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-Project Gutenberg's La spedizione di Carlo VIII in Italia, by Marino Sanuto
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
-other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
-the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
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-to check the laws of the country where you are located before using this ebook.
-
-Title: La spedizione di Carlo VIII in Italia
-
-Author: Marino Sanuto
-
-Editor: Rinaldo Fulin
-
-Release Date: December 10, 2020 [EBook #64004]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA SPEDIZIONE DI CARLO VIII ***
-
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-
-Produced by Barbara Magni and the Online Distributed
-Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was
-produced from images made available by The Internet Archive)
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- LA SPEDIZIONE
- DI CARLO VIII
- IN ITALIA
-
- RACCONTATA
- DA MARINO SANUTO
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- E PUBBLICATA PER CURA
- DI RINALDO FULIN.
-
- (Estratto dall'ARCHIVIO VENETO, Serie I).
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- VENEZIA
- TIPOGRAFIA DEL COMMERCIO DI MARCO VISENTINI
- 1883.
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-
- _ALL'ILLUSTRE COMMENDATORE
- BARTOLAMMEO CAPASSO
- SOPRINTENDENTE DEI REGI ARCHIVI NAPOLETANI._
-
-
-_Non dovrei aver coraggio di presentarle una edizione, che io
-stesso riconosco sì difettosa. Ma la bontà che Ella ha per me, e
-di cui qualche traccia è in questo stesso volume, mi fa sperare che
-l'accoglierà come segno dell'affettuosa reverenza e della riconoscente
-amicizia_
-
- _del suo affezionatissimo_
-
- _R. FULIN._
-
- _Venezia, Agosto 1883._
-
-
-
-
-AI LETTORI
-
-
-Nel dare al pubblico, riunita in un solo volume, questa cronaca di
-Marino Sanuto, debbo giustificare la mia fatica da qualche appunto che
-mi potrebbe esser fatto. Non è già ch'io possa rimproverarmi difetto di
-diligenza, ma certamente mi duole di non averla potuta riprodurre così
-esattamente come uscì di man dell'Autore; e ancora più mi dorrebbe,
-se alcuno potesse credere diminuito il valore della mia pubblicazione
-da uno dei plagi più insigni, che la storia della nostra letteratura
-ricordi.
-
-Prima di tutto debbo avvertire, cosa del resto già nota, che finora
-di questa cronaca si conosce solamente un codice apografo, custodito
-nella biblioteca nazionale a Parigi (_ital._, num. 1422, _Gaignières_,
-688). Quel commentario, che il Muratori pubblicò nel volume XXIV del
-_Rerum Italicarum_, attribuendolo al nostro Marin Sanuto, dopo i dubbi
-del Foscarini[1] e le osservazioni del Morelli[2], fu riconosciuto
-fattura di Girolamo Priuli. E parimente le notizie del Darù[3] e del
-De Cherrier[4] avevano a sufficienza mostrato che il codice parigino
-contiene la cronaca sanutiana; la quale, essendo ormai fatta di
-pubblico diritto, rende palese testimonianza dell'Autor suo. Quel
-codice, per concessione della Francia, fu dato a trascrivere nel nostro
-Archivio di Stato. E si conobbe allora che il codice non era autografo,
-anzi si disse (dico «si disse», perchè all'illustre storico Gregorovius
-e a me, che ne abbiamo fatto preghiera, non fu conceduto pur di
-vedere nonchè di esaminare quel codice), si disse adunque che era di
-pessima mano. Ma le angustie del tempo, giacchè non voglio mettere
-in dubbio la perizia del copista, non permisero che la trascrizione
-riuscisse sufficientemente accurata. E così, tra gli errori asseriti
-del codice parigino e quelli incontrastabili del moderno copista,
-le difficoltà della lezione son sì frequenti e in qualche luogo sì
-forti, che in più d'un caso ho disperato di restituire la dizione
-genuina del testo. L'originale, a malgrado di ogni ricerca, non si è
-trovato finora; giova sperare che perduto non sia, ma che giaccia in
-qualche angolo dimenticato di biblioteca o d'archivio. L'edizione che
-ho procurata renderà certamente più facili le ricerche; e una nuova
-edizione, collazionata coll'autografo, potrebbe essere degno preambolo
-alla grande pubblicazione dei Diarii, che riproduce per l'appunto gli
-autografi.
-
-Premesse queste avvertenze, relative alla correzione del testo,
-debbo aggiungere qualche osservazione a provare che la fatica mia non
-fu inutile. Potrebbe indurre questo sospetto il sapere che l'opera
-del Sanuto fu, ancora nel Cinquecento, sfruttata da uno scrittore
-plagiario. Io spero, ad ogni modo, che il mio eruditissimo amico
-Bartolammeo Capasso, il quale mi fece avvertito dell'analogia che corre
-tra il racconto di Marino Sanuto e quello di Marco Guazzo, vorrà nelle
-sue _Fonti_ della storia napoletana sostituire il nome del Sanuto a
-quello del Guazzo[5], giacchè le _utili ed importanti notizie_, che
-riguardano la storia napoletana al tempo di Carlo VIII, e che furono
-o _non sapute_ od _omesse_ dagli altri storici, appartengono alla
-contemporanea cronaca del Sanuto e non alle storie _quasi sincrone_ del
-Guazzo. Il nome di questo scrittore non è sconosciuto, ma, a dire la
-verità, non è in grande stima fra gli scrittori: il Foscarini[6] ed il
-Zeno[7] l'accennano alla sfuggita; il Tiraboschi lo ricorda ma non lo
-loda[8]; e se lo Scardeone[9] ed il Vedova[10] ne parlano con qualche
-calore, è facile trovarne la causa, quando si sappia che il Guazzo
-ebbe mantovano il padre, veneziana la madre, ma nacque in Padova, e lo
-Scardeone ed il Vedova lo registrano quindi fra le loro glorie. Molte
-cose il Guazzo pubblicò in prosa e in verso, fossero sue o d'altri
-non cerco; ma quanto alle _Historie.., ove se contengono la venuta et
-partita d'Italia di Carlo ottavo re di Francia_, esse sono da cima a
-fondo copiate dalla cronaca di Marino Sanuto; guardandosi il Guazzo dal
-nominarla, anzi dal fare ad essa la più lontana allusione, nell'atto
-stesso che ne traduceva letteralmente l'ingenuo dialetto in uno
-sguaiato italiano[11]. Unica fatica del Guazzo, e questo mi preme che
-ben si avverta, fu quella di escludere le notizie che gli parvero prive
-d'opportunità o d'importanza. Ma come il plagio di per sè stesso è gran
-prova della sua molta impudenza, così le omissioni ci danno chiarissimo
-indizio del suo scarso criterio.
-
-È noto infatti che Marino Sanuto, nato nel 1466, ed entrato nel Maggior
-Consiglio innanzi all'età legale, non per favore di sorte ma per
-opera d'ingegno[12], aveva fin dai prim'anni coltivata assiduamente la
-storia. E lasciando pure da parte i lavori meno importanti, che non
-mancano di pregio ma di cui non debbo ora occuparmi, il Sanuto nel
-1494, cioè dire a ventott'anni, aveva già scritto la grande cronaca
-delle _Vite dei Dogi_. Questa cronaca parve al Muratori degnissima
-della pubblica luce; e accompagnandola di molte lodi, specialmente per
-ciò che riguarda gli avvenimenti posteriori al secolo decimo, le diede
-posto nella grande raccolta degli scrittori delle cose italiane[13].
-Eppure il Muratori non ben conosceva quella parte delle _Vite dei Dogi_
-che comincia col 1474: ultima parte la quale, abbracciando i tempi di
-cui il cronista era stato testimonio oculare, è più ricca e più degna
-di fede, ma sventuratamente è ancora quasi del tutto sconosciuta agli
-studiosi[14]. Se non che in quest'ultimi vent'anni la storia di Venezia
-era stata la storia di Venezia e non più; nel 1494 invece accadevano
-avvenimenti, nei quali si trovava impegnata non la sola Repubblica di
-Venezia ma tutta intera l'Italia. Sentì bene il Sanuto che l'argomento
-incomparabilmente cresceva non pure di mole ma d'importanza, e che
-descrivere i nuovi fatti non era più còmpito del cronista d'una
-città per quanto grande e famosa, ma dello storico che imprendesse a
-raccontar le vicende della gran patria italiana. Interrotta adunque
-la cronaca, volle dettare una storia. Vero è che se egli aveva la
-sincerità e l'imparzialità, non aveva le altre virtù dello storico.
-Egli era sempre un cronista: un cronista infaticabile, un cronista
-giudizioso, un cronista sincero, ma nulla più che un cronista; onde noi
-lo vediamo interrompere subitamente la cronaca e tentare la storia, ma
-poi, trascinato dalla sua indole, a cui per sua e nostra buona ventura
-non fece ostacolo, discendere dalle vietate altezze all'utile benchè
-modesta fatica dei Diarii, i quali riusciron infine quel monumento
-meraviglioso che tutti sanno. Nella vita letteraria di Marino Sanuto,
-la _Spedizione di Carlo VIII_ segna perciò il passaggio della cronaca
-ai Diarii. Fu, come oggi direbbero, un insuccesso; ch'ebbe peraltro
-l'inestimabile conseguenza di condurre, quasi insensibilmente,
-l'operoso cronista al vero suo posto. Laonde, chi s'arrestasse alla
-forma, dovrebbe dire che la _Spedizione di Carlo VIII_ è la più
-difettosa composizione che ci abbia lasciato l'infaticabile uomo.
-Imperciocchè in sul principio, rapidamente tracciando a luogo a luogo
-la storia dei regni o delle repubbliche di cui gli accade discorrere,
-egli cerca nelle vicende del passato le cause degli avvenimenti
-contemporanei; ed aggruppando ed intrecciando come meglio parevagli
-le notizie, si sforza di dare unità, chiarezza e rapidità al suo
-racconto; ma, trascinato dall'indole e dalle consuetudini sue, ad ora
-ad ora s'arresta a descrivere una ceremonia o una festa; interrompe
-il racconto con citazioni distese di documenti pubblici e di lettere
-private; anzi talvolta dimentica il suo argomento per lasciar posto
-ad enumerazioni prolisse e non necessarie, come, per esempio, sarebbe
-la lista dei cardinali viventi nel 1494; finchè, avendo a prova
-riconosciuto che mentre la storia si fa non è possibile scriverla, si
-risolve di notare giorno per giorno gli avvenimenti, riserbandosi a
-raccontarli più tardi giusta i precetti dell'arte. Tanto egli andava
-ripetendo a sè stesso molti anni dopo: «quello seguirà per giornata....
-ne farò mentione giorno per giorno, perchè poi si metterà ne la ordita
-et ben tessuta mia historia»[15], la quale, a giudizio suo, non doveva
-oltrepassare i quattro volumi[16].
-
-Queste osservazioni ci spiegano le disuguaglianze che troviamo nel
-racconto della spedizione di Carlo VIII lasciatoci da Marino Sanuto, e
-ci dimostrano ad evidenza l'insigne plagio del Guazzo. L'orditura delle
-_Historie_ di costui è la medesima del Sanuto: lo stesso principio,
-lo stesso mezzo, lo stesso fine; anzi, nel corso dell'opera, le stesse
-digressioni, gli stessi documenti, le stesse liste, perfin la lista già
-ricordata dei cardinali viventi nel 1494. Solamente allorchè s'accorse
-che, trascrivendo intieramente il Sanuto, oltrepassava quei limiti che
-forse i rispetti commerciali gli suggerivano, tentò di abbreviarlo.
-E cominciò dall'escludere i documenti, dell'importanza dei quali non
-si accorgeva; onde, p. e., nel solo mese di Ottobre 1495, egli omise
-nella sua copia una lettera di Francesco Bernardino Visconti al duca
-di Milano (pag. 626), una di Piero de' Medici ad Antonio Spannocchi
-(pag. 648), una di Antonio Grimani, capitano generale della Repubblica,
-all'ambasciatore veneto a Roma (pag. 635), una di Girolamo Contarini,
-provveditore in armata, alla Signoria[17], due di re Ferdinando II ai
-suoi oratori a Roma e a Venezia (pag. 637-641), e, non che altro, il
-trattato della pace conclusa a dì 10 Ottobre fra Carlo VIII e Lodovico
-il Moro[18], capitalissimo fatto, s'altro ve ne fu mai in questa
-guerra, e fecondissimo di conseguenze, ma sul quale il Guazzo sorvola
-(c. 227), senza nemmeno avvertire le circostanze che ne accompagnarono
-la pubblicazione[19]. Ora l'omissione dei documenti, che il Sanuto
-conservò e che rendono così importanti i suoi libri, potrebbe mostrarci
-da sola che le _Historie_ del Guazzo non sono che una imperfetta,
-manchevole e affatto insufficiente riproduzione della cronaca
-sanutiana.
-
-E tanto più se si avverta che, ad abbreviar la fatica della sua copia,
-credette il Guazzo di escludere addirittura quanto il Sanuto ricorda
-avvenuto in questo tempo a Venezia. Imperciocchè se si trattasse di
-avvenimenti affatto stranieri all'argomento del libro, le omissioni del
-Guazzo potrebbero stimarsi degne di lode; ma esse dimostrano invece
-che al Guazzo mancava del tutto quel senso istorico, che nel nostro
-Sanuto era si vivo e sì perspicace. Ne recherò qualche esempio. Noi
-sappiam bene che la politica era a Venezia maneggiata esclusivamente
-dall'aristocrazia; ma c'inganneremmo a partito se noi credessimo
-altresì che il popolo di Venezia fosse straniero o indifferente al
-contegno politico dell'aristocrazia dominante. Il Sanuto ci rappresenta
-più volte la piazza di S. Marco gremita, durante questa guerra, di
-popolo, e ci racconta che «tutti, quando era Pregadi suso, mormorava»
-(pag. 460). Era molto naturale che il popolo di Venezia seguisse con
-ansietà l'andamento delle pubbliche cose, giacchè la guerra rendeva
-necessari nuovi sacrifizi ogni giorno, e «la Terra era quasi suspesa
-et _in magnum quid_» (pag. 435). Eppure questo popolo dava di sè
-agli stranieri uno spettacolo meraviglioso, offerendo spontaneamente
-alla patria le sue fortune. Il sig. d'Argenton, che in quel tempo era
-ambasciatore di Carlo VIII a Venezia, si recò un giorno alla Camera
-degli imprestiti «per veder el modo se pagava et scodeva. Et visto
-in quel zorno gran moltitudine de brigata che portava danari, _adeo_
-el cassier non poteva suplir de scuoder, ste' molto admirato, che in
-li altri luogi si stenta assa' avanti che si possa haver una minima
-quantità, et qui scodevano tanti danari portati da' cittadini nostri
-_voluntarie_ (pag. 269);... sì che per questo», conchiude trionfalmente
-il cronista, «si puol conjecturar la magnanimità de Venetia» (pag.
-435). Vero è che il Governo non lasciava da parte sua di svegliare le
-passioni generose del popolo, e colle pubbliche preghiere (pag. 453)
-e colle pubbliche pompe, fra cui dev'essere ricordata la processione
-solenne, la quale attirò sulla piazza quasi settantamila persone, e fu
-condotta con sì pittoresca magnificenza che non ce ne potremmo fare
-un'idea senza la descrizione minuta che ne ha lasciato il cronista
-(pag. 299 e segg.). Alimentavasi così l'entusiasmo del popolo, il
-quale prorompeva talvolta in parole ed in atti che dispiacevano forte
-all'ambasciatore francese. Questi ne porse anzi querela alla Signoria,
-ma il «sapientissimo principe» gli rispose: «Non vi meravigliate;
-in questa terra nostra il popolo è libero e liberamente parlano, et
-hanno gran ragione» (pag. 309). Nè fu questa l'unica volta che il sig.
-di Commines dovesse uscire mortificato dalle stanze della Signoria.
-Fervevano in Venezia le pratiche, riuscite finalmente alla lega del
-1495. L'ambasciatore francese sentiva apparecchiarsi qualche gran
-fatto, nè sapea quale; onde, pien di sospetto, recossi al Collegio
-per averne schiarimenti e notizie. Il principe, dice il Sanuto,
-«rispose sapientissimamente, secondo il solito»; sì che, badate alla
-conseguenza, «sì che, _senza saper altro_, Arzenton tornò a casa» (pag.
-271). Ma venne il giorno nel quale il Doge annunziò al non abbastanza
-destro francese, che la lega era già stata conchiusa. Mi sembra
-prezzo dell'opera riferire come l'Argenton accogliesse l'inaspettata
-notizia, tanto più che il Guazzo credette bene di omettere questi
-particolari che il Nostro avea registrati[20]. L'Argenton adunque
-soggiunse: «Serenissimo principe, io mel suspettava di questo za
-gran zorni, ma mai lo criti (_credetti_) dovesse essere... Et ditto
-oratore molto maninconico tolse licentia, et vene zo per la scala
-senza saludar niuno, smorto assa'. Et come fo a piedi di la prima
-scala di l'audientia, ritornò suso a la porta dil Collegio, et fece
-chiamar Gasparo da la Vedoa, secretario nostro de' primi, et li disse:
-Replicate un poco quello ha ditto el Prencipe; come andato fuor di
-fantasia. Et cussì iterum li disse la sustantia di questa naratione.
-Et poi ritornò in barca per andar a San Zorzi[21], butando la bareta
-in terra, facendo segni de haver gran maninconia: la qual cossa fo
-mal fatta, nè seppe fenzer, come si suol far. Ma, _judicio meo_,
-questo processe non tanto per el Roy quanto per lui; perchè è da
-judicar scrivesse, che mai de qui non se concluderia tal liga, per le
-operatione sue faceva. Perchè lui dimandava a li oratori de Milano:
-Sarà el vostro duca in questa? Et loro li rispondevano: Non crediate
-mai, monsignor. Et fevano come li savii fanno nel governo de' Stadi,
-che dimostra a li nemici voler far una cossa, poi ne fanno un'altra.
-Or ditto Arzenton molto se lamentava dil sig. Ludovico, dicendo che se
-lui non era stato, mai el Roy non passava in Italia, et che lo haveva
-tradito[22]. Et di tanto fastidio si buttò al letto, et la collera li
-mosse, et have alquanto di fastidio, benchè li fusse mandato medici per
-la Signoria, quali concluseno non sarebbe mal niuno, ma era alquanto
-contaminato; come cussì fo», (pag. 285 e seg.).
-
-Questa scena, che pare a me così viva, parve insignificante al Guazzo,
-il quale per conseguenza la omise con tutte l'altre particolarità che
-ho ricordato poc'anzi, e con quelle assai più che dovrei citare se non
-si trattasse qui che d'un cenno. Non posso peraltro non avvertire,
-che le omissioni poco ponderate del Guazzo avrebbero privato gli
-studiosi di una quantità di notizie, minuziose, se vuolsi, ma che
-potevano riuscire a più d'uno singolarmente care e preziose. Tale, per
-esempio, sarebbe la notizia relativa al vicentino Basilio della Scola.
-Di quest'uomo, che rimase più di tre secoli sconosciuto quantunque
-fosse uno dei più grandi ingegneri del Cinquecento, il padre Alberto
-Guglielmotti fu il primo a raccogliere, nella sua storia della _Guerra
-dei pirati_, quante più notizie potè; e, giovandosi della cortese
-amicizia della famiglia Scola, la quale vive ancora in Vicenza, molte
-ne trasse dai _Diarii_, allora inediti, del Sanuto. Ma la cronaca della
-spedizione di Carlo VIII l'avrebbe messo in sulla via di scoprire
-una particolarità, che nella vita di Basilio è molto importante.
-Imperciocchè l'ingegnere vicentino non abbandonò la patria soltanto
-«per seguire la milizia nelle guerre di quel tempo», come dice il
-Guglielmotti[23], ma perchè ne era «bandito»[24]. Per qual motivo
-fosse bandito, non dice in questo libro il cronista; ma bastava il suo
-cenno per indurre lo storico ad altre indagini[25]. Assai più spesso le
-notizie del Sanuto completano gl'imperfetti ragguagli che si raccolgono
-altronde. Il compianto Camillo Minieri Riccio, parlando delle opere
-d'arte di Castel Nuovo, ricorda le famose porte di bronzo lavorate
-da Guglielmo Monaco, «che vi ritrasse la congiura dei baroni». E, a
-proposito di quelle porte, aggiunge «una preziosa notizia», che il cav.
-Angelo Angelucci, direttore del Museo d'artiglieria di Torino, trasse
-dall'archivio Gonzaga di Mantova. È una lettera del 16 Aprile 1495 da
-Napoli a Francesco Gonzaga, nella quale si dice: «_Vostra Signoria de
-sapere che la M.tà del S. Re Ferante havea facto fare al castello novo
-dui porte de bronzo istoriate e questui_ (Carlo VIII) _li ha facte
-tore et guastare et charichare per condure via donde ogneuno ne sta
-suspesso..._». Oggi, soggiungeva il Minieri Riccio, «le porte stando
-al loro posto, è da credersi che per la precipitosa partenza dal Regno
-di re Carlo furono dimenticate, e quindi furono rimesse al ritorno di
-re Ferrante II»[26]. Il fatto non era sconosciuto al Sanuto, il quale
-aveva detto che Carlo VIII «fece levar le porte di Castelnovo, che
-era di bronzo, bellissime, et voleva farle cargar su dite galeaze[27],
-per mandarle in Franza, et metterle a Paris, a ciò se vedesse queste
-spoglie ivi a eterna memoria» (pag. 314). Ma questa notizia, poco poi
-confermata dagli oratori veneziani (pag. 340), è resa compiuta dalle
-particolarità relative alla battaglia di Rapallo (13 Luglio), dove
-l'armata genovese sconfisse quella di Francia. Di fatti qui, tra il
-bottino, erano «le porte enee di Castelnuovo di Napoli» (pag. 510), le
-quali per conseguenza non erano state dimenticate, ma furono restituite
-a Napoli dall'armi di Genova[28].
-
-Da queste osservazioni si vede che, pure raccontando l'impresa di
-Carlo VIII, il Sanuto, come nei suoi libri soleva sempre, raccolse
-notizie da ogni parte e d'ogni natura; onde la spedizione francese non
-deve stimarsi manco preziosa di tutte l'altre opere sue, nelle quali
-gli studiosi riconobbero una inesausta miniera che di raro ricercasi
-inutilmente. Ora il Guazzo, colle improvvide omissioni, non solamente
-privò la scrittura sanutiana di questo suo pregio caratteristico, ma
-talvolta, sopprimendo poche parole, anzi una sola, riuscì a travisare
-la fisonomia dell'autore o il senso del suo racconto. Anche qui darò
-qualche esempio. Parlando del privilegio, attribuito ai re di Francia,
-di guarir dalle scrofole, dice il Guazzo, copiando, che Carlo VIII
-«quivi in Italia molti di quel male, segnando, fece liberi» (c. 104
-t.º). Ma il Sanuto aveva detto: «qui in Italia molti del mal preditto,
-segnando, varite, _ut dicitur_» (pag. 245). Il Guazzo omise questa
-riserva, non accorgendosi dell'ironia di quel _dicitur_. Parimenti,
-descrivendo la cerimonia dell'investitura del Moro, dice il Guazzo,
-copiando, che Lodovico aveva un corteggio di quattrocento persone,
-«fra molte voci che Duca! Duca! gridavano» (c. 141 t.º); mentre il
-Sanuto aveva detto: «cridando i soi servitori: Duca! Duca! _ma pochi
-del popolo_» (p. 159). Anche qui il Guazzo omise l'ultima frase, che
-dà una diversa significazione al racconto. Insomma il Guazzo copiò, ma
-copiò male il suo testo; e quando non omise del tutto le descrizioni,
-come quella di Napoli, che uno dei più eminenti eruditi napoletani,
-l'illustre Bartolameo Capasso, dice piena di particolari «che sono
-taciuti dai nostri cronisti ed ignorati dai patrii scrittori» (pag.
-237 in nota), ne soppresse senza discrezione veruna i tratti più
-significativi. Basti l'entrata di Carlo VIII a Firenze, nella quale
-egli passa sotto silenzio la circostanza ricordata dal Nostro, che,
-«subito zonto, el Re dimandò di le medaie, cammei et porzellane di
-Piero (_de' Medici_), che erano cose di grande estimatione, però che
-Lorenzo suo padre (_il Magnifico_) molto si deletava; ma perchè erano
-stà strafurate da li soi, et scose in li monasterii, non le potè haver»
-(pag. 136).
-
-So che il plagiario avrebbe potuto conservare alla cronaca sanutiana la
-sua integrità sostanziale, quand'anche ne avesse escluso i particolari
-che intimamente non si connettono al filo della narrazione. Ma ho
-voluto accennare soltanto ad alcuni di questi particolari, perchè
-se fossi entrato nel vivo dell'argomento, avrei dovuto analizzar
-tutto il libro. Ormai la cronaca sanutiana è stampata come le
-_Historie_ del Guazzo; le confronti chi ne ha la pazienza. Basti
-perciò che sull'andamento generale di tutta l'impresa, ma specialmente
-nell'esposizione delle trattative riuscite alla lega del 1495, nella
-descrizione della battaglia di Fornovo[29], e nella storia dei maneggi
-che precedettero la pace tra Carlo VIII ed il Moro, il Sanuto ci
-diede uno straordinario numero di ragguagli che il Guazzo omise, ma
-che avrebbero dovuto parergli, come sono di fatti, caratteristici,
-importanti, essenziali a farci conoscere pienamente gli uomini e
-i fatti. Conchiuderò adunque dicendo che un superficiale confronto
-delle _Historie_ del Guazzo e della cronaca del Sanuto dimostra il
-plagio anche ai ciechi; ma che un esame più attento dimostra pure
-che il plagio è riuscito così imperfetto da lasciarne tutta la
-vergogna all'autore, senza togliere alla cronaca sanutiana la novità e
-l'importanza che gli studiosi vi hanno riconosciuto[30].
-
- R. FULIN.
-
-
-
-
- AUGUSTINO BARBADICO VENETORUM PRINCIPI INVICTISSIMO MARINUS
- SANUTUS LEONARDI FILIUS PATRICIUS TUUS VENETUS SE PLURIMUM
- COMMENDAT ET OPTAT REIPUBLICAE FELICITATEM.
