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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-14 20:01:27 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: L'amore di Loredana + +Author: Luciano Zùccoli + +Release Date: November 16, 2010 [EBook #34346] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'AMORE DI LOREDANA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net and +DP-Canada at http://www.pgdpcanada.net (This file was +produced from images generously made available by Biblioteca +Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + + L'AMORE DI LOREDANA + + + + + DEL MEDESIMO AUTORE: + + _La Compagnia della Leggera_, novelle L. 3 50 + + + + + L'AMORE DI LOREDANA + + + + + ROMANZO + + DI + + LUCIANO ZÙCCOLI + + + + + MILANO + + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 1908 + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA + + + _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i + paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda._ + + + Milano.--Tip. Treves. + + + + + +L'AMORE DI LOREDANA + + + + +PRIMA PARTE. + + + + +I. + + +--Prendi quelle valigie e portale in questo scompartimento. Su, presto, +che il treno riparte! + +La voce nota diede un sussulto a Loredana, che stava sola, ancora col +velo grigio abbassato sugli occhi, come quando era partita da Venezia. + +--In questo?--domandò il facchino. + +--Ma sì, su questo!... + +Filippo salì, sorrise a Loredana, si volse a prender dalle mani del +facchino le valigie, le collocò sulla rete, e sedette infine di fronte +alla giovane, con un sospiro di sollievo. Poco dopo, lo sportello era +chiuso e il treno riprendeva la marcia. + +Filippo non aspettò altro, e si chinò a baciar le mani dell'amica, poi +il volto e le labbra, senz'attendere ch'ella raccogliesse il velo sulla +fronte. + +--Hai fatto bene,--egli disse, enunziando mille pensieri in una +volta.--Siamo soli. Fra un'ora saremo giunti. Sai chi ho trovato alla +stazione di Venezia? Mi hai visto parlare con un signore alto e calvo? È +il conte Lombardi: mi ha invitato a pranzo per lunedì, e ho accettato. +Dove saremo lunedì?... Ma tu, cara, sei spaventata?... Quanta +gratitudine ti debbo, cara!... Vedrai: non aver paura, non accadrà +nulla, non ti toccheranno, non ti faranno nulla.... + +La campagna triste fra Verona e Peschiera era sinistramente illuminata +dalla luce sanguigna del tramonto che alcune nuvole grige +interrompevano. + +Loredana non diceva parola, tenendo le mani tra le mani di Filippo, +sempre col viso celato da quel velo bigio, che pareva la togliesse dal +mondo, l'allontanasse da tutti, la dovesse nascondere come una +delinquente. + +--Ascoltami, cara,--seguitò Filippo.--Hai scritto alla mamma? + +--Sì.... + +--Che cosa le hai scritto? + +La fanciulla non rispose subito. Le veniva innanzi agli occhi della +mente la visione della sua casetta bianca nel campiello solitario; e la +mamma che ogni mattina entrava a chiederle che cosa desiderasse per +colazione; poi la mamma usciva, andava per la spesa, e, tornata, +preparava la colazione per la figliuola, che con una vestaglia bianca e +lunga, raccoglieva intanto i capelli intorno alla testa e si guardava +nello specchio e si dava un po' di cipria e si sorrideva. La vestaglia +bianca e lunga era stata abbandonata, anche quella, come tutto il +resto.... + +--Le ho scritto,--rispose Loredana scuotendosi.--Le ho scritto che non +si dia pensiero; che avrà mie notizie.... Voglio scriverle anche +stasera, subito.... Si può? + +Filippo scosse la testa. + +--Domani ci raggiungerebbe! Puoi scrivere, e io manderò la lettera a un +mio amico a Roma, perchè la faccia partire di là. + +--Così la mamma la riceverà tardi,--osservò Loredana,--e per tanto tempo +non saprà nulla. + +--Due giorni: fra due giorni sarà a destinazione.... + +La fanciulla rimase muta e guardò il tramonto tragico. A quell'ora, la +mamma e la figlia terminavan di cenare, e si mettevano alla finestra +prospiciente il campiello, dove i bambini del vicinato si raccoglievano +a far chiasso. Sul davanzale la mamma disponeva il vassoio col bricco, e +andava centellinando l'ultima tazza di caffè.... + +Loredana guardò acutamente Filippo. Che sapeva egli di tutte quelle +cose, delle piccole cose amate, tanto piccole nei giorni di pace e tanto +tristi a rammentar come perdute? + +Ella ritrasse le mani dalle mani di lui e sentì che il cuore le doleva, +che la vita era cupa e misteriosa, che quel cielo pareva farle entrar +nell'anima tutta la disperata violenza del suo colore di sangue.... Con +quali parole avrebbe ella potuto esprimere quel tormento a colui che le +era così vicino e così lontano?... + +A Peschiera, nello scompartimento salì un uomo: andava a Brescia e non +aveva trovato posto in seconda classe. Vedendo Filippo e la signora col +velo, si ritrasse in un angolo, dopo aver posto sulla rete una valigia +grossolana, biancastra con gli angoli di pelle rossa; e chiuse gli +occhi, senza addormentarsi, quasi per far comprendere che non voleva +disturbare, che sentiva di essere importuno, ma sapeva esser discreto. + +--Sei stato mai sul lago di Garda?--chiese Loredana, dopo aver guardato +con diffidenza il nuovo viaggiatore. + +--Sì, due volte. In questo mese, con questo caldo, siamo sicuri di non +trovar nessuno che possa importunarci. + +--Come farò?...--disse nuovamente la fanciulla, ma poi s'interruppe +impacciata. + +--Come farai, che cosa?--domandò Filippo, riprendendole una mano e +accarezzandola. + +Era venuto in mente alla ragazza, fra tanti pensieri gravi e terribili, +era venuto anche in mente che non aveva abiti, non biancheria, nulla di +nulla. Fuggita dalla casa col pretesto di salutare un'amica, non +possedeva che gli indumenti dei quali era vestita, e aveva tre lire nel +borsellino. + +--Non vuoi dirmi?--incalzò Filippo con la dolcezza di chi prega. + +La fanciulla trovò modo di cambiar la frase: + +--Ci son negozii a Desenzano? + +Filippo capì e si mise a ridere. + +--Oh non importa,--disse. + +Loredana non osò più insistere e chiedere spiegazioni: non importava, la +sua roba, non contavan nulla i suoi abitini modesti, a parecchi dei +quali aveva dato mano la mamma; non contavan nulla i suoi oggetti +d'abbigliamento, i braccialetti, gli anelli, i pettini per la testa.... +Tutto perduto e scomparso per sempre, come la vestaglia bianca! Ella +sospirò e si guardò l'abito nero, che aveva indossato di furia, perchè +capitato prima sotto gli occhi in quell'ora di decisione suprema. + +Il treno rallentò la corsa e si fermò. + +--San Martino!--gridò un impiegato,--San Martino della Battaglia!... + +Filippo stava per additare alla sua amica la torre storica, allorchè lo +sportello fu aperto e un signore attempato salì nello scompartimento. + +Era un uomo sui sessant'anni, robusto, acceso in volto, con basette +brizzolate e ancor folti capelli bianchi; gli occhi grigi fissarono un +istante Filippo, e più attentamente la sua compagna, il volto della +quale era sempre celato dal velo. + +--Buona sera,--disse Filippo sorridendo.--Vai a Fasano?... + +--Oh,--esclamò il signore, mentre stendeva la mano a Filippo.--Non ti +avevo riconosciuto!... Sì, vado in villa, per qualche giorno.... + +Guardò di nuovo Loredana, facendole un inchino, al quale essa rispose +con un cenno del capo. + +--E tu?... Non ti ho mai veduto da queste parti...! + +--Un capriccio,--borbottò Filippo impacciato.--Farò una corsa fino a +Riva.... + +--Bravo, bravo, bravo!--concluse il signore con tutta l'aria di chi non +crede una parola. + +E mentre il treno si rimetteva in moto, aperse la valigia e ne trasse un +libro, lanciando un'occhiata sospettosa all'uomo che stava nell'angolo +dello scompartimento e teneva ancora gli occhi chiusi.... + +Filippo guardò Loredana ed ambedue pensarono che quell'incontro era +noioso, ma senza pericolo. La fanciulla conosceva di vista il signore e +ne aveva udito parlare molto a Venezia. + +Zio di Filippo, il conte Roberto Vagli, noiato, stanco, indifferente, si +occupava poco degli affari altrui, e punto di ciò che faceva il nipote. +Egli trovava tutto possibile, tutto giusto, tutto bene, purchè non gli +si desse noia e non lo si disturbasse nelle sue abitudini.... + +Col libro in mano, un romanzo inglese, si volse ancora a Filippo: + +--Ti fermi all'Albergo Reale?--domandò. + +--Sì, e riparto domattina. + +--Io pure: ma tu partirai col battello delle dieci e venti? + +--Sì. + +--E io più presto, col legno. + +Rassicurata così la coppia, poichè per non disturbare e non essere +disturbato avrebbe dormito a un altro albergo se fosse stato possibile, +il conte Roberto aperse finalmente il libro e si mise a leggere. + +Loredana, allora, osò guardarlo un istante con un lieve sorriso. Dalle +poche parole scambiate con Filippo, riconosceva bene l'uomo che Filippo +le aveva così spesso descritto, e sentì una strana gratitudine pel +signore che non si occupava di lei. Forse egli stesso, molti anni +addietro, aveva viaggiato in qualche parte del mondo con una fanciulla; +certo, i suoi amori non erano stati sempre regolari; aveva fatto male e +aveva fatto bene, aveva visto molte cose esotiche, molti paesi lontani, +aveva conosciuto molta gente, ormai dispersa. E non giudicava. + + + + +II. + + +A Desenzano, di piena sera, sul piazzale della stazione, si dovette +aspettare che i bagagli di Filippo fossero caricati. + +Il conte Roberto era già salito nell'omnibus dell'albergo; Loredana vi +si era pure rincantucciata, all'angolo opposto; solo Filippo restava +fuori, impaziente, presso la fanciulla. + +--Dimmi,--chiese il conte Roberto.--Hai molti bagagli?... + +--Cinque bauli, due valigie e tre cappelliere. + +--Santo Dio, potevi dirmelo.... Avrei preso una carrozza, per non +rimanere in questo sporco omnibus ad aspettare tanto! + +Filippo si mise a ridere. + +--Ora vengono, zio!... Eccoli qua. + +--Cinque bauli!--ripetè lo zio.--Tu viaggi con gli utensili di +cucina?... + +Ma ricordandosi che il nipote non viaggiava solo, si morse le labbra e +si pentì dell'osservazione, che poteva sembrare scortese.... + +--Sono pesanti!--esclamò poi, udendo sul capo il rimbombo dei bauli +calati sull'imperiale.--Chi sa quante deliziose galanterie!... + +E sembrandogli così d'aver rimediato allo sgarbo, non disse più parola. + +Quando l'omnibus, traballando sul selciato, si mosse, Loredana si sforzò +di veder qualche cosa, guardando fuori del finestrino, ma la città le +sembrò orribile, soffocata, male illuminata, coi ciottoli che davano al +veicolo sobbalzi continui. + +Un senso improvviso di paura le pervase l'animo. Pareva che tutto fosse +finito, che la mamma fosse morta, il sole sprofondato tra la nuvolaglia; +la fanciulla si strinse tacitamente a Filippo, il quale doveva essere +per lei ogni cosa al mondo, e Filippo le prese una mano e la tenne +finchè l'omnibus non entrò sotto l'atrio dell'albergo. + +Scesero primi gli amanti; poi il conte Roberto. + +--Buona notte, Flopi,--disse il vecchio al nipote: e volgendosi al +direttore dell'albergo, che era accorso salutando, aggiunse:--Questo +vostro omnibus balla come un orso.... + +--Colpa dei ciottoli, signor conte,--rispose il direttore +sorridendo.--L'omnibus è solido. + +--Buona notte, zio!--disse Filippo stringendo la mano al vecchio. + +Il conte salutò, inchinandosi, la sconosciuta e scomparve su per la +scala. + +Filippo volle due camere comunicanti; ordinò di portar tre bauli in +quella della signora, e due nella sua, e li indicò al facchino. + +La camera di Loredana era tappezzata di giallo, coi mobili di damasco +giallo; la zanzariera azzurrastra, scendendo da un baldacchino centrale, +celava tutto il letto. La camera di Filippo era addobbata di stoffa +rossa e disposta identicamente all'altra. + +Loredana corse al balcone a guardare il lago, che nella penombra +sembrava infinito; solo, nettamente, si distingueva il fanale rosso del +faro sulla diga. + +Ella stava assorta in quella contemplazione, pensando che il paese +sconosciuto era ineffabilmente triste, allorchè udì il passo di Filippo. +Egli aveva aperto i bauli e sorrideva. + +--Mi hai chiesto se ci sono negozii a Desenzano,--disse, quando l'amica +gli fu vicina.--Vedi che ho già pensato a tutto? Questo è il baule della +biancheria; gli altri due contengono gli abiti.... + +La fanciulla si chinò per guardare, ma Filippo le afferrò la testa fra +le mani e le ricoperse il volto di baci. + +--Come sei bella!--esclamò.--Non ti vedevo da tanto, con quel velo +misterioso sulla faccia.... + +Loredana gli rese i baci con un piacere quasi violento, sentendosi +rassicurata da colui che ella s'era abituata a credere più forte, più +audace, più potente, più libero, più sicuro di tutti.... E, l'anima +divenuta a un tratto leggera e aperta, un sorriso sulle labbra, la +giovane s'inginocchiò a terra e sollevando con l'agile mano quel cumulo +di biancheria e di trine, guardò rapidamente come fosse composto il suo +tesoro. + +Filippo in piedi osservava la persona snella e pieghevole, la cara testa +dai capelli bruni con bei riflessi dorati e il collo bianchissimo e le +piccole mani. + +--Sì, a tutto; hai proprio pensato a tutto!--disse Loredana, alzando gli +occhi a guardare l'amico.--E che cosa è questo? + +Ella teneva fra le mani uno scrignetto trovato sul fondo del baule. + +--Apri: dev'essere aperto,--disse Filippo. + +Loredana mise lo scrigno sul bordo del camino, e aperse. V'erano diversi +astucci e ciascuno conteneva un gioiello: orecchini formati da due +piccole perle, due braccialetti d'oro a catenella con qualche turchese, +e una collana d'oro a maglie piccoline che sosteneva una medaglietta col +motto: «Sempre» da una parte, e dall'altra la data di tre mesi prima: «8 +maggio 1893». Poi un anello con una perla nera ed uno con una grossa +turchese.... + +Filippo aveva voluto che tutto fosse elegante e semplice, i gioielli, +gli abiti e la biancheria, perchè l'amica sentisse d'essere ancora +fanciulla, legata ancora alla sua vita di ieri. Ella parve comprendere +quella cura gentile e sorrise dolcemente. + +--Una mamma non avrebbe fatto meglio,--mormorò. + +E andava volgendo e rivolgendo sul palmo la collana e la medaglietta con +quella data fatale. + + + + +III. + + +--Data fatale!--ella pensò e disse ad alta voce, senza rammarico. + +Poi rapidamente si slacciò il corpetto, passò la catena attorno al +collo, e sorrise. Nessuno, all'infuori di Filippo, doveva veder quella +catena, e nessuno, all'infuori di Loredana e Filippo, sapere e ricordar +quella data. + +--Gli abiti li vedremo poi; ora scendiamo a cenare,--disse Filippo. + +--E tuo zio?--mormorò la giovane titubando.--Se cena anche lui, mi vedrà +senza velo. + +--E rimarrà ammirato,--concluse Filippo. + +Cenarono sul terrazzo illuminato da tre lampioni a gas; il lago era +scuro, ma a Loredana pareva meno tetro e misterioso. Sulla strada +innanzi all'albergo non poca gente passava e guardava la coppia, forse +invidiando. Un piccolo gatto bianco e nero, poi un cane pòmero vennero a +corteggiare i forestieri e ad accattar qualche boccone. Le zanzare +attratte dalla luce danzavano intorno al capo dei due amanti. + +Durante la cena, Filippo spiegò il programma per l'indomani: dovevano +cercare un piccolo albergo nascosto o una villetta discreta a Salò o a +Maderno o a Gargnano; e veder anche la sponda veronese, dove assai +minore era la probabilità d'incontrar gente, poichè i piroscafi non vi +approdavano. + +--La sponda veronese di là dalla penisola di Sirmione: Salò da questa +parte, oltre il capo Manerba.... + +E Filippo faceva dei gesti in direzione del lago, mentre l'amica sua +sorrideva perchè non riusciva a distinguer nulla.... Ma un gesto restò a +mezzo: era comparso sul terrazzo lo zio Roberto, seguito dal direttore +dell'albergo. + +--Se il signor conte permette,--diceva quest'ultimo,--gli servirò io +stesso una cena di suo gusto.... + +--Sì, roba leggera, ve ne prego!--rispose il conte, sedendo a una delle +tavole di marmo, poco lontano da Filippo. + +E vedendo il nipote, come non si fossero lasciati un momento prima, gli +fe' cenno con la mano, salutando: + +--Oh, ciao, Flopi! + +--Buon appetito, zio!... + +Il conte attese che Filippo riprendesse il discorso a bassa voce con la +fanciulla per darle un'occhiata; e la vide bellissima, con quel viso +bianco e fresco e con quei capelli scuri, che due pettini scintillanti +di _strass_ trattenevano a pena. Ma gli parve pure che ella fosse +estremamente giovane, non solo per Filippo che aveva da sei anni +valicato la trentina, ma per chiunque se la fosse portata via senza +passare dal sindaco e dal parroco.... + +--Che cosa le ha dato da intendere?--pensò il conte Roberto.--Non mi +pare un'oca, e sta ad ascoltarlo come l'oracolo.... Che cosa le ha dato +da intendere, dico io? + +Egli si volse udendo uno stropiccìo di passi: ma mentre s'aspettava di +vedersi posta innanzi la prima vivanda, scorse invece il cameriere che +gli tendeva un telegramma sopra un piatto.... + +--Un telegramma per me?--disse stupito. + +Filippo troncò il discorso con Loredana e guardò lo zio, che apriva il +telegramma. Il conte Roberto lo lesse un paio di volte e se lo mise in +tasca senza dir verbo e senza più volger l'occhio al nipote. + +Ma cenò di malavoglia, scoperse che il Bardolino non aveva un bel colore +e acchiappò con le mani un paio di zanzare che gli ronzavan troppo da +vicino. + +Loredana s'era ormai alzata da tavola e rientrava; passando presso il +conte Roberto abbassò il capo. Filippo la seguiva. + +--Ascolta,--disse il conte Roberto,--verrai quest'anno a San Martino a +veder la Torre? La inauguriamo a ottobre.... + +Ma non appena s'accorse che la fanciulla era scomparsa, mutò voce: + +--La mamma chiede tue notizie,--disse.--Come la facciamo? + +--La mamma?--ripetè Filippo sbalordito.--Che mamma? + +--Tua madre, mia cognata, la contessa Vagli, quella che ti ha dato alla +luce, bontà sua!--esclamò lo zio Roberto irritandosi. + +--E come può sapere che noi siamo qui? + +--Chi, _noi_? Quanto a me, lo sapeva, perchè gliel'ho scritto. Quanto a +te, avrai fatto le cose con la testa nel sacco. To' guarda! + +E il conte Roberto levò da una tasca e mise sotto gli occhi di Filippo +il telegramma: + +«Flopi partito oggi constami trovarsi sul lago. Se incontri avvertilo +domani denunzieranlo Procura Re.--Bianca». + +Filippo gettò il foglio giallino sulla tavola e non disse nulla. + +--Mi pare, insomma,--concluse lo zio,--che non tiri vento propizio per +te da queste parti.... Io tornerei indietro.... + +--Indietro?--esclamò Filippo.--E dove? A Venezia? + +--Se preferisci che ti denunzino al Procuratore del Re, è un altro +conto. + +--Ma perchè mi denunzierebbero? + +Il conte Roberto alzò le spalle. + +--E me lo domandi, tu che sei avvocato? La tua compagna di viaggio è una +bambina; ti denunzieranno per corruzione, per seduzione, che so io? per +ratto.... + +E ricordando la famosa _grida_ citata dal Manzoni, aggiunse con voce +tranquillamente allegra: + +--«Per rapto de dona honesta». + +--Non faranno niente,--disse Filippo.--In ogni modo, ci penserò.... + +--Bravo, pensaci! Il Procuratore del Re penserà anche lui a modo suo: e +quella disgraziata tua madre si divertirà un mondo, fra due pensatori di +questo genere.... + +Il conte Roberto si guardò intorno, poi seguitò con voce più cauta: + +--E chi è quella ragazza? + +--Lo hai detto: una bambina, che amo pazzamente, che mi ama, e che +voglio tener con me. + +--Ma non ha più di sedici anni.... + +--Diciotto.... + +--Son sempre pochi. E ha il padre, i fratelli, una famiglia? + +--Non ha che la madre. + +--La vuol tenere con sè,--mormorò il conte Roberto, come ripensando alla +frase del nipote.--O che cosa significa questo? + +--Vedremo più tardi,--disse brevemente Filippo. + +--È di modesta nascita?--riprese lo zio. + +--Di modestissima nascita. Con una madre che l'adora, e che è troppo +debole, troppo ingenua, troppo facile a credere, la poveretta si sarebbe +perduta.... + +Il conte Roberto interruppe passandosi la mano tra i capelli bianchi, +con un gesto di comico stupore. + +--E tu la salvi,--disse poi,--menandola a passeggio sul lago di Garda? + +--Chi sa?--rispose ancora brevemente Filippo. + +Il direttore dell'albergo ricomparve e i due uomini tacquero. + +--Buona, la vostra cena,--gli disse il conte Roberto.--Ma il Bardolino +non aveva un bel colore. E poi dovete cambiar posto alle scuderie: il +puzzo di lettiera e di fieno vi ammorba tutto l'albergo. + +--Il signor conte ha ragione,--assentì il direttore.--Vedremo più +tardi! + +--Vedrà più tardi, anche lui!--borbottò Roberto fra i denti. + +Si alzò da tavola e s'appoggiò al braccio di Filippo ch'era rimasto +pensieroso innanzi al vecchio. Il conte Roberto era più alto e più +tarchiato del nipote; Filippo aveva statura media, capelli neri e lisci; +gli occhi chiari dallo sguardo rapido e vivo dicevano un'anima +irrequieta e audace; ma il colorito del volto che intorno agli occhi +pareva quasi grigio e certe rughe sottili ricordavano una vita di +tempeste e di disordini. L'uomo di sessant'anni, col volto acceso e i +capelli bianchissimi, dava più grata impressione di freschezza, o avesse +goduto e sofferto meno, o avesse sortito una tempra meno sensibile. + +Roberto e Filippo salirono le scale fino al primo piano; innanzi +all'uscio della sua camera, lo zio disse a bassa voce: + +--Arrivederci. Io parto domattina presto. Pensa a quello che fai; +comunque vada a finire, mi sembra una corbelleria, perchè io credo che +l'uomo non è monogamo. + +--Grazie. E... scusami, che cosa scriverai alla mamma? + +Il conte Roberto alzò bruscamente le spalle e sparì nella sua camera +senza rispondere. + + + + +IV. + + +--Perdonami, cara,--disse Filippo entrando e avvicinandosi a Loredana, +che scriveva, seduta innanzi a un tavolino.--Mi ha data una lezione di +storia: la torre, la battaglia, i quadri con gli episodii più +importanti.... Un quadro rappresenta anche lui, che a quei tempi era +tenente di cavalleria e si è battuto a San Martino.... E tu, che hai +fatto? + +Loredana scriveva a sua madre una lettera felice e disperata, piena +d'umiltà e di carezze. Filippo vide che gli occhi dell'amica erano +umidi. + +--Amore mio,--disse, chinandosi a guardare,--se tu adoperi la carta +dell'albergo con la veduta del lago, di Desenzano, dei piroscafi, e il +nome del proprietario e l'indirizzo, tanto vale chiamar qui la mamma e +il Procuratore del Re. + +Si morse le labbra, ma ormai troppo tardi: Loredana lo fissava +corrucciata e pallida. + +--La mamma e il Procuratore del Re?--disse.--Che cosa significa? + +--Nulla, proprio nulla, ti assicuro,--rispose Filippo, accarezzandole +lievemente i capelli. + +--Che cosa volevi dire?--incalzò la fanciulla.--Come ti son venute +queste idee? + +--Volevo dire che non dobbiamo trascurare ogni precauzione e che le +imprudenze potrebbero recarci qualche noia. + +Loredana prese il foglio di carta già coperto di scrittura diritta e +uguale, lo fece in pezzi minuti e li gettò a terra. + +Filippo conosceva da tempo l'anima sdegnosa e taciturna della fanciulla. +Non pareva fosse nata da piccola gente operosa (il padre era stato +mercante di stoffe a Rialto); ma la sensibilità intellettuale, +l'intelligenza acuta, la rapida intuizione e sopra tutto un orgoglio e +un coraggio più pronti all'azione che alla parola, facevan pensare a +un'origine aristocratica, a un atavismo imperioso, a un ambiente +squisito. E tuttavia, ella ora così carezzevolmente e voluttuosamente +femmina, così sommessa a chi sapeva guidarla, che Filippo non ricordava +d'aver conosciuto una donna più varia d'atteggiamenti e più degna +d'amore. + +Da tre anni ella si recava a villeggiare con la madre a San Donà, in una +villetta confinante coi poderi dei conti Vagli; e così Filippo le era +diventato amico, senza sognare che un giorno egli, a tanta distanza +d'età, avrebbe avuto bisogno di quella giovanetta, allora tuttavia con +le sottane corte e coi capelli sciolti, che le scendevan per le spalle. + +Egli le aveva raccontato molti fatti della sua vita, che gli amici più +intimi di lui ignoravano; e senza amarlo, ella ne sentiva la protezione +e la forza. Quand'egli partiva o da San Donà o da Venezia per qualche +viaggio, una tetra malinconia le piombava sul cuore. Ella trovava in lui +i modi, le forme, la perizia di vita, che scarseggiavano o mancavano +interamente fra le persone le quali frequentavano la casa della mamma, +piccole borghesi che con l'instancabile chiacchierìo la inviperivano e +l'allontanavano. + +In tre anni, la bambina s'era fatta una giovane bella, della fresca e +molle bellezza veneziana, e a Filippo piaceva. Ma anch'egli non l'amava; +era la piccola amica.... + +La piccola amica! Quante volte, sprofondato tra i cuscini della gondola +silenziosa, o seduto in un salotto a fianco d'una dama, o in un palco +della Fenice tra la luce dorata e lo scintillìo dei diamanti, Filippo +Vagli aveva pensato alla piccola amica, che dormiva tranquillamente +nella casetta bianca sul campiello muto! E rideva dentro di sè, +chiedendosi che cosa avrebbero detto quelle patrizie, le amiche +officiali, se avessero conosciuto l'umile sua confidente, colei che +sapeva farlo sorridere, sapeva parlare come a lui piaceva, sapeva +ascoltare e discutere. + +In quei tre anni egli aveva avuto più d'una amante; e la voce, per i +meandri molteplici del pettegolezzo veneziano, esagerato ed innocuo, era +giunta fino all'orecchio di Loredana, la quale non capiva se quei +racconti le facevan piacere o se l'angustiavano; ma intanto si studiava +d'osservare le donne che la voce popolare additava quali amanti di +Filippo, per vedere s'eran belle, se vestivan bene, se non erano indegne +di lui. + +Osò parlarne con Filippo, che ne rise. + +--Stia attenta,--egli le disse,--e vedrà che ogni mese e fors'anco di +quindici in quindici giorni il nome della mia amante cambia. Son +discorsi di sfaccendati, i quali mi rendono il favore di sviar la +curiosità dietro mille tracce, e non si sono ancora avveduti che io +passo tanto tempo vicino a lei. + +--Non ha amanti, allora?--chiese Loredana. + +Essi parlavan di sera, nel tinello; una sera a metà gennaio del 1893. +Spesse volte si trovavan così quasi soli, perchè la mamma, con la +fiduciosa ospitalità veneziana accresciuta dalla stima ch'ella aveva per +la figlia, non vigilava i loro discorsi e stava innanzi alla finestra +della saletta a centellare la ventesima tazza di caffè. + +E quella domanda, la quale sarebbe parsa ardita e sconveniente per +un'altra fanciulla, ai due amici sembrò così naturale, che si stupirono +di non aver mai parlato d'un argomento che si prestava a tante +confidenze. + +--No, non ho amanti,--rispose Filippo. + +Loredana si mise a ridere. + +--Neanche la contessa Fausta di Montegalda?--domandò maliziosamente, e +soggiunse:--Fausta! Che bel nome! + +--Toccato!--pensò Filippo. Quindi rispose:--No! + +--Eppure, si ricorda quella sera che andai alla Fenice l'inverno scorso, +con la mamma e gli zii? Lei era nel palco della Montegalda, che aveva un +così bel diadema di brillanti sui capelli neri; e qualcuno mi disse che +lei era innamorato della contessa. Io guardai attentamente e capii che +avevano ragione. + +--In ogni caso,--osservò Filippo,--tra innamorato e amante v'è un +abisso. + +--Oh sicuro!--esclamò Loredana con gravità comica.--Un abisso!... E lei, +tanto timido, si spaventa degli abissi.... + +La fanciulla rise e Filippo la guardò. Non gli era mai parsa così +bambina come in quell'ora, e tutta fresca, con la bocca sinuosa e +ardente appena ombreggiata da una lievissima pelurie sul labbro +superiore; e la luce che veniva dai grandi occhi scuri gli sembrò più +vivida del consueto. + +Prima ancora di riflettere, si chinò e baciò quegli occhi e quella +bocca, mentre Loredana abbassava la testa, attonita e sommessa. + +--Ciò che egli fa, è ben fatto!--ella pensò.--Ciò che egli fa, si può +fare! + +Loredana pensava in tal maniera, pure senza amare Filippo, e Filippo la +baciava senza amarla. Ma ambedue con ogni sforzo avrebbero difeso quella +loro strana amicizia, perchè sentivano l'un per l'altra una fiducia, che +nessuno al mondo aveva mai loro ispirato. + +Fu in quello stesso mese di gennaio che Filippo trovò un giorno la +casetta in festa. Era l'onomastico della mamma e v'eran due o tre +famiglie, recatesi a portar dolci e augurii alla buona donna. Intorno a +Loredana, tutta vestita di rosa e lievemente scollata, stavano altre +fanciulle, e alcuni giovanotti scherzavano con la piccola amica di +Filippo, la quale rideva e si scaldava presso il caminetto, avanzando i +piedini con una mossa non priva di civetteria. + +Filippo guatò lo spettacolo. Tra quei giovani, uno fermò specialmente la +sua attenzione, un biondo con occhi cerulei; si chiamava Adolfo +Gianella, era impiegato in una banca e possedeva qualche po' di terra in +provincia di Vicenza. Parlava poco, vigilava gli amici, ascoltava, +serrando le labbra, i madrigali ch'essi rivolgevano alla giovinetta; e +sopra tutto, pareva noiato e diffidente per la presenza di Filippo. Egli +stava presso il caminetto, in piedi, di fronte a Loredana; e v'era nel +suo atteggiamento muto un significato di padronanza e di protezione, che +svelava in lui il fidanzato o almeno l'innamorato serio. Dai suoi occhi +si sprigionò più d'una volta qualche occhiata cupida al collo bianco e +perfetto di Loredana. Il contegno di Adolfo Gianella divenne a poco a +poco tanto chiaro, che i suoi compagni smisero di corteggiare quella e +si volsero alle altre ragazze. + +Filippo se ne andò, con un male in cuore, con una rabbia, con +un'angoscia, che lo stupivano e lo facevano tremare. + +Entrò nel salotto della contessa di Montegalda e parve distratto tutto +il tempo che vi rimase. Fausta gli passò vicino, gli fece un lieve cenno +di seguirla e quando furono nella sala da ballo, deserta, gli chiese: + +--Che cosa avete, Flopi? + +--Mi fa male il cuore!--egli rispose. + +--Male?--ripetè Fausta.--Un male fisico? + +--Fisico. Un aneurisma,--disse Filippo sbadatamente. + +--Mio Dio!--esclamò la contessa con voce soffocata.--Siete pazzo? Di +aneurisma si può morire! + +--Si può morire di tutto, amica, mia!--concluse Filippo. + +La giovane voleva insistere, chiedere quali cure facesse, ma Filippo le +lanciò un'occhiata stranamente beffarda, e rientrò nel salotto, dove si +intavolava una partita di _boston_. + +Egli aveva bisogno di sapere, e tuttavia stette parecchi giorni senza +recarsi a trovar le signore De Carolis. La comparsa di quel giovanotto +biondo con gli occhi cerulei gli aveva fatto sentire che un giorno +Loredana gli sarebbe stata tolta per sempre e ch'egli non avrebbe potuto +nulla per impedire una cosa tanto semplice e tanto grave, poichè non +aveva intenzione di sposare la fanciulla, d'affrontare una lotta con la +propria famiglia, con la madre, con le sorelle e coi cognati.... +Loredana avrebbe appartenuto ad Adolfo Gianella, impiegato di banca e +piccolo possidente. + +Fausta di Montegalda conobbe in quei giorni molte amarezze; Filippo era +irascibile e pareva che il fasto e l'eleganza della giovane signora lo +irritassero, quando per l'addietro gli erano stati tanto cari. In un +convegno, egli sbadigliò più d'una volta, mentre Fausta gli esponeva, +come nei primi tempi del loro amore, i progetti per la primavera, per +l'estate, per l'autunno, tutto un programma di divertimenti, studiato in +modo da non dover vivere troppo lontani l'uno dall'altra. + +Quello stesso giorno, Filippo incontrò in Piazza, sotto le Procuratie +Nuove, Loredana che camminava frettolosa, di ritorno dall'aver fatto +alcune compere. Egli la salutò e tirò dritto, perchè evitava di farsi +vedere dagli amici con una fanciulla, ch'essi non conoscevano e che non +apparteneva al loro «mondo»; il quale era un gruppo di men che duecento +persone. Ma tornò presto indietro, e corse a casa delle De Carolis. + +Loredana era molto impacciata; Filippo era freddo e pieno di rabbia. +Anche il fatto, punto nuovo, d'averla trovata sola per istrada, gli +faceva dispiacere, sebbene non avesse mai ignorato che la signora De +Carolis permetteva alla figlia, come del resto usavan tutte le sue +amiche, di uscire sola a far compere o di andare sola a far visita alle +conoscenti. + +Infine, per togliere quell'ombra che s'addensava tra di loro, la +fanciulla raccontò a Filippo che l'avevano fidanzata, da un mese circa, +ad Adolfo Gianella. + +--Le piace?--domandò Filippo. + +--No, per niente. + +--Le pare che sarà felice con lui? + +--Ne dubito molto. + +--E allora? + +Allora? La mamma aveva consigliato così; la famiglia Gianella era +contenta; Adolfo era innamorato e minacciava d'uccidersi e di uccidere, +se Loredana non fosse stata sua. Poi, che cosa poteva fare ella al +mondo? Adolfo era un giovane onesto, in buona posizione, e le voleva +bene davvero.... Ella s'era rassegnata e il fidanzamento era avvenuto. + +--Senza dirmi nulla!--interruppe Filippo. + +--Non osavo,--confessò la fanciulla, guardando l'amico a occhi +socchiusi, tra le lunghe ciglia.--Del resto, che cosa poteva importare +a lei? Lei non si occupa di queste piccole miserie. + +Filippo non rispose, ma disse a se medesimo, che infatti egli non poteva +e non doveva occuparsi dell'avvenire di Loredana, poichè non voleva +toglierla ad Adolfo e sposarsela lui. + +--Tutto ciò che la riguarda m'interessa,--osservò.--La mia amicizia +aveva qualche diritto. + +La fanciulla chinò il capo e non rispose. Una sofferenza nuova sorgeva +nel suo cuore per quell'interrogatorio. Aveva qualche diritto, Filippo? +E allora anche lei aveva qualche diritto, e pur tuttavia Filippo le +aveva sempre taciuto, anzi le aveva sempre negato quell'amore per la +contessa di Montegalda, del quale si parlava ormai con sicurezza in +città. + +La madre sopravvenne, e mostrò a Loredana i campioni di alcune stoffe +per gli abiti della fanciulla. Filippo volle sceglierne due egli stesso, +ma la signora De Carolis osservò ch'eran troppo cari; bisognò +contentarsi dei più semplici, che a Filippo sembrarono anche molto +brutti. Egli comparò mentalmente la vita modesta, quasi povera della sua +piccola amica col lusso onde si circondava Fausta; e fu intenerito, +ricordando che Loredana non si lagnava mai, non badava a quei +particolari meschini, non invidiava nessuno. + +Fausta sarebbe rimasta intontita se avesse potuto sapere che la povertà +di Loredana era più gradita a Filippo che non l'eleganza di lei. + +Una sera a pranzo dalla contessa Lombardi, Filippo s'irritò sordamente +incontrando Fausta gemmata come un idolo, coperta di merletti preziosi, +superba. C'era il marito, il conte Ettore di Montegalda, e Filippo non +potè subito dire a Fausta qualche parola crudele; ma non gliene mancò +l'occasione durante la serata; e ripensando ai campioni delle stoffe per +gli abitini di Loredana, sentì il bisogno di criticare l'abbigliamento +di Fausta, con tanta ingiustizia, che la contessa ne rimase stupefatta. + +--Via, via,--ella disse, sforzandosi a ridere,--voi non potete giudicar +di queste cose! + +--Voi, piuttosto, non potete dare un giudizio di nulla e di +nessuno!--rimbeccò Filippo.--Credete di vivere, e siete tanto lontana +dalla vita quanto la terra dal sole! + +Fausta aveva l'abitudine di comandare, d'imperare sempre e dovunque. Era +bella, alta, formosa, coi capelli nerissimi e gli occhi azzurri; gli +uomini la desideravano, le amiche ne tolleravano il potere, il marito ne +era orgoglioso senza mai aver pensato ad amarla.... Sentendosi, per la +prima volta dacchè viveva, così umiliata e torturata da Filippo Vagli, +ella ne provava un dolore inesprimibile, e invece di ribellarsi, a poco +a poco era tratta a soggiacere a quella forma di dominio non mai +provata. Se un giorno ella aveva amato Filippo tepidamente, lasciandosi +prendere per accidia e per noia, ora la rudezza insospettata +dell'amante, la prepotenza che si tramutava qualche volta in sarcasmo, +la soggiogavano; e temeva di perderlo, e si chiedeva ansiosa se quella +irascibilità, quella voglia di tormentare non fossero i sintomi della +stanchezza; e divenendo umile, moltiplicava le cure gentili per +l'innamorato, cercava di farsi piccola e buona. + +Ma ella era ormai condannata a scontare ciò che Filippo soffriva per +Loredana; ogni episodio triste o increscioso dell'amicizia tra la +fanciulla e il conte Vagli si ripercuoteva nell'amore tra il conte Vagli +e Fausta; la quale non capiva, non sapeva darsi ragione, non sospettava +menomamente la causa di quella mutazione improvvisa, e cominciava a +credere che Filippo fosse malato davvero, seriamente, più di quanto egli +aveva detto. + +--Quel suo fidanzato è molto antipatico!--disse un giorno Filippo a +Loredana.--Perchè mi guarda sempre di sottecchi, e scappa appena giungo +io? Non potrebbe trattare da persona educata? + +Adolfo Gianella voleva togliere di mezzo Filippo: la presenza di +quest'ultimo, le sue cortesie e la sua assiduità presso una fanciulla +dalla quale non doveva sperar niente, gli sembravano strane e sospette. + +--È il mio amico!--aveva risposto Loredana alle insistenze del +fidanzato.--È il solo amico che io abbia: mi vuol bene come un fratello. +Perchè devo fargli uno sgarbo e mandarlo via, dopo tre anni d'amicizia +onesta? + +Adolfo non capiva. Un conte, un libertino, un pessimo soggetto, preso da +sentimento purissimo per una giovinetta di diciotto anni, bella e +povera? Non aveva mai udito raccontar nulla di simile. Ed essa, fredda e +testarda, continuava a ripetere ch'era l'amico, e che non lo avrebbe +mandato via, e che Adolfo non doveva pensar male. + +Ogni giorno si tornava daccapo; il carattere passionale d'Adolfo +s'accendeva e s'inveleniva; il giovane avrebbe voluto che la signora De +Carolis intervenisse a favore di lui, ma la mamma giudicava con la testa +della figlia, e non ricordava nemmeno di averla rimproverata una volta +in diciotto anni. Anzi, vedendo che la figlia era triste, anche la +signora De Carolis cominciava a pensare, senza avere il coraggio di +dirlo, che Adolfo era brutale; e si pentiva d'avere accolta e favorita +la proposta della famiglia Gianella, che voleva unire i due giovani. Non +si poteva negarlo: la pace della casetta bianca era stata turbata da +Adolfo Gianella; Loredana, sempre allegra, aveva mutato carattere per +colpa di lui; egli, geloso, inquieto, pieno di sospetto, guardava tutti +in cagnesco, non voleva che si andasse a teatro, s'irritava per la +spensieratezza di Loredana, l'offendeva con incessanti osservazioni, +pretendeva ch'ella fosse già grave e prudente come una madre di +famiglia, e infine, anche nei momenti buoni, era querulo e noioso, +pedante e meschino. + +Per quel contrasto incessante, la fanciulla era accasciata; e più d'una +volta Filippo la trovò con gli occhi rossi e gonfi. + +--Non bisogna sposarlo, sa?--egli diceva recisamente.--È un matrimonio +impossibile. Che cosa farà quel ragazzo quando sarà suo marito e avrà i +diritti più stupidi e più antipatici? Vuole che parli io con la mamma? + +La fanciulla non aveva il coraggio di togliersi da quella situazione +tormentosa: tutta la famiglia Gianella, madre, padre, zii, cugini di +Adolfo, le stavano attorno, magnificando le virtù del giovane, facendo +disegni per l'avvenire, dimostrandosi tanto sicuri, tanto lieti per quel +matrimonio singolarmente felice, che Loredana soffocava e taceva. Ma non +si sarebbe potuto trovare un uomo il quale fosse più di Adolfo incapace +di comprenderla, tanto che essa, buona con tutti, era sempre con lui +irritata, nervosa, dolente. + +Da ultimo egli voleva anche legger le lettere ch'ella riceveva dalle +amiche, delle quali non si fidava punto; una mattina, mentr'egli s'era +recato a dare il buon giorno alla fidanzata, sopravvenne il +portalettere, e Adolfo s'impadronì della posta, aperse la lettera d'una +ragazza che scriveva a Loredana da un paese della provincia, domandò +notizie delle persone ch'eranvi ricordate, e finì col mettersi la +lettera in tasca. + +Quando giunse Filippo verso sera, la fanciulla vibrava ancora tutta di +sdegno e d'ira; raccontò ogni cosa all'amico, anche quel che aveva +taciuto fino a quel giorno, le angherie, le taccagnerie, la diffidenza +oltraggiosa, la gelosia irragionevole, la presunzione di Adolfo. + +--Non lo voglio, non lo voglio, non lo voglio!--esclamava con gli occhi +sfavillanti di rabbia.--Qualunque cosa piuttosto di questo matrimonio! +Mai, mai, mai! + +Filippo aveva ascoltato in silenzio, guardando il pavimento a piastrelle +bianche e rosse e segnando col piede il ritmo d'una marcia. + +A un tratto sollevò il capo, afferrò le mani dell'amica, e chiese: + +--Vuole venire con me? + +La fanciulla non capì subito. + +--Dove?--ella domandò. + +--Via, lontano, fuori di Venezia, per sempre!--incalzò Filippo. + +--Fuggire? Fuggire con lei?--ella disse sottovoce, già tremando senza +saperne la ragione. + +--Mi ascolti,--mormorò Filippo. + +Andò fino al limitare della saletta, vide che la mamma leggeva +attentamente un libro mal rilegato, e continuò, tornando presso +Loredana: + +--Quella che noi chiamiamo amicizia, non è che amore. Se n'è accorta? + +Essa, ferma e fissa, con gli occhi spalancati, non rispose. + +--Me ne sono accorto io,--proseguì Filippo.--So che ti amo, sento che ti +amo, sento che noi possiamo essere felici. Io non posso sposarti; +capiscimi bene, non posso sposarti perchè tutta la mia famiglia ci +darebbe tali e tanti dispiaceri, che, in confronto, ciò che hai sofferto +finora ti sembrerebbe una gioia. Sono ignoranti, caparbii e feroci.... +Ma ti offro lo stesso il mio amore e la mia vita.... Anch'io sono +stanco; anch'io non posso più trascinare questa esistenza tormentosa e +inutile. Dimmi che accetti, e saremo felici.... Partiremo subito.... + +Loredana tolse le mani dalle mani di Filippo e si alzò in piedi: fece +alcuni passi come per uscir dalla camera, ma si fermò e si addossò al +muro; piangeva in silenzio e le lagrime le scendevan giù per le guance. + +Filippo le si avvicinò di nuovo. Era pallido e la sua voce tremava. +Disse: + +--Sei offesa? + +Ella negò con un movimento del capo. + +--Allora non mi ami d'amore, come ti amo io? + +La risposta non venne. Loredana guardava l'amico attraverso il velo +delle lagrime. Egli fece un passo come per allontanarsi, ma la +fanciulla, rapidamente, istintivamente lo trattenne con un gesto. + +--Sì, l'amo anch'io,--ella mormorò sottovoce. + +Filippo l'afferrò per il busto e la baciò sulla bocca. + +--Pensaci,--disse.--Pensa che saremo tanto felici.... La mamma +perdonerà. Ti vuol troppo bene per condannarti. Capirà che tu avevi il +diritto di vivere, di sottrarti a un avvenire spaventoso. Tu saprai +farti perdonare, non è vero? poichè conosci la strada per giungere al +cuore della mamma! Dimmi che accetti, e partiremo subito.... + +Essa, sempre addossata al muro, sempre immobile, con gli occhi pieni di +lagrime, non rispondeva. Ma una scampanellata fece sussultare lei e +Filippo. + +La fanciulla s'asciugò prestamente gli occhi, e corse nella saletta. + +--Dev'essere Adolfo,--ella disse alla mamma.--Io ho l'emicrania, non +voglio vederlo, mi chiudo nella mia camera! + +La mamma sospirò e alzò lo sguardo al soffitto. Loredana tornò da +Filippo, gli strinse le mani, mentr'egli la baciava ancora sulla bocca. + +--Pensaci!--ripetè Filippo. + +Ella fece un gesto vago e scomparve, per chiudersi nella sua cameretta. + +Adolfo Gianella saliva le scale, e Filippo udendone il passo, diceva con +la signora De Carolis: + +--Mi dispiace molto che la signorina sia indisposta; spero non sarà +nulla.... + +--È malata?--chiese Adolfo sopraggiungendo e salutando Filippo con un +saluto freddo e un'occhiata di sbieco.--Dov'è stata iersera? Avrà preso +freddo, o avrà mangiato qualche cosa d'indigesto.... + +Filippo se ne andò subito, e senza volerlo si disse, ridendo dentro: + +--Tu, dovrai mangiare fra poco qualche cosa d'indigesto!... + +Ripensò, quella notte, all'idea della fuga, balenatagli così di repente; +e più vi pensava e più gli pareva buona. La signora De Carolis non +avrebbe osato nulla contro la figlia adorata; Adolfo avrebbe trovato una +consolazione nel pensiero che una fanciulla capace di scappar col conte +Vagli non era degna di lui.... Infine, la cosa si sarebbe saputa da +pochi, malamente, e si sarebbe sminuita, polverizzata per così dire, nel +classico pettegolezzo veneziano. Filippo trovava l'onestà della sua +disonestà; amava Loredana; sentiva che le sarebbe stato fedele, che +l'avrebbe fatta contenta, ch'ella non avrebbe sofferto, e poichè di +matrimonio era assurdo parlare a causa dell'opposizione formidabile che +avrebbe trovato in famiglia, la fuga, una fuga prudente, senza troppo +scandalo, senza chiasso, metteva termine a una situazione insopportabile +per lui e per la piccola amica. + +Gli venne anche il pensiero di Fausta; ma la disgraziata donna s'era in +quel periodo di tempo totalmente perduta agli occhi di lui, pel suo +strano contegno d'umiltà, nel quale egli non capiva nulla. Egli pensava +con rammarico alla devozione della sua amante: Fausta non era fatta per +obbedire, per tacere, per soffrire; ogni donna ha il suo fascino e il +suo destino. L'asservimento aveva smorzato la bella fiamma di quegli +occhi cilestri e tolto al viso il colorito della fresca giovinezza. + +--È veramente doloroso,--pensava Filippo,--ch'io non possa amarla! + +A poco a poco, ribadita dal conte, l'idea della fuga conquistava anche +Loredana; nulla pareva più dolce che la vita con Filippo, e la fanciulla +non trovava termini di paragone se non nella paura di quel matrimonio. +Adolfo aveva svelato un nuovo difetto, insolito in un giovane: +l'avarizia. Egli spiegava certe sue miserabili economie con la necessità +di aver denaro pel giorno degli sponsali, d'aver molto denaro per far +bella figura; ma la fidanzata gli credeva poco, e notava, senza volerlo, +quasi arrossendo, che intanto lo spirito gretto di lui si rivelava nei +regalucci ch'egli le faceva e che sarebbero rimasti in casa a fare non +bella, ma triste figura. Egli anche--aveva scoperto Loredana, ormai +maestra di scoperte incresciose--egli mangiava troppo, ingordamente, +magnificando la bontà delle salse e dei sughi. La madre sua si beava +vedendolo così allegro, con un appetito quasi insaziabile; e Loredana, +per non odiare l'uno e l'altra, inventava un'emicrania ogni qualvolta la +signora Gianella l'invitava a pranzo. + +Sui primi di maggio, quando la ragazza pensava di farsi qualche abitino +nuovo e di comperarsi qualche piccolo oggetto d'eleganza, Adolfo decretò +che gli abiti e i cappelli dell'anno precedente, ritoccati qua e là, +potevano servire ancora; e la petulanza del fidanzato le sembrò tanto +grave, che senza ribatter verbo, ella si ritirò nella sua camera e vi +restò fin che Adolfo non se ne fu andato. + +Ma egli giudicava quei malumori con la presunzione di un esperto +conoscitore di donne, sorridendo e aspettando che la bufera si calmasse. + +Era ben lungi dall'imaginare che proprio quel giorno, otto maggio, +qualche cosa di terribile e d'irreparabile doveva avvenire nella vita di +Loredana. + +Sua madre l'aveva lasciata sola in casa, dopo la visita di Adolfo; la +donna di servizio era andata alla stazione a incontrare il fidanzato che +giungeva a Venezia per passarvi alcuni giorni di vacanza. Loredana non +doveva aprire ad alcuno e stava nella sua camera, sdraiata sul +lettuccio, leggendo un romanzo. Verso le quattro udì una scampanellata; +corse al balcone, vide Filippo, e la tentazione fu troppo forte: andò +subito a tirare il cordone e la porta si spalancò innanzi al conte, che +credeva di trovar la fanciulla con la mamma. + +Quando seppe ch'era sola, egli la guardò in silenzio ed ella guardò lui; +le loro bocche si unirono e così, dopo tre anni, la piccola amica +diventò la piccola amante. + +Quella medesima sera, la fanciulla andò a teatro con la madre e un'altra +signora. Aveva il suo abitino rosa lievemente scollato e un cappellino +di paglia rossa a tricorno, sotto il quale i capelli parevan più bruni e +i riflessi più dorati. Ella stava attentissima alla rappresentazione, +«L'amore ricama», una commedia francese in tre atti; teneva gli occhi +fissi alla scena, la bocca dalle labbra purpuree un poco schiusa. +Filippo la vide e fu colpito da quell'atteggiamento ingenuo, quasi +infantile, come se un'altra anima, la vera anima della giovinezza +indifesa, si fosse sovrapposta a quella ch'egli conosceva. Sentì il +rimorso per ciò che aveva osato poche ore innanzi, nella cecità della +passione e dell'egoismo. + +Ma l'atto finiva e parecchi spettatori alzandosi e volgendosi guardavano +la fanciulla con ammirazione. + +--Imbecilli!--mormorò Filippo, guardando a sua volta Loredana, +sorridente e bianca sul fondo scuro del palchetto.--È mia! + +E la certezza di quell'amore tacito e misterioso, pericoloso e crudele, +potè meglio d'ogni altro pensiero. Filippo stette un istante a fissar +la folla in platea, la quale, ammirando la piccola amante non osava +sospettare ch'ella conoscesse già i baci, tutti i baci d'un uomo; e la +stupidità della moltitudine non gli sembrò mai più amena. + +Due mesi eran passati da quel giorno indimenticabile, quando, sui primi +di luglio, Loredana si decise, e abbandonò la casetta bianca sul +campiello solitario per seguire Filippo Vagli. + + + + +V + + +La mattina dopo l'arrivo a Desenzano, Loredana corse al balcone +dell'albergo e vide sotto il sole fastoso scintillare il lago di +cobalto. Lontano, a levante, un piccolo paese si spingeva per una lingua +di terra molto innanzi nell'acqua. + +--Andremo laggiù,--disse tra di sè, contenta di vedere paesaggi nuovi, +ella che non si era mai allontanata da Venezia se non per pochi +chilometri. + +Il colore del lago, così azzurro da dare quasi all'acqua una densità +materiale, era mirabile. La fanciulla, abituata alle trasparenze leggere +della laguna, ne restò meravigliata e sentì come un piacere intenso per +quella vita liquida che si stendeva ampiamente sotto i suoi occhi. + +Filippo bussò discretamente all'uscio ed entrò. + +--Amore mio, come sei elegante!--disse. + +Loredana vestiva tutta di bianco, con una cintura bianca e lo scarpe +bianche, e sorrideva all'amico, il quale era superbo della sua candida +bellezza. + +--Ogni cosa fatta a pennello!--dichiarò Loredana, indicando l'abito; e +soggiunse, dopo una lieve esitazione:--Tu mi portavi con te, nella tua +mente, quando ordinavi i miei abiti! + +Ma il pensiero non le si era presentato così; era stato piuttosto un +senso di molestia per quella strana perizia dell'amico suo, la quale +svelava una lunga e costante dimestichezza con le donne, una singolare +esperienza d'anime e di corpi femminili. Nulla a lei importava di ciò +che era finito ieri: ma domani? + +Ella disse, attirando Filippo sul balcone: + +--Vedi, laggiù? Quel paese che si spinge nel lago? Là, vuoi andare? + +--No,--rispose Filippo.--Quello è Sirmione; noi andremo a Maderno o a +Gargnano o più oltre, nel Trentino, a Riva.... + +--Che peccato! Dev'essere molto bello, laggiù. + +--Vuoi? Se ti piace, io non ho nulla in contrario. Farà molto caldo, +ecco tutto. Sirmione è grazioso. Manderemo a vedere se vi sono +alloggi.... + +Mandarono a vedere; partì un uomo dell'albergo con la vettura; tornò +dopo colazione. V'erano alloggi, modesti ma puliti, nell'unica trattoria +del paese; si poteva tentare.... + +La cosa piacque molto a Loredana. In quel tempo, Sirmione non vantava +ancora alcun grande albergo nè uno stabilimento di bagni. Vi arrivavano +di tanto in tanto gli escursionisti, quasi tutti tedeschi, a visitar le +grotte leggendarie di Catullo; mangiavano, ammiravano, ripartivano. Il +piroscafo v'approdava una volta al giorno, se il tempo non era cattivo. +Tutto questo, raccontato dal direttore dell'Albergo Reale, accese la +fantasia della ragazza, che già pensava di vivere più anni in quella +penisoletta con Filippo, lontani dal mondo e pur vicini, obliati e +felici.... + +Nel pomeriggio, sotto un sole rovente, per la strada piana e bianca di +polvere, gli amanti partirono in una carrozzella alla volta di Sirmione, +seguiti da un baroccio coi bauli che avevano spaventato il conte +Roberto. Quando giunsero al punto nel quale si lascia la strada +provinciale per volgere a sinistra e inoltrarsi nella penisoletta, la +fanciulla fu molto contenta. Dal balcone dell'albergo di Desenzano non +avrebbe mai imaginato un paesaggio così bello. A destra e a manca, tra i +rami degli ulivi e il fogliame degli alti pioppi, scintillavano le acque +del lago riccamente turchine, immote nella accidia delle ore calde. È a +un gomito di quella strada che s'incontra una casetta modesta, con uno +svelto cipresso innanzi, e sotto si stende il lago irto per buon tratto +di canne fragili; angolo pittoresco, riprodotto migliaia di volte da +sapienti e da timidi pennelli. + +--Andremo un giorno a vedere quei paesi laggiù!--disse Loredana, +indicando i gruppi di case sulla sponda veronese.--Voglio veder tutto il +lago. + +--Ti piace?--domandò Filippo. + +--Ah, immensamente! Sarò felice!--esclamò la fanciulla in un impeto di +gioia, battendo le mani. + +Tacque. La fronte le si rannuvolò subitamente; ripensava alla mamma, cui +non aveva ancor dato notizie, e che era sola ormai nella casa deserta. +Per celare a Filippo la tristezza improvvisa, si volse indietro a +guardare il baroccio che correva tra un nugolo di polvere. + +Ma già si vedeva la torre del castello Scaligero, cinta a metà da mura +grigiastre, e la strada si ampliava; la carrozza oltrepassò il ponte di +legno che dalla porta del castello mette in paese, e la rocca apparve +lacerata da lunghe feritoie, circondata tutta intorno dall'acqua; lo +stemma degli Scaligeri, ancor visibile, il leone di San Marco, in +rilievo, la croce bianca in campo rosso del Comune, posti +simmetricamente sull'alto della porta che guarda a occaso, dicono i tre +dominii che si susseguirono. + +Le donne e i pescatori raccolti in gruppo sulla piazza osservarono +l'equipaggio insolito e il carro coi bauli, ma nessuno si mosse. Non +avevano alcun bisogno dei forestieri. L'acqua li faceva liberi, e +quell'anno la pesca delle sardelle era stata insolitamente fortunata. + +Si fece incontro alla vettura il proprietario dell'albergo, e aiutò +Loredana a discenderne. Era un uomo tozzo dal viso rubicondo; non +abituato a cerimonie, salutò con una certa dimestichezza e annunziò che +gli «sposi» si sarebbero trovati benissimo in casa sua. Aveva tutto +approntato, rinfrescato, ripulito con cura; le due camere e il salotto +guardavano il lago; di giorno faceva caldo, ma si tenevan le persiane +chiuse e si scendeva in giardino; di sera, poi, era una bellezza +ovunque. A pochi passi di là, comparve anche la moglie dell'albergatore, +più timorosa per l'aspetto signorile di Loredana, della quale notò in un +batter d'occhio l'abito, la figura slanciata, il viso freschissimo, la +bella bocca. Essa dichiarò che era felice di non alloggiare i soliti +tedeschi con la piuma di gallo sul cappellino verde. + +Mentre i due vetturali scaricavano i bauli, gli amanti salirono a veder +le camere, e sulla scala s'imbatterono in una signora ampia di forme, +col viso pitturato e le sopracciglia duramente segnate a nerofumo. Ella +salutò chinando la testa, e si fece da un lato. + +--È la signora Teobaldi, di Verona,--disse l'albergatrice, che +seguiva.--Una buona e bella signora. + +Filippo la guardò appena, rispondendo distratto al suo saluto, Loredana +sorrise per quelle spaurevoli sopracciglia; e per la maschera di biacca +e di belletto che le deturpava la faccia. + +Le due camere da letto erano grandi e pulite, ciascuna con un armadio a +specchio, un cassettone di legno chiaro, una tavola rettangolare coperta +da un tappeto modesto ma nuovo. Il salotto era addobbato con carta a +fiori d'oro sul fondo rosso; i mobili mal disposti, in ordine +scrupolosamente simmetrico, facevan pensare a lunghi mesi d'abbandono, +quantunque non vi fosse un grano di polvere. Il pianoforte, del quale +Filippo toccò alcuni tasti, emise un miagolìo prolungato che fece ridere +Loredana. + +--Bisognerà comprare molti oggetti inutili per nascondere la bruttezza +degli oggetti utili,--osservò Filippo, senza badare alla faccia scorata +dell'albergatrice.--Va bene,--seguitò con quest'ultima.--Faccia portare +subito i bauli.... + +--Sì, signor conte,--disse la donna. + +--A proposito: sa il mio nome? + +--Me lo ha detto l'uomo che è venuto stamane a vedere le +camere,--rispose l'albergatrice.--Il signor conte Filippo Vagli e la +signora contessa, di Venezia. Anzi, volevo chiedere alla signora +contessa se suona il piano.... + +--Perchè?--domandò la giovane. + +--Perchè in tal caso lo farei accomodare: è un po' scordato. + +--Lo faccia accomodare,--disse Filippo. + +E quando la donna se ne fu andata, seguitò con l'amica sua, che si +toglieva il cappello: + +--Non vorrei esser caduto in un covo di pettegole.... + +--Dove sarebbero?--domandò la fanciulla stupita. + +--Quella signora di Verona, per esempio: Teobaldi o Tibaldi o +Ribaldi.... + +--L'albergatrice ha detto che è buona.... + +--Sì,--osservò Filippo,--ma ha detto pure che è bella! E allora, stiamo +freschi! + +Loredana diede in una risata, pensando alle terribili sopracciglia +immobili. Ella s'era affacciata alla finestra e sembrava compenetrarsi +della luce folgorante che saliva dal lago, dardeggiava la linea +onduleggiata delle montagne, incendiava le case di Desenzano, faceva +frinir le cicale sugli alberi. + +Ad un tratto si volse e disse: + +--Oggi scrivo alla mamma. + +--Appunto,--rispose Filippo.--Anch'io.... + +E stava per continuare, quando fu bussato alla porta ed entrarono gli +uomini con un baule. + +--Che cosa dicevi?--domandò Loredana, allorchè gli uomini uscirono per +prender gli altri bagagli. + +--Volevo dirti che ho intenzione di andare a Venezia, fra qualche +giorno. Bisogna ch'io sappia ciò che si dice,--dichiarò Filippo, sedendo +in una poltroncina.--La mia assenza non può essere stata notata: a +Venezia son rimaste poche famiglie che io conosco, e in quest'epoca, +tutti gli anni io vado in campagna. Ma voglio udire se si fanno +chiacchiere e voglio, se mi riuscirà, aver notizie di tua madre. + +--Come farai?... + +Di nuovo gli uomini entrarono con un baule, che Filippo ordinò di +deporre nella sua camera. + +--Non dev'esser difficile,--egli continuò poscia,--mandare qualcuno da +lei con un pretesto. Anzi, servendomi d'una persona fidata, potrei farle +consegnare la tua lettera. + +La fanciulla tacque un istante. Quel disegno di Filippo le pareva logico +e pure la turbava; appena arrivata in un paese nuovo, tra gente +sconosciuta, doveva rimaner sola, di giorno e di notte. E all'idea che +Filippo volesse abbandonarla, un tale spavento la prese, che si sentì +sbiancare il volto, come tutto il sangue le si fosse gelato nelle vene. + +Ritornò alla finestra, per nascondere il suo turbamento; ma non vedeva +nè il lago, nè il sole, nè la città dirimpetto, che un minuto prima le +era parsa sfavillante.... + +--Che pazza!--disse a sè medesima.--Come potrebbe abbandonarmi, se mi +ama, se lo amo, se gli ho dato tutta me stessa? Non lo conosco da tre +anni, non sono stata per tre anni la piccola amica, e non sono oggi la +piccola amante? + +Udì che gli uomini, recato l'ultimo baule, salutavano e uscivano +ringraziando. Si tolse dalla finestra, e disse a Filippo, con voce un +po' debole: + +--Sì, è giusto. Devi andare. + + +Quella stessa mattina, il conte Roberto, arrivato a Fasano in carrozza, +spedì subito un telegramma a sua cognata. Il telegramma, alla forma del +quale aveva pensato durante tutto il viaggio, diceva: «Non ho visto +nessuno. Lascia fare». + +E la contessa Bianca ricevendolo si chiese se quel «Lascia fare» +significasse «Fida in me» o non piuttosto: «Lascia che ciascuno viva a +modo suo». + +Ma le parve che la seconda interpretazione fosse la buona. + + + + +VI. + + +A Venezia, la scomparsa di Loredana De Carolis non aveva sollevato +rumore. La fanciulla e sua madre Emma vivevano una vita modesta, fra +poche conoscenze e pochi parenti, senza attinenze con la grande società. +I vicini di casa, che dopo qualche giorno non videro Loredana al balcone +come di solito, credettero fosse partita per la campagna. La madre, +atterrita dalle conseguenze dei pettegolezzi, dovette farsi sua +complice, e a quelle amiche le quali chiedevano di lei, rispondeva +ch'era andata a San Donà, ove ella stessa l'avrebbe fra poco raggiunta. + +In fondo, la povera donna non sapeva che fare: solo innanzi +all'avvenimento inaspettato aveva compreso ch'ella era stata colpevole, +che l'amicizia di Filippo alla quale aveva creduto così stupidamente non +poteva non mutar forma, e ch'ella avrebbe dovuto, per la salvezza di sua +figlia, mettere alla porta Filippo con una mano e Adolfo con l'altra. + +Per acquetare Adolfo, la signora Emma inventò dapprima delle bugie: +Loredana era uscita, poi stava poco bene, poi era a letto con un male a +un piede. Ma la faccia pallida della signora, e qualche cosa strana in +tutta la casa e il contegno misterioso della donna di servizio, che +voleva bene alla signorina, odiava Adolfo il quale non le aveva mai dato +un soldo, amava il conte Vagli ch'era stato sempre con lei generoso, e +infine approvava pienamente la fuga e la trovava proprio +stupenda,--qualche cosa strana, inusata, avvertì Adolfo Gianella che lo +si voleva ingannare. + +E quando la signora De Carolis dovette finalmente dire che Loredana non +era a Venezia, ma, rifugiatasi presso alcuni parenti, dichiarava di non +voler più a nessun patto sposare Adolfo, quest'ultimo s'accasciò d'un +colpo; la superbia, l'albagìa, la cieca sicurezza in se stesso, la +esperienza del cuore femminile ond'egli andava tanto orgoglioso, tutto +precipitò in un attimo. Pianse e poi diventò violento. Voleva vedere la +fanciulla, persuaderla, prometterle di cambiar carattere. + +Per più giorni la signora De Carolis ebbe la casa assediata dai parenti +di Adolfo; chi la rimproverava, chi la chiamava pazza, chi gridava al +tradimento, e tutti chiedevano l'indirizzo della fanciulla per farle +mutar pensiero. La signora Emma dovette tener testa a quei furiosi e +seguitare a ripetere che rispettava la volontà di sua figlia e non +voleva influire sulla sua decisione. Adolfo minacciò di girare l'intera +provincia alla ricerca della scomparsa; poi minacciò di uccidersi; ma +non fece nè una cosa nè l'altra, e la signora De Carolis notò ch'egli +non era men roseo o meno grasso del consueto. + +--Vedremo,--egli diceva,--vedremo chi sarà il fortunato che sposerà sua +figlia! Son proprio curioso di conoscerlo! + +Egli era certissimo che un miglior marito di lui Loredana non avrebbe +mai potuto trovare; e cercava intanto nell'amor proprio offeso un +principio di consolazione. + +--Non era degna di te!--dichiarava la signora Gianella ad Adolfo.--Forse +è una fortuna che questo matrimonio vada in fumo! + +--Non era degna!--pensò finalmente anche Adolfo, rinunziando al +suicidio.--Dopo tutto, era senza un soldo e non aveva che superbia! + +I parenti di lui lasciarono in pace la signora De Carolis, che per +quelle emozioni s'era fatta palliduccia e magra in una settimana; ma non +trascurarono le occasioni di parlar male di lei e di sua figlia, la +quale aveva respinto un così bel «partito». I più allegri furono i +colleghi di Adolfo, che non potevano soffrirlo; essi risero quando +seppero che la sua fidanzata lo aveva messo alla porta; uno rammentò +l'aria d'importanza ch'egli si dava quando spiegava loro la psicologia +del cuore femminile; un altro ne imitò i gesti quando, nei giorni di +molto lavoro, mangiava in ufficio e la sua testa spariva dietro il fumo +di una «minestrina» che sarebbe bastata per quattro; un terzo ricordò +ch'egli andava superbo della intelligenza della sua fidanzata. + +--Perdio!--esclamò quest'ultimo.--Bisogna dire ch'egli avesse ragione, +perchè il calcio che la ragazza gli ha dato, prova ch'era intelligente +davvero! + +Gli altri risero, e la fanciulla ignota diventò simpatica a tutti gli +impiegati della Banca. + + + + +VII. + + +Loredana e Filippo vissero a Sirmione alcuni giorni di felicità senza +pari; lungi dagli sguardi indiscreti, non conosciuti, sicuri l'un +dell'altra, s'imaginavano d'essere in qualche isola perduta nell'Oceano. +Tutto era bello. + +Le grotte di Catullo, i ruderi maestosi e robusti, che l'erba circonda, +che il vento accarezza, che il sole riscalda, parvero loro una cosa +divina. Di là essi ammiravano la grandiosità del lago, ora illuminato +con cruda forza, ora soffuso di nebbia, leggera come un pulviscolo; e +seduti, verso il tramonto, ai piedi del promontorio, dove le rocce +levigate sorgono dall'acqua limpidissima, i due amanti stavano spesso in +silenzio a guardare, raccolti e commossi, ciascuno sentendo d'essere +troppo felice e temendo che l'incanto si smagasse presto. + +Qualche volta uscivano con la barca, una barca tozza a guisa di canotto, +che danzava bene sulle onde; remava Filippo e l'amica sua stava a poppa, +dapprincipio un po' timorosa e poi contenta come una bambina. Ella era +ormai tranquilla; aveva ricevuto due lettere dalla mamma, respinte da +Napoli a Roma, da Roma a Firenze, da Firenze a Brescia e a Sirmione per +mezzo di amici fidati di Filippo; e in quelle lettere non +un'imprecazione, non un rimprovero; solo una ineffabile tristezza, che +la fanciulla sapeva di poter calmare con buone parole. La mamma dava le +notizie della famiglia Gianella e di Adolfo, che seguitava a mangiare e +a parlar di suicidio. La mamma non malediceva, non rimproverava, non +faceva minacce; era sola, e tra le righe delle lunghe lettere si poteva +leggere l'espressione dell'unico desiderio di lei, che la figlia +tornasse, che la solitudine finisse. + +Al principio della terza settimana, Filippo si decise finalmente a +recarsi per poco a Venezia; Loredana volle accompagnarlo fino a +Peschiera, in carrozza, e là, quando lo vide salire in treno e salutare +mentre il treno si rimetteva in moto, la giovane ebbe una fitta in +cuore. Tornò a Sirmione in carrozza, con gli sguardi perduti, colla +mente presa dai pensieri più strambi, imaginando che Filippo non dovesse +più rivederla, che sua madre lo facesse arrestare, che qualcuno potesse +ucciderlo. Le era parso molto preoccupato al momento di abbracciarla, +come egli pure temesse qualche cosa nuova e imprevedibile. + +Ella non vide la strada; sentì che la carrozza si fermava, si guardò +intorno, riconobbe il piccolo albergo, discese. + +Al momento di pagare, non trovò moneta. Filippo le aveva lasciato cento +lire in un biglietto; ma mentre ella si volgeva per incaricare la +padrona di pagare il vetturale, la signora Clarice Teobaldi, dalle +sopracciglia al nerofumo, comparve improvvisamente e si offerse. + +--Lasci, lasci, signora contessa,--ella pregò con la voce forte e +melata.--Mi permetta che le presti io.... + +Trasse dal borsellino alcune monete d'argento, le diede al vetturale, +gli disse che bastavano per una corsa a Peschiera, che la signora +contessa non era un'inglese da svaligiare, ebbe un breve alterco, e finì +per vincerla. + +--Con questa gente bisogna andar cauti,--osservò poi, mentre si metteva +a fianco di Loredana ed entrava con lei nell'albergo.--Sono abituati coi +forestieri; ma noi siamo italiani.... + +Lanciò alla fanciulla un'occhiata ammirativa, e aggiunse: + +--E che bel sangue italiano!... Il signor conte è partito? + +--Sì,--disse Loredana, fermandosi ai piedi della scala, mentre il volto +esprimeva ingenuamente una noia senza pari. + +--Tornerà presto, si capisce,--seguitò la signora Clarice per conto +proprio.--Non vuol mica lasciare a lungo un fiore così bello, +abbandonato in questo selvaggio paese. + +--Oh il paese è magnifico!--rimbeccò la ragazza, offesa che si +criticasse ciò che piaceva a Filippo. + +--Sì, ma in due lo si ammira meglio!--disse argutamente la signora +Clarice. + +--Mi perdoni,--interruppe Loredana, salendo le scale.--Le manderò subito +ciò che mi ha prestato. La ringrazio.... + +--Di che? Lei deve disporre di me, signora contessa, come d'una vecchia +amica, come d'una mamma.... + +Dall'alto delle scale, Loredana lanciò alla donna un'occhiata furibonda. +Voleva farle da mamma, quella vecchia stopposa? Non l'aveva lei, la +madre sua, tanto buona? + +Quando fu in camera si gettò sul letto a piangere. + +Quella settimana doveva essere un inferno, a giudicar dalle prime ore. +Senza Filippo, senza la mamma, col titolo di «signora contessa» che le +facevan tuonare all'orecchio ogni istante e che aveva per lei un +significato d'ironia, Loredana si sentiva perduta. + +Fissò la tappezzeria della camerina da letto, una tappezzeria cilestre a +fiori mavì, che parevan piccoli cavoli o piccole teste rincorrentisi in +lunghe file verticali e orizzontali; si mise a contar quei segni, a +guardar gli spazii cilestri tra fiore e fiore; e restò così, con gli +occhi rossi e velati, fin che l'albergatrice non le recò la colazione, +disponendola sulla tavola del salotto. + +La fanciulla voleva restare sola tutto quel giorno, tutto il tempo che +Filippo fosse rimasto assente; ma aveva appena bevuto l'ultimo sorso di +caffè, che udì battere all'uscio. + +--Avanti!--disse. + +E invece dell'albergatrice, essa vide comparire la Teobaldi, sorridente +e incerta. + +--Mi perdoni, signora contessa,--cominciò questa, ferma sul +limitare.--Ho pensato che lei era sola e che forse avrebbe gradito di +scambiar qualche parola con una persona più intelligente che quella +povera donna.... Io sono vecchia, ho visto molte cose a questo mondo, +ho sofferto, e valgo di più, modestia a parte, dell'albergatrice.... Mi +permette? + +--Prego....--mormorò Loredana, stupefatta d'un'audacia della quale non +aveva ancora idea. + +La Teobaldi s'avanzò guardandosi intorno. + +--Ah, molto ben messo, molto carino!--disse.--Come si sente la mano +della donna, d'una signora! Ma s'io fossi una signora come lei, +indiscrezione a parte, non verrei in un paese bizzarro come questo. Ci +sono tanti bei siti, in Cadore, nella Svizzera, nella Scozia, nel +Caucaso.... + +Ella sedette presso la tavola, di fronte a Loredana, la quale non sapeva +che cosa dire e che cosa fare. + +--Oh ecco il pianoforte!--esclamò la Teobaldi.--Lei suona il pianoforte? + +--No,--rispose la fanciulla. + +--Peccato! Io suono e canto. Ah sono stata una cantante, modestia a +parte, coi fiocchi; e compongo anche; ho delle romanze scritte da me. +Tamagno ne ha cantata una l'anno scorso. + +Loredana s'accorse che la Teobaldi le cercava con gli occhi la mano +sinistra, che la fanciulla teneva sul grembo, mentre aveva l'altra +distesa sulla tavola. E capì; l'intrusa voleva vedere se portava +l'anello nuziale. + +La giovane se ne sentì così turbata, che la fronte le s'imperlò di +sudore. Non aveva pensato a quel particolare; veramente non aveva +pensato di dover trovarsi mai a conversare con una persona che non fosse +Filippo; e ora, se la Teobaldi avesse scoperto ch'ella non aveva +l'anello nuziale, avrebbe capito tutto. + +--Ah, lei canta!--disse. + +Si decise. Levò la sinistra dal grembo e si mise a giocherellare col +laccio argenteo del tovagliolo; gli occhi della Teobaldi le si fissarono +sulla mano e il suo volto carico di biacca non disse nulla. + +--Canto per diletto, da povera vecchia,--seguitò malinconicamente. + +S'alzò, traversò il salottino e andò a sedere innanzi al pianoforte, +sullo sgabello di reps rosso; le mani corsero agilmente sulla tastiera, +mentre la testa accompagnava il ritmo con voluttuoso abbandono. + +--«Mon rêve»,--annunziò d'un tratto.--Il mio sogno! + +Era una romanza, per soprano. La Teobaldi lanciò alcuni trilli +preliminari, così acuti che parvero lacerar l'aria, poi iniziò una nenia +lagrimosa con un ritornello singhiozzante; la cantatrice tremolava da +capo a piedi, e le si agitavano i riccioli grigi sulla fronte; essa +aveva gli occhi levati in alto, quasi a cercare il suo sogno tra gli +arabeschi stampati del soffitto. + +A Loredana parve che stonasse due o tre volte; del resto la fanciulla +non sapeva se ridere o piangere, se gridar di rabbia per quella visita +sfacciata o cercar di svagarsi al grottesco spettacolo. Pensava a +Filippo, che le note tristi del piano e la cantilena funebre le facevan +desiderare ancor meglio, con un impeto disperato e selvaggio. Dov'era? +Che faceva? Egli pure la desiderava così, la cercava con la mente e col +cuore? E aveva visto la mamma sua? + +Un grido straziante interruppe il suo pensiero; la vecchia aveva finito +e restava con la bocca spalancata, con gli occhi fissi al soffitto e i +riccioli definitivamente sciolti sulla fronte, come fulminata dalla +passione traboccante. Ma non udendo parola di elogio, si girò sullo +sgabello, guardò la ragazza, e disse: + +--Eh?... + +--Canta molto bene,--rispose Loredana. + +--No; non voglio complimenti. Ma che bella romanza, eh? + +--Bellissima. + +--C'è tutta un'anima qua dentro! Già, io mi commuovo troppo! + +Loredana vide infatti che la vecchia aveva gli occhi lucidi per le +lagrime, e si dolse di non poter piangere a sua volta per quel «Mon +rêve» ch'era così diverso da quello che la fanciulla aveva in cuore. + +La Teobaldi fece un mezzo giro sullo sgabello, si ritrovò innanzi al +piano e cominciò un _galopp_. + +--«Folletto!»--disse, enunziandone il titolo.--Le piace ballare? + +La risposta di Loredana si perdette tra una tempesta di note senza tempo +e senza misura, che la vecchia accumulava con frenesia, come se il +ballabile le avesse fatto perdere ogni nozione musicale. + +Ma quel fracasso e la vista della donna che nell'ebbrezza di una danza +imaginaria dimenticava anche la presenza di lei, crebbero la tristezza +di Loredana; ella si alzò, fece cadere a bella posta il coltellino +delle frutta, smosse le sedie e riuscì ad interrompere la musica del +«Folletto», che già le pareva interminabile. + +--Ho un po' di emicrania e desidero riposare,--disse alla Teobaldi, che +s'era rigirata sullo sgabello.--Spero che scuserà.... + +--L'emicrania! Ha l'emicrania e non me lo dice!--esclamò l'altra, +drizzandosi in piedi.--Vada, vada a riposare; io le porterò una boccetta +di sali, un rimedio infallibile.... Esco e torno subito.... + +--No!--disse Loredana bruscamente, atterrita dal nuovo supplizio che la +vecchia le minacciava.--Ho bisogno di stare sola. La ringrazio! + +La Teobaldi guardò la fanciulla e capì che avrebbe insistito vanamente; +la voce l'aveva scossa, aveva sentito un fremito di sdegno e di +antipatia in quella che pareva la più docile e la più timida delle +ragazze. + +--Va bene, va bene,--mormorò.--Buon riposo, dunque; sarà cosa da nulla. +Arrivederla, signora.... + +I suoi occhi cercarono istintivamente di nuovo la mano sinistra di +Loredana; e la vecchia non aggiunse «contessa». + +Ma il supplizio della sua presenza, evitato pel momento, si rinnovò più +tardi, si rinnovò nei giorni successivi. La Teobaldi, non avendo +assolutamente nulla da fare, s'appiccicava alla giovane, l'accompagnava +alle Grotte, la seguiva sulla strada di Sirmione, veniva a coglierla +quando stava sola in giardino, si presentava in salotto chiedendo di +rievocare al piano qualche ballabile antico o qualche canzone della sua +giovinezza. + +E parlava, parlava, parlava, in dialetto veronese, infaticabilmente; +parlava di sè, degli amici suoi, di Loredana, del conte, dei pescatori, +di gente del paese che la ragazza non conosceva affatto, dell'orario dei +piroscafi, dei trionfi del defunto Teobaldi tenore, dei vini e dei cibi +dell'albergo, dei dissapori tra l'oste e l'ostessa, della moda e della +cucina, della vita di Venezia, dell'amore antico e dell'amore moderno; e +di tutto a rifascio, senza nesso, passando dall'uno all'altro argomento +e non mutando mai voce.... + +Una volta domandò: + +--Lei, quando si è sposata? + +Loredana fremette e sentì che impallidiva; ebbe la tentazione di +rispondere seccamente, brutalmente: «Non sono sposata; non voglio +commedie!» Ma gliene mancò l'ardire, e balbettò, guardando in un angolo: + +--Il mese scorso.... + +--A Venezia non è vero?--incalzò la Teobaldi. + +Loredana non rispose. + +Le due donne erano in giardino; la fanciulla sedeva sul parapetto, +fissando l'acqua verdastra del lago e i piccoli e i grossi pesci che +passavano aspettando qualche manciata di briciole; la vecchia, adagiata +in una poltroncina di vimini, lavorava all'uncinetto. + +--Già,--disse, tanto per concludere qualche suo pensiero. Poi +aggiunse:--Io mi sono sposata a sedici anni, nel.... nel.... + +Ma non trovò subito una data decente, s'imbrogliò e corresse: + +--Bei tempi! Si figuri ch'io era bionda come il grano, avevo un busto +così, un piedino così.... + +Loredana, senza badarle, raccolse un pugno di ghiaia e lo gettò nel +lago, scompigliando il corteo dei pesci. + + + + +VIII. + + +Arrivato a Venezia, Filippo si recò a palazzo Vagli. + +Erano le cinque; sua madre riceveva. + +Egli, indugiatosi un istante nella grande sala, nella quale non era +alcuno, udì le voci che provenivano dal salotto attiguo. Parlavano, a +volta a volta, sua sorella contessa Ada de Idris, la contessa Osvaldi, +la contessina Fioresi, e dall'acciottolìo di chicchere e di piattini si +comprendeva che le gentildonne stavano bevendo il tè. + +Filippo era per ritirarsi e salire nel suo appartamento, allorchè la +contessina Fioresi, tutta vestita d'azzurro, uscì correndo dal salotto, +vide Filippo che s'era messo innanzi a uno specchio il quale occupava +intera una parete, e si mise a ridere. + +--Colto in flagrante!--esclamò.--Si fa bello, qui, solo? Ma la contessa +Bianca ci annunciava poco fa che lei era in campagna.... + +--Dalla campagna non si può tornare?--disse Filippo, sorridendo e +stringendo la mano alla fanciulla dai capelli fulvi. + +--Chi c'è? Chi c'è, Giselda?--chiesero più voci dal salotto. + +--C'è Flopi che si arriccia i baffi!--rispose Giselda Fioresi; e ridendo +uscì per andare a prendere una cartella di musica. + +--Davvero, Flopi?--esclamò la contessa Bianca, apparsa subito sul +limitare. + +Ella era alta e magra, vestita di scuro; dal volto pallido spirava +un'aria di maestà e di dolcezza insieme; gli occhi castani avevano +sguardi placidi e dritti; la bocca ben disegnata, col labbro inferiore +un po' sporgente, sorrideva volontieri. Tutti i capelli della contessa +Bianca erano candidi come neve e un poco ondulati. + +Filippo si chinò a baciarle la mano; ella lo baciò in fronte e gli +disse, presto, sottovoce: + +--Che hai fatto? Che hai fatto? + +Ma anche le altre signore apparvero sulla soglia, e Filippo si avanzò +per salutarle. + +--Dove sei stato fino a oggi?--domandò la contessa Ada de Idris, ch'era +bionda e aveva una carnagione rosea delicatissima. + +--In giro, sono stato,--rispose Filippo.--Avevo qualche cosa da sbrigare +a Milano e a Torino. + +La contessa Osvaldi, piccoletta, irrequieta, bruna, diede in una risata; +ma Filippo non se ne curò, perchè quella rideva sempre. + +Tornarono nel salotto, tappezzato di stoffa antica, giallina ad +arabeschi tenuemente rosei, che un raggio di sole, penetrando dal +balcone prospiciente il Canalazzo, sembrava cospargere d'una +imponderabile polvere d'oro. + +Ada de Idris, ripreso un discorso interrotto dall'arrivo di Filippo, +parlò della campagna. Il conte de Idris era in campagna, e Ada doveva +raggiungerlo; poi sarebbero andati a Lucerna, dove l'anno prima s'erano +molto affaticati e punto divertiti. + +--O perchè vi ritorni?--domandò Filippo, prendendo una tazza di tè dalle +mani di sua madre. + +--Sai che Leopoldo non vuol campagne romantiche; odia le +_chaumières_.... + +--E anche _ton coeur_?--chiese sbadatamente la contessa Osvaldi. + +Ma le chiacchiere furono interrotte di nuovo. + +Entrò il conte Lombardi, alto e calvo, che, vedendo Filippo, fece un +gesto di piacevole maraviglia, andò a baciar la mano alle signore, e +disse: + +--Tornato?... Io ti faceva così lontano! + +--E perchè?--rispose Filippo.--L'ultima volta che ci siamo visti.... + +--Ma sì, alla stazione,--seguitò il conte Lombardi.--Mi sembravi +nervoso, allegro, inquieto.... + +Filippo, che stava in piedi presso un alto stipo di mogano a fregi d'oro +sbiadito, sentì gli sguardi di sua madre. + +--Anzi,--continuò il Lombardi,--ti avevo invitato a pranzo, tu avevi +accettato, noi ti abbiamo atteso.... e ti rivedo ora, da quel giorno! + +--Questa è grossa, Flopi!--disse Ada. + +--Hai ragione; non so come scusarmi,--convenne Filippo, sorridendo, ma +noiato per quel ricordo. + +--Ti dirò io come puoi essere scusato,--rispose il conte +Lombardi.--Vieni a pranzo da noi, domani. È detta? + +--È detta!--ripetè Filippo, pensando che aveva sperato di ripartire +subito, ma che a quel secondo invito bisognava arrendersi. + +--Ecco, benissimo,--osservò Ada de Idris.--Domani vai a pranzo da +Lombardi, e domani l'altro mi accompagni a Vittorio, da Leopoldo, e ti +fermi da noi. + +--No, cara,--disse Filippo recisamente.--Ho da fare qui. + +--Ha da fare a Venezia, in luglio!--esclamò la contessa Osvaldi, +ridendo.--Voi avete da fare a Milano, a Torino, a Venezia! Mi sembrate +un ministro.... + +--Anzi, la negazione d'un ministro,--corresse il conte Lombardi.--Un +ministro non ha mai da far nulla, in nessun paese del mondo! + +Filippo non seguì oltre la conversazione; s'avvicinò a uno dei +poggiuoli, gettò un'occhiata distratta in Canalazzo, dove non passava +che una gondola lenta. + +Quei discorsi, quegli accenni a persone e ad abitudini familiari, quelle +amiche, tutto lo noiava. All'infuori di sua madre, nessuno pareva +conoscere l'ultima scappata di lui; ma le poche parole scambiate in quei +brevi istanti, gli facevan comprendere che si sarebbe saputo tutto da +tutti, poco più tardi. + +La sua vita, la vita a Venezia, tra quella società aristocratica tanto +esigua di numero, era troppo nota, confidenziale, metodica. Si svolgeva +sempre tra le medesime persone, che ripetevano, senz'accorgersi forse, +le medesime occupazioni, ogni anno, ogni giorno. Le donne erano strette +in gruppi; gli uomini erano stretti in gruppi; nulla poteva sfuggire in +quel circolo nel quale egli pure era chiuso da anni. + +Giselda Fioresi gli passò daccanto col suo fascicolo di musica. + +--Dunque,--ella disse.--È stato in campagna? Ora si ferma? + +--Le pare?--rispose Filippo.--Fermarmi a Venezia? Credo che la mamma +parta a giorni; e io rimarrei qui solo? + +--Allora accompagna la mamma, come sempre?... + +Come sempre! Egli guardò la fanciulla, che gli stava innanzi, col suo +fascicolo sotto l'ascella, il busto eretto, i capelli fulvi arruffati +sulla fronte. Era graziosa; gli occhi avevano qualche lampo di malizia, +e la bocca, schiudendosi, mostrava bei denti. + +Filippo si mise a ridere. + +--Come sempre?--ripetè.--Io vorrei invece quest'anno far qualche cosa di +diverso. + +--Ah, bene!--esclamò Giselda.--Allora al Polo Nord, in cerca +d'avventure. + +--Già, in cerca d'avventure!--mormorò Filippo. + +--Mi dispiace. Speravo vederla in campagna! + +Filippo s'inchinò leggermente. + +--Lei è molto gentile. Ma, le avventure? Le avventure a San Donà? + +La fanciulla scosse la testa, lo guardò un attimo, rise con gli occhi: + +--Eh, siamo d'accordo!--disse.--Se ha intenzione di fare il matto, San +Donà non le conviene. Mi dispiace, ripeto! + +Veramente non sapeva nemmen lei, Giselda, perchè la partenza di Filippo +le spiacesse, e non sapeva perchè andasse ripetendoglielo; ma la vita di +quell'uomo aveva il curioso potere di irritarla, a quando a quando. +Avrebbe voluto mettersi a cavalcioni d'una sedia, accendere una +sigaretta e udirlo raccontare ciò che faceva e ciò che pensava. +L'ignoranza alla quale era costretta, la pungeva continuamente. + +--Bene,--concluse.--Buone avventure, dunque! + +--Ma no; non vorrei che desse alle mie parole un significato che non +hanno. Intendo fare un piccolo viaggio, ecco tutto!--spiegò Filippo. + +--E a me lo racconta?--esclamò Giselda, allontanandosi. + +--Che originale!--pensò Filippo con un sorriso, mentre la seguiva con +gli occhi. + +Ella andò a parlare con la contessa Bianca. + +--La ringrazio,--disse, mostrando il fascicolo di musica.--Fra un paio +di giorni glielo rendo! + +--Ma non importa, bambina!--esclamò la contessa Bianca ridendo.--Fra un +paio di giorni io sarò già forse in campagna. + +--Sola; perchè Filippo va a fare un viaggio. Al Polo Nord, mi ha +detto.... + +La contessa lanciò un'occhiata interrogativa a suo figlio, che finse di +non vedere e di non comprendere. + +Ma quando le dame e il conte Lombardi si congedarono, verso le sette, +Filippo si avvicinò a sua madre, le baciò di nuovo la mano sorridendo, e +disse: + +--Ebbene, mamma, so che tu sei inquieta.... + +--Sono sdegnata, Flopi,--rispose la contessa Bianca, severamente, pur +non potendo abbandonare il diminutivo col quale sempre aveva chiamato il +figliuolo.--Sono sdegnata per quello che so e per quello che si dice.... + +--Quanto a quello che si dice,--osservò Filippo,--non è il caso di +curarsene; a Venezia si dice sempre qualche cosa di qualcuno, per ozio e +per abitudine. Quanto a quello che sai.... + +--È questo!--interruppe la contessa, con gli occhi vivi di luce, +fissando il figlio.--Tu hai fatto fuggire di casa una onesta ragazza e +te la sei portata via; con quale coscienza, con quale diritto? Che ne +farai, quando il vergognoso capriccio sarà sazio e non potrai più +mentire? Mi spaventa l'idea che tu sia di quelli i quali, per un istante +di concupiscenza, osano spezzar la vita d'una donna e abbandonarla a un +destino orrendo; e mi sembra anche ridicolo che tu, a trentasei anni, +non sappia calcolar l'importanza delle tue azioni e non veda dove tu +vai.... + +Filippo, ch'era seduto in una poltroncina assai bassa, quasi alle +ginocchia di sua madre, la guardò più inquieto per la verità semplice e +logica delle sue parole, che non per lo sdegno onde s'era imporporato il +bel viso pallido di lei. + +--Bisogna conoscere gli ambienti,--egli osservò. + +--Gli ambienti?--ripetè la contessa.--C'è dunque un ambiente nel quale +tu abbia il diritto di non essere onesto? Se questo ambiente esiste, un +gentiluomo non deve mettervi piede. + +--E dàlli!--esclamò Filippo, allungando la mano fino a togliere da un +tavolino un astuccio, e accendendo una sigaretta.--Tu sei rigida come la +matematica! Non ti dico che io abbia il diritto di essere disonesto; ti +dico che ogni colpa ha le sue attenuanti. + +La contessa si alzò, passeggiò lentamente pel salotto, a capo chino, +meditando; e dopo un istante di silenzio, disse: + +--Forse noi non ci comprendiamo. Tu credi che io voglia ascoltare le +attenuanti della tua colpa per giudicarti. No, di questo non mi occupo, +perchè le tue attenuanti non mi commoverebbero, e la colpa è, in ogni +caso, alla tua età, nella tua posizione, imperdonabile ed enorme. + +Fece una pausa; sedette di nuovo, sopra un divano, all'altro angolo del +salotto. La luce morente che entrava dai poggiuoli aperti illuminò i bei +capelli candidi della signora e il viso un po' roseo per l'interna +agitazione; c'era in quella donna forte ancor qualche cosa di giovane e +di fresco, una purezza di linea e d'espressione, che pareva riflettere +la purezza del sentimento e del pensiero. Nei suoi occhi non era mai +passata un'ombra. + +Soggiunse: + +--Ma è di lei, capisci? che io mi preoccupo! Di quella, giovinetta, di +quella illusa, di quella tua vittima, io voglio sapere. Che ne farai? È +spaventevole pensare che tu non abbia il concetto giusto della vita.... + +Filippo, che stava scuotendo la cenere della sigaretta in un piattino +d'argento, alzò la testa. + +--No, tu non sai, ancora oggi, che cosa sia la vita, perchè non sai che +valga una creatura di Dio. Credi che quella fanciulla sia nata pel tuo +piacere, che il suo corpo, la sua anima, la sua intelligenza, i suoi +sentimenti, le sue speranze, i suoi sogni giovanili, tutto quanto è più +misterioso, più delicato, più nobile ed alto in una creatura umana, +credi sia stato creato per te, perchè tu ne goda e ne abusi, perchè tu +ne decida come un padrone e un giudice. E di una fanciulla, ti fai una +concubina; e di una concubina farai una donna perduta! Mi parli di +attenuanti, per questo delitto di prepotenza e di superbia, per questo +scandalo, per questa ribellione alla volontà di Dio? Non ce ne sono, non +potresti essere scusato che quando tu mi dicessi d'esser diventato +pazzo. Soltanto a un pazzo non si chiede conto di ciò che fa; soltanto +un pazzo può essere perdonato se reca ingiuria a Dio nelle sue +creature.... + +Sotto quell'irruenza, stretto in quella inesorabilità di logica, toccato +nei sentimenti intorpiditi ma sempre vivi coi quali era stato allevato, +Filippo non osò replicare. Mormorò soltanto: + +--Se non mi lasci dire una parola, mamma.... + +La contessa si rischiarò in volto e aggiunse con voce subitamente più +calma: + +--Hai ragione. + +--Io non ti posso rispondere, per ora, intorno alla sorte della +ragazza,--seguitò Filippo.--Fui travolto da un impeto di passione, ed è +giusto che tu mi rimproveri la mia debolezza; ma appunto perchè la +passione era ed è sincera, non posso risponderti circa l'avvenire che è +serbato a me e a quella ragazza. + +--Tu mi spaventi!--interruppe la contessa, levandosi in piedi.--Non ho +mai udite parole così gravi dalla tua bocca. + +--Gravi e leali, mamma, perchè non voglio ingannarti,--rispose Filippo, +guardando sua madre con occhio tranquillo.--Ma devo aggiungere subito +che comunque gli avvenimenti si svolgano, io non dimenticherò nè il nome +che porto, nè i doveri che ho verso una fanciulla onesta e buona.... + +--E vai così, alla ventura, senza un'idea, senza la stessa percezione di +ciò che fai? È deplorevole, è veramente deplorevole.... + +La contessa tacque; aveva udito, lontano, fin dalle ultime camere, un +passo cauto e lento; indi a poco, sulla soglia comparve un valletto in +livrea verde scura, e s'inchinò. + +--Pranzi in casa, Flopi?--disse con voce mutata la contessa.--Dammi il +braccio. Stasera siamo soli. + + + + +IX. + + +Col pretesto di mutarsi finalmente d'abito e d'indossare lo _smoking_, +Filippo salì nel suo appartamento dopo pranzo, e scrisse una lunga +lettera a Loredana, che le avversità gli rendevano più cara. Dovette +confessarle che il soggiorno a Venezia si sarebbe prolungato oltre le +previsioni, perchè non gli riusciva di sottrarsi a qualche invito e +fors'anche a una gita nelle campagne di suo cognato de Idris. + +S'affacciò a una finestra e vide il Canal Grande immerso quasi +totalmente nell'oscurità, con qualche linea più nera, una gondola, che +passava silenziosa, distinta appena dal fanale piccolo e rossastro. I +palazzi, in fila, come spettri bianchi che si dessero la mano, erano +muti e chiusi; ai pali innanzi alla gradinata scorse giù alcune gondole +ferme, che avevan recato i visitatori, i pochi amici non ancora partiti +per la campagna. Le note d'un valzer gli giunsero all'orecchio, e nel +Canal Grande, da una gondola lontana, arrivò la strimpellata vivace e +improvvisa d'un mandolino. Poi passò una barca, zeppa d'uomini e di +donne, illuminata a palloncini, silenziosa; era una serenata, che +s'avviava nel bacino di San Marco, presso i grandi alberghi; e di nuovo +l'oscurità e la quiete pesante si stesero sul Canale. + +Filippo discese e passò qualche ora in salotto, a fianco di sua madre. + +Gli ospiti ridevano ascoltando le chiacchiere del conte Mercatelli, +piccolo, pelato, rosso in volto, che magnificava il sonno. + +--«Le sommeil»,--diceva, rivolto a una francese, madame de la +Chaux.--«Le sommeil»; io non conosco che questa voluttà: dormire, +dormire, dormire quanto mi è possibile. Se non avessi dormito tanto, +avrei fatto certo qualche cosa di straordinario.... Ma dormire mi piace, +mi piace troppo! Sembra che l'anima si volatilizzi, che il corpo si +riduca in una materia imponderabile. «Qu'en dit madame de la Chaux»? + +E senza aspettare che madama, vestita di violetto scuro, con un merletto +prezioso sui capelli grigi, enunziasse una risposta, il conte Mercatelli +seguitò: + +--«Moi, je vous assure» che l'imprevisto non si trova, se non nel sonno. +Dove potreste incontrare qualche cosa che somigli a un sogno, nella +realtà d'ogni giorno? Uomini che volano, bestie che parlano, mostri non +mai veduti, gioie, terrori, fughe, combattimenti, scene che si +dissolvono e si sovrappongono.... «Moi, je vous assure que votre Dumas +n'est qu'un imbécile en comparaison de ce romancier inépuisable qui +s'appelle rêve....» + +Madame de la Chaux ebbe un debole sorriso. + +Filippo disse qualche parola a un domestico, fece preparare il tavolino +da giuoco, e mentre le dame e le fanciulle ascoltavano quella specie di +conferenza sul sonno, egli sedette al tavolino col conte Lombardi, col +marchese di Spinea e con Berto Candriani. + +Berto Candriani era temutissimo per la sincerità pazzesca delle sue +parole. Egli diceva ad alta voce tutto quel che pensava e tutto quel che +sapeva, a costo di parere insolente o mal educato. Qualcuno in società +aveva espresso il dubbio ch'egli fosse un po' matto, e poichè questa +induzione accomodava molte cose, risparmiava la noia di indignarsi e +toglieva ogni valore a quanto raccontava, tutti convennero ch'egli era +un po' matto e che bisognava lasciarlo fare. + +Del resto, bel giovane non ancora trentenne, snello, con capigliatura +nera foltissima e occhi castagni dallo sguardo pungente, piaceva alle +signore, che ne ambivano la lode, perchè rara. + +Egli, quella sera, aveva tentato più volte di dire a Filippo ciò che gli +stava fitto in testa dal momento che l'aveva visto; ma il tema della +conversazione, la presenza della contessina Fioresi e di qualche altra +fanciulla, glielo avevano impedito. + +Appena i quattro uomini furono appartati pel giuoco, presso la finestra +d'angolo, Berto Candriani disse a Filippo: + +--Dunque, come va? + +Filippo s'aspettava qualche razzo di quei famosi, ma ormai, dopo le +spiegazioni con sua madre, poco gli importava ciò che si poteva dire. + +--È vero,--domandò Berto quietamente,--che hai fatto scappar di casa una +ragazza? + +Il conte Lombardi e il marchese di Spinea, che disponevano le carte +nella sinistra, alzarono sbalorditi il capo, e videro Filippo che +sorrideva. + +--Ti sembra,--egli rispose,--che se avessi una ragazza per le mani, +starei qui a giuocare? + +--Evvia, Flopi! Polvere negli occhi! Non sei mica vecchio per niente, e +fai le tue cose benino, pian pianino, in punta di piedi.... Insomma, +questo è l'ultimo pettegolezzo e dovevo pur dirtelo! + +Filippo fece un cenno con la testa, come per ringraziare il Candriani +della sua premura; e nell'intervallo seguente, Berto riprese: + +--M'hanno detto che è un tesoro, quella ragazza! Una delle nostre più +belle e più caratteristiche borghesi.... + +--Sai che ho buon gusto!--rispose Filippo, sempre sorridendo. + +--Già; ma mi dispiace che il cattivo gusto sia dall'altra +parte!--mormorò Berto con rammarico sincero. + +I giuocatori diedero in una risata. Risonò la voce del conte Mercatelli, +che diceva: + +--Dormendo circa dodici ore al giorno, io mi trovo benissimo.... + +--O perchè non va a dormire anche adesso?--osservò Berto, senza curarsi +di abbassar la voce. + +E seguitò la partita; mentre la contessina Giselda Fioresi, che non si +divertiva a parlar con le altre fanciulle, dopo aver gironzato qua e là +a occhieggiare i vecchi quadri che conosceva da tempo, andò a mettersi +alle spalle di Filippo, guardando il giuoco. + +--Non so,--disse Berto Candriani,--perchè voglia portar fortuna a +Flopi, contessina. È già tanto fortunato! Venga dalla mia parte. + +Giselda non rispose, e coll'indice sottile indicò a Filippo una carta +che doveva giuocare. Filippo obbedì. + +--Andiamo, andiamo!--esclamò il Candriani.--È proibito immischiarsi nei +giuochi degli altri. Il giuoco di Flopi è poi così pericoloso! + +La fanciulla non battè palpebra, e indicò a Filippo un'altra carta. Ma +le parole di Berto Candriani le parvero oscure, e trovò conveniente non +allontanarsi, per udir qualche cosa di più significante. Alla fine di +quel giro, Filippo s'era avvantaggiato molto sugli avversarii, e Berto +Candriani, mentre il conte Lombardi mischiava le carte, protestò: + +--Io la sequestro, tesoro mio! Lei fa vincere Flopi per ridere di noi. +Le assicuro che il nostro amico non ha bisogno di lei, proprio non ha +nessun bisogno! + +--Com'è noioso!--esclamò Giselda.--Stia zitto e tiri avanti! + +--Bisognerebbe fargli la cura di Mercatelli,--osservò Filippo.--Se +dormisse dodici ore al giorno, sarebbero tante chiacchiere di meno. + +Berto diede un'occhiata a Giselda, sempre ritta alle spalle di Filippo; +era giovane e magra; l'abito leggero lasciava trasparir gli omeri scarni +e delicati; il corpo esile faceva pensare alla donna futura, non più +magra ma snella, non più scarna ma sottile e flessibile. I capelli +fulvi, illuminati dalla luce elettrica, davano al volto bianco qualche +ombra viva e tagliente. + +Filippo sembrava non accorgersi della presenza di Giselda. + +--Mi pare un gatto che vigila,--pensò il Candriani.--Se la porti via +anche questa? + +Ma la partita finiva; la contessina Fioresi volse le spalle ai +giuocatori, tornò fra le donne, e subito trovò un appiglio per +interloquire. + +--Mi direte voi,--chiese Berto al Lombardi e al marchese di Spinea,--che +cosa ha questo vecchio satiro per piacere alle ragazze? + +--Vecchio satiro!--esclamò il marchese di Spinea.--Ma non ha +quarant'anni; e che cosa dovresti dire di me, che ne ho cinquantasette? + +--Satiro decrepito!--sentenziò il Candriani.--Filippo, occhio alla +Fioresi! Quella sta facendo una passione per te, vorrà scappare anche +lei. + +Filippo stette ancora muto. Egli rispondeva raramente a Berto Candriani; +dacchè lo si era classificato per matto, Filippo lo lasciava parlare, e +il più delle volte non ascoltava nemmeno le sue parole, col pensiero +rivolto altrove. Così, se non fosse stata la necessità incoercibile di +dire tutto quanto gli frullava pel capo, Berto Candriani, a sua volta, +non avrebbe mai parlato con Filippo; e quando v'incappava, se ne pentiva +sempre. + +Egli si alzò indispettito e andò a raggiungere il conte Mercatelli, che +fumava una sigaretta, sdraiato sopra un divano, beatamente, gli sguardi +perduti in alto. + +--_Ciò_!--disse Berto.--Non dormi? Vattene, su; è quasi mezzanotte.... + +--Hai ragione,--rispose il conte mansueto.--Nel mio letto starei tanto +bene! + +Si mosse, andò a porgere il saluto alla contessa Bianca, alle signore, +agli amici, ed uscì lentamente. + +Poco dopo, anche gli altri visitatori presero congedo. + + + + +X. + + +Quella notte, Filippo Vagli sentì crudelmente la solitudine in cui lo +piombava l'assenza di Loredana. Vagò fino ad ora tarda per le calli +deserte, immerse in un'ombra che un fanale rompeva a pena, e salito in +una gondola si fece condurre alla ventura; i rii, coi muri delle case a +picco, parevan chiusi, senz'aria; ora la gondola sfiorava la scalea d'un +palazzo, ora scivolava lungo qualche casipola, dalle finestre della +quale giungeva il chiacchierìo infaticabile delle popolane; e se una +gondola passava rasente, era una visione d'ombra, una linea nera e +fugace, un uomo ritto a poppa, una figura indistinta sdraiata sui +cuscini; poi silenzio, rotto dal remo che grondava acqua. + +Allorchè tornò a casa, Filippo notò quel che già aveva sentito durante +il giorno: la sua camera non gli diceva più nulla, il suo ricco +appartamento, al quale era andato per tanti anni recando belle cose +d'arte e oggetti di pregio, non gli importava più dell'appartamento +d'un albergo. Le ore gli sembrarono eterne; il pensiero di quella +ragazza, lasciata sola in un piccolo paese, in un alloggio che differiva +poco da una taverna, gli martellò il cervello tutta notte. + +Prese sonno verso l'alba; e non si svegliò da quel torpore se non quando +gli parve che qualcuno camminasse cautamente per la camera. + +Era un servo, mandato dalla contessa Bianca, la quale, vista l'ora +tarda, temeva che Flopi stesse poco bene. + +--Che ora è, Piero?--domandò Filippo. + +--Sono le undici, signor conte. + +Piero stava immobile presso il letto ad aspettare gli ordini. + +--Va, va!--gli disse il conte.--Non ho bisogno di nulla. Avverti la +contessa che mi alzo subito. + +E poco dopo, mentre attendeva alle cure della persona, Filippo sentì la +noia plumbea per quelle ore che ancora gli toccava di passare a Venezia, +per il pranzo dei conti Lombardi, per le chiacchiere insulse alle quali +avrebbe dovuto prestare orecchio. Egli era irritato e malcontento. Dopo +una colazione quasi sempre silenziosa, perchè sua madre cercava ella +pure di schivare allusioni ed argomenti spiacevoli, egli uscì, gironzò +qualche tempo in Piazza e sotto le Procuratie, fece parecchi acquisti +per Loredana, e quasi senz'accorgersi, camminando lentamente, si trovò +nel campiello, innanzi alla casetta bianca della piccola amica. + +Egli aveva promesso a Loredana di portar notizie di lei alla sua mamma; +e quando rivide la casa, con quelle finestre bifore, alle quali la +fanciulla s'affacciava un giorno per salutarlo; e quando sentì la +familiarità di quel tranquillo angolo di Venezia, dov'egli veniva per +salvarsi dalle omelíe della contessa Fausta, per vivere la vita modesta +degli altri e dimenticar la propria, inutilmente ricca e fastosa; quando +mille ricordi semplici e graditi gli tornarono in folla al pensiero, +Filippo non si perdette a riflettere oltre: si avvicinò alla porta, +dipinta in verde scuro, con un bel battente di bronzo foggiato ad anello +che una testa di leone teneva fra le mandibole; e suonò il campanello. + +A una delle finestre si affacciò indi a poco la domestica, piccoletta e +nera in viso, che voleva bene alla fanciulla. + +Essa fu così stupita alla vista di Filippo, che mandò un'esclamazione: + +--Maria a te provveda! Il conte! Il conte! Il conte!... + +E d'un subito si mise a correre per la casa, in cerca della signora, +gridando a perdifiato: + +--Il conte! Il conte! Il conte! + +La signora De Carolis, che era occupata a stirare, accorse tutta +maravigliata e tremante; si affacciò alla finestra ella pure, s'assicurò +che il visitatore era il conte Vagli, e infine si decise a tirare il +cordone. + +La porta s'aperse, e Filippo entrò. + +In alto della scala, proprio sull'ultimo gradino, vide ritta e pallida +la signora Emma; la quale, senza rispondere al saluto di lui, scese +qualche scalino per abbreviar la distanza, e domandò con voce rauca: + +--E Lori, dov'è? + +--Sono venuto a portarle sue notizie,--rispose Filippo, salendo con la +signora, tuttavia incerto dell'accoglienza.--Sta bene, mi parla sempre +di lei. + +Passarono innanzi alla domestica, la quale rimaneva a bocca aperta, +guardando Filippo con ammirazione attonita. + +--Buon dì, Rosa!--egli le disse. + +E l'altra fece una riverenza, non potendo esprimere la voglia d'aver +notizie della signorina. + +La signora Emma e Filippo entrarono in quella saletta dal pavimento a +piastrelle bianche e rosse, dove il conte e la fanciulla avevano +concertata la fuga; Filippo notò subito, sopra una mensoletta di legno, +una figurina di _biscuit_, che abitualmente era sulla tavola, e che un +giorno la ragazza andava girando e rigirando, mentre l'amico le +susurrava all'orecchio parole ardenti d'amore e speranze di giorni +felici. + +Egli prese le mani della signora De Carolis, e le disse con voce +malcerta: + +--Io devo chiederle perdono. Le ho portato via Loredana, la sua Lori! Ma +essa è oggi felice con me. Ho fatto male, ho agito per impulso, +ciecamente. Non oso scolparmi, lo vede! Pure, Loredana è felice, e +questo non risponde a tutti i suoi dubbii, a tutte le sue paure? + +La signora scosse tristemente la testa e ritrasse le mani dalle mani di +Filippo. + +--No,--ella rispose.--Sarebbe felice se potesse andare a fronte alta: +ma così, quale umiliazione! Ora non comprende; comprenderà più tardi.... +È una fanciulla disonorata; non ha nome; e nessuno crederà all'amore. Il +mondo è cattivo; sarà accusata d'essersi venduta per vizio o per +bisogno.... + +Filippo fece un movimento con la mano, come per protestare. + +--Oh, non neghi!--interruppe la signora, il cui volto bianco, dalle +occhiaie scure, diceva quante notti tormentose e quante ore d'angoscia +aveva passato la povera donna. + +Ella sedette sopra un divano, dimenticando di accennare una sedia a +Filippo; e proseguì: + +--Nessuno di quelli che la conoscono sa ancora nulla; ma il mistero non +può durare più a lungo, e il giorno si avvicina in cui dovrò confessare +la sua colpa. Che cosa dirò per farla perdonare, o perchè gli altri le +siano indulgenti? Non aveva la sua mamma che le voleva bene? Forse le +mancava qualche cosa, qui, dove io non pensava che a lei? Non voleva +sposare quel Gianella maledetto? E io l'avrei aiutata, e io le avrei +permesso di scegliersi persona più degna.... Ma fuggire, ma diventar +l'amante d'un uomo che non potrà mai sposarla, e abbandonare la mamma +sua, la casa, tutto e tutti, come una disperata, e rovinare la sua +giovinezza!... Sì, è giovane, era inesperta, io mi fidava ciecamente.... +Io posso assolverla; il mondo riderà di lei e di me, cadute vittime di +un falso amico, d'un egoista senza cuore.... + +Filippo, tuttavia in piedi, col cappello di paglia tra le mani, udendo +l'accusa scudisciargli il viso, fece un passo, sentì il viso +avvampargli, ma si rattenne e non disse parola. + +La signora Emma lo guardò, e aggiunse freddamente: + +--Si sieda! Mi parli di Lori. Dov'è adesso? + +--A Sirmione,--rispose Filippo. + +--Verrò a prenderla,--annunziò la signora con voce decisa. + +--A prenderla?--esclamò il conte sbalordito. + +--Sì, a prenderla. Forse sono ancora in tempo a riparare uno scandalo. +Ho detto a chi mi chiedeva di lei che è in campagna. Ebbene, bisogna che +da questa campagna Loredana ritorni. Io non confesserò mai mai, che mi è +fuggita di casa, capisce? Il suo ritorno, la sua presenza, la ripresa +delle nostre abitudini faranno tacere le cattive lingue. Mia figlia è +conosciuta da poca gente modesta, che certo non villeggia a Sirmione. +Forse sono ancora in tempo a salvarla se Dio mi aiuta. E lei, conte, non +si opporrà. Ha commesso un'azione disonesta, non vorrà commetterne una +seconda.... + +--Ma io l'amo, Loredana!--proruppe Filippo.--Non permetterò che me la +portino via; io vivo per lei, cerco di renderla felice, mi allontano io +pure dal mondo, per dedicare a lei le cure più affettuose, e ho fatto +della sua vita la mia.... Non permetterò che me la ritolgano, a nessun +costo; non permetterà ella stessa, Loredana, perchè mi ama e non domanda +nulla a nessuno! + +La voce del conte vibrava di tanta sincerità e di tanto affanno, che la +signora De Carolis ne fu scossa e lo guardò un istante, presa da +esitazione. + +--Sono venuto da lei a chiederle perdono,--proseguì Filippo,--a +chiederle perdono con una umiltà che non è nelle mie abitudini. E +lealmente le ho detto dove viviamo, perchè non volevo continuare con lei +una finzione antipatica; se l'avessi ingannata, se le avessi detto che +viviamo a Roma o a Parigi, ora potrei ridermi delle sue minaccie. + +S'interruppe e camminò pel lungo e pel largo nella saletta. + +--Non me la porterà via!--soggiunse.--A qualunque costo, non me la +porterà via! Appartiene a me, ora, e a nessun'altro al mondo! Non me la +porterà via! + +La signora De Carolis comprese che non poteva ragionare con un uomo in +tale stato d'animo. Filippo aveva le labbra bianche e il suo corpo +tremava come scosso da febbre violenta; egli si abbandonò in una +poltrona, nascose il volto tra le mani, e stette così, per lungo tempo, +in silenzio, agitato sempre da un tremito invincibile. + +Emma tacque ella pure, a lungo, guardando l'uomo superbo, ridotto da una +parola come uno schiavo o come un mendico, accasciato sotto il peso +della sua passione. + +--Veda,--cominciò infine la signora.--È necessario! Appunto perchè vuol +bene a Loredana, la lasci tornare con la sua mamma.... Lei si pentirà un +giorno di questo rifiuto. + +--Non mi pentirò mai!--esclamò Filippo, staccando le mani dal volto. + +La signora De Carolis vide che le lagrime solcavano il viso del conte, +ebbe un lampo forse di riconoscenza, certo di pietà, ma seppe frenarsi, +e continuò, quasi non avesse notato nulla: + +--Per parlare come lei parla, bisognerebbe dirmi quale avvenire attende +mia figlia. E lei non lo sa, perchè l'avvenire di Loredana dipende dal +capriccio, dalla volontà, dall'interesse del conte Filippo Vagli, il +quale oggi l'ama sinceramente e domani può considerarla un impaccio.... + +Filippo crollò le spalle, ma la signora aggiunse, senza badargli: + +--È possibile che io accetti una situazione simile per mia figlia? +Ripeto che forse sono ancora in tempo a impedire uno scandalo enorme; se +non mi ingegnassi di riuscirvi, sarei non una madre, ma la più vile, la +più spregevole delle donne.... + +Nel turbamento di tutto il suo spirito, Filippo sentiva che la disgrazia +aveva dato una lucidità di comprensione, un'energia e una volontà, a +quella donnina fragile e dimessa, quali egli non avrebbe mai potuto +sospettare. La signora De Carolis aveva il viso pallido tutto +rischiarato dalla luce d'una decisione, dalla speranza di salvare la +figliuola; Filippo intuì che era impossibile lottare con un sentimento +così forte, il quale aveva l'aureola di qualche cosa di sacro. Egli non +poteva opporre che le ragioni del suo amore, cioè di un sentimento +comune, fatto di egoismo, di concupiscenza, di orgoglio. + +Disse lentamente: + +--Loredana penserà che io l'ho tradita, che son venuto apposta a Venezia +perchè lei andasse a ripigliarsela, dopo quindici giorni.... + +--Oh no,--interruppe la signora Emma,--io saprò parlarle, e le spiegherò +come sono avvenute le cose.... + +Seguì un breve silenzio. Filippo era sempre seduto, con le labbra +bianche, gli occhi annebbiati dal pianto: la signora Emma gli si +avvicinò, gli mise una mano sulla spalla, e disse: + +--Lei non deve opporsi. Dio aiuta le madri. Se lei non mi facesse trovar +più la mia Lori a Sirmione, ebbene, scandalo per scandalo: agirei con la +forza, come non ho osato fino ad oggi.... + +Il conte sollevò il viso a fissare la donna, e rispose brevemente: + +--Non minacci! + +--No, non minaccio,--disse la signora più calma.--È stato Dio che l'ha +mandato, per quest'atto di pentimento e di sincerità.... + +Tacque, guardò Filippo, che pareva in quell'istante un fanciullo domato, +un mendico febbricitante, così scosso dal tremito implacabile. La +signora si ritrasse, perchè non voleva mostrar gli occhi che le si +velavano di pianto, e uscì in fretta. + +Filippo rimasto solo, si guardò intorno come trasognato.... + +Era dunque la realtà, quella? Non doveva più vedere Loredana, la sua +bella, la sua cara amica, e non più baciarne i capelli bruni dai +riflessi dorati, e non più udirne la parola, e non più farla fremere di +piacere e di gioia? Quale demonio l'aveva così scioccamente condotto in +quella casa, a chiedere un più sciocco perdono, a dire stupidamente dove +Loredana era nascosta? + +Tutto crollato, tutto finito in un lampo! E Loredana, la fiduciosa +amica, abituata a considerar lui come il più forte, il più libero, il +più saggio degli uomini? Che avrebbe pensato?... + +La porta della saletta si aperse ed entrò la signora Emma, recando ella +stessa un vassoio col caffè e una bottiglia di liquori. + +--Prenda qualche cosa,--ella disse.--Le ho preparato un caffè; beva una +goccia di cognac. + +Essa versò, mise innanzi il vassoio a Filippo, riempì di cognac un +bicchierino, glielo porse: egli lasciava fare, macchinalmente, e sorbiva +il caffè, senza sentirne il gusto. + +--Non capisco,--disse a un tratto, rimettendo sul vassoio la +chicchera.--Non capisco. Loredana torna qui? Lei va a riprenderla?... E +io.... + +La signora Emma non rispose, ma Filippo incalzò: + +--Mi dica: non la vedrò più? + +E poichè la signora rimaneva sempre silenziosa, anch'egli non domandò +più nulla, e restò immobile, con gli occhi fissi nel vuoto, come a +seguire qualche fantasma spaventevole. + +Finalmente si alzò, prese il cappello, stese la mano alla signora De +Carolis, e uscì senza far parola. In anticamera, la domestica lo +aspettava per dirgli qualche complimento, ma vedendolo così pallido e +sfatto, corse in cucina e vi si richiuse, perchè egli non avesse a +soffrire incontrandola in anticamera. + + + + +XI. + + +Il sole che arroventava il campiello e illuminava le case con una luce +quasi insopportabile, ebbe potere di scuotere Filippo da +quell'accasciamento che pareva sonnambulismo. Si drizzò, sentendo che le +spalle gli si erano incurvate, e si guardò intorno con occhio sicuro. + +Perdere Loredana? Obbedire a sua madre? Tutto finito, tutto crollato? + +--Parto col primo treno,--promise a se stesso.--Arrivo a Sirmione, +prendo Loredana e questa sera saremo lontani e sicuri. Qualunque cosa, +piuttosto di perderla. Ho commesso una fanciullaggine con sua madre; +bisogna riparare subito, subito, subito.... + +Non aveva ancor finito il suo pensiero, che una voce nota gli risonò +alle spalle. + +--Guardalo qui! Dove vai, così meditabondo? + +Era Berto Candriani, che, fattoglisi al fianco, lo squadrò e rimase +stupefatto. + +--Accidenti! Che cosa t'è successo? Ti hanno bastonato? + +Filippo gli disse con voce secca: + +--Non ho voglia di scherzare, Berto! + +--E non scherzo. Mi dispiace sinceramente di vederti così, come ti fosse +avvenuto qualche cosa di molto grave. Eri tanto allegro iersera.... + +Il conte non rispose, e i due uomini procedettero qualche tempo senza +far parola urtati dalla gente che passava per le calli; ma quel giorno +doveva essere singolarmente disgraziato per Filippo, perchè allo svolto +d'una viuzza s'imbattè col conte e con la contessa Lombardi. + +--Ah, bene, bene, bene!--esclamò il conte Lombardi, aprendo le braccia, +come per impedire il passaggio ai due amici.--Venite a proposito! + +La contessa ebbe un sorriso di compiacenza alla vista di Filippo, che le +stava innanzi a capo scoperto e la salutava. + +--Abbiamo la gondola a due passi di qui,--ella annunziò,--e si parlava, +proprio di voi, Flopi. Noi facciamo un giro, e vi conduciamo con noi. +Anche Berto Candriani ci farà compagnia.... + +--Un giro?--ripetè subito Berto con circospezione.--Che cosa deve +intendersi per un giro, contessa? + +--Muoviamoci,--ella rispose.--Noi impediamo il passaggio alla gente. Ora +entriamo in gondola, e vi spiegheremo. + +La contessa Lombardi era ancora piacevole, benchè avesse valicato la +quarantina. Il suo corpo era svelto, i capelli eran chiari, gli occhi +vivi; solo la carnagione aveva perduto la sua freschezza; ma poichè la +contessa dichiarava ella per prima di esser vecchia e finita, tutti la +guardavano con simpatia e la trovavano assai più giovane di quanto non +dicesse. + +Arrivati al traghetto dove aspettava la gondola a due remi, la contessa +vi montò, Berto vi balzò dentro, dicendo: + +--Spiegateci il giro! + +Ma Filippo disse: + +--Contessa, io devo scusarmi.... + +--Ah bah!--esclamò la contessa.--Flopi, voi mi fate pensare che la +nostra compagnia vi dispiaccia. Quando noi vi facciamo un invito, voi +avete subito pronta una scusa. + +--Cara contessa, siete crudele!--mormorò Filippo. + +--Oh, a proposito,--aggiunse il conte Lombardi.--Ricordati che sei a +pranzo da noi, stasera. + +--Dunque, vi decidete?--domandò la contessa, guardandolo. + +Filippo comprese che bisognava decidersi, si appoggiò al braccio del +gondoliere, e salì.... + +Il giro della contessa durò per più ore; la gondola, spinta con agile +vigorìa, uscì dal bacino di San Marco in un batter d'occhio, e prese il +largo verso il Lido, poi, per le Vignole, arrivò a San Francesco del +Deserto. + +La contessa Lombardi e Berto Candriani erano allegri. + +--Non è vero che almeno così godiamo un po' di fresco? Sentite che bel +fresco, Flopi?--diceva la contessa. + +Filippo aveva perduto ogni velleità di ribellarsi. Le ore passavano e +gli cadevano sul cuore come goccie di piombo, con un presentimento +funesto; ma egli era troppo abituato alle commedie del mondo perchè il +suo volto lasciasse trasparir l'angoscia febbrile alla quale tutta +l'anima sua era in preda. Sarebbe partito l'indomani: ormai bisognava +adattarsi e non far pesare i proprii dolori sugli amici che volevan +godere la sua compagnia. + +Con un rude sforzo riuscì a dominarsi e parve felicissimo di quella +gita, di quello sciupìo di tempo, infinitamente prezioso per lui; +scherzò con Berto Candriani, il quale non sapeva comprendere una +mutazione così rapida, ed era stupefatto; Filippo fece anche un po' di +corte alla contessa, col consenso del marito, che sorrideva. + +--Io non so dove tu sia stato,--osservò a un tratto il conte +Lombardi.--Se ne raccontan di belle, a questo proposito.... + +--Di bellissime,--rincalzò Berto. + +--Non so dove tu sia stato, Flopi, ma la campagna ti ha fatto bene. Sei +allegro.... + +--Allegro,--ripetè Filippo, sentendo l'ironia di quella affermazione. + +Tornavano verso Venezia, e la città si scorgeva tutta bianca, come +tutelata dall'angelo d'oro del campanile vetusto: i palazzi marmorei +parevan da lungi portentosi ricami, fragili merletti diuturnamente +lavorati dall'uomo e dal tempo; le acque ai loro piedi si stendevan +placide, con un trasparente color di smeraldo, che gli ultimi raggi di +sole facevano scintillare. + +--Ma io vorrei sapere,--osservò la contessa,--che cosa si dice della +campagna di Flopi.... + +I tre uomini si guardarono. + +--Ecco,--disse Berto Candriani,--si dice che.... + +--È sottinteso,--interruppe Filippo,--che voi, contessa, non crederete +parola di quanto sta per raccontarvi Berto. Voi conoscete quest'uomo? Il +più fantasioso dei maldicenti.... + +--Non crederò nulla,--rispose la contessa.--Ma vorrei sapere. + +--Si dice,--continuò Berto Candriani,--che Flopi, innamorato d'una +bella, d'una bellissima ragazza, sia scappato con lei. + +La contessa Lombardi diede in una risata. + +--Che pazzo!--esclamò.--È scappato, ed è qui in gondola, al mio fianco? + +Berto crollò le spalle. + +--Siete ingenua, contessa, mia! È qui per un giorno o due. Domani sarà +scomparso di nuovo.... Sa far le cose da maestro, la vecchia volpe.... + +La contessa stette un momento a pensare, poi osservò: + +--Credevo meglio. Queste cose vanno sempre a finir male; e se +l'avventura è come si racconta, Flopi ha perduto la testa davvero. + +Filippo sorrise con l'indifferenza dell'uomo che ascolta cose senza +alcun senso. + +--È come ve la racconto io,--assicurò Berto Candriani.