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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 ***
+
+ KENILWORTH
+
+
+ DI
+ WALTER SCOTT
+
+ VOLGARIZZATO
+
+ DAL
+ Professore Gaetano Barbieri.
+
+
+ »E beltade e virtù, congiunte al paro
+ »L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro;
+ »Tremi chi nanti a noi con felli accenti
+ »L’augusto nome lacerar s’attenti
+ IL CRITICO.
+
+
+ TOMO PRIMO.
+
+
+
+ NAPOLI,
+ Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH.
+ 1825.
+
+
+
+
+RAGGUAGLIO STORICO SUL CASTELLO DI KENILWORTH
+
+POSTO NELLA CONTEA DI WARWICK, E SULLA PERSONA DEL CONTE DI LEICESTER
+
+TOLTO DALLA NOTIZIA CHE HA PUBBLICATA A TALE PROPOSITO IN LONDRA
+GIOVANNI NIGHTINGALE.
+
+
+Se le mura degli abitati avessero la virtù della parola, oh quanti
+fatti nascosti ci svelerebbero! Oh quanti punti di storia tuttavia
+controversi ne rimarrebbero schiariti! Ma oimè! Qual serie di casi
+cordogliosi ad un tempo e nefandi porrebbero esse in aperto! Egli
+è pertanto ufizio del fedele storico, e del paziente antiquario il
+prestar voce agli avanzi lor rovinosi, e trar di mezzo ai rottami di un
+castello e di una gotica chiesa cattedrale le rimembranze de’ secoli
+andati, e la dipintura de’ pensamenti, e delle costumanze de’ nostri
+maggiori.
+
+La città di Kenilworth, situata cinque miglia lontano da Warwick,
+giace in altrettanta distanza da Leamington e da Coventry. Fertili e
+pittoreschi ne appaiono i dintorni. Ma ciò che trae il viaggiatore a
+vederli è un antico castello, ove sir Walter Scott introduce i suoi
+leggitori.
+
+Fin d’allora che comparvero fra queste contrade i Normanni
+conquistatori, venne Kenilworth divisa in due parti, l’una delle quali
+toccò ad Alberto Clerico, l’altra a Riccardo le Forestier.
+
+Regnava il primo Enrico in que’ giorni ne’ quali Goffredo di Clinton
+fondò e il castello che siamo or per descrivere, ed un monastero
+abitato da monaci agostiniani, fabbrica di cui a’ dì nostri pochi
+vestigi appena rimangono.
+
+Goffredo di Clinton, comunque uscito d’oscura famiglia, per suo sapere
+pervenne alle primarie dignità dello Stato, onde gli fu agevole
+il fornire di ricchi assegnamenti il predetto monastero. Allorchè
+l’insaziabile Enrico VIII venne nel divisamento di estirpare tutti
+i frati che trovavansi sotto il suo dominio, prendendone empiamente
+pretesto dagli abusi, che aveano corrotta la purezza delle primitive
+istituzioni, il monastero di Kenilworth fu valutato 533 lire sterline,
+e venduto siccome proprietà della Chiesa. Dispersi andarono i religiosi
+che lo abitavano, chiuse le porte di esso allo straniero e al
+viandante; e l’indigente e la vedova e l’orfanello si videro defraudati
+degli onesti soccorsi onde verso di lor largheggiavano gli antichi
+possessori di quel convento.
+
+Se, come sul monastero, avesse potuto Enrico usare il suo dispotismo
+sul castello di Kenilworth, esso diveniva certamente retaggio di un
+qualche favorito di questo monarca; ma ben più ardua cosa era lo
+scacciare dal suo dominio un sol proprietario secolare, che lo sperdere
+un centinaio di pacifici religiosi.
+
+È da sapersi, che il predetto castello non rimase lungo tempo dopo la
+sua fondazione alla famiglia dei Clinton, divenuto un quartiere di
+guardia reale fin sotto il regno di Enrico II.
+
+Si crederà facilmente, che in que’ tempi, contrassegnati dalle
+turbolenze delle fazioni e delle guerre feudali, i castelli dei baroni
+non solamente erano utili a questi per offerire un rifugio ai loro
+vassalli, ma anche perchè fruttavano una rendita a chi li possedeva. Di
+fatto il seriffo di Kenilworth calcolava fra le sue entrate i tributi
+pagatigli da coloro che gli chiedevano ospitalità.
+
+Sotto i regni di Giovanni e di Enrico III, grosse somme furono spese
+per convertire Kenilworth in una fortezza, a quei dì ragguardevole. Il
+secondo di tai sovrani presentò di questo castello Simone di Montfort,
+ed Eleonora, moglie di esso, ma la forza di simile donativo non doveva
+estendersi oltre il termine del viver loro.
+
+Allorachè il conte impugnò l’armi contro del proprio sovrano, diede
+a sir John Gifford il comando dello stesso castello, ch’egli avrebbe
+dovuto riguardare siccome pegno della regale munificenza verso di lui,
+ed invece divenne per qualche tempo l’asilo de’ nobili che ribellarono.
+
+Dopo la disfatta e la morte del conte di Leicester accaduta ad Evesham,
+Simone di Montfort, figliuolo del defunto, si sostenne in aperta
+ribellione entro di questa fortezza, ove il raggiunsero quei suoi
+partigiani, che poterono sottrarsi al cattivo esito della battaglia.
+Di lì Simone facea frequenti sortite, non ristandosi dal tribolare con
+ogni maniera di militari vessazioni le adiacenti campagne.
+
+Ma queste scene di violenza interruppe il re, che, condottiero di un
+esercito, venne a mettere l’assedio dinanzi a Kenilworth. Simone,
+in cui non iscemò l’arroganza sintantochè si conobbe il più forte,
+diede allora prove di una pusillanimità, eguale alla ferocia in
+pria dimostrata, rifuggendosi segretamente in Francia, e lasciando
+il castello alla custodia di Enrico di Hustings, da lui nominatone
+governatore. Il Re non ignorando quanta forza avesse per resistere
+quella rocca, e sollecito d’altra parte di risparmiare un inutile
+spargimento di sangue, mentre intimò agli assediati la resa, offerse
+loro condizioni le più vantaggiose. Ma costoro, non contenti di farsi
+beffe della sovrana clemenza, rimandarono dopo averlo insultato, e
+fatto scempio delle sue membra, il regio parlamentario.
+
+Allora ebbe principio l’assedio, e quel presidio si difese con gran
+coraggio. Quel castello era munito di macchine guerresche, diverse
+delle quali lanciavano enormi massi, come se ne vedono alcuni in mezzo
+alle rovine, che durano tuttavia.
+
+Sei mesi vennero consumati da Enrico in dare inutili assalti, ma
+la fame e le infermità, potentissimi soccorritori degli eserciti
+assedianti, manomisero in guisa orribile quel presidio. Benchè a tanto
+stremo lo sapesse ridotto il re, pure gli offerse ancora onorevole
+capitolazione, accettata la quale entrò nella rocca. Egli ne fece
+immantinente dono al minore dei suoi figli, Edmondo, creandolo conte di
+Leicester e di Lancastre.
+
+Nel settimo anno del regno di Eduardo III, Kenilworth fu teatro di
+un grandioso torneo, ove si segnalarono cento cavalieri, che erano
+per la maggior parte stranieri d’alto nome, venuti in Inghilterra per
+accrescerne in sì fatte giostre la gloria.
+
+Vi assistette egual numero di matrone, e la storia, per far prova della
+pompa di vestire da esse sfoggiata, ne racconta che portavano manti di
+seta.
+
+Dopo il bando, cui soggiacque Tommaso, conte di Leicester, figlio del
+conte Edmondo, il castello tornò ad essere proprietà della corona, ed
+Eduardo II lo scelse siccome asilo ne’ primi rischi fra’ quali trovossi
+avvolto. Ma esposto di poi a disastri novelli, la cattiva stella di
+questo monarca portò che questa rocca medesima fosse il luogo di sua
+prigionia, ove il condusse Enrico, conte di Lancastre, ed ove udì
+annunciarsi il decreto del Parlamento, tenutosi a Westminster, che lo
+privava del trono.
+
+Sotto il regno di Eduardo III, il castello di Kenilworth divenne
+retaggio nuziale di Giovanni di Gaunt, fattosi sposo a Bianca, figlia
+di Enrico, conte di Lincoln e duca di Lancastre. Sino a questo
+momento, tutti coloro che godettero le fabbriche di tanto vasto
+edifizio, non aveano pensato che alla propria sicurezza, lontana
+troppo essendo dalle loro menti qualunque idea d’eleganza. Ma il regno
+di Eduardo III contrassegnò l’epoca di un assoluto cambiamento nelle
+costumanze della nazione; e fu in quel tempo, che per la prima volta
+i riguardi di agiatezza e lusso vennero consultati nell’architettura
+dell’Inghilterra. Giovanni di Gaunt ampliò considerabilmente il
+castello di Kenilworth, onde gran parte delle attuali rovine derivano
+dalle fabbriche, che la munificenza di questo personaggio innalzò.
+
+Un’altra volta ancora tornò Kenilworth ai dominii della corona, per
+essere figlio del duca di Lancastre il re Enrico IV, e ne venne
+smembrato allora soltanto che Elisabetta lo diede in dono a Roberto
+Dudley conte di Leicester, che spese 63,000 lire sterline per ampliarlo
+ed abbellirlo; laonde Kenilworth divenne bentosto uno fra i più
+splendidi castelli di tutto il regno.
+
+I _piaceri principeschi_ di Kenilworth venivano riguardati siccome la
+_quintessenza_ delle delizie cortigianesche. Sono quindi insino a noi
+pervenute lunghissime e sfarzose descrizioni delle feste che ivi si
+celebrarono. Tutto quanto vi fu sfoggiato in magnificenza e profusione,
+potrebbe ancora far maraviglia a’ dì nostri; ma il buon gusto era
+tuttavia nell’infanzia; laonde nulla presentavano que’ passatempi
+da cui non traspirassero noiosa uniformità, grottesche e grossolane
+combinazioni, e la pesante ed incomoda pedanteria d’un secolo
+semibarbaro.
+
+Allorchè nel dì 9 di luglio del 1595, la regina Elisabetta venne
+ricevuta a Kenilworth, un ponte lungo 70 piedi fu costrutto per
+traverso ad una valle, che guidava sino alla gran porta del castello.
+Ogni pilastro di questo ponte andava guernito di offerte fatte alle
+sette divinità della Grecia; offerte che stavansi in gabbie piene
+d’uccelli, in frutta, biade, pesci, e grappoli d’uva, in musicali
+strumenti d’ogni specie, ed in armi ordinate a foggia di trofei. Un
+poeta che trovavasi alla testa del ponte, parlando in versi latini,
+dava spiegazione di tutti questi emblemi alla Regina. La _donna del
+Lago_, rimasta invisibile, fin da quando disparve il famoso principe
+Arturo, s’avvicinava sopra un’isola galleggiante per recitare poesie
+carezzevoli alla Sovrana. Videsi parimente Arione sopra un delfino
+lungo 24 piedi, e che portava un’intera orchestra nel ventre. Una
+sibilla, un selvaggio, ed un eco, collocatisi nel parco arringavano
+Elisabetta nel medesimo stile. E musica e danze profanarono quel giorno
+che cadeva in domenica. Ricchissimi razzi d’artifizio vennero tratti e
+dalla terra e dal mare. Fu pure rappresentata una scena teatrale, ed un
+battelliere italiano si segnalò per giuochi di destrezza. Nè mancarono,
+un combattimento di trenta orsi contro una truppa di cani, e tre cacce
+di cervi, ed una rappresentazione di nozze villerecce. Finalmente
+si diede agli abitanti di Coventry la permissione di offerire lo
+spettacolo d’una finta pugna, instituita a rammemorare in ciascun anno
+una famosa vittoria riportata contra i Danesi.
+
+Una tal festa, che costò al conte di Leicester la somma di 19,000 lire
+sterline, spesa smisurata in que’ tempi, e che non si avrebbe per
+leggiera ai dì nostri; una tal festa, che durò circa tre settimane, ben
+meritava quelle replicate menzioni che di fatto ce ne hanno tramandate
+gli annali dell’Inghilterra.
+
+Sir Walter Scott commemora la descrizione che ne ha lasciata lo storico
+Laneham, il cui racconto presenta originalità e vezzo incredibili.
+Le poche cose che qui ne abbiamo raccolte sono prese da miss Aikin;
+l’opera della quale sulla corte d’Elisabetta racchiude tutto ciò, che,
+fra le cose pubblicate intorno agli annali di questa sovrana, può
+maggiormente eccitare la curiosità.
+
+Oltre al vino, e agli altri liquori, consumati in tale occasione a
+Kenilworth, furono pure bevute trecento venti botti di birra.
+
+Nel durare della predetta festa vennero conferiti gli onori della
+cavalleria a sir Tommaso Cecil, figlio ed erede del gran Tesoriere, a
+Sir Enrico Cobham, a sir Francis Stanhope, e a sir Tommaso Tresham.
+Ma la più strana fra le particolarità, che a tal proposito ne vengono
+raccontate, è il risanamento di nove persone infette della pericolosa
+infermità detta _morbo del Re_ (scrofole).
+
+La Regina per dare un compenso alla leale affezione dimostratale dagli
+abitanti di Kenilworth, ed alla magnificenza con cui il loro signore
+la ricettò, concedette ai medesimi un mercato ebdomadario ed una fiera
+annuale.
+
+Il conte di Leicester, privo di discendenza legittima, legò in
+usufrutto il castello ed i suoi dominii al proprio fratello Ambrogio,
+conte di Warwick, a condizione che dopo la morte dell’usufruttuario
+divenissero retaggio di sir Roberto Dudley, figlio naturale del
+testatore, il quale finchè visse non giudicò a proposito riconoscere
+questo Roberto siccome figlio legittimo, e lo qualificò sempre col
+titolo di bastardo.
+
+La storia del conte di Leicester non è certamente fra le men meritevoli
+di destar attenzione. Comunque sarebbe assai difficile impresa il far
+tacere i gravi sospetti di colpe che ne oscurarono la memoria, pure è
+gran vezzo il risapere le cose d’un uomo, il quale, finchè visse fu
+presso questa celebre figlia d’Enrico VIII in tanto favore, che ognuno
+credè da un istante all’altro vedernelo sposo.
+
+Il fratello di lui, Ambrogio, che abbiam di già nominato, ottenne
+l’ambìto titolo di _buon conte di Warwick_; ma non si potrebbe
+assicurare che tal predicato non gli fosse stato attribuito in odio del
+fratello, cui si volea generalmente dovuto l’altro di _cattivo conte di
+Leicester_.
+
+Il popolo era solito contraddistinguere quest’ultimo col nome di _cuor
+della Corte_.
+
+L’autore del romanzo di Kenilworth, cui piacque modificare i vizii
+del Leicester, ebbe l’arte di far ricadere sopra Varney, favorito del
+medesimo, pressochè tutta l’odiosità de’ torti, onde venne accagionato
+l’altro, inverso una donna, certamente degna di più virtuoso marito.
+
+Nato nel volgere del 1532 il conte di Leicester, ebbe per padre
+Giovanni, duca di Northumberland. Ammesso di buon’ora al servigio del
+re Eduardo, ed entratone tosto in favore, la troppo giovanezza non gli
+fu ostacolo ad essere creato cavaliere.
+
+Nel giugno del 1550, si sposò ad Amy, figliuola di sir Ugo Robsart,
+maritaggio che il Re volle onorare di sua presenza. Rapido fu poi il
+suo avanzarsi nella carriera dei servigi di corte.
+
+Nei primi anni del regno di Maria, partecipò a tutti i disastri, che
+percossero gli altri individui della famiglia, alla quale apparteneva,
+e al pari d’essi fu imprigionato, giudicato e condannato; ma gli venne
+fatta grazia quanto alla pena di morte; poi nel 1554 ottenne la sua
+libertà.
+
+Pervenuta alla corona Elisabetta, non solamente gli furono restituiti
+gli antichi titoli, ma godè ben tosto degli onori di primo favorito
+alla Corte. Prescelto alla carica di grande Scudiere, e nominato
+cavaliere della Giarrettiera, ebbe adito nel consiglio privato, nè
+fuvvi grazia di cui la regina non lo colmasse. Allorchè accompagnò nel
+viaggio di Cambridge questa sovrana, ognuno gareggiò nel dimostrargli i
+maggiori riguardi. Venne alloggiato nel collegio della Trinità. Niuno
+osava chiedere favori senza volgersi a lui. A sua istanza Elisabetta si
+valse del latino idioma nell’arringare quella Università.
+
+Trovò nondimeno alla Corte un possente oppositore in Tommaso, conte
+di Sussex, che sollecito di combattere tutti gli avvisi che venivano
+dal Leicester, si manifestò caldissimo partigiano dell’arciduca
+Carlo d’Austria, molto insistendo presso l’Inglese regina, affinchè
+condiscendesse alle nozze, cui questo principe fervorosamente agognava.
+E le opposizioni fra i due Lordi andaron tant’oltre, che scoppiata
+fra essi aperta rottura, la Regina giudicò ben fatto interporsi per
+costringerli ad una reconciliazione. Tale avvenimento non menomò in
+conto alcuno il credito di cui godeva il Leicester, continuo nel
+chiedere, e nell’ottenere, nuove munificenze, e nuove cariche per sè e
+pe’ suoi aderenti.
+
+Elisabetta, che voleva adombrare agli occhi del pubblico il vero
+motivo di tanti favori cumulati sopra d’un suddito, cercò loro un
+pretesto col proporre il conte di Leicester, siccome sposo a Maria
+Stuarda di Scozia, e col promettere a questa principessa, così per
+essa come pei sudditi di lei, quanti vantaggi avrebbe essa potuto
+desiderare in guiderdone di prestata condiscendenza. Si ebbero per
+sospette tali offerte dell’Inglese sovrana, ed i più antiveggenti
+fra i politici credettero ravvisare, che se la Scozzese le avesse
+accettate, il consenso da questa dato a tai nozze non avrebbe avuto
+altro effetto se non se di autorizzare un divisamento già concetto
+dall’altra, di fare cioè proprio sposo, anzichè di Maria, il conte
+di Leicester. Il modo del rifiuto opposto dalla donna di Scozia fu a
+questa altrettanto funesto, quanto apportarono danno alla contessa di
+Leicester le ambiziose speranze che invasero il consorte di lei, vista
+la possibilità di stringere nuziali nodi con una regina. Di questo
+maritale orgoglio fu vittima, a quanto narrasi, la sfortunata Amy
+Robsart, tolta di vita nel settembre del 1560.
+
+Certamente l’istante del costei morire favoreggiò i sospetti a tal
+proposito insorti nel pubblico, perchè era di tutta necessità, che il
+Leicester fosse vedovo a fine di deliberare in quell’istante, in cui
+sembrò che l’Inghilterra avesse poste a sua scelta le nozze con una fra
+due regine, entrambe giovani e prive di marito.
+
+Il Cambden sostiene che la contessa si precipitò dall’alto di un
+tetto. Tal morte destò, nè altrimenti potea, la pubblica compassione,
+eccitando le più sinistre voci a disonor del Leicester. Lo storico
+Aubrey nonostante narra in diverso modo sì fatta avventura, e credo
+ci sapran grado i leggitori se qui trascriviamo il racconto, siccome
+nel porse l’Aubrey, tanto più che questa Amy Robsart è la vera eroina
+del romanzo di Kenilworth, e che il movere a favor d’essa la più viva
+sollecitudine sembrò lo scopo primario di chi ’l compose.
+
+«Roberto Dudley, sì scrive l’Aubrey, vivea in sì fatta intrinsichezza
+colla regina Elisabetta, che ognuno si aspettava ne diverrebbe marito
+qualora vedovo rimanesse. A togliere pertanto tutti gli ostacoli che
+lui rimovevano dal trono, il Leicester ottenne con istanze carezzevoli
+dalla moglie, ch’ella scegliesse per suo fermo domicilio Cumnor,
+paese situato nella contea di Berk, e divenuto di poi teatro della
+morte tragica di questa donna. La casa di Antonio Foster fu l’ospizio
+assegnato alla Contessa. Riccardo Varney, confidente, e vile complice
+della perfidia del conte, ebbe da costui l’ordine di sperimentare sulle
+prime il veleno, e ove tal metodo non fosse ben tornato a scellerata
+meta, di adoprarne qualunque altro più opportuno a liberarsi di questa
+infelice.»
+
+»Di fatto essendo andata fallita la via dell’avvelenamento, il Foster
+e il Varney deliberarono con più violento modo adempire l’esecranda
+commissione, di cui s’erano incaricati.»
+
+»Il primo di costoro mandò tutti i servi alla fiera d’Abingdon,
+villaggio situato tre miglia oltre Cumnor, ed egli e Riccardo Varney
+rimasero soli presso della infelice Contessa nel giorno in cui ella
+morì.»
+
+»Questi due scellerati dopo averla, non risparmiando crudeli atti,
+strozzata, la precipitarono dall’alto di uno scalone, fatta indi
+divulgare la voce, che a solo caso doveva attribuirsi sì grave
+disastro. Ma nel darle sepoltura si affrettarono tanto, onde lo stesso
+Conte dovesse riprovare siccome imprudente almeno la condotta che
+tennero.»
+
+»Sir Ugo Robsart accorse sollecitamente a Cumnor, e ordinato si
+disotterrasse la figlia, domandò una legale disamina, a fine di
+chiarire i sospetti, che d’ogni banda si sollevavano contra il
+Leicester, ed i costui satelliti. Ma fu opinion generale che il Conte
+trovasse modi per costringere il padre al silenzio. Certamente, lo
+stesso Conte non ebbe misura nell’ostentare il più intenso dolore, e
+volle che il cadavere di questa moglie virtuosa venisse in gran pompa
+sepolto nel tempio di S. Maria d’Oxford.»
+
+»Fu cosa degna d’osservazione, continua lo stesso Aubrey, che il
+dottore Babington, cappellano del conte, il quale pronunziò l’elogio
+funebre della contessa, per due o tre volte mostrò sbagliarsi nel
+raccomandare alle preci degli assistenti _questa virtuosa matrona
+trucidata sì crudelmente_, anzichè valersi di frasi atte a far
+compredere che accidentale ne fosse stata la morte[1].»
+
+Nel settembre del 1564, Elisabetta creò Roberto Dudley barone di
+Denbig, e il dì appresso conte di Leicester, delle quali dignità prese
+egli possesso con istraordinaria pompa e splendore. Non terminò l’anno
+che venne nominato cancelliere di Oxford. Il grande credito che questi
+godeva alla corte d’Elisabetta non risonava per Inghilterra solamente,
+ma in tutta l’Europa; laonde Carlo IX lo presentò del cordone di S.
+Michele; ordine in allora il più reputato fra quelli che dalla Francese
+corte si conferivano.
+
+Giusta un’opinione assai generale, nel 1572 il conte di Leicester si
+fece sposo con lady Douglas, baronessa di Sheffield. Tali nozze vennero
+tenute con tanta segretezza, che la Regina le ignorò. Molti racconti
+sono stati fatti intorno questa sposa, non più felice dell’altra.
+Congiunta in legittimo maritaggio al Leicester, non le fu mai conceduto
+il farsi riconoscere siccome moglie. Niuna via lasciò intentata il
+conte onde rimoverla da sì fatta pretensione, e quando costui non ne
+vide altra più spedita, usò del veleno perchè la cosa stesse involta
+nelle tenebre del segreto.
+
+Nel 1576, morì Walter, conte d’Essex, avvenimento che coprì d’altri
+obbrobriosi sospetti lord Leicester, soprattutto, allorchè due anni
+dopo si fecero note al pubblico le nozze da lui contratte colla
+contessa d’Essex. Perchè nel 1578, il duca d’Angiò essendosi posto fra
+i pretendenti alla mano di Elisabetta, il ministro di questo principe
+a Londra, che vedea nel conte di Leicester il più forte fra gli
+ostacoli opposti ai voti dell’augusto suo commettente, fece pervenire
+ad Elisabetta la notizia de’ nodi in cui si era stretto questo favorito
+della medesima. Ella ne venne in molto furore, comandando al Conte di
+non uscire dal castello di Greenvick, e stava per inviarlo alla torre
+di Londra, ma la rimosse da tal consiglio il conte di Sussex.
+
+Il lord Leicester essendo pervenuto all’apice del potere, tutte le
+vie di perderlo furono poste in opera, nè quella si omise del certo
+di mettere in evidenza la perversità del suo animo. Nell’anno 1584,
+comparve contr’esso un invelenito libello, che portava per titolo
+_Repubblica del Leicester_. Erane scopo il dimostrare rovesciata per
+opera di costui l’inglese costituzione, e avere a poco a poco preso
+radici una nuova instituzion di governo, che non potea con miglior
+nome qualificarsi quanto con quello di _Repubblica del Leicester_. Per
+invigorire vie maggiormente sì fatte accuse, venia rappresentato il
+Conte, in cose di religione siccome un ateo, e in quanto spettava agli
+affari dello Stato, qual segreto traditore della Regina, oppressore
+del popolo, nemico inveterato della nobiltà, e vero mostro di natura,
+fattosi abbominevole egualmente per ambizione, atti crudeli, e
+sregolatezze.
+
+La Regina credè della sua medesima dignità il sostenere in credito il
+favorito da lei prescelto, e l’attenuare quanto poteasi l’impressione
+che un simile libello aveva fatta nel Popolo. Con lettere pertanto
+indiritte al suo Consiglio privato, ella pronunziò, che tutte le cose
+asserite ad aggravio del Conte non erano men false agli occhi di lei,
+regina, di quanto il fossero nella mente di coloro stessi che osarono
+divulgarle.
+
+Nel 1585, i Paesi Bassi protestanti essendo venuti a difficili e
+pericolose circostanze, chiesero la regina Elisabetta, affinchè desse
+loro un capo ragguardevole, ed idoneo a regolare i politici interessi
+di quelle provincie; nè la Regina esitò nell’inviare ad essi il
+Leicester. Cotal prova di sovrana confidenza il trasse in vie maggiore
+alterigia. Ma non gli durò oltre un anno sì fatto incarico, poichè
+tenne tale condotta da dispiacere alla stessa Elisabetta gelosissima
+de’ propri diritti, e la quale mal comportando che questo suddito
+intendesse a farsi independente, lo richiamò.
+
+Ciò nonostante si vide ben accolto all’atto del suo ritorno, tanto
+più che in quel momento la regina Inglese abbisognava di chi le desse
+consigli sul modo di sciogliersi di Maria Stuarda senza scapitare nel
+proprio credito. Il Conte volle persuaderle la via di un avvelenamento,
+ma trovatasi questa impraticabile, ella poi si attenne all’altra
+deliberazione, per cui l’Europa contemplò lo spettacolo di una Regina
+perita sopra infame palco per sentenza d’una sorella.
+
+Nel 1588, apportarono grave agitazione al popolo Inglese i preparamenti
+di guerra che si facevano dal re di Spagna. Ma con Elisabetta
+collegatesi le tempeste, i lidi dell’Inghilterra si allegrarono in
+mirar galleggianti all’intorno di sè i dispersi avanzi dell’_armada_
+tanto famosa.
+
+Il Leicester si conservò in considerazione sino all’istante della sua
+morte, che accadde ai 4 di settembre del 1588 in una sua casa posta a
+Combury, nella contea di Oxford. Trasportate a Warwick le ceneri di un
+tal personaggio, vi furono sepolte colla più grande magnificenza. V’ha
+chi ne attribuisce la morte ad un veleno, che era stato preparato per
+un altro, ed inghiottito da Leicester medesimo.
+
+Il figlio del Conte, Roberto Dudley, gli venne, nel 1573, da lady
+Douglas Sheffield. Il nascere di questo fanciullo fu celato con grande
+cura; cautela che rendevano opportuna parimente, e la necessità di non
+far conoscere ad Elisabetta i legami, in cui vivea colla predetta lady
+il Leicester, e l’altro pur di nasconderli alla contessa di Essex,
+se regge l’opinione che in quel tempo l’avesse egli fatta di già sua
+consorte.
+
+Alla morte del padre, il giovane Roberto ne fu riconosciuto erede,
+senza potere però, come dicemmo, goderne i beni finchè viveva Ambrogio,
+zio del medesimo. Proclive per naturale inclinazione d’ingegno alle
+grandi imprese della navigazione, fece, nel 1594 un viaggio all’oceano
+del Sud. Peregrinando di poi nei paesi stranieri, assunse il nome di
+conte di Warwick, e avendo ricusato di abbandonarlo, vennero confiscati
+i suoi beni, e fu costretto ad una vita raminga e di fuggitivo. Accolto
+onorevolmente alla corte di Firenze, e dal pontefice Urbano VIII,
+morì nel 1639 soggiornando al castello di Cabello, assegnatogli per
+risedervi dal gran duca di Toscana.
+
+Questo sir Roberto Dudley, non solamente dai principi, ma dai dotti
+ancora, fu avuto in grande onore; poichè gli diedero cospicua sede fra
+gli scienziati del secolo le cognizioni ch’ei possedea nella chimica,
+nella medicina, e nelle matematiche. Molte opere egli scrisse, che si
+apprezzano tuttavia.
+
+La proprietà del castello di Kenilworth passò nel principe Enrico, il
+quale comunque si tenesse assai caro un tanto delizioso possedimento,
+nol credeva abbastanza assicurato dal titolo di una confiscazione
+ingiustamente decretata contro sir Roberto. Laonde fece proporre a
+questo di cedergli qualunque ragione sul predetto castello offerendogli
+per tal cessione un compenso di 14,500 lire sterline. L’altro, che non
+vedea migliore speranza di entrare a possesso di quanto per diritto gli
+perveniva, accettò il partito, onde l’accomunato si stipulò. Non quindi
+il Dudley potè toccare il pattuito danaro; perchè essendo morto poco
+dopo il principe Enrico, s’impadronì di Kenilworth il principe Carlo,
+che non si prese veruna sollecitudine di pagare i debiti del fratello.
+
+Allor quando Carlo ascese al trono, fece dono di Kenilworth a Carey,
+conte di Monmouth. Ma non tardata di poi a scoppiare la guerra
+civile, i guasti che ne furono conseguenza percossero soprattutto
+quest’edifizio, ed i soldati Puritani di Cromwell estinsero perfin la
+memoria del suo antico splendore. Smantellatene le torri, atterrate
+le sue muraglie, disseccati i laghi che il circondavano, e devastati
+e lasciati ai rovi i giardini ed i parchi che lo abbellivano, quel
+delizioso soggiorno non offrì in breve che un mucchio di rovine, quale
+si scorge tuttora, e da cui non è risorto giammai.
+
+Nei giorni della restaurazione, Carlo II concedè l’investitura di tali
+resti di diroccamento alla figlia del conte di Monmouth, e dopo di lei
+a Lawrence, visconte di Hyde, creato barone di Kenilworth, e conte di
+Rochester, retaggio che i discendenti di questo trasmisero al conte di
+Clarendon.
+
+Non taceremo a tale proposito, che il lord Clarendon si è data grande
+sollecitudine, onde sottrar questi avanzi a guasti maggiori.
+
+Ma ciò non toglie che questo castello, il quale comprendendo un recinto
+di sette _acri_ fu soggiorno d’ogni eleganza, e grande argomento
+d’orgoglio a chi lo possedè, non sia presentemente ridotto ad un
+cumulo di rottami. Rimangono, egli è vero, alcuni appartamenti per
+metà diroccati, alcuni portici, alcune muraglie, e avanzi di merli, di
+scaloni, di finestre, la più parte de’ quali presentano tuttavia le
+vestigia de’ più vaghi ornamenti architettonici; ma il sovvertimento
+e la confusione di questi rimasugli sono sì grandi, che mal da essi
+può giudicarsi l’antico splendore di una fabbrica di cui fu sì alta un
+giorno la rinomanza.
+
+Chiunque si fa a contemplar questi luoghi, sente l’anima assorta in
+soave malinconia, e l’incanto loro il richiama alla ricordanza delle
+trascorse età, nel tempo che la sua immaginazione si compiace in
+rialzare questo monumento della Inglese monarchia, sotto le cui volte
+posò la regina più celebre dell’Inghilterra.
+
+La principale porta di questo castello, che fu fabbricata dallo stesso
+conte di Leicester, convertita ora in abitazione, è il soggiorno
+ordinario di William Boddington, affittuale del luogo, e persona di
+molti pregi fornita. E questa fa parte di tali rovine, ove si può
+abitar tuttavia, ed è parimente quanto avvi di più conservato. In uno
+degli appartamenti terreni vedesi un cammino, non privo di singolarità.
+La porzione superiore di esso è di legno intagliato, la inferiore
+che è di alabastro, presenta incise, la data del 1571, e le lettere
+R. L. (_Roberto Leicester_) iniziali del nome di questo favorito di
+Elisabetta.
+
+La _torre di Cesare_ è la parte più antica e più affortificata di
+esso castello. Le mura della medesima hanno una grossezza di sedici
+piedi, e a quanto credesi, sì fatta torre è tutto ciò che rimane ancora
+dell’antica rocca fabbricata in origine da Goffredo di Clinton.
+
+La grande sala gotica ha ottantasei piedi di lunghezza, e
+quarantaquattro di larghezza. Fu altra volta un sontuoso appartamento,
+cui davano luce molte finestre d’elegantissima costruzione, oggidì
+tappezzate di edera. Alle feste che vi furono un tempo celebrate, ai
+romorosi clamori di gioia onde echeggiarono di già queste volte, è
+succeduto un assoluto silenzio, talor soltanto interrotto dallo stridor
+discorde de’ corvi, e dal gracchiare delle cornacchie e degli altri
+augelli amici delle macerie. Cotesta sala fa parte di quegli edifizi,
+che innalzati dal conte di Leicester, portarono propriamente il suo
+nome. Gli sfasciumi di essi, sparsi qua e là, si nascondono sotto la
+verzura dell’edere, e il soffiar de’ venti aquilonari, che agitano
+l’erbe crescenti su que’ merli abbandonati, inspira agli animi mestizia
+e venerazione ad un tempo.
+
+Gli _edifizi del conte di Leicester_, così detti dal loro fondatore,
+benchè fossero gli ultimi ad essere fabbricati, pur li diresti la parte
+più antica di queste ruine, e ciò per la natura delle pietre adoperate
+a tal costruzione. Nuovi diroccamenti ogni dì ad essi sovrastano.
+
+E tempo ed elementi, unitamente congiurarono contro il castello di
+Kenilworth. Nel 1817, una gran parte di facciata occidentale della
+_torre di Cesare_ diroccò improvvisamente, e nel settembre del
+successivo anno, tutto l’angolo verso tramontana si distaccò con
+orrendo fracasso dal rimanente dell’edifizio. Nella quale occasione,
+alcune signore trasferitesi colà per rilevare i disegni di quelle
+maestose rovine, si sottrassero quasi miracolosamente alla morte.
+
+«Questo castello (in tal guisa si esprime il Brewer, che alle
+cognizioni di antiquario e topografo unisce l’immaginazione di un autor
+di romanzi) questo castello, che ne’ giorni del suo splendore formò il
+migliore ornamento di Kenilworth, comunica parimente una malinconica
+maestà ai paesi circonvicini, tanta è la sublimità, che gli stessi
+rottami presentano.»
+
+E per vero dire, sì fatti rottami hanno di che commovere il viaggiatore
+trattosi a contemplarli, perchè oltre al presentargli le più
+pittoresche prospettive del più bello fra gli edifizi, che noverò
+l’Inghilterra, gli rammentano importantissimi punti della storia di
+questa nazione.
+
+Il castello adunque di Kenilworth gode celebrità incominciando dal
+secolo di Enrico I, soprannominato _Beauclerc_, ovvero il _Dotto_, e
+venendo sino alla nostra età; celebrità dovutagli, sia che ci portiamo
+a contemplare le immense moli innalzate dal Clinton, coperte oggidì
+dalla ruggine de’ secoli e quasi interamente diroccate, sia che la
+nostra mente si arresti a rimembrar quelle pompe, che il rendettero un
+giorno teatro alle prodigalità dell’ambizioso Leicester. Sotto entrambi
+gli aspetti, esso verrà sempre riguardato siccome obbietto prezioso
+al topografo e all’antiquario, e qual fonte fecondissima d’immagini
+all’istorico, al poeta ed al romanziere.
+
+Dobbiamo pertanto saper grado all’autore del Romanzo di Kenilworth,
+il quale seppe con tanta maestria sposare la favola all’istoria, che
+tal suo lavoro non solamente assicura diletti a coloro, cui le lettere
+leggiere offrono vezzo, ma riconcilia l’uomo dedito a più gravi studii
+con un genere di componimenti, che la letteratura antica non ebbe.
+
+
+ _Fine del ragguaglio storico._
+
+
+
+
+KENILWORTH.
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+ »Il mio mestiere
+ È far l’ostiere;
+ E la natura
+ Di quel terreno,
+ Che presi in cura,
+ Conosco appieno,
+ »De’ miei fratelli
+ Entro i cervelli
+ Lor varie voglie
+ Legger, lor gioia,
+ Talor le doglie!
+ Talor la noia;
+ »Questo è il sapere
+ Del mio mestiere.
+ Ma mentre il fondo
+ Metto in lavoro,
+ Veder giocondo
+ Piacemi il coro
+ »Degli operai.
+ Non voglio guai.
+ In mezzo ai canti
+ Sol dei cultori
+ La terra ammanti
+ I suoi tesori.
+ _La Nuova Osteria._
+
+
+È privilegio de’ romanzieri l’aprire in un’osteria i racconti che
+imprendono; e nelle osterie di fatto si trovano a lor volta tutti
+i viaggiatori, ed è in questi luoghi ove regna maggior libertà, e
+ove l’indole di ciascuno è meno impacciata da riguardi nel darsi a
+conoscere. E tal modo d’incominciare i romanzi soprattutto merita
+preferenza, allorchè l’epoca delle cose da narrarsi rimonta agli
+antichi tempi, nei quali coloro, che in un’osteria convenivano,
+erano, in tal qual modo, non solamente gli ospiti, ma i commensali
+dell’ostiere per tutto il tempo che si rimanevan con lui. Questo
+padrone d’albergo era per l’ordinario uomo di buona fisonomia, assai
+gioviale, e che arrogavasi il privilegio di dir con franchezza la sua
+opinione. Facilmente alla presenza di lui si svelavano le varietà
+d’indole fra le persone della brigata; perchè ben di rado avveniva,
+che dopo aver vôtato un fiasco di sei boccali, ognuno de’ circostanti
+non abbandonasse tutto umano rispetto, e gli uni cogli altri e
+coll’ostiere, non si comunicassero le mutue idee usando la confidenza
+propria di chi si conosce da lungo tempo.
+
+Nel diciottesimo anno del regno di Elisabetta, il villaggio di Cumnor,
+situato tre o quattro miglia lontano da Oxford, possedeva un’osteria
+eccellente sì, che di tali osterie a’ dì nostri non se ne vedono
+più. La conduceva, o a dir meglio la governava, Giles Gosling, uomo
+gioviale, la cui faccia era di bevitore anzichè no, giunto ad età che
+oltrepassava di qualche cosa i cinquant’anni, non uso a scorticare
+troppo i suoi avventori, esatto nei pagamenti, pronto allo scherzo, e
+che aveva una cantina fornita a tutto punto, ed una figlia assai bella.
+Venendo fin dai tempi di quel vecchio Enrico, podestà di Southwark,
+non vi era mai stato ostiere, che pari a Giles Gosling, possedesse
+l’ingegno di piacere agli ospiti, qualunque ne fosse la condizione,
+onde sì grande ne era divenuta la fama, che il dire di essere stato a
+Cumnor senza reficiarsi all’_Orso nero_, era un confessarsi viaggiatore
+privo di gusto e d’intelligenza, e degno di riso, quanto il sarebbe
+stato un contadino che fosse tornato da Londra senza veder la Regina.
+Gli abitanti di Cumnor superbivano di Giles Gosling, siccom’egli andava
+fastoso della sua osteria, della sua figlia e di se medesimo.
+
+Nella corte adunque dell’osteria, condotta da quest’uomo sì
+rispettabile, al tramontare di un certo giorno si fermò un viaggiatore,
+che dall’infiacchimento del suo cavallo dovea dirsi venisse da lungo
+viaggio. Mentre il cavaliere dava a custodire questa bestia al mozzo
+di stalla, gli fece tali interrogazioni, che furono poi cagione del
+seguente dialogo tra i famigli dell’_Orso nero_.
+
+«Olà. Eh! John Tapster».
+
+«Che c’è, Will Holster?» rispose il cantiniere, il quale con una
+camiciuola sbottonata, in brache di tela, e cingendo un grembiule verde
+si fece vedere da un uscio aperto per metà, che pareva conducesse alla
+cantina.
+
+«Questo viaggiatore domanda, se hai buona _ala_ (_una certa qualità di
+birra_).»
+
+«Se ho buon’_ala_! E chi è che possa dubitarne? Non siamo distanti che
+quattro miglia da Oxford; se la mia _ala_ non contentasse gli studenti,
+mi spezzerebbero la testa coi boccali.»
+
+«È questa che voi chiamate la logica di Oxford?» disse lo straniero
+innoltrandosi verso la porta dell’osteria. Allora Giles Gosling gli si
+presentò innanzi in persona così dicendo:
+
+«Quando poi parlate di logica, ascoltate quest’argomentazione:
+
+ »Mentre ben mangia il destriero,
+ »Vuolsi vino al cavaliero.»
+
+«_Amen_, e ben volentieri, soggiunse l’altro. Sturatemi dunque un
+fiasco del canarie miglior che v’abbiate ed aiutatemi a vôtarlo.»
+
+«Ah! voi non siete ancora che in minore, sig. viaggiatore, se avete
+bisogno che l’ostiere vi aiuti per mandar giù un sorso di vino. Ne
+aveste almeno ordinato un _gallone_! Allora, potreste anche chiedere
+questo aiuto e passar tuttavia per un uomo che sa vivere co’ suoi
+simili.»
+
+«Non v’inquietate, mio ostiere; farò il mio debito al pari di
+tutt’altro, che si trovi non più lontano di quattro miglia da Oxford.
+Non vengo, credetelo, dai campi di Marte per voler perdere la mia
+riputazione in mezzo ai seguaci di Minerva.»
+
+Mentre in tal guisa si parlavano l’ostiere e l’ospite, il primo con
+viso che esprimeva la gioia al ricettar l’altro, il fece entrare
+nella sala terrena; ove già molti stavano uniti in diverse brigate.
+Quali d’essi beveano, quali giocavano alle carte, alcuni parlavano
+d’interessi, ed altri, costretti dai propri affari ad alzarsi alla
+domane di buon mattino, finivano di cenare, ed ordinavano al garzone
+dell’osteria che allestisse loro le stanze.
+
+Il forestiere nell’entrare in quella sala non eccitò verso di sè
+maggior attenzione di quella che in tai luoghi ognuno, senza però
+farsene un gran pensiero, suol dare all’ultimo arrivato. Da un tal
+genere di esame egli apparve ai circostanti uno di quegli uomini, che
+comunque regolarmente costrutti, e di forme esterne, le quali nulla
+presentano di spiacevole, nondimeno non hanno nella fisonomia nessuna
+di quelle particolarità che concilian favore; laonde sia per difetto
+dei loro lineamenti, sia per suono di voce, o per isgradevoli andamento
+e modi, inspirano tal quale ripugnanza a rimanere con essi in società.
+Scorgevasi in costui molto ardimento, scevro però di franchezza, e
+sembrava annunziasse a prima giunta grandi pretensioni a riguardi,
+ed a modi verso lui compiacenti, come chi teme andarne privo se non
+fa valere ben presto i propri diritti ad ottenerne. Lo copriva un
+pastrano, che laddove aprivasi alquanto, lasciava vedere una bella
+camiciuola gallonata, e un centurino di bufalo, da cui pendevano una
+sciabola e due pistole.
+
+«Voi non viaggiate senza cautelarvi, o signore» disse Giles Gosling,
+che diede un’occhiata a quell’armi nel tempo che metteva in tavola il
+vino chiesto dall’ospite.
+
+«Sì, mio caro albergatore, ho ravvisato quanto giovi essere provveduto
+d’armi negl’istanti del pericolo, nè ho poi voluto imitare i vostri
+magnati d’oggidì, che congedano la gente del loro seguito quando
+credono non averne più di bisogno.»
+
+«Per bacco! scommetto venite dai Paesi Bassi, ch’è il paese ove
+nacquero la picca e l’archibuso.»
+
+«Sì certamente, che ho viaggiato in lungo ed in largo, e vicino e
+lontano, mio caro amico. Ma intanto ch’io bevo un bicchiere di questo
+vino alla vostra salute, empitene un altro, e vôtatelo alla salute
+mia. Se non sarà buono in grado superlativo, non dovrete almeno che
+incolparne voi stesso.»
+
+«Se non sarà buono in grado superlativo! (risoggiunse con qualche
+enfasi il nostro Gosling, e nel tempo stesso vôtò la sua tazza facendo
+passare la propria lingua per tutta l’estensione delle labbra con
+quell’aria di soddisfazione che son soliti a dimostrare gli abili
+assaggiatori di vino). Non so bene che cosa v’intendiate con questo
+vostro _superlativo_. Posso però accertarvi, che di tal vino non
+berreste alle _tre Cicogne_, e se lo trovate migliore, ardisco di dire,
+alle Canarie, sto a patto di non toccar, finchè vivo, nè monete, nè
+fiaschi. Mettete, mettete il bicchiere fra i vostri occhi e la luce, e
+vedrete saltellar gli atomi per entro a questo liquore dorato, siccome
+in mezzo ad un raggio di sole. Ma è così. Vorrei piuttosto somministrar
+vino a dieci contadini, che ad un sol viaggiatore. Spero bene che
+_Vostro Onore_[2] non si terrà offeso da questo mio modo di dire.»
+
+«Non vi nego che il vostro vino è robusto e di buona lega, ma per aver
+vino eccellente, amico mio, conviene berlo nel luogo medesimo, dove
+cresce la vigna. Questo, che a giudizio vostro è un vino squisito, si
+avrebbe in conto di mezzo vino al porto di S. Maria. Caro albergatore,
+vi è d’uopo viaggiare, se volete farvi profondamente iniziato nei
+misteri dei fiaschi e delle botti.»
+
+«Davvero, mio signore, se il frutto de’ miei viaggi dovesse essere il
+trovarmi poi mal contento delle cose che posso avere in mia patria,
+stimerei il viaggiare una speculazione da matto. Ma v’assicuro,
+trovarsi parecchi uomini, i quali non assottigliano tanto le cose, ma
+che sanno annasare il buon vino, benchè non abbiano mai abbandonate le
+nebbie di questa vecchia Inghilterra, e la Dio mercè, non si sieno mai
+tolti da canto del loro focolare.»
+
+«Oibò, mio caro ostiere, questo pensare è limitato e triviale, e fo
+sicurtà che in ciò non s’accordano con voi tutti gl’Inglesi. Scommetto
+io, che fra i vostri, avvezzi a darsi più bel tempo, ve n’ha parecchi
+i quali han viaggiato alla Virginia, o almeno fatta una scorsa ne’
+Paesi Bassi. Orsù. Recapitolate bene le cose nella vostra memoria. Non
+avete voi in paese straniero qualche amico, di cui vi piacesse saper le
+notizie?»
+
+«No in fede mia. Non ve n’è un solo fin d’allor quando quello
+spensierato di Robin di Drysand-ford si fece accoppare all’assedio di
+Briel. Il diavolo si porti la colubrina, d’onde venne la palla che lo
+spedì! Non ho mai conosciuto il miglior compagnone nel vôtare la sua
+tazza a mezza notte sonata. Ma egli è morto, se n’è andato, e dopo lui
+non conosco nè soldato, nè viaggiatore, pel quale io dessi una buccia
+di mela.»
+
+«Corpo di bacco! Voi me le dite strane. Nel tempo che tanti bravi
+Inglesi dimorano in paesi stranieri, voi che mi parete persona di
+vaglia, non avete, nè un parente, nè un amico fra questi?»
+
+«Oh! se mi parlate di parenti, ho bensì una mala semenza di nipote, che
+lasciò l’Inghilterra nell’ultim’anno del regno di Maria, ma egli è uno
+di quegli sfaccendati, ch’è meglio il perderlo del trovarlo.»
+
+«Non dite così, amico, ammeno che non aveste saputa qualche sua
+scappata da poco in qua. Quanti pulledri che pareano indomabili
+divennero poscia nobili corridori! Come lo chiamate voi?»
+
+«Michele Lambourne. Il figlio di una mia sorella. Vi giuro che non
+mi va niente a sangue il ricordarmi nè d’un tal nome, nè d’un tal
+parentado.»
+
+«Michele Lambourne! (sclamò lo straniero che finse essere colpito da sì
+fatto nome) Sarebb’egli mai quel prode cavaliere di questo casato, il
+quale si comportò con tanto valore all’assedio di Venloo, che il conte
+Maurizio gli fece sin ringraziamenti alla presenza di tutto l’esercito?
+Lo dicevano Inglese, nè di natali molto cospicui.»
+
+«Bene; ma non può essere mio nipote, disse Gosling. Costui non avea
+coraggio più che una gallina, se però non veniva occasione di far del
+male.»
+
+«La guerra fa nascere il coraggio» disse l’altro.
+
+«Ed io credo gli avrebbe fatto perdere quel poco che gli rimaneva.»
+
+«Il Michele Lambourne, da me conosciuto, era un giovinotto ben
+complesso, cui piacea vestire in tutta eleganza, e possedeva vista di
+falcone nell’adocchiare una bella ragazza.»
+
+«E il mio Michele rassembrava un cane, che avesse un sonaglio alla
+coda, e portava un abito composto di stracci, ognun de’ quali parea si
+congedasse dall’altro.»
+
+«Oh! ma il giorno dopo di una battaglia non v’è scarsezza di buoni
+vestiti.»
+
+«Io credo piuttosto che il nostro Michele ne avrebbe giuntato uno
+nella bottega d’un rigattiere, nel punto che questi gli tenea volte le
+spalle. Quanto all’occhio di falcone, per cui lo encomiate, v’assicuro
+che non lo stogliea mai dai miei cucchiai d’argento. Fu mia ventura
+che non rimanesse in questa casa più di tre mesi. Egli avea cura della
+cantina, e ne sia lode ai suoi stravizzi ed ai suoi errori di calcolo,
+fra il vino che m’ha bevuto e quello che ha mandato a male, se rimaneva
+tre altri mesi, avrei potuto metter giù l’insegna, chiudere l’osteria,
+e dare in custodia al diavolo la chiave del mio magazzino.»
+
+«E ad onta di tutto ciò, caro ostiere, se vi venissero a dire che il
+povero Michele Lambourne rimase morto comandando il suo reggimento,
+e mentre assaliva un fortino presso Mastricht, ne sareste assai
+contristato.»
+
+«Contristato! Non mi si potrebbe arrecare più grata novella. Sarei
+sicuro almeno che non finì sulla forca. Di grazia, non ne parliamo
+più. Io temo bene che la sua morte non sia mai per far onore alla
+nostra famiglia. Basta, se accadesse altrimenti (e in questo versava un
+bicchier di Canarie) lo dico di buon cuore, Iddio gli dia pace!»
+
+«Adagio, adagio, sig. albergatore. Non abbiate questi timori. Il
+vostro nipote vi farà onore, e soprattutto, se è quel Michele che ho
+conosciuto, e che amo, direi quasi.... sì in fede mia, al pari di
+me medesimo. Non potreste voi indicarmi qualche contrassegno onde
+verificare, se i due Micheli, di cui parliamo, fossero mai una stessa
+persona?»
+
+«No, per quanto mi ricordo.... Aspettate. Il mio Michele porta sulla
+spalla sinistra l’impronta d’un ferro rovente appostagli in premio
+d’essersi appropriato una tazza d’argento che apparteneva ad una buona
+donna di nome Snort d’Hogsditch.»
+
+«Oh! questa volta voi ne mentite, come un mariuolo, o mio zio (disse lo
+straniero, che in quel punto medesimo sbottonò la camiciuola, e abbassò
+tanta camicia quanta bastava a farne vedere ignuda la spalla). Per Dio!
+questa mia pelle è sana ed intatta non meno della vostra.»
+
+«Che ascolto? Michele! (sclamò l’ostiere). Il saresti tu veramente? Oh!
+sì. Io dovea persuadermene, perchè non conosco persona al mondo, la
+quale potesse affannarsi per te la metà di quello che tu facevi. Però,
+ascoltami, Michele. Se la tua pelle è sana ed intatta come ten vanti,
+è forza dire che il carnefice, mosso a pietà della tua giovinezza, ti
+abbia toccato con un ferro freddo.»
+
+«Via, via, caro zio. Tronchiamo le barzellette. Esse verranno all’uopo
+per far passare i fumi della vostra birra alterata. Vediamo piuttosto
+quale accoglienza sappiate fare ad un nipote che ha girato il mondo per
+diciott’anni, che vide nascere il sole di là dove tramonta, e che ha
+viaggiato tanto finchè l’occidente si trasformasse in oriente.»
+
+«A quanto mi sembra, o Michele, tu hai riportata con te una delle
+prerogative dei viaggiatori, nè veramente ti abbisognava un sì lungo
+pellegrinaggio per acquistarla. Ben mi ricordo che fra tuoi insigni
+pregi era quello di non ne dire mai una di vere.»
+
+«Vedete, o signori, un miscredente più d’un pagano (disse Michele
+Lambourne, volgendosi alla brigata, che non perdè alcuna parte di
+questo stravagante riconoscimento fra zio e nipote, ed in mezzo alla
+quale si trovavano alcuni, cui note erano le alte geste della costui
+giovinezza). Questo è quanto a Cumnor chiamasi in proprii termini
+_macellare il vitello grasso_. Ma sappiatelo, mio caro zio, che non
+esco ora del guscio, e che non vengo da fare il guardiano di porci.
+Poco mi rileva, se bene o mal mi accogliete. Ho con me quanto basta
+onde farmi ben ricevere per ogni dove.»
+
+E in ciò dire, levò di tasca una borsa assai piena di monete d’oro
+per fare spalancar gli occhi a tutti quelli della comitiva. Alcuni
+d’essi crollavano il capo, e bisbigliavano fra di loro. Ma due o tre,
+meno scrupolosi, incominciarono a riconoscerlo siccome concittadino,
+e lor compagno di scuola. Nel medesimo tempo alcuni altri personaggi
+più gravi si alzarono, ed uscendo di quell’albergo l’un all’altro si
+dissero, che se Giles Gosling volea che il suo negozio continuasse
+a prosperare doveva liberarsi il più presto possibile di questo
+spregevole nipote. E lo stesso Gosling si comportò in guisa da far
+conoscere com’egli fosse parimente di sì fatto avviso; e si dee
+rendergli tal giustizia: la vista dell’oro portò nell’animo di questo
+galantuomo minor impressione, che non ne produce per solito nelle
+persone dedite al mestiere da lui professato.
+
+«Michele, nipote mio, gli disse, metti via il tuo danaro. Il figlio di
+una mia sorella non dee pagar nulla per cenare, o dormire una notte in
+questa casa. Dico una notte, perchè m’immagino non avrai molta ansietà
+di rimanerti più lungo tempo in un luogo, ove sì poco favorevolmente
+sei conosciuto.»
+
+«In quanto a questo, mio caro zio, rispose il viaggiatore, non
+consulterò che la mia inclinazione e la natura dei miei affari.
+Intanto bramo pagar da cena a questi miei stimabili concittadini,
+che non portano la fierezza sino a ricordarsi di quel che fu Michele
+Lambourne. Se voi volete fornir la cena in cambio del mio danaro, ciò
+sia. Altrimenti due soli minuti di cammino ne disgiungono dall’osteria
+della _Lepre_, ove questi miei buoni colleghi non faranno difficoltò
+d’accompagnarmi.»
+
+«No, no, Michele, gli disse lo zio, poichè diciotto anni ti sono
+passati sopra la testa, vorrei sperare che qualche poco almeno te
+l’avessero addirizzata: onde non permetterò che tu abbandoni la mia
+casa a quest’ora. Anzi ti verrà dato tutto ciò che onestamente potrai
+domandare. Soltanto mi punge la curiosità di sapere, se questa borsa,
+che sfoggiasti or ora sia guadagnata con altrettanta legittimità,
+quanto mi sembra riboccante di danaro.»
+
+«Nol dissi, o miei vicini, ch’egli è un miscredente? (soggiunse il
+Lambourne, voltosi novellamente all’uditorio). È ben cosa stravagante
+che uno zio, venuto nell’età, voglia disotterrare quelle leggerezze di
+un nipote, che hanno già sulle spalle vent’anni. Per quanto spetta a
+quest’oro, o signori, dovete sapere che fui nel paese ove nasce, ed ove
+non si ha che l’incomodo di raccoglierlo. Io vengo, amici, dal Nuovo
+Mondo, ed appunto dalla terra di Eldorado. Ivi i fanciulli giocando
+alla fossetta non hanno d’altre pallottole che i diamanti; ivi le
+contadine portano collane di rubini; in somma in questo paese le case
+van coperte di tegole d’oro, e le strade son lastricate d’argento.»
+
+«In fede mia, amico Michele (sclamò Lorenzo Goldthred, uomo che
+primeggiava fra i merciai d’Abingdon) un tal paese sarebbe eccellente
+per trafficarvi. Ditemi un poco, quanto si ritrarrebbe dallo spacciare
+le tele, i nastri, le seterie, in una contrada ove l’oro è a sì buon
+mercato?»
+
+«Un profitto incalcolabile, rispose il Lambourne, soprattutto se un
+mercante, fresco negli anni e disinvolto, vi porta il suo fardello egli
+stesso. Oh! come son gaie le donne di quei beati luoghi, ed essendo
+alquanto arse dal sole, prendono fuoco com’esca appena vedono una
+carnagione appetitosa qual tu la presenti, e capelli siccome i tuoi che
+inclinino un poco al rossiccio.»
+
+«Vorrei bene far colà il mio commercio», disse tosto, spalancando due
+grandi occhi, il merciaio.
+
+«Nulla di più facile quando tu il voglia, disse Michele, e semprechè tu
+sia ancora quel risoluto campione, che mi prestava un dì il braccio nel
+portar via le mele dal giardino dell’abbazia. Basta a ciò un processo
+chimico semplicissimo, con cui tu trasmuti la tua casa e i tuoi
+poderi in bel danaro sonante, e questo di poi in un gran bastimento,
+guernito di vele, d’ancore, di cordami, e d’ogni suo attrezzo. Allora
+tu raccogli tutte le tue mercanzie in fondo di stiva, metti a bordo
+cinquanta robusti vagabondi, io assumo il comando della spedizione,
+sciogliamo le vele, e, voga, voga galera! eccoci avviati verso il Nuovo
+Mondo.»
+
+«Nipote mio, si mise allora di mezzo l’ostiere, tu gl’insegni il
+segreto per trasmutare, valendomi del tuo stesso vocabolo, le sue lire
+in soldi, e le sue tele in altrettanti spaghi. Ascoltate il parere
+di un matto, mio caro Goldthred. Non vi fidate al mare, che divora
+ogni cosa. Le carte e le donne, di cui vi dilettate la vostra parte,
+facciano pure il loro peggio; le balle di mercanzia, lasciate da
+vostro padre, dureranno un anno o due prima che si compiano i vostri
+dì all’ospitale; ma il mare ha un appetito insaziabile, ed in una
+mattina, vi divora tutte le ricchezze di Lombard Street[3], colla
+prestezza che io manderei giù un uovo affrittellato, o un bicchiere di
+vino. In quanto poi all’Eldorado di Michele, voglio che non mi crediate
+più nulla in vita mia, se non trovò quel danaro nelle tasche di un
+qualche papero della vostra specie. Oh! per questo, non ti turare il
+naso a furia di tabacco, o Michele; mettiti a sedere, e sei il ben
+venuto. Ecco la cena, che arriva. Invito tutti quelli che vorranno
+parteciparne, ad onore d’un nipote che dà tante belle speranze di sè,
+e confidandomi sia qualche cosa di men cattivo, che quando partì. In
+coscienza, nipote mio, hai le sembianze della mia povera sorella più di
+quanto nessun figlio abbia mai somigliato alla madre.»
+
+«Non si somiglia tanto al vecchio Benedetto Lambourne, marito di essa,
+disse il merciaio. Ti ricordi, Michele, che cosa rispondesti al tuo
+maestro di scuola allorquando stava per batterti, perchè avevi fatto
+cadere le stampelle, su di cui era solito appoggiarsi tuo padre? _Mio
+padre! mio padre! stimo il fanciullo che conosce suo padre_. Il dottor
+Brincham, me ne ricordo come se fosse adesso, rise tanto di cuore, che
+gli vennero finalmente le lagrime agli occhi, e queste lagrime del riso
+risparmiarono a te quelle del dolore.»
+
+«Le vivacità di quei giorni, disse il Lambourne, erano un ritrarmi in
+addietro per tentar più bel salto. Di fatto vi sono riuscito. E come
+sta quel degno pedagogo?»
+
+«Eh! quant’è mai che è morto!» soggiunse l’ostiere.
+
+«Morto sicuramente, ripetè il Cherico della parrocchia; gli stava io al
+capezzale quando morì, e morì qual visse. _Mori, morior, mortuus sum_,
+tali furono le sue estreme parole, ed appena ebbe forza d’aggiunger
+quest’altre: _Ecco ch’io ho coniugato il mio ultimo verbo_.»
+
+«Ebbene, Dio l’abbia in pace, risoggiunse Michele, a me non deve nulla.»
+
+«No in fede mia, soggiunse il merciaio. Mi ricordo avergli udito dir
+tante volte che in ogni colpo di staffile di cui ti regalava, era
+altrettanta fatica risparmiata al maestro di giustizia.»
+
+«E si sarebbe detto che non voleva lasciargli nulla da fare, disse il
+Cherico. Pure non fu un benefizio semplice che ottennero nè il nostro
+amico (accennando Michele), nè il suo collega Goodman Thong.»
+
+Sembrò a tai detti che scappasse la pazienza al Lambourne. Laonde
+prese il suo cappello che stava sopra la tavola, se lo adattò fino al
+sopracciglio in tal guisa, che l’ombra di una larga ala estendendosi su
+i suoi lineamenti e su quegli occhi, i quali non promettevano nulla di
+buono, ei compose il volto alla sinistra fisonomia di uno spadaccino
+spagnuolo.
+
+«_Voto a Dios_, signori, disse allor seriamente. Qualche libertà è
+permessa fra amici, ma ho già tollerato abbastanza, che voi e questo
+mio degno congiunto, vi spassiate su qualche inconsideratezza della
+mia gioventù. Pensate ora che porto sciabola e pugnale, e che ho la
+mano agile per valermene all’uopo. Dopo d’avere militato nella Spagna,
+sono divenuto anche più dilicato nelle cose che riguardano l’onore, e
+mi spiacerebbe se il dir vostro poco guardingo mi traesse a qualche
+estremità.»
+
+«E che fareste voi?» prese a domandare il Cherico.
+
+«Sì. Che fareste voi?» soggiunse parimente il merciaio, portandosi
+all’altro lato della tavola.
+
+«Quanto a voi, sig. Cherico, vi taglierei il gorgozzuolo, cosa da
+sofferirne ritardo le cadenze che siete solito a stonar la domenica
+nella chiesa. E voi, signor mercante di tele, nastri e seterie, vi
+bastonerei con tanta enfasi, da potervi stivare, senza che aveste
+voglia di movervi, entro una delle vostre balle.»
+
+«Tronchiamo, tronchiamo (disse l’ostiere, che giudicò ben fatto
+l’interrompere questo diverbio). Astenetevi dal far romori in mia
+casa. Nipote, non conviene essere sì pronto ad offendersi; e voi,
+signori miei, dovreste pensare, che comunque vi troviate in un’osteria,
+in questo momento siete i convitati dell’ostiere, e ogni ragione di
+decenza vuole che risparmiate l’onore di sua famiglia. — Che Diavolo!
+Tutto questo fracasso fa girare la testa anche a me, ed ora in grazia
+vostra mi dimenticava l’ospite taciturno, chè non so dargli altro
+nome. Sono due giorni che è qui, e non ha aperto bocca se non se per
+chiedere quanto gli abbisogna, e l’importo delle cose avute. Guardate!
+non mi dà maggiore fastidio che se fosse un contadino, e paga siccome
+un principe di sangue reale. Quando gli si dà il conto non osserva
+mai che la somma, nè dice finor di partire, nè so quando partirà. È
+un vero gioiello. Ed io, cane degno di tutti i capestri, lo lascio là
+in un canto, come una pecora rognosa, senza neanco usargli la civiltà
+d’invitarlo a cenare, o a bere una tazza di vino in nostra compagnia.
+Non mi tratterebbe peggio di quel che merito, se andasse in dirittura
+alla _Lepre_ prima che la notte divenga più alta.»
+
+Detto ciò, accomodò con grazia un tovagliolo sul sinistro braccio,
+poi, tenendo colla destra mano il più bel fiasco d’argento che avesse,
+e cavatosi per un istante il suo berrettone di velluto, mosse verso
+l’individuo solitario, di cui avea fatta parola, e sul quale gli
+sguardi dell’intera brigata furono tosto rivolti.
+
+Era questi un uomo di età fra i venticinque e i trent’anni, di statura
+al disopra della mediocre, vestito semplicemente, ma con decenza, e
+che univa a scioltezza una cert’aria di dignità, per cui sarebbesi
+detto che il modo in lui del vestire fosse al disotto di quanto al suo
+grado addiceasi. Egli sembrava meditabondo e guardingo. Bruni ne erano
+i capelli, e i suoi occhi nerissimi mostravano un brio non comune,
+tutte le volte che qualche istantanea occasione di commoverne l’animo
+si presentava. Fuori però di tal circostanza, e gli occhi e gli altri
+lineamenti del volto non annunziavano in lui che un uomo circospetto
+e tranquillo. I curiosi di questo picciolo paese non si ristettero da
+indagini per discoprirne, come meglio poteano, il nome e l’indole, e
+quali affari lo avessero condotto a Cumnor, ma niuna cosa giunsero a
+penetrare che appagasse tal loro curiosità. Giles Gosling, ch’era il
+primasso del villaggio, ardente partigiano della regina Elisabetta e
+della religion protestante, sospettò sulle prime questo suo ospite
+d’essere un gesuita, od uno di quei tanti preti che venivan mandati
+da Roma e dalla Spagna, e che facean poi tristo fine sulle forche
+dell’Inghilterra; ma non fu possibile che tale opinione gli durasse in
+verso di un ospite, il quale oltre a dargli sì poco fastidio, pagava il
+suo conto colla massima regolarità, e mostrava voler soggiornar qualche
+tempo all’_Orso nero_.
+
+Onde tai discorsi favorevoli al suo forestiere andava egli accozzando
+tra sè: «Tutti i papisti sono uniti fra loro come le cinque dita di una
+mano. Se il mio albergato fosse un papista sarebbe già ito a cercarsi
+alloggiamento, o presso il ricco scudiere che sta a Belseley, o a
+Wooton in casa del vecchio cavaliere, o che so io? in qualcuna delle
+caverne romane, che a costoro non mancano. Avrebb’egli mai cercato
+una pubblica osteria, in figura di galantuomo e di buon cristiano?
+E poi, penso, che l’altr’ieri, venerdì, mangiò manzo condito colle
+carote, benchè la tavola fosse anche imbandita di anguille poste alla
+graticola, e delle migliori che vengano pescate nell’Isis.»
+
+L’onesto Giles Gosling, già convintosi coi precedenti ragionamenti,
+che il suo ospite non era cattolico, gli si presentò adunque con tutta
+l’immaginabile cortesia, e lo pregò gli compartisse l’onore di bere un
+bicchiere di fresco vino e di partecipare ad una ricreazione intesa a
+festeggiare l’arrivo d’un nipote, e la riforma, se pure era vero, che
+questi avea fatta nei suoi costumi. Lo straniero sulle prime, fece
+colla testa il segno di chi ricusa, ma l’ostiere insistette, valendosi
+d’argomenti sull’onore della propria casa; ed anche su i sospetti che
+l’ospite avrebbe destati negli abitanti di Cumnor col mostrarsi d’umore
+sì poco socievole.
+
+«In fine poi, continuava Gosling, è del mio decoro medesimo, che
+chiunque alloggia in questo albergo stia di buon umore. Perchè vi
+sono in Cumnor certe male lingue.... Già qual è il paese che ne sia
+senza? E v’assicuro, qui si guardano per traverso quelle persone, che
+per coprire il loro accigliamento, fanno discendere a mezzo volto il
+cappello, come se fossero sospirosi dei tempi andati, ed incapaci di
+sentire il ben presente, di cui godiamo, grazie al cielo, sotto il
+governo della buona regina Elisabetta, che Dio ci benedica e conservi.»
+
+«Che dite, ostiere mio? rispose lo straniero. Un uomo dunque dovrà
+parere sospetto, perchè s’abbandona ai suoi pensieri, sotto l’ombra
+del suo cappello? Per altro, voi che siete stato a questo mondo doppio
+tempo di me, dovreste sapere esservi certe idee, che alloggiano con noi
+a nostro malgrado, e contro le quali non vale il dire: _scacciamole e
+stiamo allegri_.»
+
+«Per bacco! Se avete tali idee che vi travagliano lo spirito, sicchè
+nemmeno i buoni Inglesi sian capaci di snidarle d’attorno a voi, faremo
+venire da Oxford qualche allievo del buon padre Bacone, affinchè provi
+a scongiurarle a furia di logica e di lingua ebraica. Perchè non
+cercate piuttosto di annegarle entro un mare di scelto vin di Canarie?
+Scusate, o signore, la mia libertà, ma son vecchio ostiere, e bisogna
+che parli franco, e come la sento. Questo umor malinconico vi sta
+male; e non s’accorda niente co’ vostri ben lustrati stivali, con quel
+cappello di castoro fino, con quell’abito di buon panno, e colla borsa
+ben fornita che avete ai vostri comandi. Mandate al diavolo questa
+malinconia, e vada a stanziare presso coloro, che hanno le gambe piene
+di paglia, costretti a coprir la testa con un cappellaccio di borra, il
+corpo con un giustacuore grattugiato, e la cui saccoccia non manda mai
+quel grato suono che ha forza di scacciare il demonio della tristezza.
+Allegria, signore, allegria! o in nome di questo buon liquore, noi
+vi proibiremo l’aria dolce che spira attorno ad una gioiosa brigata,
+per confinarvi ad assorbire le nebbie della malinconia nei paesi del
+malanno. Mirate là una banda di gente compagnevole che si diverte.
+Non increspate il sopracciglio in vederli, che mi parreste il diavolo
+quando guardava Lincoln.»
+
+«Avete ragione, mio buon albergatore (disse l’ospite, componendosi ad
+un sorriso, che a malgrado della mestizia ond’era compreso, dava a
+divedere tutta l’amabilità della sua fisonomia), avete ragione. Coloro,
+il cui animo si trova nello stato al quale soggiace il mio, non debbono
+colla propria mestizia funestare la gioia di quelli che son più felici.
+Mi metterò di tutta buona voglia insieme ai vostri convitati, piuttosto
+che farmi credere un perturbatore degli altrui contenti.»
+
+Detto ciò, alzossi per raggiugnere la comitiva, che incoraggiata
+dai precetti e dall’esempio di Michele Lambourne, e composta per la
+maggior parte d’uomini inclinati a profittar d’un buon pasto alle
+spalle dell’oste, aveva già molto bene oltrepassati i limiti della
+temperanza. La qual cosa apparve meglio dal tuono, onde Michele chiedea
+notizia degli antichi suoi colleghi, e dagli scrosci di risa, che si
+accompagnavano a ciascuna risposta. E la natura men che decente di
+questa loro allegria giunse a tanto, che ne rimase scandalezzato lo
+stesso Gosling, tanto più che, senza saperne il perchè, ei si sentiva
+compreso d’un certo rispetto verso il suo ospite sconosciuto. Postosi
+pertanto a qualche distanza dalla tavola, intorno a cui eran seduti
+questi tavernieri tanto leggiadri incominciò coll’ospite istesso una
+specie d’apologia sulle licenze di dire che si prendevano.
+
+«Ad udirli, voi credereste non esserne un d’essi che non sia stato
+abituato al bel mestiere di chi intima ai viandanti: _o la borsa o
+la vita_. Eppure, ve ne potrete accorger domani; son tutti artigiani
+laboriosi, e mercanti onesti, non però più di tutti gli altri, che vi
+sottraggono il pollice nel misurare un’_auna_ di panno, o che stando
+dal loro fondaco pagano le cambiali in _corone_ alquanto calanti.
+Per esempio quell’uomo là che col cappello di traverso copre una
+capigliatura arricciata, e simile al pelo d’un can barbone, tutto
+spettorato, coll’abito che si licenzia da lui, direste a vederlo che è
+il modello perfetto d’un malvivente. Ebbene! È un merciaio d’Abingdon;
+e se andate domani alla sua bottega, lo trovate dalla testa ai piedi
+ben messo, sì che il giudichereste un lord Maire. E adesso parla di
+scalare l’altezza di una soffitta, e di forzare i cancelli d’un parco,
+con tale disinvoltura, che il giudichereste avvezzo a passar la sua
+notte sulla strada maestra per cui si va da Hounslow a Londra. In vece
+egli dorme sempre tranquillamente, sopra un letto bene spiumacciato,
+colla sua candela da una banda, e la sacra bibbia dall’altra per tener
+lontani i demoni.»
+
+«Di grazia, ostiere, (disse lo sconosciuto) il nipote vostro, Michele
+Lambourne, che è il re di questa festa, ha egli pure la smania di farsi
+credere uno schiamazzatore?»
+
+«Voi mi serrate gli abiti un po’ troppo alla vita, caro signore. Mio
+nipote è mio nipote, e benchè egli sia stato un vero cane in tempo di
+sua gioventù, può essersi corretto, come han fatto tant’altri, non è
+vero? Anzi se mai aveste dato ascolto alle cose che poc’anzi dissi
+di lui, non dovete poi prenderle per parole d’evangelio. Io avea
+conosciuto il malandrino, benchè non dessi a divederlo, e volli un poco
+mortificare la sua vanità. — Oh! bramerei sapere ora sotto qual nome
+debbo presentare a questa brigata il mio rispettabile ospite.»
+
+«Sotto quello di Tressiliano, se così vi piace.»
+
+«Tressiliano! un nome che mi sona bene all’orecchio, e che viene,
+cred’io, da Cornovaglia. Già vi sarà noto il proverbio:
+
+ »Se porti _Pol, Pen, Tre_, del nome tuo alla festa,
+ »Che sei di Cornovaglia, la cosa è manifesta».
+
+Noi diremo dunque, signor Tressiliano di Cornovaglia?»
+
+«Non dite, vi prego, più di quello che ho detto io, e sarete certo
+di non errare, signor ostiere. Si può portare un nome preceduto da
+qualcuna di queste tre rispettabilissime sillabe, ed essere nato ben
+lontano dal monte S. Michele.»
+
+Il nostro Giles Gosling allora non ispinse più oltre la curiosità, e
+sotto il nome di signor Tressiliano presentò lo straniero al nipote
+ed a’ suoi amici, i quali dopo aver bevuto alla salute del nuovo
+convitato, continuarono negl’intertenimenti che questo cerimoniale
+aveva interrotti.
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+ »Del giovin Lancilotto
+ »Parli tu forse?
+ (_Il mercante di Venezia_).
+
+
+Dopo breve pausa, il merciaio Goldthred, così pregato dall’ostiere,
+cui tutta la gioviale brigata fece eco, presentò i convitati d’alcune
+strofette.
+
+ Di quanti battono
+ Augelli i vanni,
+ Re, a mio giudizio,
+ È il barbagianni.
+ Vengan le tenebre,
+ Ei non s’arresta.
+ Fuor della nicchia
+ Mette la testa.
+ Ricchezze annunzia
+ Suo canto strano
+ A chi alla cintola
+ Non tien la mano.
+ Dunque ripetasi:
+ Viva mill’anni.
+ Re degli aligeri,
+ Il barbagianni!
+ S’anco il sol languidi
+ Vibra i suoi strali,
+ Mostrar non degnasi
+ Esso ai mortali.
+ Sol quando annottasi,
+ Co’ l’ali stese
+ Egli incoraggia
+ Le belle imprese.
+ Finchè tracannansi
+ Nappi spumanti,
+ Sua virtù esimia
+ Per noi si canti.
+ Per noi ripetasi:
+ Viva mill’anni.
+ Re degli aligeri,
+ Il barbagianni!
+
+«Così va bene (sclamò Michele, tosto che il merciaio ebbe terminato di
+cantare); che ne dite amici? Questa almeno è una canzone che s’intende;
+e vedo che non si è perduto fra noi il buon gusto. Ma che rosario mi
+avete sfilato di tutti gli antichi miei colleghi! Non ve n’è uno a cui
+non si unisca qualche storia di mal augurio. Sicchè dunque Will di
+Wallingford ci diede la buona notte?»
+
+«Certamente, soggiunse uno di quelli, egli rimase morto, come un grasso
+daino, d’un colpo di balestra, che nel parco di Donnington gli venne
+tratto da Thatcham, il vecchio boscaino del Duca.»
+
+«Egli amò sempre la caccia, disse Michele, nè quindi gli piacque meno
+il fiaschetto. È questa una ragione di più per vôtare una tazza in
+onore della sua memoria. Andiamo, amici. All’armi.»
+
+Fatto in tal guisa, col bicchiere alla mano, un omaggio al defunto, il
+Lambourne domandò che cosa fosse accaduto del Partins di Padwoorth.
+
+«Partito; e sono dieci anni ch’egli intraprese il suo viaggio. Il
+castello d’Oxford lo vide andarsene, e Goodman Thong fece i convenevoli
+della partenza, alla quale non è occorso altro apparecchio che una
+corda del valore di dieci soldi.»
+
+«Che? Il povero Partins è morto in piena aria, fra cielo e terra! Ecco
+le conseguenze di amar troppo l’andar a diporto a chiaro di luna!
+Presto, miei colleghi, si beva anche alla sua memoria. Egli era un buon
+compagnone, gioviale quanto la luna piena.
+
+«E quali notizie mi darete voi di.... di Hal.... di quell’Hal,
+che portava sempre una lunga piuma, e che abitava in vicinanza di
+Yattenden?..... Non posso ricordarmi il suo nome.»
+
+«Chi! Hal Hempseed? dimandò il merciaio. Voi dovete ricordarvi, che
+egli si dava il tuono d’uomo d’alto affare, e che voleva frammettersi
+nelle cose di stato. Si volle impicciare in quelle del duca di Norfolk,
+e sono due, o tre anni, ha dovuto fuggire con un ordine d’arresto alle
+calcagna. Da quel tempo non se n’è più intesa notizia.»
+
+«Dopo tutte queste disgrazie, che mi avete raccontate, io non ardisco
+nemmeno pronunziare il nome di Tony Foster. In mezzo ad una tal pioggia
+di corde, di balestre, d’ordini d’arresto, sarebbe un miracolo s’egli
+fosse rimasto asciutto.»
+
+«Di qual Tony Foster intendi parlare?» chiese allora l’ostiere.
+
+«Per bacco! di quello al quale fu posto il soprannome di Tony
+_Brucia-cataste_, fin da quando portò il fuoco, onde accendere il rogo,
+su di cui perirono Latimer e Ridley. Nè senza di lui si compiea la
+faccenda, perchè il vento avendo smorzata la torcia nera di Goodman
+Thong, nessuno voleva, nè per amore nè per danaro, portargli il fuoco
+da riaccenderla.»
+
+«Questo Tony Foster vive tuttavia ed è un gran signore. Ma nipote mio,
+che non ti venisse la tentazione di chiamarlo _Brucia-cataste_, te ne
+avverto per tuo bene, ammeno che tu non volessi far conoscenza colla
+lama della sua spada.»
+
+«E che? Si vergognerebbe ora di sì fatto nome? Mi ricordo, che se ne
+gloriava, allor quando diceva che il vedere arrostire un eretico o un
+bue era per lui la medesima cosa.»
+
+«Sicuramente, nipote mio, ma il dir ciò, avea buon garbo ai tempi
+della regina Maria, allorchè il padre di questo Tony era intendente
+dell’abbazia d’Abingdon. Le cose cambiarono, e dopo di questi
+avvenimenti sposò una purissima _precisiana_[4] ed è te lo giuro buon
+calvinista quanto potrebb’esserlo Calvino in persona.»
+
+«Vedere che tuono di sufficienza egli ha preso! soggiunse il merciaio.
+Porta ora la testa alta, e disprezza gli antichi colleghi.»
+
+«È questa una gran prova ch’egli ha fatto fortuna, riprese a dire il
+Lambourne. L’uomo giunto una volta ad avere danaro in proprietà non si
+trova volentieri in vicinanza di quelli il cui tesoro sta nelle tasche
+degli altri.»
+
+«Se ha fatto fortuna! Ti ricordi tu di Cumnor-Place, antico palazzo di
+città, a poca distanza dal cimiterio?»
+
+«Sì: e perchè tu veda, s’io me ne ricordo ho rubato ivi per tre volte
+tutte le frutta del verziere. Ma che importa ciò? Era ivi l’ordinaria
+residenza dell’abbate tutte le volte che in Abingdon dominava un
+qualche morbo epidemico.»
+
+«Va benissimo, disse l’ostiere; e adesso è divenuto soggiorno di Tony
+Foster in conseguenza di cessione fattagliene da un gran signore, al
+quale la corona diede in feudo tutti i beni dell’Abbazia. Ei vi ha
+creato il suo castello, e guarda dall’alto al basso i poveri abitanti
+di Cumnor, come se fosse già un cavalier-baronetto.»
+
+«Non bisogna però attribuire affatto ad orgoglio tal sua condotta,
+disse il merciaio. Si mischia in questo affare una bella signora, che
+Tony non vorrebbe vista nè meno dalla luce del giorno.»
+
+«Come sta la cosa? (interruppe allor Tressiliano, che per la prima
+volta prese parte a sì fatti intertenimenti). Non fu detto da qualcuno
+di voi, che il Foster, si è fatto sposo ad una _precisiana_?»
+
+«Sì certo, e ad una _precisiana, rigorista_ quanto il sia chi non
+mangiò mai carne in quaresima. Tony ed essa, a quanto raccontasi,
+viveano come cani e gatti fra loro. Ma presentemente ell’è morta, e Dio
+l’abbia in pace. Non è rimasta a Tony che una figliuoletta, onde si
+giudica, egli sposerà questa incognita, che move tanto romore.»
+
+«E perchè?... (domandò Tressiliano) intendo chiedere perchè move tanto
+romore?»
+
+«Perchè si dice, rispose Gosling, che è bella al pari d’un angelo,
+perchè nessuno sa donde venga, e perchè si vorrebbe capire il motivo
+di tenerla così custodita, e rinchiusa fra quattro mura. Per me non so
+com’ella sia fatta. Voi signor Goldthred, dovete averla veduta.»
+
+«Sì, mio vecchio. La vidi un giorno che cavalcando me ne veniva da
+Abingdon a questo vostro paese, e la vidi passando sotto il gran
+finestrone della vecchia casa, che porta dipinta nei vetri un’infinità
+di santi, e di storie. Quel dì io non avea presa la strada ordinaria,
+ed attraversai il parco. Dovete sapere che la porta non ne era chiusa
+fuorchè col saliscendi, e credei d’arrogarmi i privilegi del mio antico
+collega, prendendomi la libertà di venir per que’ viali. Così profittai
+dell’ombra degli alberi, chè facea, mi ricordo, gran caldo, e schivai
+la polvere, che mi diveniva tanto più molesta per aver messo in quel
+giorno la mia camiciuola, color di pesca, gallonata d’oro...»
+
+«E poteste sfoggiarla, (soggiunse Michele) il che certamente non
+vi dispiacque innanzi agli occhi di bella donna. Ah! scapestrato,
+scapestrato! Non rinunzierete voi mai alle antiche vostre abitudini?»
+
+«Oh! nol feci con questo fine, Michele, credetelo, (risoggiunse il
+merciaio pavoneggiandosi). Mi mosse sola curiosità, ed anche interno
+sentimento di compassione verso quella povera signora, condannata dalla
+mattina alla sera a non vedere se non se Tony Foster, che mette schifo
+e paura con quelle sue folte sopracciglia nere, con quella sua testa di
+bue, e con quelle storte sue gambe.»
+
+«E in vece gli avreste mostrato volentieri un pezzo d’uomo ben
+complesso, vestito in giustacuore di seta, una bella gamba attillata
+entro bello stivaletto di corduano, un volto rotondo, e pronto al
+sorriso anche senza averne occasione, che sembrasse dire: _Qual cosa
+vi abbisogna?_ un bel berrettone di velluto e sovr’esso svolazzante
+una piuma di Turchia, uno spillo d’argento dorato. Credetelo, amico
+merciaio, chi possede belle mercanzie, ama parimente sfoggiarle. Oh!
+andiamo signori, che i bicchieri non facciano festa. Io bevo alla
+salute dei lunghi speroni, dei corti stivaletti, dei giustacuori bene
+imbottiti, e delle teste sventate.»
+
+«Ben m’accorgo, o Michele, che di me siete geloso, soggiunse allora
+il Goldthred, ma se il caso mi favorì in quell’istante, non mi trattò
+meglio di quello che avrebbe fatto con voi o con qualunque altro.»
+
+«Viso di torta! sclamò il Lambourne, il cielo ti castighi della tua
+impudenza! Vorresti tu, mercantuccio a ritaglio, porti a confronto di
+un militare, d’un uomo della mia sorte?»
+
+«Garbato signore, disse Tressiliano, vi pregherei a non interrompere il
+nostro merciaio d’Abingdon. Il suo racconto mi alletta sì, che non mi
+moverei dall’udirlo se durasse fino alla mezzanotte.»
+
+«Voi mi onorate più che non merito, si fece a dire Goldthred; e
+poichè questa storia vi dà piacere, io la continuerò a malgrado de’
+motteggi e de’ sarcasmi di questo valoroso militare, che ha guadagnato,
+cred’io, più botte che _corone_ nella guerra de’ Paesi Bassi. Vi
+dirò adunque, che passando al di sotto di quel finestrone, lasciai
+le redini sul collo al mio palafreno, e perchè ciò mi giovava, e per
+essere più sciolto nel guardarmi all’intorno. Non mi credete più mai, o
+signore, se non vi dico il vero asserendo, che non mi è capitato veder
+altrove donna così leggiadra, e credo bene averne passate in rassegna
+quant’altri può fare, e d’intendermi di tal mercanzia al pari di
+chiunque abbia in ciò fama d’esperto.»
+
+«Ve la ricordate sì da farmene la descrizione?» soggiunse Tressiliano.
