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MAROTTA e VANSPANDOCH. + 1825. + + + + +RAGGUAGLIO STORICO SUL CASTELLO DI KENILWORTH + +POSTO NELLA CONTEA DI WARWICK, E SULLA PERSONA DEL CONTE DI LEICESTER + +TOLTO DALLA NOTIZIA CHE HA PUBBLICATA A TALE PROPOSITO IN LONDRA +GIOVANNI NIGHTINGALE. + + +Se le mura degli abitati avessero la virtù della parola, oh quanti +fatti nascosti ci svelerebbero! Oh quanti punti di storia tuttavia +controversi ne rimarrebbero schiariti! Ma oimè! Qual serie di casi +cordogliosi ad un tempo e nefandi porrebbero esse in aperto! Egli +è pertanto ufizio del fedele storico, e del paziente antiquario il +prestar voce agli avanzi lor rovinosi, e trar di mezzo ai rottami di un +castello e di una gotica chiesa cattedrale le rimembranze de’ secoli +andati, e la dipintura de’ pensamenti, e delle costumanze de’ nostri +maggiori. + +La città di Kenilworth, situata cinque miglia lontano da Warwick, +giace in altrettanta distanza da Leamington e da Coventry. Fertili e +pittoreschi ne appaiono i dintorni. Ma ciò che trae il viaggiatore a +vederli è un antico castello, ove sir Walter Scott introduce i suoi +leggitori. + +Fin d’allora che comparvero fra queste contrade i Normanni +conquistatori, venne Kenilworth divisa in due parti, l’una delle quali +toccò ad Alberto Clerico, l’altra a Riccardo le Forestier. + +Regnava il primo Enrico in que’ giorni ne’ quali Goffredo di Clinton +fondò e il castello che siamo or per descrivere, ed un monastero +abitato da monaci agostiniani, fabbrica di cui a’ dì nostri pochi +vestigi appena rimangono. + +Goffredo di Clinton, comunque uscito d’oscura famiglia, per suo sapere +pervenne alle primarie dignità dello Stato, onde gli fu agevole +il fornire di ricchi assegnamenti il predetto monastero. Allorchè +l’insaziabile Enrico VIII venne nel divisamento di estirpare tutti +i frati che trovavansi sotto il suo dominio, prendendone empiamente +pretesto dagli abusi, che aveano corrotta la purezza delle primitive +istituzioni, il monastero di Kenilworth fu valutato 533 lire sterline, +e venduto siccome proprietà della Chiesa. Dispersi andarono i religiosi +che lo abitavano, chiuse le porte di esso allo straniero e al +viandante; e l’indigente e la vedova e l’orfanello si videro defraudati +degli onesti soccorsi onde verso di lor largheggiavano gli antichi +possessori di quel convento. + +Se, come sul monastero, avesse potuto Enrico usare il suo dispotismo +sul castello di Kenilworth, esso diveniva certamente retaggio di un +qualche favorito di questo monarca; ma ben più ardua cosa era lo +scacciare dal suo dominio un sol proprietario secolare, che lo sperdere +un centinaio di pacifici religiosi. + +È da sapersi, che il predetto castello non rimase lungo tempo dopo la +sua fondazione alla famiglia dei Clinton, divenuto un quartiere di +guardia reale fin sotto il regno di Enrico II. + +Si crederà facilmente, che in que’ tempi, contrassegnati dalle +turbolenze delle fazioni e delle guerre feudali, i castelli dei baroni +non solamente erano utili a questi per offerire un rifugio ai loro +vassalli, ma anche perchè fruttavano una rendita a chi li possedeva. Di +fatto il seriffo di Kenilworth calcolava fra le sue entrate i tributi +pagatigli da coloro che gli chiedevano ospitalità. + +Sotto i regni di Giovanni e di Enrico III, grosse somme furono spese +per convertire Kenilworth in una fortezza, a quei dì ragguardevole. Il +secondo di tai sovrani presentò di questo castello Simone di Montfort, +ed Eleonora, moglie di esso, ma la forza di simile donativo non doveva +estendersi oltre il termine del viver loro. + +Allorachè il conte impugnò l’armi contro del proprio sovrano, diede +a sir John Gifford il comando dello stesso castello, ch’egli avrebbe +dovuto riguardare siccome pegno della regale munificenza verso di lui, +ed invece divenne per qualche tempo l’asilo de’ nobili che ribellarono. + +Dopo la disfatta e la morte del conte di Leicester accaduta ad Evesham, +Simone di Montfort, figliuolo del defunto, si sostenne in aperta +ribellione entro di questa fortezza, ove il raggiunsero quei suoi +partigiani, che poterono sottrarsi al cattivo esito della battaglia. +Di lì Simone facea frequenti sortite, non ristandosi dal tribolare con +ogni maniera di militari vessazioni le adiacenti campagne. + +Ma queste scene di violenza interruppe il re, che, condottiero di un +esercito, venne a mettere l’assedio dinanzi a Kenilworth. Simone, +in cui non iscemò l’arroganza sintantochè si conobbe il più forte, +diede allora prove di una pusillanimità, eguale alla ferocia in +pria dimostrata, rifuggendosi segretamente in Francia, e lasciando +il castello alla custodia di Enrico di Hustings, da lui nominatone +governatore. Il Re non ignorando quanta forza avesse per resistere +quella rocca, e sollecito d’altra parte di risparmiare un inutile +spargimento di sangue, mentre intimò agli assediati la resa, offerse +loro condizioni le più vantaggiose. Ma costoro, non contenti di farsi +beffe della sovrana clemenza, rimandarono dopo averlo insultato, e +fatto scempio delle sue membra, il regio parlamentario. + +Allora ebbe principio l’assedio, e quel presidio si difese con gran +coraggio. Quel castello era munito di macchine guerresche, diverse +delle quali lanciavano enormi massi, come se ne vedono alcuni in mezzo +alle rovine, che durano tuttavia. + +Sei mesi vennero consumati da Enrico in dare inutili assalti, ma +la fame e le infermità, potentissimi soccorritori degli eserciti +assedianti, manomisero in guisa orribile quel presidio. Benchè a tanto +stremo lo sapesse ridotto il re, pure gli offerse ancora onorevole +capitolazione, accettata la quale entrò nella rocca. Egli ne fece +immantinente dono al minore dei suoi figli, Edmondo, creandolo conte di +Leicester e di Lancastre. + +Nel settimo anno del regno di Eduardo III, Kenilworth fu teatro di +un grandioso torneo, ove si segnalarono cento cavalieri, che erano +per la maggior parte stranieri d’alto nome, venuti in Inghilterra per +accrescerne in sì fatte giostre la gloria. + +Vi assistette egual numero di matrone, e la storia, per far prova della +pompa di vestire da esse sfoggiata, ne racconta che portavano manti di +seta. + +Dopo il bando, cui soggiacque Tommaso, conte di Leicester, figlio del +conte Edmondo, il castello tornò ad essere proprietà della corona, ed +Eduardo II lo scelse siccome asilo ne’ primi rischi fra’ quali trovossi +avvolto. Ma esposto di poi a disastri novelli, la cattiva stella di +questo monarca portò che questa rocca medesima fosse il luogo di sua +prigionia, ove il condusse Enrico, conte di Lancastre, ed ove udì +annunciarsi il decreto del Parlamento, tenutosi a Westminster, che lo +privava del trono. + +Sotto il regno di Eduardo III, il castello di Kenilworth divenne +retaggio nuziale di Giovanni di Gaunt, fattosi sposo a Bianca, figlia +di Enrico, conte di Lincoln e duca di Lancastre. Sino a questo +momento, tutti coloro che godettero le fabbriche di tanto vasto +edifizio, non aveano pensato che alla propria sicurezza, lontana +troppo essendo dalle loro menti qualunque idea d’eleganza. Ma il regno +di Eduardo III contrassegnò l’epoca di un assoluto cambiamento nelle +costumanze della nazione; e fu in quel tempo, che per la prima volta +i riguardi di agiatezza e lusso vennero consultati nell’architettura +dell’Inghilterra. Giovanni di Gaunt ampliò considerabilmente il +castello di Kenilworth, onde gran parte delle attuali rovine derivano +dalle fabbriche, che la munificenza di questo personaggio innalzò. + +Un’altra volta ancora tornò Kenilworth ai dominii della corona, per +essere figlio del duca di Lancastre il re Enrico IV, e ne venne +smembrato allora soltanto che Elisabetta lo diede in dono a Roberto +Dudley conte di Leicester, che spese 63,000 lire sterline per ampliarlo +ed abbellirlo; laonde Kenilworth divenne bentosto uno fra i più +splendidi castelli di tutto il regno. + +I _piaceri principeschi_ di Kenilworth venivano riguardati siccome la +_quintessenza_ delle delizie cortigianesche. Sono quindi insino a noi +pervenute lunghissime e sfarzose descrizioni delle feste che ivi si +celebrarono. Tutto quanto vi fu sfoggiato in magnificenza e profusione, +potrebbe ancora far maraviglia a’ dì nostri; ma il buon gusto era +tuttavia nell’infanzia; laonde nulla presentavano que’ passatempi +da cui non traspirassero noiosa uniformità, grottesche e grossolane +combinazioni, e la pesante ed incomoda pedanteria d’un secolo +semibarbaro. + +Allorchè nel dì 9 di luglio del 1595, la regina Elisabetta venne +ricevuta a Kenilworth, un ponte lungo 70 piedi fu costrutto per +traverso ad una valle, che guidava sino alla gran porta del castello. +Ogni pilastro di questo ponte andava guernito di offerte fatte alle +sette divinità della Grecia; offerte che stavansi in gabbie piene +d’uccelli, in frutta, biade, pesci, e grappoli d’uva, in musicali +strumenti d’ogni specie, ed in armi ordinate a foggia di trofei. Un +poeta che trovavasi alla testa del ponte, parlando in versi latini, +dava spiegazione di tutti questi emblemi alla Regina. La _donna del +Lago_, rimasta invisibile, fin da quando disparve il famoso principe +Arturo, s’avvicinava sopra un’isola galleggiante per recitare poesie +carezzevoli alla Sovrana. Videsi parimente Arione sopra un delfino +lungo 24 piedi, e che portava un’intera orchestra nel ventre. Una +sibilla, un selvaggio, ed un eco, collocatisi nel parco arringavano +Elisabetta nel medesimo stile. E musica e danze profanarono quel giorno +che cadeva in domenica. Ricchissimi razzi d’artifizio vennero tratti e +dalla terra e dal mare. Fu pure rappresentata una scena teatrale, ed un +battelliere italiano si segnalò per giuochi di destrezza. Nè mancarono, +un combattimento di trenta orsi contro una truppa di cani, e tre cacce +di cervi, ed una rappresentazione di nozze villerecce. Finalmente +si diede agli abitanti di Coventry la permissione di offerire lo +spettacolo d’una finta pugna, instituita a rammemorare in ciascun anno +una famosa vittoria riportata contra i Danesi. + +Una tal festa, che costò al conte di Leicester la somma di 19,000 lire +sterline, spesa smisurata in que’ tempi, e che non si avrebbe per +leggiera ai dì nostri; una tal festa, che durò circa tre settimane, ben +meritava quelle replicate menzioni che di fatto ce ne hanno tramandate +gli annali dell’Inghilterra. + +Sir Walter Scott commemora la descrizione che ne ha lasciata lo storico +Laneham, il cui racconto presenta originalità e vezzo incredibili. +Le poche cose che qui ne abbiamo raccolte sono prese da miss Aikin; +l’opera della quale sulla corte d’Elisabetta racchiude tutto ciò, che, +fra le cose pubblicate intorno agli annali di questa sovrana, può +maggiormente eccitare la curiosità. + +Oltre al vino, e agli altri liquori, consumati in tale occasione a +Kenilworth, furono pure bevute trecento venti botti di birra. + +Nel durare della predetta festa vennero conferiti gli onori della +cavalleria a sir Tommaso Cecil, figlio ed erede del gran Tesoriere, a +Sir Enrico Cobham, a sir Francis Stanhope, e a sir Tommaso Tresham. +Ma la più strana fra le particolarità, che a tal proposito ne vengono +raccontate, è il risanamento di nove persone infette della pericolosa +infermità detta _morbo del Re_ (scrofole). + +La Regina per dare un compenso alla leale affezione dimostratale dagli +abitanti di Kenilworth, ed alla magnificenza con cui il loro signore +la ricettò, concedette ai medesimi un mercato ebdomadario ed una fiera +annuale. + +Il conte di Leicester, privo di discendenza legittima, legò in +usufrutto il castello ed i suoi dominii al proprio fratello Ambrogio, +conte di Warwick, a condizione che dopo la morte dell’usufruttuario +divenissero retaggio di sir Roberto Dudley, figlio naturale del +testatore, il quale finchè visse non giudicò a proposito riconoscere +questo Roberto siccome figlio legittimo, e lo qualificò sempre col +titolo di bastardo. + +La storia del conte di Leicester non è certamente fra le men meritevoli +di destar attenzione. Comunque sarebbe assai difficile impresa il far +tacere i gravi sospetti di colpe che ne oscurarono la memoria, pure è +gran vezzo il risapere le cose d’un uomo, il quale, finchè visse fu +presso questa celebre figlia d’Enrico VIII in tanto favore, che ognuno +credè da un istante all’altro vedernelo sposo. + +Il fratello di lui, Ambrogio, che abbiam di già nominato, ottenne +l’ambìto titolo di _buon conte di Warwick_; ma non si potrebbe +assicurare che tal predicato non gli fosse stato attribuito in odio del +fratello, cui si volea generalmente dovuto l’altro di _cattivo conte di +Leicester_. + +Il popolo era solito contraddistinguere quest’ultimo col nome di _cuor +della Corte_. + +L’autore del romanzo di Kenilworth, cui piacque modificare i vizii +del Leicester, ebbe l’arte di far ricadere sopra Varney, favorito del +medesimo, pressochè tutta l’odiosità de’ torti, onde venne accagionato +l’altro, inverso una donna, certamente degna di più virtuoso marito. + +Nato nel volgere del 1532 il conte di Leicester, ebbe per padre +Giovanni, duca di Northumberland. Ammesso di buon’ora al servigio del +re Eduardo, ed entratone tosto in favore, la troppo giovanezza non gli +fu ostacolo ad essere creato cavaliere. + +Nel giugno del 1550, si sposò ad Amy, figliuola di sir Ugo Robsart, +maritaggio che il Re volle onorare di sua presenza. Rapido fu poi il +suo avanzarsi nella carriera dei servigi di corte. + +Nei primi anni del regno di Maria, partecipò a tutti i disastri, che +percossero gli altri individui della famiglia, alla quale apparteneva, +e al pari d’essi fu imprigionato, giudicato e condannato; ma gli venne +fatta grazia quanto alla pena di morte; poi nel 1554 ottenne la sua +libertà. + +Pervenuta alla corona Elisabetta, non solamente gli furono restituiti +gli antichi titoli, ma godè ben tosto degli onori di primo favorito +alla Corte. Prescelto alla carica di grande Scudiere, e nominato +cavaliere della Giarrettiera, ebbe adito nel consiglio privato, nè +fuvvi grazia di cui la regina non lo colmasse. Allorchè accompagnò nel +viaggio di Cambridge questa sovrana, ognuno gareggiò nel dimostrargli i +maggiori riguardi. Venne alloggiato nel collegio della Trinità. Niuno +osava chiedere favori senza volgersi a lui. A sua istanza Elisabetta si +valse del latino idioma nell’arringare quella Università. + +Trovò nondimeno alla Corte un possente oppositore in Tommaso, conte +di Sussex, che sollecito di combattere tutti gli avvisi che venivano +dal Leicester, si manifestò caldissimo partigiano dell’arciduca +Carlo d’Austria, molto insistendo presso l’Inglese regina, affinchè +condiscendesse alle nozze, cui questo principe fervorosamente agognava. +E le opposizioni fra i due Lordi andaron tant’oltre, che scoppiata +fra essi aperta rottura, la Regina giudicò ben fatto interporsi per +costringerli ad una reconciliazione. Tale avvenimento non menomò in +conto alcuno il credito di cui godeva il Leicester, continuo nel +chiedere, e nell’ottenere, nuove munificenze, e nuove cariche per sè e +pe’ suoi aderenti. + +Elisabetta, che voleva adombrare agli occhi del pubblico il vero +motivo di tanti favori cumulati sopra d’un suddito, cercò loro un +pretesto col proporre il conte di Leicester, siccome sposo a Maria +Stuarda di Scozia, e col promettere a questa principessa, così per +essa come pei sudditi di lei, quanti vantaggi avrebbe essa potuto +desiderare in guiderdone di prestata condiscendenza. Si ebbero per +sospette tali offerte dell’Inglese sovrana, ed i più antiveggenti +fra i politici credettero ravvisare, che se la Scozzese le avesse +accettate, il consenso da questa dato a tai nozze non avrebbe avuto +altro effetto se non se di autorizzare un divisamento già concetto +dall’altra, di fare cioè proprio sposo, anzichè di Maria, il conte +di Leicester. Il modo del rifiuto opposto dalla donna di Scozia fu a +questa altrettanto funesto, quanto apportarono danno alla contessa di +Leicester le ambiziose speranze che invasero il consorte di lei, vista +la possibilità di stringere nuziali nodi con una regina. Di questo +maritale orgoglio fu vittima, a quanto narrasi, la sfortunata Amy +Robsart, tolta di vita nel settembre del 1560. + +Certamente l’istante del costei morire favoreggiò i sospetti a tal +proposito insorti nel pubblico, perchè era di tutta necessità, che il +Leicester fosse vedovo a fine di deliberare in quell’istante, in cui +sembrò che l’Inghilterra avesse poste a sua scelta le nozze con una fra +due regine, entrambe giovani e prive di marito. + +Il Cambden sostiene che la contessa si precipitò dall’alto di un +tetto. Tal morte destò, nè altrimenti potea, la pubblica compassione, +eccitando le più sinistre voci a disonor del Leicester. Lo storico +Aubrey nonostante narra in diverso modo sì fatta avventura, e credo +ci sapran grado i leggitori se qui trascriviamo il racconto, siccome +nel porse l’Aubrey, tanto più che questa Amy Robsart è la vera eroina +del romanzo di Kenilworth, e che il movere a favor d’essa la più viva +sollecitudine sembrò lo scopo primario di chi ’l compose. + +«Roberto Dudley, sì scrive l’Aubrey, vivea in sì fatta intrinsichezza +colla regina Elisabetta, che ognuno si aspettava ne diverrebbe marito +qualora vedovo rimanesse. A togliere pertanto tutti gli ostacoli che +lui rimovevano dal trono, il Leicester ottenne con istanze carezzevoli +dalla moglie, ch’ella scegliesse per suo fermo domicilio Cumnor, +paese situato nella contea di Berk, e divenuto di poi teatro della +morte tragica di questa donna. La casa di Antonio Foster fu l’ospizio +assegnato alla Contessa. Riccardo Varney, confidente, e vile complice +della perfidia del conte, ebbe da costui l’ordine di sperimentare sulle +prime il veleno, e ove tal metodo non fosse ben tornato a scellerata +meta, di adoprarne qualunque altro più opportuno a liberarsi di questa +infelice.» + +»Di fatto essendo andata fallita la via dell’avvelenamento, il Foster +e il Varney deliberarono con più violento modo adempire l’esecranda +commissione, di cui s’erano incaricati.» + +»Il primo di costoro mandò tutti i servi alla fiera d’Abingdon, +villaggio situato tre miglia oltre Cumnor, ed egli e Riccardo Varney +rimasero soli presso della infelice Contessa nel giorno in cui ella +morì.» + +»Questi due scellerati dopo averla, non risparmiando crudeli atti, +strozzata, la precipitarono dall’alto di uno scalone, fatta indi +divulgare la voce, che a solo caso doveva attribuirsi sì grave +disastro. Ma nel darle sepoltura si affrettarono tanto, onde lo stesso +Conte dovesse riprovare siccome imprudente almeno la condotta che +tennero.» + +»Sir Ugo Robsart accorse sollecitamente a Cumnor, e ordinato si +disotterrasse la figlia, domandò una legale disamina, a fine di +chiarire i sospetti, che d’ogni banda si sollevavano contra il +Leicester, ed i costui satelliti. Ma fu opinion generale che il Conte +trovasse modi per costringere il padre al silenzio. Certamente, lo +stesso Conte non ebbe misura nell’ostentare il più intenso dolore, e +volle che il cadavere di questa moglie virtuosa venisse in gran pompa +sepolto nel tempio di S. Maria d’Oxford.» + +»Fu cosa degna d’osservazione, continua lo stesso Aubrey, che il +dottore Babington, cappellano del conte, il quale pronunziò l’elogio +funebre della contessa, per due o tre volte mostrò sbagliarsi nel +raccomandare alle preci degli assistenti _questa virtuosa matrona +trucidata sì crudelmente_, anzichè valersi di frasi atte a far +compredere che accidentale ne fosse stata la morte[1].» + +Nel settembre del 1564, Elisabetta creò Roberto Dudley barone di +Denbig, e il dì appresso conte di Leicester, delle quali dignità prese +egli possesso con istraordinaria pompa e splendore. Non terminò l’anno +che venne nominato cancelliere di Oxford. Il grande credito che questi +godeva alla corte d’Elisabetta non risonava per Inghilterra solamente, +ma in tutta l’Europa; laonde Carlo IX lo presentò del cordone di S. +Michele; ordine in allora il più reputato fra quelli che dalla Francese +corte si conferivano. + +Giusta un’opinione assai generale, nel 1572 il conte di Leicester si +fece sposo con lady Douglas, baronessa di Sheffield. Tali nozze vennero +tenute con tanta segretezza, che la Regina le ignorò. Molti racconti +sono stati fatti intorno questa sposa, non più felice dell’altra. +Congiunta in legittimo maritaggio al Leicester, non le fu mai conceduto +il farsi riconoscere siccome moglie. Niuna via lasciò intentata il +conte onde rimoverla da sì fatta pretensione, e quando costui non ne +vide altra più spedita, usò del veleno perchè la cosa stesse involta +nelle tenebre del segreto. + +Nel 1576, morì Walter, conte d’Essex, avvenimento che coprì d’altri +obbrobriosi sospetti lord Leicester, soprattutto, allorchè due anni +dopo si fecero note al pubblico le nozze da lui contratte colla +contessa d’Essex. Perchè nel 1578, il duca d’Angiò essendosi posto fra +i pretendenti alla mano di Elisabetta, il ministro di questo principe +a Londra, che vedea nel conte di Leicester il più forte fra gli +ostacoli opposti ai voti dell’augusto suo commettente, fece pervenire +ad Elisabetta la notizia de’ nodi in cui si era stretto questo favorito +della medesima. Ella ne venne in molto furore, comandando al Conte di +non uscire dal castello di Greenvick, e stava per inviarlo alla torre +di Londra, ma la rimosse da tal consiglio il conte di Sussex. + +Il lord Leicester essendo pervenuto all’apice del potere, tutte le +vie di perderlo furono poste in opera, nè quella si omise del certo +di mettere in evidenza la perversità del suo animo. Nell’anno 1584, +comparve contr’esso un invelenito libello, che portava per titolo +_Repubblica del Leicester_. Erane scopo il dimostrare rovesciata per +opera di costui l’inglese costituzione, e avere a poco a poco preso +radici una nuova instituzion di governo, che non potea con miglior +nome qualificarsi quanto con quello di _Repubblica del Leicester_. Per +invigorire vie maggiormente sì fatte accuse, venia rappresentato il +Conte, in cose di religione siccome un ateo, e in quanto spettava agli +affari dello Stato, qual segreto traditore della Regina, oppressore +del popolo, nemico inveterato della nobiltà, e vero mostro di natura, +fattosi abbominevole egualmente per ambizione, atti crudeli, e +sregolatezze. + +La Regina credè della sua medesima dignità il sostenere in credito il +favorito da lei prescelto, e l’attenuare quanto poteasi l’impressione +che un simile libello aveva fatta nel Popolo. Con lettere pertanto +indiritte al suo Consiglio privato, ella pronunziò, che tutte le cose +asserite ad aggravio del Conte non erano men false agli occhi di lei, +regina, di quanto il fossero nella mente di coloro stessi che osarono +divulgarle. + +Nel 1585, i Paesi Bassi protestanti essendo venuti a difficili e +pericolose circostanze, chiesero la regina Elisabetta, affinchè desse +loro un capo ragguardevole, ed idoneo a regolare i politici interessi +di quelle provincie; nè la Regina esitò nell’inviare ad essi il +Leicester. Cotal prova di sovrana confidenza il trasse in vie maggiore +alterigia. Ma non gli durò oltre un anno sì fatto incarico, poichè +tenne tale condotta da dispiacere alla stessa Elisabetta gelosissima +de’ propri diritti, e la quale mal comportando che questo suddito +intendesse a farsi independente, lo richiamò. + +Ciò nonostante si vide ben accolto all’atto del suo ritorno, tanto +più che in quel momento la regina Inglese abbisognava di chi le desse +consigli sul modo di sciogliersi di Maria Stuarda senza scapitare nel +proprio credito. Il Conte volle persuaderle la via di un avvelenamento, +ma trovatasi questa impraticabile, ella poi si attenne all’altra +deliberazione, per cui l’Europa contemplò lo spettacolo di una Regina +perita sopra infame palco per sentenza d’una sorella. + +Nel 1588, apportarono grave agitazione al popolo Inglese i preparamenti +di guerra che si facevano dal re di Spagna. Ma con Elisabetta +collegatesi le tempeste, i lidi dell’Inghilterra si allegrarono in +mirar galleggianti all’intorno di sè i dispersi avanzi dell’_armada_ +tanto famosa. + +Il Leicester si conservò in considerazione sino all’istante della sua +morte, che accadde ai 4 di settembre del 1588 in una sua casa posta a +Combury, nella contea di Oxford. Trasportate a Warwick le ceneri di un +tal personaggio, vi furono sepolte colla più grande magnificenza. V’ha +chi ne attribuisce la morte ad un veleno, che era stato preparato per +un altro, ed inghiottito da Leicester medesimo. + +Il figlio del Conte, Roberto Dudley, gli venne, nel 1573, da lady +Douglas Sheffield. Il nascere di questo fanciullo fu celato con grande +cura; cautela che rendevano opportuna parimente, e la necessità di non +far conoscere ad Elisabetta i legami, in cui vivea colla predetta lady +il Leicester, e l’altro pur di nasconderli alla contessa di Essex, +se regge l’opinione che in quel tempo l’avesse egli fatta di già sua +consorte. + +Alla morte del padre, il giovane Roberto ne fu riconosciuto erede, +senza potere però, come dicemmo, goderne i beni finchè viveva Ambrogio, +zio del medesimo. Proclive per naturale inclinazione d’ingegno alle +grandi imprese della navigazione, fece, nel 1594 un viaggio all’oceano +del Sud. Peregrinando di poi nei paesi stranieri, assunse il nome di +conte di Warwick, e avendo ricusato di abbandonarlo, vennero confiscati +i suoi beni, e fu costretto ad una vita raminga e di fuggitivo. Accolto +onorevolmente alla corte di Firenze, e dal pontefice Urbano VIII, +morì nel 1639 soggiornando al castello di Cabello, assegnatogli per +risedervi dal gran duca di Toscana. + +Questo sir Roberto Dudley, non solamente dai principi, ma dai dotti +ancora, fu avuto in grande onore; poichè gli diedero cospicua sede fra +gli scienziati del secolo le cognizioni ch’ei possedea nella chimica, +nella medicina, e nelle matematiche. Molte opere egli scrisse, che si +apprezzano tuttavia. + +La proprietà del castello di Kenilworth passò nel principe Enrico, il +quale comunque si tenesse assai caro un tanto delizioso possedimento, +nol credeva abbastanza assicurato dal titolo di una confiscazione +ingiustamente decretata contro sir Roberto. Laonde fece proporre a +questo di cedergli qualunque ragione sul predetto castello offerendogli +per tal cessione un compenso di 14,500 lire sterline. L’altro, che non +vedea migliore speranza di entrare a possesso di quanto per diritto gli +perveniva, accettò il partito, onde l’accomunato si stipulò. Non quindi +il Dudley potè toccare il pattuito danaro; perchè essendo morto poco +dopo il principe Enrico, s’impadronì di Kenilworth il principe Carlo, +che non si prese veruna sollecitudine di pagare i debiti del fratello. + +Allor quando Carlo ascese al trono, fece dono di Kenilworth a Carey, +conte di Monmouth. Ma non tardata di poi a scoppiare la guerra +civile, i guasti che ne furono conseguenza percossero soprattutto +quest’edifizio, ed i soldati Puritani di Cromwell estinsero perfin la +memoria del suo antico splendore. Smantellatene le torri, atterrate +le sue muraglie, disseccati i laghi che il circondavano, e devastati +e lasciati ai rovi i giardini ed i parchi che lo abbellivano, quel +delizioso soggiorno non offrì in breve che un mucchio di rovine, quale +si scorge tuttora, e da cui non è risorto giammai. + +Nei giorni della restaurazione, Carlo II concedè l’investitura di tali +resti di diroccamento alla figlia del conte di Monmouth, e dopo di lei +a Lawrence, visconte di Hyde, creato barone di Kenilworth, e conte di +Rochester, retaggio che i discendenti di questo trasmisero al conte di +Clarendon. + +Non taceremo a tale proposito, che il lord Clarendon si è data grande +sollecitudine, onde sottrar questi avanzi a guasti maggiori. + +Ma ciò non toglie che questo castello, il quale comprendendo un recinto +di sette _acri_ fu soggiorno d’ogni eleganza, e grande argomento +d’orgoglio a chi lo possedè, non sia presentemente ridotto ad un +cumulo di rottami. Rimangono, egli è vero, alcuni appartamenti per +metà diroccati, alcuni portici, alcune muraglie, e avanzi di merli, di +scaloni, di finestre, la più parte de’ quali presentano tuttavia le +vestigia de’ più vaghi ornamenti architettonici; ma il sovvertimento +e la confusione di questi rimasugli sono sì grandi, che mal da essi +può giudicarsi l’antico splendore di una fabbrica di cui fu sì alta un +giorno la rinomanza. + +Chiunque si fa a contemplar questi luoghi, sente l’anima assorta in +soave malinconia, e l’incanto loro il richiama alla ricordanza delle +trascorse età, nel tempo che la sua immaginazione si compiace in +rialzare questo monumento della Inglese monarchia, sotto le cui volte +posò la regina più celebre dell’Inghilterra. + +La principale porta di questo castello, che fu fabbricata dallo stesso +conte di Leicester, convertita ora in abitazione, è il soggiorno +ordinario di William Boddington, affittuale del luogo, e persona di +molti pregi fornita. E questa fa parte di tali rovine, ove si può +abitar tuttavia, ed è parimente quanto avvi di più conservato. In uno +degli appartamenti terreni vedesi un cammino, non privo di singolarità. +La porzione superiore di esso è di legno intagliato, la inferiore +che è di alabastro, presenta incise, la data del 1571, e le lettere +R. L. (_Roberto Leicester_) iniziali del nome di questo favorito di +Elisabetta. + +La _torre di Cesare_ è la parte più antica e più affortificata di +esso castello. Le mura della medesima hanno una grossezza di sedici +piedi, e a quanto credesi, sì fatta torre è tutto ciò che rimane ancora +dell’antica rocca fabbricata in origine da Goffredo di Clinton. + +La grande sala gotica ha ottantasei piedi di lunghezza, e +quarantaquattro di larghezza. Fu altra volta un sontuoso appartamento, +cui davano luce molte finestre d’elegantissima costruzione, oggidì +tappezzate di edera. Alle feste che vi furono un tempo celebrate, ai +romorosi clamori di gioia onde echeggiarono di già queste volte, è +succeduto un assoluto silenzio, talor soltanto interrotto dallo stridor +discorde de’ corvi, e dal gracchiare delle cornacchie e degli altri +augelli amici delle macerie. Cotesta sala fa parte di quegli edifizi, +che innalzati dal conte di Leicester, portarono propriamente il suo +nome. Gli sfasciumi di essi, sparsi qua e là, si nascondono sotto la +verzura dell’edere, e il soffiar de’ venti aquilonari, che agitano +l’erbe crescenti su que’ merli abbandonati, inspira agli animi mestizia +e venerazione ad un tempo. + +Gli _edifizi del conte di Leicester_, così detti dal loro fondatore, +benchè fossero gli ultimi ad essere fabbricati, pur li diresti la parte +più antica di queste ruine, e ciò per la natura delle pietre adoperate +a tal costruzione. Nuovi diroccamenti ogni dì ad essi sovrastano. + +E tempo ed elementi, unitamente congiurarono contro il castello di +Kenilworth. Nel 1817, una gran parte di facciata occidentale della +_torre di Cesare_ diroccò improvvisamente, e nel settembre del +successivo anno, tutto l’angolo verso tramontana si distaccò con +orrendo fracasso dal rimanente dell’edifizio. Nella quale occasione, +alcune signore trasferitesi colà per rilevare i disegni di quelle +maestose rovine, si sottrassero quasi miracolosamente alla morte. + +«Questo castello (in tal guisa si esprime il Brewer, che alle +cognizioni di antiquario e topografo unisce l’immaginazione di un autor +di romanzi) questo castello, che ne’ giorni del suo splendore formò il +migliore ornamento di Kenilworth, comunica parimente una malinconica +maestà ai paesi circonvicini, tanta è la sublimità, che gli stessi +rottami presentano.» + +E per vero dire, sì fatti rottami hanno di che commovere il viaggiatore +trattosi a contemplarli, perchè oltre al presentargli le più +pittoresche prospettive del più bello fra gli edifizi, che noverò +l’Inghilterra, gli rammentano importantissimi punti della storia di +questa nazione. + +Il castello adunque di Kenilworth gode celebrità incominciando dal +secolo di Enrico I, soprannominato _Beauclerc_, ovvero il _Dotto_, e +venendo sino alla nostra età; celebrità dovutagli, sia che ci portiamo +a contemplare le immense moli innalzate dal Clinton, coperte oggidì +dalla ruggine de’ secoli e quasi interamente diroccate, sia che la +nostra mente si arresti a rimembrar quelle pompe, che il rendettero un +giorno teatro alle prodigalità dell’ambizioso Leicester. Sotto entrambi +gli aspetti, esso verrà sempre riguardato siccome obbietto prezioso +al topografo e all’antiquario, e qual fonte fecondissima d’immagini +all’istorico, al poeta ed al romanziere. + +Dobbiamo pertanto saper grado all’autore del Romanzo di Kenilworth, +il quale seppe con tanta maestria sposare la favola all’istoria, che +tal suo lavoro non solamente assicura diletti a coloro, cui le lettere +leggiere offrono vezzo, ma riconcilia l’uomo dedito a più gravi studii +con un genere di componimenti, che la letteratura antica non ebbe. + + + _Fine del ragguaglio storico._ + + + + +KENILWORTH. + + + + +CAPITOLO PRIMO. + + »Il mio mestiere + È far l’ostiere; + E la natura + Di quel terreno, + Che presi in cura, + Conosco appieno, + »De’ miei fratelli + Entro i cervelli + Lor varie voglie + Legger, lor gioia, + Talor le doglie! + Talor la noia; + »Questo è il sapere + Del mio mestiere. + Ma mentre il fondo + Metto in lavoro, + Veder giocondo + Piacemi il coro + »Degli operai. + Non voglio guai. + In mezzo ai canti + Sol dei cultori + La terra ammanti + I suoi tesori. + _La Nuova Osteria._ + + +È privilegio de’ romanzieri l’aprire in un’osteria i racconti che +imprendono; e nelle osterie di fatto si trovano a lor volta tutti +i viaggiatori, ed è in questi luoghi ove regna maggior libertà, e +ove l’indole di ciascuno è meno impacciata da riguardi nel darsi a +conoscere. E tal modo d’incominciare i romanzi soprattutto merita +preferenza, allorchè l’epoca delle cose da narrarsi rimonta agli +antichi tempi, nei quali coloro, che in un’osteria convenivano, +erano, in tal qual modo, non solamente gli ospiti, ma i commensali +dell’ostiere per tutto il tempo che si rimanevan con lui. Questo +padrone d’albergo era per l’ordinario uomo di buona fisonomia, assai +gioviale, e che arrogavasi il privilegio di dir con franchezza la sua +opinione. Facilmente alla presenza di lui si svelavano le varietà +d’indole fra le persone della brigata; perchè ben di rado avveniva, +che dopo aver vôtato un fiasco di sei boccali, ognuno de’ circostanti +non abbandonasse tutto umano rispetto, e gli uni cogli altri e +coll’ostiere, non si comunicassero le mutue idee usando la confidenza +propria di chi si conosce da lungo tempo. + +Nel diciottesimo anno del regno di Elisabetta, il villaggio di Cumnor, +situato tre o quattro miglia lontano da Oxford, possedeva un’osteria +eccellente sì, che di tali osterie a’ dì nostri non se ne vedono +più. La conduceva, o a dir meglio la governava, Giles Gosling, uomo +gioviale, la cui faccia era di bevitore anzichè no, giunto ad età che +oltrepassava di qualche cosa i cinquant’anni, non uso a scorticare +troppo i suoi avventori, esatto nei pagamenti, pronto allo scherzo, e +che aveva una cantina fornita a tutto punto, ed una figlia assai bella. +Venendo fin dai tempi di quel vecchio Enrico, podestà di Southwark, +non vi era mai stato ostiere, che pari a Giles Gosling, possedesse +l’ingegno di piacere agli ospiti, qualunque ne fosse la condizione, +onde sì grande ne era divenuta la fama, che il dire di essere stato a +Cumnor senza reficiarsi all’_Orso nero_, era un confessarsi viaggiatore +privo di gusto e d’intelligenza, e degno di riso, quanto il sarebbe +stato un contadino che fosse tornato da Londra senza veder la Regina. +Gli abitanti di Cumnor superbivano di Giles Gosling, siccom’egli andava +fastoso della sua osteria, della sua figlia e di se medesimo. + +Nella corte adunque dell’osteria, condotta da quest’uomo sì +rispettabile, al tramontare di un certo giorno si fermò un viaggiatore, +che dall’infiacchimento del suo cavallo dovea dirsi venisse da lungo +viaggio. Mentre il cavaliere dava a custodire questa bestia al mozzo +di stalla, gli fece tali interrogazioni, che furono poi cagione del +seguente dialogo tra i famigli dell’_Orso nero_. + +«Olà. Eh! John Tapster». + +«Che c’è, Will Holster?» rispose il cantiniere, il quale con una +camiciuola sbottonata, in brache di tela, e cingendo un grembiule verde +si fece vedere da un uscio aperto per metà, che pareva conducesse alla +cantina. + +«Questo viaggiatore domanda, se hai buona _ala_ (_una certa qualità di +birra_).» + +«Se ho buon’_ala_! E chi è che possa dubitarne? Non siamo distanti che +quattro miglia da Oxford; se la mia _ala_ non contentasse gli studenti, +mi spezzerebbero la testa coi boccali.» + +«È questa che voi chiamate la logica di Oxford?» disse lo straniero +innoltrandosi verso la porta dell’osteria. Allora Giles Gosling gli si +presentò innanzi in persona così dicendo: + +«Quando poi parlate di logica, ascoltate quest’argomentazione: + + »Mentre ben mangia il destriero, + »Vuolsi vino al cavaliero.» + +«_Amen_, e ben volentieri, soggiunse l’altro. Sturatemi dunque un +fiasco del canarie miglior che v’abbiate ed aiutatemi a vôtarlo.» + +«Ah! voi non siete ancora che in minore, sig. viaggiatore, se avete +bisogno che l’ostiere vi aiuti per mandar giù un sorso di vino. Ne +aveste almeno ordinato un _gallone_! Allora, potreste anche chiedere +questo aiuto e passar tuttavia per un uomo che sa vivere co’ suoi +simili.» + +«Non v’inquietate, mio ostiere; farò il mio debito al pari di +tutt’altro, che si trovi non più lontano di quattro miglia da Oxford. +Non vengo, credetelo, dai campi di Marte per voler perdere la mia +riputazione in mezzo ai seguaci di Minerva.» + +Mentre in tal guisa si parlavano l’ostiere e l’ospite, il primo con +viso che esprimeva la gioia al ricettar l’altro, il fece entrare +nella sala terrena; ove già molti stavano uniti in diverse brigate. +Quali d’essi beveano, quali giocavano alle carte, alcuni parlavano +d’interessi, ed altri, costretti dai propri affari ad alzarsi alla +domane di buon mattino, finivano di cenare, ed ordinavano al garzone +dell’osteria che allestisse loro le stanze. + +Il forestiere nell’entrare in quella sala non eccitò verso di sè +maggior attenzione di quella che in tai luoghi ognuno, senza però +farsene un gran pensiero, suol dare all’ultimo arrivato. Da un tal +genere di esame egli apparve ai circostanti uno di quegli uomini, che +comunque regolarmente costrutti, e di forme esterne, le quali nulla +presentano di spiacevole, nondimeno non hanno nella fisonomia nessuna +di quelle particolarità che concilian favore; laonde sia per difetto +dei loro lineamenti, sia per suono di voce, o per isgradevoli andamento +e modi, inspirano tal quale ripugnanza a rimanere con essi in società. +Scorgevasi in costui molto ardimento, scevro però di franchezza, e +sembrava annunziasse a prima giunta grandi pretensioni a riguardi, +ed a modi verso lui compiacenti, come chi teme andarne privo se non +fa valere ben presto i propri diritti ad ottenerne. Lo copriva un +pastrano, che laddove aprivasi alquanto, lasciava vedere una bella +camiciuola gallonata, e un centurino di bufalo, da cui pendevano una +sciabola e due pistole. + +«Voi non viaggiate senza cautelarvi, o signore» disse Giles Gosling, +che diede un’occhiata a quell’armi nel tempo che metteva in tavola il +vino chiesto dall’ospite. + +«Sì, mio caro albergatore, ho ravvisato quanto giovi essere provveduto +d’armi negl’istanti del pericolo, nè ho poi voluto imitare i vostri +magnati d’oggidì, che congedano la gente del loro seguito quando +credono non averne più di bisogno.» + +«Per bacco! scommetto venite dai Paesi Bassi, ch’è il paese ove +nacquero la picca e l’archibuso.» + +«Sì certamente, che ho viaggiato in lungo ed in largo, e vicino e +lontano, mio caro amico. Ma intanto ch’io bevo un bicchiere di questo +vino alla vostra salute, empitene un altro, e vôtatelo alla salute +mia. Se non sarà buono in grado superlativo, non dovrete almeno che +incolparne voi stesso.» + +«Se non sarà buono in grado superlativo! (risoggiunse con qualche +enfasi il nostro Gosling, e nel tempo stesso vôtò la sua tazza facendo +passare la propria lingua per tutta l’estensione delle labbra con +quell’aria di soddisfazione che son soliti a dimostrare gli abili +assaggiatori di vino). Non so bene che cosa v’intendiate con questo +vostro _superlativo_. Posso però accertarvi, che di tal vino non +berreste alle _tre Cicogne_, e se lo trovate migliore, ardisco di dire, +alle Canarie, sto a patto di non toccar, finchè vivo, nè monete, nè +fiaschi. Mettete, mettete il bicchiere fra i vostri occhi e la luce, e +vedrete saltellar gli atomi per entro a questo liquore dorato, siccome +in mezzo ad un raggio di sole. Ma è così. Vorrei piuttosto somministrar +vino a dieci contadini, che ad un sol viaggiatore. Spero bene che +_Vostro Onore_[2] non si terrà offeso da questo mio modo di dire.» + +«Non vi nego che il vostro vino è robusto e di buona lega, ma per aver +vino eccellente, amico mio, conviene berlo nel luogo medesimo, dove +cresce la vigna. Questo, che a giudizio vostro è un vino squisito, si +avrebbe in conto di mezzo vino al porto di S. Maria. Caro albergatore, +vi è d’uopo viaggiare, se volete farvi profondamente iniziato nei +misteri dei fiaschi e delle botti.» + +«Davvero, mio signore, se il frutto de’ miei viaggi dovesse essere il +trovarmi poi mal contento delle cose che posso avere in mia patria, +stimerei il viaggiare una speculazione da matto. Ma v’assicuro, +trovarsi parecchi uomini, i quali non assottigliano tanto le cose, ma +che sanno annasare il buon vino, benchè non abbiano mai abbandonate le +nebbie di questa vecchia Inghilterra, e la Dio mercè, non si sieno mai +tolti da canto del loro focolare.» + +«Oibò, mio caro ostiere, questo pensare è limitato e triviale, e fo +sicurtà che in ciò non s’accordano con voi tutti gl’Inglesi. Scommetto +io, che fra i vostri, avvezzi a darsi più bel tempo, ve n’ha parecchi +i quali han viaggiato alla Virginia, o almeno fatta una scorsa ne’ +Paesi Bassi. Orsù. Recapitolate bene le cose nella vostra memoria. Non +avete voi in paese straniero qualche amico, di cui vi piacesse saper le +notizie?» + +«No in fede mia. Non ve n’è un solo fin d’allor quando quello +spensierato di Robin di Drysand-ford si fece accoppare all’assedio di +Briel. Il diavolo si porti la colubrina, d’onde venne la palla che lo +spedì! Non ho mai conosciuto il miglior compagnone nel vôtare la sua +tazza a mezza notte sonata. Ma egli è morto, se n’è andato, e dopo lui +non conosco nè soldato, nè viaggiatore, pel quale io dessi una buccia +di mela.» + +«Corpo di bacco! Voi me le dite strane. Nel tempo che tanti bravi +Inglesi dimorano in paesi stranieri, voi che mi parete persona di +vaglia, non avete, nè un parente, nè un amico fra questi?» + +«Oh! se mi parlate di parenti, ho bensì una mala semenza di nipote, che +lasciò l’Inghilterra nell’ultim’anno del regno di Maria, ma egli è uno +di quegli sfaccendati, ch’è meglio il perderlo del trovarlo.» + +«Non dite così, amico, ammeno che non aveste saputa qualche sua +scappata da poco in qua. Quanti pulledri che pareano indomabili +divennero poscia nobili corridori! Come lo chiamate voi?» + +«Michele Lambourne. Il figlio di una mia sorella. Vi giuro che non +mi va niente a sangue il ricordarmi nè d’un tal nome, nè d’un tal +parentado.» + +«Michele Lambourne! (sclamò lo straniero che finse essere colpito da sì +fatto nome) Sarebb’egli mai quel prode cavaliere di questo casato, il +quale si comportò con tanto valore all’assedio di Venloo, che il conte +Maurizio gli fece sin ringraziamenti alla presenza di tutto l’esercito? +Lo dicevano Inglese, nè di natali molto cospicui.» + +«Bene; ma non può essere mio nipote, disse Gosling. Costui non avea +coraggio più che una gallina, se però non veniva occasione di far del +male.» + +«La guerra fa nascere il coraggio» disse l’altro. + +«Ed io credo gli avrebbe fatto perdere quel poco che gli rimaneva.» + +«Il Michele Lambourne, da me conosciuto, era un giovinotto ben +complesso, cui piacea vestire in tutta eleganza, e possedeva vista di +falcone nell’adocchiare una bella ragazza.» + +«E il mio Michele rassembrava un cane, che avesse un sonaglio alla +coda, e portava un abito composto di stracci, ognun de’ quali parea si +congedasse dall’altro.» + +«Oh! ma il giorno dopo di una battaglia non v’è scarsezza di buoni +vestiti.» + +«Io credo piuttosto che il nostro Michele ne avrebbe giuntato uno +nella bottega d’un rigattiere, nel punto che questi gli tenea volte le +spalle. Quanto all’occhio di falcone, per cui lo encomiate, v’assicuro +che non lo stogliea mai dai miei cucchiai d’argento. Fu mia ventura +che non rimanesse in questa casa più di tre mesi. Egli avea cura della +cantina, e ne sia lode ai suoi stravizzi ed ai suoi errori di calcolo, +fra il vino che m’ha bevuto e quello che ha mandato a male, se rimaneva +tre altri mesi, avrei potuto metter giù l’insegna, chiudere l’osteria, +e dare in custodia al diavolo la chiave del mio magazzino.» + +«E ad onta di tutto ciò, caro ostiere, se vi venissero a dire che il +povero Michele Lambourne rimase morto comandando il suo reggimento, +e mentre assaliva un fortino presso Mastricht, ne sareste assai +contristato.» + +«Contristato! Non mi si potrebbe arrecare più grata novella. Sarei +sicuro almeno che non finì sulla forca. Di grazia, non ne parliamo +più. Io temo bene che la sua morte non sia mai per far onore alla +nostra famiglia. Basta, se accadesse altrimenti (e in questo versava un +bicchier di Canarie) lo dico di buon cuore, Iddio gli dia pace!» + +«Adagio, adagio, sig. albergatore. Non abbiate questi timori. Il +vostro nipote vi farà onore, e soprattutto, se è quel Michele che ho +conosciuto, e che amo, direi quasi.... sì in fede mia, al pari di +me medesimo. Non potreste voi indicarmi qualche contrassegno onde +verificare, se i due Micheli, di cui parliamo, fossero mai una stessa +persona?» + +«No, per quanto mi ricordo.... Aspettate. Il mio Michele porta sulla +spalla sinistra l’impronta d’un ferro rovente appostagli in premio +d’essersi appropriato una tazza d’argento che apparteneva ad una buona +donna di nome Snort d’Hogsditch.» + +«Oh! questa volta voi ne mentite, come un mariuolo, o mio zio (disse lo +straniero, che in quel punto medesimo sbottonò la camiciuola, e abbassò +tanta camicia quanta bastava a farne vedere ignuda la spalla). Per Dio! +questa mia pelle è sana ed intatta non meno della vostra.» + +«Che ascolto? Michele! (sclamò l’ostiere). Il saresti tu veramente? Oh! +sì. Io dovea persuadermene, perchè non conosco persona al mondo, la +quale potesse affannarsi per te la metà di quello che tu facevi. Però, +ascoltami, Michele. Se la tua pelle è sana ed intatta come ten vanti, +è forza dire che il carnefice, mosso a pietà della tua giovinezza, ti +abbia toccato con un ferro freddo.» + +«Via, via, caro zio. Tronchiamo le barzellette. Esse verranno all’uopo +per far passare i fumi della vostra birra alterata. Vediamo piuttosto +quale accoglienza sappiate fare ad un nipote che ha girato il mondo per +diciott’anni, che vide nascere il sole di là dove tramonta, e che ha +viaggiato tanto finchè l’occidente si trasformasse in oriente.» + +«A quanto mi sembra, o Michele, tu hai riportata con te una delle +prerogative dei viaggiatori, nè veramente ti abbisognava un sì lungo +pellegrinaggio per acquistarla. Ben mi ricordo che fra tuoi insigni +pregi era quello di non ne dire mai una di vere.» + +«Vedete, o signori, un miscredente più d’un pagano (disse Michele +Lambourne, volgendosi alla brigata, che non perdè alcuna parte di +questo stravagante riconoscimento fra zio e nipote, ed in mezzo alla +quale si trovavano alcuni, cui note erano le alte geste della costui +giovinezza). Questo è quanto a Cumnor chiamasi in proprii termini +_macellare il vitello grasso_. Ma sappiatelo, mio caro zio, che non +esco ora del guscio, e che non vengo da fare il guardiano di porci. +Poco mi rileva, se bene o mal mi accogliete. Ho con me quanto basta +onde farmi ben ricevere per ogni dove.» + +E in ciò dire, levò di tasca una borsa assai piena di monete d’oro +per fare spalancar gli occhi a tutti quelli della comitiva. Alcuni +d’essi crollavano il capo, e bisbigliavano fra di loro. Ma due o tre, +meno scrupolosi, incominciarono a riconoscerlo siccome concittadino, +e lor compagno di scuola. Nel medesimo tempo alcuni altri personaggi +più gravi si alzarono, ed uscendo di quell’albergo l’un all’altro si +dissero, che se Giles Gosling volea che il suo negozio continuasse +a prosperare doveva liberarsi il più presto possibile di questo +spregevole nipote. E lo stesso Gosling si comportò in guisa da far +conoscere com’egli fosse parimente di sì fatto avviso; e si dee +rendergli tal giustizia: la vista dell’oro portò nell’animo di questo +galantuomo minor impressione, che non ne produce per solito nelle +persone dedite al mestiere da lui professato. + +«Michele, nipote mio, gli disse, metti via il tuo danaro. Il figlio di +una mia sorella non dee pagar nulla per cenare, o dormire una notte in +questa casa. Dico una notte, perchè m’immagino non avrai molta ansietà +di rimanerti più lungo tempo in un luogo, ove sì poco favorevolmente +sei conosciuto.» + +«In quanto a questo, mio caro zio, rispose il viaggiatore, non +consulterò che la mia inclinazione e la natura dei miei affari. +Intanto bramo pagar da cena a questi miei stimabili concittadini, +che non portano la fierezza sino a ricordarsi di quel che fu Michele +Lambourne. Se voi volete fornir la cena in cambio del mio danaro, ciò +sia. Altrimenti due soli minuti di cammino ne disgiungono dall’osteria +della _Lepre_, ove questi miei buoni colleghi non faranno difficoltò +d’accompagnarmi.» + +«No, no, Michele, gli disse lo zio, poichè diciotto anni ti sono +passati sopra la testa, vorrei sperare che qualche poco almeno te +l’avessero addirizzata: onde non permetterò che tu abbandoni la mia +casa a quest’ora. Anzi ti verrà dato tutto ciò che onestamente potrai +domandare. Soltanto mi punge la curiosità di sapere, se questa borsa, +che sfoggiasti or ora sia guadagnata con altrettanta legittimità, +quanto mi sembra riboccante di danaro.» + +«Nol dissi, o miei vicini, ch’egli è un miscredente? (soggiunse il +Lambourne, voltosi novellamente all’uditorio). È ben cosa stravagante +che uno zio, venuto nell’età, voglia disotterrare quelle leggerezze di +un nipote, che hanno già sulle spalle vent’anni. Per quanto spetta a +quest’oro, o signori, dovete sapere che fui nel paese ove nasce, ed ove +non si ha che l’incomodo di raccoglierlo. Io vengo, amici, dal Nuovo +Mondo, ed appunto dalla terra di Eldorado. Ivi i fanciulli giocando +alla fossetta non hanno d’altre pallottole che i diamanti; ivi le +contadine portano collane di rubini; in somma in questo paese le case +van coperte di tegole d’oro, e le strade son lastricate d’argento.» + +«In fede mia, amico Michele (sclamò Lorenzo Goldthred, uomo che +primeggiava fra i merciai d’Abingdon) un tal paese sarebbe eccellente +per trafficarvi. Ditemi un poco, quanto si ritrarrebbe dallo spacciare +le tele, i nastri, le seterie, in una contrada ove l’oro è a sì buon +mercato?» + +«Un profitto incalcolabile, rispose il Lambourne, soprattutto se un +mercante, fresco negli anni e disinvolto, vi porta il suo fardello egli +stesso. Oh! come son gaie le donne di quei beati luoghi, ed essendo +alquanto arse dal sole, prendono fuoco com’esca appena vedono una +carnagione appetitosa qual tu la presenti, e capelli siccome i tuoi che +inclinino un poco al rossiccio.» + +«Vorrei bene far colà il mio commercio», disse tosto, spalancando due +grandi occhi, il merciaio. + +«Nulla di più facile quando tu il voglia, disse Michele, e semprechè tu +sia ancora quel risoluto campione, che mi prestava un dì il braccio nel +portar via le mele dal giardino dell’abbazia. Basta a ciò un processo +chimico semplicissimo, con cui tu trasmuti la tua casa e i tuoi +poderi in bel danaro sonante, e questo di poi in un gran bastimento, +guernito di vele, d’ancore, di cordami, e d’ogni suo attrezzo. Allora +tu raccogli tutte le tue mercanzie in fondo di stiva, metti a bordo +cinquanta robusti vagabondi, io assumo il comando della spedizione, +sciogliamo le vele, e, voga, voga galera! eccoci avviati verso il Nuovo +Mondo.» + +«Nipote mio, si mise allora di mezzo l’ostiere, tu gl’insegni il +segreto per trasmutare, valendomi del tuo stesso vocabolo, le sue lire +in soldi, e le sue tele in altrettanti spaghi. Ascoltate il parere +di un matto, mio caro Goldthred. Non vi fidate al mare, che divora +ogni cosa. Le carte e le donne, di cui vi dilettate la vostra parte, +facciano pure il loro peggio; le balle di mercanzia, lasciate da +vostro padre, dureranno un anno o due prima che si compiano i vostri +dì all’ospitale; ma il mare ha un appetito insaziabile, ed in una +mattina, vi divora tutte le ricchezze di Lombard Street[3], colla +prestezza che io manderei giù un uovo affrittellato, o un bicchiere di +vino. In quanto poi all’Eldorado di Michele, voglio che non mi crediate +più nulla in vita mia, se non trovò quel danaro nelle tasche di un +qualche papero della vostra specie. Oh! per questo, non ti turare il +naso a furia di tabacco, o Michele; mettiti a sedere, e sei il ben +venuto. Ecco la cena, che arriva. Invito tutti quelli che vorranno +parteciparne, ad onore d’un nipote che dà tante belle speranze di sè, +e confidandomi sia qualche cosa di men cattivo, che quando partì. In +coscienza, nipote mio, hai le sembianze della mia povera sorella più di +quanto nessun figlio abbia mai somigliato alla madre.» + +«Non si somiglia tanto al vecchio Benedetto Lambourne, marito di essa, +disse il merciaio. Ti ricordi, Michele, che cosa rispondesti al tuo +maestro di scuola allorquando stava per batterti, perchè avevi fatto +cadere le stampelle, su di cui era solito appoggiarsi tuo padre? _Mio +padre! mio padre! stimo il fanciullo che conosce suo padre_. Il dottor +Brincham, me ne ricordo come se fosse adesso, rise tanto di cuore, che +gli vennero finalmente le lagrime agli occhi, e queste lagrime del riso +risparmiarono a te quelle del dolore.» + +«Le vivacità di quei giorni, disse il Lambourne, erano un ritrarmi in +addietro per tentar più bel salto. Di fatto vi sono riuscito. E come +sta quel degno pedagogo?» + +«Eh! quant’è mai che è morto!» soggiunse l’ostiere. + +«Morto sicuramente, ripetè il Cherico della parrocchia; gli stava io al +capezzale quando morì, e morì qual visse. _Mori, morior, mortuus sum_, +tali furono le sue estreme parole, ed appena ebbe forza d’aggiunger +quest’altre: _Ecco ch’io ho coniugato il mio ultimo verbo_.» + +«Ebbene, Dio l’abbia in pace, risoggiunse Michele, a me non deve nulla.» + +«No in fede mia, soggiunse il merciaio. Mi ricordo avergli udito dir +tante volte che in ogni colpo di staffile di cui ti regalava, era +altrettanta fatica risparmiata al maestro di giustizia.» + +«E si sarebbe detto che non voleva lasciargli nulla da fare, disse il +Cherico. Pure non fu un benefizio semplice che ottennero nè il nostro +amico (accennando Michele), nè il suo collega Goodman Thong.» + +Sembrò a tai detti che scappasse la pazienza al Lambourne. Laonde +prese il suo cappello che stava sopra la tavola, se lo adattò fino al +sopracciglio in tal guisa, che l’ombra di una larga ala estendendosi su +i suoi lineamenti e su quegli occhi, i quali non promettevano nulla di +buono, ei compose il volto alla sinistra fisonomia di uno spadaccino +spagnuolo. + +«_Voto a Dios_, signori, disse allor seriamente. Qualche libertà è +permessa fra amici, ma ho già tollerato abbastanza, che voi e questo +mio degno congiunto, vi spassiate su qualche inconsideratezza della +mia gioventù. Pensate ora che porto sciabola e pugnale, e che ho la +mano agile per valermene all’uopo. Dopo d’avere militato nella Spagna, +sono divenuto anche più dilicato nelle cose che riguardano l’onore, e +mi spiacerebbe se il dir vostro poco guardingo mi traesse a qualche +estremità.» + +«E che fareste voi?» prese a domandare il Cherico. + +«Sì. Che fareste voi?» soggiunse parimente il merciaio, portandosi +all’altro lato della tavola. + +«Quanto a voi, sig. Cherico, vi taglierei il gorgozzuolo, cosa da +sofferirne ritardo le cadenze che siete solito a stonar la domenica +nella chiesa. E voi, signor mercante di tele, nastri e seterie, vi +bastonerei con tanta enfasi, da potervi stivare, senza che aveste +voglia di movervi, entro una delle vostre balle.» + +«Tronchiamo, tronchiamo (disse l’ostiere, che giudicò ben fatto +l’interrompere questo diverbio). Astenetevi dal far romori in mia +casa. Nipote, non conviene essere sì pronto ad offendersi; e voi, +signori miei, dovreste pensare, che comunque vi troviate in un’osteria, +in questo momento siete i convitati dell’ostiere, e ogni ragione di +decenza vuole che risparmiate l’onore di sua famiglia. — Che Diavolo! +Tutto questo fracasso fa girare la testa anche a me, ed ora in grazia +vostra mi dimenticava l’ospite taciturno, chè non so dargli altro +nome. Sono due giorni che è qui, e non ha aperto bocca se non se per +chiedere quanto gli abbisogna, e l’importo delle cose avute. Guardate! +non mi dà maggiore fastidio che se fosse un contadino, e paga siccome +un principe di sangue reale. Quando gli si dà il conto non osserva +mai che la somma, nè dice finor di partire, nè so quando partirà. È +un vero gioiello. Ed io, cane degno di tutti i capestri, lo lascio là +in un canto, come una pecora rognosa, senza neanco usargli la civiltà +d’invitarlo a cenare, o a bere una tazza di vino in nostra compagnia. +Non mi tratterebbe peggio di quel che merito, se andasse in dirittura +alla _Lepre_ prima che la notte divenga più alta.» + +Detto ciò, accomodò con grazia un tovagliolo sul sinistro braccio, +poi, tenendo colla destra mano il più bel fiasco d’argento che avesse, +e cavatosi per un istante il suo berrettone di velluto, mosse verso +l’individuo solitario, di cui avea fatta parola, e sul quale gli +sguardi dell’intera brigata furono tosto rivolti. + +Era questi un uomo di età fra i venticinque e i trent’anni, di statura +al disopra della mediocre, vestito semplicemente, ma con decenza, e +che univa a scioltezza una cert’aria di dignità, per cui sarebbesi +detto che il modo in lui del vestire fosse al disotto di quanto al suo +grado addiceasi. Egli sembrava meditabondo e guardingo. Bruni ne erano +i capelli, e i suoi occhi nerissimi mostravano un brio non comune, +tutte le volte che qualche istantanea occasione di commoverne l’animo +si presentava. Fuori però di tal circostanza, e gli occhi e gli altri +lineamenti del volto non annunziavano in lui che un uomo circospetto +e tranquillo. I curiosi di questo picciolo paese non si ristettero da +indagini per discoprirne, come meglio poteano, il nome e l’indole, e +quali affari lo avessero condotto a Cumnor, ma niuna cosa giunsero a +penetrare che appagasse tal loro curiosità. Giles Gosling, ch’era il +primasso del villaggio, ardente partigiano della regina Elisabetta e +della religion protestante, sospettò sulle prime questo suo ospite +d’essere un gesuita, od uno di quei tanti preti che venivan mandati +da Roma e dalla Spagna, e che facean poi tristo fine sulle forche +dell’Inghilterra; ma non fu possibile che tale opinione gli durasse in +verso di un ospite, il quale oltre a dargli sì poco fastidio, pagava il +suo conto colla massima regolarità, e mostrava voler soggiornar qualche +tempo all’_Orso nero_. + +Onde tai discorsi favorevoli al suo forestiere andava egli accozzando +tra sè: «Tutti i papisti sono uniti fra loro come le cinque dita di una +mano. Se il mio albergato fosse un papista sarebbe già ito a cercarsi +alloggiamento, o presso il ricco scudiere che sta a Belseley, o a +Wooton in casa del vecchio cavaliere, o che so io? in qualcuna delle +caverne romane, che a costoro non mancano. Avrebb’egli mai cercato +una pubblica osteria, in figura di galantuomo e di buon cristiano? +E poi, penso, che l’altr’ieri, venerdì, mangiò manzo condito colle +carote, benchè la tavola fosse anche imbandita di anguille poste alla +graticola, e delle migliori che vengano pescate nell’Isis.» + +L’onesto Giles Gosling, già convintosi coi precedenti ragionamenti, +che il suo ospite non era cattolico, gli si presentò adunque con tutta +l’immaginabile cortesia, e lo pregò gli compartisse l’onore di bere un +bicchiere di fresco vino e di partecipare ad una ricreazione intesa a +festeggiare l’arrivo d’un nipote, e la riforma, se pure era vero, che +questi avea fatta nei suoi costumi. Lo straniero sulle prime, fece +colla testa il segno di chi ricusa, ma l’ostiere insistette, valendosi +d’argomenti sull’onore della propria casa; ed anche su i sospetti che +l’ospite avrebbe destati negli abitanti di Cumnor col mostrarsi d’umore +sì poco socievole. + +«In fine poi, continuava Gosling, è del mio decoro medesimo, che +chiunque alloggia in questo albergo stia di buon umore. Perchè vi +sono in Cumnor certe male lingue.... Già qual è il paese che ne sia +senza? E v’assicuro, qui si guardano per traverso quelle persone, che +per coprire il loro accigliamento, fanno discendere a mezzo volto il +cappello, come se fossero sospirosi dei tempi andati, ed incapaci di +sentire il ben presente, di cui godiamo, grazie al cielo, sotto il +governo della buona regina Elisabetta, che Dio ci benedica e conservi.» + +«Che dite, ostiere mio? rispose lo straniero. Un uomo dunque dovrà +parere sospetto, perchè s’abbandona ai suoi pensieri, sotto l’ombra +del suo cappello? Per altro, voi che siete stato a questo mondo doppio +tempo di me, dovreste sapere esservi certe idee, che alloggiano con noi +a nostro malgrado, e contro le quali non vale il dire: _scacciamole e +stiamo allegri_.» + +«Per bacco! Se avete tali idee che vi travagliano lo spirito, sicchè +nemmeno i buoni Inglesi sian capaci di snidarle d’attorno a voi, faremo +venire da Oxford qualche allievo del buon padre Bacone, affinchè provi +a scongiurarle a furia di logica e di lingua ebraica. Perchè non +cercate piuttosto di annegarle entro un mare di scelto vin di Canarie? +Scusate, o signore, la mia libertà, ma son vecchio ostiere, e bisogna +che parli franco, e come la sento. Questo umor malinconico vi sta +male; e non s’accorda niente co’ vostri ben lustrati stivali, con quel +cappello di castoro fino, con quell’abito di buon panno, e colla borsa +ben fornita che avete ai vostri comandi. Mandate al diavolo questa +malinconia, e vada a stanziare presso coloro, che hanno le gambe piene +di paglia, costretti a coprir la testa con un cappellaccio di borra, il +corpo con un giustacuore grattugiato, e la cui saccoccia non manda mai +quel grato suono che ha forza di scacciare il demonio della tristezza. +Allegria, signore, allegria! o in nome di questo buon liquore, noi +vi proibiremo l’aria dolce che spira attorno ad una gioiosa brigata, +per confinarvi ad assorbire le nebbie della malinconia nei paesi del +malanno. Mirate là una banda di gente compagnevole che si diverte. +Non increspate il sopracciglio in vederli, che mi parreste il diavolo +quando guardava Lincoln.» + +«Avete ragione, mio buon albergatore (disse l’ospite, componendosi ad +un sorriso, che a malgrado della mestizia ond’era compreso, dava a +divedere tutta l’amabilità della sua fisonomia), avete ragione. Coloro, +il cui animo si trova nello stato al quale soggiace il mio, non debbono +colla propria mestizia funestare la gioia di quelli che son più felici. +Mi metterò di tutta buona voglia insieme ai vostri convitati, piuttosto +che farmi credere un perturbatore degli altrui contenti.» + +Detto ciò, alzossi per raggiugnere la comitiva, che incoraggiata +dai precetti e dall’esempio di Michele Lambourne, e composta per la +maggior parte d’uomini inclinati a profittar d’un buon pasto alle +spalle dell’oste, aveva già molto bene oltrepassati i limiti della +temperanza. La qual cosa apparve meglio dal tuono, onde Michele chiedea +notizia degli antichi suoi colleghi, e dagli scrosci di risa, che si +accompagnavano a ciascuna risposta. E la natura men che decente di +questa loro allegria giunse a tanto, che ne rimase scandalezzato lo +stesso Gosling, tanto più che, senza saperne il perchè, ei si sentiva +compreso d’un certo rispetto verso il suo ospite sconosciuto. Postosi +pertanto a qualche distanza dalla tavola, intorno a cui eran seduti +questi tavernieri tanto leggiadri incominciò coll’ospite istesso una +specie d’apologia sulle licenze di dire che si prendevano. + +«Ad udirli, voi credereste non esserne un d’essi che non sia stato +abituato al bel mestiere di chi intima ai viandanti: _o la borsa o +la vita_. Eppure, ve ne potrete accorger domani; son tutti artigiani +laboriosi, e mercanti onesti, non però più di tutti gli altri, che vi +sottraggono il pollice nel misurare un’_auna_ di panno, o che stando +dal loro fondaco pagano le cambiali in _corone_ alquanto calanti. +Per esempio quell’uomo là che col cappello di traverso copre una +capigliatura arricciata, e simile al pelo d’un can barbone, tutto +spettorato, coll’abito che si licenzia da lui, direste a vederlo che è +il modello perfetto d’un malvivente. Ebbene! È un merciaio d’Abingdon; +e se andate domani alla sua bottega, lo trovate dalla testa ai piedi +ben messo, sì che il giudichereste un lord Maire. E adesso parla di +scalare l’altezza di una soffitta, e di forzare i cancelli d’un parco, +con tale disinvoltura, che il giudichereste avvezzo a passar la sua +notte sulla strada maestra per cui si va da Hounslow a Londra. In vece +egli dorme sempre tranquillamente, sopra un letto bene spiumacciato, +colla sua candela da una banda, e la sacra bibbia dall’altra per tener +lontani i demoni.» + +«Di grazia, ostiere, (disse lo sconosciuto) il nipote vostro, Michele +Lambourne, che è il re di questa festa, ha egli pure la smania di farsi +credere uno schiamazzatore?» + +«Voi mi serrate gli abiti un po’ troppo alla vita, caro signore. Mio +nipote è mio nipote, e benchè egli sia stato un vero cane in tempo di +sua gioventù, può essersi corretto, come han fatto tant’altri, non è +vero? Anzi se mai aveste dato ascolto alle cose che poc’anzi dissi +di lui, non dovete poi prenderle per parole d’evangelio. Io avea +conosciuto il malandrino, benchè non dessi a divederlo, e volli un poco +mortificare la sua vanità. — Oh! bramerei sapere ora sotto qual nome +debbo presentare a questa brigata il mio rispettabile ospite.» + +«Sotto quello di Tressiliano, se così vi piace.» + +«Tressiliano! un nome che mi sona bene all’orecchio, e che viene, +cred’io, da Cornovaglia. Già vi sarà noto il proverbio: + + »Se porti _Pol, Pen, Tre_, del nome tuo alla festa, + »Che sei di Cornovaglia, la cosa è manifesta». + +Noi diremo dunque, signor Tressiliano di Cornovaglia?» + +«Non dite, vi prego, più di quello che ho detto io, e sarete certo +di non errare, signor ostiere. Si può portare un nome preceduto da +qualcuna di queste tre rispettabilissime sillabe, ed essere nato ben +lontano dal monte S. Michele.» + +Il nostro Giles Gosling allora non ispinse più oltre la curiosità, e +sotto il nome di signor Tressiliano presentò lo straniero al nipote +ed a’ suoi amici, i quali dopo aver bevuto alla salute del nuovo +convitato, continuarono negl’intertenimenti che questo cerimoniale +aveva interrotti. + + + + +CAPITOLO II. + + »Del giovin Lancilotto + »Parli tu forse? + (_Il mercante di Venezia_). + + +Dopo breve pausa, il merciaio Goldthred, così pregato dall’ostiere, +cui tutta la gioviale brigata fece eco, presentò i convitati d’alcune +strofette. + + Di quanti battono + Augelli i vanni, + Re, a mio giudizio, + È il barbagianni. + Vengan le tenebre, + Ei non s’arresta. + Fuor della nicchia + Mette la testa. + Ricchezze annunzia + Suo canto strano + A chi alla cintola + Non tien la mano. + Dunque ripetasi: + Viva mill’anni. + Re degli aligeri, + Il barbagianni! + S’anco il sol languidi + Vibra i suoi strali, + Mostrar non degnasi + Esso ai mortali. + Sol quando annottasi, + Co’ l’ali stese + Egli incoraggia + Le belle imprese. + Finchè tracannansi + Nappi spumanti, + Sua virtù esimia + Per noi si canti. + Per noi ripetasi: + Viva mill’anni. + Re degli aligeri, + Il barbagianni! + +«Così va bene (sclamò Michele, tosto che il merciaio ebbe terminato di +cantare); che ne dite amici? Questa almeno è una canzone che s’intende; +e vedo che non si è perduto fra noi il buon gusto. Ma che rosario mi +avete sfilato di tutti gli antichi miei colleghi! Non ve n’è uno a cui +non si unisca qualche storia di mal augurio. Sicchè dunque Will di +Wallingford ci diede la buona notte?» + +«Certamente, soggiunse uno di quelli, egli rimase morto, come un grasso +daino, d’un colpo di balestra, che nel parco di Donnington gli venne +tratto da Thatcham, il vecchio boscaino del Duca.» + +«Egli amò sempre la caccia, disse Michele, nè quindi gli piacque meno +il fiaschetto. È questa una ragione di più per vôtare una tazza in +onore della sua memoria. Andiamo, amici. All’armi.» + +Fatto in tal guisa, col bicchiere alla mano, un omaggio al defunto, il +Lambourne domandò che cosa fosse accaduto del Partins di Padwoorth. + +«Partito; e sono dieci anni ch’egli intraprese il suo viaggio. Il +castello d’Oxford lo vide andarsene, e Goodman Thong fece i convenevoli +della partenza, alla quale non è occorso altro apparecchio che una +corda del valore di dieci soldi.» + +«Che? Il povero Partins è morto in piena aria, fra cielo e terra! Ecco +le conseguenze di amar troppo l’andar a diporto a chiaro di luna! +Presto, miei colleghi, si beva anche alla sua memoria. Egli era un buon +compagnone, gioviale quanto la luna piena. + +«E quali notizie mi darete voi di.... di Hal.... di quell’Hal, +che portava sempre una lunga piuma, e che abitava in vicinanza di +Yattenden?..... Non posso ricordarmi il suo nome.» + +«Chi! Hal Hempseed? dimandò il merciaio. Voi dovete ricordarvi, che +egli si dava il tuono d’uomo d’alto affare, e che voleva frammettersi +nelle cose di stato. Si volle impicciare in quelle del duca di Norfolk, +e sono due, o tre anni, ha dovuto fuggire con un ordine d’arresto alle +calcagna. Da quel tempo non se n’è più intesa notizia.» + +«Dopo tutte queste disgrazie, che mi avete raccontate, io non ardisco +nemmeno pronunziare il nome di Tony Foster. In mezzo ad una tal pioggia +di corde, di balestre, d’ordini d’arresto, sarebbe un miracolo s’egli +fosse rimasto asciutto.» + +«Di qual Tony Foster intendi parlare?» chiese allora l’ostiere. + +«Per bacco! di quello al quale fu posto il soprannome di Tony +_Brucia-cataste_, fin da quando portò il fuoco, onde accendere il rogo, +su di cui perirono Latimer e Ridley. Nè senza di lui si compiea la +faccenda, perchè il vento avendo smorzata la torcia nera di Goodman +Thong, nessuno voleva, nè per amore nè per danaro, portargli il fuoco +da riaccenderla.» + +«Questo Tony Foster vive tuttavia ed è un gran signore. Ma nipote mio, +che non ti venisse la tentazione di chiamarlo _Brucia-cataste_, te ne +avverto per tuo bene, ammeno che tu non volessi far conoscenza colla +lama della sua spada.» + +«E che? Si vergognerebbe ora di sì fatto nome? Mi ricordo, che se ne +gloriava, allor quando diceva che il vedere arrostire un eretico o un +bue era per lui la medesima cosa.» + +«Sicuramente, nipote mio, ma il dir ciò, avea buon garbo ai tempi +della regina Maria, allorchè il padre di questo Tony era intendente +dell’abbazia d’Abingdon. Le cose cambiarono, e dopo di questi +avvenimenti sposò una purissima _precisiana_[4] ed è te lo giuro buon +calvinista quanto potrebb’esserlo Calvino in persona.» + +«Vedere che tuono di sufficienza egli ha preso! soggiunse il merciaio. +Porta ora la testa alta, e disprezza gli antichi colleghi.» + +«È questa una gran prova ch’egli ha fatto fortuna, riprese a dire il +Lambourne. L’uomo giunto una volta ad avere danaro in proprietà non si +trova volentieri in vicinanza di quelli il cui tesoro sta nelle tasche +degli altri.» + +«Se ha fatto fortuna! Ti ricordi tu di Cumnor-Place, antico palazzo di +città, a poca distanza dal cimiterio?» + +«Sì: e perchè tu veda, s’io me ne ricordo ho rubato ivi per tre volte +tutte le frutta del verziere. Ma che importa ciò? Era ivi l’ordinaria +residenza dell’abbate tutte le volte che in Abingdon dominava un +qualche morbo epidemico.» + +«Va benissimo, disse l’ostiere; e adesso è divenuto soggiorno di Tony +Foster in conseguenza di cessione fattagliene da un gran signore, al +quale la corona diede in feudo tutti i beni dell’Abbazia. Ei vi ha +creato il suo castello, e guarda dall’alto al basso i poveri abitanti +di Cumnor, come se fosse già un cavalier-baronetto.» + +«Non bisogna però attribuire affatto ad orgoglio tal sua condotta, +disse il merciaio. Si mischia in questo affare una bella signora, che +Tony non vorrebbe vista nè meno dalla luce del giorno.» + +«Come sta la cosa? (interruppe allor Tressiliano, che per la prima +volta prese parte a sì fatti intertenimenti). Non fu detto da qualcuno +di voi, che il Foster, si è fatto sposo ad una _precisiana_?» + +«Sì certo, e ad una _precisiana, rigorista_ quanto il sia chi non +mangiò mai carne in quaresima. Tony ed essa, a quanto raccontasi, +viveano come cani e gatti fra loro. Ma presentemente ell’è morta, e Dio +l’abbia in pace. Non è rimasta a Tony che una figliuoletta, onde si +giudica, egli sposerà questa incognita, che move tanto romore.» + +«E perchè?... (domandò Tressiliano) intendo chiedere perchè move tanto +romore?» + +«Perchè si dice, rispose Gosling, che è bella al pari d’un angelo, +perchè nessuno sa donde venga, e perchè si vorrebbe capire il motivo +di tenerla così custodita, e rinchiusa fra quattro mura. Per me non so +com’ella sia fatta. Voi signor Goldthred, dovete averla veduta.» + +«Sì, mio vecchio. La vidi un giorno che cavalcando me ne veniva da +Abingdon a questo vostro paese, e la vidi passando sotto il gran +finestrone della vecchia casa, che porta dipinta nei vetri un’infinità +di santi, e di storie. Quel dì io non avea presa la strada ordinaria, +ed attraversai il parco. Dovete sapere che la porta non ne era chiusa +fuorchè col saliscendi, e credei d’arrogarmi i privilegi del mio antico +collega, prendendomi la libertà di venir per que’ viali. Così profittai +dell’ombra degli alberi, chè facea, mi ricordo, gran caldo, e schivai +la polvere, che mi diveniva tanto più molesta per aver messo in quel +giorno la mia camiciuola, color di pesca, gallonata d’oro...» + +«E poteste sfoggiarla, (soggiunse Michele) il che certamente non +vi dispiacque innanzi agli occhi di bella donna. Ah! scapestrato, +scapestrato! Non rinunzierete voi mai alle antiche vostre abitudini?» + +«Oh! nol feci con questo fine, Michele, credetelo, (risoggiunse il +merciaio pavoneggiandosi). Mi mosse sola curiosità, ed anche interno +sentimento di compassione verso quella povera signora, condannata dalla +mattina alla sera a non vedere se non se Tony Foster, che mette schifo +e paura con quelle sue folte sopracciglia nere, con quella sua testa di +bue, e con quelle storte sue gambe.» + +«E in vece gli avreste mostrato volentieri un pezzo d’uomo ben +complesso, vestito in giustacuore di seta, una bella gamba attillata +entro bello stivaletto di corduano, un volto rotondo, e pronto al +sorriso anche senza averne occasione, che sembrasse dire: _Qual cosa +vi abbisogna?