--Fuga romantica +con giovinetta. + +La contessa alzò le spalle. + +--Via, via,--esclamò,--sono maldicenze sciocche: sarebbe nato uno +scandalo senza esempio, e invece non c'è che qualche diceria.... Voi non +sapete ragionare, povero amico! + +--Oh guarda,--protestò il Candriani,--Flopi scappa con una ragazza, e +chi non sa ragionare sono io! Voglio mettermi anch'io a far fuggire le +fanciulle, per vedere se mi troverete ragionevole.... + +Gli amici risero, e la conversazione fu mutata. + +A Venezia, giunsero sull'imbrunire; Filippo e il Candriani, scendendo +dalla gondola presso la piazza San Marco, presero congedo per correre a +casa a mutarsi d'abito e per ritrovarsi indi a un paio d'ore nuovamente +dai conti Lombardi. + +Non appena fu solo, nella sua camera, Filippo sentì calargli sulle +spalle il peso di quella giornata nefasta, l'accoramento per la sorte di +Loredana. Gli tornò il pensiero d'andarsene subito, di giungere in piena +notte a Sirmione, di prendersi la fanciulla e fuggir lontano. + +Ma di nuovo, le abitudini lo dissuasero. Era impossibile mancare al +pranzo, dar quella clamorosa conferma alle voci delle quali il Candriani +s'era fatto eco. Bisognava partire all'alba; ormai non si trattava più +che di poche ore, dell'ultimo sacrifizio. + +Quando Filippo, in marsina, con una gardenia all'occhiello, varcò la +soglia del palazzo Lombardi, egli aveva dipinta in viso una tale +espressione di pace, che lo si sarebbe giudicato l'uomo più tranquillo +del mondo. + +Berto Candriani, il quale l'aveva preceduto di poco, rimase, al vederlo, +stupefatto per la terza volta. + + + + +XII. + + +Loredana, accasciata per la lettera nella quale Filippo le annunziava +che la sua lontananza si sarebbe ancora prolungata di alcuni giorni, +stava sul divano, a occhi chiusi, non udendo, non pensando, nella +disperazione di far passare quel tempo che doveva essere eterno. + +Le fiamme della gelosia cominciavano a divorarle il cuore. La società +alla quale apparteneva Filippo e nella quale era momentaneamente +rientrato, pareva alla fanciulla singolarmente pericolosa. Egli vi +avrebbe ritrovato Fausta e mille altre donne come quella, aiutate dal +lusso e dall'eleganza. E che cosa poteva far lei, povera ragazza ancora +ingenua, contro le malìe di quelle femmine sapienti, cariche di gioielli +prodigiosi, ornate di tutte le grazie? Per la sua fantasia inesperta i +convegni mondani eran come convegni d'amore nei quali Filippo avrebbe +dimenticata presto la piccola amica che soffriva. + +E il pensiero venne a colpirla con tanta durezza, che la fanciulla balzò +in piedi, corse nella camera da letto, ne uscì con un largo cappello +bianco che piantò risolutamente in testa, e s'avviò, tenendo un +ombrellino scarlatto fra le mani. + +Nel vestibolo trovò la signora Teobaldi, la quale s'avviava appunto +dalla ragazza per strimpellare il piano. Clarice era vestita alla +Pompadour, con amplissimi disegni sul corsetto e sulla gonna: questa, +troppo corta, lasciava scoperti i piedi calzati di scarpe bianche; e +così abbigliata, coi fianchi prominenti, la figura tozza, la Teobaldi +pareva una trottola accuratamente pitturata di fresco. + +--Esce?--ella domandò con voce triste. + +--Sì, vado a passeggiare,--rispose Loredana.--Vuol tenermi compagnia? + +Eran le quattro; il sole abbruciava, la luce era acciecante, sugli +alberi strillavano le cicale. + +Clarice, fattasi sulla soglia, gettò un'occhiata intorno, aggrottò le +terribili sopracciglia, e disse: + +--Non so se mi convenga arrischiare.... + +--E perchè no?--chiese Loredana stupita. + +--Sa, per la voce; potrei prendere un riscaldo.... + +La fanciulla crollò le spalle e uscì. + +Voleva andare a quelle Grotte di Catullo che avevano visto la sua +felicità, quando vi passava con Filippo quasi l'intera giornata, +imaginando d'esser con lui in un'isola perduta dell'Oceano. Ma per la +certezza che quei ricordi, uniti all'amaritudine presente, l'avrebbero +fatta soffrire di soverchio, Loredana s'avviò sulla strada di Sirmione, +verso la strada provinciale. + +Camminava adagio, riparata dall'ampio ombrellino scarlatto, e guardava +gli alberi, l'erba, l'acqua, le barche dei pescatori, per distrarre la +mente, perdendosi in osservazioni oziose. Si fermò a rintracciar fra +l'erba una cavalletta, stette a vedere una lucertola che, immobile, la +fissava coi piccoli occhi neri e acuti. A un punto della strada, alcuni +monelli uscirono a giuocar coi noccioli delle pesche, e Loredana +assistette a una partita, come un monello essa pure. + +Così s'era già dilungata verso la strada provinciale, quando da un +nugolo di polvere che si scorgeva lontano, comprese che una carrozza +s'avvicinava; e perchè la cosa non era troppo frequente, Loredana +sedette sopra un muricciuolo, aspettando l'arrivo insolito. La vettura +correva rapidissima e si udiva il tintinnìo dei campanelli. + +Un pensiero balenò nel cervello di Loredana: + +--Fosse Filippo? + +Ma non volle fermarsi a quell'idea, assurda, e che pur le faceva battere +il cuore con tanta ansietà. + +Del resto la carrozza era ormai a pochi passi. Loredana si alzò in +piedi, gettò un'occhiata, e vide.... + +Era possibile? Aveva visto bene? Non si trattava d'un'allucinazione? + +La carrozza procedette ancora per alcuni metri, poi si fermò, e una +donna ne discese, tornò indietro a corsa, gridò: + +--Lori, Lori, Lori! + +Loredana le andò incontro, smarrita, felice, non riuscendo a +comprendere; e sulla strada, innanzi al vetturale attonito, madre e +figlia s'abbracciarono e si baciarono piangendo. + +--Vieni con me,--disse la signora De Carolis alla figlia.--Andiamo +all'albergo. Devo parlarti.... + +Le due donne saliron di nuovo nella vettura, che riprese la sua corsa. + +--Oh mamma, come sono felice!--esclamò Loredana, tornando ad +avvinghiarsi al collo della madre, e baciandola con forza.--Chi ti ha +detto che ero qui? Sei venuta a farmi compagnia? Sono sola, tutta sola. +Starai con me. C'è una bella camerina all'albergo, e te la farò +preparare subito, subito, perchè devi essere stanca, con questo caldo. +Ah, come sono felice, mamma! Mi pareva che qualche cosa mi chiamasse per +questa strada! + +Mentre ascoltava le parole e rendeva i baci, Emma andava considerando la +sua figliuola, così elegante nell'abito leggero di seta cruda color +d'oro, con la vita stretta in un'alta cintura rossa, con +quell'ombrellino scarlatto dalla impugnatura d'avorio bruciato. + +Era molto bella, e molto diversa da un giorno. Il soffio misterioso +dell'amore le aveva dato un'espressione nuova, inconsciamente più +ardita; se prima era ammirata, adesso poteva svegliare la concupiscenza +e accendere la passione degli uomini. Ma Loredana pareva ignorare e il +mutamento compiuto e la significazione pericolosa della sua bellezza. +Tutto pareva ella ignorare; anche l'abisso in cui era precipitata, dal +fondo del quale sorrideva a sua madre. + +Emma evitò di rispondere, il cuore stretto da uno struggimento oscuro; +per fortuna il supplizio durò poco; la carrozza giunse innanzi +all'albergo, e Loredana, svelta e leggera, balzò a terra, e stese la +mano ad Emma. + +Una donna assisteva a quell'arrivo impensato: Clarice Teobaldi, la +quale, pavoneggiandosi nell'abito troppo corto alla Pompadour, +passeggiava avanti all'albergo, per farsi ammirare da alcuni pescatori, +che la guardavano con ironia mal celata. + +Loredana si volse, vide la Teobaldi e sorrise. + +--È tornata in carrozza?--disse l'altra, sorridendo a sua +volta.--Credevo fosse arrivato il signor conte. + +--No, è la mamma, la mia mamma!--esclamò gioiosamente Loredana. + +La Teobaldi fece un inchino alla signora De Carolis, che la squadrò con +un'occhiata, non rispose al saluto, ed entrò nell'albergo, seguita dalla +fanciulla. + +Quando giunsero alla camera di Loredana, Emma, appena varcata la soglia, +si volse e chiuse l'uscio a chiave. + + + + +XIII. + + +Quella era la camera che aveva visto e tutelato gli amori di Loredana +con Filippo; tra quelle pareti s'era svolto il dramma eterno della +fanciulla che si tramuta in donna; e forse ogni oggetto, ogni mobile, +ogni ninnolo conservava un ricordo, aveva un significato pei due amanti. + +Emma De Carolis gettò uno sguardo a sua figlia, e disse bruscamente con +voce secca: + +--Sono venuta a prenderti. + +Loredana, la quale era in piedi, ancora col cappello in testa, non potè +frenare un sussulto, e ripetè: + +--A prendermi? + +--A prenderti,--annunziò Emma di nuovo.--A prenderti e a condurti a +casa. Credi che sia venuta qui per assistere a questo scandalo, a questa +vergogna? Su; levati codesto abito, metti il tuo vestitino nero; fa +presto, perchè non abbiamo tempo da buttar via. + +Loredana, udendo quella rampogna espressa con voce fredda, decisa, che +non avrebbe attesa mai da sua madre, diventò pallidissima e si appoggiò +allo schienale d'una sedia. Non comprendeva ancora bene, ma intuiva +oscuramente che il suo amore era finito, spezzato, cancellato per +sempre. + +--Véstiti,--ripetè Emma.--Fa presto. + +La fanciulla le si avvicinò, ma non osò stendere le braccia, per +attirarla a sè. + +--Mamma,--disse,--che cosa avviene? + +Si passò una mano sul viso, come per fugare una nube che le avesse +ottenebrato la vista; e seguitò: + +--Mamma, non comprendo.... + +--Lo so; lo so, che non comprendi,--rispose Emma.--Obbediscimi; va a +vestirti; ti spiegherò tutto, dopo. + +--Ma dove andiamo, mamma?--esclamò Loredana, stendendo le mani quasi ad +implorare. + +--Dove andiamo? A casa; torniamo a casa nostra, a Venezia. + +La fanciulla fece ancora un gesto, smarrita, guardandosi intorno. + +--E Filippo?--domandò.--Lo sa, Filippo, che sei venuta, a prendermi? + +Emma si sentì avvampare la faccia ed ebbe un lampo nello sguardo. + +--Filippo?--ripetè.--Io, tua madre, ho da chiedere il permesso al conte +Vagli per riprendere la mia figliuola? E tu obbedisci a lui, piuttosto +che a me?... Lori, non farmi parlare, non tormentarmi.... + +Le due donne eran di fronte e si guardavano, ambedue timorose di far +male e tuttavia nell'impossibilità di capirsi. Loredana tremava da capo +a piedi, come già Filippo aveva tremato innanzi ad Emma; ma la +fanciulla, invece di piangere e di smarrirsi, sentiva tumultuare +nell'animo una ribellione sorda, imperiosa, veemente, che a pena era +frenata dalla presenza della madre. + +--Filippo,--essa mormorò,--Filippo non sa nulla, e io non posso partire +così, senz'avvertirlo. Mi ha scritto che tornerà fra qualche giorno; +ebbene, mamma, aspetta; glielo dirai tu, che io devo tornare a casa.... + +Emma non potè trattenersi, avanzò qualche passo, afferrò un braccio +della figliuola, e la scosse con forza. + +--Ma che cosa dici?--esclamò.--Chi è Filippo? Che diritti ha su di te, +perchè tu non possa muoverti senza il suo beneplacito? Io non so chi +sia, colui.... È un libertino che ti ha sedotta; e io devo aspettarlo +qui, per chiedergli il permesso di riprendere mia figlia? Che cosa dici, +pazza? + +Per la durezza di quelle parole, per la stretta nella quale sentiva +preso il braccio, per le offese lanciate a lei e al suo amante, Loredana +proruppe. Si liberò dalle mani di sua madre, fece un passo indietro, e +con gli occhi scintillanti, colla persona eretta come se tutti i nervi +si fossero tesi rudemente nel suo corpo fragile, ella rispose: + +--Ma è inutile, sai? È inutile che tu insista! Io non parto: io non mi +muovo. + +--Lori,--mormorò Emma,--pensa a quel che fai.... + +--Non parto, non mi muovo, se prima non è tornato Filippo,--rincalzò +Loredana con voce che le usciva tronca dalle labbra.--Filippo ha dei +diritti, su di me; tu puoi ignorarli; io non posso, se non sono una +ragazza spregevole. I suoi diritti non li ha inventati lui; glieli ho +dati io, perchè l'amo, e ho abbandonato ogni cosa per seguirlo. Egli non +mi ha sedotta; gli volevo bene, gli voglio bene oggi più che mai; vivo +qui sola, in questo paese, per lui. Che colpa ha Filippo in tutto +questo? Se anche avessi sposato Adolfo, oggi vorrei bene a Filippo, +perchè non ho mai amato che lui; e perciò Filippo è un libertino? Se +anche fosse? Io lo amo, gli ho dato tutti i diritti su di me, e tanto +peggio per me, dunque! Del resto, mamma, non è questione di diritti. Io +dovrei partire senza avvertirlo? Egli torna, felice di stare con me, e +non mi trova più? Che cosa mi ha fatto, per trattarlo a questo modo? Non +parto, non mi muovo, fin che io non lo abbia rivisto.... + +Emma ascoltò in silenzio; il suo sdegno, a mano a mano che la figlia +parlava, andava cadendo. Ella raffrontava mentalmente le parole di +Filippo con le parole di Loredana, e sentiva di trovarsi alle prese con +una passione senz'argini, fatta d'impeto, contro la quale era +impossibile agire con la forza. + +Sedette in una poltrona, e quando Loredana tacque, ella disse, +addolcendo la voce: + +--Capisco che lo ami. Lo ami più di me. Io sono una povera mamma. Ero +venuta per perdonarti.... Quante mamme avrebbero perdonato? + +Udendo quella voce, la solita voce buona di sua madre, Loredana +s'avvicinò, si mise in ginocchio presso la poltrona, ricinse con le +braccia il busto di Emma; e mentre le scendevan le lagrime silenziose +per le gote, susurrò: + +--Sì, mamma. Io ti voglio tanto e tanto bene.... + +Esitò un istante, poi aggiunse con qualche incertezza: + +--Ma per Filippo è un'altra cosa; non lo amo di più, lo amo +diversamente. E non posso, credimi, abbandonarlo in questo modo.... Tu +mi hai perdonato, mamma; e sono così felice! Ma non posso abbandonare +Filippo senza dirgli una parola.... Ah tu non sai come voglio bene a te, +come voglio bene a lui! Ho tanto sofferto, pensando a te, che eri sola; +non ho mai avuto un giorno di requie; non dirmi che io ti ho +dimenticata.... + +Cautamente, mentre Loredana parlava, Emma le tolse il lungo spillo e le +liberò la testa dal cappello, posandolo sulla tavola vicina; poi con la +mano leggera le accarezzò i bei capelli dai riflessi dorati. + +--Lo so,--disse,--che mi vuoi bene. E per ciò ti ho perdonato. Ma il mio +perdono, vedi, non servirà a nulla, se non potrò aiutarti.... + +--Aiutarmi, come?--interrogò Loredana stupita. + +--Nessuno sa che tu sei fuggita col conte. A tutti io ho narrato che sei +fuori, in campagna, presso una famiglia amica. La cosa è parsa vera, e +non si parla più della tua assenza; ma i giorni passano, e se tu non +torni, verrà il momento ch'io dovrò confessare la tua fuga.... Hai +capito, Lori? Io dovrò confessare la tua fuga, e tu non potrai più +tornare a Venezia, se non vorrai che tutti ti segnino a dito, e ridano +di me e di te. Hai capito, Lori? Ecco perchè son venuta a prenderti; +siamo ancora in tempo; il tuo ritorno sembrerà naturale, e con l'aiuto +di Dio, se nulla di peggio avverrà, questa brutta pagina della tua +giovinezza sarà un mistero per tutti. Hai capito, Lori? + +Loredana tentennò il capo, e si alzò, asciugandosi gli occhi. + +--Non me ne importa niente,--disse poi.--Perchè devo occuparmi di ciò +che si dirà un giorno?... Tu agisci, mamma, come se io un giorno dovessi +sposare Adolfo Gianella o qualche altro. Io appartengo a Filippo, e +apparterrò sempre a lui. Non si tratta d'una pagina della mia +giovinezza; si tratta della mia vita intera, che ho donata a Filippo.... +Gli altri non esistono più per me. + +La madre sospirò, mulinando di pronunziar qualche parola decisiva, e +temendo di pronunziarla; fece sedere la fanciulla sulle ginocchia, le +fece appoggiar la testa alla sua spalla, e osservò cautamente: + +--Dici bene, Lori. Hai dato la tua vita intera al conte. Ma se il conte +si stancasse di te, e se tu comprendessi un giorno che gli sei di peso? + +Loredana balzò in piedi, guardando sua madre con gli occhi spalancati. + +--Non dirlo, mamma! Non lo pensare nemmeno!--esclamò.--Sai qualche cosa +tu? Ti hanno raccontato qualche cosa di lui? + +Emma allungò le braccia, fece sedere di nuovo la figlia in una +poltroncina ch'ella aveva avvicinato; e di nuovo con voce dolce e piana, +disse: + +--Non so nulla, cara, non mi hanno raccontato nulla. Ma gli uomini sono +facili a stancarsi e a mutare.... + +--Filippo è diverso, sentenziò Loredana prontamente. + +--Il conte,--osservò Emma,--gode una posizione privilegiata, ha +abitudini signorili; può stancarsi non di te, ma della vita che per te +sarà costretto a condurre; forse i parenti gli daranno dei dispiaceri, +e, non conoscendoti, giudicheranno che tu sia una donna cattiva. Il +conte è ricco, e si fa presto a supporre che una ragazza viva con lui +non per amore, ma per calcolo. + +Loredana ascoltava inorridita, con le mani strette, fremendo come +l'avessero obbligata a piegarsi e a guardare in un gorgo minaccioso, dal +quale presto ella doveva essere ingoiata. + +--Che cose ripugnanti mi dici, mamma!--esclamò, torcendo istintivamente +la bocca. + +Ma Emma sorrise con tristezza, e accarezzò le mani della figlia, +bianche, dalle lunghe dita. + +--Son cose vere, di tutti i giorni,--ella disse poi.--Ed è per questo +ch'io son venuta a prenderti. Ah, imagina, Lori, che sarebbe di me, se +dovessero accusarti non solo di aver gettato il tuo onore, ma di esserti +venduta a un ricco! E non pensi che potrebbero sospettare anche di me, +come se io avessi visto, compreso e permesso? Io sola conosco la verità; +io sola ho udito le tue parole e le parole del conte.... + +Si morse le labbra, volle aggiustar la frase, ma già Loredana l'aveva +afferrata e già di nuovo, con un balzo, era dritta innanzi a sua madre. + +--Di Filippo?--gridò.--Hai udito le parole di Filippo? L'hai visto, +dunque? È stato da te? Che cosa ti ha detto?... Anch'egli mi ama, non è +vero? Me l'aveva promesso, che ti avrebbe fatto giungere mie notizie; ma +egli è venuto a trovarti.... Vedi come è leale? Se volesse abbandonarmi, +se pensasse di potere stancarsi di me, non verrebbe a parlarti.... Dimmi +quando l'hai veduto; che cosa ti ha detto? + +Emma dovette raccontare, e raccontò della visita e del colloquio avuto +con Filippo; la fanciulla stava attenta, quasi senza respirare, +accompagnando la narrazione di sua madre con brevi cenni del capo; e +quando Emma ebbe finito, Loredana tornò a sedersi e restò a lungo muta e +cogitabonda. + +--Infine,--ella osservò a un tratto,--egli ha acconsentito alla tua +idea, e ti ha permesso di venire a prendermi. È molto strano il suo +amore.... + +--Io l'ho persuaso,--disse Emma. + +--Oh aveva paura, dunque?--domandò Loredana.--Di che cosa aveva paura? +Io non ho avuto paura di nulla, quel giorno.... + +Tacque nuovamente; a poco a poco l'espressione del suo viso mutava, +diventando chiusa e dura, come se uno spasimo contraesse i muscoli del +bel volto giovanile; la fronte bianca e fresca fu solcata da una ruga, e +le labbra si strinsero, mostrando agli angoli una piega di disgusto. + +Ella s'alzò. + +--Aspettami,--disse.--Mi svesto, indosso il mio vestitino nero, e poi +partiamo! + +Emma, che aveva colto con l'occhio intento la mutazione rapidissima di +quel viso, che aveva notato la inflessione recisa della voce, che vedeva +la figlia impallidire, volle seguirla. + +Loredana entrò nella sua camera da letto, si guardò intorno come avesse +sentito tremare il pavimento sotto i piedi; s'avvicinò a un baule per +aprirlo; poi si fermò ancora, passandosi una mano sul volto e sulla +fronte. + +--Ora partiamo,--ella ripeteva.--Ora partiamo. Aspettami. + +Ma, d'un tratto, mentre s'inchinava per sollevare il coperchio del baule +nel quale conservava il suo povero abito nero, mandò un grido e cadde a +terra di schianto. + + + + +XIV. + + +L'albergo fu sossopra; accorsero alle grida della signora De Carolis +l'albergatrice e la signora Teobaldi; poi uscirono ambedue, soffiando e +galoppando, e tornarono l'una con una bacinella d'acqua fresca, l'altra +con una boccetta di sali. + +In ginocchio presso la figlia sempre immobile a terra, Emma le aveva +slacciato il busto; ma non riusciva a sollevarla. + +La Teobaldi si provò a darle mano, e mentre s'affannava all'opera +pietosa, udì il laceramento del corpetto alla Pompadour, che non aveva +potuto resistere agli sforzi inusitati della cantatrice. Allora ella +uscì, ancora galoppando, con la faccia color paonazzo, e tornò seguita +dall'albergatore; il quale sollevò Loredana come un fuscello, l'adagiò +sul letto, e si ritirò subito. + +--Lori,--susurrava la madre,--Lori, tesoro mio, amore mio.... + +--Le faccia fiutar questa boccetta,--consigliò la Teobaldi,--è +miracolosa! Povera fantolina; le sarà rimasta la colazione sullo +stomaco.... + +--Ma no,--rispose Emma.--Mi dia dell'acqua fresca. + +La Teobaldi recò la bacinella, e con la mano Emma spruzzò il viso della +figlia, due, tre volte. + +Loredana sospirò infine, profondamente, e il seno bianco si sollevò come +per un singulto. + +--Lori,--susurrò Emma,--amore mio, sono qui. + +--Ecco, ecco!--esclamò la Teobaldi.--Rinviene; apre gli occhi.... + +Apriva gli occhi, infatti, Loredana, e li volgeva intorno senza +raccapezzarsi; ma incontrò lo sguardo di sua madre e sorrise, allungando +una mano per prender la mano di lei. Emma le coprì il viso di baci, +piangendo e balbettando parole di tenerezza. + +--Che bella scena!--osservò la Teobaldi, colpita nel suo sentimento +estetico.--Che bella scena d'amor materno! + +Loredana riconobbe la voce, e mormorò a sua madre: + +--Mandala via! + +Emma si volse. + +--Io la ringrazio, signora,--disse alla Teobaldi.--Lei è stata molto +gentile.... + +--Non lo dica, non lo dica,--interruppe Clarice,--io voglio molto bene a +sua figlia. Come si fa a non volerle bene? + +Si avvicinò al letto e si rivolse a Loredana: + +--Sta meglio, signora? Ah, ma com'è bella, così!... È vero che sta +meglio? Un po' d'imbarazzo, forse. E poi, nella sua condizione di +giovane sposa, un malessere momentaneo può avere tanti significati.... + +Emma fremette da capo a piedi, quasi fosse stata punta. Quell'udir +chiamare sua figlia «giovane sposa», quell'allusione a una maternità +possibile, la richiamarono d'improvviso alla realtà senza illusioni. + +--Lasciamola, lasciamola,--disse alla Teobaldi,--ha bisogno di riposare, +adesso. La ringrazio di nuovo, signora. + +La Teobaldi salutò ancora Loredana, salutò Emma, ed uscì tra il fruscìo +dell'abito alla Pompadour e della sottana inamidata. + +--Non ti spaventare,--disse la fanciulla a sua madre, non appena l'uscio +fu chiuso alle spalle della cantatrice.--Sto bene, ora; possiamo +partire.... + +E fece l'atto di scendere, ma Emma la rattenne. + +--No,--disse.--Puoi aspettare; partiremo stasera. + +Ella avvicinò una poltrona e sedette; Loredana chiuse gli occhi, e per +lungo tempo le due donne non pronunziarono verbo, seguendo ciascuna i +proprii pensieri. Il silenzio era pesante; non risonava nell'albergo +alcun rumore, e appena dal basso veniva il mormorìo del lago, che +lambiva la casa; di tanto in tanto, s'udiva l'ultimo frinire delle +cicale, salutanti il sole ch'era presso al tramonto. + +A un tratto Loredana volse il capo, e domandò: + +--Ti ha detto lui, che io era qui? Ne sei ben sicura, mamma? + +--Come potrei ingannarti, amore mio?--rispose Emma. + +--E ti ha permesso di venire a prendermi? + +--Ha dovuto cedere; ha pianto, ha pregato, ma ha dovuto cedere.... + +La fanciulla sorrise con amarezza. + +--Io,--disse poi,--io non ti avrei detto nulla, se fossi stata Filippo; +o se per disgrazia mi fosse avvenuto di dirtelo, sarei partita subito, +subito, avrei preso con me colei che amavo, e mi sarei nascosta ben +bene. Io avrei fatto così. + +Emma non rispose, e vi fu un'altra pausa lunga. + +--Ma che cosa fa, a Venezia?--riprese Loredana.--Te lo ha detto? + +--No. + +--È tornato nella società elegante,--mormorò la fanciulla, quasi +parlando con se stessa.--Dice che non può muoversi, perchè deve +rispondere alle cortesie e agli inviti che gli fanno; e io ero qui, +sola, di giorno e di notte, in un paese che non conosco, dove tutti mi +guardano in così strana maniera! + +Tacque; poi, d'improvviso, domandò: + +--Che cosa voleva dire quella sciocca? + +--Chi, Lori?--chiese Emma. + +--La Teobaldi. + +--Non ho udito nulla. + +--Ma sì: ha detto che il mio malessere può avere tanti significati.... + +Emma alzò le spalle con disdegno. + +--E una sciocca, lo hai detto,--mormorò. + +Verso le otto, pranzarono in silenzio, rapidamente. L'albergatrice, che +le serviva ella stessa a tavola, indovinò qualche avvenimento grande, +e, chieste notizie della «signora contessa», non domandò altro; poi +dispose per avere una carrozza che le conducesse a Desenzano, dove +avrebbero preso il treno; e fu stupita, apprendendo che lasciavano i +bauli e le valigie. + +Era un'idea di Emma, la quale non voleva portarsi a casa i regali e il +corredo fatti dal conte a sua figlia. + +--Vuol dire che tornano?--osservò l'albergatrice. + +--Senza dubbio,--rispose Emma.--In ogni modo, il conte s'incaricherà lui +di dare ordini pel bagaglio. + +Appena la donna fu uscita, Loredana svestì l'abito di seta color d'oro, +indossò presto l'abituzzo nero, che agli occhi della madre la +ringiovaniva e quasi la purificava. + +La fanciulla non parlava, come avesse avuto bisogno del silenzio per +sostenere la sua volontà e per trovare forza in quegli istanti crudeli, +in quell'ora in cui il passato cadeva nel nulla e un avvenire +torbidamente incerto le si spalancava innanzi. + +Quando fu pronta, disse: + +--Aspettami, torno subito. + +E prima che la madre pensasse a trattenerla, Loredana uscì, discese le +scale, andò in cerca della Teobaldi. + +Era ripresa dalla necessità di dire una parola a Filippo, di mandargli +un saluto; non poteva, da un istante all'altro, staccarsi da lui e +dimenticarlo; tutta la sua anima, tutto il suo corpo gli appartenevano +ancora, quantunque egli le apparisse ora così diverso da quello che +aveva sognato, così cattivo e vile. + +Trovò la Teobaldi in cucina; parlava sommessamente con l'albergatrice, +presso la tavola, sulla quale eran disposti i piatti e le posate +sporche. + +Loredana s'affacciò alla soglia, e con voce che fece dare un sobbalzo +alla Teobaldi, chiamò: + +--Signora Clarice! + +L'altra le si avvicinò senza rispondere, e la fanciulla la condusse +fuori, nell'atrio; poi prese una matita, vergò alcune parole sopra un +pezzo di carta, e disse: + +--Di lei mi posso fidare? + +La Teobaldi mise una mano sul petto esuberante, e rispose: + +--Tesoro mio, che cosa domanda? Io darei la vita per farle piacere. + +--Bene: lei deve spedirmi domattina questo telegramma; vada a Peschiera +e lo spedisca di là; qui non c'è telegrafo. Ma non dica parola ad anima +viva. Mi posso fidare? + +Clarice ripetè il gesto, e rispose: + +--Le ho detto: per farle piacere, darei la vita; che cosa devo dirle di +più? Domattina alle nove sarà fatto tutto. + +--Prenda,--soggiunse Loredana,--questo è il telegramma, questi sono i +denari per la carrozza. Su, su, non voglio che rifiuti. Perchè deve +spender lei? E la ringrazio di cuore. Ma non parli nemmeno con l'aria. + +La Teobaldi afferrò la mano della fanciulla, e domandò inquieta: + +--Ci rivedremo? Tornerà? + +--Sì, ci rivedremo.... Addio, grazie! + +Allora Clarice non si rattenne, allungò le braccia, si strinse Loredana +al petto, baciandola sulle guancie impallidite. + +--Addio, tesoro! Addio, bellezza! Che la Madonna l'aiuti.... + +Sentendo in quell'abbraccio il calore d'una affezione sincera, d'una +simpatia verace, Loredana si liberò dalla stretta dolcemente, e sorrise +con malinconia. + +--Che la Madonna l'aiuti!--ripetè Clarice. + +Ma già la fanciulla saliva rapida le scale e tornava presso sua madre, +la quale le veniva incontro, inquieta. + + + + +XV. + + +Le emozioni della signora Clarice Teobaldi non dovevano finir così +presto. + +Quella sera stessa vide partire Loredana con sua madre nella carrozzella +che le conduceva a Desenzano. La fanciulla, vestita d'un abito nero, +inelegante e povero, mostrava gli occhi stanchi per il pianto, e tutto +il suo corpo si reggeva a mala pena, quasi che un peso invisibile e +intollerabile le gravasse le spalle. + +Salita nella carrozza, fece alzare il soffietto, si rincantucciò al suo +posto, abbassò il capo, e parve con la mente allontanarsi subito da +tutto quanto la circondava. Sua madre non apriva più bocca, ma aveva +sguardi lunghi e meditabondi per la figliuola. + +La vettura, partì, s'avviò per la strada sulla quale Loredana aveva il +giorno stesso incontrata la mamma; sparve nell'oscurità della sera +calante; qualche tempo ancora risonò il tintinnìo dei campanelli, poi il +silenzio ricadde come un velo fitto, che separasse per sempre il passato +da ciò che doveva avvenire. + +La Teobaldi, rimasta sola, col cuore gonfio di gratitudine per la +missione delicata affidatale da Loredana, col cuore gonfio di sconforto +per la partenza della fanciulla, disdegnando esprimersi con +l'albergatrice, salì nelle camere di Loredana, ne trovò l'uscio aperto, +entrò. + +Sulla tavola stava un doppiere, che la Teobaldi ravvisò nella penombra; +ella lo accese, gettò un'occhiata in giro, afferrò il senso di +desolazione ond'erano invase quelle camere, nelle quali s'era svolto un +poema d'amore. Il piano era tuttavia aperto; in un angolo stava un +grosso baule; sul divano giacevano un cappello bianco, una cintura +rossa, un ombrellino scarlatto, gettati alla rinfusa, quasi con rabbia. + +Nella camera da letto, dove la Teobaldi si recò, portando con mano +incerta il doppiere pesante, restavano sul cassettone ancora tutti gli +oggetti graziosi, ch'ella aveva ammirato altra volta; spazzole e pettini +d'avorio, uno spruzzatore d'argento, un bruciaprofumi in bronzo; innanzi +al letto le pantofoline trapunte d'oro; a terra giaceva anche una +camicia da notte, che la Teobaldi raccolse, piegandosi dopo non pochi +sforzi, e ammirò per i bei merletti che l'ornavano. + +Aleggiava nell'aria un profumo tenue, come la persona che era vissuta +nella camera avesse lasciato dietro di sè un solco misterioso, fatto di +olezzo inafferrabile e penetrante. + +La Teobaldi ritornò nel salottino, depose sulla tavola il doppiere, e si +mise al piano. + +Le tornarono alla mente le note di quella romanza, «Mon rêve», che aveva +cantato a Loredana; e le richiamò, dolcemente, stonando con delicatezza, +quasi che la fanciulla avesse potuto ancora udirla. Ella se l'imaginava +come allora, distesa sul divano, tutta bella, tutta superba del suo +amore, nervosa per l'impazienza di riveder presto il conte. + +Ma volgendosi, Clarice sentì il vuoto che la circondava, e restò al +piano assorta.... + +Ah, essa aveva capito subito un mistero nella giovane esistenza di +Loredana, e aveva tremato subito per lei! Chi le avrebbe detto ch'ella +stessa, Clarice, sarebbe stata la confidente in quel dramma, troppo +semplice per non essere compreso? + +Di quella fiducia insperata, la Teobaldi conservava così profonda +l'impressione, ch'ella si sarebbe ormai fatta uccidere piuttosto di +parlarne. Non le era mai avvenuto d'essere messa a parte d'un segreto, +perchè i maligni la dicevano pettegola; soltanto Loredana aveva +improvvisamente, istintivamente avvertito ch'ella sarebbe stata capace, +per amor proprio e per gratitudine, d'un silenzio eroico. + +Non aveva nemmeno letto il telegramma affidatole da Loredana, e +l'avrebbe spedito senza leggerlo. + +Presa questa risoluzione, ella passeggiò con le mani sulla tastiera +ingiallita e suonò lentamente la «Serenata» di Schubert, che le spezzava +sempre il cuore, e che in quell'occasione le fece piover dagli occhi +lagrime abbondanti. Pareva l'addio alla fanciulla lontana, che nel +frattempo viaggiava, viaggiava, verso un destino crudele, verso una +città nella quale non avrebbe trovato se non memorie di giorni +cancellati per sempre; pareva il grido d'un'anima stanca e delusa.... + +Ma la Teobaldi si destò di soprassalto dal suo sogno. + +Aveva udito la voce dell'ostessa, la quale stava ritta sul limitare, e +le diceva: + +--Che le viene in mente, signora Clarice? Bisogna chiudere, qui, perchè +mi hanno affidata tutta la roba.... + +--Non penserà mica ch'io son venuta a portarla via?--osservò la Teobaldi +alteramente. + +--Dio me ne guardi!--esclamò l'ostessa. + +--Bene, bene, me ne vado,--concluse Clarice. + +Si alzò e si avviò verso l'uscio, per recarsi nella sua camera; ma +l'albergatrice aveva voglia di chiacchierare, e riprese: + +--Che ne dice? + +--Di che? + +--Ma di questa partenza. Ha visto com'era disfatta la signora contessa? +Che ne dice, lei? + +--Io? Io ho l'abitudine di non impacciarmi degli affari +altrui,--sentenziò la Teobaldi. E aggiunse, con una occhiata di +traverso:--E lei farebbe bene a imitarmi, per rispetto ai suoi ospiti! + +L'albergatrice rimase intontita, fulminata da tanta austerità, alla +quale non trovava altra spiegazione se non che gli artisti son tutti +pazzi da catena. + +Ma intanto la Teobaldi l'aveva piantata sulla soglia; e quasi ad +aumentar la stupefazione della femmina, riprese con tono imperativo: + +--Domattina alle otto, una carrozza per Peschiera! + +L'ostessa spalancò la bocca, e allargò le braccia. + +--Come, signora Clarice, vuol partire anche lei!--esclamò la povera +donna.--Sarebbe offesa per quel che le ho detto, senza intenzione...? + +--Che partire! Faccio una scappata e torno; starò fuori poco più +d'un'ora in tutto. + +L'ostessa respirò e non rispose altro, racconsolata. + +La Teobaldi fece come aveva detto. La mattina seguente, alle otto, montò +in carrozza, giunse a Peschiera, spedì il telegramma senza leggerlo, si +fece rilasciare una ricevuta, e tornò a Sirmione. + +Sulla soglia dell'albergo trovò l'ostessa, che appena la vide, le andò +incontro col più schietto de' suoi sorrisi, e le disse: + +--Veda, signora Clarice. Io ho chiuso l'appartamento del conte Vagli. +Queste sono le chiavi, e vorrei pregarla di tenerle lei. + +Clarice le prese, le mise in tasca, e rispose: + +--La ringrazio; penserò io a tutto. La ringrazio molto. + +L'ostessa aveva parecchie domande da fare, ma non osò. + +--Anche la signora contessa,--osservò rientrando,--sarà contenta che le +tenga lei, perchè le voleva bene. + +--Ah sì, che sia benedetta!--esclamò la Teobaldi.--Mi voleva bene, mi +stimava, mi considerava. Giovane come l'acqua, ma testa fina!... + +E a vincer la tentazione di spiattellare ogni cosa, s'arrampicò +bofonchiando per le scale, e riparò nella sua camera. + +Vi sarebbe restata tutto il giorno, contentandosi di mangiare il +prosciutto e l'uva che s'era comprato a Peschiera, se verso le quattro +non fosse accorsa l'ostessa trafelata a chiamarla. + +--Venga, signora Clarice,--ella disse alla Teobaldi.--È arrivato il +signor conte, e desidera parlarle. + +La Teobaldi arrossì per l'emozione. + +--Il signor conte?--ripetè.--È già arrivato? Desidera parlarmi?... + +Si diede un'occhiata, per incosciente civetteria, in uno specchio che la +faceva verde; si aggiustò i cernecchi grigi, si diede un colpo di mano +alla veste, e finalmente seguì l'altra, che aveva frenato a stento +l'impazienza. + +Sotto l'atrio trovarono Filippo, che passeggiava nervosamente, a testa +bassa, arricciandosi i mustacchi. La Teobaldi si sentì stringere il +cuore, vedendo quel viso sbiancato: si sarebbe detto che in così poco +tempo Filippo fosse dimagrito e che una mano invisibile lo curvasse un +poco. + + + + +XVI. + + +--È lei la signora Teobaldi?--egli domandò con voce spenta a +Clarice.--Ha lei le chiavi dell'appartamento? + +Clarice si presentava già, le chiavi in una mano e la ricevuta del +telegramma nell'altra. + +--E questo, che cosa è?--domandò Filippo guardando il pezzetto di carta. + +--È la ricevuta del telegramma, che ho spedito stamane per ordine della +signora contessa,--rispose Clarice, pensando che non le conveniva far +comprendere al conte tutto ciò ch'ella aveva imaginato. + +--Ah, l'ha spedito lei! Loredana ha dato a lei questo incarico!--disse +Filippo.--Lei è stata a Peschiera? + +--Sì, signore,--confermò Clarice.--La signora contessa era molto buona +con me. + +Filippo diede un'occhiata alla Teobaldi, poi, come colpito da un +pensiero improvviso, soggiunse: + +--Io devo ritirare i bauli; vuole aiutarmi a mettere un po' d'ordine, +signora Teobaldi? + +Clarice non credeva alle proprie orecchie; le maniere cortesi di +Filippo, l'accoglienza gentile, l'invito a dargli mano, la mandavano in +visibilio. Ella squadrò l'ostessa, ch'era rimasta in disparte, e +rispose: + +--Io sono molto onorata, signor conte.... + +Filippo la precedette sulle scale, arrivò al primo piano, aperse, fece +entrare la Teobaldi, richiuse. Egli, che pur sentiva crescergli in cuore +una disperata amarezza, non battè ciglio, vedendo sul divano il +cappellino dell'amante. + +--Si sieda,--disse alla Teobaldi.--Mi aiuterà quando le dirò io. + +Da un largo baule pendeva il mazzo delle chiavi; Filippo aperse, e +riprese: + +--Ecco, signora Teobaldi; qui occorre la sua opera. Il baule della +biancheria non può essere spedito così. + +Clarice si alzò dalla poltrona, quasi spinta da una molla, e corse a +vedere: la biancheria era magnifica, in tela finissima, ornata di +merletti e di fettucce. + +--Ora ci penso io,--dichiarò la Teobaldi. + +E mentre con cura meticolosa estraeva dal baule la biancheria, per +riporvela poi sapientemente, Filippo prese una sedia e si mise a sedere +vicino. + +--È partita ieri sera, con sua madre?--egli domandò in capo a un attimo +d'esitazione. + +--Sì, signore. Sono andate in carrozza a Desenzano, e di là hanno preso +il treno, io credo.... Ma che stupende sottane!... + +--Ed era allegra?--chiese Filippo. + +Clarice, che passava con un carico di sottane bianche sulle braccia, si +fermò. + +--Ah no, signor conte! Anzi, è stata malissimo, durante il giorno. + +Filippo diventò subitamente pallido. + +--È stata male?--ripetè.--Per carità, mi racconti, mi racconti tutto. + +Allora la Teobaldi depose cautamente le sottane sulla tavola, prese una +sedia ella pure, e raccontò dell'arrivo di Emma, dello svenimento di +Loredana, dell'invio del telegramma, senza obliare l'incidente più +piccolo, senza dimenticar parola, quasi avesse scritto ogni cosa ed ora +rileggesse. + +--Ma come ha potuto sua madre ricondurla a Venezia, se stava +male?--esclamò Filippo, quando l'altra ebbe finito.--Come ha osato +commettere questa cattiveria?... Ah Loredana, Loredana, Loredana!... + +Egli chiamò l'amante a voce alta, quasicchè ella avesse potuto +rispondergli, ed era nel suo viso una tale espressione d'ambascia, che +la Teobaldi restò inchiodata sulla sedia, senza trovare una frase di +conforto. + +--Lei non sa,--riprese Filippo,--lei non sa, non imagina che cosa sia +Loredana per me: è la vita, capisce? Me l'han portata via, come si +strappa un balocco dalle mani di un fanciullo, e vorrebbero ch'io +tacessi, che figurassi anzi quasi un complice, che non la vedessi +più.... Non veder più Loredana, le pare possibile? + +La Teobaldi fece un gesto disperato con le mani, come a dire: +«Impossibile», ma il gesto richiamò Filippo alla percezione della +realtà; sentì quasi meraviglia di trovarsi di fronte alla vecchia dalle +sopracciglia al nerofumo e di sorprendersi a parlarle con tanta +confidenza. Mutò voce, e disse: + +--Vogliamo riprendere il lavoro? + +Clarice riprese tosto, e, curva sul baule, sostando ad ogni poco, trasse +tutta la biancheria e ve la rimise lentamente. + +--Lei è di Venezia?--domandò Filippo, dopo una pausa. + +--No, signore; son di Verona; ma ho a Venezia qualche parente.... + +--Ah!--mormorò Filippo.--Allora conosce bene Venezia? + +La Teobaldi sbuffò, perchè si rialzava, dopo aver collocato nel baule +una bella collezione di calze di seta. + +--Certo,--disse.--Vado a Venezia almeno due volte all'anno.... Queste +calze rappresentano un tesoro; la calza di colore per l'estate è +l'ultima parola della moda. + +--Se viene a Venezia,--interruppe il conte,--non si dimentichi di me: +avrò piacere di vederla.... + +--Ah, conte!--esclamò la Teobaldi.--Metter piede a palazzo Vagli, io, +povera meschina! + +Ella s'era fatta più rossa pel piacere, e s'imaginava già d'arrivare in +gondola al palazzo, di salirne le scale preceduta da un valletto in +livrea, di incontrarsi con qualche dama dal nome sonante, e di potere un +giorno destar l'eco delle ampie vôlte con le note d'una romanza, +probabilmente intitolata «Mon rêve».... + +--Che idee!--osservò Filippo.--Perchè non dovrei io trattarla come la +trattava Loredana? + +Il nome della fanciulla risonò di nuovo nella camera, risonò +dolorosamente nel cuore dell'uomo. Egli ripetè: + +--Venga a trovarmi, venga a trovarmi. + +E alzandosi, andò alla finestra a guardare il lago, placido nel suo +denso color di cobalto. + +Clarice intuì ch'egli era caduto di nuovo in preda al dolore e ai +ricordi, e non volendo riuscire importuna, si studiò di lavorar presto, +senza chiasso, ma con precisione. Riempito un baule, passò nella camera +da letto, raccolse le spazzole, i pettini, le fiale, tutti i preziosi +gingilli ch'eran rimasti sul cassettone e ne fece un imballaggio +accurato; poi guardò gli altri bauli, accomodò quelli ch'erano in +disordine. + +E mentre, sudando e soffiando, faticava con tanto entusiasmo e con sì +accorta discrezione, pensava che alla sua non più giovane età--ella non +confessava gli anni nemmeno a se stessa--aveva finalmente il conforto +d'esser compresa. Prima Loredana, poi il conte, uno dei più nobili +patrizii veneziani, riconoscevano in lei la donna saggia, prudente, +fidata; e, oltre la soddisfazione di quella tarda vittoria, ella gustava +la voluttà di vivere in pieno romanzo, tra una tempesta di passione, +della quale sentiva la rossa fiamma, sognava i vaghi episodii. + +La voce di Filippo, che le risonava alle spalle, la fece trasalire. + +--Io credeva di trovarla qui,--egli disse, pensando a Loredana.--Il suo +telegramma non era chiaro. Se lo ricorda? + +--Io non l'ho letto, signor conte,--dichiarò Clarice con solennità.--Ho +eseguito l'incarico affidatomi, e mi sarebbe parsa indiscrezione +riprovevole gettar l'occhio sul.... + +--Bene,--interruppe Filippo.--Diceva: «Un addio prima di partire». +Credevo d'arrivare in tempo. Ah se non ci fosse stato di mezzo Candriani +con quella sua stupida compagnia e quella gita, e quel pranzo! Ma non è +possibile finirla così.... Che cosa devo fare, che cosa devo fare? + +Clarice Teobaldi, udendo parlare di Candriani, di compagnia, di gite e +di pranzi, ebbe la vertiginosa impressione di trovarsi già a piene vele +nell'oceano della grande società; e sedette, si asciugò la fronte con la +pezzuola, ripetè guardando per terra: + +--Che cosa dobbiamo fare? + + + + +XVII. + + +«Non si tratta d'una pagina della mia giovinezza; si tratta della mia +vita intera». Le amare parole che la figlia aveva pronunciato in un +grido di dolore, tornarono alla mente di Emma De Carolis non appena ebbe +varcata la soglia di casa a Venezia. + +Tutto era mutato. Loredana trascinava con sè, in quelle camere già piene +delle sue risa e del suo canto, qualche cosa d'infinitamente triste, +qualche cosa che non si poteva vincere, qualche cosa che mutava il senso +della vita, rimanendo immutabile. + +Emma la guardava camminare, parlare, vivere, senza riconoscerla; la +fanciulla d'un giorno era spenta. + +Subito, appena arrivata, Loredana s'era messa a letto con la febbre; +quel viaggio di sera, da Desenzano a Venezia, quella strada già percorsa +in senso inverso con Filippo, e tutta piena di episodii memorabili, le +avevano suscitato in cuore un tale spavento, una tale disperazione, da +farle perdere conoscenza appena tornata nella sua casetta sul campiello +muto. + +E di quello strazio le eran rimasti in mente una lettera e un numero, «a +3622 a», ch'erano segnati all'interno sulla portiera del vagone, e che +ella aveva fissato per tutto il tempo del viaggio attraverso la campagna +scura. + +Furono giorni orrendi. + +La canicola mozzava il respiro; Venezia era deserta; i vaporetti +portavano al Lido orde di disperati in cerca d'aria più leggera; e lo +scirocco pesava, spietatamente, fiaccando il corpo e lo spirito di +giorno e di notte. + +Per un mese intero, Loredana non volle uscir di casa; la gente le +incuteva paura, i discorsi la irritavano; se la madre era intorno a lei +con mille piccole cure insolite, ella sentiva la pietà pel suo dolore, e +il dolore le tornava più vivo; se la madre si sforzava di fingersi +lieta, Loredana si sentiva sola, avvilita, torturata da un sogno e da un +rimpianto inutili. + +Ad ogni tentativo di sollevarsi, di liberarsi, di rivivere, s'agitavano +in lei i ricordi minuti del suo amore, ed era come chi non potendo +retrocedere, nè avanzare, nè durare sul posto, si dispera in cerca d'un +aiuto o d'una idea o d'un'illusione. + +Di Filippo, non più notizie. Che pensava? Che contava di fare? L'aveva +abbandonata così, approfittando dello insperato intervento della madre? +Il suo amore era stato anche più vile e più rapido d'un capriccio; +Filippo aveva voluto il corpo della fanciulla, lo aveva corrotto per la +sua libidine, lo aveva foggiato a strumento di piacere; e, subito +stanco, non tentava nemmeno difendere la sua conquista. Tre anni di +finta amicizia gli avevan dato finalmente il possesso di Loredana; e +pochi giorni eran bastati a saziarlo; essa era stata il suo zimbello per +tutto quel tempo; e non aveva memorie che di Filippo, perchè tre anni +addietro era una piccoletta, che confondeva ancora il conte con le +bambole. + +Come vivere, ormai? Che cosa poteva sperare? Aveva provato ogni gaudio +nel giro di brevi giorni; il suo corpo sentiva ancora la carezza lunga e +morbida, che l'aveva iniziata all'amore, dando al sangue un moto più +vivo, più gagliardo, più impetuoso; e tutto d'improvviso le era stato +tolto; e le notti insonni erano insopportabili per lo spasimo del +desiderio che le ricordava una bocca ardente, un abbraccio violento, una +preghiera e un dominio. + +Ma non era possibile che Filippo fosse così repentinamente scomparso +dalla sua esistenza. Doveva tornare; sarebbe tornato domani, doman +l'altro, un altro giorno prossimo; l'avrebbe richiamata, per continuare +quel gaudio, per confondere le anime loro.... + +Il passo di sua madre la faceva trasalire. La mamma aveva snebbiato il +sogno, e invece dell'amore di Filippo le aveva recato il perdono. Chi +chiedeva il suo perdono? Erano felici; lassù, ai piedi delle Grotte, non +si ricordava la madre, non si ricordava il mondo; le acque del lago +erano limpide e gli amanti vi si specchiavano, e le loro voci avevano +toni d'infinita sollecitudine, e le giornate erano brevi, e le notti +erano brevi. Egli la spogliava con quelle sue mani esperte, e ogni sera +ella arrossiva, fremendo e sentendo il fremito di Filippo, che voleva +indugiare e far presto, contemplare e possedere, allontanar la coppa e +bere avidamente. Il mattino, sempre lieto, ascoltava i loro discorsi; +dovevano partire di giorno in giorno. Filippo parlava di Roma con un +entusiasmo che nessuno avrebbe mai supposto in lui; Roma tutta dorata +d'un sole giallo e abbagliante, Roma stupenda a dispetto degli uomini e +del tempo, Roma che ha visto milioni di pellegrini d'amore, sperduti e +obliati nei secoli, contenti e umili, Roma appariva anche nei sogni di +Loredana. E dovevano andarvi di giorno in giorno, ma intanto le acque +limpide del lago e la quiete del paese e il bel silenzio e le care +abitudini di giorno in giorno li trattenevano. Che importava? Vi +sarebbero giunti, più tardi; come presente e come avvenire non avevano +che il loro amore, il quale pervadeva anche tutto il passato di +Loredana; sarebbero giunti più tardi a Roma, col loro amore, grande +abbastanza per così grande teatro.... + +Invece di quell'arcano, di quell'intimo poema, fatto di realtà e +d'illusione, forte e inebbriante questa come quella, la vita s'era +chiusa d'un tratto. Pareva a Loredana d'essere stata colta nel sonno e +trasportata a Venezia; e nessuna di tante delizie esisteva più; non +restava che il perdono di sua madre e l'obbligo di tacere, simulando una +verginità di corpo e di mente, che aveva offerto da tempo in olocausto, +tutta vibrante di gioia, al solo uomo degno d'insignorirsene. + + +Poi cominciarono i pettegolezzi. + +Emma De Carolis s'accorse in breve, con terrore, che tutti sapevano. Che +cosa sapevano? Ogni cosa e niente. Ma nessuno aveva creduto al soggiorno +di Loredana a San Donà; avevan fatto finta di credere per convenienza; +si era notato che a San Donà Loredana non aveva messo piede quell'anno, +e che sua madre era turbatissima, e che rifuggiva dal parlarne; e che +una notte era tornata da un paese misterioso, con la figlia, che non +pareva più quella, che alcuni dicevano malata, che altri affermavano +essersi imbruttita e che gli uomini esperti giudicavan bella, degna di +concupiscenza e già istruita per l'amore. + +S'era saputo che anche quel signore, un conte, il conte Filippo Vagli, +il quale frequentava la casa da amico intimo, anch'egli era stato +assente da Venezia tutto il tempo ch'era mancata Loredana.... Come +s'era saputo? Per quella misteriosa catena di parole e di chiacchiere, +che ha talvolta il primo anello in un'alcova e l'ultimo in una bottega. + +La famiglia Gianella, avuto appena sentore di qualche diceria, soffiò +sotto, perchè il giovane Adolfo non tornasse a incapricciarsi di quella +svergognata, non pensasse alle volte di sposarsi quella disperazione. Si +determinarono i fatti: Loredana era scomparsa qualche tempo per mettere +alla luce un figlio, che aveva abbandonato in campagna, presso una +contadina; il figlio era nato dalla tresca tra la ragazza ed il conte, +il quale aveva coronato l'opera abbandonando la sedotta. + +E vennero fuori i testimonii improvvisati di quell'amorazzo: chi aveva +visto Filippo entrar nella casa a notte fatta e non partirsene che +all'alba; chi aveva notato che la madre lasciava gli amanti soli, chiusi +in camera, per lunghe ore; una vicina, affacciandosi alla finestra, +aveva dovuto assistere agli amplessi dei due, che si davan baci +spudoratamente; un'altra invece affermava che non appena giungeva in +casa Filippo, le finestre del salotto si chiudevano e si tiravan cortine +e tende. + +Questa marea di fango saliva, saliva, a poco a poco; forse in qualche +anima di ragazza brutta o di donna volgare rodeva anche l'invidia per +l'avventura, qualunque ella fosse stata, e ciascuna, pensava che al +posto di Loredana avrebbe ceduto, ma più sapientemente, così da +provvedere anche al proprio domani; e ciascuna si rammaricava di non +aver trovato un ricco signore per amarlo, esserne amata e metter da +parte un peculio. Onde, allo sdegno per la verecondia calpestata, non +andava disgiunto in quelle donne un certo senso di commiserazione +sprezzante per l'idealismo di Loredana, che seminava figlioli senza +assicurarsi l'avvenire. + +Ma quella madre! Quella madre che non aveva occhi nè orecchie, e si +lasciava sedurre in casa la figlia, e se la riprendeva poi con tanto +agio! Che pensare di quella madre, se non che ella avesse trovato il suo +tornaconto nell'affaraccio? + +Una comare, la signora Opimia Incudi, un vero chiodo dalla testa piccola +sopra il corpo allungato, si presentò finalmente a Emma De Carolis, la +quale non ricordava bene dove l'avesse conosciuta; e avvisò la signora +delle voci che correvano, perchè sapesse regolarsi, perchè non si +fidasse della gente, perchè provvedesse a tutelare l'onore suo e della +figliola, perchè era tempo di metter fine a tanta cattiveria. E nel +frattempo la signora Opimia stava a guardar l'effetto delle notizie +sulla faccia di Emma, e aspettava qualche risposta che servisse a nuovi +comenti e a nuove induzioni. La faccia di Emma era pallidissima, gli +occhi le si appannavano per lo sdegno; ma mentre appunto doveva venir la +risposta, la difesa, la confessione, qualche cosa che ripagasse la +signora Incudi della sua buona opera, comparve in salotto Loredana, la +quale si fece ripetere tutta la storia. + +E fu un colpo per la signora Incudi, quando la fanciulla si mise a +ridere. Anche la mamma la guardò con un senso di sollievo, perchè aveva +temuto che Loredana soffrisse acerbamente. + +Loredana rideva, senza ostentazione, trovando nuova cagione d'allegria e +di risa nell'aspetto stralunato della signora, alla quale traballava la +punta del naso lunghissimo sotto l'impressione della maraviglia. + +Poi, senza dir parola, Loredana uscì, lasciando che sua madre +s'indignasse per le calunnie riferite; e non fu mai così allegra come +quel giorno. + +La visita della signora Incudi le aveva fatto bene, le aveva recato un +alito di vita; il susurro di quei pettegolezzi la ristorava. Non aveva +cercato di meglio; ora sapeva, ora aveva il concetto chiaro di quel che +poteva aspettarsi. + +Era contenta che si mormorasse; ciò le risparmiava la commedia che sua +madre aveva ingenuamente pensato, quella commedia di verginità, che le +ripugnava. Era stata l'amante di Filippo, non aveva amato che lui ed era +ancora sua.... Doveva fingere per la signora Incudi e per le sue amiche, +doveva far loro intendere la nobiltà del suo sentimento, se quelle +femmine per poco non l'accusavano di avere ucciso un figlio? + +Ormai, al confronto di tutto ciò che si narrava, esser l'amante di +Filippo sembrava quasi una virtù; e lieta di quella strana liberazione +dalle paure del mondo, che la malignità del mondo le offriva, Loredana +sentì crescere il coraggio per sostener meglio lo sguardo di sua madre, +per attendere ciò ch'ella sperava in segreto ostinatamente, per vivere +della sua vita, senza curarsi del giudizio altrui. La collana d'oro a +maglie piccoline con la medaglia era diventata un talismano, e la +fanciulla aspettava, credeva, perchè la medaglietta diceva: «Sempre» e +recava una data, che Filippo non doveva dimenticare. + +Si rimise a vivere; andò a trovar qualche amica, la quale non pareva +saper nulla, ma non domandava nulla intorno a quanto aveva fatto +Loredana in quell'ultimo tempo; uscì a passeggio, e perfino un giorno, +un giorno dal sole furioso, le salì alle labbra un motivo che non le +piaceva e che pur l'inteneriva, e si provò a cantare, e tacque subito, +perchè quell'aria le rammentava la cameretta cara di Sirmione e la +povera signora Teobaldi, tanto maltrattata in principio, che si girava +sullo sgabello di reps rosso, e diceva, aspettando un elogio: + +--Eh? + + + + +XVIII. + + +Poi, d'un tratto, Loredana si rintanò in casa di nuovo, come impaurita, +e non volle più uscirne. + +Aveva incontrato Adolfo Gianella per istrada e s'era rifugiata in un +negozio a comprar bottoni e nastri; ma non così presto che Adolfo non +avesse potuto vederla, sentire il sangue avvampargli la faccia e il +cuore martellargli in petto. + +Gli avevano tanto e tanto parlato di Loredana, delle sue colpe, dei suoi +amori, della sua perfidia, che mentre egli lavorava a tutt'uomo per +dimenticarla, essa gli tornava alla mente con acre persistenza; e la +fantasia s'infervorava a seguirla nel turbine della nuova vita, tra i +divertimenti che il seduttore prodigava certo intorno a lei, per +ubbriacarla di gioia e avvincerla a sè tenacemente. + +Poi Adolfo apprese la notizia del suo ritorno, e ne fu percosso come da +un gran colpo; il ritorno scombuiava tutte le visioni fantastiche. Era +un pentimento? Era una sconfitta? Era una sosta? E i pettegolezzi +incalzavano; il conte l'aveva abbandonata, l'aveva gettata da banda, +come un cencio. Tornava povera come prima, e non era più come prima.... + +Adolfo imaginò la disperazione di colei ch'egli chiamava un giorno sua +fidanzata; e s'alternava nel suo animo il piacere della vendetta +insperata con la vergogna per quel piacere; e, quando meno se +l'aspettava, s'imbattè in lei, e sentì il cuore martellargli in petto e +il sangue avvampargli la faccia. + +Allungò il passo, non sapendo egli medesimo che volesse fare, spinto dal +bisogno di leggere la verità su quel viso, di rintracciare dentro gli +occhi della ragazza la parola suprema dell'enigma; ma Loredana, al +vederlo, si gettava nel primo negozio che le si parava innanzi, e Adolfo +non osava aspettarla all'uscita. + +Di quell'incontro egli non soffiò verbo ad alcuno; in casa Gianella, del +resto, dopo un uragano di romanzesche calunnie e di drammatiche +imprecazioni, il nome di Loredana non si pronunziava più; la madre di +Adolfo per poco non spingeva l'ostentato disdegno per la perduta fino a +vestir di gramaglia, come si usa nelle case principesche. + +Ma la visione della ragazza bruciava dentro, nel cuore di Adolfo; ed +egli cominciò a gironzare intorno alla casetta bianca, a guardar le +finestre, ad aspettare. E tremava e sperava di rivederla, perchè tutte +quelle avventure, vere o false, gliel'avevano ingigantita nel pensiero, +ed egli temeva di subirne il fascino, come se Loredana avesse compiuto +qualche grande impresa della quale nessuno l'avrebbe detta capace. + +In quell'andirivieni intorno alla casa di Loredana avvenne ad Adolfo +d'imbattersi e una e due e dieci volte in una signora, che si poteva +credere lo canzonasse, perchè anch'essa gironzava di frequente nei +dintorni, anch'essa guardava le finestre; anzi, fu più spiccia del +giovane, perchè entrò in dimestichezza con Rosa, la serva della De +Carolis, la quale pareva zelantissima nel recarle notizie. Si trovavano, +la signora e Rosa, in una calle vicina, all'ombra d'un sottoportico, e +generalmente la signora consegnava a Rosa una lettera, alla quale Rosa +portava la risposta l'indomani. + +Adolfo non riusciva a capir nulla in tutto quell'armeggiare; la +sconosciuta era assai ridicola, con un certo cappello alla cacciatora, +che le stava appena sul cocuzzolo e ch'era ornato d'una penna di +fagiano, ardita come una sfida al cielo; ma c'era di peggio: la signora +guardava Adolfo con occhiatacce mezzo beffarde e mezzo compassionevoli, +le quali avrebbero fatto perder la pazienza a chiunque non avesse avuto +un demonio più sarcastico e più fiero nel cervello. + +E fu appunto per le stratte di quel demonio, che non voleva star queto e +che aveva tutta l'andatura d'una passione irragionevole, fu appunto in +un impeto di dubbio, di gelosia, di paura e d'amore, che Adolfo Gianella +varcò la soglia della casetta, e su a corsa per le scale, dietro Rosa +che, rientrando, non gli aveva badato. + +In anticamera, Adolfo si fermò. Gli giunse, netta e squillante, la voce +di Loredana, la quale doveva essere nel salottino; e la fanciulla +cantava a distesa, con pieno abbandono, come se tutta la bella gaiezza +veneziana, come se tutta l'audacia della giovinezza avessero ripreso il +loro dominio. E tra l'una e l'altra strofe del canto s'udiva il rumor +delle forbici posate sul tavolino da lavoro o il passo svelto della +ragazza, che si muoveva per la camera. + +Senza discutere con se stesso, Adolfo spinse la porta, e si trovò alla +presenza di Loredana, la quale stava adattando un pezzo di seta gialla a +una certa forma di ferro ch'era un paralume da candela; innanzi a sè la +fanciulla aveva altri pezzi di stoffa a colori e diversi gomitoli di +seta; ed era così assorta nel lavoro e nella canzone, che il giovane +dovette chiamarla: + +--Loredana! + +Ella alzò il capo, e trattenne a stento un grido; ma Adolfo aveva già +detto ogni cosa, e non sapeva come continuare, come esprimersi, come +riprendere d'un subito le abitudini di padronanza. + +Sprofondò le mani nelle tasche della giacca, e disse: + +--Sei stata l'amante del conte, non è vero? Così, ti preparavi a +sposarmi? E non hai vergogna? + +Loredana mandò un lampo dagli occhi. Aggredita di fronte, non esitò un +attimo a rispondere: + +--Io mi preparava a sposar lei? Non mi è mai venuta per la mente un'idea +così malinconica, sa? Era la sua famiglia, che mi seccava tutti i giorni +per ottenere questo sacrificio. Io non pensava a sposare nessuno.... + +--Già, volevi conservarti per il conte,--osservò Adolfo con ironia.--Ti +sei conservata benissimo, non c'è che dire! + +La ragazza arrotondò con le forbici una certa lingua, di seta violetta, +che doveva ricadere sul paralume a uno dei quattro angoli; misurò +l'altezza, adattò, provò, cambiò, tranquillamente, senza occuparsi del +giovane, fremente nell'attesa di una discolpa. + +--Non so,--disse poi,--come ha potuto venire fino in casa; ma se per la +stessa strada se ne andasse, non mi dispiacerebbe. + +--Mi metti alla porta?--esclamò Adolfo.--Invece di scolparti, invece di +giurarmi che col conte non c'è stato nulla di nulla, tu mi metti alla +porta? + +--Scusi, perchè dovrei scolparmi? Che cosa rappresenta, lei? Chi è, +lei? Che diritto ha lei di giudicarmi? + +A queste parole di Loredana, Adolfo si lasciò calare in una poltrona, +come annichilito. Chi era, che cosa rappresentava, che diritto aveva? + +--Io,--mormorò,--sono pronto a sposarti. + +Loredana si mise a ridere. + +--Ma non sono pronta io, vede?--rispose, arrotondando un'altra lingua di +seta violetta.--E, del resto, la sua dichiarazione mi stupisce: mi crede +o non mi crede l'amante di Filippo.... del conte? + +Adolfo si strinse nelle spalle. + +--Me l'hanno detto,--mormorò.--Me l'han detto a casa, che tu sei stata +col conte fuori di Venezia. + +--E tuttavia mi sposerebbe?--incalzò Loredana. + +--Ma perchè non ti difendi?--gridò Adolfo balzando in piedi.--Perchè non +mi dici se sei stata o non sei stata l'amante di colui?... + +Egli era avanti al tavolino da lavoro, con le mani aperte e stese +dirette al volto di Loredana, la quale lo guardava, piuttosto attonita +che intimorita. + +--Vede,--ella rispose pacatamente,--innanzi tutto non basta dire a una +donna: «Son pronto a sposarti» per acquistare il diritto di indagarne la +vita; poi, io m'ingannerò, ma lei mi sembra disposto a sposarmi in tutti +e due i casi, che io sia stata, o che io non sia stata l'amante di +Filippo.... del conte. E allora, a che pro una discolpa o una +confessione?... + +Adolfo, il quale era rimasto, ancora con le mani aperte e stese, ad +ascoltar la risposta della colpevole, si sentì vinto, e si lasciò calar +di nuovo nella poltrona. Egli ritrovava, immutati, l'anima sdegnosa, la +sensibilità intellettuale, l'intelligenza acuta, la rapida intuizione, +l'orgoglio, il coraggio, che facevano la ragazza tanto superiore a lui. +Egli era andato arrovellandosi per sapere che cosa volesse, che cosa +intendesse fare, e se lo sentiva dir dalla bocca di Loredana, e doveva +riconoscere che quella bocca diceva giusto.... + +--Non so,--egli riprese, tanto per riattaccare il discorso.--Non so +nulla. Ti hanno accusata anche d'aver avuto un figlio e di essertene +sbarazzata. + +Lo forbici, che stavan nella mano della fanciulla, descrissero uno +stretto arco nell'aria, e andarono a cadere ai piedi di Adolfo. Il viso +di Loredana avvampò di collera, e le labbra le tremarono. + +--Mi hanno detto, ti hanno accusata!--ella ripetè, imitando il tono +piagnucoloso del giovane; poi esclamò con forza:--E lei, che cosa +faceva, che cosa diceva, che cosa raccontava? Stava ad udire, soltanto? +Non son tre mesi, lei veniva per casa tutti i giorni e sapeva della mia +vita ogni cura, minuto per minuto; e non ha trovato un argomento per +difendermi, come amico, come fidanzato? Bel rispetto avevan di lei +quanti venivano a dirle quei complimenti!... E vuole ch'io mi difenda +innanzi a un pupazzo del suo genere, e che tremi davanti a un giudice +della sua levatura? Non capisce d'essere stupido? Se in casa sua si +sparlava della ragazza che doveva un giorno portare il suo nome, lei +aveva l'obbligo di farla rispettare, mi sembra! Invece, porta qua tutto +il rifiuto dei pettegolezzi, pretende ch'io lo ascolti e vuole sapere +anche se, caso mai, avessi avuto un figlio! Non s'avvede, non sente di +essere ridicolo?... + +--No, ascolta,--interruppe Adolfo, alzando la destra quasi a frenare +quel torrente.--Io non voglio sapere nulla.... + +Ed era, per seguitare, quando la porta s'aperse e comparve la signora +Emma, seguita da Clarice Teobaldi, col cappellino alla cacciatora. + +--Ah, è lei!--disse Emma, vedendo Adolfo, che s'era levato in piedi.--Mi +era parso di riconoscere la voce.... + +Non aggiunse parola per lui; poi si rivolse a Loredana: + +--Lori, questa signora dice che tu l'aspettavi.... + +La fanciulla andò incontro a Clarice e le strinse la mano sorridendo, +mentre Adolfo, combattuto tra il desiderio di capire, la convenienza +d'andarsene, l'impressione per la gelida accoglienza fattagli dalla +signora De Carolis, restava in piedi a guardare or l'una or l'altra +delle tre donne. + +--Se m'aspettava!--esclamò Clarice, gettando le braccia al collo di +Loredana.--Doveva aspettarmi, questo tesoro, perchè da tanto tempo +desideravo rivederla! Ho sempre nel cuore quella partenza, di sera, con +la carrozzella.... Lei era così bianca, così debole.... + +Soggiunse, guardando Emma: + +--Già, erano bianche e deboli tutt'e due, madre e figlia.... + +Loredana disse presto: + +--Le presento il signor Adolfo Gianella. + +Clarice fece un cenno con la testa, verso Adolfo che s'era avanzato di +qualche passo; poi tutti tacquero; Clarice e Loredana sedettero l'una a +fianco dell'altra sul divano, come intime amiche, sorridendosi. + +--Fa molto caldo a Venezia,--riprese Clarice.--A Verona non abbiamo +questo scirocco.... + +--Sì, fa molto caldo,--confermò Emma, la quale stava sempre a un passo +dalla porta, e si augurava che l'uno o l'altra, Adolfo o Clarice, +comprendesse la necessità di ritirarsi. + +Ma erano ostinati ambedue. Adolfo, ormai, aveva ripreso posto nella +poltrona, e sembrava deciso a voler seguire la conversazione. + +--A Venezia abbiamo poi le zanzare,--egli disse. + +--Le zanzare, sì, ma ci sono le zanzariere,--osservò Loredana. + +E tacquero di nuovo. + +Emma si sentiva morire per quella commedia, maravigliandosi che la sua +Lori vi prendesse parte. La buona donna, al ritorno da Sirmione, aveva +perduto l'energia e la volontà, soffrendo per la sofferenza della +figlia, chiedendosi se il suo intervento non fosse stato inutile di +fronte al traboccar della maldicenza, tormentandosi ogni giorno per +mille timori, studiando ansiosamente negli occhi di Loredana il pensiero +segreto, la segreta ambascia, e rideva quando rideva la sua Lori, e +piangeva quando la sua Lori piangeva, e ormai non avrebbe più discusso, +non avrebbe più riflettuto, pur di vederla felice, a qualunque costo. + +Per ciò, la visita della Teobaldi le era gradita, perchè sembrava +gradita a Loredana; ma non le piaceva che si dovesse fingere innanzi al +Gianella, come se la Teobaldi fosse venuta per tramar qualche intrigo. + +--Lei non è di Venezia?--domandò Adolfo a Clarice. + +--No; ma conosco bene la città,--rispose l'altra. + +Un silenzio pesante ricadde; e allora, comprendendo ch'era impossibile +uscirne, Adolfo prese congedo. + +--Tornerò, se permette,--disse a Loredana. + +Questa non rispose. Egli s'avviò, seguito da Emma, la quale ardeva di +sbarazzarsi dell'impaccio per lavorar nella sua camera ad una coperta da +letto, nella quale doveva ancora ricamare trenta foglioline in seta +verde e sessanta viole del pensiero. + + + + +XIX. + + +Dal giorno in cui era tornato a Venezia, Filippo aveva passato molte +brutte ore. + +L'onda del pettegolezzo aveva varcato anche la soglia della sua casa, e +le chiacchiere s'eran fatte più strambe e più inverosimili. All'orecchio +della contessa Bianca giunse la voce che Filippo aveva avuto un figlio +dalla sua amante, e perchè la contessa non sapeva a qual tempo +risalissero quegli amori, e perchè si parlava di tre anni addietro, ella +credeva a quel legame, ormai indissolubile, a quella paternità +inconfessata. + +La contessa Bianca andava da tempo accarezzando l'idea d'un matrimonio +tra suo figlio e Giselda Fioresi, buona e bella ragazza, di eccellente +casata; e la notizia le rompeva il sogno e la sbalestrava in un mare +d'incertezze e di dubbii. + +Fu necessario spiegarsi, riparlar di Loredana, discutere un amore che la +vecchia dama avrebbe voluto obliare. Avvenne una scena brusca tra lei e +Filippo, il quale negò l'esistenza di un figliuolo, ma s'impennò +all'idea di sposar quella «canna da zucchero» di Giselda Fioresi. Egli +voleva esser libero; per dare scandalo, diceva la contessa Bianca; +perchè era ancor troppo giovane, diceva lui. + +Un'altra scena, più breve ma più cruda nella forma, avvenne poco di poi +tra Filippo e il cognato, conte Leopoldo de Idris, il quale viveva senza +passioni e senza turbamenti una vita di piaceri semplici, in campagna, +amministrando i suoi poderi, interessandosi all'agricoltura e alla +politica modesta della provincia. Leopoldo si stupì che Filippo si +perdesse ancora dietro una _cocotte_, ma fu addirittura spaventato +quando seppe dalla bocca di Filippo medesimo che non si trattava d'una +_cocotte_, bensì d'una ragazza, la quale doveva aver dunque delle +pretensioni, una specie d'onore, molto da perdere e più ancora da +guadagnare. Fu spaventato per Filippo, che certo non avrebbe saputo +cavarsela con garbo, senza troppo danno da ambo le parti. + +E qui Filippo sentì scappar la pazienza. + +--Ma che cavarsela! Ma che garbo!--egli esclamò.--Le voglio bene sul +serio, e non penso affatto a cavarmela. Ho fatto male a cominciare, +siamo d'accordo, benchè in queste cose ci si accorga sempre troppo tardi +dell'errore commesso; ma farei peggio a finirla con qualche gherminella! + +Il conte Leopoldo, ancora più inquieto per quelle dichiarazioni, domandò +a Filippo se pensasse mai di tirarsela in casa.... + +--In casa, di chi?--rispose Filippo.--In casa tua, no di certo; tocca a +me provvedere, e non so perchè, dunque, voi tutti vi disturbiate. + +Leopoldo, allora, tornò alle idee generali, osservando che all'età di +Filippo si doveva vivere quieti, pensare a far figliuoli legittimi, che +continuassero la casa e allietassero la bella vecchiaia della contessa +Bianca, la quale non meritava d'essere travagliata nei suoi ultimi anni. + +L'argomento era di quelli che trovano la strada del cuore; e Filippo, +sentendosi toccato, s'infastidì, rispose a Leopoldo ch'era stufo di +dover rendere conto a tutti delle più minute cose della sua vita come un +collegiale, che desiderava ormai vivere libero, senza tutela e senza +giudici. + +E su quel «vivere libero» si scatenò una gragnuola di osservazioni da +parte di Leopoldo, il quale temeva che libero per Filippo fosse sinonimo +di libertino; e, presa ormai la corsa, rammentò altre avventure del +cognato, che avevan fatto chiasso, col risultato finale di voltargli +contro l'opinione pubblica. + +Ma peggio fu, quando Filippo si vide comparire lo zio conte Roberto, del +quale non aveva più avuto novella dopo l'incontro a Desenzano. Roberto +gli snocciolò un discorso assai lungo e reciso, che Filippo ascoltò +sbalordito, perchè aveva creduto di trovare nello zio il compatimento +ch'era la caratteristica più nota della sua buona indole, quel +compatimento che Roberto non lesinava a nessuno per nessuna colpa, la +quale non fosse ignobile e vile. + +Roberto, invece, dichiarò al nipote che la condotta di lui era assurda, +per non dir peggio; Filippo aveva messo lo scompiglio nel parentado, in +causa d'una ragazzetta, d'una monella, e tutti erano addosso allo zio, +come al più vecchio, perchè si valesse della sua autorità a far cessare +quella tresca. + +Filippo capì; lo zio era sdegnato, perchè seccavano lui e mettevano in +giuoco il suo prestigio; lo avevan toccato nel suo egoismo senile, ed +egli era pronto a mandare al diavolo il nipote e la «monella», pur di +non avere più noie. + +--Del resto,--osservò il conte Roberto,--mi maraviglio di dover dirtele +io, certe cose. Non ha una madre, un padre, quella tua bambola? E come +si spiega che stiano zitti, e che tocchi a noi, a tua madre, a tuo zio, +a Leopoldo, a tua sorella, di richiamarti al dovere? + +--Ha una madre,--rispose Filippo.--Ha una madre, e la madre è venuta a +Sirmione e me l'ha ripresa.... + +--Bene!--esclamò Roberto. + +--Sì, benone; ma, ora io la riprendo alla madre!--dichiarò Filippo, che, +torturato ed esasperato da tante chiacchiere, si sentiva capace di +strappar Loredana anche agli artigli di quel diavolo, al quale Roberto +l'avrebbe consegnata. + +Il vecchio, stupefatto per tale sfacciataggine, gridò che rinunciava a +discutere con un matto di quella forza. L'ostinazione di Filippo +oltrepassava il credibile; tutto gli andava a seconda, grazie a una +madre dabbene, che si riprendeva la figliuola dopo quel po' po' di +scappuccio; ed egli invece era per ricominciar la festa e per condurla a +termine, a un termine che non doveva e non poteva aver nulla +d'invidiabile. + +--Come devo dirtela?--seguitò il conte Roberto.--È uno scandalo; te lo +hanno già cantato in musica; io non ho nulla da aggiungere. Tutti ne +parlano; anche l'altro giorno, a Tai di Cadore, da Fausta Montegalda ho +udito i particolari di questa farsa, e puoi imaginarti che gusto provavo +io! La contessa dice che ti rovini, e non si può darle torto. + +Filippo sorrise. + +--Eh, ridi, ridi fin che vuoi, ma la Montegalda dice giusto!--esclamò +Roberto.--Dice che, alla fin fine, nessuno sa chi sia quella tua +pupattola, e che potrebbe aver fatto con altri quel che ha fatto con +te.... Chi ne sa niente, chi la conosce! + +--Povero zio Roberto!--mormorò Filippo.--Va da una donna a chiedere +informazioni di questo genere! Perchè non domandi il suo parere anche +alla Fioresi, che mi vogliono appioppar come moglie? + +Roberto alzò le spalle. + +--Insomma,--concluse,--io sono indignato per i tuoi vizii, e la cosa non +va. + +--Non ti ho indignato io,--osservò Filippo. + +--Ma non dimenticherò che hai sorriso dei miei consigli!--rimbeccò il +conte. + +--Ho sorriso per le critiche della Montegalda. + +--E per le mie; e non si deve ridere d'un vecchio. + +--Per la Montegalda, per la Montegalda!--gridò Filippo. + +--Già, e intanto ti ripigli la sbarazzina! + +--Ciò non ti riguarda, zio. + +--Ne riparleremo! + +--Spero di no; vedo che più che se ne parla e meno ci si capisce. + +--Ne riparleremo, ne riparleremo!--si ostinò il conte Roberto.--Perchè +io sono sempre dell'opinione che l'uomo non è monogamo. Tu non vuoi +prendere moglie per essere libero; ma allora, nè mogli nè amanti! Questa +è logica. E hai deciso che cosa te ne farai? + +Alla domanda inaspettata, Filippo non diede risposta; onde Roberto +seguitò: + +--Te lo dirò io: ne farai una mantenuta, da coprir di gioielli e da +condurre a teatro e in carrozza; ti costerà ventimila lire l'anno, ti +peserà come una moglie e ti sarà infedele. + +--Perbacco, zio,--esclamò Filippo con aria beffarda.--Vedo che te ne +intendi! + +Roberto s'indispettì. + +--Spero che non ce la metterai sotto il naso, come a Desenzano, la tua +conquista!--osservò con rude cipiglio. + +E credendo d'aver rimbeccato fieramente l'insolenza del nipote, troncò +il colloquio e andò a riferirne alla cognata contessa Bianca. + +Tali e simili furono i discorsi che Filippo dovette ascoltare in quel +tempo nel quale, tornato da Sirmione, non osando più ripresentarsi in +casa De Carolis, andava torturandosi il cervello per trovare un +espediente che lo riavvicinasse all'amante. E tra il desiderio che, +insaziato, si faceva di giorno in giorno più molesto, tra la logomachia +di casa e gli sdegni di tutta la parentela, Filippo conduceva una vita +piena di tristezza, che non aveva riscontro negli anni precedenti. + +Rimaneva a Venezia, schivando gli inviti, passando mezza giornata al +Circolo dell'Unione, dove mancavan gli assidui, e l'altra mezza in +casa, dove s'occupava lunghe ore a leggere libri e riviste su tutti gli +argomenti; la sera usciva in gondola pel Canalazzo o pel canale della +Giudecca, lontano dai rumori e dalla luce. + +Ma il pensiero di Loredana lo seguiva passo per passo, ora per ora, +senza tregua, fatto più vivo dagli episodii di quella battaglia che la +fanciulla gli aveva inconsciamente scatenato contro; Filippo non +ricordava nulla di simile in tutta la sua vita, quantunque più volte si +fosse parlato delle sue avventure. Ma perchè si era trattato sempre di +donne conosciute tra i gaudenti o saldamente legate ad altri, i suoi di +casa s'eran guardati dall'occuparsene e dal fargliene parola. + +Un giorno gli fu annunziata la signora Clarice Teobaldi. + +Da Sirmione, poco dopo la partenza del conte, ella era tornata a Verona, +e qui era rimasta, aspettando che passasse tempo sufficiente per poter +ricordare l'invito di Filippo e recarsi a Venezia. + +Piero, il valletto di Filippo, precedeva la signora, la quale, come +aveva sognato, saliva veramente lo scalone marmoreo del palazzo Vagli, +giungeva al primo piano, traversava una fuga di sale immerse nella +penombra, dentro la quale si vedevano i mobili dorati, le pallide +tappezzerie antiche, gli oggetti d'arte; e di nuovo saliva una scala +meno larga e più breve, ed era finalmente introdotta nello studio di +Filippo. + +La Teobaldi guardò avidamente, nel tempo dell'attesa, le carte sparse +sulla scrivania, semplici fogli da lettera, senza cifra e senza stemma; +e guardò le pareti, dalle quali pendevano quadri antichi in vecchie +cornici. Si vedeva, in uno, una donna--Venere doveva essere, tutta nuda, +o Danae--sdraiata sopra un largo divano, e una ancella, con rapido atto +sembrava voler coprire d'un manto porpureo che aveva tra le mani, la +superba nudità della sua signora, perchè di tra le pieghe d'un pesante +cortinaggio, sullo sfondo, apparivan la testa e il busto d'un importuno, +che poteva essere Marte, desideroso ma accigliato per la prudenza +dell'ancella. + +La Teobaldi si stupì che quella fosse Venere, perchè non aveva, ai suoi +occhi, nulla di particolare; era una femmina nuda, nè meglio nè peggio +di tante altre. E anche non le piaceva quella tinta scura, quasi nera, +che il quadro aveva preso qua e là, a danno dei colori.... La fotografia +d'una bella dama moderna in abito scollato le sarebbe andata a genio, +assai più di quel preteso tesoro d'arte. + +Ma non ebbe tempo di seguitar nelle sue critiche, perchè Filippo +sopraggiunse, e si dimostrò lietissimo della visita. Fece sedere la +Teobaldi, la interrogò cortesemente per sapere quanto intendesse +fermarsi a Venezia, esprimendo la speranza che si fermasse a lungo; e di +chiacchiera in chiacchiera, mentre Piero recava un tè squisito in un +servizio d'argento massiccio e molti biscottini deliziosi, vennero a +parlar di Loredana. + +--Ah, bisogna ch'io riveda quella mia fantolina!--esclamò Clarice, +quantunque avesse la bocca piena.--Andrò a trovarla, andrò ad +abbracciarla. Non l'ho mai dimenticata un'ora, in tutto questo tempo. +Così bella, così buona, quella creatura di Dio.... Grazie! + +Filippo le versava una seconda tazza dì tè, qualche goccia di latte, e +le porgeva il canestro argenteo coi biscottini. + +--Grazie. Bisogna ch'io la riveda, e che le parli. + +Bevve alcuni sorsi, e, incoraggiata dalla simpatia che risvegliava +nell'animo di Filippo rievocandogli l'amante perduta, Clarice riprese: + +--Ma le pare, conte, che le cose possano andare avanti a questo modo? +Lei non osa avvicinarla, per colpa della madre; Loredana non osa +chiamarlo; e intanto vivono infelici l'uno e l'altra, mentre son fatti +per intendersi, e si adorano.... Sono certa che io ho una missione, in +questo dramma; sento che potrò riavvicinare due anime, due destini, due +cuori. Ho certamente una missione; io non m'inganno! È stata Loredana +stessa che mi ha chiamata a parte, quella sera, quella sera del +telegramma, e mi ha additato ciò che dovevo fare. Sera fatidica!... + +Filippo non avrebbe mai pensato che due tazze di tè potessero ubbriacare +la buona donna, meglio che due coppe di sciampagna; ed esitando rispose: + +--Vuole? Vuole parlare a Loredana? Le dica, allora.... + +Ma si tacque, non parendogli di poterla trattare, di punto in bianco, da +ambasciatrice in un'impresa così delicatamente intima. + +La Teobaldi diede fondo alla tazza, mangiò ancora un paio di biscottini. + +--Sono _baicoli_, specialità di Venezia, non è vero? + +E seguitò, aprendo un ventaglio spettacoloso di carta, e facendosi aria: + +--Non ho bisogno che lei mi consigli. So quel che devo dire; ho, qui +dentro, un consigliere infallibile che si chiama cuore.... Prima +cercherò di studiare le abitudini della casa e di sapere come sta, quel +tesoro di Dio, come la pensa: e poi, se tutto va a seconda, mi +presenterò alla madre. È più prudente e più.... corretto. Le pare?... +Scusi, è una Venere, quella che si vede lassù? + +--Venere,--rispose Filippo. + +--L'avevo capito subito; vecchi capolavori. Ah conte, lei non può +imaginare quanto io sia fiera del compito che mi assumo.... Quando vedrò +sorridere quelle labbra di fanciulla, io che l'ho vista partire disfatta +da Sirmione, sarò felice più di tutti! + +Filippo sorrise, prese una mano della Teobaldi, la tenne un istante fra +le sue, e rispose: + +--Lei è molto buona, cara signora, e vuole impedirmi di ringraziarla. Ma +creda che, comunque le cose finiscano, io non dimenticherò mai, mai, ciò +che lei ha fatto per me, per tutti e due! + +--Le dico: io servo il mio cuore, e nessuno mi deve nulla. Se permette, +quando avrò notizie, verrò a portargliele. + +--Ma venga anche tutti i giorni, la prego. Faccia conto che questa casa +sia sua,--esclamò Filippo, incalorito dalla speranza di aver finalmente +nuove dell'amica. + +La Teobaldi si alzò e s'incamminò con passo svelto, a testa alta, il +ventaglio nella destra, pensando a un figurino di gran dama che aveva +visto in un giornale di moda. E camminando, seguita a un passo da +Filippo, domandò: + +--Questo è il suo appartamento particolare, conte? + +--Sì, sono le mie camere,--rispose Filippo, mentre, all'uscire dallo +studio, premeva il bottone d'un campanello elettrico.--Ho la mamma in +campagna. + +--Messe con gusto principesco,--osservò Clarice, traversando un +corridoio e poi una sala.--Magnifiche tappezzerie!... Non si disturbi, +non si disturbi! + +Filippo volle accompagnarla alla scala, ai cui piedi stava Piero in +attesa di ricondurre la visitatrice attraverso il primo piano fino alla +porta d'uscita. Al momento di stringerle la mano, Filippo non potè +vincersi, e disse: + +--La vedrà subito, non è vero? + +--Domani!--promise Clarice, e ridendo d'un bel riso grasso, +aggiunse:--Ma non sono a Venezia per questo? + +--Grazie, grazie, grazie!--esclamò il conte inchinandosi.--Arrivederci! + +Clarice scese la scala, e preceduta da Piero, ripercorse tutte le sale +che aveva già intravedute; nell'anticamera, scorgendo sopra una tavola +un Sileno coronato di pampini, circondato da baccanti ebbre, disse a +mezza voce, con tono di persona esperta: + +--Bello quel _biscuit_! + +--Legno policromo del seicento!--enunziò Piero, senza guardar la +signora, come avesse parlato all'aria. + +Ella passò, a testa alta, imperturbabile, il ventaglio nella destra, +mentre il valletto, premuto il bottone elettrico per dar avviso al +portiere, si piegava fino a terra. + + + + +XX. + + +Così fu che Loredana potè aver notizie di Filippo e dargliene. + +Il giorno in cui la Teobaldi si decise a varcar la soglia di casa De +Carolis--quel giorno avverso ad Adolfo Gianella--Loredana fu contenta da +non trovar parole per esprimersi. + +Partita appena Clarice, la fanciulla corse nella cameretta dove sua +madre stava ricamando la quattordicesima fogliolina in seta verde, e +infantilmente si mise a ballare. + +--Ebbene, Lori, che hai?--domandò Emma stupita. + +Ma Loredana seguitava a girare in tondo, gli occhi scintillanti e le +labbra aperte a un sorriso di pace. + +Si arrestò d'un tratto, con un ultimo giro, in modo che le gonnelle le +si gonfiassero d'aria, e si mise in ginocchio presso la mamma, la quale +andava seguendola con l'occhio. + +--Ho,--disse Loredana,--che Filippo mi ama sempre, anzi meglio di prima, +e che non mi sono ingannata fidando in lui, e che mi pento d'aver +pensato male, e che è qui, e che è mio, e che io sono sua.... + +--Questa bella ambasciata è venuta a farti la signora +Teobaldi?--interrogò Emma, mentre una ruga profonda le solcava la +fronte. + +--Sì, mamma, la Teobaldi è buona. Anche su di lei m'ero ingannata. È +buona, è prudente, e non bisogna rimproverarla. Non ha che il difetto di +dipingersi male, e di vestirsi peggio. Hai visto, mamma, quel suo +cappellino alla cacciatora, e subito sotto, quelle terribili +sopracciglia al carbone? Oh che paura e che risate a Sirmione, quando la +vidi la prima volta!... + +Si mise a ridere, a gola spiegata, e balzò in piedi, a riprendere il +ballo, cantarellando l'aria di un valzer. + +--Lori,--esclamò Emma severamente, arrestandola con lo sguardo.--Che +pensieri hai? Che cosa conti di fare? + +--Io? + +La fanciulla, ritta in mezzo alla camera, stette pensierosa un momento; +poi disse: + +--Io? Non temere nulla, mamma! Ah come ho imparato a vivere in questi +pochi mesi, come son diversa da una volta! Flopi non saprà più +riconoscermi, e mi dirà con meraviglia: «Sei una donnina, sei veramente +una donnina!» E tu non temere, mamma; io sarò felice.... + +--In nome di Dio,--interruppe Emma, respingendo il lavoro, e +alzandosi,--che cosa intendi con queste parola? Vuoi tornare con lui? + +Loredana le corse incontro, l'abbracciò stretta, le diede molti baci, +dicendo: + +--O mamma bella, o mamma cara, non sgridarmi, ma sì, ecco, voglio +tornare con lui! Ed egli vuole tornare con me, o mamma bella, perchè +niente gli piace senza di me, e il lusso non è il lusso, e il suo +palazzo è una casupola, e le donne sono pupattole, e le abitudini sono +catene.... Me l'ha scritto, e l'ho imparato a memoria, e gli credo.... + +--Povera, povera bambina!--esclamò Emma.--Tu credi tutto; ma non gli hai +domandato perchè non ti sposa? + +Loredana allentò le braccia e lasciò sua madre. + +--Non glielo domando,--rispose, oscurandosi in volto,--perchè se anche +egli volesse, io non vorrei. Ah no, non vorrei morire per tutta la +guerra che la sua famiglia mi muoverebbe contro prima di cedere, e per +tutte le umiliazioni che dovrei subire da quella sua gente e dai suoi +amici, il giorno ch'io fossi moglie di Flopi. Vedi: io so, perchè egli +non mi sposa; perchè non mi tormentino e prima e dopo fino alla morte. +Sarò la sua amante; dunque meglio che la sua sposa. + +--E calpesterai anche il ritegno, e lascerai che tutti sparlino di te e +di tua madre?--osservò Emma con voce dolente. + +--O mamma cara, non parlan male di te e di me, ora, tutti?--rispose +Loredana.--E che premio ho io dunque di ciò che credono il mio +ravvedimento? Hanno saputo, hanno inventato, mi hanno già uccisa +nell'anima; nulla può accrescere il male che già mi fu fatto, e se io +non sono morta per gli altri, gli altri sono ben morti per me. O mamma +bella, tu, tu sei la bambina che crede; io non potrò mai essere tanto +cattiva quanto si è detto.... + +--E vuoi andartene ancora, e lasciarmi sola?--domandò Emma, guardandola +con gli occhi annebbiati. + +--Non so, mamma; non interrogarmi, non turbarmi, oggi. Oggi io sono così +contenta, perchè egli mi ama ancora; e non bisogna turbare chi è +contento dopo un lungo dolore. + +--Ma come, dunque,--insistette Emma,--se ti ama tanto non è venuto più +qui? + +--O mamma, cara, tu lo sai. Tu gli hai detto che ogni cosa doveva essere +finita e che non varcasse più la soglia della nostra casa. Egli ha +obbedito; non lo rimproverare; è stato lontano da me, pensando che io +pure non lo volessi, temendo che io gli facessi colpa--e gli facevo +colpa!--di avere svelato il luogo ov'ero rifugiata.... Non lo +rimproverare; egli ti ha obbedita. + +--Poi ti ha mandato quella donna a dirti che ti vuole ancora!--esclamò +Emma.--Così mi ha obbedita, il briccone! + +--Volevi ch'egli morisse?--domandò Loredana.--Volevi ch'egli mi +lasciasse morire? + +--Non si muore per queste cose, bambina! + +--Io sarei morta, o mamma bella! Io ero già sfinita e non avevo più +forza per resistere all'avvilimento! Si può essere vivi e morti, non +sai? Io era viva e morta, fin che di lui nulla sapevo; ed oggi soltanto +sono tutta, tutta viva!... + +--Oh che pazza!--esclamò Emma, andando a sedersi in un angolo della +cameretta.--Che pazza è dunque diventata mia figlia? + +Ma non ardì continuare il lamento. + +Guardò Loredana e la vide, com'essa diceva, tutta, tutta viva; la +fragranza di quella giovinezza s'effondeva per la camera; la fanciulla +dritta, svelta, bella, sembrava una prigioniera in quel piccolo spazio; +qualche voce che nessuno poteva udire, echeggiava intorno a Loredana, +chiamandola per la sua strada ampia o aspra; e nulla avrebbe potuto +arrestare la forza misteriosa, che gli uomini chiamano destino, e che +parlava inconsciamente per gli occhi ardenti di Loredana. + +Emma sentì questo in confuso; e capì che ogni ostacolo sarebbe stato +travolto; si domandò se avesse diritto d'imprigionare ancora sua figlia, +e del suo diritto dubitò. + +Riprese in silenzio il ricamo, abbassò la testa sul lavoro, non disse +più nulla. + +Loredana, in punta di piedi, non potendo trattenersi, ricominciò a +ballare il valzer chetamente. + + + + +XXI. + + +Essa non potè mai dimenticare quella notte, quell'angoscia, quelle +emozioni. + +Sol per aprire la porta della camera e per discendere le scale, dovette +radunar tutta la sua volontà; e ad ogni scalino le sembrava che il +fruscìo della gonna fosse strepitoso, che il suo respiro fosse veemente +così da destar chi dormiva; e i ginocchi le scricchiolavano. + +S'era avvoltolata intorno alla testa una sciarpa nera, che le cadeva +fino in grembo; ed era tutta vestita di nero; il viso bianco e i grandi +occhi scuri attraevan meglio lo sguardo, per quella sciarpa che +incorniciava l'ovale delicato del volto; ma Loredana credeva d'essersi +mascherata, sentendosi avvampar dal caldo. + +Finalmente, aperto, con un ultimo brivido, l'uscio a pianterreno, si +trovò in istrada, e vide Clarice. + +Le due donne si misero a camminare senza far parola, spaurite dalla +propria audacia e pensierose. Era di poco valicata la mezzanotte; da una +taverna uscirono alcuni uomini e squadrarono quella coppia frettolosa, +non comprendendo di quali femmine si trattasse; e poichè l'uno diceva +con parole villane la sua ammirazione per la ragazza, un altro lo ammonì +sarcasticamente: + +--Lascia andare, figliuolo. Lì, occorrono biglietti da mille! + +Loredana vibrò da capo a piedi; mormorò a Clarice: + +--Ho paura. Torniamo indietro. + +--Su, su, coraggio!--disse la Teobaldi, che tuttavia non era meno +inquieta della sua giovane amica.--Non siamo lontane. + +Ella stentava ad agguagliare il passo di Loredana; ma correva aiutandosi +con qualche piccolo salto, facendo sobbalzar tutta la sua povera carne. + +--Presto!--diceva Loredana quasi ad ogni passo.--Non ci segue nessuno? + +--Nessuno!--rispondeva Clarice, cogliendo il destro per rallentare un +poco, e voltarsi. + +Un ubbriaco, in una calle stretta, parlava e gesticolava da solo. Non +gli tornava il conto della serata e nominava alcuni uomini illustri +della città, dichiarando che all'indomani li avrebbe chiamati a +testimoni contro l'oste e i compagni di giuoco. Vide le due donne, le +lasciò avvicinare, e si rivolse a Loredana: + +--Dica: se io spendo sessanta per un litro e mezzo.... + +E pencolò maledettamente; Loredana mandò un grido soffocato e si mise a +correre. + +--Lei, la vecchia, è più ragionevole,--osservò il beone, guardando +Clarice che s'allontanava a passo celere.--Non corre, la vecchia, perchè +ha i piedi in malora. Ma se io spendo sessanta per un litro e mezzo.... + +--Lori, Lori, mi aspetti!--disse a mezza voce Clarice. + +La fanciulla si fermò, la Teobaldi le si mise al fianco, e ripresero a +camminare. + +--Che paura, tesoro mio!--esclamò Clarice, tentando di sorridere. + +--Ah sì, muoio di paura! Quell'ubbriaco per poco non mi cadeva +addosso!... Ma quanto dobbiamo camminare ancora? + +--Adesso ci siamo. Volti a destra.... + +--Non ne capisco più nulla,--mormorò Loredana. + +Essa stentava a riconoscere le calli, in quell'ora notturna; tutte le +porte eran chiuse, le finestre chiuse, e di tratto in tratto una larga +chiazza d'ombra toglieva la vista delle case, dei confini, degli angoli; +poi appariva un lampione dalla luce rossastra, e, a quando a quando, un +rio dall'acqua immota e nera. Nel silenzio solenne, dentro le calli più +anguste, i passi delle due donne davano un rimbombo prolungato; +lontanamente, per due volte in due punti diversi, risonò la voce +gutturale d'un gondoliere, che s'internava con la sua gondola in un rio; +e qua e là una zaffata di odore salso giunse alle nari di Loredana, che +storse la bocca. + +--Ci siamo!--disse improvvisamente Clarice. + +Loredana alzò gli occhi, e riconobbe il palazzo Vagli, balzato fuori +dall'ombra come per magìa; largo e tozzo, ammantellato nell'oscurità, +lasciava a pena intravedere le finestre bifore e le colonne patinate dal +tempo; era tutto muto. + +Ma la fanciulla non ebbe agio a contemplare; un uomo si staccava dalla +porta fiocamente illuminata, le veniva incontro, l'abbracciava con tale +veemenza da sollevarla da terra e trasportarla dentro in un sol gesto. + +Richiuse d'un colpo lo sportello, e stringendosi la fanciulla al fianco, +cingendole col braccio destro il collo quasi a difenderla da un nemico +invisibile, inoltrò. + +Restarono per sempre impressi nella mente di Loredana il cortile buio, +l'atrio buio, illuminati a sprazzi dal fanale, che l'uomo teneva nella +sinistra; e la scalinata e quelle sale dove lampeggiavan fugacemente uno +specchio, la doratura dei mobili, la superficie levigata d'una tavola o +d'una statua. + +I passi risonavano sordamente sul tappeto, e tanto silenzio era intorno, +che benchè nessuno vegliasse a quell'ora, i due amanti non parlavano. + +Loredana si volse a cercar Clarice, ma non vedendola più, alzò gli occhi +a guardar Filippo, e gli sorrise. + +Obliata la madre, la notte, la casa, essa era felice e superba della +propria audacia; il palazzo le sembrava immenso, ma sicuro, e quel +braccio attorno al collo era il segno d'una protezione quasi +onnipotente. Le tornava l'imagine di Filippo più forte, più audace, più +fidato di chiunque al mondo, e ne fremeva di piacere. + +--Qui?--ella domandò sottovoce. + +--Qui,--rispose Filippo, liberandola dalla stretta. + +Erano nella camera di lui. Loredana vide larghi e pesanti cortinaggi +alle finestre, un letto ampio, una pelle di tigre, con la testa enorme e +gli occhi fissi, stesa a terra; sopra un tavolino moresco incrostato di +madreperla ardevan cinque candele in un candelabro di vecchio argento; a +una parete scintillavano le guaìne metalliche di armi stravaganti. + +Non vide altro, nel tumulto della gioia; pensò che il suo amore +seguitava, riallacciando quella notte col giorno malinconico in cui era +tornata tutta sola da Peschiera; oh, anche il suo amore gagliardo +vinceva gli ostacoli, e i baci che sentiva eran più saporosi dopo tante +lagrime...! + + + + +SECONDA PARTE. + + + + +I. + + +Giselda Fioresi, al braccio di Berto Candriani, s'era fermata innanzi +alla tavola del buffet, in casa della contessa Lombardi. + +La lunga tavola era tutta occupata da piatti colmi di pasticcini e di +dolci; due grandi samovar d'argento fumavano, e da un'enorme zuppiera un +servo scodellava nelle tazze il punch freddo, mentre altri versavano lo +sciampagna gelido dalle caraffe di cristallo e distribuivano i sorbetti +rosei e bianchi. + +--Se lei non fosse venuto a salvarmi,--continuò Giselda, accennando con +la testa a un signore tozzo e rubicondo, che sorbiva adagio una granita +di caffè,--gli sarei caduta fra le braccia.... + +--Oh Dio!--singhiozzò comicamente Berto Candriani. + +--Per la noia, per la noia!--disse Giselda ridendo.--Non sa parlare che +del suo automobile, e s'atteggia a disdegnare i cavalli.... + +--Così le ha fatto sapere che ne ha.... + +--Ne ha dieci, nelle scuderie della sua tenuta di San Polo; ma vuol +venderli.... + +Nuove coppie, gli uomini in marsina, le donne in abito scollato e grande +cappello, erano sopraggiunte e facevan coda, incalzando, alle spalle di +Berto e di Giselda. + +--Vuole sciampagna?--domandò Berto, prendendo una coppa dalle mani d'un +servo e passandola a Giselda, che vi bagnò appena le labbra. + +--Datemi due gelati,--ordinò qualcuno che stava dietro il Candriani. + +--Aspetta,--disse questi al marchese di Spinea, che aveva al braccio la +contessina Cafiero,--ti lasciamo il posto. + +E avviandosi con Giselda, seguitò ad alta voce: + +--Bada, che c'è molto punch bollente, che non si beve, e poco sciampagna +freddo che si berrebbe volontieri. + +--Zitto, maldicente!--gli disse il marchese di Spinea.--Vedremo che cosa +ci offrirai quando verremo da te. + +--Bravo, stai fresco!--esclamò Berto.--Resto scapolo apposta per non +avere seccatori in casa! + +Sul limitare, Berto e Giselda dovettero fermarsi. La duchessa di +Torrecusa e la contessa Osvaldi, tenendo ciascuna una coppa di +sciampagna, s'esercitavano a portarla alle labbra, dopo aver fatto col +braccio destro alcuni giri a spirale. La duchessa vi riuscì, versando +dall'orlo metà del contenuto, e la contessa Osvaldi, che rideva a gola +spiegata, vuotò la coppa intera sul tappeto, e rinunziò alla prova, +perchè i cavalieri intorno la facevan ridere troppo. + +Berto Candriani s'aprì un varco tra i gruppi, traversò con Giselda un +lungo corridoio, poi la sala pei fumatori, dove sedevano alcuni uomini, +timidi o noiati, che si scambiavan gli astucci delle sigarette o i gravi +propositi d'una più energica politica internazionale; passò oltre la +sala rossa, tutta rossa fiammante per le tappezzerie e pel colore dei +mobili dorati, e si fermò nella sala rosea che precedeva la sala da +ballo. + +--Andiamo laggiù!--disse, accennando un alto e lungo paravento sul quale +eran trapunte in oro parecchie grosse cicogne, brillanti sopra uno +sfondo color chiaro di luna. + +--Dietro il paravento?--chiese Giselda, lasciandosi trascinare senza +troppa resistenza. + +--Sieda,--ordinò Berto.--Io siedo qui di di fronte; lei metta fuori le +punte dei suoi piedini, così quelli che passeranno per andare a saltar +come pere secche, capiranno che qui c'è qualcuno. + +--Ma no, ma no, è sconveniente!--osservò Giselda.--E poi, lei ha +l'abitudine di parlar male di tutti, e potrebbe sparlare proprio di +quelli che passano.... + +--Ingenua fanciulla!--esclamò Berto Candriani.--C'è l'occhio della +cicogna! + +--Che cosa vuol dire?--domandò la contessina Fioresi con un sorriso, che +pregustava qualche strana storia. + +--Vuol dire che son forati gli occhi d'una cicogna, e di qui vedo +benissimo senza essere veduto. Guardi che bei buchi! + +Giselda si alzò a guardare, appoggiandosi lievemente alla poltrona di +Berto; attraverso due fori, che corrispondevan dall'altro lato agli +occhi d'una gigantesca cicogna, si vedevan benissimo il resto della sala +e la porta dalla quale dovevan passare le coppie. Giselda diede in una +risata. + +--Ma quando ha fatto questo lavoro?--domandò. + +--Badiamo: è un segreto che si rivela a una gentildonna; i buchi li ha +fatti Silvestrelli, il capitano di corvetta, due anni or sono, e prima +di partire per il giro del mondo li ha confidati a me. Io sono l'unico +erede di questi buchi, e nessuno se n'è mai accorto. Spero che lei +apprezzerà tutto il valore della mia rivelazione. + +--Sono utilissimi,--dichiarò la Fioresi solennemente.--Non dirò parola +ad anima viva. + +Berto fece un cenno con la mano; qualche coppia passava, dirigendosi al +salone da ballo e chiacchierando; alcuni cavalieri sopraggiunsero, +diedero un'occhiata, videro la sala vuota e se ne andarono di nuovo. + +--Ha notato, contessina, che stasera non c'è Flopi?--riprese Berto con +la sua voce più melliflua, piano piano. + +--Non ho notato nulla!--rispose Giselda bruscamente.--Perchè dovrei +notare queste inezie? + +--Inezie? Non ci sono inezie per chi ama.... Si vorrebbe sapere dove è +Flopi a quest'ora, che cosa fa, che cosa dice.... Non è vero? + +--Non è vero; io non voglio sapere nulla. Il conte Vagli non m'interessa +più di quanto sia lecito, e io non ho l'abitudine di amare chi non si +occupa di me. + +--Non dico sia un'abitudine,--osservò Berto.--Può essere una +fatalità.... Zitta!--soggiunse, dopo aver dato uno sguardo ai buchi +della cicogna.--C'è lo zio! + +Il conte Roberto Vagli entrava in quel punto con un altro vecchio +signore; il conte Roberto era dritto e magnifico, il largo petto +inquadrato dal panciotto della marsina, all'occhiello della quale era +fissato un superbo garofano bianco; tra le mani il conte teneva il +gibus, alla maniera antica. + +--Io ti assicuro,--egli seguitava,--che è una corbelleria, questa di +voler tanti treni fra Venezia e Milano; treni diretti, treni +direttissimi, o, come si dice ora, treni-lampo! Sai che cosa avverrà? + +L'amico sedette in una poltrona, e il conte ripetè, standogli innanzi: + +--Sai che cosa avverrà? Avverrà che Venezia fra pochi anni sarà un +sobborgo di Milano, e le nostre civette andranno a far le compere a +Milano, e i nostri giovanotti si vestiranno a Milano, e tutti i nostri +quattrini ingrasseranno Milano, e il nostro commercio e la nostra +industria rimarranno quel che sono ora, una povera cosa. Non mi diceva +un momento fa il Cavenaghi, sai, quel mercante di carbone, che si pensa +d'attuare un treno per tempissimo, cosicchè si possa andare a Milano, +starvi sei o sette ore, e tornar la sera medesima? Io ti domando!... + +L'amico si alzò, e tutt'e due s'avviarono. + +--Io ti domando se questo si chiama far l'interesse di Venezia.... + +--Che bella mente!--esclamò Berto Candriani, quando fu sicuro che i due +se n'erano andati.--Non vuole i treni diretti; bisognerà offrirgli un +servizio di muli. Dopo la battaglia di San Martino, non ha capito più +nulla. E Flopi deve lottare con questi suoi parenti, i quali, nonchè +l'amore, non sanno intendere nemmeno la ferrovia!... + +--Ma io non comprendo perchè Flopi debba lottare coi parenti,--osservò +Giselda.--Lotta per che, per chi? + +--Bah,--esclamò Berto Candriani, arricciandosi i mustacchi con studiata +espressione di mistero.--Affari riservati! Non dimentichiamo che lei è +una signorina. + +Giselda si sentì avvampar la faccia: aveva ventitre anni, molta voglia +di vivere, fors'anco molta violenza contenuta dall'abitudine e dalla +educazione; e nulla più l'irritava che l'ignoranza e l'espressione di +candore che dovevan formare la sua maschera sociale. + +Ella crollò il capo e rispose con voce dura: + +--Quali sciocchezze! Ma se so tutto!... + +--Tutto?--ripetè Berto, sicurissimo che non sapeva nulla, ma contento +d'essere esonerato dalla discrezione.--Lei sa che Flopi ha un'amante? + +--Ma certo! + +--La quale è bellissima? + +Giselda esitò un attimo. + +--Ciò non importa. Chi la dice bellissima,--rispose,--chi mediocre, chi +brutta! + +Berto sorrise fugacemente, e incalzò: + +--Bellissima; e lei sa che Flopi l'ha rapita, l'ha sedotta, la tiene con +sè, e che ora ha sulle braccia tutti i parenti? + +--Di lei; è naturale,--osservò Giselda. + +--No, di lui; i parenti di lui sono spaventati, perchè non capiscono che +cosa voglia farne, e temono che la sposi.... + +--Ma i parenti di lei perchè non intervengono?--domandò Giselda quasi +con impazienza. + +--Per una ragione ottima, contessina mia,--rispose Berto +ridendo.--Perchè sono nel regno dei cieli, ad eccezione d'una madre, la +quale se l'è ripresa una prima volta, ma se l'è vista ripartire con +Flopi; onde la povera donna ha rinunziato a lottare e a discutere. + +--E dove sono ora?--chiese Giselda con aria distratta. + +--Chi? I parenti? Lo zio era qui poco fa, a parlar di treni.... + +Giselda interruppe, battendo un piede a terra, spazientita. + +--Ma no, mio Dio! Flopi e quell'altra!... + +--Ah!... Sono a Venezia; anzi ho pranzato oggi da loro. Bisogna dire che +se qualche cosa d'irregolare è in quella casa, non lo si vede certo +nella disposizione dei mobili, nella scelta delle vivande, nella qualità +degli oggetti che adornano l'appartamento. Tutta roba squisita.... Credo +che Flopi verrà stasera a salutar la contessa, sul tardi.... + +--Lei è molto addentro nella confidenza di Flopi!--osservò ironicamente +Giselda, alzandosi. + +--Sì, sono dei pochi che frequentano la casa,--disse Berto drizzandosi +in piedi e offrendo il braccio a Giselda. + +--No, grazie,--rispose questa, freddissima.--Devo dire una parola alla +Torrecusa, che vedo seduta laggiù, nella sala da ballo. + +E s'avviò sola, ma si fermò di repente: + +--Quale casa?--domandò sottovoce. + +--Sì, la casa di Flopi. Egli vive solo, ora; voglio dire non vive a +palazzo. Ha un bellissimo appartamento sulle Zattere.... + +--Con la bellissima compagna!--concluse Giselda, che si lasciò sfuggire +una risatina troppo stridula per essere sincera. + +Berto s'inchinò, girò sui tacchi, e perfettamente sicuro d'aver fatto il +bene di Giselda, di Flopi, e fors'anco di Loredana, passò nella sala +rossa, e si mischiò a un gruppo di dame che ridevano in piedi con alcuni +ufficiali di marina. + +L'orchestra attaccò un valzer; i cavalieri traversarono la sala, +s'incrociarono, ricomparvero con le dame al braccio, s'avviarono alla +sala da ballo; fu una sfilata rapida di coppie, un'ondata di profumi. + +Il valzer diceva: «Queste gioie fallaci, tutte simili all'invisibile +onda delle mie note, si dissolvono nel tempo, e nulla più rimane quando +l'alba livida vi richiama alle case. Abbandonatevi a queste gioie +malinconiche, a quest'onda invisibile, e sognate tutti i vostri sogni, +prima che l'alba vi risvegli....» + +Il maggiordomo comparve a un tratto nella sala rossa, si presentò alla +contessa Lombardi, le disse qualche parola inchinandosi. + +La contessa ebbe un sorriso e mosse lentamente verso la porta d'entrata, +mentre un susurrìo di curiosità si propagava nella sala tra i gruppi +degli invitati che avevan preferito la conversazione alla danza. + +Quasi contemporaneamente un signore non alto di statura, largo di +spalle, con lunghi favoriti biondi, varcava il limitare e dirigendosi +rapidamente incontro alla contessa, le prendeva la mano, così da +impedirle l'inchino che la dama aveva abbozzato. + +S'udì la voce dell'uomo, una bella voce molle: + +--«Je vous suis bien reconnaissant, comtesse»,--egli diceva, baciando la +sottile mano guantata. + +--Chi è?--domandò Berto Candriani. + +--Non lo conosci?--disse il tenente di vascello Paolo Orseolo.--È Milan, +l'ex-re di Serbia. + +--Oh guarda!--esclamò Berto.--Si muove bene in un salotto, meglio che +sul trono, l'animale.... + +Il conte Orseolo diede una gomitata a Berto. + +Milan s'inoltrava, tenendo al braccio la contessa Lombardi, che gli +presentò gli invitati. + +Berto aveva ragione: Milan aveva piuttosto l'aria d'un gran signore +annoiato che non l'aspetto d'un Sovrano. I favoriti e i baffi biondi +contrastavano con l'espressione di lassezza diffusa sul volto; e dentro +gli occhi grigi e freddi passavan talora lampi improvvisi, come per +effetto d'un pensiero che sopraggiungesse e illuminasse o facesse +tremare quell'anima. + +Egli disse qualche complimento alle dame intorno, con misura e con +gusto, sorridendo e socchiudendo gli occhi. + +A Berto Candriani domandò: + +--«Est-ce que vous êtes du Rowing-Club, comte?» + +--«Mais sans doute, Altesse!»--rispose Berto Candriani prontamente. + +Milan gli sorrise soddisfatto; e mentre egli si allontanava con la +contessa per dirigersi alla sala da ballo, Berto soggiunse a bassa voce +con Paolo Orseolo: + +--Mai visto il Rowing-Club! E tu? + +Il conte Orseolo si mise a ridere. + +Milan era giunto a Venezia in quei giorni, proveniente da Abbazia, dove +aveva passato qualche settimana col giovane re Alessandro, suo figlio. I +giornali avevano anzi parlato d'un tentativo d'avvelenamento commesso +dai nemici degli Obrenovich contro Alessandro; e Milan, che in +quell'epoca dimostrava pel figliuolo una vera tenerezza, ne era rimasto +foscamente impressionato. + +Era sceso all'«Hôtel d'Europa»; la contessa Lombardi, che l'aveva +conosciuto alcuni anni prima a Biarritz, l'aveva invitato alla sua +_sauterie_. + +Berto Candriani stava per seguirlo a distanza e per gustar le altre +presentazioni, ma vide entrare in quel punto Filippo Vagli, e gli corse +incontro. + +Filippo lo guardò interrogativamente. + +--C'è Milan,--annunziò Berto. + +--C'è già?--disse Filippo.--È simpatico? + +--Un tozzo di pane. Ti domanderà se sei del Rowing-Club. Ti prego di +dirgli di sì, perchè ciò gli fa piacere. + +--Va bene. E la contessa è con lui? + +--Naturalmente. Adesso che ha una specie di re per le mani, tu puoi +risparmiar di salutarla, perchè conti anche meno del solito. + +I due amici s'avviarono ridendo verso la sala rossa. + +--A proposito,--soggiunse Berto.--Ti ho reso un piccolo servizio, questa +sera. + +--Mi fai tremare!--esclamò Filippo. + +--Coraggio! C'era la Fioresi che schiattava dalla voglia di saper che +cosa fai, come vivi, dove ti nascondi. Io le ho raccontato tutto. + +--Le hai parlato di Loredana?--esclamò Filippo, arrestandosi. + +--No. Le ho parlato di te, della tua passione, delle baruffe con la tua +famiglia; quadro completo, insomma! + +--E lo chiami un piccolo servizio, questo?--disse Filippo, stringendo la +mano di Berto.--Ma è un servizio impareggiabile, prezioso, magnifico.... + +--Un servizio per dodici persone,--mormorò Berto. + +--Proprio! Così avrò costei sulle braccia, come non bastassero tutte le +altre!--concluse Filippo.--Ma dove hai la testa? Quando imparerai, tu, a +essere discreto?... + +Berto era un po' confuso; aveva creduto, dapprincipio, che Filippo lo +ringraziasse e gli stringesse la mano per davvero; ed ecco che tanta +gratitudine si risolveva in un rimbrotto. + +--Non ti arrabbiare, Flopi,--egli disse.--Alla fin fine, che cosa +avverrà? Che la Fioresi non ti annoierà più coi sospiri e gli sguardi +languidi.... + +--Ma ti prego di credere che la Fioresi non ha mai fatto nulla di +simile, caro mio, e che queste son fantasie del tuo cervello ozioso.... + +Berto non potè replicare. + +Giunti nella sala rossa, videro nel bel mezzo Milan Obrenovich che +parlava con la duchessa di Torrecusa. + +--«Nous avons fait un pari, la comtesse et moi,»--diceva.--«La comtesse +disait que vous avez les yeux gris clairs, moi je disais que vous les +avez verts, ce qui vous sied excessivement bien. Et voilà, j'ai gagné!» + +La duchessa sorrideva, un po' impacciata, sotto la fiamma che +sfolgorarono a un tratto gli sguardi di Milan. Si sarebbe detto ch'egli +avesse voluto bere la luce che sorgeva dal corpo sottile, dalla +carnagione rosata, dai capelli aurei della giovane dama. + +Gli altri tutt'intorno sentirono quella vampa di desiderio, che il re +del tappeto verde e delle alcove aveva recato con sè, e tolsero gli +occhi dalla coppia e seguitarono per discrezione i loro discorsi. + +--Oh perchè non si ricoverano dietro il paravento?--mormorò Berto, con +un'occhiata al principe.--Se vuole io gli insegno i buchi, a Milan.... + +--Quali buchi?--domandò Filippo stupito. + +--I buchi del paravento. Li ha trovati comodissimi anche la Fioresi. +Vieni, che ti faccio vedere; è un segreto, il segreto che si rivela a un +gentiluomo.... + +In quel punto, la Fioresi, giungendo dalla sala da ballo con passo +svelto, alta la testa, un tranquillo sorriso sulle labbra, fermò +Filippo, stendendogli la mano. + +--Buona sera!--ella disse.--Si disperava di vederla tra di noi.... + +Berto Candriani rattenne un ghigno di malizia, ma Giselda lo indovinò +più che non lo vedesse. + +--Mi dia il braccio!--ella soggiunse a Filippo.--Facciamo un giro, +lontano da questo re che non mi piace! + +Filippo le diede il braccio e s'avviò presto con lei fuori della sala. + +--Ha ragione se non le piace quel re,--disse.--Perchè pensava che io non +sarei venuto stasera? + +Berto, sprofondate le mani nelle tasche dei calzoni, rimase a guardar +Filippo e Giselda che si allontanavano; poi squadrò di nuovo Milan +Obrenovich, e gli venne in mente un verso, un verso del quale non +avrebbe potuto dir l'autore, ma che gli sembrava adatto alla sua +situazione: + + "Messo là nella vigna a far da palo". + +--Senta che bel galopp!--gli disse la contessina Cafiero, passandogli al +fianco. + +Berto l'afferrò per il braccio, quasi a volo, con tal furia che la +fanciulla fece un gesto di spavento; e conducendola seco di corsa: + +--Andiamo!--disse.--Qui tutti galoppano! Galoppiamo anche noi!... + +La Cafiero, vestita di rosa, alta e bruna, un neo in mezzo alla fronte, +cominciò a ballar con Berto, ridendo e socchiudendo gli occhi +voluttuosamente. + + + + +II. + + +Dopo la notte trascorsa da Loredana al palazzo Vagli, Filippo aveva +trovato e arredato l'appartamento sulle Zattere, di fronte al largo e +torpido Canale della Giudecca; aveva persuaso con molta facilità del +resto, la signora Clarice Teobaldi a lasciar Verona e ad allogarsi +nell'appartamento; di poi era toccato alla Teobaldi, nelle +frequentissime sue visite, a persuader Loredana, che combatteva tra il +desiderio di raggiungere finalmente Filippo e la crudele necessità di +dar nuovo dolore alla mamma. + +Loredana s'era decisa un giorno in cui Adolfo Gianella l'aveva +affrontata in istrada, dichiarandole di volerla accompagnare per vedere +se mai andasse dal conte. L'insolenza del giovane l'aveva così esaltata +che quel pomeriggio medesimo, invece di tornare a casa, aveva raggiunto +Clarice Teobaldi, e alla mamma aveva scritto ch'era a Venezia, ch'ella +non temesse, ma che ormai «il suo destino la chiamava». + +Così Clarice era diventata la dama di compagnia di Loredana; e Loredana +l'amante, alla faccia del sole, di Filippo. Egli volle festeggiar +l'avvenimento con un piccolo viaggio, e partirono i due innamorati per i +laghi lombardi, lasciando Clarice a Venezia. + +La dama di compagnia, altera del suo nuovo e delicato ufficio, aveva +rinunziato agli abbigliamenti vistosi; vestiva sempre di nero, ma con +quel suo vezzo di indossare abiti troppo corti, che le lasciavano +scoperto tutto il piede, sembrava da lontano un vecchio merlo. + +Quando Loredana e Filippo tornarono, ella potè annunziare che la signora +Emma era stata due volte a cercar della sua Lori, e che non si lagnava +più, e che aveva piegato il capo, anche lei, sotto quella raffica di +passione. La signora Emma, travolta dal furore altrui e dalla debolezza +propria, la quale pareva esser cresciuta dopo l'unico atto energico da +lei compiuto a Sirmione, aveva veramente abbandonato le redini, non +sperando ormai che nella onestà di Filippo, nella saggezza di Loredana, +in qualche lontano avvenimento tuttavia incomprensibile. + +La sua Lori andava a trovarla spesso, in quella casetta bianca sul +campiello muto, dalla quale i pettegolezzi ostinati e i fatti veri +avevano allontanato amici e conoscenze, cosicchè la signora Emma viveva +ora quieta e sola, abbandonata e placida. Qualche volta Lori si fermava +a colazione o a pranzo; e mai le due donne non parlavano del conte; +bensì, era in tutto l'atteggiamento della fanciulla verso la madre una +premura nuova, un'affettuosità timorosa, che parevan chiedere +continuamente il perdono nel silenzio; e quel perdono era già nel +riserbo della signora Emma, che non aveva più detto parola dei suoi +presentimenti. + +Loredana traversava allora un periodo di selvaggia e franca voluttà. +Filippo era l'amore, e l'amore l'inebbriava, come se il calore di quel +principio d'autunno avesse bruciato le vene di lei, moltiplicandone il +desiderio e i capricci notturni e diurni. Il suo corpo bianco finemente +venato, i seni duri dai capezzoli che ricordavan le fragole odorose, il +ventre piccolo chiaro come ambra, le gambe dai bei ginocchi e dalle +cosce muscolose,--splendevan la notte sotto i baci di Filippo, tra i +veli della zanzariera, che chiudevan gli amanti come nell'onda azzurra e +dolce d'un acquario. + +Al ritorno dall'escursione dai laghi lombardi, Filippo chiamava Loredana +«la viperetta» ed ella sorrideva misteriosamente. Quel che di più gaio, +di più sano e di più forte era nella sua anima veneziana, sfolgorava +nella passione libera, così che nessun dono era per la giovane premio +più ambito che un'ora di baci e di carezze. + +Baci e carezze di Filippo; mai non aveva pensato potessero essere +d'altri; mai non aveva guardato i facili ammiratori che, protetti +dall'angustia e dalla cattiva luce delle calli, la seguivano, fosse sola +per correre dalla mamma, o fosse accompagnata da Clarice, e le +susurravano, passando, brevi frasi, e osavano qualche sorriso e le +ronzavano intorno. + +Ella aveva per Filippo una gratitudine cieca, una specie di religione; +ma lungi dall'essere timorosa, era lieta ed uguale; risuonava il suo +canto la mattina, nel torrente di luce che invadeva le camere; e tutto +il giorno Loredana viveva con piacere, occupandosi con Clarice delle +compere, dando ordini alla cuoca ed alla cameriera, riempiendo la casa +delle sue corse, delle sue risatine, facendo ammattire la povera dama di +compagnia, della quale imitava i gesti al piano e le stonature e il modo +di camminare e il dialetto veronese, con tanto impeto, che Clarice +finiva per riderne. + +Filippo si recava tutti i giorni dall'amante, vi si tratteneva a +colazione spesso, a pranzo quasi sempre, e per lunghe ore nella serata. +Ancora non s'era fatto veder per la strada con la ragazza; gli spiaceva +l'ostentazione dei suoi amori, quantunque nessuno potesse ormai +ignorarli. + +Egli aveva pensato di vivere con Loredana lungi da Venezia, in qualche +città dove, per esser la vita larga e rapida, la curiosità è meno +molesta. Ma in quei giorni appunto le diatribe coi parenti s'eran fatte +acute. + +La contessa Bianca aveva minacciato Filippo di farlo diseredare dallo +zio Roberto; occorreva una punizione materiale, poichè i concetti +d'onesto vivere e il senso del decoro non avevan presa su di lui; e in +verità la perdita d'un patrimonio che, come quello dello zio Roberto, si +aggirava intorno ai due milioni, non poteva non impensierire Filippo, il +quale non possedeva nemmeno un terzo di quella ricchezza. Allontanarsi +decisamente da Venezia e con Loredana in un frangente simile, sarebbe +stata imprudenza grave, anche perchè la minaccia non era venuta sino +allora che dalla contessa Bianca e nulla diceva nel contegno dello zio +Roberto ch'egli pensasse a tanto estremo. Anzi, di Loredana non aveva +più parlato. + +La contessa Bianca, infatti, s'era avveduta presto che di Flopi, dello +scandalo, della «monella», dei soliti discorsi, il cognato era +arcistufo; poteva egli bensì dare un consiglio, ma considerava i +consigli a guisa dei denari, dei quali se si regalano o se si prestano, +non è lecito al donatore invigilar l'uso e rinfacciar la prestanza. + +Prudentemente, la contessa Bianca smise d'intrattenere il cognato sulle +follie di Filippo, ripromettendosi di tornar daccapo ad occasione +propizia; e dopo un ultimo colloquio breve, secco, perentorio, col +figlio che si mostrò rispettoso e cocciuto, ella si ridusse nella sua +campagna di San Donà. + +Ciò che la contessa aveva previsto, si avverava fatalmente: il vincolo +tra Flopi e Lori si era fatto via via più saldo; non era Loredana +l'amante, nè la mantenuta, ma qualche cosa tra la moglie e l'amica, +qualche cosa che non si vende e non si compera, che si può abbandonare +ma che non si dimentica più, che con rapidità propaga il suo dominio dai +sensi al cervello e dal cervello al cuore. Si trattava d'un caso d'amor +libero, che talune condizioni potevano spezzar da un giorno all'altro, e +che talune, più probabili, potevano un giorno trasformare in un +matrimonio. + +Filippo, tutto preso dalla «viperetta», dimenticò finalmente la prudenza +e andrò a vivere egli pure nell'appartamento sulle Zattere, che per +Loredana era troppo grande; la camera attigua a quella in cui dormiva la +giovane fu ridotta, da salottino, in camera da letto per Filippo; e tra +l'una e l'altra si aprì una porta di comunicazione. Il conte fece +trasportar mobili, libri, oggetti suoi nella nuova dimora; vi condusse +anche Piero, il domestico silenzioso, e si ripromise di vivere da quel +giorno, ora in casa di Loredana, ora nel suo palazzo, secondo che le +convenienze e gli obblighi sociali avrebbero permesso. + +Loredana non aveva chiesto mai nulla, e tutto le veniva profferto +spontaneamente, con fresco entusiasmo, con incredibile audacia da quello +stesso uomo, che andava sostenendo tanta guerra per il suo amore. Ad +ogni piccola novità, ella rideva nervosamente, quasi smarrita, rilevando +che la casa si trasformava, si faceva bella e intima, che Filippo le +dava a poco a poco una sua impronta personale. + +--«Folletto», che ne dite?