca dei curiosi e degli sfaccendati,
+la vita e l'amore di Loredana, e poi aveva scoperto il nido degli amanti
+e s'era posto a gironzare in quei dintorni, a guardar quelle finestre, a
+spiar quella gioia. Umile e timido, non confidava ad alcuno i suoi
+crucci, non parlava in famiglia di Loredana, perchè la famiglia di lui
+la odiava. Egli si contentava di seguir la fanciulla e di vederla bella,
+prosperosa, felice.
+
+La cosa era tanto abituale ormai, che Loredana contava sulla presenza di
+Adolfo, e s'egli passeggiava nel campiello, essa si tratteneva più a
+lungo presso sua madre.
+
+--Bada che è tardi,--le diceva questa qualche volta.
+
+--Oh non importa!--rispondeva Loredana, dopo essersi affacciata alla
+finestra.--C'è Adolfo, che mi riaccompagna.
+
+E la fanciulla sorrideva, non sapendo ella medesima se la devozione di
+lui fosse ammirabile o ridicola.
+
+Una sera egli s'infuriò, con uno di quegli scatti ciechi e improvvisi
+che sono proprii dei caratteri timidi. Loredana s'era trattenuta assai
+tardi e ritornava sola, a piedi, verso le Zattere, percorrendo calli
+deserte. Ella indossava la pelliccia, aveva una borsetta a maglie d'oro
+appesa al braccio, e le buccole di brillanti negli orecchi.
+
+Adolfo le si avvicinò d'un tratto e le disse bruscamente:
+
+--Perchè torni a quest'ora? Non pensi che ti può capitar qualche cattivo
+incontro?...
+
+Loredana si fermò sbalordita a guardarlo; poi rise involontariamente:
+
+--Sapevo che c'era lei,--rispose,--e che lei mi accompagna.
+
+Egli si calmò subito; le si mise al fianco, e le disse con espressione
+lamentabonda:
+
+--Come sei bella!... Non vuoi, non vuoi proprio sposarmi?
+
+La giovane parve non aver capito; egli continuò:
+
+--Io ti perdono tutto; tu sei l'amante del conte, e non te ne faccio
+colpa. Forse io non sapeva trattarti, ma ora ho imparato, perchè ho
+tanto sofferto.... Non vuoi sposarmi? Non ti piacerebbe di vivere con
+me?
+
+Loredana scosse il capo, accennando di no. Adolfo soggiunse, umilmente:
+
+--Hai ragione. Sei abituata al lusso e all'eleganza.... Il tuo valore è
+troppo grande per me....
+
+La fanciulla lo squadrò e rispose:
+
+--Sì, ora valgo più di due milioni....
+
+Adolfo tacque senza comprendere. Che cosa voleva dire? Era impazzita? La
+guardò di nuovo, e vedendo che essa sorrideva, non osò chiedere
+spiegazioni; le camminò al fianco in silenzio, a capo basso.
+
+--Lei mi ha perdonato?--riprese Loredana d'un tratto.--Ma è inutile; io
+non le ho chiesto il suo perdono, e non le ho fatto nulla di male,
+perchè ho disposto di me liberamente. Crede lei che per vivere la mia
+vita non occorra del coraggio?...
+
+Si morse le labbra, temendo di dir troppo; e con voce secca aggiunse:
+
+--Mi sorvegli, ma non mi stia al fianco; potrei incontrare persone che
+conosco, e non vorrei far credere che io passeggi coi giovanotti la
+sera, per le calli perdute....
+
+Adolfo rallentò il passo, in modo da starle alle spalle e da proteggerla
+senza accompagnarla. La fanciulla si sentì presa da tenerezza, per il
+querulo amante, volse il capo, e disse con un sorriso:
+
+--Grazie. Così va bene....
+
+Egli la seguì fino alle Zattere e poi scomparve.
+
+Per più giorni andò ruminando la frase della giovane: «Ora valgo più di
+due milioni». Che cosa aveva voluto dire? Forse la pelliccia, i
+brillanti, gli abiti che portava indosso valevano più di due milioni?
+Era impossibile.... Allora qualcuno le aveva offerto due milioni per
+abbandonare il conte?... Questo era più verosimile; egli, Adolfo, due
+milioni gli avrebbe dati per la gioia di far sua Loredana, e un ricco
+signore poteva pagarsi caro quel capriccio.... Andava galoppando nel
+mondo delle fantasie e degli assurdi, senza venire a capo di nulla,
+divorato dal bisogno di sapere, annaspando nelle tenebre.
+
+La frase sfuggitale aveva scosso Loredana medesima. Ella pure vi ripensò
+nei giorni seguenti, come le parole fossero state una rivelazione, come
+il fatto avesse trovato in quelle una consacrazione impreveduta e
+strana.
+
+Valeva ella veramente più di due milioni? Filippo non pensava mai al
+patrimonio che le aveva sacrificato con tanta prontezza?
+
+Loredana si mise a studiarlo attentamente, a scrutarne il pensiero, a
+sorprenderne le intenzioni. Egli era imperturbabile; non più parola
+usciva dalla sua bocca a proposito di quella eredità, non un accenno ai
+parenti, allo zio, alle noie che dovevan dargli. La sua educazione e le
+sue abitudini di gran signore non gli permettevano di gettare uno
+sguardo di rammarico a quel tesoro perduto; gli sarebbe parso di
+commettere la più ignobile delle bassezze. Parlava all'amante di ogni
+cosa, fuor che di quell'incidente, al quale aveva dato minore importanza
+di quel ch'egli medesimo si aspettasse, forse perchè sui due milioni
+dello zio non aveva mai fatto grande assegnamento.
+
+Egli possedeva circa trentamila lire di rendita e non giuocava; tutto il
+suo lusso e tutto il suo piacere erano in Loredana, la quale gli costava
+poco oltre la metà del reddito; viveva così in perfetto equilibrio
+economico, e finiva per giudicare che le recise dichiarazioni dello zio
+gli avevan tolto una preoccupazione fastidiosa e gli avevan dato la
+libertà assoluta di vivere a proprio talento.
+
+Loredana non riusciva a penetrare il pensiero dell'amante. Lo vedeva
+padrone di sè, sereno, quasi spensierato, e credeva a una finzione....
+
+Un giorno in cui egli andava ammirandola e accarezzandola, la giovane
+non riuscì a dominarsi. Gli chiese:
+
+--Ti piaccio?
+
+--Molto,--rispose Filippo ridendo.--Ne dubiti forse?
+
+--Mi ami?--incalzò Loredana.
+
+--Molto,--ripetè Filippo.
+
+--Ti pare che....
+
+Si trattenne, si sentì confusa, diventò rossa in volto.
+
+--Che cosa?--domandò Filippo.--Che cosa deve parermi?
+
+--Ti pare che...? Ti pare che io valga più di due milioni?--disse
+finalmente la ragazza.
+
+Filippo la strinse fra le braccia ridendo.
+
+--Più di due milioni?--esclamò.--Ma più che tutti i milioni della terra!
+Quali domande tu mi fai! Si direbbe che tu mi creda pentito di non avere
+accettato un patto vergognoso, e che io ripensi a quei denari con
+rincrescimento....
+
+Corrugò la fronte e seguitò con espressione più grave:
+
+--Questo è offensivo per me, Lori. Tu non dovresti giudicarmi così male.
+Io ho avuto fortunatamente un'educazione, la quale mi ha abituato a non
+contare mai sul denaro. Se non fossi ricco, lavorerei, e saprei
+guadagnarmi da vivere; in ogni modo, certo, non venderei una donna che
+mi ama per un patrimonio anche enorme.
+
+Loredana si passò le mani sul volto e si mise a ridere infantilmente.
+
+--Questo mi fa bene,--disse respirando.--Mi fa bene a udir queste
+parole. Io pensava sempre ai due milioni, e mi dicevo che non valgo
+quella somma....
+
+Filippo le mise una mano sulla bocca.
+
+--Tu mi hai scambiato per un mercante di donne,--interruppe, sorridendo;
+e aggiunse con certo orgoglio che Loredana non aveva mai rilevato
+prima:--_Noi_ non ci pieghiamo per denaro....
+
+Scivolatagli dalle braccia, ella gli stava davanti in ginocchio,
+ammirandolo con espressione ingenua; lo guardò, coi grandi occhi dolci e
+ridenti velati da ciglia lunghe, e rimase immobile, così che Filippo
+dovette scuoterla. L'ammirazione di lei, che aveva qualche cosa di alto
+e di religioso, lo commuoveva sempre; egli se ne sentiva avviluppato e
+preso in ogni ora, e ne era quasi sgomento, perchè sapeva ormai che la
+fanciulla viveva della sua vita, respirava il suo respiro.
+
+In quell'istante nel quale, caduta involontariamente a ginocchi,
+Loredana pareva adorarlo estatica, l'uomo pensò che se il vecchio
+Roberto l'avesse vista, avrebbe compreso l'affetto e la protezione
+ch'egli Filippo le consacrava, e si sarebbe pentito d'averla chiamata
+mantenuta con tanta leggerezza: Filippo si volse a guardare se lo zio
+non fosse in un canto, e poi sorrise della propria allucinazione.
+
+
+
+
+IX.
+
+
+La signora Marta Serrantoni, una giovane dalla grascia pallida, coi
+capelli color fiamma, avida di cibo e di denaro, aveva mosso gran guerra
+in principio a Loredana e a sua madre, in nome della morale. Poi vedendo
+la fanciulla per le vie tutta elegante, e per il Canal Grande nella
+gondola a due remi, la signora Marta s'era a poco a poco ravveduta. Il
+conte trattava bene l'amica sua, bisognava pur dirlo: non era il
+libertino capriccioso e volubile che si credeva, e dal contegno di lui
+era naturale concludere che non aveva intenzione di piantare un bel
+giorno l'amante nuova come tante altre.
+
+La signora Marta diceva questo con solennità, quantunque avesse detto il
+contrario pochi mesi prima, con la medesima solennità; e il codazzo di
+giovani e vecchie pettegole che davan peso alle sue parole, andavan
+ripetendole, e di giorno in giorno si riavvicinavano alla madre di
+Loredana e riprendevano a frequentarne la casa.
+
+Così mentre la signora Emma era malcontenta per il lusso della figlia,
+che a lei pareva eccessivo, le altre se ne felicitavano; quando
+Loredana veniva dalla sua mamma e trovava le amiche, queste le
+passavano una rivista minuta, pregandola talvolta di alzare un po' la
+gonna per mostrar le calze di seta, osservando la biancheria,
+divertendosi a infilar gli anelli, a provarsi il cappellino, a indossar
+la pelliccia. La loro morale taceva innanzi al pregio della roba
+lussuosa; esse s'inchinavano all'amante ricco e liberale. Anche ne
+godevano, perchè più volte avevano avuto in dono gli abiti ancor freschi
+che Loredana smetteva, e i cappellini ch'ella mutava sovente.
+
+La giovane aveva spesso in tasca qualche biglietto delle amiche, le
+quali chiedevano protezione al conte per il marito, per il fratello, pel
+nipote; e il conte riusciva ad allogar l'uno, a migliorar la posizione
+dell'altro, senza conoscerli, per far cosa grata alla sua viperetta.
+
+I concetti morali di quelle piccole donne avevano sorpresa e disgustata
+Loredana, che ignorava gli avvolgimenti e le mutazioni dell'umana
+vigliaccheria; le avrebbe preferite nemiche aperte; e parlandone con
+Filippo, si sentiva in obbligo di scusarle, perchè egli non le
+giudicasse troppo severamente.
+
+Ma egli ne rideva, e se ne faceva ripetere le frasi ammirative,
+divertendosi ai loro pettegolezzi e al loro mormorìo; qualche volta per
+mano dell'amante inviava dolci o fiori, ch'esse si disputavano
+vivamente, e talora anche sulla tavola delle borghesi pettegole
+comparivan le bottiglie polverose della cantina del conte. A questa
+maniera, senza conoscerle di persona, Filippo s'era creato intorno un
+circolo di amiche, le quali correvano dalla signora Emma a esaltar la
+generosità di lui e a felicitarsi della fortuna che era toccata alla
+figliuola.
+
+La signora Emma non pareva del loro avviso, e da qualche tempo era anzi
+inquieta.
+
+Come sarebbe finita quell'avventura? La fedeltà del conte l'aveva
+stupita senza persuaderla. Nelle sue lunghe ore di riflessioni, ella
+aveva accarezzato la speranza che Loredana avesse un figlio; il legame
+avrebbe consacrato quell'amore con vincoli quasi sacri, obbligando
+Filippo per tutta la vita, forse spingendolo a un passo decisivo. Ma
+nulla era avvenuto; Loredana era sterile.
+
+La signora Emma non poteva acconciarsi a questa idea; guardando la
+figliuola bella e gagliarda, non le riusciva di credere ch'ella fosse
+infeconda; le era balenato il sospetto che la sua sterilità fosse voluta
+dall'esperta astuzia di Filippo. Impossibile parlarne a Loredana, che
+egli aveva avuto vergine e ignorante d'ogni cosa; sarebbe stato assurdo
+interrogarla.
+
+Una volta che la giovane scherzava col bambino di Marta, la signora Emma
+osò domandarle:
+
+--Ebbene, Lori, non ti piacerebbe avere un bimbo anche tu?
+
+La giovane diventò vermiglia in faccia.
+
+--Certo,--balbettò,--un bambino anch'io....
+
+--Forse al conte non piacciono?--osservò la signora Emma.
+
+--Non ne abbiamo mai parlato,--rispose Loredana.
+
+E bruscamente andò alla finestra senza proseguire.
+
+--Un bel bambino, che si potrebbe chiamare....--seguitò la madre.--Come
+lo chiameresti, Lori?
+
+La giovane si volse e le disse:
+
+--Oh, mamma, non parlarmi così! Mi confondi!
+
+Emma non aggiunse parola, ma quel turbamento la sorprese e le parve la
+conferma dei suoi sospetti. Non aveva capito che Loredana si sentiva a
+disagio, perchè le sembrava che il discorso aprisse un spiraglio di luce
+sul suo amore pel quale aveva sempre un riserbo timoroso, una verecondia
+inquieta.
+
+L'argomento ritornò più volte; la Serrantoni, alla quale la signora Emma
+aveva confidato i suoi sospetti, s'incaricò d'interrogare Loredana; ma a
+lei mancò l'animo di spiegarsi e Loredana la guardò attonita per
+quell'interrogatorio, disordinato e confidenziale insieme.
+
+La giovane s'infuriò.
+
+--Se ancora mi parlate del bambino,--dichiarò un giorno,--io non verrò
+più a trovarvi! È un'insolenza; tutti vogliono sapere che cosa pensa
+Flopi dei bambini; tutti mi domandano che cosa ne penso io; non ci
+lasciano più vivere! La Serrantoni mi ha perfino chiesto se sono sicura
+che Flopi mi voglia bene come un marito!... È orribile questo
+pettegolezzo....
+
+E diede in uno scoppio di pianto, mentre la madre e le amiche le si
+facevano attorno a consolarla. Le amiche, specialmente, eran premurose
+perchè si vedevano sfuggire le sottane di seta e i cappellini
+civettuoli; e quando Loredana accarezzata dalle une, baciata dalle
+altre, rassicurata da tutte, cominciò a sorridere attraverso le lagrime,
+le donne esalarono un grande sospiro di sollievo....
+
+--Non capisce!--dissero tra di loro più tardi.--È ancora innocente come
+l'acqua....
+
+In verità, non capiva; non capiva che cosa volessero da lei, non capiva
+le perifrasi prudenti, non capiva che cosa importasse loro la sua
+maternità probabile, non capiva sopratutto come questa volta anche sua
+madre prendesse parte al coro.
+
+--Ma che cosa mi domandano? Ma di che cosa si occupano?--chiese infine
+alla signora Emma.
+
+--Esse credono,--spiegò Emma,--che se tu avessi un bambino, il conte ti
+amerebbe di più.
+
+--E che cosa importa loro se Flopi mi ama di più o di meno?
+
+Emma si strinse nelle spalle.
+
+--Mio Dio,--disse, confusa.--È un pensiero che hanno per te, perchè ti
+sono affezionate.
+
+--Ma è un pensiero stupido, mamma!--protestò Loredana.--Se io avessi un
+bambino, Flopi mi amerebbe ugualmente. Che ne so io? Fors'anco mi
+amerebbe meno.
+
+--Davvero?--esclamò Emma scandalizzata.--E perchè mai?
+
+--Perchè sarei malata, perchè diventerei brutta, per tante ragioni
+noiose, insomma....
+
+--Allora sei tu che non lo vuoi, Lori?--domandò Emma.
+
+La ragazza la guardò intontita, e poi si mise a ridere.
+
+--Io?--disse.--Come posso io volerlo, o non volerlo?
+
+--Allora è il conte che non vuole?--insistette Emma.
+
+--Flopi?--esclamò Loredana.--E tu pensi che Flopi si curi di queste
+sciocchezze? Tu pensi che Flopi sia come la signora Serrantoni?
+
+--Non sono sciocchezze, Lori,--sentenziò Emma gravemente.--Alla fin
+fine, tutto dipende dalla volontà del conte.
+
+Loredana scoppiò in una lunga risata.
+
+Le preoccupazioni di sua madre e delle sue amiche risvegliavano in lei
+un allegro stupore. Ebbe la tentazione di parlarne all'amante, poi con
+lo spirito d'intuizione che spesso la guidava, sentendo nella curiosità
+delle donne qualche ombra di mistero, si trattenne; ma istintivamente
+scaltra, riuscì per una via indiretta a sapere che cosa Filippo pensava
+dei bambini.
+
+Quando egli usciva solo a passeggio, le chiedeva che dovesse portarle a
+casa.
+
+--Vuoi i dolci, Lori? Vuoi un palco per questa sera? Devo mandarti i
+fiori per la tavola?
+
+Loredana sceglieva; il più delle volte non sceglieva nulla.
+
+--Voglio che tu ritorni presto,--rispondeva.
+
+Ma pressata dalla inquisizione delle pettegole, un giorno si arrischiò:
+
+--Voglio che tu mi porti a casa un bel bambino....
+
+--Di cioccolata?--domandò Filippo ridendo.
+
+--No, un bel bambino vivo,--disse Loredana.
+
+Filippo, che già stava per uscire, tornò indietro e le si avvicinò:
+
+--Veramente?--chiese.--Veramente, tu desideri un bambino?
+
+A guardarla, non si sarebbe detto; ella sorrideva, osservando la
+maraviglia dell'uomo, una maraviglia commossa e dolorosa.
+
+--Hai ragione,--egli continuò, accarezzandole i capelli.--Tutte le donne
+vogliono il loro bambino.... Ma un bambino, per noi, in questo
+momento....
+
+Sembrava molto intrigato, e la cosa divertiva immensamente Loredana, che
+non l'aveva mai visto così.
+
+--Certo,--riprese Filippo,--un bambino ti terrebbe compagnia e tu gli
+vorresti bene.... Ecco: l'anno venturo avrai il bambino. Te lo prometto.
+Sei contenta? L'anno venturo....
+
+Ma s'interruppe. Loredana rideva, fino ad averne umidi gli occhi; poi
+con uno scatto gli balzò al collo, e sempre ridendo gli disse:
+
+--Tu hai creduto davvero che io voglia un bambino? Ma no; ma non vi ho
+mai pensato, mai, mai, mai! È la signora Serrantoni che mi annoia coi
+suoi discorsi e vuole sapere perchè io non ho bambini! A me non importa
+nulla! La Serrantoni dice che è colpa tua se non abbiamo bambini, e poi
+dice che è colpa mia, e non sa nemmeno lei.... Ma io voglio ciò che tu
+vuoi, e non ho mai pensato a queste sciocchezze. Non è vero che sono
+sciocchezze?
+
+--E la Serrantoni,--disse Filippo racconsolato,--non ti ha spiegato
+perchè è colpa mia se non abbiamo bambini?
+
+--Ah no!--esclamò la giovane, ridendo ancora.--Non mi ha spiegato
+niente. Mi ha fatto dei discorsi stranissimi, e in ultimo ha deciso che
+io sono una grande oca, perchè non ho capito una parola. Io, però, le ho
+dichiarato che se mi secca ancora, non le porterò più i dolci.
+
+--Hai fatto benissimo,--approvò Filippo, baciandola sulla bocca.--E le
+dirai che della nostra vita e del nostro amore siamo padroni noi.
+
+Le parole di Filippo diedero un grande coraggio a Loredana, e mentre le
+pettegole evitavano quel solito argomento per non addolorarla, ella lo
+provocò a bella posta qualche giorno dopo.
+
+--Ho parlato con Flopi del bambino,--disse.
+
+La madre e le amiche, le quali stavano intorno, mandarono una
+esclamazione di stupore.
+
+--E che cosa ha detto il conte?--domandò la Serrantoni, trepidando.
+
+--Ha detto che il bambino lo avrò l'anno venturo,--rispose la giovane
+categoricamente.--Ma un bambino, per noi, in questo momento....
+
+Ella tacque; le altre tacquero, guardandosi. Loredana era stupefatta per
+il successo impreveduto delle sue parole. Finalmente la signora Emma si
+passò una mano sulla faccia, e disse sottovoce alla Serrantoni:
+
+--Avevo indovinato. È lui che non lo vuole!...
+
+
+
+
+X.
+
+
+La serata al teatro Goldoni era stata fatale per Berto Candriani.
+
+Innanzi tutto egli aveva visto Loredana sotto un aspetto nuovo; fino a
+quel giorno aveva considerata la giovane come una piccola borghese presa
+nella luce della vita mondana per un capriccio di Filippo e destinata a
+scomparir presto con quel capriccio; ma standole a fianco, ammirandone
+l'eleganza e la freschezza, vivendone alcune ore la vita, notandone
+l'ingenuità non priva d'orgoglio, s'era dovuto ricredere. Loredana era
+destinata a non scomparire presto: aveva tutte le qualità per essere
+un'amante di primo ordine, o una mantenuta lussuosa, o un'amica
+affezionata e fedele, a seconda dell'uomo che l'avesse guidata nel suo
+cammino.
+
+Da quella sera in poi, Berto aveva notato che se ne parlava molto tra le
+dame; dal canto suo, tartassato di domande, aveva dovuto raccontare una
+quantità di cose vere e una quantità di cose false, per rispondere alla
+curiosità acuta delle amiche. Forte della sua fantasia, aveva prodigato
+particolari bizzarri, che raccontava dapprima ridendo; ma perchè le dame
+parevano credere, a poco a poco aveva ripetuto quei particolari ed altri
+ne aveva aggiunti con gravità; in modo che intorno alla ragazza s'era
+formata una leggenda.
+
+Fausta di Montegalda, la quale ancora non poteva persuadersi che «quella
+stracciona» fosse una rivale, s'era involontariamente prestata a
+diffondere la leggenda. La ragazza si faceva chiamare Loredana e
+prendeva un bagno nel latte ogni mattina; mangiava fragole tutto l'anno,
+e il povero Flopi spendeva un patrimonio per procurargliele durante la
+stagione invernale. La camera dove riposava, con le pareti ricoperte di
+specchi, aveva un enorme specchio in luogo del soffitto, cosicchè la
+ragazza si vedeva riflessa, in tutte le pose e per ogni lato; la
+vecchiaccia che l'accompagnava era vedova, ma si diceva avesse
+avvelenato il marito.... Povero Flopi! Tra l'amante e la dama di
+compagnia s'era proprio _encanaillé_ fino al collo.
+
+Se qualcuno, in nome della verosimiglianza e della logica, osava qualche
+obiezione, Fausta rispondeva:
+
+--Ma è così, ve lo assicuro. Domandatene al Candriani. Egli la conosce
+per benino, la ragazza....
+
+E Berto era interrogato e doveva confermare o mitigare i racconti
+fantastici, i quali, passando di bocca in bocca, avevano ormai rivestito
+incredibili forme.
+
+La celebrità di Loredana era fatta. Nessuno pensava più a negare che la
+ragazza prendesse un bagno di latte ogni mattina e vivesse di fragole;
+la signora Teobaldi, poi, aveva decisamente avvelenato il marito.
+
+Berto non sapeva se riderne o temerne, perchè capiva che se Filippo
+avesse conosciuto quel romanzo e il suo autore, le cose si sarebbero
+fatte molto serie.
+
+E mentre l'immane pettegolezzo sobbolliva, la vita di Loredana aveva
+avuto una buona ripresa. In quell'inverno la giovane era andata più
+volte a teatro, ora con la Teobaldi, ora con Filippo, scatenando una
+bufera di commenti e di discussioni, che non giungevano fino al suo
+orecchio. L'appartamento sulle Zattere, tutto raccolto e ben riscaldato
+pareva più intimo e voluttuoso.
+
+Loredana aveva dimenticato Giselda Fioresi e i due milioni e la taccia
+di mantenuta; viveva spensieratamente con la cieca sicurezza di poter
+vivere sempre così felice.
+
+Ella fu un po' sorpresa di vedersi un giorno comparire in casa Berto
+Candriani, il quale non le faceva mai visita nelle ore in cui Filippo
+era assente.
+
+Berto indossava la redingote, aveva un garofano bianco all'occhiello, e
+in una mano i guanti paglierini; era addobbato per una visita di
+società, e anche questo maravigliava Loredana, che lo riceveva sempre
+come un vecchio amico, senza cerimonie.
+
+Pareva lievemente impacciato.
+
+--Credevo ci fosse Filippo,--disse,--ed ero passato a prenderlo.
+
+--No,--rispose Loredana.--Flopi è andato al tè in casa Lombardi....
+
+--Ah, sicuro!--mormorò Berto.--Sono le cinque, infatti; le cinque e un
+quarto, anzi.
+
+--Se lei non ha niente di meglio a fare,--seguitò cortesemente la
+giovane,--può trattenersi un istante, e il tè gliel'offrirò io.
+
+Berto battè le mani.
+
+--Anzi, anzi, non domando che questo!
+
+La conversazione languì un attimo. Loredana si chiedeva mentalmente:
+«Che cosa vuole?». Berto si distraeva a guardar la fanciulla, la quale
+indossava una semplice vestaglia tutta liscia colore scarlatto, serrata
+ai fianchi da una fascia alta di seta nera. Egli si diceva che era
+straordinariamente desiderabile.
+
+--Flopi è sempre di buon umore?--domandò.
+
+--Certo,--rispose Loredana.--È sempre di buon umore con me.
+
+--Non ha più parlato di quegli incidenti al teatro?
+
+--Di quali incidenti?
+
+--Di quella sera, ricorda? quando io ebbi l'onore di riaccompagnarla, e
+si fece anche un brindisi....
+
+La giovane sorrise.
+
+--Ah mio Dio!--esclamò.--Di noi tre, se ne ricorda lei, soltanto!...
+Sarebbe curiosa che io e Flopi ne parlassimo ancora!...
+
+Berto si morse le labbra.
+
+--È vero; lei e Flopi han da dirsi qualche cosa di meglio,--mormorò.
+
+--Caro conte,--osservò Loredana, corrugando le sopracciglia,--sa che io
+detesto i sottintesi.
+
+--Non ci sono sottintesi; dicevo una verità. Due persone che si amano,
+non han tempo di badare ai pettegolezzi.
+
+Loredana si alzò per accendere la luce elettrica; la conversazione
+ricadde.
+
+--Flopi le ha narrato la storia dei due milioni?--chiese Berto a un
+tratto.
+
+--Mi ha narrato ogni cosa.
+
+--Egli non li rimpiange di sicuro?
+
+--Pare di no,--rispose Loredana sorridendo.
+
+Entrò Piero, recando il servizio per il tè, che dispose sul tavolino. Vi
+fu una pausa lunga, durante la quale Loredana versò l'acqua bollente
+nella teiera, spense il fornelletto a spirito, avanzò il cestello dei
+biscotti verso il suo ospite.
+
+--È un bel patrimonio,--riprese questi.
+
+--Che cosa?--domandò Loredana.
+
+Non s'era mai trovata sola col giovane, al quale sapeva di piacere, e se
+ne sentiva intimorita, perchè gli occhi di lui non l'abbandonavano mai.
+
+--Dico che due milioni formino un bel patrimonio,--egli spiegò,
+prendendo una tazza dalle mani della fanciulla.--Un magnifico
+patrimonio, al quale pochi uomini rinunzierebbero per l'amore.
+
+Loredana guardò Berto inquieta.
+
+--Che cosa significa?--domandò.
+
+--Non ci sono sottintesi,--dichiarò Berto sorridendo.--Volevo dire
+quello che ho detto; pochi uomini rinunzierebbero a due milioni per
+l'amore di una donna. Flopi è di questi uomini, e ciò mi fa piacere....
+
+--No, conte,--interruppe Loredana, bruscamente.--Non è il caso di
+scherzare; lei sa qualche cosa?
+
+--Non so nulla!
+
+--Forse Filippo le ha confidato che è malcontento?
+
+--Le do la mia parola, d'onore che Filippo non ha mai aperto bocca con
+me....
+
+--E allora?--chiese la giovane freddamente.--Perchè trova strano che
+Filippo mi ami?
+
+--Non trovo strano; dico che tra una donna, chiunque ella sia, e due
+milioni, quasi tutti gli uomini sceglierebbero questi e lascerebbero
+quella.
+
+Loredana non rispose; la bella faccia ridente aveva preso un'espressione
+dura, che gli angoli rialzati della bocca facevan più recisa; e gli
+occhi fissavan dritti in volto il Candriani, cercando di scrutarne il
+pensiero riposto.
+
+--È quello che io ho osservato a Flopi,--ella, disse.--Ma egli mi ha
+risposto che io lo scambiava per un mercante.
+
+--Doveva rispondere così,--osservò Berto.
+
+--Doveva essere sincero, perchè io con lui sono stata sempre sincera.
+
+--Lei non aveva nulla da nascondere; ma la sincerità qualche volta è
+incomoda,--ribattè il Candriani.--Non si può dire a una donna: «Io
+preferisco due milioni al tuo amore»....
+
+Loredana balzò in piedi.
+
+--Perchè mi parla a questo modo?--esclamò.--Filippo le ha dato
+l'incarico di esprimere le sue idee?
+
+--No,--rispose Berto, stendendo una mano verso la giovane come a
+tranquillarla.--Filippo non mi ha dato alcun incarico, glielo posso
+giurare! Sono pensieri miei, quelli che esprimo.
+
+Fece una pausa, si alzò egli pure lentamente in piedi, e movendo un
+passo verso la ragazza dritta nella veste flammea, aggiunse:
+
+--Non si spaventi, non si turbi, Loredana. È un amico che le parla. Io
+voleva dirle questo fin dalla sera in cui ci siam trovati a teatro.
+Volevo dirle che, qualunque cosa avvenga, in qualunque momento, io sarò
+lieto di accorrere a una sua parola e di poter esserle utile....
+
+--Come?--domandò Loredana smarrita.--Lei non crede sincero Filippo?
+
+--Non so. È sincero oggi, forse. Domani potrebbe pentirsi, non tanto per
+il patrimonio al quale deve rinunziare, quanto per la guerra che gli va
+movendo la famiglia. E se quel giorno venisse, le ripeto, ella deve
+ricordarsi che ha un amico devoto e pronto a tutto per lei....
+
+La giovane squadrò da capo a piedi il suo ospite; non era più
+intimorita; un sorriso ironico le increspava le labbra e una luce vivida
+le sfolgorava dagli occhi.
+
+--Io la disprezzo!--ella rispose pacatamente.
+
+--Loredana!--esclamò Berto.
+
+--Sì, sì, la disprezzo!--ripetè la giovane con calma.--Lei ripaga a
+questo modo l'amicizia di Flopi? Lei viene a mettermi il sospetto nel
+cuore, mentre io era felice! Lei viene ad accusare Filippo, mentre egli
+è così buono con me, così fiducioso con lei! E tutto questo senza una
+ragione al mondo, solo per dirmi.... Per dirmi che cosa? Che lei
+vorrebbe succedere a Filippo, non è vero? Perchè lei crede che se domani
+Filippo mi abbandonasse, io prenderei un altro amante, forse il primo
+che mi capitasse, con la indifferenza con cui si muta d'abito? Questa è
+la stima che lei ha di me?...
+
+S'interruppe, dando in una risata sardonica; e proseguì:
+
+--Caro conte, ha commesso un'azione cattiva, e io dovrò avvertirne
+Filippo, perchè si guardi da lei, che è un falso amico! Lei è stato il
+solo ammesso in questa casa, e ne ha compensato Flopi tentando di farmi
+credere che rimpiange il denaro perduto, e cercando di portar via a
+Flopi una donna che egli ama. Mi ha messo l'inferno nell'anima, mi ha
+fatto dubitare, mi ha torturata....
+
+--Loredana, non esageri, per carità,--interruppe Berto
+avvicinandosi.--Lei non mi ha compreso.
+
+--L'ho compreso, l'ho compreso!--esclamò Loredana, mentre le lagrime
+cominciavano a scorrerle per le guance.--Ho compreso il suo scopo! Se
+avesse detto quelle malignità senza uno scopo, sarebbe pazzo! Ah, che
+dolore mi ha dato! Ora questo pensiero non mi si leverà più dal
+cervello; ora io continuamente mi domanderò se Flopi è contento, se non
+rimpianga il denaro perduto, se mi ama davvero! Ed ero così felice, così
+stupidamente felice!...
+
+Si lasciò cadere in una poltrona, e nascondendo il volto tra le mani,
+scoppiò in singhiozzi che le fecero sobbalzare violentemente il seno. A
+piccoli passi, piano, adagio, Berto si avvicinò, si curvò sulla
+spalliera, osò stendere una mano quasi per carezzare la testolina
+dolorosa:
+
+--Loredana,--susurrò,--io le domando perdono; io non credeva di....
+
+Ma dovette troncare. Loredana era scattata in piedi nuovamente; pareva
+davvero una viperetta, con la testa dritta e gli occhi sfavillanti:
+
+--Vada via!--gridò.--Vada via; non mi tocchi! La disprezzo, gliel'ho
+detto. Vada via, vada via subito!...
+
+Berto si ritrasse.
+
+--Vada via subito!--incalzò Loredana.--Non voglio più vederla! Vada via
+subito, o chiamo!
+
+Il tono perentorio, la voce squillante, il fremito visibile che agitava
+la fanciulla, fecero comprendere a Candriani ch'era impossibile
+resistere; se avesse osato una parola o un gesto, Loredana avrebbe
+chiamato il servo o Clarice, facendo uno scandalo. Berto camminò a
+ritroso fin sul limitare, s'inchinò, uscì.
+
+La giovane stette in ascolto qualche poco, indi si abbandonò sul divano,
+tuffando il volto tra i cuscini. Ella rimase in tal positura, immobile e
+con gli occhi asciutti, sforzandosi a pensare, fin che non udì
+nell'anticamera i passi di Filippo che rientrava. Allora balzò in piedi,
+si diede una occhiata nello specchio, afferrò un libro che giaceva sulla
+tavola e finse di leggere.
+
+Filippo entrò:
+
+--Buona sera, piccola,--disse.
+
+--Buona sera, Flopi. Ti sei divertito?
+
+--No, per niente. E tu, che cosa hai fatto?
+
+Un brivido passò nell'anima di Loredana; chinato il capo di nuovo sul
+libro, mormorò con indifferenza studiata:
+
+--Nulla. È venuto il Candriani a trovarmi....
+
+--Berto?--esclamò Filippo stupito.--A che ora?
+
+--Alle cinque e un quarto, o alle cinque e mezza, non ricordo.
+
+--E che cosa voleva?
+
+--Era passato a prenderti per andare dalla contessa Lombardi.
+
+--Ma è impossibile, Lori; pensa bene a ciò che dici!--esclamò Filippo.
+
+Loredana s'impaurì; impossibile? perchè era impossibile?
+
+--Ha detto così,--ella insistette.
+
+--Ma dalla contessa Lombardi dovevamo trovarci più tardi,--osservò
+Filippo.--E infatti è venuto, mi ha visto, e non mi ha detto ch'era
+stato qui. Tutto questo è stranissimo....
+
+Tacque; s'avvicinò all'amante, ancora seduta sul divano, e la scrutò
+attentamente.
+
+--Tu sei molto agitata,--soggiunse.--Mi nascondi qualche cosa....
+
+Loredana si sentì morire. Che cosa poteva credere Filippo? Bisognava
+raccontar tutto?... Alzò il capo, e disse, disperatamente:
+
+--Io, il Candriani, non voglio più vederlo!
+
+Filippo sussultò, l'attirò al petto, e baciandola rispose con calma:
+
+--Ho capito. Non lo vedrai più!
+
+
+
+
+XI.
+
+
+Il conte Filippo Vagli e il conte Berto Candriani, col pretesto d'un
+diverbio politico, si batterono alla sciabola tre giorni dopo la visita
+di Berto a Loredana. Al Candriani toccò un colpo di figura interna, che
+partendo dall'orecchia destra, gli tagliava il naso, le labbra, il
+mento; Filippo, a causa dell'incontro avvenuto in quell'attimo, ebbe una
+sciabolata all'avambraccio destro, lunga ma non profonda.
+
+Loredana quando vide in quel pomeriggio freddo e nebbioso tornar Filippo
+col braccio al collo, diventò come pazza; correva da una camera
+all'altra, gridando e piangendo; era stata lei la causa del duello;
+Flopi s'era dovuto battere per lei; ella era la sua maledizione; già
+tanti danni aveva avuto dal suo amore, già tanti dispiaceri, e oggi
+anche un duello, una ferita, oggi anche il sangue aveva dovuto dare!
+
+Il chirurgo che accompagnava Filippo le assicurò che la ferita del conte
+non era grave; Filippo e Clarice furono attorno alla giovane per
+confortarla; ma essa era così sbigottita, coi capelli sciolti e gli
+occhi dilatati dallo spavento, che il medico dovette occuparsi prima di
+lei che del suo ferito.
+
+A poco a poco, quasi svegliandosi da un terribile sogno, Loredana si
+rimise e cominciò a credere che Filippo non fosse minacciato da morte
+imminente. Ma non appena il chirurgo si congedò, essa volle udire il
+racconto della scena, e Filippo dovette raccontare, mentre Clarice
+Teobaldi pensava alle più belle pagine del teatro melodrammatico.
+
+--La conclusione si è,--terminò Filippo,--che io intendo partire non
+appena mi sarà possibile. Questo duello farà troppo chiasso. Andremo a
+Roma a passar l'inverno: lasceremo qui Clarice a vigilare la casa, e
+torneremo a primavera....
+
+La signora Teobaldi sentì il dispiacere del futuro distacco, temperato
+dalla soddisfazione di quell'incarico di fiducia, e pensò che Filippo
+era veramente un eroe.
+
+--Mi dispiace per Berto,--soggiunse il conte.--Gli è toccato un colpo
+crudele, ma non potevo misurarlo. Del resto, la lezione gli insegnerà a
+tener la lingua tra i denti.... e a rispettar l'amicizia.
+
+Filippo non s'era ingannato, prevedendo che il duello avrebbe fatto
+chiasso. Per tutto il giorno dovette ricevere amici nel suo studio, i
+quali venivano ad assicurarsi che non era gravemente ferito. In città il
+fracasso era enorme, e quelli che ne sapevano meno erano i più esatti e
+più sicuri nel raccontar particolari.
+
+Non si trattava del solito pettegolezzo, qualche volta campato
+interamente in aria, sempre mormorato con grazia; era un'onda di ciarle
+e di commenti fragorosi che dilagava per tutto, nei caffè, nei teatri,
+nei salotti.
+
+L'aristocrazia veneziana, la quale conta forse i nomi più classici del
+mondo, s'angustiò per quell'incidente di cui si sapevano anche le cause,
+perchè il pretesto del diverbio non aveva ingannato nessuno. Da anni a
+Venezia non avvenivano duelli se non tra giornalisti; una cordialità
+simpatica legava i signori l'uno all'altro, e la più squisita cortesia
+presiedeva ai loro convegni, tanto che al momento di trovare i padrini,
+Filippo e Berto avevano incontrato non poche difficoltà, perchè gli
+amici di quello erano amici di questo; Filippo aveva scelto due
+ufficiali di marina giunti da poco a Venezia, e Berto due ufficiali di
+cavalleria che stavano a Padova.
+
+Il conte Roberto e la contessa Bianca furono costernati all'annunzio; nè
+l'uno nè l'altra avrebbero imaginato che Filippo giungesse a tanto per
+la «monella»; e l'uno e l'altra, d'intesa, fecero comprendere la loro
+riprovazione ostentando di non voler parlare dell'accaduto e trascurando
+di chiedere notizie del nipote e del figlio.
+
+Era lo scandalo; lo scandalo aperto, irrimediabile, gigantesco; perchè
+sapendo che Filippo si era battuto per una donna, e non già per la
+politica come voleva dare a intendere, nessuno pensava che questa donna
+non l'avesse tradito, ch'egli non l'avesse sorpresa fra le braccia del
+Candriani, ch'egli insomma non avesse fatto una brutta figura. Il nome
+di Loredana correva per le strade, e la curiosità interribiliva.
+
+Loredana! Chi era? Dove l'aveva trovata? Che cosa faceva prima di darsi
+al conte? Era quella del bagno di latte e delle fragole? Ah era quella!
+Allora la medesima che una sera al teatro Goldoni civettava col
+Candriani; che sfrontata! Mantenuta dell'uno, andava a teatro con
+l'altro! Filippo spendeva un patrimonio per coprirla di seta e di
+gioielli ed essa lo ricompensava a questa maniera; la colpa era di
+Filippo, che doveva aver perduto la testa. Chi l'avrebbe detto, lui così
+pronto una volta a cambiar d'amanti, così garbato e accorto, così
+scettico ed egoista! È proprio vero che il gatto, all'ultimo, vi lascia
+lo zampino; Filippo doveva essere invecchiato; questo amore aveva tutta
+la goffaggine d'una passione senile.
+
+Non parliamo del Candriani, tanto ben ricompensato della sua amicizia;
+per poco Filippo non gli aveva portato via naso, orecchia e labbra in un
+colpo solo; ad ogni modo il povero Berto rimaneva sfigurato per sempre;
+la cicatrice era spaventosa; venti punti di sutura; ma che venti?
+trenta, o quaranta; un macello.... E intanto Filippo s'era giuocato per
+quella donna l'eredità dello zio, una diecina di milioni; lo zio l'aveva
+avvertito più volte, l'aveva pregato e scongiurato, e finalmente aveva
+perduto la pazienza. Chi poteva dargli torto? Era un vecchio onesto e
+semplice, che non voleva pasticci in famiglia.... E quell'altra, la
+madre, la contessa Bianca, quale conforto aveva dal figliuolo, ch'ella
+voleva accasare! S'era trattato di matrimonio con la contessina Cafiero;
+no, con la Fioresi, una ragazza che gli avrebbe portato, anche lei, una
+diecina di milioni; ma Filippo aveva mandato all'aria ogni cosa; e in
+tal modo, dieci della fidanzata e dieci dello zio, erano ormai venti
+milioni sfumati.
+
+Qualcuno osava una parola in difesa di Filippo, ma era peggio.... Come
+difenderlo? Figurarsi: permetteva che la sua mantenuta si facesse
+chiamare contessa Vagli; in tutti i negozii di Venezia, per contessa
+Vagli s'intendeva non già la veneranda contessa Bianca, ma quella
+ragazza; e una volta la contessa Bianca s'era vista portare a palazzo
+una scatola di trine e piume, ch'eran destinate all'altra; anzi più
+volte i fornitori sbagliavano, e mandavano da pagare alla contessa
+Bianca le note della ragazza. Una commedia, una farsaccia, permessa,
+voluta da Filippo, che neanche rispettava più il nome della famiglia....
+Come si poteva difenderlo?... Tutti a questo mondo han fatto le loro; a
+tutti piacciono le donne; ma c'è maniera e maniera. Un avvocato diceva:
+«Nisi caste saltem caute»; il buon gusto, la decenza, non si devono mai
+offendere; e da gente, poi, che ha obblighi sociali e dovrebbe dar
+l'esempio.... Se così faceva un patrizio veneto, si poteva imaginare che
+cosa avrebbe fatto qualche povero diavolo, un facchino della Marittima,
+un plebeo....
+
+E a proposito di plebei, che cosa era quella sua amante? La chiamava
+Loredana, lui, per rialzarla; ma veniva dal basso, era uno _scialletto_,
+nè più nè meno che un'infilatrice di perle a Castello; pensate che
+educazione poteva avere e che linguaggio; ma faceva ogni giorno un bagno
+nel latte. È per questo che la dicevano tanto caritatevole; distribuiva
+ai poveri il latte che le era servito pel bagno. Quanto alla bellezza,
+poi, a Venezia se ne potevan trovare mille, diecimila più belle; bastava
+guardarsi intorno, e giusto a Castello e a Cannaregio v'eran certi
+musetti, si vedevan certi occhi e certe capigliature; la Resi, per
+esempio, e la Nana, e quell'altra, quella bionda, la Màlgari; e nessuno
+si pensava di portarsele a casa, di rinunziare a venti milioni, di
+chiamarle contesse, e di metterle in conserva nel latte. Ci voleva
+proprio un patrizio, e un patrizio come Filippo, per queste
+minchionerie!
+
+Filippo rimase schiacciato sotto quella valanga. Caldo per ira e per
+gelosia, aveva provocato Berto, senza prevedere che la responsabilità
+dell'avvenimento sarebbe andata a battere contro Loredana, la quale ne
+usciva compromessa irrimediabilmente; e compromettere una donna era per
+Filippo azione così vigliacca e stupida, ch'egli spasimava d'esserci
+involontariamente incappato. Tutto il fango della strada, l'ira degli
+uomini, l'invidia delle femmine, si sollevava e ricadeva sull'amante
+sua.
+
+Era una cosa spaurevole. Fra gli amici venuti in quei giorni a trovar
+Filippo fu il conte Alvise Priùli, un vecchio d'oltre sessant'anni,
+dalla vita cristallina, maestro di cortesie, oracolo in materie
+cavalleresche, franco nel parlare.
+
+--Ti sei cacciato in un ginepraio,--egli disse a Filippo.--Perchè non
+consigliarti con qualcuno, prima di agire?... A provocare e a battersi
+v'è sempre tempo. E tu sai che quando c'è di mezzo una donna, chiunque
+ella sia, un gentiluomo deve evitare duelli e scenate fin che gli è
+possibile....
+
+Filippo, col braccio al collo, passeggiava nervosamente per lo studio,
+angusto alla sua furia. Si arrestò innanzi al vecchio che aveva candidi
+capelli e faccia rosea:
+
+--Che cosa dicono?--chiese avidamente.
+
+Il conte Alvise fece un gesto desolato.
+
+--Un disastro,--rispose.--Tutto quello che puoi imaginare di più
+antipatico, di più losco, di più sciocco; è una vera orgia di
+contumelie....
+
+--Contro di me?
+
+--Contro di te, e contro la signora, voglio dire la signorina, insomma
+la tua amica.
+
+--Per esempio?--incalzò Filippo.
+
+--Che esempio!--esclamò Alvise sorridendo.--Non è il caso di darti
+esempii; anche tu sai che cosa è la folla quando si sbizzarrisce a
+inventare e a deridere.
+
+Filippo battè i piedi a terra, riprese a camminare, e camminando disse:
+
+--Che cosa mi consigli? Che cosa devo fare, Alvise? Bisogna ch'io ne
+esca....
+
+--Io ti consiglio di cambiar aria,--disse Alvise.--Fa un viaggio, un bel
+viaggio lungo. Se tu rimani, finisci per batterti altre venti volte, e
+lo scandalo cresce. Del resto, come puoi pigliartela con gli anonimi?
+Tutti parlano ora che ti sanno chiuso in casa; pròvati ad uscire e non
+avrai che strette di mano e sorrisi....
+
+--Ipocriti! Vigliacchi!--esclamò Filippo.
+
+--Ma no, caro, hai torto,--osservò prontamente Alvise.--Il mondo è
+fatto così; non intende aggredirti di fronte, perchè gliela faresti
+pagare; aspetta che tu volti le spalle. E in questo, Venezia, Parigi,
+Londra, Pechino, sono una città sola....
+
+--Dunque un viaggio, tu dici?--riprese Filippo, fermandosi un'altra
+volta davanti al vecchio amico.--Io aveva pensato di passar l'inverno a
+Roma....
+
+--No, no, un viaggio. A Roma si sa tutto, come a Venezia; figùrati se la
+Montegalda, la Fioresi, e venti altre, se di Spinea e lo stesso
+Candriani non hanno scritto agli amici di laggiù! E ciascuno a modo suo.
+
+--Come sta Berto?--domando Filippo.
+
+--Bene, puoi imaginare. Gli hai cambiato faccia, ma non sono avvenute
+complicazioni, e se la caverà in un mese o poco più....
+
+Filippo tacque, guardando a terra.
+
+--Me l'aveva fatta grossa,--mormorò poi.
+
+--Sai che è un caposcarico; potevi parlargli e persuaderlo a non
+molestare la tua amica. E anche la tua amica, via, confessiamolo, doveva
+essere più prudente, metterlo alla porta alla chetichella e non dirtene
+nulla.
+
+Filippo scosse la testa.
+
+--Loredana non ha alcuna colpa,--ribattè.--È abituata a dirmi tutto; e
+se l'avesse messo alla porta, io non me ne sarei avveduto e non avrei
+chiesto spiegazioni? Era il solo che veniva a trovarci, e ci voleva poco
+ad accorgermi che non c'era più!... E la mamma e lo zio, che cosa
+dicono?
+
+Il conte Alvise fece un altro gesto in aria, più desolato del primo.
+
+--Non ne parliamo, caro Flopi!... Credo che Roberto pensi a fondar col
+suo denaro un istituto di beneficenza....
+
+Filippo sorrise.
+
+--Gliel'ho consigliato io!--disse.
+
+--Bravo!--esclamò Alvise.--Non ti conoscevo come benefattore
+dell'umanità. Quanto a tua madre, povera donna, questo è un colpo, è un
+colpo grosso.... Sai le sue idee, anche in materia di duello; e qui poi
+si tratta d'un duello inutile, d'uno scandalo gigantesco.
+
+--Povera mamma!--disse Filippo, meditabondo.
+
+--Dovresti scriverle chiedendole perdono,--suggerì Alvise.--Non ti
+risponderà, ma la lettera la calmerà un poco, e servirà a prepararti un
+colloquio.
+
+--Le scriverò; è una buona idea,--dichiarò Filippo.--Quanto a colloquii,
+non ne avremo: essa mi chiede ciò che io non voglio concederle,
+l'allontanamento di Loredana. Non voglio e non posso: tu capisci che se
+oggi, quando è aggredita da tutta una folla, da tutta una città,
+mettessi Loredana sul lastrico, sarei un farabutto....
+
+--È giusto,--convenne Alvise.
+
+Altri amici sopravvennero, e Filippo li interrogò, e da ciascuno ebbe la
+conferma che lo scandalo dilagava, che in alto e in basso, nel salotto e
+nell'osteria, ancora non si parlava se non del duello; qualche amico più
+addentro nella confidenza di Filippo ripetè, attenuando, i discorsi che
+correvano, e anche attenuati, specialmente per Loredana, erano
+oltraggiosi e provocanti....
+
+Le visite si susseguirono fin quasi all'ora del pranzo; e Filippo ne
+uscì in uno stato di fredda disperazione. Piegò il capo sul braccio
+sinistro appoggiato alla tavola, e restò immoto a pensare.
+
+
+
+
+XII.
+
+
+A pensare; ma non seppe mai quanto rimanesse in quella positura.
+
+Lievemente, con un passo che il tappeto smorzava del tutto, Loredana
+entrò nello studio verso le otto, per chiamar Filippo a pranzo. Ella
+sorrideva, perchè da qualche giorno era certa della guarigione
+dell'amante, e quel viaggio a Roma, di cui s'era parlato, le piaceva
+molto. Intorno a Roma avevan ricamato mille fantasie l'estate innanzi, a
+Sirmione, poi non se n'era fatto più nulla per le vicende susseguite.
+
+Loredana si fermò di botto sul limitare, e fu per mandare un grido.
+
+Filippo era seduto, con la testa reclinata sul braccio, immobile.
+
+La giovane accorse, gli toccò una spalla, ed egli alzò il capo
+sussultando.
+
+--Che c'è?--disse.
+
+Loredana vide ch'egli aveva gli occhi lucidi di lagrime, e ne rimase
+sbigottita.
+
+--Hai pianto?--chiese.--Flopi, hai pianto? Che cosa è avvenuto?
+
+L'amante scosse la testa, infastidito e confuso.
+
+--No, no,--disse,--non ho pianto....
+
+--Sì, hai gli occhi rossi e umidi.... Che cosa è avvenuto, in nome di
+Dio?
+
+Filippo si alzò, fece un giro per la camera, silenzioso, mentre Loredana
+lo guardava attonita, quasi non lo riconoscesse; ella avrebbe potuto
+imaginare nei suoi sogni qualunque cosa strana, ma non avrebbe imaginato
+mai di dover vedere un giorno il viso di Filippo bagnato dalle lagrime;
+questo spettacolo superava tutto che di più orribile e di più
+straordinario ella poteva sognare....
+
+--Dimmi che cosa hai!--insistette.--Per carità, Flopi, non farmi morire
+di spavento; rassicurami, dimmi una parola, non esser crudele a questa
+maniera....
+
+Filippo s'arrestò nel bel mezzo della camera.
+
+--Che cosa ho?--disse.--Non ne posso più, ecco! Ho tutta la città contro
+di me, tutti i parenti, tutti gli amici, tutti gli sconosciuti, tutti
+gli sfaccendati, tutti, i ricchi e i poveri, i buoni e i cattivi, tutti
+sono contro di me. Questo duello ha sollevato uno scandalo senza
+esempio, e ha coperto di fango me e te. Io sono un vanesio che
+compromette le donne, un «trombone» come dicono a Venezia, e tu una
+sgualdrinella, e i nostri nomi sono popolari.... Ah sì, popolari
+ormai!... Nelle taverne ci conoscono come nei palazzi, e non abbiamo
+uno, un solo che ci difenda! Hai capito, Lori, che cosa ho? Un uomo non
+può combattere contro la folla; sono stritolato da una tempesta che ho
+sollevato io; non mi posso muovere, perchè la folla son tutti e non è
+nessuno.... Chi prendere? A chi chiedere ragione? Che cosa devo fare? Io
+non lo so; Priùli mi ha detto di fare un lungo viaggio, e sta bene, ma
+poi? Dovremo tornare, non potremo viaggiar tutta la vita, e rimettendo
+il piede a Venezia, io sarò il «trombone» e tu la sgualdrina.... È
+odioso, Lori! Non mi sono mai perduto d'animo, non ho mai piegato, fin
+che si trattava di discutere coi parenti; ma oggi non so dove dar la
+testa, perchè ho di fronte una città, l'intera città, ti dico, nella
+quale il pettegolezzo è un'arte, la sola rimasta a questi cialtroni.
+Capisci, Lori, che cosa ho? Non ne posso più, non ne posso più, non ne
+posso più!...
+
+Loredana aveva capito; aveva chiaramente e interamente capito.
+
+Dopo il primo senso di terrore e di smarrimento, la giovane stava come
+agghiacciata, rigida e muta. Aveva compreso; Filippo era vinto; non si
+poteva chiedergli di più; perduta la famiglia, aveva resistito; perduta
+una fortuna, aveva resistito. Ora, davanti al ridicolo, davanti ai
+ghigni della moltitudine, davanti alla gazzarra, allo scandalo osceno,
+davanti al disonore--non lo accusavano di compromettere le
+donne?--Filippo era vinto, e piangeva. Lei, con la sua leggerezza
+incredibile, lo aveva lei con le sue mani spinto in quell'abisso.
+
+Ella rimaneva a testa china, le braccia pendenti lungo il corpo.
+
+Filippo la vide e le si avvicinò.
+
+--Scusami,--disse.--Scusami, Lori. È stata una debolezza imperdonabile,
+la mia; non dovevo affliggere anche te. Ora è passata.... Faremo un
+lungo viaggio, ti piace? Prima a Costantinopoli, e là poi decideremo
+dove andare: io posso rimanere assente anche due, tre anni. Odio
+Venezia, ormai, non mi ci posso più vedere! Non mi rispondi, Lori?
+
+Ella non rispondeva: aveva capito e stava pensando che cosa dovesse
+fare, che cosa il suo amore chiedesse da lei, e tutto le pareva orrendo.
+Cercava dentro il cuore l'energia per il domani, e sentiva il cuore
+gelido, come pervaso repentemente da un veleno mortale.
+
+--Non mi rispondi?--chiese Filippo di nuovo.--Guardami, non sono più
+triste; ha ragione Priùli: un lungo viaggio ci farà dimenticare, e
+intanto saremo felici. Condurrò con noi anche la Teobaldi, il povero
+folletto, e la faremo cantare.... Che ne dici, Lori?
+
+Ella non rispondeva. Il suo amore era finito. Bisognava far qualche
+cosa, non si poteva accettare il sacrificio ultimo dell'uomo che aveva
+sacrificato già tanto; l'amore, l'amore vero, voleva da lei qualche cosa
+di più.
+
+--Va bene,--disse fievolmente, per dire.--Va bene, Flopi. Ora guarisci,
+perchè non puoi partire così; e dopo decideremo tutto.... Va bene....
+Sì, anche Clarice; la faremo cantare....
+
+Tacque subito per non dare in uno scoppio di pianto, in un urlo di
+dolore.
+
+--È tardi,--soggiunse.--Andiamo a pranzo....
+
+A tavola li aspettava, come al solito, la signora Teobaldi, la quale
+aveva preparato un discorso intorno a certe opere che si davano alla
+Fenice, e voleva esprimere alcuni giudizii categorici sulla musica
+moderna, sulla morte del bel canto.... Ma rimase esterrefatta vedendo
+Lori e Flopi; il conte pallido come un cadavere; la ragazza pareva
+intormentita. Mangiarono in silenzio, senza guardarsi; Filippo e
+Loredana anzi, dimenticavano spesso di mangiare e restavano con gli
+sguardi perduti nel vuoto. Piero cambiava le posate, senza che il conte
+avesse toccato cibo; anche Piero era costernato per quello spettacolo di
+tristezza. Certo, era avvenuta qualche sciagura; ma dove, ma quando, se
+proprio quel giorno nessuno era uscito di casa, se proprio quel giorno
+non era arrivato nemmeno un telegramma? Il conte aveva di tanto in tanto
+un fremito subito contenuto; ripensava alla folla che correva le strade,
+trascinando il suo nome e il nome di Loredana; gli pareva d'udir le
+sghignazzate degli oziosi maligni.... La fanciulla, inerte, con un gran
+freddo dentro, si rivolgeva alcune domande angosciose, alle quali non
+trovava risposta.
+
+Subito dopo il caffè, il conte le baciò la mano e si ritirò.
+
+Clarice e Loredana rimasero sole, innanzi alla tavola, che Piero,
+interamente smarrito, aveva dimenticato di sparecchiare. Un grande
+silenzio, un silenzio d'angoscia invase la sala; non si udiva fuori se
+non la cantilena monotona della pioggia che cadeva fitta e instancabile
+da più ore.
+
+--Contessa,--mormorò Clarice con voce supplichevole.--Contessa, mi
+dica....
+
+Ma Loredana rabbrividì da capo a piedi, come un'aspide l'avesse morsa.
+Guardò la vecchia amica dalle terribili sopracciglia al nerofumo, la
+buona donna che le era sempre stata al fianco, i tristi giorni e i
+lieti. Una raffica di vento sfiorò la casa fra le tenebre e fece
+traballare i cristalli alle finestre.
+
+La giovane stese le braccia nel vuoto. Perdutamente, con uno scoppio di
+pianto, disse:
+
+--È finita!... È finita!... È finita!...
+
+
+
+
+XIII.
+
+
+Per le calli e le callette per le quali la plebe, il popolo, la
+borghesia si dan di gomito e i ragazzi sgusciano da ogni parte e la
+gente va, accodata qualche volta a una coppia lenta e pigra, che sbarra
+tutta la strada, Loredana si recò da sua madre.
+
+L'alito di quella vita intima le soffiava in volto; finestre di case
+spianti le case di faccia; dalla soglia d'un negozio dov'erano appesi
+stoccafissi secchi, le parole e le bestemmie che al suo passaggio si
+tramutavano in madrigali grossolani; più là, in alto, un'esposizione di
+panni variopinti e teste di donne che si affacciavano a guardarla; per
+quest'altra calle, un facchino rotolante una botte vuota e il codazzo
+di monelli che correvano a dar mano per arrestare d'un tratto il viavai
+e obbligare i passanti a farsi contro il muro o a ripararsi dentro le
+porte. Una baruffa di femmine armate di ciabatte, lo scialle scivolato
+dagli omeri raccolto sotto il gomito sinistro, e una bordata d'ingiurie
+metaforiche furono, presso la sua casa, gli ultimi incidenti della
+corsa; e Loredana salì, l'anima chiusa da una malinconia infinita. Era
+stanca.
+
+Lo spettacolo della miseria morale e materiale del popolo non l'aveva
+mai colpita come in quel giorno in cui il suo cuore era vinto da uno
+sconforto immenso. Tutta la vita non le pareva se non una trama di
+dolori, di cose turpi e infami, di giunterie e di volgarità, un torrente
+di fango al quale gli uomini devono abbeverarsi. L'illusione li sorregge
+un poco e li guida; poi d'un tratto l'orribile sapore avvelena la bocca
+e i bevitori si svegliano allo sconcio inganno.
+
+Anche in casa di sua madre, non sapendo raccapezzarsi tra le mille
+storie che correvano le vie, le amiche avevan filato caligine; tanto che
+se non fosse stata la ritrosia e quasi il pudore di varcar quella
+soglia, la signora Emma sarebbe andata lei da Loredana a chieder
+notizie.
+
+La giovane raccontò a sua madre tutto quello che era seguito: Emma
+impallidì, quando apprese che Filippo aveva pianto.
+
+--Ahi, povera mia Lori!--esclamò.--Non hai avuto un'ora di bene, non un
+giorno di pace, dacchè hai abbandonato la tua casa!... Ah, Lori, Lori,
+quale rovina! E doveva finire così; il conte non può resistere più a
+lungo, non può disconoscere sua madre per te!...
+
+--Parole inutili!--interruppe Loredana.--Se veramente non avessi fatto
+altro che soffrire vicino a lui, non soffrirei tanto ora! Sono stata
+felice, felice, capisci?... Che dirti?... Sono felice anche oggi, che
+egli è con me.... Sono stata felice sempre, perchè egli era forte, e
+avrebbe vinto! Mi guardi? Non sapete amare, e non mi comprendete!...
+Flopi sapeva amare; ma l'hanno ferito, infangato, tormentato, e non può
+più lottare.... E quel Candriani, quel maledetto!... C'è una sola buona
+cosa in tutto questo, vedi, mamma?... C'è che Flopi gli ha dato una
+sciabolata spaventosa....
+
+--È dunque vero?--interrogò Emma.
+
+--Una sciabolata così pesante, così piena, che lo ha sfigurato per
+sempre. Ne ho piacere: gli ha tagliato la faccia dall'orecchio al
+mento.... Vada, ora, a fare il bello con le donne degli altri! Ah, di
+Flopi e di me non può più dimenticarsi! Ne ho piacere, ne ho proprio
+piacere!
+
+Emma non disse nulla. Si poteva perdonare alla giovane la ferocia di
+quel compiacimento per l'umiliazione d'un nemico insidioso.
+
+--E oggi?--chiese dopo una pausa.--Il conte è sempre così triste?
+
+--Stamane ha ricevuto una lettera anonima carica d'ingiurie sciocche, e
+ciò l'ha fatto ridere. Ma è un altr'uomo; conta le ore che mancano alla
+guarigione, perchè vuol partire; gli amici lo disturbano, è nervoso e
+irascibile; sembra abbia paura della città, di se stesso, di qualche
+cosa ch'egli medesimo non sa.
+
+--Vuole partire?--ripetè Emma.--E dove andrete?
+
+--Io non partirò, mamma!--dichiarò Loredana con calma.--Egli s'illude
+che io l'accompagni, ma ho riflettuto in questi giorni, e ci son troppe
+cose contro di me. Per causa mia ha perduto una grossa eredità, la sua
+famiglia vuole che sposi una contessina, e questa contessina lo ama.
+Vedi quante difficoltà che già esistevano.... Mi ha raccontato tutto il
+conte Candriani, una sera a teatro; io credeva lo avesse fatto per
+leggerezza, ma ora comprendo che aveva il suo scopo; non me ne ha
+risparmiata una, per allontanarmi da Flopi; e oggi devo aprire
+finalmente gli occhi.
+
+--E che cosa farai, Lori?
+
+La giovane chinò il capo fissando a terra le piastrelle bianche e rosse,
+che un raggio leggero di sole illuminava dolcemente.
+
+--Te lo confesso: avevo pensato d'uccidermi.... No, no, non ti
+spaventare, mamma!--disse con rapidità, vedendo che sua madre era
+diventata subitamente pallida.--Non lo farò mai, te lo giuro, non lo
+farò per te, e anche per lui.... Vi accuserebbero della mia morte; ho
+capito anche questo.
+
+--Ascoltami,--interruppe Emma, che passatasi una mano sul volto andava
+rimettendosi dal primo impeto di paura.--Marta, la Serrantoni, mi ha
+detto che Adolfo Gianella ti segue ancora, e che un giorno vi hanno
+visti insieme, e che è sempre innamorato di te....
+
+--È vero; quella pettegola sa tutto!--esclamò Loredana.
+
+--Marta mi ha detto che è diventato buono, che ha perduto la sua
+alterigia stupida,--insistette Emma.--Ha compreso ch'egli ti trattava
+male, e insomma....
+
+--E insomma ha cominciato ad ammirarmi quando sono scappata con un
+altro!--seguitò crudamente la giovane.--Ah, un bel marito sarebbe!...
+
+Emma, con un sospiro, emise una sentenza suprema:
+
+--Gli uomini sono tutti così!
+
+Loredana alzò le spalle.
+
+--Del resto,--disse,--è possibile che io viva a Venezia, moglie di
+Adolfo Gianella e a due passi da Filippo? E che egli non mi cerchi, e
+che io non cerchi lui? Noi ci amiamo sempre, tra di noi non è avvenuto
+nulla, e l'una è pronta a sacrificarsi per l'altro.... In queste
+condizioni, mi vedi moglie onesta e fedele di Adolfo?
+
+--Hai ragione,--rispose Emma.--E che hai pensato dunque?
+
+Mentre era per rispondere, Loredana scorse sulla mensoletta di legno
+scolpito la piccola figura di biscuit, una pastorella settecentesca con
+un canestro infilato sul braccio e un piccolo fiore nella destra che
+offriva.
+
+La giovane si alzò a prenderla e la fissò attentamente.
+
+--«Ti ricordi,--susurrò la pastorella,--ti ricordi che cosa egli ti
+diceva all'orecchio con la voce ardente, mentre tu mi guardavi come
+oggi? «Vieni; vieni con me; noi potremo essere felici; io ti darò tutto
+l'amore e tutta la vita». E tu hai preso tutto il suo amore, e oggi puoi
+prendergli tutta la vita».
+
+--No!--interruppe bruscamente Loredana.
+
+Allentò il pugno, e la figuretta, cadendo a terra, si frantumò con sordo
+rumore.
+
+--Che fai, Lori?--esclamò Emma stupita.
+
+Ma non ebbe tempo a ripetere la domanda.
+
+Un clamore furibondo salì dal campiello; le femmine s'erano avvinghiate
+e volavan pettini, schiaffi e ciabatte; si battevano per un maschio, il
+quale stava a guardarle come giudice di campo, preparandosi a
+intervenire quando gli fosse parso opportuno. Le finestre delle case
+disposte intorno a rettangolo eran gremite di teste, e piovvero di là
+scherzi atroci e incitamenti, fin che la più giovane virago ebbe la
+peggio e si rovesciò in terra con un colpo sordo. Allora il giudice
+intervenne: lasciò andare alla vincitrice un ceffone formidabile in
+piena faccia, che le fece sprizzar dal naso uno zampillo di sangue.
+
+--A casa!--ordinò.--Va a casa, senza voltarti indietro!
+
+L'altra si mise a correre, urlando contumelie prodigiose, mentre la
+vinta si rialzava, si ripuliva, raccoglieva lo scialle, cercava in terra
+il suo pettine, e rideva, tutta accaldata, le fiamme negli occhi, i
+capelli nerissimi diventati una selva di groviglie.
+
+Dietro i vetri d'una finestra, Loredana aveva seguito le fasi dello
+spettacolo immondo, e tra i curiosi, in un gruppo di scialletti che
+spiccavano sul colore meno intenso dei pastrani maschili, vide Adolfo
+Gianella il quale guardava in su, verso la casa.
+
+--Me ne vado,--annunziò Loredana.--Addio, mamma; ho fretta!
+
+Baciò sua madre, infilò la pelliccia, corse per le scale, fu in istrada.
+
+Faceva freddo, nonostante il sole pallido, e soffiava la bora; la folla
+s'era diradata, ma Loredana sentì che i passanti la guardavano, e
+parendole che ciascuno sapesse la sua storia, temeva in ogni sguardo una
+maraviglia oltraggiosa. Corse per raggiungere Adolfo Gianella, il quale
+s'era avviato egli pure e la precedeva di poco.
+
+--Adolfo!--chiamò, quando fu a un passo da lui.
+
+Egli si volse; aveva le mani affondate nelle tasche del soprabito, il
+bavero alzato fino alle orecchie. E vedendo che la squadrava da capo a
+piedi, senza salutare, Loredana si sgomentò.
+
+--Non mi aspettavi?--chiese dolcemente.
+
+--No,--rispose Adolfo,--non ti aspettavo; non ti aspetto più!
+
+La giovane non osò chiedere altro; ma Adolfo repentinamente s'infuriò,
+l'afferrò per un braccio, la scosse.
+
+--Per carità!--disse Loredana sbigottita, guardandosi intorno.--Sei
+pazzo?
+
+Egli si ravvide subito.
+
+--Andiamo!--riprese.--Bisogna che io ti parli!
+
+Camminarono presto, in silenzio, portando il peso della muta ironia
+balenante negli occhi di quelli che li incontravano o si fermavano a
+guardarli. Loredana non interrogò; andavano, chiusi nel loro pensiero
+tempestoso, in preda a mille dubbii; salirono il ponte di ferro,
+gettarono una occhiata al Canalazzo verdastro con chiazze gialle,
+oltrepassarono l'Accademia, e ad un tratto Adolfo disse:
+
+--Entriamo qui. Non ci sarà nessuno.
+
+
+
+
+XIV.
+
+
+Loredana alzò gli occhi a guardar la piccola trattoria, deserta perchè
+gli artisti e gli impiegati che la frequentavano avevan da tempo finita
+la loro colazione; e tuttavia, mettendovi piede, la giovane provò una
+molestia indicibile, parendole ridicolo o sospetto quel colloquio, in
+quel luogo, a quell'ora.
+
+In un angolo, innanzi a una tavola nuda, un giovane ricciuto disegnava a
+pastello nel suo albo; distratto dal fruscìo delle gonne e della seta,
+drizzò la testa e quando Loredana fu seduta all'angolo opposto della
+sala, in faccia ad Adolfo, il giovane voltò pagina, e gettando rapide
+occhiate si provò a ritrarne la figurina elegante, strana sul fondo
+tenebroso dell'osteria.
+
+Un cameriere portò due tazze di birra, e si ritirò in una cameretta
+attigua, dove lo aspettava una colazione molto in ritardo.
+
+--Che vuoi dirmi?--interrogò Loredana.
+
+--E tu,--domandò a sua volta Adolfo,--perchè mi hai chiamato?
+
+--Non so; ti ho visto, ho voluto chiederti se sapevi.... che cosa
+pensavi....
+
+--Che cosa penso?--cominciò Adolfo rapidamente, a bassa voce.--Di questa
+nuova storia? Hai la sfrontatezza di chiedermelo?... È inutile che tu mi
+guardi con gli occhi sbarrati; so bene che non confesserai.... Il conte
+ti ha trovata con un altro, e si è battuto in duello con lui.... Per la
+politica, no, non si sono battuti!... È dunque per gelosia.... Ma che
+gelosia! Quell'altro.... come si chiama?... il conte Candriani, veniva a
+casa tua tutti i giorni, e tu andavi anche a teatro con lui.... Si
+capisce che cosa è accaduto: un bel giorno siete stati sorpresi, ecco,
+presi in trappola.... Ma sì, ma sì, non crollar la testa con tanta
+furia!... Non mi sarei mai imaginato un orrore simile; sei una viziosa
+senza pudore.... E mi domandi che cosa penso!... Mi maraviglio che tua
+madre ti accolga ancora in casa sua.... L'amore per il conte si capiva;
+dico, si poteva anche scusare; eri inesperta e lui una vecchia volpe....
+Ma il Candriani, il secondo!... Due uomini: avevi due uomini, due
+amanti! Come si spiega?
+
+--Ora se la mangia!--pensò l'artista, che all'altro angolo seguitava a
+disegnare e a sogguardare.
+
+Egli capiva che il biondo era invelenito, e non poteva afferrarne una
+parola. Gli occhi cerulei di Adolfo schizzavano lampi e da rosea la
+faccia era divenuta pallida; pure, si conteneva, non alzava la voce,
+dicendo a frasi tronche, alla rinfusa, tutto quel che gli passava pel
+capo.... E Loredana ascoltava, la gola arsa, il cuore in tumulto per lo
+spavento.
+
+Non la calunnia la impietriva, ma lo stupore per quella calunnia così
+lata, così precisa, così diffusa, così verosimile, che l'avvolgeva e la
+teneva nelle sue spire inesorabilmente. Adolfo, l'innamorato fino alla
+cecità, non aveva alcun dubbio, non sognava nemmeno che l'accusa potesse
+essere tutta falsa.... Due uomini si battono per una donna; essa è
+l'amante dei due che se la disputano a prezzo del loro sangue; ciò è
+logico, epperò è vero; la verità non si discute.
+
+--Forse per questo mi hai detto che ora vali più di due
+milioni?--seguitò Adolfo.--Non ho capito, allora, ma sotto quella frase
+doveva nascondersi qualche brutto segreto, e tu ne ridevi.... E così, si
+sono battuti per te; sarai contenta!... Uno scandalo, uno scandalo!...
+Io mi seppellirei vivo; tutti corrono a raccontarmene una; a casa non
+posso aprir bocca; mia madre ti chiama con certi nomi, e se ti difendo
+ridono di me.... Hanno sempre avuto ragione i miei cugini, dicendomi che
+quando una ragazza si mette per una cattiva strada.... Insomma, io
+scapperò, perchè non voglio più vederti.... Ed ero ancor pronto a
+sposarti pochi giorni sono, perchè io, io solo ti credevo onesta, a
+dispetto di tutto e di tutti; l'amore del conte, un fallo giovanile, si
+scusava, si spiegava.... Ma ora; ora sei la favola di Venezia....
+
+--Guarda che bel nasino e che bella bocca!--pensò l'artista, dando
+un'occhiata a Loredana.--E il biondo me la rovina con quelle sue
+prediche. È geloso, l'amico; lei gli ha giuocato un tiro; te ne
+giuocherà degli altri, sta tranquillo.... È un tipetto capriccioso....
+
+--Basta, basta!--interruppe Loredana sottovoce.--Ciò che ti hanno detto
+è falso, dalla prima all'ultima parola.
+
+--Già è falso,--rispose Adolfo dopo un attimo d'esitazione, perchè la
+voce velata e lo sguardo smarrito della giovane l'avevano scosso.--È
+falso; si sono battuti per la politica, non è vero?... Quello che ti
+dico io, è quello che dicono tutti....
+
+--E che importa? È falso!--ripetè Loredana.
+
+Adolfo aveva un suo pensiero e non riusciva a esprimerlo; si fregò la
+fronte, si passò la mano sul cranio, si guardò intorno senza vedere;
+finalmente si provò a ribattere:
+
+--Anche se è falso, importa poco, perchè quando tutti la pensano a un
+modo, è come se fosse vero. Mi capisci? Se uno è accusato d'essere un
+ladro, per andare a spasso con lui e per tenergli l'amicizia non basta
+credere e anche sapere che è onesto; occorre un coraggio, che io non ho,
+perchè gli altri credono ch'egli è un ladro e io non posso essere
+l'amico d'un ladro.... Tu hai tutte le apparenze contro di te, e Venezia
+intera parla di te come d'una ragazzaccia pericolosa; e che ci posso far
+io?... Del resto, qualche cosa ci sarà, non può essere inventato
+tutto.... Ma se anche non c'è nulla, proprio nulla di vero, io ho la
+famiglia che mi rimprovera d'amarti e di seguirti, ho gli amici che
+ridono, ho il direttore della Banca il quale non vuole che gli impiegati
+frequentino donne cattive; e come faccio io a persuadere tutta questa
+gente che tu non sei una donna cattiva, dopo uno scandalo di cui si
+parla da tanti giorni e con tanti particolari in ogni angolo della
+città?... Non sarà colpa tua, ammettiamolo, ma sei disonorata, ecco; e
+le tue proteste si perdono nel fracasso, e oramai, qualunque buona e
+bella cosa tu faccia, non ti potrà giovare....
+
+Afferrò la tazza di birra, l'accostò alle labbra e non la rimise sul
+piattello che quando l'ebbe vuotata.
+
+--Ma allora,--disse Loredana con un brivido di terrore,--essere
+innocente significa nulla?
+
+--Significa...., significa.... So io che cosa significa?--rispose
+Adolfo, il quale non s'accorgeva della sua crudeltà, sbalordito egli
+stesso per la bontà delle facili argomentazioni.--Ciò che importa nel
+mondo, è di essere creduto, a torto od a ragione; anche i miracoli non
+servono, se nessuno vi crede.... E nessuno crede alla tua onestà....
+Sarebbe meglio per te essere disonesta, veramente disonesta, e che tutti
+lodassero la tua virtù....
+
+Un bel fondo color d'ocra, robustamente tracciato alla brava, incorniciò
+nell'albo la testolina della giovane dai capelli a riflessi dorati;
+effetto di chiaroscuri che l'artista confrontò con l'originale, movendo
+il capo a destra e a sinistra, e tenendo a distanza il disegno.
+
+--Se quell'idiota non finisce di tormentarla,--borbottò a fior di
+labbra,--a lui gli faccio la caricatura!
+
+Ma Adolfo non la finiva, esaltato dalla voluttà di torturare quella
+ch'era stata sempre in suo confronto vittoriosa, assillato dal bisogno
+di calpestare e di distruggere il suo amore, cupamente soddisfatto di
+veder la fidanzata d'un giorno ridotta senza difesa, ebbro di ferocia
+contro di lei e contro se stesso....
+
+--E poi, perchè discutere la tua innocenza? Io non ci credo, via!... È
+possibile che tutta una città si rivolti, così per capriccio, contro una
+donna, una ragazza?... Mi dirai che guadagno ci fanno quelli che parlan
+male di te!... Perchè non parlan male di tante altre?... Io, vedi,
+quando mi avvertono che bisogna diffidare dei pettegolezzi, mi metto a
+ridere; i pettegolezzi si fanno contro quelli che se li meritano; di me
+non si è mai detto nulla, per esempio?... Sarà meglio non parlare della
+tua innocenza, la quale, del resto, se anche fosse, non varrebbe una
+saetta, ormai.... Che cosa hai opposto alle accuse determinate e
+precise? Che tutto è falso! Ma questo me l'aspettavo; non verrai mica a
+raccontarmi i tuoi amori, a me, che ti ho amata davvero, onestamente....
+E avevi tanta paura del mio giudizio, che mi hai fermato per istrada e
+mi hai chiesto se sapevo.... Ecco un'altra prova.... E poi, devo
+aggiungere....
+
+Loredana si alzò lentamente.
+
+--Ti ringrazio,--interruppe con voce malsicura.--Mi hai detto cose molto
+utili....
+
+Fece per avviarsi, e barcollò....
+
+--Non ti muovere,--soggiunse, appoggiandosi a un angolo della
+tavola.--Voglio uscire sola....
+
+Dopo alcuni passi incerti, mentre Adolfo la guardava con occhio spento,
+Loredana riacquistò forza, mosse francamente, passò vicino all'artista,
+il quale rimirando il pastello e la giovane, sentì d'amarli ambedue....
+Adolfo rimase immobile accasciato sulla sua panca; d'un tratto, il
+rimorso gl'invadeva l'animo, lasciandolo con la bocca aperta, in
+un'espressione di smarrimento ebete.
+
+Venne voglia a Loredana di strappar dalle mani del disegnatore l'albo in
+cui sapeva d'essere stata ritratta, e di batterglielo in faccia. Dovette
+chiudere gli occhi per vincersi.
+
+Uscì, tra la nebbia; la nebbia era calata repentinamente, con un lieve
+odor di bruciato, rotta qua e là dall'alone rossastro delle fiamme a
+gas.
+
+E la giovane si rimise in cammino verso le Zattere, verso Flopi, che
+parevan le une e l'altro perduti in quella infinita distesa, densa e
+acre.
+
+--Che cosa gli porto?--si domandò Loredana.
+
+Gli portava il suo corpo, che la folla diceva mantrugiato da altri, e il
+disonore.
+
+Certo egli s'illudeva, Filippo; non gli avevano cantato in faccia tutte
+le accuse e ignorava in qual dispregio fosse tenuta la sua amante; ella
+gli portava in casa il ridicolo come un fluido avvelenato. Le parole
+d'Adolfo Gianella eran l'eco di quella saggezza che si trova per terra,
+fra gli sputi e le carte unte, e si chiama pubblica opinione. Egli
+diceva bene: non importa essere, ma parere; quando una calunnia è
+ripetuta da tutti, vale una verità: il male è quel che si vede, non
+quello che si commette. Aforismi che uccidono; bestialità caparbia;
+tirannia inappellabile della maggioranza.... Ma la vita procede su
+questo carro della morte, e ogni giorno qualcuno cade sotto le sue ruote
+per un gesto sbagliato.
+
+Loredana arrossiva di se stessa; abbeveratasi lunghe ore al torrente di
+fango, le pareva d'averne la bocca piena, il corpo inzaccherato, le mani
+màcere. Come lasciarsi abbracciare e baciare da Filippo, che avrebbe
+notato sul volto di lei le tracce delle sofferenze patite, un solco
+nella fronte, un livido sotto gli occhi? Baciarsi ed amarsi tra i ghigni
+della platea? Tremare agli sguardi sardonici? Vivere a fianco d'un uomo
+che, se non si staccava presto e decisamente da lei, diventava ridicolo?
+
+La folla s'era gettata sul suo amore e l'aveva fatto a pezzi.
+
+Protezione sicura e forte, confidenze gentili e fuggenti attimi di
+letizia, tenerezze segrete e impetuosi scoppii di passione, lunghi oblii
+d'ogni cosa mortale, viaggi sognati, casetta delle Zattere, bel sole di
+Sirmione, tutto affogato nella nebbia per sempre!
+
+Voleva correre a casa e dire a Filippo:
+
+--Tu m'hai avuta ancora bambina, e pel tuo amore tu m'hai fatta donna.
+Prendimi; amami un'ultima volta; spegni fra le braccia questa vita che è
+tua, e non lasciar che altri uccida lentamente, per odio, colei che vuol
+morire per te.
+
+E palpitava alla speranza di morire veramente in uno spasimo di voluttà
+che fermasse in eterno i battiti del suo cuore; delicata parvenza
+femminile, che camminava tra la nebbia, sorridendo all'ultimo sogno.
+
+V'era nebbia dovunque, nebbia senza forma e senza fine, dentro la quale
+gli uomini, a guisa di fantasmi, scivolavano e si dissolvevano; nebbia
+che mozzava il respiro, copriva l'insidia, guidava all'abisso. E un
+silenzio tragico pesava, grave come lo sterminato drappo di bambagia da
+cui Venezia era tutta avvolta.
+
+Loredana giunse a casa, affranta, coi capelli e il veletto bagnati dalla
+caligine.
+
+Domandò subito di Filippo.
+
+Clarice le disse che il conte, un'ora prima, era accorso a palazzo Vagli
+perchè la contessa Bianca stava male.
+
+E non osando aggiungere particolari, la signora Teobaldi mormorò con
+enfasi:
+
+--E un «tradimento proditorio» del destino!
+
+
+
+
+XV.
+
+
+In quel crocchio di gentiluomini vecchi e giovani che s'eran recati da
+Berto Candriani a chiacchierare, a bere, a giuocare, abitudine presa
+durante i primi giorni dopo il duello e seguitata poi per tacito
+consenso di tutti, il conte Nino d'Este parlava di donne.
+
+Egli stava quasi sdraiato in una larga poltrona di cuoio scuro e
+morbido, le lunghe gambe distese sotto la tavola, su cui disseminati
+piccoli bicchieri, svelte fiale di liquore, scatole di sigari e di
+sigarette, portaceneri di bronzo e d'argento. Nel mezzo era un tripode
+alto, che avrebbe dovuto vaporare essenze e che Berto invece aveva
+coronato con una larga ciotola di Murano dal bel colore turchino, dalla
+quale traboccavan fiori pallidamente rosei.
+
+Nuvole e nuvolette di fumo ondulavan nell'aria, dandole una lieve
+trasparenza azzurrognola entro la quale come velati apparivano i volti
+degli amici.
+
+--Ho visto ieri il capitano De Sirti con una brutta signora,--disse Nino
+d'Este.--Ma brutta assai....
+
+--«Faute de grives»,--osservò Paolino Berlendi.--Mancanza, di tordi; e
+quando non ci sono i tordi, si pigliano i passeri....
+
+Egli era tornato recentemente da Parigi e non aveva ancora smessa
+l'abitudine d'intercalar frasi galliche al suo discorso. Asciutto di
+forme, col mento breve, i mustacchi biondi, i capelli scuri, il colorito
+acceso, Paolino Berlendi dava impressione d'un giovane energico e
+attivo; possedeva infatti un'anima risoluta, ma stava sfogando
+l'esuberanza giovanile in occupazioni tutte intime, alla caccia di
+donne; più tardi, secondo ciò che andava raccontando, si sarebbe dato
+all'agricoltura.
+
+--È un'americana,--egli aggiunse.
+
+--La conosci?--domandò Nino d'Este.
+
+--No; ma l'ho veduta, e ho capito che è americana.
+
+Nino d'Este non potè frenare una risata.
+
+--Non c'è da ridere,--osservò Paolino Berlendi.--L'occhio d'un
+conoscitore non s'inganna; a occhio, si possono giudicar benissimo la
+razza e la nazionalità d'una donna, e fra tutte, le americane son più
+facili a riconoscersi.
+
+--Ma fammi il favore!--esclamò Nino.--Ci son delle americane piccole,
+rotondette, coi capelli neri e gli occhi brucianti, che tu diresti nate
+ai piedi del Vesuvio.... Ve ne sono altre, secche, rigide, biondastre,
+che possono essere inglesi, russe, norvegesi, tedesche.... A occhio,
+giudicherai dell'eleganza e della bellezza d'una donna, e non della sua
+nazionalità.
+
+--Storie, storie!--dichiarò Paolino Berlendi.--Piccolette e rotondette,
+o rigide e secche, le americane si vedono a un chilometro di distanza;
+hanno qualche cosa di speciale nella toilette, nel passo,
+nell'atteggiamento, nei modi, nei gesti, che non ti inganna mai. Dico
+bene? «Ça te botte»?
+
+--No, nient'affatto, non mi calza niente affatto!--esclamò Nino d'Este.
+
+--L'americana è una donna come le altre,--intervenne Carlo
+Martellieri.--Tutt'al più potrai capire a occhio che non è italiana; ma
+questo suggello di esoticità è comune alle straniere, ossia la donna
+italiana si stacca dalle altre così bene che non è possibile scambiarla
+per una straniera.
+
+--«Tu parles»!--disse Paolino.--Ma, caro Martellieri, con le tue parole
+vieni a darmi ragione; per te, è l'italiana che si può distinguere con
+un'occhiata; per me è l'americana. Vedi che sul principio siamo
+d'accordo.
+
+--Sfido io! L'italiana è roba di casa, roba nostra,--interruppe il
+Martellieri.--Come non riconoscerla tra mille? L'affare è ben diverso
+allorchè si tratta d'un'americana; e innanzi tutto, di quale americana
+tu mi parli? Dell'americana del nord o dell'americana del sud?
+
+Paolino Berlendi, che non s'aspettava una distinzione etnografica, si
+sentì impacciato a rispondere; e il Martellieri, giovane e pedante, con
+la voce acuta che gli fischiava tra le labbra, approfittò di
+quell'attimo di silenzio per incalzar più da vicino l'avversario:
+
+--Dirò meglio: intendi parlare dell'americana del nord, del centro, o
+del sud? Quale americana tu riconosci a occhio? Quella nata in
+Patagonia, nel Cile, nell'isola di Haiti, nel Guatemala, nell'Argentina,
+a Filadelfia, a Baltimora, ad Avana, a Buenos-Aires, a Lima, a Quito, a
+Cuba? Quella che vive al Capo Horn, o quella che è nata ai piedi delle
+Cordigliere o presso il mare dei Caraibi?
+
+Paolino Berlendi stava ad ascoltare a bocca aperta, sbalordito; intorno
+a lui altri giovani si erano radunati e ascoltavan pure, sorridendo con
+la sigaretta tra le labbra.
+
+--Come si vede che ha viaggiato!--mormorò qualcuno ironicamente.
+
+--Quella,--continuò il Martellieri quasi recitasse una lezione,--quella
+che la Terra del Fuoco ha visto nascere, o quella che passeggia lungo
+le rive dell'Orenoco, o quella che va a caccia sulle Montagne Rocciose?