_ un bel berrettone di velluto e sovr’esso svolazzante +una piuma di Turchia, uno spillo d’argento dorato. Credetelo, amico +merciaio, chi possede belle mercanzie, ama parimente sfoggiarle. Oh! +andiamo signori, che i bicchieri non facciano festa. Io bevo alla +salute dei lunghi speroni, dei corti stivaletti, dei giustacuori bene +imbottiti, e delle teste sventate.» + +«Ben m’accorgo, o Michele, che di me siete geloso, soggiunse allora +il Goldthred, ma se il caso mi favorì in quell’istante, non mi trattò +meglio di quello che avrebbe fatto con voi o con qualunque altro.» + +«Viso di torta! sclamò il Lambourne, il cielo ti castighi della tua +impudenza! Vorresti tu, mercantuccio a ritaglio, porti a confronto di +un militare, d’un uomo della mia sorte?» + +«Garbato signore, disse Tressiliano, vi pregherei a non interrompere il +nostro merciaio d’Abingdon. Il suo racconto mi alletta sì, che non mi +moverei dall’udirlo se durasse fino alla mezzanotte.» + +«Voi mi onorate più che non merito, si fece a dire Goldthred; e +poichè questa storia vi dà piacere, io la continuerò a malgrado de’ +motteggi e de’ sarcasmi di questo valoroso militare, che ha guadagnato, +cred’io, più botte che _corone_ nella guerra de’ Paesi Bassi. Vi +dirò adunque, che passando al di sotto di quel finestrone, lasciai +le redini sul collo al mio palafreno, e perchè ciò mi giovava, e per +essere più sciolto nel guardarmi all’intorno. Non mi credete più mai, o +signore, se non vi dico il vero asserendo, che non mi è capitato veder +altrove donna così leggiadra, e credo bene averne passate in rassegna +quant’altri può fare, e d’intendermi di tal mercanzia al pari di +chiunque abbia in ciò fama d’esperto.» + +«Ve la ricordate sì da farmene la descrizione?» soggiunse Tressiliano. + +«Oh! v’assicuro, signore, ch’ella era abbigliata qual si conviene a +femmina di riguardo. Ricca, e studiata se ne vedeva l’acconciatura, +che una regina non avrebbe sdegnato l’andarne ornata. La sua veste, +il corsaletto e le maniche erano di un raso color di zenzevero, che a +mio parere sarà costato 30 scellini al braccio. Si lasciava vedere la +fodera di zendado ondato, e il tutto guernito da due larghi galloni +d’oro e d’argento. Il suo cappello poi, o signore... non si è mai +veduta cosa più leggiadra in tutti i nostri dintorni; lo copriva un +drappo di seta giallo, ricamato d’oro, e parimente ornato di frangia +d’oro. Vi giuro, quel cappello, era sontuoso al di là di quanto io ve +lo sapessi descrivere.» + +«Veramente non intesi chiedervi come ella fosse vestita (disse +Tressiliano, che si mostrò fin sulle prime impazientito di tutte queste +particolarità in cui si diffondeva il merciaio). Vorrei mi parlaste +della sua carnagione, dei lineamenti del viso, del color dei capelli.» + +«Quanto alla carnagione nulla di sicuro vi saprei dire. Osservai però +ch’ella tenea un ventaglio, guernito di manico d’avorio, e in bizzarra +foggia damaschinato. Non so poi se ella fosse bionda ovvero bruna. +Stavano le sue chiome entro d’una reticella di seta verde tessuta con +oro....» + +«Si vede veramente essere un merciaio che parla, si fece di mezzo il +Lambourne. Il Signore chiede ragguaglio intorno le fattezze di una +donna, e costui gli parla dell’acconciatura ch’ella portava.» + +«Ti dico (replicò Goldthred, alquanto imbarazzato da tale osservazione) +che ho avuto appena il tempo di guardarla. Io stava lì per augurarle il +buon giorno, e volgerle un sorriso....» + +«Simile a quello d’una simia che trovi per terra una castagna» +interruppe il Lambourne, ma il merciaio fè vista di non dargli retta e +così continuò: + +«D’improvviso comparve Tony Foster, egli medesimo, con in mano un +grosso bastone...» + +«Col quale, spero, vi avrà carezzate le spalle in premio della vostra +sfacciataggine» non potè ristarsi dal dire l’ostiere. + +«Questo poi è più facile da dirsi che da mettersi in opera (disse in +tuono di sdegno il merciaio). No, no, signor Tressiliano, non accadde +nessuna cosa di tal natura. Certamente colui si avanzò contro di me +rotando il suo bastone, e volgendomi alcune male parole, e domandandomi +perchè non avea io tenuto la strada maestra, e cose simili. Mi prese +allora tal bile che gli avrei fracassato il cranio col manico della +frusta; ma mi rattenne la presenza di quella signora che temei +tramortisse dalla paura.» + +«Va via, cuor di gallina, va via, soggiunse il Lambourne. Avvi prode +cavaliere che mai pensasse alla paura d’una bella, quando occorse per +liberarla affrontar giganti, draghi, od incantatori? Ma che parlo io +d’incantatori e di draghi ad un uomo che si è lasciato cacciar via da +una mosca? Tu perdesti una gran bella occasione di segnalarti.» + +«Ebbene, millantatore, cerca tu di trarne miglior profitto. Il castello +incantato è poco lontano. Il drago e la bella sono ai tuoi comandi. +Ardisci presentarti.» + +«Lo farei per un boccale di vino di Canarie. Ma aspetta. Ho bisogno +di biancheria. Vuoi tu scommettere una pezza di tela d’Olanda contro +questi cinque _angeli_ d’oro? e domani mattina vado a casa di Tony +Foster, e lo costringo a presentarmi egli medesimo alla sua bella.» + +«Accetto la scommessa, e benchè tu non la ceda al diavolo nella +sfrontatezza, sono sicuro di vincere. Il nostro ostiere custodirà le +poste, e tanto ch’io vado a prendere la pezza di tela, metto nelle sue +mani questi cinque _angeli_ d’oro.» + +«Io non tengo poste di sì fatte scommesse, disse subitamente l’ostiere. +Nipote mio, bevi tranquillamente il tuo vino, e non cercar di tali +avventure. Ti sto mallevadore, che Tony Foster ha bastante credito per +ottenerti ricovero nel castello di Oxford, e farti decorare i polsi +della mano di due smaniglie di ferro.» + +«Per Michele non sarebbe altro che rivedere un suo antico ospizio, e i +suoi polsi sono avvezzi a questo genere di smaniglie, disse allora il +merciaio. Ma non può più tornare addietro dalla sua scommessa, a meno +che non confessi d’averla perduta.» + +«Per Dio! sclamò il Lambourne. Vi giuro che mi dà tanto fastidio la +collera di Tony quanto un guscio di noce; e voglia egli, o non voglia, +vedrò la sua principessa.» + +«Sarei volentieri con voi a metà nel rischio della scommessa, disse +Tressiliano, semprechè mi permetteste accompagnarvi nella ricerca di +quest’avventura.» + +«E qual pro ne trarreste?» gli domandò tosto il Lambourne. + +«Nessuno, o signore, fuorchè il piacere di ammirare la destrezza e il +coraggio che voi porreste in sì fatta impresa. Sono un viaggiatore, +per cui han vezzo le cose straordinarie, quanto pei cavalieri erranti +n’ebbero le avventure.» + +«Se dunque vi diletta il veder prendere col rampone una trota, consento +che siate spettatore di questa mia pesca. Intanto bevo al buon successo +di tale impresa, e se vi è chi neghi farmi ragione, lo spaccio per un +galuppo, e gli taglio senza complimento i garretti.» + +La tazza vôtata questa volta dal Lambourne era preceduta da tante +altre, che la ragione gli vacillò finalmente. Laonde ben due o tre +fiate imprecò giurando il merciaio, perchè questi sosteneva con molto +senno di non poter far brindisi alla perdita della scommessa accettata. + +«Pretenderesti forse farla da logico con me? gridava Michele, tu, nella +cui testa non è più cervello di quel che ne sia in una matassa di seta +intricata. Sai tu dalla parte di Dio, che farò del tuo corpo 50 _aune_ +di cordella?» + +E intanto che traeva la sciabola per mostrarsi uom di parola, due +garzoni dell’osteria s’impadronirono di lui, poi lo condussero nella +stanza assegnatagli, affinchè digerisse a tutto suo agio il vino bevuto. + +Tutti allora si levarono da tavola, e la brigata si sciolse, il che +tornò a grande soddisfazione dell’ostiere, ma non altrettanto a quella +de’ convitati, i quali aveano poca voglia di rinunziare al buon vino, +che non costava danari, fintanto almeno che aveano forza di tenere in +mano il bicchiere. Ciò nonostante costretti a ritirarsi, partirono +finalmente, lasciando padroni del campo Tressiliano e l’albergatore. + +«In fede mia, disse il secondo, non intendo qual diletto trovino i gran +signori nel dar feste e banchetti, e sostenere la parte d’ostieri senza +avere poi il vantaggio di presentare il conto a ciascuno dei convitati. +Fortunatamente, tal cosa mi accade di rado, e per san Giuliano, è +sempre contro mio genio. Vedete! tutti questi corpi senz’anima, +tutti questi fiaschi, che mio nipote, e i beoni suoi colleghi si +tracannarono, doveano portarmi un bel profitto, ed ecco in vece una +partita di scapito da portarsi ne’ miei registri. Assolutamente non mi +par possibile il divertirsi in mezzo al romore, allo schiamazzo, alle +querele e ai disordini che derivano dall’ubbriachezza, vedere atti, +udir propositi dissoluti, e bestemmie, ogni volta che in tutto questo +vi è perdita in vece di guadagno. Eppure quanti in questo bel trastullo +hanno dissipati ricchissimi patrimonii, senza curarsi del danno che +arrecavano agli ostieri. Perchè, chi diavolo vorrà venire a pagare il +conto all’_Orso nero_, quando possa sedersi _gratis_ alla tavola d’un +lord o d’un cavaliere?» + +Il modo stesso di tale declamazione contro l’ubbriachezza diè a +divedere a Tressiliano, che il vino avea fatta qualche impressione sul +cervello, comunque agguerrito, del rispettabile ostiere. Lo straniero +che solo in quella brigata si era tenuto guardingo, volle adunque +profittare della loquacità che il vino suole infondere, per iscavare +dall’albergatore qualche miglior contezza intorno Tony Foster e la +donna, che il merciaio avea veduto nell’abitazione di costui. Ma le +indagini di Tressiliano non condussero per parte dell’ostiere che a +nuove insulse declamazioni contro l’astuzia femminile, nelle quali il +buon uomo chiamò in aiuto tutta la sapienza di Salomone per far valere +la propria. Finalmente Gosling trasportò la sua attenzione verso i +garzoni dell’osteria che stavano sparecchiando, diede loro diversi +ordini e taroccò. Poi volendo unire l’esempio ai precetti, ruppe un +piatto e una mezza dozzina di bicchieri nel mostrare ai famigli come si +faceva a dovere il servizio alle _Tre Cicogne_, taverna in quei giorni +la più rinomata di Londra. Il quale inconveniente lo richiamò sì bene +alla ragione, che salito in fretta nella propria stanza, si pose in +letto, ove dopo aver profondamente dormito, si svegliò tutt’altro uomo +nel dì successivo. + + + + +CAPITOLO III. + + »È vano il vostro predicar. Vo’ piena + »Far la scommessa. Figlia fu del vino, + »Voi dite. Un cavalier tiene, il mattino, + »Quel che promise sbevazzando a cena. + _La tavola del giuoco._ + + +«Che cosa è di vostro nipote, mio buon ostiere?, disse Tressiliano +nella mattina del successivo giorno, appena vide Giles Gosling +discendere nel salone, ove si era cenato la sera innanzi. Come sta +questo vostro nipote? Si mantien sempre fermo nella scommessa fatta?» + +«Vi dirò. Dopo aver girato due ore per visitare tutte le tane de’ suoi +antichi colleghi, è rientrato adesso, ed ha fatta la sua colazione di +uova fresche e moscato. Ma quanto alla scommessa, mio buon signore, vi +consiglio da amico a non ve ne impicciare, come di nessun’altra cosa +che venisse in testa d’imprendere a Michele. Ora pensate piuttosto a +refocillare il vostro stomaco con un buon brodo caldo, e lasciate, +che mio nipote e Goldthred si sbarazzino dalla loro scommessa come +crederanno meglio.» + +«Se volete essere sincero, mio caro albergatore, voi non sapete come +prenderla nel parlare di questo vostro nipote, che non potete nè +biasimare, nè lodare, senza qualche rimorso di coscienza.» + +«È propriamente così, degnissimo signor Tressiliano. Certa affezione +di natura mi dice all’orecchio: Giles, Giles, perchè pregiudicare la +riputazione del figlio di tua sorella? perchè diffamare un nipote? +perchè bruttar da te stesso il tuo nido, disonorare il proprio +sangue? Ma viene poi da un’altra banda la giustizia e mi grida: +Guarda quest’ospite rispettabile, che non ne è più capitato un simile +all’_Orso nero_, un uomo il quale non ha mai avuto che dire sul conto: +lo dico alla vostra presenza sig. Tressiliano, e non è nemmeno perchè +abbiate avuto occasione di trovar da ridire.» Poi continuò a parlar +con se stesso. «Un viaggiatore, che a quanto può giudicarsi, non sa +per qual motivo sia venuto, nè quando partirà!... E voi che siete +albergatore, che da trent’anni pagate le vostre tasse in Cumnor, +presentemente primo costabile del borgo, permettereste che questa +fenice dei forestieri, degli uomini, e dei viaggiatori, cadesse nelle +reti d’un nipote sol conosciuto per uno sfaccendato, per un malvivente, +che vi sta unicamente colle carte e coi dadi, e dottore in tutti sette +i peccati mortali, se in queste facoltà si dessero le lauree, ed i +gradi? No dalla parte del cielo! Sia, che chiudiate gli occhi finchè +costui non tende le reti che per inviluppare un Goldthred! Ma quanto +al vostro ospite! Siete in obbligo d’avvertirlo, di armarlo de’ vostri +consigli, semprechè voglia ascoltarli. Voi suo fedele albergatore!....» + +«Vi son grato, onest’uomo, nè dimenticherò i vostri suggerimenti, +ma in quanto spetta alla presente scommessa, debbo tenere la mia +parola, poichè mi sono tanto innoltrato. Onde vi prego piuttosto a +tale proposito volermi fornire qualche migliore contezza. Chi è questo +Foster? Qual mestiere fa egli? Perchè custodisce con tanto mistero una +donna?» + +«In vero, mio signore, non posso aggiugnere fuorchè poche cose a +quelle che sapeste ieri. Egli fu un papista della regina Maria. +Adesso è un protestante della regina Elisabetta. Già vassallo +dell’Abbate di Abingdon, or è padrone di un bel possedimento che +apparteneva all’Abbazia. In fine, egli era povero. Si trova ricco al +dì d’oggi. Dicesi che nella vecchia casa abitata da costui si trovino +appartamenti sì ben forniti, da potervi alloggiare la nostra regina, +che Dio la protegga. Alcuni si danno a credere ch’egli abbia trovato +un tesoro nel verziere, altri che si sia venduto al diavolo per far +ricchezze. Molti poi sostengono aver egli rubata tutta l’argenteria +della casa abbaziale, che, al dir di questi, nei tempi della riforma +era stata nascosta nel palazzo di città. Comunque si stia la cosa, +ha fatto fortuna, e Dio, la sua coscienza, e probabilmente anche il +demonio sanno solamente il modo con cui l’abbia fatta. Il suo umore è +intrattabile, ed ha rotta ogni corrispondenza cogli abitanti del paese, +come chi ha qualche gran segreto da custodire, o pensandosi forse +impastato d’una creta diversa da quella onde lo siamo noi. Se Michele +persiste nel volere rinnovar conoscenza con lui vedo cosa infinitamente +probabile che attaccheranno briga fra loro, ed è perciò, ottimo sig. +Tressiliano, che vorrei distorvi dall’accompagnare in questa visita mio +nipote.» + +Tressiliano lo accertò, che si sarebbe regolato colla massima +circospezione; onde non dovere egli, l’ostiere, prendersi a tal +proposito nessun affanno; ed aggiunse tutte quelle assicurazioni di cui +largheggiano sempre coloro che sono risoluti ad eseguire alcuna cosa +contro il suggerimento de’ loro amici. + +Intanto aveva accettato l’invito dell’albergatore, e terminava di +far con lui colezione, che ottima l’avea loro fornita l’avvenente +Cicily, la bellezza del banco. In quel mentre capitò ivi l’eroe della +sera precedente, Michele Lambourne, che avea prima dato qualche +sollecitudine ad acconciarsi, e dismesso il vestito da viaggio, altro +ne avea preso foggiato all’ultima usanza, e mostrava non so quale +ricercatezza in tutto il suo esterno. + +«Per bacco! diss’egli, mio caro zio, ci avete leggiadramente inaffiati +la scorsa notte; ma trovo altrettanto arida questa mattina, e ve lo +proverei volentieri col bicchiere alla mano. Oh! che vedo? Questa è +Cicily, la mia vezzosa cugina. Mi ricordo avervi lasciata in fasce, +e or vi trovo in corsaletto di velluto, e attillata quanto il possa +essere avvenente giovinetta che vive sotto il sole dell’Inghilterra. +Vedete in me un congiunto e un amico, amabilissima Cicily, ed +accostatevi perchè io vi stringa al seno e vi benedica.» + +«Adagio, adagio; sig. nipote, (si frappose tosto Giles Gosling) non vi +date tante cure per riguardo a Cicily, e lasciatela attendere alle sue +faccende. Se vostra madre fu mia sorella, non ne viene di conseguenza +che voi dobbiate essere cugino di Cicily.» + +«Oh bella! ma che? mio caro zio! M’avete preso per un cane di +miscredente, capace di dimenticare i riguardi che debbo alla mia +famiglia?» + +«Io non dico nessuna di queste cose, ma le cautele non sono mai +cattive, e poi la penso così. Certamente alle dorature del tuo vestito +si direbbe che hai cambiato pelle, ma la cambiano anche i serpenti +in tempo di primavera, e tu non t’introdurrai nel mio Eden, perchè +farò io la guardia ad Eva. Siine certo, Michele. Mi pare un sogno. A +veder te in quell’aggiustamento, e paragonandoti col sig. Tressiliano, +si è tentato a credere che tu sei il gentiluomo, ed egli il nipote +dell’ostiere.» + +«Questo equivoco, mio caro zio, nol può fare che la gente del vostro +villaggio, perchè non vede più in là. Sappiatelo, e poco monta se +v’è chi m’ascolti, nel vero gentiluomo si trovano certe qualità che +appartengono solo a lui, e che per quanto faccia, non arriva ad +acquistare chi non nacque in quella condizione. Non saprei dire da +che derivi. Ma certamente, benchè io sappia presentarmi con aria +franca in una taverna, chiamare, strapazzandoli, i famigli, bere con +disinvoltura, giurare senza riguardi, e buttare il mio danaro da una +finestra al pari di qualunque gentiluomo che porti sproni dorati, e +pennacchio bianco, il diavolo mi porti se son capace di farmi prendere +per un d’essi, benchè a ciò mi sia studiato le cento volte. Il padrone +dell’osteria mi mette sempre in fondo di tavola, mi serve per l’ultimo. +Se domando da bere, il garzone risponde: _ho capito_, senza mostrarmi +il minimo riguardo, o atto di rispetto. Ma che rileva? Non voglio +ammazzarmi per questo. Ho quant’aria nobile mi basta per far testa a +Tony Foster, e per oggi non mi bisogna meglio.» + +«Siete adunque fermo nel divisamento di render visita a questo vostro +antico conoscente?» disse Tressiliano. + +«Fermissimo, rispose l’uom di ventura. Fatta una scommessa, è dovere +il sostenerla sino alla fine; legge riconosciuta dall’universo. Ma +signore, se la mia memoria non m’inganna, perchè confesso che ieri sera +le diedi molta rugiada di vin di Canarie, voi dovete aver qualche parte +nei pericoli di tale impresa!» + +«È giusto, rispose Tressiliano, io mi offersi, semprechè me ne aveste +conceduta la permissione, di accompagnarvi nel far questa visita, ed +ho già posta nelle mani del nostro degno albergatore metà della somma +equivalente alla scommessa.» + +«Sì certo, disse Giles Gosling, ed in _nobili_ d’oro[5], che credo non +sieno mai stati adoperati i più belli nel pagare un conto. Io auguro +adunque ad entrambi il miglior successo possibile in questa impresa, +giacchè vi veggo risoluti a tale visita. Ma fate a mio modo, bevete +un’altra volta prima d’andarvene, perchè prevedo, che da Tony Foster +avrete un ricevimento alquanto secco. Ascoltatemi però. Se mai vi +trovaste in pericolo, invece di ricorrere all’armi, fatene avvertire +me, Giles Gosling, primo costabile di Cumnor; perchè comunque sia fiero +Tony, mi può bastar l’animo di metterlo al dovere.» + +Michele, da obbediente nipote, fece la volontà dello zio col bere un +altro bicchier di vino, asserendo, che la sua mente non si trovava mai +tanto lesta, come dopo avere di buon mattino inumidito il gorgozzuolo; +indi partì insieme a Tressiliano per alla volta dell’abitazione di Tony. + +Il villaggio di Cumnor è deliziosamente situato sopra d’una collina. In +mezzo ad un parco assai boscoso, trovavasi l’antico edifizio abitato +allora da Tony Foster, edifizio le cui rovine si vedono forse ancora +oggi giorno. Questo parco in allora riceveva ombra da smisurati alberi, +e soprattutto da antichissime querce, che le loro braccia gigantesche +stendevano fino al di sopra delle muraglie, da cui questa abitazione +andava ricinta; laonde quello spartato luogo presentava un non so che +di tetro e monastico. Vi si entrava per una porta di forma antica che +s’apriva in due battitoi, costrutta di fitto legno di rovere, e la +guernivano chiodi di grossa capocchia, onde l’avresti detta la porta +d’una città. + +«Affè che non sarà sì facile il prendere la fortezza d’assalto (disse +il Lambourne, ponendo mente alla costruzione di questa porta), ogni +qualvolta l’umor sospettoso del nostro mariuolo gli desse fantasia di +negarcene l’ingresso; la qual cosa è possibilissima, se la sciocca +visita di quel mercante di carabattole gli ha messe pulci nel capo. +Ma no (soggiunse tosto accorgendosi che la porta cedeva al primo +impeto) vedete cosa di buon augurio, ed eccoci a quest’ora sul terreno +proibito, senz’aver trovato peggior ostacolo fuorchè l’inerzia d’una +pesante porta di rovere impernata sopra cardini rugginosi.» + +Trovaronsi allora in un viale ombreggiato da grandi alberi, simili +a quelli di cui favelliamo. Altra volta lo fiancheggiavano, una per +banda, due file leggiadramente ordinate di tassi, e di allori spinosi. +Ma questi arbusti non rimondati dopo lunga serie di anni aveano fatta +una folta boscaglia d’alberi nani, i cui rami malinconici e neri +usurpavano terreno a quel viale che un giorno avevan protetto. Vi +crescea l’erba per ogni dove, e in due o tre luoghi si vedeano cataste +delle loro legna, fatte nell’istesso parco, e poste ivi a disseccarsi. +Lo stesso viale era attraversato da altri viali, ma parimente ingombri +di macchie, rovi, ed erbe cattive. Oltre a quel senso di molestia, che +ne invade con tanta forza al vedere le più nobili opere dell’industria +andare in scadimento per una sequela d’incurie, e le tracce della +vita sociale scomparire a gradi a gradi sotto la prevalenza di una +intemperante vegetazione, non più regolata dall’arte, l’immensa altezza +delle querce, e la foltezza di questi sottoposti alberi diffondeano +colà tal tetraggine anche allor quando il sole era più alto, che si +comunicava in proporzione agli animi di chiunque stavasi a contemplare +sì fatta scena. Lo stesso Lambourne non ne andò immune, benchè +d’ordinario lo commovessero le cose che urtavano di fronte le sue +passioni. + +«Questo bosco è nero quanto la gola d’un lupo», disse Tressiliano, +innoltrandosi verso quel viale solitario, che parea la sede della +mestizia. Di lì vedeasi la facciata dell’edifizio, costrutto altra +volta dai frati. Centinate ne erano le finestre, e costrutte di +mattoni le muraglie, cui si rampicavano l’edere e l’altr’erbe vaghe di +tappezzar vecchie pareti. Sovrastavano alla fabbrica alti cammini. + +«Per altro, dicea Michele, non so dar torto al Foster, se avendo +sposata la massima di non vedere nessuno, tiene la sua abitazione in +tale stato da non invogliar le persone ad entrarvi. Ben v’assicuro, che +s’egli fosse tuttavia il Foster da me conosciuto altra volta, da lungo +tempo queste roveri sarebbero ite a starsene in qualche legnaia, ed i +materiali della casa che vediamo avrebbero servito a fabbricarne altre, +intanto che il nostro galantuomo avrebbe sfoggiato il prezzo ritrattone +sopra un vecchio tappeto verde, in qualche tenebroso nascondiglio dei +dintorni di White Friars.» + +«Era egli adunque tanto dissipatore?» soggiunse Tressiliano. + +«Non si mostrava nè più nè meno di quel che sono gli uomini della +nostra fatta, nè santo, nè economo. Ma ciò che fortemente spiaceami in +esso era il vederlo avverso ad ogni comunanza di godimenti. Sospirava, +come suol dirsi, tutte le gocciole d’acqua, che non passavano pel suo +molino. — Tracannava sempre da solo tal quantità di vino, che vi giuro +non mi sarei preso assunto di finirla, nemmen col soccorso del beone +più accreditato della contea di Berk. Tal circostanza, aggiunta a ciò +ch’egli era per natura dedito alla superstizione, lo facea indegno di +stare in brigata co’ suoi colleghi. E vedete di fatto come si è sepolto +in una tana, che è quanto al giusto conviensi ad una volpe di tal +natura.» + +«Ma poichè l’umore di questo che vi fu un giorno compagno si confà sì +poco col vostro, potrei chiedervi, sig. Lambourne, d’onde viene in voi +tanta vaghezza di rinnovellar con lui conoscenza?» + +«E potrei io domandarvi a mia volta dond’è in voi la vaghezza +d’accompagnarmi in tal visita, sig. Tressiliano?» + +«Non vel dissi? la parte che presi alla scommessa, la curiosità.....» + +«Davvero! Ecco in qual modo, voi altri signori, usi a vantarvi di +urbanità e ragionevolezza, vi levate d’impaccio nel rispondere a noi, +che però sappiamo usar liberamente del nostro ingegno. Ma se alla +vostra prima inchiesta avessi dato per risposta, ch’io non aveva +altro motivo di visitare il mio antico collega Foster, se non se la +curiosità, oh! scommetto che l’avreste detta una scappatoia, un ingegno +del mio mestiere. Nonostante capisco bene, mi sarà d’uopo aver per +buona la risposta che mi avete data.» + +«E perchè non potrebbe la semplice curiosità avermi indotto a far +questa camminata in vostra compagnia?» + +«Servitevi, signore, servitevi; ma non credeste però di darmela ad +intendere. Ho vissuto assai lungo tempo in mezzo a quelli che sanno +sbarazzarsi in questo mondo, nè quindi è sì facile il darmi semola per +farina. Voi siete gentiluomo, così per nascita come per educazione, e +il vostro portamento stesso lo dà a divedere. Da questo si scorge pure +che godete buona riputazione, cosa di cui si fece anche mallevadore +mio zio. Or vi mettete in compagnia d’uno sfaccendato, tale almeno è +il titolo di cui mi si fa onore, e ciò per andar a trovare un altro +della stessa lega, a voi sconosciuto. Nè v’induce che sola curiosità! +Eh! via. Se questa ragione da voi addotta, venisse pesata in una giusta +bilancia, oh! per bacco, si troverebbe calante, e calante assai.» + +«Quand’anche non v’ingannaste in tal raziocinio, dovreste considerare, +signor Lambourne, che non mi deste finora assai prove di confidenza +onde eccitarne, o meritarne altrettanta per parte mia.» + +«Se dipende da ciò, i miei fini li vedete a fior d’acqua. Osservate +(e in ciò dire trasse di saccoccia la borsa, che gettò in aria, lesto +indi a raccoglierla colla mano, affinchè non toccasse terra)... Tanto +che durerà questa borsa non mi mancheranno passatempi di morbino, +ma, terminata che sia, mi farà d’uopo cercarne d’altro genere. Ora +se la misteriosa signora di questa casa, questa bella invisibile di +Tony _Brucia-cataste_ è un pezzo appetitoso, come la dipingono, non +è fuor del probabile ch’essa mi aiuti a convertire in soldi di rame +tutti questi _nobili_ d’oro. Ma se per altra parte è vera l’asserita +ricchezza di Tony, quanto è fuor di dubbio la costui ribalderia, +potrebbe anche accadere che queste due cose diventassero per me la +pietra filosofale, onde cambiar nuovamente i miei soldi di rame in +_nobili_ d’oro.» + +«Non posso negarvi che questo doppio divisamento è immaginato assai +bene; ma non vedo troppo la via di mandarlo ad esecuzione.» + +«Nè io vi dico che ciò debba succedere piuttosto oggi o domani. Perchè +non mi son già messo in mente di prendere nelle mie reti questo +vecchio praticone, prima d’avergli preparato quel vischio che sarà più +confacente a tal uopo. Ma conosco meglio sta mane le cose sue di quello +che le vedessi ier sera, e saprò ben io far valere il poco che so per +dargli a credere di saperne anche di più. Del rimanente, se non avessi +sperato o diletto o profitto nel tentare questa avventura, credete +pure, che non mi sarei cimentato, tanto più che non la vedo priva +affatto di rischio. Ora vi siamo, e convien andarne al termine.» + +Nel dirsi queste cose, entrati erano in un gran verziere, che +circondava da due bande la casa, se però potea più dirsi verziere +un bosco d’alberi, che comunque da frutto, frutto non produceano +pressochè di sorte alcuna, tanto ne crebbero i rami parassiti; e tanto +l’industria umana gli avea abbandonati, che i tronchi loro andavano +tutti ricoperti di musco. Quelli di tali alberi che prima erano stati +piantati in ispalliera, avendo ripreso l’andamento primitivo del +crescer loro, presentavano tai forme, che confondeano in grottesca +guisa l’opera dell’arte e l’opera della natura. La maggior parte di +questo terreno dianzi foggiato in aiuole ornate di fiori, mostravasi +incolto, tranne pochi scompartimenti ove si faceano nascere legumi. +Alcune statue che aveano abbellito il giardino ne’ giorni del suo +splendore, vedeansi rovesciate dai loro piedistalli e messe in pezzi. +Nè in migliore stato trovavasi una conserva, pria serbata alle piante +più timorose del freddo, la cui fronte, adorna di bassi rilievi in +pietra, rappresentava la vita e le geste di Sansone. + +Aveano già i due viandanti attraversato questo giardino della pigrizia, +e giunti erano pochi passi lontano dalla porta della casa, allorchè +il Lambourne terminava il suo discorso. La qual cosa fu di grande +soddisfazione per Tressiliano, poichè lo tolse dall’imbarazzo di +corrispondere con egual sincerità a quella che gli dimostrò il suo +compagno nel confidargli senza ritegno quai mire lo avessero tratto +in questo luogo. L’ardimentoso Lambourne diede alcune aspre picchiate +alla porta, non senza far osservare al suo collega, che avea visto +guernita di porte men sode più d’una prigione. Non fu se non se dopo +aver picchiato parecchie volte, allorchè un servo di figura sgradevole +si affacciò, per fare scoperta, a un buco quadro, tagliato nella porta +medesima, e munito di spranghe di ferro, poi chiese ai venuti che si +volessero. + +«Parlar tosto per affari importantissimi di stato, al sig. Foster» +disse con sicuro tuono il Lambourne. + +«Temo che incontrerete qualche difficoltà all’atto di provare il vostro +assunto» soggiunse Tressiliano con voce sommessa al compagno, nel tempo +che il servo portava al suo padrone questo messaggio. + +«Che mi dite ora? (rispose l’altro). Niun soldato marcerebbe avanti, +se stesse prima a meditare in qual modo farà la sua ritirata. La prima +cosa è entrare. Indi tutte le cose si accomoderanno da sè.» + +Non tardò il servo a tornare, e tratti i grossi catenacci che fermavano +quella porta, fece passare gli stranieri per una stretta in volta +d’onde trovaronsi in una corte quadrata, cinta d’ogn’intorno di +fabbriche. Poi aperta altra porta, che in fondo della corte stava +rimpetto alla prima d’ingresso, gl’introdusse in una sala lastricata +di pietre, e fornita di poche suppellettili, antiche e ridotte in +cattivo stato. Le finestre della medesima guardando soltanto nella +corte, l’altezza delle fabbriche non lasciava che i raggi del sole +penetrassero in quel luogo. Aggiungasi che ogni battitoio di finestra +essendo separato dall’altro col mezzo di scompartimenti di pietra, e +i vetri carichi di dipinture, che rappresentavano diversi fatti della +sacra storia, finestre di sì fatta costruzione, lunge dall’ammettere +la luce in proporzione di lor grandezza, produceano che quella tenue +ancora cui davano passaggio, fosse ingombra de’ colori tetri e +malinconici dipinti su i loro vetri. + +Tressiliano e la sua guida ebbero tutto l’agio di contemplare tali +particolarità, perchè il padrone di casa si fece aspettar qualche +tempo. Comparve in fine, e benchè Tressiliano fosse preparato a vedere +una figura spiacente e schifosa, la costui laidezza oltrepassava +ancora tutto quanto immaginato egli aveva. Era il Foster uomo di +mezzana statura, nerboruto a quanto scorgeasi, ma di fattezze sì poco +diverse dalla difformità, che mettea nausea; alle quali grazie esterne +aggiugneasi ancora ch’egli era mancino. In quei tempi davasi per solito +molta cura all’acconciatura del capo. Ma i capelli di costui, anzichè +essere o ben lisciati, o ordinati in anella, o ritti sulle loro radici, +come se ne vedono i modelli in alcuni ritratti antichi, e come usano in +circa i nostri cicisbei nel mentre ch’io scrivo, cadeano sconciamente +fuori d’un fitto berrettone, intricati insieme, che parea non avessero +mai visto pettine, e coprendo a grado dell’aria la fronte ed il collo +del nostro uomo, la qual circostanza non faceva cattivo accompagnamento +ad un aspetto sì tristo. I suoi occhi neri, nè per vero dire privi di +vivacità, s’ascondeano sotto due foltissime sopracciglia, e per lo più +guardavano verso terra, quasi, vergognosi del cattivo animo che davano +a scorgere, volessero sottrarre la bruttezza di questo indizio ai +circostanti. Nelle poche volte però, che per la necessità di vedere in +volto gli altri, li sollevava, si leggeva in essi la forza di esprimere +ardentissime passioni, e l’altra ad un tempo di simularle a talento. +Tutti gli altri lineamenti erano irregolari, ma buttati là in modo +da far sì che chi avea veduta una volta quella sì ladra fisonomia, +non la dimenticasse più mai. E bastò a Tressiliano il trovarsi alla +presenza di costui per confessare a se medesimo essere questo Foster +l’ultimo fra gli uomini cui avesse dovuto fare una visita, che non era +certamente nè aspettata, nè desiderata da chi la riceveva. + +Portava un giubbone con maniche di cuoio rosso, simile al vestito +usato allora dai contadini più facoltosi degli altri, ed un cinturino +parimente di cuoio, che sosteneva a mano diritta un pugnale, e a manca +una scimitarra. Alzò gli occhi nell’atto di entrare, misurando d’un +guardo rapido ed accorto le persone che il visitavano, poi gli abbassò, +come se avesse dovuto numerare i passi che dovea fare per arrivare +alla metà della sala; indi con voce bassa e contegnosa si fece a dire: +«Vogliate spiegarmi, o signori, il motivo di vostra venuta». + +Parve che a Tressiliano principalmente fosse volta l’inchiesta, e +che da questo solo aspettasse il Foster risposta, tanto era giusta +l’osservazione del Lambourne, che la superiorità derivata da nascita e +da educazione si fa scorgere per traverso al più semplice vestimento. +Ma la risposta venne in vece da Michele, che prese nel darla i modi +famigliari d’uomo francheggiato da ricordanza d’antica amicizia, e che +punto non dubitasse della cordialità, con cui stava per essere accolto. + +«Mio caro amico, primo compagno di mia giovinezza, dilettissimo Tony +Foster! (e così sclamando, lo prese quasi a costui malgrado per la +mano, dimenandola con sì bel garbo che gliene comunicava lo scotimento +a tutta la persona) come avete passata la vita vostra dopo tant’anni +che non ci vediamo? Ma che? avete forse dimenticato affatto l’amico, il +fedele compagno, Michele Lambourne?» + +«Michele Lambourne! (replicò Foster levando sopra di lui gli occhi, +che poi immantinente abbassò; indi senza cerimonie sciolse da quella +dell’altro la propria mano); voi siete dunque Michele Lambourne?» + +«Sicuramente, come voi Tony Foster.» + +«E ciò pur sia (soggiunse Foster, aggrottando le ciglia). Qual cagione +può condurre in questo luogo Michele Lambourne?» + +«_Voto a Dios_, sclamò Michele, io credea trovar qui migliore +accoglienza di quella che, se non m’inganno, s’avrebbe voglia di farmi.» + +«E che? Mercanzia da forca, masserizia da galera, avventor del +carnefice! puoi tu pensarti di ricevere buona accoglienza da chiunque +non abbia sempre dinanzi gli occhi la spaventosa prospettiva di Tiburn?» + +«Tutte queste cose possono esser vere, e voglio anche supporle tali. +Ma non toglierebbero mai ch’io non fossi la compagnia che si vuole a +Tony _Brucia-cataste_, benchè ora, non so troppo bene per qual merito o +titolo, si trovi egli padrone di Cumnor Place.» + +«Ascoltatemi, Lambourne, come giuocatore dovreste conoscere il calcolo +delle probabilità. Calcolate quante ne stanno ora per voi che da questo +finestrone io vi getti nella fossa sottoposta.» + +«C’è da scommettere venti contr’uno che non ne farete niente.» + +«E perchè di grazia?» chiese Foster coi denti serrati, e colle labbra +convulse, com’uomo agitato da forte commozione interna. + +«Perchè, se vi piace vivere (rispose senza punto scomporsi il +Lambourne), voi non ardirete toccarmi colla punta di un dito. Io sono +più giovane e più vigoroso di voi, e il demonio della guerra mi ha +infuso una doppia dose di coraggio, benchè io non sia invasato come +voi dal demonio dell’astuzia, e benchè non vi rassomigli nel sapermi +aprire strade sotterra per arrivare ai miei fini, e nel mettere, come +suol dirsi in teatro, il tossico nelle pietanze, e il capestro sotto il +guanciale di chi dorme.» + +Foster alzò una volta gli occhi sopra di Michele, poi fece due giri +lungo la sala con passo fermo e tranquillo siccome quando v’entrò. +Indi volgendosi d’improvviso e stendendo a questo la mano, sì gli +disse: «Non conservare verun astio contro di me, buon Michele. Volli +sperimentare se avevi mantenuta quell’antica, e lodevole franchezza, +che gl’invidiosi e i maligni sogliono denominare sfrontatezza e +impudenza.» + +«La chiamino come diavolo credono. È una qualità indispensabile per +chi ama viver nel mondo. Corpo di mille diavoli! Sappi Tony, che il +fardello di franchezza da me posseduto non era abbastanza considerabile +per la natura del mio commercio, onde ho cresciuto il mio carico +d’alcuni barili in tutti que’ porti ove ho toccato nel viaggio della +vita; anzi per far luogo a questi, ho gettato sopra bordo quel poco di +modestia e di scrupoli che mi rimanevano.» + +«Via, via! replicò il Foster. Quanto alla modestia e agli scrupoli, vi +stavate già sulla zavorra nell’atto di salpare dall’Inghilterra. Ma chi +è il vostro compagno, onesto Michele? Sarebb’egli un uom di Corinto[6]?» + +«Io vi presento, bravo Foster, il signor Tressiliano (così si affrettò +il Lambourne a rispondere all’interrogazione dell’amico). Imparate +a conoscerlo e a rispettarlo, perchè egli è un gentiluomo fornito +d’ammirabili prerogative; e comunque il suo traffico non sia, almeno +per quanto so, della natura del mio, egli onora ed ammira i prodi della +nostra confraternita. E spero col tempo ne farà parte, perchè è cosa +che non suol fallire. Presentemente non è che un neofito, un proselito, +il quale cerca la compagnia de’ grandi maestri, come coloro che +imparano ad armeggiare frequentano le sale di scherma per vedere come i +più abili sanno maneggiare il passetto.» + +«Se i suoi pregi stanno in tale misura, onesto Michele, è d’uopo che +tu passi con me in un altro appartamento, poichè ho da dirti alcune +cose che non debbono andar più in là delle tue orecchie. Quanto a voi, +signore, vi prego aspettarne qui, e di non uscire da questo luogo, +perchè si trovano nella mia casa, persone, che la vista d’uno straniero +potrebbe conturbare.» + +Tressiliano diede il suo assenso chinando il capo, e i due degni amici +lo lasciarono nella sala, ove rimase solo ad aspettare che ritornassero. + + + + +CAPITOLO IV. + + È un cattivo impegno servir due + padroni. Ma questo malandrino + vorrebbe servire ad un tempo il Cielo + e l’Inferno, e mostrarsi riconoscente + al primo del salario che si fa pagare + dall’altro. + + _Monologo tolto da antica commedia._ + + +La sala entro cui Foster condusse il rispettabile collega era più vasta +assai di quella onde uscivano; e più dell’altra offeriva tracce di +sofferto smantellamento. Le pareti all’intorno sostenevano un edifizio +ad uso di biblioteca, costruito di rovere, e cogli scaffali dello +stesso legno. Dell’immensa raccolta di libri ch’essi contennero, ne +restava ancora una parte, ma tutti coperti di polvere, e laceri gli +uni, privi gli altri de’ lor fibbiagli d’argento, e messi in disordine +sulle scanzie, e siccome cose non meritevoli di veruna cura abbandonati +al primo che volea impadronirsene. L’edifizio istesso pareva aver +incontrato il disfavore dei saccheggiatori, che non contenti di +distruggere una maggior parte de’ volumi, fracassarono le nicchie ove +questi stavano, e ne tolsero molti scaffali, e tutte le cortine, delle +quali tenean vece in quel tempo le tele di ragno. + +«Gli autori di queste opere, disse, dando un’occhiata intorno il +Lambourne, non s’immaginavano certamente in che mani sarebbero andate a +finire.» + +«Nè tampoco l’uso cui verrebbero riserbate, soggiunse il Foster. La mia +cuciniera non si vale mai d’altro per pulire i candelieri, ed è con la +loro carta che il mio servo accende il fuoco ogni giorno.» + +«Eh sì: ho veduto più d’una città, ove si avrebbero tuttavia in tanto +pregio da non valersene mai in questa guisa.» + +«Lo credi tu? Dal primo all’ultimo non contengono che insulsaggini +scritte da altrettanti papisti. Ella era la biblioteca di quel vecchio +rimbambito dell’abbate di Abingdon. La diciannovesima parte di un +sermone, composto da un predicatore della nuova dottrina, val meglio +che tutto un carro di queste istorie pescate nel lezzo di Roma.» + +«Che ascolto? Ed è il sig. Tony _Brucia-cataste_ che tiene simile +linguaggio?» + +«Uditemi, Michele (disse austerissimamente il Foster, che lanciò +sull’altro uno sguardo d’indignazione), dimenticate questo soprannome, +e l’occasione che lo fece nascere, se non vi piace che la nostra +conoscenza, rinnovellata da poco in qua, muoia di morte improvvisa.» + +«Almeno spiegatemi una cosa, che non posso comprendere; perchè vi +fu un tempo in cui vi davate vanto voi stesso di avere contribuito +all’arrostimento di due vecchi vescovi eretici.» + +«Pur troppo, in que’ giorni mi gravarono i ceppi dell’iniquità, ed io +era ingolfato nel mare della perdizione. Ma ho cambiato avviso dopo una +chiamata che ebbi dal Signore per entrare nella sua casa. Il degnissimo +predicatore Melchisedec Maultext paragonò a tal proposito la mia +disgrazia a quella, cui soggiacque l’apostolo san Paolo, allor quando +tenne da conto i vestiti di coloro, che si affaccendavano a lapidar +santo Stefano. Egli impiegò tre successive domeniche a predicare su +questo argomento, e senza nominarlo, citava l’esempio d’uno de’ suoi +ragguardevoli uditori, ch’io sapeva essermi quel tale.» + +«Basta, Foster, basta. Tai vostri discorsi mi fanno venire la pelle +d’oca, cosa che mi accade sempre, nè so il perchè, quando ascolto il +diavolo parlare di santa scrittura. Ma come avete potuto licenziare +l’antica vostra religione colla facilità che altri mette nel levarsi un +guanto? voi che non vi stavate mai un mese dall’andarvi a confessare, +benchè poi nell’uscire da quel tribunale di penitenza, non vi trovaste +men pronto a commettere la più enorme ribalderia che vi fosse venuta al +destro, pari in ciò ai ragazzi che per aver il bell’abito della festa +non si astengono all’uopo di avvoltolarsi in mezzo al pantano. E non +sentite nessun rimprovero dalla vostra coscienza?» + +«Lascia in disparte la coscienza. È questa una cosa intorno la quale +non puoi ragionare, perchè non ne avesti mai in vita tua: ed entriamo +piuttosto in materia. Dimmi in poche parole, qual affare credi avere +con me, o quale speranza qui ti condusse?» + +«Quale speranza? quella certamente di star meglio, dicea la vecchia +che si mettea lunga distesa sul ponte di Kingston. Osserva questa +borsa: è quanto mi rimane di una somma tanto rispettabile, che ciascun +galantuomo se la sarebbe augurata nelle sue tasche. Ti vedo ben +collocato, e a quanto sembra spalleggiato meglio, perchè si sa che +un gran signore ti ha preso a proteggere. Sì, Tony, si sa, perchè tu +non puoi sguizzare entro la rete, senza darti a conoscere di mezzo +ai buchi. Io poi ho pratica, che queste protezioni non si concedono +gratuitamente; e tu la cambi del certo con servigi che vai prestando. +Venni adunque per assisterti in questo mercato.» + +«Ma io non ho bisogno del tuo aiuto, Michele! la tua modestia almeno +doveva farti ravvisare questo caso come possibile.» + +«Vale a dire, che tu vuoi fare ogni cosa da solo, per non partire con +altri il salario. Ma bada bene. La troppa avidità nel voler mettere più +grano che non ne cape in un sacco, fa rompere il sacco e il grano va +alla malora. Poi osserva come si regola un accorto cacciatore. Prende +con sè un bracco a fine di non perdere l’orme del cervo, ma non lascia +a casa nè meno il cane da corsa, che è quanto vi vuole per raggiungere +la bestia selvaggia. Il tuo protettore, senz’altro, ha bisogno di due +persone, ed io posso essere all’uopo d’una di queste. Perchè è vero, +che possedi profonda sagacia, che corri in dirittura alla tua meta, +che la malignità della tua indole è ferma, instancabile oltre quanto a +tal proposito io possa vantarmi: ma in compenso ti supero in audacia, +in vivacità, in prontezza di eseguire, e in fertilità d’inventar +espedienti. Disgiunti l’uno dall’altro, manca a ciascun di noi qualche +cosa; uniti, chi vale a resisterci? Pondera bene quanto ti dico. +Dunque!... Faremo noi insieme la nostra caccia?» + +«Questa tua proposta ha molto dello stravagante, o Michele, ed è un far +più che da cane da presa il venire sino in casa mia a morsicarmi la +polpa della gamba. Ma già, tu fosti sempre un cane mal educato.» + +«Accetta la mia offerta, e non avrai motivo, di dir così. — Infine, +poi, fa come credi. Ma ti avverto, che se non mi vuoi soccorritore +nelle tue imprese, m’avrai instancabile nell’intralciarle; perchè +assolutamente ho bisogno di lavoro, e ne troverò adoperandomi o per te, +o contro di te.» + +«Dunque poichè la tua cortesia è tanta, che mi lasci la scelta, ti +accetterò piuttosto amico, che nemico. — Di fatto non t’inganni. Posso +procurarti un protettore, che ha modi per giovare ad entrambi e ad un +centinaio d’altri; e per vero dire tu hai quanto abbisogna per fartigli +utile. Il servigio ch’egli chiede domanda ardimento e destrezza; e i +protocolli dei tribunali fanno testimonianza in tuo favore. Egli ha +d’uopo di gente che non si lasci arrestare dagli scrupoli; e nessuno +ti fa il torto di credere nemmeno che tu abbi coscienza. — Per tener +dietro a un cortigiano è necessaria la sapienza di non si dar a +conoscere; e la tua fronte è impenetrabile come se un elmo di pelle di +nibbio la ricoprisse. — Non vorrei in te altra riforma che in un certo +punto.» + +«E qual è questo punto, mio buon Tony? Parla, e ti giuro pel guanciale +dei sette dormienti, che cercherò gradirti in tutto e per tutto.» + +«Me ne dai adesso una bella pruova! Prima di tutto il modo de’ tuoi +discorsi non quadra ai tempi in cui siamo. Tu gl’infilzi sempre con +giuramenti che sanno di papismo. Poi il tuo portamento è troppo +dissoluto, troppo mondano per mostrarti in mezzo alla comitiva di un +gran signore, obbligato a mantenersi in una certa riputazione agli +occhi del Pubblico. Ti fa mestieri l’assumere un contegno più grave +e composto, portar vesti men licenziose, un collare senza pieghe e +ben inamidato, brache più strette, un cappello con più larghe ale, +non giurar mai che sulla tua fede e sulla tua coscienza, rinunziare a +quest’aria di spadaccino; in somma non toccar mai l’impugnatura della +tua sciabola che quando veramente è dovere di adoperarla.» + +«Per la luce del giorno! tu sei divenuto pazzo. Questo ritratto che mi +fai, s’adatta a qualche famiglio d’una vecchia puritana, non mai ad +uom bravo che si dia al servigio d’un cortigiano ambizioso. Per ben +conformarmi al modello che mi dipingesti, non mi mancherebbe altro che +tener la bibbia in luogo di pugnale al mio centurino, nè conservare +in me altra apparenza di fortezza che quanta al più se ne pretende da +chi accompagna qualche orgogliosa devota alla predica, se talvolta +occorre farsele campione contro quegl’insolenti garzoni di bottega che +le vogliono disputare la parte del muro. Non è così, cred’io, che deve +mostrarsi il cortigiano d’un grande.» + +«Tu non sai dunque, Lambourne, che da quando partisti dall’Inghilterra, +tutte le cose sono cambiate, e che tal uomo il quale in segreto corre +alla sua meta con passo risoluto, e che nulla potrebbe rattenere, +si studia poi in compagnia, di non prorompere mai in minacce, in +giuramenti, in detti profani.» + +«Intendo. Si dee far commandita col diavolo, ma con patto di non +pronunziare mai il suo nome. Ebbene. Mi sforzerò piuttosto a +contraffarmi, che accattar brighe con questo nuovo mondo, che tu vuoi +divenuto sì puntiglioso. Come si chiama adunque questo signore, sotto +cui debbo far noviziato d’ipocrisia?» + +«Ah! ah! signor Michele, egli è con questo bel garbo, che vi siete +accinto all’impresa di scoprire i fatti miei. E che sapete voi se +l’uomo che vi ho descritto si trovi in questo mondo, o che piuttosto io +non abbia voluto divertirmi a vostre spese?» + +«Tu divertirti a mie spese! Povero gonzo! (disse senza intimidire il +Lambourne). Non sai tu, o testa sventata, che dietro al letamaio ove +credesti nasconderti a tutto il mondo, mi bastano ventiquattr’ore per +vedere tutte le cose tue chiaramente come a traverso all’osso di una +lanterna da scuderia?» + +Finiva di dir ciò il Lambourne, quando un acuto grido interruppe questo +intertenimento. + +«Per la santa croce d’Abingdon (sclamò il Foster, che preso da paura in +tale momento, dimenticava d’essersi fatto protestante). Io sono un uomo +rovinato, perduto.» + +Dette le quali cose, corse nell’appartamento d’onde il grido era +uscito, e ove Michele lo accompagnò. Ma per ispiegare la cagione di +un tal contrattempo ne è d’uopo risalire all’istante d’allora che il +Foster condusse nella biblioteca il Lambourne. + +Tressiliano nel rimaner solo, lasciò sovra coloro che uscivano, +un’occhiata di sprezzo, sprezzo di cui serbava parimente una gran +parte per se medesimo per essere disceso a mettersi, anche per poco, +in brigata con gente di tal natura. «Amy, donna crudele, diceva +egli fra se stesso, son questi compagni, che la tua ingiustizia, +la tua leggerezza, l’inconsiderata tua crudeltà m’hanno costretto +a cercarmi! Io non avvezzo a sperar soccorso che da amici degni di +me, i quali oggidì mi sprezzeranno altrettanto quanto io per amarti +mi sono degradato agli sguardi di me medesimo! Ma non quindi io +discontinuerò dal seguirti, o tu che fosti un giorno la meta del più +puro, del più tenero affetto. E benchè tu non possa omai essermi che +argomento di lagrime e di cordoglio, ti strapperò di mano all’autore +del tuo precipizio. Ti salverò da te medesima, ti restituirò ai tuoi +congiunti, al tuo Dio. Gli è vero che non vedrò più quel bell’astro +brillar sulla sfera da cui scese egli stesso! Ma almeno....» Tai +cose ragionava, allorchè un legger romore udito nell’appartamento lo +distolse dal meditare. E voltosi verso la porta laterale, gli occhi +suoi si scontrarono in una donna tanto leggiadra, quanto pomposamente +vestita, ch’ei ravvisò per quella di cui era in traccia. La prima +cosa ch’egli fece dopo tale scoperta fu nascondere il volto entro +il collare dell’abito, onde aspettar così il momento migliore per +darsi a conoscere. Ma la giovinetta (chè essa non contava oltre ai +diciott’anni) mandò a vôto questo divisamento; perchè, tutta brio, il +trasse per l’abito, e con gajezza gli disse: + +«Oh! amico del mio cuore! Dopo esservi fatto aspettare sì lungo tempo, +avvisate forse di venire in una festa da maschere? Voi siete accusato +di tradimento al tribunal dell’amore. Dovete comparirmi innanzi, e +rispondere a viso scoperto. Udiamo che cosa sapete addurre in vostra +discolpa. Siete reo, o siete innocente?» + +«Oimè! Amy....» disse Tressiliano con voce fioca e dolente, e in dir +ciò lasciò vedere il suo volto. + +Il suono di questa voce, ed una presenza sì poco aspettata, posero +termine alla gioia onde la giovinetta era compresa. Diè un passo +addietro, fattasi pallida come la morte, e coprendosi il viso con +ambo le mani. Lo scotimento fu troppo grave per Tressiliano, sicchè +nel primo istante non gli lasciò forza ad articolare parola. Ma poi +ricordandosi la necessità di afferrare un momento che forse non si +sarebbe offerto altra volta, si disse, «Amy, non vi prenda timore +alcuno». + +«E perchè dovrei temere? (rispose ella, togliendosi le mani dal volto, +che il rossore ingombrava) e di che temere? Sol mi fa stupore, sig. +Tressiliano, che vi presentiate in casa mia senza esservi nè invitato, +nè desiderato.» + +«In casa vostra, Amy! rispose Tressiliano. È dunque un carcere il +vostro soggiorno? e un carcere custodito dal più infame fra gli uomini, +tranne quello che stipendia costui!» + +«Sono in casa mia, vi ripeto, e questa abitazione mi appartiene +sintantochè mi piacerà soggiornarvi. Se mi diletta vivere in un ritiro, +chi è che abbia diritto di opporsi a questa mia inclinazione?» + +«Vostro padre, o giovinetta; vostro padre tratto alla disperazione. +Egli è che m’ha ingiunto cercarvi per ogni dove, confidandomi +un’autorità, che gli è impossibile l’usare in persona. Leggete questa +lettera, ch’egli scrisse, mentre benediva i patimenti cui soggiace il +suo corpo, sol perchè gli facevano dimenticare per pochi istanti le +angosce del cuore.» + +«I patimenti, cui soggiace il suo corpo! È dunque infermo mio padre?» + +«Infermo tanto, che è incerto, se la vostra presenza, comunque vi +affrettiate, sarà valevole a restituirgli la salute. Un istante basta +agli apparecchi della partenza, se consentite seguirmi.» + +«Tressiliano, non posso, non debbo, non oso abbandonar questa casa. — +Ma tornate da mio padre, ditegli che otterrò la permissione di vederlo +prima che 12 ore sieno trascorse. Accertatelo ch’io sto bene, ch’io +sono felice, o che almeno il sarei, se potessi crederlo felice al pari +di me. Ditegli che non tema di non vedermi, e di non vedermi in modo +da dimenticare tutti gli affanni che gli ho cagionati. — La povera Amy +si trova oggidì in un grado più sublime di quanto osi dir ella stessa. +— Andate, virtuoso Tressiliano. Fui colpevole d’ingiustizia verso di +voi; ma, credetelo, ho il potere di compensarvi per la ferita che vi +apportai. Vi ho negato un cuore che non era fatto pel vostro, ma saprò +in vece assicurarvi onori e fortune degne di voi.» + +«E Amy può parlarmi in tal guisa? Meritai sì poca stima da voi che or +mi offeriate in compenso di rapita pace e tranquillità gli spregevoli +trastulli d’una frivola ambizione? Ma della prima ferita che faceste al +mio cuore non vi fo omai più rimprovero, nè qui sono che per giovarvi, +e rendervi la libertà. Sì, la libertà. Vorreste invano celarmelo. Vi +tengono qui prigioniera; perchè se fosse altrimenti, il vostro animo +ben fatto (tale fu almeno una volta) vi farebbe sospirare di essere +già a quest’ora al letto di vostro padre. Venite, figlia infelice, ed +ogni colpa sarà dimenticata, perdonata. — Quanto a me, non temete per +parte mia veruna importunità, veruna querela. Feci un sogno, ma già mi +sono svegliato. Bensì, pensate a vostro padre... Affrettatevi finchè +vive ancora. Venite: una soave parola, una lagrima di pentimento, +cancelleranno da lui la rimembranza di tutto il passato.» + +«Non vi dissi già, Tressiliano, ch’era mio volere di condurmi ad +esso? nè metterò a questo soave dovere maggior indugio di quel che +m’è indispensabile per compierne altri parimente sacri. Ne chiamo in +testimonio questo giorno che mi rischiara. Io sarò da mio padre appena +ne avrò ottenuta la permissione.» + +«Che ascolto? (rispose impazientendosi Tressiliano) V’ha d’uopo di +permissione per vedere un padre infermo, che giace forse sul letto +della morte? E a chi la chiederete voi, tal permissione? Forse allo +sciagurato, che sotto larva di amicizia, abusò di tutti i diritti della +ospitalità per involare alle paterne braccia una figlia?» + +«Non parlate in tal guisa di lui, Tressiliano. L’uomo che ingiuriate +ora, porta una sciabola ben arrotata quanto la vostra, e fors’anche +meglio arrotata. Uomo vano! le azioni più gloriose che tu hai fatte in +tempo di guerra o di pace, cedono tanto al confronto di quelle che lo +illustrano, quanto il grado che tieni nel mondo è al di sotto della +sfera sulla quale egli campeggia. — Lasciami, compi il messaggio, di +cui t’incaricasti col padre mio. Desidero però che dovendomi far sapere +altre cose, egli scelga un messaggiere a me più gradevole.» + +«Amy (rispose con tranquillità Tressiliano) questi oltraggi non hanno +forza di movermi a sdegno. Ditemi solamente una parola, che possa far +rilucere un raggio di consolazione all’animo del mio vecchio amico. — +Quest’alto grado di colui che vantate cotanto, lo dividete voi seco? Ha +egli il titolo e le prerogative d’uno sposo per decidere sulle vostre +azioni?» + +«Basta così, sclamò ella. Voi vi prendete tal libertà, che non mi +conviene il sofferirla. Avrei rossore di rispondere ad interrogazioni +che offendono l’onor mio.» + +«Col negar di rispondere, Amy, mi dite più di quel che vi chiedo. +Ma ascoltatemi, giovinetta infelice! Io vengo munito di tutta +l’autorità d’un padre, e quindi vi comando ubbidire. Saprò sottrarvi +alla schiavitù dell’obbrobrio e della colpa, anche a malgrado di voi +medesima.» + +«Non mi minacciate una violenza, (sclamò la giovane, facendosi indietro +alcun passo, e intimorita dal tuono risoluto dell’altro) non mi +minacciate, Tressiliano. Ho modi di resistere alla forza.» + +«Ma spererei non aveste vaghezza di prevalervene a difesa di una sì +trista causa. È impossibile, Amy, che liberamente e di pien vostro +grado acconsentiate a vivere nel disonore e nella schiavitù. O qualche +talismano vi rattiene, o voi siete il giuoco di perfidi artifizi, +o finalmente vi credete legata da giuramenti, che vi si fecero +pronunziare per forza. — Comunque sia, romperò io tutti gl’incanti con +poche parole: Amy, in nome di vostro padre, di vostro padre condotto +all’ultima disperazione, v’intimo seguirmi in questo medesimo istante.» + +Dette le quali cose, le si avvicinò stendendo il braccio, come per +afferrarla, e fu allora che spaventata mandò il grido, onde giunsero in +quella sala il Lambourne e il Foster. + +«Per satanasso! (esclamò entrando il secondo) che si fa qui?» Poi +volgendosi alla giovane, le disse in tuono, nè di comando tutto, nè +tutto di preghiera; «Signora, per qual combinazione vi trovate voi fuor +de’ vostri confini? Sarà bene vi ritiriate. È cosa, in cui può stare +la vita e la morte. — E voi, amico mio, chiunque vi siate, uscite di +questa casa. Partite subito prima che la punta del mio pugnale abbia +tempo di far conoscenza col vostro giustacuore. — Fuori la sciabola, +Michele, liberane da questo sciagurato.» + +«No, sulla mia anima, disse il Lambourne. Egli è venuto qui in mia +compagnia, e per una conseguenza de’ miei principii, non ha nulla +da temere da me fintanto almeno che non ci torniamo a trovare. — Ma +però ascoltatemi (soggiunse volgendosi a Tressiliano), caro amico di +Cornovaglia, sparite, sfumatevi, levate il campo dalla parte di Dio....» + +«Taci, ente spregevole, gli disse fieramente Tressiliano. Vi saluto, +o signora. Quel poco di spirito vitale, che rimane tuttavia al padre +vostro, non so se reggerà alla notizia di cui sto per essergli +apportatore.» Dopo queste parole si ritirò, in tanto che la giovinetta +gli dicea con fioca voce: «Tressiliano, non commettete imprudenze, e +guardatevi dal calunniarmi.» + +«Quest’è una bella faccenda, disse Foster. Milady, ritiratevi, ve ne +prego nel vostro appartamento, e lasciateci meditare qual cosa torni +meglio in tal circostanza. — Presto, ritiratevi.» + +«Signore, non vivo sotto i vostri comandi» ella rispose. + +«È vero, milady; ma però è necessario...... scusate la mia libertà, +milady; ma.... viva Dio! non è momento da cerimonie, e fa d’uopo che +torniate nel vostro appartamento. — Michele, se ti sta a cuore.... +tu mi capisci. — Va dietro a quello sfrontato manigoldo, e fallo +sloggiare. Intanto io persuaderò questa signora. — Presto, impugna la +sciabola, e segui l’orme di colui.» + +«Lo seguirò, disse il Lambourne, e lo farò andar fuori delle nostre +frontiere, ma quanto ad alzar la mano contro un uomo, con cui ho vôtato +il bicchiere della mattina, nol farò mai. Opererei contro coscienza.» +Dette tali cose, partì. + +Intanto Tressiliano, già uscito fuor della casa, prese quel primo +viale, che credè conducesse alla porta d’onde entrò; ma lo stato di +salvatichezza cui era ridotto il parco, le idee che tenevano agitato +il suo animo, la stessa premura di sottrarsi da un luogo ove non +era saggezza il rischiar nulla, gli fecero prendere un viale per un +altro. Quindi invece di trovarsi nel cammino che metteva al villaggio, +dopo molto aggirarsi, si vide dall’altra banda di quel possedimento, +rimpetto ad una porticella fatta nel muro, d’onde si andava ne’ campi. + +Si fermò un istante; e poco per vero dire, gli rilevava da qual porta +sarebbe uscito, purchè abbandonasse un soggiorno che non gli offeriva +se non se amarissime ricordanze. Ma vi era probabilità che quella +porticella fosse chiusa, e gli negasse un varco da quella parte. + +«Pur conviene farne la prova, pensò egli fra se medesimo. La sola via +di salvare questa infelice giovinetta, questa giovinetta sempre cara +al mio cuore, sta in ciò che il padre di lei faccia appellazione alle +leggi violate del nostro paese. È dunque mestieri partecipargli senza +indugio questa notizia, che oh! quanto deve trafiggergli l’anima.» + +Così intertenendosi co’ suoi pensieri, si avvicinò alla porticella, e +mentre indagava se vi era modo d’aprirla, o se tornava meglio scalare +il muro, udì dalla parte esterna il romore d’una chiave introdotta +nella serratura. Tosto la porta si aprì, e mentre aggiravasi su i +suoi cardini, Tressiliano vide innanzi a sè un uomo involto in grande +ferrajuolo, coperto da un cappello tutto disteso cui soprastava un +pennacchio. Questi si fermò pochi passi distante da Tressiliano. E +fu un tempo medesimo, allorchè con esclamazione di risentimento e di +stupore pronunziarono, il nome di Tressiliano quegli che entrava, il +nome di Varney, l’altro che meditava l’uscita. + +«Che fate voi qui? (domandò aspramente il nuovo giunto, dopo avere +lasciato trascorrere l’istante della prima sorpresa). Che fate voi qui, +in questo luogo, ove non siete, nè atteso, nè desiderato?» + +«E che cosa vi fate voi? posso chiederlo egualmente, o Varney? (rispose +Tressiliano). Venite qui forse per trionfare dell’innocenza che +sagrificaste, siccome l’avoltoio od il corvo si pascono dell’agnello, +cui prima strapparono gli occhi? o veniste piuttosto a ricevere +dovuto castigo dalla mano d’un uomo d’onore? Sguaina quella sciabola, +scellerato, e difenditi.» + +E già in ciò dire, Tressiliano avea snudata la sua; ma Varney non +fece per allora altra cosa che metter la mano sulla impugnatura della +propria. «Tu sei, gli disse, in errore, o Tressiliano, benchè le +apparenze, il confesso, stiano contro di me. Ti protesto, con tutti +que’ giuramenti che un sacerdote può suggerire, e che un uomo può fare, +non esservi alcuna cosa che Amy Robsart abbia diritto di rimproverarmi. +T’assicuro che mi spiacerebbe in tal circostanza sollevar la mano +contro di te. Tu però non ignori che mi so battere.» + +«L’ho inteso dire, Varney, disse Tressiliano, pure in questo momento ne +bramo un miglior mallevadore che non la tua stessa parola.» + +«L’avrai, rispose Varney, se questa lama, e quest’impugnatura non +mi tradiscono». E nel punto medesimo trasse con la mano destra la +sciabola, ed involgendo la manca nel suo mantello assalì Tressiliano +con tal impeto, che pareva dovesse stare per l’assalitore il vantaggio. +Ma questo vantaggio non gli durò lungo tempo, perchè ad un cuore arso +dalla sete della vendetta, aggiugnea Tressiliano un braccio avvezzo +a trattar l’armi, ed un occhio esperimentato a tutti gli stratagemmi +della scherma. Laonde Varney trovandosi a sua volta incalzato +d’appresso, risolvette di assalire da corpo a corpo il nemico, e fermo +in tale disegno, avventurò ad una stoccata di Tressiliano quella parte +del proprio corpo che il mantello copriva meglio; per cui prima che +l’altro avesse sbarazzata la propria arme, gli si gettò addosso, e +tenendogli vicinissima la punta, stava per trapassargli il petto. +Ma l’avversario, esperto ad ogni genere di guardia, trasse presto +coll’altra mano il pugnale, e colla lama di questo parò un colpo che +avrebbe posto fine alla pugna. + +Nella qual difesa mostrò tal destrezza, per cui, se Giles Gosling fosse +stato presente, si sarebbe confermato nella credenza che esternò, +essere cioè Tressiliano nativo di Cornovaglia. Gli abitanti di questa +contrada posseggono tanta perizia nell’armeggiare, che se tornassero in +usanza i giuochi e le giostre dell’antichità, essi potrebbero disfidare +il rimanente d’Europa. Varney dopo il suo mal avvisato tentativo fu +rovesciato sì aspramente e sì all’impensata, che la sua sciabola andò +alcuni passi distante da lui, e prima di potersi rialzare, vide sul +proprio collo la punta dell’arme avversaria. + +«Dammi tosto modo di salvare la vittima del tuo tradimento, gridò in +quell’atto Tressiliano, o preparati a congedarti dalla luce del giorno +che ti rischiara.» + +Varney, troppo confuso, ed irritato per trovar parole a rispondergli, +fece un nuovo sforzo a fine di rialzarsi; ma il suo nemico, sollevando +la sciabola, stava per vibrargli il mortal colpo, allorchè si sentì +rattenere il braccio da un uomo che gli stava alle spalle. E nel +volgersi, vide Michele Lambourne condotto ivi dal fragore dell’armi, e +giunto in tempo di salvar la vita a Varney. + +«Su via, compagno, disse a Tressiliano il Lambourne, sono già assai +queste faccende per una giornata. Rimettete nel fodero la vostra +squarcina, e partiamo. L’_Orso nero_ ci ulula da presso.» + +«Ritirati, vile insetto! (sclamò Tressiliano, dimenando il braccio per +isciogliersi da costui). Ardisci tu metterti fra me e il mio nemico?» + +«Oh! vile insetto tu!, rispose il Lambourne. Ma un ferro mi darà +ragione di questo oltraggio, dopochè un boccale di Canarie m’avrà +fatto dimenticare il bicchiere che bevemmo insieme questa mattina. Per +ora non facciamo scene. Alzate le gambe, andatevene, e sloggiate. Non +vedete che siamo due contra uno?» + +E dicea vero; perchè Varney profittando dell’istante, raccolse la +propria sciabola, onde Tressiliano ben vide che sarebbe stata follia il +cimentarsi a tanto dispari combattimento. Cavò due _nobili_ d’oro dalla +sua borsa, e gettandoli al Lambourne: «Tieni, disse, uomo spregevole, +ecco il salario della tua mattinata. Non sarà mai detto che tu m’abbia +servito gratuitamente qual guida. Addio, Varney, noi ci troveremo in +qualch’altro luogo, ove non sia chi possa sottrarti alla mia vendetta.» +Dette le quali cose, uscì del parco per la porticella ch’era rimasta +aperta. + +Varney non mostrò avere nessuna voglia di molestare la ritirata al +nemico; e forse nemmeno il potea, tanto lo stordì la sofferta caduta. +Aggrottò solamente le ciglia nel vederlo discomparire; indi voltosi al +Lambourne: «Brav’uomo, gli disse, sei tu un collega di Foster?» + +«Suo amico giurato, quanto lo è dell’impugnatura la lama.» + +«Tieni questa moneta d’oro, e segui quell’astuta volpe. Indagherai +in qual tana va a rannicchiarsi, poi torna qui a ragguagliarmene. Ma +soprattutto silenzio, e prudenza, se ti è cara la vita.» + +«Basta così. V’accorgerete, che non isceglieste un cattivo bracco, e vi +darò contezza di tutte le cose.» + +«Fa dunque presto,» disse Varney, rimettendo entro il fodero la sua +sciabola; poi voltando le spalle a Michele s’avviò verso la casa. Il +Lambourne non si fermò che un istante onde raccogliere i due _nobili_ +gettatigli con sì poca cerimonia da Tressiliano, e li mise nella sua +borsa insieme all’oro venutogli dalla liberalità del Varney. + +«Vedete!, dicea fra se stesso Lambourne, io parlava ieri sera di +Eldorado con quegl’imbecilli. Viva S. Antonio! Per un uomo della mia +fatta, qual più bell’Eldorado della vecchia Inghilterra? I _nobili_ +d’oro vi piovono dal Cielo; e la terra ne è coperta, come se fossero +stille di rugiada: non vi vuole che l’incomodo di raccoglierle. Oh! se +di tale preziosa manna non tocca a me la mia parte, sto a patto che la +lama di questa sciabola si liquefaccia come la neve.» + + + + +CAPITOLO V. + + Dell’ago pur, che la grand’Orsa addita + Ai naviganti, va fornito; e polo + Gli è cieco amor di se medesmo: i lini, + Ch’arte maestra dispiegò, fa gonfi + L’immonda piena degl’ingordi affetti. + _L’Ingannatore, Tragedia._ + + +Il Foster stava adunque disputando colla giovane signora, che opponeva +soltanto disprezzo e sdegno alle preghiere reiterate da costui, +ond’ella entrasse nel proprio appartamento, allorchè un fischio si fece +udire alla porta della casa. + +«Eccoci ad una bella stretta, disse egli; questo è, cred’io il segnale +di Milord che arriva. Qual cosa dirgli ora intorno all’accaduto? Il +malanno sta sempre alle calcagna di quel maledetto Lambourne. Pare non +sia scappato dalla forca che per portarmi disgrazia.» + +«Datevi pace, sig. Foster, disse la giovane, e pensate solamente ad +aprire al vostro padrone.» + +«Milord, amato milord, diss’ella correndo frettolosa verso la porta. +— Ah mio Dio! (sclamò indi in tuono fatto per additarne il dolore +di vedersi defraudata nelle sue speranze); non è altri che Riccardo +Varney.» + +«Sì, o signora (disse Varney, salutandola rispettosamente; saluto +ch’ella gli restituì con un’aria mista d’indifferenza e di dispiacere), +sì, non è che Riccardo Varney. Ma non dispiace il mattino veder dalla +parte d’oriente una nube dorata; è questa la foriera del dio del +giorno.» + +«Dunque verrà quest’oggi Milord?» soggiunse ella con una gioia, fra +mezzo a cui scorgeasi l’agitazione di quell’animo. La stessa inchiesta +fu ripetuta dal Foster. Varney rispose alla signora, ch’ella avrebbe +ricevuta la visita di Milord in quel giorno medesimo, e stava per +farle alcuni complimenti, quand’essa correndo verso la porta della +sala, cominciò a gridare a tutta voce: «Giannina, Giannina, venite nel +gabinetto della mia toletta.» Indi voltasi a Varney, gli richiese: +«Milord vi ha egli dato nessun ordine da comunicarmi?» + +«Eccovi, o signora, una lettera, che egli v’invia, e con essa un pegno +del suo affetto verso la persona, che è sovrana del suo cuore.» In +ciò dire le consegnò parimente un plico accuratamente annodato da un +filo di scarlatto. Fattasi con vivacità a scioglierne il gruppo, non +vi riusciva. Onde si diede a gridare una seconda volta: «Giannina, +Giannina, una forbice, un coltello, tutto è buono, purch’io possa +sciogliere un tal gruppo, che tarda la mia felicità.» + +«Questo strumento non potrebb’essere all’uopo, o signora?» disse il +Varney, presentandole un pugnaletto di prezioso lavoro, ch’ei portava +alla cintura entro fodero di marrocchino. + +«No, mio signore (rispos’ella, in atto alquanto disdegnoso), l’acciaio +del vostro pugnale non troncherà il mio nodo d’amore.» + +«Eh sì! ne ha troncato più d’uno di questi nodi» disse da se stesso il +Foster, lanciando un’occhiata significante al Varney. + +In questo mentre il gruppo fu disfatto senz’altro soccorso che quello +delle agili dita di Giannina, fanciulla avvenente, figlia di Foster, la +quale avendo udito la voce della padrona, si era data tutta la premura +di accorrere. Una collana di perle orientali stavasi entro quel plico. +La giovane signora le rimise all’ancella, appena guardandole, e si +affrettò a leggere, o piuttosto a divorare il contenuto del profumato +biglietto, che accompagnava un tal dono. + +«Certamente, o signora, disse Giannina (contemplando con grande +ammirazione questa collana) le fanciulle di Tiro non portavano di più +belle gemme[7]. E l’iscrizione: _Per adornare ciò ch’è al di sopra +d’ogni ornamento_. Oh! per verità! ognuna di queste perle vale uno +Stato.» + +«E ogni parola di questa lettera vale l’intera collana, o mia +fanciulla. Ma passiamo nel gabinetto della nostra _toletta_, mia cara +amica, è d’uopo ch’io mi faccia bella. Milord arriva fra poco, e +desidera, signor Varney, che io vi usi buona accoglienza. Oh! i suoi +desiderii sono leggi per me. Questa sera siete invitato meco a cena nel +mio appartamento, e voi pure, signor Foster. Date gli ordini, affinchè +non si omettano i preparativi necessari a ricevere, come si conviene, +Milord.» Dette le quali cose, uscì dell’appartamento. + +«Ella prende già i grandi modi, disse tosto il Varney, e ne ammette +come per favore al suo cospetto. Ha ragione. La prudenza c’insegna a +sperimentare anticipatamente la parte, che la fortuna può un giorno +assegnarne su questa terra. Bisogna che la giovane aquila impari a +guardare il sole prima di spiccare in maggior vicinanza di quest’astro +il suo volo.» + +«Oh! se non si tratta, che di alzare la testa in alto, converrebbe +esser ben ciechi a non accorgersi che questo uccello non abbassa più +la sua cresta. È un falcone, vi giuro, che il mio fischio non verrà a +richiamare. Se udiste, sig. Varney, con qual aria di sprezzo ella mi +parla a quest’ora!» + +«Colpa tua! sciocco, imbecille, privo di fantasia come d’accorgimento, +che fuor d’una brutale violenza non conosci altre vie di far fare una +persona a tuo modo. Perchè, a renderle più aggradevole l’interno di +questa casa, non adoperi la musica ed altri passatempi? E a toglierle +ogni vaghezza d’uscirne, perchè non farle qualche racconto di spiriti? +Il cimiterio tocca le muraglie del parco, e tu non hai nemmeno quanto +senno basta a trarne fuori l’ombra d’un morto per tener a dovere le +donne che soggiornano nella tua casa?» + +«Non dite così, sig. Varney. Niun’anima vivente mi fa timore, ma non +voglio prendermi troppa dimestichezza coi morti miei confinanti. +V’assicuro che non vi vuole poco coraggio ad abitare in tanta vicinanza +di essi; e so che il degnissimo signor Holdforth, quegli che predica la +sera nella chiesa di sant’Antolina, ebbe una bella paura l’ultima volta +che venne a trovarmi.» + +«Taci subito, stolto superstizioso, e piuttosto, giacchè sei entrato +nel proposito di coloro che ti vengono a far visita, dimmi, astuto +malandrino, come è stata ch’io abbia incontrato Tressiliano nel parco?» + +«Tressiliano! Chi è questo Tressiliano? Io nol conosco nemmeno di nome.» + +«Che mi racconti tu, o sciagurato? Ignori dunque, che Tressiliano è +quel certo cacciatore di Cornovaglia, cui il vecchio sir Ugo Robsart +avea destinato quel caro augelletto di Amy? Tutto rabbia d’esserselo +visto volar via, è venuto a tendergli reti fin qui. Conviene essere +bene attenti, perchè costui crede gli sia stato fatto affronto, e non +è uomo da berselo in santa pace. Per buona sorte egli non sospetta di +Milord, nè crede aver da fare che con me solo. Ma in nome del diavolo! +qual combinazione lo ha portato qui?» + +«Ah! Sarà forse l’uomo venuto con Michele Lambourne.» + +«E chi è poi questo Michele Lambourne? Per Dio! non ti manca che +mettere un’insegna alla tua porta e invitare tutti i vagabondi, perchè +entrino a vedere quelle cose che dovresti persino nascondere al sole e +all’aria.» + +«Ecco in qual bel modo i cortigiani ringraziano pei servigi che +loro si prestano! Signor Riccardo Varney, non siete voi quello, che +m’incaricaste di trovarvi un uomo, bravo per adoperare la lama, e +d’una coscienza che non tema la ruggine? Non doveva io darmi attorno +per contentarvi? E la cosa non era tanto facile, perchè grazie al +cielo, non fo conversazione con questa razza di gente. Ma il Cielo +ha permesso, che questo ribaldo, il quale è, nè più nè meno, il +briccone che si conviene ai vostri fini, si presenti qui per rientrare +impudentemente nei diritti d’una conoscenza ch’ebbe meco in lontani +tempi. Gli ho menate buone le sue pretensioni sol per fare a voi cosa +accetta; e quindi mi sono abbassato fino ad intertenermi con lui. E +questa adesso è la vostra riconoscenza?» + +«Ma se costui è un briccone che ti somiglia, ed al quale manca solo +la vernice dell’ipocrisia, che copre la superficie della tua anima, +simile a un dipresso ad un resto d’indoratura che sta sopra una vecchia +arme irrugginita, come sta poi, che il pio, l’amoroso Tressiliano, sia +venuto in sua compagnia?» + +«Non ne so niente io. Ma vennero insieme. Sì dalla parte del cielo! E +se ho da dirvi la verità, questo Tressiliano, giacchè si chiama così, +ha avuto un momento di colloquio coll’amabile nostra prigioniera, +intanto che, tutto intento a servirvi, io discorrea con Lambourne nella +sala della biblioteca.» + +«Oh! tristo senza cervello, che hai perduto te e me in un sol colpo! +In tempo che Milord non è qui, tu il sai, ella ha sospirato, e non una +volta sola, verso la casa paterna. Se a furia di sermoni Tressiliano +l’ha ridotta all’idea di tornarvi, noi non valiamo più una scorza di +fico.» + +«Non temete, sig. Varney, i sermoni di costui non farebbero nulla. +Il solo aspetto di esso le fece mandar tal grido come se un aspide +l’avesse punta.» + +«Tanto meglio, se così è. Ma dimmi, mio buon Foster, non potresti tu +esaminare tua figlia per sapere i discorsi accaduti fra essi?» + +«Ve lo dico candidamente, sig. Varney, mia figlia non si frammetterà, +nè poco nè assai, nelle nostre faccende; non voglio che ella si scaldi +ad uno stesso fuoco con noi. Posso assistervi io, perchè mi riserbo +poi a far penitenza, ma non voglio mettere in pericolo l’anima di mia +figlia per servire le fantasie di Milord, o le vostre. Che cammini io +fra gli agguati e i precipizi, pazienza! sono armato di discernimento, +e saprò cavarmene a tempo; ma non voglio mettere in rischio il mio +povero sangue.» + +«Stupido automa! Se nol vuoi tu, il voglio men io, che quella insulsa +di tua figlia sia iniziata nei nostri segreti, e a me niente rileva +ch’ella vada, o non vada a casa del diavolo sulle tracce del suo buon +padre. Dissi unicamente, che puoi sapere da lei qualche cosa.» + +«Ah! tali indagini non ho mancato di farle a quest’ora, sig. Varney; +ella sa dalla padrona, che il padre di questa è ammalato.» + +«Ammalato! Tale notizia è utile, nè mancherò di trarne partito. Ma +converrebbe liberare il paese da questo Tressiliano. Per simile impresa +non avrei avuto bisogno d’altro braccio, perchè odio costui come il +veleno, e la sua sola presenza mi fa l’effetto d’un bicchier di cicuta. +Anzi ho veduto un momento, che se andava bene egli avea terminato +d’esserci molesto. Ma sdrucciolai con un piede, in verità, se quel tuo +compagno non giugneva a tempo per trattenergli il braccio, a quest’ora +sarei in istato di giudicare se tu ed io ci siam posti nella strada +dell’Inferno o del Cielo.» + +«Considero che parlate di un tal rischio con tanta disinvoltura! Non +si può negare che siete coraggioso, signor Varney. Per me, se non mi +tenesse in piedi la speranza di vivere ancor molti anni, e d’aver tempo +di lavorare alla grand’opera di mia salute col pentimento, non vi +seguirei nel cammino che andate correndo.» + +«Tu vivrai quanto Matusalemme, o mio Foster; tu accumulerai più +ricchezze che non fece Salomone, e sia pur anco che tu divenga più +famoso per l’edificante tua penitenza di quanto il fosti per le tue +bricconerie, e non è dir poco. Ma per ora convien pensare a guardarsi +da Tressiliano. Intanto quella buona lana del tuo collega gli ha +tenuto dietro. Medita bene, che ogni negligenza a tale proposito può +compromettere la nostra fortuna.» + +«Lo so, lo so, rispose Foster, con aria malinconica. Ecco, che cosa +vuol dire il collegarsi con un uomo, il quale non conosce nemmeno +abbastanza la santa Scrittura per sapere che vuol data la lor mercede +agli operai! Vedo che secondo il solito, non mi toccheranno se non se +le fatiche e i pericoli.» + +«I pericoli! Ove sono questi grandi pericoli? Non è vero che il +malandrino viene a girare attorno al tuo parco e alla tua casa? Tu lo +prendi per un ladro. Nulla di più naturale. Adoperi contr’esso o il +ferro freddo del tuo pugnale, o il piombo scaldato dalla polvere. Anche +ciò è naturalissimo. Chi potrà darti torto? Perfino un bracco messo +alla catena ha ragione di morder coloro che si accostano troppo al suo +canile.» + +«Ottimamente! e commettendomi fatiche da cane, mi pagate al giusto come +si pagano i cani. Voi, signor Varney, vi siete fatto una bella e buona +proprietà dell’Abbazia d’Abingdon, ed io non ho che il povero usufrutto +di questo piccolo dominio, usufrutto in oltre che durerà, quello che +durerà, perchè rivocabile a vostro buon grado.» + +«Intendo benissimo. Tu vorresti che il tuo usufrutto si convertisse +in proprietà. Questo ancor può succedere, Tony, se però lo saprai +meritare. Ma non è ora di tener le mani alla cintola. Nè basta, per +mostrarti degno di quanto desideri, il prestare una stanza o due di +questo vecchio casamento ad uso d’uccelliera pel leggiadro animaletto +che Milord vi ha racchiuso; ed è ancor poca cosa il serrare le tue +porte e le tue finestre per impedirgli di volar via. Ricordati che +la rendita depurata di questo fondo è valutata 79 lire, 5 scellini, +e 5 _pence_ e mezzo, senza comprendervi le legna. Abbi coscienza +un istante, e concedimi che ci vogliono grandi servigi, ben arcani +servigi, e qualche cosa in somma più di quello che fai, per guadagnarti +tal ricompensa. Intanto manda il tuo servo a levarmi gli stivali, e +pensa a farmi dare da pranzo, ed un fiasco del tuo miglior vino; e dopo +con serena fronte, con lieto animo, e leggiadro come un Adone, tornerò +a vedere questo vezzoso augelletto.» + +Si separarono in quell’istante, e si rividero solamente al mezzogiorno, +ora in cui era usanza di pranzare. Varney comparve vestito in leggiadro +aggiustamento adatto alla costumanza di que’ tempi, ed anche il Foster +avea data qualche cura ad allindarsi; cura però che non ebbe miglior +effetto del farne spiccar maggiormente la laidezza della persona. + +Pure tal novità diede nell’occhio a Varney. Laonde terminata la mensa, +ed allorchè i servi si furono ritirati, questi disse, squadrando +l’altro dalla testa ai piedi. «Per bacco! Tony, come ti sei fatto +bello! Sembri un cardellino. Non ti manca ora che zuffolare una giga. +Ma no, no: quest’atto profano ti farebbe scacciare dalla congregazione +de’ zelanti beccai, de’ puri tessitori, e dei santi fornari d’Abingdon, +avvezzi a lasciar venir freddo il forno tanto che si scaldano le loro +teste.» + +«Parlarvi il linguaggio della fede, signor Varney, sarebbe un far +ragione alla parabola, un gettare le perle agli animali immondi. +Adoprerò adunque con voi linguaggio adatto mondano, solo linguaggio che +chi ordina tutte le cose vi ha dato facoltà di comprendere, e da cui +imparaste a trar profitto non ordinario.» + +«Dì pure quello che ti piacerà, onestissimo Tony, perchè sia che, senza +intenderti da te stesso, tu prenda per base de’ tuoi discorsi la fede, +o intendendoti ottimamente, ne faccia tu l’applicazione che torna +più comoda alle pratiche di tua vita, tali discorsi saranno sempre +opportunissimi a far sentir meglio il gusto di questo alicante. Le +ciance sono egregio stimolo ad assaporare il buon vino, al di sopra del +caviale, delle lingue salate, e di tutt’i cibi fatti per istuzzicare il +palato.» + +«Ebbene dunque. Compiacetevi dirmi, signor Varney, se vi pare che +il Lord nostro padrone non sarebbe meglio servito, avendo la sua +anticamera guernita di gente onesta, timorata di Dio, e che non +pensasse ad altro, fuorchè ad eseguire gli ordini di chi comanda, ma +posatamente e senza strepito e senza scandalo; o se più gli torni +l’averla piena di tagliacantoni sullo stile d’un Tidesly, d’un +Killigrew, di quello scellerato del Lambourne, che m’avete dato il +disturbo di cercarvi, e di tant’altri bricconi, che portano il patibolo +nella fisonomia e il delitto nelle lor mani, spavento di tutta la gente +che ha voglia di far bene, e vera infamia della casa di Milord.» + +«Voi dovete sapere, onestissimo Tony, che chi va a caccia così +d’uccellame come di quadrupedi, deve avere al proprio comando tanto +cani quanto falconi. La strada che Milord corre, è ingombra di molti +pericoli, e gli fa mestieri di gente d’ogni classe a lui affezionata, +e della quale possa fidarsi. In una sì estesa bisogna adunque +gli vogliono cortigiani, qual mi son io, capaci di fargli onore +nell’accompagnarlo alla Corte, abili per dar di mano alla sciabola per +ogni motto ch’altri pronunzi contro l’onor del Signore, e....» + +«Pronti, continuò Foster, a dir per lui due parole all’orecchio di +bella donna, ogni volta ch’egli non se le può avvicinare.» + +«Gli abbisognano parimente (seguitò Varney, senza far mostra +d’accorgersi di cotale interruzione) procuratori, che sappiano +fare all’uopo da minatori, e addottrinati ora nel dar tal forma ai +contratti, che vincolando gli altri, non mettano lui in angustia, ora +nell’agevolargli le migliori vie di vantaggiare su i concedimenti de’ +fondi ecclesiastici e delle grazie: gli abbisognano farmacisti, periti +nell’apparecchiare un brodo o un cordiale: gli abbisognano spadaccini, +risoluti ad affrontare il diavolo se venisse loro all’incontro, e per +ultimo gli abbisognano, religiosissimo Foster, anime sante, innocenti, +puritane, come la tua, le quali valgano nel compiere le opere di +Satanasso, e nello sfidarne ad un tempo il potere.» + +«Non v’intendereste già dire, signor Varney, che il nostro padrone, +l’uomo da me riguardato superiore a tutti i primati di questo regno +nella nobiltà dei pensamenti, ricorra per innalzarsi a pratiche della +natura di quelle che voi indicaste, e che non si possono mettere in +opera senza l’offesa di Dio?» + +«Amico Foster, non prenderla con me in questo tuono, e guarda di non +fare abbaglio. Io non mi metto in tuo potere, come forse il tuo scarso +cervello te lo dà ad immaginare, se anche non mi prende dinanzi a te +il fastidio di palliare gli strumenti, le molle, le viti, le leve, i +rampiconi, di cui un grande non può far senza per sorger alto, e alto +mantenersi nei tempi scabrosi. Non dicevi tu testè, che il nostro buon +Lord supera tutti nella nobiltà dei pensamenti? Ebbene! Appunto perchè +non permette cose ignobili a se medesimo, fia tanto maggior bisogno +d’avere al suo salario uomini non tanto scrupolosi, ed i quali, non +ignorando, che se cadesse il padrone, verrebbero trascinati nella sua +rovina, sudino sangue e cimentino corpo ed anima per sostenerlo. Se ti +dissi ciò è perchè non m’importa che egli lo sappia.» + +«Queste che voi pronunziate sono parole di vangelo, signor Varney. +Il capo di una fazione non è altro che una barca in mezzo al mare, +incapace di sollevarsi da se medesima se non la innalzano i flutti che +la sostengono.» + +«Tu non sai che sciorinare metafore, o Tony, e il tuo abito di velluto +ti trasformò in un oracolo. Vedo, converrà che ti mandiamo ad Oxford +per assumervi i gradi di quella università. Ma finchè venga questo +momento, raccontami se impiegasti a dovere le somme che ti mandammo da +Londra. Hai tu fatto mettere all’ordine un appartamento che sia degno +di Milord?» + +«Degno di Milord! sarebbe degno d’un re nel giorno delle sue nozze; e +la nostra giovane ospite è venuta in tal boria che nol potrebbe di più, +ve ne accerto, la regina di Saba.» + +«Tanto meglio! mio buon Foster. Ben abbiam di bisogno ch’ella sia +contenta di noi. Da essa dipende la nostra sorte.» + +«Se ciò è, vedo che fabbrichiamo sulla sabbia. Supponendo ch’ella +andando alla Corte partecipi al grado e all’autorità del marito, di +qual occhio volete riguardi me, che sono in tal qual modo il suo +carceriere, costretto a tenerla qui, le piaccia o non le piaccia, +come un bruco in un albero di spalliera, quand’ella non si augura che +d’essere una farfalla dorata, libera di spaziare a suo buon grado, e in +lungo ed in largo, per tutto un giardino?» + +«Ti crucci, mal a proposito. Sarà mia cura il farle comprendere che +quanto operasti ebbe a solo fine il buon servigio di Milord e di +lei medesima. Lascia che abbandoni il guscio dell’uovo entro cui +sta racchiusa, e dirà ella stessa, che noi facemmo sbucciare la +magnificenza cui si vedrà sollevata.» + +«Badate, sig. Varney; perchè in questa faccenda, potreste aver fatt’i +conti senza dell’oste. Ho veduto questa mattina che vi accolse con +molto gelo, nè credo che siate voi più di me il suo prediletto.» + +«Tu t’inganni, Foster, è di gran lunga che tu t’inganni; ella tiene a +me per tutti que’ legami che la possono vincolare ad un uomo, la cui +mercè vide soddisfatti ad un tempo, il suo amore e la sua ambizione. +Chi se non io, ha sottratto all’umile sorte che le si presentava +l’ignorata Amy Robsart, figlia d’un vecchio rimbambito, d’un cavaliere +privo di ricchezze, la futura sposa d’un pazzo, d’un entusiasta, di +questo Edmondo Tressiliano? Chi se non io, fece brillare a’ suoi +occhi la prospettiva del più ridente destino, ch’uom possa augurarsi +nell’Inghilterra, e fors’anche in tutta l’Europa? Io, te l’ho pur detto +altre volte, condussi i primi intertenimenti misteriosi di questi +due amanti. Io vegliava attorno del bosco, intanto che Milord facea +la sua caccia. Io solo accompagnai Amy nella fuga, e su di me solo +ne rinversano la colpa i suoi congiunti; motivo onde se mi trovassi +ne’ loro dintorni, mi converrebbe portar tutt’altro che una camicia +di tela d’Olanda sulla mia pelle per non metterla in corrispondenza +coll’acciaio di Spagna. Chi portava le lettere dell’uno all’altro? +Chi teneva a bada Tressiliano ed il vecchio? Chi regolò tutti gli +apparecchi della fuga? Io soltanto. Io fui in somma che trassi questa +vezzosa pratellina dal campo ignoto in cui fioriva, per collocarla sul +cimiero più ragguardevole dell’Inghilterra.» + +«Ottimamente, sig. Varney. Ma credete non s’accorga, che se dipendea +soltanto dai vostri consigli, il fiore sarebbe stato attaccato molto +debolmente al cimiero; e che il primo soffio del vento sempre variabile +della passione, avrebbe fatto cader per terra la povera pratellina?» + +«Ella dee pur anche pensare (disse sorridendo Varney), che la fedeltà +da me dovuta a Milord dovea tenermi lontano dal consigliargli a prima +giunta un tal matrimonio; che però non mi stetti dal darne il parere, +allorchè m’avvidi che non potea renderla paga altra cosa fuorchè.... +dirò il sacramento, o il contratto di nozze, Foster?