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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 ***
+
+ KENILWORTH
+
+
+ DI
+ WALTER SCOTT
+
+ VOLGARIZZATO
+
+ DAL
+ Professore Gaetano Barbieri.
+
+
+ »E beltade e virtù, congiunte al paro
+ »L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro;
+ »Tremi chi nanti a noi con felli accenti
+ »L’augusto nome lacerar s’attenti
+ IL CRITICO.
+
+
+ TOMO PRIMO.
+
+
+
+ NAPOLI,
+ Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH.
+ 1825.
+
+
+
+
+RAGGUAGLIO STORICO SUL CASTELLO DI KENILWORTH
+
+POSTO NELLA CONTEA DI WARWICK, E SULLA PERSONA DEL CONTE DI LEICESTER
+
+TOLTO DALLA NOTIZIA CHE HA PUBBLICATA A TALE PROPOSITO IN LONDRA
+GIOVANNI NIGHTINGALE.
+
+
+Se le mura degli abitati avessero la virtù della parola, oh quanti
+fatti nascosti ci svelerebbero! Oh quanti punti di storia tuttavia
+controversi ne rimarrebbero schiariti! Ma oimè! Qual serie di casi
+cordogliosi ad un tempo e nefandi porrebbero esse in aperto! Egli
+è pertanto ufizio del fedele storico, e del paziente antiquario il
+prestar voce agli avanzi lor rovinosi, e trar di mezzo ai rottami di un
+castello e di una gotica chiesa cattedrale le rimembranze de’ secoli
+andati, e la dipintura de’ pensamenti, e delle costumanze de’ nostri
+maggiori.
+
+La città di Kenilworth, situata cinque miglia lontano da Warwick,
+giace in altrettanta distanza da Leamington e da Coventry. Fertili e
+pittoreschi ne appaiono i dintorni. Ma ciò che trae il viaggiatore a
+vederli è un antico castello, ove sir Walter Scott introduce i suoi
+leggitori.
+
+Fin d’allora che comparvero fra queste contrade i Normanni
+conquistatori, venne Kenilworth divisa in due parti, l’una delle quali
+toccò ad Alberto Clerico, l’altra a Riccardo le Forestier.
+
+Regnava il primo Enrico in que’ giorni ne’ quali Goffredo di Clinton
+fondò e il castello che siamo or per descrivere, ed un monastero
+abitato da monaci agostiniani, fabbrica di cui a’ dì nostri pochi
+vestigi appena rimangono.
+
+Goffredo di Clinton, comunque uscito d’oscura famiglia, per suo sapere
+pervenne alle primarie dignità dello Stato, onde gli fu agevole
+il fornire di ricchi assegnamenti il predetto monastero. Allorchè
+l’insaziabile Enrico VIII venne nel divisamento di estirpare tutti
+i frati che trovavansi sotto il suo dominio, prendendone empiamente
+pretesto dagli abusi, che aveano corrotta la purezza delle primitive
+istituzioni, il monastero di Kenilworth fu valutato 533 lire sterline,
+e venduto siccome proprietà della Chiesa. Dispersi andarono i religiosi
+che lo abitavano, chiuse le porte di esso allo straniero e al
+viandante; e l’indigente e la vedova e l’orfanello si videro defraudati
+degli onesti soccorsi onde verso di lor largheggiavano gli antichi
+possessori di quel convento.
+
+Se, come sul monastero, avesse potuto Enrico usare il suo dispotismo
+sul castello di Kenilworth, esso diveniva certamente retaggio di un
+qualche favorito di questo monarca; ma ben più ardua cosa era lo
+scacciare dal suo dominio un sol proprietario secolare, che lo sperdere
+un centinaio di pacifici religiosi.
+
+È da sapersi, che il predetto castello non rimase lungo tempo dopo la
+sua fondazione alla famiglia dei Clinton, divenuto un quartiere di
+guardia reale fin sotto il regno di Enrico II.
+
+Si crederà facilmente, che in que’ tempi, contrassegnati dalle
+turbolenze delle fazioni e delle guerre feudali, i castelli dei baroni
+non solamente erano utili a questi per offerire un rifugio ai loro
+vassalli, ma anche perchè fruttavano una rendita a chi li possedeva. Di
+fatto il seriffo di Kenilworth calcolava fra le sue entrate i tributi
+pagatigli da coloro che gli chiedevano ospitalità.
+
+Sotto i regni di Giovanni e di Enrico III, grosse somme furono spese
+per convertire Kenilworth in una fortezza, a quei dì ragguardevole. Il
+secondo di tai sovrani presentò di questo castello Simone di Montfort,
+ed Eleonora, moglie di esso, ma la forza di simile donativo non doveva
+estendersi oltre il termine del viver loro.
+
+Allorachè il conte impugnò l’armi contro del proprio sovrano, diede
+a sir John Gifford il comando dello stesso castello, ch’egli avrebbe
+dovuto riguardare siccome pegno della regale munificenza verso di lui,
+ed invece divenne per qualche tempo l’asilo de’ nobili che ribellarono.
+
+Dopo la disfatta e la morte del conte di Leicester accaduta ad Evesham,
+Simone di Montfort, figliuolo del defunto, si sostenne in aperta
+ribellione entro di questa fortezza, ove il raggiunsero quei suoi
+partigiani, che poterono sottrarsi al cattivo esito della battaglia.
+Di lì Simone facea frequenti sortite, non ristandosi dal tribolare con
+ogni maniera di militari vessazioni le adiacenti campagne.
+
+Ma queste scene di violenza interruppe il re, che, condottiero di un
+esercito, venne a mettere l’assedio dinanzi a Kenilworth. Simone,
+in cui non iscemò l’arroganza sintantochè si conobbe il più forte,
+diede allora prove di una pusillanimità, eguale alla ferocia in
+pria dimostrata, rifuggendosi segretamente in Francia, e lasciando
+il castello alla custodia di Enrico di Hustings, da lui nominatone
+governatore. Il Re non ignorando quanta forza avesse per resistere
+quella rocca, e sollecito d’altra parte di risparmiare un inutile
+spargimento di sangue, mentre intimò agli assediati la resa, offerse
+loro condizioni le più vantaggiose. Ma costoro, non contenti di farsi
+beffe della sovrana clemenza, rimandarono dopo averlo insultato, e
+fatto scempio delle sue membra, il regio parlamentario.
+
+Allora ebbe principio l’assedio, e quel presidio si difese con gran
+coraggio. Quel castello era munito di macchine guerresche, diverse
+delle quali lanciavano enormi massi, come se ne vedono alcuni in mezzo
+alle rovine, che durano tuttavia.
+
+Sei mesi vennero consumati da Enrico in dare inutili assalti, ma
+la fame e le infermità, potentissimi soccorritori degli eserciti
+assedianti, manomisero in guisa orribile quel presidio. Benchè a tanto
+stremo lo sapesse ridotto il re, pure gli offerse ancora onorevole
+capitolazione, accettata la quale entrò nella rocca. Egli ne fece
+immantinente dono al minore dei suoi figli, Edmondo, creandolo conte di
+Leicester e di Lancastre.
+
+Nel settimo anno del regno di Eduardo III, Kenilworth fu teatro di
+un grandioso torneo, ove si segnalarono cento cavalieri, che erano
+per la maggior parte stranieri d’alto nome, venuti in Inghilterra per
+accrescerne in sì fatte giostre la gloria.
+
+Vi assistette egual numero di matrone, e la storia, per far prova della
+pompa di vestire da esse sfoggiata, ne racconta che portavano manti di
+seta.
+
+Dopo il bando, cui soggiacque Tommaso, conte di Leicester, figlio del
+conte Edmondo, il castello tornò ad essere proprietà della corona, ed
+Eduardo II lo scelse siccome asilo ne’ primi rischi fra’ quali trovossi
+avvolto. Ma esposto di poi a disastri novelli, la cattiva stella di
+questo monarca portò che questa rocca medesima fosse il luogo di sua
+prigionia, ove il condusse Enrico, conte di Lancastre, ed ove udì
+annunciarsi il decreto del Parlamento, tenutosi a Westminster, che lo
+privava del trono.
+
+Sotto il regno di Eduardo III, il castello di Kenilworth divenne
+retaggio nuziale di Giovanni di Gaunt, fattosi sposo a Bianca, figlia
+di Enrico, conte di Lincoln e duca di Lancastre. Sino a questo
+momento, tutti coloro che godettero le fabbriche di tanto vasto
+edifizio, non aveano pensato che alla propria sicurezza, lontana
+troppo essendo dalle loro menti qualunque idea d’eleganza. Ma il regno
+di Eduardo III contrassegnò l’epoca di un assoluto cambiamento nelle
+costumanze della nazione; e fu in quel tempo, che per la prima volta
+i riguardi di agiatezza e lusso vennero consultati nell’architettura
+dell’Inghilterra. Giovanni di Gaunt ampliò considerabilmente il
+castello di Kenilworth, onde gran parte delle attuali rovine derivano
+dalle fabbriche, che la munificenza di questo personaggio innalzò.
+
+Un’altra volta ancora tornò Kenilworth ai dominii della corona, per
+essere figlio del duca di Lancastre il re Enrico IV, e ne venne
+smembrato allora soltanto che Elisabetta lo diede in dono a Roberto
+Dudley conte di Leicester, che spese 63,000 lire sterline per ampliarlo
+ed abbellirlo; laonde Kenilworth divenne bentosto uno fra i più
+splendidi castelli di tutto il regno.
+
+I _piaceri principeschi_ di Kenilworth venivano riguardati siccome la
+_quintessenza_ delle delizie cortigianesche. Sono quindi insino a noi
+pervenute lunghissime e sfarzose descrizioni delle feste che ivi si
+celebrarono. Tutto quanto vi fu sfoggiato in magnificenza e profusione,
+potrebbe ancora far maraviglia a’ dì nostri; ma il buon gusto era
+tuttavia nell’infanzia; laonde nulla presentavano que’ passatempi
+da cui non traspirassero noiosa uniformità, grottesche e grossolane
+combinazioni, e la pesante ed incomoda pedanteria d’un secolo
+semibarbaro.
+
+Allorchè nel dì 9 di luglio del 1595, la regina Elisabetta venne
+ricevuta a Kenilworth, un ponte lungo 70 piedi fu costrutto per
+traverso ad una valle, che guidava sino alla gran porta del castello.
+Ogni pilastro di questo ponte andava guernito di offerte fatte alle
+sette divinità della Grecia; offerte che stavansi in gabbie piene
+d’uccelli, in frutta, biade, pesci, e grappoli d’uva, in musicali
+strumenti d’ogni specie, ed in armi ordinate a foggia di trofei. Un
+poeta che trovavasi alla testa del ponte, parlando in versi latini,
+dava spiegazione di tutti questi emblemi alla Regina. La _donna del
+Lago_, rimasta invisibile, fin da quando disparve il famoso principe
+Arturo, s’avvicinava sopra un’isola galleggiante per recitare poesie
+carezzevoli alla Sovrana. Videsi parimente Arione sopra un delfino
+lungo 24 piedi, e che portava un’intera orchestra nel ventre. Una
+sibilla, un selvaggio, ed un eco, collocatisi nel parco arringavano
+Elisabetta nel medesimo stile. E musica e danze profanarono quel giorno
+che cadeva in domenica. Ricchissimi razzi d’artifizio vennero tratti e
+dalla terra e dal mare. Fu pure rappresentata una scena teatrale, ed un
+battelliere italiano si segnalò per giuochi di destrezza. Nè mancarono,
+un combattimento di trenta orsi contro una truppa di cani, e tre cacce
+di cervi, ed una rappresentazione di nozze villerecce. Finalmente
+si diede agli abitanti di Coventry la permissione di offerire lo
+spettacolo d’una finta pugna, instituita a rammemorare in ciascun anno
+una famosa vittoria riportata contra i Danesi.
+
+Una tal festa, che costò al conte di Leicester la somma di 19,000 lire
+sterline, spesa smisurata in que’ tempi, e che non si avrebbe per
+leggiera ai dì nostri; una tal festa, che durò circa tre settimane, ben
+meritava quelle replicate menzioni che di fatto ce ne hanno tramandate
+gli annali dell’Inghilterra.
+
+Sir Walter Scott commemora la descrizione che ne ha lasciata lo storico
+Laneham, il cui racconto presenta originalità e vezzo incredibili.
+Le poche cose che qui ne abbiamo raccolte sono prese da miss Aikin;
+l’opera della quale sulla corte d’Elisabetta racchiude tutto ciò, che,
+fra le cose pubblicate intorno agli annali di questa sovrana, può
+maggiormente eccitare la curiosità.
+
+Oltre al vino, e agli altri liquori, consumati in tale occasione a
+Kenilworth, furono pure bevute trecento venti botti di birra.
+
+Nel durare della predetta festa vennero conferiti gli onori della
+cavalleria a sir Tommaso Cecil, figlio ed erede del gran Tesoriere, a
+Sir Enrico Cobham, a sir Francis Stanhope, e a sir Tommaso Tresham.
+Ma la più strana fra le particolarità, che a tal proposito ne vengono
+raccontate, è il risanamento di nove persone infette della pericolosa
+infermità detta _morbo del Re_ (scrofole).
+
+La Regina per dare un compenso alla leale affezione dimostratale dagli
+abitanti di Kenilworth, ed alla magnificenza con cui il loro signore
+la ricettò, concedette ai medesimi un mercato ebdomadario ed una fiera
+annuale.
+
+Il conte di Leicester, privo di discendenza legittima, legò in
+usufrutto il castello ed i suoi dominii al proprio fratello Ambrogio,
+conte di Warwick, a condizione che dopo la morte dell’usufruttuario
+divenissero retaggio di sir Roberto Dudley, figlio naturale del
+testatore, il quale finchè visse non giudicò a proposito riconoscere
+questo Roberto siccome figlio legittimo, e lo qualificò sempre col
+titolo di bastardo.
+
+La storia del conte di Leicester non è certamente fra le men meritevoli
+di destar attenzione. Comunque sarebbe assai difficile impresa il far
+tacere i gravi sospetti di colpe che ne oscurarono la memoria, pure è
+gran vezzo il risapere le cose d’un uomo, il quale, finchè visse fu
+presso questa celebre figlia d’Enrico VIII in tanto favore, che ognuno
+credè da un istante all’altro vedernelo sposo.
+
+Il fratello di lui, Ambrogio, che abbiam di già nominato, ottenne
+l’ambìto titolo di _buon conte di Warwick_; ma non si potrebbe
+assicurare che tal predicato non gli fosse stato attribuito in odio del
+fratello, cui si volea generalmente dovuto l’altro di _cattivo conte di
+Leicester_.
+
+Il popolo era solito contraddistinguere quest’ultimo col nome di _cuor
+della Corte_.
+
+L’autore del romanzo di Kenilworth, cui piacque modificare i vizii
+del Leicester, ebbe l’arte di far ricadere sopra Varney, favorito del
+medesimo, pressochè tutta l’odiosità de’ torti, onde venne accagionato
+l’altro, inverso una donna, certamente degna di più virtuoso marito.
+
+Nato nel volgere del 1532 il conte di Leicester, ebbe per padre
+Giovanni, duca di Northumberland. Ammesso di buon’ora al servigio del
+re Eduardo, ed entratone tosto in favore, la troppo giovanezza non gli
+fu ostacolo ad essere creato cavaliere.
+
+Nel giugno del 1550, si sposò ad Amy, figliuola di sir Ugo Robsart,
+maritaggio che il Re volle onorare di sua presenza. Rapido fu poi il
+suo avanzarsi nella carriera dei servigi di corte.
+
+Nei primi anni del regno di Maria, partecipò a tutti i disastri, che
+percossero gli altri individui della famiglia, alla quale apparteneva,
+e al pari d’essi fu imprigionato, giudicato e condannato; ma gli venne
+fatta grazia quanto alla pena di morte; poi nel 1554 ottenne la sua
+libertà.
+
+Pervenuta alla corona Elisabetta, non solamente gli furono restituiti
+gli antichi titoli, ma godè ben tosto degli onori di primo favorito
+alla Corte. Prescelto alla carica di grande Scudiere, e nominato
+cavaliere della Giarrettiera, ebbe adito nel consiglio privato, nè
+fuvvi grazia di cui la regina non lo colmasse. Allorchè accompagnò nel
+viaggio di Cambridge questa sovrana, ognuno gareggiò nel dimostrargli i
+maggiori riguardi. Venne alloggiato nel collegio della Trinità. Niuno
+osava chiedere favori senza volgersi a lui. A sua istanza Elisabetta si
+valse del latino idioma nell’arringare quella Università.
+
+Trovò nondimeno alla Corte un possente oppositore in Tommaso, conte
+di Sussex, che sollecito di combattere tutti gli avvisi che venivano
+dal Leicester, si manifestò caldissimo partigiano dell’arciduca
+Carlo d’Austria, molto insistendo presso l’Inglese regina, affinchè
+condiscendesse alle nozze, cui questo principe fervorosamente agognava.
+E le opposizioni fra i due Lordi andaron tant’oltre, che scoppiata
+fra essi aperta rottura, la Regina giudicò ben fatto interporsi per
+costringerli ad una reconciliazione. Tale avvenimento non menomò in
+conto alcuno il credito di cui godeva il Leicester, continuo nel
+chiedere, e nell’ottenere, nuove munificenze, e nuove cariche per sè e
+pe’ suoi aderenti.
+
+Elisabetta, che voleva adombrare agli occhi del pubblico il vero
+motivo di tanti favori cumulati sopra d’un suddito, cercò loro un
+pretesto col proporre il conte di Leicester, siccome sposo a Maria
+Stuarda di Scozia, e col promettere a questa principessa, così per
+essa come pei sudditi di lei, quanti vantaggi avrebbe essa potuto
+desiderare in guiderdone di prestata condiscendenza. Si ebbero per
+sospette tali offerte dell’Inglese sovrana, ed i più antiveggenti
+fra i politici credettero ravvisare, che se la Scozzese le avesse
+accettate, il consenso da questa dato a tai nozze non avrebbe avuto
+altro effetto se non se di autorizzare un divisamento già concetto
+dall’altra, di fare cioè proprio sposo, anzichè di Maria, il conte
+di Leicester. Il modo del rifiuto opposto dalla donna di Scozia fu a
+questa altrettanto funesto, quanto apportarono danno alla contessa di
+Leicester le ambiziose speranze che invasero il consorte di lei, vista
+la possibilità di stringere nuziali nodi con una regina. Di questo
+maritale orgoglio fu vittima, a quanto narrasi, la sfortunata Amy
+Robsart, tolta di vita nel settembre del 1560.
+
+Certamente l’istante del costei morire favoreggiò i sospetti a tal
+proposito insorti nel pubblico, perchè era di tutta necessità, che il
+Leicester fosse vedovo a fine di deliberare in quell’istante, in cui
+sembrò che l’Inghilterra avesse poste a sua scelta le nozze con una fra
+due regine, entrambe giovani e prive di marito.
+
+Il Cambden sostiene che la contessa si precipitò dall’alto di un
+tetto. Tal morte destò, nè altrimenti potea, la pubblica compassione,
+eccitando le più sinistre voci a disonor del Leicester. Lo storico
+Aubrey nonostante narra in diverso modo sì fatta avventura, e credo
+ci sapran grado i leggitori se qui trascriviamo il racconto, siccome
+nel porse l’Aubrey, tanto più che questa Amy Robsart è la vera eroina
+del romanzo di Kenilworth, e che il movere a favor d’essa la più viva
+sollecitudine sembrò lo scopo primario di chi ’l compose.
+
+«Roberto Dudley, sì scrive l’Aubrey, vivea in sì fatta intrinsichezza
+colla regina Elisabetta, che ognuno si aspettava ne diverrebbe marito
+qualora vedovo rimanesse. A togliere pertanto tutti gli ostacoli che
+lui rimovevano dal trono, il Leicester ottenne con istanze carezzevoli
+dalla moglie, ch’ella scegliesse per suo fermo domicilio Cumnor,
+paese situato nella contea di Berk, e divenuto di poi teatro della
+morte tragica di questa donna. La casa di Antonio Foster fu l’ospizio
+assegnato alla Contessa. Riccardo Varney, confidente, e vile complice
+della perfidia del conte, ebbe da costui l’ordine di sperimentare sulle
+prime il veleno, e ove tal metodo non fosse ben tornato a scellerata
+meta, di adoprarne qualunque altro più opportuno a liberarsi di questa
+infelice.»
+
+»Di fatto essendo andata fallita la via dell’avvelenamento, il Foster
+e il Varney deliberarono con più violento modo adempire l’esecranda
+commissione, di cui s’erano incaricati.»
+
+»Il primo di costoro mandò tutti i servi alla fiera d’Abingdon,
+villaggio situato tre miglia oltre Cumnor, ed egli e Riccardo Varney
+rimasero soli presso della infelice Contessa nel giorno in cui ella
+morì.»
+
+»Questi due scellerati dopo averla, non risparmiando crudeli atti,
+strozzata, la precipitarono dall’alto di uno scalone, fatta indi
+divulgare la voce, che a solo caso doveva attribuirsi sì grave
+disastro. Ma nel darle sepoltura si affrettarono tanto, onde lo stesso
+Conte dovesse riprovare siccome imprudente almeno la condotta che
+tennero.»
+
+»Sir Ugo Robsart accorse sollecitamente a Cumnor, e ordinato si
+disotterrasse la figlia, domandò una legale disamina, a fine di
+chiarire i sospetti, che d’ogni banda si sollevavano contra il
+Leicester, ed i costui satelliti. Ma fu opinion generale che il Conte
+trovasse modi per costringere il padre al silenzio. Certamente, lo
+stesso Conte non ebbe misura nell’ostentare il più intenso dolore, e
+volle che il cadavere di questa moglie virtuosa venisse in gran pompa
+sepolto nel tempio di S. Maria d’Oxford.»
+
+»Fu cosa degna d’osservazione, continua lo stesso Aubrey, che il
+dottore Babington, cappellano del conte, il quale pronunziò l’elogio
+funebre della contessa, per due o tre volte mostrò sbagliarsi nel
+raccomandare alle preci degli assistenti _questa virtuosa matrona
+trucidata sì crudelmente_, anzichè valersi di frasi atte a far
+compredere che accidentale ne fosse stata la morte[1].»
+
+Nel settembre del 1564, Elisabetta creò Roberto Dudley barone di
+Denbig, e il dì appresso conte di Leicester, delle quali dignità prese
+egli possesso con istraordinaria pompa e splendore. Non terminò l’anno
+che venne nominato cancelliere di Oxford. Il grande credito che questi
+godeva alla corte d’Elisabetta non risonava per Inghilterra solamente,
+ma in tutta l’Europa; laonde Carlo IX lo presentò del cordone di S.
+Michele; ordine in allora il più reputato fra quelli che dalla Francese
+corte si conferivano.
+
+Giusta un’opinione assai generale, nel 1572 il conte di Leicester si
+fece sposo con lady Douglas, baronessa di Sheffield. Tali nozze vennero
+tenute con tanta segretezza, che la Regina le ignorò. Molti racconti
+sono stati fatti intorno questa sposa, non più felice dell’altra.
+Congiunta in legittimo maritaggio al Leicester, non le fu mai conceduto
+il farsi riconoscere siccome moglie. Niuna via lasciò intentata il
+conte onde rimoverla da sì fatta pretensione, e quando costui non ne
+vide altra più spedita, usò del veleno perchè la cosa stesse involta
+nelle tenebre del segreto.
+
+Nel 1576, morì Walter, conte d’Essex, avvenimento che coprì d’altri
+obbrobriosi sospetti lord Leicester, soprattutto, allorchè due anni
+dopo si fecero note al pubblico le nozze da lui contratte colla
+contessa d’Essex. Perchè nel 1578, il duca d’Angiò essendosi posto fra
+i pretendenti alla mano di Elisabetta, il ministro di questo principe
+a Londra, che vedea nel conte di Leicester il più forte fra gli
+ostacoli opposti ai voti dell’augusto suo commettente, fece pervenire
+ad Elisabetta la notizia de’ nodi in cui si era stretto questo favorito
+della medesima. Ella ne venne in molto furore, comandando al Conte di
+non uscire dal castello di Greenvick, e stava per inviarlo alla torre
+di Londra, ma la rimosse da tal consiglio il conte di Sussex.
+
+Il lord Leicester essendo pervenuto all’apice del potere, tutte le
+vie di perderlo furono poste in opera, nè quella si omise del certo
+di mettere in evidenza la perversità del suo animo. Nell’anno 1584,
+comparve contr’esso un invelenito libello, che portava per titolo
+_Repubblica del Leicester_. Erane scopo il dimostrare rovesciata per
+opera di costui l’inglese costituzione, e avere a poco a poco preso
+radici una nuova instituzion di governo, che non potea con miglior
+nome qualificarsi quanto con quello di _Repubblica del Leicester_. Per
+invigorire vie maggiormente sì fatte accuse, venia rappresentato il
+Conte, in cose di religione siccome un ateo, e in quanto spettava agli
+affari dello Stato, qual segreto traditore della Regina, oppressore
+del popolo, nemico inveterato della nobiltà, e vero mostro di natura,
+fattosi abbominevole egualmente per ambizione, atti crudeli, e
+sregolatezze.
+
+La Regina credè della sua medesima dignità il sostenere in credito il
+favorito da lei prescelto, e l’attenuare quanto poteasi l’impressione
+che un simile libello aveva fatta nel Popolo. Con lettere pertanto
+indiritte al suo Consiglio privato, ella pronunziò, che tutte le cose
+asserite ad aggravio del Conte non erano men false agli occhi di lei,
+regina, di quanto il fossero nella mente di coloro stessi che osarono
+divulgarle.
+
+Nel 1585, i Paesi Bassi protestanti essendo venuti a difficili e
+pericolose circostanze, chiesero la regina Elisabetta, affinchè desse
+loro un capo ragguardevole, ed idoneo a regolare i politici interessi
+di quelle provincie; nè la Regina esitò nell’inviare ad essi il
+Leicester. Cotal prova di sovrana confidenza il trasse in vie maggiore
+alterigia. Ma non gli durò oltre un anno sì fatto incarico, poichè
+tenne tale condotta da dispiacere alla stessa Elisabetta gelosissima
+de’ propri diritti, e la quale mal comportando che questo suddito
+intendesse a farsi independente, lo richiamò.
+
+Ciò nonostante si vide ben accolto all’atto del suo ritorno, tanto
+più che in quel momento la regina Inglese abbisognava di chi le desse
+consigli sul modo di sciogliersi di Maria Stuarda senza scapitare nel
+proprio credito. Il Conte volle persuaderle la via di un avvelenamento,
+ma trovatasi questa impraticabile, ella poi si attenne all’altra
+deliberazione, per cui l’Europa contemplò lo spettacolo di una Regina
+perita sopra infame palco per sentenza d’una sorella.
+
+Nel 1588, apportarono grave agitazione al popolo Inglese i preparamenti
+di guerra che si facevano dal re di Spagna. Ma con Elisabetta
+collegatesi le tempeste, i lidi dell’Inghilterra si allegrarono in
+mirar galleggianti all’intorno di sè i dispersi avanzi dell’_armada_
+tanto famosa.
+
+Il Leicester si conservò in considerazione sino all’istante della sua
+morte, che accadde ai 4 di settembre del 1588 in una sua casa posta a
+Combury, nella contea di Oxford. Trasportate a Warwick le ceneri di un
+tal personaggio, vi furono sepolte colla più grande magnificenza. V’ha
+chi ne attribuisce la morte ad un veleno, che era stato preparato per
+un altro, ed inghiottito da Leicester medesimo.
+
+Il figlio del Conte, Roberto Dudley, gli venne, nel 1573, da lady
+Douglas Sheffield. Il nascere di questo fanciullo fu celato con grande
+cura; cautela che rendevano opportuna parimente, e la necessità di non
+far conoscere ad Elisabetta i legami, in cui vivea colla predetta lady
+il Leicester, e l’altro pur di nasconderli alla contessa di Essex,
+se regge l’opinione che in quel tempo l’avesse egli fatta di già sua
+consorte.
+
+Alla morte del padre, il giovane Roberto ne fu riconosciuto erede,
+senza potere però, come dicemmo, goderne i beni finchè viveva Ambrogio,
+zio del medesimo. Proclive per naturale inclinazione d’ingegno alle
+grandi imprese della navigazione, fece, nel 1594 un viaggio all’oceano
+del Sud. Peregrinando di poi nei paesi stranieri, assunse il nome di
+conte di Warwick, e avendo ricusato di abbandonarlo, vennero confiscati
+i suoi beni, e fu costretto ad una vita raminga e di fuggitivo. Accolto
+onorevolmente alla corte di Firenze, e dal pontefice Urbano VIII,
+morì nel 1639 soggiornando al castello di Cabello, assegnatogli per
+risedervi dal gran duca di Toscana.
+
+Questo sir Roberto Dudley, non solamente dai principi, ma dai dotti
+ancora, fu avuto in grande onore; poichè gli diedero cospicua sede fra
+gli scienziati del secolo le cognizioni ch’ei possedea nella chimica,
+nella medicina, e nelle matematiche. Molte opere egli scrisse, che si
+apprezzano tuttavia.
+
+La proprietà del castello di Kenilworth passò nel principe Enrico, il
+quale comunque si tenesse assai caro un tanto delizioso possedimento,
+nol credeva abbastanza assicurato dal titolo di una confiscazione
+ingiustamente decretata contro sir Roberto. Laonde fece proporre a
+questo di cedergli qualunque ragione sul predetto castello offerendogli
+per tal cessione un compenso di 14,500 lire sterline. L’altro, che non
+vedea migliore speranza di entrare a possesso di quanto per diritto gli
+perveniva, accettò il partito, onde l’accomunato si stipulò. Non quindi
+il Dudley potè toccare il pattuito danaro; perchè essendo morto poco
+dopo il principe Enrico, s’impadronì di Kenilworth il principe Carlo,
+che non si prese veruna sollecitudine di pagare i debiti del fratello.
+
+Allor quando Carlo ascese al trono, fece dono di Kenilworth a Carey,
+conte di Monmouth. Ma non tardata di poi a scoppiare la guerra
+civile, i guasti che ne furono conseguenza percossero soprattutto
+quest’edifizio, ed i soldati Puritani di Cromwell estinsero perfin la
+memoria del suo antico splendore. Smantellatene le torri, atterrate
+le sue muraglie, disseccati i laghi che il circondavano, e devastati
+e lasciati ai rovi i giardini ed i parchi che lo abbellivano, quel
+delizioso soggiorno non offrì in breve che un mucchio di rovine, quale
+si scorge tuttora, e da cui non è risorto giammai.
+
+Nei giorni della restaurazione, Carlo II concedè l’investitura di tali
+resti di diroccamento alla figlia del conte di Monmouth, e dopo di lei
+a Lawrence, visconte di Hyde, creato barone di Kenilworth, e conte di
+Rochester, retaggio che i discendenti di questo trasmisero al conte di
+Clarendon.
+
+Non taceremo a tale proposito, che il lord Clarendon si è data grande
+sollecitudine, onde sottrar questi avanzi a guasti maggiori.
+
+Ma ciò non toglie che questo castello, il quale comprendendo un recinto
+di sette _acri_ fu soggiorno d’ogni eleganza, e grande argomento
+d’orgoglio a chi lo possedè, non sia presentemente ridotto ad un
+cumulo di rottami. Rimangono, egli è vero, alcuni appartamenti per
+metà diroccati, alcuni portici, alcune muraglie, e avanzi di merli, di
+scaloni, di finestre, la più parte de’ quali presentano tuttavia le
+vestigia de’ più vaghi ornamenti architettonici; ma il sovvertimento
+e la confusione di questi rimasugli sono sì grandi, che mal da essi
+può giudicarsi l’antico splendore di una fabbrica di cui fu sì alta un
+giorno la rinomanza.
+
+Chiunque si fa a contemplar questi luoghi, sente l’anima assorta in
+soave malinconia, e l’incanto loro il richiama alla ricordanza delle
+trascorse età, nel tempo che la sua immaginazione si compiace in
+rialzare questo monumento della Inglese monarchia, sotto le cui volte
+posò la regina più celebre dell’Inghilterra.
+
+La principale porta di questo castello, che fu fabbricata dallo stesso
+conte di Leicester, convertita ora in abitazione, è il soggiorno
+ordinario di William Boddington, affittuale del luogo, e persona di
+molti pregi fornita. E questa fa parte di tali rovine, ove si può
+abitar tuttavia, ed è parimente quanto avvi di più conservato. In uno
+degli appartamenti terreni vedesi un cammino, non privo di singolarità.
+La porzione superiore di esso è di legno intagliato, la inferiore
+che è di alabastro, presenta incise, la data del 1571, e le lettere
+R. L. (_Roberto Leicester_) iniziali del nome di questo favorito di
+Elisabetta.
+
+La _torre di Cesare_ è la parte più antica e più affortificata di
+esso castello. Le mura della medesima hanno una grossezza di sedici
+piedi, e a quanto credesi, sì fatta torre è tutto ciò che rimane ancora
+dell’antica rocca fabbricata in origine da Goffredo di Clinton.
+
+La grande sala gotica ha ottantasei piedi di lunghezza, e
+quarantaquattro di larghezza. Fu altra volta un sontuoso appartamento,
+cui davano luce molte finestre d’elegantissima costruzione, oggidì
+tappezzate di edera. Alle feste che vi furono un tempo celebrate, ai
+romorosi clamori di gioia onde echeggiarono di già queste volte, è
+succeduto un assoluto silenzio, talor soltanto interrotto dallo stridor
+discorde de’ corvi, e dal gracchiare delle cornacchie e degli altri
+augelli amici delle macerie. Cotesta sala fa parte di quegli edifizi,
+che innalzati dal conte di Leicester, portarono propriamente il suo
+nome. Gli sfasciumi di essi, sparsi qua e là, si nascondono sotto la
+verzura dell’edere, e il soffiar de’ venti aquilonari, che agitano
+l’erbe crescenti su que’ merli abbandonati, inspira agli animi mestizia
+e venerazione ad un tempo.
+
+Gli _edifizi del conte di Leicester_, così detti dal loro fondatore,
+benchè fossero gli ultimi ad essere fabbricati, pur li diresti la parte
+più antica di queste ruine, e ciò per la natura delle pietre adoperate
+a tal costruzione. Nuovi diroccamenti ogni dì ad essi sovrastano.
+
+E tempo ed elementi, unitamente congiurarono contro il castello di
+Kenilworth. Nel 1817, una gran parte di facciata occidentale della
+_torre di Cesare_ diroccò improvvisamente, e nel settembre del
+successivo anno, tutto l’angolo verso tramontana si distaccò con
+orrendo fracasso dal rimanente dell’edifizio. Nella quale occasione,
+alcune signore trasferitesi colà per rilevare i disegni di quelle
+maestose rovine, si sottrassero quasi miracolosamente alla morte.
+
+«Questo castello (in tal guisa si esprime il Brewer, che alle
+cognizioni di antiquario e topografo unisce l’immaginazione di un autor
+di romanzi) questo castello, che ne’ giorni del suo splendore formò il
+migliore ornamento di Kenilworth, comunica parimente una malinconica
+maestà ai paesi circonvicini, tanta è la sublimità, che gli stessi
+rottami presentano.»
+
+E per vero dire, sì fatti rottami hanno di che commovere il viaggiatore
+trattosi a contemplarli, perchè oltre al presentargli le più
+pittoresche prospettive del più bello fra gli edifizi, che noverò
+l’Inghilterra, gli rammentano importantissimi punti della storia di
+questa nazione.
+
+Il castello adunque di Kenilworth gode celebrità incominciando dal
+secolo di Enrico I, soprannominato _Beauclerc_, ovvero il _Dotto_, e
+venendo sino alla nostra età; celebrità dovutagli, sia che ci portiamo
+a contemplare le immense moli innalzate dal Clinton, coperte oggidì
+dalla ruggine de’ secoli e quasi interamente diroccate, sia che la
+nostra mente si arresti a rimembrar quelle pompe, che il rendettero un
+giorno teatro alle prodigalità dell’ambizioso Leicester. Sotto entrambi
+gli aspetti, esso verrà sempre riguardato siccome obbietto prezioso
+al topografo e all’antiquario, e qual fonte fecondissima d’immagini
+all’istorico, al poeta ed al romanziere.
+
+Dobbiamo pertanto saper grado all’autore del Romanzo di Kenilworth,
+il quale seppe con tanta maestria sposare la favola all’istoria, che
+tal suo lavoro non solamente assicura diletti a coloro, cui le lettere
+leggiere offrono vezzo, ma riconcilia l’uomo dedito a più gravi studii
+con un genere di componimenti, che la letteratura antica non ebbe.
+
+
+ _Fine del ragguaglio storico._
+
+
+
+
+KENILWORTH.
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+ »Il mio mestiere
+ È far l’ostiere;
+ E la natura
+ Di quel terreno,
+ Che presi in cura,
+ Conosco appieno,
+ »De’ miei fratelli
+ Entro i cervelli
+ Lor varie voglie
+ Legger, lor gioia,
+ Talor le doglie!
+ Talor la noia;
+ »Questo è il sapere
+ Del mio mestiere.
+ Ma mentre il fondo
+ Metto in lavoro,
+ Veder giocondo
+ Piacemi il coro
+ »Degli operai.
+ Non voglio guai.
+ In mezzo ai canti
+ Sol dei cultori
+ La terra ammanti
+ I suoi tesori.
+ _La Nuova Osteria._
+
+
+È privilegio de’ romanzieri l’aprire in un’osteria i racconti che
+imprendono; e nelle osterie di fatto si trovano a lor volta tutti
+i viaggiatori, ed è in questi luoghi ove regna maggior libertà, e
+ove l’indole di ciascuno è meno impacciata da riguardi nel darsi a
+conoscere. E tal modo d’incominciare i romanzi soprattutto merita
+preferenza, allorchè l’epoca delle cose da narrarsi rimonta agli
+antichi tempi, nei quali coloro, che in un’osteria convenivano,
+erano, in tal qual modo, non solamente gli ospiti, ma i commensali
+dell’ostiere per tutto il tempo che si rimanevan con lui. Questo
+padrone d’albergo era per l’ordinario uomo di buona fisonomia, assai
+gioviale, e che arrogavasi il privilegio di dir con franchezza la sua
+opinione. Facilmente alla presenza di lui si svelavano le varietà
+d’indole fra le persone della brigata; perchè ben di rado avveniva,
+che dopo aver vôtato un fiasco di sei boccali, ognuno de’ circostanti
+non abbandonasse tutto umano rispetto, e gli uni cogli altri e
+coll’ostiere, non si comunicassero le mutue idee usando la confidenza
+propria di chi si conosce da lungo tempo.
+
+Nel diciottesimo anno del regno di Elisabetta, il villaggio di Cumnor,
+situato tre o quattro miglia lontano da Oxford, possedeva un’osteria
+eccellente sì, che di tali osterie a’ dì nostri non se ne vedono
+più. La conduceva, o a dir meglio la governava, Giles Gosling, uomo
+gioviale, la cui faccia era di bevitore anzichè no, giunto ad età che
+oltrepassava di qualche cosa i cinquant’anni, non uso a scorticare
+troppo i suoi avventori, esatto nei pagamenti, pronto allo scherzo, e
+che aveva una cantina fornita a tutto punto, ed una figlia assai bella.
+Venendo fin dai tempi di quel vecchio Enrico, podestà di Southwark,
+non vi era mai stato ostiere, che pari a Giles Gosling, possedesse
+l’ingegno di piacere agli ospiti, qualunque ne fosse la condizione,
+onde sì grande ne era divenuta la fama, che il dire di essere stato a
+Cumnor senza reficiarsi all’_Orso nero_, era un confessarsi viaggiatore
+privo di gusto e d’intelligenza, e degno di riso, quanto il sarebbe
+stato un contadino che fosse tornato da Londra senza veder la Regina.
+Gli abitanti di Cumnor superbivano di Giles Gosling, siccom’egli andava
+fastoso della sua osteria, della sua figlia e di se medesimo.
+
+Nella corte adunque dell’osteria, condotta da quest’uomo sì
+rispettabile, al tramontare di un certo giorno si fermò un viaggiatore,
+che dall’infiacchimento del suo cavallo dovea dirsi venisse da lungo
+viaggio. Mentre il cavaliere dava a custodire questa bestia al mozzo
+di stalla, gli fece tali interrogazioni, che furono poi cagione del
+seguente dialogo tra i famigli dell’_Orso nero_.
+
+«Olà. Eh! John Tapster».
+
+«Che c’è, Will Holster?» rispose il cantiniere, il quale con una
+camiciuola sbottonata, in brache di tela, e cingendo un grembiule verde
+si fece vedere da un uscio aperto per metà, che pareva conducesse alla
+cantina.
+
+«Questo viaggiatore domanda, se hai buona _ala_ (_una certa qualità di
+birra_).»
+
+«Se ho buon’_ala_! E chi è che possa dubitarne? Non siamo distanti che
+quattro miglia da Oxford; se la mia _ala_ non contentasse gli studenti,
+mi spezzerebbero la testa coi boccali.»