--chiedeva Loredana qualche volta alla +Teobaldi. + +«Folletto» era il nomignolo che Loredana aveva scelto per Clarice in +memoria del famoso galop di Sirmione. + +--Dico che è magnifico!--rispondeva il grosso folletto, guardandosi +intorno a gustar meglio l'intimità aristocratica del luogo, e a salutar +con un sorriso certi oggetti, come quel legno policromo del 600, i quali +significavan per lei qualche ricordo.--Dico,--seguitava,--che a +Sirmione deve avermi spinta il mio angelo custode; e pensi, contessa, +che vi sono andata a caso, senza voglia.... + +Ma Loredana interrompeva con un gesto la storia risaputa. + +--Non tornerete daccapo?--domandava ridendo. + +Dacchè viveva con la giovane signora, Clarice aveva sentito il dovere di +renderle il titolo di contessa, che a Sirmione le aveva lesinato; i +servi imitavano in questo la dama di compagnia, quantunque nessuno +ignorasse da qual vincolo Loredana era legata al conte; e Filippo, non +senza riconoscere la fastidiosa gravità del fatto, s'era guardato dal +muovere osservazioni, che sarebbero state, del resto, assai difficili e +spiacevoli. + +Berto Candriani aveva raccontato alla contessina Fioresi ch'egli era fra +i pochi i quali frequentavano la casa della bella amante, e aveva detto +il vero; anzi era il solo che Filippo si conducesse qualche volta a +pranzo. + +Aveva cominciato quasi involontariamente, perchè Berto gli si era messo +un giorno alle calcagna, essendosi fitto in capo di pranzare con +Filippo, dovunque quel giorno e con chiunque Filippo avesse dovuto +trovarsi; e quest'ultimo, o perchè di buon umore, o disperando di +levarselo d'intorno, se l'era condotto seco e l'aveva presentato a +Loredana e anche alla signora Clarice Teobaldi. + +Loredana n'era rimasta sgomenta e sospettosa; ma passato il primo +impaccio, Berto s'era mostrato così accorto, così savio, così elegante +nelle maniere, pur essendo loquace e malizioso, che a poco a poco +Loredana s'era rimessa dal sospetto e da quel sottile pudore che +l'avevan dapprima turbata. Clarice dichiarò netto che dopo il conte +Vagli, il conte Candriani era il gentiluomo più compito del mondo, forse +perchè, invece di far complimenti usuali alla bella amante, egli aveva +rivolto la sua galanteria scherzosa alla cantatrice, la quale n'era +rimasta ammiratissima. + +Berto non abusò del privilegio e non si recò mai da Loredana se non +accompagnando Filippo. Egli pure aveva fiutato in aria che si trattava +d'un legame serio, non indegno di qualche rispetto; parlava bene di +Loredana a Filippo e di Filippo a Loredana, ma chiedeva a se stesso dove +quei due sarebbero andati a parare. + +Frattanto, perchè la contessa Lombardi e altre dame s'indugiavano in +città, prolungando oltre il consueto la stagione dei bagni, Filippo +aveva dovuto riprendere quella «vita per la platea» della quale era +abituato a vivere. Si recava spesso a Lido, nelle capanne delle amiche. + +Il Lido piaceva a lui, come a tutti i veneziani, per agonia di luce, di +verde, di spazio, d'aria diffusa; anch'egli si contentava dei pochi +viali fiancheggiati da villini brutti, e s'era avvezzo alle costruzioni +terribilmente antipatiche di quegli alberghi nei quali si mangiava +malissimo e dai quali si vedeva una sfilata di capanne tozze, una +spiaggia arida, qualche disegno di giardino con gli alberetti ancor +giovani, sarcasticamente dimentichi di protegger gli uomini dal sole. +Anche a Filippo la terrazza dei bagni pareva una stupenda costruzione +d'arte; la vita e i colori glieli prestavano le oziose belle e gli +oziosi eleganti in abiti vivacissimi, cosicchè quella baracca era come +un animale indecente coperto da parassiti variopinti che ne nascondevano +la sgraziataggine. + +Con le dame, con gli ufficiali di marina, coi gentiluomini che a quelle +facevano codazzo e corona, Filippo si lasciò trascinare a gite +frequenti; talora prendeva parte alle «sauteries», che nel linguaggio +barbarico dell'aristocrazia dovevano significare balli modesti, fra +amici. + +Egli aveva il proprio pensiero rivolto a Loredana anche in quelle ore, +ma la dimestichezza antica con le famiglie patrizie, la necessità di +rispondere alle cortesie, la germinazione continua di visite da visite, +di pranzi da pranzi, di gite da gite, la rete sottile e densa della vita +mondana, che o si fugge interamente o interamente vi afferra, per lunghi +giorni lo avevano costretto ad abbandonare l'appartamento segreto e caro +delle Zattere, dove non si riduceva che a notte tarda, con la furia di +ricomprarsi il tempo perduto e di compensarne l'amante. + +Loredana, che di rimbrotti non era capace, sentì bruscamente d'odiare +quelle donne, quegli uomini, quei ritrovi, quegli spassi; non solo +perchè interrompevano la sua bella esistenza d'amore, ma più perchè la +mettevano innanzi a una barriera. + +C'eran dunque famiglie ch'ella «non poteva» conoscere, e donne che «non +dovevano» salutarla? Si era data con ingenua lealtà, fidando, senza un +calcolo, per impeto d'amore; e niente la salvava dalla riprovazione +arcigna del mondo? Ella aveva contro di sè la piccola società borghese +alla quale apparteneva, e la società aristocratica alla quale non poteva +appartenere; l'una e l'altra s'accordavano in un sol punto, nel +biasimarla. + +La fanciulla evitò di metter piede a Lido, temendo che la sua mala sorte +la facesse incontrar con Filippo e obbligasse l'uno e l'altra alla +commedia di scambiare un saluto appena percettibile; ma se lo sguardo le +cadeva sui giornali cittadini, vedeva il nome di Flopi nel resoconto +delle feste accomunato con quello di Berto Candriani, del tenente +Orseolo, del marchese di Spinea, e due righe sopra una sfilata di dame, +dalla contessa Osvaldi alla duchessa di Torrecusa, dalla contessina +Fioresi alla contessa Lombardi. Eran sempre le medesime, accompagnate +dai medesimi aggettivi, disposte nel medesimo ordine; e venivan poi i +nomi di signore esotiche, le quali almeno, sparivano e ricomparivano con +maggior varietà. + +Che cosa faceva Flopi, come poteva non annoiarsi tra quelle donne, +ch'egli vedeva tutti i giorni, da anni? + +Berto Candriani, una sera a pranzo, aveva detto sbadatamente, innanzi a +Loredana, che non si può vincere la noia in società se non a patto di +andarvi per corteggiare una donna, per trovar l'amore o per condurre un +flirt. E aveva svelato i piccoli intrighi, che legavan questo a quella, +sfilando una corona di allegri pettegolezzi ed esagerando molto. + +Loredana aveva dato un valore d'assioma alle parole del Candriani, e +aveva guardato Filippo impallidendo; ma Filippo, quella sera medesima +sul tardi s'era recato a una delle solite «sauteries» spinto dalla +curiosità di veder dappresso il famoso Milan Obrenovich, del quale si +narrava in quei giorni la riconciliazione con la regina Natalia. La +giovane s'era coricata subito, per piangere, e nel cupo silenzio della +notte veneziana, a lungo aveva dovuto aspettare il ritorno di Flopi. + +Distesa sul letto, i capelli raccolti in fascio dietro la nuca, guardava +tra le lacrime la sua camera e gli oggetti intorno, che le eran tanto +cari. Una lampada ardeva sul tavolino; il letto chiuso nei veli della +zanzariera, che tenevan Loredana come in un'ampia rete, e i mobili di +mogano lucido sui quali splendevano le serrature e le borchie d'argento, +e le due finestre debolmente illuminate dalla fiammella del lampione +ch'era innanzi alla casa, e le poltrone di stoffa a larghi fiori di +velluto in rilievo, tutto era accarezzato come da un raggio lunare, per +la lampada che aveva il globo intensamente azzurro. + +Il valzer in casa Lombardi cantava intanto: «Abbandonatevi a queste +gioie malinconiche, a quest'onda invisibile, e sognate tutti i vostri +sogni, prima che l'alba vi risvegli....» + + + + +III. + + +Di quel patriziato veneziano del quale le storie del 1848 non dicono +nulla, quelle del '59 non dicono niente e quelle del '66 dicono poco, il +conte Roberto Vagli era stato a' suoi tempi una fortunata eccezione. + +Come ufficiale di cavalleria, aveva preso parte al combattimento di +Montebello, che viene giudicato dai tecnici il primo scontro importante +del 1859; e terribile, perchè secondo alcuni autori, metà della +cavalleria piemontese--lancieri Aosta, lancieri Novara, cavalleggieri +Monferrato--vi rimase distrutta, essendosi urtata con gli Ussari Haller +sotto la fucilata implacabile dei battaglioni austriaci; e stupendo per +l'impareggiabile pertinacia dei cavalieri italiani che si lanciarono più +volte alla carica con una furia, la quale il fuoco e il piombo non +poterono arrestare. + +Fu il conte Vagli di poi alla battaglia di San Martino con quegli +squadroni d'Aosta, di Saluzzo e d'Alessandria, che sciabolando +ripetutamente il nemico, l'obbligarono a ripiegare verso Pozzolengo. +Bella battaglia, ideata e svoltasi alla vecchia, con accanitaggine +testarda, con episodii di rabbia incredibile; e l'eco ne giunse tosto a +Venezia, dove nessuno osò per quella vampa di gloria e d'entusiasmo +inanimire il popolo e dare al vento il vessillo italiano. + +Il conte Roberto Vagli si sentiva certo meglio di suo nipote Flopi, +gettando uno sguardo al passato, benchè la famiglia fosse stata sempre +più incline a censurare le mende dei numerosi scapestrati onde s'ornava +l'albero genealogico, che non a compensar le gesta dei pochi valorosi i +quali avevan compiuto il loro obbligo. Si sentiva certo meglio, il conte +Roberto, dei suoi coetanei, ch'egli non aveva incontrato nè tra i +lancieri d'Aosta, nè tra gli ussari austriaci, nè tra nemici, nè tra +commilitoni. + +Egli fu candidamente felice di poter far parte di quel Comitato che +nell'anno 1893, sotto la presidenza del cavalier Breda, aveva preparato +l'inaugurazione della Torre di San Martino della Battaglia; e mentre la +cognata andava snocciolandogli la litania dei vizii e degli stravizii di +Flopi, e degli amori con la sbarazzina e della necessità di qualche +grave minaccia, il conte Roberto, fattole comprendere d'averne +abbastanza, riviveva le belle memorie, tutto chiuso in pensieri più alti +e più gravi che non fosse l'avvenire del nipote. + +Frugava tra carte vecchie, contemplava i vecchi ritratti degli ufficiali +di cavalleria e di quelli dei bersaglieri, che avevano caninamente +disputato il terreno agli austriaci, battendoli passo per passo, da una +casipola a un cimitero, da un albero all'altro; e sentiva quasi sul +volto un alito fresco, certamente nelle vene un sangue gagliardo +scorrere, e voleva ridere di piacere per i giorni gloriosi, che nessuno +poteva cancellare più. + +Quel 15 ottobre 1893, in cui la Torre venne finalmente inaugurata alla +presenza d'Umberto e di Margherita, tra una folla di settantamila +persone onde furono allagati i bei viali di cipressi e la pianura, sotto +un mirifico sole, il conte Roberto fu tutto preso da una tenera gioia e +da un'ombra di malinconia, rivedendo parecchi dei vecchi combattenti e +rammentando i molti scomparsi. + +Filippo gli era al fianco; a lui quel tuffo in un'epoca vicina e pur +così diversa da quella in cui viveva, diede subito una specie di +sbalordimento. Lo stesso zio Roberto ch'egli si dipingeva sempre al +pensiero come un brav'uomo bizzarro, gli apparve fermo, giovane, sereno. +Ne aveva un poco riso la sera prima, senza malizia, con Loredana la +viperetta; e il mattino, innanzi alla torre storica, vedendolo tutto +lieto, il petto fregiato di belle medaglie conquistate tra lo sciabolare +dei nemici furiosi e vinti, Filippo ebbe quasi un fremito d'invidia e di +rispetto. + +Quando il cavalier Breda lo chiamò e lo presentò al Re dall'occhio +fulmineo, dicendo a Sua Maestà nel placido dialetto, a cui il +commendatore non aveva voluto rinunziar neppure in quell'ora solenne: + +--«La permeta che ghe fazza conossar sto bravo giovine....» + +Filippo, inchinandosi profondamente, si chiese perchè lo presentassero +al Re e perchè egli fosse un bravo giovane; forse non per altro, se non +perchè nipote del conte Roberto. + +La folla bisbigliava facendo ala ai Sovrani per vedere la Regina, +augusta bellezza nell'abito violetto, col cappello nero piumato sulla +massa della chioma d'oro; e Filippo, rimasto a pochi passi dal Re, +sentiva gli sguardi avidi fissare il gruppo dei generali, cercar fra +questi il vecchio Cucchiari, e diffondersi il susurro, diventar grido e +tumulto, perdersi lontano dove ondeggiava un mare di teste. + +Più tardi, durante la visita all'Ossario, Filippo guardò i teschi degli +ufficiali italiani e austriaci, raccolti e disposti nella scansia +circolare. + +Pel vialetto di cipressi che adduceva a quel funereo reliquario, la +battaglia era stata atroce; i colpi di fucile avevano sloggiato i nemici +a uno a uno, quasi in un duello di soldati contro soldati; qua e là +l'iscrizione breve d'una pietra rozza fitta in terra indicava la zolla +su cui un ufficiale italiano era caduto durante la rapida caccia; e la +terra pareva diversa da quella di tutti gli altri campi, quasi il sangue +onde s'era abbeverata l'avesse fatta più grigia e più triste. + +Ma Filippo osservò attentamente i teschi raccolti nell'Ossario. Il conte +Roberto, senza parlare, gliene segnò alcuni col dito, gl'indicò il +cartellino col nome; dalle occhiaie e dalle suture sconnesse di alcuni +pendeva per una cordicella il pezzo di piombo che aveva traversato il +cranio o spaccato il cuore; e toccando quei frantumi di proiettili e di +mitraglia, Filippo vide fuggire lungo i palchetti della scansia qualche +scolopendra che aveva preso albergo nei teschi dei valorosi. + +Egli guardò Roberto, che sorrise tranquillo. + +--È un altr'uomo!--pensò Filippo.--La morte non gli desta alcun orrore; +egli vede i teschi dei commilitoni come fossero ancora animati, e +avessero occhi e carni. Poteva essere lui nell'Ossario; io non l'avrei +conosciuto e non avrei compreso il suo sacrificio. + +Roberto lo toccò nel gomito. I due Sovrani uscivano scambiando qualche +parola con gli ufficiali ch'erano intorno; tutto il sèguito si muoveva. + +Roberto disse: + +--Ebbene, che pensi? Ti piace? + +Filippo non potè trattenersi dal ridere sommessamente. + +--Che verbo strano tu hai scelto!--egli rispose.--Se mi piace! Come +fossimo a un ballo! + +--A me piace molto,--disse lo zio con semplicità.--Ogni passo su questo +terreno mi fa rivivere. Non è stata una grande battaglia, sai? E si sono +commessi spropositi da cavallo; tuttavia è andata bene. A Montebello ci +eravamo divertiti meglio; gli Ussari erano magnifici; bei soldati gli +Ussari; ma qui abbiam picchiato più forte, più deciso. Tu avessi visto +il cimitero! Un carnaio; si dovette conquistarlo a mitraglia e a +fucilate come una fortezza. E la villa Tracagne, presa e ripresa sei +volte? Ha nella fronte ancora diciotto palle da cannone.... + +Tacque un istante, gli occhi nel vuoto, sopra le teste della folla che +egli non guardava e che guardava lui. Aggiunse, col sorriso pacifico: + +--Ci siamo divertiti! Bah! Non potere tornar daccapo!... + +Filippo voleva dire qualche cosa; voleva dirgli che lo amava assai in +quel momento, che gli pareva nobile ed alto; ma si rattenne non trovando +la parola discreta, e sorrise egli pure. + +Il resto della cerimonia, la messa, il banchetto nel padiglione reale, +non ebbero per Filippo alcun significato; la festa si vestiva ormai +della sua veste ufficiale. + +Davanti alla Torre, i due cannoni che la presidiavano con le bocche +rivolte al viale, attrassero l'occhio di Filippo, che pensò i due vecchi +arnesi della guerra già antica serrassero qualche cosa in sè dell'anima +di Roberto; egli era della stessa tempra ingenua e salda. + +Ma l'imagine che rimase nitidissima fra tutte nella mente di Filippo fu +quella dei teschi, dei frantumi di mitraglia, delle scolopendre che +correvano smarrite. + +Rivide il vialetto dei cipressi già imbevuto di sangue, e si provò a +sognar quell'episodio di furore, la corsa, il crepitìo delle fucilate; +udì quasi l'ansimar dei soldati sotto la tempesta di ferro, e questo e +quello vide cadere, squarciato il viso, rotto il fianco. Il conte +Roberto eccolo alla testa d'un plotone di lancieri sbucare di repente +tra quell'inferno, urlando e sciabolando coi suoi cavalieri indemoniati; +e il sibilo della mitraglia raddoppiare: cavalli impennati, uomini +precipitati di sella; e dietro, altri plotoni e altri, e lampeggiar di +lame e di lance: cavalleggieri Saluzzo, lancieri Aosta, cavalleggieri +Monferrato, tutti addosso al nemico che balena. Poi, d'un tratto +l'uragano scoppia; la furia del cielo si mesce alla furia degli uomini, +violentissima, e al fragor delle armi si unisce il guizzo dei fulmini e +lo scroscio della bufera. + +--Torni a Venezia?--domandò il conte Roberto. + +Filippo sussultò in modo, che il vecchio si mise a ridere. + +--A che pensavi?--disse. + +L'altro si passò una mano sul viso come trasognato. Erano tutti in +piedi, al finir del banchetto. Si fece un gran silenzio: i Sovrani si +congedavano; e a Umberto piacque salutare affettuosamente il conte +Roberto Vagli. + +--Arrivederci,--gli disse, stringendogli la mano e fissandolo con gli +occhi acuti.--Sono contento d'aver conosciuto ancora un valoroso.... + +Strinse la mano pure a Filippo, con un breve sorriso. + +Sul volto di Roberto s'era diffusa una espressione di compiacimento +quasi fanciullesco, alle parole di Umberto; e il vecchio restò a +guardare il Re che s'allontanava con Margherita, stretti intorno dagli +alti funzionarii. + +Filippo gli domandò: + +--Sei soddisfatto? Umberto è stato molto gentile con te. + +--Molto, molto!--esclamò il vecchio con gioia.--Non potevo desiderare di +più. È stato troppo buono, e mi ha confuso. Per quattro sciabolate!... +In verità mi rammarico del poco che ho potuto fare!... Quattro +sciabolate! Ma se torno daccapo.... + +S'interruppe e si mise a ridere. + +--Oggi mi son fitto in testa di far la guerra,--disse poi.--Si vede che +ho la febbre. Ma ti assicuro che farei meglio, farei pazzie!... + +Drizzò la bella persona, quasi imaginando di rotear la sciabola contro +un nemico invisibile; ed era in quella sua fantasia così fiero e deciso, +che Filippo lo guardò ammirato. + +Risonava il terreno per un galoppo sordo e continuo; la folla sterminata +correva a veder la partenza dei Sovrani, a prender d'assalto i treni; e +spinta innanzi dalla curiosità e dalla fretta, innalzava un convocìo +incessante che a poco a poco diventava un urlo rauco, quasi il soffio di +una procella vicina. + +Più volte Roberto e Filippo vennero urtati; ma essi procedevano adagio e +in silenzio, ciascuno abbandonato all'onda dei proprii pensieri, i quali +eran tanto dissimili che si sarebbe detto i due uomini appartenessero a +due mondi piuttosto che a due epoche diverse. + +Roberto ebbe ancora qualche esclamazione: + +--Buon Re!--disse, quasi parlando da solo.--Egli ha conosciuto la guerra +e la battaglia; le sue parole mi son più care. + +Rintronava il galoppo; passavano intere famiglie, seguite dalla +domestica che recava sulle braccia i canestri vuoti della colazione, e +tutti della famigliuola correvano, chiamandosi e incitandosi ad alta +voce; qualche volta, rapido al par del fulmine, appariva e spariva un +cane, abbaiando per cercare il padrone; di quando in quando passava una +carrozzella, zeppa di gente così da far pensare che le molle stessero +per cedere e il cavallo per rimanere stecchito; e di nuovo la folla +sparsa, una tempesta di ombrellini aperti con colori strani, con le +forme più varie, dal minuscolo all'enorme; e gruppi che procedevan +lenti, a squadre, alternando l'inno di Garibaldi con l'inno di Mameli. I +due uomini seguitavano a camminare adagio, in silenzio, urtati e +stretti, col pensiero lontano. + + + + +IV. + + +Quando, la sera stessa, Loredana gli domandò qualche notizia di quella +festa, Filippo fu insolitamente loquace. + +Il salottino nel quale si trovavano era per tutta la parte superiore +immerso nell'oscurità; dalla tavola di mezzo la lampada, coperta con un +paralume rosso, proiettava la luce sul capo di Loredana, che stava un +po' curva a ricamare; e Filippo, sdraiato in una poltrona nell'angolo, +s'intravedeva appena. Egli era ancor tutto vibrante per le impressioni +della giornata, e fu felice di parlarne; disse a Loredana di quella +cerimonia straordinaria e si fece a descrivere i particolari che meglio +avevano attratto il suo sguardo. + +--Ah quei teschi, quei teschi!--esclamò.--Che eloquenza viene dalle +cose! Io, vedi, non avevo mai capito, anzi dirò che non avevo mai +apprezzato lo zio; ci voleva San Martino, ci voleva l'Ossario perchè +comprendessi finalmente Roberto e imparassi ad amarlo. È un uomo +semplice e buono, ed è un valoroso. Prima m'infischiavo di lui: oggi in +verità, non vorrei dispiacergli per nulla al mondo. + +Loredana tacque: il fervore inusato dell'uomo le giungeva nuovissimo, e +non sapeva come spiegarne la causa. + +--Ho sentito,--continuò Filippo,--quanto io sono miserabile al confronto +di quei vecchi. C'era il generale Cucchiari, te l'ho detto? Guardandolo, +ho pensato ch'egli ha visto cose e provato emozioni che io non potrò mai +nemmeno sognare. Io sono un piccolo uomo impegolato in una piccola +guerra di pettegolezzi; e tra me e quei vecchi c'è la stessa differenza +che tra il pettegolezzo e un colpo di cannone. + +--Quale piccola guerra di pettegolezzi?--domandò Loredana, senza alzare +il capo dal suo lavoro. + +--Ma sì, la solita musica!--disse Filippo.--Voglio dire, tutte le +chiacchiere che si fanno intorno a me, e intorno a te, e le ire dei +parenti, di mia madre, di mia sorella, di mio cognato e anche dello zio. + +--Ma allo zio non vorresti spiacere!--osservò Loredana.--E se ti +pregasse di lasciarmi, allora mi lasceresti subito? + +Le parole furon dette con accento così teneramente dubbioso, che Filippo +balzò in piedi ridendo, e corse a baciar la testa curva dell'amante. + +--Sono uno sciocco!--esclamò.--Anche tu sei una sciocca, a farmi queste +domande. Su, àlzati, su, viperetta! + +Loredana si alzò lentamente, e senza comprendere depose il ricamo sulla +tavola; ma Filippo l'afferrò pel busto e la trascinò ballando. + +--Su, su!--diceva.--Dobbiamo ballare; non essere triste per queste +sciocchezze.... + +La giovane, abbandonata fra le braccia del suo Flopi, cominciò a ridere, +lasciandosi trasportare; ma a poco a poco, perchè egli insisteva, si +mosse con giusto ritmo; e la signora Teobaldi, che entrava in quel punto +con un mazzo di carte per il suo abituale solitario, restò a bocca +aperta, vedendo i due amanti che ballavano un valzer in silenzio nella +camera penombrosa. + +--Quale spettacolo!--disse ammirata, disegnando nell'aria un gesto +solenne.--Quale spettacolo d'amore perfetto! + +Loredana diede in una risata; ma il cuore le martellava dalla gioia; una +fanciullaggine di Filippo, un suo atto gentile, un pensiero di +sollecitudine le snebbiavan dall'anima quelle ore di trepidanza che la +vita mondana di lui le cagionava. + +Non era più la vita dei salotti; l'autunno aveva ormai circoscritto i +convegni, e la società elegante si ritrovava nelle sale dei grandi +alberghi sulla Riva degli Schiavoni o lungo il Canalazzo. Ivi i ricchi +stranieri che avevano amicizia con l'aristocrazia veneziana, davano +pranzi e feste: e le riunioni eran tanto curiose e vivaci, quanto e +meglio che quelle della società consueta. + +Gli stranieri si dilettavano di recarsi dopo pranzo in gondola alle +serenate, per udir le canzoni e per vedere i palloncini che si +riflettevano dalle barche dei cantanti nell'acqua scura. Filippo, che a +quei pranzi doveva spesso partecipare, si destreggiava sempre in maniera +da evitare il supplizio delle canzoni, e tornava presto a Loredana per +uscir con lei in gondola, lontano, nell'ombra del Canal della Giudecca, +dove il silenzio era stupendo. + +A una di quelle feste date da stranieri in un grande albergo, Filippo +non fu poco sorpreso di trovare lo zio Roberto. + +--Tu qui?--gli disse Filippo, con espressione di piacere. + +--Ti dirò poi; usciremo insieme,--rispose il vecchio. + +Alla festa erano intervenuti madame Lodge, una parigina bionda (bionda o +tinta?) e una mistress Stewart col marito, il signor Stewart, il quale +era un grande cacciatore di galli di montagna. + +V'era la principessa Stephen, una viennese di trent'anni, che girava il +mondo; suo marito girava il mondo dall'altra parte e non s'incontravano +mai. La principessa parlava costantemente dell'anima e si faceva +corteggiare di preferenza dagli ufficiali. Ella era tutta vestita di +bianco, tre giri di grosse perle al collo, merletti bianchi sullo +strascico; ma aveva le scarpette d'oro come mademoiselle de Toulouse. + +Mademoiselle Lucienne de Toulouse, di passaggio a Venezia con la madre, +abitava a Singapore, aveva diciotto anni, sapeva quattro lingue ed era +molto insolente; non la si vedeva mai senza il portasigarette d'argento +stellato di turchesi e una piccola borsa a maglie d'oro. Parlava di +tutto, a grande velocità. Il conte Roberto stava ad udirla con una +maraviglia così schietta, che Filippo scorgendolo non potè trattenersi +dal ridere. Egli conosceva bene quei convegni di gente venuta da tutte +le parti del globo, non legata che da vincoli di cortesia, pronta a +ripartire domani per il Polo Nord o per l'Africa o per qualunque paese +dove la noia fosse minore e la moda imperasse; di volta in volta +ricomparivano vecchie conoscenze e si ingrossava la schiera delle nuove. + +Il signor Stewart, ad esempio, passava a Venezia quindici giorni ogni +anno, da trent'anni; e Filippo l'aveva sempre udito parlar della caccia +al gallo di montagna; sopra gli altri argomenti il signor Stewart non +nutriva alcuna opinione; onde Filippo aveva preso tanto in uggia il +gallo di montagna, che avrebbe dato la caccia al cacciatore. + +Ma in quelle riunioni di stranieri infierivan l'amoretto, il piccolo +intrigo, ciò che le persone bennate chiamano _flirt_, e mademoiselle de +Toulouse e la principessa Stephen avevano un _flirt_ a ogni angolo della +sala; e abitualmente a Vienna, a Biarritz, a Zermatt, al Cairo, ad +Aix-les-Bains, ovunque le signore si recassero, il _flirt_ si ripeteva +con altri personaggi e con lo stesso effetto; Filippo, sapendo il +giuoco, vi si prestava per cortesia, senza mettervi alcun impegno, come +chi arrischia una partita per ingannare il tempo. + +Egli fu molto gentile con la principessa Stephen, la quale desiderava, +civettando con Filippo, d'indispettire il capitano Ketwort, che nel +_flirt_ non era sufficientemente destro e si appassionava in modo +pericoloso; ma quando Filippo s'accorse che negli occhi del giovane +capitano balenavano lampi d'odio, smise subito, fece un lieve cenno al +conte Roberto e insieme con lui si congedò. + +Era ormai la mezzanotte; i due uomini percorsero in silenzio la riva +degli Schiavoni battuta dalla luna; l'isola di San Giorgio era così +bianca sotto il raggio, che la chiesa e il campanile parevano di gesso. +Dietro l'isola si effondevano densi cirri color d'argento. + +Roberto si fermò d'un tratto e disse: + +--Volevo chiederti una spiegazione. + +Dal tono, Filippo sentì che si trattava d'un argomento inusitato, e +aspettò. + +--Volevo chiederti quante sono a Venezia le contesse Vagli. + +--Non capisco,--disse Filippo, guardando stupito lo zio. + +--Ecco; oggi ero in un negozio a comprarmi qualche cianfrusaglia, quando +è entrata una ragazza, un cosino, un diavolino alto quattro spanne, che +rivolgendosi al commesso ha detto: «Quella roba per la contessa Vagli +non è ancor pronta?» Io ho guardato la ragazza, ma non la conoscevo. Il +commesso ha risposto: «Sì, è pronta!» E volgendosi al facchino, e +consegnandogli un involto, ha soggiunto: «Porta subito alla contessa +Vagli, sulle Zattere!» Ora io ti domando di nuovo: quante sono a +Venezia le contesse Vagli?... + +Filippo non rispose: era annichilito. La descrizione del cosino, del +diavolino alto quattro spanne, gli aveva fatto subito comprendere che si +trattava della cameriera di Loredana, e le osservazioni di Roberto lo +avevano colpito in pieno petto. + +--Di contesse Vagli, io non ne conosco che una!--seguitò lo zio:--tua +madre, mia cognata. Se ve n'è un'altra sulle Zattere, ti prego di +presentarmi, perchè avrò piacere di vederla in faccia. + +Filippo continuò a tacere; e come se il silenzio di lui lo inacerbisse, +il conte Roberto riprese alzando la voce: + +--Si tratta di quella solita birichina che ho visto a Sirmione. Io non +ne ho più parlato perchè non volevo annoiare me e te. Ma ormai le cose +prendono proporzioni fantastiche: non posso permettere, nessuno può +permettere che usurpi un nome e un titolo, i quali non solo non le +appartengono.... + +Filippo diede rapidamente un'occhiata intorno: sulla Riva i passanti +erano radi e non parevano badare ai due uomini, che si fermavano di +tratto in tratto. + +--....ma appartengono a tua madre, la quale è una dama, una vera dama, +esempio d'ogni virtù! Che cosa sarebbe avvenuto se quel diavolino di +quattro spanne si fosse trovato nel negozio con tua madre? Che cosa +avrebbe pensato di te quella povera donna? + +--Permettimi!--interruppe Filippo, tanto per interrompere.--Tu ti +arrabbi troppo per la storditaggine d'una cameriera.... + +--Ah no, poi!--esclamò il conte Roberto, fermandosi.--Non verrai a dirmi +che è un capriccio della cameriera: la cameriera non può inventarsi un +titolo; se lo inventa, la si redarguisce; ma essa ne usa, invece, e ne +abusa, perchè sa che quest'abitudine riesce gradita alla tua monella e +fors'anco a te.... + +--Io?--disse Filippo, mentendo come un ragazzo.--Io non ne sapeva +niente. + +--Tu non ne sapevi niente, è inteso!--ripetè il conte Roberto con +sarcasmo.--In casa, pei negozii, tra pettegole, per le vie, tutti la +chiamano contessa Vagli, e tu non ne sai niente, tu vivi nelle nuvole, +tu non hai orecchie per udire.... Questo è deplorevole, Flopi; bisogna +saper udire e vedere, specialmente quando si ha a fare con donne, le +quali, da ciò che ho appreso, non hanno scrupoli.... Qui si tratta d'una +vera e propria usurpazione di titoli, non solo, ma anche di nomi. Certo, +quella ragazza non è di nostra famiglia; certo, non è contessa.... +Questa commedia, insomma, deve finire.... + +--Finirà,--disse Filippo seccamente, sperando che lo zio si arrendesse. + +Ma Roberto, forse animato dalla brezza che soffiava piacevolmente e +dall'ora calma che incitava a lunghi discorsi, volle continuare: + +--Tutto potevo aspettarmi da te, all'infuori di questa mancanza che è +quasi una mancanza contro l'onore.... + +--Zio, non dire spropositi!--rimbeccò Filippo. + +--Dico _quasi_: _quasi_ una mancanza contro l'onore,--insistette il +conte Roberto.--Hai dato in balìa d'una ragazza un nome e un titolo +illustri, che a noi devono essere sacri; hai permesso che i servi e le +serve se ne gonfino la bocca e forse ridano alle vostre spalle, sapendo +magnificamente che nome e titolo sono falsi, messi insieme per divertire +la tua mantenuta.... + +--Ma che mantenuta!--esclamò Filippo, irritato.--È la mia amante! + +--Amante e mantenuta sono sinonimi in certi casi,--dichiarò +inappellabilmente Roberto.--La birichina non ha una posizione sociale +che le permetta di vivere senza il tuo aiuto; e dunque tu la mantieni, e +dunque è la tua mantenuta.... + +--La mantenuta è un altro tipo di donna,--osservò Filippo.--Fa +dell'amore un reddito e un mestiere, allogandosi presso l'uno o presso +l'altro; è un oggetto di piacere che si noleggia per un dato tempo. Il +caso di Loredana è ben diverso.... + +--Loredana!--ripetè il conte Roberto.--Si chiama anche Loredana, nome +patrizio e storico.... + +--Non pretenderai mica di toglierle il nome di battesimo?--osservò +Filippo ironicamente. + +--Ma è suo? È veramente suo? Non sarà posticcio come il titolo di +contessa?--domandò Roberto con inquietudine. + +Per tutta risposta, Filippo alzò le spalle. + +--E si deve chiamar Loredana!--seguitò Roberto, quasi parlando tra di +sè.--Una volta si era più guardinghi nella scelta dei nomi, e si +rispettavano quelli che il patriziato rendeva famosi.... + +--Oggi non si rispetta più nulla,--osservò Filippo con lieve +canzonatura. + +--Tu giudichi queste cose con troppa leggerezza,--disse il conte +Roberto.--Sei molto cambiato da qualche tempo, e non hai più le nostre +idee.... + +--Quali idee? + +--Le idee della nostra classe. Ogni classe sociale deve avere le sue +idee e difenderle,--sentenziò il vecchio.--Ne ha il popolo, ne ha la +borghesia, ne ha l'aristocrazia, e dal conflitto nasce la vita, sorge il +progresso. Quando una classe rinunzia alle sue idee e non le difende o +comincia a dubitarne, è perduta. Mi dispiace sempre vedere che i giovani +moderni ridono d'ogni cosa; noi eravamo assurdi, forse, eravamo troppo +rigidi, ma abbiamo difeso il tesoro d'idee lasciatoci dai vecchi, e +abbiamo ritardato il trionfo dell'anarchia. + +--Che c'entra tutto questo con Loredana?--chiese Filippo. + +I due uomini passeggiavano in lungo e in largo per la Piazza deserta a +quell'ora; la Basilica aveva alla sommità, tra gli archi, le cupole, le +croci bizantine, ancora qualche pallido sprazzo d'oro; e dalle +Procuratie prorompeva qua e là, in diversi toni di giallo sul grigio, la +luce dei caffè aperti. Così spopolata, con le infinite finestre delle +Procuratie, tutte chiuse, la Piazza sembrava immensa. + +--Tua madre ha ragione,--dichiarò il conte Roberto, per tornare +all'argomento.--Ella vorrebbe che tu sposassi quella piccola Giselda, la +Fioresi.... + +--Ma se non mi piace!--esclamò Filippo. + +--Non ti piace, non ti piace!... È impossibile che non ti piaccia; una +ragazza come la Fioresi deve piacere a un uomo di buon gusto. Bella, +educazione squisita, intelligenza pronta, nome, titolo, patrimonio +sicuri, ecco la vera contessa Vagli di domani. Io ne sarei +contentissimo, per te e per tua madre.... E sai che cosa vuol dire far +contento lo zio? + +Filippo non rispose; procedeva a capo basso, le mani dietro la schiena, +guardando le liste bianche della pietra sul selciato. Era la prima volta +che il conte Roberto faceva allusione all'eredità e al denaro, +quantunque assai discretamente; Filippo stette silenzioso ad ascoltare. + +--Lo zio ha molti quattrini inutili,--seguitava Roberto, in tono fra lo +scherzoso e il grave;--molti quattrini inutili, bene impiegati, che +dànno una rendita larga e certa. E se sarà contento, lascerà tutto a +Flopi, a sua moglie, ai piccoli «flopini», e creperà tranquillo, da buon +vecchione semplice e onesto. Ma se lo zio non sarà contento, parola +d'onore, Flopi rimarrà senza un soldo: zero via zero!... + +Filippo alzò il capo: non si aspettava una dichiarazione così esplicita, +e se ne sentiva offeso e annoiato. Guardò in faccia Roberto e disse con +accento reciso: + +--Non ti ho mai chiesto nulla, zio: non ho mai domandato quali fossero +le tue intenzioni, e mi dispiace che tu confonda una questione di +sentimento con un affare d'eredità. Io devo disingannarti subito: non +farò nulla, non farò nulla mai per allungar la mano sul tuo denaro. + +--Ma no,--interruppe Roberto stupito.--Che cosa dici? Mi sono espresso +male: non ti credo capace d'un calcolo. Volevo dirti che la Fioresi +sarebbe una buona moglie per te, e che io vorrei sentirmi tranquillo +circa il tuo avvenire.... + +--Lasciamo, lasciamo,--fece bruscamente Filippo.--Abbiamo già parlato +troppo. Oggi è di moda la beneficenza, e tu puoi regalare i tuoi +quattrini inutili a qualche istituto umanitario. Ma io mi terrò +Loredana.... Anzi, per soprammercato potresti regalare all'istituto +anche quella maledetta Fioresi perchè la sposassero a qualcuno, tanto da +togliermela di tra i piedi.... + +Il conte Roberto crollò il capo, disapprovando quel tono impertinente; +poi si fece forza, e disse con rammarico:--Non ci comprendiamo. + +--Non ci comprendiamo,--ripetè Filippo. + +I due uomini tacquero un istante, poi arrivati in fondo alla Piazza, +all'angolo della Merceria dell'Orologio, si strinsero la mano e si +lasciarono freddamente. + + + + +V. + + +Berto Candriani, che quella sera medesima si era recato al teatro +Goldoni, per veder chi ci fosse e per far qualche visita nei palchi, non +appena fu in platea ed ebbe girato intorno lo sguardo, si rallegrò seco +stesso della sua buona idea. + +--Com'è bella!--egli borbottò, senza badare a quelli che gli stavano +addosso e lo urgevano da tutti i lati. + +In un palchetto di primo ordine aveva subito scorto Loredana, alla quale +era di fronte Clarice. La fanciulla stava attentissima alla scena ed +alla musica del «Boccaccio», e la dama di compagnia si faceva fresco con +un gran ventaglio, lenta e solenne. Berto gettò un'altra occhiata tutta +in giro per abitudine. + +Il teatro era stipato; nelle poltrone molte signore; molte dame nei +palchi, le quali avevano abiti chiari; in platea non v'era modo di +muoversi; nella penombra che avvolgeva il vaso, per dare maggior forza +alla luce e ai colori chiassosi del palcoscenico, si vedevan tuttavia +parecchi binocoli rivolti al palco di Loredana; uomini e donne la +fissavano con curiosità e si scambiavano sottovoce qualche osservazione. + +Berto non attese che l'atto finisse; uscì dalla platea, corse per le +scale, aperse l'uscio del palco.... + +--Oh come mi fa piacere!--esclamò Loredana ingenuamente, al veder Berto +che inoltrava, col cappello nella sinistra. + +--Fa più piacere a me!--egli rispose ridendo e chinandosi a baciar la +mano della giovane. + +Clarice voleva lasciare il posto a Berto, ma questi la inchiodò con +un'occhiata. + +--Mi metto qui,--egli disse,--a fianco della signorina; si sta meglio. +Non c'è Flopi? + +--No,--rispose Loredana.--È al «Grand Hôtel», credo, a fare una visita. +Tornerà tardi. + +Uno zittìo improvviso le troncò la parola in bocca; gli spettatori della +platea non volevano essere disturbati, e alcuni guardavano in su con +espressione di sdegno. Loredana si mise a ridere sommessamente: poi +sommessamente continuò a parlare. + +--Ha fatto bene a venire a trovarci,--ella disse.--Se rimane fino alla +fine, ci può riaccompagnare a casa: io ho la gondola. + +--Ma io rimango fino all'alba!--dichiarò Berto, guardando Loredana. + +Essa indossava un abito di panno bianco, con la sottana a pieghe +verticali e la camicetta di trine; un gran cappello nero dalle lunghe +piume posava sulla testolina, dandole un'espressione graziosamente +spavalda. Berto si sforzò a imaginare sotto l'abito il bel corpo nitido +e giovanile, il tesoro di voluttà che quella eleganza semplice e degna +avvolgeva misteriosamente; e vicino a lei, con la spalla destra che +sfiorava la sinistra della ragazza, aspirò il profumo che sorgeva dalla +gonna e dal collo. + +Forse qualche cosa avvertì Loredana dei pensieri che galoppavano per il +cervello del suo visitatore, qualche lampo nello sguardo di lui, +l'istinto che parla presto e sicuramente nell'anima della donna; essa +non gli volse più gli occhi e si rabbuiò in viso. + +--Lei ha un trionfo, questa sera!--mormorò Berto.--Veda quanti binocoli +sono diretti qui! + +--Non è vero?--disse Clarice.--L'ho osservato io pure; ma la contessa +non vuol sentirselo dire. + +--Hanno ragione, quegli stupidi,--continuò il giovane.--La signorina è +deliziosa; non c'è una, in tutto il teatro, che possa starle a paragone. +Flopi è ben fortunato! + +Loredana lo guardò duramente. + +--Lei è molto strambo,--disse.--Non mi ha mai fatto complimenti di +questo genere.... + +--Ho avuto torto, e riguadagno il tempo perduto,--rispose Berto +sorridendo. + +--No, la prego: questi discorsi mi affliggono. E voi, Clarice, non dite +altre sciocchezze! + +La signora Teobaldi dimenò il ventaglio in tutta furia, dolentissima del +rimbrotto, che la impacciava davanti al Candriani. + +--Io vorrei sapere,--riprese questi, ostinatamente,--perchè l'affligga +un'espressione di lode sincera. Io l'ammiro e glielo dico; lei è molto +bella, stasera, e glielo dico; lei veste con molta eleganza, e glielo +dico.... + +--Perchè?--interruppe Loredana, che aveva sentito una vampa infiammarle +il viso.--Perchè tutti me lo dicono, ecco; per le calli, pei negozii, +sui vaporetti, dovunque io vada, son le solite frasi: a Venezia, gli +uomini non fanno altro, come non avessero mai visto una donna giovane +che non sia un mostro. Io credeva che lei non fosse così. E poi, aspetti +a dirmi che sono molto bella quando c'è Flopi. Perchè non me lo dice +quando c'è Flopi? + +--Già!--esclamò Berto.--Come se Flopi avesse bisogno di apprenderlo da +me! E del resto, se aspetto che ci sia Flopi, devo aspettare un pezzo, +perchè mi sembra che Flopi non ci sia mai.... + +Il giovane s'interruppe e si morse le labbra. Un velo d'angoscia era +calato repentinamente sul viso della ragazza e le aveva dato +un'espressione di tanto dolore, che Berto dovette confessarsi d'essere +stato villano e maligno. + +--Come canta bene quella nanerottola!--disse, accennando del capo alla +prima donna, con la speranza di sviare il discorso. + +Ma Loredana non rispose. Le parole di Berto l'avevano toccata +profondamente: anche gli altri, dunque, notavano che Flopi sembrava +trascurarla per vivere la sua maledetta vita mondana? E quelle donne, +quegli uomini che glielo toglievano per godere essi la sua compagnia, +quanto erano odiosi ed egoisti! Nei palchi tutt'intorno v'eran parecchie +di quelle donne con le quali Filippo aveva dimestichezza, e Loredana le +avrebbe avvelenate dello sguardo; esse invece la fissavano +insolentemente col binocolo, susurrando poi qualche parola, e insistendo +così che si sarebbe detto facessero a bella posta per irritarla. + +Da quando Berto Candriani s'era mostrato nel palco, la curiosità era +cresciuta; molte signore che conoscevano il Candriani, si ripromettevano +d'interrogarlo con affettata indifferenza. Le più sapevano che quella +ragazza era l'amante di qualcuno; altre, che avevano un migliore +servizio di pettegolezzi, sapevano che era l'amante di Filippo Vagli; e +i commenti non erano favorevoli: tutte dicevano che il cappello era +troppo grande; e che Loredana aveva soltanto la bellezza dell'asino; la +camicetta di trine di Burano era pretensiosa; pareva che scherzasse +volentieri, la piccina, con quel maleducato Candriani; se Filippo fosse +stato in un canto, non avrebbe avuto a felicitarsi nè dell'amico, nè +dell'amica! + +Nell'intermezzo, Berto si studiò di riparare alla sua sventataggine. + +--Povero Flopi,--disse,--io credo che sia sulle spine, a quest'ora. Egli +è costretto a una vita d'apparenza; ci siamo costretti tutti, e tutti ci +annoiamo; nessuno ha il coraggio di vivere per conto proprio, +liberamente. Il mondo non l'abbiamo creato noi! + +--Conte, non faccia complimenti,--disse Loredana.--Lei vorrà render +visita a qualche signora: può tornare a prenderci più tardi. Io mi +trattengo fino alla fine, perchè Flopi rientrerà a notte. + +--Lei vuol mandarmi via?--chiese Berto con simulata umiltà. + +--No, no, rimanga, se non si annoia!--disse Loredana sorridendo. + +--Rimango, sa?--dichiarò il giovane.--Prima di tutto, perchè non saprei +allontanarmi.... + +--La prego!--interruppe Loredana. + +--Ho già finito!... E poi perchè è bene si sappia da quelle signore che +io ho buon gusto; a furia di far loro la corte, mi son rovinato la +reputazione. Lei le conosce? + +--Non tutte. + +--Ma esse conoscono lei, lo giuro,--dichiarò Berto.--Non è la prima +volta che si parla di lei in società. + +--Lo credo bene,--esclamò Clarice.--La contessa non può passare +inosservata! + +--Una volta ho parlato io a lungo di lei e di Flopi con una signorina. +La contessina..... Aspetti; non c'è; credevo fosse giù a «pepiano».... +Vede quella rossa laggiù, di fronte alla signora dai capelli tutti +bianchi? Non è lei, ma le somiglia. + +--Una signorina?--ripetè Loredana.--Che cosa poteva importarle di me? + +--Oh molto!--esclamò Berto.--Credo sia innamorata di Flopi.... + +--Ah!--disse Loredana con voce spenta.--Egli non me ne ha mai parlato! + +--Benone!--pensò Berto.--Ecco un'altra «brioche». Questa sera sono +fertile! + +E ad alta voce soggiunse: + +--È naturale ch'egli non gliene abbia mai parlato: credo non si sia mai +accorto che la ragazza sospira per lui. Me ne sono accorto io, perchè io +mi accorgo di tutto, e perchè la contessina m'interroga sempre intorno +a Flopi. Del resto, sono sciocchezze, le solite scalmane delle +fanciulle, che oggi hanno una simpatia per l'uno, domani per l'altro; +niente di serio, effetto dell'ozio, nulla più.... + +Ma, quantunque seguitasse ancora su quel tono, Berto s'avvide che +Loredana soffriva orribilmente; era diventata pallida e le sue mani +s'erano chiuse per lo spasimo. Anche sul volto di Clarice, Berto ravvisò +un'espressione di corruccio, che gli fece comprendere la gravità della +sua indiscrezione. + +--Non cerchi d'ingannarmi, conte,--disse Loredana con voce grave.--Mi +dica tutto, con lealtà; ormai il peggio lo so, e le parole non servono. + +--Sono una bestia!--dichiarò il giovane.--Lei deve credere a chi sa +quali misteri, mentre tutto si riduce a quanto le ho già detto: una +fanciulla ha qualche simpatia per Filippo.... + +--Come si chiama?--interrogò risolutamente Loredana. + +--È la contessina Fioresi, Giselda Fioresi: magra, snella, coi capelli +rossi.... + +--È da molto tempo innamorata di Flopi? + +--Dio sa! Chi può dirlo? Ma non è innamorata: vorrebbe sposarsi, forse, +come tutte le ragazze di questo mondo. + +--Ora capisco,--dichiarò Loredana sottovoce, quasi parlando da sola.--I +parenti di Flopi devono saperne qualche cosa, e vedrebbero volontieri +questo matrimonio. Mi dica tutto, conte; non abbia paura. + +--Ma io non ho altro da dirle, cara amica!--esclamò il giovane. + +--Non vorrà darmi a credere che Filippo ignori ogni cosa. La Fioresi si +sarà fatta comprendere, magari involontariamente! E che cosa vuole da +me? Io non sapeva che lei amava Flopi, io credeva di potergli +appartenere senza far male ad alcuno.... + +--E infatti,--disse il Candriani,--la Fioresi mi ha chiesto di lei per +semplice curiosità, ma si è guardata dall'esprimere un giudizio. + +--Lo spero: non ha diritto a giudicarmi, perchè il mio amore è diverso +dal suo, e la contessina non potrà mai capire questo,--enunziò +bruscamente Loredana. + +In quel punto l'orchestra attaccò il secondo atto; la luce in teatro fu +abbassata, e Berto respirò meglio, perchè la conversazione cessava. + +Egli andava guardando la giovane, e rattristato dalla gaia musica +dell'operetta, pensava a cose malinconiche. Veramente Loredana gli +pareva sospesa sopra un abisso; misconosciuta da tutti, considerata già +come una donna facile, invidiata secretamente da alcune, disprezzata +apertamente da altre, desiderata dagli uomini, essa non poteva trovare +salvezza che nella protezione e nella fedeltà di Filippo, delle quali +Berto cominciava a dubitare. La sorte di Loredana gli sembrava ormai +decisa; il giorno in cui Filippo se ne fosse sbarazzato, ella avrebbe +dovuto gettarsi alla ventura, accogliendo le offerte degli ammiratori, +che si vedevano già in quello stesso teatro, che eran sempre i medesimi +e non avevano fama nè di molta costanza, nè di liberalità soverchia. + +--A che pensa?--domandò Loredana, sorprendendo gli sguardi del giovane. + +--Penso che le ho dato un dispiacere senza volerlo, come un +imbecille!--rispose il Candriani irritato contro se stesso. + +--No; è meglio che io sappia. Non dirò una parola a Filippo,--dichiarò +la fanciulla. + +Berto emise un sospiro di sollievo, che fece sorridere involontariamente +Loredana. Assolto a quel modo dalla sua colpa, il giovane si sentì a suo +agio, si abbandonò a guardare con altri occhi la bella amica, e tornò ad +ammirarla intensamente. Non si poteva negarlo: era fatta per l'eleganza +e pel piacere; vestiva con un gusto gentile che avrebbe ispirato invidia +a più d'una dama; egli giudicava che Loredana non avesse che diciassette +anni, tanto la sua giovinezza era candida e fresca; un magnifico fiore +del quale si poteva andare superbi. + +--A che pensa?--domandò nuovamente Loredana. + +--Questa volta non glielo dico!--esclamò Berto. + +La fanciulla scosse il capo, infastidita. + +--Flopi sarebbe molto malcontento di lei!--disse ingenuamente. + +Berto si mise a ridere, e Loredana non aggiunse parola, scandalizzata +dal poco conto in cui il Candriani pareva tenere l'opinione di Filippo. + + + + +VI. + + +Ogni volta che Loredana doveva traversare la folla, si sentiva stringere +il cuore. La folla era mutata da qualche tempo per lei; aveva compreso +ch'ella non era più una signorina come tante altre, e la guardava con +sorrisi sguaiati e con occhi insolenti. Gli uomini pensavano che poichè +la fanciulla si dava a qualcuno, poteva darsi a tutti; era una femmina +da prendere e da trattare senza scrupoli. + +Questo concetto, che nessuno le aveva spiegato, ma che Loredana aveva +sicuramente intuíto in coloro ch'ella conosceva e nei molti che non +conosceva se non di vista, o non conosceva affatto, le aveva messo in +cuore un grande spavento. Anche l'ammirazione onde si sentiva +circondata, diversa da quella che si tributava ad altre donne, trovava +espressioni petulanti, esclamazioni ciniche ed oltraggiose, che facevano +fremere la giovane. + +Quando lo spettacolo fu finito e Berto le ebbe avvolto intorno il lungo +mantello di panno bianco, Loredana disse al suo cavaliere: + +--Mi stia vicino, la prego; no, non mi dia braccio; mi stia al fianco. + +E uscirono seguiti da Clarice. + +Nei corridoi la folla procedeva adagio; l'apparizione di Loredana fu +salutata da un mormorio, e qualcuno si destreggiò in modo da farlesi +accosto e da squadrarla a un palmo di distanza, perchè s'era detto +ch'era dipinta in volto. Un gruppo di uomini che le stava innanzi, +s'aperse e le diede passo, per osservarla meglio; alcuni abbozzarono un +sorriso, ma vedendo che il Candriani l'accompagnava, ripresero il loro +contegno serio. + +--Bella, non vi pare?--chiese una voce. + +--Carne di lusso,--rispose un altro. + +Berto si rivolse prontamente, ma non potè comprendere da chi venisse la +frase villana. Tutti guardavano a terra, perchè eran giunti alle scale e +studiavano dove mettere il piede. Le scale anche rigurgitavano di gente; +si camminava assai lentamente, e Loredana s'irritava in silenzio, +parendole di non poter mai uscire da quella stretta, liberarsi da quei +contatti. Mentre cominciava a scendere, un'altra voce risuonò: + +--È la mantenuta del conte Vagli. + +Loredana a stento riuscì a trattenere un grido; la definizione le aveva +traversato il cuore come una pugnalata; cercò Berto con gli occhi, ma +questi l'aveva lasciata d'un balzo, era risalito, urtando i più vicini, +s'era gettato tra gli uomini di cui aveva notato poco prima il contegno +insolente. Essi parvero sorpresi della sua furia ed evitarono di +guardarlo, facendogli largo con premura cortese; egli capì che sarebbe +stato assurdo accusar l'uno o l'altro alla cieca, e chieder ragione di +parole delle quali nessuno pareva conoscere la provenienza. Tornò +indietro, raggiunse Loredana, le offerse il braccio e, attraversato +rapidamente l'atrio, la condusse alla gondola. Era una gondola col +felze, a due gondolieri. + +La giovane vi entrò, si abbandonò sul cuscino di destra, e non appena si +sentì libera e sicura in quella penombra, proruppe a piangere. + +Berto che le sedeva a fianco, era desolato; le prese una mano e +gliel'accarezzò cautamente. + +--È la canaglia,--disse.--È la canaglia anonima, che non sa come sfogare +la sua invidia. Non pianga, Loredana. + +La signora Teobaldi non aveva parola per l'indignazione che le serrava +la strozza; ella faceva grandi gesti, tenendo in mano il fazzoletto e il +ventaglio, e alzando ora l'uno, ora l'altro in segno di protesta. +Finalmente riuscì a esprimere il suo pensiero: + +--Ma il sindaco,--dichiarò,--dovrebbe fare una legge, una severissima +legge contro quelli che insultano le donne! + +--Che c'entra il sindaco!--esclamò Berto, alzando le spalle. + +--Il sindaco dovrebbe cacciare dalla città tutti i +mascalzoni!--insistette la signora Teobaldi. + +--Così Venezia resterebbe vuota!--disse il Candriani, che in quel +momento non aveva voglia di distinguere. + +--Povera piccina, povero tesoro bello, non pianga!--riprese Clarice, +volgendosi a Loredana, la quale rimaneva nell'ombra, e liberata la mano +dalle mani di Berto, andava singhiozzando col fazzoletto sulla bocca. + +Fa un triste viaggio fino a casa. La gondola scivolava rapida nel +silenzio, che la voce del gondoliere di poppa rompeva di tanto in tanto +col grido d'avvertimento; s'udiva il tuffo dei remi e lo sgocciolìo +dell'acqua. + +Nessuno parlava più; il Candriani pensava che non v'era modo di +consolare la giovane, perchè sarebbe stato ridicolo aprire una +discussione sulle mantenute e metterle a confronto con lei; bisognava +attendere ch'ella stessa, giudicando l'inanità dell'accusa, potesse +disprezzarla; ma Berto doveva confessarsi che a tanto dolore non era +sola causa l'ingiuria triviale e ch'egli forse, con la sua leggerezza, +col suo racconto indiscreto, con le rivelazioni intorno alla Fioresi, +aveva fatto il possibile per avvelenare a Loredana quell'ora di svago; e +molestato da questo pensiero, si sentiva goffo e nervoso. La Teobaldi +andava dicendosi che le cose da qualche tempo si guastavano e che +Loredana, la sua Loredana, era troppo spesso malinconica; avrebbe dato +il sangue per quel «tesoro di Dio», per renderle il bel sorriso e la +pazza allegria dei giorni, pur così vicini e già così lontani, in cui +erano andate ad abitare alle Zattere. Bisognava accomodare, bisognava +trovar qualche cosa per renderla ancora felice, ma non sapeva che cosa, +e si struggeva guardando quell'ombra nell'ombra, udendo quel singhiozzo +sommesso; a poco a poco, anch'essa, Clarice, si sentì inumidir gli occhi +e lasciò scorrere le lagrime, con un gran desiderio di stringere la +fanciulla tra le braccia e di accarezzarne la bella faccia dolorosa. + +L'episodio della contessina, le imprudenze del Candriani erano ormai +dimenticati dalla giovane; ella si ripeteva mentalmente la parola +«mantenuta» fin quasi a smarrirne il significato; non aveva fatto altro +dacchè era salita in gondola, non ad altro aveva potuto pensare. +Comprendeva d'un tratto il perchè dei sorrisi e degli sguardi procaci +che la perseguitavano, del mormorio che l'accompagnava se compariva in +pubblico: era giudicata, classificata, bollata; non poteva difendersi; +non poteva gridar per le vie il suo amore, le sue illusioni, la sua +fede; credevano che avesse patteggiato e si fosse venduta; era povera un +giorno ed oggi aveva gondola, casa, dama di compagnia, tre persone di +servizio, abiti eleganti, denaro, gioielli. Non aveva chiesto nulla, ma +non importava; era l'amante d'un signore; carne di lusso, avevan detto, +e poi mantenuta; non viveva nel lusso? non s'era accorta del mutamento? +a che valevano le scuse? + +In verità non s'era accorta di nulla, perchè il suo piacere era tutto +nell'amar Filippo e nell'esserne amata, e l'avrebbe amato nel lusso o +nella miseria, e agli agi della vita non aveva dato alcun peso. Ma +questo non contava per gli altri. Gli altri? Chi erano gli altri? Erano +uomini che la volevano e le serbavano rancore perchè non si dava; eran +donne che la odiavano pel gusto di odiare, come odiano le donne. Essi +avevano ragione perchè le apparenze eran contro di lei; s'era +abbandonata totalmente a Filippo, il quale avrebbe potuto metterla su un +trono o relegarla in un abbaino, senza ch'ella chiedesse perchè; la +presenza di lui era il perchè d'ogni cosa, ed egli faceva ciò che +doveva, e ciò ch'egli faceva era ben fatto. Ma a queste dedizioni intere +e profonde, nessuno presta credito; e il mondo diceva «carne di lusso», +«mantenuta»! + +Con gli occhi sbarrati nella penombra, dimentica di quelli che le +stavano vicino, la fanciulla si lasciava cullar dalla gondola, +rivolgendo questi pensieri in mente, e torturandosi senza posa; allorchè +la gondola si fermò, ella diede un sobbalzo e s'afferrò al braccio di +Berto, come fosse repentinamente caduta da un'altura. + +--Siamo a casa?--domandò. + +--Siamo a casa,--ripetè Clarice; e col fazzoletto le asciugò gli occhi +perchè i servi non vedessero, e poi le diede un bacio sulla +fronte.--Tesoro caro!... + +Mentre Clarice s'avviava, chinandosi per uscir dal felze, seguita da +Loredana e da Berto, sulla fondamenta risuonò la voce allegra di +Filippo. + +--A quest'ora?--egli disse ridendo.--Siete state a teatro? E c'è anche +Berto? Ma è un complotto, allora, una grossa bricconata! + +Loredana uscì in fretta, si fece presso a Filippo, con un movimento +rapido e timoroso, quasi cercasse protezione. Era felice di vederlo e di +udirne la voce. Ella disse: + +--Siamo state al Goldoni, abbiam trovato il conte, che ci ha ricondotte. + +--Potenza dell'amore!--pensò Clarice.--È già consolata! ha la sua voce +solita. + +Berto si grattò la nuca ricciuta. L'incontro con Filippo imbrogliava le +cose: bisognava raccontargli ciò ch'era avvenuto a teatro, o tacere? + +--Io non racconto nulla!--egli decise tra di sè.--Ci penseranno le +signore se vorranno! + +--Sono stato al «Grand Hôtel»,--disse Filippo, mentre tutti si fermavano +presso la porta di casa.--C'era anche lo zio Roberto.... E ti sei +divertita, Lori? Che cosa davano al Goldoni? + +--Sì, mi sono divertita molto!--esclamò Loredana, presto.--Davano il +«Boccaccio». + +--Non racconta nulla!--pensò il Candriani.--Le confidenze gliele farà +quando saranno a letto.... + +Egli si scoperse il capo per prendere congedo, ma Filippo lo fermò: + +--Non andartene; vieni su. Ti offro una coppa di sciampagna. + +--Se paghi da bere....--disse Berto ridendo ed entrando in casa egli +pure. + +--Sì, pago da bere!--rispose Filippo allegramente.--Dobbiamo bere. Come +si dice? _nunc est bibendum_? Me n'è capitata una graziosissima. + +--Ahi!--pensò Berto.--Una graziosissima, anche a lui! + +Erano nell'anticamera; senza badare se Berto vedesse o no, senza curarsi +di Piero, che stava in un angolo ad aspettare ordini, Loredana si gettò +improvvisamente tra le braccia di Filippo e lo baciò sulla bocca. + +--Gran Dio, quale passione!--esclamò Filippo stupito.--Scusami, Berto! + +Il giovane aveva voltato la faccia contro uno specchio e faceva dei +gesti comici, che potevano essere di protesta o d'assoluzione. La +signora Clarice diede in una risata. Loredana, sorpresa ella stessa e +tornata calma, arrossì fino ai capelli. + + + + +VII. + + +Quando furono nel salottino, mentre le signore s'erano ritirate un +istante per togliersi i mantelli, Filippo disse a Berto Candriani: + +--Mi son giuocato più di due milioni. + +Berto fece un balzo sulla poltrona, nella quale aveva preso posto. + +--Sei matto!--esclamò.--Da quando in qua ti sei messo a giuocare? + +--Eh no!--disse Filippo ridendo e accendendo una sigaretta.--Non li ho +giuocati a macao o a faraone; li ho giuocati a parole, con lo zio. Egli +mi ha fatto comprendere, anzi mi ha detto chiaro e tondo che se non +lascio Loredana e se non sposo Giselda, non vedrò un centesimo del suo +patrimonio. Io gli ho risposto che se lo tenga, che faccia della +beneficenza, che vada al diavolo. E così, l'affare è liquidato! Che te +ne pare? Non è il caso di bere un goccio di sciampagna alla salute dei +parenti? + +Berto Candriani non rispose subito; pareva guardasse le vecchie stampe +lascivette appese alla parete, raffiguranti il bagno di Diana +cacciatrice, l'incontro con Atteone, Diana e le Ninfe. + +--È un grosso pasticcio,--egli sentenziò infine.--Ma tu credi che le +decisioni di tuo zio siano inappellabili? + +--Senza dubbio, anche perchè mia madre soffia sul fuoco. Mia madre ha +preso partito per la Fioresi, e tu sai quanto sia risoluta e tenace. Se +Roberto volesse scendere a più miti consigli, dovrebbe lottare con mia +madre, dalla quale gli è venuto certo il suggerimento di queste minacce. +E figurati se lo zio vuol perdere tempo e fiato a discutere!... + +In quell'istante comparve il domestico, il quale recava lo sciampagna, +le coppe, il servizio col tè: dispose tutto sopra un tavolino e si +ritirò silenziosamente. + +--E vuoi raccontar questo alla signorina?--domandò Berto. + +--Non ho ragioni per nasconderlo,--disse Filippo. + +Berto gli fe' cenno di tacere: s'udiva nella camera prossima il fruscìo +d'una gonna. Egli susurrò prestamente: + +--Non dirle nulla! È troppo agitata stasera. + +E si alzò per andare incontro a Loredana, che entrava sorridendo. + +--Come siamo eleganti, eh?--disse il Candriani, guardandola così svelta +e bianca. + +Filippo fissò la giovane e le si avvicinò. + +--È strano!--esclamò.--Ora che ti vedo bene, mi sembri molto pallida; si +direbbe che tu abbia pianto.... + +Loredana s'appressò al tavolino e si dispose a preparare il tè, cercando +di darsi un contegno e di sfuggire alle indagini di Filippo; ella era +inquieta, come se l'amante avesse scoperto qualche gravo fallo. + +--No, sai?--ella balbettò.--Non ho pianto.... + +--Che cosa è avvenuto?--domandò Filippo al Candriani.--Perchè non volete +dirmelo? + +Il Candriani era tornato a sedersi, ma presso il tavolino; aveva preso +da un canestro alcuni biscotti che andava mangiando con pacata +attenzione, e guardava le belle mani della giovane affaccendata intorno +alla teiera e al bricco dell'acqua bollente. + +--Glielo diciamo?--egli chiese ridendo a Loredana.--Bisogna dirglielo, +altrimenti crederà che sono stato io a farla piangere.... Ecco, Flopi, +ascolta.... + +Filippo sedette egli pure vicino a Berto, e sedette anche Loredana, dopo +avere offerto ai due uomini la tazza di tè. + +--È stato così:--disse il Candriani.--Mentre uscivamo dal teatro, un +farabutto ha ingiuriato la signorina; non ho potuto scoprire chi fosse; +tutti guardavano a terra e parevano sonnambuli. La signorina, quando fu +in gondola, visto che il tragitto era lungo e noioso, occupò il tempo a +piangere, e io che voleva farle la corte sono rimasto con un palmo di +naso.... + +Loredana si mise a ridere. + +--È tutto qui?--domandò Filippo incredulo. + +--È tutto qui,--rispose Berto.--Vedi che ora ride; non potrebbe +dimostrati meglio che si trattava d'una inezia. + +Filippo scosse la testa; sapeva bene che vicina a lui, la giovane +dimenticava ogni dolore, e la sua piccola risata squillante non gli +provava nulla. + +--Ma che cosa hanno detto?--egli incalzò. + +La fanciulla gettò una rapida occhiata a Berto, il quale non si +aspettava una domanda categorica. + +--Chi se ne ricorda?--egli fece, impacciato.--Lei se ne ricorda, +signorina? + +Loredana tornò a ridere; ormai non le importava delle ingiurie, ed era +tutta felice di sentirsi protetta dall'amante, nella sua casa elegante e +quieta. + +--Sì, me ne ricordo,--ella dichiarò, ancora sorridendo.--Mi hanno detto: +carne di lusso.... + +--Oh, i mascalzoni!--esclamò Filippo, oscurandosi in volto. + +--E poi,--soggiunse Loredana col suo placido sorriso,--e poi, mantenuta! + +Filippo sussultò; nella stessa ora, la folla anonima e lo zio Roberto +gettavano in faccia alla ragazza la stessa accusa, coprivano di fango il +suo amore. Egli dissimulò il suo turbamento, e disse: + +--Hai ragione, cara, di ridere; non si può che ridere di certe +volgarità.... Ora ci verserai una coppa di sciampagna e berremo...., +berremo a dispetto degli invidiosi. + +--E ai due milioni!--si lasciò sfuggire Berto. + +--E alla carne di lusso!--concluse Filippo ridendo. + +Loredana s'era alzata a versare il vino dorato nelle coppe. Un po' +inclinata verso i due uomini, con la bella testa adorna di pettini +scintillanti, il bel corpo chiuso nell'abito bianco, ella era l'imagine +della giovinezza forte e procace. Le tre coppe si urtarono lievemente, +qualche goccia cadde sul tavolino. + +--Perchè beviamo ai due milioni?--chiese Loredana d'un tratto, come +ricordandosi.--Che cosa vuol dire? + +--Nulla, nulla, vuol dire,--interruppe l'amante. + +--Sì, vuol dire qualche cosa,--insistette Loredana.--Vedi: io ti ho +raccontato tutto, e tu non mi racconti.... Quando ci siamo incontrati +stasera, ci hai detto che avevi avuto un'avventura graziosissima. Non è +forse vero, conte? + +Il Candriani assentì con un moto del capo. + +--Ti racconterò dopo,--promise Filippo.--Non si tratta di un'avventura. +E del resto, non potrei avere un segreto? + +--Certo,--osservò Loredana pensierosa.--Ma allora non si annuncia.... + +I due amici diedero in una risata. + +Berto Candriani bevve ancora una coppa di sciampagna, parlò dei prossimi +spettacoli della Fenice, e dopo pochi istanti si congedò. + +Non appena egli ebbe varcata la soglia, Loredana gettò le braccia al +collo di Filippo. + +--Caro!--ella disse baciandolo.--Che cosa ti è avvenuto? Perchè vuoi +tacere con la tua viperetta? + +L'amante sorrise e le passò un braccio attorno alla vita. + +--Non voglio tacere nulla,--egli dichiarò.--Berto m'aveva detto che tu +eri agitata questa sera, e perciò non ti raccontavo l'incidente, che non +ha alcuna importanza, del resto; poi egli stesso ha voluto fare il +brindisi ai due milioni, quella testa matta! + +--Sai perchè? Mi ha visto ridere e allora ha compreso che non ero +agitata. + +Dolcemente, stringendola al fianco, a piccoli passi, Filippo +l'accompagnava nella camera di lei, e la baciava sui capelli. Così +spesse volte egli si largiva il piacere di assistere mentre la fanciulla +si spogliava e talora le prestava mano; in tal modo tra gli scherzi e i +baci, la scena si prolungava e finiva sempre a una maniera. + +Quando fu nella camera da letto, Filippo prese posto in una poltrona, e +la giovane s'accinse a togliersi gli abiti. + +--Ebbene, Flopi?--ella chiese. + +--Ah ecco!--disse Filippo.--Sono stato al «Grand Hôtel» e ne sono uscito +con lo zio Roberto, il quale ha colto l'occasione per farmi una delle +solite prediche. Ci siamo accalorati; egli mi ha minacciato di +diseredarmi, e io gli ho detto che me ne infischio; a quel che pare, i +due milioni dello zio sono così sfumati, ma io preferisco loro la mia +libertà piena e assoluta. Ecco tutto, Lori; vedi che non valeva nemmeno +la pena di parlarne. + +Loredana, rapidamente liberatasi della gonna, rimase attonita. + +--Due milioni!--ripetè a un tratto. + +--Poco più, poco meno,--disse Filippo.--Ma io non ho mai avuto bisogno +del suo denaro, e tu lo sai. + +La fanciulla gettò gli abiti sopra una sedia, e restò ritta innanzi +all'armadio a specchio.... + +--Per colpa mia!--ella esclamò. + +--Lori, te ne prego,--disse Filippo.--Mi dispiace quando tu parli così: +non è per tua colpa, ma per colpa dei miei parenti. Non è una novità, +questa: ti ricordi che io te l'avevo detto? I miei parenti non +capiscono, e le discussioni non valgono a niente.... + +--Vogliono che tu mi lasci?--incalzò Loredana. + +--S'intende!--rispose Filippo.--Lo zio Roberto, poveretto, non è che lo +strumento di mia madre, la quale lo fa agire e parlare, ed egli agisce e +parla, tanto per avere pace. + +--Vogliono che tu mi lasci?--ripetè Loredana.--E non vogliono altro? + +--Per bacco!--esclamò Filippo ridendo.--Mi pare che basti.... + +--No, potrebbero volere di più,--disse la fanciulla, dopo un attimo +d'esitazione.--Potrebbero volere che tu ti sposi.... Perchè, Flopi, io +non capisco.... Se tu mi lasciassi, che faresti? Vivresti senza amanti e +senza moglie? Pretendono questo i tuoi parenti?... Non vogliono che tu +ti sposi? Non hanno qualche signorina che piace loro e che ti offrono? + +Filippo tacque, stupito, e si chiese come mai la piccola Lori, ch'egli +reputava ancora poco più d'una bambina, col solo aiuto della logica, +fosse giunta alla verità. Per nascondere il suo impaccio, egli si alzò e +disse: + +--No, no: che ti viene in mente?... Lascia che io ti guardi.... + +Loredana fece un gesto per allontanarlo, e insistette: + +--Veramente, Flopi, non ti hanno mai parlato di matrimonio, non vogliono +che ti sposi? + +--Ma no; sono tue fantasie queste!--ripetè Filippo. + +--Sei pronto a giurarmelo? + +--Te lo giuro.... + +--Sei pronto a darmi la tua parola d'onore? + +Filippo ebbe un attimo di titubanza; ma ormai non poteva più +retrocedere. + +--Ti do la mia parola d'onore!--disse. + +La fanciulla si coprì il volto con le mani e ruppe in pianto. + +--Come!--esclamò Filippo, sorpreso.--Ora piangi? Non sei contenta? Forse +non credi? + +Ella gli stava innanzi con le braccia e il petto scoperti; aveva le +mutande di batista che le arrivavano al ginocchio, le calze di seta +grigia, le scarpette basse e bianche: pareva un piccolo gentile Pierrot. + +--Così carina,--disse Filippo,--e così cattiva! Ma non sei contenta, ti +ripeto? + +Loredana riuscì a rispondere tra i singhiozzi: + +--Sì,--dichiarò, mentendo alla sua volta,--piango perchè sono contenta! + +Filippo si mise a ridere, e la strinse al petto, sollevandola da terra. + +--Vieni,--disse.--Vieni, mascheretta bella, viperetta cara. Tu sei tanto +bella, io ti amo tanto.... + +La giovane gli si avvinghiò al collo, si lasciò adagiare sul letto, e +tra le lagrime cercò la bocca di lui, che mentiva e baciava così +bene.... + + + + +VIII. + + +L'inverno fu singolarmente crudo e lungo quell'anno, a Venezia; nevicò +più volte e nei giorni sereni una gelida bora soffiò con violenza. Molte +famiglie abbandonarono la campagna innanzi tempo e iniziarono la +stagione dei ricevimenti e delle feste prima dell'usato; a metà +novembre, la vita elegante, in causa dei rigori invernali, fioriva già +in tutto il suo rigoglio. + +Filippo ne fu ripreso a poco a poco, quasi senz'accorgersene; ritrovò +gli amici, e rifece la solita ruota di visite e di consuetudini, tra +quei soliti gruppi di persone, alla quale era abituato. + +Ma per Loredana ebbe le cure più sollecite. Il mormorìo del mondo e +l'astiosità dei parenti gli avevan reso la fanciulla anche più cara, e +spesso rinunziava a qualche trattenimento mondano per dedicarle il suo +tempo. L'aveva circondata di lusso, provvedendole abbigliamenti a +Milano, facendole regali di gioielli, coprendola di sete e di merletti e +di pelliccie, perchè la sua bellezza avesse una degna cornice. + +Loredana lasciava fare. + +Era mutata; un dolore sordo e profondo andava rodendola dal giorno in +cui aveva scoperto che il suo Flopi mentiva; e mentiva perchè l'amicizia +con Giselda Fioresi doveva avere un significato ch'egli non poteva +confessarle. Dapprincipio, quando s'accorse che Filippo riprendeva le +sue abitudini mondane, la giovane lo seguì col pensiero affannosamente; +si fece raccontar volta per volta ciò che egli aveva visto e ciò che +aveva detto; notò che mai non pronunziava il nome della contessina +Fioresi, anche quando dai giornali si poteva rilevare che la contessina +frequentava le feste e i ritrovi ai quali Filippo prendeva parte. Mille +volte, Loredana era stata in procinto di chiedere spiegazioni, e mille +volte s'era trattenuta, pensando ch'egli avrebbe mentito ancora. + +Poi a poco a poco, riuscì a dominarsi; non volle più sapere, non +interrogò più. Ella era la sua amante, che lo attendeva con desiderio +inesprimibile e gli si dava tutta con infinita voluttà; faceva tacere la +gelosia terribile che le attossicava il cuore, divorava in silenzio le +lagrime e si mostrava sempre lieta e sorridente. Era un eroismo d'ogni +giorno, d'ogni ora, che Filippo non sapeva, non avrebbe mai saputo. + +Anche quel lusso che la circondava le pareva soverchio; indossava la +pelliccia, infilava nelle dita gli anelli preziosi con un certo piccolo +brivido, pensando che il nome di mantenuta le conveniva allora meglio +che mai. Non gliene importava; il mondo le era così sconosciuto e così +lontano, che non voleva occuparsene; ma sua madre, la buona signora +Emma, s'era inquietata per lei. + +Loredana andava sempre a trovare la mamma nella casetta bianca sul +campiello solitario. Ogni volta era certa d'incontrare per la via Adolfo +Gianella, il suo antico fidanzato, il quale le faceva la posta. Egli le +era rimasto stranamente fedele, attraverso l'uragano di scandalo e di +maldicenza che aveva travolto il nome della giovane. La seguiva a +distanza per lunghi tratti, la guardava con intenso piacere, e ne era +forse più innamorato che nei giorni in cui ella era vergine e innocente. +Adolfo aveva appreso tutto dalla bocca dei curiosi e degli sfaccendati, +la vita e l'amore di Loredana, e poi aveva scoperto il nido degli amanti +e s'era posto a gironzare in quei dintorni, a guardar quelle finestre, a +spiar quella gioia. Umile e timido, non confidava ad alcuno i suoi +crucci, non parlava in famiglia di Loredana, perchè la famiglia di lui +la odiava. Egli si contentava di seguir la fanciulla e di vederla bella, +prosperosa, felice. + +La cosa era tanto abituale ormai, che Loredana contava sulla presenza di +Adolfo, e s'egli passeggiava nel campiello, essa si tratteneva più a +lungo presso sua madre. + +--Bada che è tardi,--le diceva questa qualche volta. + +--Oh non importa!--rispondeva Loredana, dopo essersi affacciata alla +finestra.--C'è Adolfo, che mi riaccompagna. + +E la fanciulla sorrideva, non sapendo ella medesima se la devozione di +lui fosse ammirabile o ridicola. + +Una sera egli s'infuriò, con uno di quegli scatti ciechi e improvvisi +che sono proprii dei caratteri timidi. Loredana s'era trattenuta assai +tardi e ritornava sola, a piedi, verso le Zattere, percorrendo calli +deserte. Ella indossava la pelliccia, aveva una borsetta a maglie d'oro +appesa al braccio, e le buccole di brillanti negli orecchi. + +Adolfo le si avvicinò d'un tratto e le disse bruscamente: + +--Perchè torni a quest'ora? Non pensi che ti può capitar qualche cattivo +incontro?... + +Loredana si fermò sbalordita a guardarlo; poi rise involontariamente: + +--Sapevo che c'era lei,--rispose,--e che lei mi accompagna. + +Egli si calmò subito; le si mise al fianco, e le disse con espressione +lamentabonda: + +--Come sei bella!... Non vuoi, non vuoi proprio sposarmi? + +La giovane parve non aver capito; egli continuò: + +--Io ti perdono tutto; tu sei l'amante del conte, e non te ne faccio +colpa. Forse io non sapeva trattarti, ma ora ho imparato, perchè ho +tanto sofferto.... Non vuoi sposarmi? Non ti piacerebbe di vivere con +me? + +Loredana scosse il capo, accennando di no. Adolfo soggiunse, umilmente: + +--Hai ragione. Sei abituata al lusso e all'eleganza.... Il tuo valore è +troppo grande per me.... + +La fanciulla lo squadrò e rispose: + +--Sì, ora valgo più di due milioni.... + +Adolfo tacque senza comprendere. Che cosa voleva dire? Era impazzita? La +guardò di nuovo, e vedendo che essa sorrideva, non osò chiedere +spiegazioni; le camminò al fianco in silenzio, a capo basso. + +--Lei mi ha perdonato?--riprese Loredana d'un tratto.--Ma è inutile; io +non le ho chiesto il suo perdono, e non le ho fatto nulla di male, +perchè ho disposto di me liberamente. Crede lei che per vivere la mia +vita non occorra del coraggio?... + +Si morse le labbra, temendo di dir troppo; e con voce secca aggiunse: + +--Mi sorvegli, ma non mi stia al fianco; potrei incontrare persone che +conosco, e non vorrei far credere che io passeggi coi giovanotti la +sera, per le calli perdute.... + +Adolfo rallentò il passo, in modo da starle alle spalle e da proteggerla +senza accompagnarla. La fanciulla si sentì presa da tenerezza, per il +querulo amante, volse il capo, e disse con un sorriso: + +--Grazie. Così va bene.... + +Egli la seguì fino alle Zattere e poi scomparve. + +Per più giorni andò ruminando la frase della giovane: «Ora valgo più di +due milioni». Che cosa aveva voluto dire? Forse la pelliccia, i +brillanti, gli abiti che portava indosso valevano più di due milioni? +Era impossibile.... Allora qualcuno le aveva offerto due milioni per +abbandonare il conte?... Questo era più verosimile; egli, Adolfo, due +milioni gli avrebbe dati per la gioia di far sua Loredana, e un ricco +signore poteva pagarsi caro quel capriccio.... Andava galoppando nel +mondo delle fantasie e degli assurdi, senza venire a capo di nulla, +divorato dal bisogno di sapere, annaspando nelle tenebre. + +La frase sfuggitale aveva scosso Loredana medesima. Ella pure vi ripensò +nei giorni seguenti, come le parole fossero state una rivelazione, come +il fatto avesse trovato in quelle una consacrazione impreveduta e +strana. + +Valeva ella veramente più di due milioni? Filippo non pensava mai al +patrimonio che le aveva sacrificato con tanta prontezza? + +Loredana si mise a studiarlo attentamente, a scrutarne il pensiero, a +sorprenderne le intenzioni. Egli era imperturbabile; non più parola +usciva dalla sua bocca a proposito di quella eredità, non un accenno ai +parenti, allo zio, alle noie che dovevan dargli. La sua educazione e le +sue abitudini di gran signore non gli permettevano di gettare uno +sguardo di rammarico a quel tesoro perduto; gli sarebbe parso di +commettere la più ignobile delle bassezze. Parlava all'amante di ogni +cosa, fuor che di quell'incidente, al quale aveva dato minore importanza +di quel ch'egli medesimo si aspettasse, forse perchè sui due milioni +dello zio non aveva mai fatto grande assegnamento. + +Egli possedeva circa trentamila lire di rendita e non giuocava; tutto il +suo lusso e tutto il suo piacere erano in Loredana, la quale gli costava +poco oltre la metà del reddito; viveva così in perfetto equilibrio +economico, e finiva per giudicare che le recise dichiarazioni dello zio +gli avevan tolto una preoccupazione fastidiosa e gli avevan dato la +libertà assoluta di vivere a proprio talento. + +Loredana non riusciva a penetrare il pensiero dell'amante. Lo vedeva +padrone di sè, sereno, quasi spensierato, e credeva a una finzione.... + +Un giorno in cui egli andava ammirandola e accarezzandola, la giovane +non riuscì a dominarsi. Gli chiese: + +--Ti piaccio? + +--Molto,--rispose Filippo ridendo.--Ne dubiti forse? + +--Mi ami?--incalzò Loredana. + +--Molto,--ripetè Filippo. + +--Ti pare che.... + +Si trattenne, si sentì confusa, diventò rossa in volto. + +--Che cosa?--domandò Filippo.--Che cosa deve parermi? + +--Ti pare che...? Ti pare che io valga più di due milioni?--disse +finalmente la ragazza. + +Filippo la strinse fra le braccia ridendo. + +--Più di due milioni?--esclamò.--Ma più che tutti i milioni della terra! +Quali domande tu mi fai! Si direbbe che tu mi creda pentito di non avere +accettato un patto vergognoso, e che io ripensi a quei denari con +rincrescimento.... + +Corrugò la fronte e seguitò con espressione più grave: + +--Questo è offensivo per me, Lori. Tu non dovresti giudicarmi così male. +Io ho avuto fortunatamente un'educazione, la quale mi ha abituato a non +contare mai sul denaro. Se non fossi ricco, lavorerei, e saprei +guadagnarmi da vivere; in ogni modo, certo, non venderei una donna che +mi ama per un patrimonio anche enorme. + +Loredana si passò le mani sul volto e si mise a ridere infantilmente. + +--Questo mi fa bene,--disse respirando.--Mi fa bene a udir queste +parole. Io pensava sempre ai due milioni, e mi dicevo che non valgo +quella somma.... + +Filippo le mise una mano sulla bocca. + +--Tu mi hai scambiato per un mercante di donne,--interruppe, sorridendo; +e aggiunse con certo orgoglio che Loredana non aveva mai rilevato +prima:--_Noi_ non ci pieghiamo per denaro.... + +Scivolatagli dalle braccia, ella gli stava davanti in ginocchio, +ammirandolo con espressione ingenua; lo guardò, coi grandi occhi dolci e +ridenti velati da ciglia lunghe, e rimase immobile, così che Filippo +dovette scuoterla. L'ammirazione di lei, che aveva qualche cosa di alto +e di religioso, lo commuoveva sempre; egli se ne sentiva avviluppato e +preso in ogni ora, e ne era quasi sgomento, perchè sapeva ormai che la +fanciulla viveva della sua vita, respirava il suo respiro. + +In quell'istante nel quale, caduta involontariamente a ginocchi, +Loredana pareva adorarlo estatica, l'uomo pensò che se il vecchio +Roberto l'avesse vista, avrebbe compreso l'affetto e la protezione +ch'egli Filippo le consacrava, e si sarebbe pentito d'averla chiamata +mantenuta con tanta leggerezza: Filippo si volse a guardare se lo zio +non fosse in un canto, e poi sorrise della propria allucinazione. + + + + +IX. + + +La signora Marta Serrantoni, una giovane dalla grascia pallida, coi +capelli color fiamma, avida di cibo e di denaro, aveva mosso gran guerra +in principio a Loredana e a sua madre, in nome della morale. Poi vedendo +la fanciulla per le vie tutta elegante, e per il Canal Grande nella +gondola a due remi, la signora Marta s'era a poco a poco ravveduta. Il +conte trattava bene l'amica sua, bisognava pur dirlo: non era il +libertino capriccioso e volubile che si credeva, e dal contegno di lui +era naturale concludere che non aveva intenzione di piantare un bel +giorno l'amante nuova come tante altre. + +La signora Marta diceva questo con solennità, quantunque avesse detto il +contrario pochi mesi prima, con la medesima solennità; e il codazzo di +giovani e vecchie pettegole che davan peso alle sue parole, andavan +ripetendole, e di giorno in giorno si riavvicinavano alla madre di +Loredana e riprendevano a frequentarne la casa. + +Così mentre la signora Emma era malcontenta per il lusso della figlia, +che a lei pareva eccessivo, le altre se ne felicitavano; quando +Loredana veniva dalla sua mamma e trovava le amiche, queste le +passavano una rivista minuta, pregandola talvolta di alzare un po' la +gonna per mostrar le calze di seta, osservando la biancheria, +divertendosi a infilar gli anelli, a provarsi il cappellino, a indossar +la pelliccia. La loro morale taceva innanzi al pregio della roba +lussuosa; esse s'inchinavano all'amante ricco e liberale. Anche ne +godevano, perchè più volte avevano avuto in dono gli abiti ancor freschi +che Loredana smetteva, e i cappellini ch'ella mutava sovente. + +La giovane aveva spesso in tasca qualche biglietto delle amiche, le +quali chiedevano protezione al conte per il marito, per il fratello, pel +nipote; e il conte riusciva ad allogar l'uno, a migliorar la posizione +dell'altro, senza conoscerli, per far cosa grata alla sua viperetta. + +I concetti morali di quelle piccole donne avevano sorpresa e disgustata +Loredana, che ignorava gli avvolgimenti e le mutazioni dell'umana +vigliaccheria; le avrebbe preferite nemiche aperte; e parlandone con +Filippo, si sentiva in obbligo di scusarle, perchè egli non le +giudicasse troppo severamente. + +Ma egli ne rideva, e se ne faceva ripetere le frasi ammirative, +divertendosi ai loro pettegolezzi e al loro mormorìo; qualche volta per +mano dell'amante inviava dolci o fiori, ch'esse si disputavano +vivamente, e talora anche sulla tavola delle borghesi pettegole +comparivan le bottiglie polverose della cantina del conte. A questa +maniera, senza conoscerle di persona, Filippo s'era creato intorno un +circolo di amiche, le quali correvano dalla signora Emma a esaltar la +generosità di lui e a felicitarsi della fortuna che era toccata alla +figliuola. + +La signora Emma non pareva del loro avviso, e da qualche tempo era anzi +inquieta. + +Come sarebbe finita quell'avventura? La fedeltà del conte l'aveva +stupita senza persuaderla. Nelle sue lunghe ore di riflessioni, ella +aveva accarezzato la speranza che Loredana avesse un figlio; il legame +avrebbe consacrato quell'amore con vincoli quasi sacri, obbligando +Filippo per tutta la vita, forse spingendolo a un passo decisivo. Ma +nulla era avvenuto; Loredana era sterile. + +La signora Emma non poteva acconciarsi a questa idea; guardando la +figliuola bella e gagliarda, non le riusciva di credere ch'ella fosse +infeconda; le era balenato il sospetto che la sua sterilità fosse voluta +dall'esperta astuzia di Filippo. Impossibile parlarne a Loredana, che +egli aveva avuto vergine e ignorante d'ogni cosa; sarebbe stato assurdo +interrogarla. + +Una volta che la giovane scherzava col bambino di Marta, la signora Emma +osò domandarle: + +--Ebbene, Lori, non ti piacerebbe avere un bimbo anche tu? + +La giovane diventò vermiglia in faccia. + +--Certo,--balbettò,--un bambino anch'io.... + +--Forse al conte non piacciono?--osservò la signora Emma. + +--Non ne abbiamo mai parlato,--rispose Loredana. + +E bruscamente andò alla finestra senza proseguire. + +--Un bel bambino, che si potrebbe chiamare....--seguitò la madre.--Come +lo chiameresti, Lori? + +La giovane si volse e le disse: + +--Oh, mamma, non parlarmi così! Mi confondi! + +Emma non aggiunse parola, ma quel turbamento la sorprese e le parve la +conferma dei suoi sospetti. Non aveva capito che Loredana si sentiva a +disagio, perchè le sembrava che il discorso aprisse un spiraglio di luce +sul suo amore pel quale aveva sempre un riserbo timoroso, una verecondia +inquieta. + +L'argomento ritornò più volte; la Serrantoni, alla quale la signora Emma +aveva confidato i suoi sospetti, s'incaricò d'interrogare Loredana; ma a +lei mancò l'animo di spiegarsi e Loredana la guardò attonita per +quell'interrogatorio, disordinato e confidenziale insieme. + +La giovane s'infuriò. + +--Se ancora mi parlate del bambino,--dichiarò un giorno,--io non verrò +più a trovarvi! È un'insolenza; tutti vogliono sapere che cosa pensa +Flopi dei bambini; tutti mi domandano che cosa ne penso io; non ci +lasciano più vivere! La Serrantoni mi ha perfino chiesto se sono sicura +che Flopi mi voglia bene come un marito!... È orribile questo +pettegolezzo.... + +E diede in uno scoppio di pianto, mentre la madre e le amiche le si +facevano attorno a consolarla. Le amiche, specialmente, eran premurose +perchè si vedevano sfuggire le sottane di seta e i cappellini +civettuoli; e quando Loredana accarezzata dalle une, baciata dalle +altre, rassicurata da tutte, cominciò a sorridere attraverso le lagrime, +le donne esalarono un grande sospiro di sollievo.... + +--Non capisce!--dissero tra di loro più tardi.--È ancora innocente come +l'acqua.... + +In verità, non capiva; non capiva che cosa volessero da lei, non capiva +le perifrasi prudenti, non capiva che cosa importasse loro la sua +maternità probabile, non capiva sopratutto come questa volta anche sua +madre prendesse parte al coro. + +--Ma che cosa mi domandano? Ma di che cosa si occupano?--chiese infine +alla signora Emma. + +--Esse credono,--spiegò Emma,--che se tu avessi un bambino, il conte ti +amerebbe di più. + +--E che cosa importa loro se Flopi mi ama di più o di meno? + +Emma si strinse nelle spalle. + +--Mio Dio,--disse, confusa.--È un pensiero che hanno per te, perchè ti +sono affezionate. + +--Ma è un pensiero stupido, mamma!--protestò Loredana.--Se io avessi un +bambino, Flopi mi amerebbe ugualmente. Che ne so io? Fors'anco mi +amerebbe meno. + +--Davvero?--esclamò Emma scandalizzata.--E perchè mai? + +--Perchè sarei malata, perchè diventerei brutta, per tante ragioni +noiose, insomma.... + +--Allora sei tu che non lo vuoi, Lori?--domandò Emma. + +La ragazza la guardò intontita, e poi si mise a ridere. + +--Io?--disse.--Come posso io volerlo, o non volerlo? + +--Allora è il conte che non vuole?--insistette Emma. + +--Flopi?--esclamò Loredana.--E tu pensi che Flopi si curi di queste +sciocchezze? Tu pensi che Flopi sia come la signora Serrantoni? + +--Non sono sciocchezze, Lori,--sentenziò Emma gravemente.--Alla fin +fine, tutto dipende dalla volontà del conte. + +Loredana scoppiò in una lunga risata. + +Le preoccupazioni di sua madre e delle sue amiche risvegliavano in lei +un allegro stupore. Ebbe la tentazione di parlarne all'amante, poi con +lo spirito d'intuizione che spesso la guidava, sentendo nella curiosità +delle donne qualche ombra di mistero, si trattenne; ma istintivamente +scaltra, riuscì per una via indiretta a sapere che cosa Filippo pensava +dei bambini. + +Quando egli usciva solo a passeggio, le chiedeva che dovesse portarle a +casa. + +--Vuoi i dolci, Lori? Vuoi un palco per questa sera? Devo mandarti i +fiori per la tavola? + +Loredana sceglieva; il più delle volte non sceglieva nulla. + +--Voglio che tu ritorni presto,--rispondeva. + +Ma pressata dalla inquisizione delle pettegole, un giorno si arrischiò: + +--Voglio che tu mi porti a casa un bel bambino.... + +--Di cioccolata?--domandò Filippo ridendo. + +--No, un bel bambino vivo,--disse Loredana. + +Filippo, che già stava per uscire, tornò indietro e le si avvicinò: + +--Veramente?--chiese.--Veramente, tu desideri un bambino? + +A guardarla, non si sarebbe detto; ella sorrideva, osservando la +maraviglia dell'uomo, una maraviglia commossa e dolorosa. + +--Hai ragione,--egli continuò, accarezzandole i capelli.--Tutte le donne +vogliono il loro bambino.... Ma un bambino, per noi, in questo +momento.... + +Sembrava molto intrigato, e la cosa divertiva immensamente Loredana, che +non l'aveva mai visto così. + +--Certo,--riprese Filippo,--un bambino ti terrebbe compagnia e tu gli +vorresti bene.... Ecco: l'anno venturo avrai il bambino. Te lo prometto. +Sei contenta? L'anno venturo.... + +Ma s'interruppe. Loredana rideva, fino ad averne umidi gli occhi; poi +con uno scatto gli balzò al collo, e sempre ridendo gli disse: + +--Tu hai creduto davvero che io voglia un bambino? Ma no; ma non vi ho +mai pensato, mai, mai, mai! È la signora Serrantoni che mi annoia coi +suoi discorsi e vuole sapere perchè io non ho bambini! A me non importa +nulla! La Serrantoni dice che è colpa tua se non abbiamo bambini, e poi +dice che è colpa mia, e non sa nemmeno lei.... Ma io voglio ciò che tu +vuoi, e non ho mai pensato a queste sciocchezze. Non è vero che sono +sciocchezze? + +--E la Serrantoni,--disse Filippo racconsolato,--non ti ha spiegato +perchè è colpa mia se non abbiamo bambini? + +--Ah no!--esclamò la giovane, ridendo ancora.--Non mi ha spiegato +niente. Mi ha fatto dei discorsi stranissimi, e in ultimo ha deciso che +io sono una grande oca, perchè non ho capito una parola. Io, però, le ho +dichiarato che se mi secca ancora, non le porterò più i dolci. + +--Hai fatto benissimo,--approvò Filippo, baciandola sulla bocca.--E le +dirai che della nostra vita e del nostro amore siamo padroni noi. + +Le parole di Filippo diedero un grande coraggio a Loredana, e mentre le +pettegole evitavano quel solito argomento per non addolorarla, ella lo +provocò a bella posta qualche giorno dopo. + +--Ho parlato con Flopi del bambino,--disse. + +La madre e le amiche, le quali stavano intorno, mandarono una +esclamazione di stupore. + +--E che cosa ha detto il conte?--domandò la Serrantoni, trepidando. + +--Ha detto che il bambino lo avrò l'anno venturo,--rispose la giovane +categoricamente.--Ma un bambino, per noi, in questo momento.... + +Ella tacque; le altre tacquero, guardandosi. Loredana era stupefatta per +il successo impreveduto delle sue parole. Finalmente la signora Emma si +passò una mano sulla faccia, e disse sottovoce alla Serrantoni: + +--Avevo indovinato. È lui che non lo vuole!... + + + + +X. + + +La serata al teatro Goldoni era stata fatale per Berto Candriani. + +Innanzi tutto egli aveva visto Loredana sotto un aspetto nuovo; fino a +quel giorno aveva considerata la giovane come una piccola borghese presa +nella luce della vita mondana per un capriccio di Filippo e destinata a +scomparir presto con quel capriccio; ma standole a fianco, ammirandone +l'eleganza e la freschezza, vivendone alcune ore la vita, notandone +l'ingenuità non priva d'orgoglio, s'era dovuto ricredere. Loredana era +destinata a non scomparire presto: aveva tutte le qualità per essere +un'amante di primo ordine, o una mantenuta lussuosa, o un'amica +affezionata e fedele, a seconda dell'uomo che l'avesse guidata nel suo +cammino. + +Da quella sera in poi, Berto aveva notato che se ne parlava molto tra le +dame; dal canto suo, tartassato di domande, aveva dovuto raccontare una +quantità di cose vere e una quantità di cose false, per rispondere alla +curiosità acuta delle amiche. Forte della sua fantasia, aveva prodigato +particolari bizzarri, che raccontava dapprima ridendo; ma perchè le dame +parevano credere, a poco a poco aveva ripetuto quei particolari ed altri +ne aveva aggiunti con gravità; in modo che intorno alla ragazza s'era +formata una leggenda. + +Fausta di Montegalda, la quale ancora non poteva persuadersi che «quella +stracciona» fosse una rivale, s'era involontariamente prestata a +diffondere la leggenda. La ragazza si faceva chiamare Loredana e +prendeva un bagno nel latte ogni mattina; mangiava fragole tutto l'anno, +e il povero Flopi spendeva un patrimonio per procurargliele durante la +stagione invernale. La camera dove riposava, con le pareti ricoperte di +specchi, aveva un enorme specchio in luogo del soffitto, cosicchè la +ragazza si vedeva riflessa, in tutte le pose e per ogni lato; la +vecchiaccia che l'accompagnava era vedova, ma si diceva avesse +avvelenato il marito.... Povero Flopi! Tra l'amante e la dama di +compagnia s'era proprio _encanaillé_ fino al collo. + +Se qualcuno, in nome della verosimiglianza e della logica, osava qualche +obiezione, Fausta rispondeva: + +--Ma è così, ve lo assicuro. Domandatene al Candriani. Egli la conosce +per benino, la ragazza.... + +E Berto era interrogato e doveva confermare o mitigare i racconti +fantastici, i quali, passando di bocca in bocca, avevano ormai rivestito +incredibili forme. + +La celebrità di Loredana era fatta. Nessuno pensava più a negare che la +ragazza prendesse un bagno di latte ogni mattina e vivesse di fragole; +la signora Teobaldi, poi, aveva decisamente avvelenato il marito. + +Berto non sapeva se riderne o temerne, perchè capiva che se Filippo +avesse conosciuto quel romanzo e il suo autore, le cose si sarebbero +fatte molto serie. + +E mentre l'immane pettegolezzo sobbolliva, la vita di Loredana aveva +avuto una buona ripresa. In quell'inverno la giovane era andata più +volte a teatro, ora con la Teobaldi, ora con Filippo, scatenando una +bufera di commenti e di discussioni, che non giungevano fino al suo +orecchio. L'appartamento sulle Zattere, tutto raccolto e ben riscaldato +pareva più intimo e voluttuoso. + +Loredana aveva dimenticato Giselda Fioresi e i due milioni e la taccia +di mantenuta; viveva spensieratamente con la cieca sicurezza di poter +vivere sempre così felice. + +Ella fu un po' sorpresa di vedersi un giorno comparire in casa Berto +Candriani, il quale non le faceva mai visita nelle ore in cui Filippo +era assente. + +Berto indossava la redingote, aveva un garofano bianco all'occhiello, e +in una mano i guanti paglierini; era addobbato per una visita di +società, e anche questo maravigliava Loredana, che lo riceveva sempre +come un vecchio amico, senza cerimonie. + +Pareva lievemente impacciato. + +--Credevo ci fosse Filippo,--disse,--ed ero passato a prenderlo. + +--No,--rispose Loredana.--Flopi è andato al tè in casa Lombardi.... + +--Ah, sicuro!--mormorò Berto.--Sono le cinque, infatti; le cinque e un +quarto, anzi. + +--Se lei non ha niente di meglio a fare,--seguitò cortesemente la +giovane,--può trattenersi un istante, e il tè gliel'offrirò io. + +Berto battè le mani. + +--Anzi, anzi, non domando che questo! + +La conversazione languì un attimo. Loredana si chiedeva mentalmente: +«Che cosa vuole?». Berto si distraeva a guardar la fanciulla, la quale +indossava una semplice vestaglia tutta liscia colore scarlatto, serrata +ai fianchi da una fascia alta di seta nera. Egli si diceva che era +straordinariamente desiderabile. + +--Flopi è sempre di buon umore?--domandò. + +--Certo,--rispose Loredana.--È sempre di buon umore con me. + +--Non ha più parlato di quegli incidenti al teatro? + +--Di quali incidenti? + +--Di quella sera, ricorda? quando io ebbi l'onore di riaccompagnarla, e +si fece anche un brindisi.... + +La giovane sorrise. + +--Ah mio Dio!--esclamò.--Di noi tre, se ne ricorda lei, soltanto!... +Sarebbe curiosa che io e Flopi ne parlassimo ancora!... + +Berto si morse le labbra. + +--È vero; lei e Flopi han da dirsi qualche cosa di meglio,--mormorò. + +--Caro conte,--osservò Loredana, corrugando le sopracciglia,--sa che io +detesto i sottintesi. + +--Non ci sono sottintesi; dicevo una verità. Due persone che si amano, +non han tempo di badare ai pettegolezzi. + +Loredana si alzò per accendere la luce elettrica; la conversazione +ricadde. + +--Flopi le ha narrato la storia dei due milioni?--chiese Berto a un +tratto. + +--Mi ha narrato ogni cosa. + +--Egli non li rimpiange di sicuro? + +--Pare di no,--rispose Loredana sorridendo. + +Entrò Piero, recando il servizio per il tè, che dispose sul tavolino. Vi +fu una pausa lunga, durante la quale Loredana versò l'acqua bollente +nella teiera, spense il fornelletto a spirito, avanzò il cestello dei +biscotti verso il suo ospite. + +--È un bel patrimonio,--riprese questi. + +--Che cosa?--domandò Loredana. + +Non s'era mai trovata sola col giovane, al quale sapeva di piacere, e se +ne sentiva intimorita, perchè gli occhi di lui non l'abbandonavano mai. + +--Dico che due milioni formino un bel patrimonio,--egli spiegò, +prendendo una tazza dalle mani della fanciulla.--Un magnifico +patrimonio, al quale pochi uomini rinunzierebbero per l'amore. + +Loredana guardò Berto inquieta. + +--Che cosa significa?--domandò. + +--Non ci sono sottintesi,--dichiarò Berto sorridendo.--Volevo dire +quello che ho detto; pochi uomini rinunzierebbero a due milioni per +l'amore di una donna. Flopi è di questi uomini, e ciò mi fa piacere.... + +--No, conte,--interruppe Loredana, bruscamente.--Non è il caso di +scherzare; lei sa qualche cosa? + +--Non so nulla! + +--Forse Filippo le ha confidato che è malcontento? + +--Le do la mia parola, d'onore che Filippo non ha mai aperto bocca con +me.... + +--E allora?--chiese la giovane freddamente.--Perchè trova strano che +Filippo mi ami? + +--Non trovo strano; dico che tra una donna, chiunque ella sia, e due +milioni, quasi tutti gli uomini sceglierebbero questi e lascerebbero +quella. + +Loredana non rispose; la bella faccia ridente aveva preso un'espressione +dura, che gli angoli rialzati della bocca facevan più recisa; e gli +occhi fissavan dritti in volto il Candriani, cercando di scrutarne il +pensiero riposto. + +--È quello che io ho osservato a Flopi,--ella, disse.--Ma egli mi ha +risposto che io lo scambiava per un mercante. + +--Doveva rispondere così,--osservò Berto. + +--Doveva essere sincero, perchè io con lui sono stata sempre sincera. + +--Lei non aveva nulla da nascondere; ma la sincerità qualche volta è +incomoda,--ribattè il Candriani.--Non si può dire a una donna: «Io +preferisco due milioni al tuo amore».... + +Loredana balzò in piedi. + +--Perchè mi parla a questo modo?--esclamò.--Filippo le ha dato +l'incarico di esprimere le sue idee? + +--No,--rispose Berto, stendendo una mano verso la giovane come a +tranquillarla.--Filippo non mi ha dato alcun incarico, glielo posso +giurare! Sono pensieri miei, quelli che esprimo. + +Fece una pausa, si alzò egli pure lentamente in piedi, e movendo un +passo verso la ragazza dritta nella veste flammea, aggiunse: + +--Non si spaventi, non si turbi, Loredana. È un amico che le parla. Io +voleva dirle questo fin dalla sera in cui ci siam trovati a teatro. +Volevo dirle che, qualunque cosa avvenga, in qualunque momento, io sarò +lieto di accorrere a una sua parola e di poter esserle utile.... + +--Come?--domandò Loredana smarrita.--Lei non crede sincero Filippo? + +--Non so. È sincero oggi, forse. Domani potrebbe pentirsi, non tanto per +il patrimonio al quale deve rinunziare, quanto per la guerra che gli va +movendo la famiglia. E se quel giorno venisse, le ripeto, ella deve +ricordarsi che ha un amico devoto e pronto a tutto per lei.... + +La giovane squadrò da capo a piedi il suo ospite; non era più +intimorita; un sorriso ironico le increspava le labbra e una luce vivida +le sfolgorava dagli occhi. + +--Io la disprezzo!--ella rispose pacatamente. + +--Loredana!--esclamò Berto. + +--Sì, sì, la disprezzo!--ripetè la giovane con calma.--Lei ripaga a +questo modo l'amicizia di Flopi? Lei viene a mettermi il sospetto nel +cuore, mentre io era felice! Lei viene ad accusare Filippo, mentre egli +è così buono con me, così fiducioso con lei! E tutto questo senza una +ragione al mondo, solo per dirmi.... Per dirmi che cosa? Che lei +vorrebbe succedere a Filippo, non è vero? Perchè lei crede che se domani +Filippo mi abbandonasse, io prenderei un altro amante, forse il primo +che mi capitasse, con la indifferenza con cui si muta d'abito? Questa è +la stima che lei ha di me?... + +S'interruppe, dando in una risata sardonica; e proseguì: + +--Caro conte, ha commesso un'azione cattiva, e io dovrò avvertirne +Filippo, perchè si guardi da lei, che è un falso amico! Lei è stato il +solo ammesso in questa casa, e ne ha compensato Flopi tentando di farmi +credere che rimpiange il denaro perduto, e cercando di portar via a +Flopi una donna che egli ama. Mi ha messo l'inferno nell'anima, mi ha +fatto dubitare, mi ha torturata.... + +--Loredana, non esageri, per carità,--interruppe Berto +avvicinandosi.--Lei non mi ha compreso. + +--L'ho compreso, l'ho compreso!--esclamò Loredana, mentre le lagrime +cominciavano a scorrerle per le guance.--Ho compreso il suo scopo! Se +avesse detto quelle malignità senza uno scopo, sarebbe pazzo! Ah, che +dolore mi ha dato! Ora questo pensiero non mi si leverà più dal +cervello; ora io continuamente mi domanderò se Flopi è contento, se non +rimpianga il denaro perduto, se mi ama davvero! Ed ero così felice, così +stupidamente felice!... + +Si lasciò cadere in una poltrona, e nascondendo il volto tra le mani, +scoppiò in singhiozzi che le fecero sobbalzare violentemente il seno. A +piccoli passi, piano, adagio, Berto si avvicinò, si curvò sulla +spalliera, osò stendere una mano quasi per carezzare la testolina +dolorosa: + +--Loredana,--susurrò,--io le domando perdono; io non credeva di.... + +Ma dovette troncare. Loredana era scattata in piedi nuovamente; pareva +davvero una viperetta, con la testa dritta e gli occhi sfavillanti: + +--Vada via!--gridò.--Vada via; non mi tocchi! La disprezzo, gliel'ho +detto. Vada via, vada via subito!... + +Berto si ritrasse. + +--Vada via subito!--incalzò Loredana.--Non voglio più vederla! Vada via +subito, o chiamo! + +Il tono perentorio, la voce squillante, il fremito visibile che agitava +la fanciulla, fecero comprendere a Candriani ch'era impossibile +resistere; se avesse osato una parola o un gesto, Loredana avrebbe +chiamato il servo o Clarice, facendo uno scandalo. Berto camminò a +ritroso fin sul limitare, s'inchinò, uscì. + +La giovane stette in ascolto qualche poco, indi si abbandonò sul divano, +tuffando il volto tra i cuscini. Ella rimase in tal positura, immobile e +con gli occhi asciutti, sforzandosi a pensare, fin che non udì +nell'anticamera i passi di Filippo che rientrava. Allora balzò in piedi, +si diede una occhiata nello specchio, afferrò un libro che giaceva sulla +tavola e finse di leggere. + +Filippo entrò: + +--Buona sera, piccola,--disse. + +--Buona sera, Flopi. Ti sei divertito? + +--No, per niente. E tu, che cosa hai fatto? + +Un brivido passò nell'anima di Loredana; chinato il capo di nuovo sul +libro, mormorò con indifferenza studiata: + +--Nulla. È venuto il Candriani a trovarmi.... + +--Berto?--esclamò Filippo stupito.--A che ora? + +--Alle cinque e un quarto, o alle cinque e mezza, non ricordo. + +--E che cosa voleva? + +--Era passato a prenderti per andare dalla contessa Lombardi. + +--Ma è impossibile, Lori; pensa bene a ciò che dici!--esclamò Filippo. + +Loredana s'impaurì; impossibile? perchè era impossibile? + +--Ha detto così,--ella insistette. + +--Ma dalla contessa Lombardi dovevamo trovarci più tardi,--osservò +Filippo.--E infatti è venuto, mi ha visto, e non mi ha detto ch'era +stato qui. Tutto questo è stranissimo.... + +Tacque; s'avvicinò all'amante, ancora seduta sul divano, e la scrutò +attentamente. + +--Tu sei molto agitata,--soggiunse.--Mi nascondi qualche cosa.... + +Loredana si sentì morire. Che cosa poteva credere Filippo? Bisognava +raccontar tutto?... Alzò il capo, e disse, disperatamente: + +--Io, il Candriani, non voglio più vederlo! + +Filippo sussultò, l'attirò al petto, e baciandola rispose con calma: + +--Ho capito. Non lo vedrai più! + + + + +XI. + + +Il conte Filippo Vagli e il conte Berto Candriani, col pretesto d'un +diverbio politico, si batterono alla sciabola tre giorni dopo la visita +di Berto a Loredana. Al Candriani toccò un colpo di figura interna, che +partendo dall'orecchia destra, gli tagliava il naso, le labbra, il +mento; Filippo, a causa dell'incontro avvenuto in quell'attimo, ebbe una +sciabolata all'avambraccio destro, lunga ma non profonda. + +Loredana quando vide in quel pomeriggio freddo e nebbioso tornar Filippo +col braccio al collo, diventò come pazza; correva da una camera +all'altra, gridando e piangendo; era stata lei la causa del duello; +Flopi s'era dovuto battere per lei; ella era la sua maledizione; già +tanti danni aveva avuto dal suo amore, già tanti dispiaceri, e oggi +anche un duello, una ferita, oggi anche il sangue aveva dovuto dare! + +Il chirurgo che accompagnava Filippo le assicurò che la ferita del conte +non era grave; Filippo e Clarice furono attorno alla giovane per +confortarla; ma essa era così sbigottita, coi capelli sciolti e gli +occhi dilatati dallo spavento, che il medico dovette occuparsi prima di +lei che del suo ferito. + +A poco a poco, quasi svegliandosi da un terribile sogno, Loredana si +rimise e cominciò a credere che Filippo non fosse minacciato da morte +imminente. Ma non appena il chirurgo si congedò, essa volle udire il +racconto della scena, e Filippo dovette raccontare, mentre Clarice +Teobaldi pensava alle più belle pagine del teatro melodrammatico. + +--La conclusione si è,--terminò Filippo,--che io intendo partire non +appena mi sarà possibile. Questo duello farà troppo chiasso. Andremo a +Roma a passar l'inverno: lasceremo qui Clarice a vigilare la casa, e +torneremo a primavera.... + +La signora Teobaldi sentì il dispiacere del futuro distacco, temperato +dalla soddisfazione di quell'incarico di fiducia, e pensò che Filippo +era veramente un eroe. + +--Mi dispiace per Berto,--soggiunse il conte.--Gli è toccato un colpo +crudele, ma non potevo misurarlo. Del resto, la lezione gli insegnerà a +tener la lingua tra i denti.... e a rispettar l'amicizia. + +Filippo non s'era ingannato, prevedendo che il duello avrebbe fatto +chiasso. Per tutto il giorno dovette ricevere amici nel suo studio, i +quali venivano ad assicurarsi che non era gravemente ferito. In città il +fracasso era enorme, e quelli che ne sapevano meno erano i più esatti e +più sicuri nel raccontar particolari. + +Non si trattava del solito pettegolezzo, qualche volta campato +interamente in aria, sempre mormorato con grazia; era un'onda di ciarle +e di commenti fragorosi che dilagava per tutto, nei caffè, nei teatri, +nei salotti. + +L'aristocrazia veneziana, la quale conta forse i nomi più classici del +mondo, s'angustiò per quell'incidente di cui si sapevano anche le cause, +perchè il pretesto del diverbio non aveva ingannato nessuno. Da anni a +Venezia non avvenivano duelli se non tra giornalisti; una cordialità +simpatica legava i signori l'uno all'altro, e la più squisita cortesia +presiedeva ai loro convegni, tanto che al momento di trovare i padrini, +Filippo e Berto avevano incontrato non poche difficoltà, perchè gli +amici di quello erano amici di questo; Filippo aveva scelto due +ufficiali di marina giunti da poco a Venezia, e Berto due ufficiali di +cavalleria che stavano a Padova. + +Il conte Roberto e la contessa Bianca furono costernati all'annunzio; nè +l'uno nè l'altra avrebbero imaginato che Filippo giungesse a tanto per +la «monella»; e l'uno e l'altra, d'intesa, fecero comprendere la loro +riprovazione ostentando di non voler parlare dell'accaduto e trascurando +di chiedere notizie del nipote e del figlio. + +Era lo scandalo; lo scandalo aperto, irrimediabile, gigantesco; perchè +sapendo che Filippo si era battuto per una donna, e non già per la +politica come voleva dare a intendere, nessuno pensava che questa donna +non l'avesse tradito, ch'egli non l'avesse sorpresa fra le braccia del +Candriani, ch'egli insomma non avesse fatto una brutta figura. Il nome +di Loredana correva per le strade, e la curiosità interribiliva. + +Loredana! Chi era? Dove l'aveva trovata? Che cosa faceva prima di darsi +al conte? Era quella del bagno di latte e delle fragole? Ah era quella! +Allora la medesima che una sera al teatro Goldoni civettava col +Candriani; che sfrontata! Mantenuta dell'uno, andava a teatro con +l'altro! Filippo spendeva un patrimonio per coprirla di seta e di +gioielli ed essa lo ricompensava a questa maniera; la colpa era di +Filippo, che doveva aver perduto la testa. Chi l'avrebbe detto, lui così +pronto una volta a cambiar d'amanti, così garbato e accorto, così +scettico ed egoista! È proprio vero che il gatto, all'ultimo, vi lascia +lo zampino; Filippo doveva essere invecchiato; questo amore aveva tutta +la goffaggine d'una passione senile. + +Non parliamo del Candriani, tanto ben ricompensato della sua amicizia; +per poco Filippo non gli aveva portato via naso, orecchia e labbra in un +colpo solo; ad ogni modo il povero Berto rimaneva sfigurato per sempre; +la cicatrice era spaventosa; venti punti di sutura; ma che venti? +trenta, o quaranta; un macello.... E intanto Filippo s'era giuocato per +quella donna l'eredità dello zio, una diecina di milioni; lo zio l'aveva +avvertito più volte, l'aveva pregato e scongiurato, e finalmente aveva +perduto la pazienza. Chi poteva dargli torto? Era un vecchio onesto e +semplice, che non voleva pasticci in famiglia.... E quell'altra, la +madre, la contessa Bianca, quale conforto aveva dal figliuolo, ch'ella +voleva accasare! S'era trattato di matrimonio con la contessina Cafiero; +no, con la Fioresi, una ragazza che gli avrebbe portato, anche lei, una +diecina di milioni; ma Filippo aveva mandato all'aria ogni cosa; e in +tal modo, dieci della fidanzata e dieci dello zio, erano ormai venti +milioni sfumati. + +Qualcuno osava una parola in difesa di Filippo, ma era peggio.... Come +difenderlo? Figurarsi: permetteva che la sua mantenuta si facesse +chiamare contessa Vagli; in tutti i negozii di Venezia, per contessa +Vagli s'intendeva non già la veneranda contessa Bianca, ma quella +ragazza; e una volta la contessa Bianca s'era vista portare a palazzo +una scatola di trine e piume, ch'eran destinate all'altra; anzi più +volte i fornitori sbagliavano, e mandavano da pagare alla contessa +Bianca le note della ragazza. Una commedia, una farsaccia, permessa, +voluta da Filippo, che neanche rispettava più il nome della famiglia.... +Come si poteva difenderlo?... Tutti a questo mondo han fatto le loro; a +tutti piacciono le donne; ma c'è maniera e maniera. Un avvocato diceva: +«Nisi caste saltem caute»; il buon gusto, la decenza, non si devono mai +offendere; e da gente, poi, che ha obblighi sociali e dovrebbe dar +l'esempio.... Se così faceva un patrizio veneto, si poteva imaginare che +cosa avrebbe fatto qualche povero diavolo, un facchino della Marittima, +un plebeo.... + +E a proposito di plebei, che cosa era quella sua amante? La chiamava +Loredana, lui, per rialzarla; ma veniva dal basso, era uno _scialletto_, +nè più nè meno che un'infilatrice di perle a Castello; pensate che +educazione poteva avere e che linguaggio; ma faceva ogni giorno un bagno +nel latte. È per questo che la dicevano tanto caritatevole; distribuiva +ai poveri il latte che le era servito pel bagno. Quanto alla bellezza, +poi, a Venezia se ne potevan trovare mille, diecimila più belle; bastava +guardarsi intorno, e giusto a Castello e a Cannaregio v'eran certi +musetti, si vedevan certi occhi e certe capigliature; la Resi, per +esempio, e la Nana, e quell'altra, quella bionda, la Màlgari; e nessuno +si pensava di portarsele a casa, di rinunziare a venti milioni, di +chiamarle contesse, e di metterle in conserva nel latte. Ci voleva +proprio un patrizio, e un patrizio come Filippo, per queste +minchionerie! + +Filippo rimase schiacciato sotto quella valanga. Caldo per ira e per +gelosia, aveva provocato Berto, senza prevedere che la responsabilità +dell'avvenimento sarebbe andata a battere contro Loredana, la quale ne +usciva compromessa irrimediabilmente; e compromettere una donna era per +Filippo azione così vigliacca e stupida, ch'egli spasimava d'esserci +involontariamente incappato. Tutto il fango della strada, l'ira degli +uomini, l'invidia delle femmine, si sollevava e ricadeva sull'amante +sua. + +Era una cosa spaurevole. Fra gli amici venuti in quei giorni a trovar +Filippo fu il conte Alvise Priùli, un vecchio d'oltre sessant'anni, +dalla vita cristallina, maestro di cortesie, oracolo in materie +cavalleresche, franco nel parlare. + +--Ti sei cacciato in un ginepraio,--egli disse a Filippo.--Perchè non +consigliarti con qualcuno, prima di agire?... A provocare e a battersi +v'è sempre tempo. E tu sai che quando c'è di mezzo una donna, chiunque +ella sia, un gentiluomo deve evitare duelli e scenate fin che gli è +possibile.... + +Filippo, col braccio al collo, passeggiava nervosamente per lo studio, +angusto alla sua furia. Si arrestò innanzi al vecchio che aveva candidi +capelli e faccia rosea: + +--Che cosa dicono?--chiese avidamente. + +Il conte Alvise fece un gesto desolato. + +--Un disastro,--rispose.--Tutto quello che puoi imaginare di più +antipatico, di più losco, di più sciocco; è una vera orgia di +contumelie.... + +--Contro di me? + +--Contro di te, e contro la signora, voglio dire la signorina, insomma +la tua amica. + +--Per esempio?--incalzò Filippo. + +--Che esempio!--esclamò Alvise sorridendo.--Non è il caso di darti +esempii; anche tu sai che cosa è la folla quando si sbizzarrisce a +inventare e a deridere. + +Filippo battè i piedi a terra, riprese a camminare, e camminando disse: + +--Che cosa mi consigli? Che cosa devo fare, Alvise? Bisogna ch'io ne +esca.... + +--Io ti consiglio di cambiar aria,--disse Alvise.--Fa un viaggio, un bel +viaggio lungo. Se tu rimani, finisci per batterti altre venti volte, e +lo scandalo cresce. Del resto, come puoi pigliartela con gli anonimi? +Tutti parlano ora che ti sanno chiuso in casa; pròvati ad uscire e non +avrai che strette di mano e sorrisi.... + +--Ipocriti! Vigliacchi!--esclamò Filippo. + +--Ma no, caro, hai torto,--osservò prontamente Alvise.--Il mondo è +fatto così; non intende aggredirti di fronte, perchè gliela faresti +pagare; aspetta che tu volti le spalle. E in questo, Venezia, Parigi, +Londra, Pechino, sono una città sola.... + +--Dunque un viaggio, tu dici?--riprese Filippo, fermandosi un'altra +volta davanti al vecchio amico.--Io aveva pensato di passar l'inverno a +Roma.... + +--No, no, un viaggio. A Roma si sa tutto, come a Venezia; figùrati se la +Montegalda, la Fioresi, e venti altre, se di Spinea e lo stesso +Candriani non hanno scritto agli amici di laggiù! E ciascuno a modo suo. + +--Come sta Berto?--domando Filippo. + +--Bene, puoi imaginare. Gli hai cambiato faccia, ma non sono avvenute +complicazioni, e se la caverà in un mese o poco più.... + +Filippo tacque, guardando a terra. + +--Me l'aveva fatta grossa,--mormorò poi. + +--Sai che è un caposcarico; potevi parlargli e persuaderlo a non +molestare la tua amica. E anche la tua amica, via, confessiamolo, doveva +essere più prudente, metterlo alla porta alla chetichella e non dirtene +nulla. + +Filippo scosse la testa. + +--Loredana non ha alcuna colpa,--ribattè.--È abituata a dirmi tutto; e +se l'avesse messo alla porta, io non me ne sarei avveduto e non avrei +chiesto spiegazioni? Era il solo che veniva a trovarci, e ci voleva poco +ad accorgermi che non c'era più!... E la mamma e lo zio, che cosa +dicono? + +Il conte Alvise fece un altro gesto in aria, più desolato del primo. + +--Non ne parliamo, caro Flopi!... Credo che Roberto pensi a fondar col +suo denaro un istituto di beneficenza.... + +Filippo sorrise. + +--Gliel'ho consigliato io!--disse. + +--Bravo!--esclamò Alvise.--Non ti conoscevo come benefattore +dell'umanità. Quanto a tua madre, povera donna, questo è un colpo, è un +colpo grosso.... Sai le sue idee, anche in materia di duello; e qui poi +si tratta d'un duello inutile, d'uno scandalo gigantesco. + +--Povera mamma!--disse Filippo, meditabondo. + +--Dovresti scriverle chiedendole perdono,--suggerì Alvise.--Non ti +risponderà, ma la lettera la calmerà un poco, e servirà a prepararti un +colloquio. + +--Le scriverò; è una buona idea,--dichiarò Filippo.--Quanto a colloquii, +non ne avremo: essa mi chiede ciò che io non voglio concederle, +l'allontanamento di Loredana. Non voglio e non posso: tu capisci che se +oggi, quando è aggredita da tutta una folla, da tutta una città, +mettessi Loredana sul lastrico, sarei un farabutto.... + +--È giusto,--convenne Alvise. + +Altri amici sopravvennero, e Filippo li interrogò, e da ciascuno ebbe la +conferma che lo scandalo dilagava, che in alto e in basso, nel salotto e +nell'osteria, ancora non si parlava se non del duello; qualche amico più +addentro nella confidenza di Filippo ripetè, attenuando, i discorsi che +correvano, e anche attenuati, specialmente per Loredana, erano +oltraggiosi e provocanti.... + +Le visite si susseguirono fin quasi all'ora del pranzo; e Filippo ne +uscì in uno stato di fredda disperazione. Piegò il capo sul braccio +sinistro appoggiato alla tavola, e restò immoto a pensare. + + + + +XII. + + +A pensare; ma non seppe mai quanto rimanesse in quella positura. + +Lievemente, con un passo che il tappeto smorzava del tutto, Loredana +entrò nello studio verso le otto, per chiamar Filippo a pranzo. Ella +sorrideva, perchè da qualche giorno era certa della guarigione +dell'amante, e quel viaggio a Roma, di cui s'era parlato, le piaceva +molto. Intorno a Roma avevan ricamato mille fantasie l'estate innanzi, a +Sirmione, poi non se n'era fatto più nulla per le vicende susseguite. + +Loredana si fermò di botto sul limitare, e fu per mandare un grido. + +Filippo era seduto, con la testa reclinata sul braccio, immobile. + +La giovane accorse, gli toccò una spalla, ed egli alzò il capo +sussultando. + +--Che c'è?