+
+«Oh! v’assicuro, signore, ch’ella era abbigliata qual si conviene a
+femmina di riguardo. Ricca, e studiata se ne vedeva l’acconciatura,
+che una regina non avrebbe sdegnato l’andarne ornata. La sua veste,
+il corsaletto e le maniche erano di un raso color di zenzevero, che a
+mio parere sarà costato 30 scellini al braccio. Si lasciava vedere la
+fodera di zendado ondato, e il tutto guernito da due larghi galloni
+d’oro e d’argento. Il suo cappello poi, o signore... non si è mai
+veduta cosa più leggiadra in tutti i nostri dintorni; lo copriva un
+drappo di seta giallo, ricamato d’oro, e parimente ornato di frangia
+d’oro. Vi giuro, quel cappello, era sontuoso al di là di quanto io ve
+lo sapessi descrivere.»
+
+«Veramente non intesi chiedervi come ella fosse vestita (disse
+Tressiliano, che si mostrò fin sulle prime impazientito di tutte queste
+particolarità in cui si diffondeva il merciaio). Vorrei mi parlaste
+della sua carnagione, dei lineamenti del viso, del color dei capelli.»
+
+«Quanto alla carnagione nulla di sicuro vi saprei dire. Osservai però
+ch’ella tenea un ventaglio, guernito di manico d’avorio, e in bizzarra
+foggia damaschinato. Non so poi se ella fosse bionda ovvero bruna.
+Stavano le sue chiome entro d’una reticella di seta verde tessuta con
+oro....»
+
+«Si vede veramente essere un merciaio che parla, si fece di mezzo il
+Lambourne. Il Signore chiede ragguaglio intorno le fattezze di una
+donna, e costui gli parla dell’acconciatura ch’ella portava.»
+
+«Ti dico (replicò Goldthred, alquanto imbarazzato da tale osservazione)
+che ho avuto appena il tempo di guardarla. Io stava lì per augurarle il
+buon giorno, e volgerle un sorriso....»
+
+«Simile a quello d’una simia che trovi per terra una castagna»
+interruppe il Lambourne, ma il merciaio fè vista di non dargli retta e
+così continuò:
+
+«D’improvviso comparve Tony Foster, egli medesimo, con in mano un
+grosso bastone...»
+
+«Col quale, spero, vi avrà carezzate le spalle in premio della vostra
+sfacciataggine» non potè ristarsi dal dire l’ostiere.
+
+«Questo poi è più facile da dirsi che da mettersi in opera (disse in
+tuono di sdegno il merciaio). No, no, signor Tressiliano, non accadde
+nessuna cosa di tal natura. Certamente colui si avanzò contro di me
+rotando il suo bastone, e volgendomi alcune male parole, e domandandomi
+perchè non avea io tenuto la strada maestra, e cose simili. Mi prese
+allora tal bile che gli avrei fracassato il cranio col manico della
+frusta; ma mi rattenne la presenza di quella signora che temei
+tramortisse dalla paura.»
+
+«Va via, cuor di gallina, va via, soggiunse il Lambourne. Avvi prode
+cavaliere che mai pensasse alla paura d’una bella, quando occorse per
+liberarla affrontar giganti, draghi, od incantatori? Ma che parlo io
+d’incantatori e di draghi ad un uomo che si è lasciato cacciar via da
+una mosca? Tu perdesti una gran bella occasione di segnalarti.»
+
+«Ebbene, millantatore, cerca tu di trarne miglior profitto. Il castello
+incantato è poco lontano. Il drago e la bella sono ai tuoi comandi.
+Ardisci presentarti.»
+
+«Lo farei per un boccale di vino di Canarie. Ma aspetta. Ho bisogno
+di biancheria. Vuoi tu scommettere una pezza di tela d’Olanda contro
+questi cinque _angeli_ d’oro? e domani mattina vado a casa di Tony
+Foster, e lo costringo a presentarmi egli medesimo alla sua bella.»
+
+«Accetto la scommessa, e benchè tu non la ceda al diavolo nella
+sfrontatezza, sono sicuro di vincere. Il nostro ostiere custodirà le
+poste, e tanto ch’io vado a prendere la pezza di tela, metto nelle sue
+mani questi cinque _angeli_ d’oro.»
+
+«Io non tengo poste di sì fatte scommesse, disse subitamente l’ostiere.
+Nipote mio, bevi tranquillamente il tuo vino, e non cercar di tali
+avventure. Ti sto mallevadore, che Tony Foster ha bastante credito per
+ottenerti ricovero nel castello di Oxford, e farti decorare i polsi
+della mano di due smaniglie di ferro.»
+
+«Per Michele non sarebbe altro che rivedere un suo antico ospizio, e i
+suoi polsi sono avvezzi a questo genere di smaniglie, disse allora il
+merciaio. Ma non può più tornare addietro dalla sua scommessa, a meno
+che non confessi d’averla perduta.»
+
+«Per Dio! sclamò il Lambourne. Vi giuro che mi dà tanto fastidio la
+collera di Tony quanto un guscio di noce; e voglia egli, o non voglia,
+vedrò la sua principessa.»
+
+«Sarei volentieri con voi a metà nel rischio della scommessa, disse
+Tressiliano, semprechè mi permetteste accompagnarvi nella ricerca di
+quest’avventura.»
+
+«E qual pro ne trarreste?» gli domandò tosto il Lambourne.
+
+«Nessuno, o signore, fuorchè il piacere di ammirare la destrezza e il
+coraggio che voi porreste in sì fatta impresa. Sono un viaggiatore,
+per cui han vezzo le cose straordinarie, quanto pei cavalieri erranti
+n’ebbero le avventure.»
+
+«Se dunque vi diletta il veder prendere col rampone una trota, consento
+che siate spettatore di questa mia pesca. Intanto bevo al buon successo
+di tale impresa, e se vi è chi neghi farmi ragione, lo spaccio per un
+galuppo, e gli taglio senza complimento i garretti.»
+
+La tazza vôtata questa volta dal Lambourne era preceduta da tante
+altre, che la ragione gli vacillò finalmente. Laonde ben due o tre
+fiate imprecò giurando il merciaio, perchè questi sosteneva con molto
+senno di non poter far brindisi alla perdita della scommessa accettata.
+
+«Pretenderesti forse farla da logico con me? gridava Michele, tu, nella
+cui testa non è più cervello di quel che ne sia in una matassa di seta
+intricata. Sai tu dalla parte di Dio, che farò del tuo corpo 50 _aune_
+di cordella?»
+
+E intanto che traeva la sciabola per mostrarsi uom di parola, due
+garzoni dell’osteria s’impadronirono di lui, poi lo condussero nella
+stanza assegnatagli, affinchè digerisse a tutto suo agio il vino bevuto.
+
+Tutti allora si levarono da tavola, e la brigata si sciolse, il che
+tornò a grande soddisfazione dell’ostiere, ma non altrettanto a quella
+de’ convitati, i quali aveano poca voglia di rinunziare al buon vino,
+che non costava danari, fintanto almeno che aveano forza di tenere in
+mano il bicchiere. Ciò nonostante costretti a ritirarsi, partirono
+finalmente, lasciando padroni del campo Tressiliano e l’albergatore.
+
+«In fede mia, disse il secondo, non intendo qual diletto trovino i gran
+signori nel dar feste e banchetti, e sostenere la parte d’ostieri senza
+avere poi il vantaggio di presentare il conto a ciascuno dei convitati.
+Fortunatamente, tal cosa mi accade di rado, e per san Giuliano, è
+sempre contro mio genio. Vedete! tutti questi corpi senz’anima,
+tutti questi fiaschi, che mio nipote, e i beoni suoi colleghi si
+tracannarono, doveano portarmi un bel profitto, ed ecco in vece una
+partita di scapito da portarsi ne’ miei registri. Assolutamente non mi
+par possibile il divertirsi in mezzo al romore, allo schiamazzo, alle
+querele e ai disordini che derivano dall’ubbriachezza, vedere atti,
+udir propositi dissoluti, e bestemmie, ogni volta che in tutto questo
+vi è perdita in vece di guadagno. Eppure quanti in questo bel trastullo
+hanno dissipati ricchissimi patrimonii, senza curarsi del danno che
+arrecavano agli ostieri. Perchè, chi diavolo vorrà venire a pagare il
+conto all’_Orso nero_, quando possa sedersi _gratis_ alla tavola d’un
+lord o d’un cavaliere?»
+
+Il modo stesso di tale declamazione contro l’ubbriachezza diè a
+divedere a Tressiliano, che il vino avea fatta qualche impressione sul
+cervello, comunque agguerrito, del rispettabile ostiere. Lo straniero
+che solo in quella brigata si era tenuto guardingo, volle adunque
+profittare della loquacità che il vino suole infondere, per iscavare
+dall’albergatore qualche miglior contezza intorno Tony Foster e la
+donna, che il merciaio avea veduto nell’abitazione di costui. Ma le
+indagini di Tressiliano non condussero per parte dell’ostiere che a
+nuove insulse declamazioni contro l’astuzia femminile, nelle quali il
+buon uomo chiamò in aiuto tutta la sapienza di Salomone per far valere
+la propria. Finalmente Gosling trasportò la sua attenzione verso i
+garzoni dell’osteria che stavano sparecchiando, diede loro diversi
+ordini e taroccò. Poi volendo unire l’esempio ai precetti, ruppe un
+piatto e una mezza dozzina di bicchieri nel mostrare ai famigli come si
+faceva a dovere il servizio alle _Tre Cicogne_, taverna in quei giorni
+la più rinomata di Londra. Il quale inconveniente lo richiamò sì bene
+alla ragione, che salito in fretta nella propria stanza, si pose in
+letto, ove dopo aver profondamente dormito, si svegliò tutt’altro uomo
+nel dì successivo.
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+ »È vano il vostro predicar. Vo’ piena
+ »Far la scommessa. Figlia fu del vino,
+ »Voi dite. Un cavalier tiene, il mattino,
+ »Quel che promise sbevazzando a cena.
+ _La tavola del giuoco._
+
+
+«Che cosa è di vostro nipote, mio buon ostiere?, disse Tressiliano
+nella mattina del successivo giorno, appena vide Giles Gosling
+discendere nel salone, ove si era cenato la sera innanzi. Come sta
+questo vostro nipote? Si mantien sempre fermo nella scommessa fatta?»
+
+«Vi dirò. Dopo aver girato due ore per visitare tutte le tane de’ suoi
+antichi colleghi, è rientrato adesso, ed ha fatta la sua colazione di
+uova fresche e moscato. Ma quanto alla scommessa, mio buon signore, vi
+consiglio da amico a non ve ne impicciare, come di nessun’altra cosa
+che venisse in testa d’imprendere a Michele. Ora pensate piuttosto a
+refocillare il vostro stomaco con un buon brodo caldo, e lasciate,
+che mio nipote e Goldthred si sbarazzino dalla loro scommessa come
+crederanno meglio.»
+
+«Se volete essere sincero, mio caro albergatore, voi non sapete come
+prenderla nel parlare di questo vostro nipote, che non potete nè
+biasimare, nè lodare, senza qualche rimorso di coscienza.»
+
+«È propriamente così, degnissimo signor Tressiliano. Certa affezione
+di natura mi dice all’orecchio: Giles, Giles, perchè pregiudicare la
+riputazione del figlio di tua sorella? perchè diffamare un nipote?
+perchè bruttar da te stesso il tuo nido, disonorare il proprio
+sangue? Ma viene poi da un’altra banda la giustizia e mi grida:
+Guarda quest’ospite rispettabile, che non ne è più capitato un simile
+all’_Orso nero_, un uomo il quale non ha mai avuto che dire sul conto:
+lo dico alla vostra presenza sig. Tressiliano, e non è nemmeno perchè
+abbiate avuto occasione di trovar da ridire.» Poi continuò a parlar
+con se stesso. «Un viaggiatore, che a quanto può giudicarsi, non sa
+per qual motivo sia venuto, nè quando partirà!... E voi che siete
+albergatore, che da trent’anni pagate le vostre tasse in Cumnor,
+presentemente primo costabile del borgo, permettereste che questa
+fenice dei forestieri, degli uomini, e dei viaggiatori, cadesse nelle
+reti d’un nipote sol conosciuto per uno sfaccendato, per un malvivente,
+che vi sta unicamente colle carte e coi dadi, e dottore in tutti sette
+i peccati mortali, se in queste facoltà si dessero le lauree, ed i
+gradi? No dalla parte del cielo! Sia, che chiudiate gli occhi finchè
+costui non tende le reti che per inviluppare un Goldthred! Ma quanto
+al vostro ospite! Siete in obbligo d’avvertirlo, di armarlo de’ vostri
+consigli, semprechè voglia ascoltarli. Voi suo fedele albergatore!....»
+
+«Vi son grato, onest’uomo, nè dimenticherò i vostri suggerimenti,
+ma in quanto spetta alla presente scommessa, debbo tenere la mia
+parola, poichè mi sono tanto innoltrato. Onde vi prego piuttosto a
+tale proposito volermi fornire qualche migliore contezza. Chi è questo
+Foster? Qual mestiere fa egli? Perchè custodisce con tanto mistero una
+donna?»
+
+«In vero, mio signore, non posso aggiugnere fuorchè poche cose a
+quelle che sapeste ieri. Egli fu un papista della regina Maria.
+Adesso è un protestante della regina Elisabetta. Già vassallo
+dell’Abbate di Abingdon, or è padrone di un bel possedimento che
+apparteneva all’Abbazia. In fine, egli era povero. Si trova ricco al
+dì d’oggi. Dicesi che nella vecchia casa abitata da costui si trovino
+appartamenti sì ben forniti, da potervi alloggiare la nostra regina,
+che Dio la protegga. Alcuni si danno a credere ch’egli abbia trovato
+un tesoro nel verziere, altri che si sia venduto al diavolo per far
+ricchezze. Molti poi sostengono aver egli rubata tutta l’argenteria
+della casa abbaziale, che, al dir di questi, nei tempi della riforma
+era stata nascosta nel palazzo di città. Comunque si stia la cosa,
+ha fatto fortuna, e Dio, la sua coscienza, e probabilmente anche il
+demonio sanno solamente il modo con cui l’abbia fatta. Il suo umore è
+intrattabile, ed ha rotta ogni corrispondenza cogli abitanti del paese,
+come chi ha qualche gran segreto da custodire, o pensandosi forse
+impastato d’una creta diversa da quella onde lo siamo noi. Se Michele
+persiste nel volere rinnovar conoscenza con lui vedo cosa infinitamente
+probabile che attaccheranno briga fra loro, ed è perciò, ottimo sig.
+Tressiliano, che vorrei distorvi dall’accompagnare in questa visita mio
+nipote.»
+
+Tressiliano lo accertò, che si sarebbe regolato colla massima
+circospezione; onde non dovere egli, l’ostiere, prendersi a tal
+proposito nessun affanno; ed aggiunse tutte quelle assicurazioni di cui
+largheggiano sempre coloro che sono risoluti ad eseguire alcuna cosa
+contro il suggerimento de’ loro amici.
+
+Intanto aveva accettato l’invito dell’albergatore, e terminava di
+far con lui colezione, che ottima l’avea loro fornita l’avvenente
+Cicily, la bellezza del banco. In quel mentre capitò ivi l’eroe della
+sera precedente, Michele Lambourne, che avea prima dato qualche
+sollecitudine ad acconciarsi, e dismesso il vestito da viaggio, altro
+ne avea preso foggiato all’ultima usanza, e mostrava non so quale
+ricercatezza in tutto il suo esterno.
+
+«Per bacco! diss’egli, mio caro zio, ci avete leggiadramente inaffiati
+la scorsa notte; ma trovo altrettanto arida questa mattina, e ve lo
+proverei volentieri col bicchiere alla mano. Oh! che vedo? Questa è
+Cicily, la mia vezzosa cugina. Mi ricordo avervi lasciata in fasce,
+e or vi trovo in corsaletto di velluto, e attillata quanto il possa
+essere avvenente giovinetta che vive sotto il sole dell’Inghilterra.
+Vedete in me un congiunto e un amico, amabilissima Cicily, ed
+accostatevi perchè io vi stringa al seno e vi benedica.»
+
+«Adagio, adagio; sig. nipote, (si frappose tosto Giles Gosling) non vi
+date tante cure per riguardo a Cicily, e lasciatela attendere alle sue
+faccende. Se vostra madre fu mia sorella, non ne viene di conseguenza
+che voi dobbiate essere cugino di Cicily.»
+
+«Oh bella! ma che? mio caro zio! M’avete preso per un cane di
+miscredente, capace di dimenticare i riguardi che debbo alla mia
+famiglia?»
+
+«Io non dico nessuna di queste cose, ma le cautele non sono mai
+cattive, e poi la penso così. Certamente alle dorature del tuo vestito
+si direbbe che hai cambiato pelle, ma la cambiano anche i serpenti
+in tempo di primavera, e tu non t’introdurrai nel mio Eden, perchè
+farò io la guardia ad Eva. Siine certo, Michele. Mi pare un sogno. A
+veder te in quell’aggiustamento, e paragonandoti col sig. Tressiliano,
+si è tentato a credere che tu sei il gentiluomo, ed egli il nipote
+dell’ostiere.»
+
+«Questo equivoco, mio caro zio, nol può fare che la gente del vostro
+villaggio, perchè non vede più in là. Sappiatelo, e poco monta se
+v’è chi m’ascolti, nel vero gentiluomo si trovano certe qualità che
+appartengono solo a lui, e che per quanto faccia, non arriva ad
+acquistare chi non nacque in quella condizione. Non saprei dire da
+che derivi. Ma certamente, benchè io sappia presentarmi con aria
+franca in una taverna, chiamare, strapazzandoli, i famigli, bere con
+disinvoltura, giurare senza riguardi, e buttare il mio danaro da una
+finestra al pari di qualunque gentiluomo che porti sproni dorati, e
+pennacchio bianco, il diavolo mi porti se son capace di farmi prendere
+per un d’essi, benchè a ciò mi sia studiato le cento volte. Il padrone
+dell’osteria mi mette sempre in fondo di tavola, mi serve per l’ultimo.
+Se domando da bere, il garzone risponde: _ho capito_, senza mostrarmi
+il minimo riguardo, o atto di rispetto. Ma che rileva? Non voglio
+ammazzarmi per questo. Ho quant’aria nobile mi basta per far testa a
+Tony Foster, e per oggi non mi bisogna meglio.»
+
+«Siete adunque fermo nel divisamento di render visita a questo vostro
+antico conoscente?» disse Tressiliano.
+
+«Fermissimo, rispose l’uom di ventura. Fatta una scommessa, è dovere
+il sostenerla sino alla fine; legge riconosciuta dall’universo. Ma
+signore, se la mia memoria non m’inganna, perchè confesso che ieri sera
+le diedi molta rugiada di vin di Canarie, voi dovete aver qualche parte
+nei pericoli di tale impresa!»
+
+«È giusto, rispose Tressiliano, io mi offersi, semprechè me ne aveste
+conceduta la permissione, di accompagnarvi nel far questa visita, ed
+ho già posta nelle mani del nostro degno albergatore metà della somma
+equivalente alla scommessa.»
+
+«Sì certo, disse Giles Gosling, ed in _nobili_ d’oro[5], che credo non
+sieno mai stati adoperati i più belli nel pagare un conto. Io auguro
+adunque ad entrambi il miglior successo possibile in questa impresa,
+giacchè vi veggo risoluti a tale visita. Ma fate a mio modo, bevete
+un’altra volta prima d’andarvene, perchè prevedo, che da Tony Foster
+avrete un ricevimento alquanto secco. Ascoltatemi però. Se mai vi
+trovaste in pericolo, invece di ricorrere all’armi, fatene avvertire
+me, Giles Gosling, primo costabile di Cumnor; perchè comunque sia fiero
+Tony, mi può bastar l’animo di metterlo al dovere.»
+
+Michele, da obbediente nipote, fece la volontà dello zio col bere un
+altro bicchier di vino, asserendo, che la sua mente non si trovava mai
+tanto lesta, come dopo avere di buon mattino inumidito il gorgozzuolo;
+indi partì insieme a Tressiliano per alla volta dell’abitazione di Tony.
+
+Il villaggio di Cumnor è deliziosamente situato sopra d’una collina. In
+mezzo ad un parco assai boscoso, trovavasi l’antico edifizio abitato
+allora da Tony Foster, edifizio le cui rovine si vedono forse ancora
+oggi giorno. Questo parco in allora riceveva ombra da smisurati alberi,
+e soprattutto da antichissime querce, che le loro braccia gigantesche
+stendevano fino al di sopra delle muraglie, da cui questa abitazione
+andava ricinta; laonde quello spartato luogo presentava un non so che
+di tetro e monastico. Vi si entrava per una porta di forma antica che
+s’apriva in due battitoi, costrutta di fitto legno di rovere, e la
+guernivano chiodi di grossa capocchia, onde l’avresti detta la porta
+d’una città.
+
+«Affè che non sarà sì facile il prendere la fortezza d’assalto (disse
+il Lambourne, ponendo mente alla costruzione di questa porta), ogni
+qualvolta l’umor sospettoso del nostro mariuolo gli desse fantasia di
+negarcene l’ingresso; la qual cosa è possibilissima, se la sciocca
+visita di quel mercante di carabattole gli ha messe pulci nel capo.
+Ma no (soggiunse tosto accorgendosi che la porta cedeva al primo
+impeto) vedete cosa di buon augurio, ed eccoci a quest’ora sul terreno
+proibito, senz’aver trovato peggior ostacolo fuorchè l’inerzia d’una
+pesante porta di rovere impernata sopra cardini rugginosi.»
+
+Trovaronsi allora in un viale ombreggiato da grandi alberi, simili
+a quelli di cui favelliamo. Altra volta lo fiancheggiavano, una per
+banda, due file leggiadramente ordinate di tassi, e di allori spinosi.
+Ma questi arbusti non rimondati dopo lunga serie di anni aveano fatta
+una folta boscaglia d’alberi nani, i cui rami malinconici e neri
+usurpavano terreno a quel viale che un giorno avevan protetto. Vi
+crescea l’erba per ogni dove, e in due o tre luoghi si vedeano cataste
+delle loro legna, fatte nell’istesso parco, e poste ivi a disseccarsi.
+Lo stesso viale era attraversato da altri viali, ma parimente ingombri
+di macchie, rovi, ed erbe cattive. Oltre a quel senso di molestia, che
+ne invade con tanta forza al vedere le più nobili opere dell’industria
+andare in scadimento per una sequela d’incurie, e le tracce della
+vita sociale scomparire a gradi a gradi sotto la prevalenza di una
+intemperante vegetazione, non più regolata dall’arte, l’immensa altezza
+delle querce, e la foltezza di questi sottoposti alberi diffondeano
+colà tal tetraggine anche allor quando il sole era più alto, che si
+comunicava in proporzione agli animi di chiunque stavasi a contemplare
+sì fatta scena. Lo stesso Lambourne non ne andò immune, benchè
+d’ordinario lo commovessero le cose che urtavano di fronte le sue
+passioni.
+
+«Questo bosco è nero quanto la gola d’un lupo», disse Tressiliano,
+innoltrandosi verso quel viale solitario, che parea la sede della
+mestizia. Di lì vedeasi la facciata dell’edifizio, costrutto altra
+volta dai frati. Centinate ne erano le finestre, e costrutte di
+mattoni le muraglie, cui si rampicavano l’edere e l’altr’erbe vaghe di
+tappezzar vecchie pareti. Sovrastavano alla fabbrica alti cammini.
+
+«Per altro, dicea Michele, non so dar torto al Foster, se avendo
+sposata la massima di non vedere nessuno, tiene la sua abitazione in
+tale stato da non invogliar le persone ad entrarvi. Ben v’assicuro, che
+s’egli fosse tuttavia il Foster da me conosciuto altra volta, da lungo
+tempo queste roveri sarebbero ite a starsene in qualche legnaia, ed i
+materiali della casa che vediamo avrebbero servito a fabbricarne altre,
+intanto che il nostro galantuomo avrebbe sfoggiato il prezzo ritrattone
+sopra un vecchio tappeto verde, in qualche tenebroso nascondiglio dei
+dintorni di White Friars.»
+
+«Era egli adunque tanto dissipatore?» soggiunse Tressiliano.
+
+«Non si mostrava nè più nè meno di quel che sono gli uomini della
+nostra fatta, nè santo, nè economo. Ma ciò che fortemente spiaceami in
+esso era il vederlo avverso ad ogni comunanza di godimenti. Sospirava,
+come suol dirsi, tutte le gocciole d’acqua, che non passavano pel suo
+molino. — Tracannava sempre da solo tal quantità di vino, che vi giuro
+non mi sarei preso assunto di finirla, nemmen col soccorso del beone
+più accreditato della contea di Berk. Tal circostanza, aggiunta a ciò
+ch’egli era per natura dedito alla superstizione, lo facea indegno di
+stare in brigata co’ suoi colleghi. E vedete di fatto come si è sepolto
+in una tana, che è quanto al giusto conviensi ad una volpe di tal
+natura.»
+
+«Ma poichè l’umore di questo che vi fu un giorno compagno si confà sì
+poco col vostro, potrei chiedervi, sig. Lambourne, d’onde viene in voi
+tanta vaghezza di rinnovellar con lui conoscenza?»
+
+«E potrei io domandarvi a mia volta dond’è in voi la vaghezza
+d’accompagnarmi in tal visita, sig. Tressiliano?»
+
+«Non vel dissi? la parte che presi alla scommessa, la curiosità.....»
+
+«Davvero! Ecco in qual modo, voi altri signori, usi a vantarvi di
+urbanità e ragionevolezza, vi levate d’impaccio nel rispondere a noi,
+che però sappiamo usar liberamente del nostro ingegno. Ma se alla
+vostra prima inchiesta avessi dato per risposta, ch’io non aveva
+altro motivo di visitare il mio antico collega Foster, se non se la
+curiosità, oh! scommetto che l’avreste detta una scappatoia, un ingegno
+del mio mestiere. Nonostante capisco bene, mi sarà d’uopo aver per
+buona la risposta che mi avete data.»
+
+«E perchè non potrebbe la semplice curiosità avermi indotto a far
+questa camminata in vostra compagnia?»
+
+«Servitevi, signore, servitevi; ma non credeste però di darmela ad
+intendere. Ho vissuto assai lungo tempo in mezzo a quelli che sanno
+sbarazzarsi in questo mondo, nè quindi è sì facile il darmi semola per
+farina. Voi siete gentiluomo, così per nascita come per educazione, e
+il vostro portamento stesso lo dà a divedere. Da questo si scorge pure
+che godete buona riputazione, cosa di cui si fece anche mallevadore
+mio zio. Or vi mettete in compagnia d’uno sfaccendato, tale almeno è
+il titolo di cui mi si fa onore, e ciò per andar a trovare un altro
+della stessa lega, a voi sconosciuto. Nè v’induce che sola curiosità!
+Eh! via. Se questa ragione da voi addotta, venisse pesata in una giusta
+bilancia, oh! per bacco, si troverebbe calante, e calante assai.»
+
+«Quand’anche non v’ingannaste in tal raziocinio, dovreste considerare,
+signor Lambourne, che non mi deste finora assai prove di confidenza
+onde eccitarne, o meritarne altrettanta per parte mia.»
+
+«Se dipende da ciò, i miei fini li vedete a fior d’acqua. Osservate
+(e in ciò dire trasse di saccoccia la borsa, che gettò in aria, lesto
+indi a raccoglierla colla mano, affinchè non toccasse terra)... Tanto
+che durerà questa borsa non mi mancheranno passatempi di morbino,
+ma, terminata che sia, mi farà d’uopo cercarne d’altro genere. Ora
+se la misteriosa signora di questa casa, questa bella invisibile di
+Tony _Brucia-cataste_ è un pezzo appetitoso, come la dipingono, non
+è fuor del probabile ch’essa mi aiuti a convertire in soldi di rame
+tutti questi _nobili_ d’oro. Ma se per altra parte è vera l’asserita
+ricchezza di Tony, quanto è fuor di dubbio la costui ribalderia,
+potrebbe anche accadere che queste due cose diventassero per me la
+pietra filosofale, onde cambiar nuovamente i miei soldi di rame in
+_nobili_ d’oro.»
+
+«Non posso negarvi che questo doppio divisamento è immaginato assai
+bene; ma non vedo troppo la via di mandarlo ad esecuzione.»
+
+«Nè io vi dico che ciò debba succedere piuttosto oggi o domani. Perchè
+non mi son già messo in mente di prendere nelle mie reti questo
+vecchio praticone, prima d’avergli preparato quel vischio che sarà più
+confacente a tal uopo. Ma conosco meglio sta mane le cose sue di quello
+che le vedessi ier sera, e saprò ben io far valere il poco che so per
+dargli a credere di saperne anche di più. Del rimanente, se non avessi
+sperato o diletto o profitto nel tentare questa avventura, credete
+pure, che non mi sarei cimentato, tanto più che non la vedo priva
+affatto di rischio. Ora vi siamo, e convien andarne al termine.»
+
+Nel dirsi queste cose, entrati erano in un gran verziere, che
+circondava da due bande la casa, se però potea più dirsi verziere
+un bosco d’alberi, che comunque da frutto, frutto non produceano
+pressochè di sorte alcuna, tanto ne crebbero i rami parassiti; e tanto
+l’industria umana gli avea abbandonati, che i tronchi loro andavano
+tutti ricoperti di musco. Quelli di tali alberi che prima erano stati
+piantati in ispalliera, avendo ripreso l’andamento primitivo del
+crescer loro, presentavano tai forme, che confondeano in grottesca
+guisa l’opera dell’arte e l’opera della natura. La maggior parte di
+questo terreno dianzi foggiato in aiuole ornate di fiori, mostravasi
+incolto, tranne pochi scompartimenti ove si faceano nascere legumi.
+Alcune statue che aveano abbellito il giardino ne’ giorni del suo
+splendore, vedeansi rovesciate dai loro piedistalli e messe in pezzi.
+Nè in migliore stato trovavasi una conserva, pria serbata alle piante
+più timorose del freddo, la cui fronte, adorna di bassi rilievi in
+pietra, rappresentava la vita e le geste di Sansone.
+
+Aveano già i due viandanti attraversato questo giardino della pigrizia,
+e giunti erano pochi passi lontano dalla porta della casa, allorchè
+il Lambourne terminava il suo discorso. La qual cosa fu di grande
+soddisfazione per Tressiliano, poichè lo tolse dall’imbarazzo di
+corrispondere con egual sincerità a quella che gli dimostrò il suo
+compagno nel confidargli senza ritegno quai mire lo avessero tratto
+in questo luogo. L’ardimentoso Lambourne diede alcune aspre picchiate
+alla porta, non senza far osservare al suo collega, che avea visto
+guernita di porte men sode più d’una prigione. Non fu se non se dopo
+aver picchiato parecchie volte, allorchè un servo di figura sgradevole
+si affacciò, per fare scoperta, a un buco quadro, tagliato nella porta
+medesima, e munito di spranghe di ferro, poi chiese ai venuti che si
+volessero.
+
+«Parlar tosto per affari importantissimi di stato, al sig. Foster»
+disse con sicuro tuono il Lambourne.
+
+«Temo che incontrerete qualche difficoltà all’atto di provare il vostro
+assunto» soggiunse Tressiliano con voce sommessa al compagno, nel tempo
+che il servo portava al suo padrone questo messaggio.
+
+«Che mi dite ora? (rispose l’altro). Niun soldato marcerebbe avanti,
+se stesse prima a meditare in qual modo farà la sua ritirata. La prima
+cosa è entrare. Indi tutte le cose si accomoderanno da sè.»
+
+Non tardò il servo a tornare, e tratti i grossi catenacci che fermavano
+quella porta, fece passare gli stranieri per una stretta in volta
+d’onde trovaronsi in una corte quadrata, cinta d’ogn’intorno di
+fabbriche. Poi aperta altra porta, che in fondo della corte stava
+rimpetto alla prima d’ingresso, gl’introdusse in una sala lastricata
+di pietre, e fornita di poche suppellettili, antiche e ridotte in
+cattivo stato. Le finestre della medesima guardando soltanto nella
+corte, l’altezza delle fabbriche non lasciava che i raggi del sole
+penetrassero in quel luogo. Aggiungasi che ogni battitoio di finestra
+essendo separato dall’altro col mezzo di scompartimenti di pietra, e
+i vetri carichi di dipinture, che rappresentavano diversi fatti della
+sacra storia, finestre di sì fatta costruzione, lunge dall’ammettere
+la luce in proporzione di lor grandezza, produceano che quella tenue
+ancora cui davano passaggio, fosse ingombra de’ colori tetri e
+malinconici dipinti su i loro vetri.
+
+Tressiliano e la sua guida ebbero tutto l’agio di contemplare tali
+particolarità, perchè il padrone di casa si fece aspettar qualche
+tempo. Comparve in fine, e benchè Tressiliano fosse preparato a vedere
+una figura spiacente e schifosa, la costui laidezza oltrepassava
+ancora tutto quanto immaginato egli aveva. Era il Foster uomo di
+mezzana statura, nerboruto a quanto scorgeasi, ma di fattezze sì poco
+diverse dalla difformità, che mettea nausea; alle quali grazie esterne
+aggiugneasi ancora ch’egli era mancino. In quei tempi davasi per solito
+molta cura all’acconciatura del capo. Ma i capelli di costui, anzichè
+essere o ben lisciati, o ordinati in anella, o ritti sulle loro radici,
+come se ne vedono i modelli in alcuni ritratti antichi, e come usano in
+circa i nostri cicisbei nel mentre ch’io scrivo, cadeano sconciamente
+fuori d’un fitto berrettone, intricati insieme, che parea non avessero
+mai visto pettine, e coprendo a grado dell’aria la fronte ed il collo
+del nostro uomo, la qual circostanza non faceva cattivo accompagnamento
+ad un aspetto sì tristo. I suoi occhi neri, nè per vero dire privi di
+vivacità, s’ascondeano sotto due foltissime sopracciglia, e per lo più
+guardavano verso terra, quasi, vergognosi del cattivo animo che davano
+a scorgere, volessero sottrarre la bruttezza di questo indizio ai
+circostanti. Nelle poche volte però, che per la necessità di vedere in
+volto gli altri, li sollevava, si leggeva in essi la forza di esprimere
+ardentissime passioni, e l’altra ad un tempo di simularle a talento.
+Tutti gli altri lineamenti erano irregolari, ma buttati là in modo
+da far sì che chi avea veduta una volta quella sì ladra fisonomia,
+non la dimenticasse più mai. E bastò a Tressiliano il trovarsi alla
+presenza di costui per confessare a se medesimo essere questo Foster
+l’ultimo fra gli uomini cui avesse dovuto fare una visita, che non era
+certamente nè aspettata, nè desiderata da chi la riceveva.
+
+Portava un giubbone con maniche di cuoio rosso, simile al vestito
+usato allora dai contadini più facoltosi degli altri, ed un cinturino
+parimente di cuoio, che sosteneva a mano diritta un pugnale, e a manca
+una scimitarra. Alzò gli occhi nell’atto di entrare, misurando d’un
+guardo rapido ed accorto le persone che il visitavano, poi gli abbassò,
+come se avesse dovuto numerare i passi che dovea fare per arrivare
+alla metà della sala; indi con voce bassa e contegnosa si fece a dire:
+«Vogliate spiegarmi, o signori, il motivo di vostra venuta».
+
+Parve che a Tressiliano principalmente fosse volta l’inchiesta, e
+che da questo solo aspettasse il Foster risposta, tanto era giusta
+l’osservazione del Lambourne, che la superiorità derivata da nascita e
+da educazione si fa scorgere per traverso al più semplice vestimento.
+Ma la risposta venne in vece da Michele, che prese nel darla i modi
+famigliari d’uomo francheggiato da ricordanza d’antica amicizia, e che
+punto non dubitasse della cordialità, con cui stava per essere accolto.
+
+«Mio caro amico, primo compagno di mia giovinezza, dilettissimo Tony
+Foster! (e così sclamando, lo prese quasi a costui malgrado per la
+mano, dimenandola con sì bel garbo che gliene comunicava lo scotimento
+a tutta la persona) come avete passata la vita vostra dopo tant’anni
+che non ci vediamo? Ma che? avete forse dimenticato affatto l’amico, il
+fedele compagno, Michele Lambourne?»
+
+«Michele Lambourne! (replicò Foster levando sopra di lui gli occhi,
+che poi immantinente abbassò; indi senza cerimonie sciolse da quella
+dell’altro la propria mano); voi siete dunque Michele Lambourne?»
+
+«Sicuramente, come voi Tony Foster.»
+
+«E ciò pur sia (soggiunse Foster, aggrottando le ciglia). Qual cagione
+può condurre in questo luogo Michele Lambourne?»
+
+«_Voto a Dios_, sclamò Michele, io credea trovar qui migliore
+accoglienza di quella che, se non m’inganno, s’avrebbe voglia di farmi.»
+
+«E che? Mercanzia da forca, masserizia da galera, avventor del
+carnefice! puoi tu pensarti di ricevere buona accoglienza da chiunque
+non abbia sempre dinanzi gli occhi la spaventosa prospettiva di Tiburn?»
+
+«Tutte queste cose possono esser vere, e voglio anche supporle tali.
+Ma non toglierebbero mai ch’io non fossi la compagnia che si vuole a
+Tony _Brucia-cataste_, benchè ora, non so troppo bene per qual merito o
+titolo, si trovi egli padrone di Cumnor Place.»
+
+«Ascoltatemi, Lambourne, come giuocatore dovreste conoscere il calcolo
+delle probabilità. Calcolate quante ne stanno ora per voi che da questo
+finestrone io vi getti nella fossa sottoposta.»
+
+«C’è da scommettere venti contr’uno che non ne farete niente.»
+
+«E perchè di grazia?» chiese Foster coi denti serrati, e colle labbra
+convulse, com’uomo agitato da forte commozione interna.
+
+«Perchè, se vi piace vivere (rispose senza punto scomporsi il
+Lambourne), voi non ardirete toccarmi colla punta di un dito. Io sono
+più giovane e più vigoroso di voi, e il demonio della guerra mi ha
+infuso una doppia dose di coraggio, benchè io non sia invasato come
+voi dal demonio dell’astuzia, e benchè non vi rassomigli nel sapermi
+aprire strade sotterra per arrivare ai miei fini, e nel mettere, come
+suol dirsi in teatro, il tossico nelle pietanze, e il capestro sotto il
+guanciale di chi dorme.»
+
+Foster alzò una volta gli occhi sopra di Michele, poi fece due giri
+lungo la sala con passo fermo e tranquillo siccome quando v’entrò.
+Indi volgendosi d’improvviso e stendendo a questo la mano, sì gli
+disse: «Non conservare verun astio contro di me, buon Michele. Volli
+sperimentare se avevi mantenuta quell’antica, e lodevole franchezza,
+che gl’invidiosi e i maligni sogliono denominare sfrontatezza e
+impudenza.»
+
+«La chiamino come diavolo credono. È una qualità indispensabile per
+chi ama viver nel mondo. Corpo di mille diavoli! Sappi Tony, che il
+fardello di franchezza da me posseduto non era abbastanza considerabile
+per la natura del mio commercio, onde ho cresciuto il mio carico
+d’alcuni barili in tutti que’ porti ove ho toccato nel viaggio della
+vita; anzi per far luogo a questi, ho gettato sopra bordo quel poco di
+modestia e di scrupoli che mi rimanevano.»
+
+«Via, via! replicò il Foster. Quanto alla modestia e agli scrupoli, vi
+stavate già sulla zavorra nell’atto di salpare dall’Inghilterra. Ma chi
+è il vostro compagno, onesto Michele? Sarebb’egli un uom di Corinto[6]?»
+
+«Io vi presento, bravo Foster, il signor Tressiliano (così si affrettò
+il Lambourne a rispondere all’interrogazione dell’amico). Imparate
+a conoscerlo e a rispettarlo, perchè egli è un gentiluomo fornito
+d’ammirabili prerogative; e comunque il suo traffico non sia, almeno
+per quanto so, della natura del mio, egli onora ed ammira i prodi della
+nostra confraternita. E spero col tempo ne farà parte, perchè è cosa
+che non suol fallire. Presentemente non è che un neofito, un proselito,
+il quale cerca la compagnia de’ grandi maestri, come coloro che
+imparano ad armeggiare frequentano le sale di scherma per vedere come i
+più abili sanno maneggiare il passetto.»
+
+«Se i suoi pregi stanno in tale misura, onesto Michele, è d’uopo che
+tu passi con me in un altro appartamento, poichè ho da dirti alcune
+cose che non debbono andar più in là delle tue orecchie. Quanto a voi,
+signore, vi prego aspettarne qui, e di non uscire da questo luogo,
+perchè si trovano nella mia casa, persone, che la vista d’uno straniero
+potrebbe conturbare.»
+
+Tressiliano diede il suo assenso chinando il capo, e i due degni amici
+lo lasciarono nella sala, ove rimase solo ad aspettare che ritornassero.
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+ È un cattivo impegno servir due
+ padroni. Ma questo malandrino
+ vorrebbe servire ad un tempo il Cielo
+ e l’Inferno, e mostrarsi riconoscente
+ al primo del salario che si fa pagare
+ dall’altro.
+
+ _Monologo tolto da antica commedia._
+
+
+La sala entro cui Foster condusse il rispettabile collega era più vasta
+assai di quella onde uscivano; e più dell’altra offeriva tracce di
+sofferto smantellamento. Le pareti all’intorno sostenevano un edifizio
+ad uso di biblioteca, costruito di rovere, e cogli scaffali dello
+stesso legno. Dell’immensa raccolta di libri ch’essi contennero, ne
+restava ancora una parte, ma tutti coperti di polvere, e laceri gli
+uni, privi gli altri de’ lor fibbiagli d’argento, e messi in disordine
+sulle scanzie, e siccome cose non meritevoli di veruna cura abbandonati
+al primo che volea impadronirsene. L’edifizio istesso pareva aver
+incontrato il disfavore dei saccheggiatori, che non contenti di
+distruggere una maggior parte de’ volumi, fracassarono le nicchie ove
+questi stavano, e ne tolsero molti scaffali, e tutte le cortine, delle
+quali tenean vece in quel tempo le tele di ragno.
+
+«Gli autori di queste opere, disse, dando un’occhiata intorno il
+Lambourne, non s’immaginavano certamente in che mani sarebbero andate a
+finire.»
+
+«Nè tampoco l’uso cui verrebbero riserbate, soggiunse il Foster. La mia
+cuciniera non si vale mai d’altro per pulire i candelieri, ed è con la
+loro carta che il mio servo accende il fuoco ogni giorno.»
+
+«Eh sì: ho veduto più d’una città, ove si avrebbero tuttavia in tanto
+pregio da non valersene mai in questa guisa.»
+
+«Lo credi tu? Dal primo all’ultimo non contengono che insulsaggini
+scritte da altrettanti papisti. Ella era la biblioteca di quel vecchio
+rimbambito dell’abbate di Abingdon. La diciannovesima parte di un
+sermone, composto da un predicatore della nuova dottrina, val meglio
+che tutto un carro di queste istorie pescate nel lezzo di Roma.»
+
+«Che ascolto? Ed è il sig. Tony _Brucia-cataste_ che tiene simile
+linguaggio?»
+
+«Uditemi, Michele (disse austerissimamente il Foster, che lanciò
+sull’altro uno sguardo d’indignazione), dimenticate questo soprannome,
+e l’occasione che lo fece nascere, se non vi piace che la nostra
+conoscenza, rinnovellata da poco in qua, muoia di morte improvvisa.»
+
+«Almeno spiegatemi una cosa, che non posso comprendere; perchè vi
+fu un tempo in cui vi davate vanto voi stesso di avere contribuito
+all’arrostimento di due vecchi vescovi eretici.»
+
+«Pur troppo, in que’ giorni mi gravarono i ceppi dell’iniquità, ed io
+era ingolfato nel mare della perdizione. Ma ho cambiato avviso dopo una
+chiamata che ebbi dal Signore per entrare nella sua casa. Il degnissimo
+predicatore Melchisedec Maultext paragonò a tal proposito la mia
+disgrazia a quella, cui soggiacque l’apostolo san Paolo, allor quando
+tenne da conto i vestiti di coloro, che si affaccendavano a lapidar
+santo Stefano. Egli impiegò tre successive domeniche a predicare su
+questo argomento, e senza nominarlo, citava l’esempio d’uno de’ suoi
+ragguardevoli uditori, ch’io sapeva essermi quel tale.»
+
+«Basta, Foster, basta. Tai vostri discorsi mi fanno venire la pelle
+d’oca, cosa che mi accade sempre, nè so il perchè, quando ascolto il
+diavolo parlare di santa scrittura. Ma come avete potuto licenziare
+l’antica vostra religione colla facilità che altri mette nel levarsi un
+guanto? voi che non vi stavate mai un mese dall’andarvi a confessare,
+benchè poi nell’uscire da quel tribunale di penitenza, non vi trovaste
+men pronto a commettere la più enorme ribalderia che vi fosse venuta al
+destro, pari in ciò ai ragazzi che per aver il bell’abito della festa
+non si astengono all’uopo di avvoltolarsi in mezzo al pantano. E non
+sentite nessun rimprovero dalla vostra coscienza?»
+
+«Lascia in disparte la coscienza. È questa una cosa intorno la quale
+non puoi ragionare, perchè non ne avesti mai in vita tua: ed entriamo
+piuttosto in materia. Dimmi in poche parole, qual affare credi avere
+con me, o quale speranza qui ti condusse?»
+
+«Quale speranza? quella certamente di star meglio, dicea la vecchia
+che si mettea lunga distesa sul ponte di Kingston. Osserva questa
+borsa: è quanto mi rimane di una somma tanto rispettabile, che ciascun
+galantuomo se la sarebbe augurata nelle sue tasche. Ti vedo ben
+collocato, e a quanto sembra spalleggiato meglio, perchè si sa che
+un gran signore ti ha preso a proteggere. Sì, Tony, si sa, perchè tu
+non puoi sguizzare entro la rete, senza darti a conoscere di mezzo
+ai buchi. Io poi ho pratica, che queste protezioni non si concedono
+gratuitamente; e tu la cambi del certo con servigi che vai prestando.
+Venni adunque per assisterti in questo mercato.»
+
+«Ma io non ho bisogno del tuo aiuto, Michele! la tua modestia almeno
+doveva farti ravvisare questo caso come possibile.»
+
+«Vale a dire, che tu vuoi fare ogni cosa da solo, per non partire con
+altri il salario. Ma bada bene. La troppa avidità nel voler mettere più
+grano che non ne cape in un sacco, fa rompere il sacco e il grano va
+alla malora. Poi osserva come si regola un accorto cacciatore. Prende
+con sè un bracco a fine di non perdere l’orme del cervo, ma non lascia
+a casa nè meno il cane da corsa, che è quanto vi vuole per raggiungere
+la bestia selvaggia. Il tuo protettore, senz’altro, ha bisogno di due
+persone, ed io posso essere all’uopo d’una di queste. Perchè è vero,
+che possedi profonda sagacia, che corri in dirittura alla tua meta,
+che la malignità della tua indole è ferma, instancabile oltre quanto a
+tal proposito io possa vantarmi: ma in compenso ti supero in audacia,
+in vivacità, in prontezza di eseguire, e in fertilità d’inventar
+espedienti. Disgiunti l’uno dall’altro, manca a ciascun di noi qualche
+cosa; uniti, chi vale a resisterci? Pondera bene quanto ti dico.
+Dunque!... Faremo noi insieme la nostra caccia?»
+
+«Questa tua proposta ha molto dello stravagante, o Michele, ed è un far
+più che da cane da presa il venire sino in casa mia a morsicarmi la
+polpa della gamba. Ma già, tu fosti sempre un cane mal educato.»
+
+«Accetta la mia offerta, e non avrai motivo, di dir così. — Infine,
+poi, fa come credi. Ma ti avverto, che se non mi vuoi soccorritore
+nelle tue imprese, m’avrai instancabile nell’intralciarle; perchè
+assolutamente ho bisogno di lavoro, e ne troverò adoperandomi o per te,
+o contro di te.»
+
+«Dunque poichè la tua cortesia è tanta, che mi lasci la scelta, ti
+accetterò piuttosto amico, che nemico. — Di fatto non t’inganni. Posso
+procurarti un protettore, che ha modi per giovare ad entrambi e ad un
+centinaio d’altri; e per vero dire tu hai quanto abbisogna per fartigli
+utile. Il servigio ch’egli chiede domanda ardimento e destrezza; e i
+protocolli dei tribunali fanno testimonianza in tuo favore. Egli ha
+d’uopo di gente che non si lasci arrestare dagli scrupoli; e nessuno
+ti fa il torto di credere nemmeno che tu abbi coscienza. — Per tener
+dietro a un cortigiano è necessaria la sapienza di non si dar a
+conoscere; e la tua fronte è impenetrabile come se un elmo di pelle di
+nibbio la ricoprisse. — Non vorrei in te altra riforma che in un certo
+punto.»
+
+«E qual è questo punto, mio buon Tony? Parla, e ti giuro pel guanciale
+dei sette dormienti, che cercherò gradirti in tutto e per tutto.»
+
+«Me ne dai adesso una bella pruova! Prima di tutto il modo de’ tuoi
+discorsi non quadra ai tempi in cui siamo. Tu gl’infilzi sempre con
+giuramenti che sanno di papismo. Poi il tuo portamento è troppo
+dissoluto, troppo mondano per mostrarti in mezzo alla comitiva di un
+gran signore, obbligato a mantenersi in una certa riputazione agli
+occhi del Pubblico. Ti fa mestieri l’assumere un contegno più grave
+e composto, portar vesti men licenziose, un collare senza pieghe e
+ben inamidato, brache più strette, un cappello con più larghe ale,
+non giurar mai che sulla tua fede e sulla tua coscienza, rinunziare a
+quest’aria di spadaccino; in somma non toccar mai l’impugnatura della
+tua sciabola che quando veramente è dovere di adoperarla.»
+
+«Per la luce del giorno! tu sei divenuto pazzo. Questo ritratto che mi
+fai, s’adatta a qualche famiglio d’una vecchia puritana, non mai ad
+uom bravo che si dia al servigio d’un cortigiano ambizioso. Per ben
+conformarmi al modello che mi dipingesti, non mi mancherebbe altro che
+tener la bibbia in luogo di pugnale al mio centurino, nè conservare
+in me altra apparenza di fortezza che quanta al più se ne pretende da
+chi accompagna qualche orgogliosa devota alla predica, se talvolta
+occorre farsele campione contro quegl’insolenti garzoni di bottega che
+le vogliono disputare la parte del muro. Non è così, cred’io, che deve
+mostrarsi il cortigiano d’un grande.»
+
+«Tu non sai dunque, Lambourne, che da quando partisti dall’Inghilterra,
+tutte le cose sono cambiate, e che tal uomo il quale in segreto corre
+alla sua meta con passo risoluto, e che nulla potrebbe rattenere,
+si studia poi in compagnia, di non prorompere mai in minacce, in
+giuramenti, in detti profani.»
+
+«Intendo. Si dee far commandita col diavolo, ma con patto di non
+pronunziare mai il suo nome. Ebbene. Mi sforzerò piuttosto a
+contraffarmi, che accattar brighe con questo nuovo mondo, che tu vuoi
+divenuto sì puntiglioso. Come si chiama adunque questo signore, sotto
+cui debbo far noviziato d’ipocrisia?»
+
+«Ah! ah! signor Michele, egli è con questo bel garbo, che vi siete
+accinto all’impresa di scoprire i fatti miei. E che sapete voi se
+l’uomo che vi ho descritto si trovi in questo mondo, o che piuttosto io
+non abbia voluto divertirmi a vostre spese?»
+
+«Tu divertirti a mie spese! Povero gonzo! (disse senza intimidire il
+Lambourne). Non sai tu, o testa sventata, che dietro al letamaio ove
+credesti nasconderti a tutto il mondo, mi bastano ventiquattr’ore per
+vedere tutte le cose tue chiaramente come a traverso all’osso di una
+lanterna da scuderia?»
+
+Finiva di dir ciò il Lambourne, quando un acuto grido interruppe questo
+intertenimento.
+
+«Per la santa croce d’Abingdon (sclamò il Foster, che preso da paura in
+tale momento, dimenticava d’essersi fatto protestante). Io sono un uomo
+rovinato, perduto.»
+
+Dette le quali cose, corse nell’appartamento d’onde il grido era
+uscito, e ove Michele lo accompagnò. Ma per ispiegare la cagione di
+un tal contrattempo ne è d’uopo risalire all’istante d’allora che il
+Foster condusse nella biblioteca il Lambourne.
+
+Tressiliano nel rimaner solo, lasciò sovra coloro che uscivano,
+un’occhiata di sprezzo, sprezzo di cui serbava parimente una gran
+parte per se medesimo per essere disceso a mettersi, anche per poco,
+in brigata con gente di tal natura. «Amy, donna crudele, diceva
+egli fra se stesso, son questi compagni, che la tua ingiustizia,
+la tua leggerezza, l’inconsiderata tua crudeltà m’hanno costretto
+a cercarmi! Io non avvezzo a sperar soccorso che da amici degni di
+me, i quali oggidì mi sprezzeranno altrettanto quanto io per amarti
+mi sono degradato agli sguardi di me medesimo! Ma non quindi io
+discontinuerò dal seguirti, o tu che fosti un giorno la meta del più
+puro, del più tenero affetto. E benchè tu non possa omai essermi che
+argomento di lagrime e di cordoglio, ti strapperò di mano all’autore
+del tuo precipizio. Ti salverò da te medesima, ti restituirò ai tuoi
+congiunti, al tuo Dio. Gli è vero che non vedrò più quel bell’astro
+brillar sulla sfera da cui scese egli stesso! Ma almeno....» Tai
+cose ragionava, allorchè un legger romore udito nell’appartamento lo
+distolse dal meditare. E voltosi verso la porta laterale, gli occhi
+suoi si scontrarono in una donna tanto leggiadra, quanto pomposamente
+vestita, ch’ei ravvisò per quella di cui era in traccia. La prima
+cosa ch’egli fece dopo tale scoperta fu nascondere il volto entro
+il collare dell’abito, onde aspettar così il momento migliore per
+darsi a conoscere. Ma la giovinetta (chè essa non contava oltre ai
+diciott’anni) mandò a vôto questo divisamento; perchè, tutta brio, il
+trasse per l’abito, e con gajezza gli disse:
+
+«Oh! amico del mio cuore! Dopo esservi fatto aspettare sì lungo tempo,
+avvisate forse di venire in una festa da maschere? Voi siete accusato
+di tradimento al tribunal dell’amore. Dovete comparirmi innanzi, e
+rispondere a viso scoperto. Udiamo che cosa sapete addurre in vostra
+discolpa. Siete reo, o siete innocente?»
+
+«Oimè! Amy....» disse Tressiliano con voce fioca e dolente, e in dir
+ciò lasciò vedere il suo volto.
+
+Il suono di questa voce, ed una presenza sì poco aspettata, posero
+termine alla gioia onde la giovinetta era compresa. Diè un passo
+addietro, fattasi pallida come la morte, e coprendosi il viso con
+ambo le mani. Lo scotimento fu troppo grave per Tressiliano, sicchè
+nel primo istante non gli lasciò forza ad articolare parola. Ma poi
+ricordandosi la necessità di afferrare un momento che forse non si
+sarebbe offerto altra volta, si disse, «Amy, non vi prenda timore
+alcuno».
+
+«E perchè dovrei temere? (rispose ella, togliendosi le mani dal volto,
+che il rossore ingombrava) e di che temere? Sol mi fa stupore, sig.
+Tressiliano, che vi presentiate in casa mia senza esservi nè invitato,
+nè desiderato.»
+
+«In casa vostra, Amy! rispose Tressiliano. È dunque un carcere il
+vostro soggiorno? e un carcere custodito dal più infame fra gli uomini,
+tranne quello che stipendia costui!»
+
+«Sono in casa mia, vi ripeto, e questa abitazione mi appartiene
+sintantochè mi piacerà soggiornarvi. Se mi diletta vivere in un ritiro,
+chi è che abbia diritto di opporsi a questa mia inclinazione?»
+
+«Vostro padre, o giovinetta; vostro padre tratto alla disperazione.
+Egli è che m’ha ingiunto cercarvi per ogni dove, confidandomi
+un’autorità, che gli è impossibile l’usare in persona. Leggete questa
+lettera, ch’egli scrisse, mentre benediva i patimenti cui soggiace il
+suo corpo, sol perchè gli facevano dimenticare per pochi istanti le
+angosce del cuore.»
+
+«I patimenti, cui soggiace il suo corpo! È dunque infermo mio padre?»
+
+«Infermo tanto, che è incerto, se la vostra presenza, comunque vi
+affrettiate, sarà valevole a restituirgli la salute. Un istante basta
+agli apparecchi della partenza, se consentite seguirmi.»
+
+«Tressiliano, non posso, non debbo, non oso abbandonar questa casa. —
+Ma tornate da mio padre, ditegli che otterrò la permissione di vederlo
+prima che 12 ore sieno trascorse. Accertatelo ch’io sto bene, ch’io
+sono felice, o che almeno il sarei, se potessi crederlo felice al pari
+di me. Ditegli che non tema di non vedermi, e di non vedermi in modo
+da dimenticare tutti gli affanni che gli ho cagionati. — La povera Amy
+si trova oggidì in un grado più sublime di quanto osi dir ella stessa.
+— Andate, virtuoso Tressiliano. Fui colpevole d’ingiustizia verso di
+voi; ma, credetelo, ho il potere di compensarvi per la ferita che vi
+apportai. Vi ho negato un cuore che non era fatto pel vostro, ma saprò
+in vece assicurarvi onori e fortune degne di voi.»
+
+«E Amy può parlarmi in tal guisa? Meritai sì poca stima da voi che or
+mi offeriate in compenso di rapita pace e tranquillità gli spregevoli
+trastulli d’una frivola ambizione? Ma della prima ferita che faceste al
+mio cuore non vi fo omai più rimprovero, nè qui sono che per giovarvi,
+e rendervi la libertà. Sì, la libertà. Vorreste invano celarmelo. Vi
+tengono qui prigioniera; perchè se fosse altrimenti, il vostro animo
+ben fatto (tale fu almeno una volta) vi farebbe sospirare di essere
+già a quest’ora al letto di vostro padre. Venite, figlia infelice, ed
+ogni colpa sarà dimenticata, perdonata. — Quanto a me, non temete per
+parte mia veruna importunità, veruna querela. Feci un sogno, ma già mi
+sono svegliato. Bensì, pensate a vostro padre... Affrettatevi finchè
+vive ancora. Venite: una soave parola, una lagrima di pentimento,
+cancelleranno da lui la rimembranza di tutto il passato.»
+
+«Non vi dissi già, Tressiliano, ch’era mio volere di condurmi ad
+esso? nè metterò a questo soave dovere maggior indugio di quel che
+m’è indispensabile per compierne altri parimente sacri. Ne chiamo in
+testimonio questo giorno che mi rischiara. Io sarò da mio padre appena
+ne avrò ottenuta la permissione.»
+
+«Che ascolto? (rispose impazientendosi Tressiliano) V’ha d’uopo di
+permissione per vedere un padre infermo, che giace forse sul letto
+della morte? E a chi la chiederete voi, tal permissione? Forse allo
+sciagurato, che sotto larva di amicizia, abusò di tutti i diritti della
+ospitalità per involare alle paterne braccia una figlia?»
+
+«Non parlate in tal guisa di lui, Tressiliano. L’uomo che ingiuriate
+ora, porta una sciabola ben arrotata quanto la vostra, e fors’anche
+meglio arrotata. Uomo vano! le azioni più gloriose che tu hai fatte in
+tempo di guerra o di pace, cedono tanto al confronto di quelle che lo
+illustrano, quanto il grado che tieni nel mondo è al di sotto della
+sfera sulla quale egli campeggia. — Lasciami, compi il messaggio, di
+cui t’incaricasti col padre mio. Desidero però che dovendomi far sapere
+altre cose, egli scelga un messaggiere a me più gradevole.»
+
+«Amy (rispose con tranquillità Tressiliano) questi oltraggi non hanno
+forza di movermi a sdegno. Ditemi solamente una parola, che possa far
+rilucere un raggio di consolazione all’animo del mio vecchio amico. —
+Quest’alto grado di colui che vantate cotanto, lo dividete voi seco? Ha
+egli il titolo e le prerogative d’uno sposo per decidere sulle vostre
+azioni?»
+
+«Basta così, sclamò ella. Voi vi prendete tal libertà, che non mi
+conviene il sofferirla. Avrei rossore di rispondere ad interrogazioni
+che offendono l’onor mio.»
+
+«Col negar di rispondere, Amy, mi dite più di quel che vi chiedo.
+Ma ascoltatemi, giovinetta infelice! Io vengo munito di tutta
+l’autorità d’un padre, e quindi vi comando ubbidire. Saprò sottrarvi
+alla schiavitù dell’obbrobrio e della colpa, anche a malgrado di voi
+medesima.»
+
+«Non mi minacciate una violenza, (sclamò la giovane, facendosi indietro
+alcun passo, e intimorita dal tuono risoluto dell’altro) non mi
+minacciate, Tressiliano. Ho modi di resistere alla forza.»
+
+«Ma spererei non aveste vaghezza di prevalervene a difesa di una sì
+trista causa. È impossibile, Amy, che liberamente e di pien vostro
+grado acconsentiate a vivere nel disonore e nella schiavitù. O qualche
+talismano vi rattiene, o voi siete il giuoco di perfidi artifizi,
+o finalmente vi credete legata da giuramenti, che vi si fecero
+pronunziare per forza. — Comunque sia, romperò io tutti gl’incanti con
+poche parole: Amy, in nome di vostro padre, di vostro padre condotto
+all’ultima disperazione, v’intimo seguirmi in questo medesimo istante.»
+
+Dette le quali cose, le si avvicinò stendendo il braccio, come per
+afferrarla, e fu allora che spaventata mandò il grido, onde giunsero in
+quella sala il Lambourne e il Foster.
+
+«Per satanasso! (esclamò entrando il secondo) che si fa qui?» Poi
+volgendosi alla giovane, le disse in tuono, nè di comando tutto, nè
+tutto di preghiera; «Signora, per qual combinazione vi trovate voi fuor
+de’ vostri confini? Sarà bene vi ritiriate. È cosa, in cui può stare
+la vita e la morte. — E voi, amico mio, chiunque vi siate, uscite di
+questa casa. Partite subito prima che la punta del mio pugnale abbia
+tempo di far conoscenza col vostro giustacuore. — Fuori la sciabola,
+Michele, liberane da questo sciagurato.»
+
+«No, sulla mia anima, disse il Lambourne. Egli è venuto qui in mia
+compagnia, e per una conseguenza de’ miei principii, non ha nulla
+da temere da me fintanto almeno che non ci torniamo a trovare. — Ma
+però ascoltatemi (soggiunse volgendosi a Tressiliano), caro amico di
+Cornovaglia, sparite, sfumatevi, levate il campo dalla parte di Dio....»
+
+«Taci, ente spregevole, gli disse fieramente Tressiliano. Vi saluto,
+o signora. Quel poco di spirito vitale, che rimane tuttavia al padre
+vostro, non so se reggerà alla notizia di cui sto per essergli
+apportatore.» Dopo queste parole si ritirò, in tanto che la giovinetta
+gli dicea con fioca voce: «Tressiliano, non commettete imprudenze, e
+guardatevi dal calunniarmi.»
+
+«Quest’è una bella faccenda, disse Foster. Milady, ritiratevi, ve ne
+prego nel vostro appartamento, e lasciateci meditare qual cosa torni
+meglio in tal circostanza. — Presto, ritiratevi.»
+
+«Signore, non vivo sotto i vostri comandi» ella rispose.
+
+«È vero, milady; ma però è necessario...... scusate la mia libertà,
+milady; ma.... viva Dio! non è momento da cerimonie, e fa d’uopo che
+torniate nel vostro appartamento. — Michele, se ti sta a cuore....
+tu mi capisci. — Va dietro a quello sfrontato manigoldo, e fallo
+sloggiare. Intanto io persuaderò questa signora. — Presto, impugna la
+sciabola, e segui l’orme di colui.»
+
+«Lo seguirò, disse il Lambourne, e lo farò andar fuori delle nostre
+frontiere, ma quanto ad alzar la mano contro un uomo, con cui ho vôtato
+il bicchiere della mattina, nol farò mai. Opererei contro coscienza.»
+Dette tali cose, partì.
+
+Intanto Tressiliano, già uscito fuor della casa, prese quel primo
+viale, che credè conducesse alla porta d’onde entrò; ma lo stato di
+salvatichezza cui era ridotto il parco, le idee che tenevano agitato
+il suo animo, la stessa premura di sottrarsi da un luogo ove non
+era saggezza il rischiar nulla, gli fecero prendere un viale per un
+altro. Quindi invece di trovarsi nel cammino che metteva al villaggio,
+dopo molto aggirarsi, si vide dall’altra banda di quel possedimento,
+rimpetto ad una porticella fatta nel muro, d’onde si andava ne’ campi.
+
+Si fermò un istante; e poco per vero dire, gli rilevava da qual porta
+sarebbe uscito, purchè abbandonasse un soggiorno che non gli offeriva
+se non se amarissime ricordanze. Ma vi era probabilità che quella
+porticella fosse chiusa, e gli negasse un varco da quella parte.
+
+«Pur conviene farne la prova, pensò egli fra se medesimo. La sola via
+di salvare questa infelice giovinetta, questa giovinetta sempre cara
+al mio cuore, sta in ciò che il padre di lei faccia appellazione alle
+leggi violate del nostro paese. È dunque mestieri partecipargli senza
+indugio questa notizia, che oh! quanto deve trafiggergli l’anima.»
+
+Così intertenendosi co’ suoi pensieri, si avvicinò alla porticella, e
+mentre indagava se vi era modo d’aprirla, o se tornava meglio scalare
+il muro, udì dalla parte esterna il romore d’una chiave introdotta
+nella serratura. Tosto la porta si aprì, e mentre aggiravasi su i
+suoi cardini, Tressiliano vide innanzi a sè un uomo involto in grande
+ferrajuolo, coperto da un cappello tutto disteso cui soprastava un
+pennacchio. Questi si fermò pochi passi distante da Tressiliano. E
+fu un tempo medesimo, allorchè con esclamazione di risentimento e di
+stupore pronunziarono, il nome di Tressiliano quegli che entrava, il
+nome di Varney, l’altro che meditava l’uscita.
+
+«Che fate voi qui? (domandò aspramente il nuovo giunto, dopo avere
+lasciato trascorrere l’istante della prima sorpresa). Che fate voi qui,
+in questo luogo, ove non siete, nè atteso, nè desiderato?»
+
+«E che cosa vi fate voi? posso chiederlo egualmente, o Varney? (rispose
+Tressiliano). Venite qui forse per trionfare dell’innocenza che
+sagrificaste, siccome l’avoltoio od il corvo si pascono dell’agnello,
+cui prima strapparono gli occhi? o veniste piuttosto a ricevere
+dovuto castigo dalla mano d’un uomo d’onore? Sguaina quella sciabola,
+scellerato, e difenditi.»
+
+E già in ciò dire, Tressiliano avea snudata la sua; ma Varney non
+fece per allora altra cosa che metter la mano sulla impugnatura della
+propria. «Tu sei, gli disse, in errore, o Tressiliano, benchè le
+apparenze, il confesso, stiano contro di me. Ti protesto, con tutti
+que’ giuramenti che un sacerdote può suggerire, e che un uomo può fare,
+non esservi alcuna cosa che Amy Robsart abbia diritto di rimproverarmi.
+T’assicuro che mi spiacerebbe in tal circostanza sollevar la mano
+contro di te. Tu però non ignori che mi so battere.»
+
+«L’ho inteso dire, Varney, disse Tressiliano, pure in questo momento ne
+bramo un miglior mallevadore che non la tua stessa parola.»
+
+«L’avrai, rispose Varney, se questa lama, e quest’impugnatura non
+mi tradiscono». E nel punto medesimo trasse con la mano destra la
+sciabola, ed involgendo la manca nel suo mantello assalì Tressiliano
+con tal impeto, che pareva dovesse stare per l’assalitore il vantaggio.
+Ma questo vantaggio non gli durò lungo tempo, perchè ad un cuore arso
+dalla sete della vendetta, aggiugnea Tressiliano un braccio avvezzo
+a trattar l’armi, ed un occhio esperimentato a tutti gli stratagemmi
+della scherma. Laonde Varney trovandosi a sua volta incalzato
+d’appresso, risolvette di assalire da corpo a corpo il nemico, e fermo
+in tale disegno, avventurò ad una stoccata di Tressiliano quella parte
+del proprio corpo che il mantello copriva meglio; per cui prima che
+l’altro avesse sbarazzata la propria arme, gli si gettò addosso, e
+tenendogli vicinissima la punta, stava per trapassargli il petto.
+Ma l’avversario, esperto ad ogni genere di guardia, trasse presto
+coll’altra mano il pugnale, e colla lama di questo parò un colpo che
+avrebbe posto fine alla pugna.
+
+Nella qual difesa mostrò tal destrezza, per cui, se Giles Gosling fosse
+stato presente, si sarebbe confermato nella credenza che esternò,
+essere cioè Tressiliano nativo di Cornovaglia. Gli abitanti di questa
+contrada posseggono tanta perizia nell’armeggiare, che se tornassero in
+usanza i giuochi e le giostre dell’antichità, essi potrebbero disfidare
+il rimanente d’Europa. Varney dopo il suo mal avvisato tentativo fu
+rovesciato sì aspramente e sì all’impensata, che la sua sciabola andò
+alcuni passi distante da lui, e prima di potersi rialzare, vide sul
+proprio collo la punta dell’arme avversaria.
+
+«Dammi tosto modo di salvare la vittima del tuo tradimento, gridò in
+quell’atto Tressiliano, o preparati a congedarti dalla luce del giorno
+che ti rischiara.»
+
+Varney, troppo confuso, ed irritato per trovar parole a rispondergli,
+fece un nuovo sforzo a fine di rialzarsi; ma il suo nemico, sollevando
+la sciabola, stava per vibrargli il mortal colpo, allorchè si sentì
+rattenere il braccio da un uomo che gli stava alle spalle. E nel
+volgersi, vide Michele Lambourne condotto ivi dal fragore dell’armi, e
+giunto in tempo di salvar la vita a Varney.
+
+«Su via, compagno, disse a Tressiliano il Lambourne, sono già assai
+queste faccende per una giornata. Rimettete nel fodero la vostra
+squarcina, e partiamo. L’_Orso nero_ ci ulula da presso.»
+
+«Ritirati, vile insetto! (sclamò Tressiliano, dimenando il braccio per
+isciogliersi da costui). Ardisci tu metterti fra me e il mio nemico?»
+
+«Oh! vile insetto tu!, rispose il Lambourne. Ma un ferro mi darà
+ragione di questo oltraggio, dopochè un boccale di Canarie m’avrà
+fatto dimenticare il bicchiere che bevemmo insieme questa mattina. Per
+ora non facciamo scene. Alzate le gambe, andatevene, e sloggiate. Non
+vedete che siamo due contra uno?»
+
+E dicea vero; perchè Varney profittando dell’istante, raccolse la
+propria sciabola, onde Tressiliano ben vide che sarebbe stata follia il
+cimentarsi a tanto dispari combattimento. Cavò due _nobili_ d’oro dalla
+sua borsa, e gettandoli al Lambourne: «Tieni, disse, uomo spregevole,
+ecco il salario della tua mattinata. Non sarà mai detto che tu m’abbia
+servito gratuitamente qual guida. Addio, Varney, noi ci troveremo in
+qualch’altro luogo, ove non sia chi possa sottrarti alla mia vendetta.»
+Dette le quali cose, uscì del parco per la porticella ch’era rimasta
+aperta.
+
+Varney non mostrò avere nessuna voglia di molestare la ritirata al
+nemico; e forse nemmeno il potea, tanto lo stordì la sofferta caduta.
+Aggrottò solamente le ciglia nel vederlo discomparire; indi voltosi al
+Lambourne: «Brav’uomo, gli disse, sei tu un collega di Foster?»
+
+«Suo amico giurato, quanto lo è dell’impugnatura la lama.»
+
+«Tieni questa moneta d’oro, e segui quell’astuta volpe. Indagherai
+in qual tana va a rannicchiarsi, poi torna qui a ragguagliarmene. Ma
+soprattutto silenzio, e prudenza, se ti è cara la vita.»
+
+«Basta così. V’accorgerete, che non isceglieste un cattivo bracco, e vi
+darò contezza di tutte le cose.»
+
+«Fa dunque presto,» disse Varney, rimettendo entro il fodero la sua
+sciabola; poi voltando le spalle a Michele s’avviò verso la casa. Il
+Lambourne non si fermò che un istante onde raccogliere i due _nobili_
+gettatigli con sì poca cerimonia da Tressiliano, e li mise nella sua
+borsa insieme all’oro venutogli dalla liberalità del Varney.
+
+«Vedete!, dicea fra se stesso Lambourne, io parlava ieri sera di
+Eldorado con quegl’imbecilli. Viva S. Antonio! Per un uomo della mia
+fatta, qual più bell’Eldorado della vecchia Inghilterra? I _nobili_
+d’oro vi piovono dal Cielo; e la terra ne è coperta, come se fossero
+stille di rugiada: non vi vuole che l’incomodo di raccoglierle. Oh! se
+di tale preziosa manna non tocca a me la mia parte, sto a patto che la
+lama di questa sciabola si liquefaccia come la neve.»
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+ Dell’ago pur, che la grand’Orsa addita
+ Ai naviganti, va fornito; e polo
+ Gli è cieco amor di se medesmo: i lini,
+ Ch’arte maestra dispiegò, fa gonfi
+ L’immonda piena degl’ingordi affetti.
+ _L’Ingannatore, Tragedia._
+
+
+Il Foster stava adunque disputando colla giovane signora, che opponeva
+soltanto disprezzo e sdegno alle preghiere reiterate da costui,
+ond’ella entrasse nel proprio appartamento, allorchè un fischio si fece
+udire alla porta della casa.
+
+«Eccoci ad una bella stretta, disse egli; questo è, cred’io il segnale
+di Milord che arriva. Qual cosa dirgli ora intorno all’accaduto? Il
+malanno sta sempre alle calcagna di quel maledetto Lambourne. Pare non
+sia scappato dalla forca che per portarmi disgrazia.»
+
+«Datevi pace, sig. Foster, disse la giovane, e pensate solamente ad
+aprire al vostro padrone.»
+
+«Milord, amato milord, diss’ella correndo frettolosa verso la porta.
+— Ah mio Dio! (sclamò indi in tuono fatto per additarne il dolore
+di vedersi defraudata nelle sue speranze); non è altri che Riccardo
+Varney.»
+
+«Sì, o signora (disse Varney, salutandola rispettosamente; saluto
+ch’ella gli restituì con un’aria mista d’indifferenza e di dispiacere),
+sì, non è che Riccardo Varney. Ma non dispiace il mattino veder dalla
+parte d’oriente una nube dorata; è questa la foriera del dio del
+giorno.»
+
+«Dunque verrà quest’oggi Milord?» soggiunse ella con una gioia, fra
+mezzo a cui scorgeasi l’agitazione di quell’animo. La stessa inchiesta
+fu ripetuta dal Foster. Varney rispose alla signora, ch’ella avrebbe
+ricevuta la visita di Milord in quel giorno medesimo, e stava per
+farle alcuni complimenti, quand’essa correndo verso la porta della
+sala, cominciò a gridare a tutta voce: «Giannina, Giannina, venite nel
+gabinetto della mia toletta.» Indi voltasi a Varney, gli richiese:
+«Milord vi ha egli dato nessun ordine da comunicarmi?»
+
+«Eccovi, o signora, una lettera, che egli v’invia, e con essa un pegno
+del suo affetto verso la persona, che è sovrana del suo cuore.» In
+ciò dire le consegnò parimente un plico accuratamente annodato da un
+filo di scarlatto. Fattasi con vivacità a scioglierne il gruppo, non
+vi riusciva. Onde si diede a gridare una seconda volta: «Giannina,
+Giannina, una forbice, un coltello, tutto è buono, purch’io possa
+sciogliere un tal gruppo, che tarda la mia felicità.»
+
+«Questo strumento non potrebb’essere all’uopo, o signora?» disse il
+Varney, presentandole un pugnaletto di prezioso lavoro, ch’ei portava
+alla cintura entro fodero di marrocchino.
+
+«No, mio signore (rispos’ella, in atto alquanto disdegnoso), l’acciaio
+del vostro pugnale non troncherà il mio nodo d’amore.»
+
+«Eh sì! ne ha troncato più d’uno di questi nodi» disse da se stesso il
+Foster, lanciando un’occhiata significante al Varney.
+
+In questo mentre il gruppo fu disfatto senz’altro soccorso che quello
+delle agili dita di Giannina, fanciulla avvenente, figlia di Foster, la
+quale avendo udito la voce della padrona, si era data tutta la premura
+di accorrere. Una collana di perle orientali stavasi entro quel plico.
+La giovane signora le rimise all’ancella, appena guardandole, e si
+affrettò a leggere, o piuttosto a divorare il contenuto del profumato
+biglietto, che accompagnava un tal dono.
+
+«Certamente, o signora, disse Giannina (contemplando con grande
+ammirazione questa collana) le fanciulle di Tiro non portavano di più
+belle gemme[7]. E l’iscrizione: _Per adornare ciò ch’è al di sopra
+d’ogni ornamento_. Oh! per verità! ognuna di queste perle vale uno
+Stato.»
+
+«E ogni parola di questa lettera vale l’intera collana, o mia
+fanciulla. Ma passiamo nel gabinetto della nostra _toletta_, mia cara
+amica, è d’uopo ch’io mi faccia bella. Milord arriva fra poco, e
+desidera, signor Varney, che io vi usi buona accoglienza. Oh! i suoi
+desiderii sono leggi per me. Questa sera siete invitato meco a cena nel
+mio appartamento, e voi pure, signor Foster. Date gli ordini, affinchè
+non si omettano i preparativi necessari a ricevere, come si conviene,
+Milord.» Dette le quali cose, uscì dell’appartamento.
+
+«Ella prende già i grandi modi, disse tosto il Varney, e ne ammette
+come per favore al suo cospetto. Ha ragione. La prudenza c’insegna a
+sperimentare anticipatamente la parte, che la fortuna può un giorno
+assegnarne su questa terra. Bisogna che la giovane aquila impari a
+guardare il sole prima di spiccare in maggior vicinanza di quest’astro
+il suo volo.»
+
+«Oh! se non si tratta, che di alzare la testa in alto, converrebbe
+esser ben ciechi a non accorgersi che questo uccello non abbassa più
+la sua cresta. È un falcone, vi giuro, che il mio fischio non verrà a
+richiamare. Se udiste, sig. Varney, con qual aria di sprezzo ella mi
+parla a quest’ora!»
+
+«Colpa tua! sciocco, imbecille, privo di fantasia come d’accorgimento,
+che fuor d’una brutale violenza non conosci altre vie di far fare una
+persona a tuo modo. Perchè, a renderle più aggradevole l’interno di
+questa casa, non adoperi la musica ed altri passatempi? E a toglierle
+ogni vaghezza d’uscirne, perchè non farle qualche racconto di spiriti?
+Il cimiterio tocca le muraglie del parco, e tu non hai nemmeno quanto
+senno basta a trarne fuori l’ombra d’un morto per tener a dovere le
+donne che soggiornano nella tua casa?»
+
+«Non dite così, sig. Varney. Niun’anima vivente mi fa timore, ma non
+voglio prendermi troppa dimestichezza coi morti miei confinanti.
+V’assicuro che non vi vuole poco coraggio ad abitare in tanta vicinanza
+di essi; e so che il degnissimo signor Holdforth, quegli che predica la
+sera nella chiesa di sant’Antolina, ebbe una bella paura l’ultima volta
+che venne a trovarmi.»
+
+«Taci subito, stolto superstizioso, e piuttosto, giacchè sei entrato
+nel proposito di coloro che ti vengono a far visita, dimmi, astuto
+malandrino, come è stata ch’io abbia incontrato Tressiliano nel parco?»
+
+«Tressiliano! Chi è questo Tressiliano? Io nol conosco nemmeno di nome.»
+
+«Che mi racconti tu, o sciagurato? Ignori dunque, che Tressiliano è
+quel certo cacciatore di Cornovaglia, cui il vecchio sir Ugo Robsart
+avea destinato quel caro augelletto di Amy? Tutto rabbia d’esserselo
+visto volar via, è venuto a tendergli reti fin qui. Conviene essere
+bene attenti, perchè costui crede gli sia stato fatto affronto, e non
+è uomo da berselo in santa pace. Per buona sorte egli non sospetta di
+Milord, nè crede aver da fare che con me solo. Ma in nome del diavolo!
+qual combinazione lo ha portato qui?»
+
+«Ah! Sarà forse l’uomo venuto con Michele Lambourne.»
+
+«E chi è poi questo Michele Lambourne? Per Dio! non ti manca che
+mettere un’insegna alla tua porta e invitare tutti i vagabondi, perchè
+entrino a vedere quelle cose che dovresti persino nascondere al sole e
+all’aria.»
+
+«Ecco in qual bel modo i cortigiani ringraziano pei servigi che
+loro si prestano! Signor Riccardo Varney, non siete voi quello, che
+m’incaricaste di trovarvi un uomo, bravo per adoperare la lama, e
+d’una coscienza che non tema la ruggine? Non doveva io darmi attorno
+per contentarvi? E la cosa non era tanto facile, perchè grazie al
+cielo, non fo conversazione con questa razza di gente. Ma il Cielo
+ha permesso, che questo ribaldo, il quale è, nè più nè meno, il
+briccone che si conviene ai vostri fini, si presenti qui per rientrare
+impudentemente nei diritti d’una conoscenza ch’ebbe meco in lontani
+tempi. Gli ho menate buone le sue pretensioni sol per fare a voi cosa
+accetta; e quindi mi sono abbassato fino ad intertenermi con lui. E
+questa adesso è la vostra riconoscenza?»
+
+«Ma se costui è un briccone che ti somiglia, ed al quale manca solo
+la vernice dell’ipocrisia, che copre la superficie della tua anima,
+simile a un dipresso ad un resto d’indoratura che sta sopra una vecchia
+arme irrugginita, come sta poi, che il pio, l’amoroso Tressiliano, sia
+venuto in sua compagnia?»
+
+«Non ne so niente io. Ma vennero insieme. Sì dalla parte del cielo! E
+se ho da dirvi la verità, questo Tressiliano, giacchè si chiama così,
+ha avuto un momento di colloquio coll’amabile nostra prigioniera,
+intanto che, tutto intento a servirvi, io discorrea con Lambourne nella
+sala della biblioteca.»
+
+«Oh! tristo senza cervello, che hai perduto te e me in un sol colpo!
+In tempo che Milord non è qui, tu il sai, ella ha sospirato, e non una
+volta sola, verso la casa paterna. Se a furia di sermoni Tressiliano
+l’ha ridotta all’idea di tornarvi, noi non valiamo più una scorza di
+fico.»
+
+«Non temete, sig. Varney, i sermoni di costui non farebbero nulla.
+Il solo aspetto di esso le fece mandar tal grido come se un aspide
+l’avesse punta.»
+
+«Tanto meglio, se così è. Ma dimmi, mio buon Foster, non potresti tu
+esaminare tua figlia per sapere i discorsi accaduti fra essi?»
+
+«Ve lo dico candidamente, sig. Varney, mia figlia non si frammetterà,
+nè poco nè assai, nelle nostre faccende; non voglio che ella si scaldi
+ad uno stesso fuoco con noi. Posso assistervi io, perchè mi riserbo
+poi a far penitenza, ma non voglio mettere in pericolo l’anima di mia
+figlia per servire le fantasie di Milord, o le vostre. Che cammini io
+fra gli agguati e i precipizi, pazienza! sono armato di discernimento,
+e saprò cavarmene a tempo; ma non voglio mettere in rischio il mio
+povero sangue.»
+
+«Stupido automa! Se nol vuoi tu, il voglio men io, che quella insulsa
+di tua figlia sia iniziata nei nostri segreti, e a me niente rileva
+ch’ella vada, o non vada a casa del diavolo sulle tracce del suo buon
+padre. Dissi unicamente, che puoi sapere da lei qualche cosa.»
+
+«Ah! tali indagini non ho mancato di farle a quest’ora, sig. Varney;
+ella sa dalla padrona, che il padre di questa è ammalato.»
+
+«Ammalato! Tale notizia è utile, nè mancherò di trarne partito. Ma
+converrebbe liberare il paese da questo Tressiliano. Per simile impresa
+non avrei avuto bisogno d’altro braccio, perchè odio costui come il
+veleno, e la sua sola presenza mi fa l’effetto d’un bicchier di cicuta.
+Anzi ho veduto un momento, che se andava bene egli avea terminato
+d’esserci molesto. Ma sdrucciolai con un piede, in verità, se quel tuo
+compagno non giugneva a tempo per trattenergli il braccio, a quest’ora
+sarei in istato di giudicare se tu ed io ci siam posti nella strada
+dell’Inferno o del Cielo.»
+
+«Considero che parlate di un tal rischio con tanta disinvoltura! Non
+si può negare che siete coraggioso, signor Varney. Per me, se non mi
+tenesse in piedi la speranza di vivere ancor molti anni, e d’aver tempo
+di lavorare alla grand’opera di mia salute col pentimento, non vi
+seguirei nel cammino che andate correndo.»
+
+«Tu vivrai quanto Matusalemme, o mio Foster; tu accumulerai più
+ricchezze che non fece Salomone, e sia pur anco che tu divenga più
+famoso per l’edificante tua penitenza di quanto il fosti per le tue
+bricconerie, e non è dir poco. Ma per ora convien pensare a guardarsi
+da Tressiliano. Intanto quella buona lana del tuo collega gli ha
+tenuto dietro. Medita bene, che ogni negligenza a tale proposito può
+compromettere la nostra fortuna.»
+
+«Lo so, lo so, rispose Foster, con aria malinconica. Ecco, che cosa
+vuol dire il collegarsi con un uomo, il quale non conosce nemmeno
+abbastanza la santa Scrittura per sapere che vuol data la lor mercede
+agli operai! Vedo che secondo il solito, non mi toccheranno se non se
+le fatiche e i pericoli.»
+
+«I pericoli! Ove sono questi grandi pericoli? Non è vero che il
+malandrino viene a girare attorno al tuo parco e alla tua casa? Tu lo
+prendi per un ladro. Nulla di più naturale. Adoperi contr’esso o il
+ferro freddo del tuo pugnale, o il piombo scaldato dalla polvere. Anche
+ciò è naturalissimo. Chi potrà darti torto? Perfino un bracco messo
+alla catena ha ragione di morder coloro che si accostano troppo al suo
+canile.»