+Quale americana, insomma? L'America si stende per circa quindici mila
+chilometri tra l'Oceano Atlantico ed il Pacifico....
+
+Paolino Berlendi si alzò di scatto, e calò un pugno sulla tavola....
+
+--Quella, quella, quella!--interruppe.--«Tu ne me fais pas crême, va»!
+Mi par di essere a scuola! Per americana, io intendo quella che si vede
+in Piazza San Marco, nelle sere di concerto!
+
+Una risata clamorosa accolse la dichiarazione di Paolino Berlendi, il
+quale, senza badarvi, continuò:
+
+--Certo, non nego che ci possano essere delle donne in Patagonia, ma non
+vengono a Venezia! E che c'entra l'Orenoco e che c'entra il mare dei
+Caraibi?...
+
+Alcuni giovanotti alle spalle di Paolino approvarono ridendo.
+
+--La colpa è della tua inesattezza!--rispose il Martellieri.--Tu hai
+detto che puoi riconoscere a occhio un'americana; e io ti ho detto che
+anche le donne della Patagonia sono americane. Le riconosceresti a
+occhio?
+
+Il Berlendi si strinse nelle spalle.
+
+--Allora,--egli disse,--anche tu sei stato inesatto. Tu hai detto che
+un'italiana si riconosce tra mille: io ti dirò che a Parigi, proprio il
+mese scorso, ho incontrato una ragazza che parlava il gergo come tu
+parli il dialetto veneziano. Ho avuto per lei «un béguin assez
+sérieux»; anzi, ho imparato da lei molte frasi energiche....
+
+--Ce ne siamo accorti!--interruppe Nino d'Este.
+
+--Ebbene, quando io la lasciai, ella mi confessò che era nata a Napoli,
+era sempre vissuta, a Napoli e solo da un anno si trovava a Parigi!...
+L'avresti riconosciuta per italiana, tu?
+
+--Alla prima occhiata!--dichiarò il Martellieri.
+
+--«Non, mais, faudrait pas me mener en bateau, tu sais»?--disse il
+Berlendi, mentre gli altri ridevano alla bizzarra espressione.
+
+--Questa è una frase energica della parigina di Napoli,--osservò Nino
+d'Este, versandosi due dita di cognac.--E rimane dunque dimostrato che
+l'americana non si riconosce a occhio....
+
+--Non rimane dimostrato niente, caro mio!--protestò Paolino Berlendi.--È
+venuto il Martellieri a imbrogliarmi con l'Orenoco e il Mississipì; ma
+io ripeto che l'americana elegante, non quella della Patagonia, si
+riconosce a un chilometro di distanza. «Si vous rigolez» è un conto, ma
+se parliamo da senno è un altro....
+
+Freddo, scuro in faccia, laconico nelle parole, Berto Candriani
+all'angolo opposto della sala giuocava alle carte con altri amici; dal
+loro gruppo non venivano risate nè schiamazzi; ciascuno badava alle
+mosse dell'avversario, e le poste raggiungevano ormai una cifra di
+rilievo.
+
+Berto Candriani aveva il viso traversato dalla cicatrice lucida e
+ardente come da un formidabile colpo di scudiscio; il segno indelebile
+fiammeggiava dall'orecchia al labbro nel pallore stanco del viso, un
+pallore che sembrava più manifesto perchè dietro il Candriani si
+stendeva la stoffa granata che ricopriva le pareti della sala: e poco
+più su, era appeso un gran quadro rappresentante il ratto delle Sabine;
+e quei nudi vivaci, le carni ambrate delle donne, i torsi poderosi e
+sanguigni dei guerrieri, creavano un rude contrasto con la figura agile
+e la pallidezza diffusa del Candriani.
+
+Dal giorno del duello, qualche mutazione era seguita nel suo animo; egli
+s'era fatto cupo e inquieto, il suo sguardo pungente era diventato più
+acuto, la chiassosa allegria, la sventatezza e l'impertinenza che
+l'avevan fatto celebre, erano scomparse. Si sarebbe detto che un
+pensiero molesto e pertinace andasse rodendolo; e infatti non tanto gli
+importava della cicatrice che gli deturpava la faccia quanto di aver
+perduta Loredana per la sua incredibile fatuità.
+
+S'era svegliato come da un sogno, dopo il duello, avvertendo quasi con
+paura che per la giovane gli si era annidato in cuore un sentimento
+assai più alto e più temibile che la concupiscenza; non avrebbe voluto
+confessarlo nemmeno a se stesso, ma l'ingenuità mista ad orgoglio,
+l'appassionatezza e insieme il riserbo, l'intelligenza e l'audacia che
+formavano l'indole originale di Loredana l'avevano interessato e vinto.
+
+Non ignorava quel che si andava cantando dappertutto, ch'egli era stato
+l'amante della giovane e che perciò Filippo l'aveva provocato; e anche
+questo gli cuoceva insoffribilmente, non potendo parlarne troppo,
+perchè le sue negazioni non avevano alcun valore, e non potendo tacere,
+perchè il silenzio sarebbe stato una conferma. In tal modo, dentro un
+cerchio di tortura si dibatteva incapace a prendere una risoluzione; ora
+pensando a un viaggio, che lo allontanasse da uomini e da cose venutigli
+in uggia, ora meditando di rimanere, di riavvicinare Loredana,
+d'impossessarsene davvero a qualunque costo.
+
+--Giuoca, giuoca!--gli disse il marchese di Spinea, guardando in faccia.
+
+Berto giuocò: era distratto e andava con la sinistra arricciandosi i
+baffi; di tanto in tanto gli tornava il ricordo di Loredana, che gli
+faceva subito smarrire il filo del giuoco; anche questa volta la partita
+finì con la sua sconfitta.
+
+--Ah, ah!--disse il marchese di Spinea, mescolando le carte.--Chi è
+fortunato in amore....
+
+Ma si morse le labbra; la vecchia frase, sfuggitagli per abitudine,
+s'attagliava così bene al caso di Berto e alle dicerie di quei giorni,
+che lo Spinea tossì più volte, quasi volesse far dimenticare le sue
+parole. Il volto di Berto s'era rabbuiato. Egli riprese a giuocare
+scuotendo la testa fastidiosamente, ma ancora non potè raccogliere
+intorno al giuoco tutta l'attenzione che gli era necessaria.
+
+Dal crocchio nel quale si trovavano Nino d'Este, il Martellieri, Paolino
+Berlendi e altri giovanotti, gli veniva di tratto in tratto all'orecchio
+qualche frase che lo distraeva. Gli amici parlavano a voce bassa, ma non
+così che Berto, avvertito dal ripetersi di alcuni nomi, non potesse
+afferrare il senso di ciò che si diceva intorno a lui.
+
+La conversazione era mutata; Paolino aveva rinunziato a dimostrare che
+le americane si possono distinguere a occhio, il Martellieri aveva
+finito la sua disquisizione etnografica; si parlava di pettegolezzi, del
+solito pettegolezzo che occupava tuttavia la città.
+
+--Filippo, secondo me,--diceva Paolino Berlendi,--ha avuto il torto dei
+vecchi, il torto di mescolare molto sentimento alla sua avventura.
+Questa famosa Loredana lo ha stregato; dicono che sia molto giovane, ma
+dev'essere esperta negli intrighi amorosi.
+
+--Che, che!--esclamò Nino d'Este, il quale non andava mai d'accordo con
+Paolino, pure essendogli amico.--Ha trovato un cucco, mi dispiace dirlo;
+e al posto di lei, qualunque altra, giovane o vecchia, avrebbe insaccato
+il povero Flopi.... Le donne sono ciò che l'uomo le fa. Ti piace,
+Paolino, questa massima?
+
+Paolino scosse la testa.
+
+--Non mi piace,--rispose.--Io vorrei vedere questa famosa Loredana, per
+poter giudicare.
+
+--Io l'ho vista,--annunziò il Martellieri.--L'ho vista più volte a
+teatro, con una certa megera tinta e ritinta, che mi pareva quella che
+si brucia a mezza quaresima. Ebbene, la ragazza non vale nè più nè meno
+di tante altre; è giovanissima e graziosa, ma a Venezia ne abbiamo una a
+ogni svolta di strada.
+
+--Che ne dici, Paolino?--esclamò Nino d'Este trionfalmente.
+
+--Dico che il Martellieri di donne non se ne intende,--dichiarò il
+Berlendi.--Egli non si intende che delle donne della Patagonia....
+Vorrei vederla io.... E tu poi, Nino, sei in queste cose troppo
+secco....
+
+--Troppo secco!--ripetè Nino d'Este.--Che cosa vuoi dire?
+
+Paolino Berlendi esitò un istante, guardandosi intorno; ma vedendo tutte
+facce amiche e familiari, seguitò:
+
+--«Ben voilà! Y a pas de ma faute»!... Certe cose si possono dire perchè
+son vecchie.... Per impadronirti d'una ragazza, non hai tu comprato il
+fondo sul quale la ragazza viveva? E poi per liberartene, non hai
+venduto il fondo con la ragazza dentro?
+
+Gli amici in giro scoppiarono in una risata fragorosa, che fece alzar la
+testa a Berto Candriani. Egli aveva commesso parecchi spropositi e aveva
+nuovamente perduto; gettò le carte sul tavoliere, dicendo ai compagni:
+
+--Vi chiedo scusa; oggi non va. Troveremo qualcuno che possa
+sostituirmi.
+
+--No, no,--interruppe il marchese di Spinea.--Anche noi siamo stanchi,
+non è vero?
+
+Gli altri due confermarono con un cenno del capo, e i giuocatori
+s'alzarono.
+
+--Questo è un po' secco,--dichiarava intanto Paolino Berlendi.--«C'est
+du citron à la rigolade». Io sono del tuo parere: non troppo
+sentimentalismo con la donna; ma dal sentimentalismo di Flopi alla tua
+maniera spiccia, v'è un abisso. Dico bene? «Ça te botte»?
+
+Nino d'Este non rispose; si allungò meglio nella poltrona soffice,
+epicureamente, e rinunziò a difendersi; ma Berto Candriani, che era
+sopraggiunto, rispose per lui.
+
+--Tu hai torto, Paolino,--egli disse.--Questa maniera secca di Nino
+d'Este, questo, come tu dici, «citron à la rigolade», è ciò che occorre
+per le donne.
+
+Da quando eran corse le voci dei suoi amori con Loredana, Berto
+ostentava uno scetticismo che doveva, nel suo concetto, far comprendere
+com'egli non si dilettasse che di avventure fugaci e volgari, e
+allontanare il dubbio d'una passione per la giovane compagna di Filippo.
+Gli amici, i quali non avevano mai udito dalla sua bocca dichiarazioni e
+aforismi di tal natura, lo ascoltavano sempre un po' incerti e sorpresi,
+temendo ch'egli si beffasse di loro.
+
+Ma Berto proseguì imperterrito, la sigaretta tra l'indice e il medio
+della destra, la sinistra affondata nella tasca della giacca:
+
+--Non solo il sentimentalismo è ridicolo, ma è ridicolo anche il
+sentimento per questa specie d'animale incomprensibile....
+
+--....«cette espèce de cruche»,--abbellì Paolino.
+
+--....che è la donna,--concluse Berto Candriani.--Per conto mio, senza
+essere un conquistatore come te, Paolino, nè un dominatore come Nino
+d'Este, ho sempre cercato donne che si potessero mettere alla porta
+entro le ventiquattr'ore, e non ho avuto il minimo sentimento per
+alcuna, mai, in tutta la mia vita....
+
+La dichiarazione era troppo netta ed esplicita, perchè gli amici intorno
+non ne afferrassero il significato; ma Paolino strizzò l'occhio, e disse
+ridendo:
+
+--Come parla bene!... Io, intanto, ho trovato il Martellieri che mi ha
+dato torto sulla questione delle americane; trovo Berto che mi dà torto
+sulla questione del sentimento. Se continua così, rinunzio alla
+parola!...
+
+--Ma no; tu non hai torto,--interruppe Berto.--Se ti ho dato torto, mi
+sono spiegato male. Io voleva dire....
+
+Alzando gli occhi in quel punto, vide che un servo era sopraggiunto e
+dal suo contegno capì che aspettava di potergli parlare.
+
+--Io voleva dire che dei due modi, il modo secco e il modo
+sentimentale,--proseguì rapidamente,--preferisco il primo, lo trovo più
+logico, più giusto, o almeno più adatto alla nostra indole. A te,
+Paolino, non mancano argomentazioni per difendere il tuo pensiero;
+specialmente se parli francese!
+
+E mentre gli altri ridevano e la discussione si faceva più vivace, egli
+si avvicinò al servo e gli chiese:
+
+--Che cosa c'è?
+
+--Una signora desidera parlarle,--rispose il servo a bassa voce.
+
+--Non ricevo!--disse Berto recisamente.
+
+Ma quando il servo era già per allontanarsi, egli lo richiamò, senza ben
+comprendere a quale dubbio rispondesse.
+
+--La signora è qui?--riprese.
+
+--Sì, Eccellenza....
+
+--Non sarà una delle solite mendicanti?
+
+--Non mi pare.
+
+--Che tipo è?
+
+--E giovanissima, molto elegante, e....
+
+--E...?--incalzò Berto.
+
+Il servo esitò.
+
+--E mi pare molto spaventata,--disse infine.
+
+--Che stupidaggini ti passano pel capo?--esclamò Berto.--La farai
+accomodare nel salotto grigio, e le dirai che abbia la bontà di
+attendere un istante.
+
+--Sì, Eccellenza.
+
+Berto ritornò verso i suoi amici.
+
+--Vi chiedo scusa se vi lascio,--egli disse.--Mi è stata annunziata una
+visita d'affari; rimanete qui, ve ne prego.
+
+Nino d'Este s'alzò finalmente dalla poltrona.
+
+--No, no, caro,--egli rispose.--In casa tua si sta troppo bene, e noi
+abbiamo fatto tardi. Ce ne andiamo.
+
+Berto Candriani strinse la mano agli amici, e mentre questi, ancora
+discutendo e ridendo, uscivano in tumulto, egli si avviò verso il
+salotto grigio.
+
+
+
+
+XVI.
+
+
+Ritta sulla soglia, appoggiato il braccio sinistro allo stipite e il
+viso al braccio, Loredana aspettava, tremando. Aveva avvertito un clamor
+di voci e di risate, poi un silenzio improvviso; guardava il salotto
+grigio, brillantemente illuminato dalle lampadine elettriche, e le
+pareva che i divani, le poltrone, le portiere molli, i cortinaggi
+pesanti, e una certa atmosfera tepida e profumata dessero al luogo un
+senso d'intimità quasi carnale.
+
+Alla sua destra ella vide un piccolo quadro di Félicien Rops, un quadro
+strano intitolato: «Le vol et la prostitution dominent le monde»; una
+femmina seminuda e un uomo a mezza maschera, stretti insieme da una
+fascia, posavano i piedi caprigni sul globo; ed era nel viso dell'una
+l'artiglio della crapula e sotto la mezza maschera dell'altro si
+delineava il ghigno cinico del delitto....
+
+A poco a poco, fissando la terribile femmina, Loredana ne sentì paura;
+le sembrò un simbolo e un monito, e che ridesse di lei, e si movesse a
+lei incontro, quasi per serrarla tra le braccia.... Si volse per
+fuggire; ma in quell'istante la portiera che le stava di faccia fu
+sollevata, e Berto Candriani comparve.
+
+Egli si lasciò sfuggire un grido.
+
+Loredana sentì che la sua personalità l'abbandonava; aveva tanto pensato
+a quell'ora, a quel colloquio, che le parve di agire e di parlare come
+un automa, come se qualcuno alle sue spalle suggerisse parole e gesti;
+pensò alla femmina dai piedi caprigni, e le corse un fremito dalla nuca
+alle reni.
+
+Pure, mosse ella per prima, verso Berto, e gli disse con voce soffocata:
+
+--Chi c'è di là?
+
+--Nessuno,--rispose Berto, parlando istintivamente sottovoce.--Erano
+amici; sono partiti. Ma come devo interpretare questa vostra visita? Che
+cosa devo pensare?
+
+Ella chiuse gli occhi e mormorò:
+
+--Come vorrete....
+
+Berto la vide subito impallidire spaventosamente; avvicinatale una
+poltrona, la fece sedere, le si mise a ginocchi innanzi, e Loredana
+rimase un istante così, bianca in volto, gli occhi chiusi, mentre Berto
+andava baciandole le mani guantate. Poi ella s'accorse che lievemente,
+lievemente, con perizia consumata, le toglieva il cappello e il veletto,
+e di nuovo inginocchiandosi le posava le labbra sulle mani.
+
+Riaprì gli occhi, e guardandolo ai suoi piedi, notò la cicatrice lucida
+e ardente che gli traversava la faccia come un formidabile colpo di
+scudiscio.
+
+--Sono da lei,--disse.--Sono fuggita. Ho abbandonato Filippo. Lo amo
+ancora, lo amo sempre, non amo che lui; ma sua madre muore, e io devo
+fuggirlo.... Sono venuta a ricoverarmi da lei.... Che caldo è in questa
+camera; mi sento soffocare!
+
+Senza levarsi in piedi, slacciò la pelliccia e la lasciò cadere intorno,
+cosicchè parve che il busto snello sbucasse da quel nido candido e
+morbido maculato di nero. Guardandosi in giro, ella si vide in uno
+specchio; non aveva più il cappello, non più la pelliccia; era svestita,
+quasi fosse tornata nella propria casa; e quell'uomo le stava ai piedi,
+muto, umile, e già padrone di lei....
+
+Lo spettacolo la rivelò a sè medesima. Si drizzò di scatto, esclamando:
+
+--No; che cosa faccio? Sono pazza....
+
+Anche Berto s'era alzato, e mettendosele innanzi, le disse prestamente:
+
+--Non fugga: è in casa d'un gentiluomo. Si calmi. Ho bisogno di sapere e
+di parlarle. Se vorrà partire di qui, io non la tratterrò.... Mi dia
+l'amara soddisfazione di chiederle perdono. Ho scontato il mio errore.
+Sono stato veramente colpevole, ma sono parso più colpevole ai suoi
+occhi, perchè lei ha creduto a un capriccio, mentre io l'ho amata e
+l'amo con profondo sentimento.... Non fugga, la scongiuro....
+
+Loredana tornò a sedere, raccogliendosi intorno la pelliccia bianca.
+
+Non appena Berto la vide così, calma e attonita, uscì dal salotto e
+ritornò precipitosamente, tenendo in mano una bottiglia e nell'altra una
+coppa. Nè egli nè la giovane avvertirono il ridicolo di quella corsa;
+Berto spinse innanzi a Loredana una piccola tavola sostenuta da quattro
+svelti grifi, e versando, posò la coppa vicino alla sua ospite.
+
+--Bevete,--disse,--ve ne prego: vi darà forza.
+
+Loredana aveva visto che il liquido gorgogliante era sciampagna; ella
+fece un gesto per rifiutare, e rispose:
+
+--No, non è possibile; mi farebbe male.
+
+Il Candriani non l'ascoltava; ebbro di gioia, potendola guardare con
+l'intensità di un desiderio non più rattenuto, la guardava tutta,
+bramosamente, dalla testa ai piccoli piedi, la cui punta sbucava dal
+lembo estremo della gonna.
+
+--Io vi farò dimenticare Filippo,--egli disse a un tratto.--Voi non
+l'amerete più; io sono libero e solo, posso dedicarvi intera la mia
+vita.... Amatelo oggi ancora, non importa; è giusto che lo amiate; dovrò
+io cancellare la sua imagine dal vostro cuore.
+
+E di repente proruppe:
+
+--Sono felice; sono felice di vedervi presso di me; vi siete ricordata
+che vi ho offerta la mia amicizia in un caso estremo, e questo mi
+consola di molti dolori.... Ah vi assicuro, Loredana, che non sono più
+lo sventato che avete conosciuto un giorno! Vi amo teneramente e spero
+di potervi rassicurare....
+
+Ella troncò le sue parole con un gesto.
+
+--No,--rispose.--Non vi amerò mai.
+
+Si guardò intorno, e vedendo la coppa, la portò alle labbra che sentiva
+arse da un'interna febbre.
+
+--Ascoltatemi,--proseguì imperiosamente.--Sono qui, non perchè vi ami,
+non perchè io creda alla vostra amicizia, ma perchè voglio e devo
+perdermi.
+
+--Loredana, Loredana, per carità!--interruppe Berto.
+
+--Devo perdermi. Egli sta per commettere un delitto. Sua madre ammalata
+gli ha chiesto di abbandonarmi, ed egli ha rifiutato.... No, io non
+posso accettare questo sacrificio; è una cosa orrenda; io devo lasciarlo
+e in maniera ch'egli non mi cerchi più, non mi desideri più.... Non
+voglio far male a sua madre, che per me ha già tanto sofferto.... Se
+morisse, ah se morisse, quale rimorso, quale vergogna!... E un giorno
+egli si sveglierebbe da questa follia; e tra me e lui, sempre, sempre,
+io vedrei il cadavere di sua madre.... Bisogna che io gli impedisca di
+disonorarsi!
+
+Berto, ritto in piedi, ascoltava con un senso di maraviglia la giovane,
+che parlava velocemente agitata da violento orgasmo; alla prima
+pallidezza era subentrato un rossore febbrile che le imporporava le
+guance, le faceva brillare intensamente gli occhi, le invermigliava le
+labbra dando loro un color di vivo sangue.
+
+Tanto gli piacque così stesa nella poltrona e affondata nella candida
+pelliccia, che Berto si chinò ancora a baciarle le mani. Loredana lo
+respinse.
+
+--Io voleva uccidermi,--proseguì,--ma sarebbe stato un nuovo scandalo;
+avrebbero forse accusato Filippo della mia morte.... Ah come sono
+maligni tutti!... Mi è stato detto in faccia che io sono la vostra
+amante, che la mia onestà non vale nulla perchè nessuno mi crede, che un
+uomo è ladro quando tutti lo dicono ladro.... Quante cose ho imparato,
+spaventevoli! E allora ho pensato che avevano ragione. Il solo che non
+dubitava di me era Filippo; egli crede al mio amore e alla mia onestà,
+di cui tutti ridono; e bisogna dunque ch'egli pure non creda più, perchè
+si salvi.... Ho pensato che poichè mi dicono vostra amante, ogni sforzo
+è inutile, e io non potrò più liberarmi da questa accusa....
+
+--Non parlare così,--interruppe Berto.--Ti fa troppo male....
+
+Ella lo fissò con gli occhi sbarrati; quel «tu» le parve più brutale
+d'un bacio che le avesse chiuso improvvisamente la bocca; ma Berto se ne
+avvide, e soggiunse:
+
+--Vi chiedo scusa; non volevo offendervi. Vi amo, e non ho saputo
+dominarmi.
+
+--No,--disse Loredana, alzandosi,--mi lasci andare!
+
+Berto osò stendere una mano su di lei.
+
+--Ve ne prego,--mormorò,--rimanete ancora.....
+
+Loredana rabbrividì; raccolta la pelliccia, cercò degli occhi il
+cappello. Ma mentre stava per riprenderlo, si arrestò quasi folgorata da
+un pensiero.
+
+Dove andava? A casa, sua? Filippo l'avrebbe ripresa. A casa di Filippo?
+La madre di lui ne sarebbe morta. E Filippo a quell'ora doveva aver già
+letto le poche righe che Loredana gli aveva lasciato: «Non ti
+dimenticherò mai; ti amerò sempre; quanto più ti parrò lontana, tanto
+più sarò tua....» E dopo questo, ella sarebbe tornata da lui, a capo
+basso, a guisa d'una scolaretta pentita, e sempre troppo tardi per
+essere perdonata?
+
+Vide ancora quella maledetta femmina dai piedi caprigni, seminuda, che
+col braccio destro levato sembrava imporle di fermarsi. Si volse, e
+all'altro lato vide Berto, il quale non osava muoversi per trattenerla,
+non osava parlare per non impaurirla, e andava guardandola, per
+indovinar dal gesto di lei la risoluzione che avrebbe presa.
+
+Ella tornò alla sua poltrona, vi si lasciò cadere, non disse parola.
+
+Seguì in tal modo un silenzio angoscioso di alcuni minuti, durante i
+quali Loredana e Berto si fissarono acutamente, immobili, quasi
+scrutandosi; ma Berto non potè resistere più a lungo, le si avvicinò di
+nuovo, le afferrò le mani.
+
+--Resta!--disse con voce velata dalla passione.--Resta! Te ne scongiuro!
+So che non mi ami, e ciò non mi spaventa....
+
+Egli cercava di toglierle un guanto; ella se ne avvide, e lo sbottonò
+con un rapido gesto, offrendogli la mano e il polso nudi da baciare; ma
+quando sentì quelle labbra avide sulle carni, volse il capo quasi con
+ribrezzo.
+
+--No!--disse.--Aspettate!
+
+Afferrò la coppa e la vuotò avidamente, poi la tese di nuovo a Berto
+perchè versasse ancora, e di nuovo bevve; ma scorgendosi nello specchio,
+gettò la coppa vuota a terra, dove s'infranse.
+
+--Che cosa volete fare di me?--disse poi.
+
+--Tutto quello che tu mi comanderai,--rispose Berto.--Io sono libero;
+posso partire oggi stesso, stanotte, domani, quando tu me lo chieda.
+
+--Sì,--dichiarò Loredana.--Partiremo subito. Andremo a Roma.
+
+Ella diede in una risata così cruda e sardonica, che Berto la guardò
+impaurito.
+
+--A Roma,--ripetè Loredana.--Dovevo andarvi con Flopi; andrò con voi.
+Non è lo stesso? Non sono la vostra amante? Non hanno voluto che io
+fossi la vostra amante? Un uomo o un altro, poco importa.... Perchè non
+andiamo anche a Sirmione?... Io voglio calpestare tutto il mio passato,
+io voglio distruggere ogni ricordo, io voglio che non rimanga più nulla,
+più nulla di ciò che mi è stato tanto caro, e che mi farebbe
+arrossire!... Ah, voi non sapete l'orrore che io sento per la vita!...
+Voi non pensate che a impossessarvi di me; lo vedo nei vostri occhi, e
+non capite che io non sono più viva, non capite che io vi odio, e più vi
+avvicinate a me e più vi odio!...
+
+Berto non rispose, ma la sua mano che teneva la mano della giovane,
+allentò la stretta; egli si ritrasse, percosso dalla veemenza selvaggia
+di quelle parole.
+
+--Perchè mi volete?--seguitò Loredana, lanciandogli uno sguardo di
+sprezzo.--Io amo Filippo, e mi sacrifico per lui. Non è chiaro? Non è
+chiaro che io voglio perdermi per salvare lui? Non ve l'ho detto già! E
+ho scelto proprio voi, perchè egli mi disprezzi tanto che non mi cerchi
+più!... E voi vi prestate a questo giuoco?... Se io acconsentissi a
+diventar la vostra amante, sarebbe quello il momento in cui amerei di
+più Filippo, perchè sarebbe quello il sacrificio più grave che io potrei
+fargli.... E non lo avete capito? Come devo dirvi che io non vi amerò
+mai?
+
+Stretto dalla logica feroce, che sembrava dettata da quel bisogno di
+mordere e di distruggere onde Loredana si sentiva tutta vibrare, Berto
+non trovò dapprima risposta; poi ebbe la parola unica che spiegava
+qualunque follia:
+
+--Ma io ti amo,--disse.--Io ti amo, Loredana; e non so altro....
+
+La giovane lo guardò, sentendo ch'egli non mentiva; le parve sommesso e
+vinto, e ne ebbe pietà.
+
+--Suvvia,--mormorò, alzandosi,--mi lasci andare!
+
+--Dove, dove vuoi andare?--chiese Berto, movendo un passo verso di
+lei.--Dove vuoi andare, così?
+
+Ella s'era avviata alla porta, senza cappello, come una pazza.
+
+Berto la guardò elegante e sottile nell'abito tutto liscio color
+d'ametista, leggiadramente ornato con una lista di pelliccia scura, che
+le correva intorno al petto e per l'estremo lembo della gonna a guisa
+d'un serpentello.
+
+Usciva, partiva, fuggiva; d'improvviso aveva sentito che il sacrificio
+era troppo ripugnante, che meglio era morire, riposare, non pensare più
+ad alcuno, e aveva ricordato il canale nero e fondo che scorreva innanzi
+alla casa di Berto.
+
+L'ora era tarda, la luce fievole, la gente rada in quella serata
+d'inverno. Loredana avrebbe potuto gettarsi all'acqua e affogarvi, senza
+che alcuno accorresse.
+
+--Dove vuoi andare?--ripetè Berto.
+
+S'incontrarono sul limitare e si fissarono, l'uno con gli occhi
+fiammeggianti di desiderio, l'altra con lo sguardo smarrito della
+disperazione; ma perchè essa voleva procedere, egli l'afferrò per le
+braccia e la rattenne.
+
+Loredana ruppe di nuovo in una risata.
+
+Aveva in bocca il sapore di quel fango al quale s'abbeverano gli umani,
+di quel fango che è tutta la vita, e un'arsura insaziata le bruciava le
+vene, come avesse ingoiato un fuoco liquido....
+
+Qualcuno alle spalle di Berto--forse la femmina seminuda dai piedi
+caprigni--gli suggerì un pensiero: la giovane non si sarebbe mai decisa
+nè a partire, nè a rimanere, nè a vivere, nè a morire; bisognava
+forzarla.
+
+Egli l'attrasse bruscamente al petto, le suggellò la bocca con la bocca
+dandole un bacio così lungo, che pareva, volesse beverne la vita,
+l'anima, il sangue; sentì che Loredana s'inclinava a poco a poco, si
+rovesciava indietro, e assecondò il movimento senza staccar la bocca
+dalla bocca agognata, e l'adagiò sul divano ampio.
+
+
+
+
+XVII.
+
+
+Fu una lieta primavera, quella del 1894 a Venezia. Una falange
+sterminata di stranieri calò da tutte le parti del mondo, le donne e gli
+uomini già ebbri di delizie e di desiderio, con l'anima vibrante di quel
+romanticismo sensuale che Venezia, la torpida, ispira.
+
+Nuove passioni e nuovi drammi pullularono tra quell'affoltata di gente,
+e la Piazza San Marco divenne in certe serate un prodigioso salotto pel
+quale s'aggiravano le eleganti di New-York e di Parigi, di Londra e di
+Vienna, di Berlino e di Pietroburgo, lasciando sui loro passi un solco
+di profumi esotici.
+
+Esse vedevano Venezia con gli occhi della leggenda e della storia e la
+loro anima si trasformava, effondendosi e pervertendosi fra i tesori
+d'arte e il silenzio mortale della città voluttuosa. La gondola, lenta e
+carezzevole, agile e muta, faceva loro sognare i sogni erotici e le
+rapide tragedie dei romanzi; la notte, o rischiarata dal raggio lunare
+sui rii e sui canali, o tenebrosa o velata, sembrava loro così
+enimmatica e stravagante quale in nessun'altra città del mondo.
+
+Le più belle donne avevano una falange d'ammiratori, quasi tutti
+veneziani, che ne aspettavano ogni anno il passaggio, non diversamente
+dal cacciatore che aspetta lo stormo della ghiotta selvaggina. Esse
+s'imbevevano il giorno della luce e dei salsi umori di Lido, felici di
+quella piena vita animale che ingagliardisce il sangue e stende sulle
+carni una delicata patina di bronzo; la sera, tornavano alle consuete
+eleganze o nelle grandi sale dei grandi alberghi o in Piazza San Marco.
+
+Si susurrava di passioni e di capricci, di gelosie e di tradimenti.
+
+Il suicidio d'una giovane inglese, un duello tra due russi, avevano
+messo in tumulto la città; poi rapidamente le grandi feste offerte da un
+patrizio alla colonia straniera e uno straripare di lusso portentoso,
+una vera orgia di colori e di bellezze e di dovizie, avevan cancellato
+la memoria di quelle drammatiche vicende. E l'eco del tripudio non era
+spenta, chè la fuga d'una giovinetta con un uomo attempato aveva
+riaperto i fiumi dei discorsi scandalosi; poi una nuova festa, la
+colonia straniera che ringraziava il patrizio dell'ospitalità ricevuta,
+profondendo altri tesori, sfoggiando nuovo fasto, e l'arrivo del Re, e
+la caduta d'un ministero, e un accavallarsi di fatti piccoli e grandi,
+avevan dato materia alle chiacchiere e non avevano saziato la curiosità
+instancabile degli uomini.
+
+La vita correva la sua corsa senza freno, superba, indifferente,
+inconsapevole, travolgendo ed esaltando, premiando e punendo; e il nome
+di questo o di quello roteava come un palèo.
+
+Un giorno sulla terrazza di Lido, un pugno di gentiluomini faceva corona
+ad alcune dame, la contessa Lombardi, la contessa Fausta di Montegalda,
+la duchessa di Torrecusa. Erano gli uomini il conte Alvise Priùli, il
+conte Mercatelli, parecchi giovani, tra i quali il conte Paolino
+Berlendi.
+
+Paolino aveva enunziato anche in quei giorni che la donna americana si
+riconosce a occhio; aveva tenuto una scommessa, e aveva scambiato
+un'austriaca per un'americana. Se ne rideva ancora. Paolino
+imperturbabile aveva osservato che nelle vene dell'austriaca, per
+qualche dimenticato incrocio, doveva scorrere sangue americano; e
+conosciuta personalmente la giovane, se ne era innamorato. Anche questo
+episodio aveva fatto ridere; ma Paolino Berlendi, senza badare ai frizzi
+dei compagni, dava intanto una caccia accanita alla straniera e sperava
+impigliarla nelle sue reti.
+
+--Che cosa guardate?--gli domandò Fausta d'un tratto.
+
+La bellezza della contessa pareva scintillare sotto il sole; i capelli
+neri avevan riflessi azzurrini e gli occhi cilestri esprimevano una
+dolce ingenuità qualche poco in contrasto con l'anima sensuale ed
+egoista della donna.
+
+--Guardo tutte queste forestiere,--disse Paolino.--Non vi pare che
+giungano a Venezia già ubbriache d'amore e di Ruskin?
+
+--Voi parlate del Ruskin come d'un liquore,--osservò la contessa
+Lombardi sorridendo.
+
+--È vero; ma io preferisco il cognac,--rispose Paolino.--Il fatto è che
+le straniere sono innamorate.
+
+--E di chi?--domandò Fausta.
+
+--Di me, contessa!--affermò Paolino trionfante.
+
+Gli uomini risero.
+
+--Ma sai tu chi è il Ruskin?--domandò il conte Priùli.
+
+--No; non l'ho mai letto....
+
+--È naturale,--disse il Priùli.--Tu devi darti all'agricoltura, e
+sappiamo che studi accanitamente per distinguere una patata da una
+barbabietola.
+
+--Un'austriaca da un'americana,--corresse Fausta di Montegalda.
+
+Già Paolino stava per rispondere, quando un silenzio improvviso si fece.
+
+Era comparso sulla terrazza il conte Filippo Vagli, colui che per lunghi
+mesi la società elegante capitanata da Fausta di Montegalda aveva
+chiamato «il povero Flopi».
+
+Molti fili argentei intessuti ai capelli un giorno tutti neri, il
+cerchio grigiastro intorno agli occhi, le spalle un poco appesantite
+davano l'impressione che Filippo fosse invecchiato repentinamente. Egli
+era sempre ilare e sereno, ma chi l'avesse fissato con attenzione si
+sarebbe accorto che la tranquillità e l'allegria di cui dava prova eran
+dovute a un continuo sforzo, a una instancabile vigilanza sopra sè
+medesimo.
+
+Quando egli si credeva non osservato, la sua fisionomia mutava d'un
+tratto, quasicchè la maschera gli fosse caduta, e allora si vedeva
+l'uomo ferito mortalmente da un'angoscia insanabile, torturato da
+qualche desiderio, malcontento di sè e degli altri, disperato di poter
+mai più trovare un bene nella vita. Poi l'orgoglio lo riafferrava, si
+guardava intorno nel timore che qualcuno gli avesse letto dentro
+l'anima, e riprendeva la sua maschera di gaiezza e di contento.
+
+Queste alternative, così notevoli che si sarebbe detto che due caratteri
+albergassero nello stesso corpo, non erano sfuggite all'occhio degli
+amici; e specialmente tra i più giovani, una simpatia silenziosa s'era
+formata per Filippo Vagli.
+
+Colui che aveva sentito fare strazio del proprio nome da una folla avida
+di scandalo, aveva visto la stessa folla ammutolire innanzi a un dolore
+alto e sincero, a guisa del molosso che s'accovaccia ai piedi del
+padrone. Filippo avrebbe dato metà del suo sangue per vivere ancora tra
+i sibili e i cachinni della maldicenza piuttosto che tra le nuove
+manifestazioni di rispetto, nelle quali egli sospettava una mal celata
+pietà. Ma tutto era finito, ogni cosa era miserabile, e mai come in quel
+tempo s'era sentito tanto lontano da ciò che faceva, dall'esistenza
+frivola alla quale s'era dovuto acconciare, e che sembrava non
+lasciargli un'ora libera.
+
+Egli gettò un'occhiata al gruppo, e salutò da lontano. Aveva visto tra
+gli uomini Paolino Berlendi, che con quel suo carattere scapato,
+sventato, impertinente e, nel fondo, generoso e sentimentale, gli
+rammentava un altro; Filippo si studiava di non mostrare a Paolino
+l'antipatia che quella somiglianza morale gli aveva ispirato.
+
+Entrò, e volse a sinistra.
+
+--Va a fare la sua corte alla Fioresi,--disse Fausta, che lo seguiva con
+l'occhio.
+
+In fondo alla terrazza, a sinistra di chi entrava, Giselda Fioresi era
+seduta con la madre.
+
+La fanciulla dalla chioma fulva indossava un abito leggero color
+turchino con le maniche di prezioso merletto. S'era fatta più bella, il
+suo corpo s'era invigorito e sul volto le si diffondeva un'espressione
+che non aveva mai avuta, quell'espressione di riposo che è propria di
+chi giunge a una meta dopo lunga guerra.
+
+Quando vide Filippo avvicinarsi, le sue labbra si schiusero a un placido
+sorriso.
+
+--Si sposano?--domandò il Berlendi che guardava la scena.
+
+--Si sposano,--confermò Fausta con voce secca.
+
+--Flopi invecchia; è all'ultima tappa.
+
+Dovevano sposarsi il mese appresso, e del matrimonio si parlava con
+incessante curiosità. Due casate come quelle dei Fioresi e dei Vagli non
+avrebbero potuto non dare alla cerimonia tutta la solennità, tutta la
+magnificenza che le convenivano, e le donnette già parlavano del corredo
+di Giselda come d'una maraviglia mai vista.
+
+--Lo zio Roberto avrà finalmente i «flopini»!--osservò il conte Priùli.
+
+--E Flopi i milioncini,--aggiunse il Berlendi.
+
+--Non lo fa per questo!--rispose freddamente il Priùli.--Tu non lo
+conosci; Filippo si sposa per obbedire a sua madre.
+
+--La sola cosa poco aristocratica di questo matrimonio,--osservò
+Fausta,--è la gioia straripante di Giselda.
+
+E storse la bocca, quasi avesse visto qualche spettacolo repulsivo.
+
+Le dame s'alzarono per avviarsi, ma in quel punto sopraggiunse Nino
+d'Este, che parve cercar qualcuno con gli occhi; ravvisò la contessa
+Lombardi e le corse incontro.
+
+--Lei mi aveva chiesto notizie di Berto Candriani?--egli disse.
+
+--Oh bravo! Parliamo di Berto Candriani!--esclamò Paolino.--«Il a jeté
+son bonnet par dessus le moulin»!
+
+Alvise Priùli gli diede una gomitata, perchè abbassasse la voce.
+
+--Le porto le notizie,--continuò Nino d'Este, ed estrasse dalla tasca un
+giornale romano che consegnò a Paolino Berlendi.
+
+--Ti ringrazio di quest'atto di fiducia,--disse Paolino.--Poco fa,
+Priùli sosteneva che io non so leggere.
+
+--Ma fate presto!--interruppe Fausta di Montegalda.
+
+--Ecco qua: «Un'automobile sfasciata»....
+
+--Mio Dio!--esclamò la contessa Lombardi.
+
+--«Un'automobile sfasciata»,--seguitò a leggere Paolino.--«Jeri, verso
+le quattro, l'automobile del conte Berto Candriani, notissimo patrizio
+veneziano ospite della nostra città».... Come sa farsi la _réclame_
+questo briccone!
+
+--Volete finirla? Vi tolgo il giornale!--minacciò Fausta.
+
+Paolino Berlendi si fece serio e lesse tutto di seguito:
+
+--....«percorrendo la Via Appia, presso la tomba di Cecilia Metella,
+urtò un baroccio da vino, e cadde sul fianco. Lo _chauffeur_ rimase
+ferito. Il conte Candriani e la contessina Loredana De Carolis, sbalzati
+a parecchi metri di distanza si sollevarono incolumi».
+
+--Contessina!--esclamò Fausta con un sorriso beffardo.--I giornali
+romani non sono bene informati.
+
+--È quel benedetto nome di Loredana che li trae in inganno!--osservò il
+conte Priùli.
+
+La comitiva si avviò.
+
+--Io vorrei sapere che cosa andavano a fare sulla Via Appia!--disse a un
+tratto Paolino Berlendi.
+
+--Io sono contenta che Berto non si sia fatto male,--dichiarò la
+contessa Lombardi.--Ma chi ci avrebbe detto che sarebbe scappato con
+quella ragazza?
+
+--È la fine di tutti gli uomini di spirito,--osservò Nino d'Este.--Anche
+Paolino un giorno sposerà la sua balia.....
+
+--Voi avete torto,--ribattè Paolino.--Mi dicono che Loredana sia una
+ragazza bella e intelligente..... E io propongo una cosa: mandiamo il
+giornale a Filippo!...
+
+--Siete matto?--esclamò la contessa Lombardi.
+
+--Non credete che gli farà piacere d'apprendere che la sua amica si
+diverte e ruzzola a gambe in aria con Berto Candriani?
+
+--Suvvia, siete sconveniente!--disse Fausta, mordendosi le labbra per
+non ridere.
+
+Ma Paolino Berlendi mandò un grido.
+
+--Guardate!--egli esclamò.--Guardate quella signora che ci viene
+incontro: è un'americana. Lo si vede a occhio; guardate come cammina,
+come sorride, come gestisce.... È un'americana....
+
+Gli altri guardarono. La signora che si avvicinava, elegantissima, era
+alta e bionda; un giovanotto bruno l'accompagnava. Ma tutti diedero in
+una risata.
+
+--Caro mio,--disse poscia Alvise Priùli.--Quella è una russa: la
+contessa Tatiana Semenow, di Pietroburgo!...
+
+Paolino Berlendi accese una sigaretta.
+
+--E io me ne infischio!--egli concluse tra i denti.
+
+Ma cinque minuti appresso nessuno più pensava alla russa, a Filippo, a
+Loredana, a Berto, a Giselda.
+
+La vita dominava inesorabile tra un profluvio di luce calda e dorata.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+ MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+
+ EDIZIONE ILLUSTRATA DI GRAN LUSSO
+
+ La Divina Commedia
+
+ DI
+
+ Dante Alighieri
+
+ NELL'ARTE DEL CINQUECENTO
+
+ (Michelangelo, Raffaello, Zuccari, Vasari, ecc.)
+
+ A CURA DI CORRADO RICCI.
+
+
+La magnifica opera forma un volume in-folio di XXXVI-320 pagine a due
+colonne, stampato in rosso e nero, con 288 DISEGNI intercalati nella
+magistrale introduzione di CORRADO RICCI e nelle tre Cantiche. Le
+celebri tavole di FEDERICO ZUCCARI e di GIOVANNI STRADANO, ch'erano
+ancora per la massima parte inedite, e che formano il nucleo
+fondamentale delle illustrazioni di questa nuova edizione della
+_Commedia_, sono riprodotte in _facsimile_ policromo su 67 GRANDI TAVOLE
+FUORI TESTO IN CARTA A MANO, e montate su _passe-partout_. La
+riproduzione fu fatta dalla nostra casa, col permesso del Ministero
+della pubblica istruzione, sul codice esistente nella Galleria degli
+Uffizi a Firenze, mercè i processi fotomeccanici più moderni e delicati.
+Per universale consenso l'opera dello Zuccari, come dimostra il Ricci
+nella sua prefazione, è la maggiore e più interessante illustrazione che
+l'Italia abbia mai prodotto. Questi disegni abbiamo voluto separare dal
+testo adagiandoli sopra una carta dal fondo intonato alle carte del
+cinquecento di cui abbiam curato la speciale fabbricazione "a mano"
+contrassegnandola con la nostra sigla. Inoltre nel nostro volume si fa
+larga parte a tutto ciò che la pittura, e in qualche modo la scoltura,
+hanno operato attingendo soggetti e ispirazioni alla _Divina Commedia_,
+dal terribile Caronte del Buonarroti, sino all'_Inferno_ di Bernardino
+Poccetti inciso dal Callot nel 1612. Ogni copia è legata alla bodoniana,
+o chiusa in cartella, a scelta del committente, e costa
+
+ =Cento Lire.=--Legata in tela e oro, L. 110.
+
+ In pelle e oro o in pergamena e oro, L. 125.
+
+(_Formato del vol. cent. 43×32. Peso del vol. alla bodon. Kg. 5,500
+circa_).
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+
+
+ Romanzi Italiani
+
+ EDIZIONI TREVES
+
+
+ Adolfo =Albertazzi=.
+
+ Ora e sempre L. 1 --
+ Novelle umoristiche 1 --
+ In faccia al destino 3 50
+
+ Riccardo =Alt=.
+
+ O uccidere, o morire 1 --
+
+ Diego =Angeli=.
+
+ L'orda d'oro 3 50
+
+ Luigi =Archinti=.
+
+ Il lascito del Comunardo 1 --
+
+ Massimo d'=Azeglio=.
+
+ Nicolò de' Lapi. (2 vol.). 2 --
+ Ettore Fieramosca 1 --
+
+ A. G. =Barrili=.
+
+ Capitan Dodèro 1 --
+ Santa Cecilia 1 --
+ Il libro nero 2 --
+ I Rossi e i Neri (2 vol.) 2 --
+ Le Confessioni di Fra Gualberto 1 --
+ Val d'Olivi 1 --
+ Semiramide 1 --
+ Notte del commendatore 4 --
+ Castel Gavone 1 --
+ Come un sogno 1 --
+ Cuor di ferro e Cuor d'oro (2 volumi) 2 --
+ Tizio Caio Sempronio 3 50
+ L'Olmo e l'Edera 1 --
+ Diana degli Embriaci 3 --
+ La conquista d'Alessandro 4 --
+ Il tesoro di Golconda 1 --
+ Il merlo bianco 3 50
+ La donna di Picche 1 --
+ L'XI comandamento 1 --
+ Il ritratto del diavolo 1 --
+ Il Biancospino 1 --
+ L'anello di Salomone 3 50
+ O tutto o nulla 3 50
+ Amori alla macchia 3 50
+ Monsù Tomè 3 50
+ Fior di Mughetto 3 50
+ Dalla rupe 3 50
+ Il conte Rosso 3 50
+ Lettore della Principessa 4 --
+ Casa Polidori 4 --
+ La Montanara (2 vol.) 2 --
+ Uomini e bestie 1 --
+ Arrigo il Savio 1 --
+ La spada di fuoco 4 --
+ Il giudizio di Dio 4 --
+ Il Dantino 1 --
+ La signora Àutari 1 --
+ La sirena 1 --
+ Scudi e corone 4 --
+ Amori antichi 4 --
+ Rosa di Gerico 1 --
+ La bella Graziana 3 50
+ Le due Beatrici 1 --
+ Terra vergine 1 --
+ I figli del cielo 1 --
+ La castellana 3 50
+ Fior d'oro 1 --
+ Il prato maledetto 3 50
+ Galatea 1 --
+ Il diamante nero 1 --
+ Raggio di Dio 1 --
+ Il ponte del Paradiso 3 50
+ Tra cielo e terra 3 50
+
+ Ambrogio =Bazzero=.
+
+ Storia di un'anima 4 --
+
+ Antonio =Beltramelli=.
+
+ Anna Perenna 3 50
+ I primogeniti 3 50
+ Il cantico 3 50
+
+ Silvio =Benco=.
+
+ La fiamma fredda 1 --
+ Il castello dei desideri 3 50
+
+ Leo =Benvenuti=.
+
+ Racconti romantici 1 --
+ Serenada, racconto sardo 1 --
+
+ Vittorio =Bersezio=.
+
+ La carità del prossimo 1 --
+ Povera Giovanna! 1 --
+ Il debito paterno 1 --
+ Aristocrazia (2 volumi) 2 --
+
+ P. =Bettòli=.
+
+ Il processo Duranti 1 --
+ Giacomo Locampo 1 --
+ Carmelita 1 --
+ La nipote di don Gregorio 1 --
+
+ Alberto =Boccardi=.
+
+ Cecilia Ferriani 3 50
+ Ebbrezza mortale! 1 --
+ Il peccato di Loreta 1 --
+ L'irredenta 1 --
+
+ Camillo =Boito=.
+
+ Storielle vane 1 --
+ Senso 1 --
+
+ Virgilio =Brocchi=.
+
+ Le aquile 3 50
+
+ E. A. =Butti=.
+
+ L'Incantesimo 4 --
+ L'Automa 1 --
+
+ Antonio =Caccianiga=.
+
+ Il bacio della contessa Savina 1 --
+ Villa Ortensia 1 --
+ Il Roccolo di Sant'Alipio 1 --
+ Sotto i ligustri 3 50
+ Il Convento 3 50
+ Il dolce far niente 1 --
+ La famiglia Bonifazio 1 --
+ Brava gente 1 --
+
+ Luigi =Capranica=.
+
+ Donna Olimpia Pamfili 1 --
+ La congiura di Brescia (2 volumi) 2 --
+ Maschere sante 1 --
+ Fra Paolo Sarpi (2 vol.) 2 --
+ Papa Sisto (4 volumi) 4 --
+ Racconti 2 --
+ Contessa di Melzo (2 vol.) 2 --
+ Re Manfredi (3 vol.) 3 --
+ Maria Dolores 1 --
+ Le donne di Nerone 3 50
+
+ Luigi =Capuana=.
+
+ Homo 1 --
+ Marchese di Roccaverdina 4 --
+ Rassegnazione 3 50
+ Passa l'amore 3 50
+
+ =Castelli=.
+
+ Ultime rose d'autunno 1 --
+
+ Enrico =Castelnuovo=.
+
+ Nella lotta 3 50
+ La contessina 3 --
+ Dal 1.º piano alla soffitta 4 50
+ Lauretta 3 50
+ Due convinzioni 4 --
+ Filippo Bussini juniore 4 --
+ Alla finestra 3 50
+ Sorrisi e lagrime 3 50
+ L'onor. Paolo Leonforte 1 --
+ Natalia ed altri racconti 1 --
+ _P.P.C._ Ultime novelle 3 50
+
+ Domenico =Ciàmpoli=.
+
+ Diana 4 --
+ Il barone di San Giorgio 1 --
+
+ Luigia =Codèmo=.
+
+ La rivoluzione in casa 2 --
+
+ =Cordelia=.
+
+ Il regno della donna 2 --
+ Dopo le nozze 3 --
+ Prime battaglie 2 --
+ Vita intima 1 --
+ Racconti di Natale 3 50
+ Casa altrui 1 --
+ Alla ventura 4 --
+ Catene 1 --
+ Per la gloria 3 50
+ Forza irresistibile 3 50
+ Il mio delitto 1 --
+ Per vendetta 1 --
+ L'incomprensibile 1 --
+ Verso il mistero 3 50
+
+ Filippo =Crispolti=.
+
+ Un duello 1 --
+
+ Gabriele =D'Annunzio=.
+
+ Il Piacere 5 --
+ L'innocente 4 --
+ Trionfo della Morte 5 --
+ Le Vergini delle Rocce 5 --
+ Il Fuoco 5 --
+ Le novelle della Pescara 4 --
+ Prose scelte 4 --
+
+ Ippolito Tito =D'Aste=.
+
+ Ermanzia 1 --
+ Mercede 1 --
+
+ Edmondo =De Amicis=.
+
+ La vita militare 4 --
+ Alle porte d'Italia 3 50
+ Il romanzo d'un maestro (2 volumi) 2 --
+ Fra scuola a casa 4 --
+ La carrozza di tutti 4 --
+ Memorie 3 50
+ Capo d'anno 3 50
+ Nel Regno del Cervino 3 50
+ Pagine allegre 4 --
+ Nel Regno dell'Amore 5 --
+
+ Grazia =Deledda=.
+
+ I giuochi della Vita 3 50
+
+ Gian =Della Quercia=.
+
+ Il Risveglio 1 --
+ Sul meriggio 4 --
+
+ Federico =De Roberto=.
+
+ L'illusione 1 --
+ Una pagina della storia dell'Amore 1 --
+
+ F. =Di Giorgi=.
+
+ La prima donna 1 --
+
+ Cesare =Donati=.
+
+ Flora Marzia 2 --
+
+ Paulo =Fambri=.
+
+ Pazzi mezzi e serio fine 2 --
+
+ Onorato =Fava=.
+
+ La discesa di Annibale 1 --
+
+ Gemma =Ferruggia=.
+
+ Fascino 1 --
+
+ Ugo =Fleres=.
+
+ L'anello 1 --
+
+ =Gavotti=.
+
+ Nora 3 --
+ Viaggio di un distratto 2 --
+
+ Piero =Giacosa=.
+
+ Specchi dell'enigma 3 50
+
+ Arturo =Graf=.
+
+ Il Riscatto 1 --
+
+ O. =Grandi=.
+
+ Macchiette e novelle 1 --
+ Destino 1 --
+ Silvano 1 --
+ La Nube 1 --
+
+ Luigi =Gualdo=.
+
+ Decadenza 1 --
+ Matrimonio eccentrico 1 --
+
+ F. D. =Guerrazzi=.
+
+ L'assedio di Firenze (2 volumi) 2 --
+ Il destino 2 --
+ Battaglia di Benevento. Veronica Cybo (2 vol.) 2 --
+
+ =Jarro=.
+
+ L'assassinio nel vicolo della Luna 1 --
+ Il processo Bartelloni 1 --
+ I ladri di cadaveri 1 --
+ La figlia dell'aria 1 --
+ Apparenze (2 volumi) 2 --
+ La polizia del diavolo 1 --
+ L'Istrione 1 --
+ La vita capricciosa 1 --
+ La duchessa di Nala 1 --
+ La principessa 1 --
+
+ Paolo =Lioy=.
+
+ Chi dura vince 3 --
+
+ =Manetty=.
+
+ Il tradimento del Capitano (2 volumi) 2 --
+
+ G. =Marcotti=.
+
+ Il conte Lucio 1 --
+
+ =Mercedes=.
+
+ Marcello d'Agliano 1 --
+
+ =Neera=.
+
+ Crevalcore 4 --
+
+ Ippolito =Nievo=.
+
+ Le confessioni di un ottuagenario (3 volumi) 3 --
+
+ A. S. =Novaro=.
+
+ L'Angelo risvegliato 3 --
+
+ Enrico =Panzacchi=.
+
+ I miei racconti 3 --
+
+ Antonio =Palmieri=.
+
+ Novelle Maremmane 3 50
+
+ Alfredo =Panzini=.
+
+ La lanterna di Diogene 3 50
+ Piccole storie del Mondo grande 1 --
+
+ Emma =Perodi=.
+
+ Suor Ludovica 1 --
+ Caino e Abele 1 --
+
+ =Petruccelli della Gattina=.
+
+ Memorie di Giuda 2 --
+ Le notti degli emigrati a Londra 1 --
+ Il sorbetto della regina 1 --
+ Il re prega 1 --
+
+ Luigi =Pirandello=.
+
+ Erma bifronte 3 50
+ Esclusa 3 50
+
+ Carlo =Placci=.
+
+ Mondo mondano 1 --
+
+ Marco =Praga=.
+
+ La Biondina 1 --
+
+ Mario =Pratesi=.
+
+ Le perfidie del caso 1 --
+
+ Corrado =Ricci=.
+
+ Un'illustre avventuriera 3 50
+ Rinàscita 3 50
+
+ Egisto =Roggero=.
+
+ Le ombre del passato 1 --
+
+ Gerolamo =Rovetta=.
+
+ Sott'acqua 3 50
+ Tiranni minimi 1 --
+ I Barbarò o Le lagrime del prossimo (2 volumi) 5 --
+ Il primo amante 3 50
+ Il processo Montegù 1 --
+ Novelle 1 --
+
+ Ferdinando =Russo=.
+
+ Memorie di un ladro 1 --
+ Il destino del Re 1 --
+
+ Roberto =Sacchetti=.
+
+ Candaule 3 --
+ Entusiasmi (2 volumi) 2 --
+
+ =Sara=.
+
+ I peccati degli avi 1 50
+
+ G. A. =Sartorio=.
+
+ Romæ Carrus Navalis 1 --
+
+ Isabella =Scopoli-Biasi=.
+
+ L'erede dei Villamari 1 --
+
+ Matilde =Serao=.
+
+ All'erta, Sentinella! 4 --
+ Suor Giovanna della Croce 4 --
+ La Ballerina 3 50
+
+ =Serra-Greci=.
+
+ Adalgisa 1 --
+ La fidanzata di Palermo 1 --
+
+ =Sfinge=.
+
+ Dopo la vittoria 1 --
+
+ I. =Trebla=.
+
+ Volontario d'un anno.--Sottotenente
+ di complemento 3 --
+
+ L. A. =Vassallo=.
+
+ La signora Cagliostro 1 --
+ Guerra in tempo di bagni 1 --
+
+ Giorgio =Velieri=.
+
+ Elegie mondane 3 50
+
+ Giovanni =Verga=.
+
+ Eva 2 --
+ Novelle 2 50
+ Cavalleria rusticana 3 --
+ Per le vie 1 --
+ Il marito di Elena 1 --
+ Eros 1 --
+ Tigre reale 1 --
+ Mastro-don Gesualdo 3 50
+ Ricordi del capit. d'Arce 1 --
+ I Malavoglia 3 50
+ Don Candeloro e C. 1 --
+ Vagabondaggio 3 50
+ Dal mio al tuo 3 50
+
+ G. =Visconti-Venosta=.
+
+ Il curato d'Orobio 4 --
+ Nuovi racconti 3 50
+
+ =Zena Remigio=.
+
+ La bocca del lupo 1 --
+ L'apostolo 3 50
+
+ =Zùccoli=.
+
+ La Compagnia della Leggera 3 50
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano
+
+
+
+
+ È uscito il 13.º migliaio
+
+ LA NAVE
+
+ Tragedia in un prologo e tre episodi
+
+ DI
+
+ Gabriele d'Annunzio
+
+ CON FREGI DI
+
+ DUILIO CAMBELLOTTI
+
+ _In-8, in carta di lusso:_ =CINQUE LIRE=.
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano
+
+
+
+
+ _EDIZIONE ILLUSTRATA_
+
+ _dell'ultima e interessantissima opera di_
+
+ Edmondo De Amicis
+
+ NEL REGNO DELL'AMORE
+
+
+Quest'opera che appena uscita pochi mesi fa suscitò l'entusiasmo del
+pubblico giungendo subito a nove edizioni e in pari tempo ottenne le
+lodi più ampie della critica, si compone di novelle e di bozzetti
+drammatici e comici. Nessun'opera meglio di questa si prestava
+all'illustrazione.
+
+Abbiamo intrapresa la pubblicazione di una splendida edizione
+illustrata da
+
+ G. Amato, R. Salvadori, R. Pellegrini.
+
+Sarà completa in 6 o 7 fascicoli o meglio volumetti. Ogni volumetto,
+con coperta colorata, può stare a sè.
+
+_Prezzo di ogni volumetto di oltre 100 pagine in-8_
+
+ UNA LIRA.
+
+Sono usciti i primi quattro volumetti:
+
+ I. =L'ORA DIVINA=
+ FIORE DEL PASSATO--IL NUMERO 28--LA QUERCIA E IL FIORE.
+
+ II. =UN COLPO DI FULMINE=
+ "NICHTS"--LETTORE TRADITORE.
+
+ III. =SULLA SCALA DEL CIELO=
+ CASA CIRIMIRI.
+
+ IV. =IL SUPPLIZIO DEL GELOSO=
+ OCHINA--IL CAPPOTTO CLANDESTINO.
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+
+
+PREZZO DEL PRESENTE VOLUME: Lire 3,50.
+
+
+NUOVI ROMANZI E NOVELLE
+
+(_Edizioni Treves_)
+
+
+ Albertazzi. _In faccia al destino_ 3 50
+
+ Angeli. _L'orda d'oro_ 3 50
+
+ Barrili. _Tra cielo e terra_ 3 50
+
+ Beltramelli. _Il Cantico_ 3 50
+
+ Benco. _Il Castello dei desideri_ 3 50
+
+ Brocchi. _Le Aquile_ 3 50
+
+ Capuana. _Rassegnazione_ 3 50
+ _Passa l'Amore_ 3 50
+
+ Castelnuovo. _P. P. C. Ultime novelle_ 3 50
+
+ De Amicis. _Nel Regno dell'Amore_ 5 --
+
+ Giacosa (Piero). _Specchi dell'Enigma_ 3 50
+
+ Haydée. _Racconti di Natale_ 4 --
+
+ Melegari (Dora). _Artefici di Pene e Artefici di Gioie_ 3 50
+
+ Neera. _Crevalcore_ 4 --
+
+ Palmieri. _Novelle Maremmane_ 3 50
+
+ Panzini. _La Lanterna di Diogene_ 3 50
+
+ Pirandello. _Erma bifronte_ 3 50
+ _L'Esclusa_ 3 50
+
+ Placci. _In automobile_ 4 --
+
+ Praga. _La biondina_ 1 --
+
+ Russo. _Memorie d'un ladro_ 1 --
+ _Il destino del Re_ 1 --
+
+ Verga. _Dal tuo al mio_ 3 50
+
+ Zùccoli. _La Compagnia della Leggera_ 3 50
+
+
+ DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
+
+ =I Moncalvo= di Enrico Castelnuovo.
+
+ =Centocelle= " Diego Angeli.
+
+ =Eldorado= " Guglielmo Anastasi.
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute,
+correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati
+inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):
+
+ Pag. 74 - accorse [accorsa] tutta maravigliata
+ Pag. 130 - Così, ti preparavi [prepararvi] a sposarmi?
+ Pag. 135 - e allora, comprendendo [comprenprendendo]
+ Pag. 300 - Partiremo subito [subuto].
+
+Grafie alternative mantenute:
+
+ figurati / figùrati
+ mormorio / mormorìo
+ seguito / sèguito
+ orecchia / orecchio
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of L'amore di Loredana, by Luciano Zùccoli
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'AMORE DI LOREDANA ***
+
+***** This file should be named 34346-8.txt or 34346-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net and
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+produced from images generously made available by Biblioteca
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+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+ License. You must require such a user to return or
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+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
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+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
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+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
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+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
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+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
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+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
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+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
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+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
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+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
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+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
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+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
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+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
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+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+The Project Gutenberg EBook of L'amore di Loredana, by Luciano Zùccoli
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+Title: L'amore di Loredana
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+Author: Luciano Zùccoli
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+Release Date: November 16, 2010 [EBook #34346]
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+Language: Italian
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'AMORE DI LOREDANA ***
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
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+<p class="center">DEL MEDESIMO AUTORE:</p>
+
+<p class="center"><i>La Compagnia della Leggera</i>, novelle <span class="dist">L. 3&nbsp;50</span></p>
+
+<hr />
+
+<h1><span class="smcap big">l'Amore di Loredana</span><br />
+<br />
+<span class="smaller g">ROMANZO<br />
+DI</span><br />
+<br />
+<span class="smcap big">Luciano Zùccoli</span></h1>
+
+<div class="figcenter" style="width: 136px;">
+<img src="images/marchio.jpg" width="136" height="177" alt="" title="" />
+</div>
+
+<p class="center g">MILANO<br />
+<span class="small">FRATELLI TREVES, EDITORI</span><br />
+1908</p>
+
+<hr />
+
+<p class="center g">PROPRIETÀ LETTERARIA</p>
+
+<p class="center"><i>I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i
+paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda.</i></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center">Milano. — Tip. Treves.</p>
+
+<hr />
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p>
+
+<p class="center"><span class="bigger">L'AMORE DI LOREDANA</span></p>
+
+<hr />
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<h2 class="lighter">PRIMA PARTE.<br />
+<br /><br />
+I.</h2>
+
+<p> — Prendi quelle valigie e portale in questo
+scompartimento. Su, presto, che il treno riparte!</p>
+
+<p>La voce nota diede un sussulto a Loredana,
+che stava sola, ancora col velo grigio abbassato
+sugli occhi, come quando era partita da Venezia.</p>
+
+<p> — In questo? — domandò il facchino.</p>
+
+<p> — Ma sì, su questo!...</p>
+
+<p>Filippo salì, sorrise a Loredana, si volse a
+prender dalle mani del facchino le valigie, le
+collocò sulla rete, e sedette infine di fronte alla
+giovane, con un sospiro di sollievo. Poco dopo,
+lo sportello era chiuso e il treno riprendeva la
+marcia.</p>
+
+<p>Filippo non aspettò altro, e si chinò a baciar
+le mani dell'amica, poi il volto e le labbra, senz'attendere
+ch'ella raccogliesse il velo sulla
+fronte.</p>
+
+<p> — Hai fatto bene, — egli disse, enunziando
+<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span>mille pensieri in una volta. — Siamo soli. Fra
+un'ora saremo giunti. Sai chi ho trovato alla
+stazione di Venezia? Mi hai visto parlare con un
+signore alto e calvo? È il conte Lombardi: mi
+ha invitato a pranzo per lunedì, e ho accettato.
+Dove saremo lunedì?... Ma tu, cara, sei spaventata?...
+Quanta gratitudine ti debbo, cara!... Vedrai:
+non aver paura, non accadrà nulla, non
+ti toccheranno, non ti faranno nulla....</p>
+
+<p>La campagna triste fra Verona e Peschiera
+era sinistramente illuminata dalla luce sanguigna
+del tramonto che alcune nuvole grige interrompevano.</p>
+
+<p>Loredana non diceva parola, tenendo le mani
+tra le mani di Filippo, sempre col viso celato
+da quel velo bigio, che pareva la togliesse dal
+mondo, l'allontanasse da tutti, la dovesse nascondere
+come una delinquente.</p>
+
+<p> — Ascoltami, cara, — seguitò Filippo. — Hai
+scritto alla mamma?</p>
+
+<p> — Sì....</p>
+
+<p> — Che cosa le hai scritto?</p>
+
+<p>La fanciulla non rispose subito. Le veniva innanzi
+agli occhi della mente la visione della sua
+casetta bianca nel campiello solitario; e la mamma
+che ogni mattina entrava a chiederle che
+cosa desiderasse per colazione; poi la mamma
+usciva, andava per la spesa, e, tornata, preparava
+la colazione per la figliuola, che con una
+vestaglia bianca e lunga, raccoglieva intanto i
+capelli intorno alla testa e si guardava nello
+specchio e si dava un po' di cipria e si sorrideva.
+La vestaglia bianca e lunga era stata abbandonata,
+anche quella, come tutto il resto....<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span></p>
+
+<p> — Le ho scritto, — rispose Loredana scuotendosi. — Le
+ho scritto che non si dia pensiero;
+che avrà mie notizie.... Voglio scriverle anche
+stasera, subito.... Si può?</p>
+
+<p>Filippo scosse la testa.</p>
+
+<p> — Domani ci raggiungerebbe! Puoi scrivere, e
+io manderò la lettera a un mio amico a Roma,
+perchè la faccia partire di là.</p>
+
+<p> — Così la mamma la riceverà tardi, — osservò
+Loredana, — e per tanto tempo non saprà
+nulla.</p>
+
+<p> — Due giorni: fra due giorni sarà a destinazione....</p>
+
+<p>La fanciulla rimase muta e guardò il tramonto
+tragico. A quell'ora, la mamma e la figlia terminavan
+di cenare, e si mettevano alla finestra
+prospiciente il campiello, dove i bambini del vicinato
+si raccoglievano a far chiasso. Sul davanzale
+la mamma disponeva il vassoio col bricco,
+e andava centellinando l'ultima tazza di caffè....</p>
+
+<p>Loredana guardò acutamente Filippo. Che sapeva
+egli di tutte quelle cose, delle piccole cose
+amate, tanto piccole nei giorni di pace e tanto
+tristi a rammentar come perdute?</p>
+
+<p>Ella ritrasse le mani dalle mani di lui e sentì
+che il cuore le doleva, che la vita era cupa e
+misteriosa, che quel cielo pareva farle entrar
+nell'anima tutta la disperata violenza del suo colore
+di sangue.... Con quali parole avrebbe ella
+potuto esprimere quel tormento a colui che le
+era così vicino e così lontano?...</p>
+
+<p>A Peschiera, nello scompartimento salì un uomo:
+andava a Brescia e non aveva trovato posto<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span>
+in seconda classe. Vedendo Filippo e la signora
+col velo, si ritrasse in un angolo, dopo
+aver posto sulla rete una valigia grossolana,
+biancastra con gli angoli di pelle rossa; e chiuse
+gli occhi, senza addormentarsi, quasi per far
+comprendere che non voleva disturbare, che sentiva
+di essere importuno, ma sapeva esser discreto.</p>
+
+<p> — Sei stato mai sul lago di Garda? — chiese
+Loredana, dopo aver guardato con diffidenza il
+nuovo viaggiatore.</p>
+
+<p> — Sì, due volte. In questo mese, con questo
+caldo, siamo sicuri di non trovar nessuno che
+possa importunarci.</p>
+
+<p> — Come farò?... — disse nuovamente la fanciulla,
+ma poi s'interruppe impacciata.</p>
+
+<p> — Come farai, che cosa? — domandò Filippo,
+riprendendole una mano e accarezzandola.</p>
+
+<p>Era venuto in mente alla ragazza, fra tanti pensieri
+gravi e terribili, era venuto anche in mente
+che non aveva abiti, non biancheria, nulla di
+nulla. Fuggita dalla casa col pretesto di salutare
+un'amica, non possedeva che gli indumenti dei
+quali era vestita, e aveva tre lire nel borsellino.</p>
+
+<p> — Non vuoi dirmi? — incalzò Filippo con la
+dolcezza di chi prega.</p>
+
+<p>La fanciulla trovò modo di cambiar la frase:</p>
+
+<p> — Ci son negozii a Desenzano?</p>
+
+<p>Filippo capì e si mise a ridere.</p>
+
+<p> — Oh non importa, — disse.</p>
+
+<p>Loredana non osò più insistere e chiedere spiegazioni:
+non importava, la sua roba, non contavan
+nulla i suoi abitini modesti, a parecchi<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span>
+dei quali aveva dato mano la mamma; non contavan
+nulla i suoi oggetti d'abbigliamento, i
+braccialetti, gli anelli, i pettini per la testa....
+Tutto perduto e scomparso per sempre, come la
+vestaglia bianca! Ella sospirò e si guardò l'abito
+nero, che aveva indossato di furia, perchè
+capitato prima sotto gli occhi in quell'ora di
+decisione suprema.</p>
+
+<p>Il treno rallentò la corsa e si fermò.</p>
+
+<p> — San Martino! — gridò un impiegato, — San
+Martino della Battaglia!...</p>
+
+<p>Filippo stava per additare alla sua amica la
+torre storica, allorchè lo sportello fu aperto e
+un signore attempato salì nello scompartimento.</p>
+
+<p>Era un uomo sui sessant'anni, robusto, acceso
+in volto, con basette brizzolate e ancor folti
+capelli bianchi; gli occhi grigi fissarono un
+istante Filippo, e più attentamente la sua compagna,
+il volto della quale era sempre celato dal
+velo.</p>
+
+<p> — Buona sera, — disse Filippo sorridendo. — Vai
+a Fasano?...</p>
+
+<p> — Oh, — esclamò il signore, mentre stendeva
+la mano a Filippo. — Non ti avevo riconosciuto!...
+Sì, vado in villa, per qualche giorno....</p>
+
+<p>Guardò di nuovo Loredana, facendole un inchino,
+al quale essa rispose con un cenno del
+capo.</p>
+
+<p> — E tu?... Non ti ho mai veduto da queste
+parti...!</p>
+
+<p> — Un capriccio, — borbottò Filippo impacciato. — Farò
+una corsa fino a Riva....</p>
+
+<p> — Bravo, bravo, bravo! — concluse il signore<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>
+con tutta l'aria di chi non crede una parola.</p>
+
+<p>E mentre il treno si rimetteva in moto, aperse
+la valigia e ne trasse un libro, lanciando un'occhiata
+sospettosa all'uomo che stava nell'angolo
+dello scompartimento e teneva ancora gli occhi
+chiusi....</p>
+
+<p>Filippo guardò Loredana ed ambedue pensarono
+che quell'incontro era noioso, ma senza pericolo.
+La fanciulla conosceva di vista il signore
+e ne aveva udito parlare molto a Venezia.</p>
+
+<p>Zio di Filippo, il conte Roberto Vagli, noiato,
+stanco, indifferente, si occupava poco degli affari
+altrui, e punto di ciò che faceva il nipote.
+Egli trovava tutto possibile, tutto giusto, tutto
+bene, purchè non gli si desse noia e non lo si
+disturbasse nelle sue abitudini....</p>
+
+<p>Col libro in mano, un romanzo inglese, si volse
+ancora a Filippo:</p>
+
+<p> — Ti fermi all'Albergo Reale? — domandò.</p>
+
+<p> — Sì, e riparto domattina.</p>
+
+<p> — Io pure: ma tu partirai col battello delle
+dieci e venti?</p>
+
+<p> — Sì.</p>
+
+<p> — E io più presto, col legno.</p>
+
+<p>Rassicurata così la coppia, poichè per non disturbare
+e non essere disturbato avrebbe dormito
+a un altro albergo se fosse stato possibile,
+il conte Roberto aperse finalmente il libro e si
+mise a leggere.</p>
+
+<p>Loredana, allora, osò guardarlo un istante con
+un lieve sorriso. Dalle poche parole scambiate
+con Filippo, riconosceva bene l'uomo che Filippo<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span>
+le aveva così spesso descritto, e sentì una
+strana gratitudine pel signore che non si occupava
+di lei. Forse egli stesso, molti anni addietro,
+aveva viaggiato in qualche parte del mondo
+con una fanciulla; certo, i suoi amori non
+erano stati sempre regolari; aveva fatto male
+e aveva fatto bene, aveva visto molte cose esotiche,
+molti paesi lontani, aveva conosciuto molta
+gente, ormai dispersa. E non giudicava.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">II.</h2>
+
+<p>A Desenzano, di piena sera, sul piazzale della
+stazione, si dovette aspettare che i bagagli di
+Filippo fossero caricati.</p>
+
+<p>Il conte Roberto era già salito nell'omnibus
+dell'albergo; Loredana vi si era pure rincantucciata,
+all'angolo opposto; solo Filippo restava
+fuori, impaziente, presso la fanciulla.</p>
+
+<p> — Dimmi, — chiese il conte Roberto. — Hai
+molti bagagli?...</p>
+
+<p> — Cinque bauli, due valigie e tre cappelliere.</p>
+
+<p> — Santo Dio, potevi dirmelo.... Avrei preso una
+carrozza, per non rimanere in questo sporco omnibus
+ad aspettare tanto!</p>
+
+<p>Filippo si mise a ridere.</p>
+
+<p> — Ora vengono, zio!... Eccoli qua.</p>
+
+<p> — Cinque bauli! — ripetè lo zio. — Tu viaggi
+con gli utensili di cucina?...</p>
+
+<p>Ma ricordandosi che il nipote non viaggiava<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+solo, si morse le labbra e si pentì dell'osservazione,
+che poteva sembrare scortese....</p>
+
+<p> — Sono pesanti! — esclamò poi, udendo sul
+capo il rimbombo dei bauli calati sull'imperiale. — Chi
+sa quante deliziose galanterie!...</p>
+
+<p>E sembrandogli così d'aver rimediato allo sgarbo,
+non disse più parola.</p>
+
+<p>Quando l'omnibus, traballando sul selciato, si
+mosse, Loredana si sforzò di veder qualche cosa,
+guardando fuori del finestrino, ma la città le
+sembrò orribile, soffocata, male illuminata, coi
+ciottoli che davano al veicolo sobbalzi continui.</p>
+
+<p>Un senso improvviso di paura le pervase l'animo.
+Pareva che tutto fosse finito, che la mamma
+fosse morta, il sole sprofondato tra la nuvolaglia;
+la fanciulla si strinse tacitamente a Filippo,
+il quale doveva essere per lei ogni cosa
+al mondo, e Filippo le prese una mano e la tenne
+finchè l'omnibus non entrò sotto l'atrio dell'albergo.</p>
+
+<p>Scesero primi gli amanti; poi il conte Roberto.</p>
+
+<p> — Buona notte, Flopi, — disse il vecchio al
+nipote: e volgendosi al direttore dell'albergo, che
+era accorso salutando, aggiunse: — Questo vostro
+omnibus balla come un orso....</p>
+
+<p> — Colpa dei ciottoli, signor conte, — rispose
+il direttore sorridendo. — L'omnibus è solido.</p>
+
+<p> — Buona notte, zio! — disse Filippo stringendo
+la mano al vecchio.</p>
+
+<p>Il conte salutò, inchinandosi, la sconosciuta e
+scomparve su per la scala.</p>
+
+<p>Filippo volle due camere comunicanti; ordinò<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span>
+di portar tre bauli in quella della signora, e due
+nella sua, e li indicò al facchino.</p>
+
+<p>La camera di Loredana era tappezzata di giallo,
+coi mobili di damasco giallo; la zanzariera
+azzurrastra, scendendo da un baldacchino centrale,
+celava tutto il letto. La camera di Filippo
+era addobbata di stoffa rossa e disposta identicamente
+all'altra.</p>
+
+<p>Loredana corse al balcone a guardare il lago,
+che nella penombra sembrava infinito; solo, nettamente,
+si distingueva il fanale rosso del faro
+sulla diga.</p>
+
+<p>Ella stava assorta in quella contemplazione,
+pensando che il paese sconosciuto era ineffabilmente
+triste, allorchè udì il passo di Filippo.
+Egli aveva aperto i bauli e sorrideva.</p>
+
+<p> — Mi hai chiesto se ci sono negozii a Desenzano, — disse,
+quando l'amica gli fu vicina. — Vedi
+che ho già pensato a tutto? Questo è il
+baule della biancheria; gli altri due contengono
+gli abiti....</p>
+
+<p>La fanciulla si chinò per guardare, ma Filippo
+le afferrò la testa fra le mani e le ricoperse il
+volto di baci.</p>
+
+<p> — Come sei bella! — esclamò. — Non ti vedevo
+da tanto, con quel velo misterioso sulla
+faccia....</p>
+
+<p>Loredana gli rese i baci con un piacere quasi
+violento, sentendosi rassicurata da colui che
+ella s'era abituata a credere più forte, più audace,
+più potente, più libero, più sicuro di tutti....
+E, l'anima divenuta a un tratto leggera e
+aperta, un sorriso sulle labbra, la giovane s'inginocchiò<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span>
+a terra e sollevando con l'agile mano
+quel cumulo di biancheria e di trine, guardò rapidamente
+come fosse composto il suo tesoro.</p>
+
+<p>Filippo in piedi osservava la persona snella
+e pieghevole, la cara testa dai capelli bruni con
+bei riflessi dorati e il collo bianchissimo e le
+piccole mani.</p>
+
+<p> — Sì, a tutto; hai proprio pensato a tutto! — disse
+Loredana, alzando gli occhi a guardare
+l'amico. — E che cosa è questo?</p>
+
+<p>Ella teneva fra le mani uno scrignetto trovato
+sul fondo del baule.</p>
+
+<p> — Apri: dev'essere aperto, — disse Filippo.</p>
+
+<p>Loredana mise lo scrigno sul bordo del camino,
+e aperse. V'erano diversi astucci e ciascuno conteneva
+un gioiello: orecchini formati da due piccole
+perle, due braccialetti d'oro a catenella con
+qualche turchese, e una collana d'oro a maglie
+piccoline che sosteneva una medaglietta col motto:
+«&nbsp;Sempre&nbsp;» da una parte, e dall'altra la data
+di tre mesi prima: «&nbsp;8 maggio 1893&nbsp;». Poi un anello
+con una perla nera ed uno con una grossa turchese....</p>
+
+<p>Filippo aveva voluto che tutto fosse elegante
+e semplice, i gioielli, gli abiti e la biancheria,
+perchè l'amica sentisse d'essere ancora fanciulla,
+legata ancora alla sua vita di ieri. Ella parve
+comprendere quella cura gentile e sorrise dolcemente.</p>
+
+<p> — Una mamma non avrebbe fatto meglio, — mormorò.</p>
+
+<p>E andava volgendo e rivolgendo sul palmo la
+collana e la medaglietta con quella data fatale.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span></p>
+
+<h2 class="lighter">III.</h2>
+
+<p> — Data fatale! — ella pensò e disse ad alta
+voce, senza rammarico.</p>
+
+<p>Poi rapidamente si slacciò il corpetto, passò
+la catena attorno al collo, e sorrise. Nessuno,
+all'infuori di Filippo, doveva veder quella catena,
+e nessuno, all'infuori di Loredana e Filippo,
+sapere e ricordar quella data.</p>
+
+<p> — Gli abiti li vedremo poi; ora scendiamo a
+cenare, — disse Filippo.</p>
+
+<p> — E tuo zio? — mormorò la giovane titubando. — Se
+cena anche lui, mi vedrà senza velo.</p>
+
+<p> — E rimarrà ammirato, — concluse Filippo.</p>
+
+<p>Cenarono sul terrazzo illuminato da tre lampioni
+a gas; il lago era scuro, ma a Loredana
+pareva meno tetro e misterioso. Sulla strada innanzi
+all'albergo non poca gente passava e guardava
+la coppia, forse invidiando. Un piccolo gatto
+bianco e nero, poi un cane pòmero vennero
+a corteggiare i forestieri e ad accattar qualche
+boccone. Le zanzare attratte dalla luce danzavano
+intorno al capo dei due amanti.</p>
+
+<p>Durante la cena, Filippo spiegò il programma
+per l'indomani: dovevano cercare un piccolo albergo
+nascosto o una villetta discreta a Salò o
+a Maderno o a Gargnano; e veder anche la sponda
+veronese, dove assai minore era la probabilità<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>
+d'incontrar gente, poichè i piroscafi non vi
+approdavano.</p>
+
+<p> — La sponda veronese di là dalla penisola di
+Sirmione: Salò da questa parte, oltre il capo Manerba....</p>
+
+<p>E Filippo faceva dei gesti in direzione del lago,
+mentre l'amica sua sorrideva perchè non riusciva
+a distinguer nulla.... Ma un gesto restò a
+mezzo: era comparso sul terrazzo lo zio Roberto,
+seguito dal direttore dell'albergo.</p>
+
+<p> — Se il signor conte permette, — diceva quest'ultimo, — gli
+servirò io stesso una cena di
+suo gusto....</p>
+
+<p> — Sì, roba leggera, ve ne prego! — rispose il
+conte, sedendo a una delle tavole di marmo,
+poco lontano da Filippo.</p>
+
+<p>E vedendo il nipote, come non si fossero lasciati
+un momento prima, gli fe' cenno con la
+mano, salutando:</p>
+
+<p> — Oh, ciao, Flopi!</p>
+
+<p> — Buon appetito, zio!...</p>
+
+<p>Il conte attese che Filippo riprendesse il discorso
+a bassa voce con la fanciulla per darle
+un'occhiata; e la vide bellissima, con quel viso
+bianco e fresco e con quei capelli scuri, che due
+pettini scintillanti di <span class="g">strass</span> trattenevano a pena.
+Ma gli parve pure che ella fosse estremamente
+giovane, non solo per Filippo che aveva da sei
+anni valicato la trentina, ma per chiunque se la
+fosse portata via senza passare dal sindaco e
+dal parroco....</p>
+
+<p> — Che cosa le ha dato da intendere? — pensò
+il conte Roberto. — Non mi pare un'oca, e sta<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+ad ascoltarlo come l'oracolo.... Che cosa le ha
+dato da intendere, dico io?</p>
+
+<p>Egli si volse udendo uno stropiccìo di passi:
+ma mentre s'aspettava di vedersi posta innanzi
+la prima vivanda, scorse invece il cameriere che
+gli tendeva un telegramma sopra un piatto....</p>
+
+<p> — Un telegramma per me? — disse stupito.</p>
+
+<p>Filippo troncò il discorso con Loredana e guardò
+lo zio, che apriva il telegramma. Il conte Roberto
+lo lesse un paio di volte e se lo mise in
+tasca senza dir verbo e senza più volger l'occhio
+al nipote.</p>
+
+<p>Ma cenò di malavoglia, scoperse che il Bardolino
+non aveva un bel colore e acchiappò con
+le mani un paio di zanzare che gli ronzavan troppo
+da vicino.</p>
+
+<p>Loredana s'era ormai alzata da tavola e rientrava;
+passando presso il conte Roberto abbassò
+il capo. Filippo la seguiva.</p>
+
+<p> — Ascolta, — disse il conte Roberto, — verrai
+quest'anno a San Martino a veder la Torre?
+La inauguriamo a ottobre....</p>
+
+<p>Ma non appena s'accorse che la fanciulla era
+scomparsa, mutò voce:</p>
+
+<p> — La mamma chiede tue notizie, — disse. — Come
+la facciamo?</p>
+
+<p> — La mamma? — ripetè Filippo sbalordito. — Che
+mamma?</p>
+
+<p> — Tua madre, mia cognata, la contessa Vagli,
+quella che ti ha dato alla luce, bontà sua! — esclamò
+lo zio Roberto irritandosi.</p>
+
+<p> — E come può sapere che noi siamo qui?</p>
+
+<p> — Chi, <span class="g">noi</span>? Quanto a me, lo sapeva, perchè<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+gliel'ho scritto. Quanto a te, avrai fatto le cose
+con la testa nel sacco. To' guarda!</p>
+
+<p>E il conte Roberto levò da una tasca e mise
+sotto gli occhi di Filippo il telegramma:</p>
+
+<p>«&nbsp;Flopi partito oggi constami trovarsi sul lago.
+Se incontri avvertilo domani denunzieranlo
+Procura Re. — Bianca&nbsp;».</p>
+
+<p>Filippo gettò il foglio giallino sulla tavola e
+non disse nulla.</p>
+
+<p> — Mi pare, insomma, — concluse lo zio, — che
+non tiri vento propizio per te da queste parti....
+Io tornerei indietro....</p>
+
+<p> — Indietro? — esclamò Filippo. — E dove?
+A Venezia?</p>
+
+<p> — Se preferisci che ti denunzino al Procuratore
+del Re, è un altro conto.</p>
+
+<p> — Ma perchè mi denunzierebbero?</p>
+
+<p>Il conte Roberto alzò le spalle.</p>
+
+<p> — E me lo domandi, tu che sei avvocato? La
+tua compagna di viaggio è una bambina; ti denunzieranno
+per corruzione, per seduzione, che
+so io? per ratto....</p>
+
+<p>E ricordando la famosa <span class="g">grida</span> citata dal Manzoni,
+aggiunse con voce tranquillamente allegra:</p>
+
+<p> — «&nbsp;Per rapto de dona honesta&nbsp;».</p>
+
+<p> — Non faranno niente, — disse Filippo. — In
+ogni modo, ci penserò....</p>
+
+<p> — Bravo, pensaci! Il Procuratore del Re penserà
+anche lui a modo suo: e quella disgraziata
+tua madre si divertirà un mondo, fra due pensatori
+di questo genere....</p>
+
+<p>Il conte Roberto si guardò intorno, poi seguitò
+con voce più cauta:<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span></p>
+
+<p> — E chi è quella ragazza?</p>
+
+<p> — Lo hai detto: una bambina, che amo pazzamente,
+che mi ama, e che voglio tener con me.</p>
+
+<p> — Ma non ha più di sedici anni....</p>
+
+<p> — Diciotto....</p>
+
+<p> — Son sempre pochi. E ha il padre, i fratelli,
+una famiglia?</p>
+
+<p> — Non ha che la madre.</p>
+
+<p> — La vuol tenere con sè, — mormorò il conte
+Roberto, come ripensando alla frase del nipote. — O
+che cosa significa questo?</p>
+
+<p> — Vedremo più tardi, — disse brevemente Filippo.</p>
+
+<p> — È di modesta nascita? — riprese lo zio.</p>
+
+<p> — Di modestissima nascita. Con una madre che
+l'adora, e che è troppo debole, troppo ingenua,
+troppo facile a credere, la poveretta si sarebbe
+perduta....</p>
+
+<p>Il conte Roberto interruppe passandosi la mano
+tra i capelli bianchi, con un gesto di comico
+stupore.</p>
+
+<p> — E tu la salvi, — disse poi, — menandola
+a passeggio sul lago di Garda?</p>
+
+<p> — Chi sa? — rispose ancora brevemente Filippo.</p>
+
+<p>Il direttore dell'albergo ricomparve e i due uomini
+tacquero.</p>
+
+<p> — Buona, la vostra cena, — gli disse il conte
+Roberto. — Ma il Bardolino non aveva un bel
+colore. E poi dovete cambiar posto alle scuderie:
+il puzzo di lettiera e di fieno vi ammorba tutto
+l'albergo.</p>
+
+<p> — Il signor conte ha ragione, — assentì il direttore. — Vedremo
+più tardi!<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span></p>
+
+<p> — Vedrà più tardi, anche lui! — borbottò Roberto
+fra i denti.</p>
+
+<p>Si alzò da tavola e s'appoggiò al braccio di
+Filippo ch'era rimasto pensieroso innanzi al vecchio.