--disse. + +Loredana vide ch'egli aveva gli occhi lucidi di lagrime, e ne rimase +sbigottita. + +--Hai pianto?--chiese.--Flopi, hai pianto? Che cosa è avvenuto? + +L'amante scosse la testa, infastidito e confuso. + +--No, no,--disse,--non ho pianto.... + +--Sì, hai gli occhi rossi e umidi.... Che cosa è avvenuto, in nome di +Dio? + +Filippo si alzò, fece un giro per la camera, silenzioso, mentre Loredana +lo guardava attonita, quasi non lo riconoscesse; ella avrebbe potuto +imaginare nei suoi sogni qualunque cosa strana, ma non avrebbe imaginato +mai di dover vedere un giorno il viso di Filippo bagnato dalle lagrime; +questo spettacolo superava tutto che di più orribile e di più +straordinario ella poteva sognare.... + +--Dimmi che cosa hai!--insistette.--Per carità, Flopi, non farmi morire +di spavento; rassicurami, dimmi una parola, non esser crudele a questa +maniera.... + +Filippo s'arrestò nel bel mezzo della camera. + +--Che cosa ho?--disse.--Non ne posso più, ecco! Ho tutta la città contro +di me, tutti i parenti, tutti gli amici, tutti gli sconosciuti, tutti +gli sfaccendati, tutti, i ricchi e i poveri, i buoni e i cattivi, tutti +sono contro di me. Questo duello ha sollevato uno scandalo senza +esempio, e ha coperto di fango me e te. Io sono un vanesio che +compromette le donne, un «trombone» come dicono a Venezia, e tu una +sgualdrinella, e i nostri nomi sono popolari.... Ah sì, popolari +ormai!... Nelle taverne ci conoscono come nei palazzi, e non abbiamo +uno, un solo che ci difenda! Hai capito, Lori, che cosa ho? Un uomo non +può combattere contro la folla; sono stritolato da una tempesta che ho +sollevato io; non mi posso muovere, perchè la folla son tutti e non è +nessuno.... Chi prendere? A chi chiedere ragione? Che cosa devo fare? Io +non lo so; Priùli mi ha detto di fare un lungo viaggio, e sta bene, ma +poi? Dovremo tornare, non potremo viaggiar tutta la vita, e rimettendo +il piede a Venezia, io sarò il «trombone» e tu la sgualdrina.... È +odioso, Lori! Non mi sono mai perduto d'animo, non ho mai piegato, fin +che si trattava di discutere coi parenti; ma oggi non so dove dar la +testa, perchè ho di fronte una città, l'intera città, ti dico, nella +quale il pettegolezzo è un'arte, la sola rimasta a questi cialtroni. +Capisci, Lori, che cosa ho? Non ne posso più, non ne posso più, non ne +posso più!... + +Loredana aveva capito; aveva chiaramente e interamente capito. + +Dopo il primo senso di terrore e di smarrimento, la giovane stava come +agghiacciata, rigida e muta. Aveva compreso; Filippo era vinto; non si +poteva chiedergli di più; perduta la famiglia, aveva resistito; perduta +una fortuna, aveva resistito. Ora, davanti al ridicolo, davanti ai +ghigni della moltitudine, davanti alla gazzarra, allo scandalo osceno, +davanti al disonore--non lo accusavano di compromettere le +donne?--Filippo era vinto, e piangeva. Lei, con la sua leggerezza +incredibile, lo aveva lei con le sue mani spinto in quell'abisso. + +Ella rimaneva a testa china, le braccia pendenti lungo il corpo. + +Filippo la vide e le si avvicinò. + +--Scusami,--disse.--Scusami, Lori. È stata una debolezza imperdonabile, +la mia; non dovevo affliggere anche te. Ora è passata.... Faremo un +lungo viaggio, ti piace? Prima a Costantinopoli, e là poi decideremo +dove andare: io posso rimanere assente anche due, tre anni. Odio +Venezia, ormai, non mi ci posso più vedere! Non mi rispondi, Lori? + +Ella non rispondeva: aveva capito e stava pensando che cosa dovesse +fare, che cosa il suo amore chiedesse da lei, e tutto le pareva orrendo. +Cercava dentro il cuore l'energia per il domani, e sentiva il cuore +gelido, come pervaso repentemente da un veleno mortale. + +--Non mi rispondi?--chiese Filippo di nuovo.--Guardami, non sono più +triste; ha ragione Priùli: un lungo viaggio ci farà dimenticare, e +intanto saremo felici. Condurrò con noi anche la Teobaldi, il povero +folletto, e la faremo cantare.... Che ne dici, Lori? + +Ella non rispondeva. Il suo amore era finito. Bisognava far qualche +cosa, non si poteva accettare il sacrificio ultimo dell'uomo che aveva +sacrificato già tanto; l'amore, l'amore vero, voleva da lei qualche cosa +di più. + +--Va bene,--disse fievolmente, per dire.--Va bene, Flopi. Ora guarisci, +perchè non puoi partire così; e dopo decideremo tutto.... Va bene.... +Sì, anche Clarice; la faremo cantare.... + +Tacque subito per non dare in uno scoppio di pianto, in un urlo di +dolore. + +--È tardi,--soggiunse.--Andiamo a pranzo.... + +A tavola li aspettava, come al solito, la signora Teobaldi, la quale +aveva preparato un discorso intorno a certe opere che si davano alla +Fenice, e voleva esprimere alcuni giudizii categorici sulla musica +moderna, sulla morte del bel canto.... Ma rimase esterrefatta vedendo +Lori e Flopi; il conte pallido come un cadavere; la ragazza pareva +intormentita. Mangiarono in silenzio, senza guardarsi; Filippo e +Loredana anzi, dimenticavano spesso di mangiare e restavano con gli +sguardi perduti nel vuoto. Piero cambiava le posate, senza che il conte +avesse toccato cibo; anche Piero era costernato per quello spettacolo di +tristezza. Certo, era avvenuta qualche sciagura; ma dove, ma quando, se +proprio quel giorno nessuno era uscito di casa, se proprio quel giorno +non era arrivato nemmeno un telegramma? Il conte aveva di tanto in tanto +un fremito subito contenuto; ripensava alla folla che correva le strade, +trascinando il suo nome e il nome di Loredana; gli pareva d'udir le +sghignazzate degli oziosi maligni.... La fanciulla, inerte, con un gran +freddo dentro, si rivolgeva alcune domande angosciose, alle quali non +trovava risposta. + +Subito dopo il caffè, il conte le baciò la mano e si ritirò. + +Clarice e Loredana rimasero sole, innanzi alla tavola, che Piero, +interamente smarrito, aveva dimenticato di sparecchiare. Un grande +silenzio, un silenzio d'angoscia invase la sala; non si udiva fuori se +non la cantilena monotona della pioggia che cadeva fitta e instancabile +da più ore. + +--Contessa,--mormorò Clarice con voce supplichevole.--Contessa, mi +dica.... + +Ma Loredana rabbrividì da capo a piedi, come un'aspide l'avesse morsa. +Guardò la vecchia amica dalle terribili sopracciglia al nerofumo, la +buona donna che le era sempre stata al fianco, i tristi giorni e i +lieti. Una raffica di vento sfiorò la casa fra le tenebre e fece +traballare i cristalli alle finestre. + +La giovane stese le braccia nel vuoto. Perdutamente, con uno scoppio di +pianto, disse: + +--È finita!... È finita!... È finita!... + + + + +XIII. + + +Per le calli e le callette per le quali la plebe, il popolo, la +borghesia si dan di gomito e i ragazzi sgusciano da ogni parte e la +gente va, accodata qualche volta a una coppia lenta e pigra, che sbarra +tutta la strada, Loredana si recò da sua madre. + +L'alito di quella vita intima le soffiava in volto; finestre di case +spianti le case di faccia; dalla soglia d'un negozio dov'erano appesi +stoccafissi secchi, le parole e le bestemmie che al suo passaggio si +tramutavano in madrigali grossolani; più là, in alto, un'esposizione di +panni variopinti e teste di donne che si affacciavano a guardarla; per +quest'altra calle, un facchino rotolante una botte vuota e il codazzo +di monelli che correvano a dar mano per arrestare d'un tratto il viavai +e obbligare i passanti a farsi contro il muro o a ripararsi dentro le +porte. Una baruffa di femmine armate di ciabatte, lo scialle scivolato +dagli omeri raccolto sotto il gomito sinistro, e una bordata d'ingiurie +metaforiche furono, presso la sua casa, gli ultimi incidenti della +corsa; e Loredana salì, l'anima chiusa da una malinconia infinita. Era +stanca. + +Lo spettacolo della miseria morale e materiale del popolo non l'aveva +mai colpita come in quel giorno in cui il suo cuore era vinto da uno +sconforto immenso. Tutta la vita non le pareva se non una trama di +dolori, di cose turpi e infami, di giunterie e di volgarità, un torrente +di fango al quale gli uomini devono abbeverarsi. L'illusione li sorregge +un poco e li guida; poi d'un tratto l'orribile sapore avvelena la bocca +e i bevitori si svegliano allo sconcio inganno. + +Anche in casa di sua madre, non sapendo raccapezzarsi tra le mille +storie che correvano le vie, le amiche avevan filato caligine; tanto che +se non fosse stata la ritrosia e quasi il pudore di varcar quella +soglia, la signora Emma sarebbe andata lei da Loredana a chieder +notizie. + +La giovane raccontò a sua madre tutto quello che era seguito: Emma +impallidì, quando apprese che Filippo aveva pianto. + +--Ahi, povera mia Lori!--esclamò.--Non hai avuto un'ora di bene, non un +giorno di pace, dacchè hai abbandonato la tua casa!... Ah, Lori, Lori, +quale rovina! E doveva finire così; il conte non può resistere più a +lungo, non può disconoscere sua madre per te!... + +--Parole inutili!--interruppe Loredana.--Se veramente non avessi fatto +altro che soffrire vicino a lui, non soffrirei tanto ora! Sono stata +felice, felice, capisci?... Che dirti?... Sono felice anche oggi, che +egli è con me.... Sono stata felice sempre, perchè egli era forte, e +avrebbe vinto! Mi guardi? Non sapete amare, e non mi comprendete!... +Flopi sapeva amare; ma l'hanno ferito, infangato, tormentato, e non può +più lottare.... E quel Candriani, quel maledetto!... C'è una sola buona +cosa in tutto questo, vedi, mamma?... C'è che Flopi gli ha dato una +sciabolata spaventosa.... + +--È dunque vero?--interrogò Emma. + +--Una sciabolata così pesante, così piena, che lo ha sfigurato per +sempre. Ne ho piacere: gli ha tagliato la faccia dall'orecchio al +mento.... Vada, ora, a fare il bello con le donne degli altri! Ah, di +Flopi e di me non può più dimenticarsi! Ne ho piacere, ne ho proprio +piacere! + +Emma non disse nulla. Si poteva perdonare alla giovane la ferocia di +quel compiacimento per l'umiliazione d'un nemico insidioso. + +--E oggi?--chiese dopo una pausa.--Il conte è sempre così triste? + +--Stamane ha ricevuto una lettera anonima carica d'ingiurie sciocche, e +ciò l'ha fatto ridere. Ma è un altr'uomo; conta le ore che mancano alla +guarigione, perchè vuol partire; gli amici lo disturbano, è nervoso e +irascibile; sembra abbia paura della città, di se stesso, di qualche +cosa ch'egli medesimo non sa. + +--Vuole partire?--ripetè Emma.--E dove andrete? + +--Io non partirò, mamma!--dichiarò Loredana con calma.--Egli s'illude +che io l'accompagni, ma ho riflettuto in questi giorni, e ci son troppe +cose contro di me. Per causa mia ha perduto una grossa eredità, la sua +famiglia vuole che sposi una contessina, e questa contessina lo ama. +Vedi quante difficoltà che già esistevano.... Mi ha raccontato tutto il +conte Candriani, una sera a teatro; io credeva lo avesse fatto per +leggerezza, ma ora comprendo che aveva il suo scopo; non me ne ha +risparmiata una, per allontanarmi da Flopi; e oggi devo aprire +finalmente gli occhi. + +--E che cosa farai, Lori? + +La giovane chinò il capo fissando a terra le piastrelle bianche e rosse, +che un raggio leggero di sole illuminava dolcemente. + +--Te lo confesso: avevo pensato d'uccidermi.... No, no, non ti +spaventare, mamma!--disse con rapidità, vedendo che sua madre era +diventata subitamente pallida.--Non lo farò mai, te lo giuro, non lo +farò per te, e anche per lui.... Vi accuserebbero della mia morte; ho +capito anche questo. + +--Ascoltami,--interruppe Emma, che passatasi una mano sul volto andava +rimettendosi dal primo impeto di paura.--Marta, la Serrantoni, mi ha +detto che Adolfo Gianella ti segue ancora, e che un giorno vi hanno +visti insieme, e che è sempre innamorato di te.... + +--È vero; quella pettegola sa tutto!--esclamò Loredana. + +--Marta mi ha detto che è diventato buono, che ha perduto la sua +alterigia stupida,--insistette Emma.--Ha compreso ch'egli ti trattava +male, e insomma.... + +--E insomma ha cominciato ad ammirarmi quando sono scappata con un +altro!--seguitò crudamente la giovane.--Ah, un bel marito sarebbe!... + +Emma, con un sospiro, emise una sentenza suprema: + +--Gli uomini sono tutti così! + +Loredana alzò le spalle. + +--Del resto,--disse,--è possibile che io viva a Venezia, moglie di +Adolfo Gianella e a due passi da Filippo? E che egli non mi cerchi, e +che io non cerchi lui? Noi ci amiamo sempre, tra di noi non è avvenuto +nulla, e l'una è pronta a sacrificarsi per l'altro.... In queste +condizioni, mi vedi moglie onesta e fedele di Adolfo? + +--Hai ragione,--rispose Emma.--E che hai pensato dunque? + +Mentre era per rispondere, Loredana scorse sulla mensoletta di legno +scolpito la piccola figura di biscuit, una pastorella settecentesca con +un canestro infilato sul braccio e un piccolo fiore nella destra che +offriva. + +La giovane si alzò a prenderla e la fissò attentamente. + +--«Ti ricordi,--susurrò la pastorella,--ti ricordi che cosa egli ti +diceva all'orecchio con la voce ardente, mentre tu mi guardavi come +oggi? «Vieni; vieni con me; noi potremo essere felici; io ti darò tutto +l'amore e tutta la vita». E tu hai preso tutto il suo amore, e oggi puoi +prendergli tutta la vita». + +--No!--interruppe bruscamente Loredana. + +Allentò il pugno, e la figuretta, cadendo a terra, si frantumò con sordo +rumore. + +--Che fai, Lori?--esclamò Emma stupita. + +Ma non ebbe tempo a ripetere la domanda. + +Un clamore furibondo salì dal campiello; le femmine s'erano avvinghiate +e volavan pettini, schiaffi e ciabatte; si battevano per un maschio, il +quale stava a guardarle come giudice di campo, preparandosi a +intervenire quando gli fosse parso opportuno. Le finestre delle case +disposte intorno a rettangolo eran gremite di teste, e piovvero di là +scherzi atroci e incitamenti, fin che la più giovane virago ebbe la +peggio e si rovesciò in terra con un colpo sordo. Allora il giudice +intervenne: lasciò andare alla vincitrice un ceffone formidabile in +piena faccia, che le fece sprizzar dal naso uno zampillo di sangue. + +--A casa!--ordinò.--Va a casa, senza voltarti indietro! + +L'altra si mise a correre, urlando contumelie prodigiose, mentre la +vinta si rialzava, si ripuliva, raccoglieva lo scialle, cercava in terra +il suo pettine, e rideva, tutta accaldata, le fiamme negli occhi, i +capelli nerissimi diventati una selva di groviglie. + +Dietro i vetri d'una finestra, Loredana aveva seguito le fasi dello +spettacolo immondo, e tra i curiosi, in un gruppo di scialletti che +spiccavano sul colore meno intenso dei pastrani maschili, vide Adolfo +Gianella il quale guardava in su, verso la casa. + +--Me ne vado,--annunziò Loredana.--Addio, mamma; ho fretta! + +Baciò sua madre, infilò la pelliccia, corse per le scale, fu in istrada. + +Faceva freddo, nonostante il sole pallido, e soffiava la bora; la folla +s'era diradata, ma Loredana sentì che i passanti la guardavano, e +parendole che ciascuno sapesse la sua storia, temeva in ogni sguardo una +maraviglia oltraggiosa. Corse per raggiungere Adolfo Gianella, il quale +s'era avviato egli pure e la precedeva di poco. + +--Adolfo!--chiamò, quando fu a un passo da lui. + +Egli si volse; aveva le mani affondate nelle tasche del soprabito, il +bavero alzato fino alle orecchie. E vedendo che la squadrava da capo a +piedi, senza salutare, Loredana si sgomentò. + +--Non mi aspettavi?--chiese dolcemente. + +--No,--rispose Adolfo,--non ti aspettavo; non ti aspetto più! + +La giovane non osò chiedere altro; ma Adolfo repentinamente s'infuriò, +l'afferrò per un braccio, la scosse. + +--Per carità!--disse Loredana sbigottita, guardandosi intorno.--Sei +pazzo? + +Egli si ravvide subito. + +--Andiamo!--riprese.--Bisogna che io ti parli! + +Camminarono presto, in silenzio, portando il peso della muta ironia +balenante negli occhi di quelli che li incontravano o si fermavano a +guardarli. Loredana non interrogò; andavano, chiusi nel loro pensiero +tempestoso, in preda a mille dubbii; salirono il ponte di ferro, +gettarono una occhiata al Canalazzo verdastro con chiazze gialle, +oltrepassarono l'Accademia, e ad un tratto Adolfo disse: + +--Entriamo qui. Non ci sarà nessuno. + + + + +XIV. + + +Loredana alzò gli occhi a guardar la piccola trattoria, deserta perchè +gli artisti e gli impiegati che la frequentavano avevan da tempo finita +la loro colazione; e tuttavia, mettendovi piede, la giovane provò una +molestia indicibile, parendole ridicolo o sospetto quel colloquio, in +quel luogo, a quell'ora. + +In un angolo, innanzi a una tavola nuda, un giovane ricciuto disegnava a +pastello nel suo albo; distratto dal fruscìo delle gonne e della seta, +drizzò la testa e quando Loredana fu seduta all'angolo opposto della +sala, in faccia ad Adolfo, il giovane voltò pagina, e gettando rapide +occhiate si provò a ritrarne la figurina elegante, strana sul fondo +tenebroso dell'osteria. + +Un cameriere portò due tazze di birra, e si ritirò in una cameretta +attigua, dove lo aspettava una colazione molto in ritardo. + +--Che vuoi dirmi?--interrogò Loredana. + +--E tu,--domandò a sua volta Adolfo,--perchè mi hai chiamato? + +--Non so; ti ho visto, ho voluto chiederti se sapevi.... che cosa +pensavi.... + +--Che cosa penso?--cominciò Adolfo rapidamente, a bassa voce.--Di questa +nuova storia? Hai la sfrontatezza di chiedermelo?... È inutile che tu mi +guardi con gli occhi sbarrati; so bene che non confesserai.... Il conte +ti ha trovata con un altro, e si è battuto in duello con lui.... Per la +politica, no, non si sono battuti!... È dunque per gelosia.... Ma che +gelosia! Quell'altro.... come si chiama?... il conte Candriani, veniva a +casa tua tutti i giorni, e tu andavi anche a teatro con lui.... Si +capisce che cosa è accaduto: un bel giorno siete stati sorpresi, ecco, +presi in trappola.... Ma sì, ma sì, non crollar la testa con tanta +furia!... Non mi sarei mai imaginato un orrore simile; sei una viziosa +senza pudore.... E mi domandi che cosa penso!... Mi maraviglio che tua +madre ti accolga ancora in casa sua.... L'amore per il conte si capiva; +dico, si poteva anche scusare; eri inesperta e lui una vecchia volpe.... +Ma il Candriani, il secondo!... Due uomini: avevi due uomini, due +amanti! Come si spiega? + +--Ora se la mangia!--pensò l'artista, che all'altro angolo seguitava a +disegnare e a sogguardare. + +Egli capiva che il biondo era invelenito, e non poteva afferrarne una +parola. Gli occhi cerulei di Adolfo schizzavano lampi e da rosea la +faccia era divenuta pallida; pure, si conteneva, non alzava la voce, +dicendo a frasi tronche, alla rinfusa, tutto quel che gli passava pel +capo.... E Loredana ascoltava, la gola arsa, il cuore in tumulto per lo +spavento. + +Non la calunnia la impietriva, ma lo stupore per quella calunnia così +lata, così precisa, così diffusa, così verosimile, che l'avvolgeva e la +teneva nelle sue spire inesorabilmente. Adolfo, l'innamorato fino alla +cecità, non aveva alcun dubbio, non sognava nemmeno che l'accusa potesse +essere tutta falsa.... Due uomini si battono per una donna; essa è +l'amante dei due che se la disputano a prezzo del loro sangue; ciò è +logico, epperò è vero; la verità non si discute. + +--Forse per questo mi hai detto che ora vali più di due +milioni?--seguitò Adolfo.--Non ho capito, allora, ma sotto quella frase +doveva nascondersi qualche brutto segreto, e tu ne ridevi.... E così, si +sono battuti per te; sarai contenta!... Uno scandalo, uno scandalo!... +Io mi seppellirei vivo; tutti corrono a raccontarmene una; a casa non +posso aprir bocca; mia madre ti chiama con certi nomi, e se ti difendo +ridono di me.... Hanno sempre avuto ragione i miei cugini, dicendomi che +quando una ragazza si mette per una cattiva strada.... Insomma, io +scapperò, perchè non voglio più vederti.... Ed ero ancor pronto a +sposarti pochi giorni sono, perchè io, io solo ti credevo onesta, a +dispetto di tutto e di tutti; l'amore del conte, un fallo giovanile, si +scusava, si spiegava.... Ma ora; ora sei la favola di Venezia.... + +--Guarda che bel nasino e che bella bocca!--pensò l'artista, dando +un'occhiata a Loredana.--E il biondo me la rovina con quelle sue +prediche. È geloso, l'amico; lei gli ha giuocato un tiro; te ne +giuocherà degli altri, sta tranquillo.... È un tipetto capriccioso.... + +--Basta, basta!--interruppe Loredana sottovoce.--Ciò che ti hanno detto +è falso, dalla prima all'ultima parola. + +--Già è falso,--rispose Adolfo dopo un attimo d'esitazione, perchè la +voce velata e lo sguardo smarrito della giovane l'avevano scosso.--È +falso; si sono battuti per la politica, non è vero?... Quello che ti +dico io, è quello che dicono tutti.... + +--E che importa? È falso!--ripetè Loredana. + +Adolfo aveva un suo pensiero e non riusciva a esprimerlo; si fregò la +fronte, si passò la mano sul cranio, si guardò intorno senza vedere; +finalmente si provò a ribattere: + +--Anche se è falso, importa poco, perchè quando tutti la pensano a un +modo, è come se fosse vero. Mi capisci? Se uno è accusato d'essere un +ladro, per andare a spasso con lui e per tenergli l'amicizia non basta +credere e anche sapere che è onesto; occorre un coraggio, che io non ho, +perchè gli altri credono ch'egli è un ladro e io non posso essere +l'amico d'un ladro.... Tu hai tutte le apparenze contro di te, e Venezia +intera parla di te come d'una ragazzaccia pericolosa; e che ci posso far +io?... Del resto, qualche cosa ci sarà, non può essere inventato +tutto.... Ma se anche non c'è nulla, proprio nulla di vero, io ho la +famiglia che mi rimprovera d'amarti e di seguirti, ho gli amici che +ridono, ho il direttore della Banca il quale non vuole che gli impiegati +frequentino donne cattive; e come faccio io a persuadere tutta questa +gente che tu non sei una donna cattiva, dopo uno scandalo di cui si +parla da tanti giorni e con tanti particolari in ogni angolo della +città?... Non sarà colpa tua, ammettiamolo, ma sei disonorata, ecco; e +le tue proteste si perdono nel fracasso, e oramai, qualunque buona e +bella cosa tu faccia, non ti potrà giovare.... + +Afferrò la tazza di birra, l'accostò alle labbra e non la rimise sul +piattello che quando l'ebbe vuotata. + +--Ma allora,--disse Loredana con un brivido di terrore,--essere +innocente significa nulla? + +--Significa...., significa.... So io che cosa significa?--rispose +Adolfo, il quale non s'accorgeva della sua crudeltà, sbalordito egli +stesso per la bontà delle facili argomentazioni.--Ciò che importa nel +mondo, è di essere creduto, a torto od a ragione; anche i miracoli non +servono, se nessuno vi crede.... E nessuno crede alla tua onestà.... +Sarebbe meglio per te essere disonesta, veramente disonesta, e che tutti +lodassero la tua virtù.... + +Un bel fondo color d'ocra, robustamente tracciato alla brava, incorniciò +nell'albo la testolina della giovane dai capelli a riflessi dorati; +effetto di chiaroscuri che l'artista confrontò con l'originale, movendo +il capo a destra e a sinistra, e tenendo a distanza il disegno. + +--Se quell'idiota non finisce di tormentarla,--borbottò a fior di +labbra,--a lui gli faccio la caricatura! + +Ma Adolfo non la finiva, esaltato dalla voluttà di torturare quella +ch'era stata sempre in suo confronto vittoriosa, assillato dal bisogno +di calpestare e di distruggere il suo amore, cupamente soddisfatto di +veder la fidanzata d'un giorno ridotta senza difesa, ebbro di ferocia +contro di lei e contro se stesso.... + +--E poi, perchè discutere la tua innocenza? Io non ci credo, via!... È +possibile che tutta una città si rivolti, così per capriccio, contro una +donna, una ragazza?... Mi dirai che guadagno ci fanno quelli che parlan +male di te!... Perchè non parlan male di tante altre?... Io, vedi, +quando mi avvertono che bisogna diffidare dei pettegolezzi, mi metto a +ridere; i pettegolezzi si fanno contro quelli che se li meritano; di me +non si è mai detto nulla, per esempio?... Sarà meglio non parlare della +tua innocenza, la quale, del resto, se anche fosse, non varrebbe una +saetta, ormai.... Che cosa hai opposto alle accuse determinate e +precise? Che tutto è falso! Ma questo me l'aspettavo; non verrai mica a +raccontarmi i tuoi amori, a me, che ti ho amata davvero, onestamente.... +E avevi tanta paura del mio giudizio, che mi hai fermato per istrada e +mi hai chiesto se sapevo.... Ecco un'altra prova.... E poi, devo +aggiungere.... + +Loredana si alzò lentamente. + +--Ti ringrazio,--interruppe con voce malsicura.--Mi hai detto cose molto +utili.... + +Fece per avviarsi, e barcollò.... + +--Non ti muovere,--soggiunse, appoggiandosi a un angolo della +tavola.--Voglio uscire sola.... + +Dopo alcuni passi incerti, mentre Adolfo la guardava con occhio spento, +Loredana riacquistò forza, mosse francamente, passò vicino all'artista, +il quale rimirando il pastello e la giovane, sentì d'amarli ambedue.... +Adolfo rimase immobile accasciato sulla sua panca; d'un tratto, il +rimorso gl'invadeva l'animo, lasciandolo con la bocca aperta, in +un'espressione di smarrimento ebete. + +Venne voglia a Loredana di strappar dalle mani del disegnatore l'albo in +cui sapeva d'essere stata ritratta, e di batterglielo in faccia. Dovette +chiudere gli occhi per vincersi. + +Uscì, tra la nebbia; la nebbia era calata repentinamente, con un lieve +odor di bruciato, rotta qua e là dall'alone rossastro delle fiamme a +gas. + +E la giovane si rimise in cammino verso le Zattere, verso Flopi, che +parevan le une e l'altro perduti in quella infinita distesa, densa e +acre. + +--Che cosa gli porto?--si domandò Loredana. + +Gli portava il suo corpo, che la folla diceva mantrugiato da altri, e il +disonore. + +Certo egli s'illudeva, Filippo; non gli avevano cantato in faccia tutte +le accuse e ignorava in qual dispregio fosse tenuta la sua amante; ella +gli portava in casa il ridicolo come un fluido avvelenato. Le parole +d'Adolfo Gianella eran l'eco di quella saggezza che si trova per terra, +fra gli sputi e le carte unte, e si chiama pubblica opinione. Egli +diceva bene: non importa essere, ma parere; quando una calunnia è +ripetuta da tutti, vale una verità: il male è quel che si vede, non +quello che si commette. Aforismi che uccidono; bestialità caparbia; +tirannia inappellabile della maggioranza.... Ma la vita procede su +questo carro della morte, e ogni giorno qualcuno cade sotto le sue ruote +per un gesto sbagliato. + +Loredana arrossiva di se stessa; abbeveratasi lunghe ore al torrente di +fango, le pareva d'averne la bocca piena, il corpo inzaccherato, le mani +màcere. Come lasciarsi abbracciare e baciare da Filippo, che avrebbe +notato sul volto di lei le tracce delle sofferenze patite, un solco +nella fronte, un livido sotto gli occhi? Baciarsi ed amarsi tra i ghigni +della platea? Tremare agli sguardi sardonici? Vivere a fianco d'un uomo +che, se non si staccava presto e decisamente da lei, diventava ridicolo? + +La folla s'era gettata sul suo amore e l'aveva fatto a pezzi. + +Protezione sicura e forte, confidenze gentili e fuggenti attimi di +letizia, tenerezze segrete e impetuosi scoppii di passione, lunghi oblii +d'ogni cosa mortale, viaggi sognati, casetta delle Zattere, bel sole di +Sirmione, tutto affogato nella nebbia per sempre! + +Voleva correre a casa e dire a Filippo: + +--Tu m'hai avuta ancora bambina, e pel tuo amore tu m'hai fatta donna. +Prendimi; amami un'ultima volta; spegni fra le braccia questa vita che è +tua, e non lasciar che altri uccida lentamente, per odio, colei che vuol +morire per te. + +E palpitava alla speranza di morire veramente in uno spasimo di voluttà +che fermasse in eterno i battiti del suo cuore; delicata parvenza +femminile, che camminava tra la nebbia, sorridendo all'ultimo sogno. + +V'era nebbia dovunque, nebbia senza forma e senza fine, dentro la quale +gli uomini, a guisa di fantasmi, scivolavano e si dissolvevano; nebbia +che mozzava il respiro, copriva l'insidia, guidava all'abisso. E un +silenzio tragico pesava, grave come lo sterminato drappo di bambagia da +cui Venezia era tutta avvolta. + +Loredana giunse a casa, affranta, coi capelli e il veletto bagnati dalla +caligine. + +Domandò subito di Filippo. + +Clarice le disse che il conte, un'ora prima, era accorso a palazzo Vagli +perchè la contessa Bianca stava male. + +E non osando aggiungere particolari, la signora Teobaldi mormorò con +enfasi: + +--E un «tradimento proditorio» del destino! + + + + +XV. + + +In quel crocchio di gentiluomini vecchi e giovani che s'eran recati da +Berto Candriani a chiacchierare, a bere, a giuocare, abitudine presa +durante i primi giorni dopo il duello e seguitata poi per tacito +consenso di tutti, il conte Nino d'Este parlava di donne. + +Egli stava quasi sdraiato in una larga poltrona di cuoio scuro e +morbido, le lunghe gambe distese sotto la tavola, su cui disseminati +piccoli bicchieri, svelte fiale di liquore, scatole di sigari e di +sigarette, portaceneri di bronzo e d'argento. Nel mezzo era un tripode +alto, che avrebbe dovuto vaporare essenze e che Berto invece aveva +coronato con una larga ciotola di Murano dal bel colore turchino, dalla +quale traboccavan fiori pallidamente rosei. + +Nuvole e nuvolette di fumo ondulavan nell'aria, dandole una lieve +trasparenza azzurrognola entro la quale come velati apparivano i volti +degli amici. + +--Ho visto ieri il capitano De Sirti con una brutta signora,--disse Nino +d'Este.--Ma brutta assai.... + +--«Faute de grives»,--osservò Paolino Berlendi.--Mancanza, di tordi; e +quando non ci sono i tordi, si pigliano i passeri.... + +Egli era tornato recentemente da Parigi e non aveva ancora smessa +l'abitudine d'intercalar frasi galliche al suo discorso. Asciutto di +forme, col mento breve, i mustacchi biondi, i capelli scuri, il colorito +acceso, Paolino Berlendi dava impressione d'un giovane energico e +attivo; possedeva infatti un'anima risoluta, ma stava sfogando +l'esuberanza giovanile in occupazioni tutte intime, alla caccia di +donne; più tardi, secondo ciò che andava raccontando, si sarebbe dato +all'agricoltura. + +--È un'americana,--egli aggiunse. + +--La conosci?--domandò Nino d'Este. + +--No; ma l'ho veduta, e ho capito che è americana. + +Nino d'Este non potè frenare una risata. + +--Non c'è da ridere,--osservò Paolino Berlendi.--L'occhio d'un +conoscitore non s'inganna; a occhio, si possono giudicar benissimo la +razza e la nazionalità d'una donna, e fra tutte, le americane son più +facili a riconoscersi. + +--Ma fammi il favore!--esclamò Nino.--Ci son delle americane piccole, +rotondette, coi capelli neri e gli occhi brucianti, che tu diresti nate +ai piedi del Vesuvio.... Ve ne sono altre, secche, rigide, biondastre, +che possono essere inglesi, russe, norvegesi, tedesche.... A occhio, +giudicherai dell'eleganza e della bellezza d'una donna, e non della sua +nazionalità. + +--Storie, storie!--dichiarò Paolino Berlendi.--Piccolette e rotondette, +o rigide e secche, le americane si vedono a un chilometro di distanza; +hanno qualche cosa di speciale nella toilette, nel passo, +nell'atteggiamento, nei modi, nei gesti, che non ti inganna mai. Dico +bene? «Ça te botte»? + +--No, nient'affatto, non mi calza niente affatto!--esclamò Nino d'Este. + +--L'americana è una donna come le altre,--intervenne Carlo +Martellieri.--Tutt'al più potrai capire a occhio che non è italiana; ma +questo suggello di esoticità è comune alle straniere, ossia la donna +italiana si stacca dalle altre così bene che non è possibile scambiarla +per una straniera. + +--«Tu parles»!--disse Paolino.--Ma, caro Martellieri, con le tue parole +vieni a darmi ragione; per te, è l'italiana che si può distinguere con +un'occhiata; per me è l'americana. Vedi che sul principio siamo +d'accordo. + +--Sfido io! L'italiana è roba di casa, roba nostra,--interruppe il +Martellieri.--Come non riconoscerla tra mille? L'affare è ben diverso +allorchè si tratta d'un'americana; e innanzi tutto, di quale americana +tu mi parli? Dell'americana del nord o dell'americana del sud? + +Paolino Berlendi, che non s'aspettava una distinzione etnografica, si +sentì impacciato a rispondere; e il Martellieri, giovane e pedante, con +la voce acuta che gli fischiava tra le labbra, approfittò di +quell'attimo di silenzio per incalzar più da vicino l'avversario: + +--Dirò meglio: intendi parlare dell'americana del nord, del centro, o +del sud? Quale americana tu riconosci a occhio? Quella nata in +Patagonia, nel Cile, nell'isola di Haiti, nel Guatemala, nell'Argentina, +a Filadelfia, a Baltimora, ad Avana, a Buenos-Aires, a Lima, a Quito, a +Cuba? Quella che vive al Capo Horn, o quella che è nata ai piedi delle +Cordigliere o presso il mare dei Caraibi? + +Paolino Berlendi stava ad ascoltare a bocca aperta, sbalordito; intorno +a lui altri giovani si erano radunati e ascoltavan pure, sorridendo con +la sigaretta tra le labbra. + +--Come si vede che ha viaggiato!--mormorò qualcuno ironicamente. + +--Quella,--continuò il Martellieri quasi recitasse una lezione,--quella +che la Terra del Fuoco ha visto nascere, o quella che passeggia lungo +le rive dell'Orenoco, o quella che va a caccia sulle Montagne Rocciose? +Quale americana, insomma? L'America si stende per circa quindici mila +chilometri tra l'Oceano Atlantico ed il Pacifico.... + +Paolino Berlendi si alzò di scatto, e calò un pugno sulla tavola.... + +--Quella, quella, quella!--interruppe.--«Tu ne me fais pas crême, va»! +Mi par di essere a scuola! Per americana, io intendo quella che si vede +in Piazza San Marco, nelle sere di concerto! + +Una risata clamorosa accolse la dichiarazione di Paolino Berlendi, il +quale, senza badarvi, continuò: + +--Certo, non nego che ci possano essere delle donne in Patagonia, ma non +vengono a Venezia! E che c'entra l'Orenoco e che c'entra il mare dei +Caraibi?... + +Alcuni giovanotti alle spalle di Paolino approvarono ridendo. + +--La colpa è della tua inesattezza!--rispose il Martellieri.--Tu hai +detto che puoi riconoscere a occhio un'americana; e io ti ho detto che +anche le donne della Patagonia sono americane. Le riconosceresti a +occhio? + +Il Berlendi si strinse nelle spalle. + +--Allora,--egli disse,--anche tu sei stato inesatto. Tu hai detto che +un'italiana si riconosce tra mille: io ti dirò che a Parigi, proprio il +mese scorso, ho incontrato una ragazza che parlava il gergo come tu +parli il dialetto veneziano. Ho avuto per lei «un béguin assez +sérieux»; anzi, ho imparato da lei molte frasi energiche.... + +--Ce ne siamo accorti!--interruppe Nino d'Este. + +--Ebbene, quando io la lasciai, ella mi confessò che era nata a Napoli, +era sempre vissuta, a Napoli e solo da un anno si trovava a Parigi!... +L'avresti riconosciuta per italiana, tu? + +--Alla prima occhiata!--dichiarò il Martellieri. + +--«Non, mais, faudrait pas me mener en bateau, tu sais»?--disse il +Berlendi, mentre gli altri ridevano alla bizzarra espressione. + +--Questa è una frase energica della parigina di Napoli,--osservò Nino +d'Este, versandosi due dita di cognac.--E rimane dunque dimostrato che +l'americana non si riconosce a occhio.... + +--Non rimane dimostrato niente, caro mio!--protestò Paolino Berlendi.--È +venuto il Martellieri a imbrogliarmi con l'Orenoco e il Mississipì; ma +io ripeto che l'americana elegante, non quella della Patagonia, si +riconosce a un chilometro di distanza. «Si vous rigolez» è un conto, ma +se parliamo da senno è un altro.... + +Freddo, scuro in faccia, laconico nelle parole, Berto Candriani +all'angolo opposto della sala giuocava alle carte con altri amici; dal +loro gruppo non venivano risate nè schiamazzi; ciascuno badava alle +mosse dell'avversario, e le poste raggiungevano ormai una cifra di +rilievo. + +Berto Candriani aveva il viso traversato dalla cicatrice lucida e +ardente come da un formidabile colpo di scudiscio; il segno indelebile +fiammeggiava dall'orecchia al labbro nel pallore stanco del viso, un +pallore che sembrava più manifesto perchè dietro il Candriani si +stendeva la stoffa granata che ricopriva le pareti della sala: e poco +più su, era appeso un gran quadro rappresentante il ratto delle Sabine; +e quei nudi vivaci, le carni ambrate delle donne, i torsi poderosi e +sanguigni dei guerrieri, creavano un rude contrasto con la figura agile +e la pallidezza diffusa del Candriani. + +Dal giorno del duello, qualche mutazione era seguita nel suo animo; egli +s'era fatto cupo e inquieto, il suo sguardo pungente era diventato più +acuto, la chiassosa allegria, la sventatezza e l'impertinenza che +l'avevan fatto celebre, erano scomparse. Si sarebbe detto che un +pensiero molesto e pertinace andasse rodendolo; e infatti non tanto gli +importava della cicatrice che gli deturpava la faccia quanto di aver +perduta Loredana per la sua incredibile fatuità. + +S'era svegliato come da un sogno, dopo il duello, avvertendo quasi con +paura che per la giovane gli si era annidato in cuore un sentimento +assai più alto e più temibile che la concupiscenza; non avrebbe voluto +confessarlo nemmeno a se stesso, ma l'ingenuità mista ad orgoglio, +l'appassionatezza e insieme il riserbo, l'intelligenza e l'audacia che +formavano l'indole originale di Loredana l'avevano interessato e vinto. + +Non ignorava quel che si andava cantando dappertutto, ch'egli era stato +l'amante della giovane e che perciò Filippo l'aveva provocato; e anche +questo gli cuoceva insoffribilmente, non potendo parlarne troppo, +perchè le sue negazioni non avevano alcun valore, e non potendo tacere, +perchè il silenzio sarebbe stato una conferma. In tal modo, dentro un +cerchio di tortura si dibatteva incapace a prendere una risoluzione; ora +pensando a un viaggio, che lo allontanasse da uomini e da cose venutigli +in uggia, ora meditando di rimanere, di riavvicinare Loredana, +d'impossessarsene davvero a qualunque costo. + +--Giuoca, giuoca!--gli disse il marchese di Spinea, guardando in faccia. + +Berto giuocò: era distratto e andava con la sinistra arricciandosi i +baffi; di tanto in tanto gli tornava il ricordo di Loredana, che gli +faceva subito smarrire il filo del giuoco; anche questa volta la partita +finì con la sua sconfitta. + +--Ah, ah!--disse il marchese di Spinea, mescolando le carte.--Chi è +fortunato in amore.... + +Ma si morse le labbra; la vecchia frase, sfuggitagli per abitudine, +s'attagliava così bene al caso di Berto e alle dicerie di quei giorni, +che lo Spinea tossì più volte, quasi volesse far dimenticare le sue +parole. Il volto di Berto s'era rabbuiato. Egli riprese a giuocare +scuotendo la testa fastidiosamente, ma ancora non potè raccogliere +intorno al giuoco tutta l'attenzione che gli era necessaria. + +Dal crocchio nel quale si trovavano Nino d'Este, il Martellieri, Paolino +Berlendi e altri giovanotti, gli veniva di tratto in tratto all'orecchio +qualche frase che lo distraeva. Gli amici parlavano a voce bassa, ma non +così che Berto, avvertito dal ripetersi di alcuni nomi, non potesse +afferrare il senso di ciò che si diceva intorno a lui. + +La conversazione era mutata; Paolino aveva rinunziato a dimostrare che +le americane si possono distinguere a occhio, il Martellieri aveva +finito la sua disquisizione etnografica; si parlava di pettegolezzi, del +solito pettegolezzo che occupava tuttavia la città. + +--Filippo, secondo me,--diceva Paolino Berlendi,--ha avuto il torto dei +vecchi, il torto di mescolare molto sentimento alla sua avventura. +Questa famosa Loredana lo ha stregato; dicono che sia molto giovane, ma +dev'essere esperta negli intrighi amorosi. + +--Che, che!--esclamò Nino d'Este, il quale non andava mai d'accordo con +Paolino, pure essendogli amico.--Ha trovato un cucco, mi dispiace dirlo; +e al posto di lei, qualunque altra, giovane o vecchia, avrebbe insaccato +il povero Flopi.... Le donne sono ciò che l'uomo le fa. Ti piace, +Paolino, questa massima? + +Paolino scosse la testa. + +--Non mi piace,--rispose.--Io vorrei vedere questa famosa Loredana, per +poter giudicare. + +--Io l'ho vista,--annunziò il Martellieri.--L'ho vista più volte a +teatro, con una certa megera tinta e ritinta, che mi pareva quella che +si brucia a mezza quaresima. Ebbene, la ragazza non vale nè più nè meno +di tante altre; è giovanissima e graziosa, ma a Venezia ne abbiamo una a +ogni svolta di strada. + +--Che ne dici, Paolino?--esclamò Nino d'Este trionfalmente. + +--Dico che il Martellieri di donne non se ne intende,--dichiarò il +Berlendi.--Egli non si intende che delle donne della Patagonia.... +Vorrei vederla io.... E tu poi, Nino, sei in queste cose troppo +secco.... + +--Troppo secco!--ripetè Nino d'Este.--Che cosa vuoi dire? + +Paolino Berlendi esitò un istante, guardandosi intorno; ma vedendo tutte +facce amiche e familiari, seguitò: + +--«Ben voilà! Y a pas de ma faute»!... Certe cose si possono dire perchè +son vecchie.... Per impadronirti d'una ragazza, non hai tu comprato il +fondo sul quale la ragazza viveva? E poi per liberartene, non hai +venduto il fondo con la ragazza dentro? + +Gli amici in giro scoppiarono in una risata fragorosa, che fece alzar la +testa a Berto Candriani. Egli aveva commesso parecchi spropositi e aveva +nuovamente perduto; gettò le carte sul tavoliere, dicendo ai compagni: + +--Vi chiedo scusa; oggi non va. Troveremo qualcuno che possa +sostituirmi. + +--No, no,--interruppe il marchese di Spinea.--Anche noi siamo stanchi, +non è vero? + +Gli altri due confermarono con un cenno del capo, e i giuocatori +s'alzarono. + +--Questo è un po' secco,--dichiarava intanto Paolino Berlendi.--«C'est +du citron à la rigolade». Io sono del tuo parere: non troppo +sentimentalismo con la donna; ma dal sentimentalismo di Flopi alla tua +maniera spiccia, v'è un abisso. Dico bene? «Ça te botte»? + +Nino d'Este non rispose; si allungò meglio nella poltrona soffice, +epicureamente, e rinunziò a difendersi; ma Berto Candriani, che era +sopraggiunto, rispose per lui. + +--Tu hai torto, Paolino,--egli disse.--Questa maniera secca di Nino +d'Este, questo, come tu dici, «citron à la rigolade», è ciò che occorre +per le donne. + +Da quando eran corse le voci dei suoi amori con Loredana, Berto +ostentava uno scetticismo che doveva, nel suo concetto, far comprendere +com'egli non si dilettasse che di avventure fugaci e volgari, e +allontanare il dubbio d'una passione per la giovane compagna di Filippo. +Gli amici, i quali non avevano mai udito dalla sua bocca dichiarazioni e +aforismi di tal natura, lo ascoltavano sempre un po' incerti e sorpresi, +temendo ch'egli si beffasse di loro. + +Ma Berto proseguì imperterrito, la sigaretta tra l'indice e il medio +della destra, la sinistra affondata nella tasca della giacca: + +--Non solo il sentimentalismo è ridicolo, ma è ridicolo anche il +sentimento per questa specie d'animale incomprensibile.... + +--....«cette espèce de cruche»,--abbellì Paolino. + +--....che è la donna,--concluse Berto Candriani.--Per conto mio, senza +essere un conquistatore come te, Paolino, nè un dominatore come Nino +d'Este, ho sempre cercato donne che si potessero mettere alla porta +entro le ventiquattr'ore, e non ho avuto il minimo sentimento per +alcuna, mai, in tutta la mia vita.... + +La dichiarazione era troppo netta ed esplicita, perchè gli amici intorno +non ne afferrassero il significato; ma Paolino strizzò l'occhio, e disse +ridendo: + +--Come parla bene!... Io, intanto, ho trovato il Martellieri che mi ha +dato torto sulla questione delle americane; trovo Berto che mi dà torto +sulla questione del sentimento. Se continua così, rinunzio alla +parola!... + +--Ma no; tu non hai torto,--interruppe Berto.--Se ti ho dato torto, mi +sono spiegato male. Io voleva dire.... + +Alzando gli occhi in quel punto, vide che un servo era sopraggiunto e +dal suo contegno capì che aspettava di potergli parlare. + +--Io voleva dire che dei due modi, il modo secco e il modo +sentimentale,--proseguì rapidamente,--preferisco il primo, lo trovo più +logico, più giusto, o almeno più adatto alla nostra indole. A te, +Paolino, non mancano argomentazioni per difendere il tuo pensiero; +specialmente se parli francese! + +E mentre gli altri ridevano e la discussione si faceva più vivace, egli +si avvicinò al servo e gli chiese: + +--Che cosa c'è? + +--Una signora desidera parlarle,--rispose il servo a bassa voce. + +--Non ricevo!--disse Berto recisamente. + +Ma quando il servo era già per allontanarsi, egli lo richiamò, senza ben +comprendere a quale dubbio rispondesse. + +--La signora è qui?--riprese. + +--Sì, Eccellenza.... + +--Non sarà una delle solite mendicanti? + +--Non mi pare. + +--Che tipo è? + +--E giovanissima, molto elegante, e.... + +--E...?--incalzò Berto. + +Il servo esitò. + +--E mi pare molto spaventata,--disse infine. + +--Che stupidaggini ti passano pel capo?--esclamò Berto.--La farai +accomodare nel salotto grigio, e le dirai che abbia la bontà di +attendere un istante. + +--Sì, Eccellenza. + +Berto ritornò verso i suoi amici. + +--Vi chiedo scusa se vi lascio,--egli disse.--Mi è stata annunziata una +visita d'affari; rimanete qui, ve ne prego. + +Nino d'Este s'alzò finalmente dalla poltrona. + +--No, no, caro,--egli rispose.--In casa tua si sta troppo bene, e noi +abbiamo fatto tardi. Ce ne andiamo. + +Berto Candriani strinse la mano agli amici, e mentre questi, ancora +discutendo e ridendo, uscivano in tumulto, egli si avviò verso il +salotto grigio. + + + + +XVI. + + +Ritta sulla soglia, appoggiato il braccio sinistro allo stipite e il +viso al braccio, Loredana aspettava, tremando. Aveva avvertito un clamor +di voci e di risate, poi un silenzio improvviso; guardava il salotto +grigio, brillantemente illuminato dalle lampadine elettriche, e le +pareva che i divani, le poltrone, le portiere molli, i cortinaggi +pesanti, e una certa atmosfera tepida e profumata dessero al luogo un +senso d'intimità quasi carnale. + +Alla sua destra ella vide un piccolo quadro di Félicien Rops, un quadro +strano intitolato: «Le vol et la prostitution dominent le monde»; una +femmina seminuda e un uomo a mezza maschera, stretti insieme da una +fascia, posavano i piedi caprigni sul globo; ed era nel viso dell'una +l'artiglio della crapula e sotto la mezza maschera dell'altro si +delineava il ghigno cinico del delitto.... + +A poco a poco, fissando la terribile femmina, Loredana ne sentì paura; +le sembrò un simbolo e un monito, e che ridesse di lei, e si movesse a +lei incontro, quasi per serrarla tra le braccia.... Si volse per +fuggire; ma in quell'istante la portiera che le stava di faccia fu +sollevata, e Berto Candriani comparve. + +Egli si lasciò sfuggire un grido. + +Loredana sentì che la sua personalità l'abbandonava; aveva tanto pensato +a quell'ora, a quel colloquio, che le parve di agire e di parlare come +un automa, come se qualcuno alle sue spalle suggerisse parole e gesti; +pensò alla femmina dai piedi caprigni, e le corse un fremito dalla nuca +alle reni. + +Pure, mosse ella per prima, verso Berto, e gli disse con voce soffocata: + +--Chi c'è di là? + +--Nessuno,--rispose Berto, parlando istintivamente sottovoce.--Erano +amici; sono partiti. Ma come devo interpretare questa vostra visita? Che +cosa devo pensare? + +Ella chiuse gli occhi e mormorò: + +--Come vorrete.... + +Berto la vide subito impallidire spaventosamente; avvicinatale una +poltrona, la fece sedere, le si mise a ginocchi innanzi, e Loredana +rimase un istante così, bianca in volto, gli occhi chiusi, mentre Berto +andava baciandole le mani guantate. Poi ella s'accorse che lievemente, +lievemente, con perizia consumata, le toglieva il cappello e il veletto, +e di nuovo inginocchiandosi le posava le labbra sulle mani. + +Riaprì gli occhi, e guardandolo ai suoi piedi, notò la cicatrice lucida +e ardente che gli traversava la faccia come un formidabile colpo di +scudiscio. + +--Sono da lei,--disse.--Sono fuggita. Ho abbandonato Filippo. Lo amo +ancora, lo amo sempre, non amo che lui; ma sua madre muore, e io devo +fuggirlo.... Sono venuta a ricoverarmi da lei.... Che caldo è in questa +camera; mi sento soffocare! + +Senza levarsi in piedi, slacciò la pelliccia e la lasciò cadere intorno, +cosicchè parve che il busto snello sbucasse da quel nido candido e +morbido maculato di nero. Guardandosi in giro, ella si vide in uno +specchio; non aveva più il cappello, non più la pelliccia; era svestita, +quasi fosse tornata nella propria casa; e quell'uomo le stava ai piedi, +muto, umile, e già padrone di lei.... + +Lo spettacolo la rivelò a sè medesima. Si drizzò di scatto, esclamando: + +--No; che cosa faccio? Sono pazza.... + +Anche Berto s'era alzato, e mettendosele innanzi, le disse prestamente: + +--Non fugga: è in casa d'un gentiluomo. Si calmi. Ho bisogno di sapere e +di parlarle. Se vorrà partire di qui, io non la tratterrò.... Mi dia +l'amara soddisfazione di chiederle perdono. Ho scontato il mio errore. +Sono stato veramente colpevole, ma sono parso più colpevole ai suoi +occhi, perchè lei ha creduto a un capriccio, mentre io l'ho amata e +l'amo con profondo sentimento.... Non fugga, la scongiuro.... + +Loredana tornò a sedere, raccogliendosi intorno la pelliccia bianca. + +Non appena Berto la vide così, calma e attonita, uscì dal salotto e +ritornò precipitosamente, tenendo in mano una bottiglia e nell'altra una +coppa. Nè egli nè la giovane avvertirono il ridicolo di quella corsa; +Berto spinse innanzi a Loredana una piccola tavola sostenuta da quattro +svelti grifi, e versando, posò la coppa vicino alla sua ospite. + +--Bevete,--disse,--ve ne prego: vi darà forza. + +Loredana aveva visto che il liquido gorgogliante era sciampagna; ella +fece un gesto per rifiutare, e rispose: + +--No, non è possibile; mi farebbe male. + +Il Candriani non l'ascoltava; ebbro di gioia, potendola guardare con +l'intensità di un desiderio non più rattenuto, la guardava tutta, +bramosamente, dalla testa ai piccoli piedi, la cui punta sbucava dal +lembo estremo della gonna. + +--Io vi farò dimenticare Filippo,--egli disse a un tratto.--Voi non +l'amerete più; io sono libero e solo, posso dedicarvi intera la mia +vita.... Amatelo oggi ancora, non importa; è giusto che lo amiate; dovrò +io cancellare la sua imagine dal vostro cuore. + +E di repente proruppe: + +--Sono felice; sono felice di vedervi presso di me; vi siete ricordata +che vi ho offerta la mia amicizia in un caso estremo, e questo mi +consola di molti dolori.... Ah vi assicuro, Loredana, che non sono più +lo sventato che avete conosciuto un giorno! Vi amo teneramente e spero +di potervi rassicurare.... + +Ella troncò le sue parole con un gesto. + +--No,--rispose.--Non vi amerò mai. + +Si guardò intorno, e vedendo la coppa, la portò alle labbra che sentiva +arse da un'interna febbre. + +--Ascoltatemi,--proseguì imperiosamente.--Sono qui, non perchè vi ami, +non perchè io creda alla vostra amicizia, ma perchè voglio e devo +perdermi. + +--Loredana, Loredana, per carità!--interruppe Berto. + +--Devo perdermi. Egli sta per commettere un delitto. Sua madre ammalata +gli ha chiesto di abbandonarmi, ed egli ha rifiutato.... No, io non +posso accettare questo sacrificio; è una cosa orrenda; io devo lasciarlo +e in maniera ch'egli non mi cerchi più, non mi desideri più.... Non +voglio far male a sua madre, che per me ha già tanto sofferto.... Se +morisse, ah se morisse, quale rimorso, quale vergogna!... E un giorno +egli si sveglierebbe da questa follia; e tra me e lui, sempre, sempre, +io vedrei il cadavere di sua madre.... Bisogna che io gli impedisca di +disonorarsi! + +Berto, ritto in piedi, ascoltava con un senso di maraviglia la giovane, +che parlava velocemente agitata da violento orgasmo; alla prima +pallidezza era subentrato un rossore febbrile che le imporporava le +guance, le faceva brillare intensamente gli occhi, le invermigliava le +labbra dando loro un color di vivo sangue. + +Tanto gli piacque così stesa nella poltrona e affondata nella candida +pelliccia, che Berto si chinò ancora a baciarle le mani. Loredana lo +respinse. + +--Io voleva uccidermi,--proseguì,--ma sarebbe stato un nuovo scandalo; +avrebbero forse accusato Filippo della mia morte.... Ah come sono +maligni tutti!... Mi è stato detto in faccia che io sono la vostra +amante, che la mia onestà non vale nulla perchè nessuno mi crede, che un +uomo è ladro quando tutti lo dicono ladro.... Quante cose ho imparato, +spaventevoli! E allora ho pensato che avevano ragione. Il solo che non +dubitava di me era Filippo; egli crede al mio amore e alla mia onestà, +di cui tutti ridono; e bisogna dunque ch'egli pure non creda più, perchè +si salvi.... Ho pensato che poichè mi dicono vostra amante, ogni sforzo +è inutile, e io non potrò più liberarmi da questa accusa.... + +--Non parlare così,--interruppe Berto.--Ti fa troppo male.... + +Ella lo fissò con gli occhi sbarrati; quel «tu» le parve più brutale +d'un bacio che le avesse chiuso improvvisamente la bocca; ma Berto se ne +avvide, e soggiunse: + +--Vi chiedo scusa; non volevo offendervi. Vi amo, e non ho saputo +dominarmi. + +--No,--disse Loredana, alzandosi,--mi lasci andare! + +Berto osò stendere una mano su di lei. + +--Ve ne prego,--mormorò,--rimanete ancora..... + +Loredana rabbrividì; raccolta la pelliccia, cercò degli occhi il +cappello. Ma mentre stava per riprenderlo, si arrestò quasi folgorata da +un pensiero. + +Dove andava? A casa, sua? Filippo l'avrebbe ripresa. A casa di Filippo? +La madre di lui ne sarebbe morta. E Filippo a quell'ora doveva aver già +letto le poche righe che Loredana gli aveva lasciato: «Non ti +dimenticherò mai; ti amerò sempre; quanto più ti parrò lontana, tanto +più sarò tua....» E dopo questo, ella sarebbe tornata da lui, a capo +basso, a guisa d'una scolaretta pentita, e sempre troppo tardi per +essere perdonata? + +Vide ancora quella maledetta femmina dai piedi caprigni, seminuda, che +col braccio destro levato sembrava imporle di fermarsi. Si volse, e +all'altro lato vide Berto, il quale non osava muoversi per trattenerla, +non osava parlare per non impaurirla, e andava guardandola, per +indovinar dal gesto di lei la risoluzione che avrebbe presa. + +Ella tornò alla sua poltrona, vi si lasciò cadere, non disse parola. + +Seguì in tal modo un silenzio angoscioso di alcuni minuti, durante i +quali Loredana e Berto si fissarono acutamente, immobili, quasi +scrutandosi; ma Berto non potè resistere più a lungo, le si avvicinò di +nuovo, le afferrò le mani. + +--Resta!--disse con voce velata dalla passione.--Resta! Te ne scongiuro! +So che non mi ami, e ciò non mi spaventa.... + +Egli cercava di toglierle un guanto; ella se ne avvide, e lo sbottonò +con un rapido gesto, offrendogli la mano e il polso nudi da baciare; ma +quando sentì quelle labbra avide sulle carni, volse il capo quasi con +ribrezzo. + +--No!--disse.--Aspettate! + +Afferrò la coppa e la vuotò avidamente, poi la tese di nuovo a Berto +perchè versasse ancora, e di nuovo bevve; ma scorgendosi nello specchio, +gettò la coppa vuota a terra, dove s'infranse. + +--Che cosa volete fare di me?--disse poi. + +--Tutto quello che tu mi comanderai,--rispose Berto.--Io sono libero; +posso partire oggi stesso, stanotte, domani, quando tu me lo chieda. + +--Sì,--dichiarò Loredana.--Partiremo subito. Andremo a Roma. + +Ella diede in una risata così cruda e sardonica, che Berto la guardò +impaurito. + +--A Roma,--ripetè Loredana.--Dovevo andarvi con Flopi; andrò con voi. +Non è lo stesso? Non sono la vostra amante? Non hanno voluto che io +fossi la vostra amante? Un uomo o un altro, poco importa.... Perchè non +andiamo anche a Sirmione?... Io voglio calpestare tutto il mio passato, +io voglio distruggere ogni ricordo, io voglio che non rimanga più nulla, +più nulla di ciò che mi è stato tanto caro, e che mi farebbe +arrossire!... Ah, voi non sapete l'orrore che io sento per la vita!... +Voi non pensate che a impossessarvi di me; lo vedo nei vostri occhi, e +non capite che io non sono più viva, non capite che io vi odio, e più vi +avvicinate a me e più vi odio!... + +Berto non rispose, ma la sua mano che teneva la mano della giovane, +allentò la stretta; egli si ritrasse, percosso dalla veemenza selvaggia +di quelle parole. + +--Perchè mi volete?--seguitò Loredana, lanciandogli uno sguardo di +sprezzo.--Io amo Filippo, e mi sacrifico per lui. Non è chiaro? Non è +chiaro che io voglio perdermi per salvare lui? Non ve l'ho detto già! E +ho scelto proprio voi, perchè egli mi disprezzi tanto che non mi cerchi +più!... E voi vi prestate a questo giuoco?... Se io acconsentissi a +diventar la vostra amante, sarebbe quello il momento in cui amerei di +più Filippo, perchè sarebbe quello il sacrificio più grave che io potrei +fargli.... E non lo avete capito? Come devo dirvi che io non vi amerò +mai? + +Stretto dalla logica feroce, che sembrava dettata da quel bisogno di +mordere e di distruggere onde Loredana si sentiva tutta vibrare, Berto +non trovò dapprima risposta; poi ebbe la parola unica che spiegava +qualunque follia: + +--Ma io ti amo,--disse.--Io ti amo, Loredana; e non so altro.... + +La giovane lo guardò, sentendo ch'egli non mentiva; le parve sommesso e +vinto, e ne ebbe pietà. + +--Suvvia,--mormorò, alzandosi,--mi lasci andare! + +--Dove, dove vuoi andare?--chiese Berto, movendo un passo verso di +lei.--Dove vuoi andare, così? + +Ella s'era avviata alla porta, senza cappello, come una pazza. + +Berto la guardò elegante e sottile nell'abito tutto liscio color +d'ametista, leggiadramente ornato con una lista di pelliccia scura, che +le correva intorno al petto e per l'estremo lembo della gonna a guisa +d'un serpentello. + +Usciva, partiva, fuggiva; d'improvviso aveva sentito che il sacrificio +era troppo ripugnante, che meglio era morire, riposare, non pensare più +ad alcuno, e aveva ricordato il canale nero e fondo che scorreva innanzi +alla casa di Berto. + +L'ora era tarda, la luce fievole, la gente rada in quella serata +d'inverno. Loredana avrebbe potuto gettarsi all'acqua e affogarvi, senza +che alcuno accorresse. + +--Dove vuoi andare?--ripetè Berto. + +S'incontrarono sul limitare e si fissarono, l'uno con gli occhi +fiammeggianti di desiderio, l'altra con lo sguardo smarrito della +disperazione; ma perchè essa voleva procedere, egli l'afferrò per le +braccia e la rattenne. + +Loredana ruppe di nuovo in una risata. + +Aveva in bocca il sapore di quel fango al quale s'abbeverano gli umani, +di quel fango che è tutta la vita, e un'arsura insaziata le bruciava le +vene, come avesse ingoiato un fuoco liquido.... + +Qualcuno alle spalle di Berto--forse la femmina seminuda dai piedi +caprigni--gli suggerì un pensiero: la giovane non si sarebbe mai decisa +nè a partire, nè a rimanere, nè a vivere, nè a morire; bisognava +forzarla. + +Egli l'attrasse bruscamente al petto, le suggellò la bocca con la bocca +dandole un bacio così lungo, che pareva, volesse beverne la vita, +l'anima, il sangue; sentì che Loredana s'inclinava a poco a poco, si +rovesciava indietro, e assecondò il movimento senza staccar la bocca +dalla bocca agognata, e l'adagiò sul divano ampio. + + + + +XVII. + + +Fu una lieta primavera, quella del 1894 a Venezia. Una falange +sterminata di stranieri calò da tutte le parti del mondo, le donne e gli +uomini già ebbri di delizie e di desiderio, con l'anima vibrante di quel +romanticismo sensuale che Venezia, la torpida, ispira. + +Nuove passioni e nuovi drammi pullularono tra quell'affoltata di gente, +e la Piazza San Marco divenne in certe serate un prodigioso salotto pel +quale s'aggiravano le eleganti di New-York e di Parigi, di Londra e di +Vienna, di Berlino e di Pietroburgo, lasciando sui loro passi un solco +di profumi esotici. + +Esse vedevano Venezia con gli occhi della leggenda e della storia e la +loro anima si trasformava, effondendosi e pervertendosi fra i tesori +d'arte e il silenzio mortale della città voluttuosa. La gondola, lenta e +carezzevole, agile e muta, faceva loro sognare i sogni erotici e le +rapide tragedie dei romanzi; la notte, o rischiarata dal raggio lunare +sui rii e sui canali, o tenebrosa o velata, sembrava loro così +enimmatica e stravagante quale in nessun'altra città del mondo. + +Le più belle donne avevano una falange d'ammiratori, quasi tutti +veneziani, che ne aspettavano ogni anno il passaggio, non diversamente +dal cacciatore che aspetta lo stormo della ghiotta selvaggina. Esse +s'imbevevano il giorno della luce e dei salsi umori di Lido, felici di +quella piena vita animale che ingagliardisce il sangue e stende sulle +carni una delicata patina di bronzo; la sera, tornavano alle consuete +eleganze o nelle grandi sale dei grandi alberghi o in Piazza San Marco. + +Si susurrava di passioni e di capricci, di gelosie e di tradimenti. + +Il suicidio d'una giovane inglese, un duello tra due russi, avevano +messo in tumulto la città; poi rapidamente le grandi feste offerte da un +patrizio alla colonia straniera e uno straripare di lusso portentoso, +una vera orgia di colori e di bellezze e di dovizie, avevan cancellato +la memoria di quelle drammatiche vicende. E l'eco del tripudio non era +spenta, chè la fuga d'una giovinetta con un uomo attempato aveva +riaperto i fiumi dei discorsi scandalosi; poi una nuova festa, la +colonia straniera che ringraziava il patrizio dell'ospitalità ricevuta, +profondendo altri tesori, sfoggiando nuovo fasto, e l'arrivo del Re, e +la caduta d'un ministero, e un accavallarsi di fatti piccoli e grandi, +avevan dato materia alle chiacchiere e non avevano saziato la curiosità +instancabile degli uomini. + +La vita correva la sua corsa senza freno, superba, indifferente, +inconsapevole, travolgendo ed esaltando, premiando e punendo; e il nome +di questo o di quello roteava come un palèo. + +Un giorno sulla terrazza di Lido, un pugno di gentiluomini faceva corona +ad alcune dame, la contessa Lombardi, la contessa Fausta di Montegalda, +la duchessa di Torrecusa. Erano gli uomini il conte Alvise Priùli, il +conte Mercatelli, parecchi giovani, tra i quali il conte Paolino +Berlendi. + +Paolino aveva enunziato anche in quei giorni che la donna americana si +riconosce a occhio; aveva tenuto una scommessa, e aveva scambiato +un'austriaca per un'americana. Se ne rideva ancora. Paolino +imperturbabile aveva osservato che nelle vene dell'austriaca, per +qualche dimenticato incrocio, doveva scorrere sangue americano; e +conosciuta personalmente la giovane, se ne era innamorato. Anche questo +episodio aveva fatto ridere; ma Paolino Berlendi, senza badare ai frizzi +dei compagni, dava intanto una caccia accanita alla straniera e sperava +impigliarla nelle sue reti. + +--Che cosa guardate?--gli domandò Fausta d'un tratto. + +La bellezza della contessa pareva scintillare sotto il sole; i capelli +neri avevan riflessi azzurrini e gli occhi cilestri esprimevano una +dolce ingenuità qualche poco in contrasto con l'anima sensuale ed +egoista della donna. + +--Guardo tutte queste forestiere,--disse Paolino.--Non vi pare che +giungano a Venezia già ubbriache d'amore e di Ruskin? + +--Voi parlate del Ruskin come d'un liquore,--osservò la contessa +Lombardi sorridendo. + +--È vero; ma io preferisco il cognac,--rispose Paolino.--Il fatto è che +le straniere sono innamorate. + +--E di chi?--domandò Fausta. + +--Di me, contessa!--affermò Paolino trionfante. + +Gli uomini risero. + +--Ma sai tu chi è il Ruskin?--domandò il conte Priùli. + +--No; non l'ho mai letto.... + +--È naturale,--disse il Priùli.--Tu devi darti all'agricoltura, e +sappiamo che studi accanitamente per distinguere una patata da una +barbabietola. + +--Un'austriaca da un'americana,--corresse Fausta di Montegalda. + +Già Paolino stava per rispondere, quando un silenzio improvviso si fece. + +Era comparso sulla terrazza il conte Filippo Vagli, colui che per lunghi +mesi la società elegante capitanata da Fausta di Montegalda aveva +chiamato «il povero Flopi». + +Molti fili argentei intessuti ai capelli un giorno tutti neri, il +cerchio grigiastro intorno agli occhi, le spalle un poco appesantite +davano l'impressione che Filippo fosse invecchiato repentinamente. Egli +era sempre ilare e sereno, ma chi l'avesse fissato con attenzione si +sarebbe accorto che la tranquillità e l'allegria di cui dava prova eran +dovute a un continuo sforzo, a una instancabile vigilanza sopra sè +medesimo. + +Quando egli si credeva non osservato, la sua fisionomia mutava d'un +tratto, quasicchè la maschera gli fosse caduta, e allora si vedeva +l'uomo ferito mortalmente da un'angoscia insanabile, torturato da +qualche desiderio, malcontento di sè e degli altri, disperato di poter +mai più trovare un bene nella vita. Poi l'orgoglio lo riafferrava, si +guardava intorno nel timore che qualcuno gli avesse letto dentro +l'anima, e riprendeva la sua maschera di gaiezza e di contento. + +Queste alternative, così notevoli che si sarebbe detto che due caratteri +albergassero nello stesso corpo, non erano sfuggite all'occhio degli +amici; e specialmente tra i più giovani, una simpatia silenziosa s'era +formata per Filippo Vagli. + +Colui che aveva sentito fare strazio del proprio nome da una folla avida +di scandalo, aveva visto la stessa folla ammutolire innanzi a un dolore +alto e sincero, a guisa del molosso che s'accovaccia ai piedi del +padrone. Filippo avrebbe dato metà del suo sangue per vivere ancora tra +i sibili e i cachinni della maldicenza piuttosto che tra le nuove +manifestazioni di rispetto, nelle quali egli sospettava una mal celata +pietà. Ma tutto era finito, ogni cosa era miserabile, e mai come in quel +tempo s'era sentito tanto lontano da ciò che faceva, dall'esistenza +frivola alla quale s'era dovuto acconciare, e che sembrava non +lasciargli un'ora libera. + +Egli gettò un'occhiata al gruppo, e salutò da lontano. Aveva visto tra +gli uomini Paolino Berlendi, che con quel suo carattere scapato, +sventato, impertinente e, nel fondo, generoso e sentimentale, gli +rammentava un altro; Filippo si studiava di non mostrare a Paolino +l'antipatia che quella somiglianza morale gli aveva ispirato. + +Entrò, e volse a sinistra. + +--Va a fare la sua corte alla Fioresi,--disse Fausta, che lo seguiva con +l'occhio. + +In fondo alla terrazza, a sinistra di chi entrava, Giselda Fioresi era +seduta con la madre. + +La fanciulla dalla chioma fulva indossava un abito leggero color +turchino con le maniche di prezioso merletto. S'era fatta più bella, il +suo corpo s'era invigorito e sul volto le si diffondeva un'espressione +che non aveva mai avuta, quell'espressione di riposo che è propria di +chi giunge a una meta dopo lunga guerra. + +Quando vide Filippo avvicinarsi, le sue labbra si schiusero a un placido +sorriso. + +--Si sposano?--domandò il Berlendi che guardava la scena. + +--Si sposano,--confermò Fausta con voce secca. + +--Flopi invecchia; è all'ultima tappa. + +Dovevano sposarsi il mese appresso, e del matrimonio si parlava con +incessante curiosità. Due casate come quelle dei Fioresi e dei Vagli non +avrebbero potuto non dare alla cerimonia tutta la solennità, tutta la +magnificenza che le convenivano, e le donnette già parlavano del corredo +di Giselda come d'una maraviglia mai vista. + +--Lo zio Roberto avrà finalmente i «flopini»!--osservò il conte Priùli. + +--E Flopi i milioncini,--aggiunse il Berlendi. + +--Non lo fa per questo!--rispose freddamente il Priùli.--Tu non lo +conosci; Filippo si sposa per obbedire a sua madre. + +--La sola cosa poco aristocratica di questo matrimonio,--osservò +Fausta,--è la gioia straripante di Giselda. + +E storse la bocca, quasi avesse visto qualche spettacolo repulsivo. + +Le dame s'alzarono per avviarsi, ma in quel punto sopraggiunse Nino +d'Este, che parve cercar qualcuno con gli occhi; ravvisò la contessa +Lombardi e le corse incontro. + +--Lei mi aveva chiesto notizie di Berto Candriani?--egli disse. + +--Oh bravo! Parliamo di Berto Candriani!--esclamò Paolino.--«Il a jeté +son bonnet par dessus le moulin»! + +Alvise Priùli gli diede una gomitata, perchè abbassasse la voce. + +--Le porto le notizie,--continuò Nino d'Este, ed estrasse dalla tasca un +giornale romano che consegnò a Paolino Berlendi. + +--Ti ringrazio di quest'atto di fiducia,--disse Paolino.--Poco fa, +Priùli sosteneva che io non so leggere. + +--Ma fate presto!--interruppe Fausta di Montegalda. + +--Ecco qua: «Un'automobile sfasciata».... + +--Mio Dio!--esclamò la contessa Lombardi. + +--«Un'automobile sfasciata»,--seguitò a leggere Paolino.--«Jeri, verso +le quattro, l'automobile del conte Berto Candriani, notissimo patrizio +veneziano ospite della nostra città».... Come sa farsi la _réclame_ +questo briccone! + +--Volete finirla? Vi tolgo il giornale!--minacciò Fausta. + +Paolino Berlendi si fece serio e lesse tutto di seguito: + +--....«percorrendo la Via Appia, presso la tomba di Cecilia Metella, +urtò un baroccio da vino, e cadde sul fianco. Lo _chauffeur_ rimase +ferito. Il conte Candriani e la contessina Loredana De Carolis, sbalzati +a parecchi metri di distanza si sollevarono incolumi». + +--Contessina!--esclamò Fausta con un sorriso beffardo.--I giornali +romani non sono bene informati. + +--È quel benedetto nome di Loredana che li trae in inganno!--osservò il +conte Priùli. + +La comitiva si avviò. + +--Io vorrei sapere che cosa andavano a fare sulla Via Appia!--disse a un +tratto Paolino Berlendi. + +--Io sono contenta che Berto non si sia fatto male,--dichiarò la +contessa Lombardi.--Ma chi ci avrebbe detto che sarebbe scappato con +quella ragazza? + +--È la fine di tutti gli uomini di spirito,--osservò Nino d'Este.--Anche +Paolino un giorno sposerà la sua balia..... + +--Voi avete torto,--ribattè Paolino.--Mi dicono che Loredana sia una +ragazza bella e intelligente..... E io propongo una cosa: mandiamo il +giornale a Filippo!... + +--Siete matto?--esclamò la contessa Lombardi. + +--Non credete che gli farà piacere d'apprendere che la sua amica si +diverte e ruzzola a gambe in aria con Berto Candriani? + +--Suvvia, siete sconveniente!--disse Fausta, mordendosi le labbra per +non ridere. + +Ma Paolino Berlendi mandò un grido. + +--Guardate!--egli esclamò.--Guardate quella signora che ci viene +incontro: è un'americana. Lo si vede a occhio; guardate come cammina, +come sorride, come gestisce.... È un'americana.... + +Gli altri guardarono. La signora che si avvicinava, elegantissima, era +alta e bionda; un giovanotto bruno l'accompagnava. Ma tutti diedero in +una risata. + +--Caro mio,--disse poscia Alvise Priùli.--Quella è una russa: la +contessa Tatiana Semenow, di Pietroburgo!... + +Paolino Berlendi accese una sigaretta. + +--E io me ne infischio!--egli concluse tra i denti. + +Ma cinque minuti appresso nessuno più pensava alla russa, a Filippo, a +Loredana, a Berto, a Giselda. + +La vita dominava inesorabile tra un profluvio di luce calda e dorata. + + +FINE. + + + + + MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO + + + EDIZIONE ILLUSTRATA DI GRAN LUSSO + + La Divina Commedia + + DI + + Dante Alighieri + + NELL'ARTE DEL CINQUECENTO + + (Michelangelo, Raffaello, Zuccari, Vasari, ecc.) + + A CURA DI CORRADO RICCI. + + +La magnifica opera forma un volume in-folio di XXXVI-320 pagine a due +colonne, stampato in rosso e nero, con 288 DISEGNI intercalati nella +magistrale introduzione di CORRADO RICCI e nelle tre Cantiche. Le +celebri tavole di FEDERICO ZUCCARI e di GIOVANNI STRADANO, ch'erano +ancora per la massima parte inedite, e che formano il nucleo +fondamentale delle illustrazioni di questa nuova edizione della +_Commedia_, sono riprodotte in _facsimile_ policromo su 67 GRANDI TAVOLE +FUORI TESTO IN CARTA A MANO, e montate su _passe-partout_. La +riproduzione fu fatta dalla nostra casa, col permesso del Ministero +della pubblica istruzione, sul codice esistente nella Galleria degli +Uffizi a Firenze, mercè i processi fotomeccanici più moderni e delicati. +Per universale consenso l'opera dello Zuccari, come dimostra il Ricci +nella sua prefazione, è la maggiore e più interessante illustrazione che +l'Italia abbia mai prodotto. Questi disegni abbiamo voluto separare dal +testo adagiandoli sopra una carta dal fondo intonato alle carte del +cinquecento di cui abbiam curato la speciale fabbricazione "a mano" +contrassegnandola con la nostra sigla. Inoltre nel nostro volume si fa +larga parte a tutto ciò che la pittura, e in qualche modo la scoltura, +hanno operato attingendo soggetti e ispirazioni alla _Divina Commedia_, +dal terribile Caronte del Buonarroti, sino all'_Inferno_ di Bernardino +Poccetti inciso dal Callot nel 1612. Ogni copia è legata alla bodoniana, +o chiusa in cartella, a scelta del committente, e costa + + =Cento Lire.=--Legata in tela e oro, L. 110. + + In pelle e oro o in pergamena e oro, L. 125. + +(_Formato del vol. cent. 43×32. Peso del vol. alla bodon. Kg. 5,500 +circa_). + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano. + + + + + Romanzi Italiani + + EDIZIONI TREVES + + + Adolfo =Albertazzi=. + + Ora e sempre L. 1 -- + Novelle umoristiche 1 -- + In faccia al destino 3 50 + + Riccardo =Alt=. + + O uccidere, o morire 1 -- + + Diego =Angeli=. + + L'orda d'oro 3 50 + + Luigi =Archinti=. + + Il lascito del Comunardo 1 -- + + Massimo d'=Azeglio=. + + Nicolò de' Lapi. (2 vol.). 2 -- + Ettore Fieramosca 1 -- + + A. G. =Barrili=. + + Capitan Dodèro 1 -- + Santa Cecilia 1 -- + Il libro nero 2 -- + I Rossi e i Neri (2 vol.) 2 -- + Le Confessioni di Fra Gualberto 1 -- + Val d'Olivi 1 -- + Semiramide 1 -- + Notte del commendatore 4 -- + Castel Gavone 1 -- + Come un sogno 1 -- + Cuor di ferro e Cuor d'oro (2 volumi) 2 -- + Tizio Caio Sempronio 3 50 + L'Olmo e l'Edera 1 -- + Diana degli Embriaci 3 -- + La conquista d'Alessandro 4 -- + Il tesoro di Golconda 1 -- + Il merlo bianco 3 50 + La donna di Picche 1 -- + L'XI comandamento 1 -- + Il ritratto del diavolo 1 -- + Il Biancospino 1 -- + L'anello di Salomone 3 50 + O tutto o nulla 3 50 + Amori alla macchia 3 50 + Monsù Tomè 3 50 + Fior di Mughetto 3 50 + Dalla rupe 3 50 + Il conte Rosso 3 50 + Lettore della Principessa 4 -- + Casa Polidori 4 -- + La Montanara (2 vol.) 2 -- + Uomini e bestie 1 -- + Arrigo il Savio 1 -- + La spada di fuoco 4 -- + Il giudizio di Dio 4 -- + Il Dantino 1 -- + La signora Àutari 1 -- + La sirena 1 -- + Scudi e corone 4 -- + Amori antichi 4 -- + Rosa di Gerico 1 -- + La bella Graziana 3 50 + Le due Beatrici 1 -- + Terra vergine 1 -- + I figli del cielo 1 -- + La castellana 3 50 + Fior d'oro 1 -- + Il prato maledetto 3 50 + Galatea 1 -- + Il diamante nero 1 -- + Raggio di Dio 1 -- + Il ponte del Paradiso 3 50 + Tra cielo e terra 3 50 + + Ambrogio =Bazzero=. + + Storia di un'anima 4 -- + + Antonio =Beltramelli=. + + Anna Perenna 3 50 + I primogeniti 3 50 + Il cantico 3 50 + + Silvio =Benco=. + + La fiamma fredda 1 -- + Il castello dei desideri 3 50 + + Leo =Benvenuti=. + + Racconti romantici 1 -- + Serenada, racconto sardo 1 -- + + Vittorio =Bersezio=. + + La carità del prossimo 1 -- + Povera Giovanna! 1 -- + Il debito paterno 1 -- + Aristocrazia (2 volumi) 2 -- + + P. =Bettòli=. + + Il processo Duranti 1 -- + Giacomo Locampo 1 -- + Carmelita 1 -- + La nipote di don Gregorio 1 -- + + Alberto =Boccardi=. + + Cecilia Ferriani 3 50 + Ebbrezza mortale! 1 -- + Il peccato di Loreta 1 -- + L'irredenta 1 -- + + Camillo =Boito=. + + Storielle vane 1 -- + Senso 1 -- + + Virgilio =Brocchi=. + + Le aquile 3 50 + + E. A. =Butti=. + + L'Incantesimo 4 -- + L'Automa 1 -- + + Antonio =Caccianiga=. + + Il bacio della contessa Savina 1 -- + Villa Ortensia 1 -- + Il Roccolo di Sant'Alipio 1 -- + Sotto i ligustri 3 50 + Il Convento 3 50 + Il dolce far niente 1 -- + La famiglia Bonifazio 1 -- + Brava gente 1 -- + + Luigi =Capranica=. + + Donna Olimpia Pamfili 1 -- + La congiura di Brescia (2 volumi) 2 -- + Maschere sante 1 -- + Fra Paolo Sarpi (2 vol.) 2 -- + Papa Sisto (4 volumi) 4 -- + Racconti 2 -- + Contessa di Melzo (2 vol.) 2 -- + Re Manfredi (3 vol.) 3 -- + Maria Dolores 1 -- + Le donne di Nerone 3 50 + + Luigi =Capuana=. + + Homo 1 -- + Marchese di Roccaverdina 4 -- + Rassegnazione 3 50 + Passa l'amore 3 50 + + =Castelli=. + + Ultime rose d'autunno 1 -- + + Enrico =Castelnuovo=. + + Nella lotta 3 50 + La contessina 3 -- + Dal 1.º piano alla soffitta 4 50 + Lauretta 3 50 + Due convinzioni 4 -- + Filippo Bussini juniore 4 -- + Alla finestra 3 50 + Sorrisi e lagrime 3 50 + L'onor. Paolo Leonforte 1 -- + Natalia ed altri racconti 1 -- + _P.P.C._ Ultime novelle 3 50 + + Domenico =Ciàmpoli=. + + Diana 4 -- + Il barone di San Giorgio 1 -- + + Luigia =Codèmo=. + + La rivoluzione in casa 2 -- + + =Cordelia=. + + Il regno della donna 2 -- + Dopo le nozze 3 -- + Prime battaglie 2 -- + Vita intima 1 -- + Racconti di Natale 3 50 + Casa altrui 1 -- + Alla ventura 4 -- + Catene 1 -- + Per la gloria 3 50 + Forza irresistibile 3 50 + Il mio delitto 1 -- + Per vendetta 1 -- + L'incomprensibile 1 -- + Verso il mistero 3 50 + + Filippo =Crispolti=. + + Un duello 1 -- + + Gabriele =D'Annunzio=. + + Il Piacere 5 -- + L'innocente 4 -- + Trionfo della Morte 5 -- + Le Vergini delle Rocce 5 -- + Il Fuoco 5 -- + Le novelle della Pescara 4 -- + Prose scelte 4 -- + + Ippolito Tito =D'Aste=. + + Ermanzia 1 -- + Mercede 1 -- + + Edmondo =De Amicis=. + + La vita militare 4 -- + Alle porte d'Italia 3 50 + Il romanzo d'un maestro (2 volumi) 2 -- + Fra scuola a casa 4 -- + La carrozza di tutti 4 -- + Memorie 3 50 + Capo d'anno 3 50 + Nel Regno del Cervino 3 50 + Pagine allegre 4 -- + Nel Regno dell'Amore 5 -- + + Grazia =Deledda=. + + I giuochi della Vita 3 50 + + Gian =Della Quercia=. + + Il Risveglio 1 -- + Sul meriggio 4 -- + + Federico =De Roberto=. + + L'illusione 1 -- + Una pagina della storia dell'Amore 1 -- + + F. =Di Giorgi=. + + La prima donna 1 -- + + Cesare =Donati=. + + Flora Marzia 2 -- + + Paulo =Fambri=. + + Pazzi mezzi e serio fine 2 -- + + Onorato =Fava=. + + La discesa di Annibale 1 -- + + Gemma =Ferruggia=. + + Fascino 1 -- + + Ugo =Fleres=. + + L'anello 1 -- + + =Gavotti=. + + Nora 3 -- + Viaggio di un distratto 2 -- + + Piero =Giacosa=. + + Specchi dell'enigma 3 50 + + Arturo =Graf=. + + Il Riscatto 1 -- + + O. =Grandi=. + + Macchiette e novelle 1 -- + Destino 1 -- + Silvano 1 -- + La Nube 1 -- + + Luigi =Gualdo=. + + Decadenza 1 -- + Matrimonio eccentrico 1 -- + + F. D. =Guerrazzi=. + + L'assedio di Firenze (2 volumi) 2 -- + Il destino 2 -- + Battaglia di Benevento. Veronica Cybo (2 vol.) 2 -- + + =Jarro=. + + L'assassinio nel vicolo della Luna 1 -- + Il processo Bartelloni 1 -- + I ladri di cadaveri 1 -- + La figlia dell'aria 1 -- + Apparenze (2 volumi) 2 -- + La polizia del diavolo 1 -- + L'Istrione 1 -- + La vita capricciosa 1 -- + La duchessa di Nala 1 -- + La principessa 1 -- + + Paolo =Lioy=. + + Chi dura vince 3 -- + + =Manetty=. + + Il tradimento del Capitano (2 volumi) 2 -- + + G. =Marcotti=. + + Il conte Lucio 1 -- + + =Mercedes=. + + Marcello d'Agliano 1 -- + + =Neera=. + + Crevalcore 4 -- + + Ippolito =Nievo=. + + Le confessioni di un ottuagenario (3 volumi) 3 -- + + A. S. =Novaro=. + + L'Angelo risvegliato 3 -- + + Enrico =Panzacchi=. + + I miei racconti 3 -- + + Antonio =Palmieri=. + + Novelle Maremmane 3 50 + + Alfredo =Panzini=. + + La lanterna di Diogene 3 50 + Piccole storie del Mondo grande 1 -- + + Emma =Perodi=. + + Suor Ludovica 1 -- + Caino e Abele 1 -- + + =Petruccelli della Gattina=. + + Memorie di Giuda 2 -- + Le notti degli emigrati a Londra 1 -- + Il sorbetto della regina 1 -- + Il re prega 1 -- + + Luigi =Pirandello=. + + Erma bifronte 3 50 + Esclusa 3 50 + + Carlo =Placci=. + + Mondo mondano 1 -- + + Marco =Praga=. + + La Biondina 1 -- + + Mario =Pratesi=. + + Le perfidie del caso 1 -- + + Corrado =Ricci=. + + Un'illustre avventuriera 3 50 + Rinàscita 3 50 + + Egisto =Roggero=. + + Le ombre del passato 1 -- + + Gerolamo =Rovetta=. + + Sott'acqua 3 50 + Tiranni minimi 1 -- + I Barbarò o Le lagrime del prossimo (2 volumi) 5 -- + Il primo amante 3 50 + Il processo Montegù 1 -- + Novelle 1 -- + + Ferdinando =Russo=. + + Memorie di un ladro 1 -- + Il destino del Re 1 -- + + Roberto =Sacchetti=. + + Candaule 3 -- + Entusiasmi (2 volumi) 2 -- + + =Sara=. + + I peccati degli avi 1 50 + + G. A. =Sartorio=. + + Romæ Carrus Navalis 1 -- + + Isabella =Scopoli-Biasi=. + + L'erede dei Villamari 1 -- + + Matilde =Serao=. + + All'erta, Sentinella! 4 -- + Suor Giovanna della Croce 4 -- + La Ballerina 3 50 + + =Serra-Greci=. + + Adalgisa 1 -- + La fidanzata di Palermo 1 -- + + =Sfinge=. + + Dopo la vittoria 1 -- + + I. =Trebla=. + + Volontario d'un anno.--Sottotenente + di complemento 3 -- + + L. A. =Vassallo=. + + La signora Cagliostro 1 -- + Guerra in tempo di bagni 1 -- + + Giorgio =Velieri=. + + Elegie mondane 3 50 + + Giovanni =Verga=. + + Eva 2 -- + Novelle 2 50 + Cavalleria rusticana 3 -- + Per le vie 1 -- + Il marito di Elena 1 -- + Eros 1 -- + Tigre reale 1 -- + Mastro-don Gesualdo 3 50 + Ricordi del capit. d'Arce 1 -- + I Malavoglia 3 50 + Don Candeloro e C. 1 -- + Vagabondaggio 3 50 + Dal mio al tuo 3 50 + + G. =Visconti-Venosta=. + + Il curato d'Orobio 4 -- + Nuovi racconti 3 50 + + =Zena Remigio=. + + La bocca del lupo 1 -- + L'apostolo 3 50 + + =Zùccoli=. + + La Compagnia della Leggera 3 50 + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano + + + + + È uscito il 13.º migliaio + + LA NAVE + + Tragedia in un prologo e tre episodi + + DI + + Gabriele d'Annunzio + + CON FREGI DI + + DUILIO CAMBELLOTTI + + _In-8, in carta di lusso:_ =CINQUE LIRE=. + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano + + + + + _EDIZIONE ILLUSTRATA_ + + _dell'ultima e interessantissima opera di_ + + Edmondo De Amicis + + NEL REGNO DELL'AMORE + + +Quest'opera che appena uscita pochi mesi fa suscitò l'entusiasmo del +pubblico giungendo subito a nove edizioni e in pari tempo ottenne le +lodi più ampie della critica, si compone di novelle e di bozzetti +drammatici e comici. Nessun'opera meglio di questa si prestava +all'illustrazione. + +Abbiamo intrapresa la pubblicazione di una splendida edizione +illustrata da + + G. Amato, R. Salvadori, R. Pellegrini. + +Sarà completa in 6 o 7 fascicoli o meglio volumetti. Ogni volumetto, +con coperta colorata, può stare a sè. + +_Prezzo di ogni volumetto di oltre 100 pagine in-8_ + + UNA LIRA. + +Sono usciti i primi quattro volumetti: + + I. =L'ORA DIVINA= + FIORE DEL PASSATO--IL NUMERO 28--LA QUERCIA E IL FIORE. + + II. =UN COLPO DI FULMINE= + "NICHTS"--LETTORE TRADITORE. + + III. =SULLA SCALA DEL CIELO= + CASA CIRIMIRI. + + IV. =IL SUPPLIZIO DEL GELOSO= + OCHINA--IL CAPPOTTO CLANDESTINO. + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano. + + + + +PREZZO DEL PRESENTE VOLUME: Lire 3,50. + + +NUOVI ROMANZI E NOVELLE + +(_Edizioni Treves_) + + + Albertazzi. _In faccia al destino_ 3 50 + + Angeli. _L'orda d'oro_ 3 50 + + Barrili. _Tra cielo e terra_ 3 50 + + Beltramelli. _Il Cantico_ 3 50 + + Benco. _Il Castello dei desideri_ 3 50 + + Brocchi. _Le Aquile_ 3 50 + + Capuana. _Rassegnazione_ 3 50 + _Passa l'Amore_ 3 50 + + Castelnuovo. _P. P. C. Ultime novelle_ 3 50 + + De Amicis. _Nel Regno dell'Amore_ 5 -- + + Giacosa (Piero). _Specchi dell'Enigma_ 3 50 + + Haydée. _Racconti di Natale_ 4 -- + + Melegari (Dora). _Artefici di Pene e Artefici di Gioie_ 3 50 + + Neera. _Crevalcore_ 4 -- + + Palmieri. _Novelle Maremmane_ 3 50 + + Panzini. _La Lanterna di Diogene_ 3 50 + + Pirandello. _Erma bifronte_ 3 50 + _L'Esclusa_ 3 50 + + Placci. _In automobile_ 4 -- + + Praga. _La biondina_ 1 -- + + Russo. _Memorie d'un ladro_ 1 -- + _Il destino del Re_ 1 -- + + Verga. _Dal tuo al mio_ 3 50 + + Zùccoli. _La Compagnia della Leggera_ 3 50 + + + DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE + + =I Moncalvo= di Enrico Castelnuovo. + + =Centocelle= " Diego Angeli. + + =Eldorado= " Guglielmo Anastasi. + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano. + + + + + +Nota del Trascrittore + +L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute, +correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati +inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale): + + Pag. 74 - accorse [accorsa] tutta maravigliata + Pag. 130 - Così, ti preparavi [prepararvi] a sposarmi? + Pag. 135 - e allora, comprendendo [comprenprendendo] + Pag. 300 - Partiremo subito [subuto]. + +Grafie alternative mantenute: + + figurati / figùrati + mormorio / mormorìo + seguito / sèguito + orecchia / orecchio + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of L'amore di Loredana, by Luciano Zùccoli + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'AMORE DI LOREDANA *** + +***** This file should be named 34346-8.txt or 34346-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/3/4/3/4/34346/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net and +DP-Canada at http://www.pgdpcanada.net (This file was +produced from images generously made available by Biblioteca +Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + https://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/34346-8.zip b/34346-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..6c5dba3 --- /dev/null +++ b/34346-8.zip diff --git a/34346-h.zip b/34346-h.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..c4c3e6f --- /dev/null +++ b/34346-h.zip diff --git a/34346-h/34346-h.htm b/34346-h/34346-h.htm new file mode 100644 index 0000000..ccc9f8a --- /dev/null +++ b/34346-h/34346-h.htm @@ -0,0 +1,13421 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> +<head> + <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8" /> + <title> + L'amore di Loredana, by Luciano Zùccoli + </title> + <style type="text/css"> + +p { margin-top: .75em; + text-align: justify; } + +.title { text-align: center; margin-top: 2.5em; + margin-bottom: 2.5em; } + +.adtitle { text-align: center; font-size: 300%; font-weight: 500; + margin-bottom: 0em; } + +.dist { padding-left: 3em; } + +.r { text-align: right; } + +.l { text-align: left; } + +h1 { text-align: center; line-height: 1.5; + font-weight: 500; margin-top: 4em; } + +h2 { text-align: center; margin-top: 3em; + margin-bottom: 1.5em; } + +hr { width: 65%; + margin-top: 2em; + margin-bottom: 2em; + margin-left: auto; + margin-right: auto; + clear: both; } + +hr.minor { width: 15%; + margin-top: 0; + margin-bottom: 1.5em; } + +table { margin-left: 5%; margin-right: 5%; line-height: .9; } + +table.volumi { margin-left: -4%; margin-right: 0; line-height: .9; } + +.tdl { font-size: 70%; padding-left: .5em; } + +.tdr { text-align: right; + font-size: 70%; padding-right: .5em; } + +.tdb { text-align: left; padding-right: .5em; + font-size: 150%; white-space: nowrap; } + +.tdp { text-align: right; padding-left: 1em; } + +body { margin-left: 10%; + margin-right: 10%; + font-size: 105%; } + +/* page numbers */ +.pagenum { /* uncomment the next line for invisible page numbers */ + /* visibility: hidden; */ + position: absolute; + left: 95%; + font-size: 65%; + text-align: right; + color: #999999; + background-color: #ffffff; } + +.bb { border-bottom: solid 1px; } + +.center { text-align: center; } + +.small { font-size: 70%; } + +.smaller { font-size: 60%; } + +.big { font-size: 130%; } + +.bigger { font-size: 170%; } + +td.sbig { font-size: 200%; font-weight: 500; } + +td.pad { padding-left: 1em; padding-right: 1em; font-size: 80%; } + +.lighter { font-weight: 500; } + +.smcap { font-variant: small-caps; } + +.g { letter-spacing: 0.2em; padding-left: 0.1em; } + +.space { word-spacing: .5em; } + +.noserif { font-family: sans-serif; font-size: 88%; } + +.u { text-decoration: underline; } + +.treves { text-align: center; line-height: 1.5; border-top: solid 1px; } + +.break { margin-top: 2em; } + +.rom { position: relative; margin-left: 12%; margin-right: 12%; + list-style-type: none; font-size: 90%; line-height: 1.3} + +span.romright { position: absolute; right: 0;} + +.ads { margin-left: 10%; margin-right: 10%; font-size: 90%; } + +.tnote { border: dashed 1px; margin-left: 15%; margin-right: 15%; + margin-top: 5em; margin-bottom: 5em; + padding-bottom: 1.5em; padding-top: .5em; + padding-left: 2em; padding-right: 2em; + font-size: 90%; } + +.tnote h2 { text-align: center; /* all headings centered */ + clear: both; + font-weight: 500; + margin-top: 1.5em; + margin-bottom: 2em; } + +.tnote ul { list-style-type: none; margin-left: -2em; margin-right: -2em; } + +ins.correction { text-decoration: none; /* replace default underline.. */ + border-bottom: thin dotted gray; /* ..with delicate gray line */ } + +/* Images */ +.figcenter { margin-top: 3em; margin-right: auto; margin-bottom: 2em; + margin-left: auto; text-align: center; } + + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +The Project Gutenberg EBook of L'amore di Loredana, by Luciano Zùccoli + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: L'amore di Loredana + +Author: Luciano Zùccoli + +Release Date: November 16, 2010 [EBook #34346] + +Language: Italian + +Character set encoding: UTF-8 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'AMORE DI LOREDANA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net and +DP-Canada at http://www.pgdpcanada.net (This file was +produced from images generously made available by Biblioteca +Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + +</pre> + + +<div class="figcenter" style="width: 491px;"> +<img src="images/cover.jpg" width="491" height="700" alt="" title="" /> +</div> +<hr /> +<p class="center">DEL MEDESIMO AUTORE:</p> + +<p class="center"><i>La Compagnia della Leggera</i>, novelle <span class="dist">L. 3 50</span></p> + +<hr /> + +<h1><span class="smcap big">l'Amore di Loredana</span><br /> +<br /> +<span class="smaller g">ROMANZO<br /> +DI</span><br /> +<br /> +<span class="smcap big">Luciano Zùccoli</span></h1> + +<div class="figcenter" style="width: 136px;"> +<img src="images/marchio.jpg" width="136" height="177" alt="" title="" /> +</div> + +<p class="center g">MILANO<br /> +<span class="small">FRATELLI TREVES, EDITORI</span><br /> +1908</p> + +<hr /> + +<p class="center g">PROPRIETÀ LETTERARIA</p> + +<p class="center"><i>I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i +paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda.</i></p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center">Milano. — Tip. Treves.</p> + +<hr /> + +<p> <br /> </p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p> + +<p class="center"><span class="bigger">L'AMORE DI LOREDANA</span></p> + +<hr /> + +<p> <br /> </p> + +<h2 class="lighter">PRIMA PARTE.<br /> +<br /><br /> +I.</h2> + +<p> — Prendi quelle valigie e portale in questo +scompartimento. Su, presto, che il treno riparte!</p> + +<p>La voce nota diede un sussulto a Loredana, +che stava sola, ancora col velo grigio abbassato +sugli occhi, come quando era partita da Venezia.</p> + +<p> — In questo? — domandò il facchino.</p> + +<p> — Ma sì, su questo!...</p> + +<p>Filippo salì, sorrise a Loredana, si volse a +prender dalle mani del facchino le valigie, le +collocò sulla rete, e sedette infine di fronte alla +giovane, con un sospiro di sollievo. Poco dopo, +lo sportello era chiuso e il treno riprendeva la +marcia.</p> + +<p>Filippo non aspettò altro, e si chinò a baciar +le mani dell'amica, poi il volto e le labbra, senz'attendere +ch'ella raccogliesse il velo sulla +fronte.</p> + +<p> — Hai fatto bene, — egli disse, enunziando +<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span>mille pensieri in una volta. — Siamo soli. Fra +un'ora saremo giunti. Sai chi ho trovato alla +stazione di Venezia? Mi hai visto parlare con un +signore alto e calvo? È il conte Lombardi: mi +ha invitato a pranzo per lunedì, e ho accettato. +Dove saremo lunedì?... Ma tu, cara, sei spaventata?... +Quanta gratitudine ti debbo, cara!... Vedrai: +non aver paura, non accadrà nulla, non +ti toccheranno, non ti faranno nulla....</p> + +<p>La campagna triste fra Verona e Peschiera +era sinistramente illuminata dalla luce sanguigna +del tramonto che alcune nuvole grige interrompevano.</p> + +<p>Loredana non diceva parola, tenendo le mani +tra le mani di Filippo, sempre col viso celato +da quel velo bigio, che pareva la togliesse dal +mondo, l'allontanasse da tutti, la dovesse nascondere +come una delinquente.</p> + +<p> — Ascoltami, cara, — seguitò Filippo. — Hai +scritto alla mamma?</p> + +<p> — Sì....</p> + +<p> — Che cosa le hai scritto?</p> + +<p>La fanciulla non rispose subito. Le veniva innanzi +agli occhi della mente la visione della sua +casetta bianca nel campiello solitario; e la mamma +che ogni mattina entrava a chiederle che +cosa desiderasse per colazione; poi la mamma +usciva, andava per la spesa, e, tornata, preparava +la colazione per la figliuola, che con una +vestaglia bianca e lunga, raccoglieva intanto i +capelli intorno alla testa e si guardava nello +specchio e si dava un po' di cipria e si sorrideva. +La vestaglia bianca e lunga era stata abbandonata, +anche quella, come tutto il resto....<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span></p> + +<p> — Le ho scritto, — rispose Loredana scuotendosi. — Le +ho scritto che non si dia pensiero; +che avrà mie notizie.... Voglio scriverle anche +stasera, subito.... Si può?</p> + +<p>Filippo scosse la testa.</p> + +<p> — Domani ci raggiungerebbe! Puoi scrivere, e +io manderò la lettera a un mio amico a Roma, +perchè la faccia partire di là .</p> + +<p> — Così la mamma la riceverà tardi, — osservò +Loredana, — e per tanto tempo non saprà +nulla.</p> + +<p> — Due giorni: fra due giorni sarà a destinazione....</p> + +<p>La fanciulla rimase muta e guardò il tramonto +tragico. A quell'ora, la mamma e la figlia terminavan +di cenare, e si mettevano alla finestra +prospiciente il campiello, dove i bambini del vicinato +si raccoglievano a far chiasso. Sul davanzale +la mamma disponeva il vassoio col bricco, +e andava centellinando l'ultima tazza di caffè....</p> + +<p>Loredana guardò acutamente Filippo. Che sapeva +egli di tutte quelle cose, delle piccole cose +amate, tanto piccole nei giorni di pace e tanto +tristi a rammentar come perdute?</p> + +<p>Ella ritrasse le mani dalle mani di lui e sentì +che il cuore le doleva, che la vita era cupa e +misteriosa, che quel cielo pareva farle entrar +nell'anima tutta la disperata violenza del suo colore +di sangue.... Con quali parole avrebbe ella +potuto esprimere quel tormento a colui che le +era così vicino e così lontano?...</p> + +<p>A Peschiera, nello scompartimento salì un uomo: +andava a Brescia e non aveva trovato posto<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span> +in seconda classe. Vedendo Filippo e la signora +col velo, si ritrasse in un angolo, dopo +aver posto sulla rete una valigia grossolana, +biancastra con gli angoli di pelle rossa; e chiuse +gli occhi, senza addormentarsi, quasi per far +comprendere che non voleva disturbare, che sentiva +di essere importuno, ma sapeva esser discreto.</p> + +<p> — Sei stato mai sul lago di Garda? — chiese +Loredana, dopo aver guardato con diffidenza il +nuovo viaggiatore.</p> + +<p> — Sì, due volte. In questo mese, con questo +caldo, siamo sicuri di non trovar nessuno che +possa importunarci.</p> + +<p> — Come farò?... — disse nuovamente la fanciulla, +ma poi s'interruppe impacciata.</p> + +<p> — Come farai, che cosa? — domandò Filippo, +riprendendole una mano e accarezzandola.</p> + +<p>Era venuto in mente alla ragazza, fra tanti pensieri +gravi e terribili, era venuto anche in mente +che non aveva abiti, non biancheria, nulla di +nulla. Fuggita dalla casa col pretesto di salutare +un'amica, non possedeva che gli indumenti dei +quali era vestita, e aveva tre lire nel borsellino.</p> + +<p> — Non vuoi dirmi? — incalzò Filippo con la +dolcezza di chi prega.</p> + +<p>La fanciulla trovò modo di cambiar la frase:</p> + +<p> — Ci son negozii a Desenzano?</p> + +<p>Filippo capì e si mise a ridere.</p> + +<p> — Oh non importa, — disse.</p> + +<p>Loredana non osò più insistere e chiedere spiegazioni: +non importava, la sua roba, non contavan +nulla i suoi abitini modesti, a parecchi<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span> +dei quali aveva dato mano la mamma; non contavan +nulla i suoi oggetti d'abbigliamento, i +braccialetti, gli anelli, i pettini per la testa.... +Tutto perduto e scomparso per sempre, come la +vestaglia bianca! Ella sospirò e si guardò l'abito +nero, che aveva indossato di furia, perchè +capitato prima sotto gli occhi in quell'ora di +decisione suprema.</p> + +<p>Il treno rallentò la corsa e si fermò.</p> + +<p> — San Martino! — gridò un impiegato, — San +Martino della Battaglia!...</p> + +<p>Filippo stava per additare alla sua amica la +torre storica, allorchè lo sportello fu aperto e +un signore attempato salì nello scompartimento.</p> + +<p>Era un uomo sui sessant'anni, robusto, acceso +in volto, con basette brizzolate e ancor folti +capelli bianchi; gli occhi grigi fissarono un +istante Filippo, e più attentamente la sua compagna, +il volto della quale era sempre celato dal +velo.</p> + +<p> — Buona sera, — disse Filippo sorridendo. — Vai +a Fasano?...</p> + +<p> — Oh, — esclamò il signore, mentre stendeva +la mano a Filippo. — Non ti avevo riconosciuto!... +Sì, vado in villa, per qualche giorno....</p> + +<p>Guardò di nuovo Loredana, facendole un inchino, +al quale essa rispose con un cenno del +capo.</p> + +<p> — E tu?... Non ti ho mai veduto da queste +parti...!</p> + +<p> — Un capriccio, — borbottò Filippo impacciato. — Farò +una corsa fino a Riva....</p> + +<p> — Bravo, bravo, bravo! — concluse il signore<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span> +con tutta l'aria di chi non crede una parola.</p> + +<p>E mentre il treno si rimetteva in moto, aperse +la valigia e ne trasse un libro, lanciando un'occhiata +sospettosa all'uomo che stava nell'angolo +dello scompartimento e teneva ancora gli occhi +chiusi....</p> + +<p>Filippo guardò Loredana ed ambedue pensarono +che quell'incontro era noioso, ma senza pericolo. +La fanciulla conosceva di vista il signore +e ne aveva udito parlare molto a Venezia.</p> + +<p>Zio di Filippo, il conte Roberto Vagli, noiato, +stanco, indifferente, si occupava poco degli affari +altrui, e punto di ciò che faceva il nipote. +Egli trovava tutto possibile, tutto giusto, tutto +bene, purchè non gli si desse noia e non lo si +disturbasse nelle sue abitudini....</p> + +<p>Col libro in mano, un romanzo inglese, si volse +ancora a Filippo:</p> + +<p> — Ti fermi all'Albergo Reale? — domandò.</p> + +<p> — Sì, e riparto domattina.</p> + +<p> — Io pure: ma tu partirai col battello delle +dieci e venti?</p> + +<p> — Sì.</p> + +<p> — E io più presto, col legno.</p> + +<p>Rassicurata così la coppia, poichè per non disturbare +e non essere disturbato avrebbe dormito +a un altro albergo se fosse stato possibile, +il conte Roberto aperse finalmente il libro e si +mise a leggere.</p> + +<p>Loredana, allora, osò guardarlo un istante con +un lieve sorriso. Dalle poche parole scambiate +con Filippo, riconosceva bene l'uomo che Filippo<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span> +le aveva così spesso descritto, e sentì una +strana gratitudine pel signore che non si occupava +di lei. Forse egli stesso, molti anni addietro, +aveva viaggiato in qualche parte del mondo +con una fanciulla; certo, i suoi amori non +erano stati sempre regolari; aveva fatto male +e aveva fatto bene, aveva visto molte cose esotiche, +molti paesi lontani, aveva conosciuto molta +gente, ormai dispersa. E non giudicava.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">II.</h2> + +<p>A Desenzano, di piena sera, sul piazzale della +stazione, si dovette aspettare che i bagagli di +Filippo fossero caricati.</p> + +<p>Il conte Roberto era già salito nell'omnibus +dell'albergo; Loredana vi si era pure rincantucciata, +all'angolo opposto; solo Filippo restava +fuori, impaziente, presso la fanciulla.</p> + +<p> — Dimmi, — chiese il conte Roberto. — Hai +molti bagagli?...</p> + +<p> — Cinque bauli, due valigie e tre cappelliere.</p> + +<p> — Santo Dio, potevi dirmelo.... Avrei preso una +carrozza, per non rimanere in questo sporco omnibus +ad aspettare tanto!</p> + +<p>Filippo si mise a ridere.</p> + +<p> — Ora vengono, zio!... Eccoli qua.</p> + +<p> — Cinque bauli! — ripetè lo zio. — Tu viaggi +con gli utensili di cucina?...</p> + +<p>Ma ricordandosi che il nipote non viaggiava<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span> +solo, si morse le labbra e si pentì dell'osservazione, +che poteva sembrare scortese....</p> + +<p> — Sono pesanti! — esclamò poi, udendo sul +capo il rimbombo dei bauli calati sull'imperiale. — Chi +sa quante deliziose galanterie!...</p> + +<p>E sembrandogli così d'aver rimediato allo sgarbo, +non disse più parola.</p> + +<p>Quando l'omnibus, traballando sul selciato, si +mosse, Loredana si sforzò di veder qualche cosa, +guardando fuori del finestrino, ma la città le +sembrò orribile, soffocata, male illuminata, coi +ciottoli che davano al veicolo sobbalzi continui.</p> + +<p>Un senso improvviso di paura le pervase l'animo. +Pareva che tutto fosse finito, che la mamma +fosse morta, il sole sprofondato tra la nuvolaglia; +la fanciulla si strinse tacitamente a Filippo, +il quale doveva essere per lei ogni cosa +al mondo, e Filippo le prese una mano e la tenne +finchè l'omnibus non entrò sotto l'atrio dell'albergo.</p> + +<p>Scesero primi gli amanti; poi il conte Roberto.</p> + +<p> — Buona notte, Flopi, — disse il vecchio al +nipote: e volgendosi al direttore dell'albergo, che +era accorso salutando, aggiunse: — Questo vostro +omnibus balla come un orso....</p> + +<p> — Colpa dei ciottoli, signor conte, — rispose +il direttore sorridendo. — L'omnibus è solido.</p> + +<p> — Buona notte, zio! — disse Filippo stringendo +la mano al vecchio.</p> + +<p>Il conte salutò, inchinandosi, la sconosciuta e +scomparve su per la scala.</p> + +<p>Filippo volle due camere comunicanti; ordinò<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span> +di portar tre bauli in quella della signora, e due +nella sua, e li indicò al facchino.</p> + +<p>La camera di Loredana era tappezzata di giallo, +coi mobili di damasco giallo; la zanzariera +azzurrastra, scendendo da un baldacchino centrale, +celava tutto il letto. La camera di Filippo +era addobbata di stoffa rossa e disposta identicamente +all'altra.</p> + +<p>Loredana corse al balcone a guardare il lago, +che nella penombra sembrava infinito; solo, nettamente, +si distingueva il fanale rosso del faro +sulla diga.</p> + +<p>Ella stava assorta in quella contemplazione, +pensando che il paese sconosciuto era ineffabilmente +triste, allorchè udì il passo di Filippo. +Egli aveva aperto i bauli e sorrideva.</p> + +<p> — Mi hai chiesto se ci sono negozii a Desenzano, — disse, +quando l'amica gli fu vicina. — Vedi +che ho già pensato a tutto? Questo è il +baule della biancheria; gli altri due contengono +gli abiti....</p> + +<p>La fanciulla si chinò per guardare, ma Filippo +le afferrò la testa fra le mani e le ricoperse il +volto di baci.</p> + +<p> — Come sei bella! — esclamò. — Non ti vedevo +da tanto, con quel velo misterioso sulla +faccia....</p> + +<p>Loredana gli rese i baci con un piacere quasi +violento, sentendosi rassicurata da colui che +ella s'era abituata a credere più forte, più audace, +più potente, più libero, più sicuro di tutti.... +E, l'anima divenuta a un tratto leggera e +aperta, un sorriso sulle labbra, la giovane s'inginocchiò<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span> +a terra e sollevando con l'agile mano +quel cumulo di biancheria e di trine, guardò rapidamente +come fosse composto il suo tesoro.</p> + +<p>Filippo in piedi osservava la persona snella +e pieghevole, la cara testa dai capelli bruni con +bei riflessi dorati e il collo bianchissimo e le +piccole mani.</p> + +<p> — Sì, a tutto; hai proprio pensato a tutto! — disse +Loredana, alzando gli occhi a guardare +l'amico. — E che cosa è questo?</p> + +<p>Ella teneva fra le mani uno scrignetto trovato +sul fondo del baule.</p> + +<p> — Apri: dev'essere aperto, — disse Filippo.</p> + +<p>Loredana mise lo scrigno sul bordo del camino, +e aperse. V'erano diversi astucci e ciascuno conteneva +un gioiello: orecchini formati da due piccole +perle, due braccialetti d'oro a catenella con +qualche turchese, e una collana d'oro a maglie +piccoline che sosteneva una medaglietta col motto: +« Sempre » da una parte, e dall'altra la data +di tre mesi prima: « 8 maggio 1893 ». Poi un anello +con una perla nera ed uno con una grossa turchese....</p> + +<p>Filippo aveva voluto che tutto fosse elegante +e semplice, i gioielli, gli abiti e la biancheria, +perchè l'amica sentisse d'essere ancora fanciulla, +legata ancora alla sua vita di ieri. Ella parve +comprendere quella cura gentile e sorrise dolcemente.</p> + +<p> — Una mamma non avrebbe fatto meglio, — mormorò.</p> + +<p>E andava volgendo e rivolgendo sul palmo la +collana e la medaglietta con quella data fatale.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span></p> + +<h2 class="lighter">III.</h2> + +<p> — Data fatale! — ella pensò e disse ad alta +voce, senza rammarico.</p> + +<p>Poi rapidamente si slacciò il corpetto, passò +la catena attorno al collo, e sorrise. Nessuno, +all'infuori di Filippo, doveva veder quella catena, +e nessuno, all'infuori di Loredana e Filippo, +sapere e ricordar quella data.</p> + +<p> — Gli abiti li vedremo poi; ora scendiamo a +cenare, — disse Filippo.</p> + +<p> — E tuo zio? — mormorò la giovane titubando. — Se +cena anche lui, mi vedrà senza velo.</p> + +<p> — E rimarrà ammirato, — concluse Filippo.</p> + +<p>Cenarono sul terrazzo illuminato da tre lampioni +a gas; il lago era scuro, ma a Loredana +pareva meno tetro e misterioso. Sulla strada innanzi +all'albergo non poca gente passava e guardava +la coppia, forse invidiando. Un piccolo gatto +bianco e nero, poi un cane pòmero vennero +a corteggiare i forestieri e ad accattar qualche +boccone. Le zanzare attratte dalla luce danzavano +intorno al capo dei due amanti.</p> + +<p>Durante la cena, Filippo spiegò il programma +per l'indomani: dovevano cercare un piccolo albergo +nascosto o una villetta discreta a Salò o +a Maderno o a Gargnano; e veder anche la sponda +veronese, dove assai minore era la probabilità <span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span> +d'incontrar gente, poichè i piroscafi non vi +approdavano.</p> + +<p> — La sponda veronese di là dalla penisola di +Sirmione: Salò da questa parte, oltre il capo Manerba....</p> + +<p>E Filippo faceva dei gesti in direzione del lago, +mentre l'amica sua sorrideva perchè non riusciva +a distinguer nulla.... Ma un gesto restò a +mezzo: era comparso sul terrazzo lo zio Roberto, +seguito dal direttore dell'albergo.</p> + +<p> — Se il signor conte permette, — diceva quest'ultimo, — gli +servirò io stesso una cena di +suo gusto....</p> + +<p> — Sì, roba leggera, ve ne prego! — rispose il +conte, sedendo a una delle tavole di marmo, +poco lontano da Filippo.</p> + +<p>E vedendo il nipote, come non si fossero lasciati +un momento prima, gli fe' cenno con la +mano, salutando:</p> + +<p> — Oh, ciao, Flopi!</p> + +<p> — Buon appetito, zio!...</p> + +<p>Il conte attese che Filippo riprendesse il discorso +a bassa voce con la fanciulla per darle +un'occhiata; e la vide bellissima, con quel viso +bianco e fresco e con quei capelli scuri, che due +pettini scintillanti di <span class="g">strass</span> trattenevano a pena. +Ma gli parve pure che ella fosse estremamente +giovane, non solo per Filippo che aveva da sei +anni valicato la trentina, ma per chiunque se la +fosse portata via senza passare dal sindaco e +dal parroco....</p> + +<p> — Che cosa le ha dato da intendere? — pensò +il conte Roberto. — Non mi pare un'oca, e sta<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span> +ad ascoltarlo come l'oracolo.... Che cosa le ha +dato da intendere, dico io?</p> + +<p>Egli si volse udendo uno stropiccìo di passi: +ma mentre s'aspettava di vedersi posta innanzi +la prima vivanda, scorse invece il cameriere che +gli tendeva un telegramma sopra un piatto....</p> + +<p> — Un telegramma per me? — disse stupito.</p> + +<p>Filippo troncò il discorso con Loredana e guardò +lo zio, che apriva il telegramma. Il conte Roberto +lo lesse un paio di volte e se lo mise in +tasca senza dir verbo e senza più volger l'occhio +al nipote.</p> + +<p>Ma cenò di malavoglia, scoperse che il Bardolino +non aveva un bel colore e acchiappò con +le mani un paio di zanzare che gli ronzavan troppo +da vicino.</p> + +<p>Loredana s'era ormai alzata da tavola e rientrava; +passando presso il conte Roberto abbassò +il capo. Filippo la seguiva.</p> + +<p> — Ascolta, — disse il conte Roberto, — verrai +quest'anno a San Martino a veder la Torre? +La inauguriamo a ottobre....</p> + +<p>Ma non appena s'accorse che la fanciulla era +scomparsa, mutò voce:</p> + +<p> — La mamma chiede tue notizie, — disse. — Come +la facciamo?</p> + +<p> — La mamma? — ripetè Filippo sbalordito. — Che +mamma?</p> + +<p> — Tua madre, mia cognata, la contessa Vagli, +quella che ti ha dato alla luce, bontà sua! — esclamò +lo zio Roberto irritandosi.</p> + +<p> — E come può sapere che noi siamo qui?</p> + +<p> — Chi, <span class="g">noi</span>? Quanto a me, lo sapeva, perchè<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span> +gliel'ho scritto. Quanto a te, avrai fatto le cose +con la testa nel sacco. To' guarda!</p> + +<p>E il conte Roberto levò da una tasca e mise +sotto gli occhi di Filippo il telegramma:</p> + +<p>« Flopi partito oggi constami trovarsi sul lago. +Se incontri avvertilo domani denunzieranlo +Procura Re. — Bianca ».</p> + +<p>Filippo gettò il foglio giallino sulla tavola e +non disse nulla.</p> + +<p> — Mi pare, insomma, — concluse lo zio, — che +non tiri vento propizio per te da queste parti.... +Io tornerei indietro....</p> + +<p> — Indietro? — esclamò Filippo. — E dove? +A Venezia?</p> + +<p> — Se preferisci che ti denunzino al Procuratore +del Re, è un altro conto.</p> + +<p> — Ma perchè mi denunzierebbero?</p> + +<p>Il conte Roberto alzò le spalle.</p> + +<p> — E me lo domandi, tu che sei avvocato? La +tua compagna di viaggio è una bambina; ti denunzieranno +per corruzione, per seduzione, che +so io? per ratto....</p> + +<p>E ricordando la famosa <span class="g">grida</span> citata dal Manzoni, +aggiunse con voce tranquillamente allegra:</p> + +<p> — « Per rapto de dona honesta ».</p> + +<p> — Non faranno niente, — disse Filippo. — In +ogni modo, ci penserò....</p> + +<p> — Bravo, pensaci! Il Procuratore del Re penserà +anche lui a modo suo: e quella disgraziata +tua madre si divertirà un mondo, fra due pensatori +di questo genere....</p> + +<p>Il conte Roberto si guardò intorno, poi seguitò +con voce più cauta:<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span></p> + +<p> — E chi è quella ragazza?</p> + +<p> — Lo hai detto: una bambina, che amo pazzamente, +che mi ama, e che voglio tener con me.</p> + +<p> — Ma non ha più di sedici anni....</p> + +<p> — Diciotto....</p> + +<p> — Son sempre pochi. E ha il padre, i fratelli, +una famiglia?</p> + +<p> — Non ha che la madre.</p> + +<p> — La vuol tenere con sè, — mormorò il conte +Roberto, come ripensando alla frase del nipote. — O +che cosa significa questo?</p> + +<p> — Vedremo più tardi, — disse brevemente Filippo.</p> + +<p> — È di modesta nascita? — riprese lo zio.</p> + +<p> — Di modestissima nascita. Con una madre che +l'adora, e che è troppo debole, troppo ingenua, +troppo facile a credere, la poveretta si sarebbe +perduta....</p> + +<p>Il conte Roberto interruppe passandosi la mano +tra i capelli bianchi, con un gesto di comico +stupore.</p> + +<p> — E tu la salvi, — disse poi, — menandola +a passeggio sul lago di Garda?</p> + +<p> — Chi sa? — rispose ancora brevemente Filippo.</p> + +<p>Il direttore dell'albergo ricomparve e i due uomini +tacquero.</p> + +<p> — Buona, la vostra cena, — gli disse il conte +Roberto. — Ma il Bardolino non aveva un bel +colore. E poi dovete cambiar posto alle scuderie: +il puzzo di lettiera e di fieno vi ammorba tutto +l'albergo.</p> + +<p> — Il signor conte ha ragione, — assentì il direttore. — Vedremo +più tardi!<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span></p> + +<p> — Vedrà più tardi, anche lui! — borbottò Roberto +fra i denti.</p> + +<p>Si alzò da tavola e s'appoggiò al braccio di +Filippo ch'era rimasto pensieroso innanzi al vecchio. +Il conte Roberto era più alto e più tarchiato +del nipote; Filippo aveva statura media, capelli +neri e lisci; gli occhi chiari dallo sguardo +rapido e vivo dicevano un'anima irrequieta e audace; +ma il colorito del volto che intorno agli +occhi pareva quasi grigio e certe rughe sottili +ricordavano una vita di tempeste e di disordini. +L'uomo di sessant'anni, col volto acceso e i +capelli bianchissimi, dava più grata impressione +di freschezza, o avesse goduto e sofferto meno, +o avesse sortito una tempra meno sensibile.</p> + +<p>Roberto e Filippo salirono le scale fino al primo +piano; innanzi all'uscio della sua camera, lo +zio disse a bassa voce:</p> + +<p> — Arrivederci. Io parto domattina presto. Pensa +a quello che fai; comunque vada a finire, mi +sembra una corbelleria, perchè io credo che l'uomo +non è monogamo.</p> + +<p> — Grazie. E... scusami, che cosa scriverai alla +mamma?</p> + +<p>Il conte Roberto alzò bruscamente le spalle e +sparì nella sua camera senza rispondere.</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span></p> +<h2 class="lighter">IV.</h2> + +<p> — Perdonami, cara, — disse Filippo entrando +e avvicinandosi a Loredana, che scriveva, seduta +innanzi a un tavolino. — Mi ha data una lezione +di storia: la torre, la battaglia, i quadri +con gli episodii più importanti.... Un quadro rappresenta +anche lui, che a quei tempi era tenente +di cavalleria e si è battuto a San Martino.... E +tu, che hai fatto?</p> + +<p>Loredana scriveva a sua madre una lettera felice +e disperata, piena d'umiltà e di carezze. Filippo +vide che gli occhi dell'amica erano umidi.</p> + +<p> — Amore mio, — disse, chinandosi a guardare, — se +tu adoperi la carta dell'albergo con la +veduta del lago, di Desenzano, dei piroscafi, e +il nome del proprietario e l'indirizzo, tanto vale +chiamar qui la mamma e il Procuratore del Re.</p> + +<p>Si morse le labbra, ma ormai troppo tardi: +Loredana lo fissava corrucciata e pallida.</p> + +<p> — La mamma e il Procuratore del Re? — disse. — Che +cosa significa?</p> + +<p> — Nulla, proprio nulla, ti assicuro, — rispose +Filippo, accarezzandole lievemente i capelli.</p> + +<p> — Che cosa volevi dire? — incalzò la fanciulla. — Come +ti son venute queste idee?</p> + +<p> — Volevo dire che non dobbiamo trascurare +ogni precauzione e che le imprudenze potrebbero +recarci qualche noia.<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p> + +<p>Loredana prese il foglio di carta già coperto +di scrittura diritta e uguale, lo fece in pezzi +minuti e li gettò a terra.</p> + +<p>Filippo conosceva da tempo l'anima sdegnosa +e taciturna della fanciulla. Non pareva fosse +nata da piccola gente operosa (il padre era stato +mercante di stoffe a Rialto); ma la sensibilità +intellettuale, l'intelligenza acuta, la rapida intuizione +e sopra tutto un orgoglio e un coraggio +più pronti all'azione che alla parola, facevan pensare +a un'origine aristocratica, a un atavismo imperioso, +a un ambiente squisito. E tuttavia, ella +ora così carezzevolmente e voluttuosamente femmina, +così sommessa a chi sapeva guidarla, che +Filippo non ricordava d'aver conosciuto una donna +più varia d'atteggiamenti e più degna d'amore.</p> + +<p>Da tre anni ella si recava a villeggiare con la +madre a San Donà , in una villetta confinante coi +poderi dei conti Vagli; e così Filippo le era diventato +amico, senza sognare che un giorno egli, +a tanta distanza d'età , avrebbe avuto bisogno di +quella giovanetta, allora tuttavia con le sottane +corte e coi capelli sciolti, che le scendevan per +le spalle.</p> + +<p>Egli le aveva raccontato molti fatti della sua +vita, che gli amici più intimi di lui ignoravano; +e senza amarlo, ella ne sentiva la protezione +e la forza. Quand'egli partiva o da San Donà o +da Venezia per qualche viaggio, una tetra malinconia +le piombava sul cuore. Ella trovava in +lui i modi, le forme, la perizia di vita, che scarseggiavano +o mancavano interamente fra le persone<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span> +le quali frequentavano la casa della mamma, +piccole borghesi che con l'instancabile chiacchierìo +la inviperivano e l'allontanavano.</p> + +<p>In tre anni, la bambina s'era fatta una giovane +bella, della fresca e molle bellezza veneziana, e +a Filippo piaceva. Ma anch'egli non l'amava; era +la piccola amica....</p> + +<p>La piccola amica! Quante volte, sprofondato +tra i cuscini della gondola silenziosa, o seduto +in un salotto a fianco d'una dama, o in un +palco della Fenice tra la luce dorata e lo scintillìo +dei diamanti, Filippo Vagli aveva pensato +alla piccola amica, che dormiva tranquillamente +nella casetta bianca sul campiello muto! +E rideva dentro di sè, chiedendosi che cosa +avrebbero detto quelle patrizie, le amiche officiali, +se avessero conosciuto l'umile sua confidente, +colei che sapeva farlo sorridere, sapeva +parlare come a lui piaceva, sapeva ascoltare +e discutere.</p> + +<p>In quei tre anni egli aveva avuto più d'una +amante; e la voce, per i meandri molteplici del +pettegolezzo veneziano, esagerato ed innocuo, era +giunta fino all'orecchio di Loredana, la quale non +capiva se quei racconti le facevan piacere o se +l'angustiavano; ma intanto si studiava d'osservare +le donne che la voce popolare additava quali +amanti di Filippo, per vedere s'eran belle, se vestivan +bene, se non erano indegne di lui.</p> + +<p>Osò parlarne con Filippo, che ne rise.</p> + +<p> — Stia attenta, — egli le disse, — e vedrà +che ogni mese e fors'anco di quindici in quindici +giorni il nome della mia amante cambia.<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span> +Son discorsi di sfaccendati, i quali mi rendono +il favore di sviar la curiosità dietro mille tracce, +e non si sono ancora avveduti che io passo tanto +tempo vicino a lei.</p> + +<p> — Non ha amanti, allora? — chiese Loredana.</p> + +<p>Essi parlavan di sera, nel tinello; una sera a +metà gennaio del 1893. Spesse volte si trovavan +così quasi soli, perchè la mamma, con la +fiduciosa ospitalità veneziana accresciuta dalla +stima ch'ella aveva per la figlia, non vigilava +i loro discorsi e stava innanzi alla finestra della +saletta a centellare la ventesima tazza di caffè.</p> + +<p>E quella domanda, la quale sarebbe parsa ardita +e sconveniente per un'altra fanciulla, ai due +amici sembrò così naturale, che si stupirono di +non aver mai parlato d'un argomento che si prestava +a tante confidenze.</p> + +<p> — No, non ho amanti, — rispose Filippo.</p> + +<p>Loredana si mise a ridere.