+
+«Ottimamente! e commettendomi fatiche da cane, mi pagate al giusto come
+si pagano i cani. Voi, signor Varney, vi siete fatto una bella e buona
+proprietà dell’Abbazia d’Abingdon, ed io non ho che il povero usufrutto
+di questo piccolo dominio, usufrutto in oltre che durerà, quello che
+durerà, perchè rivocabile a vostro buon grado.»
+
+«Intendo benissimo. Tu vorresti che il tuo usufrutto si convertisse
+in proprietà. Questo ancor può succedere, Tony, se però lo saprai
+meritare. Ma non è ora di tener le mani alla cintola. Nè basta, per
+mostrarti degno di quanto desideri, il prestare una stanza o due di
+questo vecchio casamento ad uso d’uccelliera pel leggiadro animaletto
+che Milord vi ha racchiuso; ed è ancor poca cosa il serrare le tue
+porte e le tue finestre per impedirgli di volar via. Ricordati che
+la rendita depurata di questo fondo è valutata 79 lire, 5 scellini,
+e 5 _pence_ e mezzo, senza comprendervi le legna. Abbi coscienza
+un istante, e concedimi che ci vogliono grandi servigi, ben arcani
+servigi, e qualche cosa in somma più di quello che fai, per guadagnarti
+tal ricompensa. Intanto manda il tuo servo a levarmi gli stivali, e
+pensa a farmi dare da pranzo, ed un fiasco del tuo miglior vino; e dopo
+con serena fronte, con lieto animo, e leggiadro come un Adone, tornerò
+a vedere questo vezzoso augelletto.»
+
+Si separarono in quell’istante, e si rividero solamente al mezzogiorno,
+ora in cui era usanza di pranzare. Varney comparve vestito in leggiadro
+aggiustamento adatto alla costumanza di que’ tempi, ed anche il Foster
+avea data qualche cura ad allindarsi; cura però che non ebbe miglior
+effetto del farne spiccar maggiormente la laidezza della persona.
+
+Pure tal novità diede nell’occhio a Varney. Laonde terminata la mensa,
+ed allorchè i servi si furono ritirati, questi disse, squadrando
+l’altro dalla testa ai piedi. «Per bacco! Tony, come ti sei fatto
+bello! Sembri un cardellino. Non ti manca ora che zuffolare una giga.
+Ma no, no: quest’atto profano ti farebbe scacciare dalla congregazione
+de’ zelanti beccai, de’ puri tessitori, e dei santi fornari d’Abingdon,
+avvezzi a lasciar venir freddo il forno tanto che si scaldano le loro
+teste.»
+
+«Parlarvi il linguaggio della fede, signor Varney, sarebbe un far
+ragione alla parabola, un gettare le perle agli animali immondi.
+Adoprerò adunque con voi linguaggio adatto mondano, solo linguaggio che
+chi ordina tutte le cose vi ha dato facoltà di comprendere, e da cui
+imparaste a trar profitto non ordinario.»
+
+«Dì pure quello che ti piacerà, onestissimo Tony, perchè sia che, senza
+intenderti da te stesso, tu prenda per base de’ tuoi discorsi la fede,
+o intendendoti ottimamente, ne faccia tu l’applicazione che torna
+più comoda alle pratiche di tua vita, tali discorsi saranno sempre
+opportunissimi a far sentir meglio il gusto di questo alicante. Le
+ciance sono egregio stimolo ad assaporare il buon vino, al di sopra del
+caviale, delle lingue salate, e di tutt’i cibi fatti per istuzzicare il
+palato.»
+
+«Ebbene dunque. Compiacetevi dirmi, signor Varney, se vi pare che
+il Lord nostro padrone non sarebbe meglio servito, avendo la sua
+anticamera guernita di gente onesta, timorata di Dio, e che non
+pensasse ad altro, fuorchè ad eseguire gli ordini di chi comanda, ma
+posatamente e senza strepito e senza scandalo; o se più gli torni
+l’averla piena di tagliacantoni sullo stile d’un Tidesly, d’un
+Killigrew, di quello scellerato del Lambourne, che m’avete dato il
+disturbo di cercarvi, e di tant’altri bricconi, che portano il patibolo
+nella fisonomia e il delitto nelle lor mani, spavento di tutta la gente
+che ha voglia di far bene, e vera infamia della casa di Milord.»
+
+«Voi dovete sapere, onestissimo Tony, che chi va a caccia così
+d’uccellame come di quadrupedi, deve avere al proprio comando tanto
+cani quanto falconi. La strada che Milord corre, è ingombra di molti
+pericoli, e gli fa mestieri di gente d’ogni classe a lui affezionata,
+e della quale possa fidarsi. In una sì estesa bisogna adunque
+gli vogliono cortigiani, qual mi son io, capaci di fargli onore
+nell’accompagnarlo alla Corte, abili per dar di mano alla sciabola per
+ogni motto ch’altri pronunzi contro l’onor del Signore, e....»
+
+«Pronti, continuò Foster, a dir per lui due parole all’orecchio di
+bella donna, ogni volta ch’egli non se le può avvicinare.»
+
+«Gli abbisognano parimente (seguitò Varney, senza far mostra
+d’accorgersi di cotale interruzione) procuratori, che sappiano
+fare all’uopo da minatori, e addottrinati ora nel dar tal forma ai
+contratti, che vincolando gli altri, non mettano lui in angustia, ora
+nell’agevolargli le migliori vie di vantaggiare su i concedimenti de’
+fondi ecclesiastici e delle grazie: gli abbisognano farmacisti, periti
+nell’apparecchiare un brodo o un cordiale: gli abbisognano spadaccini,
+risoluti ad affrontare il diavolo se venisse loro all’incontro, e per
+ultimo gli abbisognano, religiosissimo Foster, anime sante, innocenti,
+puritane, come la tua, le quali valgano nel compiere le opere di
+Satanasso, e nello sfidarne ad un tempo il potere.»
+
+«Non v’intendereste già dire, signor Varney, che il nostro padrone,
+l’uomo da me riguardato superiore a tutti i primati di questo regno
+nella nobiltà dei pensamenti, ricorra per innalzarsi a pratiche della
+natura di quelle che voi indicaste, e che non si possono mettere in
+opera senza l’offesa di Dio?»
+
+«Amico Foster, non prenderla con me in questo tuono, e guarda di non
+fare abbaglio. Io non mi metto in tuo potere, come forse il tuo scarso
+cervello te lo dà ad immaginare, se anche non mi prende dinanzi a te
+il fastidio di palliare gli strumenti, le molle, le viti, le leve, i
+rampiconi, di cui un grande non può far senza per sorger alto, e alto
+mantenersi nei tempi scabrosi. Non dicevi tu testè, che il nostro buon
+Lord supera tutti nella nobiltà dei pensamenti? Ebbene! Appunto perchè
+non permette cose ignobili a se medesimo, fia tanto maggior bisogno
+d’avere al suo salario uomini non tanto scrupolosi, ed i quali, non
+ignorando, che se cadesse il padrone, verrebbero trascinati nella sua
+rovina, sudino sangue e cimentino corpo ed anima per sostenerlo. Se ti
+dissi ciò è perchè non m’importa che egli lo sappia.»
+
+«Queste che voi pronunziate sono parole di vangelo, signor Varney.
+Il capo di una fazione non è altro che una barca in mezzo al mare,
+incapace di sollevarsi da se medesima se non la innalzano i flutti che
+la sostengono.»
+
+«Tu non sai che sciorinare metafore, o Tony, e il tuo abito di velluto
+ti trasformò in un oracolo. Vedo, converrà che ti mandiamo ad Oxford
+per assumervi i gradi di quella università. Ma finchè venga questo
+momento, raccontami se impiegasti a dovere le somme che ti mandammo da
+Londra. Hai tu fatto mettere all’ordine un appartamento che sia degno
+di Milord?»
+
+«Degno di Milord! sarebbe degno d’un re nel giorno delle sue nozze; e
+la nostra giovane ospite è venuta in tal boria che nol potrebbe di più,
+ve ne accerto, la regina di Saba.»
+
+«Tanto meglio! mio buon Foster. Ben abbiam di bisogno ch’ella sia
+contenta di noi. Da essa dipende la nostra sorte.»
+
+«Se ciò è, vedo che fabbrichiamo sulla sabbia. Supponendo ch’ella
+andando alla Corte partecipi al grado e all’autorità del marito, di
+qual occhio volete riguardi me, che sono in tal qual modo il suo
+carceriere, costretto a tenerla qui, le piaccia o non le piaccia,
+come un bruco in un albero di spalliera, quand’ella non si augura che
+d’essere una farfalla dorata, libera di spaziare a suo buon grado, e in
+lungo ed in largo, per tutto un giardino?»
+
+«Ti crucci, mal a proposito. Sarà mia cura il farle comprendere che
+quanto operasti ebbe a solo fine il buon servigio di Milord e di
+lei medesima. Lascia che abbandoni il guscio dell’uovo entro cui
+sta racchiusa, e dirà ella stessa, che noi facemmo sbucciare la
+magnificenza cui si vedrà sollevata.»
+
+«Badate, sig. Varney; perchè in questa faccenda, potreste aver fatt’i
+conti senza dell’oste. Ho veduto questa mattina che vi accolse con
+molto gelo, nè credo che siate voi più di me il suo prediletto.»
+
+«Tu t’inganni, Foster, è di gran lunga che tu t’inganni; ella tiene a
+me per tutti que’ legami che la possono vincolare ad un uomo, la cui
+mercè vide soddisfatti ad un tempo, il suo amore e la sua ambizione.
+Chi se non io, ha sottratto all’umile sorte che le si presentava
+l’ignorata Amy Robsart, figlia d’un vecchio rimbambito, d’un cavaliere
+privo di ricchezze, la futura sposa d’un pazzo, d’un entusiasta, di
+questo Edmondo Tressiliano? Chi se non io, fece brillare a’ suoi
+occhi la prospettiva del più ridente destino, ch’uom possa augurarsi
+nell’Inghilterra, e fors’anche in tutta l’Europa? Io, te l’ho pur detto
+altre volte, condussi i primi intertenimenti misteriosi di questi
+due amanti. Io vegliava attorno del bosco, intanto che Milord facea
+la sua caccia. Io solo accompagnai Amy nella fuga, e su di me solo
+ne rinversano la colpa i suoi congiunti; motivo onde se mi trovassi
+ne’ loro dintorni, mi converrebbe portar tutt’altro che una camicia
+di tela d’Olanda sulla mia pelle per non metterla in corrispondenza
+coll’acciaio di Spagna. Chi portava le lettere dell’uno all’altro?
+Chi teneva a bada Tressiliano ed il vecchio? Chi regolò tutti gli
+apparecchi della fuga? Io soltanto. Io fui in somma che trassi questa
+vezzosa pratellina dal campo ignoto in cui fioriva, per collocarla sul
+cimiero più ragguardevole dell’Inghilterra.»
+
+«Ottimamente, sig. Varney. Ma credete non s’accorga, che se dipendea
+soltanto dai vostri consigli, il fiore sarebbe stato attaccato molto
+debolmente al cimiero; e che il primo soffio del vento sempre variabile
+della passione, avrebbe fatto cader per terra la povera pratellina?»
+
+«Ella dee pur anche pensare (disse sorridendo Varney), che la fedeltà
+da me dovuta a Milord dovea tenermi lontano dal consigliargli a prima
+giunta un tal matrimonio; che però non mi stetti dal darne il parere,
+allorchè m’avvidi che non potea renderla paga altra cosa fuorchè....
+dirò il sacramento, o il contratto di nozze, Foster?[8]»
+
+«Ma cova anche un altro rancore contro di voi, e ve lo dico perchè vi
+mettiate in riguardo finchè siete in tempo. Non le va troppo a genio
+questo nascondere il proprio splendere entro la lanterna d’un vecchio
+monastero. Brillar alla corte col titolo di contessa, questo è quanto
+ella desidera.»
+
+«E non le do torto. La cosa è naturalissima. Ma che ha di comune tal
+suo desiderio con me? Splenda essa dietro di un osso, o dietro d’un
+cristallo, come piacerà meglio a Milord; in tutto questo io non entro
+per nulla.»
+
+«Ella pensa in vece che teniate il timone del navilio, e che stia in
+voi il governarlo a vostro buon grado. In una parola dà tutta la colpa
+della ritiratezza in cui vive ai consigli segreti, che suggerite a
+Milord, e alla sollecitudine ch’io metto nell’adempire i vostri ordini,
+onde ama entrambi all’incirca, come qualunque galantuomo ama il giudice
+che lo condanna e l’altra persona che eseguisce la sentenza.»
+
+«Eppure le sarà d’uopo amarci un po’ più, quando le piaccia uscire
+di questo luogo. Se ho avute ragioni d’alto peso per consigliare,
+che fosse qui custodita per qualche tempo, potrei anche averne altre
+per dar pareri, che la traessero a brillare in tutto lo splendore
+cui tanto sospira; ma colla carica che occupo presso la persona di
+Milord, sarei ben pazzo a far ciò se costei mi fosse nemica. Tu devi,
+o Foster, al primo destro che n’hai, farle ben capire una tal verità,
+e a me poi lascia la cura di parlare in tuo favore, e metterti in buon
+aspetto presso di lei. _Fa per me, e farò per te_, è adagio ricevuto
+in tutto l’universo. È d’uopo ch’ella conosca i propri amici, ma
+che calcoli ad un tempo il potere in cui sono di divenirle nemico.
+Intanto falle guardia da presso, ma con tutto quel rispetto esterno,
+che può sperarsi dalla tua indole grossolana. Però divengono ora una
+providenza quest’aria rubesta, e questo umor burbero, di cui sei
+provvisto a dovizia, e devi ringraziar Dio d’un tal dono, utile persino
+agl’interessi di Milord; perchè quando è d’uopo venire ad atti di
+severità, sembrano piuttosto effetti della tua natural buona grazia.
+Ella ne incolpa questa sola, e non gli ordini segreti che hai ricevuti,
+e così risparmia di sospettare di Milord. Ma zitto. Alcuno picchia alla
+porta. Guarda alla finestra, e non permettere ch’entri nessuno. Non è
+giorno questo in cui abbiamo d’uopo d’interrompimenti.»
+
+«È Michele Lambourne, disse il Foster, dopo avere osservato chi fosse,
+quel medesimo di cui vi ebbi discorso prima del pranzo.»
+
+«Oh! entri, entri, disse il cortigiano. Ei ne apporterà sicuramente
+notizie di Tressiliano, e a noi rileva troppo il sapere ogni andamento
+di costui. Fallo entrare, ti dico; ma non condurlo qui. Io verrò poi a
+trovarti nella biblioteca.»
+
+Uscì il Foster, e il Varney colle braccia incrocicchiate sul petto,
+e assorto in profondissima meditazione si lasciò di tempo in tempo
+sfuggire alcune parole interrotte, che noi abbiamo raccozzate con
+qualche maggior ordine per renderne più intelligibile il monologo ai
+nostri leggitori.
+
+«Non è cosa che troppo vera (egli disse, arrestandosi d’improvviso, ed
+appoggiando la mano destra sulla tavola ove aveva pranzato). Questo
+antico scellerato ha scorta nel midollo la natura de’ timori onde sono
+compreso, nè mi trovò preparato a celarglieli. Costei non mi ama, e
+piacesse al Cielo che nemmen io l’avessi amata giammai. Ben lo vedo.
+Fui uno stolido a parlarle per me, quando ogni regola di prudenza
+m’insegnava a non essere che il fedele interprete di Milord. Questo
+momento fatale d’inconsideratezza mi ha posto a discrezione di Amy, e
+un uomo savio non si commette mai ad una donna, che, valga quanto sa
+valere, sarà sempre una copia della nostra madre comune Eva[9]. Dal
+momento che la mia politica cadde in sì goffo strabocco, non posso
+veder questa femmina, senza sentire in me una mescolanza di tema,
+di odio e di tenerezza ch’io non so se, standone in me la scelta,
+preferissi il perderla al piacere di possederla. Ma assolutamente non
+mi torna ch’ella esca di qui, finch’io non sappia come aggiusteremo
+le partite fra noi. L’interesse di Milord vuole che queste oscure
+nozze rimangano occulte. Tal pure è l’interesse mio, perchè se Milord
+cade, mi vedrò involto nella sua caduta. Per altra parte, sarei
+grandemente stolto se le dessi braccio a salire sullo scanno suo di
+parata, perchè sedutavi una volta, mi mettesse i piedi sul collo. È
+d’uopo che l’amore, o la tema le parlino in mio favore. Chi sa s’io
+non possa vendicarmi ancora nella più dolce guisa degli sprezzi ch’io
+ne soffersi? Sarebbe questo il capolavoro di un cortigiano. Ma perciò
+fa di mestieri.... sì ch’io possa venire ammesso alle confidenze di
+quella mente, ch’ella mi sveli un segreto, non fosse che il disegno
+di scoprire una nidata di fanelli, ed in allora... in allora, bella
+contessa, voi siete in potere di Varney.»
+
+Fece indi alcuni altri giri su e giù per la stanza, si versò una tazza
+di vino, la bevve, quasi ne traesse speranza di calmare l’agitazione
+in cui era il suo spirito. «Ora armiamci di fronte serena, e di cuore
+impenetrabile.» Uscì di poi dell’appartamento, e andò a trovare il
+Lambourne per ascoltarne il riferto, e munirlo di nuove istruzioni.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+ »Su i prati, i campi e sulla zolla erbosa
+ »Spargeva sue rugiade
+ »La notte umida, ombrosa,
+ »E donna allor delle stellate strade,
+ »Da ogni veron dell’edifizio antico
+ »Ribatter fea la luna il raggio amico.
+ _Mickle._
+
+
+Quattro sale che teneano il lato occidentale dell’antico edifizio detto
+_Cumnor Place_ erano state adorne con tal magnificenza che superava
+ogni descrizione; la qual cura di metterle in tanto splendore aveva
+preceduto d’alcuni giorni il tempo cui si riferisce l’incominciamento
+della nostra storia. E fu l’opera d’artefici mandati da Londra, che
+cambiò in appartamento degno veramente d’un re quel pezzo di fabbrica,
+parte dianzi più abbandonata e mal messa di quel vecchio convento. In
+tutto ciò venne adoperato tanto mistero che non solamente fu impedito
+agli operai l’uscire di quel luogo sintantochè non avessero compiuto
+il lavoro, ma questi, e s’introdussero di notte tempo, e di notte
+tempo partirono; nè si risparmiò cura onde nascondere alla curiosità
+indiscreta di que’ contadini i cambiamenti che si operavano nella casa
+di un lor confinante, già sì povero, or venuto in ricchezza. Senza
+tali cautele eglino si sarebbero dati del certo ad indagar le cagioni
+de’ cambiamenti medesimi. E si riuscì nel conservare il segreto quanto
+bastò, onde le poche cose che traspirarono non diedero luogo se non se
+a voci vaghe, le quali comunque passassero d’orecchio in orecchio, per
+l’incertezza con cui si divulgarono, non ottennero molta considerazione
+nè fede.
+
+Nella sera che venne dopo il giorno di cui parliamo, questi
+appartamenti, di nuovo, e sì pomposamente adorni, vennero illuminati
+per la prima volta, e con tanta profusione, che lo splendore mandato
+da essi sarebbesi scorto ad una lontananza di sei miglia all’intorno;
+ma imposte di rovere ben chiuse da spranghe e da catenacci, e grandi
+cortine, tutte di seta e di velluto, guernite con frange d’oro, non
+permettevano al più sottile raggio di luce che si diffondesse al di
+fuori.
+
+Questa parte di edifizio era composta, come dicemmo, di quattro
+principali sale, e ognuna di queste comunicava coll’altra. Vi si
+giugneva per un grande scalone che metteva alla porta di un’anticamera,
+simile per sua forma ad una galleria. L’Abbate avea spesse volte tenuto
+capitolo in tale stanza, le cui pareti erano ora intarsiate di legname
+peregrino d’un color bruno, tratto, diceasi, dall’Indie occidentali,
+che avea ricevuto a Londra bellissima pulitura, e d’una durezza, che
+ben molti de’ loro strumenti gli operai vi dovettero logorare. Il
+colore oscuro del legno ottenea spicco dal chiarore mandato dalle
+candele che stavano sopra ventole d’argento attaccate alle pareti, e
+da sei grandi quadri, che erano lavoro de’ primi dipintori del secolo,
+e fregiati di ricchissime cornici. Verso lo sfondo inferiore vedeasi
+una tavola di legno massiccio, fatta per quelli che voleano ricrearsi
+al giuoco del _Shovel-Board_[10], ch’era in grand’uso a quei giorni.
+Vedeasi dall’altro lato una ringhiera per collocarvi i sonatori ed i
+buffoni che venissero ivi chiamati per aggiugnere giocondità ad una
+serata.
+
+Da questa anticamera si passava alla sala della mensa. Era essa di
+mezzana grandezza, ma tanto sfarzosa, che per dovizia d’ornati potea
+far incanto all’occhio anche il più avvezzo a veder cose grandiose.
+Le muraglie, poco prima ignude e nere di fumo, miravasi parate di
+un velluto cilestro, ricamato d’argento; erano le sedie d’ebano,
+riccamente scolto, e guernite di cuscini somiglianti alla tappezzeria
+delle pareti. In vece di ventole d’argento, che sostenessero le
+candele, come nell’anticamera, il luogo veniva rischiarato da
+un’immensa lumiera, parimente d’argento. Il pavimento era coperto da un
+tappeto di Spagna, su di cui i fiori e le frutta vedeansi rassembrati
+con colori tanto naturali e brillanti, che si esitava a calcar col
+piede un’opera così preziosa. La tavola, costrutta di vecchia quercia
+d’Inghilterra, riceveva abbellimento dalla squisitezza dei panni di
+lino che vi stavano sovrapposti; ed una grande credenza portatile,
+da’ suoi aperti battitoi, mostrava scaffali carichi di vasellami di
+porcellana e d’argento. Nel mezzo della tavola sorgeva una saliera
+fabbricata in Italia, bellissimo lavoro d’argento, alto due piedi,
+che rappresentava il gigante Briareo, le cui cento mani offerivano ai
+convitati ogni spezie d’aromi, e tutto quanto potea aggiugnere grazia
+al sapore delle vivande.
+
+Di qui si andava alla grande sala, ornata di maestosa tappezzeria,
+in cui rappresentavasi la caduta di Fetonte; chè in allora i telai
+della Fiandra trattavano a preferenza argomenti classici. Fra gli
+altri sedili se ne distingueva uno da parata, che sorgea d’un gradino
+dal pavimento, e capace abbastanza perchè vi stessero sedute due
+persone. Sovrastava a questo un baldacchino, che al pari de’ cuscini,
+de’ paramenti, e fin del sottoposto tappeto era di velluto cremisino,
+ricamato a semi di perle. Fregiavano la sommità di esso baldacchino due
+corone, quali addiceansi al grado di Conte e di Contessa. Altri sedili
+poi non vi si vedevano fuorchè sgabelli coperti parimente di velluto,
+e cuscini ad uso moresco, ornati di rabeschi ricamati coll’ago.
+Trovavansi nell’appartamento, e strumenti di musica, e telai da ricamo,
+e altre cose onde in que’ tempi s’intertenevano le femmine distinte.
+La principale illuminazione di questa sala veniva da quattro grandi
+torce di cera vergine portate da altrettante statue che rappresentavano
+cavalieri Mori armati. Sosteneano questi colla sinistra mano uno scudo
+d’argento, che veniva ad essere collocato fra il petto del cavaliere e
+la torcia, e lustrato con tant’arte, che ripercoteva i raggi al pari di
+uno specchio di tersissimo cristallo.
+
+La stanza del riposo, ultima di questo magnifico appartamento, era
+decorata meno sfarzosamente, ma non con minore ricchezza delle altre.
+Due lampade d’argento, colme d’olio profumato, vi spargevano d’ogni
+intorno odor delizioso, e la luce lor tremebonda producea il gradevole
+effetto di un sereno crepuscolo di sera. Sì fitto era il panno de’
+tappeti che la pedata anche più grossolana non potea svegliare chi
+stavasi a letto. Era questo letto di caluggine, e lo copriva una coltre
+d’oro e di seta. Di tela batista le lenzuola, le coperte serbavano la
+bianchezza degli agnelli, che fornirono a intesserle i loro velli.
+Le cortine erano di velluto turchino, trapuntato di seta cremisina,
+tagliate a festoni d’oro, e fregiate d’un ricamo che rappresentava gli
+amori di Cupido e di Psiche. Trovavasi sulla _toletta_ un magnifico
+specchio di Venezia, con cornice messa in filigrana d’argento, e a
+canto d’esso vedeasi una bella coppa d’oro, serbata a contenere la
+bevanda, ch’era allora costume di libare prima di mettersi al riposo.
+Un pugnaletto, ed un paio di pistole, ornati d’oro, stavano presso al
+capezzale del letto, armi che non si mancava di presentare agli ospiti
+di riguardo, piuttosto, com’è da credere, per una formalità, che per
+mettergli in sospetto di verun pericolo. Non dobbiamo qui tralasciare
+una circostanza che caratterizza i costumi di que’ tempi. Trovavasi
+nella grossezza delle muraglie un incavo, rischiarato da un cero,
+entro cui erano due cuscini riquadrati, coperti della stessa stoffa
+che le cortine del letto, e posti dinanzi ad un inginocchiatoio di
+ebano, scolpito nella parte più alta. Fu questo luogo, altra volta,
+l’oratorio dell’Abbate. N’era stato tolto in allora il Crocefisso, in
+cui vece vennero posti due libri di preci, riccamente legati e guerniti
+d’argento.
+
+Il sol mormorio de’ venti che agitavano i rami delle querce del parco,
+potea penetrare in questo asilo della quiete, tranquillo cotanto, che
+il Dio del sonno lo avrebbe invidiato. Contigui alla stanza da letto
+erano due gabinetti da _toletta_, non apparati con minor lusso delle
+sale dianzi descritte. La parte di edifizio cui tenea l’ala meridionale
+dava luogo alle cucine, agli ufici, e agli altri alloggiamenti
+necessarii alla comitiva del ricco e nobile signore, per comando del
+quale sì delizioso soggiorno fu apparecchiato.
+
+La divinità che n’era lo scopo, ben meritava le spese fatte in esso, e
+le fatiche adoperate nel condurlo a sì bel termine. Seduta nell’ultima
+delle descritte stanze, stavasi contemplando tai delizie create
+d’improvviso in suo onore, con occhio di compiacenza, e d’una vanità
+che era naturale quanto innocente. Perchè la sola cagione del mistero
+posto nel fornire sì ricco appartamento era il soggiorno che essa
+faceva a Cumnor Place. Si ebbero le più accurate diligenze, affinchè
+sino all’istante, or giunto per lei, di entrarne al possedimento, ella
+ignorasse che si fabbricava in quella parte dell’antico edifizio, e che
+non comparisse mai innanzi agli operai adoperati a tal fine. Pertanto
+non essendo ella mai stata nel ridetto luogo, ed entrando questa sera
+la prima volta in un appartamento cotanto diverso dal rimanente della
+fabbrica, credè per un istante trovarsi in un palazzo incantato. E
+vistasi in mezzo a tanta grandezza, si abbandonò a quella gioia vivace
+e libera, che ognun pensa dover nascere in una giovinetta avvezza a
+vivere nel ritiro della campagna, tratta d’improvviso ad uno splendore,
+cui non avrebbe mai osato aspirare, comunque strani ne fossero stati
+i desiderii; e fornita in oltre d’un cuore tenero e riconoscente, che
+ben comprende essere sì cari incanti l’opera dell’amore, mago il più
+possente di quanti se ne possano immaginare.
+
+La contessa Amy, tal si era il grado, cui l’avevano sollevata
+le sue nozze, segrete sì ma non mancanti di alcuna formalità,
+coll’uomo maggiore per dignità e più possente di quanti vivessero
+nell’Inghilterra, non potè starsi per qualche tempo dal correre d’una
+stanza all’altra, nè mai era sazia di contemplare le cose ognor
+nuove che le ferivano il guardo, tanto più lieta che nel trarne
+motivo di apprezzar vie più il delicato gusto del Lord impadronitosi
+dell’innocente suo cuore, vi leggeva le prove della tenerezza con cui
+era amata.
+
+«Quanto sono belle, sclamava, queste tappezzerie, e naturali queste
+dipinture! Com’è ricco il lavoro di questi argenti! Non direbbesi
+padrone di tutti i galeoni di Spagna colui che il fece eseguire? Ma
+Giannina! (ripeteva ella sovente alla figlia del Foster, che la seguiva
+con eguale curiosità, benchè più moderata nella sua gioia) come è più
+delizioso di tutto ciò il pensare, che tante maraviglie vennero qui
+attorno adunate per amor mio, e che ad una qualche ora di questa sera
+potrò starmi col creatore di tal novello Paradiso, e ringraziarlo, ben
+assai più che delle maraviglie contenute in esso, di quella tenerezza,
+che sola ve le collocò!»
+
+«Egli è il Signore, o Milady, rispose tosto la giovane Puritana, cui
+dovete dar grazie d’avervi conceduto uno sposo sì tenero e che fa tante
+cose per voi. Anch’io veramente mi sono studiata ad ornarvi quanto
+meglio sapessi. Ma se non la finite di correre così da una stanza
+all’altra, non terrà saldo una sola delle spille de’ vostri ricci, e
+la mia opera scomparirà, come al primo raggio di sole si dileguano i
+disegni, che la brina ha fatti su i vetri.»
+
+«Hai ragione, Giannina,» disse la giovane e bella contessa, uscendo
+dell’estasi in cui era assorta, e d’improvviso fermando il suo correre.
+Poi postasi innanzi ad uno di quegli specchi, de’ quali non avea mai
+veduto più grandi (nè forse i più belli si trovavano nell’appartamento
+della Regina) tornò a ripetere: «Hai ragione, Giannina», indi si
+abbandonò ad un moto di gioia, ben perdonabile alla sua età, in vedere
+che quello specchio riflettea forme presentatesi ben di rado alla
+lucida sua superficie. «Sembro piuttosto una venditrice di latte che
+una contessa con queste guance rosse e riscaldate, e con queste brune
+trecce che tu avevi aggiustate in tanta simmetria, e che ora vanno
+qua e là, come i tralci d’una vite che non sia mai stata potata. Gli
+ornamenti del collo non si reggono più, e mi scoprono il seno oltre
+quanto la decenza permette. Vieni, Giannina, è d’uopo ch’io m’accostumi
+alle molestie unite alla pompa. Entriamo nella gran sala, mia buona
+giovane, tu ricomporrai questi capelli in sommossa, e imprigionerai
+sotto la batista ed il pizzo questo mio seno che è troppo vivamente
+agitato.»
+
+Esse passarono adunque nella gran sala, ove la Contessa,
+negligentemente appoggiandosi sui cuscini, ora si abbandonava alle
+proprie meditazioni, ora udiva con diletto le ciance di questa giovane
+sua seguace.
+
+In tale atto ed espressione di fisonomia che tiene un grado di mezzo
+fra la distrazione e l’impazienza di chi aspetta, credo che per
+trovare lineamenti sì amabili e che significassero tanto, si sarebbero
+corsi invano i mari e le terre. La ghirlanda di brillanti, posta
+sopra capelli d’un bruno carico, splendea meno di quell’occhio nero
+adombrato da un sopracciglio bruno, sì regolare che l’avresti detto
+dipinto, e da lunghe ciglia dello stesso colore. Le corse fatte per
+le stanze; il contento della vanità soddisfatta, l’ardente desio di
+veder giungere il Conte, invermigliavano in deliziosa foggia quelle
+guance, che d’ordinario peccavano alcun poco di pallidezza. Bianca ne
+era la collana di perle quanto il latte, che, novello pegno dell’amor
+dello sposo, ella già portava al seno. Ma era un nulla questo candore
+a fronte di quel de’ suoi denti, che avrebbero fatto perder vezzo
+alla pelle, se la speranza e il contento non le avessero impresse le
+gradazioni del color della rosa.
+
+«Ebbene, Giannina, queste tue dita sì affaccendate non hanno ancora
+terminato il loro lavoro? chies’ella alla giovane ancella, che si dava
+grande sollecitudine di riparare i guasti occorsi nell’acconciatura
+della Contessa. Va bene, Giannina, va bene. Ora fa d’uopo ch’io veda
+tuo padre prima che giunga Milord. Voglio anche vedere il signor
+Riccardo Varney, che è in tanto favore presso il Conte. Eh! sì: non
+dipenderebbe da me che il farglielo perdere col rivelare certe cose a
+mio marito....»
+
+«Oh! fate bene ad astenervene, mia buona padrona, disse subito
+Giannina. Mettete questo Varney nelle mani del Signore, che sa punire
+i cattivi, quando lo giudica a proposito. E poi se mi credete, non
+entrate mai in disparere con Varney. Egli gode la confidenza del
+padrone, e chiunque lo ha contrariato ne’ suoi divisamenti, rare volte
+ha fatto fortuna.»
+
+«E come sapete tai cose, mia Giannina? Perchè dovrei io avere tutti
+questi riguardi con un uomo d’una condizione tanto inferiore, io che
+sono la moglie del suo padrone?»
+
+«Milady conosce meglio di me quello che ha da operare; ma ho udito
+più volte dir da mio padre, ch’egli vorrebbe incontrarsi in un lupo
+affamato, anzichè sconcertare a Riccardo Varney il minimo de’ suoi
+divisamenti. Mi ha in oltre raccomandato di non fare alcuna lega con
+essolui.»
+
+«Tuo padre ti ha parlato da savio uomo, Giannina, e ti posso guarentire
+che t’ha così consigliata per il tuo bene. È una sfortuna che i
+lineamenti, e i modi di Foster non s’accordino colle sue intenzioni,
+perchè potrebbero anche essere pure.»
+
+«Oh! non ne dubitate, Milady, che le intenzioni di mio padre non sieno
+rette. So che non è bello, ma non bisogna giudicare il cuor degli
+uomini dalla figura.»
+
+«Lo credo, mia buona fanciulla: e voglio crederlo, se non foss’altro,
+per amore di te. La sua fisonomia però è tale che non si può guardarlo
+senza provare un certo fremito. Io penso, che fin tua madre.... Non
+hai anche finito, mia cara, di torcermi i capelli con questo ferro?...
+Penso che tua madre tremasse sempre al suo aspetto.»
+
+«Se la cosa fosse stata così, mia signora, mia madre avea tai parenti,
+che avrebbero saputo sostenerla. Ma voi stessa, Milady, io vi ho veduto
+divenir rossa e tremare, quando Varney vi pose fra le mani quella
+lettera di Milord.»
+
+«Voi vi prendete libertà più del dovere, o Giannina (disse la Contessa,
+abbandonando il cuscino, su cui, appoggiato il capo alla spalla
+dell’ancella, si stava seduta: poi riprendendo tosto il tuono di bontà
+che le era famigliare) tu non sei pratica, le disse, che in certe
+occasioni si può tremare senza essere preso da verun timore. Per tuo
+padre, mi sforzerò d’avere di lui la migliore opinione possibile,
+se non per altro perchè gli sei figlia, mia cara fanciulla. Oimè
+(soggiunse di poi, e nel dire le seguenti cose, una nube di tristezza
+le coperse la fronte, e i suoi occhi si fecero gonfi di lagrime), io
+non posso non aprir l’orecchio agli accenti della pietà filiale, io
+che ho un padre non consapevole del mio destino, io che or ora ho
+saputo esser egli infermo e angoscioso sulla mia sorte! Ma lo rivedrò,
+e la notizia della fortuna cui ascesi, lo farà tornar giovane. Io gli
+restituirò la primiera gioia. — Ma intanto non è bene ch’io pianga (e
+nello stesso tempo si rasciugava gli occhi). Milord non dee trovarmi
+fredda alle bontà che mi usa; mal si starebbe ch’ei vedesse la sua
+creatura in istato di tristezza, allorchè dopo sì lunga lontananza
+viene ad allegrarne di sua presenza il ritiro. Componiamoci alla gioia,
+diletta Giannina; la notte non è lontana; ed avremo presto Milord.
+Chiamami tosto tuo padre, e Varney. Non ho nessun astio contro di loro,
+e benchè e l’uno e l’altro m’abbiano dato motivi di non esser contenta,
+sarà omai colpa d’essi soltanto, se mi costringessero a farne qualche
+querela a Milord. Vanne, Giannina, dì loro che qui gli aspetto.»
+
+La giovane Foster ubbidì alla sua padrona, e pochi minuti dopo, il
+Varney si mostrò nella gran sala con tutta quella disinvoltura, grazia
+e arditezza, di cui non è penuria in un cortigiano, che sappia ben
+avvolgersi entro manto d’urbanità, per nascondere il proprio animo, e
+disvelar meglio quello degli altri. Veniva dopo lui Tony Foster, la cui
+fisonomia malaugurosa e triviale si faceva appunto più scorgere pel
+goffo studio ch’egli metteva a non lasciar comprendere come vedesse di
+mal occhio, e con vera inquietudine che quella femmina, sulla quale
+avea fin allora usato d’autorità quasi dispotica, fosse adorna di tutti
+gli apparati della grandezza, e vedesse d’ogn’intorno a sè sì luminosi
+pegni dell’amor d’uno sposo. E fu una confessione del nudrito mal animo
+la sinistra riverenza fattale da costui, non diversa da quella ch’è
+solito praticare un reo giunto al cospetto del giudice, allorchè vuole
+ad un tempo darsegli per colpevole ed implorarne pietà.
+
+Il Varney, che per la sua prerogativa d’essere nobile, lo precedè
+entrando nell’appartamento, avea già in un istante recapitolato nella
+sua mente le cose da dirsi ad Amy, onde per tutti i riguardi potea
+meglio del Foster esporle con garbo e franchezza.
+
+Il saluto voltogli da Amy fu sì cortese da presagire a lui compiuta
+indulgenza su gli antichi falli; ed alzatasi e mossagli incontro, gli
+porse la mano così dicendogli: «Sig. Varney, voi mi portaste in questa
+mattina tai notizie, la cui sorpresa tanto mi fu deliziosa, ch’io temo
+perfino avermi dimenticato la raccomandazione fattami da Milord perchè
+ben vi accogliessi. Vi offro la mia mano qual pegno di riconciliazione.»
+
+«Non son degno di toccarla (rispose Varney, piegando a terra un
+ginocchio) in altra guisa che come il suddito tocca talvolta quella
+del suo sovrano.» E in ciò dire accostò alle proprie labbra quelle
+belle dita snodate, cariche di brillanti, e d’altri sontuosi ricordi
+dell’amore di Milord; indi alzatosi, con leggiadria fece alcun passo
+per condur lei verso il sedile di parata.
+
+«Scusatemi, sig. Varney, non mi sederò certamente in quel luogo, ammeno
+che non sia lo stesse Milord a condurmivi. Non mi vedo finora che una
+contessa in maschera, nè voglio attribuirmene le prerogative, prima di
+essere a ciò autorizzata da lui, che ha il potere di conferirmele.»
+
+«Io spero, Milady (cominciò allora Foster il suo discorso), che
+nell’eseguire gli ordini datimi da Milord vostro marito, non avrò
+incorso la vostra disgrazia. Col tenervi rinchiusa non feci, voi stessa
+lo vedete, che adempire il mio obbligo verso chi è padrone mio, ed
+anche di voi, perchè il Cielo, come lo dice la sacra Scrittura, diede
+al marito autorità e supremazia sopra la moglie. Son queste, o poco
+diverse da queste, le parole del testo.»
+
+«Sig. Foster, la soave sorpresa ch’io provai entrando in questi
+appartamenti fa le scuse della rigida severità, con cui me ne
+allontanaste, ond’io non li vedessi che ornati in tanto splendida
+foggia.»
+
+«Certamente, Milady, e si sono spese in ciò ben molte _corone_;
+ma poichè non conviene spenderne oltre i limiti di ciò che è
+indispensabile a compir tutto a dovere, vado intanto ad attendere io
+medesimo pei preparamenti che restano a farsi in questa casa; e finchè
+arrivi il vostro sposo, vi lascio col sig. Varney, che a quanto penso,
+dee dirvi alcune cose per parte del nobile lord. Giannina, vieni con
+me.»
+
+«No, sig. Foster, no. Giannina rimarrà meco. Basta si tenga
+all’estremità della sala, finchè il sig. Varney avrà da dirmi per parte
+di Milord cose, ch’ella non debba sapere.»
+
+Il Foster si ritirò salutando losco la Contessa, e lasciando sugli
+apparati della sala tal guardo, come di chi sospirasse le somme
+prodigalizzate per convertire in palazzo asiatico un corpo di edifizio,
+che avea sembianza d’un granaio in rovine. Partito lui, la sua figlia
+prese il telaio da ricamo, e si pose in fondo dell’appartamento, vicino
+alla porta della sala della mensa. Varney allora cercò con tutta umiltà
+lo sgabello che gli parve il più basso, e vi si pose vicino ad Amy,
+sedutasi un’altra volta sopra i cuscini; poi chinando gli occhi a
+terra, rimase tacito per qualche tempo in tale positura.
+
+«Io giudicava, sig. Varney (disse la Contessa, quando credè accorgersi
+ch’ei non avea voglia di assumere la parola), che doveste parlarmi per
+parte di Milord, o almeno così mi diedero a pensare le cose dette dal
+Foster. Perciò feci allontanare l’ancella. Qualora mi sia ingannata,
+la richiamerò presso di me. Ella non è per anche ben addestrata nel
+ricamo, ed ha bisogno di qualche occhiata che regoli il suo lavoro.»
+
+«Foster mi ha male inteso, o Milady, rispose Varney. Gli è bene del
+nobile vostro sposo, del rispettabile mio protettore, che desidero
+intertenervi; ma non per sua commissione.»
+
+«Sia che mi parliate di Milord, sia per parte di Milord, o signore,
+tale scopo d’intertenimento non può essermi che accetto. Ma
+affrettatevi, perchè ad ogni istante egli può esser qui.»
+
+«Vi parlerò adunque, signora, con egual brevità e franchezza, perchè
+l’argomento ha d’uopo d’entrambe le cose. Voi vedeste Tressiliano in
+quest’oggi?»
+
+«Sì, o signore. Quali conclusioni ne deducete perciò?»
+
+«Io! nessuna, Milady. Ma credete voi, che Milord accoglierà con eguale
+tranquillità d’animo tal notizia?»
+
+«Perchè no? A me sola portò molestia ed affanno la visita di
+Tressiliano, perchè ne seppi la malattia di mio padre.»
+
+«Di vostro padre, o signora? Convien dire che questa malattia sia stata
+ben subitanea, perchè il messaggere, da me speditogli, per ordine di
+Milord, trovò questo degno cavaliere, che montato sul suo palafreno, e
+animando con giovial volto i suoi cani, si dilettava, com’ha costume,
+alla caccia. Credo fermamente che Tressiliano abbia inventata questa
+notizia. Nè vi è ignoto del certo quali sieno in esso i motivi di
+disturbare le presenti vostre contentezze.»
+
+«Voi gli fate un’ingiustizia, sig. Varney (ripigliò a dire con vivacità
+la Contessa). Egli è l’uomo del mondo il più franco, il più veritiero,
+il più leale. Ed eccetto l’ottimo sposo mio, non conosco altro che
+nell’odiar la menzogna si possa paragonare a Tressiliano.»
+
+«Perdonatemi, o Milady, io non ebbi intenzione di rendermi ingiusto
+verso di Tressiliano, nè m’immaginai che vi sareste assunte con tanto
+calore le sue difese. Ma si può in alcune circostanze mascherare
+qualche poco, e ciò con fini onesti e legittimi, la verità. Ben
+comprendete, che se questa si dovesse dire apertamente ogni volta e in
+tutti i tempi, non si saprebbe come vivere in questo mondo.»
+
+«Voi avete la coscienza d’un cortigiano, sig. Varney, e forse un
+eccesso di sincerità non sarà mai quello che pregiudichi alle vostre
+fortune nel mondo, tal quale esso è. Per rispetto a Tressiliano, è
+altra cosa, e mi è forza rendergli giustizia, benchè io abbia avuti
+molti torti verso di lui, e nessuno meglio di voi può saperlo. La
+sua coscienza, credetelo, non fu fatta ad un medesimo stampo. Quel
+mondo di cui parlate, non gli presenta vezzi bastanti a distoglierlo
+dal cammino della verità e dell’onore, e se giungessi a vedere ch’ei
+macchiasse questa sua riputazione, crederei ancora possibile, che un
+animaletto nobile, com’è l’ermellino, andasse a metter cova comune col
+gatto salvatico. Può darsi al più, che Tressiliano, il quale ignora e
+le nozze da me contratte, e il nome del mio sposo, persuaso quindi di
+avere saldissime ragioni per tormi di qui, abbia esagerato il cattivo
+essere di mio padre; ed una tal persuasione è sì lusinghiera al mio
+cuore, che amo creder vere le notizie da voi datemi a tale proposito.»
+
+«Abbiatele indubitatamente per tali, o Milady. Non son qui agli occhi
+vostri per vantarmi campione smodato di questa virtù, che nomasi
+verità. Credo anzi che giovi talora il velarne un poco le forme, non
+fosse tante volte che per amor di decenza. Ma voi portate troppo
+svantaggiosa opinione d’un uomo, che il nobile vostro sposo onora del
+titolo d’amico, allorchè lo credete capace di venire spontaneo e senza
+necessità a spacciarvi una menzogna, che, trattandosi massimamente di
+cosa tanto congiunta colla vostra felicità, verrebbe tosto scoperta.»
+
+«So che Milord vi tiene in molto conto, sig. Varney, e che vi considera
+siccome un nocchiero fedele, e perito nel veleggiare que’ mari, sui
+quali ei si avventura con tanto ardimento e coraggio. Mentre però io
+giustifico Tressiliano, non voglio lasciarvi credere ch’io pensi male
+di voi. Ma sono un’abitatrice dei campi, lo sapete, ne ho tutta la
+schiettezza, e preferisco la verità a qualunque complimento foggiato
+anche nella miglior guisa. Forse cambiando ora di condizione, mi sarà
+d’uopo modificare alquanto le mie consuetudini: non è egli vero?»
+
+«Sì certo, o Milady (rispose sorridendo Varney), e benchè voi parliate
+ora da scherzo, non fareste tanto male ad applicare seriamente al
+presente vostro stato le cose da voi dette poc’anzi. Per esempio, una
+dama di corte, supponetela pure la più nobile, la più virtuosa, la più
+irreprensibile di quante circondano il trono della nostra regina....
+Ah! una tal dama, se mi permettete farvene osservazione, si sarebbe
+astenuta dal dire la verità, o da ciò ch’ella credea verità, per
+tessere alla presenza di chi è servitore e confidente del suo sposo
+l’elogio di un amante licenziato.»
+
+«E perchè? (disse la Contessa, che il mal timore in udir tai propositi,
+traeva ad arrossire), perchè non dovrei io rendere giustizia al merito
+di Tressiliano innanzi ad un amico del mio sposo, e fosse pur anche
+innanzi a questo sposo medesimo, e alla presenza, se ne venisse l’uopo,
+di tutto il mondo?»
+
+«Se ciò è dunque, Milady questa sera, senza nessuna difficoltà,
+racconterà a Milord, che Tressiliano ha scoperto il luogo ov’ella sta
+ritirata, luogo che abbiamo avuto tanta cura di tenere a tutti celato;
+e gli racconterà inoltre, che ha avuto un intertenimento con questo
+antico adoratore.»
+
+«Certamente: sarà la prima cosa che mi farò a narrargli, e gli ripeterò
+fino all’ultima sillaba, e tutto ciò che Tressiliano mi disse, e
+tutto quello che gli risposi. Se nulla in tale rivelazione potesse
+condurmi ad arrossire, sarebbe che i rimproveri fattimi da Tressiliano,
+comunque men giusti di quanto ei sel credette, non erano affatto privi
+di fondamento. Per questa parte mi sarà penoso l’imprendere un tal
+racconto; ma non quindi io mi starò dal farlo.»
+
+«Milady si regolerà come le sarà meglio avviso. Io direi nondimeno
+nulla esservi che richieda una confessione così franca, e che meglio
+vi tornerebbe, o signora, risparmiare a voi stessa questo principio
+di rossore, questa pena che dite poter produrvi il racconto da voi
+divisato: risparmiereste ad un tempo motivi d’angustiarsi a Milord, e
+schivereste al sig. Tressiliano, il cui nome entrerebbe per qualche
+cosa nel vostro racconto, que’ rischi, che ne sarebbero la probabile
+conseguenza.»
+
+«L’ammettere per probabile la conseguenza, che credete scorgere (disse
+allora con fredda severità la Contessa), sarebbe un attribuire a Milord
+sensi indegni di lui, ed a’ quali il suo nobile animo non ha dato
+accesso giammai.»
+
+«Nulla è più lontano dalle mie idee (disse Varney, che si fece
+silenzioso per un istante, indi prese un tuono che imitava a maraviglia
+quello di una verace franchezza, e che sembrava affatto nuovo in tal
+uomo). Ebbene, o Milady: io vi farò toccar con mano che un cortigiano
+ha coraggio di dire la verità quando è d’uopo salvar l’interesse delle
+persone ch’egli rispetta ed onora; ed ha un tal coraggio senza pensare
+alle conseguenze anche men favorevoli che gliene possano derivare.»
+Tornò indi a tacere, quasi aspettando l’ordine, o almeno la permissione
+di continuare il suo dire; ma vedendo che perciò la Contessa non
+rompeva il silenzio, riprese ei la parola, abbassando la voce quasi per
+una cautela. «Osservatevi d’attorno, o Milady. Vedete le barriere che
+circondano questo ricinto; pensate al profondo mistero, con cui la più
+preziosa gemma che l’Inghilterra possedè vien sottratta a qualunque
+sguardo; per ultimo ponete mente al rigore, onde vi è limitato ogni
+mover di passo, sicchè non ne siete padrona che a grado d’un uomo
+intrattabile, dispettoso quanto lo è il Foster; meditate tutte queste
+particolarità; e fatevi a giudicare qual ne possa essere la cagione.»
+
+«Il genio di Milord, disse la Contessa. Il mio dovere m’insegna a non
+cercare altra cagione.»
+
+«Oh! il genio di Milord certamente: e questo genio deriva da un amore
+degno della persona che lo ha saputo inspirare. Ma chi possede un
+tesoro, e ne conosce il valore, in proporzione di tal conoscenza,
+desidera con più ardore di porlo in salvo dalle altrui depredazioni.»
+
+«Che vorreste dire con tutto ciò, signor Varney? Se non erro, i vostri
+discorsi intendono a farmi credere che Milord è geloso. Ove ciò fosse,
+conosco un potente rimedio contro la gelosia.»
+
+«Davvero, Milady?»
+
+«Oh! sì. Dirgli sempre la verità, aprirgli in ogni occasione il mio
+animo, confidargli fedelmente i miei pensieri, come se questo specchio
+li riflettesse, di modo che quando gli piacerà esaminare il mio cuore,
+non lo troverà diverso da quello che è.»
+
+«Non ho più nulla da dirvi, o Milady; e poichè non è in me ragione
+veruna onde affannarmi per Tressiliano, che mi toglierebbe, potendolo,
+di tutto buon grado la vita, mi rassegnerò a quanto avrà per accadergli
+dopo che avrete, a norma del vostro disegno, svelato francamente a
+Milord, ch’egli ebbe l’ardire di penetrare in questo luogo e parlarvi.
+Ora si spetta a voi che conoscete il vostro sposo, indubitatamente
+assai meglio di me, a giudicare s’egli è tale da sofferire impunito sì
+fatto affronto?»
+
+«Se veramente credessi, disse allor la Contessa, di farmi con questo
+apportatrice di sciagure a Tressiliano, io che gliene ho cagionate
+tante, potrei risolvermi al partito del silenzio. Ma a che gioverebbe
+ciò, se già lo hanno veduto e Foster ed un’altra persona? No, no,
+sig. Varney. Non me ne parlate più. Val meglio ch’io racconti tutto a
+Milord, e saprò ben io trovare scuse alla follia di Tressiliano in modo
+tale da rendergli piuttosto propenso che sfavorevole l’animo del mio
+sposo.»
+
+«La vostra accortezza, o Milady, è d’assai superiore alla mia. Per
+altra parte, potete far la prova del ghiaccio prima di comprometter voi
+stessa camminandovi sopra. Sul primo istante di nominar Tressiliano
+alla presenza di Milord, ben v’accorgerete quale impressione produca
+su di lui un tal nome. Quanto a Foster e a quel suo amico, essi non
+conoscono Tressiliano nè di persona, nè di fama, e mi dà l’animo di
+trovar loro una scusa ragionevole per giustificare la venuta d’un
+incognito in questa casa.»
+
+La Contessa meditò un momento: indi soggiunse: «Se è vero che Foster
+ignori essere Tressiliano lo straniero ch’ei vide, confesso mi
+spiacerebbe se colui sapesse una cosa che gli è affatto estranea. Si è
+già arrogato anche oltre l’uopo autorità su di me, nè mi curo d’averlo
+nè per giudice, nè per confidente de’ miei affari.»
+
+«E qual diritto avrebbe di fatto questo sgraziato bifolco a saper cose
+che riguardano voi, o Milady? Costui non conta nulla più del cane, che
+sta alla catena nel cortile. Anzi, se assolutamente la sua presenza vi
+dà disgusto, ho assai credito per farlo licenziare, e mettere in sua
+vece un siniscalco meno indegno di gradirvi.»
+
+«Basta così, sig. Varney. Se avrò di che querelarmi contra alcuno di
+quelli che Milord mi ha posti vicino, saprò io stessa volgermi a lui.
+Silenzio. Odo strepito di cavalli. È desso, è desso» sclamò alzandosi
+trasportata dalla gioia.
+
+«Non posso credere, ch’ei sia per anche giunto, disse Varney. Poi niuno
+strepito può penetrare per traverso a queste finestre chiuse con tanta
+attenzione.»
+
+«Non mi trattenete, sig. Varney; le mie orecchie vagliono meglio che le
+vostre. Son certa che è desso.»
+
+«Però, Milady (sclamò Varney col tuono d’uomo agitato, e ponendosi
+fra essa e la porta) spero che quanto vi dissi con mente di giovarvi,
+e mosso da un umile sentimento di dovere, non verrà rivolto a mio
+danno. Non vorrete, che gli avvisi d’un fedel servo contribuiscano a
+rovinarlo. Vi supplico....»
+
+«Vivete tranquillo; ma lasciate il lembo della mia veste. Voi osate
+troppo nel volermi rattenere. Vivete tranquillo, vi ripeto. Non penso a
+voi.»
+
+Nel momento medesimo apertasi la porta della gran sala, entrò un uomo
+maestoso al portamento, ed avvolto in ricco e lungo mantello di colore
+che traeva allo scuro.
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+ La Corte è un mare, di cui il cortigiano
+ si crede il padrone. Diresti che
+ i venti, il flusso e il riflusso,
+ gli scogli e i turbini sono ai
+ suoi comandi, che a sua voglia le
+ navi giungono a salvamento o fanno
+ naufragio. Ma egli è uno di que’ falsi
+ arcobaleni che talvolta ci presentan le
+ nubi, e forse poco durevole al pari di
+ esse.
+
+ _Detti d’antica Commedia._
+
+
+La lotta sostenuta dalla Contessa contro l’insistenza del Varney,
+le avea inspirato nell’attimo sì fatto mal umore e tal confusione,
+che le si leggean sulla fronte. Ma questa nube si dissipò per dar
+luogo al comparirvi di purissima gioia, e d’ogni segno di tenera
+affezione, allorchè gettatasi fra le braccia di quel diletto ospite,
+e stringendolo al proprio seno, sclamò, tratta fuor di se stessa:
+«Finalmente!.... finalmente!.... eccoti giunto.»
+
+Varney, nell’atto istesso di vedere il Conte, rispettosamente si
+ritirò, e Giannina volea ritirarsi del pari; ma fattole segno dalla
+padrona di rimanere, si ridusse in fondo all’appartamento, stando
+attenta se qualche ordine le venisse dato.
+
+Intanto il Conte colmo d’accarezzamenti fattigli dalla sua sposa, li
+contraccambiò con tenerezza non meno affettuosa; e soltanto mostrò di
+resistere quand’ella si fece a levargli il mantello.
+
+«Oh! (sclamò la medesima sorridendo) voi non vi nasconderete sotto
+di esso più lungo tempo. È d’uopo ch’io veda se mi teneste la parola
+datami, se venne a visitarmi il Conte, o un privato, siccome è stato
+finora.»
+
+«Tu non dismentisci l’esser di donna, o mia Amy (disse il Conte dandosi
+per vinto in lotta cotanto soave). La seta, i pennacchi, le gemme, agli
+occhi del vostro sesso hanno maggior pregio dell’uomo che ne va adorno.
+Vi son molte lame, è vero, le quali traggono ogni valore dal ricco
+fodero che le copre.»
+
+«Cosa che mai non sarà detta di voi (rispose Amy, tanto che il mantello
+cadutole a’ piedi le scoperse il conte fregiato di vesti, quali un
+principe avrebbe credute assai sfarzose per presentarsi in esse alla
+corte). Voi rassembrate l’acciaio di buona tempera, che sdegna gli
+esterni ornamenti di cui è meritevole. Non vi deste a credere di essere
+in queste pompose vesti meglio amato da Amy, che ella non vi amò sotto
+il bruno pastrano ond’eravate coperto, quand’essa nella foresta di
+Devon vi diede il suo cuore.»
+
+«E tu pure (disse il Conte, conducendola con grazia congiunta a maestà
+verso il sedile di parata, che entrambi gli aspettava) tu pure, o mio
+amore, vesti un abito confacevole al tuo grado; e che nondimeno non
+può aggiugnere alcuna cosa a’ tuoi vezzi. Che ti sembra del buon gusto
+delle dame della nostra Corte?»
+
+«Non so dirtene nulla in questo momento (diss’ella, portando l’occhio
+ad un grande specchio che veniva ad essere rimpetto al Conte). Non
+posso pensare a me finchè vedo le tue sembianze riflettute da quello
+specchio. Sediti là (soggiunse avvicinandolo di più a quel sedile)
+sediti là siccome un ente cui deve ognuno ammirazione ed onore.»
+
+«Spero prenderai tu pure al mio fianco la sede che t’appartiene.»
+
+«No, no: voglio starmi a’ tuoi piedi assisa su questo sgabello per
+mirarti meglio in tutto il tuo splendore, e vedere la prima volta in
+qual modo i principi vanno vestiti.»
+
+Indi, mossa da una curiosità infantile che trovava scusa e nella sua
+giovane età, e nella vita ritirata, cui fu avvezza, e che meglio le
+si addicea, perchè inspirata da tenero amore di sposa, si fece ad
+esaminare e ad ammirare dal capo ai piedi il vestire dell’uomo, che
+formava il più bell’ornamento della corte di Elisabetta, di quella
+corte copiosa egualmente di giudiziosi ministri, come di amabili
+cortigiani. Tutto compreso d’affetto per l’avvenente sua sposa, il
+Conte gioiva dello stupore ch’essa dava a divedere; onde i nobili
+lineamenti di questo personaggio esprimevano passioni più soavi di
+quelle che per solito venivano manifestate dall’altera sua fronte, e
+da que’ neri occhi sfolgoreggianti e nunzii d’altissimo accorgimento.
+Più d’una volta ei sorrise dell’amabile ingenuità onde Amy gli movea
+interrogazioni su diverse parti del suo abbigliamento.
+
+«Questa lista ricamata, come voi la nominate, che cinge il mio
+ginocchio, gli diss’egli, è la giarrettiera d’Inghilterra, ornamento
+del quale i re vanno superbi. Vedete? è questa la stella che le
+appartiene. Questo è il diamante il _Giorgio_, gioiello dell’ordine. Vi
+sarà noto, cred’io, che il re Eduardo e la contessa di Salisbury....»
+
+«Oh! conosco tale istoria, soggiunse Amy, fattasi alquanto rossa, nè
+ignoro già che un legaccio di donna si è convertito nel più nobile
+emblema dell’Inglese cavalleria.»
+
+«Venni fregiato di quest’ordine congiuntamente a tre ragguardevolissimi
+cavalieri, che furono il duca di Norfolk, il marchese di Northampton,
+e il conte Butlan. Di noi quattro io era in dignità il men sublime.
+Ma che rileva? A chi brama raggiugnere la sommità d’una scala fa di
+mestieri incominciare dal più basso gradino.»
+
+«E questa collana di sì ricco lavoro, nel mezzo della quale sta sospeso
+un ciondolo, simigliante ad una pecora quanto alle forme? un tale
+emblema che cosa significa?»
+
+«Esso è l’ordine del Toson d’oro, già instituito dalla casa di
+Borgogna. Chiunque ne vada ornato, gode d’alte prerogative; onde il
+medesimo re di Spagna, erede dei dominii e degli onori che appartennero
+alla ridetta casa, non ha diritto a giudicare un cavaliere del Toson
+d’oro, tutte le volte che mancano l’assenso e il concorso del gran
+capitolo di un tal ordine.»
+
+«Questo è dunque un ordine che appartiene al crudele re della Spagna!
+Oh Dio!, Milord, non è forse per un Inglese far onta alla nobiltà del
+proprio cuore, l’accostarsi solamente a sì fatto emblema? Ricordatevi i
+tempi sfortunati della regina Maria, allora che quest’istesso Filippo
+regnava con essa su l’Inghilterra, que’ tempi, in cui si apprestarono
+orrendi roghi ai più ragguardevoli, ai migliori e più santi in
+fra i prelati Anglicani. E voi, detto il campione della religione
+Protestante, potete senza ribrezzo portar l’ordine di un tal sovrano,
+qual è il re di Spagna, inimico mortale del culto che professiamo?»
+
+«Tu non imparasti ancora, o mia vita, che noi cortigiani, ai quali è
+d’uopo veder gonfie le nostre vele dall’aura favorevole della reggia,
+non abbiamo l’arbitrio d’inalberar sempre lo stendardo che ne è più
+caro, o di sottrarci a nostro grado alla necessità di veleggiare sotto
+sgradita bandiera. Non mi ho per men Protestante, mel credi, perchè
+spinto da riguardi politici ho accettato l’onore che il re di Spagna
+mi compartì, decorandomi del primario ordine di sua cavalleria. Poi
+quest’ordine, volendo considerare al giusto le cose, appartiene alla
+Fiandra, e i d’Egmont, gli Orange, e molt’altri insigni personaggi
+superbiscono nel vederlo oscillare sul cuor d’un Inglese.»
+
+«Voi sapete quel che vi conviene, o Milord. E quest’altra collana,
+questo bell’ornamento in cui vien terminata, da qual paese derivano?»
+
+«Dal più misero di tutti. È questo l’ordine S. Andrea di Scozia,
+tornato in vigore per volere del defunto re Giacomo. Ne fui presentato
+allor quando credeasi, che la giovane vedova Maria regina di Scozia
+avrebbe gratamente accettata la mano di un barone di nostra patria; ma
+la corona di un libero barone, di un barone Inglese, è ben altra cosa
+che nol sarebbe stata una corona nuziale, venuta soltanto dal capriccio
+fantastico d’una femmina, che nacque a regnare sugli scogli e sulle
+paludi del nostro Settentrione.»
+
+La Contessa si fece taciturna, quasi dando a divedere, che questi
+ultimi accenti del Conte le aveano destato nell’animo alcune sgradevoli
+idee, e tal dispiacenza, e ciò che n’era cagione le crescea vezzo agli
+occhi del suo sposo, che tosto ripigliò la parola.
+
+«Ora, mio cuore, le vostre curiosità sono paghe. Voi vedeste il vostro
+vassallo sotto l’abito più sfarzoso, che gli fosse dato l’assumere,
+perchè le vesti di parata non si possono mettere che alla Corte, e in
+giorni di gran cerimonia.»
+
+«Ebbene, disse la Contessa, tu sai che un desiderio soddisfatto ne fa
+nascere un altro.»
+
+«E qual cosa puoi chiedermi, o delizia di quest’anima, ch’io non mi
+trovi propenso a concederti?» le chiese il Conte, fissando le pupille
+in tenera guisa sovr’essa.
+
+«Io desiderava in questo ignorato ritiro vedere cinto da tutto il suo
+splendore il mio sposo. Adesso, vorrei trovarmi in uno de’ suoi superbi
+palagi, e vedercelo entrare in bruno pastrano, tal quale si mostrò
+allor quando vinse il cuore dell’umile Amy Robsart.»
+
+«Non è difficile il far paga tal nuova brama. Domani ripiglierò il
+pastrano bruno.»
+
+«Ma potrò poscia venire con voi in uno de’ vostri castelli, e saziarmi
+in confrontare la magnificenza de’ luoghi ove soggiornate colla
+semplicità delle vostre vesti?»
+
+«Che ascolto, Amy? (disse il Conte, volgendo il guardo all’intorno),
+non vi sembrano adunque decorati con bastante splendidezza questi
+appartamenti? Io ordinai che fossero forniti in guisa degna di voi e
+di me. Forse io poteva essere secondato anche meglio. Ma ditemi; quali
+cambiamenti desiderate? È cosa di brevissimo tempo l’appagarvi.»
+
+«Voi volete prendervi giuoco di me, o Milord. La magnificenza di questo
+alloggiamento è al di sopra di tutto ciò che io possa e immaginarmi e
+meritare. Ma e quando verrà per la vostra sposa il momento di vedersi
+cinta da quello splendore, che non deriva, nè dal lavoro degli artefici
+intesi ad adornarne le stanze, nè dai ricchi drappi o dalle gemme, di
+cui piacque alla vostra generosità di fregiarla? da quello splendore
+congiunto al grado ch’ella dee tenere fra le matrone Inglesi, siccome
+sposa del più onorevole Conte di questo regno?»
+
+«Verrà un tal giorno, Amy; sì, mia vita! un tal giorno arriverà
+certamente, nè tu puoi desiderarlo con più ardore ch’io nol sospiri.
+Oh! quanto mi sarà cosa soave l’abbandonare le cure dello Stato, gli
+affanni, e le sollecitudini che non si dipartono mai da ambiziosi
+pensieri, per vivere in ritiro onorato i miei giorni, non avendo veri
+compagni od amici fuori di te! Ma diletta Amy! mi è impossibile per ora
+il godere questa gioia tanto compiuta, e qualche intertenimento alla
+sfuggita, questi momenti a me sì preziosi, son tutto quanto fin qui mi
+è lecito tributare alla donna più amabile e più amata fra tutte l’altre
+persone del suo sesso.»
+
+«Ma perchè è impossibile? (disse la Contessa col tuono il più adatto
+a persuadere). Perchè questa più perfetta unione, questa unione non
+interrotta, che voi mi accertate essere il miglior vostro voto, che
+tanto si accorda colle leggi del Cielo e degli uomini, perchè questa
+unione non può sull’istante verificarsi? Ah! se voi la bramaste una
+metà soltanto di quello che dite, qual motivo, qual persona potrebbe
+mettere argine ai desiderii d’un uomo ricco di credito e di possanza
+come lo siete?»
+
+Qualche offuscamento apparve allora in sulle ciglia del Conte. «Amy,
+le disse egli, voi ragionate sopra di cose che non potete comprendere.
+Costretti una volta a vivere alla Corte, noi siamo siccome il
+viaggiatore, cui tocchi inerpicarsi ad un monte di sabbia; nè quindi
+osiamo arrestarci in cammino, innanzi di trovare qualche punta di
+vivo sasso che ne offra una sicura fermata. Che se vogliamo prima del
+tempo far pausa, ne succede cader travolti dal nostro peso medesimo,
+e diveniamo scopo al pubblico riso. Io mi vedo, gli è vero, giunto a
+meta ben alta, ma non per anco salda abbastanza, onde abbandonarmi alle
+sole inclinazioni dell’animo mio. Il divulgare le nozze contratte con
+voi, sarebbe un fabbricare la mia rovina. Ma credetelo, perverrò ad un
+punto di sicurezza, e non ne è sì lontano l’istante. Allora adempirò
+tutto quanto il dovere prescrive, così per riguardo di voi come di me
+medesimo. Ma intanto, o mia cara, non vogliate intorbidare la pura
+gioia di cui n’è dato godere ad entrambi, col formar desiderii che per
+ora ci è impossibile l’appagare. Ditemi piuttosto, se nel luogo ove
+siete, ogni cosa vada a seconda delle vostre brame. Come si conduce
+Foster con voi? Voglio sperar vi usi tutto quel rispetto che vi è
+dovuto. Guai per esso s’io potessi accorgermi del contrario!»
+
+«Mi ricorda qualche volta con molto zelo la necessità del mistero
+(sospirando la Contessa rispose); ma poichè questo è un ricordarmi
+i vostri desiderii, mi trovo più propensa a sapergliene grado che a
+biasimarlo.»
+
+«Vi ho già spiegato i motivi, che rendono indispensabile una tale
+necessità. Confesso che trovo in Foster molta rustichezza; ma Varney mi
+si è fatto mallevadore della fedeltà, e dell’affezione ch’egli ha pei
+nostri interessi. Se nondimeno avete per la menoma cosa a dolervi dei
+modi che tiene nel prestarvi servigio, saprò punirnelo.»
+
+«Oh! è impossibile ch’io me ne lagni, sintantochè non farà che adempire
+con fedeltà i comandi venutigli da voi. Per altra parte, la figlia di
+lui, Giannina, mi è un’ottima compagna in questa solitudine. Io l’amo
+assai; e lo zelo del culto puritano che traspira da quanto fa e dice,
+aggiugne vezzo alla sua ingenuità.»
+
+«Me lo assicurate? una giovane che sa farvisi accetta non deve andar
+priva di ricompensa. Accostatevi, Giannina.»
+
+Giannina, la quale, come dicemmo, si era ritirata in qualche distanza
+per lasciar più libero l’intertenimento de’ due sposi, si trasse
+innanzi facendo una riverenza rispettosa; nè il Conte potè ristarsi
+dal sorridere sul chiaroscuro che presentavano in lei la semplicità
+delle vesti e il modesto contegno, e ad un tempo forme avvenenti, e due
+occhi neri, la cui vivacità contrastava collo studio ch’ella facea di
+comparir grave e posata.
+
+«Debbo ringraziarvi, mia bella fanciulla, le diss’egli, poichè la
+Contessa è soddisfatta de’ servigi che le prestate.» In ciò dire si
+tolse dal dito un anello, che non potea non essere di valore, e nel
+porgerlo a lei soggiunse. «Portatelo, siccome un pegno dell’affetto che
+vi acquistaste presso l’uno e l’altra di noi.»
+
+«Son molto contenta, o Milord (rispose Giannina con quell’aria sua di
+santità) se il poco che ho potuto fare è stato accetto ad una signora,
+cui nessuno può avvicinarsi senza desiderar di piacerle. Ma tutte noi,
+che apparteniamo alla congregazione del rispettabile sig. Holdforth, ci
+faremmo scrupolo, se simili alle giovani mondane, portassimo attorno
+alle nostre dita oro, od altri ornamenti; nè tampoco possiamo fregiare
+il collo di pietre preziose, come praticavano le fanciulle di Tiro e di
+Sidone.»
+
+«Ah! ah! voi tenete adunque alla grave confraternita dei _Precisiani_
+e credo sincerissimamente che ne sia membro ancor vostro padre. Ciò fa
+ch’io vi ami sempre più l’uno e l’altro. Non mi è ignoto che si prega
+per me nelle vostre assemblee, e che mi siete affezionati. Poichè non
+vi è permesso portare sì fatti ornamenti, non mi opporrò alle massime
+che professate, e vedo poi ancora che potete far senza di questi,
+perchè le vostre dita snodate, e quel collo bianco al pari dei gigli,
+non ne hanno bisogno per ritrarne spicco maggiore. Accettate in vece
+tal cosa, che nè Papista, nè Protestante, nè Puritano, nè Precisiano
+hanno ricusata giammai.»
+
+Nel medesimo tempo le pose fra le mani cinque monete d’oro che
+portavano il conio di Filippo e della regina Maria.
+
+«Non accetterei neanco quest’oro, rispose la _Precisiana_, se non fosse
+in me la speranza di farne tal uso, che possa chiamare le benedizioni
+del Cielo su di voi, di Milady, e di me.»
+
+«Usatene poi a vostro grado, Giannina. A questo dovete pensar voi. Ma
+intanto fateci apparecchiare la cena.»
+
+«Ho detto ai sig. Varney e Foster di cenare con noi, o Milord (disse
+la Contessa, mentre Giannina usciva per eseguire gli ordini dati dal
+Conte), vi degnate approvarlo?»
+
+«Approvo tutto quello che fate, o mia Amy, ed anzi mi è caro, che
+abbiate conceduto questo contrassegno di distinzione a Varney, l’uomo
+più affezionato ch’io m’abbia, e che può dirsi l’anima de’ miei
+consigli segreti. Quanto a Foster, gl’incarichi che ora sostiene per
+me, gli danno un diritto ad una prova di mia amorevolezza.»
+
+«Presentemente, o Milord, ho... ho una grazia da chiedervi e... un
+segreto da confidarvi» disse esitando la Contessa.
+
+«Serbate queste cose per domani mattina, o mio amore, rispose il Conte.
+Odo aprire la porta della sala della mensa. E poichè feci con grande
+sollecitudine una lunghissima corsa, m’accorgo che non mi sarà inutile
+una tazza di vino.»
+
+E ciò dicendo condusse la moglie nel vicino appartamento, ove Varney e
+Foster li ricevettero a furia d’inchini, nei quali il primo mettea la
+leggiadria del cortigiano, l’altro la gravità _precisiana_. Il Conte
+contraccambiò tali omaggi con quell’aria distratta che appartiene ad
+uomo uso da lungo tempo a riceverne, la Contessa con que’ modi di
+ceremoniale, che ben disvelavano non essersi ella per anco fatta agli
+usi de’ grandi.
+
+Il banchetto apparecchiato per quella brigata conformavasi alla
+magnificenza degli appartamenti, entro di cui fu imbandito. Unicamente
+non comparve alcun famiglio, e la sola Giannina servì i quattro
+convitati. Nè per vero dire d’un maggior numero di servi era d’uopo
+perchè la mensa andava sì abbondantemente fornita di quanto poteva
+abbisognare a ciascuno, che le faccende della stessa Giannina non
+furono assai rilevanti. Il Conte e la sua sposa si assisero alla
+sommità della tavola, Varney e Foster al di qua della saliera, sede
+serbata sempre alle persone di grado inferiore. Foster, preso da
+soggezione per trovarsi in una compagnia cui sì poco era avvezzo, non
+aperse bocca in tutto il durar della mensa. Varney, cui non mancavano
+e finezza di sentire ed accorgimento, prese parte alla conversazione
+quanto facea di mestieri, per non lasciarla languire, senza però
+mostrar mai di voler prender l’arringo, laonde contribuì grandemente
+ad intertenere il buon umore del Conte. Nè certamente niuno meglio di
+Varney ottenne dalla natura tutte le qualità necessarie a sostenere la
+parte, cui lo chiamò la sua vocazione. Si univano in lui e moderazione
+e prudenza, e ad un tempo vivacità, spirito, ed immaginazione. E
+perfino la Contessa, comunque per più d’un motivo non propensa
+ad essergli amica, non potè ristarsi dal trovarne dilettevole la
+compagnia, nè mai inclinò maggiormente ad unire il proprio suffragio
+agli elogi, de’ quali largheggiava il Conte col suo favorito. Terminato
+il banchetto, i due sposi si ritrassero nel loro appartamento, ed il
+più profondo silenzio regnò nel castello per tutto il rimanente di
+quella notte.
+
+Alla domane di buon mattino, Varney compì presso il Conte gli ufici di
+gran ciamberlano, e di primo scudiere, benchè d’ordinario il secondo
+ufizio soltanto gli appartenesse nella casa di questo favorito della
+Regina, il quale teneva appo sè gentiluomini, usciti di buone famiglie,
+e ornati degli stessi gradi, che i primi nobili del regno assumevano
+nella casa reale. Ne’ doveri di tutte le ridette cariche era bene
+addottrinato il Varney, che disceso di famiglia antica sì, ma andata
+affatto in rovina, fu paggio del Conte sin d’allor quando incominciò
+questi a far la sua carriera. Statogli fedele ne’ momenti avversi,
+seppe rendersi utile al medesimo, allorchè marciò a gran passi nel
+cammino della fortuna. Per tal modo fondato il credito del Varney, e su
+i servigi prestati, e su quelli che continuava a prestare, divenne tal
+confidente, che quasi il padrone non ne potea più far di meno.
+
+«Datemi un abito più semplice, Varney (disse il Conte mentre stava
+per metter via la sua veste di camera ch’era di seta sparsa di fiori,
+e foderata d’ermellino), poi prendete in custodia queste catene,» e
+gli additò nel medesimo tempo i suoi diversi ordini che stavano sopra
+di una tavola. «Il loro peso, ier sera, ebbe a rompermi il collo. Son
+quasi deliberato di non me ne caricare più mai; non vedo in essi se non
+se altrettanti ceppi, che inventò l’accorta malignità per incatenar la
+stoltezza. Che ne dite, Varney?»
+
+«Per verità, Milord, io penso che le catene d’oro non somigliano in
+alcun modo alle altre catene, e le riguardo anzi più gradevoli in
+proporzione del loro peso.»
+
+«Eppure, te lo ripeto, o Varney, sono per metà risoluto ch’esse non
+m’incatenino per più lungo tempo alla Corte. Qual cosa mi possono omai
+fruttare novelli servigi? E qual favore mi rimane a sperare al di sopra
+del grado e della fortuna, che non mi possono più sfuggire? D’ond’è
+che cadde la testa del padre mio? Non da altro che dal non aver saputo
+por limite ai propri desiderii. Tu il sai che io medesimo ho corso
+gravi rischi; che più d’una volta mi sdrucciolò il piede sull’orlo del
+precipizio. Sì: credo giunto l’istante di non avventurarmi più al mare,
+e di sedermi finalmente con tranquillità sulla spiaggia.»
+
+«E ivi raccogliere conchiglie in compagnia di Cupido» aggiunse Varney.
+
+«Che v’intendete con ciò, Varney?» disse il Conte con tutta la vivacità
+mossa da un tale scherzo.
+
+«Non prendete collera col vostro servo, o Milord. Se la compagnia di
+una sposa ricca di sì rari pregi, è cagione che per più liberamente
+bearvi in essi, vogliate rinunziare a quanto finora fu prima meta de’
+vostri desiderii, è vero che ne potranno andar danneggiati alcuni
+poveri gentiluomini, or lieti di starsi al vostro servigio; ma ciò non
+potrebbe essere applicato a Riccardo Varney. Egli, la mercè vostra,
+avrà sempre modo di mantenersi degno del distinto grado che gli
+concedeste nella vostra casa.»
+
+«Nondimeno, il tuono de’ vostri ultimi detti, non mostrò che foste
+contento nell’udire il mio divisamento di abbandonare un giuoco
+ruinoso, il quale però potrebbe, un dì o l’altro, perderne entrambi.»
+
+«Io, Milord! Per me non ho alcun motivo di trovare molesto un ritiro,
+in cui dovrei soggiornare presso di voi. Non sarebbe, ad ogni evento,
+Riccardo Varney che cadesse in disfavore di Sua Maestà, non egli che
+divenisse la favola della Corte, allorchè il più sublime edifizio che
+mai sia stato fondato sul favore d’un principe, rovinasse da cima a
+fondo, come uno di que’ castelli di carte da giuoco che i fanciulli
+sogliono fabbricare. Bramerei solamente, o Milord, che prima di
+prendere una risoluzione, dopo la quale non potreste tornare addietro,
+consultaste maturamente gl’interessi della vostra felicità e della
+vostra fama.»
+
+Tai cose furon dette da Varney con quella titubazione di chi teme
+dir troppo, onde soggiunse il Conte: «Parlate, Varney, continuate
+liberamente. Non vi dissi di avere presa una risoluzione assoluta, ed
+amo di bilanciare il pro ed il contro in tale discussione.»
+
+«Ebbene, Milord, supponiamo dunque la cosa fatta; nè si parli ora di
+real disfavore, di sarcasmi cortegianeschi, e nemmeno dei danni che
+portereste ai vostri partigiani. Ritirato in uno de’ vostri più lontani
+castelli, e a tanta distanza dalla Corte, non giungono sino a voi, nè
+il dispiacere di coloro che vi sono affezionati, nè la gioia di chi
+vi è nemico. Supponiamo in oltre che il vostro rivale, giunto allora
+al colmo della felicità, sia pago assai (la qual cosa è per lo meno
+incerta) nel vedere spogliato di rami l’albero, quel grand’albero che
+gli nascose il sole sì lungo tempo: supponiamo pure ch’ei non curi
+di atterrarlo, di sradicarlo. Ebbene, l’antico favorito della regina
+d’Inghilterra, che teneva il bastone del comando, che volgeva a suo
+grado i Parlamenti, ora non è nulla più di un gentiluomo di campagna,
+ridotto ai diletti di cacciare per le sue terre, di bere la birra
+insieme ai confinanti, e di passare in rassegna i propri vassalli
+allorchè gli aduna il seriffo.»
+
+«Varney!» disse il Conte aggrottando le ciglia.
+
+«Milord, il comando di parlare mi venne da voi. Vogliate permettermi
+che io termini il quadro che ho principiato.... Sussex dunque governa
+l’Inghilterra; viene a vacillare la salute della Regina, e l’ambizione
+del vostro nemico vede schiudersi dinanzi a sè una strada, qual mai non
+avrebbe osato immaginarsi. Queste notizie vi giungono mentre che state
+ad un canto del vostro fuoco. Allora incominciate a pensare alle vostre
+speranze cadute a vôto, all’inerzia cui vi condannaste da voi medesimo.
+E perchè tutto ciò? Perchè non vi bastò di contemplare una volta ogni
+quindici giorni gli occhi d’una sposa avvenente!»
+
+«Basta così, Varney. Io non vi ho detto infatti di voler abbracciare
+precipitosamente, e senza aver consultato come si debbe il pubblico
+interesse, una risoluzione, cui mi fa proclive l’amor del riposo e
+della domestica felicità. Vedrete, o Varney, che saprò trionfare di
+tal mia inclinazione; ma non credeste mosso da mire ambiziose un
+tal sagrifizio, bensì dalla necessità di mantenermi in un grado,
+d’onde potrò all’uopo essere utile all’Inghilterra. Ordinate i nostri
+cavalli. Metterò, come ho fatto altre volte, un abito da livrea, e il
+mio cavallo porterà la valigia. Oggi tu sarai il padrone, o Varney,
+non trascurare alcuna cautela necessaria a tenere addormentati i
+sospetti. Fra breve saremo a cavallo. Non mi occorre che un istante per
+congedarmi dalla Contessa; indi son pronto. Comando un crudel dovere al
+mio cuore, e ne trafiggo un altro che m’è più caro del mio, ma l’amor
+di patria vuole la preferenza su quello di sposo.»
+
+Dette tai cose con modo risoluto, e con accento ad un tempo
+malinconico, lasciò la stanza ove si era abbigliato.
+
+«È bene che tu sia partito (meditava fra se stesso Varney), perchè
+comunque avvezzo alle umane follie, io non poteva omai più ristarmi
+dal ridere della tua alla tua presenza. Stancati presto di questo
+nuovo trastullo, di questa creatura avvenente, degna figlia d’Eva che
+ti comanda; a me poco rileva. Ma ben mi spiacerebbe se ti stancassi
+del trastullo antico dell’ambizione; perchè, Milord! nel salire la
+montagna, voi vi traete addietro Riccardo Varney, che spera vantaggiare
+quando sarete in alto. Perciò se vi vedo andare a rilento, oh! non
+mancherò di adoperare e frusta e sperone sinchè io vi veda alla cima.
+Quanto a voi, mia garbata signora, che volete sostener seriamente la
+parte di Contessa, vi consiglio a non mi far nascere intoppi dietro la
+strada, o avremo conti antichi da aggiustare fra noi. Oggi tu sarai
+il padrone, o Varney, egli mi dicea. Affè ch’ei potrebbe aver parlato
+più vero di quanto egli medesimo lo pensasse. Vedete! quest’uomo, che
+al dir di tante persone sensate non la cede in profondità di mire
+politiche nè ad un Burleigh, nè ad un Walsingham, nè per sapienza
+militare al Sussex, si fa servo di uno de’ proprii servi, e tutto
+ciò per due neri occhi, per un bell’accordo di bianco e vermiglio
+che scorgasi sulle guance di una gentildonna di villaggio. Dove va a
+perdersi l’ambizione! Se però i vezzi di una donna possono in alcuna
+circostanza scusare i traviamenti delle teste umane, Milord non ebbe
+mai migliore scusa. Ebbene! lasciamo che le cose vadano come sanno
+andare. O egli avrà cura della propria grandezza, o l’avrò io della
+mia felicità; e circa quest’amabil Contessa, se ella non racconta di
+aver veduto Tressiliano: e credo già che non oserà raccontarlo, le sarà
+d’uopo il far causa comune con me; converrà che noi abbiamo insieme
+i nostri segreti, che ci sosteniamo l’un l’altro anche a malgrado
+di un’avversione, che costei non mi lascia ignorare. Corrasi alla
+scuderia. Milord, vado ad ordinare i vostri cavalli. Non è forse sì
+lontano il giorno che il mio scudiere andrà ad ordinare i miei.»
+
+Dopo fatte queste considerazioni uscì dell’appartamento.
+
+Intanto il Conte rientrava nella camera da letto per congedarsi in
+tutta fretta dall’amabil Contessa, ed osava egli appena avventurarsi ad
+udire ripetuta un’inchiesta, che il ricusar gl’increscea, ma che egli
+era ben lungi dal voler secondare dopo l’intertenimento avuto collo
+scudiere.
+
+Nell’udirlo giugnere, ella corse giù dal letto, avvolgendosi in una
+zimarra di seta bianca foderata di pelliccia, e collocando il gentil
+piede entro eleganti pianellette, chè non trovò ella il tempo di metter
+le calze; le sue lunghe chiome fugian di sotto della cuffia da notte,
+nè avea quindi altro adornamento, fuorchè i proprii vezzi, cui acquistò
+novello spicco perfino il dolore prodotto dall’annunzio onde il Conte
+l’amareggiò.
+
+«Addio, Amy, addio, mio amore (le disse il Conte, avendo appena forza
+di staccarsi da amplessi tanto soavi, e tornando addietro per più
+riprese onde stringerla fra le sue braccia). Il sole comincia ad
+alzarsi sull’orizzonte; non oso rimanermi più lungamente. Già dovrei
+essere dieci miglia lontano di qui.»
+
+In tal modo cercava egli abbreviare i momenti d’una sì dolorosa
+separazione.
+
+«Voi dunque non mi concederete quanto vi chiesi (con soave sorriso gli
+disse la Contessa). Ah! cavaliere sleale!... Eh! si udì mai che cortese
+cavaliere ricusasse inchiesta fattagli dalla sua donna che tenesse i
+piedi ignudi nelle proprie pianelle?»