-
-
-Havendo non con piccola fatica reduto in fine, Serenissimo et
-Excellentissimo Principe, l'opera già divulgata degna et di farne
-extimatione di la venuta di Carlo re di Franza in Italia et successo
-de tempi fino l'hodierno giorno, et compita, deliberai dedicarla
-a Tua Serenità, sì per esser capo di la Republica et benemerito,
-_quam_ perchè sia eterna memoria che sotto Tua Sublimità sia seguito
-in brevissimo tempo cose in tanto volume descritte. Et non senza
-summa laude di quella vi si puol scrivere alcuna cosa, per li modi
-tenuti, per le cotidiane fatiche, sapientissimi consegli, frequenti
-consultationi, _non parcendo_ alla età septuagenaria, alla complexione
-nobilissima, alla degnità ducal, ne la qual cercar si doverebbe di
-conservarsi longamente, ma con ogni diligentia voluto esservi a tutti
-consegli del Senato, primo a intrare et ultimo a ussire, antivedendo
-a molte cose per le quale è seguito la grande gloria a questo
-illustrissimo Stato, et ben è nominata Tua Excellentia da quel divo
-Augusto Cesare, al quale se attribuisse fusse il primo huomo ne molti
-secoli. Adonque la città nostra veneta sempre di Augustino Barbadico
-sarà memore: conciosia che è intervenuto più ardue et importante
-materie sotto il Tuo ducato, che sotto niuno altro principe che sia
-stato, però che ho voluto veder li annali et croniche, et _etiam_
-qual cosa col parvulo ingegno mio ho descritto, ch'è la Vita di Doxi
-_ab urbe condita_ fino a Tua Sublimità, la qual con tempo, _Domino
-concedente_, si darà fuora. Perchè in questo tempo non solamente vi
-si combatteva di uno Stato[31], ma, _ut ita dicam_, tutta Italia vi
-andava in preda, et si sottoponeva a gente gallica, la qual, secundo
-l'antiche hystorie, mai hanno potuto longamente dominar in quella, nè
-mantenir alcuno Stato acquistato da loro, ma sempre sono stà scacciati
-vituperosamente. Perchè havendo l'eterno Iddio posto le Alpe per
-termene, che barbari e tal generatione fusseno divise dalla italica
-gente, la qual parte de Italia secondo cosmographi et scriptori de
-siti è la più bella parte di la terra habitabile, et più fructifera,
-_licet_ poca vi sia, cussì mai non li ha lassato Iddio molto in questa
-parte prosperare: cominciando da Brenno, el qual, come scrive Giustino,
-venuto in Italia fece molte cose, et Roma brusò, _demum_ da Camillo
-romano fu scacciato de Italia; et cussì in varii tempi leggendo le
-hystorie si trova Galli esser stà sempre scacciati, et simile altre
-generatione barbare venute più volte per quella subjugare, zoè Hunni,
-Gothi, Ostrogothi, Longobardi, Ungari et altre gente lontane, che per
-non tediare Tua Sublime Signoria, qui pretermetterò dover narrarle.
-Quanto aduncha questa Italia e tutti li potentati siano obligati, da
-poi quello dal qual procede il tutto, a questa inclita Republica, per
-le cose successe, per mi _verissime_ qui descritte, si vederà, per
-haver scacciato quello che sotto specie di andar contra infideli voleva
-depredarla. Quanto re Ferando di Napoli deve adorare il tuo nome come
-rappresentante del Senato, per esser con le tue forze et sapientissimo
-governo ritornato nel regno, el qual di voluntà havea lassiato, et
-parte di quello recuperato et va per giornata recuperando; _sed de
-his hactenus_. Concludendo vi si puol dire di Venetia: _Dum mare
-delphinos, dum caeli clara tenebunt sydera; dum gratas tellus dabit
-humida fruges; dum genus humanum sua deget saecula terris, splendor
-erit toto Venetum celeberrimus aevo_. In questa opera aduncha leggendo
-si vederà, invictissimo Principe, tutto il successo, giorno per giorno,
-da poi la partita di Carlo re di Franza fino alla sua ritornata, et
-_non solum_ quello Sua Majestà seguiva, ma _etiam_ quello in diverse
-parte de Italia _uno et eodem tempore_ si faceva, cosa non senza
-grande fatica et continua sollicitudine investigata. Et sopra tutto la
-verità, perchè questo è potissimo in historia; come _etiam_ feci de la
-Ferrarese guerra, intitolata al Serenissimo Johanne Mocenico antecessor
-Tuo, sotto dil qual ducato la fue, ne la qual _etiam_ Tua Excellentia è
-nominata, per quello che _tunc_ in diverse legationi si adoperò. Or in
-questa ho tenuto un modo assà chiaro per non confondere li lectori di
-tempi. Et ancora, Principe Serenissimo, quando da le fatiche publiche
-harai alquanto di ocio, leggendola, son certo troverai cose degne di
-memoria et varie, et _fortasse_ a molti incognite, che sarà di summo
-contento a Tua Sublimità, et a questo mio gloriosissimo Senato, et
-molto gratissima a quelli leggeranno et hanno piacer de historie, et
-sapere li facti in Italia seguiti, opera di grande utilità, _maxime_
-a quelli che partengon salire al governo publico. Et benchè ne sia
-molti che tal gallica historia habbi descripto sì in latino, come Marco
-Antonio Sabellico, huomo litteratissimo et veterano in tal cose, et
-altri nel sermon materno; et questi o con più alto stile o con nova
-forma haranno formato loro scritture: ma io non curando di altro che
-di la verità, ho fatto questa, _vulgari sermone_, acciò tutti, dotti
-et indotti, la possino leggere et intendere, perchè molto meglio è
-faticarsi per l'università che per rari et pochi. I quali, ancora che
-buona fusse, son certissimo si latina l'havessi descripta, mi harebbeno
-biasemato; et ben che si havesse potuto respondere quello che alli
-detractori di questa li dico per mia excusatione: _mala sunt, sed tu
-non meliora facis_, secondo il ditto di Marciale poeta. Adoncha con
-jocunda faza receverai il piccol dono dil patricio tuo, el qual, tal
-qual è, lo dono, dedico et mando a Tua Sublimità, alla qual quanto più
-posso _iterum atque iterum me commendo. Vale, valeatque Excelsitudo
-Tua, ut opto._
-
- _Ex urbe veneta, in aedibus habitationis, anno MCCCCLXXXXV
- ultimo Decembris._
-
-
-
-
-ADSIT OMNIPOTENS DEUS.
-
- MARINI SANUTI LEONARDI FILII PATRICII VENETI DE ADVENTU CAROLI
- REGIS FRANCORUM IN ITALIAM ADVERSUS REGEM NEAPOLITANUM, ANNO
- DOMINI MCCCCLXXXXIIIJ, REGNANTE ALEXANDRO SEXTO PONTIFICE MAXIMO ET
- AUGUSTINO BARBADICO VENETORUM DUCE. INCIPIT LIBER PRIMUS.
-
-
-Carlo octavo re di Franza, da poi la morte di re Ludovico suo padre,
-successe nel regno, di età di anni XV, et fo incoronado a Paris ne la
-chiesia de Sancto Dionysio, secondo il consueto regio, ne l'anno di
-Cristo 1483[32]. Questo, _vivente patre_, stette scoso in una città
-ne la Franza, chiamata Ambosa (_Amboise_), per molti anni; _adeo_ si
-credeva el re Ludovico non havesse figlioli: et questo fece il padre
-per dubio che li baroni non el sublevasse contra di lui, come fu facto
-di esso Ludovico contra Carlo septimo suo padre. Et fu maridato in
-la fiola de Maximiliano, figlio di Federico terzo imperatore, _nunc_
-Re di Romani et successore electo de li sette electori elemani a
-l'imperio: nata di la duchessa di Borgogna, et per consequente sorella
-di l'archiduca Philippo, che _adhuc_ in Borgogna regna, chiamata
-Margarita. La qual donna, non essendo in età perfetta, expetando il
-tempo dil futuro sponsalicio in la città preditta di Ambosa, sette
-anni vi stette[33]. Ma esso re Carlo, cupido di augumentar el regno,
-essendo morto in quello tempo el duca Francesco di Bertagna senza
-figlioli mascoli, et non era rimasto di lui se non una figlia unica,
-la qual quello ducato governava, era promessa in moglie a Maximiliano
-sopranominato, con grande exercito vi andò, et aquistato quel regno
-del 1490, in l'ultima terra di detto ducato chiamata Rennes[34] trovò
-ditta madama Anna fia dil duca preditto, et quella volse per moglie,
-benchè fusse con re Maximiliano promessa come ho ditto, repudiando _ex
-consequenti_ la fiola di esso Maximiliano, che per esser sua moglie lì
-nella Franza dimorava. Et mandoe do ambasciatori a Roma a Innocentio
-octavo pontefice, i quali fue l'abbate di Santo Dionysio al presente
-Cardinal, et l'abbate di Santo Antonio di Vienna per cagion di spensare
-e l'una e l'altra promessa[35]. Et celebrate le nozze a Turs[36] ne la
-Franza, li fo mandati per diversi potentati oratori a congratularse
-sì de tal felice matrimonio, _quam_ dil paese acquistato di novo.
-_Unde_ per Vinitiani vi andoe Zaccaria Contarini et Francesco Capello
-cavalier, i quali ambedoi fonno di militia da esso cristianissimo
-Re adornati ne l'anno di Cristo 1491[37]. Et volendo mandar la fia
-di Maximiliano a uno de primi suoi baroni di caxa regia, lei minime
-volse, nè il padre mai consentì, al qual _honorifice, ut decebat_,
-fo rimandata. Et poi con ditto Maximiliano venne gran discordia per
-tal repudiatione, et toltoli la moglie, pur a la fine, interposti
-ambasciatori, _maxime_ per il re di Franza el principe di Oringia
-(_Orange_), el qual era prima nimicissimo de la casa di Franza et a
-l'acquisto di Bertagna molto danizoe esso Re, ma poi fu causa di far
-le nozze sopraditte et _etiam_ di pacifichar fra questi do re le cosse,
-come di sotto al loco suo tutto sarà descripto, _Deo concedente_. Oltra
-di questo, negando di dar al re de Ingilterra el tributo assueto,
-Englesi non volendo tollerar, el re Henrico che al prexente quella
-isola domina, armate nave cento a Dobla (_Dover_), in persona, con non
-poco exercito di persone, zerca vinticinque milia, et fo ne l'anno 1492
-dil mexe di Ottubrio, et dismontati a Cales, ch'è una terra mia trenta
-vicina a l'isola predicta, et messe campo a una terra chiamata Bologna
-di esso re di Franza, lontana da Cales zerca mia XVIII, et quella
-strense. Et venuto exercito franzese, ne fo morti di l'una et l'altra
-parte assà zente, _tamen_ poi sono pacificadi, et Carlo re promesse
-dar _annuatim_ scudi sessantamilia, sì come re Edovardo havea[38]: et
-cussì _etiam_ queste cosse fo conze. Ancora questo Carlo re havendo
-inimicitia con Ferdinando re di Spagna, el qual in quelli tempi havea
-da la setta maumecthana de Mori acquistato (non senza grande fatica) el
-reame tutto di Granata, et ne l'anno 1492 a do di Zenaro intrato ne la
-città di Granata, et scacciato (_Abu Abdallah_)[39] lhoro re, et reduto
-sotto la pristina fede cristiana el suo dominio, che da più de 680
-anni Mori lo havea posseduto: et questa inimicitia venne con detto re
-di Franza (_e_) questo, perchè esso Re di Spagna tentava di recuperar
-el contado di Rossiglion et Serdania (_Cerdagna_), quali altre fiate
-per don Johanne re di Ragona suo padre fonno impegnati et dati al
-re Ludovico di Franza, padre di Carlo predicto, sì per danari habuti
-_quam_ per zente et presidio che li prestoe, quando la Cathelogna si
-ribelloe, per caxon di recuperarla. Ma, mandati ambasciatori _citra
-ultraque parte_, feceno pace perpetua, et _libere_ Carlo re dette et
-assignoe a Ferdinando preditto la città di Elna (_Elne_) et Perpignano,
-con el resto de ditti contadi soprascritti, et feceno accordo tra loro,
-acciò dil reame di Napoli non se impedisca, et la publicatione di la
-paxe quivi è posta, acciò il tutto chiaramente intender se possa.
-
-Bando fatto ne la città di Barzellona adi 16 Settembrio[40] 1493 in
-presentia di uno secretario dil re di Franza et di tre homeni d'arme
-franzesi, del qual bando el ditto secretario ne ha fatto atto publico
-lì in Barzellona.
-
-Hora aldì (_udite_) generalmente che ve fanno a sapere per parte de
-la Maestà del signor re don Ferando et donna Ysabetha per la gratia
-de Dio re e regina di Castiglia, de Aragona, de Lione, de Cicilia, de
-Granata, de Toledo, de Valentia, de Gallicia, de Maiorica, de Sibilia,
-de Cordovia, de Murcia, de Giaen, de Algarve, de Algezira, de Gibeltar,
-de le isole de Canaria, conte de Barzellona, signor de Biscaia e
-de Molina, duca de Athenes et Nichopatria (_Neopatria_), conte di
-Rossiglion e Serdania, marchese di Erystain (_Oristano_) e conte
-di Gociano, che sono state fatte e promesse e iurate vere alianze e
-confederatione perpetue infra li ditti re e regina et lo illustrissimo
-signor don Johan principe de le Esturie e de Girona et cet., figliolo
-primogenito et legiptimo successore de le sopraditte Maestà, et in li
-loro regni et terre et de loro successori da una parte, et da l'altra
-lo cristianissimo signor don Carlos per la gratia di Dio re di Franza,
-et per lo illustrissimo signor don Carlos principe et delphin de Vienna
-figliolo legittimo del cristianissimo Re, in lo reame di Franza, terre
-e signorie di quello et de loro successori da l'altra parte, in questa
-maniera che hora e perpetualmente le sopraditte Maestà sono e saranno
-per loro e per li loro sopradetti successori et per li loro reami,
-terre et signorie, boni fradelli e amici, aliati e confederati, amico
-de l'amico e nemico de l'inimico enverso de tutti e contro tutti,
-senza reservatione de persone alcune, de qual se voglia condition o
-dignità o stato che siano, salvo la Santità del Nostro Signor el Papa.
-Et altramente, come più stensamente è commemorato ne li articoli e
-capitoli de le alianze e confederatione promesse fatte e iurate infra
-le ditte Maestà e per la sopraditta causa, per parte de le sopraditte
-Maestà se notifica a ogni homo generalmente de qual se vuol conditione
-e stato che siano de li loro regni e signorie, che liberamente habino
-a conversar, negociar et contractar con ogni segurità tutti li subditi
-del cristianissimo re di Franza, vegnando e andando ne li regni et
-terre de loro Maestà, e cussì per converso li subditi nostri ne le
-terre e regni dil cristianissimo re di Franza, cussì come si tutto
-fusse una signoria unita, come per le ditte alianze e confederatione si
-ha ordinato e facto et jurato.
-
-Et havendo cussì placato le cose de Spagna et de Ingilterra, prima
-obtenuta la Bertagna, et tasentate le discordie con Maximiliano re di
-Romani, essendo il regno suo pacifico, volendo imitar le vestigie de
-soi progenitori cristianissimi chiamati Caroli, però che septe vi fue,
-_maxime_ di Carlo figlio di Pipino re di Franza et imperatore romano,
-la cui fama è grandissima, et non _immerito_ fu chiamato Magno; mosso
-_etiam_ (come diceva) da zelo di la fede, per discacciar Turchi del suo
-dominio et recuperar la Terra Santa, da Mori tenuta za gran tempo; et
-visto molte prophetie che chiaro parla come lui doveva far molte cose,
-le qual per non essere al proposito qui pretermetterò di scriverle;
-mosse l'animo et fece qualche pensier di venir con grande exercito in
-Italia, et _primo_ acquistar il reame di Napoli a lui, dicendo, _jure
-hereditario_ dovea pervenir, la cui historia di sotto sarà scripta,
-et instigato, _immo cotidie_ sollicitato dal principe di Salerno, uno
-de' primi baroni dil reame di Napoli sopraditto, el qual fuggite lì
-in Franza quando Ferdinando re di Napoli discazoe li baroni dil suo
-reame, i quali insieme si haveano accordato contra di lui, zoè: el gran
-siniscalco principe d'Ariano, conte di Capazo, principe di Bisignano,
-principe d'Altemura, marchese di Bitonto, esso principe di Salerno et
-il conte di Montoro con molti altri, et assà numero di baroni et quelli
-di l'Aquila, dove fu molta guerra in ditto reame, aiutandoli _maxime_
-Innocentio octavo pontifice, el qual assoldoe per capitano de la Chiesa
-el signor Ruberto di San Severino, _tunc temporis_ uno de primi de
-Italia _in arte militari_, et questo andato con gente in reame, dove li
-venne a l'incontro Alphonso duca di Calavria, che al prexente di Napoli
-è re[41], fino appresso Roma, et fonno a le mani et durò la battaglia
-fino la sera: tamen niuno di loro fonno vincitori. Ma li baroni, cussì
-come da prima erano uniti, cussì poi tra loro hebbeno varie opinioni.
-Alcuni volevano darsi a la Chiesia Romana, altri a la Signoria di
-Venetia, altri chiamar Turchi in Italia in suo soccorso, et altri
-volevano sublevar nel regno Renato duca di Loreno disceso di la caxa de
-Anzò, che fu nepote di Renato, che za fu Re di la Puja, a cui dicevano
-ditto reame dover expectare. Ma dapoi molte cede (_uccisioni?_),
-pacificato el Pontifice con esso re Ferdinando, con conditione dovesse
-_etiam_ far paxe con soi baroni e perdonarli le offexe, al qual
-iureriano fedeltà et omaggio. _Unde_ per questo li baroni preditti
-_sub fide regia_ andono a Napoli a inchinarsi et dimandar perdono: et
-venuti, parte in castello de comandamento regio fonno retenuti, parte
-morti, altri in carcere serrati. Ma questo sapientissimo principe
-di Salerno, accorgendosi di quello li saria intervenuto, fuggite
-di Napoli, et di mano di Ferdinando, incognito, con grandissima
-arte, scampoe dil reame. Et gionto a Roma, d'indi partito, venne a
-Venecia, _demum_ capitoe in Franza, et fu ne l'anno di Cristo 1486,
-dove da quello Carlo re et quelli governava quel regno fu _benigne
-et honorifice_ ricevuto, datoli provvisione et zente, nella impresa
-di Bertagna fu operato, et valorosamente si portoe. Questo principe
-insieme con altri baroni subito gionti terminono di metter ogni loro
-inzegno ad exortar esso Re, e la sua corte et gran parlamento, che
-volesseno far le vendette de ditti baroni. Questo perchè sotto la fede
-dil Pontifice, di esso Re di Franza et Senato Veneto, quelli andono a
-Napoli et messeno gioso le arme, _unde_ mal capitono. Benchè Innocentio
-pontifice, non volendo patir tal ingiuria, comenzò quasi di novo a
-far guerra con Ferdinando, et _etiam_ exortoe Venitiani a non patir
-questo, i quali vi mandoe ambasciatore a Napoli Marco Antonio Morosini,
-cavalier splendidissimo, acciò vedesse di conzar le cosse[42]. Et
-già li baroni ritenuti erano stati morti, non vi essendo rimedio, in
-fine col Pontifice et Re pacificono le cosse. Ma pur esso principe di
-Salerno non restava di sollecitar in Franza che il Re venir dovesse in
-Italia, et acquistar ditto reame, mostrando chiaro che alla sua corona
-perveniva, benchè poco era da quelli baroni primarii gallici audito.
-Et acciò meglio s'intendi è necessario di scriver il modo che ditto
-reame è pervenuto alla caxa di Aragona. Questo reame di Napoli o vero
-di la Puja, _alias_ dominado per re Ladislao che fu figlio di Carlo,
-el qual Carlo fu chiamato di Ungaria ne l'anno 1380 da Urbano pontefice
-contra la raina Zuana vecchia, la qual favoriva Clemente suo adversario
-nel papato, et haveva adoptato per proprio figlio et successore nel
-regno Ludovico duca di Angioia figliolo dil re di Franza, et per queste
-cagioni chiamò ditto Carlo, el qual venne con ottomilia cavalli et
-intrato in reame prese la ditta regina et quella uccise, et superoe
-li principi. Et l'anno sequente che l'hebbe acquistato, essendo morto
-Ludovico re di Ungaria senza figlioli, de volontà de tutti quelli
-principi fu chiamato in Ungaria, et di quel regno incoronato ancora Re,
-benchè poi per ordinatione di la Regina di Ungaria fusse advelenato
-et morì. Adoncha successe nel regno di Puglia ditto Ladislao, et
-regnò anni ventinove. El qual venuto in etade acquistò ancora il
-regno di Ungaria, benchè per sospetto di non lo poter mantenere poi
-lo vendesse, et con quella pecunia si conservò el regno di Puglia, et
-diventò prudentissimo, magnanimo et ne le arme expertissimo. Et dapoi
-la morte de Gioan Galeazzo duca di Milano acquistoe Perosa et molte
-altre cittade, et venuto a Roma sotto color di amicitia fu cagione di
-far levar tutto el popolo in arme contro Bonifacio nono pontefice[43],
-nel qual tumulto furono morti, come scrive Leonardo Aretino, undece
-de principali de Roma; et impaurito fortemente il Pontefice, con
-tutta la corte se ne andò a Viterbo. Et essendo Bonifacio morto,
-simelmente Ladislao, o vero, secondo alcuni, Lanzilao, prese Roma per
-absentia di Gregorio duodecimo successore del ditto Bonifacio[44]. El
-perchè Gregorio preditto, insieme con el collegio de Cardinali, privò
-Lanzilao di ogni sua dignità, et similmente dil regno, et dettelo
-a Lodovico figlio già de Lodovico de Angioja: et per questa cagione
-vendette Cortona a' Fiorentini[45]. Et, infermato a Perosa, fu portato
-a Napoli, dove fu fatto attossicare da' Fiorentini. Il modo fu che,
-amando la fiola del medico suo, con la qual spesso si trovava, _tamen_
-occultamente, or fu promesso a ditto medico molta pecunia, se teneva
-modo di far morire Lanzilao. La qual cosa acconsentendo el medico,
-chiamò con parole dolce uno giorno la figliola, et dissegli: piacemi
-che te inzegni quanto puoi, che lo tuo padre sia suocero di tanto Re
-et avolo di stirpe regale: seguita pur che fazi cosa che in contento
-li sia, ma se farai a mio modo, te insegnarò cosa che lui ti amerà, et
-saremo tutti felici. Et lei contentissima. Or il padre fece uno veneno,
-chiamato da medici Nepello, et dettelo in uno fazzoletto finissimo
-alla fiola, et ordinò, quando dovea esser con il Re, si ungesse con
-ditto unguento nel luogo suo genitale. Venendo adonque il Re a lei, la
-giovenetta fece quanto il padre le havea imposto, et in quel modo de
-subito uccise lei el Re; et il padre di tal male non rimase impunito.
-Or, venuto a morte senza figlioli legittimi, successe nel regno
-Gioanna seconda sua sorella del 1413[46], et regnò anni ventiuno et,
-ben che la fusse di corpo femineo, fu non di meno di animo virile,
-et nel governo sagace et prudente, et per havere favor nel regno si
-maritoe a Jacobo conte de la Marca, el qual fra principi franciosi
-per natione et virtù si diceva esser el primo; ma vedendo lei che 'l
-marito voleva disponer ogni cosa senza sua saputa, sdegnata si partì da
-lui, per la qual cosa si divise subito el regno in più parti, perchè
-altre voleva il governo di lui, altre quello di lei, un'altra parte
-voleva Lodovico de Angioia, (_un'altra_) per fin doversi chiamare in
-quel regno Alphonso re de Ragona, el qual finalmente superando ogni
-altro fu adoptato per figliolo di essa Giovanna, benchè poi le fusse
-ingrato, et la scaccioe in poco tempo di Napoli, et la messe in una
-rocca, dove finalmente morì nel 1434[47]. Adoncha questo Alphonso,
-fiol de Ferdinando re di Aragona, cupido di acquistar novo regno,
-essendo vicino, però che dominava la Cicilia oltra Faro, deliberoe
-di passar in reame, et nel principio volendo esser da ditta raina
-Gioanna adoptato, _sepius_ fo deluso, per la qual cosa passò con
-grande armata et exercito terrestre nel ditto regno, et il capitano
-di la Rocca marittima per forza di danari acquistoe, et cussì hebbe
-quello castello, non advertendo essa regina, la qual za havea adoptado
-Renato fratello di Lodovico de Angioia de la fameglia dil re di Franza,
-come è scripto di sopra, et za la Puglia dominava et era in Italia,
-et Alphonso preditto comenzò a seguir la ditta impresa. _Et unum non
-praetermittam_ di scriver, che esso re Alphonso del 1435 combattendo
-la città di Gaeta, la quale da Zenoesi era fortemente difesa, _unde_
-Zenoesi armono dodexe nave et trentacinque galie con volontà et favore
-dil duca Philippo de Milano loro signore. Capitano de ditta armada
-uno Biasio Axerato (_Biagio d'Assereto_) et Helya (Sorleone) Spinola,
-et fonno a le mani con l'armata di ditto re Alphonso, la qual già era
-benissimo posta in ordine, et per diece hore duroe la battaglia, a la
-fine Zenoesi furono superiori et preseno Alphonso con doi frategli,
-zoè Joanne re de Navarra et (_don Henrico_)[48], Antonio duca di Sexa
-(_Sessa_), Joanne Antonio principe di Taranto et molti altri principi
-et signori più di 100, et 200 cavalieri, et acquistano di molta preda,
-i quali dal preditto Biasio capitano fonno presentati al duca Philippo,
-el qual, essendo liberalissimo, per acquistare fama grandissima
-gli riceveteno con grandissimo honor, in breve giorni li lassorno
-liberamente ritornar alle patrie loro, contro il voler de Zenoesi,
-i quali sdegnati si ribellono dil dominio duchesco, et caccioe fuora
-Obezino (_Pacino Alciati_) locotenente dil duca, che lì in Zenoa era,
-et si reduseno in libertà. Ma, ritornato Alphonso nel regno, obtenne
-Gaeta. Ma in questo _interim_ sopravenne la morte di la ditta regina
-Zuana[49], et restoe la guerra tra esso Alphonso et Renato preditto,
-el qual za nella Puglia quattro anni havea regnato. Ma da poi molte
-battaglie, ne l'anno 1442 Alphonso Renato superoe et ruppe, el qual
-introe in Napoli. Dove Alphonso andatovi a campo, longa et durissima
-obsidione cingete, et vi stette do anni a campo, _tandem_ per una
-cava subterranea le sue zente introe in la cittade, et cussì have la
-terra. Ma Renato intrato nel castello fortissimo chiamato Castelnuovo,
-dove lassoe a custodia uno Antonio Calvo zenoese, el qual di assà
-summa di fiorini li era debitore. Ma Zenoesi in suo ajuto li mandoe
-do grandissime nave piene di munitione et de zente d'arme, sopra le
-qual esso Renato con li suoi franzesi montoe, et venne a Pisa et da
-poi a Fiorenza, et non potendo più haver soccorso andò in Marsegia
-(_Marsiglia_) dove vi stette. Ma in quel mezzo el custode zenoese
-preditto, che era in Castelnuovo, habuto da Alphonso quella quantità
-di oro dovea dar a Renato, li dette et consignoe ditto castello, et
-si ritornò a Zenoa. Adunque habuto Napoli, preso alcuni baroni et ad
-altri perdonato, che li zurono fedeltà, _ita_ che tutto quello regno
-non con piccola fatica venne sotto al suo dominio, et tornato in
-Napoli sopra un carro aureo, triomphoe di tanta victoria. Benchè poi
-ne l'anno 1453, che fu undeci anni da poi l'acquisto dil reame, Renato
-di Andegavia preditto, desideroso di recuperar il regno, fatto liga
-con Francesco Sforza duca di Milano et Fiorentini, venne con domilia
-cavalli in Italia, et andoe a Fiorenza. Ma il duca Francesco fatto
-gente, mutoe altro pensier, et venne contra Vinitiani, et nel Brexano
-et Bergamasco prese alcuni castelli, e fatto molte cede su quel di
-Pontevico, sopravenendo l'inverno, le zente andono a li allozamenti.
