diff options
Diffstat (limited to '79029-0.txt')
| -rw-r--r-- | 79029-0.txt | 5488 |
1 files changed, 5488 insertions, 0 deletions
diff --git a/79029-0.txt b/79029-0.txt new file mode 100644 index 0000000..4d34c91 --- /dev/null +++ b/79029-0.txt @@ -0,0 +1,5488 @@ +*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 *** + + KENILWORTH + + + DI + WALTER SCOTT + + VOLGARIZZATO + + DAL + Professore Gaetano Barbieri. + + + »E beltade e virtù, congiunte al paro + »L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro; + »Tremi chi nanti a noi con felli accenti + »L’augusto nome lacerar s’attenti + IL CRITICO. + + + TOMO PRIMO. + + + + NAPOLI, + Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH. + 1825. + + + + +RAGGUAGLIO STORICO SUL CASTELLO DI KENILWORTH + +POSTO NELLA CONTEA DI WARWICK, E SULLA PERSONA DEL CONTE DI LEICESTER + +TOLTO DALLA NOTIZIA CHE HA PUBBLICATA A TALE PROPOSITO IN LONDRA +GIOVANNI NIGHTINGALE. + + +Se le mura degli abitati avessero la virtù della parola, oh quanti +fatti nascosti ci svelerebbero! Oh quanti punti di storia tuttavia +controversi ne rimarrebbero schiariti! Ma oimè! Qual serie di casi +cordogliosi ad un tempo e nefandi porrebbero esse in aperto! Egli +è pertanto ufizio del fedele storico, e del paziente antiquario il +prestar voce agli avanzi lor rovinosi, e trar di mezzo ai rottami di un +castello e di una gotica chiesa cattedrale le rimembranze de’ secoli +andati, e la dipintura de’ pensamenti, e delle costumanze de’ nostri +maggiori. + +La città di Kenilworth, situata cinque miglia lontano da Warwick, +giace in altrettanta distanza da Leamington e da Coventry. Fertili e +pittoreschi ne appaiono i dintorni. Ma ciò che trae il viaggiatore a +vederli è un antico castello, ove sir Walter Scott introduce i suoi +leggitori. + +Fin d’allora che comparvero fra queste contrade i Normanni +conquistatori, venne Kenilworth divisa in due parti, l’una delle quali +toccò ad Alberto Clerico, l’altra a Riccardo le Forestier. + +Regnava il primo Enrico in que’ giorni ne’ quali Goffredo di Clinton +fondò e il castello che siamo or per descrivere, ed un monastero +abitato da monaci agostiniani, fabbrica di cui a’ dì nostri pochi +vestigi appena rimangono. + +Goffredo di Clinton, comunque uscito d’oscura famiglia, per suo sapere +pervenne alle primarie dignità dello Stato, onde gli fu agevole +il fornire di ricchi assegnamenti il predetto monastero. Allorchè +l’insaziabile Enrico VIII venne nel divisamento di estirpare tutti +i frati che trovavansi sotto il suo dominio, prendendone empiamente +pretesto dagli abusi, che aveano corrotta la purezza delle primitive +istituzioni, il monastero di Kenilworth fu valutato 533 lire sterline, +e venduto siccome proprietà della Chiesa. Dispersi andarono i religiosi +che lo abitavano, chiuse le porte di esso allo straniero e al +viandante; e l’indigente e la vedova e l’orfanello si videro defraudati +degli onesti soccorsi onde verso di lor largheggiavano gli antichi +possessori di quel convento. + +Se, come sul monastero, avesse potuto Enrico usare il suo dispotismo +sul castello di Kenilworth, esso diveniva certamente retaggio di un +qualche favorito di questo monarca; ma ben più ardua cosa era lo +scacciare dal suo dominio un sol proprietario secolare, che lo sperdere +un centinaio di pacifici religiosi. + +È da sapersi, che il predetto castello non rimase lungo tempo dopo la +sua fondazione alla famiglia dei Clinton, divenuto un quartiere di +guardia reale fin sotto il regno di Enrico II. + +Si crederà facilmente, che in que’ tempi, contrassegnati dalle +turbolenze delle fazioni e delle guerre feudali, i castelli dei baroni +non solamente erano utili a questi per offerire un rifugio ai loro +vassalli, ma anche perchè fruttavano una rendita a chi li possedeva. Di +fatto il seriffo di Kenilworth calcolava fra le sue entrate i tributi +pagatigli da coloro che gli chiedevano ospitalità. + +Sotto i regni di Giovanni e di Enrico III, grosse somme furono spese +per convertire Kenilworth in una fortezza, a quei dì ragguardevole. Il +secondo di tai sovrani presentò di questo castello Simone di Montfort, +ed Eleonora, moglie di esso, ma la forza di simile donativo non doveva +estendersi oltre il termine del viver loro. + +Allorachè il conte impugnò l’armi contro del proprio sovrano, diede +a sir John Gifford il comando dello stesso castello, ch’egli avrebbe +dovuto riguardare siccome pegno della regale munificenza verso di lui, +ed invece divenne per qualche tempo l’asilo de’ nobili che ribellarono. + +Dopo la disfatta e la morte del conte di Leicester accaduta ad Evesham, +Simone di Montfort, figliuolo del defunto, si sostenne in aperta +ribellione entro di questa fortezza, ove il raggiunsero quei suoi +partigiani, che poterono sottrarsi al cattivo esito della battaglia. +Di lì Simone facea frequenti sortite, non ristandosi dal tribolare con +ogni maniera di militari vessazioni le adiacenti campagne. + +Ma queste scene di violenza interruppe il re, che, condottiero di un +esercito, venne a mettere l’assedio dinanzi a Kenilworth. Simone, +in cui non iscemò l’arroganza sintantochè si conobbe il più forte, +diede allora prove di una pusillanimità, eguale alla ferocia in +pria dimostrata, rifuggendosi segretamente in Francia, e lasciando +il castello alla custodia di Enrico di Hustings, da lui nominatone +governatore. Il Re non ignorando quanta forza avesse per resistere +quella rocca, e sollecito d’altra parte di risparmiare un inutile +spargimento di sangue, mentre intimò agli assediati la resa, offerse +loro condizioni le più vantaggiose. Ma costoro, non contenti di farsi +beffe della sovrana clemenza, rimandarono dopo averlo insultato, e +fatto scempio delle sue membra, il regio parlamentario. + +Allora ebbe principio l’assedio, e quel presidio si difese con gran +coraggio. Quel castello era munito di macchine guerresche, diverse +delle quali lanciavano enormi massi, come se ne vedono alcuni in mezzo +alle rovine, che durano tuttavia. + +Sei mesi vennero consumati da Enrico in dare inutili assalti, ma +la fame e le infermità, potentissimi soccorritori degli eserciti +assedianti, manomisero in guisa orribile quel presidio. Benchè a tanto +stremo lo sapesse ridotto il re, pure gli offerse ancora onorevole +capitolazione, accettata la quale entrò nella rocca. Egli ne fece +immantinente dono al minore dei suoi figli, Edmondo, creandolo conte di +Leicester e di Lancastre. + +Nel settimo anno del regno di Eduardo III, Kenilworth fu teatro di +un grandioso torneo, ove si segnalarono cento cavalieri, che erano +per la maggior parte stranieri d’alto nome, venuti in Inghilterra per +accrescerne in sì fatte giostre la gloria. + +Vi assistette egual numero di matrone, e la storia, per far prova della +pompa di vestire da esse sfoggiata, ne racconta che portavano manti di +seta. + +Dopo il bando, cui soggiacque Tommaso, conte di Leicester, figlio del +conte Edmondo, il castello tornò ad essere proprietà della corona, ed +Eduardo II lo scelse siccome asilo ne’ primi rischi fra’ quali trovossi +avvolto. Ma esposto di poi a disastri novelli, la cattiva stella di +questo monarca portò che questa rocca medesima fosse il luogo di sua +prigionia, ove il condusse Enrico, conte di Lancastre, ed ove udì +annunciarsi il decreto del Parlamento, tenutosi a Westminster, che lo +privava del trono. + +Sotto il regno di Eduardo III, il castello di Kenilworth divenne +retaggio nuziale di Giovanni di Gaunt, fattosi sposo a Bianca, figlia +di Enrico, conte di Lincoln e duca di Lancastre. Sino a questo +momento, tutti coloro che godettero le fabbriche di tanto vasto +edifizio, non aveano pensato che alla propria sicurezza, lontana +troppo essendo dalle loro menti qualunque idea d’eleganza. Ma il regno +di Eduardo III contrassegnò l’epoca di un assoluto cambiamento nelle +costumanze della nazione; e fu in quel tempo, che per la prima volta +i riguardi di agiatezza e lusso vennero consultati nell’architettura +dell’Inghilterra. Giovanni di Gaunt ampliò considerabilmente il +castello di Kenilworth, onde gran parte delle attuali rovine derivano +dalle fabbriche, che la munificenza di questo personaggio innalzò. + +Un’altra volta ancora tornò Kenilworth ai dominii della corona, per +essere figlio del duca di Lancastre il re Enrico IV, e ne venne +smembrato allora soltanto che Elisabetta lo diede in dono a Roberto +Dudley conte di Leicester, che spese 63,000 lire sterline per ampliarlo +ed abbellirlo; laonde Kenilworth divenne bentosto uno fra i più +splendidi castelli di tutto il regno. + +I _piaceri principeschi_ di Kenilworth venivano riguardati siccome la +_quintessenza_ delle delizie cortigianesche. Sono quindi insino a noi +pervenute lunghissime e sfarzose descrizioni delle feste che ivi si +celebrarono. Tutto quanto vi fu sfoggiato in magnificenza e profusione, +potrebbe ancora far maraviglia a’ dì nostri; ma il buon gusto era +tuttavia nell’infanzia; laonde nulla presentavano que’ passatempi +da cui non traspirassero noiosa uniformità, grottesche e grossolane +combinazioni, e la pesante ed incomoda pedanteria d’un secolo +semibarbaro. + +Allorchè nel dì 9 di luglio del 1595, la regina Elisabetta venne +ricevuta a Kenilworth, un ponte lungo 70 piedi fu costrutto per +traverso ad una valle, che guidava sino alla gran porta del castello. +Ogni pilastro di questo ponte andava guernito di offerte fatte alle +sette divinità della Grecia; offerte che stavansi in gabbie piene +d’uccelli, in frutta, biade, pesci, e grappoli d’uva, in musicali +strumenti d’ogni specie, ed in armi ordinate a foggia di trofei. Un +poeta che trovavasi alla testa del ponte, parlando in versi latini, +dava spiegazione di tutti questi emblemi alla Regina. La _donna del +Lago_, rimasta invisibile, fin da quando disparve il famoso principe +Arturo, s’avvicinava sopra un’isola galleggiante per recitare poesie +carezzevoli alla Sovrana. Videsi parimente Arione sopra un delfino +lungo 24 piedi, e che portava un’intera orchestra nel ventre. Una +sibilla, un selvaggio, ed un eco, collocatisi nel parco arringavano +Elisabetta nel medesimo stile. E musica e danze profanarono quel giorno +che cadeva in domenica. Ricchissimi razzi d’artifizio vennero tratti e +dalla terra e dal mare. Fu pure rappresentata una scena teatrale, ed un +battelliere italiano si segnalò per giuochi di destrezza. Nè mancarono, +un combattimento di trenta orsi contro una truppa di cani, e tre cacce +di cervi, ed una rappresentazione di nozze villerecce. Finalmente +si diede agli abitanti di Coventry la permissione di offerire lo +spettacolo d’una finta pugna, instituita a rammemorare in ciascun anno +una famosa vittoria riportata contra i Danesi. + +Una tal festa, che costò al conte di Leicester la somma di 19,000 lire +sterline, spesa smisurata in que’ tempi, e che non si avrebbe per +leggiera ai dì nostri; una tal festa, che durò circa tre settimane, ben +meritava quelle replicate menzioni che di fatto ce ne hanno tramandate +gli annali dell’Inghilterra. + +Sir Walter Scott commemora la descrizione che ne ha lasciata lo storico +Laneham, il cui racconto presenta originalità e vezzo incredibili. +Le poche cose che qui ne abbiamo raccolte sono prese da miss Aikin; +l’opera della quale sulla corte d’Elisabetta racchiude tutto ciò, che, +fra le cose pubblicate intorno agli annali di questa sovrana, può +maggiormente eccitare la curiosità. + +Oltre al vino, e agli altri liquori, consumati in tale occasione a +Kenilworth, furono pure bevute trecento venti botti di birra. + +Nel durare della predetta festa vennero conferiti gli onori della +cavalleria a sir Tommaso Cecil, figlio ed erede del gran Tesoriere, a +Sir Enrico Cobham, a sir Francis Stanhope, e a sir Tommaso Tresham. +Ma la più strana fra le particolarità, che a tal proposito ne vengono +raccontate, è il risanamento di nove persone infette della pericolosa +infermità detta _morbo del Re_ (scrofole). + +La Regina per dare un compenso alla leale affezione dimostratale dagli +abitanti di Kenilworth, ed alla magnificenza con cui il loro signore +la ricettò, concedette ai medesimi un mercato ebdomadario ed una fiera +annuale. + +Il conte di Leicester, privo di discendenza legittima, legò in +usufrutto il castello ed i suoi dominii al proprio fratello Ambrogio, +conte di Warwick, a condizione che dopo la morte dell’usufruttuario +divenissero retaggio di sir Roberto Dudley, figlio naturale del +testatore, il quale finchè visse non giudicò a proposito riconoscere +questo Roberto siccome figlio legittimo, e lo qualificò sempre col +titolo di bastardo. + +La storia del conte di Leicester non è certamente fra le men meritevoli +di destar attenzione. Comunque sarebbe assai difficile impresa il far +tacere i gravi sospetti di colpe che ne oscurarono la memoria, pure è +gran vezzo il risapere le cose d’un uomo, il quale, finchè visse fu +presso questa celebre figlia d’Enrico VIII in tanto favore, che ognuno +credè da un istante all’altro vedernelo sposo. + +Il fratello di lui, Ambrogio, che abbiam di già nominato, ottenne +l’ambìto titolo di _buon conte di Warwick_; ma non si potrebbe +assicurare che tal predicato non gli fosse stato attribuito in odio del +fratello, cui si volea generalmente dovuto l’altro di _cattivo conte di +Leicester_. + +Il popolo era solito contraddistinguere quest’ultimo col nome di _cuor +della Corte_. + +L’autore del romanzo di Kenilworth, cui piacque modificare i vizii +del Leicester, ebbe l’arte di far ricadere sopra Varney, favorito del +medesimo, pressochè tutta l’odiosità de’ torti, onde venne accagionato +l’altro, inverso una donna, certamente degna di più virtuoso marito. + +Nato nel volgere del 1532 il conte di Leicester, ebbe per padre +Giovanni, duca di Northumberland. Ammesso di buon’ora al servigio del +re Eduardo, ed entratone tosto in favore, la troppo giovanezza non gli +fu ostacolo ad essere creato cavaliere. + +Nel giugno del 1550, si sposò ad Amy, figliuola di sir Ugo Robsart, +maritaggio che il Re volle onorare di sua presenza. Rapido fu poi il +suo avanzarsi nella carriera dei servigi di corte. + +Nei primi anni del regno di Maria, partecipò a tutti i disastri, che +percossero gli altri individui della famiglia, alla quale apparteneva, +e al pari d’essi fu imprigionato, giudicato e condannato; ma gli venne +fatta grazia quanto alla pena di morte; poi nel 1554 ottenne la sua +libertà. + +Pervenuta alla corona Elisabetta, non solamente gli furono restituiti +gli antichi titoli, ma godè ben tosto degli onori di primo favorito +alla Corte. Prescelto alla carica di grande Scudiere, e nominato +cavaliere della Giarrettiera, ebbe adito nel consiglio privato, nè +fuvvi grazia di cui la regina non lo colmasse. Allorchè accompagnò nel +viaggio di Cambridge questa sovrana, ognuno gareggiò nel dimostrargli i +maggiori riguardi. Venne alloggiato nel collegio della Trinità. Niuno +osava chiedere favori senza volgersi a lui. A sua istanza Elisabetta si +valse del latino idioma nell’arringare quella Università. + +Trovò nondimeno alla Corte un possente oppositore in Tommaso, conte +di Sussex, che sollecito di combattere tutti gli avvisi che venivano +dal Leicester, si manifestò caldissimo partigiano dell’arciduca +Carlo d’Austria, molto insistendo presso l’Inglese regina, affinchè +condiscendesse alle nozze, cui questo principe fervorosamente agognava. +E le opposizioni fra i due Lordi andaron tant’oltre, che scoppiata +fra essi aperta rottura, la Regina giudicò ben fatto interporsi per +costringerli ad una reconciliazione. Tale avvenimento non menomò in +conto alcuno il credito di cui godeva il Leicester, continuo nel +chiedere, e nell’ottenere, nuove munificenze, e nuove cariche per sè e +pe’ suoi aderenti. + +Elisabetta, che voleva adombrare agli occhi del pubblico il vero +motivo di tanti favori cumulati sopra d’un suddito, cercò loro un +pretesto col proporre il conte di Leicester, siccome sposo a Maria +Stuarda di Scozia, e col promettere a questa principessa, così per +essa come pei sudditi di lei, quanti vantaggi avrebbe essa potuto +desiderare in guiderdone di prestata condiscendenza. Si ebbero per +sospette tali offerte dell’Inglese sovrana, ed i più antiveggenti +fra i politici credettero ravvisare, che se la Scozzese le avesse +accettate, il consenso da questa dato a tai nozze non avrebbe avuto +altro effetto se non se di autorizzare un divisamento già concetto +dall’altra, di fare cioè proprio sposo, anzichè di Maria, il conte +di Leicester. Il modo del rifiuto opposto dalla donna di Scozia fu a +questa altrettanto funesto, quanto apportarono danno alla contessa di +Leicester le ambiziose speranze che invasero il consorte di lei, vista +la possibilità di stringere nuziali nodi con una regina. Di questo +maritale orgoglio fu vittima, a quanto narrasi, la sfortunata Amy +Robsart, tolta di vita nel settembre del 1560. + +Certamente l’istante del costei morire favoreggiò i sospetti a tal +proposito insorti nel pubblico, perchè era di tutta necessità, che il +Leicester fosse vedovo a fine di deliberare in quell’istante, in cui +sembrò che l’Inghilterra avesse poste a sua scelta le nozze con una fra +due regine, entrambe giovani e prive di marito. + +Il Cambden sostiene che la contessa si precipitò dall’alto di un +tetto. Tal morte destò, nè altrimenti potea, la pubblica compassione, +eccitando le più sinistre voci a disonor del Leicester. Lo storico +Aubrey nonostante narra in diverso modo sì fatta avventura, e credo +ci sapran grado i leggitori se qui trascriviamo il racconto, siccome +nel porse l’Aubrey, tanto più che questa Amy Robsart è la vera eroina +del romanzo di Kenilworth, e che il movere a favor d’essa la più viva +sollecitudine sembrò lo scopo primario di chi ’l compose. + +«Roberto Dudley, sì scrive l’Aubrey, vivea in sì fatta intrinsichezza +colla regina Elisabetta, che ognuno si aspettava ne diverrebbe marito +qualora vedovo rimanesse. A togliere pertanto tutti gli ostacoli che +lui rimovevano dal trono, il Leicester ottenne con istanze carezzevoli +dalla moglie, ch’ella scegliesse per suo fermo domicilio Cumnor, +paese situato nella contea di Berk, e divenuto di poi teatro della +morte tragica di questa donna. La casa di Antonio Foster fu l’ospizio +assegnato alla Contessa. Riccardo Varney, confidente, e vile complice +della perfidia del conte, ebbe da costui l’ordine di sperimentare sulle +prime il veleno, e ove tal metodo non fosse ben tornato a scellerata +meta, di adoprarne qualunque altro più opportuno a liberarsi di questa +infelice.» + +»Di fatto essendo andata fallita la via dell’avvelenamento, il Foster +e il Varney deliberarono con più violento modo adempire l’esecranda +commissione, di cui s’erano incaricati.» + +»Il primo di costoro mandò tutti i servi alla fiera d’Abingdon, +villaggio situato tre miglia oltre Cumnor, ed egli e Riccardo Varney +rimasero soli presso della infelice Contessa nel giorno in cui ella +morì.» + +»Questi due scellerati dopo averla, non risparmiando crudeli atti, +strozzata, la precipitarono dall’alto di uno scalone, fatta indi +divulgare la voce, che a solo caso doveva attribuirsi sì grave +disastro. Ma nel darle sepoltura si affrettarono tanto, onde lo stesso +Conte dovesse riprovare siccome imprudente almeno la condotta che +tennero.» + +»Sir Ugo Robsart accorse sollecitamente a Cumnor, e ordinato si +disotterrasse la figlia, domandò una legale disamina, a fine di +chiarire i sospetti, che d’ogni banda si sollevavano contra il +Leicester, ed i costui satelliti. Ma fu opinion generale che il Conte +trovasse modi per costringere il padre al silenzio. Certamente, lo +stesso Conte non ebbe misura nell’ostentare il più intenso dolore, e +volle che il cadavere di questa moglie virtuosa venisse in gran pompa +sepolto nel tempio di S. Maria d’Oxford.» + +»Fu cosa degna d’osservazione, continua lo stesso Aubrey, che il +dottore Babington, cappellano del conte, il quale pronunziò l’elogio +funebre della contessa, per due o tre volte mostrò sbagliarsi nel +raccomandare alle preci degli assistenti _questa virtuosa matrona +trucidata sì crudelmente_, anzichè valersi di frasi atte a far +compredere che accidentale ne fosse stata la morte[1].» + +Nel settembre del 1564, Elisabetta creò Roberto Dudley barone di +Denbig, e il dì appresso conte di Leicester, delle quali dignità prese +egli possesso con istraordinaria pompa e splendore. Non terminò l’anno +che venne nominato cancelliere di Oxford. Il grande credito che questi +godeva alla corte d’Elisabetta non risonava per Inghilterra solamente, +ma in tutta l’Europa; laonde Carlo IX lo presentò del cordone di S. +Michele; ordine in allora il più reputato fra quelli che dalla Francese +corte si conferivano. + +Giusta un’opinione assai generale, nel 1572 il conte di Leicester si +fece sposo con lady Douglas, baronessa di Sheffield. Tali nozze vennero +tenute con tanta segretezza, che la Regina le ignorò. Molti racconti +sono stati fatti intorno questa sposa, non più felice dell’altra. +Congiunta in legittimo maritaggio al Leicester, non le fu mai conceduto +il farsi riconoscere siccome moglie. Niuna via lasciò intentata il +conte onde rimoverla da sì fatta pretensione, e quando costui non ne +vide altra più spedita, usò del veleno perchè la cosa stesse involta +nelle tenebre del segreto. + +Nel 1576, morì Walter, conte d’Essex, avvenimento che coprì d’altri +obbrobriosi sospetti lord Leicester, soprattutto, allorchè due anni +dopo si fecero note al pubblico le nozze da lui contratte colla +contessa d’Essex. Perchè nel 1578, il duca d’Angiò essendosi posto fra +i pretendenti alla mano di Elisabetta, il ministro di questo principe +a Londra, che vedea nel conte di Leicester il più forte fra gli +ostacoli opposti ai voti dell’augusto suo commettente, fece pervenire +ad Elisabetta la notizia de’ nodi in cui si era stretto questo favorito +della medesima. Ella ne venne in molto furore, comandando al Conte di +non uscire dal castello di Greenvick, e stava per inviarlo alla torre +di Londra, ma la rimosse da tal consiglio il conte di Sussex. + +Il lord Leicester essendo pervenuto all’apice del potere, tutte le +vie di perderlo furono poste in opera, nè quella si omise del certo +di mettere in evidenza la perversità del suo animo. Nell’anno 1584, +comparve contr’esso un invelenito libello, che portava per titolo +_Repubblica del Leicester_. Erane scopo il dimostrare rovesciata per +opera di costui l’inglese costituzione, e avere a poco a poco preso +radici una nuova instituzion di governo, che non potea con miglior +nome qualificarsi quanto con quello di _Repubblica del Leicester_. Per +invigorire vie maggiormente sì fatte accuse, venia rappresentato il +Conte, in cose di religione siccome un ateo, e in quanto spettava agli +affari dello Stato, qual segreto traditore della Regina, oppressore +del popolo, nemico inveterato della nobiltà, e vero mostro di natura, +fattosi abbominevole egualmente per ambizione, atti crudeli, e +sregolatezze. + +La Regina credè della sua medesima dignità il sostenere in credito il +favorito da lei prescelto, e l’attenuare quanto poteasi l’impressione +che un simile libello aveva fatta nel Popolo. Con lettere pertanto +indiritte al suo Consiglio privato, ella pronunziò, che tutte le cose +asserite ad aggravio del Conte non erano men false agli occhi di lei, +regina, di quanto il fossero nella mente di coloro stessi che osarono +divulgarle. + +Nel 1585, i Paesi Bassi protestanti essendo venuti a difficili e +pericolose circostanze, chiesero la regina Elisabetta, affinchè desse +loro un capo ragguardevole, ed idoneo a regolare i politici interessi +di quelle provincie; nè la Regina esitò nell’inviare ad essi il +Leicester. Cotal prova di sovrana confidenza il trasse in vie maggiore +alterigia. Ma non gli durò oltre un anno sì fatto incarico, poichè +tenne tale condotta da dispiacere alla stessa Elisabetta gelosissima +de’ propri diritti, e la quale mal comportando che questo suddito +intendesse a farsi independente, lo richiamò. + +Ciò nonostante si vide ben accolto all’atto del suo ritorno, tanto +più che in quel momento la regina Inglese abbisognava di chi le desse +consigli sul modo di sciogliersi di Maria Stuarda senza scapitare nel +proprio credito. Il Conte volle persuaderle la via di un avvelenamento, +ma trovatasi questa impraticabile, ella poi si attenne all’altra +deliberazione, per cui l’Europa contemplò lo spettacolo di una Regina +perita sopra infame palco per sentenza d’una sorella. + +Nel 1588, apportarono grave agitazione al popolo Inglese i preparamenti +di guerra che si facevano dal re di Spagna. Ma con Elisabetta +collegatesi le tempeste, i lidi dell’Inghilterra si allegrarono in +mirar galleggianti all’intorno di sè i dispersi avanzi dell’_armada_ +tanto famosa. + +Il Leicester si conservò in considerazione sino all’istante della sua +morte, che accadde ai 4 di settembre del 1588 in una sua casa posta a +Combury, nella contea di Oxford. Trasportate a Warwick le ceneri di un +tal personaggio, vi furono sepolte colla più grande magnificenza. V’ha +chi ne attribuisce la morte ad un veleno, che era stato preparato per +un altro, ed inghiottito da Leicester medesimo. + +Il figlio del Conte, Roberto Dudley, gli venne, nel 1573, da lady +Douglas Sheffield. Il nascere di questo fanciullo fu celato con grande +cura; cautela che rendevano opportuna parimente, e la necessità di non +far conoscere ad Elisabetta i legami, in cui vivea colla predetta lady +il Leicester, e l’altro pur di nasconderli alla contessa di Essex, +se regge l’opinione che in quel tempo l’avesse egli fatta di già sua +consorte. + +Alla morte del padre, il giovane Roberto ne fu riconosciuto erede, +senza potere però, come dicemmo, goderne i beni finchè viveva Ambrogio, +zio del medesimo. Proclive per naturale inclinazione d’ingegno alle +grandi imprese della navigazione, fece, nel 1594 un viaggio all’oceano +del Sud. Peregrinando di poi nei paesi stranieri, assunse il nome di +conte di Warwick, e avendo ricusato di abbandonarlo, vennero confiscati +i suoi beni, e fu costretto ad una vita raminga e di fuggitivo. Accolto +onorevolmente alla corte di Firenze, e dal pontefice Urbano VIII, +morì nel 1639 soggiornando al castello di Cabello, assegnatogli per +risedervi dal gran duca di Toscana. + +Questo sir Roberto Dudley, non solamente dai principi, ma dai dotti +ancora, fu avuto in grande onore; poichè gli diedero cospicua sede fra +gli scienziati del secolo le cognizioni ch’ei possedea nella chimica, +nella medicina, e nelle matematiche. Molte opere egli scrisse, che si +apprezzano tuttavia. + +La proprietà del castello di Kenilworth passò nel principe Enrico, il +quale comunque si tenesse assai caro un tanto delizioso possedimento, +nol credeva abbastanza assicurato dal titolo di una confiscazione +ingiustamente decretata contro sir Roberto. Laonde fece proporre a +questo di cedergli qualunque ragione sul predetto castello offerendogli +per tal cessione un compenso di 14,500 lire sterline. L’altro, che non +vedea migliore speranza di entrare a possesso di quanto per diritto gli +perveniva, accettò il partito, onde l’accomunato si stipulò. Non quindi +il Dudley potè toccare il pattuito danaro; perchè essendo morto poco +dopo il principe Enrico, s’impadronì di Kenilworth il principe Carlo, +che non si prese veruna sollecitudine di pagare i debiti del fratello. + +Allor quando Carlo ascese al trono, fece dono di Kenilworth a Carey, +conte di Monmouth. Ma non tardata di poi a scoppiare la guerra +civile, i guasti che ne furono conseguenza percossero soprattutto +quest’edifizio, ed i soldati Puritani di Cromwell estinsero perfin la +memoria del suo antico splendore. Smantellatene le torri, atterrate +le sue muraglie, disseccati i laghi che il circondavano, e devastati +e lasciati ai rovi i giardini ed i parchi che lo abbellivano, quel +delizioso soggiorno non offrì in breve che un mucchio di rovine, quale +si scorge tuttora, e da cui non è risorto giammai. + +Nei giorni della restaurazione, Carlo II concedè l’investitura di tali +resti di diroccamento alla figlia del conte di Monmouth, e dopo di lei +a Lawrence, visconte di Hyde, creato barone di Kenilworth, e conte di +Rochester, retaggio che i discendenti di questo trasmisero al conte di +Clarendon. + +Non taceremo a tale proposito, che il lord Clarendon si è data grande +sollecitudine, onde sottrar questi avanzi a guasti maggiori. + +Ma ciò non toglie che questo castello, il quale comprendendo un recinto +di sette _acri_ fu soggiorno d’ogni eleganza, e grande argomento +d’orgoglio a chi lo possedè, non sia presentemente ridotto ad un +cumulo di rottami. Rimangono, egli è vero, alcuni appartamenti per +metà diroccati, alcuni portici, alcune muraglie, e avanzi di merli, di +scaloni, di finestre, la più parte de’ quali presentano tuttavia le +vestigia de’ più vaghi ornamenti architettonici; ma il sovvertimento +e la confusione di questi rimasugli sono sì grandi, che mal da essi +può giudicarsi l’antico splendore di una fabbrica di cui fu sì alta un +giorno la rinomanza. + +Chiunque si fa a contemplar questi luoghi, sente l’anima assorta in +soave malinconia, e l’incanto loro il richiama alla ricordanza delle +trascorse età, nel tempo che la sua immaginazione si compiace in +rialzare questo monumento della Inglese monarchia, sotto le cui volte +posò la regina più celebre dell’Inghilterra. + +La principale porta di questo castello, che fu fabbricata dallo stesso +conte di Leicester, convertita ora in abitazione, è il soggiorno +ordinario di William Boddington, affittuale del luogo, e persona di +molti pregi fornita. E questa fa parte di tali rovine, ove si può +abitar tuttavia, ed è parimente quanto avvi di più conservato. In uno +degli appartamenti terreni vedesi un cammino, non privo di singolarità. +La porzione superiore di esso è di legno intagliato, la inferiore +che è di alabastro, presenta incise, la data del 1571, e le lettere +R. L. (_Roberto Leicester_) iniziali del nome di questo favorito di +Elisabetta. + +La _torre di Cesare_ è la parte più antica e più affortificata di +esso castello. Le mura della medesima hanno una grossezza di sedici +piedi, e a quanto credesi, sì fatta torre è tutto ciò che rimane ancora +dell’antica rocca fabbricata in origine da Goffredo di Clinton. + +La grande sala gotica ha ottantasei piedi di lunghezza, e +quarantaquattro di larghezza. Fu altra volta un sontuoso appartamento, +cui davano luce molte finestre d’elegantissima costruzione, oggidì +tappezzate di edera. Alle feste che vi furono un tempo celebrate, ai +romorosi clamori di gioia onde echeggiarono di già queste volte, è +succeduto un assoluto silenzio, talor soltanto interrotto dallo stridor +discorde de’ corvi, e dal gracchiare delle cornacchie e degli altri +augelli amici delle macerie. Cotesta sala fa parte di quegli edifizi, +che innalzati dal conte di Leicester, portarono propriamente il suo +nome. Gli sfasciumi di essi, sparsi qua e là, si nascondono sotto la +verzura dell’edere, e il soffiar de’ venti aquilonari, che agitano +l’erbe crescenti su que’ merli abbandonati, inspira agli animi mestizia +e venerazione ad un tempo. + +Gli _edifizi del conte di Leicester_, così detti dal loro fondatore, +benchè fossero gli ultimi ad essere fabbricati, pur li diresti la parte +più antica di queste ruine, e ciò per la natura delle pietre adoperate +a tal costruzione. Nuovi diroccamenti ogni dì ad essi sovrastano. + +E tempo ed elementi, unitamente congiurarono contro il castello di +Kenilworth. Nel 1817, una gran parte di facciata occidentale della +_torre di Cesare_ diroccò improvvisamente, e nel settembre del +successivo anno, tutto l’angolo verso tramontana si distaccò con +orrendo fracasso dal rimanente dell’edifizio. Nella quale occasione, +alcune signore trasferitesi colà per rilevare i disegni di quelle +maestose rovine, si sottrassero quasi miracolosamente alla morte. + +«Questo castello (in tal guisa si esprime il Brewer, che alle +cognizioni di antiquario e topografo unisce l’immaginazione di un autor +di romanzi) questo castello, che ne’ giorni del suo splendore formò il +migliore ornamento di Kenilworth, comunica parimente una malinconica +maestà ai paesi circonvicini, tanta è la sublimità, che gli stessi +rottami presentano.» + +E per vero dire, sì fatti rottami hanno di che commovere il viaggiatore +trattosi a contemplarli, perchè oltre al presentargli le più +pittoresche prospettive del più bello fra gli edifizi, che noverò +l’Inghilterra, gli rammentano importantissimi punti della storia di +questa nazione. + +Il castello adunque di Kenilworth gode celebrità incominciando dal +secolo di Enrico I, soprannominato _Beauclerc_, ovvero il _Dotto_, e +venendo sino alla nostra età; celebrità dovutagli, sia che ci portiamo +a contemplare le immense moli innalzate dal Clinton, coperte oggidì +dalla ruggine de’ secoli e quasi interamente diroccate, sia che la +nostra mente si arresti a rimembrar quelle pompe, che il rendettero un +giorno teatro alle prodigalità dell’ambizioso Leicester. Sotto entrambi +gli aspetti, esso verrà sempre riguardato siccome obbietto prezioso +al topografo e all’antiquario, e qual fonte fecondissima d’immagini +all’istorico, al poeta ed al romanziere. + +Dobbiamo pertanto saper grado all’autore del Romanzo di Kenilworth, +il quale seppe con tanta maestria sposare la favola all’istoria, che +tal suo lavoro non solamente assicura diletti a coloro, cui le lettere +leggiere offrono vezzo, ma riconcilia l’uomo dedito a più gravi studii +con un genere di componimenti, che la letteratura antica non ebbe. + + + _Fine del ragguaglio storico._ + + + + +KENILWORTH. + + + + +CAPITOLO PRIMO. + + »Il mio mestiere + È far l’ostiere; + E la natura + Di quel terreno, + Che presi in cura, + Conosco appieno, + »De’ miei fratelli + Entro i cervelli + Lor varie voglie + Legger, lor gioia, + Talor le doglie! + Talor la noia; + »Questo è il sapere + Del mio mestiere. + Ma mentre il fondo + Metto in lavoro, + Veder giocondo + Piacemi il coro + »Degli operai. + Non voglio guai. + In mezzo ai canti + Sol dei cultori + La terra ammanti + I suoi tesori. + _La Nuova Osteria._ + + +È privilegio de’ romanzieri l’aprire in un’osteria i racconti che +imprendono; e nelle osterie di fatto si trovano a lor volta tutti +i viaggiatori, ed è in questi luoghi ove regna maggior libertà, e +ove l’indole di ciascuno è meno impacciata da riguardi nel darsi a +conoscere. E tal modo d’incominciare i romanzi soprattutto merita +preferenza, allorchè l’epoca delle cose da narrarsi rimonta agli +antichi tempi, nei quali coloro, che in un’osteria convenivano, +erano, in tal qual modo, non solamente gli ospiti, ma i commensali +dell’ostiere per tutto il tempo che si rimanevan con lui. Questo +padrone d’albergo era per l’ordinario uomo di buona fisonomia, assai +gioviale, e che arrogavasi il privilegio di dir con franchezza la sua +opinione. Facilmente alla presenza di lui si svelavano le varietà +d’indole fra le persone della brigata; perchè ben di rado avveniva, +che dopo aver vôtato un fiasco di sei boccali, ognuno de’ circostanti +non abbandonasse tutto umano rispetto, e gli uni cogli altri e +coll’ostiere, non si comunicassero le mutue idee usando la confidenza +propria di chi si conosce da lungo tempo. + +Nel diciottesimo anno del regno di Elisabetta, il villaggio di Cumnor, +situato tre o quattro miglia lontano da Oxford, possedeva un’osteria +eccellente sì, che di tali osterie a’ dì nostri non se ne vedono +più. La conduceva, o a dir meglio la governava, Giles Gosling, uomo +gioviale, la cui faccia era di bevitore anzichè no, giunto ad età che +oltrepassava di qualche cosa i cinquant’anni, non uso a scorticare +troppo i suoi avventori, esatto nei pagamenti, pronto allo scherzo, e +che aveva una cantina fornita a tutto punto, ed una figlia assai bella. +Venendo fin dai tempi di quel vecchio Enrico, podestà di Southwark, +non vi era mai stato ostiere, che pari a Giles Gosling, possedesse +l’ingegno di piacere agli ospiti, qualunque ne fosse la condizione, +onde sì grande ne era divenuta la fama, che il dire di essere stato a +Cumnor senza reficiarsi all’_Orso nero_, era un confessarsi viaggiatore +privo di gusto e d’intelligenza, e degno di riso, quanto il sarebbe +stato un contadino che fosse tornato da Londra senza veder la Regina. +Gli abitanti di Cumnor superbivano di Giles Gosling, siccom’egli andava +fastoso della sua osteria, della sua figlia e di se medesimo. + +Nella corte adunque dell’osteria, condotta da quest’uomo sì +rispettabile, al tramontare di un certo giorno si fermò un viaggiatore, +che dall’infiacchimento del suo cavallo dovea dirsi venisse da lungo +viaggio. Mentre il cavaliere dava a custodire questa bestia al mozzo +di stalla, gli fece tali interrogazioni, che