</p> + +<p> — Neanche la contessa Fausta di Montegalda? — domandò +maliziosamente, e soggiunse: — Fausta! +Che bel nome!</p> + +<p> — Toccato! — pensò Filippo. Quindi rispose: — No!</p> + +<p> — Eppure, si ricorda quella sera che andai alla +Fenice l'inverno scorso, con la mamma e gli +zii? Lei era nel palco della Montegalda, che aveva +un così bel diadema di brillanti sui capelli +neri; e qualcuno mi disse che lei era innamorato +della contessa. Io guardai attentamente e +capii che avevano ragione.</p> + +<p> — In ogni caso, — osservò Filippo, — tra innamorato +e amante v'è un abisso.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span></p> + +<p> — Oh sicuro! — esclamò Loredana con gravità +comica. — Un abisso!... E lei, tanto timido, si +spaventa degli abissi....</p> + +<p>La fanciulla rise e Filippo la guardò. Non gli +era mai parsa così bambina come in quell'ora, e +tutta fresca, con la bocca sinuosa e ardente appena +ombreggiata da una lievissima pelurie sul +labbro superiore; e la luce che veniva dai grandi +occhi scuri gli sembrò più vivida del consueto.</p> + +<p>Prima ancora di riflettere, si chinò e baciò +quegli occhi e quella bocca, mentre Loredana +abbassava la testa, attonita e sommessa.</p> + +<p> — Ciò che egli fa, è ben fatto! — ella pensò. — Ciò +che egli fa, si può fare!</p> + +<p>Loredana pensava in tal maniera, pure senza +amare Filippo, e Filippo la baciava senza amarla. +Ma ambedue con ogni sforzo avrebbero difeso +quella loro strana amicizia, perchè sentivano l'un +per l'altra una fiducia, che nessuno al mondo +aveva mai loro ispirato.</p> + +<p>Fu in quello stesso mese di gennaio che Filippo +trovò un giorno la casetta in festa. Era l'onomastico +della mamma e v'eran due o tre famiglie, +recatesi a portar dolci e augurii alla buona +donna. Intorno a Loredana, tutta vestita di +rosa e lievemente scollata, stavano altre fanciulle, +e alcuni giovanotti scherzavano con la piccola +amica di Filippo, la quale rideva e si scaldava +presso il caminetto, avanzando i piedini +con una mossa non priva di civetteria.</p> + +<p>Filippo guatò lo spettacolo. Tra quei giovani, +uno fermò specialmente la sua attenzione, un<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span> +biondo con occhi cerulei; si chiamava Adolfo Gianella, +era impiegato in una banca e possedeva +qualche po' di terra in provincia di Vicenza. Parlava +poco, vigilava gli amici, ascoltava, serrando +le labbra, i madrigali ch'essi rivolgevano alla +giovinetta; e sopra tutto, pareva noiato e diffidente +per la presenza di Filippo. Egli stava +presso il caminetto, in piedi, di fronte a Loredana; +e v'era nel suo atteggiamento muto un +significato di padronanza e di protezione, che +svelava in lui il fidanzato o almeno l'innamorato +serio. Dai suoi occhi si sprigionò più d'una +volta qualche occhiata cupida al collo bianco +e perfetto di Loredana. Il contegno di Adolfo +Gianella divenne a poco a poco tanto chiaro, che +i suoi compagni smisero di corteggiare quella e +si volsero alle altre ragazze.</p> + +<p>Filippo se ne andò, con un male in cuore, con +una rabbia, con un'angoscia, che lo stupivano +e lo facevano tremare.</p> + +<p>Entrò nel salotto della contessa di Montegalda +e parve distratto tutto il tempo che vi rimase. +Fausta gli passò vicino, gli fece un lieve +cenno di seguirla e quando furono nella sala da +ballo, deserta, gli chiese:</p> + +<p> — Che cosa avete, Flopi?</p> + +<p> — Mi fa male il cuore! — egli rispose.</p> + +<p> — Male? — ripetè Fausta. — Un male fisico?</p> + +<p> — Fisico. Un aneurisma, — disse Filippo sbadatamente.</p> + +<p> — Mio Dio! — esclamò la contessa con voce +soffocata. — Siete pazzo? Di aneurisma si può +morire!<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span></p> + +<p> — Si può morire di tutto, amica, mia! — concluse +Filippo.</p> + +<p>La giovane voleva insistere, chiedere quali cure +facesse, ma Filippo le lanciò un'occhiata stranamente +beffarda, e rientrò nel salotto, dove si +intavolava una partita di <span class="g">boston</span>.</p> + +<p>Egli aveva bisogno di sapere, e tuttavia stette +parecchi giorni senza recarsi a trovar le signore +De Carolis. La comparsa di quel giovanotto +biondo con gli occhi cerulei gli aveva fatto sentire +che un giorno Loredana gli sarebbe stata +tolta per sempre e ch'egli non avrebbe potuto +nulla per impedire una cosa tanto semplice e +tanto grave, poichè non aveva intenzione di sposare +la fanciulla, d'affrontare una lotta con la +propria famiglia, con la madre, con le sorelle e +coi cognati.... Loredana avrebbe appartenuto ad +Adolfo Gianella, impiegato di banca e piccolo +possidente.</p> + +<p>Fausta di Montegalda conobbe in quei giorni +molte amarezze; Filippo era irascibile e pareva +che il fasto e l'eleganza della giovane signora +lo irritassero, quando per l'addietro gli erano stati +tanto cari. In un convegno, egli sbadigliò più +d'una volta, mentre Fausta gli esponeva, come +nei primi tempi del loro amore, i progetti per la +primavera, per l'estate, per l'autunno, tutto un +programma di divertimenti, studiato in modo da +non dover vivere troppo lontani l'uno dall'altra.</p> + +<p>Quello stesso giorno, Filippo incontrò in Piazza, +sotto le Procuratie Nuove, Loredana che camminava +frettolosa, di ritorno dall'aver fatto alcune +compere. Egli la salutò e tirò dritto, perchè<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span> +evitava di farsi vedere dagli amici con una fanciulla, +ch'essi non conoscevano e che non apparteneva +al loro « mondo »; il quale era un gruppo +di men che duecento persone. Ma tornò presto +indietro, e corse a casa delle De Carolis.</p> + +<p>Loredana era molto impacciata; Filippo era +freddo e pieno di rabbia. Anche il fatto, punto +nuovo, d'averla trovata sola per istrada, gli faceva +dispiacere, sebbene non avesse mai ignorato +che la signora De Carolis permetteva alla +figlia, come del resto usavan tutte le sue amiche, +di uscire sola a far compere o di andare +sola a far visita alle conoscenti.</p> + +<p>Infine, per togliere quell'ombra che s'addensava +tra di loro, la fanciulla raccontò a Filippo +che l'avevano fidanzata, da un mese circa, ad +Adolfo Gianella.</p> + +<p> — Le piace? — domandò Filippo.</p> + +<p> — No, per niente.</p> + +<p> — Le pare che sarà felice con lui?</p> + +<p> — Ne dubito molto.</p> + +<p> — E allora?</p> + +<p>Allora? La mamma aveva consigliato così; la +famiglia Gianella era contenta; Adolfo era innamorato +e minacciava d'uccidersi e di uccidere, +se Loredana non fosse stata sua. Poi, che cosa +poteva fare ella al mondo? Adolfo era un giovane +onesto, in buona posizione, e le voleva bene +davvero.... Ella s'era rassegnata e il fidanzamento +era avvenuto.</p> + +<p> — Senza dirmi nulla! — interruppe Filippo.</p> + +<p> — Non osavo, — confessò la fanciulla, guardando +l'amico a occhi socchiusi, tra le lunghe<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span> +ciglia. — Del resto, che cosa poteva importare +a lei? Lei non si occupa di queste piccole miserie.</p> + +<p>Filippo non rispose, ma disse a se medesimo, +che infatti egli non poteva e non doveva occuparsi +dell'avvenire di Loredana, poichè non voleva +toglierla ad Adolfo e sposarsela lui.</p> + +<p> — Tutto ciò che la riguarda m'interessa, — osservò. — La +mia amicizia aveva qualche diritto.</p> + +<p>La fanciulla chinò il capo e non rispose. Una +sofferenza nuova sorgeva nel suo cuore per quell'interrogatorio. +Aveva qualche diritto, Filippo? +E allora anche lei aveva qualche diritto, e pur +tuttavia Filippo le aveva sempre taciuto, anzi +le aveva sempre negato quell'amore per la contessa +di Montegalda, del quale si parlava ormai +con sicurezza in città .</p> + +<p>La madre sopravvenne, e mostrò a Loredana i +campioni di alcune stoffe per gli abiti della fanciulla. +Filippo volle sceglierne due egli stesso, +ma la signora De Carolis osservò ch'eran troppo +cari; bisognò contentarsi dei più semplici, +che a Filippo sembrarono anche molto brutti. +Egli comparò mentalmente la vita modesta, quasi +povera della sua piccola amica col lusso onde +si circondava Fausta; e fu intenerito, ricordando +che Loredana non si lagnava mai, non badava +a quei particolari meschini, non invidiava +nessuno.</p> + +<p>Fausta sarebbe rimasta intontita se avesse potuto +sapere che la povertà di Loredana era più +gradita a Filippo che non l'eleganza di lei.<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span></p> + +<p>Una sera a pranzo dalla contessa Lombardi, +Filippo s'irritò sordamente incontrando Fausta +gemmata come un idolo, coperta di merletti preziosi, +superba. C'era il marito, il conte Ettore +di Montegalda, e Filippo non potè subito dire +a Fausta qualche parola crudele; ma non gliene +mancò l'occasione durante la serata; e ripensando +ai campioni delle stoffe per gli abitini di +Loredana, sentì il bisogno di criticare l'abbigliamento +di Fausta, con tanta ingiustizia, che +la contessa ne rimase stupefatta.</p> + +<p> — Via, via, — ella disse, sforzandosi a ridere, — voi +non potete giudicar di queste cose!</p> + +<p> — Voi, piuttosto, non potete dare un giudizio +di nulla e di nessuno! — rimbeccò Filippo. — Credete +di vivere, e siete tanto lontana dalla +vita quanto la terra dal sole!</p> + +<p>Fausta aveva l'abitudine di comandare, d'imperare +sempre e dovunque. Era bella, alta, formosa, +coi capelli nerissimi e gli occhi azzurri; +gli uomini la desideravano, le amiche ne tolleravano +il potere, il marito ne era orgoglioso +senza mai aver pensato ad amarla.... Sentendosi, +per la prima volta dacchè viveva, così umiliata +e torturata da Filippo Vagli, ella ne provava +un dolore inesprimibile, e invece di ribellarsi, a +poco a poco era tratta a soggiacere a quella forma +di dominio non mai provata. Se un giorno +ella aveva amato Filippo tepidamente, lasciandosi +prendere per accidia e per noia, ora la rudezza +insospettata dell'amante, la prepotenza che +si tramutava qualche volta in sarcasmo, la soggiogavano; +e temeva di perderlo, e si chiedeva<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span> +ansiosa se quella irascibilità , quella voglia +di tormentare non fossero i sintomi della stanchezza; +e divenendo umile, moltiplicava le cure +gentili per l'innamorato, cercava di farsi piccola +e buona.</p> + +<p>Ma ella era ormai condannata a scontare ciò +che Filippo soffriva per Loredana; ogni episodio +triste o increscioso dell'amicizia tra la fanciulla +e il conte Vagli si ripercuoteva nell'amore +tra il conte Vagli e Fausta; la quale non capiva, +non sapeva darsi ragione, non sospettava +menomamente la causa di quella mutazione improvvisa, +e cominciava a credere che Filippo fosse +malato davvero, seriamente, più di quanto egli +aveva detto.</p> + +<p> — Quel suo fidanzato è molto antipatico! — disse +un giorno Filippo a Loredana. — Perchè +mi guarda sempre di sottecchi, e scappa appena +giungo io? Non potrebbe trattare da persona +educata?</p> + +<p>Adolfo Gianella voleva togliere di mezzo Filippo: +la presenza di quest'ultimo, le sue cortesie +e la sua assiduità presso una fanciulla dalla +quale non doveva sperar niente, gli sembravano +strane e sospette.</p> + +<p> — È il mio amico! — aveva risposto Loredana +alle insistenze del fidanzato. — È il solo amico +che io abbia: mi vuol bene come un fratello. +Perchè devo fargli uno sgarbo e mandarlo via, +dopo tre anni d'amicizia onesta?</p> + +<p>Adolfo non capiva. Un conte, un libertino, un +pessimo soggetto, preso da sentimento purissimo +per una giovinetta di diciotto anni, bella e<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span> +povera? Non aveva mai udito raccontar nulla +di simile. Ed essa, fredda e testarda, continuava +a ripetere ch'era l'amico, e che non lo avrebbe +mandato via, e che Adolfo non doveva pensar +male.</p> + +<p>Ogni giorno si tornava daccapo; il carattere +passionale d'Adolfo s'accendeva e s'inveleniva; il +giovane avrebbe voluto che la signora De Carolis +intervenisse a favore di lui, ma la mamma +giudicava con la testa della figlia, e non ricordava +nemmeno di averla rimproverata una volta +in diciotto anni. Anzi, vedendo che la figlia era +triste, anche la signora De Carolis cominciava +a pensare, senza avere il coraggio di dirlo, che +Adolfo era brutale; e si pentiva d'avere accolta +e favorita la proposta della famiglia Gianella, +che voleva unire i due giovani. Non si poteva +negarlo: la pace della casetta bianca era stata +turbata da Adolfo Gianella; Loredana, sempre +allegra, aveva mutato carattere per colpa di lui; +egli, geloso, inquieto, pieno di sospetto, guardava +tutti in cagnesco, non voleva che si andasse +a teatro, s'irritava per la spensieratezza +di Loredana, l'offendeva con incessanti osservazioni, +pretendeva ch'ella fosse già grave e prudente +come una madre di famiglia, e infine, anche +nei momenti buoni, era querulo e noioso, pedante +e meschino.</p> + +<p>Per quel contrasto incessante, la fanciulla era +accasciata; e più d'una volta Filippo la trovò +con gli occhi rossi e gonfi.</p> + +<p> — Non bisogna sposarlo, sa? — egli diceva +recisamente. — È un matrimonio impossibile.<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span> +Che cosa farà quel ragazzo quando sarà suo +marito e avrà i diritti più stupidi e più antipatici? +Vuole che parli io con la mamma?</p> + +<p>La fanciulla non aveva il coraggio di togliersi +da quella situazione tormentosa: tutta la famiglia +Gianella, madre, padre, zii, cugini di Adolfo, +le stavano attorno, magnificando le virtù del +giovane, facendo disegni per l'avvenire, dimostrandosi +tanto sicuri, tanto lieti per quel matrimonio +singolarmente felice, che Loredana soffocava +e taceva. Ma non si sarebbe potuto trovare +un uomo il quale fosse più di Adolfo incapace +di comprenderla, tanto che essa, buona con +tutti, era sempre con lui irritata, nervosa, dolente.</p> + +<p>Da ultimo egli voleva anche legger le lettere +ch'ella riceveva dalle amiche, delle quali non si +fidava punto; una mattina, mentr'egli s'era recato +a dare il buon giorno alla fidanzata, sopravvenne +il portalettere, e Adolfo s'impadronì +della posta, aperse la lettera d'una ragazza che +scriveva a Loredana da un paese della provincia, +domandò notizie delle persone ch'eranvi ricordate, +e finì col mettersi la lettera in tasca.</p> + +<p>Quando giunse Filippo verso sera, la fanciulla +vibrava ancora tutta di sdegno e d'ira; raccontò +ogni cosa all'amico, anche quel che aveva taciuto +fino a quel giorno, le angherie, le taccagnerie, +la diffidenza oltraggiosa, la gelosia irragionevole, +la presunzione di Adolfo.</p> + +<p> — Non lo voglio, non lo voglio, non lo voglio! — esclamava +con gli occhi sfavillanti di +rabbia. — Qualunque cosa piuttosto di questo +matrimonio! Mai, mai, mai!<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span></p> + +<p>Filippo aveva ascoltato in silenzio, guardando +il pavimento a piastrelle bianche e rosse e segnando +col piede il ritmo d'una marcia.</p> + +<p>A un tratto sollevò il capo, afferrò le mani +dell'amica, e chiese:</p> + +<p> — Vuole venire con me?</p> + +<p>La fanciulla non capì subito.</p> + +<p> — Dove? — ella domandò.</p> + +<p> — Via, lontano, fuori di Venezia, per sempre! — incalzò +Filippo.</p> + +<p> — Fuggire? Fuggire con lei? — ella disse sottovoce, +già tremando senza saperne la ragione.</p> + +<p> — Mi ascolti, — mormorò Filippo.</p> + +<p>Andò fino al limitare della saletta, vide che +la mamma leggeva attentamente un libro mal +rilegato, e continuò, tornando presso Loredana:</p> + +<p> — Quella che noi chiamiamo amicizia, non è +che amore. Se n'è accorta?</p> + +<p>Essa, ferma e fissa, con gli occhi spalancati, +non rispose.</p> + +<p> — Me ne sono accorto io, — proseguì Filippo. — So +che ti amo, sento che ti amo, sento che noi +possiamo essere felici. Io non posso sposarti; capiscimi +bene, non posso sposarti perchè tutta +la mia famiglia ci darebbe tali e tanti dispiaceri, +che, in confronto, ciò che hai sofferto finora +ti sembrerebbe una gioia. Sono ignoranti, +caparbii e feroci.... Ma ti offro lo stesso il mio +amore e la mia vita.... Anch'io sono stanco; anch'io +non posso più trascinare questa esistenza +tormentosa e inutile. Dimmi che accetti, e saremo +felici.... Partiremo subito....</p> + +<p>Loredana tolse le mani dalle mani di Filippo<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span> +e si alzò in piedi: fece alcuni passi come per +uscir dalla camera, ma si fermò e si addossò +al muro; piangeva in silenzio e le lagrime le +scendevan giù per le guance.</p> + +<p>Filippo le si avvicinò di nuovo. Era pallido e +la sua voce tremava. Disse:</p> + +<p> — Sei offesa?</p> + +<p>Ella negò con un movimento del capo.</p> + +<p> — Allora non mi ami d'amore, come ti amo io?</p> + +<p>La risposta non venne. Loredana guardava l'amico +attraverso il velo delle lagrime. Egli fece +un passo come per allontanarsi, ma la fanciulla, +rapidamente, istintivamente lo trattenne +con un gesto.</p> + +<p> — Sì, l'amo anch'io, — ella mormorò sottovoce.</p> + +<p>Filippo l'afferrò per il busto e la baciò sulla +bocca.</p> + +<p> — Pensaci, — disse. — Pensa che saremo tanto +felici.... La mamma perdonerà . Ti vuol troppo +bene per condannarti. Capirà che tu avevi il diritto +di vivere, di sottrarti a un avvenire spaventoso. +Tu saprai farti perdonare, non è vero? +poichè conosci la strada per giungere al cuore +della mamma! Dimmi che accetti, e partiremo +subito....</p> + +<p>Essa, sempre addossata al muro, sempre immobile, +con gli occhi pieni di lagrime, non rispondeva. +Ma una scampanellata fece sussultare +lei e Filippo.</p> + +<p>La fanciulla s'asciugò prestamente gli occhi, +e corse nella saletta.</p> + +<p> — Dev'essere Adolfo, — ella disse alla mamma. — Io<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span> +ho l'emicrania, non voglio vederlo, +mi chiudo nella mia camera!</p> + +<p>La mamma sospirò e alzò lo sguardo al soffitto. +Loredana tornò da Filippo, gli strinse le +mani, mentr'egli la baciava ancora sulla bocca.</p> + +<p> — Pensaci! — ripetè Filippo.</p> + +<p>Ella fece un gesto vago e scomparve, per chiudersi +nella sua cameretta.</p> + +<p>Adolfo Gianella saliva le scale, e Filippo udendone +il passo, diceva con la signora De Carolis:</p> + +<p> — Mi dispiace molto che la signorina sia indisposta; +spero non sarà nulla....</p> + +<p> — È malata? — chiese Adolfo sopraggiungendo +e salutando Filippo con un saluto freddo e +un'occhiata di sbieco. — Dov'è stata iersera? +Avrà preso freddo, o avrà mangiato qualche cosa +d'indigesto....</p> + +<p>Filippo se ne andò subito, e senza volerlo si +disse, ridendo dentro:</p> + +<p> — Tu, dovrai mangiare fra poco qualche cosa +d'indigesto!...</p> + +<p>Ripensò, quella notte, all'idea della fuga, balenatagli +così di repente; e più vi pensava e +più gli pareva buona. La signora De Carolis non +avrebbe osato nulla contro la figlia adorata; +Adolfo avrebbe trovato una consolazione nel pensiero +che una fanciulla capace di scappar col +conte Vagli non era degna di lui.... Infine, la cosa +si sarebbe saputa da pochi, malamente, e si +sarebbe sminuita, polverizzata per così dire, nel +classico pettegolezzo veneziano. Filippo trovava +l'onestà della sua disonestà ; amava Loredana; +sentiva che le sarebbe stato fedele, che l'avrebbe<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span> +fatta contenta, ch'ella non avrebbe sofferto, +e poichè di matrimonio era assurdo parlare a +causa dell'opposizione formidabile che avrebbe +trovato in famiglia, la fuga, una fuga prudente, +senza troppo scandalo, senza chiasso, metteva +termine a una situazione insopportabile per +lui e per la piccola amica.</p> + +<p>Gli venne anche il pensiero di Fausta; ma la +disgraziata donna s'era in quel periodo di tempo +totalmente perduta agli occhi di lui, pel suo +strano contegno d'umiltà , nel quale egli non capiva +nulla. Egli pensava con rammarico alla devozione +della sua amante: Fausta non era fatta +per obbedire, per tacere, per soffrire; ogni donna +ha il suo fascino e il suo destino. L'asservimento +aveva smorzato la bella fiamma di quegli +occhi cilestri e tolto al viso il colorito della +fresca giovinezza.</p> + +<p> — È veramente doloroso, — pensava Filippo, — ch'io +non possa amarla!</p> + +<p>A poco a poco, ribadita dal conte, l'idea della +fuga conquistava anche Loredana; nulla pareva +più dolce che la vita con Filippo, e la fanciulla +non trovava termini di paragone se non nella +paura di quel matrimonio. Adolfo aveva svelato +un nuovo difetto, insolito in un giovane: l'avarizia. +Egli spiegava certe sue miserabili economie +con la necessità di aver denaro pel giorno +degli sponsali, d'aver molto denaro per far bella +figura; ma la fidanzata gli credeva poco, e notava, +senza volerlo, quasi arrossendo, che intanto +lo spirito gretto di lui si rivelava nei regalucci<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span> +ch'egli le faceva e che sarebbero rimasti +in casa a fare non bella, ma triste figura. Egli +anche — aveva scoperto Loredana, ormai maestra +di scoperte incresciose — egli mangiava +troppo, ingordamente, magnificando la bontà +delle salse e dei sughi. La madre sua si beava +vedendolo così allegro, con un appetito quasi insaziabile; +e Loredana, per non odiare l'uno e l'altra, +inventava un'emicrania ogni qualvolta la signora +Gianella l'invitava a pranzo.</p> + +<p>Sui primi di maggio, quando la ragazza pensava +di farsi qualche abitino nuovo e di comperarsi +qualche piccolo oggetto d'eleganza, Adolfo +decretò che gli abiti e i cappelli dell'anno precedente, +ritoccati qua e là , potevano servire ancora; +e la petulanza del fidanzato le sembrò tanto +grave, che senza ribatter verbo, ella si ritirò +nella sua camera e vi restò fin che Adolfo non +se ne fu andato.</p> + +<p>Ma egli giudicava quei malumori con la presunzione +di un esperto conoscitore di donne, sorridendo +e aspettando che la bufera si calmasse.</p> + +<p>Era ben lungi dall'imaginare che proprio quel +giorno, otto maggio, qualche cosa di terribile +e d'irreparabile doveva avvenire nella vita di Loredana.</p> + +<p>Sua madre l'aveva lasciata sola in casa, dopo +la visita di Adolfo; la donna di servizio era andata +alla stazione a incontrare il fidanzato che +giungeva a Venezia per passarvi alcuni giorni di +vacanza. Loredana non doveva aprire ad alcuno +e stava nella sua camera, sdraiata sul lettuccio, +leggendo un romanzo. Verso le quattro udì una<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span> +scampanellata; corse al balcone, vide Filippo, +e la tentazione fu troppo forte: andò subito a +tirare il cordone e la porta si spalancò innanzi +al conte, che credeva di trovar la fanciulla con +la mamma.</p> + +<p>Quando seppe ch'era sola, egli la guardò in +silenzio ed ella guardò lui; le loro bocche si +unirono e così, dopo tre anni, la piccola amica +diventò la piccola amante.</p> + +<p>Quella medesima sera, la fanciulla andò a teatro +con la madre e un'altra signora. Aveva il suo +abitino rosa lievemente scollato e un cappellino +di paglia rossa a tricorno, sotto il quale i capelli +parevan più bruni e i riflessi più dorati. +Ella stava attentissima alla rappresentazione, +« L'amore ricama », una commedia francese in tre +atti; teneva gli occhi fissi alla scena, la bocca +dalle labbra purpuree un poco schiusa. Filippo +la vide e fu colpito da quell'atteggiamento ingenuo, +quasi infantile, come se un'altra anima, +la vera anima della giovinezza indifesa, si fosse +sovrapposta a quella ch'egli conosceva. Sentì il +rimorso per ciò che aveva osato poche ore innanzi, +nella cecità della passione e dell'egoismo.</p> + +<p>Ma l'atto finiva e parecchi spettatori alzandosi +e volgendosi guardavano la fanciulla con ammirazione.</p> + +<p> — Imbecilli! — mormorò Filippo, guardando +a sua volta Loredana, sorridente e bianca sul +fondo scuro del palchetto. — È mia!</p> + +<p>E la certezza di quell'amore tacito e misterioso, +pericoloso e crudele, potè meglio d'ogni +altro pensiero. Filippo stette un istante a fissar<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span> +la folla in platea, la quale, ammirando la piccola +amante non osava sospettare ch'ella conoscesse +già i baci, tutti i baci d'un uomo; e la +stupidità della moltitudine non gli sembrò mai +più amena.</p> + +<p>Due mesi eran passati da quel giorno indimenticabile, +quando, sui primi di luglio, Loredana +si decise, e abbandonò la casetta bianca +sul campiello solitario per seguire Filippo Vagli.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">V</h2> + +<p>La mattina dopo l'arrivo a Desenzano, Loredana +corse al balcone dell'albergo e vide sotto +il sole fastoso scintillare il lago di cobalto. Lontano, +a levante, un piccolo paese si spingeva per +una lingua di terra molto innanzi nell'acqua.</p> + +<p> — Andremo laggiù, — disse tra di sè, contenta +di vedere paesaggi nuovi, ella che non si +era mai allontanata da Venezia se non per pochi +chilometri.</p> + +<p>Il colore del lago, così azzurro da dare quasi +all'acqua una densità materiale, era mirabile. La +fanciulla, abituata alle trasparenze leggere della +laguna, ne restò meravigliata e sentì come un +piacere intenso per quella vita liquida che si +stendeva ampiamente sotto i suoi occhi.</p> + +<p>Filippo bussò discretamente all'uscio ed entrò.</p> + +<p> — Amore mio, come sei elegante! — disse.</p> + +<p>Loredana vestiva tutta di bianco, con una cintura +bianca e lo scarpe bianche, e sorrideva all'amico,<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span> +il quale era superbo della sua candida +bellezza.</p> + +<p> — Ogni cosa fatta a pennello! — dichiarò Loredana, +indicando l'abito; e soggiunse, dopo una +lieve esitazione: — Tu mi portavi con te, nella +tua mente, quando ordinavi i miei abiti!</p> + +<p>Ma il pensiero non le si era presentato così; +era stato piuttosto un senso di molestia per quella +strana perizia dell'amico suo, la quale svelava +una lunga e costante dimestichezza con le +donne, una singolare esperienza d'anime e di corpi +femminili. Nulla a lei importava di ciò che +era finito ieri: ma domani?</p> + +<p>Ella disse, attirando Filippo sul balcone:</p> + +<p> — Vedi, laggiù? Quel paese che si spinge nel +lago? Là , vuoi andare?</p> + +<p> — No, — rispose Filippo. — Quello è Sirmione; +noi andremo a Maderno o a Gargnano o più +oltre, nel Trentino, a Riva....</p> + +<p> — Che peccato! Dev'essere molto bello, laggiù.</p> + +<p> — Vuoi? Se ti piace, io non ho nulla in contrario. +Farà molto caldo, ecco tutto. Sirmione +è grazioso. Manderemo a vedere se vi sono alloggi....</p> + +<p>Mandarono a vedere; partì un uomo dell'albergo +con la vettura; tornò dopo colazione. V'erano +alloggi, modesti ma puliti, nell'unica trattoria +del paese; si poteva tentare....</p> + +<p>La cosa piacque molto a Loredana. In quel +tempo, Sirmione non vantava ancora alcun grande +albergo nè uno stabilimento di bagni. Vi arrivavano +di tanto in tanto gli escursionisti, quasi +tutti tedeschi, a visitar le grotte leggendarie di<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span> +Catullo; mangiavano, ammiravano, ripartivano. Il +piroscafo v'approdava una volta al giorno, se il +tempo non era cattivo. Tutto questo, raccontato +dal direttore dell'Albergo Reale, accese la fantasia +della ragazza, che già pensava di vivere +più anni in quella penisoletta con Filippo, lontani +dal mondo e pur vicini, obliati e felici....</p> + +<p>Nel pomeriggio, sotto un sole rovente, per la +strada piana e bianca di polvere, gli amanti partirono +in una carrozzella alla volta di Sirmione, +seguiti da un baroccio coi bauli che avevano spaventato +il conte Roberto. Quando giunsero al +punto nel quale si lascia la strada provinciale +per volgere a sinistra e inoltrarsi nella penisoletta, +la fanciulla fu molto contenta. Dal balcone +dell'albergo di Desenzano non avrebbe mai +imaginato un paesaggio così bello. A destra e +a manca, tra i rami degli ulivi e il fogliame +degli alti pioppi, scintillavano le acque del lago +riccamente turchine, immote nella accidia delle +ore calde. È a un gomito di quella strada che +s'incontra una casetta modesta, con uno svelto +cipresso innanzi, e sotto si stende il lago irto +per buon tratto di canne fragili; angolo pittoresco, +riprodotto migliaia di volte da sapienti +e da timidi pennelli.</p> + +<p> — Andremo un giorno a vedere quei paesi laggiù! — disse +Loredana, indicando i gruppi di +case sulla sponda veronese. — Voglio veder tutto +il lago.</p> + +<p> — Ti piace? — domandò Filippo.</p> + +<p> — Ah, immensamente! Sarò felice! — esclamò +la fanciulla in un impeto di gioia, battendo le +mani.<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span></p> + +<p>Tacque. La fronte le si rannuvolò subitamente; +ripensava alla mamma, cui non aveva ancor +dato notizie, e che era sola ormai nella casa deserta. +Per celare a Filippo la tristezza improvvisa, +si volse indietro a guardare il baroccio che +correva tra un nugolo di polvere.</p> + +<p>Ma già si vedeva la torre del castello Scaligero, +cinta a metà da mura grigiastre, e la strada si +ampliava; la carrozza oltrepassò il ponte di legno +che dalla porta del castello mette in paese, +e la rocca apparve lacerata da lunghe feritoie, +circondata tutta intorno dall'acqua; lo stemma +degli Scaligeri, ancor visibile, il leone di San +Marco, in rilievo, la croce bianca in campo rosso +del Comune, posti simmetricamente sull'alto della +porta che guarda a occaso, dicono i tre dominii +che si susseguirono.</p> + +<p>Le donne e i pescatori raccolti in gruppo sulla +piazza osservarono l'equipaggio insolito e il carro +coi bauli, ma nessuno si mosse. Non avevano +alcun bisogno dei forestieri. L'acqua li faceva +liberi, e quell'anno la pesca delle sardelle era +stata insolitamente fortunata.</p> + +<p>Si fece incontro alla vettura il proprietario +dell'albergo, e aiutò Loredana a discenderne. +Era un uomo tozzo dal viso rubicondo; non abituato +a cerimonie, salutò con una certa dimestichezza +e annunziò che gli « sposi » si sarebbero +trovati benissimo in casa sua. Aveva tutto +approntato, rinfrescato, ripulito con cura; le due +camere e il salotto guardavano il lago; di giorno +faceva caldo, ma si tenevan le persiane chiuse +e si scendeva in giardino; di sera, poi, era<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span> +una bellezza ovunque. A pochi passi di là , comparve +anche la moglie dell'albergatore, più timorosa +per l'aspetto signorile di Loredana, della +quale notò in un batter d'occhio l'abito, la figura +slanciata, il viso freschissimo, la bella bocca. +Essa dichiarò che era felice di non alloggiare +i soliti tedeschi con la piuma di gallo sul +cappellino verde.</p> + +<p>Mentre i due vetturali scaricavano i bauli, gli +amanti salirono a veder le camere, e sulla scala +s'imbatterono in una signora ampia di forme, col +viso pitturato e le sopracciglia duramente segnate +a nerofumo. Ella salutò chinando la testa, +e si fece da un lato.</p> + +<p> — È la signora Teobaldi, di Verona, — disse +l'albergatrice, che seguiva. — Una buona e bella +signora.</p> + +<p>Filippo la guardò appena, rispondendo distratto +al suo saluto, Loredana sorrise per quelle spaurevoli +sopracciglia; e per la maschera di biacca e +di belletto che le deturpava la faccia.</p> + +<p>Le due camere da letto erano grandi e pulite, +ciascuna con un armadio a specchio, un cassettone +di legno chiaro, una tavola rettangolare coperta +da un tappeto modesto ma nuovo. Il salotto +era addobbato con carta a fiori d'oro sul +fondo rosso; i mobili mal disposti, in ordine +scrupolosamente simmetrico, facevan pensare a +lunghi mesi d'abbandono, quantunque non vi fosse +un grano di polvere. Il pianoforte, del quale +Filippo toccò alcuni tasti, emise un miagolìo prolungato +che fece ridere Loredana.</p> + +<p> — Bisognerà comprare molti oggetti inutili per<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span> +nascondere la bruttezza degli oggetti utili, — osservò +Filippo, senza badare alla faccia scorata +dell'albergatrice. — Va bene, — seguitò con quest'ultima. — Faccia +portare subito i bauli....</p> + +<p> — Sì, signor conte, — disse la donna.</p> + +<p> — A proposito: sa il mio nome?</p> + +<p> — Me lo ha detto l'uomo che è venuto stamane +a vedere le camere, — rispose l'albergatrice. — Il +signor conte Filippo Vagli e la signora +contessa, di Venezia. Anzi, volevo chiedere alla +signora contessa se suona il piano....</p> + +<p> — Perchè? — domandò la giovane.</p> + +<p> — Perchè in tal caso lo farei accomodare: è +un po' scordato.</p> + +<p> — Lo faccia accomodare, — disse Filippo.</p> + +<p>E quando la donna se ne fu andata, seguitò con +l'amica sua, che si toglieva il cappello:</p> + +<p> — Non vorrei esser caduto in un covo di pettegole....</p> + +<p> — Dove sarebbero? — domandò la fanciulla +stupita.</p> + +<p> — Quella signora di Verona, per esempio: Teobaldi +o Tibaldi o Ribaldi....</p> + +<p> — L'albergatrice ha detto che è buona....</p> + +<p> — Sì, — osservò Filippo, — ma ha detto pure +che è bella! E allora, stiamo freschi!</p> + +<p>Loredana diede in una risata, pensando alle +terribili sopracciglia immobili. Ella s'era affacciata +alla finestra e sembrava compenetrarsi della +luce folgorante che saliva dal lago, dardeggiava +la linea onduleggiata delle montagne, incendiava +le case di Desenzano, faceva frinir le +cicale sugli alberi.<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span></p> + +<p>Ad un tratto si volse e disse:</p> + +<p> — Oggi scrivo alla mamma.</p> + +<p> — Appunto, — rispose Filippo. — Anch'io....</p> + +<p>E stava per continuare, quando fu bussato alla +porta ed entrarono gli uomini con un baule.</p> + +<p> — Che cosa dicevi? — domandò Loredana, allorchè +gli uomini uscirono per prender gli altri +bagagli.</p> + +<p> — Volevo dirti che ho intenzione di andare a +Venezia, fra qualche giorno. Bisogna ch'io sappia +ciò che si dice, — dichiarò Filippo, sedendo +in una poltroncina. — La mia assenza non può +essere stata notata: a Venezia son rimaste poche +famiglie che io conosco, e in quest'epoca, tutti +gli anni io vado in campagna. Ma voglio udire +se si fanno chiacchiere e voglio, se mi riuscirà , +aver notizie di tua madre.</p> + +<p> — Come farai?...</p> + +<p>Di nuovo gli uomini entrarono con un baule, +che Filippo ordinò di deporre nella sua camera.</p> + +<p> — Non dev'esser difficile, — egli continuò poscia, — mandare +qualcuno da lei con un pretesto. +Anzi, servendomi d'una persona fidata, potrei +farle consegnare la tua lettera.</p> + +<p>La fanciulla tacque un istante. Quel disegno +di Filippo le pareva logico e pure la turbava; +appena arrivata in un paese nuovo, tra gente +sconosciuta, doveva rimaner sola, di giorno e di +notte. E all'idea che Filippo volesse abbandonarla, +un tale spavento la prese, che si sentì +sbiancare il volto, come tutto il sangue le si +fosse gelato nelle vene.</p> + +<p>Ritornò alla finestra, per nascondere il suo turbamento;<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span> +ma non vedeva nè il lago, nè il sole, +nè la città dirimpetto, che un minuto prima le +era parsa sfavillante....</p> + +<p> — Che pazza! — disse a sè medesima. — Come +potrebbe abbandonarmi, se mi ama, se lo +amo, se gli ho dato tutta me stessa? Non lo conosco +da tre anni, non sono stata per tre anni +la piccola amica, e non sono oggi la piccola +amante?</p> + +<p>Udì che gli uomini, recato l'ultimo baule, salutavano +e uscivano ringraziando. Si tolse dalla +finestra, e disse a Filippo, con voce un po' debole:</p> + +<p> — Sì, è giusto. Devi andare.</p> + +<p class="break">Quella stessa mattina, il conte Roberto, arrivato +a Fasano in carrozza, spedì subito un telegramma +a sua cognata. Il telegramma, alla forma +del quale aveva pensato durante tutto il viaggio, +diceva: « Non ho visto nessuno. Lascia fare ».</p> + +<p>E la contessa Bianca ricevendolo si chiese se +quel « Lascia fare » significasse « Fida in me » o +non piuttosto: « Lascia che ciascuno viva a modo +suo ».</p> + +<p>Ma le parve che la seconda interpretazione fosse +la buona.</p> +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span></p> + +<h2 class="lighter">VI.</h2> + +<p>A Venezia, la scomparsa di Loredana De Carolis +non aveva sollevato rumore. La fanciulla +e sua madre Emma vivevano una vita modesta, +fra poche conoscenze e pochi parenti, senza attinenze +con la grande società . I vicini di casa, +che dopo qualche giorno non videro Loredana +al balcone come di solito, credettero fosse partita +per la campagna. La madre, atterrita dalle +conseguenze dei pettegolezzi, dovette farsi sua +complice, e a quelle amiche le quali chiedevano +di lei, rispondeva ch'era andata a San Donà , +ove ella stessa l'avrebbe fra poco raggiunta.</p> + +<p>In fondo, la povera donna non sapeva che fare: +solo innanzi all'avvenimento inaspettato aveva +compreso ch'ella era stata colpevole, che l'amicizia +di Filippo alla quale aveva creduto così stupidamente +non poteva non mutar forma, e ch'ella +avrebbe dovuto, per la salvezza di sua figlia, +mettere alla porta Filippo con una mano e +Adolfo con l'altra.</p> + +<p>Per acquetare Adolfo, la signora Emma inventò +dapprima delle bugie: Loredana era uscita, +poi stava poco bene, poi era a letto con un +male a un piede. Ma la faccia pallida della signora, +e qualche cosa strana in tutta la casa e +il contegno misterioso della donna di servizio,<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +che voleva bene alla signorina, odiava Adolfo +il quale non le aveva mai dato un soldo, amava +il conte Vagli ch'era stato sempre con lei +generoso, e infine approvava pienamente la fuga +e la trovava proprio stupenda, — qualche cosa +strana, inusata, avvertì Adolfo Gianella che lo +si voleva ingannare.</p> + +<p>E quando la signora De Carolis dovette finalmente +dire che Loredana non era a Venezia, ma, +rifugiatasi presso alcuni parenti, dichiarava di +non voler più a nessun patto sposare Adolfo, quest'ultimo +s'accasciò d'un colpo; la superbia, l'albagìa, +la cieca sicurezza in se stesso, la esperienza +del cuore femminile ond'egli andava tanto +orgoglioso, tutto precipitò in un attimo. Pianse +e poi diventò violento. Voleva vedere la fanciulla, +persuaderla, prometterle di cambiar carattere.</p> + +<p>Per più giorni la signora De Carolis ebbe la +casa assediata dai parenti di Adolfo; chi la rimproverava, +chi la chiamava pazza, chi gridava al +tradimento, e tutti chiedevano l'indirizzo della +fanciulla per farle mutar pensiero. La signora +Emma dovette tener testa a quei furiosi e seguitare +a ripetere che rispettava la volontà di +sua figlia e non voleva influire sulla sua decisione. +Adolfo minacciò di girare l'intera provincia +alla ricerca della scomparsa; poi minacciò +di uccidersi; ma non fece nè una cosa nè +l'altra, e la signora De Carolis notò ch'egli non +era men roseo o meno grasso del consueto.</p> + +<p> — Vedremo, — egli diceva, — vedremo chi +sarà il fortunato che sposerà sua figlia! Son proprio +curioso di conoscerlo!<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p> + +<p>Egli era certissimo che un miglior marito di +lui Loredana non avrebbe mai potuto trovare; +e cercava intanto nell'amor proprio offeso un +principio di consolazione.</p> + +<p> — Non era degna di te! — dichiarava la signora +Gianella ad Adolfo. — Forse è una fortuna +che questo matrimonio vada in fumo!</p> + +<p> — Non era degna! — pensò finalmente anche +Adolfo, rinunziando al suicidio. — Dopo tutto, +era senza un soldo e non aveva che superbia!</p> + +<p>I parenti di lui lasciarono in pace la signora +De Carolis, che per quelle emozioni s'era fatta +palliduccia e magra in una settimana; ma non +trascurarono le occasioni di parlar male di lei +e di sua figlia, la quale aveva respinto un così +bel « partito ». I più allegri furono i colleghi di +Adolfo, che non potevano soffrirlo; essi risero +quando seppero che la sua fidanzata lo aveva +messo alla porta; uno rammentò l'aria d'importanza +ch'egli si dava quando spiegava loro la +psicologia del cuore femminile; un altro ne imitò +i gesti quando, nei giorni di molto lavoro, +mangiava in ufficio e la sua testa spariva dietro +il fumo di una « minestrina » che sarebbe bastata +per quattro; un terzo ricordò ch'egli andava +superbo della intelligenza della sua fidanzata.</p> + +<p> — Perdio! — esclamò quest'ultimo. — Bisogna +dire ch'egli avesse ragione, perchè il calcio +che la ragazza gli ha dato, prova ch'era intelligente +davvero!</p> + +<p>Gli altri risero, e la fanciulla ignota diventò +simpatica a tutti gli impiegati della Banca.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span></p> +<h2 class="lighter">VII.</h2> + +<p>Loredana e Filippo vissero a Sirmione alcuni +giorni di felicità senza pari; lungi dagli sguardi +indiscreti, non conosciuti, sicuri l'un dell'altra, +s'imaginavano d'essere in qualche isola perduta +nell'Oceano. Tutto era bello.</p> + +<p>Le grotte di Catullo, i ruderi maestosi e robusti, +che l'erba circonda, che il vento accarezza, +che il sole riscalda, parvero loro una cosa +divina. Di là essi ammiravano la grandiosità del +lago, ora illuminato con cruda forza, ora soffuso +di nebbia, leggera come un pulviscolo; e seduti, +verso il tramonto, ai piedi del promontorio, dove +le rocce levigate sorgono dall'acqua limpidissima, +i due amanti stavano spesso in silenzio a +guardare, raccolti e commossi, ciascuno sentendo +d'essere troppo felice e temendo che l'incanto +si smagasse presto.</p> + +<p>Qualche volta uscivano con la barca, una barca +tozza a guisa di canotto, che danzava bene +sulle onde; remava Filippo e l'amica sua stava +a poppa, dapprincipio un po' timorosa e poi contenta +come una bambina. Ella era ormai tranquilla; +aveva ricevuto due lettere dalla mamma, +respinte da Napoli a Roma, da Roma a Firenze, +da Firenze a Brescia e a Sirmione per mezzo di +amici fidati di Filippo; e in quelle lettere non<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span> +un'imprecazione, non un rimprovero; solo una +ineffabile tristezza, che la fanciulla sapeva di +poter calmare con buone parole. La mamma dava +le notizie della famiglia Gianella e di Adolfo, +che seguitava a mangiare e a parlar di suicidio. +La mamma non malediceva, non rimproverava, +non faceva minacce; era sola, e tra le +righe delle lunghe lettere si poteva leggere l'espressione +dell'unico desiderio di lei, che la figlia +tornasse, che la solitudine finisse.</p> + +<p>Al principio della terza settimana, Filippo si +decise finalmente a recarsi per poco a Venezia; +Loredana volle accompagnarlo fino a Peschiera, +in carrozza, e là , quando lo vide salire in treno +e salutare mentre il treno si rimetteva in moto, +la giovane ebbe una fitta in cuore. Tornò a Sirmione +in carrozza, con gli sguardi perduti, colla +mente presa dai pensieri più strambi, imaginando +che Filippo non dovesse più rivederla, che +sua madre lo facesse arrestare, che qualcuno potesse +ucciderlo. Le era parso molto preoccupato +al momento di abbracciarla, come egli pure temesse +qualche cosa nuova e imprevedibile.</p> + +<p>Ella non vide la strada; sentì che la carrozza +si fermava, si guardò intorno, riconobbe il piccolo +albergo, discese.</p> + +<p>Al momento di pagare, non trovò moneta. Filippo +le aveva lasciato cento lire in un biglietto; +ma mentre ella si volgeva per incaricare la +padrona di pagare il vetturale, la signora Clarice +Teobaldi, dalle sopracciglia al nerofumo, +comparve improvvisamente e si offerse.</p> + +<p> — Lasci, lasci, signora contessa, — ella pregò<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span> +con la voce forte e melata. — Mi permetta +che le presti io....</p> + +<p>Trasse dal borsellino alcune monete d'argento, +le diede al vetturale, gli disse che bastavano +per una corsa a Peschiera, che la signora contessa +non era un'inglese da svaligiare, ebbe un +breve alterco, e finì per vincerla.</p> + +<p> — Con questa gente bisogna andar cauti, — osservò +poi, mentre si metteva a fianco di Loredana +ed entrava con lei nell'albergo. — Sono +abituati coi forestieri; ma noi siamo italiani....</p> + +<p>Lanciò alla fanciulla un'occhiata ammirativa, +e aggiunse:</p> + +<p> — E che bel sangue italiano!... Il signor conte +è partito?</p> + +<p> — Sì, — disse Loredana, fermandosi ai piedi +della scala, mentre il volto esprimeva ingenuamente +una noia senza pari.</p> + +<p> — Tornerà presto, si capisce, — seguitò la signora +Clarice per conto proprio. — Non vuol +mica lasciare a lungo un fiore così bello, abbandonato +in questo selvaggio paese.</p> + +<p> — Oh il paese è magnifico! — rimbeccò la ragazza, +offesa che si criticasse ciò che piaceva +a Filippo.</p> + +<p> — Sì, ma in due lo si ammira meglio! — disse +argutamente la signora Clarice.</p> + +<p> — Mi perdoni, — interruppe Loredana, salendo +le scale. — Le manderò subito ciò che mi +ha prestato. La ringrazio....</p> + +<p> — Di che? Lei deve disporre di me, signora +contessa, come d'una vecchia amica, come d'una +mamma....<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p> + +<p>Dall'alto delle scale, Loredana lanciò alla donna +un'occhiata furibonda. Voleva farle da mamma, +quella vecchia stopposa? Non l'aveva lei, la +madre sua, tanto buona?</p> + +<p>Quando fu in camera si gettò sul letto a piangere.</p> + +<p>Quella settimana doveva essere un inferno, a +giudicar dalle prime ore. Senza Filippo, senza +la mamma, col titolo di « signora contessa » che +le facevan tuonare all'orecchio ogni istante e che +aveva per lei un significato d'ironia, Loredana +si sentiva perduta.</p> + +<p>Fissò la tappezzeria della camerina da letto, +una tappezzeria cilestre a fiori mavì, che parevan +piccoli cavoli o piccole teste rincorrentisi +in lunghe file verticali e orizzontali; si mise a +contar quei segni, a guardar gli spazii cilestri +tra fiore e fiore; e restò così, con gli occhi rossi +e velati, fin che l'albergatrice non le recò la +colazione, disponendola sulla tavola del salotto.</p> + +<p>La fanciulla voleva restare sola tutto quel giorno, +tutto il tempo che Filippo fosse rimasto assente; +ma aveva appena bevuto l'ultimo sorso di +caffè, che udì battere all'uscio.</p> + +<p> — Avanti! — disse.</p> + +<p>E invece dell'albergatrice, essa vide comparire +la Teobaldi, sorridente e incerta.</p> + +<p> — Mi perdoni, signora contessa, — cominciò +questa, ferma sul limitare. — Ho pensato che +lei era sola e che forse avrebbe gradito di scambiar +qualche parola con una persona più intelligente +che quella povera donna.... Io sono vecchia, +ho visto molte cose a questo mondo, ho<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +sofferto, e valgo di più, modestia a parte, dell'albergatrice.... +Mi permette?</p> + +<p> — Prego.... — mormorò Loredana, stupefatta +d'un'audacia della quale non aveva ancora idea.</p> + +<p>La Teobaldi s'avanzò guardandosi intorno.</p> + +<p> — Ah, molto ben messo, molto carino! — disse. — Come +si sente la mano della donna, d'una +signora! Ma s'io fossi una signora come lei, indiscrezione +a parte, non verrei in un paese bizzarro +come questo. Ci sono tanti bei siti, in Cadore, +nella Svizzera, nella Scozia, nel Caucaso....</p> + +<p>Ella sedette presso la tavola, di fronte a Loredana, +la quale non sapeva che cosa dire e che +cosa fare.</p> + +<p> — Oh ecco il pianoforte! — esclamò la Teobaldi. — Lei +suona il pianoforte?</p> + +<p> — No, — rispose la fanciulla.</p> + +<p> — Peccato! Io suono e canto. Ah sono stata +una cantante, modestia a parte, coi fiocchi; e +compongo anche; ho delle romanze scritte da me. +Tamagno ne ha cantata una l'anno scorso.</p> + +<p>Loredana s'accorse che la Teobaldi le cercava +con gli occhi la mano sinistra, che la fanciulla +teneva sul grembo, mentre aveva l'altra +distesa sulla tavola. E capì; l'intrusa voleva vedere +se portava l'anello nuziale.</p> + +<p>La giovane se ne sentì così turbata, che la +fronte le s'imperlò di sudore. Non aveva pensato +a quel particolare; veramente non aveva +pensato di dover trovarsi mai a conversare con +una persona che non fosse Filippo; e ora, se la +Teobaldi avesse scoperto ch'ella non aveva l'anello +nuziale, avrebbe capito tutto.<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span></p> + +<p> — Ah, lei canta! — disse.</p> + +<p>Si decise. Levò la sinistra dal grembo e si +mise a giocherellare col laccio argenteo del tovagliolo; +gli occhi della Teobaldi le si fissarono +sulla mano e il suo volto carico di biacca non +disse nulla.</p> + +<p> — Canto per diletto, da povera vecchia, — seguitò +malinconicamente.</p> + +<p>S'alzò, traversò il salottino e andò a sedere +innanzi al pianoforte, sullo sgabello di reps rosso; +le mani corsero agilmente sulla tastiera, mentre +la testa accompagnava il ritmo con voluttuoso +abbandono.</p> + +<p> — « Mon rêve », — annunziò d'un tratto. — Il +mio sogno!</p> + +<p>Era una romanza, per soprano. La Teobaldi lanciò +alcuni trilli preliminari, così acuti che parvero +lacerar l'aria, poi iniziò una nenia lagrimosa +con un ritornello singhiozzante; la cantatrice +tremolava da capo a piedi, e le si agitavano +i riccioli grigi sulla fronte; essa aveva gli occhi +levati in alto, quasi a cercare il suo sogno tra +gli arabeschi stampati del soffitto.</p> + +<p>A Loredana parve che stonasse due o tre volte; +del resto la fanciulla non sapeva se ridere +o piangere, se gridar di rabbia per quella visita +sfacciata o cercar di svagarsi al grottesco +spettacolo. Pensava a Filippo, che le note tristi +del piano e la cantilena funebre le facevan desiderare +ancor meglio, con un impeto disperato +e selvaggio. Dov'era? Che faceva? Egli pure la +desiderava così, la cercava con la mente e col +cuore? E aveva visto la mamma sua?<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span></p> + +<p>Un grido straziante interruppe il suo pensiero; +la vecchia aveva finito e restava con la bocca +spalancata, con gli occhi fissi al soffitto e +i riccioli definitivamente sciolti sulla fronte, come +fulminata dalla passione traboccante. Ma non +udendo parola di elogio, si girò sullo sgabello, +guardò la ragazza, e disse:</p> + +<p> — Eh?...</p> + +<p> — Canta molto bene, — rispose Loredana.</p> + +<p> — No; non voglio complimenti. Ma che bella +romanza, eh?</p> + +<p> — Bellissima.</p> + +<p> — C'è tutta un'anima qua dentro! Già , io mi +commuovo troppo!</p> + +<p>Loredana vide infatti che la vecchia aveva gli +occhi lucidi per le lagrime, e si dolse di non +poter piangere a sua volta per quel « Mon rêve » +ch'era così diverso da quello che la fanciulla +aveva in cuore.</p> + +<p>La Teobaldi fece un mezzo giro sullo sgabello, +si ritrovò innanzi al piano e cominciò un +<span class="g">galopp</span>.</p> + +<p> — « Folletto! » — disse, enunziandone il titolo. — Le +piace ballare?</p> + +<p>La risposta di Loredana si perdette tra una +tempesta di note senza tempo e senza misura, +che la vecchia accumulava con frenesia, come +se il ballabile le avesse fatto perdere ogni nozione +musicale.</p> + +<p>Ma quel fracasso e la vista della donna che +nell'ebbrezza di una danza imaginaria dimenticava +anche la presenza di lei, crebbero la tristezza +di Loredana; ella si alzò, fece cadere a<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span> +bella posta il coltellino delle frutta, smosse le +sedie e riuscì ad interrompere la musica del +« Folletto », che già le pareva interminabile.</p> + +<p> — Ho un po' di emicrania e desidero riposare, — disse +alla Teobaldi, che s'era rigirata sullo +sgabello. — Spero che scuserà ....</p> + +<p> — L'emicrania! Ha l'emicrania e non me lo +dice! — esclamò l'altra, drizzandosi in piedi. — Vada, +vada a riposare; io le porterò una boccetta +di sali, un rimedio infallibile.... Esco e torno +subito....</p> + +<p> — No! — disse Loredana bruscamente, atterrita +dal nuovo supplizio che la vecchia le minacciava. — Ho +bisogno di stare sola. La ringrazio!</p> + +<p>La Teobaldi guardò la fanciulla e capì che +avrebbe insistito vanamente; la voce l'aveva +scossa, aveva sentito un fremito di sdegno e di +antipatia in quella che pareva la più docile e +la più timida delle ragazze.</p> + +<p> — Va bene, va bene, — mormorò. — Buon riposo, +dunque; sarà cosa da nulla. Arrivederla, +signora....</p> + +<p>I suoi occhi cercarono istintivamente di nuovo +la mano sinistra di Loredana; e la vecchia non +aggiunse « contessa ».</p> + +<p>Ma il supplizio della sua presenza, evitato pel +momento, si rinnovò più tardi, si rinnovò nei +giorni successivi. La Teobaldi, non avendo assolutamente +nulla da fare, s'appiccicava alla giovane, +l'accompagnava alle Grotte, la seguiva sulla +strada di Sirmione, veniva a coglierla quando +stava sola in giardino, si presentava in salotto<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span> +chiedendo di rievocare al piano qualche ballabile +antico o qualche canzone della sua giovinezza.</p> + +<p>E parlava, parlava, parlava, in dialetto veronese, +infaticabilmente; parlava di sè, degli amici +suoi, di Loredana, del conte, dei pescatori, +di gente del paese che la ragazza non conosceva +affatto, dell'orario dei piroscafi, dei trionfi del +defunto Teobaldi tenore, dei vini e dei cibi dell'albergo, +dei dissapori tra l'oste e l'ostessa, della +moda e della cucina, della vita di Venezia, +dell'amore antico e dell'amore moderno; e di tutto +a rifascio, senza nesso, passando dall'uno all'altro +argomento e non mutando mai voce....</p> + +<p>Una volta domandò:</p> + +<p> — Lei, quando si è sposata?</p> + +<p>Loredana fremette e sentì che impallidiva; ebbe +la tentazione di rispondere seccamente, brutalmente: +« Non sono sposata; non voglio commedie! » +Ma gliene mancò l'ardire, e balbettò, +guardando in un angolo:</p> + +<p> — Il mese scorso....</p> + +<p> — A Venezia non è vero? — incalzò la Teobaldi.</p> + +<p>Loredana non rispose.</p> + +<p>Le due donne erano in giardino; la fanciulla +sedeva sul parapetto, fissando l'acqua verdastra +del lago e i piccoli e i grossi pesci che passavano +aspettando qualche manciata di briciole; +la vecchia, adagiata in una poltroncina di vimini, +lavorava all'uncinetto.</p> + +<p> — Già , — disse, tanto per concludere qualche +suo pensiero. Poi aggiunse: — Io mi sono +sposata a sedici anni, nel.... nel....<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span></p> + +<p>Ma non trovò subito una data decente, s'imbrogliò +e corresse:</p> + +<p> — Bei tempi! Si figuri ch'io era bionda come +il grano, avevo un busto così, un piedino +così....</p> + +<p>Loredana, senza badarle, raccolse un pugno di +ghiaia e lo gettò nel lago, scompigliando il corteo +dei pesci.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">VIII.</h2> + +<p>Arrivato a Venezia, Filippo si recò a palazzo +Vagli.</p> + +<p>Erano le cinque; sua madre riceveva.</p> + +<p>Egli, indugiatosi un istante nella grande sala, +nella quale non era alcuno, udì le voci che +provenivano dal salotto attiguo. Parlavano, a +volta a volta, sua sorella contessa Ada de Idris, +la contessa Osvaldi, la contessina Fioresi, e dall'acciottolìo +di chicchere e di piattini si comprendeva +che le gentildonne stavano bevendo +il tè.</p> + +<p>Filippo era per ritirarsi e salire nel suo appartamento, +allorchè la contessina Fioresi, tutta +vestita d'azzurro, uscì correndo dal salotto, vide +Filippo che s'era messo innanzi a uno specchio +il quale occupava intera una parete, e si mise +a ridere.</p> + +<p> — Colto in flagrante! — esclamò. — Si fa +bello, qui, solo? Ma la contessa Bianca ci annunciava +poco fa che lei era in campagna....<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p> + +<p> — Dalla campagna non si può tornare? — disse +Filippo, sorridendo e stringendo la mano alla +fanciulla dai capelli fulvi.</p> + +<p> — Chi c'è? Chi c'è, Giselda? — chiesero più +voci dal salotto.</p> + +<p> — C'è Flopi che si arriccia i baffi! — rispose +Giselda Fioresi; e ridendo uscì per andare a +prendere una cartella di musica.</p> + +<p> — Davvero, Flopi? — esclamò la contessa +Bianca, apparsa subito sul limitare.</p> + +<p>Ella era alta e magra, vestita di scuro; dal +volto pallido spirava un'aria di maestà e di dolcezza +insieme; gli occhi castani avevano sguardi +placidi e dritti; la bocca ben disegnata, col +labbro inferiore un po' sporgente, sorrideva volontieri. +Tutti i capelli della contessa Bianca +erano candidi come neve e un poco ondulati.</p> + +<p>Filippo si chinò a baciarle la mano; ella lo +baciò in fronte e gli disse, presto, sottovoce:</p> + +<p> — Che hai fatto? Che hai fatto?</p> + +<p>Ma anche le altre signore apparvero sulla soglia, +e Filippo si avanzò per salutarle.</p> + +<p> — Dove sei stato fino a oggi? — domandò la +contessa Ada de Idris, ch'era bionda e aveva +una carnagione rosea delicatissima.</p> + +<p> — In giro, sono stato, — rispose Filippo. — Avevo +qualche cosa da sbrigare a Milano e a +Torino.</p> + +<p>La contessa Osvaldi, piccoletta, irrequieta, bruna, +diede in una risata; ma Filippo non se ne +curò, perchè quella rideva sempre.</p> + +<p>Tornarono nel salotto, tappezzato di stoffa antica, +giallina ad arabeschi tenuemente rosei, che<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span> +un raggio di sole, penetrando dal balcone prospiciente +il Canalazzo, sembrava cospargere d'una +imponderabile polvere d'oro.</p> + +<p>Ada de Idris, ripreso un discorso interrotto +dall'arrivo di Filippo, parlò della campagna. Il +conte de Idris era in campagna, e Ada doveva +raggiungerlo; poi sarebbero andati a Lucerna, +dove l'anno prima s'erano molto affaticati e punto +divertiti.</p> + +<p> — O perchè vi ritorni? — domandò Filippo, +prendendo una tazza di tè dalle mani di sua +madre.</p> + +<p> — Sai che Leopoldo non vuol campagne romantiche; +odia le <span class="g">chaumières</span>....</p> + +<p> — E anche <span class="g">ton coeur</span>? — chiese sbadatamente +la contessa Osvaldi.</p> + +<p>Ma le chiacchiere furono interrotte di nuovo.</p> + +<p>Entrò il conte Lombardi, alto e calvo, che, vedendo +Filippo, fece un gesto di piacevole maraviglia, +andò a baciar la mano alle signore, e disse:</p> + +<p> — Tornato?... Io ti faceva così lontano!</p> + +<p> — E perchè? — rispose Filippo. — L'ultima +volta che ci siamo visti....</p> + +<p> — Ma sì, alla stazione, — seguitò il conte +Lombardi. — Mi sembravi nervoso, allegro, inquieto....</p> + +<p>Filippo, che stava in piedi presso un alto stipo +di mogano a fregi d'oro sbiadito, sentì gli +sguardi di sua madre.</p> + +<p> — Anzi, — continuò il Lombardi, — ti avevo +invitato a pranzo, tu avevi accettato, noi ti abbiamo +atteso.... e ti rivedo ora, da quel giorno!</p> + +<p> — Questa è grossa, Flopi! — disse Ada.<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span></p> + +<p> — Hai ragione; non so come scusarmi, — convenne +Filippo, sorridendo, ma noiato per quel +ricordo.</p> + +<p> — Ti dirò io come puoi essere scusato, — rispose +il conte Lombardi. — Vieni a pranzo da +noi, domani. È detta?</p> + +<p> — È detta! — ripetè Filippo, pensando che +aveva sperato di ripartire subito, ma che a quel +secondo invito bisognava arrendersi.</p> + +<p> — Ecco, benissimo, — osservò Ada de Idris. — Domani +vai a pranzo da Lombardi, e domani +l'altro mi accompagni a Vittorio, da Leopoldo, +e ti fermi da noi.</p> + +<p> — No, cara, — disse Filippo recisamente. — Ho +da fare qui.</p> + +<p> — Ha da fare a Venezia, in luglio! — esclamò +la contessa Osvaldi, ridendo. — Voi avete +da fare a Milano, a Torino, a Venezia! Mi sembrate +un ministro....</p> + +<p> — Anzi, la negazione d'un ministro, — corresse +il conte Lombardi. — Un ministro non ha +mai da far nulla, in nessun paese del mondo!</p> + +<p>Filippo non seguì oltre la conversazione; s'avvicinò +a uno dei poggiuoli, gettò un'occhiata distratta +in Canalazzo, dove non passava che una +gondola lenta.</p> + +<p>Quei discorsi, quegli accenni a persone e ad +abitudini familiari, quelle amiche, tutto lo noiava. +All'infuori di sua madre, nessuno pareva conoscere +l'ultima scappata di lui; ma le poche +parole scambiate in quei brevi istanti, gli facevan +comprendere che si sarebbe saputo tutto +da tutti, poco più tardi.<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p> + +<p>La sua vita, la vita a Venezia, tra quella società +aristocratica tanto esigua di numero, era +troppo nota, confidenziale, metodica. Si svolgeva +sempre tra le medesime persone, che ripetevano, +senz'accorgersi forse, le medesime occupazioni, +ogni anno, ogni giorno. Le donne erano +strette in gruppi; gli uomini erano stretti in +gruppi; nulla poteva sfuggire in quel circolo nel +quale egli pure era chiuso da anni.</p> + +<p>Giselda Fioresi gli passò daccanto col suo fascicolo +di musica.</p> + +<p> — Dunque, — ella disse. — È stato in campagna? +Ora si ferma?</p> + +<p> — Le pare? — rispose Filippo. — Fermarmi +a Venezia? Credo che la mamma parta a giorni; +e io rimarrei qui solo?</p> + +<p> — Allora accompagna la mamma, come sempre?...</p> + +<p>Come sempre! Egli guardò la fanciulla, che +gli stava innanzi, col suo fascicolo sotto l'ascella, +il busto eretto, i capelli fulvi arruffati sulla +fronte. Era graziosa; gli occhi avevano qualche +lampo di malizia, e la bocca, schiudendosi, mostrava +bei denti.</p> + +<p>Filippo si mise a ridere.</p> + +<p> — Come sempre? — ripetè. — Io vorrei invece +quest'anno far qualche cosa di diverso.</p> + +<p> — Ah, bene! — esclamò Giselda. — Allora al +Polo Nord, in cerca d'avventure.</p> + +<p> — Già , in cerca d'avventure! — mormorò Filippo.</p> + +<p> — Mi dispiace. Speravo vederla in campagna!</p> + +<p>Filippo s'inchinò leggermente.<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span></p> + +<p> — Lei è molto gentile. Ma, le avventure? Le +avventure a San Donà ?</p> + +<p>La fanciulla scosse la testa, lo guardò un attimo, +rise con gli occhi:</p> + +<p> — Eh, siamo d'accordo! — disse. — Se ha intenzione +di fare il matto, San Donà non le conviene. +Mi dispiace, ripeto!</p> + +<p>Veramente non sapeva nemmen lei, Giselda, +perchè la partenza di Filippo le spiacesse, e non +sapeva perchè andasse ripetendoglielo; ma la vita +di quell'uomo aveva il curioso potere di irritarla, +a quando a quando. Avrebbe voluto mettersi +a cavalcioni d'una sedia, accendere una sigaretta +e udirlo raccontare ciò che faceva e ciò +che pensava. L'ignoranza alla quale era costretta, +la pungeva continuamente.</p> + +<p> — Bene, — concluse. — Buone avventure, +dunque!</p> + +<p> — Ma no; non vorrei che desse alle mie parole +un significato che non hanno. Intendo fare un +piccolo viaggio, ecco tutto! — spiegò Filippo.</p> + +<p> — E a me lo racconta? — esclamò Giselda, +allontanandosi.</p> + +<p> — Che originale! — pensò Filippo con un sorriso, +mentre la seguiva con gli occhi.</p> + +<p>Ella andò a parlare con la contessa Bianca.</p> + +<p> — La ringrazio, — disse, mostrando il fascicolo +di musica. — Fra un paio di giorni glielo rendo!</p> + +<p> — Ma non importa, bambina! — esclamò la +contessa Bianca ridendo. — Fra un paio di giorni +io sarò già forse in campagna.</p> + +<p> — Sola; perchè Filippo va a fare un viaggio. +Al Polo Nord, mi ha detto....<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span></p> + +<p>La contessa lanciò un'occhiata interrogativa a +suo figlio, che finse di non vedere e di non comprendere.</p> + +<p>Ma quando le dame e il conte Lombardi si +congedarono, verso le sette, Filippo si avvicinò +a sua madre, le baciò di nuovo la mano sorridendo, +e disse:</p> + +<p> — Ebbene, mamma, so che tu sei inquieta....</p> + +<p> — Sono sdegnata, Flopi, — rispose la contessa +Bianca, severamente, pur non potendo abbandonare +il diminutivo col quale sempre aveva chiamato +il figliuolo. — Sono sdegnata per quello +che so e per quello che si dice....</p> + +<p> — Quanto a quello che si dice, — osservò Filippo, — non +è il caso di curarsene; a Venezia +si dice sempre qualche cosa di qualcuno, per ozio +e per abitudine. Quanto a quello che sai....</p> + +<p> — È questo! — interruppe la contessa, con +gli occhi vivi di luce, fissando il figlio. — Tu +hai fatto fuggire di casa una onesta ragazza e +te la sei portata via; con quale coscienza, con +quale diritto? Che ne farai, quando il vergognoso +capriccio sarà sazio e non potrai più mentire? +Mi spaventa l'idea che tu sia di quelli i +quali, per un istante di concupiscenza, osano +spezzar la vita d'una donna e abbandonarla a +un destino orrendo; e mi sembra anche ridicolo +che tu, a trentasei anni, non sappia calcolar +l'importanza delle tue azioni e non veda dove +tu vai....</p> + +<p>Filippo, ch'era seduto in una poltroncina assai +bassa, quasi alle ginocchia di sua madre, +la guardò più inquieto per la verità semplice<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span> +e logica delle sue parole, che non per lo sdegno +onde s'era imporporato il bel viso pallido di lei.</p> + +<p> — Bisogna conoscere gli ambienti, — egli osservò.</p> + +<p> — Gli ambienti? — ripetè la contessa. — C'è +dunque un ambiente nel quale tu abbia il diritto +di non essere onesto? Se questo ambiente esiste, +un gentiluomo non deve mettervi piede.</p> + +<p> — E dà lli! — esclamò Filippo, allungando la +mano fino a togliere da un tavolino un astuccio, +e accendendo una sigaretta. — Tu sei rigida +come la matematica! Non ti dico che io +abbia il diritto di essere disonesto; ti dico che +ogni colpa ha le sue attenuanti.</p> + +<p>La contessa si alzò, passeggiò lentamente pel +salotto, a capo chino, meditando; e dopo un +istante di silenzio, disse:</p> + +<p> — Forse noi non ci comprendiamo. Tu credi +che io voglia ascoltare le attenuanti della tua +colpa per giudicarti. No, di questo non mi occupo, +perchè le tue attenuanti non mi commoverebbero, +e la colpa è, in ogni caso, alla tua +età , nella tua posizione, imperdonabile ed enorme.</p> + +<p>Fece una pausa; sedette di nuovo, sopra un +divano, all'altro angolo del salotto. La luce morente +che entrava dai poggiuoli aperti illuminò +i bei capelli candidi della signora e il viso un +po' roseo per l'interna agitazione; c'era in quella +donna forte ancor qualche cosa di giovane +e di fresco, una purezza di linea e d'espressione, +che pareva riflettere la purezza del sentimento +e del pensiero. Nei suoi occhi non era mai passata +un'ombra.<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span></p> + +<p>Soggiunse:</p> + +<p> — Ma è di lei, capisci? che io mi preoccupo! +Di quella, giovinetta, di quella illusa, di quella +tua vittima, io voglio sapere. Che ne farai? È +spaventevole pensare che tu non abbia il concetto +giusto della vita....</p> + +<p>Filippo, che stava scuotendo la cenere della +sigaretta in un piattino d'argento, alzò la testa.</p> + +<p> — No, tu non sai, ancora oggi, che cosa sia +la vita, perchè non sai che valga una creatura +di Dio. Credi che quella fanciulla sia nata pel +tuo piacere, che il suo corpo, la sua anima, la +sua intelligenza, i suoi sentimenti, le sue speranze, +i suoi sogni giovanili, tutto quanto è più +misterioso, più delicato, più nobile ed alto in +una creatura umana, credi sia stato creato per +te, perchè tu ne goda e ne abusi, perchè tu ne +decida come un padrone e un giudice. E di una +fanciulla, ti fai una concubina; e di una concubina +farai una donna perduta! Mi parli di attenuanti, +per questo delitto di prepotenza e di +superbia, per questo scandalo, per questa ribellione +alla volontà di Dio? Non ce ne sono, non +potresti essere scusato che quando tu mi dicessi +d'esser diventato pazzo. Soltanto a un pazzo +non si chiede conto di ciò che fa; soltanto un +pazzo può essere perdonato se reca ingiuria a +Dio nelle sue creature....</p> + +<p>Sotto quell'irruenza, stretto in quella inesorabilità +di logica, toccato nei sentimenti intorpiditi +ma sempre vivi coi quali era stato allevato, +Filippo non osò replicare. Mormorò soltanto:</p> + +<p> — Se non mi lasci dire una parola, mamma....<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span></p> + +<p>La contessa si rischiarò in volto e aggiunse +con voce subitamente più calma:</p> + +<p> — Hai ragione.</p> + +<p> — Io non ti posso rispondere, per ora, intorno +alla sorte della ragazza, — seguitò Filippo. — Fui +travolto da un impeto di passione, ed è giusto +che tu mi rimproveri la mia debolezza; ma +appunto perchè la passione era ed è sincera, non +posso risponderti circa l'avvenire che è serbato +a me e a quella ragazza.</p> + +<p> — Tu mi spaventi! — interruppe la contessa, +levandosi in piedi. — Non ho mai udite parole +così gravi dalla tua bocca.</p> + +<p> — Gravi e leali, mamma, perchè non voglio +ingannarti, — rispose Filippo, guardando sua +madre con occhio tranquillo. — Ma devo aggiungere +subito che comunque gli avvenimenti +si svolgano, io non dimenticherò nè il nome che +porto, nè i doveri che ho verso una fanciulla +onesta e buona....</p> + +<p> — E vai così, alla ventura, senza un'idea, senza +la stessa percezione di ciò che fai? È deplorevole, +è veramente deplorevole....</p> + +<p>La contessa tacque; aveva udito, lontano, fin +dalle ultime camere, un passo cauto e lento; +indi a poco, sulla soglia comparve un valletto +in livrea verde scura, e s'inchinò.</p> + +<p> — Pranzi in casa, Flopi? — disse con voce +mutata la contessa. — Dammi il braccio. Stasera +siamo soli.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span></p> +<h2 class="lighter">IX.</h2> + +<p>Col pretesto di mutarsi finalmente d'abito e +d'indossare lo <span class="g">smoking</span>, Filippo salì nel suo +appartamento dopo pranzo, e scrisse una lunga +lettera a Loredana, che le avversità gli rendevano +più cara. Dovette confessarle che il soggiorno +a Venezia si sarebbe prolungato oltre le previsioni, +perchè non gli riusciva di sottrarsi a qualche +invito e fors'anche a una gita nelle campagne +di suo cognato de Idris.</p> + +<p>S'affacciò a una finestra e vide il Canal +Grande immerso quasi totalmente nell'oscurità , +con qualche linea più nera, una gondola, che +passava silenziosa, distinta appena dal fanale piccolo +e rossastro. I palazzi, in fila, come spettri +bianchi che si dessero la mano, erano muti +e chiusi; ai pali innanzi alla gradinata scorse +giù alcune gondole ferme, che avevan recato i +visitatori, i pochi amici non ancora partiti per +la campagna. Le note d'un valzer gli giunsero +all'orecchio, e nel Canal Grande, da una gondola +lontana, arrivò la strimpellata vivace e improvvisa +d'un mandolino. Poi passò una barca, zeppa +d'uomini e di donne, illuminata a palloncini, +silenziosa; era una serenata, che s'avviava +nel bacino di San Marco, presso i grandi alberghi; +e di nuovo l'oscurità e la quiete pesante +si stesero sul Canale.<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span></p> + +<p>Filippo discese e passò qualche ora in salotto, +a fianco di sua madre.</p> + +<p>Gli ospiti ridevano ascoltando le chiacchiere +del conte Mercatelli, piccolo, pelato, rosso in +volto, che magnificava il sonno.</p> + +<p> — « Le sommeil », — diceva, rivolto a una francese, +madame de la Chaux. — « Le sommeil »; io +non conosco che questa voluttà : dormire, dormire, +dormire quanto mi è possibile. Se non avessi +dormito tanto, avrei fatto certo qualche cosa +di straordinario.... Ma dormire mi piace, mi piace +troppo! Sembra che l'anima si volatilizzi, che +il corpo si riduca in una materia imponderabile. +« Qu'en dit madame de la Chaux »?</p> + +<p>E senza aspettare che madama, vestita di violetto +scuro, con un merletto prezioso sui capelli +grigi, enunziasse una risposta, il conte Mercatelli +seguitò:</p> + +<p> — « Moi, je vous assure » che l'imprevisto non +si trova, se non nel sonno. Dove potreste incontrare +qualche cosa che somigli a un sogno, nella +realtà d'ogni giorno? Uomini che volano, bestie +che parlano, mostri non mai veduti, gioie, +terrori, fughe, combattimenti, scene che si dissolvono +e si sovrappongono.... « Moi, je vous assure +que votre Dumas n'est qu'un imbécile en +comparaison de ce romancier inépuisable qui s'appelle +rêve.... »</p> + +<p>Madame de la Chaux ebbe un debole sorriso.</p> + +<p>Filippo disse qualche parola a un domestico, +fece preparare il tavolino da giuoco, e mentre +le dame e le fanciulle ascoltavano quella specie +di conferenza sul sonno, egli sedette al tavolino<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span> +col conte Lombardi, col marchese di Spinea +e con Berto Candriani.</p> + +<p>Berto Candriani era temutissimo per la sincerità +pazzesca delle sue parole. Egli diceva ad +alta voce tutto quel che pensava e tutto quel +che sapeva, a costo di parere insolente o mal +educato. Qualcuno in società aveva espresso il +dubbio ch'egli fosse un po' matto, e poichè questa +induzione accomodava molte cose, risparmiava +la noia di indignarsi e toglieva ogni valore +a quanto raccontava, tutti convennero ch'egli +era un po' matto e che bisognava lasciarlo fare.</p> + +<p>Del resto, bel giovane non ancora trentenne, +snello, con capigliatura nera foltissima e occhi +castagni dallo sguardo pungente, piaceva alle signore, +che ne ambivano la lode, perchè rara.</p> + +<p>Egli, quella sera, aveva tentato più volte di +dire a Filippo ciò che gli stava fitto in testa +dal momento che l'aveva visto; ma il tema della +conversazione, la presenza della contessina Fioresi +e di qualche altra fanciulla, glielo avevano +impedito.</p> + +<p>Appena i quattro uomini furono appartati pel +giuoco, presso la finestra d'angolo, Berto Candriani +disse a Filippo:</p> + +<p> — Dunque, come va?</p> + +<p>Filippo s'aspettava qualche razzo di quei famosi, +ma ormai, dopo le spiegazioni con sua madre, +poco gli importava ciò che si poteva dire.</p> + +<p> — È vero, — domandò Berto quietamente, — che +hai fatto scappar di casa una ragazza?</p> + +<p>Il conte Lombardi e il marchese di Spinea, +che disponevano le carte nella sinistra, alzarono<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span> +sbalorditi il capo, e videro Filippo che sorrideva.</p> + +<p> — Ti sembra, — egli rispose, — che se avessi +una ragazza per le mani, starei qui a giuocare?</p> + +<p> — Evvia, Flopi! Polvere negli occhi! Non sei +mica vecchio per niente, e fai le tue cose benino, +pian pianino, in punta di piedi.... Insomma, +questo è l'ultimo pettegolezzo e dovevo pur +dirtelo!</p> + +<p>Filippo fece un cenno con la testa, come per +ringraziare il Candriani della sua premura; e +nell'intervallo seguente, Berto riprese:</p> + +<p> — M'hanno detto che è un tesoro, quella ragazza! +Una delle nostre più belle e più caratteristiche +borghesi....</p> + +<p> — Sai che ho buon gusto! — rispose Filippo, +sempre sorridendo.</p> + +<p> — Già ; ma mi dispiace che il cattivo gusto +sia dall'altra parte! — mormorò Berto con rammarico +sincero.</p> + +<p>I giuocatori diedero in una risata. Risonò la +voce del conte Mercatelli, che diceva:</p> + +<p> — Dormendo circa dodici ore al giorno, io mi +trovo benissimo....</p> + +<p> — O perchè non va a dormire anche adesso? — osservò +Berto, senza curarsi di abbassar la voce.</p> + +<p>E seguitò la partita; mentre la contessina Giselda +Fioresi, che non si divertiva a parlar con +le altre fanciulle, dopo aver gironzato qua e là +a occhieggiare i vecchi quadri che conosceva da +tempo, andò a mettersi alle spalle di Filippo, +guardando il giuoco.</p> + +<p> — Non so, — disse Berto Candriani, — perchè<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +voglia portar fortuna a Flopi, contessina. È +già tanto fortunato! Venga dalla mia parte.</p> + +<p>Giselda non rispose, e coll'indice sottile indicò +a Filippo una carta che doveva giuocare. Filippo +obbedì.</p> + +<p> — Andiamo, andiamo! — esclamò il Candriani. — È +proibito immischiarsi nei giuochi degli +altri. Il giuoco di Flopi è poi così pericoloso!</p> + +<p>La fanciulla non battè palpebra, e indicò a Filippo +un'altra carta. Ma le parole di Berto Candriani +le parvero oscure, e trovò conveniente non +allontanarsi, per udir qualche cosa di più significante. +Alla fine di quel giro, Filippo s'era +avvantaggiato molto sugli avversarii, e Berto +Candriani, mentre il conte Lombardi mischiava +le carte, protestò:</p> + +<p> — Io la sequestro, tesoro mio! Lei fa vincere +Flopi per ridere di noi. Le assicuro che il nostro +amico non ha bisogno di lei, proprio non +ha nessun bisogno!</p> + +<p> — Com'è noioso! — esclamò Giselda. — Stia +zitto e tiri avanti!</p> + +<p> — Bisognerebbe fargli la cura di Mercatelli, — osservò +Filippo. — Se dormisse dodici ore al +giorno, sarebbero tante chiacchiere di meno.</p> + +<p>Berto diede un'occhiata a Giselda, sempre ritta +alle spalle di Filippo; era giovane e magra; +l'abito leggero lasciava trasparir gli omeri scarni +e delicati; il corpo esile faceva pensare alla +donna futura, non più magra ma snella, non più +scarna ma sottile e flessibile. I capelli fulvi, +illuminati dalla luce elettrica, davano al volto +bianco qualche ombra viva e tagliente.<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span></p> + +<p>Filippo sembrava non accorgersi della presenza +di Giselda.</p> + +<p> — Mi pare un gatto che vigila, — pensò il +Candriani. — Se la porti via anche questa?</p> + +<p>Ma la partita finiva; la contessina Fioresi volse +le spalle ai giuocatori, tornò fra le donne, +e subito trovò un appiglio per interloquire.</p> + +<p> — Mi direte voi, — chiese Berto al Lombardi +e al marchese di Spinea, — che cosa ha questo +vecchio satiro per piacere alle ragazze?</p> + +<p> — Vecchio satiro! — esclamò il marchese di +Spinea. — Ma non ha quarant'anni; e che cosa +dovresti dire di me, che ne ho cinquantasette?</p> + +<p> — Satiro decrepito! — sentenziò il Candriani. — Filippo, +occhio alla Fioresi! Quella sta facendo +una passione per te, vorrà scappare anche +lei.</p> + +<p>Filippo stette ancora muto. Egli rispondeva raramente +a Berto Candriani; dacchè lo si era classificato +per matto, Filippo lo lasciava parlare, +e il più delle volte non ascoltava nemmeno le +sue parole, col pensiero rivolto altrove. Così, se +non fosse stata la necessità incoercibile di dire +tutto quanto gli frullava pel capo, Berto Candriani, +a sua volta, non avrebbe mai parlato con +Filippo; e quando v'incappava, se ne pentiva +sempre.</p> + +<p>Egli si alzò indispettito e andò a raggiungere +il conte Mercatelli, che fumava una sigaretta, +sdraiato sopra un divano, beatamente, gli sguardi +perduti in alto.</p> + +<p> — <span class="g">Ciò</span>! — disse Berto. — Non dormi? Vattene, +su; è quasi mezzanotte....<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span></p> + +<p> — Hai ragione, — rispose il conte mansueto. — Nel +mio letto starei tanto bene!</p> + +<p>Si mosse, andò a porgere il saluto alla contessa +Bianca, alle signore, agli amici, ed uscì +lentamente.</p> + +<p>Poco dopo, anche gli altri visitatori presero +congedo.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">X.</h2> + +<p>Quella notte, Filippo Vagli sentì crudelmente +la solitudine in cui lo piombava l'assenza di Loredana. +Vagò fino ad ora tarda per le calli deserte, +immerse in un'ombra che un fanale rompeva +a pena, e salito in una gondola si fece condurre +alla ventura; i rii, coi muri delle case a +picco, parevan chiusi, senz'aria; ora la gondola +sfiorava la scalea d'un palazzo, ora scivolava lungo +qualche casipola, dalle finestre della quale +giungeva il chiacchierìo infaticabile delle popolane; +e se una gondola passava rasente, era una +visione d'ombra, una linea nera e fugace, un uomo +ritto a poppa, una figura indistinta sdraiata +sui cuscini; poi silenzio, rotto dal remo che +grondava acqua.</p> + +<p>Allorchè tornò a casa, Filippo notò quel che +già aveva sentito durante il giorno: la sua camera +non gli diceva più nulla, il suo ricco appartamento, +al quale era andato per tanti anni recando +belle cose d'arte e oggetti di pregio, non<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span> +gli importava più dell'appartamento d'un albergo. +Le ore gli sembrarono eterne; il pensiero +di quella ragazza, lasciata sola in un piccolo +paese, in un alloggio che differiva poco da una +taverna, gli martellò il cervello tutta notte.</p> + +<p>Prese sonno verso l'alba; e non si svegliò da +quel torpore se non quando gli parve che qualcuno +camminasse cautamente per la camera.</p> + +<p>Era un servo, mandato dalla contessa Bianca, +la quale, vista l'ora tarda, temeva che Flopi +stesse poco bene.</p> + +<p> — Che ora è, Piero? — domandò Filippo.</p> + +<p> — Sono le undici, signor conte.</p> + +<p>Piero stava immobile presso il letto ad aspettare +gli ordini.</p> + +<p> — Va, va! — gli disse il conte. — Non ho bisogno +di nulla. Avverti la contessa che mi alzo +subito.</p> + +<p>E poco dopo, mentre attendeva alle cure della +persona, Filippo sentì la noia plumbea per quelle +ore che ancora gli toccava di passare a Venezia, +per il pranzo dei conti Lombardi, per le +chiacchiere insulse alle quali avrebbe dovuto prestare +orecchio. Egli era irritato e malcontento. +Dopo una colazione quasi sempre silenziosa, perchè +sua madre cercava ella pure di schivare allusioni +ed argomenti spiacevoli, egli uscì, gironzò +qualche tempo in Piazza e sotto le Procuratie, +fece parecchi acquisti per Loredana, e quasi +senz'accorgersi, camminando lentamente, si trovò +nel campiello, innanzi alla casetta bianca della +piccola amica.</p> + +<p>Egli aveva promesso a Loredana di portar notizie<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span> +di lei alla sua mamma; e quando rivide la +casa, con quelle finestre bifore, alle quali la fanciulla +s'affacciava un giorno per salutarlo; e quando +sentì la familiarità di quel tranquillo angolo di +Venezia, dov'egli veniva per salvarsi dalle omelÃe +della contessa Fausta, per vivere la vita modesta +degli altri e dimenticar la propria, inutilmente +ricca e fastosa; quando mille ricordi semplici +e graditi gli tornarono in folla al pensiero, +Filippo non si perdette a riflettere oltre: si +avvicinò alla porta, dipinta in verde scuro, con +un bel battente di bronzo foggiato ad anello che +una testa di leone teneva fra le mandibole; e +suonò il campanello.</p> + +<p>A una delle finestre si affacciò indi a poco la +domestica, piccoletta e nera in viso, che voleva +bene alla fanciulla.</p> + +<p>Essa fu così stupita alla vista di Filippo, che +mandò un'esclamazione:</p> + +<p> — Maria a te provveda! Il conte! Il conte! +Il conte!...</p> + +<p>E d'un subito si mise a correre per la casa, in +cerca della signora, gridando a perdifiato:</p> + +<p> — Il conte! Il conte! Il conte!</p> + +<p>La signora De Carolis, che era occupata a stirare, +<a name="accorse" id="accorse"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'accorsa'">accorse</ins> tutta maravigliata e tremante; si +affacciò alla finestra ella pure, s'assicurò che +il visitatore era il conte Vagli, e infine si decise +a tirare il cordone.</p> + +<p>La porta s'aperse, e Filippo entrò.</p> + +<p>In alto della scala, proprio sull'ultimo gradino, +vide ritta e pallida la signora Emma; la quale, +senza rispondere al saluto di lui, scese qualche<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span> +scalino per abbreviar la distanza, e domandò con +voce rauca:</p> + +<p> — E Lori, dov'è?</p> + +<p> — Sono venuto a portarle sue notizie, — rispose +Filippo, salendo con la signora, tuttavia +incerto dell'accoglienza. — Sta bene, mi parla +sempre di lei.</p> + +<p>Passarono innanzi alla domestica, la quale rimaneva +a bocca aperta, guardando Filippo con +ammirazione attonita.</p> + +<p> — Buon dì, Rosa! — egli le disse.</p> + +<p>E l'altra fece una riverenza, non potendo esprimere +la voglia d'aver notizie della signorina.</p> + +<p>La signora Emma e Filippo entrarono in quella +saletta dal pavimento a piastrelle bianche e +rosse, dove il conte e la fanciulla avevano concertata +la fuga; Filippo notò subito, sopra una +mensoletta di legno, una figurina di <span class="g">biscuit</span>, +che abitualmente era sulla tavola, e che un giorno +la ragazza andava girando e rigirando, mentre +l'amico le susurrava all'orecchio parole ardenti +d'amore e speranze di giorni felici.</p> + +<p>Egli prese le mani della signora De Carolis, e +le disse con voce malcerta:</p> + +<p> — Io devo chiederle perdono. Le ho portato +via Loredana, la sua Lori! Ma essa è oggi felice +con me. Ho fatto male, ho agito per impulso, +ciecamente. Non oso scolparmi, lo vede! +Pure, Loredana è felice, e questo non risponde +a tutti i suoi dubbii, a tutte le sue paure?</p> + +<p>La signora scosse tristemente la testa e ritrasse +le mani dalle mani di Filippo.</p> + +<p> — No, — ella rispose. — Sarebbe felice se<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span> +potesse andare a fronte alta: ma così, quale +umiliazione! Ora non comprende; comprenderà +più tardi.... È una fanciulla disonorata; non ha +nome; e nessuno crederà all'amore. Il mondo è +cattivo; sarà accusata d'essersi venduta per vizio +o per bisogno....</p> + +<p>Filippo fece un movimento con la mano, come +per protestare.</p> + +<p> — Oh, non neghi! — interruppe la signora, il +cui volto bianco, dalle occhiaie scure, diceva +quante notti tormentose e quante ore d'angoscia +aveva passato la povera donna.</p> + +<p>Ella sedette sopra un divano, dimenticando di +accennare una sedia a Filippo; e proseguì:</p> + +<p> — Nessuno di quelli che la conoscono sa ancora +nulla; ma il mistero non può durare più +a lungo, e il giorno si avvicina in cui dovrò +confessare la sua colpa. Che cosa dirò per farla +perdonare, o perchè gli altri le siano indulgenti? +Non aveva la sua mamma che le voleva bene? +Forse le mancava qualche cosa, qui, dove io non +pensava che a lei? Non voleva sposare quel Gianella +maledetto? E io l'avrei aiutata, e io le +avrei permesso di scegliersi persona più degna.... +Ma fuggire, ma diventar l'amante d'un +uomo che non potrà mai sposarla, e abbandonare +la mamma sua, la casa, tutto e tutti, come +una disperata, e rovinare la sua giovinezza!... +Sì, è giovane, era inesperta, io mi fidava +ciecamente.... Io posso assolverla; il mondo riderà +di lei e di me, cadute vittime di un falso +amico, d'un egoista senza cuore....</p> + +<p>Filippo, tuttavia in piedi, col cappello di paglia<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span> +tra le mani, udendo l'accusa scudisciargli +il viso, fece un passo, sentì il viso avvampargli, +ma si rattenne e non disse parola.</p> + +<p>La signora Emma lo guardò, e aggiunse freddamente:</p> + +<p> — Si sieda! Mi parli di Lori. Dov'è adesso?</p> + +<p> — A Sirmione, — rispose Filippo.</p> + +<p> — Verrò a prenderla, — annunziò la signora +con voce decisa.</p> + +<p> — A prenderla? — esclamò il conte sbalordito.</p> + +<p> — Sì, a prenderla. Forse sono ancora in tempo +a riparare uno scandalo. Ho detto a chi mi +chiedeva di lei che è in campagna. Ebbene, bisogna +che da questa campagna Loredana ritorni. +Io non confesserò mai mai, che mi è fuggita +di casa, capisce? Il suo ritorno, la sua presenza, +la ripresa delle nostre abitudini faranno tacere +le cattive lingue. Mia figlia è conosciuta +da poca gente modesta, che certo non villeggia +a Sirmione. Forse sono ancora in tempo a salvarla +se Dio mi aiuta. E lei, conte, non si opporrà . +Ha commesso un'azione disonesta, non vorrà +commetterne una seconda....</p> + +<p> — Ma io l'amo, Loredana! — proruppe Filippo. — Non +permetterò che me la portino via; +io vivo per lei, cerco di renderla felice, mi allontano +io pure dal mondo, per dedicare a lei le +cure più affettuose, e ho fatto della sua vita +la mia.... Non permetterò che me la ritolgano, +a nessun costo; non permetterà ella stessa, Loredana, +perchè mi ama e non domanda nulla a +nessuno!</p> + +<p>La voce del conte vibrava di tanta sincerità <span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span> +e di tanto affanno, che la signora De Carolis +ne fu scossa e lo guardò un istante, presa da +esitazione.</p> + +<p> — Sono venuto da lei a chiederle perdono, — proseguì +Filippo, — a chiederle perdono con una +umiltà che non è nelle mie abitudini. E lealmente +le ho detto dove viviamo, perchè non volevo +continuare con lei una finzione antipatica; se +l'avessi ingannata, se le avessi detto che viviamo +a Roma o a Parigi, ora potrei ridermi delle +sue minaccie.</p> + +<p>S'interruppe e camminò pel lungo e pel largo +nella saletta.</p> + +<p> — Non me la porterà via! — soggiunse. — A +qualunque costo, non me la porterà via! Appartiene +a me, ora, e a nessun'altro al mondo! +Non me la porterà via!</p> + +<p>La signora De Carolis comprese che non poteva +ragionare con un uomo in tale stato d'animo. +Filippo aveva le labbra bianche e il suo +corpo tremava come scosso da febbre violenta; +egli si abbandonò in una poltrona, nascose il +volto tra le mani, e stette così, per lungo tempo, +in silenzio, agitato sempre da un tremito +invincibile.</p> + +<p>Emma tacque ella pure, a lungo, guardando +l'uomo superbo, ridotto da una parola come uno +schiavo o come un mendico, accasciato sotto il +peso della sua passione.</p> + +<p> — Veda, — cominciò infine la signora. — È +necessario! Appunto perchè vuol bene a Loredana, +la lasci tornare con la sua mamma.... Lei si +pentirà un giorno di questo rifiuto.<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span></p> + +<p> — Non mi pentirò mai! — esclamò Filippo, +staccando le mani dal volto.</p> + +<p>La signora De Carolis vide che le lagrime +solcavano il viso del conte, ebbe un lampo forse +di riconoscenza, certo di pietà , ma seppe +frenarsi, e continuò, quasi non avesse notato +nulla:</p> + +<p> — Per parlare come lei parla, bisognerebbe +dirmi quale avvenire attende mia figlia. E lei +non lo sa, perchè l'avvenire di Loredana dipende +dal capriccio, dalla volontà , dall'interesse +del conte Filippo Vagli, il quale oggi l'ama sinceramente +e domani può considerarla un impaccio....</p> + +<p>Filippo crollò le spalle, ma la signora aggiunse, +senza badargli:</p> + +<p> — È possibile che io accetti una situazione simile +per mia figlia? Ripeto che forse sono ancora +in tempo a impedire uno scandalo enorme; +se non mi ingegnassi di riuscirvi, sarei non una +madre, ma la più vile, la più spregevole delle +donne....</p> + +<p>Nel turbamento di tutto il suo spirito, Filippo +sentiva che la disgrazia aveva dato una lucidità +di comprensione, un'energia e una volontà , +a quella donnina fragile e dimessa, quali egli +non avrebbe mai potuto sospettare. La signora +De Carolis aveva il viso pallido tutto rischiarato +dalla luce d'una decisione, dalla speranza +di salvare la figliuola; Filippo intuì che era impossibile +lottare con un sentimento così forte, +il quale aveva l'aureola di qualche cosa di sacro. +Egli non poteva opporre che le ragioni del<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span> +suo amore, cioè di un sentimento comune, fatto +di egoismo, di concupiscenza, di orgoglio.</p> + +<p>Disse lentamente:</p> + +<p> — Loredana penserà che io l'ho tradita, che +son venuto apposta a Venezia perchè lei andasse +a ripigliarsela, dopo quindici giorni....</p> + +<p> — Oh no, — interruppe la signora Emma, — io +saprò parlarle, e le spiegherò come sono avvenute +le cose....</p> + +<p>Seguì un breve silenzio. Filippo era sempre seduto, +con le labbra bianche, gli occhi annebbiati +dal pianto: la signora Emma gli si avvicinò, +gli mise una mano sulla spalla, e disse:</p> + +<p> — Lei non deve opporsi. Dio aiuta le madri. +Se lei non mi facesse trovar più la mia Lori a +Sirmione, ebbene, scandalo per scandalo: agirei +con la forza, come non ho osato fino ad oggi....</p> + +<p>Il conte sollevò il viso a fissare la donna, e +rispose brevemente:</p> + +<p> — Non minacci!</p> + +<p> — No, non minaccio, — disse la signora più +calma. — È stato Dio che l'ha mandato, per +quest'atto di pentimento e di sincerità ....</p> + +<p>Tacque, guardò Filippo, che pareva in quell'istante +un fanciullo domato, un mendico febbricitante, +così scosso dal tremito implacabile. +La signora si ritrasse, perchè non voleva mostrar +gli occhi che le si velavano di pianto, e +uscì in fretta.</p> + +<p>Filippo rimasto solo, si guardò intorno come +trasognato....</p> + +<p>Era dunque la realtà , quella? Non doveva più +vedere Loredana, la sua bella, la sua cara amica,<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span> +e non più baciarne i capelli bruni dai riflessi +dorati, e non più udirne la parola, e non +più farla fremere di piacere e di gioia? Quale +demonio l'aveva così scioccamente condotto in +quella casa, a chiedere un più sciocco perdono, +a dire stupidamente dove Loredana era nascosta?</p> + +<p>Tutto crollato, tutto finito in un lampo! E +Loredana, la fiduciosa amica, abituata a considerar +lui come il più forte, il più libero, il +più saggio degli uomini? Che avrebbe pensato?...</p> + +<p>La porta della saletta si aperse ed entrò la +signora Emma, recando ella stessa un vassoio +col caffè e una bottiglia di liquori.</p> + +<p> — Prenda qualche cosa, — ella disse. — Le +ho preparato un caffè; beva una goccia di +cognac.</p> + +<p>Essa versò, mise innanzi il vassoio a Filippo, +riempì di cognac un bicchierino, glielo porse: +egli lasciava fare, macchinalmente, e sorbiva il +caffè, senza sentirne il gusto.</p> + +<p> — Non capisco, — disse a un tratto, rimettendo +sul vassoio la chicchera. — Non capisco. Loredana +torna qui? Lei va a riprenderla?... E io....</p> + +<p>La signora Emma non rispose, ma Filippo incalzò:</p> + +<p> — Mi dica: non la vedrò più?</p> + +<p>E poichè la signora rimaneva sempre silenziosa, +anch'egli non domandò più nulla, e restò immobile, +con gli occhi fissi nel vuoto, come a +seguire qualche fantasma spaventevole.</p> + +<p>Finalmente si alzò, prese il cappello, stese la +mano alla signora De Carolis, e uscì senza far<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span> +parola. In anticamera, la domestica lo aspettava +per dirgli qualche complimento, ma vedendolo +così pallido e sfatto, corse in cucina e vi +si richiuse, perchè egli non avesse a soffrire incontrandola +in anticamera.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XI.</h2> + +<p>Il sole che arroventava il campiello e illuminava +le case con una luce quasi insopportabile, +ebbe potere di scuotere Filippo da quell'accasciamento +che pareva sonnambulismo. Si drizzò, +sentendo che le spalle gli si erano incurvate, +e si guardò intorno con occhio sicuro.</p> + +<p>Perdere Loredana? Obbedire a sua madre? Tutto +finito, tutto crollato?</p> + +<p> — Parto col primo treno, — promise a se stesso. — Arrivo +a Sirmione, prendo Loredana e questa +sera saremo lontani e sicuri. Qualunque cosa, +piuttosto di perderla. Ho commesso una fanciullaggine +con sua madre; bisogna riparare subito, +subito, subito....</p> + +<p>Non aveva ancor finito il suo pensiero, che +una voce nota gli risonò alle spalle.</p> + +<p> — Guardalo qui! Dove vai, così meditabondo?</p> + +<p>Era Berto Candriani, che, fattoglisi al fianco, +lo squadrò e rimase stupefatto.</p> + +<p> — Accidenti! Che cosa t'è successo? Ti hanno +bastonato?</p> + +<p>Filippo gli disse con voce secca:<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p> + +<p> — Non ho voglia di scherzare, Berto!</p> + +<p> — E non scherzo. Mi dispiace sinceramente di +vederti così, come ti fosse avvenuto qualche cosa +di molto grave. Eri tanto allegro iersera....</p> + +<p>Il conte non rispose, e i due uomini procedettero +qualche tempo senza far parola urtati dalla +gente che passava per le calli; ma quel giorno +doveva essere singolarmente disgraziato per +Filippo, perchè allo svolto d'una viuzza s'imbattè +col conte e con la contessa Lombardi.</p> + +<p> — Ah, bene, bene, bene! — esclamò il conte +Lombardi, aprendo le braccia, come per impedire +il passaggio ai due amici. — Venite a proposito!</p> + +<p>La contessa ebbe un sorriso di compiacenza alla +vista di Filippo, che le stava innanzi a capo +scoperto e la salutava.</p> + +<p> — Abbiamo la gondola a due passi di qui, — ella +annunziò, — e si parlava, proprio di voi, Flopi. +Noi facciamo un giro, e vi conduciamo con noi. +Anche Berto Candriani ci farà compagnia....</p> + +<p> — Un giro? — ripetè subito Berto con circospezione. — Che +cosa deve intendersi per un giro, +contessa?</p> + +<p> — Muoviamoci, — ella rispose. — Noi impediamo +il passaggio alla gente. Ora entriamo in +gondola, e vi spiegheremo.</p> + +<p>La contessa Lombardi era ancora piacevole, +benchè avesse valicato la quarantina. Il suo corpo +era svelto, i capelli eran chiari, gli occhi vivi; +solo la carnagione aveva perduto la sua freschezza; +ma poichè la contessa dichiarava ella +per prima di esser vecchia e finita, tutti la<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span> +guardavano con simpatia e la trovavano assai +più giovane di quanto non dicesse.</p> + +<p>Arrivati al traghetto dove aspettava la gondola +a due remi, la contessa vi montò, Berto +vi balzò dentro, dicendo:</p> + +<p> — Spiegateci il giro!</p> + +<p>Ma Filippo disse:</p> + +<p> — Contessa, io devo scusarmi....</p> + +<p> — Ah bah! — esclamò la contessa. — Flopi, +voi mi fate pensare che la nostra compagnia vi +dispiaccia. Quando noi vi facciamo un invito, +voi avete subito pronta una scusa.</p> + +<p> — Cara contessa, siete crudele! — mormorò +Filippo.</p> + +<p> — Oh, a proposito, — aggiunse il conte Lombardi. — Ricordati +che sei a pranzo da noi, stasera.</p> + +<p> — Dunque, vi decidete? — domandò la contessa, +guardandolo.</p> + +<p>Filippo comprese che bisognava decidersi, si +appoggiò al braccio del gondoliere, e salì....</p> + +<p>Il giro della contessa durò per più ore; la gondola, +spinta con agile vigorìa, uscì dal bacino +di San Marco in un batter d'occhio, e prese il +largo verso il Lido, poi, per le Vignole, arrivò +a San Francesco del Deserto.</p> + +<p>La contessa Lombardi e Berto Candriani erano +allegri.</p> + +<p> — Non è vero che almeno così godiamo un po' +di fresco? Sentite che bel fresco, Flopi? — diceva +la contessa.</p> + +<p>Filippo aveva perduto ogni velleità di ribellarsi. +Le ore passavano e gli cadevano sul cuore<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span> +come goccie di piombo, con un presentimento funesto; +ma egli era troppo abituato alle commedie +del mondo perchè il suo volto lasciasse trasparir +l'angoscia febbrile alla quale tutta l'anima +sua era in preda. Sarebbe partito l'indomani: +ormai bisognava adattarsi e non far pesare i +proprii dolori sugli amici che volevan godere +la sua compagnia.</p> + +<p>Con un rude sforzo riuscì a dominarsi e parve +felicissimo di quella gita, di quello sciupìo di +tempo, infinitamente prezioso per lui; scherzò +con Berto Candriani, il quale non sapeva comprendere +una mutazione così rapida, ed era stupefatto; +Filippo fece anche un po' di corte alla +contessa, col consenso del marito, che sorrideva.</p> + +<p> — Io non so dove tu sia stato, — osservò a +un tratto il conte Lombardi. — Se ne raccontan +di belle, a questo proposito....</p> + +<p> — Di bellissime, — rincalzò Berto.</p> + +<p> — Non so dove tu sia stato, Flopi, ma la campagna +ti ha fatto bene. Sei allegro....</p> + +<p> — Allegro, — ripetè Filippo, sentendo l'ironia +di quella affermazione.</p> + +<p>Tornavano verso Venezia, e la città si scorgeva +tutta bianca, come tutelata dall'angelo d'oro +del campanile vetusto: i palazzi marmorei parevan +da lungi portentosi ricami, fragili merletti +diuturnamente lavorati dall'uomo e dal tempo; +le acque ai loro piedi si stendevan placide, con +un trasparente color di smeraldo, che gli ultimi +raggi di sole facevano scintillare.</p> + +<p> — Ma io vorrei sapere, — osservò la contessa, — che +cosa si dice della campagna di Flopi....<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span></p> + +<p>I tre uomini si guardarono.</p> + +<p> — Ecco, — disse Berto Candriani, — si dice +che....</p> + +<p> — È sottinteso, — interruppe Filippo, — che +voi, contessa, non crederete parola di quanto sta +per raccontarvi Berto. Voi conoscete quest'uomo? +Il più fantasioso dei maldicenti....</p> + +<p> — Non crederò nulla, — rispose la contessa. — Ma +vorrei sapere.</p> + +<p> — Si dice, — continuò Berto Candriani, — che +Flopi, innamorato d'una bella, d'una bellissima +ragazza, sia scappato con lei.</p> + +<p>La contessa Lombardi diede in una risata.</p> + +<p> — Che pazzo! — esclamò. — È scappato, ed +è qui in gondola, al mio fianco?</p> + +<p>Berto crollò le spalle.</p> + +<p> — Siete ingenua, contessa, mia! È qui per un +giorno o due. Domani sarà scomparso di nuovo.... +Sa far le cose da maestro, la vecchia volpe....</p> + +<p>La contessa stette un momento a pensare, poi +osservò:</p> + +<p> — Credevo meglio. Queste cose vanno sempre +a finir male; e se l'avventura è come si racconta, +Flopi ha perduto la testa davvero.</p> + +<p>Filippo sorrise con l'indifferenza dell'uomo che +ascolta cose senza alcun senso.</p> + +<p> — È come ve la racconto io, — assicurò Berto +Candriani. — Fuga romantica con giovinetta.</p> + +<p>La contessa alzò le spalle.</p> + +<p> — Via, via, — esclamò, — sono maldicenze +sciocche: sarebbe nato uno scandalo senza esempio, +e invece non c'è che qualche diceria.... Voi +non sapete ragionare, povero amico!<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span></p> + +<p> — Oh guarda, — protestò il Candriani, — Flopi +scappa con una ragazza, e chi non sa ragionare +sono io! Voglio mettermi anch'io a far fuggire +le fanciulle, per vedere se mi troverete ragionevole....</p> + +<p>Gli amici risero, e la conversazione fu mutata.</p> + +<p>A Venezia, giunsero sull'imbrunire; Filippo e +il Candriani, scendendo dalla gondola presso la +piazza San Marco, presero congedo per correre +a casa a mutarsi d'abito e per ritrovarsi indi +a un paio d'ore nuovamente dai conti Lombardi.</p> + +<p>Non appena fu solo, nella sua camera, Filippo +sentì calargli sulle spalle il peso di quella giornata +nefasta, l'accoramento per la sorte di Loredana. +Gli tornò il pensiero d'andarsene subito, +di giungere in piena notte a Sirmione, di prendersi +la fanciulla e fuggir lontano.</p> + +<p>Ma di nuovo, le abitudini lo dissuasero. Era +impossibile mancare al pranzo, dar quella clamorosa +conferma alle voci delle quali il Candriani +s'era fatto eco. Bisognava partire all'alba; ormai +non si trattava più che di poche ore, dell'ultimo +sacrifizio.</p> + +<p>Quando Filippo, in marsina, con una gardenia +all'occhiello, varcò la soglia del palazzo Lombardi, +egli aveva dipinta in viso una tale espressione +di pace, che lo si sarebbe giudicato l'uomo +più tranquillo del mondo.</p> + +<p>Berto Candriani, il quale l'aveva preceduto di +poco, rimase, al vederlo, stupefatto per la terza +volta.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span></p> +<h2 class="lighter">XII.</h2> + +<p>Loredana, accasciata per la lettera nella quale +Filippo le annunziava che la sua lontananza si +sarebbe ancora prolungata di alcuni giorni, stava +sul divano, a occhi chiusi, non udendo, non +pensando, nella disperazione di far passare quel +tempo che doveva essere eterno.</p> + +<p>Le fiamme della gelosia cominciavano a divorarle +il cuore. La società alla quale apparteneva +Filippo e nella quale era momentaneamente +rientrato, pareva alla fanciulla singolarmente pericolosa. +Egli vi avrebbe ritrovato Fausta e mille +altre donne come quella, aiutate dal lusso e dall'eleganza. +E che cosa poteva far lei, povera ragazza +ancora ingenua, contro le malìe di quelle +femmine sapienti, cariche di gioielli prodigiosi, +ornate di tutte le grazie? Per la sua fantasia +inesperta i convegni mondani eran come convegni +d'amore nei quali Filippo avrebbe dimenticata +presto la piccola amica che soffriva.</p> + +<p>E il pensiero venne a colpirla con tanta durezza, +che la fanciulla balzò in piedi, corse nella +camera da letto, ne uscì con un largo cappello +bianco che piantò risolutamente in testa, +e s'avviò, tenendo un ombrellino scarlatto fra +le mani.</p> + +<p>Nel vestibolo trovò la signora Teobaldi, la quale +s'avviava appunto dalla ragazza per strimpellare<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span> +il piano. Clarice era vestita alla Pompadour, +con amplissimi disegni sul corsetto e sulla +gonna: questa, troppo corta, lasciava scoperti i +piedi calzati di scarpe bianche; e così abbigliata, +coi fianchi prominenti, la figura tozza, la +Teobaldi pareva una trottola accuratamente pitturata +di fresco.</p> + +<p> — Esce? — ella domandò con voce triste.</p> + +<p> — Sì, vado a passeggiare, — rispose Loredana. — Vuol +tenermi compagnia?</p> + +<p>Eran le quattro; il sole abbruciava, la luce +era acciecante, sugli alberi strillavano le cicale.</p> + +<p>Clarice, fattasi sulla soglia, gettò un'occhiata +intorno, aggrottò le terribili sopracciglia, e disse:</p> + +<p> — Non so se mi convenga arrischiare....</p> + +<p> — E perchè no? — chiese Loredana stupita.</p> + +<p> — Sa, per la voce; potrei prendere un riscaldo....</p> + +<p>La fanciulla crollò le spalle e uscì.</p> + +<p>Voleva andare a quelle Grotte di Catullo che +avevano visto la sua felicità , quando vi passava +con Filippo quasi l'intera giornata, imaginando +d'esser con lui in un'isola perduta dell'Oceano. +Ma per la certezza che quei ricordi, uniti all'amaritudine +presente, l'avrebbero fatta soffrire di +soverchio, Loredana s'avviò sulla strada di Sirmione, +verso la strada provinciale.</p> + +<p>Camminava adagio, riparata dall'ampio ombrellino +scarlatto, e guardava gli alberi, l'erba, l'acqua, +le barche dei pescatori, per distrarre la +mente, perdendosi in osservazioni oziose. Si fermò +a rintracciar fra l'erba una cavalletta, stette +a vedere una lucertola che, immobile, la fissava<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span> +coi piccoli occhi neri e acuti. A un punto +della strada, alcuni monelli uscirono a giuocar +coi noccioli delle pesche, e Loredana assistette a +una partita, come un monello essa pure.</p> + +<p>Così s'era già dilungata verso la strada provinciale, +quando da un nugolo di polvere che +si scorgeva lontano, comprese che una carrozza +s'avvicinava; e perchè la cosa non era troppo +frequente, Loredana sedette sopra un muricciuolo, +aspettando l'arrivo insolito. La vettura correva +rapidissima e si udiva il tintinnìo dei campanelli.</p> + +<p>Un pensiero balenò nel cervello di Loredana:</p> + +<p> — Fosse Filippo?</p> + +<p>Ma non volle fermarsi a quell'idea, assurda, +e che pur le faceva battere il cuore con tanta +ansietà .</p> + +<p>Del resto la carrozza era ormai a pochi passi. +Loredana si alzò in piedi, gettò un'occhiata, e +vide....</p> + +<p>Era possibile? Aveva visto bene? Non si trattava +d'un'allucinazione?</p> + +<p>La carrozza procedette ancora per alcuni metri, +poi si fermò, e una donna ne discese, tornò +indietro a corsa, gridò:</p> + +<p> — Lori, Lori, Lori!</p> + +<p>Loredana le andò incontro, smarrita, felice, non +riuscendo a comprendere; e sulla strada, innanzi +al vetturale attonito, madre e figlia s'abbracciarono +e si baciarono piangendo.</p> + +<p> — Vieni con me, — disse la signora De Carolis +alla figlia. — Andiamo all'albergo. Devo parlarti....<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span></p> + +<p>Le due donne saliron di nuovo nella vettura, +che riprese la sua corsa.</p> + +<p> — Oh mamma, come sono felice! — esclamò +Loredana, tornando ad avvinghiarsi al collo della +madre, e baciandola con forza. — Chi ti ha +detto che ero qui? Sei venuta a farmi compagnia? +Sono sola, tutta sola. Starai con me. C'è +una bella camerina all'albergo, e te la farò preparare +subito, subito, perchè devi essere stanca, +con questo caldo. Ah, come sono felice, mamma! +Mi pareva che qualche cosa mi chiamasse +per questa strada!</p> + +<p>Mentre ascoltava le parole e rendeva i baci, +Emma andava considerando la sua figliuola, così +elegante nell'abito leggero di seta cruda color +d'oro, con la vita stretta in un'alta cintura rossa, +con quell'ombrellino scarlatto dalla impugnatura +d'avorio bruciato.</p> + +<p>Era molto bella, e molto diversa da un giorno. +Il soffio misterioso dell'amore le aveva dato +un'espressione nuova, inconsciamente più ardita; +se prima era ammirata, adesso poteva svegliare +la concupiscenza e accendere la passione degli +uomini. Ma Loredana pareva ignorare e il mutamento +compiuto e la significazione pericolosa +della sua bellezza. Tutto pareva ella ignorare; +anche l'abisso in cui era precipitata, dal fondo +del quale sorrideva a sua madre.</p> + +<p>Emma evitò di rispondere, il cuore stretto da +uno struggimento oscuro; per fortuna il supplizio +durò poco; la carrozza giunse innanzi all'albergo, +e Loredana, svelta e leggera, balzò a terra, e +stese la mano ad Emma.<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span></p> + +<p>Una donna assisteva a quell'arrivo impensato: +Clarice Teobaldi, la quale, pavoneggiandosi nell'abito +troppo corto alla Pompadour, passeggiava +avanti all'albergo, per farsi ammirare da alcuni +pescatori, che la guardavano con ironia mal +celata.</p> + +<p>Loredana si volse, vide la Teobaldi e sorrise.</p> + +<p> — È tornata in carrozza? — disse l'altra, sorridendo +a sua volta. — Credevo fosse arrivato +il signor conte.</p> + +<p> — No, è la mamma, la mia mamma! — esclamò +gioiosamente Loredana.</p> + +<p>La Teobaldi fece un inchino alla signora De +Carolis, che la squadrò con un'occhiata, non rispose +al saluto, ed entrò nell'albergo, seguita +dalla fanciulla.</p> + +<p>Quando giunsero alla camera di Loredana, Emma, +appena varcata la soglia, si volse e chiuse +l'uscio a chiave.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XIII.</h2> + +<p>Quella era la camera che aveva visto e tutelato +gli amori di Loredana con Filippo; tra +quelle pareti s'era svolto il dramma eterno della +fanciulla che si tramuta in donna; e forse +ogni oggetto, ogni mobile, ogni ninnolo conservava +un ricordo, aveva un significato pei due +amanti.</p> + +<p>Emma De Carolis gettò uno sguardo a sua figlia, +e disse bruscamente con voce secca:<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p> + +<p> — Sono venuta a prenderti.</p> + +<p>Loredana, la quale era in piedi, ancora col cappello +in testa, non potè frenare un sussulto, e +ripetè:</p> + +<p> — A prendermi?</p> + +<p> — A prenderti, — annunziò Emma di nuovo. — A +prenderti e a condurti a casa. Credi che +sia venuta qui per assistere a questo scandalo, +a questa vergogna? Su; levati codesto abito, +metti il tuo vestitino nero; fa presto, perchè non +abbiamo tempo da buttar via.</p> + +<p>Loredana, udendo quella rampogna espressa con +voce fredda, decisa, che non avrebbe attesa mai +da sua madre, diventò pallidissima e si appoggiò +allo schienale d'una sedia. Non comprendeva ancora +bene, ma intuiva oscuramente che il suo +amore era finito, spezzato, cancellato per sempre.</p> + +<p> — Véstiti, — ripetè Emma. — Fa presto.</p> + +<p>La fanciulla le si avvicinò, ma non osò stendere +le braccia, per attirarla a sè.</p> + +<p> — Mamma, — disse, — che cosa avviene?</p> + +<p>Si passò una mano sul viso, come per fugare +una nube che le avesse ottenebrato la vista; e +seguitò:</p> + +<p> — Mamma, non comprendo....</p> + +<p> — Lo so; lo so, che non comprendi, — rispose +Emma. — Obbediscimi; va a vestirti; ti spiegherò +tutto, dopo.</p> + +<p> — Ma dove andiamo, mamma? — esclamò Loredana, +stendendo le mani quasi ad implorare.</p> + +<p> — Dove andiamo? A casa; torniamo a casa +nostra, a Venezia.</p> + +<p>La fanciulla fece ancora un gesto, smarrita, +guardandosi intorno.<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span></p> + +<p> — E Filippo? — domandò. — Lo sa, Filippo, +che sei venuta, a prendermi?</p> + +<p>Emma si sentì avvampare la faccia ed ebbe +un lampo nello sguardo.</p> + +<p> — Filippo? — ripetè. — Io, tua madre, ho da +chiedere il permesso al conte Vagli per riprendere +la mia figliuola? E tu obbedisci a lui, piuttosto +che a me?... Lori, non farmi parlare, non +tormentarmi....</p> + +<p>Le due donne eran di fronte e si guardavano, +ambedue timorose di far male e tuttavia nell'impossibilità +di capirsi. Loredana tremava da +capo a piedi, come già Filippo aveva tremato +innanzi ad Emma; ma la fanciulla, invece di +piangere e di smarrirsi, sentiva tumultuare nell'animo +una ribellione sorda, imperiosa, veemente, +che a pena era frenata dalla presenza della +madre.</p> + +<p> — Filippo, — essa mormorò, — Filippo non +sa nulla, e io non posso partire così, senz'avvertirlo. +Mi ha scritto che tornerà fra qualche +giorno; ebbene, mamma, aspetta; glielo dirai tu, +che io devo tornare a casa....</p> + +<p>Emma non potè trattenersi, avanzò qualche passo, +afferrò un braccio della figliuola, e la scosse +con forza.</p> + +<p> — Ma che cosa dici? — esclamò. — Chi è +Filippo? Che diritti ha su di te, perchè tu non +possa muoverti senza il suo beneplacito? Io non +so chi sia, colui.... È un libertino che ti ha sedotta; +e io devo aspettarlo qui, per chiedergli +il permesso di riprendere mia figlia? Che cosa +dici, pazza?<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span></p> + +<p>Per la durezza di quelle parole, per la stretta +nella quale sentiva preso il braccio, per le offese +lanciate a lei e al suo amante, Loredana +proruppe. Si liberò dalle mani di sua madre, fece +un passo indietro, e con gli occhi scintillanti, +colla persona eretta come se tutti i nervi si fossero +tesi rudemente nel suo corpo fragile, ella +rispose:</p> + +<p> — Ma è inutile, sai? È inutile che tu insista! +Io non parto: io non mi muovo.</p> + +<p> — Lori, — mormorò Emma, — pensa a quel +che fai....</p> + +<p> — Non parto, non mi muovo, se prima non è +tornato Filippo, — rincalzò Loredana con voce +che le usciva tronca dalle labbra. — Filippo ha +dei diritti, su di me; tu puoi ignorarli; io non +posso, se non sono una ragazza spregevole. I suoi +diritti non li ha inventati lui; glieli ho dati io, +perchè l'amo, e ho abbandonato ogni cosa per +seguirlo. Egli non mi ha sedotta; gli volevo bene, +gli voglio bene oggi più che mai; vivo qui +sola, in questo paese, per lui. Che colpa ha Filippo +in tutto questo? Se anche avessi sposato +Adolfo, oggi vorrei bene a Filippo, perchè non +ho mai amato che lui; e perciò Filippo è un +libertino? Se anche fosse? Io lo amo, gli ho dato +tutti i diritti su di me, e tanto peggio per +me, dunque! Del resto, mamma, non è questione +di diritti. Io dovrei partire senza avvertirlo? Egli +torna, felice di stare con me, e non mi trova +più? Che cosa mi ha fatto, per trattarlo a questo +modo? Non parto, non mi muovo, fin che +io non lo abbia rivisto....<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span></p> + +<p>Emma ascoltò in silenzio; il suo sdegno, a mano +a mano che la figlia parlava, andava cadendo. +Ella raffrontava mentalmente le parole di Filippo +con le parole di Loredana, e sentiva di trovarsi +alle prese con una passione senz'argini, fatta +d'impeto, contro la quale era impossibile agire +con la forza.</p> + +<p>Sedette in una poltrona, e quando Loredana +tacque, ella disse, addolcendo la voce:</p> + +<p> — Capisco che lo ami. Lo ami più di me. Io +sono una povera mamma. Ero venuta per perdonarti.... +Quante mamme avrebbero perdonato?</p> + +<p>Udendo quella voce, la solita voce buona di +sua madre, Loredana s'avvicinò, si mise in ginocchio +presso la poltrona, ricinse con le braccia +il busto di Emma; e mentre le scendevan +le lagrime silenziose per le gote, susurrò:</p> + +<p> — Sì, mamma. Io ti voglio tanto e tanto +bene....</p> + +<p>Esitò un istante, poi aggiunse con qualche incertezza:</p> + +<p> — Ma per Filippo è un'altra cosa; non lo amo +di più, lo amo diversamente. E non posso, credimi, +abbandonarlo in questo modo.... Tu mi hai +perdonato, mamma; e sono così felice! Ma non +posso abbandonare Filippo senza dirgli una parola.... +Ah tu non sai come voglio bene a te, +come voglio bene a lui! Ho tanto sofferto, pensando +a te, che eri sola; non ho mai avuto un +giorno di requie; non dirmi che io ti ho dimenticata....</p> + +<p>Cautamente, mentre Loredana parlava, Emma +le tolse il lungo spillo e le liberò la testa dal<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span> +cappello, posandolo sulla tavola vicina; poi con +la mano leggera le accarezzò i bei capelli dai riflessi +dorati.</p> + +<p> — Lo so, — disse, — che mi vuoi bene. E +per ciò ti ho perdonato. Ma il mio perdono, +vedi, non servirà a nulla, se non potrò aiutarti....</p> + +<p> — Aiutarmi, come? — interrogò Loredana stupita.</p> + +<p> — Nessuno sa che tu sei fuggita col conte. +A tutti io ho narrato che sei fuori, in campagna, +presso una famiglia amica. La cosa è parsa +vera, e non si parla più della tua assenza; +ma i giorni passano, e se tu non torni, verrà il +momento ch'io dovrò confessare la tua fuga.... +Hai capito, Lori? Io dovrò confessare la tua fuga, +e tu non potrai più tornare a Venezia, se non +vorrai che tutti ti segnino a dito, e ridano di +me e di te. Hai capito, Lori? Ecco perchè son +venuta a prenderti; siamo ancora in tempo; il +tuo ritorno sembrerà naturale, e con l'aiuto di +Dio, se nulla di peggio avverrà , questa brutta pagina +della tua giovinezza sarà un mistero per +tutti. Hai capito, Lori?</p> + +<p>Loredana tentennò il capo, e si alzò, asciugandosi +gli occhi.</p> + +<p> — Non me ne importa niente, — disse poi. — Perchè +devo occuparmi di ciò che si dirà un giorno?... +Tu agisci, mamma, come se io un giorno +dovessi sposare Adolfo Gianella o qualche altro. +Io appartengo a Filippo, e apparterrò sempre +a lui. Non si tratta d'una pagina della mia<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span> +giovinezza; si tratta della mia vita intera, che +ho donata a Filippo.... Gli altri non esistono più +per me.</p> + +<p>La madre sospirò, mulinando di pronunziar +qualche parola decisiva, e temendo di pronunziarla; +fece sedere la fanciulla sulle ginocchia, +le fece appoggiar la testa alla sua spalla, e osservò +cautamente:</p> + +<p> — Dici bene, Lori. Hai dato la tua vita intera +al conte. Ma se il conte si stancasse di te, e +se tu comprendessi un giorno che gli sei di +peso?</p> + +<p>Loredana balzò in piedi, guardando sua madre +con gli occhi spalancati.</p> + +<p> — Non dirlo, mamma! Non lo pensare nemmeno! — esclamò. — Sai +qualche cosa tu? Ti hanno +raccontato qualche cosa di lui?</p> + +<p>Emma allungò le braccia, fece sedere di nuovo +la figlia in una poltroncina ch'ella aveva avvicinato; +e di nuovo con voce dolce e piana, +disse:</p> + +<p> — Non so nulla, cara, non mi hanno raccontato +nulla. Ma gli uomini sono facili a stancarsi +e a mutare....</p> + +<p> — Filippo è diverso, sentenziò Loredana +prontamente.</p> + +<p> — Il conte, — osservò Emma, — gode una +posizione privilegiata, ha abitudini signorili; può +stancarsi non di te, ma della vita che per te +sarà costretto a condurre; forse i parenti gli +daranno dei dispiaceri, e, non conoscendoti, giudicheranno +che tu sia una donna cattiva. Il conte +è ricco, e si fa presto a supporre che una ragazza<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span> +viva con lui non per amore, ma per calcolo.