-Ma questo vedendo Renato lassoe suo fiol Joanne a Fiorenza[50], et
-si partì con cattivo animo sì contra il duca Francesco _quam_ contra
-Fiorentini, però che non li haveano atteso alle promesse, e ritornò in
-Marseia, dove el resto di la vita sua ivi finite. Ma el re Alphonso,
-havendo regnado nel regno napolitano anni 22, dapoi sedate alcune
-discordie con Fiorentini, et ancora havendo regnado in altri regni,
-zoè Ragona, Spagna e Sardegna, accumulato grandissimo thesoro, morite
-in Napoli, nell'anno 1456[51], et non havendo legiptimi figlioli, el
-regno hyspano o vero di Ragona pervenne al maggior suo fratello don
-Joanne, _jure hereditario_, di qual è disceso questo re don Ferdinando,
-che al presente domina, però che Alphonso ebbe tre fratelli, lui
-primo, don Johanne ditto che fu re di (_Navarra_)[52], don Henrico
-maestro di S. Jacomo, et don Piero, el qual morite a l'impresa di
-Napoli soprascritta, et una sorella[53], la qual fu maridata a don
-Joanne re di Spagna suo parente consanguineo[54], in tempo del padre.
-Ma il reame di Napoli, il qual esso Alphonso per forza di arme et con
-sua industria havea acquistato, instituì et lascioe per testamento a
-Ferdinando suo fiol _ex pellice_, (_quantunque_) lo ditto regno dovesse
-ex instituto antiquo pervenir alla Sedia apostolica. Ma con voluntà di
-suo barba re don Joanne preditto, ne l'anno 1456, Ferdinando, morto il
-padre, comenzò a regnar. Benchè Calisto terzo pontefice, di nazione
-Catelano, di patria Valentiano, el qual _alias_ di Alphonso re suo
-padre fu primo secretario, et quello incoronoe, essendo esso Calisto
-di animo excelso et magnanimo, statuì e tentò omnino di voler repeter
-ditto regno, nè mai Ferdinando volse investir: ma sopravenne la morte
-et fo disturbato. E da poi successe Pio secondo, di natione senese, el
-qual, _licet reclamantibus_ _Gallis_, confirmoe Ferdinando nel regno,
-et quello a Roma coronoe con gran pompa; ancora in parte il censo
-antiquo et assueto a dar alla sedia apostolica, zoè fiorini 60 milia
-_annuatim_, relassoe[55]. Ma è da saper che prima Joanne Andegavense,
-_olim_ fiol di Renato, havendo inteso la morte di Alphonso, et che
-Calisto non voleva investir Ferdinando di questo regno, con ajuto
-di Jacomo Picenin mosse guerra a Ferdinando, et passò in Italia, et
-fo a le mani con le zente di Ferdinando preditto, et quelle ruppe et
-scaccioe al fiume Sarno; ma sentendo tal rotta Pio pontefice, dubitando
-Franzesi non prosperasse, li mandoe contra Federico di Montefeltro duca
-di Urbino, capitano di la Chiexia, insieme con el signor Alexandro
-Sforza di Pesaro, et veneno _in Marsos_, acciochè Jacomo Picenin,
-condutto dal duca Joanne de Angioja preditto, non potesse venir contra
-Ferdinando; per le qual cose, con lo ajuto di Dio, esso re fugoe di la
-Puja ditti Franzesi, per la qual vittoria molti signori, _qui gallica
-arma sequebantur praeterito_, con Ferdinando si accordoe et ebber
-stipendio, altri sono rotti et fugati. Ancora questo re Ferdinando
-con Paulo secondo Pontifice, di natione veneto, che a Pio successe,
-have alcune discordie per caxon del tributo, el qual _non solum_ non
-voleva ogni anno pagar, ma voleva che li fusse lassato come papa Pio
-secondo in suo tempo havea fatto. _Demum etiam_ con Venetiani nascete
-qualche discordia per caxon di la ixola de Cypri, la qual al presente
-pretermetterò per non esser a proposito. Et poi ne l'anno 1480 Maometh
-othomano gran sultan et principe de Turchi deliberoe di acquistar la
-Italia, pacificato le cosse con Venetiani, et mandoe la sua armata in
-la Puja, et prese Otranto, ch'è fortissima et grande cittade, capo
-di la Calavria, et quella per alcun tempo tenne. Ma sopravenendo la
-morte di esso Maometh suo signor, essendo lì a campo Alphonso duca di
-Calavria, di Ferdinando fiol primogenito, et Turchi non sperando più
-soccorso, perchè ne li loro paesi era grandissima dissensione tra doi
-fratelli, che cadauno voleva acquistar el regno paterno, _unde_ si
-rendeteno a patti: _tamen_, habuto la terra, sono tutti Turchi presi,
-parte morti, altri fatti presoni, et altri restoe a stipendio di ditto
-Alphonso de qua in Italia. Et questa venuta de Turchi fu cagione di
-cessar le novità di la Toscana, però che il re faceva gran guerra a
-Fiorentini, et già in Siena esso Duca di Calavria era intrato, et _ad
-libitum_ disponeva, e de lì se partì con el.... _Sed de his hactenus,
-et ad propositum nostrum redeamus_.
-
-E vedendo adoncha esso re di Franza il suo Stato _undique_ pacificato,
-ne l'anno 1493, fatto più volte a Paris consultatione di quello
-havesse a far, di tuor l'impresa di Napoli _vel ne_, tra quelli dil suo
-parlamento: essendo di animo generoso, di ingegno excellente, di età
-di anni 24, di corpo robusto et forte, ma di effigie bruttissimo, naso
-grande, di statura piccolo, et _ut plurimum_ parla poco, mosso prima,
-come diceva, di volontà di Dio, però che fece far nel suo regno solenne
-oratione, pregando lo eterno Iddio dovesse inspirarli qual fosse el
-meglio di venir in Italia, o vero altrove metter il suo pensiero,
-_unde_ pareva che tutte le oratione et quelli oravano, _maxime_ alcuni
-heremiti, lo confortavano ad ogni modo a pigliar ditta impresa. _Tamen_
-molti signori del Parlamento lo disconselgiava, dimostrando ragioni
-evidentissime che non era tempo di venir in Italia, narrando come
-altre fiate Franzesi erano stati rotti, e che li potentati de Italia
-_numquam_ soffreriano che lui vi venisse a dominar Stado alcuno, nè il
-vorrebber per vicino; _etiam_ che le vittuarie mancherian, et che in
-paese a loro non solito nè assueto clima era mal guerrizar, et molte
-altre ragioni li erano ditte acciò si movesse di tal sua opinione et
-voluntà. Ma il re preditto a tutto sapientissimamente rispondeva,
-dicendo non esser maggior gloria che voler lassar memoria di fatti
-loro, et che era venuto el tempo che esso Carlo dovesse far quello
-diceva le prophetie, zoè passar in Italia, et andar poi contra Turchi
-nemici de la Cristianità, i quali za tanto tempo hanno sempre cercato
-di spenger il nome di Cristo, et ancora recuperar la Terra Santa da
-Mori tenuta. Le qual cose nel principio diceva voler far, havendo lo
-exempio di quello havea fatto Ferdinando re di la Spagna, che il reame
-di Granata ha acquistado, et concludendo li pareva al tutto di metter
-ogni cura a dover exequire il suo intento. Et essendo instigato, _ymo_
-sollicitato dal Principe di Salerno, come ho ditto di sopra, _etiam_
-da preghiere dil signor Ludovico Sforza vice conte duca di Bari, che
-_tunc_ el dominio de Milano governava, et regnava, (_quantunque_) vi
-fosse duca Zuan Galeazzo Maria suo nepote, et con quello fece occulti
-patti et federatione, et dapoi che vi mandoe tre ambasciatori per nome
-di quello Stato di Milano in Franza a congratularsi di le nozze et
-acquisto di Bertagna, i quali fonno el signor Zuan Francesco di San
-Severino conte di Cajazzo, el conte Carlo di Belzojoso et Galeazzo
-Visconte[56]: ivi appresso il re rimase ditto conte Carlo, el qual, non
-come oratore ma sollicitatore grandissimo, _cotidie_ con li signori dil
-parlamento sollicitava questa venuta dil re in Italia, et _maxime_ con
-monsignor episcopo di Samallo (_Saint Malo_) et monsignor Stephano di
-Beucher (_Beaucaire_), i quali erano amicissimi di esso sig. Ludovico,
-et quelli che contra tutti oppugnava che il Re dovesse passar in
-Italia. Or la cagione che questo sig. Ludovico volesse il Re venisse,
-fu che havendo questo duca Zuan Galeazzo di Milano nell'anno 1489 tolto
-per moglie la figliola di Alphonso duca di Calavria, di Ferdinando re
-fiol, chiamata Ixabella, donna di grandissimo inzegno, la qual venuta
-con gran magnificentia a marito, celebrate le sponsalicie, _tamen_ esso
-Duca per uno tempo stette che non potè usar con lei, o fusse ligato
-acciò non generasse, o che se fusse, pur alla fine, _volente Deo_, la
-ingravedò, et nacque nel 1490 uno fiol maschio, el qual poi baptizato
-li fo posto nome Francesco. Et dubitando Ludovico che esso Duca di
-Calavria, el qual _merito_ era il primo homo de Italia et sulle arme,
-vedendo el genero suo al modo steva, senza haver libertà nel Stato, non
-lo volesse liberar et ponerlo solo nel governo dil ducato di Milano,
-el qual da esso Ludovico era occupato _sub nomine gubernationis_ dal
-1479 in qua: et si pensò che movendo Franzesi a venir in Italia contra
-Napoli, qualche pensier che havesse esso Duca di Calavria sopra di
-queste cose di Milano fusse disturbato, et attender dovesse a difender
-el suo regno, come fue. Et ancora ditto re di Franza da alcuni signori
-italiani era _vehementer_ exortato, e _maxime_ da Hercule da la cha
-di Este di Ferrara, nemicissimo di Venetiani per le guerre tra loro
-seguite, cupido di nove cose. Questo messe a soldo dil re uno suo fiol
-secondo, chiamato Ferante, et _etiam_ ne l'anno 1492 fense di aver
-voto di andar a San Jacomo di Gallicia; et postosi in ordine, venuto a
-Venetia con el fiol don Alphonso primario, dimostrando di recomandar el
-suo Stato a quella Signoria, se ne partì, et con non piccola compagnia
-andoe fino a Milano, poi ritornoe, dicendo el Pontefice lo havea
-assolto di tal voto, con conditione andasse a Roma, et cussì ritornò
-a Ferrara: _tamen_ non senza misterio ditta andata fue, come di sotto
-al loco suo tutto sarà scripto. Et oltra di questo, _etiam_ cardinali
-di la Santa Chiesia Romana dette favore et procuroe la venuta di esso
-Re: come fu el Cardinal di S. Piero _in Vincula_, sì per esser episcopo
-di Avignone, _quam_ per la inimicitia havea al Pontefice et odio al re
-di Napoli. Adonque, terminato el re di Franza di poner ogni diligentia
-per venir a la expeditione di l'impresa di Napoli, ordinato per tutto
-el suo regno grande exercito, i quali a ogni suo comandamento fusseno
-preparati, se ne venne a Lion, et prima deliberoe di mandar a intender
-l'opinione de li potentati de Italia, et se sariano contenti di tal
-sua venuta, et mandoe uno suo messo, over ambasciatore, non molto di
-conditione, chiamato Peron de Basser Mastro dotel (_Perron de Basche,
-maitre d'hôtel_) zoè Maistro di casa dil Re, el qual venir dovesse al
-Senato Veneto et a Fiorentini et ad Alexandro sexto pontifice romano
-di natione valentino, et nepote che fu di Calisto terzo pontifice,
-el qual in luoco de Innocentio octavo del 1492 al decimo di Avosto
-da Cardinali fu creato Papa. Et questo tal ambasciatore venne prima a
-Venetia, e gionto a 8 dil mese di Luio 1493 allozoe a la Badia di S.
-Gregorio, et _honorifice_ tractato. Questo portoe lettere di la Maestà
-cristianissima dil suo Re alla Signoria, dinotando che voleva al tutto
-venir a rihaver el suo Reame di Napoli, et però questo suo messo havea
-mandato per intendere l'opinione sua, se si volevano impazzar in dar
-ajuto a re Ferdinando, o quello volesseno far, et si volevano dar
-passo et vittuarie, notificando quello haver bona paxe con Venitiani
-confirmata ne l'anno 1485 per Hieronimo Zorzi cavalier[57], era oratore
-lì in Franza, et che voleva con justa causa ottenir ditto reame di
-Napoli, offerendosi etc. Al qual Venitiani, benchè non fusse creto
-(_creduto_) volesse venir, pur da poi molte consultatione fatte nel
-conseglio di Pregadi, per il Principe Serenissimo Augustino Barbadico
-li fo risposto: Prima che si volevano aderir alla voluntà del summo
-Pontifice et duca di Milano o vero sig. Ludovico, con li qual havevano
-liga insieme, la qual pochi mexi avanti fue celebrata, duratura per
-anni XXV, et dil mexe di April passato, nel zorno di San Marco fue
-publicata. Ma che pur li volevano dir questo, che Venetiani amavano la
-paxe, et che non bixognava a loro guerra, havendone habuta assai sì in
-Italia, _quam_ con Turchi più di 30 anni continui; et che non erano di
-sorte che si volesse impazzar in quelle cose che a loro non toccavano:
-et che sapevano ben la paxe con la cristianissima Maestà dil suo Re,
-la qual al tutto volevano mantenir et conservar, _etiam_ che havevano
-bona paxe con la Maestà dil re di Napoli, et che non potevano nè dar
-nè devedarli il passo, perchè non accadeva passar per nostre terre
-e luogi, offerendosi prontissimi a conservar la amicitia antiqua con
-la Sua Maestà; et altre parole di questa substantia li usoe. Et ditto
-mastro Peron contento, ben che volesse in iscrittura, _tamen_ per non
-esser consuetudine non li fo data, ma ben tal deliberation letta più
-volte, _unde_ rimaso satisfatto se ne partì, et andoe per la via di
-Ferrara a Bologna, et dal magnifico Joanne Bentivoy, che al presente
-quella communità sì come signore dispone et governa, volse _etiam_
-saper si era contento di dar passo alla Maestà dil suo Re, però che
-dimostrava voler far quella via; et ben che ditto magnifico Joanne
-fusse soldato dil Stato di Milano, pur era a la fin di la ferma; et
-dimostrò quasi esser contento di tal regia venuta. Or poi ditto Peron
-andoe a Fiorenza, dove _etiam_ volse intender quello volevano far,
-ben che fusse in stretta amicitia con il re di Napoli, commemorandoli
-li beneficii che la città di Fiorenza in diversi tempi havea ricevuti
-da la casa di Franza, _et maxime_ da Carlo Magno che, come si legge
-ne le hystorie, essendo Fiorenza ruinata da Totila re de Gothi, la
-redificoe et amplioe di circuito di mure, et che advertir dovesseno
-le inimicitie habute con Ferdinando et quella guerra del 1478, li
-qual danni ancora non erano a pena restaurati, et che sempre in ogni
-loro adversità lo cristianissimo suo Re et soi antecessori l'haveano
-defesi come suo protettore, sempre varentando (_guarentendo_) quella
-Republica in libertà. _Unde_ Fiorentini li fece risposta, la qual
-per non la saper, qui non la scriverò, ma è da judicare che da loro
-havesseno miglior risposta cha di niuna altra potentia. Et questi
-Fiorentini mandono do ambasciatori a Lion al re, li quali fonno lo
-episcopo di Arezzo[58] et Piero Soderini. _Demum_ avanti venisse di
-qua da monti ne mandono do altri, li quali fonno Guido Anton Vespuzi
-cavalier et Piero Caponi, come di sotto sarà scripto. Ma questo Peron
-de Basser prenominato, partito da Fiorenza, se ne andò a Roma, et
-alla presentia dil Summo Pontifice, insieme col Cardinal di Santo
-Dionisio di natione franzese[59], expose la volontà dil suo Roy, et
-che voleva intender l'opinione et haver la investisone dil reame, sì
-come tutti altri Pontifici li ha dato, et _etiam_ questo promesso,
-perchè _jure hereditario_ a Sua Maestà dovea pervenir, et che l'era
-stato dalla Signoria di Venetia et da Fiorentini, da li quali haveva
-habuto risposta grata al suo Roy. Ma il Pontifice li rispose che non
-era tempo di venir in Italia, perchè Ferdinando chiamerebbe Turchi
-in suo soccorso, non potendo da altri haver ajuto, sì che saria gran
-confusione, et che lui voleva conzar le differentie, et cussì fatto
-la consultatione in collegio de Cardinali, li dette tal risposta: et
-_statim_ ditto Peron ritornoe in Franza, et riferite al Re la relatione
-sua.
-
-Or, zonto ditto ambasciator dal Re a Lion, referite le risposte
-habute, per le qual più el Re se inanimoe, onde _continue_ ordinava
-preparatione di exercito, de artegliarie portabele su carri, et
-_iterum_ con li soi dil Parlamento consultoe le cose necessarie a tal
-e tanta impresa. Vi era con Sua Maestà soa moglie madama Anna; et il
-suo figliol primario chiamato _etiam_ Carlo Orlando, di età di anni
-zerca do, rimase a Ambosa, ch'è una terra lige sie luntan da Turs, in
-guardia et custodia de alcuni primi dil suo Parlamento, et in governo
-di mons. duca di Borbon suo cugnato, marito di sua sorella madama di
-Biau (_Beaujeu_), la qual mentre el Re era in età pueril governoe el
-reame di Franza, è donna di grandissimo governo et inzegno: et cussì
-qui a Lion fece molte et varie provisioni; et ordinò a molti baroni si
-dovessero preparar, che al tutto voleva passar in Italia. Et mandoe a
-Paris a dimandar cinquanta milia ducati o vero scudi per tal impresa.
-Ma il consiglio di Paris li mandoe a dir che non erano di opinione,
-per loro conseglio, che Sua Maestà dovesse tuor questa impresa, perchè
-l'era pericolosa; et che non si dovesse fidar de li potentati de
-Italia, nè di el signor Ludovico, et dissuadevano molto: et se pur Sua
-Maestà volesse andar o mandar exercito in Italia, non li volevano dar
-alcuna cosa; ma, non andando, li promettevano dar ad ogni suo piacere
-scudi centomilia. Tamen per questo el Re non ristette, _imo_ deliberò
-per terra e per mare far grande armata; et in Provenza ordinoe armata;
-ancora a Zenoa mandoe danari, o vero el sig. Lodovico lo servite, acciò
-fusse posto in ordine una grossa armata, perchè più presto potesse
-obtenir il reame. Le qual cose benchè per Italia se intendesse, sì per
-lettere _quam_ per mercadanti veniva di Franza, ma mai fu creto tal
-venuta, maxime da Venetiani.
-
-Domente queste cose ne la Franza si fanno, Ferdinando re di Napoli
-di casa di Aragona, el qual za sentia tal opinione de Franzesi contra
-de lui, venuto da la cazza di uno loco ditto Tre Pergole, da catarro
-in do giorni morite, et fo adi 25 Zener 1493[60], a hore 16; et in
-quel zorno moderno Alphonso suo fiol primario, Duca di Calavria,
-a cui perveniva il regno, vestito d'oro, insieme con l'ambasciator
-venitiano, eravi Polo Trivisan cavalier chiamato da la Dreza, quello
-di Milano, era Antonio Stanga dottor, et quello di Fiorenza, zoè
-Dionisi Puzo (_Pucci_), el qual _etiam_ lui morite lì a Napoli
-avanti la venuta dil Re di Franza in Italia, et con suo fradello don
-Fedrigo principe di Altemura cavalcoe attorno la terra secondo il
-consueto, con più di duo milia cavalli, et andoe alli sie Sezi di
-Napoli, et fece le solemnità si suol far; poi introe nel domo, dove
-da l'Arcivescovo[61] fu fatto alcune cerimonie; _demum_ introe in
-castello, dato li signali al castellano, secondo usanza; et subito
-fece suo fiol, Ferdinando chiamato, di età de anni 27[62], che era
-principe di Capua, lo intituloe Duca di Calavria; et il zorno driedo
-fu fatto le exequie dil Re morto, che furono bellissime, et sepulto
-in la chiesa di san Domenego. Questo re Ferdinando defunto era di
-età di anni 71, havea regnado anni 36, fu homo molto astuto, di
-piccola statura ma molto gajardo, dilectavase assae di cazze. Hebbe
-tra li altri di la prima moglie[63], che fu figliola dil principe
-di Rossano uno de primi baroni dil reame, quattro legittimi figlioli
-et do fie: che fu questo re Alphonso, don Fedrigo, don Joanne che fu
-Cardinal[64], et don Francesco[65]. Ma il Cardinal et don Francesco zà
-erano mancati di la presente vita. Le figliole: una madama Leonora,
-maridada in el duca Hercules di Ferrara, la qual in questo anno, dil
-mese di Settembrio[66], a Ferrara morite; l'altra fu madama Beatrice,
-maridada in re Mathias di Ungaria, la qual al presente vive, vedoa[67],
-in una terra lì in Ungaria chiamata Ystrigonia, però che quel regno,
-morto re Mathias senza figlioli legittimi, con lo ajuto delli baroni
-quello regno acquistoe Ladislao Re di Boemia, fratello dil Re di
-Polonia. Ma Ferdinando, morta la sua prima moglie, per cessar alcune
-discordie nascevano con il Re di Spagna suo cusino, si maridoe in
-donna Joanna, sorella di questo Re di Spagna[68], di la qual hebbe una
-unica figliola[69] et è chiamata l'ynfante di Castiglia, la qual manca
-a maritare. Ma, come ho ditto, Alphonso habuto pacifico el regno, et
-zurato li popoli homaggio et fedeltà, exortoe Alexandro pontifice che
-volesse mandar a incoronarlo, et con Soa Beatitudine fece parentado,
-zoè che maridoe una soa fiola, chiamata madama Sanza[70], di età de
-anni 17, in don Zufrè fiol dil Papa, di anni 13, et quello venuto a
-Napoli, fatto le sponsalicie che furon magne, el Re lo fece, esso don
-Zufrè, Principe de Squillazi, et fo dil mese di Mazo 1494. Nel qual
-tempo vi venne _etiam_ a Napoli per nome dil Papa, il cardinal Monreal
-nepote dil Pontifice[71]: _licet_ in concistorio el cardinal mons. di
-Santo Dionisio, di natione franzese, _nomine Caroli regis_, protestoe
-non dovesse mandar a incoronarlo, attento che il suo re pretendeva che
-ditto reame di Napoli fusse suo, et _de jure_ a Sua Maestà dovea venir.
-Ma pur el Pontifice per questo non stette, et adi 8 Mazo in Napoli in
-la chiesia cathedral, overo il domo, con grandissimo triumpho Alphonso
-incoronoe. Et habuta la regia corona, intendendo per exploratori certo
-che il Re di Franza preparava di venirli adosso et tuorli il regno,
-comenzò a far provisione per defendersi. Era liberalissimo con tutti,
-conferiva beneficii et assoldava gente, catando (_procacciandosi_)
-gran quantità di denari, ponendo man al thesoro lassado per il padre,
-provedendo di munitione et artegliarie a li castelli. Ma prima che
-scriva alcuna provisione fatta per esso re Alphonso, scriverò il modo
-de la sua coronatione. Già dil mexe di April adi 13, venne et gionse a
-Napoli uno ambasador dil Re et Regina di Spagna, chiamato il governador
-di Cathelogna, el qual stette alcuni zorni, et poi visitato la Raina,
-sorella dil suo Re, in Spagna ritornoe[72].
-
-Questo è il modo et ordine de la incoronatione dil re Alphonso, fatta
-in Napoli adi 8 Mazo 1494.
-
-Essendo adi do Mazo venuto verso Napoli el cardinal Monreal con 200
-cavalli per incoronar il re Alphonso _nomine Pontificis_, la maestà
-dil Re, ambasadori Spagna, Venetia, Milan et Fiorenza, signori, conti,
-baroni et gentilhomini, assà numero di cavalli, andono contra, et fu
-scontrato fuora di Napoli mezzo miglio, et lì toccatose le mani, venne
-fina a la porta, dove aspettava l'Arcivescovo con tutto el clero, con
-la ombrella, sotto la qual andoe il Re et il Cardinal col clero avanti,
-con più de 1300 cavalli, con grande honor et pompa. Ne l'Episcopato,
-dove erali parecchiato honoratissimo albergo, fu accompagnato. Prima
-intrati nel domo a far oratione, fu poi dal Re accompagnato ditto
-Cardinal fino ne la Camera, et adi 7 fu fatto le nozze di madama Sanza
-in don Zufrè fio dil Papa; et il Re li diè in dota il principato de
-Squillazi, rende de intrata ducati XV milia a l'anno, et cussì fu fatto
-il contratto; et il novizzo, secondo l'usanza loro, li presentoe primo
-alcuni balassi, saffiri et perle assaissime, bellissime; poi alcuni
-cerchi d'oro con diamanti et balassetti ornati, qual le donne soleno
-portar alle braze, alla castigliana; tre pezze di panno d'oro de sopra
-rizzo et una restagno; poi molte pezze di raso damaschin et veludo.
-Tutte queste cose furon iudicate di valuta de ducati diexemilia[73].
-Era la novizza vestita con una vestidura di raso cremesin et arzentin
-alla devisa, di sopra havea una vesta di panno d'oro con una colanna
-de diamanti, balassi et perle. Don Zufrè con una veste di panno d'oro
-sopra rizzo, con una cappa di damaschin fodrà di panno d'oro. Et adi
-9 ditto forno sposati, et compite le nozze. Et adi 8 ditto nel domo
-era preparato a sua incoronation soleri nel coro assà a scalini, a
-forma di theatro, dove poteva star gran quantità di zente a veder.
-Non si lassava intrar ogni uno, perchè in tre o quattro poste stevano
-moltitudine de officiali a le porte de la chiesia: a l'altar grando
-steva el Cardinal, con numero de 50, tra vescovi et arcivescovi,
-et molti prelati, et li ambasciatori. Da una parte era apparato il
-loco dil Re, un poco alto, coperto tutto di tapezzarie, dove era una
-cathedra d'oro aposata a un largo et alto veludo cremesin, lavorato a
-rilievo de foiame d'oro et d'arzento, cosa molto ricca. Sopra questa
-cariega do cussini de panno d'oro et uno sotto i piè, e do per banda,
-da i ladi sie cussini da sentar di veludo, et per mezzo la sedia
-regal era un scagno da pusarse, coperto con una gran coperta d'oro.
-Per tutto in terra tappezzarie bancali, et intorno l'altar grando
-coperte di panno d'oro. Et il Re intrò in chiesa con una vesta in
-dosso molto ricca di panno d'oro sopra rizzo, fodrà di armellini, et
-andò a l'altar grando, et lì stato alquanto, da poi alcune cerimonie
-andò in sagrestia, et si vestì lì un'altra vesta a modo de un pivial
-de panno d'oro sopra rizzo molto ricca, con le viste da mano lavorate
-a rubini et diamanti et balassi. Poi ritornò, et ditta la epistola in
-zenochioni davanti il Cardinal[74], dal qual, come legato del Summo
-pontifice, foli messo la corona in capo, et coronato. Allora ogni uno
-a una voce cominciò a gridar: Alphonso, Alphonso! Poi esso Cardinal
-el menò, et messelo a sentar sopra quella sedia con la corona in
-capo, stimata da homeni intelligenti di zoje quarantamilia ducati,
-con la bachetta regal in mano, et una baia d'oro in la sinistra. Don
-Fedrico suo fratello, vestito de panni negri sopra un cussin abasso,
-sentava a ladi destro; a sinistra sentava el sig. Verzinio Orsini,
-capetanio zeneral di questo Re, vestito di panno d'oro sopra rizzo.