furono poi cagione del +seguente dialogo tra i famigli dell’_Orso nero_. + +«Olà. Eh! John Tapster». + +«Che c’è, Will Holster?» rispose il cantiniere, il quale con una +camiciuola sbottonata, in brache di tela, e cingendo un grembiule verde +si fece vedere da un uscio aperto per metà, che pareva conducesse alla +cantina. + +«Questo viaggiatore domanda, se hai buona _ala_ (_una certa qualità di +birra_).» + +«Se ho buon’_ala_! E chi è che possa dubitarne? Non siamo distanti che +quattro miglia da Oxford; se la mia _ala_ non contentasse gli studenti, +mi spezzerebbero la testa coi boccali.» + +«È questa che voi chiamate la logica di Oxford?» disse lo straniero +innoltrandosi verso la porta dell’osteria. Allora Giles Gosling gli si +presentò innanzi in persona così dicendo: + +«Quando poi parlate di logica, ascoltate quest’argomentazione: + + »Mentre ben mangia il destriero, + »Vuolsi vino al cavaliero.» + +«_Amen_, e ben volentieri, soggiunse l’altro. Sturatemi dunque un +fiasco del canarie miglior che v’abbiate ed aiutatemi a vôtarlo.» + +«Ah! voi non siete ancora che in minore, sig. viaggiatore, se avete +bisogno che l’ostiere vi aiuti per mandar giù un sorso di vino. Ne +aveste almeno ordinato un _gallone_! Allora, potreste anche chiedere +questo aiuto e passar tuttavia per un uomo che sa vivere co’ suoi +simili.» + +«Non v’inquietate, mio ostiere; farò il mio debito al pari di +tutt’altro, che si trovi non più lontano di quattro miglia da Oxford. +Non vengo, credetelo, dai campi di Marte per voler perdere la mia +riputazione in mezzo ai seguaci di Minerva.» + +Mentre in tal guisa si parlavano l’ostiere e l’ospite, il primo con +viso che esprimeva la gioia al ricettar l’altro, il fece entrare +nella sala terrena; ove già molti stavano uniti in diverse brigate. +Quali d’essi beveano, quali giocavano alle carte, alcuni parlavano +d’interessi, ed altri, costretti dai propri affari ad alzarsi alla +domane di buon mattino, finivano di cenare, ed ordinavano al garzone +dell’osteria che allestisse loro le stanze. + +Il forestiere nell’entrare in quella sala non eccitò verso di sè +maggior attenzione di quella che in tai luoghi ognuno, senza però +farsene un gran pensiero, suol dare all’ultimo arrivato. Da un tal +genere di esame egli apparve ai circostanti uno di quegli uomini, che +comunque regolarmente costrutti, e di forme esterne, le quali nulla +presentano di spiacevole, nondimeno non hanno nella fisonomia nessuna +di quelle particolarità che concilian favore; laonde sia per difetto +dei loro lineamenti, sia per suono di voce, o per isgradevoli andamento +e modi, inspirano tal quale ripugnanza a rimanere con essi in società. +Scorgevasi in costui molto ardimento, scevro però di franchezza, e +sembrava annunziasse a prima giunta grandi pretensioni a riguardi, +ed a modi verso lui compiacenti, come chi teme andarne privo se non +fa valere ben presto i propri diritti ad ottenerne. Lo copriva un +pastrano, che laddove aprivasi alquanto, lasciava vedere una bella +camiciuola gallonata, e un centurino di bufalo, da cui pendevano una +sciabola e due pistole. + +«Voi non viaggiate senza cautelarvi, o signore» disse Giles Gosling, +che diede un’occhiata a quell’armi nel tempo che metteva in tavola il +vino chiesto dall’ospite. + +«Sì, mio caro albergatore, ho ravvisato quanto giovi essere provveduto +d’armi negl’istanti del pericolo, nè ho poi voluto imitare i vostri +magnati d’oggidì, che congedano la gente del loro seguito quando +credono non averne più di bisogno.» + +«Per bacco! scommetto venite dai Paesi Bassi, ch’è il paese ove +nacquero la picca e l’archibuso.» + +«Sì certamente, che ho viaggiato in lungo ed in largo, e vicino e +lontano, mio caro amico. Ma intanto ch’io bevo un bicchiere di questo +vino alla vostra salute, empitene un altro, e vôtatelo alla salute +mia. Se non sarà buono in grado superlativo, non dovrete almeno che +incolparne voi stesso.» + +«Se non sarà buono in grado superlativo! (risoggiunse con qualche +enfasi il nostro Gosling, e nel tempo stesso vôtò la sua tazza facendo +passare la propria lingua per tutta l’estensione delle labbra con +quell’aria di soddisfazione che son soliti a dimostrare gli abili +assaggiatori di vino). Non so bene che cosa v’intendiate con questo +vostro _superlativo_. Posso però accertarvi, che di tal vino non +berreste alle _tre Cicogne_, e se lo trovate migliore, ardisco di dire, +alle Canarie, sto a patto di non toccar, finchè vivo, nè monete, nè +fiaschi. Mettete, mettete il bicchiere fra i vostri occhi e la luce, e +vedrete saltellar gli atomi per entro a questo liquore dorato, siccome +in mezzo ad un raggio di sole. Ma è così. Vorrei piuttosto somministrar +vino a dieci contadini, che ad un sol viaggiatore. Spero bene che +_Vostro Onore_[2] non si terrà offeso da questo mio modo di dire.» + +«Non vi nego che il vostro vino è robusto e di buona lega, ma per aver +vino eccellente, amico mio, conviene berlo nel luogo medesimo, dove +cresce la vigna. Questo, che a giudizio vostro è un vino squisito, si +avrebbe in conto di mezzo vino al porto di S. Maria. Caro albergatore, +vi è d’uopo viaggiare, se volete farvi profondamente iniziato nei +misteri dei fiaschi e delle botti.» + +«Davvero, mio signore, se il frutto de’ miei viaggi dovesse essere il +trovarmi poi mal contento delle cose che posso avere in mia patria, +stimerei il viaggiare una speculazione da matto. Ma v’assicuro, +trovarsi parecchi uomini, i quali non assottigliano tanto le cose, ma +che sanno annasare il buon vino, benchè non abbiano mai abbandonate le +nebbie di questa vecchia Inghilterra, e la Dio mercè, non si sieno mai +tolti da canto del loro focolare.» + +«Oibò, mio caro ostiere, questo pensare è limitato e triviale, e fo +sicurtà che in ciò non s’accordano con voi tutti gl’Inglesi. Scommetto +io, che fra i vostri, avvezzi a darsi più bel tempo, ve n’ha parecchi +i quali han viaggiato alla Virginia, o almeno fatta una scorsa ne’ +Paesi Bassi. Orsù. Recapitolate bene le cose nella vostra memoria. Non +avete voi in paese straniero qualche amico, di cui vi piacesse saper le +notizie?» + +«No in fede mia. Non ve n’è un solo fin d’allor quando quello +spensierato di Robin di Drysand-ford si fece accoppare all’assedio di +Briel. Il diavolo si porti la colubrina, d’onde venne la palla che lo +spedì! Non ho mai conosciuto il miglior compagnone nel vôtare la sua +tazza a mezza notte sonata. Ma egli è morto, se n’è andato, e dopo lui +non conosco nè soldato, nè viaggiatore, pel quale io dessi una buccia +di mela.» + +«Corpo di bacco! Voi me le dite strane. Nel tempo che tanti bravi +Inglesi dimorano in paesi stranieri, voi che mi parete persona di +vaglia, non avete, nè un parente, nè un amico fra questi?» + +«Oh! se mi parlate di parenti, ho bensì una mala semenza di nipote, che +lasciò l’Inghilterra nell’ultim’anno del regno di Maria, ma egli è uno +di quegli sfaccendati, ch’è meglio il perderlo del trovarlo.» + +«Non dite così, amico, ammeno che non aveste saputa qualche sua +scappata da poco in qua. Quanti pulledri che pareano indomabili +divennero poscia nobili corridori! Come lo chiamate voi?» + +«Michele Lambourne. Il figlio di una mia sorella. Vi giuro che non +mi va niente a sangue il ricordarmi nè d’un tal nome, nè d’un tal +parentado.» + +«Michele Lambourne! (sclamò lo straniero che finse essere colpito da sì +fatto nome) Sarebb’egli mai quel prode cavaliere di questo casato, il +quale si comportò con tanto valore all’assedio di Venloo, che il conte +Maurizio gli fece sin ringraziamenti alla presenza di tutto l’esercito? +Lo dicevano Inglese, nè di natali molto cospicui.» + +«Bene; ma non può essere mio nipote, disse Gosling. Costui non avea +coraggio più che una gallina, se però non veniva occasione di far del +male.» + +«La guerra fa nascere il coraggio» disse l’altro. + +«Ed io credo gli avrebbe fatto perdere quel poco che gli rimaneva.» + +«Il Michele Lambourne, da me conosciuto, era un giovinotto ben +complesso, cui piacea vestire in tutta eleganza, e possedeva vista di +falcone nell’adocchiare una bella ragazza.» + +«E il mio Michele rassembrava un cane, che avesse un sonaglio alla +coda, e portava un abito composto di stracci, ognun de’ quali parea si +congedasse dall’altro.» + +«Oh! ma il giorno dopo di una battaglia non v’è scarsezza di buoni +vestiti.» + +«Io credo piuttosto che il nostro Michele ne avrebbe giuntato uno +nella bottega d’un rigattiere, nel punto che questi gli tenea volte le +spalle. Quanto all’occhio di falcone, per cui lo encomiate, v’assicuro +che non lo stogliea mai dai miei cucchiai d’argento. Fu mia ventura +che non rimanesse in questa casa più di tre mesi. Egli avea cura della +cantina, e ne sia lode ai suoi stravizzi ed ai suoi errori di calcolo, +fra il vino che m’ha bevuto e quello che ha mandato a male, se rimaneva +tre altri mesi, avrei potuto metter giù l’insegna, chiudere l’osteria, +e dare in custodia al diavolo la chiave del mio magazzino.» + +«E ad onta di tutto ciò, caro ostiere, se vi venissero a dire che il +povero Michele Lambourne rimase morto comandando il suo reggimento, +e mentre assaliva un fortino presso Mastricht, ne sareste assai +contristato.» + +«Contristato! Non mi si potrebbe arrecare più grata novella. Sarei +sicuro almeno che non finì sulla forca. Di grazia, non ne parliamo +più. Io temo bene che la sua morte non sia mai per far onore alla +nostra famiglia. Basta, se accadesse altrimenti (e in questo versava un +bicchier di Canarie) lo dico di buon cuore, Iddio gli dia pace!» + +«Adagio, adagio, sig. albergatore. Non abbiate questi timori. Il +vostro nipote vi farà onore, e soprattutto, se è quel Michele che ho +conosciuto, e che amo, direi quasi.... sì in fede mia, al pari di +me medesimo. Non potreste voi indicarmi qualche contrassegno onde +verificare, se i due Micheli, di cui parliamo, fossero mai una stessa +persona?» + +«No, per quanto mi ricordo.... Aspettate. Il mio Michele porta sulla +spalla sinistra l’impronta d’un ferro rovente appostagli in premio +d’essersi appropriato una tazza d’argento che apparteneva ad una buona +donna di nome Snort d’Hogsditch.» + +«Oh! questa volta voi ne mentite, come un mariuolo, o mio zio (disse lo +straniero, che in quel punto medesimo sbottonò la camiciuola, e abbassò +tanta camicia quanta bastava a farne vedere ignuda la spalla). Per Dio! +questa mia pelle è sana ed intatta non meno della vostra.» + +«Che ascolto? Michele! (sclamò l’ostiere). Il saresti tu veramente? Oh! +sì. Io dovea persuadermene, perchè non conosco persona al mondo, la +quale potesse affannarsi per te la metà di quello che tu facevi. Però, +ascoltami, Michele. Se la tua pelle è sana ed intatta come ten vanti, +è forza dire che il carnefice, mosso a pietà della tua giovinezza, ti +abbia toccato con un ferro freddo.» + +«Via, via, caro zio. Tronchiamo le barzellette. Esse verranno all’uopo +per far passare i fumi della vostra birra alterata. Vediamo piuttosto +quale accoglienza sappiate fare ad un nipote che ha girato il mondo per +diciott’anni, che vide nascere il sole di là dove tramonta, e che ha +viaggiato tanto finchè l’occidente si trasformasse in oriente.» + +«A quanto mi sembra, o Michele, tu hai riportata con te una delle +prerogative dei viaggiatori, nè veramente ti abbisognava un sì lungo +pellegrinaggio per acquistarla. Ben mi ricordo che fra tuoi insigni +pregi era quello di non ne dire mai una di vere.» + +«Vedete, o signori, un miscredente più d’un pagano (disse Michele +Lambourne, volgendosi alla brigata, che non perdè alcuna parte di +questo stravagante riconoscimento fra zio e nipote, ed in mezzo alla +quale si trovavano alcuni, cui note erano le alte geste della costui +giovinezza). Questo è quanto a Cumnor chiamasi in proprii termini +_macellare il vitello grasso_. Ma sappiatelo, mio caro zio, che non +esco ora del guscio, e che non vengo da fare il guardiano di porci. +Poco mi rileva, se bene o mal mi accogliete. Ho con me quanto basta +onde farmi ben ricevere per ogni dove.» + +E in ciò dire, levò di tasca una borsa assai piena di monete d’oro +per fare spalancar gli occhi a tutti quelli della comitiva. Alcuni +d’essi crollavano il capo, e bisbigliavano fra di loro. Ma due o tre, +meno scrupolosi, incominciarono a riconoscerlo siccome concittadino, +e lor compagno di scuola. Nel medesimo tempo alcuni altri personaggi +più gravi si alzarono, ed uscendo di quell’albergo l’un all’altro si +dissero, che se Giles Gosling volea che il suo negozio continuasse +a prosperare doveva liberarsi il più presto possibile di questo +spregevole nipote. E lo stesso Gosling si comportò in guisa da far +conoscere com’egli fosse parimente di sì fatto avviso; e si dee +rendergli tal giustizia: la vista dell’oro portò nell’animo di questo +galantuomo minor impressione, che non ne produce per solito nelle +persone dedite al mestiere da lui professato. + +«Michele, nipote mio, gli disse, metti via il tuo danaro. Il figlio di +una mia sorella non dee pagar nulla per cenare, o dormire una notte in +questa casa. Dico una notte, perchè m’immagino non avrai molta ansietà +di rimanerti più lungo tempo in un luogo, ove sì poco favorevolmente +sei conosciuto.» + +«In quanto a questo, mio caro zio, rispose il viaggiatore, non +consulterò che la mia inclinazione e la natura dei miei affari. +Intanto bramo pagar da cena a questi miei stimabili concittadini, +che non portano la fierezza sino a ricordarsi di quel che fu Michele +Lambourne. Se voi volete fornir la cena in cambio del mio danaro, ciò +sia. Altrimenti due soli minuti di cammino ne disgiungono dall’osteria +della _Lepre_, ove questi miei buoni colleghi non faranno difficoltò +d’accompagnarmi.» + +«No, no, Michele, gli disse lo zio, poichè diciotto anni ti sono +passati sopra la testa, vorrei sperare che qualche poco almeno te +l’avessero addirizzata: onde non permetterò che tu abbandoni la mia +casa a quest’ora. Anzi ti verrà dato tutto ciò che onestamente potrai +domandare. Soltanto mi punge la curiosità di sapere, se questa borsa, +che sfoggiasti or ora sia guadagnata con altrettanta legittimità, +quanto mi sembra riboccante di danaro.» + +«Nol dissi, o miei vicini, ch’egli è un miscredente? (soggiunse il +Lambourne, voltosi novellamente all’uditorio). È ben cosa stravagante +che uno zio, venuto nell’età, voglia disotterrare quelle leggerezze di +un nipote, che hanno già sulle spalle vent’anni. Per quanto spetta a +quest’oro, o signori, dovete sapere che fui nel paese ove nasce, ed ove +non si ha che l’incomodo di raccoglierlo. Io vengo, amici, dal Nuovo +Mondo, ed appunto dalla terra di Eldorado. Ivi i fanciulli giocando +alla fossetta non hanno d’altre pallottole che i diamanti; ivi le +contadine portano collane di rubini; in somma in questo paese le case +van coperte di tegole d’oro, e le strade son lastricate d’argento.» + +«In fede mia, amico Michele (sclamò Lorenzo Goldthred, uomo che +primeggiava fra i merciai d’Abingdon) un tal paese sarebbe eccellente +per trafficarvi. Ditemi un poco, quanto si ritrarrebbe dallo spacciare +le tele, i nastri, le seterie, in una contrada ove l’oro è a sì buon +mercato?» + +«Un profitto incalcolabile, rispose il Lambourne, soprattutto se un +mercante, fresco negli anni e disinvolto, vi porta il suo fardello egli +stesso. Oh! come son gaie le donne di quei beati luoghi, ed essendo +alquanto arse dal sole, prendono fuoco com’esca appena vedono una +carnagione appetitosa qual tu la presenti, e capelli siccome i tuoi che +inclinino un poco al rossiccio.» + +«Vorrei bene far colà il mio commercio», disse tosto, spalancando due +grandi occhi, il merciaio. + +«Nulla di più facile quando tu il voglia, disse Michele, e semprechè tu +sia ancora quel risoluto campione, che mi prestava un dì il braccio nel +portar via le mele dal giardino dell’abbazia. Basta a ciò un processo +chimico semplicissimo, con cui tu trasmuti la tua casa e i tuoi +poderi in bel danaro sonante, e questo di poi in un gran bastimento, +guernito di vele, d’ancore, di cordami, e d’ogni suo attrezzo. Allora +tu raccogli tutte le tue mercanzie in fondo di stiva, metti a bordo +cinquanta robusti vagabondi, io assumo il comando della spedizione, +sciogliamo le vele, e, voga, voga galera! eccoci avviati verso il Nuovo +Mondo.» + +«Nipote mio, si mise allora di mezzo l’ostiere, tu gl’insegni il +segreto per trasmutare, valendomi del tuo stesso vocabolo, le sue lire +in soldi, e le sue tele in altrettanti spaghi. Ascoltate il parere +di un matto, mio caro Goldthred. Non vi fidate al mare, che divora +ogni cosa. Le carte e le donne, di cui vi dilettate la vostra parte, +facciano pure il loro peggio; le balle di mercanzia, lasciate da +vostro padre, dureranno un anno o due prima che si compiano i vostri +dì all’ospitale; ma il mare ha un appetito insaziabile, ed in una +mattina, vi divora tutte le ricchezze di Lombard Street[3], colla +prestezza che io manderei giù un uovo affrittellato, o un bicchiere di +vino. In quanto poi all’Eldorado di Michele, voglio che non mi crediate +più nulla in vita mia, se non trovò quel danaro nelle tasche di un +qualche papero della vostra specie. Oh! per questo, non ti turare il +naso a furia di tabacco, o Michele; mettiti a sedere, e sei il ben +venuto. Ecco la cena, che arriva. Invito tutti quelli che vorranno +parteciparne, ad onore d’un nipote che dà tante belle speranze di sè, +e confidandomi sia qualche cosa di men cattivo, che quando partì. In +coscienza, nipote mio, hai le sembianze della mia povera sorella più di +quanto nessun figlio abbia mai somigliato alla madre.» + +«Non si somiglia tanto al vecchio Benedetto Lambourne, marito di essa, +disse il merciaio. Ti ricordi, Michele, che cosa rispondesti al tuo +maestro di scuola allorquando stava per batterti, perchè avevi fatto +cadere le stampelle, su di cui era solito appoggiarsi tuo padre? _Mio +padre! mio padre! stimo il fanciullo che conosce suo padre_. Il dottor +Brincham, me ne ricordo come se fosse adesso, rise tanto di cuore, che +gli vennero finalmente le lagrime agli occhi, e queste lagrime del riso +risparmiarono a te quelle del dolore.» + +«Le vivacità di quei giorni, disse il Lambourne, erano un ritrarmi in +addietro per tentar più bel salto. Di fatto vi sono riuscito. E come +sta quel degno pedagogo?» + +«Eh! quant’è mai che è morto!» soggiunse l’ostiere. + +«Morto sicuramente, ripetè il Cherico della parrocchia; gli stava io al +capezzale quando morì, e morì qual visse. _Mori, morior, mortuus sum_, +tali furono le sue estreme parole, ed appena ebbe forza d’aggiunger +quest’altre: _Ecco ch’io ho coniugato il mio ultimo verbo_.» + +«Ebbene, Dio l’abbia in pace, risoggiunse Michele, a me non deve nulla.» + +«No in fede mia, soggiunse il merciaio. Mi ricordo avergli udito dir +tante volte che in ogni colpo di staffile di cui ti regalava, era +altrettanta fatica risparmiata al maestro di giustizia.» + +«E si sarebbe detto che non voleva lasciargli nulla da fare, disse il +Cherico. Pure non fu un benefizio semplice che ottennero nè il nostro +amico (accennando Michele), nè il suo collega Goodman Thong.» + +Sembrò a tai detti che scappasse la pazienza al Lambourne. Laonde +prese il suo cappello che stava sopra la tavola, se lo adattò fino al +sopracciglio in tal guisa, che l’ombra di una larga ala estendendosi su +i suoi lineamenti e su quegli occhi, i quali non promettevano nulla di +buono, ei compose il volto alla sinistra fisonomia di uno spadaccino +spagnuolo. + +«_Voto a Dios_, signori, disse allor seriamente. Qualche libertà è +permessa fra amici, ma ho già tollerato abbastanza, che voi e questo +mio degno congiunto, vi spassiate su qualche inconsideratezza della +mia gioventù. Pensate ora che porto sciabola e pugnale, e che ho la +mano agile per valermene all’uopo. Dopo d’avere militato nella Spagna, +sono divenuto anche più dilicato nelle cose che riguardano l’onore, e +mi spiacerebbe se il dir vostro poco guardingo mi traesse a qualche +estremità.» + +«E che fareste voi?» prese a domandare il Cherico. + +«Sì. Che fareste voi?» soggiunse parimente il merciaio, portandosi +all’altro lato della tavola. + +«Quanto a voi, sig. Cherico, vi taglierei il gorgozzuolo, cosa da +sofferirne ritardo le cadenze che siete solito a stonar la domenica +nella chiesa. E voi, signor mercante di tele, nastri e seterie, vi +bastonerei con tanta enfasi, da potervi stivare, senza che aveste +voglia di movervi, entro una delle vostre balle.» + +«Tronchiamo, tronchiamo (disse l’ostiere, che giudicò ben fatto +l’interrompere questo diverbio). Astenetevi dal far romori in mia +casa. Nipote, non conviene essere sì pronto ad offendersi; e voi, +signori miei, dovreste pensare, che comunque vi troviate in un’osteria, +in questo momento siete i convitati dell’ostiere, e ogni ragione di +decenza vuole che risparmiate l’onore di sua famiglia. — Che Diavolo! +Tutto questo fracasso fa girare la testa anche a me, ed ora in grazia +vostra mi dimenticava l’ospite taciturno, chè non so dargli altro +nome. Sono due giorni che è qui, e non ha aperto bocca se non se per +chiedere quanto gli abbisogna, e l’importo delle cose avute. Guardate! +non mi dà maggiore fastidio che se fosse un contadino, e paga siccome +un principe di sangue reale. Quando gli si dà il conto non osserva +mai che la somma, nè dice finor di partire, nè so quando partirà. È +un vero gioiello. Ed io, cane degno di tutti i capestri, lo lascio là +in un canto, come una pecora rognosa, senza neanco usargli la civiltà +d’invitarlo a cenare, o a bere una tazza di vino in nostra compagnia. +Non mi tratterebbe peggio di quel che merito, se andasse in dirittura +alla _Lepre_ prima che la notte divenga più alta.» + +Detto ciò, accomodò con grazia un tovagliolo sul sinistro braccio, +poi, tenendo colla destra mano il più bel fiasco d’argento che avesse, +e cavatosi per un istante il suo berrettone di velluto, mosse verso +l’individuo solitario, di cui avea fatta parola, e sul quale gli +sguardi dell’intera brigata furono tosto rivolti. + +Era questi un uomo di età fra i venticinque e i trent’anni, di statura +al disopra della mediocre, vestito semplicemente, ma con decenza, e +che univa a scioltezza una cert’aria di dignità, per cui sarebbesi +detto che il modo in lui del vestire fosse al disotto di quanto al suo +grado addiceasi. Egli sembrava meditabondo e guardingo. Bruni ne erano +i capelli, e i suoi occhi nerissimi mostravano un brio non comune, +tutte le volte che qualche istantanea occasione di commoverne l’animo +si presentava. Fuori però di tal circostanza, e gli occhi e gli altri +lineamenti del volto non annunziavano in lui che un uomo circospetto +e tranquillo. I curiosi di questo picciolo paese non si ristettero da +indagini per discoprirne, come meglio poteano, il nome e l’indole, e +quali affari lo avessero condotto a Cumnor, ma niuna cosa giunsero a +penetrare che appagasse tal loro curiosità. Giles Gosling, ch’era il +primasso del villaggio, ardente partigiano della regina Elisabetta e +della religion protestante, sospettò sulle prime questo suo ospite +d’essere un gesuita, od uno di quei tanti preti che venivan mandati +da Roma e dalla Spagna, e che facean poi tristo fine sulle forche +dell’Inghilterra; ma non fu possibile che tale opinione gli durasse in +verso di un ospite, il quale oltre a dargli sì poco fastidio, pagava il +suo conto colla massima regolarità, e mostrava voler soggiornar qualche +tempo all’_Orso nero_. + +Onde tai discorsi favorevoli al suo forestiere andava egli accozzando +tra sè: «Tutti i papisti sono uniti fra loro come le cinque dita di una +mano. Se il mio albergato fosse un papista sarebbe già ito a cercarsi +alloggiamento, o presso il ricco scudiere che sta a Belseley, o a +Wooton in casa del vecchio cavaliere, o che so io? in qualcuna delle +caverne romane, che a costoro non mancano. Avrebb’egli mai cercato +una pubblica osteria, in figura di galantuomo e di buon cristiano? +E poi, penso, che l’altr’ieri, venerdì, mangiò manzo condito colle +carote, benchè la tavola fosse anche imbandita di anguille poste alla +graticola, e delle migliori che vengano pescate nell’Isis.» + +L’onesto Giles Gosling, già convintosi coi precedenti ragionamenti, +che il suo ospite non era cattolico, gli si presentò adunque con tutta +l’immaginabile cortesia, e lo pregò gli compartisse l’onore di bere un +bicchiere di fresco vino e di partecipare ad una ricreazione intesa a +festeggiare l’arrivo d’un nipote, e la riforma, se pure era vero, che +questi avea fatta nei suoi costumi. Lo straniero sulle prime, fece +colla testa il segno di chi ricusa, ma l’ostiere insistette, valendosi +d’argomenti sull’onore della propria casa; ed anche su i sospetti che +l’ospite avrebbe destati negli abitanti di Cumnor col mostrarsi d’umore +sì poco socievole. + +«In fine poi, continuava Gosling, è del mio decoro medesimo, che +chiunque alloggia in questo albergo stia di buon umore. Perchè vi +sono in Cumnor certe male lingue.... Già qual è il paese che ne sia +senza? E v’assicuro, qui si guardano per traverso quelle persone, che +per coprire il loro accigliamento, fanno discendere a mezzo volto il +cappello, come se fossero sospirosi dei tempi andati, ed incapaci di +sentire il ben presente, di cui godiamo, grazie al cielo, sotto il +governo della buona regina Elisabetta, che Dio ci benedica e conservi.» + +«Che dite, ostiere mio? rispose lo straniero. Un uomo dunque dovrà +parere sospetto, perchè s’abbandona ai suoi pensieri, sotto l’ombra +del suo cappello? Per altro, voi che siete stato a questo mondo doppio +tempo di me, dovreste sapere esservi certe idee, che alloggiano con noi +a nostro malgrado, e contro le quali non vale il dire: _scacciamole e +stiamo allegri_.» + +«Per bacco! Se avete tali idee che vi travagliano lo spirito, sicchè +nemmeno i buoni Inglesi sian capaci di snidarle d’attorno a voi, faremo +venire da Oxford qualche allievo del buon padre Bacone, affinchè provi +a scongiurarle a furia di logica e di lingua ebraica. Perchè non +cercate piuttosto di annegarle entro un mare di scelto vin di Canarie? +Scusate, o signore, la mia libertà, ma son vecchio ostiere, e bisogna +che parli franco, e come la sento. Questo umor malinconico vi sta +male; e non s’accorda niente co’ vostri ben lustrati stivali, con quel +cappello di castoro fino, con quell’abito di buon panno, e colla borsa +ben fornita che avete ai vostri comandi. Mandate al diavolo questa +malinconia, e vada a stanziare presso coloro, che hanno le gambe piene +di paglia, costretti a coprir la testa con un cappellaccio di borra, il +corpo con un giustacuore grattugiato, e la cui saccoccia non manda mai +quel grato suono che ha forza di scacciare il demonio della tristezza. +Allegria, signore, allegria! o in nome di questo buon liquore, noi +vi proibiremo l’aria dolce che spira attorno ad una gioiosa brigata, +per confinarvi ad assorbire le nebbie della malinconia nei paesi del +malanno. Mirate là una banda di gente compagnevole che si diverte. +Non increspate il sopracciglio in vederli, che mi parreste il diavolo +quando guardava Lincoln.» + +«Avete ragione, mio buon albergatore (disse l’ospite, componendosi ad +un sorriso, che a malgrado della mestizia ond’era compreso, dava a +divedere tutta l’amabilità della sua fisonomia), avete ragione. Coloro, +il cui animo si trova nello stato al quale soggiace il mio, non debbono +colla propria mestizia funestare la gioia di quelli che son più felici. +Mi metterò di tutta buona voglia insieme ai vostri convitati, piuttosto +che farmi credere un perturbatore degli altrui contenti.» + +Detto ciò, alzossi per raggiugnere la comitiva, che incoraggiata +dai precetti e dall’esempio di Michele Lambourne, e composta per la +maggior parte d’uomini inclinati a profittar d’un buon pasto alle +spalle dell’oste, aveva già molto bene oltrepassati i limiti della +temperanza. La qual cosa apparve meglio dal tuono, onde Michele chiedea +notizia degli antichi suoi colleghi, e dagli scrosci di risa, che si +accompagnavano a ciascuna risposta. E la natura men che decente di +questa loro allegria giunse a tanto, che ne rimase scandalezzato lo +stesso Gosling, tanto più che, senza saperne il perchè, ei si sentiva +compreso d’un certo rispetto verso il suo ospite sconosciuto. Postosi +pertanto a qualche distanza dalla tavola, intorno a cui eran seduti +questi tavernieri tanto leggiadri incominciò coll’ospite istesso una +specie d’apologia sulle licenze di dire che si prendevano. + +«Ad udirli, voi credereste non esserne un d’essi che non sia stato +abituato al bel mestiere di chi intima ai viandanti: _o la borsa o +la vita_. Eppure, ve ne potrete accorger domani; son tutti artigiani +laboriosi, e mercanti onesti, non però più di tutti gli altri, che vi +sottraggono il pollice nel misurare un’_auna_ di panno, o che stando +dal loro fondaco pagano le cambiali in _corone_ alquanto calanti. +Per esempio quell’uomo là che col cappello di traverso copre una +capigliatura arricciata, e simile al pelo d’un can barbone, tutto +spettorato, coll’abito che si licenzia da lui, direste a vederlo che è +il modello perfetto d’un malvivente. Ebbene! È un merciaio d’Abingdon; +e se andate domani alla sua bottega, lo trovate dalla testa ai piedi +ben messo, sì che il giudichereste un lord Maire. E adesso parla di +scalare l’altezza di una soffitta, e di forzare i cancelli d’un parco, +con tale disinvoltura, che il giudichereste avvezzo a passar la sua +notte sulla strada maestra per cui si va da Hounslow a Londra. In vece +egli dorme sempre tranquillamente, sopra un letto bene spiumacciato, +colla sua candela da una banda, e la sacra bibbia dall’altra per tener +lontani i demoni.» + +«Di grazia, ostiere, (disse lo sconosciuto) il nipote vostro, Michele +Lambourne, che è il re di questa festa, ha egli pure la smania di farsi +credere uno schiamazzatore?» + +«Voi mi serrate gli abiti un po’ troppo alla vita, caro signore. Mio +nipote è mio nipote, e benchè egli sia stato un vero cane in tempo di +sua gioventù, può essersi corretto, come han fatto tant’altri, non è +vero? Anzi se mai aveste dato ascolto alle cose che poc’anzi dissi +di lui, non dovete poi prenderle per parole d’evangelio. Io avea +conosciuto il malandrino, benchè non dessi a divederlo, e volli un poco +mortificare la sua vanità. — Oh! bramerei sapere ora sotto qual nome +debbo presentare a questa brigata il mio rispettabile ospite.» + +«Sotto quello di Tressiliano, se così vi piace.» + +«Tressiliano! un nome che mi sona bene all’orecchio, e che viene, +cred’io, da Cornovaglia. Già vi sarà noto il proverbio: + + »Se porti _Pol, Pen, Tre_, del nome tuo alla festa, + »Che sei di Cornovaglia, la cosa è manifesta». + +Noi diremo dunque, signor Tressiliano di Cornovaglia?» + +«Non dite, vi prego, più di quello che ho detto io, e sarete certo +di non errare, signor ostiere. Si può portare un nome preceduto da +qualcuna di queste tre rispettabilissime sillabe, ed essere nato ben +lontano dal monte S. Michele.» + +Il nostro Giles Gosling allora non ispinse più oltre la curiosità, e +sotto il nome di signor Tressiliano presentò lo straniero al nipote +ed a’ suoi amici, i quali dopo aver bevuto alla salute del nuovo +convitato, continuarono negl’intertenimenti che questo cerimoniale +aveva interrotti. + + + + +CAPITOLO II. + + »Del giovin Lancilotto + »Parli tu forse? + (_Il mercante di Venezia_). + + +Dopo breve pausa, il merciaio Goldthred, così pregato dall’ostiere, +cui tutta la gioviale brigata fece eco, presentò i convitati d’alcune +strofette. + + Di quanti battono + Augelli i vanni, + Re, a mio giudizio, + È il barbagianni. + Vengan le tenebre, + Ei non s’arresta. + Fuor della nicchia + Mette la testa. + Ricchezze annunzia + Suo canto strano + A chi alla cintola + Non tien la mano. + Dunque ripetasi: + Viva mill’anni. + Re degli aligeri, + Il barbagianni! + S’anco il sol languidi + Vibra i suoi strali, + Mostrar non degnasi + Esso ai mortali. + Sol quando annottasi, + Co’ l’ali stese + Egli incoraggia + Le belle imprese. + Finchè tracannansi + Nappi spumanti, + Sua virtù esimia + Per noi si canti. + Per noi ripetasi: + Viva mill’anni. + Re degli aligeri, + Il barbagianni! + +«Così va bene (sclamò Michele, tosto che il merciaio ebbe terminato di +cantare); che ne dite amici? Questa almeno è una canzone che s’intende; +e vedo che non si è perduto fra noi il buon gusto. Ma che rosario mi +avete sfilato di tutti gli antichi miei colleghi! Non ve n’è uno a cui +non si unisca qualche storia di mal augurio. Sicchè dunque Will di +Wallingford ci diede la buona notte?» + +«Certamente, soggiunse uno di quelli, egli rimase morto, come un grasso +daino, d’un colpo di balestra, che nel parco di Donnington gli venne +tratto da Thatcham, il vecchio boscaino del Duca.» + +«Egli amò sempre la caccia, disse Michele, nè quindi gli piacque meno +il fiaschetto. È questa una ragione di più per vôtare una tazza in +onore della sua memoria. Andiamo, amici. All’armi.» + +Fatto in tal guisa, col bicchiere alla mano, un omaggio al defunto, il +Lambourne domandò che cosa fosse accaduto del Partins di Padwoorth. + +«Partito; e sono dieci anni ch’egli intraprese il suo viaggio. Il +castello d’Oxford lo vide andarsene, e Goodman Thong fece i convenevoli +della partenza, alla quale non è occorso altro apparecchio che una +corda del valore di dieci soldi.» + +«Che? Il povero Partins è morto in piena aria, fra cielo e terra! Ecco +le conseguenze di amar troppo l’andar a diporto a chiaro di luna! +Presto, miei colleghi, si beva anche alla sua memoria. Egli era un buon +compagnone, gioviale quanto la luna piena. + +«E quali notizie mi darete voi di.... di Hal.... di quell’Hal, +che portava sempre una lunga piuma, e che abitava in vicinanza di +Yattenden?..... Non posso ricordarmi il suo nome.» + +«Chi! Hal Hempseed? dimandò il merciaio. Voi dovete ricordarvi, che +egli si dava il tuono d’uomo d’alto affare, e che voleva frammettersi +nelle cose di stato. Si volle impicciare in quelle del duca di Norfolk, +e sono due, o tre anni, ha dovuto fuggire con un ordine d’arresto alle +calcagna. Da quel tempo non se n’è più intesa notizia.» + +«Dopo tutte queste disgrazie, che mi avete raccontate, io non ardisco +nemmeno pronunziare il nome di Tony Foster. In mezzo ad una tal pioggia +di corde, di balestre, d’ordini d’arresto, sarebbe un miracolo s’egli +fosse rimasto asciutto.» + +«Di qual Tony Foster intendi parlare?» chiese allora l’ostiere. + +«Per bacco! di quello al quale fu posto il soprannome di Tony +_Brucia-cataste_, fin da quando portò il fuoco, onde accendere il rogo, +su di cui perirono Latimer e Ridley. Nè senza di lui si compiea la +faccenda, perchè il vento avendo smorzata la torcia nera di Goodman +Thong, nessuno voleva, nè per amore nè per danaro, portargli il fuoco +da riaccenderla.» + +«Questo Tony Foster vive tuttavia ed è un gran signore. Ma nipote mio, +che non ti venisse la tentazione di chiamarlo _Brucia-cataste_, te ne +avverto per tuo bene, ammeno che tu non volessi far conoscenza colla +lama della sua spada.» + +«E che? Si vergognerebbe ora di sì fatto nome? Mi ricordo, che se ne +gloriava, allor quando diceva che il vedere arrostire un eretico o un +bue era per lui la medesima cosa.» + +«Sicuramente, nipote mio, ma il dir ciò, avea buon garbo ai tempi +della regina Maria, allorchè il padre di questo Tony era intendente +dell’abbazia d’Abingdon. Le cose cambiarono, e dopo di questi +avvenimenti sposò una purissima _precisiana_[4] ed è te lo giuro buon +calvinista quanto potrebb’esserlo Calvino in persona.» + +«Vedere che tuono di sufficienza egli ha preso! soggiunse il merciaio. +Porta ora la testa alta, e disprezza gli antichi colleghi.» + +«È questa una gran prova ch’egli ha fatto fortuna, riprese a dire il +Lambourne. L’uomo giunto una volta ad avere danaro in proprietà non si +trova volentieri in vicinanza di quelli il cui tesoro sta nelle tasche +degli altri.» + +«Se ha fatto fortuna! Ti ricordi tu di Cumnor-Place, antico palazzo di +città, a poca distanza dal cimiterio?» + +«Sì: e perchè tu veda, s’io me ne ricordo ho rubato ivi per tre volte +tutte le frutta del verziere. Ma che importa ciò? Era ivi l’ordinaria +residenza dell’abbate tutte le volte che in Abingdon dominava un +qualche morbo epidemico.» + +«Va benissimo, disse l’ostiere; e adesso è divenuto soggiorno di Tony +Foster in conseguenza di cessione fattagliene da un gran signore, al +quale la corona diede in feudo tutti i beni dell’Abbazia. Ei vi ha +creato il suo castello, e guarda dall’alto al basso i poveri abitanti +di Cumnor, come se fosse già un cavalier-baronetto.» + +«Non bisogna però attribuire affatto ad orgoglio tal sua condotta, +disse il merciaio. Si mischia in questo affare una bella signora, che +Tony non vorrebbe vista nè meno dalla luce del giorno.» + +«Come sta la cosa? (interruppe allor Tressiliano, che per la prima +volta prese parte a sì fatti intertenimenti). Non fu detto da qualcuno +di voi, che il Foster, si è fatto sposo ad una _precisiana_?» + +«Sì certo, e ad una _precisiana, rigorista_ quanto il sia chi non +mangiò mai carne in quaresima. Tony ed essa, a quanto raccontasi, +viveano come cani e gatti fra loro. Ma presentemente ell’è morta, e Dio +l’abbia in pace. Non è rimasta a Tony che una figliuoletta, onde si +giudica, egli sposerà questa incognita, che move tanto romore.» + +«E perchè?... (domandò Tressiliano) intendo chiedere perchè move tanto +romore?» + +«Perchè si dice, rispose Gosling, che è bella al pari d’un angelo, +perchè nessuno sa donde venga, e perchè si vorrebbe capire il motivo +di tenerla così custodita, e rinchiusa fra quattro mura. Per me non so +com’ella sia fatta. Voi signor Goldthred, dovete averla veduta.» + +«Sì, mio vecchio. La vidi un giorno che cavalcando me ne veniva da +Abingdon a questo vostro paese, e la vidi passando sotto il gran +finestrone della vecchia casa, che porta dipinta nei vetri un’infinità +di santi, e di storie. Quel dì io non avea presa la strada ordinaria, +ed attraversai il parco. Dovete sapere che la porta non ne era chiusa +fuorchè col saliscendi, e credei d’arrogarmi i privilegi del mio antico +collega, prendendomi la libertà di venir per que’ viali. Così profittai +dell’ombra degli alberi, chè facea, mi ricordo, gran caldo, e schivai +la polvere, che mi diveniva tanto più molesta per aver messo in quel +giorno la mia camiciuola, color di pesca, gallonata d’oro...» + +«E poteste sfoggiarla, (soggiunse Michele) il che certamente non +vi dispiacque innanzi agli occhi di bella donna. Ah! scapestrato, +scapestrato! Non rinunzierete voi mai alle antiche vostre abitudini?» + +«Oh! nol feci con questo fine, Michele, credetelo, (risoggiunse il +merciaio pavoneggiandosi). Mi mosse sola curiosità, ed anche interno +sentimento di compassione verso quella povera signora, condannata dalla +mattina alla sera a non vedere se non se Tony Foster, che mette schifo +e paura con quelle sue folte sopracciglia nere, con quella sua testa di +bue, e con quelle storte sue gambe.» + +«E in vece gli avreste mostrato volentieri un pezzo d’uomo ben +complesso, vestito in giustacuore di seta, una bella gamba attillata +entro bello stivaletto di corduano, un volto rotondo, e pronto al +sorriso anche senza averne occasione, che sembrasse dire: _Qual cosa +vi abbisogna?