+
+«È questa che voi chiamate la logica di Oxford?» disse lo straniero
+innoltrandosi verso la porta dell’osteria. Allora Giles Gosling gli si
+presentò innanzi in persona così dicendo:
+
+«Quando poi parlate di logica, ascoltate quest’argomentazione:
+
+ »Mentre ben mangia il destriero,
+ »Vuolsi vino al cavaliero.»
+
+«_Amen_, e ben volentieri, soggiunse l’altro. Sturatemi dunque un
+fiasco del canarie miglior che v’abbiate ed aiutatemi a vôtarlo.»
+
+«Ah! voi non siete ancora che in minore, sig. viaggiatore, se avete
+bisogno che l’ostiere vi aiuti per mandar giù un sorso di vino. Ne
+aveste almeno ordinato un _gallone_! Allora, potreste anche chiedere
+questo aiuto e passar tuttavia per un uomo che sa vivere co’ suoi
+simili.»
+
+«Non v’inquietate, mio ostiere; farò il mio debito al pari di
+tutt’altro, che si trovi non più lontano di quattro miglia da Oxford.
+Non vengo, credetelo, dai campi di Marte per voler perdere la mia
+riputazione in mezzo ai seguaci di Minerva.»
+
+Mentre in tal guisa si parlavano l’ostiere e l’ospite, il primo con
+viso che esprimeva la gioia al ricettar l’altro, il fece entrare
+nella sala terrena; ove già molti stavano uniti in diverse brigate.
+Quali d’essi beveano, quali giocavano alle carte, alcuni parlavano
+d’interessi, ed altri, costretti dai propri affari ad alzarsi alla
+domane di buon mattino, finivano di cenare, ed ordinavano al garzone
+dell’osteria che allestisse loro le stanze.
+
+Il forestiere nell’entrare in quella sala non eccitò verso di sè
+maggior attenzione di quella che in tai luoghi ognuno, senza però
+farsene un gran pensiero, suol dare all’ultimo arrivato. Da un tal
+genere di esame egli apparve ai circostanti uno di quegli uomini, che
+comunque regolarmente costrutti, e di forme esterne, le quali nulla
+presentano di spiacevole, nondimeno non hanno nella fisonomia nessuna
+di quelle particolarità che concilian favore; laonde sia per difetto
+dei loro lineamenti, sia per suono di voce, o per isgradevoli andamento
+e modi, inspirano tal quale ripugnanza a rimanere con essi in società.
+Scorgevasi in costui molto ardimento, scevro però di franchezza, e
+sembrava annunziasse a prima giunta grandi pretensioni a riguardi,
+ed a modi verso lui compiacenti, come chi teme andarne privo se non
+fa valere ben presto i propri diritti ad ottenerne. Lo copriva un
+pastrano, che laddove aprivasi alquanto, lasciava vedere una bella
+camiciuola gallonata, e un centurino di bufalo, da cui pendevano una
+sciabola e due pistole.
+
+«Voi non viaggiate senza cautelarvi, o signore» disse Giles Gosling,
+che diede un’occhiata a quell’armi nel tempo che metteva in tavola il
+vino chiesto dall’ospite.
+
+«Sì, mio caro albergatore, ho ravvisato quanto giovi essere provveduto
+d’armi negl’istanti del pericolo, nè ho poi voluto imitare i vostri
+magnati d’oggidì, che congedano la gente del loro seguito quando
+credono non averne più di bisogno.»
+
+«Per bacco! scommetto venite dai Paesi Bassi, ch’è il paese ove
+nacquero la picca e l’archibuso.»
+
+«Sì certamente, che ho viaggiato in lungo ed in largo, e vicino e
+lontano, mio caro amico. Ma intanto ch’io bevo un bicchiere di questo
+vino alla vostra salute, empitene un altro, e vôtatelo alla salute
+mia. Se non sarà buono in grado superlativo, non dovrete almeno che
+incolparne voi stesso.»
+
+«Se non sarà buono in grado superlativo! (risoggiunse con qualche
+enfasi il nostro Gosling, e nel tempo stesso vôtò la sua tazza facendo
+passare la propria lingua per tutta l’estensione delle labbra con
+quell’aria di soddisfazione che son soliti a dimostrare gli abili
+assaggiatori di vino). Non so bene che cosa v’intendiate con questo
+vostro _superlativo_. Posso però accertarvi, che di tal vino non
+berreste alle _tre Cicogne_, e se lo trovate migliore, ardisco di dire,
+alle Canarie, sto a patto di non toccar, finchè vivo, nè monete, nè
+fiaschi. Mettete, mettete il bicchiere fra i vostri occhi e la luce, e
+vedrete saltellar gli atomi per entro a questo liquore dorato, siccome
+in mezzo ad un raggio di sole. Ma è così. Vorrei piuttosto somministrar
+vino a dieci contadini, che ad un sol viaggiatore. Spero bene che
+_Vostro Onore_[2] non si terrà offeso da questo mio modo di dire.»
+
+«Non vi nego che il vostro vino è robusto e di buona lega, ma per aver
+vino eccellente, amico mio, conviene berlo nel luogo medesimo, dove
+cresce la vigna. Questo, che a giudizio vostro è un vino squisito, si
+avrebbe in conto di mezzo vino al porto di S. Maria. Caro albergatore,
+vi è d’uopo viaggiare, se volete farvi profondamente iniziato nei
+misteri dei fiaschi e delle botti.»
+
+«Davvero, mio signore, se il frutto de’ miei viaggi dovesse essere il
+trovarmi poi mal contento delle cose che posso avere in mia patria,
+stimerei il viaggiare una speculazione da matto. Ma v’assicuro,
+trovarsi parecchi uomini, i quali non assottigliano tanto le cose, ma
+che sanno annasare il buon vino, benchè non abbiano mai abbandonate le
+nebbie di questa vecchia Inghilterra, e la Dio mercè, non si sieno mai
+tolti da canto del loro focolare.»
+
+«Oibò, mio caro ostiere, questo pensare è limitato e triviale, e fo
+sicurtà che in ciò non s’accordano con voi tutti gl’Inglesi. Scommetto
+io, che fra i vostri, avvezzi a darsi più bel tempo, ve n’ha parecchi
+i quali han viaggiato alla Virginia, o almeno fatta una scorsa ne’
+Paesi Bassi. Orsù. Recapitolate bene le cose nella vostra memoria. Non
+avete voi in paese straniero qualche amico, di cui vi piacesse saper le
+notizie?»
+
+«No in fede mia. Non ve n’è un solo fin d’allor quando quello
+spensierato di Robin di Drysand-ford si fece accoppare all’assedio di
+Briel. Il diavolo si porti la colubrina, d’onde venne la palla che lo
+spedì! Non ho mai conosciuto il miglior compagnone nel vôtare la sua
+tazza a mezza notte sonata. Ma egli è morto, se n’è andato, e dopo lui
+non conosco nè soldato, nè viaggiatore, pel quale io dessi una buccia
+di mela.»
+
+«Corpo di bacco! Voi me le dite strane. Nel tempo che tanti bravi
+Inglesi dimorano in paesi stranieri, voi che mi parete persona di
+vaglia, non avete, nè un parente, nè un amico fra questi?»
+
+«Oh! se mi parlate di parenti, ho bensì una mala semenza di nipote, che
+lasciò l’Inghilterra nell’ultim’anno del regno di Maria, ma egli è uno
+di quegli sfaccendati, ch’è meglio il perderlo del trovarlo.»
+
+«Non dite così, amico, ammeno che non aveste saputa qualche sua
+scappata da poco in qua. Quanti pulledri che pareano indomabili
+divennero poscia nobili corridori! Come lo chiamate voi?»
+
+«Michele Lambourne. Il figlio di una mia sorella. Vi giuro che non
+mi va niente a sangue il ricordarmi nè d’un tal nome, nè d’un tal
+parentado.»
+
+«Michele Lambourne! (sclamò lo straniero che finse essere colpito da sì
+fatto nome) Sarebb’egli mai quel prode cavaliere di questo casato, il
+quale si comportò con tanto valore all’assedio di Venloo, che il conte
+Maurizio gli fece sin ringraziamenti alla presenza di tutto l’esercito?
+Lo dicevano Inglese, nè di natali molto cospicui.»
+
+«Bene; ma non può essere mio nipote, disse Gosling. Costui non avea
+coraggio più che una gallina, se però non veniva occasione di far del
+male.»
+
+«La guerra fa nascere il coraggio» disse l’altro.
+
+«Ed io credo gli avrebbe fatto perdere quel poco che gli rimaneva.»
+
+«Il Michele Lambourne, da me conosciuto, era un giovinotto ben
+complesso, cui piacea vestire in tutta eleganza, e possedeva vista di
+falcone nell’adocchiare una bella ragazza.»
+
+«E il mio Michele rassembrava un cane, che avesse un sonaglio alla
+coda, e portava un abito composto di stracci, ognun de’ quali parea si
+congedasse dall’altro.»
+
+«Oh! ma il giorno dopo di una battaglia non v’è scarsezza di buoni
+vestiti.»
+
+«Io credo piuttosto che il nostro Michele ne avrebbe giuntato uno
+nella bottega d’un rigattiere, nel punto che questi gli tenea volte le
+spalle. Quanto all’occhio di falcone, per cui lo encomiate, v’assicuro
+che non lo stogliea mai dai miei cucchiai d’argento. Fu mia ventura
+che non rimanesse in questa casa più di tre mesi. Egli avea cura della
+cantina, e ne sia lode ai suoi stravizzi ed ai suoi errori di calcolo,
+fra il vino che m’ha bevuto e quello che ha mandato a male, se rimaneva
+tre altri mesi, avrei potuto metter giù l’insegna, chiudere l’osteria,
+e dare in custodia al diavolo la chiave del mio magazzino.»
+
+«E ad onta di tutto ciò, caro ostiere, se vi venissero a dire che il
+povero Michele Lambourne rimase morto comandando il suo reggimento,
+e mentre assaliva un fortino presso Mastricht, ne sareste assai
+contristato.»
+
+«Contristato! Non mi si potrebbe arrecare più grata novella. Sarei
+sicuro almeno che non finì sulla forca. Di grazia, non ne parliamo
+più. Io temo bene che la sua morte non sia mai per far onore alla
+nostra famiglia. Basta, se accadesse altrimenti (e in questo versava un
+bicchier di Canarie) lo dico di buon cuore, Iddio gli dia pace!»
+
+«Adagio, adagio, sig. albergatore. Non abbiate questi timori. Il
+vostro nipote vi farà onore, e soprattutto, se è quel Michele che ho
+conosciuto, e che amo, direi quasi.... sì in fede mia, al pari di
+me medesimo. Non potreste voi indicarmi qualche contrassegno onde
+verificare, se i due Micheli, di cui parliamo, fossero mai una stessa
+persona?»
+
+«No, per quanto mi ricordo.... Aspettate. Il mio Michele porta sulla
+spalla sinistra l’impronta d’un ferro rovente appostagli in premio
+d’essersi appropriato una tazza d’argento che apparteneva ad una buona
+donna di nome Snort d’Hogsditch.»
+
+«Oh! questa volta voi ne mentite, come un mariuolo, o mio zio (disse lo
+straniero, che in quel punto medesimo sbottonò la camiciuola, e abbassò
+tanta camicia quanta bastava a farne vedere ignuda la spalla). Per Dio!
+questa mia pelle è sana ed intatta non meno della vostra.»
+
+«Che ascolto? Michele! (sclamò l’ostiere). Il saresti tu veramente? Oh!
+sì. Io dovea persuadermene, perchè non conosco persona al mondo, la
+quale potesse affannarsi per te la metà di quello che tu facevi. Però,
+ascoltami, Michele. Se la tua pelle è sana ed intatta come ten vanti,
+è forza dire che il carnefice, mosso a pietà della tua giovinezza, ti
+abbia toccato con un ferro freddo.»
+
+«Via, via, caro zio. Tronchiamo le barzellette. Esse verranno all’uopo
+per far passare i fumi della vostra birra alterata. Vediamo piuttosto
+quale accoglienza sappiate fare ad un nipote che ha girato il mondo per
+diciott’anni, che vide nascere il sole di là dove tramonta, e che ha
+viaggiato tanto finchè l’occidente si trasformasse in oriente.»
+
+«A quanto mi sembra, o Michele, tu hai riportata con te una delle
+prerogative dei viaggiatori, nè veramente ti abbisognava un sì lungo
+pellegrinaggio per acquistarla. Ben mi ricordo che fra tuoi insigni
+pregi era quello di non ne dire mai una di vere.»
+
+«Vedete, o signori, un miscredente più d’un pagano (disse Michele
+Lambourne, volgendosi alla brigata, che non perdè alcuna parte di
+questo stravagante riconoscimento fra zio e nipote, ed in mezzo alla
+quale si trovavano alcuni, cui note erano le alte geste della costui
+giovinezza). Questo è quanto a Cumnor chiamasi in proprii termini
+_macellare il vitello grasso_. Ma sappiatelo, mio caro zio, che non
+esco ora del guscio, e che non vengo da fare il guardiano di porci.
+Poco mi rileva, se bene o mal mi accogliete. Ho con me quanto basta
+onde farmi ben ricevere per ogni dove.»
+
+E in ciò dire, levò di tasca una borsa assai piena di monete d’oro
+per fare spalancar gli occhi a tutti quelli della comitiva. Alcuni
+d’essi crollavano il capo, e bisbigliavano fra di loro. Ma due o tre,
+meno scrupolosi, incominciarono a riconoscerlo siccome concittadino,
+e lor compagno di scuola. Nel medesimo tempo alcuni altri personaggi
+più gravi si alzarono, ed uscendo di quell’albergo l’un all’altro si
+dissero, che se Giles Gosling volea che il suo negozio continuasse
+a prosperare doveva liberarsi il più presto possibile di questo
+spregevole nipote. E lo stesso Gosling si comportò in guisa da far
+conoscere com’egli fosse parimente di sì fatto avviso; e si dee
+rendergli tal giustizia: la vista dell’oro portò nell’animo di questo
+galantuomo minor impressione, che non ne produce per solito nelle
+persone dedite al mestiere da lui professato.
+
+«Michele, nipote mio, gli disse, metti via il tuo danaro. Il figlio di
+una mia sorella non dee pagar nulla per cenare, o dormire una notte in
+questa casa. Dico una notte, perchè m’immagino non avrai molta ansietà
+di rimanerti più lungo tempo in un luogo, ove sì poco favorevolmente
+sei conosciuto.»
+
+«In quanto a questo, mio caro zio, rispose il viaggiatore, non
+consulterò che la mia inclinazione e la natura dei miei affari.
+Intanto bramo pagar da cena a questi miei stimabili concittadini,
+che non portano la fierezza sino a ricordarsi di quel che fu Michele
+Lambourne. Se voi volete fornir la cena in cambio del mio danaro, ciò
+sia. Altrimenti due soli minuti di cammino ne disgiungono dall’osteria
+della _Lepre_, ove questi miei buoni colleghi non faranno difficoltò
+d’accompagnarmi.»
+
+«No, no, Michele, gli disse lo zio, poichè diciotto anni ti sono
+passati sopra la testa, vorrei sperare che qualche poco almeno te
+l’avessero addirizzata: onde non permetterò che tu abbandoni la mia
+casa a quest’ora. Anzi ti verrà dato tutto ciò che onestamente potrai
+domandare. Soltanto mi punge la curiosità di sapere, se questa borsa,
+che sfoggiasti or ora sia guadagnata con altrettanta legittimità,
+quanto mi sembra riboccante di danaro.»
+
+«Nol dissi, o miei vicini, ch’egli è un miscredente? (soggiunse il
+Lambourne, voltosi novellamente all’uditorio). È ben cosa stravagante
+che uno zio, venuto nell’età, voglia disotterrare quelle leggerezze di
+un nipote, che hanno già sulle spalle vent’anni. Per quanto spetta a
+quest’oro, o signori, dovete sapere che fui nel paese ove nasce, ed ove
+non si ha che l’incomodo di raccoglierlo. Io vengo, amici, dal Nuovo
+Mondo, ed appunto dalla terra di Eldorado. Ivi i fanciulli giocando
+alla fossetta non hanno d’altre pallottole che i diamanti; ivi le
+contadine portano collane di rubini; in somma in questo paese le case
+van coperte di tegole d’oro, e le strade son lastricate d’argento.»
+
+«In fede mia, amico Michele (sclamò Lorenzo Goldthred, uomo che
+primeggiava fra i merciai d’Abingdon) un tal paese sarebbe eccellente
+per trafficarvi. Ditemi un poco, quanto si ritrarrebbe dallo spacciare
+le tele, i nastri, le seterie, in una contrada ove l’oro è a sì buon
+mercato?»
+
+«Un profitto incalcolabile, rispose il Lambourne, soprattutto se un
+mercante, fresco negli anni e disinvolto, vi porta il suo fardello egli
+stesso. Oh! come son gaie le donne di quei beati luoghi, ed essendo
+alquanto arse dal sole, prendono fuoco com’esca appena vedono una
+carnagione appetitosa qual tu la presenti, e capelli siccome i tuoi che
+inclinino un poco al rossiccio.»
+
+«Vorrei bene far colà il mio commercio», disse tosto, spalancando due
+grandi occhi, il merciaio.
+
+«Nulla di più facile quando tu il voglia, disse Michele, e semprechè tu
+sia ancora quel risoluto campione, che mi prestava un dì il braccio nel
+portar via le mele dal giardino dell’abbazia. Basta a ciò un processo
+chimico semplicissimo, con cui tu trasmuti la tua casa e i tuoi
+poderi in bel danaro sonante, e questo di poi in un gran bastimento,
+guernito di vele, d’ancore, di cordami, e d’ogni suo attrezzo. Allora
+tu raccogli tutte le tue mercanzie in fondo di stiva, metti a bordo
+cinquanta robusti vagabondi, io assumo il comando della spedizione,
+sciogliamo le vele, e, voga, voga galera! eccoci avviati verso il Nuovo
+Mondo.»
+
+«Nipote mio, si mise allora di mezzo l’ostiere, tu gl’insegni il
+segreto per trasmutare, valendomi del tuo stesso vocabolo, le sue lire
+in soldi, e le sue tele in altrettanti spaghi. Ascoltate il parere
+di un matto, mio caro Goldthred. Non vi fidate al mare, che divora
+ogni cosa. Le carte e le donne, di cui vi dilettate la vostra parte,
+facciano pure il loro peggio; le balle di mercanzia, lasciate da
+vostro padre, dureranno un anno o due prima che si compiano i vostri
+dì all’ospitale; ma il mare ha un appetito insaziabile, ed in una
+mattina, vi divora tutte le ricchezze di Lombard Street[3], colla
+prestezza che io manderei giù un uovo affrittellato, o un bicchiere di
+vino. In quanto poi all’Eldorado di Michele, voglio che non mi crediate
+più nulla in vita mia, se non trovò quel danaro nelle tasche di un
+qualche papero della vostra specie. Oh! per questo, non ti turare il
+naso a furia di tabacco, o Michele; mettiti a sedere, e sei il ben
+venuto. Ecco la cena, che arriva. Invito tutti quelli che vorranno
+parteciparne, ad onore d’un nipote che dà tante belle speranze di sè,
+e confidandomi sia qualche cosa di men cattivo, che quando partì. In
+coscienza, nipote mio, hai le sembianze della mia povera sorella più di
+quanto nessun figlio abbia mai somigliato alla madre.»
+
+«Non si somiglia tanto al vecchio Benedetto Lambourne, marito di essa,
+disse il merciaio. Ti ricordi, Michele, che cosa rispondesti al tuo
+maestro di scuola allorquando stava per batterti, perchè avevi fatto
+cadere le stampelle, su di cui era solito appoggiarsi tuo padre? _Mio
+padre! mio padre! stimo il fanciullo che conosce suo padre_. Il dottor
+Brincham, me ne ricordo come se fosse adesso, rise tanto di cuore, che
+gli vennero finalmente le lagrime agli occhi, e queste lagrime del riso
+risparmiarono a te quelle del dolore.»
+
+«Le vivacità di quei giorni, disse il Lambourne, erano un ritrarmi in
+addietro per tentar più bel salto. Di fatto vi sono riuscito. E come
+sta quel degno pedagogo?»
+
+«Eh! quant’è mai che è morto!» soggiunse l’ostiere.
+
+«Morto sicuramente, ripetè il Cherico della parrocchia; gli stava io al
+capezzale quando morì, e morì qual visse. _Mori, morior, mortuus sum_,
+tali furono le sue estreme parole, ed appena ebbe forza d’aggiunger
+quest’altre: _Ecco ch’io ho coniugato il mio ultimo verbo_.»
+
+«Ebbene, Dio l’abbia in pace, risoggiunse Michele, a me non deve nulla.»
+
+«No in fede mia, soggiunse il merciaio. Mi ricordo avergli udito dir
+tante volte che in ogni colpo di staffile di cui ti regalava, era
+altrettanta fatica risparmiata al maestro di giustizia.»
+
+«E si sarebbe detto che non voleva lasciargli nulla da fare, disse il
+Cherico. Pure non fu un benefizio semplice che ottennero nè il nostro
+amico (accennando Michele), nè il suo collega Goodman Thong.»
+
+Sembrò a tai detti che scappasse la pazienza al Lambourne. Laonde
+prese il suo cappello che stava sopra la tavola, se lo adattò fino al
+sopracciglio in tal guisa, che l’ombra di una larga ala estendendosi su
+i suoi lineamenti e su quegli occhi, i quali non promettevano nulla di
+buono, ei compose il volto alla sinistra fisonomia di uno spadaccino
+spagnuolo.
+
+«_Voto a Dios_, signori, disse allor seriamente. Qualche libertà è
+permessa fra amici, ma ho già tollerato abbastanza, che voi e questo
+mio degno congiunto, vi spassiate su qualche inconsideratezza della
+mia gioventù. Pensate ora che porto sciabola e pugnale, e che ho la
+mano agile per valermene all’uopo. Dopo d’avere militato nella Spagna,
+sono divenuto anche più dilicato nelle cose che riguardano l’onore, e
+mi spiacerebbe se il dir vostro poco guardingo mi traesse a qualche
+estremità.»
+
+«E che fareste voi?» prese a domandare il Cherico.
+
+«Sì. Che fareste voi?» soggiunse parimente il merciaio, portandosi
+all’altro lato della tavola.
+
+«Quanto a voi, sig. Cherico, vi taglierei il gorgozzuolo, cosa da
+sofferirne ritardo le cadenze che siete solito a stonar la domenica
+nella chiesa. E voi, signor mercante di tele, nastri e seterie, vi
+bastonerei con tanta enfasi, da potervi stivare, senza che aveste
+voglia di movervi, entro una delle vostre balle.»
+
+«Tronchiamo, tronchiamo (disse l’ostiere, che giudicò ben fatto
+l’interrompere questo diverbio). Astenetevi dal far romori in mia
+casa. Nipote, non conviene essere sì pronto ad offendersi; e voi,
+signori miei, dovreste pensare, che comunque vi troviate in un’osteria,
+in questo momento siete i convitati dell’ostiere, e ogni ragione di
+decenza vuole che risparmiate l’onore di sua famiglia. — Che Diavolo!
+Tutto questo fracasso fa girare la testa anche a me, ed ora in grazia
+vostra mi dimenticava l’ospite taciturno, chè non so dargli altro
+nome. Sono due giorni che è qui, e non ha aperto bocca se non se per
+chiedere quanto gli abbisogna, e l’importo delle cose avute. Guardate!
+non mi dà maggiore fastidio che se fosse un contadino, e paga siccome
+un principe di sangue reale. Quando gli si dà il conto non osserva
+mai che la somma, nè dice finor di partire, nè so quando partirà. È
+un vero gioiello. Ed io, cane degno di tutti i capestri, lo lascio là
+in un canto, come una pecora rognosa, senza neanco usargli la civiltà
+d’invitarlo a cenare, o a bere una tazza di vino in nostra compagnia.
+Non mi tratterebbe peggio di quel che merito, se andasse in dirittura
+alla _Lepre_ prima che la notte divenga più alta.»
+
+Detto ciò, accomodò con grazia un tovagliolo sul sinistro braccio,
+poi, tenendo colla destra mano il più bel fiasco d’argento che avesse,
+e cavatosi per un istante il suo berrettone di velluto, mosse verso
+l’individuo solitario, di cui avea fatta parola, e sul quale gli
+sguardi dell’intera brigata furono tosto rivolti.
+
+Era questi un uomo di età fra i venticinque e i trent’anni, di statura
+al disopra della mediocre, vestito semplicemente, ma con decenza, e
+che univa a scioltezza una cert’aria di dignità, per cui sarebbesi
+detto che il modo in lui del vestire fosse al disotto di quanto al suo
+grado addiceasi. Egli sembrava meditabondo e guardingo. Bruni ne erano
+i capelli, e i suoi occhi nerissimi mostravano un brio non comune,
+tutte le volte che qualche istantanea occasione di commoverne l’animo
+si presentava. Fuori però di tal circostanza, e gli occhi e gli altri
+lineamenti del volto non annunziavano in lui che un uomo circospetto
+e tranquillo. I curiosi di questo picciolo paese non si ristettero da
+indagini per discoprirne, come meglio poteano, il nome e l’indole, e
+quali affari lo avessero condotto a Cumnor, ma niuna cosa giunsero a
+penetrare che appagasse tal loro curiosità. Giles Gosling, ch’era il
+primasso del villaggio, ardente partigiano della regina Elisabetta e
+della religion protestante, sospettò sulle prime questo suo ospite
+d’essere un gesuita, od uno di quei tanti preti che venivan mandati
+da Roma e dalla Spagna, e che facean poi tristo fine sulle forche
+dell’Inghilterra; ma non fu possibile che tale opinione gli durasse in
+verso di un ospite, il quale oltre a dargli sì poco fastidio, pagava il
+suo conto colla massima regolarità, e mostrava voler soggiornar qualche
+tempo all’_Orso nero_.
+
+Onde tai discorsi favorevoli al suo forestiere andava egli accozzando
+tra sè: «Tutti i papisti sono uniti fra loro come le cinque dita di una
+mano. Se il mio albergato fosse un papista sarebbe già ito a cercarsi
+alloggiamento, o presso il ricco scudiere che sta a Belseley, o a
+Wooton in casa del vecchio cavaliere, o che so io? in qualcuna delle
+caverne romane, che a costoro non mancano. Avrebb’egli mai cercato
+una pubblica osteria, in figura di galantuomo e di buon cristiano?
+E poi, penso, che l’altr’ieri, venerdì, mangiò manzo condito colle
+carote, benchè la tavola fosse anche imbandita di anguille poste alla
+graticola, e delle migliori che vengano pescate nell’Isis.»
+
+L’onesto Giles Gosling, già convintosi coi precedenti ragionamenti,
+che il suo ospite non era cattolico, gli si presentò adunque con tutta
+l’immaginabile cortesia, e lo pregò gli compartisse l’onore di bere un
+bicchiere di fresco vino e di partecipare ad una ricreazione intesa a
+festeggiare l’arrivo d’un nipote, e la riforma, se pure era vero, che
+questi avea fatta nei suoi costumi. Lo straniero sulle prime, fece
+colla testa il segno di chi ricusa, ma l’ostiere insistette, valendosi
+d’argomenti sull’onore della propria casa; ed anche su i sospetti che
+l’ospite avrebbe destati negli abitanti di Cumnor col mostrarsi d’umore
+sì poco socievole.
+
+«In fine poi, continuava Gosling, è del mio decoro medesimo, che
+chiunque alloggia in questo albergo stia di buon umore. Perchè vi
+sono in Cumnor certe male lingue.... Già qual è il paese che ne sia
+senza? E v’assicuro, qui si guardano per traverso quelle persone, che
+per coprire il loro accigliamento, fanno discendere a mezzo volto il
+cappello, come se fossero sospirosi dei tempi andati, ed incapaci di
+sentire il ben presente, di cui godiamo, grazie al cielo, sotto il
+governo della buona regina Elisabetta, che Dio ci benedica e conservi.»
+
+«Che dite, ostiere mio? rispose lo straniero. Un uomo dunque dovrà
+parere sospetto, perchè s’abbandona ai suoi pensieri, sotto l’ombra
+del suo cappello? Per altro, voi che siete stato a questo mondo doppio
+tempo di me, dovreste sapere esservi certe idee, che alloggiano con noi
+a nostro malgrado, e contro le quali non vale il dire: _scacciamole e
+stiamo allegri_.»
+
+«Per bacco! Se avete tali idee che vi travagliano lo spirito, sicchè
+nemmeno i buoni Inglesi sian capaci di snidarle d’attorno a voi, faremo
+venire da Oxford qualche allievo del buon padre Bacone, affinchè provi
+a scongiurarle a furia di logica e di lingua ebraica. Perchè non
+cercate piuttosto di annegarle entro un mare di scelto vin di Canarie?
+Scusate, o signore, la mia libertà, ma son vecchio ostiere, e bisogna
+che parli franco, e come la sento. Questo umor malinconico vi sta
+male; e non s’accorda niente co’ vostri ben lustrati stivali, con quel
+cappello di castoro fino, con quell’abito di buon panno, e colla borsa
+ben fornita che avete ai vostri comandi. Mandate al diavolo questa
+malinconia, e vada a stanziare presso coloro, che hanno le gambe piene
+di paglia, costretti a coprir la testa con un cappellaccio di borra, il
+corpo con un giustacuore grattugiato, e la cui saccoccia non manda mai
+quel grato suono che ha forza di scacciare il demonio della tristezza.
+Allegria, signore, allegria! o in nome di questo buon liquore, noi
+vi proibiremo l’aria dolce che spira attorno ad una gioiosa brigata,
+per confinarvi ad assorbire le nebbie della malinconia nei paesi del
+malanno. Mirate là una banda di gente compagnevole che si diverte.
+Non increspate il sopracciglio in vederli, che mi parreste il diavolo
+quando guardava Lincoln.»
+
+«Avete ragione, mio buon albergatore (disse l’ospite, componendosi ad
+un sorriso, che a malgrado della mestizia ond’era compreso, dava a
+divedere tutta l’amabilità della sua fisonomia), avete ragione. Coloro,
+il cui animo si trova nello stato al quale soggiace il mio, non debbono
+colla propria mestizia funestare la gioia di quelli che son più felici.
+Mi metterò di tutta buona voglia insieme ai vostri convitati, piuttosto
+che farmi credere un perturbatore degli altrui contenti.»
+
+Detto ciò, alzossi per raggiugnere la comitiva, che incoraggiata
+dai precetti e dall’esempio di Michele Lambourne, e composta per la
+maggior parte d’uomini inclinati a profittar d’un buon pasto alle
+spalle dell’oste, aveva già molto bene oltrepassati i limiti della
+temperanza. La qual cosa apparve meglio dal tuono, onde Michele chiedea
+notizia degli antichi suoi colleghi, e dagli scrosci di risa, che si
+accompagnavano a ciascuna risposta. E la natura men che decente di
+questa loro allegria giunse a tanto, che ne rimase scandalezzato lo
+stesso Gosling, tanto più che, senza saperne il perchè, ei si sentiva
+compreso d’un certo rispetto verso il suo ospite sconosciuto. Postosi
+pertanto a qualche distanza dalla tavola, intorno a cui eran seduti
+questi tavernieri tanto leggiadri incominciò coll’ospite istesso una
+specie d’apologia sulle licenze di dire che si prendevano.
+
+«Ad udirli, voi credereste non esserne un d’essi che non sia stato
+abituato al bel mestiere di chi intima ai viandanti: _o la borsa o
+la vita_. Eppure, ve ne potrete accorger domani; son tutti artigiani
+laboriosi, e mercanti onesti, non però più di tutti gli altri, che vi
+sottraggono il pollice nel misurare un’_auna_ di panno, o che stando
+dal loro fondaco pagano le cambiali in _corone_ alquanto calanti.
+Per esempio quell’uomo là che col cappello di traverso copre una
+capigliatura arricciata, e simile al pelo d’un can barbone, tutto
+spettorato, coll’abito che si licenzia da lui, direste a vederlo che è
+il modello perfetto d’un malvivente. Ebbene! È un merciaio d’Abingdon;
+e se andate domani alla sua bottega, lo trovate dalla testa ai piedi
+ben messo, sì che il giudichereste un lord Maire. E adesso parla di
+scalare l’altezza di una soffitta, e di forzare i cancelli d’un parco,
+con tale disinvoltura, che il giudichereste avvezzo a passar la sua
+notte sulla strada maestra per cui si va da Hounslow a Londra. In vece
+egli dorme sempre tranquillamente, sopra un letto bene spiumacciato,
+colla sua candela da una banda, e la sacra bibbia dall’altra per tener
+lontani i demoni.»
+
+«Di grazia, ostiere, (disse lo sconosciuto) il nipote vostro, Michele
+Lambourne, che è il re di questa festa, ha egli pure la smania di farsi
+credere uno schiamazzatore?»
+
+«Voi mi serrate gli abiti un po’ troppo alla vita, caro signore. Mio
+nipote è mio nipote, e benchè egli sia stato un vero cane in tempo di
+sua gioventù, può essersi corretto, come han fatto tant’altri, non è
+vero? Anzi se mai aveste dato ascolto alle cose che poc’anzi dissi
+di lui, non dovete poi prenderle per parole d’evangelio. Io avea
+conosciuto il malandrino, benchè non dessi a divederlo, e volli un poco
+mortificare la sua vanità. — Oh! bramerei sapere ora sotto qual nome
+debbo presentare a questa brigata il mio rispettabile ospite.»
+
+«Sotto quello di Tressiliano, se così vi piace.»
+
+«Tressiliano! un nome che mi sona bene all’orecchio, e che viene,
+cred’io, da Cornovaglia. Già vi sarà noto il proverbio:
+
+ »Se porti _Pol, Pen, Tre_, del nome tuo alla festa,
+ »Che sei di Cornovaglia, la cosa è manifesta».
+
+Noi diremo dunque, signor Tressiliano di Cornovaglia?»
+
+«Non dite, vi prego, più di quello che ho detto io, e sarete certo
+di non errare, signor ostiere. Si può portare un nome preceduto da
+qualcuna di queste tre rispettabilissime sillabe, ed essere nato ben
+lontano dal monte S. Michele.»
+
+Il nostro Giles Gosling allora non ispinse più oltre la curiosità, e
+sotto il nome di signor Tressiliano presentò lo straniero al nipote
+ed a’ suoi amici, i quali dopo aver bevuto alla salute del nuovo
+convitato, continuarono negl’intertenimenti che questo cerimoniale
+aveva interrotti.
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+ »Del giovin Lancilotto
+ »Parli tu forse?
+ (_Il mercante di Venezia_).
+
+
+Dopo breve pausa, il merciaio Goldthred, così pregato dall’ostiere,
+cui tutta la gioviale brigata fece eco, presentò i convitati d’alcune
+strofette.
+
+ Di quanti battono
+ Augelli i vanni,
+ Re, a mio giudizio,
+ È il barbagianni.
+ Vengan le tenebre,
+ Ei non s’arresta.
+ Fuor della nicchia
+ Mette la testa.
+ Ricchezze annunzia
+ Suo canto strano
+ A chi alla cintola
+ Non tien la mano.
+ Dunque ripetasi:
+ Viva mill’anni.
+ Re degli aligeri,
+ Il barbagianni!
+ S’anco il sol languidi
+ Vibra i suoi strali,
+ Mostrar non degnasi
+ Esso ai mortali.
+ Sol quando annottasi,
+ Co’ l’ali stese
+ Egli incoraggia
+ Le belle imprese.
+ Finchè tracannansi
+ Nappi spumanti,
+ Sua virtù esimia
+ Per noi si canti.
+ Per noi ripetasi:
+ Viva mill’anni.
+ Re degli aligeri,
+ Il barbagianni!
+
+«Così va bene (sclamò Michele, tosto che il merciaio ebbe terminato di
+cantare); che ne dite amici? Questa almeno è una canzone che s’intende;
+e vedo che non si è perduto fra noi il buon gusto. Ma che rosario mi
+avete sfilato di tutti gli antichi miei colleghi! Non ve n’è uno a cui
+non si unisca qualche storia di mal augurio. Sicchè dunque Will di
+Wallingford ci diede la buona notte?»
+
+«Certamente, soggiunse uno di quelli, egli rimase morto, come un grasso
+daino, d’un colpo di balestra, che nel parco di Donnington gli venne
+tratto da Thatcham, il vecchio boscaino del Duca.»
+
+«Egli amò sempre la caccia, disse Michele, nè quindi gli piacque meno
+il fiaschetto. È questa una ragione di più per vôtare una tazza in
+onore della sua memoria. Andiamo, amici. All’armi.»
+
+Fatto in tal guisa, col bicchiere alla mano, un omaggio al defunto, il
+Lambourne domandò che cosa fosse accaduto del Partins di Padwoorth.
+
+«Partito; e sono dieci anni ch’egli intraprese il suo viaggio. Il
+castello d’Oxford lo vide andarsene, e Goodman Thong fece i convenevoli
+della partenza, alla quale non è occorso altro apparecchio che una
+corda del valore di dieci soldi.»
+
+«Che? Il povero Partins è morto in piena aria, fra cielo e terra! Ecco
+le conseguenze di amar troppo l’andar a diporto a chiaro di luna!
+Presto, miei colleghi, si beva anche alla sua memoria. Egli era un buon
+compagnone, gioviale quanto la luna piena.
+
+«E quali notizie mi darete voi di.... di Hal.... di quell’Hal,
+che portava sempre una lunga piuma, e che abitava in vicinanza di
+Yattenden?..... Non posso ricordarmi il suo nome.»
+
+«Chi! Hal Hempseed? dimandò il merciaio. Voi dovete ricordarvi, che
+egli si dava il tuono d’uomo d’alto affare, e che voleva frammettersi
+nelle cose di stato. Si volle impicciare in quelle del duca di Norfolk,
+e sono due, o tre anni, ha dovuto fuggire con un ordine d’arresto alle
+calcagna. Da quel tempo non se n’è più intesa notizia.»
+
+«Dopo tutte queste disgrazie, che mi avete raccontate, io non ardisco
+nemmeno pronunziare il nome di Tony Foster. In mezzo ad una tal pioggia
+di corde, di balestre, d’ordini d’arresto, sarebbe un miracolo s’egli
+fosse rimasto asciutto.»
+
+«Di qual Tony Foster intendi parlare?» chiese allora l’ostiere.
+
+«Per bacco! di quello al quale fu posto il soprannome di Tony
+_Brucia-cataste_, fin da quando portò il fuoco, onde accendere il rogo,
+su di cui perirono Latimer e Ridley. Nè senza di lui si compiea la
+faccenda, perchè il vento avendo smorzata la torcia nera di Goodman
+Thong, nessuno voleva, nè per amore nè per danaro, portargli il fuoco
+da riaccenderla.»
+
+«Questo Tony Foster vive tuttavia ed è un gran signore. Ma nipote mio,
+che non ti venisse la tentazione di chiamarlo _Brucia-cataste_, te ne
+avverto per tuo bene, ammeno che tu non volessi far conoscenza colla
+lama della sua spada.»
+
+«E che? Si vergognerebbe ora di sì fatto nome? Mi ricordo, che se ne
+gloriava, allor quando diceva che il vedere arrostire un eretico o un
+bue era per lui la medesima cosa.»
+
+«Sicuramente, nipote mio, ma il dir ciò, avea buon garbo ai tempi
+della regina Maria, allorchè il padre di questo Tony era intendente
+dell’abbazia d’Abingdon. Le cose cambiarono, e dopo di questi
+avvenimenti sposò una purissima _precisiana_[4] ed è te lo giuro buon
+calvinista quanto potrebb’esserlo Calvino in persona.»
+
+«Vedere che tuono di sufficienza egli ha preso! soggiunse il merciaio.
+Porta ora la testa alta, e disprezza gli antichi colleghi.»
+
+«È questa una gran prova ch’egli ha fatto fortuna, riprese a dire il
+Lambourne. L’uomo giunto una volta ad avere danaro in proprietà non si
+trova volentieri in vicinanza di quelli il cui tesoro sta nelle tasche
+degli altri.»
+
+«Se ha fatto fortuna! Ti ricordi tu di Cumnor-Place, antico palazzo di
+città, a poca distanza dal cimiterio?»
+
+«Sì: e perchè tu veda, s’io me ne ricordo ho rubato ivi per tre volte
+tutte le frutta del verziere. Ma che importa ciò? Era ivi l’ordinaria
+residenza dell’abbate tutte le volte che in Abingdon dominava un
+qualche morbo epidemico.»
+
+«Va benissimo, disse l’ostiere; e adesso è divenuto soggiorno di Tony
+Foster in conseguenza di cessione fattagliene da un gran signore, al
+quale la corona diede in feudo tutti i beni dell’Abbazia. Ei vi ha
+creato il suo castello, e guarda dall’alto al basso i poveri abitanti
+di Cumnor, come se fosse già un cavalier-baronetto.»
+
+«Non bisogna però attribuire affatto ad orgoglio tal sua condotta,
+disse il merciaio. Si mischia in questo affare una bella signora, che
+Tony non vorrebbe vista nè meno dalla luce del giorno.»
+
+«Come sta la cosa? (interruppe allor Tressiliano, che per la prima
+volta prese parte a sì fatti intertenimenti). Non fu detto da qualcuno
+di voi, che il Foster, si è fatto sposo ad una _precisiana_?»