-Poi de lui, da una parte era don Zufrè, con una vesta di panno d'oro
-sopra rizzo, poi el nepote della Regina vestito di panno d'oro[75],
-don Alphonso episcopo fratello dil Re[76]. Nel cavar et metter de
-la corona, don Fedrico ghe la metteva. Poi, udita la messa, andò el
-Re a l'altar grando, et fece lì alcuni cavalieri. Poi tutte queste
-cerimonie, el Re venne fuora de la chiesia, ne la qual era un gran
-populo et non menuto, et cussì vestito come ho ditto, con la corona
-in capo, montò sopra un corsier leardo bellissimo, con li fornimenti
-lavorati di perle, diamanti, rubini et balassi; et andò in Castello,
-passando per li Sezi, et per una via molto longa, per mezzo la terra,
-dove per tutti i balconi conzati con tappezzarie era gran quantità
-di donne. L'ordene del passar el Re fo così. Prima venne le nacare et
-tamburi; poi trombeti al numero de cinquanta, tutti vestiti di seda;
-seguiva questi, piffari et altri diversi instrumenti al numero de più
-de cinquanta, vestiti di seda; poi rezenti, zudexi, dottori assai; poi
-quelli signori baroni et zentilhomeni, vestiti d'oro et di seda, fo
-numero 34 veste di panno d'oro; seguiva poi uno che, _nomine regis_,
-andava sparzendo carlini, zoè danari, al popolo; driedo questi gran
-copia de scudieri a pè, vestiti tutti a un modo, col zupon di raso
-verde et la zornea damaschin pelo de Lion; poi questi, seguiva el
-stendardo portato dal conte di Brienza vestito di panno d'oro; poi el
-scudo d'arzento portato dal marchese de Martines, vestito d'oro; poi
-l'elmetto d'arzento; portato dal conte de Mure, vestito di seda; poi
-la spada d'oro lavorada tutta di perle, balassi, diamanti et rubini
-di gran precio, portata dal conte camerlengo, vestito di panno d'oro;
-poi seguiva li do gran senescalchi, vestiti di seda; driedo questi
-gran moltitudine di homeni a pè davanti el Re, tutti vestiti de seda
-e d'arzento; poi veniva la Maestà dil Re sopra quel magnifico corsier
-che ho ditto di sopra, solo, sotto un umbrella, qual era portata da
-Conti, Duchi et Cavalieri. Alla brena dil cavallo li andava el Duca
-di Malfi (_Amalfi_), et altri signori alla staffa, tutti vestiti de
-oro, che veramente a veder la Maestà dil Re in tal modo era bellissimo
-veder. Driedo el Re seguiva don Fedrico, con do ambasciatori, Spagna et
-Venetia; poi do altri, Milan et Fiorenza. Driedo questi era don Zufrè
-fio dil Papa, con el nepote de la Regina, poi don Alphonso episcopo
-fratello dil Re, con uno altro episcopo. Veniva driedo questi, menati
-a mano, tre corsieri bellissimi, et forniti di panno d'oro, et uno di
-veludo. Driedo seguiva zentilhomeni numero infinito; in tutto judicasi
-esser stà domilia cavalli. Fu accompagnata la Maestà dil Re con grande
-honor et pompa in fina in Castello. Ne l'intrar del qual dal molo
-et dal ditto Castello fu tratto assai bombarde tre sere, et fu fatte
-gran lumiere per la terra da Castelnuovo, da Castel di l'uovo, da la
-torre di san Vicenzo, dal molo et dal Castel capuano. Et ancora è da
-saper che driedo el Re, seguiva el suo gran maistro di stalla, con
-quattro ragazzi dil Re da driedo vestiti con le zornede (_giornee_) di
-seda lavorate a oro, sopra quattro corsieri morelli de gran pretio,
-forniti di veludo, con li ornamenti d'oro etc. Et adi 14 fu fatto da
-la Maestà dil Re uno honoratissimo pasto al Cardinal preditto a Pozo
-real, palazzo dil Re fuora di Napoli, al qual fu _solum_ il Re et
-il Cardinal a tavola, intorno era signori et zentilhomeni, con una
-ricca et regia credentiera. El marchexe di Martines sopra uno caval
-leardo, come gran siniscalco precedeva li ferculi et bandisoni, sopra
-quel corsier con li fornimenti damaschin bianco, et lui tutto vestito
-damaschin bianco, sempre con le trombete avanti. Gran zente era ivi,
-et fu pasto molto honorato[77], et poi el Re donoe a ditto Cardinal
-nel suo partir do bellissimi corsieri, do bellissime mule fornite di
-belli et ornati fornimenti, sie muli de cariazi, uno baul et uno vaso
-d'arzento con ducati domilia alphonsini, et tutti li tapei de panno
-d'oro adoperati per uso a la incoronation di Sua Maestà, et el Re in
-persona accompagnoe ditto Cardinal fino a Capua.
-
-Compite le cerimonie et feste di la sua coronatione, continuoe a far
-provisione per repararsi da Franzesi, fortificando li passi dove li
-pareva bisogno, ponendovi custodia, et edificoe sopra uno monte lontan
-da Miseno mia 4 una inexpugnabil fortezza per mezo Pozuol, dove sono
-li bagni nominatissimi, a defension di Pozuol et dil porto di Baie,
-ch'è mia 12 di Napoli. Et il Re in persona con l'ambasciator nostro,
-con 9 galie, adì 14 Zugno vi andoe a sopraveder, et ancora in diverse
-terre andoe, sopravedendo a quello era necessario: et mandoe diversi
-ambasciatori in Italia; a Milano, benchè vi fosse Antonio de Zenari
-doctor, pur novamente vi mandoe suo zerman Ferando di Zenari, a exortar
-il signor Ludovico non volesse far ni dar favore a la venuta dil Re
-di Franza in Italia. Et a Fiorenza era Marin Tomazelli suo oratore,
-el qual era stato zà più de anni X lì in Fiorenza _nomine regis_,
-et già si poteva reputar cittadin fiorentino. Ma alla Signoria di
-Venetia, alla qual vi importava assai vi fusse degno ambasciatore,
-vi mandoe per starvi uno de soi primi, el qual in vita dil padre zà
-a tal legatione fue designato, chiamato l'abbate Ruzo (_Benedetto
-Rugio_), el qual zonse a Venetia a dì do Marzo 1494, vestito con
-mantello negro, lui et la soa compagnia, per la morte dil re don
-Ferando, et andoe a la Signoria insieme con Carlo Rugieri dottor,
-di patria di Salerno, el qual era stato qui ambasciatore zerca tre
-anni, et, venuto questo, ritornoe a Napoli, habuto assai bellissimo
-presente da la Signoria. Questo veramente abbate Ruzo era di poca
-prosperità, et poco vi stette che si amaloe, et andato a Padoa per
-mutar aiere, _tandem_ dil mexe di Avosto morite, et il corpo portato a
-Venetia fu fatto uno bellissimo exequio, con la cassa coperta d'oro,
-in la chiesa de San Zuanepolo. Fu portato di San Marco, vi andoe la
-Signoria con il Senato, però che il Principe non era molto gagliardo;
-et fu fatto la oratione funebre[78] per Marco Antonio Sabellico
-huomo litteratissimo et optimo hystorico, che zà compose le deche de
-Venitiani. Ma inteso Alphonso tal morte, ordinoe a uno fratello di
-ditto abbate Ruzo era qui, dovesse exercitar l'oficio di l'oratore, et
-vi mandò poi, come dirò di sotto, uno chiamato Anuzo di Andriani, el
-qual poi revocoe per mandarlo al Turco, et vi mandò uno altro, come
-tutto sarà scritto al loco suo. Ancora Alphonso ordinò grandissima
-armata, la qual a l'incontro di quella si facea a Zenoa et in Provenza
-dovesse esser; capitano di la qual instituì suo fratello don Fedrigo
-principe di Altemura, et di l'exercito terrestre veramente, benchè
-havesse capitano generale el sig. Virginio Orsini romano, pur fece
-capo suo fiol Ferdinando duca di Calavria, di età come ho ditto di
-sopra di anni 27, el qual _non immerito_ per le virtù et prodezze sue
-in questa età ha habuto tal titolo. _Etiam_ a Zuan Jacomo di Traulzi,
-che fu uno di primi dil consiglio secreto di Milano, el qual, _jubente
-Ludovico_, si era partito per avanti et accordato a stipendio dil Re
-preditto di Napoli, dette danari acciò facesse gente, et _etiam_ al
-conte Nicola di Petigliano, che già fu capitano de Fiorentini, et molti
-altri conduttieri, et fece capo di fantarie el marchexe di Pescara, et
-tutto faceva preparare, _tamen_ non si moveva, sperando pur il Re non
-dovesse mai venir in Italia, et zerca torli tal fantasia operava il suo
-inzegno.
-
-A Roma veramente Alexandro pontifice mandoe a Venetia uno suo legato
-chiamato Pietro Episcopo di Calahora[79] di natione hispano, huomo
-vecchio et di la persona mal conditionato, el qual nel cammino
-si ammaloe, et dil mexe di Marzo zonse a Venetia, fu portato a la
-audientia da li soi. Questo venne per starvi fermo. Era ricchissimo
-prelato, piacevole, liberal et di grande inzegno. Ma in questi giorni
-venne a Roma discordia grandissima tra il Pontifice et Juliano da
-Rovere episcopo hostiense et cardinal di S. Piero _in Vincula_, di
-natione di Savona, che fu nepote di Sixto. Per la qual cosa esso
-Cardinal uscite di Roma et andoe in Hostia, terra situada in capo dil
-fiume dil Tevere, passa per Roma, vicina a la marina et fortissima, la
-qual terra è di ditto Cardinal, per esser Episcopo hostiense, et quivi
-si fortificoe, et con Savelli et Colonnesi fece alcuni patti. Ma il
-Pontifice li mandoe a dir, dovesse ritornar a Roma, et darli Hostia ne
-le mani, la qual diceva esser de la Chiesia, et lui _minime_ volendo,
-_imo_ le victuarie venivano per el Tevere in Roma non lassava intrar,
-onde fu forza al Pontifice di mandar lì zente a campo, et uno legato
-apostolico ad Hostia si accampoe. Ma prima accadette che ditto Cardinal
-scrisse al Pontifice voleva ritornar in Roma, però che ancora la sua
-casa era in ordene, come stanno quelle de' Cardinali, ma non venne lui
-dentro, et vi mandò uno de' soi episcopi che lo seguiva in Roma. Et
-credendo fusse venuto il Cardinal, la notte alcuni armati introe in
-caxa et amazoe ditto Vescovo, con molti de la sua famiglia: la qual
-cosa inteso dal Cardinal preditto era in Hostia, havendo intelligentia
-con il Re di Franza, terminò di lassar Hostia con bona custodia; et
-che da poi fusse zonto in Franza, dovesseno levar le insegne dil Re
-di Franza, et montato su uno gripo, vestito da frate, venne verso
-Zenoa, et fo dil mexe di Lujo, et a caso per disgratia questo gripo
-si scontroe con una galia dil re Alphonso, che andava torniando. Et
-il paron dil gripo, conoscendo il patron di ditta galia, non li fece
-danno, _tamen_ poco mancoe non fusse preso il Cardinal, el qual venuto
-a Savona, poi a Zenoa, dove _honorifice_ fu ricevuto, _demum_ venne a
-Nizza di Provenza, dove dismontò per andar in Avignon al suo vescovado.
-Ma quelli di la terra, sapendo era nimico dil Pontifice et di la
-Chiesia, non volseno l'intrasse. Ma subito spazoe al Re era a Vienna,
-notificandoli di questo. El qual mandoe mons. Siniscalco de Biocher
-(_Beaucaire_) con 30 arzieri, a far l'intrasse in Avignon, et poi venne
-a trovar il Re, et negli secreti consegli introe. Ma lasciamo questo
-Cardinal, et di altre provisioni fatte per el Pontifice scriveremo.
-Ancora esso Pontifice mandoe Zorzi Buzardo per suo ambasciatore al
-sig. Turco. La commissione che li dette, perchè poi fu trovata, cum dal
-prefetto di Senegaia fu preso ditto orator, et toltoli 40 milia ducati
-mandava il Turco al Papa, come al loco suo sarà scripto, et fu trovata
-dicta commissione, la quale è questa:
-
- ALEXANDER PAPA VI.
-
-Instrutione et vigore a Georgio Buzardo nuncio et familiar nostro.
-Partito serai de qui, anderai a drittura e quanto _citius_ porai,
-dal potentissimo Gran Turco sultan Baizeth, dove si trova, al quale
-da poi fate le debite salutatione, _divini nominis et amore_[80], da
-parte nostra a quello significherai come il Re di Franza viene con
-grandissimo exercito terrestre et marittimo, con ajuto dil Stato de
-Milano, di Bertoni, di Bordegalesi, Normandi et altre generatione,
-per venir qui in Roma per levarmi Gem sultan fratello di Sua Potentia,
-et per reacquistare el Reame di Napoli e desphare el re Alphonso, con
-el quale nui habbiamo stretta parentela et amicitia, et siamo tenuti
-di defenderlo per esser feudatario e suddito nostro, et per pagare
-_annuatim_ el censo. Et più che sono anni 63 che fu investito el re
-don Alphonso[81], li quali per nostri antecessori e poi per noi sono
-stati investiti et coronati Re di tal reame. Et ancora per questo el
-Re di Franza si è inimicato con noi, el quale non solum viene per
-prendere ditto Gem sultan et ditto reame, ma per passare in Grecia
-et acquistare il paese di Sua Grandezza, come a Sua Maestà debbe
-esser noto. E dicono che manderanno ditto Gem sultan con armata ne la
-Turchia, e bisognando a noi resistere et defendersi de tanta potentia
-di esso Re di Franza, ne bisogna fare grandissima spesa, e ne è forza
-a ricorrer per subsidio a ditto signore sultan Baizeth, confidandosi
-ne la buona amicitia habbiamo insieme, che a tale necessitate ne
-debbia aiutare. El qual pregarete et confortarete da parte nostra, e
-da vui persuadetelo con ogni grande instantia che 'l ge piaccia quanto
-_citius_ de mandarme ducati 40 milia d'oro vinitiani per l'annata del
-presente anno, che finirà adi ultimo Novembrio venturo, acciò con el
-tempo possiamo provedersi, et di ciò Sua Maestà ne farà cosa grata,
-alla qual al presente non volemo dar altra fatica, facendoli intender
-che 'l ditto Re di Franza non habbia habuto alcuna vittoria contra de
-nui et la Maestà de suo fratello[82], et per esser ditto Re di Franza
-potentissimo per mare e per terra più de nui, molto bisogneria lo
-ajuto de Vinitiani, li quali stanno sopra di loro e non voleno esser in
-nostro ajuto, anzi hanno stretta pratica con nostri nemici, et dubitamo
-non ne siano contrarii, che saria augumento di grande offensione, e non
-ritrovamo altra via di ridurli in nostra opinione, _excepto_ che per
-Sua Signoria, a la quale dinotarai, _ut supra_, che se Franzesi fusseno
-vincitori Sua Maestà ne patiria assai interesse, sì per lo levarmi
-Gem sultan fratello suo, sì perchè seguiteria la impresa sopra Sua
-Maestà con molto migliore potere, imperò che havria aiuto di Spagna,
-di Ingilterra, di Maximiano, Ungheri, Polani et Bertoni, che tutti
-sono potentissimi signori. Persuadereti et confortareti Sua Maestà,
-a la quale siamo obligati per la bona et vera amicitia che insieme
-habbiamo, acciò quella non patisca altro interesse, che _statim_ mandi
-uno ambasciatore alla Signoria di Venetia, ad significarli come per
-havere inteso veramente moversi el Re di Franza per venire a Roma a
-prendere suo fratello, poi el reame di Napoli, _deinde_ voltarse contra
-de lui per terra et per mare, però diga voler fare ogni resistentia
-de non prestare subsidio et favore a ditto Re di Franza, ma debbia
-essere ad ajuto et favore et in defensione nostra et del re Alphonso,
-e voglia haverli per amici, e li nemici _versa vice_ per inimici[83];
-e che, promettendo la Signoria al suo ambasciatore di consentire a
-tal sua richiesta, habbia commissione di non partirse da Venetia che
-non veda l'effetto, e che i ditti Vinitiani dechiarino esser amici in
-ajuto nostro et del re Alphonso, e contra li nostri nemici Franzesi
-e altri suoi adherenti; et che, contradicendo, li significhi detto
-ambasciatore che Sua Signoria non gli haverà per amici, e poi si
-parta da loro disdegnato, benchè crediamo che (_se_) Sua Maestà li
-astrengerà caldamente, et per sue lettere, debbano condescendere a sua
-volontate, il nostro desiderio haverà effetto, e cussì persuadetelo
-assai debbia fare, che questo è il meglior remedio e il modo di ajuto
-possiamo havere da poter resistere a nostri nemici. Lo ambasciatore
-sollicitarlo sia presto licentiato, e partase dal Gran Turco avanti de
-vui, che assai importa la sua partita. Denotate al Gran Turco la venuta
-a noi di lo ambasciatore del Gran Soldano con lettere e presenti, el
-qual ne manda a _requirere_ Gem fratello di Sua Grandezza, et large
-offerte et promissioni ne fa de darne gran tesoro, e molte altre
-cose, come sapete, (_quandoquidem_) per vostro mezzo sono praticate,
-et così si contiene nei capitoli dil ditto ambasciatore ne ha fatto.
-Et dite et significate a Sua Maestà la intentione nostra esser de
-mantenir sempre quanto habbiamo promesso, e mai in alcuna cosa non
-contrafarli, anzi essere nostra intentione di augumentare la nostra
-buona amicitia in migliore. Bene haveressimo ancora a caro, et a ciò
-ne pregamo et confortamo Sua Signoria, che per alcun tempo non lassi
-dare alcuno impedimento a l'Ungaro nè alcuna altra parte de Cristiani,
-et _maxime_ in Corvatia e in la cittade de Segna, e cussì facendo et
-observando faremo ancora noi che l'Ungaro non li farà alcun danno, e in
-questo Sua Maestà harà cagione di compiacersi, attento li movimenti de
-Franzesi et altri Principi. Che se pur in farli guerra perseverasse,
-sia certo Sua Grandezza che in loro ajuto saranno molto potentissimi
-Principi cristiani, che poi a Sua Maestà dolerà non havere fatto li
-nostri recordi. Li quali facciamo prima per debito nostro, essendo nui
-padre et signore de tutti li cristiani, poi desiderando di far trovare
-quiete a Sua Signoria, per la buona amicitia che è tra nui; et che
-altri mente, quando Sua Maestà deliberasse perseguitare cristiani et
-molestarli, a nui seria forza pigliare partito, non possendo altramente
-obviare a li grandi apparati che si fariano contra Sua Maestà. E ve
-habiamo dati brevi doi, quali appresentarete al Gran Turco: in uno
-si contiene che vi faccia dare et consignare ducati quarantamilia de
-l'annata presente; l'altro di credenza, che vi habbia a donare piena
-fede di tutto quello li referirete da parte nostra. Ricevuti haverete
-li ducati 40 milia, ne lo libro consueto farete la quietanza secondo
-la consuetudine, e venite _recto tramite_ in Ancona, e gionto datemi
-avviso, e lì aspettate nostra risposta. El presente vostro viaggio
-consiste assai ne la prestezza: sarete adoncha sollicito, così ne lo
-andar dal Turco come ne lo expedire a vostro presto ritorno. Et mi,
-Zorzi Buzardo, ambasciatore et familiar de la ditta Santità, per el
-presente è scritto et sottoscritto di mia propria mano, fazzo fede et
-confesso tutte le cose sopraditte haver in commission de la bocca de la
-Sua Santità in Roma nel mexe di Zugno 1494, et ho exequito con lo Gran
-Turco quanto m'è stà ordinato, _ut supra_. Et fino qui (_ho_) ottenuto
-l'ambasciatore che la ditta Santità richiede al Turco per mandar a
-Venetia, lo qual incontanente se deve partir da Constantinopoli a XV
-dil mexe di Settembrio, per metter a effetto la volontà di Sua Santità,
-che desidera haver da la Illustrissima Signoria di Venetia.
-
-
-_Exemplum Brevis Apostolici._
-
- ALEXANDER PAPA VI.
-
-Illustris Sultan Baiseth, veneratione divini nominis et amore,
-pro quibusdam negociis occurrentibus mittimus ad Majestatem Tuam
-praesentium exhibitorem, filium Georgium Buczardum familiarem et
-nuncium nostrum, cui commisimus aliqua nomine nostro Tuae Solemnitati
-explicanda. Illam exhortamur, ut in eis quae nomine nostro referet,
-plenam et indubitatam fidem adhibeat.
-
- Romae die Junii MCCCCLXXXXIIIJ
-
- Pontificatus nostri anno secundo.
-
-
-_Copia di una lettera scritta per il Gran Turco a papa Alexandro sexto._
-
-Sultan Baixeth fiolo del Sultan Maometh chan[84], per la Dio gratia
-imperatore et signore de l'Asia e de la Europa e de le loro marine,
-al padre et signore de tutti cristiani Alexandro sexto per la Dio
-gratia de la Romana Chiesia degno Pontifice. Da poi la debita et
-humana salutatione di buono animo con puro core, significamo a la
-Vostra Grandezza come per Georgio Buzardo servitore e nuntio di
-Vostra Potentia havemo inteso de la buona convalescentia di quella,
-et così quello ne ha referito da parte di Vostra Grandezza; dil tutto
-mi son allegrato et presone gran consolatione. Fra le altre cose me
-ha referito come el Re di Franza è inanimato di prendere Gem nostro
-fratello di le mani di Vostra Potentia, che seria molto contra la
-voluntate nostra, e Vostra Grandezza ne haverà grandissimo danno e
-mancamento, e tutti i vostri cristiani ne patiriano detrimento. Però
-insieme con el sopra ditto Georgio habbiamo pensato che, per riposo et
-utile di Vostra Potentia, e per mia gran satisfattione, seria bene che
-ditto Gem nostro fratello, el quale ad ogni modo è sugieto a la morte,
-e stà in pericolo de esser tratto de le mani di Vostra Grandezza,
-li fusse fatto accelerare la morte, la quale a lui seria vita[85],
-et a Vostra Potentia utile e riposo, et a nui di gran contento. Et
-(_in_) questo se contentarà la Vostra Grandezza di compiacerne che
-ditto Gem sia levato di travaglio a quello migliore modo apparerà a
-Vostra Grandezza, e transitata l'anima sua ne lo altro mondo, dove
-haverà migliore quiete. Il che facendo _adimplere_ Vostra Potentia, et
-mandando il corpo suo in qualunque loco de le marine nostre di qua,
-prometto io sopradetto sultan Baiaxeth chan de mandarvi in qualunque
-loco piaccia alla Vostra Grandezza ducati trecentomilia d'oro, acciò
-che la Vostra Potentia de essi ne faccia comprare qualche poteri a soi
-filioli, li quali ducati 300 milia farò consignare a quella persona
-ordenarà la Vostra Grandezza avanti che ne sia dato[86], poi alli
-nostri debba essere consignato. Ancora prometto a la Potentia Vostra,
-fin che io viverò, con la Grandezza Vostra haverò sempre bona e granda
-amicitia senza alcuna fraude, et a quella farò tutta quella gratia e
-piacere mi sarà possibile. Ancora prometto alla Potentia Vostra che per
-mi nè per alcun del nostro paese sarà dato impedimento nè fatto altro
-danno a cristiani, de quale sorte o vero conditione se siano, nè per
-terra nè per mare, _excepto_ se nol fusse che damnificasse a nui o ad
-altri del paese nostro, e per più satisfattione della Grandezza Vostra,
-a ciò quella ne sia ben secura senza altra dubitatione di quello
-tutto che di sopra li promettiamo, habbiamo jurato et tutto firmato
-in presentia del soprascripto Georgio, per lo vero Iddio el quale
-adoriamo, e sopra li nostri veri Evangelii, de observare alla Potentia
-Vostra, nè in alcuna cosa mancarli, senza alcun fallo nè inganno,
-quanto gli promettiamo. Et ancora più vogliamo assecurare Vostra
-Grandezza, a ciò ne lo animo di quella non resti alcuna dubitatione,
-ma sia certissima, et così di novo io sottoscritto Sultan Baizeth chan
-iuro per lo vero Iddio che ha creato il cielo e la terra et ogni altra
-cosa, et in lo quale credemo et adoremo, che facendo far la Potentia
-Vostra quanto di sopra gli habbiamo richiesto, promettemo per lo fatto
-juramento de observare tutto quanto quello di sopra contiene, et in
-altra cosa mai contrafare nè intervenire a Vostra Grandezza. Scripta in
-Constantinopoli in nostro palazzo adi 12 Settembrio 1494.
-
-
-El Re di Franza in questo mezzo essendo a Lion dove era venuto l'April,
-et quivi stette zerca mexi cinque, provvedendo a molte cosse era
-bisogno a questa impresa, et non tanto lui quanto li soi principali,
-zoè Mons. Samallo et mons. di Beucher, però che el Re stava su piaceri
-et innamoramenti, secondo el costume di Franza. Et _accidit_ che se
-innamoroe in una lì a Lion pur di bassa conditione, a la qual volse
-dar di molti scudi, _tamen_ li fratelli mai volse sopportar questo, et
-uno mons. de Olerius, è dil Dolphinà, era quello portava le imbasciate
-acciò il Re fusse contentato; questo facea per essere amicissimo dil
-re Alphonso di Napoli, perchè il Re pigliando tal pratica, _fortasse_
-la venuta in reame saria disturbata, che zà poco mancava: però che non
-havea denari da pagar la zente, et quelli baroni erano obligati in
-tempo di guerra di esser in hordine a la richiesta dil Re con tanti
-cavalli, dicevano la sua obligatione era non si partendo dil reame
-di Franza e per defension di quello, et non venir in stranie parte,
-onde bisognava adattar tutto. Et poi sopravenne la peste a Lion, et fo
-necessario al Re partirse, et quella pratica ditta di sopra lassoe. Ma
-in questo tempo dubitando pur che Maximiliano re, el qual era eletto
-in loco dil padre, come dirò di sotto, Imperatore da li elettori di
-lo imperio, venendo esso Re di Franza in Italia, per l'odio grando et
-inzurie ricevute, _licet_ fusse adattate, non facesse qualche novità,
-deliberoe di esser a parlamento insieme, et mandoe ambasciatore a
-ditto re Maximiliano el Principe di Orangia, el qual vi stette gran
-tempo, et ha dato l'ordine di abboccarsi. Et perchè l'uno di l'altro
-non se fidava, el Re di Franza voleva che Maximiliano venisse a Digion
-in Borgogna, et Maximiliano voleva el Re venisse a Ginevre in Savoia,
-terra imperial; ma pur non essendo d'accordo de li lochi, ma terminono
-venir a una fiumana chiamata la Sonna, partisce la Borgogna da la
-Franza. Et cussì tutti do Re con gran zente venuti, il Re di Franza
-alozoe a Chinon (?) et Maximiliano a Biacina (?), et benchè fusseno mia
-cinque lontano l'uno di l'altro, per ambasadori accordono le cose, et
-Maximiliano rimaxe lì nella Fiandra a quelli lochi di suo fiol. Et il
-Re tornò a Lion a seguir l'impresa.