_ un bel berrettone di velluto e sovr’esso svolazzante +una piuma di Turchia, uno spillo d’argento dorato. Credetelo, amico +merciaio, chi possede belle mercanzie, ama parimente sfoggiarle. Oh! +andiamo signori, che i bicchieri non facciano festa. Io bevo alla +salute dei lunghi speroni, dei corti stivaletti, dei giustacuori bene +imbottiti, e delle teste sventate.» + +«Ben m’accorgo, o Michele, che di me siete geloso, soggiunse allora +il Goldthred, ma se il caso mi favorì in quell’istante, non mi trattò +meglio di quello che avrebbe fatto con voi o con qualunque altro.» + +«Viso di torta! sclamò il Lambourne, il cielo ti castighi della tua +impudenza! Vorresti tu, mercantuccio a ritaglio, porti a confronto di +un militare, d’un uomo della mia sorte?» + +«Garbato signore, disse Tressiliano, vi pregherei a non interrompere il +nostro merciaio d’Abingdon. Il suo racconto mi alletta sì, che non mi +moverei dall’udirlo se durasse fino alla mezzanotte.» + +«Voi mi onorate più che non merito, si fece a dire Goldthred; e +poichè questa storia vi dà piacere, io la continuerò a malgrado de’ +motteggi e de’ sarcasmi di questo valoroso militare, che ha guadagnato, +cred’io, più botte che _corone_ nella guerra de’ Paesi Bassi. Vi +dirò adunque, che passando al di sotto di quel finestrone, lasciai +le redini sul collo al mio palafreno, e perchè ciò mi giovava, e per +essere più sciolto nel guardarmi all’intorno. Non mi credete più mai, o +signore, se non vi dico il vero asserendo, che non mi è capitato veder +altrove donna così leggiadra, e credo bene averne passate in rassegna +quant’altri può fare, e d’intendermi di tal mercanzia al pari di +chiunque abbia in ciò fama d’esperto.» + +«Ve la ricordate sì da farmene la descrizione?» soggiunse Tressiliano. + +«Oh! v’assicuro, signore, ch’ella era abbigliata qual si conviene a +femmina di riguardo. Ricca, e studiata se ne vedeva l’acconciatura, +che una regina non avrebbe sdegnato l’andarne ornata. La sua veste, +il corsaletto e le maniche erano di un raso color di zenzevero, che a +mio parere sarà costato 30 scellini al braccio. Si lasciava vedere la +fodera di zendado ondato, e il tutto guernito da due larghi galloni +d’oro e d’argento. Il suo cappello poi, o signore... non si è mai +veduta cosa più leggiadra in tutti i nostri dintorni; lo copriva un +drappo di seta giallo, ricamato d’oro, e parimente ornato di frangia +d’oro. Vi giuro, quel cappello, era sontuoso al di là di quanto io ve +lo sapessi descrivere.» + +«Veramente non intesi chiedervi come ella fosse vestita (disse +Tressiliano, che si mostrò fin sulle prime impazientito di tutte queste +particolarità in cui si diffondeva il merciaio). Vorrei mi parlaste +della sua carnagione, dei lineamenti del viso, del color dei capelli.» + +«Quanto alla carnagione nulla di sicuro vi saprei dire. Osservai però +ch’ella tenea un ventaglio, guernito di manico d’avorio, e in bizzarra +foggia damaschinato. Non so poi se ella fosse bionda ovvero bruna. +Stavano le sue chiome entro d’una reticella di seta verde tessuta con +oro....» + +«Si vede veramente essere un merciaio che parla, si fece di mezzo il +Lambourne. Il Signore chiede ragguaglio intorno le fattezze di una +donna, e costui gli parla dell’acconciatura ch’ella portava.» + +«Ti dico (replicò Goldthred, alquanto imbarazzato da tale osservazione) +che ho avuto appena il tempo di guardarla. Io stava lì per augurarle il +buon giorno, e volgerle un sorriso....» + +«Simile a quello d’una simia che trovi per terra una castagna» +interruppe il Lambourne, ma il merciaio fè vista di non dargli retta e +così continuò: + +«D’improvviso comparve Tony Foster, egli medesimo, con in mano un +grosso bastone...» + +«Col quale, spero, vi avrà carezzate le spalle in premio della vostra +sfacciataggine» non potè ristarsi dal dire l’ostiere. + +«Questo poi è più facile da dirsi che da mettersi in opera (disse in +tuono di sdegno il merciaio). No, no, signor Tressiliano, non accadde +nessuna cosa di tal natura. Certamente colui si avanzò contro di me +rotando il suo bastone, e volgendomi alcune male parole, e domandandomi +perchè non avea io tenuto la strada maestra, e cose simili. Mi prese +allora tal bile che gli avrei fracassato il cranio col manico della +frusta; ma mi rattenne la presenza di quella signora che temei +tramortisse dalla paura.» + +«Va via, cuor di gallina, va via, soggiunse il Lambourne. Avvi prode +cavaliere che mai pensasse alla paura d’una bella, quando occorse per +liberarla affrontar giganti, draghi, od incantatori? Ma che parlo io +d’incantatori e di draghi ad un uomo che si è lasciato cacciar via da +una mosca? Tu perdesti una gran bella occasione di segnalarti.» + +«Ebbene, millantatore, cerca tu di trarne miglior profitto. Il castello +incantato è poco lontano. Il drago e la bella sono ai tuoi comandi. +Ardisci presentarti.» + +«Lo farei per un boccale di vino di Canarie. Ma aspetta. Ho bisogno +di biancheria. Vuoi tu scommettere una pezza di tela d’Olanda contro +questi cinque _angeli_ d’oro? e domani mattina vado a casa di Tony +Foster, e lo costringo a presentarmi egli medesimo alla sua bella.» + +«Accetto la scommessa, e benchè tu non la ceda al diavolo nella +sfrontatezza, sono sicuro di vincere. Il nostro ostiere custodirà le +poste, e tanto ch’io vado a prendere la pezza di tela, metto nelle sue +mani questi cinque _angeli_ d’oro.» + +«Io non tengo poste di sì fatte scommesse, disse subitamente l’ostiere. +Nipote mio, bevi tranquillamente il tuo vino, e non cercar di tali +avventure. Ti sto mallevadore, che Tony Foster ha bastante credito per +ottenerti ricovero nel castello di Oxford, e farti decorare i polsi +della mano di due smaniglie di ferro.» + +«Per Michele non sarebbe altro che rivedere un suo antico ospizio, e i +suoi polsi sono avvezzi a questo genere di smaniglie, disse allora il +merciaio. Ma non può più tornare addietro dalla sua scommessa, a meno +che non confessi d’averla perduta.» + +«Per Dio! sclamò il Lambourne. Vi giuro che mi dà tanto fastidio la +collera di Tony quanto un guscio di noce; e voglia egli, o non voglia, +vedrò la sua principessa.» + +«Sarei volentieri con voi a metà nel rischio della scommessa, disse +Tressiliano, semprechè mi permetteste accompagnarvi nella ricerca di +quest’avventura.» + +«E qual pro ne trarreste?» gli domandò tosto il Lambourne. + +«Nessuno, o signore, fuorchè il piacere di ammirare la destrezza e il +coraggio che voi porreste in sì fatta impresa. Sono un viaggiatore, +per cui han vezzo le cose straordinarie, quanto pei cavalieri erranti +n’ebbero le avventure.» + +«Se dunque vi diletta il veder prendere col rampone una trota, consento +che siate spettatore di questa mia pesca. Intanto bevo al buon successo +di tale impresa, e se vi è chi neghi farmi ragione, lo spaccio per un +galuppo, e gli taglio senza complimento i garretti.» + +La tazza vôtata questa volta dal Lambourne era preceduta da tante +altre, che la ragione gli vacillò finalmente. Laonde ben due o tre +fiate imprecò giurando il merciaio, perchè questi sosteneva con molto +senno di non poter far brindisi alla perdita della scommessa accettata. + +«Pretenderesti forse farla da logico con me? gridava Michele, tu, nella +cui testa non è più cervello di quel che ne sia in una matassa di seta +intricata. Sai tu dalla parte di Dio, che farò del tuo corpo 50 _aune_ +di cordella?» + +E intanto che traeva la sciabola per mostrarsi uom di parola, due +garzoni dell’osteria s’impadronirono di lui, poi lo condussero nella +stanza assegnatagli, affinchè digerisse a tutto suo agio il vino bevuto. + +Tutti allora si levarono da tavola, e la brigata si sciolse, il che +tornò a grande soddisfazione dell’ostiere, ma non altrettanto a quella +de’ convitati, i quali aveano poca voglia di rinunziare al buon vino, +che non costava danari, fintanto almeno che aveano forza di tenere in +mano il bicchiere. Ciò nonostante costretti a ritirarsi, partirono +finalmente, lasciando padroni del campo Tressiliano e l’albergatore. + +«In fede mia, disse il secondo, non intendo qual diletto trovino i gran +signori nel dar feste e banchetti, e sostenere la parte d’ostieri senza +avere poi il vantaggio di presentare il conto a ciascuno dei convitati. +Fortunatamente, tal cosa mi accade di rado, e per san Giuliano, è +sempre contro mio genio. Vedete! tutti questi corpi senz’anima, +tutti questi fiaschi, che mio nipote, e i beoni suoi colleghi si +tracannarono, doveano portarmi un bel profitto, ed ecco in vece una +partita di scapito da portarsi ne’ miei registri. Assolutamente non mi +par possibile il divertirsi in mezzo al romore, allo schiamazzo, alle +querele e ai disordini che derivano dall’ubbriachezza, vedere atti, +udir propositi dissoluti, e bestemmie, ogni volta che in tutto questo +vi è perdita in vece di guadagno. Eppure quanti in questo bel trastullo +hanno dissipati ricchissimi patrimonii, senza curarsi del danno che +arrecavano agli ostieri. Perchè, chi diavolo vorrà venire a pagare il +conto all’_Orso nero_, quando possa sedersi _gratis_ alla tavola d’un +lord o d’un cavaliere?» + +Il modo stesso di tale declamazione contro l’ubbriachezza diè a +divedere a Tressiliano, che il vino avea fatta qualche impressione sul +cervello, comunque agguerrito, del rispettabile ostiere. Lo straniero +che solo in quella brigata si era tenuto guardingo, volle adunque +profittare della loquacità che il vino suole infondere, per iscavare +dall’albergatore qualche miglior contezza intorno Tony Foster e la +donna, che il merciaio avea veduto nell’abitazione di costui. Ma le +indagini di Tressiliano non condussero per parte dell’ostiere che a +nuove insulse declamazioni contro l’astuzia femminile, nelle quali il +buon uomo chiamò in aiuto tutta la sapienza di Salomone per far valere +la propria. Finalmente Gosling trasportò la sua attenzione verso i +garzoni dell’osteria che stavano sparecchiando, diede loro diversi +ordini e taroccò. Poi volendo unire l’esempio ai precetti, ruppe un +piatto e una mezza dozzina di bicchieri nel mostrare ai famigli come si +faceva a dovere il servizio alle _Tre Cicogne_, taverna in quei giorni +la più rinomata di Londra. Il quale inconveniente lo richiamò sì bene +alla ragione, che salito in fretta nella propria stanza, si pose in +letto, ove dopo aver profondamente dormito, si svegliò tutt’altro uomo +nel dì successivo. + + + + +CAPITOLO III. + + »È vano il vostro predicar. Vo’ piena + »Far la scommessa. Figlia fu del vino, + »Voi dite. Un cavalier tiene, il mattino, + »Quel che promise sbevazzando a cena. + _La tavola del giuoco._ + + +«Che cosa è di vostro nipote, mio buon ostiere?, disse Tressiliano +nella mattina del successivo giorno, appena vide Giles Gosling +discendere nel salone, ove si era cenato la sera innanzi. Come sta +questo vostro nipote? Si mantien sempre fermo nella scommessa fatta?» + +«Vi dirò. Dopo aver girato due ore per visitare tutte le tane de’ suoi +antichi colleghi, è rientrato adesso, ed ha fatta la sua colazione di +uova fresche e moscato. Ma quanto alla scommessa, mio buon signore, vi +consiglio da amico a non ve ne impicciare, come di nessun’altra cosa +che venisse in testa d’imprendere a Michele. Ora pensate piuttosto a +refocillare il vostro stomaco con un buon brodo caldo, e lasciate, +che mio nipote e Goldthred si sbarazzino dalla loro scommessa come +crederanno meglio.» + +«Se volete essere sincero, mio caro albergatore, voi non sapete come +prenderla nel parlare di questo vostro nipote, che non potete nè +biasimare, nè lodare, senza qualche rimorso di coscienza.» + +«È propriamente così, degnissimo signor Tressiliano. Certa affezione +di natura mi dice all’orecchio: Giles, Giles, perchè pregiudicare la +riputazione del figlio di tua sorella? perchè diffamare un nipote? +perchè bruttar da te stesso il tuo nido, disonorare il proprio +sangue? Ma viene poi da un’altra banda la giustizia e mi grida: +Guarda quest’ospite rispettabile, che non ne è più capitato un simile +all’_Orso nero_, un uomo il quale non ha mai avuto che dire sul conto: +lo dico alla vostra presenza sig. Tressiliano, e non è nemmeno perchè +abbiate avuto occasione di trovar da ridire.» Poi continuò a parlar +con se stesso. «Un viaggiatore, che a quanto può giudicarsi, non sa +per qual motivo sia venuto, nè quando partirà!... E voi che siete +albergatore, che da trent’anni pagate le vostre tasse in Cumnor, +presentemente primo costabile del borgo, permettereste che questa +fenice dei forestieri, degli uomini, e dei viaggiatori, cadesse nelle +reti d’un nipote sol conosciuto per uno sfaccendato, per un malvivente, +che vi sta unicamente colle carte e coi dadi, e dottore in tutti sette +i peccati mortali, se in queste facoltà si dessero le lauree, ed i +gradi? No dalla parte del cielo! Sia, che chiudiate gli occhi finchè +costui non tende le reti che per inviluppare un Goldthred! Ma quanto +al vostro ospite! Siete in obbligo d’avvertirlo, di armarlo de’ vostri +consigli, semprechè voglia ascoltarli. Voi suo fedele albergatore!....» + +«Vi son grato, onest’uomo, nè dimenticherò i vostri suggerimenti, +ma in quanto spetta alla presente scommessa, debbo tenere la mia +parola, poichè mi sono tanto innoltrato. Onde vi prego piuttosto a +tale proposito volermi fornire qualche migliore contezza. Chi è questo +Foster? Qual mestiere fa egli? Perchè custodisce con tanto mistero una +donna?» + +«In vero, mio signore, non posso aggiugnere fuorchè poche cose a +quelle che sapeste ieri. Egli fu un papista della regina Maria. +Adesso è un protestante della regina Elisabetta. Già vassallo +dell’Abbate di Abingdon, or è padrone di un bel possedimento che +apparteneva all’Abbazia. In fine, egli era povero. Si trova ricco al +dì d’oggi. Dicesi che nella vecchia casa abitata da costui si trovino +appartamenti sì ben forniti, da potervi alloggiare la nostra regina, +che Dio la protegga. Alcuni si danno a credere ch’egli abbia trovato +un tesoro nel verziere, altri che si sia venduto al diavolo per far +ricchezze. Molti poi sostengono aver egli rubata tutta l’argenteria +della casa abbaziale, che, al dir di questi, nei tempi della riforma +era stata nascosta nel palazzo di città. Comunque si stia la cosa, +ha fatto fortuna, e Dio, la sua coscienza, e probabilmente anche il +demonio sanno solamente il modo con cui l’abbia fatta. Il suo umore è +intrattabile, ed ha rotta ogni corrispondenza cogli abitanti del paese, +come chi ha qualche gran segreto da custodire, o pensandosi forse +impastato d’una creta diversa da quella onde lo siamo noi. Se Michele +persiste nel volere rinnovar conoscenza con lui vedo cosa infinitamente +probabile che attaccheranno briga fra loro, ed è perciò, ottimo sig. +Tressiliano, che vorrei distorvi dall’accompagnare in questa visita mio +nipote.» + +Tressiliano lo accertò, che si sarebbe regolato colla massima +circospezione; onde non dovere egli, l’ostiere, prendersi a tal +proposito nessun affanno; ed aggiunse tutte quelle assicurazioni di cui +largheggiano sempre coloro che sono risoluti ad eseguire alcuna cosa +contro il suggerimento de’ loro amici. + +Intanto aveva accettato l’invito dell’albergatore, e terminava di +far con lui colezione, che ottima l’avea loro fornita l’avvenente +Cicily, la bellezza del banco. In quel mentre capitò ivi l’eroe della +sera precedente, Michele Lambourne, che avea prima dato qualche +sollecitudine ad acconciarsi, e dismesso il vestito da viaggio, altro +ne avea preso foggiato all’ultima usanza, e mostrava non so quale +ricercatezza in tutto il suo esterno. + +«Per bacco! diss’egli, mio caro zio, ci avete leggiadramente inaffiati +la scorsa notte; ma trovo altrettanto arida questa mattina, e ve lo +proverei volentieri col bicchiere alla mano. Oh! che vedo? Questa è +Cicily, la mia vezzosa cugina. Mi ricordo avervi lasciata in fasce, +e or vi trovo in corsaletto di velluto, e attillata quanto il possa +essere avvenente giovinetta che vive sotto il sole dell’Inghilterra. +Vedete in me un congiunto e un amico, amabilissima Cicily, ed +accostatevi perchè io vi stringa al seno e vi benedica.» + +«Adagio, adagio; sig. nipote, (si frappose tosto Giles Gosling) non vi +date tante cure per riguardo a Cicily, e lasciatela attendere alle sue +faccende. Se vostra madre fu mia sorella, non ne viene di conseguenza +che voi dobbiate essere cugino di Cicily.» + +«Oh bella! ma che? mio caro zio! M’avete preso per un cane di +miscredente, capace di dimenticare i riguardi che debbo alla mia +famiglia?» + +«Io non dico nessuna di queste cose, ma le cautele non sono mai +cattive, e poi la penso così. Certamente alle dorature del tuo vestito +si direbbe che hai cambiato pelle, ma la cambiano anche i serpenti +in tempo di primavera, e tu non t’introdurrai nel mio Eden, perchè +farò io la guardia ad Eva. Siine certo, Michele. Mi pare un sogno. A +veder te in quell’aggiustamento, e paragonandoti col sig. Tressiliano, +si è tentato a credere che tu sei il gentiluomo, ed egli il nipote +dell’ostiere.» + +«Questo equivoco, mio caro zio, nol può fare che la gente del vostro +villaggio, perchè non vede più in là. Sappiatelo, e poco monta se +v’è chi m’ascolti, nel vero gentiluomo si trovano certe qualità che +appartengono solo a lui, e che per quanto faccia, non arriva ad +acquistare chi non nacque in quella condizione. Non saprei dire da +che derivi. Ma certamente, benchè io sappia presentarmi con aria +franca in una taverna, chiamare, strapazzandoli, i famigli, bere con +disinvoltura, giurare senza riguardi, e buttare il mio danaro da una +finestra al pari di qualunque gentiluomo che porti sproni dorati, e +pennacchio bianco, il diavolo mi porti se son capace di farmi prendere +per un d’essi, benchè a ciò mi sia studiato le cento volte. Il padrone +dell’osteria mi mette sempre in fondo di tavola, mi serve per l’ultimo. +Se domando da bere, il garzone risponde: _ho capito_, senza mostrarmi +il minimo riguardo, o atto di rispetto. Ma che rileva? Non voglio +ammazzarmi per questo. Ho quant’aria nobile mi basta per far testa a +Tony Foster, e per oggi non mi bisogna meglio.» + +«Siete adunque fermo nel divisamento di render visita a questo vostro +antico conoscente?» disse Tressiliano. + +«Fermissimo, rispose l’uom di ventura. Fatta una scommessa, è dovere +il sostenerla sino alla fine; legge riconosciuta dall’universo. Ma +signore, se la mia memoria non m’inganna, perchè confesso che ieri sera +le diedi molta rugiada di vin di Canarie, voi dovete aver qualche parte +nei pericoli di tale impresa!» + +«È giusto, rispose Tressiliano, io mi offersi, semprechè me ne aveste +conceduta la permissione, di accompagnarvi nel far questa visita, ed +ho già posta nelle mani del nostro degno albergatore metà della somma +equivalente alla scommessa.» + +«Sì certo, disse Giles Gosling, ed in _nobili_ d’oro[5], che credo non +sieno mai stati adoperati i più belli nel pagare un conto. Io auguro +adunque ad entrambi il miglior successo possibile in questa impresa, +giacchè vi veggo risoluti a tale visita. Ma fate a mio modo, bevete +un’altra volta prima d’andarvene, perchè prevedo, che da Tony Foster +avrete un ricevimento alquanto secco. Ascoltatemi però. Se mai vi +trovaste in pericolo, invece di ricorrere all’armi, fatene avvertire +me, Giles Gosling, primo costabile di Cumnor; perchè comunque sia fiero +Tony, mi può bastar l’animo di metterlo al dovere.» + +Michele, da obbediente nipote, fece la volontà dello zio col bere un +altro bicchier di vino, asserendo, che la sua mente non si trovava mai +tanto lesta, come dopo avere di buon mattino inumidito il gorgozzuolo; +indi partì insieme a Tressiliano per alla volta dell’abitazione di Tony. + +Il villaggio di Cumnor è deliziosamente situato sopra d’una collina. In +mezzo ad un parco assai boscoso, trovavasi l’antico edifizio abitato +allora da Tony Foster, edifizio le cui rovine si vedono forse ancora +oggi giorno. Questo parco in allora riceveva ombra da smisurati alberi, +e soprattutto da antichissime querce, che le loro braccia gigantesche +stendevano fino al di sopra delle muraglie, da cui questa abitazione +andava ricinta; laonde quello spartato luogo presentava un non so che +di tetro e monastico. Vi si entrava per una porta di forma antica che +s’apriva in due battitoi, costrutta di fitto legno di rovere, e la +guernivano chiodi di grossa capocchia, onde l’avresti detta la porta +d’una città. + +«Affè che non sarà sì facile il prendere la fortezza d’assalto (disse +il Lambourne, ponendo mente alla costruzione di questa porta), ogni +qualvolta l’umor sospettoso del nostro mariuolo gli desse fantasia di +negarcene l’ingresso; la qual cosa è possibilissima, se la sciocca +visita di quel mercante di carabattole gli ha messe pulci nel capo. +Ma no (soggiunse tosto accorgendosi che la porta cedeva al primo +impeto) vedete cosa di buon augurio, ed eccoci a quest’ora sul terreno +proibito, senz’aver trovato peggior ostacolo fuorchè l’inerzia d’una +pesante porta di rovere impernata sopra cardini rugginosi.» + +Trovaronsi allora in un viale ombreggiato da grandi alberi, simili +a quelli di cui favelliamo. Altra volta lo fiancheggiavano, una per +banda, due file leggiadramente ordinate di tassi, e di allori spinosi. +Ma questi arbusti non rimondati dopo lunga serie di anni aveano fatta +una folta boscaglia d’alberi nani, i cui rami malinconici e neri +usurpavano terreno a quel viale che un giorno avevan protetto. Vi +crescea l’erba per ogni dove, e in due o tre luoghi si vedeano cataste +delle loro legna, fatte nell’istesso parco, e poste ivi a disseccarsi. +Lo stesso viale era attraversato da altri viali, ma parimente ingombri +di macchie, rovi, ed erbe cattive. Oltre a quel senso di molestia, che +ne invade con tanta forza al vedere le più nobili opere dell’industria +andare in scadimento per una sequela d’incurie, e le tracce della +vita sociale scomparire a gradi a gradi sotto la prevalenza di una +intemperante vegetazione, non più regolata dall’arte, l’immensa altezza +delle querce, e la foltezza di questi sottoposti alberi diffondeano +colà tal tetraggine anche allor quando il sole era più alto, che si +comunicava in proporzione agli animi di chiunque stavasi a contemplare +sì fatta scena. Lo stesso Lambourne non ne andò immune, benchè +d’ordinario lo commovessero le cose che urtavano di fronte le sue +passioni. + +«Questo bosco è nero quanto la gola d’un lupo», disse Tressiliano, +innoltrandosi verso quel viale solitario, che parea la sede della +mestizia. Di lì vedeasi la facciata dell’edifizio, costrutto altra +volta dai frati. Centinate ne erano le finestre, e costrutte di +mattoni le muraglie, cui si rampicavano l’edere e l’altr’erbe vaghe di +tappezzar vecchie pareti. Sovrastavano alla fabbrica alti cammini. + +«Per altro, dicea Michele, non so dar torto al Foster, se avendo +sposata la massima di non vedere nessuno, tiene la sua abitazione in +tale stato da non invogliar le persone ad entrarvi. Ben v’assicuro, che +s’egli fosse tuttavia il Foster da me conosciuto altra volta, da lungo +tempo queste roveri sarebbero ite a starsene in qualche legnaia, ed i +materiali della casa che vediamo avrebbero servito a fabbricarne altre, +intanto che il nostro galantuomo avrebbe sfoggiato il prezzo ritrattone +sopra un vecchio tappeto verde, in qualche tenebroso nascondiglio dei +dintorni di White Friars.» + +«Era egli adunque tanto dissipatore?» soggiunse Tressiliano. + +«Non si mostrava nè più nè meno di quel che sono gli uomini della +nostra fatta, nè santo, nè economo. Ma ciò che fortemente spiaceami in +esso era il vederlo avverso ad ogni comunanza di godimenti. Sospirava, +come suol dirsi, tutte le gocciole d’acqua, che non passavano pel suo +molino. — Tracannava sempre da solo tal quantità di vino, che vi giuro +non mi sarei preso assunto di finirla, nemmen col soccorso del beone +più accreditato della contea di Berk. Tal circostanza, aggiunta a ciò +ch’egli era per natura dedito alla superstizione, lo facea indegno di +stare in brigata co’ suoi colleghi. E vedete di fatto come si è sepolto +in una tana, che è quanto al giusto conviensi ad una volpe di tal +natura.» + +«Ma poichè l’umore di questo che vi fu un giorno compagno si confà sì +poco col vostro, potrei chiedervi, sig. Lambourne, d’onde viene in voi +tanta vaghezza di rinnovellar con lui conoscenza?» + +«E potrei io domandarvi a mia volta dond’è in voi la vaghezza +d’accompagnarmi in tal visita, sig. Tressiliano?» + +«Non vel dissi? la parte che presi alla scommessa, la curiosità.....» + +«Davvero! Ecco in qual modo, voi altri signori, usi a vantarvi di +urbanità e ragionevolezza, vi levate d’impaccio nel rispondere a noi, +che però sappiamo usar liberamente del nostro ingegno. Ma se alla +vostra prima inchiesta avessi dato per risposta, ch’io non aveva +altro motivo di visitare il mio antico collega Foster, se non se la +curiosità, oh! scommetto che l’avreste detta una scappatoia, un ingegno +del mio mestiere. Nonostante capisco bene, mi sarà d’uopo aver per +buona la risposta che mi avete data.» + +«E perchè non potrebbe la semplice curiosità avermi indotto a far +questa camminata in vostra compagnia?» + +«Servitevi, signore, servitevi; ma non credeste però di darmela ad +intendere. Ho vissuto assai lungo tempo in mezzo a quelli che sanno +sbarazzarsi in questo mondo, nè quindi è sì facile il darmi semola per +farina. Voi siete gentiluomo, così per nascita come per educazione, e +il vostro portamento stesso lo dà a divedere. Da questo si scorge pure +che godete buona riputazione, cosa di cui si fece anche mallevadore +mio zio. Or vi mettete in compagnia d’uno sfaccendato, tale almeno è +il titolo di cui mi si fa onore, e ciò per andar a trovare un altro +della stessa lega, a voi sconosciuto. Nè v’induce che sola curiosità! +Eh! via. Se questa ragione da voi addotta, venisse pesata in una giusta +bilancia, oh! per bacco, si troverebbe calante, e calante assai.» + +«Quand’anche non v’ingannaste in tal raziocinio, dovreste considerare, +signor Lambourne, che non mi deste finora assai prove di confidenza +onde eccitarne, o meritarne altrettanta per parte mia.» + +«Se dipende da ciò, i miei fini li vedete a fior d’acqua. Osservate +(e in ciò dire trasse di saccoccia la borsa, che gettò in aria, lesto +indi a raccoglierla colla mano, affinchè non toccasse terra)... Tanto +che durerà questa borsa non mi mancheranno passatempi di morbino, +ma, terminata che sia, mi farà d’uopo cercarne d’altro genere. Ora +se la misteriosa signora di questa casa, questa bella invisibile di +Tony _Brucia-cataste_ è un pezzo appetitoso, come la dipingono, non +è fuor del probabile ch’essa mi aiuti a convertire in soldi di rame +tutti questi _nobili_ d’oro. Ma se per altra parte è vera l’asserita +ricchezza di Tony, quanto è fuor di dubbio la costui ribalderia, +potrebbe anche accadere che queste due cose diventassero per me la +pietra filosofale, onde cambiar nuovamente i miei soldi di rame in +_nobili_ d’oro.» + +«Non posso negarvi che questo doppio divisamento è immaginato assai +bene; ma non vedo troppo la via di mandarlo ad esecuzione.» + +«Nè io vi dico che ciò debba succedere piuttosto oggi o domani. Perchè +non mi son già messo in mente di prendere nelle mie reti questo +vecchio praticone, prima d’avergli preparato quel vischio che sarà più +confacente a tal uopo. Ma conosco meglio sta mane le cose sue di quello +che le vedessi ier sera, e saprò ben io far valere il poco che so per +dargli a credere di saperne anche di più. Del rimanente, se non avessi +sperato o diletto o profitto nel tentare questa avventura, credete +pure, che non mi sarei cimentato, tanto più che non la vedo priva +affatto di rischio. Ora vi siamo, e convien andarne al termine.» + +Nel dirsi queste cose, entrati erano in un gran verziere, che +circondava da due bande la casa, se però potea più dirsi verziere +un bosco d’alberi, che comunque da frutto, frutto non produceano +pressochè di sorte alcuna, tanto ne crebbero i rami parassiti; e tanto +l’industria umana gli avea abbandonati, che i tronchi loro andavano +tutti ricoperti di musco. Quelli di tali alberi che prima erano stati +piantati in ispalliera, avendo ripreso l’andamento primitivo del +crescer loro, presentavano tai forme, che confondeano in grottesca +guisa l’opera dell’arte e l’opera della natura. La maggior parte di +questo terreno dianzi foggiato in aiuole ornate di fiori, mostravasi +incolto, tranne pochi scompartimenti ove si faceano nascere legumi. +Alcune statue che aveano abbellito il giardino ne’ giorni del suo +splendore, vedeansi rovesciate dai loro piedistalli e messe in pezzi. +Nè in migliore stato trovavasi una conserva, pria serbata alle piante +più timorose del freddo, la cui fronte, adorna di bassi rilievi in +pietra, rappresentava la vita e le geste di Sansone. + +Aveano già i due viandanti attraversato questo giardino della pigrizia, +e giunti erano pochi passi lontano dalla porta della casa, allorchè +il Lambourne terminava il suo discorso. La qual cosa fu di grande +soddisfazione per Tressiliano, poichè lo tolse dall’imbarazzo di +corrispondere con egual sincerità a quella che gli dimostrò il suo +compagno nel confidargli senza ritegno quai mire lo avessero tratto +in questo luogo. L’ardimentoso Lambourne diede alcune aspre picchiate +alla porta, non senza far osservare al suo collega, che avea visto +guernita di porte men sode più d’una prigione. Non fu se non se dopo +aver picchiato parecchie volte, allorchè un servo di figura sgradevole +si affacciò, per fare scoperta, a un buco quadro, tagliato nella porta +medesima, e munito di spranghe di ferro, poi chiese ai venuti che si +volessero. + +«Parlar tosto per affari importantissimi di stato, al sig. Foster» +disse con sicuro tuono il Lambourne. + +«Temo che incontrerete qualche difficoltà all’atto di provare il vostro +assunto» soggiunse Tressiliano con voce sommessa al compagno, nel tempo +che il servo portava al suo padrone questo messaggio. + +«Che mi dite ora? (rispose l’altro). Niun soldato marcerebbe avanti, +se stesse prima a meditare in qual modo farà la sua ritirata. La prima +cosa è entrare. Indi tutte le cose si accomoderanno da sè.» + +Non tardò il servo a tornare, e tratti i grossi catenacci che fermavano +quella porta, fece passare gli stranieri per una stretta in volta +d’onde trovaronsi in una corte quadrata, cinta d’ogn’intorno di +fabbriche. Poi aperta altra porta, che in fondo della corte stava +rimpetto alla prima d’ingresso, gl’introdusse in una sala lastricata +di pietre, e fornita di poche suppellettili, antiche e ridotte in +cattivo stato. Le finestre della medesima guardando soltanto nella +corte, l’altezza delle fabbriche non lasciava che i raggi del sole +penetrassero in quel luogo. Aggiungasi che ogni battitoio di finestra +essendo separato dall’altro col mezzo di scompartimenti di pietra, e +i vetri carichi di dipinture, che rappresentavano diversi fatti della +sacra storia, finestre di sì fatta costruzione, lunge dall’ammettere +la luce in proporzione di lor grandezza, produceano che quella tenue +ancora cui davano passaggio, fosse ingombra de’ colori tetri e +malinconici dipinti su i loro vetri. + +Tressiliano e la sua guida ebbero tutto l’agio di contemplare tali +particolarità, perchè il padrone di casa si fece aspettar qualche +tempo. Comparve in fine, e benchè Tressiliano fosse preparato a vedere +una figura spiacente e schifosa, la costui laidezza oltrepassava +ancora tutto quanto immaginato egli aveva. Era il Foster uomo di +mezzana statura, nerboruto a quanto scorgeasi, ma di fattezze sì poco +diverse dalla difformità, che mettea nausea; alle quali grazie esterne +aggiugneasi ancora ch’egli era mancino. In quei tempi davasi per solito +molta cura all’acconciatura del capo. Ma i capelli di costui, anzichè +essere o ben lisciati, o ordinati in anella, o ritti sulle loro radici, +come se ne vedono i modelli in alcuni ritratti antichi, e come usano in +circa i nostri cicisbei nel mentre ch’io scrivo, cadeano sconciamente +fuori d’un fitto berrettone, intricati insieme, che parea non avessero +mai visto pettine, e coprendo a grado dell’aria la fronte ed il collo +del nostro uomo, la qual circostanza non faceva cattivo accompagnamento +ad un aspetto sì tristo. I suoi occhi neri, nè per vero dire privi di +vivacità, s’ascondeano sotto due foltissime sopracciglia, e per lo più +guardavano verso terra, quasi, vergognosi del cattivo animo che davano +a scorgere, volessero sottrarre la bruttezza di questo indizio ai +circostanti. Nelle poche volte però, che per la necessità di vedere in +volto gli altri, li sollevava, si leggeva in essi la forza di esprimere +ardentissime passioni, e l’altra ad un tempo di simularle a talento. +Tutti gli altri lineamenti erano irregolari, ma buttati là in modo +da far sì che chi avea veduta una volta quella sì ladra fisonomia, +non la dimenticasse più mai. E bastò a Tressiliano il trovarsi alla +presenza di costui per confessare a se medesimo essere questo Foster +l’ultimo fra gli uomini cui avesse dovuto fare una visita, che non era +certamente nè aspettata, nè desiderata da chi la riceveva. + +Portava un giubbone con maniche di cuoio rosso, simile al vestito +usato allora dai contadini più facoltosi degli altri, ed un cinturino +parimente di cuoio, che sosteneva a mano diritta un pugnale, e a manca +una scimitarra. Alzò gli occhi nell’atto di entrare, misurando d’un +guardo rapido ed accorto le persone che il visitavano, poi gli abbassò, +come se avesse dovuto numerare i passi che dovea fare per arrivare +alla metà della sala; indi con voce bassa e contegnosa si fece a dire: +«Vogliate spiegarmi, o signori, il motivo di vostra venuta». + +Parve che a Tressiliano principalmente fosse volta l’inchiesta, e +che da questo solo aspettasse il Foster risposta, tanto era giusta +l’osservazione del Lambourne, che la superiorità derivata da nascita e +da educazione si fa scorgere per traverso al più semplice vestimento. +Ma la risposta venne in vece da Michele, che prese nel darla i modi +famigliari d’uomo francheggiato da ricordanza d’antica amicizia, e che +punto non dubitasse della cordialità, con cui stava per essere accolto. + +«Mio caro amico, primo compagno di mia giovinezza, dilettissimo Tony +Foster! (e così sclamando, lo prese quasi a costui malgrado per la +mano, dimenandola con sì