[8]» + +«Ma cova anche un altro rancore contro di voi, e ve lo dico perchè vi +mettiate in riguardo finchè siete in tempo. Non le va troppo a genio +questo nascondere il proprio splendere entro la lanterna d’un vecchio +monastero. Brillar alla corte col titolo di contessa, questo è quanto +ella desidera.» + +«E non le do torto. La cosa è naturalissima. Ma che ha di comune tal +suo desiderio con me? Splenda essa dietro di un osso, o dietro d’un +cristallo, come piacerà meglio a Milord; in tutto questo io non entro +per nulla.» + +«Ella pensa in vece che teniate il timone del navilio, e che stia in +voi il governarlo a vostro buon grado. In una parola dà tutta la colpa +della ritiratezza in cui vive ai consigli segreti, che suggerite a +Milord, e alla sollecitudine ch’io metto nell’adempire i vostri ordini, +onde ama entrambi all’incirca, come qualunque galantuomo ama il giudice +che lo condanna e l’altra persona che eseguisce la sentenza.» + +«Eppure le sarà d’uopo amarci un po’ più, quando le piaccia uscire +di questo luogo. Se ho avute ragioni d’alto peso per consigliare, +che fosse qui custodita per qualche tempo, potrei anche averne altre +per dar pareri, che la traessero a brillare in tutto lo splendore +cui tanto sospira; ma colla carica che occupo presso la persona di +Milord, sarei ben pazzo a far ciò se costei mi fosse nemica. Tu devi, +o Foster, al primo destro che n’hai, farle ben capire una tal verità, +e a me poi lascia la cura di parlare in tuo favore, e metterti in buon +aspetto presso di lei. _Fa per me, e farò per te_, è adagio ricevuto +in tutto l’universo. È d’uopo ch’ella conosca i propri amici, ma +che calcoli ad un tempo il potere in cui sono di divenirle nemico. +Intanto falle guardia da presso, ma con tutto quel rispetto esterno, +che può sperarsi dalla tua indole grossolana. Però divengono ora una +providenza quest’aria rubesta, e questo umor burbero, di cui sei +provvisto a dovizia, e devi ringraziar Dio d’un tal dono, utile persino +agl’interessi di Milord; perchè quando è d’uopo venire ad atti di +severità, sembrano piuttosto effetti della tua natural buona grazia. +Ella ne incolpa questa sola, e non gli ordini segreti che hai ricevuti, +e così risparmia di sospettare di Milord. Ma zitto. Alcuno picchia alla +porta. Guarda alla finestra, e non permettere ch’entri nessuno. Non è +giorno questo in cui abbiamo d’uopo d’interrompimenti.» + +«È Michele Lambourne, disse il Foster, dopo avere osservato chi fosse, +quel medesimo di cui vi ebbi discorso prima del pranzo.» + +«Oh! entri, entri, disse il cortigiano. Ei ne apporterà sicuramente +notizie di Tressiliano, e a noi rileva troppo il sapere ogni andamento +di costui. Fallo entrare, ti dico; ma non condurlo qui. Io verrò poi a +trovarti nella biblioteca.» + +Uscì il Foster, e il Varney colle braccia incrocicchiate sul petto, +e assorto in profondissima meditazione si lasciò di tempo in tempo +sfuggire alcune parole interrotte, che noi abbiamo raccozzate con +qualche maggior ordine per renderne più intelligibile il monologo ai +nostri leggitori. + +«Non è cosa che troppo vera (egli disse, arrestandosi d’improvviso, ed +appoggiando la mano destra sulla tavola ove aveva pranzato). Questo +antico scellerato ha scorta nel midollo la natura de’ timori onde sono +compreso, nè mi trovò preparato a celarglieli. Costei non mi ama, e +piacesse al Cielo che nemmen io l’avessi amata giammai. Ben lo vedo. +Fui uno stolido a parlarle per me, quando ogni regola di prudenza +m’insegnava a non essere che il fedele interprete di Milord. Questo +momento fatale d’inconsideratezza mi ha posto a discrezione di Amy, e +un uomo savio non si commette mai ad una donna, che, valga quanto sa +valere, sarà sempre una copia della nostra madre comune Eva[9]. Dal +momento che la mia politica cadde in sì goffo strabocco, non posso +veder questa femmina, senza sentire in me una mescolanza di tema, +di odio e di tenerezza ch’io non so se, standone in me la scelta, +preferissi il perderla al piacere di possederla. Ma assolutamente non +mi torna ch’ella esca di qui, finch’io non sappia come aggiusteremo +le partite fra noi. L’interesse di Milord vuole che queste oscure +nozze rimangano occulte. Tal pure è l’interesse mio, perchè se Milord +cade, mi vedrò involto nella sua caduta. Per altra parte, sarei +grandemente stolto se le dessi braccio a salire sullo scanno suo di +parata, perchè sedutavi una volta, mi mettesse i piedi sul collo. È +d’uopo che l’amore, o la tema le parlino in mio favore. Chi sa s’io +non possa vendicarmi ancora nella più dolce guisa degli sprezzi ch’io +ne soffersi? Sarebbe questo il capolavoro di un cortigiano. Ma perciò +fa di mestieri.... sì ch’io possa venire ammesso alle confidenze di +quella mente, ch’ella mi sveli un segreto, non fosse che il disegno +di scoprire una nidata di fanelli, ed in allora... in allora, bella +contessa, voi siete in potere di Varney.» + +Fece indi alcuni altri giri su e giù per la stanza, si versò una tazza +di vino, la bevve, quasi ne traesse speranza di calmare l’agitazione +in cui era il suo spirito. «Ora armiamci di fronte serena, e di cuore +impenetrabile.» Uscì di poi dell’appartamento, e andò a trovare il +Lambourne per ascoltarne il riferto, e munirlo di nuove istruzioni. + + + + +CAPITOLO VI. + + »Su i prati, i campi e sulla zolla erbosa + »Spargeva sue rugiade + »La notte umida, ombrosa, + »E donna allor delle stellate strade, + »Da ogni veron dell’edifizio antico + »Ribatter fea la luna il raggio amico. + _Mickle._ + + +Quattro sale che teneano il lato occidentale dell’antico edifizio detto +_Cumnor Place_ erano state adorne con tal magnificenza che superava +ogni descrizione; la qual cura di metterle in tanto splendore aveva +preceduto d’alcuni giorni il tempo cui si riferisce l’incominciamento +della nostra storia. E fu l’opera d’artefici mandati da Londra, che +cambiò in appartamento degno veramente d’un re quel pezzo di fabbrica, +parte dianzi più abbandonata e mal messa di quel vecchio convento. In +tutto ciò venne adoperato tanto mistero che non solamente fu impedito +agli operai l’uscire di quel luogo sintantochè non avessero compiuto +il lavoro, ma questi, e s’introdussero di notte tempo, e di notte +tempo partirono; nè si risparmiò cura onde nascondere alla curiosità +indiscreta di que’ contadini i cambiamenti che si operavano nella casa +di un lor confinante, già sì povero, or venuto in ricchezza. Senza +tali cautele eglino si sarebbero dati del certo ad indagar le cagioni +de’ cambiamenti medesimi. E si riuscì nel conservare il segreto quanto +bastò, onde le poche cose che traspirarono non diedero luogo se non se +a voci vaghe, le quali comunque passassero d’orecchio in orecchio, per +l’incertezza con cui si divulgarono, non ottennero molta considerazione +nè fede. + +Nella sera che venne dopo il giorno di cui parliamo, questi +appartamenti, di nuovo, e sì pomposamente adorni, vennero illuminati +per la prima volta, e con tanta profusione, che lo splendore mandato +da essi sarebbesi scorto ad una lontananza di sei miglia all’intorno; +ma imposte di rovere ben chiuse da spranghe e da catenacci, e grandi +cortine, tutte di seta e di velluto, guernite con frange d’oro, non +permettevano al più sottile raggio di luce che si diffondesse al di +fuori. + +Questa parte di edifizio era composta, come dicemmo, di quattro +principali sale, e ognuna di queste comunicava coll’altra. Vi si +giugneva per un grande scalone che metteva alla porta di un’anticamera, +simile per sua forma ad una galleria. L’Abbate avea spesse volte tenuto +capitolo in tale stanza, le cui pareti erano ora intarsiate di legname +peregrino d’un color bruno, tratto, diceasi, dall’Indie occidentali, +che avea ricevuto a Londra bellissima pulitura, e d’una durezza, che +ben molti de’ loro strumenti gli operai vi dovettero logorare. Il +colore oscuro del legno ottenea spicco dal chiarore mandato dalle +candele che stavano sopra ventole d’argento attaccate alle pareti, e +da sei grandi quadri, che erano lavoro de’ primi dipintori del secolo, +e fregiati di ricchissime cornici. Verso lo sfondo inferiore vedeasi +una tavola di legno massiccio, fatta per quelli che voleano ricrearsi +al giuoco del _Shovel-Board_[10], ch’era in grand’uso a quei giorni. +Vedeasi dall’altro lato una ringhiera per collocarvi i sonatori ed i +buffoni che venissero ivi chiamati per aggiugnere giocondità ad una +serata. + +Da questa anticamera si passava alla sala della mensa. Era essa di +mezzana grandezza, ma tanto sfarzosa, che per dovizia d’ornati potea +far incanto all’occhio anche il più avvezzo a veder cose grandiose. +Le muraglie, poco prima ignude e nere di fumo, miravasi parate di +un velluto cilestro, ricamato d’argento; erano le sedie d’ebano, +riccamente scolto, e guernite di cuscini somiglianti alla tappezzeria +delle pareti. In vece di ventole d’argento, che sostenessero le +candele, come nell’anticamera, il luogo veniva rischiarato da +un’immensa lumiera, parimente d’argento. Il pavimento era coperto da un +tappeto di Spagna, su di cui i fiori e le frutta vedeansi rassembrati +con colori tanto naturali e brillanti, che si esitava a calcar col +piede un’opera così preziosa. La tavola, costrutta di vecchia quercia +d’Inghilterra, riceveva abbellimento dalla squisitezza dei panni di +lino che vi stavano sovrapposti; ed una grande credenza portatile, +da’ suoi aperti battitoi, mostrava scaffali carichi di vasellami di +porcellana e d’argento. Nel mezzo della tavola sorgeva una saliera +fabbricata in Italia, bellissimo lavoro d’argento, alto due piedi, +che rappresentava il gigante Briareo, le cui cento mani offerivano ai +convitati ogni spezie d’aromi, e tutto quanto potea aggiugnere grazia +al sapore delle vivande. + +Di qui si andava alla grande sala, ornata di maestosa tappezzeria, +in cui rappresentavasi la caduta di Fetonte; chè in allora i telai +della Fiandra trattavano a preferenza argomenti classici. Fra gli +altri sedili se ne distingueva uno da parata, che sorgea d’un gradino +dal pavimento, e capace abbastanza perchè vi stessero sedute due +persone. Sovrastava a questo un baldacchino, che al pari de’ cuscini, +de’ paramenti, e fin del sottoposto tappeto era di velluto cremisino, +ricamato a semi di perle. Fregiavano la sommità di esso baldacchino due +corone, quali addiceansi al grado di Conte e di Contessa. Altri sedili +poi non vi si vedevano fuorchè sgabelli coperti parimente di velluto, +e cuscini ad uso moresco, ornati di rabeschi ricamati coll’ago. +Trovavansi nell’appartamento, e strumenti di musica, e telai da ricamo, +e altre cose onde in que’ tempi s’intertenevano le femmine distinte. +La principale illuminazione di questa sala veniva da quattro grandi +torce di cera vergine portate da altrettante statue che rappresentavano +cavalieri Mori armati. Sosteneano questi colla sinistra mano uno scudo +d’argento, che veniva ad essere collocato fra il petto del cavaliere e +la torcia, e lustrato con tant’arte, che ripercoteva i raggi al pari di +uno specchio di tersissimo cristallo. + +La stanza del riposo, ultima di questo magnifico appartamento, era +decorata meno sfarzosamente, ma non con minore ricchezza delle altre. +Due lampade d’argento, colme d’olio profumato, vi spargevano d’ogni +intorno odor delizioso, e la luce lor tremebonda producea il gradevole +effetto di un sereno crepuscolo di sera. Sì fitto era il panno de’ +tappeti che la pedata anche più grossolana non potea svegliare chi +stavasi a letto. Era questo letto di caluggine, e lo copriva una coltre +d’oro e di seta. Di tela batista le lenzuola, le coperte serbavano la +bianchezza degli agnelli, che fornirono a intesserle i loro velli. +Le cortine erano di velluto turchino, trapuntato di seta cremisina, +tagliate a festoni d’oro, e fregiate d’un ricamo che rappresentava gli +amori di Cupido e di Psiche. Trovavasi sulla _toletta_ un magnifico +specchio di Venezia, con cornice messa in filigrana d’argento, e a +canto d’esso vedeasi una bella coppa d’oro, serbata a contenere la +bevanda, ch’era allora costume di libare prima di mettersi al riposo. +Un pugnaletto, ed un paio di pistole, ornati d’oro, stavano presso al +capezzale del letto, armi che non si mancava di presentare agli ospiti +di riguardo, piuttosto, com’è da credere, per una formalità, che per +mettergli in sospetto di verun pericolo. Non dobbiamo qui tralasciare +una circostanza che caratterizza i costumi di que’ tempi. Trovavasi +nella grossezza delle muraglie un incavo, rischiarato da un cero, +entro cui erano due cuscini riquadrati, coperti della stessa stoffa +che le cortine del letto, e posti dinanzi ad un inginocchiatoio di +ebano, scolpito nella parte più alta. Fu questo luogo, altra volta, +l’oratorio dell’Abbate. N’era stato tolto in allora il Crocefisso, in +cui vece vennero posti due libri di preci, riccamente legati e guerniti +d’argento. + +Il sol mormorio de’ venti che agitavano i rami delle querce del parco, +potea penetrare in questo asilo della quiete, tranquillo cotanto, che +il Dio del sonno lo avrebbe invidiato. Contigui alla stanza da letto +erano due gabinetti da _toletta_, non apparati con minor lusso delle +sale dianzi descritte. La parte di edifizio cui tenea l’ala meridionale +dava luogo alle cucine, agli ufici, e agli altri alloggiamenti +necessarii alla comitiva del ricco e nobile signore, per comando del +quale sì delizioso soggiorno fu apparecchiato. + +La divinità che n’era lo scopo, ben meritava le spese fatte in esso, e +le fatiche adoperate nel condurlo a sì bel termine. Seduta nell’ultima +delle descritte stanze, stavasi contemplando tai delizie create +d’improvviso in suo onore, con occhio di compiacenza, e d’una vanità +che era naturale quanto innocente. Perchè la sola cagione del mistero +posto nel fornire sì ricco appartamento era il soggiorno che essa +faceva a Cumnor Place. Si ebbero le più accurate diligenze, affinchè +sino all’istante, or giunto per lei, di entrarne al possedimento, ella +ignorasse che si fabbricava in quella parte dell’antico edifizio, e che +non comparisse mai innanzi agli operai adoperati a tal fine. Pertanto +non essendo ella mai stata nel ridetto luogo, ed entrando questa sera +la prima volta in un appartamento cotanto diverso dal rimanente della +fabbrica, credè per un istante trovarsi in un palazzo incantato. E +vistasi in mezzo a tanta grandezza, si abbandonò a quella gioia vivace +e libera, che ognun pensa dover nascere in una giovinetta avvezza a +vivere nel ritiro della campagna, tratta d’improvviso ad uno splendore, +cui non avrebbe mai osato aspirare, comunque strani ne fossero stati +i desiderii; e fornita in oltre d’un cuore tenero e riconoscente, che +ben comprende essere sì cari incanti l’opera dell’amore, mago il più +possente di quanti se ne possano immaginare. + +La contessa Amy, tal si era il grado, cui l’avevano sollevata +le sue nozze, segrete sì ma non mancanti di alcuna formalità, +coll’uomo maggiore per dignità e più possente di quanti vivessero +nell’Inghilterra, non potè starsi per qualche tempo dal correre d’una +stanza all’altra, nè mai era sazia di contemplare le cose ognor +nuove che le ferivano il guardo, tanto più lieta che nel trarne +motivo di apprezzar vie più il delicato gusto del Lord impadronitosi +dell’innocente suo cuore, vi leggeva le prove della tenerezza con cui +era amata. + +«Quanto sono belle, sclamava, queste tappezzerie, e naturali queste +dipinture! Com’è ricco il lavoro di questi argenti! Non direbbesi +padrone di tutti i galeoni di Spagna colui che il fece eseguire? Ma +Giannina! (ripeteva ella sovente alla figlia del Foster, che la seguiva +con eguale curiosità, benchè più moderata nella sua gioia) come è più +delizioso di tutto ciò il pensare, che tante maraviglie vennero qui +attorno adunate per amor mio, e che ad una qualche ora di questa sera +potrò starmi col creatore di tal novello Paradiso, e ringraziarlo, ben +assai più che delle maraviglie contenute in esso, di quella tenerezza, +che sola ve le collocò!» + +«Egli è il Signore, o Milady, rispose tosto la giovane Puritana, cui +dovete dar grazie d’avervi conceduto uno sposo sì tenero e che fa tante +cose per voi. Anch’io veramente mi sono studiata ad ornarvi quanto +meglio sapessi. Ma se non la finite di correre così da una stanza +all’altra, non terrà saldo una sola delle spille de’ vostri ricci, e +la mia opera scomparirà, come al primo raggio di sole si dileguano i +disegni, che la brina ha fatti su i vetri.» + +«Hai ragione, Giannina,» disse la giovane e bella contessa, uscendo +dell’estasi in cui era assorta, e d’improvviso fermando il suo correre. +Poi postasi innanzi ad uno di quegli specchi, de’ quali non avea mai +veduto più grandi (nè forse i più belli si trovavano nell’appartamento +della Regina) tornò a ripetere: «Hai ragione, Giannina», indi si +abbandonò ad un moto di gioia, ben perdonabile alla sua età, in vedere +che quello specchio riflettea forme presentatesi ben di rado alla +lucida sua superficie. «Sembro piuttosto una venditrice di latte che +una contessa con queste guance rosse e riscaldate, e con queste brune +trecce che tu avevi aggiustate in tanta simmetria, e che ora vanno +qua e là, come i tralci d’una vite che non sia mai stata potata. Gli +ornamenti del collo non si reggono più, e mi scoprono il seno oltre +quanto la decenza permette. Vieni, Giannina, è d’uopo ch’io m’accostumi +alle molestie unite alla pompa. Entriamo nella gran sala, mia buona +giovane, tu ricomporrai questi capelli in sommossa, e imprigionerai +sotto la batista ed il pizzo questo mio seno che è troppo vivamente +agitato.» + +Esse passarono adunque nella gran sala, ove la Contessa, +negligentemente appoggiandosi sui cuscini, ora si abbandonava alle +proprie meditazioni, ora udiva con diletto le ciance di questa giovane +sua seguace. + +In tale atto ed espressione di fisonomia che tiene un grado di mezzo +fra la distrazione e l’impazienza di chi aspetta, credo che per +trovare lineamenti sì amabili e che significassero tanto, si sarebbero +corsi invano i mari e le terre. La ghirlanda di brillanti, posta +sopra capelli d’un bruno carico, splendea meno di quell’occhio nero +adombrato da un sopracciglio bruno, sì regolare che l’avresti detto +dipinto, e da lunghe ciglia dello stesso colore. Le corse fatte per +le stanze; il contento della vanità soddisfatta, l’ardente desio di +veder giungere il Conte, invermigliavano in deliziosa foggia quelle +guance, che d’ordinario peccavano alcun poco di pallidezza. Bianca ne +era la collana di perle quanto il latte, che, novello pegno dell’amor +dello sposo, ella già portava al seno. Ma era un nulla questo candore +a fronte di quel de’ suoi denti, che avrebbero fatto perder vezzo +alla pelle, se la speranza e il contento non le avessero impresse le +gradazioni del color della rosa. + +«Ebbene, Giannina, queste tue dita sì affaccendate non hanno ancora +terminato il loro lavoro? chies’ella alla giovane ancella, che si dava +grande sollecitudine di riparare i guasti occorsi nell’acconciatura +della Contessa. Va bene, Giannina, va bene. Ora fa d’uopo ch’io veda +tuo padre prima che giunga Milord. Voglio anche vedere il signor +Riccardo Varney, che è in tanto favore presso il Conte. Eh! sì: non +dipenderebbe da me che il farglielo perdere col rivelare certe cose a +mio marito....» + +«Oh! fate bene ad astenervene, mia buona padrona, disse subito +Giannina. Mettete questo Varney nelle mani del Signore, che sa punire +i cattivi, quando lo giudica a proposito. E poi se mi credete, non +entrate mai in disparere con Varney. Egli gode la confidenza del +padrone, e chiunque lo ha contrariato ne’ suoi divisamenti, rare volte +ha fatto fortuna.» + +«E come sapete tai cose, mia Giannina? Perchè dovrei io avere tutti +questi riguardi con un uomo d’una condizione tanto inferiore, io che +sono la moglie del suo padrone?» + +«Milady conosce meglio di me quello che ha da operare; ma ho udito +più volte dir da mio padre, ch’egli vorrebbe incontrarsi in un lupo +affamato, anzichè sconcertare a Riccardo Varney il minimo de’ suoi +divisamenti. Mi ha in oltre raccomandato di non fare alcuna lega con +essolui.» + +«Tuo padre ti ha parlato da savio uomo, Giannina, e ti posso guarentire +che t’ha così consigliata per il tuo bene. È una sfortuna che i +lineamenti, e i modi di Foster non s’accordino colle sue intenzioni, +perchè potrebbero anche essere pure.» + +«Oh! non ne dubitate, Milady, che le intenzioni di mio padre non sieno +rette. So che non è bello, ma non bisogna giudicare il cuor degli +uomini dalla figura.» + +«Lo credo, mia buona fanciulla: e voglio crederlo, se non foss’altro, +per amore di te. La sua fisonomia però è tale che non si può guardarlo +senza provare un certo fremito. Io penso, che fin tua madre.... Non +hai anche finito, mia cara, di torcermi i capelli con questo ferro?... +Penso che tua madre tremasse sempre al suo aspetto.» + +«Se la cosa fosse stata così, mia signora, mia madre avea tai parenti, +che avrebbero saputo sostenerla. Ma voi stessa, Milady, io vi ho veduto +divenir rossa e tremare, quando Varney vi pose fra le mani quella +lettera di Milord.» + +«Voi vi prendete libertà più del dovere, o Giannina (disse la Contessa, +abbandonando il cuscino, su cui, appoggiato il capo alla spalla +dell’ancella, si stava seduta: poi riprendendo tosto il tuono di bontà +che le era famigliare) tu non sei pratica, le disse, che in certe +occasioni si può tremare senza essere preso da verun timore. Per tuo +padre, mi sforzerò d’avere di lui la migliore opinione possibile, +se non per altro perchè gli sei figlia, mia cara fanciulla. Oimè +(soggiunse di poi, e nel dire le seguenti cose, una nube di tristezza +le coperse la fronte, e i suoi occhi si fecero gonfi di lagrime), io +non posso non aprir l’orecchio agli accenti della pietà filiale, io +che ho un padre non consapevole del mio destino, io che or ora ho +saputo esser egli infermo e angoscioso sulla mia sorte! Ma lo rivedrò, +e la notizia della fortuna cui ascesi, lo farà tornar giovane. Io gli +restituirò la primiera gioia. — Ma intanto non è bene ch’io pianga (e +nello stesso tempo si rasciugava gli occhi). Milord non dee trovarmi +fredda alle bontà che mi usa; mal si starebbe ch’ei vedesse la sua +creatura in istato di tristezza, allorchè dopo sì lunga lontananza +viene ad allegrarne di sua presenza il ritiro. Componiamoci alla gioia, +diletta Giannina; la notte non è lontana; ed avremo presto Milord. +Chiamami tosto tuo padre, e Varney. Non ho nessun astio contro di loro, +e benchè e l’uno e l’altro m’abbiano dato motivi di non esser contenta, +sarà omai colpa d’essi soltanto, se mi costringessero a farne qualche +querela a Milord. Vanne, Giannina, dì loro che qui gli aspetto.» + +La giovane Foster ubbidì alla sua padrona, e pochi minuti dopo, il +Varney si mostrò nella gran sala con tutta quella disinvoltura, grazia +e arditezza, di cui non è penuria in un cortigiano, che sappia ben +avvolgersi entro manto d’urbanità, per nascondere il proprio animo, e +disvelar meglio quello degli altri. Veniva dopo lui Tony Foster, la cui +fisonomia malaugurosa e triviale si faceva appunto più scorgere pel +goffo studio ch’egli metteva a non lasciar comprendere come vedesse di +mal occhio, e con vera inquietudine che quella femmina, sulla quale +avea fin allora usato d’autorità quasi dispotica, fosse adorna di tutti +gli apparati della grandezza, e vedesse d’ogn’intorno a sè sì luminosi +pegni dell’amor d’uno sposo. E fu una confessione del nudrito mal animo +la sinistra riverenza fattale da costui, non diversa da quella ch’è +solito praticare un reo giunto al cospetto del giudice, allorchè vuole +ad un tempo darsegli per colpevole ed implorarne pietà. + +Il Varney, che per la sua prerogativa d’essere nobile, lo precedè +entrando nell’appartamento, avea già in un istante recapitolato nella +sua mente le cose da dirsi ad Amy, onde per tutti i riguardi potea +meglio del Foster esporle con garbo e franchezza. + +Il saluto voltogli da Amy fu sì cortese da presagire a lui compiuta +indulgenza su gli antichi falli; ed alzatasi e mossagli incontro, gli +porse la mano così dicendogli: «Sig. Varney, voi mi portaste in questa +mattina tai notizie, la cui sorpresa tanto mi fu deliziosa, ch’io temo +perfino avermi dimenticato la raccomandazione fattami da Milord perchè +ben vi accogliessi. Vi offro la mia mano qual pegno di riconciliazione.» + +«Non son degno di toccarla (rispose Varney, piegando a terra un +ginocchio) in altra guisa che come il suddito tocca talvolta quella +del suo sovrano.» E in ciò dire accostò alle proprie labbra quelle +belle dita snodate, cariche di brillanti, e d’altri sontuosi ricordi +dell’amore di Milord; indi alzatosi, con leggiadria fece alcun passo +per condur lei verso il sedile di parata. + +«Scusatemi, sig. Varney, non mi sederò certamente in quel luogo, ammeno +che non sia lo stesse Milord a condurmivi. Non mi vedo finora che una +contessa in maschera, nè voglio attribuirmene le prerogative, prima di +essere a ciò autorizzata da lui, che ha il potere di conferirmele.» + +«Io spero, Milady (cominciò allora Foster il suo discorso), che +nell’eseguire gli ordini datimi da Milord vostro marito, non avrò +incorso la vostra disgrazia. Col tenervi rinchiusa non feci, voi stessa +lo vedete, che adempire il mio obbligo verso chi è padrone mio, ed +anche di voi, perchè il Cielo, come lo dice la sacra Scrittura, diede +al marito autorità e supremazia sopra la moglie. Son queste, o poco +diverse da queste, le parole del testo.» + +«Sig. Foster, la soave sorpresa ch’io provai entrando in questi +appartamenti fa le scuse della rigida severità, con cui me ne +allontanaste, ond’io non li vedessi che ornati in tanto splendida +foggia.» + +«Certamente, Milady, e si sono spese in ciò ben molte _corone_; +ma poichè non conviene spenderne oltre i limiti di ciò che è +indispensabile a compir tutto a dovere, vado intanto ad attendere io +medesimo pei preparamenti che restano a farsi in questa casa; e finchè +arrivi il vostro sposo, vi lascio col sig. Varney, che a quanto penso, +dee dirvi alcune cose per parte del nobile lord. Giannina, vieni con +me.» + +«No, sig. Foster, no. Giannina rimarrà meco. Basta si tenga +all’estremità della sala, finchè il sig. Varney avrà da dirmi per parte +di Milord cose, ch’ella non debba sapere.» + +Il Foster si ritirò salutando losco la Contessa, e lasciando sugli +apparati della sala tal guardo, come di chi sospirasse le somme +prodigalizzate per convertire in palazzo asiatico un corpo di edifizio, +che avea sembianza d’un granaio in rovine. Partito lui, la sua figlia +prese il telaio da ricamo, e si pose in fondo dell’appartamento, vicino +alla porta della sala della mensa. Varney allora cercò con tutta umiltà +lo sgabello che gli parve il più basso, e vi si pose vicino ad Amy, +sedutasi un’altra volta sopra i cuscini; poi chinando gli occhi a +terra, rimase tacito per qualche tempo in tale positura. + +«Io giudicava, sig. Varney (disse la Contessa, quando credè accorgersi +ch’ei non avea voglia di assumere la parola), che doveste parlarmi per +parte di Milord, o almeno così mi diedero a pensare le cose dette dal +Foster. Perciò feci allontanare l’ancella. Qualora mi sia ingannata, +la richiamerò presso di me. Ella non è per anche ben addestrata nel +ricamo, ed ha bisogno di qualche occhiata che regoli il suo lavoro.» + +«Foster mi ha male inteso, o Milady, rispose Varney. Gli è bene del +nobile vostro sposo, del rispettabile mio protettore, che desidero +intertenervi; ma non per sua commissione.» + +«Sia che mi parliate di Milord, sia per parte di Milord, o signore, +tale scopo d’intertenimento non può essermi che accetto. Ma +affrettatevi, perchè ad ogni istante egli può esser qui.» + +«Vi parlerò adunque, signora, con egual brevità e franchezza, perchè +l’argomento ha d’uopo d’entrambe le cose. Voi vedeste Tressiliano in +quest’oggi?» + +«Sì, o signore. Quali conclusioni ne deducete perciò?» + +«Io! nessuna, Milady. Ma credete voi, che Milord accoglierà con eguale +tranquillità d’animo tal notizia?» + +«Perchè no? A me sola portò molestia ed affanno la visita di +Tressiliano, perchè ne seppi la malattia di mio padre.» + +«Di vostro padre, o signora? Convien dire che questa malattia sia stata +ben subitanea, perchè il messaggere, da me speditogli, per ordine di +Milord, trovò questo degno cavaliere, che montato sul suo palafreno, e +animando con giovial volto i suoi cani, si dilettava, com’ha costume, +alla caccia. Credo fermamente che Tressiliano abbia inventata questa +notizia. Nè vi è ignoto del certo quali sieno in esso i motivi di +disturbare le presenti vostre contentezze.» + +«Voi gli fate un’ingiustizia, sig. Varney (ripigliò a dire con vivacità +la Contessa). Egli è l’uomo del mondo il più franco, il più veritiero, +il più leale. Ed eccetto l’ottimo sposo mio, non conosco altro che +nell’odiar la menzogna si possa paragonare a Tressiliano.» + +«Perdonatemi, o Milady, io non ebbi intenzione di rendermi ingiusto +verso di Tressiliano, nè m’immaginai che vi sareste assunte con tanto +calore le sue difese. Ma si può in alcune circostanze mascherare +qualche poco, e ciò con fini onesti e legittimi, la verità. Ben +comprendete, che se questa si dovesse dire apertamente ogni volta e in +tutti i tempi, non si saprebbe come vivere in questo mondo.» + +«Voi avete la coscienza d’un cortigiano, sig. Varney, e forse un +eccesso di sincerità non sarà mai quello che pregiudichi alle vostre +fortune nel mondo, tal quale esso è. Per rispetto a Tressiliano, è +altra cosa, e mi è forza rendergli giustizia, benchè io abbia avuti +molti torti verso di lui, e nessuno meglio di voi può saperlo. La +sua coscienza, credetelo, non fu fatta ad un medesimo stampo. Quel +mondo di cui parlate, non gli presenta vezzi bastanti a distoglierlo +dal cammino della verità e dell’onore, e se giungessi a vedere ch’ei +macchiasse questa sua riputazione, crederei ancora possibile, che un +animaletto nobile, com’è l’ermellino, andasse a metter cova comune col +gatto salvatico. Può darsi al più, che Tressiliano, il quale ignora e +le nozze da me contratte, e il nome del mio sposo, persuaso quindi di +avere saldissime ragioni per tormi di qui, abbia esagerato il cattivo +essere di mio padre; ed una tal persuasione è sì lusinghiera al mio +cuore, che amo creder vere le notizie da voi datemi a tale proposito.» + +«Abbiatele indubitatamente per tali, o Milady. Non son qui agli occhi +vostri per vantarmi campione smodato di questa virtù, che nomasi +verità. Credo anzi che giovi talora il velarne un poco le forme, non +fosse tante volte che per amor di decenza. Ma voi portate troppo +svantaggiosa opinione d’un uomo, che il nobile vostro sposo onora del +titolo d’amico, allorchè lo credete capace di venire spontaneo e senza +necessità a spacciarvi una menzogna, che, trattandosi massimamente di +cosa tanto congiunta colla vostra felicità, verrebbe tosto scoperta.» + +«So che Milord vi tiene in molto conto, sig. Varney, e che vi considera +siccome un nocchiero fedele, e perito nel veleggiare que’ mari, sui +quali ei si avventura con tanto ardimento e coraggio. Mentre però io +giustifico Tressiliano, non voglio lasciarvi credere ch’io pensi male +di voi. Ma sono un’abitatrice dei campi, lo sapete, ne ho tutta la +schiettezza, e preferisco la verità a qualunque complimento foggiato +anche nella miglior guisa. Forse cambiando ora di condizione, mi sarà +d’uopo modificare alquanto le mie consuetudini: non è egli vero?» + +«Sì certo, o Milady (rispose sorridendo Varney), e benchè voi parliate +ora da scherzo, non fareste tanto male ad applicare seriamente al +presente vostro stato le cose da voi dette poc’anzi. Per esempio, una +dama di corte, supponetela pure la più nobile, la più virtuosa, la più +irreprensibile di quante circondano il trono della nostra regina.... +Ah! una tal dama, se mi permettete farvene osservazione, si sarebbe +astenuta dal dire la verità, o da ciò ch’ella credea verità, per +tessere alla presenza di chi è servitore e confidente del suo sposo +l’elogio di un amante licenziato.» + +«E perchè? (disse la Contessa, che il mal timore in udir tai propositi, +traeva ad arrossire), perchè non dovrei io rendere giustizia al merito +di Tressiliano innanzi ad un amico del mio sposo, e fosse pur anche +innanzi a questo sposo medesimo, e alla presenza, se ne venisse l’uopo, +di tutto il mondo?» + +«Se ciò è dunque, Milady questa sera, senza nessuna difficoltà, +racconterà a Milord, che Tressiliano ha scoperto il luogo ov’ella sta +ritirata, luogo che abbiamo avuto tanta cura di tenere a tutti celato; +e gli racconterà inoltre, che ha avuto un intertenimento con questo +antico adoratore.» + +«Certamente: sarà la prima cosa che mi farò a narrargli, e gli ripeterò +fino all’ultima sillaba, e tutto ciò che Tressiliano mi disse, e +tutto quello che gli risposi. Se nulla in tale rivelazione potesse +condurmi ad arrossire, sarebbe che i rimproveri fattimi da Tressiliano, +comunque men giusti di quanto ei sel credette, non erano affatto privi +di fondamento. Per questa parte mi sarà penoso l’imprendere un tal +racconto; ma non quindi io mi starò dal farlo.» + +«Milady si regolerà come le sarà meglio avviso. Io direi nondimeno +nulla esservi che richieda una confessione così franca, e che meglio +vi tornerebbe, o signora, risparmiare a voi stessa questo principio +di rossore, questa pena che dite poter produrvi il racconto da voi +divisato: risparmiereste ad un tempo motivi d’angustiarsi a Milord, e +schivereste al sig. Tressiliano, il cui nome entrerebbe per qualche +cosa nel vostro racconto, que’ rischi, che ne sarebbero la probabile +conseguenza.» + +«L’ammettere per probabile la conseguenza, che credete scorgere (disse +allora con fredda severità la Contessa), sarebbe un attribuire a Milord +sensi indegni di lui, ed a’ quali il suo nobile animo non ha dato +accesso giammai.» + +«Nulla è più lontano dalle mie idee (disse Varney, che si fece +silenzioso per un istante, indi prese un tuono che imitava a maraviglia +quello di una verace franchezza, e che sembrava affatto nuovo in tal +uomo). Ebbene, o Milady: io vi farò toccar con mano che un cortigiano +ha coraggio di dire la verità quando è d’uopo salvar l’interesse delle +persone ch’egli rispetta ed onora; ed ha un tal coraggio senza pensare +alle conseguenze anche men favorevoli che gliene possano derivare.» +Tornò indi a tacere, quasi aspettando l’ordine, o almeno la permissione +di continuare il suo dire; ma vedendo che perciò la Contessa non +rompeva il silenzio, riprese ei la parola, abbassando la voce quasi per +una cautela. «Osservatevi d’attorno, o Milady. Vedete le barriere che +circondano questo ricinto; pensate al profondo mistero, con cui la più +preziosa gemma che l’Inghilterra possedè vien sottratta a qualunque +sguardo; per ultimo ponete mente al rigore, onde vi è limitato ogni +mover di passo, sicchè non ne siete padrona che a grado d’un uomo +intrattabile, dispettoso quanto lo è il Foster; meditate tutte queste +particolarità; e fatevi a giudicare qual ne possa essere la cagione.» + +«Il genio di Milord, disse la Contessa. Il mio dovere m’insegna a non +cercare altra cagione.» + +«Oh! il genio di Milord certamente: e questo genio deriva da un amore +degno della persona che lo ha saputo inspirare. Ma chi possede un +tesoro, e ne conosce il valore, in proporzione di tal conoscenza, +desidera con più ardore di porlo in salvo dalle altrui depredazioni.» + +«Che vorreste dire con tutto ciò, signor Varney? Se non erro, i vostri +discorsi intendono a farmi credere che Milord è geloso. Ove ciò fosse, +conosco un potente rimedio contro la gelosia.» + +«Davvero, Milady?» + +«Oh! sì. Dirgli sempre la verità, aprirgli in ogni occasione il mio +animo, confidargli fedelmente i miei pensieri, come se questo specchio +li riflettesse, di modo che quando gli piacerà esaminare il mio cuore, +non lo troverà diverso da quello che è.» + +«Non ho più nulla da dirvi, o Milady; e poichè non è in me ragione +veruna onde affannarmi per Tressiliano, che mi toglierebbe, potendolo, +di tutto buon grado la vita, mi rassegnerò a quanto avrà per accadergli +dopo che avrete, a norma del vostro disegno, svelato francamente a +Milord, ch’egli ebbe l’ardire di penetrare in questo luogo e parlarvi. +Ora si spetta a voi che conoscete il vostro sposo, indubitatamente +assai meglio di me, a giudicare s’egli è tale da sofferire impunito sì +fatto affronto?» + +«Se veramente credessi, disse allor la Contessa, di farmi con questo +apportatrice di sciagure a Tressiliano, io che gliene ho cagionate +tante, potrei risolvermi al partito del silenzio. Ma a che gioverebbe +ciò, se già lo hanno veduto e Foster ed un’altra persona? No, no, +sig. Varney. Non me ne parlate più. Val meglio ch’io racconti tutto a +Milord, e saprò ben io trovare scuse alla follia di Tressiliano in modo +tale da rendergli piuttosto propenso che sfavorevole l’animo del mio +sposo.» + +«La vostra accortezza, o Milady, è d’assai superiore alla mia. Per +altra parte, potete far la prova del ghiaccio prima di comprometter voi +stessa camminandovi sopra. Sul primo istante di nominar Tressiliano +alla presenza di Milord, ben v’accorgerete quale impressione produca +su di lui un tal nome. Quanto a Foster e a quel suo amico, essi non +conoscono Tressiliano nè di persona, nè di fama, e mi dà l’animo di +trovar loro una scusa ragionevole per giustificare la venuta d’un +incognito in questa casa.» + +La Contessa meditò un momento: indi soggiunse: «Se è vero che Foster +ignori essere Tressiliano lo straniero ch’ei vide, confesso mi +spiacerebbe se colui sapesse una cosa che gli è affatto estranea. Si è +già arrogato anche oltre l’uopo autorità su di me, nè mi curo d’averlo +nè per giudice, nè per confidente de’ miei affari.» + +«E qual diritto avrebbe di fatto questo sgraziato bifolco a saper cose +che riguardano voi, o Milady? Costui non conta nulla più del cane, che +sta alla catena nel cortile. Anzi, se assolutamente la sua presenza vi +dà disgusto, ho assai credito per farlo licenziare, e mettere in sua +vece un siniscalco meno indegno di gradirvi.» + +«Basta così, sig. Varney. Se avrò di che querelarmi contra alcuno di +quelli che Milord mi ha posti vicino, saprò io stessa volgermi a lui. +Silenzio. Odo strepito di cavalli. È desso, è desso» sclamò alzandosi +trasportata dalla gioia. + +«Non posso credere, ch’ei sia per anche giunto, disse Varney. Poi niuno +strepito può penetrare per traverso a queste finestre chiuse con tanta +attenzione.» + +«Non mi trattenete, sig. Varney; le mie orecchie vagliono meglio che le +vostre. Son certa che è desso.» + +«Però, Milady (sclamò Varney col tuono d’uomo agitato, e ponendosi +fra essa e la porta) spero che quanto vi dissi con mente di giovarvi, +e mosso da un umile sentimento di dovere, non verrà rivolto a mio +danno. Non vorrete, che gli avvisi d’un fedel servo contribuiscano a +rovinarlo. Vi supplico....» + +«Vivete tranquillo; ma lasciate il lembo della mia veste. Voi osate +troppo nel volermi rattenere. Vivete tranquillo, vi ripeto. Non penso a +voi.» + +Nel momento medesimo apertasi la porta della gran sala, entrò un uomo +maestoso al portamento, ed avvolto in ricco e lungo mantello di colore +che traeva allo scuro. + + + + +CAPITOLO VII. + + La Corte è un mare, di cui il cortigiano + si crede il padrone. Diresti che + i venti, il flusso e il riflusso, + gli scogli e i turbini sono ai + suoi comandi, che a sua voglia le + navi giungono a salvamento o fanno + naufragio. Ma egli è uno di que’ falsi + arcobaleni che talvolta ci presentan le + nubi, e forse poco durevole al pari di + esse. + + _Detti d’antica Commedia._ + + +La lotta sostenuta dalla Contessa contro l’insistenza del Varney, +le avea inspirato nell’attimo sì fatto mal umore e tal confusione, +che le si leggean sulla fronte. Ma questa nube si dissipò per dar +luogo al comparirvi di purissima gioia, e d’ogni segno di tenera +affezione, allorchè gettatasi fra le braccia di quel diletto ospite, +e stringendolo al proprio seno, sclamò, tratta fuor di se stessa: +«Finalmente!.... finalmente!.... eccoti giunto.» + +Varney, nell’atto istesso di vedere il Conte, rispettosamente si +ritirò, e Giannina volea ritirarsi del pari; ma fattole segno dalla +padrona di rimanere, si ridusse in fondo all’appartamento, stando +attenta se qualche ordine le venisse dato. + +Intanto il Conte colmo d’accarezzamenti fattigli dalla sua sposa, li +contraccambiò con tenerezza non meno affettuosa; e soltanto mostrò di +resistere quand’ella si fece a levargli il mantello. + +«Oh! (sclamò la medesima sorridendo) voi non vi nasconderete sotto +di esso più lungo tempo. È d’uopo ch’io veda se mi teneste la parola +datami, se venne a visitarmi il Conte, o un privato, siccome è stato +finora.» + +«Tu non dismentisci l’esser di donna, o mia Amy (disse il Conte dandosi +per vinto in lotta cotanto soave). La seta, i pennacchi, le gemme, agli +occhi del vostro sesso hanno maggior pregio dell’uomo che ne va adorno. +Vi son molte lame, è vero, le quali traggono ogni valore dal ricco +fodero che le copre.» + +«Cosa che mai non sarà detta di voi (rispose Amy, tanto che il mantello +cadutole a’ piedi le scoperse il conte fregiato di vesti, quali un +principe avrebbe credute assai sfarzose per presentarsi in esse alla +corte). Voi rassembrate l’acciaio di buona tempera, che sdegna gli +esterni ornamenti di cui è meritevole. Non vi deste a credere di essere +in queste pompose vesti meglio amato da Amy, che ella non vi amò sotto +il bruno pastrano ond’eravate coperto, quand’essa nella foresta di +Devon vi diede il suo cuore.» + +«E tu pure (disse il Conte, conducendola con grazia congiunta a maestà +verso il sedile di parata, che entrambi gli aspettava) tu pure, o mio +amore, vesti un abito confacevole al tuo grado; e che nondimeno non +può aggiugnere alcuna cosa a’ tuoi vezzi. Che ti sembra del buon gusto +delle dame della nostra Corte?» + +«Non so dirtene nulla in questo momento (diss’ella, portando l’occhio +ad un grande specchio che veniva ad essere rimpetto al Conte). Non +posso pensare a me finchè vedo le tue sembianze riflettute da quello +specchio. Sediti là (soggiunse avvicinandolo di più a quel sedile) +sediti là siccome un ente cui deve ognuno ammirazione ed onore.» + +«Spero prenderai tu pure al mio fianco la sede che t’appartiene.» + +«No, no: voglio starmi a’ tuoi piedi assisa su questo sgabello per +mirarti meglio in tutto il tuo splendore, e vedere la prima volta in +qual modo i principi vanno vestiti.» + +Indi, mossa da una curiosità infantile che trovava scusa e nella sua +giovane età, e nella vita ritirata, cui fu avvezza, e che meglio le +si addicea, perchè inspirata da tenero amore di sposa, si fece ad +esaminare e ad ammirare dal capo ai piedi il vestire dell’uomo, che +formava il più bell’ornamento della corte di Elisabetta, di quella +corte copiosa egualmente di giudiziosi ministri, come di amabili +cortigiani. Tutto compreso d’affetto per l’avvenente sua sposa, il +Conte gioiva dello stupore ch’essa dava a divedere; onde i nobili +lineamenti di questo personaggio esprimevano passioni più soavi di +quelle che per solito venivano manifestate dall’altera sua fronte, e +da que’ neri occhi sfolgoreggianti e nunzii d’altissimo accorgimento. +Più d’una volta ei sorrise dell’amabile ingenuità onde Amy gli movea +interrogazioni su diverse parti del suo abbigliamento. + +«Questa lista ricamata, come voi la nominate, che cinge il mio +ginocchio, gli diss’egli, è la giarrettiera d’Inghilterra, ornamento +del quale i re vanno superbi. Vedete? è questa la stella che le +appartiene. Questo è il diamante il _Giorgio_, gioiello dell’ordine. Vi +sarà noto, cred’io, che il re Eduardo e la contessa di Salisbury....» + +«Oh! conosco tale istoria, soggiunse Amy, fattasi alquanto rossa, nè +ignoro già che un legaccio di donna si è convertito nel più nobile +emblema dell’Inglese cavalleria.» + +«Venni fregiato di quest’ordine congiuntamente a tre ragguardevolissimi +cavalieri, che furono il duca di Norfolk, il marchese di Northampton, +e il conte Butlan. Di noi quattro io era in dignità il men sublime. +Ma che rileva? A chi brama raggiugnere la sommità d’una scala fa di +mestieri incominciare dal più basso gradino.» + +«E questa collana di sì ricco lavoro, nel mezzo della quale sta sospeso +un ciondolo, simigliante ad una pecora quanto alle forme? un tale +emblema che cosa significa?» + +«Esso è l’ordine del Toson d’oro, già instituito dalla casa di +Borgogna. Chiunque ne vada ornato, gode d’alte prerogative; onde il +medesimo re di Spagna, erede dei dominii e degli onori che appartennero +alla ridetta casa, non ha diritto a giudicare un cavaliere del Toson +d’oro, tutte le volte che mancano l’assenso e il concorso del gran +capitolo di un tal ordine.» + +«Questo è dunque un ordine che appartiene al crudele re della Spagna! +Oh Dio!, Milord, non è forse per un Inglese far onta alla nobiltà del +proprio cuore, l’accostarsi solamente a sì fatto emblema? Ricordatevi i +tempi sfortunati della regina Maria, allora che quest’istesso Filippo +regnava con essa su l’Inghilterra, que’ tempi, in cui si apprestarono +orrendi roghi ai più ragguardevoli, ai migliori e più santi in +fra i prelati Anglicani. E voi, detto il campione della religione +Protestante, potete senza ribrezzo portar l’ordine di un tal sovrano, +qual è il re di Spagna, inimico mortale del culto che professiamo?» + +«Tu non imparasti ancora, o mia vita, che noi cortigiani, ai quali è +d’uopo veder gonfie le nostre vele dall’aura favorevole della reggia, +non abbiamo l’arbitrio d’inalberar sempre lo stendardo che ne è più +caro, o di sottrarci a nostro grado alla necessità di veleggiare sotto +sgradita bandiera. Non mi ho per men Protestante, mel credi, perchè +spinto da riguardi politici ho accettato l’onore che il re di Spagna +mi compartì, decorandomi del primario ordine di sua cavalleria. Poi +quest’ordine, volendo considerare al giusto le cose, appartiene alla +Fiandra, e i d’Egmont, gli Orange, e molt’altri insigni personaggi +superbiscono nel vederlo oscillare sul cuor d’un Inglese.» + +«Voi sapete quel che vi conviene, o Milord. E quest’altra collana, +questo bell’ornamento in cui vien terminata, da qual paese derivano?» + +«Dal più misero di tutti. È questo l’ordine S. Andrea di Scozia, +tornato in vigore per volere del defunto re Giacomo. Ne fui presentato +allor quando credeasi, che la giovane vedova Maria regina di Scozia +avrebbe gratamente accettata la mano di un barone di nostra patria; ma +la corona di un libero barone, di un barone Inglese, è ben altra cosa +che nol sarebbe stata una corona nuziale, venuta soltanto dal capriccio +fantastico d’una femmina, che nacque a regnare sugli scogli e sulle +paludi del nostro Settentrione.» + +La Contessa si fece taciturna, quasi dando a divedere, che questi +ultimi accenti del Conte le aveano destato nell’animo alcune sgradevoli +idee, e tal dispiacenza, e ciò che n’era cagione le crescea vezzo agli +occhi del suo sposo, che tosto ripigliò la parola. + +«Ora, mio cuore, le vostre curiosità sono paghe. Voi vedeste il vostro +vassallo sotto l’abito più sfarzoso, che gli fosse dato l’assumere, +perchè le vesti di parata non si possono mettere che alla Corte, e in +giorni di gran cerimonia.» + +«Ebbene, disse la Contessa, tu sai che un desiderio soddisfatto ne fa +nascere un altro.» + +«E qual cosa puoi chiedermi, o delizia di quest’anima, ch’io non mi +trovi propenso a concederti?» le chiese il Conte, fissando le pupille +in tenera guisa sovr’essa. + +«Io desiderava in questo ignorato ritiro vedere cinto da tutto il suo +splendore il mio sposo. Adesso, vorrei trovarmi in uno de’ suoi superbi +palagi, e vedercelo entrare in bruno pastrano, tal quale si mostrò +allor quando vinse il cuore dell’umile Amy Robsart.» + +«Non è difficile il far paga tal nuova brama. Domani ripiglierò il +pastrano bruno.» + +«Ma potrò poscia venire con voi in uno de’ vostri castelli, e saziarmi +in confrontare la magnificenza de’ luoghi ove soggiornate colla +semplicità delle vostre vesti?» + +«Che ascolto, Amy? (disse il Conte, volgendo il guardo all’intorno), +non vi sembrano adunque decorati con bastante splendidezza questi +appartamenti? Io ordinai che fossero forniti in guisa degna di voi e +di me. Forse io poteva essere secondato anche meglio. Ma ditemi; quali +cambiamenti desiderate? È cosa di brevissimo tempo l’appagarvi.» + +«Voi volete prendervi giuoco di me, o Milord. La magnificenza di questo +alloggiamento è al di sopra di tutto ciò che io possa e immaginarmi e +meritare. Ma e quando verrà per la vostra sposa il momento di vedersi +cinta da quello splendore, che non deriva, nè dal lavoro degli artefici +intesi ad adornarne le stanze, nè dai ricchi drappi o dalle gemme, di +cui piacque alla vostra generosità di fregiarla? da quello splendore +congiunto al grado ch’ella dee tenere fra le matrone Inglesi, siccome +sposa del più onorevole Conte di questo regno?» + +«Verrà un tal giorno, Amy; sì, mia vita! un tal giorno arriverà +certamente, nè tu puoi desiderarlo con più ardore ch’io nol sospiri. +Oh! quanto mi sarà cosa soave l’abbandonare le cure dello Stato, gli +affanni, e le sollecitudini che non si dipartono mai da ambiziosi +pensieri, per vivere in ritiro onorato i miei giorni, non avendo veri +compagni od amici fuori di te! Ma diletta Amy! mi è impossibile per ora +il godere questa gioia tanto compiuta, e qualche intertenimento alla +sfuggita, questi momenti a me sì preziosi, son tutto quanto fin qui mi +è lecito tributare alla donna più amabile e più amata fra tutte l’altre +persone del suo sesso.» + +«Ma perchè è impossibile? (disse la Contessa col tuono il più adatto +a persuadere). Perchè questa più perfetta unione, questa unione non +interrotta, che voi mi accertate essere il miglior vostro voto, che +tanto si accorda colle leggi del Cielo e degli uomini, perchè questa +unione non può sull’istante verificarsi? Ah! se voi la bramaste una +metà soltanto di quello che dite, qual motivo, qual persona potrebbe +mettere argine ai desiderii d’un uomo ricco di credito e di possanza +come lo siete?» + +Qualche offuscamento apparve allora in sulle ciglia del Conte. «Amy, +le disse egli, voi ragionate sopra di cose che non potete comprendere. +Costretti una volta a vivere alla Corte, noi siamo siccome il +viaggiatore, cui tocchi inerpicarsi ad un monte di sabbia; nè quindi +osiamo arrestarci in cammino, innanzi di trovare qualche punta di +vivo sasso che ne offra una sicura fermata. Che se vogliamo prima del +tempo far pausa, ne succede cader travolti dal nostro peso medesimo, +e diveniamo scopo al pubblico riso. Io mi vedo, gli è vero, giunto a +meta ben alta, ma non per anco salda abbastanza, onde abbandonarmi alle +sole inclinazioni dell’animo mio. Il divulgare le nozze contratte con +voi, sarebbe un fabbricare la mia rovina. Ma credetelo, perverrò ad un +punto di sicurezza, e non ne è sì lontano l’istante. Allora adempirò +tutto quanto il dovere prescrive, così per riguardo di voi come di me +medesimo. Ma intanto, o mia cara, non vogliate intorbidare la pura +gioia di cui n’è dato godere ad entrambi, col formar desiderii che per +ora ci è impossibile l’appagare. Ditemi piuttosto, se nel luogo ove +siete, ogni cosa vada a seconda delle vostre brame. Come si conduce +Foster con voi? Voglio sperar vi usi tutto quel rispetto che vi è +dovuto. Guai per esso s’io potessi accorgermi del contrario!» + +«Mi ricorda qualche volta con molto zelo la necessità del mistero +(sospirando la Contessa rispose); ma poichè questo è un ricordarmi +i vostri desiderii, mi trovo più propensa a sapergliene grado che a +biasimarlo.» + +«Vi ho già spiegato i motivi, che rendono indispensabile una tale +necessità. Confesso che trovo in Foster molta rustichezza; ma Varney mi +si è fatto mallevadore della fedeltà, e dell’affezione ch’egli ha pei +nostri interessi. Se nondimeno avete per la menoma cosa a dolervi dei +modi che tiene nel prestarvi servigio, saprò punirnelo.» + +«Oh! è impossibile ch’io me ne lagni, sintantochè non farà che adempire +con fedeltà i comandi venutigli da voi. Per altra parte, la figlia di +lui, Giannina, mi è un’ottima compagna in questa solitudine. Io l’amo +assai; e lo zelo del culto puritano che traspira da quanto fa e dice, +aggiugne vezzo alla sua ingenuità.» + +«Me lo assicurate? una giovane che sa farvisi accetta non deve andar +priva di ricompensa. Accostatevi, Giannina.» + +Giannina, la quale, come dicemmo, si era ritirata in qualche distanza +per lasciar più libero l’intertenimento de’ due sposi, si trasse +innanzi facendo una riverenza rispettosa; nè il Conte potè ristarsi +dal sorridere sul chiaroscuro che presentavano in lei la semplicità +delle vesti e il modesto contegno, e ad un tempo forme avvenenti, e due +occhi neri, la cui vivacità contrastava collo studio ch’ella facea di +comparir grave e posata. + +«Debbo ringraziarvi, mia bella fanciulla, le diss’egli, poichè la +Contessa è soddisfatta de’ servigi che le prestate.» In ciò dire si +tolse dal dito un anello, che non potea non essere di valore, e nel +porgerlo a lei soggiunse. «Portatelo, siccome un pegno dell’affetto che +vi acquistaste presso l’uno e l’altra di noi.» + +«Son molto contenta, o Milord (rispose Giannina con quell’aria sua di +santità) se il poco che ho potuto fare è stato accetto ad una signora, +cui nessuno può avvicinarsi senza desiderar di piacerle. Ma tutte noi, +che apparteniamo alla congregazione del rispettabile sig. Holdforth, ci +faremmo scrupolo, se simili alle giovani mondane, portassimo attorno +alle nostre dita oro, od altri ornamenti; nè tampoco possiamo fregiare +il collo di pietre preziose, come praticavano le fanciulle di Tiro e di +Sidone.» + +«Ah! ah! voi tenete adunque alla grave confraternita dei _Precisiani_ +e credo sincerissimamente che ne sia membro ancor vostro padre. Ciò fa +ch’io vi ami sempre più l’uno e l’altro. Non mi è ignoto che si prega +per me nelle vostre assemblee, e che mi siete affezionati. Poichè non +vi è permesso portare sì fatti ornamenti, non mi opporrò alle massime +che professate, e vedo poi ancora che potete far senza di questi, +perchè le vostre dita snodate, e quel collo bianco al pari dei gigli, +non ne hanno bisogno per ritrarne spicco maggiore. Accettate in vece +tal cosa, che nè Papista, nè Protestante, nè Puritano, nè Precisiano +hanno ricusata giammai.» + +Nel medesimo tempo le pose fra le mani cinque monete d’oro che +portavano il conio di Filippo e della regina Maria. + +«Non accetterei neanco quest’oro, rispose la _Precisiana_, se non fosse +in me la speranza di farne tal uso, che possa chiamare le benedizioni +del Cielo su di voi, di Milady, e di me.» + +«Usatene poi a vostro grado, Giannina. A questo dovete pensar voi. Ma +intanto fateci apparecchiare la cena.» + +«Ho detto ai sig. Varney e Foster di cenare con noi, o Milord (disse +la Contessa, mentre Giannina usciva per eseguire gli ordini dati dal +Conte), vi degnate approvarlo?» + +«Approvo tutto quello che fate, o mia Amy, ed anzi mi è caro, che +abbiate conceduto questo contrassegno di distinzione a Varney, l’uomo +più affezionato ch’io m’abbia, e che può dirsi l’anima de’ miei +consigli segreti. Quanto a Foster, gl’incarichi che ora sostiene per +me, gli danno un diritto ad una prova di mia amorevolezza.» + +«Presentemente, o Milord, ho... ho una grazia da chiedervi e... un +segreto da confidarvi» disse esitando la Contessa. + +«Serbate queste cose per domani mattina, o mio amore, rispose il Conte. +Odo aprire la porta della sala della mensa. E poichè feci con grande +sollecitudine una lunghissima corsa, m’accorgo che non mi sarà inutile +una tazza di vino.» + +E ciò dicendo condusse la moglie nel vicino appartamento, ove Varney e +Foster li ricevettero a furia d’inchini, nei quali il primo mettea la +leggiadria del cortigiano, l’altro la gravità _precisiana_. Il Conte +contraccambiò tali omaggi con quell’aria distratta che appartiene ad +uomo uso da lungo tempo a riceverne, la Contessa con que’ modi di +ceremoniale, che ben disvelavano non essersi ella per anco fatta agli +usi de’ grandi. + +Il banchetto apparecchiato per quella brigata conformavasi alla +magnificenza degli appartamenti, entro di cui fu imbandito. Unicamente +non comparve alcun famiglio, e la sola Giannina servì i quattro +convitati. Nè per vero dire d’un maggior numero di servi era d’uopo +perchè la mensa andava sì abbondantemente fornita di quanto poteva +abbisognare a ciascuno, che le faccende della stessa Giannina non +furono assai rilevanti. Il Conte e la sua sposa si assisero alla +sommità della tavola, Varney e Foster al di qua della saliera, sede +serbata sempre alle persone di grado inferiore. Foster, preso da +soggezione per trovarsi in una compagnia cui sì poco era avvezzo, non +aperse bocca in tutto il durar della mensa. Varney, cui non mancavano +e finezza di sentire ed accorgimento, prese parte alla conversazione +quanto facea di mestieri, per non lasciarla languire, senza però +mostrar mai di voler prender l’arringo, laonde contribuì grandemente +ad intertenere il buon umore del Conte. Nè certamente niuno meglio di +Varney ottenne dalla natura tutte le qualità necessarie a sostenere la +parte, cui lo chiamò la sua vocazione. Si univano in lui e moderazione +e prudenza, e ad un tempo vivacità, spirito, ed immaginazione. E +perfino la Contessa, comunque per più d’un motivo non propensa +ad essergli amica, non potè ristarsi dal trovarne dilettevole la +compagnia, nè mai inclinò maggiormente ad unire il proprio suffragio +agli elogi, de’ quali largheggiava il Conte col suo favorito. Terminato +il banchetto, i due sposi si ritrassero nel loro appartamento, ed il +più profondo silenzio regnò nel castello per tutto il rimanente di +quella notte. + +Alla domane di buon mattino, Varney compì presso il Conte gli ufici di +gran ciamberlano, e di primo scudiere, benchè d’ordinario il secondo +ufizio soltanto gli appartenesse nella casa di questo favorito della +Regina, il quale teneva appo sè gentiluomini, usciti di buone famiglie, +e ornati degli stessi gradi, che i primi nobili del regno assumevano +nella casa reale. Ne’ doveri di tutte le ridette cariche era bene +addottrinato il Varney, che disceso di famiglia antica sì, ma andata +affatto in rovina, fu paggio del Conte sin d’allor quando incominciò +questi a far la sua carriera. Statogli fedele ne’ momenti avversi, +seppe rendersi utile al medesimo, allorchè marciò a gran passi nel +cammino della fortuna. Per tal modo fondato il credito del Varney, e su +i servigi prestati, e su quelli che continuava a prestare, divenne tal +confidente, che quasi il padrone non ne potea più far di meno. + +«Datemi un abito più semplice, Varney (disse il Conte mentre stava +per metter via la sua veste di camera ch’era di seta sparsa di fiori, +e foderata d’ermellino), poi prendete in custodia queste catene,» e +gli additò nel medesimo tempo i suoi diversi ordini che stavano sopra +di una tavola. «Il loro peso, ier sera, ebbe a rompermi il collo. Son +quasi deliberato di non me ne caricare più mai; non vedo in essi se non +se altrettanti ceppi, che inventò l’accorta malignità per incatenar la +stoltezza. Che ne dite, Varney?» + +«Per verità, Milord, io penso che le catene d’oro non somigliano in +alcun modo alle altre catene, e le riguardo anzi più gradevoli in +proporzione del loro peso.» + +«Eppure, te lo ripeto, o Varney, sono per metà risoluto ch’esse non +m’incatenino per più lungo tempo alla Corte. Qual cosa mi possono omai +fruttare novelli servigi? E qual favore mi rimane a sperare al di sopra +del grado e della fortuna, che non mi possono più sfuggire? D’ond’è +che cadde la testa del padre mio? Non da altro che dal non aver saputo +por limite ai propri desiderii. Tu il sai che io medesimo ho corso +gravi rischi; che più d’una volta mi sdrucciolò il piede sull’orlo del +precipizio. Sì: credo giunto l’istante di non avventurarmi più al mare, +e di sedermi finalmente con tranquillità sulla spiaggia.» + +«E ivi raccogliere conchiglie in compagnia di Cupido» aggiunse Varney. + +«Che v’intendete con ciò, Varney?» disse il Conte con tutta la vivacità +mossa da un tale scherzo. + +«Non prendete collera col vostro servo, o Milord. Se la compagnia di +una sposa ricca di sì rari pregi, è cagione che per più liberamente +bearvi in essi, vogliate rinunziare a quanto finora fu prima meta de’ +vostri desiderii, è vero che ne potranno andar danneggiati alcuni +poveri gentiluomini, or lieti di starsi al vostro servigio; ma ciò non +potrebbe essere applicato a Riccardo Varney. Egli, la mercè vostra, +avrà sempre modo di mantenersi degno del distinto grado che gli +concedeste nella vostra casa.» + +«Nondimeno, il tuono de’ vostri ultimi detti, non mostrò che foste +contento nell’udire il mio divisamento di abbandonare un giuoco +ruinoso, il quale però potrebbe, un dì o l’altro, perderne entrambi.» + +«Io, Milord! Per me non ho alcun motivo di trovare molesto un ritiro, +in cui dovrei soggiornare presso di voi. Non sarebbe, ad ogni evento, +Riccardo Varney che cadesse in disfavore di Sua Maestà, non egli che +divenisse la favola della Corte, allorchè il più sublime edifizio che +mai sia stato fondato sul favore d’un principe, rovinasse da cima a +fondo, come uno di que’ castelli di carte da giuoco che i fanciulli +sogliono fabbricare. Bramerei solamente, o Milord, che prima di +prendere una risoluzione, dopo la quale non potreste tornare addietro, +consultaste maturamente gl’interessi della vostra felicità e della +vostra fama.» + +Tai cose furon dette da Varney con quella titubazione di chi teme +dir troppo, onde soggiunse il Conte: «Parlate, Varney, continuate +liberamente. Non vi dissi di avere presa una risoluzione assoluta, ed +amo di bilanciare il pro ed il contro in tale discussione.» + +«Ebbene, Milord, supponiamo dunque la cosa fatta; nè si parli ora di +real disfavore, di sarcasmi cortegianeschi, e nemmeno dei danni che +portereste ai vostri partigiani. Ritirato in uno de’ vostri più lontani +castelli, e a tanta distanza dalla Corte, non giungono sino a voi, nè +il dispiacere di coloro che vi sono affezionati, nè la gioia di chi +vi è nemico. Supponiamo in oltre che il vostro rivale, giunto allora +al colmo della felicità, sia pago assai (la qual cosa è per lo meno +incerta) nel vedere spogliato di rami l’albero, quel grand’albero che +gli nascose il sole sì lungo tempo: supponiamo pure ch’ei non curi +di atterrarlo, di sradicarlo. Ebbene, l’antico favorito della regina +d’Inghilterra, che teneva il bastone del comando, che volgeva a suo +grado i Parlamenti, ora non è nulla più di un gentiluomo di campagna, +ridotto ai diletti di cacciare per le sue terre, di bere la birra +insieme ai confinanti, e di passare in rassegna i propri vassalli +allorchè gli aduna il seriffo.» + +«Varney!» disse il Conte aggrottando le ciglia. + +«Milord, il comando di parlare mi venne da voi. Vogliate permettermi +che io termini il quadro che ho principiato.... Sussex dunque governa +l’Inghilterra; viene a vacillare la salute della Regina, e l’ambizione +del vostro nemico vede schiudersi dinanzi a sè una strada, qual mai non +avrebbe osato immaginarsi. Queste notizie vi giungono mentre che state +ad un canto del vostro fuoco. Allora incominciate a pensare alle vostre +speranze cadute a vôto, all’inerzia cui vi condannaste da voi medesimo. +E perchè tutto ciò? Perchè non vi bastò di contemplare una volta ogni +quindici giorni gli occhi d’una sposa avvenente!» + +«Basta così, Varney. Io non vi ho detto infatti di voler abbracciare +precipitosamente, e senza aver consultato come si debbe il pubblico +interesse, una risoluzione, cui mi fa proclive l’amor del riposo e +della domestica felicità. Vedrete, o Varney, che saprò trionfare di +tal mia inclinazione; ma non credeste mosso da mire ambiziose un +tal sagrifizio, bensì dalla necessità di mantenermi in un grado, +d’onde potrò all’uopo essere utile all’Inghilterra. Ordinate i nostri +cavalli. Metterò, come ho fatto altre volte, un abito da livrea, e il +mio cavallo porterà la valigia. Oggi tu sarai il padrone, o Varney, +non trascurare alcuna cautela necessaria a tenere addormentati i +sospetti. Fra breve saremo a cavallo. Non mi occorre che un istante per +congedarmi dalla Contessa; indi son pronto. Comando un crudel dovere al +mio cuore, e ne trafiggo un altro che m’è più caro del mio, ma l’amor +di patria vuole la preferenza su quello di sposo.» + +Dette tai cose con modo risoluto, e con accento ad un tempo +malinconico, lasciò la stanza ove si era abbigliato. + +«È bene che tu sia partito (meditava fra se stesso Varney), perchè +comunque avvezzo alle umane follie, io non poteva omai più ristarmi +dal ridere della tua alla tua presenza. Stancati presto di questo +nuovo trastullo, di questa creatura avvenente, degna figlia d’Eva che +ti comanda; a me poco rileva. Ma ben mi spiacerebbe se ti stancassi +del trastullo antico dell’ambizione; perchè, Milord! nel salire la +montagna, voi vi traete addietro Riccardo Varney, che spera vantaggiare +quando sarete in alto. Perciò se vi vedo andare a rilento, oh! non +mancherò di adoperare e frusta e sperone sinchè io vi veda alla cima. +Quanto a voi, mia garbata signora, che volete sostener seriamente la +parte di Contessa, vi consiglio a non mi far nascere intoppi dietro la +strada, o avremo conti antichi da aggiustare fra noi. Oggi tu sarai +il padrone, o Varney, egli mi dicea. Affè ch’ei potrebbe aver parlato +più vero di quanto egli medesimo lo pensasse. Vedete! quest’uomo, che +al dir di tante persone sensate non la cede in profondità di mire +politiche nè ad un Burleigh, nè ad un Walsingham, nè per sapienza +militare al Sussex, si fa servo di uno de’ proprii servi, e tutto +ciò per due neri occhi, per un bell’accordo di bianco e vermiglio +che scorgasi sulle guance di una gentildonna di villaggio. Dove va a +perdersi l’ambizione! Se però i vezzi di una donna possono in alcuna +circostanza scusare i traviamenti delle teste umane, Milord non ebbe +mai migliore scusa. Ebbene! lasciamo che le cose vadano come sanno +andare. O egli avrà cura della propria grandezza, o l’avrò io della +mia felicità; e circa quest’amabil Contessa, se ella non racconta di +aver veduto Tressiliano: e credo già che non oserà raccontarlo, le sarà +d’uopo il far causa comune con me; converrà che noi abbiamo insieme +i nostri segreti, che ci sosteniamo l’un l’altro anche a malgrado +di un’avversione, che costei non mi lascia ignorare. Corrasi alla +scuderia. Milord, vado ad ordinare i vostri cavalli. Non è forse sì +lontano il giorno che il mio scudiere andrà ad ordinare i miei.» + +Dopo fatte queste considerazioni uscì dell’appartamento. + +Intanto il Conte rientrava nella camera da letto per congedarsi in +tutta fretta dall’amabil Contessa, ed osava egli appena avventurarsi ad +udire ripetuta un’inchiesta, che il ricusar gl’increscea, ma che egli +era ben lungi dal voler secondare dopo l’intertenimento avuto collo +scudiere. + +Nell’udirlo giugnere, ella corse giù dal letto, avvolgendosi in una +zimarra di seta bianca foderata di pelliccia, e collocando il gentil +piede entro eleganti pianellette, chè non trovò ella il tempo di metter +le calze; le sue lunghe chiome fugian di sotto della cuffia da notte, +nè avea quindi altro adornamento, fuorchè i proprii vezzi, cui acquistò +novello spicco perfino il dolore prodotto dall’annunzio onde il Conte +l’amareggiò. + +«Addio, Amy, addio, mio amore (le disse il Conte, avendo appena forza +di staccarsi da amplessi tanto soavi, e tornando addietro per più +riprese onde stringerla fra le sue braccia). Il sole comincia ad +alzarsi sull’orizzonte; non oso rimanermi più lungamente. Già dovrei +essere dieci miglia lontano di qui.» + +In tal modo cercava egli abbreviare i momenti d’una sì dolorosa +separazione. + +«Voi dunque non mi concederete quanto vi chiesi (con soave sorriso gli +disse la Contessa). Ah! cavaliere sleale!... Eh! si udì mai che cortese +cavaliere ricusasse inchiesta fattagli dalla sua donna che tenesse i +piedi ignudi nelle proprie pianelle?» + +«Domandatemi tutto ciò che volete, o mia Amy, e vi appagherò. Ne +eccettuo le cose che potrebbero perdere voi e me.» + +«Ebbene! non vi chiedo più di riconoscermi sul momento in quel grado, +che mi farebbe invidia dell’Inghilterra, nel grado di moglie del più +nobile, del più prode, del più universalmente amato fra i baroni +Inglesi. Mi limito a pregarvi di poter dividere questo segreto col +padre mio, e di metter così un termine al cordoglio che gli cagionai. +Si dice ch’egli sia pericolosamente infermo.» + +«_Si dice?