-
-Et ritrovandosi el Re a Lion, venne uno ambasador dil Re e Regina di
-Spagna chiamato don Alonso de la Sylva[87] cavalier casigliano uno
-di 34 capitani dil Re, el qual exposto la sua ambasada ivi dimoroe et
-venne con el Re preditto di Franza in Italia fino a Pavia, dove da esso
-Re li fu detto non venisse più avanti perchè non era bisogno, facendo
-poco conto, _ut mos est Francorum_: _unde_ ditto ambasciator si partì
-et andò a Zenoa per poter meglio advisar di questo el Re suo, el qual
-li rescrisse dovesse ritornar in Spagna, et cussì fece, et li mandono
-do altri li quali el trovò a Roma, come di sotto sarà scritto. Et il
-sig. Ludovico vedendo la dimora dil re a Lion vi mandoe Galeazzo di S.
-Severino, che fu figliol del sig. Ruberto, et genero suo carissimo, et
-_conclusive_ il primo appresso di lui, con zerca cavalli 40 benissimo
-in hordine; el qual per nome dil ditto sig. Ludovico, _vel ut melius
-dicam_ dil Stato di Milan che lui governava, li offeriva tutto il
-Stato in ajuto, promettendoli passo et vittuarie et zente, le qual
-zà havea, come per la liga era obligato, fatte metter in ordine, et
-datoli prestanze, exhortando Soa Maestà dovesse venir a seguir tal
-impresa, mostrando esser facile, havendo Milan con lui, et che esso
-Galeazzo era venuto per essere con Soa Maestà sempre a morte et vita,
-_unde_ el Re have molto accepto. Et volse lì a Lion intender meglio
-el voler de Fiorentini, et come fu divulgato da li ambassadori erano
-ivi, Fiorentini ebbeno bona risposta: et _etiam_ certi danari tolse
-a cambio da mercadanti lì a Lion, o vero l'imprestassero _gratis_, o
-pur sopra zoje. Et zà comenzava far adunar le sue zente, et avviarse
-parte a poco a poco verso Italia: et il governo veramente di tutto
-l'exercito nel principio di queste novità dette a mons. di Cordova
-(_Crèvecoeur des Querdes_), che era il primo suo marescalco in la
-Franza. Però che quattro gran marascalchi vi sono: zoè primo era
-questo mons. di Cordova, mons. marascalco de Giae (_de Gié_), mons.
-marascalco de Borgogna et mons. marascalco de Bretagna. Questo mons.
-di Cordova sempre fu contrario a questa venuta dil Re in Italia, et
-mentre si poneva tal cose in ordine, esso partito da Lion per andar a
-casa soa, di età di anni da 80 in suso, si amaloe et morite in uno loco
-chiamato la Brella (_L'Arbresle_) lige tre di là da Lion, avanti il Re
-da Lion partisse, _ergo_ fu necessario di elezer uno altro capitano a
-sta impresa, che fu mons. di Monpensier. Et mandoe 6 ambassadori in
-Italia, uno alla Signoria di Venetia, el qual fu mons. de Citem, el
-qual dovesse star fermo fino el Re fusse di qua da monti, et dinotar
-alla Signoria al tutto la sua venuta esser prestissima, et intender
-si erano fermi Venetiani in l'alianza promessa. El qual ambassador
-zonse adi do April, alozoe a s. Gregorio a l'abacia, et stette quattro
-mesi fermo, et da Venetiani fu assà honorato. Et a Milan era zà venuto
-per suo ambassador mons. de Buzagia (_Du Bouchage_), el qual stette
-a Milano fino che ditto mons. di Citem passò per venir a Venetia,
-et stette cerca uno mexe a Milan, poi tornò in Franza al governo dil
-fio dil Re, signor di Dolphinà. Ma sapiando il Re certo che Alexandro
-pontifice, benchè a soi ambassadori havesse promesso, zoè a Peron,
-come ho scritto di sopra, di dar la investisone dil reame, sì come
-Innocentio suo predecessor et altri 22 Pontifici havea data, _tamen_
-al presente era certo per el parentado fatto con re Alphonso non la
-daria. _Unde_ usoe questa stratagiema gallica, che mandò 4 ambassadori
-a dimandar a Soa Santità tal investisone; et subito habuta la risposta
-di no, dovesseno partirsi di Roma et far tutti vari exerciti. I quali
-oratori sono questi: mons. de Obignì (_Stuart d'Aubigny_), el general
-de Bidante[88], lo presidente di Provenza, et _etiam_ Peron di Basser,
-che prima era scudier di scuria (_écurie_) dil roy, et è hora chiamato
-mons. et maistro di caxa dil Re, habuto gran intrada. Et foli ordinato
-che il general de Bidante et Peron de Basser ussiti di Roma andasseno a
-trovar il sig. Prospero et Fabricio Colonna, i quali sono potentissimi
-romani et signori di castelli, a quali dovesseno dar scudi vinti milia,
-erano stà mandati lì a Roma in banchi per lettere di cambio, perocchè
-zà Colonnesi erano con il Re di Franza accordati, mediante li Cardinali
-teniva da Sua Maestà, et che 'l presidente di Provenza restasse
-ambassador a Fiorenza, et mons. di Obignì venisse a Milan, et restasse
-in Italia al governo di le zente veniva di qua da' monti, et così
-feceno.
-
-L'armada a Zenoa si preparava continuamente, la qual, come si divulgava
-et se intendeva per lettere di Zenoa, era grossissima, et fo comenzata
-di April. Doveva uscir al principio di Lujo; erano galie 30, nave
-grosse 12, nave di 8 milia cantari in 25 milia numero 30, galioni 15,
-albitozi[89] 6, sopra le qual si diceva sarebbe lanze 150 franzese, a
-6 cavalli per lanza, et anche 1600 combattenti, cosa che pur ad udirla
-faceva tremar. _Tamen_ non fu la mità, come tutto di sotto leggendo
-intenderete. Et prima andoe lì a Zenoa do Baroni dil Re, i quali fonno
-mons. el gran scudier[90] et mons. de Biamonte (_Beaumont_) con danari:
-et era decreto capitano di ditta armada mons. duca di Orliens, zerman
-cusino dil Re, et quello a chi aspetta el reame di Franza si questo
-Carlo re non havesse figlioli: el qual venne prima di qua da' monti cha
-il Re, et andò a Zenoa et ritornò, come di sotto sarà scritto.
-
-Ritorniamo al re Alphonso, el qual in questo tempo sollecitoe molto
-l'armada soa, acciò dovesse ussir, come ussite, avanti di quella dil Re
-di Franza si faceva a Zenoa. Et cussì adi 22 Zugno ditta armada partì
-di Napoli, capitano don Fedrico suo fratello, el qual have el stendardo
-et ussite dil porto. Il numero di la qual armada qui sarà posto, habuto
-la verità da chi vi era presente.
-
-
-_Questo è il numero di l'armada di re Alphonso:_
-
- La galia de Bagnara, patron Esau Ruffo.
- La galia de Mayatim (_Matino?_), patron Francesco Pontano.
- La galia de Capazo (_Capaccio_), patron Tomaso Greco.
- La galia de la Mantea (_Amantea_), patron Cola Cavallo.
- La galia de Turpia (_Tropea?_), patron Bernardo Facere.
- La galia de Reggio, patron Vito Geria.
- La galia de lo Pizzo, patron........
- La galia de Bibbona, patron.........
- La galia de Policastro, patron Vespasiano de Mercato.
- La galia del Belveder, patron Candela de Ciberio.
- La galia de Cirela (_Ciro?_) de Calavria, patron Nardo de
- Marian de la Scala.
- La galia de Paula, patron Cola Singone.
- La galia de Cilento, patron Paulo Amaranto.
- La galia de fra Lunardo, per forza[91].
- La galia de Marin Corso, per forza, con la qual va don Fedrigo.
- La galia del Tuzo Comito, per forza.
- La galia de Franzin Pastor, per forza.
- La galia de la Cava, patron Andrea Longo.
- La galia de Castellamar, patron Piero da Nocera.
- La galia de Pozzuol, patron Capo Nuzo.
- La galia de Surrento, patron Bernardin Serala.
- La galia de Vico, patron Ioan Gatola.
- La galia de Massa, patron Ioan Cola de Martino.
- La galia de la Torre del Greco, patron Cola Moretto.
- La galia de Gaeta, patron Cola Gatola.
- La galia de Rocca de Mondregon, patron Iacopo Caraffa.
- La galia de Traetto, patron Ioan Maria Pignatello[92].
- La fusta, patron Ioan Paulo da Capri.
- La fusta, patron Sebastian Terracina.
- Lo galion, patron Piero Zanas.
- Lo galion, patron Perucca.
- Lo galion, chiamato Almatoza (?), patron Mariano Carojo.
- Lo galion, chiamato Scorpione, patron Ioan Gambacorta.
- La nave Forbina, di botte 1600, patron Gulielmo castigliano,
- con homeni 300.
- La nave Capella, de botte 1300, patron Tuzo Bona, con homeni 250.
- La nave Ferrandina, de botte 1400, patron Ludovico Falier,
- con homeni 250.
- La nave de Bon Federico, de botte 1400, patron fra Iacopo Spinello,
- con homeni 250.
- La barza de botte 700, patron Tomaso Calata, con homeni 150.
- La barza de don Fedrigo, de botte 900, con homeni 180.
- La barza de botte 900, patron Perucca, con homeni 180.
- La barza de Carlo Salvador, de botte 300, patron el ditto, con
- homeni 60.
- La barza de Martin Fenero, de botte 400, patron el ditto, con
- homeni 80.
- La barza de Michiel Candela, de botte 400, patron el ditto, con
- homeni 70.
- La barza de Michiel Soau, de botte 350, patron el ditto, con
- homeni 70.
- La barza de Dimitri, de botte 500, patron Nardo de Procida, con
- homeni 100.
- La barza de botte 300, patron Artes, con homeni 60.
- La barza de Jaimo catelano, de botte 400, con homeni 80.
- La barza de botte 350, con homeni 65.
- La barza de botte 400, con homeni 80.
- La barza de botte 300, con homeni 60.
- La barza de botte 300, con homeni 80.
-
-Et più altre barze, de botte 400, con homeni 80 per una[93]. Tutti
-pagati per do mesi, et fornite de artigliarie et vittuarie, più di
-rispetto tumuli 6000 di grano, corazze 500, zappe, badili et molte
-altre armadure et monition de rispetto, bombarde piccole et grosse.
-Sono galie n. 27, fuste 2, galioni 4, nave 4 et barze 14, in tutto vele
-51.
-
-Ma lassiamo questa armada, la qual ussite, come di sopra è scritto,
-et esso re Alphonso mandoe in Spagna ambassadore el conte de Giello
-(_Ajello?_)[94] pregando, _nomine suo_ et di sua sorella la Raina,
-che fu moglie de Ferdinando suo padre, la qual lì in Napoli da esso
-Alphonso era molto honorata et trattata come Raina: et pregasse el Re
-et Regina di Spagna volesse dar aiuto alla caxa di Aragona et al suo
-sangue, rompendo su quel di Franza, acciò el Re, havendo guerra nel
-suo paese, dovesse ritornar in driedo, ma nulla potè far, per la paxe
-havea ditti Re et Regina con el Re di Franza. _Tamen_ li promesse di
-darli ogni altro favore: el qual ambassador ritornò a Napoli, et poi ne
-andò uno altro lì in Spagna, chiamato Guielmo........... et ivi restoe.
-Ancora a Venetia vi mandoe uno suo secretario in loco di l'abbate
-Ruzo era morto, come ho scritto di sopra, chiamato Anuzo di Andriani,
-el qual gionse di Avosto in Venetia, et si partì poi di Ottubrio per
-andar al sig. Turco, perchè in quello paese era molto pratico. _Etiam_
-prima ne havea mandato uno altro ambassador a Constantinopoli, el
-qual si ritrovò con quello dil Pontifice, a notificar la venuta di
-questo Re in Italia, sì per tuorli il regno, _quam_ poi per passar a
-la Valona a soa distrutione; la qual cosa a Bayxeth othoman gran Turco
-fu molto molesta, et li offerse aiuto, et _honorifice_ ricevette ditto
-ambassador, et ne mandoe uno suo a Napoli, come di sotto, al tempo di
-la venuta sua, che fu di Novembrio, intenderete. Al summo Pontifice
-non restava re Alphonso di exortar, come capo di la cristianità, et
-quello che dovea cercar la paxe de Italia, che dovesse aiutarlo, et
-cussì terminò el Pontifice et Re de abboccarsi insieme, dove fariano
-qualche conclusione bona. Intravenendo Puzo Puzi (_Puccio Pucci_),
-dottor de la republica fiorentina appresso el Pontifice, el qual
-pochi mesi dapoi lì a Roma morite. Or a la fine dil mexe di Zugno
-el Pontifice con la sua guardia et tre Cardinali, Lisbona[95], s.
-Zorzi[96] et Valenza suo nipote[97], _etiam_ in sua compagnia vi andoe
-Paulo Pisani, cavalier, ambassador de Venitiani, che ivi a Roma si
-era in questo anno. Et cussì con la guardia preditta venne a uno loco
-appresso Teoli (_Tivoli_) mia 7, chiamato Vicoaro (_Vicovaro_), luntan
-di Roma zerca mia 22; et per non esser quel loco capace per alozar
-el Pontifice, mandono fuora li cittadini: et el re Alphonso venne con
-zerca 1000 persone, et di primi baroni et zentilhomeni dil reame, et
-Paulo Trivisano, cavalier, ambassador venitiano, senza dil qual, per
-tuorsi benivola la Signoria, non espediva alcuna cosa, _imo_ tutto
-con lui conferiva. Et arrivò a una abacia ivi vicina, et Paulo Pisani
-preditto andoe a inchinarsi a Sua Maestà el qual era in chiesa, et
-fatto le debite accoglienze, montati a cavallo, veneno a Vicoaro dal
-Pontifice, el qual era in una sala, et abbrazati andono tutti do a uno
-balcon apuzati a parlar, et steteno tre zorni a consultar, dove ivi
-concluseno liga et intelligentia tra esso sommo Pontifice, re Alphonso
-et republica fiorentina, et suzelono li capitoli. Et poi tolto licenza
-el Re dal Pontifice, con le debite riverentie ritornono a loro terre,
-non intendendo per questa romper la liga havia el Papa con Venitiani.
-Et adi 9 Zugno partino da Milan de comandamento regio li do soi
-ambassadori erano, zoè Antonio di Zenari dotor et Ferando di Zenari,
-nominati di sopra, et a Napoli ritornono, vedendo non poter far nulla
-con el signor Ludovico, el qual era fermo in dar aiuto al Re di Franza.
-Et ancora fece patti Alphonso con Obietto dal Fiesco protonotario
-fora ussito di Zenoa; el qual adi 25 Zugno partì da Carpi et andò a
-Fiorenza, poi a Pisa, per andar su l'armada di re Alphonso; et adi 10
-Luio a Milano fu depento ditto Obietto su una tavola a la piazza dil
-domo, apicato, in zipon, con una chierega, et apicà per uno pè, con
-uno breve di sotto diceva: io son misser Obietto dal Fiesco mancator di
-fede; et cussì el Duca ordinò in le altre sue terre fusse fatto cussì;
-et la sua provisione havea dato a Zuan Alvise dal Fiesco suo fratello,
-zoè ducati 1500 a l'anno; et do abacie havea, dava de intrada ducati
-2000, el signor Ludovico le dette al figliolo del ditto Zuan Alvise dal
-Fiesco. _Tamen_, per questo, Obietto nè Paulo di Campofregoso cardinal
-et arciepiscopo di Zenoa si curoe, _imo_ fonno fermi con re Alphonso.
-Et inteso questo a Napoli adi 15 Luio el re Alphonso vedendo che 'l
-sig. Ludovico, _licet_ fusseno stati cugnati, li era inimicissimo, li
-tolse el contà (_de_) Caiazo, et questo perchè il sig. Zuan Francesco
-di Sanseverino era sta creato capitano di le zente italiane per questa
-imprexa, come dirò sotto. Et messe li soi officiali al ducato di
-Bari, era proprio del sig. Ludovico lì in reame, et deputà uno dovesse
-scuoder le intrade, _tamen_ voleva tenisse bon conto, acciò si Ludovico
-si portava bene, potesse renderle. Et scrisse (_ad_) Antonio Stanga
-dottor, era stato lì a Napoli ambassador de Milano, el qual ritornava a
-Milan, et ancora non era ussito di reame, che dovesse mandar uno suo a
-governar la casa sua, et mandò a compagnar ditto ambassador fino fuora
-di reame, et non lassò che 'l parlasse a niuno. El qual, partito, se ne
-tornò di longo a Milano. In questo mezzo, pratiche grandissime fonno
-fatte in Italia et a Bologna al magnifico Joanne Bentivoi; et quelli
-signori bolognesi faceva fortificar la terra, fece cavar le fosse di
-Bologna, et dil mese di Zugno fe' cavar quelle di s. Zuanne, e fe' far
-alcuni bastioni, et molto adoperava li villani per guastatori. Era
-Bologna molto nominata, perchè si credeva el Re facesse quella via.
-El Pontifice mandoe ambassador al ditto Joanne Bentivoi, et il simile
-re Alphonso et Fiorentini a exhortar volesse esser da la loro banda.
-Li promettevano di dar ducati 30 milia, far suo fiol protonotario
-cardinal, et li mandoe il cappello fino a Bologna, et farlo lui
-vicario di Bologna per nome di la Chiesia, però che Bologna è terra
-di la Chiesia, et era in questo tempo legato apostolico el cardinal
-Ascanio[98], fratello del sig. Ludovico. _Item_ el re Alphonso li
-prometteva dar a uno altro so fiol chiamato Alexandro una soa figliola
-per moglie con uno stato in reame, con intrada più de X milia ducati.
-_Etiam_ fu divulgato el Pontifice li deva do castelli nel Bolognese al
-ditto magnifico Joanne, zoè Zento (_Cento_) e la Pieve, tenuti per el
-cardinal San Piero in Vincula, per esser vescovo di Bologna, _tamen_,
-non obstante promissione, mai si volse voltar ditto magnifico Joanne
-dil stado di Milano et promessa fatta al Re di Franza. Et al principio
-di Zugno el Duca di Ferrara se ne andò a Bologna, per veder di redurlo
-col Duca di Milano; et adi 8 tornoe a Ferrara. Pur non lassava intender
-nel principio con chi voleva esser, et il suo figliol primogenito
-nominato Annibal era a Pisa soldato de Fiorentini, nè quelli li
-volevano dar licenza. Et cussì stavano queste pratiche zerca a Bologna.
-
-Et zercò haver la madonna Catharina di Forlì, che fu moglie dil conte
-Hyeronimo de Riario, nipote di Sixto quarto pontifice, el qual di
-Imola et Forlì si fè signore, ma mentre _tyrannice_ governasse, fu
-da li cittadini di Forlì nel suo palazzo morto nel 1488, et butato
-fuora di le fenestre per più disprecio suo: _tamen_ chiamano per suo
-signor Ottaviano, figliol primario di detto conte Hyeronimo, el qual
-era in età di anni X. Adoncha questo Stato la madre governa, la qual
-fo fia dil duca Galeazzo, padre di questo Duca de Milano, natural. Or
-questa mostrava voler aiutar Alphonso, et non dar passo nè vittuarie
-a le zente franzese e ducheschi, dovevano venir di breve in quel
-contorno. Et zà erano parte adunati, come dirò di sotto, et dil mexe
-di Luio ditta madonna si amaloe gravemente, et poi el Pontifice mandò
-per la via di Rimano el cardinal di s. Zorzi lì a Forlì, el qual
-zonse adi 30 Luio a Cesena, et poi andoe in la rocca di Forlimpuovolo
-(_Forlimpopoli_) sotto Forlì, dove era ditta madonna, et conferiteno
-insieme. _Demum_ esso cardinal andoe a Bertinoro con alcuni cittadini
-forliviensi, et madonna di Forlì, con li fioli et il suo Jacomo Fea
-genoese favorito, ritornò in Forlì. Questo cardinal venne per pregar
-madonna dagi il passo et vittuarie a le zente dil Papa, et il Re
-dovea venir in quelle parte fra otto zorni. Et la ditta madonna li
-rispose volea essere amica di Milano, et bona fia di chi li havea dato
-il Stato; et ancora dal sig. Ludovico li fo mandato uno secretario
-chiamato Jacomo del Quartier, per veder si essa madonna potesse
-accordar, et far fusse ferma in opinione, di dar passo et vittuarie a
-le sue zente.
-
-Fiorentini considerando el fatto loro, et che erano in mezzo de tute
-queste cose, però che Franzesi conveniva passar per il suo, volendo
-andar in reame, vedendo le cose andar da dovero, mandono a la Signoria
-di Venetia doi soi ambassadori, i quali fonno Zuan Battista Ridolphi
-et Paulo Antonio Soderini, i quali con bella compagnia vestiti con
-mantelli curti la sua famiglia fino a mezza gamba rossi et barete
-rosse, tutti a uno modo, arrivono adi 30 Luio, et fo preparato a
-la Zuecca, et datoli stantia publica. Or questi, habuto audientia,
-exposeno il fatto loro, domandando cussì come in ogni loro adversità
-Venitiani li haveano dato favore, cussì al presente li consegliassero
-quello havessero a fare. A quali, fatte le consultationi debite nel
-consiglio di Pregadi, li fu risposto erano sapientissimi, et in ogni
-loro operatione si haveano saputo ben governar, et cussì in questo
-saperebbono far, et che Venitiani erano disposti non se impazar in
-tal cose dil Re di Franza et dil Re di Napoli, i quali tutti do li
-erano amicissimi, che stagando fermi in la liga etc. Et poi dil mexe
-di Settembrio el Ridolphi, el qual _alias_ fu qui mercadante insieme
-con Zuan Arfandini (_Orlandini?_) et faceva gran fatti, andoe a Milan
-per ambassador a pregar el sig. Ludovico non volesse dar il passo
-a Franzesi, nè metter la terra loro a pericolo, _imo_ si ricordasse
-de l'amicitia haveva con Fiorentini, et che era mal esser causa di
-dar adito a questo Re oltramontan che vegni a dominar et far _cede_
-in Italia, et _maxime_ contra re Alphonso suo carissimo parente, sì
-del Duca _ex utraque parte, quam_ di esso sig. Ludovico. Al qual fo
-risposto non poteva far altro. Et questo oratore longamente dimoroe
-lì a Milano, et l'altro a Venetia rimase fino che Piero di Medici
-fo scacciato di Ferrara, come dirò di sotto. Et è da saper che adi
-21 Zugno Guido Antonio Vespuzi et Piero Capponi, ambassadori de
-Fiorentini, erano andati al Re di Franza, partino da Lion, et Piero
-Capponi adi 2 Luio venne incognito a Milano, poi andò a ritrovar el
-compagno andava di longo, et insieme ritornorono a Fiorenza.
-
-Domente tal cose si fanno, a Roma novi rumori succedeva, et venne
-inimicitia tra Ascanio Sforza cardinal, vice canzelier et fratello
-dil sig. Ludovico, et il Pontifice. El qual cardinal fu quello che
-fece questo Alexandro papa, et era il _totum_. O pur venisse lite,
-come intraviene, o pur, secondo quel ditto, _causam quaerit qui
-vult discedere ab amico_, perchè suo fratello era con Franza, et per
-consequente bisognava lui _etiam_ vi fusse, _unde_ al principio di
-Luio si absentò di Roma, et andoe in alcuni castelli di Colonnesi, et
-quivi con danari fece zente, acciò non passasse el re Alphonso, el qual
-si divulgava voler venir in persona in qua contra il Re di Franza, et
-zà era venuto suo fiol Duca di Calavria con grande exercito, come di
-sotto intenderete. Et a uno castello chiamato Genezam (_Genazzano_),
-de Colonnesi, esso Ascanio si ridusse con alcune squadre, et faceva
-continuamente fanti per dannizar Roma, acciò el Papa si voltasse.
-La qual cosa al Pontifice fu molto molesta, per la partita di detto
-cardinal. Ma el Re di Franza, domente in Italia tal cose si facevano,
-continuamente mandava soi capetanei con zente a poco a poco di qua
-da monti, et instituì el marascalco de Brandicol (_Baudricourt?_)[99]
-et mons. di Obignì, che andò a Roma, come ho scritto, a questi do el
-governo de le zente d'arme, et a la fin de Zugno mons. Tramoi (_La
-Trémouille_) passò per Mongenevre con lanze 50, et cussì in questi
-tempi, dil mese di Luio, veniva in qua da monti Franzesi, qual per
-lettere de Zorzi Pixani dottor et cavalier ambassador di Venetiani
-a Milan se intendeva, _tamen_ non era creto (_creduto_) mai el Re
-in persona venir dovesse. Et el Duca di Orliens, al qual era dato
-la provincia di l'armata si faceva a Zenoa, adì 9 Luio zonse in Aste
-col Principe di Salerno; et el Duca di Milan, over sig. Ludovico che
-governava il tutto, mandoe do soi principali fino in Aste a visitar
-ditto Duca, i quali fonno el sig. Nicolò da Corezo et Galeazo Visconte.
-Et subito zonto esso Duca lì in Aste, adi 10, che fu zorno driedo
-che el zonzesse, si partì insieme col principe di Salerno et conte
-di Chiaramonte, che erano baroni dil reame, per venir a Zenoa. La
-qual armata si preparava era galie 24, galioni 30, nave grosse 10,
-dovea menar cavalli 500 et artegliarie, sarà lanze 800 a cavallo in
-l'armada, a do cavalli per lanza et uno arcier et uno balestrier. Et
-poi questo Duca di Orliens adi 14 Luio venne a Vegevene (_Vigevano_),
-dove è uno palazzo bellissimo del sig. Ludovico, et de indi dovea
-_statim_ partirsi per andar a Casal a visitar la marchesana di Monferà
-soa parente, poi andar a Zenoa, et _demum_ ritornar in Aste a far la
-mostra di le sue zente. Et il Principe di Salerno per il Re fu creato
-amiraio dil reame di Napoli. Or adi 15 ditto el Duca d'Orliens venne
-in Alexandria di la Paia, terra pur dil Stato de Milano, era con
-cavalli 600, dove andoe per visitarlo el sig. Ludovico con Zorzi Pisani
-ambassador, nominato di sopra, di la Signoria di Venetia, el qual
-seguiva la corte, et usato le accoglienze debite, lassato ordine al
-sig. Ludovico di quello havesse a far, andoe di longo a Zenoa.
-
-A Milan si faceva gran provisione di zente, et acciò tutto si intenda,
-adi 26 Zugno il conte Honorato zentilhomo neapolitano con lanze 50 el
-sig. Ludovico mandò a Codignola, et in Bolognese cavalcò cavalli 800
-dil Stato preditto di Milan; et mandò al magnifico Joanne Bentivoi,
-per resto vecchio e prestanze nove, ducati 16 milia; et adi 2 Luio
-zonse a Vegevene dal sig. Ludovico Galeazzo di s. Severino, el qual
-era stato dal Re di Franza con cavalli 40, et poi adi 19 Avosto partì
-da Vegevene per ritornar dal Re che veniva et passava monti. Et in
-questo medemo zorno di 2 Luio, esso sig. Ludovico mandoe a Zenoa
-Lorenzo di Mozanega (_di Mozzanica_), facea l'ofitio dil collateral
-zeneral, per far provision a la securtà di Zenoa, dove era commissario
-suo Corradolo Stanga protonotario stato gran tempo et ancora vi è.