bel garbo che gliene comunicava lo scotimento +a tutta la persona) come avete passata la vita vostra dopo tant’anni +che non ci vediamo? Ma che? avete forse dimenticato affatto l’amico, il +fedele compagno, Michele Lambourne?» + +«Michele Lambourne! (replicò Foster levando sopra di lui gli occhi, +che poi immantinente abbassò; indi senza cerimonie sciolse da quella +dell’altro la propria mano); voi siete dunque Michele Lambourne?» + +«Sicuramente, come voi Tony Foster.» + +«E ciò pur sia (soggiunse Foster, aggrottando le ciglia). Qual cagione +può condurre in questo luogo Michele Lambourne?» + +«_Voto a Dios_, sclamò Michele, io credea trovar qui migliore +accoglienza di quella che, se non m’inganno, s’avrebbe voglia di farmi.» + +«E che? Mercanzia da forca, masserizia da galera, avventor del +carnefice! puoi tu pensarti di ricevere buona accoglienza da chiunque +non abbia sempre dinanzi gli occhi la spaventosa prospettiva di Tiburn?» + +«Tutte queste cose possono esser vere, e voglio anche supporle tali. +Ma non toglierebbero mai ch’io non fossi la compagnia che si vuole a +Tony _Brucia-cataste_, benchè ora, non so troppo bene per qual merito o +titolo, si trovi egli padrone di Cumnor Place.» + +«Ascoltatemi, Lambourne, come giuocatore dovreste conoscere il calcolo +delle probabilità. Calcolate quante ne stanno ora per voi che da questo +finestrone io vi getti nella fossa sottoposta.» + +«C’è da scommettere venti contr’uno che non ne farete niente.» + +«E perchè di grazia?» chiese Foster coi denti serrati, e colle labbra +convulse, com’uomo agitato da forte commozione interna. + +«Perchè, se vi piace vivere (rispose senza punto scomporsi il +Lambourne), voi non ardirete toccarmi colla punta di un dito. Io sono +più giovane e più vigoroso di voi, e il demonio della guerra mi ha +infuso una doppia dose di coraggio, benchè io non sia invasato come +voi dal demonio dell’astuzia, e benchè non vi rassomigli nel sapermi +aprire strade sotterra per arrivare ai miei fini, e nel mettere, come +suol dirsi in teatro, il tossico nelle pietanze, e il capestro sotto il +guanciale di chi dorme.» + +Foster alzò una volta gli occhi sopra di Michele, poi fece due giri +lungo la sala con passo fermo e tranquillo siccome quando v’entrò. +Indi volgendosi d’improvviso e stendendo a questo la mano, sì gli +disse: «Non conservare verun astio contro di me, buon Michele. Volli +sperimentare se avevi mantenuta quell’antica, e lodevole franchezza, +che gl’invidiosi e i maligni sogliono denominare sfrontatezza e +impudenza.» + +«La chiamino come diavolo credono. È una qualità indispensabile per +chi ama viver nel mondo. Corpo di mille diavoli! Sappi Tony, che il +fardello di franchezza da me posseduto non era abbastanza considerabile +per la natura del mio commercio, onde ho cresciuto il mio carico +d’alcuni barili in tutti que’ porti ove ho toccato nel viaggio della +vita; anzi per far luogo a questi, ho gettato sopra bordo quel poco di +modestia e di scrupoli che mi rimanevano.» + +«Via, via! replicò il Foster. Quanto alla modestia e agli scrupoli, vi +stavate già sulla zavorra nell’atto di salpare dall’Inghilterra. Ma chi +è il vostro compagno, onesto Michele? Sarebb’egli un uom di Corinto[6]?» + +«Io vi presento, bravo Foster, il signor Tressiliano (così si affrettò +il Lambourne a rispondere all’interrogazione dell’amico). Imparate +a conoscerlo e a rispettarlo, perchè egli è un gentiluomo fornito +d’ammirabili prerogative; e comunque il suo traffico non sia, almeno +per quanto so, della natura del mio, egli onora ed ammira i prodi della +nostra confraternita. E spero col tempo ne farà parte, perchè è cosa +che non suol fallire. Presentemente non è che un neofito, un proselito, +il quale cerca la compagnia de’ grandi maestri, come coloro che +imparano ad armeggiare frequentano le sale di scherma per vedere come i +più abili sanno maneggiare il passetto.» + +«Se i suoi pregi stanno in tale misura, onesto Michele, è d’uopo che +tu passi con me in un altro appartamento, poichè ho da dirti alcune +cose che non debbono andar più in là delle tue orecchie. Quanto a voi, +signore, vi prego aspettarne qui, e di non uscire da questo luogo, +perchè si trovano nella mia casa, persone, che la vista d’uno straniero +potrebbe conturbare.» + +Tressiliano diede il suo assenso chinando il capo, e i due degni amici +lo lasciarono nella sala, ove rimase solo ad aspettare che ritornassero. + + + + +CAPITOLO IV. + + È un cattivo impegno servir due + padroni. Ma questo malandrino + vorrebbe servire ad un tempo il Cielo + e l’Inferno, e mostrarsi riconoscente + al primo del salario che si fa pagare + dall’altro. + + _Monologo tolto da antica commedia._ + + +La sala entro cui Foster condusse il rispettabile collega era più vasta +assai di quella onde uscivano; e più dell’altra offeriva tracce di +sofferto smantellamento. Le pareti all’intorno sostenevano un edifizio +ad uso di biblioteca, costruito di rovere, e cogli scaffali dello +stesso legno. Dell’immensa raccolta di libri ch’essi contennero, ne +restava ancora una parte, ma tutti coperti di polvere, e laceri gli +uni, privi gli altri de’ lor fibbiagli d’argento, e messi in disordine +sulle scanzie, e siccome cose non meritevoli di veruna cura abbandonati +al primo che volea impadronirsene. L’edifizio istesso pareva aver +incontrato il disfavore dei saccheggiatori, che non contenti di +distruggere una maggior parte de’ volumi, fracassarono le nicchie ove +questi stavano, e ne tolsero molti scaffali, e tutte le cortine, delle +quali tenean vece in quel tempo le tele di ragno. + +«Gli autori di queste opere, disse, dando un’occhiata intorno il +Lambourne, non s’immaginavano certamente in che mani sarebbero andate a +finire.» + +«Nè tampoco l’uso cui verrebbero riserbate, soggiunse il Foster. La mia +cuciniera non si vale mai d’altro per pulire i candelieri, ed è con la +loro carta che il mio servo accende il fuoco ogni giorno.» + +«Eh sì: ho veduto più d’una città, ove si avrebbero tuttavia in tanto +pregio da non valersene mai in questa guisa.» + +«Lo credi tu? Dal primo all’ultimo non contengono che insulsaggini +scritte da altrettanti papisti. Ella era la biblioteca di quel vecchio +rimbambito dell’abbate di Abingdon. La diciannovesima parte di un +sermone, composto da un predicatore della nuova dottrina, val meglio +che tutto un carro di queste istorie pescate nel lezzo di Roma.» + +«Che ascolto? Ed è il sig. Tony _Brucia-cataste_ che tiene simile +linguaggio?» + +«Uditemi, Michele (disse austerissimamente il Foster, che lanciò +sull’altro uno sguardo d’indignazione), dimenticate questo soprannome, +e l’occasione che lo fece nascere, se non vi piace che la nostra +conoscenza, rinnovellata da poco in qua, muoia di morte improvvisa.» + +«Almeno spiegatemi una cosa, che non posso comprendere; perchè vi +fu un tempo in cui vi davate vanto voi stesso di avere contribuito +all’arrostimento di due vecchi vescovi eretici.» + +«Pur troppo, in que’ giorni mi gravarono i ceppi dell’iniquità, ed io +era ingolfato nel mare della perdizione. Ma ho cambiato avviso dopo una +chiamata che ebbi dal Signore per entrare nella sua casa. Il degnissimo +predicatore Melchisedec Maultext paragonò a tal proposito la mia +disgrazia a quella, cui soggiacque l’apostolo san Paolo, allor quando +tenne da conto i vestiti di coloro, che si affaccendavano a lapidar +santo Stefano. Egli impiegò tre successive domeniche a predicare su +questo argomento, e senza nominarlo, citava l’esempio d’uno de’ suoi +ragguardevoli uditori, ch’io sapeva essermi quel tale.» + +«Basta, Foster, basta. Tai vostri discorsi mi fanno venire la pelle +d’oca, cosa che mi accade sempre, nè so il perchè, quando ascolto il +diavolo parlare di santa scrittura. Ma come avete potuto licenziare +l’antica vostra religione colla facilità che altri mette nel levarsi un +guanto? voi che non vi stavate mai un mese dall’andarvi a confessare, +benchè poi nell’uscire da quel tribunale di penitenza, non vi trovaste +men pronto a commettere la più enorme ribalderia che vi fosse venuta al +destro, pari in ciò ai ragazzi che per aver il bell’abito della festa +non si astengono all’uopo di avvoltolarsi in mezzo al pantano. E non +sentite nessun rimprovero dalla vostra coscienza?» + +«Lascia in disparte la coscienza. È questa una cosa intorno la quale +non puoi ragionare, perchè non ne avesti mai in vita tua: ed entriamo +piuttosto in materia. Dimmi in poche parole, qual affare credi avere +con me, o quale speranza qui ti condusse?» + +«Quale speranza? quella certamente di star meglio, dicea la vecchia +che si mettea lunga distesa sul ponte di Kingston. Osserva questa +borsa: è quanto mi rimane di una somma tanto rispettabile, che ciascun +galantuomo se la sarebbe augurata nelle sue tasche. Ti vedo ben +collocato, e a quanto sembra spalleggiato meglio, perchè si sa che +un gran signore ti ha preso a proteggere. Sì, Tony, si sa, perchè tu +non puoi sguizzare entro la rete, senza darti a conoscere di mezzo +ai buchi. Io poi ho pratica, che queste protezioni non si concedono +gratuitamente; e tu la cambi del certo con servigi che vai prestando. +Venni adunque per assisterti in questo mercato.» + +«Ma io non ho bisogno del tuo aiuto, Michele! la tua modestia almeno +doveva farti ravvisare questo caso come possibile.» + +«Vale a dire, che tu vuoi fare ogni cosa da solo, per non partire con +altri il salario. Ma bada bene. La troppa avidità nel voler mettere più +grano che non ne cape in un sacco, fa rompere il sacco e il grano va +alla malora. Poi osserva come si regola un accorto cacciatore. Prende +con sè un bracco a fine di non perdere l’orme del cervo, ma non lascia +a casa nè meno il cane da corsa, che è quanto vi vuole per raggiungere +la bestia selvaggia. Il tuo protettore, senz’altro, ha bisogno di due +persone, ed io posso essere all’uopo d’una di queste. Perchè è vero, +che possedi profonda sagacia, che corri in dirittura alla tua meta, +che la malignità della tua indole è ferma, instancabile oltre quanto a +tal proposito io possa vantarmi: ma in compenso ti supero in audacia, +in vivacità, in prontezza di eseguire, e in fertilità d’inventar +espedienti. Disgiunti l’uno dall’altro, manca a ciascun di noi qualche +cosa; uniti, chi vale a resisterci? Pondera bene quanto ti dico. +Dunque!... Faremo noi insieme la nostra caccia?» + +«Questa tua proposta ha molto dello stravagante, o Michele, ed è un far +più che da cane da presa il venire sino in casa mia a morsicarmi la +polpa della gamba. Ma già, tu fosti sempre un cane mal educato.» + +«Accetta la mia offerta, e non avrai motivo, di dir così. — Infine, +poi, fa come credi. Ma ti avverto, che se non mi vuoi soccorritore +nelle tue imprese, m’avrai instancabile nell’intralciarle; perchè +assolutamente ho bisogno di lavoro, e ne troverò adoperandomi o per te, +o contro di te.» + +«Dunque poichè la tua cortesia è tanta, che mi lasci la scelta, ti +accetterò piuttosto amico, che nemico. — Di fatto non t’inganni. Posso +procurarti un protettore, che ha modi per giovare ad entrambi e ad un +centinaio d’altri; e per vero dire tu hai quanto abbisogna per fartigli +utile. Il servigio ch’egli chiede domanda ardimento e destrezza; e i +protocolli dei tribunali fanno testimonianza in tuo favore. Egli ha +d’uopo di gente che non si lasci arrestare dagli scrupoli; e nessuno +ti fa il torto di credere nemmeno che tu abbi coscienza. — Per tener +dietro a un cortigiano è necessaria la sapienza di non si dar a +conoscere; e la tua fronte è impenetrabile come se un elmo di pelle di +nibbio la ricoprisse. — Non vorrei in te altra riforma che in un certo +punto.» + +«E qual è questo punto, mio buon Tony? Parla, e ti giuro pel guanciale +dei sette dormienti, che cercherò gradirti in tutto e per tutto.» + +«Me ne dai adesso una bella pruova! Prima di tutto il modo de’ tuoi +discorsi non quadra ai tempi in cui siamo. Tu gl’infilzi sempre con +giuramenti che sanno di papismo. Poi il tuo portamento è troppo +dissoluto, troppo mondano per mostrarti in mezzo alla comitiva di un +gran signore, obbligato a mantenersi in una certa riputazione agli +occhi del Pubblico. Ti fa mestieri l’assumere un contegno più grave +e composto, portar vesti men licenziose, un collare senza pieghe e +ben inamidato, brache più strette, un cappello con più larghe ale, +non giurar mai che sulla tua fede e sulla tua coscienza, rinunziare a +quest’aria di spadaccino; in somma non toccar mai l’impugnatura della +tua sciabola che quando veramente è dovere di adoperarla.» + +«Per la luce del giorno! tu sei divenuto pazzo. Questo ritratto che mi +fai, s’adatta a qualche famiglio d’una vecchia puritana, non mai ad +uom bravo che si dia al servigio d’un cortigiano ambizioso. Per ben +conformarmi al modello che mi dipingesti, non mi mancherebbe altro che +tener la bibbia in luogo di pugnale al mio centurino, nè conservare +in me altra apparenza di fortezza che quanta al più se ne pretende da +chi accompagna qualche orgogliosa devota alla predica, se talvolta +occorre farsele campione contro quegl’insolenti garzoni di bottega che +le vogliono disputare la parte del muro. Non è così, cred’io, che deve +mostrarsi il cortigiano d’un grande.» + +«Tu non sai dunque, Lambourne, che da quando partisti dall’Inghilterra, +tutte le cose sono cambiate, e che tal uomo il quale in segreto corre +alla sua meta con passo risoluto, e che nulla potrebbe rattenere, +si studia poi in compagnia, di non prorompere mai in minacce, in +giuramenti, in detti profani.» + +«Intendo. Si dee far commandita col diavolo, ma con patto di non +pronunziare mai il suo nome. Ebbene. Mi sforzerò piuttosto a +contraffarmi, che accattar brighe con questo nuovo mondo, che tu vuoi +divenuto sì puntiglioso. Come si chiama adunque questo signore, sotto +cui debbo far noviziato d’ipocrisia?» + +«Ah! ah! signor Michele, egli è con questo bel garbo, che vi siete +accinto all’impresa di scoprire i fatti miei. E che sapete voi se +l’uomo che vi ho descritto si trovi in questo mondo, o che piuttosto io +non abbia voluto divertirmi a vostre spese?» + +«Tu divertirti a mie spese! Povero gonzo! (disse senza intimidire il +Lambourne). Non sai tu, o testa sventata, che dietro al letamaio ove +credesti nasconderti a tutto il mondo, mi bastano ventiquattr’ore per +vedere tutte le cose tue chiaramente come a traverso all’osso di una +lanterna da scuderia?» + +Finiva di dir ciò il Lambourne, quando un acuto grido interruppe questo +intertenimento. + +«Per la santa croce d’Abingdon (sclamò il Foster, che preso da paura in +tale momento, dimenticava d’essersi fatto protestante). Io sono un uomo +rovinato, perduto.» + +Dette le quali cose, corse nell’appartamento d’onde il grido era +uscito, e ove Michele lo accompagnò. Ma per ispiegare la cagione di +un tal contrattempo ne è d’uopo risalire all’istante d’allora che il +Foster condusse nella biblioteca il Lambourne. + +Tressiliano nel rimaner solo, lasciò sovra coloro che uscivano, +un’occhiata di sprezzo, sprezzo di cui serbava parimente una gran +parte per se medesimo per essere disceso a mettersi, anche per poco, +in brigata con gente di tal natura. «Amy, donna crudele, diceva +egli fra se stesso, son questi compagni, che la tua ingiustizia, +la tua leggerezza, l’inconsiderata tua crudeltà m’hanno costretto +a cercarmi! Io non avvezzo a sperar soccorso che da amici degni di +me, i quali oggidì mi sprezzeranno altrettanto quanto io per amarti +mi sono degradato agli sguardi di me medesimo! Ma non quindi io +discontinuerò dal seguirti, o tu che fosti un giorno la meta del più +puro, del più tenero affetto. E benchè tu non possa omai essermi che +argomento di lagrime e di cordoglio, ti strapperò di mano all’autore +del tuo precipizio. Ti salverò da te medesima, ti restituirò ai tuoi +congiunti, al tuo Dio. Gli è vero che non vedrò più quel bell’astro +brillar sulla sfera da cui scese egli stesso! Ma almeno....» Tai +cose ragionava, allorchè un legger romore udito nell’appartamento lo +distolse dal meditare. E voltosi verso la porta laterale, gli occhi +suoi si scontrarono in una donna tanto leggiadra, quanto pomposamente +vestita, ch’ei ravvisò per quella di cui era in traccia. La prima +cosa ch’egli fece dopo tale scoperta fu nascondere il volto entro +il collare dell’abito, onde aspettar così il momento migliore per +darsi a conoscere. Ma la giovinetta (chè essa non contava oltre ai +diciott’anni) mandò a vôto questo divisamento; perchè, tutta brio, il +trasse per l’abito, e con gajezza gli disse: + +«Oh! amico del mio cuore! Dopo esservi fatto aspettare sì lungo tempo, +avvisate forse di venire in una festa da maschere? Voi siete accusato +di tradimento al tribunal dell’amore. Dovete comparirmi innanzi, e +rispondere a viso scoperto. Udiamo che cosa sapete addurre in vostra +discolpa. Siete reo, o siete innocente?» + +«Oimè! Amy....» disse Tressiliano con voce fioca e dolente, e in dir +ciò lasciò vedere il suo volto. + +Il suono di questa voce, ed una presenza sì poco aspettata, posero +termine alla gioia onde la giovinetta era compresa. Diè un passo +addietro, fattasi pallida come la morte, e coprendosi il viso con +ambo le mani. Lo scotimento fu troppo grave per Tressiliano, sicchè +nel primo istante non gli lasciò forza ad articolare parola. Ma poi +ricordandosi la necessità di afferrare un momento che forse non si +sarebbe offerto altra volta, si disse, «Amy, non vi prenda timore +alcuno». + +«E perchè dovrei temere? (rispose ella, togliendosi le mani dal volto, +che il rossore ingombrava) e di che temere? Sol mi fa stupore, sig. +Tressiliano, che vi presentiate in casa mia senza esservi nè invitato, +nè desiderato.» + +«In casa vostra, Amy! rispose Tressiliano. È dunque un carcere il +vostro soggiorno? e un carcere custodito dal più infame fra gli uomini, +tranne quello che stipendia costui!» + +«Sono in casa mia, vi ripeto, e questa abitazione mi appartiene +sintantochè mi piacerà soggiornarvi. Se mi diletta vivere in un ritiro, +chi è che abbia diritto di opporsi a questa mia inclinazione?» + +«Vostro padre, o giovinetta; vostro padre tratto alla disperazione. +Egli è che m’ha ingiunto cercarvi per ogni dove, confidandomi +un’autorità, che gli è impossibile l’usare in persona. Leggete questa +lettera, ch’egli scrisse, mentre benediva i patimenti cui soggiace il +suo corpo, sol perchè gli facevano dimenticare per pochi istanti le +angosce del cuore.» + +«I patimenti, cui soggiace il suo corpo! È dunque infermo mio padre?» + +«Infermo tanto, che è incerto, se la vostra presenza, comunque vi +affrettiate, sarà valevole a restituirgli la salute. Un istante basta +agli apparecchi della partenza, se consentite seguirmi.» + +«Tressiliano, non posso, non debbo, non oso abbandonar questa casa. — +Ma tornate da mio padre, ditegli che otterrò la permissione di vederlo +prima che 12 ore sieno trascorse. Accertatelo ch’io sto bene, ch’io +sono felice, o che almeno il sarei, se potessi crederlo felice al pari +di me. Ditegli che non tema di non vedermi, e di non vedermi in modo +da dimenticare tutti gli affanni che gli ho cagionati. — La povera Amy +si trova oggidì in un grado più sublime di quanto osi dir ella stessa. +— Andate, virtuoso Tressiliano. Fui colpevole d’ingiustizia verso di +voi; ma, credetelo, ho il potere di compensarvi per la ferita che vi +apportai. Vi ho negato un cuore che non era fatto pel vostro, ma saprò +in vece assicurarvi onori e fortune degne di voi.» + +«E Amy può parlarmi in tal guisa? Meritai sì poca stima da voi che or +mi offeriate in compenso di rapita pace e tranquillità gli spregevoli +trastulli d’una frivola ambizione? Ma della prima ferita che faceste al +mio cuore non vi fo omai più rimprovero, nè qui sono che per giovarvi, +e rendervi la libertà. Sì, la libertà. Vorreste invano celarmelo. Vi +tengono qui prigioniera; perchè se fosse altrimenti, il vostro animo +ben fatto (tale fu almeno una volta) vi farebbe sospirare di essere +già a quest’ora al letto di vostro padre. Venite, figlia infelice, ed +ogni colpa sarà dimenticata, perdonata. — Quanto a me, non temete per +parte mia veruna importunità, veruna querela. Feci un sogno, ma già mi +sono svegliato. Bensì, pensate a vostro padre... Affrettatevi finchè +vive ancora. Venite: una soave parola, una lagrima di pentimento, +cancelleranno da lui la rimembranza di tutto il passato.» + +«Non vi dissi già, Tressiliano, ch’era mio volere di condurmi ad +esso? nè metterò a questo soave dovere maggior indugio di quel che +m’è indispensabile per compierne altri parimente sacri. Ne chiamo in +testimonio questo giorno che mi rischiara. Io sarò da mio padre appena +ne avrò ottenuta la permissione.» + +«Che ascolto? (rispose impazientendosi Tressiliano) V’ha d’uopo di +permissione per vedere un padre infermo, che giace forse sul letto +della morte? E a chi la chiederete voi, tal permissione? Forse allo +sciagurato, che sotto larva di amicizia, abusò di tutti i diritti della +ospitalità per involare alle paterne braccia una figlia?» + +«Non parlate in tal guisa di lui, Tressiliano. L’uomo che ingiuriate +ora, porta una sciabola ben arrotata quanto la vostra, e fors’anche +meglio arrotata. Uomo vano! le azioni più gloriose che tu hai fatte in +tempo di guerra o di pace, cedono tanto al confronto di quelle che lo +illustrano, quanto il grado che tieni nel mondo è al di sotto della +sfera sulla quale egli campeggia. — Lasciami, compi il messaggio, di +cui t’incaricasti col padre mio. Desidero però che dovendomi far sapere +altre cose, egli scelga un messaggiere a me più gradevole.» + +«Amy (rispose con tranquillità Tressiliano) questi oltraggi non hanno +forza di movermi a sdegno. Ditemi solamente una parola, che possa far +rilucere un raggio di consolazione all’animo del mio vecchio amico. — +Quest’alto grado di colui che vantate cotanto, lo dividete voi seco? Ha +egli il titolo e le prerogative d’uno sposo per decidere sulle vostre +azioni?» + +«Basta così, sclamò ella. Voi vi prendete tal libertà, che non mi +conviene il sofferirla. Avrei rossore di rispondere ad interrogazioni +che offendono l’onor mio.» + +«Col negar di rispondere, Amy, mi dite più di quel che vi chiedo. +Ma ascoltatemi, giovinetta infelice! Io vengo munito di tutta +l’autorità d’un padre, e quindi vi comando ubbidire. Saprò sottrarvi +alla schiavitù dell’obbrobrio e della colpa, anche a malgrado di voi +medesima.» + +«Non mi minacciate una violenza, (sclamò la giovane, facendosi indietro +alcun passo, e intimorita dal tuono risoluto dell’altro) non mi +minacciate, Tressiliano. Ho modi di resistere alla forza.» + +«Ma spererei non aveste vaghezza di prevalervene a difesa di una sì +trista causa. È impossibile, Amy, che liberamente e di pien vostro +grado acconsentiate a vivere nel disonore e nella schiavitù. O qualche +talismano vi rattiene, o voi siete il giuoco di perfidi artifizi, +o finalmente vi credete legata da giuramenti, che vi si fecero +pronunziare per forza. — Comunque sia, romperò io tutti gl’incanti con +poche parole: Amy, in nome di vostro padre, di vostro padre condotto +all’ultima disperazione, v’intimo seguirmi in questo medesimo istante.» + +Dette le quali cose, le si avvicinò stendendo il braccio, come per +afferrarla, e fu allora che spaventata mandò il grido, onde giunsero in +quella sala il Lambourne e il Foster. + +«Per satanasso! (esclamò entrando il secondo) che si fa qui?» Poi +volgendosi alla giovane, le disse in tuono, nè di comando tutto, nè +tutto di preghiera; «Signora, per qual combinazione vi trovate voi fuor +de’ vostri confini? Sarà bene vi ritiriate. È cosa, in cui può stare +la vita e la morte. — E voi, amico mio, chiunque vi siate, uscite di +questa casa. Partite subito prima che la punta del mio pugnale abbia +tempo di far conoscenza col vostro giustacuore. — Fuori la sciabola, +Michele, liberane da questo sciagurato.» + +«No, sulla mia anima, disse il Lambourne. Egli è venuto qui in mia +compagnia, e per una conseguenza de’ miei principii, non ha nulla +da temere da me fintanto almeno che non ci torniamo a trovare. — Ma +però ascoltatemi (soggiunse volgendosi a Tressiliano), caro amico di +Cornovaglia, sparite, sfumatevi, levate il campo dalla parte di Dio....» + +«Taci, ente spregevole, gli disse fieramente Tressiliano. Vi saluto, +o signora. Quel poco di spirito vitale, che rimane tuttavia al padre +vostro, non so se reggerà alla notizia di cui sto per essergli +apportatore.» Dopo queste parole si ritirò, in tanto che la giovinetta +gli dicea con fioca voce: «Tressiliano, non commettete imprudenze, e +guardatevi dal calunniarmi.» + +«Quest’è una bella faccenda, disse Foster. Milady, ritiratevi, ve ne +prego nel vostro appartamento, e lasciateci meditare qual cosa torni +meglio in tal circostanza. — Presto, ritiratevi.» + +«Signore, non vivo sotto i vostri comandi» ella rispose. + +«È vero, milady; ma però è necessario...... scusate la mia libertà, +milady; ma.... viva Dio! non è momento da cerimonie, e fa d’uopo che +torniate nel vostro appartamento. — Michele, se ti sta a cuore.... +tu mi capisci. — Va dietro a quello sfrontato manigoldo, e fallo +sloggiare. Intanto io persuaderò questa signora. — Presto, impugna la +sciabola, e segui l’orme di colui.» + +«Lo seguirò, disse il Lambourne, e lo farò andar fuori delle nostre +frontiere, ma quanto ad alzar la mano contro un uomo, con cui ho vôtato +il bicchiere della mattina, nol farò mai. Opererei contro coscienza.» +Dette tali cose, partì. + +Intanto Tressiliano, già uscito fuor della casa, prese quel primo +viale, che credè conducesse alla porta d’onde entrò; ma lo stato di +salvatichezza cui era ridotto il parco, le idee che tenevano agitato +il suo animo, la stessa premura di sottrarsi da un luogo ove non +era saggezza il rischiar nulla, gli fecero prendere un viale per un +altro. Quindi invece di trovarsi nel cammino che metteva al villaggio, +dopo molto aggirarsi, si vide dall’altra banda di quel possedimento, +rimpetto ad una porticella fatta nel muro, d’onde si andava ne’ campi. + +Si fermò un istante; e poco per vero dire, gli rilevava da qual porta +sarebbe uscito, purchè abbandonasse un soggiorno che non gli offeriva +se non se amarissime ricordanze. Ma vi era probabilità che quella +porticella fosse chiusa, e gli negasse un varco da quella parte. + +«Pur conviene farne la prova, pensò egli fra se medesimo. La sola via +di salvare questa infelice giovinetta, questa giovinetta sempre cara +al mio cuore, sta in ciò che il padre di lei faccia appellazione alle +leggi violate del nostro paese. È dunque mestieri partecipargli senza +indugio questa notizia, che oh! quanto deve trafiggergli l’anima.» + +Così intertenendosi co’ suoi pensieri, si avvicinò alla porticella, e +mentre indagava se vi era modo d’aprirla, o se tornava meglio scalare +il muro, udì dalla parte esterna il romore d’una chiave introdotta +nella serratura. Tosto la porta si aprì, e mentre aggiravasi su i +suoi cardini, Tressiliano vide innanzi a sè un uomo involto in grande +ferrajuolo, coperto da un cappello tutto disteso cui soprastava un +pennacchio. Questi si fermò pochi passi distante da Tressiliano. E +fu un tempo medesimo, allorchè con esclamazione di risentimento e di +stupore pronunziarono, il nome di Tressiliano quegli che entrava, il +nome di Varney, l’altro che meditava l’uscita. + +«Che fate voi qui? (domandò aspramente il nuovo giunto, dopo avere +lasciato trascorrere l’istante della prima sorpresa). Che fate voi qui, +in questo luogo, ove non siete, nè atteso, nè desiderato?» + +«E che cosa vi fate voi? posso chiederlo egualmente, o Varney? (rispose +Tressiliano). Venite qui forse per trionfare dell’innocenza che +sagrificaste, siccome l’avoltoio od il corvo si pascono dell’agnello, +cui prima strapparono gli occhi? o veniste piuttosto a ricevere +dovuto castigo dalla mano d’un uomo d’onore? Sguaina quella sciabola, +scellerato, e difenditi.» + +E già in ciò dire, Tressiliano avea snudata la sua; ma Varney non +fece per allora altra cosa che metter la mano sulla impugnatura della +propria. «Tu sei, gli disse, in errore, o Tressiliano, benchè le +apparenze, il confesso, stiano contro di me. Ti protesto, con tutti +que’ giuramenti che un sacerdote può suggerire, e che un uomo può fare, +non esservi alcuna cosa che Amy Robsart abbia diritto di rimproverarmi. +T’assicuro che mi spiacerebbe in tal circostanza sollevar la mano +contro di te. Tu però non ignori che mi so battere.» + +«L’ho inteso dire, Varney, disse Tressiliano, pure in questo momento ne +bramo un miglior mallevadore che non la tua stessa parola.» + +«L’avrai, rispose Varney, se questa lama, e quest’impugnatura non +mi tradiscono». E nel punto medesimo trasse con la mano destra la +sciabola, ed involgendo la manca nel suo mantello assalì Tressiliano +con tal impeto, che pareva dovesse stare per l’assalitore il vantaggio. +Ma questo vantaggio non gli durò lungo tempo, perchè ad un cuore arso +dalla sete della vendetta, aggiugnea Tressiliano un braccio avvezzo +a trattar l’armi, ed un occhio esperimentato a tutti gli stratagemmi +della scherma. Laonde Varney trovandosi a sua volta incalzato +d’appresso, risolvette di assalire da corpo a corpo il nemico, e fermo +in tale disegno, avventurò ad una stoccata di Tressiliano quella parte +del proprio corpo che il mantello copriva meglio; per cui prima che +l’altro avesse sbarazzata la propria arme, gli si gettò addosso, e +tenendogli vicinissima la punta, stava per trapassargli il petto. +Ma l’avversario, esperto ad ogni genere di guardia, trasse presto +coll’altra mano il pugnale, e colla lama di questo parò un colpo che +avrebbe posto fine alla pugna. + +Nella qual difesa mostrò tal destrezza, per cui, se Giles Gosling fosse +stato presente, si sarebbe confermato nella credenza che esternò, +essere cioè Tressiliano nativo di Cornovaglia. Gli abitanti di questa +contrada posseggono tanta perizia nell’armeggiare, che se tornassero in +usanza i giuochi e le giostre dell’antichità, essi potrebbero disfidare +il rimanente d’Europa. Varney dopo il suo mal avvisato tentativo fu +rovesciato sì aspramente e sì all’impensata, che la sua sciabola andò +alcuni passi distante da lui, e prima di potersi rialzare, vide sul +proprio collo la punta dell’arme avversaria. + +«Dammi tosto modo di salvare la vittima del tuo tradimento, gridò in +quell’atto Tressiliano, o preparati a congedarti dalla luce del giorno +che ti rischiara.» + +Varney, troppo confuso, ed irritato per trovar parole a rispondergli, +fece un nuovo sforzo a fine di rialzarsi; ma il suo nemico, sollevando +la sciabola, stava per vibrargli il mortal colpo, allorchè si sentì +rattenere il braccio da un uomo che gli stava alle spalle. E nel +volgersi, vide Michele Lambourne condotto ivi dal fragore dell’armi, e +giunto in tempo di salvar la vita a Varney. + +«Su via, compagno, disse a Tressiliano il Lambourne, sono già assai +queste faccende per una giornata. Rimettete nel fodero la vostra +squarcina, e partiamo. L’_Orso nero_ ci ulula da presso.» + +«Ritirati, vile insetto! (sclamò Tressiliano, dimenando il braccio per +isciogliersi da costui). Ardisci tu metterti fra me e il mio nemico?» + +«Oh! vile insetto tu!, rispose il Lambourne. Ma un ferro mi darà +ragione di questo oltraggio, dopochè un boccale di Canarie m’avrà +fatto dimenticare il bicchiere che bevemmo insieme questa mattina. Per +ora non facciamo scene. Alzate le gambe, andatevene, e sloggiate. Non +vedete che siamo due contra uno?» + +E dicea vero; perchè Varney profittando dell’istante, raccolse la +propria sciabola, onde Tressiliano ben vide che sarebbe stata follia il +cimentarsi a tanto dispari combattimento. Cavò due _nobili_ d’oro dalla +sua borsa, e gettandoli al Lambourne: «Tieni, disse, uomo spregevole, +ecco il salario della tua mattinata. Non sarà mai detto che tu m’abbia +servito gratuitamente qual guida. Addio, Varney, noi ci troveremo in +qualch’altro luogo, ove non sia chi possa sottrarti alla mia vendetta.» +Dette le quali cose, uscì del parco per la porticella ch’era rimasta +aperta. + +Varney non mostrò avere nessuna voglia di molestare la ritirata al +nemico; e forse nemmeno il potea, tanto lo stordì la sofferta caduta. +Aggrottò solamente le ciglia nel vederlo discomparire; indi voltosi al +Lambourne: «Brav’uomo, gli disse, sei tu un collega di Foster?» + +«Suo amico giurato, quanto lo è dell’impugnatura la lama.» + +«Tieni questa moneta d’oro, e segui quell’astuta volpe. Indagherai +in qual tana va a rannicchiarsi, poi torna qui a ragguagliarmene. Ma +soprattutto silenzio, e prudenza, se ti è cara la vita.» + +«Basta così. V’accorgerete, che non isceglieste un cattivo bracco, e vi +darò contezza di tutte le cose.» + +«Fa dunque presto,» disse Varney, rimettendo entro il fodero la sua +sciabola; poi voltando le spalle a Michele s’avviò verso la casa. Il +Lambourne non si fermò che un istante onde raccogliere i due _nobili_ +gettatigli con sì poca cerimonia da Tressiliano, e li mise nella sua +borsa insieme all’oro venutogli dalla liberalità del Varney. + +«Vedete!, dicea fra se stesso Lambourne, io parlava ieri sera di +Eldorado con quegl’imbecilli. Viva S. Antonio! Per un uomo della mia +fatta, qual più bell’Eldorado della vecchia Inghilterra? I _nobili_ +d’oro vi piovono dal Cielo; e la terra ne è coperta, come se fossero +stille di rugiada: non vi vuole che l’incomodo di raccoglierle. Oh! se +di tale preziosa manna non tocca a me la mia parte, sto a patto che la +lama di questa sciabola si liquefaccia come la neve.» + + + + +CAPITOLO V. + + Dell’ago pur, che la grand’Orsa addita + Ai naviganti, va fornito; e polo + Gli è cieco amor di se medesmo: i lini, + Ch’arte maestra dispiegò, fa gonfi + L’immonda piena degl’ingordi affetti. + _L’Ingannatore, Tragedia._ + + +Il Foster stava adunque disputando colla giovane signora, che opponeva +soltanto disprezzo e sdegno alle preghiere reiterate da costui, +ond’ella entrasse nel proprio appartamento, allorchè un fischio si fece +udire alla porta della casa. + +«Eccoci ad una bella stretta, disse egli; questo è, cred’io il segnale +di Milord che arriva. Qual cosa dirgli ora intorno all’accaduto? Il +malanno sta sempre alle calcagna di quel maledetto Lambourne. Pare non +sia scappato dalla forca che per portarmi disgrazia.» + +«Datevi pace, sig. Foster, disse la giovane, e pensate solamente ad +aprire al vostro padrone.» + +«Milord, amato milord, diss’ella correndo frettolosa verso la porta. +— Ah mio Dio! (sclamò indi in tuono fatto per additarne il dolore +di vedersi defraudata nelle sue speranze); non è altri che Riccardo +Varney.» + +«Sì, o signora (disse Varney, salutandola rispettosamente; saluto +ch’ella gli restituì con un’aria mista d’indifferenza e di dispiacere), +sì, non è che Riccardo Varney. Ma non dispiace il mattino veder dalla +parte d’oriente una nube dorata; è questa la foriera del dio del +giorno.» + +«Dunque verrà quest’oggi Milord?» soggiunse ella con una gioia, fra +mezzo a cui scorgeasi l’agitazione di quell’animo. La stessa inchiesta +fu ripetuta dal Foster. Varney rispose alla signora, ch’ella avrebbe +ricevuta la visita di Milord in quel giorno medesimo, e stava per +farle alcuni complimenti, quand’essa correndo verso la porta della +sala, cominciò a gridare a tutta voce: «Giannina, Giannina, venite nel +gabinetto della mia toletta.» Indi voltasi a Varney, gli richiese: +«Milord vi ha egli dato nessun ordine da comunicarmi?» + +«Eccovi, o signora, una lettera, che egli v’invia, e con essa un pegno +del suo affetto verso la persona, che è sovrana del suo cuore.» In +ciò dire le consegnò parimente un plico accuratamente annodato da un +filo di scarlatto. Fattasi con vivacità a scioglierne il gruppo, non +vi riusciva. Onde si diede a gridare una seconda volta: «Giannina, +Giannina, una forbice, un coltello, tutto è buono, purch’io possa +sciogliere un tal gruppo, che tarda la mia felicità.» + +«Questo strumento non potrebb’essere all’uopo, o signora?» disse il +Varney, presentandole un pugnaletto di prezioso lavoro, ch’ei portava +alla cintura entro fodero di marrocchino. + +«No, mio signore (rispos’ella, in atto alquanto disdegnoso), l’acciaio +del vostro pugnale non troncherà il mio nodo d’amore.» + +«Eh sì! ne ha troncato più d’uno di questi nodi» disse da se stesso il +Foster, lanciando un’occhiata significante al Varney. + +In questo mentre il gruppo fu disfatto senz’altro soccorso che quello +delle agili dita di Giannina, fanciulla avvenente, figlia di Foster, la +quale avendo udito la voce della padrona, si era data tutta la premura +di accorrere. Una collana di perle orientali stavasi entro quel plico. +La giovane signora le rimise all’ancella, appena guardandole, e si +affrettò a leggere, o piuttosto a divorare il contenuto del profumato +biglietto, che accompagnava un tal dono. + +«Certamente, o