+
+«Sì certo, e ad una _precisiana, rigorista_ quanto il sia chi non
+mangiò mai carne in quaresima. Tony ed essa, a quanto raccontasi,
+viveano come cani e gatti fra loro. Ma presentemente ell’è morta, e Dio
+l’abbia in pace. Non è rimasta a Tony che una figliuoletta, onde si
+giudica, egli sposerà questa incognita, che move tanto romore.»
+
+«E perchè?... (domandò Tressiliano) intendo chiedere perchè move tanto
+romore?»
+
+«Perchè si dice, rispose Gosling, che è bella al pari d’un angelo,
+perchè nessuno sa donde venga, e perchè si vorrebbe capire il motivo
+di tenerla così custodita, e rinchiusa fra quattro mura. Per me non so
+com’ella sia fatta. Voi signor Goldthred, dovete averla veduta.»
+
+«Sì, mio vecchio. La vidi un giorno che cavalcando me ne veniva da
+Abingdon a questo vostro paese, e la vidi passando sotto il gran
+finestrone della vecchia casa, che porta dipinta nei vetri un’infinità
+di santi, e di storie. Quel dì io non avea presa la strada ordinaria,
+ed attraversai il parco. Dovete sapere che la porta non ne era chiusa
+fuorchè col saliscendi, e credei d’arrogarmi i privilegi del mio antico
+collega, prendendomi la libertà di venir per que’ viali. Così profittai
+dell’ombra degli alberi, chè facea, mi ricordo, gran caldo, e schivai
+la polvere, che mi diveniva tanto più molesta per aver messo in quel
+giorno la mia camiciuola, color di pesca, gallonata d’oro...»
+
+«E poteste sfoggiarla, (soggiunse Michele) il che certamente non
+vi dispiacque innanzi agli occhi di bella donna. Ah! scapestrato,
+scapestrato! Non rinunzierete voi mai alle antiche vostre abitudini?»
+
+«Oh! nol feci con questo fine, Michele, credetelo, (risoggiunse il
+merciaio pavoneggiandosi). Mi mosse sola curiosità, ed anche interno
+sentimento di compassione verso quella povera signora, condannata dalla
+mattina alla sera a non vedere se non se Tony Foster, che mette schifo
+e paura con quelle sue folte sopracciglia nere, con quella sua testa di
+bue, e con quelle storte sue gambe.»
+
+«E in vece gli avreste mostrato volentieri un pezzo d’uomo ben
+complesso, vestito in giustacuore di seta, una bella gamba attillata
+entro bello stivaletto di corduano, un volto rotondo, e pronto al
+sorriso anche senza averne occasione, che sembrasse dire: _Qual cosa
+vi abbisogna?_ un bel berrettone di velluto e sovr’esso svolazzante
+una piuma di Turchia, uno spillo d’argento dorato. Credetelo, amico
+merciaio, chi possede belle mercanzie, ama parimente sfoggiarle. Oh!
+andiamo signori, che i bicchieri non facciano festa. Io bevo alla
+salute dei lunghi speroni, dei corti stivaletti, dei giustacuori bene
+imbottiti, e delle teste sventate.»
+
+«Ben m’accorgo, o Michele, che di me siete geloso, soggiunse allora
+il Goldthred, ma se il caso mi favorì in quell’istante, non mi trattò
+meglio di quello che avrebbe fatto con voi o con qualunque altro.»
+
+«Viso di torta! sclamò il Lambourne, il cielo ti castighi della tua
+impudenza! Vorresti tu, mercantuccio a ritaglio, porti a confronto di
+un militare, d’un uomo della mia sorte?»
+
+«Garbato signore, disse Tressiliano, vi pregherei a non interrompere il
+nostro merciaio d’Abingdon. Il suo racconto mi alletta sì, che non mi
+moverei dall’udirlo se durasse fino alla mezzanotte.»
+
+«Voi mi onorate più che non merito, si fece a dire Goldthred; e
+poichè questa storia vi dà piacere, io la continuerò a malgrado de’
+motteggi e de’ sarcasmi di questo valoroso militare, che ha guadagnato,
+cred’io, più botte che _corone_ nella guerra de’ Paesi Bassi. Vi
+dirò adunque, che passando al di sotto di quel finestrone, lasciai
+le redini sul collo al mio palafreno, e perchè ciò mi giovava, e per
+essere più sciolto nel guardarmi all’intorno. Non mi credete più mai, o
+signore, se non vi dico il vero asserendo, che non mi è capitato veder
+altrove donna così leggiadra, e credo bene averne passate in rassegna
+quant’altri può fare, e d’intendermi di tal mercanzia al pari di
+chiunque abbia in ciò fama d’esperto.»
+
+«Ve la ricordate sì da farmene la descrizione?» soggiunse Tressiliano.
+
+«Oh! v’assicuro, signore, ch’ella era abbigliata qual si conviene a
+femmina di riguardo. Ricca, e studiata se ne vedeva l’acconciatura,
+che una regina non avrebbe sdegnato l’andarne ornata. La sua veste,
+il corsaletto e le maniche erano di un raso color di zenzevero, che a
+mio parere sarà costato 30 scellini al braccio. Si lasciava vedere la
+fodera di zendado ondato, e il tutto guernito da due larghi galloni
+d’oro e d’argento. Il suo cappello poi, o signore... non si è mai
+veduta cosa più leggiadra in tutti i nostri dintorni; lo copriva un
+drappo di seta giallo, ricamato d’oro, e parimente ornato di frangia
+d’oro. Vi giuro, quel cappello, era sontuoso al di là di quanto io ve
+lo sapessi descrivere.»
+
+«Veramente non intesi chiedervi come ella fosse vestita (disse
+Tressiliano, che si mostrò fin sulle prime impazientito di tutte queste
+particolarità in cui si diffondeva il merciaio). Vorrei mi parlaste
+della sua carnagione, dei lineamenti del viso, del color dei capelli.»
+
+«Quanto alla carnagione nulla di sicuro vi saprei dire. Osservai però
+ch’ella tenea un ventaglio, guernito di manico d’avorio, e in bizzarra
+foggia damaschinato. Non so poi se ella fosse bionda ovvero bruna.
+Stavano le sue chiome entro d’una reticella di seta verde tessuta con
+oro....»
+
+«Si vede veramente essere un merciaio che parla, si fece di mezzo il
+Lambourne. Il Signore chiede ragguaglio intorno le fattezze di una
+donna, e costui gli parla dell’acconciatura ch’ella portava.»
+
+«Ti dico (replicò Goldthred, alquanto imbarazzato da tale osservazione)
+che ho avuto appena il tempo di guardarla. Io stava lì per augurarle il
+buon giorno, e volgerle un sorriso....»
+
+«Simile a quello d’una simia che trovi per terra una castagna»
+interruppe il Lambourne, ma il merciaio fè vista di non dargli retta e
+così continuò:
+
+«D’improvviso comparve Tony Foster, egli medesimo, con in mano un
+grosso bastone...»
+
+«Col quale, spero, vi avrà carezzate le spalle in premio della vostra
+sfacciataggine» non potè ristarsi dal dire l’ostiere.
+
+«Questo poi è più facile da dirsi che da mettersi in opera (disse in
+tuono di sdegno il merciaio). No, no, signor Tressiliano, non accadde
+nessuna cosa di tal natura. Certamente colui si avanzò contro di me
+rotando il suo bastone, e volgendomi alcune male parole, e domandandomi
+perchè non avea io tenuto la strada maestra, e cose simili. Mi prese
+allora tal bile che gli avrei fracassato il cranio col manico della
+frusta; ma mi rattenne la presenza di quella signora che temei
+tramortisse dalla paura.»
+
+«Va via, cuor di gallina, va via, soggiunse il Lambourne. Avvi prode
+cavaliere che mai pensasse alla paura d’una bella, quando occorse per
+liberarla affrontar giganti, draghi, od incantatori? Ma che parlo io
+d’incantatori e di draghi ad un uomo che si è lasciato cacciar via da
+una mosca? Tu perdesti una gran bella occasione di segnalarti.»
+
+«Ebbene, millantatore, cerca tu di trarne miglior profitto. Il castello
+incantato è poco lontano. Il drago e la bella sono ai tuoi comandi.
+Ardisci presentarti.»
+
+«Lo farei per un boccale di vino di Canarie. Ma aspetta. Ho bisogno
+di biancheria. Vuoi tu scommettere una pezza di tela d’Olanda contro
+questi cinque _angeli_ d’oro? e domani mattina vado a casa di Tony
+Foster, e lo costringo a presentarmi egli medesimo alla sua bella.»
+
+«Accetto la scommessa, e benchè tu non la ceda al diavolo nella
+sfrontatezza, sono sicuro di vincere. Il nostro ostiere custodirà le
+poste, e tanto ch’io vado a prendere la pezza di tela, metto nelle sue
+mani questi cinque _angeli_ d’oro.»
+
+«Io non tengo poste di sì fatte scommesse, disse subitamente l’ostiere.
+Nipote mio, bevi tranquillamente il tuo vino, e non cercar di tali
+avventure. Ti sto mallevadore, che Tony Foster ha bastante credito per
+ottenerti ricovero nel castello di Oxford, e farti decorare i polsi
+della mano di due smaniglie di ferro.»
+
+«Per Michele non sarebbe altro che rivedere un suo antico ospizio, e i
+suoi polsi sono avvezzi a questo genere di smaniglie, disse allora il
+merciaio. Ma non può più tornare addietro dalla sua scommessa, a meno
+che non confessi d’averla perduta.»
+
+«Per Dio! sclamò il Lambourne. Vi giuro che mi dà tanto fastidio la
+collera di Tony quanto un guscio di noce; e voglia egli, o non voglia,
+vedrò la sua principessa.»
+
+«Sarei volentieri con voi a metà nel rischio della scommessa, disse
+Tressiliano, semprechè mi permetteste accompagnarvi nella ricerca di
+quest’avventura.»
+
+«E qual pro ne trarreste?» gli domandò tosto il Lambourne.
+
+«Nessuno, o signore, fuorchè il piacere di ammirare la destrezza e il
+coraggio che voi porreste in sì fatta impresa. Sono un viaggiatore,
+per cui han vezzo le cose straordinarie, quanto pei cavalieri erranti
+n’ebbero le avventure.»
+
+«Se dunque vi diletta il veder prendere col rampone una trota, consento
+che siate spettatore di questa mia pesca. Intanto bevo al buon successo
+di tale impresa, e se vi è chi neghi farmi ragione, lo spaccio per un
+galuppo, e gli taglio senza complimento i garretti.»
+
+La tazza vôtata questa volta dal Lambourne era preceduta da tante
+altre, che la ragione gli vacillò finalmente. Laonde ben due o tre
+fiate imprecò giurando il merciaio, perchè questi sosteneva con molto
+senno di non poter far brindisi alla perdita della scommessa accettata.
+
+«Pretenderesti forse farla da logico con me? gridava Michele, tu, nella
+cui testa non è più cervello di quel che ne sia in una matassa di seta
+intricata. Sai tu dalla parte di Dio, che farò del tuo corpo 50 _aune_
+di cordella?»
+
+E intanto che traeva la sciabola per mostrarsi uom di parola, due
+garzoni dell’osteria s’impadronirono di lui, poi lo condussero nella
+stanza assegnatagli, affinchè digerisse a tutto suo agio il vino bevuto.
+
+Tutti allora si levarono da tavola, e la brigata si sciolse, il che
+tornò a grande soddisfazione dell’ostiere, ma non altrettanto a quella
+de’ convitati, i quali aveano poca voglia di rinunziare al buon vino,
+che non costava danari, fintanto almeno che aveano forza di tenere in
+mano il bicchiere. Ciò nonostante costretti a ritirarsi, partirono
+finalmente, lasciando padroni del campo Tressiliano e l’albergatore.
+
+«In fede mia, disse il secondo, non intendo qual diletto trovino i gran
+signori nel dar feste e banchetti, e sostenere la parte d’ostieri senza
+avere poi il vantaggio di presentare il conto a ciascuno dei convitati.
+Fortunatamente, tal cosa mi accade di rado, e per san Giuliano, è
+sempre contro mio genio. Vedete! tutti questi corpi senz’anima,
+tutti questi fiaschi, che mio nipote, e i beoni suoi colleghi si
+tracannarono, doveano portarmi un bel profitto, ed ecco in vece una
+partita di scapito da portarsi ne’ miei registri. Assolutamente non mi
+par possibile il divertirsi in mezzo al romore, allo schiamazzo, alle
+querele e ai disordini che derivano dall’ubbriachezza, vedere atti,
+udir propositi dissoluti, e bestemmie, ogni volta che in tutto questo
+vi è perdita in vece di guadagno. Eppure quanti in questo bel trastullo
+hanno dissipati ricchissimi patrimonii, senza curarsi del danno che
+arrecavano agli ostieri. Perchè, chi diavolo vorrà venire a pagare il
+conto all’_Orso nero_, quando possa sedersi _gratis_ alla tavola d’un
+lord o d’un cavaliere?»
+
+Il modo stesso di tale declamazione contro l’ubbriachezza diè a
+divedere a Tressiliano, che il vino avea fatta qualche impressione sul
+cervello, comunque agguerrito, del rispettabile ostiere. Lo straniero
+che solo in quella brigata si era tenuto guardingo, volle adunque
+profittare della loquacità che il vino suole infondere, per iscavare
+dall’albergatore qualche miglior contezza intorno Tony Foster e la
+donna, che il merciaio avea veduto nell’abitazione di costui. Ma le
+indagini di Tressiliano non condussero per parte dell’ostiere che a
+nuove insulse declamazioni contro l’astuzia femminile, nelle quali il
+buon uomo chiamò in aiuto tutta la sapienza di Salomone per far valere
+la propria. Finalmente Gosling trasportò la sua attenzione verso i
+garzoni dell’osteria che stavano sparecchiando, diede loro diversi
+ordini e taroccò. Poi volendo unire l’esempio ai precetti, ruppe un
+piatto e una mezza dozzina di bicchieri nel mostrare ai famigli come si
+faceva a dovere il servizio alle _Tre Cicogne_, taverna in quei giorni
+la più rinomata di Londra. Il quale inconveniente lo richiamò sì bene
+alla ragione, che salito in fretta nella propria stanza, si pose in
+letto, ove dopo aver profondamente dormito, si svegliò tutt’altro uomo
+nel dì successivo.
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+ »È vano il vostro predicar. Vo’ piena
+ »Far la scommessa. Figlia fu del vino,
+ »Voi dite. Un cavalier tiene, il mattino,
+ »Quel che promise sbevazzando a cena.
+ _La tavola del giuoco._
+
+
+«Che cosa è di vostro nipote, mio buon ostiere?, disse Tressiliano
+nella mattina del successivo giorno, appena vide Giles Gosling
+discendere nel salone, ove si era cenato la sera innanzi. Come sta
+questo vostro nipote? Si mantien sempre fermo nella scommessa fatta?»
+
+«Vi dirò. Dopo aver girato due ore per visitare tutte le tane de’ suoi
+antichi colleghi, è rientrato adesso, ed ha fatta la sua colazione di
+uova fresche e moscato. Ma quanto alla scommessa, mio buon signore, vi
+consiglio da amico a non ve ne impicciare, come di nessun’altra cosa
+che venisse in testa d’imprendere a Michele. Ora pensate piuttosto a
+refocillare il vostro stomaco con un buon brodo caldo, e lasciate,
+che mio nipote e Goldthred si sbarazzino dalla loro scommessa come
+crederanno meglio.»
+
+«Se volete essere sincero, mio caro albergatore, voi non sapete come
+prenderla nel parlare di questo vostro nipote, che non potete nè
+biasimare, nè lodare, senza qualche rimorso di coscienza.»
+
+«È propriamente così, degnissimo signor Tressiliano. Certa affezione
+di natura mi dice all’orecchio: Giles, Giles, perchè pregiudicare la
+riputazione del figlio di tua sorella? perchè diffamare un nipote?
+perchè bruttar da te stesso il tuo nido, disonorare il proprio
+sangue? Ma viene poi da un’altra banda la giustizia e mi grida:
+Guarda quest’ospite rispettabile, che non ne è più capitato un simile
+all’_Orso nero_, un uomo il quale non ha mai avuto che dire sul conto:
+lo dico alla vostra presenza sig. Tressiliano, e non è nemmeno perchè
+abbiate avuto occasione di trovar da ridire.» Poi continuò a parlar
+con se stesso. «Un viaggiatore, che a quanto può giudicarsi, non sa
+per qual motivo sia venuto, nè quando partirà!... E voi che siete
+albergatore, che da trent’anni pagate le vostre tasse in Cumnor,
+presentemente primo costabile del borgo, permettereste che questa
+fenice dei forestieri, degli uomini, e dei viaggiatori, cadesse nelle
+reti d’un nipote sol conosciuto per uno sfaccendato, per un malvivente,
+che vi sta unicamente colle carte e coi dadi, e dottore in tutti sette
+i peccati mortali, se in queste facoltà si dessero le lauree, ed i
+gradi? No dalla parte del cielo! Sia, che chiudiate gli occhi finchè
+costui non tende le reti che per inviluppare un Goldthred! Ma quanto
+al vostro ospite! Siete in obbligo d’avvertirlo, di armarlo de’ vostri
+consigli, semprechè voglia ascoltarli. Voi suo fedele albergatore!....»
+
+«Vi son grato, onest’uomo, nè dimenticherò i vostri suggerimenti,
+ma in quanto spetta alla presente scommessa, debbo tenere la mia
+parola, poichè mi sono tanto innoltrato. Onde vi prego piuttosto a
+tale proposito volermi fornire qualche migliore contezza. Chi è questo
+Foster? Qual mestiere fa egli? Perchè custodisce con tanto mistero una
+donna?»
+
+«In vero, mio signore, non posso aggiugnere fuorchè poche cose a
+quelle che sapeste ieri. Egli fu un papista della regina Maria.
+Adesso è un protestante della regina Elisabetta. Già vassallo
+dell’Abbate di Abingdon, or è padrone di un bel possedimento che
+apparteneva all’Abbazia. In fine, egli era povero. Si trova ricco al
+dì d’oggi. Dicesi che nella vecchia casa abitata da costui si trovino
+appartamenti sì ben forniti, da potervi alloggiare la nostra regina,
+che Dio la protegga. Alcuni si danno a credere ch’egli abbia trovato
+un tesoro nel verziere, altri che si sia venduto al diavolo per far
+ricchezze. Molti poi sostengono aver egli rubata tutta l’argenteria
+della casa abbaziale, che, al dir di questi, nei tempi della riforma
+era stata nascosta nel palazzo di città. Comunque si stia la cosa,
+ha fatto fortuna, e Dio, la sua coscienza, e probabilmente anche il
+demonio sanno solamente il modo con cui l’abbia fatta. Il suo umore è
+intrattabile, ed ha rotta ogni corrispondenza cogli abitanti del paese,
+come chi ha qualche gran segreto da custodire, o pensandosi forse
+impastato d’una creta diversa da quella onde lo siamo noi. Se Michele
+persiste nel volere rinnovar conoscenza con lui vedo cosa infinitamente
+probabile che attaccheranno briga fra loro, ed è perciò, ottimo sig.
+Tressiliano, che vorrei distorvi dall’accompagnare in questa visita mio
+nipote.»
+
+Tressiliano lo accertò, che si sarebbe regolato colla massima
+circospezione; onde non dovere egli, l’ostiere, prendersi a tal
+proposito nessun affanno; ed aggiunse tutte quelle assicurazioni di cui
+largheggiano sempre coloro che sono risoluti ad eseguire alcuna cosa
+contro il suggerimento de’ loro amici.
+
+Intanto aveva accettato l’invito dell’albergatore, e terminava di
+far con lui colezione, che ottima l’avea loro fornita l’avvenente
+Cicily, la bellezza del banco. In quel mentre capitò ivi l’eroe della
+sera precedente, Michele Lambourne, che avea prima dato qualche
+sollecitudine ad acconciarsi, e dismesso il vestito da viaggio, altro
+ne avea preso foggiato all’ultima usanza, e mostrava non so quale
+ricercatezza in tutto il suo esterno.
+
+«Per bacco! diss’egli, mio caro zio, ci avete leggiadramente inaffiati
+la scorsa notte; ma trovo altrettanto arida questa mattina, e ve lo
+proverei volentieri col bicchiere alla mano. Oh! che vedo? Questa è
+Cicily, la mia vezzosa cugina. Mi ricordo avervi lasciata in fasce,
+e or vi trovo in corsaletto di velluto, e attillata quanto il possa
+essere avvenente giovinetta che vive sotto il sole dell’Inghilterra.
+Vedete in me un congiunto e un amico, amabilissima Cicily, ed
+accostatevi perchè io vi stringa al seno e vi benedica.»
+
+«Adagio, adagio; sig. nipote, (si frappose tosto Giles Gosling) non vi
+date tante cure per riguardo a Cicily, e lasciatela attendere alle sue
+faccende. Se vostra madre fu mia sorella, non ne viene di conseguenza
+che voi dobbiate essere cugino di Cicily.»
+
+«Oh bella! ma che? mio caro zio! M’avete preso per un cane di
+miscredente, capace di dimenticare i riguardi che debbo alla mia
+famiglia?»
+
+«Io non dico nessuna di queste cose, ma le cautele non sono mai
+cattive, e poi la penso così. Certamente alle dorature del tuo vestito
+si direbbe che hai cambiato pelle, ma la cambiano anche i serpenti
+in tempo di primavera, e tu non t’introdurrai nel mio Eden, perchè
+farò io la guardia ad Eva. Siine certo, Michele. Mi pare un sogno. A
+veder te in quell’aggiustamento, e paragonandoti col sig. Tressiliano,
+si è tentato a credere che tu sei il gentiluomo, ed egli il nipote
+dell’ostiere.»
+
+«Questo equivoco, mio caro zio, nol può fare che la gente del vostro
+villaggio, perchè non vede più in là. Sappiatelo, e poco monta se
+v’è chi m’ascolti, nel vero gentiluomo si trovano certe qualità che
+appartengono solo a lui, e che per quanto faccia, non arriva ad
+acquistare chi non nacque in quella condizione. Non saprei dire da
+che derivi. Ma certamente, benchè io sappia presentarmi con aria
+franca in una taverna, chiamare, strapazzandoli, i famigli, bere con
+disinvoltura, giurare senza riguardi, e buttare il mio danaro da una
+finestra al pari di qualunque gentiluomo che porti sproni dorati, e
+pennacchio bianco, il diavolo mi porti se son capace di farmi prendere
+per un d’essi, benchè a ciò mi sia studiato le cento volte. Il padrone
+dell’osteria mi mette sempre in fondo di tavola, mi serve per l’ultimo.
+Se domando da bere, il garzone risponde: _ho capito_, senza mostrarmi
+il minimo riguardo, o atto di rispetto. Ma che rileva? Non voglio
+ammazzarmi per questo. Ho quant’aria nobile mi basta per far testa a
+Tony Foster, e per oggi non mi bisogna meglio.»
+
+«Siete adunque fermo nel divisamento di render visita a questo vostro
+antico conoscente?» disse Tressiliano.
+
+«Fermissimo, rispose l’uom di ventura. Fatta una scommessa, è dovere
+il sostenerla sino alla fine; legge riconosciuta dall’universo. Ma
+signore, se la mia memoria non m’inganna, perchè confesso che ieri sera
+le diedi molta rugiada di vin di Canarie, voi dovete aver qualche parte
+nei pericoli di tale impresa!»
+
+«È giusto, rispose Tressiliano, io mi offersi, semprechè me ne aveste
+conceduta la permissione, di accompagnarvi nel far questa visita, ed
+ho già posta nelle mani del nostro degno albergatore metà della somma
+equivalente alla scommessa.»
+
+«Sì certo, disse Giles Gosling, ed in _nobili_ d’oro[5], che credo non
+sieno mai stati adoperati i più belli nel pagare un conto. Io auguro
+adunque ad entrambi il miglior successo possibile in questa impresa,
+giacchè vi veggo risoluti a tale visita. Ma fate a mio modo, bevete
+un’altra volta prima d’andarvene, perchè prevedo, che da Tony Foster
+avrete un ricevimento alquanto secco. Ascoltatemi però. Se mai vi
+trovaste in pericolo, invece di ricorrere all’armi, fatene avvertire
+me, Giles Gosling, primo costabile di Cumnor; perchè comunque sia fiero
+Tony, mi può bastar l’animo di metterlo al dovere.»
+
+Michele, da obbediente nipote, fece la volontà dello zio col bere un
+altro bicchier di vino, asserendo, che la sua mente non si trovava mai
+tanto lesta, come dopo avere di buon mattino inumidito il gorgozzuolo;
+indi partì insieme a Tressiliano per alla volta dell’abitazione di Tony.
+
+Il villaggio di Cumnor è deliziosamente situato sopra d’una collina. In
+mezzo ad un parco assai boscoso, trovavasi l’antico edifizio abitato
+allora da Tony Foster, edifizio le cui rovine si vedono forse ancora
+oggi giorno. Questo parco in allora riceveva ombra da smisurati alberi,
+e soprattutto da antichissime querce, che le loro braccia gigantesche
+stendevano fino al di sopra delle muraglie, da cui questa abitazione
+andava ricinta; laonde quello spartato luogo presentava un non so che
+di tetro e monastico. Vi si entrava per una porta di forma antica che
+s’apriva in due battitoi, costrutta di fitto legno di rovere, e la
+guernivano chiodi di grossa capocchia, onde l’avresti detta la porta
+d’una città.
+
+«Affè che non sarà sì facile il prendere la fortezza d’assalto (disse
+il Lambourne, ponendo mente alla costruzione di questa porta), ogni
+qualvolta l’umor sospettoso del nostro mariuolo gli desse fantasia di
+negarcene l’ingresso; la qual cosa è possibilissima, se la sciocca
+visita di quel mercante di carabattole gli ha messe pulci nel capo.
+Ma no (soggiunse tosto accorgendosi che la porta cedeva al primo
+impeto) vedete cosa di buon augurio, ed eccoci a quest’ora sul terreno
+proibito, senz’aver trovato peggior ostacolo fuorchè l’inerzia d’una
+pesante porta di rovere impernata sopra cardini rugginosi.»
+
+Trovaronsi allora in un viale ombreggiato da grandi alberi, simili
+a quelli di cui favelliamo. Altra volta lo fiancheggiavano, una per
+banda, due file leggiadramente ordinate di tassi, e di allori spinosi.
+Ma questi arbusti non rimondati dopo lunga serie di anni aveano fatta
+una folta boscaglia d’alberi nani, i cui rami malinconici e neri
+usurpavano terreno a quel viale che un giorno avevan protetto. Vi
+crescea l’erba per ogni dove, e in due o tre luoghi si vedeano cataste
+delle loro legna, fatte nell’istesso parco, e poste ivi a disseccarsi.
+Lo stesso viale era attraversato da altri viali, ma parimente ingombri
+di macchie, rovi, ed erbe cattive. Oltre a quel senso di molestia, che
+ne invade con tanta forza al vedere le più nobili opere dell’industria
+andare in scadimento per una sequela d’incurie, e le tracce della
+vita sociale scomparire a gradi a gradi sotto la prevalenza di una
+intemperante vegetazione, non più regolata dall’arte, l’immensa altezza
+delle querce, e la foltezza di questi sottoposti alberi diffondeano
+colà tal tetraggine anche allor quando il sole era più alto, che si
+comunicava in proporzione agli animi di chiunque stavasi a contemplare
+sì fatta scena. Lo stesso Lambourne non ne andò immune, benchè
+d’ordinario lo commovessero le cose che urtavano di fronte le sue
+passioni.
+
+«Questo bosco è nero quanto la gola d’un lupo», disse Tressiliano,
+innoltrandosi verso quel viale solitario, che parea la sede della
+mestizia. Di lì vedeasi la facciata dell’edifizio, costrutto altra
+volta dai frati. Centinate ne erano le finestre, e costrutte di
+mattoni le muraglie, cui si rampicavano l’edere e l’altr’erbe vaghe di
+tappezzar vecchie pareti. Sovrastavano alla fabbrica alti cammini.
+
+«Per altro, dicea Michele, non so dar torto al Foster, se avendo
+sposata la massima di non vedere nessuno, tiene la sua abitazione in
+tale stato da non invogliar le persone ad entrarvi. Ben v’assicuro, che
+s’egli fosse tuttavia il Foster da me conosciuto altra volta, da lungo
+tempo queste roveri sarebbero ite a starsene in qualche legnaia, ed i
+materiali della casa che vediamo avrebbero servito a fabbricarne altre,
+intanto che il nostro galantuomo avrebbe sfoggiato il prezzo ritrattone
+sopra un vecchio tappeto verde, in qualche tenebroso nascondiglio dei
+dintorni di White Friars.»
+
+«Era egli adunque tanto dissipatore?» soggiunse Tressiliano.
+
+«Non si mostrava nè più nè meno di quel che sono gli uomini della
+nostra fatta, nè santo, nè economo. Ma ciò che fortemente spiaceami in
+esso era il vederlo avverso ad ogni comunanza di godimenti. Sospirava,
+come suol dirsi, tutte le gocciole d’acqua, che non passavano pel suo
+molino. — Tracannava sempre da solo tal quantità di vino, che vi giuro
+non mi sarei preso assunto di finirla, nemmen col soccorso del beone
+più accreditato della contea di Berk. Tal circostanza, aggiunta a ciò
+ch’egli era per natura dedito alla superstizione, lo facea indegno di
+stare in brigata co’ suoi colleghi. E vedete di fatto come si è sepolto
+in una tana, che è quanto al giusto conviensi ad una volpe di tal
+natura.»
+
+«Ma poichè l’umore di questo che vi fu un giorno compagno si confà sì
+poco col vostro, potrei chiedervi, sig. Lambourne, d’onde viene in voi
+tanta vaghezza di rinnovellar con lui conoscenza?»
+
+«E potrei io domandarvi a mia volta dond’è in voi la vaghezza
+d’accompagnarmi in tal visita, sig. Tressiliano?»
+
+«Non vel dissi? la parte che presi alla scommessa, la curiosità.....»
+
+«Davvero! Ecco in qual modo, voi altri signori, usi a vantarvi di
+urbanità e ragionevolezza, vi levate d’impaccio nel rispondere a noi,
+che però sappiamo usar liberamente del nostro ingegno. Ma se alla
+vostra prima inchiesta avessi dato per risposta, ch’io non aveva
+altro motivo di visitare il mio antico collega Foster, se non se la
+curiosità, oh! scommetto che l’avreste detta una scappatoia, un ingegno
+del mio mestiere. Nonostante capisco bene, mi sarà d’uopo aver per
+buona la risposta che mi avete data.»
+
+«E perchè non potrebbe la semplice curiosità avermi indotto a far
+questa camminata in vostra compagnia?»
+
+«Servitevi, signore, servitevi; ma non credeste però di darmela ad
+intendere. Ho vissuto assai lungo tempo in mezzo a quelli che sanno
+sbarazzarsi in questo mondo, nè quindi è sì facile il darmi semola per
+farina. Voi siete gentiluomo, così per nascita come per educazione, e
+il vostro portamento stesso lo dà a divedere. Da questo si scorge pure
+che godete buona riputazione, cosa di cui si fece anche mallevadore
+mio zio. Or vi mettete in compagnia d’uno sfaccendato, tale almeno è
+il titolo di cui mi si fa onore, e ciò per andar a trovare un altro
+della stessa lega, a voi sconosciuto. Nè v’induce che sola curiosità!
+Eh! via. Se questa ragione da voi addotta, venisse pesata in una giusta
+bilancia, oh! per bacco, si troverebbe calante, e calante assai.»
+
+«Quand’anche non v’ingannaste in tal raziocinio, dovreste considerare,
+signor Lambourne, che non mi deste finora assai prove di confidenza
+onde eccitarne, o meritarne altrettanta per parte mia.»
+
+«Se dipende da ciò, i miei fini li vedete a fior d’acqua. Osservate
+(e in ciò dire trasse di saccoccia la borsa, che gettò in aria, lesto
+indi a raccoglierla colla mano, affinchè non toccasse terra)... Tanto
+che durerà questa borsa non mi mancheranno passatempi di morbino,
+ma, terminata che sia, mi farà d’uopo cercarne d’altro genere. Ora
+se la misteriosa signora di questa casa, questa bella invisibile di
+Tony _Brucia-cataste_ è un pezzo appetitoso, come la dipingono, non
+è fuor del probabile ch’essa mi aiuti a convertire in soldi di rame
+tutti questi _nobili_ d’oro. Ma se per altra parte è vera l’asserita
+ricchezza di Tony, quanto è fuor di dubbio la costui ribalderia,
+potrebbe anche accadere che queste due cose diventassero per me la
+pietra filosofale, onde cambiar nuovamente i miei soldi di rame in
+_nobili_ d’oro.»
+
+«Non posso negarvi che questo doppio divisamento è immaginato assai
+bene; ma non vedo troppo la via di mandarlo ad esecuzione.»
+
+«Nè io vi dico che ciò debba succedere piuttosto oggi o domani. Perchè
+non mi son già messo in mente di prendere nelle mie reti questo
+vecchio praticone, prima d’avergli preparato quel vischio che sarà più
+confacente a tal uopo. Ma conosco meglio sta mane le cose sue di quello
+che le vedessi ier sera, e saprò ben io far valere il poco che so per
+dargli a credere di saperne anche di più. Del rimanente, se non avessi
+sperato o diletto o profitto nel tentare questa avventura, credete
+pure, che non mi sarei cimentato, tanto più che non la vedo priva
+affatto di rischio. Ora vi siamo, e convien andarne al termine.»
+
+Nel dirsi queste cose, entrati erano in un gran verziere, che
+circondava da due bande la casa, se però potea più dirsi verziere
+un bosco d’alberi, che comunque da frutto, frutto non produceano
+pressochè di sorte alcuna, tanto ne crebbero i rami parassiti; e tanto
+l’industria umana gli avea abbandonati, che i tronchi loro andavano
+tutti ricoperti di musco. Quelli di tali alberi che prima erano stati
+piantati in ispalliera, avendo ripreso l’andamento primitivo del
+crescer loro, presentavano tai forme, che confondeano in grottesca
+guisa l’opera dell’arte e l’opera della natura. La maggior parte di
+questo terreno dianzi foggiato in aiuole ornate di fiori, mostravasi
+incolto, tranne pochi scompartimenti ove si faceano nascere legumi.
+Alcune statue che aveano abbellito il giardino ne’ giorni del suo
+splendore, vedeansi rovesciate dai loro piedistalli e messe in pezzi.
+Nè in migliore stato trovavasi una conserva, pria serbata alle piante
+più timorose del freddo, la cui fronte, adorna di bassi rilievi in
+pietra, rappresentava la vita e le geste di Sansone.
+
+Aveano già i due viandanti attraversato questo giardino della pigrizia,
+e giunti erano pochi passi lontano dalla porta della casa, allorchè
+il Lambourne terminava il suo discorso. La qual cosa fu di grande
+soddisfazione per Tressiliano, poichè lo tolse dall’imbarazzo di
+corrispondere con egual sincerità a quella che gli dimostrò il suo
+compagno nel confidargli senza ritegno quai mire lo avessero tratto
+in questo luogo. L’ardimentoso Lambourne diede alcune aspre picchiate
+alla porta, non senza far osservare al suo collega, che avea visto
+guernita di porte men sode più d’una prigione. Non fu se non se dopo
+aver picchiato parecchie volte, allorchè un servo di figura sgradevole
+si affacciò, per fare scoperta, a un buco quadro, tagliato nella porta
+medesima, e munito di spranghe di ferro, poi chiese ai venuti che si
+volessero.
+
+«Parlar tosto per affari importantissimi di stato, al sig. Foster»
+disse con sicuro tuono il Lambourne.
+
+«Temo che incontrerete qualche difficoltà all’atto di provare il vostro
+assunto» soggiunse Tressiliano con voce sommessa al compagno, nel tempo
+che il servo portava al suo padrone questo messaggio.
+
+«Che mi dite ora? (rispose l’altro). Niun soldato marcerebbe avanti,
+se stesse prima a meditare in qual modo farà la sua ritirata. La prima
+cosa è entrare. Indi tutte le cose si accomoderanno da sè.»
+
+Non tardò il servo a tornare, e tratti i grossi catenacci che fermavano
+quella porta, fece passare gli stranieri per una stretta in volta
+d’onde trovaronsi in una corte quadrata, cinta d’ogn’intorno di
+fabbriche. Poi aperta altra porta, che in fondo della corte stava
+rimpetto alla prima d’ingresso, gl’introdusse in una sala lastricata
+di pietre, e fornita di poche suppellettili, antiche e ridotte in
+cattivo stato. Le finestre della medesima guardando soltanto nella
+corte, l’altezza delle fabbriche non lasciava che i raggi del sole
+penetrassero in quel luogo. Aggiungasi che ogni battitoio di finestra
+essendo separato dall’altro col mezzo di scompartimenti di pietra, e
+i vetri carichi di dipinture, che rappresentavano diversi fatti della
+sacra storia, finestre di sì fatta costruzione, lunge dall’ammettere
+la luce in proporzione di lor grandezza, produceano che quella tenue
+ancora cui davano passaggio, fosse ingombra de’ colori tetri e
+malinconici dipinti su i loro vetri.
+
+Tressiliano e la sua guida ebbero tutto l’agio di contemplare tali
+particolarità, perchè il padrone di casa si fece aspettar qualche
+tempo. Comparve in fine, e benchè Tressiliano fosse preparato a vedere
+una figura spiacente e schifosa, la costui laidezza oltrepassava
+ancora tutto quanto immaginato egli aveva. Era il Foster uomo di
+mezzana statura, nerboruto a quanto scorgeasi, ma di fattezze sì poco
+diverse dalla difformità, che mettea nausea; alle quali grazie esterne
+aggiugneasi ancora ch’egli era mancino. In quei tempi davasi per solito
+molta cura all’acconciatura del capo. Ma i capelli di costui, anzichè
+essere o ben lisciati, o ordinati in anella, o ritti sulle loro radici,
+come se ne vedono i modelli in alcuni ritratti antichi, e come usano in
+circa i nostri cicisbei nel mentre ch’io scrivo, cadeano sconciamente
+fuori d’un fitto berrettone, intricati insieme, che parea non avessero
+mai visto pettine, e coprendo a grado dell’aria la fronte ed il collo
+del nostro uomo, la qual circostanza non faceva cattivo accompagnamento
+ad un aspetto sì tristo. I suoi occhi neri, nè per vero dire privi di
+vivacità, s’ascondeano sotto due foltissime sopracciglia, e per lo più
+guardavano verso terra, quasi, vergognosi del cattivo animo che davano
+a scorgere, volessero sottrarre la bruttezza di questo indizio ai
+circostanti. Nelle poche volte però, che per la necessità di vedere in
+volto gli altri, li sollevava, si leggeva in essi la forza di esprimere
+ardentissime passioni, e l’altra ad un tempo di simularle a talento.
+Tutti gli altri lineamenti erano irregolari, ma buttati là in modo
+da far sì che chi avea veduta una volta quella sì ladra fisonomia,
+non la dimenticasse più mai. E bastò a Tressiliano il trovarsi alla
+presenza di costui per confessare a se medesimo essere questo Foster
+l’ultimo fra gli uomini cui avesse dovuto fare una visita, che non era
+certamente nè aspettata, nè desiderata da chi la riceveva.
+
+Portava un giubbone con maniche di cuoio rosso, simile al vestito
+usato allora dai contadini più facoltosi degli altri, ed un cinturino
+parimente di cuoio, che sosteneva a mano diritta un pugnale, e a manca
+una scimitarra. Alzò gli occhi nell’atto di entrare, misurando d’un
+guardo rapido ed accorto le persone che il visitavano, poi gli abbassò,
+come se avesse dovuto numerare i passi che dovea fare per arrivare
+alla metà della sala; indi con voce bassa e contegnosa si fece a dire:
+«Vogliate spiegarmi, o signori, il motivo di vostra venuta».
+
+Parve che a Tressiliano principalmente fosse volta l’inchiesta, e
+che da questo solo aspettasse il Foster risposta, tanto era giusta
+l’osservazione del Lambourne, che la superiorità derivata da nascita e
+da educazione si fa scorgere per traverso al più semplice vestimento.
+Ma la risposta venne in vece da Michele, che prese nel darla i modi
+famigliari d’uomo francheggiato da ricordanza d’antica amicizia, e che
+punto non dubitasse della cordialità, con cui stava per essere accolto.
+
+«Mio caro amico, primo compagno di mia giovinezza, dilettissimo Tony
+Foster! (e così sclamando, lo prese quasi a costui malgrado per la
+mano, dimenandola con sì bel garbo che gliene comunicava lo scotimento
+a tutta la persona) come avete passata la vita vostra dopo tant’anni
+che non ci vediamo? Ma che? avete forse dimenticato affatto l’amico, il
+fedele compagno, Michele Lambourne?»
+
+«Michele Lambourne! (replicò Foster levando sopra di lui gli occhi,
+che poi immantinente abbassò; indi senza cerimonie sciolse da quella
+dell’altro la propria mano); voi siete dunque Michele Lambourne?»
+
+«Sicuramente, come voi Tony Foster.»
+
+«E ciò pur sia (soggiunse Foster, aggrottando le ciglia). Qual cagione
+può condurre in questo luogo Michele Lambourne?»