-Et è da saper che adi 25 Zugno fo fato la mostra di l'armata preditta
-su la piazza di Zenoa: li sopracomiti era la mità franzesi et la mità
-zenoesi; et anche ivi per el Duca di Milano fu mandato el sig. Antonio
-Maria di s. Severino, fo fiol del sig. Ruberto. Et su ditta armata fu
-operato, et condusseno Nicolò Griffo da Ferrara, fo col sig. Ruberto
-da s. Severino, et li dette ditto Stato di Milan cavalli 100 et ducati
-400 a l'anno. Et le zente di Milano in questo tempo fonno mandate in
-Parmesana, et fu decreto _de consensu_ dil Re de Franza capitano di le
-zente italiane el conte Caiazo, nominato per avanti. El qual adi 5 Luio
-venne a Milan, et adi 20 ditto _etiam_ el sig. Gaspar di s. Severino,
-chiamato Fracasso, suo fratello, el qual per alcun tempo el sig.
-Ludovico licentioe da lui, et hora ritornoe a Milano, et che tutti li
-Severineschi al presente sono in gratia dil Duca et sig. Ludovico, et
-operati.
-
-Adi 27 Luio.........[100] el sig. Ludovico a hore 9½, la qual hora
-volse haver astrologica dal suo maistro Ambrosio De Cerato (_da
-Rosciate_) ottimo astrologo, senza il consiglio dil qual non faria
-alcuna cosa, et molto varda tal hore et ponti, dette el stendardo et
-baston al conte de Caiazo capitano de 500 homeni d'arme; et adi 28
-ditto partì e andoe a la volta di Parmesana, dove dia far la adunation
-di le zente. Et ancora il sig. Ludovico condusse a soldo di Milano
-el sig. Gilberto et Ludovico da Carpi fratelli: li dette di condutta
-homeni d'arme 80 et 25 stratioti et 25 balestrieri a cavallo, et
-per gratuir l'animo dil sig. Antonio Maria di s. Severino, el sig.
-Ludovico, adi 29 Luio, li donoe tre castelli: Bassignana è sopra Po
-su quel di Alexandria di la Paia, et do altre sul lago di Como; rende
-de intrada zerca ducati 2000 a l'anno. _Etiam_ al sig. Fracasso donoe
-tre terre o vero castelli sul Cremonese al confin del Mantuan; ha de
-intrada ducati 2000.
-
-Adi 23 Luio gionse a Milan don Piero de Sylva ambassador dil Re
-di Portogallo con cavalcature 54, cariazi 7, andava a Roma a dar
-l'obedientia ad Alexandro sexto pontifice. Parlò al sig. Ludovico;
-si alegrò _nomine regis_ di le nozze di la nezza maridada in re
-Maximiliano de Romani, et poi al suo viazo andoe. Et zonto a Siena,
-havendo in commissione dal Re suo, scrisse a Roma come era zonto per
-darli obedientia; ma voleva el Pontifice concedesse tal gratia al
-Re, zoè la legitimation di uno suo fiol natural, acciò quel regno
-romagnesse in li soi; _unde_ el Papa, parendoli di novo che si
-pattizasse, et _etiam_ per amor dil Re di Spagna, a chi aspetta ditto
-reame, se questo Re mancasse senza figlioli legittimi, non volse far
-nulla; et ditto ambassador non vi volse andar a darli la obidientia, et
-rescrisse al Re. Et in questo mezzo lì a Siena morite.
-
-El re Alphonso vedendo che 'l Duca de Milan faceva campo, et zà
-veniva Franzesi di qua da' monti, deliberoe mandar el suo campo a
-l'incontro in Romagna, el qual era grossissimo, come di sotto sarà
-scritto, governato per suo fiol Ferdinando duca di Calavria. Et eravi
-questi signori, i quali cadauno saria sta bastante capitano: el sig.
-Virginio Orsini non venne, et zà fu divulgato el Re in persona voleva
-venir et lassar vicerè in Napoli ditto sig. Virginio, ma poi si mutoe
-di opinione: el conte di Pitigliano, Zuan Jacomo di Traulzi, el Duca
-di Urbino et el sig. di Pesaro con altri conduttieri, parte soldati
-per Alphonso, parte per el Pontifice et Fiorentini, sì come erano
-ubligati. Et dil mexe di Luio el conte di Pitigliano, con squadre 60,
-venne in Romagna, et squadre 7 dil Pontifice, adi 28 Luio, vennero
-sopra Farnesino, al loco chiamato el bosco, fra s. Mauro e Gaeta. Et el
-governador di Cesena facea zente per el Duca di Gandia fio dil Papa,
-zoè homeni d'arme 20, alozati _tamen_ di fuora di Cesena per dubio di
-Guido Guerra, el qual è uno capo di parte, et alcuni castelli vicini
-a Cesena signoriza, come poi scriverò di la prodezza et strenuità sua.
-Cicogna contestabile al primo di Avosto di Fiorentini era a Castrocaro
-mia 3 da Forlì, facea fanti 400 per mandar a Pisa, et li capitani
-si aspettavano in questo tempo lì in Romagna; et come per lettere di
-Andrea da Lezze podestà et capitano di Ravenna drizzate a la Signoria
-di Venetia se intendeva i successi che le zente dil Papa et dil Re
-si aspettava tra Bertinoro et Forlì sul fiume di Meldola; et quelle
-dil Stato di Milano fra Faenza et Forlì sul fiume de Monton. Et acciò
-meglio questa storia se intenda, venuto li campi, farò una division
-di quello a uno tempo facevano: et cussì comenzerò a descriver le cose
-seguide prima in Romagna avanti il zonzer de li campi a la campagna di
-zorno in zorno, et non senza grandissima fatica et vigilantia tal cose
-quivi soprascritte. Ma accade prima de scriver alcune provisioni fatte
-per Venitiani.
-
-La Signoria di Venetia in questo mezzo _inter patres_ consultaveno
-_saepius_ quello dovesseno far, essendo dal Pontifice, re Alphonso,
-Fiorentini et altri pregati et exortati non dovesseno lassar venir
-questo Re in Italia; et benchè intendevano il passar de' Franzesi di
-qua da' monti per lettere di Zorzi Pisani ambassador a Milano, pur la
-verità _ad plenum_ non se intendeva, perchè il sig. Ludovico non li
-manifestava il vero, acciò Venitiani non facessero qualche pensier a
-disturbar tal venuta de Franzesi, benchè nel principio deliberasseno
-non si voler impazar in alcuna cosa, _imo_ esser neutrali, pur inteso
-di l'armata era per ussir di Zenoa, deliberorno nel consiglio de
-Pregadi ancora loro metterse in ordene, et star provisti per le cose
-potevano occorrer, et far armata. _Unde_ tolseno ad imprestedo de
-patricii zerca ducati 50 milia, con promissione di renderli in fra uno
-anno, et li obbligorno al deposito dil Sal. Questo fecero per non voler
-dar angarie alla terra, nè toccar le publiche intrade, nè altri danari
-de depositi; et adi 22 Zugno nel Mazor Conseglio elesseno capitano
-zeneral di mar Antonio Grimani, padre dil cardinal Grimani, _tituli
-sancti Nicolai inter imagines_, novamente da questo Pontifice creato.
-El qual _libentissime_ acceptoe, et la domenega proxima messe banco,
-et habuto con gran ceremonie in la chiesa di s. Marco dal Principe
-el stendardo, adi 25 Luio, et accompagnato dal Principe, oratori et
-universo Senato fino in galia, la qual era al ponte di la paia, tolto
-licentia et offertosi a l'orator gallico et cussì ad altri oratori,
-montoe in galia; et _in eadem hora_ andoe verso il porto, et poi con
-do galie insieme armate novamente, sopra comiti Zuan Francesco Venier
-et Antonio Loredan, verso Corphù navegò, dove era l'altra armata sotto
-do capetanei del colpho, Nicolò da ca da Pexaro et Hyeronimo Contarini,
-i quali, zonto ivi el zeneral, restono proveditori di l'armada, et non
-molto dapoi el Pexaro venne a dixarmar per essere stato assai fuora.
-Ancora dubitando di novità di Ferrara, mandò zente a custodia sul
-Polesene di Rovigo 25 cavalli et fanti, et quelli fonno mandati qui
-sotto sarà scritti, et _etiam_ Ruigo a Domenego Malipiero, era podestà
-et capitano, scrisseno fosse di novo fortificato, facendo spalti et
-ogni altra provisione, et _etiam_ a la città de Ravenna perchè li campi
-pur si appropinquava mandoe zente nominate di sotto, acciò il Ravennese
-et Zervia difendesse da subite correrie. A le zente veramente d'arme
-che ditta Signoria havea, ordinoe per le camere fusse dato sovencione,
-acciò si comprasseno cavalli et stesseno preparati, zoè ducati 60 per
-uno cao di lanza et 20 per el piatto per ogni homo d'arme.
-
-
-_Zente mandate sul Polesene._
-
- Alexandro dil Turco in Ruigo con cavalli 300
- Fio di Antonazo di Dozea in Lendenara » 88
- Zuan Griego a la Badia » 50
- Zuan Gradenigo patricio veneto a la Badia » 80
- Carlo Secco ai Mazi » 100
- Antonio di Pigi » 100
- Marco da Martinengo cavalier » 200
-
- Summa cavalli 918
-
- _Fanti._
-
- Ferigo dal Borgo a Ruigo con fanti 200
- Ruberto d'Arimino a Ruigo » 75
- Gotiel spagnol a Ruigo » 100
- Marco da Rimano a la Badia » 100
- Martinel de Luca a Lendenara » 100
- Alvise Lanze a Lendenara » 100
- Jacomin da Roma a Lendenara » 50
-
- Summa fanti 725
-
-_Zente mandate a Ravenna._
-
- El conte Carlo de Pian de Melleto con cavalli 400
- Jacomazzo da Venetia » 200
- Anzolo Francesco da Crema » 80
- Battista Sagramoro » 16
-
- Summa cavalli 696
-
- _Fanti._
-
- Jacomo da Tarsia con fanti 200
- Alvise Novello » 100
- Michiel da Spalato » 50
- Pauliza da Catharo » 75
-
- Summa fanti 425
-
-_A Zervia._
-
- Collela greco con fanti 60
- Vielmo da Cologna » 40
-
-Ma Venitiani in questo tempo era in grandissima reputatione, _adeo_
-ogni giorno quasi vi andava in Collegio da la Signoria a la audientia
-el legato dil Papa, oratori di Franza, di Napoli, di Milan, di
-Fiorenza, di Ferrara, di Mantoa et di Rimano. Questo perchè nostri
-voleva star in paxe et esser amici di ogn'uno, ma a la fine non
-poteno star, et el sig. Pandolpho Malatesta di Rimano, che fo fio
-dil magnifico Ruberto che a Roma morite nostro capitano zeneral et
-confalonier di la Chiesia, da poi rotto et fugato dil 1482 el Duca
-di Calavria _nunc_ Re di Napoli, vedendo queste novità et li campi
-aproximarse apresso il suo Stato, acciò non patisca qualche danno
-dimandò alla Signoria come sua tutrice instituida dal padre, et
-_etiam_ era a suo soldo, havea 400 cavalli, che li volesse mandar uno
-proveditor apresso di lui. Et cussì per el Conseglio di X adi 14 Avosto
-fu mandato Zorzi Emo fo di Zuane cavalier, fu assà in la ferrarese
-guerra nominato, el qual _statim_ partito, stette in Rimano fino adi
-20 Novembrio, che li campi lì da presso fonno disciolti et mandati per
-la invernata, zoè quei di Milano alle stanzie, et Franzesi conzonti
-con la Maiestà di loro Re quando si aproximò in Toscana, come scriverò
-di sotto. Et adi 2 Avosto nel consiglio di Pregadi, in loco degli
-ambassadori erano stati il suo tempo et chiedevano licentia, fonno
-creati ambassador a Roma Hyeronimo Donato dottor, el qual a Innocentio
-vi fue, ma poi creato Avogador di Comun renontiò tal legatione; a
-Napoli Zaccaria Contarini cavalier, el qual succedendo queste guerre
-non fu mandato, et Paulo Trivixan restoe; et a Milan fu eletto
-Hyeronimo Lion cavalier, el qual pur da poi gran tempo fu mandato, come
-tutto dirò di sotto.
-
-A Roma, domente tal cose in diverse parti si fanno, Alexandro pontifice
-havendo le sue zente attorno Hostia fatto alcuni patti di promissione
-di danari a quelli custodi che erano dentro, quella have al principio
-di Zugno in suo poter; et intrato il legato dentro, vi messe presidio
-per nome di la Chiesia, la qual nuova fu molto cattiva al Re di
-Franza, però che quasi in Hostia consisteva ogni sua vittoria per
-l'intrar in reame, et far che il Papa se aderisse alla sua voluntà.
-Ma el Pontifice, intendendo questa certa venuta dil Re, fatto molti
-concistorii, deliberono al tutto non abandonar re Alphonso. Et cussì
-_continue_ exortava Paulo Pixani cavalier ambassador de Venitiani che
-ivi a Sua Beatitudine era, dicendo volesse scriver a la Signoria che
-insieme con lui et Fiorentini volesseno esser contra el Re di Franza,
-acciò non si veda tanta ruina in Italia, et che Franzesi venga ad
-habitar nel reame di Napoli; la qual cosa mai per Venitiani non fo
-voluto far, per haver terminato non se impazar se non a meter paxe et
-benivolentia fra le parte. Et pur dolendosi de li cardinali, _maxime_
-dil cardinal Ascanio vice canzelier, el qual col cardinal di s.
-Severino[101] et cardinal di Lonà nuovamente creato a requisitione di
-detto Ascanio[102], erano, come ho scritto, ussiti di Roma et venuti
-a Nepi, terra di esso Ascanio per soi beneficii, et volevano questi
-seguir el Re di Franza, _etiam_ el sig. Prospero e Fabricio Colonna
-fratelli assoldati col Re di Franza havevano soldato gran zente. Questi
-Colonnesi sono di primi di Roma, i quali insieme con Savelli sempre
-sono stati nemici degli Orsini et di quei di Santa Crose. Adoncha
-queste è do grandissime parte in Roma, Colonna et Orsina, et spesso tra
-loro fanno gran rumori. A hora Colonnesi è con Franza, et Orsini con il
-re Alphonso; et per consequente il Papa in Roma molto exaltoe la parte
-Orsina preditta. Or questi Colonna ha molti castelli di là dal Tevere
-verso il reame, et Orsini di qua. Et adunate le zente, si puol dir ivi
-esser uno campo de Franzesi, et scorsizavano fino su le porte di Roma,
-facendo molti danni, non lassando per terra intrar vittuarie in Roma.
-Ma el Pontifice in consistoro a la fin d'Avosto fece uno editto, che
-tutti quelli havevano beneficii in corte di Roma, o cardinali o sia
-chi se voglia, dovesseno venir a Roma in termene di uno mexe, et ivi
-habitar, quelli si ritrovava vicini, et li altri più lontani in mexi
-tre, quelli veramente che era fuora de Italia in mesi 6, _alioquin_ li
-cardinali fusse privi di cappelli et altri di le intrade, sotto pena
-a li signori li impedivano di esser excomunicati. Et questa Bolla fo
-messa a s. Piero et a s. Joanne: _tamen_ non si have copia. Questo fece
-acciò el cardinal Ascanio et s. Piero _in Vincula_ con altri cardinali
-ritornasseno a Roma; per el qual editto, molti prelati vi andono et
-cardinali, excetto Ascanio et San Piero _in Vincula_, che non volseno
-obedir al Pontifice, dicendo non era _juridice_ creato, et che lo
-volevano dismetter. Ancora Zuan Battista Zeno veneto patricio, cardinal
-de Santa Maria in Portego, el qual in principio di queste novità
-venne a Venetia, _demum_ a Vicenza al suo episcopato andò, et hora a
-la Badia di s. Zen di Verona, et hora a la Badia di Carrara in Padoa
-habitava; et benchè el Papa fusse più volte chiamato a Roma, perchè
-era ricchissimo Cardinal, et havea grande intrata, _tamen_ si excusoe
-che laborava di podagre, però che si faceva portar, et che pregava
-Sua Beatitudine el volesse prima lassar sanar; et mai a Roma vi volse
-andar.
-
-
-_El successo di l'armada dil re Alphonso._
-
-L'armada dil re Alphonso adì 5 Luio zonse al porto di Livorno de
-Fiorentini, et adì 16 fè vela et andoe a Portovenere, la qual armada
-era galie 35, computà 7 per forza, di le qual ne son cinque di Franzin
-Pastor corsaro, che fu quello soccorse Rodi a tempo de' Turchi, e 2 dil
-Re, su una è il suo capitano don Fedrigo. Le altre 28 tutte voluntarie.
-Nave 18 di gabia, di le qual 4, zoè le mazor, da poi andò verso Cicilia
-per expugnar do nave grosse de Zenoesi, carge di grano. Or questa
-armada zonta lì a Portovenere, per el cardinal di Zenoa et Obietto dal
-Fiesco erano su ditta armada fu mandato a richieder tre homeni di quel
-luogo, che li venisseno a parlar. Li quali venuti, exortorno li volesse
-dar la terra nè aspettar battaglia, perchè erano de li soi Zenoesi,
-e non obstante li resposeno ditto loco voleva tenir a requisition
-de san Zorzi. Et non li zovando parole dolce, veneno a menaze. Ditti
-tre dubitando, fense di voler consultar con quelli di la terra, et la
-mattina torneria a darli risposta. Ma la notte si messeno in ordine,
-et la mattina li feceno intender con bombarde si levasseno de lì.
-El capetanio don Fedrigo, el Cardinal et Obietto con quasi tutti di
-l'armada dismontoe in terra, et dette la battaglia al loco per spacio
-di hore 3: non potendo expugnar la terra se tirorno a drieto, lassando
-molti morti et altri feriti. Poi el dì sequente ritornò a Livorno, dove
-stette fin Avosto. Su la ditta armada era zerca fanti 4800, dei quali
-erano fuziti fin 10 Avosto, chi per viltà, chi per non comportarli il
-mar, da 600 in suso; _unde_ el capitano feva ivi fanti per le terre de'
-Fiorentini, eccetto in Fiorenza, et li devano ducati 6 et 8 per paga
-secondo li homeni, ma con fatica trovava. El Cardinal et Obietto stava
-in terra, et el Cardinal li venne una febbre terzanella, et attendevano
-a metter confusion in Zenoa, et do galie _continue_ stava verso Zenoa
-a sopraveder per guardia. Fiorentini attendevano a fornir Livorno et
-Pisa et li lochi marittimi di fanterie. Et Cicogna contestabile andò
-a custodia di Pisa. Et volendo la ditta armada bombardar Portovenere,
-Zuan Adorno fradello di Augustin Adorno governador di Zenoa, insieme
-con el sig. Antonio Maria di Sanseverino con assà provisionati, vi andò
-contra, _unde_ li fanti di la ditta armada erano smontati, se tirorno
-in armada, et andorno al porto di Livorno, come ho scritto di sopra.
-Et poi parte di le nave andorno chi per Corsica et chi per Cicilia per
-assoldar zente, _ita_ che restò che adi 20 Avosto era _solum_ 12 nave
-di cheba; et in la ditta armada molti si amalava, et a uno tempo più
-di 600 ne era de infermi, molti morti et molti feriti. Et a Fiorenza
-per augumentar ditta armada fu fatto 700 fanti, capo Pereto corso, et
-mandati su ditta armada, et poi adì 8 Settembrio accadette alcune cose
-fatte per el Cardinal et Obietto dal Fiesco, qual al loco suo sarà
-scritto, servando l'ordine di tempi.
-
-
-_Seguito di l'armada di Zenoa._
-
-Essendo l'armada fabricata a Zenoa in ordine di galie 25, galioni 13,
-nave 12, il resto barze fin al numero di 60 vele, et zonta l'armada dil
-Re di Franza fatta in Provenza a Monaco, _demum_ adi 29 Luio intrata in
-porto di Zenoa, che era vele 12, et zontovi il Duca di Orliens, el qual
-però era ritornato in Aste, come scriverò di sotto, ditta armada ussite
-in poco tempo tre volte di Zenoa. La prima vedendo era a Livorno quella
-Aragonese, adi 17 Avosto ussite et andoe a Portovenere, ma dubitando
-di l'armada nemica, se tiroe in Zenoa. _Demum_ un'altra volta adi 28
-ditto la ussite, et andò a Santa Maria. Poi la terza volta fu adi 16
-Settembrio che l'andò a Hostia nel Tevere, benissimo in ordine, et
-quella dil Re era zà tirata verso Napoli et Gaeta, et questa comenzoe a
-prosperar. Questa armada, acciò el tutto se intendi, havea le bandiere
-dil Re di Franza, et era capitanio.......
-
-
-_Successo di cose seguide in Romagna per li do campi erano dil mexe di
-Avosto 1494._
-
-Tutta Romagna era in confusion per li campi che ivi si ridusevano. Et
-adi 4 Avosto madona di Forlì fè uno comandamento che tutti chi havea
-biave et altre robe fuora a la campagna, quelle subito dovesse tirar
-in Forlì o altri lochi securi, et quelli non poteva, dovesse condur
-su quel di la Signoria di Venetia. Ancora a Cesena tutti reduseva i
-lor mobeli a le fortezze, et Forliviensi, Faventini et Imolesi e terre
-dil Duca di Ferrara con gran furia adi 6 Avosto reduceano lor robe
-a le fortezze: Lugo et Bagnacavallo dil Duca di Ferrara fece conzar
-li arzeri et steccati. Et anche a Ravenna havendo Andrea da Lezzo
-precepto de la Signoria che dovesse far condur, senza però strepito
-et con desterità, in la terra tutti li grani dil paese, acciò venendo
-li campi non facesse qualche danno, et cussì adi 12 Avosto fece; et
-_etiam_ li fu commesso che a tutti do li exerciti dovesse lassar dar
-renfrescamenti, perchè Venetiani erano neutrali.
-
-Adi 3 Avosto el conte di Pitigliano era a la Bastia sotto Assisi, con
-zerca squadre 25 in 30, dove era el Duca di Calavria et Zuan Jacomo
-di Traulzi, et scrisseno a Città di Castello che adi 4 del presente
-doveano esser sotto Monton et la Fratta sul fiume dil Tevere, et poi
-adi 5 venir tra Città di Castello; Borgo e Citerna, _demum_ venir
-in Romagna. _Tamen_ aspettavano el Duca d'Urbin, el qual summamente
-desideravano venisse con loro.
-
-Adi 4 el magnifico Piero di Medici fiorentino fue a disnar a Laterina
-distante da Rezzo (_Arezzo_) mia 12 con cavalli 60, et alcuni a piedi
-andava a Rezzo per andar a visitar el Duca di Calavria, offerirse
-et presentarli; et adi 5 doveano trovarlo tra Castello, Citerna et
-Borgo mia 16 luntan da Rezzo: et poi esso Duca veniva di longo a Santo
-Archanzolo et Savignano, lochi sottoposti a Cesena.
-
-Adi 8 zonse a Ravenna madona Malgarita, moglie del sig. Fracasso da
-Sanseverino, si partì da Jesi et andoe a Cremona; et in questo zorno a
-Ravenna se intese le zente aragonese haver passate le Alpe, et arrivate
-a Ronco, distante da Santo Archanzolo mia 30, et cussì fo svisato la
-Signoria dal Pretor di Ravenna, el qual era molto vigilantissimo in
-notificar el tutto a quella.
-
-Adi 12 el duca Guido de Urbin zonse su el fiume dil Savio con le sue
-zente in aiuto dil Duca di Calavria, et ivi aspettoe ditto Duca; et
-adi 11, 20 squadre del Pontifice et regie zonse su quel di Santo
-Archanzolo, et come per exploratori se intese el Duca di Calavria
-preditto, el conte di Pitigliano et Piero di Medici erano insieme in
-campo al Borgo San Sepolcro et ivi alozati, et li saccomani andava
-saccomanando a s. Stephano et la Pieve, et saccomanava X in XII mia, et
-el sig. Virginio Orsini si aspetoe primo verso Cesena.
-
-Adi 14 zonse al campo preditto sotto lo Pene de Bari (_Penna Billi_),
-distanti da Cesena mia 30, el Duca di Urbin era con squadre 4, el
-conte di Pitigliano con squadre 8, Zuan Jacomo di Triulzi con squadre
-6, Zuan et Luca Savello con squadre 4, et oltra queste 22 squadre, era
-zerca 400 cavalli lizieri, tra balestrieri et saettari (_saettieri_)
-et alcuni fanti; si aspettava squadre 10 dil Duca di Urbin, et squadre
-4 dil fio dil signor da Camarin, squadre 4 dil sig. Virginio Orsini
-et 6 di la Chiesia: in tutto ditto campo dovea esser squadre 46, et
-de Fiorentini ancora non era venuto zente alcuna. Era in campo el
-magnifico Ottavian barba dil Duca di Urbin, el qual un tempo da poi la
-morte dil fradello governava quel Stado di Urbino. Et ditto campo dovea
-adi 15 venir a Veruchio mia X luntan dove era, et el zorno driedo a
-Savignano mia X luntan di Cesena. Et el cardinal San Zorzi era venuto
-in campo; questo perchè sperava _iterum_ dar un'altra battaglia di
-exortatione a Madona di Forlì et haverla a le sue voglie, acciò il
-campo havesse comodi alozamenti et vittuarie, et cussì con ditta Madona
-et il suo Jacomo favorito si praticava la si accordasse con la Chiesia,
-Re et Fiorentini: _tamen_ el campo preditto, nel qual era pur penuria
-di denari, ma ben governado et con gran justitia, venuto a Veruchio,
-poi al ponte de la Petra distante da Cesena mia 5, et cussì adi 18
-zonse in ditto loco, dove dovevano far la massa dil resto di le zente.
-
-Adi 18 zonto el campo al ponte de la Petra, non havendo cussì acque
-comode come era il loro bisogno, era disposti di venir a camparsi sul
-Savio più sul ditto territorio; et adi 17 el conte di Pitigliano andò
-a Rimano con cavalli 40, a visitation del sig. Pandolpho era ammalato:
-et adi 15 sua moglie, ch'è figliola del magnifico Joanne Bentivoi,
-andò a le Pene de Bari (_Penna Billi_) a visitar el Duca di Calavria
-et offerirli il Stado, et li havea mandato un bellissimo presente. Et
-adi ditto zonse lì a Rimano Zorzi Emo proveditor, mandato ivi per la
-Signoria di Venetia, come ho ditto. El campo pur stava vicino a Cesena,
-et aspettava squadre 8 di Urbino col marchese di Pescara, conte Guido
-di Gonzaga computà nelle 8 squadre dil conte di Pitigliano, et el sig.