+
+«Domandatemi tutto ciò che volete, o mia Amy, e vi appagherò. Ne
+eccettuo le cose che potrebbero perdere voi e me.»
+
+«Ebbene! non vi chiedo più di riconoscermi sul momento in quel grado,
+che mi farebbe invidia dell’Inghilterra, nel grado di moglie del più
+nobile, del più prode, del più universalmente amato fra i baroni
+Inglesi. Mi limito a pregarvi di poter dividere questo segreto col
+padre mio, e di metter così un termine al cordoglio che gli cagionai.
+Si dice ch’egli sia pericolosamente infermo.»
+
+«_Si dice?_ (ripetè il Conte con forza) chi ve lo ha detto? Varney
+non ha egli fatto sapere a vostro padre tutto ciò di che si poteva
+ragguagliarlo in tale momento, cioè di essere voi felice, ed in ottimo
+stato di salute? Non vi ha soggiunto di più, che trovò il rispettabile
+vecchio mentre si dava con ilarità al suo prediletto esercizio della
+caccia? Chi ha ardito far nascere idee contrarie nel vostro spirito?»
+
+«Nessuno, Milord, nessuno (rispose la Contessa, scoraggiata dal tuono
+onde il Conte le movea tali inchieste). Nondimeno, o Milord, bramerei
+molto accertarmi co’ miei occhi medesimi, che mio padre sta bene.»
+
+«Ciò è impossibile, Amy. Voi non potete in questo momento avere alcuna
+comunicazione, nè con vostro padre, nè colla sua casa. Sarebbe assai
+trista politica il mettere a parte di un tal segreto un numero maggiore
+di persone, oltre a quelle alle quali è indispensabile lo svelarlo.
+Poi... quel _Travaillon, Tressiliano_, poco importa del nome, non è
+egli continuamente in casa di vostro padre? Il vecchio cavaliere ha
+forse nulla di nascosto per lui?»
+
+«Mio padre, Milord, è conosciuto per un uomo prudente e rispettabile;
+e quanto a Tressiliano, potrei offerire per mallevadore di quanto
+asserisco quella corona di contessa, che porterò un giorno
+pubblicamente. Così potessimo noi perdonare a noi stessi l’ingiuria che
+gli arrecammo, com’egli è incapace di una bassa vendetta!»
+
+«Nondimeno non mi confiderei seco lui, Amy, non mi confiderei seco
+lui. Vorrei che il demonio si frammettesse nei nostri affari anzichè
+Tressiliano.»
+
+«E perchè, Milord? (gli chiese la Contessa, fatta tremante nel suo
+interno dal tuono di risolutezza adoperato dal Conte) perchè avete idea
+tanto sinistra di Tressiliano?»
+
+«Signora, rispose il Conte, la mia volontà dovrebb’essere per voi una
+ragion sufficiente. Ma se vi piace saperne di più, considerate le
+persone con cui Tressiliano sta in lega. Egli, amico, creatura di quel
+Radcliffe, di quel Sussex, contro il quale, non senza fatica, sostengo
+il campo che ci disputiamo nel godere il favore di una sospettosa
+padrona. S’egli ottiene sopra di me il vantaggio di sapere le nostre
+nozze prima ch’io abbia con accorti modi preparata la Regina ad udir
+tale segreto, sarebbe irrevocabile, eterna la mia disgrazia; nè forse
+si starebbe nelle perdute mie dignità. Chi sa fin dove divenissi
+vittima del risentimento d’Elisabetta, in cui è trasfusa in qualche
+parte la fiera indole d’Enrico suo padre?»
+
+«Ma perchè, Milord, portate voi opinione tanto ingiuriosa verso un uomo
+che conoscete sì poco? Tressiliano non vi è noto che a cagion mia, e
+son io ad accertarvi che per qualsivoglia motivo non tradirebbe il
+nostro segreto. Se per amor di voi io l’offesi, tanto più è mio obbligo
+il desiderare di vedervi giusto per suo riguardo. Se il parlarvi solo
+di lui vi eccita a tanto sdegno, che direste adunque s’io lo avessi
+veduto?»
+
+«Se l’aveste veduto! (ripetè il Conte con severo ciglio) sarebbe per
+voi buon consiglio il tener nascosto un tale congresso come le cose
+da non rivelarsi che in confessione. Io non bramo la perdizione di
+nessuno. Ma chiunque vorrà penetrare i miei segreti, badi bene a se
+stesso. Il cinghiale non soffre di vedere chi attraversi il sentiero
+che ha scelto.»
+
+«Com’egli divien terribile!» disse la Contessa a mezza voce, e
+impallidendo.
+
+«Che avete, mio amore? (le disse il Conte sostenendola fra le sue
+braccia). Tornate in letto. Voi lo lasciaste troppo di buon mattino.
+Vi resta a chiedermi qualch’altra cosa, che non comprometta la mia
+fortuna, la mia vita, il mio onore?»
+
+«Nulla, Milord, nulla (rispos’ella con fioca voce). So che io volea
+parlarvi sopra un altro argomento, ma il vostro sdegno me ne ha fatto
+dimenticare.»
+
+«Vi tornerà in mente allorchè ci rivedremo, o mia vita, (e in ciò dire
+l’abbracciò con tenerezza). Eccetto inchieste di tal natura, ch’io
+non possa e non osi concedere, non vi state dal confidarmi tutte le
+vostre brame, e ben farebbe mestieri che fossero al di sopra di quanto
+possono fornir l’Inghilterra e le sue pertinenze, perchè non le vedeste
+pienamente soddisfatte.»
+
+Pronunziate quest’ultime parole, partì. Giunto a piedi dello scalone,
+Varney gli diede un grande ferraiuolo da livrea, ed un larghissimo
+cappello, travestimento, sotto di cui diveniva impossibile il
+ravvisarlo. Stavano pronti in corte i cavalli così per lui come per
+Varney. Il Conte non era venuto la notte addietro che con due servi,
+iniziati sino ad un certo grado ne’ misteri del lor padrone, i quali
+cioè credeano che ivi lo conducesse una tresca con qualche bella, di
+cui ignoravano la condizione ed il nome. Ma questi servi erano nella
+stessa notte partiti.
+
+Tony Foster teneva egli stesso la briglia al palafreno del Conte,
+corsiero vigoroso al pari che agile, e intanto il servo del Foster
+presentava un cavallo di più bella apparenza e più riccamente
+bardamentato a Riccardo Varney, che dovea sostenere la parte di padrone
+lungo la strada.
+
+Ciò non di meno Varney, vedendo avvicinarsi il Conte, si fece innanzi
+per tenergli le redini del cavallo, e impedì a Foster l’incaricarsi
+di tale ufizio, ch’ei riguardava, senza dubbio, come una delle sue
+prerogative.
+
+Traspirò dalla fisonomia del Foster, che assai gl’increscea perdere
+questa occasione di far la corte al suo protettore. Ciò non ostante
+cedè il luogo a Varney senza osare di moverne alcuna lagnanza. Il
+Conte salì con mente distratta a cavallo, e dimenticando per un
+istante che la parte assuntasi l’obbligava a rimanere addietro al suo
+padrone posticcio, uscì della corte senza pensare a Varney, e mandò
+più d’un baciamano alla Contessa, che da una finestra, sventolando un
+fazzoletto, gl’inviava i suoi estremi saluti.
+
+Mentre ei passava sotto l’oscura volta che mettea fuor della Corte:
+«Ecco, diceva il Varney, ciò che si chiama fina politica. Il servitore
+che va avanti al suo padrone.» E profittò di questo momento per dire
+a Foster: «Tu mi fai il viso dell’arme, o Tony. Ma se ti ho privato
+d’un grazioso sguardo di Milord, in compenso l’ho indotto a lasciarti
+un premio de’ tuoi prestati servigi, che non ti sarà meno gradevole
+d’uno sguardo. Eccoti una borsa del migliore oro che le dita di un
+avaro abbiano contato giammai. Prendila (soggiunse, e a tal vista
+la fisonomia di Foster si fece più aperta), prendila, ed aggiungi
+quest’oro a quello che egli donò la scorsa notte a tua figlia.»
+
+«Come? Che mi dite voi? Egli ha fatto un dono di danari a Giannina?»
+
+«Certamente. Qual maraviglia? I servigi ch’ella presta alla Contessa,
+non vogliono forse la lor ricompensa?»
+
+«Essa non lo terrà e la obbligherò a restituirlo. Conosco troppo bene
+Milord, e so quanto lo alletti la novità. I suoi amori sono variabili
+come la luna.»
+
+«Impazzisci, o Foster? O entreresti nella vanità di credere che Milord
+possa essere preso da un capriccio per la tua figlia? Chi è mai che
+sogni a por mente a una lodola, finchè ode il canto dell’usignuolo?»
+
+«Sia lodola, sia usignuolo, tutto fa per l’uccellatore; e so ancora,
+sig. Varney, essere in voi molta maestria nello scuotere i rami tanto
+che gli uccelli gli corrano nelle reti. Mi porti il diavolo anzichè
+io desiderassi mai che metteste Giannina nel novero di tante povere
+fanciulle cadute ne’ vostri agguati! Voi ridete! ma vi ripeto che
+voglio almeno salvare un individuo di mia famiglia dagli artigli di
+Satanasso; e tenetelo ben per sicuro. Ella restituirà quest’oro.....»
+
+«Ovvero ella te lo darà in custodia, o mio Tony, il che torna allo
+stesso. Ma mi è d’uopo il parlarti di cosa più rilevante. Il nostro
+padrone parte di qui con intenzioni, che potrebbero sconcertar molto le
+nostre.»
+
+«Come sarebbe a dire? È egli stanco del suo trastullo, della sua nuova
+conquista? Non mi maraviglio. Ha speso per essa ciò che pagherebbe il
+riscatto di un re, e ora è pentito del suo contratto.»
+
+«Oh! quanto ti scosti, o Tony, dal vero! Egli è delirante più che nol
+sia stato mai per Amy, ed anzi vuole per lei abbandonare la Corte.
+Allora, addio speranze nostre, addio possedimenti, addio sicurezza. Ci
+vengono ritolti i beni di chiesa, e sarebbe gran ventura, se non ci
+facessero rigettare le rendite.»
+
+«Oh! sarebbe la nostra rovina (sclamò Foster, cui tal novella empiè di
+grinze la fronte), e tutto ciò per una donna! Lo compatirei se fosse
+per la salute dell’anima sua! Perchè anche a me talvolta viene l’idea
+di sbarazzarmi dal lezzo di questo mondo, e vivere come uno dei più
+poveri della nostra congregazione.»
+
+«Credo bene che finirai così, mio Tony. Ma ascolta: il diavolo
+non perderà nulla se anche ti condanni alla povertà. Onde tu non
+guadagneresti da nessun lato. Ma ora bada a quanto ti suggerisco, e
+puoi ancora conseguire la proprietà di Cumnor Place. Non far motto con
+nessuno della visita di Tressiliano. Su di ciò non aprir bocca, ammeno
+che non tel consigli io medesimo.»
+
+«E perchè di grazia?» domandò Foster in tuono di chi sospetta.
+
+«Ma sei bene una talpa, se non vedi che nello stato in cui or trovasi
+l’animo di Milord, una tale scoperta lo confermerebbe ne’ suoi novelli
+disegni. S’egli sapesse che questo fantasma comparve alla Contessa
+nel tempo ch’egli era lontano, non si fiderebbe più di nessuno, e
+vorrebb’esser egli medesimo il drago custode delle poma d’oro. E
+allora, Tony? Chi ha più bisogno dell’opera tua? Una parola basta a chi
+la sa intendere. Addio, Tony, mi è d’uopo seguirlo.»
+
+Pronunciate queste parole toccò dello sprone il cavallo, galoppando a
+tutta briglia per raggiungere il Conte....
+
+«Possa tu romperti il collo, maledetto pagano (disse tra sè il Foster
+guardandogli dietro). Fa’ d’uopo nondimeno eseguire le sue istruzioni,
+perchè trattiamo tutt’e due la medesima causa. Quanto poi a Giannina...
+oh! ella metterà nelle mie mani le monete d’oro, e sia in una guisa,
+sia nell’altra, le impiegherò al servigio di Dio. Finchè ne trovi
+il modo, le custodirò a parte nel mio scrigno; altrimenti potrebbe
+uscirne un vapor contagioso, che si diffonderebbe sulla mia Giannina.
+Oh! questa fa di mestieri si conservi pura come uno spirito celeste,
+se non altro, acciò preghi Dio per suo padre. E ben ho bisogno delle
+sue orazioni, perchè sono ad assai brutto passo. Corrono sinistre voci
+sulla mia maniera di vivere. Son visto con freddezza dai confratelli
+della Congregazione. E quando il sig. Holdforth, nell’ultima sua
+predica, paragonava gl’ipocriti ad un sepolcro imbiancato, la cui
+cavità è piena d’ossa umane, pareva fissato sopra di me. Come sono
+severi questi puritani!... Ma penserò.... Prima d’aprire lo scrigno,
+andiamo a leggere per un’ora la Bibbia.»
+
+Intanto Varney avea raggiunto il Conte che lo aspettava alla porta del
+parco, d’onde uscì Tressiliano nel dì antecedente.
+
+«Voi perdete il tempo, o Varney, il Conte gli disse, e gl’istanti
+sono preziosi. Mi è d’uopo arrivare a Woodstock per mettere a basso
+quest’abito di maschera, e sino a quel punto, voi lo sapete, non
+viaggio senza pericolo.»
+
+«Non è che una corsa di due ore, o Milord. Mi sono trattenuto brevi
+momenti con Foster per eccitarlo a diligenze sempre maggiori, affinchè
+non traspiri il nostro segreto, ed anche per chiedergli il ricapito
+d’un uomo, che penso, o signore, di mettere al vostro servigio in vece
+del licenziato Trevors.»
+
+«E questi è tale che veramente mi convenga?»
+
+«A quanto sembra, promette assai. Ma se voi voleste continuare senza
+di me il vostro cammino, tornerei a Cumnor, per condurlo a Woodstock,
+prima che siate uscito del letto.»
+
+«Allora io dormo profondamente, il sapete. Basterà bene che facciate
+trottare il vostro cavallo all’uopo di essere colà quando mi alzo.»
+
+Pronunziate le quali parole dal Conte, Varney galoppò a briglia sciolta
+verso Cumnor, tenendo la strada maestra per non ripassare in vicinanza
+del parco. E sceso alla porta dell’_Orso nero_ chiese di parlare a
+Michele Lambourne. Questo rispettabile nipote dell’ostiere non fece
+aspettare il nuovo suo protettore, che anzi parea tenere l’orecchie
+tese, come se ne indovinasse il vicino arrivo.
+
+«Tu perdesti l’orme del compagno tuo Tressiliano, gli disse Varney, me
+lo annunzia quella tua fisonomia di furfante. È questa la destrezza di
+cui ti vantasti, impudente millantatore?»
+
+«Oh! per la morte, disse il Lambourne, sfido chi abbia meglio seguite
+le tracce di una volpe. Lo trovai che si riparò qui, in casa di mio
+zio, l’ho veduto cenare, l’ho veduto entrare nella propria stanza, in
+somma mi sono attaccato a lui come la sua ombra. Ma che volete? Prima
+del giorno egli era partito, senza che lo avesse visto nessuno, e
+nemmeno il mozzo di stalla.»
+
+«Sarei tentato a credere, che tu ti avvisi ingannarmi; ma se vengo a
+scoprirlo, sull’anima mia, te ne pentirai.»
+
+«Non v’è cane, comunque buono, cui non vada talora fallita la preda.
+Qual interesse aveva io di fare sparire costui? Domandatene conto a
+Giles Gosling mio zio, ai suoi garzoni, al mozzo di stalla, a Cicily,
+a tutta la casa, e vi convincerete, che nol perdei d’occhio un istante
+in tutta la sera. Che diavolo! Dopo averlo veduto entrare nella sua
+stanza, io non poteva collocarmivi a guisa d’un infermiere. Spero che
+in ciò almeno mi farete ragione.»
+
+Il Varney prese alcune informazioni dagli altri dell’osteria, e le
+trovò conformi a quanto in propria discolpa gli disse il Lambourne;
+e soprattutto ognuno fu concorde nell’accertare che Tressiliano era
+partito di notte tempo senza avvertire nessuno.
+
+«La giustizia però vuole che non si taccia una cosa, soggiunse
+l’ostiere; ed è che ha lasciato sulla tavola quanto corrispondeva
+all’importare del conto datogli, ed in oltre una mancia ai garzoni, la
+qual cosa pareva tanto meno essenziale, che non ha dato, come sembra,
+l’incomodo a nessuno di mettere la sella al suo cavallo.»
+
+Convintosi che il Lambourne non lo aveva ingannato, il Varney entrò
+nel proposito dei divisamenti fatti sopra di esso, incominciando dal
+mostrarsi ragguagliato dal Foster, ch’egli, Lambourne, non sarebbe
+stato avverso ad accettar servigio presso qualche signore.
+
+«Siete mai stato alla Corte?» gli chiese il Varney.
+
+«No, rispose l’altro, ma fin da quando aveva dieci anni, sognava una
+volta per settimana di esservi e di far ivi fortuna.»
+
+«Sarà colpa vostra se il vostro sogno non si verifica. Avete bisogno di
+danaro?»
+
+«Non ne ha mai troppo un galantuomo che ami passare giocondamente la
+vita.»
+
+«Questa risposta mi basta e la trovo assai onesta. Or ditemi: sapete
+voi le qualità che si vogliono da chi è al servigio d’un cortigiano?»
+
+«Credo: occhio aperto, bocca chiusa, mano pronta a tutto, acuto
+ingegno, e coscienza intrepida?»
+
+«E senza dubbio è gran tempo che la tua non patisce spaventi?»
+
+«Non mi ricordo che ne abbia mai conosciuti. Nella mia prima giovinezza
+parea qualche volta ch’ella volesse alzare la voce, ma il tumulto della
+guerra la mise al dovere, e l’annegai del tutto nell’onde del mare
+Atlantico.»
+
+«Tu hai dunque servito nell’Indie?»
+
+«Orientali e occidentali, per terra e per mare. Ho servito il
+Portogallo e la Spagna, l’Olanda e la Francia, e per mio proprio conto,
+ho fatto la guerra con una banda di brave persone che veleggiavano
+sopra di un brigantino, e che al di là della linea non erano in pace
+con nessuno.»
+
+«Va bene. Tu puoi renderti utile a Milord ed a me. Ma bada ve’! perchè
+son pratico del mondo. Ti comprometti tu di servire con fedeltà?»
+
+«Se non foste pratico del mondo, dovrei rispondervi di sì senza
+esitare, e giurarlo sulla mia vita e sul mio onore; ma poichè vedo
+che l’_Onor vostro_ desidera una risposta dettata piuttosto dalla
+verità che dalla politica, vi risponderò che posso esservi fedele
+fino a’ piedi d’un patibolo, e fino al nodo corsoio di quella tal
+cordicella..... quando però io sia ben trattato, e ben pagato. Se no,
+no.»
+
+«E a tutte l’altre tue virtù (disse con ironico tuono il Varney) tu
+aggiugnerai sicuramente la felice prerogativa di saper comparire
+all’uopo uom religioso ed austero?»
+
+«Non mi costerebbe nulla il lasciarvelo credere, ma per rispondervi
+francamente devo dirvi di no. Se vi abbisogna un ipocrita, volgetevi
+a Tony Foster, che fin dalla sua giovinezza è tormentato dalle visite
+di certi scrupoli coi quali poi viene a patti; laonde in sostanza, il
+diavolo non vi perde nulla. Oh no, io non sono di questo temperamento.»
+
+«Ebbene! Se non hai ipocrisia, sei tu provveduto d’un buon cavallo?»
+
+«Oh buono! Vel guarentisco, un cavallo, che supera le siepi ed i
+fossi come il miglior cavallo di milord Duca. Una volta ch’io feci
+una piccola corsa a Shooters-Hill, mi accadde sulla strada maestra di
+dire alcune parole ad un fittaiuolo fornito meglio di saccoccia che di
+cervello. Ma il mio cavallo mi trasse di affare in pochi minuti, ad
+onta di tutti quelli che m’inseguivano.»
+
+«Ebbene, monta in sella, e seguimi, lascia pur qui tutto il tuo
+fardello, e ti farò aver servigio presso un tale, che se tu non fai
+fortuna, non sarà colpa della sorte, ma tua solamente.»
+
+«Va a maraviglia. Eccomi di tutto cuore. In un istante son lesto. Olà.
+Eh! la sella al mio cavallo. Spicciati. Cicily! Amabile Cicily, vieni
+a farmi i tuoi congedi, ti voglio donare la metà della mia borsa per
+consolarti della mia lontananza.»
+
+«Giur’al cielo (sclamò Giles Gosling che avea uditi tutti questi
+apparecchi di partenza), Cicily non sa che farsi de’ tuoi donativi.
+Buon viaggio, e possa tu trovar la grazia di Dio in qualche parte,
+benchè a dir vero credo che non germogli nel paese dove tu vai.»
+
+«Fa dunque ch’io veda la tua Cicily, caro ostiere, si vuole che sia una
+bellezza» disse Varney.
+
+«Una bellezza arsa dal sole, capace di resistere al vento ed alla
+pioggia, ma che non ha nulla per piacere a’ zerbinotti della vostra
+sorte, o signore. Ella non si muove dalla sua stanza, nè si espone agli
+sguardi dei cortigiani.»
+
+«Alla buon’ora, amico mio. La pace sia dunque con lei. Ma i nostri
+cavalli impazientiscono. Vi diamo il buon giorno.»
+
+«Mio nipote viene dunque con voi, o signore?»
+
+«Tale è la sua mente» rispose Varney.
+
+«Fai bene, o Michele, riprese Gosling, fai ottimamente. Tu hai un buon
+cavallo. Ora non ti resta che a guardarti dallo sforzino. O se di tutti
+i modi che vi sono per terminare i tuoi giorni, ti si confà meglio la
+corda, come mi par verisimile al partito che prendi, fammi un piacere;
+scegliti una forca il più lontano che puoi da Cumnor.»
+
+Senza prendersi molta molestia per questi congedi di mal augurio,
+Varney e Lambourne montarono a cavallo, e corsero con tanta rapidità,
+che non poterono ricominciare il loro intertenimento, se non se
+all’atto di salire una montagna alquanto scoscesa.
+
+«Tu acconsenti adunque, gli disse Varney, di entrare al servigio di un
+signor della Corte?»
+
+«Sì: semprechè vi piacciano i patti ch’io son per farvi.»
+
+«Udiamoli.»
+
+«S’io debbo aver gli occhi aperti sugl’interessi del mio padrone, è
+d’uopo ch’ei li chiuda su i miei difetti.»
+
+«Purchè non sieno di natura da pregiudicare al servigio.»
+
+«Siam d’accordo. Se fo buona caccia debbo avere almeno le ossa da
+rosicchiare.»
+
+«Nulla avvi di più ragionevole. Molti che valgono meglio di te,
+domandano la stessa cosa.»
+
+«Va bene. Rimane un altro punto da chiarire. Se entro in brighe colla
+giustizia, il mio padrone deve aiutarmi ad uscirne colle mani nette.
+Voi vedete che questo è un articolo importante.»
+
+«Anche ciò è giusto, ogni volta però che l’impaccio in cui tu possa
+trovarti abbia origine da servigio prestato al padrone.»
+
+«Quanto allo stipendio (continuò il Lambourne con aria d’indulgenza)
+non ne parlo neanco, perchè fo conto di vivere sui profitti.»
+
+«Non temere. Non ti mancheranno nè danari, nè modi di divertirti. Tu
+vai a stare in una casa, ove, come suol dirsi, l’oro esce fuori degli
+occhi.»
+
+«Tutto ciò è un incanto. Non mi rimane ora a sapere che il nome del mio
+padrone.»
+
+«Io mi chiamo Riccardo Varney.»
+
+«Ma intendo dire il nobile Lord, al cui servigio voi mi mettete.»
+
+«Sciagurato! Ti credi forse troppo gran signore onde arrossire di
+chiamarmi tuo padrone? Ti permetto d’essere impudente cogli altri. Ma
+bada bene che con me...»
+
+«Ne domando umilmente perdono al _vostro Onore_; ma vi ho veduto in
+tanta intrinsichezza con Tony Foster, col quale vivo in intrinsichezza
+ancor io...»
+
+«Vedo che non ti manca nulla per essere un furfante calzato e vestito.
+È vero che ho deliberato collocarti nella casa di un gran signore,
+ma da me solamente riceverai i comandi, nè ubbidirai altri che me.
+Io ne sono il primo scudiere, nè andrà guari che ti sarà noto il suo
+nome. Egli è un uomo che governa lo Stato, che porta tutto il peso
+dell’amministrazione sopra di sè.»
+
+«Poter del Cielo! è un eccellente talismano per disotterrare i tesori
+nascosti.»
+
+«Quando si sa farne uso prudente. Ma bada bene, perchè tu potresti
+invece chiamar sopra te un demonio capace di ridurti in polvere.»
+
+«Non dubitate. Mi terrò fra i limiti convenienti.»
+
+I due viaggiatori ripigliarono allora il galoppo, e giunsero di lì a
+non molto al reale parco di Woodstock. Questo antico dominio della
+Corona aveva aspetto ben diverso da quello che presentò allorquando vi
+soggiornava la bella Rosimonda, e quando fu nascondiglio ai proibiti
+amori di Enrico II; ed era ben anche diverso da quel che si mostra
+a’ nostri giorni, in cui Blenheim-House ne rimembra le vittorie del
+Marlborough, e invita i viaggiatori a contemplare i nobili sforzi
+dell’ingegno del Vanburgh, lacerato sintantochè visse da uomini che gli
+stavano di gran lunga al disotto. Woodstock sotto la regina Elisabetta
+non era che un vecchio castello rovinoso, nè da lungo tempo onorato
+della presenza dei sovrani; circostanza che contribuì grandemente ad
+impoverir quel villaggio, e che trasse quegli abitanti ad umiliare più
+d’una supplica alla Regina, onde volgesse sovra essi un suo benefico
+sguardo. E tale era l’apparente motivo per cui il Conte si era condotto
+a Woodstock.
+
+Il Varney e il Lambourne entrarono francamente nella corte del vecchio
+castello, che offeriva in quella mattina un aspetto animato, qual non
+s’era visto dopo volgere di due regni. Gli ufficiali della casa del
+Conte, i suoi servi da livrea, le guardie, andavano e venivano collo
+strepito caratteristico della lor professione. Udivansi gran nitrir
+di cavalli e grande abbaiare di cani; perchè il Conte incaricato di
+esaminare in qual essere trovavasi quella terra, e dovendo far credere
+di rimanervi quanto tempo fosse stato necessario a tal uopo, volle lo
+accompagnasse tutto il treno che gli facea di mestieri per gustare ivi
+il piacer della caccia. Diceasi che il parco di Woodstock fosse stato
+nell’Inghilterra il primo ricinto chiuso da mura ad uso di caccia; ed
+abbondava di daini, il cui riposo da lungo tempo non veniva turbato.
+Una grande folla d’abitanti, sperando che tale visita straordinaria
+produrrebbe i favorevoli effetti, cui sospiravano, si assembrarono
+nella corte, ove agognavan l’istante che si mostrasse ad essi il più
+sublime personaggio dell’Inghilterra. L’arrivo di Varney eccitò la loro
+attenzione, tanto più che si sparse subito la voce essere egli il primo
+scudiere del Conte, onde tutti solleciti di amicarsi il Varney, si
+levarono i cappelli, e si affollarono frettolosamente per tener briglia
+e staffa così al cavallo di lui, come a quello del suo compagno.
+
+«Allontanatevi, miei galantuomini, (disse loro con alterigia il
+Varney), nè impedite ai servi di fare il loro dovere.»
+
+I contadini afflitti di ciò, si ritiravano, allorchè il Lambourne,
+credendosi copiare i modi del primo scudiere, più duramente ancora li
+rispingeva: «Giù le mani o bifolchi, andate al diavolo. Pensate forse
+che non abbiam salariati per farci servire?»
+
+Consegnati i loro cavalli agli uomini da livrea, entrarono nel
+castello dandosi un tuono di superiorità, che la nascita ed una lunga
+consuetudine rendevano naturale nel Varney, e che il Lambourne si
+studiava d’imitare siccome vedemmo. Intanto i poveri abitanti di
+Woodstock si dicevano uno all’altro sotto voce: «Dio ci liberi presto
+da questi superbi. Se il padrone somiglia ai servi, il diavolo se li
+porti tutti, che non prenderà più di quanto gli si appartiene.»
+
+«Zitto, amici miei, soggiugnea il podestà, e morsicatevi piuttosto la
+lingua per non lasciarle dire sciocchezze. Col tempo chiariremo tutto.
+Nessuno verrà mai accolto a Woodstock con tanto giubilo quanto se ne
+dimostrava al veder giugnere l’antico re Enrico. Se per caso regalava
+non so quanti colpi di bacchetta ad un contadino, poco dopo gli gettava
+addosso un pugno di monete d’argento coniate colla sua effigie, e con
+tal espediente tutto veniva dimenticato.»
+
+«Dio abbia in pace l’anima sua! sclamaron que’ villici. Ma pur troppo
+dovrà correre molto tempo prima che la regina Elisabetta ci venga a
+distribuire colpi di bacchetta.»
+
+«Non si può anche sapere, mia buona gente; ma ci vuol pazienza, e per
+ora ne consoli la sicurezza di meritare tali favori da Sua Maestà.»
+
+Intanto Varney seguito dal suo nuovo accolito entrò nell’anticamera,
+ove persone di più alto affare che non quelli di cui la corte era
+ripiena, aspettavano l’istante di veder il Conte, non per anche uscito
+della sua stanza. Tutte corteggiavano, qual con maggiore, qual con
+minore considerazione il Varney, e proporzionatamente sempre al grado
+di ciascuna, o alla cosa che ivi conducea al levarsi del favorito.
+All’interrogazione generale: «Quando credete che comparirà Milord, sig.
+Varney?» questi rispondea in poche parole: «Non vedete la polvere che
+ho su gli stivali? Giungo ora da Oxford. Non so nulla.» Ma fattagli
+tale inchiesta da un personaggio più distinto, s’affrettò a rispondere:
+«Vado subito ad informarmene dal ciamberlano sir Thomas Copely.»
+Il ciamberlano, che si facea conoscere pel distintivo della chiave
+d’argento, disse che il Conte non aspettava se non se l’arrivo del
+sig. Varney per venire abbasso, ma volea prima parlargli da solo a
+solo. Varney allora salutando la brigata, ne prese congedo per entrare
+nell’appartamento del suo padrone.
+
+Vi fu per qualche istante un mormorio prodotto da tale aspettazione;
+ma questo fece luogo al più profondo silenzio allor quando si
+videro aprire entrambi i battitoi della porta, situata nel fondo
+dell’appartamento. E subito comparve il Conte preceduto dal Ciamberlano
+e dal Maggiordomo, e seguito da Riccardo Varney. I lineamenti di
+quello, nobili e maestosi, nulla aveano che si confondesse coll’audacia
+improntata su i volti degli altri del suo corteggio. Proporzionate
+erano del certo al grado di ciascheduno le gentilezze ch’ei dicea
+a questo e a quello; ma non vi fu chi potesse chiamarsi scontento
+dell’accoglienza ricevuta. Le domande ch’ei faceva sullo stato in cui
+si trovavano il castello e le sue pertinenze, l’enumerazione ch’ei
+tessea de’ vantaggi sperabili per il paese e per que’ dintorni dalla
+deliberazione in cui era la Regina di portarvisi a quando a quando,
+intendeano a far credere, ch’egli avesse già lette ponderatamente
+tutte le suppliche ìndirittegli da quelle genti, e che fosse in lui la
+massima propensione a secondarle.
+
+«Adesso il Signore lo benedica (dicea il podestà che ivi condusse
+una deputazione del villaggio, della quale era egli il presidente).
+Vedete come ha l’aria smunta; giurerei che ha trascorsa tutta la notte
+in leggere la nostra rimostranza. E il maestro Toughyarn, che ha
+impiegato sei mesi a metterla insieme, credea breve una settimana per
+ben intenderla! Or vedete che ventiquattr’ore sono bastate al Conte per
+cavarne la quintessenza.»
+
+Il Conte gli assicurò allora d’interporre i suoi buoni uffizi, onde
+persuadere la Regina ad onorare qualche volta della sua presenza il
+reale castello di Woodstock, e ciò affinchè gli abitanti di que’
+dintorni non andassero privi de’ vantaggi, che avean goduti sotto i
+precedenti monarchi. Intanto gli era cosa gradevole il farsi interprete
+delle intenzioni della Sovrana favorevoli ad essi, e anzi di notificar
+loro, che Sua Maestà, premurosa d’incoraggiare e d’avvivare il
+commercio di Woodstock, avea risoluto d’instituirvi un mercato per le
+lane.
+
+Questa buona notizia produsse grandi dimostrazioni di giubilo, non
+solamente per parte de’ membri della Deputazione che si trovavano
+nell’appartamento, ma per parte ancora de’ contadini adunati nella
+corte, fra i quali la stessa notizia non tardò a divulgarsi. I
+magistrati presentarono al Conte, piegando il ginocchio, le libertà e
+franchigie di Woodstock, accompagnate da una borsa piena d’oro, ch’egli
+passò immantinente a Varney, e questi ne rimise una parte al Lambourne,
+siccome un saggio anticipato de’ profitti che gli avrebbe fruttato il
+novello servigio.
+
+Il Conte, e quelli del seguito, non tardarono a mettersi a cavallo
+per ritornare alla Corte. Udivansi d’ogni lato grida di allegrezza di
+tutti gli abitanti di Woodstock: _Viva la regina Elisabetta! Viva il
+nobile conte di Leicester!_ ripetevano tutti. Che anzi i modi cortesi
+adoperati dal Conte sparsero una vernice di popolarità per fino sugli
+altri del suo corteggio, l’alterigia de’ quali avea sulle prime portato
+discredito allo stesso loro padrone.
+
+Laonde le voci: _viva Milord, e tutti quelli che gli appartengono_
+pervennero all’orecchio di Varney e di Lambourne, che seguivano il
+Conte, ordinati ciascuno secondo il lor grado.
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+ Datemi i vostri consigli; saranno
+ ascoltati, sig. Fenton, e posti anche
+ in opera.
+
+ _Le Commari di Windsor._
+
+
+Diviene cosa indispensabile il risalire alle circostanze che
+accompagnarono, o a dir meglio produssero nell’osteria dell’_Orso
+nero_ la subitanea sparizione di Tressiliano. Dopo lo scontro avuto
+con Varney egli era tornato al _Carovanserai_ di Giles Gosling, ove
+chiese carta, penna e calamaio, ed annunziando che passerebbe tutta la
+giornata nel suo appartamento, vi si rinchiuse. Ricomparve nonostante
+la sera nella gran sala, ove Michele che, giusta l’obbligo assuntone,
+avea spiato ogni suo andamento, cercò di rinovar lega con essolui:
+«Spero che non avrete conservato rancore per l’affare di questa
+mattina.»
+
+Ma Tressiliano rispinse con fermezza, non però disgiunta da urbanità,
+tal genere di cortesia: «Sig. Lambourne, non dovreste essere scontento
+del modo onde vi ho compensato pel tempo, che vi ho tenuto in faccende.
+A traverso la maschera di rozza semplicità, sotto cui vi coprite, vedo
+che è in voi discernimento bastante ad intendermi allorchè vi dico con
+franchezza, che avendo io ottenuto quanto era unicamente mio scopo,
+dobbiamo per l’avvenire considerarci come stranieri l’uno per l’altro.»
+
+«_Voto a Dios_ (esclamò il Lambourne rilevandosi colla sinistra mano
+una basetta, e portando la destra all’impugnatura della sua sciabola),
+se credessi che fosse in voi disegno di farmi aggravio...»
+
+«Avreste bastante prudenza per sopportarlo, come è di vostro dovere
+in tutte le immaginabili combinazioni (gli rispose Tressiliano senza
+scomporsi). Voi conoscete assai bene qual distanza ne separi per non
+chiedere una spiegazione più ampia. Vi auguro la buona sera.»
+
+Voltegli indi le spalle, si pose a favellar coll’ostiere. Il Lambourne
+non ne potea più dalla voglia di fare il bravo, ma limitò la sua
+collera a bestemmiare fra i denti, cedendo a quella prevalenza, che un
+uomo distinto per nascita, e maggiore di meriti, possede sempre sopra
+enti spregevoli di tal natura. Si assise borbottando in un angolo
+della sala, datosi ad osservar di soppiatto, ma in modo non equivoco,
+i pensieri, non che i moti di Tressiliano; e l’idea che nacque in lui
+di vendicarsi a proprio conto era nudrita dalla speranza di soddisfare
+ad un tempo le brame del Varney. Giunse l’ora della cena, che quando fu
+terminata, Tressiliano si ritirò nel proprio appartamento, tutti gli
+altri facendo lo stesso.
+
+Era poco dacchè Tressiliano si era messo in letto senza poter prendere
+sonno, di cui teneano luogo le considerazioni nelle quali era immerso.
+D’improvviso ne fu interrotto il corso dal rumore che fece la sua porta
+aggirandosi su i proprii cardini, e da un debole raggio di luce, che
+si diffuse per tutta la stanza. D’un animo forte come l’acciaio, saltò
+giù del letto, ed afferrata la sciabola, stava per trarla dal fodero,
+allorchè udì questa voce; «Fermatevi, sig. Tressiliano, fermatevi. Son
+io, è il vostro albergatore Giles Gosling.»
+
+E nello stesso tempo girando la parte opaca della sua lanterna, che
+sino a quel punto avea mandato un languido chiarore, mostrò i proprii
+lineamenti e la solita gioviale fisonomia all’attonito Tressiliano.
+
+«Che vuol dir questo, sig. Gosling? Avete forse cenato bene come la
+scorsa notte? È uno sbaglio di stanza che fate? ovvero vi dareste a
+credere esser questo un luogo opportuno per venire a sfoggiare dopo
+mezzanotte le vostre facezie?»
+
+«Non mi sbaglio nè di luogo nè di tempo, sig. Tressiliano: conosco
+queste due cose al pari d’ogn’altro ostiere dell’Inghilterra. Ma
+primieramente ho osservato, che quel ribaldo di mio nipote, in tutta la
+sera non ha dipartito gli occhi da voi più di quanto lo faccia un gatto
+che dia la caccia ad un sorcio. In secondo luogo, voi avete attaccato
+briga, vi siete battuto, o con lui o con alcun altro, e temo vi arrivi
+qualche sinistro.»
+
+«Impazzite, mio caro ostiere? Vostro nipote, scusate, è al di sotto
+di chi può meritare il mio risentimento. Per altra parte, qual motivo
+v’induce a credere che io abbia attaccato briga con chicchesia?»
+
+«Oh! il colore delle vostre guance me ne disse assai quando tornaste,
+o signore. E questo è un indizio sicuro, quanto è certo che la
+congiunzione di Marte e di Saturno partorisce sfortuna. Aggiugnete, che
+le fibbie del vostro centurino andavano traverso. Poi avevate l’aria
+agitata, camminavate d’un passo frettoloso. In somma non era cosa in
+voi, da cui non comparisse, che la vostra mano aveva accarezzato pochi
+istanti prima l’impugnatura della vostra sciabola.»
+
+«Ebbene, amico, stando ancora che mi fossi trovato nella necessità
+di metter mano alla sciabola, è questo motivo bastante a lasciare da
+quest’ora un buon letto caldo per venire da me? Voi vedete che non mi è
+accaduta veruna disgrazia.»
+
+«No sin qui. Ma non è anche finita. Tony Foster è un uomo pericoloso,
+ed ha alla Corte potenti protettori, che lo han tratto d’impaccio più
+d’una volta. Quanto a mio nipote....... vi dissi già l’animo mio. E se
+due bricconi hanno rinovato lega, non vorrei che fosse a vostro costo,
+mio rispettabile ospite. Michele ha fatto una specie di processo col
+mozzo di stalla per sapere l’ora della vostra partenza, e la via che
+sarete per prendere. Mi piacerebbe dunque che pensaste, se avete detto
+o fatto nessuna cosa da mettervi in riguardo contro d’un tradimento.»
+
+«Voi siete un onest’uomo, Gosling (disse Tressiliano dopo avere
+meditato un istante), e quindi vi parlerò con franchezza. Se questi
+due malvagi han fatto cattivi disegni sopra di me, e non vi nego che
+sia ciò possibile, egli è perchè sono i commessi subalterni d’altro
+malvagio assai più potente di loro.»
+
+«Voi intendete dire del sig. Riccardo Varney, non è vero? Egli venne
+ieri a Cumnor-Place, e ad onta delle cautele che ha prese costui, v’è
+chi lo ha veduto e me lo ha raccontato.»
+
+«Sì, io parlava di lui, o mio ospite.»
+
+«Ebbene. Per l’amor del Cielo, signor Tressiliano, pigliate bene i
+vostri passi innanzi. Questo Varney è il protettore, il signore del
+Foster. L’usufrutto di Cumnor-Place e del parco che costui gode,
+lo tiene dal sig. Varney, il quale poi ha avuti dal suo padrone,
+Conte di Leicester, i beni dell’Abbazia d’Abingdon, che comprendono
+i fondi usufruttuali del Foster. Si dice che lo stesso Varney possa
+tutto sull’animo del Conte. Io stimo troppo questo ultimo signore per
+non persuadermi che egli si valga del suo favorito nel modo, come
+pretendono certe persone. Ma è sempre vero, che lo ama, ed è inoltre
+indubitabile che il Conte può altrettanto sulla mente della Regina,
+intendo nelle cose convenevoli e giuste. Ora vedete quali nemici vi
+siete tirati alle spalle.»
+
+«Su questo poi, la cosa è fatta. Non vedo un modo di rimediarvi.»
+
+«Per Bacco! è ben necessario che vi rimediate o d’una maniera o
+dell’altra. Riccardo Varney... appunto per questo predominio ch’egli ha
+sullo spirito del Conte, e attese le moleste pretensioni che per essere
+succeduto nei diritti dell’Abbazia, fa valere in questi luoghi.... si
+ardisce appena pronunziare il suo nome fra noi. Voi vedeste di fatto
+che ieri sera non se ne disse una parola, mentre poi niuno si ristava
+dal gridar croce addosso a Tony Foster; e nella mia osteria non v’era
+al certo una sola persona non convinta, che Tony Foster eseguisce
+unicamente gli ordini del Varney, e che per conto del secondo la bella
+signora misteriosa viene custodita in Cumnor-Place. Ma a tale proposito
+voi ne sapete più di me, e benchè le signore non portino sciabola, ne
+hanno fatto uscire più d’una dal suo fodero.»
+
+«Sì, onesto Gosling, intorno a questa infelice so molte particolarità,
+che non vi possono esser note. Anzi sento che ora abbisogno di
+suggerimenti, e ne prenderò volentieri da voi. Quindi vi narrerò per
+intero la storia che si riferisce ad un tale avvenimento, e tanto più
+volentieri il farò, che terminato il mio racconto, mi sarà d’uopo di
+raccomandarmi all’opera vostra.»
+
+«Io non sono che un povero albergatore, sig. Tressiliano, e poco
+quindi capace di dar consigli ad un pari vostro. Ma, quanto è sicuro
+che ho tenuto sempre la strada dell’onestà in questo mondo, e che ho
+dato a tutti buona misura non mi facendo pagare prezzo maggiore del
+ragionevole, altrettanto potete star certo che se non mi riuscisse
+d’aiutarvi, non tradirei per un regno le confidenze che mi farete.
+Parlatemi adunque a cuore aperto, come se raccontaste le cose a vostro
+padre, ed assicuratevi, che se ho anche un poco di curiosità, perchè la
+curiosità entra fra le virtù della mia professione, questa va sempre
+accompagnata da una dose ragionevole di prudenza.»
+
+«Non ne dubito punto, o Gosling, Tressiliano rispose (e intanto che
+il suo uditore preparavasi a dargli intera attenzione, meditò un
+istante donde incominciar doveva il racconto). Per rendermi adunque
+intelligibile, mi farà di mestieri il rimontare ad una data più antica.
+Voi avete senza dubbio udito far parola della battaglia di Stoke, e
+fors’anche di Sir Ruggiero Robsart, che valorosamente sostenne le parti
+di Enrico VII avo della Regina, e che mise in rotta, e il conte di
+Lincoln, e il lord Geraldin co’ suoi Irlandesi, ed i Fiamminghi che la
+duchessa di Borgogna aveva inviati in soccorso di Lambert Simnel.»
+
+«Mi ricordo di tutto ciò, disse Gosling. Nella mia sala se ne canterà
+dodici volte per settimana la ballata. Ed è in onore di Sir Ruggero
+Robsart di Devon, l’aria, che intuonano per le strade i nostri
+canterini:
+
+ »Fior de’ prodi oppone il petto
+ »Alla mischia orrenda e fiera,
+ »Come sfida onde e bufera
+ »Fermo scoglio in mezzo al mar».
+
+»Oh! sì; e mi ricordo ben anche di Martino Swart e de’ bravi Alemanni
+da lui condotti, di quei loro giustacuori tagliati a festoni, e di
+quelle loro stravaganti brache tutte increspate colle fettucce. V’è
+un’aria anche in onore di questo Martino, e dovrei ricordarmela.
+
+ »Allestite, o soldati, i corsieri,
+ »È Martin che vi chiama alla pugna.
+ »La sua voce.....»
+
+«Se cantate così, caro ostiere, sveglierete tutti quei della casa, e
+avremo più uditori di quello ch’io non vorrei aver confidenti.»
+
+«Perdonatemi, sig. Tressiliano, io andava via colla mente. Ma quando
+una vecchia canzone torna in memoria a noi altri cavalieri dello
+spiede, par che a forza ci voglia uscire di bocca. Ora vi ascolto.»
+
+«Il mio avo grandemente affezionato alla casa di York, come lo erano
+molti fra gli abitanti di Cornovaglia, si mise dalla parte di questo
+Simnel, che assunse il titolo di conte di Warwick, perchè tutta questa
+contea stette a favore di Perkin Warbeck, che s’intitolava duca d’York.
+Il detto mio avo raggiunse gli stendardi di Simnel; ma dopo avere
+combattuto con prodigioso valore, fu fatto prigioniero nella giornata
+di Stoke, ove i capi di questo sfortunato esercito perirono per la
+maggior parte coll’armi alla mano. Il prode cavaliere cui questo mio
+antenato si arrendè, fu Sir Ruggero Robsart, che postolo al sicuro
+della regale vendetta, il rimandò libero senza riscatto; ma non potè
+sottrarlo agli altri effetti della sua prima imprudenza, alle grosse
+ammende cioè pronunziate contr’esso, espediente favorito di Enrico,
+che infievoliva per tal modo i proprii nemici. Il buon Robsart ciò
+nonostante fece quanto potè per alleviare l’infortunio dell’avo mio, e
+sì intrinseca divenne la loro amicizia, che mio padre fu allevato come
+fratello e compagno di Sir Ugo Robsart figlio unico di Sir Ruggero, nè
+inferiore al padre in indole generosa, benefica, ospitale, benchè nella
+sapienza militare nol pareggiasse.»
+
+«Ho inteso parlare, e ben più d’una volta di quest’ottimo Sir Robsart,
+disse l’ostiere. Il suo primo bracchiere, William Badger, servo, più di
+quanti mai ve ne sieno, affezionato al padrone, ne ha detto bene più di
+cento volte in mia casa. È un cavaliere che ama l’allegria, passionato
+ad usar atti d’ospitalità, ed avvezzo a tener tavola aperta più di
+quello che s’usa ai nostri giorni; perchè ora in soli galloni d’oro si
+mette sulle spalle d’un servo quanto basterebbe per regalare, tutto un
+anno, di manzo e birra una dozzina di galantuomini, ed anche per fornir
+loro il modo di andare una sera d’ogni settimana a ricrearsi alla
+taverna, a fine di non dimenticare i poveri ostieri.»
+
+«Quando dunque conoscete il Badger, mio caro Gosling, è certo che
+avete inteso a parlar molto di Sir Ugo Robsart; laonde mi limiterò
+a dirvi che ha spinto l’ospitalità, di cui lo lodate, al punto di
+vederne sconcertate le proprie sostanze. Ma ciò non sarebbe il massimo
+de’ mali, non avendo egli altra erede fuorchè una figlia. Ed è qui
+che comincio io a comparire nella tessitura di tale storia. Morto mio
+padre, son già parecchi anni, il buon Sir Ugo non avrebbe mai voluto
+che mi dipartissi da lui. E la passione della caccia, passione in
+me ardente quant’era in Sir Ugo, mi scemava il merito di secondare
+le brame di un uomo cui mi stringevano vincoli di gratitudine e di
+amicizia ereditaria. Pur talvolta io provava rimorso, perchè tale
+inclinazione m’impediva di darmi a studii che mi sarebbero stati
+assai più giovevoli. Ma questo istesso rimorso cessò affatto in me
+per ben altra cagione. La rara bellezza di Amy figlia di questo uomo
+rispettabile, cresceva in essa al pari dell’età, nè potea non fare
+impressione in un giovane che stava di continuo al suo fianco.»
+
+«E il padre non approvò il vostro amore. La cosa va co’ suoi piedi; e
+in tali circostanze è sempre l’uso così. Il sospiro che vi è sfuggito
+in questo istante prova che il padre della vostra Amy non si dipartì da
+tal uso.»
+
+«La cosa è affatto all’opposto. Il generoso sir Ugo approvò il mio
+amore, ma fu il cuor della figlia che ricusò di dividerlo. Ella mi
+concedè nondimeno la propria stima, permettendomi di sperare che a
+questa stima un sentimento più tenero sarebbe succeduto. Il nostro
+contratto di nozze fu stipulato e sottoscritto, perchè così volle il
+padre, ma venne differito ad un anno il celebrarle, tale essendo il
+desiderio che la giovane ne dimostrò. In questo intervallo, Riccardo
+Varney comparve in quelle vicinanze. Prevalendosi d’una lontana
+parentela, ch’egli avea con sir Ugo, gli fece frequenti visite, ed
+infine passava pressochè tutti i giorni in sua compagnia.»
+
+«Cattivo augurio per la casa ch’egli onorava di sua presenza!» disse
+Giles Gosling.
+
+«Ah! voi non dite che troppo vero, e non ne derivarono che disgrazie.
+Ed in un modo sì strano ch’io non so ancora unire insieme le successive
+combinazioni onde piombarono su d’una famiglia, infino a quel giorno
+tanto felice. Per qualche tempo, la giovane Amy sembrò accogliere le
+premure dimostratele dal Varney con quella indifferente urbanità, con
+cui generalmente si sogliono contraccambiare cortesie che non abbiano
+un serio scopo. Non andò guari che sembrò lo vedesse con rincrescimento
+e fino con ripugnanza. D’improvviso, strinsero insieme una lega di
+natura affatto straordinaria. Varney rinunziò ai modi di pretendente e
+di amante, che sulle prime aveva assunti presso di lei. Amy, in vece,
+non gli dimostrò più quella agghiacciata freddezza che aveva opposta
+per lo innanzi alle prime sue cortesie. Sembrò regnasse fra essi una
+segreta intelligenza fondata sulla confidenza scambievole. Ne fui
+oltremodo scontento, e sospettai perfino che avessero segreti convegni
+per intendersi l’un l’altro senza essere impacciati dalla presenza mia
+o del padre d’Amy. Nondimeno io credeva ancora il cuore di lei franco
+ed aperto, come lo annunziavano quegli angelici lineamenti; benchè
+una folla di circostanze offertesi dopo quel tempo alla mia memoria,
+avrebbero dovuto convincermi delle segrete loro corrispondenze. Ma che
+giova ora il descrivere particolarità? Il fatto parla da se medesimo.
+Ella scomparve dalla casa paterna, Varney se ne allontanò in quel
+medesimo giorno; e ieri ho trovata Amy Robsart nella casa del vilissimo
+Foster, ove ho veduto Varney, quando giugneva da una porta di dietro,
+avvolto in grande mantello.»
+
+«E questa è la cagione per cui vi siete cimentato? Mi pare, sig.
+Tressiliano, che prima di farvi campione di questa signora, avreste
+potuto informarvi s’ella lo desiderava, o lo meritava?»
+
+«E che? Non sapete voi che mio padre, e come tale io riguarderò
+sempre sir Ugo Robsart, stassi fra le domestiche mura immerso nel più
+disperato dolore, o cerca invano, dandosi alla caccia, ricreazione
+sua prediletta, di sbandir dal cuore una immagine che vi si presenta
+soltanto per lacerarlo? Poteva io sopportare l’idea di veder vivere
+questo padre nell’affanno, e la figlia sua nell’infamia? Io mi posi
+dunque in traccia di Amy, mosso da speranza d’indurla a tornare
+nel seno di sua famiglia. Trovai questa giovane sciagurata, e
+quando, o sarò riuscito nel concetto disegno, o ne avrò ravvisata
+l’impossibilità, la mia risoluzione è presa. I miei giorni si
+termineranno nell’isola della Virginia.»
+
+«Non vi abbandonate a sì violento partito, sig. Tressiliano, nè
+vogliate rinunziare alla patria vostra, perchè una donna è una donna,
+che cambia cioè amanti siccome nastri, senz’altro motivo che la sua
+fantasia. Ma prima di esaminare più addentro la cosa, permettetemi
+chiedervi come avete saputo sì bene mettervi sulla via di trovare il
+soggiorno di questa giovane signora, o per meglio dire il luogo ove si
+tiene nascosta?»
+
+«Non ignorava io che Varney aveva ottenuti i dominii dell’Abbazia
+d’Abingdon, e tal circostanza mi trasse a credere che Amy fosse in
+questi dintorni. Si raddoppiarono i miei sospetti, allorchè l’altro
+ieri intesi parlare d’una signora, che vivea sotto velo di tanto
+mistero a Cumnor-Place. La visita che feci colà con vostro nipote, mi
+provò poi quanto fossero essi fondati.»
+
+«E quali sono al presente i vostri divisamenti? Scusate la libertà
+ch’io mi prendo d’interrogarvi.»
+
+«È mia mente tornare in questo giorno medesimo alla casa del Foster, e
+procurarmi con Amy un intertenimento più concludente dell’ultimo. Sarà
+forza dire che quell’animo è cambiato sotto ogni aspetto, se non arrivo
+a farvi impressione.»
+
+«Con vostra buona grazia, sig. Tressiliano, voi non vi cimenterete, io
+spero, a tal passo. Se non vi ho male inteso, la giovane ricusò già
+d’ascoltarvi.»
+
+«Non è che troppo vero. Non posso negarlo.»
+
+«E in qual modo adunque sperate poter costringerla a far cosa contro
+la propria inclinazione, comunque disonorante ne sia la condotta e
+per conto di lei e per quello della sua famiglia? Quand’anche le
+foste padre, o fratello, la genìa fra le cui mani ell’è capitata,
+non esiterebbe un istante a chiudervi la porta in faccia. Ma essendo
+inoltre un amante da lei ributtato, correte di più rischio, che
+coloro vi facciano un mal partito. E allora a qual magistrato volete
+volgervi per ottenerne protezione ed assistenza? Perdonatemi la troppa
+franchezza, ma voi siete in procinto di gettarvi nell’acqua per
+afferrare un’ombra, nè potete uscirne che ben bagnato, se pure avete la
+fortuna di non annegarvi.»
+
+«Porterò querela al Leicester contro l’infamia del suo favorito. Il
+Conte cerca di farsi forte colla sponda dei severi e rigidi Puritani.
+Egli dunque non ardirebbe negarmi giustizia per un riguardo a se
+medesimo, quand’anche non fossero in lui i principii d’onore e di
+nobiltà, che gli vengono generalmente attribuiti. Poi, ad ogni evento,
+spingerò la mia appellazione al trono della stessa Regina.»
+
+«Quanto al Leicester, non mi maraviglierei se lo trovaste propenso
+a difendere il suo favorito, perchè Varney si vanta di poter tutto
+sopra di lui. Ma, dite bene; un’appellazione alla Regina li metterebbe
+e l’uno e l’altro alle cose ragionevoli, perchè Sua Maestà cammina
+stretto in questo genere di negozi, e a quel che in oltre si vocifera,
+perdonerebbe più volentieri a dodici cortigiani l’essere innamorati
+di lei, che ad un solo di questi il dar a comprendere che trova
+un’altra donna più bella. Fatevi dunque coraggio, ed anzi tenetevi
+solamente all’ultima idea. Portate a’ piedi del trono una supplica di
+sir Ugo colla descrizione dell’insulto, che vi è stato fatto, e il
+Conte, oh! lo vedrete, getterebbe piuttosto la sua testa nel Tamigi,
+che compromettersi a sostenere il favorito in cosa di tal natura. Ma
+per compir tutto questo, e poter sperar buon successo, è mestieri il
+mettersi all’opera seriamente. In vece di perdervi qui a tirar botte
+col primo scudiere del Leicester, o d’esporvi ai pugnali de’ suoi
+colleghi, correte subito nella contea di Devon, fate sottoscrivere una
+supplica a sir Ugo, e cercatevi amici che vi possano proteggere alla
+Corte.»
+
+«Il vostro raziocinio è giusto, o Gosling, e voglio ad esso
+uniformarmi. Partirò dimani allo schiarire del giorno.»
+
+«Fate meglio, sig. Tressiliano. Partite in questa notte medesima.
+Non ho mai desiderato tanto di veder giungere un viaggiatore al mio
+albergo, come ora desidero di vederne voi andar via. Mio nipote verrà,
+un dì o l’altro, appiccato. Lo sia, poichè questo è il suo destino;
+ma non vorrei che ciò gli accadesse per avere scannato uno tra’ miei
+più rispettabili ospiti. Il proverbio dice: È meglio viaggiar da solo
+la notte, che in pieno mezzogiorno a fianco d’un assassino. Partite,
+signore, partite tosto per la sicurezza di voi medesimo. Il vostro
+cavallo è lesto, perchè gli ho messo io briglia e sella; e qui è il
+vostro conto.»
+
+«Non ascende ad un _nobile_ (disse Tressiliano, mettendogli fra le mani
+una piastra d’oro). Piacciavi passare il restante alla gentile vostra
+figlia Cicily, e ai famigli dell’albergo.»
+
+«Essi faranno onore alla vostra generosità, mio signore, e voi
+ricevereste dalla propria bocca di mia figlia i suoi ringraziamenti, se
+non si opponesse a ciò l’ora che è.»
+
+«Non permettete, che i viaggiatori si prendano troppa libertà con
+vostra figlia, mio caro Gosling.»
+
+«Oh! avrò cura di starci attento. Ma, dopo quello che mi raccontaste,
+non mi fa maraviglia che da voi vengano avvertimenti di tal natura.
+Narratemi dunque. La bella signora, con qual occhio vi guardava ieri?»
+
+«Sembrava più indispettita che confusa, e temo assai ch’ella si trovi
+avvolta tuttavia nel delirio di una funesta illusione.»
+
+«Ma se ciò è, caro signore, perchè farvi il campione di una donna, che
+non si cura di voi? Perchè affrontare per essa il risentimento del
+favorito di un favorito? Ah! l’amore è il mostro più pericoloso, in cui
+possa scontrarsi un cavaliere che vada rintracciando avventure.»
+
+«Voi v’ingannate, Gosling, e vedo che non mi avete inteso. Io non
+desidero più, che Amy mi conceda un solo de’ suoi pensieri. Ch’io la
+veda un’altra volta fra le braccia del padre, e quanto mi rimane a fare
+in Europa, e forse su questa terra, è terminato del tutto.»
+
+«E non sarebbe migliore risoluzione bere un bicchier di vino, e
+dimenticare ogni malinconia? Ma capisco bene che venticinque anni e
+cinquanta non vedono questi affari coi medesimi occhi, soprattutto
+quando questi occhi si trovano lì sulla testa d’un giovane nobile,
+e qui sulla testa d’un vecchio ostiere. Io vi compiango, sig.
+Tressiliano..... Ma mi diceste, che potrei esservi utile! Non vedo
+ancora in qual cosa.»
+
+«Vel dico subito, Tressiliano rispose. Vorrei che steste coll’occhio
+aperto su quanto accade a Cumnor-Place; cosa che potete fare
+senza timore di dar sospetto a nessuno, attese le molte persone
+che frequentano il vostro albergo; poi, che me ne informaste per
+iscritto, valendovi di quel qualunque, che vi presenterà per parte mia
+quest’anello. Osservatelo attentamente per riconoscerlo, ed in allora
+vi pregherò conservarlo come una mia memoria.»
+
+«Io non bramo ricompensa di sorte alcuna, o signore, ma mi sembra
+sarebbe cattivo partito per un uomo posto, com’io, in una condizione
+dipendente affatto dal Pubblico, il frammettermi in un affare di tal
+natura, ed in cui non posso nemmen dire a mia giustificazione d’avere
+verun interesse.»
+
+«Verun interesse, dite? E che? non siete voi padre? Qual altro è lo
+scopo del servigio chiestovi che di far rientrare sul cammino della
+virtù una giovane traviata fra i sentieri del disonore e del vizio?
+Avvi in tutto il mondo interesse più rilevante?»
+
+«È per altro vero, e compiango con tutto il cuore questo vecchio
+rispettabile e sfortunato, che ha malmesso il suo patrimonio a furia
+di liberalità e facendo onore al suo paese, ed or si vede rapire
+barbaramente da uno sparviero, come Varney, una figlia, che dovea
+essere la sua consolazione. L’impresa cui vi accingete è veramente
+arrischievole, ma non importa. Imparerò ad urlare coi lupi, e vi
+assisterò nel nobile disegno di restituire la sua figlia ad un misero
+vecchio, finchè però non mi diate altra incumbenza che di farvi
+giungere con fedeltà le notizie di quanto saprò. Voi potete adunque far
+conto sulla mia persona. Ma voi dal canto vostro abbiate prudenza, ed
+anche riguardo per me, nel custodire gelosamente il mio segreto, perchè
+se venisse a sapersi, che l’ostiere dell’_Orso nero_ si prende brighe
+di questa natura, addio miei avventori. Varney avrebbe abbastanza
+credito presso i Magistrati per farmi atterrare l’insegna[11], e
+togliermi la patente, e rovinarmi in somma, incominciando dalla
+cantina, e andando fino al granaio.»
+
+«Non temete ch’io non usi circospezione, o Gosling, nè ch’io dimentichi
+mai quanta gratitudine è dovuta e ai servigi che siete per prestarmi,
+ed ai rischi cui potreste esporvi per me. Ricordatevi bene di
+quest’anello, nè vi fidate ad altri che a chi ne sarà apportatore, per
+farmi giugnere le notizie che avrete a trasmettermi. Ora profittando
+del savio vostro suggerimento, non penso più che ad andarmene.»
+
+«Seguitemi, sig. Tressiliano, e abbiate cura di marciare con tanta
+leggerezza, come se invece di camminare sopra un tavolato d’assi, foste
+coi piedi sulle uova. Rileva assai che nessuno sappia nè il come, nè
+quando siete partito.»
+
+Tostochè Tressiliano fu vestito, l’ostiere lo scortò colla sua lanterna
+sino ad un picciolo cortile contiguo ad una scuderia, che per solito
+non veniva posta in uso, che quando erano piene tutte l’altre. Il
+cavallo di Tressiliano stava lì, mercè alle cautele prese da Gosling,
+il quale dopo avere aiutato il cavaliere ad attaccare la valigia alla
+sella, aperse la porta di dietro, gli strinse la mano, e rinnovatagli
+la promessa d’istruirlo d’ogni cosa che accadrebbe a Cumnor-Place, gli
+lasciò intraprendere la sua solitaria peregrinazione.
+
+
+ _Fine del primo volume._
+
+
+
+
+A S. E. REVERENDISSIMA
+
+MONSIGNOR COLANGELO
+
+PRESIDENTE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
+
+
+ ECC. REV.
+
+_Marotta_ e _Vanspandoch_ librai tipografi desiderano di ristampare
+la _Collezione de’ romanzi storici di Walter Scott_. All’oggetto la
+pregano di accordarne loro il permesso.
+
+ R. MAROTTA e VANSPANDOCH.
+
+
+
+
+ _A dì 19 dicembre 1824._
+
+PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE.
+
+
+Il Regio Revisore signor D. Girolamo Parroco Pirozzi avrà la
+compiacenza di rivedere la soprascritta Collezione, e di osservare se
+vi sia cosa contro la Religione, ed i dritti della Sovranità.
+
+ _Il deputato per la revisione de’ libri_
+
+ _Canonico_ FRANCESCO ROSSI.
+
+
+ECCELL. E REVER. SIGNORE
+
+Ho con attenzione osservata la _Collezione de’ romanzi storici di
+Walter Scott_. In essa niente si oppone alla Religione, od al Re (D.
+G.). Può quindi, previa licenza dell’E. V., darsi alla stampa; anche
+per fomentare il buon gusto delle amene lettere.
+
+Dalla parrocchia di S. Gio. in Corte
+
+li 24 dicembre 1824.
+
+ _Il Regio Revisore_
+
+ GIROLAMO M.RE PIROZZI PARROCO.
+
+
+
+
+ _Napoli 28 Dicembre 1824._
+
+PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE.
+
+
+Veduta la dimanda de’ librai tipografi R. Marotta e Vanspandoch, con
+la quale chiedono di ristampare la _Collezione de’ romanzi storici di
+Walter Scott_;
+
+Veduto il favorevole rapporto del R.º Revisore D. Girolamo Parroco
+Pirozzi;
+
+Si permette che l’indicata Collezione si stampi, però non si pubblichi
+senza un secondo permesso, che non si darà se prima lo stesso Regio
+Revisore non avrà attestato di aver riconosciuto nel confronto uniforme
+la impressione all’originale approvato.
+
+ _Il Presidente_
+
+ M. COLANGELO.
+
+ _Pel Segretario Generale e Membro
+ della Giunta_
+
+ _L’Aggiunto_ ANTONIO COPPOLA.
+
+
+
+
+NOTE:
+
+
+[1] Vedi le Antichità della contea di Berk scritte dall’_Ashmole_.
+
+[2] _Vostro Onore, Vostra Grazia_ sono predicati di rispetto, che si
+usano anche oggidì nell’Inghilterra, massimamente dagl’inferiori verso
+i superiori; come fra noi _Vostra Signoria, Vostra Eccellenza_ ec.
+
+[3] Contrada di Londra, abitata pressochè interamente da ricchi
+banchieri.
+
+[4] Nome di una setta di Calvinisti.
+
+[5] Una specie di moneta.
+
+[6] Denominazione, con cui i giocatori di vantaggio s’intendeano fra
+loro nell’indicare i giocatori novizzi, che faceano proprie vittime.
+
+[7] Se qualche leggitore facesse le maraviglie nell’udire parlare
+in tal guisa la figlia di Foster, rammenti che avea par madre una
+_Precisiana_, e doveva essere quindi grandemente istrutta nello studio
+della Sacra Scrittura.
+
+[8] Quest’ultima interrogazione è intesa a ferire i cambiamenti di
+religione fatti dal Foster.
+
+[9] Fu buon consiglio dell’autore Inglese l’avvertire, che questo
+colloquio è stato ordinato ad arte per comodo dei leggitori.
+Certamente, chi in passione parla da se medesimo non si perde in
+epigrammi. Astenendosi da sì fatte ricercatezze, porto avviso che
+si possano comporre monologhi, abbastanza conformi alla verità, ed
+intelligibili anche senza la premessa fatta dall’autore, premessa che
+piuttosto mette in voglia i leggitori di far tale inchiesta: _e chi gli
+raccontò i discorsi che tenea seco stesso Varney?_
+
+[10] Giuoco simile assai al _trou-madama_, o più veramente alla
+piastrella.
+
+[11] Niuno nell’Inghilterra può vendere acqua-vite, vino, o birra, se
+non ne ottiene la patente dai magistrati del cantone; e tal patente
+debb’essere rinnovata ad ogn’anno. Ma questi magistrati usano molti
+arbitrii a tale proposito, onde son derivate assai vessazioni ed abusi.
+Vedi su di ciò una Memoria intorno la _Polizia_ di Londra, inserita in
+un volume del _Corrispondente_, e pubblicata a Parigi presso il Gide.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici.
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 ***
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+ <title>Kenilworth, vol. 1 | Project Gutenberg</title>
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+<div style='text-align:center'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 ***</div>
+
+
+<div class="booktitle">
+<h1>
+KENILWORTH
+<span class="smaller">TOMO PRIMO.</span>
+</h1>
+</div>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="titlepage">
+<p class="main-t">
+KENILWORTH
+</p>
+
+<p class="pad2 x-small">
+DI
+</p>
+
+<p class="pad1 x-large">
+WALTER SCOTT
+</p>
+
+<p class="pad2 small">
+VOLGARIZZATO
+</p>
+
+<p class="pad1 small">
+DAL</p>
+
+<p>
+<i>Professore</i> <span class="large">Gaetano Barbieri</span>.
+</p>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»E beltade e virtù, congiunte al paro</p>
+<p class="i01">»L’eccelsa figlia di Tudor fregiaro;</p>
+<p class="i01">»Tremi chi nanti a noi con felli accenti</p>
+<p class="i01">»L’augusto nome lacerar s’attenti</p>
+<p class="i12"> <span class="smcap">Il Critico</span>.</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+TOMO PRIMO.
+</p>
+
+<p class="pad2">
+<span class="large g">NAPOLI</span>,<br>
+<span class="smcap">Presso R. MAROTTA e VANSPANDOCH.</span><br>
+1825.
+</p>
+</div>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span>
+</p>
+
+<h2 class="nosp">RAGGUAGLIO STORICO
+<span class="smaller">SUL CASTELLO
+DI KENILWORTH
+POSTO NELLA CONTEA DI WARWICK,
+</span></h2>
+
+<p class="center small">
+E SULLA PERSONA
+DEL CONTE DI LEICESTER<br>
+TOLTO DALLA NOTIZIA CHE HA PUBBLICATA
+A TALE PROPOSITO IN LONDRA
+GIOVANNI NIGHTINGALE.
+</p>
+</div>
+
+<p class="pad2">
+Se le mura degli abitati avessero la
+virtù della parola, oh quanti fatti nascosti
+ci svelerebbero! Oh quanti punti
+di storia tuttavia controversi ne rimarrebbero
+schiariti! Ma oimè! Qual serie di
+casi cordogliosi ad un tempo e nefandi
+porrebbero esse in aperto! Egli è pertanto
+ufizio del fedele storico, e del paziente
+antiquario il prestar voce agli avanzi
+lor rovinosi, e trar di mezzo ai rottami
+di un castello e di una gotica chiesa cattedrale
+<span class="pagenum" id="Page_2">[2]</span>
+le rimembranze de’ secoli andati,
+e la dipintura de’ pensamenti, e delle costumanze
+de’ nostri maggiori.
+</p>
+
+<p>
+La città di Kenilworth, situata cinque
+miglia lontano da Warwick, giace in altrettanta
+distanza da Leamington e da Coventry.
+Fertili e pittoreschi ne appaiono
+i dintorni. Ma ciò che trae il viaggiatore a
+vederli è un antico castello, ove sir Walter
+Scott introduce i suoi leggitori.
+</p>
+
+<p>
+Fin d’allora che comparvero fra queste
+contrade i Normanni conquistatori,
+venne Kenilworth divisa in due parti,
+l’una delle quali toccò ad Alberto Clerico,
+l’altra a Riccardo le Forestier.
+</p>
+
+<p>
+Regnava il primo Enrico in que’ giorni
+ne’ quali Goffredo di Clinton fondò e il
+castello che siamo or per descrivere, ed
+un monastero abitato da monaci agostiniani,
+fabbrica di cui a’ dì nostri pochi
+vestigi appena rimangono.
+</p>
+
+<p>
+Goffredo di Clinton, comunque uscito
+d’oscura famiglia, per suo sapere pervenne
+alle primarie dignità dello Stato,
+onde gli fu agevole il fornire di ricchi assegnamenti
+il predetto monastero. Allorchè
+l’insaziabile Enrico VIII venne nel
+divisamento di estirpare tutti i frati che
+trovavansi sotto il suo dominio, prendendone
+empiamente pretesto dagli abusi,
+che aveano corrotta la purezza delle
+<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span>
+primitive istituzioni, il monastero di
+Kenilworth fu valutato 533 lire sterline, e
+venduto siccome proprietà della Chiesa.
+Dispersi andarono i religiosi che lo abitavano,
+chiuse le porte di esso allo straniero
+e al viandante; e l’indigente e la
+vedova e l’orfanello si videro defraudati
+degli onesti soccorsi onde verso di lor
+largheggiavano gli antichi possessori di
+quel convento.
+</p>
+
+<p>
+Se, come sul monastero, avesse potuto
+Enrico usare il suo dispotismo sul castello
+di Kenilworth, esso diveniva certamente
+retaggio di un qualche favorito di questo
+monarca; ma ben più ardua cosa era
+lo scacciare dal suo dominio un sol proprietario
+secolare, che lo sperdere un centinaio
+di pacifici religiosi.
+</p>
+
+<p>
+È da sapersi, che il predetto castello
+non rimase lungo tempo dopo la sua fondazione
+alla famiglia dei Clinton, divenuto
+un quartiere di guardia reale fin sotto
+il regno di Enrico II.
+</p>
+
+<p>
+Si crederà facilmente, che in que’ tempi,
+contrassegnati dalle turbolenze delle fazioni
+e delle guerre feudali, i castelli dei
+baroni non solamente erano utili a questi
+per offerire un rifugio ai loro vassalli,
+ma anche perchè fruttavano una rendita
+a chi li possedeva. Di fatto il seriffo di
+Kenilworth calcolava fra le sue entrate
+<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
+i tributi pagatigli da coloro che gli chiedevano
+ospitalità.
+</p>
+
+<p>
+Sotto i regni di Giovanni e di Enrico
+III, grosse somme furono spese per
+convertire Kenilworth in una fortezza, a
+quei dì ragguardevole. Il secondo di tai
+sovrani presentò di questo castello Simone
+di Montfort, ed Eleonora, moglie di esso,
+ma la forza di simile donativo non
+doveva estendersi oltre il termine del viver
+loro.
+</p>
+
+<p>
+Allorachè il conte impugnò l’armi contro
+del proprio sovrano, diede a sir John
+Gifford il comando dello stesso castello,
+ch’egli avrebbe dovuto riguardare siccome
+pegno della regale munificenza
+verso di lui, ed invece divenne per
+qualche tempo l’asilo de’ nobili che ribellarono.
+</p>
+
+<p>
+Dopo la disfatta e la morte del conte
+di Leicester accaduta ad Evesham, Simone
+di Montfort, figliuolo del defunto,
+si sostenne in aperta ribellione entro di
+questa fortezza, ove il raggiunsero quei
+suoi partigiani, che poterono sottrarsi al
+cattivo esito della battaglia. Di lì Simone
+facea frequenti sortite, non ristandosi dal
+tribolare con ogni maniera di militari
+vessazioni le adiacenti campagne.
+</p>
+
+<p>
+Ma queste scene di violenza interruppe
+il re, che, condottiero di un esercito, venne
+<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
+a mettere l’assedio dinanzi a Kenilworth.
+Simone, in cui non iscemò l’arroganza
+sintantochè si conobbe il più forte,
+diede allora prove di una pusillanimità,
+eguale alla ferocia in pria dimostrata,
+rifuggendosi segretamente in Francia, e
+lasciando il castello alla custodia di Enrico
+di Hustings, da lui nominatone governatore.
+Il Re non ignorando quanta forza
+avesse per resistere quella rocca, e sollecito
+d’altra parte di risparmiare un inutile
+spargimento di sangue, mentre intimò
+agli assediati la resa, offerse loro condizioni
+le più vantaggiose. Ma costoro, non
+contenti di farsi beffe della sovrana clemenza,
+rimandarono dopo averlo insultato,
+e fatto scempio delle sue membra,
+il regio parlamentario.
+</p>
+
+<p>
+Allora ebbe principio l’assedio, e quel
+presidio si difese con gran coraggio. Quel
+castello era munito di macchine guerresche,
+diverse delle quali lanciavano enormi
+massi, come se ne vedono alcuni in
+mezzo alle rovine, che durano tuttavia.
+</p>
+
+<p>
+Sei mesi vennero consumati da Enrico
+in dare inutili assalti, ma la fame e le
+infermità, potentissimi soccorritori degli
+eserciti assedianti, manomisero in guisa
+orribile quel presidio. Benchè a tanto stremo
+lo sapesse ridotto il re, pure gli offerse
+ancora onorevole capitolazione, accettata
+<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
+la quale entrò nella rocca. Egli
+ne fece immantinente dono al minore dei
+suoi figli, Edmondo, creandolo conte di
+Leicester e di Lancastre.
+</p>
+
+<p>
+Nel settimo anno del regno di Eduardo
+III, Kenilworth fu teatro di un grandioso
+torneo, ove si segnalarono cento
+cavalieri, che erano per la maggior parte
+stranieri d’alto nome, venuti in Inghilterra
+per accrescerne in sì fatte giostre la gloria.
+</p>
+
+<p>
+Vi assistette egual numero di matrone,
+e la storia, per far prova della pompa di
+vestire da esse sfoggiata, ne racconta che
+portavano manti di seta.
+</p>
+
+<p>
+Dopo il bando, cui soggiacque Tommaso,
+conte di Leicester, figlio del conte
+Edmondo, il castello tornò ad essere proprietà
+della corona, ed Eduardo II lo
+scelse siccome asilo ne’ primi rischi fra’
+quali trovossi avvolto. Ma esposto di poi
+a disastri novelli, la cattiva stella di questo
+monarca portò che questa rocca medesima
+fosse il luogo di sua prigionia,
+ove il condusse Enrico, conte di Lancastre,
+ed ove udì annunciarsi il decreto del
+Parlamento, tenutosi a Westminster, che
+lo privava del trono.
+</p>
+
+<p>
+Sotto il regno di Eduardo III, il castello
+di Kenilworth divenne retaggio nuziale
+di Giovanni di Gaunt, fattosi sposo
+a Bianca, figlia di Enrico, conte di Lincoln
+<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
+e duca di Lancastre. Sino a questo
+momento, tutti coloro che godettero
+le fabbriche di tanto vasto edifizio, non
+aveano pensato che alla propria sicurezza,
+lontana troppo essendo dalle loro menti
+qualunque idea d’eleganza. Ma il regno
+di Eduardo III contrassegnò l’epoca di
+un assoluto cambiamento nelle costumanze
+della nazione; e fu in quel tempo, che
+per la prima volta i riguardi di agiatezza
+e lusso vennero consultati nell’architettura
+dell’Inghilterra. Giovanni di Gaunt
+ampliò considerabilmente il castello di Kenilworth,
+onde gran parte delle attuali
+rovine derivano dalle fabbriche, che la munificenza
+di questo personaggio innalzò.
+</p>
+
+<p>
+Un’altra volta ancora tornò Kenilworth
+ai dominii della corona, per essere figlio
+del duca di Lancastre il re Enrico IV, e ne
+venne smembrato allora soltanto che Elisabetta
+lo diede in dono a Roberto Dudley
+conte di Leicester, che spese 63,000
+lire sterline per ampliarlo ed abbellirlo;
+laonde Kenilworth divenne bentosto
+uno fra i più splendidi castelli di tutto il
+regno.
+</p>
+
+<p>
+I <i>piaceri principeschi</i> di Kenilworth venivano
+riguardati siccome la <i>quintessenza</i>
+delle delizie cortigianesche. Sono quindi
+insino a noi pervenute lunghissime e sfarzose
+descrizioni delle feste che ivi si celebrarono.
+<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
+Tutto quanto vi fu sfoggiato
+in magnificenza e profusione, potrebbe ancora
+far maraviglia a’ dì nostri; ma il buon
+gusto era tuttavia nell’infanzia; laonde
+nulla presentavano que’ passatempi da cui
+non traspirassero noiosa uniformità, grottesche
+e grossolane combinazioni, e la pesante
+ed incomoda pedanteria d’un secolo
+semibarbaro.
+</p>
+
+<p>
+Allorchè nel dì 9 di luglio del 1595, la
+regina Elisabetta venne ricevuta a Kenilworth,
+un ponte lungo 70 piedi fu costrutto
+per traverso ad una valle, che guidava
+sino alla gran porta del castello. Ogni
+pilastro di questo ponte andava guernito
+di offerte fatte alle sette divinità della Grecia;
+offerte che stavansi in gabbie piene
+d’uccelli, in frutta, biade, pesci, e grappoli
+d’uva, in musicali strumenti d’ogni
+specie, ed in armi ordinate a foggia di
+trofei. Un poeta che trovavasi alla testa
+del ponte, parlando in versi latini, dava
+spiegazione di tutti questi emblemi
+alla Regina. La <i>donna del Lago</i>, rimasta
+invisibile, fin da quando disparve il famoso
+principe Arturo, s’avvicinava sopra
+un’isola galleggiante per recitare poesie
+carezzevoli alla Sovrana. Videsi parimente
+Arione sopra un delfino lungo 24 piedi,
+e che portava un’intera orchestra nel ventre.
+Una sibilla, un selvaggio, ed un eco,
+<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
+collocatisi nel parco arringavano Elisabetta
+nel medesimo stile. E musica e danze
+profanarono quel giorno che cadeva in domenica.
+Ricchissimi razzi d’artifizio vennero
+tratti e dalla terra e dal mare. Fu
+pure rappresentata una scena teatrale, ed
+un battelliere italiano si segnalò per giuochi
+di destrezza. Nè mancarono, un combattimento
+di trenta orsi contro una truppa
+di cani, e tre cacce di cervi, ed una
+rappresentazione di nozze villerecce. Finalmente
+si diede agli abitanti di Coventry
+la permissione di offerire lo spettacolo
+d’una finta pugna, instituita a rammemorare
+in ciascun anno una famosa vittoria
+riportata contra i Danesi.
+</p>
+
+<p>
+Una tal festa, che costò al conte di
+Leicester la somma di 19,000 lire sterline,
+spesa smisurata in que’ tempi, e che
+non si avrebbe per leggiera ai dì nostri;
+una tal festa, che durò circa tre settimane,
+ben meritava quelle replicate menzioni
+che di fatto ce ne hanno tramandate
+gli annali dell’Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+Sir Walter Scott commemora la descrizione
+che ne ha lasciata lo storico Laneham,
+il cui racconto presenta originalità
+e vezzo incredibili. Le poche cose che
+qui ne abbiamo raccolte sono prese da
+miss Aikin; l’opera della quale sulla corte
+d’Elisabetta racchiude tutto ciò, che, fra
+<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
+le cose pubblicate intorno agli annali di
+questa sovrana, può maggiormente eccitare
+la curiosità.
+</p>
+
+<p>
+Oltre al vino, e agli altri liquori, consumati
+in tale occasione a Kenilworth,
+furono pure bevute trecento venti botti
+di birra.
+</p>
+
+<p>
+Nel durare della predetta festa vennero
+conferiti gli onori della cavalleria a sir
+Tommaso Cecil, figlio ed erede del gran
+Tesoriere, a Sir Enrico Cobham, a sir
+Francis Stanhope, e a sir Tommaso
+Tresham. Ma la più strana fra le particolarità,
+che a tal proposito ne vengono
+raccontate, è il risanamento di nove
+persone infette della pericolosa infermità
+detta <i>morbo del Re</i> (scrofole).
+</p>
+
+<p>
+La Regina per dare un compenso alla
+leale affezione dimostratale dagli abitanti
+di Kenilworth, ed alla magnificenza con
+cui il loro signore la ricettò, concedette
+ai medesimi un mercato ebdomadario ed
+una fiera annuale.
+</p>
+
+<p>
+Il conte di Leicester, privo di discendenza
+legittima, legò in usufrutto il castello
+ed i suoi dominii al proprio fratello
+Ambrogio, conte di Warwick, a condizione
+che dopo la morte dell’usufruttuario
+divenissero retaggio di sir Roberto
+Dudley, figlio naturale del testatore, il
+quale finchè visse non giudicò a proposito
+<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
+riconoscere questo Roberto siccome figlio
+legittimo, e lo qualificò sempre col titolo
+di bastardo.
+</p>
+
+<p>
+La storia del conte di Leicester non è
+certamente fra le men meritevoli di destar
+attenzione. Comunque sarebbe assai
+difficile impresa il far tacere i gravi sospetti
+di colpe che ne oscurarono la memoria,
+pure è gran vezzo il risapere le
+cose d’un uomo, il quale, finchè visse fu
+presso questa celebre figlia d’Enrico VIII
+in tanto favore, che ognuno credè da un
+istante all’altro vedernelo sposo.
+</p>
+
+<p>
+Il fratello di lui, Ambrogio, che abbiam
+di già nominato, ottenne l’ambìto
+titolo di <i>buon conte di Warwick</i>; ma non
+si potrebbe assicurare che tal predicato
+non gli fosse stato attribuito in odio del
+fratello, cui si volea generalmente dovuto
+l’altro di <i>cattivo conte di Leicester</i>.
+</p>
+
+<p>
+Il popolo era solito contraddistinguere
+quest’ultimo col nome di <i>cuor della Corte</i>.
+</p>
+
+<p>
+L’autore del romanzo di Kenilworth,
+cui piacque modificare i vizii del Leicester,
+ebbe l’arte di far ricadere sopra Varney,
+favorito del medesimo, pressochè tutta
+l’odiosità de’ torti, onde venne accagionato
+l’altro, inverso una donna, certamente
+degna di più virtuoso marito.
+</p>
+
+<p>
+Nato nel volgere del 1532 il conte di
+Leicester, ebbe per padre Giovanni, duca
+<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
+di Northumberland. Ammesso di buon’ora
+al servigio del re Eduardo, ed entratone
+tosto in favore, la troppo giovanezza non
+gli fu ostacolo ad essere creato cavaliere.
+</p>
+
+<p>
+Nel giugno del 1550, si sposò ad Amy,
+figliuola di sir Ugo Robsart, maritaggio
+che il Re volle onorare di sua presenza.
+Rapido fu poi il suo avanzarsi nella carriera
+dei servigi di corte.
+</p>
+
+<p>
+Nei primi anni del regno di Maria, partecipò
+a tutti i disastri, che percossero
+gli altri individui della famiglia, alla quale
+apparteneva, e al pari d’essi fu imprigionato,
+giudicato e condannato; ma gli venne
+fatta grazia quanto alla pena di morte;
+poi nel 1554 ottenne la sua libertà.
+</p>
+
+<p>
+Pervenuta alla corona Elisabetta, non
+solamente gli furono restituiti gli antichi
+titoli, ma godè ben tosto degli onori di
+primo favorito alla Corte. Prescelto alla
+carica di grande Scudiere, e nominato
+cavaliere della Giarrettiera, ebbe adito nel
+consiglio privato, nè fuvvi grazia di cui
+la regina non lo colmasse. Allorchè accompagnò
+nel viaggio di Cambridge questa
+sovrana, ognuno gareggiò nel dimostrargli
+i maggiori riguardi. Venne alloggiato
+nel collegio della Trinità. Niuno
+osava chiedere favori senza volgersi a lui.