</p> + +<p>Loredana ascoltava inorridita, con le mani +strette, fremendo come l'avessero obbligata a piegarsi +e a guardare in un gorgo minaccioso, dal +quale presto ella doveva essere ingoiata.</p> + +<p> — Che cose ripugnanti mi dici, mamma! — esclamò, +torcendo istintivamente la bocca.</p> + +<p>Ma Emma sorrise con tristezza, e accarezzò le +mani della figlia, bianche, dalle lunghe dita.</p> + +<p> — Son cose vere, di tutti i giorni, — ella disse +poi. — Ed è per questo ch'io son venuta a +prenderti. Ah, imagina, Lori, che sarebbe di me, +se dovessero accusarti non solo di aver gettato +il tuo onore, ma di esserti venduta a un ricco! +E non pensi che potrebbero sospettare anche di +me, come se io avessi visto, compreso e permesso? +Io sola conosco la verità ; io sola ho udito +le tue parole e le parole del conte....</p> + +<p>Si morse le labbra, volle aggiustar la frase, +ma già Loredana l'aveva afferrata e già di nuovo, +con un balzo, era dritta innanzi a sua madre.</p> + +<p> — Di Filippo? — gridò. — Hai udito le parole +di Filippo? L'hai visto, dunque? È stato da te? +Che cosa ti ha detto?... Anch'egli mi ama, non è +vero? Me l'aveva promesso, che ti avrebbe fatto +giungere mie notizie; ma egli è venuto a trovarti.... +Vedi come è leale? Se volesse abbandonarmi, +se pensasse di potere stancarsi di me, +non verrebbe a parlarti.... Dimmi quando l'hai +veduto; che cosa ti ha detto?</p> + +<p>Emma dovette raccontare, e raccontò della visita +e del colloquio avuto con Filippo; la fanciulla<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span> +stava attenta, quasi senza respirare, accompagnando +la narrazione di sua madre con brevi +cenni del capo; e quando Emma ebbe finito, +Loredana tornò a sedersi e restò a lungo muta +e cogitabonda.</p> + +<p> — Infine, — ella osservò a un tratto, — egli +ha acconsentito alla tua idea, e ti ha permesso +di venire a prendermi. È molto strano il suo +amore....</p> + +<p> — Io l'ho persuaso, — disse Emma.</p> + +<p> — Oh aveva paura, dunque? — domandò Loredana. — Di +che cosa aveva paura? Io non ho +avuto paura di nulla, quel giorno....</p> + +<p>Tacque nuovamente; a poco a poco l'espressione +del suo viso mutava, diventando chiusa e +dura, come se uno spasimo contraesse i muscoli +del bel volto giovanile; la fronte bianca e fresca +fu solcata da una ruga, e le labbra si strinsero, +mostrando agli angoli una piega di disgusto.</p> + +<p>Ella s'alzò.</p> + +<p> — Aspettami, — disse. — Mi svesto, indosso +il mio vestitino nero, e poi partiamo!</p> + +<p>Emma, che aveva colto con l'occhio intento +la mutazione rapidissima di quel viso, che aveva +notato la inflessione recisa della voce, che +vedeva la figlia impallidire, volle seguirla.</p> + +<p>Loredana entrò nella sua camera da letto, si +guardò intorno come avesse sentito tremare il +pavimento sotto i piedi; s'avvicinò a un baule +per aprirlo; poi si fermò ancora, passandosi una +mano sul volto e sulla fronte.</p> + +<p> — Ora partiamo, — ella ripeteva. — Ora partiamo. +Aspettami.<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span></p> + +<p>Ma, d'un tratto, mentre s'inchinava per sollevare +il coperchio del baule nel quale conservava +il suo povero abito nero, mandò un grido e +cadde a terra di schianto.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XIV.</h2> + +<p>L'albergo fu sossopra; accorsero alle grida della +signora De Carolis l'albergatrice e la signora +Teobaldi; poi uscirono ambedue, soffiando e +galoppando, e tornarono l'una con una bacinella +d'acqua fresca, l'altra con una boccetta di sali.</p> + +<p>In ginocchio presso la figlia sempre immobile +a terra, Emma le aveva slacciato il busto; ma +non riusciva a sollevarla.</p> + +<p>La Teobaldi si provò a darle mano, e mentre +s'affannava all'opera pietosa, udì il laceramento +del corpetto alla Pompadour, che non aveva +potuto resistere agli sforzi inusitati della cantatrice. +Allora ella uscì, ancora galoppando, con +la faccia color paonazzo, e tornò seguita dall'albergatore; +il quale sollevò Loredana come un +fuscello, l'adagiò sul letto, e si ritirò subito.</p> + +<p> — Lori, — susurrava la madre, — Lori, tesoro +mio, amore mio....</p> + +<p> — Le faccia fiutar questa boccetta, — consigliò +la Teobaldi, — è miracolosa! Povera fantolina; +le sarà rimasta la colazione sullo stomaco....</p> + +<p> — Ma no, — rispose Emma. — Mi dia dell'acqua +fresca.<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span></p> + +<p>La Teobaldi recò la bacinella, e con la mano +Emma spruzzò il viso della figlia, due, tre volte.</p> + +<p>Loredana sospirò infine, profondamente, e il +seno bianco si sollevò come per un singulto.</p> + +<p> — Lori, — susurrò Emma, — amore mio, sono +qui.</p> + +<p> — Ecco, ecco! — esclamò la Teobaldi. — Rinviene; +apre gli occhi....</p> + +<p>Apriva gli occhi, infatti, Loredana, e li volgeva +intorno senza raccapezzarsi; ma incontrò +lo sguardo di sua madre e sorrise, allungando +una mano per prender la mano di lei. Emma le +coprì il viso di baci, piangendo e balbettando +parole di tenerezza.</p> + +<p> — Che bella scena! — osservò la Teobaldi, +colpita nel suo sentimento estetico. — Che bella +scena d'amor materno!</p> + +<p>Loredana riconobbe la voce, e mormorò a sua +madre:</p> + +<p> — Mandala via!</p> + +<p>Emma si volse.</p> + +<p> — Io la ringrazio, signora, — disse alla Teobaldi. — Lei +è stata molto gentile....</p> + +<p> — Non lo dica, non lo dica, — interruppe Clarice, — io +voglio molto bene a sua figlia. Come +si fa a non volerle bene?</p> + +<p>Si avvicinò al letto e si rivolse a Loredana:</p> + +<p> — Sta meglio, signora? Ah, ma com'è bella, +così!... È vero che sta meglio? Un po' d'imbarazzo, +forse. E poi, nella sua condizione di giovane +sposa, un malessere momentaneo può avere +tanti significati....</p> + +<p>Emma fremette da capo a piedi, quasi fosse<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span> +stata punta. Quell'udir chiamare sua figlia « giovane +sposa », quell'allusione a una maternità possibile, +la richiamarono d'improvviso alla realtà +senza illusioni.</p> + +<p> — Lasciamola, lasciamola, — disse alla Teobaldi, — ha +bisogno di riposare, adesso. La ringrazio +di nuovo, signora.</p> + +<p>La Teobaldi salutò ancora Loredana, salutò +Emma, ed uscì tra il fruscìo dell'abito alla Pompadour +e della sottana inamidata.</p> + +<p> — Non ti spaventare, — disse la fanciulla a +sua madre, non appena l'uscio fu chiuso alle +spalle della cantatrice. — Sto bene, ora; possiamo +partire....</p> + +<p>E fece l'atto di scendere, ma Emma la rattenne.</p> + +<p> — No, — disse. — Puoi aspettare; partiremo +stasera.</p> + +<p>Ella avvicinò una poltrona e sedette; Loredana +chiuse gli occhi, e per lungo tempo le due +donne non pronunziarono verbo, seguendo ciascuna +i proprii pensieri. Il silenzio era pesante; +non risonava nell'albergo alcun rumore, e appena +dal basso veniva il mormorìo del lago, che +lambiva la casa; di tanto in tanto, s'udiva l'ultimo +frinire delle cicale, salutanti il sole ch'era +presso al tramonto.</p> + +<p>A un tratto Loredana volse il capo, e domandò:</p> + +<p> — Ti ha detto lui, che io era qui? Ne sei ben +sicura, mamma?</p> + +<p> — Come potrei ingannarti, amore mio? — rispose +Emma.<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p> + +<p> — E ti ha permesso di venire a prendermi?</p> + +<p> — Ha dovuto cedere; ha pianto, ha pregato, ma +ha dovuto cedere....</p> + +<p>La fanciulla sorrise con amarezza.</p> + +<p> — Io, — disse poi, — io non ti avrei detto +nulla, se fossi stata Filippo; o se per disgrazia +mi fosse avvenuto di dirtelo, sarei partita +subito, subito, avrei preso con me colei che amavo, +e mi sarei nascosta ben bene. Io avrei fatto +così.</p> + +<p>Emma non rispose, e vi fu un'altra pausa lunga.</p> + +<p> — Ma che cosa fa, a Venezia? — riprese Loredana. — Te +lo ha detto?</p> + +<p> — No.</p> + +<p> — È tornato nella società elegante, — mormorò +la fanciulla, quasi parlando con se stessa. — Dice +che non può muoversi, perchè deve rispondere +alle cortesie e agli inviti che gli fanno; +e io ero qui, sola, di giorno e di notte, in un +paese che non conosco, dove tutti mi guardano +in così strana maniera!</p> + +<p>Tacque; poi, d'improvviso, domandò:</p> + +<p> — Che cosa voleva dire quella sciocca?</p> + +<p> — Chi, Lori? — chiese Emma.</p> + +<p> — La Teobaldi.</p> + +<p> — Non ho udito nulla.</p> + +<p> — Ma sì: ha detto che il mio malessere può +avere tanti significati....</p> + +<p>Emma alzò le spalle con disdegno.</p> + +<p> — E una sciocca, lo hai detto, — mormorò.</p> + +<p>Verso le otto, pranzarono in silenzio, rapidamente. +L'albergatrice, che le serviva ella stessa +a tavola, indovinò qualche avvenimento grande,<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span> +e, chieste notizie della « signora contessa », non +domandò altro; poi dispose per avere una carrozza +che le conducesse a Desenzano, dove avrebbero +preso il treno; e fu stupita, apprendendo +che lasciavano i bauli e le valigie.</p> + +<p>Era un'idea di Emma, la quale non voleva portarsi +a casa i regali e il corredo fatti dal conte +a sua figlia.</p> + +<p> — Vuol dire che tornano? — osservò l'albergatrice.</p> + +<p> — Senza dubbio, — rispose Emma. — In ogni +modo, il conte s'incaricherà lui di dare ordini +pel bagaglio.</p> + +<p>Appena la donna fu uscita, Loredana svestì +l'abito di seta color d'oro, indossò presto l'abituzzo +nero, che agli occhi della madre la ringiovaniva +e quasi la purificava.</p> + +<p>La fanciulla non parlava, come avesse avuto +bisogno del silenzio per sostenere la sua volontà +e per trovare forza in quegli istanti crudeli, in +quell'ora in cui il passato cadeva nel nulla e +un avvenire torbidamente incerto le si spalancava +innanzi.</p> + +<p>Quando fu pronta, disse:</p> + +<p> — Aspettami, torno subito.</p> + +<p>E prima che la madre pensasse a trattenerla, +Loredana uscì, discese le scale, andò in cerca +della Teobaldi.</p> + +<p>Era ripresa dalla necessità di dire una parola +a Filippo, di mandargli un saluto; non poteva, +da un istante all'altro, staccarsi da lui e dimenticarlo; +tutta la sua anima, tutto il suo corpo +gli appartenevano ancora, quantunque egli le apparisse<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +ora così diverso da quello che aveva sognato, +così cattivo e vile.</p> + +<p>Trovò la Teobaldi in cucina; parlava sommessamente +con l'albergatrice, presso la tavola, sulla +quale eran disposti i piatti e le posate sporche.</p> + +<p>Loredana s'affacciò alla soglia, e con voce che +fece dare un sobbalzo alla Teobaldi, chiamò:</p> + +<p> — Signora Clarice!</p> + +<p>L'altra le si avvicinò senza rispondere, e la +fanciulla la condusse fuori, nell'atrio; poi prese +una matita, vergò alcune parole sopra un pezzo +di carta, e disse:</p> + +<p> — Di lei mi posso fidare?</p> + +<p>La Teobaldi mise una mano sul petto esuberante, +e rispose:</p> + +<p> — Tesoro mio, che cosa domanda? Io darei +la vita per farle piacere.</p> + +<p> — Bene: lei deve spedirmi domattina questo +telegramma; vada a Peschiera e lo spedisca di +là ; qui non c'è telegrafo. Ma non dica parola ad +anima viva. Mi posso fidare?</p> + +<p>Clarice ripetè il gesto, e rispose:</p> + +<p> — Le ho detto: per farle piacere, darei la vita; +che cosa devo dirle di più? Domattina alle nove +sarà fatto tutto.</p> + +<p> — Prenda, — soggiunse Loredana, — questo +è il telegramma, questi sono i denari per la carrozza. +Su, su, non voglio che rifiuti. Perchè deve +spender lei? E la ringrazio di cuore. Ma non +parli nemmeno con l'aria.</p> + +<p>La Teobaldi afferrò la mano della fanciulla, e +domandò inquieta:</p> + +<p> — Ci rivedremo? Tornerà ?<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p> + +<p> — Sì, ci rivedremo.... Addio, grazie!</p> + +<p>Allora Clarice non si rattenne, allungò le braccia, +si strinse Loredana al petto, baciandola sulle +guancie impallidite.</p> + +<p> — Addio, tesoro! Addio, bellezza! Che la Madonna +l'aiuti....</p> + +<p>Sentendo in quell'abbraccio il calore d'una affezione +sincera, d'una simpatia verace, Loredana +si liberò dalla stretta dolcemente, e sorrise con +malinconia.</p> + +<p> — Che la Madonna l'aiuti! — ripetè Clarice.</p> + +<p>Ma già la fanciulla saliva rapida le scale e tornava +presso sua madre, la quale le veniva incontro, +inquieta.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XV.</h2> + +<p>Le emozioni della signora Clarice Teobaldi non +dovevano finir così presto.</p> + +<p>Quella sera stessa vide partire Loredana con +sua madre nella carrozzella che le conduceva a +Desenzano. La fanciulla, vestita d'un abito nero, +inelegante e povero, mostrava gli occhi stanchi +per il pianto, e tutto il suo corpo si reggeva +a mala pena, quasi che un peso invisibile e intollerabile +le gravasse le spalle.</p> + +<p>Salita nella carrozza, fece alzare il soffietto, +si rincantucciò al suo posto, abbassò il capo, e +parve con la mente allontanarsi subito da tutto +quanto la circondava. Sua madre non apriva più<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +bocca, ma aveva sguardi lunghi e meditabondi +per la figliuola.</p> + +<p>La vettura, partì, s'avviò per la strada sulla +quale Loredana aveva il giorno stesso incontrata +la mamma; sparve nell'oscurità della sera calante; +qualche tempo ancora risonò il tintinnìo +dei campanelli, poi il silenzio ricadde come un +velo fitto, che separasse per sempre il passato +da ciò che doveva avvenire.</p> + +<p>La Teobaldi, rimasta sola, col cuore gonfio di +gratitudine per la missione delicata affidatale +da Loredana, col cuore gonfio di sconforto per +la partenza della fanciulla, disdegnando esprimersi +con l'albergatrice, salì nelle camere di Loredana, +ne trovò l'uscio aperto, entrò.</p> + +<p>Sulla tavola stava un doppiere, che la Teobaldi +ravvisò nella penombra; ella lo accese, gettò +un'occhiata in giro, afferrò il senso di desolazione +ond'erano invase quelle camere, nelle +quali s'era svolto un poema d'amore. Il piano +era tuttavia aperto; in un angolo stava un grosso +baule; sul divano giacevano un cappello bianco, +una cintura rossa, un ombrellino scarlatto, +gettati alla rinfusa, quasi con rabbia.</p> + +<p>Nella camera da letto, dove la Teobaldi si recò, +portando con mano incerta il doppiere pesante, +restavano sul cassettone ancora tutti gli +oggetti graziosi, ch'ella aveva ammirato altra +volta; spazzole e pettini d'avorio, uno spruzzatore +d'argento, un bruciaprofumi in bronzo; innanzi +al letto le pantofoline trapunte d'oro; a +terra giaceva anche una camicia da notte, che +la Teobaldi raccolse, piegandosi dopo non pochi<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +sforzi, e ammirò per i bei merletti che l'ornavano.</p> + +<p>Aleggiava nell'aria un profumo tenue, come la +persona che era vissuta nella camera avesse lasciato +dietro di sè un solco misterioso, fatto di +olezzo inafferrabile e penetrante.</p> + +<p>La Teobaldi ritornò nel salottino, depose sulla +tavola il doppiere, e si mise al piano.</p> + +<p>Le tornarono alla mente le note di quella romanza, +« Mon rêve », che aveva cantato a Loredana; +e le richiamò, dolcemente, stonando con +delicatezza, quasi che la fanciulla avesse potuto +ancora udirla. Ella se l'imaginava come allora, +distesa sul divano, tutta bella, tutta superba del +suo amore, nervosa per l'impazienza di riveder +presto il conte.</p> + +<p>Ma volgendosi, Clarice sentì il vuoto che la +circondava, e restò al piano assorta....</p> + +<p>Ah, essa aveva capito subito un mistero nella +giovane esistenza di Loredana, e aveva tremato +subito per lei! Chi le avrebbe detto ch'ella stessa, +Clarice, sarebbe stata la confidente in quel +dramma, troppo semplice per non essere compreso?</p> + +<p>Di quella fiducia insperata, la Teobaldi conservava +così profonda l'impressione, ch'ella si sarebbe +ormai fatta uccidere piuttosto di parlarne. +Non le era mai avvenuto d'essere messa a parte +d'un segreto, perchè i maligni la dicevano pettegola; +soltanto Loredana aveva improvvisamente, +istintivamente avvertito ch'ella sarebbe stata +capace, per amor proprio e per gratitudine, +d'un silenzio eroico.<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span></p> + +<p>Non aveva nemmeno letto il telegramma affidatole +da Loredana, e l'avrebbe spedito senza +leggerlo.</p> + +<p>Presa questa risoluzione, ella passeggiò con le +mani sulla tastiera ingiallita e suonò lentamente +la « Serenata » di Schubert, che le spezzava +sempre il cuore, e che in quell'occasione le fece +piover dagli occhi lagrime abbondanti. Pareva +l'addio alla fanciulla lontana, che nel frattempo +viaggiava, viaggiava, verso un destino crudele, +verso una città nella quale non avrebbe +trovato se non memorie di giorni cancellati per +sempre; pareva il grido d'un'anima stanca e delusa....</p> + +<p>Ma la Teobaldi si destò di soprassalto dal suo +sogno.</p> + +<p>Aveva udito la voce dell'ostessa, la quale stava +ritta sul limitare, e le diceva:</p> + +<p> — Che le viene in mente, signora Clarice? Bisogna +chiudere, qui, perchè mi hanno affidata +tutta la roba....</p> + +<p> — Non penserà mica ch'io son venuta a portarla +via? — osservò la Teobaldi alteramente.</p> + +<p> — Dio me ne guardi! — esclamò l'ostessa.</p> + +<p> — Bene, bene, me ne vado, — concluse Clarice.</p> + +<p>Si alzò e si avviò verso l'uscio, per recarsi nella +sua camera; ma l'albergatrice aveva voglia +di chiacchierare, e riprese:</p> + +<p> — Che ne dice?</p> + +<p> — Di che?</p> + +<p> — Ma di questa partenza. Ha visto com'era +disfatta la signora contessa? Che ne dice, lei?<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p> + +<p> — Io? Io ho l'abitudine di non impacciarmi +degli affari altrui, — sentenziò la Teobaldi. E +aggiunse, con una occhiata di traverso: — E lei +farebbe bene a imitarmi, per rispetto ai suoi +ospiti!</p> + +<p>L'albergatrice rimase intontita, fulminata da +tanta austerità , alla quale non trovava altra +spiegazione se non che gli artisti son tutti pazzi +da catena.</p> + +<p>Ma intanto la Teobaldi l'aveva piantata sulla +soglia; e quasi ad aumentar la stupefazione della +femmina, riprese con tono imperativo:</p> + +<p> — Domattina alle otto, una carrozza per Peschiera!</p> + +<p>L'ostessa spalancò la bocca, e allargò le braccia.</p> + +<p> — Come, signora Clarice, vuol partire anche +lei! — esclamò la povera donna. — Sarebbe offesa +per quel che le ho detto, senza intenzione...?</p> + +<p> — Che partire! Faccio una scappata e torno; +starò fuori poco più d'un'ora in tutto.</p> + +<p>L'ostessa respirò e non rispose altro, racconsolata.</p> + +<p>La Teobaldi fece come aveva detto. La mattina +seguente, alle otto, montò in carrozza, giunse +a Peschiera, spedì il telegramma senza leggerlo, +si fece rilasciare una ricevuta, e tornò +a Sirmione.</p> + +<p>Sulla soglia dell'albergo trovò l'ostessa, che appena +la vide, le andò incontro col più schietto +de' suoi sorrisi, e le disse:</p> + +<p> — Veda, signora Clarice. Io ho chiuso l'appartamento +del conte Vagli. Queste sono le chiavi, +e vorrei pregarla di tenerle lei.<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span></p> + +<p>Clarice le prese, le mise in tasca, e rispose:</p> + +<p> — La ringrazio; penserò io a tutto. La ringrazio +molto.</p> + +<p>L'ostessa aveva parecchie domande da fare, +ma non osò.</p> + +<p> — Anche la signora contessa, — osservò rientrando, — sarà +contenta che le tenga lei, perchè +le voleva bene.</p> + +<p> — Ah sì, che sia benedetta! — esclamò la +Teobaldi. — Mi voleva bene, mi stimava, mi +considerava. Giovane come l'acqua, ma testa +fina!...</p> + +<p>E a vincer la tentazione di spiattellare ogni +cosa, s'arrampicò bofonchiando per le scale, e +riparò nella sua camera.</p> + +<p>Vi sarebbe restata tutto il giorno, contentandosi +di mangiare il prosciutto e l'uva che s'era +comprato a Peschiera, se verso le quattro non +fosse accorsa l'ostessa trafelata a chiamarla.</p> + +<p> — Venga, signora Clarice, — ella disse alla +Teobaldi. — È arrivato il signor conte, e desidera +parlarle.</p> + +<p>La Teobaldi arrossì per l'emozione.</p> + +<p> — Il signor conte? — ripetè. — È già arrivato? +Desidera parlarmi?...</p> + +<p>Si diede un'occhiata, per incosciente civetteria, +in uno specchio che la faceva verde; si aggiustò +i cernecchi grigi, si diede un colpo di +mano alla veste, e finalmente seguì l'altra, che +aveva frenato a stento l'impazienza.</p> + +<p>Sotto l'atrio trovarono Filippo, che passeggiava +nervosamente, a testa bassa, arricciandosi i +mustacchi. La Teobaldi si sentì stringere il cuore,<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span> +vedendo quel viso sbiancato: si sarebbe detto +che in così poco tempo Filippo fosse dimagrito +e che una mano invisibile lo curvasse un +poco.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XVI.</h2> + +<p> — È lei la signora Teobaldi? — egli domandò +con voce spenta a Clarice. — Ha lei le chiavi +dell'appartamento?</p> + +<p>Clarice si presentava già , le chiavi in una mano +e la ricevuta del telegramma nell'altra.</p> + +<p> — E questo, che cosa è? — domandò Filippo +guardando il pezzetto di carta.</p> + +<p> — È la ricevuta del telegramma, che ho spedito +stamane per ordine della signora contessa, — rispose +Clarice, pensando che non le conveniva +far comprendere al conte tutto ciò ch'ella +aveva imaginato.</p> + +<p> — Ah, l'ha spedito lei! Loredana ha dato a +lei questo incarico! — disse Filippo. — Lei è +stata a Peschiera?</p> + +<p> — Sì, signore, — confermò Clarice. — La signora +contessa era molto buona con me.</p> + +<p>Filippo diede un'occhiata alla Teobaldi, poi, +come colpito da un pensiero improvviso, soggiunse:</p> + +<p> — Io devo ritirare i bauli; vuole aiutarmi a +mettere un po' d'ordine, signora Teobaldi?</p> + +<p>Clarice non credeva alle proprie orecchie; le +maniere cortesi di Filippo, l'accoglienza gentile,<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span> +l'invito a dargli mano, la mandavano in visibilio. +Ella squadrò l'ostessa, ch'era rimasta in disparte, +e rispose:</p> + +<p> — Io sono molto onorata, signor conte....</p> + +<p>Filippo la precedette sulle scale, arrivò al primo +piano, aperse, fece entrare la Teobaldi, richiuse. +Egli, che pur sentiva crescergli in cuore +una disperata amarezza, non battè ciglio, vedendo +sul divano il cappellino dell'amante.</p> + +<p> — Si sieda, — disse alla Teobaldi. — Mi aiuterà +quando le dirò io.</p> + +<p>Da un largo baule pendeva il mazzo delle chiavi; +Filippo aperse, e riprese:</p> + +<p> — Ecco, signora Teobaldi; qui occorre la sua +opera. Il baule della biancheria non può essere +spedito così.</p> + +<p>Clarice si alzò dalla poltrona, quasi spinta da +una molla, e corse a vedere: la biancheria era +magnifica, in tela finissima, ornata di merletti +e di fettucce.</p> + +<p> — Ora ci penso io, — dichiarò la Teobaldi.</p> + +<p>E mentre con cura meticolosa estraeva dal +baule la biancheria, per riporvela poi sapientemente, +Filippo prese una sedia e si mise a sedere +vicino.</p> + +<p> — È partita ieri sera, con sua madre? — egli +domandò in capo a un attimo d'esitazione.</p> + +<p> — Sì, signore. Sono andate in carrozza a Desenzano, +e di là hanno preso il treno, io credo.... +Ma che stupende sottane!...</p> + +<p> — Ed era allegra? — chiese Filippo.</p> + +<p>Clarice, che passava con un carico di sottane +bianche sulle braccia, si fermò.<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span></p> + +<p> — Ah no, signor conte! Anzi, è stata malissimo, +durante il giorno.</p> + +<p>Filippo diventò subitamente pallido.</p> + +<p> — È stata male? — ripetè. — Per carità , mi +racconti, mi racconti tutto.</p> + +<p>Allora la Teobaldi depose cautamente le sottane +sulla tavola, prese una sedia ella pure, e +raccontò dell'arrivo di Emma, dello svenimento +di Loredana, dell'invio del telegramma, senza +obliare l'incidente più piccolo, senza dimenticar +parola, quasi avesse scritto ogni cosa ed ora rileggesse.</p> + +<p> — Ma come ha potuto sua madre ricondurla a +Venezia, se stava male? — esclamò Filippo, quando +l'altra ebbe finito. — Come ha osato commettere +questa cattiveria?... Ah Loredana, Loredana, +Loredana!...</p> + +<p>Egli chiamò l'amante a voce alta, quasicchè ella +avesse potuto rispondergli, ed era nel suo viso +una tale espressione d'ambascia, che la Teobaldi +restò inchiodata sulla sedia, senza trovare +una frase di conforto.</p> + +<p> — Lei non sa, — riprese Filippo, — lei non +sa, non imagina che cosa sia Loredana per me: +è la vita, capisce? Me l'han portata via, come +si strappa un balocco dalle mani di un fanciullo, +e vorrebbero ch'io tacessi, che figurassi anzi +quasi un complice, che non la vedessi più.... Non +veder più Loredana, le pare possibile?</p> + +<p>La Teobaldi fece un gesto disperato con le +mani, come a dire: « Impossibile », ma il gesto +richiamò Filippo alla percezione della realtà ; +sentì quasi meraviglia di trovarsi di fronte alla<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span> +vecchia dalle sopracciglia al nerofumo e di sorprendersi +a parlarle con tanta confidenza. Mutò +voce, e disse:</p> + +<p> — Vogliamo riprendere il lavoro?</p> + +<p>Clarice riprese tosto, e, curva sul baule, sostando +ad ogni poco, trasse tutta la biancheria e +ve la rimise lentamente.</p> + +<p> — Lei è di Venezia? — domandò Filippo, dopo +una pausa.</p> + +<p> — No, signore; son di Verona; ma ho a Venezia +qualche parente....</p> + +<p> — Ah! — mormorò Filippo. — Allora conosce +bene Venezia?</p> + +<p>La Teobaldi sbuffò, perchè si rialzava, dopo +aver collocato nel baule una bella collezione di +calze di seta.</p> + +<p> — Certo, — disse. — Vado a Venezia almeno +due volte all'anno.... Queste calze rappresentano +un tesoro; la calza di colore per l'estate è +l'ultima parola della moda.</p> + +<p> — Se viene a Venezia, — interruppe il conte, — non +si dimentichi di me: avrò piacere di vederla....</p> + +<p> — Ah, conte! — esclamò la Teobaldi. — Metter +piede a palazzo Vagli, io, povera meschina!</p> + +<p>Ella s'era fatta più rossa pel piacere, e s'imaginava +già d'arrivare in gondola al palazzo, di +salirne le scale preceduta da un valletto in livrea, +di incontrarsi con qualche dama dal nome +sonante, e di potere un giorno destar l'eco delle +ampie vôlte con le note d'una romanza, probabilmente +intitolata « Mon rêve »....<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span></p> + +<p> — Che idee! — osservò Filippo. — Perchè +non dovrei io trattarla come la trattava Loredana?</p> + +<p>Il nome della fanciulla risonò di nuovo nella +camera, risonò dolorosamente nel cuore dell'uomo. +Egli ripetè:</p> + +<p> — Venga a trovarmi, venga a trovarmi.</p> + +<p>E alzandosi, andò alla finestra a guardare il +lago, placido nel suo denso color di cobalto.</p> + +<p>Clarice intuì ch'egli era caduto di nuovo in +preda al dolore e ai ricordi, e non volendo riuscire +importuna, si studiò di lavorar presto, senza +chiasso, ma con precisione. Riempito un baule, +passò nella camera da letto, raccolse le spazzole, +i pettini, le fiale, tutti i preziosi gingilli +ch'eran rimasti sul cassettone e ne fece un imballaggio +accurato; poi guardò gli altri bauli, +accomodò quelli ch'erano in disordine.</p> + +<p>E mentre, sudando e soffiando, faticava con +tanto entusiasmo e con sì accorta discrezione, +pensava che alla sua non più giovane età — ella +non confessava gli anni nemmeno a se stessa — aveva +finalmente il conforto d'esser compresa. +Prima Loredana, poi il conte, uno dei più +nobili patrizii veneziani, riconoscevano in lei la +donna saggia, prudente, fidata; e, oltre la soddisfazione +di quella tarda vittoria, ella gustava +la voluttà di vivere in pieno romanzo, tra una +tempesta di passione, della quale sentiva la rossa +fiamma, sognava i vaghi episodii.</p> + +<p>La voce di Filippo, che le risonava alle spalle, +la fece trasalire.</p> + +<p> — Io credeva di trovarla qui, — egli disse,<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span> +pensando a Loredana. — Il suo telegramma non +era chiaro. Se lo ricorda?</p> + +<p> — Io non l'ho letto, signor conte, — dichiarò +Clarice con solennità . — Ho eseguito l'incarico +affidatomi, e mi sarebbe parsa indiscrezione riprovevole +gettar l'occhio sul....</p> + +<p> — Bene, — interruppe Filippo. — Diceva: « Un +addio prima di partire ». Credevo d'arrivare in +tempo. Ah se non ci fosse stato di mezzo Candriani +con quella sua stupida compagnia e quella +gita, e quel pranzo! Ma non è possibile finirla +così.... Che cosa devo fare, che cosa devo fare?</p> + +<p>Clarice Teobaldi, udendo parlare di Candriani, +di compagnia, di gite e di pranzi, ebbe la vertiginosa +impressione di trovarsi già a piene vele +nell'oceano della grande società ; e sedette, si +asciugò la fronte con la pezzuola, ripetè guardando +per terra:</p> + +<p> — Che cosa dobbiamo fare?</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XVII.</h2> + +<p>« Non si tratta d'una pagina della mia giovinezza; +si tratta della mia vita intera ». Le amare +parole che la figlia aveva pronunciato in un grido +di dolore, tornarono alla mente di Emma De +Carolis non appena ebbe varcata la soglia di casa +a Venezia.</p> + +<p>Tutto era mutato. Loredana trascinava con sè, +in quelle camere già piene delle sue risa e del +suo canto, qualche cosa d'infinitamente triste,<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span> +qualche cosa che non si poteva vincere, qualche +cosa che mutava il senso della vita, rimanendo +immutabile.</p> + +<p>Emma la guardava camminare, parlare, vivere, +senza riconoscerla; la fanciulla d'un giorno +era spenta.</p> + +<p>Subito, appena arrivata, Loredana s'era messa +a letto con la febbre; quel viaggio di sera, +da Desenzano a Venezia, quella strada già percorsa +in senso inverso con Filippo, e tutta piena +di episodii memorabili, le avevano suscitato +in cuore un tale spavento, una tale disperazione, +da farle perdere conoscenza appena tornata +nella sua casetta sul campiello muto.</p> + +<p>E di quello strazio le eran rimasti in mente +una lettera e un numero, « a 3622 a », ch'erano segnati +all'interno sulla portiera del vagone, e che +ella aveva fissato per tutto il tempo del viaggio +attraverso la campagna scura.</p> + +<p>Furono giorni orrendi.</p> + +<p>La canicola mozzava il respiro; Venezia era +deserta; i vaporetti portavano al Lido orde di +disperati in cerca d'aria più leggera; e lo scirocco +pesava, spietatamente, fiaccando il corpo +e lo spirito di giorno e di notte.</p> + +<p>Per un mese intero, Loredana non volle uscir +di casa; la gente le incuteva paura, i discorsi +la irritavano; se la madre era intorno a lei con +mille piccole cure insolite, ella sentiva la pietà +pel suo dolore, e il dolore le tornava più vivo; +se la madre si sforzava di fingersi lieta, Loredana +si sentiva sola, avvilita, torturata da un +sogno e da un rimpianto inutili.<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span></p> + +<p>Ad ogni tentativo di sollevarsi, di liberarsi, +di rivivere, s'agitavano in lei i ricordi minuti +del suo amore, ed era come chi non potendo +retrocedere, nè avanzare, nè durare sul posto, +si dispera in cerca d'un aiuto o d'una idea o +d'un'illusione.</p> + +<p>Di Filippo, non più notizie. Che pensava? Che +contava di fare? L'aveva abbandonata così, approfittando +dello insperato intervento della madre? +Il suo amore era stato anche più vile e +più rapido d'un capriccio; Filippo aveva voluto +il corpo della fanciulla, lo aveva corrotto per +la sua libidine, lo aveva foggiato a strumento di +piacere; e, subito stanco, non tentava nemmeno +difendere la sua conquista. Tre anni di finta amicizia +gli avevan dato finalmente il possesso di +Loredana; e pochi giorni eran bastati a saziarlo; +essa era stata il suo zimbello per tutto quel tempo; +e non aveva memorie che di Filippo, perchè +tre anni addietro era una piccoletta, che confondeva +ancora il conte con le bambole.</p> + +<p>Come vivere, ormai? Che cosa poteva sperare? +Aveva provato ogni gaudio nel giro di brevi +giorni; il suo corpo sentiva ancora la carezza lunga +e morbida, che l'aveva iniziata all'amore, dando +al sangue un moto più vivo, più gagliardo, +più impetuoso; e tutto d'improvviso le era stato +tolto; e le notti insonni erano insopportabili per +lo spasimo del desiderio che le ricordava una +bocca ardente, un abbraccio violento, una preghiera +e un dominio.</p> + +<p>Ma non era possibile che Filippo fosse così +repentinamente scomparso dalla sua esistenza.<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span> +Doveva tornare; sarebbe tornato domani, doman +l'altro, un altro giorno prossimo; l'avrebbe richiamata, +per continuare quel gaudio, per confondere +le anime loro....</p> + +<p>Il passo di sua madre la faceva trasalire. La +mamma aveva snebbiato il sogno, e invece dell'amore +di Filippo le aveva recato il perdono. +Chi chiedeva il suo perdono? Erano felici; lassù, +ai piedi delle Grotte, non si ricordava la madre, +non si ricordava il mondo; le acque del lago +erano limpide e gli amanti vi si specchiavano, +e le loro voci avevano toni d'infinita sollecitudine, +e le giornate erano brevi, e le notti +erano brevi. Egli la spogliava con quelle sue mani +esperte, e ogni sera ella arrossiva, fremendo e +sentendo il fremito di Filippo, che voleva indugiare +e far presto, contemplare e possedere, +allontanar la coppa e bere avidamente. Il mattino, +sempre lieto, ascoltava i loro discorsi; dovevano +partire di giorno in giorno. Filippo parlava +di Roma con un entusiasmo che nessuno +avrebbe mai supposto in lui; Roma tutta dorata +d'un sole giallo e abbagliante, Roma stupenda +a dispetto degli uomini e del tempo, Roma che +ha visto milioni di pellegrini d'amore, sperduti +e obliati nei secoli, contenti e umili, Roma appariva +anche nei sogni di Loredana. E dovevano +andarvi di giorno in giorno, ma intanto le +acque limpide del lago e la quiete del paese e +il bel silenzio e le care abitudini di giorno in +giorno li trattenevano. Che importava? Vi sarebbero +giunti, più tardi; come presente e come +avvenire non avevano che il loro amore, il quale<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span> +pervadeva anche tutto il passato di Loredana; +sarebbero giunti più tardi a Roma, col loro amore, +grande abbastanza per così grande teatro....</p> + +<p>Invece di quell'arcano, di quell'intimo poema, +fatto di realtà e d'illusione, forte e inebbriante +questa come quella, la vita s'era chiusa d'un +tratto. Pareva a Loredana d'essere stata colta +nel sonno e trasportata a Venezia; e nessuna di +tante delizie esisteva più; non restava che il +perdono di sua madre e l'obbligo di tacere, simulando +una verginità di corpo e di mente, che +aveva offerto da tempo in olocausto, tutta vibrante +di gioia, al solo uomo degno d'insignorirsene.</p> + +<p class="break">Poi cominciarono i pettegolezzi.</p> + +<p>Emma De Carolis s'accorse in breve, con terrore, +che tutti sapevano. Che cosa sapevano? +Ogni cosa e niente. Ma nessuno aveva creduto +al soggiorno di Loredana a San Donà ; avevan +fatto finta di credere per convenienza; si era +notato che a San Donà Loredana non aveva messo +piede quell'anno, e che sua madre era turbatissima, +e che rifuggiva dal parlarne; e che una +notte era tornata da un paese misterioso, con la +figlia, che non pareva più quella, che alcuni dicevano +malata, che altri affermavano essersi imbruttita +e che gli uomini esperti giudicavan bella, +degna di concupiscenza e già istruita per l'amore.</p> + +<p>S'era saputo che anche quel signore, un conte, +il conte Filippo Vagli, il quale frequentava +la casa da amico intimo, anch'egli era stato assente<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span> +da Venezia tutto il tempo ch'era mancata +Loredana.... Come s'era saputo? Per quella misteriosa +catena di parole e di chiacchiere, che ha +talvolta il primo anello in un'alcova e l'ultimo +in una bottega.</p> + +<p>La famiglia Gianella, avuto appena sentore di +qualche diceria, soffiò sotto, perchè il giovane +Adolfo non tornasse a incapricciarsi di quella +svergognata, non pensasse alle volte di sposarsi +quella disperazione. Si determinarono i fatti: Loredana +era scomparsa qualche tempo per mettere +alla luce un figlio, che aveva abbandonato +in campagna, presso una contadina; il figlio era +nato dalla tresca tra la ragazza ed il conte, il +quale aveva coronato l'opera abbandonando la +sedotta.</p> + +<p>E vennero fuori i testimonii improvvisati di +quell'amorazzo: chi aveva visto Filippo entrar +nella casa a notte fatta e non partirsene che all'alba; +chi aveva notato che la madre lasciava gli +amanti soli, chiusi in camera, per lunghe ore; +una vicina, affacciandosi alla finestra, aveva dovuto +assistere agli amplessi dei due, che si davan +baci spudoratamente; un'altra invece affermava +che non appena giungeva in casa Filippo, +le finestre del salotto si chiudevano e si tiravan +cortine e tende.</p> + +<p>Questa marea di fango saliva, saliva, a poco +a poco; forse in qualche anima di ragazza brutta +o di donna volgare rodeva anche l'invidia per +l'avventura, qualunque ella fosse stata, e ciascuna, +pensava che al posto di Loredana avrebbe ceduto, +ma più sapientemente, così da provvedere<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span> +anche al proprio domani; e ciascuna si rammaricava +di non aver trovato un ricco signore per +amarlo, esserne amata e metter da parte un peculio. +Onde, allo sdegno per la verecondia calpestata, +non andava disgiunto in quelle donne +un certo senso di commiserazione sprezzante per +l'idealismo di Loredana, che seminava figlioli +senza assicurarsi l'avvenire.</p> + +<p>Ma quella madre! Quella madre che non aveva +occhi nè orecchie, e si lasciava sedurre in +casa la figlia, e se la riprendeva poi con tanto +agio! Che pensare di quella madre, se non che +ella avesse trovato il suo tornaconto nell'affaraccio?</p> + +<p>Una comare, la signora Opimia Incudi, un vero +chiodo dalla testa piccola sopra il corpo allungato, +si presentò finalmente a Emma De Carolis, +la quale non ricordava bene dove l'avesse +conosciuta; e avvisò la signora delle voci che +correvano, perchè sapesse regolarsi, perchè non +si fidasse della gente, perchè provvedesse a tutelare +l'onore suo e della figliola, perchè era tempo +di metter fine a tanta cattiveria. E nel frattempo +la signora Opimia stava a guardar l'effetto +delle notizie sulla faccia di Emma, e aspettava +qualche risposta che servisse a nuovi comenti +e a nuove induzioni. La faccia di Emma +era pallidissima, gli occhi le si appannavano per +lo sdegno; ma mentre appunto doveva venir la +risposta, la difesa, la confessione, qualche cosa +che ripagasse la signora Incudi della sua buona +opera, comparve in salotto Loredana, la quale +si fece ripetere tutta la storia.<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span></p> + +<p>E fu un colpo per la signora Incudi, quando +la fanciulla si mise a ridere. Anche la mamma +la guardò con un senso di sollievo, perchè aveva +temuto che Loredana soffrisse acerbamente.</p> + +<p>Loredana rideva, senza ostentazione, trovando +nuova cagione d'allegria e di risa nell'aspetto +stralunato della signora, alla quale traballava la +punta del naso lunghissimo sotto l'impressione +della maraviglia.</p> + +<p>Poi, senza dir parola, Loredana uscì, lasciando +che sua madre s'indignasse per le calunnie +riferite; e non fu mai così allegra come quel +giorno.</p> + +<p>La visita della signora Incudi le aveva fatto +bene, le aveva recato un alito di vita; il susurro +di quei pettegolezzi la ristorava. Non aveva +cercato di meglio; ora sapeva, ora aveva il +concetto chiaro di quel che poteva aspettarsi.</p> + +<p>Era contenta che si mormorasse; ciò le risparmiava +la commedia che sua madre aveva ingenuamente +pensato, quella commedia di verginità , +che le ripugnava. Era stata l'amante di Filippo, +non aveva amato che lui ed era ancora sua.... +Doveva fingere per la signora Incudi e per le +sue amiche, doveva far loro intendere la nobiltà +del suo sentimento, se quelle femmine per +poco non l'accusavano di avere ucciso un figlio?</p> + +<p>Ormai, al confronto di tutto ciò che si narrava, +esser l'amante di Filippo sembrava quasi +una virtù; e lieta di quella strana liberazione +dalle paure del mondo, che la malignità del mondo +le offriva, Loredana sentì crescere il coraggio +per sostener meglio lo sguardo di sua madre,<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +per attendere ciò ch'ella sperava in segreto +ostinatamente, per vivere della sua vita, senza +curarsi del giudizio altrui. La collana d'oro a +maglie piccoline con la medaglia era diventata +un talismano, e la fanciulla aspettava, credeva, +perchè la medaglietta diceva: « Sempre » e recava +una data, che Filippo non doveva dimenticare.</p> + +<p>Si rimise a vivere; andò a trovar qualche amica, +la quale non pareva saper nulla, ma non domandava +nulla intorno a quanto aveva fatto Loredana +in quell'ultimo tempo; uscì a passeggio, +e perfino un giorno, un giorno dal sole furioso, +le salì alle labbra un motivo che non le piaceva +e che pur l'inteneriva, e si provò a cantare, +e tacque subito, perchè quell'aria le rammentava +la cameretta cara di Sirmione e la povera signora +Teobaldi, tanto maltrattata in principio, +che si girava sullo sgabello di reps rosso, e +diceva, aspettando un elogio:</p> + +<p> — Eh?</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XVIII.</h2> + +<p>Poi, d'un tratto, Loredana si rintanò in casa +di nuovo, come impaurita, e non volle più uscirne.</p> + +<p>Aveva incontrato Adolfo Gianella per istrada +e s'era rifugiata in un negozio a comprar bottoni +e nastri; ma non così presto che Adolfo +non avesse potuto vederla, sentire il sangue avvampargli +la faccia e il cuore martellargli in +petto.<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span></p> + +<p>Gli avevano tanto e tanto parlato di Loredana, +delle sue colpe, dei suoi amori, della sua perfidia, +che mentre egli lavorava a tutt'uomo per +dimenticarla, essa gli tornava alla mente con acre +persistenza; e la fantasia s'infervorava a seguirla +nel turbine della nuova vita, tra i divertimenti +che il seduttore prodigava certo intorno +a lei, per ubbriacarla di gioia e avvincerla a +sè tenacemente.</p> + +<p>Poi Adolfo apprese la notizia del suo ritorno, +e ne fu percosso come da un gran colpo; il ritorno +scombuiava tutte le visioni fantastiche. Era +un pentimento? Era una sconfitta? Era una sosta? +E i pettegolezzi incalzavano; il conte l'aveva +abbandonata, l'aveva gettata da banda, come +un cencio. Tornava povera come prima, e +non era più come prima....</p> + +<p>Adolfo imaginò la disperazione di colei ch'egli +chiamava un giorno sua fidanzata; e s'alternava +nel suo animo il piacere della vendetta insperata +con la vergogna per quel piacere; e, quando meno +se l'aspettava, s'imbattè in lei, e sentì il cuore +martellargli in petto e il sangue avvampargli +la faccia.</p> + +<p>Allungò il passo, non sapendo egli medesimo +che volesse fare, spinto dal bisogno di leggere +la verità su quel viso, di rintracciare dentro gli +occhi della ragazza la parola suprema dell'enigma; +ma Loredana, al vederlo, si gettava nel primo +negozio che le si parava innanzi, e Adolfo +non osava aspettarla all'uscita.</p> + +<p>Di quell'incontro egli non soffiò verbo ad alcuno; +in casa Gianella, del resto, dopo un uragano<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span> +di romanzesche calunnie e di drammatiche +imprecazioni, il nome di Loredana non si pronunziava +più; la madre di Adolfo per poco non +spingeva l'ostentato disdegno per la perduta fino +a vestir di gramaglia, come si usa nelle case +principesche.</p> + +<p>Ma la visione della ragazza bruciava dentro, +nel cuore di Adolfo; ed egli cominciò a gironzare +intorno alla casetta bianca, a guardar le finestre, +ad aspettare. E tremava e sperava di rivederla, +perchè tutte quelle avventure, vere o +false, gliel'avevano ingigantita nel pensiero, ed +egli temeva di subirne il fascino, come se Loredana +avesse compiuto qualche grande impresa +della quale nessuno l'avrebbe detta capace.</p> + +<p>In quell'andirivieni intorno alla casa di Loredana +avvenne ad Adolfo d'imbattersi e una e +due e dieci volte in una signora, che si poteva +credere lo canzonasse, perchè anch'essa gironzava +di frequente nei dintorni, anch'essa guardava +le finestre; anzi, fu più spiccia del giovane, +perchè entrò in dimestichezza con Rosa, la serva +della De Carolis, la quale pareva zelantissima +nel recarle notizie. Si trovavano, la signora e +Rosa, in una calle vicina, all'ombra d'un sottoportico, +e generalmente la signora consegnava a +Rosa una lettera, alla quale Rosa portava la risposta +l'indomani.</p> + +<p>Adolfo non riusciva a capir nulla in tutto quell'armeggiare; +la sconosciuta era assai ridicola, +con un certo cappello alla cacciatora, che le +stava appena sul cocuzzolo e ch'era ornato d'una +penna di fagiano, ardita come una sfida al cielo;<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span> +ma c'era di peggio: la signora guardava Adolfo +con occhiatacce mezzo beffarde e mezzo compassionevoli, +le quali avrebbero fatto perder la +pazienza a chiunque non avesse avuto un demonio +più sarcastico e più fiero nel cervello.</p> + +<p>E fu appunto per le stratte di quel demonio, +che non voleva star queto e che aveva tutta l'andatura +d'una passione irragionevole, fu appunto +in un impeto di dubbio, di gelosia, di paura e +d'amore, che Adolfo Gianella varcò la soglia della +casetta, e su a corsa per le scale, dietro Rosa +che, rientrando, non gli aveva badato.</p> + +<p>In anticamera, Adolfo si fermò. Gli giunse, netta +e squillante, la voce di Loredana, la quale +doveva essere nel salottino; e la fanciulla cantava +a distesa, con pieno abbandono, come se +tutta la bella gaiezza veneziana, come se tutta +l'audacia della giovinezza avessero ripreso il loro +dominio. E tra l'una e l'altra strofe del canto +s'udiva il rumor delle forbici posate sul tavolino +da lavoro o il passo svelto della ragazza, +che si muoveva per la camera.</p> + +<p>Senza discutere con se stesso, Adolfo spinse +la porta, e si trovò alla presenza di Loredana, +la quale stava adattando un pezzo di seta gialla +a una certa forma di ferro ch'era un paralume +da candela; innanzi a sè la fanciulla aveva altri +pezzi di stoffa a colori e diversi gomitoli di +seta; ed era così assorta nel lavoro e nella canzone, +che il giovane dovette chiamarla:</p> + +<p> — Loredana!</p> + +<p>Ella alzò il capo, e trattenne a stento un grido;<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span> +ma Adolfo aveva già detto ogni cosa, e non +sapeva come continuare, come esprimersi, come +riprendere d'un subito le abitudini di padronanza.</p> + +<p>Sprofondò le mani nelle tasche della giacca, +e disse:</p> + +<p> — Sei stata l'amante del conte, non è vero? +Così, ti <a name="preparavi" id="preparavi"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'prepararvi'">preparavi</ins> a sposarmi? E non hai vergogna?</p> + +<p>Loredana mandò un lampo dagli occhi. Aggredita +di fronte, non esitò un attimo a rispondere:</p> + +<p> — Io mi preparava a sposar lei? Non mi è +mai venuta per la mente un'idea così malinconica, +sa? Era la sua famiglia, che mi seccava +tutti i giorni per ottenere questo sacrificio. Io +non pensava a sposare nessuno....</p> + +<p> — Già , volevi conservarti per il conte, — osservò +Adolfo con ironia. — Ti sei conservata benissimo, +non c'è che dire!</p> + +<p>La ragazza arrotondò con le forbici una certa +lingua, di seta violetta, che doveva ricadere sul +paralume a uno dei quattro angoli; misurò l'altezza, +adattò, provò, cambiò, tranquillamente, senza +occuparsi del giovane, fremente nell'attesa di +una discolpa.</p> + +<p> — Non so, — disse poi, — come ha potuto +venire fino in casa; ma se per la stessa strada +se ne andasse, non mi dispiacerebbe.</p> + +<p> — Mi metti alla porta? — esclamò Adolfo. — Invece +di scolparti, invece di giurarmi che col +conte non c'è stato nulla di nulla, tu mi metti +alla porta?</p> + +<p> — Scusi, perchè dovrei scolparmi? Che cosa<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span> +rappresenta, lei? Chi è, lei? Che diritto ha lei +di giudicarmi?</p> + +<p>A queste parole di Loredana, Adolfo si lasciò +calare in una poltrona, come annichilito. Chi era, +che cosa rappresentava, che diritto aveva?</p> + +<p> — Io, — mormorò, — sono pronto a sposarti.</p> + +<p>Loredana si mise a ridere.</p> + +<p> — Ma non sono pronta io, vede? — rispose, +arrotondando un'altra lingua di seta violetta. — E, +del resto, la sua dichiarazione mi stupisce: +mi crede o non mi crede l'amante di Filippo.... +del conte?</p> + +<p>Adolfo si strinse nelle spalle.</p> + +<p> — Me l'hanno detto, — mormorò. — Me l'han +detto a casa, che tu sei stata col conte fuori +di Venezia.</p> + +<p> — E tuttavia mi sposerebbe? — incalzò Loredana.</p> + +<p> — Ma perchè non ti difendi? — gridò Adolfo +balzando in piedi. — Perchè non mi dici se sei +stata o non sei stata l'amante di colui?...</p> + +<p>Egli era avanti al tavolino da lavoro, con le +mani aperte e stese dirette al volto di Loredana, +la quale lo guardava, piuttosto attonita +che intimorita.</p> + +<p> — Vede, — ella rispose pacatamente, — innanzi +tutto non basta dire a una donna: « Son +pronto a sposarti » per acquistare il diritto di +indagarne la vita; poi, io m'ingannerò, ma lei +mi sembra disposto a sposarmi in tutti e due +i casi, che io sia stata, o che io non sia stata l'amante +di Filippo.... del conte. E allora, a che +pro una discolpa o una confessione?...<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span></p> + +<p>Adolfo, il quale era rimasto, ancora con le mani +aperte e stese, ad ascoltar la risposta della colpevole, +si sentì vinto, e si lasciò calar di nuovo +nella poltrona. Egli ritrovava, immutati, l'anima +sdegnosa, la sensibilità intellettuale, l'intelligenza +acuta, la rapida intuizione, l'orgoglio, il +coraggio, che facevano la ragazza tanto superiore +a lui. Egli era andato arrovellandosi per +sapere che cosa volesse, che cosa intendesse fare, +e se lo sentiva dir dalla bocca di Loredana, +e doveva riconoscere che quella bocca diceva +giusto....</p> + +<p> — Non so, — egli riprese, tanto per riattaccare +il discorso. — Non so nulla. Ti hanno accusata +anche d'aver avuto un figlio e di essertene +sbarazzata.</p> + +<p>Lo forbici, che stavan nella mano della fanciulla, +descrissero uno stretto arco nell'aria, e +andarono a cadere ai piedi di Adolfo. Il viso di +Loredana avvampò di collera, e le labbra le tremarono.</p> + +<p> — Mi hanno detto, ti hanno accusata! — ella +ripetè, imitando il tono piagnucoloso del giovane; +poi esclamò con forza: — E lei, che cosa +faceva, che cosa diceva, che cosa raccontava? +Stava ad udire, soltanto? Non son tre mesi, lei +veniva per casa tutti i giorni e sapeva della mia +vita ogni cura, minuto per minuto; e non ha +trovato un argomento per difendermi, come amico, +come fidanzato? Bel rispetto avevan di lei +quanti venivano a dirle quei complimenti!... E +vuole ch'io mi difenda innanzi a un pupazzo del +suo genere, e che tremi davanti a un giudice<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +della sua levatura? Non capisce d'essere stupido? +Se in casa sua si sparlava della ragazza che +doveva un giorno portare il suo nome, lei aveva +l'obbligo di farla rispettare, mi sembra! Invece, +porta qua tutto il rifiuto dei pettegolezzi, pretende +ch'io lo ascolti e vuole sapere anche se, +caso mai, avessi avuto un figlio! Non s'avvede, +non sente di essere ridicolo?...</p> + +<p> — No, ascolta, — interruppe Adolfo, alzando +la destra quasi a frenare quel torrente. — Io +non voglio sapere nulla....</p> + +<p>Ed era, per seguitare, quando la porta s'aperse +e comparve la signora Emma, seguita da Clarice +Teobaldi, col cappellino alla cacciatora.</p> + +<p> — Ah, è lei! — disse Emma, vedendo Adolfo, +che s'era levato in piedi. — Mi era parso di riconoscere +la voce....</p> + +<p>Non aggiunse parola per lui; poi si rivolse a +Loredana:</p> + +<p> — Lori, questa signora dice che tu l'aspettavi....</p> + +<p>La fanciulla andò incontro a Clarice e le strinse +la mano sorridendo, mentre Adolfo, combattuto +tra il desiderio di capire, la convenienza +d'andarsene, l'impressione per la gelida accoglienza +fattagli dalla signora De Carolis, restava in +piedi a guardare or l'una or l'altra delle tre +donne.</p> + +<p> — Se m'aspettava! — esclamò Clarice, gettando +le braccia al collo di Loredana. — Doveva +aspettarmi, questo tesoro, perchè da tanto tempo +desideravo rivederla! Ho sempre nel cuore +quella partenza, di sera, con la carrozzella.... Lei +era così bianca, così debole....<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span></p> + +<p>Soggiunse, guardando Emma:</p> + +<p> — Già , erano bianche e deboli tutt'e due, madre +e figlia....</p> + +<p>Loredana disse presto:</p> + +<p> — Le presento il signor Adolfo Gianella.</p> + +<p>Clarice fece un cenno con la testa, verso Adolfo +che s'era avanzato di qualche passo; poi tutti +tacquero; Clarice e Loredana sedettero l'una a +fianco dell'altra sul divano, come intime amiche, +sorridendosi.</p> + +<p> — Fa molto caldo a Venezia, — riprese Clarice. — A +Verona non abbiamo questo scirocco....</p> + +<p> — Sì, fa molto caldo, — confermò Emma, la +quale stava sempre a un passo dalla porta, e +si augurava che l'uno o l'altra, Adolfo o Clarice, +comprendesse la necessità di ritirarsi.</p> + +<p>Ma erano ostinati ambedue. Adolfo, ormai, aveva +ripreso posto nella poltrona, e sembrava deciso +a voler seguire la conversazione.</p> + +<p> — A Venezia abbiamo poi le zanzare, — egli +disse.</p> + +<p> — Le zanzare, sì, ma ci sono le zanzariere, — osservò +Loredana.</p> + +<p>E tacquero di nuovo.</p> + +<p>Emma si sentiva morire per quella commedia, +maravigliandosi che la sua Lori vi prendesse +parte. La buona donna, al ritorno da Sirmione, +aveva perduto l'energia e la volontà , soffrendo +per la sofferenza della figlia, chiedendosi se il +suo intervento non fosse stato inutile di fronte +al traboccar della maldicenza, tormentandosi ogni +giorno per mille timori, studiando ansiosamente +negli occhi di Loredana il pensiero segreto, la<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +segreta ambascia, e rideva quando rideva la sua +Lori, e piangeva quando la sua Lori piangeva, +e ormai non avrebbe più discusso, non avrebbe +più riflettuto, pur di vederla felice, a qualunque +costo.</p> + +<p>Per ciò, la visita della Teobaldi le era gradita, +perchè sembrava gradita a Loredana; ma non le +piaceva che si dovesse fingere innanzi al Gianella, +come se la Teobaldi fosse venuta per tramar +qualche intrigo.</p> + +<p> — Lei non è di Venezia? — domandò Adolfo +a Clarice.</p> + +<p> — No; ma conosco bene la città , — rispose +l'altra.</p> + +<p>Un silenzio pesante ricadde; e allora, <a name="comprendendo" id="comprendendo"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'comprenprendendo'">comprendendo</ins> +ch'era impossibile uscirne, Adolfo prese +congedo.</p> + +<p> — Tornerò, se permette, — disse a Loredana.</p> + +<p>Questa non rispose. Egli s'avviò, seguito da +Emma, la quale ardeva di sbarazzarsi dell'impaccio +per lavorar nella sua camera ad una coperta +da letto, nella quale doveva ancora ricamare +trenta foglioline in seta verde e sessanta viole +del pensiero.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span></p> +<h2 class="lighter">XIX.</h2> + +<p>Dal giorno in cui era tornato a Venezia, Filippo +aveva passato molte brutte ore.</p> + +<p>L'onda del pettegolezzo aveva varcato anche +la soglia della sua casa, e le chiacchiere s'eran +fatte più strambe e più inverosimili. All'orecchio +della contessa Bianca giunse la voce che +Filippo aveva avuto un figlio dalla sua amante, +e perchè la contessa non sapeva a qual tempo +risalissero quegli amori, e perchè si parlava +di tre anni addietro, ella credeva a quel legame, +ormai indissolubile, a quella paternità inconfessata.</p> + +<p>La contessa Bianca andava da tempo accarezzando +l'idea d'un matrimonio tra suo figlio e Giselda +Fioresi, buona e bella ragazza, di eccellente +casata; e la notizia le rompeva il sogno +e la sbalestrava in un mare d'incertezze e di +dubbii.</p> + +<p>Fu necessario spiegarsi, riparlar di Loredana, +discutere un amore che la vecchia dama avrebbe +voluto obliare. Avvenne una scena brusca tra lei +e Filippo, il quale negò l'esistenza di un figliuolo, +ma s'impennò all'idea di sposar quella « canna +da zucchero » di Giselda Fioresi. Egli voleva esser +libero; per dare scandalo, diceva la contessa +Bianca; perchè era ancor troppo giovane, diceva +lui.<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span></p> + +<p>Un'altra scena, più breve ma più cruda nella +forma, avvenne poco di poi tra Filippo e il cognato, +conte Leopoldo de Idris, il quale viveva +senza passioni e senza turbamenti una vita di +piaceri semplici, in campagna, amministrando i +suoi poderi, interessandosi all'agricoltura e alla +politica modesta della provincia. Leopoldo si +stupì che Filippo si perdesse ancora dietro una +<span class="g">cocotte</span>, ma fu addirittura spaventato quando +seppe dalla bocca di Filippo medesimo che non +si trattava d'una <span class="g">cocotte</span>, bensì d'una ragazza, +la quale doveva aver dunque delle pretensioni, +una specie d'onore, molto da perdere e più +ancora da guadagnare. Fu spaventato per Filippo, +che certo non avrebbe saputo cavarsela con +garbo, senza troppo danno da ambo le parti.</p> + +<p>E qui Filippo sentì scappar la pazienza.</p> + +<p> — Ma che cavarsela! Ma che garbo! — egli +esclamò. — Le voglio bene sul serio, e non penso +affatto a cavarmela. Ho fatto male a cominciare, +siamo d'accordo, benchè in queste cose ci +si accorga sempre troppo tardi dell'errore commesso; +ma farei peggio a finirla con qualche +gherminella!</p> + +<p>Il conte Leopoldo, ancora più inquieto per quelle +dichiarazioni, domandò a Filippo se pensasse +mai di tirarsela in casa....</p> + +<p> — In casa, di chi? — rispose Filippo. — In +casa tua, no di certo; tocca a me provvedere, e +non so perchè, dunque, voi tutti vi disturbiate.</p> + +<p>Leopoldo, allora, tornò alle idee generali, osservando +che all'età di Filippo si doveva vivere +quieti, pensare a far figliuoli legittimi, che continuassero<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span> +la casa e allietassero la bella vecchiaia +della contessa Bianca, la quale non meritava +d'essere travagliata nei suoi ultimi anni.</p> + +<p>L'argomento era di quelli che trovano la strada +del cuore; e Filippo, sentendosi toccato, s'infastidì, +rispose a Leopoldo ch'era stufo di dover +rendere conto a tutti delle più minute cose della +sua vita come un collegiale, che desiderava +ormai vivere libero, senza tutela e senza giudici.</p> + +<p>E su quel « vivere libero » si scatenò una gragnuola +di osservazioni da parte di Leopoldo, il +quale temeva che libero per Filippo fosse sinonimo +di libertino; e, presa ormai la corsa, rammentò +altre avventure del cognato, che avevan +fatto chiasso, col risultato finale di voltargli +contro l'opinione pubblica.</p> + +<p>Ma peggio fu, quando Filippo si vide comparire +lo zio conte Roberto, del quale non aveva +più avuto novella dopo l'incontro a Desenzano. +Roberto gli snocciolò un discorso assai lungo e +reciso, che Filippo ascoltò sbalordito, perchè +aveva creduto di trovare nello zio il compatimento +ch'era la caratteristica più nota della sua +buona indole, quel compatimento che Roberto non +lesinava a nessuno per nessuna colpa, la quale +non fosse ignobile e vile.</p> + +<p>Roberto, invece, dichiarò al nipote che la condotta +di lui era assurda, per non dir peggio; +Filippo aveva messo lo scompiglio nel parentado, +in causa d'una ragazzetta, d'una monella, e tutti +erano addosso allo zio, come al più vecchio, perchè +si valesse della sua autorità a far cessare +quella tresca.<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span></p> + +<p>Filippo capì; lo zio era sdegnato, perchè seccavano +lui e mettevano in giuoco il suo prestigio; +lo avevan toccato nel suo egoismo senile, +ed egli era pronto a mandare al diavolo il nipote +e la « monella », pur di non avere più noie.</p> + +<p> — Del resto, — osservò il conte Roberto, — mi +maraviglio di dover dirtele io, certe cose. Non +ha una madre, un padre, quella tua bambola? +E come si spiega che stiano zitti, e che tocchi a +noi, a tua madre, a tuo zio, a Leopoldo, a tua +sorella, di richiamarti al dovere?</p> + +<p> — Ha una madre, — rispose Filippo. — Ha +una madre, e la madre è venuta a Sirmione e +me l'ha ripresa....</p> + +<p> — Bene! — esclamò Roberto.</p> + +<p> — Sì, benone; ma, ora io la riprendo alla madre! — dichiarò +Filippo, che, torturato ed esasperato +da tante chiacchiere, si sentiva capace +di strappar Loredana anche agli artigli di quel +diavolo, al quale Roberto l'avrebbe consegnata.</p> + +<p>Il vecchio, stupefatto per tale sfacciataggine, +gridò che rinunciava a discutere con un matto +di quella forza. L'ostinazione di Filippo oltrepassava +il credibile; tutto gli andava a seconda, +grazie a una madre dabbene, che si riprendeva +la figliuola dopo quel po' po' di scappuccio; +ed egli invece era per ricominciar la festa e per +condurla a termine, a un termine che non doveva +e non poteva aver nulla d'invidiabile.</p> + +<p> — Come devo dirtela? — seguitò il conte Roberto. — È +uno scandalo; te lo hanno già cantato +in musica; io non ho nulla da aggiungere. +Tutti ne parlano; anche l'altro giorno, a Tai di<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span> +Cadore, da Fausta Montegalda ho udito i particolari +di questa farsa, e puoi imaginarti che gusto +provavo io! La contessa dice che ti rovini, +e non si può darle torto.</p> + +<p>Filippo sorrise.</p> + +<p> — Eh, ridi, ridi fin che vuoi, ma la Montegalda +dice giusto! — esclamò Roberto. — Dice +che, alla fin fine, nessuno sa chi sia quella tua +pupattola, e che potrebbe aver fatto con altri +quel che ha fatto con te.... Chi ne sa niente, +chi la conosce!</p> + +<p> — Povero zio Roberto! — mormorò Filippo. — Va +da una donna a chiedere informazioni di questo +genere! Perchè non domandi il suo parere +anche alla Fioresi, che mi vogliono appioppar +come moglie?</p> + +<p>Roberto alzò le spalle.</p> + +<p> — Insomma, — concluse, — io sono indignato +per i tuoi vizii, e la cosa non va.</p> + +<p> — Non ti ho indignato io, — osservò Filippo.</p> + +<p> — Ma non dimenticherò che hai sorriso dei +miei consigli! — rimbeccò il conte.</p> + +<p> — Ho sorriso per le critiche della Montegalda.</p> + +<p> — E per le mie; e non si deve ridere d'un +vecchio.</p> + +<p> — Per la Montegalda, per la Montegalda! — gridò +Filippo.</p> + +<p> — Già , e intanto ti ripigli la sbarazzina!</p> + +<p> — Ciò non ti riguarda, zio.</p> + +<p> — Ne riparleremo!</p> + +<p> — Spero di no; vedo che più che se ne parla +e meno ci si capisce.</p> + +<p> — Ne riparleremo, ne riparleremo! — si ostinò<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span> +il conte Roberto. — Perchè io sono sempre +dell'opinione che l'uomo non è monogamo. Tu +non vuoi prendere moglie per essere libero; ma +allora, nè mogli nè amanti! Questa è logica. E +hai deciso che cosa te ne farai?</p> + +<p>Alla domanda inaspettata, Filippo non diede +risposta; onde Roberto seguitò:</p> + +<p> — Te lo dirò io: ne farai una mantenuta, da +coprir di gioielli e da condurre a teatro e in +carrozza; ti costerà ventimila lire l'anno, ti peserà +come una moglie e ti sarà infedele.</p> + +<p> — Perbacco, zio, — esclamò Filippo con aria +beffarda. — Vedo che te ne intendi!</p> + +<p>Roberto s'indispettì.</p> + +<p> — Spero che non ce la metterai sotto il naso, +come a Desenzano, la tua conquista! — osservò +con rude cipiglio.</p> + +<p>E credendo d'aver rimbeccato fieramente l'insolenza +del nipote, troncò il colloquio e andò +a riferirne alla cognata contessa Bianca.</p> + +<p>Tali e simili furono i discorsi che Filippo dovette +ascoltare in quel tempo nel quale, tornato +da Sirmione, non osando più ripresentarsi in casa +De Carolis, andava torturandosi il cervello +per trovare un espediente che lo riavvicinasse +all'amante. E tra il desiderio che, insaziato, si +faceva di giorno in giorno più molesto, tra la +logomachia di casa e gli sdegni di tutta la parentela, +Filippo conduceva una vita piena di tristezza, +che non aveva riscontro negli anni precedenti.</p> + +<p>Rimaneva a Venezia, schivando gli inviti, passando +mezza giornata al Circolo dell'Unione, dove<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span> +mancavan gli assidui, e l'altra mezza in casa, +dove s'occupava lunghe ore a leggere libri e riviste +su tutti gli argomenti; la sera usciva in +gondola pel Canalazzo o pel canale della Giudecca, +lontano dai rumori e dalla luce.</p> + +<p>Ma il pensiero di Loredana lo seguiva passo +per passo, ora per ora, senza tregua, fatto più +vivo dagli episodii di quella battaglia che la +fanciulla gli aveva inconsciamente scatenato contro; +Filippo non ricordava nulla di simile in tutta +la sua vita, quantunque più volte si fosse +parlato delle sue avventure. Ma perchè si era +trattato sempre di donne conosciute tra i gaudenti +o saldamente legate ad altri, i suoi di casa +s'eran guardati dall'occuparsene e dal fargliene +parola.</p> + +<p>Un giorno gli fu annunziata la signora Clarice +Teobaldi.</p> + +<p>Da Sirmione, poco dopo la partenza del conte, +ella era tornata a Verona, e qui era rimasta, +aspettando che passasse tempo sufficiente per +poter ricordare l'invito di Filippo e recarsi a Venezia.</p> + +<p>Piero, il valletto di Filippo, precedeva la signora, +la quale, come aveva sognato, saliva veramente +lo scalone marmoreo del palazzo Vagli, +giungeva al primo piano, traversava una fuga di +sale immerse nella penombra, dentro la quale +si vedevano i mobili dorati, le pallide tappezzerie +antiche, gli oggetti d'arte; e di nuovo saliva +una scala meno larga e più breve, ed era +finalmente introdotta nello studio di Filippo.</p> + +<p>La Teobaldi guardò avidamente, nel tempo dell'attesa,<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span> +le carte sparse sulla scrivania, semplici +fogli da lettera, senza cifra e senza stemma; e +guardò le pareti, dalle quali pendevano quadri +antichi in vecchie cornici. Si vedeva, in uno, una +donna — Venere doveva essere, tutta nuda, o +Danae — sdraiata sopra un largo divano, e una +ancella, con rapido atto sembrava voler coprire +d'un manto porpureo che aveva tra le mani, la +superba nudità della sua signora, perchè di tra +le pieghe d'un pesante cortinaggio, sullo sfondo, +apparivan la testa e il busto d'un importuno, +che poteva essere Marte, desideroso ma accigliato +per la prudenza dell'ancella.</p> + +<p>La Teobaldi si stupì che quella fosse Venere, +perchè non aveva, ai suoi occhi, nulla di particolare; +era una femmina nuda, nè meglio nè peggio +di tante altre. E anche non le piaceva quella +tinta scura, quasi nera, che il quadro aveva +preso qua e là , a danno dei colori.... La fotografia +d'una bella dama moderna in abito scollato +le sarebbe andata a genio, assai più di quel preteso +tesoro d'arte.</p> + +<p>Ma non ebbe tempo di seguitar nelle sue critiche, +perchè Filippo sopraggiunse, e si dimostrò +lietissimo della visita. Fece sedere la Teobaldi, +la interrogò cortesemente per sapere quanto intendesse +fermarsi a Venezia, esprimendo la speranza +che si fermasse a lungo; e di chiacchiera +in chiacchiera, mentre Piero recava un tè squisito +in un servizio d'argento massiccio e molti +biscottini deliziosi, vennero a parlar di Loredana.</p> + +<p> — Ah, bisogna ch'io riveda quella mia fantolina! — esclamò +Clarice, quantunque avesse la<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span> +bocca piena. — Andrò a trovarla, andrò ad abbracciarla. +Non l'ho mai dimenticata un'ora, in +tutto questo tempo. Così bella, così buona, quella +creatura di Dio.... Grazie!</p> + +<p>Filippo le versava una seconda tazza dì tè, +qualche goccia di latte, e le porgeva il canestro +argenteo coi biscottini.</p> + +<p> — Grazie. Bisogna ch'io la riveda, e che le +parli.</p> + +<p>Bevve alcuni sorsi, e, incoraggiata dalla simpatia +che risvegliava nell'animo di Filippo rievocandogli +l'amante perduta, Clarice riprese:</p> + +<p> — Ma le pare, conte, che le cose possano andare +avanti a questo modo? Lei non osa avvicinarla, +per colpa della madre; Loredana non +osa chiamarlo; e intanto vivono infelici l'uno e +l'altra, mentre son fatti per intendersi, e si adorano.... +Sono certa che io ho una missione, in +questo dramma; sento che potrò riavvicinare due +anime, due destini, due cuori. Ho certamente una +missione; io non m'inganno! È stata Loredana +stessa che mi ha chiamata a parte, quella sera, +quella sera del telegramma, e mi ha additato +ciò che dovevo fare. Sera fatidica!...</p> + +<p>Filippo non avrebbe mai pensato che due tazze +di tè potessero ubbriacare la buona donna, +meglio che due coppe di sciampagna; ed esitando +rispose:</p> + +<p> — Vuole? Vuole parlare a Loredana? Le dica, +allora....</p> + +<p>Ma si tacque, non parendogli di poterla trattare, +di punto in bianco, da ambasciatrice in +un'impresa così delicatamente intima.<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span></p> + +<p>La Teobaldi diede fondo alla tazza, mangiò +ancora un paio di biscottini.</p> + +<p> — Sono <span class="g">baicoli</span>, specialità di Venezia, non +è vero?</p> + +<p>E seguitò, aprendo un ventaglio spettacoloso +di carta, e facendosi aria:</p> + +<p> — Non ho bisogno che lei mi consigli. So quel +che devo dire; ho, qui dentro, un consigliere infallibile +che si chiama cuore.... Prima cercherò +di studiare le abitudini della casa e di sapere +come sta, quel tesoro di Dio, come la pensa: +e poi, se tutto va a seconda, mi presenterò alla +madre. È più prudente e più.... corretto. Le +pare?... Scusi, è una Venere, quella che si vede +lassù?</p> + +<p> — Venere, — rispose Filippo.</p> + +<p> — L'avevo capito subito; vecchi capolavori. Ah +conte, lei non può imaginare quanto io sia fiera +del compito che mi assumo.... Quando vedrò sorridere +quelle labbra di fanciulla, io che l'ho vista +partire disfatta da Sirmione, sarò felice più +di tutti!</p> + +<p>Filippo sorrise, prese una mano della Teobaldi, +la tenne un istante fra le sue, e rispose:</p> + +<p> — Lei è molto buona, cara signora, e vuole impedirmi +di ringraziarla. Ma creda che, comunque +le cose finiscano, io non dimenticherò mai, mai, +ciò che lei ha fatto per me, per tutti e due!</p> + +<p> — Le dico: io servo il mio cuore, e nessuno +mi deve nulla. Se permette, quando avrò notizie, +verrò a portargliele.</p> + +<p> — Ma venga anche tutti i giorni, la prego.<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span> +Faccia conto che questa casa sia sua, — esclamò +Filippo, incalorito dalla speranza di aver finalmente +nuove dell'amica.</p> + +<p>La Teobaldi si alzò e s'incamminò con passo +svelto, a testa alta, il ventaglio nella destra, +pensando a un figurino di gran dama che aveva +visto in un giornale di moda. E camminando, +seguita a un passo da Filippo, domandò:</p> + +<p> — Questo è il suo appartamento particolare, +conte?</p> + +<p> — Sì, sono le mie camere, — rispose Filippo, +mentre, all'uscire dallo studio, premeva il bottone +d'un campanello elettrico. — Ho la mamma +in campagna.</p> + +<p> — Messe con gusto principesco, — osservò Clarice, +traversando un corridoio e poi una sala. — Magnifiche +tappezzerie!... Non si disturbi, non +si disturbi!</p> + +<p>Filippo volle accompagnarla alla scala, ai cui +piedi stava Piero in attesa di ricondurre la visitatrice +attraverso il primo piano fino alla porta +d'uscita. Al momento di stringerle la mano, +Filippo non potè vincersi, e disse:</p> + +<p> — La vedrà subito, non è vero?</p> + +<p> — Domani! — promise Clarice, e ridendo d'un +bel riso grasso, aggiunse: — Ma non sono a Venezia +per questo?</p> + +<p> — Grazie, grazie, grazie! — esclamò il conte +inchinandosi. — Arrivederci!</p> + +<p>Clarice scese la scala, e preceduta da Piero, +ripercorse tutte le sale che aveva già intravedute; +nell'anticamera, scorgendo sopra una tavola +un Sileno coronato di pampini, circondato<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span> +da baccanti ebbre, disse a mezza voce, con tono +di persona esperta:</p> + +<p> — Bello quel <span class="g">biscuit</span>!</p> + +<p> — Legno policromo del seicento! — enunziò +Piero, senza guardar la signora, come avesse parlato +all'aria.</p> + +<p>Ella passò, a testa alta, imperturbabile, il ventaglio +nella destra, mentre il valletto, premuto +il bottone elettrico per dar avviso al portiere, +si piegava fino a terra.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XX.</h2> + +<p>Così fu che Loredana potè aver notizie di Filippo +e dargliene.</p> + +<p>Il giorno in cui la Teobaldi si decise a varcar +la soglia di casa De Carolis — quel giorno avverso +ad Adolfo Gianella — Loredana fu contenta +da non trovar parole per esprimersi.</p> + +<p>Partita appena Clarice, la fanciulla corse nella +cameretta dove sua madre stava ricamando la +quattordicesima fogliolina in seta verde, e infantilmente +si mise a ballare.</p> + +<p> — Ebbene, Lori, che hai? — domandò Emma +stupita.</p> + +<p>Ma Loredana seguitava a girare in tondo, gli +occhi scintillanti e le labbra aperte a un sorriso +di pace.</p> + +<p>Si arrestò d'un tratto, con un ultimo giro, in +modo che le gonnelle le si gonfiassero d'aria,<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span> +e si mise in ginocchio presso la mamma, la quale +andava seguendola con l'occhio.</p> + +<p> — Ho, — disse Loredana, — che Filippo mi +ama sempre, anzi meglio di prima, e che non mi +sono ingannata fidando in lui, e che mi pento +d'aver pensato male, e che è qui, e che è mio, +e che io sono sua....</p> + +<p> — Questa bella ambasciata è venuta a farti la +signora Teobaldi? — interrogò Emma, mentre una +ruga profonda le solcava la fronte.</p> + +<p> — Sì, mamma, la Teobaldi è buona. Anche su +di lei m'ero ingannata. È buona, è prudente, e +non bisogna rimproverarla. Non ha che il difetto +di dipingersi male, e di vestirsi peggio. Hai visto, +mamma, quel suo cappellino alla cacciatora, +e subito sotto, quelle terribili sopracciglia al +carbone? Oh che paura e che risate a Sirmione, +quando la vidi la prima volta!...</p> + +<p>Si mise a ridere, a gola spiegata, e balzò in +piedi, a riprendere il ballo, cantarellando l'aria +di un valzer.</p> + +<p> — Lori, — esclamò Emma severamente, arrestandola +con lo sguardo. — Che pensieri hai? +Che cosa conti di fare?</p> + +<p> — Io?</p> + +<p>La fanciulla, ritta in mezzo alla camera, stette +pensierosa un momento; poi disse:</p> + +<p> — Io? Non temere nulla, mamma! Ah come ho +imparato a vivere in questi pochi mesi, come son +diversa da una volta! Flopi non saprà più riconoscermi, +e mi dirà con meraviglia: « Sei una +donnina, sei veramente una donnina! » E tu non +temere, mamma; io sarò felice....<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span></p> + +<p> — In nome di Dio, — interruppe Emma, respingendo +il lavoro, e alzandosi, — che cosa intendi +con queste parola? Vuoi tornare con lui?</p> + +<p>Loredana le corse incontro, l'abbracciò stretta, +le diede molti baci, dicendo:</p> + +<p> — O mamma bella, o mamma cara, non sgridarmi, +ma sì, ecco, voglio tornare con lui! Ed +egli vuole tornare con me, o mamma bella, perchè +niente gli piace senza di me, e il lusso non +è il lusso, e il suo palazzo è una casupola, e +le donne sono pupattole, e le abitudini sono catene.... +Me l'ha scritto, e l'ho imparato a memoria, +e gli credo....</p> + +<p> — Povera, povera bambina! — esclamò Emma. — Tu +credi tutto; ma non gli hai domandato +perchè non ti sposa?</p> + +<p>Loredana allentò le braccia e lasciò sua madre.</p> + +<p> — Non glielo domando, — rispose, oscurandosi +in volto, — perchè se anche egli volesse, io +non vorrei. Ah no, non vorrei morire per tutta +la guerra che la sua famiglia mi muoverebbe +contro prima di cedere, e per tutte le umiliazioni +che dovrei subire da quella sua gente e dai suoi +amici, il giorno ch'io fossi moglie di Flopi. Vedi: +io so, perchè egli non mi sposa; perchè non +mi tormentino e prima e dopo fino alla morte. +Sarò la sua amante; dunque meglio che la sua +sposa.</p> + +<p> — E calpesterai anche il ritegno, e lascerai +che tutti sparlino di te e di tua madre? — osservò +Emma con voce dolente.</p> + +<p> — O mamma cara, non parlan male di te e +di me, ora, tutti? — rispose Loredana. — E che<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span> +premio ho io dunque di ciò che credono il mio +ravvedimento? Hanno saputo, hanno inventato, +mi hanno già uccisa nell'anima; nulla può accrescere +il male che già mi fu fatto, e se io +non sono morta per gli altri, gli altri sono ben +morti per me. O mamma bella, tu, tu sei la bambina +che crede; io non potrò mai essere tanto +cattiva quanto si è detto....</p> + +<p> — E vuoi andartene ancora, e lasciarmi sola? — domandò +Emma, guardandola con gli occhi +annebbiati.</p> + +<p> — Non so, mamma; non interrogarmi, non turbarmi, +oggi. Oggi io sono così contenta, perchè +egli mi ama ancora; e non bisogna turbare chi +è contento dopo un lungo dolore.</p> + +<p> — Ma come, dunque, — insistette Emma, — se +ti ama tanto non è venuto più qui?</p> + +<p> — O mamma, cara, tu lo sai. Tu gli hai detto +che ogni cosa doveva essere finita e che non +varcasse più la soglia della nostra casa. Egli +ha obbedito; non lo rimproverare; è stato lontano +da me, pensando che io pure non lo volessi, +temendo che io gli facessi colpa — e gli facevo +colpa! — di avere svelato il luogo ov'ero +rifugiata.... Non lo rimproverare; egli ti ha obbedita.</p> + +<p> — Poi ti ha mandato quella donna a dirti che +ti vuole ancora! — esclamò Emma. — Così mi +ha obbedita, il briccone!</p> + +<p> — Volevi ch'egli morisse? — domandò Loredana. — Volevi +ch'egli mi lasciasse morire?</p> + +<p> — Non si muore per queste cose, bambina!</p> + +<p> — Io sarei morta, o mamma bella! Io ero già <span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span> +sfinita e non avevo più forza per resistere all'avvilimento! +Si può essere vivi e morti, non sai? +Io era viva e morta, fin che di lui nulla sapevo; +ed oggi soltanto sono tutta, tutta viva!...</p> + +<p> — Oh che pazza! — esclamò Emma, andando +a sedersi in un angolo della cameretta. — Che +pazza è dunque diventata mia figlia?</p> + +<p>Ma non ardì continuare il lamento.</p> + +<p>Guardò Loredana e la vide, com'essa diceva, +tutta, tutta viva; la fragranza di quella giovinezza +s'effondeva per la camera; la fanciulla +dritta, svelta, bella, sembrava una prigioniera in +quel piccolo spazio; qualche voce che nessuno +poteva udire, echeggiava intorno a Loredana, +chiamandola per la sua strada ampia o aspra; +e nulla avrebbe potuto arrestare la forza misteriosa, +che gli uomini chiamano destino, e che +parlava inconsciamente per gli occhi ardenti di +Loredana.</p> + +<p>Emma sentì questo in confuso; e capì che ogni +ostacolo sarebbe stato travolto; si domandò se +avesse diritto d'imprigionare ancora sua figlia, +e del suo diritto dubitò.</p> + +<p>Riprese in silenzio il ricamo, abbassò la testa +sul lavoro, non disse più nulla.</p> + +<p>Loredana, in punta di piedi, non potendo trattenersi, +ricominciò a ballare il valzer chetamente.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span></p> +<h2 class="lighter">XXI.</h2> + +<p>Essa non potè mai dimenticare quella notte, +quell'angoscia, quelle emozioni.</p> + +<p>Sol per aprire la porta della camera e per discendere +le scale, dovette radunar tutta la sua +volontà ; e ad ogni scalino le sembrava che il +fruscìo della gonna fosse strepitoso, che il suo +respiro fosse veemente così da destar chi dormiva; +e i ginocchi le scricchiolavano.</p> + +<p>S'era avvoltolata intorno alla testa una sciarpa +nera, che le cadeva fino in grembo; ed era +tutta vestita di nero; il viso bianco e i grandi +occhi scuri attraevan meglio lo sguardo, per quella +sciarpa che incorniciava l'ovale delicato del +volto; ma Loredana credeva d'essersi mascherata, +sentendosi avvampar dal caldo.</p> + +<p>Finalmente, aperto, con un ultimo brivido, l'uscio +a pianterreno, si trovò in istrada, e vide +Clarice.</p> + +<p>Le due donne si misero a camminare senza far +parola, spaurite dalla propria audacia e pensierose. +Era di poco valicata la mezzanotte; da una +taverna uscirono alcuni uomini e squadrarono +quella coppia frettolosa, non comprendendo di +quali femmine si trattasse; e poichè l'uno diceva +con parole villane la sua ammirazione per +la ragazza, un altro lo ammonì sarcasticamente:<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span></p> + +<p> — Lascia andare, figliuolo. Lì, occorrono biglietti +da mille!</p> + +<p>Loredana vibrò da capo a piedi; mormorò a +Clarice:</p> + +<p> — Ho paura. Torniamo indietro.</p> + +<p> — Su, su, coraggio! — disse la Teobaldi, che +tuttavia non era meno inquieta della sua giovane +amica. — Non siamo lontane.</p> + +<p>Ella stentava ad agguagliare il passo di Loredana; +ma correva aiutandosi con qualche piccolo +salto, facendo sobbalzar tutta la sua povera carne.</p> + +<p> — Presto! — diceva Loredana quasi ad ogni +passo. — Non ci segue nessuno?</p> + +<p> — Nessuno! — rispondeva Clarice, cogliendo +il destro per rallentare un poco, e voltarsi.</p> + +<p>Un ubbriaco, in una calle stretta, parlava e +gesticolava da solo. Non gli tornava il conto della +serata e nominava alcuni uomini illustri della +città , dichiarando che all'indomani li avrebbe +chiamati a testimoni contro l'oste e i compagni +di giuoco. Vide le due donne, le lasciò avvicinare, +e si rivolse a Loredana:</p> + +<p> — Dica: se io spendo sessanta per un litro +e mezzo....</p> + +<p>E pencolò maledettamente; Loredana mandò un +grido soffocato e si mise a correre.</p> + +<p> — Lei, la vecchia, è più ragionevole, — osservò +il beone, guardando Clarice che s'allontanava +a passo celere. — Non corre, la vecchia, +perchè ha i piedi in malora. Ma se io spendo +sessanta per un litro e mezzo....</p> + +<p> — Lori, Lori, mi aspetti! — disse a mezza voce +Clarice.<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span></p> + +<p>La fanciulla si fermò, la Teobaldi le si mise al +fianco, e ripresero a camminare.</p> + +<p> — Che paura, tesoro mio! — esclamò Clarice, +tentando di sorridere.</p> + +<p> — Ah sì, muoio di paura! Quell'ubbriaco per +poco non mi cadeva addosso!... Ma quanto dobbiamo +camminare ancora?</p> + +<p> — Adesso ci siamo. Volti a destra....</p> + +<p> — Non ne capisco più nulla, — mormorò Loredana.</p> + +<p>Essa stentava a riconoscere le calli, in quell'ora +notturna; tutte le porte eran chiuse, le finestre +chiuse, e di tratto in tratto una larga chiazza +d'ombra toglieva la vista delle case, dei confini, +degli angoli; poi appariva un lampione dalla luce +rossastra, e, a quando a quando, un rio dall'acqua +immota e nera. Nel silenzio solenne, dentro +le calli più anguste, i passi delle due donne davano +un rimbombo prolungato; lontanamente, per +due volte in due punti diversi, risonò la voce +gutturale d'un gondoliere, che s'internava con la +sua gondola in un rio; e qua e là una zaffata +di odore salso giunse alle nari di Loredana, che +storse la bocca.</p> + +<p> — Ci siamo! — disse improvvisamente Clarice.</p> + +<p>Loredana alzò gli occhi, e riconobbe il palazzo +Vagli, balzato fuori dall'ombra come per magìa; +largo e tozzo, ammantellato nell'oscurità , lasciava +a pena intravedere le finestre bifore e le colonne +patinate dal tempo; era tutto muto.</p> + +<p>Ma la fanciulla non ebbe agio a contemplare; +un uomo si staccava dalla porta fiocamente illuminata, +le veniva incontro, l'abbracciava con tale<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span> +veemenza da sollevarla da terra e trasportarla +dentro in un sol gesto.</p> + +<p>Richiuse d'un colpo lo sportello, e stringendosi +la fanciulla al fianco, cingendole col braccio +destro il collo quasi a difenderla da un nemico +invisibile, inoltrò.</p> + +<p>Restarono per sempre impressi nella mente di +Loredana il cortile buio, l'atrio buio, illuminati +a sprazzi dal fanale, che l'uomo teneva nella sinistra; +e la scalinata e quelle sale dove lampeggiavan +fugacemente uno specchio, la doratura +dei mobili, la superficie levigata d'una tavola +o d'una statua.</p> + +<p>I passi risonavano sordamente sul tappeto, e +tanto silenzio era intorno, che benchè nessuno +vegliasse a quell'ora, i due amanti non parlavano.</p> + +<p>Loredana si volse a cercar Clarice, ma non vedendola +più, alzò gli occhi a guardar Filippo, +e gli sorrise.</p> + +<p>Obliata la madre, la notte, la casa, essa era felice +e superba della propria audacia; il palazzo +le sembrava immenso, ma sicuro, e quel braccio +attorno al collo era il segno d'una protezione +quasi onnipotente. Le tornava l'imagine di Filippo +più forte, più audace, più fidato di chiunque +al mondo, e ne fremeva di piacere.</p> + +<p> — Qui? — ella domandò sottovoce.</p> + +<p> — Qui, — rispose Filippo, liberandola dalla +stretta.</p> + +<p>Erano nella camera di lui. Loredana vide larghi +e pesanti cortinaggi alle finestre, un letto +ampio, una pelle di tigre, con la testa enorme +e gli occhi fissi, stesa a terra; sopra un tavolino<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span> +moresco incrostato di madreperla ardevan +cinque candele in un candelabro di vecchio argento; +a una parete scintillavano le guaìne metalliche +di armi stravaganti.</p> + +<p>Non vide altro, nel tumulto della gioia; pensò +che il suo amore seguitava, riallacciando quella +notte col giorno malinconico in cui era tornata +tutta sola da Peschiera; oh, anche il suo amore +gagliardo vinceva gli ostacoli, e i baci che sentiva +eran più saporosi dopo tante lagrime...!</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span> +<br /></p> + +<h2 class="lighter">SECONDA PARTE.<br /> +<br /><br /> +I.</h2> + +<p>Giselda Fioresi, al braccio di Berto Candriani, +s'era fermata innanzi alla tavola del buffet, in +casa della contessa Lombardi.</p> + +<p>La lunga tavola era tutta occupata da piatti +colmi di pasticcini e di dolci; due grandi samovar +d'argento fumavano, e da un'enorme zuppiera +un servo scodellava nelle tazze il punch +freddo, mentre altri versavano lo sciampagna gelido +dalle caraffe di cristallo e distribuivano i +sorbetti rosei e bianchi.</p> + +<p> — Se lei non fosse venuto a salvarmi, — continuò +Giselda, accennando con la testa a un signore +tozzo e rubicondo, che sorbiva adagio una +granita di caffè, — gli sarei caduta fra le +braccia....</p> + +<p> — Oh Dio! — singhiozzò comicamente Berto +Candriani.</p> + +<p> — Per la noia, per la noia! — disse Giselda +ridendo. — Non sa parlare che del suo automobile, +e s'atteggia a disdegnare i cavalli....<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span></p> + +<p> — Così le ha fatto sapere che ne ha....</p> + +<p> — Ne ha dieci, nelle scuderie della sua tenuta +di San Polo; ma vuol venderli....</p> + +<p>Nuove coppie, gli uomini in marsina, le donne +in abito scollato e grande cappello, erano sopraggiunte +e facevan coda, incalzando, alle spalle di +Berto e di Giselda.</p> + +<p> — Vuole sciampagna? — domandò Berto, prendendo +una coppa dalle mani d'un servo e passandola +a Giselda, che vi bagnò appena le labbra.</p> + +<p> — Datemi due gelati, — ordinò qualcuno che +stava dietro il Candriani.</p> + +<p> — Aspetta, — disse questi al marchese di Spinea, +che aveva al braccio la contessina Cafiero, — ti +lasciamo il posto.</p> + +<p>E avviandosi con Giselda, seguitò ad alta voce:</p> + +<p> — Bada, che c'è molto punch bollente, che non +si beve, e poco sciampagna freddo che si berrebbe +volontieri.</p> + +<p> — Zitto, maldicente! — gli disse il marchese +di Spinea. — Vedremo che cosa ci offrirai quando +verremo da te.</p> + +<p> — Bravo, stai fresco! — esclamò Berto. — Resto +scapolo apposta per non avere seccatori in +casa!</p> + +<p>Sul limitare, Berto e Giselda dovettero fermarsi. +La duchessa di Torrecusa e la contessa Osvaldi, +tenendo ciascuna una coppa di sciampagna, +s'esercitavano a portarla alle labbra, dopo aver +fatto col braccio destro alcuni giri a spirale. La +duchessa vi riuscì, versando dall'orlo metà del +contenuto, e la contessa Osvaldi, che rideva a +gola spiegata, vuotò la coppa intera sul tappeto,<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span> +e rinunziò alla prova, perchè i cavalieri intorno +la facevan ridere troppo.</p> + +<p>Berto Candriani s'aprì un varco tra i gruppi, +traversò con Giselda un lungo corridoio, poi la +sala pei fumatori, dove sedevano alcuni uomini, +timidi o noiati, che si scambiavan gli astucci +delle sigarette o i gravi propositi d'una più energica +politica internazionale; passò oltre la sala +rossa, tutta rossa fiammante per le tappezzerie +e pel colore dei mobili dorati, e si fermò nella +sala rosea che precedeva la sala da ballo.</p> + +<p> — Andiamo laggiù! — disse, accennando un +alto e lungo paravento sul quale eran trapunte +in oro parecchie grosse cicogne, brillanti sopra +uno sfondo color chiaro di luna.</p> + +<p> — Dietro il paravento? — chiese Giselda, lasciandosi +trascinare senza troppa resistenza.</p> + +<p> — Sieda, — ordinò Berto. — Io siedo qui di +di fronte; lei metta fuori le punte dei suoi piedini, +così quelli che passeranno per andare a saltar +come pere secche, capiranno che qui c'è qualcuno.</p> + +<p> — Ma no, ma no, è sconveniente! — osservò +Giselda. — E poi, lei ha l'abitudine di parlar +male di tutti, e potrebbe sparlare proprio di +quelli che passano....</p> + +<p> — Ingenua fanciulla! — esclamò Berto Candriani. — C'è +l'occhio della cicogna!</p> + +<p> — Che cosa vuol dire? — domandò la contessina +Fioresi con un sorriso, che pregustava qualche +strana storia.</p> + +<p> — Vuol dire che son forati gli occhi d'una cicogna, +e di qui vedo benissimo senza essere veduto. +Guardi che bei buchi!<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span></p> + +<p>Giselda si alzò a guardare, appoggiandosi lievemente +alla poltrona di Berto; attraverso due +fori, che corrispondevan dall'altro lato agli occhi +d'una gigantesca cicogna, si vedevan benissimo +il resto della sala e la porta dalla quale +dovevan passare le coppie. Giselda diede in una +risata.</p> + +<p> — Ma quando ha fatto questo lavoro? — domandò.</p> + +<p> — Badiamo: è un segreto che si rivela a una +gentildonna; i buchi li ha fatti Silvestrelli, il +capitano di corvetta, due anni or sono, e prima +di partire per il giro del mondo li ha confidati +a me. Io sono l'unico erede di questi buchi, e +nessuno se n'è mai accorto. Spero che lei apprezzerà +tutto il valore della mia rivelazione.</p> + +<p> — Sono utilissimi, — dichiarò la Fioresi solennemente. — Non +dirò parola ad anima viva.</p> + +<p>Berto fece un cenno con la mano; qualche coppia +passava, dirigendosi al salone da ballo e +chiacchierando; alcuni cavalieri sopraggiunsero, +diedero un'occhiata, videro la sala vuota e se ne +andarono di nuovo.</p> + +<p> — Ha notato, contessina, che stasera non c'è +Flopi? — riprese Berto con la sua voce più melliflua, +piano piano.</p> + +<p> — Non ho notato nulla! — rispose Giselda bruscamente. — Perchè +dovrei notare queste inezie?</p> + +<p> — Inezie? Non ci sono inezie per chi ama.... +Si vorrebbe sapere dove è Flopi a quest'ora, che +cosa fa, che cosa dice.... Non è vero?</p> + +<p> — Non è vero; io non voglio sapere nulla. Il +conte Vagli non m'interessa più di quanto sia<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span> +lecito, e io non ho l'abitudine di amare chi non +si occupa di me.</p> + +<p> — Non dico sia un'abitudine, — osservò Berto. — Può +essere una fatalità .... Zitta! — soggiunse, +dopo aver dato uno sguardo ai buchi della cicogna. — C'è +lo zio!</p> + +<p>Il conte Roberto Vagli entrava in quel punto +con un altro vecchio signore; il conte Roberto +era dritto e magnifico, il largo petto inquadrato +dal panciotto della marsina, all'occhiello della +quale era fissato un superbo garofano bianco; +tra le mani il conte teneva il gibus, alla maniera +antica.</p> + +<p> — Io ti assicuro, — egli seguitava, — che è +una corbelleria, questa di voler tanti treni fra +Venezia e Milano; treni diretti, treni direttissimi, +o, come si dice ora, treni-lampo! Sai che cosa +avverrà ?</p> + +<p>L'amico sedette in una poltrona, e il conte ripetè, +standogli innanzi:</p> + +<p> — Sai che cosa avverrà ? Avverrà che Venezia +fra pochi anni sarà un sobborgo di Milano, e le +nostre civette andranno a far le compere a Milano, +e i nostri giovanotti si vestiranno a Milano, +e tutti i nostri quattrini ingrasseranno Milano, +e il nostro commercio e la nostra industria +rimarranno quel che sono ora, una povera cosa. +Non mi diceva un momento fa il Cavenaghi, sai, +quel mercante di carbone, che si pensa d'attuare +un treno per tempissimo, cosicchè si possa +andare a Milano, starvi sei o sette ore, e tornar +la sera medesima? Io ti domando!...</p> + +<p>L'amico si alzò, e tutt'e due s'avviarono.<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span></p> + +<p> — Io ti domando se questo si chiama far l'interesse +di Venezia....</p> + +<p> — Che bella mente! — esclamò Berto Candriani, +quando fu sicuro che i due se n'erano andati. — Non +vuole i treni diretti; bisognerà offrirgli +un servizio di muli. Dopo la battaglia di San Martino, +non ha capito più nulla. E Flopi deve lottare +con questi suoi parenti, i quali, nonchè l'amore, +non sanno intendere nemmeno la ferrovia!...</p> + +<p> — Ma io non comprendo perchè Flopi debba +lottare coi parenti, — osservò Giselda. — Lotta +per che, per chi?</p> + +<p> — Bah, — esclamò Berto Candriani, arricciandosi +i mustacchi con studiata espressione di mistero. — Affari +riservati! Non dimentichiamo che +lei è una signorina.</p> + +<p>Giselda si sentì avvampar la faccia: aveva ventitre +anni, molta voglia di vivere, fors'anco molta +violenza contenuta dall'abitudine e dalla educazione; +e nulla più l'irritava che l'ignoranza e +l'espressione di candore che dovevan formare la +sua maschera sociale.</p> + +<p>Ella crollò il capo e rispose con voce dura:</p> + +<p> — Quali sciocchezze! Ma se so tutto!...</p> + +<p> — Tutto? — ripetè Berto, sicurissimo che non +sapeva nulla, ma contento d'essere esonerato dalla +discrezione. — Lei sa che Flopi ha un'amante?</p> + +<p> — Ma certo!</p> + +<p> — La quale è bellissima?</p> + +<p>Giselda esitò un attimo.</p> + +<p> — Ciò non importa. Chi la dice bellissima, — rispose, — chi +mediocre, chi brutta!<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span></p> + +<p>Berto sorrise fugacemente, e incalzò:</p> + +<p> — Bellissima; e lei sa che Flopi l'ha rapita, +l'ha sedotta, la tiene con sè, e che ora ha sulle +braccia tutti i parenti?</p> + +<p> — Di lei; è naturale, — osservò Giselda.</p> + +<p> — No, di lui; i parenti di lui sono spaventati, +perchè non capiscono che cosa voglia farne, e +temono che la sposi....</p> + +<p> — Ma i parenti di lei perchè non intervengono? — domandò +Giselda quasi con impazienza.</p> + +<p> — Per una ragione ottima, contessina mia, — rispose +Berto ridendo. — Perchè sono nel regno +dei cieli, ad eccezione d'una madre, la quale se +l'è ripresa una prima volta, ma se l'è vista ripartire +con Flopi; onde la povera donna ha rinunziato +a lottare e a discutere.</p> + +<p> — E dove sono ora? — chiese Giselda con aria +distratta.</p> + +<p> — Chi? I parenti? Lo zio era qui poco fa, a +parlar di treni....</p> + +<p>Giselda interruppe, battendo un piede a terra, +spazientita.</p> + +<p> — Ma no, mio Dio! Flopi e quell'altra!...</p> + +<p> — Ah!... Sono a Venezia; anzi ho pranzato oggi +da loro. Bisogna dire che se qualche cosa d'irregolare +è in quella casa, non lo si vede certo +nella disposizione dei mobili, nella scelta delle +vivande, nella qualità degli oggetti che adornano +l'appartamento. Tutta roba squisita.... Credo che +Flopi verrà stasera a salutar la contessa, sul +tardi....</p> + +<p> — Lei è molto addentro nella confidenza di +Flopi! — osservò ironicamente Giselda, alzandosi.<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span></p> + +<p> — Sì, sono dei pochi che frequentano la casa, — disse +Berto drizzandosi in piedi e offrendo +il braccio a Giselda.</p> + +<p> — No, grazie, — rispose questa, freddissima. — Devo +dire una parola alla Torrecusa, che vedo +seduta laggiù, nella sala da ballo.</p> + +<p>E s'avviò sola, ma si fermò di repente:</p> + +<p> — Quale casa? — domandò sottovoce.</p> + +<p> — Sì, la casa di Flopi. Egli vive solo, ora; voglio +dire non vive a palazzo. Ha un bellissimo +appartamento sulle Zattere....</p> + +<p> — Con la bellissima compagna! — concluse Giselda, +che si lasciò sfuggire una risatina troppo +stridula per essere sincera.</p> + +<p>Berto s'inchinò, girò sui tacchi, e perfettamente +sicuro d'aver fatto il bene di Giselda, +di Flopi, e fors'anco di Loredana, passò nella +sala rossa, e si mischiò a un gruppo di dame +che ridevano in piedi con alcuni ufficiali di +marina.</p> + +<p>L'orchestra attaccò un valzer; i cavalieri traversarono +la sala, s'incrociarono, ricomparvero +con le dame al braccio, s'avviarono alla sala da +ballo; fu una sfilata rapida di coppie, un'ondata +di profumi.</p> + +<p>Il valzer diceva: « Queste gioie fallaci, tutte +simili all'invisibile onda delle mie note, si dissolvono +nel tempo, e nulla più rimane quando +l'alba livida vi richiama alle case. Abbandonatevi +a queste gioie malinconiche, a quest'onda +invisibile, e sognate tutti i vostri sogni, prima +che l'alba vi risvegli.... »</p> + +<p>Il maggiordomo comparve a un tratto nella<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span> +sala rossa, si presentò alla contessa Lombardi, +le disse qualche parola inchinandosi.</p> + +<p>La contessa ebbe un sorriso e mosse lentamente +verso la porta d'entrata, mentre un susurrìo di +curiosità si propagava nella sala tra i gruppi +degli invitati che avevan preferito la conversazione +alla danza.</p> + +<p>Quasi contemporaneamente un signore non alto +di statura, largo di spalle, con lunghi favoriti +biondi, varcava il limitare e dirigendosi rapidamente +incontro alla contessa, le prendeva la mano, +così da impedirle l'inchino che la dama aveva +abbozzato.</p> + +<p>S'udì la voce dell'uomo, una bella voce molle:</p> + +<p> — « Je vous suis bien reconnaissant, comtesse », — egli +diceva, baciando la sottile mano guantata.</p> + +<p> — Chi è? — domandò Berto Candriani.</p> + +<p> — Non lo conosci? — disse il tenente di vascello +Paolo Orseolo. — È Milan, l'ex-re di Serbia.</p> + +<p> — Oh guarda! — esclamò Berto. — Si muove +bene in un salotto, meglio che sul trono, l'animale....</p> + +<p>Il conte Orseolo diede una gomitata a Berto.</p> + +<p>Milan s'inoltrava, tenendo al braccio la contessa +Lombardi, che gli presentò gli invitati.</p> + +<p>Berto aveva ragione: Milan aveva piuttosto l'aria +d'un gran signore annoiato che non l'aspetto +d'un Sovrano. I favoriti e i baffi biondi contrastavano +con l'espressione di lassezza diffusa sul +volto; e dentro gli occhi grigi e freddi passavan +talora lampi improvvisi, come per effetto +d'un pensiero che sopraggiungesse e illuminasse +o facesse tremare quell'anima.<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span></p> + +<p>Egli disse qualche complimento alle dame intorno, +con misura e con gusto, sorridendo e socchiudendo +gli occhi.</p> + +<p>A Berto Candriani domandò:</p> + +<p> — « Est-ce que vous êtes du Rowing-Club, +comte? »</p> + +<p> — « Mais sans doute, Altesse! » — rispose Berto +Candriani prontamente.</p> + +<p>Milan gli sorrise soddisfatto; e mentre egli si +allontanava con la contessa per dirigersi alla sala +da ballo, Berto soggiunse a bassa voce con +Paolo Orseolo:</p> + +<p> — Mai visto il Rowing-Club! E tu?</p> + +<p>Il conte Orseolo si mise a ridere.</p> + +<p>Milan era giunto a Venezia in quei giorni, proveniente +da Abbazia, dove aveva passato qualche +settimana col giovane re Alessandro, suo figlio. +I giornali avevano anzi parlato d'un tentativo +d'avvelenamento commesso dai nemici degli +Obrenovich contro Alessandro; e Milan, che +in quell'epoca dimostrava pel figliuolo una vera +tenerezza, ne era rimasto foscamente impressionato.</p> + +<p>Era sceso all'« Hôtel d'Europa »; la contessa +Lombardi, che l'aveva conosciuto alcuni anni prima +a Biarritz, l'aveva invitato alla sua <span class="g">sauterie</span>.</p> + +<p>Berto Candriani stava per seguirlo a distanza +e per gustar le altre presentazioni, ma vide entrare +in quel punto Filippo Vagli, e gli corse +incontro.</p> + +<p>Filippo lo guardò interrogativamente.</p> + +<p> — C'è Milan, — annunziò Berto.<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span></p> + +<p> — C'è già ? — disse Filippo. — È simpatico?</p> + +<p> — Un tozzo di pane. Ti domanderà se sei del +Rowing-Club. Ti prego di dirgli di sì, perchè ciò +gli fa piacere.</p> + +<p> — Va bene. E la contessa è con lui?</p> + +<p> — Naturalmente. Adesso che ha una specie di +re per le mani, tu puoi risparmiar di salutarla, +perchè conti anche meno del solito.</p> + +<p>I due amici s'avviarono ridendo verso la sala +rossa.</p> + +<p> — A proposito, — soggiunse Berto. — Ti ho +reso un piccolo servizio, questa sera.</p> + +<p> — Mi fai tremare! — esclamò Filippo.</p> + +<p> — Coraggio! C'era la Fioresi che schiattava dalla +voglia di saper che cosa fai, come vivi, dove +ti nascondi. Io le ho raccontato tutto.</p> + +<p> — Le hai parlato di Loredana? — esclamò Filippo, +arrestandosi.</p> + +<p> — No. Le ho parlato di te, della tua passione, +delle baruffe con la tua famiglia; quadro completo, +insomma!</p> + +<p> — E lo chiami un piccolo servizio, questo? — disse +Filippo, stringendo la mano di Berto. — Ma +è un servizio impareggiabile, prezioso, magnifico....</p> + +<p> — Un servizio per dodici persone, — mormorò +Berto.</p> + +<p> — Proprio! Così avrò costei sulle braccia, come +non bastassero tutte le altre! — concluse +Filippo. — Ma dove hai la testa? Quando imparerai, +tu, a essere discreto?...</p> + +<p>Berto era un po' confuso; aveva creduto, dapprincipio, +che Filippo lo ringraziasse e gli stringesse<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span> +la mano per davvero; ed ecco che tanta +gratitudine si risolveva in un rimbrotto.</p> + +<p> — Non ti arrabbiare, Flopi, — egli disse. — Alla +fin fine, che cosa avverrà ? Che la Fioresi +non ti annoierà più coi sospiri e gli sguardi languidi....</p> + +<p> — Ma ti prego di credere che la Fioresi non +ha mai fatto nulla di simile, caro mio, e che +queste son fantasie del tuo cervello ozioso....</p> + +<p>Berto non potè replicare.</p> + +<p>Giunti nella sala rossa, videro nel bel mezzo +Milan Obrenovich che parlava con la duchessa +di Torrecusa.</p> + +<p> — « Nous avons fait un pari, la comtesse et +moi, » — diceva. — « La comtesse disait que vous +avez les yeux gris clairs, moi je disais que vous +les avez verts, ce qui vous sied excessivement +bien. Et voilà , j'ai gagné! »</p> + +<p>La duchessa sorrideva, un po' impacciata, sotto +la fiamma che sfolgorarono a un tratto gli +sguardi di Milan. Si sarebbe detto ch'egli avesse +voluto bere la luce che sorgeva dal corpo sottile, +dalla carnagione rosata, dai capelli aurei +della giovane dama.</p> + +<p>Gli altri tutt'intorno sentirono quella vampa +di desiderio, che il re del tappeto verde e delle +alcove aveva recato con sè, e tolsero gli occhi +dalla coppia e seguitarono per discrezione i loro +discorsi.</p> + +<p> — Oh perchè non si ricoverano dietro il paravento? — mormorò +Berto, con un'occhiata al +principe. — Se vuole io gli insegno i buchi, a +Milan....<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span></p> + +<p> — Quali buchi? — domandò Filippo stupito.</p> + +<p> — I buchi del paravento. Li ha trovati comodissimi +anche la Fioresi. Vieni, che ti faccio vedere; +è un segreto, il segreto che si rivela a un +gentiluomo....</p> + +<p>In quel punto, la Fioresi, giungendo dalla sala +da ballo con passo svelto, alta la testa, un tranquillo +sorriso sulle labbra, fermò Filippo, stendendogli +la mano.</p> + +<p> — Buona sera! — ella disse. — Si disperava +di vederla tra di noi....</p> + +<p>Berto Candriani rattenne un ghigno di malizia, +ma Giselda lo indovinò più che non lo vedesse.</p> + +<p> — Mi dia il braccio! — ella soggiunse a Filippo. — Facciamo +un giro, lontano da questo +re che non mi piace!</p> + +<p>Filippo le diede il braccio e s'avviò presto +con lei fuori della sala.</p> + +<p> — Ha ragione se non le piace quel re, — disse. — Perchè +pensava che io non sarei venuto +stasera?</p> + +<p>Berto, sprofondate le mani nelle tasche dei calzoni, +rimase a guardar Filippo e Giselda che si +allontanavano; poi squadrò di nuovo Milan Obrenovich, +e gli venne in mente un verso, un verso +del quale non avrebbe potuto dir l'autore, ma +che gli sembrava adatto alla sua situazione:</p> + +<p class="center" style="font-size: 95%">“Messo là nella vigna a far da palo„.</p> + +<p> — Senta che bel galopp! — gli disse la contessina +Cafiero, passandogli al fianco.</p> + +<p>Berto l'afferrò per il braccio, quasi a volo, con<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span> +tal furia che la fanciulla fece un gesto di spavento; +e conducendola seco di corsa:</p> + +<p> — Andiamo! — disse. — Qui tutti galoppano! +Galoppiamo anche noi!...</p> + +<p>La Cafiero, vestita di rosa, alta e bruna, un +neo in mezzo alla fronte, cominciò a ballar con +Berto, ridendo e socchiudendo gli occhi voluttuosamente.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">II.</h2> + +<p>Dopo la notte trascorsa da Loredana al palazzo +Vagli, Filippo aveva trovato e arredato l'appartamento +sulle Zattere, di fronte al largo e torpido +Canale della Giudecca; aveva persuaso con +molta facilità del resto, la signora Clarice Teobaldi +a lasciar Verona e ad allogarsi nell'appartamento; +di poi era toccato alla Teobaldi, nelle +frequentissime sue visite, a persuader Loredana, +che combatteva tra il desiderio di raggiungere +finalmente Filippo e la crudele necessità di dar +nuovo dolore alla mamma.</p> + +<p>Loredana s'era decisa un giorno in cui Adolfo +Gianella l'aveva affrontata in istrada, dichiarandole +di volerla accompagnare per vedere se mai +andasse dal conte. L'insolenza del giovane l'aveva +così esaltata che quel pomeriggio medesimo, +invece di tornare a casa, aveva raggiunto +Clarice Teobaldi, e alla mamma aveva scritto +ch'era a Venezia, ch'ella non temesse, ma che +ormai « il suo destino la chiamava ».<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span></p> + +<p>Così Clarice era diventata la dama di compagnia +di Loredana; e Loredana l'amante, alla faccia +del sole, di Filippo. Egli volle festeggiar l'avvenimento +con un piccolo viaggio, e partirono i +due innamorati per i laghi lombardi, lasciando +Clarice a Venezia.</p> + +<p>La dama di compagnia, altera del suo nuovo +e delicato ufficio, aveva rinunziato agli abbigliamenti +vistosi; vestiva sempre di nero, ma con +quel suo vezzo di indossare abiti troppo corti, +che le lasciavano scoperto tutto il piede, sembrava +da lontano un vecchio merlo.</p> + +<p>Quando Loredana e Filippo tornarono, ella potè +annunziare che la signora Emma era stata due +volte a cercar della sua Lori, e che non si lagnava +più, e che aveva piegato il capo, anche lei, +sotto quella raffica di passione. La signora Emma, +travolta dal furore altrui e dalla debolezza +propria, la quale pareva esser cresciuta dopo l'unico +atto energico da lei compiuto a Sirmione, +aveva veramente abbandonato le redini, non sperando +ormai che nella onestà di Filippo, nella +saggezza di Loredana, in qualche lontano avvenimento +tuttavia incomprensibile.</p> + +<p>La sua Lori andava a trovarla spesso, in quella +casetta bianca sul campiello muto, dalla quale +i pettegolezzi ostinati e i fatti veri avevano allontanato +amici e conoscenze, cosicchè la signora +Emma viveva ora quieta e sola, abbandonata +e placida. Qualche volta Lori si fermava a colazione +o a pranzo; e mai le due donne non parlavano +del conte; bensì, era in tutto l'atteggiamento +della fanciulla verso la madre una premura<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span> +nuova, un'affettuosità timorosa, che parevan +chiedere continuamente il perdono nel silenzio; +e quel perdono era già nel riserbo della +signora Emma, che non aveva più detto parola +dei suoi presentimenti.</p> + +<p>Loredana traversava allora un periodo di selvaggia +e franca voluttà . Filippo era l'amore, e +l'amore l'inebbriava, come se il calore di quel +principio d'autunno avesse bruciato le vene di +lei, moltiplicandone il desiderio e i capricci notturni +e diurni. Il suo corpo bianco finemente venato, +i seni duri dai capezzoli che ricordavan le +fragole odorose, il ventre piccolo chiaro come ambra, +le gambe dai bei ginocchi e dalle cosce muscolose, — splendevan +la notte sotto i baci di Filippo, +tra i veli della zanzariera, che chiudevan +gli amanti come nell'onda azzurra e dolce d'un +acquario.</p> + +<p>Al ritorno dall'escursione dai laghi lombardi, +Filippo chiamava Loredana « la viperetta » ed ella +sorrideva misteriosamente. Quel che di più +gaio, di più sano e di più forte era nella sua +anima veneziana, sfolgorava nella passione libera, +così che nessun dono era per la giovane premio +più ambito che un'ora di baci e di carezze.</p> + +<p>Baci e carezze di Filippo; mai non aveva pensato +potessero essere d'altri; mai non aveva guardato +i facili ammiratori che, protetti dall'angustia +e dalla cattiva luce delle calli, la seguivano, +fosse sola per correre dalla mamma, o fosse +accompagnata da Clarice, e le susurravano, +passando, brevi frasi, e osavano qualche sorriso +e le ronzavano intorno.<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span></p> + +<p>Ella aveva per Filippo una gratitudine cieca, +una specie di religione; ma lungi dall'essere timorosa, +era lieta ed uguale; risuonava il suo +canto la mattina, nel torrente di luce che invadeva +le camere; e tutto il giorno Loredana viveva +con piacere, occupandosi con Clarice delle +compere, dando ordini alla cuoca ed alla cameriera, +riempiendo la casa delle sue corse, delle +sue risatine, facendo ammattire la povera dama +di compagnia, della quale imitava i gesti al piano +e le stonature e il modo di camminare e il +dialetto veronese, con tanto impeto, che Clarice +finiva per riderne.</p> + +<p>Filippo si recava tutti i giorni dall'amante, vi +si tratteneva a colazione spesso, a pranzo quasi +sempre, e per lunghe ore nella serata. Ancora +non s'era fatto veder per la strada con la ragazza; +gli spiaceva l'ostentazione dei suoi amori, +quantunque nessuno potesse ormai ignorarli.</p> + +<p>Egli aveva pensato di vivere con Loredana lungi +da Venezia, in qualche città dove, per esser +la vita larga e rapida, la curiosità è meno molesta. +Ma in quei giorni appunto le diatribe coi +parenti s'eran fatte acute.</p> + +<p>La contessa Bianca aveva minacciato Filippo +di farlo diseredare dallo zio Roberto; occorreva +una punizione materiale, poichè i concetti d'onesto +vivere e il senso del decoro non avevan +presa su di lui; e in verità la perdita d'un patrimonio +che, come quello dello zio Roberto, si +aggirava intorno ai due milioni, non poteva non +impensierire Filippo, il quale non possedeva nemmeno +un terzo di quella ricchezza. Allontanarsi<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span> +decisamente da Venezia e con Loredana in un +frangente simile, sarebbe stata imprudenza grave, +anche perchè la minaccia non era venuta sino +allora che dalla contessa Bianca e nulla diceva +nel contegno dello zio Roberto ch'egli pensasse +a tanto estremo. Anzi, di Loredana non aveva più +parlato.</p> + +<p>La contessa Bianca, infatti, s'era avveduta +presto che di Flopi, dello scandalo, della « monella », +dei soliti discorsi, il cognato era arcistufo; +poteva egli bensì dare un consiglio, ma considerava +i consigli a guisa dei denari, dei quali +se si regalano o se si prestano, non è lecito al +donatore invigilar l'uso e rinfacciar la prestanza.</p> + +<p>Prudentemente, la contessa Bianca smise d'intrattenere +il cognato sulle follie di Filippo, ripromettendosi +di tornar daccapo ad occasione +propizia; e dopo un ultimo colloquio breve, secco, +perentorio, col figlio che si mostrò rispettoso +e cocciuto, ella si ridusse nella sua campagna +di San Donà .</p> + +<p>Ciò che la contessa aveva previsto, si avverava +fatalmente: il vincolo tra Flopi e Lori si +era fatto via via più saldo; non era Loredana +l'amante, nè la mantenuta, ma qualche cosa tra +la moglie e l'amica, qualche cosa che non si +vende e non si compera, che si può abbandonare +ma che non si dimentica più, che con rapidità +propaga il suo dominio dai sensi al cervello e +dal cervello al cuore. Si trattava d'un caso d'amor +libero, che talune condizioni potevano spezzar +da un giorno all'altro, e che talune, più +probabili, potevano un giorno trasformare in un +matrimonio.<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p> + +<p>Filippo, tutto preso dalla « viperetta », dimenticò +finalmente la prudenza e andrò a vivere egli +pure nell'appartamento sulle Zattere, che per Loredana +era troppo grande; la camera attigua a +quella in cui dormiva la giovane fu ridotta, da +salottino, in camera da letto per Filippo; e tra +l'una e l'altra si aprì una porta di comunicazione. +Il conte fece trasportar mobili, libri, oggetti +suoi nella nuova dimora; vi condusse anche Piero, +il domestico silenzioso, e si ripromise di vivere +da quel giorno, ora in casa di Loredana, ora +nel suo palazzo, secondo che le convenienze e gli +obblighi sociali avrebbero permesso.</p> + +<p>Loredana non aveva chiesto mai nulla, e tutto +le veniva profferto spontaneamente, con fresco +entusiasmo, con incredibile audacia da quello +stesso uomo, che andava sostenendo tanta guerra +per il suo amore. Ad ogni piccola novità , ella +rideva nervosamente, quasi smarrita, rilevando +che la casa si trasformava, si faceva bella e intima, +che Filippo le dava a poco a poco una +sua impronta personale.</p> + +<p> — « Folletto », che ne dite? — chiedeva Loredana +qualche volta alla Teobaldi.</p> + +<p>« Folletto » era il nomignolo che Loredana aveva +scelto per Clarice in memoria del famoso galop +di Sirmione.</p> + +<p> — Dico che è magnifico! — rispondeva il +grosso folletto, guardandosi intorno a gustar meglio +l'intimità aristocratica del luogo, e a salutar +con un sorriso certi oggetti, come quel legno +policromo del 600, i quali significavan per lei +qualche ricordo. — Dico, — seguitava, — che<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span> +a Sirmione deve avermi spinta il mio angelo +custode; e pensi, contessa, che vi sono andata +a caso, senza voglia....</p> + +<p>Ma Loredana interrompeva con un gesto la storia +risaputa.</p> + +<p> — Non tornerete daccapo? — domandava ridendo.</p> + +<p>Dacchè viveva con la giovane signora, Clarice +aveva sentito il dovere di renderle il titolo di +contessa, che a Sirmione le aveva lesinato; i servi +imitavano in questo la dama di compagnia, +quantunque nessuno ignorasse da qual vincolo Loredana +era legata al conte; e Filippo, non senza +riconoscere la fastidiosa gravità del fatto, s'era +guardato dal muovere osservazioni, che sarebbero +state, del resto, assai difficili e spiacevoli.</p> + +<p>Berto Candriani aveva raccontato alla contessina +Fioresi ch'egli era fra i pochi i quali frequentavano +la casa della bella amante, e aveva +detto il vero; anzi era il solo che Filippo si +conducesse qualche volta a pranzo.</p> + +<p>Aveva cominciato quasi involontariamente, perchè +Berto gli si era messo un giorno alle calcagna, +essendosi fitto in capo di pranzare con Filippo, +dovunque quel giorno e con chiunque Filippo +avesse dovuto trovarsi; e quest'ultimo, o +perchè di buon umore, o disperando di levarselo +d'intorno, se l'era condotto seco e l'aveva presentato +a Loredana e anche alla signora Clarice +Teobaldi.</p> + +<p>Loredana n'era rimasta sgomenta e sospettosa; +ma passato il primo impaccio, Berto s'era mostrato +così accorto, così savio, così elegante nelle<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span> +maniere, pur essendo loquace e malizioso, che +a poco a poco Loredana s'era rimessa dal sospetto +e da quel sottile pudore che l'avevan dapprima +turbata. Clarice dichiarò netto che dopo +il conte Vagli, il conte Candriani era il gentiluomo +più compito del mondo, forse perchè, invece +di far complimenti usuali alla bella amante, egli +aveva rivolto la sua galanteria scherzosa alla +cantatrice, la quale n'era rimasta ammiratissima.</p> + +<p>Berto non abusò del privilegio e non si recò +mai da Loredana se non accompagnando Filippo. +Egli pure aveva fiutato in aria che si trattava +d'un legame serio, non indegno di qualche +rispetto; parlava bene di Loredana a Filippo e +di Filippo a Loredana, ma chiedeva a se stesso +dove quei due sarebbero andati a parare.</p> + +<p>Frattanto, perchè la contessa Lombardi e altre +dame s'indugiavano in città , prolungando oltre +il consueto la stagione dei bagni, Filippo +aveva dovuto riprendere quella « vita per la platea » +della quale era abituato a vivere. Si recava +spesso a Lido, nelle capanne delle amiche.</p> + +<p>Il Lido piaceva a lui, come a tutti i veneziani, +per agonia di luce, di verde, di spazio, d'aria +diffusa; anch'egli si contentava dei pochi viali +fiancheggiati da villini brutti, e s'era avvezzo alle +costruzioni terribilmente antipatiche di quegli +alberghi nei quali si mangiava malissimo e +dai quali si vedeva una sfilata di capanne tozze, +una spiaggia arida, qualche disegno di giardino +con gli alberetti ancor giovani, sarcasticamente +dimentichi di protegger gli uomini dal sole.<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span> +Anche a Filippo la terrazza dei bagni pareva +una stupenda costruzione d'arte; la vita e i colori +glieli prestavano le oziose belle e gli oziosi +eleganti in abiti vivacissimi, cosicchè quella baracca +era come un animale indecente coperto da +parassiti variopinti che ne nascondevano la sgraziataggine.</p> + +<p>Con le dame, con gli ufficiali di marina, coi +gentiluomini che a quelle facevano codazzo e corona, +Filippo si lasciò trascinare a gite frequenti; +talora prendeva parte alle « sauteries », che nel +linguaggio barbarico dell'aristocrazia dovevano significare +balli modesti, fra amici.