+Il conte Roberto era più alto e più tarchiato
+del nipote; Filippo aveva statura media, capelli
+neri e lisci; gli occhi chiari dallo sguardo
+rapido e vivo dicevano un'anima irrequieta e audace;
+ma il colorito del volto che intorno agli
+occhi pareva quasi grigio e certe rughe sottili
+ricordavano una vita di tempeste e di disordini.
+L'uomo di sessant'anni, col volto acceso e i
+capelli bianchissimi, dava più grata impressione
+di freschezza, o avesse goduto e sofferto meno,
+o avesse sortito una tempra meno sensibile.</p>
+
+<p>Roberto e Filippo salirono le scale fino al primo
+piano; innanzi all'uscio della sua camera, lo
+zio disse a bassa voce:</p>
+
+<p> — Arrivederci. Io parto domattina presto. Pensa
+a quello che fai; comunque vada a finire, mi
+sembra una corbelleria, perchè io credo che l'uomo
+non è monogamo.</p>
+
+<p> — Grazie. E... scusami, che cosa scriverai alla
+mamma?</p>
+
+<p>Il conte Roberto alzò bruscamente le spalle e
+sparì nella sua camera senza rispondere.</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">IV.</h2>
+
+<p> — Perdonami, cara, — disse Filippo entrando
+e avvicinandosi a Loredana, che scriveva, seduta
+innanzi a un tavolino. — Mi ha data una lezione
+di storia: la torre, la battaglia, i quadri
+con gli episodii più importanti.... Un quadro rappresenta
+anche lui, che a quei tempi era tenente
+di cavalleria e si è battuto a San Martino.... E
+tu, che hai fatto?</p>
+
+<p>Loredana scriveva a sua madre una lettera felice
+e disperata, piena d'umiltà e di carezze. Filippo
+vide che gli occhi dell'amica erano umidi.</p>
+
+<p> — Amore mio, — disse, chinandosi a guardare, — se
+tu adoperi la carta dell'albergo con la
+veduta del lago, di Desenzano, dei piroscafi, e
+il nome del proprietario e l'indirizzo, tanto vale
+chiamar qui la mamma e il Procuratore del Re.</p>
+
+<p>Si morse le labbra, ma ormai troppo tardi:
+Loredana lo fissava corrucciata e pallida.</p>
+
+<p> — La mamma e il Procuratore del Re? — disse. — Che
+cosa significa?</p>
+
+<p> — Nulla, proprio nulla, ti assicuro, — rispose
+Filippo, accarezzandole lievemente i capelli.</p>
+
+<p> — Che cosa volevi dire? — incalzò la fanciulla. — Come
+ti son venute queste idee?</p>
+
+<p> — Volevo dire che non dobbiamo trascurare
+ogni precauzione e che le imprudenze potrebbero
+recarci qualche noia.<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p>
+
+<p>Loredana prese il foglio di carta già coperto
+di scrittura diritta e uguale, lo fece in pezzi
+minuti e li gettò a terra.</p>
+
+<p>Filippo conosceva da tempo l'anima sdegnosa
+e taciturna della fanciulla. Non pareva fosse
+nata da piccola gente operosa (il padre era stato
+mercante di stoffe a Rialto); ma la sensibilità
+intellettuale, l'intelligenza acuta, la rapida intuizione
+e sopra tutto un orgoglio e un coraggio
+più pronti all'azione che alla parola, facevan pensare
+a un'origine aristocratica, a un atavismo imperioso,
+a un ambiente squisito. E tuttavia, ella
+ora così carezzevolmente e voluttuosamente femmina,
+così sommessa a chi sapeva guidarla, che
+Filippo non ricordava d'aver conosciuto una donna
+più varia d'atteggiamenti e più degna d'amore.</p>
+
+<p>Da tre anni ella si recava a villeggiare con la
+madre a San Donà, in una villetta confinante coi
+poderi dei conti Vagli; e così Filippo le era diventato
+amico, senza sognare che un giorno egli,
+a tanta distanza d'età, avrebbe avuto bisogno di
+quella giovanetta, allora tuttavia con le sottane
+corte e coi capelli sciolti, che le scendevan per
+le spalle.</p>
+
+<p>Egli le aveva raccontato molti fatti della sua
+vita, che gli amici più intimi di lui ignoravano;
+e senza amarlo, ella ne sentiva la protezione
+e la forza. Quand'egli partiva o da San Donà o
+da Venezia per qualche viaggio, una tetra malinconia
+le piombava sul cuore. Ella trovava in
+lui i modi, le forme, la perizia di vita, che scarseggiavano
+o mancavano interamente fra le persone<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>
+le quali frequentavano la casa della mamma,
+piccole borghesi che con l'instancabile chiacchierìo
+la inviperivano e l'allontanavano.</p>
+
+<p>In tre anni, la bambina s'era fatta una giovane
+bella, della fresca e molle bellezza veneziana, e
+a Filippo piaceva. Ma anch'egli non l'amava; era
+la piccola amica....</p>
+
+<p>La piccola amica! Quante volte, sprofondato
+tra i cuscini della gondola silenziosa, o seduto
+in un salotto a fianco d'una dama, o in un
+palco della Fenice tra la luce dorata e lo scintillìo
+dei diamanti, Filippo Vagli aveva pensato
+alla piccola amica, che dormiva tranquillamente
+nella casetta bianca sul campiello muto!
+E rideva dentro di sè, chiedendosi che cosa
+avrebbero detto quelle patrizie, le amiche officiali,
+se avessero conosciuto l'umile sua confidente,
+colei che sapeva farlo sorridere, sapeva
+parlare come a lui piaceva, sapeva ascoltare
+e discutere.</p>
+
+<p>In quei tre anni egli aveva avuto più d'una
+amante; e la voce, per i meandri molteplici del
+pettegolezzo veneziano, esagerato ed innocuo, era
+giunta fino all'orecchio di Loredana, la quale non
+capiva se quei racconti le facevan piacere o se
+l'angustiavano; ma intanto si studiava d'osservare
+le donne che la voce popolare additava quali
+amanti di Filippo, per vedere s'eran belle, se vestivan
+bene, se non erano indegne di lui.</p>
+
+<p>Osò parlarne con Filippo, che ne rise.</p>
+
+<p> — Stia attenta, — egli le disse, — e vedrà
+che ogni mese e fors'anco di quindici in quindici
+giorni il nome della mia amante cambia.<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+Son discorsi di sfaccendati, i quali mi rendono
+il favore di sviar la curiosità dietro mille tracce,
+e non si sono ancora avveduti che io passo tanto
+tempo vicino a lei.</p>
+
+<p> — Non ha amanti, allora? — chiese Loredana.</p>
+
+<p>Essi parlavan di sera, nel tinello; una sera a
+metà gennaio del 1893. Spesse volte si trovavan
+così quasi soli, perchè la mamma, con la
+fiduciosa ospitalità veneziana accresciuta dalla
+stima ch'ella aveva per la figlia, non vigilava
+i loro discorsi e stava innanzi alla finestra della
+saletta a centellare la ventesima tazza di caffè.</p>
+
+<p>E quella domanda, la quale sarebbe parsa ardita
+e sconveniente per un'altra fanciulla, ai due
+amici sembrò così naturale, che si stupirono di
+non aver mai parlato d'un argomento che si prestava
+a tante confidenze.</p>
+
+<p> — No, non ho amanti, — rispose Filippo.</p>
+
+<p>Loredana si mise a ridere.</p>
+
+<p> — Neanche la contessa Fausta di Montegalda? — domandò
+maliziosamente, e soggiunse: — Fausta!
+Che bel nome!</p>
+
+<p> — Toccato! — pensò Filippo. Quindi rispose: — No!</p>
+
+<p> — Eppure, si ricorda quella sera che andai alla
+Fenice l'inverno scorso, con la mamma e gli
+zii? Lei era nel palco della Montegalda, che aveva
+un così bel diadema di brillanti sui capelli
+neri; e qualcuno mi disse che lei era innamorato
+della contessa. Io guardai attentamente e
+capii che avevano ragione.</p>
+
+<p> — In ogni caso, — osservò Filippo, — tra innamorato
+e amante v'è un abisso.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span></p>
+
+<p> — Oh sicuro! — esclamò Loredana con gravità
+comica. — Un abisso!... E lei, tanto timido, si
+spaventa degli abissi....</p>
+
+<p>La fanciulla rise e Filippo la guardò. Non gli
+era mai parsa così bambina come in quell'ora, e
+tutta fresca, con la bocca sinuosa e ardente appena
+ombreggiata da una lievissima pelurie sul
+labbro superiore; e la luce che veniva dai grandi
+occhi scuri gli sembrò più vivida del consueto.</p>
+
+<p>Prima ancora di riflettere, si chinò e baciò
+quegli occhi e quella bocca, mentre Loredana
+abbassava la testa, attonita e sommessa.</p>
+
+<p> — Ciò che egli fa, è ben fatto! — ella pensò. — Ciò
+che egli fa, si può fare!</p>
+
+<p>Loredana pensava in tal maniera, pure senza
+amare Filippo, e Filippo la baciava senza amarla.
+Ma ambedue con ogni sforzo avrebbero difeso
+quella loro strana amicizia, perchè sentivano l'un
+per l'altra una fiducia, che nessuno al mondo
+aveva mai loro ispirato.</p>
+
+<p>Fu in quello stesso mese di gennaio che Filippo
+trovò un giorno la casetta in festa. Era l'onomastico
+della mamma e v'eran due o tre famiglie,
+recatesi a portar dolci e augurii alla buona
+donna. Intorno a Loredana, tutta vestita di
+rosa e lievemente scollata, stavano altre fanciulle,
+e alcuni giovanotti scherzavano con la piccola
+amica di Filippo, la quale rideva e si scaldava
+presso il caminetto, avanzando i piedini
+con una mossa non priva di civetteria.</p>
+
+<p>Filippo guatò lo spettacolo. Tra quei giovani,
+uno fermò specialmente la sua attenzione, un<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+biondo con occhi cerulei; si chiamava Adolfo Gianella,
+era impiegato in una banca e possedeva
+qualche po' di terra in provincia di Vicenza. Parlava
+poco, vigilava gli amici, ascoltava, serrando
+le labbra, i madrigali ch'essi rivolgevano alla
+giovinetta; e sopra tutto, pareva noiato e diffidente
+per la presenza di Filippo. Egli stava
+presso il caminetto, in piedi, di fronte a Loredana;
+e v'era nel suo atteggiamento muto un
+significato di padronanza e di protezione, che
+svelava in lui il fidanzato o almeno l'innamorato
+serio. Dai suoi occhi si sprigionò più d'una
+volta qualche occhiata cupida al collo bianco
+e perfetto di Loredana. Il contegno di Adolfo
+Gianella divenne a poco a poco tanto chiaro, che
+i suoi compagni smisero di corteggiare quella e
+si volsero alle altre ragazze.</p>
+
+<p>Filippo se ne andò, con un male in cuore, con
+una rabbia, con un'angoscia, che lo stupivano
+e lo facevano tremare.</p>
+
+<p>Entrò nel salotto della contessa di Montegalda
+e parve distratto tutto il tempo che vi rimase.
+Fausta gli passò vicino, gli fece un lieve
+cenno di seguirla e quando furono nella sala da
+ballo, deserta, gli chiese:</p>
+
+<p> — Che cosa avete, Flopi?</p>
+
+<p> — Mi fa male il cuore! — egli rispose.</p>
+
+<p> — Male? — ripetè Fausta. — Un male fisico?</p>
+
+<p> — Fisico. Un aneurisma, — disse Filippo sbadatamente.</p>
+
+<p> — Mio Dio! — esclamò la contessa con voce
+soffocata. — Siete pazzo? Di aneurisma si può
+morire!<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span></p>
+
+<p> — Si può morire di tutto, amica, mia! — concluse
+Filippo.</p>
+
+<p>La giovane voleva insistere, chiedere quali cure
+facesse, ma Filippo le lanciò un'occhiata stranamente
+beffarda, e rientrò nel salotto, dove si
+intavolava una partita di <span class="g">boston</span>.</p>
+
+<p>Egli aveva bisogno di sapere, e tuttavia stette
+parecchi giorni senza recarsi a trovar le signore
+De Carolis. La comparsa di quel giovanotto
+biondo con gli occhi cerulei gli aveva fatto sentire
+che un giorno Loredana gli sarebbe stata
+tolta per sempre e ch'egli non avrebbe potuto
+nulla per impedire una cosa tanto semplice e
+tanto grave, poichè non aveva intenzione di sposare
+la fanciulla, d'affrontare una lotta con la
+propria famiglia, con la madre, con le sorelle e
+coi cognati.... Loredana avrebbe appartenuto ad
+Adolfo Gianella, impiegato di banca e piccolo
+possidente.</p>
+
+<p>Fausta di Montegalda conobbe in quei giorni
+molte amarezze; Filippo era irascibile e pareva
+che il fasto e l'eleganza della giovane signora
+lo irritassero, quando per l'addietro gli erano stati
+tanto cari. In un convegno, egli sbadigliò più
+d'una volta, mentre Fausta gli esponeva, come
+nei primi tempi del loro amore, i progetti per la
+primavera, per l'estate, per l'autunno, tutto un
+programma di divertimenti, studiato in modo da
+non dover vivere troppo lontani l'uno dall'altra.</p>
+
+<p>Quello stesso giorno, Filippo incontrò in Piazza,
+sotto le Procuratie Nuove, Loredana che camminava
+frettolosa, di ritorno dall'aver fatto alcune
+compere. Egli la salutò e tirò dritto, perchè<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+evitava di farsi vedere dagli amici con una fanciulla,
+ch'essi non conoscevano e che non apparteneva
+al loro «&nbsp;mondo&nbsp;»; il quale era un gruppo
+di men che duecento persone. Ma tornò presto
+indietro, e corse a casa delle De Carolis.</p>
+
+<p>Loredana era molto impacciata; Filippo era
+freddo e pieno di rabbia. Anche il fatto, punto
+nuovo, d'averla trovata sola per istrada, gli faceva
+dispiacere, sebbene non avesse mai ignorato
+che la signora De Carolis permetteva alla
+figlia, come del resto usavan tutte le sue amiche,
+di uscire sola a far compere o di andare
+sola a far visita alle conoscenti.</p>
+
+<p>Infine, per togliere quell'ombra che s'addensava
+tra di loro, la fanciulla raccontò a Filippo
+che l'avevano fidanzata, da un mese circa, ad
+Adolfo Gianella.</p>
+
+<p> — Le piace? — domandò Filippo.</p>
+
+<p> — No, per niente.</p>
+
+<p> — Le pare che sarà felice con lui?</p>
+
+<p> — Ne dubito molto.</p>
+
+<p> — E allora?</p>
+
+<p>Allora? La mamma aveva consigliato così; la
+famiglia Gianella era contenta; Adolfo era innamorato
+e minacciava d'uccidersi e di uccidere,
+se Loredana non fosse stata sua. Poi, che cosa
+poteva fare ella al mondo? Adolfo era un giovane
+onesto, in buona posizione, e le voleva bene
+davvero.... Ella s'era rassegnata e il fidanzamento
+era avvenuto.</p>
+
+<p> — Senza dirmi nulla! — interruppe Filippo.</p>
+
+<p> — Non osavo, — confessò la fanciulla, guardando
+l'amico a occhi socchiusi, tra le lunghe<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+ciglia. — Del resto, che cosa poteva importare
+a lei? Lei non si occupa di queste piccole miserie.</p>
+
+<p>Filippo non rispose, ma disse a se medesimo,
+che infatti egli non poteva e non doveva occuparsi
+dell'avvenire di Loredana, poichè non voleva
+toglierla ad Adolfo e sposarsela lui.</p>
+
+<p> — Tutto ciò che la riguarda m'interessa, — osservò. — La
+mia amicizia aveva qualche diritto.</p>
+
+<p>La fanciulla chinò il capo e non rispose. Una
+sofferenza nuova sorgeva nel suo cuore per quell'interrogatorio.
+Aveva qualche diritto, Filippo?
+E allora anche lei aveva qualche diritto, e pur
+tuttavia Filippo le aveva sempre taciuto, anzi
+le aveva sempre negato quell'amore per la contessa
+di Montegalda, del quale si parlava ormai
+con sicurezza in città.</p>
+
+<p>La madre sopravvenne, e mostrò a Loredana i
+campioni di alcune stoffe per gli abiti della fanciulla.
+Filippo volle sceglierne due egli stesso,
+ma la signora De Carolis osservò ch'eran troppo
+cari; bisognò contentarsi dei più semplici,
+che a Filippo sembrarono anche molto brutti.
+Egli comparò mentalmente la vita modesta, quasi
+povera della sua piccola amica col lusso onde
+si circondava Fausta; e fu intenerito, ricordando
+che Loredana non si lagnava mai, non badava
+a quei particolari meschini, non invidiava
+nessuno.</p>
+
+<p>Fausta sarebbe rimasta intontita se avesse potuto
+sapere che la povertà di Loredana era più
+gradita a Filippo che non l'eleganza di lei.<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span></p>
+
+<p>Una sera a pranzo dalla contessa Lombardi,
+Filippo s'irritò sordamente incontrando Fausta
+gemmata come un idolo, coperta di merletti preziosi,
+superba. C'era il marito, il conte Ettore
+di Montegalda, e Filippo non potè subito dire
+a Fausta qualche parola crudele; ma non gliene
+mancò l'occasione durante la serata; e ripensando
+ai campioni delle stoffe per gli abitini di
+Loredana, sentì il bisogno di criticare l'abbigliamento
+di Fausta, con tanta ingiustizia, che
+la contessa ne rimase stupefatta.</p>
+
+<p> — Via, via, — ella disse, sforzandosi a ridere, — voi
+non potete giudicar di queste cose!</p>
+
+<p> — Voi, piuttosto, non potete dare un giudizio
+di nulla e di nessuno! — rimbeccò Filippo. — Credete
+di vivere, e siete tanto lontana dalla
+vita quanto la terra dal sole!</p>
+
+<p>Fausta aveva l'abitudine di comandare, d'imperare
+sempre e dovunque. Era bella, alta, formosa,
+coi capelli nerissimi e gli occhi azzurri;
+gli uomini la desideravano, le amiche ne tolleravano
+il potere, il marito ne era orgoglioso
+senza mai aver pensato ad amarla.... Sentendosi,
+per la prima volta dacchè viveva, così umiliata
+e torturata da Filippo Vagli, ella ne provava
+un dolore inesprimibile, e invece di ribellarsi, a
+poco a poco era tratta a soggiacere a quella forma
+di dominio non mai provata. Se un giorno
+ella aveva amato Filippo tepidamente, lasciandosi
+prendere per accidia e per noia, ora la rudezza
+insospettata dell'amante, la prepotenza che
+si tramutava qualche volta in sarcasmo, la soggiogavano;
+e temeva di perderlo, e si chiedeva<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+ansiosa se quella irascibilità, quella voglia
+di tormentare non fossero i sintomi della stanchezza;
+e divenendo umile, moltiplicava le cure
+gentili per l'innamorato, cercava di farsi piccola
+e buona.</p>
+
+<p>Ma ella era ormai condannata a scontare ciò
+che Filippo soffriva per Loredana; ogni episodio
+triste o increscioso dell'amicizia tra la fanciulla
+e il conte Vagli si ripercuoteva nell'amore
+tra il conte Vagli e Fausta; la quale non capiva,
+non sapeva darsi ragione, non sospettava
+menomamente la causa di quella mutazione improvvisa,
+e cominciava a credere che Filippo fosse
+malato davvero, seriamente, più di quanto egli
+aveva detto.</p>
+
+<p> — Quel suo fidanzato è molto antipatico! — disse
+un giorno Filippo a Loredana. — Perchè
+mi guarda sempre di sottecchi, e scappa appena
+giungo io? Non potrebbe trattare da persona
+educata?</p>
+
+<p>Adolfo Gianella voleva togliere di mezzo Filippo:
+la presenza di quest'ultimo, le sue cortesie
+e la sua assiduità presso una fanciulla dalla
+quale non doveva sperar niente, gli sembravano
+strane e sospette.</p>
+
+<p> — È il mio amico! — aveva risposto Loredana
+alle insistenze del fidanzato. — È il solo amico
+che io abbia: mi vuol bene come un fratello.
+Perchè devo fargli uno sgarbo e mandarlo via,
+dopo tre anni d'amicizia onesta?</p>
+
+<p>Adolfo non capiva. Un conte, un libertino, un
+pessimo soggetto, preso da sentimento purissimo
+per una giovinetta di diciotto anni, bella e<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+povera? Non aveva mai udito raccontar nulla
+di simile. Ed essa, fredda e testarda, continuava
+a ripetere ch'era l'amico, e che non lo avrebbe
+mandato via, e che Adolfo non doveva pensar
+male.</p>
+
+<p>Ogni giorno si tornava daccapo; il carattere
+passionale d'Adolfo s'accendeva e s'inveleniva; il
+giovane avrebbe voluto che la signora De Carolis
+intervenisse a favore di lui, ma la mamma
+giudicava con la testa della figlia, e non ricordava
+nemmeno di averla rimproverata una volta
+in diciotto anni. Anzi, vedendo che la figlia era
+triste, anche la signora De Carolis cominciava
+a pensare, senza avere il coraggio di dirlo, che
+Adolfo era brutale; e si pentiva d'avere accolta
+e favorita la proposta della famiglia Gianella,
+che voleva unire i due giovani. Non si poteva
+negarlo: la pace della casetta bianca era stata
+turbata da Adolfo Gianella; Loredana, sempre
+allegra, aveva mutato carattere per colpa di lui;
+egli, geloso, inquieto, pieno di sospetto, guardava
+tutti in cagnesco, non voleva che si andasse
+a teatro, s'irritava per la spensieratezza
+di Loredana, l'offendeva con incessanti osservazioni,
+pretendeva ch'ella fosse già grave e prudente
+come una madre di famiglia, e infine, anche
+nei momenti buoni, era querulo e noioso, pedante
+e meschino.</p>
+
+<p>Per quel contrasto incessante, la fanciulla era
+accasciata; e più d'una volta Filippo la trovò
+con gli occhi rossi e gonfi.</p>
+
+<p> — Non bisogna sposarlo, sa? — egli diceva
+recisamente. — È un matrimonio impossibile.<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+Che cosa farà quel ragazzo quando sarà suo
+marito e avrà i diritti più stupidi e più antipatici?
+Vuole che parli io con la mamma?</p>
+
+<p>La fanciulla non aveva il coraggio di togliersi
+da quella situazione tormentosa: tutta la famiglia
+Gianella, madre, padre, zii, cugini di Adolfo,
+le stavano attorno, magnificando le virtù del
+giovane, facendo disegni per l'avvenire, dimostrandosi
+tanto sicuri, tanto lieti per quel matrimonio
+singolarmente felice, che Loredana soffocava
+e taceva. Ma non si sarebbe potuto trovare
+un uomo il quale fosse più di Adolfo incapace
+di comprenderla, tanto che essa, buona con
+tutti, era sempre con lui irritata, nervosa, dolente.</p>
+
+<p>Da ultimo egli voleva anche legger le lettere
+ch'ella riceveva dalle amiche, delle quali non si
+fidava punto; una mattina, mentr'egli s'era recato
+a dare il buon giorno alla fidanzata, sopravvenne
+il portalettere, e Adolfo s'impadronì
+della posta, aperse la lettera d'una ragazza che
+scriveva a Loredana da un paese della provincia,
+domandò notizie delle persone ch'eranvi ricordate,
+e finì col mettersi la lettera in tasca.</p>
+
+<p>Quando giunse Filippo verso sera, la fanciulla
+vibrava ancora tutta di sdegno e d'ira; raccontò
+ogni cosa all'amico, anche quel che aveva taciuto
+fino a quel giorno, le angherie, le taccagnerie,
+la diffidenza oltraggiosa, la gelosia irragionevole,
+la presunzione di Adolfo.</p>
+
+<p> — Non lo voglio, non lo voglio, non lo voglio! — esclamava
+con gli occhi sfavillanti di
+rabbia. — Qualunque cosa piuttosto di questo
+matrimonio! Mai, mai, mai!<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span></p>
+
+<p>Filippo aveva ascoltato in silenzio, guardando
+il pavimento a piastrelle bianche e rosse e segnando
+col piede il ritmo d'una marcia.</p>
+
+<p>A un tratto sollevò il capo, afferrò le mani
+dell'amica, e chiese:</p>
+
+<p> — Vuole venire con me?</p>
+
+<p>La fanciulla non capì subito.</p>
+
+<p> — Dove? — ella domandò.</p>
+
+<p> — Via, lontano, fuori di Venezia, per sempre! — incalzò
+Filippo.</p>
+
+<p> — Fuggire? Fuggire con lei? — ella disse sottovoce,
+già tremando senza saperne la ragione.</p>
+
+<p> — Mi ascolti, — mormorò Filippo.</p>
+
+<p>Andò fino al limitare della saletta, vide che
+la mamma leggeva attentamente un libro mal
+rilegato, e continuò, tornando presso Loredana:</p>
+
+<p> — Quella che noi chiamiamo amicizia, non è
+che amore. Se n'è accorta?</p>
+
+<p>Essa, ferma e fissa, con gli occhi spalancati,
+non rispose.</p>
+
+<p> — Me ne sono accorto io, — proseguì Filippo. — So
+che ti amo, sento che ti amo, sento che noi
+possiamo essere felici. Io non posso sposarti; capiscimi
+bene, non posso sposarti perchè tutta
+la mia famiglia ci darebbe tali e tanti dispiaceri,
+che, in confronto, ciò che hai sofferto finora
+ti sembrerebbe una gioia. Sono ignoranti,
+caparbii e feroci.... Ma ti offro lo stesso il mio
+amore e la mia vita.... Anch'io sono stanco; anch'io
+non posso più trascinare questa esistenza
+tormentosa e inutile. Dimmi che accetti, e saremo
+felici.... Partiremo subito....</p>
+
+<p>Loredana tolse le mani dalle mani di Filippo<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+e si alzò in piedi: fece alcuni passi come per
+uscir dalla camera, ma si fermò e si addossò
+al muro; piangeva in silenzio e le lagrime le
+scendevan giù per le guance.</p>
+
+<p>Filippo le si avvicinò di nuovo. Era pallido e
+la sua voce tremava. Disse:</p>
+
+<p> — Sei offesa?</p>
+
+<p>Ella negò con un movimento del capo.</p>
+
+<p> — Allora non mi ami d'amore, come ti amo io?</p>
+
+<p>La risposta non venne. Loredana guardava l'amico
+attraverso il velo delle lagrime. Egli fece
+un passo come per allontanarsi, ma la fanciulla,
+rapidamente, istintivamente lo trattenne
+con un gesto.</p>
+
+<p> — Sì, l'amo anch'io, — ella mormorò sottovoce.</p>
+
+<p>Filippo l'afferrò per il busto e la baciò sulla
+bocca.</p>
+
+<p> — Pensaci, — disse. — Pensa che saremo tanto
+felici.... La mamma perdonerà. Ti vuol troppo
+bene per condannarti. Capirà che tu avevi il diritto
+di vivere, di sottrarti a un avvenire spaventoso.
+Tu saprai farti perdonare, non è vero?
+poichè conosci la strada per giungere al cuore
+della mamma! Dimmi che accetti, e partiremo
+subito....</p>
+
+<p>Essa, sempre addossata al muro, sempre immobile,
+con gli occhi pieni di lagrime, non rispondeva.
+Ma una scampanellata fece sussultare
+lei e Filippo.</p>
+
+<p>La fanciulla s'asciugò prestamente gli occhi,
+e corse nella saletta.</p>
+
+<p> — Dev'essere Adolfo, — ella disse alla mamma. — Io<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+ho l'emicrania, non voglio vederlo,
+mi chiudo nella mia camera!</p>
+
+<p>La mamma sospirò e alzò lo sguardo al soffitto.
+Loredana tornò da Filippo, gli strinse le
+mani, mentr'egli la baciava ancora sulla bocca.</p>
+
+<p> — Pensaci! — ripetè Filippo.</p>
+
+<p>Ella fece un gesto vago e scomparve, per chiudersi
+nella sua cameretta.</p>
+
+<p>Adolfo Gianella saliva le scale, e Filippo udendone
+il passo, diceva con la signora De Carolis:</p>
+
+<p> — Mi dispiace molto che la signorina sia indisposta;
+spero non sarà nulla....</p>
+
+<p> — È malata? — chiese Adolfo sopraggiungendo
+e salutando Filippo con un saluto freddo e
+un'occhiata di sbieco. — Dov'è stata iersera?
+Avrà preso freddo, o avrà mangiato qualche cosa
+d'indigesto....</p>
+
+<p>Filippo se ne andò subito, e senza volerlo si
+disse, ridendo dentro:</p>
+
+<p> — Tu, dovrai mangiare fra poco qualche cosa
+d'indigesto!...</p>
+
+<p>Ripensò, quella notte, all'idea della fuga, balenatagli
+così di repente; e più vi pensava e
+più gli pareva buona. La signora De Carolis non
+avrebbe osato nulla contro la figlia adorata;
+Adolfo avrebbe trovato una consolazione nel pensiero
+che una fanciulla capace di scappar col
+conte Vagli non era degna di lui.... Infine, la cosa
+si sarebbe saputa da pochi, malamente, e si
+sarebbe sminuita, polverizzata per così dire, nel
+classico pettegolezzo veneziano. Filippo trovava
+l'onestà della sua disonestà; amava Loredana;
+sentiva che le sarebbe stato fedele, che l'avrebbe<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>
+fatta contenta, ch'ella non avrebbe sofferto,
+e poichè di matrimonio era assurdo parlare a
+causa dell'opposizione formidabile che avrebbe
+trovato in famiglia, la fuga, una fuga prudente,
+senza troppo scandalo, senza chiasso, metteva
+termine a una situazione insopportabile per
+lui e per la piccola amica.</p>
+
+<p>Gli venne anche il pensiero di Fausta; ma la
+disgraziata donna s'era in quel periodo di tempo
+totalmente perduta agli occhi di lui, pel suo
+strano contegno d'umiltà, nel quale egli non capiva
+nulla. Egli pensava con rammarico alla devozione
+della sua amante: Fausta non era fatta
+per obbedire, per tacere, per soffrire; ogni donna
+ha il suo fascino e il suo destino. L'asservimento
+aveva smorzato la bella fiamma di quegli
+occhi cilestri e tolto al viso il colorito della
+fresca giovinezza.</p>
+
+<p> — È veramente doloroso, — pensava Filippo, — ch'io
+non possa amarla!</p>
+
+<p>A poco a poco, ribadita dal conte, l'idea della
+fuga conquistava anche Loredana; nulla pareva
+più dolce che la vita con Filippo, e la fanciulla
+non trovava termini di paragone se non nella
+paura di quel matrimonio. Adolfo aveva svelato
+un nuovo difetto, insolito in un giovane: l'avarizia.
+Egli spiegava certe sue miserabili economie
+con la necessità di aver denaro pel giorno
+degli sponsali, d'aver molto denaro per far bella
+figura; ma la fidanzata gli credeva poco, e notava,
+senza volerlo, quasi arrossendo, che intanto
+lo spirito gretto di lui si rivelava nei regalucci<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+ch'egli le faceva e che sarebbero rimasti
+in casa a fare non bella, ma triste figura. Egli
+anche — aveva scoperto Loredana, ormai maestra
+di scoperte incresciose — egli mangiava
+troppo, ingordamente, magnificando la bontà
+delle salse e dei sughi. La madre sua si beava
+vedendolo così allegro, con un appetito quasi insaziabile;
+e Loredana, per non odiare l'uno e l'altra,
+inventava un'emicrania ogni qualvolta la signora
+Gianella l'invitava a pranzo.</p>
+
+<p>Sui primi di maggio, quando la ragazza pensava
+di farsi qualche abitino nuovo e di comperarsi
+qualche piccolo oggetto d'eleganza, Adolfo
+decretò che gli abiti e i cappelli dell'anno precedente,
+ritoccati qua e là, potevano servire ancora;
+e la petulanza del fidanzato le sembrò tanto
+grave, che senza ribatter verbo, ella si ritirò
+nella sua camera e vi restò fin che Adolfo non
+se ne fu andato.</p>
+
+<p>Ma egli giudicava quei malumori con la presunzione
+di un esperto conoscitore di donne, sorridendo
+e aspettando che la bufera si calmasse.</p>
+
+<p>Era ben lungi dall'imaginare che proprio quel
+giorno, otto maggio, qualche cosa di terribile
+e d'irreparabile doveva avvenire nella vita di Loredana.</p>
+
+<p>Sua madre l'aveva lasciata sola in casa, dopo
+la visita di Adolfo; la donna di servizio era andata
+alla stazione a incontrare il fidanzato che
+giungeva a Venezia per passarvi alcuni giorni di
+vacanza. Loredana non doveva aprire ad alcuno
+e stava nella sua camera, sdraiata sul lettuccio,
+leggendo un romanzo. Verso le quattro udì una<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span>
+scampanellata; corse al balcone, vide Filippo,
+e la tentazione fu troppo forte: andò subito a
+tirare il cordone e la porta si spalancò innanzi
+al conte, che credeva di trovar la fanciulla con
+la mamma.</p>
+
+<p>Quando seppe ch'era sola, egli la guardò in
+silenzio ed ella guardò lui; le loro bocche si
+unirono e così, dopo tre anni, la piccola amica
+diventò la piccola amante.</p>
+
+<p>Quella medesima sera, la fanciulla andò a teatro
+con la madre e un'altra signora. Aveva il suo
+abitino rosa lievemente scollato e un cappellino
+di paglia rossa a tricorno, sotto il quale i capelli
+parevan più bruni e i riflessi più dorati.
+Ella stava attentissima alla rappresentazione,
+«&nbsp;L'amore ricama&nbsp;», una commedia francese in tre
+atti; teneva gli occhi fissi alla scena, la bocca
+dalle labbra purpuree un poco schiusa. Filippo
+la vide e fu colpito da quell'atteggiamento ingenuo,
+quasi infantile, come se un'altra anima,
+la vera anima della giovinezza indifesa, si fosse
+sovrapposta a quella ch'egli conosceva. Sentì il
+rimorso per ciò che aveva osato poche ore innanzi,
+nella cecità della passione e dell'egoismo.</p>
+
+<p>Ma l'atto finiva e parecchi spettatori alzandosi
+e volgendosi guardavano la fanciulla con ammirazione.</p>
+
+<p> — Imbecilli! — mormorò Filippo, guardando
+a sua volta Loredana, sorridente e bianca sul
+fondo scuro del palchetto. — È mia!</p>
+
+<p>E la certezza di quell'amore tacito e misterioso,
+pericoloso e crudele, potè meglio d'ogni
+altro pensiero. Filippo stette un istante a fissar<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>
+la folla in platea, la quale, ammirando la piccola
+amante non osava sospettare ch'ella conoscesse
+già i baci, tutti i baci d'un uomo; e la
+stupidità della moltitudine non gli sembrò mai
+più amena.</p>
+
+<p>Due mesi eran passati da quel giorno indimenticabile,
+quando, sui primi di luglio, Loredana
+si decise, e abbandonò la casetta bianca
+sul campiello solitario per seguire Filippo Vagli.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">V</h2>
+
+<p>La mattina dopo l'arrivo a Desenzano, Loredana
+corse al balcone dell'albergo e vide sotto
+il sole fastoso scintillare il lago di cobalto. Lontano,
+a levante, un piccolo paese si spingeva per
+una lingua di terra molto innanzi nell'acqua.</p>
+
+<p> — Andremo laggiù, — disse tra di sè, contenta
+di vedere paesaggi nuovi, ella che non si
+era mai allontanata da Venezia se non per pochi
+chilometri.</p>
+
+<p>Il colore del lago, così azzurro da dare quasi
+all'acqua una densità materiale, era mirabile. La
+fanciulla, abituata alle trasparenze leggere della
+laguna, ne restò meravigliata e sentì come un
+piacere intenso per quella vita liquida che si
+stendeva ampiamente sotto i suoi occhi.</p>
+
+<p>Filippo bussò discretamente all'uscio ed entrò.</p>
+
+<p> — Amore mio, come sei elegante! — disse.</p>
+
+<p>Loredana vestiva tutta di bianco, con una cintura
+bianca e lo scarpe bianche, e sorrideva all'amico,<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span>
+il quale era superbo della sua candida
+bellezza.</p>
+
+<p> — Ogni cosa fatta a pennello! — dichiarò Loredana,
+indicando l'abito; e soggiunse, dopo una
+lieve esitazione: — Tu mi portavi con te, nella
+tua mente, quando ordinavi i miei abiti!</p>
+
+<p>Ma il pensiero non le si era presentato così;
+era stato piuttosto un senso di molestia per quella
+strana perizia dell'amico suo, la quale svelava
+una lunga e costante dimestichezza con le
+donne, una singolare esperienza d'anime e di corpi
+femminili. Nulla a lei importava di ciò che
+era finito ieri: ma domani?</p>
+
+<p>Ella disse, attirando Filippo sul balcone:</p>
+
+<p> — Vedi, laggiù? Quel paese che si spinge nel
+lago? Là, vuoi andare?</p>
+
+<p> — No, — rispose Filippo. — Quello è Sirmione;
+noi andremo a Maderno o a Gargnano o più
+oltre, nel Trentino, a Riva....</p>
+
+<p> — Che peccato! Dev'essere molto bello, laggiù.</p>
+
+<p> — Vuoi? Se ti piace, io non ho nulla in contrario.
+Farà molto caldo, ecco tutto. Sirmione
+è grazioso. Manderemo a vedere se vi sono alloggi....</p>
+
+<p>Mandarono a vedere; partì un uomo dell'albergo
+con la vettura; tornò dopo colazione. V'erano
+alloggi, modesti ma puliti, nell'unica trattoria
+del paese; si poteva tentare....</p>
+
+<p>La cosa piacque molto a Loredana. In quel
+tempo, Sirmione non vantava ancora alcun grande
+albergo nè uno stabilimento di bagni. Vi arrivavano
+di tanto in tanto gli escursionisti, quasi
+tutti tedeschi, a visitar le grotte leggendarie di<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+Catullo; mangiavano, ammiravano, ripartivano. Il
+piroscafo v'approdava una volta al giorno, se il
+tempo non era cattivo. Tutto questo, raccontato
+dal direttore dell'Albergo Reale, accese la fantasia
+della ragazza, che già pensava di vivere
+più anni in quella penisoletta con Filippo, lontani
+dal mondo e pur vicini, obliati e felici....</p>
+
+<p>Nel pomeriggio, sotto un sole rovente, per la
+strada piana e bianca di polvere, gli amanti partirono
+in una carrozzella alla volta di Sirmione,
+seguiti da un baroccio coi bauli che avevano spaventato
+il conte Roberto. Quando giunsero al
+punto nel quale si lascia la strada provinciale
+per volgere a sinistra e inoltrarsi nella penisoletta,
+la fanciulla fu molto contenta. Dal balcone
+dell'albergo di Desenzano non avrebbe mai
+imaginato un paesaggio così bello. A destra e
+a manca, tra i rami degli ulivi e il fogliame
+degli alti pioppi, scintillavano le acque del lago
+riccamente turchine, immote nella accidia delle
+ore calde. È a un gomito di quella strada che
+s'incontra una casetta modesta, con uno svelto
+cipresso innanzi, e sotto si stende il lago irto
+per buon tratto di canne fragili; angolo pittoresco,
+riprodotto migliaia di volte da sapienti
+e da timidi pennelli.</p>
+
+<p> — Andremo un giorno a vedere quei paesi laggiù! — disse
+Loredana, indicando i gruppi di
+case sulla sponda veronese. — Voglio veder tutto
+il lago.</p>
+
+<p> — Ti piace? — domandò Filippo.</p>
+
+<p> — Ah, immensamente! Sarò felice! — esclamò
+la fanciulla in un impeto di gioia, battendo le
+mani.<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span></p>
+
+<p>Tacque. La fronte le si rannuvolò subitamente;
+ripensava alla mamma, cui non aveva ancor
+dato notizie, e che era sola ormai nella casa deserta.
+Per celare a Filippo la tristezza improvvisa,
+si volse indietro a guardare il baroccio che
+correva tra un nugolo di polvere.</p>
+
+<p>Ma già si vedeva la torre del castello Scaligero,
+cinta a metà da mura grigiastre, e la strada si
+ampliava; la carrozza oltrepassò il ponte di legno
+che dalla porta del castello mette in paese,
+e la rocca apparve lacerata da lunghe feritoie,
+circondata tutta intorno dall'acqua; lo stemma
+degli Scaligeri, ancor visibile, il leone di San
+Marco, in rilievo, la croce bianca in campo rosso
+del Comune, posti simmetricamente sull'alto della
+porta che guarda a occaso, dicono i tre dominii
+che si susseguirono.</p>
+
+<p>Le donne e i pescatori raccolti in gruppo sulla
+piazza osservarono l'equipaggio insolito e il carro
+coi bauli, ma nessuno si mosse. Non avevano
+alcun bisogno dei forestieri. L'acqua li faceva
+liberi, e quell'anno la pesca delle sardelle era
+stata insolitamente fortunata.</p>
+
+<p>Si fece incontro alla vettura il proprietario
+dell'albergo, e aiutò Loredana a discenderne.
+Era un uomo tozzo dal viso rubicondo; non abituato
+a cerimonie, salutò con una certa dimestichezza
+e annunziò che gli «&nbsp;sposi&nbsp;» si sarebbero
+trovati benissimo in casa sua. Aveva tutto
+approntato, rinfrescato, ripulito con cura; le due
+camere e il salotto guardavano il lago; di giorno
+faceva caldo, ma si tenevan le persiane chiuse
+e si scendeva in giardino; di sera, poi, era<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+una bellezza ovunque. A pochi passi di là, comparve
+anche la moglie dell'albergatore, più timorosa
+per l'aspetto signorile di Loredana, della
+quale notò in un batter d'occhio l'abito, la figura
+slanciata, il viso freschissimo, la bella bocca.
+Essa dichiarò che era felice di non alloggiare
+i soliti tedeschi con la piuma di gallo sul
+cappellino verde.</p>
+
+<p>Mentre i due vetturali scaricavano i bauli, gli
+amanti salirono a veder le camere, e sulla scala
+s'imbatterono in una signora ampia di forme, col
+viso pitturato e le sopracciglia duramente segnate
+a nerofumo. Ella salutò chinando la testa,
+e si fece da un lato.</p>
+
+<p> — È la signora Teobaldi, di Verona, — disse
+l'albergatrice, che seguiva. — Una buona e bella
+signora.</p>
+
+<p>Filippo la guardò appena, rispondendo distratto
+al suo saluto, Loredana sorrise per quelle spaurevoli
+sopracciglia; e per la maschera di biacca e
+di belletto che le deturpava la faccia.</p>
+
+<p>Le due camere da letto erano grandi e pulite,
+ciascuna con un armadio a specchio, un cassettone
+di legno chiaro, una tavola rettangolare coperta
+da un tappeto modesto ma nuovo. Il salotto
+era addobbato con carta a fiori d'oro sul
+fondo rosso; i mobili mal disposti, in ordine
+scrupolosamente simmetrico, facevan pensare a
+lunghi mesi d'abbandono, quantunque non vi fosse
+un grano di polvere. Il pianoforte, del quale
+Filippo toccò alcuni tasti, emise un miagolìo prolungato
+che fece ridere Loredana.</p>
+
+<p> — Bisognerà comprare molti oggetti inutili per<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>
+nascondere la bruttezza degli oggetti utili, — osservò
+Filippo, senza badare alla faccia scorata
+dell'albergatrice. — Va bene, — seguitò con quest'ultima. — Faccia
+portare subito i bauli....</p>
+
+<p> — Sì, signor conte, — disse la donna.</p>
+
+<p> — A proposito: sa il mio nome?</p>
+
+<p> — Me lo ha detto l'uomo che è venuto stamane
+a vedere le camere, — rispose l'albergatrice. — Il
+signor conte Filippo Vagli e la signora
+contessa, di Venezia. Anzi, volevo chiedere alla
+signora contessa se suona il piano....</p>
+
+<p> — Perchè? — domandò la giovane.</p>
+
+<p> — Perchè in tal caso lo farei accomodare: è
+un po' scordato.</p>
+
+<p> — Lo faccia accomodare, — disse Filippo.</p>
+
+<p>E quando la donna se ne fu andata, seguitò con
+l'amica sua, che si toglieva il cappello:</p>
+
+<p> — Non vorrei esser caduto in un covo di pettegole....</p>
+
+<p> — Dove sarebbero? — domandò la fanciulla
+stupita.</p>
+
+<p> — Quella signora di Verona, per esempio: Teobaldi
+o Tibaldi o Ribaldi....</p>
+
+<p> — L'albergatrice ha detto che è buona....</p>
+
+<p> — Sì, — osservò Filippo, — ma ha detto pure
+che è bella! E allora, stiamo freschi!</p>
+
+<p>Loredana diede in una risata, pensando alle
+terribili sopracciglia immobili. Ella s'era affacciata
+alla finestra e sembrava compenetrarsi della
+luce folgorante che saliva dal lago, dardeggiava
+la linea onduleggiata delle montagne, incendiava
+le case di Desenzano, faceva frinir le
+cicale sugli alberi.<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span></p>
+
+<p>Ad un tratto si volse e disse:</p>
+
+<p> — Oggi scrivo alla mamma.</p>
+
+<p> — Appunto, — rispose Filippo. — Anch'io....</p>
+
+<p>E stava per continuare, quando fu bussato alla
+porta ed entrarono gli uomini con un baule.</p>
+
+<p> — Che cosa dicevi? — domandò Loredana, allorchè
+gli uomini uscirono per prender gli altri
+bagagli.</p>
+
+<p> — Volevo dirti che ho intenzione di andare a
+Venezia, fra qualche giorno. Bisogna ch'io sappia
+ciò che si dice, — dichiarò Filippo, sedendo
+in una poltroncina. — La mia assenza non può
+essere stata notata: a Venezia son rimaste poche
+famiglie che io conosco, e in quest'epoca, tutti
+gli anni io vado in campagna. Ma voglio udire
+se si fanno chiacchiere e voglio, se mi riuscirà,
+aver notizie di tua madre.</p>
+
+<p> — Come farai?...</p>
+
+<p>Di nuovo gli uomini entrarono con un baule,
+che Filippo ordinò di deporre nella sua camera.</p>
+
+<p> — Non dev'esser difficile, — egli continuò poscia, — mandare
+qualcuno da lei con un pretesto.
+Anzi, servendomi d'una persona fidata, potrei
+farle consegnare la tua lettera.</p>
+
+<p>La fanciulla tacque un istante. Quel disegno
+di Filippo le pareva logico e pure la turbava;
+appena arrivata in un paese nuovo, tra gente
+sconosciuta, doveva rimaner sola, di giorno e di
+notte. E all'idea che Filippo volesse abbandonarla,
+un tale spavento la prese, che si sentì
+sbiancare il volto, come tutto il sangue le si
+fosse gelato nelle vene.</p>
+
+<p>Ritornò alla finestra, per nascondere il suo turbamento;<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+ma non vedeva nè il lago, nè il sole,
+nè la città dirimpetto, che un minuto prima le
+era parsa sfavillante....</p>
+
+<p> — Che pazza! — disse a sè medesima. — Come
+potrebbe abbandonarmi, se mi ama, se lo
+amo, se gli ho dato tutta me stessa? Non lo conosco
+da tre anni, non sono stata per tre anni
+la piccola amica, e non sono oggi la piccola
+amante?</p>
+
+<p>Udì che gli uomini, recato l'ultimo baule, salutavano
+e uscivano ringraziando. Si tolse dalla
+finestra, e disse a Filippo, con voce un po' debole:</p>
+
+<p> — Sì, è giusto. Devi andare.</p>
+
+<p class="break">Quella stessa mattina, il conte Roberto, arrivato
+a Fasano in carrozza, spedì subito un telegramma
+a sua cognata. Il telegramma, alla forma
+del quale aveva pensato durante tutto il viaggio,
+diceva: «&nbsp;Non ho visto nessuno. Lascia fare&nbsp;».</p>
+
+<p>E la contessa Bianca ricevendolo si chiese se
+quel «&nbsp;Lascia fare&nbsp;» significasse «&nbsp;Fida in me&nbsp;» o
+non piuttosto: «&nbsp;Lascia che ciascuno viva a modo
+suo&nbsp;».</p>
+
+<p>Ma le parve che la seconda interpretazione fosse
+la buona.</p>
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span></p>
+
+<h2 class="lighter">VI.</h2>
+
+<p>A Venezia, la scomparsa di Loredana De Carolis
+non aveva sollevato rumore. La fanciulla
+e sua madre Emma vivevano una vita modesta,
+fra poche conoscenze e pochi parenti, senza attinenze
+con la grande società. I vicini di casa,
+che dopo qualche giorno non videro Loredana
+al balcone come di solito, credettero fosse partita
+per la campagna. La madre, atterrita dalle
+conseguenze dei pettegolezzi, dovette farsi sua
+complice, e a quelle amiche le quali chiedevano
+di lei, rispondeva ch'era andata a San Donà,
+ove ella stessa l'avrebbe fra poco raggiunta.</p>
+
+<p>In fondo, la povera donna non sapeva che fare:
+solo innanzi all'avvenimento inaspettato aveva
+compreso ch'ella era stata colpevole, che l'amicizia
+di Filippo alla quale aveva creduto così stupidamente
+non poteva non mutar forma, e ch'ella
+avrebbe dovuto, per la salvezza di sua figlia,
+mettere alla porta Filippo con una mano e
+Adolfo con l'altra.</p>
+
+<p>Per acquetare Adolfo, la signora Emma inventò
+dapprima delle bugie: Loredana era uscita,
+poi stava poco bene, poi era a letto con un
+male a un piede. Ma la faccia pallida della signora,
+e qualche cosa strana in tutta la casa e
+il contegno misterioso della donna di servizio,<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+che voleva bene alla signorina, odiava Adolfo
+il quale non le aveva mai dato un soldo, amava
+il conte Vagli ch'era stato sempre con lei
+generoso, e infine approvava pienamente la fuga
+e la trovava proprio stupenda, — qualche cosa
+strana, inusata, avvertì Adolfo Gianella che lo
+si voleva ingannare.</p>
+
+<p>E quando la signora De Carolis dovette finalmente
+dire che Loredana non era a Venezia, ma,
+rifugiatasi presso alcuni parenti, dichiarava di
+non voler più a nessun patto sposare Adolfo, quest'ultimo
+s'accasciò d'un colpo; la superbia, l'albagìa,
+la cieca sicurezza in se stesso, la esperienza
+del cuore femminile ond'egli andava tanto
+orgoglioso, tutto precipitò in un attimo. Pianse
+e poi diventò violento. Voleva vedere la fanciulla,
+persuaderla, prometterle di cambiar carattere.</p>
+
+<p>Per più giorni la signora De Carolis ebbe la
+casa assediata dai parenti di Adolfo; chi la rimproverava,
+chi la chiamava pazza, chi gridava al
+tradimento, e tutti chiedevano l'indirizzo della
+fanciulla per farle mutar pensiero. La signora
+Emma dovette tener testa a quei furiosi e seguitare
+a ripetere che rispettava la volontà di
+sua figlia e non voleva influire sulla sua decisione.
+Adolfo minacciò di girare l'intera provincia
+alla ricerca della scomparsa; poi minacciò
+di uccidersi; ma non fece nè una cosa nè
+l'altra, e la signora De Carolis notò ch'egli non
+era men roseo o meno grasso del consueto.</p>
+
+<p> — Vedremo, — egli diceva, — vedremo chi
+sarà il fortunato che sposerà sua figlia! Son proprio
+curioso di conoscerlo!<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p>
+
+<p>Egli era certissimo che un miglior marito di
+lui Loredana non avrebbe mai potuto trovare;
+e cercava intanto nell'amor proprio offeso un
+principio di consolazione.</p>
+
+<p> — Non era degna di te! — dichiarava la signora
+Gianella ad Adolfo. — Forse è una fortuna
+che questo matrimonio vada in fumo!</p>
+
+<p> — Non era degna! — pensò finalmente anche
+Adolfo, rinunziando al suicidio. — Dopo tutto,
+era senza un soldo e non aveva che superbia!</p>
+
+<p>I parenti di lui lasciarono in pace la signora
+De Carolis, che per quelle emozioni s'era fatta
+palliduccia e magra in una settimana; ma non
+trascurarono le occasioni di parlar male di lei
+e di sua figlia, la quale aveva respinto un così
+bel «&nbsp;partito&nbsp;». I più allegri furono i colleghi di
+Adolfo, che non potevano soffrirlo; essi risero
+quando seppero che la sua fidanzata lo aveva
+messo alla porta; uno rammentò l'aria d'importanza
+ch'egli si dava quando spiegava loro la
+psicologia del cuore femminile; un altro ne imitò
+i gesti quando, nei giorni di molto lavoro,
+mangiava in ufficio e la sua testa spariva dietro
+il fumo di una «&nbsp;minestrina&nbsp;» che sarebbe bastata
+per quattro; un terzo ricordò ch'egli andava
+superbo della intelligenza della sua fidanzata.</p>
+
+<p> — Perdio! — esclamò quest'ultimo. — Bisogna
+dire ch'egli avesse ragione, perchè il calcio
+che la ragazza gli ha dato, prova ch'era intelligente
+davvero!</p>
+
+<p>Gli altri risero, e la fanciulla ignota diventò
+simpatica a tutti gli impiegati della Banca.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">VII.</h2>
+
+<p>Loredana e Filippo vissero a Sirmione alcuni
+giorni di felicità senza pari; lungi dagli sguardi
+indiscreti, non conosciuti, sicuri l'un dell'altra,
+s'imaginavano d'essere in qualche isola perduta
+nell'Oceano. Tutto era bello.</p>
+
+<p>Le grotte di Catullo, i ruderi maestosi e robusti,
+che l'erba circonda, che il vento accarezza,
+che il sole riscalda, parvero loro una cosa
+divina. Di là essi ammiravano la grandiosità del
+lago, ora illuminato con cruda forza, ora soffuso
+di nebbia, leggera come un pulviscolo; e seduti,
+verso il tramonto, ai piedi del promontorio, dove
+le rocce levigate sorgono dall'acqua limpidissima,
+i due amanti stavano spesso in silenzio a
+guardare, raccolti e commossi, ciascuno sentendo
+d'essere troppo felice e temendo che l'incanto
+si smagasse presto.</p>
+
+<p>Qualche volta uscivano con la barca, una barca
+tozza a guisa di canotto, che danzava bene
+sulle onde; remava Filippo e l'amica sua stava
+a poppa, dapprincipio un po' timorosa e poi contenta
+come una bambina. Ella era ormai tranquilla;
+aveva ricevuto due lettere dalla mamma,
+respinte da Napoli a Roma, da Roma a Firenze,
+da Firenze a Brescia e a Sirmione per mezzo di
+amici fidati di Filippo; e in quelle lettere non<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span>
+un'imprecazione, non un rimprovero; solo una
+ineffabile tristezza, che la fanciulla sapeva di
+poter calmare con buone parole. La mamma dava
+le notizie della famiglia Gianella e di Adolfo,
+che seguitava a mangiare e a parlar di suicidio.
+La mamma non malediceva, non rimproverava,
+non faceva minacce; era sola, e tra le
+righe delle lunghe lettere si poteva leggere l'espressione
+dell'unico desiderio di lei, che la figlia
+tornasse, che la solitudine finisse.</p>
+
+<p>Al principio della terza settimana, Filippo si
+decise finalmente a recarsi per poco a Venezia;
+Loredana volle accompagnarlo fino a Peschiera,
+in carrozza, e là, quando lo vide salire in treno
+e salutare mentre il treno si rimetteva in moto,
+la giovane ebbe una fitta in cuore. Tornò a Sirmione
+in carrozza, con gli sguardi perduti, colla
+mente presa dai pensieri più strambi, imaginando
+che Filippo non dovesse più rivederla, che
+sua madre lo facesse arrestare, che qualcuno potesse
+ucciderlo. Le era parso molto preoccupato
+al momento di abbracciarla, come egli pure temesse
+qualche cosa nuova e imprevedibile.</p>
+
+<p>Ella non vide la strada; sentì che la carrozza
+si fermava, si guardò intorno, riconobbe il piccolo
+albergo, discese.</p>
+
+<p>Al momento di pagare, non trovò moneta. Filippo
+le aveva lasciato cento lire in un biglietto;
+ma mentre ella si volgeva per incaricare la
+padrona di pagare il vetturale, la signora Clarice
+Teobaldi, dalle sopracciglia al nerofumo,
+comparve improvvisamente e si offerse.</p>
+
+<p> — Lasci, lasci, signora contessa, — ella pregò<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+con la voce forte e melata. — Mi permetta
+che le presti io....</p>
+
+<p>Trasse dal borsellino alcune monete d'argento,
+le diede al vetturale, gli disse che bastavano
+per una corsa a Peschiera, che la signora contessa
+non era un'inglese da svaligiare, ebbe un
+breve alterco, e finì per vincerla.</p>
+
+<p> — Con questa gente bisogna andar cauti, — osservò
+poi, mentre si metteva a fianco di Loredana
+ed entrava con lei nell'albergo. — Sono
+abituati coi forestieri; ma noi siamo italiani....</p>
+
+<p>Lanciò alla fanciulla un'occhiata ammirativa,
+e aggiunse:</p>
+
+<p> — E che bel sangue italiano!... Il signor conte
+è partito?</p>
+
+<p> — Sì, — disse Loredana, fermandosi ai piedi
+della scala, mentre il volto esprimeva ingenuamente
+una noia senza pari.</p>
+
+<p> — Tornerà presto, si capisce, — seguitò la signora
+Clarice per conto proprio. — Non vuol
+mica lasciare a lungo un fiore così bello, abbandonato
+in questo selvaggio paese.</p>
+
+<p> — Oh il paese è magnifico! — rimbeccò la ragazza,
+offesa che si criticasse ciò che piaceva
+a Filippo.</p>
+
+<p> — Sì, ma in due lo si ammira meglio! — disse
+argutamente la signora Clarice.</p>
+
+<p> — Mi perdoni, — interruppe Loredana, salendo
+le scale. — Le manderò subito ciò che mi
+ha prestato. La ringrazio....</p>
+
+<p> — Di che? Lei deve disporre di me, signora
+contessa, come d'una vecchia amica, come d'una
+mamma....<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p>
+
+<p>Dall'alto delle scale, Loredana lanciò alla donna
+un'occhiata furibonda. Voleva farle da mamma,
+quella vecchia stopposa? Non l'aveva lei, la
+madre sua, tanto buona?</p>
+
+<p>Quando fu in camera si gettò sul letto a piangere.</p>
+
+<p>Quella settimana doveva essere un inferno, a
+giudicar dalle prime ore. Senza Filippo, senza
+la mamma, col titolo di «&nbsp;signora contessa&nbsp;» che
+le facevan tuonare all'orecchio ogni istante e che
+aveva per lei un significato d'ironia, Loredana
+si sentiva perduta.</p>
+
+<p>Fissò la tappezzeria della camerina da letto,
+una tappezzeria cilestre a fiori mavì, che parevan
+piccoli cavoli o piccole teste rincorrentisi
+in lunghe file verticali e orizzontali; si mise a
+contar quei segni, a guardar gli spazii cilestri
+tra fiore e fiore; e restò così, con gli occhi rossi
+e velati, fin che l'albergatrice non le recò la
+colazione, disponendola sulla tavola del salotto.</p>
+
+<p>La fanciulla voleva restare sola tutto quel giorno,
+tutto il tempo che Filippo fosse rimasto assente;
+ma aveva appena bevuto l'ultimo sorso di
+caffè, che udì battere all'uscio.</p>
+
+<p> — Avanti! — disse.</p>
+
+<p>E invece dell'albergatrice, essa vide comparire
+la Teobaldi, sorridente e incerta.</p>
+
+<p> — Mi perdoni, signora contessa, — cominciò
+questa, ferma sul limitare. — Ho pensato che
+lei era sola e che forse avrebbe gradito di scambiar
+qualche parola con una persona più intelligente
+che quella povera donna.... Io sono vecchia,
+ho visto molte cose a questo mondo, ho<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+sofferto, e valgo di più, modestia a parte, dell'albergatrice....
+Mi permette?</p>
+
+<p> — Prego.... — mormorò Loredana, stupefatta
+d'un'audacia della quale non aveva ancora idea.</p>
+
+<p>La Teobaldi s'avanzò guardandosi intorno.</p>
+
+<p> — Ah, molto ben messo, molto carino! — disse. — Come
+si sente la mano della donna, d'una
+signora! Ma s'io fossi una signora come lei, indiscrezione
+a parte, non verrei in un paese bizzarro
+come questo. Ci sono tanti bei siti, in Cadore,
+nella Svizzera, nella Scozia, nel Caucaso....</p>
+
+<p>Ella sedette presso la tavola, di fronte a Loredana,
+la quale non sapeva che cosa dire e che
+cosa fare.</p>
+
+<p> — Oh ecco il pianoforte! — esclamò la Teobaldi. — Lei
+suona il pianoforte?</p>
+
+<p> — No, — rispose la fanciulla.</p>
+
+<p> — Peccato! Io suono e canto. Ah sono stata
+una cantante, modestia a parte, coi fiocchi; e
+compongo anche; ho delle romanze scritte da me.
+Tamagno ne ha cantata una l'anno scorso.</p>
+
+<p>Loredana s'accorse che la Teobaldi le cercava
+con gli occhi la mano sinistra, che la fanciulla
+teneva sul grembo, mentre aveva l'altra
+distesa sulla tavola. E capì; l'intrusa voleva vedere
+se portava l'anello nuziale.</p>
+
+<p>La giovane se ne sentì così turbata, che la
+fronte le s'imperlò di sudore. Non aveva pensato
+a quel particolare; veramente non aveva
+pensato di dover trovarsi mai a conversare con
+una persona che non fosse Filippo; e ora, se la
+Teobaldi avesse scoperto ch'ella non aveva l'anello
+nuziale, avrebbe capito tutto.<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span></p>
+
+<p> — Ah, lei canta! — disse.</p>
+
+<p>Si decise. Levò la sinistra dal grembo e si
+mise a giocherellare col laccio argenteo del tovagliolo;
+gli occhi della Teobaldi le si fissarono
+sulla mano e il suo volto carico di biacca non
+disse nulla.</p>
+
+<p> — Canto per diletto, da povera vecchia, — seguitò
+malinconicamente.</p>
+
+<p>S'alzò, traversò il salottino e andò a sedere
+innanzi al pianoforte, sullo sgabello di reps rosso;
+le mani corsero agilmente sulla tastiera, mentre
+la testa accompagnava il ritmo con voluttuoso
+abbandono.</p>
+
+<p> — «&nbsp;Mon rêve&nbsp;», — annunziò d'un tratto. — Il
+mio sogno!</p>
+
+<p>Era una romanza, per soprano. La Teobaldi lanciò
+alcuni trilli preliminari, così acuti che parvero
+lacerar l'aria, poi iniziò una nenia lagrimosa
+con un ritornello singhiozzante; la cantatrice
+tremolava da capo a piedi, e le si agitavano
+i riccioli grigi sulla fronte; essa aveva gli occhi
+levati in alto, quasi a cercare il suo sogno tra
+gli arabeschi stampati del soffitto.</p>
+
+<p>A Loredana parve che stonasse due o tre volte;
+del resto la fanciulla non sapeva se ridere
+o piangere, se gridar di rabbia per quella visita
+sfacciata o cercar di svagarsi al grottesco
+spettacolo. Pensava a Filippo, che le note tristi
+del piano e la cantilena funebre le facevan desiderare
+ancor meglio, con un impeto disperato
+e selvaggio. Dov'era? Che faceva? Egli pure la
+desiderava così, la cercava con la mente e col
+cuore? E aveva visto la mamma sua?<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span></p>
+
+<p>Un grido straziante interruppe il suo pensiero;
+la vecchia aveva finito e restava con la bocca
+spalancata, con gli occhi fissi al soffitto e
+i riccioli definitivamente sciolti sulla fronte, come
+fulminata dalla passione traboccante. Ma non
+udendo parola di elogio, si girò sullo sgabello,
+guardò la ragazza, e disse:</p>
+
+<p> — Eh?...</p>
+
+<p> — Canta molto bene, — rispose Loredana.</p>
+
+<p> — No; non voglio complimenti. Ma che bella
+romanza, eh?</p>
+
+<p> — Bellissima.</p>
+
+<p> — C'è tutta un'anima qua dentro! Già, io mi
+commuovo troppo!</p>
+
+<p>Loredana vide infatti che la vecchia aveva gli
+occhi lucidi per le lagrime, e si dolse di non
+poter piangere a sua volta per quel «&nbsp;Mon rêve&nbsp;»
+ch'era così diverso da quello che la fanciulla
+aveva in cuore.</p>
+
+<p>La Teobaldi fece un mezzo giro sullo sgabello,
+si ritrovò innanzi al piano e cominciò un
+<span class="g">galopp</span>.</p>
+
+<p> — «&nbsp;Folletto!&nbsp;» — disse, enunziandone il titolo. — Le
+piace ballare?</p>
+
+<p>La risposta di Loredana si perdette tra una
+tempesta di note senza tempo e senza misura,
+che la vecchia accumulava con frenesia, come
+se il ballabile le avesse fatto perdere ogni nozione
+musicale.</p>
+
+<p>Ma quel fracasso e la vista della donna che
+nell'ebbrezza di una danza imaginaria dimenticava
+anche la presenza di lei, crebbero la tristezza
+di Loredana; ella si alzò, fece cadere a<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+bella posta il coltellino delle frutta, smosse le
+sedie e riuscì ad interrompere la musica del
+«&nbsp;Folletto&nbsp;», che già le pareva interminabile.</p>
+
+<p> — Ho un po' di emicrania e desidero riposare, — disse
+alla Teobaldi, che s'era rigirata sullo
+sgabello. — Spero che scuserà....</p>
+
+<p> — L'emicrania! Ha l'emicrania e non me lo
+dice! — esclamò l'altra, drizzandosi in piedi. — Vada,
+vada a riposare; io le porterò una boccetta
+di sali, un rimedio infallibile.... Esco e torno
+subito....</p>
+
+<p> — No! — disse Loredana bruscamente, atterrita
+dal nuovo supplizio che la vecchia le minacciava. — Ho
+bisogno di stare sola. La ringrazio!</p>
+
+<p>La Teobaldi guardò la fanciulla e capì che
+avrebbe insistito vanamente; la voce l'aveva
+scossa, aveva sentito un fremito di sdegno e di
+antipatia in quella che pareva la più docile e
+la più timida delle ragazze.</p>
+
+<p> — Va bene, va bene, — mormorò. — Buon riposo,
+dunque; sarà cosa da nulla. Arrivederla,
+signora....</p>
+
+<p>I suoi occhi cercarono istintivamente di nuovo
+la mano sinistra di Loredana; e la vecchia non
+aggiunse «&nbsp;contessa&nbsp;».</p>
+
+<p>Ma il supplizio della sua presenza, evitato pel
+momento, si rinnovò più tardi, si rinnovò nei
+giorni successivi. La Teobaldi, non avendo assolutamente
+nulla da fare, s'appiccicava alla giovane,
+l'accompagnava alle Grotte, la seguiva sulla
+strada di Sirmione, veniva a coglierla quando
+stava sola in giardino, si presentava in salotto<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+chiedendo di rievocare al piano qualche ballabile
+antico o qualche canzone della sua giovinezza.</p>
+
+<p>E parlava, parlava, parlava, in dialetto veronese,
+infaticabilmente; parlava di sè, degli amici
+suoi, di Loredana, del conte, dei pescatori,
+di gente del paese che la ragazza non conosceva
+affatto, dell'orario dei piroscafi, dei trionfi del
+defunto Teobaldi tenore, dei vini e dei cibi dell'albergo,
+dei dissapori tra l'oste e l'ostessa, della
+moda e della cucina, della vita di Venezia,
+dell'amore antico e dell'amore moderno; e di tutto
+a rifascio, senza nesso, passando dall'uno all'altro
+argomento e non mutando mai voce....</p>
+
+<p>Una volta domandò:</p>
+
+<p> — Lei, quando si è sposata?</p>
+
+<p>Loredana fremette e sentì che impallidiva; ebbe
+la tentazione di rispondere seccamente, brutalmente:
+«&nbsp;Non sono sposata; non voglio commedie!&nbsp;»
+Ma gliene mancò l'ardire, e balbettò,
+guardando in un angolo:</p>
+
+<p> — Il mese scorso....</p>
+
+<p> — A Venezia non è vero? — incalzò la Teobaldi.</p>
+
+<p>Loredana non rispose.</p>
+
+<p>Le due donne erano in giardino; la fanciulla
+sedeva sul parapetto, fissando l'acqua verdastra
+del lago e i piccoli e i grossi pesci che passavano
+aspettando qualche manciata di briciole;
+la vecchia, adagiata in una poltroncina di vimini,
+lavorava all'uncinetto.</p>
+
+<p> — Già, — disse, tanto per concludere qualche
+suo pensiero. Poi aggiunse: — Io mi sono
+sposata a sedici anni, nel.... nel....<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span></p>
+
+<p>Ma non trovò subito una data decente, s'imbrogliò
+e corresse:</p>
+
+<p> — Bei tempi! Si figuri ch'io era bionda come
+il grano, avevo un busto così, un piedino
+così....</p>
+
+<p>Loredana, senza badarle, raccolse un pugno di
+ghiaia e lo gettò nel lago, scompigliando il corteo
+dei pesci.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">VIII.</h2>
+
+<p>Arrivato a Venezia, Filippo si recò a palazzo
+Vagli.</p>
+
+<p>Erano le cinque; sua madre riceveva.</p>
+
+<p>Egli, indugiatosi un istante nella grande sala,
+nella quale non era alcuno, udì le voci che
+provenivano dal salotto attiguo. Parlavano, a
+volta a volta, sua sorella contessa Ada de Idris,
+la contessa Osvaldi, la contessina Fioresi, e dall'acciottolìo
+di chicchere e di piattini si comprendeva
+che le gentildonne stavano bevendo
+il tè.</p>
+
+<p>Filippo era per ritirarsi e salire nel suo appartamento,
+allorchè la contessina Fioresi, tutta
+vestita d'azzurro, uscì correndo dal salotto, vide
+Filippo che s'era messo innanzi a uno specchio
+il quale occupava intera una parete, e si mise
+a ridere.</p>
+
+<p> — Colto in flagrante! — esclamò. — Si fa
+bello, qui, solo? Ma la contessa Bianca ci annunciava
+poco fa che lei era in campagna....<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p>
+
+<p> — Dalla campagna non si può tornare? — disse
+Filippo, sorridendo e stringendo la mano alla
+fanciulla dai capelli fulvi.</p>
+
+<p> — Chi c'è? Chi c'è, Giselda? — chiesero più
+voci dal salotto.</p>
+
+<p> — C'è Flopi che si arriccia i baffi! — rispose
+Giselda Fioresi; e ridendo uscì per andare a
+prendere una cartella di musica.</p>
+
+<p> — Davvero, Flopi? — esclamò la contessa
+Bianca, apparsa subito sul limitare.</p>
+
+<p>Ella era alta e magra, vestita di scuro; dal
+volto pallido spirava un'aria di maestà e di dolcezza
+insieme; gli occhi castani avevano sguardi
+placidi e dritti; la bocca ben disegnata, col
+labbro inferiore un po' sporgente, sorrideva volontieri.
+Tutti i capelli della contessa Bianca
+erano candidi come neve e un poco ondulati.</p>
+
+<p>Filippo si chinò a baciarle la mano; ella lo
+baciò in fronte e gli disse, presto, sottovoce:</p>
+
+<p> — Che hai fatto? Che hai fatto?</p>
+
+<p>Ma anche le altre signore apparvero sulla soglia,
+e Filippo si avanzò per salutarle.</p>
+
+<p> — Dove sei stato fino a oggi? — domandò la
+contessa Ada de Idris, ch'era bionda e aveva
+una carnagione rosea delicatissima.</p>
+
+<p> — In giro, sono stato, — rispose Filippo. — Avevo
+qualche cosa da sbrigare a Milano e a
+Torino.</p>
+
+<p>La contessa Osvaldi, piccoletta, irrequieta, bruna,
+diede in una risata; ma Filippo non se ne
+curò, perchè quella rideva sempre.</p>
+
+<p>Tornarono nel salotto, tappezzato di stoffa antica,
+giallina ad arabeschi tenuemente rosei, che<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span>
+un raggio di sole, penetrando dal balcone prospiciente
+il Canalazzo, sembrava cospargere d'una
+imponderabile polvere d'oro.</p>
+
+<p>Ada de Idris, ripreso un discorso interrotto
+dall'arrivo di Filippo, parlò della campagna. Il
+conte de Idris era in campagna, e Ada doveva
+raggiungerlo; poi sarebbero andati a Lucerna,
+dove l'anno prima s'erano molto affaticati e punto
+divertiti.</p>
+
+<p> — O perchè vi ritorni? — domandò Filippo,
+prendendo una tazza di tè dalle mani di sua
+madre.</p>
+
+<p> — Sai che Leopoldo non vuol campagne romantiche;
+odia le <span class="g">chaumières</span>....</p>
+
+<p> — E anche <span class="g">ton coeur</span>? — chiese sbadatamente
+la contessa Osvaldi.</p>
+
+<p>Ma le chiacchiere furono interrotte di nuovo.</p>
+
+<p>Entrò il conte Lombardi, alto e calvo, che, vedendo
+Filippo, fece un gesto di piacevole maraviglia,
+andò a baciar la mano alle signore, e disse:</p>
+
+<p> — Tornato?... Io ti faceva così lontano!</p>
+
+<p> — E perchè? — rispose Filippo. — L'ultima
+volta che ci siamo visti....</p>
+
+<p> — Ma sì, alla stazione, — seguitò il conte
+Lombardi. — Mi sembravi nervoso, allegro, inquieto....</p>
+
+<p>Filippo, che stava in piedi presso un alto stipo
+di mogano a fregi d'oro sbiadito, sentì gli
+sguardi di sua madre.</p>
+
+<p> — Anzi, — continuò il Lombardi, — ti avevo
+invitato a pranzo, tu avevi accettato, noi ti abbiamo
+atteso.... e ti rivedo ora, da quel giorno!</p>
+
+<p> — Questa è grossa, Flopi! — disse Ada.<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span></p>
+
+<p> — Hai ragione; non so come scusarmi, — convenne
+Filippo, sorridendo, ma noiato per quel
+ricordo.</p>
+
+<p> — Ti dirò io come puoi essere scusato, — rispose
+il conte Lombardi. — Vieni a pranzo da
+noi, domani. È detta?</p>
+
+<p> — È detta! — ripetè Filippo, pensando che
+aveva sperato di ripartire subito, ma che a quel
+secondo invito bisognava arrendersi.</p>
+
+<p> — Ecco, benissimo, — osservò Ada de Idris. — Domani
+vai a pranzo da Lombardi, e domani
+l'altro mi accompagni a Vittorio, da Leopoldo,
+e ti fermi da noi.</p>
+
+<p> — No, cara, — disse Filippo recisamente. — Ho
+da fare qui.</p>
+
+<p> — Ha da fare a Venezia, in luglio! — esclamò
+la contessa Osvaldi, ridendo. — Voi avete
+da fare a Milano, a Torino, a Venezia! Mi sembrate
+un ministro....</p>
+
+<p> — Anzi, la negazione d'un ministro, — corresse
+il conte Lombardi. — Un ministro non ha
+mai da far nulla, in nessun paese del mondo!</p>
+
+<p>Filippo non seguì oltre la conversazione; s'avvicinò
+a uno dei poggiuoli, gettò un'occhiata distratta
+in Canalazzo, dove non passava che una
+gondola lenta.</p>
+
+<p>Quei discorsi, quegli accenni a persone e ad
+abitudini familiari, quelle amiche, tutto lo noiava.
+All'infuori di sua madre, nessuno pareva conoscere
+l'ultima scappata di lui; ma le poche
+parole scambiate in quei brevi istanti, gli facevan
+comprendere che si sarebbe saputo tutto
+da tutti, poco più tardi.<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p>
+
+<p>La sua vita, la vita a Venezia, tra quella società
+aristocratica tanto esigua di numero, era
+troppo nota, confidenziale, metodica. Si svolgeva
+sempre tra le medesime persone, che ripetevano,
+senz'accorgersi forse, le medesime occupazioni,
+ogni anno, ogni giorno. Le donne erano
+strette in gruppi; gli uomini erano stretti in
+gruppi; nulla poteva sfuggire in quel circolo nel
+quale egli pure era chiuso da anni.</p>
+
+<p>Giselda Fioresi gli passò daccanto col suo fascicolo
+di musica.</p>
+
+<p> — Dunque, — ella disse. — È stato in campagna?
+Ora si ferma?</p>
+
+<p> — Le pare? — rispose Filippo. — Fermarmi
+a Venezia? Credo che la mamma parta a giorni;
+e io rimarrei qui solo?</p>
+
+<p> — Allora accompagna la mamma, come sempre?...</p>
+
+<p>Come sempre! Egli guardò la fanciulla, che
+gli stava innanzi, col suo fascicolo sotto l'ascella,
+il busto eretto, i capelli fulvi arruffati sulla
+fronte. Era graziosa; gli occhi avevano qualche
+lampo di malizia, e la bocca, schiudendosi, mostrava
+bei denti.</p>
+
+<p>Filippo si mise a ridere.</p>
+
+<p> — Come sempre? — ripetè. — Io vorrei invece
+quest'anno far qualche cosa di diverso.</p>
+
+<p> — Ah, bene! — esclamò Giselda. — Allora al
+Polo Nord, in cerca d'avventure.</p>
+
+<p> — Già, in cerca d'avventure! — mormorò Filippo.</p>
+
+<p> — Mi dispiace. Speravo vederla in campagna!</p>
+
+<p>Filippo s'inchinò leggermente.<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span></p>
+
+<p> — Lei è molto gentile. Ma, le avventure? Le
+avventure a San Donà?</p>
+
+<p>La fanciulla scosse la testa, lo guardò un attimo,
+rise con gli occhi:</p>
+
+<p> — Eh, siamo d'accordo! — disse. — Se ha intenzione
+di fare il matto, San Donà non le conviene.
+Mi dispiace, ripeto!</p>
+
+<p>Veramente non sapeva nemmen lei, Giselda,
+perchè la partenza di Filippo le spiacesse, e non
+sapeva perchè andasse ripetendoglielo; ma la vita
+di quell'uomo aveva il curioso potere di irritarla,
+a quando a quando. Avrebbe voluto mettersi
+a cavalcioni d'una sedia, accendere una sigaretta
+e udirlo raccontare ciò che faceva e ciò
+che pensava. L'ignoranza alla quale era costretta,
+la pungeva continuamente.</p>
+
+<p> — Bene, — concluse. — Buone avventure,
+dunque!</p>
+
+<p> — Ma no; non vorrei che desse alle mie parole
+un significato che non hanno. Intendo fare un
+piccolo viaggio, ecco tutto! — spiegò Filippo.</p>
+
+<p> — E a me lo racconta? — esclamò Giselda,
+allontanandosi.</p>
+
+<p> — Che originale! — pensò Filippo con un sorriso,
+mentre la seguiva con gli occhi.</p>
+
+<p>Ella andò a parlare con la contessa Bianca.</p>
+
+<p> — La ringrazio, — disse, mostrando il fascicolo
+di musica. — Fra un paio di giorni glielo rendo!</p>
+
+<p> — Ma non importa, bambina! — esclamò la
+contessa Bianca ridendo. — Fra un paio di giorni
+io sarò già forse in campagna.</p>
+
+<p> — Sola; perchè Filippo va a fare un viaggio.
+Al Polo Nord, mi ha detto....<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span></p>
+
+<p>La contessa lanciò un'occhiata interrogativa a
+suo figlio, che finse di non vedere e di non comprendere.</p>
+
+<p>Ma quando le dame e il conte Lombardi si
+congedarono, verso le sette, Filippo si avvicinò
+a sua madre, le baciò di nuovo la mano sorridendo,
+e disse:</p>
+
+<p> — Ebbene, mamma, so che tu sei inquieta....</p>
+
+<p> — Sono sdegnata, Flopi, — rispose la contessa
+Bianca, severamente, pur non potendo abbandonare
+il diminutivo col quale sempre aveva chiamato
+il figliuolo. — Sono sdegnata per quello
+che so e per quello che si dice....</p>
+
+<p> — Quanto a quello che si dice, — osservò Filippo, — non
+è il caso di curarsene; a Venezia
+si dice sempre qualche cosa di qualcuno, per ozio
+e per abitudine. Quanto a quello che sai....</p>
+
+<p> — È questo! — interruppe la contessa, con
+gli occhi vivi di luce, fissando il figlio. — Tu
+hai fatto fuggire di casa una onesta ragazza e
+te la sei portata via; con quale coscienza, con
+quale diritto? Che ne farai, quando il vergognoso
+capriccio sarà sazio e non potrai più mentire?
+Mi spaventa l'idea che tu sia di quelli i
+quali, per un istante di concupiscenza, osano
+spezzar la vita d'una donna e abbandonarla a
+un destino orrendo; e mi sembra anche ridicolo
+che tu, a trentasei anni, non sappia calcolar
+l'importanza delle tue azioni e non veda dove
+tu vai....</p>
+
+<p>Filippo, ch'era seduto in una poltroncina assai
+bassa, quasi alle ginocchia di sua madre,
+la guardò più inquieto per la verità semplice<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span>
+e logica delle sue parole, che non per lo sdegno
+onde s'era imporporato il bel viso pallido di lei.</p>
+
+<p> — Bisogna conoscere gli ambienti, — egli osservò.</p>
+
+<p> — Gli ambienti? — ripetè la contessa. — C'è
+dunque un ambiente nel quale tu abbia il diritto
+di non essere onesto? Se questo ambiente esiste,
+un gentiluomo non deve mettervi piede.</p>
+
+<p> — E dàlli! — esclamò Filippo, allungando la
+mano fino a togliere da un tavolino un astuccio,
+e accendendo una sigaretta. — Tu sei rigida
+come la matematica! Non ti dico che io
+abbia il diritto di essere disonesto; ti dico che
+ogni colpa ha le sue attenuanti.</p>
+
+<p>La contessa si alzò, passeggiò lentamente pel
+salotto, a capo chino, meditando; e dopo un
+istante di silenzio, disse:</p>
+
+<p> — Forse noi non ci comprendiamo. Tu credi
+che io voglia ascoltare le attenuanti della tua
+colpa per giudicarti. No, di questo non mi occupo,
+perchè le tue attenuanti non mi commoverebbero,
+e la colpa è, in ogni caso, alla tua
+età, nella tua posizione, imperdonabile ed enorme.</p>
+
+<p>Fece una pausa; sedette di nuovo, sopra un
+divano, all'altro angolo del salotto. La luce morente
+che entrava dai poggiuoli aperti illuminò
+i bei capelli candidi della signora e il viso un
+po' roseo per l'interna agitazione; c'era in quella
+donna forte ancor qualche cosa di giovane
+e di fresco, una purezza di linea e d'espressione,
+che pareva riflettere la purezza del sentimento
+e del pensiero. Nei suoi occhi non era mai passata
+un'ombra.<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span></p>
+
+<p>Soggiunse:</p>
+
+<p> — Ma è di lei, capisci? che io mi preoccupo!
+Di quella, giovinetta, di quella illusa, di quella
+tua vittima, io voglio sapere. Che ne farai? È
+spaventevole pensare che tu non abbia il concetto
+giusto della vita....</p>
+
+<p>Filippo, che stava scuotendo la cenere della
+sigaretta in un piattino d'argento, alzò la testa.</p>
+
+<p> — No, tu non sai, ancora oggi, che cosa sia
+la vita, perchè non sai che valga una creatura
+di Dio. Credi che quella fanciulla sia nata pel
+tuo piacere, che il suo corpo, la sua anima, la
+sua intelligenza, i suoi sentimenti, le sue speranze,
+i suoi sogni giovanili, tutto quanto è più
+misterioso, più delicato, più nobile ed alto in
+una creatura umana, credi sia stato creato per
+te, perchè tu ne goda e ne abusi, perchè tu ne
+decida come un padrone e un giudice. E di una
+fanciulla, ti fai una concubina; e di una concubina
+farai una donna perduta! Mi parli di attenuanti,
+per questo delitto di prepotenza e di
+superbia, per questo scandalo, per questa ribellione
+alla volontà di Dio? Non ce ne sono, non
+potresti essere scusato che quando tu mi dicessi
+d'esser diventato pazzo. Soltanto a un pazzo
+non si chiede conto di ciò che fa; soltanto un
+pazzo può essere perdonato se reca ingiuria a
+Dio nelle sue creature....</p>
+
+<p>Sotto quell'irruenza, stretto in quella inesorabilità
+di logica, toccato nei sentimenti intorpiditi
+ma sempre vivi coi quali era stato allevato,
+Filippo non osò replicare. Mormorò soltanto:</p>
+
+<p> — Se non mi lasci dire una parola, mamma....<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span></p>
+
+<p>La contessa si rischiarò in volto e aggiunse
+con voce subitamente più calma:</p>
+
+<p> — Hai ragione.</p>
+
+<p> — Io non ti posso rispondere, per ora, intorno
+alla sorte della ragazza, — seguitò Filippo. — Fui
+travolto da un impeto di passione, ed è giusto
+che tu mi rimproveri la mia debolezza; ma
+appunto perchè la passione era ed è sincera, non
+posso risponderti circa l'avvenire che è serbato
+a me e a quella ragazza.</p>
+
+<p> — Tu mi spaventi! — interruppe la contessa,
+levandosi in piedi. — Non ho mai udite parole
+così gravi dalla tua bocca.</p>
+
+<p> — Gravi e leali, mamma, perchè non voglio
+ingannarti, — rispose Filippo, guardando sua
+madre con occhio tranquillo. — Ma devo aggiungere
+subito che comunque gli avvenimenti
+si svolgano, io non dimenticherò nè il nome che
+porto, nè i doveri che ho verso una fanciulla
+onesta e buona....</p>
+
+<p> — E vai così, alla ventura, senza un'idea, senza
+la stessa percezione di ciò che fai? È deplorevole,
+è veramente deplorevole....</p>
+
+<p>La contessa tacque; aveva udito, lontano, fin
+dalle ultime camere, un passo cauto e lento;
+indi a poco, sulla soglia comparve un valletto
+in livrea verde scura, e s'inchinò.</p>
+
+<p> — Pranzi in casa, Flopi? — disse con voce
+mutata la contessa. — Dammi il braccio. Stasera
+siamo soli.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">IX.</h2>
+
+<p>Col pretesto di mutarsi finalmente d'abito e
+d'indossare lo <span class="g">smoking</span>, Filippo salì nel suo
+appartamento dopo pranzo, e scrisse una lunga
+lettera a Loredana, che le avversità gli rendevano
+più cara. Dovette confessarle che il soggiorno
+a Venezia si sarebbe prolungato oltre le previsioni,
+perchè non gli riusciva di sottrarsi a qualche
+invito e fors'anche a una gita nelle campagne
+di suo cognato de Idris.</p>
+
+<p>S'affacciò a una finestra e vide il Canal
+Grande immerso quasi totalmente nell'oscurità,
+con qualche linea più nera, una gondola, che
+passava silenziosa, distinta appena dal fanale piccolo
+e rossastro. I palazzi, in fila, come spettri
+bianchi che si dessero la mano, erano muti
+e chiusi; ai pali innanzi alla gradinata scorse
+giù alcune gondole ferme, che avevan recato i
+visitatori, i pochi amici non ancora partiti per
+la campagna. Le note d'un valzer gli giunsero
+all'orecchio, e nel Canal Grande, da una gondola
+lontana, arrivò la strimpellata vivace e improvvisa
+d'un mandolino. Poi passò una barca, zeppa
+d'uomini e di donne, illuminata a palloncini,
+silenziosa; era una serenata, che s'avviava
+nel bacino di San Marco, presso i grandi alberghi;
+e di nuovo l'oscurità e la quiete pesante
+si stesero sul Canale.<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span></p>
+
+<p>Filippo discese e passò qualche ora in salotto,
+a fianco di sua madre.</p>
+
+<p>Gli ospiti ridevano ascoltando le chiacchiere
+del conte Mercatelli, piccolo, pelato, rosso in
+volto, che magnificava il sonno.</p>
+
+<p> — «&nbsp;Le sommeil&nbsp;», — diceva, rivolto a una francese,
+madame de la Chaux. — «&nbsp;Le sommeil&nbsp;»; io
+non conosco che questa voluttà: dormire, dormire,
+dormire quanto mi è possibile. Se non avessi
+dormito tanto, avrei fatto certo qualche cosa
+di straordinario.... Ma dormire mi piace, mi piace
+troppo! Sembra che l'anima si volatilizzi, che
+il corpo si riduca in una materia imponderabile.