+A sua istanza Elisabetta si valse del latino
+idioma nell’arringare quella Università.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
+</p>
+
+<p>
+Trovò nondimeno alla Corte un possente
+oppositore in Tommaso, conte di
+Sussex, che sollecito di combattere tutti
+gli avvisi che venivano dal Leicester, si
+manifestò caldissimo partigiano dell’arciduca
+Carlo d’Austria, molto insistendo
+presso l’Inglese regina, affinchè condiscendesse
+alle nozze, cui questo principe
+fervorosamente agognava. E le opposizioni
+fra i due Lordi andaron tant’oltre, che
+scoppiata fra essi aperta rottura, la
+Regina giudicò ben fatto interporsi per
+costringerli ad una reconciliazione. Tale
+avvenimento non menomò in conto alcuno
+il credito di cui godeva il Leicester,
+continuo nel chiedere, e nell’ottenere,
+nuove munificenze, e nuove cariche per
+sè e pe’ suoi aderenti.
+</p>
+
+<p>
+Elisabetta, che voleva adombrare agli
+occhi del pubblico il vero motivo di tanti
+favori cumulati sopra d’un suddito, cercò
+loro un pretesto col proporre il conte di
+Leicester, siccome sposo a Maria Stuarda
+di Scozia, e col promettere a questa
+principessa, così per essa come pei sudditi
+di lei, quanti vantaggi avrebbe essa potuto
+desiderare in guiderdone di prestata
+condiscendenza. Si ebbero per sospette
+tali offerte dell’Inglese sovrana, ed i
+più antiveggenti fra i politici credettero
+ravvisare, che se la Scozzese le avesse accettate,
+<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
+il consenso da questa dato a tai
+nozze non avrebbe avuto altro effetto se
+non se di autorizzare un divisamento già
+concetto dall’altra, di fare cioè proprio
+sposo, anzichè di Maria, il conte di Leicester.
+Il modo del rifiuto opposto dalla
+donna di Scozia fu a questa altrettanto
+funesto, quanto apportarono danno alla
+contessa di Leicester le ambiziose speranze
+che invasero il consorte di lei, vista
+la possibilità di stringere nuziali nodi
+con una regina. Di questo maritale orgoglio
+fu vittima, a quanto narrasi, la
+sfortunata Amy Robsart, tolta di vita nel
+settembre del 1560.
+</p>
+
+<p>
+Certamente l’istante del costei morire
+favoreggiò i sospetti a tal proposito insorti
+nel pubblico, perchè era di tutta
+necessità, che il Leicester fosse vedovo a
+fine di deliberare in quell’istante, in cui
+sembrò che l’Inghilterra avesse poste a
+sua scelta le nozze con una fra due regine,
+entrambe giovani e prive di marito.
+</p>
+
+<p>
+Il Cambden sostiene che la contessa si
+precipitò dall’alto di un tetto. Tal morte
+destò, nè altrimenti potea, la pubblica
+compassione, eccitando le più sinistre
+voci a disonor del Leicester. Lo storico
+Aubrey nonostante narra in diverso modo
+sì fatta avventura, e credo ci sapran
+grado i leggitori se qui trascriviamo il
+<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
+racconto, siccome nel porse l’Aubrey,
+tanto più che questa Amy Robsart è la
+vera eroina del romanzo di Kenilworth,
+e che il movere a favor d’essa la più viva
+sollecitudine sembrò lo scopo primario di
+chi ’l compose.
+</p>
+
+<p>
+«Roberto Dudley, sì scrive l’Aubrey,
+vivea in sì fatta intrinsichezza colla regina
+Elisabetta, che ognuno si aspettava
+ne diverrebbe marito qualora vedovo rimanesse.
+A togliere pertanto tutti gli ostacoli
+che lui rimovevano dal trono, il Leicester
+ottenne con istanze carezzevoli dalla
+moglie, ch’ella scegliesse per suo fermo
+domicilio Cumnor, paese situato nella
+contea di Berk, e divenuto di poi teatro
+della morte tragica di questa donna. La
+casa di Antonio Foster fu l’ospizio assegnato
+alla Contessa. Riccardo Varney,
+confidente, e vile complice della perfidia
+del conte, ebbe da costui l’ordine di
+sperimentare sulle prime il veleno, e ove
+tal metodo non fosse ben tornato a scellerata
+meta, di adoprarne qualunque altro
+più opportuno a liberarsi di questa
+infelice.»
+</p>
+
+<p>
+»Di fatto essendo andata fallita la via
+dell’avvelenamento, il Foster e il Varney
+deliberarono con più violento modo
+adempire l’esecranda commissione, di cui
+s’erano incaricati.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
+</p>
+
+<p>
+»Il primo di costoro mandò tutti i
+servi alla fiera d’Abingdon, villaggio situato
+tre miglia oltre Cumnor, ed egli
+e Riccardo Varney rimasero soli presso
+della infelice Contessa nel giorno in cui
+ella morì.»
+</p>
+
+<p>
+»Questi due scellerati dopo averla, non
+risparmiando crudeli atti, strozzata, la
+precipitarono dall’alto di uno scalone,
+fatta indi divulgare la voce, che a solo
+caso doveva attribuirsi sì grave disastro.
+Ma nel darle sepoltura si affrettarono
+tanto, onde lo stesso Conte dovesse riprovare
+siccome imprudente almeno la
+condotta che tennero.»
+</p>
+
+<p>
+»Sir Ugo Robsart accorse sollecitamente
+a Cumnor, e ordinato si disotterrasse
+la figlia, domandò una legale disamina,
+a fine di chiarire i sospetti, che
+d’ogni banda si sollevavano contra il Leicester,
+ed i costui satelliti. Ma fu opinion
+generale che il Conte trovasse modi
+per costringere il padre al silenzio. Certamente,
+lo stesso Conte non ebbe misura
+nell’ostentare il più intenso dolore, e volle
+che il cadavere di questa moglie virtuosa
+venisse in gran pompa sepolto nel tempio
+di S. Maria d’Oxford.»
+</p>
+
+<p>
+»Fu cosa degna d’osservazione, continua
+lo stesso Aubrey, che il dottore
+Babington, cappellano del conte, il quale
+<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
+pronunziò l’elogio funebre della contessa,
+per due o tre volte mostrò sbagliarsi nel
+raccomandare alle preci degli assistenti
+<i>questa virtuosa matrona trucidata sì crudelmente</i>,
+anzichè valersi di frasi atte a
+far compredere che accidentale ne fosse
+stata la morte&#8205;<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>.»
+</p>
+
+<p>
+Nel settembre del 1564, Elisabetta creò
+Roberto Dudley barone di Denbig, e il
+dì appresso conte di Leicester, delle quali
+dignità prese egli possesso con istraordinaria
+pompa e splendore. Non terminò
+l’anno che venne nominato cancelliere di
+Oxford. Il grande credito che questi godeva
+alla corte d’Elisabetta non risonava
+per Inghilterra solamente, ma in tutta
+l’Europa; laonde Carlo IX lo presentò
+del cordone di S. Michele; ordine in allora
+il più reputato fra quelli che dalla
+Francese corte si conferivano.
+</p>
+
+<p>
+Giusta un’opinione assai generale, nel
+1572 il conte di Leicester si fece sposo
+con lady Douglas, baronessa di Sheffield.
+Tali nozze vennero tenute con tanta segretezza,
+che la Regina le ignorò. Molti
+racconti sono stati fatti intorno questa
+sposa, non più felice dell’altra. Congiunta
+<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
+in legittimo maritaggio al Leicester, non
+le fu mai conceduto il farsi riconoscere
+siccome moglie. Niuna via lasciò intentata
+il conte onde rimoverla da sì fatta
+pretensione, e quando costui non ne vide
+altra più spedita, usò del veleno perchè
+la cosa stesse involta nelle tenebre del
+segreto.
+</p>
+
+<p>
+Nel 1576, morì Walter, conte d’Essex,
+avvenimento che coprì d’altri obbrobriosi
+sospetti lord Leicester, soprattutto,
+allorchè due anni dopo si fecero note
+al pubblico le nozze da lui contratte colla
+contessa d’Essex. Perchè nel 1578, il duca
+d’Angiò essendosi posto fra i pretendenti
+alla mano di Elisabetta, il ministro
+di questo principe a Londra, che vedea nel
+conte di Leicester il più forte fra gli ostacoli
+opposti ai voti dell’augusto suo commettente,
+fece pervenire ad Elisabetta la
+notizia de’ nodi in cui si era stretto questo
+favorito della medesima. Ella ne venne
+in molto furore, comandando al Conte
+di non uscire dal castello di Greenvick,
+e stava per inviarlo alla torre di Londra,
+ma la rimosse da tal consiglio il conte di
+Sussex.
+</p>
+
+<p>
+Il lord Leicester essendo pervenuto
+all’apice del potere, tutte le vie di perderlo
+furono poste in opera, nè quella
+si omise del certo di mettere in evidenza
+<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
+la perversità del suo animo. Nell’anno
+1584, comparve contr’esso un invelenito
+libello, che portava per titolo <i>Repubblica
+del Leicester</i>. Erane scopo il dimostrare
+rovesciata per opera di costui l’inglese costituzione,
+e avere a poco a poco preso
+radici una nuova instituzion di governo,
+che non potea con miglior nome qualificarsi
+quanto con quello di <i>Repubblica
+del Leicester</i>. Per invigorire vie maggiormente
+sì fatte accuse, venia rappresentato
+il Conte, in cose di religione siccome un
+ateo, e in quanto spettava agli affari dello
+Stato, qual segreto traditore della Regina,
+oppressore del popolo, nemico inveterato
+della nobiltà, e vero mostro di natura,
+fattosi abbominevole egualmente per ambizione,
+atti crudeli, e sregolatezze.
+</p>
+
+<p>
+La Regina credè della sua medesima dignità
+il sostenere in credito il favorito da
+lei prescelto, e l’attenuare quanto poteasi
+l’impressione che un simile libello
+aveva fatta nel Popolo. Con lettere pertanto
+indiritte al suo Consiglio privato,
+ella pronunziò, che tutte le cose asserite
+ad aggravio del Conte non erano men false
+agli occhi di lei, regina, di quanto il fossero
+nella mente di coloro stessi che osarono
+divulgarle.
+</p>
+
+<p>
+Nel 1585, i Paesi Bassi protestanti
+<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
+essendo venuti a difficili e pericolose
+circostanze, chiesero la regina Elisabetta,
+affinchè desse loro un capo ragguardevole,
+ed idoneo a regolare i politici interessi
+di quelle provincie; nè la Regina esitò nell’inviare
+ad essi il Leicester. Cotal prova
+di sovrana confidenza il trasse in vie maggiore
+alterigia. Ma non gli durò oltre un
+anno sì fatto incarico, poichè tenne tale
+condotta da dispiacere alla stessa Elisabetta
+gelosissima de’ propri diritti, e la
+quale mal comportando che questo suddito
+intendesse a farsi independente, lo
+richiamò.
+</p>
+
+<p>
+Ciò nonostante si vide ben accolto all’atto
+del suo ritorno, tanto più che in
+quel momento la regina Inglese abbisognava
+di chi le desse consigli sul modo di
+sciogliersi di Maria Stuarda senza scapitare
+nel proprio credito. Il Conte volle
+persuaderle la via di un avvelenamento,
+ma trovatasi questa impraticabile, ella
+poi si attenne all’altra deliberazione, per
+cui l’Europa contemplò lo spettacolo di
+una Regina perita sopra infame palco per
+sentenza d’una sorella.
+</p>
+
+<p>
+Nel 1588, apportarono grave agitazione
+al popolo Inglese i preparamenti di guerra
+che si facevano dal re di Spagna. Ma con
+Elisabetta collegatesi le tempeste, i lidi
+<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
+dell’Inghilterra si allegrarono in mirar
+galleggianti all’intorno di sè i dispersi
+avanzi dell’<i>armada</i> tanto famosa.
+</p>
+
+<p>
+Il Leicester si conservò in considerazione
+sino all’istante della sua morte, che
+accadde ai 4 di settembre del 1588 in una
+sua casa posta a Combury, nella contea
+di Oxford. Trasportate a Warwick le ceneri
+di un tal personaggio, vi furono sepolte
+colla più grande magnificenza. V’ha chi
+ne attribuisce la morte ad un veleno, che
+era stato preparato per un altro, ed inghiottito
+da Leicester medesimo.
+</p>
+
+<p>
+Il figlio del Conte, Roberto Dudley, gli
+venne, nel 1573, da lady Douglas Sheffield.
+Il nascere di questo fanciullo fu celato
+con grande cura; cautela che rendevano
+opportuna parimente, e la necessità
+di non far conoscere ad Elisabetta i legami,
+in cui vivea colla predetta lady il
+Leicester, e l’altro pur di nasconderli
+alla contessa di Essex, se regge l’opinione
+che in quel tempo l’avesse egli fatta di
+già sua consorte.
+</p>
+
+<p>
+Alla morte del padre, il giovane Roberto
+ne fu riconosciuto erede, senza potere
+però, come dicemmo, goderne i beni
+finchè viveva Ambrogio, zio del medesimo.
+Proclive per naturale inclinazione
+d’ingegno alle grandi imprese della navigazione,
+fece, nel 1594 un viaggio all’oceano
+<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
+del Sud. Peregrinando di poi nei
+paesi stranieri, assunse il nome di conte
+di Warwick, e avendo ricusato di abbandonarlo,
+vennero confiscati i suoi
+beni, e fu costretto ad una vita raminga e
+di fuggitivo. Accolto onorevolmente alla
+corte di Firenze, e dal pontefice Urbano
+VIII, morì nel 1639 soggiornando
+al castello di Cabello, assegnatogli per
+risedervi dal gran duca di Toscana.
+</p>
+
+<p>
+Questo sir Roberto Dudley, non solamente
+dai principi, ma dai dotti ancora,
+fu avuto in grande onore; poichè gli diedero
+cospicua sede fra gli scienziati del secolo
+le cognizioni ch’ei possedea nella
+chimica, nella medicina, e nelle matematiche.
+Molte opere egli scrisse, che si
+apprezzano tuttavia.
+</p>
+
+<p>
+La proprietà del castello di Kenilworth
+passò nel principe Enrico, il quale comunque
+si tenesse assai caro un tanto
+delizioso possedimento, nol credeva abbastanza
+assicurato dal titolo di una
+confiscazione ingiustamente decretata contro
+sir Roberto. Laonde fece proporre a
+questo di cedergli qualunque ragione sul
+predetto castello offerendogli per tal cessione
+un compenso di 14,500 lire sterline.
+L’altro, che non vedea migliore speranza
+di entrare a possesso di quanto per diritto
+gli perveniva, accettò il partito, onde
+<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
+l’accomunato si stipulò. Non quindi
+il Dudley potè toccare il pattuito danaro;
+perchè essendo morto poco dopo il
+principe Enrico, s’impadronì di Kenilworth
+il principe Carlo, che non si prese
+veruna sollecitudine di pagare i debiti
+del fratello.
+</p>
+
+<p>
+Allor quando Carlo ascese al trono,
+fece dono di Kenilworth a Carey, conte
+di Monmouth. Ma non tardata di poi a
+scoppiare la guerra civile, i guasti che
+ne furono conseguenza percossero soprattutto
+quest’edifizio, ed i soldati Puritani
+di Cromwell estinsero perfin la memoria
+del suo antico splendore. Smantellatene
+le torri, atterrate le sue muraglie,
+disseccati i laghi che il circondavano, e
+devastati e lasciati ai rovi i giardini ed
+i parchi che lo abbellivano, quel delizioso
+soggiorno non offrì in breve che un mucchio
+di rovine, quale si scorge tuttora,
+e da cui non è risorto giammai.
+</p>
+
+<p>
+Nei giorni della restaurazione, Carlo II
+concedè l’investitura di tali resti di diroccamento
+alla figlia del conte di Monmouth,
+e dopo di lei a Lawrence, visconte
+di Hyde, creato barone di Kenilworth,
+e conte di Rochester, retaggio che
+i discendenti di questo trasmisero al conte
+di Clarendon.
+</p>
+
+<p>
+Non taceremo a tale proposito, che il
+<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
+lord Clarendon si è data grande sollecitudine,
+onde sottrar questi avanzi a guasti
+maggiori.
+</p>
+
+<p>
+Ma ciò non toglie che questo castello,
+il quale comprendendo un recinto di sette
+<i>acri</i> fu soggiorno d’ogni eleganza, e grande
+argomento d’orgoglio a chi lo possedè,
+non sia presentemente ridotto ad un cumulo
+di rottami. Rimangono, egli è vero,
+alcuni appartamenti per metà diroccati,
+alcuni portici, alcune muraglie, e avanzi
+di merli, di scaloni, di finestre, la più
+parte de’ quali presentano tuttavia le vestigia
+de’ più vaghi ornamenti architettonici;
+ma il sovvertimento e la confusione
+di questi rimasugli sono sì grandi,
+che mal da essi può giudicarsi l’antico
+splendore di una fabbrica di cui fu sì alta
+un giorno la rinomanza.
+</p>
+
+<p>
+Chiunque si fa a contemplar questi luoghi,
+sente l’anima assorta in soave malinconia,
+e l’incanto loro il richiama alla
+ricordanza delle trascorse età, nel tempo
+che la sua immaginazione si compiace in
+rialzare questo monumento della Inglese
+monarchia, sotto le cui volte posò la
+regina più celebre dell’Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+La principale porta di questo castello,
+che fu fabbricata dallo stesso conte di Leicester,
+convertita ora in abitazione, è il
+soggiorno ordinario di William Boddington,
+<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
+affittuale del luogo, e persona di
+molti pregi fornita. E questa fa parte di
+tali rovine, ove si può abitar tuttavia, ed
+è parimente quanto avvi di più conservato.
+In uno degli appartamenti terreni
+vedesi un cammino, non privo di singolarità.
+La porzione superiore di esso è di
+legno intagliato, la inferiore che è di
+alabastro, presenta incise, la data del
+1571, e le lettere R. L. (<i>Roberto Leicester</i>)
+iniziali del nome di questo favorito
+di Elisabetta.
+</p>
+
+<p>
+La <i>torre di Cesare</i> è la parte più antica
+e più affortificata di esso castello. Le
+mura della medesima hanno una grossezza
+di sedici piedi, e a quanto credesi,
+sì fatta torre è tutto ciò che rimane ancora
+dell’antica rocca fabbricata in origine da
+Goffredo di Clinton.
+</p>
+
+<p>
+La grande sala gotica ha ottantasei
+piedi di lunghezza, e quarantaquattro di
+larghezza. Fu altra volta un sontuoso appartamento,
+cui davano luce molte finestre
+d’elegantissima costruzione, oggidì
+tappezzate di edera. Alle feste che vi furono
+un tempo celebrate, ai romorosi
+clamori di gioia onde echeggiarono di
+già queste volte, è succeduto un assoluto
+silenzio, talor soltanto interrotto dallo
+stridor discorde de’ corvi, e dal gracchiare
+delle cornacchie e degli altri augelli
+<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
+amici delle macerie. Cotesta sala fa
+parte di quegli edifizi, che innalzati dal
+conte di Leicester, portarono propriamente
+il suo nome. Gli sfasciumi di essi,
+sparsi qua e là, si nascondono sotto la
+verzura dell’edere, e il soffiar de’ venti
+aquilonari, che agitano l’erbe crescenti
+su que’ merli abbandonati, inspira agli
+animi mestizia e venerazione ad un tempo.
+</p>
+
+<p>
+Gli <i>edifizi del conte di Leicester</i>, così
+detti dal loro fondatore, benchè fossero
+gli ultimi ad essere fabbricati, pur li diresti
+la parte più antica di queste ruine,
+e ciò per la natura delle pietre adoperate
+a tal costruzione. Nuovi diroccamenti ogni
+dì ad essi sovrastano.
+</p>
+
+<p>
+E tempo ed elementi, unitamente congiurarono
+contro il castello di Kenilworth.
+Nel 1817, una gran parte di facciata occidentale
+della <i>torre di Cesare</i> diroccò
+improvvisamente, e nel settembre del successivo
+anno, tutto l’angolo verso tramontana
+si distaccò con orrendo fracasso
+dal rimanente dell’edifizio. Nella quale
+occasione, alcune signore trasferitesi colà
+per rilevare i disegni di quelle maestose
+rovine, si sottrassero quasi miracolosamente
+alla morte.
+</p>
+
+<p>
+«Questo castello (in tal guisa si esprime
+il Brewer, che alle cognizioni di antiquario
+e topografo unisce l’immaginazione
+<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
+di un autor di romanzi) questo
+castello, che ne’ giorni del suo splendore
+formò il migliore ornamento di Kenilworth,
+comunica parimente una malinconica
+maestà ai paesi circonvicini, tanta
+è la sublimità, che gli stessi rottami
+presentano.»
+</p>
+
+<p>
+E per vero dire, sì fatti rottami hanno
+di che commovere il viaggiatore trattosi
+a contemplarli, perchè oltre al presentargli
+le più pittoresche prospettive del
+più bello fra gli edifizi, che noverò l’Inghilterra,
+gli rammentano importantissimi
+punti della storia di questa nazione.
+</p>
+
+<p>
+Il castello adunque di Kenilworth gode
+celebrità incominciando dal secolo di Enrico
+I, soprannominato <i>Beauclerc</i>, ovvero
+il <i>Dotto</i>, e venendo sino alla nostra età;
+celebrità dovutagli, sia che ci portiamo
+a contemplare le immense moli innalzate
+dal Clinton, coperte oggidì dalla ruggine
+de’ secoli e quasi interamente diroccate,
+sia che la nostra mente si arresti a rimembrar
+quelle pompe, che il rendettero
+un giorno teatro alle prodigalità dell’ambizioso
+Leicester. Sotto entrambi gli aspetti,
+esso verrà sempre riguardato siccome
+obbietto prezioso al topografo e all’antiquario,
+e qual fonte fecondissima
+d’immagini all’istorico, al poeta ed al
+romanziere.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
+</p>
+
+<p>
+Dobbiamo pertanto saper grado all’autore
+del Romanzo di Kenilworth, il quale
+seppe con tanta maestria sposare la
+favola all’istoria, che tal suo lavoro non
+solamente assicura diletti a coloro, cui
+le lettere leggiere offrono vezzo, ma riconcilia
+l’uomo dedito a più gravi studii
+con un genere di componimenti, che la
+letteratura antica non ebbe.
+</p>
+
+<p class="pad2 center large">
+<i>Fine del ragguaglio storico.</i>
+</p>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
+</p>
+
+<p class="title">
+KENILWORTH.
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO PRIMO.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i02"> »Il mio mestiere</p>
+<p class="i01">È far l’ostiere;</p>
+<p class="i01">E la natura</p>
+<p class="i01">Di quel terreno,</p>
+<p class="i01">Che presi in cura,</p>
+<p class="i01">Conosco appieno,</p>
+<p class="i02"> »De’ miei fratelli</p>
+<p class="i01">Entro i cervelli</p>
+<p class="i01">Lor varie voglie</p>
+<p class="i01">Legger, lor gioia,</p>
+<p class="i01">Talor le doglie!</p>
+<p class="i01">Talor la noia;</p>
+<p class="i02"> »Questo è il sapere</p>
+<p class="i01">Del mio mestiere.</p>
+<p class="i01">Ma mentre il fondo</p>
+<p class="i01">Metto in lavoro,</p>
+<p class="i01">Veder giocondo</p>
+<p class="i01">Piacemi il coro</p>
+<p class="i02"> »Degli operai.</p>
+<p class="i01">Non voglio guai.</p>
+<p class="i01">In mezzo ai canti</p>
+<p class="i01">Sol dei cultori</p>
+<p class="i01">La terra ammanti</p>
+<p class="i01">I suoi tesori.</p>
+<p class="i03"> <i>La Nuova Osteria.</i></p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+È privilegio de’ romanzieri l’aprire in
+un’osteria i racconti che imprendono; e
+nelle osterie di fatto si trovano a lor volta
+tutti i viaggiatori, ed è in questi luoghi
+ove regna maggior libertà, e ove l’indole
+di ciascuno è meno impacciata da riguardi
+nel darsi a conoscere. E tal modo d’incominciare
+i romanzi soprattutto merita
+preferenza, allorchè l’epoca delle cose da
+<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
+narrarsi rimonta agli antichi tempi, nei
+quali coloro, che in un’osteria convenivano,
+erano, in tal qual modo, non solamente
+gli ospiti, ma i commensali dell’ostiere
+per tutto il tempo che si rimanevan
+con lui. Questo padrone d’albergo
+era per l’ordinario uomo di buona fisonomia,
+assai gioviale, e che arrogavasi
+il privilegio di dir con franchezza la sua
+opinione. Facilmente alla presenza di lui
+si svelavano le varietà d’indole fra le persone
+della brigata; perchè ben di rado
+avveniva, che dopo aver vôtato un fiasco
+di sei boccali, ognuno de’ circostanti non
+abbandonasse tutto umano rispetto, e
+gli uni cogli altri e coll’ostiere, non si
+comunicassero le mutue idee usando la
+confidenza propria di chi si conosce da
+lungo tempo.
+</p>
+
+<p>
+Nel diciottesimo anno del regno di Elisabetta,
+il villaggio di Cumnor, situato
+tre o quattro miglia lontano da Oxford,
+possedeva un’osteria eccellente sì, che di
+tali osterie a’ dì nostri non se ne vedono
+più. La conduceva, o a dir meglio la governava,
+Giles Gosling, uomo gioviale,
+la cui faccia era di bevitore anzichè no,
+giunto ad età che oltrepassava di qualche
+cosa i cinquant’anni, non uso a scorticare
+troppo i suoi avventori, esatto nei
+pagamenti, pronto allo scherzo, e che
+<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
+aveva una cantina fornita a tutto punto,
+ed una figlia assai bella. Venendo fin dai
+tempi di quel vecchio Enrico, podestà di
+Southwark, non vi era mai stato ostiere,
+che pari a Giles Gosling, possedesse
+l’ingegno di piacere agli ospiti, qualunque
+ne fosse la condizione, onde sì grande
+ne era divenuta la fama, che il dire di
+essere stato a Cumnor senza reficiarsi all’<i>Orso
+nero</i>, era un confessarsi viaggiatore
+privo di gusto e d’intelligenza, e
+degno di riso, quanto il sarebbe stato un
+contadino che fosse tornato da Londra
+senza veder la Regina. Gli abitanti di
+Cumnor superbivano di Giles Gosling,
+siccom’egli andava fastoso della sua osteria,
+della sua figlia e di se medesimo.
+</p>
+
+<p>
+Nella corte adunque dell’osteria, condotta
+da quest’uomo sì rispettabile, al
+tramontare di un certo giorno si fermò
+un viaggiatore, che dall’infiacchimento
+del suo cavallo dovea dirsi venisse da lungo
+viaggio. Mentre il cavaliere dava a custodire
+questa bestia al mozzo di stalla,
+gli fece tali interrogazioni, che furono
+poi cagione del seguente dialogo tra i famigli
+dell’<i>Orso nero</i>.
+</p>
+
+<p>
+«Olà. Eh! John Tapster».
+</p>
+
+<p>
+«Che c’è, Will Holster?» rispose il
+cantiniere, il quale con una camiciuola
+sbottonata, in brache di tela, e cingendo
+<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
+un grembiule verde si fece vedere da un
+uscio aperto per metà, che pareva conducesse
+alla cantina.
+</p>
+
+<p>
+«Questo viaggiatore domanda, se hai
+buona <i>ala</i> (<i>una certa qualità di birra</i>).»
+</p>
+
+<p>
+«Se ho buon’<i>ala</i>! E chi è che possa
+dubitarne? Non siamo distanti che quattro
+miglia da Oxford; se la mia <i>ala</i> non contentasse
+gli studenti, mi spezzerebbero la
+testa coi boccali.»
+</p>
+
+<p>
+«È questa che voi chiamate la logica
+di Oxford?» disse lo straniero innoltrandosi
+verso la porta dell’osteria. Allora
+Giles Gosling gli si presentò innanzi in
+persona così dicendo:
+</p>
+
+<p>
+«Quando poi parlate di logica, ascoltate
+quest’argomentazione:
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Mentre ben mangia il destriero,</p>
+<p class="i01">»Vuolsi vino al cavaliero.»</p>
+</div></div>
+
+<p>
+«<i>Amen</i>, e ben volentieri, soggiunse
+l’altro. Sturatemi dunque un fiasco del
+canarie miglior che v’abbiate ed aiutatemi
+a vôtarlo.»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! voi non siete ancora che in minore,
+sig. viaggiatore, se avete bisogno
+che l’ostiere vi aiuti per mandar giù un
+sorso di vino. Ne aveste almeno ordinato
+un <i>gallone</i>! Allora, potreste anche chiedere
+questo aiuto e passar tuttavia per
+un uomo che sa vivere co’ suoi simili.»
+</p>
+
+<p>
+«Non v’inquietate, mio ostiere; farò
+<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
+il mio debito al pari di tutt’altro, che
+si trovi non più lontano di quattro miglia
+da Oxford. Non vengo, credetelo,
+dai campi di Marte per voler perdere la
+mia riputazione in mezzo ai seguaci di
+Minerva.»
+</p>
+
+<p>
+Mentre in tal guisa si parlavano l’ostiere
+e l’ospite, il primo con viso che
+esprimeva la gioia al ricettar l’altro, il
+fece entrare nella sala terrena; ove già
+molti stavano uniti in diverse brigate.
+Quali d’essi beveano, quali giocavano
+alle carte, alcuni parlavano d’interessi,
+ed altri, costretti dai propri affari ad
+alzarsi alla domane di buon mattino, finivano
+di cenare, ed ordinavano al garzone
+dell’osteria che allestisse loro le stanze.
+</p>
+
+<p>
+Il forestiere nell’entrare in quella sala
+non eccitò verso di sè maggior attenzione
+di quella che in tai luoghi ognuno, senza
+però farsene un gran pensiero, suol dare
+all’ultimo arrivato. Da un tal genere di
+esame egli apparve ai circostanti uno di
+quegli uomini, che comunque regolarmente
+costrutti, e di forme esterne, le
+quali nulla presentano di spiacevole, nondimeno
+non hanno nella fisonomia nessuna
+di quelle particolarità che concilian
+favore; laonde sia per difetto dei loro lineamenti,
+sia per suono di voce, o per
+isgradevoli andamento e modi, inspirano
+<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
+tal quale ripugnanza a rimanere con essi
+in società. Scorgevasi in costui molto ardimento,
+scevro però di franchezza, e sembrava
+annunziasse a prima giunta grandi
+pretensioni a riguardi, ed a modi verso lui
+compiacenti, come chi teme andarne privo
+se non fa valere ben presto i propri
+diritti ad ottenerne. Lo copriva un pastrano,
+che laddove aprivasi alquanto,
+lasciava vedere una bella camiciuola gallonata,
+e un centurino di bufalo, da cui
+pendevano una sciabola e due pistole.
+</p>
+
+<p>
+«Voi non viaggiate senza cautelarvi,
+o signore» disse Giles Gosling, che diede
+un’occhiata a quell’armi nel tempo che metteva
+in tavola il vino chiesto dall’ospite.
+</p>
+
+<p>
+«Sì, mio caro albergatore, ho ravvisato
+quanto giovi essere provveduto d’armi
+negl’istanti del pericolo, nè ho poi voluto
+imitare i vostri magnati d’oggidì, che
+congedano la gente del loro seguito quando
+credono non averne più di bisogno.»
+</p>
+
+<p>
+«Per bacco! scommetto venite dai
+Paesi Bassi, ch’è il paese ove nacquero
+la picca e l’archibuso.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì certamente, che ho viaggiato in
+lungo ed in largo, e vicino e lontano,
+mio caro amico. Ma intanto ch’io bevo
+un bicchiere di questo vino alla vostra
+salute, empitene un altro, e vôtatelo alla
+salute mia. Se non sarà buono in grado
+<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
+superlativo, non dovrete almeno che incolparne
+voi stesso.»
+</p>
+
+<p>
+«Se non sarà buono in grado superlativo!
+(risoggiunse con qualche enfasi
+il nostro Gosling, e nel tempo stesso vôtò
+la sua tazza facendo passare la propria lingua
+per tutta l’estensione delle labbra con
+quell’aria di soddisfazione che son soliti
+a dimostrare gli abili assaggiatori di vino).
+Non so bene che cosa v’intendiate
+con questo vostro <i>superlativo</i>. Posso però
+accertarvi, che di tal vino non berreste
+alle <i>tre Cicogne</i>, e se lo trovate migliore,
+ardisco di dire, alle Canarie, sto a patto di
+non toccar, finchè vivo, nè monete, nè
+fiaschi. Mettete, mettete il bicchiere fra
+i vostri occhi e la luce, e vedrete saltellar
+gli atomi per entro a questo liquore
+dorato, siccome in mezzo ad un raggio
+di sole. Ma è così. Vorrei piuttosto somministrar
+vino a dieci contadini, che ad
+un sol viaggiatore. Spero bene che <i>Vostro
+Onore</i>&#8205;<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a> non si terrà offeso da questo
+mio modo di dire.»
+</p>
+
+<p>
+«Non vi nego che il vostro vino è robusto
+e di buona lega, ma per aver vino
+<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
+eccellente, amico mio, conviene berlo
+nel luogo medesimo, dove cresce la vigna.
+Questo, che a giudizio vostro è un
+vino squisito, si avrebbe in conto di mezzo
+vino al porto di S. Maria. Caro albergatore,
+vi è d’uopo viaggiare, se volete farvi
+profondamente iniziato nei misteri dei
+fiaschi e delle botti.»
+</p>
+
+<p>
+«Davvero, mio signore, se il frutto
+de’ miei viaggi dovesse essere il trovarmi
+poi mal contento delle cose che posso avere
+in mia patria, stimerei il viaggiare una
+speculazione da matto. Ma v’assicuro,
+trovarsi parecchi uomini, i quali non assottigliano
+tanto le cose, ma che sanno annasare
+il buon vino, benchè non abbiano
+mai abbandonate le nebbie di questa vecchia
+Inghilterra, e la Dio mercè, non si
+sieno mai tolti da canto del loro focolare.»
+</p>
+
+<p>
+«Oibò, mio caro ostiere, questo pensare
+è limitato e triviale, e fo sicurtà che in ciò
+non s’accordano con voi tutti gl’Inglesi.
+Scommetto io, che fra i vostri, avvezzi a darsi
+più bel tempo, ve n’ha parecchi i quali
+han viaggiato alla Virginia, o almeno fatta
+una scorsa ne’ Paesi Bassi. Orsù. Recapitolate
+bene le cose nella vostra memoria. Non
+avete voi in paese straniero qualche amico,
+di cui vi piacesse saper le notizie?»
+</p>
+
+<p>
+«No in fede mia. Non ve n’è un solo
+fin d’allor quando quello spensierato di
+<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
+Robin di Drysand-ford si fece accoppare
+all’assedio di Briel. Il diavolo si porti
+la colubrina, d’onde venne la palla che
+lo spedì! Non ho mai conosciuto il miglior
+compagnone nel vôtare la sua tazza
+a mezza notte sonata. Ma egli è morto,
+se n’è andato, e dopo lui non conosco
+nè soldato, nè viaggiatore, pel quale io
+dessi una buccia di mela.»
+</p>
+
+<p>
+«Corpo di bacco! Voi me le dite
+strane. Nel tempo che tanti bravi Inglesi
+dimorano in paesi stranieri, voi
+che mi parete persona di vaglia, non
+avete, nè un parente, nè un amico fra
+questi?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! se mi parlate di parenti, ho
+bensì una mala semenza di nipote, che
+lasciò l’Inghilterra nell’ultim’anno del
+regno di Maria, ma egli è uno di quegli
+sfaccendati, ch’è meglio il perderlo
+del trovarlo.»
+</p>
+
+<p>
+«Non dite così, amico, ammeno che
+non aveste saputa qualche sua scappata
+da poco in qua. Quanti pulledri che pareano
+indomabili divennero poscia nobili
+corridori! Come lo chiamate voi?»
+</p>
+
+<p>
+«Michele Lambourne. Il figlio di una
+mia sorella. Vi giuro che non mi va
+niente a sangue il ricordarmi nè d’un
+tal nome, nè d’un tal parentado.»
+</p>
+
+<p>
+«Michele Lambourne! (sclamò lo straniero
+<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
+che finse essere colpito da sì fatto
+nome) Sarebb’egli mai quel prode cavaliere
+di questo casato, il quale si comportò
+con tanto valore all’assedio di Venloo,
+che il conte Maurizio gli fece sin
+ringraziamenti alla presenza di tutto l’esercito?
+Lo dicevano Inglese, nè di natali
+molto cospicui.»
+</p>
+
+<p>
+«Bene; ma non può essere mio nipote,
+disse Gosling. Costui non avea coraggio
+più che una gallina, se però non
+veniva occasione di far del male.»
+</p>
+
+<p>
+«La guerra fa nascere il coraggio»
+disse l’altro.
+</p>
+
+<p>
+«Ed io credo gli avrebbe fatto perdere
+quel poco che gli rimaneva.»
+</p>
+
+<p>
+«Il Michele Lambourne, da me conosciuto,
+era un giovinotto ben complesso,
+cui piacea vestire in tutta eleganza, e
+possedeva vista di falcone nell’adocchiare
+una bella ragazza.»
+</p>
+
+<p>
+«E il mio Michele rassembrava un
+cane, che avesse un sonaglio alla coda,
+e portava un abito composto di stracci,
+ognun de’ quali parea si congedasse dall’altro.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! ma il giorno dopo di una battaglia
+non v’è scarsezza di buoni vestiti.»
+</p>
+
+<p>
+«Io credo piuttosto che il nostro Michele
+ne avrebbe giuntato uno nella bottega
+d’un rigattiere, nel punto che questi
+<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
+gli tenea volte le spalle. Quanto all’occhio
+di falcone, per cui lo encomiate,
+v’assicuro che non lo stogliea mai dai
+miei cucchiai d’argento. Fu mia ventura
+che non rimanesse in questa casa più di
+tre mesi. Egli avea cura della cantina,
+e ne sia lode ai suoi stravizzi ed ai suoi
+errori di calcolo, fra il vino che m’ha
+bevuto e quello che ha mandato a male,
+se rimaneva tre altri mesi, avrei potuto
+metter giù l’insegna, chiudere l’osteria,
+e dare in custodia al diavolo la chiave
+del mio magazzino.»
+</p>
+
+<p>
+«E ad onta di tutto ciò, caro ostiere,
+se vi venissero a dire che il povero Michele
+Lambourne rimase morto comandando
+il suo reggimento, e mentre assaliva
+un fortino presso Mastricht, ne
+sareste assai contristato.»
+</p>
+
+<p>
+«Contristato! Non mi si potrebbe arrecare
+più grata novella. Sarei sicuro
+almeno che non finì sulla forca. Di grazia,
+non ne parliamo più. Io temo bene
+che la sua morte non sia mai per far
+onore alla nostra famiglia. Basta, se accadesse
+altrimenti (e in questo versava
+un bicchier di Canarie) lo dico di buon
+cuore, Iddio gli dia pace!»
+</p>
+
+<p>
+«Adagio, adagio, sig. albergatore. Non
+abbiate questi timori. Il vostro nipote vi
+farà onore, e soprattutto, se è quel Michele
+<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
+che ho conosciuto, e che amo,
+direi quasi.... sì in fede mia, al pari
+di me medesimo. Non potreste voi indicarmi
+qualche contrassegno onde verificare,
+se i due Micheli, di cui parliamo,
+fossero mai una stessa persona?»
+</p>
+
+<p>
+«No, per quanto mi ricordo.... Aspettate.
+Il mio Michele porta sulla spalla sinistra
+l’impronta d’un ferro rovente appostagli
+in premio d’essersi appropriato
+una tazza d’argento che apparteneva ad
+una buona donna di nome Snort d’Hogsditch.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! questa volta voi ne mentite,
+come un mariuolo, o mio zio (disse lo
+straniero, che in quel punto medesimo
+sbottonò la camiciuola, e abbassò tanta
+camicia quanta bastava a farne vedere
+ignuda la spalla). Per Dio! questa mia
+pelle è sana ed intatta non meno della
+vostra.»
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto? Michele! (sclamò l’ostiere).
+Il saresti tu veramente? Oh! sì.
+Io dovea persuadermene, perchè non
+conosco persona al mondo, la quale potesse
+affannarsi per te la metà di quello
+che tu facevi. Però, ascoltami, Michele.
+Se la tua pelle è sana ed intatta come
+ten vanti, è forza dire che il carnefice,
+mosso a pietà della tua giovinezza, ti
+abbia toccato con un ferro freddo.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Via, via, caro zio. Tronchiamo le
+barzellette. Esse verranno all’uopo per
+far passare i fumi della vostra birra alterata.
+Vediamo piuttosto quale accoglienza
+sappiate fare ad un nipote che
+ha girato il mondo per diciott’anni, che
+vide nascere il sole di là dove tramonta,
+e che ha viaggiato tanto finchè l’occidente
+si trasformasse in oriente.»
+</p>
+
+<p>
+«A quanto mi sembra, o Michele,
+tu hai riportata con te una delle prerogative
+dei viaggiatori, nè veramente
+ti abbisognava un sì lungo pellegrinaggio
+per acquistarla. Ben mi ricordo che
+fra tuoi insigni pregi era quello di non
+ne dire mai una di vere.»
+</p>
+
+<p>
+«Vedete, o signori, un miscredente
+più d’un pagano (disse Michele Lambourne,
+volgendosi alla brigata, che
+non perdè alcuna parte di questo stravagante
+riconoscimento fra zio e nipote,
+ed in mezzo alla quale si trovavano alcuni,
+cui note erano le alte geste della
+costui giovinezza). Questo è quanto a
+Cumnor chiamasi in proprii termini <i>macellare
+il vitello grasso</i>. Ma sappiatelo,
+mio caro zio, che non esco ora del
+guscio, e che non vengo da fare il guardiano
+di porci. Poco mi rileva, se bene
+o mal mi accogliete. Ho con me quanto
+basta onde farmi ben ricevere per ogni
+dove.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
+</p>
+
+<p>
+E in ciò dire, levò di tasca una borsa
+assai piena di monete d’oro per fare spalancar
+gli occhi a tutti quelli della comitiva.
+Alcuni d’essi crollavano il capo,
+e bisbigliavano fra di loro. Ma due o
+tre, meno scrupolosi, incominciarono a
+riconoscerlo siccome concittadino, e lor
+compagno di scuola. Nel medesimo tempo
+alcuni altri personaggi più gravi si alzarono,
+ed uscendo di quell’albergo l’un
+all’altro si dissero, che se Giles Gosling
+volea che il suo negozio continuasse a
+prosperare doveva liberarsi il più presto
+possibile di questo spregevole nipote.
+E lo stesso Gosling si comportò in guisa
+da far conoscere com’egli fosse parimente
+di sì fatto avviso; e si dee rendergli
+tal giustizia: la vista dell’oro portò
+nell’animo di questo galantuomo minor
+impressione, che non ne produce per
+solito nelle persone dedite al mestiere
+da lui professato.
+</p>
+
+<p>
+«Michele, nipote mio, gli disse,
+metti via il tuo danaro. Il figlio di una
+mia sorella non dee pagar nulla per cenare,
+o dormire una notte in questa
+casa. Dico una notte, perchè m’immagino
+non avrai molta ansietà di rimanerti
+più lungo tempo in un luogo, ove
+sì poco favorevolmente sei conosciuto.»
+</p>
+
+<p>
+«In quanto a questo, mio caro zio,
+<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
+rispose il viaggiatore, non consulterò
+che la mia inclinazione e la natura dei
+miei affari. Intanto bramo pagar da cena
+a questi miei stimabili concittadini, che
+non portano la fierezza sino a ricordarsi
+di quel che fu Michele Lambourne. Se
+voi volete fornir la cena in cambio del
+mio danaro, ciò sia. Altrimenti due soli
+minuti di cammino ne disgiungono dall’osteria
+della <i>Lepre</i>, ove questi miei buoni
+colleghi non faranno difficoltò d’accompagnarmi.»
+</p>
+
+<p>
+«No, no, Michele, gli disse lo zio,
+poichè diciotto anni ti sono passati sopra
+la testa, vorrei sperare che qualche
+poco almeno te l’avessero addirizzata:
+onde non permetterò che tu abbandoni
+la mia casa a quest’ora. Anzi ti verrà
+dato tutto ciò che onestamente potrai domandare.
+Soltanto mi punge la curiosità
+di sapere, se questa borsa, che sfoggiasti
+or ora sia guadagnata con altrettanta
+legittimità, quanto mi sembra riboccante
+di danaro.»
+</p>
+
+<p>
+«Nol dissi, o miei vicini, ch’egli è
+un miscredente? (soggiunse il Lambourne,
+voltosi novellamente all’uditorio).
+È ben cosa stravagante che uno zio,
+venuto nell’età, voglia disotterrare quelle
+leggerezze di un nipote, che hanno già
+sulle spalle vent’anni. Per quanto spetta
+<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
+a quest’oro, o signori, dovete sapere
+che fui nel paese ove nasce, ed ove non
+si ha che l’incomodo di raccoglierlo. Io
+vengo, amici, dal Nuovo Mondo, ed appunto
+dalla terra di Eldorado. Ivi i fanciulli
+giocando alla fossetta non hanno
+d’altre pallottole che i diamanti; ivi le
+contadine portano collane di rubini; in
+somma in questo paese le case van coperte
+di tegole d’oro, e le strade son
+lastricate d’argento.»
+</p>
+
+<p>
+«In fede mia, amico Michele (sclamò
+Lorenzo Goldthred, uomo che primeggiava
+fra i merciai d’Abingdon) un
+tal paese sarebbe eccellente per trafficarvi.
+Ditemi un poco, quanto si ritrarrebbe
+dallo spacciare le tele, i nastri,
+le seterie, in una contrada ove l’oro è
+a sì buon mercato?»
+</p>
+
+<p>
+«Un profitto incalcolabile, rispose il
+Lambourne, soprattutto se un mercante,
+fresco negli anni e disinvolto, vi porta il
+suo fardello egli stesso. Oh! come son
+gaie le donne di quei beati luoghi, ed
+essendo alquanto arse dal sole, prendono
+fuoco com’esca appena vedono
+una carnagione appetitosa qual tu la presenti,
+e capelli siccome i tuoi che inclinino
+un poco al rossiccio.»
+</p>
+
+<p>
+«Vorrei bene far colà il mio commercio»,
+disse tosto, spalancando due grandi
+occhi, il merciaio.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Nulla di più facile quando tu il
+voglia, disse Michele, e semprechè tu sia
+ancora quel risoluto campione, che mi
+prestava un dì il braccio nel portar via
+le mele dal giardino dell’abbazia. Basta
+a ciò un processo chimico semplicissimo,
+con cui tu trasmuti la tua casa e
+i tuoi poderi in bel danaro sonante, e
+questo di poi in un gran bastimento,
+guernito di vele, d’ancore, di cordami,
+e d’ogni suo attrezzo. Allora tu raccogli
+tutte le tue mercanzie in fondo di stiva,
+metti a bordo cinquanta robusti vagabondi,
+io assumo il comando della spedizione,
+sciogliamo le vele, e, voga, voga
+galera! eccoci avviati verso il Nuovo
+Mondo.»
+</p>
+
+<p>
+«Nipote mio, si mise allora di mezzo
+l’ostiere, tu gl’insegni il segreto per
+trasmutare, valendomi del tuo stesso vocabolo,
+le sue lire in soldi, e le sue
+tele in altrettanti spaghi. Ascoltate il parere
+di un matto, mio caro Goldthred.
+Non vi fidate al mare, che divora ogni
+cosa. Le carte e le donne, di cui vi
+dilettate la vostra parte, facciano pure
+il loro peggio; le balle di mercanzia,
+lasciate da vostro padre, dureranno un
+anno o due prima che si compiano i
+vostri dì all’ospitale; ma il mare ha
+<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
+un appetito insaziabile, ed in una mattina,
+vi divora tutte le ricchezze di
+Lombard Street&#8205;<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>, colla prestezza che
+io manderei giù un uovo affrittellato, o
+un bicchiere di vino. In quanto poi all’Eldorado
+di Michele, voglio che non
+mi crediate più nulla in vita mia, se non
+trovò quel danaro nelle tasche di un qualche
+papero della vostra specie. Oh! per
+questo, non ti turare il naso a furia di
+tabacco, o Michele; mettiti a sedere,
+e sei il ben venuto. Ecco la cena, che
+arriva. Invito tutti quelli che vorranno
+parteciparne, ad onore d’un nipote che
+dà tante belle speranze di sè, e confidandomi
+sia qualche cosa di men cattivo,
+che quando partì. In coscienza, nipote
+mio, hai le sembianze della mia
+povera sorella più di quanto nessun figlio
+abbia mai somigliato alla madre.»
+</p>
+
+<p>
+«Non si somiglia tanto al vecchio Benedetto
+Lambourne, marito di essa, disse
+il merciaio. Ti ricordi, Michele, che
+cosa rispondesti al tuo maestro di scuola
+allorquando stava per batterti, perchè
+avevi fatto cadere le stampelle, su di cui
+era solito appoggiarsi tuo padre? <i>Mio
+padre! mio padre! stimo il fanciullo
+<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
+che conosce suo padre</i>. Il dottor Brincham,
+me ne ricordo come se fosse adesso,
+rise tanto di cuore, che gli vennero
+finalmente le lagrime agli occhi, e queste
+lagrime del riso risparmiarono a te quelle
+del dolore.»
+</p>
+
+<p>
+«Le vivacità di quei giorni, disse il
+Lambourne, erano un ritrarmi in addietro
+per tentar più bel salto. Di fatto vi
+sono riuscito. E come sta quel degno pedagogo?»
+</p>
+
+<p>
+«Eh! quant’è mai che è morto!»
+soggiunse l’ostiere.
+</p>
+
+<p>
+«Morto sicuramente, ripetè il Cherico
+della parrocchia; gli stava io al capezzale
+quando morì, e morì qual visse.
+<i>Mori, morior, mortuus sum</i>, tali furono
+le sue estreme parole, ed appena ebbe forza
+d’aggiunger quest’altre: <i>Ecco ch’io
+ho coniugato il mio ultimo verbo</i>.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, Dio l’abbia in pace, risoggiunse
+Michele, a me non deve nulla.»
+</p>
+
+<p>
+«No in fede mia, soggiunse il merciaio.
+Mi ricordo avergli udito dir tante
+volte che in ogni colpo di staffile di cui ti
+regalava, era altrettanta fatica risparmiata
+al maestro di giustizia.»
+</p>
+
+<p>
+«E si sarebbe detto che non voleva
+lasciargli nulla da fare, disse il Cherico.
+Pure non fu un benefizio semplice che
+ottennero nè il nostro amico (accennando
+<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
+Michele), nè il suo collega Goodman
+Thong.»
+</p>
+
+<p>
+Sembrò a tai detti che scappasse la pazienza
+al Lambourne. Laonde prese il suo
+cappello che stava sopra la tavola, se lo
+adattò fino al sopracciglio in tal guisa,
+che l’ombra di una larga ala estendendosi
+su i suoi lineamenti e su quegli occhi,
+i quali non promettevano nulla di
+buono, ei compose il volto alla sinistra
+fisonomia di uno spadaccino spagnuolo.
+</p>
+
+<p>
+«<i>Voto a Dios</i>, signori, disse allor seriamente.
+Qualche libertà è permessa fra
+amici, ma ho già tollerato abbastanza,
+che voi e questo mio degno congiunto,
+vi spassiate su qualche inconsideratezza
+della mia gioventù. Pensate ora che porto
+sciabola e pugnale, e che ho la mano agile
+per valermene all’uopo. Dopo d’avere
+militato nella Spagna, sono divenuto anche
+più dilicato nelle cose che riguardano
+l’onore, e mi spiacerebbe se il dir vostro
+poco guardingo mi traesse a qualche estremità.»
+</p>
+
+<p>
+«E che fareste voi?» prese a domandare
+il Cherico.
+</p>
+
+<p>
+«Sì. Che fareste voi?» soggiunse parimente
+il merciaio, portandosi all’altro
+lato della tavola.
+</p>
+
+<p>
+«Quanto a voi, sig. Cherico, vi taglierei
+il gorgozzuolo, cosa da sofferirne
+<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
+ritardo le cadenze che siete solito a stonar
+la domenica nella chiesa. E voi, signor
+mercante di tele, nastri e seterie, vi
+bastonerei con tanta enfasi, da potervi
+stivare, senza che aveste voglia di movervi,
+entro una delle vostre balle.»
+</p>
+
+<p>
+«Tronchiamo, tronchiamo (disse l’ostiere,
+che giudicò ben fatto l’interrompere
+questo diverbio). Astenetevi dal far romori
+in mia casa. Nipote, non conviene
+essere sì pronto ad offendersi; e voi, signori
+miei, dovreste pensare, che comunque
+vi troviate in un’osteria, in questo
+momento siete i convitati dell’ostiere, e
+ogni ragione di decenza vuole che risparmiate
+l’onore di sua famiglia. — Che Diavolo!
+Tutto questo fracasso fa girare la
+testa anche a me, ed ora in grazia vostra
+mi dimenticava l’ospite taciturno,
+chè non so dargli altro nome. Sono due
+giorni che è qui, e non ha aperto bocca
+se non se per chiedere quanto gli abbisogna,
+e l’importo delle cose avute. Guardate!
+non mi dà maggiore fastidio che se
+fosse un contadino, e paga siccome un
+principe di sangue reale. Quando gli si
+dà il conto non osserva mai che la somma,
+nè dice finor di partire, nè so quando
+partirà. È un vero gioiello. Ed io, cane
+degno di tutti i capestri, lo lascio là in
+un canto, come una pecora rognosa,
+<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
+senza neanco usargli la civiltà d’invitarlo
+a cenare, o a bere una tazza di vino in
+nostra compagnia. Non mi tratterebbe
+peggio di quel che merito, se andasse in
+dirittura alla <i>Lepre</i> prima che la notte
+divenga più alta.»
+</p>
+
+<p>
+Detto ciò, accomodò con grazia un tovagliolo
+sul sinistro braccio, poi, tenendo
+colla destra mano il più bel fiasco d’argento
+che avesse, e cavatosi per un istante
+il suo berrettone di velluto, mosse verso
+l’individuo solitario, di cui avea fatta
+parola, e sul quale gli sguardi dell’intera
+brigata furono tosto rivolti.
+</p>
+
+<p>
+Era questi un uomo di età fra i venticinque
+e i trent’anni, di statura al disopra
+della mediocre, vestito semplicemente,
+ma con decenza, e che univa a
+scioltezza una cert’aria di dignità, per
+cui sarebbesi detto che il modo in lui del
+vestire fosse al disotto di quanto al suo
+grado addiceasi. Egli sembrava meditabondo
+e guardingo. Bruni ne erano i
+capelli, e i suoi occhi nerissimi mostravano
+un brio non comune, tutte le volte
+che qualche istantanea occasione di commoverne
+l’animo si presentava. Fuori però
+di tal circostanza, e gli occhi e gli altri
+lineamenti del volto non annunziavano in
+lui che un uomo circospetto e tranquillo.
+I curiosi di questo picciolo paese non si
+<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
+ristettero da indagini per discoprirne, come
+meglio poteano, il nome e l’indole, e
+quali affari lo avessero condotto a Cumnor,
+ma niuna cosa giunsero a penetrare che
+appagasse tal loro curiosità. Giles Gosling,
+ch’era il primasso del villaggio, ardente
+partigiano della regina Elisabetta e della
+religion protestante, sospettò sulle prime
+questo suo ospite d’essere un gesuita, od
+uno di quei tanti preti che venivan mandati
+da Roma e dalla Spagna, e che facean
+poi tristo fine sulle forche dell’Inghilterra;
+ma non fu possibile che tale
+opinione gli durasse in verso di un ospite,
+il quale oltre a dargli sì poco fastidio,
+pagava il suo conto colla massima
+regolarità, e mostrava voler soggiornar
+qualche tempo all’<i>Orso nero</i>.
+</p>
+
+<p>
+Onde tai discorsi favorevoli al suo forestiere
+andava egli accozzando tra sè:
+«Tutti i papisti sono uniti fra loro come
+le cinque dita di una mano. Se il mio
+albergato fosse un papista sarebbe già ito
+a cercarsi alloggiamento, o presso il ricco
+scudiere che sta a Belseley, o a Wooton
+in casa del vecchio cavaliere, o che so
+io? in qualcuna delle caverne romane,
+che a costoro non mancano. Avrebb’egli
+mai cercato una pubblica osteria, in figura
+di galantuomo e di buon cristiano?
+E poi, penso, che l’altr’ieri, venerdì,
+<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
+mangiò manzo condito colle carote, benchè
+la tavola fosse anche imbandita di
+anguille poste alla graticola, e delle migliori
+che vengano pescate nell’Isis.»
+</p>
+
+<p>
+L’onesto Giles Gosling, già convintosi
+coi precedenti ragionamenti, che il suo
+ospite non era cattolico, gli si presentò
+adunque con tutta l’immaginabile cortesia,
+e lo pregò gli compartisse l’onore di
+bere un bicchiere di fresco vino e di partecipare
+ad una ricreazione intesa a festeggiare
+l’arrivo d’un nipote, e la riforma,
+se pure era vero, che questi avea
+fatta nei suoi costumi. Lo straniero sulle
+prime, fece colla testa il segno di chi
+ricusa, ma l’ostiere insistette, valendosi
+d’argomenti sull’onore della propria casa;
+ed anche su i sospetti che l’ospite avrebbe
+destati negli abitanti di Cumnor col
+mostrarsi d’umore sì poco socievole.
+</p>
+
+<p>
+«In fine poi, continuava Gosling, è
+del mio decoro medesimo, che chiunque
+alloggia in questo albergo stia di buon
+umore. Perchè vi sono in Cumnor certe
+male lingue.... Già qual è il paese che
+ne sia senza? E v’assicuro, qui si guardano
+per traverso quelle persone, che per
+coprire il loro accigliamento, fanno discendere
+a mezzo volto il cappello, come
+se fossero sospirosi dei tempi andati, ed
+incapaci di sentire il ben presente, di
+<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
+cui godiamo, grazie al cielo, sotto il governo
+della buona regina Elisabetta, che
+Dio ci benedica e conservi.»
+</p>
+
+<p>
+«Che dite, ostiere mio? rispose lo
+straniero. Un uomo dunque dovrà parere
+sospetto, perchè s’abbandona ai suoi pensieri,
+sotto l’ombra del suo cappello? Per
+altro, voi che siete stato a questo mondo
+doppio tempo di me, dovreste sapere esservi
+certe idee, che alloggiano con noi
+a nostro malgrado, e contro le quali non
+vale il dire: <i>scacciamole e stiamo allegri</i>.»
+</p>
+
+<p>
+«Per bacco! Se avete tali idee che vi
+travagliano lo spirito, sicchè nemmeno i
+buoni Inglesi sian capaci di snidarle d’attorno
+a voi, faremo venire da Oxford
+qualche allievo del buon padre Bacone,
+affinchè provi a scongiurarle a furia di
+logica e di lingua ebraica. Perchè non
+cercate piuttosto di annegarle entro un
+mare di scelto vin di Canarie? Scusate,
+o signore, la mia libertà, ma son vecchio
+ostiere, e bisogna che parli franco,
+e come la sento. Questo umor malinconico
+vi sta male; e non s’accorda niente
+co’ vostri ben lustrati stivali, con quel
+cappello di castoro fino, con quell’abito
+di buon panno, e colla borsa ben fornita
+che avete ai vostri comandi. Mandate al
+diavolo questa malinconia, e vada a stanziare
+presso coloro, che hanno le gambe
+<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
+piene di paglia, costretti a coprir la testa
+con un cappellaccio di borra, il corpo
+con un giustacuore grattugiato, e la cui
+saccoccia non manda mai quel grato suono
+che ha forza di scacciare il demonio
+della tristezza. Allegria, signore, allegria!
+o in nome di questo buon liquore, noi vi
+proibiremo l’aria dolce che spira attorno
+ad una gioiosa brigata, per confinarvi ad
+assorbire le nebbie della malinconia nei
+paesi del malanno. Mirate là una banda
+di gente compagnevole che si diverte. Non
+increspate il sopracciglio in vederli, che
+mi parreste il diavolo quando guardava
+Lincoln.»
+</p>
+
+<p>
+«Avete ragione, mio buon albergatore
+(disse l’ospite, componendosi ad un
+sorriso, che a malgrado della mestizia
+ond’era compreso, dava a divedere tutta
+l’amabilità della sua fisonomia), avete
+ragione. Coloro, il cui animo si trova
+nello stato al quale soggiace il mio, non
+debbono colla propria mestizia funestare
+la gioia di quelli che son più felici. Mi
+metterò di tutta buona voglia insieme ai
+vostri convitati, piuttosto che farmi credere
+un perturbatore degli altrui contenti.»
+</p>
+
+<p>
+Detto ciò, alzossi per raggiugnere la
+comitiva, che incoraggiata dai precetti e
+dall’esempio di Michele Lambourne, e
+<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
+composta per la maggior parte d’uomini
+inclinati a profittar d’un buon pasto alle
+spalle dell’oste, aveva già molto bene oltrepassati
+i limiti della temperanza. La
+qual cosa apparve meglio dal tuono, onde
+Michele chiedea notizia degli antichi suoi
+colleghi, e dagli scrosci di risa, che si
+accompagnavano a ciascuna risposta. E
+la natura men che decente di questa loro
+allegria giunse a tanto, che ne rimase
+scandalezzato lo stesso Gosling, tanto più
+che, senza saperne il perchè, ei si sentiva
+compreso d’un certo rispetto verso
+il suo ospite sconosciuto. Postosi pertanto
+a qualche distanza dalla tavola, intorno
+a cui eran seduti questi tavernieri tanto
+leggiadri incominciò coll’ospite istesso una
+specie d’apologia sulle licenze di dire
+che si prendevano.
+</p>
+
+<p>
+«Ad udirli, voi credereste non esserne
+un d’essi che non sia stato abituato al
+bel mestiere di chi intima ai viandanti: <i>o
+la borsa o la vita</i>. Eppure, ve ne potrete
+accorger domani; son tutti artigiani laboriosi,
+e mercanti onesti, non però più di
+tutti gli altri, che vi sottraggono il pollice
+nel misurare un’<i>auna</i> di panno, o che
+stando dal loro fondaco pagano le cambiali
+in <i>corone</i> alquanto calanti. Per esempio
+quell’uomo là che col cappello di traverso
+copre una capigliatura arricciata, e simile
+<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
+al pelo d’un can barbone, tutto spettorato,
+coll’abito che si licenzia da lui, direste
+a vederlo che è il modello perfetto
+d’un malvivente. Ebbene! È un merciaio
+d’Abingdon; e se andate domani alla sua
+bottega, lo trovate dalla testa ai piedi
+ben messo, sì che il giudichereste un lord
+Maire. E adesso parla di scalare l’altezza
+di una soffitta, e di forzare i cancelli d’un
+parco, con tale disinvoltura, che il giudichereste
+avvezzo a passar la sua notte sulla
+strada maestra per cui si va da Hounslow
+a Londra. In vece egli dorme sempre tranquillamente,
+sopra un letto bene spiumacciato,
+colla sua candela da una banda, e
+la sacra bibbia dall’altra per tener lontani
+i demoni.»
+</p>
+
+<p>
+«Di grazia, ostiere, (disse lo sconosciuto)
+il nipote vostro, Michele Lambourne,
+che è il re di questa festa, ha egli pure
+la smania di farsi credere uno schiamazzatore?»
+</p>
+
+<p>
+«Voi mi serrate gli abiti un po’ troppo
+alla vita, caro signore. Mio nipote è
+mio nipote, e benchè egli sia stato un vero
+cane in tempo di sua gioventù, può essersi
+corretto, come han fatto tant’altri, non
+è vero? Anzi se mai aveste dato ascolto
+alle cose che poc’anzi dissi di lui, non
+dovete poi prenderle per parole d’evangelio.
+Io avea conosciuto il malandrino,
+<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
+benchè non dessi a divederlo, e volli un
+poco mortificare la sua vanità. — Oh!
+bramerei sapere ora sotto qual nome
+debbo presentare a questa brigata il mio
+rispettabile ospite.»
+</p>
+
+<p>
+«Sotto quello di Tressiliano, se così
+vi piace.»
+</p>
+
+<p>
+«Tressiliano! un nome che mi sona
+bene all’orecchio, e che viene, cred’io,
+da Cornovaglia. Già vi sarà noto il proverbio:
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Se porti <i>Pol, Pen, Tre</i>, del nome tuo alla festa,</p>
+<p class="i02"> »Che sei di Cornovaglia, la cosa è manifesta».</p>
+</div></div>
+
+<p>
+Noi diremo dunque, signor Tressiliano
+di Cornovaglia?»
+</p>
+
+<p>
+«Non dite, vi prego, più di quello che
+ho detto io, e sarete certo di non errare,
+signor ostiere. Si può portare un nome
+preceduto da qualcuna di queste tre rispettabilissime
+sillabe, ed essere nato ben
+lontano dal monte S. Michele.»
+</p>
+
+<p>
+Il nostro Giles Gosling allora non ispinse
+più oltre la curiosità, e sotto il nome
+di signor Tressiliano presentò lo straniero
+al nipote ed a’ suoi amici, i quali dopo
+aver bevuto alla salute del nuovo convitato,
+continuarono negl’intertenimenti
+che questo cerimoniale aveva interrotti.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO II.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i06"> »Del giovin Lancilotto</p>
+<p class="i01">»Parli tu forse?</p>
+<p class="i04"> (<i>Il mercante di Venezia</i>).</p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Dopo breve pausa, il merciaio Goldthred,
+così pregato dall’ostiere, cui tutta la gioviale
+brigata fece eco, presentò i convitati
+d’alcune strofette.
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">Di quanti battono</p>
+<p class="i02"> Augelli i vanni,</p>
+<p class="i02"> Re, a mio giudizio,</p>
+<p class="i02"> È il barbagianni.</p>
+<p class="i01">Vengan le tenebre,</p>
+<p class="i02"> Ei non s’arresta.</p>
+<p class="i02"> Fuor della nicchia</p>
+<p class="i02"> Mette la testa.</p>
+<p class="i01">Ricchezze annunzia</p>
+<p class="i02"> Suo canto strano</p>
+<p class="i02"> A chi alla cintola</p>
+<p class="i02"> Non tien la mano.</p>
+<p class="i01">Dunque ripetasi:</p>
+<p class="i02"> Viva mill’anni.</p>
+<p class="i02"> Re degli aligeri,</p>
+<p class="i02"> Il barbagianni!</p>
+<p class="i01">S’anco il sol languidi</p>
+<p class="i02"> Vibra i suoi strali,</p>
+<p class="i02"> Mostrar non degnasi</p>
+<p class="i02"> Esso ai mortali.</p>
+<p class="i01"><span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span></p>
+<p class="i01">Sol quando annottasi,</p>
+<p class="i02"> Co’ l’ali stese</p>
+<p class="i02"> Egli incoraggia</p>
+<p class="i02"> Le belle imprese.</p>
+<p class="i01">Finchè tracannansi</p>
+<p class="i02"> Nappi spumanti,</p>
+<p class="i02"> Sua virtù esimia</p>
+<p class="i02"> Per noi si canti.</p>
+<p class="i01">Per noi ripetasi:</p>
+<p class="i02"> Viva mill’anni.</p>
+<p class="i02"> Re degli aligeri,</p>
+<p class="i02"> Il barbagianni!</p>
+</div></div>
+
+<p>
+«Così va bene (sclamò Michele, tosto
+che il merciaio ebbe terminato di cantare);
+che ne dite amici? Questa almeno è
+una canzone che s’intende; e vedo che
+non si è perduto fra noi il buon gusto.
+Ma che rosario mi avete sfilato di tutti
+gli antichi miei colleghi! Non ve n’è uno
+a cui non si unisca qualche storia di mal
+augurio. Sicchè dunque Will di Wallingford
+ci diede la buona notte?»
+</p>
+
+<p>
+«Certamente, soggiunse uno di quelli,
+egli rimase morto, come un grasso daino,
+d’un colpo di balestra, che nel parco di
+Donnington gli venne tratto da Thatcham,
+il vecchio boscaino del Duca.»
+</p>
+
+<p>
+«Egli amò sempre la caccia, disse Michele,
+nè quindi gli piacque meno il fiaschetto.
+È questa una ragione di più per
+vôtare una tazza in onore della sua memoria.
+Andiamo, amici. All’armi.»
+</p>
+
+<p>
+Fatto in tal guisa, col bicchiere alla
+<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
+mano, un omaggio al defunto, il Lambourne
+domandò che cosa fosse accaduto
+del Partins di Padwoorth.
+</p>
+
+<p>
+«Partito; e sono dieci anni ch’egli intraprese
+il suo viaggio. Il castello d’Oxford
+lo vide andarsene, e Goodman Thong fece
+i convenevoli della partenza, alla quale
+non è occorso altro apparecchio che una
+corda del valore di dieci soldi.»
+</p>
+
+<p>
+«Che? Il povero Partins è morto in
+piena aria, fra cielo e terra! Ecco le conseguenze
+di amar troppo l’andar a diporto
+a chiaro di luna! Presto, miei colleghi,
+si beva anche alla sua memoria. Egli era
+un buon compagnone, gioviale quanto
+la luna piena.
+</p>
+
+<p>
+«E quali notizie mi darete voi di.... di
+Hal.... di quell’Hal, che portava sempre
+una lunga piuma, e che abitava in vicinanza
+di Yattenden?..... Non posso ricordarmi
+il suo nome.»
+</p>
+
+<p>
+«Chi! Hal Hempseed? dimandò il
+merciaio. Voi dovete ricordarvi, che egli
+si dava il tuono d’uomo d’alto affare, e
+che voleva frammettersi nelle cose di stato.
+Si volle impicciare in quelle del duca
+di Norfolk, e sono due, o tre anni, ha dovuto
+fuggire con un ordine d’arresto alle
+calcagna. Da quel tempo non se n’è più
+intesa notizia.»
+</p>
+
+<p>
+«Dopo tutte queste disgrazie, che mi
+<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
+avete raccontate, io non ardisco nemmeno
+pronunziare il nome di Tony Foster. In
+mezzo ad una tal pioggia di corde, di balestre,
+d’ordini d’arresto, sarebbe un miracolo
+s’egli fosse rimasto asciutto.»
+</p>
+
+<p>
+«Di qual Tony Foster intendi parlare?»
+chiese allora l’ostiere.
+</p>
+
+<p>
+«Per bacco! di quello al quale fu posto
+il soprannome di Tony <i>Brucia-cataste</i>,
+fin da quando portò il fuoco, onde accendere
+il rogo, su di cui perirono Latimer
+e Ridley. Nè senza di lui si compiea la
+faccenda, perchè il vento avendo smorzata
+la torcia nera di Goodman Thong,
+nessuno voleva, nè per amore nè per danaro,
+portargli il fuoco da riaccenderla.»
+</p>
+
+<p>
+«Questo Tony Foster vive tuttavia ed
+è un gran signore. Ma nipote mio, che
+non ti venisse la tentazione di chiamarlo
+<i>Brucia-cataste</i>, te ne avverto per tuo bene,
+ammeno che tu non volessi far conoscenza
+colla lama della sua spada.»
+</p>
+
+<p>
+«E che? Si vergognerebbe ora di sì
+fatto nome? Mi ricordo, che se ne gloriava,
+allor quando diceva che il vedere
+arrostire un eretico o un bue era per lui
+la medesima cosa.»
+</p>
+
+<p>
+«Sicuramente, nipote mio, ma il dir
+ciò, avea buon garbo ai tempi della regina
+Maria, allorchè il padre di questo Tony
+era intendente dell’abbazia d’Abingdon.
+<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
+Le cose cambiarono, e dopo di questi avvenimenti
+sposò una purissima <i>precisiana</i>&#8205;<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a>
+ed è te lo giuro buon calvinista quanto
+potrebb’esserlo Calvino in persona.»
+</p>
+
+<p>
+«Vedere che tuono di sufficienza egli
+ha preso! soggiunse il merciaio. Porta ora
+la testa alta, e disprezza gli antichi colleghi.»
+</p>
+
+<p>
+«È questa una gran prova ch’egli ha
+fatto fortuna, riprese a dire il Lambourne.
+L’uomo giunto una volta ad avere danaro
+in proprietà non si trova volentieri
+in vicinanza di quelli il cui tesoro sta
+nelle tasche degli altri.»
+</p>
+
+<p>
+«Se ha fatto fortuna! Ti ricordi tu di
+Cumnor-Place, antico palazzo di città,
+a poca distanza dal cimiterio?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì: e perchè tu veda, s’io me ne ricordo
+ho rubato ivi per tre volte tutte le
+frutta del verziere. Ma che importa ciò?
+Era ivi l’ordinaria residenza dell’abbate
+tutte le volte che in Abingdon dominava
+un qualche morbo epidemico.»
+</p>
+
+<p>
+«Va benissimo, disse l’ostiere; e adesso
+è divenuto soggiorno di Tony Foster in
+conseguenza di cessione fattagliene da un
+gran signore, al quale la corona diede in
+feudo tutti i beni dell’Abbazia. Ei vi ha
+<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
+creato il suo castello, e guarda dall’alto
+al basso i poveri abitanti di Cumnor, come
+se fosse già un cavalier-baronetto.»
+</p>
+
+<p>
+«Non bisogna però attribuire affatto
+ad orgoglio tal sua condotta, disse il merciaio.
+Si mischia in questo affare una bella
+signora, che Tony non vorrebbe vista nè
+meno dalla luce del giorno.»
+</p>
+
+<p>
+«Come sta la cosa? (interruppe allor
+Tressiliano, che per la prima volta prese
+parte a sì fatti intertenimenti). Non fu
+detto da qualcuno di voi, che il Foster,
+si è fatto sposo ad una <i>precisiana</i>?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì certo, e ad una <i>precisiana, rigorista</i>
+quanto il sia chi non mangiò mai
+carne in quaresima. Tony ed essa, a quanto
+raccontasi, viveano come cani e gatti
+fra loro. Ma presentemente ell’è morta,
+e Dio l’abbia in pace. Non è rimasta a
+Tony che una figliuoletta, onde si giudica,
+egli sposerà questa incognita, che move
+tanto romore.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè?... (domandò Tressiliano)
+intendo chiedere perchè move tanto romore?»
+</p>
+
+<p>
+«Perchè si dice, rispose Gosling, che
+è bella al pari d’un angelo, perchè nessuno
+sa donde venga, e perchè si vorrebbe
+capire il motivo di tenerla così custodita,
+e rinchiusa fra quattro mura. Per
+<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
+me non so com’ella sia fatta. Voi signor
+Goldthred, dovete averla veduta.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, mio vecchio. La vidi un giorno
+che cavalcando me ne veniva da Abingdon
+a questo vostro paese, e la vidi passando
+sotto il gran finestrone della vecchia casa,
+che porta dipinta nei vetri un’infinità di
+santi, e di storie. Quel dì io non avea
+presa la strada ordinaria, ed attraversai
+il parco. Dovete sapere che la porta non
+ne era chiusa fuorchè col saliscendi, e
+credei d’arrogarmi i privilegi del mio antico
+collega, prendendomi la libertà di
+venir per que’ viali. Così profittai dell’ombra
+degli alberi, chè facea, mi ricordo,
+gran caldo, e schivai la polvere, che mi
+diveniva tanto più molesta per aver messo
+in quel giorno la mia camiciuola, color
+di pesca, gallonata d’oro...»
+</p>
+
+<p>
+«E poteste sfoggiarla, (soggiunse Michele)
+il che certamente non vi dispiacque
+innanzi agli occhi di bella donna.
+Ah! scapestrato, scapestrato! Non rinunzierete
+voi mai alle antiche vostre abitudini?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! nol feci con questo fine, Michele,
+credetelo, (risoggiunse il merciaio
+pavoneggiandosi). Mi mosse sola curiosità,
+ed anche interno sentimento di compassione
+verso quella povera signora, condannata
+<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
+dalla mattina alla sera a non vedere
+se non se Tony Foster, che mette
+schifo e paura con quelle sue folte sopracciglia
+nere, con quella sua testa di bue,
+e con quelle storte sue gambe.»
+</p>
+
+<p>
+«E in vece gli avreste mostrato volentieri
+un pezzo d’uomo ben complesso,
+vestito in giustacuore di seta, una bella
+gamba attillata entro bello stivaletto di
+corduano, un volto rotondo, e pronto al
+sorriso anche senza averne occasione, che
+sembrasse dire: <i>Qual cosa vi abbisogna?</i>
+un bel berrettone di velluto e sovr’esso
+svolazzante una piuma di Turchia, uno
+spillo d’argento dorato. Credetelo, amico
+merciaio, chi possede belle mercanzie,
+ama parimente sfoggiarle. Oh! andiamo
+signori, che i bicchieri non facciano festa.
+Io bevo alla salute dei lunghi speroni, dei
+corti stivaletti, dei giustacuori bene imbottiti,
+e delle teste sventate.»
+</p>
+
+<p>
+«Ben m’accorgo, o Michele, che di
+me siete geloso, soggiunse allora il Goldthred,
+ma se il caso mi favorì in quell’istante,
+non mi trattò meglio di quello
+che avrebbe fatto con voi o con qualunque
+altro.»
+</p>
+
+<p>
+«Viso di torta! sclamò il Lambourne,
+il cielo ti castighi della tua impudenza!
+Vorresti tu, mercantuccio a ritaglio, porti
+<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
+a confronto di un militare, d’un uomo
+della mia sorte?»
+</p>
+
+<p>
+«Garbato signore, disse Tressiliano,
+vi pregherei a non interrompere il nostro
+merciaio d’Abingdon. Il suo racconto mi
+alletta sì, che non mi moverei dall’udirlo
+se durasse fino alla mezzanotte.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi mi onorate più che non merito,
+si fece a dire Goldthred; e poichè questa
+storia vi dà piacere, io la continuerò
+a malgrado de’ motteggi e de’ sarcasmi di
+questo valoroso militare, che ha guadagnato,
+cred’io, più botte che <i>corone</i> nella
+guerra de’ Paesi Bassi. Vi dirò adunque,
+che passando al di sotto di quel finestrone,
+lasciai le redini sul collo al mio palafreno,
+e perchè ciò mi giovava, e per essere più
+sciolto nel guardarmi all’intorno. Non
+mi credete più mai, o signore, se non vi
+dico il vero asserendo, che non mi è capitato
+veder altrove donna così leggiadra,
+e credo bene averne passate in rassegna
+quant’altri può fare, e d’intendermi di
+tal mercanzia al pari di chiunque abbia
+in ciò fama d’esperto.»
+</p>
+
+<p>
+«Ve la ricordate sì da farmene la descrizione?»
+soggiunse Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Oh! v’assicuro, signore, ch’ella era
+abbigliata qual si conviene a femmina di
+riguardo. Ricca, e studiata se ne vedeva
+<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
+l’acconciatura, che una regina non avrebbe
+sdegnato l’andarne ornata. La sua
+veste, il corsaletto e le maniche erano di
+un raso color di zenzevero, che a mio parere
+sarà costato 30 scellini al braccio. Si
+lasciava vedere la fodera di zendado ondato,
+e il tutto guernito da due larghi
+galloni d’oro e d’argento. Il suo cappello
+poi, o signore... non si è mai veduta cosa
+più leggiadra in tutti i nostri dintorni;
+lo copriva un drappo di seta giallo, ricamato
+d’oro, e parimente ornato di frangia
+d’oro. Vi giuro, quel cappello, era
+sontuoso al di là di quanto io ve lo sapessi
+descrivere.»
+</p>
+
+<p>
+«Veramente non intesi chiedervi come
+ella fosse vestita (disse Tressiliano, che
+si mostrò fin sulle prime impazientito di
+tutte queste particolarità in cui si diffondeva
+il merciaio). Vorrei mi parlaste della
+sua carnagione, dei lineamenti del viso,
+del color dei capelli.»
+</p>
+
+<p>
+«Quanto alla carnagione nulla di sicuro
+vi saprei dire. Osservai però ch’ella
+tenea un ventaglio, guernito di manico
+d’avorio, e in bizzarra foggia damaschinato.
+Non so poi se ella fosse bionda ovvero
+bruna. Stavano le sue chiome entro
+d’una reticella di seta verde tessuta con
+oro....»
+</p>
+
+<p>
+«Si vede veramente essere un merciaio
+<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
+che parla, si fece di mezzo il Lambourne.
+Il Signore chiede ragguaglio intorno le
+fattezze di una donna, e costui gli parla
+dell’acconciatura ch’ella portava.»
+</p>
+
+<p>
+«Ti dico (replicò Goldthred, alquanto
+imbarazzato da tale osservazione) che ho
+avuto appena il tempo di guardarla. Io
+stava lì per augurarle il buon giorno, e
+volgerle un sorriso....»
+</p>
+
+<p>
+«Simile a quello d’una simia che trovi
+per terra una castagna» interruppe il Lambourne,
+ma il merciaio fè vista di non
+dargli retta e così continuò:
+</p>
+
+<p>
+«D’improvviso comparve Tony Foster,
+egli medesimo, con in mano un grosso
+bastone...»
+</p>
+
+<p>
+«Col quale, spero, vi avrà carezzate
+le spalle in premio della vostra sfacciataggine»
+non potè ristarsi dal dire l’ostiere.
+</p>
+
+<p>
+«Questo poi è più facile da dirsi che
+da mettersi in opera (disse in tuono di
+sdegno il merciaio). No, no, signor Tressiliano,
+non accadde nessuna cosa di tal
+natura. Certamente colui si avanzò contro
+di me rotando il suo bastone, e volgendomi
+alcune male parole, e domandandomi
+perchè non avea io tenuto la strada maestra,
+e cose simili. Mi prese allora tal
+bile che gli avrei fracassato il cranio col
+manico della frusta; ma mi rattenne la
+<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
+presenza di quella signora che temei tramortisse
+dalla paura.»
+</p>
+
+<p>
+«Va via, cuor di gallina, va via, soggiunse
+il Lambourne. Avvi prode cavaliere
+che mai pensasse alla paura d’una
+bella, quando occorse per liberarla affrontar
+giganti, draghi, od incantatori? Ma
+che parlo io d’incantatori e di draghi ad
+un uomo che si è lasciato cacciar via da
+una mosca? Tu perdesti una gran bella
+occasione di segnalarti.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, millantatore, cerca tu di
+trarne miglior profitto. Il castello incantato
+è poco lontano. Il drago e la bella
+sono ai tuoi comandi. Ardisci presentarti.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo farei per un boccale di vino di
+Canarie. Ma aspetta. Ho bisogno di biancheria.
+Vuoi tu scommettere una pezza di
+tela d’Olanda contro questi cinque <i>angeli</i>
+d’oro? e domani mattina vado a casa
+di Tony Foster, e lo costringo a presentarmi
+egli medesimo alla sua bella.»
+</p>
+
+<p>
+«Accetto la scommessa, e benchè tu
+non la ceda al diavolo nella sfrontatezza,
+sono sicuro di vincere. Il nostro ostiere
+custodirà le poste, e tanto ch’io vado a
+prendere la pezza di tela, metto nelle sue
+mani questi cinque <i>angeli</i> d’oro.»
+</p>
+
+<p>
+«Io non tengo poste di sì fatte scommesse,
+disse subitamente l’ostiere. Nipote
+mio, bevi tranquillamente il tuo vino, e
+<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
+non cercar di tali avventure. Ti sto mallevadore,
+che Tony Foster ha bastante
+credito per ottenerti ricovero nel castello
+di Oxford, e farti decorare i polsi della
+mano di due smaniglie di ferro.»
+</p>
+
+<p>
+«Per Michele non sarebbe altro che rivedere
+un suo antico ospizio, e i suoi polsi
+sono avvezzi a questo genere di smaniglie,
+disse allora il merciaio. Ma non può più
+tornare addietro dalla sua scommessa, a
+meno che non confessi d’averla perduta.»
+</p>
+
+<p>
+«Per Dio! sclamò il Lambourne. Vi
+giuro che mi dà tanto fastidio la collera
+di Tony quanto un guscio di noce; e voglia
+egli, o non voglia, vedrò la sua
+principessa.»
+</p>
+
+<p>
+«Sarei volentieri con voi a metà nel
+rischio della scommessa, disse Tressiliano,
+semprechè mi permetteste accompagnarvi
+nella ricerca di quest’avventura.»
+</p>
+
+<p>
+«E qual pro ne trarreste?» gli domandò
+tosto il Lambourne.
+</p>
+
+<p>
+«Nessuno, o signore, fuorchè il piacere
+di ammirare la destrezza e il coraggio
+che voi porreste in sì fatta impresa.
+Sono un viaggiatore, per cui han vezzo le
+cose straordinarie, quanto pei cavalieri
+erranti n’ebbero le avventure.»
+</p>
+
+<p>
+«Se dunque vi diletta il veder prendere
+col rampone una trota, consento che siate
+spettatore di questa mia pesca. Intanto
+<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
+bevo al buon successo di tale impresa, e
+se vi è chi neghi farmi ragione, lo spaccio
+per un galuppo, e gli taglio senza
+complimento i garretti.»
+</p>
+
+<p>
+La tazza vôtata questa volta dal Lambourne
+era preceduta da tante altre, che
+la ragione gli vacillò finalmente. Laonde
+ben due o tre fiate imprecò giurando il
+merciaio, perchè questi sosteneva con molto
+senno di non poter far brindisi alla
+perdita della scommessa accettata.
+</p>
+
+<p>
+«Pretenderesti forse farla da logico con
+me? gridava Michele, tu, nella cui testa
+non è più cervello di quel che ne sia in
+una matassa di seta intricata. Sai tu dalla
+parte di Dio, che farò del tuo corpo
+50 <i>aune</i> di cordella?»
+</p>
+
+<p>
+E intanto che traeva la sciabola per
+mostrarsi uom di parola, due garzoni
+dell’osteria s’impadronirono di lui, poi
+lo condussero nella stanza assegnatagli,
+affinchè digerisse a tutto suo agio il vino
+bevuto.
+</p>
+
+<p>
+Tutti allora si levarono da tavola, e
+la brigata si sciolse, il che tornò a grande
+soddisfazione dell’ostiere, ma non altrettanto
+a quella de’ convitati, i quali aveano
+poca voglia di rinunziare al buon vino,
+che non costava danari, fintanto
+almeno che aveano forza di tenere in
+mano il bicchiere. Ciò nonostante costretti
+<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
+a ritirarsi, partirono finalmente, lasciando
+padroni del campo Tressiliano
+e l’albergatore.