</p> + +<p>Egli aveva il proprio pensiero rivolto a Loredana +anche in quelle ore, ma la dimestichezza +antica con le famiglie patrizie, la necessità di +rispondere alle cortesie, la germinazione continua +di visite da visite, di pranzi da pranzi, di gite +da gite, la rete sottile e densa della vita mondana, +che o si fugge interamente o interamente +vi afferra, per lunghi giorni lo avevano costretto +ad abbandonare l'appartamento segreto e caro +delle Zattere, dove non si riduceva che a notte +tarda, con la furia di ricomprarsi il tempo perduto +e di compensarne l'amante.</p> + +<p>Loredana, che di rimbrotti non era capace, sentì +bruscamente d'odiare quelle donne, quegli uomini, +quei ritrovi, quegli spassi; non solo perchè +interrompevano la sua bella esistenza d'amore, +ma più perchè la mettevano innanzi a una barriera.</p> + +<p>C'eran dunque famiglie ch'ella « non poteva » +conoscere, e donne che « non dovevano » salutarla?<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span> +Si era data con ingenua lealtà , fidando, senza +un calcolo, per impeto d'amore; e niente la +salvava dalla riprovazione arcigna del mondo? +Ella aveva contro di sè la piccola società borghese +alla quale apparteneva, e la società aristocratica +alla quale non poteva appartenere; l'una e +l'altra s'accordavano in un sol punto, nel biasimarla.</p> + +<p>La fanciulla evitò di metter piede a Lido, temendo +che la sua mala sorte la facesse incontrar +con Filippo e obbligasse l'uno e l'altra alla commedia +di scambiare un saluto appena percettibile; +ma se lo sguardo le cadeva sui giornali cittadini, +vedeva il nome di Flopi nel resoconto delle +feste accomunato con quello di Berto Candriani, +del tenente Orseolo, del marchese di Spinea, +e due righe sopra una sfilata di dame, dalla +contessa Osvaldi alla duchessa di Torrecusa, dalla +contessina Fioresi alla contessa Lombardi. Eran +sempre le medesime, accompagnate dai medesimi +aggettivi, disposte nel medesimo ordine; e venivan +poi i nomi di signore esotiche, le quali +almeno, sparivano e ricomparivano con maggior +varietà .</p> + +<p>Che cosa faceva Flopi, come poteva non annoiarsi +tra quelle donne, ch'egli vedeva tutti i +giorni, da anni?</p> + +<p>Berto Candriani, una sera a pranzo, aveva detto +sbadatamente, innanzi a Loredana, che non +si può vincere la noia in società se non a patto +di andarvi per corteggiare una donna, per trovar +l'amore o per condurre un flirt. E aveva svelato +i piccoli intrighi, che legavan questo a quella,<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span> +sfilando una corona di allegri pettegolezzi ed +esagerando molto.</p> + +<p>Loredana aveva dato un valore d'assioma alle +parole del Candriani, e aveva guardato Filippo +impallidendo; ma Filippo, quella sera medesima +sul tardi s'era recato a una delle solite « sauteries » +spinto dalla curiosità di veder dappresso +il famoso Milan Obrenovich, del quale si narrava +in quei giorni la riconciliazione con la regina +Natalia. La giovane s'era coricata subito, +per piangere, e nel cupo silenzio della notte veneziana, +a lungo aveva dovuto aspettare il ritorno +di Flopi.</p> + +<p>Distesa sul letto, i capelli raccolti in fascio +dietro la nuca, guardava tra le lacrime la sua +camera e gli oggetti intorno, che le eran tanto +cari. Una lampada ardeva sul tavolino; il letto +chiuso nei veli della zanzariera, che tenevan Loredana +come in un'ampia rete, e i mobili di mogano +lucido sui quali splendevano le serrature +e le borchie d'argento, e le due finestre debolmente +illuminate dalla fiammella del lampione +ch'era innanzi alla casa, e le poltrone di stoffa +a larghi fiori di velluto in rilievo, tutto era accarezzato +come da un raggio lunare, per la lampada +che aveva il globo intensamente azzurro.</p> + +<p>Il valzer in casa Lombardi cantava intanto: +« Abbandonatevi a queste gioie malinconiche, a +quest'onda invisibile, e sognate tutti i vostri sogni, +prima che l'alba vi risvegli.... »</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span></p> +<h2 class="lighter">III.</h2> + +<p>Di quel patriziato veneziano del quale le storie +del 1848 non dicono nulla, quelle del '59 non dicono +niente e quelle del '66 dicono poco, il conte +Roberto Vagli era stato a' suoi tempi una fortunata +eccezione.</p> + +<p>Come ufficiale di cavalleria, aveva preso parte +al combattimento di Montebello, che viene +giudicato dai tecnici il primo scontro importante +del 1859; e terribile, perchè secondo alcuni +autori, metà della cavalleria piemontese — lancieri +Aosta, lancieri Novara, cavalleggieri Monferrato — vi +rimase distrutta, essendosi urtata +con gli Ussari Haller sotto la fucilata implacabile +dei battaglioni austriaci; e stupendo per l'impareggiabile +pertinacia dei cavalieri italiani che +si lanciarono più volte alla carica con una furia, +la quale il fuoco e il piombo non poterono arrestare.</p> + +<p>Fu il conte Vagli di poi alla battaglia di San +Martino con quegli squadroni d'Aosta, di Saluzzo +e d'Alessandria, che sciabolando ripetutamente +il nemico, l'obbligarono a ripiegare verso +Pozzolengo. Bella battaglia, ideata e svoltasi +alla vecchia, con accanitaggine testarda, con episodii +di rabbia incredibile; e l'eco ne giunse tosto +a Venezia, dove nessuno osò per quella vampa +di gloria e d'entusiasmo inanimire il popolo +e dare al vento il vessillo italiano.<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span></p> + +<p>Il conte Roberto Vagli si sentiva certo meglio +di suo nipote Flopi, gettando uno sguardo al +passato, benchè la famiglia fosse stata sempre +più incline a censurare le mende dei numerosi +scapestrati onde s'ornava l'albero genealogico, +che non a compensar le gesta dei pochi valorosi +i quali avevan compiuto il loro obbligo. Si sentiva +certo meglio, il conte Roberto, dei suoi coetanei, +ch'egli non aveva incontrato nè tra i lancieri +d'Aosta, nè tra gli ussari austriaci, nè tra +nemici, nè tra commilitoni.</p> + +<p>Egli fu candidamente felice di poter far parte +di quel Comitato che nell'anno 1893, sotto la +presidenza del cavalier Breda, aveva preparato +l'inaugurazione della Torre di San Martino della +Battaglia; e mentre la cognata andava snocciolandogli +la litania dei vizii e degli stravizii di +Flopi, e degli amori con la sbarazzina e della +necessità di qualche grave minaccia, il conte Roberto, +fattole comprendere d'averne abbastanza, +riviveva le belle memorie, tutto chiuso in pensieri +più alti e più gravi che non fosse l'avvenire +del nipote.</p> + +<p>Frugava tra carte vecchie, contemplava i vecchi +ritratti degli ufficiali di cavalleria e di quelli +dei bersaglieri, che avevano caninamente disputato +il terreno agli austriaci, battendoli passo +per passo, da una casipola a un cimitero, da un +albero all'altro; e sentiva quasi sul volto un alito +fresco, certamente nelle vene un sangue gagliardo +scorrere, e voleva ridere di piacere per i giorni +gloriosi, che nessuno poteva cancellare più.</p> + +<p>Quel 15 ottobre 1893, in cui la Torre venne<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span> +finalmente inaugurata alla presenza d'Umberto e +di Margherita, tra una folla di settantamila persone +onde furono allagati i bei viali di cipressi +e la pianura, sotto un mirifico sole, il conte Roberto +fu tutto preso da una tenera gioia e da +un'ombra di malinconia, rivedendo parecchi dei +vecchi combattenti e rammentando i molti scomparsi.</p> + +<p>Filippo gli era al fianco; a lui quel tuffo in +un'epoca vicina e pur così diversa da quella in +cui viveva, diede subito una specie di sbalordimento. +Lo stesso zio Roberto ch'egli si dipingeva +sempre al pensiero come un brav'uomo bizzarro, +gli apparve fermo, giovane, sereno. Ne aveva +un poco riso la sera prima, senza malizia, +con Loredana la viperetta; e il mattino, innanzi +alla torre storica, vedendolo tutto lieto, il petto +fregiato di belle medaglie conquistate tra lo sciabolare +dei nemici furiosi e vinti, Filippo ebbe +quasi un fremito d'invidia e di rispetto.</p> + +<p>Quando il cavalier Breda lo chiamò e lo presentò +al Re dall'occhio fulmineo, dicendo a Sua Maestà +nel placido dialetto, a cui il commendatore +non aveva voluto rinunziar neppure in quell'ora +solenne:</p> + +<p> — « La permeta che ghe fazza conossar sto bravo +giovine.... »</p> + +<p>Filippo, inchinandosi profondamente, si chiese +perchè lo presentassero al Re e perchè egli fosse +un bravo giovane; forse non per altro, se non +perchè nipote del conte Roberto.</p> + +<p>La folla bisbigliava facendo ala ai Sovrani per +vedere la Regina, augusta bellezza nell'abito violetto,<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span> +col cappello nero piumato sulla massa della +chioma d'oro; e Filippo, rimasto a pochi passi +dal Re, sentiva gli sguardi avidi fissare il gruppo +dei generali, cercar fra questi il vecchio Cucchiari, +e diffondersi il susurro, diventar grido e +tumulto, perdersi lontano dove ondeggiava un mare +di teste.</p> + +<p>Più tardi, durante la visita all'Ossario, Filippo +guardò i teschi degli ufficiali italiani e austriaci, +raccolti e disposti nella scansia circolare.</p> + +<p>Pel vialetto di cipressi che adduceva a quel funereo +reliquario, la battaglia era stata atroce; i +colpi di fucile avevano sloggiato i nemici a uno +a uno, quasi in un duello di soldati contro soldati; +qua e là l'iscrizione breve d'una pietra rozza +fitta in terra indicava la zolla su cui un ufficiale +italiano era caduto durante la rapida caccia; +e la terra pareva diversa da quella di tutti +gli altri campi, quasi il sangue onde s'era abbeverata +l'avesse fatta più grigia e più triste.</p> + +<p>Ma Filippo osservò attentamente i teschi raccolti +nell'Ossario. Il conte Roberto, senza parlare, +gliene segnò alcuni col dito, gl'indicò il cartellino +col nome; dalle occhiaie e dalle suture +sconnesse di alcuni pendeva per una cordicella +il pezzo di piombo che aveva traversato il cranio +o spaccato il cuore; e toccando quei frantumi +di proiettili e di mitraglia, Filippo vide fuggire +lungo i palchetti della scansia qualche scolopendra +che aveva preso albergo nei teschi dei valorosi.</p> + +<p>Egli guardò Roberto, che sorrise tranquillo.</p> + +<p> — È un altr'uomo! — pensò Filippo. — La<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span> +morte non gli desta alcun orrore; egli vede i +teschi dei commilitoni come fossero ancora animati, +e avessero occhi e carni. Poteva essere lui +nell'Ossario; io non l'avrei conosciuto e non avrei +compreso il suo sacrificio.</p> + +<p>Roberto lo toccò nel gomito. I due Sovrani uscivano +scambiando qualche parola con gli ufficiali +ch'erano intorno; tutto il sèguito si muoveva.</p> + +<p>Roberto disse:</p> + +<p> — Ebbene, che pensi? Ti piace?</p> + +<p>Filippo non potè trattenersi dal ridere sommessamente.</p> + +<p> — Che verbo strano tu hai scelto! — egli rispose. — Se +mi piace! Come fossimo a un +ballo!</p> + +<p> — A me piace molto, — disse lo zio con semplicità . — Ogni +passo su questo terreno mi fa rivivere. +Non è stata una grande battaglia, sai? +E si sono commessi spropositi da cavallo; tuttavia +è andata bene. A Montebello ci eravamo +divertiti meglio; gli Ussari erano magnifici; bei +soldati gli Ussari; ma qui abbiam picchiato più +forte, più deciso. Tu avessi visto il cimitero! Un +carnaio; si dovette conquistarlo a mitraglia e +a fucilate come una fortezza. E la villa Tracagne, +presa e ripresa sei volte? Ha nella fronte +ancora diciotto palle da cannone....</p> + +<p>Tacque un istante, gli occhi nel vuoto, sopra +le teste della folla che egli non guardava e che +guardava lui. Aggiunse, col sorriso pacifico:</p> + +<p> — Ci siamo divertiti! Bah! Non potere tornar +daccapo!...</p> + +<p>Filippo voleva dire qualche cosa; voleva dirgli<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span> +che lo amava assai in quel momento, che gli +pareva nobile ed alto; ma si rattenne non trovando +la parola discreta, e sorrise egli pure.</p> + +<p>Il resto della cerimonia, la messa, il banchetto +nel padiglione reale, non ebbero per Filippo alcun +significato; la festa si vestiva ormai della +sua veste ufficiale.</p> + +<p>Davanti alla Torre, i due cannoni che la presidiavano +con le bocche rivolte al viale, attrassero +l'occhio di Filippo, che pensò i due vecchi +arnesi della guerra già antica serrassero qualche +cosa in sè dell'anima di Roberto; egli era +della stessa tempra ingenua e salda.</p> + +<p>Ma l'imagine che rimase nitidissima fra tutte +nella mente di Filippo fu quella dei teschi, dei +frantumi di mitraglia, delle scolopendre che correvano +smarrite.</p> + +<p>Rivide il vialetto dei cipressi già imbevuto di +sangue, e si provò a sognar quell'episodio di furore, +la corsa, il crepitìo delle fucilate; udì quasi +l'ansimar dei soldati sotto la tempesta di ferro, +e questo e quello vide cadere, squarciato il +viso, rotto il fianco. Il conte Roberto eccolo alla +testa d'un plotone di lancieri sbucare di repente +tra quell'inferno, urlando e sciabolando coi +suoi cavalieri indemoniati; e il sibilo della mitraglia +raddoppiare: cavalli impennati, uomini +precipitati di sella; e dietro, altri plotoni e altri, +e lampeggiar di lame e di lance: cavalleggieri +Saluzzo, lancieri Aosta, cavalleggieri Monferrato, +tutti addosso al nemico che balena. Poi, d'un +tratto l'uragano scoppia; la furia del cielo si +mesce alla furia degli uomini, violentissima, e<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span> +al fragor delle armi si unisce il guizzo dei fulmini +e lo scroscio della bufera.</p> + +<p> — Torni a Venezia? — domandò il conte Roberto.</p> + +<p>Filippo sussultò in modo, che il vecchio si mise +a ridere.</p> + +<p> — A che pensavi? — disse.</p> + +<p>L'altro si passò una mano sul viso come trasognato. +Erano tutti in piedi, al finir del banchetto. +Si fece un gran silenzio: i Sovrani si congedavano; +e a Umberto piacque salutare affettuosamente +il conte Roberto Vagli.</p> + +<p> — Arrivederci, — gli disse, stringendogli la +mano e fissandolo con gli occhi acuti. — Sono +contento d'aver conosciuto ancora un valoroso....</p> + +<p>Strinse la mano pure a Filippo, con un breve +sorriso.</p> + +<p>Sul volto di Roberto s'era diffusa una espressione +di compiacimento quasi fanciullesco, alle +parole di Umberto; e il vecchio restò a guardare +il Re che s'allontanava con Margherita, +stretti intorno dagli alti funzionarii.</p> + +<p>Filippo gli domandò:</p> + +<p> — Sei soddisfatto? Umberto è stato molto gentile +con te.</p> + +<p> — Molto, molto! — esclamò il vecchio con +gioia. — Non potevo desiderare di più. È stato +troppo buono, e mi ha confuso. Per quattro sciabolate!... +In verità mi rammarico del poco che +ho potuto fare!... Quattro sciabolate! Ma se torno +daccapo....</p> + +<p>S'interruppe e si mise a ridere.</p> + +<p> — Oggi mi son fitto in testa di far la guerra, — disse<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span> +poi. — Si vede che ho la febbre. Ma ti +assicuro che farei meglio, farei pazzie!...</p> + +<p>Drizzò la bella persona, quasi imaginando di +rotear la sciabola contro un nemico invisibile; +ed era in quella sua fantasia così fiero e deciso, +che Filippo lo guardò ammirato.</p> + +<p>Risonava il terreno per un galoppo sordo e +continuo; la folla sterminata correva a veder la +partenza dei Sovrani, a prender d'assalto i treni; +e spinta innanzi dalla curiosità e dalla fretta, +innalzava un convocìo incessante che a poco a +poco diventava un urlo rauco, quasi il soffio di +una procella vicina.</p> + +<p>Più volte Roberto e Filippo vennero urtati; ma +essi procedevano adagio e in silenzio, ciascuno +abbandonato all'onda dei proprii pensieri, i quali +eran tanto dissimili che si sarebbe detto i due +uomini appartenessero a due mondi piuttosto che +a due epoche diverse.</p> + +<p>Roberto ebbe ancora qualche esclamazione:</p> + +<p> — Buon Re! — disse, quasi parlando da solo. — Egli +ha conosciuto la guerra e la battaglia; +le sue parole mi son più care.</p> + +<p>Rintronava il galoppo; passavano intere famiglie, +seguite dalla domestica che recava sulle +braccia i canestri vuoti della colazione, e tutti +della famigliuola correvano, chiamandosi e incitandosi +ad alta voce; qualche volta, rapido al +par del fulmine, appariva e spariva un cane, abbaiando +per cercare il padrone; di quando in +quando passava una carrozzella, zeppa di gente +così da far pensare che le molle stessero per cedere +e il cavallo per rimanere stecchito; e di<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span> +nuovo la folla sparsa, una tempesta di ombrellini +aperti con colori strani, con le forme più +varie, dal minuscolo all'enorme; e gruppi che +procedevan lenti, a squadre, alternando l'inno di +Garibaldi con l'inno di Mameli. I due uomini seguitavano +a camminare adagio, in silenzio, urtati +e stretti, col pensiero lontano.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">IV.</h2> + +<p>Quando, la sera stessa, Loredana gli domandò +qualche notizia di quella festa, Filippo fu insolitamente +loquace.</p> + +<p>Il salottino nel quale si trovavano era per tutta +la parte superiore immerso nell'oscurità ; dalla +tavola di mezzo la lampada, coperta con un paralume +rosso, proiettava la luce sul capo di Loredana, +che stava un po' curva a ricamare; e Filippo, +sdraiato in una poltrona nell'angolo, s'intravedeva +appena. Egli era ancor tutto vibrante +per le impressioni della giornata, e fu felice di +parlarne; disse a Loredana di quella cerimonia +straordinaria e si fece a descrivere i particolari +che meglio avevano attratto il suo sguardo.</p> + +<p> — Ah quei teschi, quei teschi! — esclamò. — Che +eloquenza viene dalle cose! Io, vedi, non +avevo mai capito, anzi dirò che non avevo mai apprezzato +lo zio; ci voleva San Martino, ci voleva +l'Ossario perchè comprendessi finalmente Roberto +e imparassi ad amarlo. È un uomo semplice e<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span> +buono, ed è un valoroso. Prima m'infischiavo di +lui: oggi in verità , non vorrei dispiacergli per +nulla al mondo.</p> + +<p>Loredana tacque: il fervore inusato dell'uomo +le giungeva nuovissimo, e non sapeva come spiegarne +la causa.</p> + +<p> — Ho sentito, — continuò Filippo, — quanto +io sono miserabile al confronto di quei vecchi. +C'era il generale Cucchiari, te l'ho detto? Guardandolo, +ho pensato ch'egli ha visto cose e provato +emozioni che io non potrò mai nemmeno +sognare. Io sono un piccolo uomo impegolato in +una piccola guerra di pettegolezzi; e tra me e +quei vecchi c'è la stessa differenza che tra il +pettegolezzo e un colpo di cannone.</p> + +<p> — Quale piccola guerra di pettegolezzi? — domandò +Loredana, senza alzare il capo dal suo +lavoro.</p> + +<p> — Ma sì, la solita musica! — disse Filippo. — Voglio +dire, tutte le chiacchiere che si fanno +intorno a me, e intorno a te, e le ire dei parenti, +di mia madre, di mia sorella, di mio cognato +e anche dello zio.</p> + +<p> — Ma allo zio non vorresti spiacere! — osservò +Loredana. — E se ti pregasse di lasciarmi, allora +mi lasceresti subito?</p> + +<p>Le parole furon dette con accento così teneramente +dubbioso, che Filippo balzò in piedi ridendo, +e corse a baciar la testa curva dell'amante.</p> + +<p> — Sono uno sciocco! — esclamò. — Anche tu +sei una sciocca, a farmi queste domande. Su, à lzati, +su, viperetta!<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span></p> + +<p>Loredana si alzò lentamente, e senza comprendere +depose il ricamo sulla tavola; ma Filippo +l'afferrò pel busto e la trascinò ballando.</p> + +<p> — Su, su! — diceva. — Dobbiamo ballare; non +essere triste per queste sciocchezze....</p> + +<p>La giovane, abbandonata fra le braccia del suo +Flopi, cominciò a ridere, lasciandosi trasportare; +ma a poco a poco, perchè egli insisteva, si +mosse con giusto ritmo; e la signora Teobaldi, +che entrava in quel punto con un mazzo di carte +per il suo abituale solitario, restò a bocca aperta, +vedendo i due amanti che ballavano un valzer +in silenzio nella camera penombrosa.</p> + +<p> — Quale spettacolo! — disse ammirata, disegnando +nell'aria un gesto solenne. — Quale spettacolo +d'amore perfetto!</p> + +<p>Loredana diede in una risata; ma il cuore le +martellava dalla gioia; una fanciullaggine di Filippo, +un suo atto gentile, un pensiero di sollecitudine +le snebbiavan dall'anima quelle ore di +trepidanza che la vita mondana di lui le cagionava.</p> + +<p>Non era più la vita dei salotti; l'autunno aveva +ormai circoscritto i convegni, e la società elegante +si ritrovava nelle sale dei grandi alberghi +sulla Riva degli Schiavoni o lungo il Canalazzo. +Ivi i ricchi stranieri che avevano amicizia con +l'aristocrazia veneziana, davano pranzi e feste: e +le riunioni eran tanto curiose e vivaci, quanto +e meglio che quelle della società consueta.</p> + +<p>Gli stranieri si dilettavano di recarsi dopo pranzo +in gondola alle serenate, per udir le canzoni +e per vedere i palloncini che si riflettevano dalle<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span> +barche dei cantanti nell'acqua scura. Filippo, +che a quei pranzi doveva spesso partecipare, si +destreggiava sempre in maniera da evitare il supplizio +delle canzoni, e tornava presto a Loredana +per uscir con lei in gondola, lontano, nell'ombra +del Canal della Giudecca, dove il silenzio era +stupendo.</p> + +<p>A una di quelle feste date da stranieri in un +grande albergo, Filippo non fu poco sorpreso di +trovare lo zio Roberto.</p> + +<p> — Tu qui? — gli disse Filippo, con espressione +di piacere.</p> + +<p> — Ti dirò poi; usciremo insieme, — rispose +il vecchio.</p> + +<p>Alla festa erano intervenuti madame Lodge, +una parigina bionda (bionda o tinta?) e una +mistress Stewart col marito, il signor Stewart, +il quale era un grande cacciatore di galli di montagna.</p> + +<p>V'era la principessa Stephen, una viennese di +trent'anni, che girava il mondo; suo marito girava +il mondo dall'altra parte e non s'incontravano +mai. La principessa parlava costantemente +dell'anima e si faceva corteggiare di preferenza +dagli ufficiali. Ella era tutta vestita di bianco, +tre giri di grosse perle al collo, merletti bianchi +sullo strascico; ma aveva le scarpette d'oro come +mademoiselle de Toulouse.</p> + +<p>Mademoiselle Lucienne de Toulouse, di passaggio +a Venezia con la madre, abitava a Singapore, +aveva diciotto anni, sapeva quattro lingue ed +era molto insolente; non la si vedeva mai senza +il portasigarette d'argento stellato di turchesi e<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span> +una piccola borsa a maglie d'oro. Parlava di tutto, +a grande velocità . Il conte Roberto stava ad +udirla con una maraviglia così schietta, che Filippo +scorgendolo non potè trattenersi dal ridere. +Egli conosceva bene quei convegni di gente venuta +da tutte le parti del globo, non legata che +da vincoli di cortesia, pronta a ripartire domani +per il Polo Nord o per l'Africa o per qualunque +paese dove la noia fosse minore e la moda +imperasse; di volta in volta ricomparivano vecchie +conoscenze e si ingrossava la schiera delle +nuove.</p> + +<p>Il signor Stewart, ad esempio, passava a Venezia +quindici giorni ogni anno, da trent'anni; +e Filippo l'aveva sempre udito parlar della caccia +al gallo di montagna; sopra gli altri argomenti +il signor Stewart non nutriva alcuna opinione; +onde Filippo aveva preso tanto in uggia +il gallo di montagna, che avrebbe dato la caccia +al cacciatore.</p> + +<p>Ma in quelle riunioni di stranieri infierivan l'amoretto, +il piccolo intrigo, ciò che le persone bennate +chiamano <span class="g">flirt</span>, e mademoiselle de Toulouse +e la principessa Stephen avevano un <span class="g">flirt</span> +a ogni angolo della sala; e abitualmente a Vienna, +a Biarritz, a Zermatt, al Cairo, ad Aix-les-Bains, +ovunque le signore si recassero, il <span class="g">flirt</span> +si ripeteva con altri personaggi e con lo stesso +effetto; Filippo, sapendo il giuoco, vi si prestava +per cortesia, senza mettervi alcun impegno, +come chi arrischia una partita per ingannare il +tempo.<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span></p> + +<p>Egli fu molto gentile con la principessa Stephen, +la quale desiderava, civettando con Filippo, +d'indispettire il capitano Ketwort, che nel +<span class="g">flirt</span> non era sufficientemente destro e si appassionava +in modo pericoloso; ma quando Filippo +s'accorse che negli occhi del giovane capitano +balenavano lampi d'odio, smise subito, fece +un lieve cenno al conte Roberto e insieme con +lui si congedò.</p> + +<p>Era ormai la mezzanotte; i due uomini percorsero +in silenzio la riva degli Schiavoni battuta +dalla luna; l'isola di San Giorgio era così bianca +sotto il raggio, che la chiesa e il campanile +parevano di gesso. Dietro l'isola si effondevano +densi cirri color d'argento.</p> + +<p>Roberto si fermò d'un tratto e disse:</p> + +<p> — Volevo chiederti una spiegazione.</p> + +<p>Dal tono, Filippo sentì che si trattava d'un +argomento inusitato, e aspettò.</p> + +<p> — Volevo chiederti quante sono a Venezia le +contesse Vagli.</p> + +<p> — Non capisco, — disse Filippo, guardando +stupito lo zio.</p> + +<p> — Ecco; oggi ero in un negozio a comprarmi +qualche cianfrusaglia, quando è entrata una ragazza, +un cosino, un diavolino alto quattro spanne, +che rivolgendosi al commesso ha detto: « Quella +roba per la contessa Vagli non è ancor pronta? » +Io ho guardato la ragazza, ma non la conoscevo. +Il commesso ha risposto: « Sì, è pronta! » +E volgendosi al facchino, e consegnandogli +un involto, ha soggiunto: « Porta subito alla contessa +Vagli, sulle Zattere! » Ora io ti domando<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span> +di nuovo: quante sono a Venezia le contesse +Vagli?...</p> + +<p>Filippo non rispose: era annichilito. La descrizione +del cosino, del diavolino alto quattro +spanne, gli aveva fatto subito comprendere che +si trattava della cameriera di Loredana, e le osservazioni +di Roberto lo avevano colpito in pieno +petto.</p> + +<p> — Di contesse Vagli, io non ne conosco che +una! — seguitò lo zio: — tua madre, mia cognata. +Se ve n'è un'altra sulle Zattere, ti prego +di presentarmi, perchè avrò piacere di vederla +in faccia.</p> + +<p>Filippo continuò a tacere; e come se il silenzio +di lui lo inacerbisse, il conte Roberto riprese +alzando la voce:</p> + +<p> — Si tratta di quella solita birichina che ho +visto a Sirmione. Io non ne ho più parlato perchè +non volevo annoiare me e te. Ma ormai le +cose prendono proporzioni fantastiche: non posso +permettere, nessuno può permettere che usurpi +un nome e un titolo, i quali non solo non le +appartengono....</p> + +<p>Filippo diede rapidamente un'occhiata intorno: +sulla Riva i passanti erano radi e non parevano +badare ai due uomini, che si fermavano di +tratto in tratto.</p> + +<p> — ....ma appartengono a tua madre, la quale +è una dama, una vera dama, esempio d'ogni virtù! +Che cosa sarebbe avvenuto se quel diavolino +di quattro spanne si fosse trovato nel negozio +con tua madre? Che cosa avrebbe pensato +di te quella povera donna?<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span></p> + +<p> — Permettimi! — interruppe Filippo, tanto per +interrompere. — Tu ti arrabbi troppo per la storditaggine +d'una cameriera....</p> + +<p> — Ah no, poi! — esclamò il conte Roberto, +fermandosi. — Non verrai a dirmi che è un capriccio +della cameriera: la cameriera non può +inventarsi un titolo; se lo inventa, la si redarguisce; +ma essa ne usa, invece, e ne abusa, perchè +sa che quest'abitudine riesce gradita alla tua +monella e fors'anco a te....</p> + +<p> — Io? — disse Filippo, mentendo come un ragazzo. — Io +non ne sapeva niente.</p> + +<p> — Tu non ne sapevi niente, è inteso! — ripetè +il conte Roberto con sarcasmo. — In casa, +pei negozii, tra pettegole, per le vie, tutti la +chiamano contessa Vagli, e tu non ne sai niente, +tu vivi nelle nuvole, tu non hai orecchie per +udire.... Questo è deplorevole, Flopi; bisogna saper +udire e vedere, specialmente quando si ha +a fare con donne, le quali, da ciò che ho appreso, +non hanno scrupoli.... Qui si tratta d'una vera +e propria usurpazione di titoli, non solo, ma +anche di nomi. Certo, quella ragazza non è di +nostra famiglia; certo, non è contessa.... Questa +commedia, insomma, deve finire....</p> + +<p> — Finirà , — disse Filippo seccamente, sperando +che lo zio si arrendesse.</p> + +<p>Ma Roberto, forse animato dalla brezza che +soffiava piacevolmente e dall'ora calma che incitava +a lunghi discorsi, volle continuare:</p> + +<p> — Tutto potevo aspettarmi da te, all'infuori +di questa mancanza che è quasi una mancanza +contro l'onore....<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span></p> + +<p> — Zio, non dire spropositi! — rimbeccò Filippo.</p> + +<p> — Dico <span class="g">quasi</span>: <span class="g">quasi</span> una mancanza contro +l'onore, — insistette il conte Roberto. — Hai +dato in balìa d'una ragazza un nome e un titolo +illustri, che a noi devono essere sacri; hai +permesso che i servi e le serve se ne gonfino la +bocca e forse ridano alle vostre spalle, sapendo +magnificamente che nome e titolo sono falsi, messi +insieme per divertire la tua mantenuta....</p> + +<p> — Ma che mantenuta! — esclamò Filippo, irritato. — È +la mia amante!</p> + +<p> — Amante e mantenuta sono sinonimi in certi +casi, — dichiarò inappellabilmente Roberto. — La +birichina non ha una posizione sociale che le +permetta di vivere senza il tuo aiuto; e dunque +tu la mantieni, e dunque è la tua mantenuta....</p> + +<p> — La mantenuta è un altro tipo di donna, — osservò +Filippo. — Fa dell'amore un reddito e +un mestiere, allogandosi presso l'uno o presso +l'altro; è un oggetto di piacere che si noleggia +per un dato tempo. Il caso di Loredana è ben +diverso....</p> + +<p> — Loredana! — ripetè il conte Roberto. — Si +chiama anche Loredana, nome patrizio e storico....</p> + +<p> — Non pretenderai mica di toglierle il nome +di battesimo? — osservò Filippo ironicamente.</p> + +<p> — Ma è suo? È veramente suo? Non sarà posticcio +come il titolo di contessa? — domandò +Roberto con inquietudine.</p> + +<p>Per tutta risposta, Filippo alzò le spalle.</p> + +<p> — E si deve chiamar Loredana! — seguitò Roberto, +quasi parlando tra di sè. — Una volta<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span> +si era più guardinghi nella scelta dei nomi, e +si rispettavano quelli che il patriziato rendeva +famosi....</p> + +<p> — Oggi non si rispetta più nulla, — osservò +Filippo con lieve canzonatura.</p> + +<p> — Tu giudichi queste cose con troppa leggerezza, — disse +il conte Roberto. — Sei molto +cambiato da qualche tempo, e non hai più le +nostre idee....</p> + +<p> — Quali idee?</p> + +<p> — Le idee della nostra classe. Ogni classe sociale +deve avere le sue idee e difenderle, — sentenziò +il vecchio. — Ne ha il popolo, ne ha la +borghesia, ne ha l'aristocrazia, e dal conflitto nasce +la vita, sorge il progresso. Quando una classe +rinunzia alle sue idee e non le difende o comincia +a dubitarne, è perduta. Mi dispiace sempre +vedere che i giovani moderni ridono d'ogni +cosa; noi eravamo assurdi, forse, eravamo troppo +rigidi, ma abbiamo difeso il tesoro d'idee lasciatoci +dai vecchi, e abbiamo ritardato il trionfo +dell'anarchia.</p> + +<p> — Che c'entra tutto questo con Loredana? — chiese +Filippo.</p> + +<p>I due uomini passeggiavano in lungo e in largo +per la Piazza deserta a quell'ora; la Basilica +aveva alla sommità , tra gli archi, le cupole, le +croci bizantine, ancora qualche pallido sprazzo +d'oro; e dalle Procuratie prorompeva qua e là , +in diversi toni di giallo sul grigio, la luce dei +caffè aperti. Così spopolata, con le infinite finestre +delle Procuratie, tutte chiuse, la Piazza +sembrava immensa.<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span></p> + +<p> — Tua madre ha ragione, — dichiarò il conte +Roberto, per tornare all'argomento. — Ella vorrebbe +che tu sposassi quella piccola Giselda, la +Fioresi....</p> + +<p> — Ma se non mi piace! — esclamò Filippo.</p> + +<p> — Non ti piace, non ti piace!... È impossibile +che non ti piaccia; una ragazza come la Fioresi +deve piacere a un uomo di buon gusto. Bella, +educazione squisita, intelligenza pronta, nome, titolo, +patrimonio sicuri, ecco la vera contessa Vagli +di domani. Io ne sarei contentissimo, per te +e per tua madre.... E sai che cosa vuol dire far +contento lo zio?</p> + +<p>Filippo non rispose; procedeva a capo basso, +le mani dietro la schiena, guardando le liste bianche +della pietra sul selciato. Era la prima volta +che il conte Roberto faceva allusione all'eredità +e al denaro, quantunque assai discretamente; Filippo +stette silenzioso ad ascoltare.</p> + +<p> — Lo zio ha molti quattrini inutili, — seguitava +Roberto, in tono fra lo scherzoso e il grave; — molti +quattrini inutili, bene impiegati, che +dà nno una rendita larga e certa. E se sarà contento, +lascerà tutto a Flopi, a sua moglie, ai piccoli +« flopini », e creperà tranquillo, da buon vecchione +semplice e onesto. Ma se lo zio non sarà +contento, parola d'onore, Flopi rimarrà senza un +soldo: zero via zero!...</p> + +<p>Filippo alzò il capo: non si aspettava una dichiarazione +così esplicita, e se ne sentiva offeso +e annoiato. Guardò in faccia Roberto e disse +con accento reciso:</p> + +<p> — Non ti ho mai chiesto nulla, zio: non ho<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span> +mai domandato quali fossero le tue intenzioni, +e mi dispiace che tu confonda una questione di +sentimento con un affare d'eredità . Io devo disingannarti +subito: non farò nulla, non farò nulla +mai per allungar la mano sul tuo denaro.</p> + +<p> — Ma no, — interruppe Roberto stupito. — Che +cosa dici? Mi sono espresso male: non ti +credo capace d'un calcolo. Volevo dirti che la +Fioresi sarebbe una buona moglie per te, e che +io vorrei sentirmi tranquillo circa il tuo avvenire....</p> + +<p> — Lasciamo, lasciamo, — fece bruscamente Filippo. — Abbiamo +già parlato troppo. Oggi è +di moda la beneficenza, e tu puoi regalare i tuoi +quattrini inutili a qualche istituto umanitario. +Ma io mi terrò Loredana.... Anzi, per soprammercato +potresti regalare all'istituto anche quella maledetta +Fioresi perchè la sposassero a qualcuno, +tanto da togliermela di tra i piedi....</p> + +<p>Il conte Roberto crollò il capo, disapprovando +quel tono impertinente; poi si fece forza, e disse +con rammarico: — Non ci comprendiamo.</p> + +<p> — Non ci comprendiamo, — ripetè Filippo.</p> + +<p>I due uomini tacquero un istante, poi arrivati +in fondo alla Piazza, all'angolo della Merceria +dell'Orologio, si strinsero la mano e si lasciarono +freddamente.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span></p> +<h2 class="lighter">V.</h2> + +<p>Berto Candriani, che quella sera medesima si +era recato al teatro Goldoni, per veder chi ci +fosse e per far qualche visita nei palchi, non +appena fu in platea ed ebbe girato intorno lo +sguardo, si rallegrò seco stesso della sua buona +idea.</p> + +<p> — Com'è bella! — egli borbottò, senza badare +a quelli che gli stavano addosso e lo urgevano +da tutti i lati.</p> + +<p>In un palchetto di primo ordine aveva subito +scorto Loredana, alla quale era di fronte Clarice. +La fanciulla stava attentissima alla scena +ed alla musica del « Boccaccio », e la dama di compagnia +si faceva fresco con un gran ventaglio, +lenta e solenne. Berto gettò un'altra occhiata +tutta in giro per abitudine.</p> + +<p>Il teatro era stipato; nelle poltrone molte signore; +molte dame nei palchi, le quali avevano +abiti chiari; in platea non v'era modo di muoversi; +nella penombra che avvolgeva il vaso, per +dare maggior forza alla luce e ai colori chiassosi +del palcoscenico, si vedevan tuttavia parecchi +binocoli rivolti al palco di Loredana; uomini +e donne la fissavano con curiosità e si scambiavano +sottovoce qualche osservazione.</p> + +<p>Berto non attese che l'atto finisse; uscì dalla<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span> +platea, corse per le scale, aperse l'uscio del +palco....</p> + +<p> — Oh come mi fa piacere! — esclamò Loredana +ingenuamente, al veder Berto che inoltrava, +col cappello nella sinistra.</p> + +<p> — Fa più piacere a me! — egli rispose ridendo +e chinandosi a baciar la mano della giovane.</p> + +<p>Clarice voleva lasciare il posto a Berto, ma +questi la inchiodò con un'occhiata.</p> + +<p> — Mi metto qui, — egli disse, — a fianco della +signorina; si sta meglio. Non c'è Flopi?</p> + +<p> — No, — rispose Loredana. — È al « Grand +Hôtel », credo, a fare una visita. Tornerà tardi.</p> + +<p>Uno zittìo improvviso le troncò la parola in +bocca; gli spettatori della platea non volevano +essere disturbati, e alcuni guardavano in su con +espressione di sdegno. Loredana si mise a ridere +sommessamente: poi sommessamente continuò +a parlare.</p> + +<p> — Ha fatto bene a venire a trovarci, — ella +disse. — Se rimane fino alla fine, ci può riaccompagnare +a casa: io ho la gondola.</p> + +<p> — Ma io rimango fino all'alba! — dichiarò Berto, +guardando Loredana.</p> + +<p>Essa indossava un abito di panno bianco, con +la sottana a pieghe verticali e la camicetta di +trine; un gran cappello nero dalle lunghe piume +posava sulla testolina, dandole un'espressione +graziosamente spavalda. Berto si sforzò a imaginare +sotto l'abito il bel corpo nitido e giovanile, +il tesoro di voluttà che quella eleganza semplice +e degna avvolgeva misteriosamente; e vicino<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span> +a lei, con la spalla destra che sfiorava la +sinistra della ragazza, aspirò il profumo che sorgeva +dalla gonna e dal collo.</p> + +<p>Forse qualche cosa avvertì Loredana dei pensieri +che galoppavano per il cervello del suo visitatore, +qualche lampo nello sguardo di lui, l'istinto +che parla presto e sicuramente nell'anima +della donna; essa non gli volse più gli occhi e +si rabbuiò in viso.</p> + +<p> — Lei ha un trionfo, questa sera! — mormorò +Berto. — Veda quanti binocoli sono diretti qui!</p> + +<p> — Non è vero? — disse Clarice. — L'ho osservato +io pure; ma la contessa non vuol sentirselo +dire.</p> + +<p> — Hanno ragione, quegli stupidi, — continuò +il giovane. — La signorina è deliziosa; non c'è +una, in tutto il teatro, che possa starle a paragone. +Flopi è ben fortunato!</p> + +<p>Loredana lo guardò duramente.</p> + +<p> — Lei è molto strambo, — disse. — Non mi +ha mai fatto complimenti di questo genere....</p> + +<p> — Ho avuto torto, e riguadagno il tempo perduto, — rispose +Berto sorridendo.</p> + +<p> — No, la prego: questi discorsi mi affliggono. +E voi, Clarice, non dite altre sciocchezze!</p> + +<p>La signora Teobaldi dimenò il ventaglio in tutta +furia, dolentissima del rimbrotto, che la impacciava +davanti al Candriani.</p> + +<p> — Io vorrei sapere, — riprese questi, ostinatamente, — perchè +l'affligga un'espressione di lode +sincera. Io l'ammiro e glielo dico; lei è molto +bella, stasera, e glielo dico; lei veste con molta +eleganza, e glielo dico....<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span></p> + +<p> — Perchè? — interruppe Loredana, che aveva +sentito una vampa infiammarle il viso. — Perchè +tutti me lo dicono, ecco; per le calli, +pei negozii, sui vaporetti, dovunque io vada, son +le solite frasi: a Venezia, gli uomini non fanno +altro, come non avessero mai visto una donna +giovane che non sia un mostro. Io credeva che +lei non fosse così. E poi, aspetti a dirmi che sono +molto bella quando c'è Flopi. Perchè non me +lo dice quando c'è Flopi?</p> + +<p> — Già ! — esclamò Berto. — Come se Flopi +avesse bisogno di apprenderlo da me! E del resto, +se aspetto che ci sia Flopi, devo aspettare +un pezzo, perchè mi sembra che Flopi non ci +sia mai....</p> + +<p>Il giovane s'interruppe e si morse le labbra. +Un velo d'angoscia era calato repentinamente sul +viso della ragazza e le aveva dato un'espressione +di tanto dolore, che Berto dovette confessarsi +d'essere stato villano e maligno.</p> + +<p> — Come canta bene quella nanerottola! — disse, +accennando del capo alla prima donna, con +la speranza di sviare il discorso.</p> + +<p>Ma Loredana non rispose. Le parole di Berto +l'avevano toccata profondamente: anche gli altri, +dunque, notavano che Flopi sembrava trascurarla +per vivere la sua maledetta vita mondana? +E quelle donne, quegli uomini che glielo +toglievano per godere essi la sua compagnia, +quanto erano odiosi ed egoisti! Nei palchi tutt'intorno +v'eran parecchie di quelle donne con le +quali Filippo aveva dimestichezza, e Loredana le +avrebbe avvelenate dello sguardo; esse invece la<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span> +fissavano insolentemente col binocolo, susurrando +poi qualche parola, e insistendo così che si sarebbe +detto facessero a bella posta per irritarla.</p> + +<p>Da quando Berto Candriani s'era mostrato nel +palco, la curiosità era cresciuta; molte signore +che conoscevano il Candriani, si ripromettevano +d'interrogarlo con affettata indifferenza. Le più +sapevano che quella ragazza era l'amante di qualcuno; +altre, che avevano un migliore servizio di +pettegolezzi, sapevano che era l'amante di Filippo +Vagli; e i commenti non erano favorevoli: +tutte dicevano che il cappello era troppo grande; +e che Loredana aveva soltanto la bellezza +dell'asino; la camicetta di trine di Burano era +pretensiosa; pareva che scherzasse volentieri, la +piccina, con quel maleducato Candriani; se Filippo +fosse stato in un canto, non avrebbe avuto +a felicitarsi nè dell'amico, nè dell'amica!</p> + +<p>Nell'intermezzo, Berto si studiò di riparare alla +sua sventataggine.</p> + +<p> — Povero Flopi, — disse, — io credo che sia +sulle spine, a quest'ora. Egli è costretto a una +vita d'apparenza; ci siamo costretti tutti, e tutti +ci annoiamo; nessuno ha il coraggio di vivere +per conto proprio, liberamente. Il mondo non l'abbiamo +creato noi!</p> + +<p> — Conte, non faccia complimenti, — disse Loredana. — Lei +vorrà render visita a qualche signora: +può tornare a prenderci più tardi. Io mi +trattengo fino alla fine, perchè Flopi rientrerà +a notte.</p> + +<p> — Lei vuol mandarmi via? — chiese Berto con +simulata umiltà .<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span></p> + +<p> — No, no, rimanga, se non si annoia! — disse +Loredana sorridendo.</p> + +<p> — Rimango, sa? — dichiarò il giovane. — Prima +di tutto, perchè non saprei allontanarmi....</p> + +<p> — La prego! — interruppe Loredana.</p> + +<p> — Ho già finito!... E poi perchè è bene si sappia +da quelle signore che io ho buon gusto; a +furia di far loro la corte, mi son rovinato la reputazione. +Lei le conosce?</p> + +<p> — Non tutte.</p> + +<p> — Ma esse conoscono lei, lo giuro, — dichiarò +Berto. — Non è la prima volta che si parla di +lei in società .</p> + +<p> — Lo credo bene, — esclamò Clarice. — La +contessa non può passare inosservata!</p> + +<p> — Una volta ho parlato io a lungo di lei e +di Flopi con una signorina. La contessina..... Aspetti; +non c'è; credevo fosse giù a « pepiano ».... Vede +quella rossa laggiù, di fronte alla signora dai +capelli tutti bianchi? Non è lei, ma le somiglia.</p> + +<p> — Una signorina? — ripetè Loredana. — Che +cosa poteva importarle di me?</p> + +<p> — Oh molto! — esclamò Berto. — Credo sia +innamorata di Flopi....</p> + +<p> — Ah! — disse Loredana con voce spenta. — Egli +non me ne ha mai parlato!</p> + +<p> — Benone! — pensò Berto. — Ecco un'altra +« brioche ». Questa sera sono fertile!</p> + +<p>E ad alta voce soggiunse:</p> + +<p> — È naturale ch'egli non gliene abbia mai parlato: +credo non si sia mai accorto che la ragazza +sospira per lui. Me ne sono accorto io, perchè +io mi accorgo di tutto, e perchè la contessina<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span> +m'interroga sempre intorno a Flopi. Del resto, +sono sciocchezze, le solite scalmane delle fanciulle, +che oggi hanno una simpatia per l'uno, +domani per l'altro; niente di serio, effetto dell'ozio, +nulla più....</p> + +<p>Ma, quantunque seguitasse ancora su quel tono, +Berto s'avvide che Loredana soffriva orribilmente; +era diventata pallida e le sue mani s'erano +chiuse per lo spasimo. Anche sul volto di Clarice, +Berto ravvisò un'espressione di corruccio, +che gli fece comprendere la gravità della sua +indiscrezione.</p> + +<p> — Non cerchi d'ingannarmi, conte, — disse Loredana +con voce grave. — Mi dica tutto, con +lealtà ; ormai il peggio lo so, e le parole non +servono.</p> + +<p> — Sono una bestia! — dichiarò il giovane. — Lei +deve credere a chi sa quali misteri, mentre +tutto si riduce a quanto le ho già detto: una +fanciulla ha qualche simpatia per Filippo....</p> + +<p> — Come si chiama? — interrogò risolutamente +Loredana.</p> + +<p> — È la contessina Fioresi, Giselda Fioresi: magra, +snella, coi capelli rossi....</p> + +<p> — È da molto tempo innamorata di Flopi?</p> + +<p> — Dio sa! Chi può dirlo? Ma non è innamorata: +vorrebbe sposarsi, forse, come tutte le ragazze +di questo mondo.</p> + +<p> — Ora capisco, — dichiarò Loredana sottovoce, +quasi parlando da sola. — I parenti di Flopi +devono saperne qualche cosa, e vedrebbero volontieri +questo matrimonio. Mi dica tutto, conte; +non abbia paura.<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span></p> + +<p> — Ma io non ho altro da dirle, cara amica! — esclamò +il giovane.</p> + +<p> — Non vorrà darmi a credere che Filippo +ignori ogni cosa. La Fioresi si sarà fatta comprendere, +magari involontariamente! E che cosa +vuole da me? Io non sapeva che lei amava Flopi, +io credeva di potergli appartenere senza far +male ad alcuno....</p> + +<p> — E infatti, — disse il Candriani, — la Fioresi +mi ha chiesto di lei per semplice curiosità , +ma si è guardata dall'esprimere un giudizio.</p> + +<p> — Lo spero: non ha diritto a giudicarmi, perchè +il mio amore è diverso dal suo, e la contessina +non potrà mai capire questo, — enunziò +bruscamente Loredana.</p> + +<p>In quel punto l'orchestra attaccò il secondo +atto; la luce in teatro fu abbassata, e Berto respirò +meglio, perchè la conversazione cessava.</p> + +<p>Egli andava guardando la giovane, e rattristato +dalla gaia musica dell'operetta, pensava a cose +malinconiche. Veramente Loredana gli pareva sospesa +sopra un abisso; misconosciuta da tutti, +considerata già come una donna facile, invidiata +secretamente da alcune, disprezzata apertamente +da altre, desiderata dagli uomini, essa non poteva +trovare salvezza che nella protezione e nella +fedeltà di Filippo, delle quali Berto cominciava +a dubitare. La sorte di Loredana gli sembrava +ormai decisa; il giorno in cui Filippo se +ne fosse sbarazzato, ella avrebbe dovuto gettarsi +alla ventura, accogliendo le offerte degli ammiratori, +che si vedevano già in quello stesso teatro, +che eran sempre i medesimi e non avevano<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span> +fama nè di molta costanza, nè di liberalità soverchia.</p> + +<p> — A che pensa? — domandò Loredana, sorprendendo +gli sguardi del giovane.</p> + +<p> — Penso che le ho dato un dispiacere senza volerlo, +come un imbecille! — rispose il Candriani +irritato contro se stesso.</p> + +<p> — No; è meglio che io sappia. Non dirò una +parola a Filippo, — dichiarò la fanciulla.</p> + +<p>Berto emise un sospiro di sollievo, che fece +sorridere involontariamente Loredana. Assolto a +quel modo dalla sua colpa, il giovane si sentì +a suo agio, si abbandonò a guardare con altri +occhi la bella amica, e tornò ad ammirarla intensamente. +Non si poteva negarlo: era fatta per +l'eleganza e pel piacere; vestiva con un gusto +gentile che avrebbe ispirato invidia a più d'una +dama; egli giudicava che Loredana non avesse +che diciassette anni, tanto la sua giovinezza era +candida e fresca; un magnifico fiore del quale +si poteva andare superbi.</p> + +<p> — A che pensa? — domandò nuovamente Loredana.</p> + +<p> — Questa volta non glielo dico! — esclamò +Berto.</p> + +<p>La fanciulla scosse il capo, infastidita.</p> + +<p> — Flopi sarebbe molto malcontento di lei! — disse +ingenuamente.</p> + +<p>Berto si mise a ridere, e Loredana non aggiunse +parola, scandalizzata dal poco conto in cui il +Candriani pareva tenere l'opinione di Filippo.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span></p> +<h2 class="lighter">VI.</h2> + +<p>Ogni volta che Loredana doveva traversare la +folla, si sentiva stringere il cuore. La folla era +mutata da qualche tempo per lei; aveva compreso +ch'ella non era più una signorina come +tante altre, e la guardava con sorrisi sguaiati e +con occhi insolenti. Gli uomini pensavano che +poichè la fanciulla si dava a qualcuno, poteva +darsi a tutti; era una femmina da prendere e +da trattare senza scrupoli.</p> + +<p>Questo concetto, che nessuno le aveva spiegato, +ma che Loredana aveva sicuramente intuÃto in +coloro ch'ella conosceva e nei molti che non conosceva +se non di vista, o non conosceva affatto, +le aveva messo in cuore un grande spavento. Anche +l'ammirazione onde si sentiva circondata, diversa +da quella che si tributava ad altre donne, +trovava espressioni petulanti, esclamazioni ciniche +ed oltraggiose, che facevano fremere la +giovane.</p> + +<p>Quando lo spettacolo fu finito e Berto le ebbe +avvolto intorno il lungo mantello di panno bianco, +Loredana disse al suo cavaliere:</p> + +<p> — Mi stia vicino, la prego; no, non mi dia +braccio; mi stia al fianco.</p> + +<p>E uscirono seguiti da Clarice.</p> + +<p>Nei corridoi la folla procedeva adagio; l'apparizione +di Loredana fu salutata da un mormorio,<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span> +e qualcuno si destreggiò in modo da farlesi +accosto e da squadrarla a un palmo di distanza, +perchè s'era detto ch'era dipinta in volto. +Un gruppo di uomini che le stava innanzi, +s'aperse e le diede passo, per osservarla meglio; +alcuni abbozzarono un sorriso, ma vedendo che +il Candriani l'accompagnava, ripresero il loro +contegno serio.</p> + +<p> — Bella, non vi pare? — chiese una voce.</p> + +<p> — Carne di lusso, — rispose un altro.</p> + +<p>Berto si rivolse prontamente, ma non potè comprendere +da chi venisse la frase villana. Tutti +guardavano a terra, perchè eran giunti alle scale +e studiavano dove mettere il piede. Le scale +anche rigurgitavano di gente; si camminava assai +lentamente, e Loredana s'irritava in silenzio, +parendole di non poter mai uscire da quella stretta, +liberarsi da quei contatti. Mentre cominciava +a scendere, un'altra voce risuonò:</p> + +<p> — È la mantenuta del conte Vagli.</p> + +<p>Loredana a stento riuscì a trattenere un grido; +la definizione le aveva traversato il cuore come +una pugnalata; cercò Berto con gli occhi, ma +questi l'aveva lasciata d'un balzo, era risalito, +urtando i più vicini, s'era gettato tra gli uomini +di cui aveva notato poco prima il contegno +insolente. Essi parvero sorpresi della sua furia +ed evitarono di guardarlo, facendogli largo con +premura cortese; egli capì che sarebbe stato assurdo +accusar l'uno o l'altro alla cieca, e chieder +ragione di parole delle quali nessuno pareva +conoscere la provenienza. Tornò indietro, raggiunse +Loredana, le offerse il braccio e, attraversato<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span> +rapidamente l'atrio, la condusse alla gondola. +Era una gondola col felze, a due gondolieri.</p> + +<p>La giovane vi entrò, si abbandonò sul cuscino +di destra, e non appena si sentì libera e sicura +in quella penombra, proruppe a piangere.</p> + +<p>Berto che le sedeva a fianco, era desolato; le +prese una mano e gliel'accarezzò cautamente.</p> + +<p> — È la canaglia, — disse. — È la canaglia anonima, +che non sa come sfogare la sua invidia. +Non pianga, Loredana.</p> + +<p>La signora Teobaldi non aveva parola per l'indignazione +che le serrava la strozza; ella faceva +grandi gesti, tenendo in mano il fazzoletto e il +ventaglio, e alzando ora l'uno, ora l'altro in segno +di protesta. Finalmente riuscì a esprimere +il suo pensiero:</p> + +<p> — Ma il sindaco, — dichiarò, — dovrebbe fare +una legge, una severissima legge contro quelli +che insultano le donne!</p> + +<p> — Che c'entra il sindaco! — esclamò Berto, +alzando le spalle.</p> + +<p> — Il sindaco dovrebbe cacciare dalla città +tutti i mascalzoni! — insistette la signora Teobaldi.</p> + +<p> — Così Venezia resterebbe vuota! — disse il +Candriani, che in quel momento non aveva voglia +di distinguere.</p> + +<p> — Povera piccina, povero tesoro bello, non +pianga! — riprese Clarice, volgendosi a Loredana, +la quale rimaneva nell'ombra, e liberata +la mano dalle mani di Berto, andava singhiozzando +col fazzoletto sulla bocca.<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span></p> + +<p>Fa un triste viaggio fino a casa. La gondola +scivolava rapida nel silenzio, che la voce del gondoliere +di poppa rompeva di tanto in tanto col +grido d'avvertimento; s'udiva il tuffo dei remi +e lo sgocciolìo dell'acqua.</p> + +<p>Nessuno parlava più; il Candriani pensava che +non v'era modo di consolare la giovane, perchè +sarebbe stato ridicolo aprire una discussione sulle +mantenute e metterle a confronto con lei; bisognava +attendere ch'ella stessa, giudicando l'inanità +dell'accusa, potesse disprezzarla; ma Berto +doveva confessarsi che a tanto dolore non +era sola causa l'ingiuria triviale e ch'egli forse, +con la sua leggerezza, col suo racconto indiscreto, +con le rivelazioni intorno alla Fioresi, aveva +fatto il possibile per avvelenare a Loredana +quell'ora di svago; e molestato da questo pensiero, +si sentiva goffo e nervoso. La Teobaldi +andava dicendosi che le cose da qualche tempo +si guastavano e che Loredana, la sua Loredana, +era troppo spesso malinconica; avrebbe dato +il sangue per quel « tesoro di Dio », per renderle +il bel sorriso e la pazza allegria dei giorni, pur +così vicini e già così lontani, in cui erano andate +ad abitare alle Zattere. Bisognava accomodare, +bisognava trovar qualche cosa per renderla +ancora felice, ma non sapeva che cosa, e +si struggeva guardando quell'ombra nell'ombra, +udendo quel singhiozzo sommesso; a poco a poco, +anch'essa, Clarice, si sentì inumidir gli occhi e +lasciò scorrere le lagrime, con un gran desiderio +di stringere la fanciulla tra le braccia e di +accarezzarne la bella faccia dolorosa.<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span></p> + +<p>L'episodio della contessina, le imprudenze del +Candriani erano ormai dimenticati dalla giovane; +ella si ripeteva mentalmente la parola « mantenuta » +fin quasi a smarrirne il significato; non +aveva fatto altro dacchè era salita in gondola, +non ad altro aveva potuto pensare. Comprendeva +d'un tratto il perchè dei sorrisi e degli sguardi +procaci che la perseguitavano, del mormorio +che l'accompagnava se compariva in pubblico: era +giudicata, classificata, bollata; non poteva difendersi; +non poteva gridar per le vie il suo amore, +le sue illusioni, la sua fede; credevano che +avesse patteggiato e si fosse venduta; era povera +un giorno ed oggi aveva gondola, casa, dama +di compagnia, tre persone di servizio, abiti +eleganti, denaro, gioielli. Non aveva chiesto nulla, +ma non importava; era l'amante d'un signore; +carne di lusso, avevan detto, e poi mantenuta; +non viveva nel lusso? non s'era accorta del +mutamento? a che valevano le scuse?</p> + +<p>In verità non s'era accorta di nulla, perchè il +suo piacere era tutto nell'amar Filippo e nell'esserne +amata, e l'avrebbe amato nel lusso o nella +miseria, e agli agi della vita non aveva dato +alcun peso. Ma questo non contava per gli altri. +Gli altri? Chi erano gli altri? Erano uomini +che la volevano e le serbavano rancore perchè +non si dava; eran donne che la odiavano pel gusto +di odiare, come odiano le donne. Essi avevano +ragione perchè le apparenze eran contro di +lei; s'era abbandonata totalmente a Filippo, il +quale avrebbe potuto metterla su un trono o relegarla +in un abbaino, senza ch'ella chiedesse perchè;<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span> +la presenza di lui era il perchè d'ogni cosa, +ed egli faceva ciò che doveva, e ciò ch'egli +faceva era ben fatto. Ma a queste dedizioni intere +e profonde, nessuno presta credito; e il mondo +diceva « carne di lusso », « mantenuta »!</p> + +<p>Con gli occhi sbarrati nella penombra, dimentica +di quelli che le stavano vicino, la fanciulla +si lasciava cullar dalla gondola, rivolgendo questi +pensieri in mente, e torturandosi senza posa; +allorchè la gondola si fermò, ella diede un +sobbalzo e s'afferrò al braccio di Berto, come +fosse repentinamente caduta da un'altura.</p> + +<p> — Siamo a casa? — domandò.</p> + +<p> — Siamo a casa, — ripetè Clarice; e col fazzoletto +le asciugò gli occhi perchè i servi non +vedessero, e poi le diede un bacio sulla fronte. — Tesoro +caro!...</p> + +<p>Mentre Clarice s'avviava, chinandosi per uscir +dal felze, seguita da Loredana e da Berto, sulla +fondamenta risuonò la voce allegra di Filippo.</p> + +<p> — A quest'ora? — egli disse ridendo. — Siete +state a teatro? E c'è anche Berto? Ma è un +complotto, allora, una grossa bricconata!</p> + +<p>Loredana uscì in fretta, si fece presso a Filippo, +con un movimento rapido e timoroso, quasi +cercasse protezione. Era felice di vederlo e di +udirne la voce. Ella disse:</p> + +<p> — Siamo state al Goldoni, abbiam trovato il +conte, che ci ha ricondotte.</p> + +<p> — Potenza dell'amore! — pensò Clarice. — È +già consolata! ha la sua voce solita.</p> + +<p>Berto si grattò la nuca ricciuta. L'incontro +con Filippo imbrogliava le cose: bisognava raccontargli<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span> +ciò ch'era avvenuto a teatro, o tacere?</p> + +<p> — Io non racconto nulla! — egli decise tra di +sè. — Ci penseranno le signore se vorranno!</p> + +<p> — Sono stato al « Grand Hôtel », — disse Filippo, +mentre tutti si fermavano presso la porta +di casa. — C'era anche lo zio Roberto.... E ti +sei divertita, Lori? Che cosa davano al Goldoni?</p> + +<p> — Sì, mi sono divertita molto! — esclamò Loredana, +presto. — Davano il « Boccaccio ».</p> + +<p> — Non racconta nulla! — pensò il Candriani. — Le +confidenze gliele farà quando saranno a +letto....</p> + +<p>Egli si scoperse il capo per prendere congedo, +ma Filippo lo fermò:</p> + +<p> — Non andartene; vieni su. Ti offro una coppa +di sciampagna.</p> + +<p> — Se paghi da bere.... — disse Berto ridendo +ed entrando in casa egli pure.</p> + +<p> — Sì, pago da bere! — rispose Filippo allegramente. — Dobbiamo +bere. Come si dice? +<span class="g">nunc est bibendum</span>? Me n'è capitata una +graziosissima.</p> + +<p> — Ahi! — pensò Berto. — Una graziosissima, +anche a lui!</p> + +<p>Erano nell'anticamera; senza badare se Berto +vedesse o no, senza curarsi di Piero, che stava +in un angolo ad aspettare ordini, Loredana si gettò +improvvisamente tra le braccia di Filippo e +lo baciò sulla bocca.</p> + +<p> — Gran Dio, quale passione! — esclamò Filippo +stupito. — Scusami, Berto!</p> + +<p>Il giovane aveva voltato la faccia contro uno<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span> +specchio e faceva dei gesti comici, che potevano +essere di protesta o d'assoluzione. La signora +Clarice diede in una risata. Loredana, sorpresa +ella stessa e tornata calma, arrossì fino ai capelli.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">VII.</h2> + +<p>Quando furono nel salottino, mentre le signore +s'erano ritirate un istante per togliersi i mantelli, +Filippo disse a Berto Candriani:</p> + +<p> — Mi son giuocato più di due milioni.</p> + +<p>Berto fece un balzo sulla poltrona, nella quale +aveva preso posto.</p> + +<p> — Sei matto! — esclamò. — Da quando in +qua ti sei messo a giuocare?</p> + +<p> — Eh no! — disse Filippo ridendo e accendendo +una sigaretta. — Non li ho giuocati a +macao o a faraone; li ho giuocati a parole, con +lo zio. Egli mi ha fatto comprendere, anzi mi +ha detto chiaro e tondo che se non lascio Loredana +e se non sposo Giselda, non vedrò un +centesimo del suo patrimonio. Io gli ho risposto +che se lo tenga, che faccia della beneficenza, +che vada al diavolo. E così, l'affare è liquidato! +Che te ne pare? Non è il caso di bere +un goccio di sciampagna alla salute dei parenti?</p> + +<p>Berto Candriani non rispose subito; pareva +guardasse le vecchie stampe lascivette appese alla<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span> +parete, raffiguranti il bagno di Diana cacciatrice, +l'incontro con Atteone, Diana e le Ninfe.</p> + +<p> — È un grosso pasticcio, — egli sentenziò infine. — Ma +tu credi che le decisioni di tuo zio +siano inappellabili?</p> + +<p> — Senza dubbio, anche perchè mia madre soffia +sul fuoco. Mia madre ha preso partito per +la Fioresi, e tu sai quanto sia risoluta e tenace. +Se Roberto volesse scendere a più miti consigli, +dovrebbe lottare con mia madre, dalla quale gli +è venuto certo il suggerimento di queste minacce. +E figurati se lo zio vuol perdere tempo e +fiato a discutere!...</p> + +<p>In quell'istante comparve il domestico, il quale +recava lo sciampagna, le coppe, il servizio +col tè: dispose tutto sopra un tavolino e si ritirò +silenziosamente.</p> + +<p> — E vuoi raccontar questo alla signorina? — domandò +Berto.</p> + +<p> — Non ho ragioni per nasconderlo, — disse +Filippo.</p> + +<p>Berto gli fe' cenno di tacere: s'udiva nella camera +prossima il fruscìo d'una gonna. Egli susurrò +prestamente:</p> + +<p> — Non dirle nulla! È troppo agitata stasera.</p> + +<p>E si alzò per andare incontro a Loredana, che +entrava sorridendo.</p> + +<p> — Come siamo eleganti, eh? — disse il Candriani, +guardandola così svelta e bianca.</p> + +<p>Filippo fissò la giovane e le si avvicinò.</p> + +<p> — È strano! — esclamò. — Ora che ti vedo +bene, mi sembri molto pallida; si direbbe che tu +abbia pianto....<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span></p> + +<p>Loredana s'appressò al tavolino e si dispose a +preparare il tè, cercando di darsi un contegno +e di sfuggire alle indagini di Filippo; ella era +inquieta, come se l'amante avesse scoperto qualche +gravo fallo.</p> + +<p> — No, sai? — ella balbettò. — Non ho +pianto....</p> + +<p> — Che cosa è avvenuto? — domandò Filippo +al Candriani. — Perchè non volete dirmelo?</p> + +<p>Il Candriani era tornato a sedersi, ma presso +il tavolino; aveva preso da un canestro alcuni +biscotti che andava mangiando con pacata attenzione, +e guardava le belle mani della giovane +affaccendata intorno alla teiera e al bricco +dell'acqua bollente.</p> + +<p> — Glielo diciamo? — egli chiese ridendo a Loredana. — Bisogna +dirglielo, altrimenti crederà +che sono stato io a farla piangere.... Ecco, Flopi, +ascolta....</p> + +<p>Filippo sedette egli pure vicino a Berto, e sedette +anche Loredana, dopo avere offerto ai due +uomini la tazza di tè.</p> + +<p> — È stato così: — disse il Candriani. — Mentre +uscivamo dal teatro, un farabutto ha ingiuriato +la signorina; non ho potuto scoprire chi +fosse; tutti guardavano a terra e parevano sonnambuli. +La signorina, quando fu in gondola, visto +che il tragitto era lungo e noioso, occupò +il tempo a piangere, e io che voleva farle la +corte sono rimasto con un palmo di naso....</p> + +<p>Loredana si mise a ridere.</p> + +<p> — È tutto qui? — domandò Filippo incredulo.</p> + +<p> — È tutto qui, — rispose Berto. — Vedi che<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span> +ora ride; non potrebbe dimostrati meglio che +si trattava d'una inezia.</p> + +<p>Filippo scosse la testa; sapeva bene che vicina +a lui, la giovane dimenticava ogni dolore, +e la sua piccola risata squillante non gli provava +nulla.</p> + +<p> — Ma che cosa hanno detto? — egli incalzò.</p> + +<p>La fanciulla gettò una rapida occhiata a Berto, +il quale non si aspettava una domanda categorica.</p> + +<p> — Chi se ne ricorda? — egli fece, impacciato. — Lei +se ne ricorda, signorina?</p> + +<p>Loredana tornò a ridere; ormai non le importava +delle ingiurie, ed era tutta felice di sentirsi +protetta dall'amante, nella sua casa elegante +e quieta.</p> + +<p> — Sì, me ne ricordo, — ella dichiarò, ancora +sorridendo. — Mi hanno detto: carne di lusso....</p> + +<p> — Oh, i mascalzoni! — esclamò Filippo, oscurandosi +in volto.</p> + +<p> — E poi, — soggiunse Loredana col suo placido +sorriso, — e poi, mantenuta!</p> + +<p>Filippo sussultò; nella stessa ora, la folla anonima +e lo zio Roberto gettavano in faccia alla +ragazza la stessa accusa, coprivano di fango il +suo amore. Egli dissimulò il suo turbamento, e +disse:</p> + +<p> — Hai ragione, cara, di ridere; non si può che +ridere di certe volgarità .... Ora ci verserai una +coppa di sciampagna e berremo...., berremo a dispetto +degli invidiosi.</p> + +<p> — E ai due milioni! — si lasciò sfuggire +Berto.<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span></p> + +<p> — E alla carne di lusso! — concluse Filippo +ridendo.</p> + +<p>Loredana s'era alzata a versare il vino dorato +nelle coppe. Un po' inclinata verso i due uomini, +con la bella testa adorna di pettini scintillanti, +il bel corpo chiuso nell'abito bianco, ella +era l'imagine della giovinezza forte e procace. +Le tre coppe si urtarono lievemente, qualche goccia +cadde sul tavolino.</p> + +<p> — Perchè beviamo ai due milioni? — chiese +Loredana d'un tratto, come ricordandosi. — Che +cosa vuol dire?</p> + +<p> — Nulla, nulla, vuol dire, — interruppe l'amante.</p> + +<p> — Sì, vuol dire qualche cosa, — insistette Loredana. — Vedi: +io ti ho raccontato tutto, e +tu non mi racconti.... Quando ci siamo incontrati +stasera, ci hai detto che avevi avuto un'avventura +graziosissima. Non è forse vero, conte?</p> + +<p>Il Candriani assentì con un moto del capo.</p> + +<p> — Ti racconterò dopo, — promise Filippo. — Non +si tratta di un'avventura. E del resto, non +potrei avere un segreto?</p> + +<p> — Certo, — osservò Loredana pensierosa. — Ma +allora non si annuncia....</p> + +<p>I due amici diedero in una risata.</p> + +<p>Berto Candriani bevve ancora una coppa di +sciampagna, parlò dei prossimi spettacoli della +Fenice, e dopo pochi istanti si congedò.</p> + +<p>Non appena egli ebbe varcata la soglia, Loredana +gettò le braccia al collo di Filippo.</p> + +<p> — Caro! — ella disse baciandolo. — Che cosa +ti è avvenuto? Perchè vuoi tacere con la tua +viperetta?<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span></p> + +<p>L'amante sorrise e le passò un braccio attorno +alla vita.</p> + +<p> — Non voglio tacere nulla, — egli dichiarò. — Berto +m'aveva detto che tu eri agitata questa +sera, e perciò non ti raccontavo l'incidente, che +non ha alcuna importanza, del resto; poi egli +stesso ha voluto fare il brindisi ai due milioni, +quella testa matta!</p> + +<p> — Sai perchè? Mi ha visto ridere e allora ha +compreso che non ero agitata.</p> + +<p>Dolcemente, stringendola al fianco, a piccoli +passi, Filippo l'accompagnava nella camera di +lei, e la baciava sui capelli. Così spesse volte +egli si largiva il piacere di assistere mentre la +fanciulla si spogliava e talora le prestava mano; +in tal modo tra gli scherzi e i baci, la scena +si prolungava e finiva sempre a una maniera.</p> + +<p>Quando fu nella camera da letto, Filippo prese +posto in una poltrona, e la giovane s'accinse a +togliersi gli abiti.</p> + +<p> — Ebbene, Flopi? — ella chiese.</p> + +<p> — Ah ecco! — disse Filippo. — Sono stato al +« Grand Hôtel » e ne sono uscito con lo zio Roberto, +il quale ha colto l'occasione per farmi una +delle solite prediche. Ci siamo accalorati; egli +mi ha minacciato di diseredarmi, e io gli ho +detto che me ne infischio; a quel che pare, i +due milioni dello zio sono così sfumati, ma io +preferisco loro la mia libertà piena e assoluta. +Ecco tutto, Lori; vedi che non valeva nemmeno +la pena di parlarne.</p> + +<p>Loredana, rapidamente liberatasi della gonna, +rimase attonita.<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span></p> + +<p> — Due milioni! — ripetè a un tratto.</p> + +<p> — Poco più, poco meno, — disse Filippo. — Ma +io non ho mai avuto bisogno del suo denaro, +e tu lo sai.</p> + +<p>La fanciulla gettò gli abiti sopra una sedia, +e restò ritta innanzi all'armadio a specchio....</p> + +<p> — Per colpa mia! — ella esclamò.</p> + +<p> — Lori, te ne prego, — disse Filippo. — Mi +dispiace quando tu parli così: non è per tua colpa, +ma per colpa dei miei parenti. Non è una +novità , questa: ti ricordi che io te l'avevo detto? +I miei parenti non capiscono, e le discussioni +non valgono a niente....</p> + +<p> — Vogliono che tu mi lasci? — incalzò Loredana.</p> + +<p> — S'intende! — rispose Filippo. — Lo zio Roberto, +poveretto, non è che lo strumento di mia +madre, la quale lo fa agire e parlare, ed egli agisce +e parla, tanto per avere pace.</p> + +<p> — Vogliono che tu mi lasci? — ripetè Loredana. — E +non vogliono altro?</p> + +<p> — Per bacco! — esclamò Filippo ridendo. — Mi +pare che basti....</p> + +<p> — No, potrebbero volere di più, — disse la +fanciulla, dopo un attimo d'esitazione. — Potrebbero +volere che tu ti sposi.... Perchè, Flopi, +io non capisco.... Se tu mi lasciassi, che faresti? +Vivresti senza amanti e senza moglie? Pretendono +questo i tuoi parenti?... Non vogliono che +tu ti sposi? Non hanno qualche signorina che +piace loro e che ti offrono?</p> + +<p>Filippo tacque, stupito, e si chiese come mai +la piccola Lori, ch'egli reputava ancora poco più<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span> +d'una bambina, col solo aiuto della logica, fosse +giunta alla verità . Per nascondere il suo impaccio, +egli si alzò e disse:</p> + +<p> — No, no: che ti viene in mente?... Lascia che +io ti guardi....</p> + +<p>Loredana fece un gesto per allontanarlo, e insistette:</p> + +<p> — Veramente, Flopi, non ti hanno mai parlato +di matrimonio, non vogliono che ti sposi?</p> + +<p> — Ma no; sono tue fantasie queste! — ripetè +Filippo.</p> + +<p> — Sei pronto a giurarmelo?</p> + +<p> — Te lo giuro....</p> + +<p> — Sei pronto a darmi la tua parola d'onore?</p> + +<p>Filippo ebbe un attimo di titubanza; ma ormai +non poteva più retrocedere.</p> + +<p> — Ti do la mia parola d'onore! — disse.</p> + +<p>La fanciulla si coprì il volto con le mani e +ruppe in pianto.</p> + +<p> — Come! — esclamò Filippo, sorpreso. — Ora +piangi? Non sei contenta? Forse non credi?</p> + +<p>Ella gli stava innanzi con le braccia e il petto +scoperti; aveva le mutande di batista che le arrivavano +al ginocchio, le calze di seta grigia, +le scarpette basse e bianche: pareva un piccolo +gentile Pierrot.</p> + +<p> — Così carina, — disse Filippo, — e così cattiva! +Ma non sei contenta, ti ripeto?</p> + +<p>Loredana riuscì a rispondere tra i singhiozzi:</p> + +<p> — Sì, — dichiarò, mentendo alla sua volta, — piango +perchè sono contenta!</p> + +<p>Filippo si mise a ridere, e la strinse al petto, +sollevandola da terra.<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span></p> + +<p> — Vieni, — disse. — Vieni, mascheretta bella, +viperetta cara. Tu sei tanto bella, io ti amo +tanto....</p> + +<p>La giovane gli si avvinghiò al collo, si lasciò +adagiare sul letto, e tra le lagrime cercò la bocca +di lui, che mentiva e baciava così bene....</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">VIII.</h2> + +<p>L'inverno fu singolarmente crudo e lungo quell'anno, +a Venezia; nevicò più volte e nei giorni +sereni una gelida bora soffiò con violenza. Molte +famiglie abbandonarono la campagna innanzi +tempo e iniziarono la stagione dei ricevimenti +e delle feste prima dell'usato; a metà novembre, +la vita elegante, in causa dei rigori invernali, +fioriva già in tutto il suo rigoglio.</p> + +<p>Filippo ne fu ripreso a poco a poco, quasi +senz'accorgersene; ritrovò gli amici, e rifece la +solita ruota di visite e di consuetudini, tra quei +soliti gruppi di persone, alla quale era abituato.</p> + +<p>Ma per Loredana ebbe le cure più sollecite. +Il mormorìo del mondo e l'astiosità dei parenti +gli avevan reso la fanciulla anche più cara, e +spesso rinunziava a qualche trattenimento mondano +per dedicarle il suo tempo. L'aveva circondata +di lusso, provvedendole abbigliamenti a Milano, +facendole regali di gioielli, coprendola di +sete e di merletti e di pelliccie, perchè la sua +bellezza avesse una degna cornice.<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span></p> + +<p>Loredana lasciava fare.</p> + +<p>Era mutata; un dolore sordo e profondo andava +rodendola dal giorno in cui aveva scoperto +che il suo Flopi mentiva; e mentiva perchè l'amicizia +con Giselda Fioresi doveva avere un significato +ch'egli non poteva confessarle. Dapprincipio, +quando s'accorse che Filippo riprendeva +le sue abitudini mondane, la giovane lo seguì +col pensiero affannosamente; si fece raccontar +volta per volta ciò che egli aveva visto e +ciò che aveva detto; notò che mai non pronunziava +il nome della contessina Fioresi, anche +quando dai giornali si poteva rilevare che la contessina +frequentava le feste e i ritrovi ai quali +Filippo prendeva parte. Mille volte, Loredana era +stata in procinto di chiedere spiegazioni, e mille +volte s'era trattenuta, pensando ch'egli avrebbe +mentito ancora.</p> + +<p>Poi a poco a poco, riuscì a dominarsi; non +volle più sapere, non interrogò più. Ella era la +sua amante, che lo attendeva con desiderio inesprimibile +e gli si dava tutta con infinita voluttà ; +faceva tacere la gelosia terribile che le +attossicava il cuore, divorava in silenzio le lagrime +e si mostrava sempre lieta e sorridente. +Era un eroismo d'ogni giorno, d'ogni ora, che +Filippo non sapeva, non avrebbe mai saputo.</p> + +<p>Anche quel lusso che la circondava le pareva +soverchio; indossava la pelliccia, infilava nelle +dita gli anelli preziosi con un certo piccolo brivido, +pensando che il nome di mantenuta le conveniva +allora meglio che mai. Non gliene importava; +il mondo le era così sconosciuto e così<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span> +lontano, che non voleva occuparsene; ma sua madre, +la buona signora Emma, s'era inquietata +per lei.</p> + +<p>Loredana andava sempre a trovare la mamma +nella casetta bianca sul campiello solitario. Ogni +volta era certa d'incontrare per la via Adolfo +Gianella, il suo antico fidanzato, il quale le faceva +la posta. Egli le era rimasto stranamente +fedele, attraverso l'uragano di scandalo e di maldicenza +che aveva travolto il nome della giovane. +La seguiva a distanza per lunghi tratti, la guardava +con intenso piacere, e ne era forse più innamorato +che nei giorni in cui ella era vergine +e innocente. Adolfo aveva appreso tutto dalla +bocca dei curiosi e degli sfaccendati, la vita e +l'amore di Loredana, e poi aveva scoperto il nido +degli amanti e s'era posto a gironzare in quei +dintorni, a guardar quelle finestre, a spiar quella +gioia. Umile e timido, non confidava ad alcuno +i suoi crucci, non parlava in famiglia di Loredana, +perchè la famiglia di lui la odiava. Egli si +contentava di seguir la fanciulla e di vederla +bella, prosperosa, felice.</p> + +<p>La cosa era tanto abituale ormai, che Loredana +contava sulla presenza di Adolfo, e s'egli passeggiava +nel campiello, essa si tratteneva più +a lungo presso sua madre.</p> + +<p> — Bada che è tardi, — le diceva questa qualche +volta.</p> + +<p> — Oh non importa! — rispondeva Loredana, +dopo essersi affacciata alla finestra. — C'è Adolfo, +che mi riaccompagna.</p> + +<p>E la fanciulla sorrideva, non sapendo ella medesima<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span> +se la devozione di lui fosse ammirabile +o ridicola.</p> + +<p>Una sera egli s'infuriò, con uno di quegli scatti +ciechi e improvvisi che sono proprii dei caratteri +timidi. Loredana s'era trattenuta assai tardi +e ritornava sola, a piedi, verso le Zattere, percorrendo +calli deserte. Ella indossava la pelliccia, +aveva una borsetta a maglie d'oro appesa +al braccio, e le buccole di brillanti negli orecchi.</p> + +<p>Adolfo le si avvicinò d'un tratto e le disse +bruscamente:</p> + +<p> — Perchè torni a quest'ora? Non pensi che ti +può capitar qualche cattivo incontro?...</p> + +<p>Loredana si fermò sbalordita a guardarlo; poi +rise involontariamente:</p> + +<p> — Sapevo che c'era lei, — rispose, — e che lei +mi accompagna.</p> + +<p>Egli si calmò subito; le si mise al fianco, e +le disse con espressione lamentabonda:</p> + +<p> — Come sei bella!... Non vuoi, non vuoi proprio +sposarmi?</p> + +<p>La giovane parve non aver capito; egli continuò:</p> + +<p> — Io ti perdono tutto; tu sei l'amante del conte, +e non te ne faccio colpa. Forse io non sapeva +trattarti, ma ora ho imparato, perchè ho tanto +sofferto.... Non vuoi sposarmi? Non ti piacerebbe +di vivere con me?</p> + +<p>Loredana scosse il capo, accennando di no. +Adolfo soggiunse, umilmente:</p> + +<p> — Hai ragione. Sei abituata al lusso e all'eleganza.... +Il tuo valore è troppo grande per me....</p> + +<p>La fanciulla lo squadrò e rispose:<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span></p> + +<p> — Sì, ora valgo più di due milioni....</p> + +<p>Adolfo tacque senza comprendere. Che cosa voleva +dire? Era impazzita? La guardò di nuovo, +e vedendo che essa sorrideva, non osò chiedere +spiegazioni; le camminò al fianco in silenzio, a +capo basso.</p> + +<p> — Lei mi ha perdonato? — riprese Loredana +d'un tratto. — Ma è inutile; io non le ho chiesto +il suo perdono, e non le ho fatto nulla di +male, perchè ho disposto di me liberamente. Crede +lei che per vivere la mia vita non occorra del +coraggio?...</p> + +<p>Si morse le labbra, temendo di dir troppo; e con +voce secca aggiunse:</p> + +<p> — Mi sorvegli, ma non mi stia al fianco; potrei +incontrare persone che conosco, e non vorrei +far credere che io passeggi coi giovanotti +la sera, per le calli perdute....</p> + +<p>Adolfo rallentò il passo, in modo da starle alle +spalle e da proteggerla senza accompagnarla. +La fanciulla si sentì presa da tenerezza, per il +querulo amante, volse il capo, e disse con un +sorriso:</p> + +<p> — Grazie. Così va bene....</p> + +<p>Egli la seguì fino alle Zattere e poi scomparve.</p> + +<p>Per più giorni andò ruminando la frase della +giovane: « Ora valgo più di due milioni ». Che +cosa aveva voluto dire? Forse la pelliccia, i brillanti, +gli abiti che portava indosso valevano più +di due milioni? Era impossibile.... Allora qualcuno +le aveva offerto due milioni per abbandonare +il conte?... Questo era più verosimile; egli, +Adolfo, due milioni gli avrebbe dati per la gioia<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span> +di far sua Loredana, e un ricco signore poteva +pagarsi caro quel capriccio.... Andava galoppando +nel mondo delle fantasie e degli assurdi, senza +venire a capo di nulla, divorato dal bisogno +di sapere, annaspando nelle tenebre.</p> + +<p>La frase sfuggitale aveva scosso Loredana medesima. +Ella pure vi ripensò nei giorni seguenti, +come le parole fossero state una rivelazione, come +il fatto avesse trovato in quelle una consacrazione +impreveduta e strana.</p> + +<p>Valeva ella veramente più di due milioni? Filippo +non pensava mai al patrimonio che le aveva +sacrificato con tanta prontezza?</p> + +<p>Loredana si mise a studiarlo attentamente, a +scrutarne il pensiero, a sorprenderne le intenzioni. +Egli era imperturbabile; non più parola usciva +dalla sua bocca a proposito di quella eredità , non +un accenno ai parenti, allo zio, alle noie che dovevan +dargli. La sua educazione e le sue abitudini +di gran signore non gli permettevano di gettare +uno sguardo di rammarico a quel tesoro perduto; +gli sarebbe parso di commettere la più ignobile +delle bassezze. Parlava all'amante di ogni +cosa, fuor che di quell'incidente, al quale aveva +dato minore importanza di quel ch'egli medesimo +si aspettasse, forse perchè sui due milioni +dello zio non aveva mai fatto grande assegnamento.</p> + +<p>Egli possedeva circa trentamila lire di rendita +e non giuocava; tutto il suo lusso e tutto il suo +piacere erano in Loredana, la quale gli costava +poco oltre la metà del reddito; viveva così in +perfetto equilibrio economico, e finiva per giudicare<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span> +che le recise dichiarazioni dello zio gli +avevan tolto una preoccupazione fastidiosa e gli +avevan dato la libertà assoluta di vivere a proprio +talento.</p> + +<p>Loredana non riusciva a penetrare il pensiero +dell'amante. Lo vedeva padrone di sè, sereno, +quasi spensierato, e credeva a una finzione....</p> + +<p>Un giorno in cui egli andava ammirandola e +accarezzandola, la giovane non riuscì a dominarsi. +Gli chiese:</p> + +<p> — Ti piaccio?</p> + +<p> — Molto, — rispose Filippo ridendo. — Ne dubiti +forse?</p> + +<p> — Mi ami? — incalzò Loredana.</p> + +<p> — Molto, — ripetè Filippo.</p> + +<p> — Ti pare che....</p> + +<p>Si trattenne, si sentì confusa, diventò rossa in +volto.</p> + +<p> — Che cosa? — domandò Filippo. — Che cosa +deve parermi?</p> + +<p> — Ti pare che...? Ti pare che io valga più +di due milioni? — disse finalmente la ragazza.</p> + +<p>Filippo la strinse fra le braccia ridendo.</p> + +<p> — Più di due milioni? — esclamò. — Ma più +che tutti i milioni della terra! Quali domande +tu mi fai! Si direbbe che tu mi creda pentito +di non avere accettato un patto vergognoso, e +che io ripensi a quei denari con rincrescimento....</p> + +<p>Corrugò la fronte e seguitò con espressione più +grave:</p> + +<p> — Questo è offensivo per me, Lori. Tu non +dovresti giudicarmi così male. Io ho avuto fortunatamente<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span> +un'educazione, la quale mi ha abituato +a non contare mai sul denaro. Se non fossi +ricco, lavorerei, e saprei guadagnarmi da vivere; +in ogni modo, certo, non venderei una donna +che mi ama per un patrimonio anche enorme.</p> + +<p>Loredana si passò le mani sul volto e si mise +a ridere infantilmente.</p> + +<p> — Questo mi fa bene, — disse respirando. — Mi +fa bene a udir queste parole. Io pensava sempre +ai due milioni, e mi dicevo che non valgo +quella somma....</p> + +<p>Filippo le mise una mano sulla bocca.</p> + +<p> — Tu mi hai scambiato per un mercante di +donne, — interruppe, sorridendo; e aggiunse con +certo orgoglio che Loredana non aveva mai rilevato +prima: — <span class="g">Noi</span> non ci pieghiamo per denaro....</p> + +<p>Scivolatagli dalle braccia, ella gli stava davanti +in ginocchio, ammirandolo con espressione +ingenua; lo guardò, coi grandi occhi dolci e ridenti +velati da ciglia lunghe, e rimase immobile, +così che Filippo dovette scuoterla. L'ammirazione +di lei, che aveva qualche cosa di alto +e di religioso, lo commuoveva sempre; egli se +ne sentiva avviluppato e preso in ogni ora, e +ne era quasi sgomento, perchè sapeva ormai che +la fanciulla viveva della sua vita, respirava il +suo respiro.</p> + +<p>In quell'istante nel quale, caduta involontariamente +a ginocchi, Loredana pareva adorarlo estatica, +l'uomo pensò che se il vecchio Roberto l'avesse +vista, avrebbe compreso l'affetto e la protezione +ch'egli Filippo le consacrava, e si sarebbe<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span> +pentito d'averla chiamata mantenuta con +tanta leggerezza: Filippo si volse a guardare se +lo zio non fosse in un canto, e poi sorrise della +propria allucinazione.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">IX.</h2> + +<p>La signora Marta Serrantoni, una giovane dalla +grascia pallida, coi capelli color fiamma, avida +di cibo e di denaro, aveva mosso gran guerra +in principio a Loredana e a sua madre, in nome +della morale. Poi vedendo la fanciulla per le vie +tutta elegante, e per il Canal Grande nella gondola +a due remi, la signora Marta s'era a poco +a poco ravveduta. Il conte trattava bene l'amica +sua, bisognava pur dirlo: non era il libertino capriccioso +e volubile che si credeva, e dal contegno +di lui era naturale concludere che non +aveva intenzione di piantare un bel giorno l'amante +nuova come tante altre.</p> + +<p>La signora Marta diceva questo con solennità , +quantunque avesse detto il contrario pochi mesi +prima, con la medesima solennità ; e il codazzo +di giovani e vecchie pettegole che davan peso +alle sue parole, andavan ripetendole, e di +giorno in giorno si riavvicinavano alla madre di +Loredana e riprendevano a frequentarne la casa.</p> + +<p>Così mentre la signora Emma era malcontenta +per il lusso della figlia, che a lei pareva eccessivo, +le altre se ne felicitavano; quando Loredana<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span> +veniva dalla sua mamma e trovava le +amiche, queste le passavano una rivista minuta, +pregandola talvolta di alzare un po' la gonna per +mostrar le calze di seta, osservando la biancheria, +divertendosi a infilar gli anelli, a provarsi +il cappellino, a indossar la pelliccia. La loro morale +taceva innanzi al pregio della roba lussuosa; +esse s'inchinavano all'amante ricco e liberale. +Anche ne godevano, perchè più volte avevano +avuto in dono gli abiti ancor freschi che +Loredana smetteva, e i cappellini ch'ella mutava +sovente.</p> + +<p>La giovane aveva spesso in tasca qualche biglietto +delle amiche, le quali chiedevano protezione +al conte per il marito, per il fratello, pel +nipote; e il conte riusciva ad allogar l'uno, a +migliorar la posizione dell'altro, senza conoscerli, +per far cosa grata alla sua viperetta.</p> + +<p>I concetti morali di quelle piccole donne avevano +sorpresa e disgustata Loredana, che ignorava +gli avvolgimenti e le mutazioni dell'umana +vigliaccheria; le avrebbe preferite nemiche +aperte; e parlandone con Filippo, si sentiva in +obbligo di scusarle, perchè egli non le giudicasse +troppo severamente.</p> + +<p>Ma egli ne rideva, e se ne faceva ripetere le +frasi ammirative, divertendosi ai loro pettegolezzi +e al loro mormorìo; qualche volta per mano +dell'amante inviava dolci o fiori, ch'esse si +disputavano vivamente, e talora anche sulla tavola +delle borghesi pettegole comparivan le bottiglie +polverose della cantina del conte. A questa +maniera, senza conoscerle di persona, Filippo<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span> +s'era creato intorno un circolo di amiche, le quali +correvano dalla signora Emma a esaltar la generosità +di lui e a felicitarsi della fortuna che era +toccata alla figliuola.</p> + +<p>La signora Emma non pareva del loro avviso, +e da qualche tempo era anzi inquieta.</p> + +<p>Come sarebbe finita quell'avventura? La fedeltà +del conte l'aveva stupita senza persuaderla. +Nelle sue lunghe ore di riflessioni, ella aveva +accarezzato la speranza che Loredana avesse un +figlio; il legame avrebbe consacrato quell'amore +con vincoli quasi sacri, obbligando Filippo per +tutta la vita, forse spingendolo a un passo decisivo. +Ma nulla era avvenuto; Loredana era +sterile.</p> + +<p>La signora Emma non poteva acconciarsi a questa +idea; guardando la figliuola bella e gagliarda, +non le riusciva di credere ch'ella fosse infeconda; +le era balenato il sospetto che la sua +sterilità fosse voluta dall'esperta astuzia di Filippo. +Impossibile parlarne a Loredana, che egli +aveva avuto vergine e ignorante d'ogni cosa; sarebbe +stato assurdo interrogarla.</p> + +<p>Una volta che la giovane scherzava col bambino +di Marta, la signora Emma osò domandarle:</p> + +<p> — Ebbene, Lori, non ti piacerebbe avere un +bimbo anche tu?</p> + +<p>La giovane diventò vermiglia in faccia.</p> + +<p> — Certo, — balbettò, — un bambino anch'io....</p> + +<p> — Forse al conte non piacciono? — osservò la +signora Emma.</p> + +<p> — Non ne abbiamo mai parlato, — rispose Loredana.<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span></p> + +<p>E bruscamente andò alla finestra senza proseguire.</p> + +<p> — Un bel bambino, che si potrebbe chiamare.... — seguitò +la madre. — Come lo chiameresti, +Lori?</p> + +<p>La giovane si volse e le disse:</p> + +<p> — Oh, mamma, non parlarmi così! Mi confondi!</p> + +<p>Emma non aggiunse parola, ma quel turbamento +la sorprese e le parve la conferma dei suoi +sospetti. Non aveva capito che Loredana si sentiva +a disagio, perchè le sembrava che il discorso +aprisse un spiraglio di luce sul suo amore +pel quale aveva sempre un riserbo timoroso, una +verecondia inquieta.</p> + +<p>L'argomento ritornò più volte; la Serrantoni, +alla quale la signora Emma aveva confidato i +suoi sospetti, s'incaricò d'interrogare Loredana; +ma a lei mancò l'animo di spiegarsi e Loredana +la guardò attonita per quell'interrogatorio, disordinato +e confidenziale insieme.</p> + +<p>La giovane s'infuriò.</p> + +<p> — Se ancora mi parlate del bambino, — dichiarò +un giorno, — io non verrò più a trovarvi! +È un'insolenza; tutti vogliono sapere che cosa +pensa Flopi dei bambini; tutti mi domandano +che cosa ne penso io; non ci lasciano più vivere! +La Serrantoni mi ha perfino chiesto se sono sicura +che Flopi mi voglia bene come un marito!... +È orribile questo pettegolezzo....</p> + +<p>E diede in uno scoppio di pianto, mentre la +madre e le amiche le si facevano attorno a consolarla. +Le amiche, specialmente, eran premurose +perchè si vedevano sfuggire le sottane di seta<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span> +e i cappellini civettuoli; e quando Loredana accarezzata +dalle une, baciata dalle altre, rassicurata +da tutte, cominciò a sorridere attraverso +le lagrime, le donne esalarono un grande sospiro +di sollievo....</p> + +<p> — Non capisce! — dissero tra di loro più tardi. — È +ancora innocente come l'acqua....</p> + +<p>In verità , non capiva; non capiva che cosa volessero +da lei, non capiva le perifrasi prudenti, +non capiva che cosa importasse loro la sua maternità +probabile, non capiva sopratutto come +questa volta anche sua madre prendesse parte +al coro.</p> + +<p> — Ma che cosa mi domandano? Ma di che cosa +si occupano? — chiese infine alla signora +Emma.</p> + +<p> — Esse credono, — spiegò Emma, — che se +tu avessi un bambino, il conte ti amerebbe +di più.</p> + +<p> — E che cosa importa loro se Flopi mi ama +di più o di meno?</p> + +<p>Emma si strinse nelle spalle.</p> + +<p> — Mio Dio, — disse, confusa. — È un pensiero +che hanno per te, perchè ti sono affezionate.</p> + +<p> — Ma è un pensiero stupido, mamma! — protestò +Loredana. — Se io avessi un bambino, Flopi +mi amerebbe ugualmente. Che ne so io? Fors'anco +mi amerebbe meno.</p> + +<p> — Davvero? — esclamò Emma scandalizzata. — E perchè mai?</p> + +<p> — Perchè sarei malata, perchè diventerei brutta, +per tante ragioni noiose, insomma....<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span></p> + +<p> — Allora sei tu che non lo vuoi, Lori? — domandò +Emma.</p> + +<p>La ragazza la guardò intontita, e poi si mise +a ridere.</p> + +<p> — Io? — disse. — Come posso io volerlo, o non +volerlo?</p> + +<p> — Allora è il conte che non vuole? — insistette +Emma.</p> + +<p> — Flopi? — esclamò Loredana. — E tu pensi +che Flopi si curi di queste sciocchezze? Tu pensi +che Flopi sia come la signora Serrantoni?</p> + +<p> — Non sono sciocchezze, Lori, — sentenziò Emma +gravemente. — Alla fin fine, tutto dipende +dalla volontà del conte.</p> + +<p>Loredana scoppiò in una lunga risata.</p> + +<p>Le preoccupazioni di sua madre e delle sue +amiche risvegliavano in lei un allegro stupore. +Ebbe la tentazione di parlarne all'amante, poi +con lo spirito d'intuizione che spesso la guidava, +sentendo nella curiosità delle donne qualche ombra +di mistero, si trattenne; ma istintivamente +scaltra, riuscì per una via indiretta a sapere che +cosa Filippo pensava dei bambini.</p> + +<p>Quando egli usciva solo a passeggio, le chiedeva +che dovesse portarle a casa.</p> + +<p> — Vuoi i dolci, Lori? Vuoi un palco per questa +sera? Devo mandarti i fiori per la tavola?</p> + +<p>Loredana sceglieva; il più delle volte non sceglieva +nulla.</p> + +<p> — Voglio che tu ritorni presto, — rispondeva.</p> + +<p>Ma pressata dalla inquisizione delle pettegole, +un giorno si arrischiò:</p> + +<p> — Voglio che tu mi porti a casa un bel bambino....<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span></p> + +<p> — Di cioccolata? — domandò Filippo ridendo.</p> + +<p> — No, un bel bambino vivo, — disse Loredana.</p> + +<p>Filippo, che già stava per uscire, tornò indietro +e le si avvicinò:</p> + +<p> — Veramente? — chiese. — Veramente, tu desideri +un bambino?</p> + +<p>A guardarla, non si sarebbe detto; ella sorrideva, +osservando la maraviglia dell'uomo, una maraviglia +commossa e dolorosa.</p> + +<p> — Hai ragione, — egli continuò, accarezzandole +i capelli. — Tutte le donne vogliono il loro +bambino.... Ma un bambino, per noi, in questo +momento....</p> + +<p>Sembrava molto intrigato, e la cosa divertiva +immensamente Loredana, che non l'aveva mai visto +così.</p> + +<p> — Certo, — riprese Filippo, — un bambino +ti terrebbe compagnia e tu gli vorresti bene.... +Ecco: l'anno venturo avrai il bambino. Te lo prometto. +Sei contenta? L'anno venturo....</p> + +<p>Ma s'interruppe. Loredana rideva, fino ad averne +umidi gli occhi; poi con uno scatto gli balzò +al collo, e sempre ridendo gli disse:</p> + +<p> — Tu hai creduto davvero che io voglia un +bambino? Ma no; ma non vi ho mai pensato, +mai, mai, mai! È la signora Serrantoni che mi +annoia coi suoi discorsi e vuole sapere perchè +io non ho bambini! A me non importa nulla! +La Serrantoni dice che è colpa tua se non abbiamo +bambini, e poi dice che è colpa mia, e non +sa nemmeno lei.... Ma io voglio ciò che tu vuoi, +e non ho mai pensato a queste sciocchezze. Non +è vero che sono sciocchezze?<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span></p> + +<p> — E la Serrantoni, — disse Filippo racconsolato, — non +ti ha spiegato perchè è colpa mia +se non abbiamo bambini?</p> + +<p> — Ah no! — esclamò la giovane, ridendo ancora. — Non +mi ha spiegato niente. Mi ha fatto +dei discorsi stranissimi, e in ultimo ha deciso +che io sono una grande oca, perchè non ho capito +una parola. Io, però, le ho dichiarato che +se mi secca ancora, non le porterò più i dolci.</p> + +<p> — Hai fatto benissimo, — approvò Filippo, baciandola +sulla bocca. — E le dirai che della nostra +vita e del nostro amore siamo padroni noi.</p> + +<p>Le parole di Filippo diedero un grande coraggio +a Loredana, e mentre le pettegole evitavano +quel solito argomento per non addolorarla, +ella lo provocò a bella posta qualche giorno +dopo.</p> + +<p> — Ho parlato con Flopi del bambino, — disse.</p> + +<p>La madre e le amiche, le quali stavano intorno, +mandarono una esclamazione di stupore.</p> + +<p> — E che cosa ha detto il conte? — domandò +la Serrantoni, trepidando.</p> + +<p> — Ha detto che il bambino lo avrò l'anno +venturo, — rispose la giovane categoricamente. — Ma +un bambino, per noi, in questo momento....</p> + +<p>Ella tacque; le altre tacquero, guardandosi. Loredana +era stupefatta per il successo impreveduto +delle sue parole. Finalmente la signora Emma +si passò una mano sulla faccia, e disse sottovoce +alla Serrantoni:</p> + +<p> — Avevo indovinato. È lui che non lo vuole!...</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span></p> + +<h2 class="lighter">X.</h2> + +<p>La serata al teatro Goldoni era stata fatale +per Berto Candriani.</p> + +<p>Innanzi tutto egli aveva visto Loredana sotto +un aspetto nuovo; fino a quel giorno aveva considerata +la giovane come una piccola borghese +presa nella luce della vita mondana per un capriccio +di Filippo e destinata a scomparir presto +con quel capriccio; ma standole a fianco, ammirandone +l'eleganza e la freschezza, vivendone +alcune ore la vita, notandone l'ingenuità non priva +d'orgoglio, s'era dovuto ricredere. Loredana +era destinata a non scomparire presto: aveva tutte +le qualità per essere un'amante di primo ordine, +o una mantenuta lussuosa, o un'amica affezionata +e fedele, a seconda dell'uomo che l'avesse +guidata nel suo cammino.</p> + +<p>Da quella sera in poi, Berto aveva notato che +se ne parlava molto tra le dame; dal canto suo, +tartassato di domande, aveva dovuto raccontare +una quantità di cose vere e una quantità di cose +false, per rispondere alla curiosità acuta delle +amiche. Forte della sua fantasia, aveva prodigato +particolari bizzarri, che raccontava dapprima +ridendo; ma perchè le dame parevano credere, +a poco a poco aveva ripetuto quei particolari +ed altri ne aveva aggiunti con gravità ; +in modo che intorno alla ragazza s'era formata +una leggenda.<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span></p> + +<p>Fausta di Montegalda, la quale ancora non poteva +persuadersi che « quella stracciona » fosse +una rivale, s'era involontariamente prestata a +diffondere la leggenda. La ragazza si faceva chiamare +Loredana e prendeva un bagno nel latte +ogni mattina; mangiava fragole tutto l'anno, e +il povero Flopi spendeva un patrimonio per procurargliele +durante la stagione invernale. La camera +dove riposava, con le pareti ricoperte di +specchi, aveva un enorme specchio in luogo del +soffitto, cosicchè la ragazza si vedeva riflessa, +in tutte le pose e per ogni lato; la vecchiaccia +che l'accompagnava era vedova, ma si diceva +avesse avvelenato il marito.... Povero Flopi! Tra +l'amante e la dama di compagnia s'era proprio +<span class="g">encanaillé</span> fino al collo.</p> + +<p>Se qualcuno, in nome della verosimiglianza e +della logica, osava qualche obiezione, Fausta rispondeva:</p> + +<p> — Ma è così, ve lo assicuro. Domandatene al +Candriani. Egli la conosce per benino, la ragazza....</p> + +<p>E Berto era interrogato e doveva confermare +o mitigare i racconti fantastici, i quali, passando +di bocca in bocca, avevano ormai rivestito +incredibili forme.</p> + +<p>La celebrità di Loredana era fatta. Nessuno +pensava più a negare che la ragazza prendesse +un bagno di latte ogni mattina e vivesse di fragole; +la signora Teobaldi, poi, aveva decisamente +avvelenato il marito.</p> + +<p>Berto non sapeva se riderne o temerne, perchè +capiva che se Filippo avesse conosciuto quel romanzo<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span> +e il suo autore, le cose si sarebbero fatte +molto serie.</p> + +<p>E mentre l'immane pettegolezzo sobbolliva, la +vita di Loredana aveva avuto una buona ripresa. +In quell'inverno la giovane era andata più +volte a teatro, ora con la Teobaldi, ora con Filippo, +scatenando una bufera di commenti e di +discussioni, che non giungevano fino al suo orecchio. +L'appartamento sulle Zattere, tutto raccolto +e ben riscaldato pareva più intimo e voluttuoso.</p> + +<p>Loredana aveva dimenticato Giselda Fioresi e +i due milioni e la taccia di mantenuta; viveva +spensieratamente con la cieca sicurezza di poter +vivere sempre così felice.</p> + +<p>Ella fu un po' sorpresa di vedersi un giorno +comparire in casa Berto Candriani, il quale non +le faceva mai visita nelle ore in cui Filippo era +assente.</p> + +<p>Berto indossava la redingote, aveva un garofano +bianco all'occhiello, e in una mano i guanti +paglierini; era addobbato per una visita di società , +e anche questo maravigliava Loredana, che +lo riceveva sempre come un vecchio amico, senza +cerimonie.</p> + +<p>Pareva lievemente impacciato.</p> + +<p> — Credevo ci fosse Filippo, — disse, — ed +ero passato a prenderlo.</p> + +<p> — No, — rispose Loredana. — Flopi è andato +al tè in casa Lombardi....</p> + +<p> — Ah, sicuro! — mormorò Berto. — Sono le +cinque, infatti; le cinque e un quarto, anzi.</p> + +<p> — Se lei non ha niente di meglio a fare, — seguitò<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span> +cortesemente la giovane, — può trattenersi +un istante, e il tè gliel'offrirò io.</p> + +<p>Berto battè le mani.</p> + +<p> — Anzi, anzi, non domando che questo!</p> + +<p>La conversazione languì un attimo. Loredana +si chiedeva mentalmente: « Che cosa vuole? ». +Berto si distraeva a guardar la fanciulla, la quale +indossava una semplice vestaglia tutta liscia +colore scarlatto, serrata ai fianchi da una fascia +alta di seta nera. Egli si diceva che era straordinariamente +desiderabile.</p> + +<p> — Flopi è sempre di buon umore? — domandò.</p> + +<p> — Certo, — rispose Loredana. — È sempre di +buon umore con me.</p> + +<p> — Non ha più parlato di quegli incidenti al +teatro?</p> + +<p> — Di quali incidenti?</p> + +<p> — Di quella sera, ricorda? quando io ebbi l'onore +di riaccompagnarla, e si fece anche un +brindisi....</p> + +<p>La giovane sorrise.</p> + +<p> — Ah mio Dio! — esclamò. — Di noi tre, se +ne ricorda lei, soltanto!... Sarebbe curiosa che +io e Flopi ne parlassimo ancora!...</p> + +<p>Berto si morse le labbra.</p> + +<p> — È vero; lei e Flopi han da dirsi qualche cosa +di meglio, — mormorò.</p> + +<p> — Caro conte, — osservò Loredana, corrugando +le sopracciglia, — sa che io detesto i sottintesi.</p> + +<p> — Non ci sono sottintesi; dicevo una verità . +Due persone che si amano, non han tempo di badare +ai pettegolezzi.<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span></p> + +<p>Loredana si alzò per accendere la luce elettrica; +la conversazione ricadde.</p> + +<p> — Flopi le ha narrato la storia dei due milioni? — chiese +Berto a un tratto.</p> + +<p> — Mi ha narrato ogni cosa.</p> + +<p> — Egli non li rimpiange di sicuro?</p> + +<p> — Pare di no, — rispose Loredana sorridendo.</p> + +<p>Entrò Piero, recando il servizio per il tè, che +dispose sul tavolino. Vi fu una pausa lunga, durante +la quale Loredana versò l'acqua bollente +nella teiera, spense il fornelletto a spirito, avanzò +il cestello dei biscotti verso il suo ospite.</p> + +<p> — È un bel patrimonio, — riprese questi.</p> + +<p> — Che cosa? — domandò Loredana.</p> + +<p>Non s'era mai trovata sola col giovane, al quale +sapeva di piacere, e se ne sentiva intimorita, +perchè gli occhi di lui non l'abbandonavano mai.</p> + +<p> — Dico che due milioni formino un bel patrimonio, — egli +spiegò, prendendo una tazza dalle +mani della fanciulla. — Un magnifico patrimonio, +al quale pochi uomini rinunzierebbero per +l'amore.</p> + +<p>Loredana guardò Berto inquieta.</p> + +<p> — Che cosa significa? — domandò.</p> + +<p> — Non ci sono sottintesi, — dichiarò Berto +sorridendo. — Volevo dire quello che ho detto; +pochi uomini rinunzierebbero a due milioni per +l'amore di una donna. Flopi è di questi uomini, +e ciò mi fa piacere....</p> + +<p> — No, conte, — interruppe Loredana, bruscamente. — Non +è il caso di scherzare; lei sa +qualche cosa?</p> + +<p> — Non so nulla!<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span></p> + +<p> — Forse Filippo le ha confidato che è malcontento?</p> + +<p> — Le do la mia parola, d'onore che Filippo +non ha mai aperto bocca con me....</p> + +<p> — E allora? — chiese la giovane freddamente. — Perchè +trova strano che Filippo mi ami?</p> + +<p> — Non trovo strano; dico che tra una donna, +chiunque ella sia, e due milioni, quasi tutti +gli uomini sceglierebbero questi e lascerebbero +quella.</p> + +<p>Loredana non rispose; la bella faccia ridente +aveva preso un'espressione dura, che gli angoli +rialzati della bocca facevan più recisa; e gli occhi +fissavan dritti in volto il Candriani, cercando +di scrutarne il pensiero riposto.</p> + +<p> — È quello che io ho osservato a Flopi, — ella, +disse. — Ma egli mi ha risposto che io lo +scambiava per un mercante.</p> + +<p> — Doveva rispondere così, — osservò Berto.</p> + +<p> — Doveva essere sincero, perchè io con lui sono +stata sempre sincera.</p> + +<p> — Lei non aveva nulla da nascondere; ma la +sincerità qualche volta è incomoda, — ribattè +il Candriani. — Non si può dire a una donna: +« Io preferisco due milioni al tuo amore »....</p> + +<p>Loredana balzò in piedi.</p> + +<p> — Perchè mi parla a questo modo? — esclamò. — Filippo +le ha dato l'incarico di esprimere +le sue idee?</p> + +<p> — No, — rispose Berto, stendendo una mano +verso la giovane come a tranquillarla. — Filippo +non mi ha dato alcun incarico, glielo posso +giurare! Sono pensieri miei, quelli che esprimo.<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span></p> + +<p>Fece una pausa, si alzò egli pure lentamente +in piedi, e movendo un passo verso la ragazza +dritta nella veste flammea, aggiunse:</p> + +<p> — Non si spaventi, non si turbi, Loredana. È +un amico che le parla. Io voleva dirle questo +fin dalla sera in cui ci siam trovati a teatro. +Volevo dirle che, qualunque cosa avvenga, in +qualunque momento, io sarò lieto di accorrere +a una sua parola e di poter esserle utile....</p> + +<p> — Come? — domandò Loredana smarrita. — Lei +non crede sincero Filippo?</p> + +<p> — Non so. È sincero oggi, forse. Domani potrebbe +pentirsi, non tanto per il patrimonio al +quale deve rinunziare, quanto per la guerra che +gli va movendo la famiglia. E se quel giorno +venisse, le ripeto, ella deve ricordarsi che ha +un amico devoto e pronto a tutto per lei....</p> + +<p>La giovane squadrò da capo a piedi il suo +ospite; non era più intimorita; un sorriso ironico +le increspava le labbra e una luce vivida +le sfolgorava dagli occhi.</p> + +<p> — Io la disprezzo! — ella rispose pacatamente.</p> + +<p> — Loredana! — esclamò Berto.</p> + +<p> — Sì, sì, la disprezzo! — ripetè la giovane con +calma. — Lei ripaga a questo modo l'amicizia +di Flopi? Lei viene a mettermi il sospetto nel +cuore, mentre io era felice! Lei viene ad accusare +Filippo, mentre egli è così buono con me, così +fiducioso con lei! E tutto questo senza una ragione +al mondo, solo per dirmi.... Per dirmi che cosa? +Che lei vorrebbe succedere a Filippo, non è +vero? Perchè lei crede che se domani Filippo +mi abbandonasse, io prenderei un altro amante,<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span> +forse il primo che mi capitasse, con la indifferenza +con cui si muta d'abito? Questa è la stima +che lei ha di me?...</p> + +<p>S'interruppe, dando in una risata sardonica; +e proseguì:</p> + +<p> — Caro conte, ha commesso un'azione cattiva, +e io dovrò avvertirne Filippo, perchè si guardi +da lei, che è un falso amico! Lei è stato il solo +ammesso in questa casa, e ne ha compensato Flopi +tentando di farmi credere che rimpiange il +denaro perduto, e cercando di portar via a Flopi +una donna che egli ama. Mi ha messo l'inferno +nell'anima, mi ha fatto dubitare, mi ha torturata....</p> + +<p> — Loredana, non esageri, per carità , — interruppe +Berto avvicinandosi. — Lei non mi ha +compreso.</p> + +<p> — L'ho compreso, l'ho compreso! — esclamò +Loredana, mentre le lagrime cominciavano a scorrerle +per le guance. — Ho compreso il suo scopo! +Se avesse detto quelle malignità senza uno +scopo, sarebbe pazzo! Ah, che dolore mi ha dato! +Ora questo pensiero non mi si leverà più dal +cervello; ora io continuamente mi domanderò se +Flopi è contento, se non rimpianga il denaro perduto, +se mi ama davvero! Ed ero così felice, così +stupidamente felice!...</p> + +<p>Si lasciò cadere in una poltrona, e nascondendo +il volto tra le mani, scoppiò in singhiozzi che +le fecero sobbalzare violentemente il seno. A piccoli +passi, piano, adagio, Berto si avvicinò, si +curvò sulla spalliera, osò stendere una mano quasi +per carezzare la testolina dolorosa:<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span></p> + +<p> — Loredana, — susurrò, — io le domando perdono; +io non credeva di....</p> + +<p>Ma dovette troncare. Loredana era scattata +in piedi nuovamente; pareva davvero una viperetta, +con la testa dritta e gli occhi sfavillanti:</p> + +<p> — Vada via! — gridò. — Vada via; non mi +tocchi! La disprezzo, gliel'ho detto. Vada via, +vada via subito!...</p> + +<p>Berto si ritrasse.</p> + +<p> — Vada via subito! — incalzò Loredana. — Non +voglio più vederla! Vada via subito, o +chiamo!</p> + +<p>Il tono perentorio, la voce squillante, il fremito +visibile che agitava la fanciulla, fecero comprendere +a Candriani ch'era impossibile resistere; +se avesse osato una parola o un gesto, Loredana +avrebbe chiamato il servo o Clarice, facendo +uno scandalo. Berto camminò a ritroso fin +sul limitare, s'inchinò, uscì.</p> + +<p>La giovane stette in ascolto qualche poco, indi +si abbandonò sul divano, tuffando il volto tra i +cuscini. Ella rimase in tal positura, immobile e +con gli occhi asciutti, sforzandosi a pensare, fin +che non udì nell'anticamera i passi di Filippo +che rientrava. Allora balzò in piedi, si diede una +occhiata nello specchio, afferrò un libro che giaceva +sulla tavola e finse di leggere.</p> + +<p>Filippo entrò:</p> + +<p> — Buona sera, piccola, — disse.</p> + +<p> — Buona sera, Flopi. Ti sei divertito?</p> + +<p> — No, per niente. E tu, che cosa hai fatto?</p> + +<p>Un brivido passò nell'anima di Loredana; chinato<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span> +il capo di nuovo sul libro, mormorò con indifferenza +studiata:</p> + +<p> — Nulla. È venuto il Candriani a trovarmi....</p> + +<p> — Berto? — esclamò Filippo stupito. — A +che ora?</p> + +<p> — Alle cinque e un quarto, o alle cinque e +mezza, non ricordo.</p> + +<p> — E che cosa voleva?</p> + +<p> — Era passato a prenderti per andare dalla +contessa Lombardi.</p> + +<p> — Ma è impossibile, Lori; pensa bene a ciò +che dici! — esclamò Filippo.</p> + +<p>Loredana s'impaurì; impossibile? perchè era +impossibile?</p> + +<p> — Ha detto così, — ella insistette.</p> + +<p> — Ma dalla contessa Lombardi dovevamo trovarci +più tardi, — osservò Filippo. — E infatti +è venuto, mi ha visto, e non mi ha detto ch'era +stato qui. Tutto questo è stranissimo....</p> + +<p>Tacque; s'avvicinò all'amante, ancora seduta +sul divano, e la scrutò attentamente.</p> + +<p> — Tu sei molto agitata, — soggiunse. — Mi +nascondi qualche cosa....</p> + +<p>Loredana si sentì morire. Che cosa poteva credere +Filippo? Bisognava raccontar tutto?... Alzò +il capo, e disse, disperatamente:</p> + +<p> — Io, il Candriani, non voglio più vederlo!</p> + +<p>Filippo sussultò, l'attirò al petto, e baciandola +rispose con calma:</p> + +<p> — Ho capito. Non lo vedrai più!</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span></p> +<h2 class="lighter">XI.</h2> + +<p>Il conte Filippo Vagli e il conte Berto Candriani, +col pretesto d'un diverbio politico, si batterono +alla sciabola tre giorni dopo la visita di +Berto a Loredana. Al Candriani toccò un colpo +di figura interna, che partendo dall'orecchia destra, +gli tagliava il naso, le labbra, il mento; Filippo, +a causa dell'incontro avvenuto in quell'attimo, +ebbe una sciabolata all'avambraccio destro, +lunga ma non profonda.</p> + +<p>Loredana quando vide in quel pomeriggio freddo +e nebbioso tornar Filippo col braccio al collo, +diventò come pazza; correva da una camera all'altra, +gridando e piangendo; era stata lei la +causa del duello; Flopi s'era dovuto battere per +lei; ella era la sua maledizione; già tanti danni +aveva avuto dal suo amore, già tanti dispiaceri, +e oggi anche un duello, una ferita, oggi anche +il sangue aveva dovuto dare!</p> + +<p>Il chirurgo che accompagnava Filippo le assicurò +che la ferita del conte non era grave; Filippo +e Clarice furono attorno alla giovane per +confortarla; ma essa era così sbigottita, coi capelli +sciolti e gli occhi dilatati dallo spavento, +che il medico dovette occuparsi prima di lei che +del suo ferito.</p> + +<p>A poco a poco, quasi svegliandosi da un terribile +sogno, Loredana si rimise e cominciò a<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span> +credere che Filippo non fosse minacciato da morte +imminente. Ma non appena il chirurgo si congedò, +essa volle udire il racconto della scena, e +Filippo dovette raccontare, mentre Clarice Teobaldi +pensava alle più belle pagine del teatro +melodrammatico.</p> + +<p> — La conclusione si è, — terminò Filippo, — che +io intendo partire non appena mi sarà possibile. +Questo duello farà troppo chiasso. Andremo +a Roma a passar l'inverno: lasceremo qui Clarice +a vigilare la casa, e torneremo a primavera....</p> + +<p>La signora Teobaldi sentì il dispiacere del futuro +distacco, temperato dalla soddisfazione di +quell'incarico di fiducia, e pensò che Filippo era +veramente un eroe.</p> + +<p> — Mi dispiace per Berto, — soggiunse il conte. — Gli +è toccato un colpo crudele, ma non +potevo misurarlo. Del resto, la lezione gli insegnerà +a tener la lingua tra i denti.... e a rispettar +l'amicizia.</p> + +<p>Filippo non s'era ingannato, prevedendo che +il duello avrebbe fatto chiasso. Per tutto il giorno +dovette ricevere amici nel suo studio, i quali +venivano ad assicurarsi che non era gravemente +ferito. In città il fracasso era enorme, e quelli +che ne sapevano meno erano i più esatti e più +sicuri nel raccontar particolari.</p> + +<p>Non si trattava del solito pettegolezzo, qualche +volta campato interamente in aria, sempre +mormorato con grazia; era un'onda di ciarle e di +commenti fragorosi che dilagava per tutto, nei +caffè, nei teatri, nei salotti.<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span></p> + +<p>L'aristocrazia veneziana, la quale conta forse +i nomi più classici del mondo, s'angustiò per quell'incidente +di cui si sapevano anche le cause, +perchè il pretesto del diverbio non aveva ingannato +nessuno. Da anni a Venezia non avvenivano +duelli se non tra giornalisti; una cordialità simpatica +legava i signori l'uno all'altro, e la più +squisita cortesia presiedeva ai loro convegni, tanto +che al momento di trovare i padrini, Filippo +e Berto avevano incontrato non poche difficoltà , +perchè gli amici di quello erano amici di questo; +Filippo aveva scelto due ufficiali di marina +giunti da poco a Venezia, e Berto due ufficiali +di cavalleria che stavano a Padova.</p> + +<p>Il conte Roberto e la contessa Bianca furono +costernati all'annunzio; nè l'uno nè l'altra avrebbero +imaginato che Filippo giungesse a tanto +per la « monella »; e l'uno e l'altra, d'intesa, fecero +comprendere la loro riprovazione ostentando +di non voler parlare dell'accaduto e trascurando +di chiedere notizie del nipote e del figlio.</p> + +<p>Era lo scandalo; lo scandalo aperto, irrimediabile, +gigantesco; perchè sapendo che Filippo si +era battuto per una donna, e non già per la politica +come voleva dare a intendere, nessuno pensava +che questa donna non l'avesse tradito, ch'egli +non l'avesse sorpresa fra le braccia del Candriani, +ch'egli insomma non avesse fatto una brutta +figura. Il nome di Loredana correva per le +strade, e la curiosità interribiliva.</p> + +<p>Loredana! Chi era? Dove l'aveva trovata? Che +cosa faceva prima di darsi al conte? Era quella +del bagno di latte e delle fragole? Ah era quella!<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span> +Allora la medesima che una sera al teatro +Goldoni civettava col Candriani; che sfrontata! +Mantenuta dell'uno, andava a teatro con l'altro! +Filippo spendeva un patrimonio per coprirla di +seta e di gioielli ed essa lo ricompensava a questa +maniera; la colpa era di Filippo, che doveva +aver perduto la testa. Chi l'avrebbe detto, +lui così pronto una volta a cambiar d'amanti, +così garbato e accorto, così scettico ed egoista! +È proprio vero che il gatto, all'ultimo, vi lascia +lo zampino; Filippo doveva essere invecchiato; +questo amore aveva tutta la goffaggine +d'una passione senile.</p> + +<p>Non parliamo del Candriani, tanto ben ricompensato +della sua amicizia; per poco Filippo non +gli aveva portato via naso, orecchia e labbra in +un colpo solo; ad ogni modo il povero Berto rimaneva +sfigurato per sempre; la cicatrice era +spaventosa; venti punti di sutura; ma che venti? +trenta, o quaranta; un macello.... E intanto +Filippo s'era giuocato per quella donna l'eredità +dello zio, una diecina di milioni; lo zio l'aveva +avvertito più volte, l'aveva pregato e scongiurato, +e finalmente aveva perduto la pazienza. Chi +poteva dargli torto? Era un vecchio onesto e +semplice, che non voleva pasticci in famiglia.... +E quell'altra, la madre, la contessa Bianca, quale +conforto aveva dal figliuolo, ch'ella voleva accasare! +S'era trattato di matrimonio con la contessina +Cafiero; no, con la Fioresi, una ragazza +che gli avrebbe portato, anche lei, una diecina +di milioni; ma Filippo aveva mandato all'aria +ogni cosa; e in tal modo, dieci della fidanzata<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span> +e dieci dello zio, erano ormai venti milioni sfumati.</p> + +<p>Qualcuno osava una parola in difesa di Filippo, +ma era peggio.... Come difenderlo? Figurarsi: +permetteva che la sua mantenuta si facesse +chiamare contessa Vagli; in tutti i negozii +di Venezia, per contessa Vagli s'intendeva non +già la veneranda contessa Bianca, ma quella ragazza; +e una volta la contessa Bianca s'era vista +portare a palazzo una scatola di trine e piume, +ch'eran destinate all'altra; anzi più volte i fornitori +sbagliavano, e mandavano da pagare alla +contessa Bianca le note della ragazza. Una commedia, +una farsaccia, permessa, voluta da Filippo, +che neanche rispettava più il nome della +famiglia.... Come si poteva difenderlo?... Tutti +a questo mondo han fatto le loro; a tutti piacciono +le donne; ma c'è maniera e maniera. Un +avvocato diceva: « Nisi caste saltem caute »; il +buon gusto, la decenza, non si devono mai offendere; +e da gente, poi, che ha obblighi sociali +e dovrebbe dar l'esempio.... Se così faceva +un patrizio veneto, si poteva imaginare che cosa +avrebbe fatto qualche povero diavolo, un facchino +della Marittima, un plebeo....</p> + +<p>E a proposito di plebei, che cosa era quella +sua amante? La chiamava Loredana, lui, per rialzarla; +ma veniva dal basso, era uno <span class="g">scialletto</span>, +nè più nè meno che un'infilatrice di perle +a Castello; pensate che educazione poteva avere +e che linguaggio; ma faceva ogni giorno un +bagno nel latte. È per questo che la dicevano +tanto caritatevole; distribuiva ai poveri il latte<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span> +che le era servito pel bagno. Quanto alla bellezza, +poi, a Venezia se ne potevan trovare mille, +diecimila più belle; bastava guardarsi intorno, e +giusto a Castello e a Cannaregio v'eran certi musetti, +si vedevan certi occhi e certe capigliature; +la Resi, per esempio, e la Nana, e quell'altra, +quella bionda, la Mà lgari; e nessuno si pensava +di portarsele a casa, di rinunziare a venti +milioni, di chiamarle contesse, e di metterle in +conserva nel latte. Ci voleva proprio un patrizio, +e un patrizio come Filippo, per queste minchionerie!</p> + +<p>Filippo rimase schiacciato sotto quella valanga. +Caldo per ira e per gelosia, aveva provocato +Berto, senza prevedere che la responsabilità +dell'avvenimento sarebbe andata a battere +contro Loredana, la quale ne usciva compromessa +irrimediabilmente; e compromettere una donna +era per Filippo azione così vigliacca e stupida, +ch'egli spasimava d'esserci involontariamente +incappato. Tutto il fango della strada, +l'ira degli uomini, l'invidia delle femmine, si sollevava +e ricadeva sull'amante sua.