+«&nbsp;Qu'en dit madame de la Chaux&nbsp;»?</p>
+
+<p>E senza aspettare che madama, vestita di violetto
+scuro, con un merletto prezioso sui capelli
+grigi, enunziasse una risposta, il conte Mercatelli
+seguitò:</p>
+
+<p> — «&nbsp;Moi, je vous assure&nbsp;» che l'imprevisto non
+si trova, se non nel sonno. Dove potreste incontrare
+qualche cosa che somigli a un sogno, nella
+realtà d'ogni giorno? Uomini che volano, bestie
+che parlano, mostri non mai veduti, gioie,
+terrori, fughe, combattimenti, scene che si dissolvono
+e si sovrappongono.... «&nbsp;Moi, je vous assure
+que votre Dumas n'est qu'un imbécile en
+comparaison de ce romancier inépuisable qui s'appelle
+rêve....&nbsp;»</p>
+
+<p>Madame de la Chaux ebbe un debole sorriso.</p>
+
+<p>Filippo disse qualche parola a un domestico,
+fece preparare il tavolino da giuoco, e mentre
+le dame e le fanciulle ascoltavano quella specie
+di conferenza sul sonno, egli sedette al tavolino<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+col conte Lombardi, col marchese di Spinea
+e con Berto Candriani.</p>
+
+<p>Berto Candriani era temutissimo per la sincerità
+pazzesca delle sue parole. Egli diceva ad
+alta voce tutto quel che pensava e tutto quel
+che sapeva, a costo di parere insolente o mal
+educato. Qualcuno in società aveva espresso il
+dubbio ch'egli fosse un po' matto, e poichè questa
+induzione accomodava molte cose, risparmiava
+la noia di indignarsi e toglieva ogni valore
+a quanto raccontava, tutti convennero ch'egli
+era un po' matto e che bisognava lasciarlo fare.</p>
+
+<p>Del resto, bel giovane non ancora trentenne,
+snello, con capigliatura nera foltissima e occhi
+castagni dallo sguardo pungente, piaceva alle signore,
+che ne ambivano la lode, perchè rara.</p>
+
+<p>Egli, quella sera, aveva tentato più volte di
+dire a Filippo ciò che gli stava fitto in testa
+dal momento che l'aveva visto; ma il tema della
+conversazione, la presenza della contessina Fioresi
+e di qualche altra fanciulla, glielo avevano
+impedito.</p>
+
+<p>Appena i quattro uomini furono appartati pel
+giuoco, presso la finestra d'angolo, Berto Candriani
+disse a Filippo:</p>
+
+<p> — Dunque, come va?</p>
+
+<p>Filippo s'aspettava qualche razzo di quei famosi,
+ma ormai, dopo le spiegazioni con sua madre,
+poco gli importava ciò che si poteva dire.</p>
+
+<p> — È vero, — domandò Berto quietamente, — che
+hai fatto scappar di casa una ragazza?</p>
+
+<p>Il conte Lombardi e il marchese di Spinea,
+che disponevano le carte nella sinistra, alzarono<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+sbalorditi il capo, e videro Filippo che sorrideva.</p>
+
+<p> — Ti sembra, — egli rispose, — che se avessi
+una ragazza per le mani, starei qui a giuocare?</p>
+
+<p> — Evvia, Flopi! Polvere negli occhi! Non sei
+mica vecchio per niente, e fai le tue cose benino,
+pian pianino, in punta di piedi.... Insomma,
+questo è l'ultimo pettegolezzo e dovevo pur
+dirtelo!</p>
+
+<p>Filippo fece un cenno con la testa, come per
+ringraziare il Candriani della sua premura; e
+nell'intervallo seguente, Berto riprese:</p>
+
+<p> — M'hanno detto che è un tesoro, quella ragazza!
+Una delle nostre più belle e più caratteristiche
+borghesi....</p>
+
+<p> — Sai che ho buon gusto! — rispose Filippo,
+sempre sorridendo.</p>
+
+<p> — Già; ma mi dispiace che il cattivo gusto
+sia dall'altra parte! — mormorò Berto con rammarico
+sincero.</p>
+
+<p>I giuocatori diedero in una risata. Risonò la
+voce del conte Mercatelli, che diceva:</p>
+
+<p> — Dormendo circa dodici ore al giorno, io mi
+trovo benissimo....</p>
+
+<p> — O perchè non va a dormire anche adesso? — osservò
+Berto, senza curarsi di abbassar la voce.</p>
+
+<p>E seguitò la partita; mentre la contessina Giselda
+Fioresi, che non si divertiva a parlar con
+le altre fanciulle, dopo aver gironzato qua e là
+a occhieggiare i vecchi quadri che conosceva da
+tempo, andò a mettersi alle spalle di Filippo,
+guardando il giuoco.</p>
+
+<p> — Non so, — disse Berto Candriani, — perchè<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+voglia portar fortuna a Flopi, contessina. È
+già tanto fortunato! Venga dalla mia parte.</p>
+
+<p>Giselda non rispose, e coll'indice sottile indicò
+a Filippo una carta che doveva giuocare. Filippo
+obbedì.</p>
+
+<p> — Andiamo, andiamo! — esclamò il Candriani. — È
+proibito immischiarsi nei giuochi degli
+altri. Il giuoco di Flopi è poi così pericoloso!</p>
+
+<p>La fanciulla non battè palpebra, e indicò a Filippo
+un'altra carta. Ma le parole di Berto Candriani
+le parvero oscure, e trovò conveniente non
+allontanarsi, per udir qualche cosa di più significante.
+Alla fine di quel giro, Filippo s'era
+avvantaggiato molto sugli avversarii, e Berto
+Candriani, mentre il conte Lombardi mischiava
+le carte, protestò:</p>
+
+<p> — Io la sequestro, tesoro mio! Lei fa vincere
+Flopi per ridere di noi. Le assicuro che il nostro
+amico non ha bisogno di lei, proprio non
+ha nessun bisogno!</p>
+
+<p> — Com'è noioso! — esclamò Giselda. — Stia
+zitto e tiri avanti!</p>
+
+<p> — Bisognerebbe fargli la cura di Mercatelli, — osservò
+Filippo. — Se dormisse dodici ore al
+giorno, sarebbero tante chiacchiere di meno.</p>
+
+<p>Berto diede un'occhiata a Giselda, sempre ritta
+alle spalle di Filippo; era giovane e magra;
+l'abito leggero lasciava trasparir gli omeri scarni
+e delicati; il corpo esile faceva pensare alla
+donna futura, non più magra ma snella, non più
+scarna ma sottile e flessibile. I capelli fulvi,
+illuminati dalla luce elettrica, davano al volto
+bianco qualche ombra viva e tagliente.<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span></p>
+
+<p>Filippo sembrava non accorgersi della presenza
+di Giselda.</p>
+
+<p> — Mi pare un gatto che vigila, — pensò il
+Candriani. — Se la porti via anche questa?</p>
+
+<p>Ma la partita finiva; la contessina Fioresi volse
+le spalle ai giuocatori, tornò fra le donne,
+e subito trovò un appiglio per interloquire.</p>
+
+<p> — Mi direte voi, — chiese Berto al Lombardi
+e al marchese di Spinea, — che cosa ha questo
+vecchio satiro per piacere alle ragazze?</p>
+
+<p> — Vecchio satiro! — esclamò il marchese di
+Spinea. — Ma non ha quarant'anni; e che cosa
+dovresti dire di me, che ne ho cinquantasette?</p>
+
+<p> — Satiro decrepito! — sentenziò il Candriani. — Filippo,
+occhio alla Fioresi! Quella sta facendo
+una passione per te, vorrà scappare anche
+lei.</p>
+
+<p>Filippo stette ancora muto. Egli rispondeva raramente
+a Berto Candriani; dacchè lo si era classificato
+per matto, Filippo lo lasciava parlare,
+e il più delle volte non ascoltava nemmeno le
+sue parole, col pensiero rivolto altrove. Così, se
+non fosse stata la necessità incoercibile di dire
+tutto quanto gli frullava pel capo, Berto Candriani,
+a sua volta, non avrebbe mai parlato con
+Filippo; e quando v'incappava, se ne pentiva
+sempre.</p>
+
+<p>Egli si alzò indispettito e andò a raggiungere
+il conte Mercatelli, che fumava una sigaretta,
+sdraiato sopra un divano, beatamente, gli sguardi
+perduti in alto.</p>
+
+<p> — <span class="g">Ciò</span>! — disse Berto. — Non dormi? Vattene,
+su; è quasi mezzanotte....<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span></p>
+
+<p> — Hai ragione, — rispose il conte mansueto. — Nel
+mio letto starei tanto bene!</p>
+
+<p>Si mosse, andò a porgere il saluto alla contessa
+Bianca, alle signore, agli amici, ed uscì
+lentamente.</p>
+
+<p>Poco dopo, anche gli altri visitatori presero
+congedo.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">X.</h2>
+
+<p>Quella notte, Filippo Vagli sentì crudelmente
+la solitudine in cui lo piombava l'assenza di Loredana.
+Vagò fino ad ora tarda per le calli deserte,
+immerse in un'ombra che un fanale rompeva
+a pena, e salito in una gondola si fece condurre
+alla ventura; i rii, coi muri delle case a
+picco, parevan chiusi, senz'aria; ora la gondola
+sfiorava la scalea d'un palazzo, ora scivolava lungo
+qualche casipola, dalle finestre della quale
+giungeva il chiacchierìo infaticabile delle popolane;
+e se una gondola passava rasente, era una
+visione d'ombra, una linea nera e fugace, un uomo
+ritto a poppa, una figura indistinta sdraiata
+sui cuscini; poi silenzio, rotto dal remo che
+grondava acqua.</p>
+
+<p>Allorchè tornò a casa, Filippo notò quel che
+già aveva sentito durante il giorno: la sua camera
+non gli diceva più nulla, il suo ricco appartamento,
+al quale era andato per tanti anni recando
+belle cose d'arte e oggetti di pregio, non<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+gli importava più dell'appartamento d'un albergo.
+Le ore gli sembrarono eterne; il pensiero
+di quella ragazza, lasciata sola in un piccolo
+paese, in un alloggio che differiva poco da una
+taverna, gli martellò il cervello tutta notte.</p>
+
+<p>Prese sonno verso l'alba; e non si svegliò da
+quel torpore se non quando gli parve che qualcuno
+camminasse cautamente per la camera.</p>
+
+<p>Era un servo, mandato dalla contessa Bianca,
+la quale, vista l'ora tarda, temeva che Flopi
+stesse poco bene.</p>
+
+<p> — Che ora è, Piero? — domandò Filippo.</p>
+
+<p> — Sono le undici, signor conte.</p>
+
+<p>Piero stava immobile presso il letto ad aspettare
+gli ordini.</p>
+
+<p> — Va, va! — gli disse il conte. — Non ho bisogno
+di nulla. Avverti la contessa che mi alzo
+subito.</p>
+
+<p>E poco dopo, mentre attendeva alle cure della
+persona, Filippo sentì la noia plumbea per quelle
+ore che ancora gli toccava di passare a Venezia,
+per il pranzo dei conti Lombardi, per le
+chiacchiere insulse alle quali avrebbe dovuto prestare
+orecchio. Egli era irritato e malcontento.
+Dopo una colazione quasi sempre silenziosa, perchè
+sua madre cercava ella pure di schivare allusioni
+ed argomenti spiacevoli, egli uscì, gironzò
+qualche tempo in Piazza e sotto le Procuratie,
+fece parecchi acquisti per Loredana, e quasi
+senz'accorgersi, camminando lentamente, si trovò
+nel campiello, innanzi alla casetta bianca della
+piccola amica.</p>
+
+<p>Egli aveva promesso a Loredana di portar notizie<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span>
+di lei alla sua mamma; e quando rivide la
+casa, con quelle finestre bifore, alle quali la fanciulla
+s'affacciava un giorno per salutarlo; e quando
+sentì la familiarità di quel tranquillo angolo di
+Venezia, dov'egli veniva per salvarsi dalle omelíe
+della contessa Fausta, per vivere la vita modesta
+degli altri e dimenticar la propria, inutilmente
+ricca e fastosa; quando mille ricordi semplici
+e graditi gli tornarono in folla al pensiero,
+Filippo non si perdette a riflettere oltre: si
+avvicinò alla porta, dipinta in verde scuro, con
+un bel battente di bronzo foggiato ad anello che
+una testa di leone teneva fra le mandibole; e
+suonò il campanello.</p>
+
+<p>A una delle finestre si affacciò indi a poco la
+domestica, piccoletta e nera in viso, che voleva
+bene alla fanciulla.</p>
+
+<p>Essa fu così stupita alla vista di Filippo, che
+mandò un'esclamazione:</p>
+
+<p> — Maria a te provveda! Il conte! Il conte!
+Il conte!...</p>
+
+<p>E d'un subito si mise a correre per la casa, in
+cerca della signora, gridando a perdifiato:</p>
+
+<p> — Il conte! Il conte! Il conte!</p>
+
+<p>La signora De Carolis, che era occupata a stirare,
+<a name="accorse" id="accorse"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'accorsa'">accorse</ins> tutta maravigliata e tremante; si
+affacciò alla finestra ella pure, s'assicurò che
+il visitatore era il conte Vagli, e infine si decise
+a tirare il cordone.</p>
+
+<p>La porta s'aperse, e Filippo entrò.</p>
+
+<p>In alto della scala, proprio sull'ultimo gradino,
+vide ritta e pallida la signora Emma; la quale,
+senza rispondere al saluto di lui, scese qualche<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+scalino per abbreviar la distanza, e domandò con
+voce rauca:</p>
+
+<p> — E Lori, dov'è?</p>
+
+<p> — Sono venuto a portarle sue notizie, — rispose
+Filippo, salendo con la signora, tuttavia
+incerto dell'accoglienza. — Sta bene, mi parla
+sempre di lei.</p>
+
+<p>Passarono innanzi alla domestica, la quale rimaneva
+a bocca aperta, guardando Filippo con
+ammirazione attonita.</p>
+
+<p> — Buon dì, Rosa! — egli le disse.</p>
+
+<p>E l'altra fece una riverenza, non potendo esprimere
+la voglia d'aver notizie della signorina.</p>
+
+<p>La signora Emma e Filippo entrarono in quella
+saletta dal pavimento a piastrelle bianche e
+rosse, dove il conte e la fanciulla avevano concertata
+la fuga; Filippo notò subito, sopra una
+mensoletta di legno, una figurina di <span class="g">biscuit</span>,
+che abitualmente era sulla tavola, e che un giorno
+la ragazza andava girando e rigirando, mentre
+l'amico le susurrava all'orecchio parole ardenti
+d'amore e speranze di giorni felici.</p>
+
+<p>Egli prese le mani della signora De Carolis, e
+le disse con voce malcerta:</p>
+
+<p> — Io devo chiederle perdono. Le ho portato
+via Loredana, la sua Lori! Ma essa è oggi felice
+con me. Ho fatto male, ho agito per impulso,
+ciecamente. Non oso scolparmi, lo vede!
+Pure, Loredana è felice, e questo non risponde
+a tutti i suoi dubbii, a tutte le sue paure?</p>
+
+<p>La signora scosse tristemente la testa e ritrasse
+le mani dalle mani di Filippo.</p>
+
+<p> — No, — ella rispose. — Sarebbe felice se<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+potesse andare a fronte alta: ma così, quale
+umiliazione! Ora non comprende; comprenderà
+più tardi.... È una fanciulla disonorata; non ha
+nome; e nessuno crederà all'amore. Il mondo è
+cattivo; sarà accusata d'essersi venduta per vizio
+o per bisogno....</p>
+
+<p>Filippo fece un movimento con la mano, come
+per protestare.</p>
+
+<p> — Oh, non neghi! — interruppe la signora, il
+cui volto bianco, dalle occhiaie scure, diceva
+quante notti tormentose e quante ore d'angoscia
+aveva passato la povera donna.</p>
+
+<p>Ella sedette sopra un divano, dimenticando di
+accennare una sedia a Filippo; e proseguì:</p>
+
+<p> — Nessuno di quelli che la conoscono sa ancora
+nulla; ma il mistero non può durare più
+a lungo, e il giorno si avvicina in cui dovrò
+confessare la sua colpa. Che cosa dirò per farla
+perdonare, o perchè gli altri le siano indulgenti?
+Non aveva la sua mamma che le voleva bene?
+Forse le mancava qualche cosa, qui, dove io non
+pensava che a lei? Non voleva sposare quel Gianella
+maledetto? E io l'avrei aiutata, e io le
+avrei permesso di scegliersi persona più degna....
+Ma fuggire, ma diventar l'amante d'un
+uomo che non potrà mai sposarla, e abbandonare
+la mamma sua, la casa, tutto e tutti, come
+una disperata, e rovinare la sua giovinezza!...
+Sì, è giovane, era inesperta, io mi fidava
+ciecamente.... Io posso assolverla; il mondo riderà
+di lei e di me, cadute vittime di un falso
+amico, d'un egoista senza cuore....</p>
+
+<p>Filippo, tuttavia in piedi, col cappello di paglia<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span>
+tra le mani, udendo l'accusa scudisciargli
+il viso, fece un passo, sentì il viso avvampargli,
+ma si rattenne e non disse parola.</p>
+
+<p>La signora Emma lo guardò, e aggiunse freddamente:</p>
+
+<p> — Si sieda! Mi parli di Lori. Dov'è adesso?</p>
+
+<p> — A Sirmione, — rispose Filippo.</p>
+
+<p> — Verrò a prenderla, — annunziò la signora
+con voce decisa.</p>
+
+<p> — A prenderla? — esclamò il conte sbalordito.</p>
+
+<p> — Sì, a prenderla. Forse sono ancora in tempo
+a riparare uno scandalo. Ho detto a chi mi
+chiedeva di lei che è in campagna. Ebbene, bisogna
+che da questa campagna Loredana ritorni.
+Io non confesserò mai mai, che mi è fuggita
+di casa, capisce? Il suo ritorno, la sua presenza,
+la ripresa delle nostre abitudini faranno tacere
+le cattive lingue. Mia figlia è conosciuta
+da poca gente modesta, che certo non villeggia
+a Sirmione. Forse sono ancora in tempo a salvarla
+se Dio mi aiuta. E lei, conte, non si opporrà.
+Ha commesso un'azione disonesta, non vorrà
+commetterne una seconda....</p>
+
+<p> — Ma io l'amo, Loredana! — proruppe Filippo. — Non
+permetterò che me la portino via;
+io vivo per lei, cerco di renderla felice, mi allontano
+io pure dal mondo, per dedicare a lei le
+cure più affettuose, e ho fatto della sua vita
+la mia.... Non permetterò che me la ritolgano,
+a nessun costo; non permetterà ella stessa, Loredana,
+perchè mi ama e non domanda nulla a
+nessuno!</p>
+
+<p>La voce del conte vibrava di tanta sincerità<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span>
+e di tanto affanno, che la signora De Carolis
+ne fu scossa e lo guardò un istante, presa da
+esitazione.</p>
+
+<p> — Sono venuto da lei a chiederle perdono, — proseguì
+Filippo, — a chiederle perdono con una
+umiltà che non è nelle mie abitudini. E lealmente
+le ho detto dove viviamo, perchè non volevo
+continuare con lei una finzione antipatica; se
+l'avessi ingannata, se le avessi detto che viviamo
+a Roma o a Parigi, ora potrei ridermi delle
+sue minaccie.</p>
+
+<p>S'interruppe e camminò pel lungo e pel largo
+nella saletta.</p>
+
+<p> — Non me la porterà via! — soggiunse. — A
+qualunque costo, non me la porterà via! Appartiene
+a me, ora, e a nessun'altro al mondo!
+Non me la porterà via!</p>
+
+<p>La signora De Carolis comprese che non poteva
+ragionare con un uomo in tale stato d'animo.
+Filippo aveva le labbra bianche e il suo
+corpo tremava come scosso da febbre violenta;
+egli si abbandonò in una poltrona, nascose il
+volto tra le mani, e stette così, per lungo tempo,
+in silenzio, agitato sempre da un tremito
+invincibile.</p>
+
+<p>Emma tacque ella pure, a lungo, guardando
+l'uomo superbo, ridotto da una parola come uno
+schiavo o come un mendico, accasciato sotto il
+peso della sua passione.</p>
+
+<p> — Veda, — cominciò infine la signora. — È
+necessario! Appunto perchè vuol bene a Loredana,
+la lasci tornare con la sua mamma.... Lei si
+pentirà un giorno di questo rifiuto.<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span></p>
+
+<p> — Non mi pentirò mai! — esclamò Filippo,
+staccando le mani dal volto.</p>
+
+<p>La signora De Carolis vide che le lagrime
+solcavano il viso del conte, ebbe un lampo forse
+di riconoscenza, certo di pietà, ma seppe
+frenarsi, e continuò, quasi non avesse notato
+nulla:</p>
+
+<p> — Per parlare come lei parla, bisognerebbe
+dirmi quale avvenire attende mia figlia. E lei
+non lo sa, perchè l'avvenire di Loredana dipende
+dal capriccio, dalla volontà, dall'interesse
+del conte Filippo Vagli, il quale oggi l'ama sinceramente
+e domani può considerarla un impaccio....</p>
+
+<p>Filippo crollò le spalle, ma la signora aggiunse,
+senza badargli:</p>
+
+<p> — È possibile che io accetti una situazione simile
+per mia figlia? Ripeto che forse sono ancora
+in tempo a impedire uno scandalo enorme;
+se non mi ingegnassi di riuscirvi, sarei non una
+madre, ma la più vile, la più spregevole delle
+donne....</p>
+
+<p>Nel turbamento di tutto il suo spirito, Filippo
+sentiva che la disgrazia aveva dato una lucidità
+di comprensione, un'energia e una volontà,
+a quella donnina fragile e dimessa, quali egli
+non avrebbe mai potuto sospettare. La signora
+De Carolis aveva il viso pallido tutto rischiarato
+dalla luce d'una decisione, dalla speranza
+di salvare la figliuola; Filippo intuì che era impossibile
+lottare con un sentimento così forte,
+il quale aveva l'aureola di qualche cosa di sacro.
+Egli non poteva opporre che le ragioni del<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>
+suo amore, cioè di un sentimento comune, fatto
+di egoismo, di concupiscenza, di orgoglio.</p>
+
+<p>Disse lentamente:</p>
+
+<p> — Loredana penserà che io l'ho tradita, che
+son venuto apposta a Venezia perchè lei andasse
+a ripigliarsela, dopo quindici giorni....</p>
+
+<p> — Oh no, — interruppe la signora Emma, — io
+saprò parlarle, e le spiegherò come sono avvenute
+le cose....</p>
+
+<p>Seguì un breve silenzio. Filippo era sempre seduto,
+con le labbra bianche, gli occhi annebbiati
+dal pianto: la signora Emma gli si avvicinò,
+gli mise una mano sulla spalla, e disse:</p>
+
+<p> — Lei non deve opporsi. Dio aiuta le madri.
+Se lei non mi facesse trovar più la mia Lori a
+Sirmione, ebbene, scandalo per scandalo: agirei
+con la forza, come non ho osato fino ad oggi....</p>
+
+<p>Il conte sollevò il viso a fissare la donna, e
+rispose brevemente:</p>
+
+<p> — Non minacci!</p>
+
+<p> — No, non minaccio, — disse la signora più
+calma. — È stato Dio che l'ha mandato, per
+quest'atto di pentimento e di sincerità....</p>
+
+<p>Tacque, guardò Filippo, che pareva in quell'istante
+un fanciullo domato, un mendico febbricitante,
+così scosso dal tremito implacabile.
+La signora si ritrasse, perchè non voleva mostrar
+gli occhi che le si velavano di pianto, e
+uscì in fretta.</p>
+
+<p>Filippo rimasto solo, si guardò intorno come
+trasognato....</p>
+
+<p>Era dunque la realtà, quella? Non doveva più
+vedere Loredana, la sua bella, la sua cara amica,<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span>
+e non più baciarne i capelli bruni dai riflessi
+dorati, e non più udirne la parola, e non
+più farla fremere di piacere e di gioia? Quale
+demonio l'aveva così scioccamente condotto in
+quella casa, a chiedere un più sciocco perdono,
+a dire stupidamente dove Loredana era nascosta?</p>
+
+<p>Tutto crollato, tutto finito in un lampo! E
+Loredana, la fiduciosa amica, abituata a considerar
+lui come il più forte, il più libero, il
+più saggio degli uomini? Che avrebbe pensato?...</p>
+
+<p>La porta della saletta si aperse ed entrò la
+signora Emma, recando ella stessa un vassoio
+col caffè e una bottiglia di liquori.</p>
+
+<p> — Prenda qualche cosa, — ella disse. — Le
+ho preparato un caffè; beva una goccia di
+cognac.</p>
+
+<p>Essa versò, mise innanzi il vassoio a Filippo,
+riempì di cognac un bicchierino, glielo porse:
+egli lasciava fare, macchinalmente, e sorbiva il
+caffè, senza sentirne il gusto.</p>
+
+<p> — Non capisco, — disse a un tratto, rimettendo
+sul vassoio la chicchera. — Non capisco. Loredana
+torna qui? Lei va a riprenderla?... E io....</p>
+
+<p>La signora Emma non rispose, ma Filippo incalzò:</p>
+
+<p> — Mi dica: non la vedrò più?</p>
+
+<p>E poichè la signora rimaneva sempre silenziosa,
+anch'egli non domandò più nulla, e restò immobile,
+con gli occhi fissi nel vuoto, come a
+seguire qualche fantasma spaventevole.</p>
+
+<p>Finalmente si alzò, prese il cappello, stese la
+mano alla signora De Carolis, e uscì senza far<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+parola. In anticamera, la domestica lo aspettava
+per dirgli qualche complimento, ma vedendolo
+così pallido e sfatto, corse in cucina e vi
+si richiuse, perchè egli non avesse a soffrire incontrandola
+in anticamera.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XI.</h2>
+
+<p>Il sole che arroventava il campiello e illuminava
+le case con una luce quasi insopportabile,
+ebbe potere di scuotere Filippo da quell'accasciamento
+che pareva sonnambulismo. Si drizzò,
+sentendo che le spalle gli si erano incurvate,
+e si guardò intorno con occhio sicuro.</p>
+
+<p>Perdere Loredana? Obbedire a sua madre? Tutto
+finito, tutto crollato?</p>
+
+<p> — Parto col primo treno, — promise a se stesso. — Arrivo
+a Sirmione, prendo Loredana e questa
+sera saremo lontani e sicuri. Qualunque cosa,
+piuttosto di perderla. Ho commesso una fanciullaggine
+con sua madre; bisogna riparare subito,
+subito, subito....</p>
+
+<p>Non aveva ancor finito il suo pensiero, che
+una voce nota gli risonò alle spalle.</p>
+
+<p> — Guardalo qui! Dove vai, così meditabondo?</p>
+
+<p>Era Berto Candriani, che, fattoglisi al fianco,
+lo squadrò e rimase stupefatto.</p>
+
+<p> — Accidenti! Che cosa t'è successo? Ti hanno
+bastonato?</p>
+
+<p>Filippo gli disse con voce secca:<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p>
+
+<p> — Non ho voglia di scherzare, Berto!</p>
+
+<p> — E non scherzo. Mi dispiace sinceramente di
+vederti così, come ti fosse avvenuto qualche cosa
+di molto grave. Eri tanto allegro iersera....</p>
+
+<p>Il conte non rispose, e i due uomini procedettero
+qualche tempo senza far parola urtati dalla
+gente che passava per le calli; ma quel giorno
+doveva essere singolarmente disgraziato per
+Filippo, perchè allo svolto d'una viuzza s'imbattè
+col conte e con la contessa Lombardi.</p>
+
+<p> — Ah, bene, bene, bene! — esclamò il conte
+Lombardi, aprendo le braccia, come per impedire
+il passaggio ai due amici. — Venite a proposito!</p>
+
+<p>La contessa ebbe un sorriso di compiacenza alla
+vista di Filippo, che le stava innanzi a capo
+scoperto e la salutava.</p>
+
+<p> — Abbiamo la gondola a due passi di qui, — ella
+annunziò, — e si parlava, proprio di voi, Flopi.
+Noi facciamo un giro, e vi conduciamo con noi.
+Anche Berto Candriani ci farà compagnia....</p>
+
+<p> — Un giro? — ripetè subito Berto con circospezione. — Che
+cosa deve intendersi per un giro,
+contessa?</p>
+
+<p> — Muoviamoci, — ella rispose. — Noi impediamo
+il passaggio alla gente. Ora entriamo in
+gondola, e vi spiegheremo.</p>
+
+<p>La contessa Lombardi era ancora piacevole,
+benchè avesse valicato la quarantina. Il suo corpo
+era svelto, i capelli eran chiari, gli occhi vivi;
+solo la carnagione aveva perduto la sua freschezza;
+ma poichè la contessa dichiarava ella
+per prima di esser vecchia e finita, tutti la<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+guardavano con simpatia e la trovavano assai
+più giovane di quanto non dicesse.</p>
+
+<p>Arrivati al traghetto dove aspettava la gondola
+a due remi, la contessa vi montò, Berto
+vi balzò dentro, dicendo:</p>
+
+<p> — Spiegateci il giro!</p>
+
+<p>Ma Filippo disse:</p>
+
+<p> — Contessa, io devo scusarmi....</p>
+
+<p> — Ah bah! — esclamò la contessa. — Flopi,
+voi mi fate pensare che la nostra compagnia vi
+dispiaccia. Quando noi vi facciamo un invito,
+voi avete subito pronta una scusa.</p>
+
+<p> — Cara contessa, siete crudele! — mormorò
+Filippo.</p>
+
+<p> — Oh, a proposito, — aggiunse il conte Lombardi. — Ricordati
+che sei a pranzo da noi, stasera.</p>
+
+<p> — Dunque, vi decidete? — domandò la contessa,
+guardandolo.</p>
+
+<p>Filippo comprese che bisognava decidersi, si
+appoggiò al braccio del gondoliere, e salì....</p>
+
+<p>Il giro della contessa durò per più ore; la gondola,
+spinta con agile vigorìa, uscì dal bacino
+di San Marco in un batter d'occhio, e prese il
+largo verso il Lido, poi, per le Vignole, arrivò
+a San Francesco del Deserto.</p>
+
+<p>La contessa Lombardi e Berto Candriani erano
+allegri.</p>
+
+<p> — Non è vero che almeno così godiamo un po'
+di fresco? Sentite che bel fresco, Flopi? — diceva
+la contessa.</p>
+
+<p>Filippo aveva perduto ogni velleità di ribellarsi.
+Le ore passavano e gli cadevano sul cuore<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>
+come goccie di piombo, con un presentimento funesto;
+ma egli era troppo abituato alle commedie
+del mondo perchè il suo volto lasciasse trasparir
+l'angoscia febbrile alla quale tutta l'anima
+sua era in preda. Sarebbe partito l'indomani:
+ormai bisognava adattarsi e non far pesare i
+proprii dolori sugli amici che volevan godere
+la sua compagnia.</p>
+
+<p>Con un rude sforzo riuscì a dominarsi e parve
+felicissimo di quella gita, di quello sciupìo di
+tempo, infinitamente prezioso per lui; scherzò
+con Berto Candriani, il quale non sapeva comprendere
+una mutazione così rapida, ed era stupefatto;
+Filippo fece anche un po' di corte alla
+contessa, col consenso del marito, che sorrideva.</p>
+
+<p> — Io non so dove tu sia stato, — osservò a
+un tratto il conte Lombardi. — Se ne raccontan
+di belle, a questo proposito....</p>
+
+<p> — Di bellissime, — rincalzò Berto.</p>
+
+<p> — Non so dove tu sia stato, Flopi, ma la campagna
+ti ha fatto bene. Sei allegro....</p>
+
+<p> — Allegro, — ripetè Filippo, sentendo l'ironia
+di quella affermazione.</p>
+
+<p>Tornavano verso Venezia, e la città si scorgeva
+tutta bianca, come tutelata dall'angelo d'oro
+del campanile vetusto: i palazzi marmorei parevan
+da lungi portentosi ricami, fragili merletti
+diuturnamente lavorati dall'uomo e dal tempo;
+le acque ai loro piedi si stendevan placide, con
+un trasparente color di smeraldo, che gli ultimi
+raggi di sole facevano scintillare.</p>
+
+<p> — Ma io vorrei sapere, — osservò la contessa, — che
+cosa si dice della campagna di Flopi....<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span></p>
+
+<p>I tre uomini si guardarono.</p>
+
+<p> — Ecco, — disse Berto Candriani, — si dice
+che....</p>
+
+<p> — È sottinteso, — interruppe Filippo, — che
+voi, contessa, non crederete parola di quanto sta
+per raccontarvi Berto. Voi conoscete quest'uomo?
+Il più fantasioso dei maldicenti....</p>
+
+<p> — Non crederò nulla, — rispose la contessa. — Ma
+vorrei sapere.</p>
+
+<p> — Si dice, — continuò Berto Candriani, — che
+Flopi, innamorato d'una bella, d'una bellissima
+ragazza, sia scappato con lei.</p>
+
+<p>La contessa Lombardi diede in una risata.</p>
+
+<p> — Che pazzo! — esclamò. — È scappato, ed
+è qui in gondola, al mio fianco?</p>
+
+<p>Berto crollò le spalle.</p>
+
+<p> — Siete ingenua, contessa, mia! È qui per un
+giorno o due. Domani sarà scomparso di nuovo....
+Sa far le cose da maestro, la vecchia volpe....</p>
+
+<p>La contessa stette un momento a pensare, poi
+osservò:</p>
+
+<p> — Credevo meglio. Queste cose vanno sempre
+a finir male; e se l'avventura è come si racconta,
+Flopi ha perduto la testa davvero.</p>
+
+<p>Filippo sorrise con l'indifferenza dell'uomo che
+ascolta cose senza alcun senso.</p>
+
+<p> — È come ve la racconto io, — assicurò Berto
+Candriani. — Fuga romantica con giovinetta.</p>
+
+<p>La contessa alzò le spalle.</p>
+
+<p> — Via, via, — esclamò, — sono maldicenze
+sciocche: sarebbe nato uno scandalo senza esempio,
+e invece non c'è che qualche diceria.... Voi
+non sapete ragionare, povero amico!<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span></p>
+
+<p> — Oh guarda, — protestò il Candriani, — Flopi
+scappa con una ragazza, e chi non sa ragionare
+sono io! Voglio mettermi anch'io a far fuggire
+le fanciulle, per vedere se mi troverete ragionevole....</p>
+
+<p>Gli amici risero, e la conversazione fu mutata.</p>
+
+<p>A Venezia, giunsero sull'imbrunire; Filippo e
+il Candriani, scendendo dalla gondola presso la
+piazza San Marco, presero congedo per correre
+a casa a mutarsi d'abito e per ritrovarsi indi
+a un paio d'ore nuovamente dai conti Lombardi.</p>
+
+<p>Non appena fu solo, nella sua camera, Filippo
+sentì calargli sulle spalle il peso di quella giornata
+nefasta, l'accoramento per la sorte di Loredana.
+Gli tornò il pensiero d'andarsene subito,
+di giungere in piena notte a Sirmione, di prendersi
+la fanciulla e fuggir lontano.</p>
+
+<p>Ma di nuovo, le abitudini lo dissuasero. Era
+impossibile mancare al pranzo, dar quella clamorosa
+conferma alle voci delle quali il Candriani
+s'era fatto eco. Bisognava partire all'alba; ormai
+non si trattava più che di poche ore, dell'ultimo
+sacrifizio.</p>
+
+<p>Quando Filippo, in marsina, con una gardenia
+all'occhiello, varcò la soglia del palazzo Lombardi,
+egli aveva dipinta in viso una tale espressione
+di pace, che lo si sarebbe giudicato l'uomo
+più tranquillo del mondo.</p>
+
+<p>Berto Candriani, il quale l'aveva preceduto di
+poco, rimase, al vederlo, stupefatto per la terza
+volta.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">XII.</h2>
+
+<p>Loredana, accasciata per la lettera nella quale
+Filippo le annunziava che la sua lontananza si
+sarebbe ancora prolungata di alcuni giorni, stava
+sul divano, a occhi chiusi, non udendo, non
+pensando, nella disperazione di far passare quel
+tempo che doveva essere eterno.</p>
+
+<p>Le fiamme della gelosia cominciavano a divorarle
+il cuore. La società alla quale apparteneva
+Filippo e nella quale era momentaneamente
+rientrato, pareva alla fanciulla singolarmente pericolosa.
+Egli vi avrebbe ritrovato Fausta e mille
+altre donne come quella, aiutate dal lusso e dall'eleganza.
+E che cosa poteva far lei, povera ragazza
+ancora ingenua, contro le malìe di quelle
+femmine sapienti, cariche di gioielli prodigiosi,
+ornate di tutte le grazie? Per la sua fantasia
+inesperta i convegni mondani eran come convegni
+d'amore nei quali Filippo avrebbe dimenticata
+presto la piccola amica che soffriva.</p>
+
+<p>E il pensiero venne a colpirla con tanta durezza,
+che la fanciulla balzò in piedi, corse nella
+camera da letto, ne uscì con un largo cappello
+bianco che piantò risolutamente in testa,
+e s'avviò, tenendo un ombrellino scarlatto fra
+le mani.</p>
+
+<p>Nel vestibolo trovò la signora Teobaldi, la quale
+s'avviava appunto dalla ragazza per strimpellare<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span>
+il piano. Clarice era vestita alla Pompadour,
+con amplissimi disegni sul corsetto e sulla
+gonna: questa, troppo corta, lasciava scoperti i
+piedi calzati di scarpe bianche; e così abbigliata,
+coi fianchi prominenti, la figura tozza, la
+Teobaldi pareva una trottola accuratamente pitturata
+di fresco.</p>
+
+<p> — Esce? — ella domandò con voce triste.</p>
+
+<p> — Sì, vado a passeggiare, — rispose Loredana. — Vuol
+tenermi compagnia?</p>
+
+<p>Eran le quattro; il sole abbruciava, la luce
+era acciecante, sugli alberi strillavano le cicale.</p>
+
+<p>Clarice, fattasi sulla soglia, gettò un'occhiata
+intorno, aggrottò le terribili sopracciglia, e disse:</p>
+
+<p> — Non so se mi convenga arrischiare....</p>
+
+<p> — E perchè no? — chiese Loredana stupita.</p>
+
+<p> — Sa, per la voce; potrei prendere un riscaldo....</p>
+
+<p>La fanciulla crollò le spalle e uscì.</p>
+
+<p>Voleva andare a quelle Grotte di Catullo che
+avevano visto la sua felicità, quando vi passava
+con Filippo quasi l'intera giornata, imaginando
+d'esser con lui in un'isola perduta dell'Oceano.
+Ma per la certezza che quei ricordi, uniti all'amaritudine
+presente, l'avrebbero fatta soffrire di
+soverchio, Loredana s'avviò sulla strada di Sirmione,
+verso la strada provinciale.</p>
+
+<p>Camminava adagio, riparata dall'ampio ombrellino
+scarlatto, e guardava gli alberi, l'erba, l'acqua,
+le barche dei pescatori, per distrarre la
+mente, perdendosi in osservazioni oziose. Si fermò
+a rintracciar fra l'erba una cavalletta, stette
+a vedere una lucertola che, immobile, la fissava<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span>
+coi piccoli occhi neri e acuti. A un punto
+della strada, alcuni monelli uscirono a giuocar
+coi noccioli delle pesche, e Loredana assistette a
+una partita, come un monello essa pure.</p>
+
+<p>Così s'era già dilungata verso la strada provinciale,
+quando da un nugolo di polvere che
+si scorgeva lontano, comprese che una carrozza
+s'avvicinava; e perchè la cosa non era troppo
+frequente, Loredana sedette sopra un muricciuolo,
+aspettando l'arrivo insolito. La vettura correva
+rapidissima e si udiva il tintinnìo dei campanelli.</p>
+
+<p>Un pensiero balenò nel cervello di Loredana:</p>
+
+<p> — Fosse Filippo?</p>
+
+<p>Ma non volle fermarsi a quell'idea, assurda,
+e che pur le faceva battere il cuore con tanta
+ansietà.</p>
+
+<p>Del resto la carrozza era ormai a pochi passi.
+Loredana si alzò in piedi, gettò un'occhiata, e
+vide....</p>
+
+<p>Era possibile? Aveva visto bene? Non si trattava
+d'un'allucinazione?</p>
+
+<p>La carrozza procedette ancora per alcuni metri,
+poi si fermò, e una donna ne discese, tornò
+indietro a corsa, gridò:</p>
+
+<p> — Lori, Lori, Lori!</p>
+
+<p>Loredana le andò incontro, smarrita, felice, non
+riuscendo a comprendere; e sulla strada, innanzi
+al vetturale attonito, madre e figlia s'abbracciarono
+e si baciarono piangendo.</p>
+
+<p> — Vieni con me, — disse la signora De Carolis
+alla figlia. — Andiamo all'albergo. Devo parlarti....<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span></p>
+
+<p>Le due donne saliron di nuovo nella vettura,
+che riprese la sua corsa.</p>
+
+<p> — Oh mamma, come sono felice! — esclamò
+Loredana, tornando ad avvinghiarsi al collo della
+madre, e baciandola con forza. — Chi ti ha
+detto che ero qui? Sei venuta a farmi compagnia?
+Sono sola, tutta sola. Starai con me. C'è
+una bella camerina all'albergo, e te la farò preparare
+subito, subito, perchè devi essere stanca,
+con questo caldo. Ah, come sono felice, mamma!
+Mi pareva che qualche cosa mi chiamasse
+per questa strada!</p>
+
+<p>Mentre ascoltava le parole e rendeva i baci,
+Emma andava considerando la sua figliuola, così
+elegante nell'abito leggero di seta cruda color
+d'oro, con la vita stretta in un'alta cintura rossa,
+con quell'ombrellino scarlatto dalla impugnatura
+d'avorio bruciato.</p>
+
+<p>Era molto bella, e molto diversa da un giorno.
+Il soffio misterioso dell'amore le aveva dato
+un'espressione nuova, inconsciamente più ardita;
+se prima era ammirata, adesso poteva svegliare
+la concupiscenza e accendere la passione degli
+uomini. Ma Loredana pareva ignorare e il mutamento
+compiuto e la significazione pericolosa
+della sua bellezza. Tutto pareva ella ignorare;
+anche l'abisso in cui era precipitata, dal fondo
+del quale sorrideva a sua madre.</p>
+
+<p>Emma evitò di rispondere, il cuore stretto da
+uno struggimento oscuro; per fortuna il supplizio
+durò poco; la carrozza giunse innanzi all'albergo,
+e Loredana, svelta e leggera, balzò a terra, e
+stese la mano ad Emma.<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span></p>
+
+<p>Una donna assisteva a quell'arrivo impensato:
+Clarice Teobaldi, la quale, pavoneggiandosi nell'abito
+troppo corto alla Pompadour, passeggiava
+avanti all'albergo, per farsi ammirare da alcuni
+pescatori, che la guardavano con ironia mal
+celata.</p>
+
+<p>Loredana si volse, vide la Teobaldi e sorrise.</p>
+
+<p> — È tornata in carrozza? — disse l'altra, sorridendo
+a sua volta. — Credevo fosse arrivato
+il signor conte.</p>
+
+<p> — No, è la mamma, la mia mamma! — esclamò
+gioiosamente Loredana.</p>
+
+<p>La Teobaldi fece un inchino alla signora De
+Carolis, che la squadrò con un'occhiata, non rispose
+al saluto, ed entrò nell'albergo, seguita
+dalla fanciulla.</p>
+
+<p>Quando giunsero alla camera di Loredana, Emma,
+appena varcata la soglia, si volse e chiuse
+l'uscio a chiave.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XIII.</h2>
+
+<p>Quella era la camera che aveva visto e tutelato
+gli amori di Loredana con Filippo; tra
+quelle pareti s'era svolto il dramma eterno della
+fanciulla che si tramuta in donna; e forse
+ogni oggetto, ogni mobile, ogni ninnolo conservava
+un ricordo, aveva un significato pei due
+amanti.</p>
+
+<p>Emma De Carolis gettò uno sguardo a sua figlia,
+e disse bruscamente con voce secca:<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p>
+
+<p> — Sono venuta a prenderti.</p>
+
+<p>Loredana, la quale era in piedi, ancora col cappello
+in testa, non potè frenare un sussulto, e
+ripetè:</p>
+
+<p> — A prendermi?</p>
+
+<p> — A prenderti, — annunziò Emma di nuovo. — A
+prenderti e a condurti a casa. Credi che
+sia venuta qui per assistere a questo scandalo,
+a questa vergogna? Su; levati codesto abito,
+metti il tuo vestitino nero; fa presto, perchè non
+abbiamo tempo da buttar via.</p>
+
+<p>Loredana, udendo quella rampogna espressa con
+voce fredda, decisa, che non avrebbe attesa mai
+da sua madre, diventò pallidissima e si appoggiò
+allo schienale d'una sedia. Non comprendeva ancora
+bene, ma intuiva oscuramente che il suo
+amore era finito, spezzato, cancellato per sempre.</p>
+
+<p> — Véstiti, — ripetè Emma. — Fa presto.</p>
+
+<p>La fanciulla le si avvicinò, ma non osò stendere
+le braccia, per attirarla a sè.</p>
+
+<p> — Mamma, — disse, — che cosa avviene?</p>
+
+<p>Si passò una mano sul viso, come per fugare
+una nube che le avesse ottenebrato la vista; e
+seguitò:</p>
+
+<p> — Mamma, non comprendo....</p>
+
+<p> — Lo so; lo so, che non comprendi, — rispose
+Emma. — Obbediscimi; va a vestirti; ti spiegherò
+tutto, dopo.</p>
+
+<p> — Ma dove andiamo, mamma? — esclamò Loredana,
+stendendo le mani quasi ad implorare.</p>
+
+<p> — Dove andiamo? A casa; torniamo a casa
+nostra, a Venezia.</p>
+
+<p>La fanciulla fece ancora un gesto, smarrita,
+guardandosi intorno.<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span></p>
+
+<p> — E Filippo? — domandò. — Lo sa, Filippo,
+che sei venuta, a prendermi?</p>
+
+<p>Emma si sentì avvampare la faccia ed ebbe
+un lampo nello sguardo.</p>
+
+<p> — Filippo? — ripetè. — Io, tua madre, ho da
+chiedere il permesso al conte Vagli per riprendere
+la mia figliuola? E tu obbedisci a lui, piuttosto
+che a me?... Lori, non farmi parlare, non
+tormentarmi....</p>
+
+<p>Le due donne eran di fronte e si guardavano,
+ambedue timorose di far male e tuttavia nell'impossibilità
+di capirsi. Loredana tremava da
+capo a piedi, come già Filippo aveva tremato
+innanzi ad Emma; ma la fanciulla, invece di
+piangere e di smarrirsi, sentiva tumultuare nell'animo
+una ribellione sorda, imperiosa, veemente,
+che a pena era frenata dalla presenza della
+madre.</p>
+
+<p> — Filippo, — essa mormorò, — Filippo non
+sa nulla, e io non posso partire così, senz'avvertirlo.
+Mi ha scritto che tornerà fra qualche
+giorno; ebbene, mamma, aspetta; glielo dirai tu,
+che io devo tornare a casa....</p>
+
+<p>Emma non potè trattenersi, avanzò qualche passo,
+afferrò un braccio della figliuola, e la scosse
+con forza.</p>
+
+<p> — Ma che cosa dici? — esclamò. — Chi è
+Filippo? Che diritti ha su di te, perchè tu non
+possa muoverti senza il suo beneplacito? Io non
+so chi sia, colui.... È un libertino che ti ha sedotta;
+e io devo aspettarlo qui, per chiedergli
+il permesso di riprendere mia figlia? Che cosa
+dici, pazza?<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p>
+
+<p>Per la durezza di quelle parole, per la stretta
+nella quale sentiva preso il braccio, per le offese
+lanciate a lei e al suo amante, Loredana
+proruppe. Si liberò dalle mani di sua madre, fece
+un passo indietro, e con gli occhi scintillanti,
+colla persona eretta come se tutti i nervi si fossero
+tesi rudemente nel suo corpo fragile, ella
+rispose:</p>
+
+<p> — Ma è inutile, sai? È inutile che tu insista!
+Io non parto: io non mi muovo.</p>
+
+<p> — Lori, — mormorò Emma, — pensa a quel
+che fai....</p>
+
+<p> — Non parto, non mi muovo, se prima non è
+tornato Filippo, — rincalzò Loredana con voce
+che le usciva tronca dalle labbra. — Filippo ha
+dei diritti, su di me; tu puoi ignorarli; io non
+posso, se non sono una ragazza spregevole. I suoi
+diritti non li ha inventati lui; glieli ho dati io,
+perchè l'amo, e ho abbandonato ogni cosa per
+seguirlo. Egli non mi ha sedotta; gli volevo bene,
+gli voglio bene oggi più che mai; vivo qui
+sola, in questo paese, per lui. Che colpa ha Filippo
+in tutto questo? Se anche avessi sposato
+Adolfo, oggi vorrei bene a Filippo, perchè non
+ho mai amato che lui; e perciò Filippo è un
+libertino? Se anche fosse? Io lo amo, gli ho dato
+tutti i diritti su di me, e tanto peggio per
+me, dunque! Del resto, mamma, non è questione
+di diritti. Io dovrei partire senza avvertirlo? Egli
+torna, felice di stare con me, e non mi trova
+più? Che cosa mi ha fatto, per trattarlo a questo
+modo? Non parto, non mi muovo, fin che
+io non lo abbia rivisto....<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span></p>
+
+<p>Emma ascoltò in silenzio; il suo sdegno, a mano
+a mano che la figlia parlava, andava cadendo.
+Ella raffrontava mentalmente le parole di Filippo
+con le parole di Loredana, e sentiva di trovarsi
+alle prese con una passione senz'argini, fatta
+d'impeto, contro la quale era impossibile agire
+con la forza.</p>
+
+<p>Sedette in una poltrona, e quando Loredana
+tacque, ella disse, addolcendo la voce:</p>
+
+<p> — Capisco che lo ami. Lo ami più di me. Io
+sono una povera mamma. Ero venuta per perdonarti....
+Quante mamme avrebbero perdonato?</p>
+
+<p>Udendo quella voce, la solita voce buona di
+sua madre, Loredana s'avvicinò, si mise in ginocchio
+presso la poltrona, ricinse con le braccia
+il busto di Emma; e mentre le scendevan
+le lagrime silenziose per le gote, susurrò:</p>
+
+<p> — Sì, mamma. Io ti voglio tanto e tanto
+bene....</p>
+
+<p>Esitò un istante, poi aggiunse con qualche incertezza:</p>
+
+<p> — Ma per Filippo è un'altra cosa; non lo amo
+di più, lo amo diversamente. E non posso, credimi,
+abbandonarlo in questo modo.... Tu mi hai
+perdonato, mamma; e sono così felice! Ma non
+posso abbandonare Filippo senza dirgli una parola....
+Ah tu non sai come voglio bene a te,
+come voglio bene a lui! Ho tanto sofferto, pensando
+a te, che eri sola; non ho mai avuto un
+giorno di requie; non dirmi che io ti ho dimenticata....</p>
+
+<p>Cautamente, mentre Loredana parlava, Emma
+le tolse il lungo spillo e le liberò la testa dal<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>
+cappello, posandolo sulla tavola vicina; poi con
+la mano leggera le accarezzò i bei capelli dai riflessi
+dorati.</p>
+
+<p> — Lo so, — disse, — che mi vuoi bene. E
+per ciò ti ho perdonato. Ma il mio perdono,
+vedi, non servirà a nulla, se non potrò aiutarti....</p>
+
+<p> — Aiutarmi, come? — interrogò Loredana stupita.</p>
+
+<p> — Nessuno sa che tu sei fuggita col conte.
+A tutti io ho narrato che sei fuori, in campagna,
+presso una famiglia amica. La cosa è parsa
+vera, e non si parla più della tua assenza;
+ma i giorni passano, e se tu non torni, verrà il
+momento ch'io dovrò confessare la tua fuga....
+Hai capito, Lori? Io dovrò confessare la tua fuga,
+e tu non potrai più tornare a Venezia, se non
+vorrai che tutti ti segnino a dito, e ridano di
+me e di te. Hai capito, Lori? Ecco perchè son
+venuta a prenderti; siamo ancora in tempo; il
+tuo ritorno sembrerà naturale, e con l'aiuto di
+Dio, se nulla di peggio avverrà, questa brutta pagina
+della tua giovinezza sarà un mistero per
+tutti. Hai capito, Lori?</p>
+
+<p>Loredana tentennò il capo, e si alzò, asciugandosi
+gli occhi.</p>
+
+<p> — Non me ne importa niente, — disse poi. — Perchè
+devo occuparmi di ciò che si dirà un giorno?...
+Tu agisci, mamma, come se io un giorno
+dovessi sposare Adolfo Gianella o qualche altro.
+Io appartengo a Filippo, e apparterrò sempre
+a lui. Non si tratta d'una pagina della mia<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span>
+giovinezza; si tratta della mia vita intera, che
+ho donata a Filippo.... Gli altri non esistono più
+per me.</p>
+
+<p>La madre sospirò, mulinando di pronunziar
+qualche parola decisiva, e temendo di pronunziarla;
+fece sedere la fanciulla sulle ginocchia,
+le fece appoggiar la testa alla sua spalla, e osservò
+cautamente:</p>
+
+<p> — Dici bene, Lori. Hai dato la tua vita intera
+al conte. Ma se il conte si stancasse di te, e
+se tu comprendessi un giorno che gli sei di
+peso?</p>
+
+<p>Loredana balzò in piedi, guardando sua madre
+con gli occhi spalancati.</p>
+
+<p> — Non dirlo, mamma! Non lo pensare nemmeno! — esclamò. — Sai
+qualche cosa tu? Ti hanno
+raccontato qualche cosa di lui?</p>
+
+<p>Emma allungò le braccia, fece sedere di nuovo
+la figlia in una poltroncina ch'ella aveva avvicinato;
+e di nuovo con voce dolce e piana,
+disse:</p>
+
+<p> — Non so nulla, cara, non mi hanno raccontato
+nulla. Ma gli uomini sono facili a stancarsi
+e a mutare....</p>
+
+<p> — Filippo è diverso, sentenziò Loredana
+prontamente.</p>
+
+<p> — Il conte, — osservò Emma, — gode una
+posizione privilegiata, ha abitudini signorili; può
+stancarsi non di te, ma della vita che per te
+sarà costretto a condurre; forse i parenti gli
+daranno dei dispiaceri, e, non conoscendoti, giudicheranno
+che tu sia una donna cattiva. Il conte
+è ricco, e si fa presto a supporre che una ragazza<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+viva con lui non per amore, ma per calcolo.</p>
+
+<p>Loredana ascoltava inorridita, con le mani
+strette, fremendo come l'avessero obbligata a piegarsi
+e a guardare in un gorgo minaccioso, dal
+quale presto ella doveva essere ingoiata.</p>
+
+<p> — Che cose ripugnanti mi dici, mamma! — esclamò,
+torcendo istintivamente la bocca.</p>
+
+<p>Ma Emma sorrise con tristezza, e accarezzò le
+mani della figlia, bianche, dalle lunghe dita.</p>
+
+<p> — Son cose vere, di tutti i giorni, — ella disse
+poi. — Ed è per questo ch'io son venuta a
+prenderti. Ah, imagina, Lori, che sarebbe di me,
+se dovessero accusarti non solo di aver gettato
+il tuo onore, ma di esserti venduta a un ricco!
+E non pensi che potrebbero sospettare anche di
+me, come se io avessi visto, compreso e permesso?
+Io sola conosco la verità; io sola ho udito
+le tue parole e le parole del conte....</p>
+
+<p>Si morse le labbra, volle aggiustar la frase,
+ma già Loredana l'aveva afferrata e già di nuovo,
+con un balzo, era dritta innanzi a sua madre.</p>
+
+<p> — Di Filippo? — gridò. — Hai udito le parole
+di Filippo? L'hai visto, dunque? È stato da te?
+Che cosa ti ha detto?... Anch'egli mi ama, non è
+vero? Me l'aveva promesso, che ti avrebbe fatto
+giungere mie notizie; ma egli è venuto a trovarti....
+Vedi come è leale? Se volesse abbandonarmi,
+se pensasse di potere stancarsi di me,
+non verrebbe a parlarti.... Dimmi quando l'hai
+veduto; che cosa ti ha detto?</p>
+
+<p>Emma dovette raccontare, e raccontò della visita
+e del colloquio avuto con Filippo; la fanciulla<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span>
+stava attenta, quasi senza respirare, accompagnando
+la narrazione di sua madre con brevi
+cenni del capo; e quando Emma ebbe finito,
+Loredana tornò a sedersi e restò a lungo muta
+e cogitabonda.</p>
+
+<p> — Infine, — ella osservò a un tratto, — egli
+ha acconsentito alla tua idea, e ti ha permesso
+di venire a prendermi. È molto strano il suo
+amore....</p>
+
+<p> — Io l'ho persuaso, — disse Emma.</p>
+
+<p> — Oh aveva paura, dunque? — domandò Loredana. — Di
+che cosa aveva paura? Io non ho
+avuto paura di nulla, quel giorno....</p>
+
+<p>Tacque nuovamente; a poco a poco l'espressione
+del suo viso mutava, diventando chiusa e
+dura, come se uno spasimo contraesse i muscoli
+del bel volto giovanile; la fronte bianca e fresca
+fu solcata da una ruga, e le labbra si strinsero,
+mostrando agli angoli una piega di disgusto.</p>
+
+<p>Ella s'alzò.</p>
+
+<p> — Aspettami, — disse. — Mi svesto, indosso
+il mio vestitino nero, e poi partiamo!</p>
+
+<p>Emma, che aveva colto con l'occhio intento
+la mutazione rapidissima di quel viso, che aveva
+notato la inflessione recisa della voce, che
+vedeva la figlia impallidire, volle seguirla.</p>
+
+<p>Loredana entrò nella sua camera da letto, si
+guardò intorno come avesse sentito tremare il
+pavimento sotto i piedi; s'avvicinò a un baule
+per aprirlo; poi si fermò ancora, passandosi una
+mano sul volto e sulla fronte.</p>
+
+<p> — Ora partiamo, — ella ripeteva. — Ora partiamo.
+Aspettami.<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span></p>
+
+<p>Ma, d'un tratto, mentre s'inchinava per sollevare
+il coperchio del baule nel quale conservava
+il suo povero abito nero, mandò un grido e
+cadde a terra di schianto.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XIV.</h2>
+
+<p>L'albergo fu sossopra; accorsero alle grida della
+signora De Carolis l'albergatrice e la signora
+Teobaldi; poi uscirono ambedue, soffiando e
+galoppando, e tornarono l'una con una bacinella
+d'acqua fresca, l'altra con una boccetta di sali.</p>
+
+<p>In ginocchio presso la figlia sempre immobile
+a terra, Emma le aveva slacciato il busto; ma
+non riusciva a sollevarla.</p>
+
+<p>La Teobaldi si provò a darle mano, e mentre
+s'affannava all'opera pietosa, udì il laceramento
+del corpetto alla Pompadour, che non aveva
+potuto resistere agli sforzi inusitati della cantatrice.
+Allora ella uscì, ancora galoppando, con
+la faccia color paonazzo, e tornò seguita dall'albergatore;
+il quale sollevò Loredana come un
+fuscello, l'adagiò sul letto, e si ritirò subito.</p>
+
+<p> — Lori, — susurrava la madre, — Lori, tesoro
+mio, amore mio....</p>
+
+<p> — Le faccia fiutar questa boccetta, — consigliò
+la Teobaldi, — è miracolosa! Povera fantolina;
+le sarà rimasta la colazione sullo stomaco....</p>
+
+<p> — Ma no, — rispose Emma. — Mi dia dell'acqua
+fresca.<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span></p>
+
+<p>La Teobaldi recò la bacinella, e con la mano
+Emma spruzzò il viso della figlia, due, tre volte.</p>
+
+<p>Loredana sospirò infine, profondamente, e il
+seno bianco si sollevò come per un singulto.</p>
+
+<p> — Lori, — susurrò Emma, — amore mio, sono
+qui.</p>
+
+<p> — Ecco, ecco! — esclamò la Teobaldi. — Rinviene;
+apre gli occhi....</p>
+
+<p>Apriva gli occhi, infatti, Loredana, e li volgeva
+intorno senza raccapezzarsi; ma incontrò
+lo sguardo di sua madre e sorrise, allungando
+una mano per prender la mano di lei. Emma le
+coprì il viso di baci, piangendo e balbettando
+parole di tenerezza.</p>
+
+<p> — Che bella scena! — osservò la Teobaldi,
+colpita nel suo sentimento estetico. — Che bella
+scena d'amor materno!</p>
+
+<p>Loredana riconobbe la voce, e mormorò a sua
+madre:</p>
+
+<p> — Mandala via!</p>
+
+<p>Emma si volse.</p>
+
+<p> — Io la ringrazio, signora, — disse alla Teobaldi. — Lei
+è stata molto gentile....</p>
+
+<p> — Non lo dica, non lo dica, — interruppe Clarice, — io
+voglio molto bene a sua figlia. Come
+si fa a non volerle bene?</p>
+
+<p>Si avvicinò al letto e si rivolse a Loredana:</p>
+
+<p> — Sta meglio, signora? Ah, ma com'è bella,
+così!... È vero che sta meglio? Un po' d'imbarazzo,
+forse. E poi, nella sua condizione di giovane
+sposa, un malessere momentaneo può avere
+tanti significati....</p>
+
+<p>Emma fremette da capo a piedi, quasi fosse<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span>
+stata punta. Quell'udir chiamare sua figlia «&nbsp;giovane
+sposa&nbsp;», quell'allusione a una maternità possibile,
+la richiamarono d'improvviso alla realtà
+senza illusioni.</p>
+
+<p> — Lasciamola, lasciamola, — disse alla Teobaldi, — ha
+bisogno di riposare, adesso. La ringrazio
+di nuovo, signora.</p>
+
+<p>La Teobaldi salutò ancora Loredana, salutò
+Emma, ed uscì tra il fruscìo dell'abito alla Pompadour
+e della sottana inamidata.</p>
+
+<p> — Non ti spaventare, — disse la fanciulla a
+sua madre, non appena l'uscio fu chiuso alle
+spalle della cantatrice. — Sto bene, ora; possiamo
+partire....</p>
+
+<p>E fece l'atto di scendere, ma Emma la rattenne.</p>
+
+<p> — No, — disse. — Puoi aspettare; partiremo
+stasera.</p>
+
+<p>Ella avvicinò una poltrona e sedette; Loredana
+chiuse gli occhi, e per lungo tempo le due
+donne non pronunziarono verbo, seguendo ciascuna
+i proprii pensieri. Il silenzio era pesante;
+non risonava nell'albergo alcun rumore, e appena
+dal basso veniva il mormorìo del lago, che
+lambiva la casa; di tanto in tanto, s'udiva l'ultimo
+frinire delle cicale, salutanti il sole ch'era
+presso al tramonto.</p>
+
+<p>A un tratto Loredana volse il capo, e domandò:</p>
+
+<p> — Ti ha detto lui, che io era qui? Ne sei ben
+sicura, mamma?</p>
+
+<p> — Come potrei ingannarti, amore mio? — rispose
+Emma.<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p>
+
+<p> — E ti ha permesso di venire a prendermi?</p>
+
+<p> — Ha dovuto cedere; ha pianto, ha pregato, ma
+ha dovuto cedere....</p>
+
+<p>La fanciulla sorrise con amarezza.</p>
+
+<p> — Io, — disse poi, — io non ti avrei detto
+nulla, se fossi stata Filippo; o se per disgrazia
+mi fosse avvenuto di dirtelo, sarei partita
+subito, subito, avrei preso con me colei che amavo,
+e mi sarei nascosta ben bene. Io avrei fatto
+così.</p>
+
+<p>Emma non rispose, e vi fu un'altra pausa lunga.</p>
+
+<p> — Ma che cosa fa, a Venezia? — riprese Loredana. — Te
+lo ha detto?</p>
+
+<p> — No.</p>
+
+<p> — È tornato nella società elegante, — mormorò
+la fanciulla, quasi parlando con se stessa. — Dice
+che non può muoversi, perchè deve rispondere
+alle cortesie e agli inviti che gli fanno;
+e io ero qui, sola, di giorno e di notte, in un
+paese che non conosco, dove tutti mi guardano
+in così strana maniera!</p>
+
+<p>Tacque; poi, d'improvviso, domandò:</p>
+
+<p> — Che cosa voleva dire quella sciocca?</p>
+
+<p> — Chi, Lori? — chiese Emma.</p>
+
+<p> — La Teobaldi.</p>
+
+<p> — Non ho udito nulla.</p>
+
+<p> — Ma sì: ha detto che il mio malessere può
+avere tanti significati....</p>
+
+<p>Emma alzò le spalle con disdegno.</p>
+
+<p> — E una sciocca, lo hai detto, — mormorò.</p>
+
+<p>Verso le otto, pranzarono in silenzio, rapidamente.
+L'albergatrice, che le serviva ella stessa
+a tavola, indovinò qualche avvenimento grande,<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span>
+e, chieste notizie della «&nbsp;signora contessa&nbsp;», non
+domandò altro; poi dispose per avere una carrozza
+che le conducesse a Desenzano, dove avrebbero
+preso il treno; e fu stupita, apprendendo
+che lasciavano i bauli e le valigie.</p>
+
+<p>Era un'idea di Emma, la quale non voleva portarsi
+a casa i regali e il corredo fatti dal conte
+a sua figlia.</p>
+
+<p> — Vuol dire che tornano? — osservò l'albergatrice.</p>
+
+<p> — Senza dubbio, — rispose Emma. — In ogni
+modo, il conte s'incaricherà lui di dare ordini
+pel bagaglio.</p>
+
+<p>Appena la donna fu uscita, Loredana svestì
+l'abito di seta color d'oro, indossò presto l'abituzzo
+nero, che agli occhi della madre la ringiovaniva
+e quasi la purificava.</p>
+
+<p>La fanciulla non parlava, come avesse avuto
+bisogno del silenzio per sostenere la sua volontà
+e per trovare forza in quegli istanti crudeli, in
+quell'ora in cui il passato cadeva nel nulla e
+un avvenire torbidamente incerto le si spalancava
+innanzi.</p>
+
+<p>Quando fu pronta, disse:</p>
+
+<p> — Aspettami, torno subito.</p>
+
+<p>E prima che la madre pensasse a trattenerla,
+Loredana uscì, discese le scale, andò in cerca
+della Teobaldi.</p>
+
+<p>Era ripresa dalla necessità di dire una parola
+a Filippo, di mandargli un saluto; non poteva,
+da un istante all'altro, staccarsi da lui e dimenticarlo;
+tutta la sua anima, tutto il suo corpo
+gli appartenevano ancora, quantunque egli le apparisse<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+ora così diverso da quello che aveva sognato,
+così cattivo e vile.</p>
+
+<p>Trovò la Teobaldi in cucina; parlava sommessamente
+con l'albergatrice, presso la tavola, sulla
+quale eran disposti i piatti e le posate sporche.</p>
+
+<p>Loredana s'affacciò alla soglia, e con voce che
+fece dare un sobbalzo alla Teobaldi, chiamò:</p>
+
+<p> — Signora Clarice!</p>
+
+<p>L'altra le si avvicinò senza rispondere, e la
+fanciulla la condusse fuori, nell'atrio; poi prese
+una matita, vergò alcune parole sopra un pezzo
+di carta, e disse:</p>
+
+<p> — Di lei mi posso fidare?</p>
+
+<p>La Teobaldi mise una mano sul petto esuberante,
+e rispose:</p>
+
+<p> — Tesoro mio, che cosa domanda? Io darei
+la vita per farle piacere.</p>
+
+<p> — Bene: lei deve spedirmi domattina questo
+telegramma; vada a Peschiera e lo spedisca di
+là; qui non c'è telegrafo. Ma non dica parola ad
+anima viva. Mi posso fidare?</p>
+
+<p>Clarice ripetè il gesto, e rispose:</p>
+
+<p> — Le ho detto: per farle piacere, darei la vita;
+che cosa devo dirle di più? Domattina alle nove
+sarà fatto tutto.</p>
+
+<p> — Prenda, — soggiunse Loredana, — questo
+è il telegramma, questi sono i denari per la carrozza.
+Su, su, non voglio che rifiuti. Perchè deve
+spender lei? E la ringrazio di cuore. Ma non
+parli nemmeno con l'aria.</p>
+
+<p>La Teobaldi afferrò la mano della fanciulla, e
+domandò inquieta:</p>
+
+<p> — Ci rivedremo? Tornerà?<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p>
+
+<p> — Sì, ci rivedremo.... Addio, grazie!</p>
+
+<p>Allora Clarice non si rattenne, allungò le braccia,
+si strinse Loredana al petto, baciandola sulle
+guancie impallidite.</p>
+
+<p> — Addio, tesoro! Addio, bellezza! Che la Madonna
+l'aiuti....</p>
+
+<p>Sentendo in quell'abbraccio il calore d'una affezione
+sincera, d'una simpatia verace, Loredana
+si liberò dalla stretta dolcemente, e sorrise con
+malinconia.</p>
+
+<p> — Che la Madonna l'aiuti! — ripetè Clarice.</p>
+
+<p>Ma già la fanciulla saliva rapida le scale e tornava
+presso sua madre, la quale le veniva incontro,
+inquieta.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XV.</h2>
+
+<p>Le emozioni della signora Clarice Teobaldi non
+dovevano finir così presto.</p>
+
+<p>Quella sera stessa vide partire Loredana con
+sua madre nella carrozzella che le conduceva a
+Desenzano. La fanciulla, vestita d'un abito nero,
+inelegante e povero, mostrava gli occhi stanchi
+per il pianto, e tutto il suo corpo si reggeva
+a mala pena, quasi che un peso invisibile e intollerabile
+le gravasse le spalle.</p>
+
+<p>Salita nella carrozza, fece alzare il soffietto,
+si rincantucciò al suo posto, abbassò il capo, e
+parve con la mente allontanarsi subito da tutto
+quanto la circondava. Sua madre non apriva più<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+bocca, ma aveva sguardi lunghi e meditabondi
+per la figliuola.</p>
+
+<p>La vettura, partì, s'avviò per la strada sulla
+quale Loredana aveva il giorno stesso incontrata
+la mamma; sparve nell'oscurità della sera calante;
+qualche tempo ancora risonò il tintinnìo
+dei campanelli, poi il silenzio ricadde come un
+velo fitto, che separasse per sempre il passato
+da ciò che doveva avvenire.</p>
+
+<p>La Teobaldi, rimasta sola, col cuore gonfio di
+gratitudine per la missione delicata affidatale
+da Loredana, col cuore gonfio di sconforto per
+la partenza della fanciulla, disdegnando esprimersi
+con l'albergatrice, salì nelle camere di Loredana,
+ne trovò l'uscio aperto, entrò.</p>
+
+<p>Sulla tavola stava un doppiere, che la Teobaldi
+ravvisò nella penombra; ella lo accese, gettò
+un'occhiata in giro, afferrò il senso di desolazione
+ond'erano invase quelle camere, nelle
+quali s'era svolto un poema d'amore. Il piano
+era tuttavia aperto; in un angolo stava un grosso
+baule; sul divano giacevano un cappello bianco,
+una cintura rossa, un ombrellino scarlatto,
+gettati alla rinfusa, quasi con rabbia.</p>
+
+<p>Nella camera da letto, dove la Teobaldi si recò,
+portando con mano incerta il doppiere pesante,
+restavano sul cassettone ancora tutti gli
+oggetti graziosi, ch'ella aveva ammirato altra
+volta; spazzole e pettini d'avorio, uno spruzzatore
+d'argento, un bruciaprofumi in bronzo; innanzi
+al letto le pantofoline trapunte d'oro; a
+terra giaceva anche una camicia da notte, che
+la Teobaldi raccolse, piegandosi dopo non pochi<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+sforzi, e ammirò per i bei merletti che l'ornavano.</p>
+
+<p>Aleggiava nell'aria un profumo tenue, come la
+persona che era vissuta nella camera avesse lasciato
+dietro di sè un solco misterioso, fatto di
+olezzo inafferrabile e penetrante.</p>
+
+<p>La Teobaldi ritornò nel salottino, depose sulla
+tavola il doppiere, e si mise al piano.</p>
+
+<p>Le tornarono alla mente le note di quella romanza,
+«&nbsp;Mon rêve&nbsp;», che aveva cantato a Loredana;
+e le richiamò, dolcemente, stonando con
+delicatezza, quasi che la fanciulla avesse potuto
+ancora udirla. Ella se l'imaginava come allora,
+distesa sul divano, tutta bella, tutta superba del
+suo amore, nervosa per l'impazienza di riveder
+presto il conte.</p>
+
+<p>Ma volgendosi, Clarice sentì il vuoto che la
+circondava, e restò al piano assorta....</p>
+
+<p>Ah, essa aveva capito subito un mistero nella
+giovane esistenza di Loredana, e aveva tremato
+subito per lei! Chi le avrebbe detto ch'ella stessa,
+Clarice, sarebbe stata la confidente in quel
+dramma, troppo semplice per non essere compreso?</p>
+
+<p>Di quella fiducia insperata, la Teobaldi conservava
+così profonda l'impressione, ch'ella si sarebbe
+ormai fatta uccidere piuttosto di parlarne.
+Non le era mai avvenuto d'essere messa a parte
+d'un segreto, perchè i maligni la dicevano pettegola;
+soltanto Loredana aveva improvvisamente,
+istintivamente avvertito ch'ella sarebbe stata
+capace, per amor proprio e per gratitudine,
+d'un silenzio eroico.<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span></p>
+
+<p>Non aveva nemmeno letto il telegramma affidatole
+da Loredana, e l'avrebbe spedito senza
+leggerlo.</p>
+
+<p>Presa questa risoluzione, ella passeggiò con le
+mani sulla tastiera ingiallita e suonò lentamente
+la «&nbsp;Serenata&nbsp;» di Schubert, che le spezzava
+sempre il cuore, e che in quell'occasione le fece
+piover dagli occhi lagrime abbondanti. Pareva
+l'addio alla fanciulla lontana, che nel frattempo
+viaggiava, viaggiava, verso un destino crudele,
+verso una città nella quale non avrebbe
+trovato se non memorie di giorni cancellati per
+sempre; pareva il grido d'un'anima stanca e delusa....</p>
+
+<p>Ma la Teobaldi si destò di soprassalto dal suo
+sogno.</p>
+
+<p>Aveva udito la voce dell'ostessa, la quale stava
+ritta sul limitare, e le diceva:</p>
+
+<p> — Che le viene in mente, signora Clarice? Bisogna
+chiudere, qui, perchè mi hanno affidata
+tutta la roba....</p>
+
+<p> — Non penserà mica ch'io son venuta a portarla
+via? — osservò la Teobaldi alteramente.</p>
+
+<p> — Dio me ne guardi! — esclamò l'ostessa.</p>
+
+<p> — Bene, bene, me ne vado, — concluse Clarice.</p>
+
+<p>Si alzò e si avviò verso l'uscio, per recarsi nella
+sua camera; ma l'albergatrice aveva voglia
+di chiacchierare, e riprese:</p>
+
+<p> — Che ne dice?</p>
+
+<p> — Di che?</p>
+
+<p> — Ma di questa partenza. Ha visto com'era
+disfatta la signora contessa? Che ne dice, lei?<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p>
+
+<p> — Io? Io ho l'abitudine di non impacciarmi
+degli affari altrui, — sentenziò la Teobaldi. E
+aggiunse, con una occhiata di traverso: — E lei
+farebbe bene a imitarmi, per rispetto ai suoi
+ospiti!</p>
+
+<p>L'albergatrice rimase intontita, fulminata da
+tanta austerità, alla quale non trovava altra
+spiegazione se non che gli artisti son tutti pazzi
+da catena.</p>
+
+<p>Ma intanto la Teobaldi l'aveva piantata sulla
+soglia; e quasi ad aumentar la stupefazione della
+femmina, riprese con tono imperativo:</p>
+
+<p> — Domattina alle otto, una carrozza per Peschiera!</p>
+
+<p>L'ostessa spalancò la bocca, e allargò le braccia.</p>
+
+<p> — Come, signora Clarice, vuol partire anche
+lei! — esclamò la povera donna. — Sarebbe offesa
+per quel che le ho detto, senza intenzione...?</p>
+
+<p> — Che partire! Faccio una scappata e torno;
+starò fuori poco più d'un'ora in tutto.</p>
+
+<p>L'ostessa respirò e non rispose altro, racconsolata.</p>
+
+<p>La Teobaldi fece come aveva detto. La mattina
+seguente, alle otto, montò in carrozza, giunse
+a Peschiera, spedì il telegramma senza leggerlo,
+si fece rilasciare una ricevuta, e tornò
+a Sirmione.</p>
+
+<p>Sulla soglia dell'albergo trovò l'ostessa, che appena
+la vide, le andò incontro col più schietto
+de' suoi sorrisi, e le disse:</p>
+
+<p> — Veda, signora Clarice. Io ho chiuso l'appartamento
+del conte Vagli. Queste sono le chiavi,
+e vorrei pregarla di tenerle lei.<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span></p>
+
+<p>Clarice le prese, le mise in tasca, e rispose:</p>
+
+<p> — La ringrazio; penserò io a tutto. La ringrazio
+molto.</p>
+
+<p>L'ostessa aveva parecchie domande da fare,
+ma non osò.</p>
+
+<p> — Anche la signora contessa, — osservò rientrando, — sarà
+contenta che le tenga lei, perchè
+le voleva bene.</p>
+
+<p> — Ah sì, che sia benedetta! — esclamò la
+Teobaldi. — Mi voleva bene, mi stimava, mi
+considerava. Giovane come l'acqua, ma testa
+fina!...</p>
+
+<p>E a vincer la tentazione di spiattellare ogni
+cosa, s'arrampicò bofonchiando per le scale, e
+riparò nella sua camera.</p>
+
+<p>Vi sarebbe restata tutto il giorno, contentandosi
+di mangiare il prosciutto e l'uva che s'era
+comprato a Peschiera, se verso le quattro non
+fosse accorsa l'ostessa trafelata a chiamarla.</p>
+
+<p> — Venga, signora Clarice, — ella disse alla
+Teobaldi. — È arrivato il signor conte, e desidera
+parlarle.</p>
+
+<p>La Teobaldi arrossì per l'emozione.</p>
+
+<p> — Il signor conte? — ripetè. — È già arrivato?
+Desidera parlarmi?...</p>
+
+<p>Si diede un'occhiata, per incosciente civetteria,
+in uno specchio che la faceva verde; si aggiustò
+i cernecchi grigi, si diede un colpo di
+mano alla veste, e finalmente seguì l'altra, che
+aveva frenato a stento l'impazienza.</p>
+
+<p>Sotto l'atrio trovarono Filippo, che passeggiava
+nervosamente, a testa bassa, arricciandosi i
+mustacchi. La Teobaldi si sentì stringere il cuore,<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+vedendo quel viso sbiancato: si sarebbe detto
+che in così poco tempo Filippo fosse dimagrito
+e che una mano invisibile lo curvasse un
+poco.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XVI.</h2>
+
+<p> — È lei la signora Teobaldi? — egli domandò
+con voce spenta a Clarice. — Ha lei le chiavi
+dell'appartamento?</p>
+
+<p>Clarice si presentava già, le chiavi in una mano
+e la ricevuta del telegramma nell'altra.</p>
+
+<p> — E questo, che cosa è? — domandò Filippo
+guardando il pezzetto di carta.</p>
+
+<p> — È la ricevuta del telegramma, che ho spedito
+stamane per ordine della signora contessa, — rispose
+Clarice, pensando che non le conveniva
+far comprendere al conte tutto ciò ch'ella
+aveva imaginato.</p>
+
+<p> — Ah, l'ha spedito lei! Loredana ha dato a
+lei questo incarico! — disse Filippo. — Lei è
+stata a Peschiera?</p>
+
+<p> — Sì, signore, — confermò Clarice. — La signora
+contessa era molto buona con me.</p>
+
+<p>Filippo diede un'occhiata alla Teobaldi, poi,
+come colpito da un pensiero improvviso, soggiunse:</p>
+
+<p> — Io devo ritirare i bauli; vuole aiutarmi a
+mettere un po' d'ordine, signora Teobaldi?</p>
+
+<p>Clarice non credeva alle proprie orecchie; le
+maniere cortesi di Filippo, l'accoglienza gentile,<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+l'invito a dargli mano, la mandavano in visibilio.
+Ella squadrò l'ostessa, ch'era rimasta in disparte,
+e rispose:</p>
+
+<p> — Io sono molto onorata, signor conte....</p>
+
+<p>Filippo la precedette sulle scale, arrivò al primo
+piano, aperse, fece entrare la Teobaldi, richiuse.
+Egli, che pur sentiva crescergli in cuore
+una disperata amarezza, non battè ciglio, vedendo
+sul divano il cappellino dell'amante.</p>
+
+<p> — Si sieda, — disse alla Teobaldi. — Mi aiuterà
+quando le dirò io.</p>
+
+<p>Da un largo baule pendeva il mazzo delle chiavi;
+Filippo aperse, e riprese:</p>
+
+<p> — Ecco, signora Teobaldi; qui occorre la sua
+opera. Il baule della biancheria non può essere
+spedito così.</p>
+
+<p>Clarice si alzò dalla poltrona, quasi spinta da
+una molla, e corse a vedere: la biancheria era
+magnifica, in tela finissima, ornata di merletti
+e di fettucce.</p>
+
+<p> — Ora ci penso io, — dichiarò la Teobaldi.</p>
+
+<p>E mentre con cura meticolosa estraeva dal
+baule la biancheria, per riporvela poi sapientemente,
+Filippo prese una sedia e si mise a sedere
+vicino.</p>
+
+<p> — È partita ieri sera, con sua madre? — egli
+domandò in capo a un attimo d'esitazione.</p>
+
+<p> — Sì, signore. Sono andate in carrozza a Desenzano,
+e di là hanno preso il treno, io credo....
+Ma che stupende sottane!...</p>
+
+<p> — Ed era allegra? — chiese Filippo.</p>
+
+<p>Clarice, che passava con un carico di sottane
+bianche sulle braccia, si fermò.<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span></p>
+
+<p> — Ah no, signor conte! Anzi, è stata malissimo,
+durante il giorno.</p>
+
+<p>Filippo diventò subitamente pallido.</p>
+
+<p> — È stata male? — ripetè. — Per carità, mi
+racconti, mi racconti tutto.</p>
+
+<p>Allora la Teobaldi depose cautamente le sottane
+sulla tavola, prese una sedia ella pure, e
+raccontò dell'arrivo di Emma, dello svenimento
+di Loredana, dell'invio del telegramma, senza
+obliare l'incidente più piccolo, senza dimenticar
+parola, quasi avesse scritto ogni cosa ed ora rileggesse.</p>
+
+<p> — Ma come ha potuto sua madre ricondurla a
+Venezia, se stava male? — esclamò Filippo, quando
+l'altra ebbe finito. — Come ha osato commettere
+questa cattiveria?... Ah Loredana, Loredana,
+Loredana!...</p>
+
+<p>Egli chiamò l'amante a voce alta, quasicchè ella
+avesse potuto rispondergli, ed era nel suo viso
+una tale espressione d'ambascia, che la Teobaldi
+restò inchiodata sulla sedia, senza trovare
+una frase di conforto.</p>
+
+<p> — Lei non sa, — riprese Filippo, — lei non
+sa, non imagina che cosa sia Loredana per me:
+è la vita, capisce? Me l'han portata via, come
+si strappa un balocco dalle mani di un fanciullo,
+e vorrebbero ch'io tacessi, che figurassi anzi
+quasi un complice, che non la vedessi più.... Non
+veder più Loredana, le pare possibile?</p>
+
+<p>La Teobaldi fece un gesto disperato con le
+mani, come a dire: «&nbsp;Impossibile&nbsp;», ma il gesto
+richiamò Filippo alla percezione della realtà;
+sentì quasi meraviglia di trovarsi di fronte alla<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span>
+vecchia dalle sopracciglia al nerofumo e di sorprendersi
+a parlarle con tanta confidenza. Mutò
+voce, e disse:</p>
+
+<p> — Vogliamo riprendere il lavoro?</p>
+
+<p>Clarice riprese tosto, e, curva sul baule, sostando
+ad ogni poco, trasse tutta la biancheria e
+ve la rimise lentamente.</p>
+
+<p> — Lei è di Venezia? — domandò Filippo, dopo
+una pausa.</p>
+
+<p> — No, signore; son di Verona; ma ho a Venezia
+qualche parente....</p>
+
+<p> — Ah! — mormorò Filippo. — Allora conosce
+bene Venezia?</p>
+
+<p>La Teobaldi sbuffò, perchè si rialzava, dopo
+aver collocato nel baule una bella collezione di
+calze di seta.</p>
+
+<p> — Certo, — disse. — Vado a Venezia almeno
+due volte all'anno.... Queste calze rappresentano
+un tesoro; la calza di colore per l'estate è
+l'ultima parola della moda.</p>
+
+<p> — Se viene a Venezia, — interruppe il conte, — non
+si dimentichi di me: avrò piacere di vederla....</p>
+
+<p> — Ah, conte! — esclamò la Teobaldi. — Metter
+piede a palazzo Vagli, io, povera meschina!</p>
+
+<p>Ella s'era fatta più rossa pel piacere, e s'imaginava
+già d'arrivare in gondola al palazzo, di
+salirne le scale preceduta da un valletto in livrea,
+di incontrarsi con qualche dama dal nome
+sonante, e di potere un giorno destar l'eco delle
+ampie vôlte con le note d'una romanza, probabilmente
+intitolata «&nbsp;Mon rêve&nbsp;»....<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span></p>
+
+<p> — Che idee! — osservò Filippo. — Perchè
+non dovrei io trattarla come la trattava Loredana?</p>
+
+<p>Il nome della fanciulla risonò di nuovo nella
+camera, risonò dolorosamente nel cuore dell'uomo.
+Egli ripetè:</p>
+
+<p> — Venga a trovarmi, venga a trovarmi.</p>
+
+<p>E alzandosi, andò alla finestra a guardare il
+lago, placido nel suo denso color di cobalto.</p>
+
+<p>Clarice intuì ch'egli era caduto di nuovo in
+preda al dolore e ai ricordi, e non volendo riuscire
+importuna, si studiò di lavorar presto, senza
+chiasso, ma con precisione. Riempito un baule,
+passò nella camera da letto, raccolse le spazzole,
+i pettini, le fiale, tutti i preziosi gingilli
+ch'eran rimasti sul cassettone e ne fece un imballaggio
+accurato; poi guardò gli altri bauli,
+accomodò quelli ch'erano in disordine.</p>
+
+<p>E mentre, sudando e soffiando, faticava con
+tanto entusiasmo e con sì accorta discrezione,
+pensava che alla sua non più giovane età — ella
+non confessava gli anni nemmeno a se stessa — aveva
+finalmente il conforto d'esser compresa.
+Prima Loredana, poi il conte, uno dei più
+nobili patrizii veneziani, riconoscevano in lei la
+donna saggia, prudente, fidata; e, oltre la soddisfazione
+di quella tarda vittoria, ella gustava
+la voluttà di vivere in pieno romanzo, tra una
+tempesta di passione, della quale sentiva la rossa
+fiamma, sognava i vaghi episodii.</p>
+
+<p>La voce di Filippo, che le risonava alle spalle,
+la fece trasalire.</p>
+
+<p> — Io credeva di trovarla qui, — egli disse,<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+pensando a Loredana. — Il suo telegramma non
+era chiaro. Se lo ricorda?</p>
+
+<p> — Io non l'ho letto, signor conte, — dichiarò
+Clarice con solennità. — Ho eseguito l'incarico
+affidatomi, e mi sarebbe parsa indiscrezione riprovevole
+gettar l'occhio sul....</p>
+
+<p> — Bene, — interruppe Filippo. — Diceva: «&nbsp;Un
+addio prima di partire&nbsp;». Credevo d'arrivare in
+tempo. Ah se non ci fosse stato di mezzo Candriani
+con quella sua stupida compagnia e quella
+gita, e quel pranzo! Ma non è possibile finirla
+così.... Che cosa devo fare, che cosa devo fare?</p>
+
+<p>Clarice Teobaldi, udendo parlare di Candriani,
+di compagnia, di gite e di pranzi, ebbe la vertiginosa
+impressione di trovarsi già a piene vele
+nell'oceano della grande società; e sedette, si
+asciugò la fronte con la pezzuola, ripetè guardando
+per terra:</p>
+
+<p> — Che cosa dobbiamo fare?</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XVII.</h2>
+
+<p>«&nbsp;Non si tratta d'una pagina della mia giovinezza;
+si tratta della mia vita intera&nbsp;». Le amare
+parole che la figlia aveva pronunciato in un grido
+di dolore, tornarono alla mente di Emma De
+Carolis non appena ebbe varcata la soglia di casa
+a Venezia.</p>
+
+<p>Tutto era mutato. Loredana trascinava con sè,
+in quelle camere già piene delle sue risa e del
+suo canto, qualche cosa d'infinitamente triste,<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>
+qualche cosa che non si poteva vincere, qualche
+cosa che mutava il senso della vita, rimanendo
+immutabile.</p>
+
+<p>Emma la guardava camminare, parlare, vivere,
+senza riconoscerla; la fanciulla d'un giorno
+era spenta.</p>
+
+<p>Subito, appena arrivata, Loredana s'era messa
+a letto con la febbre; quel viaggio di sera,
+da Desenzano a Venezia, quella strada già percorsa
+in senso inverso con Filippo, e tutta piena
+di episodii memorabili, le avevano suscitato
+in cuore un tale spavento, una tale disperazione,
+da farle perdere conoscenza appena tornata
+nella sua casetta sul campiello muto.</p>
+
+<p>E di quello strazio le eran rimasti in mente
+una lettera e un numero, «&nbsp;a 3622 a&nbsp;», ch'erano segnati
+all'interno sulla portiera del vagone, e che
+ella aveva fissato per tutto il tempo del viaggio
+attraverso la campagna scura.</p>
+
+<p>Furono giorni orrendi.</p>
+
+<p>La canicola mozzava il respiro; Venezia era
+deserta; i vaporetti portavano al Lido orde di
+disperati in cerca d'aria più leggera; e lo scirocco
+pesava, spietatamente, fiaccando il corpo
+e lo spirito di giorno e di notte.</p>
+
+<p>Per un mese intero, Loredana non volle uscir
+di casa; la gente le incuteva paura, i discorsi
+la irritavano; se la madre era intorno a lei con
+mille piccole cure insolite, ella sentiva la pietà
+pel suo dolore, e il dolore le tornava più vivo;
+se la madre si sforzava di fingersi lieta, Loredana
+si sentiva sola, avvilita, torturata da un
+sogno e da un rimpianto inutili.<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span></p>
+
+<p>Ad ogni tentativo di sollevarsi, di liberarsi,
+di rivivere, s'agitavano in lei i ricordi minuti
+del suo amore, ed era come chi non potendo
+retrocedere, nè avanzare, nè durare sul posto,
+si dispera in cerca d'un aiuto o d'una idea o
+d'un'illusione.</p>
+
+<p>Di Filippo, non più notizie. Che pensava? Che
+contava di fare? L'aveva abbandonata così, approfittando
+dello insperato intervento della madre?