+</p>
+
+<p>
+«In fede mia, disse il secondo, non
+intendo qual diletto trovino i gran signori
+nel dar feste e banchetti, e sostenere la
+parte d’ostieri senza avere poi il vantaggio
+di presentare il conto a ciascuno dei
+convitati. Fortunatamente, tal cosa mi accade
+di rado, e per san Giuliano, è sempre
+contro mio genio. Vedete! tutti questi
+corpi senz’anima, tutti questi fiaschi,
+che mio nipote, e i beoni suoi colleghi si
+tracannarono, doveano portarmi un bel
+profitto, ed ecco in vece una partita di
+scapito da portarsi ne’ miei registri. Assolutamente
+non mi par possibile il divertirsi
+in mezzo al romore, allo schiamazzo,
+alle querele e ai disordini che derivano
+dall’ubbriachezza, vedere atti, udir propositi
+dissoluti, e bestemmie, ogni volta
+che in tutto questo vi è perdita in vece
+di guadagno. Eppure quanti in questo bel
+trastullo hanno dissipati ricchissimi patrimonii,
+senza curarsi del danno che arrecavano
+agli ostieri. Perchè, chi diavolo
+vorrà venire a pagare il conto all’<i>Orso
+nero</i>, quando possa sedersi <i>gratis</i> alla tavola
+d’un lord o d’un cavaliere?»
+</p>
+
+<p>
+Il modo stesso di tale declamazione
+contro l’ubbriachezza diè a divedere a
+<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
+Tressiliano, che il vino avea fatta qualche
+impressione sul cervello, comunque
+agguerrito, del rispettabile ostiere. Lo
+straniero che solo in quella brigata si era
+tenuto guardingo, volle adunque profittare
+della loquacità che il vino suole infondere,
+per iscavare dall’albergatore qualche
+miglior contezza intorno Tony Foster e
+la donna, che il merciaio avea veduto
+nell’abitazione di costui. Ma le indagini
+di Tressiliano non condussero per parte
+dell’ostiere che a nuove insulse declamazioni
+contro l’astuzia femminile, nelle
+quali il buon uomo chiamò in aiuto tutta
+la sapienza di Salomone per far valere la
+propria. Finalmente Gosling trasportò la
+sua attenzione verso i garzoni dell’osteria
+che stavano sparecchiando, diede loro
+diversi ordini e taroccò. Poi volendo unire
+l’esempio ai precetti, ruppe un piatto
+e una mezza dozzina di bicchieri nel mostrare
+ai famigli come si faceva a dovere
+il servizio alle <i>Tre Cicogne</i>, taverna in
+quei giorni la più rinomata di Londra. Il
+quale inconveniente lo richiamò sì bene
+alla ragione, che salito in fretta nella propria
+stanza, si pose in letto, ove dopo
+aver profondamente dormito, si svegliò
+tutt’altro uomo nel dì successivo.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO III.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»È vano il vostro predicar. Vo’ piena</p>
+<p class="i01">»Far la scommessa. Figlia fu del vino,</p>
+<p class="i01">»Voi dite. Un cavalier tiene, il mattino,</p>
+<p class="i01">»Quel che promise sbevazzando a cena.</p>
+<p class="i06"> <i>La tavola del giuoco.</i></p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+«Che cosa è di vostro nipote, mio buon
+ostiere?, disse Tressiliano nella mattina
+del successivo giorno, appena vide Giles
+Gosling discendere nel salone, ove si era
+cenato la sera innanzi. Come sta questo
+vostro nipote? Si mantien sempre fermo
+nella scommessa fatta?»
+</p>
+
+<p>
+«Vi dirò. Dopo aver girato due ore
+per visitare tutte le tane de’ suoi antichi
+colleghi, è rientrato adesso, ed ha fatta
+la sua colazione di uova fresche e moscato.
+Ma quanto alla scommessa, mio
+buon signore, vi consiglio da amico a
+non ve ne impicciare, come di nessun’altra
+cosa che venisse in testa d’imprendere
+a Michele. Ora pensate piuttosto
+a refocillare il vostro stomaco con un
+buon brodo caldo, e lasciate, che mio
+nipote e Goldthred si sbarazzino dalla
+loro scommessa come crederanno meglio.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Se volete essere sincero, mio caro
+albergatore, voi non sapete come prenderla
+nel parlare di questo vostro nipote,
+che non potete nè biasimare, nè
+lodare, senza qualche rimorso di coscienza.»
+</p>
+
+<p>
+«È propriamente così, degnissimo signor
+Tressiliano. Certa affezione di natura
+mi dice all’orecchio: Giles, Giles,
+perchè pregiudicare la riputazione del
+figlio di tua sorella? perchè diffamare un
+nipote? perchè bruttar da te stesso il
+tuo nido, disonorare il proprio sangue?
+Ma viene poi da un’altra banda la giustizia
+e mi grida: Guarda quest’ospite
+rispettabile, che non ne è più capitato
+un simile all’<i>Orso nero</i>, un uomo il
+quale non ha mai avuto che dire sul
+conto: lo dico alla vostra presenza sig.
+Tressiliano, e non è nemmeno perchè
+abbiate avuto occasione di trovar da ridire.»
+Poi continuò a parlar con se
+stesso. «Un viaggiatore, che a quanto
+può giudicarsi, non sa per qual motivo
+sia venuto, nè quando partirà!... E
+voi che siete albergatore, che da trent’anni
+pagate le vostre tasse in Cumnor,
+presentemente primo costabile del borgo,
+permettereste che questa fenice dei forestieri,
+degli uomini, e dei viaggiatori,
+cadesse nelle reti d’un nipote sol conosciuto
+<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
+per uno sfaccendato, per un malvivente,
+che vi sta unicamente colle carte
+e coi dadi, e dottore in tutti sette i peccati
+mortali, se in queste facoltà si dessero
+le lauree, ed i gradi? No dalla parte
+del cielo! Sia, che chiudiate gli occhi
+finchè costui non tende le reti che per
+inviluppare un Goldthred! Ma quanto
+al vostro ospite! Siete in obbligo d’avvertirlo,
+di armarlo de’ vostri consigli,
+semprechè voglia ascoltarli. Voi suo fedele
+albergatore!....»
+</p>
+
+<p>
+«Vi son grato, onest’uomo, nè dimenticherò
+i vostri suggerimenti, ma in
+quanto spetta alla presente scommessa,
+debbo tenere la mia parola, poichè mi
+sono tanto innoltrato. Onde vi prego piuttosto
+a tale proposito volermi fornire
+qualche migliore contezza. Chi è questo
+Foster? Qual mestiere fa egli? Perchè
+custodisce con tanto mistero una donna?»
+</p>
+
+<p>
+«In vero, mio signore, non posso
+aggiugnere fuorchè poche cose a quelle
+che sapeste ieri. Egli fu un papista
+della regina Maria. Adesso è un protestante
+della regina Elisabetta. Già vassallo
+dell’Abbate di Abingdon, or è
+padrone di un bel possedimento che apparteneva
+all’Abbazia. In fine, egli era
+povero. Si trova ricco al dì d’oggi. Dicesi
+che nella vecchia casa abitata da
+<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
+costui si trovino appartamenti sì ben forniti,
+da potervi alloggiare la nostra regina,
+che Dio la protegga. Alcuni si danno
+a credere ch’egli abbia trovato un tesoro
+nel verziere, altri che si sia venduto
+al diavolo per far ricchezze. Molti
+poi sostengono aver egli rubata tutta l’argenteria
+della casa abbaziale, che, al
+dir di questi, nei tempi della riforma
+era stata nascosta nel palazzo di città.
+Comunque si stia la cosa, ha fatto fortuna,
+e Dio, la sua coscienza, e probabilmente
+anche il demonio sanno solamente
+il modo con cui l’abbia fatta.
+Il suo umore è intrattabile, ed ha rotta
+ogni corrispondenza cogli abitanti del
+paese, come chi ha qualche gran segreto
+da custodire, o pensandosi forse impastato
+d’una creta diversa da quella onde
+lo siamo noi. Se Michele persiste nel
+volere rinnovar conoscenza con lui vedo
+cosa infinitamente probabile che attaccheranno
+briga fra loro, ed è perciò,
+ottimo sig. Tressiliano, che vorrei distorvi
+dall’accompagnare in questa visita
+mio nipote.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano lo accertò, che si sarebbe
+regolato colla massima circospezione;
+onde non dovere egli, l’ostiere, prendersi
+a tal proposito nessun affanno; ed
+aggiunse tutte quelle assicurazioni di cui
+<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
+largheggiano sempre coloro che sono risoluti
+ad eseguire alcuna cosa contro il
+suggerimento de’ loro amici.
+</p>
+
+<p>
+Intanto aveva accettato l’invito dell’albergatore,
+e terminava di far con lui colezione,
+che ottima l’avea loro fornita
+l’avvenente Cicily, la bellezza del banco.
+In quel mentre capitò ivi l’eroe della sera
+precedente, Michele Lambourne, che
+avea prima dato qualche sollecitudine
+ad acconciarsi, e dismesso il vestito da
+viaggio, altro ne avea preso foggiato
+all’ultima usanza, e mostrava non so
+quale ricercatezza in tutto il suo esterno.
+</p>
+
+<p>
+«Per bacco! diss’egli, mio caro zio,
+ci avete leggiadramente inaffiati la scorsa
+notte; ma trovo altrettanto arida questa
+mattina, e ve lo proverei volentieri
+col bicchiere alla mano. Oh! che vedo?
+Questa è Cicily, la mia vezzosa cugina.
+Mi ricordo avervi lasciata in fasce, e
+or vi trovo in corsaletto di velluto, e
+attillata quanto il possa essere avvenente
+giovinetta che vive sotto il sole dell’Inghilterra.
+Vedete in me un congiunto e
+un amico, amabilissima Cicily, ed accostatevi
+perchè io vi stringa al seno e
+vi benedica.»
+</p>
+
+<p>
+«Adagio, adagio; sig. nipote, (si
+frappose tosto Giles Gosling) non vi
+date tante cure per riguardo a Cicily,
+<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
+e lasciatela attendere alle sue faccende.
+Se vostra madre fu mia sorella, non ne
+viene di conseguenza che voi dobbiate
+essere cugino di Cicily.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh bella! ma che? mio caro zio!
+M’avete preso per un cane di miscredente,
+capace di dimenticare i riguardi
+che debbo alla mia famiglia?»
+</p>
+
+<p>
+«Io non dico nessuna di queste cose,
+ma le cautele non sono mai cattive, e poi
+la penso così. Certamente alle dorature
+del tuo vestito si direbbe che hai cambiato
+pelle, ma la cambiano anche i
+serpenti in tempo di primavera, e tu
+non t’introdurrai nel mio Eden, perchè
+farò io la guardia ad Eva. Siine certo,
+Michele. Mi pare un sogno. A veder
+te in quell’aggiustamento, e paragonandoti
+col sig. Tressiliano, si è tentato
+a credere che tu sei il gentiluomo, ed
+egli il nipote dell’ostiere.»
+</p>
+
+<p>
+«Questo equivoco, mio caro zio, nol
+può fare che la gente del vostro villaggio,
+perchè non vede più in là. Sappiatelo,
+e poco monta se v’è chi m’ascolti,
+nel vero gentiluomo si trovano
+certe qualità che appartengono solo a lui,
+e che per quanto faccia, non arriva ad
+acquistare chi non nacque in quella condizione.
+Non saprei dire da che derivi.
+Ma certamente, benchè io sappia presentarmi
+<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
+con aria franca in una taverna,
+chiamare, strapazzandoli, i famigli,
+bere con disinvoltura, giurare senza riguardi,
+e buttare il mio danaro da una
+finestra al pari di qualunque gentiluomo
+che porti sproni dorati, e pennacchio
+bianco, il diavolo mi porti se son capace
+di farmi prendere per un d’essi,
+benchè a ciò mi sia studiato le cento
+volte. Il padrone dell’osteria mi mette
+sempre in fondo di tavola, mi serve per
+l’ultimo. Se domando da bere, il garzone
+risponde: <i>ho capito</i>, senza mostrarmi
+il minimo riguardo, o atto di rispetto.
+Ma che rileva? Non voglio ammazzarmi
+per questo. Ho quant’aria nobile
+mi basta per far testa a Tony Foster,
+e per oggi non mi bisogna meglio.»
+</p>
+
+<p>
+«Siete adunque fermo nel divisamento
+di render visita a questo vostro antico
+conoscente?» disse Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Fermissimo, rispose l’uom di ventura.
+Fatta una scommessa, è dovere il
+sostenerla sino alla fine; legge riconosciuta
+dall’universo. Ma signore, se la
+mia memoria non m’inganna, perchè
+confesso che ieri sera le diedi molta rugiada
+di vin di Canarie, voi dovete aver
+qualche parte nei pericoli di tale impresa!»
+</p>
+
+<p>
+«È giusto, rispose Tressiliano, io
+<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
+mi offersi, semprechè me ne aveste conceduta
+la permissione, di accompagnarvi
+nel far questa visita, ed ho già
+posta nelle mani del nostro degno albergatore
+metà della somma equivalente
+alla scommessa.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì certo, disse Giles Gosling, ed
+in <i>nobili</i> d’oro&#8205;<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>, che credo non sieno
+mai stati adoperati i più belli nel pagare
+un conto. Io auguro adunque ad entrambi
+il miglior successo possibile in questa
+impresa, giacchè vi veggo risoluti a tale
+visita. Ma fate a mio modo, bevete un’altra
+volta prima d’andarvene, perchè
+prevedo, che da Tony Foster avrete
+un ricevimento alquanto secco. Ascoltatemi
+però. Se mai vi trovaste in pericolo,
+invece di ricorrere all’armi, fatene
+avvertire me, Giles Gosling, primo
+costabile di Cumnor; perchè comunque
+sia fiero Tony, mi può bastar l’animo
+di metterlo al dovere.»
+</p>
+
+<p>
+Michele, da obbediente nipote, fece
+la volontà dello zio col bere un altro
+bicchier di vino, asserendo, che la sua
+mente non si trovava mai tanto lesta,
+come dopo avere di buon mattino inumidito
+il gorgozzuolo; indi partì insieme
+<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
+a Tressiliano per alla volta dell’abitazione
+di Tony.
+</p>
+
+<p>
+Il villaggio di Cumnor è deliziosamente
+situato sopra d’una collina. In mezzo
+ad un parco assai boscoso, trovavasi
+l’antico edifizio abitato allora da Tony
+Foster, edifizio le cui rovine si vedono
+forse ancora oggi giorno. Questo parco
+in allora riceveva ombra da smisurati
+alberi, e soprattutto da antichissime querce,
+che le loro braccia gigantesche stendevano
+fino al di sopra delle muraglie,
+da cui questa abitazione andava ricinta;
+laonde quello spartato luogo presentava
+un non so che di tetro e monastico. Vi
+si entrava per una porta di forma antica
+che s’apriva in due battitoi, costrutta
+di fitto legno di rovere, e la
+guernivano chiodi di grossa capocchia,
+onde l’avresti detta la porta d’una città.
+</p>
+
+<p>
+«Affè che non sarà sì facile il prendere
+la fortezza d’assalto (disse il Lambourne,
+ponendo mente alla costruzione
+di questa porta), ogni qualvolta l’umor
+sospettoso del nostro mariuolo gli desse
+fantasia di negarcene l’ingresso; la qual
+cosa è possibilissima, se la sciocca visita
+di quel mercante di carabattole gli
+ha messe pulci nel capo. Ma no (soggiunse
+tosto accorgendosi che la porta
+cedeva al primo impeto) vedete cosa di
+<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
+buon augurio, ed eccoci a quest’ora sul
+terreno proibito, senz’aver trovato peggior
+ostacolo fuorchè l’inerzia d’una
+pesante porta di rovere impernata sopra
+cardini rugginosi.»
+</p>
+
+<p>
+Trovaronsi allora in un viale ombreggiato
+da grandi alberi, simili a quelli
+di cui favelliamo. Altra volta lo fiancheggiavano,
+una per banda, due file
+leggiadramente ordinate di tassi, e di
+allori spinosi. Ma questi arbusti non rimondati
+dopo lunga serie di anni aveano
+fatta una folta boscaglia d’alberi nani,
+i cui rami malinconici e neri usurpavano
+terreno a quel viale che un giorno avevan
+protetto. Vi crescea l’erba per ogni
+dove, e in due o tre luoghi si vedeano
+cataste delle loro legna, fatte nell’istesso
+parco, e poste ivi a disseccarsi. Lo stesso
+viale era attraversato da altri viali, ma
+parimente ingombri di macchie, rovi,
+ed erbe cattive. Oltre a quel senso di
+molestia, che ne invade con tanta forza
+al vedere le più nobili opere dell’industria
+andare in scadimento per una sequela
+d’incurie, e le tracce della vita
+sociale scomparire a gradi a gradi sotto
+la prevalenza di una intemperante vegetazione,
+non più regolata dall’arte,
+l’immensa altezza delle querce, e la foltezza
+di questi sottoposti alberi diffondeano
+<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
+colà tal tetraggine anche allor
+quando il sole era più alto, che si comunicava
+in proporzione agli animi di
+chiunque stavasi a contemplare sì fatta
+scena. Lo stesso Lambourne non ne andò
+immune, benchè d’ordinario lo commovessero
+le cose che urtavano di fronte
+le sue passioni.
+</p>
+
+<p>
+«Questo bosco è nero quanto la gola
+d’un lupo», disse Tressiliano, innoltrandosi
+verso quel viale solitario, che parea
+la sede della mestizia. Di lì vedeasi
+la facciata dell’edifizio, costrutto altra
+volta dai frati. Centinate ne erano le
+finestre, e costrutte di mattoni le muraglie,
+cui si rampicavano l’edere e l’altr’erbe
+vaghe di tappezzar vecchie pareti.
+Sovrastavano alla fabbrica alti cammini.
+</p>
+
+<p>
+«Per altro, dicea Michele, non
+so dar torto al Foster, se avendo sposata
+la massima di non vedere nessuno,
+tiene la sua abitazione in tale stato da
+non invogliar le persone ad entrarvi.
+Ben v’assicuro, che s’egli fosse tuttavia
+il Foster da me conosciuto altra volta,
+da lungo tempo queste roveri sarebbero
+ite a starsene in qualche legnaia, ed
+i materiali della casa che vediamo avrebbero
+servito a fabbricarne altre, intanto
+che il nostro galantuomo avrebbe sfoggiato
+il prezzo ritrattone sopra un vecchio
+<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
+tappeto verde, in qualche tenebroso
+nascondiglio dei dintorni di White Friars.»
+</p>
+
+<p>
+«Era egli adunque tanto dissipatore?»
+soggiunse Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Non si mostrava nè più nè meno di
+quel che sono gli uomini della nostra
+fatta, nè santo, nè economo. Ma ciò
+che fortemente spiaceami in esso era il
+vederlo avverso ad ogni comunanza di
+godimenti. Sospirava, come suol dirsi,
+tutte le gocciole d’acqua, che non passavano
+pel suo molino. — Tracannava
+sempre da solo tal quantità di vino,
+che vi giuro non mi sarei preso assunto
+di finirla, nemmen col soccorso del beone
+più accreditato della contea di Berk.
+Tal circostanza, aggiunta a ciò ch’egli
+era per natura dedito alla superstizione,
+lo facea indegno di stare in brigata co’
+suoi colleghi. E vedete di fatto come
+si è sepolto in una tana, che è quanto
+al giusto conviensi ad una volpe di tal
+natura.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma poichè l’umore di questo che vi
+fu un giorno compagno si confà sì poco
+col vostro, potrei chiedervi, sig. Lambourne,
+d’onde viene in voi tanta vaghezza
+di rinnovellar con lui conoscenza?»
+</p>
+
+<p>
+«E potrei io domandarvi a mia volta
+dond’è in voi la vaghezza d’accompagnarmi
+<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
+in tal visita, sig. Tressiliano?»
+</p>
+
+<p>
+«Non vel dissi? la parte che presi
+alla scommessa, la curiosità.....»
+</p>
+
+<p>
+«Davvero! Ecco in qual modo, voi
+altri signori, usi a vantarvi di urbanità
+e ragionevolezza, vi levate d’impaccio
+nel rispondere a noi, che però
+sappiamo usar liberamente del nostro ingegno.
+Ma se alla vostra prima inchiesta
+avessi dato per risposta, ch’io non
+aveva altro motivo di visitare il mio
+antico collega Foster, se non se la curiosità,
+oh! scommetto che l’avreste detta
+una scappatoia, un ingegno del mio mestiere.
+Nonostante capisco bene, mi sarà
+d’uopo aver per buona la risposta che
+mi avete data.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè non potrebbe la semplice
+curiosità avermi indotto a far questa camminata
+in vostra compagnia?»
+</p>
+
+<p>
+«Servitevi, signore, servitevi; ma non
+credeste però di darmela ad intendere.
+Ho vissuto assai lungo tempo in mezzo
+a quelli che sanno sbarazzarsi in questo
+mondo, nè quindi è sì facile il darmi
+semola per farina. Voi siete gentiluomo,
+così per nascita come per educazione,
+e il vostro portamento stesso lo dà a divedere.
+Da questo si scorge pure che godete
+buona riputazione, cosa di cui si
+fece anche mallevadore mio zio. Or vi
+<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
+mettete in compagnia d’uno sfaccendato,
+tale almeno è il titolo di cui mi si
+fa onore, e ciò per andar a trovare un
+altro della stessa lega, a voi sconosciuto.
+Nè v’induce che sola curiosità! Eh!
+via. Se questa ragione da voi addotta,
+venisse pesata in una giusta bilancia,
+oh! per bacco, si troverebbe calante,
+e calante assai.»
+</p>
+
+<p>
+«Quand’anche non v’ingannaste in
+tal raziocinio, dovreste considerare, signor
+Lambourne, che non mi deste finora
+assai prove di confidenza onde eccitarne,
+o meritarne altrettanta per parte
+mia.»
+</p>
+
+<p>
+«Se dipende da ciò, i miei fini li
+vedete a fior d’acqua. Osservate (e in
+ciò dire trasse di saccoccia la borsa,
+che gettò in aria, lesto indi a raccoglierla
+colla mano, affinchè non toccasse
+terra)... Tanto che durerà questa borsa
+non mi mancheranno passatempi di morbino,
+ma, terminata che sia, mi farà
+d’uopo cercarne d’altro genere. Ora se
+la misteriosa signora di questa casa,
+questa bella invisibile di Tony <i>Brucia-cataste</i>
+è un pezzo appetitoso, come
+la dipingono, non è fuor del probabile
+ch’essa mi aiuti a convertire in soldi
+di rame tutti questi <i>nobili</i> d’oro. Ma
+se per altra parte è vera l’asserita ricchezza
+<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
+di Tony, quanto è fuor di dubbio
+la costui ribalderia, potrebbe anche
+accadere che queste due cose diventassero
+per me la pietra filosofale, onde
+cambiar nuovamente i miei soldi di rame
+in <i>nobili</i> d’oro.»
+</p>
+
+<p>
+«Non posso negarvi che questo doppio
+divisamento è immaginato assai bene;
+ma non vedo troppo la via di mandarlo
+ad esecuzione.»
+</p>
+
+<p>
+«Nè io vi dico che ciò debba succedere
+piuttosto oggi o domani. Perchè non
+mi son già messo in mente di prendere
+nelle mie reti questo vecchio praticone,
+prima d’avergli preparato quel vischio
+che sarà più confacente a tal uopo. Ma
+conosco meglio sta mane le cose sue di
+quello che le vedessi ier sera, e saprò ben
+io far valere il poco che so per dargli a
+credere di saperne anche di più. Del rimanente,
+se non avessi sperato o diletto
+o profitto nel tentare questa avventura,
+credete pure, che non mi sarei cimentato,
+tanto più che non la vedo priva affatto
+di rischio. Ora vi siamo, e convien andarne
+al termine.»
+</p>
+
+<p>
+Nel dirsi queste cose, entrati erano in
+un gran verziere, che circondava da due
+bande la casa, se però potea più dirsi
+verziere un bosco d’alberi, che comunque
+da frutto, frutto non produceano pressochè
+<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
+di sorte alcuna, tanto ne crebbero i
+rami parassiti; e tanto l’industria umana
+gli avea abbandonati, che i tronchi
+loro andavano tutti ricoperti di musco.
+Quelli di tali alberi che prima erano stati
+piantati in ispalliera, avendo ripreso
+l’andamento primitivo del crescer loro,
+presentavano tai forme, che confondeano
+in grottesca guisa l’opera dell’arte e l’opera
+della natura. La maggior parte di
+questo terreno dianzi foggiato in aiuole
+ornate di fiori, mostravasi incolto, tranne
+pochi scompartimenti ove si faceano nascere
+legumi. Alcune statue che aveano
+abbellito il giardino ne’ giorni del suo
+splendore, vedeansi rovesciate dai loro
+piedistalli e messe in pezzi. Nè in migliore
+stato trovavasi una conserva, pria serbata
+alle piante più timorose del freddo,
+la cui fronte, adorna di bassi rilievi in
+pietra, rappresentava la vita e le geste di
+Sansone.
+</p>
+
+<p>
+Aveano già i due viandanti attraversato
+questo giardino della pigrizia, e giunti
+erano pochi passi lontano dalla porta
+della casa, allorchè il Lambourne terminava
+il suo discorso. La qual cosa fu
+di grande soddisfazione per Tressiliano,
+poichè lo tolse dall’imbarazzo di corrispondere
+con egual sincerità a quella che
+gli dimostrò il suo compagno nel confidargli
+<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
+senza ritegno quai mire lo avessero
+tratto in questo luogo. L’ardimentoso
+Lambourne diede alcune aspre picchiate
+alla porta, non senza far osservare al suo
+collega, che avea visto guernita di porte
+men sode più d’una prigione. Non fu se
+non se dopo aver picchiato parecchie volte,
+allorchè un servo di figura sgradevole si
+affacciò, per fare scoperta, a un buco
+quadro, tagliato nella porta medesima, e
+munito di spranghe di ferro, poi chiese
+ai venuti che si volessero.
+</p>
+
+<p>
+«Parlar tosto per affari importantissimi
+di stato, al sig. Foster» disse con
+sicuro tuono il Lambourne.
+</p>
+
+<p>
+«Temo che incontrerete qualche difficoltà
+all’atto di provare il vostro assunto»
+soggiunse Tressiliano con voce
+sommessa al compagno, nel tempo che
+il servo portava al suo padrone questo
+messaggio.
+</p>
+
+<p>
+«Che mi dite ora? (rispose l’altro).
+Niun soldato marcerebbe avanti, se stesse
+prima a meditare in qual modo farà
+la sua ritirata. La prima cosa è entrare.
+Indi tutte le cose si accomoderanno
+da sè.»
+</p>
+
+<p>
+Non tardò il servo a tornare, e tratti
+i grossi catenacci che fermavano quella
+porta, fece passare gli stranieri per una
+stretta in volta d’onde trovaronsi in una
+<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
+corte quadrata, cinta d’ogn’intorno di
+fabbriche. Poi aperta altra porta, che in
+fondo della corte stava rimpetto alla prima
+d’ingresso, gl’introdusse in una sala
+lastricata di pietre, e fornita di poche suppellettili,
+antiche e ridotte in cattivo stato.
+Le finestre della medesima guardando
+soltanto nella corte, l’altezza delle fabbriche
+non lasciava che i raggi del sole
+penetrassero in quel luogo. Aggiungasi che
+ogni battitoio di finestra essendo separato
+dall’altro col mezzo di scompartimenti di
+pietra, e i vetri carichi di dipinture, che
+rappresentavano diversi fatti della sacra
+storia, finestre di sì fatta costruzione,
+lunge dall’ammettere la luce in proporzione
+di lor grandezza, produceano che
+quella tenue ancora cui davano passaggio,
+fosse ingombra de’ colori tetri e malinconici
+dipinti su i loro vetri.
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano e la sua guida ebbero
+tutto l’agio di contemplare tali particolarità,
+perchè il padrone di casa si fece
+aspettar qualche tempo. Comparve in fine,
+e benchè Tressiliano fosse preparato a
+vedere una figura spiacente e schifosa, la
+costui laidezza oltrepassava ancora tutto
+quanto immaginato egli aveva. Era il Foster
+uomo di mezzana statura, nerboruto
+a quanto scorgeasi, ma di fattezze sì
+poco diverse dalla difformità, che mettea
+<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
+nausea; alle quali grazie esterne aggiugneasi
+ancora ch’egli era mancino. In
+quei tempi davasi per solito molta cura
+all’acconciatura del capo. Ma i capelli di
+costui, anzichè essere o ben lisciati, o
+ordinati in anella, o ritti sulle loro radici,
+come se ne vedono i modelli in alcuni
+ritratti antichi, e come usano in circa
+i nostri cicisbei nel mentre ch’io scrivo,
+cadeano sconciamente fuori d’un fitto berrettone,
+intricati insieme, che parea non
+avessero mai visto pettine, e coprendo a
+grado dell’aria la fronte ed il collo del
+nostro uomo, la qual circostanza non
+faceva cattivo accompagnamento ad un
+aspetto sì tristo. I suoi occhi neri, nè per
+vero dire privi di vivacità, s’ascondeano
+sotto due foltissime sopracciglia, e per lo
+più guardavano verso terra, quasi, vergognosi
+del cattivo animo che davano a
+scorgere, volessero sottrarre la bruttezza
+di questo indizio ai circostanti. Nelle
+poche volte però, che per la necessità
+di vedere in volto gli altri, li sollevava,
+si leggeva in essi la forza di esprimere
+ardentissime passioni, e l’altra ad un tempo
+di simularle a talento. Tutti gli altri
+lineamenti erano irregolari, ma buttati
+là in modo da far sì che chi avea veduta
+una volta quella sì ladra fisonomia, non
+la dimenticasse più mai. E bastò a Tressiliano
+<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
+il trovarsi alla presenza di costui
+per confessare a se medesimo essere
+questo Foster l’ultimo fra gli uomini cui
+avesse dovuto fare una visita, che non
+era certamente nè aspettata, nè desiderata
+da chi la riceveva.
+</p>
+
+<p>
+Portava un giubbone con maniche di
+cuoio rosso, simile al vestito usato allora
+dai contadini più facoltosi degli altri, ed
+un cinturino parimente di cuoio, che
+sosteneva a mano diritta un pugnale, e
+a manca una scimitarra. Alzò gli occhi
+nell’atto di entrare, misurando d’un guardo
+rapido ed accorto le persone che il
+visitavano, poi gli abbassò, come se avesse
+dovuto numerare i passi che dovea fare
+per arrivare alla metà della sala; indi
+con voce bassa e contegnosa si fece a
+dire: «Vogliate spiegarmi, o signori,
+il motivo di vostra venuta».
+</p>
+
+<p>
+Parve che a Tressiliano principalmente
+fosse volta l’inchiesta, e che da questo
+solo aspettasse il Foster risposta, tanto era
+giusta l’osservazione del Lambourne, che
+la superiorità derivata da nascita e da
+educazione si fa scorgere per traverso al
+più semplice vestimento. Ma la risposta
+venne in vece da Michele, che prese nel
+darla i modi famigliari d’uomo francheggiato
+da ricordanza d’antica amicizia, e
+<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
+che punto non dubitasse della cordialità,
+con cui stava per essere accolto.
+</p>
+
+<p>
+«Mio caro amico, primo compagno
+di mia giovinezza, dilettissimo Tony Foster!
+(e così sclamando, lo prese quasi a
+costui malgrado per la mano, dimenandola
+con sì bel garbo che gliene comunicava
+lo scotimento a tutta la persona)
+come avete passata la vita vostra dopo
+tant’anni che non ci vediamo? Ma che?
+avete forse dimenticato affatto l’amico,
+il fedele compagno, Michele Lambourne?»
+</p>
+
+<p>
+«Michele Lambourne! (replicò Foster
+levando sopra di lui gli occhi, che poi
+immantinente abbassò; indi senza cerimonie
+sciolse da quella dell’altro la propria
+mano); voi siete dunque Michele
+Lambourne?»
+</p>
+
+<p>
+«Sicuramente, come voi Tony Foster.»
+</p>
+
+<p>
+«E ciò pur sia (soggiunse Foster, aggrottando
+le ciglia). Qual cagione può
+condurre in questo luogo Michele Lambourne?»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Voto a Dios</i>, sclamò Michele, io
+credea trovar qui migliore accoglienza di
+quella che, se non m’inganno, s’avrebbe
+voglia di farmi.»
+</p>
+
+<p>
+«E che? Mercanzia da forca, masserizia
+da galera, avventor del carnefice! puoi tu
+pensarti di ricevere buona accoglienza da
+<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
+chiunque non abbia sempre dinanzi gli occhi
+la spaventosa prospettiva di Tiburn?»
+</p>
+
+<p>
+«Tutte queste cose possono esser vere,
+e voglio anche supporle tali. Ma non
+toglierebbero mai ch’io non fossi la compagnia
+che si vuole a Tony <i>Brucia-cataste</i>,
+benchè ora, non so troppo bene per qual
+merito o titolo, si trovi egli padrone di
+Cumnor Place.»
+</p>
+
+<p>
+«Ascoltatemi, Lambourne, come giuocatore
+dovreste conoscere il calcolo delle
+probabilità. Calcolate quante ne stanno
+ora per voi che da questo finestrone io
+vi getti nella fossa sottoposta.»
+</p>
+
+<p>
+«C’è da scommettere venti contr’uno
+che non ne farete niente.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè di grazia?» chiese Foster
+coi denti serrati, e colle labbra convulse,
+com’uomo agitato da forte commozione
+interna.
+</p>
+
+<p>
+«Perchè, se vi piace vivere (rispose
+senza punto scomporsi il Lambourne),
+voi non ardirete toccarmi colla punta di
+un dito. Io sono più giovane e più vigoroso
+di voi, e il demonio della guerra
+mi ha infuso una doppia dose di coraggio,
+benchè io non sia invasato come voi dal
+demonio dell’astuzia, e benchè non vi
+rassomigli nel sapermi aprire strade sotterra
+per arrivare ai miei fini, e nel mettere,
+<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
+come suol dirsi in teatro, il tossico
+nelle pietanze, e il capestro sotto il guanciale
+di chi dorme.»
+</p>
+
+<p>
+Foster alzò una volta gli occhi sopra
+di Michele, poi fece due giri lungo la sala
+con passo fermo e tranquillo siccome quando
+v’entrò. Indi volgendosi d’improvviso
+e stendendo a questo la mano, sì gli disse:
+«Non conservare verun astio contro di
+me, buon Michele. Volli sperimentare se
+avevi mantenuta quell’antica, e lodevole
+franchezza, che gl’invidiosi e i maligni
+sogliono denominare sfrontatezza e impudenza.»
+</p>
+
+<p>
+«La chiamino come diavolo credono.
+È una qualità indispensabile per chi ama
+viver nel mondo. Corpo di mille diavoli!
+Sappi Tony, che il fardello di franchezza
+da me posseduto non era abbastanza considerabile
+per la natura del mio commercio,
+onde ho cresciuto il mio carico
+d’alcuni barili in tutti que’ porti ove ho
+toccato nel viaggio della vita; anzi per
+far luogo a questi, ho gettato sopra bordo
+quel poco di modestia e di scrupoli che
+mi rimanevano.»
+</p>
+
+<p>
+«Via, via! replicò il Foster. Quanto
+alla modestia e agli scrupoli, vi stavate
+già sulla zavorra nell’atto di salpare dall’Inghilterra.
+Ma chi è il vostro compagno,
+<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
+onesto Michele? Sarebb’egli un
+uom di Corinto&#8205;<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a>?»
+</p>
+
+<p>
+«Io vi presento, bravo Foster, il signor
+Tressiliano (così si affrettò il Lambourne
+a rispondere all’interrogazione dell’amico).
+Imparate a conoscerlo e a rispettarlo,
+perchè egli è un gentiluomo fornito
+d’ammirabili prerogative; e comunque il
+suo traffico non sia, almeno per quanto
+so, della natura del mio, egli onora ed
+ammira i prodi della nostra confraternita.
+E spero col tempo ne farà parte, perchè
+è cosa che non suol fallire. Presentemente
+non è che un neofito, un proselito,
+il quale cerca la compagnia de’ grandi
+maestri, come coloro che imparano ad
+armeggiare frequentano le sale di scherma
+per vedere come i più abili sanno maneggiare
+il passetto.»
+</p>
+
+<p>
+«Se i suoi pregi stanno in tale misura,
+onesto Michele, è d’uopo che tu passi
+con me in un altro appartamento, poichè
+ho da dirti alcune cose che non debbono
+andar più in là delle tue orecchie. Quanto
+a voi, signore, vi prego aspettarne qui,
+e di non uscire da questo luogo, perchè
+<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
+si trovano nella mia casa, persone, che
+la vista d’uno straniero potrebbe conturbare.»
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano diede il suo assenso chinando
+il capo, e i due degni amici lo
+lasciarono nella sala, ove rimase solo ad
+aspettare che ritornassero.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO IV.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockchap">
+<p>
+È un cattivo impegno servir due
+padroni. Ma questo malandrino
+vorrebbe servire ad un tempo il
+Cielo e l’Inferno, e mostrarsi
+riconoscente al primo del salario
+che si fa pagare dall’altro.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Monologo tolto da antica commedia.</i>
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La sala entro cui Foster condusse il rispettabile
+collega era più vasta assai di
+quella onde uscivano; e più dell’altra
+offeriva tracce di sofferto smantellamento.
+Le pareti all’intorno sostenevano un
+edifizio ad uso di biblioteca, costruito di
+rovere, e cogli scaffali dello stesso legno.
+Dell’immensa raccolta di libri ch’essi contennero,
+ne restava ancora una parte, ma
+tutti coperti di polvere, e laceri gli uni,
+privi gli altri de’ lor fibbiagli d’argento,
+e messi in disordine sulle scanzie, e siccome
+cose non meritevoli di veruna cura
+abbandonati al primo che volea impadronirsene.
+L’edifizio istesso pareva aver
+incontrato il disfavore dei saccheggiatori,
+che non contenti di distruggere una
+maggior parte de’ volumi, fracassarono le
+<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
+nicchie ove questi stavano, e ne tolsero
+molti scaffali, e tutte le cortine, delle
+quali tenean vece in quel tempo le tele
+di ragno.
+</p>
+
+<p>
+«Gli autori di queste opere, disse,
+dando un’occhiata intorno il Lambourne,
+non s’immaginavano certamente in che
+mani sarebbero andate a finire.»
+</p>
+
+<p>
+«Nè tampoco l’uso cui verrebbero
+riserbate, soggiunse il Foster. La mia
+cuciniera non si vale mai d’altro per
+pulire i candelieri, ed è con la loro carta
+che il mio servo accende il fuoco ogni
+giorno.»
+</p>
+
+<p>
+«Eh sì: ho veduto più d’una città, ove
+si avrebbero tuttavia in tanto pregio da
+non valersene mai in questa guisa.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo credi tu? Dal primo all’ultimo
+non contengono che insulsaggini scritte da
+altrettanti papisti. Ella era la biblioteca
+di quel vecchio rimbambito dell’abbate
+di Abingdon. La diciannovesima parte di
+un sermone, composto da un predicatore
+della nuova dottrina, val meglio che tutto
+un carro di queste istorie pescate nel lezzo
+di Roma.»
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto? Ed è il sig. Tony <i>Brucia-cataste</i>
+che tiene simile linguaggio?»
+</p>
+
+<p>
+«Uditemi, Michele (disse austerissimamente
+il Foster, che lanciò sull’altro
+uno sguardo d’indignazione), dimenticate
+<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
+questo soprannome, e l’occasione che lo
+fece nascere, se non vi piace che la nostra
+conoscenza, rinnovellata da poco in
+qua, muoia di morte improvvisa.»
+</p>
+
+<p>
+«Almeno spiegatemi una cosa, che
+non posso comprendere; perchè vi fu un
+tempo in cui vi davate vanto voi stesso
+di avere contribuito all’arrostimento di
+due vecchi vescovi eretici.»
+</p>
+
+<p>
+«Pur troppo, in que’ giorni mi gravarono
+i ceppi dell’iniquità, ed io era
+ingolfato nel mare della perdizione. Ma
+ho cambiato avviso dopo una chiamata
+che ebbi dal Signore per entrare nella sua
+casa. Il degnissimo predicatore Melchisedec
+Maultext paragonò a tal proposito
+la mia disgrazia a quella, cui soggiacque
+l’apostolo san Paolo, allor quando tenne
+da conto i vestiti di coloro, che si affaccendavano
+a lapidar santo Stefano. Egli
+impiegò tre successive domeniche a predicare
+su questo argomento, e senza nominarlo,
+citava l’esempio d’uno de’ suoi
+ragguardevoli uditori, ch’io sapeva essermi
+quel tale.»
+</p>
+
+<p>
+«Basta, Foster, basta. Tai vostri discorsi
+mi fanno venire la pelle d’oca, cosa
+che mi accade sempre, nè so il perchè,
+quando ascolto il diavolo parlare di santa
+scrittura. Ma come avete potuto licenziare
+l’antica vostra religione colla facilità che
+<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
+altri mette nel levarsi un guanto? voi che
+non vi stavate mai un mese dall’andarvi
+a confessare, benchè poi nell’uscire da
+quel tribunale di penitenza, non vi trovaste
+men pronto a commettere la più
+enorme ribalderia che vi fosse venuta al
+destro, pari in ciò ai ragazzi che per aver
+il bell’abito della festa non si astengono
+all’uopo di avvoltolarsi in mezzo al pantano.
+E non sentite nessun rimprovero
+dalla vostra coscienza?»
+</p>
+
+<p>
+«Lascia in disparte la coscienza. È
+questa una cosa intorno la quale non puoi
+ragionare, perchè non ne avesti mai in
+vita tua: ed entriamo piuttosto in materia.
+Dimmi in poche parole, qual affare
+credi avere con me, o quale speranza qui
+ti condusse?»
+</p>
+
+<p>
+«Quale speranza? quella certamente
+di star meglio, dicea la vecchia che si
+mettea lunga distesa sul ponte di Kingston.
+Osserva questa borsa: è quanto mi
+rimane di una somma tanto rispettabile,
+che ciascun galantuomo se la sarebbe augurata
+nelle sue tasche. Ti vedo ben collocato,
+e a quanto sembra spalleggiato
+meglio, perchè si sa che un gran signore
+ti ha preso a proteggere. Sì, Tony, si sa,
+perchè tu non puoi sguizzare entro la rete,
+senza darti a conoscere di mezzo ai buchi.
+Io poi ho pratica, che queste protezioni
+<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
+non si concedono gratuitamente; e tu la
+cambi del certo con servigi che vai prestando.
+Venni adunque per assisterti in
+questo mercato.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma io non ho bisogno del tuo aiuto,
+Michele! la tua modestia almeno doveva
+farti ravvisare questo caso come possibile.»
+</p>
+
+<p>
+«Vale a dire, che tu vuoi fare ogni
+cosa da solo, per non partire con altri
+il salario. Ma bada bene. La troppa avidità
+nel voler mettere più grano che non
+ne cape in un sacco, fa rompere il sacco e
+il grano va alla malora. Poi osserva come
+si regola un accorto cacciatore. Prende con
+sè un bracco a fine di non perdere l’orme
+del cervo, ma non lascia a casa nè meno
+il cane da corsa, che è quanto vi vuole
+per raggiungere la bestia selvaggia. Il tuo
+protettore, senz’altro, ha bisogno di due
+persone, ed io posso essere all’uopo d’una
+di queste. Perchè è vero, che possedi profonda
+sagacia, che corri in dirittura alla
+tua meta, che la malignità della tua indole
+è ferma, instancabile oltre quanto
+a tal proposito io possa vantarmi: ma in
+compenso ti supero in audacia, in vivacità,
+in prontezza di eseguire, e in fertilità
+d’inventar espedienti. Disgiunti l’uno
+dall’altro, manca a ciascun di noi qualche
+cosa; uniti, chi vale a resisterci? Pondera
+<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
+bene quanto ti dico. Dunque!... Faremo
+noi insieme la nostra caccia?»
+</p>
+
+<p>
+«Questa tua proposta ha molto dello
+stravagante, o Michele, ed è un far più
+che da cane da presa il venire sino in
+casa mia a morsicarmi la polpa della gamba.
+Ma già, tu fosti sempre un cane mal
+educato.»
+</p>
+
+<p>
+«Accetta la mia offerta, e non avrai
+motivo, di dir così. — Infine, poi, fa come
+credi. Ma ti avverto, che se non mi vuoi
+soccorritore nelle tue imprese, m’avrai
+instancabile nell’intralciarle; perchè assolutamente
+ho bisogno di lavoro, e ne
+troverò adoperandomi o per te, o contro
+di te.»
+</p>
+
+<p>
+«Dunque poichè la tua cortesia è tanta,
+che mi lasci la scelta, ti accetterò piuttosto
+amico, che nemico. — Di fatto non
+t’inganni. Posso procurarti un protettore,
+che ha modi per giovare ad entrambi e
+ad un centinaio d’altri; e per vero dire
+tu hai quanto abbisogna per fartigli utile.
+Il servigio ch’egli chiede domanda ardimento
+e destrezza; e i protocolli dei tribunali
+fanno testimonianza in tuo favore.
+Egli ha d’uopo di gente che non si lasci
+arrestare dagli scrupoli; e nessuno ti fa il
+torto di credere nemmeno che tu abbi coscienza. — Per
+tener dietro a un cortigiano
+è necessaria la sapienza di non si dar a
+<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
+conoscere; e la tua fronte è impenetrabile
+come se un elmo di pelle di nibbio la
+ricoprisse. — Non vorrei in te altra riforma
+che in un certo punto.»
+</p>
+
+<p>
+«E qual è questo punto, mio buon
+Tony? Parla, e ti giuro pel guanciale dei
+sette dormienti, che cercherò gradirti in
+tutto e per tutto.»
+</p>
+
+<p>
+«Me ne dai adesso una bella pruova!
+Prima di tutto il modo de’ tuoi discorsi
+non quadra ai tempi in cui siamo. Tu gl’infilzi
+sempre con giuramenti che sanno
+di papismo. Poi il tuo portamento è troppo
+dissoluto, troppo mondano per mostrarti
+in mezzo alla comitiva di un gran
+signore, obbligato a mantenersi in una
+certa riputazione agli occhi del Pubblico.
+Ti fa mestieri l’assumere un contegno più
+grave e composto, portar vesti men licenziose,
+un collare senza pieghe e ben
+inamidato, brache più strette, un cappello
+con più larghe ale, non giurar mai che
+sulla tua fede e sulla tua coscienza, rinunziare
+a quest’aria di spadaccino; in
+somma non toccar mai l’impugnatura
+della tua sciabola che quando veramente
+è dovere di adoperarla.»
+</p>
+
+<p>
+«Per la luce del giorno! tu sei divenuto
+pazzo. Questo ritratto che mi fai,
+s’adatta a qualche famiglio d’una vecchia
+puritana, non mai ad uom bravo che si
+<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
+dia al servigio d’un cortigiano ambizioso.
+Per ben conformarmi al modello che mi
+dipingesti, non mi mancherebbe altro che
+tener la bibbia in luogo di pugnale al
+mio centurino, nè conservare in me altra
+apparenza di fortezza che quanta al più
+se ne pretende da chi accompagna qualche
+orgogliosa devota alla predica, se talvolta
+occorre farsele campione contro quegl’insolenti
+garzoni di bottega che le vogliono
+disputare la parte del muro. Non
+è così, cred’io, che deve mostrarsi il cortigiano
+d’un grande.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu non sai dunque, Lambourne, che
+da quando partisti dall’Inghilterra, tutte
+le cose sono cambiate, e che tal uomo il
+quale in segreto corre alla sua meta con
+passo risoluto, e che nulla potrebbe rattenere,
+si studia poi in compagnia, di non
+prorompere mai in minacce, in giuramenti,
+in detti profani.»
+</p>
+
+<p>
+«Intendo. Si dee far commandita col
+diavolo, ma con patto di non pronunziare
+mai il suo nome. Ebbene. Mi sforzerò piuttosto
+a contraffarmi, che accattar brighe
+con questo nuovo mondo, che tu vuoi
+divenuto sì puntiglioso. Come si chiama
+adunque questo signore, sotto cui debbo
+far noviziato d’ipocrisia?»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! ah! signor Michele, egli è con
+questo bel garbo, che vi siete accinto all’impresa
+<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
+di scoprire i fatti miei. E che
+sapete voi se l’uomo che vi ho descritto
+si trovi in questo mondo, o che piuttosto
+io non abbia voluto divertirmi a vostre
+spese?»
+</p>
+
+<p>
+«Tu divertirti a mie spese! Povero
+gonzo! (disse senza intimidire il Lambourne).
+Non sai tu, o testa sventata, che
+dietro al letamaio ove credesti nasconderti
+a tutto il mondo, mi bastano ventiquattr’ore
+per vedere tutte le cose tue chiaramente
+come a traverso all’osso di una
+lanterna da scuderia?»
+</p>
+
+<p>
+Finiva di dir ciò il Lambourne, quando
+un acuto grido interruppe questo intertenimento.
+</p>
+
+<p>
+«Per la santa croce d’Abingdon (sclamò
+il Foster, che preso da paura in tale
+momento, dimenticava d’essersi fatto protestante).
+Io sono un uomo rovinato, perduto.»
+</p>
+
+<p>
+Dette le quali cose, corse nell’appartamento
+d’onde il grido era uscito, e ove
+Michele lo accompagnò. Ma per ispiegare
+la cagione di un tal contrattempo ne è
+d’uopo risalire all’istante d’allora che il
+Foster condusse nella biblioteca il Lambourne.
+</p>
+
+<p>
+Tressiliano nel rimaner solo, lasciò sovra
+coloro che uscivano, un’occhiata di
+sprezzo, sprezzo di cui serbava parimente
+<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
+una gran parte per se medesimo per essere
+disceso a mettersi, anche per poco, in brigata
+con gente di tal natura. «Amy, donna
+crudele, diceva egli fra se stesso, son
+questi compagni, che la tua ingiustizia,
+la tua leggerezza, l’inconsiderata tua crudeltà
+m’hanno costretto a cercarmi! Io
+non avvezzo a sperar soccorso che da amici
+degni di me, i quali oggidì mi sprezzeranno
+altrettanto quanto io per amarti
+mi sono degradato agli sguardi di me medesimo!
+Ma non quindi io discontinuerò
+dal seguirti, o tu che fosti un giorno la
+meta del più puro, del più tenero affetto.
+E benchè tu non possa omai essermi
+che argomento di lagrime e di cordoglio,
+ti strapperò di mano all’autore del tuo
+precipizio. Ti salverò da te medesima, ti
+restituirò ai tuoi congiunti, al tuo Dio.
+Gli è vero che non vedrò più quel bell’astro
+brillar sulla sfera da cui scese egli
+stesso! Ma almeno....» Tai cose ragionava,
+allorchè un legger romore udito
+nell’appartamento lo distolse dal meditare.
+E voltosi verso la porta laterale, gli
+occhi suoi si scontrarono in una donna
+tanto leggiadra, quanto pomposamente
+vestita, ch’ei ravvisò per quella di cui
+era in traccia. La prima cosa ch’egli fece
+dopo tale scoperta fu nascondere il volto
+entro il collare dell’abito, onde aspettar
+<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
+così il momento migliore per darsi a
+conoscere. Ma la giovinetta (chè essa non
+contava oltre ai diciott’anni) mandò a
+vôto questo divisamento; perchè, tutta
+brio, il trasse per l’abito, e con gajezza
+gli disse:
+</p>
+
+<p>
+«Oh! amico del mio cuore! Dopo
+esservi fatto aspettare sì lungo tempo,
+avvisate forse di venire in una festa da
+maschere? Voi siete accusato di tradimento
+al tribunal dell’amore. Dovete comparirmi
+innanzi, e rispondere a viso scoperto.
+Udiamo che cosa sapete addurre in vostra
+discolpa. Siete reo, o siete innocente?»
+</p>
+
+<p>
+«Oimè! Amy....» disse Tressiliano
+con voce fioca e dolente, e in dir ciò
+lasciò vedere il suo volto.
+</p>
+
+<p>
+Il suono di questa voce, ed una presenza
+sì poco aspettata, posero termine alla
+gioia onde la giovinetta era compresa. Diè
+un passo addietro, fattasi pallida come
+la morte, e coprendosi il viso con ambo
+le mani. Lo scotimento fu troppo grave
+per Tressiliano, sicchè nel primo istante
+non gli lasciò forza ad articolare parola.
+Ma poi ricordandosi la necessità di afferrare
+un momento che forse non si sarebbe
+offerto altra volta, si disse, «Amy,
+non vi prenda timore alcuno».
+</p>
+
+<p>
+«E perchè dovrei temere? (rispose
+<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
+ella, togliendosi le mani dal volto, che
+il rossore ingombrava) e di che temere?
+Sol mi fa stupore, sig. Tressiliano, che
+vi presentiate in casa mia senza esservi
+nè invitato, nè desiderato.»
+</p>
+
+<p>
+«In casa vostra, Amy! rispose Tressiliano.
+È dunque un carcere il vostro
+soggiorno? e un carcere custodito dal più
+infame fra gli uomini, tranne quello che
+stipendia costui!»
+</p>
+
+<p>
+«Sono in casa mia, vi ripeto, e questa
+abitazione mi appartiene sintantochè
+mi piacerà soggiornarvi. Se mi diletta vivere
+in un ritiro, chi è che abbia diritto
+di opporsi a questa mia inclinazione?»
+</p>
+
+<p>
+«Vostro padre, o giovinetta; vostro
+padre tratto alla disperazione. Egli è che
+m’ha ingiunto cercarvi per ogni dove,
+confidandomi un’autorità, che gli è impossibile
+l’usare in persona. Leggete questa
+lettera, ch’egli scrisse, mentre benediva
+i patimenti cui soggiace il suo corpo,
+sol perchè gli facevano dimenticare per
+pochi istanti le angosce del cuore.»
+</p>
+
+<p>
+«I patimenti, cui soggiace il suo corpo!
+È dunque infermo mio padre?»
+</p>
+
+<p>
+«Infermo tanto, che è incerto, se la
+vostra presenza, comunque vi affrettiate,
+sarà valevole a restituirgli la salute. Un
+istante basta agli apparecchi della partenza,
+se consentite seguirmi.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Tressiliano, non posso, non debbo,
+non oso abbandonar questa casa. — Ma
+tornate da mio padre, ditegli che otterrò
+la permissione di vederlo prima che 12
+ore sieno trascorse. Accertatelo ch’io sto
+bene, ch’io sono felice, o che almeno
+il sarei, se potessi crederlo felice al pari
+di me. Ditegli che non tema di non vedermi,
+e di non vedermi in modo da dimenticare
+tutti gli affanni che gli ho
+cagionati. — La povera Amy si trova
+oggidì in un grado più sublime di quanto
+osi dir ella stessa. — Andate, virtuoso
+Tressiliano. Fui colpevole d’ingiustizia
+verso di voi; ma, credetelo, ho il potere
+di compensarvi per la ferita che vi apportai.
+Vi ho negato un cuore che non era
+fatto pel vostro, ma saprò in vece assicurarvi
+onori e fortune degne di voi.»
+</p>
+
+<p>
+«E Amy può parlarmi in tal guisa?
+Meritai sì poca stima da voi che or mi
+offeriate in compenso di rapita pace e
+tranquillità gli spregevoli trastulli d’una
+frivola ambizione? Ma della prima ferita
+che faceste al mio cuore non vi fo omai più
+rimprovero, nè qui sono che per giovarvi,
+e rendervi la libertà. Sì, la libertà.
+Vorreste invano celarmelo. Vi tengono qui
+prigioniera; perchè se fosse altrimenti, il
+vostro animo ben fatto (tale fu almeno
+una volta) vi farebbe sospirare di essere
+<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
+già a quest’ora al letto di vostro padre.
+Venite, figlia infelice, ed ogni colpa sarà
+dimenticata, perdonata. — Quanto a me,
+non temete per parte mia veruna importunità,
+veruna querela. Feci un sogno,
+ma già mi sono svegliato. Bensì, pensate
+a vostro padre... Affrettatevi finchè vive
+ancora. Venite: una soave parola, una
+lagrima di pentimento, cancelleranno da
+lui la rimembranza di tutto il passato.»
+</p>
+
+<p>
+«Non vi dissi già, Tressiliano, ch’era
+mio volere di condurmi ad esso? nè metterò
+a questo soave dovere maggior indugio di
+quel che m’è indispensabile per compierne
+altri parimente sacri. Ne chiamo in
+testimonio questo giorno che mi rischiara.
+Io sarò da mio padre appena ne avrò
+ottenuta la permissione.»
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto? (rispose impazientendosi
+Tressiliano) V’ha d’uopo di permissione
+per vedere un padre infermo, che
+giace forse sul letto della morte? E a
+chi la chiederete voi, tal permissione?
+Forse allo sciagurato, che sotto larva di
+amicizia, abusò di tutti i diritti della
+ospitalità per involare alle paterne braccia
+una figlia?»
+</p>
+
+<p>
+«Non parlate in tal guisa di lui, Tressiliano.
+L’uomo che ingiuriate ora, porta
+una sciabola ben arrotata quanto la vostra,
+e fors’anche meglio arrotata. Uomo
+<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
+vano! le azioni più gloriose che tu hai
+fatte in tempo di guerra o di pace, cedono
+tanto al confronto di quelle che lo
+illustrano, quanto il grado che tieni nel
+mondo è al di sotto della sfera sulla quale
+egli campeggia. — Lasciami, compi il
+messaggio, di cui t’incaricasti col padre
+mio. Desidero però che dovendomi far
+sapere altre cose, egli scelga un messaggiere
+a me più gradevole.»
+</p>
+
+<p>
+«Amy (rispose con tranquillità Tressiliano)
+questi oltraggi non hanno forza
+di movermi a sdegno. Ditemi solamente
+una parola, che possa far rilucere un
+raggio di consolazione all’animo del mio
+vecchio amico. — Quest’alto grado di colui
+che vantate cotanto, lo dividete voi
+seco? Ha egli il titolo e le prerogative
+d’uno sposo per decidere sulle vostre
+azioni?»
+</p>
+
+<p>
+«Basta così, sclamò ella. Voi vi prendete
+tal libertà, che non mi conviene il
+sofferirla. Avrei rossore di rispondere ad
+interrogazioni che offendono l’onor mio.»
+</p>
+
+<p>
+«Col negar di rispondere, Amy, mi
+dite più di quel che vi chiedo. Ma ascoltatemi,
+giovinetta infelice! Io vengo munito
+di tutta l’autorità d’un padre, e
+quindi vi comando ubbidire. Saprò sottrarvi
+alla schiavitù dell’obbrobrio e della
+<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
+colpa, anche a malgrado di voi medesima.»
+</p>
+
+<p>
+«Non mi minacciate una violenza,
+(sclamò la giovane, facendosi indietro
+alcun passo, e intimorita dal tuono risoluto
+dell’altro) non mi minacciate,
+Tressiliano. Ho modi di resistere alla
+forza.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma spererei non aveste vaghezza di
+prevalervene a difesa di una sì trista causa.
+È impossibile, Amy, che liberamente
+e di pien vostro grado acconsentiate a
+vivere nel disonore e nella schiavitù. O
+qualche talismano vi rattiene, o voi siete
+il giuoco di perfidi artifizi, o finalmente
+vi credete legata da giuramenti, che vi
+si fecero pronunziare per forza. — Comunque
+sia, romperò io tutti gl’incanti con
+poche parole: Amy, in nome di vostro
+padre, di vostro padre condotto all’ultima
+disperazione, v’intimo seguirmi in
+questo medesimo istante.»
+</p>
+
+<p>
+Dette le quali cose, le si avvicinò stendendo
+il braccio, come per afferrarla,
+e fu allora che spaventata mandò il grido,
+onde giunsero in quella sala il Lambourne
+e il Foster.
+</p>
+
+<p>
+«Per satanasso! (esclamò entrando il secondo)
+che si fa qui?» Poi volgendosi
+alla giovane, le disse in tuono, nè di
+<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
+comando tutto, nè tutto di preghiera;
+«Signora, per qual combinazione vi trovate
+voi fuor de’ vostri confini? Sarà bene
+vi ritiriate. È cosa, in cui può stare
+la vita e la morte. — E voi, amico mio,
+chiunque vi siate, uscite di questa casa.
+Partite subito prima che la punta del mio
+pugnale abbia tempo di far conoscenza col
+vostro giustacuore. — Fuori la sciabola,
+Michele, liberane da questo sciagurato.»
+</p>
+
+<p>
+«No, sulla mia anima, disse il Lambourne.
+Egli è venuto qui in mia compagnia,
+e per una conseguenza de’ miei
+principii, non ha nulla da temere da me
+fintanto almeno che non ci torniamo a
+trovare. — Ma però ascoltatemi (soggiunse
+volgendosi a Tressiliano), caro
+amico di Cornovaglia, sparite, sfumatevi,
+levate il campo dalla parte di
+Dio....»
+</p>
+
+<p>
+«Taci, ente spregevole, gli disse
+fieramente Tressiliano. Vi saluto, o signora.
+Quel poco di spirito vitale, che
+rimane tuttavia al padre vostro, non
+so se reggerà alla notizia di cui sto
+per essergli apportatore.» Dopo queste
+parole si ritirò, in tanto che la giovinetta
+gli dicea con fioca voce: «Tressiliano,
+non commettete imprudenze, e
+guardatevi dal calunniarmi.»
+</p>
+
+<p>
+«Quest’è una bella faccenda, disse
+<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
+Foster. Milady, ritiratevi, ve ne prego
+nel vostro appartamento, e lasciateci meditare
+qual cosa torni meglio in tal circostanza. — Presto,
+ritiratevi.»
+</p>
+
+<p>
+«Signore, non vivo sotto i vostri comandi»
+ella rispose.
+</p>
+
+<p>
+«È vero, milady; ma però è necessario......
+scusate la mia libertà,
+milady; ma.... viva Dio! non è momento
+da cerimonie, e fa d’uopo che
+torniate nel vostro appartamento. — Michele,
+se ti sta a cuore.... tu mi capisci. — Va
+dietro a quello sfrontato manigoldo,
+e fallo sloggiare. Intanto io persuaderò
+questa signora. — Presto, impugna
+la sciabola, e segui l’orme di colui.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo seguirò, disse il Lambourne,
+e lo farò andar fuori delle nostre frontiere,
+ma quanto ad alzar la mano contro
+un uomo, con cui ho vôtato il bicchiere
+della mattina, nol farò mai. Opererei
+contro coscienza.» Dette tali cose,
+partì.
+</p>
+
+<p>
+Intanto Tressiliano, già uscito fuor
+della casa, prese quel primo viale, che
+credè conducesse alla porta d’onde entrò;
+ma lo stato di salvatichezza cui era
+ridotto il parco, le idee che tenevano
+agitato il suo animo, la stessa premura
+di sottrarsi da un luogo ove non era saggezza
+il rischiar nulla, gli fecero prendere
+<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
+un viale per un altro. Quindi invece
+di trovarsi nel cammino che metteva
+al villaggio, dopo molto aggirarsi,
+si vide dall’altra banda di quel possedimento,
+rimpetto ad una porticella fatta
+nel muro, d’onde si andava ne’ campi.
+</p>
+
+<p>
+Si fermò un istante; e poco per vero
+dire, gli rilevava da qual porta sarebbe
+uscito, purchè abbandonasse un soggiorno
+che non gli offeriva se non se amarissime
+ricordanze. Ma vi era probabilità che
+quella porticella fosse chiusa, e gli negasse
+un varco da quella parte.
+</p>
+
+<p>
+«Pur conviene farne la prova, pensò
+egli fra se medesimo. La sola via di salvare
+questa infelice giovinetta, questa
+giovinetta sempre cara al mio cuore,
+sta in ciò che il padre di lei faccia appellazione
+alle leggi violate del nostro
+paese. È dunque mestieri partecipargli
+senza indugio questa notizia, che oh!
+quanto deve trafiggergli l’anima.»
+</p>
+
+<p>
+Così intertenendosi co’ suoi pensieri,
+si avvicinò alla porticella, e mentre indagava
+se vi era modo d’aprirla, o se
+tornava meglio scalare il muro, udì dalla
+parte esterna il romore d’una chiave
+introdotta nella serratura. Tosto la porta
+si aprì, e mentre aggiravasi su i suoi cardini,
+Tressiliano vide innanzi a sè un uomo
+involto in grande ferrajuolo, coperto
+<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
+da un cappello tutto disteso cui soprastava
+un pennacchio. Questi si fermò
+pochi passi distante da Tressiliano. E
+fu un tempo medesimo, allorchè con esclamazione
+di risentimento e di stupore pronunziarono,
+il nome di Tressiliano quegli
+che entrava, il nome di Varney, l’altro
+che meditava l’uscita.
+</p>
+
+<p>
+«Che fate voi qui? (domandò aspramente
+il nuovo giunto, dopo avere lasciato
+trascorrere l’istante della prima
+sorpresa). Che fate voi qui, in questo
+luogo, ove non siete, nè atteso, nè desiderato?»
+</p>
+
+<p>
+«E che cosa vi fate voi? posso chiederlo
+egualmente, o Varney? (rispose
+Tressiliano). Venite qui forse per
+trionfare dell’innocenza che sagrificaste,
+siccome l’avoltoio od il corvo si pascono
+dell’agnello, cui prima strapparono
+gli occhi? o veniste piuttosto a ricevere
+dovuto castigo dalla mano d’un uomo
+d’onore? Sguaina quella sciabola, scellerato,
+e difenditi.»
+</p>
+
+<p>
+E già in ciò dire, Tressiliano avea
+snudata la sua; ma Varney non fece per
+allora altra cosa che metter la mano
+sulla impugnatura della propria. «Tu
+sei, gli disse, in errore, o Tressiliano,
+benchè le apparenze, il confesso, stiano
+contro di me. Ti protesto, con tutti
+<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
+que’ giuramenti che un sacerdote può suggerire,
+e che un uomo può fare, non
+esservi alcuna cosa che Amy Robsart
+abbia diritto di rimproverarmi. T’assicuro
+che mi spiacerebbe in tal circostanza
+sollevar la mano contro di te. Tu però
+non ignori che mi so battere.»
+</p>
+
+<p>
+«L’ho inteso dire, Varney, disse
+Tressiliano, pure in questo momento
+ne bramo un miglior mallevadore che
+non la tua stessa parola.»
+</p>
+
+<p>
+«L’avrai, rispose Varney, se questa
+lama, e quest’impugnatura non mi
+tradiscono». E nel punto medesimo trasse
+con la mano destra la sciabola, ed involgendo
+la manca nel suo mantello assalì
+Tressiliano con tal impeto, che pareva
+dovesse stare per l’assalitore il vantaggio.
+Ma questo vantaggio non gli durò
+lungo tempo, perchè ad un cuore arso dalla
+sete della vendetta, aggiugnea Tressiliano
+un braccio avvezzo a trattar l’armi,
+ed un occhio esperimentato a tutti
+gli stratagemmi della scherma. Laonde
+Varney trovandosi a sua volta incalzato
+d’appresso, risolvette di assalire da corpo
+a corpo il nemico, e fermo in tale disegno,
+avventurò ad una stoccata di
+Tressiliano quella parte del proprio corpo
+che il mantello copriva meglio; per cui
+prima che l’altro avesse sbarazzata la
+<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
+propria arme, gli si gettò addosso, e
+tenendogli vicinissima la punta, stava
+per trapassargli il petto. Ma l’avversario,
+esperto ad ogni genere di guardia, trasse
+presto coll’altra mano il pugnale, e colla
+lama di questo parò un colpo che avrebbe
+posto fine alla pugna.
+</p>
+
+<p>
+Nella qual difesa mostrò tal destrezza,
+per cui, se Giles Gosling fosse stato
+presente, si sarebbe confermato nella credenza
+che esternò, essere cioè Tressiliano
+nativo di Cornovaglia. Gli abitanti di
+questa contrada posseggono tanta perizia
+nell’armeggiare, che se tornassero in usanza
+i giuochi e le giostre dell’antichità,
+essi potrebbero disfidare il rimanente d’Europa.
+Varney dopo il suo mal avvisato
+tentativo fu rovesciato sì aspramente e sì
+all’impensata, che la sua sciabola andò
+alcuni passi distante da lui, e prima di
+potersi rialzare, vide sul proprio collo
+la punta dell’arme avversaria.
+</p>
+
+<p>
+«Dammi tosto modo di salvare la vittima
+del tuo tradimento, gridò in quell’atto
+Tressiliano, o preparati a congedarti
+dalla luce del giorno che ti rischiara.»
+</p>
+
+<p>
+Varney, troppo confuso, ed irritato
+per trovar parole a rispondergli, fece
+un nuovo sforzo a fine di rialzarsi; ma
+il suo nemico, sollevando la sciabola,
+<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
+stava per vibrargli il mortal colpo, allorchè
+si sentì rattenere il braccio da un
+uomo che gli stava alle spalle. E nel
+volgersi, vide Michele Lambourne condotto
+ivi dal fragore dell’armi, e giunto
+in tempo di salvar la vita a Varney.
+</p>
+
+<p>
+«Su via, compagno, disse a Tressiliano
+il Lambourne, sono già assai queste faccende
+per una giornata. Rimettete nel
+fodero la vostra squarcina, e partiamo.
+L’<i>Orso nero</i> ci ulula da presso.»
+</p>
+
+<p>
+«Ritirati, vile insetto! (sclamò Tressiliano,
+dimenando il braccio per isciogliersi
+da costui). Ardisci tu metterti
+fra me e il mio nemico?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! vile insetto tu!, rispose il Lambourne.
+Ma un ferro mi darà ragione di
+questo oltraggio, dopochè un boccale di
+Canarie m’avrà fatto dimenticare il bicchiere
+che bevemmo insieme questa mattina.
+Per ora non facciamo scene. Alzate
+le gambe, andatevene, e sloggiate. Non
+vedete che siamo due contra uno?»
+</p>
+
+<p>
+E dicea vero; perchè Varney profittando
+dell’istante, raccolse la propria sciabola,
+onde Tressiliano ben vide che sarebbe
+stata follia il cimentarsi a tanto
+dispari combattimento. Cavò due <i>nobili</i>
+d’oro dalla sua borsa, e gettandoli al
+Lambourne: «Tieni, disse, uomo spregevole,
+ecco il salario della tua mattinata.
+<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
+Non sarà mai detto che tu m’abbia servito
+gratuitamente qual guida. Addio,
+Varney, noi ci troveremo in qualch’altro
+luogo, ove non sia chi possa sottrarti
+alla mia vendetta.» Dette le quali cose,
+uscì del parco per la porticella ch’era
+rimasta aperta.
+</p>
+
+<p>
+Varney non mostrò avere nessuna voglia
+di molestare la ritirata al nemico; e
+forse nemmeno il potea, tanto lo stordì la
+sofferta caduta. Aggrottò solamente le ciglia
+nel vederlo discomparire; indi voltosi
+al Lambourne: «Brav’uomo, gli disse, sei
+tu un collega di Foster?»
+</p>
+
+<p>
+«Suo amico giurato, quanto lo è dell’impugnatura
+la lama.»
+</p>
+
+<p>
+«Tieni questa moneta d’oro, e segui
+quell’astuta volpe. Indagherai in qual
+tana va a rannicchiarsi, poi torna qui a
+ragguagliarmene. Ma soprattutto silenzio,
+e prudenza, se ti è cara la vita.»
+</p>
+
+<p>
+«Basta così. V’accorgerete, che non
+isceglieste un cattivo bracco, e vi darò
+contezza di tutte le cose.»
+</p>
+
+<p>
+«Fa dunque presto,» disse Varney, rimettendo
+entro il fodero la sua sciabola;
+poi voltando le spalle a Michele s’avviò
+verso la casa. Il Lambourne non si fermò
+che un istante onde raccogliere i due
+<i>nobili</i> gettatigli con sì poca cerimonia da
+Tressiliano, e li mise nella sua borsa
+<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
+insieme all’oro venutogli dalla liberalità
+del Varney.
+</p>
+
+<p>
+«Vedete!, dicea fra se stesso Lambourne,
+io parlava ieri sera di Eldorado
+con quegl’imbecilli. Viva S. Antonio!
+Per un uomo della mia fatta, qual più
+bell’Eldorado della vecchia Inghilterra?
+I <i>nobili</i> d’oro vi piovono dal Cielo; e
+la terra ne è coperta, come se fossero
+stille di rugiada: non vi vuole che l’incomodo
+di raccoglierle. Oh! se di tale
+preziosa manna non tocca a me la mia
+parte, sto a patto che la lama di questa
+sciabola si liquefaccia come la neve.»
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO V.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">Dell’ago pur, che la grand’Orsa addita</p>
+<p class="i01">Ai naviganti, va fornito; e polo</p>
+<p class="i01">Gli è cieco amor di se medesmo: i lini,</p>
+<p class="i01">Ch’arte maestra dispiegò, fa gonfi</p>
+<p class="i01">L’immonda piena degl’ingordi affetti.</p>
+<p class="i03"> <i>L’Ingannatore, Tragedia.</i></p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Il Foster stava adunque disputando colla
+giovane signora, che opponeva soltanto
+disprezzo e sdegno alle preghiere reiterate
+da costui, ond’ella entrasse nel proprio
+appartamento, allorchè un fischio si fece
+udire alla porta della casa.
+</p>
+
+<p>
+«Eccoci ad una bella stretta, disse egli;
+questo è, cred’io il segnale di Milord che
+arriva. Qual cosa dirgli ora intorno all’accaduto?
+Il malanno sta sempre alle
+calcagna di quel maledetto Lambourne.
+Pare non sia scappato dalla forca che per
+portarmi disgrazia.»
+</p>
+
+<p>
+«Datevi pace, sig. Foster, disse la
+giovane, e pensate solamente ad aprire
+al vostro padrone.»
+</p>
+
+<p>
+«Milord, amato milord, diss’ella correndo
+frettolosa verso la porta. — Ah mio
+Dio! (sclamò indi in tuono fatto per additarne
+<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
+il dolore di vedersi defraudata
+nelle sue speranze); non è altri che
+Riccardo Varney.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, o signora (disse Varney, salutandola
+rispettosamente; saluto ch’ella gli
+restituì con un’aria mista d’indifferenza
+e di dispiacere), sì, non è che Riccardo
+Varney. Ma non dispiace il mattino veder
+dalla parte d’oriente una nube dorata;
+è questa la foriera del dio del giorno.»
+</p>
+
+<p>
+«Dunque verrà quest’oggi Milord?»
+soggiunse ella con una gioia, fra mezzo a
+cui scorgeasi l’agitazione di quell’animo.
+La stessa inchiesta fu ripetuta dal Foster.
+Varney rispose alla signora, ch’ella avrebbe
+ricevuta la visita di Milord in quel
+giorno medesimo, e stava per farle alcuni
+complimenti, quand’essa correndo verso
+la porta della sala, cominciò a gridare a
+tutta voce: «Giannina, Giannina, venite
+nel gabinetto della mia toletta.»
+Indi voltasi a Varney, gli richiese: «Milord
+vi ha egli dato nessun ordine da
+comunicarmi?»
+</p>
+
+<p>
+«Eccovi, o signora, una lettera, che
+egli v’invia, e con essa un pegno del suo
+affetto verso la persona, che è sovrana
+del suo cuore.» In ciò dire le consegnò
+parimente un plico accuratamente annodato
+da un filo di scarlatto. Fattasi con
+vivacità a scioglierne il gruppo, non vi
+<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
+riusciva. Onde si diede a gridare una seconda
+volta: «Giannina, Giannina, una
+forbice, un coltello, tutto è buono, purch’io
+possa sciogliere un tal gruppo,
+che tarda la mia felicità.»
+</p>
+
+<p>
+«Questo strumento non potrebb’essere
+all’uopo, o signora?» disse il
+Varney, presentandole un pugnaletto di
+prezioso lavoro, ch’ei portava alla cintura
+entro fodero di marrocchino.
+</p>
+
+<p>
+«No, mio signore (rispos’ella, in
+atto alquanto disdegnoso), l’acciaio del
+vostro pugnale non troncherà il mio nodo
+d’amore.»
+</p>
+
+<p>
+«Eh sì! ne ha troncato più d’uno
+di questi nodi» disse da se stesso il Foster,
+lanciando un’occhiata significante
+al Varney.
+</p>
+
+<p>
+In questo mentre il gruppo fu disfatto
+senz’altro soccorso che quello delle agili
+dita di Giannina, fanciulla avvenente,
+figlia di Foster, la quale avendo udito
+la voce della padrona, si era data tutta
+la premura di accorrere. Una collana di
+perle orientali stavasi entro quel plico.
+La giovane signora le rimise all’ancella,
+appena guardandole, e si affrettò a leggere,
+o piuttosto a divorare il contenuto
+del profumato biglietto, che accompagnava
+un tal dono.
+</p>
+
+<p>
+«Certamente, o signora, disse Giannina
+<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
+(contemplando con grande ammirazione
+questa collana) le fanciulle di Tiro
+non portavano di più belle gemme&#8205;<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>. E
+l’iscrizione: <i>Per adornare ciò ch’è al
+di sopra d’ogni ornamento</i>. Oh! per verità!
+ognuna di queste perle vale uno
+Stato.»
+</p>
+
+<p>
+«E ogni parola di questa lettera vale
+l’intera collana, o mia fanciulla. Ma passiamo
+nel gabinetto della nostra <i>toletta</i>,
+mia cara amica, è d’uopo ch’io mi faccia
+bella. Milord arriva fra poco, e desidera,
+signor Varney, che io vi usi buona
+accoglienza. Oh! i suoi desiderii sono
+leggi per me. Questa sera siete invitato
+meco a cena nel mio appartamento, e
+voi pure, signor Foster. Date gli ordini,
+affinchè non si omettano i preparativi necessari
+a ricevere, come si conviene,
+Milord.» Dette le quali cose, uscì dell’appartamento.
+</p>
+
+<p>
+«Ella prende già i grandi modi,
+disse tosto il Varney, e ne ammette
+come per favore al suo cospetto. Ha ragione.
+La prudenza c’insegna a sperimentare
+<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
+anticipatamente la parte, che la
+fortuna può un giorno assegnarne su
+questa terra. Bisogna che la giovane
+aquila impari a guardare il sole prima di
+spiccare in maggior vicinanza di quest’astro
+il suo volo.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! se non si tratta, che di alzare
+la testa in alto, converrebbe esser ben
+ciechi a non accorgersi che questo uccello
+non abbassa più la sua cresta. È
+un falcone, vi giuro, che il mio fischio
+non verrà a richiamare. Se udiste, sig.
+Varney, con qual aria di sprezzo ella
+mi parla a quest’ora!»
+</p>
+
+<p>
+«Colpa tua! sciocco, imbecille, privo
+di fantasia come d’accorgimento, che fuor
+d’una brutale violenza non conosci altre
+vie di far fare una persona a tuo modo.
+Perchè, a renderle più aggradevole l’interno
+di questa casa, non adoperi la
+musica ed altri passatempi? E a toglierle
+ogni vaghezza d’uscirne, perchè non farle
+qualche racconto di spiriti? Il cimiterio
+tocca le muraglie del parco, e tu non
+hai nemmeno quanto senno basta a trarne
+fuori l’ombra d’un morto per tener a
+dovere le donne che soggiornano nella
+tua casa?»
+</p>
+
+<p>
+«Non dite così, sig. Varney. Niun’anima
+vivente mi fa timore, ma non voglio
+prendermi troppa dimestichezza coi morti
+<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
+miei confinanti. V’assicuro che non vi
+vuole poco coraggio ad abitare in tanta
+vicinanza di essi; e so che il degnissimo
+signor Holdforth, quegli che predica la
+sera nella chiesa di sant’Antolina, ebbe
+una bella paura l’ultima volta che venne
+a trovarmi.»
+</p>
+
+<p>
+«Taci subito, stolto superstizioso, e
+piuttosto, giacchè sei entrato nel proposito
+di coloro che ti vengono a far visita,
+dimmi, astuto malandrino, come è
+stata ch’io abbia incontrato Tressiliano
+nel parco?»
+</p>
+
+<p>
+«Tressiliano! Chi è questo Tressiliano?
+Io nol conosco nemmeno di nome.»
+</p>
+
+<p>
+«Che mi racconti tu, o sciagurato?
+Ignori dunque, che Tressiliano è quel
+certo cacciatore di Cornovaglia, cui il
+vecchio sir Ugo Robsart avea destinato
+quel caro augelletto di Amy? Tutto rabbia
+d’esserselo visto volar via, è venuto a
+tendergli reti fin qui. Conviene essere bene
+attenti, perchè costui crede gli sia stato
+fatto affronto, e non è uomo da berselo
+in santa pace. Per buona sorte egli non
+sospetta di Milord, nè crede aver da fare
+che con me solo. Ma in nome del diavolo!
+qual combinazione lo ha portato qui?»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! Sarà forse l’uomo venuto con
+Michele Lambourne.»
+</p>
+
+<p>
+«E chi è poi questo Michele Lambourne?
+<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
+Per Dio! non ti manca che mettere
+un’insegna alla tua porta e invitare tutti
+i vagabondi, perchè entrino a vedere
+quelle cose che dovresti persino nascondere
+al sole e all’aria.»
+</p>
+
+<p>
+«Ecco in qual bel modo i cortigiani
+ringraziano pei servigi che loro si prestano!
+Signor Riccardo Varney, non siete
+voi quello, che m’incaricaste di trovarvi
+un uomo, bravo per adoperare la lama,
+e d’una coscienza che non tema la ruggine?
+Non doveva io darmi attorno per
+contentarvi? E la cosa non era tanto facile,
+perchè grazie al cielo, non fo conversazione
+con questa razza di gente. Ma
+il Cielo ha permesso, che questo ribaldo,
+il quale è, nè più nè meno, il briccone
+che si conviene ai vostri fini, si presenti
+qui per rientrare impudentemente nei diritti
+d’una conoscenza ch’ebbe meco in
+lontani tempi. Gli ho menate buone le
+sue pretensioni sol per fare a voi cosa
+accetta; e quindi mi sono abbassato fino
+ad intertenermi con lui. E questa adesso
+è la vostra riconoscenza?»
+</p>
+
+<p>
+«Ma se costui è un briccone che ti
+somiglia, ed al quale manca solo la vernice
+dell’ipocrisia, che copre la superficie
+della tua anima, simile a un dipresso ad
+un resto d’indoratura che sta sopra una
+vecchia arme irrugginita, come sta poi,
+<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
+che il pio, l’amoroso Tressiliano, sia venuto
+in sua compagnia?»
+</p>
+
+<p>
+«Non ne so niente io. Ma vennero
+insieme. Sì dalla parte del cielo! E se ho
+da dirvi la verità, questo Tressiliano, giacchè
+si chiama così, ha avuto un momento
+di colloquio coll’amabile nostra prigioniera,
+intanto che, tutto intento a servirvi,
+io discorrea con Lambourne nella sala
+della biblioteca.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! tristo senza cervello, che hai
+perduto te e me in un sol colpo! In tempo
+che Milord non è qui, tu il sai, ella ha
+sospirato, e non una volta sola, verso la
+casa paterna. Se a furia di sermoni Tressiliano
+l’ha ridotta all’idea di tornarvi,
+noi non valiamo più una scorza di fico.»
+</p>
+
+<p>
+«Non temete, sig. Varney, i sermoni
+di costui non farebbero nulla. Il solo aspetto
+di esso le fece mandar tal grido come
+se un aspide l’avesse punta.»
+</p>
+
+<p>
+«Tanto meglio, se così è. Ma dimmi,
+mio buon Foster, non potresti tu esaminare
+tua figlia per sapere i discorsi accaduti
+fra essi?»
+</p>
+
+<p>
+«Ve lo dico candidamente, sig. Varney,
+mia figlia non si frammetterà, nè poco nè
+assai, nelle nostre faccende; non voglio che
+ella si scaldi ad uno stesso fuoco con noi.
+Posso assistervi io, perchè mi riserbo poi
+<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
+a far penitenza, ma non voglio mettere
+in pericolo l’anima di mia figlia per servire
+le fantasie di Milord, o le vostre. Che
+cammini io fra gli agguati e i precipizi,
+pazienza! sono armato di discernimento,
+e saprò cavarmene a tempo; ma non voglio
+mettere in rischio il mio povero sangue.»
+</p>
+
+<p>
+«Stupido automa! Se nol vuoi tu, il
+voglio men io, che quella insulsa di tua figlia
+sia iniziata nei nostri segreti, e a me
+niente rileva ch’ella vada, o non vada a
+casa del diavolo sulle tracce del suo buon
+padre. Dissi unicamente, che puoi sapere
+da lei qualche cosa.»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! tali indagini non ho mancato
+di farle a quest’ora, sig. Varney; ella sa
+dalla padrona, che il padre di questa è
+ammalato.»
+</p>
+
+<p>
+«Ammalato! Tale notizia è utile, nè
+mancherò di trarne partito. Ma converrebbe
+liberare il paese da questo Tressiliano.
+Per simile impresa non avrei avuto
+bisogno d’altro braccio, perchè odio costui
+come il veleno, e la sua sola presenza
+mi fa l’effetto d’un bicchier di cicuta.
+Anzi ho veduto un momento, che se andava bene
+egli avea terminato d’esserci
+molesto. Ma sdrucciolai con un piede,
+in verità, se quel tuo compagno non giugneva
+a tempo per trattenergli il braccio,
+<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
+a quest’ora sarei in istato di giudicare
+se tu ed io ci siam posti nella strada
+dell’Inferno o del Cielo.»
+</p>
+
+<p>
+«Considero che parlate di un tal rischio
+con tanta disinvoltura! Non si può negare
+che siete coraggioso, signor Varney. Per
+me, se non mi tenesse in piedi la speranza
+di vivere ancor molti anni, e d’aver tempo
+di lavorare alla grand’opera di mia salute
+col pentimento, non vi seguirei nel cammino
+che andate correndo.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu vivrai quanto Matusalemme, o
+mio Foster; tu accumulerai più ricchezze
+che non fece Salomone, e sia pur anco
+che tu divenga più famoso per l’edificante
+tua penitenza di quanto il fosti per le tue
+bricconerie, e non è dir poco. Ma per ora
+convien pensare a guardarsi da Tressiliano.
+Intanto quella buona lana del tuo collega
+gli ha tenuto dietro. Medita bene, che ogni
+negligenza a tale proposito può compromettere
+la nostra fortuna.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo so, lo so, rispose Foster, con aria
+malinconica. Ecco, che cosa vuol dire il
+collegarsi con un uomo, il quale non conosce
+nemmeno abbastanza la santa Scrittura
+per sapere che vuol data la lor mercede
+agli operai! Vedo che secondo il solito,
+non mi toccheranno se non se le
+fatiche e i pericoli.»