+
+«_Voto a Dios_, sclamò Michele, io credea trovar qui migliore
+accoglienza di quella che, se non m’inganno, s’avrebbe voglia di farmi.»
+
+«E che? Mercanzia da forca, masserizia da galera, avventor del
+carnefice! puoi tu pensarti di ricevere buona accoglienza da chiunque
+non abbia sempre dinanzi gli occhi la spaventosa prospettiva di Tiburn?»
+
+«Tutte queste cose possono esser vere, e voglio anche supporle tali.
+Ma non toglierebbero mai ch’io non fossi la compagnia che si vuole a
+Tony _Brucia-cataste_, benchè ora, non so troppo bene per qual merito o
+titolo, si trovi egli padrone di Cumnor Place.»
+
+«Ascoltatemi, Lambourne, come giuocatore dovreste conoscere il calcolo
+delle probabilità. Calcolate quante ne stanno ora per voi che da questo
+finestrone io vi getti nella fossa sottoposta.»
+
+«C’è da scommettere venti contr’uno che non ne farete niente.»
+
+«E perchè di grazia?» chiese Foster coi denti serrati, e colle labbra
+convulse, com’uomo agitato da forte commozione interna.
+
+«Perchè, se vi piace vivere (rispose senza punto scomporsi il
+Lambourne), voi non ardirete toccarmi colla punta di un dito. Io sono
+più giovane e più vigoroso di voi, e il demonio della guerra mi ha
+infuso una doppia dose di coraggio, benchè io non sia invasato come
+voi dal demonio dell’astuzia, e benchè non vi rassomigli nel sapermi
+aprire strade sotterra per arrivare ai miei fini, e nel mettere, come
+suol dirsi in teatro, il tossico nelle pietanze, e il capestro sotto il
+guanciale di chi dorme.»
+
+Foster alzò una volta gli occhi sopra di Michele, poi fece due giri
+lungo la sala con passo fermo e tranquillo siccome quando v’entrò.
+Indi volgendosi d’improvviso e stendendo a questo la mano, sì gli
+disse: «Non conservare verun astio contro di me, buon Michele. Volli
+sperimentare se avevi mantenuta quell’antica, e lodevole franchezza,
+che gl’invidiosi e i maligni sogliono denominare sfrontatezza e
+impudenza.»
+
+«La chiamino come diavolo credono. È una qualità indispensabile per
+chi ama viver nel mondo. Corpo di mille diavoli! Sappi Tony, che il
+fardello di franchezza da me posseduto non era abbastanza considerabile
+per la natura del mio commercio, onde ho cresciuto il mio carico
+d’alcuni barili in tutti que’ porti ove ho toccato nel viaggio della
+vita; anzi per far luogo a questi, ho gettato sopra bordo quel poco di
+modestia e di scrupoli che mi rimanevano.»
+
+«Via, via! replicò il Foster. Quanto alla modestia e agli scrupoli, vi
+stavate già sulla zavorra nell’atto di salpare dall’Inghilterra. Ma chi
+è il vostro compagno, onesto Michele? Sarebb’egli un uom di Corinto[6]?»
+
+«Io vi presento, bravo Foster, il signor Tressiliano (così si affrettò
+il Lambourne a rispondere all’interrogazione dell’amico). Imparate
+a conoscerlo e a rispettarlo, perchè egli è un gentiluomo fornito
+d’ammirabili prerogative; e comunque il suo traffico non sia, almeno
+per quanto so, della natura del mio, egli onora ed ammira i prodi della
+nostra confraternita. E spero col tempo ne farà parte, perchè è cosa
+che non suol fallire. Presentemente non è che un neofito, un proselito,
+il quale cerca la compagnia de’ grandi maestri, come coloro che
+imparano ad armeggiare frequentano le sale di scherma per vedere come i
+più abili sanno maneggiare il passetto.»
+
+«Se i suoi pregi stanno in tale misura, onesto Michele, è d’uopo che
+tu passi con me in un altro appartamento, poichè ho da dirti alcune
+cose che non debbono andar più in là delle tue orecchie. Quanto a voi,
+signore, vi prego aspettarne qui, e di non uscire da questo luogo,
+perchè si trovano nella mia casa, persone, che la vista d’uno straniero
+potrebbe conturbare.»
+
+Tressiliano diede il suo assenso chinando il capo, e i due degni amici
+lo lasciarono nella sala, ove rimase solo ad aspettare che ritornassero.
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+ È un cattivo impegno servir due
+ padroni. Ma questo malandrino
+ vorrebbe servire ad un tempo il Cielo
+ e l’Inferno, e mostrarsi riconoscente
+ al primo del salario che si fa pagare
+ dall’altro.
+
+ _Monologo tolto da antica commedia._
+
+
+La sala entro cui Foster condusse il rispettabile collega era più vasta
+assai di quella onde uscivano; e più dell’altra offeriva tracce di
+sofferto smantellamento. Le pareti all’intorno sostenevano un edifizio
+ad uso di biblioteca, costruito di rovere, e cogli scaffali dello
+stesso legno. Dell’immensa raccolta di libri ch’essi contennero, ne
+restava ancora una parte, ma tutti coperti di polvere, e laceri gli
+uni, privi gli altri de’ lor fibbiagli d’argento, e messi in disordine
+sulle scanzie, e siccome cose non meritevoli di veruna cura abbandonati
+al primo che volea impadronirsene. L’edifizio istesso pareva aver
+incontrato il disfavore dei saccheggiatori, che non contenti di
+distruggere una maggior parte de’ volumi, fracassarono le nicchie ove
+questi stavano, e ne tolsero molti scaffali, e tutte le cortine, delle
+quali tenean vece in quel tempo le tele di ragno.
+
+«Gli autori di queste opere, disse, dando un’occhiata intorno il
+Lambourne, non s’immaginavano certamente in che mani sarebbero andate a
+finire.»
+
+«Nè tampoco l’uso cui verrebbero riserbate, soggiunse il Foster. La mia
+cuciniera non si vale mai d’altro per pulire i candelieri, ed è con la
+loro carta che il mio servo accende il fuoco ogni giorno.»
+
+«Eh sì: ho veduto più d’una città, ove si avrebbero tuttavia in tanto
+pregio da non valersene mai in questa guisa.»
+
+«Lo credi tu? Dal primo all’ultimo non contengono che insulsaggini
+scritte da altrettanti papisti. Ella era la biblioteca di quel vecchio
+rimbambito dell’abbate di Abingdon. La diciannovesima parte di un
+sermone, composto da un predicatore della nuova dottrina, val meglio
+che tutto un carro di queste istorie pescate nel lezzo di Roma.»
+
+«Che ascolto? Ed è il sig. Tony _Brucia-cataste_ che tiene simile
+linguaggio?»
+
+«Uditemi, Michele (disse austerissimamente il Foster, che lanciò
+sull’altro uno sguardo d’indignazione), dimenticate questo soprannome,
+e l’occasione che lo fece nascere, se non vi piace che la nostra
+conoscenza, rinnovellata da poco in qua, muoia di morte improvvisa.»
+
+«Almeno spiegatemi una cosa, che non posso comprendere; perchè vi
+fu un tempo in cui vi davate vanto voi stesso di avere contribuito
+all’arrostimento di due vecchi vescovi eretici.»
+
+«Pur troppo, in que’ giorni mi gravarono i ceppi dell’iniquità, ed io
+era ingolfato nel mare della perdizione. Ma ho cambiato avviso dopo una
+chiamata che ebbi dal Signore per entrare nella sua casa. Il degnissimo
+predicatore Melchisedec Maultext paragonò a tal proposito la mia
+disgrazia a quella, cui soggiacque l’apostolo san Paolo, allor quando
+tenne da conto i vestiti di coloro, che si affaccendavano a lapidar
+santo Stefano. Egli impiegò tre successive domeniche a predicare su
+questo argomento, e senza nominarlo, citava l’esempio d’uno de’ suoi
+ragguardevoli uditori, ch’io sapeva essermi quel tale.»
+
+«Basta, Foster, basta. Tai vostri discorsi mi fanno venire la pelle
+d’oca, cosa che mi accade sempre, nè so il perchè, quando ascolto il
+diavolo parlare di santa scrittura. Ma come avete potuto licenziare
+l’antica vostra religione colla facilità che altri mette nel levarsi un
+guanto? voi che non vi stavate mai un mese dall’andarvi a confessare,
+benchè poi nell’uscire da quel tribunale di penitenza, non vi trovaste
+men pronto a commettere la più enorme ribalderia che vi fosse venuta al
+destro, pari in ciò ai ragazzi che per aver il bell’abito della festa
+non si astengono all’uopo di avvoltolarsi in mezzo al pantano. E non
+sentite nessun rimprovero dalla vostra coscienza?»
+
+«Lascia in disparte la coscienza. È questa una cosa intorno la quale
+non puoi ragionare, perchè non ne avesti mai in vita tua: ed entriamo
+piuttosto in materia. Dimmi in poche parole, qual affare credi avere
+con me, o quale speranza qui ti condusse?»
+
+«Quale speranza? quella certamente di star meglio, dicea la vecchia
+che si mettea lunga distesa sul ponte di Kingston. Osserva questa
+borsa: è quanto mi rimane di una somma tanto rispettabile, che ciascun
+galantuomo se la sarebbe augurata nelle sue tasche. Ti vedo ben
+collocato, e a quanto sembra spalleggiato meglio, perchè si sa che
+un gran signore ti ha preso a proteggere. Sì, Tony, si sa, perchè tu
+non puoi sguizzare entro la rete, senza darti a conoscere di mezzo
+ai buchi. Io poi ho pratica, che queste protezioni non si concedono
+gratuitamente; e tu la cambi del certo con servigi che vai prestando.
+Venni adunque per assisterti in questo mercato.»
+
+«Ma io non ho bisogno del tuo aiuto, Michele! la tua modestia almeno
+doveva farti ravvisare questo caso come possibile.»
+
+«Vale a dire, che tu vuoi fare ogni cosa da solo, per non partire con
+altri il salario. Ma bada bene. La troppa avidità nel voler mettere più
+grano che non ne cape in un sacco, fa rompere il sacco e il grano va
+alla malora. Poi osserva come si regola un accorto cacciatore. Prende
+con sè un bracco a fine di non perdere l’orme del cervo, ma non lascia
+a casa nè meno il cane da corsa, che è quanto vi vuole per raggiungere
+la bestia selvaggia. Il tuo protettore, senz’altro, ha bisogno di due
+persone, ed io posso essere all’uopo d’una di queste. Perchè è vero,
+che possedi profonda sagacia, che corri in dirittura alla tua meta,
+che la malignità della tua indole è ferma, instancabile oltre quanto a
+tal proposito io possa vantarmi: ma in compenso ti supero in audacia,
+in vivacità, in prontezza di eseguire, e in fertilità d’inventar
+espedienti. Disgiunti l’uno dall’altro, manca a ciascun di noi qualche
+cosa; uniti, chi vale a resisterci? Pondera bene quanto ti dico.
+Dunque!... Faremo noi insieme la nostra caccia?»
+
+«Questa tua proposta ha molto dello stravagante, o Michele, ed è un far
+più che da cane da presa il venire sino in casa mia a morsicarmi la
+polpa della gamba. Ma già, tu fosti sempre un cane mal educato.»
+
+«Accetta la mia offerta, e non avrai motivo, di dir così. — Infine,
+poi, fa come credi. Ma ti avverto, che se non mi vuoi soccorritore
+nelle tue imprese, m’avrai instancabile nell’intralciarle; perchè
+assolutamente ho bisogno di lavoro, e ne troverò adoperandomi o per te,
+o contro di te.»
+
+«Dunque poichè la tua cortesia è tanta, che mi lasci la scelta, ti
+accetterò piuttosto amico, che nemico. — Di fatto non t’inganni. Posso
+procurarti un protettore, che ha modi per giovare ad entrambi e ad un
+centinaio d’altri; e per vero dire tu hai quanto abbisogna per fartigli
+utile. Il servigio ch’egli chiede domanda ardimento e destrezza; e i
+protocolli dei tribunali fanno testimonianza in tuo favore. Egli ha
+d’uopo di gente che non si lasci arrestare dagli scrupoli; e nessuno
+ti fa il torto di credere nemmeno che tu abbi coscienza. — Per tener
+dietro a un cortigiano è necessaria la sapienza di non si dar a
+conoscere; e la tua fronte è impenetrabile come se un elmo di pelle di
+nibbio la ricoprisse. — Non vorrei in te altra riforma che in un certo
+punto.»
+
+«E qual è questo punto, mio buon Tony? Parla, e ti giuro pel guanciale
+dei sette dormienti, che cercherò gradirti in tutto e per tutto.»
+
+«Me ne dai adesso una bella pruova! Prima di tutto il modo de’ tuoi
+discorsi non quadra ai tempi in cui siamo. Tu gl’infilzi sempre con
+giuramenti che sanno di papismo. Poi il tuo portamento è troppo
+dissoluto, troppo mondano per mostrarti in mezzo alla comitiva di un
+gran signore, obbligato a mantenersi in una certa riputazione agli
+occhi del Pubblico. Ti fa mestieri l’assumere un contegno più grave
+e composto, portar vesti men licenziose, un collare senza pieghe e
+ben inamidato, brache più strette, un cappello con più larghe ale,
+non giurar mai che sulla tua fede e sulla tua coscienza, rinunziare a
+quest’aria di spadaccino; in somma non toccar mai l’impugnatura della
+tua sciabola che quando veramente è dovere di adoperarla.»
+
+«Per la luce del giorno! tu sei divenuto pazzo. Questo ritratto che mi
+fai, s’adatta a qualche famiglio d’una vecchia puritana, non mai ad
+uom bravo che si dia al servigio d’un cortigiano ambizioso. Per ben
+conformarmi al modello che mi dipingesti, non mi mancherebbe altro che
+tener la bibbia in luogo di pugnale al mio centurino, nè conservare
+in me altra apparenza di fortezza che quanta al più se ne pretende da
+chi accompagna qualche orgogliosa devota alla predica, se talvolta
+occorre farsele campione contro quegl’insolenti garzoni di bottega che
+le vogliono disputare la parte del muro. Non è così, cred’io, che deve
+mostrarsi il cortigiano d’un grande.»
+
+«Tu non sai dunque, Lambourne, che da quando partisti dall’Inghilterra,
+tutte le cose sono cambiate, e che tal uomo il quale in segreto corre
+alla sua meta con passo risoluto, e che nulla potrebbe rattenere,
+si studia poi in compagnia, di non prorompere mai in minacce, in
+giuramenti, in detti profani.»
+
+«Intendo. Si dee far commandita col diavolo, ma con patto di non
+pronunziare mai il suo nome. Ebbene. Mi sforzerò piuttosto a
+contraffarmi, che accattar brighe con questo nuovo mondo, che tu vuoi
+divenuto sì puntiglioso. Come si chiama adunque questo signore, sotto
+cui debbo far noviziato d’ipocrisia?»
+
+«Ah! ah! signor Michele, egli è con questo bel garbo, che vi siete
+accinto all’impresa di scoprire i fatti miei. E che sapete voi se
+l’uomo che vi ho descritto si trovi in questo mondo, o che piuttosto io
+non abbia voluto divertirmi a vostre spese?»
+
+«Tu divertirti a mie spese! Povero gonzo! (disse senza intimidire il
+Lambourne). Non sai tu, o testa sventata, che dietro al letamaio ove
+credesti nasconderti a tutto il mondo, mi bastano ventiquattr’ore per
+vedere tutte le cose tue chiaramente come a traverso all’osso di una
+lanterna da scuderia?»
+
+Finiva di dir ciò il Lambourne, quando un acuto grido interruppe questo
+intertenimento.
+
+«Per la santa croce d’Abingdon (sclamò il Foster, che preso da paura in
+tale momento, dimenticava d’essersi fatto protestante). Io sono un uomo
+rovinato, perduto.»
+
+Dette le quali cose, corse nell’appartamento d’onde il grido era
+uscito, e ove Michele lo accompagnò. Ma per ispiegare la cagione di
+un tal contrattempo ne è d’uopo risalire all’istante d’allora che il
+Foster condusse nella biblioteca il Lambourne.
+
+Tressiliano nel rimaner solo, lasciò sovra coloro che uscivano,
+un’occhiata di sprezzo, sprezzo di cui serbava parimente una gran
+parte per se medesimo per essere disceso a mettersi, anche per poco,
+in brigata con gente di tal natura. «Amy, donna crudele, diceva
+egli fra se stesso, son questi compagni, che la tua ingiustizia,
+la tua leggerezza, l’inconsiderata tua crudeltà m’hanno costretto
+a cercarmi! Io non avvezzo a sperar soccorso che da amici degni di
+me, i quali oggidì mi sprezzeranno altrettanto quanto io per amarti
+mi sono degradato agli sguardi di me medesimo! Ma non quindi io
+discontinuerò dal seguirti, o tu che fosti un giorno la meta del più
+puro, del più tenero affetto. E benchè tu non possa omai essermi che
+argomento di lagrime e di cordoglio, ti strapperò di mano all’autore
+del tuo precipizio. Ti salverò da te medesima, ti restituirò ai tuoi
+congiunti, al tuo Dio. Gli è vero che non vedrò più quel bell’astro
+brillar sulla sfera da cui scese egli stesso! Ma almeno....» Tai
+cose ragionava, allorchè un legger romore udito nell’appartamento lo
+distolse dal meditare. E voltosi verso la porta laterale, gli occhi
+suoi si scontrarono in una donna tanto leggiadra, quanto pomposamente
+vestita, ch’ei ravvisò per quella di cui era in traccia. La prima
+cosa ch’egli fece dopo tale scoperta fu nascondere il volto entro
+il collare dell’abito, onde aspettar così il momento migliore per
+darsi a conoscere. Ma la giovinetta (chè essa non contava oltre ai
+diciott’anni) mandò a vôto questo divisamento; perchè, tutta brio, il
+trasse per l’abito, e con gajezza gli disse:
+
+«Oh! amico del mio cuore! Dopo esservi fatto aspettare sì lungo tempo,
+avvisate forse di venire in una festa da maschere? Voi siete accusato
+di tradimento al tribunal dell’amore. Dovete comparirmi innanzi, e
+rispondere a viso scoperto. Udiamo che cosa sapete addurre in vostra
+discolpa. Siete reo, o siete innocente?»
+
+«Oimè! Amy....» disse Tressiliano con voce fioca e dolente, e in dir
+ciò lasciò vedere il suo volto.
+
+Il suono di questa voce, ed una presenza sì poco aspettata, posero
+termine alla gioia onde la giovinetta era compresa. Diè un passo
+addietro, fattasi pallida come la morte, e coprendosi il viso con
+ambo le mani. Lo scotimento fu troppo grave per Tressiliano, sicchè
+nel primo istante non gli lasciò forza ad articolare parola. Ma poi
+ricordandosi la necessità di afferrare un momento che forse non si
+sarebbe offerto altra volta, si disse, «Amy, non vi prenda timore
+alcuno».
+
+«E perchè dovrei temere? (rispose ella, togliendosi le mani dal volto,
+che il rossore ingombrava) e di che temere? Sol mi fa stupore, sig.
+Tressiliano, che vi presentiate in casa mia senza esservi nè invitato,
+nè desiderato.»
+
+«In casa vostra, Amy! rispose Tressiliano. È dunque un carcere il
+vostro soggiorno? e un carcere custodito dal più infame fra gli uomini,
+tranne quello che stipendia costui!»
+
+«Sono in casa mia, vi ripeto, e questa abitazione mi appartiene
+sintantochè mi piacerà soggiornarvi. Se mi diletta vivere in un ritiro,
+chi è che abbia diritto di opporsi a questa mia inclinazione?»
+
+«Vostro padre, o giovinetta; vostro padre tratto alla disperazione.
+Egli è che m’ha ingiunto cercarvi per ogni dove, confidandomi
+un’autorità, che gli è impossibile l’usare in persona. Leggete questa
+lettera, ch’egli scrisse, mentre benediva i patimenti cui soggiace il
+suo corpo, sol perchè gli facevano dimenticare per pochi istanti le
+angosce del cuore.»
+
+«I patimenti, cui soggiace il suo corpo! È dunque infermo mio padre?»
+
+«Infermo tanto, che è incerto, se la vostra presenza, comunque vi
+affrettiate, sarà valevole a restituirgli la salute. Un istante basta
+agli apparecchi della partenza, se consentite seguirmi.»
+
+«Tressiliano, non posso, non debbo, non oso abbandonar questa casa. —
+Ma tornate da mio padre, ditegli che otterrò la permissione di vederlo
+prima che 12 ore sieno trascorse. Accertatelo ch’io sto bene, ch’io
+sono felice, o che almeno il sarei, se potessi crederlo felice al pari
+di me. Ditegli che non tema di non vedermi, e di non vedermi in modo
+da dimenticare tutti gli affanni che gli ho cagionati. — La povera Amy
+si trova oggidì in un grado più sublime di quanto osi dir ella stessa.
+— Andate, virtuoso Tressiliano. Fui colpevole d’ingiustizia verso di
+voi; ma, credetelo, ho il potere di compensarvi per la ferita che vi
+apportai. Vi ho negato un cuore che non era fatto pel vostro, ma saprò
+in vece assicurarvi onori e fortune degne di voi.»
+
+«E Amy può parlarmi in tal guisa? Meritai sì poca stima da voi che or
+mi offeriate in compenso di rapita pace e tranquillità gli spregevoli
+trastulli d’una frivola ambizione? Ma della prima ferita che faceste al
+mio cuore non vi fo omai più rimprovero, nè qui sono che per giovarvi,
+e rendervi la libertà. Sì, la libertà. Vorreste invano celarmelo. Vi
+tengono qui prigioniera; perchè se fosse altrimenti, il vostro animo
+ben fatto (tale fu almeno una volta) vi farebbe sospirare di essere
+già a quest’ora al letto di vostro padre. Venite, figlia infelice, ed
+ogni colpa sarà dimenticata, perdonata. — Quanto a me, non temete per
+parte mia veruna importunità, veruna querela. Feci un sogno, ma già mi
+sono svegliato. Bensì, pensate a vostro padre... Affrettatevi finchè
+vive ancora. Venite: una soave parola, una lagrima di pentimento,
+cancelleranno da lui la rimembranza di tutto il passato.»
+
+«Non vi dissi già, Tressiliano, ch’era mio volere di condurmi ad
+esso? nè metterò a questo soave dovere maggior indugio di quel che
+m’è indispensabile per compierne altri parimente sacri. Ne chiamo in
+testimonio questo giorno che mi rischiara. Io sarò da mio padre appena
+ne avrò ottenuta la permissione.»
+
+«Che ascolto? (rispose impazientendosi Tressiliano) V’ha d’uopo di
+permissione per vedere un padre infermo, che giace forse sul letto
+della morte? E a chi la chiederete voi, tal permissione? Forse allo
+sciagurato, che sotto larva di amicizia, abusò di tutti i diritti della
+ospitalità per involare alle paterne braccia una figlia?»
+
+«Non parlate in tal guisa di lui, Tressiliano. L’uomo che ingiuriate
+ora, porta una sciabola ben arrotata quanto la vostra, e fors’anche
+meglio arrotata. Uomo vano! le azioni più gloriose che tu hai fatte in
+tempo di guerra o di pace, cedono tanto al confronto di quelle che lo
+illustrano, quanto il grado che tieni nel mondo è al di sotto della
+sfera sulla quale egli campeggia. — Lasciami, compi il messaggio, di
+cui t’incaricasti col padre mio. Desidero però che dovendomi far sapere
+altre cose, egli scelga un messaggiere a me più gradevole.»
+
+«Amy (rispose con tranquillità Tressiliano) questi oltraggi non hanno
+forza di movermi a sdegno. Ditemi solamente una parola, che possa far
+rilucere un raggio di consolazione all’animo del mio vecchio amico. —
+Quest’alto grado di colui che vantate cotanto, lo dividete voi seco? Ha
+egli il titolo e le prerogative d’uno sposo per decidere sulle vostre
+azioni?»
+
+«Basta così, sclamò ella. Voi vi prendete tal libertà, che non mi
+conviene il sofferirla. Avrei rossore di rispondere ad interrogazioni
+che offendono l’onor mio.»
+
+«Col negar di rispondere, Amy, mi dite più di quel che vi chiedo.
+Ma ascoltatemi, giovinetta infelice! Io vengo munito di tutta
+l’autorità d’un padre, e quindi vi comando ubbidire. Saprò sottrarvi
+alla schiavitù dell’obbrobrio e della colpa, anche a malgrado di voi
+medesima.»
+
+«Non mi minacciate una violenza, (sclamò la giovane, facendosi indietro
+alcun passo, e intimorita dal tuono risoluto dell’altro) non mi
+minacciate, Tressiliano. Ho modi di resistere alla forza.»
+
+«Ma spererei non aveste vaghezza di prevalervene a difesa di una sì
+trista causa. È impossibile, Amy, che liberamente e di pien vostro
+grado acconsentiate a vivere nel disonore e nella schiavitù. O qualche
+talismano vi rattiene, o voi siete il giuoco di perfidi artifizi,
+o finalmente vi credete legata da giuramenti, che vi si fecero
+pronunziare per forza. — Comunque sia, romperò io tutti gl’incanti con
+poche parole: Amy, in nome di vostro padre, di vostro padre condotto
+all’ultima disperazione, v’intimo seguirmi in questo medesimo istante.»
+
+Dette le quali cose, le si avvicinò stendendo il braccio, come per
+afferrarla, e fu allora che spaventata mandò il grido, onde giunsero in
+quella sala il Lambourne e il Foster.
+
+«Per satanasso! (esclamò entrando il secondo) che si fa qui?» Poi
+volgendosi alla giovane, le disse in tuono, nè di comando tutto, nè
+tutto di preghiera; «Signora, per qual combinazione vi trovate voi fuor
+de’ vostri confini? Sarà bene vi ritiriate. È cosa, in cui può stare
+la vita e la morte. — E voi, amico mio, chiunque vi siate, uscite di
+questa casa. Partite subito prima che la punta del mio pugnale abbia
+tempo di far conoscenza col vostro giustacuore. — Fuori la sciabola,
+Michele, liberane da questo sciagurato.»
+
+«No, sulla mia anima, disse il Lambourne. Egli è venuto qui in mia
+compagnia, e per una conseguenza de’ miei principii, non ha nulla
+da temere da me fintanto almeno che non ci torniamo a trovare. — Ma
+però ascoltatemi (soggiunse volgendosi a Tressiliano), caro amico di
+Cornovaglia, sparite, sfumatevi, levate il campo dalla parte di Dio....»
+
+«Taci, ente spregevole, gli disse fieramente Tressiliano. Vi saluto,
+o signora. Quel poco di spirito vitale, che rimane tuttavia al padre
+vostro, non so se reggerà alla notizia di cui sto per essergli
+apportatore.» Dopo queste parole si ritirò, in tanto che la giovinetta
+gli dicea con fioca voce: «Tressiliano, non commettete imprudenze, e
+guardatevi dal calunniarmi.»
+
+«Quest’è una bella faccenda, disse Foster. Milady, ritiratevi, ve ne
+prego nel vostro appartamento, e lasciateci meditare qual cosa torni
+meglio in tal circostanza. — Presto, ritiratevi.»
+
+«Signore, non vivo sotto i vostri comandi» ella rispose.
+
+«È vero, milady; ma però è necessario...... scusate la mia libertà,
+milady; ma.... viva Dio! non è momento da cerimonie, e fa d’uopo che
+torniate nel vostro appartamento. — Michele, se ti sta a cuore....
+tu mi capisci. — Va dietro a quello sfrontato manigoldo, e fallo
+sloggiare. Intanto io persuaderò questa signora. — Presto, impugna la
+sciabola, e segui l’orme di colui.»
+
+«Lo seguirò, disse il Lambourne, e lo farò andar fuori delle nostre
+frontiere, ma quanto ad alzar la mano contro un uomo, con cui ho vôtato
+il bicchiere della mattina, nol farò mai. Opererei contro coscienza.»
+Dette tali cose, partì.
+
+Intanto Tressiliano, già uscito fuor della casa, prese quel primo
+viale, che credè conducesse alla porta d’onde entrò; ma lo stato di
+salvatichezza cui era ridotto il parco, le idee che tenevano agitato
+il suo animo, la stessa premura di sottrarsi da un luogo ove non
+era saggezza il rischiar nulla, gli fecero prendere un viale per un
+altro. Quindi invece di trovarsi nel cammino che metteva al villaggio,
+dopo molto aggirarsi, si vide dall’altra banda di quel possedimento,
+rimpetto ad una porticella fatta nel muro, d’onde si andava ne’ campi.
+
+Si fermò un istante; e poco per vero dire, gli rilevava da qual porta
+sarebbe uscito, purchè abbandonasse un soggiorno che non gli offeriva
+se non se amarissime ricordanze. Ma vi era probabilità che quella
+porticella fosse chiusa, e gli negasse un varco da quella parte.
+
+«Pur conviene farne la prova, pensò egli fra se medesimo. La sola via
+di salvare questa infelice giovinetta, questa giovinetta sempre cara
+al mio cuore, sta in ciò che il padre di lei faccia appellazione alle
+leggi violate del nostro paese. È dunque mestieri partecipargli senza
+indugio questa notizia, che oh! quanto deve trafiggergli l’anima.»
+
+Così intertenendosi co’ suoi pensieri, si avvicinò alla porticella, e
+mentre indagava se vi era modo d’aprirla, o se tornava meglio scalare
+il muro, udì dalla parte esterna il romore d’una chiave introdotta
+nella serratura. Tosto la porta si aprì, e mentre aggiravasi su i
+suoi cardini, Tressiliano vide innanzi a sè un uomo involto in grande
+ferrajuolo, coperto da un cappello tutto disteso cui soprastava un
+pennacchio. Questi si fermò pochi passi distante da Tressiliano. E
+fu un tempo medesimo, allorchè con esclamazione di risentimento e di
+stupore pronunziarono, il nome di Tressiliano quegli che entrava, il
+nome di Varney, l’altro che meditava l’uscita.
+
+«Che fate voi qui? (domandò aspramente il nuovo giunto, dopo avere
+lasciato trascorrere l’istante della prima sorpresa). Che fate voi qui,
+in questo luogo, ove non siete, nè atteso, nè desiderato?»
+
+«E che cosa vi fate voi? posso chiederlo egualmente, o Varney? (rispose
+Tressiliano). Venite qui forse per trionfare dell’innocenza che
+sagrificaste, siccome l’avoltoio od il corvo si pascono dell’agnello,
+cui prima strapparono gli occhi? o veniste piuttosto a ricevere
+dovuto castigo dalla mano d’un uomo d’onore? Sguaina quella sciabola,
+scellerato, e difenditi.»
+
+E già in ciò dire, Tressiliano avea snudata la sua; ma Varney non
+fece per allora altra cosa che metter la mano sulla impugnatura della
+propria. «Tu sei, gli disse, in errore, o Tressiliano, benchè le
+apparenze, il confesso, stiano contro di me. Ti protesto, con tutti
+que’ giuramenti che un sacerdote può suggerire, e che un uomo può fare,
+non esservi alcuna cosa che Amy Robsart abbia diritto di rimproverarmi.
+T’assicuro che mi spiacerebbe in tal circostanza sollevar la mano
+contro di te. Tu però non ignori che mi so battere.»
+
+«L’ho inteso dire, Varney, disse Tressiliano, pure in questo momento ne
+bramo un miglior mallevadore che non la tua stessa parola.»
+
+«L’avrai, rispose Varney, se questa lama, e quest’impugnatura non
+mi tradiscono». E nel punto medesimo trasse con la mano destra la
+sciabola, ed involgendo la manca nel suo mantello assalì Tressiliano
+con tal impeto, che pareva dovesse stare per l’assalitore il vantaggio.
+Ma questo vantaggio non gli durò lungo tempo, perchè ad un cuore arso
+dalla sete della vendetta, aggiugnea Tressiliano un braccio avvezzo
+a trattar l’armi, ed un occhio esperimentato a tutti gli stratagemmi
+della scherma. Laonde Varney trovandosi a sua volta incalzato
+d’appresso, risolvette di assalire da corpo a corpo il nemico, e fermo
+in tale disegno, avventurò ad una stoccata di Tressiliano quella parte
+del proprio corpo che il mantello copriva meglio; per cui prima che
+l’altro avesse sbarazzata la propria arme, gli si gettò addosso, e
+tenendogli vicinissima la punta, stava per trapassargli il petto.
+Ma l’avversario, esperto ad ogni genere di guardia, trasse presto
+coll’altra mano il pugnale, e colla lama di questo parò un colpo che
+avrebbe posto fine alla pugna.
+
+Nella qual difesa mostrò tal destrezza, per cui, se Giles Gosling fosse
+stato presente, si sarebbe confermato nella credenza che esternò,
+essere cioè Tressiliano nativo di Cornovaglia. Gli abitanti di questa
+contrada posseggono tanta perizia nell’armeggiare, che se tornassero in
+usanza i giuochi e le giostre dell’antichità, essi potrebbero disfidare
+il rimanente d’Europa. Varney dopo il suo mal avvisato tentativo fu
+rovesciato sì aspramente e sì all’impensata, che la sua sciabola andò
+alcuni passi distante da lui, e prima di potersi rialzare, vide sul
+proprio collo la punta dell’arme avversaria.
+
+«Dammi tosto modo di salvare la vittima del tuo tradimento, gridò in
+quell’atto Tressiliano, o preparati a congedarti dalla luce del giorno
+che ti rischiara.»
+
+Varney, troppo confuso, ed irritato per trovar parole a rispondergli,
+fece un nuovo sforzo a fine di rialzarsi; ma il suo nemico, sollevando
+la sciabola, stava per vibrargli il mortal colpo, allorchè si sentì
+rattenere il braccio da un uomo che gli stava alle spalle. E nel
+volgersi, vide Michele Lambourne condotto ivi dal fragore dell’armi, e
+giunto in tempo di salvar la vita a Varney.
+
+«Su via, compagno, disse a Tressiliano il Lambourne, sono già assai
+queste faccende per una giornata. Rimettete nel fodero la vostra
+squarcina, e partiamo. L’_Orso nero_ ci ulula da presso.»
+
+«Ritirati, vile insetto! (sclamò Tressiliano, dimenando il braccio per
+isciogliersi da costui). Ardisci tu metterti fra me e il mio nemico?»
+
+«Oh! vile insetto tu!, rispose il Lambourne. Ma un ferro mi darà
+ragione di questo oltraggio, dopochè un boccale di Canarie m’avrà
+fatto dimenticare il bicchiere che bevemmo insieme questa mattina. Per
+ora non facciamo scene. Alzate le gambe, andatevene, e sloggiate. Non
+vedete che siamo due contra uno?»
+
+E dicea vero; perchè Varney profittando dell’istante, raccolse la
+propria sciabola, onde Tressiliano ben vide che sarebbe stata follia il
+cimentarsi a tanto dispari combattimento. Cavò due _nobili_ d’oro dalla
+sua borsa, e gettandoli al Lambourne: «Tieni, disse, uomo spregevole,
+ecco il salario della tua mattinata. Non sarà mai detto che tu m’abbia
+servito gratuitamente qual guida. Addio, Varney, noi ci troveremo in
+qualch’altro luogo, ove non sia chi possa sottrarti alla mia vendetta.»
+Dette le quali cose, uscì del parco per la porticella ch’era rimasta
+aperta.
+
+Varney non mostrò avere nessuna voglia di molestare la ritirata al
+nemico; e forse nemmeno il potea, tanto lo stordì la sofferta caduta.
+Aggrottò solamente le ciglia nel vederlo discomparire; indi voltosi al
+Lambourne: «Brav’uomo, gli disse, sei tu un collega di Foster?»
+
+«Suo amico giurato, quanto lo è dell’impugnatura la lama.»
+
+«Tieni questa moneta d’oro, e segui quell’astuta volpe. Indagherai
+in qual tana va a rannicchiarsi, poi torna qui a ragguagliarmene. Ma
+soprattutto silenzio, e prudenza, se ti è cara la vita.»
+
+«Basta così. V’accorgerete, che non isceglieste un cattivo bracco, e vi
+darò contezza di tutte le cose.»
+
+«Fa dunque presto,» disse Varney, rimettendo entro il fodero la sua
+sciabola; poi voltando le spalle a Michele s’avviò verso la casa. Il
+Lambourne non si fermò che un istante onde raccogliere i due _nobili_
+gettatigli con sì poca cerimonia da Tressiliano, e li mise nella sua
+borsa insieme all’oro venutogli dalla liberalità del Varney.
+
+«Vedete!, dicea fra se stesso Lambourne, io parlava ieri sera di
+Eldorado con quegl’imbecilli. Viva S. Antonio! Per un uomo della mia
+fatta, qual più bell’Eldorado della vecchia Inghilterra? I _nobili_
+d’oro vi piovono dal Cielo; e la terra ne è coperta, come se fossero
+stille di rugiada: non vi vuole che l’incomodo di raccoglierle. Oh! se
+di tale preziosa manna non tocca a me la mia parte, sto a patto che la
+lama di questa sciabola si liquefaccia come la neve.»
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+ Dell’ago pur, che la grand’Orsa addita
+ Ai naviganti, va fornito; e polo
+ Gli è cieco amor di se medesmo: i lini,
+ Ch’arte maestra dispiegò, fa gonfi
+ L’immonda piena degl’ingordi affetti.
+ _L’Ingannatore, Tragedia._
+
+
+Il Foster stava adunque disputando colla giovane signora, che opponeva
+soltanto disprezzo e sdegno alle preghiere reiterate da costui,
+ond’ella entrasse nel proprio appartamento, allorchè un fischio si fece
+udire alla porta della casa.
+
+«Eccoci ad una bella stretta, disse egli; questo è, cred’io il segnale
+di Milord che arriva. Qual cosa dirgli ora intorno all’accaduto? Il
+malanno sta sempre alle calcagna di quel maledetto Lambourne. Pare non
+sia scappato dalla forca che per portarmi disgrazia.»
+
+«Datevi pace, sig. Foster, disse la giovane, e pensate solamente ad
+aprire al vostro padrone.»
+
+«Milord, amato milord, diss’ella correndo frettolosa verso la porta.
+— Ah mio Dio! (sclamò indi in tuono fatto per additarne il dolore
+di vedersi defraudata nelle sue speranze); non è altri che Riccardo
+Varney.»
+
+«Sì, o signora (disse Varney, salutandola rispettosamente; saluto
+ch’ella gli restituì con un’aria mista d’indifferenza e di dispiacere),
+sì, non è che Riccardo Varney. Ma non dispiace il mattino veder dalla
+parte d’oriente una nube dorata; è questa la foriera del dio del
+giorno.»
+
+«Dunque verrà quest’oggi Milord?» soggiunse ella con una gioia, fra
+mezzo a cui scorgeasi l’agitazione di quell’animo. La stessa inchiesta
+fu ripetuta dal Foster. Varney rispose alla signora, ch’ella avrebbe
+ricevuta la visita di Milord in quel giorno medesimo, e stava per
+farle alcuni complimenti, quand’essa correndo verso la porta della
+sala, cominciò a gridare a tutta voce: «Giannina, Giannina, venite nel
+gabinetto della mia toletta.» Indi voltasi a Varney, gli richiese:
+«Milord vi ha egli dato nessun ordine da comunicarmi?»
+
+«Eccovi, o signora, una lettera, che egli v’invia, e con essa un pegno
+del suo affetto verso la persona, che è sovrana del suo cuore.» In
+ciò dire le consegnò parimente un plico accuratamente annodato da un
+filo di scarlatto. Fattasi con vivacità a scioglierne il gruppo, non
+vi riusciva. Onde si diede a gridare una seconda volta: «Giannina,
+Giannina, una forbice, un coltello, tutto è buono, purch’io possa
+sciogliere un tal gruppo, che tarda la mia felicità.»
+
+«Questo strumento non potrebb’essere all’uopo, o signora?» disse il
+Varney, presentandole un pugnaletto di prezioso lavoro, ch’ei portava
+alla cintura entro fodero di marrocchino.
+
+«No, mio signore (rispos’ella, in atto alquanto disdegnoso), l’acciaio
+del vostro pugnale non troncherà il mio nodo d’amore.»
+
+«Eh sì! ne ha troncato più d’uno di questi nodi» disse da se stesso il
+Foster, lanciando un’occhiata significante al Varney.
+
+In questo mentre il gruppo fu disfatto senz’altro soccorso che quello
+delle agili dita di Giannina, fanciulla avvenente, figlia di Foster, la
+quale avendo udito la voce della padrona, si era data tutta la premura
+di accorrere. Una collana di perle orientali stavasi entro quel plico.
+La giovane signora le rimise all’ancella, appena guardandole, e si
+affrettò a leggere, o piuttosto a divorare il contenuto del profumato
+biglietto, che accompagnava un tal dono.
+
+«Certamente, o signora, disse Giannina (contemplando con grande
+ammirazione questa collana) le fanciulle di Tiro non portavano di più
+belle gemme[7]. E l’iscrizione: _Per adornare ciò ch’è al di sopra
+d’ogni ornamento_. Oh! per verità! ognuna di queste perle vale uno
+Stato.»