+Il suo amore era stato anche più vile e
+più rapido d'un capriccio; Filippo aveva voluto
+il corpo della fanciulla, lo aveva corrotto per
+la sua libidine, lo aveva foggiato a strumento di
+piacere; e, subito stanco, non tentava nemmeno
+difendere la sua conquista. Tre anni di finta amicizia
+gli avevan dato finalmente il possesso di
+Loredana; e pochi giorni eran bastati a saziarlo;
+essa era stata il suo zimbello per tutto quel tempo;
+e non aveva memorie che di Filippo, perchè
+tre anni addietro era una piccoletta, che confondeva
+ancora il conte con le bambole.</p>
+
+<p>Come vivere, ormai? Che cosa poteva sperare?
+Aveva provato ogni gaudio nel giro di brevi
+giorni; il suo corpo sentiva ancora la carezza lunga
+e morbida, che l'aveva iniziata all'amore, dando
+al sangue un moto più vivo, più gagliardo,
+più impetuoso; e tutto d'improvviso le era stato
+tolto; e le notti insonni erano insopportabili per
+lo spasimo del desiderio che le ricordava una
+bocca ardente, un abbraccio violento, una preghiera
+e un dominio.</p>
+
+<p>Ma non era possibile che Filippo fosse così
+repentinamente scomparso dalla sua esistenza.<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+Doveva tornare; sarebbe tornato domani, doman
+l'altro, un altro giorno prossimo; l'avrebbe richiamata,
+per continuare quel gaudio, per confondere
+le anime loro....</p>
+
+<p>Il passo di sua madre la faceva trasalire. La
+mamma aveva snebbiato il sogno, e invece dell'amore
+di Filippo le aveva recato il perdono.
+Chi chiedeva il suo perdono? Erano felici; lassù,
+ai piedi delle Grotte, non si ricordava la madre,
+non si ricordava il mondo; le acque del lago
+erano limpide e gli amanti vi si specchiavano,
+e le loro voci avevano toni d'infinita sollecitudine,
+e le giornate erano brevi, e le notti
+erano brevi. Egli la spogliava con quelle sue mani
+esperte, e ogni sera ella arrossiva, fremendo e
+sentendo il fremito di Filippo, che voleva indugiare
+e far presto, contemplare e possedere,
+allontanar la coppa e bere avidamente. Il mattino,
+sempre lieto, ascoltava i loro discorsi; dovevano
+partire di giorno in giorno. Filippo parlava
+di Roma con un entusiasmo che nessuno
+avrebbe mai supposto in lui; Roma tutta dorata
+d'un sole giallo e abbagliante, Roma stupenda
+a dispetto degli uomini e del tempo, Roma che
+ha visto milioni di pellegrini d'amore, sperduti
+e obliati nei secoli, contenti e umili, Roma appariva
+anche nei sogni di Loredana. E dovevano
+andarvi di giorno in giorno, ma intanto le
+acque limpide del lago e la quiete del paese e
+il bel silenzio e le care abitudini di giorno in
+giorno li trattenevano. Che importava? Vi sarebbero
+giunti, più tardi; come presente e come
+avvenire non avevano che il loro amore, il quale<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+pervadeva anche tutto il passato di Loredana;
+sarebbero giunti più tardi a Roma, col loro amore,
+grande abbastanza per così grande teatro....</p>
+
+<p>Invece di quell'arcano, di quell'intimo poema,
+fatto di realtà e d'illusione, forte e inebbriante
+questa come quella, la vita s'era chiusa d'un
+tratto. Pareva a Loredana d'essere stata colta
+nel sonno e trasportata a Venezia; e nessuna di
+tante delizie esisteva più; non restava che il
+perdono di sua madre e l'obbligo di tacere, simulando
+una verginità di corpo e di mente, che
+aveva offerto da tempo in olocausto, tutta vibrante
+di gioia, al solo uomo degno d'insignorirsene.</p>
+
+<p class="break">Poi cominciarono i pettegolezzi.</p>
+
+<p>Emma De Carolis s'accorse in breve, con terrore,
+che tutti sapevano. Che cosa sapevano?
+Ogni cosa e niente. Ma nessuno aveva creduto
+al soggiorno di Loredana a San Donà; avevan
+fatto finta di credere per convenienza; si era
+notato che a San Donà Loredana non aveva messo
+piede quell'anno, e che sua madre era turbatissima,
+e che rifuggiva dal parlarne; e che una
+notte era tornata da un paese misterioso, con la
+figlia, che non pareva più quella, che alcuni dicevano
+malata, che altri affermavano essersi imbruttita
+e che gli uomini esperti giudicavan bella,
+degna di concupiscenza e già istruita per l'amore.</p>
+
+<p>S'era saputo che anche quel signore, un conte,
+il conte Filippo Vagli, il quale frequentava
+la casa da amico intimo, anch'egli era stato assente<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span>
+da Venezia tutto il tempo ch'era mancata
+Loredana.... Come s'era saputo? Per quella misteriosa
+catena di parole e di chiacchiere, che ha
+talvolta il primo anello in un'alcova e l'ultimo
+in una bottega.</p>
+
+<p>La famiglia Gianella, avuto appena sentore di
+qualche diceria, soffiò sotto, perchè il giovane
+Adolfo non tornasse a incapricciarsi di quella
+svergognata, non pensasse alle volte di sposarsi
+quella disperazione. Si determinarono i fatti: Loredana
+era scomparsa qualche tempo per mettere
+alla luce un figlio, che aveva abbandonato
+in campagna, presso una contadina; il figlio era
+nato dalla tresca tra la ragazza ed il conte, il
+quale aveva coronato l'opera abbandonando la
+sedotta.</p>
+
+<p>E vennero fuori i testimonii improvvisati di
+quell'amorazzo: chi aveva visto Filippo entrar
+nella casa a notte fatta e non partirsene che all'alba;
+chi aveva notato che la madre lasciava gli
+amanti soli, chiusi in camera, per lunghe ore;
+una vicina, affacciandosi alla finestra, aveva dovuto
+assistere agli amplessi dei due, che si davan
+baci spudoratamente; un'altra invece affermava
+che non appena giungeva in casa Filippo,
+le finestre del salotto si chiudevano e si tiravan
+cortine e tende.</p>
+
+<p>Questa marea di fango saliva, saliva, a poco
+a poco; forse in qualche anima di ragazza brutta
+o di donna volgare rodeva anche l'invidia per
+l'avventura, qualunque ella fosse stata, e ciascuna,
+pensava che al posto di Loredana avrebbe ceduto,
+ma più sapientemente, così da provvedere<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span>
+anche al proprio domani; e ciascuna si rammaricava
+di non aver trovato un ricco signore per
+amarlo, esserne amata e metter da parte un peculio.
+Onde, allo sdegno per la verecondia calpestata,
+non andava disgiunto in quelle donne
+un certo senso di commiserazione sprezzante per
+l'idealismo di Loredana, che seminava figlioli
+senza assicurarsi l'avvenire.</p>
+
+<p>Ma quella madre! Quella madre che non aveva
+occhi nè orecchie, e si lasciava sedurre in
+casa la figlia, e se la riprendeva poi con tanto
+agio! Che pensare di quella madre, se non che
+ella avesse trovato il suo tornaconto nell'affaraccio?</p>
+
+<p>Una comare, la signora Opimia Incudi, un vero
+chiodo dalla testa piccola sopra il corpo allungato,
+si presentò finalmente a Emma De Carolis,
+la quale non ricordava bene dove l'avesse
+conosciuta; e avvisò la signora delle voci che
+correvano, perchè sapesse regolarsi, perchè non
+si fidasse della gente, perchè provvedesse a tutelare
+l'onore suo e della figliola, perchè era tempo
+di metter fine a tanta cattiveria. E nel frattempo
+la signora Opimia stava a guardar l'effetto
+delle notizie sulla faccia di Emma, e aspettava
+qualche risposta che servisse a nuovi comenti
+e a nuove induzioni. La faccia di Emma
+era pallidissima, gli occhi le si appannavano per
+lo sdegno; ma mentre appunto doveva venir la
+risposta, la difesa, la confessione, qualche cosa
+che ripagasse la signora Incudi della sua buona
+opera, comparve in salotto Loredana, la quale
+si fece ripetere tutta la storia.<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span></p>
+
+<p>E fu un colpo per la signora Incudi, quando
+la fanciulla si mise a ridere. Anche la mamma
+la guardò con un senso di sollievo, perchè aveva
+temuto che Loredana soffrisse acerbamente.</p>
+
+<p>Loredana rideva, senza ostentazione, trovando
+nuova cagione d'allegria e di risa nell'aspetto
+stralunato della signora, alla quale traballava la
+punta del naso lunghissimo sotto l'impressione
+della maraviglia.</p>
+
+<p>Poi, senza dir parola, Loredana uscì, lasciando
+che sua madre s'indignasse per le calunnie
+riferite; e non fu mai così allegra come quel
+giorno.</p>
+
+<p>La visita della signora Incudi le aveva fatto
+bene, le aveva recato un alito di vita; il susurro
+di quei pettegolezzi la ristorava. Non aveva
+cercato di meglio; ora sapeva, ora aveva il
+concetto chiaro di quel che poteva aspettarsi.</p>
+
+<p>Era contenta che si mormorasse; ciò le risparmiava
+la commedia che sua madre aveva ingenuamente
+pensato, quella commedia di verginità,
+che le ripugnava. Era stata l'amante di Filippo,
+non aveva amato che lui ed era ancora sua....
+Doveva fingere per la signora Incudi e per le
+sue amiche, doveva far loro intendere la nobiltà
+del suo sentimento, se quelle femmine per
+poco non l'accusavano di avere ucciso un figlio?</p>
+
+<p>Ormai, al confronto di tutto ciò che si narrava,
+esser l'amante di Filippo sembrava quasi
+una virtù; e lieta di quella strana liberazione
+dalle paure del mondo, che la malignità del mondo
+le offriva, Loredana sentì crescere il coraggio
+per sostener meglio lo sguardo di sua madre,<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+per attendere ciò ch'ella sperava in segreto
+ostinatamente, per vivere della sua vita, senza
+curarsi del giudizio altrui. La collana d'oro a
+maglie piccoline con la medaglia era diventata
+un talismano, e la fanciulla aspettava, credeva,
+perchè la medaglietta diceva: «&nbsp;Sempre&nbsp;» e recava
+una data, che Filippo non doveva dimenticare.</p>
+
+<p>Si rimise a vivere; andò a trovar qualche amica,
+la quale non pareva saper nulla, ma non domandava
+nulla intorno a quanto aveva fatto Loredana
+in quell'ultimo tempo; uscì a passeggio,
+e perfino un giorno, un giorno dal sole furioso,
+le salì alle labbra un motivo che non le piaceva
+e che pur l'inteneriva, e si provò a cantare,
+e tacque subito, perchè quell'aria le rammentava
+la cameretta cara di Sirmione e la povera signora
+Teobaldi, tanto maltrattata in principio,
+che si girava sullo sgabello di reps rosso, e
+diceva, aspettando un elogio:</p>
+
+<p> — Eh?</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XVIII.</h2>
+
+<p>Poi, d'un tratto, Loredana si rintanò in casa
+di nuovo, come impaurita, e non volle più uscirne.</p>
+
+<p>Aveva incontrato Adolfo Gianella per istrada
+e s'era rifugiata in un negozio a comprar bottoni
+e nastri; ma non così presto che Adolfo
+non avesse potuto vederla, sentire il sangue avvampargli
+la faccia e il cuore martellargli in
+petto.<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span></p>
+
+<p>Gli avevano tanto e tanto parlato di Loredana,
+delle sue colpe, dei suoi amori, della sua perfidia,
+che mentre egli lavorava a tutt'uomo per
+dimenticarla, essa gli tornava alla mente con acre
+persistenza; e la fantasia s'infervorava a seguirla
+nel turbine della nuova vita, tra i divertimenti
+che il seduttore prodigava certo intorno
+a lei, per ubbriacarla di gioia e avvincerla a
+sè tenacemente.</p>
+
+<p>Poi Adolfo apprese la notizia del suo ritorno,
+e ne fu percosso come da un gran colpo; il ritorno
+scombuiava tutte le visioni fantastiche. Era
+un pentimento? Era una sconfitta? Era una sosta?
+E i pettegolezzi incalzavano; il conte l'aveva
+abbandonata, l'aveva gettata da banda, come
+un cencio. Tornava povera come prima, e
+non era più come prima....</p>
+
+<p>Adolfo imaginò la disperazione di colei ch'egli
+chiamava un giorno sua fidanzata; e s'alternava
+nel suo animo il piacere della vendetta insperata
+con la vergogna per quel piacere; e, quando meno
+se l'aspettava, s'imbattè in lei, e sentì il cuore
+martellargli in petto e il sangue avvampargli
+la faccia.</p>
+
+<p>Allungò il passo, non sapendo egli medesimo
+che volesse fare, spinto dal bisogno di leggere
+la verità su quel viso, di rintracciare dentro gli
+occhi della ragazza la parola suprema dell'enigma;
+ma Loredana, al vederlo, si gettava nel primo
+negozio che le si parava innanzi, e Adolfo
+non osava aspettarla all'uscita.</p>
+
+<p>Di quell'incontro egli non soffiò verbo ad alcuno;
+in casa Gianella, del resto, dopo un uragano<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+di romanzesche calunnie e di drammatiche
+imprecazioni, il nome di Loredana non si pronunziava
+più; la madre di Adolfo per poco non
+spingeva l'ostentato disdegno per la perduta fino
+a vestir di gramaglia, come si usa nelle case
+principesche.</p>
+
+<p>Ma la visione della ragazza bruciava dentro,
+nel cuore di Adolfo; ed egli cominciò a gironzare
+intorno alla casetta bianca, a guardar le finestre,
+ad aspettare. E tremava e sperava di rivederla,
+perchè tutte quelle avventure, vere o
+false, gliel'avevano ingigantita nel pensiero, ed
+egli temeva di subirne il fascino, come se Loredana
+avesse compiuto qualche grande impresa
+della quale nessuno l'avrebbe detta capace.</p>
+
+<p>In quell'andirivieni intorno alla casa di Loredana
+avvenne ad Adolfo d'imbattersi e una e
+due e dieci volte in una signora, che si poteva
+credere lo canzonasse, perchè anch'essa gironzava
+di frequente nei dintorni, anch'essa guardava
+le finestre; anzi, fu più spiccia del giovane,
+perchè entrò in dimestichezza con Rosa, la serva
+della De Carolis, la quale pareva zelantissima
+nel recarle notizie. Si trovavano, la signora e
+Rosa, in una calle vicina, all'ombra d'un sottoportico,
+e generalmente la signora consegnava a
+Rosa una lettera, alla quale Rosa portava la risposta
+l'indomani.</p>
+
+<p>Adolfo non riusciva a capir nulla in tutto quell'armeggiare;
+la sconosciuta era assai ridicola,
+con un certo cappello alla cacciatora, che le
+stava appena sul cocuzzolo e ch'era ornato d'una
+penna di fagiano, ardita come una sfida al cielo;<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+ma c'era di peggio: la signora guardava Adolfo
+con occhiatacce mezzo beffarde e mezzo compassionevoli,
+le quali avrebbero fatto perder la
+pazienza a chiunque non avesse avuto un demonio
+più sarcastico e più fiero nel cervello.</p>
+
+<p>E fu appunto per le stratte di quel demonio,
+che non voleva star queto e che aveva tutta l'andatura
+d'una passione irragionevole, fu appunto
+in un impeto di dubbio, di gelosia, di paura e
+d'amore, che Adolfo Gianella varcò la soglia della
+casetta, e su a corsa per le scale, dietro Rosa
+che, rientrando, non gli aveva badato.</p>
+
+<p>In anticamera, Adolfo si fermò. Gli giunse, netta
+e squillante, la voce di Loredana, la quale
+doveva essere nel salottino; e la fanciulla cantava
+a distesa, con pieno abbandono, come se
+tutta la bella gaiezza veneziana, come se tutta
+l'audacia della giovinezza avessero ripreso il loro
+dominio. E tra l'una e l'altra strofe del canto
+s'udiva il rumor delle forbici posate sul tavolino
+da lavoro o il passo svelto della ragazza,
+che si muoveva per la camera.</p>
+
+<p>Senza discutere con se stesso, Adolfo spinse
+la porta, e si trovò alla presenza di Loredana,
+la quale stava adattando un pezzo di seta gialla
+a una certa forma di ferro ch'era un paralume
+da candela; innanzi a sè la fanciulla aveva altri
+pezzi di stoffa a colori e diversi gomitoli di
+seta; ed era così assorta nel lavoro e nella canzone,
+che il giovane dovette chiamarla:</p>
+
+<p> — Loredana!</p>
+
+<p>Ella alzò il capo, e trattenne a stento un grido;<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+ma Adolfo aveva già detto ogni cosa, e non
+sapeva come continuare, come esprimersi, come
+riprendere d'un subito le abitudini di padronanza.</p>
+
+<p>Sprofondò le mani nelle tasche della giacca,
+e disse:</p>
+
+<p> — Sei stata l'amante del conte, non è vero?
+Così, ti <a name="preparavi" id="preparavi"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'prepararvi'">preparavi</ins> a sposarmi? E non hai vergogna?</p>
+
+<p>Loredana mandò un lampo dagli occhi. Aggredita
+di fronte, non esitò un attimo a rispondere:</p>
+
+<p> — Io mi preparava a sposar lei? Non mi è
+mai venuta per la mente un'idea così malinconica,
+sa? Era la sua famiglia, che mi seccava
+tutti i giorni per ottenere questo sacrificio. Io
+non pensava a sposare nessuno....</p>
+
+<p> — Già, volevi conservarti per il conte, — osservò
+Adolfo con ironia. — Ti sei conservata benissimo,
+non c'è che dire!</p>
+
+<p>La ragazza arrotondò con le forbici una certa
+lingua, di seta violetta, che doveva ricadere sul
+paralume a uno dei quattro angoli; misurò l'altezza,
+adattò, provò, cambiò, tranquillamente, senza
+occuparsi del giovane, fremente nell'attesa di
+una discolpa.</p>
+
+<p> — Non so, — disse poi, — come ha potuto
+venire fino in casa; ma se per la stessa strada
+se ne andasse, non mi dispiacerebbe.</p>
+
+<p> — Mi metti alla porta? — esclamò Adolfo. — Invece
+di scolparti, invece di giurarmi che col
+conte non c'è stato nulla di nulla, tu mi metti
+alla porta?</p>
+
+<p> — Scusi, perchè dovrei scolparmi? Che cosa<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>
+rappresenta, lei? Chi è, lei? Che diritto ha lei
+di giudicarmi?</p>
+
+<p>A queste parole di Loredana, Adolfo si lasciò
+calare in una poltrona, come annichilito. Chi era,
+che cosa rappresentava, che diritto aveva?</p>
+
+<p> — Io, — mormorò, — sono pronto a sposarti.</p>
+
+<p>Loredana si mise a ridere.</p>
+
+<p> — Ma non sono pronta io, vede? — rispose,
+arrotondando un'altra lingua di seta violetta. — E,
+del resto, la sua dichiarazione mi stupisce:
+mi crede o non mi crede l'amante di Filippo....
+del conte?</p>
+
+<p>Adolfo si strinse nelle spalle.</p>
+
+<p> — Me l'hanno detto, — mormorò. — Me l'han
+detto a casa, che tu sei stata col conte fuori
+di Venezia.</p>
+
+<p> — E tuttavia mi sposerebbe? — incalzò Loredana.</p>
+
+<p> — Ma perchè non ti difendi? — gridò Adolfo
+balzando in piedi. — Perchè non mi dici se sei
+stata o non sei stata l'amante di colui?...</p>
+
+<p>Egli era avanti al tavolino da lavoro, con le
+mani aperte e stese dirette al volto di Loredana,
+la quale lo guardava, piuttosto attonita
+che intimorita.</p>
+
+<p> — Vede, — ella rispose pacatamente, — innanzi
+tutto non basta dire a una donna: «&nbsp;Son
+pronto a sposarti&nbsp;» per acquistare il diritto di
+indagarne la vita; poi, io m'ingannerò, ma lei
+mi sembra disposto a sposarmi in tutti e due
+i casi, che io sia stata, o che io non sia stata l'amante
+di Filippo.... del conte. E allora, a che
+pro una discolpa o una confessione?...<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span></p>
+
+<p>Adolfo, il quale era rimasto, ancora con le mani
+aperte e stese, ad ascoltar la risposta della colpevole,
+si sentì vinto, e si lasciò calar di nuovo
+nella poltrona. Egli ritrovava, immutati, l'anima
+sdegnosa, la sensibilità intellettuale, l'intelligenza
+acuta, la rapida intuizione, l'orgoglio, il
+coraggio, che facevano la ragazza tanto superiore
+a lui. Egli era andato arrovellandosi per
+sapere che cosa volesse, che cosa intendesse fare,
+e se lo sentiva dir dalla bocca di Loredana,
+e doveva riconoscere che quella bocca diceva
+giusto....</p>
+
+<p> — Non so, — egli riprese, tanto per riattaccare
+il discorso. — Non so nulla. Ti hanno accusata
+anche d'aver avuto un figlio e di essertene
+sbarazzata.</p>
+
+<p>Lo forbici, che stavan nella mano della fanciulla,
+descrissero uno stretto arco nell'aria, e
+andarono a cadere ai piedi di Adolfo. Il viso di
+Loredana avvampò di collera, e le labbra le tremarono.</p>
+
+<p> — Mi hanno detto, ti hanno accusata! — ella
+ripetè, imitando il tono piagnucoloso del giovane;
+poi esclamò con forza: — E lei, che cosa
+faceva, che cosa diceva, che cosa raccontava?
+Stava ad udire, soltanto? Non son tre mesi, lei
+veniva per casa tutti i giorni e sapeva della mia
+vita ogni cura, minuto per minuto; e non ha
+trovato un argomento per difendermi, come amico,
+come fidanzato? Bel rispetto avevan di lei
+quanti venivano a dirle quei complimenti!... E
+vuole ch'io mi difenda innanzi a un pupazzo del
+suo genere, e che tremi davanti a un giudice<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+della sua levatura? Non capisce d'essere stupido?
+Se in casa sua si sparlava della ragazza che
+doveva un giorno portare il suo nome, lei aveva
+l'obbligo di farla rispettare, mi sembra! Invece,
+porta qua tutto il rifiuto dei pettegolezzi, pretende
+ch'io lo ascolti e vuole sapere anche se,
+caso mai, avessi avuto un figlio! Non s'avvede,
+non sente di essere ridicolo?...</p>
+
+<p> — No, ascolta, — interruppe Adolfo, alzando
+la destra quasi a frenare quel torrente. — Io
+non voglio sapere nulla....</p>
+
+<p>Ed era, per seguitare, quando la porta s'aperse
+e comparve la signora Emma, seguita da Clarice
+Teobaldi, col cappellino alla cacciatora.</p>
+
+<p> — Ah, è lei! — disse Emma, vedendo Adolfo,
+che s'era levato in piedi. — Mi era parso di riconoscere
+la voce....</p>
+
+<p>Non aggiunse parola per lui; poi si rivolse a
+Loredana:</p>
+
+<p> — Lori, questa signora dice che tu l'aspettavi....</p>
+
+<p>La fanciulla andò incontro a Clarice e le strinse
+la mano sorridendo, mentre Adolfo, combattuto
+tra il desiderio di capire, la convenienza
+d'andarsene, l'impressione per la gelida accoglienza
+fattagli dalla signora De Carolis, restava in
+piedi a guardare or l'una or l'altra delle tre
+donne.</p>
+
+<p> — Se m'aspettava! — esclamò Clarice, gettando
+le braccia al collo di Loredana. — Doveva
+aspettarmi, questo tesoro, perchè da tanto tempo
+desideravo rivederla! Ho sempre nel cuore
+quella partenza, di sera, con la carrozzella.... Lei
+era così bianca, così debole....<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span></p>
+
+<p>Soggiunse, guardando Emma:</p>
+
+<p> — Già, erano bianche e deboli tutt'e due, madre
+e figlia....</p>
+
+<p>Loredana disse presto:</p>
+
+<p> — Le presento il signor Adolfo Gianella.</p>
+
+<p>Clarice fece un cenno con la testa, verso Adolfo
+che s'era avanzato di qualche passo; poi tutti
+tacquero; Clarice e Loredana sedettero l'una a
+fianco dell'altra sul divano, come intime amiche,
+sorridendosi.</p>
+
+<p> — Fa molto caldo a Venezia, — riprese Clarice. — A
+Verona non abbiamo questo scirocco....</p>
+
+<p> — Sì, fa molto caldo, — confermò Emma, la
+quale stava sempre a un passo dalla porta, e
+si augurava che l'uno o l'altra, Adolfo o Clarice,
+comprendesse la necessità di ritirarsi.</p>
+
+<p>Ma erano ostinati ambedue. Adolfo, ormai, aveva
+ripreso posto nella poltrona, e sembrava deciso
+a voler seguire la conversazione.</p>
+
+<p> — A Venezia abbiamo poi le zanzare, — egli
+disse.</p>
+
+<p> — Le zanzare, sì, ma ci sono le zanzariere, — osservò
+Loredana.</p>
+
+<p>E tacquero di nuovo.</p>
+
+<p>Emma si sentiva morire per quella commedia,
+maravigliandosi che la sua Lori vi prendesse
+parte. La buona donna, al ritorno da Sirmione,
+aveva perduto l'energia e la volontà, soffrendo
+per la sofferenza della figlia, chiedendosi se il
+suo intervento non fosse stato inutile di fronte
+al traboccar della maldicenza, tormentandosi ogni
+giorno per mille timori, studiando ansiosamente
+negli occhi di Loredana il pensiero segreto, la<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+segreta ambascia, e rideva quando rideva la sua
+Lori, e piangeva quando la sua Lori piangeva,
+e ormai non avrebbe più discusso, non avrebbe
+più riflettuto, pur di vederla felice, a qualunque
+costo.</p>
+
+<p>Per ciò, la visita della Teobaldi le era gradita,
+perchè sembrava gradita a Loredana; ma non le
+piaceva che si dovesse fingere innanzi al Gianella,
+come se la Teobaldi fosse venuta per tramar
+qualche intrigo.</p>
+
+<p> — Lei non è di Venezia? — domandò Adolfo
+a Clarice.</p>
+
+<p> — No; ma conosco bene la città, — rispose
+l'altra.</p>
+
+<p>Un silenzio pesante ricadde; e allora, <a name="comprendendo" id="comprendendo"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'comprenprendendo'">comprendendo</ins>
+ch'era impossibile uscirne, Adolfo prese
+congedo.</p>
+
+<p> — Tornerò, se permette, — disse a Loredana.</p>
+
+<p>Questa non rispose. Egli s'avviò, seguito da
+Emma, la quale ardeva di sbarazzarsi dell'impaccio
+per lavorar nella sua camera ad una coperta
+da letto, nella quale doveva ancora ricamare
+trenta foglioline in seta verde e sessanta viole
+del pensiero.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">XIX.</h2>
+
+<p>Dal giorno in cui era tornato a Venezia, Filippo
+aveva passato molte brutte ore.</p>
+
+<p>L'onda del pettegolezzo aveva varcato anche
+la soglia della sua casa, e le chiacchiere s'eran
+fatte più strambe e più inverosimili. All'orecchio
+della contessa Bianca giunse la voce che
+Filippo aveva avuto un figlio dalla sua amante,
+e perchè la contessa non sapeva a qual tempo
+risalissero quegli amori, e perchè si parlava
+di tre anni addietro, ella credeva a quel legame,
+ormai indissolubile, a quella paternità inconfessata.</p>
+
+<p>La contessa Bianca andava da tempo accarezzando
+l'idea d'un matrimonio tra suo figlio e Giselda
+Fioresi, buona e bella ragazza, di eccellente
+casata; e la notizia le rompeva il sogno
+e la sbalestrava in un mare d'incertezze e di
+dubbii.</p>
+
+<p>Fu necessario spiegarsi, riparlar di Loredana,
+discutere un amore che la vecchia dama avrebbe
+voluto obliare. Avvenne una scena brusca tra lei
+e Filippo, il quale negò l'esistenza di un figliuolo,
+ma s'impennò all'idea di sposar quella «&nbsp;canna
+da zucchero&nbsp;» di Giselda Fioresi. Egli voleva esser
+libero; per dare scandalo, diceva la contessa
+Bianca; perchè era ancor troppo giovane, diceva
+lui.<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span></p>
+
+<p>Un'altra scena, più breve ma più cruda nella
+forma, avvenne poco di poi tra Filippo e il cognato,
+conte Leopoldo de Idris, il quale viveva
+senza passioni e senza turbamenti una vita di
+piaceri semplici, in campagna, amministrando i
+suoi poderi, interessandosi all'agricoltura e alla
+politica modesta della provincia. Leopoldo si
+stupì che Filippo si perdesse ancora dietro una
+<span class="g">cocotte</span>, ma fu addirittura spaventato quando
+seppe dalla bocca di Filippo medesimo che non
+si trattava d'una <span class="g">cocotte</span>, bensì d'una ragazza,
+la quale doveva aver dunque delle pretensioni,
+una specie d'onore, molto da perdere e più
+ancora da guadagnare. Fu spaventato per Filippo,
+che certo non avrebbe saputo cavarsela con
+garbo, senza troppo danno da ambo le parti.</p>
+
+<p>E qui Filippo sentì scappar la pazienza.</p>
+
+<p> — Ma che cavarsela! Ma che garbo! — egli
+esclamò. — Le voglio bene sul serio, e non penso
+affatto a cavarmela. Ho fatto male a cominciare,
+siamo d'accordo, benchè in queste cose ci
+si accorga sempre troppo tardi dell'errore commesso;
+ma farei peggio a finirla con qualche
+gherminella!</p>
+
+<p>Il conte Leopoldo, ancora più inquieto per quelle
+dichiarazioni, domandò a Filippo se pensasse
+mai di tirarsela in casa....</p>
+
+<p> — In casa, di chi? — rispose Filippo. — In
+casa tua, no di certo; tocca a me provvedere, e
+non so perchè, dunque, voi tutti vi disturbiate.</p>
+
+<p>Leopoldo, allora, tornò alle idee generali, osservando
+che all'età di Filippo si doveva vivere
+quieti, pensare a far figliuoli legittimi, che continuassero<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>
+la casa e allietassero la bella vecchiaia
+della contessa Bianca, la quale non meritava
+d'essere travagliata nei suoi ultimi anni.</p>
+
+<p>L'argomento era di quelli che trovano la strada
+del cuore; e Filippo, sentendosi toccato, s'infastidì,
+rispose a Leopoldo ch'era stufo di dover
+rendere conto a tutti delle più minute cose della
+sua vita come un collegiale, che desiderava
+ormai vivere libero, senza tutela e senza giudici.</p>
+
+<p>E su quel «&nbsp;vivere libero&nbsp;» si scatenò una gragnuola
+di osservazioni da parte di Leopoldo, il
+quale temeva che libero per Filippo fosse sinonimo
+di libertino; e, presa ormai la corsa, rammentò
+altre avventure del cognato, che avevan
+fatto chiasso, col risultato finale di voltargli
+contro l'opinione pubblica.</p>
+
+<p>Ma peggio fu, quando Filippo si vide comparire
+lo zio conte Roberto, del quale non aveva
+più avuto novella dopo l'incontro a Desenzano.
+Roberto gli snocciolò un discorso assai lungo e
+reciso, che Filippo ascoltò sbalordito, perchè
+aveva creduto di trovare nello zio il compatimento
+ch'era la caratteristica più nota della sua
+buona indole, quel compatimento che Roberto non
+lesinava a nessuno per nessuna colpa, la quale
+non fosse ignobile e vile.</p>
+
+<p>Roberto, invece, dichiarò al nipote che la condotta
+di lui era assurda, per non dir peggio;
+Filippo aveva messo lo scompiglio nel parentado,
+in causa d'una ragazzetta, d'una monella, e tutti
+erano addosso allo zio, come al più vecchio, perchè
+si valesse della sua autorità a far cessare
+quella tresca.<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span></p>
+
+<p>Filippo capì; lo zio era sdegnato, perchè seccavano
+lui e mettevano in giuoco il suo prestigio;
+lo avevan toccato nel suo egoismo senile,
+ed egli era pronto a mandare al diavolo il nipote
+e la «&nbsp;monella&nbsp;», pur di non avere più noie.</p>
+
+<p> — Del resto, — osservò il conte Roberto, — mi
+maraviglio di dover dirtele io, certe cose. Non
+ha una madre, un padre, quella tua bambola?
+E come si spiega che stiano zitti, e che tocchi a
+noi, a tua madre, a tuo zio, a Leopoldo, a tua
+sorella, di richiamarti al dovere?</p>
+
+<p> — Ha una madre, — rispose Filippo. — Ha
+una madre, e la madre è venuta a Sirmione e
+me l'ha ripresa....</p>
+
+<p> — Bene! — esclamò Roberto.</p>
+
+<p> — Sì, benone; ma, ora io la riprendo alla madre! — dichiarò
+Filippo, che, torturato ed esasperato
+da tante chiacchiere, si sentiva capace
+di strappar Loredana anche agli artigli di quel
+diavolo, al quale Roberto l'avrebbe consegnata.</p>
+
+<p>Il vecchio, stupefatto per tale sfacciataggine,
+gridò che rinunciava a discutere con un matto
+di quella forza. L'ostinazione di Filippo oltrepassava
+il credibile; tutto gli andava a seconda,
+grazie a una madre dabbene, che si riprendeva
+la figliuola dopo quel po' po' di scappuccio;
+ed egli invece era per ricominciar la festa e per
+condurla a termine, a un termine che non doveva
+e non poteva aver nulla d'invidiabile.</p>
+
+<p> — Come devo dirtela? — seguitò il conte Roberto. — È
+uno scandalo; te lo hanno già cantato
+in musica; io non ho nulla da aggiungere.
+Tutti ne parlano; anche l'altro giorno, a Tai di<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+Cadore, da Fausta Montegalda ho udito i particolari
+di questa farsa, e puoi imaginarti che gusto
+provavo io! La contessa dice che ti rovini,
+e non si può darle torto.</p>
+
+<p>Filippo sorrise.</p>
+
+<p> — Eh, ridi, ridi fin che vuoi, ma la Montegalda
+dice giusto! — esclamò Roberto. — Dice
+che, alla fin fine, nessuno sa chi sia quella tua
+pupattola, e che potrebbe aver fatto con altri
+quel che ha fatto con te.... Chi ne sa niente,
+chi la conosce!</p>
+
+<p> — Povero zio Roberto! — mormorò Filippo. — Va
+da una donna a chiedere informazioni di questo
+genere! Perchè non domandi il suo parere
+anche alla Fioresi, che mi vogliono appioppar
+come moglie?</p>
+
+<p>Roberto alzò le spalle.</p>
+
+<p> — Insomma, — concluse, — io sono indignato
+per i tuoi vizii, e la cosa non va.</p>
+
+<p> — Non ti ho indignato io, — osservò Filippo.</p>
+
+<p> — Ma non dimenticherò che hai sorriso dei
+miei consigli! — rimbeccò il conte.</p>
+
+<p> — Ho sorriso per le critiche della Montegalda.</p>
+
+<p> — E per le mie; e non si deve ridere d'un
+vecchio.</p>
+
+<p> — Per la Montegalda, per la Montegalda! — gridò
+Filippo.</p>
+
+<p> — Già, e intanto ti ripigli la sbarazzina!</p>
+
+<p> — Ciò non ti riguarda, zio.</p>
+
+<p> — Ne riparleremo!</p>
+
+<p> — Spero di no; vedo che più che se ne parla
+e meno ci si capisce.</p>
+
+<p> — Ne riparleremo, ne riparleremo! — si ostinò<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+il conte Roberto. — Perchè io sono sempre
+dell'opinione che l'uomo non è monogamo. Tu
+non vuoi prendere moglie per essere libero; ma
+allora, nè mogli nè amanti! Questa è logica. E
+hai deciso che cosa te ne farai?</p>
+
+<p>Alla domanda inaspettata, Filippo non diede
+risposta; onde Roberto seguitò:</p>
+
+<p> — Te lo dirò io: ne farai una mantenuta, da
+coprir di gioielli e da condurre a teatro e in
+carrozza; ti costerà ventimila lire l'anno, ti peserà
+come una moglie e ti sarà infedele.</p>
+
+<p> — Perbacco, zio, — esclamò Filippo con aria
+beffarda. — Vedo che te ne intendi!</p>
+
+<p>Roberto s'indispettì.</p>
+
+<p> — Spero che non ce la metterai sotto il naso,
+come a Desenzano, la tua conquista! — osservò
+con rude cipiglio.</p>
+
+<p>E credendo d'aver rimbeccato fieramente l'insolenza
+del nipote, troncò il colloquio e andò
+a riferirne alla cognata contessa Bianca.</p>
+
+<p>Tali e simili furono i discorsi che Filippo dovette
+ascoltare in quel tempo nel quale, tornato
+da Sirmione, non osando più ripresentarsi in casa
+De Carolis, andava torturandosi il cervello
+per trovare un espediente che lo riavvicinasse
+all'amante. E tra il desiderio che, insaziato, si
+faceva di giorno in giorno più molesto, tra la
+logomachia di casa e gli sdegni di tutta la parentela,
+Filippo conduceva una vita piena di tristezza,
+che non aveva riscontro negli anni precedenti.</p>
+
+<p>Rimaneva a Venezia, schivando gli inviti, passando
+mezza giornata al Circolo dell'Unione, dove<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span>
+mancavan gli assidui, e l'altra mezza in casa,
+dove s'occupava lunghe ore a leggere libri e riviste
+su tutti gli argomenti; la sera usciva in
+gondola pel Canalazzo o pel canale della Giudecca,
+lontano dai rumori e dalla luce.</p>
+
+<p>Ma il pensiero di Loredana lo seguiva passo
+per passo, ora per ora, senza tregua, fatto più
+vivo dagli episodii di quella battaglia che la
+fanciulla gli aveva inconsciamente scatenato contro;
+Filippo non ricordava nulla di simile in tutta
+la sua vita, quantunque più volte si fosse
+parlato delle sue avventure. Ma perchè si era
+trattato sempre di donne conosciute tra i gaudenti
+o saldamente legate ad altri, i suoi di casa
+s'eran guardati dall'occuparsene e dal fargliene
+parola.</p>
+
+<p>Un giorno gli fu annunziata la signora Clarice
+Teobaldi.</p>
+
+<p>Da Sirmione, poco dopo la partenza del conte,
+ella era tornata a Verona, e qui era rimasta,
+aspettando che passasse tempo sufficiente per
+poter ricordare l'invito di Filippo e recarsi a Venezia.</p>
+
+<p>Piero, il valletto di Filippo, precedeva la signora,
+la quale, come aveva sognato, saliva veramente
+lo scalone marmoreo del palazzo Vagli,
+giungeva al primo piano, traversava una fuga di
+sale immerse nella penombra, dentro la quale
+si vedevano i mobili dorati, le pallide tappezzerie
+antiche, gli oggetti d'arte; e di nuovo saliva
+una scala meno larga e più breve, ed era
+finalmente introdotta nello studio di Filippo.</p>
+
+<p>La Teobaldi guardò avidamente, nel tempo dell'attesa,<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span>
+le carte sparse sulla scrivania, semplici
+fogli da lettera, senza cifra e senza stemma; e
+guardò le pareti, dalle quali pendevano quadri
+antichi in vecchie cornici. Si vedeva, in uno, una
+donna — Venere doveva essere, tutta nuda, o
+Danae — sdraiata sopra un largo divano, e una
+ancella, con rapido atto sembrava voler coprire
+d'un manto porpureo che aveva tra le mani, la
+superba nudità della sua signora, perchè di tra
+le pieghe d'un pesante cortinaggio, sullo sfondo,
+apparivan la testa e il busto d'un importuno,
+che poteva essere Marte, desideroso ma accigliato
+per la prudenza dell'ancella.</p>
+
+<p>La Teobaldi si stupì che quella fosse Venere,
+perchè non aveva, ai suoi occhi, nulla di particolare;
+era una femmina nuda, nè meglio nè peggio
+di tante altre. E anche non le piaceva quella
+tinta scura, quasi nera, che il quadro aveva
+preso qua e là, a danno dei colori.... La fotografia
+d'una bella dama moderna in abito scollato
+le sarebbe andata a genio, assai più di quel preteso
+tesoro d'arte.</p>
+
+<p>Ma non ebbe tempo di seguitar nelle sue critiche,
+perchè Filippo sopraggiunse, e si dimostrò
+lietissimo della visita. Fece sedere la Teobaldi,
+la interrogò cortesemente per sapere quanto intendesse
+fermarsi a Venezia, esprimendo la speranza
+che si fermasse a lungo; e di chiacchiera
+in chiacchiera, mentre Piero recava un tè squisito
+in un servizio d'argento massiccio e molti
+biscottini deliziosi, vennero a parlar di Loredana.</p>
+
+<p> — Ah, bisogna ch'io riveda quella mia fantolina! — esclamò
+Clarice, quantunque avesse la<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>
+bocca piena. — Andrò a trovarla, andrò ad abbracciarla.
+Non l'ho mai dimenticata un'ora, in
+tutto questo tempo. Così bella, così buona, quella
+creatura di Dio.... Grazie!</p>
+
+<p>Filippo le versava una seconda tazza dì tè,
+qualche goccia di latte, e le porgeva il canestro
+argenteo coi biscottini.</p>
+
+<p> — Grazie. Bisogna ch'io la riveda, e che le
+parli.</p>
+
+<p>Bevve alcuni sorsi, e, incoraggiata dalla simpatia
+che risvegliava nell'animo di Filippo rievocandogli
+l'amante perduta, Clarice riprese:</p>
+
+<p> — Ma le pare, conte, che le cose possano andare
+avanti a questo modo? Lei non osa avvicinarla,
+per colpa della madre; Loredana non
+osa chiamarlo; e intanto vivono infelici l'uno e
+l'altra, mentre son fatti per intendersi, e si adorano....
+Sono certa che io ho una missione, in
+questo dramma; sento che potrò riavvicinare due
+anime, due destini, due cuori. Ho certamente una
+missione; io non m'inganno! È stata Loredana
+stessa che mi ha chiamata a parte, quella sera,
+quella sera del telegramma, e mi ha additato
+ciò che dovevo fare. Sera fatidica!...</p>
+
+<p>Filippo non avrebbe mai pensato che due tazze
+di tè potessero ubbriacare la buona donna,
+meglio che due coppe di sciampagna; ed esitando
+rispose:</p>
+
+<p> — Vuole? Vuole parlare a Loredana? Le dica,
+allora....</p>
+
+<p>Ma si tacque, non parendogli di poterla trattare,
+di punto in bianco, da ambasciatrice in
+un'impresa così delicatamente intima.<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span></p>
+
+<p>La Teobaldi diede fondo alla tazza, mangiò
+ancora un paio di biscottini.</p>
+
+<p> — Sono <span class="g">baicoli</span>, specialità di Venezia, non
+è vero?</p>
+
+<p>E seguitò, aprendo un ventaglio spettacoloso
+di carta, e facendosi aria:</p>
+
+<p> — Non ho bisogno che lei mi consigli. So quel
+che devo dire; ho, qui dentro, un consigliere infallibile
+che si chiama cuore.... Prima cercherò
+di studiare le abitudini della casa e di sapere
+come sta, quel tesoro di Dio, come la pensa:
+e poi, se tutto va a seconda, mi presenterò alla
+madre. È più prudente e più.... corretto. Le
+pare?... Scusi, è una Venere, quella che si vede
+lassù?</p>
+
+<p> — Venere, — rispose Filippo.</p>
+
+<p> — L'avevo capito subito; vecchi capolavori. Ah
+conte, lei non può imaginare quanto io sia fiera
+del compito che mi assumo.... Quando vedrò sorridere
+quelle labbra di fanciulla, io che l'ho vista
+partire disfatta da Sirmione, sarò felice più
+di tutti!</p>
+
+<p>Filippo sorrise, prese una mano della Teobaldi,
+la tenne un istante fra le sue, e rispose:</p>
+
+<p> — Lei è molto buona, cara signora, e vuole impedirmi
+di ringraziarla. Ma creda che, comunque
+le cose finiscano, io non dimenticherò mai, mai,
+ciò che lei ha fatto per me, per tutti e due!</p>
+
+<p> — Le dico: io servo il mio cuore, e nessuno
+mi deve nulla. Se permette, quando avrò notizie,
+verrò a portargliele.</p>
+
+<p> — Ma venga anche tutti i giorni, la prego.<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+Faccia conto che questa casa sia sua, — esclamò
+Filippo, incalorito dalla speranza di aver finalmente
+nuove dell'amica.</p>
+
+<p>La Teobaldi si alzò e s'incamminò con passo
+svelto, a testa alta, il ventaglio nella destra,
+pensando a un figurino di gran dama che aveva
+visto in un giornale di moda. E camminando,
+seguita a un passo da Filippo, domandò:</p>
+
+<p> — Questo è il suo appartamento particolare,
+conte?</p>
+
+<p> — Sì, sono le mie camere, — rispose Filippo,
+mentre, all'uscire dallo studio, premeva il bottone
+d'un campanello elettrico. — Ho la mamma
+in campagna.</p>
+
+<p> — Messe con gusto principesco, — osservò Clarice,
+traversando un corridoio e poi una sala. — Magnifiche
+tappezzerie!... Non si disturbi, non
+si disturbi!</p>
+
+<p>Filippo volle accompagnarla alla scala, ai cui
+piedi stava Piero in attesa di ricondurre la visitatrice
+attraverso il primo piano fino alla porta
+d'uscita. Al momento di stringerle la mano,
+Filippo non potè vincersi, e disse:</p>
+
+<p> — La vedrà subito, non è vero?</p>
+
+<p> — Domani! — promise Clarice, e ridendo d'un
+bel riso grasso, aggiunse: — Ma non sono a Venezia
+per questo?</p>
+
+<p> — Grazie, grazie, grazie! — esclamò il conte
+inchinandosi. — Arrivederci!</p>
+
+<p>Clarice scese la scala, e preceduta da Piero,
+ripercorse tutte le sale che aveva già intravedute;
+nell'anticamera, scorgendo sopra una tavola
+un Sileno coronato di pampini, circondato<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span>
+da baccanti ebbre, disse a mezza voce, con tono
+di persona esperta:</p>
+
+<p> — Bello quel <span class="g">biscuit</span>!</p>
+
+<p> — Legno policromo del seicento! — enunziò
+Piero, senza guardar la signora, come avesse parlato
+all'aria.</p>
+
+<p>Ella passò, a testa alta, imperturbabile, il ventaglio
+nella destra, mentre il valletto, premuto
+il bottone elettrico per dar avviso al portiere,
+si piegava fino a terra.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XX.</h2>
+
+<p>Così fu che Loredana potè aver notizie di Filippo
+e dargliene.</p>
+
+<p>Il giorno in cui la Teobaldi si decise a varcar
+la soglia di casa De Carolis — quel giorno avverso
+ad Adolfo Gianella — Loredana fu contenta
+da non trovar parole per esprimersi.</p>
+
+<p>Partita appena Clarice, la fanciulla corse nella
+cameretta dove sua madre stava ricamando la
+quattordicesima fogliolina in seta verde, e infantilmente
+si mise a ballare.</p>
+
+<p> — Ebbene, Lori, che hai? — domandò Emma
+stupita.</p>
+
+<p>Ma Loredana seguitava a girare in tondo, gli
+occhi scintillanti e le labbra aperte a un sorriso
+di pace.</p>
+
+<p>Si arrestò d'un tratto, con un ultimo giro, in
+modo che le gonnelle le si gonfiassero d'aria,<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span>
+e si mise in ginocchio presso la mamma, la quale
+andava seguendola con l'occhio.</p>
+
+<p> — Ho, — disse Loredana, — che Filippo mi
+ama sempre, anzi meglio di prima, e che non mi
+sono ingannata fidando in lui, e che mi pento
+d'aver pensato male, e che è qui, e che è mio,
+e che io sono sua....</p>
+
+<p> — Questa bella ambasciata è venuta a farti la
+signora Teobaldi? — interrogò Emma, mentre una
+ruga profonda le solcava la fronte.</p>
+
+<p> — Sì, mamma, la Teobaldi è buona. Anche su
+di lei m'ero ingannata. È buona, è prudente, e
+non bisogna rimproverarla. Non ha che il difetto
+di dipingersi male, e di vestirsi peggio. Hai visto,
+mamma, quel suo cappellino alla cacciatora,
+e subito sotto, quelle terribili sopracciglia al
+carbone? Oh che paura e che risate a Sirmione,
+quando la vidi la prima volta!...</p>
+
+<p>Si mise a ridere, a gola spiegata, e balzò in
+piedi, a riprendere il ballo, cantarellando l'aria
+di un valzer.</p>
+
+<p> — Lori, — esclamò Emma severamente, arrestandola
+con lo sguardo. — Che pensieri hai?
+Che cosa conti di fare?</p>
+
+<p> — Io?</p>
+
+<p>La fanciulla, ritta in mezzo alla camera, stette
+pensierosa un momento; poi disse:</p>
+
+<p> — Io? Non temere nulla, mamma! Ah come ho
+imparato a vivere in questi pochi mesi, come son
+diversa da una volta! Flopi non saprà più riconoscermi,
+e mi dirà con meraviglia: «&nbsp;Sei una
+donnina, sei veramente una donnina!&nbsp;» E tu non
+temere, mamma; io sarò felice....<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span></p>
+
+<p> — In nome di Dio, — interruppe Emma, respingendo
+il lavoro, e alzandosi, — che cosa intendi
+con queste parola? Vuoi tornare con lui?</p>
+
+<p>Loredana le corse incontro, l'abbracciò stretta,
+le diede molti baci, dicendo:</p>
+
+<p> — O mamma bella, o mamma cara, non sgridarmi,
+ma sì, ecco, voglio tornare con lui! Ed
+egli vuole tornare con me, o mamma bella, perchè
+niente gli piace senza di me, e il lusso non
+è il lusso, e il suo palazzo è una casupola, e
+le donne sono pupattole, e le abitudini sono catene....
+Me l'ha scritto, e l'ho imparato a memoria,
+e gli credo....</p>
+
+<p> — Povera, povera bambina! — esclamò Emma. — Tu
+credi tutto; ma non gli hai domandato
+perchè non ti sposa?</p>
+
+<p>Loredana allentò le braccia e lasciò sua madre.</p>
+
+<p> — Non glielo domando, — rispose, oscurandosi
+in volto, — perchè se anche egli volesse, io
+non vorrei. Ah no, non vorrei morire per tutta
+la guerra che la sua famiglia mi muoverebbe
+contro prima di cedere, e per tutte le umiliazioni
+che dovrei subire da quella sua gente e dai suoi
+amici, il giorno ch'io fossi moglie di Flopi. Vedi:
+io so, perchè egli non mi sposa; perchè non
+mi tormentino e prima e dopo fino alla morte.
+Sarò la sua amante; dunque meglio che la sua
+sposa.</p>
+
+<p> — E calpesterai anche il ritegno, e lascerai
+che tutti sparlino di te e di tua madre? — osservò
+Emma con voce dolente.</p>
+
+<p> — O mamma cara, non parlan male di te e
+di me, ora, tutti? — rispose Loredana. — E che<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span>
+premio ho io dunque di ciò che credono il mio
+ravvedimento? Hanno saputo, hanno inventato,
+mi hanno già uccisa nell'anima; nulla può accrescere
+il male che già mi fu fatto, e se io
+non sono morta per gli altri, gli altri sono ben
+morti per me. O mamma bella, tu, tu sei la bambina
+che crede; io non potrò mai essere tanto
+cattiva quanto si è detto....</p>
+
+<p> — E vuoi andartene ancora, e lasciarmi sola? — domandò
+Emma, guardandola con gli occhi
+annebbiati.</p>
+
+<p> — Non so, mamma; non interrogarmi, non turbarmi,
+oggi. Oggi io sono così contenta, perchè
+egli mi ama ancora; e non bisogna turbare chi
+è contento dopo un lungo dolore.</p>
+
+<p> — Ma come, dunque, — insistette Emma, — se
+ti ama tanto non è venuto più qui?</p>
+
+<p> — O mamma, cara, tu lo sai. Tu gli hai detto
+che ogni cosa doveva essere finita e che non
+varcasse più la soglia della nostra casa. Egli
+ha obbedito; non lo rimproverare; è stato lontano
+da me, pensando che io pure non lo volessi,
+temendo che io gli facessi colpa — e gli facevo
+colpa! — di avere svelato il luogo ov'ero
+rifugiata.... Non lo rimproverare; egli ti ha obbedita.</p>
+
+<p> — Poi ti ha mandato quella donna a dirti che
+ti vuole ancora! — esclamò Emma. — Così mi
+ha obbedita, il briccone!</p>
+
+<p> — Volevi ch'egli morisse? — domandò Loredana. — Volevi
+ch'egli mi lasciasse morire?</p>
+
+<p> — Non si muore per queste cose, bambina!</p>
+
+<p> — Io sarei morta, o mamma bella! Io ero già<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span>
+sfinita e non avevo più forza per resistere all'avvilimento!
+Si può essere vivi e morti, non sai?
+Io era viva e morta, fin che di lui nulla sapevo;
+ed oggi soltanto sono tutta, tutta viva!...</p>
+
+<p> — Oh che pazza! — esclamò Emma, andando
+a sedersi in un angolo della cameretta. — Che
+pazza è dunque diventata mia figlia?</p>
+
+<p>Ma non ardì continuare il lamento.</p>
+
+<p>Guardò Loredana e la vide, com'essa diceva,
+tutta, tutta viva; la fragranza di quella giovinezza
+s'effondeva per la camera; la fanciulla
+dritta, svelta, bella, sembrava una prigioniera in
+quel piccolo spazio; qualche voce che nessuno
+poteva udire, echeggiava intorno a Loredana,
+chiamandola per la sua strada ampia o aspra;
+e nulla avrebbe potuto arrestare la forza misteriosa,
+che gli uomini chiamano destino, e che
+parlava inconsciamente per gli occhi ardenti di
+Loredana.</p>
+
+<p>Emma sentì questo in confuso; e capì che ogni
+ostacolo sarebbe stato travolto; si domandò se
+avesse diritto d'imprigionare ancora sua figlia,
+e del suo diritto dubitò.</p>
+
+<p>Riprese in silenzio il ricamo, abbassò la testa
+sul lavoro, non disse più nulla.</p>
+
+<p>Loredana, in punta di piedi, non potendo trattenersi,
+ricominciò a ballare il valzer chetamente.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">XXI.</h2>
+
+<p>Essa non potè mai dimenticare quella notte,
+quell'angoscia, quelle emozioni.</p>
+
+<p>Sol per aprire la porta della camera e per discendere
+le scale, dovette radunar tutta la sua
+volontà; e ad ogni scalino le sembrava che il
+fruscìo della gonna fosse strepitoso, che il suo
+respiro fosse veemente così da destar chi dormiva;
+e i ginocchi le scricchiolavano.</p>
+
+<p>S'era avvoltolata intorno alla testa una sciarpa
+nera, che le cadeva fino in grembo; ed era
+tutta vestita di nero; il viso bianco e i grandi
+occhi scuri attraevan meglio lo sguardo, per quella
+sciarpa che incorniciava l'ovale delicato del
+volto; ma Loredana credeva d'essersi mascherata,
+sentendosi avvampar dal caldo.</p>
+
+<p>Finalmente, aperto, con un ultimo brivido, l'uscio
+a pianterreno, si trovò in istrada, e vide
+Clarice.</p>
+
+<p>Le due donne si misero a camminare senza far
+parola, spaurite dalla propria audacia e pensierose.
+Era di poco valicata la mezzanotte; da una
+taverna uscirono alcuni uomini e squadrarono
+quella coppia frettolosa, non comprendendo di
+quali femmine si trattasse; e poichè l'uno diceva
+con parole villane la sua ammirazione per
+la ragazza, un altro lo ammonì sarcasticamente:<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span></p>
+
+<p> — Lascia andare, figliuolo. Lì, occorrono biglietti
+da mille!</p>
+
+<p>Loredana vibrò da capo a piedi; mormorò a
+Clarice:</p>
+
+<p> — Ho paura. Torniamo indietro.</p>
+
+<p> — Su, su, coraggio! — disse la Teobaldi, che
+tuttavia non era meno inquieta della sua giovane
+amica. — Non siamo lontane.</p>
+
+<p>Ella stentava ad agguagliare il passo di Loredana;
+ma correva aiutandosi con qualche piccolo
+salto, facendo sobbalzar tutta la sua povera carne.</p>
+
+<p> — Presto! — diceva Loredana quasi ad ogni
+passo. — Non ci segue nessuno?</p>
+
+<p> — Nessuno! — rispondeva Clarice, cogliendo
+il destro per rallentare un poco, e voltarsi.</p>
+
+<p>Un ubbriaco, in una calle stretta, parlava e
+gesticolava da solo. Non gli tornava il conto della
+serata e nominava alcuni uomini illustri della
+città, dichiarando che all'indomani li avrebbe
+chiamati a testimoni contro l'oste e i compagni
+di giuoco. Vide le due donne, le lasciò avvicinare,
+e si rivolse a Loredana:</p>
+
+<p> — Dica: se io spendo sessanta per un litro
+e mezzo....</p>
+
+<p>E pencolò maledettamente; Loredana mandò un
+grido soffocato e si mise a correre.</p>
+
+<p> — Lei, la vecchia, è più ragionevole, — osservò
+il beone, guardando Clarice che s'allontanava
+a passo celere. — Non corre, la vecchia,
+perchè ha i piedi in malora. Ma se io spendo
+sessanta per un litro e mezzo....</p>
+
+<p> — Lori, Lori, mi aspetti! — disse a mezza voce
+Clarice.<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span></p>
+
+<p>La fanciulla si fermò, la Teobaldi le si mise al
+fianco, e ripresero a camminare.</p>
+
+<p> — Che paura, tesoro mio! — esclamò Clarice,
+tentando di sorridere.</p>
+
+<p> — Ah sì, muoio di paura! Quell'ubbriaco per
+poco non mi cadeva addosso!... Ma quanto dobbiamo
+camminare ancora?</p>
+
+<p> — Adesso ci siamo. Volti a destra....</p>
+
+<p> — Non ne capisco più nulla, — mormorò Loredana.</p>
+
+<p>Essa stentava a riconoscere le calli, in quell'ora
+notturna; tutte le porte eran chiuse, le finestre
+chiuse, e di tratto in tratto una larga chiazza
+d'ombra toglieva la vista delle case, dei confini,
+degli angoli; poi appariva un lampione dalla luce
+rossastra, e, a quando a quando, un rio dall'acqua
+immota e nera. Nel silenzio solenne, dentro
+le calli più anguste, i passi delle due donne davano
+un rimbombo prolungato; lontanamente, per
+due volte in due punti diversi, risonò la voce
+gutturale d'un gondoliere, che s'internava con la
+sua gondola in un rio; e qua e là una zaffata
+di odore salso giunse alle nari di Loredana, che
+storse la bocca.</p>
+
+<p> — Ci siamo! — disse improvvisamente Clarice.</p>
+
+<p>Loredana alzò gli occhi, e riconobbe il palazzo
+Vagli, balzato fuori dall'ombra come per magìa;
+largo e tozzo, ammantellato nell'oscurità, lasciava
+a pena intravedere le finestre bifore e le colonne
+patinate dal tempo; era tutto muto.</p>
+
+<p>Ma la fanciulla non ebbe agio a contemplare;
+un uomo si staccava dalla porta fiocamente illuminata,
+le veniva incontro, l'abbracciava con tale<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span>
+veemenza da sollevarla da terra e trasportarla
+dentro in un sol gesto.</p>
+
+<p>Richiuse d'un colpo lo sportello, e stringendosi
+la fanciulla al fianco, cingendole col braccio
+destro il collo quasi a difenderla da un nemico
+invisibile, inoltrò.</p>
+
+<p>Restarono per sempre impressi nella mente di
+Loredana il cortile buio, l'atrio buio, illuminati
+a sprazzi dal fanale, che l'uomo teneva nella sinistra;
+e la scalinata e quelle sale dove lampeggiavan
+fugacemente uno specchio, la doratura
+dei mobili, la superficie levigata d'una tavola
+o d'una statua.</p>
+
+<p>I passi risonavano sordamente sul tappeto, e
+tanto silenzio era intorno, che benchè nessuno
+vegliasse a quell'ora, i due amanti non parlavano.</p>
+
+<p>Loredana si volse a cercar Clarice, ma non vedendola
+più, alzò gli occhi a guardar Filippo,
+e gli sorrise.</p>
+
+<p>Obliata la madre, la notte, la casa, essa era felice
+e superba della propria audacia; il palazzo
+le sembrava immenso, ma sicuro, e quel braccio
+attorno al collo era il segno d'una protezione
+quasi onnipotente. Le tornava l'imagine di Filippo
+più forte, più audace, più fidato di chiunque
+al mondo, e ne fremeva di piacere.</p>
+
+<p> — Qui? — ella domandò sottovoce.</p>
+
+<p> — Qui, — rispose Filippo, liberandola dalla
+stretta.</p>
+
+<p>Erano nella camera di lui. Loredana vide larghi
+e pesanti cortinaggi alle finestre, un letto
+ampio, una pelle di tigre, con la testa enorme
+e gli occhi fissi, stesa a terra; sopra un tavolino<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span>
+moresco incrostato di madreperla ardevan
+cinque candele in un candelabro di vecchio argento;
+a una parete scintillavano le guaìne metalliche
+di armi stravaganti.</p>
+
+<p>Non vide altro, nel tumulto della gioia; pensò
+che il suo amore seguitava, riallacciando quella
+notte col giorno malinconico in cui era tornata
+tutta sola da Peschiera; oh, anche il suo amore
+gagliardo vinceva gli ostacoli, e i baci che sentiva
+eran più saporosi dopo tante lagrime...!</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span>
+<br /></p>
+
+<h2 class="lighter">SECONDA PARTE.<br />
+<br /><br />
+I.</h2>
+
+<p>Giselda Fioresi, al braccio di Berto Candriani,
+s'era fermata innanzi alla tavola del buffet, in
+casa della contessa Lombardi.</p>
+
+<p>La lunga tavola era tutta occupata da piatti
+colmi di pasticcini e di dolci; due grandi samovar
+d'argento fumavano, e da un'enorme zuppiera
+un servo scodellava nelle tazze il punch
+freddo, mentre altri versavano lo sciampagna gelido
+dalle caraffe di cristallo e distribuivano i
+sorbetti rosei e bianchi.</p>
+
+<p> — Se lei non fosse venuto a salvarmi, — continuò
+Giselda, accennando con la testa a un signore
+tozzo e rubicondo, che sorbiva adagio una
+granita di caffè, — gli sarei caduta fra le
+braccia....</p>
+
+<p> — Oh Dio! — singhiozzò comicamente Berto
+Candriani.</p>
+
+<p> — Per la noia, per la noia! — disse Giselda
+ridendo. — Non sa parlare che del suo automobile,
+e s'atteggia a disdegnare i cavalli....<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span></p>
+
+<p> — Così le ha fatto sapere che ne ha....</p>
+
+<p> — Ne ha dieci, nelle scuderie della sua tenuta
+di San Polo; ma vuol venderli....</p>
+
+<p>Nuove coppie, gli uomini in marsina, le donne
+in abito scollato e grande cappello, erano sopraggiunte
+e facevan coda, incalzando, alle spalle di
+Berto e di Giselda.</p>
+
+<p> — Vuole sciampagna? — domandò Berto, prendendo
+una coppa dalle mani d'un servo e passandola
+a Giselda, che vi bagnò appena le labbra.</p>
+
+<p> — Datemi due gelati, — ordinò qualcuno che
+stava dietro il Candriani.</p>
+
+<p> — Aspetta, — disse questi al marchese di Spinea,
+che aveva al braccio la contessina Cafiero, — ti
+lasciamo il posto.</p>
+
+<p>E avviandosi con Giselda, seguitò ad alta voce:</p>
+
+<p> — Bada, che c'è molto punch bollente, che non
+si beve, e poco sciampagna freddo che si berrebbe
+volontieri.</p>
+
+<p> — Zitto, maldicente! — gli disse il marchese
+di Spinea. — Vedremo che cosa ci offrirai quando
+verremo da te.</p>
+
+<p> — Bravo, stai fresco! — esclamò Berto. — Resto
+scapolo apposta per non avere seccatori in
+casa!</p>
+
+<p>Sul limitare, Berto e Giselda dovettero fermarsi.
+La duchessa di Torrecusa e la contessa Osvaldi,
+tenendo ciascuna una coppa di sciampagna,
+s'esercitavano a portarla alle labbra, dopo aver
+fatto col braccio destro alcuni giri a spirale. La
+duchessa vi riuscì, versando dall'orlo metà del
+contenuto, e la contessa Osvaldi, che rideva a
+gola spiegata, vuotò la coppa intera sul tappeto,<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span>
+e rinunziò alla prova, perchè i cavalieri intorno
+la facevan ridere troppo.</p>
+
+<p>Berto Candriani s'aprì un varco tra i gruppi,
+traversò con Giselda un lungo corridoio, poi la
+sala pei fumatori, dove sedevano alcuni uomini,
+timidi o noiati, che si scambiavan gli astucci
+delle sigarette o i gravi propositi d'una più energica
+politica internazionale; passò oltre la sala
+rossa, tutta rossa fiammante per le tappezzerie
+e pel colore dei mobili dorati, e si fermò nella
+sala rosea che precedeva la sala da ballo.</p>
+
+<p> — Andiamo laggiù! — disse, accennando un
+alto e lungo paravento sul quale eran trapunte
+in oro parecchie grosse cicogne, brillanti sopra
+uno sfondo color chiaro di luna.</p>
+
+<p> — Dietro il paravento? — chiese Giselda, lasciandosi
+trascinare senza troppa resistenza.</p>
+
+<p> — Sieda, — ordinò Berto. — Io siedo qui di
+di fronte; lei metta fuori le punte dei suoi piedini,
+così quelli che passeranno per andare a saltar
+come pere secche, capiranno che qui c'è qualcuno.</p>
+
+<p> — Ma no, ma no, è sconveniente! — osservò
+Giselda. — E poi, lei ha l'abitudine di parlar
+male di tutti, e potrebbe sparlare proprio di
+quelli che passano....</p>
+
+<p> — Ingenua fanciulla! — esclamò Berto Candriani. — C'è
+l'occhio della cicogna!</p>
+
+<p> — Che cosa vuol dire? — domandò la contessina
+Fioresi con un sorriso, che pregustava qualche
+strana storia.</p>
+
+<p> — Vuol dire che son forati gli occhi d'una cicogna,
+e di qui vedo benissimo senza essere veduto.
+Guardi che bei buchi!<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span></p>
+
+<p>Giselda si alzò a guardare, appoggiandosi lievemente
+alla poltrona di Berto; attraverso due
+fori, che corrispondevan dall'altro lato agli occhi
+d'una gigantesca cicogna, si vedevan benissimo
+il resto della sala e la porta dalla quale
+dovevan passare le coppie. Giselda diede in una
+risata.</p>
+
+<p> — Ma quando ha fatto questo lavoro? — domandò.</p>
+
+<p> — Badiamo: è un segreto che si rivela a una
+gentildonna; i buchi li ha fatti Silvestrelli, il
+capitano di corvetta, due anni or sono, e prima
+di partire per il giro del mondo li ha confidati
+a me. Io sono l'unico erede di questi buchi, e
+nessuno se n'è mai accorto. Spero che lei apprezzerà
+tutto il valore della mia rivelazione.</p>
+
+<p> — Sono utilissimi, — dichiarò la Fioresi solennemente. — Non
+dirò parola ad anima viva.</p>
+
+<p>Berto fece un cenno con la mano; qualche coppia
+passava, dirigendosi al salone da ballo e
+chiacchierando; alcuni cavalieri sopraggiunsero,
+diedero un'occhiata, videro la sala vuota e se ne
+andarono di nuovo.</p>
+
+<p> — Ha notato, contessina, che stasera non c'è
+Flopi? — riprese Berto con la sua voce più melliflua,
+piano piano.</p>
+
+<p> — Non ho notato nulla! — rispose Giselda bruscamente. — Perchè
+dovrei notare queste inezie?</p>
+
+<p> — Inezie? Non ci sono inezie per chi ama....
+Si vorrebbe sapere dove è Flopi a quest'ora, che
+cosa fa, che cosa dice.... Non è vero?</p>
+
+<p> — Non è vero; io non voglio sapere nulla. Il
+conte Vagli non m'interessa più di quanto sia<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span>
+lecito, e io non ho l'abitudine di amare chi non
+si occupa di me.</p>
+
+<p> — Non dico sia un'abitudine, — osservò Berto. — Può
+essere una fatalità.... Zitta! — soggiunse,
+dopo aver dato uno sguardo ai buchi della cicogna. — C'è
+lo zio!</p>
+
+<p>Il conte Roberto Vagli entrava in quel punto
+con un altro vecchio signore; il conte Roberto
+era dritto e magnifico, il largo petto inquadrato
+dal panciotto della marsina, all'occhiello della
+quale era fissato un superbo garofano bianco;
+tra le mani il conte teneva il gibus, alla maniera
+antica.</p>
+
+<p> — Io ti assicuro, — egli seguitava, — che è
+una corbelleria, questa di voler tanti treni fra
+Venezia e Milano; treni diretti, treni direttissimi,
+o, come si dice ora, treni-lampo! Sai che cosa
+avverrà?</p>
+
+<p>L'amico sedette in una poltrona, e il conte ripetè,
+standogli innanzi:</p>
+
+<p> — Sai che cosa avverrà? Avverrà che Venezia
+fra pochi anni sarà un sobborgo di Milano, e le
+nostre civette andranno a far le compere a Milano,
+e i nostri giovanotti si vestiranno a Milano,
+e tutti i nostri quattrini ingrasseranno Milano,
+e il nostro commercio e la nostra industria
+rimarranno quel che sono ora, una povera cosa.
+Non mi diceva un momento fa il Cavenaghi, sai,
+quel mercante di carbone, che si pensa d'attuare
+un treno per tempissimo, cosicchè si possa
+andare a Milano, starvi sei o sette ore, e tornar
+la sera medesima? Io ti domando!...</p>
+
+<p>L'amico si alzò, e tutt'e due s'avviarono.<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span></p>
+
+<p> — Io ti domando se questo si chiama far l'interesse
+di Venezia....</p>
+
+<p> — Che bella mente! — esclamò Berto Candriani,
+quando fu sicuro che i due se n'erano andati. — Non
+vuole i treni diretti; bisognerà offrirgli
+un servizio di muli. Dopo la battaglia di San Martino,
+non ha capito più nulla. E Flopi deve lottare
+con questi suoi parenti, i quali, nonchè l'amore,
+non sanno intendere nemmeno la ferrovia!...</p>
+
+<p> — Ma io non comprendo perchè Flopi debba
+lottare coi parenti, — osservò Giselda. — Lotta
+per che, per chi?</p>
+
+<p> — Bah, — esclamò Berto Candriani, arricciandosi
+i mustacchi con studiata espressione di mistero. — Affari
+riservati! Non dimentichiamo che
+lei è una signorina.</p>
+
+<p>Giselda si sentì avvampar la faccia: aveva ventitre
+anni, molta voglia di vivere, fors'anco molta
+violenza contenuta dall'abitudine e dalla educazione;
+e nulla più l'irritava che l'ignoranza e
+l'espressione di candore che dovevan formare la
+sua maschera sociale.</p>
+
+<p>Ella crollò il capo e rispose con voce dura:</p>
+
+<p> — Quali sciocchezze! Ma se so tutto!...</p>
+
+<p> — Tutto? — ripetè Berto, sicurissimo che non
+sapeva nulla, ma contento d'essere esonerato dalla
+discrezione. — Lei sa che Flopi ha un'amante?</p>
+
+<p> — Ma certo!</p>
+
+<p> — La quale è bellissima?</p>
+
+<p>Giselda esitò un attimo.</p>
+
+<p> — Ciò non importa. Chi la dice bellissima, — rispose, — chi
+mediocre, chi brutta!<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span></p>
+
+<p>Berto sorrise fugacemente, e incalzò:</p>
+
+<p> — Bellissima; e lei sa che Flopi l'ha rapita,
+l'ha sedotta, la tiene con sè, e che ora ha sulle
+braccia tutti i parenti?</p>
+
+<p> — Di lei; è naturale, — osservò Giselda.</p>
+
+<p> — No, di lui; i parenti di lui sono spaventati,
+perchè non capiscono che cosa voglia farne, e
+temono che la sposi....</p>
+
+<p> — Ma i parenti di lei perchè non intervengono? — domandò
+Giselda quasi con impazienza.</p>
+
+<p> — Per una ragione ottima, contessina mia, — rispose
+Berto ridendo. — Perchè sono nel regno
+dei cieli, ad eccezione d'una madre, la quale se
+l'è ripresa una prima volta, ma se l'è vista ripartire
+con Flopi; onde la povera donna ha rinunziato
+a lottare e a discutere.</p>
+
+<p> — E dove sono ora? — chiese Giselda con aria
+distratta.</p>
+
+<p> — Chi? I parenti? Lo zio era qui poco fa, a
+parlar di treni....</p>
+
+<p>Giselda interruppe, battendo un piede a terra,
+spazientita.</p>
+
+<p> — Ma no, mio Dio! Flopi e quell'altra!...</p>
+
+<p> — Ah!... Sono a Venezia; anzi ho pranzato oggi
+da loro. Bisogna dire che se qualche cosa d'irregolare
+è in quella casa, non lo si vede certo
+nella disposizione dei mobili, nella scelta delle
+vivande, nella qualità degli oggetti che adornano
+l'appartamento. Tutta roba squisita.... Credo che
+Flopi verrà stasera a salutar la contessa, sul
+tardi....</p>
+
+<p> — Lei è molto addentro nella confidenza di
+Flopi! — osservò ironicamente Giselda, alzandosi.<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span></p>
+
+<p> — Sì, sono dei pochi che frequentano la casa, — disse
+Berto drizzandosi in piedi e offrendo
+il braccio a Giselda.</p>
+
+<p> — No, grazie, — rispose questa, freddissima. — Devo
+dire una parola alla Torrecusa, che vedo
+seduta laggiù, nella sala da ballo.</p>
+
+<p>E s'avviò sola, ma si fermò di repente:</p>
+
+<p> — Quale casa? — domandò sottovoce.</p>
+
+<p> — Sì, la casa di Flopi. Egli vive solo, ora; voglio
+dire non vive a palazzo. Ha un bellissimo
+appartamento sulle Zattere....</p>
+
+<p> — Con la bellissima compagna! — concluse Giselda,
+che si lasciò sfuggire una risatina troppo
+stridula per essere sincera.</p>
+
+<p>Berto s'inchinò, girò sui tacchi, e perfettamente
+sicuro d'aver fatto il bene di Giselda,
+di Flopi, e fors'anco di Loredana, passò nella
+sala rossa, e si mischiò a un gruppo di dame
+che ridevano in piedi con alcuni ufficiali di
+marina.</p>
+
+<p>L'orchestra attaccò un valzer; i cavalieri traversarono
+la sala, s'incrociarono, ricomparvero
+con le dame al braccio, s'avviarono alla sala da
+ballo; fu una sfilata rapida di coppie, un'ondata
+di profumi.</p>
+
+<p>Il valzer diceva: «&nbsp;Queste gioie fallaci, tutte
+simili all'invisibile onda delle mie note, si dissolvono
+nel tempo, e nulla più rimane quando
+l'alba livida vi richiama alle case. Abbandonatevi
+a queste gioie malinconiche, a quest'onda
+invisibile, e sognate tutti i vostri sogni, prima
+che l'alba vi risvegli....&nbsp;»</p>
+
+<p>Il maggiordomo comparve a un tratto nella<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span>
+sala rossa, si presentò alla contessa Lombardi,
+le disse qualche parola inchinandosi.</p>
+
+<p>La contessa ebbe un sorriso e mosse lentamente
+verso la porta d'entrata, mentre un susurrìo di
+curiosità si propagava nella sala tra i gruppi
+degli invitati che avevan preferito la conversazione
+alla danza.</p>
+
+<p>Quasi contemporaneamente un signore non alto
+di statura, largo di spalle, con lunghi favoriti
+biondi, varcava il limitare e dirigendosi rapidamente
+incontro alla contessa, le prendeva la mano,
+così da impedirle l'inchino che la dama aveva
+abbozzato.</p>
+
+<p>S'udì la voce dell'uomo, una bella voce molle:</p>
+
+<p> — «&nbsp;Je vous suis bien reconnaissant, comtesse&nbsp;», — egli
+diceva, baciando la sottile mano guantata.</p>
+
+<p> — Chi è? — domandò Berto Candriani.</p>
+
+<p> — Non lo conosci? — disse il tenente di vascello
+Paolo Orseolo. — È Milan, l'ex-re di Serbia.</p>
+
+<p> — Oh guarda! — esclamò Berto. — Si muove
+bene in un salotto, meglio che sul trono, l'animale....</p>
+
+<p>Il conte Orseolo diede una gomitata a Berto.</p>
+
+<p>Milan s'inoltrava, tenendo al braccio la contessa
+Lombardi, che gli presentò gli invitati.</p>
+
+<p>Berto aveva ragione: Milan aveva piuttosto l'aria
+d'un gran signore annoiato che non l'aspetto
+d'un Sovrano. I favoriti e i baffi biondi contrastavano
+con l'espressione di lassezza diffusa sul
+volto; e dentro gli occhi grigi e freddi passavan
+talora lampi improvvisi, come per effetto
+d'un pensiero che sopraggiungesse e illuminasse
+o facesse tremare quell'anima.<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span></p>
+
+<p>Egli disse qualche complimento alle dame intorno,
+con misura e con gusto, sorridendo e socchiudendo
+gli occhi.</p>
+
+<p>A Berto Candriani domandò:</p>
+
+<p> — «&nbsp;Est-ce que vous êtes du Rowing-Club,
+comte?&nbsp;»</p>
+
+<p> — «&nbsp;Mais sans doute, Altesse!&nbsp;» — rispose Berto
+Candriani prontamente.</p>
+
+<p>Milan gli sorrise soddisfatto; e mentre egli si
+allontanava con la contessa per dirigersi alla sala
+da ballo, Berto soggiunse a bassa voce con
+Paolo Orseolo:</p>
+
+<p> — Mai visto il Rowing-Club! E tu?</p>
+
+<p>Il conte Orseolo si mise a ridere.</p>
+
+<p>Milan era giunto a Venezia in quei giorni, proveniente
+da Abbazia, dove aveva passato qualche
+settimana col giovane re Alessandro, suo figlio.
+I giornali avevano anzi parlato d'un tentativo
+d'avvelenamento commesso dai nemici degli
+Obrenovich contro Alessandro; e Milan, che
+in quell'epoca dimostrava pel figliuolo una vera
+tenerezza, ne era rimasto foscamente impressionato.</p>
+
+<p>Era sceso all'«&nbsp;Hôtel d'Europa&nbsp;»; la contessa
+Lombardi, che l'aveva conosciuto alcuni anni prima
+a Biarritz, l'aveva invitato alla sua <span class="g">sauterie</span>.</p>
+
+<p>Berto Candriani stava per seguirlo a distanza
+e per gustar le altre presentazioni, ma vide entrare
+in quel punto Filippo Vagli, e gli corse
+incontro.</p>
+
+<p>Filippo lo guardò interrogativamente.</p>
+
+<p> — C'è Milan, — annunziò Berto.<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span></p>
+
+<p> — C'è già? — disse Filippo. — È simpatico?</p>
+
+<p> — Un tozzo di pane. Ti domanderà se sei del
+Rowing-Club. Ti prego di dirgli di sì, perchè ciò
+gli fa piacere.</p>
+
+<p> — Va bene. E la contessa è con lui?</p>
+
+<p> — Naturalmente. Adesso che ha una specie di
+re per le mani, tu puoi risparmiar di salutarla,
+perchè conti anche meno del solito.</p>
+
+<p>I due amici s'avviarono ridendo verso la sala
+rossa.</p>
+
+<p> — A proposito, — soggiunse Berto. — Ti ho
+reso un piccolo servizio, questa sera.</p>
+
+<p> — Mi fai tremare! — esclamò Filippo.</p>
+
+<p> — Coraggio! C'era la Fioresi che schiattava dalla
+voglia di saper che cosa fai, come vivi, dove
+ti nascondi. Io le ho raccontato tutto.</p>
+
+<p> — Le hai parlato di Loredana? — esclamò Filippo,
+arrestandosi.</p>
+
+<p> — No. Le ho parlato di te, della tua passione,
+delle baruffe con la tua famiglia; quadro completo,
+insomma!</p>
+
+<p> — E lo chiami un piccolo servizio, questo? — disse
+Filippo, stringendo la mano di Berto. — Ma
+è un servizio impareggiabile, prezioso, magnifico....</p>
+
+<p> — Un servizio per dodici persone, — mormorò
+Berto.</p>
+
+<p> — Proprio! Così avrò costei sulle braccia, come
+non bastassero tutte le altre! — concluse
+Filippo. — Ma dove hai la testa? Quando imparerai,
+tu, a essere discreto?...</p>
+
+<p>Berto era un po' confuso; aveva creduto, dapprincipio,
+che Filippo lo ringraziasse e gli stringesse<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span>
+la mano per davvero; ed ecco che tanta
+gratitudine si risolveva in un rimbrotto.</p>
+
+<p> — Non ti arrabbiare, Flopi, — egli disse. — Alla
+fin fine, che cosa avverrà? Che la Fioresi
+non ti annoierà più coi sospiri e gli sguardi languidi....</p>
+
+<p> — Ma ti prego di credere che la Fioresi non
+ha mai fatto nulla di simile, caro mio, e che
+queste son fantasie del tuo cervello ozioso....</p>
+
+<p>Berto non potè replicare.</p>
+
+<p>Giunti nella sala rossa, videro nel bel mezzo
+Milan Obrenovich che parlava con la duchessa
+di Torrecusa.</p>
+
+<p> — «&nbsp;Nous avons fait un pari, la comtesse et
+moi,&nbsp;» — diceva. — «&nbsp;La comtesse disait que vous
+avez les yeux gris clairs, moi je disais que vous
+les avez verts, ce qui vous sied excessivement
+bien. Et voilà, j'ai gagné!&nbsp;»</p>
+
+<p>La duchessa sorrideva, un po' impacciata, sotto
+la fiamma che sfolgorarono a un tratto gli
+sguardi di Milan. Si sarebbe detto ch'egli avesse
+voluto bere la luce che sorgeva dal corpo sottile,
+dalla carnagione rosata, dai capelli aurei
+della giovane dama.</p>
+
+<p>Gli altri tutt'intorno sentirono quella vampa
+di desiderio, che il re del tappeto verde e delle
+alcove aveva recato con sè, e tolsero gli occhi
+dalla coppia e seguitarono per discrezione i loro
+discorsi.</p>
+
+<p> — Oh perchè non si ricoverano dietro il paravento? — mormorò
+Berto, con un'occhiata al
+principe. — Se vuole io gli insegno i buchi, a
+Milan....<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span></p>
+
+<p> — Quali buchi? — domandò Filippo stupito.</p>
+
+<p> — I buchi del paravento. Li ha trovati comodissimi
+anche la Fioresi. Vieni, che ti faccio vedere;
+è un segreto, il segreto che si rivela a un
+gentiluomo....</p>
+
+<p>In quel punto, la Fioresi, giungendo dalla sala
+da ballo con passo svelto, alta la testa, un tranquillo
+sorriso sulle labbra, fermò Filippo, stendendogli
+la mano.</p>
+
+<p> — Buona sera! — ella disse. — Si disperava
+di vederla tra di noi....</p>
+
+<p>Berto Candriani rattenne un ghigno di malizia,
+ma Giselda lo indovinò più che non lo vedesse.</p>
+
+<p> — Mi dia il braccio! — ella soggiunse a Filippo. — Facciamo
+un giro, lontano da questo
+re che non mi piace!</p>
+
+<p>Filippo le diede il braccio e s'avviò presto
+con lei fuori della sala.</p>
+
+<p> — Ha ragione se non le piace quel re, — disse. — Perchè
+pensava che io non sarei venuto
+stasera?</p>
+
+<p>Berto, sprofondate le mani nelle tasche dei calzoni,
+rimase a guardar Filippo e Giselda che si
+allontanavano; poi squadrò di nuovo Milan Obrenovich,
+e gli venne in mente un verso, un verso
+del quale non avrebbe potuto dir l'autore, ma
+che gli sembrava adatto alla sua situazione:</p>
+
+<p class="center" style="font-size: 95%">“Messo là nella vigna a far da palo„.</p>
+
+<p> — Senta che bel galopp! — gli disse la contessina
+Cafiero, passandogli al fianco.</p>
+
+<p>Berto l'afferrò per il braccio, quasi a volo, con<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span>
+tal furia che la fanciulla fece un gesto di spavento;
+e conducendola seco di corsa:</p>
+
+<p> — Andiamo! — disse. — Qui tutti galoppano!