signora, disse Giannina (contemplando con grande +ammirazione questa collana) le fanciulle di Tiro non portavano di più +belle gemme[7]. E l’iscrizione: _Per adornare ciò ch’è al di sopra +d’ogni ornamento_. Oh! per verità! ognuna di queste perle vale uno +Stato.» + +«E ogni parola di questa lettera vale l’intera collana, o mia +fanciulla. Ma passiamo nel gabinetto della nostra _toletta_, mia cara +amica, è d’uopo ch’io mi faccia bella. Milord arriva fra poco, e +desidera, signor Varney, che io vi usi buona accoglienza. Oh! i suoi +desiderii sono leggi per me. Questa sera siete invitato meco a cena nel +mio appartamento, e voi pure, signor Foster. Date gli ordini, affinchè +non si omettano i preparativi necessari a ricevere, come si conviene, +Milord.» Dette le quali cose, uscì dell’appartamento. + +«Ella prende già i grandi modi, disse tosto il Varney, e ne ammette +come per favore al suo cospetto. Ha ragione. La prudenza c’insegna a +sperimentare anticipatamente la parte, che la fortuna può un giorno +assegnarne su questa terra. Bisogna che la giovane aquila impari a +guardare il sole prima di spiccare in maggior vicinanza di quest’astro +il suo volo.» + +«Oh! se non si tratta, che di alzare la testa in alto, converrebbe +esser ben ciechi a non accorgersi che questo uccello non abbassa più +la sua cresta. È un falcone, vi giuro, che il mio fischio non verrà a +richiamare. Se udiste, sig. Varney, con qual aria di sprezzo ella mi +parla a quest’ora!» + +«Colpa tua! sciocco, imbecille, privo di fantasia come d’accorgimento, +che fuor d’una brutale violenza non conosci altre vie di far fare una +persona a tuo modo. Perchè, a renderle più aggradevole l’interno di +questa casa, non adoperi la musica ed altri passatempi? E a toglierle +ogni vaghezza d’uscirne, perchè non farle qualche racconto di spiriti? +Il cimiterio tocca le muraglie del parco, e tu non hai nemmeno quanto +senno basta a trarne fuori l’ombra d’un morto per tener a dovere le +donne che soggiornano nella tua casa?» + +«Non dite così, sig. Varney. Niun’anima vivente mi fa timore, ma non +voglio prendermi troppa dimestichezza coi morti miei confinanti. +V’assicuro che non vi vuole poco coraggio ad abitare in tanta vicinanza +di essi; e so che il degnissimo signor Holdforth, quegli che predica la +sera nella chiesa di sant’Antolina, ebbe una bella paura l’ultima volta +che venne a trovarmi.» + +«Taci subito, stolto superstizioso, e piuttosto, giacchè sei entrato +nel proposito di coloro che ti vengono a far visita, dimmi, astuto +malandrino, come è stata ch’io abbia incontrato Tressiliano nel parco?» + +«Tressiliano! Chi è questo Tressiliano? Io nol conosco nemmeno di nome.» + +«Che mi racconti tu, o sciagurato? Ignori dunque, che Tressiliano è +quel certo cacciatore di Cornovaglia, cui il vecchio sir Ugo Robsart +avea destinato quel caro augelletto di Amy? Tutto rabbia d’esserselo +visto volar via, è venuto a tendergli reti fin qui. Conviene essere +bene attenti, perchè costui crede gli sia stato fatto affronto, e non +è uomo da berselo in santa pace. Per buona sorte egli non sospetta di +Milord, nè crede aver da fare che con me solo. Ma in nome del diavolo! +qual combinazione lo ha portato qui?» + +«Ah! Sarà forse l’uomo venuto con Michele Lambourne.» + +«E chi è poi questo Michele Lambourne? Per Dio! non ti manca che +mettere un’insegna alla tua porta e invitare tutti i vagabondi, perchè +entrino a vedere quelle cose che dovresti persino nascondere al sole e +all’aria.» + +«Ecco in qual bel modo i cortigiani ringraziano pei servigi che +loro si prestano! Signor Riccardo Varney, non siete voi quello, che +m’incaricaste di trovarvi un uomo, bravo per adoperare la lama, e +d’una coscienza che non tema la ruggine? Non doveva io darmi attorno +per contentarvi? E la cosa non era tanto facile, perchè grazie al +cielo, non fo conversazione con questa razza di gente. Ma il Cielo +ha permesso, che questo ribaldo, il quale è, nè più nè meno, il +briccone che si conviene ai vostri fini, si presenti qui per rientrare +impudentemente nei diritti d’una conoscenza ch’ebbe meco in lontani +tempi. Gli ho menate buone le sue pretensioni sol per fare a voi cosa +accetta; e quindi mi sono abbassato fino ad intertenermi con lui. E +questa adesso è la vostra riconoscenza?» + +«Ma se costui è un briccone che ti somiglia, ed al quale manca solo +la vernice dell’ipocrisia, che copre la superficie della tua anima, +simile a un dipresso ad un resto d’indoratura che sta sopra una vecchia +arme irrugginita, come sta poi, che il pio, l’amoroso Tressiliano, sia +venuto in sua compagnia?» + +«Non ne so niente io. Ma vennero insieme. Sì dalla parte del cielo! E +se ho da dirvi la verità, questo Tressiliano, giacchè si chiama così, +ha avuto un momento di colloquio coll’amabile nostra prigioniera, +intanto che, tutto intento a servirvi, io discorrea con Lambourne nella +sala della biblioteca.» + +«Oh! tristo senza cervello, che hai perduto te e me in un sol colpo! +In tempo che Milord non è qui, tu il sai, ella ha sospirato, e non una +volta sola, verso la casa paterna. Se a furia di sermoni Tressiliano +l’ha ridotta all’idea di tornarvi, noi non valiamo più una scorza di +fico.» + +«Non temete, sig. Varney, i sermoni di costui non farebbero nulla. +Il solo aspetto di esso le fece mandar tal grido come se un aspide +l’avesse punta.» + +«Tanto meglio, se così è. Ma dimmi, mio buon Foster, non potresti tu +esaminare tua figlia per sapere i discorsi accaduti fra essi?» + +«Ve lo dico candidamente, sig. Varney, mia figlia non si frammetterà, +nè poco nè assai, nelle nostre faccende; non voglio che ella si scaldi +ad uno stesso fuoco con noi. Posso assistervi io, perchè mi riserbo +poi a far penitenza, ma non voglio mettere in pericolo l’anima di mia +figlia per servire le fantasie di Milord, o le vostre. Che cammini io +fra gli agguati e i precipizi, pazienza! sono armato di discernimento, +e saprò cavarmene a tempo; ma non voglio mettere in rischio il mio +povero sangue.» + +«Stupido automa! Se nol vuoi tu, il voglio men io, che quella insulsa +di tua figlia sia iniziata nei nostri segreti, e a me niente rileva +ch’ella vada, o non vada a casa del diavolo sulle tracce del suo buon +padre. Dissi unicamente, che puoi sapere da lei qualche cosa.» + +«Ah! tali indagini non ho mancato di farle a quest’ora, sig. Varney; +ella sa dalla padrona, che il padre di questa è ammalato.» + +«Ammalato! Tale notizia è utile, nè mancherò di trarne partito. Ma +converrebbe liberare il paese da questo Tressiliano. Per simile impresa +non avrei avuto bisogno d’altro braccio, perchè odio costui come il +veleno, e la sua sola presenza mi fa l’effetto d’un bicchier di cicuta. +Anzi ho veduto un momento, che se andava bene egli avea terminato +d’esserci molesto. Ma sdrucciolai con un piede, in verità, se quel tuo +compagno non giugneva a tempo per trattenergli il braccio, a quest’ora +sarei in istato di giudicare se tu ed io ci siam posti nella strada +dell’Inferno o del Cielo.» + +«Considero che parlate di un tal rischio con tanta disinvoltura! Non +si può negare che siete coraggioso, signor Varney. Per me, se non mi +tenesse in piedi la speranza di vivere ancor molti anni, e d’aver tempo +di lavorare alla grand’opera di mia salute col pentimento, non vi +seguirei nel cammino che andate correndo.» + +«Tu vivrai quanto Matusalemme, o mio Foster; tu accumulerai più +ricchezze che non fece Salomone, e sia pur anco che tu divenga più +famoso per l’edificante tua penitenza di quanto il fosti per le tue +bricconerie, e non è dir poco. Ma per ora convien pensare a guardarsi +da Tressiliano. Intanto quella buona lana del tuo collega gli ha +tenuto dietro. Medita bene, che ogni negligenza a tale proposito può +compromettere la nostra fortuna.» + +«Lo so, lo so, rispose Foster, con aria malinconica. Ecco, che cosa +vuol dire il collegarsi con un uomo, il quale non conosce nemmeno +abbastanza la santa Scrittura per sapere che vuol data la lor mercede +agli operai! Vedo che secondo il solito, non mi toccheranno se non se +le fatiche e i pericoli.» + +«I pericoli! Ove sono questi grandi pericoli? Non è vero che il +malandrino viene a girare attorno al tuo parco e alla tua casa? Tu lo +prendi per un ladro. Nulla di più naturale. Adoperi contr’esso o il +ferro freddo del tuo pugnale, o il piombo scaldato dalla polvere. Anche +ciò è naturalissimo. Chi potrà darti torto? Perfino un bracco messo +alla catena ha ragione di morder coloro che si accostano troppo al suo +canile.» + +«Ottimamente! e commettendomi fatiche da cane, mi pagate al giusto come +si pagano i cani. Voi, signor Varney, vi siete fatto una bella e buona +proprietà dell’Abbazia d’Abingdon, ed io non ho che il povero usufrutto +di questo piccolo dominio, usufrutto in oltre che durerà, quello che +durerà, perchè rivocabile a vostro buon grado.» + +«Intendo benissimo. Tu vorresti che il tuo usufrutto si convertisse +in proprietà. Questo ancor può succedere, Tony, se però lo saprai +meritare. Ma non è ora di tener le mani alla cintola. Nè basta, per +mostrarti degno di quanto desideri, il prestare una stanza o due di +questo vecchio casamento ad uso d’uccelliera pel leggiadro animaletto +che Milord vi ha racchiuso; ed è ancor poca cosa il serrare le tue +porte e le tue finestre per impedirgli di volar via. Ricordati che +la rendita depurata di questo fondo è valutata 79 lire, 5 scellini, +e 5 _pence_ e mezzo, senza comprendervi le legna. Abbi coscienza +un istante, e concedimi che ci vogliono grandi servigi, ben arcani +servigi, e qualche cosa in somma più di quello che fai, per guadagnarti +tal ricompensa. Intanto manda il tuo servo a levarmi gli stivali, e +pensa a farmi dare da pranzo, ed un fiasco del tuo miglior vino; e dopo +con serena fronte, con lieto animo, e leggiadro come un Adone, tornerò +a vedere questo vezzoso augelletto.» + +Si separarono in quell’istante, e si rividero solamente al mezzogiorno, +ora in cui era usanza di pranzare. Varney comparve vestito in leggiadro +aggiustamento adatto alla costumanza di que’ tempi, ed anche il Foster +avea data qualche cura ad allindarsi; cura però che non ebbe miglior +effetto del farne spiccar maggiormente la laidezza della persona. + +Pure tal novità diede nell’occhio a Varney. Laonde terminata la mensa, +ed allorchè i servi si furono ritirati, questi disse, squadrando +l’altro dalla testa ai piedi. «Per bacco! Tony, come ti sei fatto +bello! Sembri un cardellino. Non ti manca ora che zuffolare una giga. +Ma no, no: quest’atto profano ti farebbe scacciare dalla congregazione +de’ zelanti beccai, de’ puri tessitori, e dei santi fornari d’Abingdon, +avvezzi a lasciar venir freddo il forno tanto che si scaldano le loro +teste.» + +«Parlarvi il linguaggio della fede, signor Varney, sarebbe un far +ragione alla parabola, un gettare le perle agli animali immondi. +Adoprerò adunque con voi linguaggio adatto mondano, solo linguaggio che +chi ordina tutte le cose vi ha dato facoltà di comprendere, e da cui +imparaste a trar profitto non ordinario.» + +«Dì pure quello che ti piacerà, onestissimo Tony, perchè sia che, senza +intenderti da te stesso, tu prenda per base de’ tuoi discorsi la fede, +o intendendoti ottimamente, ne faccia tu l’applicazione che torna +più comoda alle pratiche di tua vita, tali discorsi saranno sempre +opportunissimi a far sentir meglio il gusto di questo alicante. Le +ciance sono egregio stimolo ad assaporare il buon vino, al di sopra del +caviale, delle lingue salate, e di tutt’i cibi fatti per istuzzicare il +palato.» + +«Ebbene dunque. Compiacetevi dirmi, signor Varney, se vi pare che +il Lord nostro padrone non sarebbe meglio servito, avendo la sua +anticamera guernita di gente onesta, timorata di Dio, e che non +pensasse ad altro, fuorchè ad eseguire gli ordini di chi comanda, ma +posatamente e senza strepito e senza scandalo; o se più gli torni +l’averla piena di tagliacantoni sullo stile d’un Tidesly, d’un +Killigrew, di quello scellerato del Lambourne, che m’avete dato il +disturbo di cercarvi, e di tant’altri bricconi, che portano il patibolo +nella fisonomia e il delitto nelle lor mani, spavento di tutta la gente +che ha voglia di far bene, e vera infamia della casa di Milord.» + +«Voi dovete sapere, onestissimo Tony, che chi va a caccia così +d’uccellame come di quadrupedi, deve avere al proprio comando tanto +cani quanto falconi. La strada che Milord corre, è ingombra di molti +pericoli, e gli fa mestieri di gente d’ogni classe a lui affezionata, +e della quale possa fidarsi. In una sì estesa bisogna adunque +gli vogliono cortigiani, qual mi son io, capaci di fargli onore +nell’accompagnarlo alla Corte, abili per dar di mano alla sciabola per +ogni motto ch’altri pronunzi contro l’onor del Signore, e....» + +«Pronti, continuò Foster, a dir per lui due parole all’orecchio di +bella donna, ogni volta ch’egli non se le può avvicinare.» + +«Gli abbisognano parimente (seguitò Varney, senza far mostra +d’accorgersi di cotale interruzione) procuratori, che sappiano +fare all’uopo da minatori, e addottrinati ora nel dar tal forma ai +contratti, che vincolando gli altri, non mettano lui in angustia, ora +nell’agevolargli le migliori vie di vantaggiare su i concedimenti de’ +fondi ecclesiastici e delle grazie: gli abbisognano farmacisti, periti +nell’apparecchiare un brodo o un cordiale: gli abbisognano spadaccini, +risoluti ad affrontare il diavolo se venisse loro all’incontro, e per +ultimo gli abbisognano, religiosissimo Foster, anime sante, innocenti, +puritane, come la tua, le quali valgano nel compiere le opere di +Satanasso, e nello sfidarne ad un tempo il potere.» + +«Non v’intendereste già dire, signor Varney, che il nostro padrone, +l’uomo da me riguardato superiore a tutti i primati di questo regno +nella nobiltà dei pensamenti, ricorra per innalzarsi a pratiche della +natura di quelle che voi indicaste, e che non si possono mettere in +opera senza l’offesa di Dio?» + +«Amico Foster, non prenderla con me in questo tuono, e guarda di non +fare abbaglio. Io non mi metto in tuo potere, come forse il tuo scarso +cervello te lo dà ad immaginare, se anche non mi prende dinanzi a te +il fastidio di palliare gli strumenti, le molle, le viti, le leve, i +rampiconi, di cui un grande non può far senza per sorger alto, e alto +mantenersi nei tempi scabrosi. Non dicevi tu testè, che il nostro buon +Lord supera tutti nella nobiltà dei pensamenti? Ebbene! Appunto perchè +non permette cose ignobili a se medesimo, fia tanto maggior bisogno +d’avere al suo salario uomini non tanto scrupolosi, ed i quali, non +ignorando, che se cadesse il padrone, verrebbero trascinati nella sua +rovina, sudino sangue e cimentino corpo ed anima per sostenerlo. Se ti +dissi ciò è perchè non m’importa che egli lo sappia.» + +«Queste che voi pronunziate sono parole di vangelo, signor Varney. +Il capo di una fazione non è altro che una barca in mezzo al mare, +incapace di sollevarsi da se medesima se non la innalzano i flutti che +la sostengono.» + +«Tu non sai che sciorinare metafore, o Tony, e il tuo abito di velluto +ti trasformò in un oracolo. Vedo, converrà che ti mandiamo ad Oxford +per assumervi i gradi di quella università. Ma finchè venga questo +momento, raccontami se impiegasti a dovere le somme che ti mandammo da +Londra. Hai tu fatto mettere all’ordine un appartamento che sia degno +di Milord?» + +«Degno di Milord! sarebbe degno d’un re nel giorno delle sue nozze; e +la nostra giovane ospite è venuta in tal boria che nol potrebbe di più, +ve ne accerto, la regina di Saba.» + +«Tanto meglio! mio buon Foster. Ben abbiam di bisogno ch’ella sia +contenta di noi. Da essa dipende la nostra sorte.» + +«Se ciò è, vedo che fabbrichiamo sulla sabbia. Supponendo ch’ella +andando alla Corte partecipi al grado e all’autorità del marito, di +qual occhio volete riguardi me, che sono in tal qual modo il suo +carceriere, costretto a tenerla qui, le piaccia o non le piaccia, +come un bruco in un albero di spalliera, quand’ella non si augura che +d’essere una farfalla dorata, libera di spaziare a suo buon grado, e in +lungo ed in largo, per tutto un giardino?» + +«Ti crucci, mal a proposito. Sarà mia cura il farle comprendere che +quanto operasti ebbe a solo fine il buon servigio di Milord e di +lei medesima. Lascia che abbandoni il guscio dell’uovo entro cui +sta racchiusa, e dirà ella stessa, che noi facemmo sbucciare la +magnificenza cui si vedrà sollevata.» + +«Badate, sig. Varney; perchè in questa faccenda, potreste aver fatt’i +conti senza dell’oste. Ho veduto questa mattina che vi accolse con +molto gelo, nè credo che siate voi più di me il suo prediletto.» + +«Tu t’inganni, Foster, è di gran lunga che tu t’inganni; ella tiene a +me per tutti que’ legami che la possono vincolare ad un uomo, la cui +mercè vide soddisfatti ad un tempo, il suo amore e la sua ambizione. +Chi se non io, ha sottratto all’umile sorte che le si presentava +l’ignorata Amy Robsart, figlia d’un vecchio rimbambito, d’un cavaliere +privo di ricchezze, la futura sposa d’un pazzo, d’un entusiasta, di +questo Edmondo Tressiliano? Chi se non io, fece brillare a’ suoi +occhi la prospettiva del più ridente destino, ch’uom possa augurarsi +nell’Inghilterra, e fors’anche in tutta l’Europa? Io, te l’ho pur detto +altre volte, condussi i primi intertenimenti misteriosi di questi +due amanti. Io vegliava attorno del bosco, intanto che Milord facea +la sua caccia. Io solo accompagnai Amy nella fuga, e su di me solo +ne rinversano la colpa i suoi congiunti; motivo onde se mi trovassi +ne’ loro dintorni, mi converrebbe portar tutt’altro che una camicia +di tela d’Olanda sulla mia pelle per non metterla in corrispondenza +coll’acciaio di Spagna. Chi portava le lettere dell’uno all’altro? +Chi teneva a bada Tressiliano ed il vecchio? Chi regolò tutti gli +apparecchi della fuga? Io soltanto. Io fui in somma che trassi questa +vezzosa pratellina dal campo ignoto in cui fioriva, per collocarla sul +cimiero più ragguardevole dell’Inghilterra.» + +«Ottimamente, sig. Varney. Ma credete non s’accorga, che se dipendea +soltanto dai vostri consigli, il fiore sarebbe stato attaccato molto +debolmente al cimiero; e che il primo soffio del vento sempre variabile +della passione, avrebbe fatto cader per terra la povera pratellina?» + +«Ella dee pur anche pensare (disse sorridendo Varney), che la fedeltà +da me dovuta a Milord dovea tenermi lontano dal consigliargli a prima +giunta un tal matrimonio; che però non mi stetti dal darne il parere, +allorchè m’avvidi che non potea renderla paga altra cosa fuorchè.... +dirò il sacramento, o il contratto di nozze, Foster?[8]» + +«Ma cova anche un altro rancore contro di voi, e ve lo dico perchè vi +mettiate in riguardo finchè siete in tempo. Non le va troppo a genio +questo nascondere il proprio splendere entro la lanterna d’un vecchio +monastero. Brillar alla corte col titolo di contessa, questo è quanto +ella desidera.» + +«E non le do torto. La cosa è naturalissima. Ma che ha di comune tal +suo desiderio con me? Splenda essa dietro di un osso, o dietro d’un +cristallo, come piacerà meglio a Milord; in tutto questo io non entro +per nulla.» + +«Ella pensa in vece che teniate il timone del navilio, e che stia in +voi il governarlo a vostro buon grado. In una parola dà tutta la colpa +della ritiratezza in cui vive ai consigli segreti, che suggerite a +Milord, e alla sollecitudine ch’io metto nell’adempire i vostri ordini, +onde ama entrambi all’incirca, come qualunque galantuomo ama il giudice +che lo condanna e l’altra persona che eseguisce la sentenza.» + +«Eppure le sarà d’uopo amarci un po’ più, quando le piaccia uscire +di questo luogo. Se ho avute ragioni d’alto peso per consigliare, +che fosse qui custodita per qualche tempo, potrei anche averne altre +per dar pareri, che la traessero a brillare in tutto lo splendore +cui tanto sospira; ma colla carica che occupo presso la persona di +Milord, sarei ben pazzo a far ciò se costei mi fosse nemica. Tu devi, +o Foster, al primo destro che n’hai, farle ben capire una tal verità, +e a me poi lascia la cura di parlare in tuo favore, e metterti in buon +aspetto presso di lei. _Fa per me, e farò per te_, è adagio ricevuto +in tutto l’universo. È d’uopo ch’ella conosca i propri amici, ma +che calcoli ad un tempo il potere in cui sono di divenirle nemico. +Intanto falle guardia da presso, ma con tutto quel rispetto esterno, +che può sperarsi dalla tua indole grossolana. Però divengono ora una +providenza quest’aria rubesta, e questo umor burbero, di cui sei +provvisto a dovizia, e devi ringraziar Dio d’un tal dono, utile persino +agl’interessi di Milord; perchè quando è d’uopo venire ad atti di +severità, sembrano piuttosto effetti della tua natural buona grazia. +Ella ne incolpa questa sola, e non gli ordini segreti che hai ricevuti, +e così risparmia di sospettare di Milord. Ma zitto. Alcuno picchia alla +porta. Guarda alla finestra, e non permettere ch’entri nessuno. Non è +giorno questo in cui abbiamo d’uopo d’interrompimenti.» + +«È Michele Lambourne, disse il Foster, dopo avere osservato chi fosse, +quel medesimo di cui vi ebbi discorso prima del pranzo.» + +«Oh! entri, entri, disse il cortigiano. Ei ne apporterà sicuramente +notizie di Tressiliano, e a noi rileva troppo il sapere ogni andamento +di costui. Fallo entrare, ti dico; ma non condurlo qui. Io verrò poi a +trovarti nella biblioteca.» + +Uscì il Foster, e il Varney colle braccia incrocicchiate sul petto, +e assorto in profondissima meditazione si lasciò di tempo in tempo +sfuggire alcune parole interrotte, che noi abbiamo raccozzate con +qualche maggior ordine per renderne più intelligibile il monologo ai +nostri leggitori. + +«Non è cosa che troppo vera (egli disse, arrestandosi d’improvviso, ed +appoggiando la mano destra sulla tavola ove aveva pranzato). Questo +antico scellerato ha scorta nel midollo la natura de’ timori onde sono +compreso, nè mi trovò preparato a celarglieli. Costei non mi ama, e +piacesse al Cielo che nemmen io l’avessi amata giammai. Ben lo vedo. +Fui uno stolido a parlarle per me, quando ogni regola di prudenza +m’insegnava a non essere che il fedele interprete di Milord. Questo +momento fatale d’inconsideratezza mi ha posto a discrezione di Amy, e +un uomo savio non si commette mai ad una donna, che, valga quanto sa +valere, sarà sempre una copia della nostra madre comune Eva[9]. Dal +momento che la mia politica cadde in sì goffo strabocco, non posso +veder questa femmina, senza sentire in me una mescolanza di tema, +di odio e di tenerezza ch’io non so se, standone in me la scelta, +preferissi il perderla al piacere di possederla. Ma assolutamente non +mi torna ch’ella esca di qui, finch’io non sappia come aggiusteremo +le partite fra noi. L’interesse di Milord vuole che queste oscure +nozze rimangano occulte. Tal pure è l’interesse mio, perchè se Milord +cade, mi vedrò involto nella sua caduta. Per altra parte, sarei +grandemente stolto se le dessi braccio a salire sullo scanno suo di +parata, perchè sedutavi una volta, mi mettesse i piedi sul collo. È +d’uopo che l’amore, o la tema le parlino in mio favore. Chi sa s’io +non possa vendicarmi ancora nella più dolce guisa degli sprezzi ch’io +ne soffersi? Sarebbe questo il capolavoro di un cortigiano. Ma perciò +fa di mestieri.... sì ch’io possa venire ammesso alle confidenze di +quella mente, ch’ella mi sveli un segreto, non fosse che il disegno +di scoprire una nidata di fanelli, ed in allora... in allora, bella +contessa, voi siete in potere di Varney.» + +Fece indi alcuni altri giri su e giù per la stanza, si versò una tazza +di vino, la bevve, quasi ne traesse speranza di calmare l’agitazione +in cui era il suo spirito. «Ora armiamci di fronte serena, e di cuore +impenetrabile.» Uscì di poi dell’appartamento, e andò a trovare il +Lambourne per ascoltarne il riferto, e munirlo di nuove istruzioni. + + + + +CAPITOLO VI. + + »Su i prati, i campi e sulla zolla erbosa + »Spargeva sue rugiade + »La notte umida, ombrosa, + »E donna allor delle stellate strade, + »Da ogni veron dell’edifizio antico + »Ribatter fea la luna il raggio amico. + _Mickle._ + + +Quattro sale che teneano il lato occidentale dell’antico edifizio detto +_Cumnor Place_ erano state adorne con tal magnificenza che superava +ogni descrizione; la qual cura di metterle in tanto splendore aveva +preceduto d’alcuni giorni il tempo cui si riferisce l’incominciamento +della nostra storia. E fu l’opera d’artefici mandati da Londra, che +cambiò in appartamento degno veramente d’un re quel pezzo di fabbrica, +parte dianzi più abbandonata e mal messa di quel vecchio convento. In +tutto ciò venne adoperato tanto mistero che non solamente fu impedito +agli operai l’uscire di quel luogo sintantochè non avessero compiuto +il lavoro, ma questi, e s’introdussero di notte tempo, e di notte +tempo partirono; nè si risparmiò cura onde nascondere alla curiosità +indiscreta di que’ contadini i cambiamenti che si operavano nella casa +di un lor confinante, già sì povero, or venuto in ricchezza. Senza +tali cautele eglino si sarebbero dati del certo ad indagar le cagioni +de’ cambiamenti medesimi. E si riuscì nel conservare il segreto quanto +bastò, onde le poche cose che traspirarono non diedero luogo se non se +a voci vaghe, le quali comunque passassero d’orecchio in orecchio, per +l’incertezza con cui si divulgarono, non ottennero molta considerazione +nè fede. + +Nella sera che venne dopo il giorno di cui parliamo, questi +appartamenti, di nuovo, e sì pomposamente adorni, vennero illuminati +per la prima volta, e con tanta profusione, che lo splendore mandato +da essi sarebbesi scorto ad una lontananza di sei miglia all’intorno; +ma imposte di rovere ben chiuse da spranghe e da catenacci, e grandi +cortine, tutte di seta e di velluto, guernite con frange d’oro, non +permettevano al più sottile raggio di luce che si diffondesse al di +fuori. + +Questa parte di edifizio era composta, come dicemmo, di quattro +principali sale, e ognuna di queste comunicava coll’altra. Vi si +giugneva per un grande scalone che metteva alla porta di un’anticamera, +simile per sua forma ad una galleria. L’Abbate avea spesse volte tenuto +capitolo in tale stanza, le cui pareti erano ora intarsiate di legname +peregrino d’un color bruno, tratto, diceasi, dall’Indie occidentali, +che avea ricevuto a Londra bellissima pulitura, e d’una durezza, che +ben molti de’ loro strumenti gli operai vi dovettero logorare. Il +colore oscuro del legno ottenea spicco dal chiarore mandato dalle +candele che stavano sopra ventole d’argento attaccate alle pareti, e +da sei grandi quadri, che erano lavoro de’ primi dipintori del secolo, +e fregiati di ricchissime cornici. Verso lo sfondo inferiore vedeasi +una tavola di legno massiccio, fatta per quelli che voleano ricrearsi +al giuoco del _Shovel-Board_[10], ch’era in grand’uso a quei giorni. +Vedeasi dall’altro lato una ringhiera per collocarvi i sonatori ed i +buffoni che venissero ivi chiamati per aggiugnere giocondità ad una +serata. + +Da questa anticamera si passava alla sala della mensa. Era essa di +mezzana grandezza, ma tanto sfarzosa, che per dovizia d’ornati potea +far incanto all’occhio anche il più avvezzo a veder cose grandiose. +Le muraglie, poco prima ignude e nere di fumo, miravasi parate di +un velluto cilestro, ricamato d’argento; erano le sedie d’ebano, +riccamente scolto, e guernite di cuscini somiglianti alla tappezzeria +delle pareti. In vece di ventole d’argento, che sostenessero le +candele, come nell’anticamera, il luogo veniva rischiarato da +un’immensa lumiera, parimente d’argento. Il pavimento era coperto da un +tappeto di Spagna, su di cui i fiori e le frutta vedeansi rassembrati +con colori tanto naturali e brillanti, che si esitava a calcar col +piede un’opera così preziosa. La tavola, costrutta di vecchia quercia +d’Inghilterra, riceveva abbellimento dalla squisitezza dei panni di +lino che vi stavano sovrapposti; ed una grande credenza portatile, +da’ suoi aperti battitoi, mostrava scaffali carichi di vasellami di +porcellana e d’argento. Nel mezzo della tavola sorgeva una saliera +fabbricata in Italia, bellissimo lavoro d’argento, alto due piedi, +che rappresentava il gigante Briareo, le cui cento mani offerivano ai +convitati ogni spezie d’aromi, e tutto quanto potea aggiugnere grazia +al sapore delle vivande. + +Di qui si andava alla grande sala, ornata di maestosa tappezzeria, +in cui rappresentavasi la caduta di Fetonte; chè in allora i telai +della Fiandra trattavano a preferenza argomenti classici. Fra gli +altri sedili se ne distingueva uno da parata, che sorgea d’un gradino +dal pavimento, e capace abbastanza perchè vi stessero sedute due +persone. Sovrastava a questo un baldacchino, che al pari de’ cuscini, +de’ paramenti, e fin del sottoposto tappeto era di velluto cremisino, +ricamato a semi di perle. Fregiavano la sommità di esso baldacchino due +corone, quali addiceansi al grado di Conte e di Contessa. Altri sedili +poi non vi si vedevano fuorchè sgabelli coperti parimente di velluto, +e cuscini ad uso moresco, ornati di rabeschi ricamati coll’ago. +Trovavansi nell’appartamento, e strumenti di musica, e telai da ricamo, +e altre cose onde in que’ tempi s’intertenevano le femmine distinte. +La principale illuminazione di questa sala veniva da quattro grandi +torce di cera vergine portate da altrettante statue che rappresentavano +cavalieri Mori armati. Sosteneano questi colla sinistra mano uno scudo +d’argento, che veniva ad essere collocato fra il petto del cavaliere e +la torcia, e lustrato con tant’arte, che ripercoteva i raggi al pari di +uno specchio di tersissimo cristallo. + +La stanza del riposo, ultima di questo magnifico appartamento, era +decorata meno sfarzosamente, ma non con minore ricchezza delle altre. +Due lampade d’argento, colme d’olio profumato, vi spargevano d’ogni +intorno odor delizioso, e la luce lor tremebonda producea il gradevole +effetto di un sereno crepuscolo di sera. Sì fitto era il panno de’ +tappeti che la pedata anche più grossolana non potea svegliare chi +stavasi a letto. Era questo letto di caluggine, e lo copriva una coltre +d’oro e di seta. Di tela batista le lenzuola, le coperte serbavano la +bianchezza degli agnelli, che fornirono a intesserle i loro velli. +Le cortine erano di velluto turchino, trapuntato di seta cremisina, +tagliate a festoni d’oro, e fregiate d’un ricamo che rappresentava gli +amori di Cupido e di Psiche. Trovavasi sulla _toletta_ un magnifico +specchio di Venezia, con cornice messa in filigrana d’argento, e a +canto d’esso vedeasi una bella coppa d’oro, serbata a contenere la +bevanda, ch’era allora costume di libare prima di mettersi al riposo. +Un pugnaletto, ed un paio di pistole, ornati d’oro, stavano presso al +capezzale del letto, armi che non si mancava di presentare agli ospiti +di riguardo, piuttosto, com’è da credere, per una formalità, che per +mettergli in sospetto di verun pericolo. Non dobbiamo qui tralasciare +una circostanza che caratterizza i costumi di que’ tempi. Trovavasi +nella grossezza delle muraglie un incavo, rischiarato da un cero, +entro cui erano due cuscini riquadrati, coperti della stessa stoffa +che le cortine del letto, e posti dinanzi ad un inginocchiatoio di +ebano, scolpito nella parte più alta. Fu questo luogo, altra volta, +l’oratorio dell’Abbate. N’era stato tolto in allora il Crocefisso, in +cui vece vennero posti due libri di preci, riccamente legati e guerniti +d’argento. + +Il sol mormorio de’ venti che agitavano i rami delle querce del parco, +potea penetrare in questo asilo della quiete, tranquillo cotanto, che +il Dio del sonno lo avrebbe invidiato. Contigui alla stanza da letto +erano due gabinetti da _toletta_, non apparati con minor lusso delle +sale dianzi descritte. La parte di edifizio cui tenea l’ala meridionale +dava luogo alle cucine, agli ufici, e agli altri alloggiamenti +necessarii alla comitiva del ricco e nobile signore, per comando del +quale sì delizioso soggiorno fu apparecchiato. + +La divinità che n’era lo scopo, ben meritava le spese fatte in esso, e +le fatiche adoperate nel condurlo a sì bel termine. Seduta nell’ultima +delle descritte stanze, stavasi contemplando tai delizie create +d’improvviso in suo onore, con occhio di compiacenza, e d’una vanità +che era naturale quanto innocente. Perchè la sola cagione del mistero +posto nel fornire sì ricco appartamento era il soggiorno che essa +faceva a Cumnor Place. Si ebbero le più accurate diligenze, affinchè +sino all’istante, or giunto per lei, di entrarne al possedimento, ella +ignorasse che si fabbricava in quella parte dell’antico edifizio, e che +non comparisse mai innanzi agli operai adoperati a tal fine. Pertanto +non essendo ella mai stata nel ridetto luogo, ed entrando questa sera +la prima volta in un appartamento cotanto diverso dal rimanente della +fabbrica, credè per un istante trovarsi in un palazzo incantato. E +vistasi in mezzo a tanta grandezza, si abbandonò a quella gioia vivace +e libera, che ognun pensa dover nascere in una giovinetta avvezza a +vivere nel ritiro della campagna, tratta d’improvviso ad uno splendore, +cui non avrebbe mai osato aspirare, comunque strani ne fossero stati +i desiderii; e fornita in oltre d’un cuore tenero e riconoscente, che +ben comprende essere sì cari incanti l’opera dell’amore, mago il più +possente di quanti se ne possano immaginare. + +La contessa Amy, tal si era il grado, cui l’avevano sollevata +le sue nozze, segrete sì ma non mancanti di alcuna formalità, +coll’uomo maggiore per dignità e più possente di quanti vivessero +nell’Inghilterra, non potè starsi per qualche tempo dal correre d’una +stanza all’altra, nè mai era sazia di contemplare le cose ognor +nuove che le ferivano il guardo, tanto più lieta che nel trarne +motivo di apprezzar vie più il delicato gusto del Lord impadronitosi +dell’innocente suo cuore, vi leggeva le prove della tenerezza con cui +era amata. + +«Quanto sono belle, sclamava, queste tappezzerie, e naturali queste +dipinture! Com’è ricco il lavoro di questi argenti! Non direbbesi +padrone di tutti i galeoni di Spagna colui che il fece eseguire? Ma +Giannina! (ripeteva ella sovente alla figlia del Foster, che la seguiva +con eguale curiosità, benchè più moderata nella sua gioia) come è più +delizioso di tutto ciò il pensare, che tante maraviglie vennero qui +attorno adunate per amor mio, e che ad una qualche ora di questa sera +potrò starmi col creatore di tal novello Paradiso, e ringraziarlo, ben +assai più che delle maraviglie contenute in esso, di quella tenerezza, +che sola ve le collocò!» + +«Egli è il Signore, o Milady, rispose tosto la giovane Puritana, cui +dovete dar grazie d’avervi conceduto uno sposo sì tenero e che fa tante +cose per voi. Anch’io veramente mi sono studiata ad ornarvi quanto +meglio sapessi. Ma se non la finite di correre così da una stanza +all’altra, non terrà saldo una sola delle spille de’ vostri ricci, e +la mia opera scomparirà, come al primo raggio di sole si dileguano i +disegni, che la brina ha fatti su i vetri.» + +«Hai ragione, Giannina,» disse la giovane e bella contessa, uscendo +dell’estasi in cui era assorta, e d’improvviso fermando il suo correre. +Poi postasi innanzi ad uno di quegli specchi, de’ quali non avea mai +veduto più grandi (nè forse i più belli si trovavano nell’appartamento +della Regina) tornò a ripetere: «Hai ragione, Giannina», indi si +abbandonò ad un moto di gioia, ben perdonabile alla sua età, in vedere +che quello specchio riflettea forme presentatesi ben di rado alla +lucida sua superficie. «Sembro piuttosto una venditrice di latte che +una contessa con queste guance rosse e riscaldate, e con queste brune +trecce che tu avevi aggiustate in tanta simmetria, e che ora vanno +qua e là, come i tralci d’una vite che non sia mai stata potata. Gli +ornamenti del collo non si reggono più, e mi scoprono il seno oltre +quanto la decenza permette. Vieni, Giannina, è d’uopo ch’io m’accostumi +alle molestie unite alla pompa. Entriamo nella gran sala, mia buona +giovane, tu ricomporrai questi capelli in sommossa, e imprigionerai +sotto la batista ed il pizzo questo mio seno che è troppo vivamente +agitato.» + +Esse passarono adunque nella gran sala, ove la Contessa, +negligentemente appoggiandosi sui cuscini, ora si abbandonava alle +proprie meditazioni, ora udiva con diletto le ciance di questa giovane +sua seguace. + +In tale atto ed espressione di fisonomia che tiene un grado di mezzo +fra la distrazione e l’impazienza di chi aspetta, credo che per +trovare lineamenti sì amabili e che significassero tanto, si sarebbero +corsi invano i mari e le terre. La ghirlanda di brillanti, posta +sopra capelli d’un bruno carico, splendea meno di quell’occhio