+
+«E ogni parola di questa lettera vale l’intera collana, o mia
+fanciulla. Ma passiamo nel gabinetto della nostra _toletta_, mia cara
+amica, è d’uopo ch’io mi faccia bella. Milord arriva fra poco, e
+desidera, signor Varney, che io vi usi buona accoglienza. Oh! i suoi
+desiderii sono leggi per me. Questa sera siete invitato meco a cena nel
+mio appartamento, e voi pure, signor Foster. Date gli ordini, affinchè
+non si omettano i preparativi necessari a ricevere, come si conviene,
+Milord.» Dette le quali cose, uscì dell’appartamento.
+
+«Ella prende già i grandi modi, disse tosto il Varney, e ne ammette
+come per favore al suo cospetto. Ha ragione. La prudenza c’insegna a
+sperimentare anticipatamente la parte, che la fortuna può un giorno
+assegnarne su questa terra. Bisogna che la giovane aquila impari a
+guardare il sole prima di spiccare in maggior vicinanza di quest’astro
+il suo volo.»
+
+«Oh! se non si tratta, che di alzare la testa in alto, converrebbe
+esser ben ciechi a non accorgersi che questo uccello non abbassa più
+la sua cresta. È un falcone, vi giuro, che il mio fischio non verrà a
+richiamare. Se udiste, sig. Varney, con qual aria di sprezzo ella mi
+parla a quest’ora!»
+
+«Colpa tua! sciocco, imbecille, privo di fantasia come d’accorgimento,
+che fuor d’una brutale violenza non conosci altre vie di far fare una
+persona a tuo modo. Perchè, a renderle più aggradevole l’interno di
+questa casa, non adoperi la musica ed altri passatempi? E a toglierle
+ogni vaghezza d’uscirne, perchè non farle qualche racconto di spiriti?
+Il cimiterio tocca le muraglie del parco, e tu non hai nemmeno quanto
+senno basta a trarne fuori l’ombra d’un morto per tener a dovere le
+donne che soggiornano nella tua casa?»
+
+«Non dite così, sig. Varney. Niun’anima vivente mi fa timore, ma non
+voglio prendermi troppa dimestichezza coi morti miei confinanti.
+V’assicuro che non vi vuole poco coraggio ad abitare in tanta vicinanza
+di essi; e so che il degnissimo signor Holdforth, quegli che predica la
+sera nella chiesa di sant’Antolina, ebbe una bella paura l’ultima volta
+che venne a trovarmi.»
+
+«Taci subito, stolto superstizioso, e piuttosto, giacchè sei entrato
+nel proposito di coloro che ti vengono a far visita, dimmi, astuto
+malandrino, come è stata ch’io abbia incontrato Tressiliano nel parco?»
+
+«Tressiliano! Chi è questo Tressiliano? Io nol conosco nemmeno di nome.»
+
+«Che mi racconti tu, o sciagurato? Ignori dunque, che Tressiliano è
+quel certo cacciatore di Cornovaglia, cui il vecchio sir Ugo Robsart
+avea destinato quel caro augelletto di Amy? Tutto rabbia d’esserselo
+visto volar via, è venuto a tendergli reti fin qui. Conviene essere
+bene attenti, perchè costui crede gli sia stato fatto affronto, e non
+è uomo da berselo in santa pace. Per buona sorte egli non sospetta di
+Milord, nè crede aver da fare che con me solo. Ma in nome del diavolo!
+qual combinazione lo ha portato qui?»
+
+«Ah! Sarà forse l’uomo venuto con Michele Lambourne.»
+
+«E chi è poi questo Michele Lambourne? Per Dio! non ti manca che
+mettere un’insegna alla tua porta e invitare tutti i vagabondi, perchè
+entrino a vedere quelle cose che dovresti persino nascondere al sole e
+all’aria.»
+
+«Ecco in qual bel modo i cortigiani ringraziano pei servigi che
+loro si prestano! Signor Riccardo Varney, non siete voi quello, che
+m’incaricaste di trovarvi un uomo, bravo per adoperare la lama, e
+d’una coscienza che non tema la ruggine? Non doveva io darmi attorno
+per contentarvi? E la cosa non era tanto facile, perchè grazie al
+cielo, non fo conversazione con questa razza di gente. Ma il Cielo
+ha permesso, che questo ribaldo, il quale è, nè più nè meno, il
+briccone che si conviene ai vostri fini, si presenti qui per rientrare
+impudentemente nei diritti d’una conoscenza ch’ebbe meco in lontani
+tempi. Gli ho menate buone le sue pretensioni sol per fare a voi cosa
+accetta; e quindi mi sono abbassato fino ad intertenermi con lui. E
+questa adesso è la vostra riconoscenza?»
+
+«Ma se costui è un briccone che ti somiglia, ed al quale manca solo
+la vernice dell’ipocrisia, che copre la superficie della tua anima,
+simile a un dipresso ad un resto d’indoratura che sta sopra una vecchia
+arme irrugginita, come sta poi, che il pio, l’amoroso Tressiliano, sia
+venuto in sua compagnia?»
+
+«Non ne so niente io. Ma vennero insieme. Sì dalla parte del cielo! E
+se ho da dirvi la verità, questo Tressiliano, giacchè si chiama così,
+ha avuto un momento di colloquio coll’amabile nostra prigioniera,
+intanto che, tutto intento a servirvi, io discorrea con Lambourne nella
+sala della biblioteca.»
+
+«Oh! tristo senza cervello, che hai perduto te e me in un sol colpo!
+In tempo che Milord non è qui, tu il sai, ella ha sospirato, e non una
+volta sola, verso la casa paterna. Se a furia di sermoni Tressiliano
+l’ha ridotta all’idea di tornarvi, noi non valiamo più una scorza di
+fico.»
+
+«Non temete, sig. Varney, i sermoni di costui non farebbero nulla.
+Il solo aspetto di esso le fece mandar tal grido come se un aspide
+l’avesse punta.»
+
+«Tanto meglio, se così è. Ma dimmi, mio buon Foster, non potresti tu
+esaminare tua figlia per sapere i discorsi accaduti fra essi?»
+
+«Ve lo dico candidamente, sig. Varney, mia figlia non si frammetterà,
+nè poco nè assai, nelle nostre faccende; non voglio che ella si scaldi
+ad uno stesso fuoco con noi. Posso assistervi io, perchè mi riserbo
+poi a far penitenza, ma non voglio mettere in pericolo l’anima di mia
+figlia per servire le fantasie di Milord, o le vostre. Che cammini io
+fra gli agguati e i precipizi, pazienza! sono armato di discernimento,
+e saprò cavarmene a tempo; ma non voglio mettere in rischio il mio
+povero sangue.»
+
+«Stupido automa! Se nol vuoi tu, il voglio men io, che quella insulsa
+di tua figlia sia iniziata nei nostri segreti, e a me niente rileva
+ch’ella vada, o non vada a casa del diavolo sulle tracce del suo buon
+padre. Dissi unicamente, che puoi sapere da lei qualche cosa.»
+
+«Ah! tali indagini non ho mancato di farle a quest’ora, sig. Varney;
+ella sa dalla padrona, che il padre di questa è ammalato.»
+
+«Ammalato! Tale notizia è utile, nè mancherò di trarne partito. Ma
+converrebbe liberare il paese da questo Tressiliano. Per simile impresa
+non avrei avuto bisogno d’altro braccio, perchè odio costui come il
+veleno, e la sua sola presenza mi fa l’effetto d’un bicchier di cicuta.
+Anzi ho veduto un momento, che se andava bene egli avea terminato
+d’esserci molesto. Ma sdrucciolai con un piede, in verità, se quel tuo
+compagno non giugneva a tempo per trattenergli il braccio, a quest’ora
+sarei in istato di giudicare se tu ed io ci siam posti nella strada
+dell’Inferno o del Cielo.»
+
+«Considero che parlate di un tal rischio con tanta disinvoltura! Non
+si può negare che siete coraggioso, signor Varney. Per me, se non mi
+tenesse in piedi la speranza di vivere ancor molti anni, e d’aver tempo
+di lavorare alla grand’opera di mia salute col pentimento, non vi
+seguirei nel cammino che andate correndo.»
+
+«Tu vivrai quanto Matusalemme, o mio Foster; tu accumulerai più
+ricchezze che non fece Salomone, e sia pur anco che tu divenga più
+famoso per l’edificante tua penitenza di quanto il fosti per le tue
+bricconerie, e non è dir poco. Ma per ora convien pensare a guardarsi
+da Tressiliano. Intanto quella buona lana del tuo collega gli ha
+tenuto dietro. Medita bene, che ogni negligenza a tale proposito può
+compromettere la nostra fortuna.»
+
+«Lo so, lo so, rispose Foster, con aria malinconica. Ecco, che cosa
+vuol dire il collegarsi con un uomo, il quale non conosce nemmeno
+abbastanza la santa Scrittura per sapere che vuol data la lor mercede
+agli operai! Vedo che secondo il solito, non mi toccheranno se non se
+le fatiche e i pericoli.»
+
+«I pericoli! Ove sono questi grandi pericoli? Non è vero che il
+malandrino viene a girare attorno al tuo parco e alla tua casa? Tu lo
+prendi per un ladro. Nulla di più naturale. Adoperi contr’esso o il
+ferro freddo del tuo pugnale, o il piombo scaldato dalla polvere. Anche
+ciò è naturalissimo. Chi potrà darti torto? Perfino un bracco messo
+alla catena ha ragione di morder coloro che si accostano troppo al suo
+canile.»
+
+«Ottimamente! e commettendomi fatiche da cane, mi pagate al giusto come
+si pagano i cani. Voi, signor Varney, vi siete fatto una bella e buona
+proprietà dell’Abbazia d’Abingdon, ed io non ho che il povero usufrutto
+di questo piccolo dominio, usufrutto in oltre che durerà, quello che
+durerà, perchè rivocabile a vostro buon grado.»
+
+«Intendo benissimo. Tu vorresti che il tuo usufrutto si convertisse
+in proprietà. Questo ancor può succedere, Tony, se però lo saprai
+meritare. Ma non è ora di tener le mani alla cintola. Nè basta, per
+mostrarti degno di quanto desideri, il prestare una stanza o due di
+questo vecchio casamento ad uso d’uccelliera pel leggiadro animaletto
+che Milord vi ha racchiuso; ed è ancor poca cosa il serrare le tue
+porte e le tue finestre per impedirgli di volar via. Ricordati che
+la rendita depurata di questo fondo è valutata 79 lire, 5 scellini,
+e 5 _pence_ e mezzo, senza comprendervi le legna. Abbi coscienza
+un istante, e concedimi che ci vogliono grandi servigi, ben arcani
+servigi, e qualche cosa in somma più di quello che fai, per guadagnarti
+tal ricompensa. Intanto manda il tuo servo a levarmi gli stivali, e
+pensa a farmi dare da pranzo, ed un fiasco del tuo miglior vino; e dopo
+con serena fronte, con lieto animo, e leggiadro come un Adone, tornerò
+a vedere questo vezzoso augelletto.»
+
+Si separarono in quell’istante, e si rividero solamente al mezzogiorno,
+ora in cui era usanza di pranzare. Varney comparve vestito in leggiadro
+aggiustamento adatto alla costumanza di que’ tempi, ed anche il Foster
+avea data qualche cura ad allindarsi; cura però che non ebbe miglior
+effetto del farne spiccar maggiormente la laidezza della persona.
+
+Pure tal novità diede nell’occhio a Varney. Laonde terminata la mensa,
+ed allorchè i servi si furono ritirati, questi disse, squadrando
+l’altro dalla testa ai piedi. «Per bacco! Tony, come ti sei fatto
+bello! Sembri un cardellino. Non ti manca ora che zuffolare una giga.
+Ma no, no: quest’atto profano ti farebbe scacciare dalla congregazione
+de’ zelanti beccai, de’ puri tessitori, e dei santi fornari d’Abingdon,
+avvezzi a lasciar venir freddo il forno tanto che si scaldano le loro
+teste.»
+
+«Parlarvi il linguaggio della fede, signor Varney, sarebbe un far
+ragione alla parabola, un gettare le perle agli animali immondi.
+Adoprerò adunque con voi linguaggio adatto mondano, solo linguaggio che
+chi ordina tutte le cose vi ha dato facoltà di comprendere, e da cui
+imparaste a trar profitto non ordinario.»
+
+«Dì pure quello che ti piacerà, onestissimo Tony, perchè sia che, senza
+intenderti da te stesso, tu prenda per base de’ tuoi discorsi la fede,
+o intendendoti ottimamente, ne faccia tu l’applicazione che torna
+più comoda alle pratiche di tua vita, tali discorsi saranno sempre
+opportunissimi a far sentir meglio il gusto di questo alicante. Le
+ciance sono egregio stimolo ad assaporare il buon vino, al di sopra del
+caviale, delle lingue salate, e di tutt’i cibi fatti per istuzzicare il
+palato.»
+
+«Ebbene dunque. Compiacetevi dirmi, signor Varney, se vi pare che
+il Lord nostro padrone non sarebbe meglio servito, avendo la sua
+anticamera guernita di gente onesta, timorata di Dio, e che non
+pensasse ad altro, fuorchè ad eseguire gli ordini di chi comanda, ma
+posatamente e senza strepito e senza scandalo; o se più gli torni
+l’averla piena di tagliacantoni sullo stile d’un Tidesly, d’un
+Killigrew, di quello scellerato del Lambourne, che m’avete dato il
+disturbo di cercarvi, e di tant’altri bricconi, che portano il patibolo
+nella fisonomia e il delitto nelle lor mani, spavento di tutta la gente
+che ha voglia di far bene, e vera infamia della casa di Milord.»
+
+«Voi dovete sapere, onestissimo Tony, che chi va a caccia così
+d’uccellame come di quadrupedi, deve avere al proprio comando tanto
+cani quanto falconi. La strada che Milord corre, è ingombra di molti
+pericoli, e gli fa mestieri di gente d’ogni classe a lui affezionata,
+e della quale possa fidarsi. In una sì estesa bisogna adunque
+gli vogliono cortigiani, qual mi son io, capaci di fargli onore
+nell’accompagnarlo alla Corte, abili per dar di mano alla sciabola per
+ogni motto ch’altri pronunzi contro l’onor del Signore, e....»
+
+«Pronti, continuò Foster, a dir per lui due parole all’orecchio di
+bella donna, ogni volta ch’egli non se le può avvicinare.»
+
+«Gli abbisognano parimente (seguitò Varney, senza far mostra
+d’accorgersi di cotale interruzione) procuratori, che sappiano
+fare all’uopo da minatori, e addottrinati ora nel dar tal forma ai
+contratti, che vincolando gli altri, non mettano lui in angustia, ora
+nell’agevolargli le migliori vie di vantaggiare su i concedimenti de’
+fondi ecclesiastici e delle grazie: gli abbisognano farmacisti, periti
+nell’apparecchiare un brodo o un cordiale: gli abbisognano spadaccini,
+risoluti ad affrontare il diavolo se venisse loro all’incontro, e per
+ultimo gli abbisognano, religiosissimo Foster, anime sante, innocenti,
+puritane, come la tua, le quali valgano nel compiere le opere di
+Satanasso, e nello sfidarne ad un tempo il potere.»
+
+«Non v’intendereste già dire, signor Varney, che il nostro padrone,
+l’uomo da me riguardato superiore a tutti i primati di questo regno
+nella nobiltà dei pensamenti, ricorra per innalzarsi a pratiche della
+natura di quelle che voi indicaste, e che non si possono mettere in
+opera senza l’offesa di Dio?»
+
+«Amico Foster, non prenderla con me in questo tuono, e guarda di non
+fare abbaglio. Io non mi metto in tuo potere, come forse il tuo scarso
+cervello te lo dà ad immaginare, se anche non mi prende dinanzi a te
+il fastidio di palliare gli strumenti, le molle, le viti, le leve, i
+rampiconi, di cui un grande non può far senza per sorger alto, e alto
+mantenersi nei tempi scabrosi. Non dicevi tu testè, che il nostro buon
+Lord supera tutti nella nobiltà dei pensamenti? Ebbene! Appunto perchè
+non permette cose ignobili a se medesimo, fia tanto maggior bisogno
+d’avere al suo salario uomini non tanto scrupolosi, ed i quali, non
+ignorando, che se cadesse il padrone, verrebbero trascinati nella sua
+rovina, sudino sangue e cimentino corpo ed anima per sostenerlo. Se ti
+dissi ciò è perchè non m’importa che egli lo sappia.»
+
+«Queste che voi pronunziate sono parole di vangelo, signor Varney.
+Il capo di una fazione non è altro che una barca in mezzo al mare,
+incapace di sollevarsi da se medesima se non la innalzano i flutti che
+la sostengono.»
+
+«Tu non sai che sciorinare metafore, o Tony, e il tuo abito di velluto
+ti trasformò in un oracolo. Vedo, converrà che ti mandiamo ad Oxford
+per assumervi i gradi di quella università. Ma finchè venga questo
+momento, raccontami se impiegasti a dovere le somme che ti mandammo da
+Londra. Hai tu fatto mettere all’ordine un appartamento che sia degno
+di Milord?»
+
+«Degno di Milord! sarebbe degno d’un re nel giorno delle sue nozze; e
+la nostra giovane ospite è venuta in tal boria che nol potrebbe di più,
+ve ne accerto, la regina di Saba.»
+
+«Tanto meglio! mio buon Foster. Ben abbiam di bisogno ch’ella sia
+contenta di noi. Da essa dipende la nostra sorte.»
+
+«Se ciò è, vedo che fabbrichiamo sulla sabbia. Supponendo ch’ella
+andando alla Corte partecipi al grado e all’autorità del marito, di
+qual occhio volete riguardi me, che sono in tal qual modo il suo
+carceriere, costretto a tenerla qui, le piaccia o non le piaccia,
+come un bruco in un albero di spalliera, quand’ella non si augura che
+d’essere una farfalla dorata, libera di spaziare a suo buon grado, e in
+lungo ed in largo, per tutto un giardino?»
+
+«Ti crucci, mal a proposito. Sarà mia cura il farle comprendere che
+quanto operasti ebbe a solo fine il buon servigio di Milord e di
+lei medesima. Lascia che abbandoni il guscio dell’uovo entro cui
+sta racchiusa, e dirà ella stessa, che noi facemmo sbucciare la
+magnificenza cui si vedrà sollevata.»
+
+«Badate, sig. Varney; perchè in questa faccenda, potreste aver fatt’i
+conti senza dell’oste. Ho veduto questa mattina che vi accolse con
+molto gelo, nè credo che siate voi più di me il suo prediletto.»
+
+«Tu t’inganni, Foster, è di gran lunga che tu t’inganni; ella tiene a
+me per tutti que’ legami che la possono vincolare ad un uomo, la cui
+mercè vide soddisfatti ad un tempo, il suo amore e la sua ambizione.
+Chi se non io, ha sottratto all’umile sorte che le si presentava
+l’ignorata Amy Robsart, figlia d’un vecchio rimbambito, d’un cavaliere
+privo di ricchezze, la futura sposa d’un pazzo, d’un entusiasta, di
+questo Edmondo Tressiliano? Chi se non io, fece brillare a’ suoi
+occhi la prospettiva del più ridente destino, ch’uom possa augurarsi
+nell’Inghilterra, e fors’anche in tutta l’Europa? Io, te l’ho pur detto
+altre volte, condussi i primi intertenimenti misteriosi di questi
+due amanti. Io vegliava attorno del bosco, intanto che Milord facea
+la sua caccia. Io solo accompagnai Amy nella fuga, e su di me solo
+ne rinversano la colpa i suoi congiunti; motivo onde se mi trovassi
+ne’ loro dintorni, mi converrebbe portar tutt’altro che una camicia
+di tela d’Olanda sulla mia pelle per non metterla in corrispondenza
+coll’acciaio di Spagna. Chi portava le lettere dell’uno all’altro?
+Chi teneva a bada Tressiliano ed il vecchio? Chi regolò tutti gli
+apparecchi della fuga? Io soltanto. Io fui in somma che trassi questa
+vezzosa pratellina dal campo ignoto in cui fioriva, per collocarla sul
+cimiero più ragguardevole dell’Inghilterra.»
+
+«Ottimamente, sig. Varney. Ma credete non s’accorga, che se dipendea
+soltanto dai vostri consigli, il fiore sarebbe stato attaccato molto
+debolmente al cimiero; e che il primo soffio del vento sempre variabile
+della passione, avrebbe fatto cader per terra la povera pratellina?»
+
+«Ella dee pur anche pensare (disse sorridendo Varney), che la fedeltà
+da me dovuta a Milord dovea tenermi lontano dal consigliargli a prima
+giunta un tal matrimonio; che però non mi stetti dal darne il parere,
+allorchè m’avvidi che non potea renderla paga altra cosa fuorchè....
+dirò il sacramento, o il contratto di nozze, Foster?[8]»
+
+«Ma cova anche un altro rancore contro di voi, e ve lo dico perchè vi
+mettiate in riguardo finchè siete in tempo. Non le va troppo a genio
+questo nascondere il proprio splendere entro la lanterna d’un vecchio
+monastero. Brillar alla corte col titolo di contessa, questo è quanto
+ella desidera.»
+
+«E non le do torto. La cosa è naturalissima. Ma che ha di comune tal
+suo desiderio con me? Splenda essa dietro di un osso, o dietro d’un
+cristallo, come piacerà meglio a Milord; in tutto questo io non entro
+per nulla.»
+
+«Ella pensa in vece che teniate il timone del navilio, e che stia in
+voi il governarlo a vostro buon grado. In una parola dà tutta la colpa
+della ritiratezza in cui vive ai consigli segreti, che suggerite a
+Milord, e alla sollecitudine ch’io metto nell’adempire i vostri ordini,
+onde ama entrambi all’incirca, come qualunque galantuomo ama il giudice
+che lo condanna e l’altra persona che eseguisce la sentenza.»
+
+«Eppure le sarà d’uopo amarci un po’ più, quando le piaccia uscire
+di questo luogo. Se ho avute ragioni d’alto peso per consigliare,
+che fosse qui custodita per qualche tempo, potrei anche averne altre
+per dar pareri, che la traessero a brillare in tutto lo splendore
+cui tanto sospira; ma colla carica che occupo presso la persona di
+Milord, sarei ben pazzo a far ciò se costei mi fosse nemica. Tu devi,
+o Foster, al primo destro che n’hai, farle ben capire una tal verità,
+e a me poi lascia la cura di parlare in tuo favore, e metterti in buon
+aspetto presso di lei. _Fa per me, e farò per te_, è adagio ricevuto
+in tutto l’universo. È d’uopo ch’ella conosca i propri amici, ma
+che calcoli ad un tempo il potere in cui sono di divenirle nemico.
+Intanto falle guardia da presso, ma con tutto quel rispetto esterno,
+che può sperarsi dalla tua indole grossolana. Però divengono ora una
+providenza quest’aria rubesta, e questo umor burbero, di cui sei
+provvisto a dovizia, e devi ringraziar Dio d’un tal dono, utile persino
+agl’interessi di Milord; perchè quando è d’uopo venire ad atti di
+severità, sembrano piuttosto effetti della tua natural buona grazia.
+Ella ne incolpa questa sola, e non gli ordini segreti che hai ricevuti,
+e così risparmia di sospettare di Milord. Ma zitto. Alcuno picchia alla
+porta. Guarda alla finestra, e non permettere ch’entri nessuno. Non è
+giorno questo in cui abbiamo d’uopo d’interrompimenti.»
+
+«È Michele Lambourne, disse il Foster, dopo avere osservato chi fosse,
+quel medesimo di cui vi ebbi discorso prima del pranzo.»
+
+«Oh! entri, entri, disse il cortigiano. Ei ne apporterà sicuramente
+notizie di Tressiliano, e a noi rileva troppo il sapere ogni andamento
+di costui. Fallo entrare, ti dico; ma non condurlo qui. Io verrò poi a
+trovarti nella biblioteca.»
+
+Uscì il Foster, e il Varney colle braccia incrocicchiate sul petto,
+e assorto in profondissima meditazione si lasciò di tempo in tempo
+sfuggire alcune parole interrotte, che noi abbiamo raccozzate con
+qualche maggior ordine per renderne più intelligibile il monologo ai
+nostri leggitori.
+
+«Non è cosa che troppo vera (egli disse, arrestandosi d’improvviso, ed
+appoggiando la mano destra sulla tavola ove aveva pranzato). Questo
+antico scellerato ha scorta nel midollo la natura de’ timori onde sono
+compreso, nè mi trovò preparato a celarglieli. Costei non mi ama, e
+piacesse al Cielo che nemmen io l’avessi amata giammai. Ben lo vedo.
+Fui uno stolido a parlarle per me, quando ogni regola di prudenza
+m’insegnava a non essere che il fedele interprete di Milord. Questo
+momento fatale d’inconsideratezza mi ha posto a discrezione di Amy, e
+un uomo savio non si commette mai ad una donna, che, valga quanto sa
+valere, sarà sempre una copia della nostra madre comune Eva[9]. Dal
+momento che la mia politica cadde in sì goffo strabocco, non posso
+veder questa femmina, senza sentire in me una mescolanza di tema,
+di odio e di tenerezza ch’io non so se, standone in me la scelta,
+preferissi il perderla al piacere di possederla. Ma assolutamente non
+mi torna ch’ella esca di qui, finch’io non sappia come aggiusteremo
+le partite fra noi. L’interesse di Milord vuole che queste oscure
+nozze rimangano occulte. Tal pure è l’interesse mio, perchè se Milord
+cade, mi vedrò involto nella sua caduta. Per altra parte, sarei
+grandemente stolto se le dessi braccio a salire sullo scanno suo di
+parata, perchè sedutavi una volta, mi mettesse i piedi sul collo. È
+d’uopo che l’amore, o la tema le parlino in mio favore. Chi sa s’io
+non possa vendicarmi ancora nella più dolce guisa degli sprezzi ch’io
+ne soffersi? Sarebbe questo il capolavoro di un cortigiano. Ma perciò
+fa di mestieri.... sì ch’io possa venire ammesso alle confidenze di
+quella mente, ch’ella mi sveli un segreto, non fosse che il disegno
+di scoprire una nidata di fanelli, ed in allora... in allora, bella
+contessa, voi siete in potere di Varney.»
+
+Fece indi alcuni altri giri su e giù per la stanza, si versò una tazza
+di vino, la bevve, quasi ne traesse speranza di calmare l’agitazione
+in cui era il suo spirito. «Ora armiamci di fronte serena, e di cuore
+impenetrabile.» Uscì di poi dell’appartamento, e andò a trovare il
+Lambourne per ascoltarne il riferto, e munirlo di nuove istruzioni.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+ »Su i prati, i campi e sulla zolla erbosa
+ »Spargeva sue rugiade
+ »La notte umida, ombrosa,
+ »E donna allor delle stellate strade,
+ »Da ogni veron dell’edifizio antico
+ »Ribatter fea la luna il raggio amico.
+ _Mickle._
+
+
+Quattro sale che teneano il lato occidentale dell’antico edifizio detto
+_Cumnor Place_ erano state adorne con tal magnificenza che superava
+ogni descrizione; la qual cura di metterle in tanto splendore aveva
+preceduto d’alcuni giorni il tempo cui si riferisce l’incominciamento
+della nostra storia. E fu l’opera d’artefici mandati da Londra, che
+cambiò in appartamento degno veramente d’un re quel pezzo di fabbrica,
+parte dianzi più abbandonata e mal messa di quel vecchio convento. In
+tutto ciò venne adoperato tanto mistero che non solamente fu impedito
+agli operai l’uscire di quel luogo sintantochè non avessero compiuto
+il lavoro, ma questi, e s’introdussero di notte tempo, e di notte
+tempo partirono; nè si risparmiò cura onde nascondere alla curiosità
+indiscreta di que’ contadini i cambiamenti che si operavano nella casa
+di un lor confinante, già sì povero, or venuto in ricchezza. Senza
+tali cautele eglino si sarebbero dati del certo ad indagar le cagioni
+de’ cambiamenti medesimi. E si riuscì nel conservare il segreto quanto
+bastò, onde le poche cose che traspirarono non diedero luogo se non se
+a voci vaghe, le quali comunque passassero d’orecchio in orecchio, per
+l’incertezza con cui si divulgarono, non ottennero molta considerazione
+nè fede.
+
+Nella sera che venne dopo il giorno di cui parliamo, questi
+appartamenti, di nuovo, e sì pomposamente adorni, vennero illuminati
+per la prima volta, e con tanta profusione, che lo splendore mandato
+da essi sarebbesi scorto ad una lontananza di sei miglia all’intorno;
+ma imposte di rovere ben chiuse da spranghe e da catenacci, e grandi
+cortine, tutte di seta e di velluto, guernite con frange d’oro, non
+permettevano al più sottile raggio di luce che si diffondesse al di
+fuori.
+
+Questa parte di edifizio era composta, come dicemmo, di quattro
+principali sale, e ognuna di queste comunicava coll’altra. Vi si
+giugneva per un grande scalone che metteva alla porta di un’anticamera,
+simile per sua forma ad una galleria. L’Abbate avea spesse volte tenuto
+capitolo in tale stanza, le cui pareti erano ora intarsiate di legname
+peregrino d’un color bruno, tratto, diceasi, dall’Indie occidentali,
+che avea ricevuto a Londra bellissima pulitura, e d’una durezza, che
+ben molti de’ loro strumenti gli operai vi dovettero logorare. Il
+colore oscuro del legno ottenea spicco dal chiarore mandato dalle
+candele che stavano sopra ventole d’argento attaccate alle pareti, e
+da sei grandi quadri, che erano lavoro de’ primi dipintori del secolo,
+e fregiati di ricchissime cornici. Verso lo sfondo inferiore vedeasi
+una tavola di legno massiccio, fatta per quelli che voleano ricrearsi
+al giuoco del _Shovel-Board_[10], ch’era in grand’uso a quei giorni.
+Vedeasi dall’altro lato una ringhiera per collocarvi i sonatori ed i
+buffoni che venissero ivi chiamati per aggiugnere giocondità ad una
+serata.
+
+Da questa anticamera si passava alla sala della mensa. Era essa di
+mezzana grandezza, ma tanto sfarzosa, che per dovizia d’ornati potea
+far incanto all’occhio anche il più avvezzo a veder cose grandiose.
+Le muraglie, poco prima ignude e nere di fumo, miravasi parate di
+un velluto cilestro, ricamato d’argento; erano le sedie d’ebano,
+riccamente scolto, e guernite di cuscini somiglianti alla tappezzeria
+delle pareti. In vece di ventole d’argento, che sostenessero le
+candele, come nell’anticamera, il luogo veniva rischiarato da
+un’immensa lumiera, parimente d’argento. Il pavimento era coperto da un
+tappeto di Spagna, su di cui i fiori e le frutta vedeansi rassembrati
+con colori tanto naturali e brillanti, che si esitava a calcar col
+piede un’opera così preziosa. La tavola, costrutta di vecchia quercia
+d’Inghilterra, riceveva abbellimento dalla squisitezza dei panni di
+lino che vi stavano sovrapposti; ed una grande credenza portatile,
+da’ suoi aperti battitoi, mostrava scaffali carichi di vasellami di
+porcellana e d’argento. Nel mezzo della tavola sorgeva una saliera
+fabbricata in Italia, bellissimo lavoro d’argento, alto due piedi,
+che rappresentava il gigante Briareo, le cui cento mani offerivano ai
+convitati ogni spezie d’aromi, e tutto quanto potea aggiugnere grazia
+al sapore delle vivande.
+
+Di qui si andava alla grande sala, ornata di maestosa tappezzeria,
+in cui rappresentavasi la caduta di Fetonte; chè in allora i telai
+della Fiandra trattavano a preferenza argomenti classici. Fra gli
+altri sedili se ne distingueva uno da parata, che sorgea d’un gradino
+dal pavimento, e capace abbastanza perchè vi stessero sedute due
+persone. Sovrastava a questo un baldacchino, che al pari de’ cuscini,
+de’ paramenti, e fin del sottoposto tappeto era di velluto cremisino,
+ricamato a semi di perle. Fregiavano la sommità di esso baldacchino due
+corone, quali addiceansi al grado di Conte e di Contessa. Altri sedili
+poi non vi si vedevano fuorchè sgabelli coperti parimente di velluto,
+e cuscini ad uso moresco, ornati di rabeschi ricamati coll’ago.
+Trovavansi nell’appartamento, e strumenti di musica, e telai da ricamo,
+e altre cose onde in que’ tempi s’intertenevano le femmine distinte.
+La principale illuminazione di questa sala veniva da quattro grandi
+torce di cera vergine portate da altrettante statue che rappresentavano
+cavalieri Mori armati. Sosteneano questi colla sinistra mano uno scudo
+d’argento, che veniva ad essere collocato fra il petto del cavaliere e
+la torcia, e lustrato con tant’arte, che ripercoteva i raggi al pari di
+uno specchio di tersissimo cristallo.
+
+La stanza del riposo, ultima di questo magnifico appartamento, era
+decorata meno sfarzosamente, ma non con minore ricchezza delle altre.
+Due lampade d’argento, colme d’olio profumato, vi spargevano d’ogni
+intorno odor delizioso, e la luce lor tremebonda producea il gradevole
+effetto di un sereno crepuscolo di sera. Sì fitto era il panno de’
+tappeti che la pedata anche più grossolana non potea svegliare chi
+stavasi a letto. Era questo letto di caluggine, e lo copriva una coltre
+d’oro e di seta. Di tela batista le lenzuola, le coperte serbavano la
+bianchezza degli agnelli, che fornirono a intesserle i loro velli.
+Le cortine erano di velluto turchino, trapuntato di seta cremisina,
+tagliate a festoni d’oro, e fregiate d’un ricamo che rappresentava gli
+amori di Cupido e di Psiche. Trovavasi sulla _toletta_ un magnifico
+specchio di Venezia, con cornice messa in filigrana d’argento, e a
+canto d’esso vedeasi una bella coppa d’oro, serbata a contenere la
+bevanda, ch’era allora costume di libare prima di mettersi al riposo.
+Un pugnaletto, ed un paio di pistole, ornati d’oro, stavano presso al
+capezzale del letto, armi che non si mancava di presentare agli ospiti
+di riguardo, piuttosto, com’è da credere, per una formalità, che per
+mettergli in sospetto di verun pericolo. Non dobbiamo qui tralasciare
+una circostanza che caratterizza i costumi di que’ tempi. Trovavasi
+nella grossezza delle muraglie un incavo, rischiarato da un cero,
+entro cui erano due cuscini riquadrati, coperti della stessa stoffa
+che le cortine del letto, e posti dinanzi ad un inginocchiatoio di
+ebano, scolpito nella parte più alta. Fu questo luogo, altra volta,
+l’oratorio dell’Abbate. N’era stato tolto in allora il Crocefisso, in
+cui vece vennero posti due libri di preci, riccamente legati e guerniti
+d’argento.
+
+Il sol mormorio de’ venti che agitavano i rami delle querce del parco,
+potea penetrare in questo asilo della quiete, tranquillo cotanto, che
+il Dio del sonno lo avrebbe invidiato. Contigui alla stanza da letto
+erano due gabinetti da _toletta_, non apparati con minor lusso delle
+sale dianzi descritte. La parte di edifizio cui tenea l’ala meridionale
+dava luogo alle cucine, agli ufici, e agli altri alloggiamenti
+necessarii alla comitiva del ricco e nobile signore, per comando del
+quale sì delizioso soggiorno fu apparecchiato.
+
+La divinità che n’era lo scopo, ben meritava le spese fatte in esso, e
+le fatiche adoperate nel condurlo a sì bel termine. Seduta nell’ultima
+delle descritte stanze, stavasi contemplando tai delizie create
+d’improvviso in suo onore, con occhio di compiacenza, e d’una vanità
+che era naturale quanto innocente. Perchè la sola cagione del mistero
+posto nel fornire sì ricco appartamento era il soggiorno che essa
+faceva a Cumnor Place. Si ebbero le più accurate diligenze, affinchè
+sino all’istante, or giunto per lei, di entrarne al possedimento, ella
+ignorasse che si fabbricava in quella parte dell’antico edifizio, e che
+non comparisse mai innanzi agli operai adoperati a tal fine. Pertanto
+non essendo ella mai stata nel ridetto luogo, ed entrando questa sera
+la prima volta in un appartamento cotanto diverso dal rimanente della
+fabbrica, credè per un istante trovarsi in un palazzo incantato. E
+vistasi in mezzo a tanta grandezza, si abbandonò a quella gioia vivace
+e libera, che ognun pensa dover nascere in una giovinetta avvezza a
+vivere nel ritiro della campagna, tratta d’improvviso ad uno splendore,
+cui non avrebbe mai osato aspirare, comunque strani ne fossero stati
+i desiderii; e fornita in oltre d’un cuore tenero e riconoscente, che
+ben comprende essere sì cari incanti l’opera dell’amore, mago il più
+possente di quanti se ne possano immaginare.
+
+La contessa Amy, tal si era il grado, cui l’avevano sollevata
+le sue nozze, segrete sì ma non mancanti di alcuna formalità,
+coll’uomo maggiore per dignità e più possente di quanti vivessero
+nell’Inghilterra, non potè starsi per qualche tempo dal correre d’una
+stanza all’altra, nè mai era sazia di contemplare le cose ognor
+nuove che le ferivano il guardo, tanto più lieta che nel trarne
+motivo di apprezzar vie più il delicato gusto del Lord impadronitosi
+dell’innocente suo cuore, vi leggeva le prove della tenerezza con cui
+era amata.
+
+«Quanto sono belle, sclamava, queste tappezzerie, e naturali queste
+dipinture! Com’è ricco il lavoro di questi argenti! Non direbbesi
+padrone di tutti i galeoni di Spagna colui che il fece eseguire? Ma
+Giannina! (ripeteva ella sovente alla figlia del Foster, che la seguiva
+con eguale curiosità, benchè più moderata nella sua gioia) come è più
+delizioso di tutto ciò il pensare, che tante maraviglie vennero qui
+attorno adunate per amor mio, e che ad una qualche ora di questa sera
+potrò starmi col creatore di tal novello Paradiso, e ringraziarlo, ben
+assai più che delle maraviglie contenute in esso, di quella tenerezza,
+che sola ve le collocò!»
+
+«Egli è il Signore, o Milady, rispose tosto la giovane Puritana, cui
+dovete dar grazie d’avervi conceduto uno sposo sì tenero e che fa tante
+cose per voi. Anch’io veramente mi sono studiata ad ornarvi quanto
+meglio sapessi. Ma se non la finite di correre così da una stanza
+all’altra, non terrà saldo una sola delle spille de’ vostri ricci, e
+la mia opera scomparirà, come al primo raggio di sole si dileguano i
+disegni, che la brina ha fatti su i vetri.»
+
+«Hai ragione, Giannina,» disse la giovane e bella contessa, uscendo
+dell’estasi in cui era assorta, e d’improvviso fermando il suo correre.
+Poi postasi innanzi ad uno di quegli specchi, de’ quali non avea mai
+veduto più grandi (nè forse i più belli si trovavano nell’appartamento
+della Regina) tornò a ripetere: «Hai ragione, Giannina», indi si
+abbandonò ad un moto di gioia, ben perdonabile alla sua età, in vedere
+che quello specchio riflettea forme presentatesi ben di rado alla
+lucida sua superficie. «Sembro piuttosto una venditrice di latte che
+una contessa con queste guance rosse e riscaldate, e con queste brune
+trecce che tu avevi aggiustate in tanta simmetria, e che ora vanno
+qua e là, come i tralci d’una vite che non sia mai stata potata. Gli
+ornamenti del collo non si reggono più, e mi scoprono il seno oltre
+quanto la decenza permette. Vieni, Giannina, è d’uopo ch’io m’accostumi
+alle molestie unite alla pompa. Entriamo nella gran sala, mia buona
+giovane, tu ricomporrai questi capelli in sommossa, e imprigionerai
+sotto la batista ed il pizzo questo mio seno che è troppo vivamente
+agitato.»
+
+Esse passarono adunque nella gran sala, ove la Contessa,
+negligentemente appoggiandosi sui cuscini, ora si abbandonava alle
+proprie meditazioni, ora udiva con diletto le ciance di questa giovane
+sua seguace.
+
+In tale atto ed espressione di fisonomia che tiene un grado di mezzo
+fra la distrazione e l’impazienza di chi aspetta, credo che per
+trovare lineamenti sì amabili e che significassero tanto, si sarebbero
+corsi invano i mari e le terre. La ghirlanda di brillanti, posta
+sopra capelli d’un bruno carico, splendea meno di quell’occhio nero
+adombrato da un sopracciglio bruno, sì regolare che l’avresti detto
+dipinto, e da lunghe ciglia dello stesso colore. Le corse fatte per
+le stanze; il contento della vanità soddisfatta, l’ardente desio di
+veder giungere il Conte, invermigliavano in deliziosa foggia quelle
+guance, che d’ordinario peccavano alcun poco di pallidezza. Bianca ne
+era la collana di perle quanto il latte, che, novello pegno dell’amor
+dello sposo, ella già portava al seno. Ma era un nulla questo candore
+a fronte di quel de’ suoi denti, che avrebbero fatto perder vezzo
+alla pelle, se la speranza e il contento non le avessero impresse le
+gradazioni del color della rosa.