_ (ripetè il Conte con forza) chi ve lo ha detto? Varney +non ha egli fatto sapere a vostro padre tutto ciò di che si poteva +ragguagliarlo in tale momento, cioè di essere voi felice, ed in ottimo +stato di salute? Non vi ha soggiunto di più, che trovò il rispettabile +vecchio mentre si dava con ilarità al suo prediletto esercizio della +caccia? Chi ha ardito far nascere idee contrarie nel vostro spirito?» + +«Nessuno, Milord, nessuno (rispose la Contessa, scoraggiata dal tuono +onde il Conte le movea tali inchieste). Nondimeno, o Milord, bramerei +molto accertarmi co’ miei occhi medesimi, che mio padre sta bene.» + +«Ciò è impossibile, Amy. Voi non potete in questo momento avere alcuna +comunicazione, nè con vostro padre, nè colla sua casa. Sarebbe assai +trista politica il mettere a parte di un tal segreto un numero maggiore +di persone, oltre a quelle alle quali è indispensabile lo svelarlo. +Poi... quel _Travaillon, Tressiliano_, poco importa del nome, non è +egli continuamente in casa di vostro padre? Il vecchio cavaliere ha +forse nulla di nascosto per lui?» + +«Mio padre, Milord, è conosciuto per un uomo prudente e rispettabile; +e quanto a Tressiliano, potrei offerire per mallevadore di quanto +asserisco quella corona di contessa, che porterò un giorno +pubblicamente. Così potessimo noi perdonare a noi stessi l’ingiuria che +gli arrecammo, com’egli è incapace di una bassa vendetta!» + +«Nondimeno non mi confiderei seco lui, Amy, non mi confiderei seco +lui. Vorrei che il demonio si frammettesse nei nostri affari anzichè +Tressiliano.» + +«E perchè, Milord? (gli chiese la Contessa, fatta tremante nel suo +interno dal tuono di risolutezza adoperato dal Conte) perchè avete idea +tanto sinistra di Tressiliano?» + +«Signora, rispose il Conte, la mia volontà dovrebb’essere per voi una +ragion sufficiente. Ma se vi piace saperne di più, considerate le +persone con cui Tressiliano sta in lega. Egli, amico, creatura di quel +Radcliffe, di quel Sussex, contro il quale, non senza fatica, sostengo +il campo che ci disputiamo nel godere il favore di una sospettosa +padrona. S’egli ottiene sopra di me il vantaggio di sapere le nostre +nozze prima ch’io abbia con accorti modi preparata la Regina ad udir +tale segreto, sarebbe irrevocabile, eterna la mia disgrazia; nè forse +si starebbe nelle perdute mie dignità. Chi sa fin dove divenissi +vittima del risentimento d’Elisabetta, in cui è trasfusa in qualche +parte la fiera indole d’Enrico suo padre?» + +«Ma perchè, Milord, portate voi opinione tanto ingiuriosa verso un uomo +che conoscete sì poco? Tressiliano non vi è noto che a cagion mia, e +son io ad accertarvi che per qualsivoglia motivo non tradirebbe il +nostro segreto. Se per amor di voi io l’offesi, tanto più è mio obbligo +il desiderare di vedervi giusto per suo riguardo. Se il parlarvi solo +di lui vi eccita a tanto sdegno, che direste adunque s’io lo avessi +veduto?» + +«Se l’aveste veduto! (ripetè il Conte con severo ciglio) sarebbe per +voi buon consiglio il tener nascosto un tale congresso come le cose +da non rivelarsi che in confessione. Io non bramo la perdizione di +nessuno. Ma chiunque vorrà penetrare i miei segreti, badi bene a se +stesso. Il cinghiale non soffre di vedere chi attraversi il sentiero +che ha scelto.» + +«Com’egli divien terribile!» disse la Contessa a mezza voce, e +impallidendo. + +«Che avete, mio amore? (le disse il Conte sostenendola fra le sue +braccia). Tornate in letto. Voi lo lasciaste troppo di buon mattino. +Vi resta a chiedermi qualch’altra cosa, che non comprometta la mia +fortuna, la mia vita, il mio onore?» + +«Nulla, Milord, nulla (rispos’ella con fioca voce). So che io volea +parlarvi sopra un altro argomento, ma il vostro sdegno me ne ha fatto +dimenticare.» + +«Vi tornerà in mente allorchè ci rivedremo, o mia vita, (e in ciò dire +l’abbracciò con tenerezza). Eccetto inchieste di tal natura, ch’io +non possa e non osi concedere, non vi state dal confidarmi tutte le +vostre brame, e ben farebbe mestieri che fossero al di sopra di quanto +possono fornir l’Inghilterra e le sue pertinenze, perchè non le vedeste +pienamente soddisfatte.» + +Pronunziate quest’ultime parole, partì. Giunto a piedi dello scalone, +Varney gli diede un grande ferraiuolo da livrea, ed un larghissimo +cappello, travestimento, sotto di cui diveniva impossibile il +ravvisarlo. Stavano pronti in corte i cavalli così per lui come per +Varney. Il Conte non era venuto la notte addietro che con due servi, +iniziati sino ad un certo grado ne’ misteri del lor padrone, i quali +cioè credeano che ivi lo conducesse una tresca con qualche bella, di +cui ignoravano la condizione ed il nome. Ma questi servi erano nella +stessa notte partiti. + +Tony Foster teneva egli stesso la briglia al palafreno del Conte, +corsiero vigoroso al pari che agile, e intanto il servo del Foster +presentava un cavallo di più bella apparenza e più riccamente +bardamentato a Riccardo Varney, che dovea sostenere la parte di padrone +lungo la strada. + +Ciò non di meno Varney, vedendo avvicinarsi il Conte, si fece innanzi +per tenergli le redini del cavallo, e impedì a Foster l’incaricarsi +di tale ufizio, ch’ei riguardava, senza dubbio, come una delle sue +prerogative. + +Traspirò dalla fisonomia del Foster, che assai gl’increscea perdere +questa occasione di far la corte al suo protettore. Ciò non ostante +cedè il luogo a Varney senza osare di moverne alcuna lagnanza. Il +Conte salì con mente distratta a cavallo, e dimenticando per un +istante che la parte assuntasi l’obbligava a rimanere addietro al suo +padrone posticcio, uscì della corte senza pensare a Varney, e mandò +più d’un baciamano alla Contessa, che da una finestra, sventolando un +fazzoletto, gl’inviava i suoi estremi saluti. + +Mentre ei passava sotto l’oscura volta che mettea fuor della Corte: +«Ecco, diceva il Varney, ciò che si chiama fina politica. Il servitore +che va avanti al suo padrone.» E profittò di questo momento per dire +a Foster: «Tu mi fai il viso dell’arme, o Tony. Ma se ti ho privato +d’un grazioso sguardo di Milord, in compenso l’ho indotto a lasciarti +un premio de’ tuoi prestati servigi, che non ti sarà meno gradevole +d’uno sguardo. Eccoti una borsa del migliore oro che le dita di un +avaro abbiano contato giammai. Prendila (soggiunse, e a tal vista +la fisonomia di Foster si fece più aperta), prendila, ed aggiungi +quest’oro a quello che egli donò la scorsa notte a tua figlia.» + +«Come? Che mi dite voi? Egli ha fatto un dono di danari a Giannina?» + +«Certamente. Qual maraviglia? I servigi ch’ella presta alla Contessa, +non vogliono forse la lor ricompensa?» + +«Essa non lo terrà e la obbligherò a restituirlo. Conosco troppo bene +Milord, e so quanto lo alletti la novità. I suoi amori sono variabili +come la luna.» + +«Impazzisci, o Foster? O entreresti nella vanità di credere che Milord +possa essere preso da un capriccio per la tua figlia? Chi è mai che +sogni a por mente a una lodola, finchè ode il canto dell’usignuolo?» + +«Sia lodola, sia usignuolo, tutto fa per l’uccellatore; e so ancora, +sig. Varney, essere in voi molta maestria nello scuotere i rami tanto +che gli uccelli gli corrano nelle reti. Mi porti il diavolo anzichè +io desiderassi mai che metteste Giannina nel novero di tante povere +fanciulle cadute ne’ vostri agguati! Voi ridete! ma vi ripeto che +voglio almeno salvare un individuo di mia famiglia dagli artigli di +Satanasso; e tenetelo ben per sicuro. Ella restituirà quest’oro.....» + +«Ovvero ella te lo darà in custodia, o mio Tony, il che torna allo +stesso. Ma mi è d’uopo il parlarti di cosa più rilevante. Il nostro +padrone parte di qui con intenzioni, che potrebbero sconcertar molto le +nostre.» + +«Come sarebbe a dire? È egli stanco del suo trastullo, della sua nuova +conquista? Non mi maraviglio. Ha speso per essa ciò che pagherebbe il +riscatto di un re, e ora è pentito del suo contratto.» + +«Oh! quanto ti scosti, o Tony, dal vero! Egli è delirante più che nol +sia stato mai per Amy, ed anzi vuole per lei abbandonare la Corte. +Allora, addio speranze nostre, addio possedimenti, addio sicurezza. Ci +vengono ritolti i beni di chiesa, e sarebbe gran ventura, se non ci +facessero rigettare le rendite.» + +«Oh! sarebbe la nostra rovina (sclamò Foster, cui tal novella empiè di +grinze la fronte), e tutto ciò per una donna! Lo compatirei se fosse +per la salute dell’anima sua! Perchè anche a me talvolta viene l’idea +di sbarazzarmi dal lezzo di questo mondo, e vivere come uno dei più +poveri della nostra congregazione.» + +«Credo bene che finirai così, mio Tony. Ma ascolta: il diavolo +non perderà nulla se anche ti condanni alla povertà. Onde tu non +guadagneresti da nessun lato. Ma ora bada a quanto ti suggerisco, e +puoi ancora conseguire la proprietà di Cumnor Place. Non far motto con +nessuno della visita di Tressiliano. Su di ciò non aprir bocca, ammeno +che non tel consigli io medesimo.» + +«E perchè di grazia?» domandò Foster in tuono di chi sospetta. + +«Ma sei bene una talpa, se non vedi che nello stato in cui or trovasi +l’animo di Milord, una tale scoperta lo confermerebbe ne’ suoi novelli +disegni. S’egli sapesse che questo fantasma comparve alla Contessa +nel tempo ch’egli era lontano, non si fiderebbe più di nessuno, e +vorrebb’esser egli medesimo il drago custode delle poma d’oro. E +allora, Tony? Chi ha più bisogno dell’opera tua? Una parola basta a chi +la sa intendere. Addio, Tony, mi è d’uopo seguirlo.» + +Pronunciate queste parole toccò dello sprone il cavallo, galoppando a +tutta briglia per raggiungere il Conte.... + +«Possa tu romperti il collo, maledetto pagano (disse tra sè il Foster +guardandogli dietro). Fa’ d’uopo nondimeno eseguire le sue istruzioni, +perchè trattiamo tutt’e due la medesima causa. Quanto poi a Giannina... +oh! ella metterà nelle mie mani le monete d’oro, e sia in una guisa, +sia nell’altra, le impiegherò al servigio di Dio. Finchè ne trovi +il modo, le custodirò a parte nel mio scrigno; altrimenti potrebbe +uscirne un vapor contagioso, che si diffonderebbe sulla mia Giannina. +Oh! questa fa di mestieri si conservi pura come uno spirito celeste, +se non altro, acciò preghi Dio per suo padre. E ben ho bisogno delle +sue orazioni, perchè sono ad assai brutto passo. Corrono sinistre voci +sulla mia maniera di vivere. Son visto con freddezza dai confratelli +della Congregazione. E quando il sig. Holdforth, nell’ultima sua +predica, paragonava gl’ipocriti ad un sepolcro imbiancato, la cui +cavità è piena d’ossa umane, pareva fissato sopra di me. Come sono +severi questi puritani!... Ma penserò.... Prima d’aprire lo scrigno, +andiamo a leggere per un’ora la Bibbia.» + +Intanto Varney avea raggiunto il Conte che lo aspettava alla porta del +parco, d’onde uscì Tressiliano nel dì antecedente. + +«Voi perdete il tempo, o Varney, il Conte gli disse, e gl’istanti +sono preziosi. Mi è d’uopo arrivare a Woodstock per mettere a basso +quest’abito di maschera, e sino a quel punto, voi lo sapete, non +viaggio senza pericolo.» + +«Non è che una corsa di due ore, o Milord. Mi sono trattenuto brevi +momenti con Foster per eccitarlo a diligenze sempre maggiori, affinchè +non traspiri il nostro segreto, ed anche per chiedergli il ricapito +d’un uomo, che penso, o signore, di mettere al vostro servigio in vece +del licenziato Trevors.» + +«E questi è tale che veramente mi convenga?» + +«A quanto sembra, promette assai. Ma se voi voleste continuare senza +di me il vostro cammino, tornerei a Cumnor, per condurlo a Woodstock, +prima che siate uscito del letto.» + +«Allora io dormo profondamente, il sapete. Basterà bene che facciate +trottare il vostro cavallo all’uopo di essere colà quando mi alzo.» + +Pronunziate le quali parole dal Conte, Varney galoppò a briglia sciolta +verso Cumnor, tenendo la strada maestra per non ripassare in vicinanza +del parco. E sceso alla porta dell’_Orso nero_ chiese di parlare a +Michele Lambourne. Questo rispettabile nipote dell’ostiere non fece +aspettare il nuovo suo protettore, che anzi parea tenere l’orecchie +tese, come se ne indovinasse il vicino arrivo. + +«Tu perdesti l’orme del compagno tuo Tressiliano, gli disse Varney, me +lo annunzia quella tua fisonomia di furfante. È questa la destrezza di +cui ti vantasti, impudente millantatore?» + +«Oh! per la morte, disse il Lambourne, sfido chi abbia meglio seguite +le tracce di una volpe. Lo trovai che si riparò qui, in casa di mio +zio, l’ho veduto cenare, l’ho veduto entrare nella propria stanza, in +somma mi sono attaccato a lui come la sua ombra. Ma che volete? Prima +del giorno egli era partito, senza che lo avesse visto nessuno, e +nemmeno il mozzo di stalla.» + +«Sarei tentato a credere, che tu ti avvisi ingannarmi; ma se vengo a +scoprirlo, sull’anima mia, te ne pentirai.» + +«Non v’è cane, comunque buono, cui non vada talora fallita la preda. +Qual interesse aveva io di fare sparire costui? Domandatene conto a +Giles Gosling mio zio, ai suoi garzoni, al mozzo di stalla, a Cicily, +a tutta la casa, e vi convincerete, che nol perdei d’occhio un istante +in tutta la sera. Che diavolo! Dopo averlo veduto entrare nella sua +stanza, io non poteva collocarmivi a guisa d’un infermiere. Spero che +in ciò almeno mi farete ragione.» + +Il Varney prese alcune informazioni dagli altri dell’osteria, e le +trovò conformi a quanto in propria discolpa gli disse il Lambourne; +e soprattutto ognuno fu concorde nell’accertare che Tressiliano era +partito di notte tempo senza avvertire nessuno. + +«La giustizia però vuole che non si taccia una cosa, soggiunse +l’ostiere; ed è che ha lasciato sulla tavola quanto corrispondeva +all’importare del conto datogli, ed in oltre una mancia ai garzoni, la +qual cosa pareva tanto meno essenziale, che non ha dato, come sembra, +l’incomodo a nessuno di mettere la sella al suo cavallo.» + +Convintosi che il Lambourne non lo aveva ingannato, il Varney entrò +nel proposito dei divisamenti fatti sopra di esso, incominciando dal +mostrarsi ragguagliato dal Foster, ch’egli, Lambourne, non sarebbe +stato avverso ad accettar servigio presso qualche signore. + +«Siete mai stato alla Corte?» gli chiese il Varney. + +«No, rispose l’altro, ma fin da quando aveva dieci anni, sognava una +volta per settimana di esservi e di far ivi fortuna.» + +«Sarà colpa vostra se il vostro sogno non si verifica. Avete bisogno di +danaro?» + +«Non ne ha mai troppo un galantuomo che ami passare giocondamente la +vita.» + +«Questa risposta mi basta e la trovo assai onesta. Or ditemi: sapete +voi le qualità che si vogliono da chi è al servigio d’un cortigiano?» + +«Credo: occhio aperto, bocca chiusa, mano pronta a tutto, acuto +ingegno, e coscienza intrepida?» + +«E senza dubbio è gran tempo che la tua non patisce spaventi?» + +«Non mi ricordo che ne abbia mai conosciuti. Nella mia prima giovinezza +parea qualche volta ch’ella volesse alzare la voce, ma il tumulto della +guerra la mise al dovere, e l’annegai del tutto nell’onde del mare +Atlantico.» + +«Tu hai dunque servito nell’Indie?» + +«Orientali e occidentali, per terra e per mare. Ho servito il +Portogallo e la Spagna, l’Olanda e la Francia, e per mio proprio conto, +ho fatto la guerra con una banda di brave persone che veleggiavano +sopra di un brigantino, e che al di là della linea non erano in pace +con nessuno.» + +«Va bene. Tu puoi renderti utile a Milord ed a me. Ma bada ve’! perchè +son pratico del mondo. Ti comprometti tu di servire con fedeltà?» + +«Se non foste pratico del mondo, dovrei rispondervi di sì senza +esitare, e giurarlo sulla mia vita e sul mio onore; ma poichè vedo +che l’_Onor vostro_ desidera una risposta dettata piuttosto dalla +verità che dalla politica, vi risponderò che posso esservi fedele +fino a’ piedi d’un patibolo, e fino al nodo corsoio di quella tal +cordicella..... quando però io sia ben trattato, e ben pagato. Se no, +no.» + +«E a tutte l’altre tue virtù (disse con ironico tuono il Varney) tu +aggiugnerai sicuramente la felice prerogativa di saper comparire +all’uopo uom religioso ed austero?» + +«Non mi costerebbe nulla il lasciarvelo credere, ma per rispondervi +francamente devo dirvi di no. Se vi abbisogna un ipocrita, volgetevi +a Tony Foster, che fin dalla sua giovinezza è tormentato dalle visite +di certi scrupoli coi quali poi viene a patti; laonde in sostanza, il +diavolo non vi perde nulla. Oh no, io non sono di questo temperamento.» + +«Ebbene! Se non hai ipocrisia, sei tu provveduto d’un buon cavallo?» + +«Oh buono! Vel guarentisco, un cavallo, che supera le siepi ed i +fossi come il miglior cavallo di milord Duca. Una volta ch’io feci +una piccola corsa a Shooters-Hill, mi accadde sulla strada maestra di +dire alcune parole ad un fittaiuolo fornito meglio di saccoccia che di +cervello. Ma il mio cavallo mi trasse di affare in pochi minuti, ad +onta di tutti quelli che m’inseguivano.» + +«Ebbene, monta in sella, e seguimi, lascia pur qui tutto il tuo +fardello, e ti farò aver servigio presso un tale, che se tu non fai +fortuna, non sarà colpa della sorte, ma tua solamente.» + +«Va a maraviglia. Eccomi di tutto cuore. In un istante son lesto. Olà. +Eh! la sella al mio cavallo. Spicciati. Cicily! Amabile Cicily, vieni +a farmi i tuoi congedi, ti voglio donare la metà della mia borsa per +consolarti della mia lontananza.» + +«Giur’al cielo (sclamò Giles Gosling che avea uditi tutti questi +apparecchi di partenza), Cicily non sa che farsi de’ tuoi donativi. +Buon viaggio, e possa tu trovar la grazia di Dio in qualche parte, +benchè a dir vero credo che non germogli nel paese dove tu vai.» + +«Fa dunque ch’io veda la tua Cicily, caro ostiere, si vuole che sia una +bellezza» disse Varney. + +«Una bellezza arsa dal sole, capace di resistere al vento ed alla +pioggia, ma che non ha nulla per piacere a’ zerbinotti della vostra +sorte, o signore. Ella non si muove dalla sua stanza, nè si espone agli +sguardi dei cortigiani.» + +«Alla buon’ora, amico mio. La pace sia dunque con lei. Ma i nostri +cavalli impazientiscono. Vi diamo il buon giorno.» + +«Mio nipote viene dunque con voi, o signore?» + +«Tale è la sua mente» rispose Varney. + +«Fai bene, o Michele, riprese Gosling, fai ottimamente. Tu hai un buon +cavallo. Ora non ti resta che a guardarti dallo sforzino. O se di tutti +i modi che vi sono per terminare i tuoi giorni, ti si confà meglio la +corda, come mi par verisimile al partito che prendi, fammi un piacere; +scegliti una forca il più lontano che puoi da Cumnor.» + +Senza prendersi molta molestia per questi congedi di mal augurio, +Varney e Lambourne montarono a cavallo, e corsero con tanta rapidità, +che non poterono ricominciare il loro intertenimento, se non se +all’atto di salire una montagna alquanto scoscesa. + +«Tu acconsenti adunque, gli disse Varney, di entrare al servigio di un +signor della Corte?» + +«Sì: semprechè vi piacciano i patti ch’io son per farvi.» + +«Udiamoli.» + +«S’io debbo aver gli occhi aperti sugl’interessi del mio padrone, è +d’uopo ch’ei li chiuda su i miei difetti.» + +«Purchè non sieno di natura da pregiudicare al servigio.» + +«Siam d’accordo. Se fo buona caccia debbo avere almeno le ossa da +rosicchiare.» + +«Nulla avvi di più ragionevole. Molti che valgono meglio di te, +domandano la stessa cosa.» + +«Va bene. Rimane un altro punto da chiarire. Se entro in brighe colla +giustizia, il mio padrone deve aiutarmi ad uscirne colle mani nette. +Voi vedete che questo è un articolo importante.» + +«Anche ciò è giusto, ogni volta però che l’impaccio in cui tu possa +trovarti abbia origine da servigio prestato al padrone.» + +«Quanto allo stipendio (continuò il Lambourne con aria d’indulgenza) +non ne parlo neanco, perchè fo conto di vivere sui profitti.» + +«Non temere. Non ti mancheranno nè danari, nè modi di divertirti. Tu +vai a stare in una casa, ove, come suol dirsi, l’oro esce fuori degli +occhi.» + +«Tutto ciò è un incanto. Non mi rimane ora a sapere che il nome del mio +padrone.» + +«Io mi chiamo Riccardo Varney.» + +«Ma intendo dire il nobile Lord, al cui servigio voi mi mettete.» + +«Sciagurato! Ti credi forse troppo gran signore onde arrossire di +chiamarmi tuo padrone? Ti permetto d’essere impudente cogli altri. Ma +bada bene che con me...» + +«Ne domando umilmente perdono al _vostro Onore_; ma vi ho veduto in +tanta intrinsichezza con Tony Foster, col quale vivo in intrinsichezza +ancor io...» + +«Vedo che non ti manca nulla per essere un furfante calzato e vestito. +È vero che ho deliberato collocarti nella casa di un gran signore, +ma da me solamente riceverai i comandi, nè ubbidirai altri che me. +Io ne sono il primo scudiere, nè andrà guari che ti sarà noto il suo +nome. Egli è un uomo che governa lo Stato, che porta tutto il peso +dell’amministrazione sopra di sè.» + +«Poter del Cielo! è un eccellente talismano per disotterrare i tesori +nascosti.» + +«Quando si sa farne uso prudente. Ma bada bene, perchè tu potresti +invece chiamar sopra te un demonio capace di ridurti in polvere.» + +«Non dubitate. Mi terrò fra i limiti convenienti.» + +I due viaggiatori ripigliarono allora il galoppo, e giunsero di lì a +non molto al reale parco di Woodstock. Questo antico dominio della +Corona aveva aspetto ben diverso da quello che presentò allorquando vi +soggiornava la bella Rosimonda, e quando fu nascondiglio ai proibiti +amori di Enrico II; ed era ben anche diverso da quel che si mostra +a’ nostri giorni, in cui Blenheim-House ne rimembra le vittorie del +Marlborough, e invita i viaggiatori a contemplare i nobili sforzi +dell’ingegno del Vanburgh, lacerato sintantochè visse da uomini che gli +stavano di gran lunga al disotto. Woodstock sotto la regina Elisabetta +non era che un vecchio castello rovinoso, nè da lungo tempo onorato +della presenza dei sovrani; circostanza che contribuì grandemente ad +impoverir quel villaggio, e che trasse quegli abitanti ad umiliare più +d’una supplica alla Regina, onde volgesse sovra essi un suo benefico +sguardo. E tale era l’apparente motivo per cui il Conte si era condotto +a Woodstock. + +Il Varney e il Lambourne entrarono francamente nella corte del vecchio +castello, che offeriva in quella mattina un aspetto animato, qual non +s’era visto dopo volgere di due regni. Gli ufficiali della casa del +Conte, i suoi servi da livrea, le guardie, andavano e venivano collo +strepito caratteristico della lor professione. Udivansi gran nitrir +di cavalli e grande abbaiare di cani; perchè il Conte incaricato di +esaminare in qual essere trovavasi quella terra, e dovendo far credere +di rimanervi quanto tempo fosse stato necessario a tal uopo, volle lo +accompagnasse tutto il treno che gli facea di mestieri per gustare ivi +il piacer della caccia. Diceasi che il parco di Woodstock fosse stato +nell’Inghilterra il primo ricinto chiuso da mura ad uso di caccia; ed +abbondava di daini, il cui riposo da lungo tempo non veniva turbato. +Una grande folla d’abitanti, sperando che tale visita straordinaria +produrrebbe i favorevoli effetti, cui sospiravano, si assembrarono +nella corte, ove agognavan l’istante che si mostrasse ad essi il più +sublime personaggio dell’Inghilterra. L’arrivo di Varney eccitò la loro +attenzione, tanto più che si sparse subito la voce essere egli il primo +scudiere del Conte, onde tutti solleciti di amicarsi il Varney, si +levarono i cappelli, e si affollarono frettolosamente per tener briglia +e staffa così al cavallo di lui, come a quello del suo compagno. + +«Allontanatevi, miei galantuomini, (disse loro con alterigia il +Varney), nè impedite ai servi di fare il loro dovere.» + +I contadini afflitti di ciò, si ritiravano, allorchè il Lambourne, +credendosi copiare i modi del primo scudiere, più duramente ancora li +rispingeva: «Giù le mani o bifolchi, andate al diavolo. Pensate forse +che non abbiam salariati per farci servire?» + +Consegnati i loro cavalli agli uomini da livrea, entrarono nel +castello dandosi un tuono di superiorità, che la nascita ed una lunga +consuetudine rendevano naturale nel Varney, e che il Lambourne si +studiava d’imitare siccome vedemmo. Intanto i poveri abitanti di +Woodstock si dicevano uno all’altro sotto voce: «Dio ci liberi presto +da questi superbi. Se il padrone somiglia ai servi, il diavolo se li +porti tutti, che non prenderà più di quanto gli si appartiene.» + +«Zitto, amici miei, soggiugnea il podestà, e morsicatevi piuttosto la +lingua per non lasciarle dire sciocchezze. Col tempo chiariremo tutto. +Nessuno verrà mai accolto a Woodstock con tanto giubilo quanto se ne +dimostrava al veder giugnere l’antico re Enrico. Se per caso regalava +non so quanti colpi di bacchetta ad un contadino, poco dopo gli gettava +addosso un pugno di monete d’argento coniate colla sua effigie, e con +tal espediente tutto veniva dimenticato.» + +«Dio abbia in pace l’anima sua! sclamaron que’ villici. Ma pur troppo +dovrà correre molto tempo prima che la regina Elisabetta ci venga a +distribuire colpi di bacchetta.» + +«Non si può anche sapere, mia buona gente; ma ci vuol pazienza, e per +ora ne consoli la sicurezza di meritare tali favori da Sua Maestà.» + +Intanto Varney seguito dal suo nuovo accolito entrò nell’anticamera, +ove persone di più alto affare che non quelli di cui la corte era +ripiena, aspettavano l’istante di veder il Conte, non per anche uscito +della sua stanza. Tutte corteggiavano, qual con maggiore, qual con +minore considerazione il Varney, e proporzionatamente sempre al grado +di ciascuna, o alla cosa che ivi conducea al levarsi del favorito. +All’interrogazione generale: «Quando credete che comparirà Milord, sig. +Varney?» questi rispondea in poche parole: «Non vedete la polvere che +ho su gli stivali? Giungo ora da Oxford. Non so nulla.» Ma fattagli +tale inchiesta da un personaggio più distinto, s’affrettò a rispondere: +«Vado subito ad informarmene dal ciamberlano sir Thomas Copely.» +Il ciamberlano, che si facea conoscere pel distintivo della chiave +d’argento, disse che il Conte non aspettava se non se l’arrivo del +sig. Varney per venire abbasso, ma volea prima parlargli da solo a +solo. Varney allora salutando la brigata, ne prese congedo per entrare +nell’appartamento del suo padrone. + +Vi fu per qualche istante un mormorio prodotto da tale aspettazione; +ma questo fece luogo al più profondo silenzio allor quando si +videro aprire entrambi i battitoi della porta, situata nel fondo +dell’appartamento. E subito comparve il Conte preceduto dal Ciamberlano +e dal Maggiordomo, e seguito da Riccardo Varney. I lineamenti di +quello, nobili e maestosi, nulla aveano che si confondesse coll’audacia +improntata su i volti degli altri del suo corteggio. Proporzionate +erano del certo al grado di ciascheduno le gentilezze ch’ei dicea +a questo e a quello; ma non vi fu chi potesse chiamarsi scontento +dell’accoglienza ricevuta. Le domande ch’ei faceva sullo stato in cui +si trovavano il castello e le sue pertinenze, l’enumerazione ch’ei +tessea de’ vantaggi sperabili per il paese e per que’ dintorni dalla +deliberazione in cui era la Regina di portarvisi a quando a quando, +intendeano a far credere, ch’egli avesse già lette ponderatamente +tutte le suppliche ìndirittegli da quelle genti, e che fosse in lui la +massima propensione a secondarle. + +«Adesso il Signore lo benedica (dicea il podestà che ivi condusse +una deputazione del villaggio, della quale era egli il presidente). +Vedete come ha l’aria smunta; giurerei che ha trascorsa tutta la notte +in leggere la nostra rimostranza. E il maestro Toughyarn, che ha +impiegato sei mesi a metterla insieme, credea breve una settimana per +ben intenderla! Or vedete che ventiquattr’ore sono bastate al Conte per +cavarne la quintessenza.» + +Il Conte gli assicurò allora d’interporre i suoi buoni uffizi, onde +persuadere la Regina ad onorare qualche volta della sua presenza il +reale castello di Woodstock, e ciò affinchè gli abitanti di que’ +dintorni non andassero privi de’ vantaggi, che avean goduti sotto i +precedenti monarchi. Intanto gli era cosa gradevole il farsi interprete +delle intenzioni della Sovrana favorevoli ad essi, e anzi di notificar +loro, che Sua Maestà, premurosa d’incoraggiare e d’avvivare il +commercio di Woodstock, avea risoluto d’instituirvi un mercato per le +lane. + +Questa buona notizia produsse grandi dimostrazioni di giubilo, non +solamente per parte de’ membri della Deputazione che si trovavano +nell’appartamento, ma per parte ancora de’ contadini adunati nella +corte, fra i quali la stessa notizia non tardò a divulgarsi. I +magistrati presentarono al Conte, piegando il ginocchio, le libertà e +franchigie di Woodstock, accompagnate da una borsa piena d’oro, ch’egli +passò immantinente a Varney, e questi ne rimise una parte al Lambourne, +siccome un saggio anticipato de’ profitti che gli avrebbe fruttato il +novello servigio. + +Il Conte, e quelli del seguito, non tardarono a mettersi a cavallo +per ritornare alla Corte. Udivansi d’ogni lato grida di allegrezza di +tutti gli abitanti di Woodstock: _Viva la regina Elisabetta! Viva il +nobile conte di Leicester!_ ripetevano tutti. Che anzi i modi cortesi +adoperati dal Conte sparsero una vernice di popolarità per fino sugli +altri del suo corteggio, l’alterigia de’ quali avea sulle prime portato +discredito allo stesso loro padrone. + +Laonde le voci: _viva Milord, e tutti quelli che gli appartengono_ +pervennero all’orecchio di Varney e di Lambourne, che seguivano il +Conte, ordinati ciascuno secondo il lor grado. + + + + +CAPITOLO VIII. + + Datemi i vostri consigli; saranno + ascoltati, sig. Fenton, e posti anche + in opera. + + _Le Commari di Windsor._ + + +Diviene cosa indispensabile il risalire alle circostanze che +accompagnarono, o a dir meglio produssero nell’osteria dell’_Orso +nero_ la subitanea sparizione di Tressiliano. Dopo lo scontro avuto +con Varney egli era tornato al _Carovanserai_ di Giles Gosling, ove +chiese carta, penna e calamaio, ed annunziando che passerebbe tutta la +giornata nel suo appartamento, vi si rinchiuse. Ricomparve nonostante +la sera nella gran sala, ove Michele che, giusta l’obbligo assuntone, +avea spiato ogni suo andamento, cercò di rinovar lega con essolui: +«Spero che non avrete conservato rancore per l’affare di questa +mattina.» + +Ma Tressiliano rispinse con fermezza, non però disgiunta da urbanità, +tal genere di cortesia: «Sig. Lambourne, non dovreste essere scontento +del modo onde vi ho compensato pel tempo, che vi ho tenuto in faccende. +A traverso la maschera di rozza semplicità, sotto cui vi coprite, vedo +che è in voi discernimento bastante ad intendermi allorchè vi dico con +franchezza, che avendo io ottenuto quanto era unicamente mio scopo, +dobbiamo per l’avvenire considerarci come stranieri l’uno per l’altro.» + +«_Voto a Dios_ (esclamò il Lambourne rilevandosi colla sinistra mano +una basetta, e portando la destra all’impugnatura della sua sciabola), +se credessi che fosse in voi disegno di farmi aggravio...» + +«Avreste bastante prudenza per sopportarlo, come è di vostro dovere +in tutte le immaginabili combinazioni (gli rispose Tressiliano senza +scomporsi). Voi conoscete assai bene qual distanza ne separi per non +chiedere una spiegazione più ampia. Vi auguro la buona sera.» + +Voltegli indi le spalle, si pose a favellar coll’ostiere. Il Lambourne +non ne potea più dalla voglia di fare il bravo, ma limitò la sua +collera a bestemmiare fra i denti, cedendo a quella prevalenza, che un +uomo distinto per nascita, e maggiore di meriti, possede sempre sopra +enti spregevoli di tal natura. Si assise borbottando in un angolo +della sala, datosi ad osservar di soppiatto, ma in modo non equivoco, +i pensieri, non che i moti di Tressiliano; e l’idea che nacque in lui +di vendicarsi a proprio conto era nudrita dalla speranza di soddisfare +ad un tempo le brame del Varney. Giunse l’ora della cena, che quando fu +terminata, Tressiliano si ritirò nel proprio appartamento, tutti gli +altri facendo lo stesso. + +Era poco dacchè Tressiliano si era messo in letto senza poter prendere +sonno, di cui teneano luogo le considerazioni nelle quali era immerso. +D’improvviso ne fu interrotto il corso dal rumore che fece la sua porta +aggirandosi su i proprii cardini, e da un debole raggio di luce, che +si diffuse per tutta la stanza. D’un animo forte come l’acciaio, saltò +giù del letto, ed afferrata la sciabola, stava per trarla dal fodero, +allorchè udì questa voce; «Fermatevi, sig. Tressiliano, fermatevi. Son +io, è il vostro albergatore Giles Gosling.» + +E nello stesso tempo girando la parte opaca della sua lanterna, che +sino a quel punto avea mandato un languido chiarore, mostrò i proprii +lineamenti e la solita gioviale fisonomia all’attonito Tressiliano. + +«Che vuol dir questo, sig. Gosling? Avete forse cenato bene come la +scorsa notte? È uno sbaglio di stanza che fate? ovvero vi dareste a +credere esser questo un luogo opportuno per venire a sfoggiare dopo +mezzanotte le vostre facezie?» + +«Non mi sbaglio nè di luogo nè di tempo, sig. Tressiliano: conosco +queste due cose al pari d’ogn’altro ostiere dell’Inghilterra. Ma +primieramente ho osservato, che quel ribaldo di mio nipote, in tutta la +sera non ha dipartito gli occhi da voi più di quanto lo faccia un gatto +che dia la caccia ad un sorcio. In secondo luogo, voi avete attaccato +briga, vi siete battuto, o con lui o con alcun altro, e temo vi arrivi +qualche sinistro.» + +«Impazzite, mio caro ostiere? Vostro nipote, scusate, è al di sotto +di chi può meritare il mio risentimento. Per altra parte, qual motivo +v’induce a credere che io abbia attaccato briga con chicchesia?» + +«Oh! il colore delle vostre guance me ne disse assai quando tornaste, +o signore. E questo è un indizio sicuro, quanto è certo che la +congiunzione di Marte e di Saturno partorisce sfortuna. Aggiugnete, che +le fibbie del vostro centurino andavano traverso. Poi avevate l’aria +agitata, camminavate d’un passo frettoloso. In somma non era cosa in +voi, da cui non comparisse, che la vostra mano aveva accarezzato pochi +istanti prima l’impugnatura della vostra sciabola.» + +«Ebbene, amico, stando ancora che mi fossi trovato nella necessità +di metter mano alla sciabola, è questo motivo bastante a lasciare da +quest’ora un buon letto caldo per venire da me? Voi vedete che non mi è +accaduta veruna disgrazia.» + +«No sin qui. Ma non è anche finita. Tony Foster è un uomo pericoloso, +ed ha alla Corte potenti protettori, che lo han tratto d’impaccio più +d’una volta. Quanto a mio nipote....... vi dissi già l’animo mio. E se +due bricconi hanno rinovato lega, non vorrei che fosse a vostro costo, +mio rispettabile ospite. Michele ha fatto una specie di processo col +mozzo di stalla per sapere l’ora della vostra partenza, e la via che +sarete per prendere. Mi piacerebbe dunque che pensaste, se avete detto +o fatto nessuna cosa da mettervi in riguardo contro d’un tradimento.» + +«Voi siete un onest’uomo, Gosling (disse Tressiliano dopo avere +meditato un istante), e quindi vi parlerò con franchezza. Se questi +due malvagi han fatto cattivi disegni sopra di me, e non vi nego che +sia ciò possibile, egli è perchè sono i commessi subalterni d’altro +malvagio assai più potente di loro.» + +«Voi intendete dire del sig. Riccardo Varney, non è vero? Egli venne +ieri a Cumnor-Place, e ad onta delle cautele che ha prese costui, v’è +chi lo ha veduto e me lo ha raccontato.» + +«Sì, io parlava di lui, o mio ospite.» + +«Ebbene. Per l’amor del Cielo, signor Tressiliano, pigliate bene i +vostri passi innanzi. Questo Varney è il protettore, il signore del +Foster. L’usufrutto di Cumnor-Place e del parco che costui gode, +lo tiene dal sig. Varney, il quale poi ha avuti dal suo padrone, +Conte di Leicester, i beni dell’Abbazia d’Abingdon, che comprendono +i fondi usufruttuali del Foster. Si dice che lo stesso Varney possa +tutto sull’animo del Conte. Io stimo troppo questo ultimo signore per +non persuadermi che egli si valga del suo favorito nel modo, come +pretendono certe persone. Ma è sempre vero, che lo ama, ed è inoltre +indubitabile che il Conte può altrettanto sulla mente della Regina, +intendo nelle cose convenevoli e giuste. Ora vedete quali nemici vi +siete tirati alle spalle.» + +«Su questo poi, la cosa è fatta. Non vedo un modo di rimediarvi.» + +«Per Bacco! è ben necessario che vi rimediate o d’una maniera o +dell’altra. Riccardo Varney... appunto per questo predominio ch’egli ha +sullo spirito del Conte, e attese le moleste pretensioni che per essere +succeduto nei diritti dell’Abbazia, fa valere in questi luoghi.... si +ardisce appena pronunziare il suo nome fra noi. Voi vedeste di fatto +che ieri sera non se ne disse una parola, mentre poi niuno si ristava +dal gridar croce addosso a Tony Foster; e nella mia osteria non v’era +al certo una sola persona non convinta, che Tony Foster eseguisce +unicamente gli ordini del Varney, e che per conto del secondo la bella +signora misteriosa viene custodita in Cumnor-Place. Ma a tale proposito +voi ne sapete più di me, e benchè le signore non portino sciabola, ne +hanno fatto uscire più d’una dal suo fodero.» + +«Sì, onesto Gosling, intorno a questa infelice so molte particolarità, +che non vi possono esser note. Anzi sento che ora abbisogno di +suggerimenti, e ne prenderò volentieri da voi. Quindi vi narrerò per +intero la storia che si riferisce ad un tale avvenimento, e tanto più +volentieri il farò, che terminato il mio racconto, mi sarà d’uopo di +raccomandarmi all’opera vostra.» + +«Io non sono che un povero albergatore, sig. Tressiliano, e poco +quindi capace di dar consigli ad un pari vostro. Ma, quanto è sicuro +che ho tenuto sempre la strada dell’onestà in questo mondo, e che ho +dato a tutti buona misura non mi facendo pagare prezzo maggiore del +ragionevole, altrettanto potete star certo che se non mi riuscisse +d’aiutarvi, non tradirei per un regno le confidenze che mi farete. +Parlatemi adunque a cuore aperto, come se raccontaste le cose a vostro +padre, ed assicuratevi, che se ho anche un poco di curiosità, perchè la +curiosità entra fra le virtù della mia professione, questa va sempre +accompagnata da una dose ragionevole di prudenza.» + +«Non ne dubito punto, o Gosling, Tressiliano rispose (e intanto che +il suo uditore preparavasi a dargli intera attenzione, meditò un +istante donde incominciar doveva il racconto). Per rendermi adunque +intelligibile, mi farà di mestieri il rimontare ad una data più antica. +Voi avete senza dubbio udito far parola della battaglia di Stoke, e +fors’anche di Sir Ruggiero Robsart, che valorosamente sostenne le parti +di Enrico VII avo della Regina, e che mise in rotta, e il conte di +Lincoln, e il lord Geraldin co’ suoi Irlandesi, ed i Fiamminghi che la +duchessa di Borgogna aveva inviati in soccorso di Lambert Simnel.» + +«Mi ricordo di tutto ciò, disse Gosling. Nella mia sala se ne canterà +dodici volte per settimana la ballata. Ed è in onore di Sir Ruggero +Robsart di Devon, l’aria, che intuonano per le strade i nostri +canterini: + + »Fior de’ prodi oppone il petto + »Alla mischia orrenda e fiera, + »Come sfida onde e bufera + »Fermo scoglio in mezzo al mar». + +»Oh! sì; e mi ricordo ben anche di Martino Swart e de’ bravi Alemanni +da lui condotti, di quei loro giustacuori tagliati a festoni, e di +quelle loro stravaganti brache tutte increspate colle fettucce. V’è +un’aria anche in onore di questo Martino, e dovrei ricordarmela. + + »Allestite, o soldati, i corsieri, + »È Martin che vi chiama alla pugna. + »La sua voce.....» + +«Se cantate così, caro ostiere, sveglierete tutti quei della casa, e +avremo più uditori di quello ch’io non vorrei aver confidenti.» + +«Perdonatemi, sig. Tressiliano, io andava via colla mente. Ma quando +una vecchia canzone torna in memoria a noi altri cavalieri dello +spiede, par che a forza ci voglia uscire di bocca. Ora vi ascolto.» + +«Il mio avo grandemente affezionato alla casa di York, come lo erano +molti fra gli abitanti di Cornovaglia, si mise dalla parte di questo +Simnel, che assunse il titolo di conte di Warwick, perchè tutta questa +contea stette a favore di Perkin Warbeck, che s’intitolava duca d’York. +Il detto mio avo raggiunse gli stendardi di Simnel; ma dopo avere +combattuto con prodigioso valore, fu fatto prigioniero nella giornata +di Stoke, ove i capi di questo sfortunato esercito perirono per la +maggior parte coll’armi alla mano. Il prode cavaliere cui questo mio +antenato si arrendè, fu Sir Ruggero Robsart, che postolo al sicuro +della regale vendetta, il rimandò libero senza riscatto; ma non potè +sottrarlo agli altri effetti della sua prima imprudenza, alle grosse +ammende cioè pronunziate contr’esso, espediente favorito di Enrico, +che infievoliva per tal modo i proprii nemici. Il buon Robsart ciò +nonostante fece quanto potè per alleviare l’infortunio dell’avo mio, e +sì intrinseca divenne la loro amicizia, che mio padre fu allevato come +fratello e compagno di Sir Ugo Robsart figlio unico di Sir Ruggero, nè +inferiore al padre in indole generosa, benefica, ospitale, benchè nella +sapienza militare nol pareggiasse.» + +«Ho inteso parlare, e ben più d’una volta di quest’ottimo Sir Robsart, +disse l’ostiere. Il suo primo bracchiere, William Badger, servo, più di +quanti mai ve ne sieno, affezionato al padrone, ne ha detto bene più di +cento volte in mia casa. È un cavaliere che ama l’allegria, passionato +ad usar atti d’ospitalità, ed avvezzo a tener tavola aperta più di +quello che s’usa ai nostri giorni; perchè ora in soli galloni d’oro si +mette sulle spalle d’un servo quanto basterebbe per regalare, tutto un +anno, di manzo e birra una dozzina di galantuomini, ed anche per fornir +loro il modo di andare una sera d’ogni settimana a ricrearsi alla +taverna, a fine di non dimenticare i poveri ostieri.» + +«Quando dunque conoscete il Badger, mio caro Gosling, è certo che +avete inteso a parlar molto di Sir Ugo Robsart; laonde mi limiterò +a dirvi che ha spinto l’ospitalità, di cui lo lodate, al punto di +vederne sconcertate le proprie sostanze. Ma ciò non sarebbe il massimo +de’ mali, non avendo egli altra erede fuorchè una figlia. Ed è qui +che comincio io a comparire nella tessitura di tale storia. Morto mio +padre, son già parecchi anni, il buon Sir Ugo non avrebbe mai voluto +che mi dipartissi da lui. E la passione della caccia, passione in +me ardente quant’era in Sir Ugo, mi scemava il merito di secondare +le brame di un uomo cui mi stringevano vincoli di gratitudine e di +amicizia ereditaria. Pur talvolta io provava rimorso, perchè tale +inclinazione m’impediva di darmi a studii che mi sarebbero stati +assai più giovevoli. Ma questo istesso rimorso cessò affatto in me +per ben altra cagione. La rara bellezza di Amy figlia di questo uomo +rispettabile, cresceva in essa al pari dell’età, nè potea non fare +impressione in un giovane che stava di continuo al suo fianco.» + +«E il padre non approvò il vostro amore. La cosa va co’ suoi piedi; e +in tali circostanze è sempre l’uso così. Il sospiro che vi è sfuggito +in questo istante prova che il padre della vostra Amy non si dipartì da +tal uso.» + +«La cosa è affatto all’opposto. Il generoso sir Ugo approvò il mio +amore, ma fu il cuor della figlia che ricusò di dividerlo. Ella mi +concedè nondimeno la propria stima, permettendomi di sperare che a +questa stima un sentimento più tenero sarebbe succeduto. Il nostro +contratto di nozze fu stipulato e sottoscritto, perchè così volle il +padre, ma venne differito ad un anno il celebrarle, tale essendo il +desiderio che la giovane ne dimostrò. In questo intervallo, Riccardo +Varney comparve in quelle vicinanze. Prevalendosi d’una lontana +parentela, ch’egli avea con sir Ugo, gli fece frequenti visite, ed +infine passava pressochè tutti i giorni in sua compagnia.» + +«Cattivo augurio per la casa ch’egli onorava di sua presenza!» disse +Giles Gosling. + +«Ah! voi non dite che troppo vero, e non ne derivarono che disgrazie. +Ed in un modo sì strano ch’io non so ancora unire insieme le successive +combinazioni onde piombarono su d’una famiglia, infino a quel giorno +tanto felice. Per qualche tempo, la giovane Amy sembrò accogliere le +premure dimostratele dal Varney con quella indifferente urbanità, con +cui generalmente si sogliono contraccambiare cortesie che non abbiano +un serio scopo. Non andò guari che sembrò lo vedesse con rincrescimento +e fino con ripugnanza. D’improvviso, strinsero insieme una lega di +natura affatto straordinaria. Varney rinunziò ai modi di pretendente e +di amante, che sulle prime aveva assunti presso di lei. Amy, in vece, +non gli dimostrò più quella agghiacciata freddezza che aveva opposta +per lo innanzi alle prime sue cortesie. Sembrò regnasse fra essi una +segreta intelligenza fondata sulla confidenza scambievole. Ne fui +oltremodo scontento, e sospettai perfino che avessero segreti convegni +per intendersi l’un l’altro senza essere impacciati dalla presenza mia +o del padre d’Amy. Nondimeno io credeva ancora il cuore di lei franco +ed aperto, come lo annunziavano quegli angelici lineamenti; benchè +una folla di circostanze offertesi dopo quel tempo alla mia memoria, +avrebbero dovuto convincermi delle segrete loro corrispondenze. Ma che +giova ora il descrivere particolarità? Il fatto parla da se medesimo. +Ella scomparve dalla casa paterna, Varney se ne allontanò in quel +medesimo giorno; e ieri ho trovata Amy Robsart nella casa del vilissimo +Foster, ove ho veduto Varney, quando giugneva da una porta di dietro, +avvolto in grande mantello.» + +«E questa è la cagione per cui vi siete cimentato? Mi pare, sig. +Tressiliano, che prima di farvi campione di questa signora, avreste +potuto informarvi s’ella lo desiderava, o lo meritava?» + +«E che? Non sapete voi che mio padre, e come tale io riguarderò +sempre sir Ugo Robsart, stassi fra le domestiche mura immerso nel più +disperato dolore, o cerca invano, dandosi alla caccia, ricreazione +sua prediletta, di sbandir dal cuore una immagine che vi si presenta +soltanto per lacerarlo? Poteva io sopportare l’idea di veder vivere +questo padre nell’affanno, e la figlia sua nell’infamia? Io mi posi +dunque in traccia di Amy, mosso da speranza d’indurla a tornare +nel seno di sua famiglia. Trovai questa giovane sciagurata, e +quando, o sarò riuscito nel concetto disegno, o ne avrò ravvisata +l’impossibilità, la mia risoluzione è presa. I miei giorni si +termineranno nell’isola della Virginia.» + +«Non vi abbandonate a sì violento partito, sig. Tressiliano, nè +vogliate rinunziare alla patria vostra, perchè una donna è una donna, +che cambia cioè amanti siccome nastri, senz’altro motivo che la sua +fantasia. Ma prima di esaminare più addentro la cosa, permettetemi +chiedervi come avete saputo sì bene mettervi sulla via di trovare il +soggiorno di questa giovane signora, o per meglio dire il luogo ove si +tiene nascosta?» + +«Non ignorava io che Varney aveva ottenuti i dominii dell’Abbazia +d’Abingdon, e tal circostanza mi trasse a credere che Amy fosse in +questi dintorni. Si raddoppiarono i miei sospetti, allorchè l’altro +ieri intesi parlare d’una signora, che vivea sotto velo di tanto +mistero a Cumnor-Place. La visita che feci colà con vostro nipote, mi +provò poi quanto fossero essi fondati.» + +«E quali sono al presente i vostri divisamenti? Scusate la libertà +ch’io mi prendo d’interrogarvi.» + +«È mia mente tornare in questo giorno medesimo alla casa del Foster, e +procurarmi con Amy un intertenimento più concludente dell’ultimo. Sarà +forza dire che quell’animo è cambiato sotto ogni aspetto, se non arrivo +a farvi impressione.» + +«Con vostra buona grazia, sig. Tressiliano, voi non vi cimenterete, io +spero, a tal passo. Se non vi ho male inteso, la giovane ricusò già +d’ascoltarvi.» + +«Non è che troppo vero. Non posso negarlo.» + +«E in qual modo adunque sperate poter costringerla a far cosa contro +la propria inclinazione, comunque disonorante ne sia la condotta e +per conto di lei e per quello della sua famiglia? Quand’anche le +foste padre, o fratello, la genìa fra le cui mani ell’è capitata, +non esiterebbe un istante a chiudervi la porta in faccia. Ma essendo +inoltre un amante da lei ributtato, correte di più rischio, che +coloro vi facciano un mal partito. E allora a qual magistrato volete +volgervi per ottenerne protezione ed assistenza? Perdonatemi la troppa +franchezza, ma voi siete in procinto di gettarvi nell’acqua per +afferrare un’ombra, nè potete uscirne che ben bagnato, se pure avete la +fortuna di non annegarvi.» + +«Porterò querela al Leicester contro l’infamia del suo favorito. Il +Conte cerca di farsi forte colla sponda dei severi e rigidi Puritani. +Egli dunque non ardirebbe negarmi giustizia per un riguardo a se +medesimo, quand’anche non fossero in lui i principii d’onore e di +nobiltà, che gli vengono generalmente attribuiti. Poi, ad ogni evento, +spingerò la mia appellazione al trono della stessa Regina.» + +«Quanto al Leicester, non mi maraviglierei se lo trovaste propenso +a difendere il suo favorito, perchè Varney si vanta di poter tutto +sopra di lui. Ma, dite bene; un’appellazione alla Regina li metterebbe +e l’uno e l’altro alle cose ragionevoli, perchè Sua Maestà cammina +stretto in questo genere di negozi, e a quel che in oltre si vocifera, +perdonerebbe più volentieri a dodici cortigiani l’essere innamorati +di lei, che ad un solo di questi il dar a comprendere che trova +un’altra donna più bella. Fatevi dunque coraggio, ed anzi tenetevi +solamente all’ultima idea. Portate a’ piedi del trono una supplica di +sir Ugo colla descrizione dell’insulto, che vi è stato fatto, e il +Conte, oh! lo vedrete, getterebbe piuttosto la sua testa nel Tamigi, +che compromettersi a sostenere il favorito in cosa di tal natura. Ma +per compir tutto questo, e poter sperar buon successo, è mestieri il +mettersi all’opera seriamente. In vece di perdervi qui a tirar botte +col primo scudiere del Leicester, o d’esporvi ai pugnali de’ suoi +colleghi, correte subito nella contea di Devon, fate sottoscrivere una +supplica a sir Ugo, e cercatevi amici che vi possano proteggere alla +Corte.» + +«Il vostro raziocinio è giusto, o Gosling, e voglio ad esso +uniformarmi. Partirò dimani allo schiarire del giorno.» + +«Fate meglio, sig. Tressiliano. Partite in questa notte medesima. +Non ho mai desiderato tanto di veder giungere un viaggiatore al mio +albergo, come ora desidero di vederne voi andar via. Mio nipote verrà, +un dì o l’altro, appiccato. Lo sia, poichè questo è il suo destino; +ma non vorrei che ciò gli accadesse per avere scannato uno tra’ miei +più rispettabili ospiti. Il proverbio dice: È meglio viaggiar da solo +la notte, che in pieno mezzogiorno a fianco d’un assassino. Partite, +signore, partite tosto per la sicurezza di voi medesimo. Il vostro +cavallo è lesto, perchè gli ho messo io briglia e sella; e qui è il +vostro conto.» + +«Non ascende ad un _nobile_ (disse Tressiliano, mettendogli fra le mani +una piastra d’oro). Piacciavi passare il restante alla gentile vostra +figlia Cicily, e ai famigli dell’albergo.» + +«Essi faranno onore alla vostra generosità, mio signore, e voi +ricevereste dalla propria bocca di mia figlia i suoi ringraziamenti, se +non si opponesse a ciò l’ora che è.» + +«Non permettete, che i viaggiatori si prendano troppa libertà con +vostra figlia, mio caro Gosling.» + +«Oh! avrò cura di starci attento. Ma, dopo quello che mi raccontaste, +non mi fa maraviglia che da voi vengano avvertimenti di tal natura. +Narratemi dunque. La bella signora, con qual occhio vi guardava ieri?» + +«Sembrava più indispettita che confusa, e temo assai ch’ella si trovi +avvolta tuttavia nel delirio di una funesta illusione.» + +«Ma se ciò è, caro signore, perchè farvi il campione di una donna, che +non si cura di voi? Perchè affrontare per essa il risentimento del +favorito di un favorito? Ah! l’amore è il mostro più pericoloso, in cui +possa scontrarsi un cavaliere che vada rintracciando avventure.» + +«Voi v’ingannate, Gosling, e vedo che non mi avete inteso. Io non +desidero più, che Amy mi conceda un solo de’ suoi pensieri. Ch’io la +veda un’altra volta fra le braccia del padre, e quanto mi rimane a fare +in Europa, e forse su questa terra, è terminato del tutto.» + +«E non sarebbe migliore risoluzione bere un bicchier di vino, e +dimenticare ogni malinconia? Ma capisco bene che venticinque anni e +cinquanta non vedono questi affari coi medesimi occhi, soprattutto +quando questi occhi si trovano lì sulla testa d’un giovane nobile, +e qui sulla testa d’un vecchio ostiere. Io vi compiango, sig. +Tressiliano..... Ma mi diceste, che potrei esservi utile! Non vedo +ancora in qual cosa.» + +«Vel dico subito, Tressiliano rispose. Vorrei che steste coll’occhio +aperto su quanto accade a Cumnor-Place; cosa che potete fare +senza timore di dar sospetto a nessuno, attese le molte persone +che frequentano il vostro albergo; poi, che me ne informaste per +iscritto, valendovi di quel qualunque, che vi presenterà per parte mia +quest’anello. Osservatelo attentamente per riconoscerlo, ed in allora +vi pregherò conservarlo come una mia memoria.» + +«Io non bramo ricompensa di sorte alcuna, o signore, ma mi sembra +sarebbe cattivo partito per un uomo posto, com’io, in una condizione +dipendente affatto dal Pubblico, il frammettermi in un affare di tal +natura, ed in cui non posso nemmen dire a mia giustificazione d’avere +verun interesse.» + +«Verun interesse, dite? E che? non siete voi padre? Qual altro è lo +scopo del servigio chiestovi che di far rientrare sul cammino della +virtù una giovane traviata fra i sentieri del disonore e del vizio? +Avvi in tutto il mondo interesse più rilevante?» + +«È per altro vero, e compiango con tutto il cuore questo vecchio +rispettabile e sfortunato, che ha malmesso il suo patrimonio a furia +di liberalità e facendo onore al suo paese, ed or si vede rapire +barbaramente da uno sparviero, come Varney, una figlia, che dovea +essere la sua consolazione. L’impresa cui vi accingete è veramente +arrischievole, ma non importa. Imparerò ad urlare coi lupi, e vi +assisterò nel nobile disegno di restituire la sua figlia ad un misero +vecchio, finchè però non mi diate altra incumbenza che di farvi +giungere con fedeltà le notizie di quanto saprò. Voi potete adunque far +conto sulla mia persona. Ma voi dal canto vostro abbiate prudenza, ed +anche riguardo per me, nel custodire gelosamente il mio segreto, perchè +se venisse a sapersi, che l’ostiere dell’_Orso nero_ si prende brighe +di questa natura, addio miei avventori. Varney avrebbe abbastanza +credito presso i Magistrati per farmi atterrare l’insegna[11], e +togliermi la patente, e rovinarmi in somma, incominciando dalla +cantina, e andando fino al granaio.» + +«Non temete ch’io non usi circospezione, o Gosling, nè ch’io dimentichi +mai quanta gratitudine è dovuta e ai servigi che siete per prestarmi, +ed ai rischi cui potreste esporvi per me. Ricordatevi bene di +quest’anello, nè vi fidate ad altri che a chi ne sarà apportatore, per +farmi giugnere le notizie che avrete a trasmettermi. Ora profittando +del savio vostro suggerimento, non penso più che ad andarmene.» + +«Seguitemi, sig. Tressiliano, e abbiate cura di marciare con tanta +leggerezza, come se invece di camminare sopra un tavolato d’assi, foste +coi piedi sulle uova. Rileva assai che nessuno sappia nè il come, nè +quando siete partito.» + +Tostochè Tressiliano fu vestito, l’ostiere lo scortò colla sua lanterna +sino ad un picciolo cortile contiguo ad una scuderia, che per solito +non veniva posta in uso, che quando erano piene tutte l’altre. Il +cavallo di Tressiliano stava lì, mercè alle cautele prese da Gosling, +il quale dopo avere aiutato il cavaliere ad attaccare la valigia alla +sella, aperse la porta di dietro, gli strinse la mano, e rinnovatagli +la promessa d’istruirlo d’ogni cosa che accadrebbe a Cumnor-Place, gli +lasciò intraprendere la sua solitaria peregrinazione. + + + _Fine del primo volume._ + + + + +A S. E. REVERENDISSIMA + +MONSIGNOR COLANGELO + +PRESIDENTE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE + + + ECC. REV. + +_Marotta_ e _Vanspandoch_ librai tipografi desiderano di ristampare +la _Collezione de’ romanzi storici di Walter Scott_. All’oggetto la +pregano di accordarne loro il permesso. + + R. MAROTTA e VANSPANDOCH. + + + + + _A dì 19 dicembre 1824._ + +PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE. + + +Il Regio Revisore signor D. Girolamo Parroco Pirozzi avrà la +compiacenza di rivedere la soprascritta Collezione, e di osservare se +vi sia cosa contro la Religione, ed i dritti della Sovranità. + + _Il deputato per la revisione de’ libri_ + + _Canonico_ FRANCESCO ROSSI. + + +ECCELL. E REVER. SIGNORE + +Ho con attenzione osservata la _Collezione de’ romanzi storici di +Walter Scott_. In essa niente si oppone alla Religione, od al Re (D. +G.). Può quindi, previa licenza dell’E. V., darsi alla stampa; anche +per fomentare il buon gusto delle amene lettere. + +Dalla parrocchia di S. Gio. in Corte + +li 24 dicembre 1824. + + _Il Regio Revisore_ + + GIROLAMO M.RE PIROZZI PARROCO. + + + + + _Napoli 28 Dicembre 1824._ + +PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE. + + +Veduta la dimanda de’ librai tipografi R. Marotta e Vanspandoch, con +la quale chiedono di ristampare la _Collezione de’ romanzi storici di +Walter Scott_; + +Veduto il favorevole rapporto del R.º Revisore D. Girolamo Parroco +Pirozzi; + +Si permette che l’indicata Collezione si stampi, però non si pubblichi +senza un secondo permesso, che non si darà se prima lo stesso Regio +Revisore non avrà attestato di aver riconosciuto nel confronto uniforme +la impressione all’originale approvato. + + _Il Presidente_ + + M. COLANGELO. + + _Pel Segretario Generale e Membro + della Giunta_ + + _L’Aggiunto_ ANTONIO COPPOLA. + + + + +NOTE: + + +[1] Vedi le Antichità della contea di Berk scritte dall’_Ashmole_. + +[2] _Vostro Onore, Vostra Grazia_ sono predicati di rispetto, che si +usano anche oggidì nell’Inghilterra, massimamente dagl’inferiori verso +i superiori; come fra noi _Vostra Signoria, Vostra Eccellenza_ ec. + +[3] Contrada di Londra, abitata pressochè interamente da ricchi +banchieri. + +[4] Nome di una setta di Calvinisti. + +[5] Una specie di moneta. + +[6] Denominazione, con cui i giocatori di vantaggio s’intendeano fra +loro nell’indicare i giocatori novizzi, che faceano proprie vittime. + +[7] Se qualche leggitore facesse le maraviglie nell’udire parlare +in tal guisa la figlia di Foster, rammenti che avea par madre una +_Precisiana_, e doveva essere quindi grandemente istrutta nello studio +della Sacra Scrittura. + +[8] Quest’ultima interrogazione è intesa a ferire i cambiamenti di +religione fatti dal Foster. + +[9] Fu buon consiglio dell’autore Inglese l’avvertire, che questo +colloquio è stato ordinato ad arte per comodo dei leggitori. +Certamente, chi in passione parla da se medesimo non si perde in +epigrammi. Astenendosi da sì fatte ricercatezze, porto avviso che +si possano comporre monologhi, abbastanza conformi alla verità, ed +intelligibili anche senza la premessa fatta dall’autore, premessa che +piuttosto mette in voglia i leggitori di far tale inchiesta: _e chi gli +raccontò i discorsi che tenea seco stesso Varney?_ + +[10] Giuoco simile assai al _trou-madama_, o più veramente alla +piastrella. + +[11] Niuno nell’Inghilterra può vendere acqua-vite, vino, o birra, se +non ne ottiene la patente dai magistrati del cantone; e tal patente +debb’essere rinnovata ad ogn’anno. Ma questi magistrati usano molti +arbitrii a tale proposito, onde son derivate assai vessazioni ed abusi. +Vedi su di ciò una Memoria intorno la _Polizia_ di Londra, inserita in +un volume del _Corrispondente_, e pubblicata a Parigi presso il Gide. + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 *** diff --git a/79029-h/79029-h.htm b/79029-h/79029-h.htm new file mode 100644 index 0000000..c96dffe --- /dev/null +++ b/79029-h/79029-h.htm @@ -0,0 +1,10444 @@ +<!DOCTYPE html> +<html lang="it"> +<head> + <meta charset="UTF-8"> + <meta name="viewport" content="width=device-width, initial-scale=1"> + <title>Kenilworth, vol. 1 | Project Gutenberg</title> + <link rel="icon" href="images/cover.jpg" type="image/x-cover"> + <style> +body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} + +p {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2; text-align: justify;} +.blockchap {margin: 2em 10% 2em 50%; 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MAROTTA e VANSPANDOCH.</span><br> +1825. +</p> +</div> + +<hr class="silver"> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span> +</p> + +<h2 class="nosp">RAGGUAGLIO STORICO +<span class="smaller">SUL CASTELLO +DI KENILWORTH +POSTO NELLA CONTEA DI WARWICK, +</span></h2> + +<p class="center small"> +E SULLA PERSONA +DEL CONTE DI LEICESTER<br> +TOLTO DALLA NOTIZIA CHE HA PUBBLICATA +A TALE PROPOSITO IN LONDRA +GIOVANNI NIGHTINGALE. +</p> +</div> + +<p class="pad2"> +Se le mura degli abitati avessero la +virtù della parola, oh quanti fatti nascosti +ci svelerebbero! Oh quanti punti +di storia tuttavia controversi ne rimarrebbero +schiariti! Ma oimè! Qual serie di +casi cordogliosi ad un tempo e nefandi +porrebbero esse in aperto! Egli è pertanto +ufizio del fedele storico, e del paziente +antiquario il prestar voce agli avanzi +lor rovinosi, e trar di mezzo ai rottami +di un castello e di una gotica chiesa cattedrale +<span class="pagenum" id="Page_2">[2]</span> +le rimembranze de’ secoli andati, +e la dipintura de’ pensamenti, e delle costumanze +de’ nostri maggiori. +</p> + +<p> +La città di Kenilworth, situata cinque +miglia lontano da Warwick, giace in altrettanta +distanza da Leamington e da Coventry. +Fertili e pittoreschi ne appaiono +i dintorni. Ma ciò che trae il viaggiatore a +vederli è un antico castello, ove sir Walter +Scott introduce i suoi leggitori. +</p> + +<p> +Fin d’allora che comparvero fra queste +contrade i Normanni conquistatori, +venne Kenilworth divisa in due parti, +l’una delle quali toccò ad Alberto Clerico, +l’altra a Riccardo le Forestier. +</p> + +<p> +Regnava il primo Enrico in que’ giorni +ne’ quali Goffredo di Clinton fondò e il +castello che siamo or per descrivere, ed +un monastero abitato da monaci agostiniani, +fabbrica di cui a’ dì nostri pochi +vestigi appena rimangono. +</p> + +<p> +Goffredo di Clinton, comunque uscito +d’oscura famiglia, per suo sapere pervenne +alle primarie dignità dello Stato, +onde gli fu agevole il fornire di ricchi assegnamenti +il predetto monastero. Allorchè +l’insaziabile Enrico VIII venne nel +divisamento di estirpare tutti i frati che +trovavansi sotto il suo dominio, prendendone +empiamente pretesto dagli abusi, +che aveano corrotta la purezza delle +<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> +primitive istituzioni, il monastero di +Kenilworth fu valutato 533 lire sterline, e +venduto siccome proprietà della Chiesa. +Dispersi andarono i religiosi che lo abitavano, +chiuse le porte di esso allo straniero +e al viandante; e l’indigente e la +vedova e l’orfanello si videro defraudati +degli onesti soccorsi onde verso di lor +largheggiavano gli antichi possessori di +quel convento. +</p> + +<p> +Se, come sul monastero, avesse potuto +Enrico usare il suo dispotismo sul castello +di Kenilworth, esso diveniva certamente +retaggio di un qualche favorito di questo +monarca; ma ben più ardua cosa era +lo scacciare dal suo dominio un sol proprietario +secolare, che lo sperdere un centinaio +di pacifici religiosi. +</p> + +<p> +È da sapersi, che il predetto castello +non rimase lungo tempo dopo la sua fondazione +alla famiglia dei Clinton, divenuto +un quartiere di guardia reale fin sotto +il regno di Enrico II. +</p> + +<p> +Si crederà facilmente, che in que’ tempi, +contrassegnati dalle turbolenze delle fazioni +e delle guerre feudali, i castelli dei +baroni non solamente erano utili a questi +per offerire un rifugio ai loro vassalli, +ma anche perchè fruttavano una rendita +a chi li possedeva. Di fatto il seriffo di +Kenilworth calcolava fra le sue entrate +<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> +i tributi pagatigli da coloro che gli chiedevano +ospitalità. +</p> + +<p> +Sotto i regni di Giovanni e di Enrico +III, grosse somme furono spese per +convertire Kenilworth in una fortezza, a +quei dì ragguardevole. Il secondo di tai +sovrani presentò di questo castello Simone +di Montfort, ed Eleonora, moglie di esso, +ma la forza di simile donativo non +doveva estendersi oltre il termine del viver +loro. +</p> + +<p> +Allorachè il conte impugnò l’armi contro +del proprio sovrano, diede a sir John +Gifford il comando dello stesso castello, +ch’egli avrebbe dovuto riguardare siccome +pegno della regale munificenza +verso di lui, ed invece divenne per +qualche tempo l’asilo de’ nobili che ribellarono. +</p> + +<p> +Dopo la disfatta e la morte del conte +di Leicester accaduta ad Evesham, Simone +di Montfort, figliuolo del defunto, +si sostenne in aperta ribellione entro di +questa fortezza, ove il raggiunsero quei +suoi partigiani, che poterono sottrarsi al +cattivo esito della battaglia. Di lì Simone +facea frequenti sortite, non ristandosi dal +tribolare con ogni maniera di militari +vessazioni le adiacenti campagne. +</p> + +<p> +Ma queste scene di violenza interruppe +il re, che, condottiero di un esercito, venne +<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> +a mettere l’assedio dinanzi a Kenilworth. +Simone, in cui non iscemò l’arroganza +sintantochè si conobbe il più forte, +diede allora prove di una pusillanimità, +eguale alla ferocia in pria dimostrata, +rifuggendosi segretamente in Francia, e +lasciando il castello alla custodia di Enrico +di Hustings, da lui nominatone governatore. +Il Re non ignorando quanta forza +avesse per resistere quella rocca, e sollecito +d’altra parte di risparmiare un inutile +spargimento di sangue, mentre intimò +agli assediati la resa, offerse loro condizioni +le più vantaggiose. Ma costoro, non +contenti di farsi beffe della sovrana clemenza, +rimandarono dopo averlo insultato, +e fatto scempio delle sue membra, +il regio parlamentario. +</p> + +<p> +Allora ebbe principio l’assedio, e quel +presidio si difese con gran coraggio. Quel +castello era munito di macchine guerresche, +diverse delle quali lanciavano enormi +massi, come se ne vedono alcuni in +mezzo alle rovine, che durano tuttavia. +</p> + +<p> +Sei mesi vennero consumati da Enrico +in dare inutili assalti, ma la fame e le +infermità, potentissimi soccorritori degli +eserciti assedianti, manomisero in guisa +orribile quel presidio. Benchè a tanto stremo +lo sapesse ridotto il re, pure gli offerse +ancora onorevole capitolazione, accettata +<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> +la quale entrò nella rocca. Egli +ne fece immantinente dono al minore dei +suoi figli, Edmondo, creandolo conte di +Leicester e di Lancastre. +</p> + +<p> +Nel settimo anno del regno di Eduardo +III, Kenilworth fu teatro di un grandioso +torneo, ove si segnalarono cento +cavalieri, che erano per la maggior parte +stranieri d’alto nome, venuti in Inghilterra +per accrescerne in sì fatte giostre la gloria. +</p> + +<p> +Vi assistette egual numero di matrone, +e la storia, per far prova della pompa di +vestire da esse sfoggiata, ne racconta che +portavano manti di seta. +</p> + +<p> +Dopo il bando, cui soggiacque Tommaso, +conte di Leicester, figlio del conte +Edmondo, il castello tornò ad essere proprietà +della corona, ed Eduardo II lo +scelse siccome asilo ne’ primi rischi fra’ +quali trovossi avvolto. Ma esposto di poi +a disastri novelli, la cattiva stella di questo +monarca portò che questa rocca medesima +fosse il luogo di sua prigionia, +ove il condusse Enrico, conte di Lancastre, +ed ove udì annunciarsi il decreto del +Parlamento, tenutosi a Westminster, che +lo privava del trono. +</p> + +<p> +Sotto il regno di Eduardo III, il castello +di Kenilworth divenne retaggio nuziale +di Giovanni di Gaunt, fattosi sposo +a Bianca, figlia di Enrico, conte di Lincoln +<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> +e duca di Lancastre. Sino a questo +momento, tutti coloro che godettero +le fabbriche di tanto vasto edifizio, non +aveano pensato che alla propria sicurezza, +lontana troppo essendo dalle loro menti +qualunque idea d’eleganza. Ma il regno +di Eduardo III contrassegnò l’epoca di +un assoluto cambiamento nelle costumanze +della nazione; e fu in quel tempo, che +per la prima volta i riguardi di agiatezza +e lusso vennero consultati nell’architettura +dell’Inghilterra. Giovanni di Gaunt +ampliò considerabilmente il castello di Kenilworth, +onde gran parte delle attuali +rovine derivano dalle fabbriche, che la munificenza +di questo personaggio innalzò. +</p> + +<p> +Un’altra volta ancora tornò Kenilworth +ai dominii della corona, per essere figlio +del duca di Lancastre il re Enrico IV, e ne +venne smembrato allora soltanto che Elisabetta +lo diede in dono a Roberto Dudley +conte di Leicester, che spese 63,000 +lire sterline per ampliarlo ed abbellirlo; +laonde Kenilworth divenne bentosto +uno fra i più splendidi castelli di tutto il +regno. +</p> + +<p> +I <i>piaceri principeschi</i> di Kenilworth venivano +riguardati siccome la <i>quintessenza</i> +delle delizie cortigianesche. Sono quindi +insino a noi pervenute lunghissime e sfarzose +descrizioni delle feste che ivi si celebrarono. +<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> +Tutto quanto vi fu sfoggiato +in magnificenza e profusione, potrebbe ancora +far maraviglia a’ dì nostri; ma il buon +gusto era tuttavia nell’infanzia; laonde +nulla presentavano que’ passatempi da cui +non traspirassero noiosa uniformità, grottesche +e grossolane combinazioni, e la pesante +ed incomoda pedanteria d’un secolo +semibarbaro. +</p> + +<p> +Allorchè nel dì 9 di luglio del 1595, la +regina Elisabetta venne ricevuta a Kenilworth, +un ponte lungo 70 piedi fu costrutto +per traverso ad una valle, che guidava +sino alla gran porta del castello. Ogni +pilastro di questo ponte andava guernito +di offerte fatte alle sette divinità della Grecia; +offerte che stavansi in gabbie piene +d’uccelli, in frutta, biade, pesci, e grappoli +d’uva, in musicali strumenti d’ogni +specie, ed in armi ordinate a foggia di +trofei. Un poeta che trovavasi alla testa +del ponte, parlando in versi latini, dava +spiegazione di tutti questi emblemi +alla Regina. La <i>donna del Lago</i>, rimasta +invisibile, fin da quando disparve il famoso +principe Arturo, s’avvicinava sopra +un’isola galleggiante per recitare poesie +carezzevoli alla Sovrana. Videsi parimente +Arione sopra un delfino lungo 24 piedi, +e che portava un’intera orchestra nel ventre. +Una sibilla, un selvaggio, ed un eco, +<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> +collocatisi nel parco arringavano Elisabetta +nel medesimo stile. E musica e danze +profanarono quel giorno che cadeva in domenica. +Ricchissimi razzi d’artifizio vennero +tratti e dalla terra e dal mare. Fu +pure rappresentata una scena teatrale, ed +un battelliere italiano si segnalò per giuochi +di destrezza. Nè mancarono, un combattimento +di trenta orsi contro una truppa +di cani, e tre cacce di cervi, ed una +rappresentazione di nozze villerecce. Finalmente +si diede agli abitanti di Coventry +la permissione di offerire lo spettacolo +d’una finta pugna, instituita a rammemorare +in ciascun anno una famosa vittoria +riportata contra i Danesi. +</p> + +<p> +Una tal festa, che costò al conte di +Leicester la somma di 19,000 lire sterline, +spesa smisurata in que’ tempi, e che +non si avrebbe per leggiera ai dì nostri; +una tal festa, che durò circa tre settimane, +ben meritava quelle replicate menzioni +che di fatto ce ne hanno tramandate +gli annali dell’Inghilterra. +</p> + +<p> +Sir Walter Scott commemora la descrizione +che ne ha lasciata lo storico Laneham, +il cui racconto presenta originalità +e vezzo incredibili. Le poche cose che +qui ne abbiamo raccolte sono prese da +miss Aikin; l’opera della quale sulla corte +d’Elisabetta racchiude tutto ciò, che, fra +<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> +le cose pubblicate intorno agli annali di +questa sovrana, può maggiormente eccitare +la curiosità. +</p> + +<p> +Oltre al vino, e agli altri liquori, consumati +in tale occasione a Kenilworth, +furono pure bevute trecento venti botti +di birra. +</p> + +<p> +Nel durare della predetta festa vennero +conferiti gli onori della cavalleria a sir +Tommaso Cecil, figlio ed erede del gran +Tesoriere, a Sir Enrico Cobham, a sir +Francis Stanhope, e a sir Tommaso +Tresham. Ma la più strana fra le particolarità, +che a tal proposito ne vengono +raccontate, è il risanamento di nove +persone infette della pericolosa infermità +detta <i>morbo del Re</i> (scrofole). +</p> + +<p> +La Regina per dare un compenso alla +leale affezione dimostratale dagli abitanti +di Kenilworth, ed alla magnificenza con +cui il loro signore la ricettò, concedette +ai medesimi un mercato ebdomadario ed +una fiera annuale. +</p> + +<p> +Il conte di Leicester, privo di discendenza +legittima, legò in usufrutto il castello +ed i suoi dominii al proprio fratello +Ambrogio, conte di Warwick, a condizione +che dopo la morte dell’usufruttuario +divenissero retaggio di sir Roberto +Dudley, figlio naturale del testatore, il +quale finchè visse non giudicò a proposito +<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> +riconoscere questo Roberto siccome figlio +legittimo, e lo qualificò sempre col titolo +di bastardo. +</p> + +<p> +La storia del conte di Leicester non è +certamente fra le men meritevoli di destar +attenzione. Comunque sarebbe assai +difficile impresa il far tacere i gravi sospetti +di colpe che ne oscurarono la memoria, +pure è gran vezzo il risapere le +cose d’un uomo, il quale, finchè visse fu +presso questa celebre figlia d’Enrico VIII +in tanto favore, che ognuno credè da un +istante all’altro vedernelo sposo. +</p> + +<p> +Il fratello di lui, Ambrogio, che abbiam +di già nominato, ottenne l’ambìto +titolo di <i>buon conte di Warwick</i>; ma non +si potrebbe assicurare che tal predicato +non gli fosse stato attribuito in odio del +fratello, cui si volea generalmente dovuto +l’altro di <i>cattivo conte di Leicester</i>. +</p> + +<p> +Il popolo era solito contraddistinguere +quest’ultimo col nome di <i>cuor della Corte</i>. +</p> + +<p> +L’autore del romanzo di Kenilworth, +cui piacque modificare i vizii del Leicester, +ebbe l’arte di far ricadere sopra Varney, +favorito del medesimo, pressochè tutta +l’odiosità de’ torti, onde venne accagionato +l’altro, inverso una donna, certamente +degna di più virtuoso marito. +</p> + +<p> +Nato nel volgere del 1532 il conte di +Leicester, ebbe per padre Giovanni, duca +<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> +di Northumberland. Ammesso di buon’ora +al servigio del re Eduardo, ed entratone +tosto in favore, la troppo giovanezza non +gli fu ostacolo ad essere creato cavaliere. +</p> + +<p> +Nel giugno del 1550, si sposò ad Amy, +figliuola di sir Ugo Robsart, maritaggio +che il Re volle onorare di sua presenza. +Rapido fu poi il suo avanzarsi nella carriera +dei servigi di corte. +</p> + +<p> +Nei primi anni del regno di Maria, partecipò +a tutti i disastri, che percossero +gli altri individui della famiglia, alla quale +apparteneva, e al pari d’essi fu imprigionato, +giudicato e condannato; ma gli venne +fatta grazia quanto alla pena di morte; +poi nel 1554 ottenne la sua libertà. +</p> + +<p> +Pervenuta alla corona Elisabetta, non +solamente gli furono restituiti gli antichi +titoli, ma godè ben tosto degli onori di +primo favorito alla Corte. Prescelto alla +carica di grande Scudiere, e nominato +cavaliere della Giarrettiera, ebbe adito nel +consiglio privato, nè fuvvi grazia di cui +la regina non lo colmasse. Allorchè accompagnò +nel viaggio di Cambridge questa +sovrana, ognuno gareggiò nel dimostrargli +i maggiori riguardi. Venne alloggiato +nel collegio della Trinità. Niuno +osava chiedere favori senza volgersi a lui. +A sua istanza Elisabetta si valse del latino +idioma nell’arringare quella Università. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> +</p> + +<p> +Trovò nondimeno alla Corte un possente +oppositore in Tommaso, conte di +Sussex, che sollecito di combattere tutti +gli avvisi che venivano dal Leicester, si +manifestò caldissimo partigiano dell’arciduca +Carlo d’Austria, molto insistendo +presso l’Inglese regina, affinchè condiscendesse +alle nozze, cui questo principe +fervorosamente agognava. E le opposizioni +fra i due Lordi andaron tant’oltre, che +scoppiata fra essi aperta rottura, la +Regina giudicò ben fatto interporsi per +costringerli ad una reconciliazione. Tale +avvenimento non menomò in conto alcuno +il credito di cui godeva il Leicester, +continuo nel chiedere, e nell’ottenere, +nuove munificenze, e nuove cariche per +sè e pe’ suoi aderenti. +</p> + +<p> +Elisabetta, che voleva adombrare agli +occhi del pubblico il vero motivo di tanti +favori cumulati sopra d’un suddito, cercò +loro un pretesto col proporre il conte di +Leicester, siccome sposo a Maria Stuarda +di Scozia, e col promettere a questa +principessa, così per essa come pei sudditi +di lei, quanti vantaggi avrebbe essa potuto +desiderare in guiderdone di prestata +condiscendenza. Si ebbero per sospette +tali offerte dell’Inglese sovrana, ed i +più antiveggenti fra i politici credettero +ravvisare, che se la Scozzese le avesse accettate, +<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> +il consenso da questa dato a tai +nozze non avrebbe avuto altro effetto se +non se di autorizzare un divisamento già +concetto dall’altra, di fare cioè proprio +sposo, anzichè di Maria, il conte di Leicester. +Il modo del rifiuto opposto dalla +donna di Scozia fu a questa altrettanto +funesto, quanto apportarono danno alla +contessa di Leicester le ambiziose speranze +che invasero il consorte di lei, vista +la possibilità di stringere nuziali nodi +con una regina. Di questo maritale orgoglio +fu vittima, a quanto narrasi, la +sfortunata Amy Robsart, tolta di vita nel +settembre del 1560. +</p> + +<p> +Certamente l’istante del costei morire +favoreggiò i sospetti a tal proposito insorti +nel pubblico, perchè era di tutta +necessità, che il Leicester fosse vedovo a +fine di deliberare in quell’istante, in cui +sembrò che l’Inghilterra avesse poste a +sua scelta le nozze con una fra due regine, +entrambe giovani e prive di marito. +</p> + +<p> +Il Cambden sostiene che la contessa si +precipitò dall’alto di un tetto. Tal morte +destò, nè altrimenti potea, la pubblica +compassione, eccitando le più sinistre +voci a disonor del Leicester. Lo storico +Aubrey nonostante narra in diverso modo +sì fatta avventura, e credo ci sapran +grado i leggitori se qui trascriviamo il +<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> +racconto, siccome nel porse l’Aubrey, +tanto più che questa Amy Robsart è la +vera eroina del romanzo di Kenilworth, +e che il movere a favor d’essa la più viva +sollecitudine sembrò lo scopo primario di +chi ’l compose. +</p> + +<p> +«Roberto Dudley, sì scrive l’Aubrey, +vivea in sì fatta intrinsichezza colla regina +Elisabetta, che ognuno si aspettava +ne diverrebbe marito qualora vedovo rimanesse. +A togliere pertanto tutti gli ostacoli +che lui rimovevano dal trono, il Leicester +ottenne con istanze carezzevoli dalla +moglie, ch’ella scegliesse per suo fermo +domicilio Cumnor, paese situato nella +contea di Berk, e divenuto di poi teatro +della morte tragica di questa donna. La +casa di Antonio Foster fu l’ospizio assegnato +alla Contessa. Riccardo Varney, +confidente, e vile complice della perfidia +del conte, ebbe da costui l’ordine di +sperimentare sulle prime il veleno, e ove +tal metodo non fosse ben tornato a scellerata +meta, di adoprarne qualunque altro +più opportuno a liberarsi di questa +infelice.» +</p> + +<p> +»Di fatto essendo andata fallita la via +dell’avvelenamento, il Foster e il Varney +deliberarono con più violento modo +adempire l’esecranda commissione, di cui +s’erano incaricati.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> +</p> + +<p> +»Il primo di costoro mandò tutti i +servi alla fiera d’Abingdon, villaggio situato +tre miglia oltre Cumnor, ed egli +e Riccardo Varney rimasero soli presso +della infelice Contessa nel giorno in cui +ella morì.» +</p> + +<p> +»Questi due scellerati dopo averla, non +risparmiando crudeli atti, strozzata, la +precipitarono dall’alto di uno scalone, +fatta indi divulgare la voce, che a solo +caso doveva attribuirsi sì grave disastro. +Ma nel darle sepoltura si affrettarono +tanto, onde lo stesso Conte dovesse riprovare +siccome imprudente almeno la +condotta che tennero.» +</p> + +<p> +»Sir Ugo Robsart accorse sollecitamente +a Cumnor, e ordinato si disotterrasse +la figlia, domandò una legale disamina, +a fine di chiarire i sospetti, che +d’ogni banda si sollevavano contra il Leicester, +ed i costui satelliti. Ma fu opinion +generale che il Conte trovasse modi +per costringere il padre al silenzio. Certamente, +lo stesso Conte non ebbe misura +nell’ostentare il più intenso dolore, e volle +che il cadavere di questa moglie virtuosa +venisse in gran pompa sepolto nel tempio +di S. Maria d’Oxford.» +</p> + +<p> +»Fu cosa degna d’osservazione, continua +lo stesso Aubrey, che il dottore +Babington, cappellano del conte, il quale +<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> +pronunziò l’elogio funebre della contessa, +per due o tre volte mostrò sbagliarsi nel +raccomandare alle preci degli assistenti +<i>questa virtuosa matrona trucidata sì crudelmente</i>, +anzichè valersi di frasi atte a +far compredere che accidentale ne fosse +stata la morte‍<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>.» +</p> + +<p> +Nel settembre del 1564, Elisabetta creò +Roberto Dudley barone di Denbig, e il +dì appresso conte di Leicester, delle quali +dignità prese egli possesso con istraordinaria +pompa e splendore. Non terminò +l’anno che venne nominato cancelliere di +Oxford. Il grande credito che questi godeva +alla corte d’Elisabetta non risonava +per Inghilterra solamente, ma in tutta +l’Europa; laonde Carlo IX lo presentò +del cordone di S. Michele; ordine in allora +il più reputato fra quelli che dalla +Francese corte si conferivano. +</p> + +<p> +Giusta un’opinione assai generale, nel +1572 il conte di Leicester si fece sposo +con lady Douglas, baronessa di Sheffield. +Tali nozze vennero tenute con tanta segretezza, +che la Regina le ignorò. Molti +racconti sono stati fatti intorno questa +sposa, non più felice dell’altra. Congiunta +<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> +in legittimo maritaggio al Leicester, non +le fu mai conceduto il farsi riconoscere +siccome moglie. Niuna via lasciò intentata +il conte onde rimoverla da sì fatta +pretensione, e quando costui non ne vide +altra più spedita, usò del veleno perchè +la cosa stesse involta nelle tenebre del +segreto. +</p> + +<p> +Nel 1576, morì Walter, conte d’Essex, +avvenimento che coprì d’altri obbrobriosi +sospetti lord Leicester, soprattutto, +allorchè due anni dopo si fecero note +al pubblico le nozze da lui contratte colla +contessa d’Essex. Perchè nel 1578, il duca +d’Angiò essendosi posto fra i pretendenti +alla mano di Elisabetta, il ministro +di questo principe a Londra, che vedea nel +conte di Leicester il più forte fra gli ostacoli +opposti ai voti dell’augusto suo commettente, +fece pervenire ad Elisabetta la +notizia de’ nodi in cui si era stretto questo +favorito della medesima. Ella ne venne +in molto furore, comandando al Conte +di non uscire dal castello di Greenvick, +e stava per inviarlo alla torre di Londra, +ma la rimosse da tal consiglio il conte di +Sussex. +</p> + +<p> +Il lord Leicester essendo pervenuto +all’apice del potere, tutte le vie di perderlo +furono poste in opera, nè quella +si omise del certo di mettere in evidenza +<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> +la perversità del suo animo. Nell’anno +1584, comparve contr’esso un invelenito +libello, che portava per titolo <i>Repubblica +del Leicester</i>. Erane scopo il dimostrare +rovesciata per opera di costui l’inglese costituzione, +e avere a poco a poco preso +radici una nuova instituzion di governo, +che non potea con miglior nome qualificarsi +quanto con quello di <i>Repubblica +del Leicester</i>. Per invigorire vie maggiormente +sì fatte accuse, venia rappresentato +il Conte, in cose di religione siccome un +ateo, e in quanto spettava agli affari dello +Stato, qual segreto traditore della Regina, +oppressore del popolo, nemico inveterato +della nobiltà, e vero mostro di natura, +fattosi abbominevole egualmente per ambizione, +atti crudeli, e sregolatezze. +</p> + +<p> +La Regina credè della sua medesima dignità +il sostenere in credito il favorito da +lei prescelto, e l’attenuare quanto poteasi +l’impressione che un simile libello +aveva fatta nel Popolo. Con lettere pertanto +indiritte al suo Consiglio privato, +ella pronunziò, che tutte le cose asserite +ad aggravio del Conte non erano men false +agli occhi di lei, regina, di quanto il fossero +nella mente di coloro stessi che osarono +divulgarle. +</p> + +<p> +Nel 1585, i Paesi Bassi protestanti +<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> +essendo venuti a difficili e pericolose +circostanze, chiesero la regina Elisabetta, +affinchè desse loro un capo ragguardevole, +ed idoneo a regolare i politici interessi +di quelle provincie; nè la Regina esitò nell’inviare +ad essi il Leicester. Cotal prova +di sovrana confidenza il trasse in vie maggiore +alterigia. Ma non gli durò oltre un +anno sì fatto incarico, poichè tenne tale +condotta da dispiacere alla stessa Elisabetta +gelosissima de’ propri diritti, e la +quale mal comportando che questo suddito +intendesse a farsi independente, lo +richiamò. +</p> + +<p> +Ciò nonostante si vide ben accolto all’atto +del suo ritorno, tanto più che in +quel momento la regina Inglese abbisognava +di chi le desse consigli sul modo di +sciogliersi di Maria Stuarda senza scapitare +nel proprio credito. Il Conte volle +persuaderle la via di un avvelenamento, +ma trovatasi questa impraticabile, ella +poi si attenne all’altra deliberazione, per +cui l’Europa contemplò lo spettacolo di +una Regina perita sopra infame palco per +sentenza d’una sorella. +</p> + +<p> +Nel 1588, apportarono grave agitazione +al popolo Inglese i preparamenti di guerra +che si facevano dal re di Spagna. Ma con +Elisabetta collegatesi le tempeste, i lidi +<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> +dell’Inghilterra si allegrarono in mirar +galleggianti all’intorno di sè i dispersi +avanzi dell’<i>armada</i> tanto famosa. +</p> + +<p> +Il Leicester si conservò in considerazione +sino all’istante della sua morte, che +accadde ai 4 di settembre del 1588 in una +sua casa posta a Combury, nella contea +di Oxford. Trasportate a Warwick le ceneri +di un tal personaggio, vi furono sepolte +colla più grande magnificenza. V’ha chi +ne attribuisce la morte ad un veleno, che +era stato preparato per un altro, ed inghiottito +da Leicester medesimo. +</p> + +<p> +Il figlio del Conte, Roberto Dudley, gli +venne, nel 1573, da lady Douglas Sheffield. +Il nascere di questo fanciullo fu celato +con grande cura; cautela che rendevano +opportuna parimente, e la necessità +di non far conoscere ad Elisabetta i legami, +in cui vivea colla predetta lady il +Leicester, e l’altro pur di nasconderli +alla contessa di Essex, se regge l’opinione +che in quel tempo l’avesse egli fatta di +già sua consorte. +</p> + +<p> +Alla morte del padre, il giovane Roberto +ne fu riconosciuto erede, senza potere +però, come dicemmo, goderne i beni +finchè viveva Ambrogio, zio del medesimo. +Proclive per naturale inclinazione +d’ingegno alle grandi imprese della navigazione, +fece, nel 1594 un viaggio all’oceano +<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> +del Sud. Peregrinando di poi nei +paesi stranieri, assunse il nome di conte +di Warwick, e avendo ricusato di abbandonarlo, +vennero confiscati i suoi +beni, e fu costretto ad una vita raminga e +di fuggitivo. Accolto onorevolmente alla +corte di Firenze, e dal pontefice Urbano +VIII, morì nel 1639 soggiornando +al castello di Cabello, assegnatogli per +risedervi dal gran duca di Toscana. +</p> + +<p> +Questo sir Roberto Dudley, non solamente +dai principi, ma dai dotti ancora, +fu avuto in grande onore; poichè gli diedero +cospicua sede fra gli scienziati del secolo +le cognizioni ch’ei possedea nella +chimica, nella medicina, e nelle matematiche. +Molte opere egli scrisse, che si +apprezzano tuttavia. +</p> + +<p> +La proprietà del castello di Kenilworth +passò nel principe Enrico, il quale comunque +si tenesse assai caro un tanto +delizioso possedimento, nol credeva abbastanza +assicurato dal titolo di una +confiscazione ingiustamente decretata contro +sir Roberto. Laonde fece proporre a +questo di cedergli qualunque ragione sul +predetto castello offerendogli per tal cessione +un compenso di 14,500 lire sterline. +L’altro, che non vedea migliore speranza +di entrare a possesso di quanto per diritto +gli perveniva, accettò il partito, onde +<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> +l’accomunato si stipulò. Non quindi +il Dudley potè toccare il pattuito danaro; +perchè essendo morto poco dopo il +principe Enrico, s’impadronì di Kenilworth +il principe Carlo, che non si prese +veruna sollecitudine di pagare i debiti +del fratello. +</p> + +<p> +Allor quando Carlo ascese al trono, +fece dono di Kenilworth a Carey, conte +di Monmouth. Ma non tardata di poi a +scoppiare la guerra civile, i guasti che +ne furono conseguenza percossero soprattutto +quest’edifizio, ed i soldati Puritani +di Cromwell estinsero perfin la memoria +del suo antico splendore. Smantellatene +le torri, atterrate le sue muraglie, +disseccati i laghi che il circondavano, e +devastati e lasciati ai rovi i giardini ed +i parchi che lo abbellivano, quel delizioso +soggiorno non offrì in breve che un mucchio +di rovine, quale si scorge tuttora, +e da cui non è risorto giammai. +</p> + +<p> +Nei giorni della restaurazione, Carlo II +concedè l’investitura di tali resti di diroccamento +alla figlia del conte di Monmouth, +e dopo di lei a Lawrence, visconte +di Hyde, creato barone di Kenilworth, +e conte di Rochester, retaggio che +i discendenti di questo trasmisero al conte +di Clarendon. +</p> + +<p> +Non taceremo a tale proposito, che il +<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> +lord Clarendon si è data grande sollecitudine, +onde sottrar questi avanzi a guasti +maggiori. +</p> + +<p> +Ma ciò non toglie che questo castello, +il quale comprendendo un recinto di sette +<i>acri</i> fu soggiorno d’ogni eleganza, e grande +argomento d’orgoglio a chi lo possedè, +non sia presentemente ridotto ad un cumulo +di rottami. Rimangono, egli è vero, +alcuni appartamenti per metà diroccati, +alcuni portici, alcune muraglie, e avanzi +di merli, di scaloni, di finestre, la più +parte de’ quali presentano tuttavia le vestigia +de’ più vaghi ornamenti architettonici; +ma il sovvertimento e la confusione +di questi rimasugli sono sì grandi, +che mal da essi può giudicarsi l’antico +splendore di una fabbrica di cui fu sì alta +un giorno la rinomanza. +</p> + +<p> +Chiunque si fa a contemplar questi luoghi, +sente l’anima assorta in soave malinconia, +e l’incanto loro il richiama alla +ricordanza delle trascorse età, nel tempo +che la sua immaginazione si compiace in +rialzare questo monumento della Inglese +monarchia, sotto le cui volte posò la +regina più celebre dell’Inghilterra. +</p> + +<p> +La principale porta di questo castello, +che fu fabbricata dallo stesso conte di Leicester, +convertita ora in abitazione, è il +soggiorno ordinario di William Boddington, +<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> +affittuale del luogo, e persona di +molti pregi fornita. E questa fa parte di +tali rovine, ove si può abitar tuttavia, ed +è parimente quanto avvi di più conservato. +In uno degli appartamenti terreni +vedesi un cammino, non privo di singolarità. +La porzione superiore di esso è di +legno intagliato, la inferiore che è di +alabastro, presenta incise, la data del +1571, e le lettere R. L. (<i>Roberto Leicester</i>) +iniziali del nome di questo favorito +di Elisabetta. +</p> + +<p> +La <i>torre di Cesare</i> è la parte più antica +e più affortificata di esso castello. Le +mura della medesima hanno una grossezza +di sedici piedi, e a quanto credesi, +sì fatta torre è tutto ciò che rimane ancora +dell’antica rocca fabbricata in origine da +Goffredo di Clinton. +</p> + +<p> +La grande sala gotica ha ottantasei +piedi di lunghezza, e quarantaquattro di +larghezza. Fu altra volta un sontuoso appartamento, +cui davano luce molte finestre +d’elegantissima costruzione, oggidì +tappezzate di edera. Alle feste che vi furono +un tempo celebrate, ai romorosi +clamori di gioia onde echeggiarono di +già queste volte, è succeduto un assoluto +silenzio, talor soltanto interrotto dallo +stridor discorde de’ corvi, e dal gracchiare +delle cornacchie e degli altri augelli +<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> +amici delle macerie. Cotesta sala fa +parte di quegli edifizi, che innalzati dal +conte di Leicester, portarono propriamente +il suo nome. Gli sfasciumi di essi, +sparsi qua e là, si nascondono sotto la +verzura dell’edere, e il soffiar de’ venti +aquilonari, che agitano l’erbe crescenti +su que’ merli abbandonati, inspira agli +animi mestizia e venerazione ad un tempo. +</p> + +<p> +Gli <i>edifizi del conte di Leicester</i>, così +detti dal loro fondatore, benchè fossero +gli ultimi ad essere fabbricati, pur li diresti +la parte più antica di queste ruine, +e ciò per la natura delle pietre adoperate +a tal costruzione. Nuovi diroccamenti ogni +dì ad essi sovrastano. +</p> + +<p> +E tempo ed elementi, unitamente congiurarono +contro il castello di Kenilworth. +Nel 1817, una gran parte di facciata occidentale +della <i>torre di Cesare</i> diroccò +improvvisamente, e nel settembre del successivo +anno, tutto l’angolo verso tramontana +si distaccò con orrendo fracasso +dal rimanente dell’edifizio. Nella quale +occasione, alcune signore trasferitesi colà +per rilevare i disegni di quelle maestose +rovine, si sottrassero quasi miracolosamente +alla morte. +</p> + +<p> +«Questo castello (in tal guisa si esprime +il Brewer, che alle cognizioni di antiquario +e topografo unisce l’immaginazione +<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> +di un autor di romanzi) questo +castello, che ne’ giorni del suo splendore +formò il migliore ornamento di Kenilworth, +comunica parimente una malinconica +maestà ai paesi circonvicini, tanta +è la sublimità, che gli stessi rottami +presentano.» +</p> + +<p> +E per vero dire, sì fatti rottami hanno +di che commovere il viaggiatore trattosi +a contemplarli, perchè oltre al presentargli +le più pittoresche prospettive del +più bello fra gli edifizi, che noverò l’Inghilterra, +gli rammentano importantissimi +punti della storia di questa nazione. +</p> + +<p> +Il castello adunque di Kenilworth gode +celebrità incominciando dal secolo di Enrico +I, soprannominato <i>Beauclerc</i>, ovvero +il <i>Dotto</i>, e venendo sino alla nostra età; +celebrità dovutagli, sia che ci portiamo +a contemplare le immense moli innalzate +dal Clinton, coperte oggidì dalla ruggine +de’ secoli e quasi interamente diroccate, +sia che la nostra mente si arresti a rimembrar +quelle pompe, che il rendettero +un giorno teatro alle prodigalità dell’ambizioso +Leicester. Sotto entrambi gli aspetti, +esso verrà sempre riguardato siccome +obbietto prezioso al topografo e all’antiquario, +e qual fonte fecondissima +d’immagini all’istorico, al poeta ed al +romanziere. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> +</p> + +<p> +Dobbiamo pertanto saper grado all’autore +del Romanzo di Kenilworth, il quale +seppe con tanta maestria sposare la +favola all’istoria, che tal suo lavoro non +solamente assicura diletti a coloro, cui +le lettere leggiere offrono vezzo, ma riconcilia +l’uomo dedito a più gravi studii +con un genere di componimenti, che la +letteratura antica non ebbe. +</p> + +<p class="pad2 center large"> +<i>Fine del ragguaglio storico.</i> +</p> + +<hr class="silver"> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> +</p> + +<p class="title"> +KENILWORTH. +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO PRIMO.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i02"> »Il mio mestiere</p> +<p class="i01">È far l’ostiere;</p> +<p class="i01">E la natura</p> +<p class="i01">Di quel terreno,</p> +<p class="i01">Che presi in cura,</p> +<p class="i01">Conosco appieno,</p> +<p class="i02"> »De’ miei fratelli</p> +<p class="i01">Entro i cervelli</p> +<p class="i01">Lor varie voglie</p> +<p class="i01">Legger, lor gioia,</p> +<p class="i01">Talor le doglie!</p> +<p class="i01">Talor la noia;</p> +<p class="i02"> »Questo è il sapere</p> +<p class="i01">Del mio mestiere.</p> +<p class="i01">Ma mentre il fondo</p> +<p class="i01">Metto in lavoro,</p> +<p class="i01">Veder giocondo</p> +<p class="i01">Piacemi il coro</p> +<p class="i02"> »Degli operai.</p> +<p class="i01">Non voglio guai.</p> +<p class="i01">In mezzo ai canti</p> +<p class="i01">Sol dei cultori</p> +<p class="i01">La terra ammanti</p> +<p class="i01">I suoi tesori.</p> +<p class="i03"> <i>La Nuova Osteria.</i></p> +</div></div> +</div> + +<p> +È privilegio de’ romanzieri l’aprire in +un’osteria i racconti che imprendono; e +nelle osterie di fatto si trovano a lor volta +tutti i viaggiatori, ed è in questi luoghi +ove regna maggior libertà, e ove l’indole +di ciascuno è meno impacciata da riguardi +nel darsi a conoscere. E tal modo d’incominciare +i romanzi soprattutto merita +preferenza, allorchè l’epoca delle cose da +<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> +narrarsi rimonta agli antichi tempi, nei +quali coloro, che in un’osteria convenivano, +erano, in tal qual modo, non solamente +gli ospiti, ma i commensali dell’ostiere +per tutto il tempo che si rimanevan +con lui. Questo padrone d’albergo +era per l’ordinario uomo di buona fisonomia, +assai gioviale, e che arrogavasi +il privilegio di dir con franchezza la sua +opinione. Facilmente alla presenza di lui +si svelavano le varietà d’indole fra le persone +della brigata; perchè ben di rado +avveniva, che dopo aver vôtato un fiasco +di sei boccali, ognuno de’ circostanti non +abbandonasse tutto umano rispetto, e +gli uni cogli altri e coll’ostiere, non si +comunicassero le mutue idee usando la +confidenza propria di chi si conosce da +lungo tempo. +</p> + +<p> +Nel diciottesimo anno del regno di Elisabetta, +il villaggio di Cumnor, situato +tre o quattro miglia lontano da Oxford, +possedeva un’osteria eccellente sì, che di +tali osterie a’ dì nostri non se ne vedono +più. La conduceva, o a dir meglio la governava, +Giles Gosling, uomo gioviale, +la cui faccia era di bevitore anzichè no, +giunto ad età che oltrepassava di qualche +cosa i cinquant’anni, non uso a scorticare +troppo i suoi avventori, esatto nei +pagamenti, pronto allo scherzo, e che +<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> +aveva una cantina fornita a tutto punto, +ed una figlia assai bella. Venendo fin dai +tempi di quel vecchio Enrico, podestà di +Southwark, non vi era mai stato ostiere, +che pari a Giles Gosling, possedesse +l’ingegno di piacere agli ospiti, qualunque +ne fosse la condizione, onde sì grande +ne era divenuta la fama, che il dire di +essere stato a Cumnor senza reficiarsi all’<i>Orso +nero</i>, era un confessarsi viaggiatore +privo di gusto e d’intelligenza, e +degno di riso, quanto il sarebbe stato un +contadino che fosse tornato da Londra +senza veder la Regina. Gli abitanti di +Cumnor superbivano di Giles Gosling, +siccom’egli andava fastoso della sua osteria, +della sua figlia e di se medesimo. +</p> + +<p> +Nella corte adunque dell’osteria, condotta +da quest’uomo sì rispettabile, al +tramontare di un certo giorno si fermò +un viaggiatore, che dall’infiacchimento +del suo cavallo dovea dirsi venisse da lungo +viaggio. Mentre il cavaliere dava a custodire +questa bestia al mozzo di stalla, +gli fece tali interrogazioni, che furono +poi cagione del seguente dialogo tra i famigli +dell’<i>Orso nero</i>. +</p> + +<p> +«Olà. Eh! John Tapster». +</p> + +<p> +«Che c’è, Will Holster?» rispose il +cantiniere, il quale con una camiciuola +sbottonata, in brache di tela, e cingendo +<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> +un grembiule verde si fece vedere da un +uscio aperto per metà, che pareva conducesse +alla cantina. +</p> + +<p> +«Questo viaggiatore domanda, se hai +buona <i>ala</i> (<i>una certa qualità di birra</i>).» +</p> + +<p> +«Se ho buon’<i>ala</i>! E chi è che possa +dubitarne? Non siamo distanti che quattro +miglia da Oxford; se la mia <i>ala</i> non contentasse +gli studenti, mi spezzerebbero la +testa coi boccali.» +</p> + +<p> +«È questa che voi chiamate la logica +di Oxford?» disse lo straniero innoltrandosi +verso la porta dell’osteria. Allora +Giles Gosling gli si presentò innanzi in +persona così dicendo: +</p> + +<p> +«Quando poi parlate di logica, ascoltate +quest’argomentazione: +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Mentre ben mangia il destriero,</p> +<p class="i01">»Vuolsi vino al cavaliero.»</p> +</div></div> + +<p> +«<i>Amen</i>, e ben volentieri, soggiunse +l’altro. Sturatemi dunque un fiasco del +canarie miglior che v’abbiate ed aiutatemi +a vôtarlo.» +</p> + +<p> +«Ah! voi non siete ancora che in minore, +sig. viaggiatore, se avete bisogno +che l’ostiere vi aiuti per mandar giù un +sorso di vino. Ne aveste almeno ordinato +un <i>gallone</i>! Allora, potreste anche chiedere +questo aiuto e passar tuttavia per +un uomo che sa vivere co’ suoi simili.» +</p> + +<p> +«Non v’inquietate, mio ostiere; farò +<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> +il mio debito al pari di tutt’altro, che +si trovi non più lontano di quattro miglia +da Oxford. Non vengo, credetelo, +dai campi di Marte per voler perdere la +mia riputazione in mezzo ai seguaci di +Minerva.» +</p> + +<p> +Mentre in tal guisa si parlavano l’ostiere +e l’ospite, il primo con viso che +esprimeva la gioia al ricettar l’altro, il +fece entrare nella sala terrena; ove già +molti stavano uniti in diverse brigate. +Quali d’essi beveano, quali giocavano +alle carte, alcuni parlavano d’interessi, +ed altri, costretti dai propri affari ad +alzarsi alla domane di buon mattino, finivano +di cenare, ed ordinavano al garzone +dell’osteria che allestisse loro le stanze. +</p> + +<p> +Il forestiere nell’entrare in quella sala +non eccitò verso di sè maggior attenzione +di quella che in tai luoghi ognuno, senza +però farsene un gran pensiero, suol dare +all’ultimo arrivato. Da un tal genere di +esame egli apparve ai circostanti uno di +quegli uomini, che comunque regolarmente +costrutti, e di forme esterne, le +quali nulla presentano di spiacevole, nondimeno +non hanno nella fisonomia nessuna +di quelle particolarità che concilian +favore; laonde sia per difetto dei loro lineamenti, +sia per suono di voce, o per +isgradevoli andamento e modi, inspirano +<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> +tal quale ripugnanza a rimanere con essi +in società. Scorgevasi in costui molto ardimento, +scevro però di franchezza, e sembrava +annunziasse a prima giunta grandi +pretensioni a riguardi, ed a modi verso lui +compiacenti, come chi teme andarne privo +se non fa valere ben presto i propri +diritti ad ottenerne. Lo copriva un pastrano, +che laddove aprivasi alquanto, +lasciava vedere una bella camiciuola gallonata, +e un centurino di bufalo, da cui +pendevano una sciabola e due pistole. +</p> + +<p> +«Voi non viaggiate senza cautelarvi, +o signore» disse Giles Gosling, che diede +un’occhiata a quell’armi nel tempo che metteva +in tavola il vino chiesto dall’ospite. +</p> + +<p> +«Sì, mio caro albergatore, ho ravvisato +quanto giovi essere provveduto d’armi +negl’istanti del pericolo, nè ho poi voluto +imitare i vostri magnati d’oggidì, che +congedano la gente del loro seguito quando +credono non averne più di bisogno.» +</p> + +<p> +«Per bacco! scommetto venite dai +Paesi Bassi, ch’è il paese ove nacquero +la picca e l’archibuso.» +</p> + +<p> +«Sì certamente, che ho viaggiato in +lungo ed in largo, e vicino e lontano, +mio caro amico. Ma intanto ch’io bevo +un bicchiere di questo vino alla vostra +salute, empitene un altro, e vôtatelo alla +salute mia. Se non sarà buono in grado +<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> +superlativo, non dovrete almeno che incolparne +voi stesso.» +</p> + +<p> +«Se non sarà buono in grado superlativo! +(risoggiunse con qualche enfasi +il nostro Gosling, e nel tempo stesso vôtò +la sua tazza facendo passare la propria lingua +per tutta l’estensione delle labbra con +quell’aria di soddisfazione che son soliti +a dimostrare gli abili assaggiatori di vino). +Non so bene che cosa v’intendiate +con questo vostro <i>superlativo</i>. Posso però +accertarvi, che di tal vino non berreste +alle <i>tre Cicogne</i>, e se lo trovate migliore, +ardisco di dire, alle Canarie, sto a patto di +non toccar, finchè vivo, nè monete, nè +fiaschi. Mettete, mettete il bicchiere fra +i vostri occhi e la luce, e vedrete saltellar +gli atomi per entro a questo liquore +dorato, siccome in mezzo ad un raggio +di sole. Ma è così. Vorrei piuttosto somministrar +vino a dieci contadini, che ad +un sol viaggiatore. Spero bene che <i>Vostro +Onore</i>‍<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a> non si terrà offeso da questo +mio modo di dire.» +</p> + +<p> +«Non vi nego che il vostro vino è robusto +e di buona lega, ma per aver vino +<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> +eccellente, amico mio, conviene berlo +nel luogo medesimo, dove cresce la vigna. +Questo, che a giudizio vostro è un +vino squisito, si avrebbe in conto di mezzo +vino al porto di S. Maria. Caro albergatore, +vi è d’uopo viaggiare, se volete farvi +profondamente iniziato nei misteri dei +fiaschi e delle botti.» +</p> + +<p> +«Davvero, mio signore, se il frutto +de’ miei viaggi dovesse essere il trovarmi +poi mal contento delle cose che posso avere +in mia patria, stimerei il viaggiare una +speculazione da matto. Ma v’assicuro, +trovarsi parecchi uomini, i quali non assottigliano +tanto le cose, ma che sanno annasare +il buon vino, benchè non abbiano +mai abbandonate le nebbie di questa vecchia +Inghilterra, e la Dio mercè, non si +sieno mai tolti da canto del loro focolare.» +</p> + +<p> +«Oibò, mio caro ostiere, questo pensare +è limitato e triviale, e fo sicurtà che in ciò +non s’accordano con voi tutti gl’Inglesi. +Scommetto io, che fra i vostri, avvezzi a darsi +più bel tempo, ve n’ha parecchi i quali +han viaggiato alla Virginia, o almeno fatta +una scorsa ne’ Paesi Bassi. Orsù. Recapitolate +bene le cose nella vostra memoria. Non +avete voi in paese straniero qualche amico, +di cui vi piacesse saper le notizie?» +</p> + +<p> +«No in fede mia. Non ve n’è un solo +fin d’allor quando quello spensierato di +<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> +Robin di Drysand-ford si fece accoppare +all’assedio di Briel. Il diavolo si porti +la colubrina, d’onde venne la palla che +lo spedì! Non ho mai conosciuto il miglior +compagnone nel vôtare la sua tazza +a mezza notte sonata. Ma egli è morto, +se n’è andato, e dopo lui non conosco +nè soldato, nè viaggiatore, pel quale io +dessi una buccia di mela.» +</p> + +<p> +«Corpo di bacco! Voi me le dite +strane. Nel tempo che tanti bravi Inglesi +dimorano in paesi stranieri, voi +che mi parete persona di vaglia, non +avete, nè un parente, nè un amico fra +questi?» +</p> + +<p> +«Oh! se mi parlate di parenti, ho +bensì una mala semenza di nipote, che +lasciò l’Inghilterra nell’ultim’anno del +regno di Maria, ma egli è uno di quegli +sfaccendati, ch’è meglio il perderlo +del trovarlo.» +</p> + +<p> +«Non dite così, amico, ammeno che +non aveste saputa qualche sua scappata +da poco in qua. Quanti pulledri che pareano +indomabili divennero poscia nobili +corridori! Come lo chiamate voi?» +</p> + +<p> +«Michele Lambourne. Il figlio di una +mia sorella. Vi giuro che non mi va +niente a sangue il ricordarmi nè d’un +tal nome, nè d’un tal parentado.» +</p> + +<p> +«Michele Lambourne! (sclamò lo straniero +<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> +che finse essere colpito da sì fatto +nome) Sarebb’egli mai quel prode cavaliere +di questo casato, il quale si comportò +con tanto valore all’assedio di Venloo, +che il conte Maurizio gli fece sin +ringraziamenti alla presenza di tutto l’esercito? +Lo dicevano Inglese, nè di natali +molto cospicui.» +</p> + +<p> +«Bene; ma non può essere mio nipote, +disse Gosling. Costui non avea coraggio +più che una gallina, se però non +veniva occasione di far del male.» +</p> + +<p> +«La guerra fa nascere il coraggio» +disse l’altro. +</p> + +<p> +«Ed io credo gli avrebbe fatto perdere +quel poco che gli rimaneva.» +</p> + +<p> +«Il Michele Lambourne, da me conosciuto, +era un giovinotto ben complesso, +cui piacea vestire in tutta eleganza, e +possedeva vista di falcone nell’adocchiare +una bella ragazza.» +</p> + +<p> +«E il mio Michele rassembrava un +cane, che avesse un sonaglio alla coda, +e portava un abito composto di stracci, +ognun de’ quali parea si congedasse dall’altro.» +</p> + +<p> +«Oh! ma il giorno dopo di una battaglia +non v’è scarsezza di buoni vestiti.» +</p> + +<p> +«Io credo piuttosto che il nostro Michele +ne avrebbe giuntato uno nella bottega +d’un rigattiere, nel punto che questi +<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> +gli tenea volte le spalle. Quanto all’occhio +di falcone, per cui lo encomiate, +v’assicuro che non lo stogliea mai dai +miei cucchiai d’argento. Fu mia ventura +che non rimanesse in questa casa più di +tre mesi. Egli avea cura della cantina, +e ne sia lode ai suoi stravizzi ed ai suoi +errori di calcolo, fra il vino che m’ha +bevuto e quello che ha mandato a male, +se rimaneva tre altri mesi, avrei potuto +metter giù l’insegna, chiudere l’osteria, +e dare in custodia al diavolo la chiave +del mio magazzino.» +</p> + +<p> +«E ad onta di tutto ciò, caro ostiere, +se vi venissero a dire che il povero Michele +Lambourne rimase morto comandando +il suo reggimento, e mentre assaliva +un fortino presso Mastricht, ne +sareste assai contristato.» +</p> + +<p> +«Contristato! Non mi si potrebbe arrecare +più grata novella. Sarei sicuro +almeno che non finì sulla forca. Di grazia, +non ne parliamo più. Io temo bene +che la sua morte non sia mai per far +onore alla nostra famiglia. Basta, se accadesse +altrimenti (e in questo versava +un bicchier di Canarie) lo dico di buon +cuore, Iddio gli dia pace!» +</p> + +<p> +«Adagio, adagio, sig. albergatore. Non +abbiate questi timori. Il vostro nipote vi +farà onore, e soprattutto, se è quel Michele +<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> +che ho conosciuto, e che amo, +direi quasi.... sì in fede mia, al pari +di me medesimo. Non potreste voi indicarmi +qualche contrassegno onde verificare, +se i due Micheli, di cui parliamo, +fossero mai una stessa persona?» +</p> + +<p> +«No, per quanto mi ricordo.... Aspettate. +Il mio Michele porta sulla spalla sinistra +l’impronta d’un ferro rovente appostagli +in premio d’essersi appropriato +una tazza d’argento che apparteneva ad +una buona donna di nome Snort d’Hogsditch.» +</p> + +<p> +«Oh! questa volta voi ne mentite, +come un mariuolo, o mio zio (disse lo +straniero, che in quel punto medesimo +sbottonò la camiciuola, e abbassò tanta +camicia quanta bastava a farne vedere +ignuda la spalla). Per Dio! questa mia +pelle è sana ed intatta non meno della +vostra.» +</p> + +<p> +«Che ascolto? Michele! (sclamò l’ostiere). +Il saresti tu veramente? Oh! sì. +Io dovea persuadermene, perchè non +conosco persona al mondo, la quale potesse +affannarsi per te la metà di quello +che tu facevi. Però, ascoltami, Michele. +Se la tua pelle è sana ed intatta come +ten vanti, è forza dire che il carnefice, +mosso a pietà della tua giovinezza, ti +abbia toccato con un ferro freddo.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> +</p> + +<p> +«Via, via, caro zio. Tronchiamo le +barzellette. Esse verranno all’uopo per +far passare i fumi della vostra birra alterata. +Vediamo piuttosto quale accoglienza +sappiate fare ad un nipote che +ha girato il mondo per diciott’anni, che +vide nascere il sole di là dove tramonta, +e che ha viaggiato tanto finchè l’occidente +si trasformasse in oriente.» +</p> + +<p> +«A quanto mi sembra, o Michele, +tu hai riportata con te una delle prerogative +dei viaggiatori, nè veramente +ti abbisognava un sì lungo pellegrinaggio +per acquistarla. Ben mi ricordo che +fra tuoi insigni pregi era quello di non +ne dire mai una di vere.» +</p> + +<p> +«Vedete, o signori, un miscredente +più d’un pagano (disse Michele Lambourne, +volgendosi alla brigata, che +non perdè alcuna parte di questo stravagante +riconoscimento fra zio e nipote, +ed in mezzo alla quale si trovavano alcuni, +cui note erano le alte geste della +costui giovinezza). Questo è quanto a +Cumnor chiamasi in proprii termini <i>macellare +il vitello grasso</i>. Ma sappiatelo, +mio caro zio, che non esco ora del +guscio, e che non vengo da fare il guardiano +di porci. Poco mi rileva, se bene +o mal mi accogliete. Ho con me quanto +basta onde farmi ben ricevere per ogni +dove.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> +</p> + +<p> +E in ciò dire, levò di tasca una borsa +assai piena di monete d’oro per fare spalancar +gli occhi a tutti quelli della comitiva. +Alcuni d’essi crollavano il capo, +e bisbigliavano fra di loro. Ma due o +tre, meno scrupolosi, incominciarono a +riconoscerlo siccome concittadino, e lor +compagno di scuola. Nel medesimo tempo +alcuni altri personaggi più gravi si alzarono, +ed uscendo di quell’albergo l’un +all’altro si dissero, che se Giles Gosling +volea che il suo negozio continuasse a +prosperare doveva liberarsi il più presto +possibile di questo spregevole nipote. +E lo stesso Gosling si comportò in guisa +da far conoscere com’egli fosse parimente +di sì fatto avviso; e si dee rendergli +tal giustizia: la vista dell’oro portò +nell’animo di questo galantuomo minor +impressione, che non ne produce per +solito nelle persone dedite al mestiere +da lui professato. +</p> + +<p> +«Michele, nipote mio, gli disse, +metti via il tuo danaro. Il figlio di una +mia sorella non dee pagar nulla per cenare, +o dormire una notte in questa +casa. Dico una notte, perchè m’immagino +non avrai molta ansietà di rimanerti +più lungo tempo in un luogo, ove +sì poco favorevolmente sei conosciuto.» +</p> + +<p> +«In quanto a questo, mio caro zio, +<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> +rispose il viaggiatore, non consulterò +che la mia inclinazione e la natura dei +miei affari. Intanto bramo pagar da cena +a questi miei stimabili concittadini, che +non portano la fierezza sino a ricordarsi +di quel che fu Michele Lambourne. Se +voi volete fornir la cena in cambio del +mio danaro, ciò sia. Altrimenti due soli +minuti di cammino ne disgiungono dall’osteria +della <i>Lepre</i>, ove questi miei buoni +colleghi non faranno difficoltò d’accompagnarmi.» +</p> + +<p> +«No, no, Michele, gli disse lo zio, +poichè diciotto anni ti sono passati sopra +la testa, vorrei sperare che qualche +poco almeno te l’avessero addirizzata: +onde non permetterò che tu abbandoni +la mia casa a quest’ora. Anzi ti verrà +dato tutto ciò che onestamente potrai domandare. +Soltanto mi punge la curiosità +di sapere, se questa borsa, che sfoggiasti +or ora sia guadagnata con altrettanta +legittimità, quanto mi sembra riboccante +di danaro.» +</p> + +<p> +«Nol dissi, o miei vicini, ch’egli è +un miscredente? (soggiunse il Lambourne, +voltosi novellamente all’uditorio). +È ben cosa stravagante che uno zio, +venuto nell’età, voglia disotterrare quelle +leggerezze di un nipote, che hanno già +sulle spalle vent’anni. Per quanto spetta +<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> +a quest’oro, o signori, dovete sapere +che fui nel paese ove nasce, ed ove non +si ha che l’incomodo di raccoglierlo. Io +vengo, amici, dal Nuovo Mondo, ed appunto +dalla terra di Eldorado. Ivi i fanciulli +giocando alla fossetta non hanno +d’altre pallottole che i diamanti; ivi le +contadine portano collane di rubini; in +somma in questo paese le case van coperte +di tegole d’oro, e le strade son +lastricate d’argento.» +</p> + +<p> +«In fede mia, amico Michele (sclamò +Lorenzo Goldthred, uomo che primeggiava +fra i merciai d’Abingdon) un +tal paese sarebbe eccellente per trafficarvi. +Ditemi un poco, quanto si ritrarrebbe +dallo spacciare le tele, i nastri, +le seterie, in una contrada ove l’oro è +a sì buon mercato?» +</p> + +<p> +«Un profitto incalcolabile, rispose il +Lambourne, soprattutto se un mercante, +fresco negli anni e disinvolto, vi porta il +suo fardello egli stesso. Oh! come son +gaie le donne di quei beati luoghi, ed +essendo alquanto arse dal sole, prendono +fuoco com’esca appena vedono +una carnagione appetitosa qual tu la presenti, +e capelli siccome i tuoi che inclinino +un poco al rossiccio.» +</p> + +<p> +«Vorrei bene far colà il mio commercio», +disse tosto, spalancando due grandi +occhi, il merciaio. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> +</p> + +<p> +«Nulla di più facile quando tu il +voglia, disse Michele, e semprechè tu sia +ancora quel risoluto campione, che mi +prestava un dì il braccio nel portar via +le mele dal giardino dell’abbazia. Basta +a ciò un processo chimico semplicissimo, +con cui tu trasmuti la tua casa e +i tuoi poderi in bel danaro sonante, e +questo di poi in un gran bastimento, +guernito di vele, d’ancore, di cordami, +e d’ogni suo attrezzo. Allora tu raccogli +tutte le tue mercanzie in fondo di stiva, +metti a bordo cinquanta robusti vagabondi, +io assumo il comando della spedizione, +sciogliamo le vele, e, voga, voga +galera! eccoci avviati verso il Nuovo +Mondo.» +</p> + +<p> +«Nipote mio, si mise allora di mezzo +l’ostiere, tu gl’insegni il segreto per +trasmutare, valendomi del tuo stesso vocabolo, +le sue lire in soldi, e le sue +tele in altrettanti spaghi. Ascoltate il parere +di un matto, mio caro Goldthred. +Non vi fidate al mare, che divora ogni +cosa. Le carte e le donne, di cui vi +dilettate la vostra parte, facciano pure +il loro peggio; le balle di mercanzia, +lasciate da vostro padre, dureranno un +anno o due prima che si compiano i +vostri dì all’ospitale; ma il mare ha +<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> +un appetito insaziabile, ed in una mattina, +vi divora tutte le ricchezze di +Lombard Street‍<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>, colla prestezza che +io manderei giù un uovo affrittellato, o +un bicchiere di vino. In quanto poi all’Eldorado +di Michele, voglio che non +mi crediate più nulla in vita mia, se non +trovò quel danaro nelle tasche di un qualche +papero della vostra specie. Oh! per +questo, non ti turare il naso a furia di +tabacco, o Michele; mettiti a sedere, +e sei il ben venuto. Ecco la cena, che +arriva. Invito tutti quelli che vorranno +parteciparne, ad onore d’un nipote che +dà tante belle speranze di sè, e confidandomi +sia qualche cosa di men cattivo, +che quando partì. In coscienza, nipote +mio, hai le sembianze della mia +povera sorella più di quanto nessun figlio +abbia mai somigliato alla madre.» +</p> + +<p> +«Non si somiglia tanto al vecchio Benedetto +Lambourne, marito di essa, disse +il merciaio. Ti ricordi, Michele, che +cosa rispondesti al tuo maestro di scuola +allorquando stava per batterti, perchè +avevi fatto cadere le stampelle, su di cui +era solito appoggiarsi tuo padre? <i>Mio +padre! mio padre! stimo il fanciullo +<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> +che conosce suo padre</i>. Il dottor Brincham, +me ne ricordo come se fosse adesso, +rise tanto di cuore, che gli vennero +finalmente le lagrime agli occhi, e queste +lagrime del riso risparmiarono a te quelle +del dolore.» +</p> + +<p> +«Le vivacità di quei giorni, disse il +Lambourne, erano un ritrarmi in addietro +per tentar più bel salto. Di fatto vi +sono riuscito. E come sta quel degno pedagogo?» +</p> + +<p> +«Eh! quant’è mai che è morto!» +soggiunse l’ostiere. +</p> + +<p> +«Morto sicuramente, ripetè il Cherico +della parrocchia; gli stava io al capezzale +quando morì, e morì qual visse. +<i>Mori, morior, mortuus sum</i>, tali furono +le sue estreme parole, ed appena ebbe forza +d’aggiunger quest’altre: <i>Ecco ch’io +ho coniugato il mio ultimo verbo</i>.» +</p> + +<p> +«Ebbene, Dio l’abbia in pace, risoggiunse +Michele, a me non deve nulla.» +</p> + +<p> +«No in fede mia, soggiunse il merciaio. +Mi ricordo avergli udito dir tante +volte che in ogni colpo di staffile di cui ti +regalava, era altrettanta fatica risparmiata +al maestro di giustizia.» +</p> + +<p> +«E si sarebbe detto che non voleva +lasciargli nulla da fare, disse il Cherico. +Pure non fu un benefizio semplice che +ottennero nè il nostro amico (accennando +<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> +Michele), nè il suo collega Goodman +Thong.» +</p> + +<p> +Sembrò a tai detti che scappasse la pazienza +al Lambourne. Laonde prese il suo +cappello che stava sopra la tavola, se lo +adattò fino al sopracciglio in tal guisa, +che l’ombra di una larga ala estendendosi +su i suoi lineamenti e su quegli occhi, +i quali non promettevano nulla di +buono, ei compose il volto alla sinistra +fisonomia di uno spadaccino spagnuolo. +</p> + +<p> +«<i>Voto a Dios</i>, signori, disse allor seriamente. +Qualche libertà è permessa fra +amici, ma ho già tollerato abbastanza, +che voi e questo mio degno congiunto, +vi spassiate su qualche inconsideratezza +della mia gioventù. Pensate ora che porto +sciabola e pugnale, e che ho la mano agile +per valermene all’uopo. Dopo d’avere +militato nella Spagna, sono divenuto anche +più dilicato nelle cose che riguardano +l’onore, e mi spiacerebbe se il dir vostro +poco guardingo mi traesse a qualche estremità.» +</p> + +<p> +«E che fareste voi?» prese a domandare +il Cherico. +</p> + +<p> +«Sì. Che fareste voi?» soggiunse parimente +il merciaio, portandosi all’altro +lato della tavola. +</p> + +<p> +«Quanto a voi, sig. Cherico, vi taglierei +il gorgozzuolo, cosa da sofferirne +<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> +ritardo le cadenze che siete solito a stonar +la domenica nella chiesa. E voi, signor +mercante di tele, nastri e seterie, vi +bastonerei con tanta enfasi, da potervi +stivare, senza che aveste voglia di movervi, +entro una delle vostre balle.» +</p> + +<p> +«Tronchiamo, tronchiamo (disse l’ostiere, +che giudicò ben fatto l’interrompere +questo diverbio). Astenetevi dal far romori +in mia casa. Nipote, non conviene +essere sì pronto ad offendersi; e voi, signori +miei, dovreste pensare, che comunque +vi troviate in un’osteria, in questo +momento siete i convitati dell’ostiere, e +ogni ragione di decenza vuole che risparmiate +l’onore di sua famiglia. — Che Diavolo! +Tutto questo fracasso fa girare la +testa anche a me, ed ora in grazia vostra +mi dimenticava l’ospite taciturno, +chè non so dargli altro nome. Sono due +giorni che è qui, e non ha aperto bocca +se non se per chiedere quanto gli abbisogna, +e l’importo delle cose avute. Guardate! +non mi dà maggiore fastidio che se +fosse un contadino, e paga siccome un +principe di sangue reale. Quando gli si +dà il conto non osserva mai che la somma, +nè dice finor di partire, nè so quando +partirà. È un vero gioiello. Ed io, cane +degno di tutti i capestri, lo lascio là in +un canto, come una pecora rognosa, +<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> +senza neanco usargli la civiltà d’invitarlo +a cenare, o a bere una tazza di vino in +nostra compagnia. Non mi tratterebbe +peggio di quel che merito, se andasse in +dirittura alla <i>Lepre</i> prima che la notte +divenga più alta.» +</p> + +<p> +Detto ciò, accomodò con grazia un tovagliolo +sul sinistro braccio, poi, tenendo +colla destra mano il più bel fiasco d’argento +che avesse, e cavatosi per un istante +il suo berrettone di velluto, mosse verso +l’individuo solitario, di cui avea fatta +parola, e sul quale gli sguardi dell’intera +brigata furono tosto rivolti. +</p> + +<p> +Era questi un uomo di età fra i venticinque +e i trent’anni, di statura al disopra +della mediocre, vestito semplicemente, +ma con decenza, e che univa a +scioltezza una cert’aria di dignità, per +cui sarebbesi detto che il modo in lui del +vestire fosse al disotto di quanto al suo +grado addiceasi. Egli sembrava meditabondo +e guardingo. Bruni ne erano i +capelli, e i suoi occhi nerissimi mostravano +un brio non comune, tutte le volte +che qualche istantanea occasione di commoverne +l’animo si presentava. Fuori però +di tal circostanza, e gli occhi e gli altri +lineamenti del volto non annunziavano in +lui che un uomo circospetto e tranquillo. +I curiosi di questo picciolo paese non si +<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> +ristettero da indagini per discoprirne, come +meglio poteano, il nome e l’indole, e +quali affari lo avessero condotto a Cumnor, +ma niuna cosa giunsero a penetrare che +appagasse tal loro curiosità. Giles Gosling, +ch’era il primasso del villaggio, ardente +partigiano della regina Elisabetta e della +religion protestante, sospettò sulle prime +questo suo ospite d’essere un gesuita, od +uno di quei tanti preti che venivan mandati +da Roma e dalla Spagna, e che facean +poi tristo fine sulle forche dell’Inghilterra; +ma non fu possibile che tale +opinione gli durasse in verso di un ospite, +il quale oltre a dargli sì poco fastidio, +pagava il suo conto colla massima +regolarità, e mostrava voler soggiornar +qualche tempo all’<i>Orso nero</i>. +</p> + +<p> +Onde tai discorsi favorevoli al suo forestiere +andava egli accozzando tra sè: +«Tutti i papisti sono uniti fra loro come +le cinque dita di una mano. Se il mio +albergato fosse un papista sarebbe già ito +a cercarsi alloggiamento, o presso il ricco +scudiere che sta a Belseley, o a Wooton +in casa del vecchio cavaliere, o che so +io? in qualcuna delle caverne romane, +che a costoro non mancano. Avrebb’egli +mai cercato una pubblica osteria, in figura +di galantuomo e di buon cristiano? +E poi, penso, che l’altr’ieri, venerdì, +<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> +mangiò manzo condito colle carote, benchè +la tavola fosse anche imbandita di +anguille poste alla graticola, e delle migliori +che vengano pescate nell’Isis.» +</p> + +<p> +L’onesto Giles Gosling, già convintosi +coi precedenti ragionamenti, che il suo +ospite non era cattolico, gli si presentò +adunque con tutta l’immaginabile cortesia, +e lo pregò gli compartisse l’onore di +bere un bicchiere di fresco vino e di partecipare +ad una ricreazione intesa a festeggiare +l’arrivo d’un nipote, e la riforma, +se pure era vero, che questi avea +fatta nei suoi costumi. Lo straniero sulle +prime, fece colla testa il segno di chi +ricusa, ma l’ostiere insistette, valendosi +d’argomenti sull’onore della propria casa; +ed anche su i sospetti che l’ospite avrebbe +destati negli abitanti di Cumnor col +mostrarsi d’umore sì poco socievole. +</p> + +<p> +«In fine poi, continuava Gosling, è +del mio decoro medesimo, che chiunque +alloggia in questo albergo stia di buon +umore. Perchè vi sono in Cumnor certe +male lingue.... Già qual è il paese che +ne sia senza? E v’assicuro, qui si guardano +per traverso quelle persone, che per +coprire il loro accigliamento, fanno discendere +a mezzo volto il cappello, come +se fossero sospirosi dei tempi andati, ed +incapaci di sentire il ben presente, di +<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> +cui godiamo, grazie al cielo, sotto il governo +della buona regina Elisabetta, che +Dio ci benedica e conservi.» +</p> + +<p> +«Che dite, ostiere mio? rispose lo +straniero. Un uomo dunque dovrà parere +sospetto, perchè s’abbandona ai suoi pensieri, +sotto l’ombra del suo cappello? Per +altro, voi che siete stato a questo mondo +doppio tempo di me, dovreste sapere esservi +certe idee, che alloggiano con noi +a nostro malgrado, e contro le quali non +vale il dire: <i>scacciamole e stiamo allegri</i>.» +</p> + +<p> +«Per bacco! Se avete tali idee che vi +travagliano lo spirito, sicchè nemmeno i +buoni Inglesi sian capaci di snidarle d’attorno +a voi, faremo venire da Oxford +qualche allievo del buon padre Bacone, +affinchè provi a scongiurarle a furia di +logica e di lingua ebraica. Perchè non +cercate piuttosto di annegarle entro un +mare di scelto vin di Canarie? Scusate, +o signore, la mia libertà, ma son vecchio +ostiere, e bisogna che parli franco, +e come la sento. Questo umor malinconico +vi sta male; e non s’accorda niente +co’ vostri ben lustrati stivali, con quel +cappello di castoro fino, con quell’abito +di buon panno, e colla borsa ben fornita +che avete ai vostri comandi. Mandate al +diavolo questa malinconia, e vada a stanziare +presso coloro, che hanno le gambe +<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> +piene di paglia, costretti a coprir la testa +con un cappellaccio di borra, il corpo +con un giustacuore grattugiato, e la cui +saccoccia non manda mai quel grato suono +che ha forza di scacciare il demonio +della tristezza. Allegria, signore, allegria! +o in nome di questo buon liquore, noi vi +proibiremo l’aria dolce che spira attorno +ad una gioiosa brigata, per confinarvi ad +assorbire le nebbie della malinconia nei +paesi del malanno. Mirate là una banda +di gente compagnevole che si diverte. Non +increspate il sopracciglio in vederli, che +mi parreste il diavolo quando guardava +Lincoln.» +</p> + +<p> +«Avete ragione, mio buon albergatore +(disse l’ospite, componendosi ad un +sorriso, che a malgrado della mestizia +ond’era compreso, dava a divedere tutta +l’amabilità della sua fisonomia), avete +ragione. Coloro, il cui animo si trova +nello stato al quale soggiace il mio, non +debbono colla propria mestizia funestare +la gioia di quelli che son più felici. Mi +metterò di tutta buona voglia insieme ai +vostri convitati, piuttosto che farmi credere +un perturbatore degli altrui contenti.» +</p> + +<p> +Detto ciò, alzossi per raggiugnere la +comitiva, che incoraggiata dai precetti e +dall’esempio di Michele Lambourne, e +<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> +composta per la maggior parte d’uomini +inclinati a profittar d’un buon pasto alle +spalle dell’oste, aveva già molto bene oltrepassati +i limiti della temperanza. La +qual cosa apparve meglio dal tuono, onde +Michele chiedea notizia degli antichi suoi +colleghi, e dagli scrosci di risa, che si +accompagnavano a ciascuna risposta. E +la natura men che decente di questa loro +allegria giunse a tanto, che ne rimase +scandalezzato lo stesso Gosling, tanto più +che, senza saperne il perchè, ei si sentiva +compreso d’un certo rispetto verso +il suo ospite sconosciuto. Postosi pertanto +a qualche distanza dalla tavola, intorno +a cui eran seduti questi tavernieri tanto +leggiadri incominciò coll’ospite istesso una +specie d’apologia sulle licenze di dire +che si prendevano. +</p> + +<p> +«Ad udirli, voi credereste non esserne +un d’essi che non sia stato abituato al +bel mestiere di chi intima ai viandanti: <i>o +la borsa o la vita</i>. Eppure, ve ne potrete +accorger domani; son tutti artigiani laboriosi, +e mercanti onesti, non però più di +tutti gli altri, che vi sottraggono il pollice +nel misurare un’<i>auna</i> di panno, o che +stando dal loro fondaco pagano le cambiali +in <i>corone</i> alquanto calanti. Per esempio +quell’uomo là che col cappello di traverso +copre una capigliatura arricciata, e simile +<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> +al pelo d’un can barbone, tutto spettorato, +coll’abito che si licenzia da lui, direste +a vederlo che è il modello perfetto +d’un malvivente. Ebbene! È un merciaio +d’Abingdon; e se andate domani alla sua +bottega, lo trovate dalla testa ai piedi +ben messo, sì che il giudichereste un lord +Maire. E adesso parla di scalare l’altezza +di una soffitta, e di forzare i cancelli d’un +parco, con tale disinvoltura, che il giudichereste +avvezzo a passar la sua notte sulla +strada maestra per cui si va da Hounslow +a Londra. In vece egli dorme sempre tranquillamente, +sopra un letto bene spiumacciato, +colla sua candela da una banda, e +la sacra bibbia dall’altra per tener lontani +i demoni.» +</p> + +<p> +«Di grazia, ostiere, (disse lo sconosciuto) +il nipote vostro, Michele Lambourne, +che è il re di questa festa, ha egli pure +la smania di farsi credere uno schiamazzatore?» +</p> + +<p> +«Voi mi serrate gli abiti un po’ troppo +alla vita, caro signore. Mio nipote è +mio nipote, e benchè egli sia stato un vero +cane in tempo di sua gioventù, può essersi +corretto, come han fatto tant’altri, non +è vero? Anzi se mai aveste dato ascolto +alle cose che poc’anzi dissi di lui, non +dovete poi prenderle per parole d’evangelio. +Io avea conosciuto il malandrino, +<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> +benchè non dessi a divederlo, e volli un +poco mortificare la sua vanità. — Oh! +bramerei sapere ora sotto qual nome +debbo presentare a questa brigata il mio +rispettabile ospite.» +</p> + +<p> +«Sotto quello di Tressiliano, se così +vi piace.» +</p> + +<p> +«Tressiliano! un nome che mi sona +bene all’orecchio, e che viene, cred’io, +da Cornovaglia. Già vi sarà noto il proverbio: +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Se porti <i>Pol, Pen, Tre</i>, del nome tuo alla festa,</p> +<p class="i02"> »Che sei di Cornovaglia, la cosa è manifesta».</p> +</div></div> + +<p> +Noi diremo dunque, signor Tressiliano +di Cornovaglia?» +</p> + +<p> +«Non dite, vi prego, più di quello che +ho detto io, e sarete certo di non errare, +signor ostiere. Si può portare un nome +preceduto da qualcuna di queste tre rispettabilissime +sillabe, ed essere nato ben +lontano dal monte S. Michele.» +</p> + +<p> +Il nostro Giles Gosling allora non ispinse +più oltre la curiosità, e sotto il nome +di signor Tressiliano presentò lo straniero +al nipote ed a’ suoi amici, i quali dopo +aver bevuto alla salute del nuovo convitato, +continuarono negl’intertenimenti +che questo cerimoniale aveva interrotti. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO II.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i06"> »Del giovin Lancilotto</p> +<p class="i01">»Parli tu forse?</p> +<p class="i04"> (<i>Il mercante di Venezia</i>).</p> +</div></div> +</div> + +<p> +Dopo breve pausa, il merciaio Goldthred, +così pregato dall’ostiere, cui tutta la gioviale +brigata fece eco, presentò i convitati +d’alcune strofette. +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">Di quanti battono</p> +<p class="i02"> Augelli i vanni,</p> +<p class="i02"> Re, a mio giudizio,</p> +<p class="i02"> È il barbagianni.</p> +<p class="i01">Vengan le tenebre,</p> +<p class="i02"> Ei non s’arresta.</p> +<p class="i02"> Fuor della nicchia</p> +<p class="i02"> Mette la testa.</p> +<p class="i01">Ricchezze annunzia</p> +<p class="i02"> Suo canto strano</p> +<p class="i02"> A chi alla cintola</p> +<p class="i02"> Non tien la mano.</p> +<p class="i01">Dunque ripetasi:</p> +<p class="i02"> Viva mill’anni.</p> +<p class="i02"> Re degli aligeri,</p> +<p class="i02"> Il barbagianni!</p> +<p class="i01">S’anco il sol languidi</p> +<p class="i02"> Vibra i suoi strali,</p> +<p class="i02"> Mostrar non degnasi</p> +<p class="i02"> Esso ai mortali.</p> +<p class="i01"><span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span></p> +<p class="i01">Sol quando annottasi,</p> +<p class="i02"> Co’ l’ali stese</p> +<p class="i02"> Egli incoraggia</p> +<p class="i02"> Le belle imprese.</p> +<p class="i01">Finchè tracannansi</p> +<p class="i02"> Nappi spumanti,</p> +<p class="i02"> Sua virtù esimia</p> +<p class="i02"> Per noi si canti.</p> +<p class="i01">Per noi ripetasi:</p> +<p class="i02"> Viva mill’anni.</p> +<p class="i02"> Re degli aligeri,</p> +<p class="i02"> Il barbagianni!</p> +</div></div> + +<p> +«Così va bene (sclamò Michele, tosto +che il merciaio ebbe terminato di cantare); +che ne dite amici? Questa almeno è +una canzone che s’intende; e vedo che +non si è perduto fra noi il buon gusto. +Ma che rosario mi avete sfilato di tutti +gli antichi miei colleghi! Non ve n’è uno +a cui non si unisca qualche storia di mal +augurio. Sicchè dunque Will di Wallingford +ci diede la buona notte?» +</p> + +<p> +«Certamente, soggiunse uno di quelli, +egli rimase morto, come un grasso daino, +d’un colpo di balestra, che nel parco di +Donnington gli venne tratto da Thatcham, +il vecchio boscaino del Duca.» +</p> + +<p> +«Egli amò sempre la caccia, disse Michele, +nè quindi gli piacque meno il fiaschetto. +È questa una ragione di più per +vôtare una tazza in onore della sua memoria. +Andiamo, amici. All’armi.» +</p> + +<p> +Fatto in tal guisa, col bicchiere alla +<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> +mano, un omaggio al defunto, il Lambourne +domandò che cosa fosse accaduto +del Partins di Padwoorth. +</p> + +<p> +«Partito; e sono dieci anni ch’egli intraprese +il suo viaggio. Il castello d’Oxford +lo vide andarsene, e Goodman Thong fece +i convenevoli della partenza, alla quale +non è occorso altro apparecchio che una +corda del valore di dieci soldi.» +</p> + +<p> +«Che? Il povero Partins è morto in +piena aria, fra cielo e terra! Ecco le conseguenze +di amar troppo l’andar a diporto +a chiaro di luna! Presto, miei colleghi, +si beva anche alla sua memoria. Egli era +un buon compagnone, gioviale quanto +la luna piena. +</p> + +<p> +«E quali notizie mi darete voi di.... di +Hal.... di quell’Hal, che portava sempre +una lunga piuma, e che abitava in vicinanza +di Yattenden?..... Non posso ricordarmi +il suo nome.» +</p> + +<p> +«Chi! Hal Hempseed? dimandò il +merciaio. Voi dovete ricordarvi, che egli +si dava il tuono d’uomo d’alto affare, e +che voleva frammettersi nelle cose di stato. +Si volle impicciare in quelle del duca +di Norfolk, e sono due, o tre anni, ha dovuto +fuggire con un ordine d’arresto alle +calcagna. Da quel tempo non se n’è più +intesa notizia.» +</p> + +<p> +«Dopo tutte queste disgrazie, che mi +<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> +avete raccontate, io non ardisco nemmeno +pronunziare il nome di Tony Foster. In +mezzo ad una tal pioggia di corde, di balestre, +d’ordini d’arresto, sarebbe un miracolo +s’egli fosse rimasto asciutto.» +</p> + +<p> +«Di qual Tony Foster intendi parlare?» +chiese allora l’ostiere. +</p> + +<p> +«Per bacco! di quello al quale fu posto +il soprannome di Tony <i>Brucia-cataste</i>, +fin da quando portò il fuoco, onde accendere +il rogo, su di cui perirono Latimer +e Ridley. Nè senza di lui si compiea la +faccenda, perchè il vento avendo smorzata +la torcia nera di Goodman Thong, +nessuno voleva, nè per amore nè per danaro, +portargli il fuoco da riaccenderla.» +</p> + +<p> +«Questo Tony Foster vive tuttavia ed +è un gran signore. Ma nipote mio, che +non ti venisse la tentazione di chiamarlo +<i>Brucia-cataste</i>, te ne avverto per tuo bene, +ammeno che tu non volessi far conoscenza +colla lama della sua spada.» +</p> + +<p> +«E che? Si vergognerebbe ora di sì +fatto nome? Mi ricordo, che se ne gloriava, +allor quando diceva che il vedere +arrostire un eretico o un bue era per lui +la medesima cosa.» +</p> + +<p> +«Sicuramente, nipote mio, ma il dir +ciò, avea buon garbo ai tempi della regina +Maria, allorchè il padre di questo Tony +era intendente dell’abbazia d’Abingdon. +<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> +Le cose cambiarono, e dopo di questi avvenimenti +sposò una purissima <i>precisiana</i>‍<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> +ed è te lo giuro buon calvinista quanto +potrebb’esserlo Calvino in persona.» +</p> + +<p> +«Vedere che tuono di sufficienza egli +ha preso! soggiunse il merciaio. Porta ora +la testa alta, e disprezza gli antichi colleghi.» +</p> + +<p> +«È questa una gran prova ch’egli ha +fatto fortuna, riprese a dire il Lambourne. +L’uomo giunto una volta ad avere danaro +in proprietà non si trova volentieri +in vicinanza di quelli il cui tesoro sta +nelle tasche degli altri.» +</p> + +<p> +«Se ha fatto fortuna! Ti ricordi tu di +Cumnor-Place, antico palazzo di città, +a poca distanza dal cimiterio?» +</p> + +<p> +«Sì: e perchè tu veda, s’io me ne ricordo +ho rubato ivi per tre volte tutte le +frutta del verziere. Ma che importa ciò? +Era ivi l’ordinaria residenza dell’abbate +tutte le volte che in Abingdon dominava +un qualche morbo epidemico.» +</p> + +<p> +«Va benissimo, disse l’ostiere; e adesso +è divenuto soggiorno di Tony Foster in +conseguenza di cessione fattagliene da un +gran signore, al quale la corona diede in +feudo tutti i beni dell’Abbazia. Ei vi ha +<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> +creato il suo castello, e guarda dall’alto +al basso i poveri abitanti di Cumnor, come +se fosse già un cavalier-baronetto.» +</p> + +<p> +«Non bisogna però attribuire affatto +ad orgoglio tal sua condotta, disse il merciaio. +Si mischia in questo affare una bella +signora, che Tony non vorrebbe vista nè +meno dalla luce del giorno.» +</p> + +<p> +«Come sta la cosa? (interruppe allor +Tressiliano, che per la prima volta prese +parte a sì fatti intertenimenti). Non fu +detto da qualcuno di voi, che il Foster, +si è fatto sposo ad una <i>precisiana</i>?» +</p> + +<p> +«Sì certo, e ad una <i>precisiana, rigorista</i> +quanto il sia chi non mangiò mai +carne in quaresima. Tony ed essa, a quanto +raccontasi, viveano come cani e gatti +fra loro. Ma presentemente ell’è morta, +e Dio l’abbia in pace. Non è rimasta a +Tony che una figliuoletta, onde si giudica, +egli sposerà questa incognita, che move +tanto romore.» +</p> + +<p> +«E perchè?... (domandò Tressiliano) +intendo chiedere perchè move tanto romore?» +</p> + +<p> +«Perchè si dice, rispose Gosling, che +è bella al pari d’un angelo, perchè nessuno +sa donde venga, e perchè si vorrebbe +capire il motivo di tenerla così custodita, +e rinchiusa fra quattro mura. Per +<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> +me non so com’ella sia fatta. Voi signor +Goldthred, dovete averla veduta.» +</p> + +<p> +«Sì, mio vecchio. La vidi un giorno +che cavalcando me ne veniva da Abingdon +a questo vostro paese, e la vidi passando +sotto il gran finestrone della vecchia casa, +che porta dipinta nei vetri un’infinità di +santi, e di storie. Quel dì io non avea +presa la strada ordinaria, ed attraversai +il parco. Dovete sapere che la porta non +ne era chiusa fuorchè col saliscendi, e +credei d’arrogarmi i privilegi del mio antico +collega, prendendomi la libertà di +venir per que’ viali. Così profittai dell’ombra +degli alberi, chè facea, mi ricordo, +gran caldo, e schivai la polvere, che mi +diveniva tanto più molesta per aver messo +in quel giorno la mia camiciuola, color +di pesca, gallonata d’oro...» +</p> + +<p> +«E poteste sfoggiarla, (soggiunse Michele) +il che certamente non vi dispiacque +innanzi agli occhi di bella donna. +Ah! scapestrato, scapestrato! Non rinunzierete +voi mai alle antiche vostre abitudini?» +</p> + +<p> +«Oh! nol feci con questo fine, Michele, +credetelo, (risoggiunse il merciaio +pavoneggiandosi). Mi mosse sola curiosità, +ed anche interno sentimento di compassione +verso quella povera signora, condannata +<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> +dalla mattina alla sera a non vedere +se non se Tony Foster, che mette +schifo e paura con quelle sue folte sopracciglia +nere, con quella sua testa di bue, +e con quelle storte sue gambe.» +</p> + +<p> +«E in vece gli avreste mostrato volentieri +un pezzo d’uomo ben complesso, +vestito in giustacuore di seta, una bella +gamba attillata entro bello stivaletto di +corduano, un volto rotondo, e pronto al +sorriso anche senza averne occasione, che +sembrasse dire: <i>Qual cosa vi abbisogna?</i> +un bel berrettone di velluto e sovr’esso +svolazzante una piuma di Turchia, uno +spillo d’argento dorato. Credetelo, amico +merciaio, chi possede belle mercanzie, +ama parimente sfoggiarle. Oh! andiamo +signori, che i bicchieri non facciano festa. +Io bevo alla salute dei lunghi speroni, dei +corti stivaletti, dei giustacuori bene imbottiti, +e delle teste sventate.» +</p> + +<p> +«Ben m’accorgo, o Michele, che di +me siete geloso, soggiunse allora il Goldthred, +ma se il caso mi favorì in quell’istante, +non mi trattò meglio di quello +che avrebbe fatto con voi o con qualunque +altro.» +</p> + +<p> +«Viso di torta! sclamò il Lambourne, +il cielo ti castighi della tua impudenza! +Vorresti tu, mercantuccio a ritaglio, porti +<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> +a confronto di un militare, d’un uomo +della mia sorte?» +</p> + +<p> +«Garbato signore, disse Tressiliano, +vi pregherei a non interrompere il nostro +merciaio d’Abingdon. Il suo racconto mi +alletta sì, che non mi moverei dall’udirlo +se durasse fino alla mezzanotte.» +</p> + +<p> +«Voi mi onorate più che non merito, +si fece a dire Goldthred; e poichè questa +storia vi dà piacere, io la continuerò +a malgrado de’ motteggi e de’ sarcasmi di +questo valoroso militare, che ha guadagnato, +cred’io, più botte che <i>corone</i> nella +guerra de’ Paesi Bassi. Vi dirò adunque, +che passando al di sotto di quel finestrone, +lasciai le redini sul collo al mio palafreno, +e perchè ciò mi giovava, e per essere più +sciolto nel guardarmi all’intorno. Non +mi credete più mai, o signore, se non vi +dico il vero asserendo, che non mi è capitato +veder altrove donna così leggiadra, +e credo bene averne passate in rassegna +quant’altri può fare, e d’intendermi di +tal mercanzia al pari di chiunque abbia +in ciò fama d’esperto.» +</p> + +<p> +«Ve la ricordate sì da farmene la descrizione?» +soggiunse Tressiliano. +</p> + +<p> +«Oh! v’assicuro, signore, ch’ella era +abbigliata qual si conviene a femmina di +riguardo. Ricca, e studiata se ne vedeva +<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> +l’acconciatura, che una regina non avrebbe +sdegnato l’andarne ornata. La sua +veste, il corsaletto e le maniche erano di +un raso color di zenzevero, che a mio parere +sarà costato 30 scellini al braccio. Si +lasciava vedere la fodera di zendado ondato, +e il tutto guernito da due larghi +galloni d’oro e d’argento. Il suo cappello +poi, o signore... non si è mai veduta cosa +più leggiadra in tutti i nostri dintorni; +lo copriva un drappo di seta giallo, ricamato +d’oro, e parimente ornato di frangia +d’oro. Vi giuro, quel cappello, era +sontuoso al di là di quanto io ve lo sapessi +descrivere.» +</p> + +<p> +«Veramente non intesi chiedervi come +ella fosse vestita (disse Tressiliano, che +si mostrò fin sulle prime impazientito di +tutte queste particolarità in cui si diffondeva +il merciaio). Vorrei mi parlaste della +sua carnagione, dei lineamenti del viso, +del color dei capelli.» +</p> + +<p> +«Quanto alla carnagione nulla di sicuro +vi saprei dire. Osservai però ch’ella +tenea un ventaglio, guernito di manico +d’avorio, e in bizzarra foggia damaschinato. +Non so poi se ella fosse bionda ovvero +bruna. Stavano le sue chiome entro +d’una reticella di seta verde tessuta con +oro....» +</p> + +<p> +«Si vede veramente essere un merciaio +<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> +che parla, si fece di mezzo il Lambourne. +Il Signore chiede ragguaglio intorno le +fattezze di una donna, e costui gli parla +dell’acconciatura ch’ella portava.» +</p> + +<p> +«Ti dico (replicò Goldthred, alquanto +imbarazzato da tale osservazione) che ho +avuto appena il tempo di guardarla. Io +stava lì per augurarle il buon giorno, e +volgerle un sorriso....» +</p> + +<p> +«Simile a quello d’una simia che trovi +per terra una castagna» interruppe il Lambourne, +ma il merciaio fè vista di non +dargli retta e così continuò: +</p> + +<p> +«D’improvviso comparve Tony Foster, +egli medesimo, con in mano un grosso +bastone...» +</p> + +<p> +«Col quale, spero, vi avrà carezzate +le spalle in premio della vostra sfacciataggine» +non potè ristarsi dal dire l’ostiere. +</p> + +<p> +«Questo poi è più facile da dirsi che +da mettersi in opera (disse in tuono di +sdegno il merciaio). No, no, signor Tressiliano, +non accadde nessuna cosa di tal +natura. Certamente colui si avanzò contro +di me rotando il suo bastone, e volgendomi +alcune male parole, e domandandomi +perchè non avea io tenuto la strada maestra, +e cose simili. Mi prese allora tal +bile che gli avrei fracassato il cranio col +manico della frusta; ma mi rattenne la +<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> +presenza di quella signora che temei tramortisse +dalla paura.» +</p> + +<p> +«Va via, cuor di gallina, va via, soggiunse +il Lambourne. Avvi prode cavaliere +che mai pensasse alla paura d’una +bella, quando occorse per liberarla affrontar +giganti, draghi, od incantatori? Ma +che parlo io d’incantatori e di draghi ad +un uomo che si è lasciato cacciar via da +una mosca? Tu perdesti una gran bella +occasione di segnalarti.» +</p> + +<p> +«Ebbene, millantatore, cerca tu di +trarne miglior profitto. Il castello incantato +è poco lontano. Il drago e la bella +sono ai tuoi comandi. Ardisci presentarti.» +</p> + +<p> +«Lo farei per un boccale di vino di +Canarie. Ma aspetta. Ho bisogno di biancheria. +Vuoi tu scommettere una pezza di +tela d’Olanda contro questi cinque <i>angeli</i> +d’oro? e domani mattina vado a casa +di Tony Foster, e lo costringo a presentarmi +egli medesimo alla sua bella.» +</p> + +<p> +«Accetto la scommessa, e benchè tu +non la ceda al diavolo nella sfrontatezza, +sono sicuro di vincere. Il nostro ostiere +custodirà le poste, e tanto ch’io vado a +prendere la pezza di tela, metto nelle sue +mani questi cinque <i>angeli</i> d’oro.» +</p> + +<p> +«Io non tengo poste di sì fatte scommesse, +disse subitamente l’ostiere. Nipote +mio, bevi tranquillamente il tuo vino, e +<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> +non cercar di tali avventure. Ti sto mallevadore, +che Tony Foster ha bastante +credito per ottenerti ricovero nel castello +di Oxford, e farti decorare i polsi della +mano di due smaniglie di ferro.» +</p> + +<p> +«Per Michele non sarebbe altro che rivedere +un suo antico ospizio, e i suoi polsi +sono avvezzi a questo genere di smaniglie, +disse allora il merciaio. Ma non può più +tornare addietro dalla sua scommessa, a +meno che non confessi d’averla perduta.» +</p> + +<p> +«Per Dio! sclamò il Lambourne. Vi +giuro che mi dà tanto fastidio la collera +di Tony quanto un guscio di noce; e voglia +egli, o non voglia, vedrò la sua +principessa.» +</p> + +<p> +«Sarei volentieri con voi a metà nel +rischio della scommessa, disse Tressiliano, +semprechè mi permetteste accompagnarvi +nella ricerca di quest’avventura.» +</p> + +<p> +«E qual pro ne trarreste?» gli domandò +tosto il Lambourne. +</p> + +<p> +«Nessuno, o signore, fuorchè il piacere +di ammirare la destrezza e il coraggio +che voi porreste in sì fatta impresa. +Sono un viaggiatore, per cui han vezzo le +cose straordinarie, quanto pei cavalieri +erranti n’ebbero le avventure.» +</p> + +<p> +«Se dunque vi diletta il veder prendere +col rampone una trota, consento che siate +spettatore di questa mia pesca. Intanto +<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> +bevo al buon successo di tale impresa, e +se vi è chi neghi farmi ragione, lo spaccio +per un galuppo, e gli taglio senza +complimento i garretti.» +</p> + +<p> +La tazza vôtata questa volta dal Lambourne +era preceduta da tante altre, che +la ragione gli vacillò finalmente. Laonde +ben due o tre fiate imprecò giurando il +merciaio, perchè questi sosteneva con molto +senno di non poter far brindisi alla +perdita della scommessa accettata. +</p> + +<p> +«Pretenderesti forse farla da logico con +me? gridava Michele, tu, nella cui testa +non è più cervello di quel che ne sia in +una matassa di seta intricata. Sai tu dalla +parte di Dio, che farò del tuo corpo +50 <i>aune</i> di cordella?» +</p> + +<p> +E intanto che traeva la sciabola per +mostrarsi uom di parola, due garzoni +dell’osteria s’impadronirono di lui, poi +lo condussero nella stanza assegnatagli, +affinchè digerisse a tutto suo agio il vino +bevuto. +</p> + +<p> +Tutti allora si levarono da tavola, e +la brigata si sciolse, il che tornò a grande +soddisfazione dell’ostiere, ma non altrettanto +a quella de’ convitati, i quali aveano +poca voglia di rinunziare al buon vino, +che non costava danari, fintanto +almeno che aveano forza di tenere in +mano il bicchiere. Ciò nonostante costretti +<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> +a ritirarsi, partirono finalmente, lasciando +padroni del campo Tressiliano +e l’albergatore. +</p> + +<p> +«In fede mia, disse il secondo, non +intendo qual diletto trovino i gran signori +nel dar feste e banchetti, e sostenere la +parte d’ostieri senza avere poi il vantaggio +di presentare il conto a ciascuno dei +convitati. Fortunatamente, tal cosa mi accade +di rado, e per san Giuliano, è sempre +contro mio genio. Vedete! tutti questi +corpi senz’anima, tutti questi fiaschi, +che mio nipote, e i beoni suoi colleghi si +tracannarono, doveano portarmi un bel +profitto, ed ecco in vece una partita di +scapito da portarsi ne’ miei registri. Assolutamente +non mi par possibile il divertirsi +in mezzo al romore, allo schiamazzo, +alle querele e ai disordini che derivano +dall’ubbriachezza, vedere atti, udir propositi +dissoluti, e bestemmie, ogni volta +che in tutto questo vi è perdita in vece +di guadagno. Eppure quanti in questo bel +trastullo hanno dissipati ricchissimi patrimonii, +senza curarsi del danno che arrecavano +agli ostieri. Perchè, chi diavolo +vorrà venire a pagare il conto all’<i>Orso +nero</i>, quando possa sedersi <i>gratis</i> alla tavola +d’un lord o d’un cavaliere?» +</p> + +<p> +Il modo stesso di tale declamazione +contro l’ubbriachezza diè a divedere a +<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> +Tressiliano, che il vino avea fatta qualche +impressione sul cervello, comunque +agguerrito, del rispettabile ostiere. Lo +straniero che solo in quella brigata si era +tenuto guardingo, volle adunque profittare +della loquacità che il vino suole infondere, +per iscavare dall’albergatore qualche +miglior contezza intorno Tony Foster e +la donna, che il merciaio avea veduto +nell’abitazione di costui. Ma le indagini +di Tressiliano non condussero per parte +dell’ostiere che a nuove insulse declamazioni +contro l’astuzia femminile, nelle +quali il buon uomo chiamò in aiuto tutta +la sapienza di Salomone per far valere la +propria. Finalmente Gosling trasportò la +sua attenzione verso i garzoni dell’osteria +che stavano sparecchiando, diede loro +diversi ordini e taroccò. Poi volendo unire +l’esempio ai precetti, ruppe un piatto +e una mezza dozzina di bicchieri nel mostrare +ai famigli come si faceva a dovere +il servizio alle <i>Tre Cicogne</i>, taverna in +quei giorni la più rinomata di Londra. Il +quale inconveniente lo richiamò sì bene +alla ragione, che salito in fretta nella propria +stanza, si pose in letto, ove dopo +aver profondamente dormito, si svegliò +tutt’altro uomo nel dì successivo. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO III.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">»È vano il vostro predicar. Vo’ piena</p> +<p class="i01">»Far la scommessa. Figlia fu del vino,</p> +<p class="i01">»Voi dite. Un cavalier tiene, il mattino,</p> +<p class="i01">»Quel che promise sbevazzando a cena.</p> +<p class="i06"> <i>La tavola del giuoco.</i></p> +</div></div> +</div> + +<p> +«Che cosa è di vostro nipote, mio buon +ostiere?, disse Tressiliano nella mattina +del successivo giorno, appena vide Giles +Gosling discendere nel salone, ove si era +cenato la sera innanzi. Come sta questo +vostro nipote? Si mantien sempre fermo +nella scommessa fatta?» +</p> + +<p> +«Vi dirò. Dopo aver girato due ore +per visitare tutte le tane de’ suoi antichi +colleghi, è rientrato adesso, ed ha fatta +la sua colazione di uova fresche e moscato. +Ma quanto alla scommessa, mio +buon signore, vi consiglio da amico a +non ve ne impicciare, come di nessun’altra +cosa che venisse in testa d’imprendere +a Michele. Ora pensate piuttosto +a refocillare il vostro stomaco con un +buon brodo caldo, e lasciate, che mio +nipote e Goldthred si sbarazzino dalla +loro scommessa come crederanno meglio.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> +</p> + +<p> +«Se volete essere sincero, mio caro +albergatore, voi non sapete come prenderla +nel parlare di questo vostro nipote, +che non potete nè biasimare, nè +lodare, senza qualche rimorso di coscienza.» +</p> + +<p> +«È propriamente così, degnissimo signor +Tressiliano. Certa affezione di natura +mi dice all’orecchio: Giles, Giles, +perchè pregiudicare la riputazione del +figlio di tua sorella? perchè diffamare un +nipote? perchè bruttar da te stesso il +tuo nido, disonorare il proprio sangue? +Ma viene poi da un’altra banda la giustizia +e mi grida: Guarda quest’ospite +rispettabile, che non ne è più capitato +un simile all’<i>Orso nero</i>, un uomo il +quale non ha mai avuto che dire sul +conto: lo dico alla vostra presenza sig. +Tressiliano, e non è nemmeno perchè +abbiate avuto occasione di trovar da ridire.» +Poi continuò a parlar con se +stesso. «Un viaggiatore, che a quanto +può giudicarsi, non sa per qual motivo +sia venuto, nè quando partirà!... E +voi che siete albergatore, che da trent’anni +pagate le vostre tasse in Cumnor, +presentemente primo costabile del borgo, +permettereste che questa fenice dei forestieri, +degli uomini, e dei viaggiatori, +cadesse nelle reti d’un nipote sol conosciuto +<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> +per uno sfaccendato, per un malvivente, +che vi sta unicamente colle carte +e coi dadi, e dottore in tutti sette i peccati +mortali, se in queste facoltà si dessero +le lauree, ed i gradi? No dalla parte +del cielo! Sia, che chiudiate gli occhi +finchè costui non tende le reti che per +inviluppare un Goldthred! Ma quanto +al vostro ospite! Siete in obbligo d’avvertirlo, +di armarlo de’ vostri consigli, +semprechè voglia ascoltarli. Voi suo fedele +albergatore!....» +</p> + +<p> +«Vi son grato, onest’uomo, nè dimenticherò +i vostri suggerimenti, ma in +quanto spetta alla presente scommessa, +debbo tenere la mia parola, poichè mi +sono tanto innoltrato. Onde vi prego piuttosto +a tale proposito volermi fornire +qualche migliore contezza. Chi è questo +Foster? Qual mestiere fa egli? Perchè +custodisce con tanto mistero una donna?» +</p> + +<p> +«In vero, mio signore, non posso +aggiugnere fuorchè poche cose a quelle +che sapeste ieri. Egli fu un papista +della regina Maria. Adesso è un protestante +della regina Elisabetta. Già vassallo +dell’Abbate di Abingdon, or è +padrone di un bel possedimento che apparteneva +all’Abbazia. In fine, egli era +povero. Si trova ricco al dì d’oggi. Dicesi +che nella vecchia casa abitata da +<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> +costui si trovino appartamenti sì ben forniti, +da potervi alloggiare la nostra regina, +che Dio la protegga. Alcuni si danno +a credere ch’egli abbia trovato un tesoro +nel verziere, altri che si sia venduto +al diavolo per far ricchezze. Molti +poi sostengono aver egli rubata tutta l’argenteria +della casa abbaziale, che, al +dir di questi, nei tempi della riforma +era stata nascosta nel palazzo di città. +Comunque si stia la cosa, ha fatto fortuna, +e Dio, la sua coscienza, e probabilmente +anche il demonio sanno solamente +il modo con cui l’abbia fatta. +Il suo umore è intrattabile, ed ha rotta +ogni corrispondenza cogli abitanti del +paese, come chi ha qualche gran segreto +da custodire, o pensandosi forse impastato +d’una creta diversa da quella onde +lo siamo noi. Se Michele persiste nel +volere rinnovar conoscenza con lui vedo +cosa infinitamente probabile che attaccheranno +briga fra loro, ed è perciò, +ottimo sig. Tressiliano, che vorrei distorvi +dall’accompagnare in questa visita +mio nipote.» +</p> + +<p> +Tressiliano lo accertò, che si sarebbe +regolato colla massima circospezione; +onde non dovere egli, l’ostiere, prendersi +a tal proposito nessun affanno; ed +aggiunse tutte quelle assicurazioni di cui +<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> +largheggiano sempre coloro che sono risoluti +ad eseguire alcuna cosa contro il +suggerimento de’ loro amici. +</p> + +<p> +Intanto aveva accettato l’invito dell’albergatore, +e terminava di far con lui colezione, +che ottima l’avea loro fornita +l’avvenente Cicily, la bellezza del banco. +In quel mentre capitò ivi l’eroe della sera +precedente, Michele Lambourne, che +avea prima dato qualche sollecitudine +ad acconciarsi, e dismesso il vestito da +viaggio, altro ne avea preso foggiato +all’ultima usanza, e mostrava non so +quale ricercatezza in tutto il suo esterno. +</p> + +<p> +«Per bacco! diss’egli, mio caro zio, +ci avete leggiadramente inaffiati la scorsa +notte; ma trovo altrettanto arida questa +mattina, e ve lo proverei volentieri +col bicchiere alla mano. Oh! che vedo? +Questa è Cicily, la mia vezzosa cugina. +Mi ricordo avervi lasciata in fasce, e +or vi trovo in corsaletto di velluto, e +attillata quanto il possa essere avvenente +giovinetta che vive sotto il sole dell’Inghilterra. +Vedete in me un congiunto e +un amico, amabilissima Cicily, ed accostatevi +perchè io vi stringa al seno e +vi benedica.» +</p> + +<p> +«Adagio, adagio; sig. nipote, (si +frappose tosto Giles Gosling) non vi +date tante cure per riguardo a Cicily, +<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> +e lasciatela attendere alle sue faccende. +Se vostra madre fu mia sorella, non ne +viene di conseguenza che voi dobbiate +essere cugino di Cicily.» +</p> + +<p> +«Oh bella! ma che? mio caro zio! +M’avete preso per un cane di miscredente, +capace di dimenticare i riguardi +che debbo alla mia famiglia?» +</p> + +<p> +«Io non dico nessuna di queste cose, +ma le cautele non sono mai cattive, e poi +la penso così. Certamente alle dorature +del tuo vestito si direbbe che hai cambiato +pelle, ma la cambiano anche i +serpenti in tempo di primavera, e tu +non t’introdurrai nel mio Eden, perchè +farò io la guardia ad Eva. Siine certo, +Michele. Mi pare un sogno. A veder +te in quell’aggiustamento, e paragonandoti +col sig. Tressiliano, si è tentato +a credere che tu sei il gentiluomo, ed +egli il nipote dell’ostiere.» +</p> + +<p> +«Questo equivoco, mio caro zio, nol +può fare che la gente del vostro villaggio, +perchè non vede più in là. Sappiatelo, +e poco monta se v’è chi m’ascolti, +nel vero gentiluomo si trovano +certe qualità che appartengono solo a lui, +e che per quanto faccia, non arriva ad +acquistare chi non nacque in quella condizione. +Non saprei dire da che derivi. +Ma certamente, benchè io sappia presentarmi +<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> +con aria franca in una taverna, +chiamare, strapazzandoli, i famigli, +bere con disinvoltura, giurare senza riguardi, +e buttare il mio danaro da una +finestra al pari di qualunque gentiluomo +che porti sproni dorati, e pennacchio +bianco, il diavolo mi porti se son capace +di farmi prendere per un d’essi, +benchè a ciò mi sia studiato le cento +volte. Il padrone dell’osteria mi mette +sempre in fondo di tavola, mi serve per +l’ultimo. Se domando da bere, il garzone +risponde: <i>ho capito</i>, senza mostrarmi +il minimo riguardo, o atto di rispetto. +Ma che rileva? Non voglio ammazzarmi +per questo. Ho quant’aria nobile +mi basta per far testa a Tony Foster, +e per oggi non mi bisogna meglio.» +</p> + +<p> +«Siete adunque fermo nel divisamento +di render visita a questo vostro antico +conoscente?» disse Tressiliano. +</p> + +<p> +«Fermissimo, rispose l’uom di ventura. +Fatta una scommessa, è dovere il +sostenerla sino alla fine; legge riconosciuta +dall’universo. Ma signore, se la +mia memoria non m’inganna, perchè +confesso che ieri sera le diedi molta rugiada +di vin di Canarie, voi dovete aver +qualche parte nei pericoli di tale impresa!» +</p> + +<p> +«È giusto, rispose Tressiliano, io +<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> +mi offersi, semprechè me ne aveste conceduta +la permissione, di accompagnarvi +nel far questa visita, ed ho già +posta nelle mani del nostro degno albergatore +metà della somma equivalente +alla scommessa.» +</p> + +<p> +«Sì certo, disse Giles Gosling, ed +in <i>nobili</i> d’oro‍<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>, che credo non sieno +mai stati adoperati i più belli nel pagare +un conto. Io auguro adunque ad entrambi +il miglior successo possibile in questa +impresa, giacchè vi veggo risoluti a tale +visita. Ma fate a mio modo, bevete un’altra +volta prima d’andarvene, perchè +prevedo, che da Tony Foster avrete +un ricevimento alquanto secco. Ascoltatemi +però. Se mai vi trovaste in pericolo, +invece di ricorrere all’armi, fatene +avvertire me, Giles Gosling, primo +costabile di Cumnor; perchè comunque +sia fiero Tony, mi può bastar l’animo +di metterlo al dovere.» +</p> + +<p> +Michele, da obbediente nipote, fece +la volontà dello zio col bere un altro +bicchier di vino, asserendo, che la sua +mente non si trovava mai tanto lesta, +come dopo avere di buon mattino inumidito +il gorgozzuolo; indi partì insieme +<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> +a Tressiliano per alla volta dell’abitazione +di Tony. +</p> + +<p> +Il villaggio di Cumnor è deliziosamente +situato sopra d’una collina. In mezzo +ad un parco assai boscoso, trovavasi +l’antico edifizio abitato allora da Tony +Foster, edifizio le cui rovine si vedono +forse ancora oggi giorno. Questo parco +in allora riceveva ombra da smisurati +alberi, e soprattutto da antichissime querce, +che le loro braccia gigantesche stendevano +fino al di sopra delle muraglie, +da cui questa abitazione andava ricinta; +laonde quello spartato luogo presentava +un non so che di tetro e monastico. Vi +si entrava per una porta di forma antica +che s’apriva in due battitoi, costrutta +di fitto legno di rovere, e la +guernivano chiodi di grossa capocchia, +onde l’avresti detta la porta d’una città. +</p> + +<p> +«Affè che non sarà sì facile il prendere +la fortezza d’assalto (disse il Lambourne, +ponendo mente alla costruzione +di questa porta), ogni qualvolta l’umor +sospettoso del nostro mariuolo gli desse +fantasia di negarcene l’ingresso; la qual +cosa è possibilissima, se la sciocca visita +di quel mercante di carabattole gli +ha messe pulci nel capo. Ma no (soggiunse +tosto accorgendosi che la porta +cedeva al primo impeto) vedete cosa di +<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> +buon augurio, ed eccoci a quest’ora sul +terreno proibito, senz’aver trovato peggior +ostacolo fuorchè l’inerzia d’una +pesante porta di rovere impernata sopra +cardini rugginosi.» +</p> + +<p> +Trovaronsi allora in un viale ombreggiato +da grandi alberi, simili a quelli +di cui favelliamo. Altra volta lo fiancheggiavano, +una per banda, due file +leggiadramente ordinate di tassi, e di +allori spinosi. Ma questi arbusti non rimondati +dopo lunga serie di anni aveano +fatta una folta boscaglia d’alberi nani, +i cui rami malinconici e neri usurpavano +terreno a quel viale che un giorno avevan +protetto. Vi crescea l’erba per ogni +dove, e in due o tre luoghi si vedeano +cataste delle loro legna, fatte nell’istesso +parco, e poste ivi a disseccarsi. Lo stesso +viale era attraversato da altri viali, ma +parimente ingombri di macchie, rovi, +ed erbe cattive. Oltre a quel senso di +molestia, che ne invade con tanta forza +al vedere le più nobili opere dell’industria +andare in scadimento per una sequela +d’incurie, e le tracce della vita +sociale scomparire a gradi a gradi sotto +la prevalenza di una intemperante vegetazione, +non più regolata dall’arte, +l’immensa altezza delle querce, e la foltezza +di questi sottoposti alberi diffondeano +<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> +colà tal tetraggine anche allor +quando il sole era più alto, che si comunicava +in proporzione agli animi di +chiunque stavasi a contemplare sì fatta +scena. Lo stesso Lambourne non ne andò +immune, benchè d’ordinario lo commovessero +le cose che urtavano di fronte +le sue passioni. +</p> + +<p> +«Questo bosco è nero quanto la gola +d’un lupo», disse Tressiliano, innoltrandosi +verso quel viale solitario, che parea +la sede della mestizia. Di lì vedeasi +la facciata dell’edifizio, costrutto altra +volta dai frati. Centinate ne erano le +finestre, e costrutte di mattoni le muraglie, +cui si rampicavano l’edere e l’altr’erbe +vaghe di tappezzar vecchie pareti. +Sovrastavano alla fabbrica alti cammini. +</p> + +<p> +«Per altro, dicea Michele, non +so dar torto al Foster, se avendo sposata +la massima di non vedere nessuno, +tiene la sua abitazione in tale stato da +non invogliar le persone ad entrarvi. +Ben v’assicuro, che s’egli fosse tuttavia +il Foster da me conosciuto altra volta, +da lungo tempo queste roveri sarebbero +ite a starsene in qualche legnaia, ed +i materiali della casa che vediamo avrebbero +servito a fabbricarne altre, intanto +che il nostro galantuomo avrebbe sfoggiato +il prezzo ritrattone sopra un vecchio +<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> +tappeto verde, in qualche tenebroso +nascondiglio dei dintorni di White Friars.» +</p> + +<p> +«Era egli adunque tanto dissipatore?» +soggiunse Tressiliano. +</p> + +<p> +«Non si mostrava nè più nè meno di +quel che sono gli uomini della nostra +fatta, nè santo, nè economo. Ma ciò +che fortemente spiaceami in esso era il +vederlo avverso ad ogni comunanza di +godimenti. Sospirava, come suol dirsi, +tutte le gocciole d’acqua, che non passavano +pel suo molino. — Tracannava +sempre da solo tal quantità di vino, +che vi giuro non mi sarei preso assunto +di finirla, nemmen col soccorso del beone +più accreditato della contea di Berk. +Tal circostanza, aggiunta a ciò ch’egli +era per natura dedito alla superstizione, +lo facea indegno di stare in brigata co’ +suoi colleghi. E vedete di fatto come +si è sepolto in una tana, che è quanto +al giusto conviensi ad una volpe di tal +natura.» +</p> + +<p> +«Ma poichè l’umore di questo che vi +fu un giorno compagno si confà sì poco +col vostro, potrei chiedervi, sig. Lambourne, +d’onde viene in voi tanta vaghezza +di rinnovellar con lui conoscenza?» +</p> + +<p> +«E potrei io domandarvi a mia volta +dond’è in voi la vaghezza d’accompagnarmi +<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> +in tal visita, sig. Tressiliano?» +</p> + +<p> +«Non vel dissi? la parte che presi +alla scommessa, la curiosità.....» +</p> + +<p> +«Davvero! Ecco in qual modo, voi +altri signori, usi a vantarvi di urbanità +e ragionevolezza, vi levate d’impaccio +nel rispondere a noi, che però +sappiamo usar liberamente del nostro ingegno. +Ma se alla vostra prima inchiesta +avessi dato per risposta, ch’io non +aveva altro motivo di visitare il mio +antico collega Foster, se non se la curiosità, +oh! scommetto che l’avreste detta +una scappatoia, un ingegno del mio mestiere. +Nonostante capisco bene, mi sarà +d’uopo aver per buona la risposta che +mi avete data.» +</p> + +<p> +«E perchè non potrebbe la semplice +curiosità avermi indotto a far questa camminata +in vostra compagnia?» +</p> + +<p> +«Servitevi, signore, servitevi; ma non +credeste però di darmela ad intendere. +Ho vissuto assai lungo tempo in mezzo +a quelli che sanno sbarazzarsi in questo +mondo, nè quindi è sì facile il darmi +semola per farina. Voi siete gentiluomo, +così per nascita come per educazione, +e il vostro portamento stesso lo dà a divedere. +Da questo si scorge pure che godete +buona riputazione, cosa di cui si +fece anche mallevadore mio zio. Or vi +<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> +mettete in compagnia d’uno sfaccendato, +tale almeno è il titolo di cui mi si +fa onore, e ciò per andar a trovare un +altro della stessa lega, a voi sconosciuto. +Nè v’induce che sola curiosità! Eh! +via. Se questa ragione da voi addotta, +venisse pesata in una giusta bilancia, +oh! per bacco, si troverebbe calante, +e calante assai.» +</p> + +<p> +«Quand’anche non v’ingannaste in +tal raziocinio, dovreste considerare, signor +Lambourne, che non mi deste finora +assai prove di confidenza onde eccitarne, +o meritarne altrettanta per parte +mia.» +</p> + +<p> +«Se dipende da ciò, i miei fini li +vedete a fior d’acqua. Osservate (e in +ciò dire trasse di saccoccia la borsa, +che gettò in aria, lesto indi a raccoglierla +colla mano, affinchè non toccasse +terra)... Tanto che durerà questa borsa +non mi mancheranno passatempi di morbino, +ma, terminata che sia, mi farà +d’uopo cercarne d’altro genere. Ora se +la misteriosa signora di questa casa, +questa bella invisibile di Tony <i>Brucia-cataste</i> +è un pezzo appetitoso, come +la dipingono, non è fuor del probabile +ch’essa mi aiuti a convertire in soldi +di rame tutti questi <i>nobili</i> d’oro. Ma +se per altra parte è vera l’asserita ricchezza +<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> +di Tony, quanto è fuor di dubbio +la costui ribalderia, potrebbe anche +accadere che queste due cose diventassero +per me la pietra filosofale, onde +cambiar nuovamente i miei soldi di rame +in <i>nobili</i> d’oro.» +</p> + +<p> +«Non posso negarvi che questo doppio +divisamento è immaginato assai bene; +ma non vedo troppo la via di mandarlo +ad esecuzione.» +</p> + +<p> +«Nè io vi dico che ciò debba succedere +piuttosto oggi o domani. Perchè non +mi son già messo in mente di prendere +nelle mie reti questo vecchio praticone, +prima d’avergli preparato quel vischio +che sarà più confacente a tal uopo. Ma +conosco meglio sta mane le cose sue di +quello che le vedessi ier sera, e saprò ben +io far valere il poco che so per dargli a +credere di saperne anche di più. Del rimanente, +se non avessi sperato o diletto +o profitto nel tentare questa avventura, +credete pure, che non mi sarei cimentato, +tanto più che non la vedo priva affatto +di rischio. Ora vi siamo, e convien andarne +al termine.» +</p> + +<p> +Nel dirsi queste cose, entrati erano in +un gran verziere, che circondava da due +bande la casa, se però potea più dirsi +verziere un bosco d’alberi, che comunque +da frutto, frutto non produceano pressochè +<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> +di sorte alcuna, tanto ne crebbero i +rami parassiti; e tanto l’industria umana +gli avea abbandonati, che i tronchi +loro andavano tutti ricoperti di musco. +Quelli di tali alberi che prima erano stati +piantati in ispalliera, avendo ripreso +l’andamento primitivo del crescer loro, +presentavano tai forme, che confondeano +in grottesca guisa l’opera dell’arte e l’opera +della natura. La maggior parte di +questo terreno dianzi foggiato in aiuole +ornate di fiori, mostravasi incolto, tranne +pochi scompartimenti ove si faceano nascere +legumi. Alcune statue che aveano +abbellito il giardino ne’ giorni del suo +splendore, vedeansi rovesciate dai loro +piedistalli e messe in pezzi. Nè in migliore +stato trovavasi una conserva, pria serbata +alle piante più timorose del freddo, +la cui fronte, adorna di bassi rilievi in +pietra, rappresentava la vita e le geste di +Sansone. +</p> + +<p> +Aveano già i due viandanti attraversato +questo giardino della pigrizia, e giunti +erano pochi passi lontano dalla porta +della casa, allorchè il Lambourne terminava +il suo discorso. La qual cosa fu +di grande soddisfazione per Tressiliano, +poichè lo tolse dall’imbarazzo di corrispondere +con egual sincerità a quella che +gli dimostrò il suo compagno nel confidargli +<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> +senza ritegno quai mire lo avessero +tratto in questo luogo. L’ardimentoso +Lambourne diede alcune aspre picchiate +alla porta, non senza far osservare al suo +collega, che avea visto guernita di porte +men sode più d’una prigione. Non fu se +non se dopo aver picchiato parecchie volte, +allorchè un servo di figura sgradevole si +affacciò, per fare scoperta, a un buco +quadro, tagliato nella porta medesima, e +munito di spranghe di ferro, poi chiese +ai venuti che si volessero. +</p> + +<p> +«Parlar tosto per affari importantissimi +di stato, al sig. Foster» disse con +sicuro tuono il Lambourne. +</p> + +<p> +«Temo che incontrerete qualche difficoltà +all’atto di provare il vostro assunto» +soggiunse Tressiliano con voce +sommessa al compagno, nel tempo che +il servo portava al suo padrone questo +messaggio. +</p> + +<p> +«Che mi dite ora? (rispose l’altro). +Niun soldato marcerebbe avanti, se stesse +prima a meditare in qual modo farà +la sua ritirata. La prima cosa è entrare. +Indi tutte le cose si accomoderanno +da sè.» +</p> + +<p> +Non tardò il servo a tornare, e tratti +i grossi catenacci che fermavano quella +porta, fece passare gli stranieri per una +stretta in volta d’onde trovaronsi in una +<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> +corte quadrata, cinta d’ogn’intorno di +fabbriche. Poi aperta altra porta, che in +fondo della corte stava rimpetto alla prima +d’ingresso, gl’introdusse in una sala +lastricata di pietre, e fornita di poche suppellettili, +antiche e ridotte in cattivo stato. +Le finestre della medesima guardando +soltanto nella corte, l’altezza delle fabbriche +non lasciava che i raggi del sole +penetrassero in quel luogo. Aggiungasi che +ogni battitoio di finestra essendo separato +dall’altro col mezzo di scompartimenti di +pietra, e i vetri carichi di dipinture, che +rappresentavano diversi fatti della sacra +storia, finestre di sì fatta costruzione, +lunge dall’ammettere la luce in proporzione +di lor grandezza, produceano che +quella tenue ancora cui davano passaggio, +fosse ingombra de’ colori tetri e malinconici +dipinti su i loro vetri. +</p> + +<p> +Tressiliano e la sua guida ebbero +tutto l’agio di contemplare tali particolarità, +perchè il padrone di casa si fece +aspettar qualche tempo. Comparve in fine, +e benchè Tressiliano fosse preparato a +vedere una figura spiacente e schifosa, la +costui laidezza oltrepassava ancora tutto +quanto immaginato egli aveva. Era il Foster +uomo di mezzana statura, nerboruto +a quanto scorgeasi, ma di fattezze sì +poco diverse dalla difformità, che mettea +<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> +nausea; alle quali grazie esterne aggiugneasi +ancora ch’egli era mancino. In +quei tempi davasi per solito molta cura +all’acconciatura del capo. Ma i capelli di +costui, anzichè essere o ben lisciati, o +ordinati in anella, o ritti sulle loro radici, +come se ne vedono i modelli in alcuni +ritratti antichi, e come usano in circa +i nostri cicisbei nel mentre ch’io scrivo, +cadeano sconciamente fuori d’un fitto berrettone, +intricati insieme, che parea non +avessero mai visto pettine, e coprendo a +grado dell’aria la fronte ed il collo del +nostro uomo, la qual circostanza non +faceva cattivo accompagnamento ad un +aspetto sì tristo. I suoi occhi neri, nè per +vero dire privi di vivacità, s’ascondeano +sotto due foltissime sopracciglia, e per lo +più guardavano verso terra, quasi, vergognosi +del cattivo animo che davano a +scorgere, volessero sottrarre la bruttezza +di questo indizio ai circostanti. Nelle +poche volte però, che per la necessità +di vedere in volto gli altri, li sollevava, +si leggeva in essi la forza di esprimere +ardentissime passioni, e l’altra ad un tempo +di simularle a talento. Tutti gli altri +lineamenti erano irregolari, ma buttati +là in modo da far sì che chi avea veduta +una volta quella sì ladra fisonomia, non +la dimenticasse più mai. E bastò a Tressiliano +<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> +il trovarsi alla presenza di costui +per confessare a se medesimo essere +questo Foster l’ultimo fra gli uomini cui +avesse dovuto fare una visita, che non +era certamente nè aspettata, nè desiderata +da chi la riceveva. +</p> + +<p> +Portava un giubbone con maniche di +cuoio rosso, simile al vestito usato allora +dai contadini più facoltosi degli altri, ed +un cinturino parimente di cuoio, che +sosteneva a mano diritta un pugnale, e +a manca una scimitarra. Alzò gli occhi +nell’atto di entrare, misurando d’un guardo +rapido ed accorto le persone che il +visitavano, poi gli abbassò, come se avesse +dovuto numerare i passi che dovea fare +per arrivare alla metà della sala; indi +con voce bassa e contegnosa si fece a +dire: «Vogliate spiegarmi, o signori, +il motivo di vostra venuta». +</p> + +<p> +Parve che a Tressiliano principalmente +fosse volta l’inchiesta, e che da questo +solo aspettasse il Foster risposta, tanto era +giusta l’osservazione del Lambourne, che +la superiorità derivata da nascita e da +educazione si fa scorgere per traverso al +più semplice vestimento. Ma la risposta +venne in vece da Michele, che prese nel +darla i modi famigliari d’uomo francheggiato +da ricordanza d’antica amicizia, e +<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> +che punto non dubitasse della cordialità, +con cui stava per essere accolto. +</p> + +<p> +«Mio caro amico, primo compagno +di mia giovinezza, dilettissimo Tony Foster! +(e così sclamando, lo prese quasi a +costui malgrado per la mano, dimenandola +con sì bel garbo che gliene comunicava +lo scotimento a tutta la persona) +come avete passata la vita vostra dopo +tant’anni che non ci vediamo? Ma che? +avete forse dimenticato affatto l’amico, +il fedele compagno, Michele Lambourne?» +</p> + +<p> +«Michele Lambourne! (replicò Foster +levando sopra di lui gli occhi, che poi +immantinente abbassò; indi senza cerimonie +sciolse da quella dell’altro la propria +mano); voi siete dunque Michele +Lambourne?» +</p> + +<p> +«Sicuramente, come voi Tony Foster.» +</p> + +<p> +«E ciò pur sia (soggiunse Foster, aggrottando +le ciglia). Qual cagione può +condurre in questo luogo Michele Lambourne?» +</p> + +<p> +«<i>Voto a Dios</i>, sclamò Michele, io +credea trovar qui migliore accoglienza di +quella che, se non m’inganno, s’avrebbe +voglia di farmi.» +</p> + +<p> +«E che? Mercanzia da forca, masserizia +da galera, avventor del carnefice! puoi tu +pensarti di ricevere buona accoglienza da +<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> +chiunque non abbia sempre dinanzi gli occhi +la spaventosa prospettiva di Tiburn?» +</p> + +<p> +«Tutte queste cose possono esser vere, +e voglio anche supporle tali. Ma non +toglierebbero mai ch’io non fossi la compagnia +che si vuole a Tony <i>Brucia-cataste</i>, +benchè ora, non so troppo bene per qual +merito o titolo, si trovi egli padrone di +Cumnor Place.» +</p> + +<p> +«Ascoltatemi, Lambourne, come giuocatore +dovreste conoscere il calcolo delle +probabilità. Calcolate quante ne stanno +ora per voi che da questo finestrone io +vi getti nella fossa sottoposta.» +</p> + +<p> +«C’è da scommettere venti contr’uno +che non ne farete niente.» +</p> + +<p> +«E perchè di grazia?» chiese Foster +coi denti serrati, e colle labbra convulse, +com’uomo agitato da forte commozione +interna. +</p> + +<p> +«Perchè, se vi piace vivere (rispose +senza punto scomporsi il Lambourne), +voi non ardirete toccarmi colla punta di +un dito. Io sono più giovane e più vigoroso +di voi, e il demonio della guerra +mi ha infuso una doppia dose di coraggio, +benchè io non sia invasato come voi dal +demonio dell’astuzia, e benchè non vi +rassomigli nel sapermi aprire strade sotterra +per arrivare ai miei fini, e nel mettere, +<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> +come suol dirsi in teatro, il tossico +nelle pietanze, e il capestro sotto il guanciale +di chi dorme.» +</p> + +<p> +Foster alzò una volta gli occhi sopra +di Michele, poi fece due giri lungo la sala +con passo fermo e tranquillo siccome quando +v’entrò. Indi volgendosi d’improvviso +e stendendo a questo la mano, sì gli disse: +«Non conservare verun astio contro di +me, buon Michele. Volli sperimentare se +avevi mantenuta quell’antica, e lodevole +franchezza, che gl’invidiosi e i maligni +sogliono denominare sfrontatezza e impudenza.» +</p> + +<p> +«La chiamino come diavolo credono. +È una qualità indispensabile per chi ama +viver nel mondo. Corpo di mille diavoli! +Sappi Tony, che il fardello di franchezza +da me posseduto non era abbastanza considerabile +per la natura del mio commercio, +onde ho cresciuto il mio carico +d’alcuni barili in tutti que’ porti ove ho +toccato nel viaggio della vita; anzi per +far luogo a questi, ho gettato sopra bordo +quel poco di modestia e di scrupoli che +mi rimanevano.» +</p> + +<p> +«Via, via! replicò il Foster. Quanto +alla modestia e agli scrupoli, vi stavate +già sulla zavorra nell’atto di salpare dall’Inghilterra. +Ma chi è il vostro compagno, +<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> +onesto Michele? Sarebb’egli un +uom di Corinto‍<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a>?» +</p> + +<p> +«Io vi presento, bravo Foster, il signor +Tressiliano (così si affrettò il Lambourne +a rispondere all’interrogazione dell’amico). +Imparate a conoscerlo e a rispettarlo, +perchè egli è un gentiluomo fornito +d’ammirabili prerogative; e comunque il +suo traffico non sia, almeno per quanto +so, della natura del mio, egli onora ed +ammira i prodi della nostra confraternita. +E spero col tempo ne farà parte, perchè +è cosa che non suol fallire. Presentemente +non è che un neofito, un proselito, +il quale cerca la compagnia de’ grandi +maestri, come coloro che imparano ad +armeggiare frequentano le sale di scherma +per vedere come i più abili sanno maneggiare +il passetto.» +</p> + +<p> +«Se i suoi pregi stanno in tale misura, +onesto Michele, è d’uopo che tu passi +con me in un altro appartamento, poichè +ho da dirti alcune cose che non debbono +andar più in là delle tue orecchie. Quanto +a voi, signore, vi prego aspettarne qui, +e di non uscire da questo luogo, perchè +<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> +si trovano nella mia casa, persone, che +la vista d’uno straniero potrebbe conturbare.» +</p> + +<p> +Tressiliano diede il suo assenso chinando +il capo, e i due degni amici lo +lasciarono nella sala, ove rimase solo ad +aspettare che ritornassero. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO IV.</h2> +</div> + +<div class="blockchap"> +<p> +È un cattivo impegno servir due +padroni. Ma questo malandrino +vorrebbe servire ad un tempo il +Cielo e l’Inferno, e mostrarsi +riconoscente al primo del salario +che si fa pagare dall’altro. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Monologo tolto da antica commedia.</i> +</p> +</div> + +<p> +La sala entro cui Foster condusse il rispettabile +collega era più vasta assai di +quella onde uscivano; e più dell’altra +offeriva tracce di sofferto smantellamento. +Le pareti all’intorno sostenevano un +edifizio ad uso di biblioteca, costruito di +rovere, e cogli scaffali dello stesso legno. +Dell’immensa raccolta di libri ch’essi contennero, +ne restava ancora una parte, ma +tutti coperti di polvere, e laceri gli uni, +privi gli altri de’ lor fibbiagli d’argento, +e messi in disordine sulle scanzie, e siccome +cose non meritevoli di veruna cura +abbandonati al primo che volea impadronirsene. +L’edifizio istesso pareva aver +incontrato il disfavore dei saccheggiatori, +che non contenti di distruggere una +maggior parte de’ volumi, fracassarono le +<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> +nicchie ove questi stavano, e ne tolsero +molti scaffali, e tutte le cortine, delle +quali tenean vece in quel tempo le tele +di ragno. +</p> + +<p> +«Gli autori di queste opere, disse, +dando un’occhiata intorno il Lambourne, +non s’immaginavano certamente in che +mani sarebbero andate a finire.» +</p> + +<p> +«Nè tampoco l’uso cui verrebbero +riserbate, soggiunse il Foster. La mia +cuciniera non si vale mai d’altro per +pulire i candelieri, ed è con la loro carta +che il mio servo accende il fuoco ogni +giorno.» +</p> + +<p> +«Eh sì: ho veduto più d’una città, ove +si avrebbero tuttavia in tanto pregio da +non valersene mai in questa guisa.» +</p> + +<p> +«Lo credi tu? Dal primo all’ultimo +non contengono che insulsaggini scritte da +altrettanti papisti. Ella era la biblioteca +di quel vecchio rimbambito dell’abbate +di Abingdon. La diciannovesima parte di +un sermone, composto da un predicatore +della nuova dottrina, val meglio che tutto +un carro di queste istorie pescate nel lezzo +di Roma.» +</p> + +<p> +«Che ascolto? Ed è il sig. Tony <i>Brucia-cataste</i> +che tiene simile linguaggio?» +</p> + +<p> +«Uditemi, Michele (disse austerissimamente +il Foster, che lanciò sull’altro +uno sguardo d’indignazione), dimenticate +<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> +questo soprannome, e l’occasione che lo +fece nascere, se non vi piace che la nostra +conoscenza, rinnovellata da poco in +qua, muoia di morte improvvisa.» +</p> + +<p> +«Almeno spiegatemi una cosa, che +non posso comprendere; perchè vi fu un +tempo in cui vi davate vanto voi stesso +di avere contribuito all’arrostimento di +due vecchi vescovi eretici.» +</p> + +<p> +«Pur troppo, in que’ giorni mi gravarono +i ceppi dell’iniquità, ed io era +ingolfato nel mare della perdizione. Ma +ho cambiato avviso dopo una chiamata +che ebbi dal Signore per entrare nella sua +casa. Il degnissimo predicatore Melchisedec +Maultext paragonò a tal proposito +la mia disgrazia a quella, cui soggiacque +l’apostolo san Paolo, allor quando tenne +da conto i vestiti di coloro, che si affaccendavano +a lapidar santo Stefano. Egli +impiegò tre successive domeniche a predicare +su questo argomento, e senza nominarlo, +citava l’esempio d’uno de’ suoi +ragguardevoli uditori, ch’io sapeva essermi +quel tale.» +</p> + +<p> +«Basta, Foster, basta. Tai vostri discorsi +mi fanno venire la pelle d’oca, cosa +che mi accade sempre, nè so il perchè, +quando ascolto il diavolo parlare di santa +scrittura. Ma come avete potuto licenziare +l’antica vostra religione colla facilità che +<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> +altri mette nel levarsi un guanto? voi che +non vi stavate mai un mese dall’andarvi +a confessare, benchè poi nell’uscire da +quel tribunale di penitenza, non vi trovaste +men pronto a commettere la più +enorme ribalderia che vi fosse venuta al +destro, pari in ciò ai ragazzi che per aver +il bell’abito della festa non si astengono +all’uopo di avvoltolarsi in mezzo al pantano. +E non sentite nessun rimprovero +dalla vostra coscienza?» +</p> + +<p> +«Lascia in disparte la coscienza. È +questa una cosa intorno la quale non puoi +ragionare, perchè non ne avesti mai in +vita tua: ed entriamo piuttosto in materia. +Dimmi in poche parole, qual affare +credi avere con me, o quale speranza qui +ti condusse?» +</p> + +<p> +«Quale speranza? quella certamente +di star meglio, dicea la vecchia che si +mettea lunga distesa sul ponte di Kingston. +Osserva questa borsa: è quanto mi +rimane di una somma tanto rispettabile, +che ciascun galantuomo se la sarebbe augurata +nelle sue tasche. Ti vedo ben collocato, +e a quanto sembra spalleggiato +meglio, perchè si sa che un gran signore +ti ha preso a proteggere. Sì, Tony, si sa, +perchè tu non puoi sguizzare entro la rete, +senza darti a conoscere di mezzo ai buchi. +Io poi ho pratica, che queste protezioni +<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> +non si concedono gratuitamente; e tu la +cambi del certo con servigi che vai prestando. +Venni adunque per assisterti in +questo mercato.» +</p> + +<p> +«Ma io non ho bisogno del tuo aiuto, +Michele! la tua modestia almeno doveva +farti ravvisare questo caso come possibile.» +</p> + +<p> +«Vale a dire, che tu vuoi fare ogni +cosa da solo, per non partire con altri +il salario. Ma bada bene. La troppa avidità +nel voler mettere più grano che non +ne cape in un sacco, fa rompere il sacco e +il grano va alla malora. Poi osserva come +si regola un accorto cacciatore. Prende con +sè un bracco a fine di non perdere l’orme +del cervo, ma non lascia a casa nè meno +il cane da corsa, che è quanto vi vuole +per raggiungere la bestia selvaggia. Il tuo +protettore, senz’altro, ha bisogno di due +persone, ed io posso essere all’uopo d’una +di queste. Perchè è vero, che possedi profonda +sagacia, che corri in dirittura alla +tua meta, che la malignità della tua indole +è ferma, instancabile oltre quanto +a tal proposito io possa vantarmi: ma in +compenso ti supero in audacia, in vivacità, +in prontezza di eseguire, e in fertilità +d’inventar espedienti. Disgiunti l’uno +dall’altro, manca a ciascun di noi qualche +cosa; uniti, chi vale a resisterci? Pondera +<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> +bene quanto ti dico. Dunque!... Faremo +noi insieme la nostra caccia?» +</p> + +<p> +«Questa tua proposta ha molto dello +stravagante, o Michele, ed è un far più +che da cane da presa il venire sino in +casa mia a morsicarmi la polpa della gamba. +Ma già, tu fosti sempre un cane mal +educato.» +</p> + +<p> +«Accetta la mia offerta, e non avrai +motivo, di dir così. — Infine, poi, fa come +credi. Ma ti avverto, che se non mi vuoi +soccorritore nelle tue imprese, m’avrai +instancabile nell’intralciarle; perchè assolutamente +ho bisogno di lavoro, e ne +troverò adoperandomi o per te, o contro +di te.» +</p> + +<p> +«Dunque poichè la tua cortesia è tanta, +che mi lasci la scelta, ti accetterò piuttosto +amico, che nemico. — Di fatto non +t’inganni. Posso procurarti un protettore, +che ha modi per giovare ad entrambi e +ad un centinaio d’altri; e per vero dire +tu hai quanto abbisogna per fartigli utile. +Il servigio ch’egli chiede domanda ardimento +e destrezza; e i protocolli dei tribunali +fanno testimonianza in tuo favore. +Egli ha d’uopo di gente che non si lasci +arrestare dagli scrupoli; e nessuno ti fa il +torto di credere nemmeno che tu abbi coscienza. — Per +tener dietro a un cortigiano +è necessaria la sapienza di non si dar a +<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> +conoscere; e la tua fronte è impenetrabile +come se un elmo di pelle di nibbio la +ricoprisse. — Non vorrei in te altra riforma +che in un certo punto.» +</p> + +<p> +«E qual è questo punto, mio buon +Tony? Parla, e ti giuro pel guanciale dei +sette dormienti, che cercherò gradirti in +tutto e per tutto.» +</p> + +<p> +«Me ne dai adesso una bella pruova! +Prima di tutto il modo de’ tuoi discorsi +non quadra ai tempi in cui siamo. Tu gl’infilzi +sempre con giuramenti che sanno +di papismo. Poi il tuo portamento è troppo +dissoluto, troppo mondano per mostrarti +in mezzo alla comitiva di un gran +signore, obbligato a mantenersi in una +certa riputazione agli occhi del Pubblico. +Ti fa mestieri l’assumere un contegno più +grave e composto, portar vesti men licenziose, +un collare senza pieghe e ben +inamidato, brache più strette, un cappello +con più larghe ale, non giurar mai che +sulla tua fede e sulla tua coscienza, rinunziare +a quest’aria di spadaccino; in +somma non toccar mai l’impugnatura +della tua sciabola che quando veramente +è dovere di adoperarla.» +</p> + +<p> +«Per la luce del giorno! tu sei divenuto +pazzo. Questo ritratto che mi fai, +s’adatta a qualche famiglio d’una vecchia +puritana, non mai ad uom bravo che si +<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> +dia al servigio d’un cortigiano ambizioso. +Per ben conformarmi al modello che mi +dipingesti, non mi mancherebbe altro che +tener la bibbia in luogo di pugnale al +mio centurino, nè conservare in me altra +apparenza di fortezza che quanta al più +se ne pretende da chi accompagna qualche +orgogliosa devota alla predica, se talvolta +occorre farsele campione contro quegl’insolenti +garzoni di bottega che le vogliono +disputare la parte del muro. Non +è così, cred’io, che deve mostrarsi il cortigiano +d’un grande.» +</p> + +<p> +«Tu non sai dunque, Lambourne, che +da quando partisti dall’Inghilterra, tutte +le cose sono cambiate, e che tal uomo il +quale in segreto corre alla sua meta con +passo risoluto, e che nulla potrebbe rattenere, +si studia poi in compagnia, di non +prorompere mai in minacce, in giuramenti, +in detti profani.» +</p> + +<p> +«Intendo. Si dee far commandita col +diavolo, ma con patto di non pronunziare +mai il suo nome. Ebbene. Mi sforzerò piuttosto +a contraffarmi, che accattar brighe +con questo nuovo mondo, che tu vuoi +divenuto sì puntiglioso. Come si chiama +adunque questo signore, sotto cui debbo +far noviziato d’ipocrisia?» +</p> + +<p> +«Ah! ah! signor Michele, egli è con +questo bel garbo, che vi siete accinto all’impresa +<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> +di scoprire i fatti miei. E che +sapete voi se l’uomo che vi ho descritto +si trovi in questo mondo, o che piuttosto +io non abbia voluto divertirmi a vostre +spese?» +</p> + +<p> +«Tu divertirti a mie spese! Povero +gonzo! (disse senza intimidire il Lambourne). +Non sai tu, o testa sventata, che +dietro al letamaio ove credesti nasconderti +a tutto il mondo, mi bastano ventiquattr’ore +per vedere tutte le cose tue chiaramente +come a traverso all’osso di una +lanterna da scuderia?» +</p> + +<p> +Finiva di dir ciò il Lambourne, quando +un acuto grido interruppe questo intertenimento. +</p> + +<p> +«Per la santa croce d’Abingdon (sclamò +il Foster, che preso da paura in tale +momento, dimenticava d’essersi fatto protestante). +Io sono un uomo rovinato, perduto.» +</p> + +<p> +Dette le quali cose, corse nell’appartamento +d’onde il grido era uscito, e ove +Michele lo accompagnò. Ma per ispiegare +la cagione di un tal contrattempo ne è +d’uopo risalire all’istante d’allora che il +Foster condusse nella biblioteca il Lambourne. +</p> + +<p> +Tressiliano nel rimaner solo, lasciò sovra +coloro che uscivano, un’occhiata di +sprezzo, sprezzo di cui serbava parimente +<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> +una gran parte per se medesimo per essere +disceso a mettersi, anche per poco, in brigata +con gente di tal natura. «Amy, donna +crudele, diceva egli fra se stesso, son +questi compagni, che la tua ingiustizia, +la tua leggerezza, l’inconsiderata tua crudeltà +m’hanno costretto a cercarmi! Io +non avvezzo a sperar soccorso che da amici +degni di me, i quali oggidì mi sprezzeranno +altrettanto quanto io per amarti +mi sono degradato agli sguardi di me medesimo! +Ma non quindi io discontinuerò +dal seguirti, o tu che fosti un giorno la +meta del più puro, del più tenero affetto. +E benchè tu non possa omai essermi +che argomento di lagrime e di cordoglio, +ti strapperò di mano all’autore del tuo +precipizio. Ti salverò da te medesima, ti +restituirò ai tuoi congiunti, al tuo Dio. +Gli è vero che non vedrò più quel bell’astro +brillar sulla sfera da cui scese egli +stesso! Ma almeno....» Tai cose ragionava, +allorchè un legger romore udito +nell’appartamento lo distolse dal meditare. +E voltosi verso la porta laterale, gli +occhi suoi si scontrarono in una donna +tanto leggiadra, quanto pomposamente +vestita, ch’ei ravvisò per quella di cui +era in traccia. La prima cosa ch’egli fece +dopo tale scoperta fu nascondere il volto +entro il collare dell’abito, onde aspettar +<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> +così il momento migliore per darsi a +conoscere. Ma la giovinetta (chè essa non +contava oltre ai diciott’anni) mandò a +vôto questo divisamento; perchè, tutta +brio, il trasse per l’abito, e con gajezza +gli disse: +</p> + +<p> +«Oh! amico del mio cuore! Dopo +esservi fatto aspettare sì lungo tempo, +avvisate forse di venire in una festa da +maschere? Voi siete accusato di tradimento +al tribunal dell’amore. Dovete comparirmi +innanzi, e rispondere a viso scoperto. +Udiamo che cosa sapete addurre in vostra +discolpa. Siete reo, o siete innocente?» +</p> + +<p> +«Oimè! Amy....» disse Tressiliano +con voce fioca e dolente, e in dir ciò +lasciò vedere il suo volto. +</p> + +<p> +Il suono di questa voce, ed una presenza +sì poco aspettata, posero termine alla +gioia onde la giovinetta era compresa. Diè +un passo addietro, fattasi pallida come +la morte, e coprendosi il viso con ambo +le mani. Lo scotimento fu troppo grave +per Tressiliano, sicchè nel primo istante +non gli lasciò forza ad articolare parola. +Ma poi ricordandosi la necessità di afferrare +un momento che forse non si sarebbe +offerto altra volta, si disse, «Amy, +non vi prenda timore alcuno». +</p> + +<p> +«E perchè dovrei temere? (rispose +<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> +ella, togliendosi le mani dal volto, che +il rossore ingombrava) e di che temere? +Sol mi fa stupore, sig. Tressiliano, che +vi presentiate in casa mia senza esservi +nè invitato, nè desiderato.» +</p> + +<p> +«In casa vostra, Amy! rispose Tressiliano. +È dunque un carcere il vostro +soggiorno? e un carcere custodito dal più +infame fra gli uomini, tranne quello che +stipendia costui!» +</p> + +<p> +«Sono in casa mia, vi ripeto, e questa +abitazione mi appartiene sintantochè +mi piacerà soggiornarvi. Se mi diletta vivere +in un ritiro, chi è che abbia diritto +di opporsi a questa mia inclinazione?» +</p> + +<p> +«Vostro padre, o giovinetta; vostro +padre tratto alla disperazione. Egli è che +m’ha ingiunto cercarvi per ogni dove, +confidandomi un’autorità, che gli è impossibile +l’usare in persona. Leggete questa +lettera, ch’egli scrisse, mentre benediva +i patimenti cui soggiace il suo corpo, +sol perchè gli facevano dimenticare per +pochi istanti le angosce del cuore.» +</p> + +<p> +«I patimenti, cui soggiace il suo corpo! +È dunque infermo mio padre?» +</p> + +<p> +«Infermo tanto, che è incerto, se la +vostra presenza, comunque vi affrettiate, +sarà valevole a restituirgli la salute. Un +istante basta agli apparecchi della partenza, +se consentite seguirmi.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> +</p> + +<p> +«Tressiliano, non posso, non debbo, +non oso abbandonar questa casa. — Ma +tornate da mio padre, ditegli che otterrò +la permissione di vederlo prima che 12 +ore sieno trascorse. Accertatelo ch’io sto +bene, ch’io sono felice, o che almeno +il sarei, se potessi crederlo felice al pari +di me. Ditegli che non tema di non vedermi, +e di non vedermi in modo da dimenticare +tutti gli affanni che gli ho +cagionati. — La povera Amy si trova +oggidì in un grado più sublime di quanto +osi dir ella stessa. — Andate, virtuoso +Tressiliano. Fui colpevole d’ingiustizia +verso di voi; ma, credetelo, ho il potere +di compensarvi per la ferita che vi apportai. +Vi ho negato un cuore che non era +fatto pel vostro, ma saprò in vece assicurarvi +onori e fortune degne di voi.» +</p> + +<p> +«E Amy può parlarmi in tal guisa? +Meritai sì poca stima da voi che or mi +offeriate in compenso di rapita pace e +tranquillità gli spregevoli trastulli d’una +frivola ambizione? Ma della prima ferita +che faceste al mio cuore non vi fo omai più +rimprovero, nè qui sono che per giovarvi, +e rendervi la libertà. Sì, la libertà. +Vorreste invano celarmelo. Vi tengono qui +prigioniera; perchè se fosse altrimenti, il +vostro animo ben fatto (tale fu almeno +una volta) vi farebbe sospirare di essere +<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> +già a quest’ora al letto di vostro padre. +Venite, figlia infelice, ed ogni colpa sarà +dimenticata, perdonata. — Quanto a me, +non temete per parte mia veruna importunità, +veruna querela. Feci un sogno, +ma già mi sono svegliato. Bensì, pensate +a vostro padre... Affrettatevi finchè vive +ancora. Venite: una soave parola, una +lagrima di pentimento, cancelleranno da +lui la rimembranza di tutto il passato.» +</p> + +<p> +«Non vi dissi già, Tressiliano, ch’era +mio volere di condurmi ad esso? nè metterò +a questo soave dovere maggior indugio di +quel che m’è indispensabile per compierne +altri parimente sacri. Ne chiamo in +testimonio questo giorno che mi rischiara. +Io sarò da mio padre appena ne avrò +ottenuta la permissione.» +</p> + +<p> +«Che ascolto? (rispose impazientendosi +Tressiliano) V’ha d’uopo di permissione +per vedere un padre infermo, che +giace forse sul letto della morte? E a +chi la chiederete voi, tal permissione? +Forse allo sciagurato, che sotto larva di +amicizia, abusò di tutti i diritti della +ospitalità per involare alle paterne braccia +una figlia?» +</p> + +<p> +«Non parlate in tal guisa di lui, Tressiliano. +L’uomo che ingiuriate ora, porta +una sciabola ben arrotata quanto la vostra, +e fors’anche meglio arrotata. Uomo +<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> +vano! le azioni più gloriose che tu hai +fatte in tempo di guerra o di pace, cedono +tanto al confronto di quelle che lo +illustrano, quanto il grado che tieni nel +mondo è al di sotto della sfera sulla quale +egli campeggia. — Lasciami, compi il +messaggio, di cui t’incaricasti col padre +mio. Desidero però che dovendomi far +sapere altre cose, egli scelga un messaggiere +a me più gradevole.» +</p> + +<p> +«Amy (rispose con tranquillità Tressiliano) +questi oltraggi non hanno forza +di movermi a sdegno. Ditemi solamente +una parola, che possa far rilucere un +raggio di consolazione all’animo del mio +vecchio amico. — Quest’alto grado di colui +che vantate cotanto, lo dividete voi +seco? Ha egli il titolo e le prerogative +d’uno sposo per decidere sulle vostre +azioni?» +</p> + +<p> +«Basta così, sclamò ella. Voi vi prendete +tal libertà, che non mi conviene il +sofferirla. Avrei rossore di rispondere ad +interrogazioni che offendono l’onor mio.» +</p> + +<p> +«Col negar di rispondere, Amy, mi +dite più di quel che vi chiedo. Ma ascoltatemi, +giovinetta infelice! Io vengo munito +di tutta l’autorità d’un padre, e +quindi vi comando ubbidire. Saprò sottrarvi +alla schiavitù dell’obbrobrio e della +<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> +colpa, anche a malgrado di voi medesima.» +</p> + +<p> +«Non mi minacciate una violenza, +(sclamò la giovane, facendosi indietro +alcun passo, e intimorita dal tuono risoluto +dell’altro) non mi minacciate, +Tressiliano. Ho modi di resistere alla +forza.» +</p> + +<p> +«Ma spererei non aveste vaghezza di +prevalervene a difesa di una sì trista causa. +È impossibile, Amy, che liberamente +e di pien vostro grado acconsentiate a +vivere nel disonore e nella schiavitù. O +qualche talismano vi rattiene, o voi siete +il giuoco di perfidi artifizi, o finalmente +vi credete legata da giuramenti, che vi +si fecero pronunziare per forza. — Comunque +sia, romperò io tutti gl’incanti con +poche parole: Amy, in nome di vostro +padre, di vostro padre condotto all’ultima +disperazione, v’intimo seguirmi in +questo medesimo istante.» +</p> + +<p> +Dette le quali cose, le si avvicinò stendendo +il braccio, come per afferrarla, +e fu allora che spaventata mandò il grido, +onde giunsero in quella sala il Lambourne +e il Foster. +</p> + +<p> +«Per satanasso! (esclamò entrando il secondo) +che si fa qui?» Poi volgendosi +alla giovane, le disse in tuono, nè di +<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> +comando tutto, nè tutto di preghiera; +«Signora, per qual combinazione vi trovate +voi fuor de’ vostri confini? Sarà bene +vi ritiriate. È cosa, in cui può stare +la vita e la morte. — E voi, amico mio, +chiunque vi siate, uscite di questa casa. +Partite subito prima che la punta del mio +pugnale abbia tempo di far conoscenza col +vostro giustacuore. — Fuori la sciabola, +Michele, liberane da questo sciagurato.» +</p> + +<p> +«No, sulla mia anima, disse il Lambourne. +Egli è venuto qui in mia compagnia, +e per una conseguenza de’ miei +principii, non ha nulla da temere da me +fintanto almeno che non ci torniamo a +trovare. — Ma però ascoltatemi (soggiunse +volgendosi a Tressiliano), caro +amico di Cornovaglia, sparite, sfumatevi, +levate il campo dalla parte di +Dio....» +</p> + +<p> +«Taci, ente spregevole, gli disse +fieramente Tressiliano. Vi saluto, o signora. +Quel poco di spirito vitale, che +rimane tuttavia al padre vostro, non +so se reggerà alla notizia di cui sto +per essergli apportatore.» Dopo queste +parole si ritirò, in tanto che la giovinetta +gli dicea con fioca voce: «Tressiliano, +non commettete imprudenze, e +guardatevi dal calunniarmi.» +</p> + +<p> +«Quest’è una bella faccenda, disse +<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> +Foster. Milady, ritiratevi, ve ne prego +nel vostro appartamento, e lasciateci meditare +qual cosa torni meglio in tal circostanza. — Presto, +ritiratevi.» +</p> + +<p> +«Signore, non vivo sotto i vostri comandi» +ella rispose. +</p> + +<p> +«È vero, milady; ma però è necessario...... +scusate la mia libertà, +milady; ma.... viva Dio! non è momento +da cerimonie, e fa d’uopo che +torniate nel vostro appartamento. — Michele, +se ti sta a cuore.... tu mi capisci. — Va +dietro a quello sfrontato manigoldo, +e fallo sloggiare. Intanto io persuaderò +questa signora. — Presto, impugna +la sciabola, e segui l’orme di colui.» +</p> + +<p> +«Lo seguirò, disse il Lambourne, +e lo farò andar fuori delle nostre frontiere, +ma quanto ad alzar la mano contro +un uomo, con cui ho vôtato il bicchiere +della mattina, nol farò mai. Opererei +contro coscienza.» Dette tali cose, +partì. +</p> + +<p> +Intanto Tressiliano, già uscito fuor +della casa, prese quel primo viale, che +credè conducesse alla porta d’onde entrò; +ma lo stato di salvatichezza cui era +ridotto il parco, le idee che tenevano +agitato il suo animo, la stessa premura +di sottrarsi da un luogo ove non era saggezza +il rischiar nulla, gli fecero prendere +<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> +un viale per un altro. Quindi invece +di trovarsi nel cammino che metteva +al villaggio, dopo molto aggirarsi, +si vide dall’altra banda di quel possedimento, +rimpetto ad una porticella fatta +nel muro, d’onde si andava ne’ campi. +</p> + +<p> +Si fermò un istante; e poco per vero +dire, gli rilevava da qual porta sarebbe +uscito, purchè abbandonasse un soggiorno +che non gli offeriva se non se amarissime +ricordanze. Ma vi era probabilità che +quella porticella fosse chiusa, e gli negasse +un varco da quella parte. +</p> + +<p> +«Pur conviene farne la prova, pensò +egli fra se medesimo. La sola via di salvare +questa infelice giovinetta, questa +giovinetta sempre cara al mio cuore, +sta in ciò che il padre di lei faccia appellazione +alle leggi violate del nostro +paese. È dunque mestieri partecipargli +senza indugio questa notizia, che oh! +quanto deve trafiggergli l’anima.» +</p> + +<p> +Così intertenendosi co’ suoi pensieri, +si avvicinò alla porticella, e mentre indagava +se vi era modo d’aprirla, o se +tornava meglio scalare il muro, udì dalla +parte esterna il romore d’una chiave +introdotta nella serratura. Tosto la porta +si aprì, e mentre aggiravasi su i suoi cardini, +Tressiliano vide innanzi a sè un uomo +involto in grande ferrajuolo, coperto +<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> +da un cappello tutto disteso cui soprastava +un pennacchio. Questi si fermò +pochi passi distante da Tressiliano. E +fu un tempo medesimo, allorchè con esclamazione +di risentimento e di stupore pronunziarono, +il nome di Tressiliano quegli +che entrava, il nome di Varney, l’altro +che meditava l’uscita. +</p> + +<p> +«Che fate voi qui? (domandò aspramente +il nuovo giunto, dopo avere lasciato +trascorrere l’istante della prima +sorpresa). Che fate voi qui, in questo +luogo, ove non siete, nè atteso, nè desiderato?» +</p> + +<p> +«E che cosa vi fate voi? posso chiederlo +egualmente, o Varney? (rispose +Tressiliano). Venite qui forse per +trionfare dell’innocenza che sagrificaste, +siccome l’avoltoio od il corvo si pascono +dell’agnello, cui prima strapparono +gli occhi? o veniste piuttosto a ricevere +dovuto castigo dalla mano d’un uomo +d’onore? Sguaina quella sciabola, scellerato, +e difenditi.» +</p> + +<p> +E già in ciò dire, Tressiliano avea +snudata la sua; ma Varney non fece per +allora altra cosa che metter la mano +sulla impugnatura della propria. «Tu +sei, gli disse, in errore, o Tressiliano, +benchè le apparenze, il confesso, stiano +contro di me. Ti protesto, con tutti +<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> +que’ giuramenti che un sacerdote può suggerire, +e che un uomo può fare, non +esservi alcuna cosa che Amy Robsart +abbia diritto di rimproverarmi. T’assicuro +che mi spiacerebbe in tal circostanza +sollevar la mano contro di te. Tu però +non ignori che mi so battere.» +</p> + +<p> +«L’ho inteso dire, Varney, disse +Tressiliano, pure in questo momento +ne bramo un miglior mallevadore che +non la tua stessa parola.» +</p> + +<p> +«L’avrai, rispose Varney, se questa +lama, e quest’impugnatura non mi +tradiscono». E nel punto medesimo trasse +con la mano destra la sciabola, ed involgendo +la manca nel suo mantello assalì +Tressiliano con tal impeto, che pareva +dovesse stare per l’assalitore il vantaggio. +Ma questo vantaggio non gli durò +lungo tempo, perchè ad un cuore arso dalla +sete della vendetta, aggiugnea Tressiliano +un braccio avvezzo a trattar l’armi, +ed un occhio esperimentato a tutti +gli stratagemmi della scherma. Laonde +Varney trovandosi a sua volta incalzato +d’appresso, risolvette di assalire da corpo +a corpo il nemico, e fermo in tale disegno, +avventurò ad una stoccata di +Tressiliano quella parte del proprio corpo +che il mantello copriva meglio; per cui +prima che l’altro avesse sbarazzata la +<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> +propria arme, gli si gettò addosso, e +tenendogli vicinissima la punta, stava +per trapassargli il petto. Ma l’avversario, +esperto ad ogni genere di guardia, trasse +presto coll’altra mano il pugnale, e colla +lama di questo parò un colpo che avrebbe +posto fine alla pugna. +</p> + +<p> +Nella qual difesa mostrò tal destrezza, +per cui, se Giles Gosling fosse stato +presente, si sarebbe confermato nella credenza +che esternò, essere cioè Tressiliano +nativo di Cornovaglia. Gli abitanti di +questa contrada posseggono tanta perizia +nell’armeggiare, che se tornassero in usanza +i giuochi e le giostre dell’antichità, +essi potrebbero disfidare il rimanente d’Europa. +Varney dopo il suo mal avvisato +tentativo fu rovesciato sì aspramente e sì +all’impensata, che la sua sciabola andò +alcuni passi distante da lui, e prima di +potersi rialzare, vide sul proprio collo +la punta dell’arme avversaria. +</p> + +<p> +«Dammi tosto modo di salvare la vittima +del tuo tradimento, gridò in quell’atto +Tressiliano, o preparati a congedarti +dalla luce del giorno che ti rischiara.» +</p> + +<p> +Varney, troppo confuso, ed irritato +per trovar parole a rispondergli, fece +un nuovo sforzo a fine di rialzarsi; ma +il suo nemico, sollevando la sciabola, +<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> +stava per vibrargli il mortal colpo, allorchè +si sentì rattenere il braccio da un +uomo che gli stava alle spalle. E nel +volgersi, vide Michele Lambourne condotto +ivi dal fragore dell’armi, e giunto +in tempo di salvar la vita a Varney. +</p> + +<p> +«Su via, compagno, disse a Tressiliano +il Lambourne, sono già assai queste faccende +per una giornata. Rimettete nel +fodero la vostra squarcina, e partiamo. +L’<i>Orso nero</i> ci ulula da presso.» +</p> + +<p> +«Ritirati, vile insetto! (sclamò Tressiliano, +dimenando il braccio per isciogliersi +da costui). Ardisci tu metterti +fra me e il mio nemico?» +</p> + +<p> +«Oh! vile insetto tu!, rispose il Lambourne. +Ma un ferro mi darà ragione di +questo oltraggio, dopochè un boccale di +Canarie m’avrà fatto dimenticare il bicchiere +che bevemmo insieme questa mattina. +Per ora non facciamo scene. Alzate +le gambe, andatevene, e sloggiate. Non +vedete che siamo due contra uno?» +</p> + +<p> +E dicea vero; perchè Varney profittando +dell’istante, raccolse la propria sciabola, +onde Tressiliano ben vide che sarebbe +stata follia il cimentarsi a tanto +dispari combattimento. Cavò due <i>nobili</i> +d’oro dalla sua borsa, e gettandoli al +Lambourne: «Tieni, disse, uomo spregevole, +ecco il salario della tua mattinata. +<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> +Non sarà mai detto che tu m’abbia servito +gratuitamente qual guida. Addio, +Varney, noi ci troveremo in qualch’altro +luogo, ove non sia chi possa sottrarti +alla mia vendetta.» Dette le quali cose, +uscì del parco per la porticella ch’era +rimasta aperta. +</p> + +<p> +Varney non mostrò avere nessuna voglia +di molestare la ritirata al nemico; e +forse nemmeno il potea, tanto lo stordì la +sofferta caduta. Aggrottò solamente le ciglia +nel vederlo discomparire; indi voltosi +al Lambourne: «Brav’uomo, gli disse, sei +tu un collega di Foster?» +</p> + +<p> +«Suo amico giurato, quanto lo è dell’impugnatura +la lama.» +</p> + +<p> +«Tieni questa moneta d’oro, e segui +quell’astuta volpe. Indagherai in qual +tana va a rannicchiarsi, poi torna qui a +ragguagliarmene. Ma soprattutto silenzio, +e prudenza, se ti è cara la vita.» +</p> + +<p> +«Basta così. V’accorgerete, che non +isceglieste un cattivo bracco, e vi darò +contezza di tutte le cose.» +</p> + +<p> +«Fa dunque presto,» disse Varney, rimettendo +entro il fodero la sua sciabola; +poi voltando le spalle a Michele s’avviò +verso la casa. Il Lambourne non si fermò +che un istante onde raccogliere i due +<i>nobili</i> gettatigli con sì poca cerimonia da +Tressiliano, e li mise nella sua borsa +<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> +insieme all’oro venutogli dalla liberalità +del Varney. +</p> + +<p> +«Vedete!, dicea fra se stesso Lambourne, +io parlava ieri sera di Eldorado +con quegl’imbecilli. Viva S. Antonio! +Per un uomo della mia fatta, qual più +bell’Eldorado della vecchia Inghilterra? +I <i>nobili</i> d’oro vi piovono dal Cielo; e +la terra ne è coperta, come se fossero +stille di rugiada: non vi vuole che l’incomodo +di raccoglierle. Oh! se di tale +preziosa manna non tocca a me la mia +parte, sto a patto che la lama di questa +sciabola si liquefaccia come la neve.» +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO V.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">Dell’ago pur, che la grand’Orsa addita</p> +<p class="i01">Ai naviganti, va fornito; e polo</p> +<p class="i01">Gli è cieco amor di se medesmo: i lini,</p> +<p class="i01">Ch’arte maestra dispiegò, fa gonfi</p> +<p class="i01">L’immonda piena degl’ingordi affetti.</p> +<p class="i03"> <i>L’Ingannatore, Tragedia.</i></p> +</div></div> +</div> + +<p> +Il Foster stava adunque disputando colla +giovane signora, che opponeva soltanto +disprezzo e sdegno alle preghiere reiterate +da costui, ond’ella entrasse nel proprio +appartamento, allorchè un fischio si fece +udire alla porta della casa. +</p> + +<p> +«Eccoci ad una bella stretta, disse egli; +questo è, cred’io il segnale di Milord che +arriva. Qual cosa dirgli ora intorno all’accaduto? +Il malanno sta sempre alle +calcagna di quel maledetto Lambourne. +Pare non sia scappato dalla forca che per +portarmi disgrazia.» +</p> + +<p> +«Datevi pace, sig. Foster, disse la +giovane, e pensate solamente ad aprire +al vostro padrone.» +</p> + +<p> +«Milord, amato milord, diss’ella correndo +frettolosa verso la porta. — Ah mio +Dio! (sclamò indi in tuono fatto per additarne +<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> +il dolore di vedersi defraudata +nelle sue speranze); non è altri che +Riccardo Varney.» +</p> + +<p> +«Sì, o signora (disse Varney, salutandola +rispettosamente; saluto ch’ella gli +restituì con un’aria mista d’indifferenza +e di dispiacere), sì, non è che Riccardo +Varney. Ma non dispiace il mattino veder +dalla parte d’oriente una nube dorata; +è questa la foriera del dio del giorno.» +</p> + +<p> +«Dunque verrà quest’oggi Milord?» +soggiunse ella con una gioia, fra mezzo a +cui scorgeasi l’agitazione di quell’animo. +La stessa inchiesta fu ripetuta dal Foster. +Varney rispose alla signora, ch’ella avrebbe +ricevuta la visita di Milord in quel +giorno medesimo, e stava per farle alcuni +complimenti, quand’essa correndo verso +la porta della sala, cominciò a gridare a +tutta voce: «Giannina, Giannina, venite +nel gabinetto della mia toletta.» +Indi voltasi a Varney, gli richiese: «Milord +vi ha egli dato nessun ordine da +comunicarmi?» +</p> + +<p> +«Eccovi, o signora, una lettera, che +egli v’invia, e con essa un pegno del suo +affetto verso la persona, che è sovrana +del suo cuore.» In ciò dire le consegnò +parimente un plico accuratamente annodato +da un filo di scarlatto. Fattasi con +vivacità a scioglierne il gruppo, non vi +<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> +riusciva. Onde si diede a gridare una seconda +volta: «Giannina, Giannina, una +forbice, un coltello, tutto è buono, purch’io +possa sciogliere un tal gruppo, +che tarda la mia felicità.» +</p> + +<p> +«Questo strumento non potrebb’essere +all’uopo, o signora?» disse il +Varney, presentandole un pugnaletto di +prezioso lavoro, ch’ei portava alla cintura +entro fodero di marrocchino. +</p> + +<p> +«No, mio signore (rispos’ella, in +atto alquanto disdegnoso), l’acciaio del +vostro pugnale non troncherà il mio nodo +d’amore.» +</p> + +<p> +«Eh sì! ne ha troncato più d’uno +di questi nodi» disse da se stesso il Foster, +lanciando un’occhiata significante +al Varney. +</p> + +<p> +In questo mentre il gruppo fu disfatto +senz’altro soccorso che quello delle agili +dita di Giannina, fanciulla avvenente, +figlia di Foster, la quale avendo udito +la voce della padrona, si era data tutta +la premura di accorrere. Una collana di +perle orientali stavasi entro quel plico. +La giovane signora le rimise all’ancella, +appena guardandole, e si affrettò a leggere, +o piuttosto a divorare il contenuto +del profumato biglietto, che accompagnava +un tal dono. +</p> + +<p> +«Certamente, o signora, disse Giannina +<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> +(contemplando con grande ammirazione +questa collana) le fanciulle di Tiro +non portavano di più belle gemme‍<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>. E +l’iscrizione: <i>Per adornare ciò ch’è al +di sopra d’ogni ornamento</i>. Oh! per verità! +ognuna di queste perle vale uno +Stato.» +</p> + +<p> +«E ogni parola di questa lettera vale +l’intera collana, o mia fanciulla. Ma passiamo +nel gabinetto della nostra <i>toletta</i>, +mia cara amica, è d’uopo ch’io mi faccia +bella. Milord arriva fra poco, e desidera, +signor Varney, che io vi usi buona +accoglienza. Oh! i suoi desiderii sono +leggi per me. Questa sera siete invitato +meco a cena nel mio appartamento, e +voi pure, signor Foster. Date gli ordini, +affinchè non si omettano i preparativi necessari +a ricevere, come si conviene, +Milord.» Dette le quali cose, uscì dell’appartamento. +</p> + +<p> +«Ella prende già i grandi modi, +disse tosto il Varney, e ne ammette +come per favore al suo cospetto. Ha ragione. +La prudenza c’insegna a sperimentare +<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> +anticipatamente la parte, che la +fortuna può un giorno assegnarne su +questa terra. Bisogna che la giovane +aquila impari a guardare il sole prima di +spiccare in maggior vicinanza di quest’astro +il suo volo.» +</p> + +<p> +«Oh! se non si tratta, che di alzare +la testa in alto, converrebbe esser ben +ciechi a non accorgersi che questo uccello +non abbassa più la sua cresta. È +un falcone, vi giuro, che il mio fischio +non verrà a richiamare. Se udiste, sig. +Varney, con qual aria di sprezzo ella +mi parla a quest’ora!» +</p> + +<p> +«Colpa tua! sciocco, imbecille, privo +di fantasia come d’accorgimento, che fuor +d’una brutale violenza non conosci altre +vie di far fare una persona a tuo modo. +Perchè, a renderle più aggradevole l’interno +di questa casa, non adoperi la +musica ed altri passatempi? E a toglierle +ogni vaghezza d’uscirne, perchè non farle +qualche racconto di spiriti? Il cimiterio +tocca le muraglie del parco, e tu non +hai nemmeno quanto senno basta a trarne +fuori l’ombra d’un morto per tener a +dovere le donne che soggiornano nella +tua casa?» +</p> + +<p> +«Non dite così, sig. Varney. Niun’anima +vivente mi fa timore, ma non voglio +prendermi troppa dimestichezza coi morti +<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> +miei confinanti. V’assicuro che non vi +vuole poco coraggio ad abitare in tanta +vicinanza di essi; e so che il degnissimo +signor Holdforth, quegli che predica la +sera nella chiesa di sant’Antolina, ebbe +una bella paura l’ultima volta che venne +a trovarmi.» +</p> + +<p> +«Taci subito, stolto superstizioso, e +piuttosto, giacchè sei entrato nel proposito +di coloro che ti vengono a far visita, +dimmi, astuto malandrino, come è +stata ch’io abbia incontrato Tressiliano +nel parco?» +</p> + +<p> +«Tressiliano! Chi è questo Tressiliano? +Io nol conosco nemmeno di nome.» +</p> + +<p> +«Che mi racconti tu, o sciagurato? +Ignori dunque, che Tressiliano è quel +certo cacciatore di Cornovaglia, cui il +vecchio sir Ugo Robsart avea destinato +quel caro augelletto di Amy? Tutto rabbia +d’esserselo visto volar via, è venuto a +tendergli reti fin qui. Conviene essere bene +attenti, perchè costui crede gli sia stato +fatto affronto, e non è uomo da berselo +in santa pace. Per buona sorte egli non +sospetta di Milord, nè crede aver da fare +che con me solo. Ma in nome del diavolo! +qual combinazione lo ha portato qui?» +</p> + +<p> +«Ah! Sarà forse l’uomo venuto con +Michele Lambourne.» +</p> + +<p> +«E chi è poi questo Michele Lambourne? +<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> +Per Dio! non ti manca che mettere +un’insegna alla tua porta e invitare tutti +i vagabondi, perchè entrino a vedere +quelle cose che dovresti persino nascondere +al sole e all’aria.» +</p> + +<p> +«Ecco in qual bel modo i cortigiani +ringraziano pei servigi che loro si prestano! +Signor Riccardo Varney, non siete +voi quello, che m’incaricaste di trovarvi +un uomo, bravo per adoperare la lama, +e d’una coscienza che non tema la ruggine? +Non doveva io darmi attorno per +contentarvi? E la cosa non era tanto facile, +perchè grazie al cielo, non fo conversazione +con questa razza di gente. Ma +il Cielo ha permesso, che questo ribaldo, +il quale è, nè più nè meno, il briccone +che si conviene ai vostri fini, si presenti +qui per rientrare impudentemente nei diritti +d’una conoscenza ch’ebbe meco in +lontani tempi. Gli ho menate buone le +sue pretensioni sol per fare a voi cosa +accetta; e quindi mi sono abbassato fino +ad intertenermi con lui. E questa adesso +è la vostra riconoscenza?» +</p> + +<p> +«Ma se costui è un briccone che ti +somiglia, ed al quale manca solo la vernice +dell’ipocrisia, che copre la superficie +della tua anima, simile a un dipresso ad +un resto d’indoratura che sta sopra una +vecchia arme irrugginita, come sta poi, +<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> +che il pio, l’amoroso Tressiliano, sia venuto +in sua compagnia?» +</p> + +<p> +«Non ne so niente io. Ma vennero +insieme. Sì dalla parte del cielo! E se ho +da dirvi la verità, questo Tressiliano, giacchè +si chiama così, ha avuto un momento +di colloquio coll’amabile nostra prigioniera, +intanto che, tutto intento a servirvi, +io discorrea con Lambourne nella sala +della biblioteca.» +</p> + +<p> +«Oh! tristo senza cervello, che hai +perduto te e me in un sol colpo! In tempo +che Milord non è qui, tu il sai, ella ha +sospirato, e non una volta sola, verso la +casa paterna. Se a furia di sermoni Tressiliano +l’ha ridotta all’idea di tornarvi, +noi non valiamo più una scorza di fico.» +</p> + +<p> +«Non temete, sig. Varney, i sermoni +di costui non farebbero nulla. Il solo aspetto +di esso le fece mandar tal grido come +se un aspide l’avesse punta.» +</p> + +<p> +«Tanto meglio, se così è. Ma dimmi, +mio buon Foster, non potresti tu esaminare +tua figlia per sapere i discorsi accaduti +fra essi?» +</p> + +<p> +«Ve lo dico candidamente, sig. Varney, +mia figlia non si frammetterà, nè poco nè +assai, nelle nostre faccende; non voglio che +ella si scaldi ad uno stesso fuoco con noi. +Posso assistervi io, perchè mi riserbo poi +<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> +a far penitenza, ma non voglio mettere +in pericolo l’anima di mia figlia per servire +le fantasie di Milord, o le vostre. Che +cammini io fra gli agguati e i precipizi, +pazienza! sono armato di discernimento, +e saprò cavarmene a tempo; ma non voglio +mettere in rischio il mio povero sangue.» +</p> + +<p> +«Stupido automa! Se nol vuoi tu, il +voglio men io, che quella insulsa di tua figlia +sia iniziata nei nostri segreti, e a me +niente rileva ch’ella vada, o non vada a +casa del diavolo sulle tracce del suo buon +padre. Dissi unicamente, che puoi sapere +da lei qualche cosa.» +</p> + +<p> +«Ah! tali indagini non ho mancato +di farle a quest’ora, sig. Varney; ella sa +dalla padrona, che il padre di questa è +ammalato.» +</p> + +<p> +«Ammalato! Tale notizia è utile, nè +mancherò di trarne partito. Ma converrebbe +liberare il paese da questo Tressiliano. +Per simile impresa non avrei avuto +bisogno d’altro braccio, perchè odio costui +come il veleno, e la sua sola presenza +mi fa l’effetto d’un bicchier di cicuta. +Anzi ho veduto un momento, che se andava bene +egli avea terminato d’esserci +molesto. Ma sdrucciolai con un piede, +in verità, se quel tuo compagno non giugneva +a tempo per trattenergli il braccio, +<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> +a quest’ora sarei in istato di giudicare +se tu ed io ci siam posti nella strada +dell’Inferno o del Cielo.» +</p> + +<p> +«Considero che parlate di un tal rischio +con tanta disinvoltura! Non si può negare +che siete coraggioso, signor Varney. Per +me, se non mi tenesse in piedi la speranza +di vivere ancor molti anni, e d’aver tempo +di lavorare alla grand’opera di mia salute +col pentimento, non vi seguirei nel cammino +che andate correndo.» +</p> + +<p> +«Tu vivrai quanto Matusalemme, o +mio Foster; tu accumulerai più ricchezze +che non fece Salomone, e sia pur anco +che tu divenga più famoso per l’edificante +tua penitenza di quanto il fosti per le tue +bricconerie, e non è dir poco. Ma per ora +convien pensare a guardarsi da Tressiliano. +Intanto quella buona lana del tuo collega +gli ha tenuto dietro. Medita bene, che ogni +negligenza a tale proposito può compromettere +la nostra fortuna.» +</p> + +<p> +«Lo so, lo so, rispose Foster, con aria +malinconica. Ecco, che cosa vuol dire il +collegarsi con un uomo, il quale non conosce +nemmeno abbastanza la santa Scrittura +per sapere che vuol data la lor mercede +agli operai! Vedo che secondo il solito, +non mi toccheranno se non se le +fatiche e i pericoli.» +</p> + +<p> +«I pericoli! Ove sono questi grandi +<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> +pericoli? Non è vero che il malandrino +viene a girare attorno al tuo parco e alla +tua casa? Tu lo prendi per un ladro. Nulla +di più naturale. Adoperi contr’esso o +il ferro freddo del tuo pugnale, o il piombo +scaldato dalla polvere. Anche ciò è naturalissimo. +Chi potrà darti torto? Perfino +un bracco messo alla catena ha ragione +di morder coloro che si accostano +troppo al suo canile.» +</p> + +<p> +«Ottimamente! e commettendomi fatiche +da cane, mi pagate al giusto come +si pagano i cani. Voi, signor Varney, +vi siete fatto una bella e buona proprietà +dell’Abbazia d’Abingdon, ed io non ho +che il povero usufrutto di questo piccolo +dominio, usufrutto in oltre che durerà, +quello che durerà, perchè rivocabile a +vostro buon grado.» +</p> + +<p> +«Intendo benissimo. Tu vorresti che +il tuo usufrutto si convertisse in proprietà. +Questo ancor può succedere, Tony, +se però lo saprai meritare. Ma non è ora +di tener le mani alla cintola. Nè basta, +per mostrarti degno di quanto desideri, +il prestare una stanza o due di questo +vecchio casamento ad uso d’uccelliera +pel leggiadro animaletto che Milord vi ha +racchiuso; ed è ancor poca cosa il serrare +le tue porte e le tue finestre per impedirgli +di volar via. Ricordati che la rendita +<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> +depurata di questo fondo è valutata +79 lire, 5 scellini, e 5 <i>pence</i> e mezzo, +senza comprendervi le legna. Abbi coscienza +un istante, e concedimi che ci vogliono +grandi servigi, ben arcani servigi, e +qualche cosa in somma più di quello che +fai, per guadagnarti tal ricompensa. Intanto +manda il tuo servo a levarmi gli +stivali, e pensa a farmi dare da pranzo, +ed un fiasco del tuo miglior vino; e dopo +con serena fronte, con lieto animo, e leggiadro +come un Adone, tornerò a vedere +questo vezzoso augelletto.» +</p> + +<p> +Si separarono in quell’istante, e si rividero +solamente al mezzogiorno, ora +in cui era usanza di pranzare. Varney +comparve vestito in leggiadro aggiustamento +adatto alla costumanza di que’ tempi, +ed anche il Foster avea data qualche +cura ad allindarsi; cura però che non +ebbe miglior effetto del farne spiccar maggiormente +la laidezza della persona. +</p> + +<p> +Pure tal novità diede nell’occhio a Varney. +Laonde terminata la mensa, ed allorchè +i servi si furono ritirati, questi +disse, squadrando l’altro dalla testa ai +piedi. «Per bacco! Tony, come ti sei +fatto bello! Sembri un cardellino. Non +ti manca ora che zuffolare una giga. Ma +no, no: quest’atto profano ti farebbe scacciare +dalla congregazione de’ zelanti beccai, +<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> +de’ puri tessitori, e dei santi fornari +d’Abingdon, avvezzi a lasciar venir freddo +il forno tanto che si scaldano le loro teste.» +</p> + +<p> +«Parlarvi il linguaggio della fede, signor +Varney, sarebbe un far ragione alla +parabola, un gettare le perle agli animali +immondi. Adoprerò adunque con voi linguaggio +adatto mondano, solo linguaggio +che chi ordina tutte le cose vi ha dato +facoltà di comprendere, e da cui imparaste +a trar profitto non ordinario.» +</p> + +<p> +«Dì pure quello che ti piacerà, onestissimo +Tony, perchè sia che, senza intenderti +da te stesso, tu prenda per base +de’ tuoi discorsi la fede, o intendendoti +ottimamente, ne faccia tu l’applicazione +che torna più comoda alle pratiche di tua +vita, tali discorsi saranno sempre opportunissimi +a far sentir meglio il gusto di +questo alicante. Le ciance sono egregio +stimolo ad assaporare il buon vino, al di +sopra del caviale, delle lingue salate, e di +tutt’i cibi fatti per istuzzicare il palato.» +</p> + +<p> +«Ebbene dunque. Compiacetevi dirmi, +signor Varney, se vi pare che il Lord nostro +padrone non sarebbe meglio servito, +avendo la sua anticamera guernita di gente +onesta, timorata di Dio, e che non pensasse +ad altro, fuorchè ad eseguire gli ordini +di chi comanda, ma posatamente e +senza strepito e senza scandalo; o se più +<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> +gli torni l’averla piena di tagliacantoni +sullo stile d’un Tidesly, d’un Killigrew, +di quello scellerato del Lambourne, che +m’avete dato il disturbo di cercarvi, e +di tant’altri bricconi, che portano il patibolo +nella fisonomia e il delitto nelle +lor mani, spavento di tutta la gente che +ha voglia di far bene, e vera infamia +della casa di Milord.» +</p> + +<p> +«Voi dovete sapere, onestissimo Tony, +che chi va a caccia così d’uccellame come +di quadrupedi, deve avere al proprio +comando tanto cani quanto falconi. +La strada che Milord corre, è ingombra +di molti pericoli, e gli fa mestieri di gente +d’ogni classe a lui affezionata, e della +quale possa fidarsi. In una sì estesa bisogna +adunque gli vogliono cortigiani, qual +mi son io, capaci di fargli onore nell’accompagnarlo +alla Corte, abili per dar di +mano alla sciabola per ogni motto ch’altri +pronunzi contro l’onor del Signore, e....» +</p> + +<p> +«Pronti, continuò Foster, a dir per lui +due parole all’orecchio di bella donna, ogni +volta ch’egli non se le può avvicinare.» +</p> + +<p> +«Gli abbisognano parimente (seguitò +Varney, senza far mostra d’accorgersi di +cotale interruzione) procuratori, che sappiano +fare all’uopo da minatori, e addottrinati +ora nel dar tal forma ai contratti, +che vincolando gli altri, non mettano +<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> +lui in angustia, ora nell’agevolargli +le migliori vie di vantaggiare su i concedimenti +de’ fondi ecclesiastici e delle grazie: +gli abbisognano farmacisti, periti +nell’apparecchiare un brodo o un cordiale: +gli abbisognano spadaccini, risoluti +ad affrontare il diavolo se venisse loro +all’incontro, e per ultimo gli abbisognano, +religiosissimo Foster, anime sante, +innocenti, puritane, come la tua, le quali +valgano nel compiere le opere di Satanasso, +e nello sfidarne ad un tempo il +potere.» +</p> + +<p> +«Non v’intendereste già dire, signor +Varney, che il nostro padrone, l’uomo +da me riguardato superiore a tutti i primati +di questo regno nella nobiltà dei +pensamenti, ricorra per innalzarsi a pratiche +della natura di quelle che voi indicaste, +e che non si possono mettere in +opera senza l’offesa di Dio?» +</p> + +<p> +«Amico Foster, non prenderla con me +in questo tuono, e guarda di non fare +abbaglio. Io non mi metto in tuo potere, +come forse il tuo scarso cervello te lo dà +ad immaginare, se anche non mi prende +dinanzi a te il fastidio di palliare gli strumenti, +le molle, le viti, le leve, i rampiconi, +di cui un grande non può far +senza per sorger alto, e alto mantenersi +nei tempi scabrosi. Non dicevi tu testè, +<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> +che il nostro buon Lord supera tutti nella +nobiltà dei pensamenti? Ebbene! Appunto +perchè non permette cose ignobili a se +medesimo, fia tanto maggior bisogno d’avere +al suo salario uomini non tanto +scrupolosi, ed i quali, non ignorando, +che se cadesse il padrone, verrebbero trascinati +nella sua rovina, sudino sangue +e cimentino corpo ed anima per sostenerlo. +Se ti dissi ciò è perchè non m’importa +che egli lo sappia.» +</p> + +<p> +«Queste che voi pronunziate sono parole +di vangelo, signor Varney. Il capo +di una fazione non è altro che una barca +in mezzo al mare, incapace di sollevarsi +da se medesima se non la innalzano i +flutti che la sostengono.» +</p> + +<p> +«Tu non sai che sciorinare metafore, +o Tony, e il tuo abito di velluto ti trasformò +in un oracolo. Vedo, converrà +che ti mandiamo ad Oxford per assumervi +i gradi di quella università. Ma finchè +venga questo momento, raccontami se +impiegasti a dovere le somme che ti mandammo +da Londra. Hai tu fatto mettere +all’ordine un appartamento che sia degno +di Milord?» +</p> + +<p> +«Degno di Milord! sarebbe degno d’un +re nel giorno delle sue nozze; e la +nostra giovane ospite è venuta in tal boria +<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> +che nol potrebbe di più, ve ne accerto, +la regina di Saba.» +</p> + +<p> +«Tanto meglio! mio buon Foster. Ben +abbiam di bisogno ch’ella sia contenta +di noi. Da essa dipende la nostra sorte.» +</p> + +<p> +«Se ciò è, vedo che fabbrichiamo sulla +sabbia. Supponendo ch’ella andando alla +Corte partecipi al grado e all’autorità del +marito, di qual occhio volete riguardi +me, che sono in tal qual modo il suo +carceriere, costretto a tenerla qui, le +piaccia o non le piaccia, come un bruco +in un albero di spalliera, quand’ella non +si augura che d’essere una farfalla dorata, +libera di spaziare a suo buon grado, +e in lungo ed in largo, per tutto un +giardino?» +</p> + +<p> +«Ti crucci, mal a proposito. Sarà mia +cura il farle comprendere che quanto operasti +ebbe a solo fine il buon servigio +di Milord e di lei medesima. Lascia che +abbandoni il guscio dell’uovo entro cui +sta racchiusa, e dirà ella stessa, che noi +facemmo sbucciare la magnificenza cui +si vedrà sollevata.» +</p> + +<p> +«Badate, sig. Varney; perchè in questa +faccenda, potreste aver fatt’i conti +senza dell’oste. Ho veduto questa mattina +che vi accolse con molto gelo, nè credo +che siate voi più di me il suo prediletto.» +</p> + +<p> +«Tu t’inganni, Foster, è di gran +<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span> +lunga che tu t’inganni; ella tiene a me +per tutti que’ legami che la possono vincolare +ad un uomo, la cui mercè vide +soddisfatti ad un tempo, il suo amore e +la sua ambizione. Chi se non io, ha sottratto +all’umile sorte che le si presentava +l’ignorata Amy Robsart, figlia d’un +vecchio rimbambito, d’un cavaliere privo +di ricchezze, la futura sposa d’un pazzo, +d’un entusiasta, di questo Edmondo +Tressiliano? Chi se non io, fece brillare +a’ suoi occhi la prospettiva del più ridente +destino, ch’uom possa augurarsi +nell’Inghilterra, e fors’anche in tutta +l’Europa? Io, te l’ho pur detto altre +volte, condussi i primi intertenimenti +misteriosi di questi due amanti. Io vegliava +attorno del bosco, intanto che +Milord facea la sua caccia. Io solo accompagnai +Amy nella fuga, e su di me +solo ne rinversano la colpa i suoi congiunti; +motivo onde se mi trovassi ne’ +loro dintorni, mi converrebbe portar tutt’altro +che una camicia di tela d’Olanda +sulla mia pelle per non metterla in corrispondenza +coll’acciaio di Spagna. Chi +portava le lettere dell’uno all’altro? Chi +teneva a bada Tressiliano ed il vecchio? +Chi regolò tutti gli apparecchi della fuga? +Io soltanto. Io fui in somma che trassi +questa vezzosa pratellina dal campo ignoto +<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span> +in cui fioriva, per collocarla sul cimiero +più ragguardevole dell’Inghilterra.» +</p> + +<p> +«Ottimamente, sig. Varney. Ma credete +non s’accorga, che se dipendea soltanto +dai vostri consigli, il fiore sarebbe +stato attaccato molto debolmente al cimiero; +e che il primo soffio del vento +sempre variabile della passione, avrebbe +fatto cader per terra la povera pratellina?» +</p> + +<p> +«Ella dee pur anche pensare (disse sorridendo +Varney), che la fedeltà da me +dovuta a Milord dovea tenermi lontano +dal consigliargli a prima giunta un tal +matrimonio; che però non mi stetti dal +darne il parere, allorchè m’avvidi che non +potea renderla paga altra cosa fuorchè.... +dirò il sacramento, o il contratto di nozze, +Foster?