-da Camarin con altre 8; ancora aspettavano el sig. di Piombino. Et
-se divulgava ditto campo si fermerebbe tra Bertinoro et Forlimpuovolo
-terra di Forlì. Li soldati fin qui non havia habuto danari da poi la
-prestanza, se non ducati do per homo d'arme: et è da saper che Zuan
-Jacomo di Traulzi havea in casa con lui uno stendardo, con le insegne
-dil Duca de Milan genero dil re Alphonso.
-
-Adi 19 el preditto campo, zoè el Duca de Calavria, terminoe far 3000
-fanti. _Tamen_ fin questo zorno non havea fatto se non 300, con ducati
-3 per uno. Et adi 20 se doveano partir per venir sul Savio. Adi 20 su
-la piazza de Lugo se ritrovoe un nuntio dil Duca di Orliens per far
-1000 fanti, con mandato dil sig. Ludovico et Duca de Ferrara, i quali
-vol farli su quel de Lugo, Bagnacavallo et Cotignola. Et è da saper che
-a Ferrara a un tempo fu assoldato per Franza et re Alphonso.
-
-A Fiorenza se ritrovava mons. lo Presidente de Provenza, ambassador dil
-Re di Franza et uno dil Duca di Milan, i quali adi 20 ditto partino et
-andono a Zenoa, dove era zonto el Prencipe de Salerno con alcuni altri
-franzesi.
-
-El campo duchesco di squadre 40 fanti 1500, capitano el conte di
-Caiazzo, adi 18 Avosto era, come per lettere di Milan se intese, tra
-Bologna et Modena, nel qual era lanze 600 franzese, et adi 22 venne sul
-fiume di Panaro, mia 16 luntan da Bologna pur sul Bolognese, come per
-lettere di Ravenna se intese.
-
-Adi 23, squadre 8 dil Duca d'Urbin zonte in campo fè la mostra
-bellissima: et questi conduttieri le guidavano: conte Antonio di
-Castazola et conte Antonio fradello di esso Duca.
-
-Adi 25 el conte di Pitigliano venne sul fiume dil Savio a San Martino
-territorio cesenatico, mia do luntan era el campo, per veder si era bon
-alozamento, et non si ossava muover ditto campo, perchè non intendeva
-ancora la ferma voluntà di Forlì.
-
-Adi 26 el campo duchesco, sta notte allozato fra Cantaloro, territorio
-imolese, et Castelgelfo (_Castelguelfo_), territorio bolognese, et
-adi 27 si dovea mover et venir a San Prospero, pur su quel de Imola.
-Poi adi 28 a Villafranca, ch'è su quel di Forlì. Adoncha li campi al
-presente sono vicini mia 40, et quando el regio sarà sul Savio et el
-duchesco sul fiume dil Monton a Villafranca, saranno distanti solamente
-mia X et non più.
-
-Adi 27 madona di Forlì mandoe bando, che chi si voleva condur a suo
-soldo, sì da piè come da cavallo, dovesseno andar lì a farsi scriver et
-pigliar danari. El campo duchesco corse su quel de Imola, fece alcuni
-presoni, per caxon non potevano haver vittuarie. El campo regio ancora
-non era mosso, steva su pratiche o di andar a San Martino sul Savio, o
-vero al fiume di l'acqua appresso Bertinoro, aspettando zente et favor
-di Forlì, come sperava di haver.
-
-Adi 29 el campo duchesco si dovea levar dal fiume di Castelgelfo, et
-venir più avanti, et allozar a Madrera sul fiume di Lamon su quel di
-Bagnacavallo, contermina col territorio di Ravenna et di Faenza; et non
-essendo d'accordo con Forlì, come speravano di esser per li secretarii
-mandati lì per el sig. Ludovico, erano terminati venir accamparsi
-più basso al Barzarin o vero Traversera pur su ditto fiume su quel di
-Bagnacavallo, con proposito de andar verso el campo regio. Et fo fatto
-in ditto campo uno editto, non andasse su quel de Imola a far danno,
-sotto pena di la forca. Et adi 28 da sera, in quello la brigata andava
-saccomanando, el sig. Zuan Savello con alcune zente corse al campo
-duchesco, et prese alcuni cavalli, non offendendo però alcun de Imola.
-Et adi 29 el campo regio dovea levarsi, et andar verso Bertinoro, come
-ho scritto di sopra.
-
-Adi ditto, Bortholomio di Odasii secretario dil Duca di Urbino, venne a
-Ravenna, notificoe el campo era pur al ponte di la Petra, et era venuto
-danari al Duca di Calavria per far fanti et balestrieri a piedi, et che
-a Urbin ne era preparati 1500, zoè 500 balestrieri, el resto lanzeroli.
-Aspettavano le zente dil Papa et de Fiorentini, poi si dovevano redur
-verso Bertinoro sul fiume di Roncon (_Ronco_); et madona di Forlì li
-dava bone parole ma non conclusione. Et questa mattina zonse in campo
-do squadre di quelle dil Duca di Calavria, benissimo in ordine.
-
-Adoncha li campi preditti, el regio era ivi, et el duchesco sul fiume
-di Castelgelfo, aspettando le zente franzese: di le qual, parte era
-venute con mandato dil sig. Ludovico di quello havesse a far, et
-_continue_ si andava ingrossando.
-
-
-_Partita dil Re di Franza da Lion per fino a Susa di qua da monti._
-
-El Re di Franza havendo zà mandà assà soe zente di qua da monti;
-lassato el duca di Borbon suo cognado con la moglie sua sorella, al
-quale commesse il governo dil regno; et da lui tolto licentia, esso
-Duca ritornoe a Molina (_Moulins_), terra in Borbon trenta lighe
-luntan da Lion, dove ivi sta con la sua corte. Ma el Re insieme con la
-moglie adi 24 Luio parti da Lion et venne a Vienna, dove a la campagna
-a cavallo tolse licenza da la Raina, la qual ritornoe in Ambosie a
-starvi, havendo recomandato el Roy ad alcuni soi, et datoli certe
-donne fidatissime, le qual li facesse el suo manzar, lavasse i panni,
-et li facesse altre cose necessarie. Et el Re poi venne a Garnoboli
-(_Grenoble_), _demum_ a nostra Donna Dambrum (_Embrun_), et gionse a
-la fin de Avosto a Mongenevre loco dil Dolfinà, dove passò li monti et
-venne a Susa. El successo poi de soa Maestà più avanti sarà scritto.
-
-Ma el Duca di Orliens essendo stato a Zenoa, ritornò adi 6 Avosto in
-Alexandria di la Paia per andar in Aste, et ritornoe con questi 6:
-mons. di Foys (_Foix_), mons. de Piennes, mons. de Obegni (_Aubigny_),
-mons. lo gran scudier, mons. de Sations (_Châtillon_), mons. de
-Luxemburgo, con li quali consultava, et poi ritornoe in Aste. Ma
-un'altra fiata ritornoe a Zenoa, come dirò de sotto, et mons. de Obegni
-venuto a Milan andoe adi... Avosto in Parmesana, dove era adunati
-li campi per governo di quella zente franzese. Et el Re di Franza in
-questo mexe di Avosto mandò avanti la sua persona in Aste el cardinal
-San Piero _in Vincula_, el qual era andato a trovarlo, et mons. di
-Beucher, molto volonterosi a questa impresa. Et adi 16 Avosto el
-Duca di Orliens stato in Aste ritornoe a Zenoa per esser su l'armada,
-dove era preparada una nave grandissima, di botte 4000, chiamata la
-_Negrona_, per la sua persona, ma poco vi stette, che zonto el Re in
-Aste, dove si ammalò, esso Duca ritornoe in Aste et li venne la febbre
-quartana, et convenne star lì fino el Re acquistò el reame.
-
-A Milan fu fatto el principio di Avosto per Franzesi 100 artegliarie a
-modo serpentine, messe sopra di carrette tirate da uno solo cavallo per
-mandar in campo in Parmesana. Et adi 13 el conte Alexandro fiol natural
-fu dil duca Galeazzo, di anni 30, el qual era confinato in Parmesana za
-anni do per la inimicitia havea con el sig. Galeazzo di San Severino,
-questo a hora fuzite, et andò in campo dil re Alphonso, al qual el Duca
-di Calavria li dette 200 elmetti et 100 cavalli lezieri. Et adi 19 pur
-dil mexe di Avosto, appropinquandosi el Re in Italia, el sig. Galeazzo
-preditto si partì da Vegevene, dove era el sig. Ludovico, per andarli
-contro: ma a Milan variamente si parlava, nè se intendeva la conclusion
-di questa guerra. _Unde_ era sorto un motto: _El non è ni savio ni
-matto che intendi la guerra dil nonantaquattro_. Et cussì _etiam_ a
-Venetia variamente si parlava, nè sapevano quello seguiria, per le
-varietà di le cose et di campi vicini uno dil altro, et _tamen_ non
-erano a le mane.
-
-A Roma, Colonnesi con li altri seguazi di la sua parte et el cardinal
-Ascanio molto dannizava et faceva grande exercito, perchè pur era
-l'exercito dil re Alphonso ivi vicino, et dovea andar a campo a 25 di
-Avosto a Frascato, Grottaferrata et Marino. Et l'ambassador di Franza
-fuzite di Roma, et venne a Neptuno, castello de Colonnesi, dubitando
-el Pontifice non lo avesse fatto retegnir, però che 'l Papa fece
-un editto, che tutti li prelati franzesi et altri di quella natione
-gallica in termene XV zorni dovesseno andar a loro patria. Ma Colonnesi
-accampatisi a Hostia, quella adi 8 Settembrio have, perchè era mal
-custodita; et intrati dentro levono le insegne dil Re di Franza, ne
-la qual vi volse star el sig. Fabricio Colonna in persona, et quella
-attese a fortificar havendo con lui fidatissime persone. Et questo fo
-un gran danno a Romani, però che non lassava intrar vittuarie per la
-bocca dil Tevere in Roma. Et fu molto al proposito dil Re di Franza, et
-cattivissima nova al re Alphonso.
-
-
-_Successo di cose seguite in li campi di Romagna dil mese di Settembrio
-1494._
-
-Zà comenzava a far cattivi tempi, et il campo duchesco _continue_,
-come scrissi di sopra, si andava ingrossando di franzesi, et adi 1
-Settembrio zonse nel campo regio el fiol natural fo del duca Galeazzo,
-venuto da la banda di qua, et fuzito di Milan, come è scritto di sopra.
-
-Adi 2 Settembrio zonse sora el porto Cesenatico tre navigli da 100
-fin a 200 botte, cargi di orzi et formenti, veniva di la Puia, et
-artegliarie per bisogno dil campo regio. Madona di Forlì pur non si
-lassava intender. Vi andoe uno ambassador dil Papa et uno dil Duca di
-Calavria, et ancora vi era lì uno dil Duca di Milan, et la ditta voleva
-far 1000 fanti, _tamen_ fin qui non assoldoe se non 70, i quali spazoe
-per Imola sotto Anzolo Latio da Forlì: et non dava vittuarie ad alcuno
-de li campi: mandoe uno suo ambassador al sig. Ludovico, chiamato
-Antonio Boldraccano, _tamen_ li cittadini, per dubito di vasto, la
-exortoe ad aderirse al Stado de Milan, et cussì stava in tal pratiche.
-
-Adi 3 fu ordinà per la Signoria Andrea da Lezze podestà et capitano
-di Ravenna dovesse far la mostra di Jacomo di Tarsia de le so page
-cressute (ne have prima lì 50), et sollicitar la fabbrica di le mura
-comenzate per Hieronymo Donato dottor predecessor suo, et mandasse dal
-conte Carlo di Pian de Melleto, era a li soi castelli, dovesse venir in
-Ravenna. Et cussì mandoe Piero Grosso cavalier cittadin di Ravenna al
-ditto conte Carlo, acciò vi venisse subito con li soi homeni d'arme et
-balestrieri a cavallo; el qual zonse adi 5 ditto, et adi 11 ditto conte
-Carlo si levoe et venne a Rimano, _demum_ in Ravenna, et alozoe in
-cittadella.
-
-Adi 4 li campi non erano ancora mossi, ma nel campo regio zonse
-X squadre dil Duca di Gandia fio dil Papa, governador. El sig. di
-Piombino per non esser in queste parte de Italia, se aspettava el sig.
-Zuanne di Pesaro, fo fiol del sig. Costanzo et zenero dil Pontifice,
-con squadre 6. Et adi ditto, questo campo si dovea levar et venir sotto
-Bertinoro, et lì fortificarse sì de repari come de artegliarie. Adi
-3 el conte di Caiazzo, capitano dil campo duchesco, venne a Madrera
-sopra il fiume di Lamon, territorio di Faenza, et al Barzarin pur su
-ditto fiume, per deliberar pur de venir col campo o ivi o pur in altro
-luogo. Et in questo zorno, in ditto campo duchesco fo bandito la guerra
-fra el Re di Franza et soi adherenti contra el re Alphonso di Aragona;
-azonto che alcun italiano sotto pena di la forca non ardisca devedare a
-Franzesi strame ni altra cosa che volesseno per uso suo.
-
-Adi 5 el campo regio venne sul fiume di Ronco appresso a Bertinoro,
-era squadre 55, computà 4 di Annibal Bentivoi, fiol dil magnifico
-Joanne, el qual per nome de Fiorentini si aspettava. Et anche se ne
-aspetta altre 5, oltra li balestrieri et stradioti a cavallo: fanti a
-piedi, computà balestrieri 600 dil paese et di Urbin, zerca 1500. Et
-el zorno driedo dovea andar a Villafranca, territorio forlivense, dove
-ditto exercito sarà poi serrato tra doi fiumi dinanzi et da driedo;
-zoè quello dil Ronco et quello dil Monton, et saranno sicuri. Ancora
-è da saper che con el re Alphonso a la fin de Avosto si accordoe Zuane
-di Gonzaga fratello dil Marchexe di Mantoa, al qual si dette 50 homeni
-d'arme et ducati 1000 di provision a l'anno. Et, habuto danari, se
-metterà in ordine.
-
-El campo duchesco, nel qual era el sig. Rodolpho di Gonzaga barba dil
-Marchexe di Mantoa soldato de Milan, el sig. Galeotto de la Mirandola,
-conte Borella, Scaramuzza, Visconte et altri conduttieri, steva pur
-dove era alozato sul fiume di Castelgelfo: et al presente mandoe a
-sopraveder li allozzamenti di S. Prospero et di Bubano.
-
-Adi 6 madona di Forlì faceva fanti per mandar a Imola, ma molti
-fuzivano, et fece adì 3 ditto una crida, che chi voleva portar
-vittuaria nel campo regio potesse portar a suo piacer. Et el suo Jacomo
-zenoese era stato a Imola, et essa madona ha habuto di la liga ducati
-12 milia et 6000 de promission. Et el Pontifice li promette, essendo
-con loro, di far el fio cardinal et conservarli il Stado; mantenirli il
-grano al pretio di bolognini 23 la corba per anni 3: la qual corba è di
-mesura stera uno de lì.
-
-Et el campo regio venne adi 6 ditto ad allozar a Villafranca sul fiume
-Monton, territorio di Forlì, luntan mia 8 da Forlì et 7 da Faenza:
-fece le spianate poi per andar in la cerchia verso Faenza, vicino a
-Imola, per dar favor alla ditta terra, acciò el campo duchesco non la
-dannizasse. Et in questo medemo zorno essendo fuora alla campagna, su
-quel di Faenza a presso Russi, alcuni balestrieri et saccomanni dil
-campo duchesco per tuor strame et far prede, el sig. Zuanne Savello
-nominato di sopra fo a le man con loro, ne prese 4 balestrieri dil
-conte di Caiazzo: _tamen_ nemici conduseno la preda, che fo certi
-bestiami. Et ogni zorno scaramuzzaveno insieme ditti campi. Ma el campo
-regio, a hora che have le spalle di Forlì, Faenza et Imola, si fece
-molto audaci, et deliberorno di far forzo di partesani et farse più
-avanti.
-
-Adi 7 ditto campo regio si levò di Villafranca, et mandoe li carriazi
-per la via di la Cosina va a Samoggia, et fo questa mattina, et
-andati a la Bonegaliga (_Brisighella?_) passato lo fiume di Lamon,
-et andato al Campo di le mosche, dove _alias_ allozoe Bortholomio
-Coglion, memoratissimo capitano in Italia, et _maxime_ di la Signoria
-di Venetia; la memoria dil qual fue a Venetia in campo di san Zuanne
-Polo operà et novamente ivi posta: or questo loco di Campo di le mosche
-è sul fiume di Senio fra Faenza, Salarolo et Castel bolognese; et poi
-subito si levò de lì.
-
-Adi 8 essendo mosso el ditto campo, el duchesco _etiam_ venne a la
-Frascada, et in questa mattina si levoe et andoe per il fossà di Ziniul
-per la riva dil Po, fino al fiume dil Panaro, per precluder la via
-al campo regio che non passasse oltra et andasse a farsi forte sul
-Modenese.
-
-Et el campo regio _etiam_ si dovea levar, per andar in Parmesana: et
-l'uno et l'altro campo celerar il cammino; el duchesco havea la via più
-longa et cattiva, ma lo regio più breve et expedita, essendo Bologna
-con loro, come si divulgava fusse: _tamen_ non era il vero.
-
-Adi 9 el campo regio, deliberato di andar a trovar el duchesco,
-vedendosi potente più di quello, fece comandamento uno homo per casa
-di Imola, Faenza, Valle di Lamon et Forlì et per quelli territorii:
-et adi ditto venne ad Onegalia (?). Ma el campo duchesco se distese
-da cà di Lugo fino a Po, in quelle case di Troti; per la qual cosa,
-essendo in loco sicuro, el campo regio non potè venirlo a trovar. Et la
-movesta dil ditto campo duchesco fu per do respeti. El primo, perchè
-era voler dil Re di Franza et comandamento dil sig. Ludovico non si
-dovesse appizzar, nè far fatto d'arme, ma redursi in lochi forti, fino
-non seranno venute le zente dovevano esser, zoè squadre 40 italiane et
-50 lanze franzese: la seconda perchè el regio era superior di fanteria,
-et poteva haver favor de li convecini: et però ditto campo si messe
-ivi fra Lugo et Po, et in quelli lochi vicini stetteno, zoè la Massa et
-Santa Agata, lochi forti in valle.
-
-Adi 10 havendo ducheschi mandà a Bologna per haver passo, quelli
-resposeno non voler esser damnificadi, come era stadi per el passar di
-zente preditte nel principio.
-
-Et andati cavalli 40 de franzesi verso la Massa a sopraveder, venendo
-el conte Antonio di Urbin fratello dil Duca con cavalli 80 verso
-Cantalovo (_Cantalupo_) territorio imolese, pur per sopra veder,
-havendose visti fonno a le man; fo morti 7 et presi 3 di quei dil ditto
-conte, et condutti li cavalli nel campo loro: et de franzesi fo morti
-2; et questo fo adi 9. El campo regio era sotto Imola, fra el fiume et
-Imola, dove si attrovoe Jacomo preditto, favorito di Madona.
-
-Essendo stà tolto per Franzesi uno paro di bue con il carro a uno
-cittadino di Ravenna, subito Andrea da Lezze pretor scrisse al conte
-Caiazzo, et mandoe uno messo pregando volesse far restituir, perchè la
-Signoria voleva li soi pascoli non havesse danno, non havendo guerra ma
-bona paxe; et lo fece restituir. Et li scrisse, la qual lettera mandoe
-per uno trombetta, come esso Podestà vogli alcuni cavalli et muli fonno
-tolti nel levar dil campo, et comprati da uno di Val di Lamon, l'altro
-di uno saccoman regio, da quelli di Ravenna, farli restituir: et
-cussì fonno pagati per non haver causa di far movesta di danari di la
-Signoria.
-
-Adi 10 da mattina el campo duchesco si mosse da la Frascada, zoè
-balestrier franzesi in gran quantità in uno squadron, poi franchi
-arcieri et schioppettieri a cavallo in uno altro squadron; in tutto
-zerca 800; poi squadre 20 italiane et el conte di Caiazzo: et se
-drizzoe per la via verso la Massa con proposito de andar a trovar el
-campo regio, et preseno le spie de Aragonesi; poi ritornono ditte zente
-al sito (?) dil campo, al suo loco di la Frascada a le ca' di Troti et
-nulla fece.
-
-Ma el campo regio adi ditto da mattina passò Imola, et andono verso
-Castel san Piero sul Bolognese, et ivi si affermoe a canto a la
-montagna de la Dozza sull'Imolese, mia 2 luntan de Imola: dove andarà
-scriverò poi.
-
-Et adi 10 a hore zerca 15, a Mordano, Bubano et Bagnara, lochi de
-Imola, fo sentito sonar campana martello; et questo fo per fanti
-passavano de lì, et dubitaveno di haver danno.
-
-Adi 12 el campo aragonese, allozato sul fiume appresso Castel san Piero
-mia uno, et per el comessario di quel luogo fu fatto prohibitione che
-niun non ardisca di portar vittuarie sotto pena etc.; _tamen_ fo portà
-uno presente per li homeni di quel loco a Annibale Bentivoi fiolo
-dil magnifico Joanne, di pane, vin et carne viva: et tutta la notte
-precedente el Duca di Calavria con altri capitani et il campo stetteno
-a cavallo per dubito de li nemici non li venissero a saltar. Et in
-quella sera medema, zonse danari in campo, che molto confortoe quella
-zente; et poi la mattina si levoe et venne ad allozar al sopraditto
-loco, zoè squadre 62, oltra certi cavalli lezieri et balestrieri; et
-mandoe alcuni balestrieri in Mordano per custodia di fanterie; era
-zerca 4000 mal regulati; et il forzo paesani. Et adi ditto passò di
-fuora via di Imola do squadre dil sig. di Pesaro, per nome dil Papa
-andava in campo.
-
-El campo duchesco stava pur alla Frascada; et, zonte che siano le zente
-i aspettano, erano terminati venir a la via di Concorda al Bonden, et
-poi per la riva dil Po fino in campo.
-
-Bologna fin qui dimostrava neutrale; et adi 12 ditto Annibal Bentivoi
-partì di campo, et andoe a Bologna per praticar accordo col padre che
-quella terra regge et governa: in campo regio era pur abbondanza di
-vittuarie, ma pochi danari: li fanti si partivano et ancora qualche
-homo d'arme: et el parlamento et pratiche menava esso Annibal Bentivoi
-col Duca di Calavria, che voleva suo fratello protonotario fusse dal
-Pontifice creato cardinal, perchè si no Bologna non era con loro ma
-gli era contra: et vittuarie per comun non era portade in ditto campo,
-ma per private persone de ogni sorte. Et a Bologna ogni notte si facea
-la guarda al palazzo et piazza per li cittadini con il magnifico fiol
-dil magnifico Joanne protonotario, zerca persone 1500: et a la casa di
-ditto magnifico Joanne Bentivoi vi è a custodia 500. Et in la terra
-fece venir tutte le so zente d'arme, et fanno la guarda a le mura la
-notte et a le porte.
-
-Adi 13 el campo duchesco era ove ho ditto di sopra, penurioso de
-danari, excetto li Franzesi che pur ne havevano assà, et aspettavano
-per Po un gran maistro di Guasconi a pè, et si dovea levar, et venir a
-Villanova sul fiume de la Rafanara dil territorio di Bagnacavallo. Et
-in questa notte fo tratte assà bombardelle et spingarde in ditto campo,
-et fo per la rotta have Obietto dal Fiesco, la qual di sotto sarà
-scritto: et aspettava assà numero de Franzesi a pè et a cavallo, et
-artegliarie venivano per Po. _Unde_ el campo si ristrense per dar loco
-a quelli dovevano venir, et adi 12 zonse 90 homeni d'arme franzesi,
-hanno principiato di far uno bastion sul fiume di Imola, sul qual sono
-allozati dal cao di Lamon verso Lugo, a la custodia dil qual messeno
-Nicolò Maria contestabile, con do bocche di bombardelle discoverzea
-la strada va verso la Massa. Ma pur tutti si lamentavano contra el
-conte Caiazzo, disendo non haver danari; et el conte si doleva dil
-sig. Ludovico non li mandava li danari, acciò desse le paghe, come era
-ragione; et poi ditto campo dovea andar ad allozarsi a Cantalovo sul
-fiume appresso Imola mia 5, et andando li campi sarieno distanti uno da
-l'altro _solum_ mia zerca 7.
-
-Adi 14 el campo aragonese, nel qual zonse do zorni avanti 8 squadre
-dil sig. da Pexaro per nome di la Chiesia, et do squadre di Bajoni da
-Perosa, et si divulgava dovea venir nel ditto Francesco Secco barba dil
-Marchese di Mantoa, el qual havea stipendio con Fiorentini da poi che
-scampoe di Mantoa, et habitava a Pisa: et ancora aspettavano Piero de
-Medici con danari.
-
-A Ravenna adi ditto zonse Paulo Davissi veniva dal Cardinal San Piero
-in _Vincula_, andava a Sinigaja dal fradello dil ditto Cardinal,
-prefetto di Roma, el qual in quello tempo havea compito la condutta
-havea con Venitiani. Referite esser X giorni partiva da Turin, dove
-havea lassato la Maestà dil Re di Franza.
-
-In questa notte a la Rocca dil porto Cesenatico fo applicate le scale,
-et essendo per el baiar di cani svegliato el castellano, comenzò a
-gridar; et quelli scalavano ditta Rocca fuzite, nè se intese chi fusse.
-Fo visto cavalli 40 armati da la parte va verso Rimano; et _tamen_
-poi se intese esser stà Achille di Tiberti nepote di Polidoro, con
-alguni partesani, per esser di principali di Cesena; et questo feva a
-requisition dil conte di Caiazzo per tuor la comodità che 'l soccorso
-et vittuarie veniva per mar al campo regio, et _etiam_ haria fatto bon
-buttino di biave, sali et munitione, le quale erano stà condutte in
-quella Rocca ne li preteriti zorni.
-
-Adi 15 el campo regio se reduse a Legnaro, loco incolfato in una valle
-fra Dozza et Tussignano, distante da Imola do mia; loco fortissimo da
-sè medemo, per haver per scudo Imola, et havea vittuarie da Imola.
-
-Lo duchesco si redusse a Santa Agata, terra dil Duca di Ferrara, et
-ivi si fortificoe con fossi, foraggi, sbarre alle strade verso Imola,
-con artegliarie: et a li repari per più custodia allozava le fanterie,
-e tutta la notte fece lavorar a li guastatori a lume di luna, pagati a
-uno carlin per uno al zorno. Adoncha li campi sono distanti mia 8; ma
-in questo ancora non era venuto danari, ma aspettavano.
-
-Adi 16 zonse in ditto campo duchesco a Santa Agata la squadra di
-Fracasso, et fo fatte le spianate su la riva dil Po, a longo el
-Polesene di San Zorzi, da la banda verso Imola.
-
-In questa mattina el conte de Caiazzo con uno squadron et balestrieri a
-cavallo si partì dil campo, et andoe verso el campo aragonese. Stette
-fora 4 hore, poi ritornò et a mezzo dil ditto campo si levoe et andoe
-verso Po; et questo perchè dubitavano el campo aragonese non venisse
-ad allozar a Mordano, pur loco de Imola, mia do vicino al duchesco, et
-credevano esser a le mane.