</p> + +<p>Era una cosa spaurevole. Fra gli amici venuti +in quei giorni a trovar Filippo fu il conte Alvise +Priùli, un vecchio d'oltre sessant'anni, dalla +vita cristallina, maestro di cortesie, oracolo +in materie cavalleresche, franco nel parlare.</p> + +<p> — Ti sei cacciato in un ginepraio, — egli disse +a Filippo. — Perchè non consigliarti con qualcuno, +prima di agire?... A provocare e a battersi +v'è sempre tempo. E tu sai che quando c'è +di mezzo una donna, chiunque ella sia, un gentiluomo<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span> +deve evitare duelli e scenate fin che gli +è possibile....</p> + +<p>Filippo, col braccio al collo, passeggiava nervosamente +per lo studio, angusto alla sua furia. +Si arrestò innanzi al vecchio che aveva candidi +capelli e faccia rosea:</p> + +<p> — Che cosa dicono? — chiese avidamente.</p> + +<p>Il conte Alvise fece un gesto desolato.</p> + +<p> — Un disastro, — rispose. — Tutto quello che +puoi imaginare di più antipatico, di più losco, +di più sciocco; è una vera orgia di contumelie....</p> + +<p> — Contro di me?</p> + +<p> — Contro di te, e contro la signora, voglio dire +la signorina, insomma la tua amica.</p> + +<p> — Per esempio? — incalzò Filippo.</p> + +<p> — Che esempio! — esclamò Alvise sorridendo. — Non +è il caso di darti esempii; anche tu +sai che cosa è la folla quando si sbizzarrisce +a inventare e a deridere.</p> + +<p>Filippo battè i piedi a terra, riprese a camminare, +e camminando disse:</p> + +<p> — Che cosa mi consigli? Che cosa devo fare, +Alvise? Bisogna ch'io ne esca....</p> + +<p> — Io ti consiglio di cambiar aria, — disse +Alvise. — Fa un viaggio, un bel viaggio lungo. +Se tu rimani, finisci per batterti altre venti volte, +e lo scandalo cresce. Del resto, come puoi pigliartela +con gli anonimi? Tutti parlano ora che +ti sanno chiuso in casa; pròvati ad uscire e non +avrai che strette di mano e sorrisi....</p> + +<p> — Ipocriti! Vigliacchi! — esclamò Filippo.</p> + +<p> — Ma no, caro, hai torto, — osservò prontamente<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span> +Alvise. — Il mondo è fatto così; non intende +aggredirti di fronte, perchè gliela faresti +pagare; aspetta che tu volti le spalle. E in questo, +Venezia, Parigi, Londra, Pechino, sono una +città sola....</p> + +<p> — Dunque un viaggio, tu dici? — riprese Filippo, +fermandosi un'altra volta davanti al vecchio +amico. — Io aveva pensato di passar l'inverno +a Roma....</p> + +<p> — No, no, un viaggio. A Roma si sa tutto, come +a Venezia; figùrati se la Montegalda, la Fioresi, +e venti altre, se di Spinea e lo stesso Candriani +non hanno scritto agli amici di laggiù! +E ciascuno a modo suo.</p> + +<p> — Come sta Berto? — domando Filippo.</p> + +<p> — Bene, puoi imaginare. Gli hai cambiato faccia, +ma non sono avvenute complicazioni, e se +la caverà in un mese o poco più....</p> + +<p>Filippo tacque, guardando a terra.</p> + +<p> — Me l'aveva fatta grossa, — mormorò poi.</p> + +<p> — Sai che è un caposcarico; potevi parlargli +e persuaderlo a non molestare la tua amica. E +anche la tua amica, via, confessiamolo, doveva +essere più prudente, metterlo alla porta alla chetichella +e non dirtene nulla.</p> + +<p>Filippo scosse la testa.</p> + +<p> — Loredana non ha alcuna colpa, — ribattè. — È +abituata a dirmi tutto; e se l'avesse messo +alla porta, io non me ne sarei avveduto e non +avrei chiesto spiegazioni? Era il solo che veniva +a trovarci, e ci voleva poco ad accorgermi +che non c'era più!... E la mamma e lo zio, che +cosa dicono?<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span></p> + +<p>Il conte Alvise fece un altro gesto in aria, +più desolato del primo.</p> + +<p> — Non ne parliamo, caro Flopi!... Credo che +Roberto pensi a fondar col suo denaro un istituto +di beneficenza....</p> + +<p>Filippo sorrise.</p> + +<p> — Gliel'ho consigliato io! — disse.</p> + +<p> — Bravo! — esclamò Alvise. — Non ti conoscevo +come benefattore dell'umanità . Quanto a +tua madre, povera donna, questo è un colpo, è +un colpo grosso.... Sai le sue idee, anche in materia +di duello; e qui poi si tratta d'un duello +inutile, d'uno scandalo gigantesco.</p> + +<p> — Povera mamma! — disse Filippo, meditabondo.</p> + +<p> — Dovresti scriverle chiedendole perdono, — suggerì +Alvise. — Non ti risponderà , ma la lettera +la calmerà un poco, e servirà a prepararti +un colloquio.</p> + +<p> — Le scriverò; è una buona idea, — dichiarò +Filippo. — Quanto a colloquii, non ne avremo: +essa mi chiede ciò che io non voglio concederle, +l'allontanamento di Loredana. Non voglio e non +posso: tu capisci che se oggi, quando è aggredita +da tutta una folla, da tutta una città , mettessi +Loredana sul lastrico, sarei un farabutto....</p> + +<p> — È giusto, — convenne Alvise.</p> + +<p>Altri amici sopravvennero, e Filippo li interrogò, +e da ciascuno ebbe la conferma che lo scandalo +dilagava, che in alto e in basso, nel salotto +e nell'osteria, ancora non si parlava se non del +duello; qualche amico più addentro nella confidenza +di Filippo ripetè, attenuando, i discorsi<span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span> +che correvano, e anche attenuati, specialmente +per Loredana, erano oltraggiosi e provocanti....</p> + +<p>Le visite si susseguirono fin quasi all'ora del +pranzo; e Filippo ne uscì in uno stato di fredda +disperazione. Piegò il capo sul braccio sinistro +appoggiato alla tavola, e restò immoto a pensare.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XII.</h2> + +<p>A pensare; ma non seppe mai quanto rimanesse +in quella positura.</p> + +<p>Lievemente, con un passo che il tappeto smorzava +del tutto, Loredana entrò nello studio verso +le otto, per chiamar Filippo a pranzo. Ella +sorrideva, perchè da qualche giorno era certa +della guarigione dell'amante, e quel viaggio a Roma, +di cui s'era parlato, le piaceva molto. Intorno +a Roma avevan ricamato mille fantasie l'estate +innanzi, a Sirmione, poi non se n'era fatto +più nulla per le vicende susseguite.</p> + +<p>Loredana si fermò di botto sul limitare, e fu +per mandare un grido.</p> + +<p>Filippo era seduto, con la testa reclinata sul +braccio, immobile.</p> + +<p>La giovane accorse, gli toccò una spalla, ed +egli alzò il capo sussultando.</p> + +<p> — Che c'è? — disse.</p> + +<p>Loredana vide ch'egli aveva gli occhi lucidi +di lagrime, e ne rimase sbigottita.<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span></p> + +<p> — Hai pianto? — chiese. — Flopi, hai pianto? +Che cosa è avvenuto?</p> + +<p>L'amante scosse la testa, infastidito e confuso.</p> + +<p> — No, no, — disse, — non ho pianto....</p> + +<p> — Sì, hai gli occhi rossi e umidi.... Che cosa +è avvenuto, in nome di Dio?</p> + +<p>Filippo si alzò, fece un giro per la camera, +silenzioso, mentre Loredana lo guardava attonita, +quasi non lo riconoscesse; ella avrebbe potuto +imaginare nei suoi sogni qualunque cosa +strana, ma non avrebbe imaginato mai di dover +vedere un giorno il viso di Filippo bagnato +dalle lagrime; questo spettacolo superava tutto +che di più orribile e di più straordinario ella +poteva sognare....</p> + +<p> — Dimmi che cosa hai! — insistette. — Per +carità , Flopi, non farmi morire di spavento; rassicurami, +dimmi una parola, non esser crudele +a questa maniera....</p> + +<p>Filippo s'arrestò nel bel mezzo della camera.</p> + +<p> — Che cosa ho? — disse. — Non ne posso +più, ecco! Ho tutta la città contro di me, tutti +i parenti, tutti gli amici, tutti gli sconosciuti, +tutti gli sfaccendati, tutti, i ricchi e i poveri, i +buoni e i cattivi, tutti sono contro di me. Questo +duello ha sollevato uno scandalo senza esempio, +e ha coperto di fango me e te. Io sono un +vanesio che compromette le donne, un « trombone » +come dicono a Venezia, e tu una sgualdrinella, +e i nostri nomi sono popolari.... Ah sì, +popolari ormai!... Nelle taverne ci conoscono come +nei palazzi, e non abbiamo uno, un solo che +ci difenda! Hai capito, Lori, che cosa ho? Un<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span> +uomo non può combattere contro la folla; sono +stritolato da una tempesta che ho sollevato io; +non mi posso muovere, perchè la folla son tutti +e non è nessuno.... Chi prendere? A chi chiedere +ragione? Che cosa devo fare? Io non lo so; +Priùli mi ha detto di fare un lungo viaggio, e +sta bene, ma poi? Dovremo tornare, non potremo +viaggiar tutta la vita, e rimettendo il piede +a Venezia, io sarò il « trombone » e tu la sgualdrina.... +È odioso, Lori! Non mi sono mai perduto +d'animo, non ho mai piegato, fin che si +trattava di discutere coi parenti; ma oggi non +so dove dar la testa, perchè ho di fronte una +città , l'intera città , ti dico, nella quale il pettegolezzo +è un'arte, la sola rimasta a questi cialtroni. +Capisci, Lori, che cosa ho? Non ne posso +più, non ne posso più, non ne posso più!...</p> + +<p>Loredana aveva capito; aveva chiaramente e +interamente capito.</p> + +<p>Dopo il primo senso di terrore e di smarrimento, +la giovane stava come agghiacciata, rigida +e muta. Aveva compreso; Filippo era vinto; +non si poteva chiedergli di più; perduta la +famiglia, aveva resistito; perduta una fortuna, +aveva resistito. Ora, davanti al ridicolo, davanti +ai ghigni della moltitudine, davanti alla gazzarra, +allo scandalo osceno, davanti al disonore — non +lo accusavano di compromettere le donne? — Filippo +era vinto, e piangeva. Lei, con la sua +leggerezza incredibile, lo aveva lei con le sue +mani spinto in quell'abisso.</p> + +<p>Ella rimaneva a testa china, le braccia pendenti +lungo il corpo.<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span></p> + +<p>Filippo la vide e le si avvicinò.</p> + +<p> — Scusami, — disse. — Scusami, Lori. È stata +una debolezza imperdonabile, la mia; non dovevo +affliggere anche te. Ora è passata.... Faremo +un lungo viaggio, ti piace? Prima a Costantinopoli, +e là poi decideremo dove andare: +io posso rimanere assente anche due, tre anni. +Odio Venezia, ormai, non mi ci posso più vedere! +Non mi rispondi, Lori?</p> + +<p>Ella non rispondeva: aveva capito e stava +pensando che cosa dovesse fare, che cosa il suo +amore chiedesse da lei, e tutto le pareva orrendo. +Cercava dentro il cuore l'energia per il +domani, e sentiva il cuore gelido, come pervaso +repentemente da un veleno mortale.</p> + +<p> — Non mi rispondi? — chiese Filippo di nuovo. — Guardami, +non sono più triste; ha ragione +Priùli: un lungo viaggio ci farà dimenticare, +e intanto saremo felici. Condurrò con noi anche +la Teobaldi, il povero folletto, e la faremo +cantare.... Che ne dici, Lori?</p> + +<p>Ella non rispondeva. Il suo amore era finito. +Bisognava far qualche cosa, non si poteva accettare +il sacrificio ultimo dell'uomo che aveva +sacrificato già tanto; l'amore, l'amore vero, voleva +da lei qualche cosa di più.</p> + +<p> — Va bene, — disse fievolmente, per dire. — Va +bene, Flopi. Ora guarisci, perchè non puoi +partire così; e dopo decideremo tutto.... Va bene.... +Sì, anche Clarice; la faremo cantare....</p> + +<p>Tacque subito per non dare in uno scoppio di +pianto, in un urlo di dolore.</p> + +<p> — È tardi, — soggiunse. — Andiamo a pranzo....<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span></p> + +<p>A tavola li aspettava, come al solito, la signora +Teobaldi, la quale aveva preparato un discorso +intorno a certe opere che si davano alla +Fenice, e voleva esprimere alcuni giudizii categorici +sulla musica moderna, sulla morte del bel +canto.... Ma rimase esterrefatta vedendo Lori e +Flopi; il conte pallido come un cadavere; la ragazza +pareva intormentita. Mangiarono in silenzio, +senza guardarsi; Filippo e Loredana anzi, dimenticavano +spesso di mangiare e restavano con +gli sguardi perduti nel vuoto. Piero cambiava +le posate, senza che il conte avesse toccato cibo; +anche Piero era costernato per quello spettacolo +di tristezza. Certo, era avvenuta qualche +sciagura; ma dove, ma quando, se proprio quel +giorno nessuno era uscito di casa, se proprio quel +giorno non era arrivato nemmeno un telegramma? +Il conte aveva di tanto in tanto un fremito subito +contenuto; ripensava alla folla che correva +le strade, trascinando il suo nome e il nome +di Loredana; gli pareva d'udir le sghignazzate +degli oziosi maligni.... La fanciulla, inerte, con +un gran freddo dentro, si rivolgeva alcune domande +angosciose, alle quali non trovava risposta.</p> + +<p>Subito dopo il caffè, il conte le baciò la mano +e si ritirò.</p> + +<p>Clarice e Loredana rimasero sole, innanzi alla +tavola, che Piero, interamente smarrito, aveva dimenticato +di sparecchiare. Un grande silenzio, +un silenzio d'angoscia invase la sala; non si udiva +fuori se non la cantilena monotona della pioggia +che cadeva fitta e instancabile da più ore.<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span></p> + +<p> — Contessa, — mormorò Clarice con voce supplichevole. — Contessa, +mi dica....</p> + +<p>Ma Loredana rabbrividì da capo a piedi, come +un'aspide l'avesse morsa. Guardò la vecchia +amica dalle terribili sopracciglia al nerofumo, +la buona donna che le era sempre stata al fianco, +i tristi giorni e i lieti. Una raffica di vento sfiorò +la casa fra le tenebre e fece traballare i cristalli +alle finestre.</p> + +<p>La giovane stese le braccia nel vuoto. Perdutamente, +con uno scoppio di pianto, disse:</p> + +<p> — È finita!... È finita!... È finita!...</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XIII.</h2> + +<p>Per le calli e le callette per le quali la plebe, +il popolo, la borghesia si dan di gomito e i ragazzi +sgusciano da ogni parte e la gente va, accodata +qualche volta a una coppia lenta e pigra, +che sbarra tutta la strada, Loredana si recò +da sua madre.</p> + +<p>L'alito di quella vita intima le soffiava in volto; +finestre di case spianti le case di faccia; dalla +soglia d'un negozio dov'erano appesi stoccafissi +secchi, le parole e le bestemmie che al suo +passaggio si tramutavano in madrigali grossolani; +più là , in alto, un'esposizione di panni +variopinti e teste di donne che si affacciavano +a guardarla; per quest'altra calle, un facchino<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span> +rotolante una botte vuota e il codazzo di monelli +che correvano a dar mano per arrestare +d'un tratto il viavai e obbligare i passanti a +farsi contro il muro o a ripararsi dentro le +porte. Una baruffa di femmine armate di ciabatte, +lo scialle scivolato dagli omeri raccolto +sotto il gomito sinistro, e una bordata d'ingiurie +metaforiche furono, presso la sua casa, gli ultimi +incidenti della corsa; e Loredana salì, l'anima +chiusa da una malinconia infinita. Era +stanca.</p> + +<p>Lo spettacolo della miseria morale e materiale +del popolo non l'aveva mai colpita come in quel +giorno in cui il suo cuore era vinto da uno sconforto +immenso. Tutta la vita non le pareva se +non una trama di dolori, di cose turpi e infami, +di giunterie e di volgarità , un torrente di fango +al quale gli uomini devono abbeverarsi. L'illusione +li sorregge un poco e li guida; poi d'un +tratto l'orribile sapore avvelena la bocca e i bevitori +si svegliano allo sconcio inganno.</p> + +<p>Anche in casa di sua madre, non sapendo raccapezzarsi +tra le mille storie che correvano le +vie, le amiche avevan filato caligine; tanto che +se non fosse stata la ritrosia e quasi il pudore +di varcar quella soglia, la signora Emma sarebbe +andata lei da Loredana a chieder notizie.</p> + +<p>La giovane raccontò a sua madre tutto quello +che era seguito: Emma impallidì, quando apprese +che Filippo aveva pianto.</p> + +<p> — Ahi, povera mia Lori! — esclamò. — Non +hai avuto un'ora di bene, non un giorno di pace, +dacchè hai abbandonato la tua casa!... Ah,<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span> +Lori, Lori, quale rovina! E doveva finire così; +il conte non può resistere più a lungo, non può +disconoscere sua madre per te!...</p> + +<p> — Parole inutili! — interruppe Loredana. — Se +veramente non avessi fatto altro che soffrire +vicino a lui, non soffrirei tanto ora! Sono stata +felice, felice, capisci?... Che dirti?... Sono felice +anche oggi, che egli è con me.... Sono stata felice +sempre, perchè egli era forte, e avrebbe vinto! +Mi guardi? Non sapete amare, e non mi comprendete!... +Flopi sapeva amare; ma l'hanno ferito, +infangato, tormentato, e non può più lottare.... +E quel Candriani, quel maledetto!... C'è +una sola buona cosa in tutto questo, vedi, mamma?... +C'è che Flopi gli ha dato una sciabolata +spaventosa....</p> + +<p> — È dunque vero? — interrogò Emma.</p> + +<p> — Una sciabolata così pesante, così piena, che +lo ha sfigurato per sempre. Ne ho piacere: gli +ha tagliato la faccia dall'orecchio al mento.... +Vada, ora, a fare il bello con le donne degli altri! +Ah, di Flopi e di me non può più dimenticarsi! +Ne ho piacere, ne ho proprio piacere!</p> + +<p>Emma non disse nulla. Si poteva perdonare +alla giovane la ferocia di quel compiacimento +per l'umiliazione d'un nemico insidioso.</p> + +<p> — E oggi? — chiese dopo una pausa. — Il +conte è sempre così triste?</p> + +<p> — Stamane ha ricevuto una lettera anonima +carica d'ingiurie sciocche, e ciò l'ha fatto ridere. +Ma è un altr'uomo; conta le ore che mancano alla +guarigione, perchè vuol partire; gli amici lo<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span> +disturbano, è nervoso e irascibile; sembra abbia +paura della città , di se stesso, di qualche +cosa ch'egli medesimo non sa.</p> + +<p> — Vuole partire? — ripetè Emma. — E dove +andrete?</p> + +<p> — Io non partirò, mamma! — dichiarò Loredana +con calma. — Egli s'illude che io l'accompagni, +ma ho riflettuto in questi giorni, e ci +son troppe cose contro di me. Per causa mia ha +perduto una grossa eredità , la sua famiglia vuole +che sposi una contessina, e questa contessina lo +ama. Vedi quante difficoltà che già esistevano.... +Mi ha raccontato tutto il conte Candriani, una +sera a teatro; io credeva lo avesse fatto per leggerezza, +ma ora comprendo che aveva il suo scopo; +non me ne ha risparmiata una, per allontanarmi +da Flopi; e oggi devo aprire finalmente +gli occhi.</p> + +<p> — E che cosa farai, Lori?</p> + +<p>La giovane chinò il capo fissando a terra le +piastrelle bianche e rosse, che un raggio leggero +di sole illuminava dolcemente.</p> + +<p> — Te lo confesso: avevo pensato d'uccidermi.... +No, no, non ti spaventare, mamma! — disse con +rapidità , vedendo che sua madre era diventata +subitamente pallida. — Non lo farò mai, te lo +giuro, non lo farò per te, e anche per lui.... Vi +accuserebbero della mia morte; ho capito anche +questo.</p> + +<p> — Ascoltami, — interruppe Emma, che passatasi +una mano sul volto andava rimettendosi +dal primo impeto di paura. — Marta, la Serrantoni, +mi ha detto che Adolfo Gianella ti segue<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span> +ancora, e che un giorno vi hanno visti insieme, +e che è sempre innamorato di te....</p> + +<p> — È vero; quella pettegola sa tutto! — esclamò +Loredana.</p> + +<p> — Marta mi ha detto che è diventato buono, +che ha perduto la sua alterigia stupida, — insistette +Emma. — Ha compreso ch'egli ti trattava +male, e insomma....</p> + +<p> — E insomma ha cominciato ad ammirarmi +quando sono scappata con un altro! — seguitò +crudamente la giovane. — Ah, un bel marito sarebbe!...</p> + +<p>Emma, con un sospiro, emise una sentenza suprema:</p> + +<p> — Gli uomini sono tutti così!</p> + +<p>Loredana alzò le spalle.</p> + +<p> — Del resto, — disse, — è possibile che io +viva a Venezia, moglie di Adolfo Gianella e a +due passi da Filippo? E che egli non mi cerchi, +e che io non cerchi lui? Noi ci amiamo sempre, +tra di noi non è avvenuto nulla, e l'una è +pronta a sacrificarsi per l'altro.... In queste condizioni, +mi vedi moglie onesta e fedele di Adolfo?</p> + +<p> — Hai ragione, — rispose Emma. — E che +hai pensato dunque?</p> + +<p>Mentre era per rispondere, Loredana scorse sulla +mensoletta di legno scolpito la piccola figura +di biscuit, una pastorella settecentesca con +un canestro infilato sul braccio e un piccolo fiore +nella destra che offriva.</p> + +<p>La giovane si alzò a prenderla e la fissò attentamente.</p> + +<p> — « Ti ricordi, — susurrò la pastorella, — ti<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span> +ricordi che cosa egli ti diceva all'orecchio con +la voce ardente, mentre tu mi guardavi come +oggi? « Vieni; vieni con me; noi potremo essere +felici; io ti darò tutto l'amore e tutta la vita ». +E tu hai preso tutto il suo amore, e oggi puoi +prendergli tutta la vita ».</p> + +<p> — No! — interruppe bruscamente Loredana.</p> + +<p>Allentò il pugno, e la figuretta, cadendo a terra, +si frantumò con sordo rumore.</p> + +<p> — Che fai, Lori? — esclamò Emma stupita.</p> + +<p>Ma non ebbe tempo a ripetere la domanda.</p> + +<p>Un clamore furibondo salì dal campiello; le +femmine s'erano avvinghiate e volavan pettini, +schiaffi e ciabatte; si battevano per un maschio, +il quale stava a guardarle come giudice di campo, +preparandosi a intervenire quando gli fosse +parso opportuno. Le finestre delle case disposte +intorno a rettangolo eran gremite di teste, e +piovvero di là scherzi atroci e incitamenti, fin +che la più giovane virago ebbe la peggio e si +rovesciò in terra con un colpo sordo. Allora il +giudice intervenne: lasciò andare alla vincitrice +un ceffone formidabile in piena faccia, che le +fece sprizzar dal naso uno zampillo di sangue.</p> + +<p> — A casa! — ordinò. — Va a casa, senza voltarti +indietro!</p> + +<p>L'altra si mise a correre, urlando contumelie +prodigiose, mentre la vinta si rialzava, si ripuliva, +raccoglieva lo scialle, cercava in terra il +suo pettine, e rideva, tutta accaldata, le fiamme +negli occhi, i capelli nerissimi diventati una selva +di groviglie.</p> + +<p>Dietro i vetri d'una finestra, Loredana aveva<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span> +seguito le fasi dello spettacolo immondo, e tra +i curiosi, in un gruppo di scialletti che spiccavano +sul colore meno intenso dei pastrani maschili, +vide Adolfo Gianella il quale guardava +in su, verso la casa.</p> + +<p> — Me ne vado, — annunziò Loredana. — Addio, +mamma; ho fretta!</p> + +<p>Baciò sua madre, infilò la pelliccia, corse per +le scale, fu in istrada.</p> + +<p>Faceva freddo, nonostante il sole pallido, e +soffiava la bora; la folla s'era diradata, ma Loredana +sentì che i passanti la guardavano, e parendole +che ciascuno sapesse la sua storia, temeva +in ogni sguardo una maraviglia oltraggiosa. +Corse per raggiungere Adolfo Gianella, il quale +s'era avviato egli pure e la precedeva di poco.</p> + +<p> — Adolfo! — chiamò, quando fu a un passo +da lui.</p> + +<p>Egli si volse; aveva le mani affondate nelle +tasche del soprabito, il bavero alzato fino alle +orecchie. E vedendo che la squadrava da capo +a piedi, senza salutare, Loredana si sgomentò.</p> + +<p> — Non mi aspettavi? — chiese dolcemente.</p> + +<p> — No, — rispose Adolfo, — non ti aspettavo; +non ti aspetto più!</p> + +<p>La giovane non osò chiedere altro; ma Adolfo +repentinamente s'infuriò, l'afferrò per un braccio, +la scosse.</p> + +<p> — Per carità ! — disse Loredana sbigottita, +guardandosi intorno. — Sei pazzo?</p> + +<p>Egli si ravvide subito.</p> + +<p> — Andiamo! — riprese. — Bisogna che io ti +parli!<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span></p> + +<p>Camminarono presto, in silenzio, portando il +peso della muta ironia balenante negli occhi di +quelli che li incontravano o si fermavano a guardarli. +Loredana non interrogò; andavano, chiusi +nel loro pensiero tempestoso, in preda a mille +dubbii; salirono il ponte di ferro, gettarono una +occhiata al Canalazzo verdastro con chiazze gialle, +oltrepassarono l'Accademia, e ad un tratto +Adolfo disse:</p> + +<p> — Entriamo qui. Non ci sarà nessuno.</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XIV.</h2> + +<p>Loredana alzò gli occhi a guardar la piccola +trattoria, deserta perchè gli artisti e gli impiegati +che la frequentavano avevan da tempo finita +la loro colazione; e tuttavia, mettendovi +piede, la giovane provò una molestia indicibile, +parendole ridicolo o sospetto quel colloquio, in +quel luogo, a quell'ora.</p> + +<p>In un angolo, innanzi a una tavola nuda, un +giovane ricciuto disegnava a pastello nel suo albo; +distratto dal fruscìo delle gonne e della seta, +drizzò la testa e quando Loredana fu seduta +all'angolo opposto della sala, in faccia ad Adolfo, +il giovane voltò pagina, e gettando rapide occhiate +si provò a ritrarne la figurina elegante, +strana sul fondo tenebroso dell'osteria.</p> + +<p>Un cameriere portò due tazze di birra, e si ritirò +in una cameretta attigua, dove lo aspettava +una colazione molto in ritardo.<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span></p> + +<p> — Che vuoi dirmi? — interrogò Loredana.</p> + +<p> — E tu, — domandò a sua volta Adolfo, — perchè +mi hai chiamato?</p> + +<p> — Non so; ti ho visto, ho voluto chiederti se +sapevi.... che cosa pensavi....</p> + +<p> — Che cosa penso? — cominciò Adolfo rapidamente, +a bassa voce. — Di questa nuova storia? +Hai la sfrontatezza di chiedermelo?... È inutile +che tu mi guardi con gli occhi sbarrati; so bene +che non confesserai.... Il conte ti ha trovata con +un altro, e si è battuto in duello con lui.... Per +la politica, no, non si sono battuti!... È dunque +per gelosia.... Ma che gelosia! Quell'altro.... come +si chiama?... il conte Candriani, veniva a casa +tua tutti i giorni, e tu andavi anche a teatro +con lui.... Si capisce che cosa è accaduto: un +bel giorno siete stati sorpresi, ecco, presi in trappola.... +Ma sì, ma sì, non crollar la testa con tanta +furia!... Non mi sarei mai imaginato un orrore +simile; sei una viziosa senza pudore.... E mi domandi +che cosa penso!... Mi maraviglio che tua +madre ti accolga ancora in casa sua.... L'amore +per il conte si capiva; dico, si poteva anche scusare; +eri inesperta e lui una vecchia volpe.... Ma +il Candriani, il secondo!... Due uomini: avevi due +uomini, due amanti! Come si spiega?</p> + +<p> — Ora se la mangia! — pensò l'artista, che +all'altro angolo seguitava a disegnare e a sogguardare.</p> + +<p>Egli capiva che il biondo era invelenito, e non +poteva afferrarne una parola. Gli occhi cerulei +di Adolfo schizzavano lampi e da rosea la faccia +era divenuta pallida; pure, si conteneva, non<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span> +alzava la voce, dicendo a frasi tronche, alla rinfusa, +tutto quel che gli passava pel capo.... E +Loredana ascoltava, la gola arsa, il cuore in tumulto +per lo spavento.</p> + +<p>Non la calunnia la impietriva, ma lo stupore +per quella calunnia così lata, così precisa, così +diffusa, così verosimile, che l'avvolgeva e la teneva +nelle sue spire inesorabilmente. Adolfo, l'innamorato +fino alla cecità , non aveva alcun dubbio, +non sognava nemmeno che l'accusa potesse +essere tutta falsa.... Due uomini si battono per +una donna; essa è l'amante dei due che se la +disputano a prezzo del loro sangue; ciò è logico, +epperò è vero; la verità non si discute.</p> + +<p> — Forse per questo mi hai detto che ora vali +più di due milioni? — seguitò Adolfo. — Non +ho capito, allora, ma sotto quella frase doveva +nascondersi qualche brutto segreto, e tu ne ridevi.... +E così, si sono battuti per te; sarai contenta!... +Uno scandalo, uno scandalo!... Io mi +seppellirei vivo; tutti corrono a raccontarmene +una; a casa non posso aprir bocca; mia madre +ti chiama con certi nomi, e se ti difendo ridono +di me.... Hanno sempre avuto ragione i miei +cugini, dicendomi che quando una ragazza si mette +per una cattiva strada.... Insomma, io scapperò, +perchè non voglio più vederti.... Ed ero +ancor pronto a sposarti pochi giorni sono, perchè +io, io solo ti credevo onesta, a dispetto di +tutto e di tutti; l'amore del conte, un fallo giovanile, +si scusava, si spiegava.... Ma ora; ora +sei la favola di Venezia....</p> + +<p> — Guarda che bel nasino e che bella bocca! — pensò<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span> +l'artista, dando un'occhiata a Loredana. — E +il biondo me la rovina con quelle sue +prediche. È geloso, l'amico; lei gli ha giuocato +un tiro; te ne giuocherà degli altri, sta tranquillo.... +È un tipetto capriccioso....</p> + +<p> — Basta, basta! — interruppe Loredana sottovoce. — Ciò +che ti hanno detto è falso, dalla +prima all'ultima parola.</p> + +<p> — Già è falso, — rispose Adolfo dopo un attimo +d'esitazione, perchè la voce velata e lo +sguardo smarrito della giovane l'avevano scosso. — È +falso; si sono battuti per la politica, +non è vero?... Quello che ti dico io, è quello +che dicono tutti....</p> + +<p> — E che importa? È falso! — ripetè Loredana.</p> + +<p>Adolfo aveva un suo pensiero e non riusciva +a esprimerlo; si fregò la fronte, si passò la mano +sul cranio, si guardò intorno senza vedere; +finalmente si provò a ribattere:</p> + +<p> — Anche se è falso, importa poco, perchè +quando tutti la pensano a un modo, è come se +fosse vero. Mi capisci? Se uno è accusato d'essere +un ladro, per andare a spasso con lui e +per tenergli l'amicizia non basta credere e anche +sapere che è onesto; occorre un coraggio, +che io non ho, perchè gli altri credono ch'egli +è un ladro e io non posso essere l'amico d'un +ladro.... Tu hai tutte le apparenze contro di te, +e Venezia intera parla di te come d'una ragazzaccia +pericolosa; e che ci posso far io?... Del +resto, qualche cosa ci sarà , non può essere inventato +tutto.... Ma se anche non c'è nulla, proprio +nulla di vero, io ho la famiglia che mi rimprovera<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span> +d'amarti e di seguirti, ho gli amici che +ridono, ho il direttore della Banca il quale non +vuole che gli impiegati frequentino donne cattive; +e come faccio io a persuadere tutta questa gente +che tu non sei una donna cattiva, dopo uno +scandalo di cui si parla da tanti giorni e con +tanti particolari in ogni angolo della città ?... Non +sarà colpa tua, ammettiamolo, ma sei disonorata, +ecco; e le tue proteste si perdono nel fracasso, +e oramai, qualunque buona e bella cosa +tu faccia, non ti potrà giovare....</p> + +<p>Afferrò la tazza di birra, l'accostò alle labbra +e non la rimise sul piattello che quando l'ebbe +vuotata.</p> + +<p> — Ma allora, — disse Loredana con un brivido +di terrore, — essere innocente significa nulla?</p> + +<p> — Significa...., significa.... So io che cosa significa? — rispose +Adolfo, il quale non s'accorgeva +della sua crudeltà , sbalordito egli stesso +per la bontà delle facili argomentazioni. — Ciò +che importa nel mondo, è di essere creduto, a +torto od a ragione; anche i miracoli non servono, +se nessuno vi crede.... E nessuno crede alla +tua onestà .... Sarebbe meglio per te essere +disonesta, veramente disonesta, e che tutti lodassero +la tua virtù....</p> + +<p>Un bel fondo color d'ocra, robustamente tracciato +alla brava, incorniciò nell'albo la testolina +della giovane dai capelli a riflessi dorati; effetto +di chiaroscuri che l'artista confrontò con +l'originale, movendo il capo a destra e a sinistra, +e tenendo a distanza il disegno.</p> + +<p> — Se quell'idiota non finisce di tormentarla, — borbottò<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span> +a fior di labbra, — a lui gli faccio +la caricatura!</p> + +<p>Ma Adolfo non la finiva, esaltato dalla voluttà +di torturare quella ch'era stata sempre in +suo confronto vittoriosa, assillato dal bisogno di +calpestare e di distruggere il suo amore, cupamente +soddisfatto di veder la fidanzata d'un giorno +ridotta senza difesa, ebbro di ferocia contro +di lei e contro se stesso....</p> + +<p> — E poi, perchè discutere la tua innocenza? +Io non ci credo, via!... È possibile che tutta una +città si rivolti, così per capriccio, contro una +donna, una ragazza?... Mi dirai che guadagno ci +fanno quelli che parlan male di te!... Perchè non +parlan male di tante altre?... Io, vedi, quando +mi avvertono che bisogna diffidare dei pettegolezzi, +mi metto a ridere; i pettegolezzi si fanno +contro quelli che se li meritano; di me non +si è mai detto nulla, per esempio?... Sarà meglio +non parlare della tua innocenza, la quale, +del resto, se anche fosse, non varrebbe una saetta, +ormai.... Che cosa hai opposto alle accuse +determinate e precise? Che tutto è falso! Ma +questo me l'aspettavo; non verrai mica a raccontarmi +i tuoi amori, a me, che ti ho amata +davvero, onestamente.... E avevi tanta paura del +mio giudizio, che mi hai fermato per istrada e +mi hai chiesto se sapevo.... Ecco un'altra prova.... +E poi, devo aggiungere....</p> + +<p>Loredana si alzò lentamente.</p> + +<p> — Ti ringrazio, — interruppe con voce malsicura. — Mi +hai detto cose molto utili....</p> + +<p>Fece per avviarsi, e barcollò....<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span></p> + +<p> — Non ti muovere, — soggiunse, appoggiandosi +a un angolo della tavola. — Voglio uscire +sola....</p> + +<p>Dopo alcuni passi incerti, mentre Adolfo la +guardava con occhio spento, Loredana riacquistò +forza, mosse francamente, passò vicino all'artista, +il quale rimirando il pastello e la giovane, +sentì d'amarli ambedue.... Adolfo rimase +immobile accasciato sulla sua panca; d'un tratto, +il rimorso gl'invadeva l'animo, lasciandolo con +la bocca aperta, in un'espressione di smarrimento +ebete.</p> + +<p>Venne voglia a Loredana di strappar dalle mani +del disegnatore l'albo in cui sapeva d'essere +stata ritratta, e di batterglielo in faccia. Dovette +chiudere gli occhi per vincersi.</p> + +<p>Uscì, tra la nebbia; la nebbia era calata repentinamente, +con un lieve odor di bruciato, rotta +qua e là dall'alone rossastro delle fiamme a gas.</p> + +<p>E la giovane si rimise in cammino verso le +Zattere, verso Flopi, che parevan le une e l'altro +perduti in quella infinita distesa, densa e acre.</p> + +<p> — Che cosa gli porto? — si domandò Loredana.</p> + +<p>Gli portava il suo corpo, che la folla diceva +mantrugiato da altri, e il disonore.</p> + +<p>Certo egli s'illudeva, Filippo; non gli avevano +cantato in faccia tutte le accuse e ignorava in +qual dispregio fosse tenuta la sua amante; ella +gli portava in casa il ridicolo come un fluido +avvelenato. Le parole d'Adolfo Gianella eran l'eco +di quella saggezza che si trova per terra, fra +gli sputi e le carte unte, e si chiama pubblica<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span> +opinione. Egli diceva bene: non importa essere, +ma parere; quando una calunnia è ripetuta da +tutti, vale una verità : il male è quel che si vede, +non quello che si commette. Aforismi che +uccidono; bestialità caparbia; tirannia inappellabile +della maggioranza.... Ma la vita procede +su questo carro della morte, e ogni giorno qualcuno +cade sotto le sue ruote per un gesto sbagliato.</p> + +<p>Loredana arrossiva di se stessa; abbeveratasi +lunghe ore al torrente di fango, le pareva d'averne +la bocca piena, il corpo inzaccherato, le +mani mà cere. Come lasciarsi abbracciare e baciare +da Filippo, che avrebbe notato sul volto +di lei le tracce delle sofferenze patite, un solco +nella fronte, un livido sotto gli occhi? Baciarsi +ed amarsi tra i ghigni della platea? Tremare +agli sguardi sardonici? Vivere a fianco d'un uomo +che, se non si staccava presto e decisamente +da lei, diventava ridicolo?</p> + +<p>La folla s'era gettata sul suo amore e l'aveva +fatto a pezzi.</p> + +<p>Protezione sicura e forte, confidenze gentili e +fuggenti attimi di letizia, tenerezze segrete e impetuosi +scoppii di passione, lunghi oblii d'ogni +cosa mortale, viaggi sognati, casetta delle Zattere, +bel sole di Sirmione, tutto affogato nella +nebbia per sempre!</p> + +<p>Voleva correre a casa e dire a Filippo:</p> + +<p> — Tu m'hai avuta ancora bambina, e pel tuo +amore tu m'hai fatta donna. Prendimi; amami +un'ultima volta; spegni fra le braccia questa vita +che è tua, e non lasciar che altri uccida lentamente, +per odio, colei che vuol morire per te.<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span></p> + +<p>E palpitava alla speranza di morire veramente +in uno spasimo di voluttà che fermasse in eterno +i battiti del suo cuore; delicata parvenza femminile, +che camminava tra la nebbia, sorridendo +all'ultimo sogno.</p> + +<p>V'era nebbia dovunque, nebbia senza forma e +senza fine, dentro la quale gli uomini, a guisa +di fantasmi, scivolavano e si dissolvevano; nebbia +che mozzava il respiro, copriva l'insidia, guidava +all'abisso. E un silenzio tragico pesava, grave +come lo sterminato drappo di bambagia da +cui Venezia era tutta avvolta.</p> + +<p>Loredana giunse a casa, affranta, coi capelli +e il veletto bagnati dalla caligine.</p> + +<p>Domandò subito di Filippo.</p> + +<p>Clarice le disse che il conte, un'ora prima, era +accorso a palazzo Vagli perchè la contessa Bianca +stava male.</p> + +<p>E non osando aggiungere particolari, la signora +Teobaldi mormorò con enfasi:</p> + +<p> — È un « tradimento proditorio » del destino!</p> + +<hr /> +<h2 class="lighter">XV.</h2> + +<p>In quel crocchio di gentiluomini vecchi e giovani +che s'eran recati da Berto Candriani a chiacchierare, +a bere, a giuocare, abitudine presa durante +i primi giorni dopo il duello e seguitata +poi per tacito consenso di tutti, il conte Nino +d'Este parlava di donne.<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span></p> + +<p>Egli stava quasi sdraiato in una larga poltrona +di cuoio scuro e morbido, le lunghe gambe +distese sotto la tavola, su cui disseminati piccoli +bicchieri, svelte fiale di liquore, scatole di +sigari e di sigarette, portaceneri di bronzo e d'argento. +Nel mezzo era un tripode alto, che avrebbe +dovuto vaporare essenze e che Berto invece +aveva coronato con una larga ciotola di Murano +dal bel colore turchino, dalla quale traboccavan +fiori pallidamente rosei.</p> + +<p>Nuvole e nuvolette di fumo ondulavan nell'aria, +dandole una lieve trasparenza azzurrognola +entro la quale come velati apparivano i volti degli +amici.</p> + +<p> — Ho visto ieri il capitano De Sirti con una +brutta signora, — disse Nino d'Este. — Ma brutta +assai....</p> + +<p> — « Faute de grives », — osservò Paolino Berlendi. — Mancanza, +di tordi; e quando non ci +sono i tordi, si pigliano i passeri....</p> + +<p>Egli era tornato recentemente da Parigi e non +aveva ancora smessa l'abitudine d'intercalar frasi +galliche al suo discorso. Asciutto di forme, col +mento breve, i mustacchi biondi, i capelli scuri, +il colorito acceso, Paolino Berlendi dava impressione +d'un giovane energico e attivo; possedeva +infatti un'anima risoluta, ma stava sfogando l'esuberanza +giovanile in occupazioni tutte intime, +alla caccia di donne; più tardi, secondo ciò +che andava raccontando, si sarebbe dato all'agricoltura.</p> + +<p> — È un'americana, — egli aggiunse.</p> + +<p> — La conosci? — domandò Nino d'Este.<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span></p> + +<p> — No; ma l'ho veduta, e ho capito che è americana.</p> + +<p>Nino d'Este non potè frenare una risata.</p> + +<p> — Non c'è da ridere, — osservò Paolino Berlendi. — L'occhio +d'un conoscitore non s'inganna; +a occhio, si possono giudicar benissimo la +razza e la nazionalità d'una donna, e fra tutte, +le americane son più facili a riconoscersi.</p> + +<p> — Ma fammi il favore! — esclamò Nino. — Ci +son delle americane piccole, rotondette, coi +capelli neri e gli occhi brucianti, che tu diresti +nate ai piedi del Vesuvio.... Ve ne sono altre, +secche, rigide, biondastre, che possono essere inglesi, +russe, norvegesi, tedesche.... A occhio, giudicherai +dell'eleganza e della bellezza d'una donna, +e non della sua nazionalità .</p> + +<p> — Storie, storie! — dichiarò Paolino Berlendi. — Piccolette +e rotondette, o rigide e secche, +le americane si vedono a un chilometro di +distanza; hanno qualche cosa di speciale nella +toilette, nel passo, nell'atteggiamento, nei modi, +nei gesti, che non ti inganna mai. Dico bene? +« Ça te botte »?</p> + +<p> — No, nient'affatto, non mi calza niente affatto! — esclamò +Nino d'Este.</p> + +<p> — L'americana è una donna come le altre, — intervenne +Carlo Martellieri. — Tutt'al più potrai +capire a occhio che non è italiana; ma questo +suggello di esoticità è comune alle straniere, +ossia la donna italiana si stacca dalle altre +così bene che non è possibile scambiarla per una +straniera.</p> + +<p> — « Tu parles »! — disse Paolino. — Ma, caro<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span> +Martellieri, con le tue parole vieni a darmi ragione; +per te, è l'italiana che si può distinguere +con un'occhiata; per me è l'americana. Vedi che +sul principio siamo d'accordo.</p> + +<p> — Sfido io! L'italiana è roba di casa, roba nostra, — interruppe +il Martellieri. — Come non +riconoscerla tra mille? L'affare è ben diverso allorchè +si tratta d'un'americana; e innanzi tutto, +di quale americana tu mi parli? Dell'americana +del nord o dell'americana del sud?</p> + +<p>Paolino Berlendi, che non s'aspettava una distinzione +etnografica, si sentì impacciato a rispondere; +e il Martellieri, giovane e pedante, con +la voce acuta che gli fischiava tra le labbra, +approfittò di quell'attimo di silenzio per incalzar +più da vicino l'avversario:</p> + +<p> — Dirò meglio: intendi parlare dell'americana +del nord, del centro, o del sud? Quale americana +tu riconosci a occhio? Quella nata in Patagonia, +nel Cile, nell'isola di Haiti, nel Guatemala, nell'Argentina, +a Filadelfia, a Baltimora, ad Avana, +a Buenos-Aires, a Lima, a Quito, a Cuba? Quella +che vive al Capo Horn, o quella che è nata ai +piedi delle Cordigliere o presso il mare dei Caraibi?</p> + +<p>Paolino Berlendi stava ad ascoltare a bocca +aperta, sbalordito; intorno a lui altri giovani si +erano radunati e ascoltavan pure, sorridendo con +la sigaretta tra le labbra.</p> + +<p> — Come si vede che ha viaggiato! — mormorò +qualcuno ironicamente.</p> + +<p> — Quella, — continuò il Martellieri quasi recitasse +una lezione, — quella che la Terra del<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span> +Fuoco ha visto nascere, o quella che passeggia +lungo le rive dell'Orenoco, o quella che va a +caccia sulle Montagne Rocciose? Quale americana, +insomma? L'America si stende per circa +quindici mila chilometri tra l'Oceano Atlantico +ed il Pacifico....</p> + +<p>Paolino Berlendi si alzò di scatto, e calò un +pugno sulla tavola....</p> + +<p> — Quella, quella, quella! — interruppe. — « Tu +ne me fais pas crême, va »! Mi par di essere a +scuola! Per americana, io intendo quella che si +vede in Piazza San Marco, nelle sere di concerto!</p> + +<p>Una risata clamorosa accolse la dichiarazione +di Paolino Berlendi, il quale, senza badarvi, continuò:</p> + +<p> — Certo, non nego che ci possano essere delle +donne in Patagonia, ma non vengono a Venezia! +E che c'entra l'Orenoco e che c'entra il mare +dei Caraibi?...</p> + +<p>Alcuni giovanotti alle spalle di Paolino approvarono +ridendo.</p> + +<p> — La colpa è della tua inesattezza! — rispose +il Martellieri. — Tu hai detto che puoi riconoscere +a occhio un'americana; e io ti ho detto +che anche le donne della Patagonia sono americane. +Le riconosceresti a occhio?</p> + +<p>Il Berlendi si strinse nelle spalle.</p> + +<p> — Allora, — egli disse, — anche tu sei stato +inesatto. Tu hai detto che un'italiana si riconosce +tra mille: io ti dirò che a Parigi, proprio +il mese scorso, ho incontrato una ragazza che +parlava il gergo come tu parli il dialetto veneziano. +Ho avuto per lei « un béguin assez sérieux »;<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span> +anzi, ho imparato da lei molte frasi energiche....</p> + +<p> — Ce ne siamo accorti! — interruppe Nino +d'Este.</p> + +<p> — Ebbene, quando io la lasciai, ella mi confessò +che era nata a Napoli, era sempre vissuta, +a Napoli e solo da un anno si trovava a Parigi!... +L'avresti riconosciuta per italiana, tu?</p> + +<p> — Alla prima occhiata! — dichiarò il Martellieri.</p> + +<p> — « Non, mais, faudrait pas me mener en bateau, +tu sais »? — disse il Berlendi, mentre gli +altri ridevano alla bizzarra espressione.</p> + +<p> — Questa è una frase energica della parigina +di Napoli, — osservò Nino d'Este, versandosi due +dita di cognac. — E rimane dunque dimostrato +che l'americana non si riconosce a occhio....</p> + +<p> — Non rimane dimostrato niente, caro mio! — protestò +Paolino Berlendi. — È venuto il Martellieri +a imbrogliarmi con l'Orenoco e il Mississipì; +ma io ripeto che l'americana elegante, non quella +della Patagonia, si riconosce a un chilometro di +distanza. « Si vous rigolez » è un conto, ma se +parliamo da senno è un altro....</p> + +<p>Freddo, scuro in faccia, laconico nelle parole, +Berto Candriani all'angolo opposto della sala +giuocava alle carte con altri amici; dal loro gruppo +non venivano risate nè schiamazzi; ciascuno +badava alle mosse dell'avversario, e le poste raggiungevano +ormai una cifra di rilievo.</p> + +<p>Berto Candriani aveva il viso traversato dalla +cicatrice lucida e ardente come da un formidabile +colpo di scudiscio; il segno indelebile fiammeggiava<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span> +dall'orecchia al labbro nel pallore stanco +del viso, un pallore che sembrava più manifesto +perchè dietro il Candriani si stendeva la +stoffa granata che ricopriva le pareti della sala: +e poco più su, era appeso un gran quadro rappresentante +il ratto delle Sabine; e quei nudi +vivaci, le carni ambrate delle donne, i torsi poderosi +e sanguigni dei guerrieri, creavano un rude +contrasto con la figura agile e la pallidezza +diffusa del Candriani.</p> + +<p>Dal giorno del duello, qualche mutazione era +seguita nel suo animo; egli s'era fatto cupo e +inquieto, il suo sguardo pungente era diventato +più acuto, la chiassosa allegria, la sventatezza +e l'impertinenza che l'avevan fatto celebre, erano +scomparse. Si sarebbe detto che un pensiero molesto +e pertinace andasse rodendolo; e infatti non +tanto gli importava della cicatrice che gli deturpava +la faccia quanto di aver perduta Loredana +per la sua incredibile fatuità .</p> + +<p>S'era svegliato come da un sogno, dopo il duello, +avvertendo quasi con paura che per la giovane +gli si era annidato in cuore un sentimento +assai più alto e più temibile che la concupiscenza; +non avrebbe voluto confessarlo nemmeno +a se stesso, ma l'ingenuità mista ad orgoglio, +l'appassionatezza e insieme il riserbo, l'intelligenza +e l'audacia che formavano l'indole originale +di Loredana l'avevano interessato e vinto.</p> + +<p>Non ignorava quel che si andava cantando dappertutto, +ch'egli era stato l'amante della giovane +e che perciò Filippo l'aveva provocato; e anche +questo gli cuoceva insoffribilmente, non potendo<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span> +parlarne troppo, perchè le sue negazioni +non avevano alcun valore, e non potendo tacere, +perchè il silenzio sarebbe stato una conferma. In +tal modo, dentro un cerchio di tortura si dibatteva +incapace a prendere una risoluzione; ora +pensando a un viaggio, che lo allontanasse da +uomini e da cose venutigli in uggia, ora meditando +di rimanere, di riavvicinare Loredana, d'impossessarsene +davvero a qualunque costo.</p> + +<p> — Giuoca, giuoca! — gli disse il marchese di +Spinea, guardando in faccia.</p> + +<p>Berto giuocò: era distratto e andava con la +sinistra arricciandosi i baffi; di tanto in tanto +gli tornava il ricordo di Loredana, che gli faceva +subito smarrire il filo del giuoco; anche +questa volta la partita finì con la sua sconfitta.</p> + +<p> — Ah, ah! — disse il marchese di Spinea, mescolando +le carte. — Chi è fortunato in amore....</p> + +<p>Ma si morse le labbra; la vecchia frase, sfuggitagli +per abitudine, s'attagliava così bene al +caso di Berto e alle dicerie di quei giorni, che +lo Spinea tossì più volte, quasi volesse far dimenticare +le sue parole. Il volto di Berto s'era rabbuiato. +Egli riprese a giuocare scuotendo la testa +fastidiosamente, ma ancora non potè raccogliere +intorno al giuoco tutta l'attenzione che +gli era necessaria.</p> + +<p>Dal crocchio nel quale si trovavano Nino d'Este, +il Martellieri, Paolino Berlendi e altri giovanotti, +gli veniva di tratto in tratto all'orecchio +qualche frase che lo distraeva. Gli amici parlavano +a voce bassa, ma non così che Berto, avvertito +dal ripetersi di alcuni nomi, non potesse<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span> +afferrare il senso di ciò che si diceva intorno +a lui.</p> + +<p>La conversazione era mutata; Paolino aveva +rinunziato a dimostrare che le americane si possono +distinguere a occhio, il Martellieri aveva finito +la sua disquisizione etnografica; si parlava +di pettegolezzi, del solito pettegolezzo che occupava +tuttavia la città .</p> + +<p> — Filippo, secondo me, — diceva Paolino Berlendi, — ha +avuto il torto dei vecchi, il torto +di mescolare molto sentimento alla sua avventura. +Questa famosa Loredana lo ha stregato; +dicono che sia molto giovane, ma dev'essere esperta +negli intrighi amorosi.</p> + +<p> — Che, che! — esclamò Nino d'Este, il quale +non andava mai d'accordo con Paolino, pure essendogli +amico. — Ha trovato un cucco, mi dispiace +dirlo; e al posto di lei, qualunque altra, +giovane o vecchia, avrebbe insaccato il povero +Flopi.... Le donne sono ciò che l'uomo le fa. Ti +piace, Paolino, questa massima?</p> + +<p>Paolino scosse la testa.</p> + +<p> — Non mi piace, — rispose. — Io vorrei vedere +questa famosa Loredana, per poter giudicare.</p> + +<p> — Io l'ho vista, — annunziò il Martellieri. — L'ho +vista più volte a teatro, con una certa megera +tinta e ritinta, che mi pareva quella che +si brucia a mezza quaresima. Ebbene, la ragazza +non vale nè più nè meno di tante altre; è giovanissima +e graziosa, ma a Venezia ne abbiamo una +a ogni svolta di strada.</p> + +<p> — Che ne dici, Paolino? — esclamò Nino d'Este +trionfalmente.<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span></p> + +<p> — Dico che il Martellieri di donne non se ne +intende, — dichiarò il Berlendi. — Egli non si +intende che delle donne della Patagonia.... Vorrei +vederla io.... E tu poi, Nino, sei in queste cose +troppo secco....</p> + +<p> — Troppo secco! — ripetè Nino d'Este. — Che +cosa vuoi dire?</p> + +<p>Paolino Berlendi esitò un istante, guardandosi +intorno; ma vedendo tutte facce amiche e familiari, +seguitò:</p> + +<p> — « Ben voilà ! Y a pas de ma faute »!... Certe +cose si possono dire perchè son vecchie.... Per impadronirti +d'una ragazza, non hai tu comprato +il fondo sul quale la ragazza viveva? E poi per +liberartene, non hai venduto il fondo con la ragazza +dentro?</p> + +<p>Gli amici in giro scoppiarono in una risata fragorosa, +che fece alzar la testa a Berto Candriani. +Egli aveva commesso parecchi spropositi e +aveva nuovamente perduto; gettò le carte sul +tavoliere, dicendo ai compagni:</p> + +<p> — Vi chiedo scusa; oggi non va. Troveremo +qualcuno che possa sostituirmi.</p> + +<p> — No, no, — interruppe il marchese di Spinea. — Anche +noi siamo stanchi, non è vero?</p> + +<p>Gli altri due confermarono con un cenno del +capo, e i giuocatori s'alzarono.</p> + +<p> — Questo è un po' secco, — dichiarava intanto +Paolino Berlendi. — « C'est du citron à la rigolade ». +Io sono del tuo parere: non troppo sentimentalismo +con la donna; ma dal sentimentalismo +di Flopi alla tua maniera spiccia, v'è un +abisso. Dico bene? « Ça te botte »?<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span></p> + +<p>Nino d'Este non rispose; si allungò meglio nella +poltrona soffice, epicureamente, e rinunziò a +difendersi; ma Berto Candriani, che era sopraggiunto, +rispose per lui.</p> + +<p> — Tu hai torto, Paolino, — egli disse. — Questa +maniera secca di Nino d'Este, questo, come +tu dici, « citron à la rigolade », è ciò che occorre +per le donne.</p> + +<p>Da quando eran corse le voci dei suoi amori con +Loredana, Berto ostentava uno scetticismo che +doveva, nel suo concetto, far comprendere com'egli +non si dilettasse che di avventure fugaci +e volgari, e allontanare il dubbio d'una passione +per la giovane compagna di Filippo. Gli amici, +i quali non avevano mai udito dalla sua bocca +dichiarazioni e aforismi di tal natura, lo +ascoltavano sempre un po' incerti e sorpresi, temendo +ch'egli si beffasse di loro.</p> + +<p>Ma Berto proseguì imperterrito, la sigaretta tra +l'indice e il medio della destra, la sinistra affondata +nella tasca della giacca:</p> + +<p> — Non solo il sentimentalismo è ridicolo, ma +è ridicolo anche il sentimento per questa specie +d'animale incomprensibile....</p> + +<p> — ....« cette espèce de cruche », — abbellì Paolino.</p> + +<p> — ....che è la donna, — concluse Berto Candriani. — Per +conto mio, senza essere un conquistatore +come te, Paolino, nè un dominatore come +Nino d'Este, ho sempre cercato donne che si +potessero mettere alla porta entro le ventiquattr'ore, +e non ho avuto il minimo sentimento per +alcuna, mai, in tutta la mia vita....<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span></p> + +<p>La dichiarazione era troppo netta ed esplicita, +perchè gli amici intorno non ne afferrassero il +significato; ma Paolino strizzò l'occhio, e disse +ridendo:</p> + +<p> — Come parla bene!... Io, intanto, ho trovato +il Martellieri che mi ha dato torto sulla questione +delle americane; trovo Berto che mi dà torto +sulla questione del sentimento. Se continua così, +rinunzio alla parola!...</p> + +<p> — Ma no; tu non hai torto, — interruppe Berto. — Se +ti ho dato torto, mi sono spiegato male. +Io voleva dire....</p> + +<p>Alzando gli occhi in quel punto, vide che un +servo era sopraggiunto e dal suo contegno capì +che aspettava di potergli parlare.</p> + +<p> — Io voleva dire che dei due modi, il modo secco +e il modo sentimentale, — proseguì rapidamente, — preferisco +il primo, lo trovo più logico, +più giusto, o almeno più adatto alla nostra +indole. A te, Paolino, non mancano argomentazioni +per difendere il tuo pensiero; specialmente +se parli francese!</p> + +<p>E mentre gli altri ridevano e la discussione +si faceva più vivace, egli si avvicinò al servo +e gli chiese:</p> + +<p> — Che cosa c'è?</p> + +<p> — Una signora desidera parlarle, — rispose +il servo a bassa voce.</p> + +<p> — Non ricevo! — disse Berto recisamente.</p> + +<p>Ma quando il servo era già per allontanarsi, +egli lo richiamò, senza ben comprendere a quale +dubbio rispondesse.</p> + +<p> — La signora è qui? — riprese.<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span></p> + +<p> — Sì, Eccellenza....</p> + +<p> — Non sarà una delle solite mendicanti?</p> + +<p> — Non mi pare.</p> + +<p> — Che tipo è?</p> + +<p> — E giovanissima, molto elegante, e....</p> + +<p> — E...? — incalzò Berto.</p> + +<p>Il servo esitò.</p> + +<p> — E mi pare molto spaventata, — disse infine.</p> + +<p> — Che stupidaggini ti passano pel capo? — esclamò +Berto. — La farai accomodare nel salotto +grigio, e le dirai che abbia la bontà di attendere +un istante.</p> + +<p> — Sì, Eccellenza.</p> + +<p>Berto ritornò verso i suoi amici.</p> + +<p> — Vi chiedo scusa se vi lascio, — egli disse. — Mi +è stata annunziata una visita d'affari; rimanete +qui, ve ne prego.</p> + +<p>Nino d'Este s'alzò finalmente dalla poltrona.</p> + +<p> — No, no, caro, — egli rispose. — In casa +tua si sta troppo bene, e noi abbiamo fatto tardi. +Ce ne andiamo.</p> + +<p>Berto Candriani strinse la mano agli amici, e +mentre questi, ancora discutendo e ridendo, uscivano +in tumulto, egli si avviò verso il salotto +grigio.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span></p> +<h2 class="lighter">XVI.</h2> + +<p>Ritta sulla soglia, appoggiato il braccio sinistro +allo stipite e il viso al braccio, Loredana +aspettava, tremando. Aveva avvertito un clamor +di voci e di risate, poi un silenzio improvviso; +guardava il salotto grigio, brillantemente illuminato +dalle lampadine elettriche, e le pareva +che i divani, le poltrone, le portiere molli, i cortinaggi +pesanti, e una certa atmosfera tepida e +profumata dessero al luogo un senso d'intimità +quasi carnale.</p> + +<p>Alla sua destra ella vide un piccolo quadro di +Félicien Rops, un quadro strano intitolato: « Le +vol et la prostitution dominent le monde »; una +femmina seminuda e un uomo a mezza maschera, +stretti insieme da una fascia, posavano i piedi +caprigni sul globo; ed era nel viso dell'una l'artiglio +della crapula e sotto la mezza maschera +dell'altro si delineava il ghigno cinico del delitto....</p> + +<p>A poco a poco, fissando la terribile femmina, +Loredana ne sentì paura; le sembrò un simbolo +e un monito, e che ridesse di lei, e si movesse +a lei incontro, quasi per serrarla tra le braccia.... +Si volse per fuggire; ma in quell'istante la portiera +che le stava di faccia fu sollevata, e Berto +Candriani comparve.</p> + +<p>Egli si lasciò sfuggire un grido.<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span></p> + +<p>Loredana sentì che la sua personalità l'abbandonava; +aveva tanto pensato a quell'ora, a quel +colloquio, che le parve di agire e di parlare come +un automa, come se qualcuno alle sue spalle suggerisse +parole e gesti; pensò alla femmina dai +piedi caprigni, e le corse un fremito dalla nuca +alle reni.</p> + +<p>Pure, mosse ella per prima, verso Berto, e gli +disse con voce soffocata:</p> + +<p> — Chi c'è di là ?</p> + +<p> — Nessuno, — rispose Berto, parlando istintivamente +sottovoce. — Erano amici; sono partiti. +Ma come devo interpretare questa vostra visita? +Che cosa devo pensare?</p> + +<p>Ella chiuse gli occhi e mormorò:</p> + +<p> — Come vorrete....</p> + +<p>Berto la vide subito impallidire spaventosamente; +avvicinatale una poltrona, la fece sedere, +le si mise a ginocchi innanzi, e Loredana rimase +un istante così, bianca in volto, gli occhi chiusi, +mentre Berto andava baciandole le mani guantate. +Poi ella s'accorse che lievemente, lievemente, +con perizia consumata, le toglieva il cappello +e il veletto, e di nuovo inginocchiandosi le posava +le labbra sulle mani.</p> + +<p>Riaprì gli occhi, e guardandolo ai suoi piedi, +notò la cicatrice lucida e ardente che gli traversava +la faccia come un formidabile colpo di +scudiscio.</p> + +<p> — Sono da lei, — disse. — Sono fuggita. Ho +abbandonato Filippo. Lo amo ancora, lo amo +sempre, non amo che lui; ma sua madre muore, +e io devo fuggirlo.... Sono venuta a ricoverarmi<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span> +da lei.... Che caldo è in questa camera; mi sento +soffocare!</p> + +<p>Senza levarsi in piedi, slacciò la pelliccia e +la lasciò cadere intorno, cosicchè parve che il +busto snello sbucasse da quel nido candido e +morbido maculato di nero. Guardandosi in giro, +ella si vide in uno specchio; non aveva più il +cappello, non più la pelliccia; era svestita, quasi +fosse tornata nella propria casa; e quell'uomo +le stava ai piedi, muto, umile, e già padrone +di lei....</p> + +<p>Lo spettacolo la rivelò a sè medesima. Si drizzò +di scatto, esclamando:</p> + +<p> — No; che cosa faccio? Sono pazza....</p> + +<p>Anche Berto s'era alzato, e mettendosele innanzi, +le disse prestamente:</p> + +<p> — Non fugga: è in casa d'un gentiluomo. Si +calmi. Ho bisogno di sapere e di parlarle. Se +vorrà partire di qui, io non la tratterrò.... Mi dia +l'amara soddisfazione di chiederle perdono. Ho +scontato il mio errore. Sono stato veramente colpevole, +ma sono parso più colpevole ai suoi occhi, +perchè lei ha creduto a un capriccio, mentre +io l'ho amata e l'amo con profondo sentimento.... +Non fugga, la scongiuro....</p> + +<p>Loredana tornò a sedere, raccogliendosi intorno +la pelliccia bianca.</p> + +<p>Non appena Berto la vide così, calma e attonita, +uscì dal salotto e ritornò precipitosamente, +tenendo in mano una bottiglia e nell'altra una +coppa. Nè egli nè la giovane avvertirono il ridicolo +di quella corsa; Berto spinse innanzi a Loredana +una piccola tavola sostenuta da quattro<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span> +svelti grifi, e versando, posò la coppa vicino alla +sua ospite.</p> + +<p> — Bevete, — disse, — ve ne prego: vi darà +forza.</p> + +<p>Loredana aveva visto che il liquido gorgogliante +era sciampagna; ella fece un gesto per +rifiutare, e rispose:</p> + +<p> — No, non è possibile; mi farebbe male.</p> + +<p>Il Candriani non l'ascoltava; ebbro di gioia, +potendola guardare con l'intensità di un desiderio +non più rattenuto, la guardava tutta, bramosamente, +dalla testa ai piccoli piedi, la cui +punta sbucava dal lembo estremo della gonna.</p> + +<p> — Io vi farò dimenticare Filippo, — egli disse +a un tratto. — Voi non l'amerete più; io sono +libero e solo, posso dedicarvi intera la mia vita.... +Amatelo oggi ancora, non importa; è giusto +che lo amiate; dovrò io cancellare la sua imagine +dal vostro cuore.</p> + +<p>E di repente proruppe:</p> + +<p> — Sono felice; sono felice di vedervi presso +di me; vi siete ricordata che vi ho offerta la +mia amicizia in un caso estremo, e questo mi +consola di molti dolori.... Ah vi assicuro, Loredana, +che non sono più lo sventato che avete +conosciuto un giorno! Vi amo teneramente e spero +di potervi rassicurare....</p> + +<p>Ella troncò le sue parole con un gesto.</p> + +<p> — No, — rispose. — Non vi amerò mai.</p> + +<p>Si guardò intorno, e vedendo la coppa, la portò +alle labbra che sentiva arse da un'interna +febbre.</p> + +<p> — Ascoltatemi, — proseguì imperiosamente. — Sono<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span> +qui, non perchè vi ami, non perchè io creda +alla vostra amicizia, ma perchè voglio e devo +perdermi.</p> + +<p> — Loredana, Loredana, per carità ! — interruppe +Berto.</p> + +<p> — Devo perdermi. Egli sta per commettere un +delitto. Sua madre ammalata gli ha chiesto di +abbandonarmi, ed egli ha rifiutato.... No, io non +posso accettare questo sacrificio; è una cosa orrenda; +io devo lasciarlo e in maniera ch'egli non +mi cerchi più, non mi desideri più.... Non voglio +far male a sua madre, che per me ha già tanto +sofferto.... Se morisse, ah se morisse, quale rimorso, +quale vergogna!... E un giorno egli si +sveglierebbe da questa follia; e tra me e lui, +sempre, sempre, io vedrei il cadavere di sua madre.... +Bisogna che io gli impedisca di disonorarsi!</p> + +<p>Berto, ritto in piedi, ascoltava con un senso +di maraviglia la giovane, che parlava velocemente +agitata da violento orgasmo; alla prima pallidezza +era subentrato un rossore febbrile che +le imporporava le guance, le faceva brillare intensamente +gli occhi, le invermigliava le labbra +dando loro un color di vivo sangue.</p> + +<p>Tanto gli piacque così stesa nella poltrona e +affondata nella candida pelliccia, che Berto si +chinò ancora a baciarle le mani. Loredana lo +respinse.</p> + +<p> — Io voleva uccidermi, — proseguì, — ma sarebbe +stato un nuovo scandalo; avrebbero forse +accusato Filippo della mia morte.... Ah come sono +maligni tutti!... Mi è stato detto in faccia<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span> +che io sono la vostra amante, che la mia onestà +non vale nulla perchè nessuno mi crede, che un +uomo è ladro quando tutti lo dicono ladro.... +Quante cose ho imparato, spaventevoli! E allora +ho pensato che avevano ragione. Il solo che +non dubitava di me era Filippo; egli crede al +mio amore e alla mia onestà , di cui tutti ridono; +e bisogna dunque ch'egli pure non creda più, +perchè si salvi.... Ho pensato che poichè mi dicono +vostra amante, ogni sforzo è inutile, e io +non potrò più liberarmi da questa accusa....</p> + +<p> — Non parlare così, — interruppe Berto. — Ti +fa troppo male....</p> + +<p>Ella lo fissò con gli occhi sbarrati; quel « tu » +le parve più brutale d'un bacio che le avesse +chiuso improvvisamente la bocca; ma Berto se +ne avvide, e soggiunse:</p> + +<p> — Vi chiedo scusa; non volevo offendervi. Vi +amo, e non ho saputo dominarmi.</p> + +<p> — No, — disse Loredana, alzandosi, — mi lasci +andare!</p> + +<p>Berto osò stendere una mano su di lei.</p> + +<p> — Ve ne prego, — mormorò, — rimanete ancora.....</p> + +<p>Loredana rabbrividì; raccolta la pelliccia, cercò +degli occhi il cappello. Ma mentre stava per +riprenderlo, si arrestò quasi folgorata da un pensiero.</p> + +<p>Dove andava? A casa, sua? Filippo l'avrebbe +ripresa. A casa di Filippo? La madre di lui ne +sarebbe morta. E Filippo a quell'ora doveva aver +già letto le poche righe che Loredana gli aveva +lasciato: « Non ti dimenticherò mai; ti amerò<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span> +sempre; quanto più ti parrò lontana, tanto più +sarò tua.... » E dopo questo, ella sarebbe tornata +da lui, a capo basso, a guisa d'una scolaretta pentita, +e sempre troppo tardi per essere perdonata?</p> + +<p>Vide ancora quella maledetta femmina dai piedi +caprigni, seminuda, che col braccio destro levato +sembrava imporle di fermarsi. Si volse, e +all'altro lato vide Berto, il quale non osava muoversi +per trattenerla, non osava parlare per non +impaurirla, e andava guardandola, per indovinar +dal gesto di lei la risoluzione che avrebbe presa.</p> + +<p>Ella tornò alla sua poltrona, vi si lasciò cadere, +non disse parola.</p> + +<p>Seguì in tal modo un silenzio angoscioso di +alcuni minuti, durante i quali Loredana e Berto +si fissarono acutamente, immobili, quasi scrutandosi; +ma Berto non potè resistere più a lungo, +le si avvicinò di nuovo, le afferrò le mani.</p> + +<p> — Resta! — disse con voce velata dalla passione. — Resta! +Te ne scongiuro! So che non +mi ami, e ciò non mi spaventa....</p> + +<p>Egli cercava di toglierle un guanto; ella se +ne avvide, e lo sbottonò con un rapido gesto, +offrendogli la mano e il polso nudi da baciare; +ma quando sentì quelle labbra avide sulle carni, +volse il capo quasi con ribrezzo.</p> + +<p> — No! — disse. — Aspettate!</p> + +<p>Afferrò la coppa e la vuotò avidamente, poi +la tese di nuovo a Berto perchè versasse ancora, +e di nuovo bevve; ma scorgendosi nello specchio, +gettò la coppa vuota a terra, dove s'infranse.</p> + +<p> — Che cosa volete fare di me? — disse poi.<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span></p> + +<p> — Tutto quello che tu mi comanderai, — rispose +Berto. — Io sono libero; posso partire oggi +stesso, stanotte, domani, quando tu me lo +chieda.</p> + +<p> — Sì, — dichiarò Loredana. — Partiremo <a name="subito" id="subito"></a><ins class="correction" title="Nota del Trascrittore: nell'originale 'subuto'">subito</ins>. +Andremo a Roma.</p> + +<p>Ella diede in una risata così cruda e sardonica, +che Berto la guardò impaurito.</p> + +<p> — A Roma, — ripetè Loredana. — Dovevo andarvi +con Flopi; andrò con voi. Non è lo stesso? +Non sono la vostra amante? Non hanno voluto +che io fossi la vostra amante? Un uomo o un +altro, poco importa.... Perchè non andiamo anche +a Sirmione?... Io voglio calpestare tutto il +mio passato, io voglio distruggere ogni ricordo, +io voglio che non rimanga più nulla, più nulla +di ciò che mi è stato tanto caro, e che mi farebbe +arrossire!... Ah, voi non sapete l'orrore che +io sento per la vita!... Voi non pensate che a +impossessarvi di me; lo vedo nei vostri occhi, e +non capite che io non sono più viva, non capite +che io vi odio, e più vi avvicinate a me e più +vi odio!...</p> + +<p>Berto non rispose, ma la sua mano che teneva +la mano della giovane, allentò la stretta; egli +si ritrasse, percosso dalla veemenza selvaggia di +quelle parole.</p> + +<p> — Perchè mi volete? — seguitò Loredana, lanciandogli +uno sguardo di sprezzo. — Io amo Filippo, +e mi sacrifico per lui. Non è chiaro? Non +è chiaro che io voglio perdermi per salvare lui? +Non ve l'ho detto già ! E ho scelto proprio voi, +perchè egli mi disprezzi tanto che non mi cerchi<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span> +più!... E voi vi prestate a questo giuoco?... Se +io acconsentissi a diventar la vostra amante, sarebbe +quello il momento in cui amerei di più +Filippo, perchè sarebbe quello il sacrificio più +grave che io potrei fargli.... E non lo avete capito? +Come devo dirvi che io non vi amerò mai?</p> + +<p>Stretto dalla logica feroce, che sembrava dettata +da quel bisogno di mordere e di distruggere +onde Loredana si sentiva tutta vibrare, Berto +non trovò dapprima risposta; poi ebbe la parola +unica che spiegava qualunque follia:</p> + +<p> — Ma io ti amo, — disse. — Io ti amo, Loredana; +e non so altro....</p> + +<p>La giovane lo guardò, sentendo ch'egli non +mentiva; le parve sommesso e vinto, e ne ebbe +pietà .</p> + +<p> — Suvvia, — mormorò, alzandosi, — mi lasci +andare!</p> + +<p> — Dove, dove vuoi andare? — chiese Berto, +movendo un passo verso di lei. — Dove vuoi andare, +così?</p> + +<p>Ella s'era avviata alla porta, senza cappello, +come una pazza.</p> + +<p>Berto la guardò elegante e sottile nell'abito +tutto liscio color d'ametista, leggiadramente ornato +con una lista di pelliccia scura, che le correva +intorno al petto e per l'estremo lembo della +gonna a guisa d'un serpentello.</p> + +<p>Usciva, partiva, fuggiva; d'improvviso aveva +sentito che il sacrificio era troppo ripugnante, +che meglio era morire, riposare, non pensare più +ad alcuno, e aveva ricordato il canale nero e fondo +che scorreva innanzi alla casa di Berto.<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span></p> + +<p>L'ora era tarda, la luce fievole, la gente rada +in quella serata d'inverno. Loredana avrebbe potuto +gettarsi all'acqua e affogarvi, senza che alcuno +accorresse.</p> + +<p> — Dove vuoi andare? — ripetè Berto.</p> + +<p>S'incontrarono sul limitare e si fissarono, l'uno +con gli occhi fiammeggianti di desiderio, l'altra +con lo sguardo smarrito della disperazione; ma +perchè essa voleva procedere, egli l'afferrò per +le braccia e la rattenne.</p> + +<p>Loredana ruppe di nuovo in una risata.</p> + +<p>Aveva in bocca il sapore di quel fango al quale +s'abbeverano gli umani, di quel fango che è +tutta la vita, e un'arsura insaziata le bruciava +le vene, come avesse ingoiato un fuoco liquido....</p> + +<p>Qualcuno alle spalle di Berto — forse la femmina +seminuda dai piedi caprigni — gli suggerì +un pensiero: la giovane non si sarebbe mai decisa +nè a partire, nè a rimanere, nè a vivere, +nè a morire; bisognava forzarla.</p> + +<p>Egli l'attrasse bruscamente al petto, le suggellò +la bocca con la bocca dandole un bacio +così lungo, che pareva, volesse beverne la vita, +l'anima, il sangue; sentì che Loredana s'inclinava +a poco a poco, si rovesciava indietro, e assecondò +il movimento senza staccar la bocca dalla +bocca agognata, e l'adagiò sul divano ampio.</p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span></p> + +<h2 class="lighter">XVII.</h2> + +<p>Fu una lieta primavera, quella del 1894 a Venezia. +Una falange sterminata di stranieri calò +da tutte le parti del mondo, le donne e gli uomini +già ebbri di delizie e di desiderio, con l'anima +vibrante di quel romanticismo sensuale che +Venezia, la torpida, ispira.</p> + +<p>Nuove passioni e nuovi drammi pullularono tra +quell'affoltata di gente, e la Piazza San Marco +divenne in certe serate un prodigioso salotto pel +quale s'aggiravano le eleganti di New-York e di +Parigi, di Londra e di Vienna, di Berlino e di +Pietroburgo, lasciando sui loro passi un solco +di profumi esotici.</p> + +<p>Esse vedevano Venezia con gli occhi della leggenda +e della storia e la loro anima si trasformava, +effondendosi e pervertendosi fra i tesori +d'arte e il silenzio mortale della città voluttuosa. +La gondola, lenta e carezzevole, agile e muta, +faceva loro sognare i sogni erotici e le rapide +tragedie dei romanzi; la notte, o rischiarata dal +raggio lunare sui rii e sui canali, o tenebrosa +o velata, sembrava loro così enimmatica e stravagante +quale in nessun'altra città del mondo.</p> + +<p>Le più belle donne avevano una falange d'ammiratori, +quasi tutti veneziani, che ne aspettavano +ogni anno il passaggio, non diversamente +dal cacciatore che aspetta lo stormo della ghiotta<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span> +selvaggina. Esse s'imbevevano il giorno della +luce e dei salsi umori di Lido, felici di quella +piena vita animale che ingagliardisce il sangue +e stende sulle carni una delicata patina di bronzo; +la sera, tornavano alle consuete eleganze o +nelle grandi sale dei grandi alberghi o in Piazza +San Marco.</p> + +<p>Si susurrava di passioni e di capricci, di gelosie +e di tradimenti.</p> + +<p>Il suicidio d'una giovane inglese, un duello tra +due russi, avevano messo in tumulto la città ; +poi rapidamente le grandi feste offerte da un +patrizio alla colonia straniera e uno straripare +di lusso portentoso, una vera orgia di colori e +di bellezze e di dovizie, avevan cancellato la memoria +di quelle drammatiche vicende. E l'eco +del tripudio non era spenta, chè la fuga d'una +giovinetta con un uomo attempato aveva riaperto +i fiumi dei discorsi scandalosi; poi una nuova +festa, la colonia straniera che ringraziava il +patrizio dell'ospitalità ricevuta, profondendo altri +tesori, sfoggiando nuovo fasto, e l'arrivo del +Re, e la caduta d'un ministero, e un accavallarsi +di fatti piccoli e grandi, avevan dato materia +alle chiacchiere e non avevano saziato la curiosità +instancabile degli uomini.</p> + +<p>La vita correva la sua corsa senza freno, superba, +indifferente, inconsapevole, travolgendo ed +esaltando, premiando e punendo; e il nome di +questo o di quello roteava come un palèo.</p> + +<p>Un giorno sulla terrazza di Lido, un pugno di +gentiluomini faceva corona ad alcune dame, la +contessa Lombardi, la contessa Fausta di Montegalda,<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span> +la duchessa di Torrecusa. Erano gli uomini +il conte Alvise Priùli, il conte Mercatelli, +parecchi giovani, tra i quali il conte Paolino +Berlendi.</p> + +<p>Paolino aveva enunziato anche in quei giorni +che la donna americana si riconosce a occhio; +aveva tenuto una scommessa, e aveva scambiato +un'austriaca per un'americana. Se ne rideva ancora. +Paolino imperturbabile aveva osservato che +nelle vene dell'austriaca, per qualche dimenticato +incrocio, doveva scorrere sangue americano; +e conosciuta personalmente la giovane, se ne era +innamorato. Anche questo episodio aveva fatto +ridere; ma Paolino Berlendi, senza badare ai +frizzi dei compagni, dava intanto una caccia accanita +alla straniera e sperava impigliarla nelle +sue reti.</p> + +<p> — Che cosa guardate? — gli domandò Fausta +d'un tratto.</p> + +<p>La bellezza della contessa pareva scintillare +sotto il sole; i capelli neri avevan riflessi azzurrini +e gli occhi cilestri esprimevano una dolce +ingenuità qualche poco in contrasto con l'anima +sensuale ed egoista della donna.</p> + +<p> — Guardo tutte queste forestiere, — disse Paolino. — Non +vi pare che giungano a Venezia +già ubbriache d'amore e di Ruskin?</p> + +<p> — Voi parlate del Ruskin come d'un liquore, — osservò +la contessa Lombardi sorridendo.</p> + +<p> — È vero; ma io preferisco il cognac, — rispose +Paolino. — Il fatto è che le straniere sono +innamorate.</p> + +<p> — E di chi? — domandò Fausta.<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span></p> + +<p> — Di me, contessa! — affermò Paolino trionfante.</p> + +<p>Gli uomini risero.</p> + +<p> — Ma sai tu chi è il Ruskin? — domandò il +conte Priùli.</p> + +<p> — No; non l'ho mai letto....</p> + +<p> — È naturale, — disse il Priùli. — Tu devi +darti all'agricoltura, e sappiamo che studi accanitamente +per distinguere una patata da una +barbabietola.</p> + +<p> — Un'austriaca da un'americana, — corresse +Fausta di Montegalda.</p> + +<p>Già Paolino stava per rispondere, quando un +silenzio improvviso si fece.</p> + +<p>Era comparso sulla terrazza il conte Filippo +Vagli, colui che per lunghi mesi la società elegante +capitanata da Fausta di Montegalda aveva +chiamato « il povero Flopi ».</p> + +<p>Molti fili argentei intessuti ai capelli un giorno +tutti neri, il cerchio grigiastro intorno agli +occhi, le spalle un poco appesantite davano l'impressione +che Filippo fosse invecchiato repentinamente. +Egli era sempre ilare e sereno, ma +chi l'avesse fissato con attenzione si sarebbe accorto +che la tranquillità e l'allegria di cui dava +prova eran dovute a un continuo sforzo, a una +instancabile vigilanza sopra sè medesimo.</p> + +<p>Quando egli si credeva non osservato, la sua +fisionomia mutava d'un tratto, quasicchè la maschera +gli fosse caduta, e allora si vedeva l'uomo +ferito mortalmente da un'angoscia insanabile, +torturato da qualche desiderio, malcontento di +sè e degli altri, disperato di poter mai più trovare<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span> +un bene nella vita. Poi l'orgoglio lo riafferrava, +si guardava intorno nel timore che qualcuno +gli avesse letto dentro l'anima, e riprendeva +la sua maschera di gaiezza e di contento.</p> + +<p>Queste alternative, così notevoli che si sarebbe +detto che due caratteri albergassero nello stesso +corpo, non erano sfuggite all'occhio degli amici; +e specialmente tra i più giovani, una simpatia +silenziosa s'era formata per Filippo Vagli.</p> + +<p>Colui che aveva sentito fare strazio del proprio +nome da una folla avida di scandalo, aveva +visto la stessa folla ammutolire innanzi a un +dolore alto e sincero, a guisa del molosso che +s'accovaccia ai piedi del padrone. Filippo avrebbe +dato metà del suo sangue per vivere ancora +tra i sibili e i cachinni della maldicenza piuttosto +che tra le nuove manifestazioni di rispetto, +nelle quali egli sospettava una mal celata pietà . +Ma tutto era finito, ogni cosa era miserabile, +e mai come in quel tempo s'era sentito tanto +lontano da ciò che faceva, dall'esistenza frivola +alla quale s'era dovuto acconciare, e che sembrava +non lasciargli un'ora libera.</p> + +<p>Egli gettò un'occhiata al gruppo, e salutò da +lontano. Aveva visto tra gli uomini Paolino Berlendi, +che con quel suo carattere scapato, sventato, +impertinente e, nel fondo, generoso e sentimentale, +gli rammentava un altro; Filippo si +studiava di non mostrare a Paolino l'antipatia +che quella somiglianza morale gli aveva ispirato.</p> + +<p>Entrò, e volse a sinistra.</p> + +<p> — Va a fare la sua corte alla Fioresi, — disse +Fausta, che lo seguiva con l'occhio.<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span></p> + +<p>In fondo alla terrazza, a sinistra di chi entrava, +Giselda Fioresi era seduta con la madre.</p> + +<p>La fanciulla dalla chioma fulva indossava un +abito leggero color turchino con le maniche di +prezioso merletto. S'era fatta più bella, il suo +corpo s'era invigorito e sul volto le si diffondeva +un'espressione che non aveva mai avuta, +quell'espressione di riposo che è propria di chi +giunge a una meta dopo lunga guerra.</p> + +<p>Quando vide Filippo avvicinarsi, le sue labbra +si schiusero a un placido sorriso.</p> + +<p> — Si sposano? — domandò il Berlendi che +guardava la scena.</p> + +<p> — Si sposano, — confermò Fausta con voce +secca.</p> + +<p> — Flopi invecchia; è all'ultima tappa.</p> + +<p>Dovevano sposarsi il mese appresso, e del matrimonio +si parlava con incessante curiosità . Due +casate come quelle dei Fioresi e dei Vagli non +avrebbero potuto non dare alla cerimonia tutta +la solennità , tutta la magnificenza che le convenivano, +e le donnette già parlavano del corredo +di Giselda come d'una maraviglia mai vista.</p> + +<p> — Lo zio Roberto avrà finalmente i « flopini »! — osservò +il conte Priùli.</p> + +<p> — E Flopi i milioncini, — aggiunse il Berlendi.</p> + +<p> — Non lo fa per questo! — rispose freddamente +il Priùli. — Tu non lo conosci; Filippo si sposa +per obbedire a sua madre.</p> + +<p> — La sola cosa poco aristocratica di questo +matrimonio, — osservò Fausta, — è la gioia straripante +di Giselda.<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span></p> + +<p>E storse la bocca, quasi avesse visto qualche +spettacolo repulsivo.</p> + +<p>Le dame s'alzarono per avviarsi, ma in quel +punto sopraggiunse Nino d'Este, che parve cercar +qualcuno con gli occhi; ravvisò la contessa +Lombardi e le corse incontro.</p> + +<p> — Lei mi aveva chiesto notizie di Berto Candriani? — egli +disse.</p> + +<p> — Oh bravo! Parliamo di Berto Candriani! — esclamò +Paolino. — « Il a jeté son bonnet par +dessus le moulin »!</p> + +<p>Alvise Priùli gli diede una gomitata, perchè +abbassasse la voce.</p> + +<p> — Le porto le notizie, — continuò Nino d'Este, +ed estrasse dalla tasca un giornale romano che +consegnò a Paolino Berlendi.</p> + +<p> — Ti ringrazio di quest'atto di fiducia, — disse +Paolino. — Poco fa, Priùli sosteneva che io +non so leggere.</p> + +<p> — Ma fate presto! — interruppe Fausta di +Montegalda.</p> + +<p> — Ecco qua: « Un'automobile sfasciata »....</p> + +<p> — Mio Dio! — esclamò la contessa Lombardi.</p> + +<p> — « Un'automobile sfasciata », — seguitò a leggere +Paolino. — « Jeri, verso le quattro, l'automobile +del conte Berto Candriani, notissimo patrizio +veneziano ospite della nostra città ».... Come +sa farsi la <span class="g">réclame</span> questo briccone!</p> + +<p> — Volete finirla? Vi tolgo il giornale! — minacciò +Fausta.</p> + +<p>Paolino Berlendi si fece serio e lesse tutto di +seguito:</p> + +<p> — ....« percorrendo la Via Appia, presso la tomba<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span> +di Cecilia Metella, urtò un baroccio da vino, +e cadde sul fianco. Lo <span class="g">chauffeur</span> rimase +ferito. Il conte Candriani e la contessina Loredana +De Carolis, sbalzati a parecchi metri di +distanza si sollevarono incolumi ».</p> + +<p> — Contessina! — esclamò Fausta con un sorriso +beffardo. — I giornali romani non sono bene +informati.</p> + +<p> — È quel benedetto nome di Loredana che li +trae in inganno! — osservò il conte Priùli.</p> + +<p>La comitiva si avviò.</p> + +<p> — Io vorrei sapere che cosa andavano a fare +sulla Via Appia! — disse a un tratto Paolino +Berlendi.</p> + +<p> — Io sono contenta che Berto non si sia fatto +male, — dichiarò la contessa Lombardi. — Ma +chi ci avrebbe detto che sarebbe scappato con +quella ragazza?</p> + +<p> — È la fine di tutti gli uomini di spirito, — osservò +Nino d'Este. — Anche Paolino un giorno +sposerà la sua balia.....</p> + +<p> — Voi avete torto, — ribattè Paolino. — Mi +dicono che Loredana sia una ragazza bella e intelligente..... +E io propongo una cosa: mandiamo +il giornale a Filippo!...</p> + +<p> — Siete matto? — esclamò la contessa Lombardi.</p> + +<p> — Non credete che gli farà piacere d'apprendere +che la sua amica si diverte e ruzzola a gambe +in aria con Berto Candriani?</p> + +<p> — Suvvia, siete sconveniente! — disse Fausta, +mordendosi le labbra per non ridere.</p> + +<p>Ma Paolino Berlendi mandò un grido.<span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span></p> + +<p> — Guardate! — egli esclamò. — Guardate quella +signora che ci viene incontro: è un'americana. +Lo si vede a occhio; guardate come cammina, +come sorride, come gestisce.... È un'americana....</p> + +<p>Gli altri guardarono. La signora che si avvicinava, +elegantissima, era alta e bionda; un giovanotto +bruno l'accompagnava. Ma tutti diedero +in una risata.</p> + +<p> — Caro mio, — disse poscia Alvise Priùli. — Quella +è una russa: la contessa Tatiana Semenow, +di Pietroburgo!...</p> + +<p>Paolino Berlendi accese una sigaretta.</p> + +<p> — E io me ne infischio! — egli concluse tra i denti.</p> + +<p>Ma cinque minuti appresso nessuno più pensava alla russa, a Filippo, a +Loredana, a Berto, a Giselda.</p> + +<p>La vita dominava inesorabile tra un profluvio di luce calda e dorata.<br /><br /></p> + +<p class="title">FINE.<br /><br /></p> + +<hr /> +<hr style="visibility: hidden" /> +<p class="title"><span class="smcap">Milano — Fratelli TREVES, Editori — Milano</span><br /> +_____________________________________________________</p> + +<div class="ads"> +<p class="r"><span class="big">EDIZIONE ILLUSTRATA DI GRAN LUSSO</span><br /> +_________________________________________________</p> + +<p class="adtitle">La Divina Commedia<br /> +<span style="font-size: 30%">DI</span><br /> +<span class="small">Dante Alighieri</span><br /> +<span style="font-size: 50%">NELL'ARTE DEL CINQUECENTO</span></p> +<p class="center">(Michelangelo, Raffaello, Zuccari, Vasari, ecc.)<br /><br /> +<span class="small">A CURA DI</span> <span class="g">CORRADO RICCI.</span></p> + +<p>La magnifica opera forma un volume in-folio di <span class="small">XXXVI</span>-320 pagine +a due colonne, stampato in rosso e nero, con <span class="noserif">288 DISEGNI</span> intercalati +nella magistrale introduzione di <span class="smcap">Corrado Ricci</span> e nelle tre +Cantiche. Le celebri tavole di <span class="smcap">Federico Zuccari</span> e di +<span class="smcap">Giovanni Stradano</span>, ch'erano ancora per la massima parte +inedite, e che formano il nucleo fondamentale delle illustrazioni di +questa nuova edizione della <i>Commedia</i>, sono riprodotte in +<i>facsimile</i> policromo su <span class="noserif">67 GRANDI TAVOLE FUORI TESTO IN CARTA A +MANO</span>, e montate su <i>passe-partout</i>. La riproduzione fu fatta dalla +nostra casa, col permesso del Ministero della pubblica istruzione, sul +codice esistente nella Galleria degli Uffizi a Firenze, mercè i processi +fotomeccanici più moderni e delicati. Per universale consenso l'opera +dello Zuccari, come dimostra il Ricci nella sua prefazione, è la +maggiore e più interessante illustrazione che l'Italia abbia mai +prodotto. Questi disegni abbiamo voluto separare dal testo adagiandoli +sopra una carta dal fondo intonato alle carte del cinquecento di cui +abbiam curato la speciale fabbricazione “a mano„ contrassegnandola con +la nostra sigla. Inoltre nel nostro volume si fa larga parte a tutto ciò +che la pittura, e in qualche modo la scoltura, hanno operato attingendo +soggetti e ispirazioni alla <i>Divina Commedia</i>, dal terribile +Caronte del Buonarroti, sino all'<i>Inferno</i> di Bernardino Poccetti +inciso dal Callot nel 1612. Ogni copia è legata alla bodoniana, o chiusa +in cartella, a scelta del committente, e costa</p> + +<p class="center"><b>Cento Lire.</b> — Legata in tela e oro, L. 110.<br /> +In pelle e oro o in pergamena e oro, L. 125.</p> + +<p class="center">(<i>Formato del vol. cent. 43×32. Peso del vol. alla bodon. Kg. 5,500 +circa</i>).</p> + +<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> + +<div class="figcenter"> +<img src="images/romanzi.jpg" width="450" height="71" alt="" +title="" /></div> +<p class="center">EDIZIONI TREVES<br /> +__________</p> + +<ul class="rom" style="width: 22em; margin-left: auto; margin-right: auto;"> +<li class="center">Adolfo <b>Albertazzi</b>.</li> + +<li>Ora e sempre <span class="romright">L. 1 —</span></li> +<li>Novelle umoristiche <span class="romright">1 —</span></li> +<li>In faccia al destino <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center">Riccardo <b>Alt</b>.</li> +<li>O uccidere, o morire <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center">Diego <b>Angeli</b>.</li> +<li>L'orda d'oro <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center">Luigi <b>Archinti</b>.</li> +<li>Il lascito del Comunardo <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center">Massimo d'<b>Azeglio</b>.</li> +<li>Nicolò de' Lapi. (2 vol.). <span class="romright">2 —</span></li> +<li>Ettore Fieramosca <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center">A. G. <b>Barrili</b>.</li> +<li>Capitan Dodèro <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Santa Cecilia <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Il libro nero <span class="romright">2 —</span></li> +<li>I Rossi e i Neri (2 vol.) <span class="romright">2 —</span></li> +<li>Le Confessioni di Fra Gualberto <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Val d'Olivi <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Semiramide <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Notte del commendatore <span class="romright">4 —</span></li> +<li>Castel Gavone <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Come un sogno <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Cuor di ferro e Cuor d'oro (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li> +<li>Tizio Caio Sempronio <span class="romright">3 50</span></li> +<li>L'Olmo e l'Edera <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Diana degli Embriaci <span class="romright">3 —</span></li> +<li>La conquista d'Alessandro <span class="romright">4 —</span></li> +<li>Il tesoro di Golconda <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Il merlo bianco <span class="romright">3 50</span></li> +<li>La donna di Picche <span class="romright">1 —</span></li> +<li>L'XI comandamento <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Il ritratto del diavolo <span class="romright">1 —</span></li> +<li>Il Biancospino <span class="romright">1 —</span></li> +<li>L'anello di Salomone <span class="romright">3 50</span></li> +<li>O tutto o nulla <span class="romright">3 50</span></li> +<li>Amori alla macchia <span class="romright">3 50</span></li> +<li>Monsù Tomè <span class="romright">3 50</span></li> +<li>Fior di Mughetto <span class="romright">3 50</span></li> +<li>Dalla rupe <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Il conte Rosso <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Lettore della Principessa <span class="romright"> 4 —</span></li> +<li> Casa Polidori <span class="romright">4 —</span></li> +<li> La Montanara (2 vol.) <span class="romright"> 2 —</span></li> +<li> Uomini e bestie <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Arrigo il Savio <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La spada di fuoco <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Il giudizio di Dio <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Il Dantino <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La signora Àutari <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La sirena <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Scudi e corone <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Amori antichi <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Rosa di Gerico <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La bella Graziana <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Le due Beatrici <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Terra vergine <span class="romright">1 —</span></li> +<li> I figli del cielo <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La castellana <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Fior d'oro <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il prato maledetto <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Galatea <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il diamante nero <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Raggio di Dio <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il ponte del Paradiso <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Tra cielo e terra <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center">Ambrogio <b>Bazzero</b>.</li> +<li>Storia di un'anima <span class="romright">4 —</span></li> +<li class="center">Antonio <b>Beltramelli</b>.</li> +<li>Anna Perenna <span class="romright">3 50</span></li> +<li> I primogeniti <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Il cantico <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center">Silvio <b>Benco</b>.</li> +<li>La fiamma fredda <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il castello dei desideri <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center">Leo <b>Benvenuti</b>.</li> +<li>Racconti romantici <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Serenada, racconto sardo <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center">Vittorio <b>Bersezio</b>.</li> +<li>La carità del prossimo <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Povera Giovanna! <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il debito paterno <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Aristocrazia (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li> +<li class="center">P. <b>Bettòli</b>.</li> +<li>Il processo Duranti <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Giacomo Locampo <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Carmelita <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La nipote di don Gregorio <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center">Alberto <b>Boccardi</b>.</li> +<li>Cecilia Ferriani <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Ebbrezza mortale! <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il peccato di Loreta <span class="romright">1 —</span></li> +<li> L'irredenta <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center">Camillo <b>Boito</b>.</li> +<li> Storielle vane <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Senso <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Virgilio <b>Brocchi</b>.</li> +<li>Le aquile <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center">E. A. <b>Butti</b>.</li> +<li>L'Incantesimo <span class="romright">4 —</span></li> +<li> L'Automa <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center">Antonio <b>Caccianiga</b>.</li> +<li> Il bacio della contessa Savina <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Villa Ortensia <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il Roccolo di Sant'Alipio <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Sotto i ligustri <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Il Convento <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Il dolce far niente <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La famiglia Bonifazio <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Brava gente <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Luigi <b>Capranica</b>.</li> +<li> Donna Olimpia Pamfili <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La congiura di Brescia (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Maschere sante <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Fra Paolo Sarpi (2 vol.) <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Papa Sisto (4 volumi) <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Racconti <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Contessa di Melzo (2 vol.) <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Re Manfredi (3 vol.) <span class="romright">3 —</span></li> +<li> Maria Dolores <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Le donne di Nerone <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> Luigi <b>Capuana</b>.</li> +<li> Homo <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Marchese di Roccaverdina <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Rassegnazione <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Passa l'amore <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> <b>Castelli</b>.</li> +<li> Ultime rose d'autunno <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Enrico <b>Castelnuovo</b>.</li> +<li> Nella lotta <span class="romright">3 50</span></li> +<li> La contessina <span class="romright">3 —</span></li> +<li> Dal 1.º piano alla soffitta <span class="romright">4 50</span></li> +<li> Lauretta <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Due convinzioni <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Filippo Bussini juniore <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Alla finestra <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Sorrisi e lagrime <span class="romright">3 50</span></li> +<li> L'onor. Paolo Leonforte <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Natalia ed altri racconti <span class="romright">1 —</span></li> +<li> <i>P.P.C.</i> Ultime novelle <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> Domenico <b>Cià mpoli</b>.</li> +<li> Diana <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Il barone di San Giorgio <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Luigia <b>Codèmo</b>.</li> +<li> La rivoluzione in casa <span class="romright">2 —</span></li> +<li class="center"> <b>Cordelia</b>.</li> +<li> Il regno della donna <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Dopo le nozze <span class="romright">3 —</span></li> +<li> Prime battaglie <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Vita intima <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Racconti di Natale <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Casa altrui <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Alla ventura <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Catene <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Per la gloria <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Forza irresistibile <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Il mio delitto <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Per vendetta <span class="romright">1 —</span></li> +<li> L'incomprensibile <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Verso il mistero <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> Filippo <b>Crispolti</b>.</li> +<li> Un duello <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Gabriele <b>D'Annunzio</b>.</li> +<li> Il Piacere <span class="romright">5 —</span></li> +<li> L'innocente <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Trionfo della Morte <span class="romright">5 —</span></li> +<li> Le Vergini delle Rocce <span class="romright">5 —</span></li> +<li> Il Fuoco <span class="romright">5 —</span></li> +<li> Le novelle della Pescara <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Prose scelte <span class="romright">4 —</span></li> +<li class="center"> Ippolito Tito <b>D'Aste</b>.</li> +<li> Ermanzia <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Mercede <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Edmondo <b>De Amicis</b>.</li> +<li> La vita militare <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Alle porte d'Italia <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Il romanzo d'un maestro (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Fra scuola a casa <span class="romright">4 —</span></li> +<li> La carrozza di tutti <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Memorie <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Capo d'anno <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Nel Regno del Cervino <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Pagine allegre <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Nel Regno dell'Amore <span class="romright">5 —</span></li> +<li class="center"> Grazia <b>Deledda</b>.</li> +<li> I giuochi della Vita <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> Gian <b>Della Quercia</b>.</li> +<li> Il Risveglio <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Sul meriggio <span class="romright">4 —</span></li> +<li class="center"> Federico <b>De Roberto</b>.</li> +<li> L'illusione <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Una pagina della storia dell'Amore <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> F. <b>Di Giorgi</b>.</li> +<li> La prima donna <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Cesare <b>Donati</b>.</li> +<li> Flora Marzia <span class="romright">2 —</span></li> +<li class="center"> Paulo <b>Fambri</b>.</li> +<li> Pazzi mezzi e serio fine <span class="romright">2 —</span></li> +<li class="center"> Onorato <b>Fava</b>.</li> +<li> La discesa di Annibale <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Gemma <b>Ferruggia</b>.</li> +<li> Fascino <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Ugo <b>Fleres</b>.</li> +<li> L'anello <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> <b>Gavotti</b>.</li> +<li> Nora <span class="romright">3 —</span></li> +<li> Viaggio di un distratto <span class="romright">2 —</span></li> +<li class="center"> Piero <b>Giacosa</b>.</li> +<li> Specchi dell'enigma <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> Arturo <b>Graf</b>.</li> +<li> Il Riscatto <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> O. <b>Grandi</b>.</li> +<li> Macchiette e novelle <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Destino <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Silvano <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La Nube <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Luigi <b>Gualdo</b>.</li> +<li> Decadenza <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Matrimonio eccentrico <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> F. D. <b>Guerrazzi</b>.</li> +<li> L'assedio di Firenze (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Il destino <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Battaglia di Benevento. Veronica Cybo (2 vol.) <span class="romright">2 —</span></li> +<li class="center"> <b>Jarro</b>.</li> +<li> L'assassinio nel vicolo della Luna <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il processo Bartelloni <span class="romright">1 —</span></li> +<li> I ladri di cadaveri <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La figlia dell'aria <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Apparenze (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li> +<li> La polizia del diavolo <span class="romright">1 —</span></li> +<li> L'Istrione <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La vita capricciosa <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La duchessa di Nala <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La principessa <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Paolo <b>Lioy</b>.</li> +<li> Chi dura vince <span class="romright">3 —</span></li> +<li class="center"> <b>Manetty</b>.</li> +<li> Il tradimento del Capitano (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li> +<li class="center"> G. <b>Marcotti</b>.</li> +<li> Il conte Lucio <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> <b>Mercedes</b>.</li> +<li> Marcello d'Agliano <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> <b>Neera</b>.</li> +<li> Crevalcore <span class="romright">4 —</span></li> +<li class="center"> Ippolito <b>Nievo</b>.</li> +<li> Le confessioni di un ottuagenario (3 volumi) <span class="romright">3 —</span></li> +<li class="center"> A. S. <b>Novaro</b>.</li> +<li> L'Angelo risvegliato <span class="romright">3 —</span></li> +<li class="center"> Enrico <b>Panzacchi</b>.</li> +<li> I miei racconti <span class="romright">3 —</span></li> +<li class="center"> Antonio <b>Palmieri</b>.</li> +<li> Novelle Maremmane <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> Alfredo <b>Panzini</b>.</li> +<li> La lanterna di Diogene <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Piccole storie del Mondo grande <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Emma <b>Perodi</b>.</li> +<li> Suor Ludovica <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Caino e Abele <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> <b>Petruccelli della Gattina</b>.</li> +<li> Memorie di Giuda <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Le notti degli emigrati a Londra <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il sorbetto della regina <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il re prega <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Luigi <b>Pirandello</b>.</li> +<li> Erma bifronte <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Esclusa <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> Carlo <b>Placci</b>.</li> +<li> Mondo mondano <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Marco <b>Praga</b>.</li> +<li> La Biondina <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Mario <b>Pratesi</b>.</li> +<li> Le perfidie del caso <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Corrado <b>Ricci</b>.</li> +<li> Un'illustre avventuriera <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Rinà scita <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> Egisto <b>Roggero</b>.</li> +<li> Le ombre del passato <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Gerolamo <b>Rovetta</b>.</li> +<li> Sott'acqua <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Tiranni minimi <span class="romright">1 —</span></li> +<li> I Barbarò o Le lagrime del prossimo (2 volumi) <span class="romright">5 —</span></li> +<li> Il primo amante <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Il processo Montegù <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Novelle <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Ferdinando <b>Russo</b>.</li> +<li> Memorie di un ladro <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il destino del Re <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Roberto <b>Sacchetti</b>.</li> +<li> Candaule <span class="romright">3 —</span></li> +<li> Entusiasmi (2 volumi) <span class="romright">2 —</span></li> +<li class="center"> <b>Sara</b>.</li> +<li> I peccati degli avi <span class="romright">1 50</span></li> +<li class="center"> G. A. <b>Sartorio</b>.</li> +<li> Romæ Carrus Navalis <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Isabella <b>Scopoli-Biasi</b>.</li> +<li> L'erede dei Villamari <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Matilde <b>Serao</b>.</li> +<li> All'erta, Sentinella! <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Suor Giovanna della Croce <span class="romright">4 —</span></li> +<li> La Ballerina <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> <b>Serra-Greci</b>.</li> +<li> Adalgisa <span class="romright">1 —</span></li> +<li> La fidanzata di Palermo <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> <b>Sfinge</b>.</li> +<li> Dopo la vittoria <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> I. <b>Trebla</b>.</li> +<li> Volontario d'un anno. — Sottotenente<br /> + di complemento <span class="romright">3 —</span></li> +<li class="center"> L. A. <b>Vassallo</b>.</li> +<li> La signora Cagliostro <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Guerra in tempo di bagni <span class="romright">1 —</span></li> +<li class="center"> Giorgio <b>Velieri</b>.</li> +<li> Elegie mondane <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> Giovanni <b>Verga</b>.</li> +<li> Eva <span class="romright">2 —</span></li> +<li> Novelle <span class="romright">2 50</span></li> +<li> Cavalleria rusticana <span class="romright">3 —</span></li> +<li> Per le vie <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Il marito di Elena <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Eros <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Tigre reale <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Mastro-don Gesualdo <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Ricordi del capit. d'Arce <span class="romright">1 —</span></li> +<li> I Malavoglia <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Don Candeloro e C. <span class="romright">1 —</span></li> +<li> Vagabondaggio <span class="romright">3 50</span></li> +<li> Dal mio al tuo <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> G. <b>Visconti-Venosta</b>.</li> +<li> Il curato d'Orobio <span class="romright">4 —</span></li> +<li> Nuovi racconti <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> <b>Zena Remigio</b>.</li> +<li> La bocca del lupo <span class="romright">1 —</span></li> +<li> L'apostolo <span class="romright">3 50</span></li> +<li class="center"> <b>Zùccoli</b>.</li> +<li> La Compagnia della Leggera <span class="romright">3 50</span></li> +</ul> + +<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano</p> + +<p> <br /> <br /> </p> + +<p class="r big lighter">È uscito il 13.º migliaio<br /> +___________________</p> + +<p class="adtitle"><span class="big g smcap">La Nave</span><br /></p> + +<p class="title">Tragedia in un prologo e tre episodi<br /> +<br /><br /><br /> +<span class="small">DI</span></p> + +<p class="adtitle"><span class="small">Gabriele d'Annunzio</span></p> + +<p class="title"><span class="small">CON FREGI DI</span> +<br /><br /><br /> +DUILIO CAMBELLOTTI</p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center break"><i>In-8, in carta di lusso:</i> <span class="noserif"><b>CINQUE LIRE.</b></span></p> + +<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano</p> + +<hr style="visibility: hidden" /> + +<p class="l u big"><b><i>EDIZIONE ILLUSTRATA</i></b></p> + +<p class="r big"><i>dell'ultima e interessantissima opera di</i></p> + +<p class="adtitle"><span class="small u">Edmondo De Amicis</span><br /></p> + +<p class="l lighter"><span style="font-size: 300%">NEL REGNO</span></p> + +<p class="r lighter"><span style="font-size: 300%">DELL'AMORE</span></p> +<hr class="minor" /> +<p>Quest'opera che appena uscita pochi mesi fa suscitò l'entusiasmo del +pubblico giungendo subito a nove edizioni e in pari tempo ottenne le +lodi più ampie della critica, si compone di novelle e di bozzetti +drammatici e comici. Nessun'opera meglio di questa si prestava +all'illustrazione.</p> + +<p>Abbiamo intrapresa la pubblicazione di una splendida edizione +illustrata da</p> + +<p class="center"><span class="big">G. Amato, R. Salvadori, R. Pellegrini.</span></p> + +<p>Sarà completa in 6 o 7 fascicoli o meglio volumetti. Ogni volumetto, +con coperta colorata, può stare a sè.</p> +<hr class="minor" /> +<p class="center"><i>Prezzo di ogni volumetto di oltre 100 pagine in-8</i></p> + +<p class="center big g"><b>UNA LIRA.</b></p> + +<p>Sono usciti i primi quattro volumetti:</p> + +<div> +<table class="volumi" summary="vol1"> +<tr> +<td class="tdr"> I.</td><td class="tdb"><b>L'ORA DIVINA</b></td> +<td class="tdl">FIORE DEL PASSATO — IL NUMERO 28 — LA QUERCIA E IL FIORE.</td></tr> +</table> +<table class="volumi" summary="vol2"> +<tr> +<td class="tdr"> II.</td><td class="tdb"><b>UN COLPO DI FULMINE</b></td> +<td class="tdl">“NICHTS„ — LETTORE TRADITORE.</td></tr> +</table> +<table class="volumi" summary="vol3"> +<tr> +<td class="tdr">III.</td><td class="tdb"><b>SULLA SCALA DEL CIELO</b></td> +<td class="tdl">CASA CIRIMIRI.</td></tr> +</table> +<table class="volumi" summary="vol4"> +<tr> +<td class="tdr">IV.</td><td class="tdb"><b>IL SUPPLIZIO DEL GELOSO</b></td> +<td class="tdl">OCHINA — IL CAPPOTTO CLANDESTINO.</td></tr> +</table> +</div> + +<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> + +<p class="title bb"><span class="g">PREZZO DEL PRESENTE VOLUME:</span> <span class="big lighter">Lire 3,50.</span></p> +<p class="title u"><span class="big">NUOVI ROMANZI E NOVELLE</span><br /> +<br /> +(<i>Edizioni Treves</i>)</p> + +<table summary="novelle"> +<tr> +<td class="tdb">Albertazzi.</td><td><i>In faccia al destino</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Angeli.</td><td><i>L'orda d'oro</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Barrili.</td><td><i>Tra cielo e terra</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Beltramelli.</td><td><i>Il Cantico</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Benco.</td><td><i>Il Castello dei desideri</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Brocchi.</td><td><i>Le Aquile</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Capuana.</td><td><i>Rassegnazione</i><br /> +<i>Passa l'Amore</i></td><td class="tdp">3 50<br />3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Castelnuovo.</td><td><i>P. P. C. Ultime novelle</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">De Amicis.</td><td><i>Nel Regno dell'Amore</i></td> <td class="tdp">5 —</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Giacosa (Piero).</td><td><i>Specchi dell'Enigma</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Haydée.</td><td><i>Racconti di Natale</i></td> <td class="tdp">4 —</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Melegari (Dora).</td><td><i>Artefici di Pene e Artefici di Gioie</i></td><td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Neera.</td><td><i>Crevalcore</i></td> <td class="tdp">4 —</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Palmieri.</td><td><i>Novelle Maremmane</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Panzini.</td><td><i>La Lanterna di Diogene</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Pirandello.</td><td><i>Erma bifronte</i><br /><i>L'Esclusa</i></td><td class="tdp">3 50<br />3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Placci.</td><td><i>In automobile</i></td> <td class="tdp">4 —</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Praga.</td><td><i>La biondina</i></td> <td class="tdp">1 —</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Russo.</td><td><i>Memorie d'un ladro</i><br /> <i>Il destino del Re</i></td><td class="tdp">1 —<br />1 —</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Verga.</td><td><i>Dal tuo al mio</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +<tr> +<td class="tdb">Zùccoli.</td><td><i>La Compagnia della Leggera</i></td> <td class="tdp">3 50</td></tr> +</table> + +<p class="title u">DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE</p> + +<table class="space" summary="prossimi"> +<tr> +<td class="sbig">I Moncalvo</td><td class="pad">di</td><td class="big">Enrico Castelnuovo.</td></tr> +<tr> +<td class="sbig">Centocelle</td><td class="pad"> „ </td><td class="big">Diego Angeli.</td></tr> +<tr> +<td class="sbig">Eldorado</td><td class="pad"> „ </td><td class="big">Guglielmo Anastasi.</td></tr> +</table> +<p class="treves">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> +</div> + +<div class="tnote"> +<h2>Nota del Trascrittore</h2> + +<p>L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute, +correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati +inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p> + +<ul> + <li>Pag. <a href="#accorse">74</a> — accorse [accorsa] tutta maravigliata</li> + <li>Pag. <a href="#preparavi">130</a> — Così, ti preparavi [prepararvi] a sposarmi?</li> + <li>Pag. <a href="#comprendendo">135</a> — e allora, comprendendo [comprenprendendo]</li> + <li>Pag. <a href="#subito">300</a> — Partiremo subito [subuto].</li> +</ul> + +<p>Grafie alternative mantenute:</p> + +<ul> + <li>figurati / figùrati</li> + <li>mormorio / mormorìo</li> + <li>seguito / sèguito</li> + <li>orecchia / orecchio</li> +</ul> +</div> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of L'amore di Loredana, by Luciano Zùccoli + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'AMORE DI LOREDANA *** + +***** This file should be named 34346-h.htm or 34346-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/3/4/3/4/34346/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net and +DP-Canada at http://www.pgdpcanada.net (This file was +produced from images generously made available by Biblioteca +Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +https://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all +the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy +all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession. +If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project +Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the +terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or +entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. + +1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be +used on or associated in any way with an electronic work by people who +agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few +things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works +even without complying with the full terms of this agreement. See +paragraph 1.C below. 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Royalty payments should be clearly marked as such and + sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the + address specified in Section 4, "Information about donations to + the Project Gutenberg Literary Archive Foundation." + +- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies + you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he + does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm + License. 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INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the +trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone +providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance +with this agreement, and any volunteers associated with the production, +promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works, +harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees, +that arise directly or indirectly from any of the following which you do +or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm +work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any +Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause. + + +Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm + +Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of +electronic works in formats readable by the widest variety of computers +including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at https://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. Compliance requirements are not uniform and it takes a +considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up +with these requirements. We do not solicit donations in locations +where we have not received written confirmation of compliance. To +SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any +particular state visit https://pglaf.org + +While we cannot and do not solicit contributions from states where we +have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition +against accepting unsolicited donations from donors in such states who +approach us with offers to donate. + +International donations are gratefully accepted, but we cannot make +any statements concerning tax treatment of donations received from +outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. + +Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation +methods and addresses. Donations are accepted in a number of other +ways including including checks, online payments and credit card +donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + https://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> diff --git a/34346-h/images/cover.jpg b/34346-h/images/cover.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..01d5f14 --- /dev/null +++ b/34346-h/images/cover.jpg diff --git a/34346-h/images/marchio.jpg b/34346-h/images/marchio.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..88982b1 --- /dev/null +++ b/34346-h/images/marchio.jpg diff --git a/34346-h/images/romanzi.jpg b/34346-h/images/romanzi.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..e00cba1 --- /dev/null +++ b/34346-h/images/romanzi.jpg diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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