‍<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>» +</p> + +<p> +«Ma cova anche un altro rancore contro +di voi, e ve lo dico perchè vi mettiate +in riguardo finchè siete in tempo. Non +le va troppo a genio questo nascondere +il proprio splendere entro la lanterna d’un +vecchio monastero. Brillar alla corte col +titolo di contessa, questo è quanto ella +desidera.» +</p> + +<p> +«E non le do torto. La cosa è naturalissima. +<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span> +Ma che ha di comune tal suo +desiderio con me? Splenda essa dietro di +un osso, o dietro d’un cristallo, come piacerà +meglio a Milord; in tutto questo io +non entro per nulla.» +</p> + +<p> +«Ella pensa in vece che teniate il timone +del navilio, e che stia in voi il governarlo +a vostro buon grado. In una parola +dà tutta la colpa della ritiratezza in +cui vive ai consigli segreti, che suggerite a +Milord, e alla sollecitudine ch’io metto +nell’adempire i vostri ordini, onde ama +entrambi all’incirca, come qualunque galantuomo +ama il giudice che lo condanna +e l’altra persona che eseguisce la sentenza.» +</p> + +<p> +«Eppure le sarà d’uopo amarci un po’ +più, quando le piaccia uscire di questo +luogo. Se ho avute ragioni d’alto peso +per consigliare, che fosse qui custodita +per qualche tempo, potrei anche averne +altre per dar pareri, che la traessero a +brillare in tutto lo splendore cui tanto +sospira; ma colla carica che occupo presso +la persona di Milord, sarei ben pazzo +a far ciò se costei mi fosse nemica. Tu +devi, o Foster, al primo destro che n’hai, +farle ben capire una tal verità, e a me +poi lascia la cura di parlare in tuo favore, +e metterti in buon aspetto presso +di lei. <i>Fa per me, e farò per te</i>, è adagio +ricevuto in tutto l’universo. È d’uopo +<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span> +ch’ella conosca i propri amici, ma che +calcoli ad un tempo il potere in cui sono +di divenirle nemico. Intanto falle guardia +da presso, ma con tutto quel rispetto +esterno, che può sperarsi dalla tua indole +grossolana. Però divengono ora una providenza +quest’aria rubesta, e questo umor +burbero, di cui sei provvisto a dovizia, e +devi ringraziar Dio d’un tal dono, utile +persino agl’interessi di Milord; perchè +quando è d’uopo venire ad atti di severità, +sembrano piuttosto effetti della tua natural +buona grazia. Ella ne incolpa questa +sola, e non gli ordini segreti che hai +ricevuti, e così risparmia di sospettare +di Milord. Ma zitto. Alcuno picchia alla +porta. Guarda alla finestra, e non permettere +ch’entri nessuno. Non è giorno +questo in cui abbiamo d’uopo d’interrompimenti.» +</p> + +<p> +«È Michele Lambourne, disse il Foster, +dopo avere osservato chi fosse, quel medesimo +di cui vi ebbi discorso prima del +pranzo.» +</p> + +<p> +«Oh! entri, entri, disse il cortigiano. +Ei ne apporterà sicuramente notizie di +Tressiliano, e a noi rileva troppo il sapere +ogni andamento di costui. Fallo entrare, +ti dico; ma non condurlo qui. Io +verrò poi a trovarti nella biblioteca.» +</p> + +<p> +Uscì il Foster, e il Varney colle braccia +<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span> +incrocicchiate sul petto, e assorto in +profondissima meditazione si lasciò di tempo +in tempo sfuggire alcune parole interrotte, +che noi abbiamo raccozzate con +qualche maggior ordine per renderne più +intelligibile il monologo ai nostri leggitori. +</p> + +<p> +«Non è cosa che troppo vera (egli disse, +arrestandosi d’improvviso, ed appoggiando +la mano destra sulla tavola ove +aveva pranzato). Questo antico scellerato +ha scorta nel midollo la natura de’ timori +onde sono compreso, nè mi trovò preparato +a celarglieli. Costei non mi ama, e +piacesse al Cielo che nemmen io l’avessi +amata giammai. Ben lo vedo. Fui uno stolido +a parlarle per me, quando ogni regola +di prudenza m’insegnava a non essere +che il fedele interprete di Milord. +Questo momento fatale d’inconsideratezza +mi ha posto a discrezione di Amy, e un +uomo savio non si commette mai ad una +donna, che, valga quanto sa valere, sarà +sempre una copia della nostra madre comune +Eva‍<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a>. Dal momento che la mia +<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span> +politica cadde in sì goffo strabocco, non +posso veder questa femmina, senza sentire +in me una mescolanza di tema, di +odio e di tenerezza ch’io non so se, standone +in me la scelta, preferissi il perderla +al piacere di possederla. Ma assolutamente +non mi torna ch’ella esca di +qui, finch’io non sappia come aggiusteremo +le partite fra noi. L’interesse di Milord +vuole che queste oscure nozze rimangano +occulte. Tal pure è l’interesse +mio, perchè se Milord cade, mi vedrò involto +nella sua caduta. Per altra parte, +sarei grandemente stolto se le dessi braccio +a salire sullo scanno suo di parata, +perchè sedutavi una volta, mi mettesse +i piedi sul collo. È d’uopo che l’amore, +o la tema le parlino in mio favore. Chi +sa s’io non possa vendicarmi ancora nella +più dolce guisa degli sprezzi ch’io ne +soffersi? Sarebbe questo il capolavoro di +un cortigiano. Ma perciò fa di mestieri.... +sì ch’io possa venire ammesso alle confidenze +di quella mente, ch’ella mi sveli +un segreto, non fosse che il disegno di +<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span> +scoprire una nidata di fanelli, ed in allora... +in allora, bella contessa, voi +siete in potere di Varney.» +</p> + +<p> +Fece indi alcuni altri giri su e giù per +la stanza, si versò una tazza di vino, +la bevve, quasi ne traesse speranza di +calmare l’agitazione in cui era il suo spirito. +«Ora armiamci di fronte serena, e +di cuore impenetrabile.» Uscì di poi +dell’appartamento, e andò a trovare il +Lambourne per ascoltarne il riferto, e +munirlo di nuove istruzioni. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span> +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO VI.</h2> +</div> + +<div class="poem-container"> +<div class="poem inl"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Su i prati, i campi e sulla zolla erbosa</p> +<p class="i01">»Spargeva sue rugiade</p> +<p class="i01">»La notte umida, ombrosa,</p> +<p class="i01">»E donna allor delle stellate strade,</p> +<p class="i01">»Da ogni veron dell’edifizio antico</p> +<p class="i01">»Ribatter fea la luna il raggio amico.</p> +<p class="i15"> <i>Mickle.</i></p> +</div></div> +</div> + +<p> +Quattro sale che teneano il lato occidentale +dell’antico edifizio detto <i>Cumnor Place</i> +erano state adorne con tal magnificenza +che superava ogni descrizione; +la qual cura di metterle in tanto splendore +aveva preceduto d’alcuni giorni il +tempo cui si riferisce l’incominciamento +della nostra storia. E fu l’opera d’artefici +mandati da Londra, che cambiò in +appartamento degno veramente d’un re +quel pezzo di fabbrica, parte dianzi più +abbandonata e mal messa di quel vecchio +convento. In tutto ciò venne adoperato +tanto mistero che non solamente +fu impedito agli operai l’uscire di quel +luogo sintantochè non avessero compiuto +il lavoro, ma questi, e s’introdussero di +notte tempo, e di notte tempo partirono; +nè si risparmiò cura onde nascondere alla +curiosità indiscreta di que’ contadini i +cambiamenti che si operavano nella casa +<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span> +di un lor confinante, già sì povero, or +venuto in ricchezza. Senza tali cautele +eglino si sarebbero dati del certo ad indagar +le cagioni de’ cambiamenti medesimi. +E si riuscì nel conservare il segreto +quanto bastò, onde le poche cose che +traspirarono non diedero luogo se non +se a voci vaghe, le quali comunque passassero +d’orecchio in orecchio, per l’incertezza +con cui si divulgarono, non +ottennero molta considerazione nè fede. +</p> + +<p> +Nella sera che venne dopo il giorno +di cui parliamo, questi appartamenti, di +nuovo, e sì pomposamente adorni, vennero +illuminati per la prima volta, e +con tanta profusione, che lo splendore +mandato da essi sarebbesi scorto ad una +lontananza di sei miglia all’intorno; ma +imposte di rovere ben chiuse da spranghe +e da catenacci, e grandi cortine, +tutte di seta e di velluto, guernite con +frange d’oro, non permettevano al più +sottile raggio di luce che si diffondesse +al di fuori. +</p> + +<p> +Questa parte di edifizio era composta, +come dicemmo, di quattro principali sale, +e ognuna di queste comunicava coll’altra. +Vi si giugneva per un grande +scalone che metteva alla porta di un’anticamera, +simile per sua forma ad una +galleria. L’Abbate avea spesse volte tenuto +<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span> +capitolo in tale stanza, le cui pareti +erano ora intarsiate di legname peregrino +d’un color bruno, tratto, diceasi, +dall’Indie occidentali, che avea ricevuto +a Londra bellissima pulitura, e d’una durezza, +che ben molti de’ loro strumenti +gli operai vi dovettero logorare. Il colore +oscuro del legno ottenea spicco dal +chiarore mandato dalle candele che stavano +sopra ventole d’argento attaccate alle +pareti, e da sei grandi quadri, che erano +lavoro de’ primi dipintori del secolo, +e fregiati di ricchissime cornici. Verso +lo sfondo inferiore vedeasi una tavola di +legno massiccio, fatta per quelli che voleano +ricrearsi al giuoco del <i>Shovel-Board</i>‍<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a>, +ch’era in grand’uso a quei giorni. +Vedeasi dall’altro lato una ringhiera +per collocarvi i sonatori ed i buffoni che +venissero ivi chiamati per aggiugnere giocondità +ad una serata. +</p> + +<p> +Da questa anticamera si passava alla +sala della mensa. Era essa di mezzana +grandezza, ma tanto sfarzosa, che per +dovizia d’ornati potea far incanto all’occhio +anche il più avvezzo a veder cose +grandiose. Le muraglie, poco prima ignude +<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span> +e nere di fumo, miravasi parate +di un velluto cilestro, ricamato d’argento; +erano le sedie d’ebano, riccamente +scolto, e guernite di cuscini somiglianti +alla tappezzeria delle pareti. In vece di +ventole d’argento, che sostenessero le +candele, come nell’anticamera, il luogo +veniva rischiarato da un’immensa lumiera, +parimente d’argento. Il pavimento +era coperto da un tappeto di Spagna, su +di cui i fiori e le frutta vedeansi rassembrati +con colori tanto naturali e brillanti, +che si esitava a calcar col piede un’opera +così preziosa. La tavola, costrutta +di vecchia quercia d’Inghilterra, riceveva +abbellimento dalla squisitezza dei +panni di lino che vi stavano sovrapposti; +ed una grande credenza portatile, +da’ suoi aperti battitoi, mostrava scaffali +carichi di vasellami di porcellana e d’argento. +Nel mezzo della tavola sorgeva una +saliera fabbricata in Italia, bellissimo lavoro +d’argento, alto due piedi, che rappresentava +il gigante Briareo, le cui cento +mani offerivano ai convitati ogni spezie +d’aromi, e tutto quanto potea aggiugnere +grazia al sapore delle vivande. +</p> + +<p> +Di qui si andava alla grande sala, ornata +di maestosa tappezzeria, in cui rappresentavasi +la caduta di Fetonte; chè in +<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span> +allora i telai della Fiandra trattavano a +preferenza argomenti classici. Fra gli altri +sedili se ne distingueva uno da parata, +che sorgea d’un gradino dal pavimento, +e capace abbastanza perchè vi +stessero sedute due persone. Sovrastava +a questo un baldacchino, che al pari de’ +cuscini, de’ paramenti, e fin del sottoposto +tappeto era di velluto cremisino, +ricamato a semi di perle. Fregiavano la +sommità di esso baldacchino due corone, +quali addiceansi al grado di Conte e di +Contessa. Altri sedili poi non vi si vedevano +fuorchè sgabelli coperti parimente +di velluto, e cuscini ad uso moresco, +ornati di rabeschi ricamati coll’ago. Trovavansi +nell’appartamento, e strumenti +di musica, e telai da ricamo, e altre +cose onde in que’ tempi s’intertenevano +le femmine distinte. La principale illuminazione +di questa sala veniva da quattro +grandi torce di cera vergine portate +da altrettante statue che rappresentavano +cavalieri Mori armati. Sosteneano questi +colla sinistra mano uno scudo d’argento, +che veniva ad essere collocato fra il petto +del cavaliere e la torcia, e lustrato con +tant’arte, che ripercoteva i raggi al pari +di uno specchio di tersissimo cristallo. +</p> + +<p> +La stanza del riposo, ultima di questo +<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span> +magnifico appartamento, era decorata +meno sfarzosamente, ma non con minore +ricchezza delle altre. Due lampade d’argento, +colme d’olio profumato, vi spargevano +d’ogni intorno odor delizioso, e +la luce lor tremebonda producea il gradevole +effetto di un sereno crepuscolo di +sera. Sì fitto era il panno de’ tappeti che +la pedata anche più grossolana non potea +svegliare chi stavasi a letto. Era questo +letto di caluggine, e lo copriva una +coltre d’oro e di seta. Di tela batista +le lenzuola, le coperte serbavano la bianchezza +degli agnelli, che fornirono a intesserle +i loro velli. Le cortine erano di +velluto turchino, trapuntato di seta cremisina, +tagliate a festoni d’oro, e fregiate +d’un ricamo che rappresentava gli +amori di Cupido e di Psiche. Trovavasi +sulla <i>toletta</i> un magnifico specchio di Venezia, +con cornice messa in filigrana d’argento, +e a canto d’esso vedeasi una +bella coppa d’oro, serbata a contenere +la bevanda, ch’era allora costume di +libare prima di mettersi al riposo. Un +pugnaletto, ed un paio di pistole, ornati +d’oro, stavano presso al capezzale del +letto, armi che non si mancava di presentare +agli ospiti di riguardo, piuttosto, +com’è da credere, per una formalità, +che per mettergli in sospetto di verun +<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span> +pericolo. Non dobbiamo qui tralasciare +una circostanza che caratterizza i costumi +di que’ tempi. Trovavasi nella grossezza +delle muraglie un incavo, rischiarato +da un cero, entro cui erano due +cuscini riquadrati, coperti della stessa +stoffa che le cortine del letto, e posti +dinanzi ad un inginocchiatoio di ebano, +scolpito nella parte più alta. Fu questo +luogo, altra volta, l’oratorio dell’Abbate. +N’era stato tolto in allora il Crocefisso, +in cui vece vennero posti due libri +di preci, riccamente legati e guerniti +d’argento. +</p> + +<p> +Il sol mormorio de’ venti che agitavano +i rami delle querce del parco, potea +penetrare in questo asilo della quiete, tranquillo +cotanto, che il Dio del sonno lo +avrebbe invidiato. Contigui alla stanza da +letto erano due gabinetti da <i>toletta</i>, non +apparati con minor lusso delle sale dianzi +descritte. La parte di edifizio cui tenea +l’ala meridionale dava luogo alle cucine, +agli ufici, e agli altri alloggiamenti necessarii +alla comitiva del ricco e nobile signore, +per comando del quale sì delizioso +soggiorno fu apparecchiato. +</p> + +<p> +La divinità che n’era lo scopo, ben +meritava le spese fatte in esso, e le fatiche +adoperate nel condurlo a sì bel termine. +Seduta nell’ultima delle descritte +<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span> +stanze, stavasi contemplando tai delizie +create d’improvviso in suo onore, con +occhio di compiacenza, e d’una vanità +che era naturale quanto innocente. Perchè +la sola cagione del mistero posto nel +fornire sì ricco appartamento era il soggiorno +che essa faceva a Cumnor Place. +Si ebbero le più accurate diligenze, affinchè +sino all’istante, or giunto per lei, +di entrarne al possedimento, ella ignorasse +che si fabbricava in quella parte +dell’antico edifizio, e che non comparisse +mai innanzi agli operai adoperati +a tal fine. Pertanto non essendo ella mai +stata nel ridetto luogo, ed entrando questa +sera la prima volta in un appartamento +cotanto diverso dal rimanente della +fabbrica, credè per un istante trovarsi +in un palazzo incantato. E vistasi in +mezzo a tanta grandezza, si abbandonò +a quella gioia vivace e libera, che ognun +pensa dover nascere in una giovinetta avvezza +a vivere nel ritiro della campagna, +tratta d’improvviso ad uno splendore, +cui non avrebbe mai osato aspirare, comunque +strani ne fossero stati i desiderii; +e fornita in oltre d’un cuore tenero +e riconoscente, che ben comprende +essere sì cari incanti l’opera dell’amore, +mago il più possente di quanti se +ne possano immaginare. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span> +</p> + +<p> +La contessa Amy, tal si era il grado, +cui l’avevano sollevata le sue nozze, +segrete sì ma non mancanti di alcuna formalità, +coll’uomo maggiore per dignità +e più possente di quanti vivessero nell’Inghilterra, +non potè starsi per qualche +tempo dal correre d’una stanza all’altra, +nè mai era sazia di contemplare le cose +ognor nuove che le ferivano il guardo, +tanto più lieta che nel trarne motivo di +apprezzar vie più il delicato gusto del +Lord impadronitosi dell’innocente suo +cuore, vi leggeva le prove della tenerezza +con cui era amata. +</p> + +<p> +«Quanto sono belle, sclamava, queste +tappezzerie, e naturali queste dipinture! +Com’è ricco il lavoro di questi argenti! +Non direbbesi padrone di tutti +i galeoni di Spagna colui che il fece eseguire? +Ma Giannina! (ripeteva ella sovente +alla figlia del Foster, che la seguiva +con eguale curiosità, benchè più moderata +nella sua gioia) come è più delizioso +di tutto ciò il pensare, che tante +maraviglie vennero qui attorno adunate +per amor mio, e che ad una qualche +ora di questa sera potrò starmi col creatore +di tal novello Paradiso, e ringraziarlo, +ben assai più che delle maraviglie +contenute in esso, di quella tenerezza, +che sola ve le collocò!» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span> +</p> + +<p> +«Egli è il Signore, o Milady, rispose +tosto la giovane Puritana, cui dovete +dar grazie d’avervi conceduto uno sposo +sì tenero e che fa tante cose per voi. Anch’io +veramente mi sono studiata ad ornarvi +quanto meglio sapessi. Ma se non +la finite di correre così da una stanza all’altra, +non terrà saldo una sola delle +spille de’ vostri ricci, e la mia opera +scomparirà, come al primo raggio di sole +si dileguano i disegni, che la brina ha +fatti su i vetri.» +</p> + +<p> +«Hai ragione, Giannina,» disse la giovane +e bella contessa, uscendo dell’estasi +in cui era assorta, e d’improvviso fermando +il suo correre. Poi postasi innanzi +ad uno di quegli specchi, de’ quali non +avea mai veduto più grandi (nè forse i +più belli si trovavano nell’appartamento +della Regina) tornò a ripetere: «Hai +ragione, Giannina», indi si abbandonò ad +un moto di gioia, ben perdonabile alla +sua età, in vedere che quello specchio +riflettea forme presentatesi ben di rado +alla lucida sua superficie. «Sembro piuttosto +una venditrice di latte che una contessa +con queste guance rosse e riscaldate, +e con queste brune trecce che tu avevi +aggiustate in tanta simmetria, e che ora +vanno qua e là, come i tralci d’una vite +che non sia mai stata potata. Gli ornamenti +<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span> +del collo non si reggono più, e +mi scoprono il seno oltre quanto la decenza +permette. Vieni, Giannina, è d’uopo +ch’io m’accostumi alle molestie unite +alla pompa. Entriamo nella gran sala, +mia buona giovane, tu ricomporrai questi +capelli in sommossa, e imprigionerai +sotto la batista ed il pizzo questo +mio seno che è troppo vivamente agitato.» +</p> + +<p> +Esse passarono adunque nella gran sala, +ove la Contessa, negligentemente appoggiandosi +sui cuscini, ora si abbandonava +alle proprie meditazioni, ora udiva con +diletto le ciance di questa giovane sua +seguace. +</p> + +<p> +In tale atto ed espressione di fisonomia +che tiene un grado di mezzo fra +la distrazione e l’impazienza di chi aspetta, +credo che per trovare lineamenti sì +amabili e che significassero tanto, si sarebbero +corsi invano i mari e le terre. +La ghirlanda di brillanti, posta sopra +capelli d’un bruno carico, splendea meno +di quell’occhio nero adombrato da un +sopracciglio bruno, sì regolare che l’avresti +detto dipinto, e da lunghe ciglia +dello stesso colore. Le corse fatte per le +stanze; il contento della vanità soddisfatta, +l’ardente desio di veder giungere +il Conte, invermigliavano in deliziosa +foggia quelle guance, che d’ordinario +<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span> +peccavano alcun poco di pallidezza. Bianca +ne era la collana di perle quanto il +latte, che, novello pegno dell’amor dello +sposo, ella già portava al seno. Ma era +un nulla questo candore a fronte di quel +de’ suoi denti, che avrebbero fatto perder +vezzo alla pelle, se la speranza e il +contento non le avessero impresse le gradazioni +del color della rosa. +</p> + +<p> +«Ebbene, Giannina, queste tue dita +sì affaccendate non hanno ancora terminato +il loro lavoro? chies’ella alla giovane +ancella, che si dava grande sollecitudine +di riparare i guasti occorsi nell’acconciatura +della Contessa. Va bene, +Giannina, va bene. Ora fa d’uopo ch’io +veda tuo padre prima che giunga Milord. +Voglio anche vedere il signor Riccardo +Varney, che è in tanto favore +presso il Conte. Eh! sì: non dipenderebbe +da me che il farglielo perdere col +rivelare certe cose a mio marito....» +</p> + +<p> +«Oh! fate bene ad astenervene, mia +buona padrona, disse subito Giannina. +Mettete questo Varney nelle mani del +Signore, che sa punire i cattivi, quando +lo giudica a proposito. E poi se mi credete, +non entrate mai in disparere con +Varney. Egli gode la confidenza del padrone, +e chiunque lo ha contrariato ne’ +<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span> +suoi divisamenti, rare volte ha fatto fortuna.» +</p> + +<p> +«E come sapete tai cose, mia Giannina? +Perchè dovrei io avere tutti questi +riguardi con un uomo d’una condizione +tanto inferiore, io che sono la moglie +del suo padrone?» +</p> + +<p> +«Milady conosce meglio di me quello +che ha da operare; ma ho udito più +volte dir da mio padre, ch’egli vorrebbe +incontrarsi in un lupo affamato, anzichè +sconcertare a Riccardo Varney il minimo +de’ suoi divisamenti. Mi ha in oltre +raccomandato di non fare alcuna lega +con essolui.» +</p> + +<p> +«Tuo padre ti ha parlato da savio uomo, +Giannina, e ti posso guarentire che t’ha +così consigliata per il tuo bene. È una +sfortuna che i lineamenti, e i modi di Foster +non s’accordino colle sue intenzioni, +perchè potrebbero anche essere pure.» +</p> + +<p> +«Oh! non ne dubitate, Milady, che le +intenzioni di mio padre non sieno rette. +So che non è bello, ma non bisogna giudicare +il cuor degli uomini dalla figura.» +</p> + +<p> +«Lo credo, mia buona fanciulla: e +voglio crederlo, se non foss’altro, per amore +di te. La sua fisonomia però è tale che +non si può guardarlo senza provare un +certo fremito. Io penso, che fin tua madre.... +<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span> +Non hai anche finito, mia cara, +di torcermi i capelli con questo ferro?... +Penso che tua madre tremasse sempre al +suo aspetto.» +</p> + +<p> +«Se la cosa fosse stata così, mia signora, +mia madre avea tai parenti, che +avrebbero saputo sostenerla. Ma voi stessa, +Milady, io vi ho veduto divenir rossa +e tremare, quando Varney vi pose fra le +mani quella lettera di Milord.» +</p> + +<p> +«Voi vi prendete libertà più del dovere, +o Giannina (disse la Contessa, abbandonando +il cuscino, su cui, appoggiato il +capo alla spalla dell’ancella, si stava seduta: +poi riprendendo tosto il tuono di bontà +che le era famigliare) tu non sei pratica, +le disse, che in certe occasioni si può +tremare senza essere preso da verun timore. +Per tuo padre, mi sforzerò d’avere +di lui la migliore opinione possibile, se +non per altro perchè gli sei figlia, mia +cara fanciulla. Oimè (soggiunse di poi, +e nel dire le seguenti cose, una nube di +tristezza le coperse la fronte, e i suoi occhi +si fecero gonfi di lagrime), io non +posso non aprir l’orecchio agli accenti +della pietà filiale, io che ho un padre +non consapevole del mio destino, io che +or ora ho saputo esser egli infermo e angoscioso +sulla mia sorte! Ma lo rivedrò, +e la notizia della fortuna cui ascesi, lo +<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span> +farà tornar giovane. Io gli restituirò la +primiera gioia. — Ma intanto non è bene +ch’io pianga (e nello stesso tempo si rasciugava +gli occhi). Milord non dee trovarmi +fredda alle bontà che mi usa; mal +si starebbe ch’ei vedesse la sua creatura in +istato di tristezza, allorchè dopo sì lunga +lontananza viene ad allegrarne di sua presenza +il ritiro. Componiamoci alla gioia, +diletta Giannina; la notte non è lontana; +ed avremo presto Milord. Chiamami tosto +tuo padre, e Varney. Non ho nessun +astio contro di loro, e benchè e l’uno +e l’altro m’abbiano dato motivi di non +esser contenta, sarà omai colpa d’essi +soltanto, se mi costringessero a farne qualche +querela a Milord. Vanne, Giannina, +dì loro che qui gli aspetto.» +</p> + +<p> +La giovane Foster ubbidì alla sua padrona, +e pochi minuti dopo, il Varney si +mostrò nella gran sala con tutta quella +disinvoltura, grazia e arditezza, di cui non +è penuria in un cortigiano, che sappia +ben avvolgersi entro manto d’urbanità, +per nascondere il proprio animo, e disvelar +meglio quello degli altri. Veniva dopo +lui Tony Foster, la cui fisonomia malaugurosa +e triviale si faceva appunto più +scorgere pel goffo studio ch’egli metteva +a non lasciar comprendere come vedesse +di mal occhio, e con vera inquietudine +<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span> +che quella femmina, sulla quale avea fin +allora usato d’autorità quasi dispotica, +fosse adorna di tutti gli apparati della +grandezza, e vedesse d’ogn’intorno a sè +sì luminosi pegni dell’amor d’uno sposo. +E fu una confessione del nudrito mal +animo la sinistra riverenza fattale da costui, +non diversa da quella ch’è solito +praticare un reo giunto al cospetto del +giudice, allorchè vuole ad un tempo darsegli +per colpevole ed implorarne pietà. +</p> + +<p> +Il Varney, che per la sua prerogativa +d’essere nobile, lo precedè entrando nell’appartamento, +avea già in un istante +recapitolato nella sua mente le cose da +dirsi ad Amy, onde per tutti i riguardi +potea meglio del Foster esporle con garbo +e franchezza. +</p> + +<p> +Il saluto voltogli da Amy fu sì cortese +da presagire a lui compiuta indulgenza su +gli antichi falli; ed alzatasi e mossagli +incontro, gli porse la mano così dicendogli: +«Sig. Varney, voi mi portaste in +questa mattina tai notizie, la cui sorpresa +tanto mi fu deliziosa, ch’io temo perfino +avermi dimenticato la raccomandazione +fattami da Milord perchè ben vi +accogliessi. Vi offro la mia mano qual +pegno di riconciliazione.» +</p> + +<p> +«Non son degno di toccarla (rispose +Varney, piegando a terra un ginocchio) +<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span> +in altra guisa che come il suddito tocca +talvolta quella del suo sovrano.» E in +ciò dire accostò alle proprie labbra quelle +belle dita snodate, cariche di brillanti, +e d’altri sontuosi ricordi dell’amore di +Milord; indi alzatosi, con leggiadria fece +alcun passo per condur lei verso il sedile +di parata. +</p> + +<p> +«Scusatemi, sig. Varney, non mi sederò +certamente in quel luogo, ammeno +che non sia lo stesse Milord a condurmivi. +Non mi vedo finora che una contessa +in maschera, nè voglio attribuirmene +le prerogative, prima di essere a ciò +autorizzata da lui, che ha il potere di +conferirmele.» +</p> + +<p> +«Io spero, Milady (cominciò allora +Foster il suo discorso), che nell’eseguire +gli ordini datimi da Milord vostro marito, +non avrò incorso la vostra disgrazia. +Col tenervi rinchiusa non feci, voi +stessa lo vedete, che adempire il mio obbligo +verso chi è padrone mio, ed anche +di voi, perchè il Cielo, come lo dice la +sacra Scrittura, diede al marito autorità +e supremazia sopra la moglie. Son queste, +o poco diverse da queste, le parole +del testo.» +</p> + +<p> +«Sig. Foster, la soave sorpresa ch’io +provai entrando in questi appartamenti fa +le scuse della rigida severità, con cui me +<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span> +ne allontanaste, ond’io non li vedessi che +ornati in tanto splendida foggia.» +</p> + +<p> +«Certamente, Milady, e si sono spese +in ciò ben molte <i>corone</i>; ma poichè non +conviene spenderne oltre i limiti di ciò +che è indispensabile a compir tutto a dovere, +vado intanto ad attendere io medesimo +pei preparamenti che restano a farsi +in questa casa; e finchè arrivi il vostro +sposo, vi lascio col sig. Varney, che a +quanto penso, dee dirvi alcune cose per +parte del nobile lord. Giannina, vieni con +me.» +</p> + +<p> +«No, sig. Foster, no. Giannina rimarrà +meco. Basta si tenga all’estremità della +sala, finchè il sig. Varney avrà da dirmi +per parte di Milord cose, ch’ella non +debba sapere.» +</p> + +<p> +Il Foster si ritirò salutando losco la +Contessa, e lasciando sugli apparati della +sala tal guardo, come di chi sospirasse +le somme prodigalizzate per convertire in +palazzo asiatico un corpo di edifizio, che +avea sembianza d’un granaio in rovine. +Partito lui, la sua figlia prese il telaio da +ricamo, e si pose in fondo dell’appartamento, +vicino alla porta della sala della +mensa. Varney allora cercò con tutta umiltà +lo sgabello che gli parve il più basso, +e vi si pose vicino ad Amy, sedutasi un’altra +volta sopra i cuscini; poi chinando +<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span> +gli occhi a terra, rimase tacito per qualche +tempo in tale positura. +</p> + +<p> +«Io giudicava, sig. Varney (disse la +Contessa, quando credè accorgersi ch’ei +non avea voglia di assumere la parola), +che doveste parlarmi per parte di Milord, +o almeno così mi diedero a pensare le +cose dette dal Foster. Perciò feci allontanare +l’ancella. Qualora mi sia ingannata, +la richiamerò presso di me. Ella non è +per anche ben addestrata nel ricamo, ed +ha bisogno di qualche occhiata che regoli +il suo lavoro.» +</p> + +<p> +«Foster mi ha male inteso, o Milady, +rispose Varney. Gli è bene del nobile vostro +sposo, del rispettabile mio protettore, +che desidero intertenervi; ma non per +sua commissione.» +</p> + +<p> +«Sia che mi parliate di Milord, sia +per parte di Milord, o signore, tale scopo +d’intertenimento non può essermi che +accetto. Ma affrettatevi, perchè ad ogni +istante egli può esser qui.» +</p> + +<p> +«Vi parlerò adunque, signora, con +egual brevità e franchezza, perchè l’argomento +ha d’uopo d’entrambe le cose. +Voi vedeste Tressiliano in quest’oggi?» +</p> + +<p> +«Sì, o signore. Quali conclusioni ne +deducete perciò?» +</p> + +<p> +«Io! nessuna, Milady. Ma credete voi, +<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span> +che Milord accoglierà con eguale tranquillità +d’animo tal notizia?» +</p> + +<p> +«Perchè no? A me sola portò molestia ed +affanno la visita di Tressiliano, +perchè ne seppi la malattia di mio padre.» +</p> + +<p> +«Di vostro padre, o signora? Convien +dire che questa malattia sia stata ben +subitanea, perchè il messaggere, da me +speditogli, per ordine di Milord, trovò questo +degno cavaliere, che montato sul suo +palafreno, e animando con giovial volto +i suoi cani, si dilettava, com’ha costume, +alla caccia. Credo fermamente che Tressiliano +abbia inventata questa notizia. Nè +vi è ignoto del certo quali sieno in esso +i motivi di disturbare le presenti vostre +contentezze.» +</p> + +<p> +«Voi gli fate un’ingiustizia, sig. Varney +(ripigliò a dire con vivacità la Contessa). +Egli è l’uomo del mondo il più +franco, il più veritiero, il più leale. Ed +eccetto l’ottimo sposo mio, non conosco +altro che nell’odiar la menzogna si possa +paragonare a Tressiliano.» +</p> + +<p> +«Perdonatemi, o Milady, io non ebbi +intenzione di rendermi ingiusto verso di +Tressiliano, nè m’immaginai che vi sareste +assunte con tanto calore le sue difese. +Ma si può in alcune circostanze +mascherare qualche poco, e ciò con fini +onesti e legittimi, la verità. Ben comprendete, +<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span> +che se questa si dovesse dire +apertamente ogni volta e in tutti i tempi, +non si saprebbe come vivere in questo +mondo.» +</p> + +<p> +«Voi avete la coscienza d’un cortigiano, +sig. Varney, e forse un eccesso di +sincerità non sarà mai quello che pregiudichi +alle vostre fortune nel mondo, tal +quale esso è. Per rispetto a Tressiliano, +è altra cosa, e mi è forza rendergli giustizia, +benchè io abbia avuti molti torti +verso di lui, e nessuno meglio di voi può +saperlo. La sua coscienza, credetelo, non +fu fatta ad un medesimo stampo. Quel +mondo di cui parlate, non gli presenta +vezzi bastanti a distoglierlo dal cammino +della verità e dell’onore, e se giungessi +a vedere ch’ei macchiasse questa sua riputazione, +crederei ancora possibile, che +un animaletto nobile, com’è l’ermellino, +andasse a metter cova comune col gatto +salvatico. Può darsi al più, che Tressiliano, +il quale ignora e le nozze da me +contratte, e il nome del mio sposo, persuaso +quindi di avere saldissime ragioni +per tormi di qui, abbia esagerato il cattivo +essere di mio padre; ed una tal persuasione +è sì lusinghiera al mio cuore, +che amo creder vere le notizie da voi datemi +a tale proposito.» +</p> + +<p> +«Abbiatele indubitatamente per tali, +<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span> +o Milady. Non son qui agli occhi vostri +per vantarmi campione smodato di questa +virtù, che nomasi verità. Credo anzi +che giovi talora il velarne un poco le forme, +non fosse tante volte che per amor +di decenza. Ma voi portate troppo svantaggiosa +opinione d’un uomo, che il nobile +vostro sposo onora del titolo d’amico, +allorchè lo credete capace di venire +spontaneo e senza necessità a spacciarvi +una menzogna, che, trattandosi massimamente +di cosa tanto congiunta colla vostra +felicità, verrebbe tosto scoperta.» +</p> + +<p> +«So che Milord vi tiene in molto conto, +sig. Varney, e che vi considera siccome +un nocchiero fedele, e perito nel +veleggiare que’ mari, sui quali ei si avventura +con tanto ardimento e coraggio. +Mentre però io giustifico Tressiliano, non +voglio lasciarvi credere ch’io pensi male +di voi. Ma sono un’abitatrice dei campi, +lo sapete, ne ho tutta la schiettezza, +e preferisco la verità a qualunque +complimento foggiato anche nella miglior +guisa. Forse cambiando ora di condizione, +mi sarà d’uopo modificare alquanto +le mie consuetudini: non è egli vero?» +</p> + +<p> +«Sì certo, o Milady (rispose sorridendo +Varney), e benchè voi parliate +ora da scherzo, non fareste tanto male +ad applicare seriamente al presente vostro +<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span> +stato le cose da voi dette poc’anzi. +Per esempio, una dama di corte, supponetela +pure la più nobile, la più virtuosa, +la più irreprensibile di quante +circondano il trono della nostra regina.... +Ah! una tal dama, se mi permettete farvene +osservazione, si sarebbe astenuta +dal dire la verità, o da ciò ch’ella credea +verità, per tessere alla presenza +di chi è servitore e confidente del suo +sposo l’elogio di un amante licenziato.» +</p> + +<p> +«E perchè? (disse la Contessa, che il +mal timore in udir tai propositi, traeva +ad arrossire), perchè non dovrei io rendere +giustizia al merito di Tressiliano +innanzi ad un amico del mio sposo, e +fosse pur anche innanzi a questo sposo +medesimo, e alla presenza, se ne venisse +l’uopo, di tutto il mondo?» +</p> + +<p> +«Se ciò è dunque, Milady questa sera, +senza nessuna difficoltà, racconterà a +Milord, che Tressiliano ha scoperto il +luogo ov’ella sta ritirata, luogo che abbiamo +avuto tanta cura di tenere a tutti +celato; e gli racconterà inoltre, che ha +avuto un intertenimento con questo antico +adoratore.» +</p> + +<p> +«Certamente: sarà la prima cosa che +mi farò a narrargli, e gli ripeterò fino +all’ultima sillaba, e tutto ciò che Tressiliano +mi disse, e tutto quello che gli +<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span> +risposi. Se nulla in tale rivelazione potesse +condurmi ad arrossire, sarebbe che +i rimproveri fattimi da Tressiliano, comunque +men giusti di quanto ei sel credette, +non erano affatto privi di fondamento. +Per questa parte mi sarà penoso +l’imprendere un tal racconto; ma non +quindi io mi starò dal farlo.» +</p> + +<p> +«Milady si regolerà come le sarà meglio +avviso. Io direi nondimeno nulla esservi +che richieda una confessione così +franca, e che meglio vi tornerebbe, o +signora, risparmiare a voi stessa questo +principio di rossore, questa pena che dite +poter produrvi il racconto da voi divisato: +risparmiereste ad un tempo motivi +d’angustiarsi a Milord, e schivereste +al sig. Tressiliano, il cui nome entrerebbe +per qualche cosa nel vostro racconto, +que’ rischi, che ne sarebbero la +probabile conseguenza.» +</p> + +<p> +«L’ammettere per probabile la conseguenza, +che credete scorgere (disse allora +con fredda severità la Contessa), sarebbe +un attribuire a Milord sensi indegni +di lui, ed a’ quali il suo nobile +animo non ha dato accesso giammai.» +</p> + +<p> +«Nulla è più lontano dalle mie idee +(disse Varney, che si fece silenzioso +per un istante, indi prese un tuono che +<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span> +imitava a maraviglia quello di una verace +franchezza, e che sembrava affatto nuovo +in tal uomo). Ebbene, o Milady: io vi +farò toccar con mano che un cortigiano +ha coraggio di dire la verità quando è +d’uopo salvar l’interesse delle persone +ch’egli rispetta ed onora; ed ha un tal +coraggio senza pensare alle conseguenze +anche men favorevoli che gliene possano +derivare.» Tornò indi a tacere, quasi +aspettando l’ordine, o almeno la permissione +di continuare il suo dire; ma vedendo +che perciò la Contessa non rompeva +il silenzio, riprese ei la parola, +abbassando la voce quasi per una cautela. +«Osservatevi d’attorno, o Milady. +Vedete le barriere che circondano questo +ricinto; pensate al profondo mistero, con +cui la più preziosa gemma che l’Inghilterra +possedè vien sottratta a qualunque +sguardo; per ultimo ponete mente +al rigore, onde vi è limitato ogni mover +di passo, sicchè non ne siete padrona +che a grado d’un uomo intrattabile, +dispettoso quanto lo è il Foster; meditate +tutte queste particolarità; e fatevi a +giudicare qual ne possa essere la cagione.» +</p> + +<p> +«Il genio di Milord, disse la Contessa. +Il mio dovere m’insegna a non cercare +altra cagione.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span> +</p> + +<p> +«Oh! il genio di Milord certamente: +e questo genio deriva da un amore degno +della persona che lo ha saputo inspirare. +Ma chi possede un tesoro, e +ne conosce il valore, in proporzione di +tal conoscenza, desidera con più ardore +di porlo in salvo dalle altrui depredazioni.» +</p> + +<p> +«Che vorreste dire con tutto ciò, signor +Varney? Se non erro, i vostri discorsi +intendono a farmi credere che Milord +è geloso. Ove ciò fosse, conosco un +potente rimedio contro la gelosia.» +</p> + +<p> +«Davvero, Milady?» +</p> + +<p> +«Oh! sì. Dirgli sempre la verità, aprirgli +in ogni occasione il mio animo, confidargli +fedelmente i miei pensieri, come +se questo specchio li riflettesse, di modo +che quando gli piacerà esaminare il mio +cuore, non lo troverà diverso da quello +che è.» +</p> + +<p> +«Non ho più nulla da dirvi, o Milady; +e poichè non è in me ragione veruna +onde affannarmi per Tressiliano, che +mi toglierebbe, potendolo, di tutto buon +grado la vita, mi rassegnerò a quanto +avrà per accadergli dopo che avrete, a +norma del vostro disegno, svelato francamente +a Milord, ch’egli ebbe l’ardire +di penetrare in questo luogo e parlarvi. +Ora si spetta a voi che conoscete il +<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span> +vostro sposo, indubitatamente assai meglio +di me, a giudicare s’egli è tale da +sofferire impunito sì fatto affronto?» +</p> + +<p> +«Se veramente credessi, disse allor +la Contessa, di farmi con questo apportatrice +di sciagure a Tressiliano, io che +gliene ho cagionate tante, potrei risolvermi +al partito del silenzio. Ma a che +gioverebbe ciò, se già lo hanno veduto +e Foster ed un’altra persona? No, no, +sig. Varney. Non me ne parlate più. Val +meglio ch’io racconti tutto a Milord, +e saprò ben io trovare scuse alla follia +di Tressiliano in modo tale da rendergli +piuttosto propenso che sfavorevole l’animo +del mio sposo.» +</p> + +<p> +«La vostra accortezza, o Milady, +è d’assai superiore alla mia. Per altra +parte, potete far la prova del ghiaccio +prima di comprometter voi stessa camminandovi +sopra. Sul primo istante di +nominar Tressiliano alla presenza di Milord, +ben v’accorgerete quale impressione +produca su di lui un tal nome. Quanto +a Foster e a quel suo amico, essi non +conoscono Tressiliano nè di persona, +nè di fama, e mi dà l’animo di trovar +loro una scusa ragionevole per giustificare +la venuta d’un incognito in questa +casa.» +</p> + +<p> +La Contessa meditò un momento: indi +<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span> +soggiunse: «Se è vero che Foster ignori +essere Tressiliano lo straniero ch’ei +vide, confesso mi spiacerebbe se colui +sapesse una cosa che gli è affatto estranea. +Si è già arrogato anche oltre l’uopo +autorità su di me, nè mi curo d’averlo +nè per giudice, nè per confidente de’ +miei affari.» +</p> + +<p> +«E qual diritto avrebbe di fatto questo +sgraziato bifolco a saper cose che +riguardano voi, o Milady? Costui non +conta nulla più del cane, che sta alla catena +nel cortile. Anzi, se assolutamente +la sua presenza vi dà disgusto, ho assai +credito per farlo licenziare, e mettere in +sua vece un siniscalco meno indegno di +gradirvi.» +</p> + +<p> +«Basta così, sig. Varney. Se avrò di +che querelarmi contra alcuno di quelli +che Milord mi ha posti vicino, saprò io +stessa volgermi a lui. Silenzio. Odo strepito +di cavalli. È desso, è desso» sclamò +alzandosi trasportata dalla gioia. +</p> + +<p> +«Non posso credere, ch’ei sia per anche +giunto, disse Varney. Poi niuno +strepito può penetrare per traverso a queste +finestre chiuse con tanta attenzione.» +</p> + +<p> +«Non mi trattenete, sig. Varney; le +mie orecchie vagliono meglio che le vostre. +Son certa che è desso.» +</p> + +<p> +«Però, Milady (sclamò Varney col +<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span> +tuono d’uomo agitato, e ponendosi fra +essa e la porta) spero che quanto vi dissi +con mente di giovarvi, e mosso da un +umile sentimento di dovere, non verrà +rivolto a mio danno. Non vorrete, che +gli avvisi d’un fedel servo contribuiscano +a rovinarlo. Vi supplico....» +</p> + +<p> +«Vivete tranquillo; ma lasciate il lembo +della mia veste. Voi osate troppo nel +volermi rattenere. Vivete tranquillo, vi +ripeto. Non penso a voi.» +</p> + +<p> +Nel momento medesimo apertasi la porta +della gran sala, entrò un uomo maestoso +al portamento, ed avvolto in ricco +e lungo mantello di colore che traeva +allo scuro. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span> +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO VII.</h2> +</div> + +<div class="blockchap"> +<p> +La Corte è un mare, di cui il cortigiano +si crede il padrone. Diresti +che i venti, il flusso e il +riflusso, gli scogli e i turbini sono +ai suoi comandi, che a sua voglia +le navi giungono a salvamento o +fanno naufragio. Ma egli è uno +di que’ falsi arcobaleni che talvolta +ci presentan le nubi, e forse poco +durevole al pari di esse. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Detti d’antica Commedia.</i> +</p> +</div> + +<p> +La lotta sostenuta dalla Contessa contro +l’insistenza del Varney, le avea inspirato +nell’attimo sì fatto mal umore e tal +confusione, che le si leggean sulla fronte. +Ma questa nube si dissipò per dar luogo +al comparirvi di purissima gioia, e +d’ogni segno di tenera affezione, allorchè +gettatasi fra le braccia di quel diletto +ospite, e stringendolo al proprio +seno, sclamò, tratta fuor di se stessa: +«Finalmente!.... finalmente!.... eccoti +giunto.» +</p> + +<p> +Varney, nell’atto istesso di vedere il +Conte, rispettosamente si ritirò, e Giannina +volea ritirarsi del pari; ma fattole segno +dalla padrona di rimanere, si ridusse +in fondo all’appartamento, stando attenta +<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span> +se qualche ordine le venisse dato. +</p> + +<p> +Intanto il Conte colmo d’accarezzamenti +fattigli dalla sua sposa, li contraccambiò +con tenerezza non meno affettuosa; +e soltanto mostrò di resistere quand’ella +si fece a levargli il mantello. +</p> + +<p> +«Oh! (sclamò la medesima sorridendo) +voi non vi nasconderete sotto di esso più +lungo tempo. È d’uopo ch’io veda se +mi teneste la parola datami, se venne a +visitarmi il Conte, o un privato, siccome +è stato finora.» +</p> + +<p> +«Tu non dismentisci l’esser di donna, +o mia Amy (disse il Conte dandosi +per vinto in lotta cotanto soave). La seta, +i pennacchi, le gemme, agli occhi del +vostro sesso hanno maggior pregio dell’uomo +che ne va adorno. Vi son molte +lame, è vero, le quali traggono ogni valore +dal ricco fodero che le copre.» +</p> + +<p> +«Cosa che mai non sarà detta di voi +(rispose Amy, tanto che il mantello cadutole +a’ piedi le scoperse il conte fregiato +di vesti, quali un principe avrebbe +credute assai sfarzose per presentarsi in +esse alla corte). Voi rassembrate l’acciaio +di buona tempera, che sdegna gli esterni +ornamenti di cui è meritevole. Non +vi deste a credere di essere in queste +pompose vesti meglio amato da Amy, +che ella non vi amò sotto il bruno pastrano +<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span> +ond’eravate coperto, quand’essa +nella foresta di Devon vi diede il suo +cuore.» +</p> + +<p> +«E tu pure (disse il Conte, conducendola +con grazia congiunta a maestà +verso il sedile di parata, che entrambi +gli aspettava) tu pure, o mio amore, +vesti un abito confacevole al tuo grado; +e che nondimeno non può aggiugnere alcuna +cosa a’ tuoi vezzi. Che ti sembra +del buon gusto delle dame della nostra +Corte?» +</p> + +<p> +«Non so dirtene nulla in questo momento +(diss’ella, portando l’occhio ad +un grande specchio che veniva ad essere +rimpetto al Conte). Non posso pensare +a me finchè vedo le tue sembianze riflettute +da quello specchio. Sediti là (soggiunse +avvicinandolo di più a quel sedile) +sediti là siccome un ente cui deve +ognuno ammirazione ed onore.» +</p> + +<p> +«Spero prenderai tu pure al mio fianco +la sede che t’appartiene.» +</p> + +<p> +«No, no: voglio starmi a’ tuoi piedi +assisa su questo sgabello per mirarti meglio +in tutto il tuo splendore, e vedere +la prima volta in qual modo i principi +vanno vestiti.» +</p> + +<p> +Indi, mossa da una curiosità infantile +che trovava scusa e nella sua giovane +età, e nella vita ritirata, cui fu avvezza, +<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span> +e che meglio le si addicea, perchè +inspirata da tenero amore di sposa, si +fece ad esaminare e ad ammirare dal capo +ai piedi il vestire dell’uomo, che formava +il più bell’ornamento della corte di +Elisabetta, di quella corte copiosa egualmente +di giudiziosi ministri, come di amabili +cortigiani. Tutto compreso d’affetto +per l’avvenente sua sposa, il Conte gioiva +dello stupore ch’essa dava a divedere; +onde i nobili lineamenti di questo personaggio +esprimevano passioni più soavi +di quelle che per solito venivano manifestate +dall’altera sua fronte, e da que’ +neri occhi sfolgoreggianti e nunzii d’altissimo +accorgimento. Più d’una volta ei +sorrise dell’amabile ingenuità onde Amy +gli movea interrogazioni su diverse parti +del suo abbigliamento. +</p> + +<p> +«Questa lista ricamata, come voi la +nominate, che cinge il mio ginocchio, +gli diss’egli, è la giarrettiera d’Inghilterra, +ornamento del quale i re vanno +superbi. Vedete? è questa la stella che +le appartiene. Questo è il diamante il +<i>Giorgio</i>, gioiello dell’ordine. Vi sarà +noto, cred’io, che il re Eduardo e la +contessa di Salisbury....» +</p> + +<p> +«Oh! conosco tale istoria, soggiunse +Amy, fattasi alquanto rossa, nè ignoro +già che un legaccio di donna si è convertito +<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span> +nel più nobile emblema dell’Inglese +cavalleria.» +</p> + +<p> +«Venni fregiato di quest’ordine congiuntamente +a tre ragguardevolissimi cavalieri, +che furono il duca di Norfolk, +il marchese di Northampton, e il conte +Butlan. Di noi quattro io era in dignità +il men sublime. Ma che rileva? A chi +brama raggiugnere la sommità d’una scala +fa di mestieri incominciare dal più basso +gradino.» +</p> + +<p> +«E questa collana di sì ricco lavoro, +nel mezzo della quale sta sospeso un ciondolo, +simigliante ad una pecora quanto +alle forme? un tale emblema che cosa significa?» +</p> + +<p> +«Esso è l’ordine del Toson d’oro, +già instituito dalla casa di Borgogna. +Chiunque ne vada ornato, gode d’alte +prerogative; onde il medesimo re di Spagna, +erede dei dominii e degli onori che +appartennero alla ridetta casa, non ha +diritto a giudicare un cavaliere del Toson +d’oro, tutte le volte che mancano l’assenso +e il concorso del gran capitolo +di un tal ordine.» +</p> + +<p> +«Questo è dunque un ordine che appartiene +al crudele re della Spagna! Oh +Dio!, Milord, non è forse per un Inglese +far onta alla nobiltà del proprio cuore, l’accostarsi +solamente a sì fatto emblema? +<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span> +Ricordatevi i tempi sfortunati della regina +Maria, allora che quest’istesso Filippo +regnava con essa su l’Inghilterra, +que’ tempi, in cui si apprestarono orrendi +roghi ai più ragguardevoli, ai migliori +e più santi in fra i prelati Anglicani. E +voi, detto il campione della religione +Protestante, potete senza ribrezzo portar +l’ordine di un tal sovrano, qual è +il re di Spagna, inimico mortale del culto +che professiamo?» +</p> + +<p> +«Tu non imparasti ancora, o mia vita, +che noi cortigiani, ai quali è d’uopo +veder gonfie le nostre vele dall’aura favorevole +della reggia, non abbiamo l’arbitrio +d’inalberar sempre lo stendardo che +ne è più caro, o di sottrarci a nostro +grado alla necessità di veleggiare sotto +sgradita bandiera. Non mi ho per men +Protestante, mel credi, perchè spinto +da riguardi politici ho accettato l’onore +che il re di Spagna mi compartì, decorandomi +del primario ordine di sua cavalleria. +Poi quest’ordine, volendo considerare +al giusto le cose, appartiene alla +Fiandra, e i d’Egmont, gli Orange, +e molt’altri insigni personaggi superbiscono +nel vederlo oscillare sul cuor d’un +Inglese.» +</p> + +<p> +«Voi sapete quel che vi conviene, o +Milord. E quest’altra collana, questo +<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span> +bell’ornamento in cui vien terminata, da +qual paese derivano?» +</p> + +<p> +«Dal più misero di tutti. È questo +l’ordine S. Andrea di Scozia, tornato +in vigore per volere del defunto re Giacomo. +Ne fui presentato allor quando +credeasi, che la giovane vedova Maria +regina di Scozia avrebbe gratamente accettata +la mano di un barone di nostra +patria; ma la corona di un libero barone, +di un barone Inglese, è ben altra +cosa che nol sarebbe stata una corona +nuziale, venuta soltanto dal capriccio +fantastico d’una femmina, che nacque +a regnare sugli scogli e sulle paludi del +nostro Settentrione.» +</p> + +<p> +La Contessa si fece taciturna, quasi +dando a divedere, che questi ultimi accenti +del Conte le aveano destato nell’animo +alcune sgradevoli idee, e tal dispiacenza, +e ciò che n’era cagione le crescea +vezzo agli occhi del suo sposo, che +tosto ripigliò la parola. +</p> + +<p> +«Ora, mio cuore, le vostre curiosità +sono paghe. Voi vedeste il vostro vassallo +sotto l’abito più sfarzoso, che gli fosse +dato l’assumere, perchè le vesti di parata +non si possono mettere che alla Corte, +e in giorni di gran cerimonia.» +</p> + +<p> +«Ebbene, disse la Contessa, tu sai +<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span> +che un desiderio soddisfatto ne fa nascere +un altro.» +</p> + +<p> +«E qual cosa puoi chiedermi, o delizia +di quest’anima, ch’io non mi trovi +propenso a concederti?» le chiese il +Conte, fissando le pupille in tenera guisa +sovr’essa. +</p> + +<p> +«Io desiderava in questo ignorato ritiro +vedere cinto da tutto il suo splendore +il mio sposo. Adesso, vorrei trovarmi +in uno de’ suoi superbi palagi, e vedercelo +entrare in bruno pastrano, tal +quale si mostrò allor quando vinse il +cuore dell’umile Amy Robsart.» +</p> + +<p> +«Non è difficile il far paga tal nuova +brama. Domani ripiglierò il pastrano +bruno.» +</p> + +<p> +«Ma potrò poscia venire con voi in uno +de’ vostri castelli, e saziarmi in confrontare +la magnificenza de’ luoghi ove soggiornate +colla semplicità delle vostre vesti?» +</p> + +<p> +«Che ascolto, Amy? (disse il Conte, +volgendo il guardo all’intorno), non vi +sembrano adunque decorati con bastante +splendidezza questi appartamenti? Io ordinai +che fossero forniti in guisa degna +di voi e di me. Forse io poteva essere +secondato anche meglio. Ma ditemi; quali +cambiamenti desiderate? È cosa di brevissimo +tempo l’appagarvi.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span> +</p> + +<p> +«Voi volete prendervi giuoco di me, +o Milord. La magnificenza di questo alloggiamento +è al di sopra di tutto ciò +che io possa e immaginarmi e meritare. +Ma e quando verrà per la vostra sposa +il momento di vedersi cinta da quello +splendore, che non deriva, nè dal lavoro +degli artefici intesi ad adornarne +le stanze, nè dai ricchi drappi o dalle +gemme, di cui piacque alla vostra generosità +di fregiarla? da quello splendore +congiunto al grado ch’ella dee tenere +fra le matrone Inglesi, siccome sposa del +più onorevole Conte di questo regno?» +</p> + +<p> +«Verrà un tal giorno, Amy; sì, mia +vita! un tal giorno arriverà certamente, +nè tu puoi desiderarlo con più ardore +ch’io nol sospiri. Oh! quanto mi sarà +cosa soave l’abbandonare le cure dello +Stato, gli affanni, e le sollecitudini che +non si dipartono mai da ambiziosi pensieri, +per vivere in ritiro onorato i miei +giorni, non avendo veri compagni od +amici fuori di te! Ma diletta Amy! mi +è impossibile per ora il godere questa gioia +tanto compiuta, e qualche intertenimento +alla sfuggita, questi momenti a me sì preziosi, +son tutto quanto fin qui mi è lecito +tributare alla donna più amabile e +più amata fra tutte l’altre persone del +suo sesso.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span> +</p> + +<p> +«Ma perchè è impossibile? (disse la +Contessa col tuono il più adatto a persuadere). +Perchè questa più perfetta unione, +questa unione non interrotta, che voi +mi accertate essere il miglior vostro voto, +che tanto si accorda colle leggi del +Cielo e degli uomini, perchè questa unione +non può sull’istante verificarsi? Ah! +se voi la bramaste una metà soltanto di +quello che dite, qual motivo, qual persona +potrebbe mettere argine ai desiderii +d’un uomo ricco di credito e di possanza +come lo siete?» +</p> + +<p> +Qualche offuscamento apparve allora +in sulle ciglia del Conte. «Amy, le disse +egli, voi ragionate sopra di cose che +non potete comprendere. Costretti una +volta a vivere alla Corte, noi siamo siccome +il viaggiatore, cui tocchi inerpicarsi +ad un monte di sabbia; nè quindi osiamo +arrestarci in cammino, innanzi di trovare +qualche punta di vivo sasso che ne offra +una sicura fermata. Che se vogliamo prima +del tempo far pausa, ne succede cader +travolti dal nostro peso medesimo, e +diveniamo scopo al pubblico riso. Io mi +vedo, gli è vero, giunto a meta ben alta, +ma non per anco salda abbastanza, onde +abbandonarmi alle sole inclinazioni dell’animo +mio. Il divulgare le nozze contratte +<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span> +con voi, sarebbe un fabbricare la +mia rovina. Ma credetelo, perverrò ad un +punto di sicurezza, e non ne è sì lontano +l’istante. Allora adempirò tutto quanto +il dovere prescrive, così per riguardo +di voi come di me medesimo. Ma intanto, +o mia cara, non vogliate intorbidare la +pura gioia di cui n’è dato godere ad entrambi, +col formar desiderii che per ora +ci è impossibile l’appagare. Ditemi piuttosto, +se nel luogo ove siete, ogni cosa vada a +seconda delle vostre brame. Come si conduce +Foster con voi? Voglio sperar vi +usi tutto quel rispetto che vi è dovuto. +Guai per esso s’io potessi accorgermi del +contrario!» +</p> + +<p> +«Mi ricorda qualche volta con molto +zelo la necessità del mistero (sospirando +la Contessa rispose); ma poichè questo +è un ricordarmi i vostri desiderii, mi trovo +più propensa a sapergliene grado che a +biasimarlo.» +</p> + +<p> +«Vi ho già spiegato i motivi, che rendono +indispensabile una tale necessità. +Confesso che trovo in Foster molta rustichezza; +ma Varney mi si è fatto mallevadore +della fedeltà, e dell’affezione +ch’egli ha pei nostri interessi. Se nondimeno +avete per la menoma cosa a dolervi +dei modi che tiene nel prestarvi servigio, +saprò punirnelo.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span> +</p> + +<p> +«Oh! è impossibile ch’io me ne lagni, +sintantochè non farà che adempire +con fedeltà i comandi venutigli da voi. +Per altra parte, la figlia di lui, Giannina, +mi è un’ottima compagna in questa +solitudine. Io l’amo assai; e lo zelo +del culto puritano che traspira da quanto +fa e dice, aggiugne vezzo alla sua ingenuità.» +</p> + +<p> +«Me lo assicurate? una giovane che +sa farvisi accetta non deve andar priva +di ricompensa. Accostatevi, Giannina.» +</p> + +<p> +Giannina, la quale, come dicemmo, +si era ritirata in qualche distanza per +lasciar più libero l’intertenimento de’ +due sposi, si trasse innanzi facendo una +riverenza rispettosa; nè il Conte potè +ristarsi dal sorridere sul chiaroscuro che +presentavano in lei la semplicità delle +vesti e il modesto contegno, e ad un +tempo forme avvenenti, e due occhi neri, +la cui vivacità contrastava collo studio +ch’ella facea di comparir grave e posata. +</p> + +<p> +«Debbo ringraziarvi, mia bella fanciulla, +le diss’egli, poichè la Contessa è +soddisfatta de’ servigi che le prestate.» In +ciò dire si tolse dal dito un anello, che +non potea non essere di valore, e nel porgerlo +a lei soggiunse. «Portatelo, siccome +un pegno dell’affetto che vi acquistaste +presso l’uno e l’altra di noi.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span> +</p> + +<p> +«Son molto contenta, o Milord (rispose +Giannina con quell’aria sua di santità) +se il poco che ho potuto fare è stato +accetto ad una signora, cui nessuno può +avvicinarsi senza desiderar di piacerle. +Ma tutte noi, che apparteniamo alla congregazione +del rispettabile sig. Holdforth, +ci faremmo scrupolo, se simili alle giovani +mondane, portassimo attorno alle nostre +dita oro, od altri ornamenti; nè tampoco +possiamo fregiare il collo di pietre preziose, +come praticavano le fanciulle di Tiro e di +Sidone.» +</p> + +<p> +«Ah! ah! voi tenete adunque alla +grave confraternita dei <i>Precisiani</i> e credo +sincerissimamente che ne sia membro +ancor vostro padre. Ciò fa ch’io vi ami +sempre più l’uno e l’altro. Non mi è ignoto +che si prega per me nelle vostre assemblee, +e che mi siete affezionati. Poichè +non vi è permesso portare sì fatti ornamenti, +non mi opporrò alle massime che +professate, e vedo poi ancora che potete +far senza di questi, perchè le vostre dita +snodate, e quel collo bianco al pari dei +gigli, non ne hanno bisogno per ritrarne +spicco maggiore. Accettate in vece tal cosa, +che nè Papista, nè Protestante, nè +Puritano, nè Precisiano hanno ricusata +giammai.» +</p> + +<p> +Nel medesimo tempo le pose fra le mani +<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span> +cinque monete d’oro che portavano il +conio di Filippo e della regina Maria. +</p> + +<p> +«Non accetterei neanco quest’oro, rispose +la <i>Precisiana</i>, se non fosse in me +la speranza di farne tal uso, che possa chiamare +le benedizioni del Cielo su di voi, +di Milady, e di me.» +</p> + +<p> +«Usatene poi a vostro grado, Giannina. +A questo dovete pensar voi. Ma intanto +fateci apparecchiare la cena.» +</p> + +<p> +«Ho detto ai sig. Varney e Foster di +cenare con noi, o Milord (disse la Contessa, +mentre Giannina usciva per eseguire +gli ordini dati dal Conte), vi degnate +approvarlo?» +</p> + +<p> +«Approvo tutto quello che fate, o mia +Amy, ed anzi mi è caro, che abbiate conceduto +questo contrassegno di distinzione +a Varney, l’uomo più affezionato ch’io m’abbia, +e che può dirsi l’anima de’ miei consigli +segreti. Quanto a Foster, gl’incarichi +che ora sostiene per me, gli danno un diritto +ad una prova di mia amorevolezza.» +</p> + +<p> +«Presentemente, o Milord, ho... ho +una grazia da chiedervi e... un segreto +da confidarvi» disse esitando la Contessa. +</p> + +<p> +«Serbate queste cose per domani mattina, +o mio amore, rispose il Conte. Odo +aprire la porta della sala della mensa. E +poichè feci con grande sollecitudine una +<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span> +lunghissima corsa, m’accorgo che non mi +sarà inutile una tazza di vino.» +</p> + +<p> +E ciò dicendo condusse la moglie nel +vicino appartamento, ove Varney e Foster +li ricevettero a furia d’inchini, nei quali +il primo mettea la leggiadria del cortigiano, +l’altro la gravità <i>precisiana</i>. Il Conte +contraccambiò tali omaggi con quell’aria +distratta che appartiene ad uomo uso da +lungo tempo a riceverne, la Contessa con +que’ modi di ceremoniale, che ben disvelavano +non essersi ella per anco fatta agli +usi de’ grandi. +</p> + +<p> +Il banchetto apparecchiato per quella +brigata conformavasi alla magnificenza degli +appartamenti, entro di cui fu imbandito. +Unicamente non comparve alcun famiglio, +e la sola Giannina servì i quattro +convitati. Nè per vero dire d’un maggior +numero di servi era d’uopo perchè la mensa +andava sì abbondantemente fornita di +quanto poteva abbisognare a ciascuno, che +le faccende della stessa Giannina non furono +assai rilevanti. Il Conte e la sua sposa si +assisero alla sommità della tavola, Varney +e Foster al di qua della saliera, sede serbata +sempre alle persone di grado inferiore. +Foster, preso da soggezione per trovarsi in +una compagnia cui sì poco era avvezzo, +non aperse bocca in tutto il durar della +mensa. Varney, cui non mancavano e finezza +<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span> +di sentire ed accorgimento, prese +parte alla conversazione quanto facea di +mestieri, per non lasciarla languire, senza +però mostrar mai di voler prender l’arringo, +laonde contribuì grandemente ad intertenere +il buon umore del Conte. Nè certamente +niuno meglio di Varney ottenne +dalla natura tutte le qualità necessarie a +sostenere la parte, cui lo chiamò la sua +vocazione. Si univano in lui e moderazione +e prudenza, e ad un tempo vivacità, +spirito, ed immaginazione. E perfino la +Contessa, comunque per più d’un motivo +non propensa ad essergli amica, non potè +ristarsi dal trovarne dilettevole la compagnia, +nè mai inclinò maggiormente ad unire +il proprio suffragio agli elogi, de’ quali +largheggiava il Conte col suo favorito. Terminato +il banchetto, i due sposi si ritrassero +nel loro appartamento, ed il più profondo +silenzio regnò nel castello per tutto +il rimanente di quella notte. +</p> + +<p> +Alla domane di buon mattino, Varney +compì presso il Conte gli ufici di gran +ciamberlano, e di primo scudiere, benchè +d’ordinario il secondo ufizio soltanto gli +appartenesse nella casa di questo favorito +della Regina, il quale teneva appo sè gentiluomini, +usciti di buone famiglie, e ornati +degli stessi gradi, che i primi nobili del +regno assumevano nella casa reale. Ne’ doveri +<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span> +di tutte le ridette cariche era bene addottrinato +il Varney, che disceso di famiglia +antica sì, ma andata affatto in rovina, fu +paggio del Conte sin d’allor quando incominciò +questi a far la sua carriera. Statogli +fedele ne’ momenti avversi, seppe rendersi +utile al medesimo, allorchè marciò a gran +passi nel cammino della fortuna. Per tal +modo fondato il credito del Varney, e su +i servigi prestati, e su quelli che continuava +a prestare, divenne tal confidente, che +quasi il padrone non ne potea più far di +meno. +</p> + +<p> +«Datemi un abito più semplice, Varney +(disse il Conte mentre stava per metter +via la sua veste di camera ch’era di +seta sparsa di fiori, e foderata d’ermellino), +poi prendete in custodia queste +catene,» e gli additò nel medesimo tempo +i suoi diversi ordini che stavano sopra di +una tavola. «Il loro peso, ier +sera, ebbe a rompermi il collo. Son quasi +deliberato di non me ne caricare più +mai; non vedo in essi se non se altrettanti +ceppi, che inventò l’accorta malignità +per incatenar la stoltezza. Che ne +dite, Varney?» +</p> + +<p> +«Per verità, Milord, io penso che le +catene d’oro non somigliano in alcun modo +alle altre catene, e le riguardo anzi +più gradevoli in proporzione del loro peso.