+
+«Ebbene, Giannina, queste tue dita sì affaccendate non hanno ancora
+terminato il loro lavoro? chies’ella alla giovane ancella, che si dava
+grande sollecitudine di riparare i guasti occorsi nell’acconciatura
+della Contessa. Va bene, Giannina, va bene. Ora fa d’uopo ch’io veda
+tuo padre prima che giunga Milord. Voglio anche vedere il signor
+Riccardo Varney, che è in tanto favore presso il Conte. Eh! sì: non
+dipenderebbe da me che il farglielo perdere col rivelare certe cose a
+mio marito....»
+
+«Oh! fate bene ad astenervene, mia buona padrona, disse subito
+Giannina. Mettete questo Varney nelle mani del Signore, che sa punire
+i cattivi, quando lo giudica a proposito. E poi se mi credete, non
+entrate mai in disparere con Varney. Egli gode la confidenza del
+padrone, e chiunque lo ha contrariato ne’ suoi divisamenti, rare volte
+ha fatto fortuna.»
+
+«E come sapete tai cose, mia Giannina? Perchè dovrei io avere tutti
+questi riguardi con un uomo d’una condizione tanto inferiore, io che
+sono la moglie del suo padrone?»
+
+«Milady conosce meglio di me quello che ha da operare; ma ho udito
+più volte dir da mio padre, ch’egli vorrebbe incontrarsi in un lupo
+affamato, anzichè sconcertare a Riccardo Varney il minimo de’ suoi
+divisamenti. Mi ha in oltre raccomandato di non fare alcuna lega con
+essolui.»
+
+«Tuo padre ti ha parlato da savio uomo, Giannina, e ti posso guarentire
+che t’ha così consigliata per il tuo bene. È una sfortuna che i
+lineamenti, e i modi di Foster non s’accordino colle sue intenzioni,
+perchè potrebbero anche essere pure.»
+
+«Oh! non ne dubitate, Milady, che le intenzioni di mio padre non sieno
+rette. So che non è bello, ma non bisogna giudicare il cuor degli
+uomini dalla figura.»
+
+«Lo credo, mia buona fanciulla: e voglio crederlo, se non foss’altro,
+per amore di te. La sua fisonomia però è tale che non si può guardarlo
+senza provare un certo fremito. Io penso, che fin tua madre.... Non
+hai anche finito, mia cara, di torcermi i capelli con questo ferro?...
+Penso che tua madre tremasse sempre al suo aspetto.»
+
+«Se la cosa fosse stata così, mia signora, mia madre avea tai parenti,
+che avrebbero saputo sostenerla. Ma voi stessa, Milady, io vi ho veduto
+divenir rossa e tremare, quando Varney vi pose fra le mani quella
+lettera di Milord.»
+
+«Voi vi prendete libertà più del dovere, o Giannina (disse la Contessa,
+abbandonando il cuscino, su cui, appoggiato il capo alla spalla
+dell’ancella, si stava seduta: poi riprendendo tosto il tuono di bontà
+che le era famigliare) tu non sei pratica, le disse, che in certe
+occasioni si può tremare senza essere preso da verun timore. Per tuo
+padre, mi sforzerò d’avere di lui la migliore opinione possibile,
+se non per altro perchè gli sei figlia, mia cara fanciulla. Oimè
+(soggiunse di poi, e nel dire le seguenti cose, una nube di tristezza
+le coperse la fronte, e i suoi occhi si fecero gonfi di lagrime), io
+non posso non aprir l’orecchio agli accenti della pietà filiale, io
+che ho un padre non consapevole del mio destino, io che or ora ho
+saputo esser egli infermo e angoscioso sulla mia sorte! Ma lo rivedrò,
+e la notizia della fortuna cui ascesi, lo farà tornar giovane. Io gli
+restituirò la primiera gioia. — Ma intanto non è bene ch’io pianga (e
+nello stesso tempo si rasciugava gli occhi). Milord non dee trovarmi
+fredda alle bontà che mi usa; mal si starebbe ch’ei vedesse la sua
+creatura in istato di tristezza, allorchè dopo sì lunga lontananza
+viene ad allegrarne di sua presenza il ritiro. Componiamoci alla gioia,
+diletta Giannina; la notte non è lontana; ed avremo presto Milord.
+Chiamami tosto tuo padre, e Varney. Non ho nessun astio contro di loro,
+e benchè e l’uno e l’altro m’abbiano dato motivi di non esser contenta,
+sarà omai colpa d’essi soltanto, se mi costringessero a farne qualche
+querela a Milord. Vanne, Giannina, dì loro che qui gli aspetto.»
+
+La giovane Foster ubbidì alla sua padrona, e pochi minuti dopo, il
+Varney si mostrò nella gran sala con tutta quella disinvoltura, grazia
+e arditezza, di cui non è penuria in un cortigiano, che sappia ben
+avvolgersi entro manto d’urbanità, per nascondere il proprio animo, e
+disvelar meglio quello degli altri. Veniva dopo lui Tony Foster, la cui
+fisonomia malaugurosa e triviale si faceva appunto più scorgere pel
+goffo studio ch’egli metteva a non lasciar comprendere come vedesse di
+mal occhio, e con vera inquietudine che quella femmina, sulla quale
+avea fin allora usato d’autorità quasi dispotica, fosse adorna di tutti
+gli apparati della grandezza, e vedesse d’ogn’intorno a sè sì luminosi
+pegni dell’amor d’uno sposo. E fu una confessione del nudrito mal animo
+la sinistra riverenza fattale da costui, non diversa da quella ch’è
+solito praticare un reo giunto al cospetto del giudice, allorchè vuole
+ad un tempo darsegli per colpevole ed implorarne pietà.
+
+Il Varney, che per la sua prerogativa d’essere nobile, lo precedè
+entrando nell’appartamento, avea già in un istante recapitolato nella
+sua mente le cose da dirsi ad Amy, onde per tutti i riguardi potea
+meglio del Foster esporle con garbo e franchezza.
+
+Il saluto voltogli da Amy fu sì cortese da presagire a lui compiuta
+indulgenza su gli antichi falli; ed alzatasi e mossagli incontro, gli
+porse la mano così dicendogli: «Sig. Varney, voi mi portaste in questa
+mattina tai notizie, la cui sorpresa tanto mi fu deliziosa, ch’io temo
+perfino avermi dimenticato la raccomandazione fattami da Milord perchè
+ben vi accogliessi. Vi offro la mia mano qual pegno di riconciliazione.»
+
+«Non son degno di toccarla (rispose Varney, piegando a terra un
+ginocchio) in altra guisa che come il suddito tocca talvolta quella
+del suo sovrano.» E in ciò dire accostò alle proprie labbra quelle
+belle dita snodate, cariche di brillanti, e d’altri sontuosi ricordi
+dell’amore di Milord; indi alzatosi, con leggiadria fece alcun passo
+per condur lei verso il sedile di parata.
+
+«Scusatemi, sig. Varney, non mi sederò certamente in quel luogo, ammeno
+che non sia lo stesse Milord a condurmivi. Non mi vedo finora che una
+contessa in maschera, nè voglio attribuirmene le prerogative, prima di
+essere a ciò autorizzata da lui, che ha il potere di conferirmele.»
+
+«Io spero, Milady (cominciò allora Foster il suo discorso), che
+nell’eseguire gli ordini datimi da Milord vostro marito, non avrò
+incorso la vostra disgrazia. Col tenervi rinchiusa non feci, voi stessa
+lo vedete, che adempire il mio obbligo verso chi è padrone mio, ed
+anche di voi, perchè il Cielo, come lo dice la sacra Scrittura, diede
+al marito autorità e supremazia sopra la moglie. Son queste, o poco
+diverse da queste, le parole del testo.»
+
+«Sig. Foster, la soave sorpresa ch’io provai entrando in questi
+appartamenti fa le scuse della rigida severità, con cui me ne
+allontanaste, ond’io non li vedessi che ornati in tanto splendida
+foggia.»
+
+«Certamente, Milady, e si sono spese in ciò ben molte _corone_;
+ma poichè non conviene spenderne oltre i limiti di ciò che è
+indispensabile a compir tutto a dovere, vado intanto ad attendere io
+medesimo pei preparamenti che restano a farsi in questa casa; e finchè
+arrivi il vostro sposo, vi lascio col sig. Varney, che a quanto penso,
+dee dirvi alcune cose per parte del nobile lord. Giannina, vieni con
+me.»
+
+«No, sig. Foster, no. Giannina rimarrà meco. Basta si tenga
+all’estremità della sala, finchè il sig. Varney avrà da dirmi per parte
+di Milord cose, ch’ella non debba sapere.»
+
+Il Foster si ritirò salutando losco la Contessa, e lasciando sugli
+apparati della sala tal guardo, come di chi sospirasse le somme
+prodigalizzate per convertire in palazzo asiatico un corpo di edifizio,
+che avea sembianza d’un granaio in rovine. Partito lui, la sua figlia
+prese il telaio da ricamo, e si pose in fondo dell’appartamento, vicino
+alla porta della sala della mensa. Varney allora cercò con tutta umiltà
+lo sgabello che gli parve il più basso, e vi si pose vicino ad Amy,
+sedutasi un’altra volta sopra i cuscini; poi chinando gli occhi a
+terra, rimase tacito per qualche tempo in tale positura.
+
+«Io giudicava, sig. Varney (disse la Contessa, quando credè accorgersi
+ch’ei non avea voglia di assumere la parola), che doveste parlarmi per
+parte di Milord, o almeno così mi diedero a pensare le cose dette dal
+Foster. Perciò feci allontanare l’ancella. Qualora mi sia ingannata,
+la richiamerò presso di me. Ella non è per anche ben addestrata nel
+ricamo, ed ha bisogno di qualche occhiata che regoli il suo lavoro.»
+
+«Foster mi ha male inteso, o Milady, rispose Varney. Gli è bene del
+nobile vostro sposo, del rispettabile mio protettore, che desidero
+intertenervi; ma non per sua commissione.»
+
+«Sia che mi parliate di Milord, sia per parte di Milord, o signore,
+tale scopo d’intertenimento non può essermi che accetto. Ma
+affrettatevi, perchè ad ogni istante egli può esser qui.»
+
+«Vi parlerò adunque, signora, con egual brevità e franchezza, perchè
+l’argomento ha d’uopo d’entrambe le cose. Voi vedeste Tressiliano in
+quest’oggi?»
+
+«Sì, o signore. Quali conclusioni ne deducete perciò?»
+
+«Io! nessuna, Milady. Ma credete voi, che Milord accoglierà con eguale
+tranquillità d’animo tal notizia?»
+
+«Perchè no? A me sola portò molestia ed affanno la visita di
+Tressiliano, perchè ne seppi la malattia di mio padre.»
+
+«Di vostro padre, o signora? Convien dire che questa malattia sia stata
+ben subitanea, perchè il messaggere, da me speditogli, per ordine di
+Milord, trovò questo degno cavaliere, che montato sul suo palafreno, e
+animando con giovial volto i suoi cani, si dilettava, com’ha costume,
+alla caccia. Credo fermamente che Tressiliano abbia inventata questa
+notizia. Nè vi è ignoto del certo quali sieno in esso i motivi di
+disturbare le presenti vostre contentezze.»
+
+«Voi gli fate un’ingiustizia, sig. Varney (ripigliò a dire con vivacità
+la Contessa). Egli è l’uomo del mondo il più franco, il più veritiero,
+il più leale. Ed eccetto l’ottimo sposo mio, non conosco altro che
+nell’odiar la menzogna si possa paragonare a Tressiliano.»
+
+«Perdonatemi, o Milady, io non ebbi intenzione di rendermi ingiusto
+verso di Tressiliano, nè m’immaginai che vi sareste assunte con tanto
+calore le sue difese. Ma si può in alcune circostanze mascherare
+qualche poco, e ciò con fini onesti e legittimi, la verità. Ben
+comprendete, che se questa si dovesse dire apertamente ogni volta e in
+tutti i tempi, non si saprebbe come vivere in questo mondo.»
+
+«Voi avete la coscienza d’un cortigiano, sig. Varney, e forse un
+eccesso di sincerità non sarà mai quello che pregiudichi alle vostre
+fortune nel mondo, tal quale esso è. Per rispetto a Tressiliano, è
+altra cosa, e mi è forza rendergli giustizia, benchè io abbia avuti
+molti torti verso di lui, e nessuno meglio di voi può saperlo. La
+sua coscienza, credetelo, non fu fatta ad un medesimo stampo. Quel
+mondo di cui parlate, non gli presenta vezzi bastanti a distoglierlo
+dal cammino della verità e dell’onore, e se giungessi a vedere ch’ei
+macchiasse questa sua riputazione, crederei ancora possibile, che un
+animaletto nobile, com’è l’ermellino, andasse a metter cova comune col
+gatto salvatico. Può darsi al più, che Tressiliano, il quale ignora e
+le nozze da me contratte, e il nome del mio sposo, persuaso quindi di
+avere saldissime ragioni per tormi di qui, abbia esagerato il cattivo
+essere di mio padre; ed una tal persuasione è sì lusinghiera al mio
+cuore, che amo creder vere le notizie da voi datemi a tale proposito.»
+
+«Abbiatele indubitatamente per tali, o Milady. Non son qui agli occhi
+vostri per vantarmi campione smodato di questa virtù, che nomasi
+verità. Credo anzi che giovi talora il velarne un poco le forme, non
+fosse tante volte che per amor di decenza. Ma voi portate troppo
+svantaggiosa opinione d’un uomo, che il nobile vostro sposo onora del
+titolo d’amico, allorchè lo credete capace di venire spontaneo e senza
+necessità a spacciarvi una menzogna, che, trattandosi massimamente di
+cosa tanto congiunta colla vostra felicità, verrebbe tosto scoperta.»
+
+«So che Milord vi tiene in molto conto, sig. Varney, e che vi considera
+siccome un nocchiero fedele, e perito nel veleggiare que’ mari, sui
+quali ei si avventura con tanto ardimento e coraggio. Mentre però io
+giustifico Tressiliano, non voglio lasciarvi credere ch’io pensi male
+di voi. Ma sono un’abitatrice dei campi, lo sapete, ne ho tutta la
+schiettezza, e preferisco la verità a qualunque complimento foggiato
+anche nella miglior guisa. Forse cambiando ora di condizione, mi sarà
+d’uopo modificare alquanto le mie consuetudini: non è egli vero?»
+
+«Sì certo, o Milady (rispose sorridendo Varney), e benchè voi parliate
+ora da scherzo, non fareste tanto male ad applicare seriamente al
+presente vostro stato le cose da voi dette poc’anzi. Per esempio, una
+dama di corte, supponetela pure la più nobile, la più virtuosa, la più
+irreprensibile di quante circondano il trono della nostra regina....
+Ah! una tal dama, se mi permettete farvene osservazione, si sarebbe
+astenuta dal dire la verità, o da ciò ch’ella credea verità, per
+tessere alla presenza di chi è servitore e confidente del suo sposo
+l’elogio di un amante licenziato.»
+
+«E perchè? (disse la Contessa, che il mal timore in udir tai propositi,
+traeva ad arrossire), perchè non dovrei io rendere giustizia al merito
+di Tressiliano innanzi ad un amico del mio sposo, e fosse pur anche
+innanzi a questo sposo medesimo, e alla presenza, se ne venisse l’uopo,
+di tutto il mondo?»
+
+«Se ciò è dunque, Milady questa sera, senza nessuna difficoltà,
+racconterà a Milord, che Tressiliano ha scoperto il luogo ov’ella sta
+ritirata, luogo che abbiamo avuto tanta cura di tenere a tutti celato;
+e gli racconterà inoltre, che ha avuto un intertenimento con questo
+antico adoratore.»
+
+«Certamente: sarà la prima cosa che mi farò a narrargli, e gli ripeterò
+fino all’ultima sillaba, e tutto ciò che Tressiliano mi disse, e
+tutto quello che gli risposi. Se nulla in tale rivelazione potesse
+condurmi ad arrossire, sarebbe che i rimproveri fattimi da Tressiliano,
+comunque men giusti di quanto ei sel credette, non erano affatto privi
+di fondamento. Per questa parte mi sarà penoso l’imprendere un tal
+racconto; ma non quindi io mi starò dal farlo.»
+
+«Milady si regolerà come le sarà meglio avviso. Io direi nondimeno
+nulla esservi che richieda una confessione così franca, e che meglio
+vi tornerebbe, o signora, risparmiare a voi stessa questo principio
+di rossore, questa pena che dite poter produrvi il racconto da voi
+divisato: risparmiereste ad un tempo motivi d’angustiarsi a Milord, e
+schivereste al sig. Tressiliano, il cui nome entrerebbe per qualche
+cosa nel vostro racconto, que’ rischi, che ne sarebbero la probabile
+conseguenza.»
+
+«L’ammettere per probabile la conseguenza, che credete scorgere (disse
+allora con fredda severità la Contessa), sarebbe un attribuire a Milord
+sensi indegni di lui, ed a’ quali il suo nobile animo non ha dato
+accesso giammai.»
+
+«Nulla è più lontano dalle mie idee (disse Varney, che si fece
+silenzioso per un istante, indi prese un tuono che imitava a maraviglia
+quello di una verace franchezza, e che sembrava affatto nuovo in tal
+uomo). Ebbene, o Milady: io vi farò toccar con mano che un cortigiano
+ha coraggio di dire la verità quando è d’uopo salvar l’interesse delle
+persone ch’egli rispetta ed onora; ed ha un tal coraggio senza pensare
+alle conseguenze anche men favorevoli che gliene possano derivare.»
+Tornò indi a tacere, quasi aspettando l’ordine, o almeno la permissione
+di continuare il suo dire; ma vedendo che perciò la Contessa non
+rompeva il silenzio, riprese ei la parola, abbassando la voce quasi per
+una cautela. «Osservatevi d’attorno, o Milady. Vedete le barriere che
+circondano questo ricinto; pensate al profondo mistero, con cui la più
+preziosa gemma che l’Inghilterra possedè vien sottratta a qualunque
+sguardo; per ultimo ponete mente al rigore, onde vi è limitato ogni
+mover di passo, sicchè non ne siete padrona che a grado d’un uomo
+intrattabile, dispettoso quanto lo è il Foster; meditate tutte queste
+particolarità; e fatevi a giudicare qual ne possa essere la cagione.»
+
+«Il genio di Milord, disse la Contessa. Il mio dovere m’insegna a non
+cercare altra cagione.»
+
+«Oh! il genio di Milord certamente: e questo genio deriva da un amore
+degno della persona che lo ha saputo inspirare. Ma chi possede un
+tesoro, e ne conosce il valore, in proporzione di tal conoscenza,
+desidera con più ardore di porlo in salvo dalle altrui depredazioni.»
+
+«Che vorreste dire con tutto ciò, signor Varney? Se non erro, i vostri
+discorsi intendono a farmi credere che Milord è geloso. Ove ciò fosse,
+conosco un potente rimedio contro la gelosia.»
+
+«Davvero, Milady?»
+
+«Oh! sì. Dirgli sempre la verità, aprirgli in ogni occasione il mio
+animo, confidargli fedelmente i miei pensieri, come se questo specchio
+li riflettesse, di modo che quando gli piacerà esaminare il mio cuore,
+non lo troverà diverso da quello che è.»
+
+«Non ho più nulla da dirvi, o Milady; e poichè non è in me ragione
+veruna onde affannarmi per Tressiliano, che mi toglierebbe, potendolo,
+di tutto buon grado la vita, mi rassegnerò a quanto avrà per accadergli
+dopo che avrete, a norma del vostro disegno, svelato francamente a
+Milord, ch’egli ebbe l’ardire di penetrare in questo luogo e parlarvi.
+Ora si spetta a voi che conoscete il vostro sposo, indubitatamente
+assai meglio di me, a giudicare s’egli è tale da sofferire impunito sì
+fatto affronto?»
+
+«Se veramente credessi, disse allor la Contessa, di farmi con questo
+apportatrice di sciagure a Tressiliano, io che gliene ho cagionate
+tante, potrei risolvermi al partito del silenzio. Ma a che gioverebbe
+ciò, se già lo hanno veduto e Foster ed un’altra persona? No, no,
+sig. Varney. Non me ne parlate più. Val meglio ch’io racconti tutto a
+Milord, e saprò ben io trovare scuse alla follia di Tressiliano in modo
+tale da rendergli piuttosto propenso che sfavorevole l’animo del mio
+sposo.»
+
+«La vostra accortezza, o Milady, è d’assai superiore alla mia. Per
+altra parte, potete far la prova del ghiaccio prima di comprometter voi
+stessa camminandovi sopra. Sul primo istante di nominar Tressiliano
+alla presenza di Milord, ben v’accorgerete quale impressione produca
+su di lui un tal nome. Quanto a Foster e a quel suo amico, essi non
+conoscono Tressiliano nè di persona, nè di fama, e mi dà l’animo di
+trovar loro una scusa ragionevole per giustificare la venuta d’un
+incognito in questa casa.»
+
+La Contessa meditò un momento: indi soggiunse: «Se è vero che Foster
+ignori essere Tressiliano lo straniero ch’ei vide, confesso mi
+spiacerebbe se colui sapesse una cosa che gli è affatto estranea. Si è
+già arrogato anche oltre l’uopo autorità su di me, nè mi curo d’averlo
+nè per giudice, nè per confidente de’ miei affari.»
+
+«E qual diritto avrebbe di fatto questo sgraziato bifolco a saper cose
+che riguardano voi, o Milady? Costui non conta nulla più del cane, che
+sta alla catena nel cortile. Anzi, se assolutamente la sua presenza vi
+dà disgusto, ho assai credito per farlo licenziare, e mettere in sua
+vece un siniscalco meno indegno di gradirvi.»
+
+«Basta così, sig. Varney. Se avrò di che querelarmi contra alcuno di
+quelli che Milord mi ha posti vicino, saprò io stessa volgermi a lui.
+Silenzio. Odo strepito di cavalli. È desso, è desso» sclamò alzandosi
+trasportata dalla gioia.
+
+«Non posso credere, ch’ei sia per anche giunto, disse Varney. Poi niuno
+strepito può penetrare per traverso a queste finestre chiuse con tanta
+attenzione.»
+
+«Non mi trattenete, sig. Varney; le mie orecchie vagliono meglio che le
+vostre. Son certa che è desso.»
+
+«Però, Milady (sclamò Varney col tuono d’uomo agitato, e ponendosi
+fra essa e la porta) spero che quanto vi dissi con mente di giovarvi,
+e mosso da un umile sentimento di dovere, non verrà rivolto a mio
+danno. Non vorrete, che gli avvisi d’un fedel servo contribuiscano a
+rovinarlo. Vi supplico....»
+
+«Vivete tranquillo; ma lasciate il lembo della mia veste. Voi osate
+troppo nel volermi rattenere. Vivete tranquillo, vi ripeto. Non penso a
+voi.»
+
+Nel momento medesimo apertasi la porta della gran sala, entrò un uomo
+maestoso al portamento, ed avvolto in ricco e lungo mantello di colore
+che traeva allo scuro.
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+ La Corte è un mare, di cui il cortigiano
+ si crede il padrone. Diresti che
+ i venti, il flusso e il riflusso,
+ gli scogli e i turbini sono ai
+ suoi comandi, che a sua voglia le
+ navi giungono a salvamento o fanno
+ naufragio. Ma egli è uno di que’ falsi
+ arcobaleni che talvolta ci presentan le
+ nubi, e forse poco durevole al pari di
+ esse.
+
+ _Detti d’antica Commedia._
+
+
+La lotta sostenuta dalla Contessa contro l’insistenza del Varney,
+le avea inspirato nell’attimo sì fatto mal umore e tal confusione,
+che le si leggean sulla fronte. Ma questa nube si dissipò per dar
+luogo al comparirvi di purissima gioia, e d’ogni segno di tenera
+affezione, allorchè gettatasi fra le braccia di quel diletto ospite,
+e stringendolo al proprio seno, sclamò, tratta fuor di se stessa:
+«Finalmente!.... finalmente!.... eccoti giunto.»
+
+Varney, nell’atto istesso di vedere il Conte, rispettosamente si
+ritirò, e Giannina volea ritirarsi del pari; ma fattole segno dalla
+padrona di rimanere, si ridusse in fondo all’appartamento, stando
+attenta se qualche ordine le venisse dato.
+
+Intanto il Conte colmo d’accarezzamenti fattigli dalla sua sposa, li
+contraccambiò con tenerezza non meno affettuosa; e soltanto mostrò di
+resistere quand’ella si fece a levargli il mantello.
+
+«Oh! (sclamò la medesima sorridendo) voi non vi nasconderete sotto
+di esso più lungo tempo. È d’uopo ch’io veda se mi teneste la parola
+datami, se venne a visitarmi il Conte, o un privato, siccome è stato
+finora.»
+
+«Tu non dismentisci l’esser di donna, o mia Amy (disse il Conte dandosi
+per vinto in lotta cotanto soave). La seta, i pennacchi, le gemme, agli
+occhi del vostro sesso hanno maggior pregio dell’uomo che ne va adorno.
+Vi son molte lame, è vero, le quali traggono ogni valore dal ricco
+fodero che le copre.»
+
+«Cosa che mai non sarà detta di voi (rispose Amy, tanto che il mantello
+cadutole a’ piedi le scoperse il conte fregiato di vesti, quali un
+principe avrebbe credute assai sfarzose per presentarsi in esse alla
+corte). Voi rassembrate l’acciaio di buona tempera, che sdegna gli
+esterni ornamenti di cui è meritevole. Non vi deste a credere di essere
+in queste pompose vesti meglio amato da Amy, che ella non vi amò sotto
+il bruno pastrano ond’eravate coperto, quand’essa nella foresta di
+Devon vi diede il suo cuore.»
+
+«E tu pure (disse il Conte, conducendola con grazia congiunta a maestà
+verso il sedile di parata, che entrambi gli aspettava) tu pure, o mio
+amore, vesti un abito confacevole al tuo grado; e che nondimeno non
+può aggiugnere alcuna cosa a’ tuoi vezzi. Che ti sembra del buon gusto
+delle dame della nostra Corte?»
+
+«Non so dirtene nulla in questo momento (diss’ella, portando l’occhio
+ad un grande specchio che veniva ad essere rimpetto al Conte). Non
+posso pensare a me finchè vedo le tue sembianze riflettute da quello
+specchio. Sediti là (soggiunse avvicinandolo di più a quel sedile)
+sediti là siccome un ente cui deve ognuno ammirazione ed onore.»
+
+«Spero prenderai tu pure al mio fianco la sede che t’appartiene.»
+
+«No, no: voglio starmi a’ tuoi piedi assisa su questo sgabello per
+mirarti meglio in tutto il tuo splendore, e vedere la prima volta in
+qual modo i principi vanno vestiti.»
+
+Indi, mossa da una curiosità infantile che trovava scusa e nella sua
+giovane età, e nella vita ritirata, cui fu avvezza, e che meglio le
+si addicea, perchè inspirata da tenero amore di sposa, si fece ad
+esaminare e ad ammirare dal capo ai piedi il vestire dell’uomo, che
+formava il più bell’ornamento della corte di Elisabetta, di quella
+corte copiosa egualmente di giudiziosi ministri, come di amabili
+cortigiani. Tutto compreso d’affetto per l’avvenente sua sposa, il
+Conte gioiva dello stupore ch’essa dava a divedere; onde i nobili
+lineamenti di questo personaggio esprimevano passioni più soavi di
+quelle che per solito venivano manifestate dall’altera sua fronte, e
+da que’ neri occhi sfolgoreggianti e nunzii d’altissimo accorgimento.
+Più d’una volta ei sorrise dell’amabile ingenuità onde Amy gli movea
+interrogazioni su diverse parti del suo abbigliamento.
+
+«Questa lista ricamata, come voi la nominate, che cinge il mio
+ginocchio, gli diss’egli, è la giarrettiera d’Inghilterra, ornamento
+del quale i re vanno superbi. Vedete? è questa la stella che le
+appartiene. Questo è il diamante il _Giorgio_, gioiello dell’ordine. Vi
+sarà noto, cred’io, che il re Eduardo e la contessa di Salisbury....»
+
+«Oh! conosco tale istoria, soggiunse Amy, fattasi alquanto rossa, nè
+ignoro già che un legaccio di donna si è convertito nel più nobile
+emblema dell’Inglese cavalleria.»
+
+«Venni fregiato di quest’ordine congiuntamente a tre ragguardevolissimi
+cavalieri, che furono il duca di Norfolk, il marchese di Northampton,
+e il conte Butlan. Di noi quattro io era in dignità il men sublime.
+Ma che rileva? A chi brama raggiugnere la sommità d’una scala fa di
+mestieri incominciare dal più basso gradino.»
+
+«E questa collana di sì ricco lavoro, nel mezzo della quale sta sospeso
+un ciondolo, simigliante ad una pecora quanto alle forme? un tale
+emblema che cosa significa?»
+
+«Esso è l’ordine del Toson d’oro, già instituito dalla casa di
+Borgogna. Chiunque ne vada ornato, gode d’alte prerogative; onde il
+medesimo re di Spagna, erede dei dominii e degli onori che appartennero
+alla ridetta casa, non ha diritto a giudicare un cavaliere del Toson
+d’oro, tutte le volte che mancano l’assenso e il concorso del gran
+capitolo di un tal ordine.»
+
+«Questo è dunque un ordine che appartiene al crudele re della Spagna!
+Oh Dio!, Milord, non è forse per un Inglese far onta alla nobiltà del
+proprio cuore, l’accostarsi solamente a sì fatto emblema? Ricordatevi i
+tempi sfortunati della regina Maria, allora che quest’istesso Filippo
+regnava con essa su l’Inghilterra, que’ tempi, in cui si apprestarono
+orrendi roghi ai più ragguardevoli, ai migliori e più santi in
+fra i prelati Anglicani. E voi, detto il campione della religione
+Protestante, potete senza ribrezzo portar l’ordine di un tal sovrano,
+qual è il re di Spagna, inimico mortale del culto che professiamo?»
+
+«Tu non imparasti ancora, o mia vita, che noi cortigiani, ai quali è
+d’uopo veder gonfie le nostre vele dall’aura favorevole della reggia,
+non abbiamo l’arbitrio d’inalberar sempre lo stendardo che ne è più
+caro, o di sottrarci a nostro grado alla necessità di veleggiare sotto
+sgradita bandiera. Non mi ho per men Protestante, mel credi, perchè
+spinto da riguardi politici ho accettato l’onore che il re di Spagna
+mi compartì, decorandomi del primario ordine di sua cavalleria. Poi
+quest’ordine, volendo considerare al giusto le cose, appartiene alla
+Fiandra, e i d’Egmont, gli Orange, e molt’altri insigni personaggi
+superbiscono nel vederlo oscillare sul cuor d’un Inglese.»
+
+«Voi sapete quel che vi conviene, o Milord. E quest’altra collana,
+questo bell’ornamento in cui vien terminata, da qual paese derivano?»
+
+«Dal più misero di tutti. È questo l’ordine S. Andrea di Scozia,
+tornato in vigore per volere del defunto re Giacomo. Ne fui presentato
+allor quando credeasi, che la giovane vedova Maria regina di Scozia
+avrebbe gratamente accettata la mano di un barone di nostra patria; ma
+la corona di un libero barone, di un barone Inglese, è ben altra cosa
+che nol sarebbe stata una corona nuziale, venuta soltanto dal capriccio
+fantastico d’una femmina, che nacque a regnare sugli scogli e sulle
+paludi del nostro Settentrione.»
+
+La Contessa si fece taciturna, quasi dando a divedere, che questi
+ultimi accenti del Conte le aveano destato nell’animo alcune sgradevoli
+idee, e tal dispiacenza, e ciò che n’era cagione le crescea vezzo agli
+occhi del suo sposo, che tosto ripigliò la parola.
+
+«Ora, mio cuore, le vostre curiosità sono paghe. Voi vedeste il vostro
+vassallo sotto l’abito più sfarzoso, che gli fosse dato l’assumere,
+perchè le vesti di parata non si possono mettere che alla Corte, e in
+giorni di gran cerimonia.»
+
+«Ebbene, disse la Contessa, tu sai che un desiderio soddisfatto ne fa
+nascere un altro.»
+
+«E qual cosa puoi chiedermi, o delizia di quest’anima, ch’io non mi
+trovi propenso a concederti?» le chiese il Conte, fissando le pupille
+in tenera guisa sovr’essa.
+
+«Io desiderava in questo ignorato ritiro vedere cinto da tutto il suo
+splendore il mio sposo. Adesso, vorrei trovarmi in uno de’ suoi superbi
+palagi, e vedercelo entrare in bruno pastrano, tal quale si mostrò
+allor quando vinse il cuore dell’umile Amy Robsart.»
+
+«Non è difficile il far paga tal nuova brama. Domani ripiglierò il
+pastrano bruno.»
+
+«Ma potrò poscia venire con voi in uno de’ vostri castelli, e saziarmi
+in confrontare la magnificenza de’ luoghi ove soggiornate colla
+semplicità delle vostre vesti?»
+
+«Che ascolto, Amy? (disse il Conte, volgendo il guardo all’intorno),
+non vi sembrano adunque decorati con bastante splendidezza questi
+appartamenti? Io ordinai che fossero forniti in guisa degna di voi e
+di me. Forse io poteva essere secondato anche meglio. Ma ditemi; quali
+cambiamenti desiderate? È cosa di brevissimo tempo l’appagarvi.»
+
+«Voi volete prendervi giuoco di me, o Milord. La magnificenza di questo
+alloggiamento è al di sopra di tutto ciò che io possa e immaginarmi e
+meritare. Ma e quando verrà per la vostra sposa il momento di vedersi
+cinta da quello splendore, che non deriva, nè dal lavoro degli artefici
+intesi ad adornarne le stanze, nè dai ricchi drappi o dalle gemme, di
+cui piacque alla vostra generosità di fregiarla? da quello splendore
+congiunto al grado ch’ella dee tenere fra le matrone Inglesi, siccome
+sposa del più onorevole Conte di questo regno?»
+
+«Verrà un tal giorno, Amy; sì, mia vita! un tal giorno arriverà
+certamente, nè tu puoi desiderarlo con più ardore ch’io nol sospiri.
+Oh! quanto mi sarà cosa soave l’abbandonare le cure dello Stato, gli
+affanni, e le sollecitudini che non si dipartono mai da ambiziosi
+pensieri, per vivere in ritiro onorato i miei giorni, non avendo veri
+compagni od amici fuori di te! Ma diletta Amy! mi è impossibile per ora
+il godere questa gioia tanto compiuta, e qualche intertenimento alla
+sfuggita, questi momenti a me sì preziosi, son tutto quanto fin qui mi
+è lecito tributare alla donna più amabile e più amata fra tutte l’altre
+persone del suo sesso.»
+
+«Ma perchè è impossibile? (disse la Contessa col tuono il più adatto
+a persuadere). Perchè questa più perfetta unione, questa unione non
+interrotta, che voi mi accertate essere il miglior vostro voto, che
+tanto si accorda colle leggi del Cielo e degli uomini, perchè questa
+unione non può sull’istante verificarsi? Ah! se voi la bramaste una
+metà soltanto di quello che dite, qual motivo, qual persona potrebbe
+mettere argine ai desiderii d’un uomo ricco di credito e di possanza
+come lo siete?»
+
+Qualche offuscamento apparve allora in sulle ciglia del Conte. «Amy,
+le disse egli, voi ragionate sopra di cose che non potete comprendere.
+Costretti una volta a vivere alla Corte, noi siamo siccome il
+viaggiatore, cui tocchi inerpicarsi ad un monte di sabbia; nè quindi
+osiamo arrestarci in cammino, innanzi di trovare qualche punta di
+vivo sasso che ne offra una sicura fermata. Che se vogliamo prima del
+tempo far pausa, ne succede cader travolti dal nostro peso medesimo,
+e diveniamo scopo al pubblico riso. Io mi vedo, gli è vero, giunto a
+meta ben alta, ma non per anco salda abbastanza, onde abbandonarmi alle
+sole inclinazioni dell’animo mio. Il divulgare le nozze contratte con
+voi, sarebbe un fabbricare la mia rovina. Ma credetelo, perverrò ad un
+punto di sicurezza, e non ne è sì lontano l’istante. Allora adempirò
+tutto quanto il dovere prescrive, così per riguardo di voi come di me
+medesimo. Ma intanto, o mia cara, non vogliate intorbidare la pura
+gioia di cui n’è dato godere ad entrambi, col formar desiderii che per
+ora ci è impossibile l’appagare. Ditemi piuttosto, se nel luogo ove
+siete, ogni cosa vada a seconda delle vostre brame. Come si conduce
+Foster con voi? Voglio sperar vi usi tutto quel rispetto che vi è
+dovuto. Guai per esso s’io potessi accorgermi del contrario!»
+
+«Mi ricorda qualche volta con molto zelo la necessità del mistero
+(sospirando la Contessa rispose); ma poichè questo è un ricordarmi
+i vostri desiderii, mi trovo più propensa a sapergliene grado che a
+biasimarlo.»
+
+«Vi ho già spiegato i motivi, che rendono indispensabile una tale
+necessità. Confesso che trovo in Foster molta rustichezza; ma Varney mi
+si è fatto mallevadore della fedeltà, e dell’affezione ch’egli ha pei
+nostri interessi. Se nondimeno avete per la menoma cosa a dolervi dei
+modi che tiene nel prestarvi servigio, saprò punirnelo.»
+
+«Oh! è impossibile ch’io me ne lagni, sintantochè non farà che adempire
+con fedeltà i comandi venutigli da voi. Per altra parte, la figlia di
+lui, Giannina, mi è un’ottima compagna in questa solitudine. Io l’amo
+assai; e lo zelo del culto puritano che traspira da quanto fa e dice,
+aggiugne vezzo alla sua ingenuità.»
+
+«Me lo assicurate? una giovane che sa farvisi accetta non deve andar
+priva di ricompensa. Accostatevi, Giannina.»
+
+Giannina, la quale, come dicemmo, si era ritirata in qualche distanza
+per lasciar più libero l’intertenimento de’ due sposi, si trasse
+innanzi facendo una riverenza rispettosa; nè il Conte potè ristarsi
+dal sorridere sul chiaroscuro che presentavano in lei la semplicità
+delle vesti e il modesto contegno, e ad un tempo forme avvenenti, e due
+occhi neri, la cui vivacità contrastava collo studio ch’ella facea di
+comparir grave e posata.
+
+«Debbo ringraziarvi, mia bella fanciulla, le diss’egli, poichè la
+Contessa è soddisfatta de’ servigi che le prestate.» In ciò dire si
+tolse dal dito un anello, che non potea non essere di valore, e nel
+porgerlo a lei soggiunse. «Portatelo, siccome un pegno dell’affetto che
+vi acquistaste presso l’uno e l’altra di noi.»
+
+«Son molto contenta, o Milord (rispose Giannina con quell’aria sua di
+santità) se il poco che ho potuto fare è stato accetto ad una signora,
+cui nessuno può avvicinarsi senza desiderar di piacerle. Ma tutte noi,
+che apparteniamo alla congregazione del rispettabile sig. Holdforth, ci
+faremmo scrupolo, se simili alle giovani mondane, portassimo attorno
+alle nostre dita oro, od altri ornamenti; nè tampoco possiamo fregiare
+il collo di pietre preziose, come praticavano le fanciulle di Tiro e di
+Sidone.»
+
+«Ah! ah! voi tenete adunque alla grave confraternita dei _Precisiani_
+e credo sincerissimamente che ne sia membro ancor vostro padre. Ciò fa
+ch’io vi ami sempre più l’uno e l’altro. Non mi è ignoto che si prega
+per me nelle vostre assemblee, e che mi siete affezionati. Poichè non
+vi è permesso portare sì fatti ornamenti, non mi opporrò alle massime
+che professate, e vedo poi ancora che potete far senza di questi,
+perchè le vostre dita snodate, e quel collo bianco al pari dei gigli,
+non ne hanno bisogno per ritrarne spicco maggiore. Accettate in vece
+tal cosa, che nè Papista, nè Protestante, nè Puritano, nè Precisiano
+hanno ricusata giammai.»
+
+Nel medesimo tempo le pose fra le mani cinque monete d’oro che
+portavano il conio di Filippo e della regina Maria.
+
+«Non accetterei neanco quest’oro, rispose la _Precisiana_, se non fosse
+in me la speranza di farne tal uso, che possa chiamare le benedizioni
+del Cielo su di voi, di Milady, e di me.»
+
+«Usatene poi a vostro grado, Giannina. A questo dovete pensar voi. Ma
+intanto fateci apparecchiare la cena.»
+
+«Ho detto ai sig. Varney e Foster di cenare con noi, o Milord (disse
+la Contessa, mentre Giannina usciva per eseguire gli ordini dati dal
+Conte), vi degnate approvarlo?»
+
+«Approvo tutto quello che fate, o mia Amy, ed anzi mi è caro, che
+abbiate conceduto questo contrassegno di distinzione a Varney, l’uomo
+più affezionato ch’io m’abbia, e che può dirsi l’anima de’ miei
+consigli segreti. Quanto a Foster, gl’incarichi che ora sostiene per
+me, gli danno un diritto ad una prova di mia amorevolezza.»