+Galoppiamo anche noi!...</p>
+
+<p>La Cafiero, vestita di rosa, alta e bruna, un
+neo in mezzo alla fronte, cominciò a ballar con
+Berto, ridendo e socchiudendo gli occhi voluttuosamente.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">II.</h2>
+
+<p>Dopo la notte trascorsa da Loredana al palazzo
+Vagli, Filippo aveva trovato e arredato l'appartamento
+sulle Zattere, di fronte al largo e torpido
+Canale della Giudecca; aveva persuaso con
+molta facilità del resto, la signora Clarice Teobaldi
+a lasciar Verona e ad allogarsi nell'appartamento;
+di poi era toccato alla Teobaldi, nelle
+frequentissime sue visite, a persuader Loredana,
+che combatteva tra il desiderio di raggiungere
+finalmente Filippo e la crudele necessità di dar
+nuovo dolore alla mamma.</p>
+
+<p>Loredana s'era decisa un giorno in cui Adolfo
+Gianella l'aveva affrontata in istrada, dichiarandole
+di volerla accompagnare per vedere se mai
+andasse dal conte. L'insolenza del giovane l'aveva
+così esaltata che quel pomeriggio medesimo,
+invece di tornare a casa, aveva raggiunto
+Clarice Teobaldi, e alla mamma aveva scritto
+ch'era a Venezia, ch'ella non temesse, ma che
+ormai «&nbsp;il suo destino la chiamava&nbsp;».<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span></p>
+
+<p>Così Clarice era diventata la dama di compagnia
+di Loredana; e Loredana l'amante, alla faccia
+del sole, di Filippo. Egli volle festeggiar l'avvenimento
+con un piccolo viaggio, e partirono i
+due innamorati per i laghi lombardi, lasciando
+Clarice a Venezia.</p>
+
+<p>La dama di compagnia, altera del suo nuovo
+e delicato ufficio, aveva rinunziato agli abbigliamenti
+vistosi; vestiva sempre di nero, ma con
+quel suo vezzo di indossare abiti troppo corti,
+che le lasciavano scoperto tutto il piede, sembrava
+da lontano un vecchio merlo.</p>
+
+<p>Quando Loredana e Filippo tornarono, ella potè
+annunziare che la signora Emma era stata due
+volte a cercar della sua Lori, e che non si lagnava
+più, e che aveva piegato il capo, anche lei,
+sotto quella raffica di passione. La signora Emma,
+travolta dal furore altrui e dalla debolezza
+propria, la quale pareva esser cresciuta dopo l'unico
+atto energico da lei compiuto a Sirmione,
+aveva veramente abbandonato le redini, non sperando
+ormai che nella onestà di Filippo, nella
+saggezza di Loredana, in qualche lontano avvenimento
+tuttavia incomprensibile.</p>
+
+<p>La sua Lori andava a trovarla spesso, in quella
+casetta bianca sul campiello muto, dalla quale
+i pettegolezzi ostinati e i fatti veri avevano allontanato
+amici e conoscenze, cosicchè la signora
+Emma viveva ora quieta e sola, abbandonata
+e placida. Qualche volta Lori si fermava a colazione
+o a pranzo; e mai le due donne non parlavano
+del conte; bensì, era in tutto l'atteggiamento
+della fanciulla verso la madre una premura<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span>
+nuova, un'affettuosità timorosa, che parevan
+chiedere continuamente il perdono nel silenzio;
+e quel perdono era già nel riserbo della
+signora Emma, che non aveva più detto parola
+dei suoi presentimenti.</p>
+
+<p>Loredana traversava allora un periodo di selvaggia
+e franca voluttà. Filippo era l'amore, e
+l'amore l'inebbriava, come se il calore di quel
+principio d'autunno avesse bruciato le vene di
+lei, moltiplicandone il desiderio e i capricci notturni
+e diurni. Il suo corpo bianco finemente venato,
+i seni duri dai capezzoli che ricordavan le
+fragole odorose, il ventre piccolo chiaro come ambra,
+le gambe dai bei ginocchi e dalle cosce muscolose, — splendevan
+la notte sotto i baci di Filippo,
+tra i veli della zanzariera, che chiudevan
+gli amanti come nell'onda azzurra e dolce d'un
+acquario.</p>
+
+<p>Al ritorno dall'escursione dai laghi lombardi,
+Filippo chiamava Loredana «&nbsp;la viperetta&nbsp;» ed ella
+sorrideva misteriosamente. Quel che di più
+gaio, di più sano e di più forte era nella sua
+anima veneziana, sfolgorava nella passione libera,
+così che nessun dono era per la giovane premio
+più ambito che un'ora di baci e di carezze.</p>
+
+<p>Baci e carezze di Filippo; mai non aveva pensato
+potessero essere d'altri; mai non aveva guardato
+i facili ammiratori che, protetti dall'angustia
+e dalla cattiva luce delle calli, la seguivano,
+fosse sola per correre dalla mamma, o fosse
+accompagnata da Clarice, e le susurravano,
+passando, brevi frasi, e osavano qualche sorriso
+e le ronzavano intorno.<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span></p>
+
+<p>Ella aveva per Filippo una gratitudine cieca,
+una specie di religione; ma lungi dall'essere timorosa,
+era lieta ed uguale; risuonava il suo
+canto la mattina, nel torrente di luce che invadeva
+le camere; e tutto il giorno Loredana viveva
+con piacere, occupandosi con Clarice delle
+compere, dando ordini alla cuoca ed alla cameriera,
+riempiendo la casa delle sue corse, delle
+sue risatine, facendo ammattire la povera dama
+di compagnia, della quale imitava i gesti al piano
+e le stonature e il modo di camminare e il
+dialetto veronese, con tanto impeto, che Clarice
+finiva per riderne.</p>
+
+<p>Filippo si recava tutti i giorni dall'amante, vi
+si tratteneva a colazione spesso, a pranzo quasi
+sempre, e per lunghe ore nella serata. Ancora
+non s'era fatto veder per la strada con la ragazza;
+gli spiaceva l'ostentazione dei suoi amori,
+quantunque nessuno potesse ormai ignorarli.</p>
+
+<p>Egli aveva pensato di vivere con Loredana lungi
+da Venezia, in qualche città dove, per esser
+la vita larga e rapida, la curiosità è meno molesta.
+Ma in quei giorni appunto le diatribe coi
+parenti s'eran fatte acute.</p>
+
+<p>La contessa Bianca aveva minacciato Filippo
+di farlo diseredare dallo zio Roberto; occorreva
+una punizione materiale, poichè i concetti d'onesto
+vivere e il senso del decoro non avevan
+presa su di lui; e in verità la perdita d'un patrimonio
+che, come quello dello zio Roberto, si
+aggirava intorno ai due milioni, non poteva non
+impensierire Filippo, il quale non possedeva nemmeno
+un terzo di quella ricchezza. Allontanarsi<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span>
+decisamente da Venezia e con Loredana in un
+frangente simile, sarebbe stata imprudenza grave,
+anche perchè la minaccia non era venuta sino
+allora che dalla contessa Bianca e nulla diceva
+nel contegno dello zio Roberto ch'egli pensasse
+a tanto estremo. Anzi, di Loredana non aveva più
+parlato.</p>
+
+<p>La contessa Bianca, infatti, s'era avveduta
+presto che di Flopi, dello scandalo, della «&nbsp;monella&nbsp;»,
+dei soliti discorsi, il cognato era arcistufo;
+poteva egli bensì dare un consiglio, ma considerava
+i consigli a guisa dei denari, dei quali
+se si regalano o se si prestano, non è lecito al
+donatore invigilar l'uso e rinfacciar la prestanza.</p>
+
+<p>Prudentemente, la contessa Bianca smise d'intrattenere
+il cognato sulle follie di Filippo, ripromettendosi
+di tornar daccapo ad occasione
+propizia; e dopo un ultimo colloquio breve, secco,
+perentorio, col figlio che si mostrò rispettoso
+e cocciuto, ella si ridusse nella sua campagna
+di San Donà.</p>
+
+<p>Ciò che la contessa aveva previsto, si avverava
+fatalmente: il vincolo tra Flopi e Lori si
+era fatto via via più saldo; non era Loredana
+l'amante, nè la mantenuta, ma qualche cosa tra
+la moglie e l'amica, qualche cosa che non si
+vende e non si compera, che si può abbandonare
+ma che non si dimentica più, che con rapidità
+propaga il suo dominio dai sensi al cervello e
+dal cervello al cuore. Si trattava d'un caso d'amor
+libero, che talune condizioni potevano spezzar
+da un giorno all'altro, e che talune, più
+probabili, potevano un giorno trasformare in un
+matrimonio.<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p>
+
+<p>Filippo, tutto preso dalla «&nbsp;viperetta&nbsp;», dimenticò
+finalmente la prudenza e andrò a vivere egli
+pure nell'appartamento sulle Zattere, che per Loredana
+era troppo grande; la camera attigua a
+quella in cui dormiva la giovane fu ridotta, da
+salottino, in camera da letto per Filippo; e tra
+l'una e l'altra si aprì una porta di comunicazione.
+Il conte fece trasportar mobili, libri, oggetti
+suoi nella nuova dimora; vi condusse anche Piero,
+il domestico silenzioso, e si ripromise di vivere
+da quel giorno, ora in casa di Loredana, ora
+nel suo palazzo, secondo che le convenienze e gli
+obblighi sociali avrebbero permesso.</p>
+
+<p>Loredana non aveva chiesto mai nulla, e tutto
+le veniva profferto spontaneamente, con fresco
+entusiasmo, con incredibile audacia da quello
+stesso uomo, che andava sostenendo tanta guerra
+per il suo amore. Ad ogni piccola novità, ella
+rideva nervosamente, quasi smarrita, rilevando
+che la casa si trasformava, si faceva bella e intima,
+che Filippo le dava a poco a poco una
+sua impronta personale.</p>
+
+<p> — «&nbsp;Folletto&nbsp;», che ne dite? — chiedeva Loredana
+qualche volta alla Teobaldi.</p>
+
+<p>«&nbsp;Folletto&nbsp;» era il nomignolo che Loredana aveva
+scelto per Clarice in memoria del famoso galop
+di Sirmione.</p>
+
+<p> — Dico che è magnifico! — rispondeva il
+grosso folletto, guardandosi intorno a gustar meglio
+l'intimità aristocratica del luogo, e a salutar
+con un sorriso certi oggetti, come quel legno
+policromo del 600, i quali significavan per lei
+qualche ricordo. — Dico, — seguitava, — che<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span>
+a Sirmione deve avermi spinta il mio angelo
+custode; e pensi, contessa, che vi sono andata
+a caso, senza voglia....</p>
+
+<p>Ma Loredana interrompeva con un gesto la storia
+risaputa.</p>
+
+<p> — Non tornerete daccapo? — domandava ridendo.</p>
+
+<p>Dacchè viveva con la giovane signora, Clarice
+aveva sentito il dovere di renderle il titolo di
+contessa, che a Sirmione le aveva lesinato; i servi
+imitavano in questo la dama di compagnia,
+quantunque nessuno ignorasse da qual vincolo Loredana
+era legata al conte; e Filippo, non senza
+riconoscere la fastidiosa gravità del fatto, s'era
+guardato dal muovere osservazioni, che sarebbero
+state, del resto, assai difficili e spiacevoli.</p>
+
+<p>Berto Candriani aveva raccontato alla contessina
+Fioresi ch'egli era fra i pochi i quali frequentavano
+la casa della bella amante, e aveva
+detto il vero; anzi era il solo che Filippo si
+conducesse qualche volta a pranzo.</p>
+
+<p>Aveva cominciato quasi involontariamente, perchè
+Berto gli si era messo un giorno alle calcagna,
+essendosi fitto in capo di pranzare con Filippo,
+dovunque quel giorno e con chiunque Filippo
+avesse dovuto trovarsi; e quest'ultimo, o
+perchè di buon umore, o disperando di levarselo
+d'intorno, se l'era condotto seco e l'aveva presentato
+a Loredana e anche alla signora Clarice
+Teobaldi.</p>
+
+<p>Loredana n'era rimasta sgomenta e sospettosa;
+ma passato il primo impaccio, Berto s'era mostrato
+così accorto, così savio, così elegante nelle<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span>
+maniere, pur essendo loquace e malizioso, che
+a poco a poco Loredana s'era rimessa dal sospetto
+e da quel sottile pudore che l'avevan dapprima
+turbata. Clarice dichiarò netto che dopo
+il conte Vagli, il conte Candriani era il gentiluomo
+più compito del mondo, forse perchè, invece
+di far complimenti usuali alla bella amante, egli
+aveva rivolto la sua galanteria scherzosa alla
+cantatrice, la quale n'era rimasta ammiratissima.</p>
+
+<p>Berto non abusò del privilegio e non si recò
+mai da Loredana se non accompagnando Filippo.
+Egli pure aveva fiutato in aria che si trattava
+d'un legame serio, non indegno di qualche
+rispetto; parlava bene di Loredana a Filippo e
+di Filippo a Loredana, ma chiedeva a se stesso
+dove quei due sarebbero andati a parare.</p>
+
+<p>Frattanto, perchè la contessa Lombardi e altre
+dame s'indugiavano in città, prolungando oltre
+il consueto la stagione dei bagni, Filippo
+aveva dovuto riprendere quella «&nbsp;vita per la platea&nbsp;»
+della quale era abituato a vivere. Si recava
+spesso a Lido, nelle capanne delle amiche.</p>
+
+<p>Il Lido piaceva a lui, come a tutti i veneziani,
+per agonia di luce, di verde, di spazio, d'aria
+diffusa; anch'egli si contentava dei pochi viali
+fiancheggiati da villini brutti, e s'era avvezzo alle
+costruzioni terribilmente antipatiche di quegli
+alberghi nei quali si mangiava malissimo e
+dai quali si vedeva una sfilata di capanne tozze,
+una spiaggia arida, qualche disegno di giardino
+con gli alberetti ancor giovani, sarcasticamente
+dimentichi di protegger gli uomini dal sole.<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span>
+Anche a Filippo la terrazza dei bagni pareva
+una stupenda costruzione d'arte; la vita e i colori
+glieli prestavano le oziose belle e gli oziosi
+eleganti in abiti vivacissimi, cosicchè quella baracca
+era come un animale indecente coperto da
+parassiti variopinti che ne nascondevano la sgraziataggine.</p>
+
+<p>Con le dame, con gli ufficiali di marina, coi
+gentiluomini che a quelle facevano codazzo e corona,
+Filippo si lasciò trascinare a gite frequenti;
+talora prendeva parte alle «&nbsp;sauteries&nbsp;», che nel
+linguaggio barbarico dell'aristocrazia dovevano significare
+balli modesti, fra amici.</p>
+
+<p>Egli aveva il proprio pensiero rivolto a Loredana
+anche in quelle ore, ma la dimestichezza
+antica con le famiglie patrizie, la necessità di
+rispondere alle cortesie, la germinazione continua
+di visite da visite, di pranzi da pranzi, di gite
+da gite, la rete sottile e densa della vita mondana,
+che o si fugge interamente o interamente
+vi afferra, per lunghi giorni lo avevano costretto
+ad abbandonare l'appartamento segreto e caro
+delle Zattere, dove non si riduceva che a notte
+tarda, con la furia di ricomprarsi il tempo perduto
+e di compensarne l'amante.</p>
+
+<p>Loredana, che di rimbrotti non era capace, sentì
+bruscamente d'odiare quelle donne, quegli uomini,
+quei ritrovi, quegli spassi; non solo perchè
+interrompevano la sua bella esistenza d'amore,
+ma più perchè la mettevano innanzi a una barriera.</p>
+
+<p>C'eran dunque famiglie ch'ella «&nbsp;non poteva&nbsp;»
+conoscere, e donne che «&nbsp;non dovevano&nbsp;» salutarla?<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span>
+Si era data con ingenua lealtà, fidando, senza
+un calcolo, per impeto d'amore; e niente la
+salvava dalla riprovazione arcigna del mondo?
+Ella aveva contro di sè la piccola società borghese
+alla quale apparteneva, e la società aristocratica
+alla quale non poteva appartenere; l'una e
+l'altra s'accordavano in un sol punto, nel biasimarla.</p>
+
+<p>La fanciulla evitò di metter piede a Lido, temendo
+che la sua mala sorte la facesse incontrar
+con Filippo e obbligasse l'uno e l'altra alla commedia
+di scambiare un saluto appena percettibile;
+ma se lo sguardo le cadeva sui giornali cittadini,
+vedeva il nome di Flopi nel resoconto delle
+feste accomunato con quello di Berto Candriani,
+del tenente Orseolo, del marchese di Spinea,
+e due righe sopra una sfilata di dame, dalla
+contessa Osvaldi alla duchessa di Torrecusa, dalla
+contessina Fioresi alla contessa Lombardi. Eran
+sempre le medesime, accompagnate dai medesimi
+aggettivi, disposte nel medesimo ordine; e venivan
+poi i nomi di signore esotiche, le quali
+almeno, sparivano e ricomparivano con maggior
+varietà.</p>
+
+<p>Che cosa faceva Flopi, come poteva non annoiarsi
+tra quelle donne, ch'egli vedeva tutti i
+giorni, da anni?</p>
+
+<p>Berto Candriani, una sera a pranzo, aveva detto
+sbadatamente, innanzi a Loredana, che non
+si può vincere la noia in società se non a patto
+di andarvi per corteggiare una donna, per trovar
+l'amore o per condurre un flirt. E aveva svelato
+i piccoli intrighi, che legavan questo a quella,<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span>
+sfilando una corona di allegri pettegolezzi ed
+esagerando molto.</p>
+
+<p>Loredana aveva dato un valore d'assioma alle
+parole del Candriani, e aveva guardato Filippo
+impallidendo; ma Filippo, quella sera medesima
+sul tardi s'era recato a una delle solite «&nbsp;sauteries&nbsp;»
+spinto dalla curiosità di veder dappresso
+il famoso Milan Obrenovich, del quale si narrava
+in quei giorni la riconciliazione con la regina
+Natalia. La giovane s'era coricata subito,
+per piangere, e nel cupo silenzio della notte veneziana,
+a lungo aveva dovuto aspettare il ritorno
+di Flopi.</p>
+
+<p>Distesa sul letto, i capelli raccolti in fascio
+dietro la nuca, guardava tra le lacrime la sua
+camera e gli oggetti intorno, che le eran tanto
+cari. Una lampada ardeva sul tavolino; il letto
+chiuso nei veli della zanzariera, che tenevan Loredana
+come in un'ampia rete, e i mobili di mogano
+lucido sui quali splendevano le serrature
+e le borchie d'argento, e le due finestre debolmente
+illuminate dalla fiammella del lampione
+ch'era innanzi alla casa, e le poltrone di stoffa
+a larghi fiori di velluto in rilievo, tutto era accarezzato
+come da un raggio lunare, per la lampada
+che aveva il globo intensamente azzurro.</p>
+
+<p>Il valzer in casa Lombardi cantava intanto:
+«&nbsp;Abbandonatevi a queste gioie malinconiche, a
+quest'onda invisibile, e sognate tutti i vostri sogni,
+prima che l'alba vi risvegli....&nbsp;»</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">III.</h2>
+
+<p>Di quel patriziato veneziano del quale le storie
+del 1848 non dicono nulla, quelle del '59 non dicono
+niente e quelle del '66 dicono poco, il conte
+Roberto Vagli era stato a' suoi tempi una fortunata
+eccezione.</p>
+
+<p>Come ufficiale di cavalleria, aveva preso parte
+al combattimento di Montebello, che viene
+giudicato dai tecnici il primo scontro importante
+del 1859; e terribile, perchè secondo alcuni
+autori, metà della cavalleria piemontese — lancieri
+Aosta, lancieri Novara, cavalleggieri Monferrato — vi
+rimase distrutta, essendosi urtata
+con gli Ussari Haller sotto la fucilata implacabile
+dei battaglioni austriaci; e stupendo per l'impareggiabile
+pertinacia dei cavalieri italiani che
+si lanciarono più volte alla carica con una furia,
+la quale il fuoco e il piombo non poterono arrestare.</p>
+
+<p>Fu il conte Vagli di poi alla battaglia di San
+Martino con quegli squadroni d'Aosta, di Saluzzo
+e d'Alessandria, che sciabolando ripetutamente
+il nemico, l'obbligarono a ripiegare verso
+Pozzolengo. Bella battaglia, ideata e svoltasi
+alla vecchia, con accanitaggine testarda, con episodii
+di rabbia incredibile; e l'eco ne giunse tosto
+a Venezia, dove nessuno osò per quella vampa
+di gloria e d'entusiasmo inanimire il popolo
+e dare al vento il vessillo italiano.<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span></p>
+
+<p>Il conte Roberto Vagli si sentiva certo meglio
+di suo nipote Flopi, gettando uno sguardo al
+passato, benchè la famiglia fosse stata sempre
+più incline a censurare le mende dei numerosi
+scapestrati onde s'ornava l'albero genealogico,
+che non a compensar le gesta dei pochi valorosi
+i quali avevan compiuto il loro obbligo. Si sentiva
+certo meglio, il conte Roberto, dei suoi coetanei,
+ch'egli non aveva incontrato nè tra i lancieri
+d'Aosta, nè tra gli ussari austriaci, nè tra
+nemici, nè tra commilitoni.</p>
+
+<p>Egli fu candidamente felice di poter far parte
+di quel Comitato che nell'anno 1893, sotto la
+presidenza del cavalier Breda, aveva preparato
+l'inaugurazione della Torre di San Martino della
+Battaglia; e mentre la cognata andava snocciolandogli
+la litania dei vizii e degli stravizii di
+Flopi, e degli amori con la sbarazzina e della
+necessità di qualche grave minaccia, il conte Roberto,
+fattole comprendere d'averne abbastanza,
+riviveva le belle memorie, tutto chiuso in pensieri
+più alti e più gravi che non fosse l'avvenire
+del nipote.</p>
+
+<p>Frugava tra carte vecchie, contemplava i vecchi
+ritratti degli ufficiali di cavalleria e di quelli
+dei bersaglieri, che avevano caninamente disputato
+il terreno agli austriaci, battendoli passo
+per passo, da una casipola a un cimitero, da un
+albero all'altro; e sentiva quasi sul volto un alito
+fresco, certamente nelle vene un sangue gagliardo
+scorrere, e voleva ridere di piacere per i giorni
+gloriosi, che nessuno poteva cancellare più.</p>
+
+<p>Quel 15 ottobre 1893, in cui la Torre venne<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span>
+finalmente inaugurata alla presenza d'Umberto e
+di Margherita, tra una folla di settantamila persone
+onde furono allagati i bei viali di cipressi
+e la pianura, sotto un mirifico sole, il conte Roberto
+fu tutto preso da una tenera gioia e da
+un'ombra di malinconia, rivedendo parecchi dei
+vecchi combattenti e rammentando i molti scomparsi.</p>
+
+<p>Filippo gli era al fianco; a lui quel tuffo in
+un'epoca vicina e pur così diversa da quella in
+cui viveva, diede subito una specie di sbalordimento.
+Lo stesso zio Roberto ch'egli si dipingeva
+sempre al pensiero come un brav'uomo bizzarro,
+gli apparve fermo, giovane, sereno. Ne aveva
+un poco riso la sera prima, senza malizia,
+con Loredana la viperetta; e il mattino, innanzi
+alla torre storica, vedendolo tutto lieto, il petto
+fregiato di belle medaglie conquistate tra lo sciabolare
+dei nemici furiosi e vinti, Filippo ebbe
+quasi un fremito d'invidia e di rispetto.</p>
+
+<p>Quando il cavalier Breda lo chiamò e lo presentò
+al Re dall'occhio fulmineo, dicendo a Sua Maestà
+nel placido dialetto, a cui il commendatore
+non aveva voluto rinunziar neppure in quell'ora
+solenne:</p>
+
+<p> — «&nbsp;La permeta che ghe fazza conossar sto bravo
+giovine....&nbsp;»</p>
+
+<p>Filippo, inchinandosi profondamente, si chiese
+perchè lo presentassero al Re e perchè egli fosse
+un bravo giovane; forse non per altro, se non
+perchè nipote del conte Roberto.</p>
+
+<p>La folla bisbigliava facendo ala ai Sovrani per
+vedere la Regina, augusta bellezza nell'abito violetto,<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span>
+col cappello nero piumato sulla massa della
+chioma d'oro; e Filippo, rimasto a pochi passi
+dal Re, sentiva gli sguardi avidi fissare il gruppo
+dei generali, cercar fra questi il vecchio Cucchiari,
+e diffondersi il susurro, diventar grido e
+tumulto, perdersi lontano dove ondeggiava un mare
+di teste.</p>
+
+<p>Più tardi, durante la visita all'Ossario, Filippo
+guardò i teschi degli ufficiali italiani e austriaci,
+raccolti e disposti nella scansia circolare.</p>
+
+<p>Pel vialetto di cipressi che adduceva a quel funereo
+reliquario, la battaglia era stata atroce; i
+colpi di fucile avevano sloggiato i nemici a uno
+a uno, quasi in un duello di soldati contro soldati;
+qua e là l'iscrizione breve d'una pietra rozza
+fitta in terra indicava la zolla su cui un ufficiale
+italiano era caduto durante la rapida caccia;
+e la terra pareva diversa da quella di tutti
+gli altri campi, quasi il sangue onde s'era abbeverata
+l'avesse fatta più grigia e più triste.</p>
+
+<p>Ma Filippo osservò attentamente i teschi raccolti
+nell'Ossario. Il conte Roberto, senza parlare,
+gliene segnò alcuni col dito, gl'indicò il cartellino
+col nome; dalle occhiaie e dalle suture
+sconnesse di alcuni pendeva per una cordicella
+il pezzo di piombo che aveva traversato il cranio
+o spaccato il cuore; e toccando quei frantumi
+di proiettili e di mitraglia, Filippo vide fuggire
+lungo i palchetti della scansia qualche scolopendra
+che aveva preso albergo nei teschi dei valorosi.</p>
+
+<p>Egli guardò Roberto, che sorrise tranquillo.</p>
+
+<p> — È un altr'uomo! — pensò Filippo. — La<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span>
+morte non gli desta alcun orrore; egli vede i
+teschi dei commilitoni come fossero ancora animati,
+e avessero occhi e carni. Poteva essere lui
+nell'Ossario; io non l'avrei conosciuto e non avrei
+compreso il suo sacrificio.</p>
+
+<p>Roberto lo toccò nel gomito. I due Sovrani uscivano
+scambiando qualche parola con gli ufficiali
+ch'erano intorno; tutto il sèguito si muoveva.</p>
+
+<p>Roberto disse:</p>
+
+<p> — Ebbene, che pensi? Ti piace?</p>
+
+<p>Filippo non potè trattenersi dal ridere sommessamente.</p>
+
+<p> — Che verbo strano tu hai scelto! — egli rispose. — Se
+mi piace! Come fossimo a un
+ballo!</p>
+
+<p> — A me piace molto, — disse lo zio con semplicità. — Ogni
+passo su questo terreno mi fa rivivere.
+Non è stata una grande battaglia, sai?
+E si sono commessi spropositi da cavallo; tuttavia
+è andata bene. A Montebello ci eravamo
+divertiti meglio; gli Ussari erano magnifici; bei
+soldati gli Ussari; ma qui abbiam picchiato più
+forte, più deciso. Tu avessi visto il cimitero! Un
+carnaio; si dovette conquistarlo a mitraglia e
+a fucilate come una fortezza. E la villa Tracagne,
+presa e ripresa sei volte? Ha nella fronte
+ancora diciotto palle da cannone....</p>
+
+<p>Tacque un istante, gli occhi nel vuoto, sopra
+le teste della folla che egli non guardava e che
+guardava lui. Aggiunse, col sorriso pacifico:</p>
+
+<p> — Ci siamo divertiti! Bah! Non potere tornar
+daccapo!...</p>
+
+<p>Filippo voleva dire qualche cosa; voleva dirgli<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span>
+che lo amava assai in quel momento, che gli
+pareva nobile ed alto; ma si rattenne non trovando
+la parola discreta, e sorrise egli pure.</p>
+
+<p>Il resto della cerimonia, la messa, il banchetto
+nel padiglione reale, non ebbero per Filippo alcun
+significato; la festa si vestiva ormai della
+sua veste ufficiale.</p>
+
+<p>Davanti alla Torre, i due cannoni che la presidiavano
+con le bocche rivolte al viale, attrassero
+l'occhio di Filippo, che pensò i due vecchi
+arnesi della guerra già antica serrassero qualche
+cosa in sè dell'anima di Roberto; egli era
+della stessa tempra ingenua e salda.</p>
+
+<p>Ma l'imagine che rimase nitidissima fra tutte
+nella mente di Filippo fu quella dei teschi, dei
+frantumi di mitraglia, delle scolopendre che correvano
+smarrite.</p>
+
+<p>Rivide il vialetto dei cipressi già imbevuto di
+sangue, e si provò a sognar quell'episodio di furore,
+la corsa, il crepitìo delle fucilate; udì quasi
+l'ansimar dei soldati sotto la tempesta di ferro,
+e questo e quello vide cadere, squarciato il
+viso, rotto il fianco. Il conte Roberto eccolo alla
+testa d'un plotone di lancieri sbucare di repente
+tra quell'inferno, urlando e sciabolando coi
+suoi cavalieri indemoniati; e il sibilo della mitraglia
+raddoppiare: cavalli impennati, uomini
+precipitati di sella; e dietro, altri plotoni e altri,
+e lampeggiar di lame e di lance: cavalleggieri
+Saluzzo, lancieri Aosta, cavalleggieri Monferrato,
+tutti addosso al nemico che balena. Poi, d'un
+tratto l'uragano scoppia; la furia del cielo si
+mesce alla furia degli uomini, violentissima, e<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span>
+al fragor delle armi si unisce il guizzo dei fulmini
+e lo scroscio della bufera.</p>
+
+<p> — Torni a Venezia? — domandò il conte Roberto.</p>
+
+<p>Filippo sussultò in modo, che il vecchio si mise
+a ridere.</p>
+
+<p> — A che pensavi? — disse.</p>
+
+<p>L'altro si passò una mano sul viso come trasognato.
+Erano tutti in piedi, al finir del banchetto.
+Si fece un gran silenzio: i Sovrani si congedavano;
+e a Umberto piacque salutare affettuosamente
+il conte Roberto Vagli.</p>
+
+<p> — Arrivederci, — gli disse, stringendogli la
+mano e fissandolo con gli occhi acuti. — Sono
+contento d'aver conosciuto ancora un valoroso....</p>
+
+<p>Strinse la mano pure a Filippo, con un breve
+sorriso.</p>
+
+<p>Sul volto di Roberto s'era diffusa una espressione
+di compiacimento quasi fanciullesco, alle
+parole di Umberto; e il vecchio restò a guardare
+il Re che s'allontanava con Margherita,
+stretti intorno dagli alti funzionarii.</p>
+
+<p>Filippo gli domandò:</p>
+
+<p> — Sei soddisfatto? Umberto è stato molto gentile
+con te.</p>
+
+<p> — Molto, molto! — esclamò il vecchio con
+gioia. — Non potevo desiderare di più. È stato
+troppo buono, e mi ha confuso. Per quattro sciabolate!...
+In verità mi rammarico del poco che
+ho potuto fare!... Quattro sciabolate! Ma se torno
+daccapo....</p>
+
+<p>S'interruppe e si mise a ridere.</p>
+
+<p> — Oggi mi son fitto in testa di far la guerra, — disse<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span>
+poi. — Si vede che ho la febbre. Ma ti
+assicuro che farei meglio, farei pazzie!...</p>
+
+<p>Drizzò la bella persona, quasi imaginando di
+rotear la sciabola contro un nemico invisibile;
+ed era in quella sua fantasia così fiero e deciso,
+che Filippo lo guardò ammirato.</p>
+
+<p>Risonava il terreno per un galoppo sordo e
+continuo; la folla sterminata correva a veder la
+partenza dei Sovrani, a prender d'assalto i treni;
+e spinta innanzi dalla curiosità e dalla fretta,
+innalzava un convocìo incessante che a poco a
+poco diventava un urlo rauco, quasi il soffio di
+una procella vicina.</p>
+
+<p>Più volte Roberto e Filippo vennero urtati; ma
+essi procedevano adagio e in silenzio, ciascuno
+abbandonato all'onda dei proprii pensieri, i quali
+eran tanto dissimili che si sarebbe detto i due
+uomini appartenessero a due mondi piuttosto che
+a due epoche diverse.</p>
+
+<p>Roberto ebbe ancora qualche esclamazione:</p>
+
+<p> — Buon Re! — disse, quasi parlando da solo. — Egli
+ha conosciuto la guerra e la battaglia;
+le sue parole mi son più care.</p>
+
+<p>Rintronava il galoppo; passavano intere famiglie,
+seguite dalla domestica che recava sulle
+braccia i canestri vuoti della colazione, e tutti
+della famigliuola correvano, chiamandosi e incitandosi
+ad alta voce; qualche volta, rapido al
+par del fulmine, appariva e spariva un cane, abbaiando
+per cercare il padrone; di quando in
+quando passava una carrozzella, zeppa di gente
+così da far pensare che le molle stessero per cedere
+e il cavallo per rimanere stecchito; e di<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span>
+nuovo la folla sparsa, una tempesta di ombrellini
+aperti con colori strani, con le forme più
+varie, dal minuscolo all'enorme; e gruppi che
+procedevan lenti, a squadre, alternando l'inno di
+Garibaldi con l'inno di Mameli. I due uomini seguitavano
+a camminare adagio, in silenzio, urtati
+e stretti, col pensiero lontano.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">IV.</h2>
+
+<p>Quando, la sera stessa, Loredana gli domandò
+qualche notizia di quella festa, Filippo fu insolitamente
+loquace.</p>
+
+<p>Il salottino nel quale si trovavano era per tutta
+la parte superiore immerso nell'oscurità; dalla
+tavola di mezzo la lampada, coperta con un paralume
+rosso, proiettava la luce sul capo di Loredana,
+che stava un po' curva a ricamare; e Filippo,
+sdraiato in una poltrona nell'angolo, s'intravedeva
+appena. Egli era ancor tutto vibrante
+per le impressioni della giornata, e fu felice di
+parlarne; disse a Loredana di quella cerimonia
+straordinaria e si fece a descrivere i particolari
+che meglio avevano attratto il suo sguardo.</p>
+
+<p> — Ah quei teschi, quei teschi! — esclamò. — Che
+eloquenza viene dalle cose! Io, vedi, non
+avevo mai capito, anzi dirò che non avevo mai apprezzato
+lo zio; ci voleva San Martino, ci voleva
+l'Ossario perchè comprendessi finalmente Roberto
+e imparassi ad amarlo. È un uomo semplice e<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span>
+buono, ed è un valoroso. Prima m'infischiavo di
+lui: oggi in verità, non vorrei dispiacergli per
+nulla al mondo.</p>
+
+<p>Loredana tacque: il fervore inusato dell'uomo
+le giungeva nuovissimo, e non sapeva come spiegarne
+la causa.</p>
+
+<p> — Ho sentito, — continuò Filippo, — quanto
+io sono miserabile al confronto di quei vecchi.
+C'era il generale Cucchiari, te l'ho detto? Guardandolo,
+ho pensato ch'egli ha visto cose e provato
+emozioni che io non potrò mai nemmeno
+sognare. Io sono un piccolo uomo impegolato in
+una piccola guerra di pettegolezzi; e tra me e
+quei vecchi c'è la stessa differenza che tra il
+pettegolezzo e un colpo di cannone.</p>
+
+<p> — Quale piccola guerra di pettegolezzi? — domandò
+Loredana, senza alzare il capo dal suo
+lavoro.</p>
+
+<p> — Ma sì, la solita musica! — disse Filippo. — Voglio
+dire, tutte le chiacchiere che si fanno
+intorno a me, e intorno a te, e le ire dei parenti,
+di mia madre, di mia sorella, di mio cognato
+e anche dello zio.</p>
+
+<p> — Ma allo zio non vorresti spiacere! — osservò
+Loredana. — E se ti pregasse di lasciarmi, allora
+mi lasceresti subito?</p>
+
+<p>Le parole furon dette con accento così teneramente
+dubbioso, che Filippo balzò in piedi ridendo,
+e corse a baciar la testa curva dell'amante.</p>
+
+<p> — Sono uno sciocco! — esclamò. — Anche tu
+sei una sciocca, a farmi queste domande. Su, àlzati,
+su, viperetta!<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span></p>
+
+<p>Loredana si alzò lentamente, e senza comprendere
+depose il ricamo sulla tavola; ma Filippo
+l'afferrò pel busto e la trascinò ballando.</p>
+
+<p> — Su, su! — diceva. — Dobbiamo ballare; non
+essere triste per queste sciocchezze....</p>
+
+<p>La giovane, abbandonata fra le braccia del suo
+Flopi, cominciò a ridere, lasciandosi trasportare;
+ma a poco a poco, perchè egli insisteva, si
+mosse con giusto ritmo; e la signora Teobaldi,
+che entrava in quel punto con un mazzo di carte
+per il suo abituale solitario, restò a bocca aperta,
+vedendo i due amanti che ballavano un valzer
+in silenzio nella camera penombrosa.</p>
+
+<p> — Quale spettacolo! — disse ammirata, disegnando
+nell'aria un gesto solenne. — Quale spettacolo
+d'amore perfetto!</p>
+
+<p>Loredana diede in una risata; ma il cuore le
+martellava dalla gioia; una fanciullaggine di Filippo,
+un suo atto gentile, un pensiero di sollecitudine
+le snebbiavan dall'anima quelle ore di
+trepidanza che la vita mondana di lui le cagionava.</p>
+
+<p>Non era più la vita dei salotti; l'autunno aveva
+ormai circoscritto i convegni, e la società elegante
+si ritrovava nelle sale dei grandi alberghi
+sulla Riva degli Schiavoni o lungo il Canalazzo.
+Ivi i ricchi stranieri che avevano amicizia con
+l'aristocrazia veneziana, davano pranzi e feste: e
+le riunioni eran tanto curiose e vivaci, quanto
+e meglio che quelle della società consueta.</p>
+
+<p>Gli stranieri si dilettavano di recarsi dopo pranzo
+in gondola alle serenate, per udir le canzoni
+e per vedere i palloncini che si riflettevano dalle<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span>
+barche dei cantanti nell'acqua scura. Filippo,
+che a quei pranzi doveva spesso partecipare, si
+destreggiava sempre in maniera da evitare il supplizio
+delle canzoni, e tornava presto a Loredana
+per uscir con lei in gondola, lontano, nell'ombra
+del Canal della Giudecca, dove il silenzio era
+stupendo.</p>
+
+<p>A una di quelle feste date da stranieri in un
+grande albergo, Filippo non fu poco sorpreso di
+trovare lo zio Roberto.</p>
+
+<p> — Tu qui? — gli disse Filippo, con espressione
+di piacere.</p>
+
+<p> — Ti dirò poi; usciremo insieme, — rispose
+il vecchio.</p>
+
+<p>Alla festa erano intervenuti madame Lodge,
+una parigina bionda (bionda o tinta?) e una
+mistress Stewart col marito, il signor Stewart,
+il quale era un grande cacciatore di galli di montagna.</p>
+
+<p>V'era la principessa Stephen, una viennese di
+trent'anni, che girava il mondo; suo marito girava
+il mondo dall'altra parte e non s'incontravano
+mai. La principessa parlava costantemente
+dell'anima e si faceva corteggiare di preferenza
+dagli ufficiali. Ella era tutta vestita di bianco,
+tre giri di grosse perle al collo, merletti bianchi
+sullo strascico; ma aveva le scarpette d'oro come
+mademoiselle de Toulouse.</p>
+
+<p>Mademoiselle Lucienne de Toulouse, di passaggio
+a Venezia con la madre, abitava a Singapore,
+aveva diciotto anni, sapeva quattro lingue ed
+era molto insolente; non la si vedeva mai senza
+il portasigarette d'argento stellato di turchesi e<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span>
+una piccola borsa a maglie d'oro. Parlava di tutto,
+a grande velocità. Il conte Roberto stava ad
+udirla con una maraviglia così schietta, che Filippo
+scorgendolo non potè trattenersi dal ridere.
+Egli conosceva bene quei convegni di gente venuta
+da tutte le parti del globo, non legata che
+da vincoli di cortesia, pronta a ripartire domani
+per il Polo Nord o per l'Africa o per qualunque
+paese dove la noia fosse minore e la moda
+imperasse; di volta in volta ricomparivano vecchie
+conoscenze e si ingrossava la schiera delle
+nuove.</p>
+
+<p>Il signor Stewart, ad esempio, passava a Venezia
+quindici giorni ogni anno, da trent'anni;
+e Filippo l'aveva sempre udito parlar della caccia
+al gallo di montagna; sopra gli altri argomenti
+il signor Stewart non nutriva alcuna opinione;
+onde Filippo aveva preso tanto in uggia
+il gallo di montagna, che avrebbe dato la caccia
+al cacciatore.</p>
+
+<p>Ma in quelle riunioni di stranieri infierivan l'amoretto,
+il piccolo intrigo, ciò che le persone bennate
+chiamano <span class="g">flirt</span>, e mademoiselle de Toulouse
+e la principessa Stephen avevano un <span class="g">flirt</span>
+a ogni angolo della sala; e abitualmente a Vienna,
+a Biarritz, a Zermatt, al Cairo, ad Aix-les-Bains,
+ovunque le signore si recassero, il <span class="g">flirt</span>
+si ripeteva con altri personaggi e con lo stesso
+effetto; Filippo, sapendo il giuoco, vi si prestava
+per cortesia, senza mettervi alcun impegno,
+come chi arrischia una partita per ingannare il
+tempo.<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span></p>
+
+<p>Egli fu molto gentile con la principessa Stephen,
+la quale desiderava, civettando con Filippo,
+d'indispettire il capitano Ketwort, che nel
+<span class="g">flirt</span> non era sufficientemente destro e si appassionava
+in modo pericoloso; ma quando Filippo
+s'accorse che negli occhi del giovane capitano
+balenavano lampi d'odio, smise subito, fece
+un lieve cenno al conte Roberto e insieme con
+lui si congedò.</p>
+
+<p>Era ormai la mezzanotte; i due uomini percorsero
+in silenzio la riva degli Schiavoni battuta
+dalla luna; l'isola di San Giorgio era così bianca
+sotto il raggio, che la chiesa e il campanile
+parevano di gesso. Dietro l'isola si effondevano
+densi cirri color d'argento.</p>
+
+<p>Roberto si fermò d'un tratto e disse:</p>
+
+<p> — Volevo chiederti una spiegazione.</p>
+
+<p>Dal tono, Filippo sentì che si trattava d'un
+argomento inusitato, e aspettò.</p>
+
+<p> — Volevo chiederti quante sono a Venezia le
+contesse Vagli.</p>
+
+<p> — Non capisco, — disse Filippo, guardando
+stupito lo zio.</p>
+
+<p> — Ecco; oggi ero in un negozio a comprarmi
+qualche cianfrusaglia, quando è entrata una ragazza,
+un cosino, un diavolino alto quattro spanne,
+che rivolgendosi al commesso ha detto: «&nbsp;Quella
+roba per la contessa Vagli non è ancor pronta?&nbsp;»
+Io ho guardato la ragazza, ma non la conoscevo.
+Il commesso ha risposto: «&nbsp;Sì, è pronta!&nbsp;»
+E volgendosi al facchino, e consegnandogli
+un involto, ha soggiunto: «&nbsp;Porta subito alla contessa
+Vagli, sulle Zattere!&nbsp;» Ora io ti domando<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span>
+di nuovo: quante sono a Venezia le contesse
+Vagli?...</p>
+
+<p>Filippo non rispose: era annichilito. La descrizione
+del cosino, del diavolino alto quattro
+spanne, gli aveva fatto subito comprendere che
+si trattava della cameriera di Loredana, e le osservazioni
+di Roberto lo avevano colpito in pieno
+petto.</p>
+
+<p> — Di contesse Vagli, io non ne conosco che
+una! — seguitò lo zio: — tua madre, mia cognata.
+Se ve n'è un'altra sulle Zattere, ti prego
+di presentarmi, perchè avrò piacere di vederla
+in faccia.</p>
+
+<p>Filippo continuò a tacere; e come se il silenzio
+di lui lo inacerbisse, il conte Roberto riprese
+alzando la voce:</p>
+
+<p> — Si tratta di quella solita birichina che ho
+visto a Sirmione. Io non ne ho più parlato perchè
+non volevo annoiare me e te. Ma ormai le
+cose prendono proporzioni fantastiche: non posso
+permettere, nessuno può permettere che usurpi
+un nome e un titolo, i quali non solo non le
+appartengono....</p>
+
+<p>Filippo diede rapidamente un'occhiata intorno:
+sulla Riva i passanti erano radi e non parevano
+badare ai due uomini, che si fermavano di
+tratto in tratto.</p>
+
+<p> — ....ma appartengono a tua madre, la quale
+è una dama, una vera dama, esempio d'ogni virtù!
+Che cosa sarebbe avvenuto se quel diavolino
+di quattro spanne si fosse trovato nel negozio
+con tua madre? Che cosa avrebbe pensato
+di te quella povera donna?<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span></p>
+
+<p> — Permettimi! — interruppe Filippo, tanto per
+interrompere. — Tu ti arrabbi troppo per la storditaggine
+d'una cameriera....</p>
+
+<p> — Ah no, poi! — esclamò il conte Roberto,
+fermandosi. — Non verrai a dirmi che è un capriccio
+della cameriera: la cameriera non può
+inventarsi un titolo; se lo inventa, la si redarguisce;
+ma essa ne usa, invece, e ne abusa, perchè
+sa che quest'abitudine riesce gradita alla tua
+monella e fors'anco a te....</p>
+
+<p> — Io? — disse Filippo, mentendo come un ragazzo. — Io
+non ne sapeva niente.</p>
+
+<p> — Tu non ne sapevi niente, è inteso! — ripetè
+il conte Roberto con sarcasmo. — In casa,
+pei negozii, tra pettegole, per le vie, tutti la
+chiamano contessa Vagli, e tu non ne sai niente,
+tu vivi nelle nuvole, tu non hai orecchie per
+udire.... Questo è deplorevole, Flopi; bisogna saper
+udire e vedere, specialmente quando si ha
+a fare con donne, le quali, da ciò che ho appreso,
+non hanno scrupoli.... Qui si tratta d'una vera
+e propria usurpazione di titoli, non solo, ma
+anche di nomi. Certo, quella ragazza non è di
+nostra famiglia; certo, non è contessa.... Questa
+commedia, insomma, deve finire....</p>
+
+<p> — Finirà, — disse Filippo seccamente, sperando
+che lo zio si arrendesse.</p>
+
+<p>Ma Roberto, forse animato dalla brezza che
+soffiava piacevolmente e dall'ora calma che incitava
+a lunghi discorsi, volle continuare:</p>
+
+<p> — Tutto potevo aspettarmi da te, all'infuori
+di questa mancanza che è quasi una mancanza
+contro l'onore....<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span></p>
+
+<p> — Zio, non dire spropositi! — rimbeccò Filippo.</p>
+
+<p> — Dico <span class="g">quasi</span>: <span class="g">quasi</span> una mancanza contro
+l'onore, — insistette il conte Roberto. — Hai
+dato in balìa d'una ragazza un nome e un titolo
+illustri, che a noi devono essere sacri; hai
+permesso che i servi e le serve se ne gonfino la
+bocca e forse ridano alle vostre spalle, sapendo
+magnificamente che nome e titolo sono falsi, messi
+insieme per divertire la tua mantenuta....</p>
+
+<p> — Ma che mantenuta! — esclamò Filippo, irritato. — È
+la mia amante!</p>
+
+<p> — Amante e mantenuta sono sinonimi in certi
+casi, — dichiarò inappellabilmente Roberto. — La
+birichina non ha una posizione sociale che le
+permetta di vivere senza il tuo aiuto; e dunque
+tu la mantieni, e dunque è la tua mantenuta....</p>
+
+<p> — La mantenuta è un altro tipo di donna, — osservò
+Filippo. — Fa dell'amore un reddito e
+un mestiere, allogandosi presso l'uno o presso
+l'altro; è un oggetto di piacere che si noleggia
+per un dato tempo. Il caso di Loredana è ben
+diverso....</p>
+
+<p> — Loredana! — ripetè il conte Roberto. — Si
+chiama anche Loredana, nome patrizio e storico....</p>
+
+<p> — Non pretenderai mica di toglierle il nome
+di battesimo? — osservò Filippo ironicamente.</p>
+
+<p> — Ma è suo? È veramente suo? Non sarà posticcio
+come il titolo di contessa? — domandò
+Roberto con inquietudine.</p>
+
+<p>Per tutta risposta, Filippo alzò le spalle.</p>
+
+<p> — E si deve chiamar Loredana! — seguitò Roberto,
+quasi parlando tra di sè. — Una volta<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span>
+si era più guardinghi nella scelta dei nomi, e
+si rispettavano quelli che il patriziato rendeva
+famosi....</p>
+
+<p> — Oggi non si rispetta più nulla, — osservò
+Filippo con lieve canzonatura.</p>
+
+<p> — Tu giudichi queste cose con troppa leggerezza, — disse
+il conte Roberto. — Sei molto
+cambiato da qualche tempo, e non hai più le
+nostre idee....</p>
+
+<p> — Quali idee?</p>
+
+<p> — Le idee della nostra classe. Ogni classe sociale
+deve avere le sue idee e difenderle, — sentenziò
+il vecchio. — Ne ha il popolo, ne ha la
+borghesia, ne ha l'aristocrazia, e dal conflitto nasce
+la vita, sorge il progresso. Quando una classe
+rinunzia alle sue idee e non le difende o comincia
+a dubitarne, è perduta. Mi dispiace sempre
+vedere che i giovani moderni ridono d'ogni
+cosa; noi eravamo assurdi, forse, eravamo troppo
+rigidi, ma abbiamo difeso il tesoro d'idee lasciatoci
+dai vecchi, e abbiamo ritardato il trionfo
+dell'anarchia.</p>
+
+<p> — Che c'entra tutto questo con Loredana? — chiese
+Filippo.</p>
+
+<p>I due uomini passeggiavano in lungo e in largo
+per la Piazza deserta a quell'ora; la Basilica
+aveva alla sommità, tra gli archi, le cupole, le
+croci bizantine, ancora qualche pallido sprazzo
+d'oro; e dalle Procuratie prorompeva qua e là,
+in diversi toni di giallo sul grigio, la luce dei
+caffè aperti. Così spopolata, con le infinite finestre
+delle Procuratie, tutte chiuse, la Piazza
+sembrava immensa.<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span></p>
+
+<p> — Tua madre ha ragione, — dichiarò il conte
+Roberto, per tornare all'argomento. — Ella vorrebbe
+che tu sposassi quella piccola Giselda, la
+Fioresi....</p>
+
+<p> — Ma se non mi piace! — esclamò Filippo.</p>
+
+<p> — Non ti piace, non ti piace!... È impossibile
+che non ti piaccia; una ragazza come la Fioresi
+deve piacere a un uomo di buon gusto. Bella,
+educazione squisita, intelligenza pronta, nome, titolo,
+patrimonio sicuri, ecco la vera contessa Vagli
+di domani. Io ne sarei contentissimo, per te
+e per tua madre.... E sai che cosa vuol dire far
+contento lo zio?</p>
+
+<p>Filippo non rispose; procedeva a capo basso,
+le mani dietro la schiena, guardando le liste bianche
+della pietra sul selciato. Era la prima volta
+che il conte Roberto faceva allusione all'eredità
+e al denaro, quantunque assai discretamente; Filippo
+stette silenzioso ad ascoltare.</p>
+
+<p> — Lo zio ha molti quattrini inutili, — seguitava
+Roberto, in tono fra lo scherzoso e il grave; — molti
+quattrini inutili, bene impiegati, che
+dànno una rendita larga e certa. E se sarà contento,
+lascerà tutto a Flopi, a sua moglie, ai piccoli
+«&nbsp;flopini&nbsp;», e creperà tranquillo, da buon vecchione
+semplice e onesto. Ma se lo zio non sarà
+contento, parola d'onore, Flopi rimarrà senza un
+soldo: zero via zero!...</p>
+
+<p>Filippo alzò il capo: non si aspettava una dichiarazione
+così esplicita, e se ne sentiva offeso
+e annoiato. Guardò in faccia Roberto e disse
+con accento reciso:</p>
+
+<p> — Non ti ho mai chiesto nulla, zio: non ho<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span>
+mai domandato quali fossero le tue intenzioni,
+e mi dispiace che tu confonda una questione di
+sentimento con un affare d'eredità. Io devo disingannarti
+subito: non farò nulla, non farò nulla
+mai per allungar la mano sul tuo denaro.</p>
+
+<p> — Ma no, — interruppe Roberto stupito. — Che
+cosa dici? Mi sono espresso male: non ti
+credo capace d'un calcolo. Volevo dirti che la
+Fioresi sarebbe una buona moglie per te, e che
+io vorrei sentirmi tranquillo circa il tuo avvenire....</p>
+
+<p> — Lasciamo, lasciamo, — fece bruscamente Filippo. — Abbiamo
+già parlato troppo. Oggi è
+di moda la beneficenza, e tu puoi regalare i tuoi
+quattrini inutili a qualche istituto umanitario.
+Ma io mi terrò Loredana.... Anzi, per soprammercato
+potresti regalare all'istituto anche quella maledetta
+Fioresi perchè la sposassero a qualcuno,
+tanto da togliermela di tra i piedi....</p>
+
+<p>Il conte Roberto crollò il capo, disapprovando
+quel tono impertinente; poi si fece forza, e disse
+con rammarico: — Non ci comprendiamo.</p>
+
+<p> — Non ci comprendiamo, — ripetè Filippo.</p>
+
+<p>I due uomini tacquero un istante, poi arrivati
+in fondo alla Piazza, all'angolo della Merceria
+dell'Orologio, si strinsero la mano e si lasciarono
+freddamente.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">V.</h2>
+
+<p>Berto Candriani, che quella sera medesima si
+era recato al teatro Goldoni, per veder chi ci
+fosse e per far qualche visita nei palchi, non
+appena fu in platea ed ebbe girato intorno lo
+sguardo, si rallegrò seco stesso della sua buona
+idea.</p>
+
+<p> — Com'è bella! — egli borbottò, senza badare
+a quelli che gli stavano addosso e lo urgevano
+da tutti i lati.</p>
+
+<p>In un palchetto di primo ordine aveva subito
+scorto Loredana, alla quale era di fronte Clarice.
+La fanciulla stava attentissima alla scena
+ed alla musica del «&nbsp;Boccaccio&nbsp;», e la dama di compagnia
+si faceva fresco con un gran ventaglio,
+lenta e solenne. Berto gettò un'altra occhiata
+tutta in giro per abitudine.</p>
+
+<p>Il teatro era stipato; nelle poltrone molte signore;
+molte dame nei palchi, le quali avevano
+abiti chiari; in platea non v'era modo di muoversi;
+nella penombra che avvolgeva il vaso, per
+dare maggior forza alla luce e ai colori chiassosi
+del palcoscenico, si vedevan tuttavia parecchi
+binocoli rivolti al palco di Loredana; uomini
+e donne la fissavano con curiosità e si scambiavano
+sottovoce qualche osservazione.</p>
+
+<p>Berto non attese che l'atto finisse; uscì dalla<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span>
+platea, corse per le scale, aperse l'uscio del
+palco....</p>
+
+<p> — Oh come mi fa piacere! — esclamò Loredana
+ingenuamente, al veder Berto che inoltrava,
+col cappello nella sinistra.</p>
+
+<p> — Fa più piacere a me! — egli rispose ridendo
+e chinandosi a baciar la mano della giovane.</p>
+
+<p>Clarice voleva lasciare il posto a Berto, ma
+questi la inchiodò con un'occhiata.</p>
+
+<p> — Mi metto qui, — egli disse, — a fianco della
+signorina; si sta meglio. Non c'è Flopi?</p>
+
+<p> — No, — rispose Loredana. — È al «&nbsp;Grand
+Hôtel&nbsp;», credo, a fare una visita. Tornerà tardi.</p>
+
+<p>Uno zittìo improvviso le troncò la parola in
+bocca; gli spettatori della platea non volevano
+essere disturbati, e alcuni guardavano in su con
+espressione di sdegno. Loredana si mise a ridere
+sommessamente: poi sommessamente continuò
+a parlare.</p>
+
+<p> — Ha fatto bene a venire a trovarci, — ella
+disse. — Se rimane fino alla fine, ci può riaccompagnare
+a casa: io ho la gondola.</p>
+
+<p> — Ma io rimango fino all'alba! — dichiarò Berto,
+guardando Loredana.</p>
+
+<p>Essa indossava un abito di panno bianco, con
+la sottana a pieghe verticali e la camicetta di
+trine; un gran cappello nero dalle lunghe piume
+posava sulla testolina, dandole un'espressione
+graziosamente spavalda. Berto si sforzò a imaginare
+sotto l'abito il bel corpo nitido e giovanile,
+il tesoro di voluttà che quella eleganza semplice
+e degna avvolgeva misteriosamente; e vicino<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span>
+a lei, con la spalla destra che sfiorava la
+sinistra della ragazza, aspirò il profumo che sorgeva
+dalla gonna e dal collo.</p>
+
+<p>Forse qualche cosa avvertì Loredana dei pensieri
+che galoppavano per il cervello del suo visitatore,
+qualche lampo nello sguardo di lui, l'istinto
+che parla presto e sicuramente nell'anima
+della donna; essa non gli volse più gli occhi e
+si rabbuiò in viso.</p>
+
+<p> — Lei ha un trionfo, questa sera! — mormorò
+Berto. — Veda quanti binocoli sono diretti qui!</p>
+
+<p> — Non è vero? — disse Clarice. — L'ho osservato
+io pure; ma la contessa non vuol sentirselo
+dire.</p>
+
+<p> — Hanno ragione, quegli stupidi, — continuò
+il giovane. — La signorina è deliziosa; non c'è
+una, in tutto il teatro, che possa starle a paragone.
+Flopi è ben fortunato!</p>
+
+<p>Loredana lo guardò duramente.</p>
+
+<p> — Lei è molto strambo, — disse. — Non mi
+ha mai fatto complimenti di questo genere....</p>
+
+<p> — Ho avuto torto, e riguadagno il tempo perduto, — rispose
+Berto sorridendo.</p>
+
+<p> — No, la prego: questi discorsi mi affliggono.
+E voi, Clarice, non dite altre sciocchezze!</p>
+
+<p>La signora Teobaldi dimenò il ventaglio in tutta
+furia, dolentissima del rimbrotto, che la impacciava
+davanti al Candriani.</p>
+
+<p> — Io vorrei sapere, — riprese questi, ostinatamente, — perchè
+l'affligga un'espressione di lode
+sincera. Io l'ammiro e glielo dico; lei è molto
+bella, stasera, e glielo dico; lei veste con molta
+eleganza, e glielo dico....<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span></p>
+
+<p> — Perchè? — interruppe Loredana, che aveva
+sentito una vampa infiammarle il viso. — Perchè
+tutti me lo dicono, ecco; per le calli,
+pei negozii, sui vaporetti, dovunque io vada, son
+le solite frasi: a Venezia, gli uomini non fanno
+altro, come non avessero mai visto una donna
+giovane che non sia un mostro. Io credeva che
+lei non fosse così. E poi, aspetti a dirmi che sono
+molto bella quando c'è Flopi. Perchè non me
+lo dice quando c'è Flopi?</p>
+
+<p> — Già! — esclamò Berto. — Come se Flopi
+avesse bisogno di apprenderlo da me! E del resto,
+se aspetto che ci sia Flopi, devo aspettare
+un pezzo, perchè mi sembra che Flopi non ci
+sia mai....</p>
+
+<p>Il giovane s'interruppe e si morse le labbra.
+Un velo d'angoscia era calato repentinamente sul
+viso della ragazza e le aveva dato un'espressione
+di tanto dolore, che Berto dovette confessarsi
+d'essere stato villano e maligno.</p>
+
+<p> — Come canta bene quella nanerottola! — disse,
+accennando del capo alla prima donna, con
+la speranza di sviare il discorso.</p>
+
+<p>Ma Loredana non rispose. Le parole di Berto
+l'avevano toccata profondamente: anche gli altri,
+dunque, notavano che Flopi sembrava trascurarla
+per vivere la sua maledetta vita mondana?
+E quelle donne, quegli uomini che glielo
+toglievano per godere essi la sua compagnia,
+quanto erano odiosi ed egoisti! Nei palchi tutt'intorno
+v'eran parecchie di quelle donne con le
+quali Filippo aveva dimestichezza, e Loredana le
+avrebbe avvelenate dello sguardo; esse invece la<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span>
+fissavano insolentemente col binocolo, susurrando
+poi qualche parola, e insistendo così che si sarebbe
+detto facessero a bella posta per irritarla.</p>
+
+<p>Da quando Berto Candriani s'era mostrato nel
+palco, la curiosità era cresciuta; molte signore
+che conoscevano il Candriani, si ripromettevano
+d'interrogarlo con affettata indifferenza. Le più
+sapevano che quella ragazza era l'amante di qualcuno;
+altre, che avevano un migliore servizio di
+pettegolezzi, sapevano che era l'amante di Filippo
+Vagli; e i commenti non erano favorevoli:
+tutte dicevano che il cappello era troppo grande;
+e che Loredana aveva soltanto la bellezza
+dell'asino; la camicetta di trine di Burano era
+pretensiosa; pareva che scherzasse volentieri, la
+piccina, con quel maleducato Candriani; se Filippo
+fosse stato in un canto, non avrebbe avuto
+a felicitarsi nè dell'amico, nè dell'amica!</p>
+
+<p>Nell'intermezzo, Berto si studiò di riparare alla
+sua sventataggine.</p>
+
+<p> — Povero Flopi, — disse, — io credo che sia
+sulle spine, a quest'ora. Egli è costretto a una
+vita d'apparenza; ci siamo costretti tutti, e tutti
+ci annoiamo; nessuno ha il coraggio di vivere
+per conto proprio, liberamente. Il mondo non l'abbiamo
+creato noi!</p>
+
+<p> — Conte, non faccia complimenti, — disse Loredana. — Lei
+vorrà render visita a qualche signora:
+può tornare a prenderci più tardi. Io mi
+trattengo fino alla fine, perchè Flopi rientrerà
+a notte.</p>
+
+<p> — Lei vuol mandarmi via? — chiese Berto con
+simulata umiltà.<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span></p>
+
+<p> — No, no, rimanga, se non si annoia! — disse
+Loredana sorridendo.</p>
+
+<p> — Rimango, sa? — dichiarò il giovane. — Prima
+di tutto, perchè non saprei allontanarmi....</p>
+
+<p> — La prego! — interruppe Loredana.</p>
+
+<p> — Ho già finito!... E poi perchè è bene si sappia
+da quelle signore che io ho buon gusto; a
+furia di far loro la corte, mi son rovinato la reputazione.
+Lei le conosce?</p>
+
+<p> — Non tutte.</p>
+
+<p> — Ma esse conoscono lei, lo giuro, — dichiarò
+Berto. — Non è la prima volta che si parla di
+lei in società.</p>
+
+<p> — Lo credo bene, — esclamò Clarice. — La
+contessa non può passare inosservata!</p>
+
+<p> — Una volta ho parlato io a lungo di lei e
+di Flopi con una signorina. La contessina..... Aspetti;
+non c'è; credevo fosse giù a «&nbsp;pepiano&nbsp;».... Vede
+quella rossa laggiù, di fronte alla signora dai
+capelli tutti bianchi? Non è lei, ma le somiglia.</p>
+
+<p> — Una signorina? — ripetè Loredana. — Che
+cosa poteva importarle di me?</p>
+
+<p> — Oh molto! — esclamò Berto. — Credo sia
+innamorata di Flopi....</p>
+
+<p> — Ah! — disse Loredana con voce spenta. — Egli
+non me ne ha mai parlato!</p>
+
+<p> — Benone! — pensò Berto. — Ecco un'altra
+«&nbsp;brioche&nbsp;». Questa sera sono fertile!</p>
+
+<p>E ad alta voce soggiunse:</p>
+
+<p> — È naturale ch'egli non gliene abbia mai parlato:
+credo non si sia mai accorto che la ragazza
+sospira per lui. Me ne sono accorto io, perchè
+io mi accorgo di tutto, e perchè la contessina<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span>
+m'interroga sempre intorno a Flopi. Del resto,
+sono sciocchezze, le solite scalmane delle fanciulle,
+che oggi hanno una simpatia per l'uno,
+domani per l'altro; niente di serio, effetto dell'ozio,
+nulla più....</p>
+
+<p>Ma, quantunque seguitasse ancora su quel tono,
+Berto s'avvide che Loredana soffriva orribilmente;
+era diventata pallida e le sue mani s'erano
+chiuse per lo spasimo. Anche sul volto di Clarice,
+Berto ravvisò un'espressione di corruccio,
+che gli fece comprendere la gravità della sua
+indiscrezione.</p>
+
+<p> — Non cerchi d'ingannarmi, conte, — disse Loredana
+con voce grave. — Mi dica tutto, con
+lealtà; ormai il peggio lo so, e le parole non
+servono.</p>
+
+<p> — Sono una bestia! — dichiarò il giovane. — Lei
+deve credere a chi sa quali misteri, mentre
+tutto si riduce a quanto le ho già detto: una
+fanciulla ha qualche simpatia per Filippo....</p>
+
+<p> — Come si chiama? — interrogò risolutamente
+Loredana.</p>
+
+<p> — È la contessina Fioresi, Giselda Fioresi: magra,
+snella, coi capelli rossi....</p>
+
+<p> — È da molto tempo innamorata di Flopi?</p>
+
+<p> — Dio sa! Chi può dirlo? Ma non è innamorata:
+vorrebbe sposarsi, forse, come tutte le ragazze
+di questo mondo.</p>
+
+<p> — Ora capisco, — dichiarò Loredana sottovoce,
+quasi parlando da sola. — I parenti di Flopi
+devono saperne qualche cosa, e vedrebbero volontieri
+questo matrimonio. Mi dica tutto, conte;
+non abbia paura.<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span></p>
+
+<p> — Ma io non ho altro da dirle, cara amica! — esclamò
+il giovane.</p>
+
+<p> — Non vorrà darmi a credere che Filippo
+ignori ogni cosa. La Fioresi si sarà fatta comprendere,
+magari involontariamente! E che cosa
+vuole da me? Io non sapeva che lei amava Flopi,
+io credeva di potergli appartenere senza far
+male ad alcuno....</p>
+
+<p> — E infatti, — disse il Candriani, — la Fioresi
+mi ha chiesto di lei per semplice curiosità,
+ma si è guardata dall'esprimere un giudizio.</p>
+
+<p> — Lo spero: non ha diritto a giudicarmi, perchè
+il mio amore è diverso dal suo, e la contessina
+non potrà mai capire questo, — enunziò
+bruscamente Loredana.</p>
+
+<p>In quel punto l'orchestra attaccò il secondo
+atto; la luce in teatro fu abbassata, e Berto respirò
+meglio, perchè la conversazione cessava.</p>
+
+<p>Egli andava guardando la giovane, e rattristato
+dalla gaia musica dell'operetta, pensava a cose
+malinconiche. Veramente Loredana gli pareva sospesa
+sopra un abisso; misconosciuta da tutti,
+considerata già come una donna facile, invidiata
+secretamente da alcune, disprezzata apertamente
+da altre, desiderata dagli uomini, essa non poteva
+trovare salvezza che nella protezione e nella
+fedeltà di Filippo, delle quali Berto cominciava
+a dubitare. La sorte di Loredana gli sembrava
+ormai decisa; il giorno in cui Filippo se
+ne fosse sbarazzato, ella avrebbe dovuto gettarsi
+alla ventura, accogliendo le offerte degli ammiratori,
+che si vedevano già in quello stesso teatro,
+che eran sempre i medesimi e non avevano<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span>
+fama nè di molta costanza, nè di liberalità soverchia.</p>
+
+<p> — A che pensa? — domandò Loredana, sorprendendo
+gli sguardi del giovane.</p>
+
+<p> — Penso che le ho dato un dispiacere senza volerlo,
+come un imbecille! — rispose il Candriani
+irritato contro se stesso.</p>
+
+<p> — No; è meglio che io sappia. Non dirò una
+parola a Filippo, — dichiarò la fanciulla.</p>
+
+<p>Berto emise un sospiro di sollievo, che fece
+sorridere involontariamente Loredana. Assolto a
+quel modo dalla sua colpa, il giovane si sentì
+a suo agio, si abbandonò a guardare con altri
+occhi la bella amica, e tornò ad ammirarla intensamente.
+Non si poteva negarlo: era fatta per
+l'eleganza e pel piacere; vestiva con un gusto
+gentile che avrebbe ispirato invidia a più d'una
+dama; egli giudicava che Loredana non avesse
+che diciassette anni, tanto la sua giovinezza era
+candida e fresca; un magnifico fiore del quale
+si poteva andare superbi.</p>
+
+<p> — A che pensa? — domandò nuovamente Loredana.</p>
+
+<p> — Questa volta non glielo dico! — esclamò
+Berto.</p>
+
+<p>La fanciulla scosse il capo, infastidita.</p>
+
+<p> — Flopi sarebbe molto malcontento di lei! — disse
+ingenuamente.</p>
+
+<p>Berto si mise a ridere, e Loredana non aggiunse
+parola, scandalizzata dal poco conto in cui il
+Candriani pareva tenere l'opinione di Filippo.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">VI.</h2>
+
+<p>Ogni volta che Loredana doveva traversare la
+folla, si sentiva stringere il cuore. La folla era
+mutata da qualche tempo per lei; aveva compreso
+ch'ella non era più una signorina come
+tante altre, e la guardava con sorrisi sguaiati e
+con occhi insolenti. Gli uomini pensavano che
+poichè la fanciulla si dava a qualcuno, poteva
+darsi a tutti; era una femmina da prendere e
+da trattare senza scrupoli.</p>
+
+<p>Questo concetto, che nessuno le aveva spiegato,
+ma che Loredana aveva sicuramente intuíto in
+coloro ch'ella conosceva e nei molti che non conosceva
+se non di vista, o non conosceva affatto,
+le aveva messo in cuore un grande spavento. Anche
+l'ammirazione onde si sentiva circondata, diversa
+da quella che si tributava ad altre donne,
+trovava espressioni petulanti, esclamazioni ciniche
+ed oltraggiose, che facevano fremere la
+giovane.</p>
+
+<p>Quando lo spettacolo fu finito e Berto le ebbe
+avvolto intorno il lungo mantello di panno bianco,
+Loredana disse al suo cavaliere:</p>
+
+<p> — Mi stia vicino, la prego; no, non mi dia
+braccio; mi stia al fianco.</p>
+
+<p>E uscirono seguiti da Clarice.</p>
+
+<p>Nei corridoi la folla procedeva adagio; l'apparizione
+di Loredana fu salutata da un mormorio,<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span>
+e qualcuno si destreggiò in modo da farlesi
+accosto e da squadrarla a un palmo di distanza,
+perchè s'era detto ch'era dipinta in volto.
+Un gruppo di uomini che le stava innanzi,
+s'aperse e le diede passo, per osservarla meglio;
+alcuni abbozzarono un sorriso, ma vedendo che
+il Candriani l'accompagnava, ripresero il loro
+contegno serio.</p>
+
+<p> — Bella, non vi pare? — chiese una voce.</p>
+
+<p> — Carne di lusso, — rispose un altro.</p>
+
+<p>Berto si rivolse prontamente, ma non potè comprendere
+da chi venisse la frase villana. Tutti
+guardavano a terra, perchè eran giunti alle scale
+e studiavano dove mettere il piede. Le scale
+anche rigurgitavano di gente; si camminava assai
+lentamente, e Loredana s'irritava in silenzio,
+parendole di non poter mai uscire da quella stretta,
+liberarsi da quei contatti. Mentre cominciava
+a scendere, un'altra voce risuonò:</p>
+
+<p> — È la mantenuta del conte Vagli.</p>
+
+<p>Loredana a stento riuscì a trattenere un grido;
+la definizione le aveva traversato il cuore come
+una pugnalata; cercò Berto con gli occhi, ma
+questi l'aveva lasciata d'un balzo, era risalito,
+urtando i più vicini, s'era gettato tra gli uomini
+di cui aveva notato poco prima il contegno
+insolente. Essi parvero sorpresi della sua furia
+ed evitarono di guardarlo, facendogli largo con
+premura cortese; egli capì che sarebbe stato assurdo
+accusar l'uno o l'altro alla cieca, e chieder
+ragione di parole delle quali nessuno pareva
+conoscere la provenienza. Tornò indietro, raggiunse
+Loredana, le offerse il braccio e, attraversato<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span>
+rapidamente l'atrio, la condusse alla gondola.
+Era una gondola col felze, a due gondolieri.</p>
+
+<p>La giovane vi entrò, si abbandonò sul cuscino
+di destra, e non appena si sentì libera e sicura
+in quella penombra, proruppe a piangere.</p>
+
+<p>Berto che le sedeva a fianco, era desolato; le
+prese una mano e gliel'accarezzò cautamente.</p>
+
+<p> — È la canaglia, — disse. — È la canaglia anonima,
+che non sa come sfogare la sua invidia.
+Non pianga, Loredana.</p>
+
+<p>La signora Teobaldi non aveva parola per l'indignazione
+che le serrava la strozza; ella faceva
+grandi gesti, tenendo in mano il fazzoletto e il
+ventaglio, e alzando ora l'uno, ora l'altro in segno
+di protesta. Finalmente riuscì a esprimere
+il suo pensiero:</p>
+
+<p> — Ma il sindaco, — dichiarò, — dovrebbe fare
+una legge, una severissima legge contro quelli
+che insultano le donne!</p>
+
+<p> — Che c'entra il sindaco! — esclamò Berto,
+alzando le spalle.</p>
+
+<p> — Il sindaco dovrebbe cacciare dalla città
+tutti i mascalzoni! — insistette la signora Teobaldi.</p>
+
+<p> — Così Venezia resterebbe vuota! — disse il
+Candriani, che in quel momento non aveva voglia
+di distinguere.</p>
+
+<p> — Povera piccina, povero tesoro bello, non
+pianga! — riprese Clarice, volgendosi a Loredana,
+la quale rimaneva nell'ombra, e liberata
+la mano dalle mani di Berto, andava singhiozzando
+col fazzoletto sulla bocca.<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span></p>
+
+<p>Fa un triste viaggio fino a casa. La gondola
+scivolava rapida nel silenzio, che la voce del gondoliere
+di poppa rompeva di tanto in tanto col
+grido d'avvertimento; s'udiva il tuffo dei remi
+e lo sgocciolìo dell'acqua.</p>
+
+<p>Nessuno parlava più; il Candriani pensava che
+non v'era modo di consolare la giovane, perchè
+sarebbe stato ridicolo aprire una discussione sulle
+mantenute e metterle a confronto con lei; bisognava
+attendere ch'ella stessa, giudicando l'inanità
+dell'accusa, potesse disprezzarla; ma Berto
+doveva confessarsi che a tanto dolore non
+era sola causa l'ingiuria triviale e ch'egli forse,
+con la sua leggerezza, col suo racconto indiscreto,
+con le rivelazioni intorno alla Fioresi, aveva
+fatto il possibile per avvelenare a Loredana
+quell'ora di svago; e molestato da questo pensiero,
+si sentiva goffo e nervoso. La Teobaldi
+andava dicendosi che le cose da qualche tempo
+si guastavano e che Loredana, la sua Loredana,
+era troppo spesso malinconica; avrebbe dato
+il sangue per quel «&nbsp;tesoro di Dio&nbsp;», per renderle
+il bel sorriso e la pazza allegria dei giorni, pur
+così vicini e già così lontani, in cui erano andate
+ad abitare alle Zattere. Bisognava accomodare,
+bisognava trovar qualche cosa per renderla
+ancora felice, ma non sapeva che cosa, e
+si struggeva guardando quell'ombra nell'ombra,
+udendo quel singhiozzo sommesso; a poco a poco,
+anch'essa, Clarice, si sentì inumidir gli occhi e
+lasciò scorrere le lagrime, con un gran desiderio
+di stringere la fanciulla tra le braccia e di
+accarezzarne la bella faccia dolorosa.<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span></p>
+
+<p>L'episodio della contessina, le imprudenze del
+Candriani erano ormai dimenticati dalla giovane;
+ella si ripeteva mentalmente la parola «&nbsp;mantenuta&nbsp;»
+fin quasi a smarrirne il significato; non
+aveva fatto altro dacchè era salita in gondola,
+non ad altro aveva potuto pensare. Comprendeva
+d'un tratto il perchè dei sorrisi e degli sguardi
+procaci che la perseguitavano, del mormorio
+che l'accompagnava se compariva in pubblico: era
+giudicata, classificata, bollata; non poteva difendersi;
+non poteva gridar per le vie il suo amore,
+le sue illusioni, la sua fede; credevano che
+avesse patteggiato e si fosse venduta; era povera
+un giorno ed oggi aveva gondola, casa, dama
+di compagnia, tre persone di servizio, abiti
+eleganti, denaro, gioielli. Non aveva chiesto nulla,
+ma non importava; era l'amante d'un signore;
+carne di lusso, avevan detto, e poi mantenuta;
+non viveva nel lusso? non s'era accorta del
+mutamento? a che valevano le scuse?</p>
+
+<p>In verità non s'era accorta di nulla, perchè il
+suo piacere era tutto nell'amar Filippo e nell'esserne
+amata, e l'avrebbe amato nel lusso o nella
+miseria, e agli agi della vita non aveva dato
+alcun peso. Ma questo non contava per gli altri.
+Gli altri? Chi erano gli altri? Erano uomini
+che la volevano e le serbavano rancore perchè
+non si dava; eran donne che la odiavano pel gusto
+di odiare, come odiano le donne. Essi avevano
+ragione perchè le apparenze eran contro di
+lei; s'era abbandonata totalmente a Filippo, il
+quale avrebbe potuto metterla su un trono o relegarla
+in un abbaino, senza ch'ella chiedesse perchè;<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span>
+la presenza di lui era il perchè d'ogni cosa,
+ed egli faceva ciò che doveva, e ciò ch'egli
+faceva era ben fatto. Ma a queste dedizioni intere
+e profonde, nessuno presta credito; e il mondo
+diceva «&nbsp;carne di lusso&nbsp;», «&nbsp;mantenuta&nbsp;»!</p>
+
+<p>Con gli occhi sbarrati nella penombra, dimentica
+di quelli che le stavano vicino, la fanciulla
+si lasciava cullar dalla gondola, rivolgendo questi
+pensieri in mente, e torturandosi senza posa;
+allorchè la gondola si fermò, ella diede un
+sobbalzo e s'afferrò al braccio di Berto, come
+fosse repentinamente caduta da un'altura.</p>
+
+<p> — Siamo a casa? — domandò.</p>
+
+<p> — Siamo a casa, — ripetè Clarice; e col fazzoletto
+le asciugò gli occhi perchè i servi non
+vedessero, e poi le diede un bacio sulla fronte. — Tesoro
+caro!...</p>
+
+<p>Mentre Clarice s'avviava, chinandosi per uscir
+dal felze, seguita da Loredana e da Berto, sulla
+fondamenta risuonò la voce allegra di Filippo.</p>
+
+<p> — A quest'ora? — egli disse ridendo. — Siete
+state a teatro? E c'è anche Berto? Ma è un
+complotto, allora, una grossa bricconata!</p>
+
+<p>Loredana uscì in fretta, si fece presso a Filippo,
+con un movimento rapido e timoroso, quasi
+cercasse protezione. Era felice di vederlo e di
+udirne la voce. Ella disse:</p>
+
+<p> — Siamo state al Goldoni, abbiam trovato il
+conte, che ci ha ricondotte.</p>
+
+<p> — Potenza dell'amore! — pensò Clarice. — È
+già consolata! ha la sua voce solita.</p>
+
+<p>Berto si grattò la nuca ricciuta. L'incontro
+con Filippo imbrogliava le cose: bisognava raccontargli<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span>
+ciò ch'era avvenuto a teatro, o tacere?</p>
+
+<p> — Io non racconto nulla! — egli decise tra di
+sè. — Ci penseranno le signore se vorranno!</p>
+
+<p> — Sono stato al «&nbsp;Grand Hôtel&nbsp;», — disse Filippo,
+mentre tutti si fermavano presso la porta
+di casa. — C'era anche lo zio Roberto.... E ti
+sei divertita, Lori? Che cosa davano al Goldoni?</p>
+
+<p> — Sì, mi sono divertita molto! — esclamò Loredana,
+presto. — Davano il «&nbsp;Boccaccio&nbsp;».</p>
+
+<p> — Non racconta nulla! — pensò il Candriani. — Le
+confidenze gliele farà quando saranno a
+letto....</p>
+
+<p>Egli si scoperse il capo per prendere congedo,
+ma Filippo lo fermò:</p>
+
+<p> — Non andartene; vieni su. Ti offro una coppa
+di sciampagna.</p>
+
+<p> — Se paghi da bere.... — disse Berto ridendo
+ed entrando in casa egli pure.</p>
+
+<p> — Sì, pago da bere! — rispose Filippo allegramente. — Dobbiamo
+bere. Come si dice?
+<span class="g">nunc est bibendum</span>? Me n'è capitata una
+graziosissima.</p>
+
+<p> — Ahi! — pensò Berto. — Una graziosissima,
+anche a lui!</p>
+
+<p>Erano nell'anticamera; senza badare se Berto
+vedesse o no, senza curarsi di Piero, che stava
+in un angolo ad aspettare ordini, Loredana si gettò
+improvvisamente tra le braccia di Filippo e
+lo baciò sulla bocca.</p>
+
+<p> — Gran Dio, quale passione! — esclamò Filippo
+stupito. — Scusami, Berto!</p>
+
+<p>Il giovane aveva voltato la faccia contro uno<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span>
+specchio e faceva dei gesti comici, che potevano
+essere di protesta o d'assoluzione. La signora
+Clarice diede in una risata. Loredana, sorpresa
+ella stessa e tornata calma, arrossì fino ai capelli.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">VII.</h2>
+
+<p>Quando furono nel salottino, mentre le signore
+s'erano ritirate un istante per togliersi i mantelli,
+Filippo disse a Berto Candriani:</p>
+
+<p> — Mi son giuocato più di due milioni.</p>
+
+<p>Berto fece un balzo sulla poltrona, nella quale
+aveva preso posto.</p>
+
+<p> — Sei matto! — esclamò. — Da quando in
+qua ti sei messo a giuocare?</p>
+
+<p> — Eh no! — disse Filippo ridendo e accendendo
+una sigaretta. — Non li ho giuocati a
+macao o a faraone; li ho giuocati a parole, con
+lo zio. Egli mi ha fatto comprendere, anzi mi
+ha detto chiaro e tondo che se non lascio Loredana
+e se non sposo Giselda, non vedrò un
+centesimo del suo patrimonio. Io gli ho risposto
+che se lo tenga, che faccia della beneficenza,
+che vada al diavolo. E così, l'affare è liquidato!
+Che te ne pare? Non è il caso di bere
+un goccio di sciampagna alla salute dei parenti?</p>
+
+<p>Berto Candriani non rispose subito; pareva
+guardasse le vecchie stampe lascivette appese alla<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span>
+parete, raffiguranti il bagno di Diana cacciatrice,
+l'incontro con Atteone, Diana e le Ninfe.</p>
+
+<p> — È un grosso pasticcio, — egli sentenziò infine. — Ma
+tu credi che le decisioni di tuo zio
+siano inappellabili?</p>
+
+<p> — Senza dubbio, anche perchè mia madre soffia
+sul fuoco. Mia madre ha preso partito per
+la Fioresi, e tu sai quanto sia risoluta e tenace.
+Se Roberto volesse scendere a più miti consigli,
+dovrebbe lottare con mia madre, dalla quale gli
+è venuto certo il suggerimento di queste minacce.
+E figurati se lo zio vuol perdere tempo e
+fiato a discutere!...</p>
+
+<p>In quell'istante comparve il domestico, il quale
+recava lo sciampagna, le coppe, il servizio
+col tè: dispose tutto sopra un tavolino e si ritirò
+silenziosamente.</p>
+
+<p> — E vuoi raccontar questo alla signorina? — domandò
+Berto.</p>
+
+<p> — Non ho ragioni per nasconderlo, — disse
+Filippo.</p>
+
+<p>Berto gli fe' cenno di tacere: s'udiva nella camera
+prossima il fruscìo d'una gonna. Egli susurrò
+prestamente:</p>
+
+<p> — Non dirle nulla! È troppo agitata stasera.</p>
+
+<p>E si alzò per andare incontro a Loredana, che
+entrava sorridendo.</p>
+
+<p> — Come siamo eleganti, eh? — disse il Candriani,
+guardandola così svelta e bianca.</p>
+
+<p>Filippo fissò la giovane e le si avvicinò.</p>
+
+<p> — È strano! — esclamò. — Ora che ti vedo
+bene, mi sembri molto pallida; si direbbe che tu
+abbia pianto....<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span></p>
+
+<p>Loredana s'appressò al tavolino e si dispose a
+preparare il tè, cercando di darsi un contegno
+e di sfuggire alle indagini di Filippo; ella era
+inquieta, come se l'amante avesse scoperto qualche
+gravo fallo.</p>
+
+<p> — No, sai? — ella balbettò. — Non ho
+pianto....</p>
+
+<p> — Che cosa è avvenuto? — domandò Filippo
+al Candriani. — Perchè non volete dirmelo?</p>
+
+<p>Il Candriani era tornato a sedersi, ma presso
+il tavolino; aveva preso da un canestro alcuni
+biscotti che andava mangiando con pacata attenzione,
+e guardava le belle mani della giovane
+affaccendata intorno alla teiera e al bricco
+dell'acqua bollente.</p>
+
+<p> — Glielo diciamo? — egli chiese ridendo a Loredana. — Bisogna
+dirglielo, altrimenti crederà
+che sono stato io a farla piangere.... Ecco, Flopi,
+ascolta....</p>
+
+<p>Filippo sedette egli pure vicino a Berto, e sedette
+anche Loredana, dopo avere offerto ai due
+uomini la tazza di tè.</p>
+
+<p> — È stato così: — disse il Candriani. — Mentre
+uscivamo dal teatro, un farabutto ha ingiuriato
+la signorina; non ho potuto scoprire chi
+fosse; tutti guardavano a terra e parevano sonnambuli.
+La signorina, quando fu in gondola, visto
+che il tragitto era lungo e noioso, occupò
+il tempo a piangere, e io che voleva farle la
+corte sono rimasto con un palmo di naso....</p>
+
+<p>Loredana si mise a ridere.</p>
+
+<p> — È tutto qui? — domandò Filippo incredulo.</p>
+
+<p> — È tutto qui, — rispose Berto. — Vedi che<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span>
+ora ride; non potrebbe dimostrati meglio che
+si trattava d'una inezia.</p>
+
+<p>Filippo scosse la testa; sapeva bene che vicina
+a lui, la giovane dimenticava ogni dolore,
+e la sua piccola risata squillante non gli provava
+nulla.</p>
+
+<p> — Ma che cosa hanno detto? — egli incalzò.</p>
+
+<p>La fanciulla gettò una rapida occhiata a Berto,
+il quale non si aspettava una domanda categorica.</p>
+
+<p> — Chi se ne ricorda? — egli fece, impacciato. — Lei
+se ne ricorda, signorina?</p>
+
+<p>Loredana tornò a ridere; ormai non le importava
+delle ingiurie, ed era tutta felice di sentirsi
+protetta dall'amante, nella sua casa elegante
+e quieta.</p>
+
+<p> — Sì, me ne ricordo, — ella dichiarò, ancora
+sorridendo. — Mi hanno detto: carne di lusso....</p>
+
+<p> — Oh, i mascalzoni! — esclamò Filippo, oscurandosi
+in volto.</p>
+
+<p> — E poi, — soggiunse Loredana col suo placido
+sorriso, — e poi, mantenuta!</p>
+
+<p>Filippo sussultò; nella stessa ora, la folla anonima
+e lo zio Roberto gettavano in faccia alla
+ragazza la stessa accusa, coprivano di fango il
+suo amore. Egli dissimulò il suo turbamento, e
+disse:</p>
+
+<p> — Hai ragione, cara, di ridere; non si può che
+ridere di certe volgarità.... Ora ci verserai una
+coppa di sciampagna e berremo...., berremo a dispetto
+degli invidiosi.</p>
+
+<p> — E ai due milioni! — si lasciò sfuggire
+Berto.<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span></p>
+
+<p> — E alla carne di lusso! — concluse Filippo
+ridendo.</p>
+
+<p>Loredana s'era alzata a versare il vino dorato
+nelle coppe. Un po' inclinata verso i due uomini,
+con la bella testa adorna di pettini scintillanti,
+il bel corpo chiuso nell'abito bianco, ella
+era l'imagine della giovinezza forte e procace.
+Le tre coppe si urtarono lievemente, qualche goccia
+cadde sul tavolino.</p>
+
+<p> — Perchè beviamo ai due milioni? — chiese
+Loredana d'un tratto, come ricordandosi. — Che
+cosa vuol dire?</p>
+
+<p> — Nulla, nulla, vuol dire, — interruppe l'amante.</p>
+
+<p> — Sì, vuol dire qualche cosa, — insistette Loredana. — Vedi:
+io ti ho raccontato tutto, e
+tu non mi racconti.... Quando ci siamo incontrati
+stasera, ci hai detto che avevi avuto un'avventura
+graziosissima. Non è forse vero, conte?</p>
+
+<p>Il Candriani assentì con un moto del capo.</p>
+
+<p> — Ti racconterò dopo, — promise Filippo. — Non
+si tratta di un'avventura. E del resto, non
+potrei avere un segreto?</p>
+
+<p> — Certo, — osservò Loredana pensierosa. — Ma
+allora non si annuncia....</p>
+
+<p>I due amici diedero in una risata.</p>
+
+<p>Berto Candriani bevve ancora una coppa di
+sciampagna, parlò dei prossimi spettacoli della
+Fenice, e dopo pochi istanti si congedò.</p>
+
+<p>Non appena egli ebbe varcata la soglia, Loredana
+gettò le braccia al collo di Filippo.</p>
+
+<p> — Caro! — ella disse baciandolo. — Che cosa
+ti è avvenuto? Perchè vuoi tacere con la tua
+viperetta?<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span></p>
+
+<p>L'amante sorrise e le passò un braccio attorno
+alla vita.</p>
+
+<p> — Non voglio tacere nulla, — egli dichiarò. — Berto
+m'aveva detto che tu eri agitata questa
+sera, e perciò non ti raccontavo l'incidente, che
+non ha alcuna importanza, del resto; poi egli
+stesso ha voluto fare il brindisi ai due milioni,
+quella testa matta!</p>
+
+<p> — Sai perchè? Mi ha visto ridere e allora ha
+compreso che non ero agitata.</p>
+
+<p>Dolcemente, stringendola al fianco, a piccoli
+passi, Filippo l'accompagnava nella camera di
+lei, e la baciava sui capelli. Così spesse volte
+egli si largiva il piacere di assistere mentre la
+fanciulla si spogliava e talora le prestava mano;
+in tal modo tra gli scherzi e i baci, la scena
+si prolungava e finiva sempre a una maniera.</p>
+
+<p>Quando fu nella camera da letto, Filippo prese
+posto in una poltrona, e la giovane s'accinse a
+togliersi gli abiti.</p>
+
+<p> — Ebbene, Flopi? — ella chiese.</p>
+
+<p> — Ah ecco! — disse Filippo. — Sono stato al
+«&nbsp;Grand Hôtel&nbsp;» e ne sono uscito con lo zio Roberto,
+il quale ha colto l'occasione per farmi una
+delle solite prediche. Ci siamo accalorati; egli
+mi ha minacciato di diseredarmi, e io gli ho
+detto che me ne infischio; a quel che pare, i
+due milioni dello zio sono così sfumati, ma io
+preferisco loro la mia libertà piena e assoluta.