nero +adombrato da un sopracciglio bruno, sì regolare che l’avresti detto +dipinto, e da lunghe ciglia dello stesso colore. Le corse fatte per +le stanze; il contento della vanità soddisfatta, l’ardente desio di +veder giungere il Conte, invermigliavano in deliziosa foggia quelle +guance, che d’ordinario peccavano alcun poco di pallidezza. Bianca ne +era la collana di perle quanto il latte, che, novello pegno dell’amor +dello sposo, ella già portava al seno. Ma era un nulla questo candore +a fronte di quel de’ suoi denti, che avrebbero fatto perder vezzo +alla pelle, se la speranza e il contento non le avessero impresse le +gradazioni del color della rosa. + +«Ebbene, Giannina, queste tue dita sì affaccendate non hanno ancora +terminato il loro lavoro? chies’ella alla giovane ancella, che si dava +grande sollecitudine di riparare i guasti occorsi nell’acconciatura +della Contessa. Va bene, Giannina, va bene. Ora fa d’uopo ch’io veda +tuo padre prima che giunga Milord. Voglio anche vedere il signor +Riccardo Varney, che è in tanto favore presso il Conte. Eh! sì: non +dipenderebbe da me che il farglielo perdere col rivelare certe cose a +mio marito....» + +«Oh! fate bene ad astenervene, mia buona padrona, disse subito +Giannina. Mettete questo Varney nelle mani del Signore, che sa punire +i cattivi, quando lo giudica a proposito. E poi se mi credete, non +entrate mai in disparere con Varney. Egli gode la confidenza del +padrone, e chiunque lo ha contrariato ne’ suoi divisamenti, rare volte +ha fatto fortuna.» + +«E come sapete tai cose, mia Giannina? Perchè dovrei io avere tutti +questi riguardi con un uomo d’una condizione tanto inferiore, io che +sono la moglie del suo padrone?» + +«Milady conosce meglio di me quello che ha da operare; ma ho udito +più volte dir da mio padre, ch’egli vorrebbe incontrarsi in un lupo +affamato, anzichè sconcertare a Riccardo Varney il minimo de’ suoi +divisamenti. Mi ha in oltre raccomandato di non fare alcuna lega con +essolui.» + +«Tuo padre ti ha parlato da savio uomo, Giannina, e ti posso guarentire +che t’ha così consigliata per il tuo bene. È una sfortuna che i +lineamenti, e i modi di Foster non s’accordino colle sue intenzioni, +perchè potrebbero anche essere pure.» + +«Oh! non ne dubitate, Milady, che le intenzioni di mio padre non sieno +rette. So che non è bello, ma non bisogna giudicare il cuor degli +uomini dalla figura.» + +«Lo credo, mia buona fanciulla: e voglio crederlo, se non foss’altro, +per amore di te. La sua fisonomia però è tale che non si può guardarlo +senza provare un certo fremito. Io penso, che fin tua madre.... Non +hai anche finito, mia cara, di torcermi i capelli con questo ferro?... +Penso che tua madre tremasse sempre al suo aspetto.» + +«Se la cosa fosse stata così, mia signora, mia madre avea tai parenti, +che avrebbero saputo sostenerla. Ma voi stessa, Milady, io vi ho veduto +divenir rossa e tremare, quando Varney vi pose fra le mani quella +lettera di Milord.» + +«Voi vi prendete libertà più del dovere, o Giannina (disse la Contessa, +abbandonando il cuscino, su cui, appoggiato il capo alla spalla +dell’ancella, si stava seduta: poi riprendendo tosto il tuono di bontà +che le era famigliare) tu non sei pratica, le disse, che in certe +occasioni si può tremare senza essere preso da verun timore. Per tuo +padre, mi sforzerò d’avere di lui la migliore opinione possibile, +se non per altro perchè gli sei figlia, mia cara fanciulla. Oimè +(soggiunse di poi, e nel dire le seguenti cose, una nube di tristezza +le coperse la fronte, e i suoi occhi si fecero gonfi di lagrime), io +non posso non aprir l’orecchio agli accenti della pietà filiale, io +che ho un padre non consapevole del mio destino, io che or ora ho +saputo esser egli infermo e angoscioso sulla mia sorte! Ma lo rivedrò, +e la notizia della fortuna cui ascesi, lo farà tornar giovane. Io gli +restituirò la primiera gioia. — Ma intanto non è bene ch’io pianga (e +nello stesso tempo si rasciugava gli occhi). Milord non dee trovarmi +fredda alle bontà che mi usa; mal si starebbe ch’ei vedesse la sua +creatura in istato di tristezza, allorchè dopo sì lunga lontananza +viene ad allegrarne di sua presenza il ritiro. Componiamoci alla gioia, +diletta Giannina; la notte non è lontana; ed avremo presto Milord. +Chiamami tosto tuo padre, e Varney. Non ho nessun astio contro di loro, +e benchè e l’uno e l’altro m’abbiano dato motivi di non esser contenta, +sarà omai colpa d’essi soltanto, se mi costringessero a farne qualche +querela a Milord. Vanne, Giannina, dì loro che qui gli aspetto.» + +La giovane Foster ubbidì alla sua padrona, e pochi minuti dopo, il +Varney si mostrò nella gran sala con tutta quella disinvoltura, grazia +e arditezza, di cui non è penuria in un cortigiano, che sappia ben +avvolgersi entro manto d’urbanità, per nascondere il proprio animo, e +disvelar meglio quello degli altri. Veniva dopo lui Tony Foster, la cui +fisonomia malaugurosa e triviale si faceva appunto più scorgere pel +goffo studio ch’egli metteva a non lasciar comprendere come vedesse di +mal occhio, e con vera inquietudine che quella femmina, sulla quale +avea fin allora usato d’autorità quasi dispotica, fosse adorna di tutti +gli apparati della grandezza, e vedesse d’ogn’intorno a sè sì luminosi +pegni dell’amor d’uno sposo. E fu una confessione del nudrito mal animo +la sinistra riverenza fattale da costui, non diversa da quella ch’è +solito praticare un reo giunto al cospetto del giudice, allorchè vuole +ad un tempo darsegli per colpevole ed implorarne pietà. + +Il Varney, che per la sua prerogativa d’essere nobile, lo precedè +entrando nell’appartamento, avea già in un istante recapitolato nella +sua mente le cose da dirsi ad Amy, onde per tutti i riguardi potea +meglio del Foster esporle con garbo e franchezza. + +Il saluto voltogli da Amy fu sì cortese da presagire a lui compiuta +indulgenza su gli antichi falli; ed alzatasi e mossagli incontro, gli +porse la mano così dicendogli: «Sig. Varney, voi mi portaste in questa +mattina tai notizie, la cui sorpresa tanto mi fu deliziosa, ch’io temo +perfino avermi dimenticato la raccomandazione fattami da Milord perchè +ben vi accogliessi. Vi offro la mia mano qual pegno di riconciliazione.» + +«Non son degno di toccarla (rispose Varney, piegando a terra un +ginocchio) in altra guisa che come il suddito tocca talvolta quella +del suo sovrano.» E in ciò dire accostò alle proprie labbra quelle +belle dita snodate, cariche di brillanti, e d’altri sontuosi ricordi +dell’amore di Milord; indi alzatosi, con leggiadria fece alcun passo +per condur lei verso il sedile di parata. + +«Scusatemi, sig. Varney, non mi sederò certamente in quel luogo, ammeno +che non sia lo stesse Milord a condurmivi. Non mi vedo finora che una +contessa in maschera, nè voglio attribuirmene le prerogative, prima di +essere a ciò autorizzata da lui, che ha il potere di conferirmele.» + +«Io spero, Milady (cominciò allora Foster il suo discorso), che +nell’eseguire gli ordini datimi da Milord vostro marito, non avrò +incorso la vostra disgrazia. Col tenervi rinchiusa non feci, voi stessa +lo vedete, che adempire il mio obbligo verso chi è padrone mio, ed +anche di voi, perchè il Cielo, come lo dice la sacra Scrittura, diede +al marito autorità e supremazia sopra la moglie. Son queste, o poco +diverse da queste, le parole del testo.» + +«Sig. Foster, la soave sorpresa ch’io provai entrando in questi +appartamenti fa le scuse della rigida severità, con cui me ne +allontanaste, ond’io non li vedessi che ornati in tanto splendida +foggia.» + +«Certamente, Milady, e si sono spese in ciò ben molte _corone_; +ma poichè non conviene spenderne oltre i limiti di ciò che è +indispensabile a compir tutto a dovere, vado intanto ad attendere io +medesimo pei preparamenti che restano a farsi in questa casa; e finchè +arrivi il vostro sposo, vi lascio col sig. Varney, che a quanto penso, +dee dirvi alcune cose per parte del nobile lord. Giannina, vieni con +me.» + +«No, sig. Foster, no. Giannina rimarrà meco. Basta si tenga +all’estremità della sala, finchè il sig. Varney avrà da dirmi per parte +di Milord cose, ch’ella non debba sapere.» + +Il Foster si ritirò salutando losco la Contessa, e lasciando sugli +apparati della sala tal guardo, come di chi sospirasse le somme +prodigalizzate per convertire in palazzo asiatico un corpo di edifizio, +che avea sembianza d’un granaio in rovine. Partito lui, la sua figlia +prese il telaio da ricamo, e si pose in fondo dell’appartamento, vicino +alla porta della sala della mensa. Varney allora cercò con tutta umiltà +lo sgabello che gli parve il più basso, e vi si pose vicino ad Amy, +sedutasi un’altra volta sopra i cuscini; poi chinando gli occhi a +terra, rimase tacito per qualche tempo in tale positura. + +«Io giudicava, sig. Varney (disse la Contessa, quando credè accorgersi +ch’ei non avea voglia di assumere la parola), che doveste parlarmi per +parte di Milord, o almeno così mi diedero a pensare le cose dette dal +Foster. Perciò feci allontanare l’ancella. Qualora mi sia ingannata, +la richiamerò presso di me. Ella non è per anche ben addestrata nel +ricamo, ed ha bisogno di qualche occhiata che regoli il suo lavoro.» + +«Foster mi ha male inteso, o Milady, rispose Varney. Gli è bene del +nobile vostro sposo, del rispettabile mio protettore, che desidero +intertenervi; ma non per sua commissione.» + +«Sia che mi parliate di Milord, sia per parte di Milord, o signore, +tale scopo d’intertenimento non può essermi che accetto. Ma +affrettatevi, perchè ad ogni istante egli può esser qui.» + +«Vi parlerò adunque, signora, con egual brevità e franchezza, perchè +l’argomento ha d’uopo d’entrambe le cose. Voi vedeste Tressiliano in +quest’oggi?» + +«Sì, o signore. Quali conclusioni ne deducete perciò?» + +«Io! nessuna, Milady. Ma credete voi, che Milord accoglierà con eguale +tranquillità d’animo tal notizia?» + +«Perchè no? A me sola portò molestia ed affanno la visita di +Tressiliano, perchè ne seppi la malattia di mio padre.» + +«Di vostro padre, o signora? Convien dire che questa malattia sia stata +ben subitanea, perchè il messaggere, da me speditogli, per ordine di +Milord, trovò questo degno cavaliere, che montato sul suo palafreno, e +animando con giovial volto i suoi cani, si dilettava, com’ha costume, +alla caccia. Credo fermamente che Tressiliano abbia inventata questa +notizia. Nè vi è ignoto del certo quali sieno in esso i motivi di +disturbare le presenti vostre contentezze.» + +«Voi gli fate un’ingiustizia, sig. Varney (ripigliò a dire con vivacità +la Contessa). Egli è l’uomo del mondo il più franco, il più veritiero, +il più leale. Ed eccetto l’ottimo sposo mio, non conosco altro che +nell’odiar la menzogna si possa paragonare a Tressiliano.» + +«Perdonatemi, o Milady, io non ebbi intenzione di rendermi ingiusto +verso di Tressiliano, nè m’immaginai che vi sareste assunte con tanto +calore le sue difese. Ma si può in alcune circostanze mascherare +qualche poco, e ciò con fini onesti e legittimi, la verità. Ben +comprendete, che se questa si dovesse dire apertamente ogni volta e in +tutti i tempi, non si saprebbe come vivere in questo mondo.» + +«Voi avete la coscienza d’un cortigiano, sig. Varney, e forse un +eccesso di sincerità non sarà mai quello che pregiudichi alle vostre +fortune nel mondo, tal quale esso è. Per rispetto a Tressiliano, è +altra cosa, e mi è forza rendergli giustizia, benchè io abbia avuti +molti torti verso di lui, e nessuno meglio di voi può saperlo. La +sua coscienza, credetelo, non fu fatta ad un medesimo stampo. Quel +mondo di cui parlate, non gli presenta vezzi bastanti a distoglierlo +dal cammino della verità e dell’onore, e se giungessi a vedere ch’ei +macchiasse questa sua riputazione, crederei ancora possibile, che un +animaletto nobile, com’è l’ermellino, andasse a metter cova comune col +gatto salvatico. Può darsi al più, che Tressiliano, il quale ignora e +le nozze da me contratte, e il nome del mio sposo, persuaso quindi di +avere saldissime ragioni per tormi di qui, abbia esagerato il cattivo +essere di mio padre; ed una tal persuasione è sì lusinghiera al mio +cuore, che amo creder vere le notizie da voi datemi a tale proposito.» + +«Abbiatele indubitatamente per tali, o Milady. Non son qui agli occhi +vostri per vantarmi campione smodato di questa virtù, che nomasi +verità. Credo anzi che giovi talora il velarne un poco le forme, non +fosse tante volte che per amor di decenza. Ma voi portate troppo +svantaggiosa opinione d’un uomo, che il nobile vostro sposo onora del +titolo d’amico, allorchè lo credete capace di venire spontaneo e senza +necessità a spacciarvi una menzogna, che, trattandosi massimamente di +cosa tanto congiunta colla vostra felicità, verrebbe tosto scoperta.» + +«So che Milord vi tiene in molto conto, sig. Varney, e che vi considera +siccome un nocchiero fedele, e perito nel veleggiare que’ mari, sui +quali ei si avventura con tanto ardimento e coraggio. Mentre però io +giustifico Tressiliano, non voglio lasciarvi credere ch’io pensi male +di voi. Ma sono un’abitatrice dei campi, lo sapete, ne ho tutta la +schiettezza, e preferisco la verità a qualunque complimento foggiato +anche nella miglior guisa. Forse cambiando ora di condizione, mi sarà +d’uopo modificare alquanto le mie consuetudini: non è egli vero?» + +«Sì certo, o Milady (rispose sorridendo Varney), e benchè voi parliate +ora da scherzo, non fareste tanto male ad applicare seriamente al +presente vostro stato le cose da voi dette poc’anzi. Per esempio, una +dama di corte, supponetela pure la più nobile, la più virtuosa, la più +irreprensibile di quante circondano il trono della nostra regina.... +Ah! una tal dama, se mi permettete farvene osservazione, si sarebbe +astenuta dal dire la verità, o da ciò ch’ella credea verità, per +tessere alla presenza di chi è servitore e confidente del suo sposo +l’elogio di un amante licenziato.» + +«E perchè? (disse la Contessa, che il mal timore in udir tai propositi, +traeva ad arrossire), perchè non dovrei io rendere giustizia al merito +di Tressiliano innanzi ad un amico del mio sposo, e fosse pur anche +innanzi a questo sposo medesimo, e alla presenza, se ne venisse l’uopo, +di tutto il mondo?» + +«Se ciò è dunque, Milady questa sera, senza nessuna difficoltà, +racconterà a Milord, che Tressiliano ha scoperto il luogo ov’ella sta +ritirata, luogo che abbiamo avuto tanta cura di tenere a tutti celato; +e gli racconterà inoltre, che ha avuto un intertenimento con questo +antico adoratore.» + +«Certamente: sarà la prima cosa che mi farò a narrargli, e gli ripeterò +fino all’ultima sillaba, e tutto ciò che Tressiliano mi disse, e +tutto quello che gli risposi. Se nulla in tale rivelazione potesse +condurmi ad arrossire, sarebbe che i rimproveri fattimi da Tressiliano, +comunque men giusti di quanto ei sel credette, non erano affatto privi +di fondamento. Per questa parte mi sarà penoso l’imprendere un tal +racconto; ma non quindi io mi starò dal farlo.» + +«Milady si regolerà come le sarà meglio avviso. Io direi nondimeno +nulla esservi che richieda una confessione così franca, e che meglio +vi tornerebbe, o signora, risparmiare a voi stessa questo principio +di rossore, questa pena che dite poter produrvi il racconto da voi +divisato: risparmiereste ad un tempo motivi d’angustiarsi a Milord, e +schivereste al sig. Tressiliano, il cui nome entrerebbe per qualche +cosa nel vostro racconto, que’ rischi, che ne sarebbero la probabile +conseguenza.» + +«L’ammettere per probabile la conseguenza, che credete scorgere (disse +allora con fredda severità la Contessa), sarebbe un attribuire a Milord +sensi indegni di lui, ed a’ quali il suo nobile animo non ha dato +accesso giammai.» + +«Nulla è più lontano dalle mie idee (disse Varney, che si fece +silenzioso per un istante, indi prese un tuono che imitava a maraviglia +quello di una verace franchezza, e che sembrava affatto nuovo in tal +uomo). Ebbene, o Milady: io vi farò toccar con mano che un cortigiano +ha coraggio di dire la verità quando è d’uopo salvar l’interesse delle +persone ch’egli rispetta ed onora; ed ha un tal coraggio senza pensare +alle conseguenze anche men favorevoli che gliene possano derivare.» +Tornò indi a tacere, quasi aspettando l’ordine, o almeno la permissione +di continuare il suo dire; ma vedendo che perciò la Contessa non +rompeva il silenzio, riprese ei la parola, abbassando la voce quasi per +una cautela. «Osservatevi d’attorno, o Milady. Vedete le barriere che +circondano questo ricinto; pensate al profondo mistero, con cui la più +preziosa gemma che l’Inghilterra possedè vien sottratta a qualunque +sguardo; per ultimo ponete mente al rigore, onde vi è limitato ogni +mover di passo, sicchè non ne siete padrona che a grado d’un uomo +intrattabile, dispettoso quanto lo è il Foster; meditate tutte queste +particolarità; e fatevi a giudicare qual ne possa essere la cagione.» + +«Il genio di Milord, disse la Contessa. Il mio dovere m’insegna a non +cercare altra cagione.» + +«Oh! il genio di Milord certamente: e questo genio deriva da un amore +degno della persona che lo ha saputo inspirare. Ma chi possede un +tesoro, e ne conosce il valore, in proporzione di tal conoscenza, +desidera con più ardore di porlo in salvo dalle altrui depredazioni.» + +«Che vorreste dire con tutto ciò, signor Varney? Se non erro, i vostri +discorsi intendono a farmi credere che Milord è geloso. Ove ciò fosse, +conosco un potente rimedio contro la gelosia.» + +«Davvero, Milady?» + +«Oh! sì. Dirgli sempre la verità, aprirgli in ogni occasione il mio +animo, confidargli fedelmente i miei pensieri, come se questo specchio +li riflettesse, di modo che quando gli piacerà esaminare il mio cuore, +non lo troverà diverso da quello che è.» + +«Non ho più nulla da dirvi, o Milady; e poichè non è in me ragione +veruna onde affannarmi per Tressiliano, che mi toglierebbe, potendolo, +di tutto buon grado la vita, mi rassegnerò a quanto avrà per accadergli +dopo che avrete, a norma del vostro disegno, svelato francamente a +Milord, ch’egli ebbe l’ardire di penetrare in questo luogo e parlarvi. +Ora si spetta a voi che conoscete il vostro sposo, indubitatamente +assai meglio di me, a giudicare s’egli è tale da sofferire impunito sì +fatto affronto?» + +«Se veramente credessi, disse allor la Contessa, di farmi con questo +apportatrice di sciagure a Tressiliano, io che gliene ho cagionate +tante, potrei risolvermi al partito del silenzio. Ma a che gioverebbe +ciò, se già lo hanno veduto e Foster ed un’altra persona? No, no, +sig. Varney. Non me ne parlate più. Val meglio ch’io racconti tutto a +Milord, e saprò ben io trovare scuse alla follia di Tressiliano in modo +tale da rendergli piuttosto propenso che sfavorevole l’animo del mio +sposo.» + +«La vostra accortezza, o Milady, è d’assai superiore alla mia. Per +altra parte, potete far la prova del ghiaccio prima di comprometter voi +stessa camminandovi sopra. Sul primo istante di nominar Tressiliano +alla presenza di Milord, ben v’accorgerete quale impressione produca +su di lui un tal nome. Quanto a Foster e a quel suo amico, essi non +conoscono Tressiliano nè di persona, nè di fama, e mi dà l’animo di +trovar loro una scusa ragionevole per giustificare la venuta d’un +incognito in questa casa.» + +La Contessa meditò un momento: indi soggiunse: «Se è vero che Foster +ignori essere Tressiliano lo straniero ch’ei vide, confesso mi +spiacerebbe se colui sapesse una cosa che gli è affatto estranea. Si è +già arrogato anche oltre l’uopo autorità su di me, nè mi curo d’averlo +nè per giudice, nè per confidente de’ miei affari.» + +«E qual diritto avrebbe di fatto questo sgraziato bifolco a saper cose +che riguardano voi, o Milady? Costui non conta nulla più del cane, che +sta alla catena nel cortile. Anzi, se assolutamente la sua presenza vi +dà disgusto, ho assai credito per farlo licenziare, e mettere in sua +vece un siniscalco meno indegno di gradirvi.» + +«Basta così, sig. Varney. Se avrò di che querelarmi contra alcuno di +quelli che Milord mi ha posti vicino, saprò io stessa volgermi a lui. +Silenzio. Odo strepito di cavalli. È desso, è desso» sclamò alzandosi +trasportata dalla gioia. + +«Non posso credere, ch’ei sia per anche giunto, disse Varney. Poi niuno +strepito può penetrare per traverso a queste finestre chiuse con tanta +attenzione.» + +«Non mi trattenete, sig. Varney; le mie orecchie vagliono meglio che le +vostre. Son certa che è desso.» + +«Però, Milady (sclamò Varney col tuono d’uomo agitato, e ponendosi +fra essa e la porta) spero che quanto vi dissi con mente di giovarvi, +e mosso da un umile sentimento di dovere, non verrà rivolto a mio +danno. Non vorrete, che gli avvisi d’un fedel servo contribuiscano a +rovinarlo. Vi supplico....» + +«Vivete tranquillo; ma lasciate il lembo della mia veste. Voi osate +troppo nel volermi rattenere. Vivete tranquillo, vi ripeto. Non penso a +voi.» + +Nel momento medesimo apertasi la porta della gran sala, entrò un uomo +maestoso al portamento, ed avvolto in ricco e lungo mantello di colore +che traeva allo scuro. + + + + +CAPITOLO VII. + + La Corte è un mare, di cui il cortigiano + si crede il padrone. Diresti che + i venti, il flusso e il riflusso, + gli scogli e i turbini sono ai + suoi comandi, che a sua voglia le + navi giungono a salvamento o fanno + naufragio. Ma egli è uno di que’ falsi + arcobaleni che talvolta ci presentan le + nubi, e forse poco durevole al pari di + esse. + + _Detti d’antica Commedia._ + + +La lotta sostenuta dalla Contessa contro l’insistenza del Varney, +le avea inspirato nell’attimo sì fatto mal umore e tal confusione, +che le si leggean sulla fronte. Ma questa nube si dissipò per dar +luogo al comparirvi di purissima gioia, e d’ogni segno di tenera +affezione, allorchè gettatasi fra le braccia di quel diletto ospite, +e stringendolo al proprio seno, sclamò, tratta fuor di se stessa: +«Finalmente!.... finalmente!.... eccoti giunto.» + +Varney, nell’atto istesso di vedere il Conte, rispettosamente si +ritirò, e Giannina volea ritirarsi del pari; ma fattole segno dalla +padrona di rimanere, si ridusse in fondo all’appartamento, stando +attenta se qualche ordine le venisse dato. + +Intanto il Conte colmo d’accarezzamenti fattigli dalla sua sposa, li +contraccambiò con tenerezza non meno affettuosa; e soltanto mostrò di +resistere quand’ella si fece a levargli il mantello. + +«Oh! (sclamò la medesima sorridendo) voi non vi nasconderete sotto +di esso più lungo tempo. È d’uopo ch’io veda se mi teneste la parola +datami, se venne a visitarmi il Conte, o un privato, siccome è stato +finora.» + +«Tu non dismentisci l’esser di donna, o mia Amy (disse il Conte dandosi +per vinto in lotta cotanto soave). La seta, i pennacchi, le gemme, agli +occhi del vostro sesso hanno maggior pregio dell’uomo che ne va adorno. +Vi son molte lame, è vero, le quali traggono ogni valore dal ricco +fodero che le copre.» + +«Cosa che mai non sarà detta di voi (rispose Amy, tanto che il mantello +cadutole a’ piedi le scoperse il conte fregiato di vesti, quali un +principe avrebbe credute assai sfarzose per presentarsi in esse alla +corte). Voi rassembrate l’acciaio di buona tempera, che sdegna gli +esterni ornamenti di cui è meritevole. Non vi deste a credere di essere +in queste pompose vesti meglio amato da Amy, che ella non vi amò sotto +il bruno pastrano ond’eravate coperto, quand’essa nella foresta di +Devon vi diede il suo cuore.» + +«E tu pure (disse il Conte, conducendola con grazia congiunta a maestà +verso il sedile di parata, che entrambi gli aspettava) tu pure, o mio +amore, vesti un abito confacevole al tuo grado; e che nondimeno non +può aggiugnere alcuna cosa a’ tuoi vezzi. Che ti sembra del buon gusto +delle dame della nostra Corte?» + +«Non so dirtene nulla in questo momento (diss’ella, portando l’occhio +ad un grande specchio che veniva ad essere rimpetto al Conte). Non +posso pensare a me finchè vedo le tue sembianze riflettute da quello +specchio. Sediti là (soggiunse avvicinandolo di più a quel sedile) +sediti là siccome un ente cui deve ognuno ammirazione ed onore.» + +«Spero prenderai tu pure al mio fianco la sede che t’appartiene.» + +«No, no: voglio starmi a’ tuoi piedi assisa su questo sgabello per +mirarti meglio in tutto il tuo splendore, e vedere la prima volta in +qual modo i principi vanno vestiti.» + +Indi, mossa da una curiosità infantile che trovava scusa e nella sua +giovane età, e nella vita ritirata, cui fu avvezza, e che meglio le +si addicea, perchè inspirata da tenero amore di sposa, si fece ad +esaminare e ad ammirare dal capo ai piedi il vestire dell’uomo, che +formava il più bell’ornamento della corte di Elisabetta, di quella +corte copiosa egualmente di giudiziosi ministri, come di amabili +cortigiani. Tutto compreso d’affetto per l’avvenente sua sposa, il +Conte gioiva dello stupore ch’essa dava a divedere; onde i nobili +lineamenti di questo personaggio esprimevano passioni più soavi di +quelle che per solito venivano manifestate dall’altera sua fronte, e +da que’ neri occhi sfolgoreggianti e nunzii d’altissimo accorgimento. +Più d’una volta ei sorrise dell’amabile ingenuità onde Amy gli movea +interrogazioni su diverse parti del suo abbigliamento. + +«Questa lista ricamata, come voi la nominate, che cinge il mio +ginocchio, gli diss’egli, è la giarrettiera d’Inghilterra, ornamento +del quale i re vanno superbi. Vedete? è questa la stella che le +appartiene. Questo è il diamante il _Giorgio_, gioiello dell’ordine. Vi +sarà noto, cred’io, che il re Eduardo e la contessa di Salisbury....» + +«Oh! conosco tale istoria, soggiunse Amy, fattasi alquanto rossa, nè +ignoro già che un legaccio di donna si è convertito nel più nobile +emblema dell’Inglese cavalleria.» + +«Venni fregiato di quest’ordine congiuntamente a tre ragguardevolissimi +cavalieri, che furono il duca di Norfolk, il marchese di Northampton, +e il conte Butlan. Di noi quattro io era in dignità il men sublime. +Ma che rileva? A chi brama raggiugnere la sommità d’una scala fa di +mestieri incominciare dal più basso gradino.» + +«E questa collana di sì ricco lavoro, nel mezzo della quale sta sospeso +un ciondolo, simigliante ad una pecora quanto alle forme? un tale +emblema che cosa significa?» + +«Esso è l’ordine del Toson d’oro, già instituito dalla casa di +Borgogna. Chiunque ne vada ornato, gode d’alte prerogative; onde il +medesimo re di Spagna, erede dei dominii e degli onori che appartennero +alla ridetta casa, non ha diritto a giudicare un cavaliere del Toson +d’oro, tutte le volte che mancano l’assenso e il concorso del gran +capitolo di un tal ordine.» + +«Questo è dunque un ordine che appartiene al crudele re della Spagna! +Oh Dio!, Milord, non è forse per un Inglese far onta alla nobiltà del +proprio cuore, l’accostarsi solamente a sì fatto emblema? Ricordatevi i +tempi sfortunati della regina Maria, allora che quest’istesso Filippo +regnava con essa su l’Inghilterra, que’ tempi, in cui si apprestarono +orrendi roghi ai più ragguardevoli, ai migliori e più santi in +fra i prelati Anglicani. E voi, detto il campione della religione +Protestante, potete senza ribrezzo portar l’ordine di un tal sovrano, +qual è il re di Spagna, inimico mortale del culto che professiamo?» + +«Tu non imparasti ancora, o mia vita, che noi cortigiani, ai quali è +d’uopo veder gonfie le nostre vele dall’aura favorevole della reggia, +non abbiamo l’arbitrio d’inalberar sempre lo stendardo che ne è più +caro, o di sottrarci a nostro grado alla necessità di veleggiare sotto +sgradita bandiera. Non mi ho per men Protestante, mel credi, perchè +spinto da riguardi politici ho accettato l’onore che il re di Spagna +mi compartì, decorandomi del primario ordine di sua cavalleria. Poi +quest’ordine, volendo considerare al giusto le cose, appartiene alla +Fiandra, e i d’Egmont, gli Orange, e molt’altri insigni personaggi +superbiscono nel vederlo oscillare sul cuor d’un Inglese.» + +«Voi sapete quel che vi conviene, o Milord. E quest’altra collana, +questo bell’ornamento in cui vien terminata, da qual paese derivano?» + +«Dal più misero di tutti. È questo l’ordine S. Andrea di Scozia, +tornato in vigore per volere del defunto re Giacomo. Ne fui presentato +allor quando credeasi, che la giovane vedova Maria regina di Scozia +avrebbe gratamente accettata la mano di un barone di nostra patria; ma +la corona di un libero barone, di un barone Inglese, è ben altra cosa +che nol sarebbe stata una corona nuziale, venuta soltanto dal capriccio +fantastico d’una femmina, che nacque a regnare sugli scogli e sulle +paludi del nostro Settentrione.» + +La Contessa si fece taciturna, quasi dando a divedere, che questi +ultimi accenti del Conte le aveano destato nell’animo alcune sgradevoli +idee, e tal dispiacenza, e ciò che n’era cagione le crescea vezzo agli +occhi del suo sposo, che tosto ripigliò la parola. + +«Ora, mio cuore, le vostre curiosità sono paghe. Voi vedeste il vostro +vassallo sotto l’abito più sfarzoso, che gli fosse dato l’assumere, +perchè le vesti di parata non si possono mettere che alla Corte, e in +giorni di gran cerimonia.» + +«Ebbene, disse la Contessa, tu sai che un desiderio soddisfatto ne fa +nascere un altro.» + +«E qual cosa puoi chiedermi, o delizia di quest’anima, ch’io non mi +trovi propenso a concederti?» le chiese il Conte, fissando le pupille +in tenera guisa sovr’essa. + +«Io desiderava in questo ignorato ritiro vedere cinto da tutto il suo +splendore il mio sposo. Adesso, vorrei trovarmi in uno de’ suoi superbi +palagi, e vedercelo entrare in bruno pastrano, tal quale si mostrò +allor quando vinse il cuore dell’umile Amy Robsart.» + +«Non è difficile il far paga tal nuova brama. Domani ripiglierò il +pastrano bruno.» + +«Ma potrò poscia venire con voi in uno de’ vostri castelli, e saziarmi +in confrontare la magnificenza de’ luoghi ove soggiornate colla +semplicità delle vostre vesti?» + +«Che ascolto, Amy? (disse il Conte, volgendo il guardo all’intorno), +non vi sembrano adunque decorati con bastante splendidezza questi +appartamenti? Io ordinai che fossero forniti in guisa degna di voi e +di me. Forse io poteva essere secondato anche meglio. Ma ditemi; quali +cambiamenti desiderate? È cosa di brevissimo tempo l’appagarvi.» + +«Voi volete prendervi giuoco di me, o Milord. La magnificenza di questo +alloggiamento è al di sopra di tutto ciò che io possa e immaginarmi e +meritare. Ma e quando verrà per la vostra sposa il momento di vedersi +cinta da quello splendore, che non deriva, nè dal lavoro degli artefici +intesi ad adornarne le stanze, nè dai ricchi drappi o dalle gemme, di +cui piacque alla vostra generosità di fregiarla? da quello splendore +congiunto al grado ch’ella dee tenere fra le matrone Inglesi, siccome +sposa del più onorevole Conte di questo regno?» + +«Verrà un tal giorno, Amy; sì, mia vita! un tal giorno arriverà +certamente, nè tu puoi desiderarlo con più ardore ch’io nol sospiri. +Oh! quanto mi sarà cosa soave l’abbandonare le cure dello Stato, gli +affanni, e le sollecitudini che non si dipartono mai da ambiziosi +pensieri, per vivere in ritiro onorato i miei giorni, non avendo veri +compagni od amici fuori di te! Ma diletta Amy! mi è impossibile per ora +il godere questa gioia tanto compiuta, e qualche intertenimento alla +sfuggita, questi momenti a me sì preziosi, son tutto quanto fin qui mi +è lecito tributare alla donna più amabile e più amata fra tutte l’altre +persone del suo sesso.» + +«Ma perchè è impossibile? (disse la Contessa col tuono il più adatto +a persuadere). Perchè questa più perfetta unione, questa unione non +interrotta, che voi mi accertate essere il miglior vostro voto, che +tanto si accorda colle leggi del Cielo e degli uomini, perchè questa +unione non può sull’istante verificarsi? Ah! se voi la bramaste una +metà soltanto di quello che dite, qual motivo, qual persona potrebbe +mettere argine ai desiderii d’un uomo ricco di credito e di possanza +come lo siete?» + +Qualche offuscamento apparve allora in sulle ciglia del Conte. «Amy, +le disse egli, voi ragionate sopra di cose che non potete comprendere. +Costretti una volta a vivere alla Corte, noi siamo siccome il +viaggiatore, cui tocchi inerpicarsi ad un monte di sabbia; nè quindi +osiamo arrestarci in cammino, innanzi di trovare qualche punta di +vivo sasso che ne offra una sicura fermata. Che se vogliamo prima del +tempo far pausa, ne succede cader travolti dal nostro peso medesimo, +e diveniamo scopo al pubblico riso. Io mi vedo, gli è vero, giunto a +meta ben alta, ma non per anco salda abbastanza, onde abbandonarmi alle +sole inclinazioni dell’animo mio. Il divulgare le nozze contratte con +voi, sarebbe un fabbricare la mia rovina. Ma credetelo, perverrò ad un +punto di sicurezza, e non ne è sì lontano l’istante. Allora adempirò +tutto quanto il dovere prescrive, così per riguardo di voi come di me +medesimo. Ma intanto, o mia cara, non vogliate intorbidare la pura +gioia di cui n’è dato godere ad entrambi, col formar desiderii che per +ora ci è impossibile l’appagare. Ditemi piuttosto, se nel luogo ove +siete, ogni cosa vada a seconda delle vostre brame. Come si conduce +Foster con voi? Voglio sperar vi usi tutto quel rispetto che vi è +dovuto. Guai per esso s’io potessi accorgermi del contrario!» + +«Mi ricorda qualche volta con molto zelo la necessità del mistero +(sospirando la Contessa rispose); ma poichè questo è un ricordarmi +i vostri desiderii, mi trovo più propensa a sapergliene grado che a +biasimarlo.» + +«Vi ho già spiegato i motivi, che rendono indispensabile una tale +necessità. Confesso che trovo in Foster molta rustichezza; ma Varney mi +si è fatto mallevadore della fedeltà, e dell’affezione ch’egli ha pei +nostri interessi. Se nondimeno avete per la menoma cosa a dolervi dei +modi che tiene nel prestarvi servigio, saprò punirnelo.» + +«Oh! è impossibile ch’io me ne lagni, sintantochè non farà che adempire +con fedeltà i comandi venutigli da voi. Per altra parte, la figlia di +lui, Giannina, mi è un’ottima compagna in questa solitudine. Io l’amo +assai; e lo zelo del culto puritano che traspira da quanto fa e dice, +aggiugne vezzo alla sua ingenuità.» + +«Me lo assicurate? una giovane che sa farvisi accetta non deve andar +priva di ricompensa. Accostatevi, Giannina.» + +Giannina, la quale, come dicemmo, si era ritirata in qualche distanza +per lasciar più libero l’intertenimento de’ due sposi, si trasse +innanzi facendo una riverenza rispettosa; nè il Conte potè ristarsi +dal sorridere sul chiaroscuro che presentavano in lei la semplicità +delle vesti e il modesto contegno, e ad un tempo forme avvenenti, e due +occhi neri, la cui vivacità contrastava collo studio ch’ella facea di +comparir grave e posata. + +«Debbo ringraziarvi, mia bella fanciulla, le diss’egli, poichè la +Contessa è soddisfatta de’ servigi che le prestate.» In ciò dire si +tolse dal dito un anello, che non potea non essere di valore, e nel +porgerlo a lei soggiunse. «Portatelo, siccome un pegno dell’affetto che +vi acquistaste presso l’uno e l’altra di noi.» + +«Son molto contenta, o Milord (rispose Giannina con quell’aria sua di +santità) se il poco che ho potuto fare è stato accetto ad una signora, +cui nessuno può avvicinarsi senza desiderar di piacerle. Ma tutte noi, +che apparteniamo alla congregazione del rispettabile sig. Holdforth, ci +faremmo scrupolo, se simili alle giovani mondane, portassimo attorno +alle nostre dita oro, od altri ornamenti; nè tampoco possiamo fregiare +il collo di pietre preziose, come praticavano le fanciulle di Tiro e di +Sidone.» + +«Ah! ah! voi tenete adunque alla grave confraternita dei _Precisiani_ +e credo sincerissimamente che ne sia membro ancor vostro padre. Ciò fa +ch’io vi ami sempre più l’uno e l’altro. Non mi è ignoto che si prega +per me nelle vostre assemblee, e che mi siete affezionati. Poichè non +vi è permesso portare sì fatti ornamenti, non mi opporrò alle massime +che professate, e vedo poi ancora che potete far senza di questi, +perchè le vostre dita snodate, e quel collo bianco al pari dei gigli, +non ne hanno bisogno per ritrarne spicco maggiore. Accettate in vece +tal cosa, che nè Papista, nè Protestante, nè Puritano, nè Precisiano +hanno ricusata giammai.» + +Nel medesimo tempo le pose fra le mani cinque monete d’oro che +portavano il conio di Filippo e della regina Maria. + +«Non accetterei neanco quest’oro, rispose la _Precisiana_, se non fosse +in me la speranza di farne tal uso, che possa chiamare le benedizioni +del Cielo su di voi, di Milady, e di me.» + +«Usatene poi a vostro grado, Giannina. A questo dovete pensar voi. Ma +intanto fateci apparecchiare la cena.» + +«Ho detto ai sig. Varney e Foster di cenare con noi, o Milord (disse +la Contessa, mentre Giannina usciva per eseguire gli ordini dati dal +Conte), vi degnate approvarlo?» + +«Approvo tutto quello che fate, o mia Amy, ed anzi mi è caro, che +abbiate conceduto questo contrassegno di distinzione a Varney, l’uomo +più affezionato ch’io m’abbia, e che può dirsi l’anima de’ miei +consigli segreti. Quanto a Foster, gl’incarichi che ora sostiene per +me, gli danno un diritto ad una prova di mia amorevolezza.» + +«Presentemente, o Milord, ho... ho una grazia da chiedervi e... un +segreto da confidarvi» disse esitando la Contessa. + +«Serbate queste cose per domani mattina, o mio amore, rispose il Conte. +Odo aprire la porta della sala della mensa. E poichè feci con grande +sollecitudine una lunghissima corsa, m’accorgo che non mi sarà inutile +una tazza di vino.» + +E ciò dicendo condusse la moglie nel vicino appartamento, ove Varney e +Foster li ricevettero a furia d’inchini, nei quali il primo mettea la +leggiadria del cortigiano, l’altro la gravità _precisiana_. Il Conte +contraccambiò tali omaggi con quell’aria distratta che appartiene ad +uomo uso da lungo tempo a riceverne, la Contessa con que’ modi di +ceremoniale, che ben disvelavano non essersi ella per anco fatta agli +usi de’ grandi. + +Il banchetto apparecchiato per quella brigata conformavasi alla +magnificenza degli appartamenti, entro di cui fu imbandito. Unicamente +non comparve alcun famiglio, e la sola Giannina servì i quattro +convitati. Nè per vero dire d’un maggior numero di servi era d’uopo +perchè la mensa andava sì abbondantemente fornita di quanto poteva +abbisognare a ciascuno, che le faccende della stessa Giannina non +furono assai rilevanti. Il Conte e la sua sposa si assisero alla +sommità della tavola, Varney e Foster al di qua della saliera, sede +serbata sempre alle persone di grado inferiore. Foster, preso da +soggezione per trovarsi in una compagnia cui sì poco era avvezzo, non +aperse bocca in tutto il durar della mensa. Varney, cui non mancavano +e finezza di sentire ed accorgimento, prese parte alla conversazione +quanto facea di mestieri, per non lasciarla languire, senza però +mostrar mai di voler prender l’arringo, laonde contribuì grandemente +ad intertenere il buon umore del Conte. Nè certamente niuno meglio di +Varney ottenne dalla natura tutte le qualità necessarie a sostenere la +parte, cui lo chiamò la sua vocazione. Si univano in lui e moderazione +e prudenza, e ad un tempo vivacità, spirito, ed immaginazione. E +perfino la Contessa, comunque per più d’un motivo non propensa +ad essergli amica, non potè ristarsi dal trovarne dilettevole la +compagnia, nè mai inclinò maggiormente ad unire il proprio suffragio +agli elogi, de’ quali largheggiava il Conte col suo favorito. Terminato +il banchetto, i due sposi si ritrassero nel loro appartamento, ed il +più profondo silenzio regnò nel castello per tutto il rimanente di +quella notte. + +Alla domane di buon mattino, Varney compì presso il Conte gli ufici di +gran ciamberlano, e di primo scudiere, benchè d’ordinario il secondo +ufizio soltanto gli appartenesse nella casa di questo favorito della +Regina, il quale teneva appo sè gentiluomini, usciti di buone famiglie, +e ornati degli stessi gradi, che i primi nobili del regno assumevano +nella casa reale. Ne’ doveri di tutte le ridette cariche era bene +addottrinato il Varney, che disceso di famiglia antica sì, ma andata +affatto in rovina, fu paggio del Conte sin d’allor quando incominciò +questi a far la sua carriera. Statogli fedele ne’ momenti avversi, +seppe rendersi utile al medesimo, allorchè marciò a gran passi nel +cammino della fortuna. Per tal modo fondato il credito del Varney, e su +i servigi prestati, e su quelli che continuava a prestare, divenne tal +confidente, che quasi il padrone non ne potea più far di meno. + +«Datemi un abito più semplice, Varney (disse il Conte mentre stava +per metter via la sua veste di camera ch’era di seta sparsa di fiori, +e foderata d’ermellino), poi prendete in custodia queste catene,» e +gli additò nel medesimo tempo i suoi diversi ordini che stavano sopra +di una tavola. «Il loro peso, ier sera, ebbe a rompermi il collo. Son +quasi deliberato di non me ne caricare più mai; non vedo in essi se non +se altrettanti ceppi, che inventò l’accorta malignità per incatenar la +stoltezza. Che ne dite, Varney?» + +«Per verità, Milord, io penso che le catene d’oro non somigliano in +alcun modo alle altre catene, e le riguardo anzi più gradevoli in +proporzione del loro peso.» + +«Eppure, te lo ripeto, o Varney, sono per metà risoluto ch’esse non +m’incatenino per più lungo tempo alla Corte. Qual cosa mi possono omai +fruttare novelli servigi? E qual favore mi rimane a sperare al di sopra +del grado e della fortuna, che non mi possono più sfuggire? D’ond’è +che cadde la testa del padre mio? Non da altro che dal non aver saputo +por limite ai propri desiderii. Tu il sai che io medesimo ho corso +gravi rischi; che più d’una volta mi sdrucciolò il piede sull’orlo del +precipizio. Sì: credo giunto l’istante di non avventurarmi più al mare, +e di sedermi finalmente con tranquillità sulla spiaggia.» + +«E ivi raccogliere conchiglie in compagnia di Cupido» aggiunse Varney. + +«Che v’intendete con ciò, Varney?» disse il Conte con tutta la vivacità +mossa da un tale scherzo. + +«Non prendete collera col vostro servo, o Milord. Se la compagnia di +una sposa ricca di sì rari pregi, è cagione che per più liberamente +bearvi in essi, vogliate rinunziare a quanto finora fu prima meta de’ +vostri desiderii, è vero che ne potranno andar danneggiati alcuni +poveri gentiluomini, or lieti di starsi al vostro servigio; ma ciò non +potrebbe essere applicato a Riccardo Varney. Egli, la mercè vostra, +avrà sempre modo di mantenersi degno del distinto grado che gli +concedeste nella vostra casa.» + +«Nondimeno, il tuono de’ vostri ultimi detti, non mostrò che foste +contento nell’udire il mio divisamento di abbandonare un giuoco +ruinoso, il quale però potrebbe, un dì o l’altro, perderne entrambi.» + +«Io, Milord! Per me non ho alcun motivo di trovare molesto un ritiro, +in cui dovrei soggiornare presso di voi. Non sarebbe, ad ogni evento, +Riccardo Varney che cadesse in disfavore di Sua Maestà, non egli che +divenisse la favola della Corte, allorchè il più sublime edifizio che +mai sia stato fondato sul favore d’un principe, rovinasse da cima a +fondo, come uno di que’ castelli di carte da giuoco che i fanciulli +sogliono fabbricare. Bramerei solamente, o Milord, che prima di +prendere una risoluzione, dopo la quale non potreste tornare addietro, +consultaste maturamente gl’interessi della vostra felicità e della +vostra fama.» + +Tai cose furon dette da Varney con quella titubazione di chi teme +dir troppo, onde soggiunse il Conte: «Parlate, Varney, continuate +liberamente. Non vi dissi di avere presa una risoluzione assoluta, ed +amo di bilanciare il pro ed il contro in tale discussione.» + +«Ebbene, Milord, supponiamo dunque la cosa fatta; nè si parli ora di +real disfavore, di sarcasmi cortegianeschi, e nemmeno dei danni che +portereste ai vostri partigiani. Ritirato in uno de’ vostri più lontani +castelli, e a tanta distanza dalla Corte, non giungono sino a voi, nè +il dispiacere di coloro che vi sono affezionati, nè la gioia di chi +vi è nemico. Supponiamo in oltre che il vostro rivale, giunto allora +al colmo della felicità, sia pago assai (la qual cosa è per lo meno +incerta) nel vedere spogliato di rami l’albero, quel grand’albero che +gli nascose il sole sì lungo tempo: supponiamo pure ch’ei non curi +di atterrarlo, di sradicarlo. Ebbene, l’antico favorito della regina +d’Inghilterra, che teneva il bastone del comando, che volgeva a suo +grado i Parlamenti, ora non è nulla più di un gentiluomo di campagna, +ridotto ai diletti di cacciare per le sue terre, di bere la birra +insieme ai confinanti, e di passare in rassegna i propri vassalli +allorchè gli aduna il seriffo.» + +«Varney!» disse il Conte aggrottando le ciglia. + +«Milord, il comando di parlare mi venne da voi. Vogliate permettermi +che io termini il quadro che ho principiato.... Sussex dunque governa +l’Inghilterra; viene a vacillare la salute della Regina, e l’ambizione +del vostro nemico vede schiudersi dinanzi a sè una strada, qual mai non +avrebbe osato immaginarsi. Queste notizie vi giungono mentre che state +ad un canto del vostro fuoco. Allora incominciate a pensare alle vostre +speranze cadute a vôto, all’inerzia cui vi condannaste da voi medesimo. +E perchè tutto ciò? Perchè non vi bastò di contemplare una volta ogni +quindici giorni gli occhi d’una sposa avvenente!» + +«Basta così, Varney. Io non vi ho detto infatti di voler abbracciare +precipitosamente, e senza aver consultato come si debbe il pubblico +interesse, una risoluzione, cui mi fa proclive l’amor del riposo e +della domestica felicità. Vedrete, o Varney, che saprò trionfare di +tal mia inclinazione; ma non credeste mosso da mire ambiziose un +tal sagrifizio, bensì dalla necessità di mantenermi in un grado, +d’onde potrò all’uopo essere utile all’Inghilterra. Ordinate i nostri +cavalli. Metterò, come ho fatto altre volte, un abito da livrea, e il +mio cavallo porterà la valigia. Oggi tu sarai il padrone, o Varney, +non trascurare alcuna cautela necessaria a tenere addormentati i +sospetti. Fra breve saremo a cavallo. Non mi occorre che un istante per +congedarmi dalla Contessa; indi son pronto. Comando un crudel dovere al +mio cuore, e ne trafiggo un altro che m’è più caro del mio, ma l’amor +di patria vuole la preferenza su quello di sposo.» + +Dette tai cose con modo risoluto, e con accento ad un tempo +malinconico, lasciò la stanza ove si era abbigliato. + +«È bene che tu sia partito (meditava fra se stesso Varney), perchè +comunque avvezzo alle umane follie, io non poteva omai più ristarmi +dal ridere della tua alla tua presenza. Stancati presto di questo +nuovo trastullo, di questa creatura avvenente, degna figlia d’Eva che +ti comanda; a me poco rileva. Ma ben mi spiacerebbe se ti stancassi +del trastullo antico dell’ambizione; perchè, Milord! nel salire la +montagna, voi vi traete addietro Riccardo Varney, che spera vantaggiare +quando sarete in alto. Perciò se vi vedo andare a rilento, oh! non +mancherò di adoperare e frusta e sperone sinchè io vi veda alla cima. +Quanto a voi, mia garbata signora, che volete sostener seriamente la +parte di Contessa, vi consiglio a non mi far nascere intoppi dietro la +strada, o avremo conti antichi da aggiustare fra noi. Oggi tu sarai +il padrone, o Varney, egli mi dicea. Affè ch’ei potrebbe aver parlato +più vero di quanto egli medesimo lo pensasse. Vedete! quest’uomo, che +al dir di tante persone sensate non la cede in profondità di mire +politiche nè ad un Burleigh, nè ad un Walsingham, nè per sapienza +militare al Sussex, si fa servo di uno de’ proprii servi, e tutto +ciò per due neri occhi, per un bell’accordo di bianco e vermiglio +che scorgasi sulle guance di una gentildonna di villaggio. Dove va a +perdersi l’ambizione! Se però i vezzi di una donna possono in alcuna +circostanza scusare i traviamenti delle teste umane, Milord non ebbe +mai migliore scusa. Ebbene! lasciamo che le cose vadano come sanno +andare. O egli avrà cura della propria grandezza, o l’avrò io della +mia felicità; e circa quest’amabil Contessa, se ella non racconta di +aver veduto Tressiliano: e credo già che non oserà raccontarlo, le sarà +d’uopo il far causa comune con me; converrà che noi abbiamo insieme +i nostri segreti, che ci sosteniamo l’un l’altro anche a malgrado +di un’avversione, che costei non mi lascia ignorare. Corrasi alla +scuderia. Milord, vado ad ordinare i vostri cavalli. Non è forse sì +lontano il giorno che il mio scudiere andrà ad ordinare i miei.» + +Dopo fatte queste considerazioni uscì dell’appartamento. + +Intanto il Conte rientrava nella camera da letto per congedarsi in +tutta fretta dall’amabil Contessa, ed osava egli appena avventurarsi ad +udire ripetuta un’inchiesta, che il ricusar gl’increscea, ma che egli +era ben lungi dal voler secondare dopo l’intertenimento avuto collo +scudiere. + +Nell’udirlo giugnere, ella corse giù dal letto, avvolgendosi in una +zimarra di seta bianca foderata di pelliccia, e collocando il gentil +piede entro eleganti pianellette, chè non trovò ella il tempo di metter +le calze; le sue lunghe chiome fugian di sotto della cuffia da notte, +nè avea quindi altro adornamento, fuorchè i proprii vezzi, cui acquistò +novello spicco perfino il dolore prodotto dall’annunzio onde il Conte +l’amareggiò. + +«Addio, Amy, addio, mio amore (le disse il Conte, avendo appena forza +di staccarsi da amplessi tanto soavi, e tornando addietro per più +riprese onde stringerla fra le sue braccia). Il sole comincia ad +alzarsi sull’orizzonte; non oso rimanermi più lungamente. Già dovrei +essere dieci miglia lontano di qui.» + +In tal modo cercava egli abbreviare i momenti d’una sì dolorosa +separazione. + +«Voi dunque non mi concederete quanto vi chiesi (con soave sorriso gli +disse la Contessa). Ah! cavaliere sleale!... Eh! si udì mai che cortese +cavaliere ricusasse inchiesta fattagli dalla sua donna che tenesse i +piedi ignudi nelle proprie pianelle?» + +«Domandatemi tutto ciò che volete, o mia Amy, e vi appagherò. Ne +eccettuo le cose che potrebbero perdere voi e me.» + +«Ebbene! non vi chiedo più di riconoscermi sul momento in quel grado, +che mi farebbe invidia dell’Inghilterra, nel grado di moglie del più +nobile, del più prode, del più universalmente amato fra i baroni +Inglesi. Mi limito a pregarvi di poter dividere questo segreto col +padre mio, e di metter così un termine al cordoglio che gli cagionai. +Si dice ch’egli sia pericolosamente infermo.» + +«_Si dice?_ (ripetè il Conte con forza) chi ve lo ha detto? Varney +non ha egli fatto sapere a vostro padre tutto ciò di che si poteva +ragguagliarlo in tale momento, cioè di essere voi felice, ed in ottimo +stato di salute? Non vi ha soggiunto di più, che trovò il rispettabile +vecchio mentre si dava con ilarità al suo prediletto esercizio della +caccia? Chi ha ardito far nascere idee contrarie nel vostro spirito?» + +«Nessuno, Milord, nessuno (rispose la Contessa, scoraggiata dal tuono +onde il Conte le movea tali inchieste). Nondimeno, o Milord, bramerei +molto accertarmi co’ miei occhi medesimi, che mio padre sta bene.» + +«Ciò è impossibile, Amy. Voi non potete in questo momento avere alcuna +comunicazione, nè con vostro padre, nè colla sua casa. Sarebbe assai +trista politica il mettere a parte di un tal segreto un numero maggiore +di persone, oltre a quelle alle quali è indispensabile lo svelarlo. +Poi... quel _Travaillon, Tressiliano_, poco importa del nome, non è +egli continuamente in casa di vostro padre? Il vecchio cavaliere ha +forse nulla di nascosto per lui?» + +«Mio padre, Milord, è conosciuto per un uomo prudente e rispettabile; +e quanto a Tressiliano, potrei offerire per mallevadore di quanto +asserisco quella corona di contessa, che porterò un giorno +pubblicamente. Così potessimo noi perdonare a noi stessi l’ingiuria che +gli arrecammo, com’egli è incapace di una bassa vendetta!» + +«Nondimeno non mi confiderei seco lui, Amy, non mi confiderei seco +lui. Vorrei che il demonio si frammettesse nei nostri affari anzichè +Tressiliano.» + +«E perchè, Milord? (gli chiese la Contessa, fatta tremante nel suo +interno dal tuono di risolutezza adoperato dal Conte) perchè avete idea +tanto sinistra di Tressiliano?» + +«Signora, rispose il Conte, la mia volontà dovrebb’essere per voi una +ragion sufficiente. Ma se vi piace saperne di più, considerate le +persone con cui Tressiliano sta in lega. Egli, amico, creatura di quel +Radcliffe, di quel Sussex, contro il quale, non senza fatica, sostengo +il campo che ci disputiamo nel godere il favore di una sospettosa +padrona. S’egli ottiene sopra di me il vantaggio di sapere le nostre +nozze prima ch’io abbia con accorti modi preparata la Regina ad udir +tale segreto, sarebbe irrevocabile, eterna la mia disgrazia; nè forse +si starebbe nelle perdute mie dignità. Chi sa fin dove divenissi +vittima del risentimento d’Elisabetta, in cui è trasfusa in qualche +parte la fiera indole d’Enrico suo padre?» + +«Ma perchè, Milord, portate voi opinione tanto ingiuriosa verso un uomo +che conoscete sì poco? Tressiliano non vi è noto che a cagion mia, e +son io ad accertarvi che per qualsivoglia motivo non tradirebbe il +nostro segreto. Se per amor di voi io l’offesi, tanto più è mio obbligo +il desiderare di vedervi giusto per suo riguardo. Se il parlarvi solo +di lui vi eccita a tanto sdegno, che direste adunque s’io lo avessi +veduto?» + +«Se l’aveste veduto! (ripetè il Conte con severo ciglio) sarebbe per +voi buon consiglio il tener nascosto un tale congresso come le cose +da non rivelarsi che in confessione. Io non bramo la perdizione di +nessuno. Ma chiunque vorrà penetrare i miei segreti, badi bene a se +stesso. Il cinghiale non soffre di vedere chi attraversi il sentiero +che ha scelto.» + +«Com’egli divien terribile!» disse la Contessa a mezza voce, e +impallidendo. + +«Che avete, mio amore? (le disse il Conte sostenendola fra le sue +braccia). Tornate in letto. Voi lo lasciaste troppo di buon mattino. +Vi resta a chiedermi qualch’altra cosa, che non comprometta la mia +fortuna, la mia vita, il mio onore?» + +«Nulla, Milord, nulla (rispos’ella con fioca voce). So che io volea +parlarvi sopra un altro argomento, ma il vostro sdegno me ne ha fatto +dimenticare.» + +«Vi tornerà in mente allorchè ci rivedremo, o mia vita, (e in ciò dire +l’abbracciò con tenerezza). Eccetto inchieste di tal natura, ch’io +non possa e non osi concedere, non vi state dal confidarmi tutte le +vostre brame, e ben farebbe mestieri che fossero al di sopra di quanto +possono fornir l’Inghilterra e le sue pertinenze, perchè non le vedeste +pienamente soddisfatte.» + +Pronunziate quest’ultime parole, partì. Giunto a piedi dello scalone, +Varney gli diede un grande ferraiuolo da livrea, ed un larghissimo +cappello, travestimento, sotto di cui diveniva impossibile il +ravvisarlo. Stavano pronti in corte i cavalli così per lui come per +Varney. Il Conte non era venuto la notte addietro che con due servi, +iniziati sino ad un certo grado ne’ misteri del lor padrone, i quali +cioè credeano che ivi lo conducesse una tresca con qualche bella, di +cui ignoravano la condizione ed il nome. Ma questi servi erano nella +stessa notte partiti. + +Tony Foster teneva egli stesso la briglia al palafreno del Conte, +corsiero vigoroso al pari che agile, e intanto il servo del Foster +presentava un cavallo di più bella apparenza e più riccamente +bardamentato a Riccardo Varney, che dovea sostenere la parte di padrone +lungo la strada. + +Ciò non di meno Varney, vedendo avvicinarsi il Conte, si fece innanzi +per tenergli le redini del cavallo, e impedì a Foster l’incaricarsi +di tale ufizio, ch’ei riguardava, senza dubbio, come una delle sue +prerogative. + +Traspirò dalla fisonomia del Foster, che assai gl’increscea perdere +questa occasione di far la corte al suo protettore. Ciò non ostante +cedè il luogo a Varney senza osare di moverne alcuna lagnanza. Il +Conte salì con mente distratta a cavallo, e dimenticando per un +istante che la parte assuntasi l’obbligava a rimanere addietro al suo +padrone posticcio, uscì della corte senza pensare a Varney, e mandò +più d’un baciamano alla Contessa, che da una finestra, sventolando un +fazzoletto, gl’inviava i suoi estremi saluti. + +Mentre ei passava sotto l’oscura volta che mettea fuor della Corte: +«Ecco, diceva il Varney, ciò che si chiama fina politica. Il servitore +che va avanti al suo padrone.» E profittò di questo momento per dire +a Foster: «Tu mi fai il viso dell’arme, o Tony. Ma se ti ho privato +d’un grazioso sguardo di Milord, in compenso l’ho indotto a lasciarti +un premio de’ tuoi prestati servigi, che non ti sarà meno gradevole +d’uno sguardo. Eccoti una borsa del migliore oro che le dita di un +avaro abbiano contato giammai. Prendila (soggiunse, e a tal vista +la fisonomia di Foster si fece più aperta), prendila, ed aggiungi +quest’oro a quello che egli donò la scorsa notte a tua figlia.» + +«Come? Che mi dite voi? Egli ha fatto un dono di danari a Giannina?» + +«Certamente. Qual maraviglia? I servigi ch’ella presta alla Contessa, +non vogliono forse la lor ricompensa?» + +«Essa non lo terrà e la obbligherò a restituirlo. Conosco troppo bene +Milord, e so quanto lo alletti la novità. I suoi amori sono variabili +come la luna.» + +«Impazzisci, o Foster? O entreresti nella vanità di credere che Milord +possa essere preso da un capriccio per la tua figlia? Chi è mai che +sogni a por mente a una lodola, finchè ode il canto dell’usignuolo?» + +«Sia lodola, sia usignuolo, tutto fa per l’uccellatore; e so ancora, +sig. Varney, essere in voi molta maestria nello scuotere i rami tanto +che gli uccelli gli corrano nelle reti. Mi porti il diavolo anzichè +io desiderassi mai che metteste Giannina nel novero di tante povere +fanciulle cadute ne’ vostri agguati! Voi ridete! ma vi ripeto che +voglio almeno salvare un individuo di mia famiglia dagli artigli di +Satanasso; e tenetelo ben per sicuro. Ella restituirà quest’oro.....» + +«Ovvero ella te lo darà in custodia, o mio Tony, il che torna allo +stesso. Ma mi è d’uopo il parlarti di cosa più rilevante. Il nostro +padrone parte di qui con intenzioni, che potrebbero sconcertar molto le +nostre.» + +«Come sarebbe a dire? È egli stanco del suo trastullo, della sua nuova +conquista? Non mi maraviglio. Ha speso per essa ciò che pagherebbe il +riscatto di un re, e ora è pentito del suo contratto.» + +«Oh! quanto ti scosti, o Tony, dal vero! Egli è delirante più che nol +sia stato mai per Amy, ed anzi vuole per lei abbandonare la Corte. +Allora, addio speranze nostre, addio possedimenti, addio sicurezza. Ci +vengono ritolti i beni di chiesa, e sarebbe gran ventura, se non ci +facessero rigettare le rendite.» + +«Oh! sarebbe la nostra rovina (sclamò Foster, cui tal novella empiè di +grinze la fronte), e tutto ciò per una donna! Lo compatirei se fosse +per la salute dell’anima sua! Perchè anche a me talvolta viene l’idea +di sbarazzarmi dal lezzo di questo mondo, e vivere come uno dei più +poveri della nostra congregazione.» + +«Credo bene che finirai così, mio Tony. Ma ascolta: il diavolo +non perderà nulla se anche ti condanni alla povertà. Onde tu non +guadagneresti da nessun lato. Ma ora bada a quanto ti suggerisco, e +puoi ancora conseguire la proprietà di Cumnor Place. Non far motto con +nessuno della visita di Tressiliano. Su di ciò non aprir bocca, ammeno +che non tel consigli io medesimo.» + +«E perchè di grazia?» domandò Foster in tuono di chi sospetta. + +«Ma sei bene una talpa, se non vedi che nello stato in cui or trovasi +l’animo di Milord, una tale scoperta lo confermerebbe ne’ suoi novelli +disegni. S’egli sapesse che questo fantasma comparve alla Contessa +nel tempo ch’egli era lontano, non si fiderebbe più di nessuno, e +vorrebb’esser egli medesimo il drago custode delle poma d’oro. E +allora, Tony? Chi ha più bisogno dell’opera tua? Una parola basta a chi +la sa intendere. Addio, Tony, mi è d’uopo seguirlo.» + +Pronunciate queste parole toccò dello sprone il cavallo, galoppando a +tutta briglia per raggiungere il Conte.... + +«Possa tu romperti il collo, maledetto pagano (disse tra sè il Foster +guardandogli dietro). Fa’ d’uopo nondimeno eseguire le sue istruzioni, +perchè trattiamo tutt’e due la medesima causa. Quanto poi a Giannina... +oh! ella metterà nelle mie mani le monete d’oro, e sia in una guisa, +sia nell’altra, le impiegherò al servigio di Dio. Finchè ne trovi +il modo, le custodirò a parte nel mio scrigno; altrimenti potrebbe +uscirne un vapor contagioso, che si diffonderebbe sulla mia Giannina. +Oh! questa fa di mestieri si conservi pura come uno spirito celeste, +se non altro, acciò preghi Dio per suo padre. E ben ho bisogno delle +sue orazioni, perchè sono ad assai brutto passo. Corrono sinistre voci +sulla mia maniera di vivere. Son visto con freddezza dai confratelli +della Congregazione. E quando il sig. Holdforth, nell’ultima sua +predica, paragonava gl’ipocriti ad un sepolcro imbiancato, la cui +cavità è piena d’ossa umane, pareva fissato sopra di me. Come sono +severi questi puritani!... Ma penserò.... Prima d’aprire lo scrigno, +andiamo a leggere per un’ora la Bibbia.» + +Intanto Varney avea raggiunto il Conte che lo aspettava alla porta del +parco, d’onde uscì Tressiliano nel dì antecedente. + +«Voi perdete il tempo, o Varney, il Conte gli disse, e gl’istanti +sono preziosi. Mi è d’uopo arrivare a Woodstock per mettere a basso +quest’abito di maschera, e sino a quel punto, voi lo sapete, non +viaggio senza pericolo.» + +«Non è che una corsa di due ore, o Milord. Mi sono trattenuto brevi +momenti con Foster per eccitarlo a diligenze sempre maggiori, affinchè +non traspiri il nostro segreto, ed anche per chiedergli il ricapito +d’un uomo, che penso, o signore, di mettere al vostro servigio in vece +del licenziato Trevors.» + +«E questi è tale che veramente mi convenga?» + +«A quanto sembra, promette assai. Ma se voi voleste continuare senza +di me il vostro cammino, tornerei a Cumnor, per condurlo a Woodstock, +prima che siate uscito del letto.» + +«Allora io dormo profondamente, il sapete. Basterà bene che facciate +trottare il vostro cavallo all’uopo di essere colà quando mi alzo.» + +Pronunziate le quali parole dal Conte, Varney galoppò a briglia sciolta +verso Cumnor, tenendo la strada maestra per non ripassare in vicinanza +del parco. E sceso alla porta dell’_Orso nero_ chiese di parlare a +Michele Lambourne. Questo rispettabile nipote dell’ostiere non fece +aspettare il nuovo suo protettore, che anzi parea tenere l’orecchie +tese, come se ne indovinasse il vicino arrivo. + +«Tu perdesti l’orme del compagno tuo Tressiliano, gli disse Varney, me +lo annunzia quella tua fisonomia di furfante. È questa la destrezza di +cui ti vantasti, impudente millantatore?» + +«Oh! per la morte, disse il Lambourne, sfido chi abbia meglio seguite +le tracce di una volpe. Lo trovai che si riparò qui, in casa di mio +zio, l’ho veduto cenare, l’ho veduto entrare nella propria stanza, in +somma mi sono attaccato a lui come la sua ombra. Ma che volete? Prima +del giorno egli era partito, senza che lo avesse visto nessuno, e +nemmeno il mozzo di stalla.» + +«Sarei tentato a credere, che tu ti avvisi ingannarmi; ma se vengo a +scoprirlo, sull’anima mia, te ne pentirai.» + +«Non v’è cane, comunque buono, cui non vada talora fallita la preda. +Qual interesse aveva io di fare sparire costui? Domandatene conto a +Giles Gosling mio zio, ai suoi garzoni, al mozzo di stalla, a Cicily, +a tutta la casa, e vi convincerete, che nol perdei d’occhio un istante +in tutta la sera. Che diavolo! Dopo averlo veduto entrare nella sua +stanza, io non poteva collocarmivi a guisa d’un infermiere. Spero che +in ciò almeno mi farete ragione.» + +Il Varney prese alcune informazioni dagli altri dell’osteria, e le +trovò conformi a quanto in propria discolpa gli disse il Lambourne; +e soprattutto ognuno fu concorde nell’accertare che Tressiliano era +partito di notte tempo senza avvertire nessuno. + +«La giustizia però vuole che non si taccia una cosa, soggiunse +l’ostiere; ed è che ha lasciato sulla tavola quanto corrispondeva +all’importare del conto datogli, ed in oltre una mancia ai garzoni, la +qual cosa pareva tanto meno essenziale, che non ha dato, come sembra, +l’incomodo a nessuno di mettere la sella al suo cavallo.» + +Convintosi che il Lambourne non lo aveva ingannato, il Varney entrò +nel proposito dei divisamenti fatti sopra di esso, incominciando dal +mostrarsi ragguagliato dal Foster, ch’egli, Lambourne, non sarebbe +stato avverso ad accettar servigio presso qualche signore. + +«Siete mai stato alla Corte?» gli chiese il Varney. + +«No, rispose l’altro, ma fin da quando aveva dieci anni, sognava una +volta per settimana di esservi e di far ivi fortuna.» + +«Sarà colpa vostra se il vostro sogno non si verifica. Avete bisogno di +danaro?» + +«Non ne ha mai troppo un galantuomo che ami passare giocondamente la +vita.» + +«Questa risposta mi basta e la trovo assai onesta. Or ditemi: sapete +voi le qualità che si vogliono da chi è al servigio d’un cortigiano?» + +«Credo: occhio aperto, bocca chiusa, mano pronta a tutto, acuto +ingegno, e coscienza intrepida?» + +«E senza dubbio è gran tempo che la tua non patisce spaventi?» + +«Non mi ricordo che ne abbia mai conosciuti. Nella mia prima giovinezza +parea qualche volta ch’ella volesse alzare la voce, ma il tumulto della +guerra la mise al dovere, e l’annegai del tutto nell’onde del mare +Atlantico.» + +«Tu hai dunque servito nell’Indie?» + +«Orientali e occidentali, per terra e per mare. Ho servito il +Portogallo e la Spagna, l’Olanda e la Francia, e per mio proprio conto, +ho fatto la guerra con una banda di brave persone che veleggiavano +sopra di un brigantino, e che al di là della linea non erano in pace +con nessuno.» + +«Va bene. Tu puoi renderti utile a Milord ed a me. Ma bada ve’! perchè +son pratico del mondo. Ti comprometti tu di servire con fedeltà?» + +«Se non foste pratico del mondo, dovrei rispondervi di sì senza +esitare, e giurarlo sulla mia vita e sul mio onore; ma poichè vedo +che l’_Onor vostro_ desidera una risposta dettata piuttosto dalla +verità che dalla politica, vi risponderò che posso esservi fedele +fino a’ piedi d’un patibolo, e fino al nodo corsoio di quella tal +cordicella..... quando però io sia ben trattato, e ben pagato. Se no, +no.» + +«E a tutte l’altre tue virtù (disse con ironico tuono il Varney) tu +aggiugnerai sicuramente la felice prerogativa di saper comparire +all’uopo uom religioso ed austero?» + +«Non mi costerebbe nulla il lasciarvelo credere, ma per rispondervi +francamente devo dirvi di no. Se vi abbisogna un ipocrita, volgetevi +a Tony Foster, che fin dalla sua giovinezza è tormentato dalle visite +di certi scrupoli coi quali poi viene a patti; laonde in sostanza, il +diavolo non vi perde nulla. Oh no, io non sono di questo temperamento.» + +«Ebbene! Se non hai ipocrisia, sei tu provveduto d’un buon cavallo?» + +«Oh buono! Vel guarentisco, un cavallo, che supera le siepi ed i +fossi come il miglior cavallo di milord Duca. Una volta ch’io feci +una piccola corsa a Shooters-Hill, mi accadde sulla strada maestra di +dire alcune parole ad un fittaiuolo fornito meglio di saccoccia che di +cervello. Ma il mio cavallo mi trasse di affare in pochi minuti, ad +onta di tutti quelli che m’inseguivano.» + +«Ebbene, monta in sella, e seguimi, lascia pur qui tutto il tuo +fardello, e ti farò aver servigio presso un tale, che se tu non fai +fortuna, non sarà colpa della sorte, ma tua solamente.» + +«Va a maraviglia. Eccomi di tutto cuore. In un istante son lesto. Olà. +Eh! la sella al mio cavallo. Spicciati. Cicily! Amabile Cicily, vieni +a farmi i tuoi congedi, ti voglio donare la metà della mia borsa per +consolarti della mia lontananza.» + +«Giur’al cielo (sclamò Giles Gosling che avea uditi tutti questi +apparecchi di partenza), Cicily non sa che farsi de’ tuoi donativi. +Buon viaggio, e possa tu trovar la grazia di Dio in qualche parte, +benchè a dir vero credo che non germogli nel paese dove tu vai.» + +«Fa dunque ch’io veda la tua Cicily, caro ostiere, si vuole che sia una +bellezza» disse Varney. + +«Una bellezza arsa dal sole, capace di resistere al vento ed alla +pioggia, ma che non ha nulla per piacere a’ zerbinotti della vostra +sorte, o signore. Ella non si muove dalla sua stanza, nè si espone agli +sguardi dei cortigiani.» + +«Alla buon’ora, amico mio. La pace sia dunque con lei. Ma i nostri +cavalli impazientiscono. Vi diamo il buon giorno.» + +«Mio nipote viene dunque con voi, o signore?» + +«Tale è la sua mente» rispose Varney. + +«Fai bene, o Michele, riprese Gosling, fai ottimamente. Tu hai un buon +cavallo. Ora non ti resta che a guardarti dallo sforzino. O se di tutti +i modi che vi sono per terminare i tuoi giorni, ti si confà meglio la +corda, come mi par verisimile al partito che prendi, fammi un piacere; +scegliti una forca il più lontano che puoi da Cumnor.» + +Senza prendersi molta molestia per questi congedi di mal augurio, +Varney e Lambourne montarono a cavallo, e corsero con tanta rapidità, +che non poterono ricominciare il loro intertenimento, se non se +all’atto di salire una montagna alquanto scoscesa. + +«Tu acconsenti adunque, gli disse Varney, di entrare al servigio di un +signor della Corte?» + +«Sì: semprechè vi piacciano i patti ch’io son per farvi.» + +«Udiamoli.» + +«S’io debbo aver gli occhi aperti sugl’interessi del mio padrone, è +d’uopo ch’ei li chiuda su i miei difetti.» + +«Purchè non sieno di natura da pregiudicare al servigio.» + +«Siam d’accordo. Se fo buona caccia debbo avere almeno le ossa da +rosicchiare.» + +«Nulla avvi di più ragionevole. Molti che valgono meglio di te, +domandano la stessa cosa.» + +«Va bene. Rimane un altro punto da chiarire. Se entro in brighe colla +giustizia, il mio padrone deve aiutarmi ad uscirne colle mani nette. +Voi vedete che questo è un articolo importante.» + +«Anche ciò è giusto, ogni volta però che l’impaccio in cui tu possa +trovarti abbia origine da servigio prestato al padrone.» + +«Quanto allo stipendio (continuò il Lambourne con aria d’indulgenza) +non ne parlo neanco, perchè fo conto di vivere sui profitti.» + +«Non temere. Non ti mancheranno nè danari, nè modi di divertirti. Tu +vai a stare in una casa, ove, come suol dirsi, l’oro esce fuori degli +occhi.» + +«Tutto ciò è un incanto. Non mi rimane ora a sapere che il nome del mio +padrone.» + +«Io mi chiamo Riccardo Varney.» + +«Ma intendo dire il nobile Lord, al cui servigio voi mi mettete.» + +«Sciagurato! Ti credi forse troppo gran signore onde arrossire di +chiamarmi tuo padrone? Ti permetto d’essere impudente cogli altri. Ma +bada bene che con me...» + +«Ne domando umilmente perdono al _vostro Onore_; ma vi ho veduto in +tanta intrinsichezza con Tony Foster, col quale vivo in intrinsichezza +ancor io...» + +«Vedo che non ti manca nulla per essere un furfante calzato e vestito. +È vero che ho deliberato collocarti nella casa di un gran signore, +ma da me solamente riceverai i comandi, nè ubbidirai altri che me. +Io ne sono il primo scudiere, nè andrà guari che ti sarà noto il suo +nome. Egli è un uomo che governa lo Stato, che porta tutto il peso +dell’amministrazione sopra di sè.» + +«Poter del Cielo! è un eccellente talismano per disotterrare i tesori +nascosti.» + +«Quando si sa farne uso prudente. Ma bada bene, perchè tu potresti +invece chiamar sopra te un demonio capace di ridurti in polvere.» + +«Non dubitate. Mi terrò fra i limiti convenienti.» + +I due viaggiatori ripigliarono allora il galoppo, e giunsero di lì a +non molto al reale parco di Woodstock. Questo antico dominio della +Corona aveva aspetto ben diverso da quello che presentò allorquando vi +soggiornava la bella Rosimonda, e quando fu nascondiglio ai proibiti +amori di Enrico II; ed era ben anche diverso da quel che si mostra +a’ nostri giorni, in cui Blenheim-House ne rimembra le vittorie del +Marlborough, e invita i viaggiatori a contemplare i nobili sforzi +dell’ingegno del Vanburgh, lacerato sintantochè visse da uomini che gli +stavano di gran lunga al disotto. Woodstock sotto la regina Elisabetta +non era che un vecchio castello rovinoso, nè da lungo tempo onorato +della presenza dei sovrani; circostanza che contribuì grandemente ad +impoverir quel villaggio, e che trasse quegli abitanti ad umiliare più +d’una supplica alla Regina, onde volgesse sovra essi un suo benefico +sguardo. E tale era l’apparente motivo per cui il Conte si era condotto +a Woodstock. + +Il Varney e il Lambourne entrarono francamente nella corte del vecchio +castello, che offeriva in quella mattina un aspetto animato, qual non +s’era visto dopo volgere di due regni. Gli ufficiali della casa del +Conte, i suoi servi da livrea, le guardie, andavano e venivano collo +strepito caratteristico della lor professione. Udivansi gran nitrir +di cavalli e grande abbaiare di cani; perchè il Conte incaricato di +esaminare in qual essere trovavasi quella terra, e dovendo far credere +di rimanervi quanto tempo fosse stato necessario a tal uopo, volle lo +accompagnasse tutto il treno che gli facea di mestieri per gustare ivi +il piacer della caccia. Diceasi che il parco di Woodstock fosse stato +nell’Inghilterra il primo ricinto chiuso da mura ad uso di caccia; ed +abbondava di daini, il cui riposo da lungo tempo non veniva turbato. +Una grande folla d’abitanti, sperando che tale visita straordinaria +produrrebbe i favorevoli effetti, cui sospiravano, si assembrarono +nella corte, ove agognavan