+
+«Presentemente, o Milord, ho... ho una grazia da chiedervi e... un
+segreto da confidarvi» disse esitando la Contessa.
+
+«Serbate queste cose per domani mattina, o mio amore, rispose il Conte.
+Odo aprire la porta della sala della mensa. E poichè feci con grande
+sollecitudine una lunghissima corsa, m’accorgo che non mi sarà inutile
+una tazza di vino.»
+
+E ciò dicendo condusse la moglie nel vicino appartamento, ove Varney e
+Foster li ricevettero a furia d’inchini, nei quali il primo mettea la
+leggiadria del cortigiano, l’altro la gravità _precisiana_. Il Conte
+contraccambiò tali omaggi con quell’aria distratta che appartiene ad
+uomo uso da lungo tempo a riceverne, la Contessa con que’ modi di
+ceremoniale, che ben disvelavano non essersi ella per anco fatta agli
+usi de’ grandi.
+
+Il banchetto apparecchiato per quella brigata conformavasi alla
+magnificenza degli appartamenti, entro di cui fu imbandito. Unicamente
+non comparve alcun famiglio, e la sola Giannina servì i quattro
+convitati. Nè per vero dire d’un maggior numero di servi era d’uopo
+perchè la mensa andava sì abbondantemente fornita di quanto poteva
+abbisognare a ciascuno, che le faccende della stessa Giannina non
+furono assai rilevanti. Il Conte e la sua sposa si assisero alla
+sommità della tavola, Varney e Foster al di qua della saliera, sede
+serbata sempre alle persone di grado inferiore. Foster, preso da
+soggezione per trovarsi in una compagnia cui sì poco era avvezzo, non
+aperse bocca in tutto il durar della mensa. Varney, cui non mancavano
+e finezza di sentire ed accorgimento, prese parte alla conversazione
+quanto facea di mestieri, per non lasciarla languire, senza però
+mostrar mai di voler prender l’arringo, laonde contribuì grandemente
+ad intertenere il buon umore del Conte. Nè certamente niuno meglio di
+Varney ottenne dalla natura tutte le qualità necessarie a sostenere la
+parte, cui lo chiamò la sua vocazione. Si univano in lui e moderazione
+e prudenza, e ad un tempo vivacità, spirito, ed immaginazione. E
+perfino la Contessa, comunque per più d’un motivo non propensa
+ad essergli amica, non potè ristarsi dal trovarne dilettevole la
+compagnia, nè mai inclinò maggiormente ad unire il proprio suffragio
+agli elogi, de’ quali largheggiava il Conte col suo favorito. Terminato
+il banchetto, i due sposi si ritrassero nel loro appartamento, ed il
+più profondo silenzio regnò nel castello per tutto il rimanente di
+quella notte.
+
+Alla domane di buon mattino, Varney compì presso il Conte gli ufici di
+gran ciamberlano, e di primo scudiere, benchè d’ordinario il secondo
+ufizio soltanto gli appartenesse nella casa di questo favorito della
+Regina, il quale teneva appo sè gentiluomini, usciti di buone famiglie,
+e ornati degli stessi gradi, che i primi nobili del regno assumevano
+nella casa reale. Ne’ doveri di tutte le ridette cariche era bene
+addottrinato il Varney, che disceso di famiglia antica sì, ma andata
+affatto in rovina, fu paggio del Conte sin d’allor quando incominciò
+questi a far la sua carriera. Statogli fedele ne’ momenti avversi,
+seppe rendersi utile al medesimo, allorchè marciò a gran passi nel
+cammino della fortuna. Per tal modo fondato il credito del Varney, e su
+i servigi prestati, e su quelli che continuava a prestare, divenne tal
+confidente, che quasi il padrone non ne potea più far di meno.
+
+«Datemi un abito più semplice, Varney (disse il Conte mentre stava
+per metter via la sua veste di camera ch’era di seta sparsa di fiori,
+e foderata d’ermellino), poi prendete in custodia queste catene,» e
+gli additò nel medesimo tempo i suoi diversi ordini che stavano sopra
+di una tavola. «Il loro peso, ier sera, ebbe a rompermi il collo. Son
+quasi deliberato di non me ne caricare più mai; non vedo in essi se non
+se altrettanti ceppi, che inventò l’accorta malignità per incatenar la
+stoltezza. Che ne dite, Varney?»
+
+«Per verità, Milord, io penso che le catene d’oro non somigliano in
+alcun modo alle altre catene, e le riguardo anzi più gradevoli in
+proporzione del loro peso.»
+
+«Eppure, te lo ripeto, o Varney, sono per metà risoluto ch’esse non
+m’incatenino per più lungo tempo alla Corte. Qual cosa mi possono omai
+fruttare novelli servigi? E qual favore mi rimane a sperare al di sopra
+del grado e della fortuna, che non mi possono più sfuggire? D’ond’è
+che cadde la testa del padre mio? Non da altro che dal non aver saputo
+por limite ai propri desiderii. Tu il sai che io medesimo ho corso
+gravi rischi; che più d’una volta mi sdrucciolò il piede sull’orlo del
+precipizio. Sì: credo giunto l’istante di non avventurarmi più al mare,
+e di sedermi finalmente con tranquillità sulla spiaggia.»
+
+«E ivi raccogliere conchiglie in compagnia di Cupido» aggiunse Varney.
+
+«Che v’intendete con ciò, Varney?» disse il Conte con tutta la vivacità
+mossa da un tale scherzo.
+
+«Non prendete collera col vostro servo, o Milord. Se la compagnia di
+una sposa ricca di sì rari pregi, è cagione che per più liberamente
+bearvi in essi, vogliate rinunziare a quanto finora fu prima meta de’
+vostri desiderii, è vero che ne potranno andar danneggiati alcuni
+poveri gentiluomini, or lieti di starsi al vostro servigio; ma ciò non
+potrebbe essere applicato a Riccardo Varney. Egli, la mercè vostra,
+avrà sempre modo di mantenersi degno del distinto grado che gli
+concedeste nella vostra casa.»
+
+«Nondimeno, il tuono de’ vostri ultimi detti, non mostrò che foste
+contento nell’udire il mio divisamento di abbandonare un giuoco
+ruinoso, il quale però potrebbe, un dì o l’altro, perderne entrambi.»
+
+«Io, Milord! Per me non ho alcun motivo di trovare molesto un ritiro,
+in cui dovrei soggiornare presso di voi. Non sarebbe, ad ogni evento,
+Riccardo Varney che cadesse in disfavore di Sua Maestà, non egli che
+divenisse la favola della Corte, allorchè il più sublime edifizio che
+mai sia stato fondato sul favore d’un principe, rovinasse da cima a
+fondo, come uno di que’ castelli di carte da giuoco che i fanciulli
+sogliono fabbricare. Bramerei solamente, o Milord, che prima di
+prendere una risoluzione, dopo la quale non potreste tornare addietro,
+consultaste maturamente gl’interessi della vostra felicità e della
+vostra fama.»
+
+Tai cose furon dette da Varney con quella titubazione di chi teme
+dir troppo, onde soggiunse il Conte: «Parlate, Varney, continuate
+liberamente. Non vi dissi di avere presa una risoluzione assoluta, ed
+amo di bilanciare il pro ed il contro in tale discussione.»
+
+«Ebbene, Milord, supponiamo dunque la cosa fatta; nè si parli ora di
+real disfavore, di sarcasmi cortegianeschi, e nemmeno dei danni che
+portereste ai vostri partigiani. Ritirato in uno de’ vostri più lontani
+castelli, e a tanta distanza dalla Corte, non giungono sino a voi, nè
+il dispiacere di coloro che vi sono affezionati, nè la gioia di chi
+vi è nemico. Supponiamo in oltre che il vostro rivale, giunto allora
+al colmo della felicità, sia pago assai (la qual cosa è per lo meno
+incerta) nel vedere spogliato di rami l’albero, quel grand’albero che
+gli nascose il sole sì lungo tempo: supponiamo pure ch’ei non curi
+di atterrarlo, di sradicarlo. Ebbene, l’antico favorito della regina
+d’Inghilterra, che teneva il bastone del comando, che volgeva a suo
+grado i Parlamenti, ora non è nulla più di un gentiluomo di campagna,
+ridotto ai diletti di cacciare per le sue terre, di bere la birra
+insieme ai confinanti, e di passare in rassegna i propri vassalli
+allorchè gli aduna il seriffo.»
+
+«Varney!» disse il Conte aggrottando le ciglia.
+
+«Milord, il comando di parlare mi venne da voi. Vogliate permettermi
+che io termini il quadro che ho principiato.... Sussex dunque governa
+l’Inghilterra; viene a vacillare la salute della Regina, e l’ambizione
+del vostro nemico vede schiudersi dinanzi a sè una strada, qual mai non
+avrebbe osato immaginarsi. Queste notizie vi giungono mentre che state
+ad un canto del vostro fuoco. Allora incominciate a pensare alle vostre
+speranze cadute a vôto, all’inerzia cui vi condannaste da voi medesimo.
+E perchè tutto ciò? Perchè non vi bastò di contemplare una volta ogni
+quindici giorni gli occhi d’una sposa avvenente!»
+
+«Basta così, Varney. Io non vi ho detto infatti di voler abbracciare
+precipitosamente, e senza aver consultato come si debbe il pubblico
+interesse, una risoluzione, cui mi fa proclive l’amor del riposo e
+della domestica felicità. Vedrete, o Varney, che saprò trionfare di
+tal mia inclinazione; ma non credeste mosso da mire ambiziose un
+tal sagrifizio, bensì dalla necessità di mantenermi in un grado,
+d’onde potrò all’uopo essere utile all’Inghilterra. Ordinate i nostri
+cavalli. Metterò, come ho fatto altre volte, un abito da livrea, e il
+mio cavallo porterà la valigia. Oggi tu sarai il padrone, o Varney,
+non trascurare alcuna cautela necessaria a tenere addormentati i
+sospetti. Fra breve saremo a cavallo. Non mi occorre che un istante per
+congedarmi dalla Contessa; indi son pronto. Comando un crudel dovere al
+mio cuore, e ne trafiggo un altro che m’è più caro del mio, ma l’amor
+di patria vuole la preferenza su quello di sposo.»
+
+Dette tai cose con modo risoluto, e con accento ad un tempo
+malinconico, lasciò la stanza ove si era abbigliato.
+
+«È bene che tu sia partito (meditava fra se stesso Varney), perchè
+comunque avvezzo alle umane follie, io non poteva omai più ristarmi
+dal ridere della tua alla tua presenza. Stancati presto di questo
+nuovo trastullo, di questa creatura avvenente, degna figlia d’Eva che
+ti comanda; a me poco rileva. Ma ben mi spiacerebbe se ti stancassi
+del trastullo antico dell’ambizione; perchè, Milord! nel salire la
+montagna, voi vi traete addietro Riccardo Varney, che spera vantaggiare
+quando sarete in alto. Perciò se vi vedo andare a rilento, oh! non
+mancherò di adoperare e frusta e sperone sinchè io vi veda alla cima.
+Quanto a voi, mia garbata signora, che volete sostener seriamente la
+parte di Contessa, vi consiglio a non mi far nascere intoppi dietro la
+strada, o avremo conti antichi da aggiustare fra noi. Oggi tu sarai
+il padrone, o Varney, egli mi dicea. Affè ch’ei potrebbe aver parlato
+più vero di quanto egli medesimo lo pensasse. Vedete! quest’uomo, che
+al dir di tante persone sensate non la cede in profondità di mire
+politiche nè ad un Burleigh, nè ad un Walsingham, nè per sapienza
+militare al Sussex, si fa servo di uno de’ proprii servi, e tutto
+ciò per due neri occhi, per un bell’accordo di bianco e vermiglio
+che scorgasi sulle guance di una gentildonna di villaggio. Dove va a
+perdersi l’ambizione! Se però i vezzi di una donna possono in alcuna
+circostanza scusare i traviamenti delle teste umane, Milord non ebbe
+mai migliore scusa. Ebbene! lasciamo che le cose vadano come sanno
+andare. O egli avrà cura della propria grandezza, o l’avrò io della
+mia felicità; e circa quest’amabil Contessa, se ella non racconta di
+aver veduto Tressiliano: e credo già che non oserà raccontarlo, le sarà
+d’uopo il far causa comune con me; converrà che noi abbiamo insieme
+i nostri segreti, che ci sosteniamo l’un l’altro anche a malgrado
+di un’avversione, che costei non mi lascia ignorare. Corrasi alla
+scuderia. Milord, vado ad ordinare i vostri cavalli. Non è forse sì
+lontano il giorno che il mio scudiere andrà ad ordinare i miei.»
+
+Dopo fatte queste considerazioni uscì dell’appartamento.
+
+Intanto il Conte rientrava nella camera da letto per congedarsi in
+tutta fretta dall’amabil Contessa, ed osava egli appena avventurarsi ad
+udire ripetuta un’inchiesta, che il ricusar gl’increscea, ma che egli
+era ben lungi dal voler secondare dopo l’intertenimento avuto collo
+scudiere.
+
+Nell’udirlo giugnere, ella corse giù dal letto, avvolgendosi in una
+zimarra di seta bianca foderata di pelliccia, e collocando il gentil
+piede entro eleganti pianellette, chè non trovò ella il tempo di metter
+le calze; le sue lunghe chiome fugian di sotto della cuffia da notte,
+nè avea quindi altro adornamento, fuorchè i proprii vezzi, cui acquistò
+novello spicco perfino il dolore prodotto dall’annunzio onde il Conte
+l’amareggiò.
+
+«Addio, Amy, addio, mio amore (le disse il Conte, avendo appena forza
+di staccarsi da amplessi tanto soavi, e tornando addietro per più
+riprese onde stringerla fra le sue braccia). Il sole comincia ad
+alzarsi sull’orizzonte; non oso rimanermi più lungamente. Già dovrei
+essere dieci miglia lontano di qui.»
+
+In tal modo cercava egli abbreviare i momenti d’una sì dolorosa
+separazione.
+
+«Voi dunque non mi concederete quanto vi chiesi (con soave sorriso gli
+disse la Contessa). Ah! cavaliere sleale!... Eh! si udì mai che cortese
+cavaliere ricusasse inchiesta fattagli dalla sua donna che tenesse i
+piedi ignudi nelle proprie pianelle?»
+
+«Domandatemi tutto ciò che volete, o mia Amy, e vi appagherò. Ne
+eccettuo le cose che potrebbero perdere voi e me.»
+
+«Ebbene! non vi chiedo più di riconoscermi sul momento in quel grado,
+che mi farebbe invidia dell’Inghilterra, nel grado di moglie del più
+nobile, del più prode, del più universalmente amato fra i baroni
+Inglesi. Mi limito a pregarvi di poter dividere questo segreto col
+padre mio, e di metter così un termine al cordoglio che gli cagionai.
+Si dice ch’egli sia pericolosamente infermo.»
+
+«_Si dice?_ (ripetè il Conte con forza) chi ve lo ha detto? Varney
+non ha egli fatto sapere a vostro padre tutto ciò di che si poteva
+ragguagliarlo in tale momento, cioè di essere voi felice, ed in ottimo
+stato di salute? Non vi ha soggiunto di più, che trovò il rispettabile
+vecchio mentre si dava con ilarità al suo prediletto esercizio della
+caccia? Chi ha ardito far nascere idee contrarie nel vostro spirito?»
+
+«Nessuno, Milord, nessuno (rispose la Contessa, scoraggiata dal tuono
+onde il Conte le movea tali inchieste). Nondimeno, o Milord, bramerei
+molto accertarmi co’ miei occhi medesimi, che mio padre sta bene.»
+
+«Ciò è impossibile, Amy. Voi non potete in questo momento avere alcuna
+comunicazione, nè con vostro padre, nè colla sua casa. Sarebbe assai
+trista politica il mettere a parte di un tal segreto un numero maggiore
+di persone, oltre a quelle alle quali è indispensabile lo svelarlo.
+Poi... quel _Travaillon, Tressiliano_, poco importa del nome, non è
+egli continuamente in casa di vostro padre? Il vecchio cavaliere ha
+forse nulla di nascosto per lui?»
+
+«Mio padre, Milord, è conosciuto per un uomo prudente e rispettabile;
+e quanto a Tressiliano, potrei offerire per mallevadore di quanto
+asserisco quella corona di contessa, che porterò un giorno
+pubblicamente. Così potessimo noi perdonare a noi stessi l’ingiuria che
+gli arrecammo, com’egli è incapace di una bassa vendetta!»
+
+«Nondimeno non mi confiderei seco lui, Amy, non mi confiderei seco
+lui. Vorrei che il demonio si frammettesse nei nostri affari anzichè
+Tressiliano.»
+
+«E perchè, Milord? (gli chiese la Contessa, fatta tremante nel suo
+interno dal tuono di risolutezza adoperato dal Conte) perchè avete idea
+tanto sinistra di Tressiliano?»
+
+«Signora, rispose il Conte, la mia volontà dovrebb’essere per voi una
+ragion sufficiente. Ma se vi piace saperne di più, considerate le
+persone con cui Tressiliano sta in lega. Egli, amico, creatura di quel
+Radcliffe, di quel Sussex, contro il quale, non senza fatica, sostengo
+il campo che ci disputiamo nel godere il favore di una sospettosa
+padrona. S’egli ottiene sopra di me il vantaggio di sapere le nostre
+nozze prima ch’io abbia con accorti modi preparata la Regina ad udir
+tale segreto, sarebbe irrevocabile, eterna la mia disgrazia; nè forse
+si starebbe nelle perdute mie dignità. Chi sa fin dove divenissi
+vittima del risentimento d’Elisabetta, in cui è trasfusa in qualche
+parte la fiera indole d’Enrico suo padre?»
+
+«Ma perchè, Milord, portate voi opinione tanto ingiuriosa verso un uomo
+che conoscete sì poco? Tressiliano non vi è noto che a cagion mia, e
+son io ad accertarvi che per qualsivoglia motivo non tradirebbe il
+nostro segreto. Se per amor di voi io l’offesi, tanto più è mio obbligo
+il desiderare di vedervi giusto per suo riguardo. Se il parlarvi solo
+di lui vi eccita a tanto sdegno, che direste adunque s’io lo avessi
+veduto?»
+
+«Se l’aveste veduto! (ripetè il Conte con severo ciglio) sarebbe per
+voi buon consiglio il tener nascosto un tale congresso come le cose
+da non rivelarsi che in confessione. Io non bramo la perdizione di
+nessuno. Ma chiunque vorrà penetrare i miei segreti, badi bene a se
+stesso. Il cinghiale non soffre di vedere chi attraversi il sentiero
+che ha scelto.»
+
+«Com’egli divien terribile!» disse la Contessa a mezza voce, e
+impallidendo.
+
+«Che avete, mio amore? (le disse il Conte sostenendola fra le sue
+braccia). Tornate in letto. Voi lo lasciaste troppo di buon mattino.
+Vi resta a chiedermi qualch’altra cosa, che non comprometta la mia
+fortuna, la mia vita, il mio onore?»
+
+«Nulla, Milord, nulla (rispos’ella con fioca voce). So che io volea
+parlarvi sopra un altro argomento, ma il vostro sdegno me ne ha fatto
+dimenticare.»
+
+«Vi tornerà in mente allorchè ci rivedremo, o mia vita, (e in ciò dire
+l’abbracciò con tenerezza). Eccetto inchieste di tal natura, ch’io
+non possa e non osi concedere, non vi state dal confidarmi tutte le
+vostre brame, e ben farebbe mestieri che fossero al di sopra di quanto
+possono fornir l’Inghilterra e le sue pertinenze, perchè non le vedeste
+pienamente soddisfatte.»
+
+Pronunziate quest’ultime parole, partì. Giunto a piedi dello scalone,
+Varney gli diede un grande ferraiuolo da livrea, ed un larghissimo
+cappello, travestimento, sotto di cui diveniva impossibile il
+ravvisarlo. Stavano pronti in corte i cavalli così per lui come per
+Varney. Il Conte non era venuto la notte addietro che con due servi,
+iniziati sino ad un certo grado ne’ misteri del lor padrone, i quali
+cioè credeano che ivi lo conducesse una tresca con qualche bella, di
+cui ignoravano la condizione ed il nome. Ma questi servi erano nella
+stessa notte partiti.
+
+Tony Foster teneva egli stesso la briglia al palafreno del Conte,
+corsiero vigoroso al pari che agile, e intanto il servo del Foster
+presentava un cavallo di più bella apparenza e più riccamente
+bardamentato a Riccardo Varney, che dovea sostenere la parte di padrone
+lungo la strada.
+
+Ciò non di meno Varney, vedendo avvicinarsi il Conte, si fece innanzi
+per tenergli le redini del cavallo, e impedì a Foster l’incaricarsi
+di tale ufizio, ch’ei riguardava, senza dubbio, come una delle sue
+prerogative.
+
+Traspirò dalla fisonomia del Foster, che assai gl’increscea perdere
+questa occasione di far la corte al suo protettore. Ciò non ostante
+cedè il luogo a Varney senza osare di moverne alcuna lagnanza. Il
+Conte salì con mente distratta a cavallo, e dimenticando per un
+istante che la parte assuntasi l’obbligava a rimanere addietro al suo
+padrone posticcio, uscì della corte senza pensare a Varney, e mandò
+più d’un baciamano alla Contessa, che da una finestra, sventolando un
+fazzoletto, gl’inviava i suoi estremi saluti.
+
+Mentre ei passava sotto l’oscura volta che mettea fuor della Corte:
+«Ecco, diceva il Varney, ciò che si chiama fina politica. Il servitore
+che va avanti al suo padrone.» E profittò di questo momento per dire
+a Foster: «Tu mi fai il viso dell’arme, o Tony. Ma se ti ho privato
+d’un grazioso sguardo di Milord, in compenso l’ho indotto a lasciarti
+un premio de’ tuoi prestati servigi, che non ti sarà meno gradevole
+d’uno sguardo. Eccoti una borsa del migliore oro che le dita di un
+avaro abbiano contato giammai. Prendila (soggiunse, e a tal vista
+la fisonomia di Foster si fece più aperta), prendila, ed aggiungi
+quest’oro a quello che egli donò la scorsa notte a tua figlia.»
+
+«Come? Che mi dite voi? Egli ha fatto un dono di danari a Giannina?»
+
+«Certamente. Qual maraviglia? I servigi ch’ella presta alla Contessa,
+non vogliono forse la lor ricompensa?»
+
+«Essa non lo terrà e la obbligherò a restituirlo. Conosco troppo bene
+Milord, e so quanto lo alletti la novità. I suoi amori sono variabili
+come la luna.»
+
+«Impazzisci, o Foster? O entreresti nella vanità di credere che Milord
+possa essere preso da un capriccio per la tua figlia? Chi è mai che
+sogni a por mente a una lodola, finchè ode il canto dell’usignuolo?»
+
+«Sia lodola, sia usignuolo, tutto fa per l’uccellatore; e so ancora,
+sig. Varney, essere in voi molta maestria nello scuotere i rami tanto
+che gli uccelli gli corrano nelle reti. Mi porti il diavolo anzichè
+io desiderassi mai che metteste Giannina nel novero di tante povere
+fanciulle cadute ne’ vostri agguati! Voi ridete! ma vi ripeto che
+voglio almeno salvare un individuo di mia famiglia dagli artigli di
+Satanasso; e tenetelo ben per sicuro. Ella restituirà quest’oro.....»
+
+«Ovvero ella te lo darà in custodia, o mio Tony, il che torna allo
+stesso. Ma mi è d’uopo il parlarti di cosa più rilevante. Il nostro
+padrone parte di qui con intenzioni, che potrebbero sconcertar molto le
+nostre.»
+
+«Come sarebbe a dire? È egli stanco del suo trastullo, della sua nuova
+conquista? Non mi maraviglio. Ha speso per essa ciò che pagherebbe il
+riscatto di un re, e ora è pentito del suo contratto.»
+
+«Oh! quanto ti scosti, o Tony, dal vero! Egli è delirante più che nol
+sia stato mai per Amy, ed anzi vuole per lei abbandonare la Corte.
+Allora, addio speranze nostre, addio possedimenti, addio sicurezza. Ci
+vengono ritolti i beni di chiesa, e sarebbe gran ventura, se non ci
+facessero rigettare le rendite.»
+
+«Oh! sarebbe la nostra rovina (sclamò Foster, cui tal novella empiè di
+grinze la fronte), e tutto ciò per una donna! Lo compatirei se fosse
+per la salute dell’anima sua! Perchè anche a me talvolta viene l’idea
+di sbarazzarmi dal lezzo di questo mondo, e vivere come uno dei più
+poveri della nostra congregazione.»
+
+«Credo bene che finirai così, mio Tony. Ma ascolta: il diavolo
+non perderà nulla se anche ti condanni alla povertà. Onde tu non
+guadagneresti da nessun lato. Ma ora bada a quanto ti suggerisco, e
+puoi ancora conseguire la proprietà di Cumnor Place. Non far motto con
+nessuno della visita di Tressiliano. Su di ciò non aprir bocca, ammeno
+che non tel consigli io medesimo.»
+
+«E perchè di grazia?» domandò Foster in tuono di chi sospetta.
+
+«Ma sei bene una talpa, se non vedi che nello stato in cui or trovasi
+l’animo di Milord, una tale scoperta lo confermerebbe ne’ suoi novelli
+disegni. S’egli sapesse che questo fantasma comparve alla Contessa
+nel tempo ch’egli era lontano, non si fiderebbe più di nessuno, e
+vorrebb’esser egli medesimo il drago custode delle poma d’oro. E
+allora, Tony? Chi ha più bisogno dell’opera tua? Una parola basta a chi
+la sa intendere. Addio, Tony, mi è d’uopo seguirlo.»
+
+Pronunciate queste parole toccò dello sprone il cavallo, galoppando a
+tutta briglia per raggiungere il Conte....
+
+«Possa tu romperti il collo, maledetto pagano (disse tra sè il Foster
+guardandogli dietro). Fa’ d’uopo nondimeno eseguire le sue istruzioni,
+perchè trattiamo tutt’e due la medesima causa. Quanto poi a Giannina...
+oh! ella metterà nelle mie mani le monete d’oro, e sia in una guisa,
+sia nell’altra, le impiegherò al servigio di Dio. Finchè ne trovi
+il modo, le custodirò a parte nel mio scrigno; altrimenti potrebbe
+uscirne un vapor contagioso, che si diffonderebbe sulla mia Giannina.
+Oh! questa fa di mestieri si conservi pura come uno spirito celeste,
+se non altro, acciò preghi Dio per suo padre. E ben ho bisogno delle
+sue orazioni, perchè sono ad assai brutto passo. Corrono sinistre voci
+sulla mia maniera di vivere. Son visto con freddezza dai confratelli
+della Congregazione. E quando il sig. Holdforth, nell’ultima sua
+predica, paragonava gl’ipocriti ad un sepolcro imbiancato, la cui
+cavità è piena d’ossa umane, pareva fissato sopra di me. Come sono
+severi questi puritani!... Ma penserò.... Prima d’aprire lo scrigno,
+andiamo a leggere per un’ora la Bibbia.»
+
+Intanto Varney avea raggiunto il Conte che lo aspettava alla porta del
+parco, d’onde uscì Tressiliano nel dì antecedente.
+
+«Voi perdete il tempo, o Varney, il Conte gli disse, e gl’istanti
+sono preziosi. Mi è d’uopo arrivare a Woodstock per mettere a basso
+quest’abito di maschera, e sino a quel punto, voi lo sapete, non
+viaggio senza pericolo.»
+
+«Non è che una corsa di due ore, o Milord. Mi sono trattenuto brevi
+momenti con Foster per eccitarlo a diligenze sempre maggiori, affinchè
+non traspiri il nostro segreto, ed anche per chiedergli il ricapito
+d’un uomo, che penso, o signore, di mettere al vostro servigio in vece
+del licenziato Trevors.»
+
+«E questi è tale che veramente mi convenga?»
+
+«A quanto sembra, promette assai. Ma se voi voleste continuare senza
+di me il vostro cammino, tornerei a Cumnor, per condurlo a Woodstock,
+prima che siate uscito del letto.»
+
+«Allora io dormo profondamente, il sapete. Basterà bene che facciate
+trottare il vostro cavallo all’uopo di essere colà quando mi alzo.»
+
+Pronunziate le quali parole dal Conte, Varney galoppò a briglia sciolta
+verso Cumnor, tenendo la strada maestra per non ripassare in vicinanza
+del parco. E sceso alla porta dell’_Orso nero_ chiese di parlare a
+Michele Lambourne. Questo rispettabile nipote dell’ostiere non fece
+aspettare il nuovo suo protettore, che anzi parea tenere l’orecchie
+tese, come se ne indovinasse il vicino arrivo.
+
+«Tu perdesti l’orme del compagno tuo Tressiliano, gli disse Varney, me
+lo annunzia quella tua fisonomia di furfante. È questa la destrezza di
+cui ti vantasti, impudente millantatore?»
+
+«Oh! per la morte, disse il Lambourne, sfido chi abbia meglio seguite
+le tracce di una volpe. Lo trovai che si riparò qui, in casa di mio
+zio, l’ho veduto cenare, l’ho veduto entrare nella propria stanza, in
+somma mi sono attaccato a lui come la sua ombra. Ma che volete? Prima
+del giorno egli era partito, senza che lo avesse visto nessuno, e
+nemmeno il mozzo di stalla.»
+
+«Sarei tentato a credere, che tu ti avvisi ingannarmi; ma se vengo a
+scoprirlo, sull’anima mia, te ne pentirai.»
+
+«Non v’è cane, comunque buono, cui non vada talora fallita la preda.
+Qual interesse aveva io di fare sparire costui? Domandatene conto a
+Giles Gosling mio zio, ai suoi garzoni, al mozzo di stalla, a Cicily,
+a tutta la casa, e vi convincerete, che nol perdei d’occhio un istante
+in tutta la sera. Che diavolo! Dopo averlo veduto entrare nella sua
+stanza, io non poteva collocarmivi a guisa d’un infermiere. Spero che
+in ciò almeno mi farete ragione.»
+
+Il Varney prese alcune informazioni dagli altri dell’osteria, e le
+trovò conformi a quanto in propria discolpa gli disse il Lambourne;
+e soprattutto ognuno fu concorde nell’accertare che Tressiliano era
+partito di notte tempo senza avvertire nessuno.
+
+«La giustizia però vuole che non si taccia una cosa, soggiunse
+l’ostiere; ed è che ha lasciato sulla tavola quanto corrispondeva
+all’importare del conto datogli, ed in oltre una mancia ai garzoni, la
+qual cosa pareva tanto meno essenziale, che non ha dato, come sembra,
+l’incomodo a nessuno di mettere la sella al suo cavallo.»
+
+Convintosi che il Lambourne non lo aveva ingannato, il Varney entrò
+nel proposito dei divisamenti fatti sopra di esso, incominciando dal
+mostrarsi ragguagliato dal Foster, ch’egli, Lambourne, non sarebbe
+stato avverso ad accettar servigio presso qualche signore.
+
+«Siete mai stato alla Corte?» gli chiese il Varney.
+
+«No, rispose l’altro, ma fin da quando aveva dieci anni, sognava una
+volta per settimana di esservi e di far ivi fortuna.»
+
+«Sarà colpa vostra se il vostro sogno non si verifica. Avete bisogno di
+danaro?»
+
+«Non ne ha mai troppo un galantuomo che ami passare giocondamente la
+vita.»
+
+«Questa risposta mi basta e la trovo assai onesta. Or ditemi: sapete
+voi le qualità che si vogliono da chi è al servigio d’un cortigiano?»
+
+«Credo: occhio aperto, bocca chiusa, mano pronta a tutto, acuto
+ingegno, e coscienza intrepida?»
+
+«E senza dubbio è gran tempo che la tua non patisce spaventi?»
+
+«Non mi ricordo che ne abbia mai conosciuti. Nella mia prima giovinezza
+parea qualche volta ch’ella volesse alzare la voce, ma il tumulto della
+guerra la mise al dovere, e l’annegai del tutto nell’onde del mare
+Atlantico.»
+
+«Tu hai dunque servito nell’Indie?»
+
+«Orientali e occidentali, per terra e per mare. Ho servito il
+Portogallo e la Spagna, l’Olanda e la Francia, e per mio proprio conto,
+ho fatto la guerra con una banda di brave persone che veleggiavano
+sopra di un brigantino, e che al di là della linea non erano in pace
+con nessuno.»
+
+«Va bene. Tu puoi renderti utile a Milord ed a me. Ma bada ve’! perchè
+son pratico del mondo. Ti comprometti tu di servire con fedeltà?»
+
+«Se non foste pratico del mondo, dovrei rispondervi di sì senza
+esitare, e giurarlo sulla mia vita e sul mio onore; ma poichè vedo
+che l’_Onor vostro_ desidera una risposta dettata piuttosto dalla
+verità che dalla politica, vi risponderò che posso esservi fedele
+fino a’ piedi d’un patibolo, e fino al nodo corsoio di quella tal
+cordicella..... quando però io sia ben trattato, e ben pagato. Se no,
+no.»
+
+«E a tutte l’altre tue virtù (disse con ironico tuono il Varney) tu
+aggiugnerai sicuramente la felice prerogativa di saper comparire
+all’uopo uom religioso ed austero?»
+
+«Non mi costerebbe nulla il lasciarvelo credere, ma per rispondervi
+francamente devo dirvi di no. Se vi abbisogna un ipocrita, volgetevi
+a Tony Foster, che fin dalla sua giovinezza è tormentato dalle visite
+di certi scrupoli coi quali poi viene a patti; laonde in sostanza, il
+diavolo non vi perde nulla. Oh no, io non sono di questo temperamento.»
+
+«Ebbene! Se non hai ipocrisia, sei tu provveduto d’un buon cavallo?»
+
+«Oh buono! Vel guarentisco, un cavallo, che supera le siepi ed i
+fossi come il miglior cavallo di milord Duca. Una volta ch’io feci
+una piccola corsa a Shooters-Hill, mi accadde sulla strada maestra di
+dire alcune parole ad un fittaiuolo fornito meglio di saccoccia che di
+cervello. Ma il mio cavallo mi trasse di affare in pochi minuti, ad
+onta di tutti quelli che m’inseguivano.»
+
+«Ebbene, monta in sella, e seguimi, lascia pur qui tutto il tuo
+fardello, e ti farò aver servigio presso un tale, che se tu non fai
+fortuna, non sarà colpa della sorte, ma tua solamente.»
+
+«Va a maraviglia. Eccomi di tutto cuore. In un istante son lesto. Olà.
+Eh! la sella al mio cavallo. Spicciati. Cicily! Amabile Cicily, vieni
+a farmi i tuoi congedi, ti voglio donare la metà della mia borsa per
+consolarti della mia lontananza.»
+
+«Giur’al cielo (sclamò Giles Gosling che avea uditi tutti questi
+apparecchi di partenza), Cicily non sa che farsi de’ tuoi donativi.
+Buon viaggio, e possa tu trovar la grazia di Dio in qualche parte,
+benchè a dir vero credo che non germogli nel paese dove tu vai.»
+
+«Fa dunque ch’io veda la tua Cicily, caro ostiere, si vuole che sia una
+bellezza» disse Varney.
+
+«Una bellezza arsa dal sole, capace di resistere al vento ed alla
+pioggia, ma che non ha nulla per piacere a’ zerbinotti della vostra
+sorte, o signore. Ella non si muove dalla sua stanza, nè si espone agli
+sguardi dei cortigiani.»
+
+«Alla buon’ora, amico mio. La pace sia dunque con lei. Ma i nostri
+cavalli impazientiscono. Vi diamo il buon giorno.»
+
+«Mio nipote viene dunque con voi, o signore?»
+
+«Tale è la sua mente» rispose Varney.
+
+«Fai bene, o Michele, riprese Gosling, fai ottimamente. Tu hai un buon
+cavallo. Ora non ti resta che a guardarti dallo sforzino. O se di tutti
+i modi che vi sono per terminare i tuoi giorni, ti si confà meglio la
+corda, come mi par verisimile al partito che prendi, fammi un piacere;
+scegliti una forca il più lontano che puoi da Cumnor.»
+
+Senza prendersi molta molestia per questi congedi di mal augurio,
+Varney e Lambourne montarono a cavallo, e corsero con tanta rapidità,
+che non poterono ricominciare il loro intertenimento, se non se
+all’atto di salire una montagna alquanto scoscesa.
+
+«Tu acconsenti adunque, gli disse Varney, di entrare al servigio di un
+signor della Corte?»
+
+«Sì: semprechè vi piacciano i patti ch’io son per farvi.»
+
+«Udiamoli.»
+
+«S’io debbo aver gli occhi aperti sugl’interessi del mio padrone, è
+d’uopo ch’ei li chiuda su i miei difetti.»
+
+«Purchè non sieno di natura da pregiudicare al servigio.»
+
+«Siam d’accordo. Se fo buona caccia debbo avere almeno le ossa da
+rosicchiare.»
+
+«Nulla avvi di più ragionevole. Molti che valgono meglio di te,
+domandano la stessa cosa.»
+
+«Va bene. Rimane un altro punto da chiarire. Se entro in brighe colla
+giustizia, il mio padrone deve aiutarmi ad uscirne colle mani nette.
+Voi vedete che questo è un articolo importante.»
+
+«Anche ciò è giusto, ogni volta però che l’impaccio in cui tu possa
+trovarti abbia origine da servigio prestato al padrone.»
+
+«Quanto allo stipendio (continuò il Lambourne con aria d’indulgenza)
+non ne parlo neanco, perchè fo conto di vivere sui profitti.»
+
+«Non temere. Non ti mancheranno nè danari, nè modi di divertirti. Tu
+vai a stare in una casa, ove, come suol dirsi, l’oro esce fuori degli
+occhi.»
+
+«Tutto ciò è un incanto. Non mi rimane ora a sapere che il nome del mio
+padrone.»
+
+«Io mi chiamo Riccardo Varney.»
+
+«Ma intendo dire il nobile Lord, al cui servigio voi mi mettete.»
+
+«Sciagurato! Ti credi forse troppo gran signore onde arrossire di
+chiamarmi tuo padrone? Ti permetto d’essere impudente cogli altri. Ma
+bada bene che con me...»
+
+«Ne domando umilmente perdono al _vostro Onore_; ma vi ho veduto in
+tanta intrinsichezza con Tony Foster, col quale vivo in intrinsichezza
+ancor io...»
+
+«Vedo che non ti manca nulla per essere un furfante calzato e vestito.
+È vero che ho deliberato collocarti nella casa di un gran signore,
+ma da me solamente riceverai i comandi, nè ubbidirai altri che me.
+Io ne sono il primo scudiere, nè andrà guari che ti sarà noto il suo
+nome. Egli è un uomo che governa lo Stato, che porta tutto il peso
+dell’amministrazione sopra di sè.»
+
+«Poter del Cielo! è un eccellente talismano per disotterrare i tesori
+nascosti.»
+
+«Quando si sa farne uso prudente. Ma bada bene, perchè tu potresti
+invece chiamar sopra te un demonio capace di ridurti in polvere.»
+
+«Non dubitate. Mi terrò fra i limiti convenienti.»
+
+I due viaggiatori ripigliarono allora il galoppo, e giunsero di lì a
+non molto al reale parco di Woodstock. Questo antico dominio della
+Corona aveva aspetto ben diverso da quello che presentò allorquando vi
+soggiornava la bella Rosimonda, e quando fu nascondiglio ai proibiti
+amori di Enrico II; ed era ben anche diverso da quel che si mostra
+a’ nostri giorni, in cui Blenheim-House ne rimembra le vittorie del
+Marlborough, e invita i viaggiatori a contemplare i nobili sforzi
+dell’ingegno del Vanburgh, lacerato sintantochè visse da uomini che gli
+stavano di gran lunga al disotto. Woodstock sotto la regina Elisabetta
+non era che un vecchio castello rovinoso, nè da lungo tempo onorato
+della presenza dei sovrani; circostanza che contribuì grandemente ad
+impoverir quel villaggio, e che trasse quegli abitanti ad umiliare più
+d’una supplica alla Regina, onde volgesse sovra essi un suo benefico
+sguardo. E tale era l’apparente motivo per cui il Conte si era condotto
+a Woodstock.
+
+Il Varney e il Lambourne entrarono francamente nella corte del vecchio
+castello, che offeriva in quella mattina un aspetto animato, qual non
+s’era visto dopo volgere di due regni. Gli ufficiali della casa del
+Conte, i suoi servi da livrea, le guardie, andavano e venivano collo
+strepito caratteristico della lor professione. Udivansi gran nitrir
+di cavalli e grande abbaiare di cani; perchè il Conte incaricato di
+esaminare in qual essere trovavasi quella terra, e dovendo far credere
+di rimanervi quanto tempo fosse stato necessario a tal uopo, volle lo
+accompagnasse tutto il treno che gli facea di mestieri per gustare ivi
+il piacer della caccia. Diceasi che il parco di Woodstock fosse stato
+nell’Inghilterra il primo ricinto chiuso da mura ad uso di caccia; ed
+abbondava di daini, il cui riposo da lungo tempo non veniva turbato.