+Ecco tutto, Lori; vedi che non valeva nemmeno
+la pena di parlarne.</p>
+
+<p>Loredana, rapidamente liberatasi della gonna,
+rimase attonita.<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span></p>
+
+<p> — Due milioni! — ripetè a un tratto.</p>
+
+<p> — Poco più, poco meno, — disse Filippo. — Ma
+io non ho mai avuto bisogno del suo denaro,
+e tu lo sai.</p>
+
+<p>La fanciulla gettò gli abiti sopra una sedia,
+e restò ritta innanzi all'armadio a specchio....</p>
+
+<p> — Per colpa mia! — ella esclamò.</p>
+
+<p> — Lori, te ne prego, — disse Filippo. — Mi
+dispiace quando tu parli così: non è per tua colpa,
+ma per colpa dei miei parenti. Non è una
+novità, questa: ti ricordi che io te l'avevo detto?
+I miei parenti non capiscono, e le discussioni
+non valgono a niente....</p>
+
+<p> — Vogliono che tu mi lasci? — incalzò Loredana.</p>
+
+<p> — S'intende! — rispose Filippo. — Lo zio Roberto,
+poveretto, non è che lo strumento di mia
+madre, la quale lo fa agire e parlare, ed egli agisce
+e parla, tanto per avere pace.</p>
+
+<p> — Vogliono che tu mi lasci? — ripetè Loredana. — E
+non vogliono altro?</p>
+
+<p> — Per bacco! — esclamò Filippo ridendo. — Mi
+pare che basti....</p>
+
+<p> — No, potrebbero volere di più, — disse la
+fanciulla, dopo un attimo d'esitazione. — Potrebbero
+volere che tu ti sposi.... Perchè, Flopi,
+io non capisco.... Se tu mi lasciassi, che faresti?
+Vivresti senza amanti e senza moglie? Pretendono
+questo i tuoi parenti?... Non vogliono che
+tu ti sposi? Non hanno qualche signorina che
+piace loro e che ti offrono?</p>
+
+<p>Filippo tacque, stupito, e si chiese come mai
+la piccola Lori, ch'egli reputava ancora poco più<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span>
+d'una bambina, col solo aiuto della logica, fosse
+giunta alla verità. Per nascondere il suo impaccio,
+egli si alzò e disse:</p>
+
+<p> — No, no: che ti viene in mente?... Lascia che
+io ti guardi....</p>
+
+<p>Loredana fece un gesto per allontanarlo, e insistette:</p>
+
+<p> — Veramente, Flopi, non ti hanno mai parlato
+di matrimonio, non vogliono che ti sposi?</p>
+
+<p> — Ma no; sono tue fantasie queste! — ripetè
+Filippo.</p>
+
+<p> — Sei pronto a giurarmelo?</p>
+
+<p> — Te lo giuro....</p>
+
+<p> — Sei pronto a darmi la tua parola d'onore?</p>
+
+<p>Filippo ebbe un attimo di titubanza; ma ormai
+non poteva più retrocedere.</p>
+
+<p> — Ti do la mia parola d'onore! — disse.</p>
+
+<p>La fanciulla si coprì il volto con le mani e
+ruppe in pianto.</p>
+
+<p> — Come! — esclamò Filippo, sorpreso. — Ora
+piangi? Non sei contenta? Forse non credi?</p>
+
+<p>Ella gli stava innanzi con le braccia e il petto
+scoperti; aveva le mutande di batista che le arrivavano
+al ginocchio, le calze di seta grigia,
+le scarpette basse e bianche: pareva un piccolo
+gentile Pierrot.</p>
+
+<p> — Così carina, — disse Filippo, — e così cattiva!
+Ma non sei contenta, ti ripeto?</p>
+
+<p>Loredana riuscì a rispondere tra i singhiozzi:</p>
+
+<p> — Sì, — dichiarò, mentendo alla sua volta, — piango
+perchè sono contenta!</p>
+
+<p>Filippo si mise a ridere, e la strinse al petto,
+sollevandola da terra.<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span></p>
+
+<p> — Vieni, — disse. — Vieni, mascheretta bella,
+viperetta cara. Tu sei tanto bella, io ti amo
+tanto....</p>
+
+<p>La giovane gli si avvinghiò al collo, si lasciò
+adagiare sul letto, e tra le lagrime cercò la bocca
+di lui, che mentiva e baciava così bene....</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">VIII.</h2>
+
+<p>L'inverno fu singolarmente crudo e lungo quell'anno,
+a Venezia; nevicò più volte e nei giorni
+sereni una gelida bora soffiò con violenza. Molte
+famiglie abbandonarono la campagna innanzi
+tempo e iniziarono la stagione dei ricevimenti
+e delle feste prima dell'usato; a metà novembre,
+la vita elegante, in causa dei rigori invernali,
+fioriva già in tutto il suo rigoglio.</p>
+
+<p>Filippo ne fu ripreso a poco a poco, quasi
+senz'accorgersene; ritrovò gli amici, e rifece la
+solita ruota di visite e di consuetudini, tra quei
+soliti gruppi di persone, alla quale era abituato.</p>
+
+<p>Ma per Loredana ebbe le cure più sollecite.
+Il mormorìo del mondo e l'astiosità dei parenti
+gli avevan reso la fanciulla anche più cara, e
+spesso rinunziava a qualche trattenimento mondano
+per dedicarle il suo tempo. L'aveva circondata
+di lusso, provvedendole abbigliamenti a Milano,
+facendole regali di gioielli, coprendola di
+sete e di merletti e di pelliccie, perchè la sua
+bellezza avesse una degna cornice.<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span></p>
+
+<p>Loredana lasciava fare.</p>
+
+<p>Era mutata; un dolore sordo e profondo andava
+rodendola dal giorno in cui aveva scoperto
+che il suo Flopi mentiva; e mentiva perchè l'amicizia
+con Giselda Fioresi doveva avere un significato
+ch'egli non poteva confessarle. Dapprincipio,
+quando s'accorse che Filippo riprendeva
+le sue abitudini mondane, la giovane lo seguì
+col pensiero affannosamente; si fece raccontar
+volta per volta ciò che egli aveva visto e
+ciò che aveva detto; notò che mai non pronunziava
+il nome della contessina Fioresi, anche
+quando dai giornali si poteva rilevare che la contessina
+frequentava le feste e i ritrovi ai quali
+Filippo prendeva parte. Mille volte, Loredana era
+stata in procinto di chiedere spiegazioni, e mille
+volte s'era trattenuta, pensando ch'egli avrebbe
+mentito ancora.</p>
+
+<p>Poi a poco a poco, riuscì a dominarsi; non
+volle più sapere, non interrogò più. Ella era la
+sua amante, che lo attendeva con desiderio inesprimibile
+e gli si dava tutta con infinita voluttà;
+faceva tacere la gelosia terribile che le
+attossicava il cuore, divorava in silenzio le lagrime
+e si mostrava sempre lieta e sorridente.
+Era un eroismo d'ogni giorno, d'ogni ora, che
+Filippo non sapeva, non avrebbe mai saputo.</p>
+
+<p>Anche quel lusso che la circondava le pareva
+soverchio; indossava la pelliccia, infilava nelle
+dita gli anelli preziosi con un certo piccolo brivido,
+pensando che il nome di mantenuta le conveniva
+allora meglio che mai. Non gliene importava;
+il mondo le era così sconosciuto e così<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span>
+lontano, che non voleva occuparsene; ma sua madre,
+la buona signora Emma, s'era inquietata
+per lei.</p>
+
+<p>Loredana andava sempre a trovare la mamma
+nella casetta bianca sul campiello solitario. Ogni
+volta era certa d'incontrare per la via Adolfo
+Gianella, il suo antico fidanzato, il quale le faceva
+la posta. Egli le era rimasto stranamente
+fedele, attraverso l'uragano di scandalo e di maldicenza
+che aveva travolto il nome della giovane.
+La seguiva a distanza per lunghi tratti, la guardava
+con intenso piacere, e ne era forse più innamorato
+che nei giorni in cui ella era vergine
+e innocente. Adolfo aveva appreso tutto dalla
+bocca dei curiosi e degli sfaccendati, la vita e
+l'amore di Loredana, e poi aveva scoperto il nido
+degli amanti e s'era posto a gironzare in quei
+dintorni, a guardar quelle finestre, a spiar quella
+gioia. Umile e timido, non confidava ad alcuno
+i suoi crucci, non parlava in famiglia di Loredana,
+perchè la famiglia di lui la odiava. Egli si
+contentava di seguir la fanciulla e di vederla
+bella, prosperosa, felice.</p>
+
+<p>La cosa era tanto abituale ormai, che Loredana
+contava sulla presenza di Adolfo, e s'egli passeggiava
+nel campiello, essa si tratteneva più
+a lungo presso sua madre.</p>
+
+<p> — Bada che è tardi, — le diceva questa qualche
+volta.</p>
+
+<p> — Oh non importa! — rispondeva Loredana,
+dopo essersi affacciata alla finestra. — C'è Adolfo,
+che mi riaccompagna.</p>
+
+<p>E la fanciulla sorrideva, non sapendo ella medesima<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span>
+se la devozione di lui fosse ammirabile
+o ridicola.</p>
+
+<p>Una sera egli s'infuriò, con uno di quegli scatti
+ciechi e improvvisi che sono proprii dei caratteri
+timidi. Loredana s'era trattenuta assai tardi
+e ritornava sola, a piedi, verso le Zattere, percorrendo
+calli deserte. Ella indossava la pelliccia,
+aveva una borsetta a maglie d'oro appesa
+al braccio, e le buccole di brillanti negli orecchi.</p>
+
+<p>Adolfo le si avvicinò d'un tratto e le disse
+bruscamente:</p>
+
+<p> — Perchè torni a quest'ora? Non pensi che ti
+può capitar qualche cattivo incontro?...</p>
+
+<p>Loredana si fermò sbalordita a guardarlo; poi
+rise involontariamente:</p>
+
+<p> — Sapevo che c'era lei, — rispose, — e che lei
+mi accompagna.</p>
+
+<p>Egli si calmò subito; le si mise al fianco, e
+le disse con espressione lamentabonda:</p>
+
+<p> — Come sei bella!... Non vuoi, non vuoi proprio
+sposarmi?</p>
+
+<p>La giovane parve non aver capito; egli continuò:</p>
+
+<p> — Io ti perdono tutto; tu sei l'amante del conte,
+e non te ne faccio colpa. Forse io non sapeva
+trattarti, ma ora ho imparato, perchè ho tanto
+sofferto.... Non vuoi sposarmi? Non ti piacerebbe
+di vivere con me?</p>
+
+<p>Loredana scosse il capo, accennando di no.
+Adolfo soggiunse, umilmente:</p>
+
+<p> — Hai ragione. Sei abituata al lusso e all'eleganza....
+Il tuo valore è troppo grande per me....</p>
+
+<p>La fanciulla lo squadrò e rispose:<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span></p>
+
+<p> — Sì, ora valgo più di due milioni....</p>
+
+<p>Adolfo tacque senza comprendere. Che cosa voleva
+dire? Era impazzita? La guardò di nuovo,
+e vedendo che essa sorrideva, non osò chiedere
+spiegazioni; le camminò al fianco in silenzio, a
+capo basso.</p>
+
+<p> — Lei mi ha perdonato? — riprese Loredana
+d'un tratto. — Ma è inutile; io non le ho chiesto
+il suo perdono, e non le ho fatto nulla di
+male, perchè ho disposto di me liberamente. Crede
+lei che per vivere la mia vita non occorra del
+coraggio?...</p>
+
+<p>Si morse le labbra, temendo di dir troppo; e con
+voce secca aggiunse:</p>
+
+<p> — Mi sorvegli, ma non mi stia al fianco; potrei
+incontrare persone che conosco, e non vorrei
+far credere che io passeggi coi giovanotti
+la sera, per le calli perdute....</p>
+
+<p>Adolfo rallentò il passo, in modo da starle alle
+spalle e da proteggerla senza accompagnarla.
+La fanciulla si sentì presa da tenerezza, per il
+querulo amante, volse il capo, e disse con un
+sorriso:</p>
+
+<p> — Grazie. Così va bene....</p>
+
+<p>Egli la seguì fino alle Zattere e poi scomparve.</p>
+
+<p>Per più giorni andò ruminando la frase della
+giovane: «&nbsp;Ora valgo più di due milioni&nbsp;». Che
+cosa aveva voluto dire? Forse la pelliccia, i brillanti,
+gli abiti che portava indosso valevano più
+di due milioni? Era impossibile.... Allora qualcuno
+le aveva offerto due milioni per abbandonare
+il conte?... Questo era più verosimile; egli,
+Adolfo, due milioni gli avrebbe dati per la gioia<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span>
+di far sua Loredana, e un ricco signore poteva
+pagarsi caro quel capriccio.... Andava galoppando
+nel mondo delle fantasie e degli assurdi, senza
+venire a capo di nulla, divorato dal bisogno
+di sapere, annaspando nelle tenebre.</p>
+
+<p>La frase sfuggitale aveva scosso Loredana medesima.
+Ella pure vi ripensò nei giorni seguenti,
+come le parole fossero state una rivelazione, come
+il fatto avesse trovato in quelle una consacrazione
+impreveduta e strana.</p>
+
+<p>Valeva ella veramente più di due milioni? Filippo
+non pensava mai al patrimonio che le aveva
+sacrificato con tanta prontezza?</p>
+
+<p>Loredana si mise a studiarlo attentamente, a
+scrutarne il pensiero, a sorprenderne le intenzioni.
+Egli era imperturbabile; non più parola usciva
+dalla sua bocca a proposito di quella eredità, non
+un accenno ai parenti, allo zio, alle noie che dovevan
+dargli. La sua educazione e le sue abitudini
+di gran signore non gli permettevano di gettare
+uno sguardo di rammarico a quel tesoro perduto;
+gli sarebbe parso di commettere la più ignobile
+delle bassezze. Parlava all'amante di ogni
+cosa, fuor che di quell'incidente, al quale aveva
+dato minore importanza di quel ch'egli medesimo
+si aspettasse, forse perchè sui due milioni
+dello zio non aveva mai fatto grande assegnamento.</p>
+
+<p>Egli possedeva circa trentamila lire di rendita
+e non giuocava; tutto il suo lusso e tutto il suo
+piacere erano in Loredana, la quale gli costava
+poco oltre la metà del reddito; viveva così in
+perfetto equilibrio economico, e finiva per giudicare<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span>
+che le recise dichiarazioni dello zio gli
+avevan tolto una preoccupazione fastidiosa e gli
+avevan dato la libertà assoluta di vivere a proprio
+talento.</p>
+
+<p>Loredana non riusciva a penetrare il pensiero
+dell'amante. Lo vedeva padrone di sè, sereno,
+quasi spensierato, e credeva a una finzione....</p>
+
+<p>Un giorno in cui egli andava ammirandola e
+accarezzandola, la giovane non riuscì a dominarsi.
+Gli chiese:</p>
+
+<p> — Ti piaccio?</p>
+
+<p> — Molto, — rispose Filippo ridendo. — Ne dubiti
+forse?</p>
+
+<p> — Mi ami? — incalzò Loredana.</p>
+
+<p> — Molto, — ripetè Filippo.</p>
+
+<p> — Ti pare che....</p>
+
+<p>Si trattenne, si sentì confusa, diventò rossa in
+volto.</p>
+
+<p> — Che cosa? — domandò Filippo. — Che cosa
+deve parermi?</p>
+
+<p> — Ti pare che...? Ti pare che io valga più
+di due milioni? — disse finalmente la ragazza.</p>
+
+<p>Filippo la strinse fra le braccia ridendo.</p>
+
+<p> — Più di due milioni? — esclamò. — Ma più
+che tutti i milioni della terra! Quali domande
+tu mi fai! Si direbbe che tu mi creda pentito
+di non avere accettato un patto vergognoso, e
+che io ripensi a quei denari con rincrescimento....</p>
+
+<p>Corrugò la fronte e seguitò con espressione più
+grave:</p>
+
+<p> — Questo è offensivo per me, Lori. Tu non
+dovresti giudicarmi così male. Io ho avuto fortunatamente<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span>
+un'educazione, la quale mi ha abituato
+a non contare mai sul denaro. Se non fossi
+ricco, lavorerei, e saprei guadagnarmi da vivere;
+in ogni modo, certo, non venderei una donna
+che mi ama per un patrimonio anche enorme.</p>
+
+<p>Loredana si passò le mani sul volto e si mise
+a ridere infantilmente.</p>
+
+<p> — Questo mi fa bene, — disse respirando. — Mi
+fa bene a udir queste parole. Io pensava sempre
+ai due milioni, e mi dicevo che non valgo
+quella somma....</p>
+
+<p>Filippo le mise una mano sulla bocca.</p>
+
+<p> — Tu mi hai scambiato per un mercante di
+donne, — interruppe, sorridendo; e aggiunse con
+certo orgoglio che Loredana non aveva mai rilevato
+prima: — <span class="g">Noi</span> non ci pieghiamo per denaro....</p>
+
+<p>Scivolatagli dalle braccia, ella gli stava davanti
+in ginocchio, ammirandolo con espressione
+ingenua; lo guardò, coi grandi occhi dolci e ridenti
+velati da ciglia lunghe, e rimase immobile,
+così che Filippo dovette scuoterla. L'ammirazione
+di lei, che aveva qualche cosa di alto
+e di religioso, lo commuoveva sempre; egli se
+ne sentiva avviluppato e preso in ogni ora, e
+ne era quasi sgomento, perchè sapeva ormai che
+la fanciulla viveva della sua vita, respirava il
+suo respiro.</p>
+
+<p>In quell'istante nel quale, caduta involontariamente
+a ginocchi, Loredana pareva adorarlo estatica,
+l'uomo pensò che se il vecchio Roberto l'avesse
+vista, avrebbe compreso l'affetto e la protezione
+ch'egli Filippo le consacrava, e si sarebbe<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span>
+pentito d'averla chiamata mantenuta con
+tanta leggerezza: Filippo si volse a guardare se
+lo zio non fosse in un canto, e poi sorrise della
+propria allucinazione.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">IX.</h2>
+
+<p>La signora Marta Serrantoni, una giovane dalla
+grascia pallida, coi capelli color fiamma, avida
+di cibo e di denaro, aveva mosso gran guerra
+in principio a Loredana e a sua madre, in nome
+della morale. Poi vedendo la fanciulla per le vie
+tutta elegante, e per il Canal Grande nella gondola
+a due remi, la signora Marta s'era a poco
+a poco ravveduta. Il conte trattava bene l'amica
+sua, bisognava pur dirlo: non era il libertino capriccioso
+e volubile che si credeva, e dal contegno
+di lui era naturale concludere che non
+aveva intenzione di piantare un bel giorno l'amante
+nuova come tante altre.</p>
+
+<p>La signora Marta diceva questo con solennità,
+quantunque avesse detto il contrario pochi mesi
+prima, con la medesima solennità; e il codazzo
+di giovani e vecchie pettegole che davan peso
+alle sue parole, andavan ripetendole, e di
+giorno in giorno si riavvicinavano alla madre di
+Loredana e riprendevano a frequentarne la casa.</p>
+
+<p>Così mentre la signora Emma era malcontenta
+per il lusso della figlia, che a lei pareva eccessivo,
+le altre se ne felicitavano; quando Loredana<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span>
+veniva dalla sua mamma e trovava le
+amiche, queste le passavano una rivista minuta,
+pregandola talvolta di alzare un po' la gonna per
+mostrar le calze di seta, osservando la biancheria,
+divertendosi a infilar gli anelli, a provarsi
+il cappellino, a indossar la pelliccia. La loro morale
+taceva innanzi al pregio della roba lussuosa;
+esse s'inchinavano all'amante ricco e liberale.
+Anche ne godevano, perchè più volte avevano
+avuto in dono gli abiti ancor freschi che
+Loredana smetteva, e i cappellini ch'ella mutava
+sovente.</p>
+
+<p>La giovane aveva spesso in tasca qualche biglietto
+delle amiche, le quali chiedevano protezione
+al conte per il marito, per il fratello, pel
+nipote; e il conte riusciva ad allogar l'uno, a
+migliorar la posizione dell'altro, senza conoscerli,
+per far cosa grata alla sua viperetta.</p>
+
+<p>I concetti morali di quelle piccole donne avevano
+sorpresa e disgustata Loredana, che ignorava
+gli avvolgimenti e le mutazioni dell'umana
+vigliaccheria; le avrebbe preferite nemiche
+aperte; e parlandone con Filippo, si sentiva in
+obbligo di scusarle, perchè egli non le giudicasse
+troppo severamente.</p>
+
+<p>Ma egli ne rideva, e se ne faceva ripetere le
+frasi ammirative, divertendosi ai loro pettegolezzi
+e al loro mormorìo; qualche volta per mano
+dell'amante inviava dolci o fiori, ch'esse si
+disputavano vivamente, e talora anche sulla tavola
+delle borghesi pettegole comparivan le bottiglie
+polverose della cantina del conte. A questa
+maniera, senza conoscerle di persona, Filippo<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span>
+s'era creato intorno un circolo di amiche, le quali
+correvano dalla signora Emma a esaltar la generosità
+di lui e a felicitarsi della fortuna che era
+toccata alla figliuola.</p>
+
+<p>La signora Emma non pareva del loro avviso,
+e da qualche tempo era anzi inquieta.</p>
+
+<p>Come sarebbe finita quell'avventura? La fedeltà
+del conte l'aveva stupita senza persuaderla.
+Nelle sue lunghe ore di riflessioni, ella aveva
+accarezzato la speranza che Loredana avesse un
+figlio; il legame avrebbe consacrato quell'amore
+con vincoli quasi sacri, obbligando Filippo per
+tutta la vita, forse spingendolo a un passo decisivo.
+Ma nulla era avvenuto; Loredana era
+sterile.</p>
+
+<p>La signora Emma non poteva acconciarsi a questa
+idea; guardando la figliuola bella e gagliarda,
+non le riusciva di credere ch'ella fosse infeconda;
+le era balenato il sospetto che la sua
+sterilità fosse voluta dall'esperta astuzia di Filippo.
+Impossibile parlarne a Loredana, che egli
+aveva avuto vergine e ignorante d'ogni cosa; sarebbe
+stato assurdo interrogarla.</p>
+
+<p>Una volta che la giovane scherzava col bambino
+di Marta, la signora Emma osò domandarle:</p>
+
+<p> — Ebbene, Lori, non ti piacerebbe avere un
+bimbo anche tu?</p>
+
+<p>La giovane diventò vermiglia in faccia.</p>
+
+<p> — Certo, — balbettò, — un bambino anch'io....</p>
+
+<p> — Forse al conte non piacciono? — osservò la
+signora Emma.</p>
+
+<p> — Non ne abbiamo mai parlato, — rispose Loredana.<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span></p>
+
+<p>E bruscamente andò alla finestra senza proseguire.</p>
+
+<p> — Un bel bambino, che si potrebbe chiamare.... — seguitò
+la madre. — Come lo chiameresti,
+Lori?</p>
+
+<p>La giovane si volse e le disse:</p>
+
+<p> — Oh, mamma, non parlarmi così! Mi confondi!</p>
+
+<p>Emma non aggiunse parola, ma quel turbamento
+la sorprese e le parve la conferma dei suoi
+sospetti. Non aveva capito che Loredana si sentiva
+a disagio, perchè le sembrava che il discorso
+aprisse un spiraglio di luce sul suo amore
+pel quale aveva sempre un riserbo timoroso, una
+verecondia inquieta.</p>
+
+<p>L'argomento ritornò più volte; la Serrantoni,
+alla quale la signora Emma aveva confidato i
+suoi sospetti, s'incaricò d'interrogare Loredana;
+ma a lei mancò l'animo di spiegarsi e Loredana
+la guardò attonita per quell'interrogatorio, disordinato
+e confidenziale insieme.</p>
+
+<p>La giovane s'infuriò.</p>
+
+<p> — Se ancora mi parlate del bambino, — dichiarò
+un giorno, — io non verrò più a trovarvi!
+È un'insolenza; tutti vogliono sapere che cosa
+pensa Flopi dei bambini; tutti mi domandano
+che cosa ne penso io; non ci lasciano più vivere!
+La Serrantoni mi ha perfino chiesto se sono sicura
+che Flopi mi voglia bene come un marito!...
+È orribile questo pettegolezzo....</p>
+
+<p>E diede in uno scoppio di pianto, mentre la
+madre e le amiche le si facevano attorno a consolarla.
+Le amiche, specialmente, eran premurose
+perchè si vedevano sfuggire le sottane di seta<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span>
+e i cappellini civettuoli; e quando Loredana accarezzata
+dalle une, baciata dalle altre, rassicurata
+da tutte, cominciò a sorridere attraverso
+le lagrime, le donne esalarono un grande sospiro
+di sollievo....</p>
+
+<p> — Non capisce! — dissero tra di loro più tardi. — È
+ancora innocente come l'acqua....</p>
+
+<p>In verità, non capiva; non capiva che cosa volessero
+da lei, non capiva le perifrasi prudenti,
+non capiva che cosa importasse loro la sua maternità
+probabile, non capiva sopratutto come
+questa volta anche sua madre prendesse parte
+al coro.</p>
+
+<p> — Ma che cosa mi domandano? Ma di che cosa
+si occupano? — chiese infine alla signora
+Emma.</p>
+
+<p> — Esse credono, — spiegò Emma, — che se
+tu avessi un bambino, il conte ti amerebbe
+di più.</p>
+
+<p> — E che cosa importa loro se Flopi mi ama
+di più o di meno?</p>
+
+<p>Emma si strinse nelle spalle.</p>
+
+<p> — Mio Dio, — disse, confusa. — È un pensiero
+che hanno per te, perchè ti sono affezionate.</p>
+
+<p> — Ma è un pensiero stupido, mamma! — protestò
+Loredana. — Se io avessi un bambino, Flopi
+mi amerebbe ugualmente. Che ne so io? Fors'anco
+mi amerebbe meno.</p>
+
+<p> — Davvero? — esclamò Emma scandalizzata. — E perchè mai?</p>
+
+<p> — Perchè sarei malata, perchè diventerei brutta,
+per tante ragioni noiose, insomma....<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span></p>
+
+<p> — Allora sei tu che non lo vuoi, Lori? — domandò
+Emma.</p>
+
+<p>La ragazza la guardò intontita, e poi si mise
+a ridere.</p>
+
+<p> — Io? — disse. — Come posso io volerlo, o non
+volerlo?</p>
+
+<p> — Allora è il conte che non vuole? — insistette
+Emma.</p>
+
+<p> — Flopi? — esclamò Loredana. — E tu pensi
+che Flopi si curi di queste sciocchezze? Tu pensi
+che Flopi sia come la signora Serrantoni?</p>
+
+<p> — Non sono sciocchezze, Lori, — sentenziò Emma
+gravemente. — Alla fin fine, tutto dipende
+dalla volontà del conte.</p>
+
+<p>Loredana scoppiò in una lunga risata.</p>
+
+<p>Le preoccupazioni di sua madre e delle sue
+amiche risvegliavano in lei un allegro stupore.
+Ebbe la tentazione di parlarne all'amante, poi
+con lo spirito d'intuizione che spesso la guidava,
+sentendo nella curiosità delle donne qualche ombra
+di mistero, si trattenne; ma istintivamente
+scaltra, riuscì per una via indiretta a sapere che
+cosa Filippo pensava dei bambini.</p>
+
+<p>Quando egli usciva solo a passeggio, le chiedeva
+che dovesse portarle a casa.</p>
+
+<p> — Vuoi i dolci, Lori? Vuoi un palco per questa
+sera? Devo mandarti i fiori per la tavola?</p>
+
+<p>Loredana sceglieva; il più delle volte non sceglieva
+nulla.</p>
+
+<p> — Voglio che tu ritorni presto, — rispondeva.</p>
+
+<p>Ma pressata dalla inquisizione delle pettegole,
+un giorno si arrischiò:</p>
+
+<p> — Voglio che tu mi porti a casa un bel bambino....<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span></p>
+
+<p> — Di cioccolata? — domandò Filippo ridendo.</p>
+
+<p> — No, un bel bambino vivo, — disse Loredana.</p>
+
+<p>Filippo, che già stava per uscire, tornò indietro
+e le si avvicinò:</p>
+
+<p> — Veramente? — chiese. — Veramente, tu desideri
+un bambino?</p>
+
+<p>A guardarla, non si sarebbe detto; ella sorrideva,
+osservando la maraviglia dell'uomo, una maraviglia
+commossa e dolorosa.</p>
+
+<p> — Hai ragione, — egli continuò, accarezzandole
+i capelli. — Tutte le donne vogliono il loro
+bambino.... Ma un bambino, per noi, in questo
+momento....</p>
+
+<p>Sembrava molto intrigato, e la cosa divertiva
+immensamente Loredana, che non l'aveva mai visto
+così.</p>
+
+<p> — Certo, — riprese Filippo, — un bambino
+ti terrebbe compagnia e tu gli vorresti bene....
+Ecco: l'anno venturo avrai il bambino. Te lo prometto.
+Sei contenta? L'anno venturo....</p>
+
+<p>Ma s'interruppe. Loredana rideva, fino ad averne
+umidi gli occhi; poi con uno scatto gli balzò
+al collo, e sempre ridendo gli disse:</p>
+
+<p> — Tu hai creduto davvero che io voglia un
+bambino? Ma no; ma non vi ho mai pensato,
+mai, mai, mai! È la signora Serrantoni che mi
+annoia coi suoi discorsi e vuole sapere perchè
+io non ho bambini! A me non importa nulla!
+La Serrantoni dice che è colpa tua se non abbiamo
+bambini, e poi dice che è colpa mia, e non
+sa nemmeno lei.... Ma io voglio ciò che tu vuoi,
+e non ho mai pensato a queste sciocchezze. Non
+è vero che sono sciocchezze?<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span></p>
+
+<p> — E la Serrantoni, — disse Filippo racconsolato, — non
+ti ha spiegato perchè è colpa mia
+se non abbiamo bambini?</p>
+
+<p> — Ah no! — esclamò la giovane, ridendo ancora. — Non
+mi ha spiegato niente. Mi ha fatto
+dei discorsi stranissimi, e in ultimo ha deciso
+che io sono una grande oca, perchè non ho capito
+una parola. Io, però, le ho dichiarato che
+se mi secca ancora, non le porterò più i dolci.</p>
+
+<p> — Hai fatto benissimo, — approvò Filippo, baciandola
+sulla bocca. — E le dirai che della nostra
+vita e del nostro amore siamo padroni noi.</p>
+
+<p>Le parole di Filippo diedero un grande coraggio
+a Loredana, e mentre le pettegole evitavano
+quel solito argomento per non addolorarla,
+ella lo provocò a bella posta qualche giorno
+dopo.</p>
+
+<p> — Ho parlato con Flopi del bambino, — disse.</p>
+
+<p>La madre e le amiche, le quali stavano intorno,
+mandarono una esclamazione di stupore.</p>
+
+<p> — E che cosa ha detto il conte? — domandò
+la Serrantoni, trepidando.</p>
+
+<p> — Ha detto che il bambino lo avrò l'anno
+venturo, — rispose la giovane categoricamente. — Ma
+un bambino, per noi, in questo momento....</p>
+
+<p>Ella tacque; le altre tacquero, guardandosi. Loredana
+era stupefatta per il successo impreveduto
+delle sue parole. Finalmente la signora Emma
+si passò una mano sulla faccia, e disse sottovoce
+alla Serrantoni:</p>
+
+<p> — Avevo indovinato. È lui che non lo vuole!...</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span></p>
+
+<h2 class="lighter">X.</h2>
+
+<p>La serata al teatro Goldoni era stata fatale
+per Berto Candriani.</p>
+
+<p>Innanzi tutto egli aveva visto Loredana sotto
+un aspetto nuovo; fino a quel giorno aveva considerata
+la giovane come una piccola borghese
+presa nella luce della vita mondana per un capriccio
+di Filippo e destinata a scomparir presto
+con quel capriccio; ma standole a fianco, ammirandone
+l'eleganza e la freschezza, vivendone
+alcune ore la vita, notandone l'ingenuità non priva
+d'orgoglio, s'era dovuto ricredere. Loredana
+era destinata a non scomparire presto: aveva tutte
+le qualità per essere un'amante di primo ordine,
+o una mantenuta lussuosa, o un'amica affezionata
+e fedele, a seconda dell'uomo che l'avesse
+guidata nel suo cammino.</p>
+
+<p>Da quella sera in poi, Berto aveva notato che
+se ne parlava molto tra le dame; dal canto suo,
+tartassato di domande, aveva dovuto raccontare
+una quantità di cose vere e una quantità di cose
+false, per rispondere alla curiosità acuta delle
+amiche. Forte della sua fantasia, aveva prodigato
+particolari bizzarri, che raccontava dapprima
+ridendo; ma perchè le dame parevano credere,
+a poco a poco aveva ripetuto quei particolari
+ed altri ne aveva aggiunti con gravità;
+in modo che intorno alla ragazza s'era formata
+una leggenda.<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span></p>
+
+<p>Fausta di Montegalda, la quale ancora non poteva
+persuadersi che «&nbsp;quella stracciona&nbsp;» fosse
+una rivale, s'era involontariamente prestata a
+diffondere la leggenda. La ragazza si faceva chiamare
+Loredana e prendeva un bagno nel latte
+ogni mattina; mangiava fragole tutto l'anno, e
+il povero Flopi spendeva un patrimonio per procurargliele
+durante la stagione invernale. La camera
+dove riposava, con le pareti ricoperte di
+specchi, aveva un enorme specchio in luogo del
+soffitto, cosicchè la ragazza si vedeva riflessa,
+in tutte le pose e per ogni lato; la vecchiaccia
+che l'accompagnava era vedova, ma si diceva
+avesse avvelenato il marito.... Povero Flopi! Tra
+l'amante e la dama di compagnia s'era proprio
+<span class="g">encanaillé</span> fino al collo.</p>
+
+<p>Se qualcuno, in nome della verosimiglianza e
+della logica, osava qualche obiezione, Fausta rispondeva:</p>
+
+<p> — Ma è così, ve lo assicuro. Domandatene al
+Candriani. Egli la conosce per benino, la ragazza....</p>
+
+<p>E Berto era interrogato e doveva confermare
+o mitigare i racconti fantastici, i quali, passando
+di bocca in bocca, avevano ormai rivestito
+incredibili forme.</p>
+
+<p>La celebrità di Loredana era fatta. Nessuno
+pensava più a negare che la ragazza prendesse
+un bagno di latte ogni mattina e vivesse di fragole;
+la signora Teobaldi, poi, aveva decisamente
+avvelenato il marito.</p>
+
+<p>Berto non sapeva se riderne o temerne, perchè
+capiva che se Filippo avesse conosciuto quel romanzo<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span>
+e il suo autore, le cose si sarebbero fatte
+molto serie.</p>
+
+<p>E mentre l'immane pettegolezzo sobbolliva, la
+vita di Loredana aveva avuto una buona ripresa.
+In quell'inverno la giovane era andata più
+volte a teatro, ora con la Teobaldi, ora con Filippo,
+scatenando una bufera di commenti e di
+discussioni, che non giungevano fino al suo orecchio.
+L'appartamento sulle Zattere, tutto raccolto
+e ben riscaldato pareva più intimo e voluttuoso.</p>
+
+<p>Loredana aveva dimenticato Giselda Fioresi e
+i due milioni e la taccia di mantenuta; viveva
+spensieratamente con la cieca sicurezza di poter
+vivere sempre così felice.</p>
+
+<p>Ella fu un po' sorpresa di vedersi un giorno
+comparire in casa Berto Candriani, il quale non
+le faceva mai visita nelle ore in cui Filippo era
+assente.</p>
+
+<p>Berto indossava la redingote, aveva un garofano
+bianco all'occhiello, e in una mano i guanti
+paglierini; era addobbato per una visita di società,
+e anche questo maravigliava Loredana, che
+lo riceveva sempre come un vecchio amico, senza
+cerimonie.</p>
+
+<p>Pareva lievemente impacciato.</p>
+
+<p> — Credevo ci fosse Filippo, — disse, — ed
+ero passato a prenderlo.</p>
+
+<p> — No, — rispose Loredana. — Flopi è andato
+al tè in casa Lombardi....</p>
+
+<p> — Ah, sicuro! — mormorò Berto. — Sono le
+cinque, infatti; le cinque e un quarto, anzi.</p>
+
+<p> — Se lei non ha niente di meglio a fare, — seguitò<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span>
+cortesemente la giovane, — può trattenersi
+un istante, e il tè gliel'offrirò io.</p>
+
+<p>Berto battè le mani.</p>
+
+<p> — Anzi, anzi, non domando che questo!</p>
+
+<p>La conversazione languì un attimo. Loredana
+si chiedeva mentalmente: «&nbsp;Che cosa vuole?&nbsp;».
+Berto si distraeva a guardar la fanciulla, la quale
+indossava una semplice vestaglia tutta liscia
+colore scarlatto, serrata ai fianchi da una fascia
+alta di seta nera. Egli si diceva che era straordinariamente
+desiderabile.</p>
+
+<p> — Flopi è sempre di buon umore? — domandò.</p>
+
+<p> — Certo, — rispose Loredana. — È sempre di
+buon umore con me.</p>
+
+<p> — Non ha più parlato di quegli incidenti al
+teatro?</p>
+
+<p> — Di quali incidenti?</p>
+
+<p> — Di quella sera, ricorda? quando io ebbi l'onore
+di riaccompagnarla, e si fece anche un
+brindisi....</p>
+
+<p>La giovane sorrise.</p>
+
+<p> — Ah mio Dio! — esclamò. — Di noi tre, se
+ne ricorda lei, soltanto!... Sarebbe curiosa che
+io e Flopi ne parlassimo ancora!...</p>
+
+<p>Berto si morse le labbra.</p>
+
+<p> — È vero; lei e Flopi han da dirsi qualche cosa
+di meglio, — mormorò.</p>
+
+<p> — Caro conte, — osservò Loredana, corrugando
+le sopracciglia, — sa che io detesto i sottintesi.</p>
+
+<p> — Non ci sono sottintesi; dicevo una verità.
+Due persone che si amano, non han tempo di badare
+ai pettegolezzi.<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span></p>
+
+<p>Loredana si alzò per accendere la luce elettrica;
+la conversazione ricadde.</p>
+
+<p> — Flopi le ha narrato la storia dei due milioni? — chiese
+Berto a un tratto.</p>
+
+<p> — Mi ha narrato ogni cosa.</p>
+
+<p> — Egli non li rimpiange di sicuro?</p>
+
+<p> — Pare di no, — rispose Loredana sorridendo.</p>
+
+<p>Entrò Piero, recando il servizio per il tè, che
+dispose sul tavolino. Vi fu una pausa lunga, durante
+la quale Loredana versò l'acqua bollente
+nella teiera, spense il fornelletto a spirito, avanzò
+il cestello dei biscotti verso il suo ospite.</p>
+
+<p> — È un bel patrimonio, — riprese questi.</p>
+
+<p> — Che cosa? — domandò Loredana.</p>
+
+<p>Non s'era mai trovata sola col giovane, al quale
+sapeva di piacere, e se ne sentiva intimorita,
+perchè gli occhi di lui non l'abbandonavano mai.</p>
+
+<p> — Dico che due milioni formino un bel patrimonio, — egli
+spiegò, prendendo una tazza dalle
+mani della fanciulla. — Un magnifico patrimonio,
+al quale pochi uomini rinunzierebbero per
+l'amore.</p>
+
+<p>Loredana guardò Berto inquieta.</p>
+
+<p> — Che cosa significa? — domandò.</p>
+
+<p> — Non ci sono sottintesi, — dichiarò Berto
+sorridendo. — Volevo dire quello che ho detto;
+pochi uomini rinunzierebbero a due milioni per
+l'amore di una donna. Flopi è di questi uomini,
+e ciò mi fa piacere....</p>
+
+<p> — No, conte, — interruppe Loredana, bruscamente. — Non
+è il caso di scherzare; lei sa
+qualche cosa?</p>
+
+<p> — Non so nulla!<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span></p>
+
+<p> — Forse Filippo le ha confidato che è malcontento?</p>
+
+<p> — Le do la mia parola, d'onore che Filippo
+non ha mai aperto bocca con me....</p>
+
+<p> — E allora? — chiese la giovane freddamente. — Perchè
+trova strano che Filippo mi ami?</p>
+
+<p> — Non trovo strano; dico che tra una donna,
+chiunque ella sia, e due milioni, quasi tutti
+gli uomini sceglierebbero questi e lascerebbero
+quella.</p>
+
+<p>Loredana non rispose; la bella faccia ridente
+aveva preso un'espressione dura, che gli angoli
+rialzati della bocca facevan più recisa; e gli occhi
+fissavan dritti in volto il Candriani, cercando
+di scrutarne il pensiero riposto.</p>
+
+<p> — È quello che io ho osservato a Flopi, — ella,
+disse. — Ma egli mi ha risposto che io lo
+scambiava per un mercante.</p>
+
+<p> — Doveva rispondere così, — osservò Berto.</p>
+
+<p> — Doveva essere sincero, perchè io con lui sono
+stata sempre sincera.</p>
+
+<p> — Lei non aveva nulla da nascondere; ma la
+sincerità qualche volta è incomoda, — ribattè
+il Candriani. — Non si può dire a una donna:
+«&nbsp;Io preferisco due milioni al tuo amore&nbsp;»....</p>
+
+<p>Loredana balzò in piedi.</p>
+
+<p> — Perchè mi parla a questo modo? — esclamò. — Filippo
+le ha dato l'incarico di esprimere
+le sue idee?</p>
+
+<p> — No, — rispose Berto, stendendo una mano
+verso la giovane come a tranquillarla. — Filippo
+non mi ha dato alcun incarico, glielo posso
+giurare! Sono pensieri miei, quelli che esprimo.<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span></p>
+
+<p>Fece una pausa, si alzò egli pure lentamente
+in piedi, e movendo un passo verso la ragazza
+dritta nella veste flammea, aggiunse:</p>
+
+<p> — Non si spaventi, non si turbi, Loredana. È
+un amico che le parla. Io voleva dirle questo
+fin dalla sera in cui ci siam trovati a teatro.
+Volevo dirle che, qualunque cosa avvenga, in
+qualunque momento, io sarò lieto di accorrere
+a una sua parola e di poter esserle utile....</p>
+
+<p> — Come? — domandò Loredana smarrita. — Lei
+non crede sincero Filippo?</p>
+
+<p> — Non so. È sincero oggi, forse. Domani potrebbe
+pentirsi, non tanto per il patrimonio al
+quale deve rinunziare, quanto per la guerra che
+gli va movendo la famiglia. E se quel giorno
+venisse, le ripeto, ella deve ricordarsi che ha
+un amico devoto e pronto a tutto per lei....</p>
+
+<p>La giovane squadrò da capo a piedi il suo
+ospite; non era più intimorita; un sorriso ironico
+le increspava le labbra e una luce vivida
+le sfolgorava dagli occhi.</p>
+
+<p> — Io la disprezzo! — ella rispose pacatamente.</p>
+
+<p> — Loredana! — esclamò Berto.</p>
+
+<p> — Sì, sì, la disprezzo! — ripetè la giovane con
+calma. — Lei ripaga a questo modo l'amicizia
+di Flopi? Lei viene a mettermi il sospetto nel
+cuore, mentre io era felice! Lei viene ad accusare
+Filippo, mentre egli è così buono con me, così
+fiducioso con lei! E tutto questo senza una ragione
+al mondo, solo per dirmi.... Per dirmi che cosa?
+Che lei vorrebbe succedere a Filippo, non è
+vero? Perchè lei crede che se domani Filippo
+mi abbandonasse, io prenderei un altro amante,<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span>
+forse il primo che mi capitasse, con la indifferenza
+con cui si muta d'abito? Questa è la stima
+che lei ha di me?...</p>
+
+<p>S'interruppe, dando in una risata sardonica;
+e proseguì:</p>
+
+<p> — Caro conte, ha commesso un'azione cattiva,
+e io dovrò avvertirne Filippo, perchè si guardi
+da lei, che è un falso amico! Lei è stato il solo
+ammesso in questa casa, e ne ha compensato Flopi
+tentando di farmi credere che rimpiange il
+denaro perduto, e cercando di portar via a Flopi
+una donna che egli ama. Mi ha messo l'inferno
+nell'anima, mi ha fatto dubitare, mi ha torturata....</p>
+
+<p> — Loredana, non esageri, per carità, — interruppe
+Berto avvicinandosi. — Lei non mi ha
+compreso.</p>
+
+<p> — L'ho compreso, l'ho compreso! — esclamò
+Loredana, mentre le lagrime cominciavano a scorrerle
+per le guance. — Ho compreso il suo scopo!
+Se avesse detto quelle malignità senza uno
+scopo, sarebbe pazzo! Ah, che dolore mi ha dato!
+Ora questo pensiero non mi si leverà più dal
+cervello; ora io continuamente mi domanderò se
+Flopi è contento, se non rimpianga il denaro perduto,
+se mi ama davvero! Ed ero così felice, così
+stupidamente felice!...</p>
+
+<p>Si lasciò cadere in una poltrona, e nascondendo
+il volto tra le mani, scoppiò in singhiozzi che
+le fecero sobbalzare violentemente il seno. A piccoli
+passi, piano, adagio, Berto si avvicinò, si
+curvò sulla spalliera, osò stendere una mano quasi
+per carezzare la testolina dolorosa:<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span></p>
+
+<p> — Loredana, — susurrò, — io le domando perdono;
+io non credeva di....</p>
+
+<p>Ma dovette troncare. Loredana era scattata
+in piedi nuovamente; pareva davvero una viperetta,
+con la testa dritta e gli occhi sfavillanti:</p>
+
+<p> — Vada via! — gridò. — Vada via; non mi
+tocchi! La disprezzo, gliel'ho detto. Vada via,
+vada via subito!...</p>
+
+<p>Berto si ritrasse.</p>
+
+<p> — Vada via subito! — incalzò Loredana. — Non
+voglio più vederla! Vada via subito, o
+chiamo!</p>
+
+<p>Il tono perentorio, la voce squillante, il fremito
+visibile che agitava la fanciulla, fecero comprendere
+a Candriani ch'era impossibile resistere;
+se avesse osato una parola o un gesto, Loredana
+avrebbe chiamato il servo o Clarice, facendo
+uno scandalo. Berto camminò a ritroso fin
+sul limitare, s'inchinò, uscì.</p>
+
+<p>La giovane stette in ascolto qualche poco, indi
+si abbandonò sul divano, tuffando il volto tra i
+cuscini. Ella rimase in tal positura, immobile e
+con gli occhi asciutti, sforzandosi a pensare, fin
+che non udì nell'anticamera i passi di Filippo
+che rientrava. Allora balzò in piedi, si diede una
+occhiata nello specchio, afferrò un libro che giaceva
+sulla tavola e finse di leggere.</p>
+
+<p>Filippo entrò:</p>
+
+<p> — Buona sera, piccola, — disse.</p>
+
+<p> — Buona sera, Flopi. Ti sei divertito?</p>
+
+<p> — No, per niente. E tu, che cosa hai fatto?</p>
+
+<p>Un brivido passò nell'anima di Loredana; chinato<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span>
+il capo di nuovo sul libro, mormorò con indifferenza
+studiata:</p>
+
+<p> — Nulla. È venuto il Candriani a trovarmi....</p>
+
+<p> — Berto? — esclamò Filippo stupito. — A
+che ora?</p>
+
+<p> — Alle cinque e un quarto, o alle cinque e
+mezza, non ricordo.</p>
+
+<p> — E che cosa voleva?</p>
+
+<p> — Era passato a prenderti per andare dalla
+contessa Lombardi.</p>
+
+<p> — Ma è impossibile, Lori; pensa bene a ciò
+che dici! — esclamò Filippo.</p>
+
+<p>Loredana s'impaurì; impossibile? perchè era
+impossibile?</p>
+
+<p> — Ha detto così, — ella insistette.</p>
+
+<p> — Ma dalla contessa Lombardi dovevamo trovarci
+più tardi, — osservò Filippo. — E infatti
+è venuto, mi ha visto, e non mi ha detto ch'era
+stato qui. Tutto questo è stranissimo....</p>
+
+<p>Tacque; s'avvicinò all'amante, ancora seduta
+sul divano, e la scrutò attentamente.</p>
+
+<p> — Tu sei molto agitata, — soggiunse. — Mi
+nascondi qualche cosa....</p>
+
+<p>Loredana si sentì morire. Che cosa poteva credere
+Filippo? Bisognava raccontar tutto?... Alzò
+il capo, e disse, disperatamente:</p>
+
+<p> — Io, il Candriani, non voglio più vederlo!</p>
+
+<p>Filippo sussultò, l'attirò al petto, e baciandola
+rispose con calma:</p>
+
+<p> — Ho capito. Non lo vedrai più!</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">XI.</h2>
+
+<p>Il conte Filippo Vagli e il conte Berto Candriani,
+col pretesto d'un diverbio politico, si batterono
+alla sciabola tre giorni dopo la visita di
+Berto a Loredana. Al Candriani toccò un colpo
+di figura interna, che partendo dall'orecchia destra,
+gli tagliava il naso, le labbra, il mento; Filippo,
+a causa dell'incontro avvenuto in quell'attimo,
+ebbe una sciabolata all'avambraccio destro,
+lunga ma non profonda.</p>
+
+<p>Loredana quando vide in quel pomeriggio freddo
+e nebbioso tornar Filippo col braccio al collo,
+diventò come pazza; correva da una camera all'altra,
+gridando e piangendo; era stata lei la
+causa del duello; Flopi s'era dovuto battere per
+lei; ella era la sua maledizione; già tanti danni
+aveva avuto dal suo amore, già tanti dispiaceri,
+e oggi anche un duello, una ferita, oggi anche
+il sangue aveva dovuto dare!</p>
+
+<p>Il chirurgo che accompagnava Filippo le assicurò
+che la ferita del conte non era grave; Filippo
+e Clarice furono attorno alla giovane per
+confortarla; ma essa era così sbigottita, coi capelli
+sciolti e gli occhi dilatati dallo spavento,
+che il medico dovette occuparsi prima di lei che
+del suo ferito.</p>
+
+<p>A poco a poco, quasi svegliandosi da un terribile
+sogno, Loredana si rimise e cominciò a<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span>
+credere che Filippo non fosse minacciato da morte
+imminente. Ma non appena il chirurgo si congedò,
+essa volle udire il racconto della scena, e
+Filippo dovette raccontare, mentre Clarice Teobaldi
+pensava alle più belle pagine del teatro
+melodrammatico.</p>
+
+<p> — La conclusione si è, — terminò Filippo, — che
+io intendo partire non appena mi sarà possibile.
+Questo duello farà troppo chiasso. Andremo
+a Roma a passar l'inverno: lasceremo qui Clarice
+a vigilare la casa, e torneremo a primavera....</p>
+
+<p>La signora Teobaldi sentì il dispiacere del futuro
+distacco, temperato dalla soddisfazione di
+quell'incarico di fiducia, e pensò che Filippo era
+veramente un eroe.</p>
+
+<p> — Mi dispiace per Berto, — soggiunse il conte. — Gli
+è toccato un colpo crudele, ma non
+potevo misurarlo. Del resto, la lezione gli insegnerà
+a tener la lingua tra i denti.... e a rispettar
+l'amicizia.</p>
+
+<p>Filippo non s'era ingannato, prevedendo che
+il duello avrebbe fatto chiasso. Per tutto il giorno
+dovette ricevere amici nel suo studio, i quali
+venivano ad assicurarsi che non era gravemente
+ferito. In città il fracasso era enorme, e quelli
+che ne sapevano meno erano i più esatti e più
+sicuri nel raccontar particolari.</p>
+
+<p>Non si trattava del solito pettegolezzo, qualche
+volta campato interamente in aria, sempre
+mormorato con grazia; era un'onda di ciarle e di
+commenti fragorosi che dilagava per tutto, nei
+caffè, nei teatri, nei salotti.<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span></p>
+
+<p>L'aristocrazia veneziana, la quale conta forse
+i nomi più classici del mondo, s'angustiò per quell'incidente
+di cui si sapevano anche le cause,
+perchè il pretesto del diverbio non aveva ingannato
+nessuno. Da anni a Venezia non avvenivano
+duelli se non tra giornalisti; una cordialità simpatica
+legava i signori l'uno all'altro, e la più
+squisita cortesia presiedeva ai loro convegni, tanto
+che al momento di trovare i padrini, Filippo
+e Berto avevano incontrato non poche difficoltà,
+perchè gli amici di quello erano amici di questo;
+Filippo aveva scelto due ufficiali di marina
+giunti da poco a Venezia, e Berto due ufficiali
+di cavalleria che stavano a Padova.</p>
+
+<p>Il conte Roberto e la contessa Bianca furono
+costernati all'annunzio; nè l'uno nè l'altra avrebbero
+imaginato che Filippo giungesse a tanto
+per la «&nbsp;monella&nbsp;»; e l'uno e l'altra, d'intesa, fecero
+comprendere la loro riprovazione ostentando
+di non voler parlare dell'accaduto e trascurando
+di chiedere notizie del nipote e del figlio.</p>
+
+<p>Era lo scandalo; lo scandalo aperto, irrimediabile,
+gigantesco; perchè sapendo che Filippo si
+era battuto per una donna, e non già per la politica
+come voleva dare a intendere, nessuno pensava
+che questa donna non l'avesse tradito, ch'egli
+non l'avesse sorpresa fra le braccia del Candriani,
+ch'egli insomma non avesse fatto una brutta
+figura. Il nome di Loredana correva per le
+strade, e la curiosità interribiliva.</p>
+
+<p>Loredana! Chi era? Dove l'aveva trovata? Che
+cosa faceva prima di darsi al conte? Era quella
+del bagno di latte e delle fragole? Ah era quella!<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span>
+Allora la medesima che una sera al teatro
+Goldoni civettava col Candriani; che sfrontata!
+Mantenuta dell'uno, andava a teatro con l'altro!
+Filippo spendeva un patrimonio per coprirla di
+seta e di gioielli ed essa lo ricompensava a questa
+maniera; la colpa era di Filippo, che doveva
+aver perduto la testa. Chi l'avrebbe detto,
+lui così pronto una volta a cambiar d'amanti,
+così garbato e accorto, così scettico ed egoista!
+È proprio vero che il gatto, all'ultimo, vi lascia
+lo zampino; Filippo doveva essere invecchiato;
+questo amore aveva tutta la goffaggine
+d'una passione senile.</p>
+
+<p>Non parliamo del Candriani, tanto ben ricompensato
+della sua amicizia; per poco Filippo non
+gli aveva portato via naso, orecchia e labbra in
+un colpo solo; ad ogni modo il povero Berto rimaneva
+sfigurato per sempre; la cicatrice era
+spaventosa; venti punti di sutura; ma che venti?
+trenta, o quaranta; un macello.... E intanto
+Filippo s'era giuocato per quella donna l'eredità
+dello zio, una diecina di milioni; lo zio l'aveva
+avvertito più volte, l'aveva pregato e scongiurato,
+e finalmente aveva perduto la pazienza. Chi
+poteva dargli torto? Era un vecchio onesto e
+semplice, che non voleva pasticci in famiglia....
+E quell'altra, la madre, la contessa Bianca, quale
+conforto aveva dal figliuolo, ch'ella voleva accasare!
+S'era trattato di matrimonio con la contessina
+Cafiero; no, con la Fioresi, una ragazza
+che gli avrebbe portato, anche lei, una diecina
+di milioni; ma Filippo aveva mandato all'aria
+ogni cosa; e in tal modo, dieci della fidanzata<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span>
+e dieci dello zio, erano ormai venti milioni sfumati.</p>
+
+<p>Qualcuno osava una parola in difesa di Filippo,
+ma era peggio.... Come difenderlo? Figurarsi:
+permetteva che la sua mantenuta si facesse
+chiamare contessa Vagli; in tutti i negozii
+di Venezia, per contessa Vagli s'intendeva non
+già la veneranda contessa Bianca, ma quella ragazza;
+e una volta la contessa Bianca s'era vista
+portare a palazzo una scatola di trine e piume,
+ch'eran destinate all'altra; anzi più volte i fornitori
+sbagliavano, e mandavano da pagare alla
+contessa Bianca le note della ragazza. Una commedia,
+una farsaccia, permessa, voluta da Filippo,
+che neanche rispettava più il nome della
+famiglia.... Come si poteva difenderlo?... Tutti
+a questo mondo han fatto le loro; a tutti piacciono
+le donne; ma c'è maniera e maniera. Un
+avvocato diceva: «&nbsp;Nisi caste saltem caute&nbsp;»; il
+buon gusto, la decenza, non si devono mai offendere;
+e da gente, poi, che ha obblighi sociali
+e dovrebbe dar l'esempio.... Se così faceva
+un patrizio veneto, si poteva imaginare che cosa
+avrebbe fatto qualche povero diavolo, un facchino
+della Marittima, un plebeo....</p>
+
+<p>E a proposito di plebei, che cosa era quella
+sua amante? La chiamava Loredana, lui, per rialzarla;
+ma veniva dal basso, era uno <span class="g">scialletto</span>,
+nè più nè meno che un'infilatrice di perle
+a Castello; pensate che educazione poteva avere
+e che linguaggio; ma faceva ogni giorno un
+bagno nel latte. È per questo che la dicevano
+tanto caritatevole; distribuiva ai poveri il latte<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span>
+che le era servito pel bagno. Quanto alla bellezza,
+poi, a Venezia se ne potevan trovare mille,
+diecimila più belle; bastava guardarsi intorno, e
+giusto a Castello e a Cannaregio v'eran certi musetti,
+si vedevan certi occhi e certe capigliature;
+la Resi, per esempio, e la Nana, e quell'altra,
+quella bionda, la Màlgari; e nessuno si pensava
+di portarsele a casa, di rinunziare a venti
+milioni, di chiamarle contesse, e di metterle in
+conserva nel latte. Ci voleva proprio un patrizio,
+e un patrizio come Filippo, per queste minchionerie!</p>
+
+<p>Filippo rimase schiacciato sotto quella valanga.
+Caldo per ira e per gelosia, aveva provocato
+Berto, senza prevedere che la responsabilità
+dell'avvenimento sarebbe andata a battere
+contro Loredana, la quale ne usciva compromessa
+irrimediabilmente; e compromettere una donna
+era per Filippo azione così vigliacca e stupida,
+ch'egli spasimava d'esserci involontariamente
+incappato. Tutto il fango della strada,
+l'ira degli uomini, l'invidia delle femmine, si sollevava
+e ricadeva sull'amante sua.</p>
+
+<p>Era una cosa spaurevole. Fra gli amici venuti
+in quei giorni a trovar Filippo fu il conte Alvise
+Priùli, un vecchio d'oltre sessant'anni, dalla
+vita cristallina, maestro di cortesie, oracolo
+in materie cavalleresche, franco nel parlare.</p>
+
+<p> — Ti sei cacciato in un ginepraio, — egli disse
+a Filippo. — Perchè non consigliarti con qualcuno,
+prima di agire?... A provocare e a battersi
+v'è sempre tempo. E tu sai che quando c'è
+di mezzo una donna, chiunque ella sia, un gentiluomo<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span>
+deve evitare duelli e scenate fin che gli
+è possibile....</p>
+
+<p>Filippo, col braccio al collo, passeggiava nervosamente
+per lo studio, angusto alla sua furia.
+Si arrestò innanzi al vecchio che aveva candidi
+capelli e faccia rosea:</p>
+
+<p> — Che cosa dicono? — chiese avidamente.</p>
+
+<p>Il conte Alvise fece un gesto desolato.</p>
+
+<p> — Un disastro, — rispose. — Tutto quello che
+puoi imaginare di più antipatico, di più losco,
+di più sciocco; è una vera orgia di contumelie....</p>
+
+<p> — Contro di me?</p>
+
+<p> — Contro di te, e contro la signora, voglio dire
+la signorina, insomma la tua amica.</p>
+
+<p> — Per esempio? — incalzò Filippo.</p>
+
+<p> — Che esempio! — esclamò Alvise sorridendo. — Non
+è il caso di darti esempii; anche tu
+sai che cosa è la folla quando si sbizzarrisce
+a inventare e a deridere.</p>
+
+<p>Filippo battè i piedi a terra, riprese a camminare,
+e camminando disse:</p>
+
+<p> — Che cosa mi consigli? Che cosa devo fare,
+Alvise? Bisogna ch'io ne esca....</p>
+
+<p> — Io ti consiglio di cambiar aria, — disse
+Alvise. — Fa un viaggio, un bel viaggio lungo.
+Se tu rimani, finisci per batterti altre venti volte,
+e lo scandalo cresce. Del resto, come puoi pigliartela
+con gli anonimi? Tutti parlano ora che
+ti sanno chiuso in casa; pròvati ad uscire e non
+avrai che strette di mano e sorrisi....</p>
+
+<p> — Ipocriti! Vigliacchi! — esclamò Filippo.</p>
+
+<p> — Ma no, caro, hai torto, — osservò prontamente<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span>
+Alvise. — Il mondo è fatto così; non intende
+aggredirti di fronte, perchè gliela faresti
+pagare; aspetta che tu volti le spalle. E in questo,
+Venezia, Parigi, Londra, Pechino, sono una
+città sola....</p>
+
+<p> — Dunque un viaggio, tu dici? — riprese Filippo,
+fermandosi un'altra volta davanti al vecchio
+amico. — Io aveva pensato di passar l'inverno
+a Roma....</p>
+
+<p> — No, no, un viaggio. A Roma si sa tutto, come
+a Venezia; figùrati se la Montegalda, la Fioresi,
+e venti altre, se di Spinea e lo stesso Candriani
+non hanno scritto agli amici di laggiù!
+E ciascuno a modo suo.</p>
+
+<p> — Come sta Berto? — domando Filippo.</p>
+
+<p> — Bene, puoi imaginare. Gli hai cambiato faccia,
+ma non sono avvenute complicazioni, e se
+la caverà in un mese o poco più....</p>
+
+<p>Filippo tacque, guardando a terra.</p>
+
+<p> — Me l'aveva fatta grossa, — mormorò poi.</p>
+
+<p> — Sai che è un caposcarico; potevi parlargli
+e persuaderlo a non molestare la tua amica. E
+anche la tua amica, via, confessiamolo, doveva
+essere più prudente, metterlo alla porta alla chetichella
+e non dirtene nulla.</p>
+
+<p>Filippo scosse la testa.</p>
+
+<p> — Loredana non ha alcuna colpa, — ribattè. — È
+abituata a dirmi tutto; e se l'avesse messo
+alla porta, io non me ne sarei avveduto e non
+avrei chiesto spiegazioni? Era il solo che veniva
+a trovarci, e ci voleva poco ad accorgermi
+che non c'era più!... E la mamma e lo zio, che
+cosa dicono?<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span></p>
+
+<p>Il conte Alvise fece un altro gesto in aria,
+più desolato del primo.</p>
+
+<p> — Non ne parliamo, caro Flopi!... Credo che
+Roberto pensi a fondar col suo denaro un istituto
+di beneficenza....</p>
+
+<p>Filippo sorrise.</p>
+
+<p> — Gliel'ho consigliato io! — disse.</p>
+
+<p> — Bravo! — esclamò Alvise. — Non ti conoscevo
+come benefattore dell'umanità. Quanto a
+tua madre, povera donna, questo è un colpo, è
+un colpo grosso.... Sai le sue idee, anche in materia
+di duello; e qui poi si tratta d'un duello
+inutile, d'uno scandalo gigantesco.</p>
+
+<p> — Povera mamma! — disse Filippo, meditabondo.</p>
+
+<p> — Dovresti scriverle chiedendole perdono, — suggerì
+Alvise. — Non ti risponderà, ma la lettera
+la calmerà un poco, e servirà a prepararti
+un colloquio.</p>
+
+<p> — Le scriverò; è una buona idea, — dichiarò
+Filippo. — Quanto a colloquii, non ne avremo:
+essa mi chiede ciò che io non voglio concederle,
+l'allontanamento di Loredana. Non voglio e non
+posso: tu capisci che se oggi, quando è aggredita
+da tutta una folla, da tutta una città, mettessi
+Loredana sul lastrico, sarei un farabutto....</p>
+
+<p> — È giusto, — convenne Alvise.</p>
+
+<p>Altri amici sopravvennero, e Filippo li interrogò,
+e da ciascuno ebbe la conferma che lo scandalo
+dilagava, che in alto e in basso, nel salotto
+e nell'osteria, ancora non si parlava se non del
+duello; qualche amico più addentro nella confidenza
+di Filippo ripetè, attenuando, i discorsi<span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span>
+che correvano, e anche attenuati, specialmente
+per Loredana, erano oltraggiosi e provocanti....</p>
+
+<p>Le visite si susseguirono fin quasi all'ora del
+pranzo; e Filippo ne uscì in uno stato di fredda
+disperazione. Piegò il capo sul braccio sinistro
+appoggiato alla tavola, e restò immoto a pensare.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XII.</h2>
+
+<p>A pensare; ma non seppe mai quanto rimanesse
+in quella positura.</p>
+
+<p>Lievemente, con un passo che il tappeto smorzava
+del tutto, Loredana entrò nello studio verso
+le otto, per chiamar Filippo a pranzo. Ella
+sorrideva, perchè da qualche giorno era certa
+della guarigione dell'amante, e quel viaggio a Roma,
+di cui s'era parlato, le piaceva molto. Intorno
+a Roma avevan ricamato mille fantasie l'estate
+innanzi, a Sirmione, poi non se n'era fatto
+più nulla per le vicende susseguite.</p>
+
+<p>Loredana si fermò di botto sul limitare, e fu
+per mandare un grido.</p>
+
+<p>Filippo era seduto, con la testa reclinata sul
+braccio, immobile.</p>
+
+<p>La giovane accorse, gli toccò una spalla, ed
+egli alzò il capo sussultando.</p>
+
+<p> — Che c'è? — disse.</p>
+
+<p>Loredana vide ch'egli aveva gli occhi lucidi
+di lagrime, e ne rimase sbigottita.<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span></p>
+
+<p> — Hai pianto? — chiese. — Flopi, hai pianto?
+Che cosa è avvenuto?</p>
+
+<p>L'amante scosse la testa, infastidito e confuso.</p>
+
+<p> — No, no, — disse, — non ho pianto....</p>
+
+<p> — Sì, hai gli occhi rossi e umidi.... Che cosa
+è avvenuto, in nome di Dio?</p>
+
+<p>Filippo si alzò, fece un giro per la camera,
+silenzioso, mentre Loredana lo guardava attonita,
+quasi non lo riconoscesse; ella avrebbe potuto
+imaginare nei suoi sogni qualunque cosa
+strana, ma non avrebbe imaginato mai di dover
+vedere un giorno il viso di Filippo bagnato
+dalle lagrime; questo spettacolo superava tutto
+che di più orribile e di più straordinario ella
+poteva sognare....</p>
+
+<p> — Dimmi che cosa hai! — insistette. — Per
+carità, Flopi, non farmi morire di spavento; rassicurami,
+dimmi una parola, non esser crudele
+a questa maniera....</p>
+
+<p>Filippo s'arrestò nel bel mezzo della camera.</p>
+
+<p> — Che cosa ho? — disse. — Non ne posso
+più, ecco! Ho tutta la città contro di me, tutti
+i parenti, tutti gli amici, tutti gli sconosciuti,
+tutti gli sfaccendati, tutti, i ricchi e i poveri, i
+buoni e i cattivi, tutti sono contro di me. Questo
+duello ha sollevato uno scandalo senza esempio,
+e ha coperto di fango me e te. Io sono un
+vanesio che compromette le donne, un «&nbsp;trombone&nbsp;»
+come dicono a Venezia, e tu una sgualdrinella,
+e i nostri nomi sono popolari.... Ah sì,
+popolari ormai!... Nelle taverne ci conoscono come
+nei palazzi, e non abbiamo uno, un solo che
+ci difenda! Hai capito, Lori, che cosa ho? Un<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span>
+uomo non può combattere contro la folla; sono
+stritolato da una tempesta che ho sollevato io;
+non mi posso muovere, perchè la folla son tutti
+e non è nessuno.... Chi prendere? A chi chiedere
+ragione? Che cosa devo fare? Io non lo so;
+Priùli mi ha detto di fare un lungo viaggio, e
+sta bene, ma poi? Dovremo tornare, non potremo
+viaggiar tutta la vita, e rimettendo il piede
+a Venezia, io sarò il «&nbsp;trombone&nbsp;» e tu la sgualdrina....
+È odioso, Lori! Non mi sono mai perduto
+d'animo, non ho mai piegato, fin che si
+trattava di discutere coi parenti; ma oggi non
+so dove dar la testa, perchè ho di fronte una
+città, l'intera città, ti dico, nella quale il pettegolezzo
+è un'arte, la sola rimasta a questi cialtroni.
+Capisci, Lori, che cosa ho? Non ne posso
+più, non ne posso più, non ne posso più!...</p>
+
+<p>Loredana aveva capito; aveva chiaramente e
+interamente capito.</p>
+
+<p>Dopo il primo senso di terrore e di smarrimento,
+la giovane stava come agghiacciata, rigida
+e muta. Aveva compreso; Filippo era vinto;
+non si poteva chiedergli di più; perduta la
+famiglia, aveva resistito; perduta una fortuna,
+aveva resistito. Ora, davanti al ridicolo, davanti
+ai ghigni della moltitudine, davanti alla gazzarra,
+allo scandalo osceno, davanti al disonore — non
+lo accusavano di compromettere le donne? — Filippo
+era vinto, e piangeva. Lei, con la sua
+leggerezza incredibile, lo aveva lei con le sue
+mani spinto in quell'abisso.</p>
+
+<p>Ella rimaneva a testa china, le braccia pendenti
+lungo il corpo.<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span></p>
+
+<p>Filippo la vide e le si avvicinò.</p>
+
+<p> — Scusami, — disse. — Scusami, Lori. È stata
+una debolezza imperdonabile, la mia; non dovevo
+affliggere anche te. Ora è passata.... Faremo
+un lungo viaggio, ti piace? Prima a Costantinopoli,
+e là poi decideremo dove andare:
+io posso rimanere assente anche due, tre anni.
+Odio Venezia, ormai, non mi ci posso più vedere!
+Non mi rispondi, Lori?</p>
+
+<p>Ella non rispondeva: aveva capito e stava
+pensando che cosa dovesse fare, che cosa il suo
+amore chiedesse da lei, e tutto le pareva orrendo.
+Cercava dentro il cuore l'energia per il
+domani, e sentiva il cuore gelido, come pervaso
+repentemente da un veleno mortale.</p>
+
+<p> — Non mi rispondi? — chiese Filippo di nuovo. — Guardami,
+non sono più triste; ha ragione
+Priùli: un lungo viaggio ci farà dimenticare,
+e intanto saremo felici. Condurrò con noi anche
+la Teobaldi, il povero folletto, e la faremo
+cantare.... Che ne dici, Lori?</p>
+
+<p>Ella non rispondeva. Il suo amore era finito.
+Bisognava far qualche cosa, non si poteva accettare
+il sacrificio ultimo dell'uomo che aveva
+sacrificato già tanto; l'amore, l'amore vero, voleva
+da lei qualche cosa di più.</p>
+
+<p> — Va bene, — disse fievolmente, per dire. — Va
+bene, Flopi. Ora guarisci, perchè non puoi
+partire così; e dopo decideremo tutto.... Va bene....
+Sì, anche Clarice; la faremo cantare....</p>
+
+<p>Tacque subito per non dare in uno scoppio di
+pianto, in un urlo di dolore.</p>
+
+<p> — È tardi, — soggiunse. — Andiamo a pranzo....<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span></p>
+
+<p>A tavola li aspettava, come al solito, la signora
+Teobaldi, la quale aveva preparato un discorso
+intorno a certe opere che si davano alla
+Fenice, e voleva esprimere alcuni giudizii categorici
+sulla musica moderna, sulla morte del bel
+canto.... Ma rimase esterrefatta vedendo Lori e
+Flopi; il conte pallido come un cadavere; la ragazza
+pareva intormentita. Mangiarono in silenzio,
+senza guardarsi; Filippo e Loredana anzi, dimenticavano
+spesso di mangiare e restavano con
+gli sguardi perduti nel vuoto. Piero cambiava
+le posate, senza che il conte avesse toccato cibo;
+anche Piero era costernato per quello spettacolo
+di tristezza. Certo, era avvenuta qualche
+sciagura; ma dove, ma quando, se proprio quel
+giorno nessuno era uscito di casa, se proprio quel
+giorno non era arrivato nemmeno un telegramma?
+Il conte aveva di tanto in tanto un fremito subito
+contenuto; ripensava alla folla che correva
+le strade, trascinando il suo nome e il nome
+di Loredana; gli pareva d'udir le sghignazzate
+degli oziosi maligni.... La fanciulla, inerte, con
+un gran freddo dentro, si rivolgeva alcune domande
+angosciose, alle quali non trovava risposta.</p>
+
+<p>Subito dopo il caffè, il conte le baciò la mano
+e si ritirò.</p>
+
+<p>Clarice e Loredana rimasero sole, innanzi alla
+tavola, che Piero, interamente smarrito, aveva dimenticato
+di sparecchiare. Un grande silenzio,
+un silenzio d'angoscia invase la sala; non si udiva
+fuori se non la cantilena monotona della pioggia
+che cadeva fitta e instancabile da più ore.<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span></p>
+
+<p> — Contessa, — mormorò Clarice con voce supplichevole. — Contessa,
+mi dica....</p>
+
+<p>Ma Loredana rabbrividì da capo a piedi, come
+un'aspide l'avesse morsa. Guardò la vecchia
+amica dalle terribili sopracciglia al nerofumo,
+la buona donna che le era sempre stata al fianco,
+i tristi giorni e i lieti. Una raffica di vento sfiorò
+la casa fra le tenebre e fece traballare i cristalli
+alle finestre.</p>
+
+<p>La giovane stese le braccia nel vuoto. Perdutamente,
+con uno scoppio di pianto, disse:</p>
+
+<p> — È finita!... È finita!... È finita!...</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XIII.</h2>
+
+<p>Per le calli e le callette per le quali la plebe,
+il popolo, la borghesia si dan di gomito e i ragazzi
+sgusciano da ogni parte e la gente va, accodata
+qualche volta a una coppia lenta e pigra,
+che sbarra tutta la strada, Loredana si recò
+da sua madre.</p>
+
+<p>L'alito di quella vita intima le soffiava in volto;
+finestre di case spianti le case di faccia; dalla
+soglia d'un negozio dov'erano appesi stoccafissi
+secchi, le parole e le bestemmie che al suo
+passaggio si tramutavano in madrigali grossolani;
+più là, in alto, un'esposizione di panni
+variopinti e teste di donne che si affacciavano
+a guardarla; per quest'altra calle, un facchino<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span>
+rotolante una botte vuota e il codazzo di monelli
+che correvano a dar mano per arrestare
+d'un tratto il viavai e obbligare i passanti a
+farsi contro il muro o a ripararsi dentro le
+porte. Una baruffa di femmine armate di ciabatte,
+lo scialle scivolato dagli omeri raccolto
+sotto il gomito sinistro, e una bordata d'ingiurie
+metaforiche furono, presso la sua casa, gli ultimi
+incidenti della corsa; e Loredana salì, l'anima
+chiusa da una malinconia infinita. Era
+stanca.</p>
+
+<p>Lo spettacolo della miseria morale e materiale
+del popolo non l'aveva mai colpita come in quel
+giorno in cui il suo cuore era vinto da uno sconforto
+immenso. Tutta la vita non le pareva se
+non una trama di dolori, di cose turpi e infami,
+di giunterie e di volgarità, un torrente di fango
+al quale gli uomini devono abbeverarsi. L'illusione
+li sorregge un poco e li guida; poi d'un
+tratto l'orribile sapore avvelena la bocca e i bevitori
+si svegliano allo sconcio inganno.</p>
+
+<p>Anche in casa di sua madre, non sapendo raccapezzarsi
+tra le mille storie che correvano le
+vie, le amiche avevan filato caligine; tanto che
+se non fosse stata la ritrosia e quasi il pudore
+di varcar quella soglia, la signora Emma sarebbe
+andata lei da Loredana a chieder notizie.</p>
+
+<p>La giovane raccontò a sua madre tutto quello
+che era seguito: Emma impallidì, quando apprese
+che Filippo aveva pianto.</p>
+
+<p> — Ahi, povera mia Lori! — esclamò. — Non
+hai avuto un'ora di bene, non un giorno di pace,
+dacchè hai abbandonato la tua casa!... Ah,<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span>
+Lori, Lori, quale rovina! E doveva finire così;
+il conte non può resistere più a lungo, non può
+disconoscere sua madre per te!...</p>
+
+<p> — Parole inutili! — interruppe Loredana. — Se
+veramente non avessi fatto altro che soffrire
+vicino a lui, non soffrirei tanto ora! Sono stata
+felice, felice, capisci?... Che dirti?... Sono felice
+anche oggi, che egli è con me.... Sono stata felice
+sempre, perchè egli era forte, e avrebbe vinto!
+Mi guardi? Non sapete amare, e non mi comprendete!...
+Flopi sapeva amare; ma l'hanno ferito,
+infangato, tormentato, e non può più lottare....
+E quel Candriani, quel maledetto!... C'è
+una sola buona cosa in tutto questo, vedi, mamma?...
+C'è che Flopi gli ha dato una sciabolata
+spaventosa....</p>
+
+<p> — È dunque vero? — interrogò Emma.</p>
+
+<p> — Una sciabolata così pesante, così piena, che
+lo ha sfigurato per sempre. Ne ho piacere: gli
+ha tagliato la faccia dall'orecchio al mento....
+Vada, ora, a fare il bello con le donne degli altri!
+Ah, di Flopi e di me non può più dimenticarsi!
+Ne ho piacere, ne ho proprio piacere!</p>
+
+<p>Emma non disse nulla. Si poteva perdonare
+alla giovane la ferocia di quel compiacimento
+per l'umiliazione d'un nemico insidioso.</p>
+
+<p> — E oggi? — chiese dopo una pausa. — Il
+conte è sempre così triste?</p>
+
+<p> — Stamane ha ricevuto una lettera anonima
+carica d'ingiurie sciocche, e ciò l'ha fatto ridere.
+Ma è un altr'uomo; conta le ore che mancano alla
+guarigione, perchè vuol partire; gli amici lo<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span>
+disturbano, è nervoso e irascibile; sembra abbia
+paura della città, di se stesso, di qualche
+cosa ch'egli medesimo non sa.</p>
+
+<p> — Vuole partire? — ripetè Emma. — E dove
+andrete?</p>
+
+<p> — Io non partirò, mamma! — dichiarò Loredana
+con calma. — Egli s'illude che io l'accompagni,
+ma ho riflettuto in questi giorni, e ci
+son troppe cose contro di me. Per causa mia ha
+perduto una grossa eredità, la sua famiglia vuole
+che sposi una contessina, e questa contessina lo
+ama. Vedi quante difficoltà che già esistevano....
+Mi ha raccontato tutto il conte Candriani, una
+sera a teatro; io credeva lo avesse fatto per leggerezza,
+ma ora comprendo che aveva il suo scopo;
+non me ne ha risparmiata una, per allontanarmi
+da Flopi; e oggi devo aprire finalmente
+gli occhi.</p>
+
+<p> — E che cosa farai, Lori?</p>
+
+<p>La giovane chinò il capo fissando a terra le
+piastrelle bianche e rosse, che un raggio leggero
+di sole illuminava dolcemente.</p>
+
+<p> — Te lo confesso: avevo pensato d'uccidermi....
+No, no, non ti spaventare, mamma! — disse con
+rapidità, vedendo che sua madre era diventata
+subitamente pallida. — Non lo farò mai, te lo
+giuro, non lo farò per te, e anche per lui.... Vi
+accuserebbero della mia morte; ho capito anche
+questo.</p>
+
+<p> — Ascoltami, — interruppe Emma, che passatasi
+una mano sul volto andava rimettendosi
+dal primo impeto di paura. — Marta, la Serrantoni,
+mi ha detto che Adolfo Gianella ti segue<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span>
+ancora, e che un giorno vi hanno visti insieme,
+e che è sempre innamorato di te....</p>
+
+<p> — È vero; quella pettegola sa tutto! — esclamò
+Loredana.</p>
+
+<p> — Marta mi ha detto che è diventato buono,
+che ha perduto la sua alterigia stupida, — insistette
+Emma. — Ha compreso ch'egli ti trattava
+male, e insomma....</p>
+
+<p> — E insomma ha cominciato ad ammirarmi
+quando sono scappata con un altro! — seguitò
+crudamente la giovane. — Ah, un bel marito sarebbe!...</p>
+
+<p>Emma, con un sospiro, emise una sentenza suprema:</p>
+
+<p> — Gli uomini sono tutti così!</p>
+
+<p>Loredana alzò le spalle.</p>
+
+<p> — Del resto, — disse, — è possibile che io
+viva a Venezia, moglie di Adolfo Gianella e a
+due passi da Filippo? E che egli non mi cerchi,
+e che io non cerchi lui? Noi ci amiamo sempre,
+tra di noi non è avvenuto nulla, e l'una è
+pronta a sacrificarsi per l'altro.... In queste condizioni,
+mi vedi moglie onesta e fedele di Adolfo?</p>
+
+<p> — Hai ragione, — rispose Emma. — E che
+hai pensato dunque?</p>
+
+<p>Mentre era per rispondere, Loredana scorse sulla
+mensoletta di legno scolpito la piccola figura
+di biscuit, una pastorella settecentesca con
+un canestro infilato sul braccio e un piccolo fiore
+nella destra che offriva.</p>
+
+<p>La giovane si alzò a prenderla e la fissò attentamente.</p>
+
+<p> — «&nbsp;Ti ricordi, — susurrò la pastorella, — ti<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span>
+ricordi che cosa egli ti diceva all'orecchio con
+la voce ardente, mentre tu mi guardavi come
+oggi? «&nbsp;Vieni; vieni con me; noi potremo essere
+felici; io ti darò tutto l'amore e tutta la vita&nbsp;».
+E tu hai preso tutto il suo amore, e oggi puoi
+prendergli tutta la vita&nbsp;».</p>
+
+<p> — No! — interruppe bruscamente Loredana.</p>
+
+<p>Allentò il pugno, e la figuretta, cadendo a terra,
+si frantumò con sordo rumore.</p>
+
+<p> — Che fai, Lori? — esclamò Emma stupita.</p>
+
+<p>Ma non ebbe tempo a ripetere la domanda.</p>
+
+<p>Un clamore furibondo salì dal campiello; le
+femmine s'erano avvinghiate e volavan pettini,
+schiaffi e ciabatte; si battevano per un maschio,
+il quale stava a guardarle come giudice di campo,
+preparandosi a intervenire quando gli fosse
+parso opportuno. Le finestre delle case disposte
+intorno a rettangolo eran gremite di teste, e
+piovvero di là scherzi atroci e incitamenti, fin
+che la più giovane virago ebbe la peggio e si
+rovesciò in terra con un colpo sordo. Allora il
+giudice intervenne: lasciò andare alla vincitrice
+un ceffone formidabile in piena faccia, che le
+fece sprizzar dal naso uno zampillo di sangue.</p>
+
+<p> — A casa! — ordinò. — Va a casa, senza voltarti
+indietro!</p>
+
+<p>L'altra si mise a correre, urlando contumelie
+prodigiose, mentre la vinta si rialzava, si ripuliva,
+raccoglieva lo scialle, cercava in terra il
+suo pettine, e rideva, tutta accaldata, le fiamme
+negli occhi, i capelli nerissimi diventati una selva
+di groviglie.</p>
+
+<p>Dietro i vetri d'una finestra, Loredana aveva<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span>
+seguito le fasi dello spettacolo immondo, e tra
+i curiosi, in un gruppo di scialletti che spiccavano
+sul colore meno intenso dei pastrani maschili,
+vide Adolfo Gianella il quale guardava
+in su, verso la casa.</p>
+
+<p> — Me ne vado, — annunziò Loredana. — Addio,
+mamma; ho fretta!</p>
+
+<p>Baciò sua madre, infilò la pelliccia, corse per
+le scale, fu in istrada.</p>
+
+<p>Faceva freddo, nonostante il sole pallido, e
+soffiava la bora; la folla s'era diradata, ma Loredana
+sentì che i passanti la guardavano, e parendole
+che ciascuno sapesse la sua storia, temeva
+in ogni sguardo una maraviglia oltraggiosa.
+Corse per raggiungere Adolfo Gianella, il quale
+s'era avviato egli pure e la precedeva di poco.</p>
+
+<p> — Adolfo! — chiamò, quando fu a un passo
+da lui.</p>
+
+<p>Egli si volse; aveva le mani affondate nelle
+tasche del soprabito, il bavero alzato fino alle
+orecchie. E vedendo che la squadrava da capo
+a piedi, senza salutare, Loredana si sgomentò.</p>
+
+<p> — Non mi aspettavi? — chiese dolcemente.</p>
+
+<p> — No, — rispose Adolfo, — non ti aspettavo;
+non ti aspetto più!</p>
+
+<p>La giovane non osò chiedere altro; ma Adolfo
+repentinamente s'infuriò, l'afferrò per un braccio,
+la scosse.</p>
+
+<p> — Per carità! — disse Loredana sbigottita,
+guardandosi intorno. — Sei pazzo?</p>
+
+<p>Egli si ravvide subito.</p>
+
+<p> — Andiamo! — riprese. — Bisogna che io ti
+parli!<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span></p>
+
+<p>Camminarono presto, in silenzio, portando il
+peso della muta ironia balenante negli occhi di
+quelli che li incontravano o si fermavano a guardarli.
+Loredana non interrogò; andavano, chiusi
+nel loro pensiero tempestoso, in preda a mille
+dubbii; salirono il ponte di ferro, gettarono una
+occhiata al Canalazzo verdastro con chiazze gialle,
+oltrepassarono l'Accademia, e ad un tratto
+Adolfo disse:</p>
+
+<p> — Entriamo qui. Non ci sarà nessuno.</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XIV.</h2>
+
+<p>Loredana alzò gli occhi a guardar la piccola
+trattoria, deserta perchè gli artisti e gli impiegati
+che la frequentavano avevan da tempo finita
+la loro colazione; e tuttavia, mettendovi
+piede, la giovane provò una molestia indicibile,
+parendole ridicolo o sospetto quel colloquio, in
+quel luogo, a quell'ora.</p>
+
+<p>In un angolo, innanzi a una tavola nuda, un
+giovane ricciuto disegnava a pastello nel suo albo;
+distratto dal fruscìo delle gonne e della seta,
+drizzò la testa e quando Loredana fu seduta
+all'angolo opposto della sala, in faccia ad Adolfo,
+il giovane voltò pagina, e gettando rapide occhiate
+si provò a ritrarne la figurina elegante,
+strana sul fondo tenebroso dell'osteria.</p>
+
+<p>Un cameriere portò due tazze di birra, e si ritirò
+in una cameretta attigua, dove lo aspettava
+una colazione molto in ritardo.<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span></p>
+
+<p> — Che vuoi dirmi? — interrogò Loredana.</p>
+
+<p> — E tu, — domandò a sua volta Adolfo, — perchè
+mi hai chiamato?</p>
+
+<p> — Non so; ti ho visto, ho voluto chiederti se
+sapevi.... che cosa pensavi....</p>
+
+<p> — Che cosa penso? — cominciò Adolfo rapidamente,
+a bassa voce. — Di questa nuova storia?
+Hai la sfrontatezza di chiedermelo?... È inutile
+che tu mi guardi con gli occhi sbarrati; so bene
+che non confesserai.... Il conte ti ha trovata con
+un altro, e si è battuto in duello con lui.... Per
+la politica, no, non si sono battuti!... È dunque
+per gelosia.... Ma che gelosia! Quell'altro.... come
+si chiama?... il conte Candriani, veniva a casa
+tua tutti i giorni, e tu andavi anche a teatro
+con lui.... Si capisce che cosa è accaduto: un
+bel giorno siete stati sorpresi, ecco, presi in trappola....
+Ma sì, ma sì, non crollar la testa con tanta
+furia!... Non mi sarei mai imaginato un orrore
+simile; sei una viziosa senza pudore.... E mi domandi
+che cosa penso!... Mi maraviglio che tua
+madre ti accolga ancora in casa sua.... L'amore
+per il conte si capiva; dico, si poteva anche scusare;
+eri inesperta e lui una vecchia volpe.... Ma
+il Candriani, il secondo!... Due uomini: avevi due
+uomini, due amanti! Come si spiega?</p>
+
+<p> — Ora se la mangia! — pensò l'artista, che
+all'altro angolo seguitava a disegnare e a sogguardare.</p>
+
+<p>Egli capiva che il biondo era invelenito, e non
+poteva afferrarne una parola. Gli occhi cerulei
+di Adolfo schizzavano lampi e da rosea la faccia
+era divenuta pallida; pure, si conteneva, non<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span>
+alzava la voce, dicendo a frasi tronche, alla rinfusa,
+tutto quel che gli passava pel capo.... E
+Loredana ascoltava, la gola arsa, il cuore in tumulto
+per lo spavento.</p>
+
+<p>Non la calunnia la impietriva, ma lo stupore
+per quella calunnia così lata, così precisa, così
+diffusa, così verosimile, che l'avvolgeva e la teneva
+nelle sue spire inesorabilmente. Adolfo, l'innamorato
+fino alla cecità, non aveva alcun dubbio,
+non sognava nemmeno che l'accusa potesse
+essere tutta falsa.... Due uomini si battono per
+una donna; essa è l'amante dei due che se la
+disputano a prezzo del loro sangue; ciò è logico,
+epperò è vero; la verità non si discute.</p>
+
+<p> — Forse per questo mi hai detto che ora vali
+più di due milioni? — seguitò Adolfo. — Non
+ho capito, allora, ma sotto quella frase doveva
+nascondersi qualche brutto segreto, e tu ne ridevi....