+</p>
+
+<p>
+«I pericoli! Ove sono questi grandi
+<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
+pericoli? Non è vero che il malandrino
+viene a girare attorno al tuo parco e alla
+tua casa? Tu lo prendi per un ladro. Nulla
+di più naturale. Adoperi contr’esso o
+il ferro freddo del tuo pugnale, o il piombo
+scaldato dalla polvere. Anche ciò è naturalissimo.
+Chi potrà darti torto? Perfino
+un bracco messo alla catena ha ragione
+di morder coloro che si accostano
+troppo al suo canile.»
+</p>
+
+<p>
+«Ottimamente! e commettendomi fatiche
+da cane, mi pagate al giusto come
+si pagano i cani. Voi, signor Varney,
+vi siete fatto una bella e buona proprietà
+dell’Abbazia d’Abingdon, ed io non ho
+che il povero usufrutto di questo piccolo
+dominio, usufrutto in oltre che durerà,
+quello che durerà, perchè rivocabile a
+vostro buon grado.»
+</p>
+
+<p>
+«Intendo benissimo. Tu vorresti che
+il tuo usufrutto si convertisse in proprietà.
+Questo ancor può succedere, Tony,
+se però lo saprai meritare. Ma non è ora
+di tener le mani alla cintola. Nè basta,
+per mostrarti degno di quanto desideri,
+il prestare una stanza o due di questo
+vecchio casamento ad uso d’uccelliera
+pel leggiadro animaletto che Milord vi ha
+racchiuso; ed è ancor poca cosa il serrare
+le tue porte e le tue finestre per impedirgli
+di volar via. Ricordati che la rendita
+<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
+depurata di questo fondo è valutata
+79 lire, 5 scellini, e 5 <i>pence</i> e mezzo,
+senza comprendervi le legna. Abbi coscienza
+un istante, e concedimi che ci vogliono
+grandi servigi, ben arcani servigi, e
+qualche cosa in somma più di quello che
+fai, per guadagnarti tal ricompensa. Intanto
+manda il tuo servo a levarmi gli
+stivali, e pensa a farmi dare da pranzo,
+ed un fiasco del tuo miglior vino; e dopo
+con serena fronte, con lieto animo, e leggiadro
+come un Adone, tornerò a vedere
+questo vezzoso augelletto.»
+</p>
+
+<p>
+Si separarono in quell’istante, e si rividero
+solamente al mezzogiorno, ora
+in cui era usanza di pranzare. Varney
+comparve vestito in leggiadro aggiustamento
+adatto alla costumanza di que’ tempi,
+ed anche il Foster avea data qualche
+cura ad allindarsi; cura però che non
+ebbe miglior effetto del farne spiccar maggiormente
+la laidezza della persona.
+</p>
+
+<p>
+Pure tal novità diede nell’occhio a Varney.
+Laonde terminata la mensa, ed allorchè
+i servi si furono ritirati, questi
+disse, squadrando l’altro dalla testa ai
+piedi. «Per bacco! Tony, come ti sei
+fatto bello! Sembri un cardellino. Non
+ti manca ora che zuffolare una giga. Ma
+no, no: quest’atto profano ti farebbe scacciare
+dalla congregazione de’ zelanti beccai,
+<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span>
+de’ puri tessitori, e dei santi fornari
+d’Abingdon, avvezzi a lasciar venir freddo
+il forno tanto che si scaldano le loro teste.»
+</p>
+
+<p>
+«Parlarvi il linguaggio della fede, signor
+Varney, sarebbe un far ragione alla
+parabola, un gettare le perle agli animali
+immondi. Adoprerò adunque con voi linguaggio
+adatto mondano, solo linguaggio
+che chi ordina tutte le cose vi ha dato
+facoltà di comprendere, e da cui imparaste
+a trar profitto non ordinario.»
+</p>
+
+<p>
+«Dì pure quello che ti piacerà, onestissimo
+Tony, perchè sia che, senza intenderti
+da te stesso, tu prenda per base
+de’ tuoi discorsi la fede, o intendendoti
+ottimamente, ne faccia tu l’applicazione
+che torna più comoda alle pratiche di tua
+vita, tali discorsi saranno sempre opportunissimi
+a far sentir meglio il gusto di
+questo alicante. Le ciance sono egregio
+stimolo ad assaporare il buon vino, al di
+sopra del caviale, delle lingue salate, e di
+tutt’i cibi fatti per istuzzicare il palato.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene dunque. Compiacetevi dirmi,
+signor Varney, se vi pare che il Lord nostro
+padrone non sarebbe meglio servito,
+avendo la sua anticamera guernita di gente
+onesta, timorata di Dio, e che non pensasse
+ad altro, fuorchè ad eseguire gli ordini
+di chi comanda, ma posatamente e
+senza strepito e senza scandalo; o se più
+<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span>
+gli torni l’averla piena di tagliacantoni
+sullo stile d’un Tidesly, d’un Killigrew,
+di quello scellerato del Lambourne, che
+m’avete dato il disturbo di cercarvi, e
+di tant’altri bricconi, che portano il patibolo
+nella fisonomia e il delitto nelle
+lor mani, spavento di tutta la gente che
+ha voglia di far bene, e vera infamia
+della casa di Milord.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi dovete sapere, onestissimo Tony,
+che chi va a caccia così d’uccellame come
+di quadrupedi, deve avere al proprio
+comando tanto cani quanto falconi.
+La strada che Milord corre, è ingombra
+di molti pericoli, e gli fa mestieri di gente
+d’ogni classe a lui affezionata, e della
+quale possa fidarsi. In una sì estesa bisogna
+adunque gli vogliono cortigiani, qual
+mi son io, capaci di fargli onore nell’accompagnarlo
+alla Corte, abili per dar di
+mano alla sciabola per ogni motto ch’altri
+pronunzi contro l’onor del Signore, e....»
+</p>
+
+<p>
+«Pronti, continuò Foster, a dir per lui
+due parole all’orecchio di bella donna, ogni
+volta ch’egli non se le può avvicinare.»
+</p>
+
+<p>
+«Gli abbisognano parimente (seguitò
+Varney, senza far mostra d’accorgersi di
+cotale interruzione) procuratori, che sappiano
+fare all’uopo da minatori, e addottrinati
+ora nel dar tal forma ai contratti,
+che vincolando gli altri, non mettano
+<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
+lui in angustia, ora nell’agevolargli
+le migliori vie di vantaggiare su i concedimenti
+de’ fondi ecclesiastici e delle grazie:
+gli abbisognano farmacisti, periti
+nell’apparecchiare un brodo o un cordiale:
+gli abbisognano spadaccini, risoluti
+ad affrontare il diavolo se venisse loro
+all’incontro, e per ultimo gli abbisognano,
+religiosissimo Foster, anime sante,
+innocenti, puritane, come la tua, le quali
+valgano nel compiere le opere di Satanasso,
+e nello sfidarne ad un tempo il
+potere.»
+</p>
+
+<p>
+«Non v’intendereste già dire, signor
+Varney, che il nostro padrone, l’uomo
+da me riguardato superiore a tutti i primati
+di questo regno nella nobiltà dei
+pensamenti, ricorra per innalzarsi a pratiche
+della natura di quelle che voi indicaste,
+e che non si possono mettere in
+opera senza l’offesa di Dio?»
+</p>
+
+<p>
+«Amico Foster, non prenderla con me
+in questo tuono, e guarda di non fare
+abbaglio. Io non mi metto in tuo potere,
+come forse il tuo scarso cervello te lo dà
+ad immaginare, se anche non mi prende
+dinanzi a te il fastidio di palliare gli strumenti,
+le molle, le viti, le leve, i rampiconi,
+di cui un grande non può far
+senza per sorger alto, e alto mantenersi
+nei tempi scabrosi. Non dicevi tu testè,
+<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
+che il nostro buon Lord supera tutti nella
+nobiltà dei pensamenti? Ebbene! Appunto
+perchè non permette cose ignobili a se
+medesimo, fia tanto maggior bisogno d’avere
+al suo salario uomini non tanto
+scrupolosi, ed i quali, non ignorando,
+che se cadesse il padrone, verrebbero trascinati
+nella sua rovina, sudino sangue
+e cimentino corpo ed anima per sostenerlo.
+Se ti dissi ciò è perchè non m’importa
+che egli lo sappia.»
+</p>
+
+<p>
+«Queste che voi pronunziate sono parole
+di vangelo, signor Varney. Il capo
+di una fazione non è altro che una barca
+in mezzo al mare, incapace di sollevarsi
+da se medesima se non la innalzano i
+flutti che la sostengono.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu non sai che sciorinare metafore,
+o Tony, e il tuo abito di velluto ti trasformò
+in un oracolo. Vedo, converrà
+che ti mandiamo ad Oxford per assumervi
+i gradi di quella università. Ma finchè
+venga questo momento, raccontami se
+impiegasti a dovere le somme che ti mandammo
+da Londra. Hai tu fatto mettere
+all’ordine un appartamento che sia degno
+di Milord?»
+</p>
+
+<p>
+«Degno di Milord! sarebbe degno d’un
+re nel giorno delle sue nozze; e la
+nostra giovane ospite è venuta in tal boria
+<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
+che nol potrebbe di più, ve ne accerto,
+la regina di Saba.»
+</p>
+
+<p>
+«Tanto meglio! mio buon Foster. Ben
+abbiam di bisogno ch’ella sia contenta
+di noi. Da essa dipende la nostra sorte.»
+</p>
+
+<p>
+«Se ciò è, vedo che fabbrichiamo sulla
+sabbia. Supponendo ch’ella andando alla
+Corte partecipi al grado e all’autorità del
+marito, di qual occhio volete riguardi
+me, che sono in tal qual modo il suo
+carceriere, costretto a tenerla qui, le
+piaccia o non le piaccia, come un bruco
+in un albero di spalliera, quand’ella non
+si augura che d’essere una farfalla dorata,
+libera di spaziare a suo buon grado,
+e in lungo ed in largo, per tutto un
+giardino?»
+</p>
+
+<p>
+«Ti crucci, mal a proposito. Sarà mia
+cura il farle comprendere che quanto operasti
+ebbe a solo fine il buon servigio
+di Milord e di lei medesima. Lascia che
+abbandoni il guscio dell’uovo entro cui
+sta racchiusa, e dirà ella stessa, che noi
+facemmo sbucciare la magnificenza cui
+si vedrà sollevata.»
+</p>
+
+<p>
+«Badate, sig. Varney; perchè in questa
+faccenda, potreste aver fatt’i conti
+senza dell’oste. Ho veduto questa mattina
+che vi accolse con molto gelo, nè credo
+che siate voi più di me il suo prediletto.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu t’inganni, Foster, è di gran
+<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
+lunga che tu t’inganni; ella tiene a me
+per tutti que’ legami che la possono vincolare
+ad un uomo, la cui mercè vide
+soddisfatti ad un tempo, il suo amore e
+la sua ambizione. Chi se non io, ha sottratto
+all’umile sorte che le si presentava
+l’ignorata Amy Robsart, figlia d’un
+vecchio rimbambito, d’un cavaliere privo
+di ricchezze, la futura sposa d’un pazzo,
+d’un entusiasta, di questo Edmondo
+Tressiliano? Chi se non io, fece brillare
+a’ suoi occhi la prospettiva del più ridente
+destino, ch’uom possa augurarsi
+nell’Inghilterra, e fors’anche in tutta
+l’Europa? Io, te l’ho pur detto altre
+volte, condussi i primi intertenimenti
+misteriosi di questi due amanti. Io vegliava
+attorno del bosco, intanto che
+Milord facea la sua caccia. Io solo accompagnai
+Amy nella fuga, e su di me
+solo ne rinversano la colpa i suoi congiunti;
+motivo onde se mi trovassi ne’
+loro dintorni, mi converrebbe portar tutt’altro
+che una camicia di tela d’Olanda
+sulla mia pelle per non metterla in corrispondenza
+coll’acciaio di Spagna. Chi
+portava le lettere dell’uno all’altro? Chi
+teneva a bada Tressiliano ed il vecchio?
+Chi regolò tutti gli apparecchi della fuga?
+Io soltanto. Io fui in somma che trassi
+questa vezzosa pratellina dal campo ignoto
+<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
+in cui fioriva, per collocarla sul cimiero
+più ragguardevole dell’Inghilterra.»
+</p>
+
+<p>
+«Ottimamente, sig. Varney. Ma credete
+non s’accorga, che se dipendea soltanto
+dai vostri consigli, il fiore sarebbe
+stato attaccato molto debolmente al cimiero;
+e che il primo soffio del vento
+sempre variabile della passione, avrebbe
+fatto cader per terra la povera pratellina?»
+</p>
+
+<p>
+«Ella dee pur anche pensare (disse sorridendo
+Varney), che la fedeltà da me
+dovuta a Milord dovea tenermi lontano
+dal consigliargli a prima giunta un tal
+matrimonio; che però non mi stetti dal
+darne il parere, allorchè m’avvidi che non
+potea renderla paga altra cosa fuorchè....
+dirò il sacramento, o il contratto di nozze,
+Foster?&#8205;<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>»
+</p>
+
+<p>
+«Ma cova anche un altro rancore contro
+di voi, e ve lo dico perchè vi mettiate
+in riguardo finchè siete in tempo. Non
+le va troppo a genio questo nascondere
+il proprio splendere entro la lanterna d’un
+vecchio monastero. Brillar alla corte col
+titolo di contessa, questo è quanto ella
+desidera.»
+</p>
+
+<p>
+«E non le do torto. La cosa è naturalissima.
+<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
+Ma che ha di comune tal suo
+desiderio con me? Splenda essa dietro di
+un osso, o dietro d’un cristallo, come piacerà
+meglio a Milord; in tutto questo io
+non entro per nulla.»
+</p>
+
+<p>
+«Ella pensa in vece che teniate il timone
+del navilio, e che stia in voi il governarlo
+a vostro buon grado. In una parola
+dà tutta la colpa della ritiratezza in
+cui vive ai consigli segreti, che suggerite a
+Milord, e alla sollecitudine ch’io metto
+nell’adempire i vostri ordini, onde ama
+entrambi all’incirca, come qualunque galantuomo
+ama il giudice che lo condanna
+e l’altra persona che eseguisce la sentenza.»
+</p>
+
+<p>
+«Eppure le sarà d’uopo amarci un po’
+più, quando le piaccia uscire di questo
+luogo. Se ho avute ragioni d’alto peso
+per consigliare, che fosse qui custodita
+per qualche tempo, potrei anche averne
+altre per dar pareri, che la traessero a
+brillare in tutto lo splendore cui tanto
+sospira; ma colla carica che occupo presso
+la persona di Milord, sarei ben pazzo
+a far ciò se costei mi fosse nemica. Tu
+devi, o Foster, al primo destro che n’hai,
+farle ben capire una tal verità, e a me
+poi lascia la cura di parlare in tuo favore,
+e metterti in buon aspetto presso
+di lei. <i>Fa per me, e farò per te</i>, è adagio
+ricevuto in tutto l’universo. È d’uopo
+<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span>
+ch’ella conosca i propri amici, ma che
+calcoli ad un tempo il potere in cui sono
+di divenirle nemico. Intanto falle guardia
+da presso, ma con tutto quel rispetto
+esterno, che può sperarsi dalla tua indole
+grossolana. Però divengono ora una providenza
+quest’aria rubesta, e questo umor
+burbero, di cui sei provvisto a dovizia, e
+devi ringraziar Dio d’un tal dono, utile
+persino agl’interessi di Milord; perchè
+quando è d’uopo venire ad atti di severità,
+sembrano piuttosto effetti della tua natural
+buona grazia. Ella ne incolpa questa
+sola, e non gli ordini segreti che hai
+ricevuti, e così risparmia di sospettare
+di Milord. Ma zitto. Alcuno picchia alla
+porta. Guarda alla finestra, e non permettere
+ch’entri nessuno. Non è giorno
+questo in cui abbiamo d’uopo d’interrompimenti.»
+</p>
+
+<p>
+«È Michele Lambourne, disse il Foster,
+dopo avere osservato chi fosse, quel medesimo
+di cui vi ebbi discorso prima del
+pranzo.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! entri, entri, disse il cortigiano.
+Ei ne apporterà sicuramente notizie di
+Tressiliano, e a noi rileva troppo il sapere
+ogni andamento di costui. Fallo entrare,
+ti dico; ma non condurlo qui. Io
+verrò poi a trovarti nella biblioteca.»
+</p>
+
+<p>
+Uscì il Foster, e il Varney colle braccia
+<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span>
+incrocicchiate sul petto, e assorto in
+profondissima meditazione si lasciò di tempo
+in tempo sfuggire alcune parole interrotte,
+che noi abbiamo raccozzate con
+qualche maggior ordine per renderne più
+intelligibile il monologo ai nostri leggitori.
+</p>
+
+<p>
+«Non è cosa che troppo vera (egli disse,
+arrestandosi d’improvviso, ed appoggiando
+la mano destra sulla tavola ove
+aveva pranzato). Questo antico scellerato
+ha scorta nel midollo la natura de’ timori
+onde sono compreso, nè mi trovò preparato
+a celarglieli. Costei non mi ama, e
+piacesse al Cielo che nemmen io l’avessi
+amata giammai. Ben lo vedo. Fui uno stolido
+a parlarle per me, quando ogni regola
+di prudenza m’insegnava a non essere
+che il fedele interprete di Milord.
+Questo momento fatale d’inconsideratezza
+mi ha posto a discrezione di Amy, e un
+uomo savio non si commette mai ad una
+donna, che, valga quanto sa valere, sarà
+sempre una copia della nostra madre comune
+Eva&#8205;<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a>. Dal momento che la mia
+<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span>
+politica cadde in sì goffo strabocco, non
+posso veder questa femmina, senza sentire
+in me una mescolanza di tema, di
+odio e di tenerezza ch’io non so se, standone
+in me la scelta, preferissi il perderla
+al piacere di possederla. Ma assolutamente
+non mi torna ch’ella esca di
+qui, finch’io non sappia come aggiusteremo
+le partite fra noi. L’interesse di Milord
+vuole che queste oscure nozze rimangano
+occulte. Tal pure è l’interesse
+mio, perchè se Milord cade, mi vedrò involto
+nella sua caduta. Per altra parte,
+sarei grandemente stolto se le dessi braccio
+a salire sullo scanno suo di parata,
+perchè sedutavi una volta, mi mettesse
+i piedi sul collo. È d’uopo che l’amore,
+o la tema le parlino in mio favore. Chi
+sa s’io non possa vendicarmi ancora nella
+più dolce guisa degli sprezzi ch’io ne
+soffersi? Sarebbe questo il capolavoro di
+un cortigiano. Ma perciò fa di mestieri....
+sì ch’io possa venire ammesso alle confidenze
+di quella mente, ch’ella mi sveli
+un segreto, non fosse che il disegno di
+<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span>
+scoprire una nidata di fanelli, ed in allora...
+in allora, bella contessa, voi
+siete in potere di Varney.»
+</p>
+
+<p>
+Fece indi alcuni altri giri su e giù per
+la stanza, si versò una tazza di vino,
+la bevve, quasi ne traesse speranza di
+calmare l’agitazione in cui era il suo spirito.
+«Ora armiamci di fronte serena, e
+di cuore impenetrabile.» Uscì di poi
+dell’appartamento, e andò a trovare il
+Lambourne per ascoltarne il riferto, e
+munirlo di nuove istruzioni.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span>
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO VI.</h2>
+</div>
+
+<div class="poem-container">
+<div class="poem inl"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Su i prati, i campi e sulla zolla erbosa</p>
+<p class="i01">»Spargeva sue rugiade</p>
+<p class="i01">»La notte umida, ombrosa,</p>
+<p class="i01">»E donna allor delle stellate strade,</p>
+<p class="i01">»Da ogni veron dell’edifizio antico</p>
+<p class="i01">»Ribatter fea la luna il raggio amico.</p>
+<p class="i15"> <i>Mickle.</i></p>
+</div></div>
+</div>
+
+<p>
+Quattro sale che teneano il lato occidentale
+dell’antico edifizio detto <i>Cumnor Place</i>
+erano state adorne con tal magnificenza
+che superava ogni descrizione;
+la qual cura di metterle in tanto splendore
+aveva preceduto d’alcuni giorni il
+tempo cui si riferisce l’incominciamento
+della nostra storia. E fu l’opera d’artefici
+mandati da Londra, che cambiò in
+appartamento degno veramente d’un re
+quel pezzo di fabbrica, parte dianzi più
+abbandonata e mal messa di quel vecchio
+convento. In tutto ciò venne adoperato
+tanto mistero che non solamente
+fu impedito agli operai l’uscire di quel
+luogo sintantochè non avessero compiuto
+il lavoro, ma questi, e s’introdussero di
+notte tempo, e di notte tempo partirono;
+nè si risparmiò cura onde nascondere alla
+curiosità indiscreta di que’ contadini i
+cambiamenti che si operavano nella casa
+<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span>
+di un lor confinante, già sì povero, or
+venuto in ricchezza. Senza tali cautele
+eglino si sarebbero dati del certo ad indagar
+le cagioni de’ cambiamenti medesimi.
+E si riuscì nel conservare il segreto
+quanto bastò, onde le poche cose che
+traspirarono non diedero luogo se non
+se a voci vaghe, le quali comunque passassero
+d’orecchio in orecchio, per l’incertezza
+con cui si divulgarono, non
+ottennero molta considerazione nè fede.
+</p>
+
+<p>
+Nella sera che venne dopo il giorno
+di cui parliamo, questi appartamenti, di
+nuovo, e sì pomposamente adorni, vennero
+illuminati per la prima volta, e
+con tanta profusione, che lo splendore
+mandato da essi sarebbesi scorto ad una
+lontananza di sei miglia all’intorno; ma
+imposte di rovere ben chiuse da spranghe
+e da catenacci, e grandi cortine,
+tutte di seta e di velluto, guernite con
+frange d’oro, non permettevano al più
+sottile raggio di luce che si diffondesse
+al di fuori.
+</p>
+
+<p>
+Questa parte di edifizio era composta,
+come dicemmo, di quattro principali sale,
+e ognuna di queste comunicava coll’altra.
+Vi si giugneva per un grande
+scalone che metteva alla porta di un’anticamera,
+simile per sua forma ad una
+galleria. L’Abbate avea spesse volte tenuto
+<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span>
+capitolo in tale stanza, le cui pareti
+erano ora intarsiate di legname peregrino
+d’un color bruno, tratto, diceasi,
+dall’Indie occidentali, che avea ricevuto
+a Londra bellissima pulitura, e d’una durezza,
+che ben molti de’ loro strumenti
+gli operai vi dovettero logorare. Il colore
+oscuro del legno ottenea spicco dal
+chiarore mandato dalle candele che stavano
+sopra ventole d’argento attaccate alle
+pareti, e da sei grandi quadri, che erano
+lavoro de’ primi dipintori del secolo,
+e fregiati di ricchissime cornici. Verso
+lo sfondo inferiore vedeasi una tavola di
+legno massiccio, fatta per quelli che voleano
+ricrearsi al giuoco del <i>Shovel-Board</i>&#8205;<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a>,
+ch’era in grand’uso a quei giorni.
+Vedeasi dall’altro lato una ringhiera
+per collocarvi i sonatori ed i buffoni che
+venissero ivi chiamati per aggiugnere giocondità
+ad una serata.
+</p>
+
+<p>
+Da questa anticamera si passava alla
+sala della mensa. Era essa di mezzana
+grandezza, ma tanto sfarzosa, che per
+dovizia d’ornati potea far incanto all’occhio
+anche il più avvezzo a veder cose
+grandiose. Le muraglie, poco prima ignude
+<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span>
+e nere di fumo, miravasi parate
+di un velluto cilestro, ricamato d’argento;
+erano le sedie d’ebano, riccamente
+scolto, e guernite di cuscini somiglianti
+alla tappezzeria delle pareti. In vece di
+ventole d’argento, che sostenessero le
+candele, come nell’anticamera, il luogo
+veniva rischiarato da un’immensa lumiera,
+parimente d’argento. Il pavimento
+era coperto da un tappeto di Spagna, su
+di cui i fiori e le frutta vedeansi rassembrati
+con colori tanto naturali e brillanti,
+che si esitava a calcar col piede un’opera
+così preziosa. La tavola, costrutta
+di vecchia quercia d’Inghilterra, riceveva
+abbellimento dalla squisitezza dei
+panni di lino che vi stavano sovrapposti;
+ed una grande credenza portatile,
+da’ suoi aperti battitoi, mostrava scaffali
+carichi di vasellami di porcellana e d’argento.
+Nel mezzo della tavola sorgeva una
+saliera fabbricata in Italia, bellissimo lavoro
+d’argento, alto due piedi, che rappresentava
+il gigante Briareo, le cui cento
+mani offerivano ai convitati ogni spezie
+d’aromi, e tutto quanto potea aggiugnere
+grazia al sapore delle vivande.
+</p>
+
+<p>
+Di qui si andava alla grande sala, ornata
+di maestosa tappezzeria, in cui rappresentavasi
+la caduta di Fetonte; chè in
+<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span>
+allora i telai della Fiandra trattavano a
+preferenza argomenti classici. Fra gli altri
+sedili se ne distingueva uno da parata,
+che sorgea d’un gradino dal pavimento,
+e capace abbastanza perchè vi
+stessero sedute due persone. Sovrastava
+a questo un baldacchino, che al pari de’
+cuscini, de’ paramenti, e fin del sottoposto
+tappeto era di velluto cremisino,
+ricamato a semi di perle. Fregiavano la
+sommità di esso baldacchino due corone,
+quali addiceansi al grado di Conte e di
+Contessa. Altri sedili poi non vi si vedevano
+fuorchè sgabelli coperti parimente
+di velluto, e cuscini ad uso moresco,
+ornati di rabeschi ricamati coll’ago. Trovavansi
+nell’appartamento, e strumenti
+di musica, e telai da ricamo, e altre
+cose onde in que’ tempi s’intertenevano
+le femmine distinte. La principale illuminazione
+di questa sala veniva da quattro
+grandi torce di cera vergine portate
+da altrettante statue che rappresentavano
+cavalieri Mori armati. Sosteneano questi
+colla sinistra mano uno scudo d’argento,
+che veniva ad essere collocato fra il petto
+del cavaliere e la torcia, e lustrato con
+tant’arte, che ripercoteva i raggi al pari
+di uno specchio di tersissimo cristallo.
+</p>
+
+<p>
+La stanza del riposo, ultima di questo
+<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span>
+magnifico appartamento, era decorata
+meno sfarzosamente, ma non con minore
+ricchezza delle altre. Due lampade d’argento,
+colme d’olio profumato, vi spargevano
+d’ogni intorno odor delizioso, e
+la luce lor tremebonda producea il gradevole
+effetto di un sereno crepuscolo di
+sera. Sì fitto era il panno de’ tappeti che
+la pedata anche più grossolana non potea
+svegliare chi stavasi a letto. Era questo
+letto di caluggine, e lo copriva una
+coltre d’oro e di seta. Di tela batista
+le lenzuola, le coperte serbavano la bianchezza
+degli agnelli, che fornirono a intesserle
+i loro velli. Le cortine erano di
+velluto turchino, trapuntato di seta cremisina,
+tagliate a festoni d’oro, e fregiate
+d’un ricamo che rappresentava gli
+amori di Cupido e di Psiche. Trovavasi
+sulla <i>toletta</i> un magnifico specchio di Venezia,
+con cornice messa in filigrana d’argento,
+e a canto d’esso vedeasi una
+bella coppa d’oro, serbata a contenere
+la bevanda, ch’era allora costume di
+libare prima di mettersi al riposo. Un
+pugnaletto, ed un paio di pistole, ornati
+d’oro, stavano presso al capezzale del
+letto, armi che non si mancava di presentare
+agli ospiti di riguardo, piuttosto,
+com’è da credere, per una formalità,
+che per mettergli in sospetto di verun
+<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span>
+pericolo. Non dobbiamo qui tralasciare
+una circostanza che caratterizza i costumi
+di que’ tempi. Trovavasi nella grossezza
+delle muraglie un incavo, rischiarato
+da un cero, entro cui erano due
+cuscini riquadrati, coperti della stessa
+stoffa che le cortine del letto, e posti
+dinanzi ad un inginocchiatoio di ebano,
+scolpito nella parte più alta. Fu questo
+luogo, altra volta, l’oratorio dell’Abbate.
+N’era stato tolto in allora il Crocefisso,
+in cui vece vennero posti due libri
+di preci, riccamente legati e guerniti
+d’argento.
+</p>
+
+<p>
+Il sol mormorio de’ venti che agitavano
+i rami delle querce del parco, potea
+penetrare in questo asilo della quiete, tranquillo
+cotanto, che il Dio del sonno lo
+avrebbe invidiato. Contigui alla stanza da
+letto erano due gabinetti da <i>toletta</i>, non
+apparati con minor lusso delle sale dianzi
+descritte. La parte di edifizio cui tenea
+l’ala meridionale dava luogo alle cucine,
+agli ufici, e agli altri alloggiamenti necessarii
+alla comitiva del ricco e nobile signore,
+per comando del quale sì delizioso
+soggiorno fu apparecchiato.
+</p>
+
+<p>
+La divinità che n’era lo scopo, ben
+meritava le spese fatte in esso, e le fatiche
+adoperate nel condurlo a sì bel termine.
+Seduta nell’ultima delle descritte
+<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span>
+stanze, stavasi contemplando tai delizie
+create d’improvviso in suo onore, con
+occhio di compiacenza, e d’una vanità
+che era naturale quanto innocente. Perchè
+la sola cagione del mistero posto nel
+fornire sì ricco appartamento era il soggiorno
+che essa faceva a Cumnor Place.
+Si ebbero le più accurate diligenze, affinchè
+sino all’istante, or giunto per lei,
+di entrarne al possedimento, ella ignorasse
+che si fabbricava in quella parte
+dell’antico edifizio, e che non comparisse
+mai innanzi agli operai adoperati
+a tal fine. Pertanto non essendo ella mai
+stata nel ridetto luogo, ed entrando questa
+sera la prima volta in un appartamento
+cotanto diverso dal rimanente della
+fabbrica, credè per un istante trovarsi
+in un palazzo incantato. E vistasi in
+mezzo a tanta grandezza, si abbandonò
+a quella gioia vivace e libera, che ognun
+pensa dover nascere in una giovinetta avvezza
+a vivere nel ritiro della campagna,
+tratta d’improvviso ad uno splendore,
+cui non avrebbe mai osato aspirare, comunque
+strani ne fossero stati i desiderii;
+e fornita in oltre d’un cuore tenero
+e riconoscente, che ben comprende
+essere sì cari incanti l’opera dell’amore,
+mago il più possente di quanti se
+ne possano immaginare.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span>
+</p>
+
+<p>
+La contessa Amy, tal si era il grado,
+cui l’avevano sollevata le sue nozze,
+segrete sì ma non mancanti di alcuna formalità,
+coll’uomo maggiore per dignità
+e più possente di quanti vivessero nell’Inghilterra,
+non potè starsi per qualche
+tempo dal correre d’una stanza all’altra,
+nè mai era sazia di contemplare le cose
+ognor nuove che le ferivano il guardo,
+tanto più lieta che nel trarne motivo di
+apprezzar vie più il delicato gusto del
+Lord impadronitosi dell’innocente suo
+cuore, vi leggeva le prove della tenerezza
+con cui era amata.
+</p>
+
+<p>
+«Quanto sono belle, sclamava, queste
+tappezzerie, e naturali queste dipinture!
+Com’è ricco il lavoro di questi argenti!
+Non direbbesi padrone di tutti
+i galeoni di Spagna colui che il fece eseguire?
+Ma Giannina! (ripeteva ella sovente
+alla figlia del Foster, che la seguiva
+con eguale curiosità, benchè più moderata
+nella sua gioia) come è più delizioso
+di tutto ciò il pensare, che tante
+maraviglie vennero qui attorno adunate
+per amor mio, e che ad una qualche
+ora di questa sera potrò starmi col creatore
+di tal novello Paradiso, e ringraziarlo,
+ben assai più che delle maraviglie
+contenute in esso, di quella tenerezza,
+che sola ve le collocò!»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Egli è il Signore, o Milady, rispose
+tosto la giovane Puritana, cui dovete
+dar grazie d’avervi conceduto uno sposo
+sì tenero e che fa tante cose per voi. Anch’io
+veramente mi sono studiata ad ornarvi
+quanto meglio sapessi. Ma se non
+la finite di correre così da una stanza all’altra,
+non terrà saldo una sola delle
+spille de’ vostri ricci, e la mia opera
+scomparirà, come al primo raggio di sole
+si dileguano i disegni, che la brina ha
+fatti su i vetri.»
+</p>
+
+<p>
+«Hai ragione, Giannina,» disse la giovane
+e bella contessa, uscendo dell’estasi
+in cui era assorta, e d’improvviso fermando
+il suo correre. Poi postasi innanzi
+ad uno di quegli specchi, de’ quali non
+avea mai veduto più grandi (nè forse i
+più belli si trovavano nell’appartamento
+della Regina) tornò a ripetere: «Hai
+ragione, Giannina», indi si abbandonò ad
+un moto di gioia, ben perdonabile alla
+sua età, in vedere che quello specchio
+riflettea forme presentatesi ben di rado
+alla lucida sua superficie. «Sembro piuttosto
+una venditrice di latte che una contessa
+con queste guance rosse e riscaldate,
+e con queste brune trecce che tu avevi
+aggiustate in tanta simmetria, e che ora
+vanno qua e là, come i tralci d’una vite
+che non sia mai stata potata. Gli ornamenti
+<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span>
+del collo non si reggono più, e
+mi scoprono il seno oltre quanto la decenza
+permette. Vieni, Giannina, è d’uopo
+ch’io m’accostumi alle molestie unite
+alla pompa. Entriamo nella gran sala,
+mia buona giovane, tu ricomporrai questi
+capelli in sommossa, e imprigionerai
+sotto la batista ed il pizzo questo
+mio seno che è troppo vivamente agitato.»
+</p>
+
+<p>
+Esse passarono adunque nella gran sala,
+ove la Contessa, negligentemente appoggiandosi
+sui cuscini, ora si abbandonava
+alle proprie meditazioni, ora udiva con
+diletto le ciance di questa giovane sua
+seguace.
+</p>
+
+<p>
+In tale atto ed espressione di fisonomia
+che tiene un grado di mezzo fra
+la distrazione e l’impazienza di chi aspetta,
+credo che per trovare lineamenti sì
+amabili e che significassero tanto, si sarebbero
+corsi invano i mari e le terre.
+La ghirlanda di brillanti, posta sopra
+capelli d’un bruno carico, splendea meno
+di quell’occhio nero adombrato da un
+sopracciglio bruno, sì regolare che l’avresti
+detto dipinto, e da lunghe ciglia
+dello stesso colore. Le corse fatte per le
+stanze; il contento della vanità soddisfatta,
+l’ardente desio di veder giungere
+il Conte, invermigliavano in deliziosa
+foggia quelle guance, che d’ordinario
+<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span>
+peccavano alcun poco di pallidezza. Bianca
+ne era la collana di perle quanto il
+latte, che, novello pegno dell’amor dello
+sposo, ella già portava al seno. Ma era
+un nulla questo candore a fronte di quel
+de’ suoi denti, che avrebbero fatto perder
+vezzo alla pelle, se la speranza e il
+contento non le avessero impresse le gradazioni
+del color della rosa.
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, Giannina, queste tue dita
+sì affaccendate non hanno ancora terminato
+il loro lavoro? chies’ella alla giovane
+ancella, che si dava grande sollecitudine
+di riparare i guasti occorsi nell’acconciatura
+della Contessa. Va bene,
+Giannina, va bene. Ora fa d’uopo ch’io
+veda tuo padre prima che giunga Milord.
+Voglio anche vedere il signor Riccardo
+Varney, che è in tanto favore
+presso il Conte. Eh! sì: non dipenderebbe
+da me che il farglielo perdere col
+rivelare certe cose a mio marito....»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! fate bene ad astenervene, mia
+buona padrona, disse subito Giannina.
+Mettete questo Varney nelle mani del
+Signore, che sa punire i cattivi, quando
+lo giudica a proposito. E poi se mi credete,
+non entrate mai in disparere con
+Varney. Egli gode la confidenza del padrone,
+e chiunque lo ha contrariato ne’
+<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span>
+suoi divisamenti, rare volte ha fatto fortuna.»
+</p>
+
+<p>
+«E come sapete tai cose, mia Giannina?
+Perchè dovrei io avere tutti questi
+riguardi con un uomo d’una condizione
+tanto inferiore, io che sono la moglie
+del suo padrone?»
+</p>
+
+<p>
+«Milady conosce meglio di me quello
+che ha da operare; ma ho udito più
+volte dir da mio padre, ch’egli vorrebbe
+incontrarsi in un lupo affamato, anzichè
+sconcertare a Riccardo Varney il minimo
+de’ suoi divisamenti. Mi ha in oltre
+raccomandato di non fare alcuna lega
+con essolui.»
+</p>
+
+<p>
+«Tuo padre ti ha parlato da savio uomo,
+Giannina, e ti posso guarentire che t’ha
+così consigliata per il tuo bene. È una
+sfortuna che i lineamenti, e i modi di Foster
+non s’accordino colle sue intenzioni,
+perchè potrebbero anche essere pure.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! non ne dubitate, Milady, che le
+intenzioni di mio padre non sieno rette.
+So che non è bello, ma non bisogna giudicare
+il cuor degli uomini dalla figura.»
+</p>
+
+<p>
+«Lo credo, mia buona fanciulla: e
+voglio crederlo, se non foss’altro, per amore
+di te. La sua fisonomia però è tale che
+non si può guardarlo senza provare un
+certo fremito. Io penso, che fin tua madre....
+<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span>
+Non hai anche finito, mia cara,
+di torcermi i capelli con questo ferro?...
+Penso che tua madre tremasse sempre al
+suo aspetto.»
+</p>
+
+<p>
+«Se la cosa fosse stata così, mia signora,
+mia madre avea tai parenti, che
+avrebbero saputo sostenerla. Ma voi stessa,
+Milady, io vi ho veduto divenir rossa
+e tremare, quando Varney vi pose fra le
+mani quella lettera di Milord.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi vi prendete libertà più del dovere,
+o Giannina (disse la Contessa, abbandonando
+il cuscino, su cui, appoggiato il
+capo alla spalla dell’ancella, si stava seduta:
+poi riprendendo tosto il tuono di bontà
+che le era famigliare) tu non sei pratica,
+le disse, che in certe occasioni si può
+tremare senza essere preso da verun timore.
+Per tuo padre, mi sforzerò d’avere
+di lui la migliore opinione possibile, se
+non per altro perchè gli sei figlia, mia
+cara fanciulla. Oimè (soggiunse di poi,
+e nel dire le seguenti cose, una nube di
+tristezza le coperse la fronte, e i suoi occhi
+si fecero gonfi di lagrime), io non
+posso non aprir l’orecchio agli accenti
+della pietà filiale, io che ho un padre
+non consapevole del mio destino, io che
+or ora ho saputo esser egli infermo e angoscioso
+sulla mia sorte! Ma lo rivedrò,
+e la notizia della fortuna cui ascesi, lo
+<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span>
+farà tornar giovane. Io gli restituirò la
+primiera gioia. — Ma intanto non è bene
+ch’io pianga (e nello stesso tempo si rasciugava
+gli occhi). Milord non dee trovarmi
+fredda alle bontà che mi usa; mal
+si starebbe ch’ei vedesse la sua creatura in
+istato di tristezza, allorchè dopo sì lunga
+lontananza viene ad allegrarne di sua presenza
+il ritiro. Componiamoci alla gioia,
+diletta Giannina; la notte non è lontana;
+ed avremo presto Milord. Chiamami tosto
+tuo padre, e Varney. Non ho nessun
+astio contro di loro, e benchè e l’uno
+e l’altro m’abbiano dato motivi di non
+esser contenta, sarà omai colpa d’essi
+soltanto, se mi costringessero a farne qualche
+querela a Milord. Vanne, Giannina,
+dì loro che qui gli aspetto.»
+</p>
+
+<p>
+La giovane Foster ubbidì alla sua padrona,
+e pochi minuti dopo, il Varney si
+mostrò nella gran sala con tutta quella
+disinvoltura, grazia e arditezza, di cui non
+è penuria in un cortigiano, che sappia
+ben avvolgersi entro manto d’urbanità,
+per nascondere il proprio animo, e disvelar
+meglio quello degli altri. Veniva dopo
+lui Tony Foster, la cui fisonomia malaugurosa
+e triviale si faceva appunto più
+scorgere pel goffo studio ch’egli metteva
+a non lasciar comprendere come vedesse
+di mal occhio, e con vera inquietudine
+<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span>
+che quella femmina, sulla quale avea fin
+allora usato d’autorità quasi dispotica,
+fosse adorna di tutti gli apparati della
+grandezza, e vedesse d’ogn’intorno a sè
+sì luminosi pegni dell’amor d’uno sposo.
+E fu una confessione del nudrito mal
+animo la sinistra riverenza fattale da costui,
+non diversa da quella ch’è solito
+praticare un reo giunto al cospetto del
+giudice, allorchè vuole ad un tempo darsegli
+per colpevole ed implorarne pietà.
+</p>
+
+<p>
+Il Varney, che per la sua prerogativa
+d’essere nobile, lo precedè entrando nell’appartamento,
+avea già in un istante
+recapitolato nella sua mente le cose da
+dirsi ad Amy, onde per tutti i riguardi
+potea meglio del Foster esporle con garbo
+e franchezza.
+</p>
+
+<p>
+Il saluto voltogli da Amy fu sì cortese
+da presagire a lui compiuta indulgenza su
+gli antichi falli; ed alzatasi e mossagli
+incontro, gli porse la mano così dicendogli:
+«Sig. Varney, voi mi portaste in
+questa mattina tai notizie, la cui sorpresa
+tanto mi fu deliziosa, ch’io temo perfino
+avermi dimenticato la raccomandazione
+fattami da Milord perchè ben vi
+accogliessi. Vi offro la mia mano qual
+pegno di riconciliazione.»
+</p>
+
+<p>
+«Non son degno di toccarla (rispose
+Varney, piegando a terra un ginocchio)
+<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span>
+in altra guisa che come il suddito tocca
+talvolta quella del suo sovrano.» E in
+ciò dire accostò alle proprie labbra quelle
+belle dita snodate, cariche di brillanti,
+e d’altri sontuosi ricordi dell’amore di
+Milord; indi alzatosi, con leggiadria fece
+alcun passo per condur lei verso il sedile
+di parata.
+</p>
+
+<p>
+«Scusatemi, sig. Varney, non mi sederò
+certamente in quel luogo, ammeno
+che non sia lo stesse Milord a condurmivi.
+Non mi vedo finora che una contessa
+in maschera, nè voglio attribuirmene
+le prerogative, prima di essere a ciò
+autorizzata da lui, che ha il potere di
+conferirmele.»
+</p>
+
+<p>
+«Io spero, Milady (cominciò allora
+Foster il suo discorso), che nell’eseguire
+gli ordini datimi da Milord vostro marito,
+non avrò incorso la vostra disgrazia.
+Col tenervi rinchiusa non feci, voi
+stessa lo vedete, che adempire il mio obbligo
+verso chi è padrone mio, ed anche
+di voi, perchè il Cielo, come lo dice la
+sacra Scrittura, diede al marito autorità
+e supremazia sopra la moglie. Son queste,
+o poco diverse da queste, le parole
+del testo.»
+</p>
+
+<p>
+«Sig. Foster, la soave sorpresa ch’io
+provai entrando in questi appartamenti fa
+le scuse della rigida severità, con cui me
+<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span>
+ne allontanaste, ond’io non li vedessi che
+ornati in tanto splendida foggia.»
+</p>
+
+<p>
+«Certamente, Milady, e si sono spese
+in ciò ben molte <i>corone</i>; ma poichè non
+conviene spenderne oltre i limiti di ciò
+che è indispensabile a compir tutto a dovere,
+vado intanto ad attendere io medesimo
+pei preparamenti che restano a farsi
+in questa casa; e finchè arrivi il vostro
+sposo, vi lascio col sig. Varney, che a
+quanto penso, dee dirvi alcune cose per
+parte del nobile lord. Giannina, vieni con
+me.»
+</p>
+
+<p>
+«No, sig. Foster, no. Giannina rimarrà
+meco. Basta si tenga all’estremità della
+sala, finchè il sig. Varney avrà da dirmi
+per parte di Milord cose, ch’ella non
+debba sapere.»
+</p>
+
+<p>
+Il Foster si ritirò salutando losco la
+Contessa, e lasciando sugli apparati della
+sala tal guardo, come di chi sospirasse
+le somme prodigalizzate per convertire in
+palazzo asiatico un corpo di edifizio, che
+avea sembianza d’un granaio in rovine.
+Partito lui, la sua figlia prese il telaio da
+ricamo, e si pose in fondo dell’appartamento,
+vicino alla porta della sala della
+mensa. Varney allora cercò con tutta umiltà
+lo sgabello che gli parve il più basso,
+e vi si pose vicino ad Amy, sedutasi un’altra
+volta sopra i cuscini; poi chinando
+<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span>
+gli occhi a terra, rimase tacito per qualche
+tempo in tale positura.
+</p>
+
+<p>
+«Io giudicava, sig. Varney (disse la
+Contessa, quando credè accorgersi ch’ei
+non avea voglia di assumere la parola),
+che doveste parlarmi per parte di Milord,
+o almeno così mi diedero a pensare le
+cose dette dal Foster. Perciò feci allontanare
+l’ancella. Qualora mi sia ingannata,
+la richiamerò presso di me. Ella non è
+per anche ben addestrata nel ricamo, ed
+ha bisogno di qualche occhiata che regoli
+il suo lavoro.»
+</p>
+
+<p>
+«Foster mi ha male inteso, o Milady,
+rispose Varney. Gli è bene del nobile vostro
+sposo, del rispettabile mio protettore,
+che desidero intertenervi; ma non per
+sua commissione.»
+</p>
+
+<p>
+«Sia che mi parliate di Milord, sia
+per parte di Milord, o signore, tale scopo
+d’intertenimento non può essermi che
+accetto. Ma affrettatevi, perchè ad ogni
+istante egli può esser qui.»
+</p>
+
+<p>
+«Vi parlerò adunque, signora, con
+egual brevità e franchezza, perchè l’argomento
+ha d’uopo d’entrambe le cose.
+Voi vedeste Tressiliano in quest’oggi?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, o signore. Quali conclusioni ne
+deducete perciò?»
+</p>
+
+<p>
+«Io! nessuna, Milady. Ma credete voi,
+<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span>
+che Milord accoglierà con eguale tranquillità
+d’animo tal notizia?»
+</p>
+
+<p>
+«Perchè no? A me sola portò molestia ed
+affanno la visita di Tressiliano,
+perchè ne seppi la malattia di mio padre.»
+</p>
+
+<p>
+«Di vostro padre, o signora? Convien
+dire che questa malattia sia stata ben
+subitanea, perchè il messaggere, da me
+speditogli, per ordine di Milord, trovò questo
+degno cavaliere, che montato sul suo
+palafreno, e animando con giovial volto
+i suoi cani, si dilettava, com’ha costume,
+alla caccia. Credo fermamente che Tressiliano
+abbia inventata questa notizia. Nè
+vi è ignoto del certo quali sieno in esso
+i motivi di disturbare le presenti vostre
+contentezze.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi gli fate un’ingiustizia, sig. Varney
+(ripigliò a dire con vivacità la Contessa).
+Egli è l’uomo del mondo il più
+franco, il più veritiero, il più leale. Ed
+eccetto l’ottimo sposo mio, non conosco
+altro che nell’odiar la menzogna si possa
+paragonare a Tressiliano.»
+</p>
+
+<p>
+«Perdonatemi, o Milady, io non ebbi
+intenzione di rendermi ingiusto verso di
+Tressiliano, nè m’immaginai che vi sareste
+assunte con tanto calore le sue difese.
+Ma si può in alcune circostanze
+mascherare qualche poco, e ciò con fini
+onesti e legittimi, la verità. Ben comprendete,
+<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span>
+che se questa si dovesse dire
+apertamente ogni volta e in tutti i tempi,
+non si saprebbe come vivere in questo
+mondo.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi avete la coscienza d’un cortigiano,
+sig. Varney, e forse un eccesso di
+sincerità non sarà mai quello che pregiudichi
+alle vostre fortune nel mondo, tal
+quale esso è. Per rispetto a Tressiliano,
+è altra cosa, e mi è forza rendergli giustizia,
+benchè io abbia avuti molti torti
+verso di lui, e nessuno meglio di voi può
+saperlo. La sua coscienza, credetelo, non
+fu fatta ad un medesimo stampo. Quel
+mondo di cui parlate, non gli presenta
+vezzi bastanti a distoglierlo dal cammino
+della verità e dell’onore, e se giungessi
+a vedere ch’ei macchiasse questa sua riputazione,
+crederei ancora possibile, che
+un animaletto nobile, com’è l’ermellino,
+andasse a metter cova comune col gatto
+salvatico. Può darsi al più, che Tressiliano,
+il quale ignora e le nozze da me
+contratte, e il nome del mio sposo, persuaso
+quindi di avere saldissime ragioni
+per tormi di qui, abbia esagerato il cattivo
+essere di mio padre; ed una tal persuasione
+è sì lusinghiera al mio cuore,
+che amo creder vere le notizie da voi datemi
+a tale proposito.»
+</p>
+
+<p>
+«Abbiatele indubitatamente per tali,
+<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span>
+o Milady. Non son qui agli occhi vostri
+per vantarmi campione smodato di questa
+virtù, che nomasi verità. Credo anzi
+che giovi talora il velarne un poco le forme,
+non fosse tante volte che per amor
+di decenza. Ma voi portate troppo svantaggiosa
+opinione d’un uomo, che il nobile
+vostro sposo onora del titolo d’amico,
+allorchè lo credete capace di venire
+spontaneo e senza necessità a spacciarvi
+una menzogna, che, trattandosi massimamente
+di cosa tanto congiunta colla vostra
+felicità, verrebbe tosto scoperta.»
+</p>
+
+<p>
+«So che Milord vi tiene in molto conto,
+sig. Varney, e che vi considera siccome
+un nocchiero fedele, e perito nel
+veleggiare que’ mari, sui quali ei si avventura
+con tanto ardimento e coraggio.
+Mentre però io giustifico Tressiliano, non
+voglio lasciarvi credere ch’io pensi male
+di voi. Ma sono un’abitatrice dei campi,
+lo sapete, ne ho tutta la schiettezza,
+e preferisco la verità a qualunque
+complimento foggiato anche nella miglior
+guisa. Forse cambiando ora di condizione,
+mi sarà d’uopo modificare alquanto
+le mie consuetudini: non è egli vero?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì certo, o Milady (rispose sorridendo
+Varney), e benchè voi parliate
+ora da scherzo, non fareste tanto male
+ad applicare seriamente al presente vostro
+<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span>
+stato le cose da voi dette poc’anzi.
+Per esempio, una dama di corte, supponetela
+pure la più nobile, la più virtuosa,
+la più irreprensibile di quante
+circondano il trono della nostra regina....
+Ah! una tal dama, se mi permettete farvene
+osservazione, si sarebbe astenuta
+dal dire la verità, o da ciò ch’ella credea
+verità, per tessere alla presenza
+di chi è servitore e confidente del suo
+sposo l’elogio di un amante licenziato.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè? (disse la Contessa, che il
+mal timore in udir tai propositi, traeva
+ad arrossire), perchè non dovrei io rendere
+giustizia al merito di Tressiliano
+innanzi ad un amico del mio sposo, e
+fosse pur anche innanzi a questo sposo
+medesimo, e alla presenza, se ne venisse
+l’uopo, di tutto il mondo?»
+</p>
+
+<p>
+«Se ciò è dunque, Milady questa sera,
+senza nessuna difficoltà, racconterà a
+Milord, che Tressiliano ha scoperto il
+luogo ov’ella sta ritirata, luogo che abbiamo
+avuto tanta cura di tenere a tutti
+celato; e gli racconterà inoltre, che ha
+avuto un intertenimento con questo antico
+adoratore.»
+</p>
+
+<p>
+«Certamente: sarà la prima cosa che
+mi farò a narrargli, e gli ripeterò fino
+all’ultima sillaba, e tutto ciò che Tressiliano
+mi disse, e tutto quello che gli
+<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span>
+risposi. Se nulla in tale rivelazione potesse
+condurmi ad arrossire, sarebbe che
+i rimproveri fattimi da Tressiliano, comunque
+men giusti di quanto ei sel credette,
+non erano affatto privi di fondamento.
+Per questa parte mi sarà penoso
+l’imprendere un tal racconto; ma non
+quindi io mi starò dal farlo.»
+</p>
+
+<p>
+«Milady si regolerà come le sarà meglio
+avviso. Io direi nondimeno nulla esservi
+che richieda una confessione così
+franca, e che meglio vi tornerebbe, o
+signora, risparmiare a voi stessa questo
+principio di rossore, questa pena che dite
+poter produrvi il racconto da voi divisato:
+risparmiereste ad un tempo motivi
+d’angustiarsi a Milord, e schivereste
+al sig. Tressiliano, il cui nome entrerebbe
+per qualche cosa nel vostro racconto,
+que’ rischi, che ne sarebbero la
+probabile conseguenza.»
+</p>
+
+<p>
+«L’ammettere per probabile la conseguenza,
+che credete scorgere (disse allora
+con fredda severità la Contessa), sarebbe
+un attribuire a Milord sensi indegni
+di lui, ed a’ quali il suo nobile
+animo non ha dato accesso giammai.»
+</p>
+
+<p>
+«Nulla è più lontano dalle mie idee
+(disse Varney, che si fece silenzioso
+per un istante, indi prese un tuono che
+<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span>
+imitava a maraviglia quello di una verace
+franchezza, e che sembrava affatto nuovo
+in tal uomo). Ebbene, o Milady: io vi
+farò toccar con mano che un cortigiano
+ha coraggio di dire la verità quando è
+d’uopo salvar l’interesse delle persone
+ch’egli rispetta ed onora; ed ha un tal
+coraggio senza pensare alle conseguenze
+anche men favorevoli che gliene possano
+derivare.» Tornò indi a tacere, quasi
+aspettando l’ordine, o almeno la permissione
+di continuare il suo dire; ma vedendo
+che perciò la Contessa non rompeva
+il silenzio, riprese ei la parola,
+abbassando la voce quasi per una cautela.
+«Osservatevi d’attorno, o Milady.
+Vedete le barriere che circondano questo
+ricinto; pensate al profondo mistero, con
+cui la più preziosa gemma che l’Inghilterra
+possedè vien sottratta a qualunque
+sguardo; per ultimo ponete mente
+al rigore, onde vi è limitato ogni mover
+di passo, sicchè non ne siete padrona
+che a grado d’un uomo intrattabile,
+dispettoso quanto lo è il Foster; meditate
+tutte queste particolarità; e fatevi a
+giudicare qual ne possa essere la cagione.»
+</p>
+
+<p>
+«Il genio di Milord, disse la Contessa.
+Il mio dovere m’insegna a non cercare
+altra cagione.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Oh! il genio di Milord certamente:
+e questo genio deriva da un amore degno
+della persona che lo ha saputo inspirare.
+Ma chi possede un tesoro, e
+ne conosce il valore, in proporzione di
+tal conoscenza, desidera con più ardore
+di porlo in salvo dalle altrui depredazioni.»
+</p>
+
+<p>
+«Che vorreste dire con tutto ciò, signor
+Varney? Se non erro, i vostri discorsi
+intendono a farmi credere che Milord
+è geloso. Ove ciò fosse, conosco un
+potente rimedio contro la gelosia.»
+</p>
+
+<p>
+«Davvero, Milady?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! sì. Dirgli sempre la verità, aprirgli
+in ogni occasione il mio animo, confidargli
+fedelmente i miei pensieri, come
+se questo specchio li riflettesse, di modo
+che quando gli piacerà esaminare il mio
+cuore, non lo troverà diverso da quello
+che è.»
+</p>
+
+<p>
+«Non ho più nulla da dirvi, o Milady;
+e poichè non è in me ragione veruna
+onde affannarmi per Tressiliano, che
+mi toglierebbe, potendolo, di tutto buon
+grado la vita, mi rassegnerò a quanto
+avrà per accadergli dopo che avrete, a
+norma del vostro disegno, svelato francamente
+a Milord, ch’egli ebbe l’ardire
+di penetrare in questo luogo e parlarvi.
+Ora si spetta a voi che conoscete il
+<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span>
+vostro sposo, indubitatamente assai meglio
+di me, a giudicare s’egli è tale da
+sofferire impunito sì fatto affronto?»
+</p>
+
+<p>
+«Se veramente credessi, disse allor
+la Contessa, di farmi con questo apportatrice
+di sciagure a Tressiliano, io che
+gliene ho cagionate tante, potrei risolvermi
+al partito del silenzio. Ma a che
+gioverebbe ciò, se già lo hanno veduto
+e Foster ed un’altra persona? No, no,
+sig. Varney. Non me ne parlate più. Val
+meglio ch’io racconti tutto a Milord,
+e saprò ben io trovare scuse alla follia
+di Tressiliano in modo tale da rendergli
+piuttosto propenso che sfavorevole l’animo
+del mio sposo.»
+</p>
+
+<p>
+«La vostra accortezza, o Milady,
+è d’assai superiore alla mia. Per altra
+parte, potete far la prova del ghiaccio
+prima di comprometter voi stessa camminandovi
+sopra. Sul primo istante di
+nominar Tressiliano alla presenza di Milord,
+ben v’accorgerete quale impressione
+produca su di lui un tal nome. Quanto
+a Foster e a quel suo amico, essi non
+conoscono Tressiliano nè di persona,
+nè di fama, e mi dà l’animo di trovar
+loro una scusa ragionevole per giustificare
+la venuta d’un incognito in questa
+casa.»
+</p>
+
+<p>
+La Contessa meditò un momento: indi
+<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span>
+soggiunse: «Se è vero che Foster ignori
+essere Tressiliano lo straniero ch’ei
+vide, confesso mi spiacerebbe se colui
+sapesse una cosa che gli è affatto estranea.
+Si è già arrogato anche oltre l’uopo
+autorità su di me, nè mi curo d’averlo
+nè per giudice, nè per confidente de’
+miei affari.»
+</p>
+
+<p>
+«E qual diritto avrebbe di fatto questo
+sgraziato bifolco a saper cose che
+riguardano voi, o Milady? Costui non
+conta nulla più del cane, che sta alla catena
+nel cortile. Anzi, se assolutamente
+la sua presenza vi dà disgusto, ho assai
+credito per farlo licenziare, e mettere in
+sua vece un siniscalco meno indegno di
+gradirvi.»
+</p>
+
+<p>
+«Basta così, sig. Varney. Se avrò di
+che querelarmi contra alcuno di quelli
+che Milord mi ha posti vicino, saprò io
+stessa volgermi a lui. Silenzio. Odo strepito
+di cavalli. È desso, è desso» sclamò
+alzandosi trasportata dalla gioia.
+</p>
+
+<p>
+«Non posso credere, ch’ei sia per anche
+giunto, disse Varney. Poi niuno
+strepito può penetrare per traverso a queste
+finestre chiuse con tanta attenzione.»
+</p>
+
+<p>
+«Non mi trattenete, sig. Varney; le
+mie orecchie vagliono meglio che le vostre.
+Son certa che è desso.»
+</p>
+
+<p>
+«Però, Milady (sclamò Varney col
+<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span>
+tuono d’uomo agitato, e ponendosi fra
+essa e la porta) spero che quanto vi dissi
+con mente di giovarvi, e mosso da un
+umile sentimento di dovere, non verrà
+rivolto a mio danno. Non vorrete, che
+gli avvisi d’un fedel servo contribuiscano
+a rovinarlo. Vi supplico....»
+</p>
+
+<p>
+«Vivete tranquillo; ma lasciate il lembo
+della mia veste. Voi osate troppo nel
+volermi rattenere. Vivete tranquillo, vi
+ripeto. Non penso a voi.»
+</p>
+
+<p>
+Nel momento medesimo apertasi la porta
+della gran sala, entrò un uomo maestoso
+al portamento, ed avvolto in ricco
+e lungo mantello di colore che traeva
+allo scuro.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span>
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO VII.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockchap">
+<p>
+La Corte è un mare, di cui il cortigiano
+si crede il padrone. Diresti
+che i venti, il flusso e il
+riflusso, gli scogli e i turbini sono
+ai suoi comandi, che a sua voglia
+le navi giungono a salvamento o
+fanno naufragio. Ma egli è uno
+di que’ falsi arcobaleni che talvolta
+ci presentan le nubi, e forse poco
+durevole al pari di esse.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Detti d’antica Commedia.</i>
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La lotta sostenuta dalla Contessa contro
+l’insistenza del Varney, le avea inspirato
+nell’attimo sì fatto mal umore e tal
+confusione, che le si leggean sulla fronte.
+Ma questa nube si dissipò per dar luogo
+al comparirvi di purissima gioia, e
+d’ogni segno di tenera affezione, allorchè
+gettatasi fra le braccia di quel diletto
+ospite, e stringendolo al proprio
+seno, sclamò, tratta fuor di se stessa:
+«Finalmente!.... finalmente!.... eccoti
+giunto.»
+</p>
+
+<p>
+Varney, nell’atto istesso di vedere il
+Conte, rispettosamente si ritirò, e Giannina
+volea ritirarsi del pari; ma fattole segno
+dalla padrona di rimanere, si ridusse
+in fondo all’appartamento, stando attenta
+<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span>
+se qualche ordine le venisse dato.
+</p>
+
+<p>
+Intanto il Conte colmo d’accarezzamenti
+fattigli dalla sua sposa, li contraccambiò
+con tenerezza non meno affettuosa;
+e soltanto mostrò di resistere quand’ella
+si fece a levargli il mantello.
+</p>
+
+<p>
+«Oh! (sclamò la medesima sorridendo)
+voi non vi nasconderete sotto di esso più
+lungo tempo. È d’uopo ch’io veda se
+mi teneste la parola datami, se venne a
+visitarmi il Conte, o un privato, siccome
+è stato finora.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu non dismentisci l’esser di donna,
+o mia Amy (disse il Conte dandosi
+per vinto in lotta cotanto soave). La seta,
+i pennacchi, le gemme, agli occhi del
+vostro sesso hanno maggior pregio dell’uomo
+che ne va adorno. Vi son molte
+lame, è vero, le quali traggono ogni valore
+dal ricco fodero che le copre.»
+</p>
+
+<p>
+«Cosa che mai non sarà detta di voi
+(rispose Amy, tanto che il mantello cadutole
+a’ piedi le scoperse il conte fregiato
+di vesti, quali un principe avrebbe
+credute assai sfarzose per presentarsi in
+esse alla corte). Voi rassembrate l’acciaio
+di buona tempera, che sdegna gli esterni
+ornamenti di cui è meritevole. Non
+vi deste a credere di essere in queste
+pompose vesti meglio amato da Amy,
+che ella non vi amò sotto il bruno pastrano
+<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span>
+ond’eravate coperto, quand’essa
+nella foresta di Devon vi diede il suo
+cuore.»
+</p>
+
+<p>
+«E tu pure (disse il Conte, conducendola
+con grazia congiunta a maestà
+verso il sedile di parata, che entrambi
+gli aspettava) tu pure, o mio amore,
+vesti un abito confacevole al tuo grado;
+e che nondimeno non può aggiugnere alcuna
+cosa a’ tuoi vezzi. Che ti sembra
+del buon gusto delle dame della nostra
+Corte?»
+</p>
+
+<p>
+«Non so dirtene nulla in questo momento
+(diss’ella, portando l’occhio ad
+un grande specchio che veniva ad essere
+rimpetto al Conte). Non posso pensare
+a me finchè vedo le tue sembianze riflettute
+da quello specchio. Sediti là (soggiunse
+avvicinandolo di più a quel sedile)
+sediti là siccome un ente cui deve
+ognuno ammirazione ed onore.»
+</p>
+
+<p>
+«Spero prenderai tu pure al mio fianco
+la sede che t’appartiene.»
+</p>
+
+<p>
+«No, no: voglio starmi a’ tuoi piedi
+assisa su questo sgabello per mirarti meglio
+in tutto il tuo splendore, e vedere
+la prima volta in qual modo i principi
+vanno vestiti.»
+</p>
+
+<p>
+Indi, mossa da una curiosità infantile
+che trovava scusa e nella sua giovane
+età, e nella vita ritirata, cui fu avvezza,
+<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span>
+e che meglio le si addicea, perchè
+inspirata da tenero amore di sposa, si
+fece ad esaminare e ad ammirare dal capo
+ai piedi il vestire dell’uomo, che formava
+il più bell’ornamento della corte di
+Elisabetta, di quella corte copiosa egualmente
+di giudiziosi ministri, come di amabili
+cortigiani. Tutto compreso d’affetto
+per l’avvenente sua sposa, il Conte gioiva
+dello stupore ch’essa dava a divedere;
+onde i nobili lineamenti di questo personaggio
+esprimevano passioni più soavi
+di quelle che per solito venivano manifestate
+dall’altera sua fronte, e da que’
+neri occhi sfolgoreggianti e nunzii d’altissimo
+accorgimento. Più d’una volta ei
+sorrise dell’amabile ingenuità onde Amy
+gli movea interrogazioni su diverse parti
+del suo abbigliamento.
+</p>
+
+<p>
+«Questa lista ricamata, come voi la
+nominate, che cinge il mio ginocchio,
+gli diss’egli, è la giarrettiera d’Inghilterra,
+ornamento del quale i re vanno
+superbi. Vedete? è questa la stella che
+le appartiene. Questo è il diamante il
+<i>Giorgio</i>, gioiello dell’ordine. Vi sarà
+noto, cred’io, che il re Eduardo e la
+contessa di Salisbury....»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! conosco tale istoria, soggiunse
+Amy, fattasi alquanto rossa, nè ignoro
+già che un legaccio di donna si è convertito
+<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span>
+nel più nobile emblema dell’Inglese
+cavalleria.»
+</p>
+
+<p>
+«Venni fregiato di quest’ordine congiuntamente
+a tre ragguardevolissimi cavalieri,
+che furono il duca di Norfolk,
+il marchese di Northampton, e il conte
+Butlan. Di noi quattro io era in dignità
+il men sublime. Ma che rileva? A chi
+brama raggiugnere la sommità d’una scala
+fa di mestieri incominciare dal più basso
+gradino.»
+</p>
+
+<p>
+«E questa collana di sì ricco lavoro,
+nel mezzo della quale sta sospeso un ciondolo,
+simigliante ad una pecora quanto
+alle forme? un tale emblema che cosa significa?»
+</p>
+
+<p>
+«Esso è l’ordine del Toson d’oro,
+già instituito dalla casa di Borgogna.
+Chiunque ne vada ornato, gode d’alte
+prerogative; onde il medesimo re di Spagna,
+erede dei dominii e degli onori che
+appartennero alla ridetta casa, non ha
+diritto a giudicare un cavaliere del Toson
+d’oro, tutte le volte che mancano l’assenso
+e il concorso del gran capitolo
+di un tal ordine.»
+</p>
+
+<p>
+«Questo è dunque un ordine che appartiene
+al crudele re della Spagna! Oh
+Dio!, Milord, non è forse per un Inglese
+far onta alla nobiltà del proprio cuore, l’accostarsi
+solamente a sì fatto emblema?
+<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span>
+Ricordatevi i tempi sfortunati della regina
+Maria, allora che quest’istesso Filippo
+regnava con essa su l’Inghilterra,
+que’ tempi, in cui si apprestarono orrendi
+roghi ai più ragguardevoli, ai migliori
+e più santi in fra i prelati Anglicani. E
+voi, detto il campione della religione
+Protestante, potete senza ribrezzo portar
+l’ordine di un tal sovrano, qual è
+il re di Spagna, inimico mortale del culto
+che professiamo?»
+</p>
+
+<p>
+«Tu non imparasti ancora, o mia vita,
+che noi cortigiani, ai quali è d’uopo
+veder gonfie le nostre vele dall’aura favorevole
+della reggia, non abbiamo l’arbitrio
+d’inalberar sempre lo stendardo che
+ne è più caro, o di sottrarci a nostro
+grado alla necessità di veleggiare sotto
+sgradita bandiera. Non mi ho per men
+Protestante, mel credi, perchè spinto
+da riguardi politici ho accettato l’onore
+che il re di Spagna mi compartì, decorandomi
+del primario ordine di sua cavalleria.
+Poi quest’ordine, volendo considerare
+al giusto le cose, appartiene alla
+Fiandra, e i d’Egmont, gli Orange,
+e molt’altri insigni personaggi superbiscono
+nel vederlo oscillare sul cuor d’un
+Inglese.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi sapete quel che vi conviene, o
+Milord. E quest’altra collana, questo
+<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span>
+bell’ornamento in cui vien terminata, da
+qual paese derivano?»
+</p>
+
+<p>
+«Dal più misero di tutti. È questo
+l’ordine S. Andrea di Scozia, tornato
+in vigore per volere del defunto re Giacomo.
+Ne fui presentato allor quando
+credeasi, che la giovane vedova Maria
+regina di Scozia avrebbe gratamente accettata
+la mano di un barone di nostra
+patria; ma la corona di un libero barone,
+di un barone Inglese, è ben altra
+cosa che nol sarebbe stata una corona
+nuziale, venuta soltanto dal capriccio
+fantastico d’una femmina, che nacque
+a regnare sugli scogli e sulle paludi del
+nostro Settentrione.»
+</p>
+
+<p>
+La Contessa si fece taciturna, quasi
+dando a divedere, che questi ultimi accenti
+del Conte le aveano destato nell’animo
+alcune sgradevoli idee, e tal dispiacenza,
+e ciò che n’era cagione le crescea
+vezzo agli occhi del suo sposo, che
+tosto ripigliò la parola.
+</p>
+
+<p>
+«Ora, mio cuore, le vostre curiosità
+sono paghe. Voi vedeste il vostro vassallo
+sotto l’abito più sfarzoso, che gli fosse
+dato l’assumere, perchè le vesti di parata
+non si possono mettere che alla Corte,
+e in giorni di gran cerimonia.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, disse la Contessa, tu sai
+<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span>
+che un desiderio soddisfatto ne fa nascere
+un altro.»
+</p>
+
+<p>
+«E qual cosa puoi chiedermi, o delizia
+di quest’anima, ch’io non mi trovi
+propenso a concederti?» le chiese il
+Conte, fissando le pupille in tenera guisa
+sovr’essa.
+</p>
+
+<p>
+«Io desiderava in questo ignorato ritiro
+vedere cinto da tutto il suo splendore
+il mio sposo. Adesso, vorrei trovarmi
+in uno de’ suoi superbi palagi, e vedercelo
+entrare in bruno pastrano, tal
+quale si mostrò allor quando vinse il
+cuore dell’umile Amy Robsart.»
+</p>
+
+<p>
+«Non è difficile il far paga tal nuova
+brama. Domani ripiglierò il pastrano
+bruno.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma potrò poscia venire con voi in uno
+de’ vostri castelli, e saziarmi in confrontare
+la magnificenza de’ luoghi ove soggiornate
+colla semplicità delle vostre vesti?»
+</p>
+
+<p>
+«Che ascolto, Amy? (disse il Conte,
+volgendo il guardo all’intorno), non vi
+sembrano adunque decorati con bastante
+splendidezza questi appartamenti? Io ordinai
+che fossero forniti in guisa degna
+di voi e di me. Forse io poteva essere
+secondato anche meglio. Ma ditemi; quali
+cambiamenti desiderate? È cosa di brevissimo
+tempo l’appagarvi.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Voi volete prendervi giuoco di me,
+o Milord. La magnificenza di questo alloggiamento
+è al di sopra di tutto ciò
+che io possa e immaginarmi e meritare.
+Ma e quando verrà per la vostra sposa
+il momento di vedersi cinta da quello
+splendore, che non deriva, nè dal lavoro
+degli artefici intesi ad adornarne
+le stanze, nè dai ricchi drappi o dalle
+gemme, di cui piacque alla vostra generosità
+di fregiarla? da quello splendore
+congiunto al grado ch’ella dee tenere
+fra le matrone Inglesi, siccome sposa del
+più onorevole Conte di questo regno?»
+</p>
+
+<p>
+«Verrà un tal giorno, Amy; sì, mia
+vita! un tal giorno arriverà certamente,
+nè tu puoi desiderarlo con più ardore
+ch’io nol sospiri. Oh! quanto mi sarà
+cosa soave l’abbandonare le cure dello
+Stato, gli affanni, e le sollecitudini che
+non si dipartono mai da ambiziosi pensieri,
+per vivere in ritiro onorato i miei
+giorni, non avendo veri compagni od
+amici fuori di te! Ma diletta Amy! mi
+è impossibile per ora il godere questa gioia
+tanto compiuta, e qualche intertenimento
+alla sfuggita, questi momenti a me sì preziosi,
+son tutto quanto fin qui mi è lecito
+tributare alla donna più amabile e
+più amata fra tutte l’altre persone del
+suo sesso.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Ma perchè è impossibile? (disse la
+Contessa col tuono il più adatto a persuadere).
+Perchè questa più perfetta unione,
+questa unione non interrotta, che voi
+mi accertate essere il miglior vostro voto,
+che tanto si accorda colle leggi del
+Cielo e degli uomini, perchè questa unione
+non può sull’istante verificarsi? Ah!
+se voi la bramaste una metà soltanto di
+quello che dite, qual motivo, qual persona
+potrebbe mettere argine ai desiderii
+d’un uomo ricco di credito e di possanza
+come lo siete?»
+</p>
+
+<p>
+Qualche offuscamento apparve allora
+in sulle ciglia del Conte. «Amy, le disse
+egli, voi ragionate sopra di cose che
+non potete comprendere. Costretti una
+volta a vivere alla Corte, noi siamo siccome
+il viaggiatore, cui tocchi inerpicarsi
+ad un monte di sabbia; nè quindi osiamo
+arrestarci in cammino, innanzi di trovare
+qualche punta di vivo sasso che ne offra
+una sicura fermata. Che se vogliamo prima
+del tempo far pausa, ne succede cader
+travolti dal nostro peso medesimo, e
+diveniamo scopo al pubblico riso. Io mi
+vedo, gli è vero, giunto a meta ben alta,
+ma non per anco salda abbastanza, onde
+abbandonarmi alle sole inclinazioni dell’animo
+mio. Il divulgare le nozze contratte
+<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span>
+con voi, sarebbe un fabbricare la
+mia rovina. Ma credetelo, perverrò ad un
+punto di sicurezza, e non ne è sì lontano
+l’istante. Allora adempirò tutto quanto
+il dovere prescrive, così per riguardo
+di voi come di me medesimo. Ma intanto,
+o mia cara, non vogliate intorbidare la
+pura gioia di cui n’è dato godere ad entrambi,
+col formar desiderii che per ora
+ci è impossibile l’appagare. Ditemi piuttosto,
+se nel luogo ove siete, ogni cosa vada a
+seconda delle vostre brame. Come si conduce
+Foster con voi? Voglio sperar vi
+usi tutto quel rispetto che vi è dovuto.
+Guai per esso s’io potessi accorgermi del
+contrario!»
+</p>
+
+<p>
+«Mi ricorda qualche volta con molto
+zelo la necessità del mistero (sospirando
+la Contessa rispose); ma poichè questo
+è un ricordarmi i vostri desiderii, mi trovo
+più propensa a sapergliene grado che a
+biasimarlo.»
+</p>
+
+<p>
+«Vi ho già spiegato i motivi, che rendono
+indispensabile una tale necessità.
+Confesso che trovo in Foster molta rustichezza;
+ma Varney mi si è fatto mallevadore
+della fedeltà, e dell’affezione
+ch’egli ha pei nostri interessi. Se nondimeno
+avete per la menoma cosa a dolervi
+dei modi che tiene nel prestarvi servigio,
+saprò punirnelo.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Oh! è impossibile ch’io me ne lagni,
+sintantochè non farà che adempire
+con fedeltà i comandi venutigli da voi.
+Per altra parte, la figlia di lui, Giannina,
+mi è un’ottima compagna in questa
+solitudine. Io l’amo assai; e lo zelo
+del culto puritano che traspira da quanto
+fa e dice, aggiugne vezzo alla sua ingenuità.»
+</p>
+
+<p>
+«Me lo assicurate? una giovane che
+sa farvisi accetta non deve andar priva
+di ricompensa. Accostatevi, Giannina.»
+</p>
+
+<p>
+Giannina, la quale, come dicemmo,
+si era ritirata in qualche distanza per
+lasciar più libero l’intertenimento de’
+due sposi, si trasse innanzi facendo una
+riverenza rispettosa; nè il Conte potè
+ristarsi dal sorridere sul chiaroscuro che
+presentavano in lei la semplicità delle
+vesti e il modesto contegno, e ad un
+tempo forme avvenenti, e due occhi neri,
+la cui vivacità contrastava collo studio
+ch’ella facea di comparir grave e posata.
+</p>
+
+<p>
+«Debbo ringraziarvi, mia bella fanciulla,
+le diss’egli, poichè la Contessa è
+soddisfatta de’ servigi che le prestate.» In
+ciò dire si tolse dal dito un anello, che
+non potea non essere di valore, e nel porgerlo
+a lei soggiunse. «Portatelo, siccome
+un pegno dell’affetto che vi acquistaste
+presso l’uno e l’altra di noi.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Son molto contenta, o Milord (rispose
+Giannina con quell’aria sua di santità)
+se il poco che ho potuto fare è stato
+accetto ad una signora, cui nessuno può
+avvicinarsi senza desiderar di piacerle.
+Ma tutte noi, che apparteniamo alla congregazione
+del rispettabile sig. Holdforth,
+ci faremmo scrupolo, se simili alle giovani
+mondane, portassimo attorno alle nostre
+dita oro, od altri ornamenti; nè tampoco
+possiamo fregiare il collo di pietre preziose,
+come praticavano le fanciulle di Tiro e di
+Sidone.»
+</p>
+
+<p>
+«Ah! ah! voi tenete adunque alla
+grave confraternita dei <i>Precisiani</i> e credo
+sincerissimamente che ne sia membro
+ancor vostro padre. Ciò fa ch’io vi ami
+sempre più l’uno e l’altro. Non mi è ignoto
+che si prega per me nelle vostre assemblee,
+e che mi siete affezionati. Poichè
+non vi è permesso portare sì fatti ornamenti,
+non mi opporrò alle massime che
+professate, e vedo poi ancora che potete
+far senza di questi, perchè le vostre dita
+snodate, e quel collo bianco al pari dei
+gigli, non ne hanno bisogno per ritrarne
+spicco maggiore. Accettate in vece tal cosa,
+che nè Papista, nè Protestante, nè
+Puritano, nè Precisiano hanno ricusata
+giammai.»
+</p>
+
+<p>
+Nel medesimo tempo le pose fra le mani
+<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span>
+cinque monete d’oro che portavano il
+conio di Filippo e della regina Maria.
+</p>
+
+<p>
+«Non accetterei neanco quest’oro, rispose
+la <i>Precisiana</i>, se non fosse in me
+la speranza di farne tal uso, che possa chiamare
+le benedizioni del Cielo su di voi,
+di Milady, e di me.»
+</p>
+
+<p>
+«Usatene poi a vostro grado, Giannina.
+A questo dovete pensar voi. Ma intanto
+fateci apparecchiare la cena.»
+</p>
+
+<p>
+«Ho detto ai sig. Varney e Foster di
+cenare con noi, o Milord (disse la Contessa,
+mentre Giannina usciva per eseguire
+gli ordini dati dal Conte), vi degnate
+approvarlo?»
+</p>
+
+<p>
+«Approvo tutto quello che fate, o mia
+Amy, ed anzi mi è caro, che abbiate conceduto
+questo contrassegno di distinzione
+a Varney, l’uomo più affezionato ch’io m’abbia,
+e che può dirsi l’anima de’ miei consigli
+segreti. Quanto a Foster, gl’incarichi
+che ora sostiene per me, gli danno un diritto
+ad una prova di mia amorevolezza.»
+</p>
+
+<p>
+«Presentemente, o Milord, ho... ho
+una grazia da chiedervi e... un segreto
+da confidarvi» disse esitando la Contessa.
+</p>
+
+<p>
+«Serbate queste cose per domani mattina,
+o mio amore, rispose il Conte. Odo
+aprire la porta della sala della mensa. E
+poichè feci con grande sollecitudine una
+<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span>
+lunghissima corsa, m’accorgo che non mi
+sarà inutile una tazza di vino.»
+</p>
+
+<p>
+E ciò dicendo condusse la moglie nel
+vicino appartamento, ove Varney e Foster
+li ricevettero a furia d’inchini, nei quali
+il primo mettea la leggiadria del cortigiano,
+l’altro la gravità <i>precisiana</i>. Il Conte
+contraccambiò tali omaggi con quell’aria
+distratta che appartiene ad uomo uso da
+lungo tempo a riceverne, la Contessa con
+que’ modi di ceremoniale, che ben disvelavano
+non essersi ella per anco fatta agli
+usi de’ grandi.
+</p>
+
+<p>
+Il banchetto apparecchiato per quella
+brigata conformavasi alla magnificenza degli
+appartamenti, entro di cui fu imbandito.
+Unicamente non comparve alcun famiglio,
+e la sola Giannina servì i quattro
+convitati. Nè per vero dire d’un maggior
+numero di servi era d’uopo perchè la mensa
+andava sì abbondantemente fornita di
+quanto poteva abbisognare a ciascuno, che
+le faccende della stessa Giannina non furono
+assai rilevanti. Il Conte e la sua sposa si
+assisero alla sommità della tavola, Varney
+e Foster al di qua della saliera, sede serbata
+sempre alle persone di grado inferiore.
+Foster, preso da soggezione per trovarsi in
+una compagnia cui sì poco era avvezzo,
+non aperse bocca in tutto il durar della
+mensa. Varney, cui non mancavano e finezza
+<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span>
+di sentire ed accorgimento, prese
+parte alla conversazione quanto facea di
+mestieri, per non lasciarla languire, senza
+però mostrar mai di voler prender l’arringo,
+laonde contribuì grandemente ad intertenere
+il buon umore del Conte. Nè certamente
+niuno meglio di Varney ottenne
+dalla natura tutte le qualità necessarie a
+sostenere la parte, cui lo chiamò la sua
+vocazione. Si univano in lui e moderazione
+e prudenza, e ad un tempo vivacità,
+spirito, ed immaginazione. E perfino la
+Contessa, comunque per più d’un motivo
+non propensa ad essergli amica, non potè
+ristarsi dal trovarne dilettevole la compagnia,
+nè mai inclinò maggiormente ad unire
+il proprio suffragio agli elogi, de’ quali
+largheggiava il Conte col suo favorito. Terminato
+il banchetto, i due sposi si ritrassero
+nel loro appartamento, ed il più profondo
+silenzio regnò nel castello per tutto
+il rimanente di quella notte.
+</p>
+
+<p>
+Alla domane di buon mattino, Varney
+compì presso il Conte gli ufici di gran
+ciamberlano, e di primo scudiere, benchè
+d’ordinario il secondo ufizio soltanto gli
+appartenesse nella casa di questo favorito
+della Regina, il quale teneva appo sè gentiluomini,
+usciti di buone famiglie, e ornati
+degli stessi gradi, che i primi nobili del
+regno assumevano nella casa reale. Ne’ doveri
+<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span>
+di tutte le ridette cariche era bene addottrinato
+il Varney, che disceso di famiglia
+antica sì, ma andata affatto in rovina, fu
+paggio del Conte sin d’allor quando incominciò
+questi a far la sua carriera. Statogli
+fedele ne’ momenti avversi, seppe rendersi
+utile al medesimo, allorchè marciò a gran
+passi nel cammino della fortuna. Per tal
+modo fondato il credito del Varney, e su
+i servigi prestati, e su quelli che continuava
+a prestare, divenne tal confidente, che
+quasi il padrone non ne potea più far di
+meno.
+</p>
+
+<p>
+«Datemi un abito più semplice, Varney
+(disse il Conte mentre stava per metter
+via la sua veste di camera ch’era di
+seta sparsa di fiori, e foderata d’ermellino),
+poi prendete in custodia queste
+catene,» e gli additò nel medesimo tempo
+i suoi diversi ordini che stavano sopra di
+una tavola. «Il loro peso, ier
+sera, ebbe a rompermi il collo. Son quasi
+deliberato di non me ne caricare più
+mai; non vedo in essi se non se altrettanti
+ceppi, che inventò l’accorta malignità
+per incatenar la stoltezza. Che ne
+dite, Varney?»
+</p>
+
+<p>
+«Per verità, Milord, io penso che le
+catene d’oro non somigliano in alcun modo
+alle altre catene, e le riguardo anzi
+più gradevoli in proporzione del loro peso.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Eppure, te lo ripeto, o Varney,
+sono per metà risoluto ch’esse non m’incatenino
+per più lungo tempo alla Corte.
+Qual cosa mi possono omai fruttare novelli
+servigi? E qual favore mi rimane
+a sperare al di sopra del grado e della
+fortuna, che non mi possono più sfuggire?
+D’ond’è che cadde la testa del
+padre mio? Non da altro che dal non
+aver saputo por limite ai propri desiderii.
+Tu il sai che io medesimo ho corso
+gravi rischi; che più d’una volta mi sdrucciolò
+il piede sull’orlo del precipizio. Sì:
+credo giunto l’istante di non avventurarmi
+più al mare, e di sedermi finalmente
+con tranquillità sulla spiaggia.»
+</p>
+
+<p>
+«E ivi raccogliere conchiglie in compagnia
+di Cupido» aggiunse Varney.
+</p>
+
+<p>
+«Che v’intendete con ciò, Varney?»
+disse il Conte con tutta la vivacità mossa
+da un tale scherzo.
+</p>
+
+<p>
+«Non prendete collera col vostro servo,
+o Milord. Se la compagnia di una sposa
+ricca di sì rari pregi, è cagione che per
+più liberamente bearvi in essi, vogliate
+rinunziare a quanto finora fu prima meta
+de’ vostri desiderii, è vero che ne potranno
+andar danneggiati alcuni poveri gentiluomini,
+or lieti di starsi al vostro servigio;
+ma ciò non potrebbe essere applicato a Riccardo
+Varney. Egli, la mercè vostra, avrà
+<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span>
+sempre modo di mantenersi degno del distinto
+grado che gli concedeste nella vostra
+casa.»
+</p>
+
+<p>
+«Nondimeno, il tuono de’ vostri ultimi
+detti, non mostrò che foste contento nell’udire
+il mio divisamento di abbandonare
+un giuoco ruinoso, il quale però potrebbe,
+un dì o l’altro, perderne entrambi.»