+Una grande folla d’abitanti, sperando che tale visita straordinaria
+produrrebbe i favorevoli effetti, cui sospiravano, si assembrarono
+nella corte, ove agognavan l’istante che si mostrasse ad essi il più
+sublime personaggio dell’Inghilterra. L’arrivo di Varney eccitò la loro
+attenzione, tanto più che si sparse subito la voce essere egli il primo
+scudiere del Conte, onde tutti solleciti di amicarsi il Varney, si
+levarono i cappelli, e si affollarono frettolosamente per tener briglia
+e staffa così al cavallo di lui, come a quello del suo compagno.
+
+«Allontanatevi, miei galantuomini, (disse loro con alterigia il
+Varney), nè impedite ai servi di fare il loro dovere.»
+
+I contadini afflitti di ciò, si ritiravano, allorchè il Lambourne,
+credendosi copiare i modi del primo scudiere, più duramente ancora li
+rispingeva: «Giù le mani o bifolchi, andate al diavolo. Pensate forse
+che non abbiam salariati per farci servire?»
+
+Consegnati i loro cavalli agli uomini da livrea, entrarono nel
+castello dandosi un tuono di superiorità, che la nascita ed una lunga
+consuetudine rendevano naturale nel Varney, e che il Lambourne si
+studiava d’imitare siccome vedemmo. Intanto i poveri abitanti di
+Woodstock si dicevano uno all’altro sotto voce: «Dio ci liberi presto
+da questi superbi. Se il padrone somiglia ai servi, il diavolo se li
+porti tutti, che non prenderà più di quanto gli si appartiene.»
+
+«Zitto, amici miei, soggiugnea il podestà, e morsicatevi piuttosto la
+lingua per non lasciarle dire sciocchezze. Col tempo chiariremo tutto.
+Nessuno verrà mai accolto a Woodstock con tanto giubilo quanto se ne
+dimostrava al veder giugnere l’antico re Enrico. Se per caso regalava
+non so quanti colpi di bacchetta ad un contadino, poco dopo gli gettava
+addosso un pugno di monete d’argento coniate colla sua effigie, e con
+tal espediente tutto veniva dimenticato.»
+
+«Dio abbia in pace l’anima sua! sclamaron que’ villici. Ma pur troppo
+dovrà correre molto tempo prima che la regina Elisabetta ci venga a
+distribuire colpi di bacchetta.»
+
+«Non si può anche sapere, mia buona gente; ma ci vuol pazienza, e per
+ora ne consoli la sicurezza di meritare tali favori da Sua Maestà.»
+
+Intanto Varney seguito dal suo nuovo accolito entrò nell’anticamera,
+ove persone di più alto affare che non quelli di cui la corte era
+ripiena, aspettavano l’istante di veder il Conte, non per anche uscito
+della sua stanza. Tutte corteggiavano, qual con maggiore, qual con
+minore considerazione il Varney, e proporzionatamente sempre al grado
+di ciascuna, o alla cosa che ivi conducea al levarsi del favorito.
+All’interrogazione generale: «Quando credete che comparirà Milord, sig.
+Varney?» questi rispondea in poche parole: «Non vedete la polvere che
+ho su gli stivali? Giungo ora da Oxford. Non so nulla.» Ma fattagli
+tale inchiesta da un personaggio più distinto, s’affrettò a rispondere:
+«Vado subito ad informarmene dal ciamberlano sir Thomas Copely.»
+Il ciamberlano, che si facea conoscere pel distintivo della chiave
+d’argento, disse che il Conte non aspettava se non se l’arrivo del
+sig. Varney per venire abbasso, ma volea prima parlargli da solo a
+solo. Varney allora salutando la brigata, ne prese congedo per entrare
+nell’appartamento del suo padrone.
+
+Vi fu per qualche istante un mormorio prodotto da tale aspettazione;
+ma questo fece luogo al più profondo silenzio allor quando si
+videro aprire entrambi i battitoi della porta, situata nel fondo
+dell’appartamento. E subito comparve il Conte preceduto dal Ciamberlano
+e dal Maggiordomo, e seguito da Riccardo Varney. I lineamenti di
+quello, nobili e maestosi, nulla aveano che si confondesse coll’audacia
+improntata su i volti degli altri del suo corteggio. Proporzionate
+erano del certo al grado di ciascheduno le gentilezze ch’ei dicea
+a questo e a quello; ma non vi fu chi potesse chiamarsi scontento
+dell’accoglienza ricevuta. Le domande ch’ei faceva sullo stato in cui
+si trovavano il castello e le sue pertinenze, l’enumerazione ch’ei
+tessea de’ vantaggi sperabili per il paese e per que’ dintorni dalla
+deliberazione in cui era la Regina di portarvisi a quando a quando,
+intendeano a far credere, ch’egli avesse già lette ponderatamente
+tutte le suppliche ìndirittegli da quelle genti, e che fosse in lui la
+massima propensione a secondarle.
+
+«Adesso il Signore lo benedica (dicea il podestà che ivi condusse
+una deputazione del villaggio, della quale era egli il presidente).
+Vedete come ha l’aria smunta; giurerei che ha trascorsa tutta la notte
+in leggere la nostra rimostranza. E il maestro Toughyarn, che ha
+impiegato sei mesi a metterla insieme, credea breve una settimana per
+ben intenderla! Or vedete che ventiquattr’ore sono bastate al Conte per
+cavarne la quintessenza.»
+
+Il Conte gli assicurò allora d’interporre i suoi buoni uffizi, onde
+persuadere la Regina ad onorare qualche volta della sua presenza il
+reale castello di Woodstock, e ciò affinchè gli abitanti di que’
+dintorni non andassero privi de’ vantaggi, che avean goduti sotto i
+precedenti monarchi. Intanto gli era cosa gradevole il farsi interprete
+delle intenzioni della Sovrana favorevoli ad essi, e anzi di notificar
+loro, che Sua Maestà, premurosa d’incoraggiare e d’avvivare il
+commercio di Woodstock, avea risoluto d’instituirvi un mercato per le
+lane.
+
+Questa buona notizia produsse grandi dimostrazioni di giubilo, non
+solamente per parte de’ membri della Deputazione che si trovavano
+nell’appartamento, ma per parte ancora de’ contadini adunati nella
+corte, fra i quali la stessa notizia non tardò a divulgarsi. I
+magistrati presentarono al Conte, piegando il ginocchio, le libertà e
+franchigie di Woodstock, accompagnate da una borsa piena d’oro, ch’egli
+passò immantinente a Varney, e questi ne rimise una parte al Lambourne,
+siccome un saggio anticipato de’ profitti che gli avrebbe fruttato il
+novello servigio.
+
+Il Conte, e quelli del seguito, non tardarono a mettersi a cavallo
+per ritornare alla Corte. Udivansi d’ogni lato grida di allegrezza di
+tutti gli abitanti di Woodstock: _Viva la regina Elisabetta! Viva il
+nobile conte di Leicester!_ ripetevano tutti. Che anzi i modi cortesi
+adoperati dal Conte sparsero una vernice di popolarità per fino sugli
+altri del suo corteggio, l’alterigia de’ quali avea sulle prime portato
+discredito allo stesso loro padrone.
+
+Laonde le voci: _viva Milord, e tutti quelli che gli appartengono_
+pervennero all’orecchio di Varney e di Lambourne, che seguivano il
+Conte, ordinati ciascuno secondo il lor grado.
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+ Datemi i vostri consigli; saranno
+ ascoltati, sig. Fenton, e posti anche
+ in opera.
+
+ _Le Commari di Windsor._
+
+
+Diviene cosa indispensabile il risalire alle circostanze che
+accompagnarono, o a dir meglio produssero nell’osteria dell’_Orso
+nero_ la subitanea sparizione di Tressiliano. Dopo lo scontro avuto
+con Varney egli era tornato al _Carovanserai_ di Giles Gosling, ove
+chiese carta, penna e calamaio, ed annunziando che passerebbe tutta la
+giornata nel suo appartamento, vi si rinchiuse. Ricomparve nonostante
+la sera nella gran sala, ove Michele che, giusta l’obbligo assuntone,
+avea spiato ogni suo andamento, cercò di rinovar lega con essolui:
+«Spero che non avrete conservato rancore per l’affare di questa
+mattina.»
+
+Ma Tressiliano rispinse con fermezza, non però disgiunta da urbanità,
+tal genere di cortesia: «Sig. Lambourne, non dovreste essere scontento
+del modo onde vi ho compensato pel tempo, che vi ho tenuto in faccende.
+A traverso la maschera di rozza semplicità, sotto cui vi coprite, vedo
+che è in voi discernimento bastante ad intendermi allorchè vi dico con
+franchezza, che avendo io ottenuto quanto era unicamente mio scopo,
+dobbiamo per l’avvenire considerarci come stranieri l’uno per l’altro.»
+
+«_Voto a Dios_ (esclamò il Lambourne rilevandosi colla sinistra mano
+una basetta, e portando la destra all’impugnatura della sua sciabola),
+se credessi che fosse in voi disegno di farmi aggravio...»
+
+«Avreste bastante prudenza per sopportarlo, come è di vostro dovere
+in tutte le immaginabili combinazioni (gli rispose Tressiliano senza
+scomporsi). Voi conoscete assai bene qual distanza ne separi per non
+chiedere una spiegazione più ampia. Vi auguro la buona sera.»
+
+Voltegli indi le spalle, si pose a favellar coll’ostiere. Il Lambourne
+non ne potea più dalla voglia di fare il bravo, ma limitò la sua
+collera a bestemmiare fra i denti, cedendo a quella prevalenza, che un
+uomo distinto per nascita, e maggiore di meriti, possede sempre sopra
+enti spregevoli di tal natura. Si assise borbottando in un angolo
+della sala, datosi ad osservar di soppiatto, ma in modo non equivoco,
+i pensieri, non che i moti di Tressiliano; e l’idea che nacque in lui
+di vendicarsi a proprio conto era nudrita dalla speranza di soddisfare
+ad un tempo le brame del Varney. Giunse l’ora della cena, che quando fu
+terminata, Tressiliano si ritirò nel proprio appartamento, tutti gli
+altri facendo lo stesso.
+
+Era poco dacchè Tressiliano si era messo in letto senza poter prendere
+sonno, di cui teneano luogo le considerazioni nelle quali era immerso.
+D’improvviso ne fu interrotto il corso dal rumore che fece la sua porta
+aggirandosi su i proprii cardini, e da un debole raggio di luce, che
+si diffuse per tutta la stanza. D’un animo forte come l’acciaio, saltò
+giù del letto, ed afferrata la sciabola, stava per trarla dal fodero,
+allorchè udì questa voce; «Fermatevi, sig. Tressiliano, fermatevi. Son
+io, è il vostro albergatore Giles Gosling.»
+
+E nello stesso tempo girando la parte opaca della sua lanterna, che
+sino a quel punto avea mandato un languido chiarore, mostrò i proprii
+lineamenti e la solita gioviale fisonomia all’attonito Tressiliano.
+
+«Che vuol dir questo, sig. Gosling? Avete forse cenato bene come la
+scorsa notte? È uno sbaglio di stanza che fate? ovvero vi dareste a
+credere esser questo un luogo opportuno per venire a sfoggiare dopo
+mezzanotte le vostre facezie?»
+
+«Non mi sbaglio nè di luogo nè di tempo, sig. Tressiliano: conosco
+queste due cose al pari d’ogn’altro ostiere dell’Inghilterra. Ma
+primieramente ho osservato, che quel ribaldo di mio nipote, in tutta la
+sera non ha dipartito gli occhi da voi più di quanto lo faccia un gatto
+che dia la caccia ad un sorcio. In secondo luogo, voi avete attaccato
+briga, vi siete battuto, o con lui o con alcun altro, e temo vi arrivi
+qualche sinistro.»
+
+«Impazzite, mio caro ostiere? Vostro nipote, scusate, è al di sotto
+di chi può meritare il mio risentimento. Per altra parte, qual motivo
+v’induce a credere che io abbia attaccato briga con chicchesia?»
+
+«Oh! il colore delle vostre guance me ne disse assai quando tornaste,
+o signore. E questo è un indizio sicuro, quanto è certo che la
+congiunzione di Marte e di Saturno partorisce sfortuna. Aggiugnete, che
+le fibbie del vostro centurino andavano traverso. Poi avevate l’aria
+agitata, camminavate d’un passo frettoloso. In somma non era cosa in
+voi, da cui non comparisse, che la vostra mano aveva accarezzato pochi
+istanti prima l’impugnatura della vostra sciabola.»
+
+«Ebbene, amico, stando ancora che mi fossi trovato nella necessità
+di metter mano alla sciabola, è questo motivo bastante a lasciare da
+quest’ora un buon letto caldo per venire da me? Voi vedete che non mi è
+accaduta veruna disgrazia.»
+
+«No sin qui. Ma non è anche finita. Tony Foster è un uomo pericoloso,
+ed ha alla Corte potenti protettori, che lo han tratto d’impaccio più
+d’una volta. Quanto a mio nipote....... vi dissi già l’animo mio. E se
+due bricconi hanno rinovato lega, non vorrei che fosse a vostro costo,
+mio rispettabile ospite. Michele ha fatto una specie di processo col
+mozzo di stalla per sapere l’ora della vostra partenza, e la via che
+sarete per prendere. Mi piacerebbe dunque che pensaste, se avete detto
+o fatto nessuna cosa da mettervi in riguardo contro d’un tradimento.»
+
+«Voi siete un onest’uomo, Gosling (disse Tressiliano dopo avere
+meditato un istante), e quindi vi parlerò con franchezza. Se questi
+due malvagi han fatto cattivi disegni sopra di me, e non vi nego che
+sia ciò possibile, egli è perchè sono i commessi subalterni d’altro
+malvagio assai più potente di loro.»
+
+«Voi intendete dire del sig. Riccardo Varney, non è vero? Egli venne
+ieri a Cumnor-Place, e ad onta delle cautele che ha prese costui, v’è
+chi lo ha veduto e me lo ha raccontato.»
+
+«Sì, io parlava di lui, o mio ospite.»
+
+«Ebbene. Per l’amor del Cielo, signor Tressiliano, pigliate bene i
+vostri passi innanzi. Questo Varney è il protettore, il signore del
+Foster. L’usufrutto di Cumnor-Place e del parco che costui gode,
+lo tiene dal sig. Varney, il quale poi ha avuti dal suo padrone,
+Conte di Leicester, i beni dell’Abbazia d’Abingdon, che comprendono
+i fondi usufruttuali del Foster. Si dice che lo stesso Varney possa
+tutto sull’animo del Conte. Io stimo troppo questo ultimo signore per
+non persuadermi che egli si valga del suo favorito nel modo, come
+pretendono certe persone. Ma è sempre vero, che lo ama, ed è inoltre
+indubitabile che il Conte può altrettanto sulla mente della Regina,
+intendo nelle cose convenevoli e giuste. Ora vedete quali nemici vi
+siete tirati alle spalle.»
+
+«Su questo poi, la cosa è fatta. Non vedo un modo di rimediarvi.»
+
+«Per Bacco! è ben necessario che vi rimediate o d’una maniera o
+dell’altra. Riccardo Varney... appunto per questo predominio ch’egli ha
+sullo spirito del Conte, e attese le moleste pretensioni che per essere
+succeduto nei diritti dell’Abbazia, fa valere in questi luoghi.... si
+ardisce appena pronunziare il suo nome fra noi. Voi vedeste di fatto
+che ieri sera non se ne disse una parola, mentre poi niuno si ristava
+dal gridar croce addosso a Tony Foster; e nella mia osteria non v’era
+al certo una sola persona non convinta, che Tony Foster eseguisce
+unicamente gli ordini del Varney, e che per conto del secondo la bella
+signora misteriosa viene custodita in Cumnor-Place. Ma a tale proposito
+voi ne sapete più di me, e benchè le signore non portino sciabola, ne
+hanno fatto uscire più d’una dal suo fodero.»
+
+«Sì, onesto Gosling, intorno a questa infelice so molte particolarità,
+che non vi possono esser note. Anzi sento che ora abbisogno di
+suggerimenti, e ne prenderò volentieri da voi. Quindi vi narrerò per
+intero la storia che si riferisce ad un tale avvenimento, e tanto più
+volentieri il farò, che terminato il mio racconto, mi sarà d’uopo di
+raccomandarmi all’opera vostra.»
+
+«Io non sono che un povero albergatore, sig. Tressiliano, e poco
+quindi capace di dar consigli ad un pari vostro. Ma, quanto è sicuro
+che ho tenuto sempre la strada dell’onestà in questo mondo, e che ho
+dato a tutti buona misura non mi facendo pagare prezzo maggiore del
+ragionevole, altrettanto potete star certo che se non mi riuscisse
+d’aiutarvi, non tradirei per un regno le confidenze che mi farete.
+Parlatemi adunque a cuore aperto, come se raccontaste le cose a vostro
+padre, ed assicuratevi, che se ho anche un poco di curiosità, perchè la
+curiosità entra fra le virtù della mia professione, questa va sempre
+accompagnata da una dose ragionevole di prudenza.»
+
+«Non ne dubito punto, o Gosling, Tressiliano rispose (e intanto che
+il suo uditore preparavasi a dargli intera attenzione, meditò un
+istante donde incominciar doveva il racconto). Per rendermi adunque
+intelligibile, mi farà di mestieri il rimontare ad una data più antica.
+Voi avete senza dubbio udito far parola della battaglia di Stoke, e
+fors’anche di Sir Ruggiero Robsart, che valorosamente sostenne le parti
+di Enrico VII avo della Regina, e che mise in rotta, e il conte di
+Lincoln, e il lord Geraldin co’ suoi Irlandesi, ed i Fiamminghi che la
+duchessa di Borgogna aveva inviati in soccorso di Lambert Simnel.»
+
+«Mi ricordo di tutto ciò, disse Gosling. Nella mia sala se ne canterà
+dodici volte per settimana la ballata. Ed è in onore di Sir Ruggero
+Robsart di Devon, l’aria, che intuonano per le strade i nostri
+canterini:
+
+ »Fior de’ prodi oppone il petto
+ »Alla mischia orrenda e fiera,
+ »Come sfida onde e bufera
+ »Fermo scoglio in mezzo al mar».
+
+»Oh! sì; e mi ricordo ben anche di Martino Swart e de’ bravi Alemanni
+da lui condotti, di quei loro giustacuori tagliati a festoni, e di
+quelle loro stravaganti brache tutte increspate colle fettucce. V’è
+un’aria anche in onore di questo Martino, e dovrei ricordarmela.
+
+ »Allestite, o soldati, i corsieri,
+ »È Martin che vi chiama alla pugna.
+ »La sua voce.....»
+
+«Se cantate così, caro ostiere, sveglierete tutti quei della casa, e
+avremo più uditori di quello ch’io non vorrei aver confidenti.»
+
+«Perdonatemi, sig. Tressiliano, io andava via colla mente. Ma quando
+una vecchia canzone torna in memoria a noi altri cavalieri dello
+spiede, par che a forza ci voglia uscire di bocca. Ora vi ascolto.»
+
+«Il mio avo grandemente affezionato alla casa di York, come lo erano
+molti fra gli abitanti di Cornovaglia, si mise dalla parte di questo
+Simnel, che assunse il titolo di conte di Warwick, perchè tutta questa
+contea stette a favore di Perkin Warbeck, che s’intitolava duca d’York.
+Il detto mio avo raggiunse gli stendardi di Simnel; ma dopo avere
+combattuto con prodigioso valore, fu fatto prigioniero nella giornata
+di Stoke, ove i capi di questo sfortunato esercito perirono per la
+maggior parte coll’armi alla mano. Il prode cavaliere cui questo mio
+antenato si arrendè, fu Sir Ruggero Robsart, che postolo al sicuro
+della regale vendetta, il rimandò libero senza riscatto; ma non potè
+sottrarlo agli altri effetti della sua prima imprudenza, alle grosse
+ammende cioè pronunziate contr’esso, espediente favorito di Enrico,
+che infievoliva per tal modo i proprii nemici. Il buon Robsart ciò
+nonostante fece quanto potè per alleviare l’infortunio dell’avo mio, e
+sì intrinseca divenne la loro amicizia, che mio padre fu allevato come
+fratello e compagno di Sir Ugo Robsart figlio unico di Sir Ruggero, nè
+inferiore al padre in indole generosa, benefica, ospitale, benchè nella
+sapienza militare nol pareggiasse.»
+
+«Ho inteso parlare, e ben più d’una volta di quest’ottimo Sir Robsart,
+disse l’ostiere. Il suo primo bracchiere, William Badger, servo, più di
+quanti mai ve ne sieno, affezionato al padrone, ne ha detto bene più di
+cento volte in mia casa. È un cavaliere che ama l’allegria, passionato
+ad usar atti d’ospitalità, ed avvezzo a tener tavola aperta più di
+quello che s’usa ai nostri giorni; perchè ora in soli galloni d’oro si
+mette sulle spalle d’un servo quanto basterebbe per regalare, tutto un
+anno, di manzo e birra una dozzina di galantuomini, ed anche per fornir
+loro il modo di andare una sera d’ogni settimana a ricrearsi alla
+taverna, a fine di non dimenticare i poveri ostieri.»
+
+«Quando dunque conoscete il Badger, mio caro Gosling, è certo che
+avete inteso a parlar molto di Sir Ugo Robsart; laonde mi limiterò
+a dirvi che ha spinto l’ospitalità, di cui lo lodate, al punto di
+vederne sconcertate le proprie sostanze. Ma ciò non sarebbe il massimo
+de’ mali, non avendo egli altra erede fuorchè una figlia. Ed è qui
+che comincio io a comparire nella tessitura di tale storia. Morto mio
+padre, son già parecchi anni, il buon Sir Ugo non avrebbe mai voluto
+che mi dipartissi da lui. E la passione della caccia, passione in
+me ardente quant’era in Sir Ugo, mi scemava il merito di secondare
+le brame di un uomo cui mi stringevano vincoli di gratitudine e di
+amicizia ereditaria. Pur talvolta io provava rimorso, perchè tale
+inclinazione m’impediva di darmi a studii che mi sarebbero stati
+assai più giovevoli. Ma questo istesso rimorso cessò affatto in me
+per ben altra cagione. La rara bellezza di Amy figlia di questo uomo
+rispettabile, cresceva in essa al pari dell’età, nè potea non fare
+impressione in un giovane che stava di continuo al suo fianco.»
+
+«E il padre non approvò il vostro amore. La cosa va co’ suoi piedi; e
+in tali circostanze è sempre l’uso così. Il sospiro che vi è sfuggito
+in questo istante prova che il padre della vostra Amy non si dipartì da
+tal uso.»
+
+«La cosa è affatto all’opposto. Il generoso sir Ugo approvò il mio
+amore, ma fu il cuor della figlia che ricusò di dividerlo. Ella mi
+concedè nondimeno la propria stima, permettendomi di sperare che a
+questa stima un sentimento più tenero sarebbe succeduto. Il nostro
+contratto di nozze fu stipulato e sottoscritto, perchè così volle il
+padre, ma venne differito ad un anno il celebrarle, tale essendo il
+desiderio che la giovane ne dimostrò. In questo intervallo, Riccardo
+Varney comparve in quelle vicinanze. Prevalendosi d’una lontana
+parentela, ch’egli avea con sir Ugo, gli fece frequenti visite, ed
+infine passava pressochè tutti i giorni in sua compagnia.»
+
+«Cattivo augurio per la casa ch’egli onorava di sua presenza!» disse
+Giles Gosling.
+
+«Ah! voi non dite che troppo vero, e non ne derivarono che disgrazie.
+Ed in un modo sì strano ch’io non so ancora unire insieme le successive
+combinazioni onde piombarono su d’una famiglia, infino a quel giorno
+tanto felice. Per qualche tempo, la giovane Amy sembrò accogliere le
+premure dimostratele dal Varney con quella indifferente urbanità, con
+cui generalmente si sogliono contraccambiare cortesie che non abbiano
+un serio scopo. Non andò guari che sembrò lo vedesse con rincrescimento
+e fino con ripugnanza. D’improvviso, strinsero insieme una lega di
+natura affatto straordinaria. Varney rinunziò ai modi di pretendente e
+di amante, che sulle prime aveva assunti presso di lei. Amy, in vece,
+non gli dimostrò più quella agghiacciata freddezza che aveva opposta
+per lo innanzi alle prime sue cortesie. Sembrò regnasse fra essi una
+segreta intelligenza fondata sulla confidenza scambievole. Ne fui
+oltremodo scontento, e sospettai perfino che avessero segreti convegni
+per intendersi l’un l’altro senza essere impacciati dalla presenza mia
+o del padre d’Amy. Nondimeno io credeva ancora il cuore di lei franco
+ed aperto, come lo annunziavano quegli angelici lineamenti; benchè
+una folla di circostanze offertesi dopo quel tempo alla mia memoria,
+avrebbero dovuto convincermi delle segrete loro corrispondenze. Ma che
+giova ora il descrivere particolarità? Il fatto parla da se medesimo.
+Ella scomparve dalla casa paterna, Varney se ne allontanò in quel
+medesimo giorno; e ieri ho trovata Amy Robsart nella casa del vilissimo
+Foster, ove ho veduto Varney, quando giugneva da una porta di dietro,
+avvolto in grande mantello.»
+
+«E questa è la cagione per cui vi siete cimentato? Mi pare, sig.
+Tressiliano, che prima di farvi campione di questa signora, avreste
+potuto informarvi s’ella lo desiderava, o lo meritava?»
+
+«E che? Non sapete voi che mio padre, e come tale io riguarderò
+sempre sir Ugo Robsart, stassi fra le domestiche mura immerso nel più
+disperato dolore, o cerca invano, dandosi alla caccia, ricreazione
+sua prediletta, di sbandir dal cuore una immagine che vi si presenta
+soltanto per lacerarlo? Poteva io sopportare l’idea di veder vivere
+questo padre nell’affanno, e la figlia sua nell’infamia? Io mi posi
+dunque in traccia di Amy, mosso da speranza d’indurla a tornare
+nel seno di sua famiglia. Trovai questa giovane sciagurata, e
+quando, o sarò riuscito nel concetto disegno, o ne avrò ravvisata
+l’impossibilità, la mia risoluzione è presa. I miei giorni si
+termineranno nell’isola della Virginia.»
+
+«Non vi abbandonate a sì violento partito, sig. Tressiliano, nè
+vogliate rinunziare alla patria vostra, perchè una donna è una donna,
+che cambia cioè amanti siccome nastri, senz’altro motivo che la sua
+fantasia. Ma prima di esaminare più addentro la cosa, permettetemi
+chiedervi come avete saputo sì bene mettervi sulla via di trovare il
+soggiorno di questa giovane signora, o per meglio dire il luogo ove si
+tiene nascosta?»
+
+«Non ignorava io che Varney aveva ottenuti i dominii dell’Abbazia
+d’Abingdon, e tal circostanza mi trasse a credere che Amy fosse in
+questi dintorni. Si raddoppiarono i miei sospetti, allorchè l’altro
+ieri intesi parlare d’una signora, che vivea sotto velo di tanto
+mistero a Cumnor-Place. La visita che feci colà con vostro nipote, mi
+provò poi quanto fossero essi fondati.»
+
+«E quali sono al presente i vostri divisamenti? Scusate la libertà
+ch’io mi prendo d’interrogarvi.»
+
+«È mia mente tornare in questo giorno medesimo alla casa del Foster, e
+procurarmi con Amy un intertenimento più concludente dell’ultimo. Sarà
+forza dire che quell’animo è cambiato sotto ogni aspetto, se non arrivo
+a farvi impressione.»
+
+«Con vostra buona grazia, sig. Tressiliano, voi non vi cimenterete, io
+spero, a tal passo. Se non vi ho male inteso, la giovane ricusò già
+d’ascoltarvi.»
+
+«Non è che troppo vero. Non posso negarlo.»
+
+«E in qual modo adunque sperate poter costringerla a far cosa contro
+la propria inclinazione, comunque disonorante ne sia la condotta e
+per conto di lei e per quello della sua famiglia? Quand’anche le
+foste padre, o fratello, la genìa fra le cui mani ell’è capitata,
+non esiterebbe un istante a chiudervi la porta in faccia. Ma essendo
+inoltre un amante da lei ributtato, correte di più rischio, che
+coloro vi facciano un mal partito. E allora a qual magistrato volete
+volgervi per ottenerne protezione ed assistenza? Perdonatemi la troppa
+franchezza, ma voi siete in procinto di gettarvi nell’acqua per
+afferrare un’ombra, nè potete uscirne che ben bagnato, se pure avete la
+fortuna di non annegarvi.»
+
+«Porterò querela al Leicester contro l’infamia del suo favorito. Il
+Conte cerca di farsi forte colla sponda dei severi e rigidi Puritani.
+Egli dunque non ardirebbe negarmi giustizia per un riguardo a se
+medesimo, quand’anche non fossero in lui i principii d’onore e di
+nobiltà, che gli vengono generalmente attribuiti. Poi, ad ogni evento,
+spingerò la mia appellazione al trono della stessa Regina.»
+
+«Quanto al Leicester, non mi maraviglierei se lo trovaste propenso
+a difendere il suo favorito, perchè Varney si vanta di poter tutto
+sopra di lui. Ma, dite bene; un’appellazione alla Regina li metterebbe
+e l’uno e l’altro alle cose ragionevoli, perchè Sua Maestà cammina
+stretto in questo genere di negozi, e a quel che in oltre si vocifera,
+perdonerebbe più volentieri a dodici cortigiani l’essere innamorati
+di lei, che ad un solo di questi il dar a comprendere che trova
+un’altra donna più bella. Fatevi dunque coraggio, ed anzi tenetevi
+solamente all’ultima idea. Portate a’ piedi del trono una supplica di
+sir Ugo colla descrizione dell’insulto, che vi è stato fatto, e il
+Conte, oh! lo vedrete, getterebbe piuttosto la sua testa nel Tamigi,
+che compromettersi a sostenere il favorito in cosa di tal natura. Ma
+per compir tutto questo, e poter sperar buon successo, è mestieri il
+mettersi all’opera seriamente. In vece di perdervi qui a tirar botte
+col primo scudiere del Leicester, o d’esporvi ai pugnali de’ suoi
+colleghi, correte subito nella contea di Devon, fate sottoscrivere una
+supplica a sir Ugo, e cercatevi amici che vi possano proteggere alla
+Corte.»
+
+«Il vostro raziocinio è giusto, o Gosling, e voglio ad esso
+uniformarmi. Partirò dimani allo schiarire del giorno.»
+
+«Fate meglio, sig. Tressiliano. Partite in questa notte medesima.
+Non ho mai desiderato tanto di veder giungere un viaggiatore al mio
+albergo, come ora desidero di vederne voi andar via. Mio nipote verrà,
+un dì o l’altro, appiccato. Lo sia, poichè questo è il suo destino;
+ma non vorrei che ciò gli accadesse per avere scannato uno tra’ miei
+più rispettabili ospiti. Il proverbio dice: È meglio viaggiar da solo
+la notte, che in pieno mezzogiorno a fianco d’un assassino. Partite,
+signore, partite tosto per la sicurezza di voi medesimo. Il vostro
+cavallo è lesto, perchè gli ho messo io briglia e sella; e qui è il
+vostro conto.»
+
+«Non ascende ad un _nobile_ (disse Tressiliano, mettendogli fra le mani
+una piastra d’oro). Piacciavi passare il restante alla gentile vostra
+figlia Cicily, e ai famigli dell’albergo.»
+
+«Essi faranno onore alla vostra generosità, mio signore, e voi
+ricevereste dalla propria bocca di mia figlia i suoi ringraziamenti, se
+non si opponesse a ciò l’ora che è.»
+
+«Non permettete, che i viaggiatori si prendano troppa libertà con
+vostra figlia, mio caro Gosling.»
+
+«Oh! avrò cura di starci attento. Ma, dopo quello che mi raccontaste,
+non mi fa maraviglia che da voi vengano avvertimenti di tal natura.
+Narratemi dunque. La bella signora, con qual occhio vi guardava ieri?»
+
+«Sembrava più indispettita che confusa, e temo assai ch’ella si trovi
+avvolta tuttavia nel delirio di una funesta illusione.»
+
+«Ma se ciò è, caro signore, perchè farvi il campione di una donna, che
+non si cura di voi? Perchè affrontare per essa il risentimento del
+favorito di un favorito? Ah! l’amore è il mostro più pericoloso, in cui
+possa scontrarsi un cavaliere che vada rintracciando avventure.»
+
+«Voi v’ingannate, Gosling, e vedo che non mi avete inteso. Io non
+desidero più, che Amy mi conceda un solo de’ suoi pensieri. Ch’io la
+veda un’altra volta fra le braccia del padre, e quanto mi rimane a fare
+in Europa, e forse su questa terra, è terminato del tutto.»
+
+«E non sarebbe migliore risoluzione bere un bicchier di vino, e
+dimenticare ogni malinconia? Ma capisco bene che venticinque anni e
+cinquanta non vedono questi affari coi medesimi occhi, soprattutto
+quando questi occhi si trovano lì sulla testa d’un giovane nobile,
+e qui sulla testa d’un vecchio ostiere. Io vi compiango, sig.
+Tressiliano..... Ma mi diceste, che potrei esservi utile! Non vedo
+ancora in qual cosa.»
+
+«Vel dico subito, Tressiliano rispose. Vorrei che steste coll’occhio
+aperto su quanto accade a Cumnor-Place; cosa che potete fare
+senza timore di dar sospetto a nessuno, attese le molte persone
+che frequentano il vostro albergo; poi, che me ne informaste per
+iscritto, valendovi di quel qualunque, che vi presenterà per parte mia
+quest’anello. Osservatelo attentamente per riconoscerlo, ed in allora
+vi pregherò conservarlo come una mia memoria.»
+
+«Io non bramo ricompensa di sorte alcuna, o signore, ma mi sembra
+sarebbe cattivo partito per un uomo posto, com’io, in una condizione
+dipendente affatto dal Pubblico, il frammettermi in un affare di tal
+natura, ed in cui non posso nemmen dire a mia giustificazione d’avere
+verun interesse.»
+
+«Verun interesse, dite? E che? non siete voi padre? Qual altro è lo
+scopo del servigio chiestovi che di far rientrare sul cammino della
+virtù una giovane traviata fra i sentieri del disonore e del vizio?
+Avvi in tutto il mondo interesse più rilevante?»
+
+«È per altro vero, e compiango con tutto il cuore questo vecchio
+rispettabile e sfortunato, che ha malmesso il suo patrimonio a furia
+di liberalità e facendo onore al suo paese, ed or si vede rapire
+barbaramente da uno sparviero, come Varney, una figlia, che dovea
+essere la sua consolazione. L’impresa cui vi accingete è veramente
+arrischievole, ma non importa. Imparerò ad urlare coi lupi, e vi
+assisterò nel nobile disegno di restituire la sua figlia ad un misero
+vecchio, finchè però non mi diate altra incumbenza che di farvi
+giungere con fedeltà le notizie di quanto saprò. Voi potete adunque far
+conto sulla mia persona. Ma voi dal canto vostro abbiate prudenza, ed
+anche riguardo per me, nel custodire gelosamente il mio segreto, perchè
+se venisse a sapersi, che l’ostiere dell’_Orso nero_ si prende brighe
+di questa natura, addio miei avventori. Varney avrebbe abbastanza
+credito presso i Magistrati per farmi atterrare l’insegna[11], e
+togliermi la patente, e rovinarmi in somma, incominciando dalla
+cantina, e andando fino al granaio.»
+
+«Non temete ch’io non usi circospezione, o Gosling, nè ch’io dimentichi
+mai quanta gratitudine è dovuta e ai servigi che siete per prestarmi,
+ed ai rischi cui potreste esporvi per me. Ricordatevi bene di
+quest’anello, nè vi fidate ad altri che a chi ne sarà apportatore, per
+farmi giugnere le notizie che avrete a trasmettermi. Ora profittando
+del savio vostro suggerimento, non penso più che ad andarmene.»
+
+«Seguitemi, sig. Tressiliano, e abbiate cura di marciare con tanta
+leggerezza, come se invece di camminare sopra un tavolato d’assi, foste
+coi piedi sulle uova. Rileva assai che nessuno sappia nè il come, nè
+quando siete partito.»
+
+Tostochè Tressiliano fu vestito, l’ostiere lo scortò colla sua lanterna
+sino ad un picciolo cortile contiguo ad una scuderia, che per solito
+non veniva posta in uso, che quando erano piene tutte l’altre. Il
+cavallo di Tressiliano stava lì, mercè alle cautele prese da Gosling,
+il quale dopo avere aiutato il cavaliere ad attaccare la valigia alla
+sella, aperse la porta di dietro, gli strinse la mano, e rinnovatagli
+la promessa d’istruirlo d’ogni cosa che accadrebbe a Cumnor-Place, gli
+lasciò intraprendere la sua solitaria peregrinazione.
+
+
+ _Fine del primo volume._
+
+
+
+
+A S. E. REVERENDISSIMA
+
+MONSIGNOR COLANGELO
+
+PRESIDENTE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
+
+
+ ECC. REV.
+
+_Marotta_ e _Vanspandoch_ librai tipografi desiderano di ristampare
+la _Collezione de’ romanzi storici di Walter Scott_. All’oggetto la
+pregano di accordarne loro il permesso.
+
+ R. MAROTTA e VANSPANDOCH.
+
+
+
+
+ _A dì 19 dicembre 1824._
+
+PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE.
+
+
+Il Regio Revisore signor D. Girolamo Parroco Pirozzi avrà la
+compiacenza di rivedere la soprascritta Collezione, e di osservare se
+vi sia cosa contro la Religione, ed i dritti della Sovranità.
+
+ _Il deputato per la revisione de’ libri_
+
+ _Canonico_ FRANCESCO ROSSI.
+
+
+ECCELL. E REVER. SIGNORE
+
+Ho con attenzione osservata la _Collezione de’ romanzi storici di
+Walter Scott_. In essa niente si oppone alla Religione, od al Re (D.
+G.). Può quindi, previa licenza dell’E. V., darsi alla stampa; anche
+per fomentare il buon gusto delle amene lettere.
+
+Dalla parrocchia di S. Gio. in Corte
+
+li 24 dicembre 1824.
+
+ _Il Regio Revisore_
+
+ GIROLAMO M.RE PIROZZI PARROCO.
+
+
+
+
+ _Napoli 28 Dicembre 1824._
+
+PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE.
+
+
+Veduta la dimanda de’ librai tipografi R. Marotta e Vanspandoch, con
+la quale chiedono di ristampare la _Collezione de’ romanzi storici di
+Walter Scott_;
+
+Veduto il favorevole rapporto del R.º Revisore D. Girolamo Parroco
+Pirozzi;
+
+Si permette che l’indicata Collezione si stampi, però non si pubblichi
+senza un secondo permesso, che non si darà se prima lo stesso Regio
+Revisore non avrà attestato di aver riconosciuto nel confronto uniforme
+la impressione all’originale approvato.
+
+ _Il Presidente_
+
+ M. COLANGELO.
+
+ _Pel Segretario Generale e Membro
+ della Giunta_
+
+ _L’Aggiunto_ ANTONIO COPPOLA.
+
+
+
+
+NOTE:
+
+
+[1] Vedi le Antichità della contea di Berk scritte dall’_Ashmole_.
+
+[2] _Vostro Onore, Vostra Grazia_ sono predicati di rispetto, che si
+usano anche oggidì nell’Inghilterra, massimamente dagl’inferiori verso
+i superiori; come fra noi _Vostra Signoria, Vostra Eccellenza_ ec.
+
+[3] Contrada di Londra, abitata pressochè interamente da ricchi
+banchieri.
+
+[4] Nome di una setta di Calvinisti.
+
+[5] Una specie di moneta.
+
+[6] Denominazione, con cui i giocatori di vantaggio s’intendeano fra
+loro nell’indicare i giocatori novizzi, che faceano proprie vittime.
+
+[7] Se qualche leggitore facesse le maraviglie nell’udire parlare
+in tal guisa la figlia di Foster, rammenti che avea par madre una
+_Precisiana_, e doveva essere quindi grandemente istrutta nello studio
+della Sacra Scrittura.
+
+[8] Quest’ultima interrogazione è intesa a ferire i cambiamenti di
+religione fatti dal Foster.
+
+[9] Fu buon consiglio dell’autore Inglese l’avvertire, che questo
+colloquio è stato ordinato ad arte per comodo dei leggitori.
+Certamente, chi in passione parla da se medesimo non si perde in
+epigrammi. Astenendosi da sì fatte ricercatezze, porto avviso che
+si possano comporre monologhi, abbastanza conformi alla verità, ed
+intelligibili anche senza la premessa fatta dall’autore, premessa che
+piuttosto mette in voglia i leggitori di far tale inchiesta: _e chi gli
+raccontò i discorsi che tenea seco stesso Varney?_
+
+[10] Giuoco simile assai al _trou-madama_, o più veramente alla
+piastrella.
+
+[11] Niuno nell’Inghilterra può vendere acqua-vite, vino, o birra, se
+non ne ottiene la patente dai magistrati del cantone; e tal patente
+debb’essere rinnovata ad ogn’anno. Ma questi magistrati usano molti
+arbitrii a tale proposito, onde son derivate assai vessazioni ed abusi.
+Vedi su di ciò una Memoria intorno la _Polizia_ di Londra, inserita in
+un volume del _Corrispondente_, e pubblicata a Parigi presso il Gide.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici.
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 ***