+E così, si sono battuti per te; sarai contenta!...
+Uno scandalo, uno scandalo!... Io mi
+seppellirei vivo; tutti corrono a raccontarmene
+una; a casa non posso aprir bocca; mia madre
+ti chiama con certi nomi, e se ti difendo ridono
+di me.... Hanno sempre avuto ragione i miei
+cugini, dicendomi che quando una ragazza si mette
+per una cattiva strada.... Insomma, io scapperò,
+perchè non voglio più vederti.... Ed ero
+ancor pronto a sposarti pochi giorni sono, perchè
+io, io solo ti credevo onesta, a dispetto di
+tutto e di tutti; l'amore del conte, un fallo giovanile,
+si scusava, si spiegava.... Ma ora; ora
+sei la favola di Venezia....</p>
+
+<p> — Guarda che bel nasino e che bella bocca! — pensò<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span>
+l'artista, dando un'occhiata a Loredana. — E
+il biondo me la rovina con quelle sue
+prediche. È geloso, l'amico; lei gli ha giuocato
+un tiro; te ne giuocherà degli altri, sta tranquillo....
+È un tipetto capriccioso....</p>
+
+<p> — Basta, basta! — interruppe Loredana sottovoce. — Ciò
+che ti hanno detto è falso, dalla
+prima all'ultima parola.</p>
+
+<p> — Già è falso, — rispose Adolfo dopo un attimo
+d'esitazione, perchè la voce velata e lo
+sguardo smarrito della giovane l'avevano scosso. — È
+falso; si sono battuti per la politica,
+non è vero?... Quello che ti dico io, è quello
+che dicono tutti....</p>
+
+<p> — E che importa? È falso! — ripetè Loredana.</p>
+
+<p>Adolfo aveva un suo pensiero e non riusciva
+a esprimerlo; si fregò la fronte, si passò la mano
+sul cranio, si guardò intorno senza vedere;
+finalmente si provò a ribattere:</p>
+
+<p> — Anche se è falso, importa poco, perchè
+quando tutti la pensano a un modo, è come se
+fosse vero. Mi capisci? Se uno è accusato d'essere
+un ladro, per andare a spasso con lui e
+per tenergli l'amicizia non basta credere e anche
+sapere che è onesto; occorre un coraggio,
+che io non ho, perchè gli altri credono ch'egli
+è un ladro e io non posso essere l'amico d'un
+ladro.... Tu hai tutte le apparenze contro di te,
+e Venezia intera parla di te come d'una ragazzaccia
+pericolosa; e che ci posso far io?... Del
+resto, qualche cosa ci sarà, non può essere inventato
+tutto.... Ma se anche non c'è nulla, proprio
+nulla di vero, io ho la famiglia che mi rimprovera<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span>
+d'amarti e di seguirti, ho gli amici che
+ridono, ho il direttore della Banca il quale non
+vuole che gli impiegati frequentino donne cattive;
+e come faccio io a persuadere tutta questa gente
+che tu non sei una donna cattiva, dopo uno
+scandalo di cui si parla da tanti giorni e con
+tanti particolari in ogni angolo della città?... Non
+sarà colpa tua, ammettiamolo, ma sei disonorata,
+ecco; e le tue proteste si perdono nel fracasso,
+e oramai, qualunque buona e bella cosa
+tu faccia, non ti potrà giovare....</p>
+
+<p>Afferrò la tazza di birra, l'accostò alle labbra
+e non la rimise sul piattello che quando l'ebbe
+vuotata.</p>
+
+<p> — Ma allora, — disse Loredana con un brivido
+di terrore, — essere innocente significa nulla?</p>
+
+<p> — Significa...., significa.... So io che cosa significa? — rispose
+Adolfo, il quale non s'accorgeva
+della sua crudeltà, sbalordito egli stesso
+per la bontà delle facili argomentazioni. — Ciò
+che importa nel mondo, è di essere creduto, a
+torto od a ragione; anche i miracoli non servono,
+se nessuno vi crede.... E nessuno crede alla
+tua onestà.... Sarebbe meglio per te essere
+disonesta, veramente disonesta, e che tutti lodassero
+la tua virtù....</p>
+
+<p>Un bel fondo color d'ocra, robustamente tracciato
+alla brava, incorniciò nell'albo la testolina
+della giovane dai capelli a riflessi dorati; effetto
+di chiaroscuri che l'artista confrontò con
+l'originale, movendo il capo a destra e a sinistra,
+e tenendo a distanza il disegno.</p>
+
+<p> — Se quell'idiota non finisce di tormentarla, — borbottò<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span>
+a fior di labbra, — a lui gli faccio
+la caricatura!</p>
+
+<p>Ma Adolfo non la finiva, esaltato dalla voluttà
+di torturare quella ch'era stata sempre in
+suo confronto vittoriosa, assillato dal bisogno di
+calpestare e di distruggere il suo amore, cupamente
+soddisfatto di veder la fidanzata d'un giorno
+ridotta senza difesa, ebbro di ferocia contro
+di lei e contro se stesso....</p>
+
+<p> — E poi, perchè discutere la tua innocenza?
+Io non ci credo, via!... È possibile che tutta una
+città si rivolti, così per capriccio, contro una
+donna, una ragazza?... Mi dirai che guadagno ci
+fanno quelli che parlan male di te!... Perchè non
+parlan male di tante altre?... Io, vedi, quando
+mi avvertono che bisogna diffidare dei pettegolezzi,
+mi metto a ridere; i pettegolezzi si fanno
+contro quelli che se li meritano; di me non
+si è mai detto nulla, per esempio?... Sarà meglio
+non parlare della tua innocenza, la quale,
+del resto, se anche fosse, non varrebbe una saetta,
+ormai.... Che cosa hai opposto alle accuse
+determinate e precise? Che tutto è falso! Ma
+questo me l'aspettavo; non verrai mica a raccontarmi
+i tuoi amori, a me, che ti ho amata
+davvero, onestamente.... E avevi tanta paura del
+mio giudizio, che mi hai fermato per istrada e
+mi hai chiesto se sapevo.... Ecco un'altra prova....
+E poi, devo aggiungere....</p>
+
+<p>Loredana si alzò lentamente.</p>
+
+<p> — Ti ringrazio, — interruppe con voce malsicura. — Mi
+hai detto cose molto utili....</p>
+
+<p>Fece per avviarsi, e barcollò....<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span></p>
+
+<p> — Non ti muovere, — soggiunse, appoggiandosi
+a un angolo della tavola. — Voglio uscire
+sola....</p>
+
+<p>Dopo alcuni passi incerti, mentre Adolfo la
+guardava con occhio spento, Loredana riacquistò
+forza, mosse francamente, passò vicino all'artista,
+il quale rimirando il pastello e la giovane,
+sentì d'amarli ambedue.... Adolfo rimase
+immobile accasciato sulla sua panca; d'un tratto,
+il rimorso gl'invadeva l'animo, lasciandolo con
+la bocca aperta, in un'espressione di smarrimento
+ebete.</p>
+
+<p>Venne voglia a Loredana di strappar dalle mani
+del disegnatore l'albo in cui sapeva d'essere
+stata ritratta, e di batterglielo in faccia. Dovette
+chiudere gli occhi per vincersi.</p>
+
+<p>Uscì, tra la nebbia; la nebbia era calata repentinamente,
+con un lieve odor di bruciato, rotta
+qua e là dall'alone rossastro delle fiamme a gas.</p>
+
+<p>E la giovane si rimise in cammino verso le
+Zattere, verso Flopi, che parevan le une e l'altro
+perduti in quella infinita distesa, densa e acre.</p>
+
+<p> — Che cosa gli porto? — si domandò Loredana.</p>
+
+<p>Gli portava il suo corpo, che la folla diceva
+mantrugiato da altri, e il disonore.</p>
+
+<p>Certo egli s'illudeva, Filippo; non gli avevano
+cantato in faccia tutte le accuse e ignorava in
+qual dispregio fosse tenuta la sua amante; ella
+gli portava in casa il ridicolo come un fluido
+avvelenato. Le parole d'Adolfo Gianella eran l'eco
+di quella saggezza che si trova per terra, fra
+gli sputi e le carte unte, e si chiama pubblica<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span>
+opinione. Egli diceva bene: non importa essere,
+ma parere; quando una calunnia è ripetuta da
+tutti, vale una verità: il male è quel che si vede,
+non quello che si commette. Aforismi che
+uccidono; bestialità caparbia; tirannia inappellabile
+della maggioranza.... Ma la vita procede
+su questo carro della morte, e ogni giorno qualcuno
+cade sotto le sue ruote per un gesto sbagliato.</p>
+
+<p>Loredana arrossiva di se stessa; abbeveratasi
+lunghe ore al torrente di fango, le pareva d'averne
+la bocca piena, il corpo inzaccherato, le
+mani màcere. Come lasciarsi abbracciare e baciare
+da Filippo, che avrebbe notato sul volto
+di lei le tracce delle sofferenze patite, un solco
+nella fronte, un livido sotto gli occhi? Baciarsi
+ed amarsi tra i ghigni della platea? Tremare
+agli sguardi sardonici? Vivere a fianco d'un uomo
+che, se non si staccava presto e decisamente
+da lei, diventava ridicolo?</p>
+
+<p>La folla s'era gettata sul suo amore e l'aveva
+fatto a pezzi.</p>
+
+<p>Protezione sicura e forte, confidenze gentili e
+fuggenti attimi di letizia, tenerezze segrete e impetuosi
+scoppii di passione, lunghi oblii d'ogni
+cosa mortale, viaggi sognati, casetta delle Zattere,
+bel sole di Sirmione, tutto affogato nella
+nebbia per sempre!</p>
+
+<p>Voleva correre a casa e dire a Filippo:</p>
+
+<p> — Tu m'hai avuta ancora bambina, e pel tuo
+amore tu m'hai fatta donna. Prendimi; amami
+un'ultima volta; spegni fra le braccia questa vita
+che è tua, e non lasciar che altri uccida lentamente,
+per odio, colei che vuol morire per te.<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span></p>
+
+<p>E palpitava alla speranza di morire veramente
+in uno spasimo di voluttà che fermasse in eterno
+i battiti del suo cuore; delicata parvenza femminile,
+che camminava tra la nebbia, sorridendo
+all'ultimo sogno.</p>
+
+<p>V'era nebbia dovunque, nebbia senza forma e
+senza fine, dentro la quale gli uomini, a guisa
+di fantasmi, scivolavano e si dissolvevano; nebbia
+che mozzava il respiro, copriva l'insidia, guidava
+all'abisso. E un silenzio tragico pesava, grave
+come lo sterminato drappo di bambagia da
+cui Venezia era tutta avvolta.</p>
+
+<p>Loredana giunse a casa, affranta, coi capelli
+e il veletto bagnati dalla caligine.</p>
+
+<p>Domandò subito di Filippo.</p>
+
+<p>Clarice le disse che il conte, un'ora prima, era
+accorso a palazzo Vagli perchè la contessa Bianca
+stava male.</p>
+
+<p>E non osando aggiungere particolari, la signora
+Teobaldi mormorò con enfasi:</p>
+
+<p> — È un «&nbsp;tradimento proditorio&nbsp;» del destino!</p>
+
+<hr />
+<h2 class="lighter">XV.</h2>
+
+<p>In quel crocchio di gentiluomini vecchi e giovani
+che s'eran recati da Berto Candriani a chiacchierare,
+a bere, a giuocare, abitudine presa durante
+i primi giorni dopo il duello e seguitata
+poi per tacito consenso di tutti, il conte Nino
+d'Este parlava di donne.<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span></p>
+
+<p>Egli stava quasi sdraiato in una larga poltrona
+di cuoio scuro e morbido, le lunghe gambe
+distese sotto la tavola, su cui disseminati piccoli
+bicchieri, svelte fiale di liquore, scatole di
+sigari e di sigarette, portaceneri di bronzo e d'argento.
+Nel mezzo era un tripode alto, che avrebbe
+dovuto vaporare essenze e che Berto invece
+aveva coronato con una larga ciotola di Murano
+dal bel colore turchino, dalla quale traboccavan
+fiori pallidamente rosei.</p>
+
+<p>Nuvole e nuvolette di fumo ondulavan nell'aria,
+dandole una lieve trasparenza azzurrognola
+entro la quale come velati apparivano i volti degli
+amici.</p>
+
+<p> — Ho visto ieri il capitano De Sirti con una
+brutta signora, — disse Nino d'Este. — Ma brutta
+assai....</p>
+
+<p> — «&nbsp;Faute de grives&nbsp;», — osservò Paolino Berlendi. — Mancanza,
+di tordi; e quando non ci
+sono i tordi, si pigliano i passeri....</p>
+
+<p>Egli era tornato recentemente da Parigi e non
+aveva ancora smessa l'abitudine d'intercalar frasi
+galliche al suo discorso. Asciutto di forme, col
+mento breve, i mustacchi biondi, i capelli scuri,
+il colorito acceso, Paolino Berlendi dava impressione
+d'un giovane energico e attivo; possedeva
+infatti un'anima risoluta, ma stava sfogando l'esuberanza
+giovanile in occupazioni tutte intime,
+alla caccia di donne; più tardi, secondo ciò
+che andava raccontando, si sarebbe dato all'agricoltura.</p>
+
+<p> — È un'americana, — egli aggiunse.</p>
+
+<p> — La conosci? — domandò Nino d'Este.<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span></p>
+
+<p> — No; ma l'ho veduta, e ho capito che è americana.</p>
+
+<p>Nino d'Este non potè frenare una risata.</p>
+
+<p> — Non c'è da ridere, — osservò Paolino Berlendi. — L'occhio
+d'un conoscitore non s'inganna;
+a occhio, si possono giudicar benissimo la
+razza e la nazionalità d'una donna, e fra tutte,
+le americane son più facili a riconoscersi.</p>
+
+<p> — Ma fammi il favore! — esclamò Nino. — Ci
+son delle americane piccole, rotondette, coi
+capelli neri e gli occhi brucianti, che tu diresti
+nate ai piedi del Vesuvio.... Ve ne sono altre,
+secche, rigide, biondastre, che possono essere inglesi,
+russe, norvegesi, tedesche.... A occhio, giudicherai
+dell'eleganza e della bellezza d'una donna,
+e non della sua nazionalità.</p>
+
+<p> — Storie, storie! — dichiarò Paolino Berlendi. — Piccolette
+e rotondette, o rigide e secche,
+le americane si vedono a un chilometro di
+distanza; hanno qualche cosa di speciale nella
+toilette, nel passo, nell'atteggiamento, nei modi,
+nei gesti, che non ti inganna mai. Dico bene?
+«&nbsp;Ça te botte&nbsp;»?</p>
+
+<p> — No, nient'affatto, non mi calza niente affatto! — esclamò
+Nino d'Este.</p>
+
+<p> — L'americana è una donna come le altre, — intervenne
+Carlo Martellieri. — Tutt'al più potrai
+capire a occhio che non è italiana; ma questo
+suggello di esoticità è comune alle straniere,
+ossia la donna italiana si stacca dalle altre
+così bene che non è possibile scambiarla per una
+straniera.</p>
+
+<p> — «&nbsp;Tu parles&nbsp;»! — disse Paolino. — Ma, caro<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span>
+Martellieri, con le tue parole vieni a darmi ragione;
+per te, è l'italiana che si può distinguere
+con un'occhiata; per me è l'americana. Vedi che
+sul principio siamo d'accordo.</p>
+
+<p> — Sfido io! L'italiana è roba di casa, roba nostra, — interruppe
+il Martellieri. — Come non
+riconoscerla tra mille? L'affare è ben diverso allorchè
+si tratta d'un'americana; e innanzi tutto,
+di quale americana tu mi parli? Dell'americana
+del nord o dell'americana del sud?</p>
+
+<p>Paolino Berlendi, che non s'aspettava una distinzione
+etnografica, si sentì impacciato a rispondere;
+e il Martellieri, giovane e pedante, con
+la voce acuta che gli fischiava tra le labbra,
+approfittò di quell'attimo di silenzio per incalzar
+più da vicino l'avversario:</p>
+
+<p> — Dirò meglio: intendi parlare dell'americana
+del nord, del centro, o del sud? Quale americana
+tu riconosci a occhio? Quella nata in Patagonia,
+nel Cile, nell'isola di Haiti, nel Guatemala, nell'Argentina,
+a Filadelfia, a Baltimora, ad Avana,
+a Buenos-Aires, a Lima, a Quito, a Cuba? Quella
+che vive al Capo Horn, o quella che è nata ai
+piedi delle Cordigliere o presso il mare dei Caraibi?</p>
+
+<p>Paolino Berlendi stava ad ascoltare a bocca
+aperta, sbalordito; intorno a lui altri giovani si
+erano radunati e ascoltavan pure, sorridendo con
+la sigaretta tra le labbra.</p>
+
+<p> — Come si vede che ha viaggiato! — mormorò
+qualcuno ironicamente.</p>
+
+<p> — Quella, — continuò il Martellieri quasi recitasse
+una lezione, — quella che la Terra del<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span>
+Fuoco ha visto nascere, o quella che passeggia
+lungo le rive dell'Orenoco, o quella che va a
+caccia sulle Montagne Rocciose? Quale americana,
+insomma? L'America si stende per circa
+quindici mila chilometri tra l'Oceano Atlantico
+ed il Pacifico....</p>
+
+<p>Paolino Berlendi si alzò di scatto, e calò un
+pugno sulla tavola....</p>
+
+<p> — Quella, quella, quella! — interruppe. — «&nbsp;Tu
+ne me fais pas crême, va&nbsp;»! Mi par di essere a
+scuola! Per americana, io intendo quella che si
+vede in Piazza San Marco, nelle sere di concerto!</p>
+
+<p>Una risata clamorosa accolse la dichiarazione
+di Paolino Berlendi, il quale, senza badarvi, continuò:</p>
+
+<p> — Certo, non nego che ci possano essere delle
+donne in Patagonia, ma non vengono a Venezia!
+E che c'entra l'Orenoco e che c'entra il mare
+dei Caraibi?...</p>
+
+<p>Alcuni giovanotti alle spalle di Paolino approvarono
+ridendo.</p>
+
+<p> — La colpa è della tua inesattezza! — rispose
+il Martellieri. — Tu hai detto che puoi riconoscere
+a occhio un'americana; e io ti ho detto
+che anche le donne della Patagonia sono americane.
+Le riconosceresti a occhio?</p>
+
+<p>Il Berlendi si strinse nelle spalle.</p>
+
+<p> — Allora, — egli disse, — anche tu sei stato
+inesatto. Tu hai detto che un'italiana si riconosce
+tra mille: io ti dirò che a Parigi, proprio
+il mese scorso, ho incontrato una ragazza che
+parlava il gergo come tu parli il dialetto veneziano.
+Ho avuto per lei «&nbsp;un béguin assez sérieux&nbsp;»;<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span>
+anzi, ho imparato da lei molte frasi energiche....</p>
+
+<p> — Ce ne siamo accorti! — interruppe Nino
+d'Este.</p>
+
+<p> — Ebbene, quando io la lasciai, ella mi confessò
+che era nata a Napoli, era sempre vissuta,
+a Napoli e solo da un anno si trovava a Parigi!...
+L'avresti riconosciuta per italiana, tu?</p>
+
+<p> — Alla prima occhiata! — dichiarò il Martellieri.</p>
+
+<p> — «&nbsp;Non, mais, faudrait pas me mener en bateau,
+tu sais&nbsp;»? — disse il Berlendi, mentre gli
+altri ridevano alla bizzarra espressione.</p>
+
+<p> — Questa è una frase energica della parigina
+di Napoli, — osservò Nino d'Este, versandosi due
+dita di cognac. — E rimane dunque dimostrato
+che l'americana non si riconosce a occhio....</p>
+
+<p> — Non rimane dimostrato niente, caro mio! — protestò
+Paolino Berlendi. — È venuto il Martellieri
+a imbrogliarmi con l'Orenoco e il Mississipì;
+ma io ripeto che l'americana elegante, non quella
+della Patagonia, si riconosce a un chilometro di
+distanza. «&nbsp;Si vous rigolez&nbsp;» è un conto, ma se
+parliamo da senno è un altro....</p>
+
+<p>Freddo, scuro in faccia, laconico nelle parole,
+Berto Candriani all'angolo opposto della sala
+giuocava alle carte con altri amici; dal loro gruppo
+non venivano risate nè schiamazzi; ciascuno
+badava alle mosse dell'avversario, e le poste raggiungevano
+ormai una cifra di rilievo.</p>
+
+<p>Berto Candriani aveva il viso traversato dalla
+cicatrice lucida e ardente come da un formidabile
+colpo di scudiscio; il segno indelebile fiammeggiava<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span>
+dall'orecchia al labbro nel pallore stanco
+del viso, un pallore che sembrava più manifesto
+perchè dietro il Candriani si stendeva la
+stoffa granata che ricopriva le pareti della sala:
+e poco più su, era appeso un gran quadro rappresentante
+il ratto delle Sabine; e quei nudi
+vivaci, le carni ambrate delle donne, i torsi poderosi
+e sanguigni dei guerrieri, creavano un rude
+contrasto con la figura agile e la pallidezza
+diffusa del Candriani.</p>
+
+<p>Dal giorno del duello, qualche mutazione era
+seguita nel suo animo; egli s'era fatto cupo e
+inquieto, il suo sguardo pungente era diventato
+più acuto, la chiassosa allegria, la sventatezza
+e l'impertinenza che l'avevan fatto celebre, erano
+scomparse. Si sarebbe detto che un pensiero molesto
+e pertinace andasse rodendolo; e infatti non
+tanto gli importava della cicatrice che gli deturpava
+la faccia quanto di aver perduta Loredana
+per la sua incredibile fatuità.</p>
+
+<p>S'era svegliato come da un sogno, dopo il duello,
+avvertendo quasi con paura che per la giovane
+gli si era annidato in cuore un sentimento
+assai più alto e più temibile che la concupiscenza;
+non avrebbe voluto confessarlo nemmeno
+a se stesso, ma l'ingenuità mista ad orgoglio,
+l'appassionatezza e insieme il riserbo, l'intelligenza
+e l'audacia che formavano l'indole originale
+di Loredana l'avevano interessato e vinto.</p>
+
+<p>Non ignorava quel che si andava cantando dappertutto,
+ch'egli era stato l'amante della giovane
+e che perciò Filippo l'aveva provocato; e anche
+questo gli cuoceva insoffribilmente, non potendo<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span>
+parlarne troppo, perchè le sue negazioni
+non avevano alcun valore, e non potendo tacere,
+perchè il silenzio sarebbe stato una conferma. In
+tal modo, dentro un cerchio di tortura si dibatteva
+incapace a prendere una risoluzione; ora
+pensando a un viaggio, che lo allontanasse da
+uomini e da cose venutigli in uggia, ora meditando
+di rimanere, di riavvicinare Loredana, d'impossessarsene
+davvero a qualunque costo.</p>
+
+<p> — Giuoca, giuoca! — gli disse il marchese di
+Spinea, guardando in faccia.</p>
+
+<p>Berto giuocò: era distratto e andava con la
+sinistra arricciandosi i baffi; di tanto in tanto
+gli tornava il ricordo di Loredana, che gli faceva
+subito smarrire il filo del giuoco; anche
+questa volta la partita finì con la sua sconfitta.</p>
+
+<p> — Ah, ah! — disse il marchese di Spinea, mescolando
+le carte. — Chi è fortunato in amore....</p>
+
+<p>Ma si morse le labbra; la vecchia frase, sfuggitagli
+per abitudine, s'attagliava così bene al
+caso di Berto e alle dicerie di quei giorni, che
+lo Spinea tossì più volte, quasi volesse far dimenticare
+le sue parole. Il volto di Berto s'era rabbuiato.
+Egli riprese a giuocare scuotendo la testa
+fastidiosamente, ma ancora non potè raccogliere
+intorno al giuoco tutta l'attenzione che
+gli era necessaria.</p>
+
+<p>Dal crocchio nel quale si trovavano Nino d'Este,
+il Martellieri, Paolino Berlendi e altri giovanotti,
+gli veniva di tratto in tratto all'orecchio
+qualche frase che lo distraeva. Gli amici parlavano
+a voce bassa, ma non così che Berto, avvertito
+dal ripetersi di alcuni nomi, non potesse<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span>
+afferrare il senso di ciò che si diceva intorno
+a lui.</p>
+
+<p>La conversazione era mutata; Paolino aveva
+rinunziato a dimostrare che le americane si possono
+distinguere a occhio, il Martellieri aveva finito
+la sua disquisizione etnografica; si parlava
+di pettegolezzi, del solito pettegolezzo che occupava
+tuttavia la città.</p>
+
+<p> — Filippo, secondo me, — diceva Paolino Berlendi, — ha
+avuto il torto dei vecchi, il torto
+di mescolare molto sentimento alla sua avventura.
+Questa famosa Loredana lo ha stregato;
+dicono che sia molto giovane, ma dev'essere esperta
+negli intrighi amorosi.</p>
+
+<p> — Che, che! — esclamò Nino d'Este, il quale
+non andava mai d'accordo con Paolino, pure essendogli
+amico. — Ha trovato un cucco, mi dispiace
+dirlo; e al posto di lei, qualunque altra,
+giovane o vecchia, avrebbe insaccato il povero
+Flopi.... Le donne sono ciò che l'uomo le fa. Ti
+piace, Paolino, questa massima?</p>
+
+<p>Paolino scosse la testa.</p>
+
+<p> — Non mi piace, — rispose. — Io vorrei vedere
+questa famosa Loredana, per poter giudicare.</p>
+
+<p> — Io l'ho vista, — annunziò il Martellieri. — L'ho
+vista più volte a teatro, con una certa megera
+tinta e ritinta, che mi pareva quella che
+si brucia a mezza quaresima. Ebbene, la ragazza
+non vale nè più nè meno di tante altre; è giovanissima
+e graziosa, ma a Venezia ne abbiamo una
+a ogni svolta di strada.</p>
+
+<p> — Che ne dici, Paolino? — esclamò Nino d'Este
+trionfalmente.<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span></p>
+
+<p> — Dico che il Martellieri di donne non se ne
+intende, — dichiarò il Berlendi. — Egli non si
+intende che delle donne della Patagonia.... Vorrei
+vederla io.... E tu poi, Nino, sei in queste cose
+troppo secco....</p>
+
+<p> — Troppo secco! — ripetè Nino d'Este. — Che
+cosa vuoi dire?</p>
+
+<p>Paolino Berlendi esitò un istante, guardandosi
+intorno; ma vedendo tutte facce amiche e familiari,
+seguitò:</p>
+
+<p> — «&nbsp;Ben voilà! Y a pas de ma faute&nbsp;»!... Certe
+cose si possono dire perchè son vecchie.... Per impadronirti
+d'una ragazza, non hai tu comprato
+il fondo sul quale la ragazza viveva? E poi per
+liberartene, non hai venduto il fondo con la ragazza
+dentro?</p>
+
+<p>Gli amici in giro scoppiarono in una risata fragorosa,
+che fece alzar la testa a Berto Candriani.
+Egli aveva commesso parecchi spropositi e
+aveva nuovamente perduto; gettò le carte sul
+tavoliere, dicendo ai compagni:</p>
+
+<p> — Vi chiedo scusa; oggi non va. Troveremo
+qualcuno che possa sostituirmi.</p>
+
+<p> — No, no, — interruppe il marchese di Spinea. — Anche
+noi siamo stanchi, non è vero?</p>
+
+<p>Gli altri due confermarono con un cenno del
+capo, e i giuocatori s'alzarono.</p>
+
+<p> — Questo è un po' secco, — dichiarava intanto
+Paolino Berlendi. — «&nbsp;C'est du citron à la rigolade&nbsp;».
+Io sono del tuo parere: non troppo sentimentalismo
+con la donna; ma dal sentimentalismo
+di Flopi alla tua maniera spiccia, v'è un
+abisso. Dico bene? «&nbsp;Ça te botte&nbsp;»?<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span></p>
+
+<p>Nino d'Este non rispose; si allungò meglio nella
+poltrona soffice, epicureamente, e rinunziò a
+difendersi; ma Berto Candriani, che era sopraggiunto,
+rispose per lui.</p>
+
+<p> — Tu hai torto, Paolino, — egli disse. — Questa
+maniera secca di Nino d'Este, questo, come
+tu dici, «&nbsp;citron à la rigolade&nbsp;», è ciò che occorre
+per le donne.</p>
+
+<p>Da quando eran corse le voci dei suoi amori con
+Loredana, Berto ostentava uno scetticismo che
+doveva, nel suo concetto, far comprendere com'egli
+non si dilettasse che di avventure fugaci
+e volgari, e allontanare il dubbio d'una passione
+per la giovane compagna di Filippo. Gli amici,
+i quali non avevano mai udito dalla sua bocca
+dichiarazioni e aforismi di tal natura, lo
+ascoltavano sempre un po' incerti e sorpresi, temendo
+ch'egli si beffasse di loro.</p>
+
+<p>Ma Berto proseguì imperterrito, la sigaretta tra
+l'indice e il medio della destra, la sinistra affondata
+nella tasca della giacca:</p>
+
+<p> — Non solo il sentimentalismo è ridicolo, ma
+è ridicolo anche il sentimento per questa specie
+d'animale incomprensibile....</p>
+
+<p> — ....«&nbsp;cette espèce de cruche&nbsp;», — abbellì Paolino.</p>
+
+<p> — ....che è la donna, — concluse Berto Candriani. — Per
+conto mio, senza essere un conquistatore
+come te, Paolino, nè un dominatore come
+Nino d'Este, ho sempre cercato donne che si
+potessero mettere alla porta entro le ventiquattr'ore,
+e non ho avuto il minimo sentimento per
+alcuna, mai, in tutta la mia vita....<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span></p>
+
+<p>La dichiarazione era troppo netta ed esplicita,
+perchè gli amici intorno non ne afferrassero il
+significato; ma Paolino strizzò l'occhio, e disse
+ridendo:</p>
+
+<p> — Come parla bene!... Io, intanto, ho trovato
+il Martellieri che mi ha dato torto sulla questione
+delle americane; trovo Berto che mi dà torto
+sulla questione del sentimento. Se continua così,
+rinunzio alla parola!...</p>
+
+<p> — Ma no; tu non hai torto, — interruppe Berto. — Se
+ti ho dato torto, mi sono spiegato male.
+Io voleva dire....</p>
+
+<p>Alzando gli occhi in quel punto, vide che un
+servo era sopraggiunto e dal suo contegno capì
+che aspettava di potergli parlare.</p>
+
+<p> — Io voleva dire che dei due modi, il modo secco
+e il modo sentimentale, — proseguì rapidamente, — preferisco
+il primo, lo trovo più logico,
+più giusto, o almeno più adatto alla nostra
+indole. A te, Paolino, non mancano argomentazioni
+per difendere il tuo pensiero; specialmente
+se parli francese!</p>
+
+<p>E mentre gli altri ridevano e la discussione
+si faceva più vivace, egli si avvicinò al servo
+e gli chiese:</p>
+
+<p> — Che cosa c'è?</p>
+
+<p> — Una signora desidera parlarle, — rispose
+il servo a bassa voce.</p>
+
+<p> — Non ricevo! — disse Berto recisamente.</p>
+
+<p>Ma quando il servo era già per allontanarsi,
+egli lo richiamò, senza ben comprendere a quale
+dubbio rispondesse.</p>
+
+<p> — La signora è qui? — riprese.<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span></p>
+
+<p> — Sì, Eccellenza....</p>
+
+<p> — Non sarà una delle solite mendicanti?</p>
+
+<p> — Non mi pare.</p>
+
+<p> — Che tipo è?</p>
+
+<p> — E giovanissima, molto elegante, e....</p>
+
+<p> — E...? — incalzò Berto.</p>
+
+<p>Il servo esitò.</p>
+
+<p> — E mi pare molto spaventata, — disse infine.</p>
+
+<p> — Che stupidaggini ti passano pel capo? — esclamò
+Berto. — La farai accomodare nel salotto
+grigio, e le dirai che abbia la bontà di attendere
+un istante.</p>
+
+<p> — Sì, Eccellenza.</p>
+
+<p>Berto ritornò verso i suoi amici.</p>
+
+<p> — Vi chiedo scusa se vi lascio, — egli disse. — Mi
+è stata annunziata una visita d'affari; rimanete
+qui, ve ne prego.</p>
+
+<p>Nino d'Este s'alzò finalmente dalla poltrona.</p>
+
+<p> — No, no, caro, — egli rispose. — In casa
+tua si sta troppo bene, e noi abbiamo fatto tardi.
+Ce ne andiamo.</p>
+
+<p>Berto Candriani strinse la mano agli amici, e
+mentre questi, ancora discutendo e ridendo, uscivano
+in tumulto, egli si avviò verso il salotto
+grigio.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span></p>
+<h2 class="lighter">XVI.</h2>
+
+<p>Ritta sulla soglia, appoggiato il braccio sinistro
+allo stipite e il viso al braccio, Loredana
+aspettava, tremando. Aveva avvertito un clamor
+di voci e di risate, poi un silenzio improvviso;
+guardava il salotto grigio, brillantemente illuminato
+dalle lampadine elettriche, e le pareva
+che i divani, le poltrone, le portiere molli, i cortinaggi
+pesanti, e una certa atmosfera tepida e
+profumata dessero al luogo un senso d'intimità
+quasi carnale.</p>
+
+<p>Alla sua destra ella vide un piccolo quadro di
+Félicien Rops, un quadro strano intitolato: «&nbsp;Le
+vol et la prostitution dominent le monde&nbsp;»; una
+femmina seminuda e un uomo a mezza maschera,
+stretti insieme da una fascia, posavano i piedi
+caprigni sul globo; ed era nel viso dell'una l'artiglio
+della crapula e sotto la mezza maschera
+dell'altro si delineava il ghigno cinico del delitto....</p>
+
+<p>A poco a poco, fissando la terribile femmina,
+Loredana ne sentì paura; le sembrò un simbolo
+e un monito, e che ridesse di lei, e si movesse
+a lei incontro, quasi per serrarla tra le braccia....
+Si volse per fuggire; ma in quell'istante la portiera
+che le stava di faccia fu sollevata, e Berto
+Candriani comparve.</p>
+
+<p>Egli si lasciò sfuggire un grido.<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span></p>
+
+<p>Loredana sentì che la sua personalità l'abbandonava;
+aveva tanto pensato a quell'ora, a quel
+colloquio, che le parve di agire e di parlare come
+un automa, come se qualcuno alle sue spalle suggerisse
+parole e gesti; pensò alla femmina dai
+piedi caprigni, e le corse un fremito dalla nuca
+alle reni.</p>
+
+<p>Pure, mosse ella per prima, verso Berto, e gli
+disse con voce soffocata:</p>
+
+<p> — Chi c'è di là?</p>
+
+<p> — Nessuno, — rispose Berto, parlando istintivamente
+sottovoce. — Erano amici; sono partiti.
+Ma come devo interpretare questa vostra visita?
+Che cosa devo pensare?</p>
+
+<p>Ella chiuse gli occhi e mormorò:</p>
+
+<p> — Come vorrete....</p>
+
+<p>Berto la vide subito impallidire spaventosamente;
+avvicinatale una poltrona, la fece sedere,
+le si mise a ginocchi innanzi, e Loredana rimase
+un istante così, bianca in volto, gli occhi chiusi,
+mentre Berto andava baciandole le mani guantate.
+Poi ella s'accorse che lievemente, lievemente,
+con perizia consumata, le toglieva il cappello
+e il veletto, e di nuovo inginocchiandosi le posava
+le labbra sulle mani.</p>
+
+<p>Riaprì gli occhi, e guardandolo ai suoi piedi,
+notò la cicatrice lucida e ardente che gli traversava
+la faccia come un formidabile colpo di
+scudiscio.</p>
+
+<p> — Sono da lei, — disse. — Sono fuggita. Ho
+abbandonato Filippo. Lo amo ancora, lo amo
+sempre, non amo che lui; ma sua madre muore,
+e io devo fuggirlo.... Sono venuta a ricoverarmi<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span>
+da lei.... Che caldo è in questa camera; mi sento
+soffocare!</p>
+
+<p>Senza levarsi in piedi, slacciò la pelliccia e
+la lasciò cadere intorno, cosicchè parve che il
+busto snello sbucasse da quel nido candido e
+morbido maculato di nero. Guardandosi in giro,
+ella si vide in uno specchio; non aveva più il
+cappello, non più la pelliccia; era svestita, quasi
+fosse tornata nella propria casa; e quell'uomo
+le stava ai piedi, muto, umile, e già padrone
+di lei....</p>
+
+<p>Lo spettacolo la rivelò a sè medesima. Si drizzò
+di scatto, esclamando:</p>
+
+<p> — No; che cosa faccio? Sono pazza....</p>
+
+<p>Anche Berto s'era alzato, e mettendosele innanzi,
+le disse prestamente:</p>
+
+<p> — Non fugga: è in casa d'un gentiluomo. Si
+calmi. Ho bisogno di sapere e di parlarle. Se
+vorrà partire di qui, io non la tratterrò.... Mi dia
+l'amara soddisfazione di chiederle perdono. Ho
+scontato il mio errore. Sono stato veramente colpevole,
+ma sono parso più colpevole ai suoi occhi,
+perchè lei ha creduto a un capriccio, mentre
+io l'ho amata e l'amo con profondo sentimento....
+Non fugga, la scongiuro....</p>
+
+<p>Loredana tornò a sedere, raccogliendosi intorno
+la pelliccia bianca.</p>
+
+<p>Non appena Berto la vide così, calma e attonita,
+uscì dal salotto e ritornò precipitosamente,
+tenendo in mano una bottiglia e nell'altra una
+coppa. Nè egli nè la giovane avvertirono il ridicolo
+di quella corsa; Berto spinse innanzi a Loredana
+una piccola tavola sostenuta da quattro<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span>
+svelti grifi, e versando, posò la coppa vicino alla
+sua ospite.</p>
+
+<p> — Bevete, — disse, — ve ne prego: vi darà
+forza.</p>
+
+<p>Loredana aveva visto che il liquido gorgogliante
+era sciampagna; ella fece un gesto per
+rifiutare, e rispose:</p>
+
+<p> — No, non è possibile; mi farebbe male.</p>
+
+<p>Il Candriani non l'ascoltava; ebbro di gioia,
+potendola guardare con l'intensità di un desiderio
+non più rattenuto, la guardava tutta, bramosamente,
+dalla testa ai piccoli piedi, la cui
+punta sbucava dal lembo estremo della gonna.</p>
+
+<p> — Io vi farò dimenticare Filippo, — egli disse
+a un tratto. — Voi non l'amerete più; io sono
+libero e solo, posso dedicarvi intera la mia vita....
+Amatelo oggi ancora, non importa; è giusto
+che lo amiate; dovrò io cancellare la sua imagine
+dal vostro cuore.</p>
+
+<p>E di repente proruppe:</p>
+
+<p> — Sono felice; sono felice di vedervi presso
+di me; vi siete ricordata che vi ho offerta la
+mia amicizia in un caso estremo, e questo mi
+consola di molti dolori.... Ah vi assicuro, Loredana,
+che non sono più lo sventato che avete
+conosciuto un giorno! Vi amo teneramente e spero
+di potervi rassicurare....</p>
+
+<p>Ella troncò le sue parole con un gesto.</p>
+
+<p> — No, — rispose. — Non vi amerò mai.</p>
+
+<p>Si guardò intorno, e vedendo la coppa, la portò
+alle labbra che sentiva arse da un'interna
+febbre.</p>
+
+<p> — Ascoltatemi, — proseguì imperiosamente. — Sono<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span>
+qui, non perchè vi ami, non perchè io creda
+alla vostra amicizia, ma perchè voglio e devo
+perdermi.</p>
+
+<p> — Loredana, Loredana, per carità! — interruppe
+Berto.</p>
+
+<p> — Devo perdermi. Egli sta per commettere un
+delitto. Sua madre ammalata gli ha chiesto di
+abbandonarmi, ed egli ha rifiutato.... No, io non
+posso accettare questo sacrificio; è una cosa orrenda;
+io devo lasciarlo e in maniera ch'egli non
+mi cerchi più, non mi desideri più.... Non voglio
+far male a sua madre, che per me ha già tanto
+sofferto.... Se morisse, ah se morisse, quale rimorso,
+quale vergogna!... E un giorno egli si
+sveglierebbe da questa follia; e tra me e lui,
+sempre, sempre, io vedrei il cadavere di sua madre....
+Bisogna che io gli impedisca di disonorarsi!</p>
+
+<p>Berto, ritto in piedi, ascoltava con un senso
+di maraviglia la giovane, che parlava velocemente
+agitata da violento orgasmo; alla prima pallidezza
+era subentrato un rossore febbrile che
+le imporporava le guance, le faceva brillare intensamente
+gli occhi, le invermigliava le labbra
+dando loro un color di vivo sangue.</p>
+
+<p>Tanto gli piacque così stesa nella poltrona e
+affondata nella candida pelliccia, che Berto si
+chinò ancora a baciarle le mani. Loredana lo
+respinse.</p>
+
+<p> — Io voleva uccidermi, — proseguì, — ma sarebbe
+stato un nuovo scandalo; avrebbero forse
+accusato Filippo della mia morte.... Ah come sono
+maligni tutti!... Mi è stato detto in faccia<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span>
+che io sono la vostra amante, che la mia onestà
+non vale nulla perchè nessuno mi crede, che un
+uomo è ladro quando tutti lo dicono ladro....
+Quante cose ho imparato, spaventevoli! E allora
+ho pensato che avevano ragione. Il solo che
+non dubitava di me era Filippo; egli crede al
+mio amore e alla mia onestà, di cui tutti ridono;
+e bisogna dunque ch'egli pure non creda più,
+perchè si salvi.... Ho pensato che poichè mi dicono
+vostra amante, ogni sforzo è inutile, e io
+non potrò più liberarmi da questa accusa....</p>
+
+<p> — Non parlare così, — interruppe Berto. — Ti
+fa troppo male....</p>
+
+<p>Ella lo fissò con gli occhi sbarrati; quel «&nbsp;tu&nbsp;»
+le parve più brutale d'un bacio che le avesse
+chiuso improvvisamente la bocca; ma Berto se
+ne avvide, e soggiunse:</p>
+
+<p> — Vi chiedo scusa; non volevo offendervi. Vi
+amo, e non ho saputo dominarmi.</p>
+
+<p> — No, — disse Loredana, alzandosi, — mi lasci
+andare!</p>
+
+<p>Berto osò stendere una mano su di lei.</p>
+
+<p> — Ve ne prego, — mormorò, — rimanete ancora.....</p>
+
+<p>Loredana rabbrividì; raccolta la pelliccia, cercò
+degli occhi il cappello. Ma mentre stava per
+riprenderlo, si arrestò quasi folgorata da un pensiero.</p>
+
+<p>Dove andava? A casa, sua? Filippo l'avrebbe
+ripresa. A casa di Filippo? La madre di lui ne
+sarebbe morta. E Filippo a quell'ora doveva aver
+già letto le poche righe che Loredana gli aveva
+lasciato: «&nbsp;Non ti dimenticherò mai; ti amerò<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span>
+sempre; quanto più ti parrò lontana, tanto più
+sarò tua....&nbsp;» E dopo questo, ella sarebbe tornata
+da lui, a capo basso, a guisa d'una scolaretta pentita,
+e sempre troppo tardi per essere perdonata?</p>
+
+<p>Vide ancora quella maledetta femmina dai piedi
+caprigni, seminuda, che col braccio destro levato
+sembrava imporle di fermarsi. Si volse, e
+all'altro lato vide Berto, il quale non osava muoversi
+per trattenerla, non osava parlare per non
+impaurirla, e andava guardandola, per indovinar
+dal gesto di lei la risoluzione che avrebbe presa.</p>
+
+<p>Ella tornò alla sua poltrona, vi si lasciò cadere,
+non disse parola.</p>
+
+<p>Seguì in tal modo un silenzio angoscioso di
+alcuni minuti, durante i quali Loredana e Berto
+si fissarono acutamente, immobili, quasi scrutandosi;
+ma Berto non potè resistere più a lungo,
+le si avvicinò di nuovo, le afferrò le mani.</p>
+
+<p> — Resta! — disse con voce velata dalla passione. — Resta!
+Te ne scongiuro! So che non
+mi ami, e ciò non mi spaventa....</p>
+
+<p>Egli cercava di toglierle un guanto; ella se
+ne avvide, e lo sbottonò con un rapido gesto,
+offrendogli la mano e il polso nudi da baciare;
+ma quando sentì quelle labbra avide sulle carni,
+volse il capo quasi con ribrezzo.</p>
+
+<p> — No! — disse. — Aspettate!</p>
+
+<p>Afferrò la coppa e la vuotò avidamente, poi
+la tese di nuovo a Berto perchè versasse ancora,
+e di nuovo bevve; ma scorgendosi nello specchio,
+gettò la coppa vuota a terra, dove s'infranse.</p>
+
+<p> — Che cosa volete fare di me? — disse poi.<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span></p>
+
+<p> — Tutto quello che tu mi comanderai, — rispose
+Berto. — Io sono libero; posso partire oggi
+stesso, stanotte, domani, quando tu me lo
+chieda.</p>
+
+<p> — Sì, — dichiarò Loredana. — Partiremo <a name="subito" id="subito"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'subuto'">subito</ins>.
+Andremo a Roma.</p>
+
+<p>Ella diede in una risata così cruda e sardonica,
+che Berto la guardò impaurito.</p>
+
+<p> — A Roma, — ripetè Loredana. — Dovevo andarvi
+con Flopi; andrò con voi. Non è lo stesso?
+Non sono la vostra amante? Non hanno voluto
+che io fossi la vostra amante? Un uomo o un
+altro, poco importa.... Perchè non andiamo anche
+a Sirmione?... Io voglio calpestare tutto il
+mio passato, io voglio distruggere ogni ricordo,
+io voglio che non rimanga più nulla, più nulla
+di ciò che mi è stato tanto caro, e che mi farebbe
+arrossire!... Ah, voi non sapete l'orrore che
+io sento per la vita!... Voi non pensate che a
+impossessarvi di me; lo vedo nei vostri occhi, e
+non capite che io non sono più viva, non capite
+che io vi odio, e più vi avvicinate a me e più
+vi odio!...</p>
+
+<p>Berto non rispose, ma la sua mano che teneva
+la mano della giovane, allentò la stretta; egli
+si ritrasse, percosso dalla veemenza selvaggia di
+quelle parole.</p>
+
+<p> — Perchè mi volete? — seguitò Loredana, lanciandogli
+uno sguardo di sprezzo. — Io amo Filippo,
+e mi sacrifico per lui. Non è chiaro? Non
+è chiaro che io voglio perdermi per salvare lui?
+Non ve l'ho detto già! E ho scelto proprio voi,
+perchè egli mi disprezzi tanto che non mi cerchi<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span>
+più!... E voi vi prestate a questo giuoco?... Se
+io acconsentissi a diventar la vostra amante, sarebbe
+quello il momento in cui amerei di più
+Filippo, perchè sarebbe quello il sacrificio più
+grave che io potrei fargli.... E non lo avete capito?
+Come devo dirvi che io non vi amerò mai?</p>
+
+<p>Stretto dalla logica feroce, che sembrava dettata
+da quel bisogno di mordere e di distruggere
+onde Loredana si sentiva tutta vibrare, Berto
+non trovò dapprima risposta; poi ebbe la parola
+unica che spiegava qualunque follia:</p>
+
+<p> — Ma io ti amo, — disse. — Io ti amo, Loredana;
+e non so altro....</p>
+
+<p>La giovane lo guardò, sentendo ch'egli non
+mentiva; le parve sommesso e vinto, e ne ebbe
+pietà.</p>
+
+<p> — Suvvia, — mormorò, alzandosi, — mi lasci
+andare!</p>
+
+<p> — Dove, dove vuoi andare? — chiese Berto,
+movendo un passo verso di lei. — Dove vuoi andare,
+così?</p>
+
+<p>Ella s'era avviata alla porta, senza cappello,
+come una pazza.</p>
+
+<p>Berto la guardò elegante e sottile nell'abito
+tutto liscio color d'ametista, leggiadramente ornato
+con una lista di pelliccia scura, che le correva
+intorno al petto e per l'estremo lembo della
+gonna a guisa d'un serpentello.</p>
+
+<p>Usciva, partiva, fuggiva; d'improvviso aveva
+sentito che il sacrificio era troppo ripugnante,
+che meglio era morire, riposare, non pensare più
+ad alcuno, e aveva ricordato il canale nero e fondo
+che scorreva innanzi alla casa di Berto.<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span></p>
+
+<p>L'ora era tarda, la luce fievole, la gente rada
+in quella serata d'inverno. Loredana avrebbe potuto
+gettarsi all'acqua e affogarvi, senza che alcuno
+accorresse.</p>
+
+<p> — Dove vuoi andare? — ripetè Berto.</p>
+
+<p>S'incontrarono sul limitare e si fissarono, l'uno
+con gli occhi fiammeggianti di desiderio, l'altra
+con lo sguardo smarrito della disperazione; ma
+perchè essa voleva procedere, egli l'afferrò per
+le braccia e la rattenne.</p>
+
+<p>Loredana ruppe di nuovo in una risata.</p>
+
+<p>Aveva in bocca il sapore di quel fango al quale
+s'abbeverano gli umani, di quel fango che è
+tutta la vita, e un'arsura insaziata le bruciava
+le vene, come avesse ingoiato un fuoco liquido....</p>
+
+<p>Qualcuno alle spalle di Berto — forse la femmina
+seminuda dai piedi caprigni — gli suggerì
+un pensiero: la giovane non si sarebbe mai decisa
+nè a partire, nè a rimanere, nè a vivere,
+nè a morire; bisognava forzarla.</p>
+
+<p>Egli l'attrasse bruscamente al petto, le suggellò
+la bocca con la bocca dandole un bacio
+così lungo, che pareva, volesse beverne la vita,
+l'anima, il sangue; sentì che Loredana s'inclinava
+a poco a poco, si rovesciava indietro, e assecondò
+il movimento senza staccar la bocca dalla
+bocca agognata, e l'adagiò sul divano ampio.</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span></p>
+
+<h2 class="lighter">XVII.</h2>
+
+<p>Fu una lieta primavera, quella del 1894 a Venezia.
+Una falange sterminata di stranieri calò
+da tutte le parti del mondo, le donne e gli uomini
+già ebbri di delizie e di desiderio, con l'anima
+vibrante di quel romanticismo sensuale che
+Venezia, la torpida, ispira.</p>
+
+<p>Nuove passioni e nuovi drammi pullularono tra
+quell'affoltata di gente, e la Piazza San Marco
+divenne in certe serate un prodigioso salotto pel
+quale s'aggiravano le eleganti di New-York e di
+Parigi, di Londra e di Vienna, di Berlino e di
+Pietroburgo, lasciando sui loro passi un solco
+di profumi esotici.</p>
+
+<p>Esse vedevano Venezia con gli occhi della leggenda
+e della storia e la loro anima si trasformava,
+effondendosi e pervertendosi fra i tesori
+d'arte e il silenzio mortale della città voluttuosa.
+La gondola, lenta e carezzevole, agile e muta,
+faceva loro sognare i sogni erotici e le rapide
+tragedie dei romanzi; la notte, o rischiarata dal
+raggio lunare sui rii e sui canali, o tenebrosa
+o velata, sembrava loro così enimmatica e stravagante
+quale in nessun'altra città del mondo.</p>
+
+<p>Le più belle donne avevano una falange d'ammiratori,
+quasi tutti veneziani, che ne aspettavano
+ogni anno il passaggio, non diversamente
+dal cacciatore che aspetta lo stormo della ghiotta<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span>
+selvaggina. Esse s'imbevevano il giorno della
+luce e dei salsi umori di Lido, felici di quella
+piena vita animale che ingagliardisce il sangue
+e stende sulle carni una delicata patina di bronzo;
+la sera, tornavano alle consuete eleganze o
+nelle grandi sale dei grandi alberghi o in Piazza
+San Marco.</p>
+
+<p>Si susurrava di passioni e di capricci, di gelosie
+e di tradimenti.</p>
+
+<p>Il suicidio d'una giovane inglese, un duello tra
+due russi, avevano messo in tumulto la città;
+poi rapidamente le grandi feste offerte da un
+patrizio alla colonia straniera e uno straripare
+di lusso portentoso, una vera orgia di colori e
+di bellezze e di dovizie, avevan cancellato la memoria
+di quelle drammatiche vicende. E l'eco
+del tripudio non era spenta, chè la fuga d'una
+giovinetta con un uomo attempato aveva riaperto
+i fiumi dei discorsi scandalosi; poi una nuova
+festa, la colonia straniera che ringraziava il
+patrizio dell'ospitalità ricevuta, profondendo altri
+tesori, sfoggiando nuovo fasto, e l'arrivo del
+Re, e la caduta d'un ministero, e un accavallarsi
+di fatti piccoli e grandi, avevan dato materia
+alle chiacchiere e non avevano saziato la curiosità
+instancabile degli uomini.</p>
+
+<p>La vita correva la sua corsa senza freno, superba,
+indifferente, inconsapevole, travolgendo ed
+esaltando, premiando e punendo; e il nome di
+questo o di quello roteava come un palèo.</p>
+
+<p>Un giorno sulla terrazza di Lido, un pugno di
+gentiluomini faceva corona ad alcune dame, la
+contessa Lombardi, la contessa Fausta di Montegalda,<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span>
+la duchessa di Torrecusa. Erano gli uomini
+il conte Alvise Priùli, il conte Mercatelli,
+parecchi giovani, tra i quali il conte Paolino
+Berlendi.</p>
+
+<p>Paolino aveva enunziato anche in quei giorni
+che la donna americana si riconosce a occhio;
+aveva tenuto una scommessa, e aveva scambiato
+un'austriaca per un'americana. Se ne rideva ancora.
+Paolino imperturbabile aveva osservato che
+nelle vene dell'austriaca, per qualche dimenticato
+incrocio, doveva scorrere sangue americano;
+e conosciuta personalmente la giovane, se ne era
+innamorato. Anche questo episodio aveva fatto
+ridere; ma Paolino Berlendi, senza badare ai
+frizzi dei compagni, dava intanto una caccia accanita
+alla straniera e sperava impigliarla nelle
+sue reti.</p>
+
+<p> — Che cosa guardate? — gli domandò Fausta
+d'un tratto.</p>
+
+<p>La bellezza della contessa pareva scintillare
+sotto il sole; i capelli neri avevan riflessi azzurrini
+e gli occhi cilestri esprimevano una dolce
+ingenuità qualche poco in contrasto con l'anima
+sensuale ed egoista della donna.</p>
+
+<p> — Guardo tutte queste forestiere, — disse Paolino. — Non
+vi pare che giungano a Venezia
+già ubbriache d'amore e di Ruskin?</p>
+
+<p> — Voi parlate del Ruskin come d'un liquore, — osservò
+la contessa Lombardi sorridendo.</p>
+
+<p> — È vero; ma io preferisco il cognac, — rispose
+Paolino. — Il fatto è che le straniere sono
+innamorate.</p>
+
+<p> — E di chi? — domandò Fausta.<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span></p>
+
+<p> — Di me, contessa! — affermò Paolino trionfante.</p>
+
+<p>Gli uomini risero.</p>
+
+<p> — Ma sai tu chi è il Ruskin? — domandò il
+conte Priùli.</p>
+
+<p> — No; non l'ho mai letto....</p>
+
+<p> — È naturale, — disse il Priùli. — Tu devi
+darti all'agricoltura, e sappiamo che studi accanitamente
+per distinguere una patata da una
+barbabietola.</p>
+
+<p> — Un'austriaca da un'americana, — corresse
+Fausta di Montegalda.</p>
+
+<p>Già Paolino stava per rispondere, quando un
+silenzio improvviso si fece.</p>
+
+<p>Era comparso sulla terrazza il conte Filippo
+Vagli, colui che per lunghi mesi la società elegante
+capitanata da Fausta di Montegalda aveva
+chiamato «&nbsp;il povero Flopi&nbsp;».</p>
+
+<p>Molti fili argentei intessuti ai capelli un giorno
+tutti neri, il cerchio grigiastro intorno agli
+occhi, le spalle un poco appesantite davano l'impressione
+che Filippo fosse invecchiato repentinamente.
+Egli era sempre ilare e sereno, ma
+chi l'avesse fissato con attenzione si sarebbe accorto
+che la tranquillità e l'allegria di cui dava
+prova eran dovute a un continuo sforzo, a una
+instancabile vigilanza sopra sè medesimo.</p>
+
+<p>Quando egli si credeva non osservato, la sua
+fisionomia mutava d'un tratto, quasicchè la maschera
+gli fosse caduta, e allora si vedeva l'uomo
+ferito mortalmente da un'angoscia insanabile,
+torturato da qualche desiderio, malcontento di
+sè e degli altri, disperato di poter mai più trovare<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span>
+un bene nella vita. Poi l'orgoglio lo riafferrava,
+si guardava intorno nel timore che qualcuno
+gli avesse letto dentro l'anima, e riprendeva
+la sua maschera di gaiezza e di contento.</p>
+
+<p>Queste alternative, così notevoli che si sarebbe
+detto che due caratteri albergassero nello stesso
+corpo, non erano sfuggite all'occhio degli amici;
+e specialmente tra i più giovani, una simpatia
+silenziosa s'era formata per Filippo Vagli.</p>
+
+<p>Colui che aveva sentito fare strazio del proprio
+nome da una folla avida di scandalo, aveva
+visto la stessa folla ammutolire innanzi a un
+dolore alto e sincero, a guisa del molosso che
+s'accovaccia ai piedi del padrone. Filippo avrebbe
+dato metà del suo sangue per vivere ancora
+tra i sibili e i cachinni della maldicenza piuttosto
+che tra le nuove manifestazioni di rispetto,
+nelle quali egli sospettava una mal celata pietà.
+Ma tutto era finito, ogni cosa era miserabile,
+e mai come in quel tempo s'era sentito tanto
+lontano da ciò che faceva, dall'esistenza frivola
+alla quale s'era dovuto acconciare, e che sembrava
+non lasciargli un'ora libera.</p>
+
+<p>Egli gettò un'occhiata al gruppo, e salutò da
+lontano. Aveva visto tra gli uomini Paolino Berlendi,
+che con quel suo carattere scapato, sventato,
+impertinente e, nel fondo, generoso e sentimentale,
+gli rammentava un altro; Filippo si
+studiava di non mostrare a Paolino l'antipatia
+che quella somiglianza morale gli aveva ispirato.</p>
+
+<p>Entrò, e volse a sinistra.</p>
+
+<p> — Va a fare la sua corte alla Fioresi, — disse
+Fausta, che lo seguiva con l'occhio.<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span></p>
+
+<p>In fondo alla terrazza, a sinistra di chi entrava,
+Giselda Fioresi era seduta con la madre.</p>
+
+<p>La fanciulla dalla chioma fulva indossava un
+abito leggero color turchino con le maniche di
+prezioso merletto. S'era fatta più bella, il suo
+corpo s'era invigorito e sul volto le si diffondeva
+un'espressione che non aveva mai avuta,
+quell'espressione di riposo che è propria di chi
+giunge a una meta dopo lunga guerra.</p>
+
+<p>Quando vide Filippo avvicinarsi, le sue labbra
+si schiusero a un placido sorriso.</p>
+
+<p> — Si sposano? — domandò il Berlendi che
+guardava la scena.</p>
+
+<p> — Si sposano, — confermò Fausta con voce
+secca.</p>
+
+<p> — Flopi invecchia; è all'ultima tappa.</p>
+
+<p>Dovevano sposarsi il mese appresso, e del matrimonio
+si parlava con incessante curiosità. Due
+casate come quelle dei Fioresi e dei Vagli non
+avrebbero potuto non dare alla cerimonia tutta
+la solennità, tutta la magnificenza che le convenivano,
+e le donnette già parlavano del corredo
+di Giselda come d'una maraviglia mai vista.</p>
+
+<p> — Lo zio Roberto avrà finalmente i «&nbsp;flopini&nbsp;»! — osservò
+il conte Priùli.</p>
+
+<p> — E Flopi i milioncini, — aggiunse il Berlendi.</p>
+
+<p> — Non lo fa per questo! — rispose freddamente
+il Priùli. — Tu non lo conosci; Filippo si sposa
+per obbedire a sua madre.</p>
+
+<p> — La sola cosa poco aristocratica di questo
+matrimonio, — osservò Fausta, — è la gioia straripante
+di Giselda.<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span></p>
+
+<p>E storse la bocca, quasi avesse visto qualche
+spettacolo repulsivo.</p>
+
+<p>Le dame s'alzarono per avviarsi, ma in quel
+punto sopraggiunse Nino d'Este, che parve cercar
+qualcuno con gli occhi; ravvisò la contessa
+Lombardi e le corse incontro.</p>
+
+<p> — Lei mi aveva chiesto notizie di Berto Candriani? — egli
+disse.</p>
+
+<p> — Oh bravo! Parliamo di Berto Candriani! — esclamò
+Paolino. — «&nbsp;Il a jeté son bonnet par
+dessus le moulin&nbsp;»!</p>
+
+<p>Alvise Priùli gli diede una gomitata, perchè
+abbassasse la voce.</p>
+
+<p> — Le porto le notizie, — continuò Nino d'Este,
+ed estrasse dalla tasca un giornale romano che
+consegnò a Paolino Berlendi.</p>
+
+<p> — Ti ringrazio di quest'atto di fiducia, — disse
+Paolino. — Poco fa, Priùli sosteneva che io
+non so leggere.</p>
+
+<p> — Ma fate presto! — interruppe Fausta di
+Montegalda.</p>
+
+<p> — Ecco qua: «&nbsp;Un'automobile sfasciata&nbsp;»....</p>
+
+<p> — Mio Dio! — esclamò la contessa Lombardi.</p>
+
+<p> — «&nbsp;Un'automobile sfasciata&nbsp;», — seguitò a leggere
+Paolino. — «&nbsp;Jeri, verso le quattro, l'automobile
+del conte Berto Candriani, notissimo patrizio
+veneziano ospite della nostra città&nbsp;».... Come
+sa farsi la <span class="g">réclame</span> questo briccone!</p>
+
+<p> — Volete finirla? Vi tolgo il giornale! — minacciò
+Fausta.</p>
+
+<p>Paolino Berlendi si fece serio e lesse tutto di
+seguito:</p>
+
+<p> — ....«&nbsp;percorrendo la Via Appia, presso la tomba<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span>
+di Cecilia Metella, urtò un baroccio da vino,
+e cadde sul fianco. Lo <span class="g">chauffeur</span> rimase
+ferito. Il conte Candriani e la contessina Loredana
+De Carolis, sbalzati a parecchi metri di
+distanza si sollevarono incolumi&nbsp;».</p>
+
+<p> — Contessina! — esclamò Fausta con un sorriso
+beffardo. — I giornali romani non sono bene
+informati.</p>
+
+<p> — È quel benedetto nome di Loredana che li
+trae in inganno! — osservò il conte Priùli.</p>
+
+<p>La comitiva si avviò.</p>
+
+<p> — Io vorrei sapere che cosa andavano a fare
+sulla Via Appia! — disse a un tratto Paolino
+Berlendi.</p>
+
+<p> — Io sono contenta che Berto non si sia fatto
+male, — dichiarò la contessa Lombardi. — Ma
+chi ci avrebbe detto che sarebbe scappato con
+quella ragazza?</p>
+
+<p> — È la fine di tutti gli uomini di spirito, — osservò
+Nino d'Este. — Anche Paolino un giorno
+sposerà la sua balia.....</p>
+
+<p> — Voi avete torto, — ribattè Paolino. — Mi
+dicono che Loredana sia una ragazza bella e intelligente.....
+E io propongo una cosa: mandiamo
+il giornale a Filippo!...</p>
+
+<p> — Siete matto? — esclamò la contessa Lombardi.</p>
+
+<p> — Non credete che gli farà piacere d'apprendere
+che la sua amica si diverte e ruzzola a gambe
+in aria con Berto Candriani?</p>
+
+<p> — Suvvia, siete sconveniente! — disse Fausta,
+mordendosi le labbra per non ridere.</p>
+
+<p>Ma Paolino Berlendi mandò un grido.<span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span></p>
+
+<p> — Guardate! — egli esclamò. — Guardate quella
+signora che ci viene incontro: è un'americana.
+Lo si vede a occhio; guardate come cammina,
+come sorride, come gestisce.... È un'americana....</p>
+
+<p>Gli altri guardarono. La signora che si avvicinava,
+elegantissima, era alta e bionda; un giovanotto
+bruno l'accompagnava. Ma tutti diedero
+in una risata.</p>
+
+<p> — Caro mio, — disse poscia Alvise Priùli. — Quella
+è una russa: la contessa Tatiana Semenow,
+di Pietroburgo!...</p>
+
+<p>Paolino Berlendi accese una sigaretta.</p>
+
+<p> — E io me ne infischio! — egli concluse tra i denti.</p>
+
+<p>Ma cinque minuti appresso nessuno più pensava alla russa, a Filippo, a
+Loredana, a Berto, a Giselda.</p>
+
+<p>La vita dominava inesorabile tra un profluvio di luce calda e dorata.<br /><br /></p>
+
+<p class="title">FINE.<br /><br /></p>
+
+<hr />
+<hr style="visibility: hidden" />
+<p class="title"><span class="smcap">Milano — Fratelli TREVES, Editori — Milano</span><br />
+_____________________________________________________</p>
+
+<div class="ads">
+<p class="r"><span class="big">EDIZIONE ILLUSTRATA DI GRAN LUSSO</span><br />
+_________________________________________________</p>
+
+<p class="adtitle">La Divina Commedia<br />
+<span style="font-size: 30%">DI</span><br />
+<span class="small">Dante Alighieri</span><br />
+<span style="font-size: 50%">NELL'ARTE DEL CINQUECENTO</span></p>
+<p class="center">(Michelangelo, Raffaello, Zuccari, Vasari, ecc.)<br /><br />
+<span class="small">A CURA DI</span> <span class="g">CORRADO RICCI.</span></p>
+
+<p>La magnifica opera forma un volume in-folio di <span class="small">XXXVI</span>-320 pagine
+a due colonne, stampato in rosso e nero, con <span class="noserif">288 DISEGNI</span> intercalati
+nella magistrale introduzione di <span class="smcap">Corrado Ricci</span> e nelle tre
+Cantiche. Le celebri tavole di <span class="smcap">Federico Zuccari</span> e di
+<span class="smcap">Giovanni Stradano</span>, ch'erano ancora per la massima parte
+inedite, e che formano il nucleo fondamentale delle illustrazioni di
+questa nuova edizione della <i>Commedia</i>, sono riprodotte in
+<i>facsimile</i> policromo su <span class="noserif">67 GRANDI TAVOLE FUORI TESTO IN CARTA A
+MANO</span>, e montate su <i>passe-partout</i>. La riproduzione fu fatta dalla
+nostra casa, col permesso del Ministero della pubblica istruzione, sul
+codice esistente nella Galleria degli Uffizi a Firenze, mercè i processi
+fotomeccanici più moderni e delicati. Per universale consenso l'opera
+dello Zuccari, come dimostra il Ricci nella sua prefazione, è la
+maggiore e più interessante illustrazione che l'Italia abbia mai
+prodotto. Questi disegni abbiamo voluto separare dal testo adagiandoli
+sopra una carta dal fondo intonato alle carte del cinquecento di cui
+abbiam curato la speciale fabbricazione “a mano„ contrassegnandola con
+la nostra sigla. Inoltre nel nostro volume si fa larga parte a tutto ciò
+che la pittura, e in qualche modo la scoltura, hanno operato attingendo
+soggetti e ispirazioni alla <i>Divina Commedia</i>, dal terribile
+Caronte del Buonarroti, sino all'<i>Inferno</i> di Bernardino Poccetti
+inciso dal Callot nel 1612. Ogni copia è legata alla bodoniana, o chiusa
+in cartella, a scelta del committente, e costa</p>
+
+<p class="center"><b>Cento Lire.</b> — Legata in tela e oro, L. 110.<br />
+In pelle e oro o in pergamena e oro, L. 125.</p>
+
+<p class="center">(<i>Formato del vol. cent. 43×32. Peso del vol. alla bodon. Kg. 5,500
+circa</i>).</p>
+
+<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+
+<div class="figcenter">
+<img src="images/romanzi.jpg" width="450" height="71" alt=""
+title="" /></div>
+<p class="center">EDIZIONI TREVES<br />
+__________</p>
+
+<ul class="rom" style="width: 22em; margin-left: auto; margin-right: auto;">
+<li class="center">Adolfo <b>Albertazzi</b>.</li>
+
+<li>Ora e sempre <span class="romright">L. 1 —</span></li>
+<li>Novelle umoristiche <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>In faccia al destino <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center">Riccardo <b>Alt</b>.</li>
+<li>O uccidere, o morire <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center">Diego <b>Angeli</b>.</li>
+<li>L'orda d'oro <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center">Luigi <b>Archinti</b>.</li>
+<li>Il lascito del Comunardo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center">Massimo d'<b>Azeglio</b>.</li>
+<li>Nicolò de' Lapi. (2 vol.). <span class="romright">2 —</span></li>
+<li>Ettore Fieramosca <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center">A. G. <b>Barrili</b>.</li>
+<li>Capitan Dodèro <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Santa Cecilia <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Il libro nero <span class="romright">2 —</span></li>
+<li>I Rossi e i Neri (2 vol.) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li>Le Confessioni di Fra Gualberto <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Val d'Olivi <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Semiramide <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Notte del commendatore <span class="romright">4 —</span></li>
+<li>Castel Gavone <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Come un sogno <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Cuor di ferro e Cuor d'oro (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li>Tizio Caio Sempronio <span class="romright">3 50</span></li>
+<li>L'Olmo e l'Edera <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Diana degli Embriaci <span class="romright">3 —</span></li>
+<li>La conquista d'Alessandro <span class="romright">4 —</span></li>
+<li>Il tesoro di Golconda <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Il merlo bianco <span class="romright">3 50</span></li>
+<li>La donna di Picche <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>L'XI comandamento <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Il ritratto del diavolo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>Il Biancospino <span class="romright">1 —</span></li>
+<li>L'anello di Salomone <span class="romright">3 50</span></li>
+<li>O tutto o nulla <span class="romright">3 50</span></li>
+<li>Amori alla macchia <span class="romright">3 50</span></li>
+<li>Monsù Tomè <span class="romright">3 50</span></li>
+<li>Fior di Mughetto <span class="romright">3 50</span></li>
+<li>Dalla rupe <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Il conte Rosso <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Lettore della Principessa <span class="romright"> 4 —</span></li>
+<li> Casa Polidori <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> La Montanara (2 vol.) <span class="romright"> 2 —</span></li>
+<li> Uomini e bestie <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Arrigo il Savio <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La spada di fuoco <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Il giudizio di Dio <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Il Dantino <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La signora Àutari <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La sirena <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Scudi e corone <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Amori antichi <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Rosa di Gerico <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La bella Graziana <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Le due Beatrici <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Terra vergine <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> I figli del cielo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La castellana <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Fior d'oro <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il prato maledetto <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Galatea <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il diamante nero <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Raggio di Dio <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il ponte del Paradiso <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Tra cielo e terra <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center">Ambrogio <b>Bazzero</b>.</li>
+<li>Storia di un'anima <span class="romright">4 —</span></li>
+<li class="center">Antonio <b>Beltramelli</b>.</li>
+<li>Anna Perenna <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> I primogeniti <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Il cantico <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center">Silvio <b>Benco</b>.</li>
+<li>La fiamma fredda <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il castello dei desideri <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center">Leo <b>Benvenuti</b>.</li>
+<li>Racconti romantici <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Serenada, racconto sardo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center">Vittorio <b>Bersezio</b>.</li>
+<li>La carità del prossimo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Povera Giovanna! <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il debito paterno <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Aristocrazia (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li class="center">P. <b>Bettòli</b>.</li>
+<li>Il processo Duranti <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Giacomo Locampo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Carmelita <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La nipote di don Gregorio <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center">Alberto <b>Boccardi</b>.</li>
+<li>Cecilia Ferriani <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Ebbrezza mortale! <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il peccato di Loreta <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> L'irredenta <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center">Camillo <b>Boito</b>.</li>
+<li> Storielle vane <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Senso <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Virgilio <b>Brocchi</b>.</li>
+<li>Le aquile <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center">E. A. <b>Butti</b>.</li>
+<li>L'Incantesimo <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> L'Automa <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center">Antonio <b>Caccianiga</b>.</li>
+<li> Il bacio della contessa Savina <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Villa Ortensia <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il Roccolo di Sant'Alipio <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Sotto i ligustri <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Il Convento <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Il dolce far niente <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La famiglia Bonifazio <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Brava gente <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Luigi <b>Capranica</b>.</li>
+<li> Donna Olimpia Pamfili <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La congiura di Brescia (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Maschere sante <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Fra Paolo Sarpi (2 vol.) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Papa Sisto (4 volumi) <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Racconti <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Contessa di Melzo (2 vol.) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Re Manfredi (3 vol.) <span class="romright">3 —</span></li>
+<li> Maria Dolores <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Le donne di Nerone <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> Luigi <b>Capuana</b>.</li>
+<li> Homo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Marchese di Roccaverdina <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Rassegnazione <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Passa l'amore <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> <b>Castelli</b>.</li>
+<li> Ultime rose d'autunno <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Enrico <b>Castelnuovo</b>.</li>
+<li> Nella lotta <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> La contessina <span class="romright">3 —</span></li>
+<li> Dal 1.º piano alla soffitta <span class="romright">4 50</span></li>
+<li> Lauretta <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Due convinzioni <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Filippo Bussini juniore <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Alla finestra <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Sorrisi e lagrime <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> L'onor. Paolo Leonforte <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Natalia ed altri racconti <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> <i>P.P.C.</i> Ultime novelle <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> Domenico <b>Ciàmpoli</b>.</li>
+<li> Diana <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Il barone di San Giorgio <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Luigia <b>Codèmo</b>.</li>
+<li> La rivoluzione in casa <span class="romright">2 —</span></li>
+<li class="center"> <b>Cordelia</b>.</li>
+<li> Il regno della donna <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Dopo le nozze <span class="romright">3 —</span></li>
+<li> Prime battaglie <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Vita intima <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Racconti di Natale <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Casa altrui <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Alla ventura <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Catene <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Per la gloria <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Forza irresistibile <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Il mio delitto <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Per vendetta <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> L'incomprensibile <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Verso il mistero <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> Filippo <b>Crispolti</b>.</li>
+<li> Un duello <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Gabriele <b>D'Annunzio</b>.</li>
+<li> Il Piacere <span class="romright">5 —</span></li>
+<li> L'innocente <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Trionfo della Morte <span class="romright">5 —</span></li>
+<li> Le Vergini delle Rocce <span class="romright">5 —</span></li>
+<li> Il Fuoco <span class="romright">5 —</span></li>
+<li> Le novelle della Pescara <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Prose scelte <span class="romright">4 —</span></li>
+<li class="center"> Ippolito Tito <b>D'Aste</b>.</li>
+<li> Ermanzia <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Mercede <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Edmondo <b>De Amicis</b>.</li>
+<li> La vita militare <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Alle porte d'Italia <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Il romanzo d'un maestro (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Fra scuola a casa <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> La carrozza di tutti <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Memorie <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Capo d'anno <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Nel Regno del Cervino <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Pagine allegre <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Nel Regno dell'Amore <span class="romright">5 —</span></li>
+<li class="center"> Grazia <b>Deledda</b>.</li>
+<li> I giuochi della Vita <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> Gian <b>Della Quercia</b>.</li>
+<li> Il Risveglio <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Sul meriggio <span class="romright">4 —</span></li>
+<li class="center"> Federico <b>De Roberto</b>.</li>
+<li> L'illusione <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Una pagina della storia dell'Amore <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> F. <b>Di Giorgi</b>.</li>
+<li> La prima donna <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Cesare <b>Donati</b>.</li>
+<li> Flora Marzia <span class="romright">2 —</span></li>
+<li class="center"> Paulo <b>Fambri</b>.</li>
+<li> Pazzi mezzi e serio fine <span class="romright">2 —</span></li>
+<li class="center"> Onorato <b>Fava</b>.</li>
+<li> La discesa di Annibale <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Gemma <b>Ferruggia</b>.</li>
+<li> Fascino <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Ugo <b>Fleres</b>.</li>
+<li> L'anello <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> <b>Gavotti</b>.</li>
+<li> Nora <span class="romright">3 —</span></li>
+<li> Viaggio di un distratto <span class="romright">2 —</span></li>
+<li class="center"> Piero <b>Giacosa</b>.</li>
+<li> Specchi dell'enigma <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> Arturo <b>Graf</b>.</li>
+<li> Il Riscatto <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> O. <b>Grandi</b>.</li>
+<li> Macchiette e novelle <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Destino <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Silvano <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La Nube <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Luigi <b>Gualdo</b>.</li>
+<li> Decadenza <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Matrimonio eccentrico <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> F. D. <b>Guerrazzi</b>.</li>
+<li> L'assedio di Firenze (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Il destino <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Battaglia di Benevento. Veronica Cybo (2 vol.) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li class="center"> <b>Jarro</b>.</li>
+<li> L'assassinio nel vicolo della Luna <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il processo Bartelloni <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> I ladri di cadaveri <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La figlia dell'aria <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Apparenze (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> La polizia del diavolo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> L'Istrione <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La vita capricciosa <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La duchessa di Nala <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La principessa <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Paolo <b>Lioy</b>.</li>
+<li> Chi dura vince <span class="romright">3 —</span></li>
+<li class="center"> <b>Manetty</b>.</li>
+<li> Il tradimento del Capitano (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li class="center"> G. <b>Marcotti</b>.</li>
+<li> Il conte Lucio <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> <b>Mercedes</b>.</li>
+<li> Marcello d'Agliano <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> <b>Neera</b>.</li>
+<li> Crevalcore <span class="romright">4 —</span></li>
+<li class="center"> Ippolito <b>Nievo</b>.</li>
+<li> Le confessioni di un ottuagenario (3 volumi) <span class="romright">3 —</span></li>
+<li class="center"> A. S. <b>Novaro</b>.</li>
+<li> L'Angelo risvegliato <span class="romright">3 —</span></li>
+<li class="center"> Enrico <b>Panzacchi</b>.</li>
+<li> I miei racconti <span class="romright">3 —</span></li>
+<li class="center"> Antonio <b>Palmieri</b>.</li>
+<li> Novelle Maremmane <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> Alfredo <b>Panzini</b>.</li>
+<li> La lanterna di Diogene <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Piccole storie del Mondo grande <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Emma <b>Perodi</b>.</li>
+<li> Suor Ludovica <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Caino e Abele <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> <b>Petruccelli della Gattina</b>.</li>
+<li> Memorie di Giuda <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Le notti degli emigrati a Londra <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il sorbetto della regina <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il re prega <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Luigi <b>Pirandello</b>.</li>
+<li> Erma bifronte <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Esclusa <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> Carlo <b>Placci</b>.</li>
+<li> Mondo mondano <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Marco <b>Praga</b>.</li>
+<li> La Biondina <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Mario <b>Pratesi</b>.</li>
+<li> Le perfidie del caso <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Corrado <b>Ricci</b>.</li>
+<li> Un'illustre avventuriera <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Rinàscita <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> Egisto <b>Roggero</b>.</li>
+<li> Le ombre del passato <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Gerolamo <b>Rovetta</b>.</li>
+<li> Sott'acqua <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Tiranni minimi <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> I Barbarò o Le lagrime del prossimo (2 volumi) <span class="romright">5 —</span></li>
+<li> Il primo amante <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Il processo Montegù <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Novelle <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Ferdinando <b>Russo</b>.</li>
+<li> Memorie di un ladro <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il destino del Re <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Roberto <b>Sacchetti</b>.</li>
+<li> Candaule <span class="romright">3 —</span></li>
+<li> Entusiasmi (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li>
+<li class="center"> <b>Sara</b>.</li>
+<li> I peccati degli avi <span class="romright">1 50</span></li>
+<li class="center"> G. A. <b>Sartorio</b>.</li>
+<li> Romæ Carrus Navalis <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Isabella <b>Scopoli-Biasi</b>.</li>
+<li> L'erede dei Villamari <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Matilde <b>Serao</b>.</li>
+<li> All'erta, Sentinella! <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Suor Giovanna della Croce <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> La Ballerina <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> <b>Serra-Greci</b>.</li>
+<li> Adalgisa <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> La fidanzata di Palermo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> <b>Sfinge</b>.</li>
+<li> Dopo la vittoria <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> I. <b>Trebla</b>.</li>
+<li> Volontario d'un anno. — Sottotenente<br />
+ di complemento <span class="romright">3 —</span></li>
+<li class="center"> L. A. <b>Vassallo</b>.</li>
+<li> La signora Cagliostro <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Guerra in tempo di bagni <span class="romright">1 —</span></li>
+<li class="center"> Giorgio <b>Velieri</b>.</li>
+<li> Elegie mondane <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> Giovanni <b>Verga</b>.</li>
+<li> Eva <span class="romright">2 —</span></li>
+<li> Novelle <span class="romright">2 50</span></li>
+<li> Cavalleria rusticana <span class="romright">3 —</span></li>
+<li> Per le vie <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Il marito di Elena <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Eros <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Tigre reale <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Mastro-don Gesualdo <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Ricordi del capit. d'Arce <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> I Malavoglia <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Don Candeloro e C. <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> Vagabondaggio <span class="romright">3 50</span></li>
+<li> Dal mio al tuo <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> G. <b>Visconti-Venosta</b>.</li>
+<li> Il curato d'Orobio <span class="romright">4 —</span></li>
+<li> Nuovi racconti <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> <b>Zena Remigio</b>.</li>
+<li> La bocca del lupo <span class="romright">1 —</span></li>
+<li> L'apostolo <span class="romright">3 50</span></li>
+<li class="center"> <b>Zùccoli</b>.</li>
+<li> La Compagnia della Leggera <span class="romright">3 50</span></li>
+</ul>
+
+<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p class="r big lighter">È uscito il 13.º migliaio<br />
+___________________</p>
+
+<p class="adtitle"><span class="big g smcap">La Nave</span><br /></p>
+
+<p class="title">Tragedia in un prologo e tre episodi<br />
+<br /><br /><br />
+<span class="small">DI</span></p>
+
+<p class="adtitle"><span class="small">Gabriele d'Annunzio</span></p>
+
+<p class="title"><span class="small">CON FREGI DI</span>
+<br /><br /><br />
+DUILIO CAMBELLOTTI</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center break"><i>In-8, in carta di lusso:</i> <span class="noserif"><b>CINQUE LIRE.</b></span></p>
+
+<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano</p>
+
+<hr style="visibility: hidden" />
+
+<p class="l u big"><b><i>EDIZIONE ILLUSTRATA</i></b></p>
+
+<p class="r big"><i>dell'ultima e interessantissima opera di</i></p>
+
+<p class="adtitle"><span class="small u">Edmondo De Amicis</span><br /></p>
+
+<p class="l lighter"><span style="font-size: 300%">NEL REGNO</span></p>
+
+<p class="r lighter"><span style="font-size: 300%">DELL'AMORE</span></p>
+<hr class="minor" />
+<p>Quest'opera che appena uscita pochi mesi fa suscitò l'entusiasmo del
+pubblico giungendo subito a nove edizioni e in pari tempo ottenne le
+lodi più ampie della critica, si compone di novelle e di bozzetti
+drammatici e comici. Nessun'opera meglio di questa si prestava
+all'illustrazione.</p>
+
+<p>Abbiamo intrapresa la pubblicazione di una splendida edizione
+illustrata da</p>
+
+<p class="center"><span class="big">G. Amato, R. Salvadori, R. Pellegrini.</span></p>
+
+<p>Sarà completa in 6 o 7 fascicoli o meglio volumetti. Ogni volumetto,
+con coperta colorata, può stare a sè.</p>
+<hr class="minor" />
+<p class="center"><i>Prezzo di ogni volumetto di oltre 100 pagine in-8</i></p>
+
+<p class="center big g"><b>UNA LIRA.</b></p>
+
+<p>Sono usciti i primi quattro volumetti:</p>
+
+<div>
+<table class="volumi" summary="vol1">
+<tr>
+<td class="tdr">&nbsp;&nbsp;I.</td><td class="tdb"><b>L'ORA&nbsp;DIVINA</b></td>
+<td class="tdl">FIORE DEL PASSATO — IL NUMERO 28 — LA QUERCIA E IL FIORE.</td></tr>
+</table>
+<table class="volumi" summary="vol2">
+<tr>
+<td class="tdr">&nbsp;II.</td><td class="tdb"><b>UN COLPO DI FULMINE</b></td>
+<td class="tdl">“NICHTS„ — LETTORE TRADITORE.</td></tr>
+</table>
+<table class="volumi" summary="vol3">
+<tr>
+<td class="tdr">III.</td><td class="tdb"><b>SULLA SCALA DEL CIELO</b></td>
+<td class="tdl">CASA CIRIMIRI.</td></tr>
+</table>
+<table class="volumi" summary="vol4">
+<tr>
+<td class="tdr">IV.</td><td class="tdb"><b>IL SUPPLIZIO DEL GELOSO</b></td>
+<td class="tdl">OCHINA — IL CAPPOTTO CLANDESTINO.</td></tr>
+</table>
+</div>
+
+<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+
+<p class="title bb"><span class="g">PREZZO DEL PRESENTE VOLUME:</span> <span class="big lighter">Lire 3,50.</span></p>
+<p class="title u"><span class="big">NUOVI ROMANZI E NOVELLE</span><br />
+<br />
+(<i>Edizioni Treves</i>)</p>
+
+<table summary="novelle">
+<tr>
+<td class="tdb">Albertazzi.</td><td><i>In faccia al destino</i></td> <td class="tdp">3&nbsp;50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Angeli.</td><td><i>L'orda d'oro</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Barrili.</td><td><i>Tra cielo e terra</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Beltramelli.</td><td><i>Il Cantico</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Benco.</td><td><i>Il Castello dei desideri</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Brocchi.</td><td><i>Le Aquile</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Capuana.</td><td><i>Rassegnazione</i><br />
+<i>Passa l'Amore</i></td><td class="tdp">3 50<br />3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Castelnuovo.</td><td><i>P. P. C. Ultime novelle</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">De Amicis.</td><td><i>Nel Regno dell'Amore</i></td> <td class="tdp">5 —</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Giacosa (Piero).</td><td><i>Specchi dell'Enigma</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Haydée.</td><td><i>Racconti di Natale</i></td> <td class="tdp">4 —</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Melegari (Dora).</td><td><i>Artefici di Pene e Artefici di Gioie</i></td><td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Neera.</td><td><i>Crevalcore</i></td> <td class="tdp">4 —</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Palmieri.</td><td><i>Novelle Maremmane</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Panzini.</td><td><i>La Lanterna di Diogene</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Pirandello.</td><td><i>Erma bifronte</i><br /><i>L'Esclusa</i></td><td class="tdp">3 50<br />3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Placci.</td><td><i>In automobile</i></td> <td class="tdp">4 —</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Praga.</td><td><i>La biondina</i></td> <td class="tdp">1 —</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Russo.</td><td><i>Memorie d'un ladro</i><br /> <i>Il destino del Re</i></td><td class="tdp">1 —<br />1 —</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Verga.</td><td><i>Dal tuo al mio</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+<tr>
+<td class="tdb">Zùccoli.</td><td><i>La Compagnia della Leggera</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr>
+</table>
+
+<p class="title u">DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE</p>
+
+<table class="space" summary="prossimi">
+<tr>
+<td class="sbig">I Moncalvo</td><td class="pad">di</td><td class="big">Enrico Castelnuovo.</td></tr>
+<tr>
+<td class="sbig">Centocelle</td><td class="pad"> „ </td><td class="big">Diego Angeli.</td></tr>
+<tr>
+<td class="sbig">Eldorado</td><td class="pad"> „ </td><td class="big">Guglielmo Anastasi.</td></tr>
+</table>
+<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<h2>Nota del Trascrittore</h2>
+
+<p>L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute,
+correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati
+inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p>
+
+<ul>
+ <li>Pag. <a href="#accorse">74</a> — accorse [accorsa] tutta maravigliata</li>
+ <li>Pag. <a href="#preparavi">130</a> — Così, ti preparavi [prepararvi] a sposarmi?</li>
+ <li>Pag. <a href="#comprendendo">135</a> — e allora, comprendendo [comprenprendendo]</li>
+ <li>Pag. <a href="#subito">300</a> — Partiremo subito [subuto].</li>
+</ul>
+
+<p>Grafie alternative mantenute:</p>
+
+<ul>
+ <li>figurati / figùrati</li>
+ <li>mormorio / mormorìo</li>
+ <li>seguito / sèguito</li>
+ <li>orecchia / orecchio</li>
+</ul>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of L'amore di Loredana, by Luciano Zùccoli
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'AMORE DI LOREDANA ***
+
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+DP-Canada at http://www.pgdpcanada.net (This file was
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+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
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+subject to the trademark license, especially commercial
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
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+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
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+
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+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
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+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
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+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
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+
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+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
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+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
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+approach us with offers to donate.
+
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+any statements concerning tax treatment of donations received from
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+works.
+
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+concept of a library of electronic works that could be freely shared
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