+</p>
+
+<p>
+«Io, Milord! Per me non ho alcun motivo
+di trovare molesto un ritiro, in cui
+dovrei soggiornare presso di voi. Non sarebbe,
+ad ogni evento, Riccardo Varney
+che cadesse in disfavore di Sua Maestà,
+non egli che divenisse la favola della Corte,
+allorchè il più sublime edifizio che mai
+sia stato fondato sul favore d’un principe,
+rovinasse da cima a fondo, come uno di
+que’ castelli di carte da giuoco che i fanciulli
+sogliono fabbricare. Bramerei solamente,
+o Milord, che prima di prendere
+una risoluzione, dopo la quale non potreste
+tornare addietro, consultaste maturamente
+gl’interessi della vostra felicità e della vostra
+fama.»
+</p>
+
+<p>
+Tai cose furon dette da Varney con
+quella titubazione di chi teme dir troppo,
+onde soggiunse il Conte: «Parlate,
+Varney, continuate liberamente. Non vi
+dissi di avere presa una risoluzione assoluta,
+ed amo di bilanciare il pro ed il contro
+in tale discussione.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, Milord, supponiamo dunque
+la cosa fatta; nè si parli ora di real disfavore,
+di sarcasmi cortegianeschi, e nemmeno
+dei danni che portereste ai vostri partigiani.
+Ritirato in uno de’ vostri più lontani castelli,
+e a tanta distanza dalla Corte, non
+giungono sino a voi, nè il dispiacere di
+coloro che vi sono affezionati, nè la gioia
+di chi vi è nemico. Supponiamo in oltre
+che il vostro rivale, giunto allora al colmo
+della felicità, sia pago assai (la qual cosa
+è per lo meno incerta) nel vedere spogliato
+di rami l’albero, quel grand’albero
+che gli nascose il sole sì lungo tempo: supponiamo
+pure ch’ei non curi di atterrarlo,
+di sradicarlo. Ebbene, l’antico favorito
+della regina d’Inghilterra, che teneva il
+bastone del comando, che volgeva a suo
+grado i Parlamenti, ora non è nulla più
+di un gentiluomo di campagna, ridotto
+ai diletti di cacciare per le sue terre, di
+bere la birra insieme ai confinanti, e di
+passare in rassegna i propri vassalli allorchè
+gli aduna il seriffo.»
+</p>
+
+<p>
+«Varney!» disse il Conte aggrottando
+le ciglia.
+</p>
+
+<p>
+«Milord, il comando di parlare mi
+venne da voi. Vogliate permettermi che
+io termini il quadro che ho principiato....
+Sussex dunque governa l’Inghilterra;
+viene a vacillare la salute della Regina,
+<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span>
+e l’ambizione del vostro nemico
+vede schiudersi dinanzi a sè una strada,
+qual mai non avrebbe osato immaginarsi.
+Queste notizie vi giungono mentre che state
+ad un canto del vostro fuoco. Allora incominciate
+a pensare alle vostre speranze
+cadute a vôto, all’inerzia cui vi condannaste
+da voi medesimo. E perchè tutto
+ciò? Perchè non vi bastò di contemplare
+una volta ogni quindici giorni gli occhi
+d’una sposa avvenente!»
+</p>
+
+<p>
+«Basta così, Varney. Io non vi ho
+detto infatti di voler abbracciare precipitosamente,
+e senza aver consultato come
+si debbe il pubblico interesse, una
+risoluzione, cui mi fa proclive l’amor
+del riposo e della domestica felicità. Vedrete,
+o Varney, che saprò trionfare di
+tal mia inclinazione; ma non credeste
+mosso da mire ambiziose un tal sagrifizio,
+bensì dalla necessità di mantenermi
+in un grado, d’onde potrò all’uopo essere
+utile all’Inghilterra. Ordinate i nostri
+cavalli. Metterò, come ho fatto altre
+volte, un abito da livrea, e il mio
+cavallo porterà la valigia. Oggi tu sarai
+il padrone, o Varney, non trascurare alcuna
+cautela necessaria a tenere addormentati
+i sospetti. Fra breve saremo a
+cavallo. Non mi occorre che un istante
+per congedarmi dalla Contessa; indi son
+<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span>
+pronto. Comando un crudel dovere al
+mio cuore, e ne trafiggo un altro che
+m’è più caro del mio, ma l’amor di
+patria vuole la preferenza su quello di
+sposo.»
+</p>
+
+<p>
+Dette tai cose con modo risoluto, e con
+accento ad un tempo malinconico, lasciò
+la stanza ove si era abbigliato.
+</p>
+
+<p>
+«È bene che tu sia partito (meditava
+fra se stesso Varney), perchè comunque
+avvezzo alle umane follie, io non poteva
+omai più ristarmi dal ridere della tua alla
+tua presenza. Stancati presto di questo
+nuovo trastullo, di questa creatura avvenente,
+degna figlia d’Eva che ti comanda;
+a me poco rileva. Ma ben mi
+spiacerebbe se ti stancassi del trastullo
+antico dell’ambizione; perchè, Milord!
+nel salire la montagna, voi vi traete addietro
+Riccardo Varney, che spera vantaggiare
+quando sarete in alto. Perciò
+se vi vedo andare a rilento, oh! non
+mancherò di adoperare e frusta e sperone
+sinchè io vi veda alla cima. Quanto a
+voi, mia garbata signora, che volete sostener
+seriamente la parte di Contessa, vi
+consiglio a non mi far nascere intoppi
+dietro la strada, o avremo conti antichi
+da aggiustare fra noi. Oggi tu sarai il padrone,
+o Varney, egli mi dicea. Affè
+ch’ei potrebbe aver parlato più vero di
+<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span>
+quanto egli medesimo lo pensasse. Vedete!
+quest’uomo, che al dir di tante persone
+sensate non la cede in profondità di mire
+politiche nè ad un Burleigh, nè ad un
+Walsingham, nè per sapienza militare al
+Sussex, si fa servo di uno de’ proprii servi,
+e tutto ciò per due neri occhi, per
+un bell’accordo di bianco e vermiglio che
+scorgasi sulle guance di una gentildonna
+di villaggio. Dove va a perdersi l’ambizione!
+Se però i vezzi di una donna possono
+in alcuna circostanza scusare i traviamenti
+delle teste umane, Milord non
+ebbe mai migliore scusa. Ebbene! lasciamo
+che le cose vadano come sanno andare.
+O egli avrà cura della propria grandezza,
+o l’avrò io della mia felicità; e
+circa quest’amabil Contessa, se ella non
+racconta di aver veduto Tressiliano: e
+credo già che non oserà raccontarlo, le
+sarà d’uopo il far causa comune con me;
+converrà che noi abbiamo insieme i nostri
+segreti, che ci sosteniamo l’un l’altro
+anche a malgrado di un’avversione, che
+costei non mi lascia ignorare. Corrasi alla
+scuderia. Milord, vado ad ordinare i vostri
+cavalli. Non è forse sì lontano il giorno
+che il mio scudiere andrà ad ordinare
+i miei.»
+</p>
+
+<p>
+Dopo fatte queste considerazioni uscì
+dell’appartamento.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span>
+</p>
+
+<p>
+Intanto il Conte rientrava nella camera
+da letto per congedarsi in tutta fretta dall’amabil
+Contessa, ed osava egli appena
+avventurarsi ad udire ripetuta un’inchiesta,
+che il ricusar gl’increscea, ma che
+egli era ben lungi dal voler secondare dopo
+l’intertenimento avuto collo scudiere.
+</p>
+
+<p>
+Nell’udirlo giugnere, ella corse giù dal
+letto, avvolgendosi in una zimarra di seta
+bianca foderata di pelliccia, e collocando
+il gentil piede entro eleganti pianellette,
+chè non trovò ella il tempo di
+metter le calze; le sue lunghe chiome fugian
+di sotto della cuffia da notte, nè avea
+quindi altro adornamento, fuorchè i proprii
+vezzi, cui acquistò novello spicco perfino
+il dolore prodotto dall’annunzio onde
+il Conte l’amareggiò.
+</p>
+
+<p>
+«Addio, Amy, addio, mio amore (le
+disse il Conte, avendo appena forza di
+staccarsi da amplessi tanto soavi, e tornando
+addietro per più riprese onde
+stringerla fra le sue braccia). Il sole comincia
+ad alzarsi sull’orizzonte; non oso
+rimanermi più lungamente. Già dovrei
+essere dieci miglia lontano di qui.»
+</p>
+
+<p>
+In tal modo cercava egli abbreviare i
+momenti d’una sì dolorosa separazione.
+</p>
+
+<p>
+«Voi dunque non mi concederete quanto
+vi chiesi (con soave sorriso gli disse
+la Contessa). Ah! cavaliere sleale!...
+<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span>
+Eh! si udì mai che cortese cavaliere ricusasse
+inchiesta fattagli dalla sua donna
+che tenesse i piedi ignudi nelle proprie
+pianelle?»
+</p>
+
+<p>
+«Domandatemi tutto ciò che volete,
+o mia Amy, e vi appagherò. Ne eccettuo
+le cose che potrebbero perdere voi e me.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene! non vi chiedo più di riconoscermi
+sul momento in quel grado, che
+mi farebbe invidia dell’Inghilterra, nel
+grado di moglie del più nobile, del più
+prode, del più universalmente amato fra
+i baroni Inglesi. Mi limito a pregarvi di
+poter dividere questo segreto col padre
+mio, e di metter così un termine al cordoglio
+che gli cagionai. Si dice ch’egli
+sia pericolosamente infermo.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Si dice?</i> (ripetè il Conte con forza)
+chi ve lo ha detto? Varney non ha egli
+fatto sapere a vostro padre tutto ciò di
+che si poteva ragguagliarlo in tale momento,
+cioè di essere voi felice, ed in ottimo
+stato di salute? Non vi ha soggiunto
+di più, che trovò il rispettabile vecchio
+mentre si dava con ilarità al suo prediletto
+esercizio della caccia? Chi ha ardito
+far nascere idee contrarie nel vostro
+spirito?»
+</p>
+
+<p>
+«Nessuno, Milord, nessuno (rispose
+la Contessa, scoraggiata dal tuono onde
+il Conte le movea tali inchieste). Nondimeno,
+<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span>
+o Milord, bramerei molto accertarmi
+co’ miei occhi medesimi, che mio
+padre sta bene.»
+</p>
+
+<p>
+«Ciò è impossibile, Amy. Voi non potete
+in questo momento avere alcuna comunicazione,
+nè con vostro padre, nè colla
+sua casa. Sarebbe assai trista politica
+il mettere a parte di un tal segreto un numero
+maggiore di persone, oltre a quelle
+alle quali è indispensabile lo svelarlo.
+Poi... quel <i>Travaillon, Tressiliano</i>, poco
+importa del nome, non è egli continuamente
+in casa di vostro padre? Il
+vecchio cavaliere ha forse nulla di nascosto
+per lui?»
+</p>
+
+<p>
+«Mio padre, Milord, è conosciuto per
+un uomo prudente e rispettabile; e quanto
+a Tressiliano, potrei offerire per mallevadore
+di quanto asserisco quella corona
+di contessa, che porterò un giorno
+pubblicamente. Così potessimo noi perdonare
+a noi stessi l’ingiuria che gli arrecammo,
+com’egli è incapace di una bassa
+vendetta!»
+</p>
+
+<p>
+«Nondimeno non mi confiderei seco
+lui, Amy, non mi confiderei seco lui.
+Vorrei che il demonio si frammettesse nei
+nostri affari anzichè Tressiliano.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè, Milord? (gli chiese la
+Contessa, fatta tremante nel suo interno
+dal tuono di risolutezza adoperato dal
+<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span>
+Conte) perchè avete idea tanto sinistra
+di Tressiliano?»
+</p>
+
+<p>
+«Signora, rispose il Conte, la mia
+volontà dovrebb’essere per voi una ragion
+sufficiente. Ma se vi piace saperne di più,
+considerate le persone con cui Tressiliano
+sta in lega. Egli, amico, creatura di quel
+Radcliffe, di quel Sussex, contro il quale,
+non senza fatica, sostengo il campo che
+ci disputiamo nel godere il favore di una
+sospettosa padrona. S’egli ottiene sopra
+di me il vantaggio di sapere le nostre nozze
+prima ch’io abbia con accorti modi
+preparata la Regina ad udir tale segreto,
+sarebbe irrevocabile, eterna la mia disgrazia;
+nè forse si starebbe nelle perdute
+mie dignità. Chi sa fin dove divenissi vittima
+del risentimento d’Elisabetta, in
+cui è trasfusa in qualche parte la fiera
+indole d’Enrico suo padre?»
+</p>
+
+<p>
+«Ma perchè, Milord, portate voi opinione
+tanto ingiuriosa verso un uomo che
+conoscete sì poco? Tressiliano non vi è
+noto che a cagion mia, e son io ad accertarvi
+che per qualsivoglia motivo non
+tradirebbe il nostro segreto. Se per amor
+di voi io l’offesi, tanto più è mio obbligo
+il desiderare di vedervi giusto per suo
+riguardo. Se il parlarvi solo di lui vi eccita
+a tanto sdegno, che direste adunque
+s’io lo avessi veduto?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Se l’aveste veduto! (ripetè il Conte
+con severo ciglio) sarebbe per voi buon
+consiglio il tener nascosto un tale congresso
+come le cose da non rivelarsi che
+in confessione. Io non bramo la perdizione
+di nessuno. Ma chiunque vorrà penetrare
+i miei segreti, badi bene a se
+stesso. Il cinghiale non soffre di vedere
+chi attraversi il sentiero che ha scelto.»
+</p>
+
+<p>
+«Com’egli divien terribile!» disse la
+Contessa a mezza voce, e impallidendo.
+</p>
+
+<p>
+«Che avete, mio amore? (le disse il
+Conte sostenendola fra le sue braccia).
+Tornate in letto. Voi lo lasciaste troppo
+di buon mattino. Vi resta a chiedermi
+qualch’altra cosa, che non comprometta
+la mia fortuna, la mia vita, il mio
+onore?»
+</p>
+
+<p>
+«Nulla, Milord, nulla (rispos’ella
+con fioca voce). So che io volea parlarvi
+sopra un altro argomento, ma il vostro
+sdegno me ne ha fatto dimenticare.»
+</p>
+
+<p>
+«Vi tornerà in mente allorchè ci rivedremo,
+o mia vita, (e in ciò dire l’abbracciò
+con tenerezza). Eccetto inchieste
+di tal natura, ch’io non possa e non osi
+concedere, non vi state dal confidarmi
+tutte le vostre brame, e ben farebbe mestieri
+che fossero al di sopra di quanto
+possono fornir l’Inghilterra e le sue pertinenze,
+<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span>
+perchè non le vedeste pienamente
+soddisfatte.»
+</p>
+
+<p>
+Pronunziate quest’ultime parole, partì.
+Giunto a piedi dello scalone, Varney
+gli diede un grande ferraiuolo da livrea,
+ed un larghissimo cappello, travestimento,
+sotto di cui diveniva impossibile il
+ravvisarlo. Stavano pronti in corte i cavalli
+così per lui come per Varney. Il
+Conte non era venuto la notte addietro
+che con due servi, iniziati sino ad un
+certo grado ne’ misteri del lor padrone,
+i quali cioè credeano che ivi lo conducesse
+una tresca con qualche bella, di
+cui ignoravano la condizione ed il nome.
+Ma questi servi erano nella stessa notte
+partiti.
+</p>
+
+<p>
+Tony Foster teneva egli stesso la briglia
+al palafreno del Conte, corsiero vigoroso
+al pari che agile, e intanto il servo
+del Foster presentava un cavallo di
+più bella apparenza e più riccamente
+bardamentato a Riccardo Varney, che
+dovea sostenere la parte di padrone lungo
+la strada.
+</p>
+
+<p>
+Ciò non di meno Varney, vedendo avvicinarsi
+il Conte, si fece innanzi per
+tenergli le redini del cavallo, e impedì
+a Foster l’incaricarsi di tale ufizio, ch’ei
+riguardava, senza dubbio, come una delle
+sue prerogative.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span>
+</p>
+
+<p>
+Traspirò dalla fisonomia del Foster,
+che assai gl’increscea perdere questa occasione
+di far la corte al suo protettore.
+Ciò non ostante cedè il luogo a Varney
+senza osare di moverne alcuna lagnanza.
+Il Conte salì con mente distratta a cavallo,
+e dimenticando per un istante
+che la parte assuntasi l’obbligava a rimanere
+addietro al suo padrone posticcio,
+uscì della corte senza pensare a Varney,
+e mandò più d’un baciamano alla
+Contessa, che da una finestra, sventolando
+un fazzoletto, gl’inviava i suoi
+estremi saluti.
+</p>
+
+<p>
+Mentre ei passava sotto l’oscura volta
+che mettea fuor della Corte: «Ecco,
+diceva il Varney, ciò che si chiama fina
+politica. Il servitore che va avanti al suo
+padrone.» E profittò di questo momento
+per dire a Foster: «Tu mi fai il viso
+dell’arme, o Tony. Ma se ti ho privato
+d’un grazioso sguardo di Milord, in compenso
+l’ho indotto a lasciarti un premio
+de’ tuoi prestati servigi, che non ti sarà
+meno gradevole d’uno sguardo. Eccoti
+una borsa del migliore oro che le dita
+di un avaro abbiano contato giammai.
+Prendila (soggiunse, e a tal vista la
+fisonomia di Foster si fece più aperta),
+prendila, ed aggiungi quest’oro a quello
+che egli donò la scorsa notte a tua figlia.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Come? Che mi dite voi? Egli ha
+fatto un dono di danari a Giannina?»
+</p>
+
+<p>
+«Certamente. Qual maraviglia? I servigi
+ch’ella presta alla Contessa, non vogliono
+forse la lor ricompensa?»
+</p>
+
+<p>
+«Essa non lo terrà e la obbligherò a
+restituirlo. Conosco troppo bene Milord,
+e so quanto lo alletti la novità. I suoi
+amori sono variabili come la luna.»
+</p>
+
+<p>
+«Impazzisci, o Foster? O entreresti
+nella vanità di credere che Milord possa
+essere preso da un capriccio per la tua
+figlia? Chi è mai che sogni a por mente
+a una lodola, finchè ode il canto dell’usignuolo?»
+</p>
+
+<p>
+«Sia lodola, sia usignuolo, tutto fa
+per l’uccellatore; e so ancora, sig. Varney,
+essere in voi molta maestria nello
+scuotere i rami tanto che gli uccelli gli
+corrano nelle reti. Mi porti il diavolo anzichè
+io desiderassi mai che metteste Giannina
+nel novero di tante povere fanciulle
+cadute ne’ vostri agguati! Voi ridete! ma
+vi ripeto che voglio almeno salvare un
+individuo di mia famiglia dagli artigli di
+Satanasso; e tenetelo ben per sicuro. Ella
+restituirà quest’oro.....»
+</p>
+
+<p>
+«Ovvero ella te lo darà in custodia,
+o mio Tony, il che torna allo stesso.
+Ma mi è d’uopo il parlarti di cosa più
+rilevante. Il nostro padrone parte di qui
+<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span>
+con intenzioni, che potrebbero sconcertar
+molto le nostre.»
+</p>
+
+<p>
+«Come sarebbe a dire? È egli stanco
+del suo trastullo, della sua nuova conquista?
+Non mi maraviglio. Ha speso per
+essa ciò che pagherebbe il riscatto di un
+re, e ora è pentito del suo contratto.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! quanto ti scosti, o Tony, dal
+vero! Egli è delirante più che nol sia
+stato mai per Amy, ed anzi vuole per lei
+abbandonare la Corte. Allora, addio speranze
+nostre, addio possedimenti, addio
+sicurezza. Ci vengono ritolti i beni di
+chiesa, e sarebbe gran ventura, se non
+ci facessero rigettare le rendite.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! sarebbe la nostra rovina (sclamò
+Foster, cui tal novella empiè di grinze
+la fronte), e tutto ciò per una donna!
+Lo compatirei se fosse per la salute
+dell’anima sua! Perchè anche a me talvolta
+viene l’idea di sbarazzarmi dal lezzo
+di questo mondo, e vivere come uno dei
+più poveri della nostra congregazione.»
+</p>
+
+<p>
+«Credo bene che finirai così, mio Tony.
+Ma ascolta: il diavolo non perderà
+nulla se anche ti condanni alla povertà.
+Onde tu non guadagneresti da nessun lato.
+Ma ora bada a quanto ti suggerisco, e
+puoi ancora conseguire la proprietà di
+Cumnor Place. Non far motto con nessuno
+della visita di Tressiliano. Su di ciò
+<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span>
+non aprir bocca, ammeno che non tel
+consigli io medesimo.»
+</p>
+
+<p>
+«E perchè di grazia?» domandò Foster
+in tuono di chi sospetta.
+</p>
+
+<p>
+«Ma sei bene una talpa, se non vedi
+che nello stato in cui or trovasi l’animo
+di Milord, una tale scoperta lo confermerebbe
+ne’ suoi novelli disegni. S’egli
+sapesse che questo fantasma comparve
+alla Contessa nel tempo ch’egli era lontano,
+non si fiderebbe più di nessuno,
+e vorrebb’esser egli medesimo il drago
+custode delle poma d’oro. E allora, Tony?
+Chi ha più bisogno dell’opera tua?
+Una parola basta a chi la sa intendere.
+Addio, Tony, mi è d’uopo seguirlo.»
+</p>
+
+<p>
+Pronunciate queste parole toccò dello
+sprone il cavallo, galoppando a tutta
+briglia per raggiungere il Conte....
+</p>
+
+<p>
+«Possa tu romperti il collo, maledetto
+pagano (disse tra sè il Foster guardandogli
+dietro). Fa’ d’uopo nondimeno eseguire
+le sue istruzioni, perchè trattiamo tutt’e
+due la medesima causa. Quanto poi a Giannina...
+oh! ella metterà nelle mie mani
+le monete d’oro, e sia in una guisa, sia
+nell’altra, le impiegherò al servigio di Dio.
+Finchè ne trovi il modo, le custodirò a
+parte nel mio scrigno; altrimenti potrebbe
+uscirne un vapor contagioso, che si diffonderebbe
+sulla mia Giannina. Oh! questa
+<span class="pagenum" id="Page_210">[210]</span>
+fa di mestieri si conservi pura come uno
+spirito celeste, se non altro, acciò preghi
+Dio per suo padre. E ben ho bisogno delle
+sue orazioni, perchè sono ad assai brutto
+passo. Corrono sinistre voci sulla mia maniera
+di vivere. Son visto con freddezza dai
+confratelli della Congregazione. E quando
+il sig. Holdforth, nell’ultima sua predica,
+paragonava gl’ipocriti ad un sepolcro imbiancato,
+la cui cavità è piena d’ossa umane,
+pareva fissato sopra di me. Come sono
+severi questi puritani!... Ma penserò....
+Prima d’aprire lo scrigno, andiamo a leggere
+per un’ora la Bibbia.»
+</p>
+
+<p>
+Intanto Varney avea raggiunto il Conte
+che lo aspettava alla porta del parco, d’onde
+uscì Tressiliano nel dì antecedente.
+</p>
+
+<p>
+«Voi perdete il tempo, o Varney, il
+Conte gli disse, e gl’istanti sono preziosi.
+Mi è d’uopo arrivare a Woodstock per
+mettere a basso quest’abito di maschera,
+e sino a quel punto, voi lo sapete, non
+viaggio senza pericolo.»
+</p>
+
+<p>
+«Non è che una corsa di due ore, o
+Milord. Mi sono trattenuto brevi momenti
+con Foster per eccitarlo a diligenze sempre
+maggiori, affinchè non traspiri il nostro
+segreto, ed anche per chiedergli il ricapito
+d’un uomo, che penso, o signore,
+di mettere al vostro servigio in vece del
+licenziato Trevors.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_211">[211]</span>
+</p>
+
+<p>
+«E questi è tale che veramente mi
+convenga?»
+</p>
+
+<p>
+«A quanto sembra, promette assai.
+Ma se voi voleste continuare senza di me
+il vostro cammino, tornerei a Cumnor,
+per condurlo a Woodstock, prima che
+siate uscito del letto.»
+</p>
+
+<p>
+«Allora io dormo profondamente, il
+sapete. Basterà bene che facciate trottare
+il vostro cavallo all’uopo di essere colà
+quando mi alzo.»
+</p>
+
+<p>
+Pronunziate le quali parole dal Conte,
+Varney galoppò a briglia sciolta verso
+Cumnor, tenendo la strada maestra per
+non ripassare in vicinanza del parco. E
+sceso alla porta dell’<i>Orso nero</i> chiese di
+parlare a Michele Lambourne. Questo rispettabile
+nipote dell’ostiere non fece
+aspettare il nuovo suo protettore, che
+anzi parea tenere l’orecchie tese, come
+se ne indovinasse il vicino arrivo.
+</p>
+
+<p>
+«Tu perdesti l’orme del compagno tuo
+Tressiliano, gli disse Varney, me lo annunzia
+quella tua fisonomia di furfante.
+È questa la destrezza di cui ti vantasti,
+impudente millantatore?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! per la morte, disse il Lambourne,
+sfido chi abbia meglio seguite le tracce
+di una volpe. Lo trovai che si riparò
+qui, in casa di mio zio, l’ho veduto
+cenare, l’ho veduto entrare nella propria
+<span class="pagenum" id="Page_212">[212]</span>
+stanza, in somma mi sono attaccato
+a lui come la sua ombra. Ma che volete?
+Prima del giorno egli era partito, senza
+che lo avesse visto nessuno, e nemmeno
+il mozzo di stalla.»
+</p>
+
+<p>
+«Sarei tentato a credere, che tu ti
+avvisi ingannarmi; ma se vengo a scoprirlo,
+sull’anima mia, te ne pentirai.»
+</p>
+
+<p>
+«Non v’è cane, comunque buono, cui
+non vada talora fallita la preda. Qual
+interesse aveva io di fare sparire costui?
+Domandatene conto a Giles Gosling mio
+zio, ai suoi garzoni, al mozzo di stalla,
+a Cicily, a tutta la casa, e vi convincerete,
+che nol perdei d’occhio un istante
+in tutta la sera. Che diavolo! Dopo averlo
+veduto entrare nella sua stanza, io
+non poteva collocarmivi a guisa d’un infermiere.
+Spero che in ciò almeno mi farete
+ragione.»
+</p>
+
+<p>
+Il Varney prese alcune informazioni dagli
+altri dell’osteria, e le trovò conformi
+a quanto in propria discolpa gli disse
+il Lambourne; e soprattutto ognuno fu
+concorde nell’accertare che Tressiliano
+era partito di notte tempo senza avvertire
+nessuno.
+</p>
+
+<p>
+«La giustizia però vuole che non si
+taccia una cosa, soggiunse l’ostiere; ed
+è che ha lasciato sulla tavola quanto corrispondeva
+all’importare del conto datogli,
+<span class="pagenum" id="Page_213">[213]</span>
+ed in oltre una mancia ai garzoni,
+la qual cosa pareva tanto meno essenziale,
+che non ha dato, come sembra, l’incomodo
+a nessuno di mettere la sella al
+suo cavallo.»
+</p>
+
+<p>
+Convintosi che il Lambourne non lo
+aveva ingannato, il Varney entrò nel
+proposito dei divisamenti fatti sopra di
+esso, incominciando dal mostrarsi ragguagliato
+dal Foster, ch’egli, Lambourne,
+non sarebbe stato avverso ad accettar
+servigio presso qualche signore.
+</p>
+
+<p>
+«Siete mai stato alla Corte?» gli chiese
+il Varney.
+</p>
+
+<p>
+«No, rispose l’altro, ma fin da quando
+aveva dieci anni, sognava una volta per
+settimana di esservi e di far ivi fortuna.»
+</p>
+
+<p>
+«Sarà colpa vostra se il vostro sogno
+non si verifica. Avete bisogno di danaro?»
+</p>
+
+<p>
+«Non ne ha mai troppo un galantuomo
+che ami passare giocondamente la vita.»
+</p>
+
+<p>
+«Questa risposta mi basta e la trovo
+assai onesta. Or ditemi: sapete voi le qualità
+che si vogliono da chi è al servigio
+d’un cortigiano?»
+</p>
+
+<p>
+«Credo: occhio aperto, bocca chiusa,
+mano pronta a tutto, acuto ingegno,
+e coscienza intrepida?»
+</p>
+
+<p>
+«E senza dubbio è gran tempo che
+la tua non patisce spaventi?»
+</p>
+
+<p>
+«Non mi ricordo che ne abbia mai
+<span class="pagenum" id="Page_214">[214]</span>
+conosciuti. Nella mia prima giovinezza
+parea qualche volta ch’ella volesse alzare
+la voce, ma il tumulto della guerra la
+mise al dovere, e l’annegai del tutto
+nell’onde del mare Atlantico.»
+</p>
+
+<p>
+«Tu hai dunque servito nell’Indie?»
+</p>
+
+<p>
+«Orientali e occidentali, per terra e
+per mare. Ho servito il Portogallo e la
+Spagna, l’Olanda e la Francia, e per
+mio proprio conto, ho fatto la guerra
+con una banda di brave persone che veleggiavano
+sopra di un brigantino, e che
+al di là della linea non erano in pace
+con nessuno.»
+</p>
+
+<p>
+«Va bene. Tu puoi renderti utile a
+Milord ed a me. Ma bada ve’! perchè
+son pratico del mondo. Ti comprometti
+tu di servire con fedeltà?»
+</p>
+
+<p>
+«Se non foste pratico del mondo, dovrei
+rispondervi di sì senza esitare, e giurarlo
+sulla mia vita e sul mio onore; ma
+poichè vedo che l’<i>Onor vostro</i> desidera
+una risposta dettata piuttosto dalla verità
+che dalla politica, vi risponderò che
+posso esservi fedele fino a’ piedi d’un patibolo,
+e fino al nodo corsoio di quella
+tal cordicella..... quando però io sia
+ben trattato, e ben pagato. Se no, no.»
+</p>
+
+<p>
+«E a tutte l’altre tue virtù (disse con
+ironico tuono il Varney) tu aggiugnerai
+sicuramente la felice prerogativa di saper
+<span class="pagenum" id="Page_215">[215]</span>
+comparire all’uopo uom religioso ed austero?»
+</p>
+
+<p>
+«Non mi costerebbe nulla il lasciarvelo
+credere, ma per rispondervi francamente
+devo dirvi di no. Se vi abbisogna
+un ipocrita, volgetevi a Tony Foster,
+che fin dalla sua giovinezza è tormentato
+dalle visite di certi scrupoli coi quali
+poi viene a patti; laonde in sostanza, il
+diavolo non vi perde nulla. Oh no, io
+non sono di questo temperamento.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene! Se non hai ipocrisia, sei
+tu provveduto d’un buon cavallo?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh buono! Vel guarentisco, un cavallo,
+che supera le siepi ed i fossi come
+il miglior cavallo di milord Duca. Una
+volta ch’io feci una piccola corsa a Shooters-Hill,
+mi accadde sulla strada maestra
+di dire alcune parole ad un fittaiuolo
+fornito meglio di saccoccia che di cervello.
+Ma il mio cavallo mi trasse di affare
+in pochi minuti, ad onta di tutti quelli
+che m’inseguivano.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, monta in sella, e seguimi,
+lascia pur qui tutto il tuo fardello, e ti
+farò aver servigio presso un tale, che
+se tu non fai fortuna, non sarà colpa della
+sorte, ma tua solamente.»
+</p>
+
+<p>
+«Va a maraviglia. Eccomi di tutto cuore.
+In un istante son lesto. Olà. Eh! la
+sella al mio cavallo. Spicciati. Cicily!
+<span class="pagenum" id="Page_216">[216]</span>
+Amabile Cicily, vieni a farmi i tuoi congedi,
+ti voglio donare la metà della mia
+borsa per consolarti della mia lontananza.»
+</p>
+
+<p>
+«Giur’al cielo (sclamò Giles Gosling
+che avea uditi tutti questi apparecchi di
+partenza), Cicily non sa che farsi de’ tuoi
+donativi. Buon viaggio, e possa tu trovar
+la grazia di Dio in qualche parte, benchè
+a dir vero credo che non germogli
+nel paese dove tu vai.»
+</p>
+
+<p>
+«Fa dunque ch’io veda la tua Cicily,
+caro ostiere, si vuole che sia una bellezza»
+disse Varney.
+</p>
+
+<p>
+«Una bellezza arsa dal sole, capace
+di resistere al vento ed alla pioggia, ma
+che non ha nulla per piacere a’ zerbinotti
+della vostra sorte, o signore. Ella non
+si muove dalla sua stanza, nè si espone
+agli sguardi dei cortigiani.»
+</p>
+
+<p>
+«Alla buon’ora, amico mio. La pace
+sia dunque con lei. Ma i nostri cavalli
+impazientiscono. Vi diamo il buon giorno.»
+</p>
+
+<p>
+«Mio nipote viene dunque con voi,
+o signore?»
+</p>
+
+<p>
+«Tale è la sua mente» rispose Varney.
+</p>
+
+<p>
+«Fai bene, o Michele, riprese Gosling,
+fai ottimamente. Tu hai un buon cavallo.
+Ora non ti resta che a guardarti dallo
+sforzino. O se di tutti i modi che vi sono
+per terminare i tuoi giorni, ti si confà
+meglio la corda, come mi par verisimile
+<span class="pagenum" id="Page_217">[217]</span>
+al partito che prendi, fammi un piacere;
+scegliti una forca il più lontano che
+puoi da Cumnor.»
+</p>
+
+<p>
+Senza prendersi molta molestia per questi
+congedi di mal augurio, Varney e
+Lambourne montarono a cavallo, e corsero
+con tanta rapidità, che non poterono
+ricominciare il loro intertenimento,
+se non se all’atto di salire una montagna
+alquanto scoscesa.
+</p>
+
+<p>
+«Tu acconsenti adunque, gli disse
+Varney, di entrare al servigio di un signor
+della Corte?»
+</p>
+
+<p>
+«Sì: semprechè vi piacciano i patti
+ch’io son per farvi.»
+</p>
+
+<p>
+«Udiamoli.»
+</p>
+
+<p>
+«S’io debbo aver gli occhi aperti sugl’interessi
+del mio padrone, è d’uopo
+ch’ei li chiuda su i miei difetti.»
+</p>
+
+<p>
+«Purchè non sieno di natura da pregiudicare
+al servigio.»
+</p>
+
+<p>
+«Siam d’accordo. Se fo buona caccia
+debbo avere almeno le ossa da rosicchiare.»
+</p>
+
+<p>
+«Nulla avvi di più ragionevole. Molti
+che valgono meglio di te, domandano la
+stessa cosa.»
+</p>
+
+<p>
+«Va bene. Rimane un altro punto da
+chiarire. Se entro in brighe colla giustizia,
+il mio padrone deve aiutarmi ad uscirne
+colle mani nette. Voi vedete che questo è
+un articolo importante.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_218">[218]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Anche ciò è giusto, ogni volta però che
+l’impaccio in cui tu possa trovarti abbia
+origine da servigio prestato al padrone.»
+</p>
+
+<p>
+«Quanto allo stipendio (continuò il
+Lambourne con aria d’indulgenza) non
+ne parlo neanco, perchè fo conto di vivere
+sui profitti.»
+</p>
+
+<p>
+«Non temere. Non ti mancheranno nè
+danari, nè modi di divertirti. Tu vai a
+stare in una casa, ove, come suol dirsi,
+l’oro esce fuori degli occhi.»
+</p>
+
+<p>
+«Tutto ciò è un incanto. Non mi rimane
+ora a sapere che il nome del mio padrone.»
+</p>
+
+<p>
+«Io mi chiamo Riccardo Varney.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma intendo dire il nobile Lord, al cui
+servigio voi mi mettete.»
+</p>
+
+<p>
+«Sciagurato! Ti credi forse troppo gran
+signore onde arrossire di chiamarmi tuo
+padrone? Ti permetto d’essere impudente
+cogli altri. Ma bada bene che con me...»
+</p>
+
+<p>
+«Ne domando umilmente perdono al
+<i>vostro Onore</i>; ma vi ho veduto in tanta
+intrinsichezza con Tony Foster, col quale
+vivo in intrinsichezza ancor io...»
+</p>
+
+<p>
+«Vedo che non ti manca nulla per essere
+un furfante calzato e vestito. È vero
+che ho deliberato collocarti nella casa di
+un gran signore, ma da me solamente riceverai
+i comandi, nè ubbidirai altri che
+me. Io ne sono il primo scudiere, nè andrà
+guari che ti sarà noto il suo nome.
+<span class="pagenum" id="Page_219">[219]</span>
+Egli è un uomo che governa lo Stato,
+che porta tutto il peso dell’amministrazione
+sopra di sè.»
+</p>
+
+<p>
+«Poter del Cielo! è un eccellente talismano
+per disotterrare i tesori nascosti.»
+</p>
+
+<p>
+«Quando si sa farne uso prudente. Ma
+bada bene, perchè tu potresti invece chiamar
+sopra te un demonio capace di ridurti
+in polvere.»
+</p>
+
+<p>
+«Non dubitate. Mi terrò fra i limiti
+convenienti.»
+</p>
+
+<p>
+I due viaggiatori ripigliarono allora il
+galoppo, e giunsero di lì a non molto al
+reale parco di Woodstock. Questo antico
+dominio della Corona aveva aspetto ben
+diverso da quello che presentò allorquando
+vi soggiornava la bella Rosimonda, e
+quando fu nascondiglio ai proibiti amori
+di Enrico II; ed era ben anche diverso da
+quel che si mostra a’ nostri giorni, in cui
+Blenheim-House ne rimembra le vittorie
+del Marlborough, e invita i viaggiatori a
+contemplare i nobili sforzi dell’ingegno del
+Vanburgh, lacerato sintantochè visse da
+uomini che gli stavano di gran lunga al disotto.
+Woodstock sotto la regina Elisabetta
+non era che un vecchio castello rovinoso,
+nè da lungo tempo onorato della presenza dei
+sovrani; circostanza che contribuì grandemente
+ad impoverir quel villaggio, e che
+trasse quegli abitanti ad umiliare più d’una
+<span class="pagenum" id="Page_220">[220]</span>
+supplica alla Regina, onde volgesse sovra
+essi un suo benefico sguardo. E tale era
+l’apparente motivo per cui il Conte si era
+condotto a Woodstock.
+</p>
+
+<p>
+Il Varney e il Lambourne entrarono
+francamente nella corte del vecchio castello,
+che offeriva in quella mattina un aspetto
+animato, qual non s’era visto dopo
+volgere di due regni. Gli ufficiali della
+casa del Conte, i suoi servi da livrea, le
+guardie, andavano e venivano collo strepito
+caratteristico della lor professione. Udivansi
+gran nitrir di cavalli e grande abbaiare
+di cani; perchè il Conte incaricato
+di esaminare in qual essere trovavasi quella
+terra, e dovendo far credere di rimanervi
+quanto tempo fosse stato necessario a tal
+uopo, volle lo accompagnasse tutto il treno
+che gli facea di mestieri per gustare ivi il
+piacer della caccia. Diceasi che il parco di
+Woodstock fosse stato nell’Inghilterra il
+primo ricinto chiuso da mura ad uso di
+caccia; ed abbondava di daini, il cui riposo
+da lungo tempo non veniva turbato.
+Una grande folla d’abitanti, sperando che
+tale visita straordinaria produrrebbe i favorevoli
+effetti, cui sospiravano, si assembrarono
+nella corte, ove agognavan l’istante
+che si mostrasse ad essi il più sublime
+personaggio dell’Inghilterra. L’arrivo di
+Varney eccitò la loro attenzione, tanto più
+<span class="pagenum" id="Page_221">[221]</span>
+che si sparse subito la voce essere egli il
+primo scudiere del Conte, onde tutti solleciti
+di amicarsi il Varney, si levarono
+i cappelli, e si affollarono frettolosamente
+per tener briglia e staffa così al cavallo di
+lui, come a quello del suo compagno.
+</p>
+
+<p>
+«Allontanatevi, miei galantuomini,
+(disse loro con alterigia il Varney), nè impedite
+ai servi di fare il loro dovere.»
+</p>
+
+<p>
+I contadini afflitti di ciò, si ritiravano,
+allorchè il Lambourne, credendosi copiare
+i modi del primo scudiere, più duramente
+ancora li rispingeva: «Giù le mani o bifolchi,
+andate al diavolo. Pensate forse che
+non abbiam salariati per farci servire?»
+</p>
+
+<p>
+Consegnati i loro cavalli agli uomini da
+livrea, entrarono nel castello dandosi un
+tuono di superiorità, che la nascita ed una
+lunga consuetudine rendevano naturale
+nel Varney, e che il Lambourne si studiava
+d’imitare siccome vedemmo. Intanto i
+poveri abitanti di Woodstock si dicevano
+uno all’altro sotto voce: «Dio ci liberi
+presto da questi superbi. Se il padrone
+somiglia ai servi, il diavolo se li porti tutti,
+che non prenderà più di quanto gli si appartiene.»
+</p>
+
+<p>
+«Zitto, amici miei, soggiugnea il podestà,
+e morsicatevi piuttosto la lingua per
+non lasciarle dire sciocchezze. Col tempo
+chiariremo tutto. Nessuno verrà mai accolto
+<span class="pagenum" id="Page_222">[222]</span>
+a Woodstock con tanto giubilo quanto se
+ne dimostrava al veder giugnere l’antico re
+Enrico. Se per caso regalava non so quanti
+colpi di bacchetta ad un contadino, poco
+dopo gli gettava addosso un pugno di monete
+d’argento coniate colla sua effigie, e
+con tal espediente tutto veniva dimenticato.»
+</p>
+
+<p>
+«Dio abbia in pace l’anima sua! sclamaron
+que’ villici. Ma pur troppo dovrà
+correre molto tempo prima che la regina
+Elisabetta ci venga a distribuire colpi di
+bacchetta.»
+</p>
+
+<p>
+«Non si può anche sapere, mia buona
+gente; ma ci vuol pazienza, e per
+ora ne consoli la sicurezza di meritare
+tali favori da Sua Maestà.»
+</p>
+
+<p>
+Intanto Varney seguito dal suo nuovo
+accolito entrò nell’anticamera, ove persone
+di più alto affare che non quelli di
+cui la corte era ripiena, aspettavano l’istante
+di veder il Conte, non per anche
+uscito della sua stanza. Tutte corteggiavano,
+qual con maggiore, qual con minore
+considerazione il Varney, e proporzionatamente
+sempre al grado di ciascuna, o
+alla cosa che ivi conducea al levarsi del favorito.
+All’interrogazione generale: «Quando
+credete che comparirà Milord, sig. Varney?»
+questi rispondea in poche parole:
+«Non vedete la polvere che ho su
+<span class="pagenum" id="Page_223">[223]</span>
+gli stivali? Giungo ora da Oxford. Non
+so nulla.» Ma fattagli tale inchiesta da
+un personaggio più distinto, s’affrettò a
+rispondere: «Vado subito ad informarmene
+dal ciamberlano sir Thomas Copely.»
+Il ciamberlano, che si facea conoscere
+pel distintivo della chiave d’argento,
+disse che il Conte non aspettava
+se non se l’arrivo del sig. Varney
+per venire abbasso, ma volea prima
+parlargli da solo a solo. Varney allora
+salutando la brigata, ne prese congedo
+per entrare nell’appartamento del suo padrone.
+</p>
+
+<p>
+Vi fu per qualche istante un mormorio
+prodotto da tale aspettazione; ma questo
+fece luogo al più profondo silenzio allor
+quando si videro aprire entrambi i battitoi
+della porta, situata nel fondo dell’appartamento.
+E subito comparve il
+Conte preceduto dal Ciamberlano e dal
+Maggiordomo, e seguito da Riccardo Varney.
+I lineamenti di quello, nobili e
+maestosi, nulla aveano che si confondesse
+coll’audacia improntata su i volti degli
+altri del suo corteggio. Proporzionate erano
+del certo al grado di ciascheduno le
+gentilezze ch’ei dicea a questo e a quello;
+ma non vi fu chi potesse chiamarsi
+scontento dell’accoglienza ricevuta. Le
+domande ch’ei faceva sullo stato in cui
+<span class="pagenum" id="Page_224">[224]</span>
+si trovavano il castello e le sue pertinenze,
+l’enumerazione ch’ei tessea de’ vantaggi
+sperabili per il paese e per que’ dintorni
+dalla deliberazione in cui era
+la Regina di portarvisi a quando a quando,
+intendeano a far credere, ch’egli avesse già
+lette ponderatamente tutte le suppliche
+ìndirittegli da quelle genti, e che fosse
+in lui la massima propensione a secondarle.
+</p>
+
+<p>
+«Adesso il Signore lo benedica (dicea
+il podestà che ivi condusse una deputazione
+del villaggio, della quale era
+egli il presidente). Vedete come ha l’aria
+smunta; giurerei che ha trascorsa tutta
+la notte in leggere la nostra rimostranza.
+E il maestro Toughyarn, che ha impiegato
+sei mesi a metterla insieme, credea
+breve una settimana per ben intenderla!
+Or vedete che ventiquattr’ore sono bastate
+al Conte per cavarne la quintessenza.»
+</p>
+
+<p>
+Il Conte gli assicurò allora d’interporre
+i suoi buoni uffizi, onde persuadere la
+Regina ad onorare qualche volta della sua
+presenza il reale castello di Woodstock,
+e ciò affinchè gli abitanti di que’ dintorni
+non andassero privi de’ vantaggi, che
+avean goduti sotto i precedenti monarchi.
+Intanto gli era cosa gradevole il farsi interprete
+delle intenzioni della Sovrana
+favorevoli ad essi, e anzi di notificar loro,
+<span class="pagenum" id="Page_225">[225]</span>
+che Sua Maestà, premurosa d’incoraggiare
+e d’avvivare il commercio di Woodstock,
+avea risoluto d’instituirvi un
+mercato per le lane.
+</p>
+
+<p>
+Questa buona notizia produsse grandi
+dimostrazioni di giubilo, non solamente
+per parte de’ membri della Deputazione
+che si trovavano nell’appartamento, ma
+per parte ancora de’ contadini adunati nella
+corte, fra i quali la stessa notizia non
+tardò a divulgarsi. I magistrati presentarono
+al Conte, piegando il ginocchio, le
+libertà e franchigie di Woodstock, accompagnate
+da una borsa piena d’oro,
+ch’egli passò immantinente a Varney, e
+questi ne rimise una parte al Lambourne,
+siccome un saggio anticipato de’ profitti
+che gli avrebbe fruttato il novello servigio.
+</p>
+
+<p>
+Il Conte, e quelli del seguito, non
+tardarono a mettersi a cavallo per ritornare
+alla Corte. Udivansi d’ogni lato grida
+di allegrezza di tutti gli abitanti di
+Woodstock: <i>Viva la regina Elisabetta!
+Viva il nobile conte di Leicester!</i> ripetevano
+tutti. Che anzi i modi cortesi adoperati
+dal Conte sparsero una vernice
+di popolarità per fino sugli altri del suo
+corteggio, l’alterigia de’ quali avea sulle
+prime portato discredito allo stesso loro
+padrone.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_226">[226]</span>
+</p>
+
+<p>
+Laonde le voci: <i>viva Milord, e tutti
+quelli che gli appartengono</i> pervennero
+all’orecchio di Varney e di Lambourne,
+che seguivano il Conte, ordinati ciascuno
+secondo il lor grado.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_227">[227]</span>
+</p>
+
+<h2 class="nosp">CAPITOLO VIII.</h2>
+</div>
+
+<div class="blockchap">
+<p>
+Datemi i vostri consigli; saranno
+ascoltati, sig. Fenton, e posti
+anche in opera.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Le Commari di Windsor.</i>
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Diviene cosa indispensabile il risalire
+alle circostanze che accompagnarono, o
+a dir meglio produssero nell’osteria dell’<i>Orso
+nero</i> la subitanea sparizione di Tressiliano.
+Dopo lo scontro avuto con Varney
+egli era tornato al <i>Carovanserai</i> di
+Giles Gosling, ove chiese carta, penna
+e calamaio, ed annunziando che passerebbe
+tutta la giornata nel suo appartamento,
+vi si rinchiuse. Ricomparve nonostante
+la sera nella gran sala, ove Michele
+che, giusta l’obbligo assuntone,
+avea spiato ogni suo andamento, cercò
+di rinovar lega con essolui: «Spero che
+non avrete conservato rancore per l’affare
+di questa mattina.»
+</p>
+
+<p>
+Ma Tressiliano rispinse con fermezza,
+non però disgiunta da urbanità, tal genere
+di cortesia: «Sig. Lambourne, non
+dovreste essere scontento del modo onde
+vi ho compensato pel tempo, che vi ho
+tenuto in faccende. A traverso la maschera
+<span class="pagenum" id="Page_228">[228]</span>
+di rozza semplicità, sotto cui vi coprite,
+vedo che è in voi discernimento
+bastante ad intendermi allorchè vi dico con
+franchezza, che avendo io ottenuto quanto
+era unicamente mio scopo, dobbiamo
+per l’avvenire considerarci come stranieri
+l’uno per l’altro.»
+</p>
+
+<p>
+«<i>Voto a Dios</i> (esclamò il Lambourne
+rilevandosi colla sinistra mano una basetta,
+e portando la destra all’impugnatura
+della sua sciabola), se credessi che
+fosse in voi disegno di farmi aggravio...»
+</p>
+
+<p>
+«Avreste bastante prudenza per sopportarlo,
+come è di vostro dovere in tutte
+le immaginabili combinazioni (gli rispose
+Tressiliano senza scomporsi). Voi conoscete
+assai bene qual distanza ne separi
+per non chiedere una spiegazione più
+ampia. Vi auguro la buona sera.»
+</p>
+
+<p>
+Voltegli indi le spalle, si pose a favellar
+coll’ostiere. Il Lambourne non ne
+potea più dalla voglia di fare il bravo,
+ma limitò la sua collera a bestemmiare
+fra i denti, cedendo a quella prevalenza,
+che un uomo distinto per nascita, e maggiore
+di meriti, possede sempre sopra
+enti spregevoli di tal natura. Si assise
+borbottando in un angolo della sala, datosi
+ad osservar di soppiatto, ma in modo
+non equivoco, i pensieri, non che i moti
+di Tressiliano; e l’idea che nacque in
+<span class="pagenum" id="Page_229">[229]</span>
+lui di vendicarsi a proprio conto era nudrita
+dalla speranza di soddisfare ad un
+tempo le brame del Varney. Giunse l’ora
+della cena, che quando fu terminata,
+Tressiliano si ritirò nel proprio appartamento,
+tutti gli altri facendo lo stesso.
+</p>
+
+<p>
+Era poco dacchè Tressiliano si era messo
+in letto senza poter prendere sonno,
+di cui teneano luogo le considerazioni
+nelle quali era immerso. D’improvviso
+ne fu interrotto il corso dal rumore che
+fece la sua porta aggirandosi su i proprii
+cardini, e da un debole raggio di
+luce, che si diffuse per tutta la stanza.
+D’un animo forte come l’acciaio, saltò
+giù del letto, ed afferrata la sciabola,
+stava per trarla dal fodero, allorchè udì
+questa voce; «Fermatevi, sig. Tressiliano,
+fermatevi. Son io, è il vostro albergatore
+Giles Gosling.»
+</p>
+
+<p>
+E nello stesso tempo girando la parte
+opaca della sua lanterna, che sino a quel
+punto avea mandato un languido chiarore,
+mostrò i proprii lineamenti e la solita gioviale
+fisonomia all’attonito Tressiliano.
+</p>
+
+<p>
+«Che vuol dir questo, sig. Gosling?
+Avete forse cenato bene come la scorsa
+notte? È uno sbaglio di stanza che fate?
+ovvero vi dareste a credere esser questo
+un luogo opportuno per venire a sfoggiare
+dopo mezzanotte le vostre facezie?»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_230">[230]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non mi sbaglio nè di luogo nè di
+tempo, sig. Tressiliano: conosco queste
+due cose al pari d’ogn’altro ostiere dell’Inghilterra.
+Ma primieramente ho osservato,
+che quel ribaldo di mio nipote, in
+tutta la sera non ha dipartito gli occhi
+da voi più di quanto lo faccia un gatto
+che dia la caccia ad un sorcio. In secondo
+luogo, voi avete attaccato briga, vi siete
+battuto, o con lui o con alcun altro, e
+temo vi arrivi qualche sinistro.»
+</p>
+
+<p>
+«Impazzite, mio caro ostiere? Vostro
+nipote, scusate, è al di sotto di chi può
+meritare il mio risentimento. Per altra parte,
+qual motivo v’induce a credere che
+io abbia attaccato briga con chicchesia?»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! il colore delle vostre guance me
+ne disse assai quando tornaste, o signore.
+E questo è un indizio sicuro, quanto
+è certo che la congiunzione di Marte e
+di Saturno partorisce sfortuna. Aggiugnete,
+che le fibbie del vostro centurino andavano
+traverso. Poi avevate l’aria agitata,
+camminavate d’un passo frettoloso.
+In somma non era cosa in voi, da cui non
+comparisse, che la vostra mano aveva accarezzato
+pochi istanti prima l’impugnatura
+della vostra sciabola.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene, amico, stando ancora che
+mi fossi trovato nella necessità di metter
+mano alla sciabola, è questo motivo bastante
+<span class="pagenum" id="Page_231">[231]</span>
+a lasciare da quest’ora un buon
+letto caldo per venire da me? Voi vedete
+che non mi è accaduta veruna disgrazia.»
+</p>
+
+<p>
+«No sin qui. Ma non è anche finita.
+Tony Foster è un uomo pericoloso, ed
+ha alla Corte potenti protettori, che lo
+han tratto d’impaccio più d’una volta.
+Quanto a mio nipote....... vi dissi già
+l’animo mio. E se due bricconi hanno rinovato
+lega, non vorrei che fosse a vostro
+costo, mio rispettabile ospite. Michele
+ha fatto una specie di processo col mozzo
+di stalla per sapere l’ora della vostra
+partenza, e la via che sarete per prendere.
+Mi piacerebbe dunque che pensaste,
+se avete detto o fatto nessuna cosa da mettervi
+in riguardo contro d’un tradimento.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi siete un onest’uomo, Gosling
+(disse Tressiliano dopo avere meditato un
+istante), e quindi vi parlerò con franchezza.
+Se questi due malvagi han fatto cattivi
+disegni sopra di me, e non vi nego
+che sia ciò possibile, egli è perchè sono
+i commessi subalterni d’altro malvagio
+assai più potente di loro.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi intendete dire del sig. Riccardo
+Varney, non è vero? Egli venne ieri a
+Cumnor-Place, e ad onta delle cautele
+che ha prese costui, v’è chi lo ha veduto
+e me lo ha raccontato.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_232">[232]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Sì, io parlava di lui, o mio ospite.»
+</p>
+
+<p>
+«Ebbene. Per l’amor del Cielo, signor
+Tressiliano, pigliate bene i vostri passi
+innanzi. Questo Varney è il protettore,
+il signore del Foster. L’usufrutto di Cumnor-Place
+e del parco che costui gode,
+lo tiene dal sig. Varney, il quale poi ha
+avuti dal suo padrone, Conte di Leicester,
+i beni dell’Abbazia d’Abingdon,
+che comprendono i fondi usufruttuali del
+Foster. Si dice che lo stesso Varney possa
+tutto sull’animo del Conte. Io stimo troppo
+questo ultimo signore per non persuadermi
+che egli si valga del suo favorito
+nel modo, come pretendono certe persone.
+Ma è sempre vero, che lo ama, ed è inoltre
+indubitabile che il Conte può altrettanto
+sulla mente della Regina, intendo
+nelle cose convenevoli e giuste. Ora vedete
+quali nemici vi siete tirati alle spalle.»
+</p>
+
+<p>
+«Su questo poi, la cosa è fatta. Non
+vedo un modo di rimediarvi.»
+</p>
+
+<p>
+«Per Bacco! è ben necessario che vi rimediate
+o d’una maniera o dell’altra. Riccardo
+Varney... appunto per questo predominio
+ch’egli ha sullo spirito del Conte,
+e attese le moleste pretensioni che per
+essere succeduto nei diritti dell’Abbazia,
+fa valere in questi luoghi.... si ardisce
+appena pronunziare il suo nome fra noi.
+<span class="pagenum" id="Page_233">[233]</span>
+Voi vedeste di fatto che ieri sera non se ne
+disse una parola, mentre poi niuno si ristava
+dal gridar croce addosso a Tony Foster;
+e nella mia osteria non v’era al certo
+una sola persona non convinta, che
+Tony Foster eseguisce unicamente gli ordini
+del Varney, e che per conto del secondo
+la bella signora misteriosa viene
+custodita in Cumnor-Place. Ma a tale
+proposito voi ne sapete più di me, e benchè
+le signore non portino sciabola, ne
+hanno fatto uscire più d’una dal suo
+fodero.»
+</p>
+
+<p>
+«Sì, onesto Gosling, intorno a questa
+infelice so molte particolarità, che non
+vi possono esser note. Anzi sento che ora
+abbisogno di suggerimenti, e ne prenderò
+volentieri da voi. Quindi vi narrerò per
+intero la storia che si riferisce ad un tale
+avvenimento, e tanto più volentieri il
+farò, che terminato il mio racconto, mi
+sarà d’uopo di raccomandarmi all’opera
+vostra.»
+</p>
+
+<p>
+«Io non sono che un povero albergatore,
+sig. Tressiliano, e poco quindi capace
+di dar consigli ad un pari vostro.
+Ma, quanto è sicuro che ho tenuto sempre
+la strada dell’onestà in questo mondo,
+e che ho dato a tutti buona misura non
+mi facendo pagare prezzo maggiore del ragionevole,
+<span class="pagenum" id="Page_234">[234]</span>
+altrettanto potete star certo
+che se non mi riuscisse d’aiutarvi, non
+tradirei per un regno le confidenze che mi
+farete. Parlatemi adunque a cuore aperto,
+come se raccontaste le cose a vostro padre,
+ed assicuratevi, che se ho anche
+un poco di curiosità, perchè la curiosità
+entra fra le virtù della mia professione,
+questa va sempre accompagnata da una dose
+ragionevole di prudenza.»
+</p>
+
+<p>
+«Non ne dubito punto, o Gosling,
+Tressiliano rispose (e intanto che il suo
+uditore preparavasi a dargli intera attenzione,
+meditò un istante donde incominciar
+doveva il racconto). Per rendermi
+adunque intelligibile, mi farà di mestieri
+il rimontare ad una data più antica. Voi
+avete senza dubbio udito far parola della
+battaglia di Stoke, e fors’anche di Sir
+Ruggiero Robsart, che valorosamente sostenne
+le parti di Enrico VII avo della
+Regina, e che mise in rotta, e il conte
+di Lincoln, e il lord Geraldin co’ suoi Irlandesi,
+ed i Fiamminghi che la duchessa
+di Borgogna aveva inviati in soccorso di
+Lambert Simnel.»
+</p>
+
+<p>
+«Mi ricordo di tutto ciò, disse Gosling.
+Nella mia sala se ne canterà dodici volte
+per settimana la ballata. Ed è in onore
+di Sir Ruggero Robsart di Devon, l’aria,
+<span class="pagenum" id="Page_235">[235]</span>
+che intuonano per le strade i nostri canterini:
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Fior de’ prodi oppone il petto</p>
+<p class="i01">»Alla mischia orrenda e fiera,</p>
+<p class="i01">»Come sfida onde e bufera</p>
+<p class="i01">»Fermo scoglio in mezzo al mar».</p>
+</div></div>
+
+<p>
+»Oh! sì; e mi ricordo ben anche di Martino
+Swart e de’ bravi Alemanni da lui condotti,
+di quei loro giustacuori tagliati a
+festoni, e di quelle loro stravaganti brache
+tutte increspate colle fettucce. V’è un’aria
+anche in onore di questo Martino, e dovrei
+ricordarmela.
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">»Allestite, o soldati, i corsieri,</p>
+<p class="i01">»È Martin che vi chiama alla pugna.</p>
+<p class="i01">»La sua voce.....»</p>
+</div></div>
+
+<p>
+«Se cantate così, caro ostiere, sveglierete
+tutti quei della casa, e avremo più uditori
+di quello ch’io non vorrei aver confidenti.»
+</p>
+
+<p>
+«Perdonatemi, sig. Tressiliano, io andava
+via colla mente. Ma quando una vecchia
+canzone torna in memoria a noi altri
+cavalieri dello spiede, par che a forza ci
+voglia uscire di bocca. Ora vi ascolto.»
+</p>
+
+<p>
+«Il mio avo grandemente affezionato
+alla casa di York, come lo erano molti fra
+gli abitanti di Cornovaglia, si mise dalla
+parte di questo Simnel, che assunse il titolo
+di conte di Warwick, perchè tutta questa
+<span class="pagenum" id="Page_236">[236]</span>
+contea stette a favore di Perkin Warbeck,
+che s’intitolava duca d’York. Il detto mio
+avo raggiunse gli stendardi di Simnel; ma
+dopo avere combattuto con prodigioso valore,
+fu fatto prigioniero nella giornata di
+Stoke, ove i capi di questo sfortunato esercito
+perirono per la maggior parte coll’armi
+alla mano. Il prode cavaliere cui questo mio
+antenato si arrendè, fu Sir Ruggero Robsart,
+che postolo al sicuro della regale vendetta,
+il rimandò libero senza riscatto; ma
+non potè sottrarlo agli altri effetti della sua
+prima imprudenza, alle grosse ammende
+cioè pronunziate contr’esso, espediente
+favorito di Enrico, che infievoliva per tal
+modo i proprii nemici. Il buon Robsart ciò
+nonostante fece quanto potè per alleviare
+l’infortunio dell’avo mio, e sì intrinseca
+divenne la loro amicizia, che mio padre fu
+allevato come fratello e compagno di Sir
+Ugo Robsart figlio unico di Sir Ruggero,
+nè inferiore al padre in indole generosa,
+benefica, ospitale, benchè nella sapienza
+militare nol pareggiasse.»
+</p>
+
+<p>
+«Ho inteso parlare, e ben più d’una
+volta di quest’ottimo Sir Robsart, disse
+l’ostiere. Il suo primo bracchiere, William
+Badger, servo, più di quanti mai ve ne sieno,
+affezionato al padrone, ne ha detto bene
+più di cento volte in mia casa. È un cavaliere
+che ama l’allegria, passionato ad usar
+<span class="pagenum" id="Page_237">[237]</span>
+atti d’ospitalità, ed avvezzo a tener tavola
+aperta più di quello che s’usa ai nostri
+giorni; perchè ora in soli galloni d’oro si
+mette sulle spalle d’un servo quanto basterebbe
+per regalare, tutto un anno, di
+manzo e birra una dozzina di galantuomini,
+ed anche per fornir loro il modo di
+andare una sera d’ogni settimana a ricrearsi
+alla taverna, a fine di non dimenticare i
+poveri ostieri.»
+</p>
+
+<p>
+«Quando dunque conoscete il Badger,
+mio caro Gosling, è certo che avete inteso
+a parlar molto di Sir Ugo Robsart; laonde
+mi limiterò a dirvi che ha spinto l’ospitalità,
+di cui lo lodate, al punto di vederne
+sconcertate le proprie sostanze. Ma ciò non
+sarebbe il massimo de’ mali, non avendo
+egli altra erede fuorchè una figlia. Ed è qui
+che comincio io a comparire nella tessitura
+di tale storia. Morto mio padre, son già
+parecchi anni, il buon Sir Ugo non avrebbe
+mai voluto che mi dipartissi da lui. E la
+passione della caccia, passione in me ardente
+quant’era in Sir Ugo, mi scemava il
+merito di secondare le brame di un uomo
+cui mi stringevano vincoli di gratitudine e di
+amicizia ereditaria. Pur talvolta io provava
+rimorso, perchè tale inclinazione m’impediva
+di darmi a studii che mi sarebbero stati assai
+più giovevoli. Ma questo istesso rimorso
+cessò affatto in me per ben altra cagione.
+<span class="pagenum" id="Page_238">[238]</span>
+La rara bellezza di Amy figlia di questo
+uomo rispettabile, cresceva in essa al pari
+dell’età, nè potea non fare impressione in
+un giovane che stava di continuo al suo
+fianco.»
+</p>
+
+<p>
+«E il padre non approvò il vostro amore.
+La cosa va co’ suoi piedi; e in tali circostanze
+è sempre l’uso così. Il sospiro che
+vi è sfuggito in questo istante prova che il
+padre della vostra Amy non si dipartì da
+tal uso.»
+</p>
+
+<p>
+«La cosa è affatto all’opposto. Il generoso
+sir Ugo approvò il mio amore, ma fu
+il cuor della figlia che ricusò di dividerlo.
+Ella mi concedè nondimeno la propria stima,
+permettendomi di sperare che a questa
+stima un sentimento più tenero sarebbe
+succeduto. Il nostro contratto di nozze fu
+stipulato e sottoscritto, perchè così volle
+il padre, ma venne differito ad un anno il
+celebrarle, tale essendo il desiderio che la
+giovane ne dimostrò. In questo intervallo,
+Riccardo Varney comparve in quelle vicinanze.
+Prevalendosi d’una lontana parentela,
+ch’egli avea con sir Ugo, gli fece
+frequenti visite, ed infine passava pressochè
+tutti i giorni in sua compagnia.»
+</p>
+
+<p>
+«Cattivo augurio per la casa ch’egli
+onorava di sua presenza!» disse Giles Gosling.
+</p>
+
+<p>
+«Ah! voi non dite che troppo vero, e
+<span class="pagenum" id="Page_239">[239]</span>
+non ne derivarono che disgrazie. Ed in un
+modo sì strano ch’io non so ancora unire
+insieme le successive combinazioni onde
+piombarono su d’una famiglia, infino a
+quel giorno tanto felice. Per qualche tempo,
+la giovane Amy sembrò accogliere le
+premure dimostratele dal Varney con quella
+indifferente urbanità, con cui generalmente
+si sogliono contraccambiare cortesie
+che non abbiano un serio scopo. Non andò
+guari che sembrò lo vedesse con rincrescimento
+e fino con ripugnanza. D’improvviso,
+strinsero insieme una lega di natura
+affatto straordinaria. Varney rinunziò ai
+modi di pretendente e di amante, che sulle
+prime aveva assunti presso di lei. Amy, in
+vece, non gli dimostrò più quella agghiacciata
+freddezza che aveva opposta per lo
+innanzi alle prime sue cortesie. Sembrò regnasse
+fra essi una segreta intelligenza fondata
+sulla confidenza scambievole. Ne fui
+oltremodo scontento, e sospettai perfino
+che avessero segreti convegni per intendersi
+l’un l’altro senza essere impacciati dalla
+presenza mia o del padre d’Amy. Nondimeno
+io credeva ancora il cuore di lei franco
+ed aperto, come lo annunziavano quegli
+angelici lineamenti; benchè una folla di
+circostanze offertesi dopo quel tempo alla
+mia memoria, avrebbero dovuto convincermi
+delle segrete loro corrispondenze.
+<span class="pagenum" id="Page_240">[240]</span>
+Ma che giova ora il descrivere particolarità?
+Il fatto parla da se medesimo. Ella scomparve
+dalla casa paterna, Varney se ne allontanò
+in quel medesimo giorno; e ieri ho
+trovata Amy Robsart nella casa del vilissimo
+Foster, ove ho veduto Varney, quando
+giugneva da una porta di dietro, avvolto
+in grande mantello.»
+</p>
+
+<p>
+«E questa è la cagione per cui vi siete
+cimentato? Mi pare, sig. Tressiliano, che
+prima di farvi campione di questa signora,
+avreste potuto informarvi s’ella lo desiderava,
+o lo meritava?»
+</p>
+
+<p>
+«E che? Non sapete voi che mio padre,
+e come tale io riguarderò sempre sir Ugo
+Robsart, stassi fra le domestiche mura
+immerso nel più disperato dolore, o cerca
+invano, dandosi alla caccia, ricreazione
+sua prediletta, di sbandir dal cuore una
+immagine che vi si presenta soltanto per
+lacerarlo? Poteva io sopportare l’idea di
+veder vivere questo padre nell’affanno, e
+la figlia sua nell’infamia? Io mi posi dunque
+in traccia di Amy, mosso da speranza
+d’indurla a tornare nel seno di sua famiglia.
+Trovai questa giovane sciagurata, e
+quando, o sarò riuscito nel concetto disegno,
+o ne avrò ravvisata l’impossibilità, la
+mia risoluzione è presa. I miei giorni si
+termineranno nell’isola della Virginia.»
+</p>
+
+<p>
+«Non vi abbandonate a sì violento partito,
+<span class="pagenum" id="Page_241">[241]</span>
+sig. Tressiliano, nè vogliate rinunziare
+alla patria vostra, perchè una donna
+è una donna, che cambia cioè amanti siccome
+nastri, senz’altro motivo che la sua
+fantasia. Ma prima di esaminare più addentro
+la cosa, permettetemi chiedervi come
+avete saputo sì bene mettervi sulla via
+di trovare il soggiorno di questa giovane
+signora, o per meglio dire il luogo ove si
+tiene nascosta?»
+</p>
+
+<p>
+«Non ignorava io che Varney aveva
+ottenuti i dominii dell’Abbazia d’Abingdon,
+e tal circostanza mi trasse a credere
+che Amy fosse in questi dintorni. Si raddoppiarono
+i miei sospetti, allorchè l’altro
+ieri intesi parlare d’una signora, che vivea
+sotto velo di tanto mistero a Cumnor-Place.
+La visita che feci colà con vostro
+nipote, mi provò poi quanto fossero essi
+fondati.»
+</p>
+
+<p>
+«E quali sono al presente i vostri divisamenti?
+Scusate la libertà ch’io mi
+prendo d’interrogarvi.»
+</p>
+
+<p>
+«È mia mente tornare in questo giorno
+medesimo alla casa del Foster, e procurarmi
+con Amy un intertenimento più concludente
+dell’ultimo. Sarà forza dire che
+quell’animo è cambiato sotto ogni aspetto,
+se non arrivo a farvi impressione.»
+</p>
+
+<p>
+«Con vostra buona grazia, sig. Tressiliano,
+voi non vi cimenterete, io spero,
+<span class="pagenum" id="Page_242">[242]</span>
+a tal passo. Se non vi ho male inteso,
+la giovane ricusò già d’ascoltarvi.»
+</p>
+
+<p>
+«Non è che troppo vero. Non posso
+negarlo.»
+</p>
+
+<p>
+«E in qual modo adunque sperate poter
+costringerla a far cosa contro la propria
+inclinazione, comunque disonorante
+ne sia la condotta e per conto di lei e
+per quello della sua famiglia? Quand’anche
+le foste padre, o fratello, la genìa fra le
+cui mani ell’è capitata, non esiterebbe un
+istante a chiudervi la porta in faccia. Ma
+essendo inoltre un amante da lei ributtato,
+correte di più rischio, che coloro vi facciano
+un mal partito. E allora a qual magistrato
+volete volgervi per ottenerne protezione
+ed assistenza? Perdonatemi la troppa
+franchezza, ma voi siete in procinto di gettarvi
+nell’acqua per afferrare un’ombra, nè
+potete uscirne che ben bagnato, se pure
+avete la fortuna di non annegarvi.»
+</p>
+
+<p>
+«Porterò querela al Leicester contro
+l’infamia del suo favorito. Il Conte cerca
+di farsi forte colla sponda dei severi e
+rigidi Puritani. Egli dunque non ardirebbe
+negarmi giustizia per un riguardo a se
+medesimo, quand’anche non fossero in
+lui i principii d’onore e di nobiltà, che gli
+vengono generalmente attribuiti. Poi, ad
+ogni evento, spingerò la mia appellazione
+al trono della stessa Regina.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_243">[243]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Quanto al Leicester, non mi maraviglierei
+se lo trovaste propenso a difendere
+il suo favorito, perchè Varney si vanta
+di poter tutto sopra di lui. Ma, dite
+bene; un’appellazione alla Regina li metterebbe
+e l’uno e l’altro alle cose ragionevoli,
+perchè Sua Maestà cammina stretto
+in questo genere di negozi, e a quel che
+in oltre si vocifera, perdonerebbe più volentieri
+a dodici cortigiani l’essere innamorati
+di lei, che ad un solo di questi
+il dar a comprendere che trova un’altra
+donna più bella. Fatevi dunque coraggio,
+ed anzi tenetevi solamente all’ultima idea.
+Portate a’ piedi del trono una supplica
+di sir Ugo colla descrizione dell’insulto,
+che vi è stato fatto, e il Conte, oh! lo vedrete,
+getterebbe piuttosto la sua testa nel
+Tamigi, che compromettersi a sostenere
+il favorito in cosa di tal natura. Ma per
+compir tutto questo, e poter sperar buon
+successo, è mestieri il mettersi all’opera
+seriamente. In vece di perdervi qui a tirar
+botte col primo scudiere del Leicester, o d’esporvi
+ai pugnali de’ suoi colleghi, correte
+subito nella contea di Devon, fate sottoscrivere
+una supplica a sir Ugo, e cercatevi
+amici che vi possano proteggere alla
+Corte.»
+</p>
+
+<p>
+«Il vostro raziocinio è giusto, o Gosling,
+e voglio ad esso uniformarmi. Partirò
+<span class="pagenum" id="Page_244">[244]</span>
+dimani allo schiarire del giorno.»
+</p>
+
+<p>
+«Fate meglio, sig. Tressiliano. Partite
+in questa notte medesima. Non ho mai
+desiderato tanto di veder giungere un viaggiatore
+al mio albergo, come ora desidero
+di vederne voi andar via. Mio nipote verrà,
+un dì o l’altro, appiccato. Lo sia, poichè
+questo è il suo destino; ma non vorrei
+che ciò gli accadesse per avere scannato
+uno tra’ miei più rispettabili ospiti. Il proverbio
+dice: È meglio viaggiar da solo la
+notte, che in pieno mezzogiorno a fianco
+d’un assassino. Partite, signore, partite
+tosto per la sicurezza di voi medesimo.
+Il vostro cavallo è lesto, perchè gli ho
+messo io briglia e sella; e qui è il vostro
+conto.»
+</p>
+
+<p>
+«Non ascende ad un <i>nobile</i> (disse Tressiliano,
+mettendogli fra le mani una piastra
+d’oro). Piacciavi passare il restante
+alla gentile vostra figlia Cicily, e ai
+famigli dell’albergo.»
+</p>
+
+<p>
+«Essi faranno onore alla vostra generosità,
+mio signore, e voi ricevereste dalla
+propria bocca di mia figlia i suoi ringraziamenti,
+se non si opponesse a ciò l’ora
+che è.»
+</p>
+
+<p>
+«Non permettete, che i viaggiatori si
+prendano troppa libertà con vostra figlia,
+mio caro Gosling.»
+</p>
+
+<p>
+«Oh! avrò cura di starci attento. Ma,
+<span class="pagenum" id="Page_245">[245]</span>
+dopo quello che mi raccontaste, non mi fa
+maraviglia che da voi vengano avvertimenti
+di tal natura. Narratemi dunque. La
+bella signora, con qual occhio vi guardava
+ieri?»
+</p>
+
+<p>
+«Sembrava più indispettita che confusa,
+e temo assai ch’ella si trovi avvolta
+tuttavia nel delirio di una funesta illusione.»
+</p>
+
+<p>
+«Ma se ciò è, caro signore, perchè
+farvi il campione di una donna, che non
+si cura di voi? Perchè affrontare per essa
+il risentimento del favorito di un favorito?
+Ah! l’amore è il mostro più pericoloso,
+in cui possa scontrarsi un cavaliere che
+vada rintracciando avventure.»
+</p>
+
+<p>
+«Voi v’ingannate, Gosling, e vedo che
+non mi avete inteso. Io non desidero più,
+che Amy mi conceda un solo de’ suoi pensieri.
+Ch’io la veda un’altra volta fra le
+braccia del padre, e quanto mi rimane a
+fare in Europa, e forse su questa terra,
+è terminato del tutto.»
+</p>
+
+<p>
+«E non sarebbe migliore risoluzione
+bere un bicchier di vino, e dimenticare
+ogni malinconia? Ma capisco bene che
+venticinque anni e cinquanta non vedono
+questi affari coi medesimi occhi, soprattutto
+quando questi occhi si trovano lì
+sulla testa d’un giovane nobile, e qui
+sulla testa d’un vecchio ostiere. Io vi
+<span class="pagenum" id="Page_246">[246]</span>
+compiango, sig. Tressiliano..... Ma mi
+diceste, che potrei esservi utile! Non
+vedo ancora in qual cosa.»
+</p>
+
+<p>
+«Vel dico subito, Tressiliano rispose.
+Vorrei che steste coll’occhio aperto su
+quanto accade a Cumnor-Place; cosa che
+potete fare senza timore di dar sospetto a
+nessuno, attese le molte persone che frequentano
+il vostro albergo; poi, che me
+ne informaste per iscritto, valendovi di
+quel qualunque, che vi presenterà per
+parte mia quest’anello. Osservatelo attentamente
+per riconoscerlo, ed in allora vi
+pregherò conservarlo come una mia memoria.»
+</p>
+
+<p>
+«Io non bramo ricompensa di sorte
+alcuna, o signore, ma mi sembra sarebbe
+cattivo partito per un uomo posto,
+com’io, in una condizione dipendente affatto
+dal Pubblico, il frammettermi in un
+affare di tal natura, ed in cui non posso
+nemmen dire a mia giustificazione d’avere
+verun interesse.»
+</p>
+
+<p>
+«Verun interesse, dite? E che? non
+siete voi padre? Qual altro è lo scopo
+del servigio chiestovi che di far rientrare
+sul cammino della virtù una giovane traviata
+fra i sentieri del disonore e del vizio?
+Avvi in tutto il mondo interesse
+più rilevante?»
+</p>
+
+<p>
+«È per altro vero, e compiango con
+<span class="pagenum" id="Page_247">[247]</span>
+tutto il cuore questo vecchio rispettabile
+e sfortunato, che ha malmesso il suo patrimonio
+a furia di liberalità e facendo
+onore al suo paese, ed or si vede rapire
+barbaramente da uno sparviero, come
+Varney, una figlia, che dovea essere la
+sua consolazione. L’impresa cui vi accingete
+è veramente arrischievole, ma non
+importa. Imparerò ad urlare coi lupi, e
+vi assisterò nel nobile disegno di restituire
+la sua figlia ad un misero vecchio,
+finchè però non mi diate altra incumbenza
+che di farvi giungere con fedeltà le
+notizie di quanto saprò. Voi potete adunque
+far conto sulla mia persona. Ma voi
+dal canto vostro abbiate prudenza, ed anche
+riguardo per me, nel custodire gelosamente
+il mio segreto, perchè se venisse
+a sapersi, che l’ostiere dell’<i>Orso
+nero</i> si prende brighe di questa natura,
+addio miei avventori. Varney avrebbe
+abbastanza credito presso i Magistrati per
+farmi atterrare l’insegna&#8205;<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a>, e togliermi
+la patente, e rovinarmi in somma, incominciando
+<span class="pagenum" id="Page_248">[248]</span>
+dalla cantina, e andando
+fino al granaio.»
+</p>
+
+<p>
+«Non temete ch’io non usi circospezione,
+o Gosling, nè ch’io dimentichi
+mai quanta gratitudine è dovuta e ai servigi
+che siete per prestarmi, ed ai rischi
+cui potreste esporvi per me. Ricordatevi
+bene di quest’anello, nè vi fidate
+ad altri che a chi ne sarà apportatore,
+per farmi giugnere le notizie che
+avrete a trasmettermi. Ora profittando
+del savio vostro suggerimento, non penso
+più che ad andarmene.»
+</p>
+
+<p>
+«Seguitemi, sig. Tressiliano, e abbiate
+cura di marciare con tanta leggerezza,
+come se invece di camminare sopra un
+tavolato d’assi, foste coi piedi sulle uova.
+Rileva assai che nessuno sappia nè
+il come, nè quando siete partito.»
+</p>
+
+<p>
+Tostochè Tressiliano fu vestito, l’ostiere
+lo scortò colla sua lanterna sino ad un
+picciolo cortile contiguo ad una scuderia,
+che per solito non veniva posta in
+uso, che quando erano piene tutte l’altre.
+Il cavallo di Tressiliano stava lì,
+mercè alle cautele prese da Gosling, il
+<span class="pagenum" id="Page_249">[249]</span>
+quale dopo avere aiutato il cavaliere ad
+attaccare la valigia alla sella, aperse la
+porta di dietro, gli strinse la mano, e
+rinnovatagli la promessa d’istruirlo d’ogni
+cosa che accadrebbe a Cumnor-Place, gli
+lasciò intraprendere la sua solitaria peregrinazione.
+</p>
+
+<p class="pad2 center large">
+<i>Fine del primo volume.</i>
+</p>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="autor">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_250">[250]</span>
+</p>
+
+<p class="center">
+A S. E. REVERENDISSIMA<br>
+MONSIGNOR COLANGELO<br>
+PRESIDENTE DELLA PUBBLICA
+ISTRUZIONE
+</p>
+
+<p class="pad1 indl">
+ECC. REV.
+</p>
+
+<p>
+<i>Marotta</i> e <i>Vanspandoch</i> librai tipografi
+desiderano di ristampare la <i>Collezione
+de’ romanzi storici di Walter Scott</i>. All’oggetto
+la pregano di accordarne loro il
+permesso.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<span class="smcap">R. Marotta</span> e <span class="smcap">Vanspandoch</span>.
+</p>
+
+<hr class="mid">
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_251">[251]</span>
+</p>
+
+<p class="pad2 indl">
+<i>A dì 19 dicembre 1824.</i>
+</p>
+
+<p class="center">
+PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA
+ISTRUZIONE.
+</p>
+
+<p>
+Il Regio Revisore signor D. Girolamo
+Parroco Pirozzi avrà la compiacenza di
+rivedere la soprascritta Collezione, e di
+osservare se vi sia cosa contro la Religione,
+ed i dritti della Sovranità.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Il deputato per la revisione de’ libri</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Canonico</i> <span class="smcap">Francesco Rossi</span>.
+</p>
+
+<hr class="mid">
+
+<p class="pad2 center">
+ECCELL. E REVER. SIGNORE
+</p>
+
+<p>
+Ho con attenzione osservata la <i>Collezione
+de’ romanzi storici di Walter Scott</i>. In
+essa niente si oppone alla Religione, od
+al Re (D. G.). Può quindi, previa licenza
+dell’E. V., darsi alla stampa; anche
+per fomentare il buon gusto delle amene
+lettere.
+</p>
+
+<p>
+Dalla parrocchia di S. Gio. in Corte
+</p>
+
+<p>
+li 24 dicembre 1824.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Il Regio Revisore</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+<span class="smcap">Girolamo M.<sup>re</sup> Pirozzi Parroco</span>.
+</p>
+
+<hr class="mid">
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_252">[252]</span>
+</p>
+
+<p class="pad2 indl">
+<i>Napoli 28 Dicembre 1824.</i>
+</p>
+
+<p class="center">
+PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA
+PUBBLICA ISTRUZIONE.
+</p>
+
+<p>
+Veduta la dimanda de’ librai tipografi
+R. Marotta e Vanspandoch, con la quale
+chiedono di ristampare la <i>Collezione de’
+romanzi storici di Walter Scott</i>;
+</p>
+
+<p>
+Veduto il favorevole rapporto del R.º
+Revisore D. Girolamo Parroco Pirozzi;
+</p>
+
+<p>
+Si permette che l’indicata Collezione
+si stampi, però non si pubblichi senza
+un secondo permesso, che non si darà
+se prima lo stesso Regio Revisore non
+avrà attestato di aver riconosciuto nel
+confronto uniforme la impressione all’originale
+approvato.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Il Presidente</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+M. COLANGELO.
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Pel Segretario Generale e Membro
+della Giunta</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>L’Aggiunto</i> <span class="smcap">Antonio Coppola</span>.
+</p>
+</div>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="footnotes">
+
+<h2>
+NOTE:
+</h2>
+
+<div class="footnote" id="note1">
+<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&#160;&#160;</span>Vedi le Antichità della contea di Berk scritte
+dall’<i>Ashmole</i>.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note2">
+<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.&#160;&#160;</span><i>Vostro Onore, Vostra Grazia</i> sono predicati
+di rispetto, che si usano anche oggidì nell’Inghilterra,
+massimamente dagl’inferiori verso i superiori;
+come fra noi <i>Vostra Signoria, Vostra Eccellenza</i> ec.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note3">
+<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.&#160;&#160;</span>Contrada di Londra, abitata pressochè interamente
+da ricchi banchieri.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note4">
+<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.&#160;&#160;</span>Nome di una setta di Calvinisti.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note5">
+<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.&#160;&#160;</span>Una specie di moneta.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note6">
+<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.&#160;&#160;</span>Denominazione, con cui i giocatori di vantaggio
+s’intendeano fra loro nell’indicare i giocatori
+novizzi, che faceano proprie vittime.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note7">
+<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.&#160;&#160;</span>Se qualche leggitore facesse le maraviglie nell’udire
+parlare in tal guisa la figlia di Foster, rammenti
+che avea par madre una <i>Precisiana</i>, e doveva
+essere quindi grandemente istrutta nello studio della
+Sacra Scrittura.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note8">
+<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.&#160;&#160;</span>Quest’ultima interrogazione è intesa a ferire
+i cambiamenti di religione fatti dal Foster.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note9">
+<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.&#160;&#160;</span>Fu buon consiglio dell’autore Inglese l’avvertire,
+che questo colloquio è stato ordinato ad arte
+per comodo dei leggitori. Certamente, chi in passione
+parla da se medesimo non si perde in epigrammi.
+Astenendosi da sì fatte ricercatezze, porto
+avviso che si possano comporre monologhi, abbastanza
+conformi alla verità, ed intelligibili anche
+senza la premessa fatta dall’autore, premessa che
+piuttosto mette in voglia i leggitori di far tale inchiesta:
+<i>e chi gli raccontò i discorsi che tenea seco
+stesso Varney?</i></p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note10">
+<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.&#160;&#160;</span>Giuoco simile assai al <i>trou-madama</i>, o più
+veramente alla piastrella.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note11">
+<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.&#160;&#160;</span>Niuno nell’Inghilterra può vendere acqua-vite,
+vino, o birra, se non ne ottiene la patente
+dai magistrati del cantone; e tal patente debb’essere
+rinnovata ad ogn’anno. Ma questi magistrati
+usano molti arbitrii a tale proposito, onde son derivate
+assai vessazioni ed abusi. Vedi su di ciò una
+Memoria intorno la <i>Polizia</i> di Londra, inserita in
+un volume del <i>Corrispondente</i>, e pubblicata a Parigi
+presso il Gide.</p>
+</div>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<p class="tntitle">
+Nota del Trascrittore
+</p>
+
+<p>
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
+minimi errori tipografici.
+</p>
+
+<p>
+Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
+</p>
+</div>
+<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 ***</div>
+</body>
+</html>
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