l’istante che si mostrasse ad essi il più +sublime personaggio dell’Inghilterra. L’arrivo di Varney eccitò la loro +attenzione, tanto più che si sparse subito la voce essere egli il primo +scudiere del Conte, onde tutti solleciti di amicarsi il Varney, si +levarono i cappelli, e si affollarono frettolosamente per tener briglia +e staffa così al cavallo di lui, come a quello del suo compagno. + +«Allontanatevi, miei galantuomini, (disse loro con alterigia il +Varney), nè impedite ai servi di fare il loro dovere.» + +I contadini afflitti di ciò, si ritiravano, allorchè il Lambourne, +credendosi copiare i modi del primo scudiere, più duramente ancora li +rispingeva: «Giù le mani o bifolchi, andate al diavolo. Pensate forse +che non abbiam salariati per farci servire?» + +Consegnati i loro cavalli agli uomini da livrea, entrarono nel +castello dandosi un tuono di superiorità, che la nascita ed una lunga +consuetudine rendevano naturale nel Varney, e che il Lambourne si +studiava d’imitare siccome vedemmo. Intanto i poveri abitanti di +Woodstock si dicevano uno all’altro sotto voce: «Dio ci liberi presto +da questi superbi. Se il padrone somiglia ai servi, il diavolo se li +porti tutti, che non prenderà più di quanto gli si appartiene.» + +«Zitto, amici miei, soggiugnea il podestà, e morsicatevi piuttosto la +lingua per non lasciarle dire sciocchezze. Col tempo chiariremo tutto. +Nessuno verrà mai accolto a Woodstock con tanto giubilo quanto se ne +dimostrava al veder giugnere l’antico re Enrico. Se per caso regalava +non so quanti colpi di bacchetta ad un contadino, poco dopo gli gettava +addosso un pugno di monete d’argento coniate colla sua effigie, e con +tal espediente tutto veniva dimenticato.» + +«Dio abbia in pace l’anima sua! sclamaron que’ villici. Ma pur troppo +dovrà correre molto tempo prima che la regina Elisabetta ci venga a +distribuire colpi di bacchetta.» + +«Non si può anche sapere, mia buona gente; ma ci vuol pazienza, e per +ora ne consoli la sicurezza di meritare tali favori da Sua Maestà.» + +Intanto Varney seguito dal suo nuovo accolito entrò nell’anticamera, +ove persone di più alto affare che non quelli di cui la corte era +ripiena, aspettavano l’istante di veder il Conte, non per anche uscito +della sua stanza. Tutte corteggiavano, qual con maggiore, qual con +minore considerazione il Varney, e proporzionatamente sempre al grado +di ciascuna, o alla cosa che ivi conducea al levarsi del favorito. +All’interrogazione generale: «Quando credete che comparirà Milord, sig. +Varney?» questi rispondea in poche parole: «Non vedete la polvere che +ho su gli stivali? Giungo ora da Oxford. Non so nulla.» Ma fattagli +tale inchiesta da un personaggio più distinto, s’affrettò a rispondere: +«Vado subito ad informarmene dal ciamberlano sir Thomas Copely.» +Il ciamberlano, che si facea conoscere pel distintivo della chiave +d’argento, disse che il Conte non aspettava se non se l’arrivo del +sig. Varney per venire abbasso, ma volea prima parlargli da solo a +solo. Varney allora salutando la brigata, ne prese congedo per entrare +nell’appartamento del suo padrone. + +Vi fu per qualche istante un mormorio prodotto da tale aspettazione; +ma questo fece luogo al più profondo silenzio allor quando si +videro aprire entrambi i battitoi della porta, situata nel fondo +dell’appartamento. E subito comparve il Conte preceduto dal Ciamberlano +e dal Maggiordomo, e seguito da Riccardo Varney. I lineamenti di +quello, nobili e maestosi, nulla aveano che si confondesse coll’audacia +improntata su i volti degli altri del suo corteggio. Proporzionate +erano del certo al grado di ciascheduno le gentilezze ch’ei dicea +a questo e a quello; ma non vi fu chi potesse chiamarsi scontento +dell’accoglienza ricevuta. Le domande ch’ei faceva sullo stato in cui +si trovavano il castello e le sue pertinenze, l’enumerazione ch’ei +tessea de’ vantaggi sperabili per il paese e per que’ dintorni dalla +deliberazione in cui era la Regina di portarvisi a quando a quando, +intendeano a far credere, ch’egli avesse già lette ponderatamente +tutte le suppliche ìndirittegli da quelle genti, e che fosse in lui la +massima propensione a secondarle. + +«Adesso il Signore lo benedica (dicea il podestà che ivi condusse +una deputazione del villaggio, della quale era egli il presidente). +Vedete come ha l’aria smunta; giurerei che ha trascorsa tutta la notte +in leggere la nostra rimostranza. E il maestro Toughyarn, che ha +impiegato sei mesi a metterla insieme, credea breve una settimana per +ben intenderla! Or vedete che ventiquattr’ore sono bastate al Conte per +cavarne la quintessenza.» + +Il Conte gli assicurò allora d’interporre i suoi buoni uffizi, onde +persuadere la Regina ad onorare qualche volta della sua presenza il +reale castello di Woodstock, e ciò affinchè gli abitanti di que’ +dintorni non andassero privi de’ vantaggi, che avean goduti sotto i +precedenti monarchi. Intanto gli era cosa gradevole il farsi interprete +delle intenzioni della Sovrana favorevoli ad essi, e anzi di notificar +loro, che Sua Maestà, premurosa d’incoraggiare e d’avvivare il +commercio di Woodstock, avea risoluto d’instituirvi un mercato per le +lane. + +Questa buona notizia produsse grandi dimostrazioni di giubilo, non +solamente per parte de’ membri della Deputazione che si trovavano +nell’appartamento, ma per parte ancora de’ contadini adunati nella +corte, fra i quali la stessa notizia non tardò a divulgarsi. I +magistrati presentarono al Conte, piegando il ginocchio, le libertà e +franchigie di Woodstock, accompagnate da una borsa piena d’oro, ch’egli +passò immantinente a Varney, e questi ne rimise una parte al Lambourne, +siccome un saggio anticipato de’ profitti che gli avrebbe fruttato il +novello servigio. + +Il Conte, e quelli del seguito, non tardarono a mettersi a cavallo +per ritornare alla Corte. Udivansi d’ogni lato grida di allegrezza di +tutti gli abitanti di Woodstock: _Viva la regina Elisabetta! Viva il +nobile conte di Leicester!_ ripetevano tutti. Che anzi i modi cortesi +adoperati dal Conte sparsero una vernice di popolarità per fino sugli +altri del suo corteggio, l’alterigia de’ quali avea sulle prime portato +discredito allo stesso loro padrone. + +Laonde le voci: _viva Milord, e tutti quelli che gli appartengono_ +pervennero all’orecchio di Varney e di Lambourne, che seguivano il +Conte, ordinati ciascuno secondo il lor grado. + + + + +CAPITOLO VIII. + + Datemi i vostri consigli; saranno + ascoltati, sig. Fenton, e posti anche + in opera. + + _Le Commari di Windsor._ + + +Diviene cosa indispensabile il risalire alle circostanze che +accompagnarono, o a dir meglio produssero nell’osteria dell’_Orso +nero_ la subitanea sparizione di Tressiliano. Dopo lo scontro avuto +con Varney egli era tornato al _Carovanserai_ di Giles Gosling, ove +chiese carta, penna e calamaio, ed annunziando che passerebbe tutta la +giornata nel suo appartamento, vi si rinchiuse. Ricomparve nonostante +la sera nella gran sala, ove Michele che, giusta l’obbligo assuntone, +avea spiato ogni suo andamento, cercò di rinovar lega con essolui: +«Spero che non avrete conservato rancore per l’affare di questa +mattina.» + +Ma Tressiliano rispinse con fermezza, non però disgiunta da urbanità, +tal genere di cortesia: «Sig. Lambourne, non dovreste essere scontento +del modo onde vi ho compensato pel tempo, che vi ho tenuto in faccende. +A traverso la maschera di rozza semplicità, sotto cui vi coprite, vedo +che è in voi discernimento bastante ad intendermi allorchè vi dico con +franchezza, che avendo io ottenuto quanto era unicamente mio scopo, +dobbiamo per l’avvenire considerarci come stranieri l’uno per l’altro.» + +«_Voto a Dios_ (esclamò il Lambourne rilevandosi colla sinistra mano +una basetta, e portando la destra all’impugnatura della sua sciabola), +se credessi che fosse in voi disegno di farmi aggravio...» + +«Avreste bastante prudenza per sopportarlo, come è di vostro dovere +in tutte le immaginabili combinazioni (gli rispose Tressiliano senza +scomporsi). Voi conoscete assai bene qual distanza ne separi per non +chiedere una spiegazione più ampia. Vi auguro la buona sera.» + +Voltegli indi le spalle, si pose a favellar coll’ostiere. Il Lambourne +non ne potea più dalla voglia di fare il bravo, ma limitò la sua +collera a bestemmiare fra i denti, cedendo a quella prevalenza, che un +uomo distinto per nascita, e maggiore di meriti, possede sempre sopra +enti spregevoli di tal natura. Si assise borbottando in un angolo +della sala, datosi ad osservar di soppiatto, ma in modo non equivoco, +i pensieri, non che i moti di Tressiliano; e l’idea che nacque in lui +di vendicarsi a proprio conto era nudrita dalla speranza di soddisfare +ad un tempo le brame del Varney. Giunse l’ora della cena, che quando fu +terminata, Tressiliano si ritirò nel proprio appartamento, tutti gli +altri facendo lo stesso. + +Era poco dacchè Tressiliano si era messo in letto senza poter prendere +sonno, di cui teneano luogo le considerazioni nelle quali era immerso. +D’improvviso ne fu interrotto il corso dal rumore che fece la sua porta +aggirandosi su i proprii cardini, e da un debole raggio di luce, che +si diffuse per tutta la stanza. D’un animo forte come l’acciaio, saltò +giù del letto, ed afferrata la sciabola, stava per trarla dal fodero, +allorchè udì questa voce; «Fermatevi, sig. Tressiliano, fermatevi. Son +io, è il vostro albergatore Giles Gosling.» + +E nello stesso tempo girando la parte opaca della sua lanterna, che +sino a quel punto avea mandato un languido chiarore, mostrò i proprii +lineamenti e la solita gioviale fisonomia all’attonito Tressiliano. + +«Che vuol dir questo, sig. Gosling? Avete forse cenato bene come la +scorsa notte? È uno sbaglio di stanza che fate? ovvero vi dareste a +credere esser questo un luogo opportuno per venire a sfoggiare dopo +mezzanotte le vostre facezie?» + +«Non mi sbaglio nè di luogo nè di tempo, sig. Tressiliano: conosco +queste due cose al pari d’ogn’altro ostiere dell’Inghilterra. Ma +primieramente ho osservato, che quel ribaldo di mio nipote, in tutta la +sera non ha dipartito gli occhi da voi più di quanto lo faccia un gatto +che dia la caccia ad un sorcio. In secondo luogo, voi avete attaccato +briga, vi siete battuto, o con lui o con alcun altro, e temo vi arrivi +qualche sinistro.» + +«Impazzite, mio caro ostiere? Vostro nipote, scusate, è al di sotto +di chi può meritare il mio risentimento. Per altra parte, qual motivo +v’induce a credere che io abbia attaccato briga con chicchesia?» + +«Oh! il colore delle vostre guance me ne disse assai quando tornaste, +o signore. E questo è un indizio sicuro, quanto è certo che la +congiunzione di Marte e di Saturno partorisce sfortuna. Aggiugnete, che +le fibbie del vostro centurino andavano traverso. Poi avevate l’aria +agitata, camminavate d’un passo frettoloso. In somma non era cosa in +voi, da cui non comparisse, che la vostra mano aveva accarezzato pochi +istanti prima l’impugnatura della vostra sciabola.» + +«Ebbene, amico, stando ancora che mi fossi trovato nella necessità +di metter mano alla sciabola, è questo motivo bastante a lasciare da +quest’ora un buon letto caldo per venire da me? Voi vedete che non mi è +accaduta veruna disgrazia.» + +«No sin qui. Ma non è anche finita. Tony Foster è un uomo pericoloso, +ed ha alla Corte potenti protettori, che lo han tratto d’impaccio più +d’una volta. Quanto a mio nipote....... vi dissi già l’animo mio. E se +due bricconi hanno rinovato lega, non vorrei che fosse a vostro costo, +mio rispettabile ospite. Michele ha fatto una specie di processo col +mozzo di stalla per sapere l’ora della vostra partenza, e la via che +sarete per prendere. Mi piacerebbe dunque che pensaste, se avete detto +o fatto nessuna cosa da mettervi in riguardo contro d’un tradimento.» + +«Voi siete un onest’uomo, Gosling (disse Tressiliano dopo avere +meditato un istante), e quindi vi parlerò con franchezza. Se questi +due malvagi han fatto cattivi disegni sopra di me, e non vi nego che +sia ciò possibile, egli è perchè sono i commessi subalterni d’altro +malvagio assai più potente di loro.» + +«Voi intendete dire del sig. Riccardo Varney, non è vero? Egli venne +ieri a Cumnor-Place, e ad onta delle cautele che ha prese costui, v’è +chi lo ha veduto e me lo ha raccontato.» + +«Sì, io parlava di lui, o mio ospite.» + +«Ebbene. Per l’amor del Cielo, signor Tressiliano, pigliate bene i +vostri passi innanzi. Questo Varney è il protettore, il signore del +Foster. L’usufrutto di Cumnor-Place e del parco che costui gode, +lo tiene dal sig. Varney, il quale poi ha avuti dal suo padrone, +Conte di Leicester, i beni dell’Abbazia d’Abingdon, che comprendono +i fondi usufruttuali del Foster. Si dice che lo stesso Varney possa +tutto sull’animo del Conte. Io stimo troppo questo ultimo signore per +non persuadermi che egli si valga del suo favorito nel modo, come +pretendono certe persone. Ma è sempre vero, che lo ama, ed è inoltre +indubitabile che il Conte può altrettanto sulla mente della Regina, +intendo nelle cose convenevoli e giuste. Ora vedete quali nemici vi +siete tirati alle spalle.» + +«Su questo poi, la cosa è fatta. Non vedo un modo di rimediarvi.» + +«Per Bacco! è ben necessario che vi rimediate o d’una maniera o +dell’altra. Riccardo Varney... appunto per questo predominio ch’egli ha +sullo spirito del Conte, e attese le moleste pretensioni che per essere +succeduto nei diritti dell’Abbazia, fa valere in questi luoghi.... si +ardisce appena pronunziare il suo nome fra noi. Voi vedeste di fatto +che ieri sera non se ne disse una parola, mentre poi niuno si ristava +dal gridar croce addosso a Tony Foster; e nella mia osteria non v’era +al certo una sola persona non convinta, che Tony Foster eseguisce +unicamente gli ordini del Varney, e che per conto del secondo la bella +signora misteriosa viene custodita in Cumnor-Place. Ma a tale proposito +voi ne sapete più di me, e benchè le signore non portino sciabola, ne +hanno fatto uscire più d’una dal suo fodero.» + +«Sì, onesto Gosling, intorno a questa infelice so molte particolarità, +che non vi possono esser note. Anzi sento che ora abbisogno di +suggerimenti, e ne prenderò volentieri da voi. Quindi vi narrerò per +intero la storia che si riferisce ad un tale avvenimento, e tanto più +volentieri il farò, che terminato il mio racconto, mi sarà d’uopo di +raccomandarmi all’opera vostra.» + +«Io non sono che un povero albergatore, sig. Tressiliano, e poco +quindi capace di dar consigli ad un pari vostro. Ma, quanto è sicuro +che ho tenuto sempre la strada dell’onestà in questo mondo, e che ho +dato a tutti buona misura non mi facendo pagare prezzo maggiore del +ragionevole, altrettanto potete star certo che se non mi riuscisse +d’aiutarvi, non tradirei per un regno le confidenze che mi farete. +Parlatemi adunque a cuore aperto, come se raccontaste le cose a vostro +padre, ed assicuratevi, che se ho anche un poco di curiosità, perchè la +curiosità entra fra le virtù della mia professione, questa va sempre +accompagnata da una dose ragionevole di prudenza.» + +«Non ne dubito punto, o Gosling, Tressiliano rispose (e intanto che +il suo uditore preparavasi a dargli intera attenzione, meditò un +istante donde incominciar doveva il racconto). Per rendermi adunque +intelligibile, mi farà di mestieri il rimontare ad una data più antica. +Voi avete senza dubbio udito far parola della battaglia di Stoke, e +fors’anche di Sir Ruggiero Robsart, che valorosamente sostenne le parti +di Enrico VII avo della Regina, e che mise in rotta, e il conte di +Lincoln, e il lord Geraldin co’ suoi Irlandesi, ed i Fiamminghi che la +duchessa di Borgogna aveva inviati in soccorso di Lambert Simnel.» + +«Mi ricordo di tutto ciò, disse Gosling. Nella mia sala se ne canterà +dodici volte per settimana la ballata. Ed è in onore di Sir Ruggero +Robsart di Devon, l’aria, che intuonano per le strade i nostri +canterini: + + »Fior de’ prodi oppone il petto + »Alla mischia orrenda e fiera, + »Come sfida onde e bufera + »Fermo scoglio in mezzo al mar». + +»Oh! sì; e mi ricordo ben anche di Martino Swart e de’ bravi Alemanni +da lui condotti, di quei loro giustacuori tagliati a festoni, e di +quelle loro stravaganti brache tutte increspate colle fettucce. V’è +un’aria anche in onore di questo Martino, e dovrei ricordarmela. + + »Allestite, o soldati, i corsieri, + »È Martin che vi chiama alla pugna. + »La sua voce.....» + +«Se cantate così, caro ostiere, sveglierete tutti quei della casa, e +avremo più uditori di quello ch’io non vorrei aver confidenti.» + +«Perdonatemi, sig. Tressiliano, io andava via colla mente. Ma quando +una vecchia canzone torna in memoria a noi altri cavalieri dello +spiede, par che a forza ci voglia uscire di bocca. Ora vi ascolto.» + +«Il mio avo grandemente affezionato alla casa di York, come lo erano +molti fra gli abitanti di Cornovaglia, si mise dalla parte di questo +Simnel, che assunse il titolo di conte di Warwick, perchè tutta questa +contea stette a favore di Perkin Warbeck, che s’intitolava duca d’York. +Il detto mio avo raggiunse gli stendardi di Simnel; ma dopo avere +combattuto con prodigioso valore, fu fatto prigioniero nella giornata +di Stoke, ove i capi di questo sfortunato esercito perirono per la +maggior parte coll’armi alla mano. Il prode cavaliere cui questo mio +antenato si arrendè, fu Sir Ruggero Robsart, che postolo al sicuro +della regale vendetta, il rimandò libero senza riscatto; ma non potè +sottrarlo agli altri effetti della sua prima imprudenza, alle grosse +ammende cioè pronunziate contr’esso, espediente favorito di Enrico, +che infievoliva per tal modo i proprii nemici. Il buon Robsart ciò +nonostante fece quanto potè per alleviare l’infortunio dell’avo mio, e +sì intrinseca divenne la loro amicizia, che mio padre fu allevato come +fratello e compagno di Sir Ugo Robsart figlio unico di Sir Ruggero, nè +inferiore al padre in indole generosa, benefica, ospitale, benchè nella +sapienza militare nol pareggiasse.» + +«Ho inteso parlare, e ben più d’una volta di quest’ottimo Sir Robsart, +disse l’ostiere. Il suo primo bracchiere, William Badger, servo, più di +quanti mai ve ne sieno, affezionato al padrone, ne ha detto bene più di +cento volte in mia casa. È un cavaliere che ama l’allegria, passionato +ad usar atti d’ospitalità, ed avvezzo a tener tavola aperta più di +quello che s’usa ai nostri giorni; perchè ora in soli galloni d’oro si +mette sulle spalle d’un servo quanto basterebbe per regalare, tutto un +anno, di manzo e birra una dozzina di galantuomini, ed anche per fornir +loro il modo di andare una sera d’ogni settimana a ricrearsi alla +taverna, a fine di non dimenticare i poveri ostieri.» + +«Quando dunque conoscete il Badger, mio caro Gosling, è certo che +avete inteso a parlar molto di Sir Ugo Robsart; laonde mi limiterò +a dirvi che ha spinto l’ospitalità, di cui lo lodate, al punto di +vederne sconcertate le proprie sostanze. Ma ciò non sarebbe il massimo +de’ mali, non avendo egli altra erede fuorchè una figlia. Ed è qui +che comincio io a comparire nella tessitura di tale storia. Morto mio +padre, son già parecchi anni, il buon Sir Ugo non avrebbe mai voluto +che mi dipartissi da lui. E la passione della caccia, passione in +me ardente quant’era in Sir Ugo, mi scemava il merito di secondare +le brame di un uomo cui mi stringevano vincoli di gratitudine e di +amicizia ereditaria. Pur talvolta io provava rimorso, perchè tale +inclinazione m’impediva di darmi a studii che mi sarebbero stati +assai più giovevoli. Ma questo istesso rimorso cessò affatto in me +per ben altra cagione. La rara bellezza di Amy figlia di questo uomo +rispettabile, cresceva in essa al pari dell’età, nè potea non fare +impressione in un giovane che stava di continuo al suo fianco.» + +«E il padre non approvò il vostro amore. La cosa va co’ suoi piedi; e +in tali circostanze è sempre l’uso così. Il sospiro che vi è sfuggito +in questo istante prova che il padre della vostra Amy non si dipartì da +tal uso.» + +«La cosa è affatto all’opposto. Il generoso sir Ugo approvò il mio +amore, ma fu il cuor della figlia che ricusò di dividerlo. Ella mi +concedè nondimeno la propria stima, permettendomi di sperare che a +questa stima un sentimento più tenero sarebbe succeduto. Il nostro +contratto di nozze fu stipulato e sottoscritto, perchè così volle il +padre, ma venne differito ad un anno il celebrarle, tale essendo il +desiderio che la giovane ne dimostrò. In questo intervallo, Riccardo +Varney comparve in quelle vicinanze. Prevalendosi d’una lontana +parentela, ch’egli avea con sir Ugo, gli fece frequenti visite, ed +infine passava pressochè tutti i giorni in sua compagnia.» + +«Cattivo augurio per la casa ch’egli onorava di sua presenza!» disse +Giles Gosling. + +«Ah! voi non dite che troppo vero, e non ne derivarono che disgrazie. +Ed in un modo sì strano ch’io non so ancora unire insieme le successive +combinazioni onde piombarono su d’una famiglia, infino a quel giorno +tanto felice. Per qualche tempo, la giovane Amy sembrò accogliere le +premure dimostratele dal Varney con quella indifferente urbanità, con +cui generalmente si sogliono contraccambiare cortesie che non abbiano +un serio scopo. Non andò guari che sembrò lo vedesse con rincrescimento +e fino con ripugnanza. D’improvviso, strinsero insieme una lega di +natura affatto straordinaria. Varney rinunziò ai modi di pretendente e +di amante, che sulle prime aveva assunti presso di lei. Amy, in vece, +non gli dimostrò più quella agghiacciata freddezza che aveva opposta +per lo innanzi alle prime sue cortesie. Sembrò regnasse fra essi una +segreta intelligenza fondata sulla confidenza scambievole. Ne fui +oltremodo scontento, e sospettai perfino che avessero segreti convegni +per intendersi l’un l’altro senza essere impacciati dalla presenza mia +o del padre d’Amy. Nondimeno io credeva ancora il cuore di lei franco +ed aperto, come lo annunziavano quegli angelici lineamenti; benchè +una folla di circostanze offertesi dopo quel tempo alla mia memoria, +avrebbero dovuto convincermi delle segrete loro corrispondenze. Ma che +giova ora il descrivere particolarità? Il fatto parla da se medesimo. +Ella scomparve dalla casa paterna, Varney se ne allontanò in quel +medesimo giorno; e ieri ho trovata Amy Robsart nella casa del vilissimo +Foster, ove ho veduto Varney, quando giugneva da una porta di dietro, +avvolto in grande mantello.» + +«E questa è la cagione per cui vi siete cimentato? Mi pare, sig. +Tressiliano, che prima di farvi campione di questa signora, avreste +potuto informarvi s’ella lo desiderava, o lo meritava?» + +«E che? Non sapete voi che mio padre, e come tale io riguarderò +sempre sir Ugo Robsart, stassi fra le domestiche mura immerso nel più +disperato dolore, o cerca invano, dandosi alla caccia, ricreazione +sua prediletta, di sbandir dal cuore una immagine che vi si presenta +soltanto per lacerarlo? Poteva io sopportare l’idea di veder vivere +questo padre nell’affanno, e la figlia sua nell’infamia? Io mi posi +dunque in traccia di Amy, mosso da speranza d’indurla a tornare +nel seno di sua famiglia. Trovai questa giovane sciagurata, e +quando, o sarò riuscito nel concetto disegno, o ne avrò ravvisata +l’impossibilità, la mia risoluzione è presa. I miei giorni si +termineranno nell’isola della Virginia.» + +«Non vi abbandonate a sì violento partito, sig. Tressiliano, nè +vogliate rinunziare alla patria vostra, perchè una donna è una donna, +che cambia cioè amanti siccome nastri, senz’altro motivo che la sua +fantasia. Ma prima di esaminare più addentro la cosa, permettetemi +chiedervi come avete saputo sì bene mettervi sulla via di trovare il +soggiorno di questa giovane signora, o per meglio dire il luogo ove si +tiene nascosta?» + +«Non ignorava io che Varney aveva ottenuti i dominii dell’Abbazia +d’Abingdon, e tal circostanza mi trasse a credere che Amy fosse in +questi dintorni. Si raddoppiarono i miei sospetti, allorchè l’altro +ieri intesi parlare d’una signora, che vivea sotto velo di tanto +mistero a Cumnor-Place. La visita che feci colà con vostro nipote, mi +provò poi quanto fossero essi fondati.» + +«E quali sono al presente i vostri divisamenti? Scusate la libertà +ch’io mi prendo d’interrogarvi.» + +«È mia mente tornare in questo giorno medesimo alla casa del Foster, e +procurarmi con Amy un intertenimento più concludente dell’ultimo. Sarà +forza dire che quell’animo è cambiato sotto ogni aspetto, se non arrivo +a farvi impressione.» + +«Con vostra buona grazia, sig. Tressiliano, voi non vi cimenterete, io +spero, a tal passo. Se non vi ho male inteso, la giovane ricusò già +d’ascoltarvi.» + +«Non è che troppo vero. Non posso negarlo.» + +«E in qual modo adunque sperate poter costringerla a far cosa contro +la propria inclinazione, comunque disonorante ne sia la condotta e +per conto di lei e per quello della sua famiglia? Quand’anche le +foste padre, o fratello, la genìa fra le cui mani ell’è capitata, +non esiterebbe un istante a chiudervi la porta in faccia. Ma essendo +inoltre un amante da lei ributtato, correte di più rischio, che +coloro vi facciano un mal partito. E allora a qual magistrato volete +volgervi per ottenerne protezione ed assistenza? Perdonatemi la troppa +franchezza, ma voi siete in procinto di gettarvi nell’acqua per +afferrare un’ombra, nè potete uscirne che ben bagnato, se pure avete la +fortuna di non annegarvi.» + +«Porterò querela al Leicester contro l’infamia del suo favorito. Il +Conte cerca di farsi forte colla sponda dei severi e rigidi Puritani. +Egli dunque non ardirebbe negarmi giustizia per un riguardo a se +medesimo, quand’anche non fossero in lui i principii d’onore e di +nobiltà, che gli vengono generalmente attribuiti. Poi, ad ogni evento, +spingerò la mia appellazione al trono della stessa Regina.» + +«Quanto al Leicester, non mi maraviglierei se lo trovaste propenso +a difendere il suo favorito, perchè Varney si vanta di poter tutto +sopra di lui. Ma, dite bene; un’appellazione alla Regina li metterebbe +e l’uno e l’altro alle cose ragionevoli, perchè Sua Maestà cammina +stretto in questo genere di negozi, e a quel che in oltre si vocifera, +perdonerebbe più volentieri a dodici cortigiani l’essere innamorati +di lei, che ad un solo di questi il dar a comprendere che trova +un’altra donna più bella. Fatevi dunque coraggio, ed anzi tenetevi +solamente all’ultima idea. Portate a’ piedi del trono una supplica di +sir Ugo colla descrizione dell’insulto, che vi è stato fatto, e il +Conte, oh! lo vedrete, getterebbe piuttosto la sua testa nel Tamigi, +che compromettersi a sostenere il favorito in cosa di tal natura. Ma +per compir tutto questo, e poter sperar buon successo, è mestieri il +mettersi all’opera seriamente. In vece di perdervi qui a tirar botte +col primo scudiere del Leicester, o d’esporvi ai pugnali de’ suoi +colleghi, correte subito nella contea di Devon, fate sottoscrivere una +supplica a sir Ugo, e cercatevi amici che vi possano proteggere alla +Corte.» + +«Il vostro raziocinio è giusto, o Gosling, e voglio ad esso +uniformarmi. Partirò dimani allo schiarire del giorno.» + +«Fate meglio, sig. Tressiliano. Partite in questa notte medesima. +Non ho mai desiderato tanto di veder giungere un viaggiatore al mio +albergo, come ora desidero di vederne voi andar via. Mio nipote verrà, +un dì o l’altro, appiccato. Lo sia, poichè questo è il suo destino; +ma non vorrei che ciò gli accadesse per avere scannato uno tra’ miei +più rispettabili ospiti. Il proverbio dice: È meglio viaggiar da solo +la notte, che in pieno mezzogiorno a fianco d’un assassino. Partite, +signore, partite tosto per la sicurezza di voi medesimo. Il vostro +cavallo è lesto, perchè gli ho messo io briglia e sella; e qui è il +vostro conto.» + +«Non ascende ad un _nobile_ (disse Tressiliano, mettendogli fra le mani +una piastra d’oro). Piacciavi passare il restante alla gentile vostra +figlia Cicily, e ai famigli dell’albergo.» + +«Essi faranno onore alla vostra generosità, mio signore, e voi +ricevereste dalla propria bocca di mia figlia i suoi ringraziamenti, se +non si opponesse a ciò l’ora che è.» + +«Non permettete, che i viaggiatori si prendano troppa libertà con +vostra figlia, mio caro Gosling.» + +«Oh! avrò cura di starci attento. Ma, dopo quello che mi raccontaste, +non mi fa maraviglia che da voi vengano avvertimenti di tal natura. +Narratemi dunque. La bella signora, con qual occhio vi guardava ieri?» + +«Sembrava più indispettita che confusa, e temo assai ch’ella si trovi +avvolta tuttavia nel delirio di una funesta illusione.» + +«Ma se ciò è, caro signore, perchè farvi il campione di una donna, che +non si cura di voi? Perchè affrontare per essa il risentimento del +favorito di un favorito? Ah! l’amore è il mostro più pericoloso, in cui +possa scontrarsi un cavaliere che vada rintracciando avventure.» + +«Voi v’ingannate, Gosling, e vedo che non mi avete inteso. Io non +desidero più, che Amy mi conceda un solo de’ suoi pensieri. Ch’io la +veda un’altra volta fra le braccia del padre, e quanto mi rimane a fare +in Europa, e forse su questa terra, è terminato del tutto.» + +«E non sarebbe migliore risoluzione bere un bicchier di vino, e +dimenticare ogni malinconia? Ma capisco bene che venticinque anni e +cinquanta non vedono questi affari coi medesimi occhi, soprattutto +quando questi occhi si trovano lì sulla testa d’un giovane nobile, +e qui sulla testa d’un vecchio ostiere. Io vi compiango, sig. +Tressiliano..... Ma mi diceste, che potrei esservi utile! Non vedo +ancora in qual cosa.» + +«Vel dico subito, Tressiliano rispose. Vorrei che steste coll’occhio +aperto su quanto accade a Cumnor-Place; cosa che potete fare +senza timore di dar sospetto a nessuno, attese le molte persone +che frequentano il vostro albergo; poi, che me ne informaste per +iscritto, valendovi di quel qualunque, che vi presenterà per parte mia +quest’anello. Osservatelo attentamente per riconoscerlo, ed in allora +vi pregherò conservarlo come una mia memoria.» + +«Io non bramo ricompensa di sorte alcuna, o signore, ma mi sembra +sarebbe cattivo partito per un uomo posto, com’io, in una condizione +dipendente affatto dal Pubblico, il frammettermi in un affare di tal +natura, ed in cui non posso nemmen dire a mia giustificazione d’avere +verun interesse.» + +«Verun interesse, dite? E che? non siete voi padre? Qual altro è lo +scopo del servigio chiestovi che di far rientrare sul cammino della +virtù una giovane traviata fra i sentieri del disonore e del vizio? +Avvi in tutto il mondo interesse più rilevante?» + +«È per altro vero, e compiango con tutto il cuore questo vecchio +rispettabile e sfortunato, che ha malmesso il suo patrimonio a furia +di liberalità e facendo onore al suo paese, ed or si vede rapire +barbaramente da uno sparviero, come Varney, una figlia, che dovea +essere la sua consolazione. L’impresa cui vi accingete è veramente +arrischievole, ma non importa. Imparerò ad urlare coi lupi, e vi +assisterò nel nobile disegno di restituire la sua figlia ad un misero +vecchio, finchè però non mi diate altra incumbenza che di farvi +giungere con fedeltà le notizie di quanto saprò. Voi potete adunque far +conto sulla mia persona. Ma voi dal canto vostro abbiate prudenza, ed +anche riguardo per me, nel custodire gelosamente il mio segreto, perchè +se venisse a sapersi, che l’ostiere dell’_Orso nero_ si prende brighe +di questa natura, addio miei avventori. Varney avrebbe abbastanza +credito presso i Magistrati per farmi atterrare l’insegna[11], e +togliermi la patente, e rovinarmi in somma, incominciando dalla +cantina, e andando fino al granaio.» + +«Non temete ch’io non usi circospezione, o Gosling, nè ch’io dimentichi +mai quanta gratitudine è dovuta e ai servigi che siete per prestarmi, +ed ai rischi cui potreste esporvi per me. Ricordatevi bene di +quest’anello, nè vi fidate ad altri che a chi ne sarà apportatore, per +farmi giugnere le notizie che avrete a trasmettermi. Ora profittando +del savio vostro suggerimento, non penso più che ad andarmene.» + +«Seguitemi, sig. Tressiliano, e abbiate cura di marciare con tanta +leggerezza, come se invece di camminare sopra un tavolato d’assi, foste +coi piedi sulle uova. Rileva assai che nessuno sappia nè il come, nè +quando siete partito.» + +Tostochè Tressiliano fu vestito, l’ostiere lo scortò colla sua lanterna +sino ad un picciolo cortile contiguo ad una scuderia, che per solito +non veniva posta in uso, che quando erano piene tutte l’altre. Il +cavallo di Tressiliano stava lì, mercè alle cautele prese da Gosling, +il quale dopo avere aiutato il cavaliere ad attaccare la valigia alla +sella, aperse la porta di dietro, gli strinse la mano, e rinnovatagli +la promessa d’istruirlo d’ogni cosa che accadrebbe a Cumnor-Place, gli +lasciò intraprendere la sua solitaria peregrinazione. + + + _Fine del primo volume._ + + + + +A S. E. REVERENDISSIMA + +MONSIGNOR COLANGELO + +PRESIDENTE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE + + + ECC. REV. + +_Marotta_ e _Vanspandoch_ librai tipografi desiderano di ristampare +la _Collezione de’ romanzi storici di Walter Scott_. All’oggetto la +pregano di accordarne loro il permesso. + + R. MAROTTA e VANSPANDOCH. + + + + + _A dì 19 dicembre 1824._ + +PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE. + + +Il Regio Revisore signor D. Girolamo Parroco Pirozzi avrà la +compiacenza di rivedere la soprascritta Collezione, e di osservare se +vi sia cosa contro la Religione, ed i dritti della Sovranità. + + _Il deputato per la revisione de’ libri_ + + _Canonico_ FRANCESCO ROSSI. + + +ECCELL. E REVER. SIGNORE + +Ho con attenzione osservata la _Collezione de’ romanzi storici di +Walter Scott_. In essa niente si oppone alla Religione, od al Re (D. +G.). Può quindi, previa licenza dell’E. V., darsi alla stampa; anche +per fomentare il buon gusto delle amene lettere. + +Dalla parrocchia di S. Gio. in Corte + +li 24 dicembre 1824. + + _Il Regio Revisore_ + + GIROLAMO M.RE PIROZZI PARROCO. + + + + + _Napoli 28 Dicembre 1824._ + +PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE. + + +Veduta la dimanda de’ librai tipografi R. Marotta e Vanspandoch, con +la quale chiedono di ristampare la _Collezione de’ romanzi storici di +Walter Scott_; + +Veduto il favorevole rapporto del R.º Revisore D. Girolamo Parroco +Pirozzi; + +Si permette che l’indicata Collezione si stampi, però non si pubblichi +senza un secondo permesso, che non si darà se prima lo stesso Regio +Revisore non avrà attestato di aver riconosciuto nel confronto uniforme +la impressione all’originale approvato. + + _Il Presidente_ + + M. COLANGELO. + + _Pel Segretario Generale e Membro + della Giunta_ + + _L’Aggiunto_ ANTONIO COPPOLA. + + + + +NOTE: + + +[1] Vedi le Antichità della contea di Berk scritte dall’_Ashmole_. + +[2] _Vostro Onore, Vostra Grazia_ sono predicati di rispetto, che si +usano anche oggidì nell’Inghilterra, massimamente dagl’inferiori verso +i superiori; come fra noi _Vostra Signoria, Vostra Eccellenza_ ec. + +[3] Contrada di Londra, abitata pressochè interamente da ricchi +banchieri. + +[4] Nome di una setta di Calvinisti. + +[5] Una specie di moneta. + +[6] Denominazione, con cui i giocatori di vantaggio s’intendeano fra +loro nell’indicare i giocatori novizzi, che faceano proprie vittime. + +[7] Se qualche leggitore facesse le maraviglie nell’udire parlare +in tal guisa la figlia di Foster, rammenti che avea par madre una +_Precisiana_, e doveva essere quindi grandemente istrutta nello studio +della Sacra Scrittura. + +[8] Quest’ultima interrogazione è intesa a ferire i cambiamenti di +religione fatti dal Foster. + +[9] Fu buon consiglio dell’autore Inglese l’avvertire, che questo +colloquio è stato ordinato ad arte per comodo dei leggitori. +Certamente, chi in passione parla da se medesimo non si perde in +epigrammi. Astenendosi da sì fatte ricercatezze, porto avviso che +si possano comporre monologhi, abbastanza conformi alla verità, ed +intelligibili anche senza la premessa fatta dall’autore, premessa che +piuttosto mette in voglia i leggitori di far tale inchiesta: _e chi gli +raccontò i discorsi che tenea seco stesso Varney?_ + +[10] Giuoco simile assai al _trou-madama_, o più veramente alla +piastrella. + +[11] Niuno nell’Inghilterra può vendere acqua-vite, vino, o birra, se +non ne ottiene la patente dai magistrati del cantone; e tal patente +debb’essere rinnovata ad ogn’anno. Ma questi magistrati usano molti +arbitrii a tale proposito, onde son derivate assai vessazioni ed abusi. +Vedi su di ciò una Memoria intorno la _Polizia_ di Londra, inserita in +un volume del _Corrispondente_, e pubblicata a Parigi presso il Gide. + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 *** |