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span> +</p> + +<p> +«Eppure, te lo ripeto, o Varney, +sono per metà risoluto ch’esse non m’incatenino +per più lungo tempo alla Corte. +Qual cosa mi possono omai fruttare novelli +servigi? E qual favore mi rimane +a sperare al di sopra del grado e della +fortuna, che non mi possono più sfuggire? +D’ond’è che cadde la testa del +padre mio? Non da altro che dal non +aver saputo por limite ai propri desiderii. +Tu il sai che io medesimo ho corso +gravi rischi; che più d’una volta mi sdrucciolò +il piede sull’orlo del precipizio. Sì: +credo giunto l’istante di non avventurarmi +più al mare, e di sedermi finalmente +con tranquillità sulla spiaggia.» +</p> + +<p> +«E ivi raccogliere conchiglie in compagnia +di Cupido» aggiunse Varney. +</p> + +<p> +«Che v’intendete con ciò, Varney?» +disse il Conte con tutta la vivacità mossa +da un tale scherzo. +</p> + +<p> +«Non prendete collera col vostro servo, +o Milord. Se la compagnia di una sposa +ricca di sì rari pregi, è cagione che per +più liberamente bearvi in essi, vogliate +rinunziare a quanto finora fu prima meta +de’ vostri desiderii, è vero che ne potranno +andar danneggiati alcuni poveri gentiluomini, +or lieti di starsi al vostro servigio; +ma ciò non potrebbe essere applicato a Riccardo +Varney. Egli, la mercè vostra, avrà +<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span> +sempre modo di mantenersi degno del distinto +grado che gli concedeste nella vostra +casa.» +</p> + +<p> +«Nondimeno, il tuono de’ vostri ultimi +detti, non mostrò che foste contento nell’udire +il mio divisamento di abbandonare +un giuoco ruinoso, il quale però potrebbe, +un dì o l’altro, perderne entrambi.» +</p> + +<p> +«Io, Milord! Per me non ho alcun motivo +di trovare molesto un ritiro, in cui +dovrei soggiornare presso di voi. Non sarebbe, +ad ogni evento, Riccardo Varney +che cadesse in disfavore di Sua Maestà, +non egli che divenisse la favola della Corte, +allorchè il più sublime edifizio che mai +sia stato fondato sul favore d’un principe, +rovinasse da cima a fondo, come uno di +que’ castelli di carte da giuoco che i fanciulli +sogliono fabbricare. Bramerei solamente, +o Milord, che prima di prendere +una risoluzione, dopo la quale non potreste +tornare addietro, consultaste maturamente +gl’interessi della vostra felicità e della vostra +fama.» +</p> + +<p> +Tai cose furon dette da Varney con +quella titubazione di chi teme dir troppo, +onde soggiunse il Conte: «Parlate, +Varney, continuate liberamente. Non vi +dissi di avere presa una risoluzione assoluta, +ed amo di bilanciare il pro ed il contro +in tale discussione.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span> +</p> + +<p> +«Ebbene, Milord, supponiamo dunque +la cosa fatta; nè si parli ora di real disfavore, +di sarcasmi cortegianeschi, e nemmeno +dei danni che portereste ai vostri partigiani. +Ritirato in uno de’ vostri più lontani castelli, +e a tanta distanza dalla Corte, non +giungono sino a voi, nè il dispiacere di +coloro che vi sono affezionati, nè la gioia +di chi vi è nemico. Supponiamo in oltre +che il vostro rivale, giunto allora al colmo +della felicità, sia pago assai (la qual cosa +è per lo meno incerta) nel vedere spogliato +di rami l’albero, quel grand’albero +che gli nascose il sole sì lungo tempo: supponiamo +pure ch’ei non curi di atterrarlo, +di sradicarlo. Ebbene, l’antico favorito +della regina d’Inghilterra, che teneva il +bastone del comando, che volgeva a suo +grado i Parlamenti, ora non è nulla più +di un gentiluomo di campagna, ridotto +ai diletti di cacciare per le sue terre, di +bere la birra insieme ai confinanti, e di +passare in rassegna i propri vassalli allorchè +gli aduna il seriffo.» +</p> + +<p> +«Varney!» disse il Conte aggrottando +le ciglia. +</p> + +<p> +«Milord, il comando di parlare mi +venne da voi. Vogliate permettermi che +io termini il quadro che ho principiato.... +Sussex dunque governa l’Inghilterra; +viene a vacillare la salute della Regina, +<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span> +e l’ambizione del vostro nemico +vede schiudersi dinanzi a sè una strada, +qual mai non avrebbe osato immaginarsi. +Queste notizie vi giungono mentre che state +ad un canto del vostro fuoco. Allora incominciate +a pensare alle vostre speranze +cadute a vôto, all’inerzia cui vi condannaste +da voi medesimo. E perchè tutto +ciò? Perchè non vi bastò di contemplare +una volta ogni quindici giorni gli occhi +d’una sposa avvenente!» +</p> + +<p> +«Basta così, Varney. Io non vi ho +detto infatti di voler abbracciare precipitosamente, +e senza aver consultato come +si debbe il pubblico interesse, una +risoluzione, cui mi fa proclive l’amor +del riposo e della domestica felicità. Vedrete, +o Varney, che saprò trionfare di +tal mia inclinazione; ma non credeste +mosso da mire ambiziose un tal sagrifizio, +bensì dalla necessità di mantenermi +in un grado, d’onde potrò all’uopo essere +utile all’Inghilterra. Ordinate i nostri +cavalli. Metterò, come ho fatto altre +volte, un abito da livrea, e il mio +cavallo porterà la valigia. Oggi tu sarai +il padrone, o Varney, non trascurare alcuna +cautela necessaria a tenere addormentati +i sospetti. Fra breve saremo a +cavallo. Non mi occorre che un istante +per congedarmi dalla Contessa; indi son +<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span> +pronto. Comando un crudel dovere al +mio cuore, e ne trafiggo un altro che +m’è più caro del mio, ma l’amor di +patria vuole la preferenza su quello di +sposo.» +</p> + +<p> +Dette tai cose con modo risoluto, e con +accento ad un tempo malinconico, lasciò +la stanza ove si era abbigliato. +</p> + +<p> +«È bene che tu sia partito (meditava +fra se stesso Varney), perchè comunque +avvezzo alle umane follie, io non poteva +omai più ristarmi dal ridere della tua alla +tua presenza. Stancati presto di questo +nuovo trastullo, di questa creatura avvenente, +degna figlia d’Eva che ti comanda; +a me poco rileva. Ma ben mi +spiacerebbe se ti stancassi del trastullo +antico dell’ambizione; perchè, Milord! +nel salire la montagna, voi vi traete addietro +Riccardo Varney, che spera vantaggiare +quando sarete in alto. Perciò +se vi vedo andare a rilento, oh! non +mancherò di adoperare e frusta e sperone +sinchè io vi veda alla cima. Quanto a +voi, mia garbata signora, che volete sostener +seriamente la parte di Contessa, vi +consiglio a non mi far nascere intoppi +dietro la strada, o avremo conti antichi +da aggiustare fra noi. Oggi tu sarai il padrone, +o Varney, egli mi dicea. Affè +ch’ei potrebbe aver parlato più vero di +<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span> +quanto egli medesimo lo pensasse. Vedete! +quest’uomo, che al dir di tante persone +sensate non la cede in profondità di mire +politiche nè ad un Burleigh, nè ad un +Walsingham, nè per sapienza militare al +Sussex, si fa servo di uno de’ proprii servi, +e tutto ciò per due neri occhi, per +un bell’accordo di bianco e vermiglio che +scorgasi sulle guance di una gentildonna +di villaggio. Dove va a perdersi l’ambizione! +Se però i vezzi di una donna possono +in alcuna circostanza scusare i traviamenti +delle teste umane, Milord non +ebbe mai migliore scusa. Ebbene! lasciamo +che le cose vadano come sanno andare. +O egli avrà cura della propria grandezza, +o l’avrò io della mia felicità; e +circa quest’amabil Contessa, se ella non +racconta di aver veduto Tressiliano: e +credo già che non oserà raccontarlo, le +sarà d’uopo il far causa comune con me; +converrà che noi abbiamo insieme i nostri +segreti, che ci sosteniamo l’un l’altro +anche a malgrado di un’avversione, che +costei non mi lascia ignorare. Corrasi alla +scuderia. Milord, vado ad ordinare i vostri +cavalli. Non è forse sì lontano il giorno +che il mio scudiere andrà ad ordinare +i miei.» +</p> + +<p> +Dopo fatte queste considerazioni uscì +dell’appartamento. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span> +</p> + +<p> +Intanto il Conte rientrava nella camera +da letto per congedarsi in tutta fretta dall’amabil +Contessa, ed osava egli appena +avventurarsi ad udire ripetuta un’inchiesta, +che il ricusar gl’increscea, ma che +egli era ben lungi dal voler secondare dopo +l’intertenimento avuto collo scudiere. +</p> + +<p> +Nell’udirlo giugnere, ella corse giù dal +letto, avvolgendosi in una zimarra di seta +bianca foderata di pelliccia, e collocando +il gentil piede entro eleganti pianellette, +chè non trovò ella il tempo di +metter le calze; le sue lunghe chiome fugian +di sotto della cuffia da notte, nè avea +quindi altro adornamento, fuorchè i proprii +vezzi, cui acquistò novello spicco perfino +il dolore prodotto dall’annunzio onde +il Conte l’amareggiò. +</p> + +<p> +«Addio, Amy, addio, mio amore (le +disse il Conte, avendo appena forza di +staccarsi da amplessi tanto soavi, e tornando +addietro per più riprese onde +stringerla fra le sue braccia). Il sole comincia +ad alzarsi sull’orizzonte; non oso +rimanermi più lungamente. Già dovrei +essere dieci miglia lontano di qui.» +</p> + +<p> +In tal modo cercava egli abbreviare i +momenti d’una sì dolorosa separazione. +</p> + +<p> +«Voi dunque non mi concederete quanto +vi chiesi (con soave sorriso gli disse +la Contessa). Ah! cavaliere sleale!... +<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span> +Eh! si udì mai che cortese cavaliere ricusasse +inchiesta fattagli dalla sua donna +che tenesse i piedi ignudi nelle proprie +pianelle?» +</p> + +<p> +«Domandatemi tutto ciò che volete, +o mia Amy, e vi appagherò. Ne eccettuo +le cose che potrebbero perdere voi e me.» +</p> + +<p> +«Ebbene! non vi chiedo più di riconoscermi +sul momento in quel grado, che +mi farebbe invidia dell’Inghilterra, nel +grado di moglie del più nobile, del più +prode, del più universalmente amato fra +i baroni Inglesi. Mi limito a pregarvi di +poter dividere questo segreto col padre +mio, e di metter così un termine al cordoglio +che gli cagionai. Si dice ch’egli +sia pericolosamente infermo.» +</p> + +<p> +«<i>Si dice?</i> (ripetè il Conte con forza) +chi ve lo ha detto? Varney non ha egli +fatto sapere a vostro padre tutto ciò di +che si poteva ragguagliarlo in tale momento, +cioè di essere voi felice, ed in ottimo +stato di salute? Non vi ha soggiunto +di più, che trovò il rispettabile vecchio +mentre si dava con ilarità al suo prediletto +esercizio della caccia? Chi ha ardito +far nascere idee contrarie nel vostro +spirito?» +</p> + +<p> +«Nessuno, Milord, nessuno (rispose +la Contessa, scoraggiata dal tuono onde +il Conte le movea tali inchieste). Nondimeno, +<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span> +o Milord, bramerei molto accertarmi +co’ miei occhi medesimi, che mio +padre sta bene.» +</p> + +<p> +«Ciò è impossibile, Amy. Voi non potete +in questo momento avere alcuna comunicazione, +nè con vostro padre, nè colla +sua casa. Sarebbe assai trista politica +il mettere a parte di un tal segreto un numero +maggiore di persone, oltre a quelle +alle quali è indispensabile lo svelarlo. +Poi... quel <i>Travaillon, Tressiliano</i>, poco +importa del nome, non è egli continuamente +in casa di vostro padre? Il +vecchio cavaliere ha forse nulla di nascosto +per lui?» +</p> + +<p> +«Mio padre, Milord, è conosciuto per +un uomo prudente e rispettabile; e quanto +a Tressiliano, potrei offerire per mallevadore +di quanto asserisco quella corona +di contessa, che porterò un giorno +pubblicamente. Così potessimo noi perdonare +a noi stessi l’ingiuria che gli arrecammo, +com’egli è incapace di una bassa +vendetta!» +</p> + +<p> +«Nondimeno non mi confiderei seco +lui, Amy, non mi confiderei seco lui. +Vorrei che il demonio si frammettesse nei +nostri affari anzichè Tressiliano.» +</p> + +<p> +«E perchè, Milord? (gli chiese la +Contessa, fatta tremante nel suo interno +dal tuono di risolutezza adoperato dal +<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span> +Conte) perchè avete idea tanto sinistra +di Tressiliano?» +</p> + +<p> +«Signora, rispose il Conte, la mia +volontà dovrebb’essere per voi una ragion +sufficiente. Ma se vi piace saperne di più, +considerate le persone con cui Tressiliano +sta in lega. Egli, amico, creatura di quel +Radcliffe, di quel Sussex, contro il quale, +non senza fatica, sostengo il campo che +ci disputiamo nel godere il favore di una +sospettosa padrona. S’egli ottiene sopra +di me il vantaggio di sapere le nostre nozze +prima ch’io abbia con accorti modi +preparata la Regina ad udir tale segreto, +sarebbe irrevocabile, eterna la mia disgrazia; +nè forse si starebbe nelle perdute +mie dignità. Chi sa fin dove divenissi vittima +del risentimento d’Elisabetta, in +cui è trasfusa in qualche parte la fiera +indole d’Enrico suo padre?» +</p> + +<p> +«Ma perchè, Milord, portate voi opinione +tanto ingiuriosa verso un uomo che +conoscete sì poco? Tressiliano non vi è +noto che a cagion mia, e son io ad accertarvi +che per qualsivoglia motivo non +tradirebbe il nostro segreto. Se per amor +di voi io l’offesi, tanto più è mio obbligo +il desiderare di vedervi giusto per suo +riguardo. Se il parlarvi solo di lui vi eccita +a tanto sdegno, che direste adunque +s’io lo avessi veduto?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span> +</p> + +<p> +«Se l’aveste veduto! (ripetè il Conte +con severo ciglio) sarebbe per voi buon +consiglio il tener nascosto un tale congresso +come le cose da non rivelarsi che +in confessione. Io non bramo la perdizione +di nessuno. Ma chiunque vorrà penetrare +i miei segreti, badi bene a se +stesso. Il cinghiale non soffre di vedere +chi attraversi il sentiero che ha scelto.» +</p> + +<p> +«Com’egli divien terribile!» disse la +Contessa a mezza voce, e impallidendo. +</p> + +<p> +«Che avete, mio amore? (le disse il +Conte sostenendola fra le sue braccia). +Tornate in letto. Voi lo lasciaste troppo +di buon mattino. Vi resta a chiedermi +qualch’altra cosa, che non comprometta +la mia fortuna, la mia vita, il mio +onore?» +</p> + +<p> +«Nulla, Milord, nulla (rispos’ella +con fioca voce). So che io volea parlarvi +sopra un altro argomento, ma il vostro +sdegno me ne ha fatto dimenticare.» +</p> + +<p> +«Vi tornerà in mente allorchè ci rivedremo, +o mia vita, (e in ciò dire l’abbracciò +con tenerezza). Eccetto inchieste +di tal natura, ch’io non possa e non osi +concedere, non vi state dal confidarmi +tutte le vostre brame, e ben farebbe mestieri +che fossero al di sopra di quanto +possono fornir l’Inghilterra e le sue pertinenze, +<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span> +perchè non le vedeste pienamente +soddisfatte.» +</p> + +<p> +Pronunziate quest’ultime parole, partì. +Giunto a piedi dello scalone, Varney +gli diede un grande ferraiuolo da livrea, +ed un larghissimo cappello, travestimento, +sotto di cui diveniva impossibile il +ravvisarlo. Stavano pronti in corte i cavalli +così per lui come per Varney. Il +Conte non era venuto la notte addietro +che con due servi, iniziati sino ad un +certo grado ne’ misteri del lor padrone, +i quali cioè credeano che ivi lo conducesse +una tresca con qualche bella, di +cui ignoravano la condizione ed il nome. +Ma questi servi erano nella stessa notte +partiti. +</p> + +<p> +Tony Foster teneva egli stesso la briglia +al palafreno del Conte, corsiero vigoroso +al pari che agile, e intanto il servo +del Foster presentava un cavallo di +più bella apparenza e più riccamente +bardamentato a Riccardo Varney, che +dovea sostenere la parte di padrone lungo +la strada. +</p> + +<p> +Ciò non di meno Varney, vedendo avvicinarsi +il Conte, si fece innanzi per +tenergli le redini del cavallo, e impedì +a Foster l’incaricarsi di tale ufizio, ch’ei +riguardava, senza dubbio, come una delle +sue prerogative. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span> +</p> + +<p> +Traspirò dalla fisonomia del Foster, +che assai gl’increscea perdere questa occasione +di far la corte al suo protettore. +Ciò non ostante cedè il luogo a Varney +senza osare di moverne alcuna lagnanza. +Il Conte salì con mente distratta a cavallo, +e dimenticando per un istante +che la parte assuntasi l’obbligava a rimanere +addietro al suo padrone posticcio, +uscì della corte senza pensare a Varney, +e mandò più d’un baciamano alla +Contessa, che da una finestra, sventolando +un fazzoletto, gl’inviava i suoi +estremi saluti. +</p> + +<p> +Mentre ei passava sotto l’oscura volta +che mettea fuor della Corte: «Ecco, +diceva il Varney, ciò che si chiama fina +politica. Il servitore che va avanti al suo +padrone.» E profittò di questo momento +per dire a Foster: «Tu mi fai il viso +dell’arme, o Tony. Ma se ti ho privato +d’un grazioso sguardo di Milord, in compenso +l’ho indotto a lasciarti un premio +de’ tuoi prestati servigi, che non ti sarà +meno gradevole d’uno sguardo. Eccoti +una borsa del migliore oro che le dita +di un avaro abbiano contato giammai. +Prendila (soggiunse, e a tal vista la +fisonomia di Foster si fece più aperta), +prendila, ed aggiungi quest’oro a quello +che egli donò la scorsa notte a tua figlia.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span> +</p> + +<p> +«Come? Che mi dite voi? Egli ha +fatto un dono di danari a Giannina?» +</p> + +<p> +«Certamente. Qual maraviglia? I servigi +ch’ella presta alla Contessa, non vogliono +forse la lor ricompensa?» +</p> + +<p> +«Essa non lo terrà e la obbligherò a +restituirlo. Conosco troppo bene Milord, +e so quanto lo alletti la novità. I suoi +amori sono variabili come la luna.» +</p> + +<p> +«Impazzisci, o Foster? O entreresti +nella vanità di credere che Milord possa +essere preso da un capriccio per la tua +figlia? Chi è mai che sogni a por mente +a una lodola, finchè ode il canto dell’usignuolo?» +</p> + +<p> +«Sia lodola, sia usignuolo, tutto fa +per l’uccellatore; e so ancora, sig. Varney, +essere in voi molta maestria nello +scuotere i rami tanto che gli uccelli gli +corrano nelle reti. Mi porti il diavolo anzichè +io desiderassi mai che metteste Giannina +nel novero di tante povere fanciulle +cadute ne’ vostri agguati! Voi ridete! ma +vi ripeto che voglio almeno salvare un +individuo di mia famiglia dagli artigli di +Satanasso; e tenetelo ben per sicuro. Ella +restituirà quest’oro.....» +</p> + +<p> +«Ovvero ella te lo darà in custodia, +o mio Tony, il che torna allo stesso. +Ma mi è d’uopo il parlarti di cosa più +rilevante. Il nostro padrone parte di qui +<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span> +con intenzioni, che potrebbero sconcertar +molto le nostre.» +</p> + +<p> +«Come sarebbe a dire? È egli stanco +del suo trastullo, della sua nuova conquista? +Non mi maraviglio. Ha speso per +essa ciò che pagherebbe il riscatto di un +re, e ora è pentito del suo contratto.» +</p> + +<p> +«Oh! quanto ti scosti, o Tony, dal +vero! Egli è delirante più che nol sia +stato mai per Amy, ed anzi vuole per lei +abbandonare la Corte. Allora, addio speranze +nostre, addio possedimenti, addio +sicurezza. Ci vengono ritolti i beni di +chiesa, e sarebbe gran ventura, se non +ci facessero rigettare le rendite.» +</p> + +<p> +«Oh! sarebbe la nostra rovina (sclamò +Foster, cui tal novella empiè di grinze +la fronte), e tutto ciò per una donna! +Lo compatirei se fosse per la salute +dell’anima sua! Perchè anche a me talvolta +viene l’idea di sbarazzarmi dal lezzo +di questo mondo, e vivere come uno dei +più poveri della nostra congregazione.» +</p> + +<p> +«Credo bene che finirai così, mio Tony. +Ma ascolta: il diavolo non perderà +nulla se anche ti condanni alla povertà. +Onde tu non guadagneresti da nessun lato. +Ma ora bada a quanto ti suggerisco, e +puoi ancora conseguire la proprietà di +Cumnor Place. Non far motto con nessuno +della visita di Tressiliano. Su di ciò +<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span> +non aprir bocca, ammeno che non tel +consigli io medesimo.» +</p> + +<p> +«E perchè di grazia?» domandò Foster +in tuono di chi sospetta. +</p> + +<p> +«Ma sei bene una talpa, se non vedi +che nello stato in cui or trovasi l’animo +di Milord, una tale scoperta lo confermerebbe +ne’ suoi novelli disegni. S’egli +sapesse che questo fantasma comparve +alla Contessa nel tempo ch’egli era lontano, +non si fiderebbe più di nessuno, +e vorrebb’esser egli medesimo il drago +custode delle poma d’oro. E allora, Tony? +Chi ha più bisogno dell’opera tua? +Una parola basta a chi la sa intendere. +Addio, Tony, mi è d’uopo seguirlo.» +</p> + +<p> +Pronunciate queste parole toccò dello +sprone il cavallo, galoppando a tutta +briglia per raggiungere il Conte.... +</p> + +<p> +«Possa tu romperti il collo, maledetto +pagano (disse tra sè il Foster guardandogli +dietro). Fa’ d’uopo nondimeno eseguire +le sue istruzioni, perchè trattiamo tutt’e +due la medesima causa. Quanto poi a Giannina... +oh! ella metterà nelle mie mani +le monete d’oro, e sia in una guisa, sia +nell’altra, le impiegherò al servigio di Dio. +Finchè ne trovi il modo, le custodirò a +parte nel mio scrigno; altrimenti potrebbe +uscirne un vapor contagioso, che si diffonderebbe +sulla mia Giannina. Oh! questa +<span class="pagenum" id="Page_210">[210]</span> +fa di mestieri si conservi pura come uno +spirito celeste, se non altro, acciò preghi +Dio per suo padre. E ben ho bisogno delle +sue orazioni, perchè sono ad assai brutto +passo. Corrono sinistre voci sulla mia maniera +di vivere. Son visto con freddezza dai +confratelli della Congregazione. E quando +il sig. Holdforth, nell’ultima sua predica, +paragonava gl’ipocriti ad un sepolcro imbiancato, +la cui cavità è piena d’ossa umane, +pareva fissato sopra di me. Come sono +severi questi puritani!... Ma penserò.... +Prima d’aprire lo scrigno, andiamo a leggere +per un’ora la Bibbia.» +</p> + +<p> +Intanto Varney avea raggiunto il Conte +che lo aspettava alla porta del parco, d’onde +uscì Tressiliano nel dì antecedente. +</p> + +<p> +«Voi perdete il tempo, o Varney, il +Conte gli disse, e gl’istanti sono preziosi. +Mi è d’uopo arrivare a Woodstock per +mettere a basso quest’abito di maschera, +e sino a quel punto, voi lo sapete, non +viaggio senza pericolo.» +</p> + +<p> +«Non è che una corsa di due ore, o +Milord. Mi sono trattenuto brevi momenti +con Foster per eccitarlo a diligenze sempre +maggiori, affinchè non traspiri il nostro +segreto, ed anche per chiedergli il ricapito +d’un uomo, che penso, o signore, +di mettere al vostro servigio in vece del +licenziato Trevors.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_211">[211]</span> +</p> + +<p> +«E questi è tale che veramente mi +convenga?» +</p> + +<p> +«A quanto sembra, promette assai. +Ma se voi voleste continuare senza di me +il vostro cammino, tornerei a Cumnor, +per condurlo a Woodstock, prima che +siate uscito del letto.» +</p> + +<p> +«Allora io dormo profondamente, il +sapete. Basterà bene che facciate trottare +il vostro cavallo all’uopo di essere colà +quando mi alzo.» +</p> + +<p> +Pronunziate le quali parole dal Conte, +Varney galoppò a briglia sciolta verso +Cumnor, tenendo la strada maestra per +non ripassare in vicinanza del parco. E +sceso alla porta dell’<i>Orso nero</i> chiese di +parlare a Michele Lambourne. Questo rispettabile +nipote dell’ostiere non fece +aspettare il nuovo suo protettore, che +anzi parea tenere l’orecchie tese, come +se ne indovinasse il vicino arrivo. +</p> + +<p> +«Tu perdesti l’orme del compagno tuo +Tressiliano, gli disse Varney, me lo annunzia +quella tua fisonomia di furfante. +È questa la destrezza di cui ti vantasti, +impudente millantatore?» +</p> + +<p> +«Oh! per la morte, disse il Lambourne, +sfido chi abbia meglio seguite le tracce +di una volpe. Lo trovai che si riparò +qui, in casa di mio zio, l’ho veduto +cenare, l’ho veduto entrare nella propria +<span class="pagenum" id="Page_212">[212]</span> +stanza, in somma mi sono attaccato +a lui come la sua ombra. Ma che volete? +Prima del giorno egli era partito, senza +che lo avesse visto nessuno, e nemmeno +il mozzo di stalla.» +</p> + +<p> +«Sarei tentato a credere, che tu ti +avvisi ingannarmi; ma se vengo a scoprirlo, +sull’anima mia, te ne pentirai.» +</p> + +<p> +«Non v’è cane, comunque buono, cui +non vada talora fallita la preda. Qual +interesse aveva io di fare sparire costui? +Domandatene conto a Giles Gosling mio +zio, ai suoi garzoni, al mozzo di stalla, +a Cicily, a tutta la casa, e vi convincerete, +che nol perdei d’occhio un istante +in tutta la sera. Che diavolo! Dopo averlo +veduto entrare nella sua stanza, io +non poteva collocarmivi a guisa d’un infermiere. +Spero che in ciò almeno mi farete +ragione.» +</p> + +<p> +Il Varney prese alcune informazioni dagli +altri dell’osteria, e le trovò conformi +a quanto in propria discolpa gli disse +il Lambourne; e soprattutto ognuno fu +concorde nell’accertare che Tressiliano +era partito di notte tempo senza avvertire +nessuno. +</p> + +<p> +«La giustizia però vuole che non si +taccia una cosa, soggiunse l’ostiere; ed +è che ha lasciato sulla tavola quanto corrispondeva +all’importare del conto datogli, +<span class="pagenum" id="Page_213">[213]</span> +ed in oltre una mancia ai garzoni, +la qual cosa pareva tanto meno essenziale, +che non ha dato, come sembra, l’incomodo +a nessuno di mettere la sella al +suo cavallo.» +</p> + +<p> +Convintosi che il Lambourne non lo +aveva ingannato, il Varney entrò nel +proposito dei divisamenti fatti sopra di +esso, incominciando dal mostrarsi ragguagliato +dal Foster, ch’egli, Lambourne, +non sarebbe stato avverso ad accettar +servigio presso qualche signore. +</p> + +<p> +«Siete mai stato alla Corte?» gli chiese +il Varney. +</p> + +<p> +«No, rispose l’altro, ma fin da quando +aveva dieci anni, sognava una volta per +settimana di esservi e di far ivi fortuna.» +</p> + +<p> +«Sarà colpa vostra se il vostro sogno +non si verifica. Avete bisogno di danaro?» +</p> + +<p> +«Non ne ha mai troppo un galantuomo +che ami passare giocondamente la vita.» +</p> + +<p> +«Questa risposta mi basta e la trovo +assai onesta. Or ditemi: sapete voi le qualità +che si vogliono da chi è al servigio +d’un cortigiano?» +</p> + +<p> +«Credo: occhio aperto, bocca chiusa, +mano pronta a tutto, acuto ingegno, +e coscienza intrepida?» +</p> + +<p> +«E senza dubbio è gran tempo che +la tua non patisce spaventi?» +</p> + +<p> +«Non mi ricordo che ne abbia mai +<span class="pagenum" id="Page_214">[214]</span> +conosciuti. Nella mia prima giovinezza +parea qualche volta ch’ella volesse alzare +la voce, ma il tumulto della guerra la +mise al dovere, e l’annegai del tutto +nell’onde del mare Atlantico.» +</p> + +<p> +«Tu hai dunque servito nell’Indie?» +</p> + +<p> +«Orientali e occidentali, per terra e +per mare. Ho servito il Portogallo e la +Spagna, l’Olanda e la Francia, e per +mio proprio conto, ho fatto la guerra +con una banda di brave persone che veleggiavano +sopra di un brigantino, e che +al di là della linea non erano in pace +con nessuno.» +</p> + +<p> +«Va bene. Tu puoi renderti utile a +Milord ed a me. Ma bada ve’! perchè +son pratico del mondo. Ti comprometti +tu di servire con fedeltà?» +</p> + +<p> +«Se non foste pratico del mondo, dovrei +rispondervi di sì senza esitare, e giurarlo +sulla mia vita e sul mio onore; ma +poichè vedo che l’<i>Onor vostro</i> desidera +una risposta dettata piuttosto dalla verità +che dalla politica, vi risponderò che +posso esservi fedele fino a’ piedi d’un patibolo, +e fino al nodo corsoio di quella +tal cordicella..... quando però io sia +ben trattato, e ben pagato. Se no, no.» +</p> + +<p> +«E a tutte l’altre tue virtù (disse con +ironico tuono il Varney) tu aggiugnerai +sicuramente la felice prerogativa di saper +<span class="pagenum" id="Page_215">[215]</span> +comparire all’uopo uom religioso ed austero?» +</p> + +<p> +«Non mi costerebbe nulla il lasciarvelo +credere, ma per rispondervi francamente +devo dirvi di no. Se vi abbisogna +un ipocrita, volgetevi a Tony Foster, +che fin dalla sua giovinezza è tormentato +dalle visite di certi scrupoli coi quali +poi viene a patti; laonde in sostanza, il +diavolo non vi perde nulla. Oh no, io +non sono di questo temperamento.» +</p> + +<p> +«Ebbene! Se non hai ipocrisia, sei +tu provveduto d’un buon cavallo?» +</p> + +<p> +«Oh buono! Vel guarentisco, un cavallo, +che supera le siepi ed i fossi come +il miglior cavallo di milord Duca. Una +volta ch’io feci una piccola corsa a Shooters-Hill, +mi accadde sulla strada maestra +di dire alcune parole ad un fittaiuolo +fornito meglio di saccoccia che di cervello. +Ma il mio cavallo mi trasse di affare +in pochi minuti, ad onta di tutti quelli +che m’inseguivano.» +</p> + +<p> +«Ebbene, monta in sella, e seguimi, +lascia pur qui tutto il tuo fardello, e ti +farò aver servigio presso un tale, che +se tu non fai fortuna, non sarà colpa della +sorte, ma tua solamente.» +</p> + +<p> +«Va a maraviglia. Eccomi di tutto cuore. +In un istante son lesto. Olà. Eh! la +sella al mio cavallo. Spicciati. Cicily! +<span class="pagenum" id="Page_216">[216]</span> +Amabile Cicily, vieni a farmi i tuoi congedi, +ti voglio donare la metà della mia +borsa per consolarti della mia lontananza.» +</p> + +<p> +«Giur’al cielo (sclamò Giles Gosling +che avea uditi tutti questi apparecchi di +partenza), Cicily non sa che farsi de’ tuoi +donativi. Buon viaggio, e possa tu trovar +la grazia di Dio in qualche parte, benchè +a dir vero credo che non germogli +nel paese dove tu vai.» +</p> + +<p> +«Fa dunque ch’io veda la tua Cicily, +caro ostiere, si vuole che sia una bellezza» +disse Varney. +</p> + +<p> +«Una bellezza arsa dal sole, capace +di resistere al vento ed alla pioggia, ma +che non ha nulla per piacere a’ zerbinotti +della vostra sorte, o signore. Ella non +si muove dalla sua stanza, nè si espone +agli sguardi dei cortigiani.» +</p> + +<p> +«Alla buon’ora, amico mio. La pace +sia dunque con lei. Ma i nostri cavalli +impazientiscono. Vi diamo il buon giorno.» +</p> + +<p> +«Mio nipote viene dunque con voi, +o signore?» +</p> + +<p> +«Tale è la sua mente» rispose Varney. +</p> + +<p> +«Fai bene, o Michele, riprese Gosling, +fai ottimamente. Tu hai un buon cavallo. +Ora non ti resta che a guardarti dallo +sforzino. O se di tutti i modi che vi sono +per terminare i tuoi giorni, ti si confà +meglio la corda, come mi par verisimile +<span class="pagenum" id="Page_217">[217]</span> +al partito che prendi, fammi un piacere; +scegliti una forca il più lontano che +puoi da Cumnor.» +</p> + +<p> +Senza prendersi molta molestia per questi +congedi di mal augurio, Varney e +Lambourne montarono a cavallo, e corsero +con tanta rapidità, che non poterono +ricominciare il loro intertenimento, +se non se all’atto di salire una montagna +alquanto scoscesa. +</p> + +<p> +«Tu acconsenti adunque, gli disse +Varney, di entrare al servigio di un signor +della Corte?» +</p> + +<p> +«Sì: semprechè vi piacciano i patti +ch’io son per farvi.» +</p> + +<p> +«Udiamoli.» +</p> + +<p> +«S’io debbo aver gli occhi aperti sugl’interessi +del mio padrone, è d’uopo +ch’ei li chiuda su i miei difetti.» +</p> + +<p> +«Purchè non sieno di natura da pregiudicare +al servigio.» +</p> + +<p> +«Siam d’accordo. Se fo buona caccia +debbo avere almeno le ossa da rosicchiare.» +</p> + +<p> +«Nulla avvi di più ragionevole. Molti +che valgono meglio di te, domandano la +stessa cosa.» +</p> + +<p> +«Va bene. Rimane un altro punto da +chiarire. Se entro in brighe colla giustizia, +il mio padrone deve aiutarmi ad uscirne +colle mani nette. Voi vedete che questo è +un articolo importante.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_218">[218]</span> +</p> + +<p> +«Anche ciò è giusto, ogni volta però che +l’impaccio in cui tu possa trovarti abbia +origine da servigio prestato al padrone.» +</p> + +<p> +«Quanto allo stipendio (continuò il +Lambourne con aria d’indulgenza) non +ne parlo neanco, perchè fo conto di vivere +sui profitti.» +</p> + +<p> +«Non temere. Non ti mancheranno nè +danari, nè modi di divertirti. Tu vai a +stare in una casa, ove, come suol dirsi, +l’oro esce fuori degli occhi.» +</p> + +<p> +«Tutto ciò è un incanto. Non mi rimane +ora a sapere che il nome del mio padrone.» +</p> + +<p> +«Io mi chiamo Riccardo Varney.» +</p> + +<p> +«Ma intendo dire il nobile Lord, al cui +servigio voi mi mettete.» +</p> + +<p> +«Sciagurato! Ti credi forse troppo gran +signore onde arrossire di chiamarmi tuo +padrone? Ti permetto d’essere impudente +cogli altri. Ma bada bene che con me...» +</p> + +<p> +«Ne domando umilmente perdono al +<i>vostro Onore</i>; ma vi ho veduto in tanta +intrinsichezza con Tony Foster, col quale +vivo in intrinsichezza ancor io...» +</p> + +<p> +«Vedo che non ti manca nulla per essere +un furfante calzato e vestito. È vero +che ho deliberato collocarti nella casa di +un gran signore, ma da me solamente riceverai +i comandi, nè ubbidirai altri che +me. Io ne sono il primo scudiere, nè andrà +guari che ti sarà noto il suo nome. +<span class="pagenum" id="Page_219">[219]</span> +Egli è un uomo che governa lo Stato, +che porta tutto il peso dell’amministrazione +sopra di sè.» +</p> + +<p> +«Poter del Cielo! è un eccellente talismano +per disotterrare i tesori nascosti.» +</p> + +<p> +«Quando si sa farne uso prudente. Ma +bada bene, perchè tu potresti invece chiamar +sopra te un demonio capace di ridurti +in polvere.» +</p> + +<p> +«Non dubitate. Mi terrò fra i limiti +convenienti.» +</p> + +<p> +I due viaggiatori ripigliarono allora il +galoppo, e giunsero di lì a non molto al +reale parco di Woodstock. Questo antico +dominio della Corona aveva aspetto ben +diverso da quello che presentò allorquando +vi soggiornava la bella Rosimonda, e +quando fu nascondiglio ai proibiti amori +di Enrico II; ed era ben anche diverso da +quel che si mostra a’ nostri giorni, in cui +Blenheim-House ne rimembra le vittorie +del Marlborough, e invita i viaggiatori a +contemplare i nobili sforzi dell’ingegno del +Vanburgh, lacerato sintantochè visse da +uomini che gli stavano di gran lunga al disotto. +Woodstock sotto la regina Elisabetta +non era che un vecchio castello rovinoso, +nè da lungo tempo onorato della presenza dei +sovrani; circostanza che contribuì grandemente +ad impoverir quel villaggio, e che +trasse quegli abitanti ad umiliare più d’una +<span class="pagenum" id="Page_220">[220]</span> +supplica alla Regina, onde volgesse sovra +essi un suo benefico sguardo. E tale era +l’apparente motivo per cui il Conte si era +condotto a Woodstock. +</p> + +<p> +Il Varney e il Lambourne entrarono +francamente nella corte del vecchio castello, +che offeriva in quella mattina un aspetto +animato, qual non s’era visto dopo +volgere di due regni. Gli ufficiali della +casa del Conte, i suoi servi da livrea, le +guardie, andavano e venivano collo strepito +caratteristico della lor professione. Udivansi +gran nitrir di cavalli e grande abbaiare +di cani; perchè il Conte incaricato +di esaminare in qual essere trovavasi quella +terra, e dovendo far credere di rimanervi +quanto tempo fosse stato necessario a tal +uopo, volle lo accompagnasse tutto il treno +che gli facea di mestieri per gustare ivi il +piacer della caccia. Diceasi che il parco di +Woodstock fosse stato nell’Inghilterra il +primo ricinto chiuso da mura ad uso di +caccia; ed abbondava di daini, il cui riposo +da lungo tempo non veniva turbato. +Una grande folla d’abitanti, sperando che +tale visita straordinaria produrrebbe i favorevoli +effetti, cui sospiravano, si assembrarono +nella corte, ove agognavan l’istante +che si mostrasse ad essi il più sublime +personaggio dell’Inghilterra. L’arrivo di +Varney eccitò la loro attenzione, tanto più +<span class="pagenum" id="Page_221">[221]</span> +che si sparse subito la voce essere egli il +primo scudiere del Conte, onde tutti solleciti +di amicarsi il Varney, si levarono +i cappelli, e si affollarono frettolosamente +per tener briglia e staffa così al cavallo di +lui, come a quello del suo compagno. +</p> + +<p> +«Allontanatevi, miei galantuomini, +(disse loro con alterigia il Varney), nè impedite +ai servi di fare il loro dovere.» +</p> + +<p> +I contadini afflitti di ciò, si ritiravano, +allorchè il Lambourne, credendosi copiare +i modi del primo scudiere, più duramente +ancora li rispingeva: «Giù le mani o bifolchi, +andate al diavolo. Pensate forse che +non abbiam salariati per farci servire?» +</p> + +<p> +Consegnati i loro cavalli agli uomini da +livrea, entrarono nel castello dandosi un +tuono di superiorità, che la nascita ed una +lunga consuetudine rendevano naturale +nel Varney, e che il Lambourne si studiava +d’imitare siccome vedemmo. Intanto i +poveri abitanti di Woodstock si dicevano +uno all’altro sotto voce: «Dio ci liberi +presto da questi superbi. Se il padrone +somiglia ai servi, il diavolo se li porti tutti, +che non prenderà più di quanto gli si appartiene.» +</p> + +<p> +«Zitto, amici miei, soggiugnea il podestà, +e morsicatevi piuttosto la lingua per +non lasciarle dire sciocchezze. Col tempo +chiariremo tutto. Nessuno verrà mai accolto +<span class="pagenum" id="Page_222">[222]</span> +a Woodstock con tanto giubilo quanto se +ne dimostrava al veder giugnere l’antico re +Enrico. Se per caso regalava non so quanti +colpi di bacchetta ad un contadino, poco +dopo gli gettava addosso un pugno di monete +d’argento coniate colla sua effigie, e +con tal espediente tutto veniva dimenticato.» +</p> + +<p> +«Dio abbia in pace l’anima sua! sclamaron +que’ villici. Ma pur troppo dovrà +correre molto tempo prima che la regina +Elisabetta ci venga a distribuire colpi di +bacchetta.» +</p> + +<p> +«Non si può anche sapere, mia buona +gente; ma ci vuol pazienza, e per +ora ne consoli la sicurezza di meritare +tali favori da Sua Maestà.» +</p> + +<p> +Intanto Varney seguito dal suo nuovo +accolito entrò nell’anticamera, ove persone +di più alto affare che non quelli di +cui la corte era ripiena, aspettavano l’istante +di veder il Conte, non per anche +uscito della sua stanza. Tutte corteggiavano, +qual con maggiore, qual con minore +considerazione il Varney, e proporzionatamente +sempre al grado di ciascuna, o +alla cosa che ivi conducea al levarsi del favorito. +All’interrogazione generale: «Quando +credete che comparirà Milord, sig. Varney?» +questi rispondea in poche parole: +«Non vedete la polvere che ho su +<span class="pagenum" id="Page_223">[223]</span> +gli stivali? Giungo ora da Oxford. Non +so nulla.» Ma fattagli tale inchiesta da +un personaggio più distinto, s’affrettò a +rispondere: «Vado subito ad informarmene +dal ciamberlano sir Thomas Copely.» +Il ciamberlano, che si facea conoscere +pel distintivo della chiave d’argento, +disse che il Conte non aspettava +se non se l’arrivo del sig. Varney +per venire abbasso, ma volea prima +parlargli da solo a solo. Varney allora +salutando la brigata, ne prese congedo +per entrare nell’appartamento del suo padrone. +</p> + +<p> +Vi fu per qualche istante un mormorio +prodotto da tale aspettazione; ma questo +fece luogo al più profondo silenzio allor +quando si videro aprire entrambi i battitoi +della porta, situata nel fondo dell’appartamento. +E subito comparve il +Conte preceduto dal Ciamberlano e dal +Maggiordomo, e seguito da Riccardo Varney. +I lineamenti di quello, nobili e +maestosi, nulla aveano che si confondesse +coll’audacia improntata su i volti degli +altri del suo corteggio. Proporzionate erano +del certo al grado di ciascheduno le +gentilezze ch’ei dicea a questo e a quello; +ma non vi fu chi potesse chiamarsi +scontento dell’accoglienza ricevuta. Le +domande ch’ei faceva sullo stato in cui +<span class="pagenum" id="Page_224">[224]</span> +si trovavano il castello e le sue pertinenze, +l’enumerazione ch’ei tessea de’ vantaggi +sperabili per il paese e per que’ dintorni +dalla deliberazione in cui era +la Regina di portarvisi a quando a quando, +intendeano a far credere, ch’egli avesse già +lette ponderatamente tutte le suppliche +ìndirittegli da quelle genti, e che fosse +in lui la massima propensione a secondarle. +</p> + +<p> +«Adesso il Signore lo benedica (dicea +il podestà che ivi condusse una deputazione +del villaggio, della quale era +egli il presidente). Vedete come ha l’aria +smunta; giurerei che ha trascorsa tutta +la notte in leggere la nostra rimostranza. +E il maestro Toughyarn, che ha impiegato +sei mesi a metterla insieme, credea +breve una settimana per ben intenderla! +Or vedete che ventiquattr’ore sono bastate +al Conte per cavarne la quintessenza.» +</p> + +<p> +Il Conte gli assicurò allora d’interporre +i suoi buoni uffizi, onde persuadere la +Regina ad onorare qualche volta della sua +presenza il reale castello di Woodstock, +e ciò affinchè gli abitanti di que’ dintorni +non andassero privi de’ vantaggi, che +avean goduti sotto i precedenti monarchi. +Intanto gli era cosa gradevole il farsi interprete +delle intenzioni della Sovrana +favorevoli ad essi, e anzi di notificar loro, +<span class="pagenum" id="Page_225">[225]</span> +che Sua Maestà, premurosa d’incoraggiare +e d’avvivare il commercio di Woodstock, +avea risoluto d’instituirvi un +mercato per le lane. +</p> + +<p> +Questa buona notizia produsse grandi +dimostrazioni di giubilo, non solamente +per parte de’ membri della Deputazione +che si trovavano nell’appartamento, ma +per parte ancora de’ contadini adunati nella +corte, fra i quali la stessa notizia non +tardò a divulgarsi. I magistrati presentarono +al Conte, piegando il ginocchio, le +libertà e franchigie di Woodstock, accompagnate +da una borsa piena d’oro, +ch’egli passò immantinente a Varney, e +questi ne rimise una parte al Lambourne, +siccome un saggio anticipato de’ profitti +che gli avrebbe fruttato il novello servigio. +</p> + +<p> +Il Conte, e quelli del seguito, non +tardarono a mettersi a cavallo per ritornare +alla Corte. Udivansi d’ogni lato grida +di allegrezza di tutti gli abitanti di +Woodstock: <i>Viva la regina Elisabetta! +Viva il nobile conte di Leicester!</i> ripetevano +tutti. Che anzi i modi cortesi adoperati +dal Conte sparsero una vernice +di popolarità per fino sugli altri del suo +corteggio, l’alterigia de’ quali avea sulle +prime portato discredito allo stesso loro +padrone. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_226">[226]</span> +</p> + +<p> +Laonde le voci: <i>viva Milord, e tutti +quelli che gli appartengono</i> pervennero +all’orecchio di Varney e di Lambourne, +che seguivano il Conte, ordinati ciascuno +secondo il lor grado. +</p> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_227">[227]</span> +</p> + +<h2 class="nosp">CAPITOLO VIII.</h2> +</div> + +<div class="blockchap"> +<p> +Datemi i vostri consigli; saranno +ascoltati, sig. Fenton, e posti +anche in opera. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Le Commari di Windsor.</i> +</p> +</div> + +<p> +Diviene cosa indispensabile il risalire +alle circostanze che accompagnarono, o +a dir meglio produssero nell’osteria dell’<i>Orso +nero</i> la subitanea sparizione di Tressiliano. +Dopo lo scontro avuto con Varney +egli era tornato al <i>Carovanserai</i> di +Giles Gosling, ove chiese carta, penna +e calamaio, ed annunziando che passerebbe +tutta la giornata nel suo appartamento, +vi si rinchiuse. Ricomparve nonostante +la sera nella gran sala, ove Michele +che, giusta l’obbligo assuntone, +avea spiato ogni suo andamento, cercò +di rinovar lega con essolui: «Spero che +non avrete conservato rancore per l’affare +di questa mattina.» +</p> + +<p> +Ma Tressiliano rispinse con fermezza, +non però disgiunta da urbanità, tal genere +di cortesia: «Sig. Lambourne, non +dovreste essere scontento del modo onde +vi ho compensato pel tempo, che vi ho +tenuto in faccende. A traverso la maschera +<span class="pagenum" id="Page_228">[228]</span> +di rozza semplicità, sotto cui vi coprite, +vedo che è in voi discernimento +bastante ad intendermi allorchè vi dico con +franchezza, che avendo io ottenuto quanto +era unicamente mio scopo, dobbiamo +per l’avvenire considerarci come stranieri +l’uno per l’altro.» +</p> + +<p> +«<i>Voto a Dios</i> (esclamò il Lambourne +rilevandosi colla sinistra mano una basetta, +e portando la destra all’impugnatura +della sua sciabola), se credessi che +fosse in voi disegno di farmi aggravio...» +</p> + +<p> +«Avreste bastante prudenza per sopportarlo, +come è di vostro dovere in tutte +le immaginabili combinazioni (gli rispose +Tressiliano senza scomporsi). Voi conoscete +assai bene qual distanza ne separi +per non chiedere una spiegazione più +ampia. Vi auguro la buona sera.» +</p> + +<p> +Voltegli indi le spalle, si pose a favellar +coll’ostiere. Il Lambourne non ne +potea più dalla voglia di fare il bravo, +ma limitò la sua collera a bestemmiare +fra i denti, cedendo a quella prevalenza, +che un uomo distinto per nascita, e maggiore +di meriti, possede sempre sopra +enti spregevoli di tal natura. Si assise +borbottando in un angolo della sala, datosi +ad osservar di soppiatto, ma in modo +non equivoco, i pensieri, non che i moti +di Tressiliano; e l’idea che nacque in +<span class="pagenum" id="Page_229">[229]</span> +lui di vendicarsi a proprio conto era nudrita +dalla speranza di soddisfare ad un +tempo le brame del Varney. Giunse l’ora +della cena, che quando fu terminata, +Tressiliano si ritirò nel proprio appartamento, +tutti gli altri facendo lo stesso. +</p> + +<p> +Era poco dacchè Tressiliano si era messo +in letto senza poter prendere sonno, +di cui teneano luogo le considerazioni +nelle quali era immerso. D’improvviso +ne fu interrotto il corso dal rumore che +fece la sua porta aggirandosi su i proprii +cardini, e da un debole raggio di +luce, che si diffuse per tutta la stanza. +D’un animo forte come l’acciaio, saltò +giù del letto, ed afferrata la sciabola, +stava per trarla dal fodero, allorchè udì +questa voce; «Fermatevi, sig. Tressiliano, +fermatevi. Son io, è il vostro albergatore +Giles Gosling.» +</p> + +<p> +E nello stesso tempo girando la parte +opaca della sua lanterna, che sino a quel +punto avea mandato un languido chiarore, +mostrò i proprii lineamenti e la solita gioviale +fisonomia all’attonito Tressiliano. +</p> + +<p> +«Che vuol dir questo, sig. Gosling? +Avete forse cenato bene come la scorsa +notte? È uno sbaglio di stanza che fate? +ovvero vi dareste a credere esser questo +un luogo opportuno per venire a sfoggiare +dopo mezzanotte le vostre facezie?» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_230">[230]</span> +</p> + +<p> +«Non mi sbaglio nè di luogo nè di +tempo, sig. Tressiliano: conosco queste +due cose al pari d’ogn’altro ostiere dell’Inghilterra. +Ma primieramente ho osservato, +che quel ribaldo di mio nipote, in +tutta la sera non ha dipartito gli occhi +da voi più di quanto lo faccia un gatto +che dia la caccia ad un sorcio. In secondo +luogo, voi avete attaccato briga, vi siete +battuto, o con lui o con alcun altro, e +temo vi arrivi qualche sinistro.» +</p> + +<p> +«Impazzite, mio caro ostiere? Vostro +nipote, scusate, è al di sotto di chi può +meritare il mio risentimento. Per altra parte, +qual motivo v’induce a credere che +io abbia attaccato briga con chicchesia?» +</p> + +<p> +«Oh! il colore delle vostre guance me +ne disse assai quando tornaste, o signore. +E questo è un indizio sicuro, quanto +è certo che la congiunzione di Marte e +di Saturno partorisce sfortuna. Aggiugnete, +che le fibbie del vostro centurino andavano +traverso. Poi avevate l’aria agitata, +camminavate d’un passo frettoloso. +In somma non era cosa in voi, da cui non +comparisse, che la vostra mano aveva accarezzato +pochi istanti prima l’impugnatura +della vostra sciabola.» +</p> + +<p> +«Ebbene, amico, stando ancora che +mi fossi trovato nella necessità di metter +mano alla sciabola, è questo motivo bastante +<span class="pagenum" id="Page_231">[231]</span> +a lasciare da quest’ora un buon +letto caldo per venire da me? Voi vedete +che non mi è accaduta veruna disgrazia.» +</p> + +<p> +«No sin qui. Ma non è anche finita. +Tony Foster è un uomo pericoloso, ed +ha alla Corte potenti protettori, che lo +han tratto d’impaccio più d’una volta. +Quanto a mio nipote....... vi dissi già +l’animo mio. E se due bricconi hanno rinovato +lega, non vorrei che fosse a vostro +costo, mio rispettabile ospite. Michele +ha fatto una specie di processo col mozzo +di stalla per sapere l’ora della vostra +partenza, e la via che sarete per prendere. +Mi piacerebbe dunque che pensaste, +se avete detto o fatto nessuna cosa da mettervi +in riguardo contro d’un tradimento.» +</p> + +<p> +«Voi siete un onest’uomo, Gosling +(disse Tressiliano dopo avere meditato un +istante), e quindi vi parlerò con franchezza. +Se questi due malvagi han fatto cattivi +disegni sopra di me, e non vi nego +che sia ciò possibile, egli è perchè sono +i commessi subalterni d’altro malvagio +assai più potente di loro.» +</p> + +<p> +«Voi intendete dire del sig. Riccardo +Varney, non è vero? Egli venne ieri a +Cumnor-Place, e ad onta delle cautele +che ha prese costui, v’è chi lo ha veduto +e me lo ha raccontato.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_232">[232]</span> +</p> + +<p> +«Sì, io parlava di lui, o mio ospite.» +</p> + +<p> +«Ebbene. Per l’amor del Cielo, signor +Tressiliano, pigliate bene i vostri passi +innanzi. Questo Varney è il protettore, +il signore del Foster. L’usufrutto di Cumnor-Place +e del parco che costui gode, +lo tiene dal sig. Varney, il quale poi ha +avuti dal suo padrone, Conte di Leicester, +i beni dell’Abbazia d’Abingdon, +che comprendono i fondi usufruttuali del +Foster. Si dice che lo stesso Varney possa +tutto sull’animo del Conte. Io stimo troppo +questo ultimo signore per non persuadermi +che egli si valga del suo favorito +nel modo, come pretendono certe persone. +Ma è sempre vero, che lo ama, ed è inoltre +indubitabile che il Conte può altrettanto +sulla mente della Regina, intendo +nelle cose convenevoli e giuste. Ora vedete +quali nemici vi siete tirati alle spalle.» +</p> + +<p> +«Su questo poi, la cosa è fatta. Non +vedo un modo di rimediarvi.» +</p> + +<p> +«Per Bacco! è ben necessario che vi rimediate +o d’una maniera o dell’altra. Riccardo +Varney... appunto per questo predominio +ch’egli ha sullo spirito del Conte, +e attese le moleste pretensioni che per +essere succeduto nei diritti dell’Abbazia, +fa valere in questi luoghi.... si ardisce +appena pronunziare il suo nome fra noi. +<span class="pagenum" id="Page_233">[233]</span> +Voi vedeste di fatto che ieri sera non se ne +disse una parola, mentre poi niuno si ristava +dal gridar croce addosso a Tony Foster; +e nella mia osteria non v’era al certo +una sola persona non convinta, che +Tony Foster eseguisce unicamente gli ordini +del Varney, e che per conto del secondo +la bella signora misteriosa viene +custodita in Cumnor-Place. Ma a tale +proposito voi ne sapete più di me, e benchè +le signore non portino sciabola, ne +hanno fatto uscire più d’una dal suo +fodero.» +</p> + +<p> +«Sì, onesto Gosling, intorno a questa +infelice so molte particolarità, che non +vi possono esser note. Anzi sento che ora +abbisogno di suggerimenti, e ne prenderò +volentieri da voi. Quindi vi narrerò per +intero la storia che si riferisce ad un tale +avvenimento, e tanto più volentieri il +farò, che terminato il mio racconto, mi +sarà d’uopo di raccomandarmi all’opera +vostra.» +</p> + +<p> +«Io non sono che un povero albergatore, +sig. Tressiliano, e poco quindi capace +di dar consigli ad un pari vostro. +Ma, quanto è sicuro che ho tenuto sempre +la strada dell’onestà in questo mondo, +e che ho dato a tutti buona misura non +mi facendo pagare prezzo maggiore del ragionevole, +<span class="pagenum" id="Page_234">[234]</span> +altrettanto potete star certo +che se non mi riuscisse d’aiutarvi, non +tradirei per un regno le confidenze che mi +farete. Parlatemi adunque a cuore aperto, +come se raccontaste le cose a vostro padre, +ed assicuratevi, che se ho anche +un poco di curiosità, perchè la curiosità +entra fra le virtù della mia professione, +questa va sempre accompagnata da una dose +ragionevole di prudenza.» +</p> + +<p> +«Non ne dubito punto, o Gosling, +Tressiliano rispose (e intanto che il suo +uditore preparavasi a dargli intera attenzione, +meditò un istante donde incominciar +doveva il racconto). Per rendermi +adunque intelligibile, mi farà di mestieri +il rimontare ad una data più antica. Voi +avete senza dubbio udito far parola della +battaglia di Stoke, e fors’anche di Sir +Ruggiero Robsart, che valorosamente sostenne +le parti di Enrico VII avo della +Regina, e che mise in rotta, e il conte +di Lincoln, e il lord Geraldin co’ suoi Irlandesi, +ed i Fiamminghi che la duchessa +di Borgogna aveva inviati in soccorso di +Lambert Simnel.» +</p> + +<p> +«Mi ricordo di tutto ciò, disse Gosling. +Nella mia sala se ne canterà dodici volte +per settimana la ballata. Ed è in onore +di Sir Ruggero Robsart di Devon, l’aria, +<span class="pagenum" id="Page_235">[235]</span> +che intuonano per le strade i nostri canterini: +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Fior de’ prodi oppone il petto</p> +<p class="i01">»Alla mischia orrenda e fiera,</p> +<p class="i01">»Come sfida onde e bufera</p> +<p class="i01">»Fermo scoglio in mezzo al mar».</p> +</div></div> + +<p> +»Oh! sì; e mi ricordo ben anche di Martino +Swart e de’ bravi Alemanni da lui condotti, +di quei loro giustacuori tagliati a +festoni, e di quelle loro stravaganti brache +tutte increspate colle fettucce. V’è un’aria +anche in onore di questo Martino, e dovrei +ricordarmela. +</p> + +<div class="poem"><div class="stanza"> +<p class="i01">»Allestite, o soldati, i corsieri,</p> +<p class="i01">»È Martin che vi chiama alla pugna.</p> +<p class="i01">»La sua voce.....»</p> +</div></div> + +<p> +«Se cantate così, caro ostiere, sveglierete +tutti quei della casa, e avremo più uditori +di quello ch’io non vorrei aver confidenti.» +</p> + +<p> +«Perdonatemi, sig. Tressiliano, io andava +via colla mente. Ma quando una vecchia +canzone torna in memoria a noi altri +cavalieri dello spiede, par che a forza ci +voglia uscire di bocca. Ora vi ascolto.» +</p> + +<p> +«Il mio avo grandemente affezionato +alla casa di York, come lo erano molti fra +gli abitanti di Cornovaglia, si mise dalla +parte di questo Simnel, che assunse il titolo +di conte di Warwick, perchè tutta questa +<span class="pagenum" id="Page_236">[236]</span> +contea stette a favore di Perkin Warbeck, +che s’intitolava duca d’York. Il detto mio +avo raggiunse gli stendardi di Simnel; ma +dopo avere combattuto con prodigioso valore, +fu fatto prigioniero nella giornata di +Stoke, ove i capi di questo sfortunato esercito +perirono per la maggior parte coll’armi +alla mano. Il prode cavaliere cui questo mio +antenato si arrendè, fu Sir Ruggero Robsart, +che postolo al sicuro della regale vendetta, +il rimandò libero senza riscatto; ma +non potè sottrarlo agli altri effetti della sua +prima imprudenza, alle grosse ammende +cioè pronunziate contr’esso, espediente +favorito di Enrico, che infievoliva per tal +modo i proprii nemici. Il buon Robsart ciò +nonostante fece quanto potè per alleviare +l’infortunio dell’avo mio, e sì intrinseca +divenne la loro amicizia, che mio padre fu +allevato come fratello e compagno di Sir +Ugo Robsart figlio unico di Sir Ruggero, +nè inferiore al padre in indole generosa, +benefica, ospitale, benchè nella sapienza +militare nol pareggiasse.» +</p> + +<p> +«Ho inteso parlare, e ben più d’una +volta di quest’ottimo Sir Robsart, disse +l’ostiere. Il suo primo bracchiere, William +Badger, servo, più di quanti mai ve ne sieno, +affezionato al padrone, ne ha detto bene +più di cento volte in mia casa. È un cavaliere +che ama l’allegria, passionato ad usar +<span class="pagenum" id="Page_237">[237]</span> +atti d’ospitalità, ed avvezzo a tener tavola +aperta più di quello che s’usa ai nostri +giorni; perchè ora in soli galloni d’oro si +mette sulle spalle d’un servo quanto basterebbe +per regalare, tutto un anno, di +manzo e birra una dozzina di galantuomini, +ed anche per fornir loro il modo di +andare una sera d’ogni settimana a ricrearsi +alla taverna, a fine di non dimenticare i +poveri ostieri.» +</p> + +<p> +«Quando dunque conoscete il Badger, +mio caro Gosling, è certo che avete inteso +a parlar molto di Sir Ugo Robsart; laonde +mi limiterò a dirvi che ha spinto l’ospitalità, +di cui lo lodate, al punto di vederne +sconcertate le proprie sostanze. Ma ciò non +sarebbe il massimo de’ mali, non avendo +egli altra erede fuorchè una figlia. Ed è qui +che comincio io a comparire nella tessitura +di tale storia. Morto mio padre, son già +parecchi anni, il buon Sir Ugo non avrebbe +mai voluto che mi dipartissi da lui. E la +passione della caccia, passione in me ardente +quant’era in Sir Ugo, mi scemava il +merito di secondare le brame di un uomo +cui mi stringevano vincoli di gratitudine e di +amicizia ereditaria. Pur talvolta io provava +rimorso, perchè tale inclinazione m’impediva +di darmi a studii che mi sarebbero stati assai +più giovevoli. Ma questo istesso rimorso +cessò affatto in me per ben altra cagione. +<span class="pagenum" id="Page_238">[238]</span> +La rara bellezza di Amy figlia di questo +uomo rispettabile, cresceva in essa al pari +dell’età, nè potea non fare impressione in +un giovane che stava di continuo al suo +fianco.» +</p> + +<p> +«E il padre non approvò il vostro amore. +La cosa va co’ suoi piedi; e in tali circostanze +è sempre l’uso così. Il sospiro che +vi è sfuggito in questo istante prova che il +padre della vostra Amy non si dipartì da +tal uso.» +</p> + +<p> +«La cosa è affatto all’opposto. Il generoso +sir Ugo approvò il mio amore, ma fu +il cuor della figlia che ricusò di dividerlo. +Ella mi concedè nondimeno la propria stima, +permettendomi di sperare che a questa +stima un sentimento più tenero sarebbe +succeduto. Il nostro contratto di nozze fu +stipulato e sottoscritto, perchè così volle +il padre, ma venne differito ad un anno il +celebrarle, tale essendo il desiderio che la +giovane ne dimostrò. In questo intervallo, +Riccardo Varney comparve in quelle vicinanze. +Prevalendosi d’una lontana parentela, +ch’egli avea con sir Ugo, gli fece +frequenti visite, ed infine passava pressochè +tutti i giorni in sua compagnia.» +</p> + +<p> +«Cattivo augurio per la casa ch’egli +onorava di sua presenza!» disse Giles Gosling. +</p> + +<p> +«Ah! voi non dite che troppo vero, e +<span class="pagenum" id="Page_239">[239]</span> +non ne derivarono che disgrazie. Ed in un +modo sì strano ch’io non so ancora unire +insieme le successive combinazioni onde +piombarono su d’una famiglia, infino a +quel giorno tanto felice. Per qualche tempo, +la giovane Amy sembrò accogliere le +premure dimostratele dal Varney con quella +indifferente urbanità, con cui generalmente +si sogliono contraccambiare cortesie +che non abbiano un serio scopo. Non andò +guari che sembrò lo vedesse con rincrescimento +e fino con ripugnanza. D’improvviso, +strinsero insieme una lega di natura +affatto straordinaria. Varney rinunziò ai +modi di pretendente e di amante, che sulle +prime aveva assunti presso di lei. Amy, in +vece, non gli dimostrò più quella agghiacciata +freddezza che aveva opposta per lo +innanzi alle prime sue cortesie. Sembrò regnasse +fra essi una segreta intelligenza fondata +sulla confidenza scambievole. Ne fui +oltremodo scontento, e sospettai perfino +che avessero segreti convegni per intendersi +l’un l’altro senza essere impacciati dalla +presenza mia o del padre d’Amy. Nondimeno +io credeva ancora il cuore di lei franco +ed aperto, come lo annunziavano quegli +angelici lineamenti; benchè una folla di +circostanze offertesi dopo quel tempo alla +mia memoria, avrebbero dovuto convincermi +delle segrete loro corrispondenze. +<span class="pagenum" id="Page_240">[240]</span> +Ma che giova ora il descrivere particolarità? +Il fatto parla da se medesimo. Ella scomparve +dalla casa paterna, Varney se ne allontanò +in quel medesimo giorno; e ieri ho +trovata Amy Robsart nella casa del vilissimo +Foster, ove ho veduto Varney, quando +giugneva da una porta di dietro, avvolto +in grande mantello.» +</p> + +<p> +«E questa è la cagione per cui vi siete +cimentato? Mi pare, sig. Tressiliano, che +prima di farvi campione di questa signora, +avreste potuto informarvi s’ella lo desiderava, +o lo meritava?» +</p> + +<p> +«E che? Non sapete voi che mio padre, +e come tale io riguarderò sempre sir Ugo +Robsart, stassi fra le domestiche mura +immerso nel più disperato dolore, o cerca +invano, dandosi alla caccia, ricreazione +sua prediletta, di sbandir dal cuore una +immagine che vi si presenta soltanto per +lacerarlo? Poteva io sopportare l’idea di +veder vivere questo padre nell’affanno, e +la figlia sua nell’infamia? Io mi posi dunque +in traccia di Amy, mosso da speranza +d’indurla a tornare nel seno di sua famiglia. +Trovai questa giovane sciagurata, e +quando, o sarò riuscito nel concetto disegno, +o ne avrò ravvisata l’impossibilità, la +mia risoluzione è presa. I miei giorni si +termineranno nell’isola della Virginia.» +</p> + +<p> +«Non vi abbandonate a sì violento partito, +<span class="pagenum" id="Page_241">[241]</span> +sig. Tressiliano, nè vogliate rinunziare +alla patria vostra, perchè una donna +è una donna, che cambia cioè amanti siccome +nastri, senz’altro motivo che la sua +fantasia. Ma prima di esaminare più addentro +la cosa, permettetemi chiedervi come +avete saputo sì bene mettervi sulla via +di trovare il soggiorno di questa giovane +signora, o per meglio dire il luogo ove si +tiene nascosta?» +</p> + +<p> +«Non ignorava io che Varney aveva +ottenuti i dominii dell’Abbazia d’Abingdon, +e tal circostanza mi trasse a credere +che Amy fosse in questi dintorni. Si raddoppiarono +i miei sospetti, allorchè l’altro +ieri intesi parlare d’una signora, che vivea +sotto velo di tanto mistero a Cumnor-Place. +La visita che feci colà con vostro +nipote, mi provò poi quanto fossero essi +fondati.» +</p> + +<p> +«E quali sono al presente i vostri divisamenti? +Scusate la libertà ch’io mi +prendo d’interrogarvi.» +</p> + +<p> +«È mia mente tornare in questo giorno +medesimo alla casa del Foster, e procurarmi +con Amy un intertenimento più concludente +dell’ultimo. Sarà forza dire che +quell’animo è cambiato sotto ogni aspetto, +se non arrivo a farvi impressione.» +</p> + +<p> +«Con vostra buona grazia, sig. Tressiliano, +voi non vi cimenterete, io spero, +<span class="pagenum" id="Page_242">[242]</span> +a tal passo. Se non vi ho male inteso, +la giovane ricusò già d’ascoltarvi.» +</p> + +<p> +«Non è che troppo vero. Non posso +negarlo.» +</p> + +<p> +«E in qual modo adunque sperate poter +costringerla a far cosa contro la propria +inclinazione, comunque disonorante +ne sia la condotta e per conto di lei e +per quello della sua famiglia? Quand’anche +le foste padre, o fratello, la genìa fra le +cui mani ell’è capitata, non esiterebbe un +istante a chiudervi la porta in faccia. Ma +essendo inoltre un amante da lei ributtato, +correte di più rischio, che coloro vi facciano +un mal partito. E allora a qual magistrato +volete volgervi per ottenerne protezione +ed assistenza? Perdonatemi la troppa +franchezza, ma voi siete in procinto di gettarvi +nell’acqua per afferrare un’ombra, nè +potete uscirne che ben bagnato, se pure +avete la fortuna di non annegarvi.» +</p> + +<p> +«Porterò querela al Leicester contro +l’infamia del suo favorito. Il Conte cerca +di farsi forte colla sponda dei severi e +rigidi Puritani. Egli dunque non ardirebbe +negarmi giustizia per un riguardo a se +medesimo, quand’anche non fossero in +lui i principii d’onore e di nobiltà, che gli +vengono generalmente attribuiti. Poi, ad +ogni evento, spingerò la mia appellazione +al trono della stessa Regina.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_243">[243]</span> +</p> + +<p> +«Quanto al Leicester, non mi maraviglierei +se lo trovaste propenso a difendere +il suo favorito, perchè Varney si vanta +di poter tutto sopra di lui. Ma, dite +bene; un’appellazione alla Regina li metterebbe +e l’uno e l’altro alle cose ragionevoli, +perchè Sua Maestà cammina stretto +in questo genere di negozi, e a quel che +in oltre si vocifera, perdonerebbe più volentieri +a dodici cortigiani l’essere innamorati +di lei, che ad un solo di questi +il dar a comprendere che trova un’altra +donna più bella. Fatevi dunque coraggio, +ed anzi tenetevi solamente all’ultima idea. +Portate a’ piedi del trono una supplica +di sir Ugo colla descrizione dell’insulto, +che vi è stato fatto, e il Conte, oh! lo vedrete, +getterebbe piuttosto la sua testa nel +Tamigi, che compromettersi a sostenere +il favorito in cosa di tal natura. Ma per +compir tutto questo, e poter sperar buon +successo, è mestieri il mettersi all’opera +seriamente. In vece di perdervi qui a tirar +botte col primo scudiere del Leicester, o d’esporvi +ai pugnali de’ suoi colleghi, correte +subito nella contea di Devon, fate sottoscrivere +una supplica a sir Ugo, e cercatevi +amici che vi possano proteggere alla +Corte.» +</p> + +<p> +«Il vostro raziocinio è giusto, o Gosling, +e voglio ad esso uniformarmi. Partirò +<span class="pagenum" id="Page_244">[244]</span> +dimani allo schiarire del giorno.» +</p> + +<p> +«Fate meglio, sig. Tressiliano. Partite +in questa notte medesima. Non ho mai +desiderato tanto di veder giungere un viaggiatore +al mio albergo, come ora desidero +di vederne voi andar via. Mio nipote verrà, +un dì o l’altro, appiccato. Lo sia, poichè +questo è il suo destino; ma non vorrei +che ciò gli accadesse per avere scannato +uno tra’ miei più rispettabili ospiti. Il proverbio +dice: È meglio viaggiar da solo la +notte, che in pieno mezzogiorno a fianco +d’un assassino. Partite, signore, partite +tosto per la sicurezza di voi medesimo. +Il vostro cavallo è lesto, perchè gli ho +messo io briglia e sella; e qui è il vostro +conto.» +</p> + +<p> +«Non ascende ad un <i>nobile</i> (disse Tressiliano, +mettendogli fra le mani una piastra +d’oro). Piacciavi passare il restante +alla gentile vostra figlia Cicily, e ai +famigli dell’albergo.» +</p> + +<p> +«Essi faranno onore alla vostra generosità, +mio signore, e voi ricevereste dalla +propria bocca di mia figlia i suoi ringraziamenti, +se non si opponesse a ciò l’ora +che è.» +</p> + +<p> +«Non permettete, che i viaggiatori si +prendano troppa libertà con vostra figlia, +mio caro Gosling.» +</p> + +<p> +«Oh! avrò cura di starci attento. Ma, +<span class="pagenum" id="Page_245">[245]</span> +dopo quello che mi raccontaste, non mi fa +maraviglia che da voi vengano avvertimenti +di tal natura. Narratemi dunque. La +bella signora, con qual occhio vi guardava +ieri?» +</p> + +<p> +«Sembrava più indispettita che confusa, +e temo assai ch’ella si trovi avvolta +tuttavia nel delirio di una funesta illusione.» +</p> + +<p> +«Ma se ciò è, caro signore, perchè +farvi il campione di una donna, che non +si cura di voi? Perchè affrontare per essa +il risentimento del favorito di un favorito? +Ah! l’amore è il mostro più pericoloso, +in cui possa scontrarsi un cavaliere che +vada rintracciando avventure.» +</p> + +<p> +«Voi v’ingannate, Gosling, e vedo che +non mi avete inteso. Io non desidero più, +che Amy mi conceda un solo de’ suoi pensieri. +Ch’io la veda un’altra volta fra le +braccia del padre, e quanto mi rimane a +fare in Europa, e forse su questa terra, +è terminato del tutto.» +</p> + +<p> +«E non sarebbe migliore risoluzione +bere un bicchier di vino, e dimenticare +ogni malinconia? Ma capisco bene che +venticinque anni e cinquanta non vedono +questi affari coi medesimi occhi, soprattutto +quando questi occhi si trovano lì +sulla testa d’un giovane nobile, e qui +sulla testa d’un vecchio ostiere. Io vi +<span class="pagenum" id="Page_246">[246]</span> +compiango, sig. Tressiliano..... Ma mi +diceste, che potrei esservi utile! Non +vedo ancora in qual cosa.» +</p> + +<p> +«Vel dico subito, Tressiliano rispose. +Vorrei che steste coll’occhio aperto su +quanto accade a Cumnor-Place; cosa che +potete fare senza timore di dar sospetto a +nessuno, attese le molte persone che frequentano +il vostro albergo; poi, che me +ne informaste per iscritto, valendovi di +quel qualunque, che vi presenterà per +parte mia quest’anello. Osservatelo attentamente +per riconoscerlo, ed in allora vi +pregherò conservarlo come una mia memoria.» +</p> + +<p> +«Io non bramo ricompensa di sorte +alcuna, o signore, ma mi sembra sarebbe +cattivo partito per un uomo posto, +com’io, in una condizione dipendente affatto +dal Pubblico, il frammettermi in un +affare di tal natura, ed in cui non posso +nemmen dire a mia giustificazione d’avere +verun interesse.» +</p> + +<p> +«Verun interesse, dite? E che? non +siete voi padre? Qual altro è lo scopo +del servigio chiestovi che di far rientrare +sul cammino della virtù una giovane traviata +fra i sentieri del disonore e del vizio? +Avvi in tutto il mondo interesse +più rilevante?» +</p> + +<p> +«È per altro vero, e compiango con +<span class="pagenum" id="Page_247">[247]</span> +tutto il cuore questo vecchio rispettabile +e sfortunato, che ha malmesso il suo patrimonio +a furia di liberalità e facendo +onore al suo paese, ed or si vede rapire +barbaramente da uno sparviero, come +Varney, una figlia, che dovea essere la +sua consolazione. L’impresa cui vi accingete +è veramente arrischievole, ma non +importa. Imparerò ad urlare coi lupi, e +vi assisterò nel nobile disegno di restituire +la sua figlia ad un misero vecchio, +finchè però non mi diate altra incumbenza +che di farvi giungere con fedeltà le +notizie di quanto saprò. Voi potete adunque +far conto sulla mia persona. Ma voi +dal canto vostro abbiate prudenza, ed anche +riguardo per me, nel custodire gelosamente +il mio segreto, perchè se venisse +a sapersi, che l’ostiere dell’<i>Orso +nero</i> si prende brighe di questa natura, +addio miei avventori. Varney avrebbe +abbastanza credito presso i Magistrati per +farmi atterrare l’insegna‍<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a>, e togliermi +la patente, e rovinarmi in somma, incominciando +<span class="pagenum" id="Page_248">[248]</span> +dalla cantina, e andando +fino al granaio.» +</p> + +<p> +«Non temete ch’io non usi circospezione, +o Gosling, nè ch’io dimentichi +mai quanta gratitudine è dovuta e ai servigi +che siete per prestarmi, ed ai rischi +cui potreste esporvi per me. Ricordatevi +bene di quest’anello, nè vi fidate +ad altri che a chi ne sarà apportatore, +per farmi giugnere le notizie che +avrete a trasmettermi. Ora profittando +del savio vostro suggerimento, non penso +più che ad andarmene.» +</p> + +<p> +«Seguitemi, sig. Tressiliano, e abbiate +cura di marciare con tanta leggerezza, +come se invece di camminare sopra un +tavolato d’assi, foste coi piedi sulle uova. +Rileva assai che nessuno sappia nè +il come, nè quando siete partito.» +</p> + +<p> +Tostochè Tressiliano fu vestito, l’ostiere +lo scortò colla sua lanterna sino ad un +picciolo cortile contiguo ad una scuderia, +che per solito non veniva posta in +uso, che quando erano piene tutte l’altre. +Il cavallo di Tressiliano stava lì, +mercè alle cautele prese da Gosling, il +<span class="pagenum" id="Page_249">[249]</span> +quale dopo avere aiutato il cavaliere ad +attaccare la valigia alla sella, aperse la +porta di dietro, gli strinse la mano, e +rinnovatagli la promessa d’istruirlo d’ogni +cosa che accadrebbe a Cumnor-Place, gli +lasciò intraprendere la sua solitaria peregrinazione. +</p> + +<p class="pad2 center large"> +<i>Fine del primo volume.</i> +</p> + +<hr class="silver"> + +<div class="autor"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_250">[250]</span> +</p> + +<p class="center"> +A S. E. REVERENDISSIMA<br> +MONSIGNOR COLANGELO<br> +PRESIDENTE DELLA PUBBLICA +ISTRUZIONE +</p> + +<p class="pad1 indl"> +ECC. REV. +</p> + +<p> +<i>Marotta</i> e <i>Vanspandoch</i> librai tipografi +desiderano di ristampare la <i>Collezione +de’ romanzi storici di Walter Scott</i>. All’oggetto +la pregano di accordarne loro il +permesso. +</p> + +<p class="indr"> +<span class="smcap">R. Marotta</span> e <span class="smcap">Vanspandoch</span>. +</p> + +<hr class="mid"> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_251">[251]</span> +</p> + +<p class="pad2 indl"> +<i>A dì 19 dicembre 1824.</i> +</p> + +<p class="center"> +PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA PUBBLICA +ISTRUZIONE. +</p> + +<p> +Il Regio Revisore signor D. Girolamo +Parroco Pirozzi avrà la compiacenza di +rivedere la soprascritta Collezione, e di +osservare se vi sia cosa contro la Religione, +ed i dritti della Sovranità. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Il deputato per la revisione de’ libri</i> +</p> + +<p class="indr"> +<i>Canonico</i> <span class="smcap">Francesco Rossi</span>. +</p> + +<hr class="mid"> + +<p class="pad2 center"> +ECCELL. E REVER. SIGNORE +</p> + +<p> +Ho con attenzione osservata la <i>Collezione +de’ romanzi storici di Walter Scott</i>. In +essa niente si oppone alla Religione, od +al Re (D. G.). Può quindi, previa licenza +dell’E. V., darsi alla stampa; anche +per fomentare il buon gusto delle amene +lettere. +</p> + +<p> +Dalla parrocchia di S. Gio. in Corte +</p> + +<p> +li 24 dicembre 1824. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Il Regio Revisore</i> +</p> + +<p class="indr"> +<span class="smcap">Girolamo M.<sup>re</sup> Pirozzi Parroco</span>. +</p> + +<hr class="mid"> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_252">[252]</span> +</p> + +<p class="pad2 indl"> +<i>Napoli 28 Dicembre 1824.</i> +</p> + +<p class="center"> +PRESIDENZA DELLA GIUNTA PER LA +PUBBLICA ISTRUZIONE. +</p> + +<p> +Veduta la dimanda de’ librai tipografi +R. Marotta e Vanspandoch, con la quale +chiedono di ristampare la <i>Collezione de’ +romanzi storici di Walter Scott</i>; +</p> + +<p> +Veduto il favorevole rapporto del R.º +Revisore D. Girolamo Parroco Pirozzi; +</p> + +<p> +Si permette che l’indicata Collezione +si stampi, però non si pubblichi senza +un secondo permesso, che non si darà +se prima lo stesso Regio Revisore non +avrà attestato di aver riconosciuto nel +confronto uniforme la impressione all’originale +approvato. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Il Presidente</i> +</p> + +<p class="indr"> +M. COLANGELO. +</p> + +<p class="indr"> +<i>Pel Segretario Generale e Membro +della Giunta</i> +</p> + +<p class="indr"> +<i>L’Aggiunto</i> <span class="smcap">Antonio Coppola</span>. +</p> +</div> + +<hr class="silver"> + +<div class="footnotes"> + +<h2> +NOTE: +</h2> + +<div class="footnote" id="note1"> +<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.  </span>Vedi le Antichità della contea di Berk scritte +dall’<i>Ashmole</i>.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note2"> +<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.  </span><i>Vostro Onore, Vostra Grazia</i> sono predicati +di rispetto, che si usano anche oggidì nell’Inghilterra, +massimamente dagl’inferiori verso i superiori; +come fra noi <i>Vostra Signoria, Vostra Eccellenza</i> ec.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note3"> +<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.  </span>Contrada di Londra, abitata pressochè interamente +da ricchi banchieri.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note4"> +<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.  </span>Nome di una setta di Calvinisti.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note5"> +<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.  </span>Una specie di moneta.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note6"> +<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.  </span>Denominazione, con cui i giocatori di vantaggio +s’intendeano fra loro nell’indicare i giocatori +novizzi, che faceano proprie vittime.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note7"> +<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.  </span>Se qualche leggitore facesse le maraviglie nell’udire +parlare in tal guisa la figlia di Foster, rammenti +che avea par madre una <i>Precisiana</i>, e doveva +essere quindi grandemente istrutta nello studio della +Sacra Scrittura.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note8"> +<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.  </span>Quest’ultima interrogazione è intesa a ferire +i cambiamenti di religione fatti dal Foster.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note9"> +<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.  </span>Fu buon consiglio dell’autore Inglese l’avvertire, +che questo colloquio è stato ordinato ad arte +per comodo dei leggitori. Certamente, chi in passione +parla da se medesimo non si perde in epigrammi. +Astenendosi da sì fatte ricercatezze, porto +avviso che si possano comporre monologhi, abbastanza +conformi alla verità, ed intelligibili anche +senza la premessa fatta dall’autore, premessa che +piuttosto mette in voglia i leggitori di far tale inchiesta: +<i>e chi gli raccontò i discorsi che tenea seco +stesso Varney?</i></p> +</div> + +<div class="footnote" id="note10"> +<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.  </span>Giuoco simile assai al <i>trou-madama</i>, o più +veramente alla piastrella.</p> +</div> + +<div class="footnote" id="note11"> +<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.  </span>Niuno nell’Inghilterra può vendere acqua-vite, +vino, o birra, se non ne ottiene la patente +dai magistrati del cantone; e tal patente debb’essere +rinnovata ad ogn’anno. Ma questi magistrati +usano molti arbitrii a tale proposito, onde son derivate +assai vessazioni ed abusi. Vedi su di ciò una +Memoria intorno la <i>Polizia</i> di Londra, inserita in +un volume del <i>Corrispondente</i>, e pubblicata a Parigi +presso il Gide.</p> +</div> +</div> + +<div class="tnote"> +<p class="tntitle"> +Nota del Trascrittore +</p> + +<p> +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione +minimi errori tipografici. +</p> + +<p> +Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. +</p> +</div> +<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 79029 ***</div> +</body> +</html> diff --git a/79029-h/images/cover.jpg b/79029-h/images/cover.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..edd5977 --- /dev/null +++ b/79029-h/images/cover.jpg diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6c72794 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This book, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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