-
-In questo zorno el campo aragonese, fatto di le fanterie tre squadroni
-che sono il forzo, balestrieri multi con curazzina, il resto lanzaruoli
-con curazzina tutti, pochi con targete, per numero zerca 3000; et fatto
-de tutte le zente d'arme squadroni 16, se avviono su la campagna, et
-venne fino a presso el campo duchesco zerca uno mio et mezzo. Et el
-Duca di Calavria con el primo squadron, con lo elmetto in testa et
-la lanza su la cossa, con proposito al tutto di far fatto d'arme.
-Ma vedendo che alcun non ussiva dil campo nemico, mandoe alcuni
-balestrieri lizieri a invitarli fino mezzo mio a presso el campo, et
-mai alcuno si appresentò. _Tamen_ el campo duchesco si messe in ordine,
-et tutto in arme et le fanterie a li repari. Ma el Duca di Calavria,
-aspettato a la campagna per do hore, se ne tornoe a Bubano, et li
-stette el campo tutto in arme fino fo allozato le fanterie. Et fatti li
-allozzamenti per li saccomani, ivi si puose ad allozar, et hanno per
-riparo el canal dil molino dinanzi, da l'altra parte el fiume, et da
-driedo Imola. Et li campi sono distanti l'uno da l'altro mia zerca do,
-et scaramuzeranno saccomanando insieme.
-
-Adi 17 el conte de Caiazzo condusse fuora dil suo campo 14 squadroni,
-con li elmetti in testa et lanze, in una pradaria vicina al campo,
-et messe sbarre do attorno li repari ben forniti de artegliarie, et
-stetteno cussì. Si divulgoe Aragonesi era in arme, ma non seguite
-altro.
-
-In questa mattina li saccomani ducheschi corse in su li confini di la
-Signoria al loco di Santerno sul territorio di Ravenna, et alcuni......
-torse di strame. Ma inteso questo dal Podestà, scrisse al conte
-di Caiazzo, et adi 18 li mandoe do cittadini di primi con lettere
-credentiali in campo, lamentandosi di questo insulto.
-
-Adi 18, li campi heri stetteno in arme tutti do, da hore 16 fino
-21, et per el Duca di Calavria fo mandato uno trombetta al conte di
-Caiazzo, si voleva venir romper qualche lanza. Li fo risposto venisse
-mò a la campagna, dove si potesse operar li cavalli, et non star in
-questi paduli. Ma cadauno stete su el suo. Poi ditto trombetta tornò
-e invidò mons. de Obergnia (_Auvergne_) capitano de Franzesi, volesse
-elezer uno o più de li soi, et esso duca elezeria tanti de li soi
-calavresi, et che questi avesseno a experimentarse insieme. Ditto
-monsignor accettò lo invito, ma el conte de Cajazzo disse non voleva
-se facesse tal prova, perchè fra pochi zorni se farà dil tutto. Et
-tornato el trombetta dil duca di Calavria, el conte fè metter et venir
-balestrieri, schioppettieri et arzieri a cavallo et lui con lo elmetto
-in testa, presente ditto trombetta corse la lanza, et fece discargar
-a un tratto tutti schioppettieri, et li cavalli se reculavano, et da
-poi tornoe ditto trombetta un'altra volta, et disse che 'l duca era
-smontato et che lui poteva smontar: _unde_ a hore 21 tutti do exerciti
-se disarmono.
-
-El magnifico Joanne Bentivoi a Bologna et in Bolognese faceva
-preparatione di strami per la venuta di Franzesi.
-
-Adi 19 el campo aragonese zonse questa mattina a Barbiano sotto
-Codignola, et el conte Carlo di Pian de Melleto soldato di la signoria,
-el qual adi 13 ditto zonse a custodia di Ravenna, fu in questo dì
-nel campo aragonese. Et _accidit_ che li cavalli lezieri di campi
-si attaccorno, et le fanterie, al loco dil Molinazo: fo morti 5, et
-4 Franzesi, et poi si separono. El campo aragonese adoncha era fra
-Codignola et Santa Agata, fra doi fiumi, et el duchesco in quello di
-Santa Agata. In questo tempo molti patri ivi venite, et altri subditi
-di la Signoria andono in tutti da li campi; et da tutti erano ben
-visti, perchè Venitiani erano neutrali, ma molto più carezzati nel
-campo aragonese.
-
-Adi 20 el campo aragonese levato da lo allozamento, avviato prima
-li cavalli lizieri, poi li squadroni, uno dil qual governava el duca
-di Calavria, l'altro Astero barone, da poi veniva le fanterie et di
-man in man le altre squadre, si redusseno a presso el fiume di Santa
-Agata con li soi corradori, et lì fonno a le man con li ducheschi che
-haveano passato el fiume predetto, et tuttavia passava le squadre fino
-numero 12 con el conte di Caiazzo; et per li cavalli lezieri et parte
-di fanti fu fatto una baruffa per spacio di una hora senza mesedarsi
-(?) in alcuna squadra, et in questa baruffa con spingarde, schioppetti
-et passavolanti fo morti di aragonesi 7 et feriti zerca 20; ducheschi
-morti 3 et doi presi, _tamen_ feriti: li Colonnesi fonno condutti in
-Lugo a medecarsi. Il duca di Calavria da poi instoe de attacarsi, per
-esser superiore dil campo nemico di squadre zerca 20 et fanti 3000. Ma
-li Ducheschi si scusavano, dicendo aspettar zente franzese et italiane;
-danari era divulgato veniva de Milan, et erano in Modenese. Et el campo
-aragonese dovea hozi partirsi, et andar ad allozar a una villa di Lugo
-ditta el Pulentano distante dal campo duchesco uno mio, per tuorli la
-via delle vittuarie; et fece far la spianata, _tamen_ non tenne tal
-via.
-
-Adi 21 el duca di Calavria mandoe uno trombetta dal conte di Caiazzo a
-invitarlo a far fatto d'arme, et li rispose: sia con Dio. _Tamen_ non
-venne.
-
-Et in questa notte aspettavano Fracasso dovesse zonzer in ditto campo
-duchesco con alcune squadre, et si ingrossava di fanterie. Li danari
-erano zonti, et fece una cria, chi voleva danari, _etiam_ si fusse
-fuziti, dovesse venir li sariano dati.
-
-El Pontifice per causa di la ribellion fatta _iterum_ di Hostia, come
-scrissi per avanti, in questi zorni scrisse al Duca di Calavria li
-mandasse le sue zente a Roma.
-
-Et zonto el campo a Barbiano, el Podestà di Ravenna gli scrisse non
-lassasse far danno a quel territorio, perchè facendo, faria dispiacer
-alla Signoria. _Unde_ el Duca rispose per una lettera sapientissima,
-concludendo era disposto prima lassar morire il suo exercito, che fusse
-fatto alcun danno a li subditi di quella excelsa Signoria.
-
-Fo ordinato per la Signoria che 'l castellan di Ravenna non dovesse
-ussir di castello, et che la terra fusse custodita: _unde_ Andrea Da
-Lezze podestà duplicoe la custodia alla piazza (era Jacomo di Tarsia
-et Alvise da Novelli, contestabeli), et la notte ordinoe andasse
-le guardie deputade attorno le mure di la città; et cussì _etiam_ a
-Cervia, dove era prima Alvise Bellegno, fo fatto, et custodito per
-dubito de subite incursion.
-
-In questo zorno fo inchiodato uno passavolante a li ducheschi.
-
-Adi 22, essendo el zorno avanti el conte di Pitigliano, Duca di Urbin,
-sig. di Pesaro, Zuan Jacomo di Traulzi andati a veder a presso Lugo
-el Molinazo, per volerse redur con alcune squadre in sua compagnia,
-se avviono verso el campo duchesco; ma li ducheschi non si mosseno
-di la riva dil fiume, dove havevano fatto uno revellin alveado, per
-el qual possano, a voler, venir a trovar calavresi, et ivi poseno
-10 passavolanti, sì che niun vi po appresentarsi, sì che conveneno
-ritornar.
-
-Adi ditto da mattina, pensando el campo duchesco che Aragonesi
-dovesseno venir ad allozar al Molinazo, si messono in arme; _tamen_
-se disarmono poi, perchè Aragonesi stetteno a Barbiano, pur erano
-volunterosi di precluder la via di le vittuarie a Ducheschi, et veder
-di redurli in loco habele a far fatto d'arme.
-
-Adi 23 li campi stetteno in arme, ma stanno a le difese.
-
-Adi 24 al porto Cesenatico a hore 9 fo un gran rumor, cridando: _arme!
-arme!_ et le barche erano in porto da paura si levono confusi, lassando
-poi i soi corredi in terra. Et questo fo che la notte, da poi la luna
-levata, che fo a l'hora ditta, quelli di la rocca vete (_videro_) certi
-armati, et cridono: _arme! arme!_ al qual cridar quelli fuzino. Li
-cittadini di Cesena stavano con gran dubito et timidità, si sforzava
-liberar le moglie et figli et lor bene, e portar fuora su quel di la
-Signoria, di Cervia et Ravenna.
-
-Adi 25 el campo aragonese fece cavar certi fossi per tuor l'acqua
-al fiume, a presso dil qual era allozato el campo duchesco, acciò li
-fusse tolta la via di le vittuarie veniva per ditto fiume, et a hora
-ditto campo non pol haver vittuarie se non da Ferrara. Et questo campo
-aragonese stevano molto di malavoglia, zoè li principali, per causa dil
-perder di Hostia, dubitando el Papa non vogli le so 18 squadre.
-
-Nel campo duchesco venne incognito et stravestito el sig. Antonio di
-Ordelaphi, fo de li signori de Forlì, per metter paura a madona di
-Forlì, acciò si voltasse da loro.
-
-In questa notte ditto campo si levoe dal loco dove era allozato,
-et andato verso Bologna; ma _etiam_ in questa notte medema cavalcoe
-8 squadre de Aragonesi verso el campo ditto, et trovato che quello
-era levato, ritornono indriedo; et _etiam_ questo si levoe per andar
-seguitando el campo nemico. El qual se redusse verso el Fosso di Ziniul
-(_Fossato del Genivolo_); questo perchè, dove era, mancava vittuarie,
-perchè nè da Lugo, Bagnacavallo, Fusignano, Cotignola et Santa Agata
-non ne poteva haver, et li era tolto le acque, li molini propinqui non
-poteva masenar. El loco dove a hora sono redutti è di sito fortissimo,
-per haver da un canto el fiume, da l'altro li paludi ch'è drio el
-Po, zerca do mia et mezzo, davanti si fortificoe con fossi, repari et
-artegliarie, et per Po senza obstaculo haveranno le vittuarie.
-
-El campo regio o vero aragonese, levato per seguir questo, si affermoe
-in quelli medemi lozamenti, dove era partito el duchesco, a Santa Agata
-su la strada maistra, et eran distanti mia 4 in 5 uno di l'altro.
-Le strade di andar in li campi in questo tempo erano rotte, et da
-saccomani si faceva gran danni.
-
-Adi 26 el campo duchesco, essendo stà do zorni in extremità de viver,
-preso le spie et scolte de Aragonesi, fece comandamento secreto a homo
-d'arme per homo d'arme, che si dovesseno metter a li so ordeni per
-cavalcar a hore 7 di notte, el mercore venendo la zobia. Avviato prima
-li carriazi, cavalcono di trotto et non di campo et confusamente verso
-il fosso di Ziniul, et si allozoe di là dil fosso preditto a longo Po,
-fino per mezzo arzere. Ma l'Aragonese, intendendo questo, gli detteno
-driedo con li cavalli lizieri, et a le coazze preseno alcuni cavalli
-che non potevano cussì camminar, ma poco numero. Hanno mancamento
-ducheschi di strami per li cavalli, ma si ajutano con foje di salgaro,
-per esserne gran copia. Ma ditto campo regio si allozoe tra Lugo et
-Fusignano sul fiume dil molino, et havea abbondantia di vittuarie.
-
-El conte di Pitigliano in questo tempo era ammalato fuora dil campo;
-_tamen_ poco dapoi varite.
-
-Et acciò el tutto se intenda, questo è il modo si levoe el campo
-duchescho di Santa Agata con gran taciturnità, non facendo motto alle
-scolte, acciò non fusse scoperte. Fo prima un bon squadron con una
-parte di la fantaria, poi li carriazi, poi le zente d'arme con li
-elmetti in testa et lanze su la cossa, poi le artegliarie con le soe
-carrette, driedo uno grosso squadron con el resto di la fantaria. Et
-una gran parte di balestrieri a cavallo andono per la strada, passò
-uno ponte sul quale fo bisogno a passar cavallo per cavallo, et si lo
-Aragonese lo havesse de subito seguito, per la dimora dil passar, senza
-dubbio li haveriano rotti.
-
-In questa sera, fo 26, zonse per Po 4 burchi di vittuarie et 4 squadre
-di Fracasso, et alcune lanze franzese, num. 600, et 4000 Sguizzari a
-piè; et el zorno avanti zonse tre squadre di ditto Fracasso, et 200
-fanti condutti per uno contestabile bolognese: sì che questo campo se
-ingrossava.
-
-Adi 27 el campo aragonese havea deliberato levarsi questa mattina,
-et andar allozar a le caxe di Troti, ma non andò, et le zente dil
-Pontifice si dovea levar et tornar a Roma.
-
-Adi 28 da mattina zonse a Ravenna el sig. Zuane di Pesaro, partito
-di campo dil duca di Calavria, andava a Pesaro chiamato dal Papa con
-la sua compagnia, la qual pur era rimasta in campo. Subito montò a
-cavallo, et andoe senza altra dimora a Pesaro.
-
-In questa mattina, el ditto campo si levoe, et andò a le caxe di Troti
-vicino al duchesco mia uno et mezzo.
-
-Accadette in questi zorni che venendo di Venetia uno patricio chiamato
-Francesco Da Lezze, fiol di Alvise, insieme con uno cittadin di
-Ravenna in la sua barca, fatto la via di Ferrara per venir poi per Po
-a Ravenna, credendo questa fusse più sicura; et inteso Franzesi che
-veniva uno Venitian et uno secretario _ragonexe_[103] da Venetia per
-quella via, et portava, _ut dicitur_, ducati 60 milia nel campo a loro
-nemico, da uno capitano de Franzesi chiamato monsig. Baylo de Trevi (?)
-et Filippo de Monton fue lì a la riva dil Po, dove era el ditto campo,
-retenuti, et diligentemente examinati et cercato per tutta la barca.
-Et letto le lettere havea fatto paura a li famegli, et trovato non era
-alcuna cosa, licentioe ditto patricio, pur dubitando sempre non andasse
-a far qualche mal contro di loro: et gionse a Ravenna.
-
-Adi 19 el campo aragonese deliberoe con 50 squadre et cavalli lizieri
-et parte di le fantarie andar trovar li nemici fino al fosso di Ziniul,
-oltra dil qual erano allozati; et mai ditto campo duchesco si vuolse
-muover: per la qual cosa questi ritornono a li primi alozamenti, et
-aspettavano el fradelo dil marchese di Mantoa con 50 homeni d'arme, et
-alcune zente de Fiorentini.
-
-Essendo el sig. Fracasso allozato in una villa in Bolognese, per venir
-in Annibal Bentivoi con do squadre de homeni d'arme et certi cavalli
-lezieri con alcuni fanti a pè, vi andoe per svalizarlo, et precluderli
-la via, ma non potè far nulla. Et zonse in campo adi ultimo ditto con
-alcuni cavalli lizieri.
-
-In questi zorni ritrovandosi do franzesi di primi dil campo ammalati,
-el duca di Calavria li mandono a dimandar a quei di Lugo; i quali
-resposeno non voleva senza comandamento dil duca di Ferrara loro
-signor. Et _iterum_ li mandoe a dir che, non dagandoli, le daria
-el guasto: _unde_ quelli, timendo, fè compagnar li ditti in campo
-preditto; et habuto el duca con loro colloquio, li remandoe in Lugo a
-risanarse senza farli dispiacer.
-
-Adi 31 ditto, essendo zonto el sig. Fracasso in campo, et facendosi far
-certo riparo e taiata dinanzi al fosso di Ziniul verso il fiume per più
-fortezza, Fracasso disse: non vò star in questo seragio, et ho ditto
-al Re di Franza non vò obedir niun, salvo mio padre, duca di Ferrara.
-El conte di Caiazzo diceva nel suo campo: state contenti, che fino 8
-zorni sentirete uno schioppo che 'l duca di Calavria convegnirà tornar
-indriedo.
-
-Et cavalcando adi 30 Zuan Jacomo di Traulzi con do squadre, et zerca
-40 fanti con el marchexe di Pescara per sopra veder, si scontrò in
-Zuan Filippo vice collateral a Ravenna, et li disse: son di vostri, et
-servitor de quella Illustrissima Signoria, a la qual mi raccomandarete;
-et li fece bona et perfetta compagnia.
-
-Et V ultimo dil mexe di Settembrio preditto, el campo aragonese si levò
-dil loco dove era, et se ridusse sul fiume di Santa Agata in li propri
-allozamenti dove allozava Franzesi, ch'è tra il fiume et Santa Agata.
-
-
-_Seguito di l'armada aragonese a Rapallo._
-
-In questo tempo l'armada dil re Alphonso, andata innanzi et indrio,
-et hora a Pisa hora altrove, et qualche danno sul mare a Zenoesi
-fece. Or adi 8 Settembrio, dismontati di la ditta armada Obietto dal
-Fiesco prothonotario, Orsino fiol dil cardinal Orsini, et Fregosin da
-Campofregoso fiol dil cardinal di Zenoa, el qual _etiam_ lui ivi si
-ritrovava, et dismontati in terra a Rapallo, ch'è una terra de Zenoesi
-verso levante assà grossa ma non ha castello, lontano di la città di
-Zenoa zerca mia XX, et dismontato ditto Obietto capo di parte, però
-che in Zenoa sono do grandissime parte principali de zentilhomeni,
-che sono signori di castelle, zoè Spinola et Doria, a le quale
-seguita tutto il resto de zentilhomeni, et cadauna parte ha la sua de
-capellazi, i quali convien di tal sorte esser doxi, come poi più avanti
-tutta la hystoria et perchè scriverò di sotto. Or la parte Doria ha
-Fieschi, Grimaldi et Montaldi, et è per capellazo Fregosi; la parte
-Spinola ha Lomellini, Pallavixini.... et altri, et per capellazo li
-Adorni. Adoncha hora domina li Adorni, hora li Fregosi el ducato. Al
-presente li Fregosi erano scacciati, et però el preditto Obietto dal
-Fiesco era contrario a la parte che regnava, zoè Agustin Adorno, al
-presente governador di Zenoa, benchè de quella el duca de Milan habbi
-el dominio, et se intitola signor di Zenoa. Ma, al proposito nostro,
-dismontati questi partesani, haveano modo di haver uno ponte et una
-torretta. Ma inteso in quel zorno medemo a Zenoa tal nuova, subito
-Antonio Maria di San Severino, Zuan Adorno capitano di le fanterie,
-fradello dil governador, et Zuan Alvise dal Fiesco, fradello de ditto
-Obietto, el qual tien dal duca di Milan, et con alcuni Sguizzari ivi
-erano col duca di Orliens, che si ritrovava a Zenoa, et a le hore
-24 a la sera assaltono li nemici, zoè 500 fanti di ditta armada, et
-quelli ruppe et fugoe, et poco mancò non prendesse ditto Obietto,
-el qual fuzite su l'armada solo, _ut dicitur_, in zipone: fo preso
-Orsino fradel dil cardinal Orsini, et Fregosino nominato di sopra, et
-menati a Zenoa; et li fanti fuziteno chi in qua et chi in là. Ma li
-Sguizzari andando seguitandoli, inteso in uno hospedal di San Lazzaro
-ivi erano redutti zerca 60 de ditti fanti, introno dentro, et quelli
-altri feriteno, altri fonno morti, ammazzando _etiam_ de li poveri era
-in ditto hospedal; et vedendo quelli di la terra questo, deliberò di
-non sopportar tal insolentia, et se messeno in arme, et fonno a le man
-con ditti Sguizzari, de quali ne fo morti zerca 25, ma fuzito Obietto
-su uno bregantino, et andato a Livorno a l'armada aragonese. Fregosin
-fo portato al duca di Orliens, lo qual lo mandò in Aste: preso taia
-ducati 8000, nè mai volse renderlo per cosa niuna, ni per lettere dil
-Re di Franza quando si pacificò a Napoli con suo padre cardinal di
-Zenoa, et è ancora ivi presone. Orsino veramente fu donado al signor
-Ludovico, et poco da poi lassato. Et è da saper che in questo tempo,
-adi 8 Settembrio, l'armada dil Re di Franza ussite di Zenoa, zoè galie
-24, una galeazza, 8 nave et 17 galioni; et in questo tempo ivi era el
-duca di Orliens, el qual andò per terra[104] con Antonio Maria di San
-Severino et persone 6 milia, et si ritrovò alla movesta scritta di
-sopra. Ma da poi ditta armada ritornò in Zenoa, et el Re, venuto in
-Aste, scrisse al duca di Orliens ritornasse, et cussì ritornò, et li
-venne la quartana, come ho scritto di sopra.
-
-
-_El viazo dil Re di Franza da Susa fino in Aste, et quello fece in
-Aste._
-
-Zonto el Re al primo di Settembrio a Brianzon, poi a Olso (_Oulx_)
-mezza zornada distante da Susa, dove el zorno seguente venne,
-et è di qua da monti, in la Savoia. Le zente soe zà erano venute
-avanti, et _etiam_ bona parte le seguitava de varie generatione, zoè
-schioppettieri et arcieri anglesi, bertoni con lanze longe, sguizzari,
-normandi, piccardi et di altri paesi, come a la descriptione dil suo
-esercito sarà scritto, con 40 carrette di artegliarie tirate da molti
-cavalli. Or venne a Vegliana (_Avigliana_), _demum_ adi 5 intrò in
-Turin, dove habita el duca di Savoia: _tamen_ quello Stado è a lui
-raccomandato. Questo duca presente fu figliuolo dil duca Carlo, che
-morite nel 1490, è di età de anni zerca 5, et la madre governava quello
-Ducato insieme con Felippo mons. di Bressa in Savoja, el qual venne
-con el Re in Italia, et era di primi capitani, ma molto nemico di
-mons. Samallo. Ma zonto el Re a Turin fu molto da quella madona, per
-esser suo parente, honorato. D'indi partito, venne a Moncalier, et poi
-adi 9 ditto intrò in Aste a hore 24; ma prima adi 5, el sig. Ludovico
-parti di Vegevene et venne in Alexandria di la Paia, et adi 8 el
-duca Hercules di Ferrara, suocero di esso Ludovico, _etiam_ venne con
-cavalli 200 lì in Alexandria, et in quel medemo zorno tutti do questi
-signori si partino, et andorno a Non (_Annone_), ch'è alli confini di
-Aste, pur dil Stado de Milan, et quivi si allozono. Et adi 6 ditto,
-Zorzi Pisani dottor et cavalier, ambassador di la Signoria, venne da
-Vegevene in Alexandria di la Paia per seguitar el sig. Ludovico, perchè
-cussì haveva in commissione de seguitar la corte, et ivi si puose, dove
-stette fino che ritornò a Milan: et questo fo perchè a Non (_Annone_)
-non era alozamenti d'avanzo, essendo lì allozati chi vi era.
-
-Adi 8 el Cardinal S. Piero _in Vincula_ intrò in Aste avanti el Re, et
-allozò in la terra in uno Priorà di San Zuane. Hor el zorno driedo, che
-fo adi 9, la persona dil Re intrò, li andò contra mia do di là di Aste
-el duca di Ferrara, havendo butato el corrotto di la moglie morta di
-breve, et el sig. Ludovico suo zenero. Questi, visto la Maestà dil Re,
-volseno dismontar da cavallo, et il Re non volse; ma cussì a cavallo si
-toccono la man a la franzese, et in mezzo di loro el Re intrò in Aste,
-con zerca 6000 persone.
-
-La duchessa di Bari, madona Beatrice, moglie dil sig. Ludovico et
-figlia dil duca di Ferrara, venne da Milan con 20 sue damiselle et 20
-zentildonne da Milan a Non (_Annone_), et cussì adi 10, che fo el zorno
-driedo che intrò il Re, a hore 20 andò con el marito a far riverentia
-al Re, con le qual donne el Re stette insieme serrati per hore 3, nè vi
-era altri che il Re, esso sig. Ludovico, mons. Felippo (_de Bresse?_)
-et il marchese di Salucio (?), et ditte donne, per esser l'ora tarda,
-restono lì in Aste quella notte con el sig. Ludovico. Questo loco di
-Aste, con alcuni castelli circonvecini, è dil duca de Orliens, altre
-volte li soi habuto in dota da li signori de Milano. Et è da saper, che
-esso duca s'intitola duca di Milano, dicendo, _jure haereditario_, lui
-dover haver tal dominio. Questo duca è zerman _etiam_ dil Re, figliuolo
-di la sorella dil Re, et per altra linea è di prole regia,_ adeo_,
-morendo Carlo senza legittimi figlioli, li vien la corona, come ho
-scritto di sopra. Et al presente si ritrovava a Zenoa, et il Re subito
-zonto li scrisse dovesse ritornar da lui. A consultar el qual, adi 15
-Settembrio passò per Alexandria di la Paia; era con lui Fregosin fiol
-dil Cardinal et Orlandin Fregoso, presoni nominati di sopra. Et adi
-21 ditto, da poi _etiam_ che el Re si ammaloe, ditto duca si ammalò di
-doppia quartana, et convenne restar in Aste a curarse, a tempo che era
-volonteroso di far gran cose.
-
-Ma el Re havea con lui molti baroni di Napoli o vero dil Reame, parte
-di qual qui sarà notadi. Era el prencipe di Salerno zà andato a Zenoa,
-el marchese di Cotron, conte di Chiaramonte, conte di Celano fratel
-dil duca di Melfi, tre figlioli dil principe di Busignano etc., i
-quali erano molto alliegri, vedendo la cosa andar da dovero. Era
-ordinato per il Re di mandar a Zenoa per l'impresa marittima 600 lanze,
-capitano monsig. di Mompensier, questo è cugnato dil marchese di Mantoa
-presente, et 3000 fanti tra Sguizzari et Guasconi; ma poi, consultato
-meglio, non mandò. Monsig. de Citen, era ambassador a la Signoria, nel
-principio che intese el Re esser di qua da monti, andato in collegio
-expose la venuta dil suo Roy, et come voleva tuor licenza per andarli
-incontra: et cussì partite di Venetia, et zonse dal Re, al qual
-riferite el voler de Venetiani, et bona compagnia si haveano fatto,
-laudandoli summamente; ma ben diceva l'aiere non li comportava di star
-quivi.
-
-El Re adi 13 Settembrio si ammalò; le porte dil suo palazzo era serrate
-et sbarrate le strade, perchè li venne uno subito et cattivissimo mal,
-con gran freve. Havea con sè molti medichi, tra i quali uno maistro
-Theodoro da Parma, al qual li prestava gran fede, et nel principio
-parse fusse ferza, ma poi si discoverse in verole, li qual li duroe
-zorni 14.
-
-La duchessa di Bari havea ordinà, el zorno el Re si ammalò, di far
-una bellissima festa a trombe et piffari, con quelle donne era in sua
-compagnia, benissimo adornate: ma seguite tal egritudine, et non potè
-far, et retornò a Vegevene.
-
-El marchese di Monferà, di età di anni 10, che fo fiol dil marchese
-Bonifacio, che successe Guielmo suo fradello morto senza heredi nel
-1482; el qual da poi la morte dil padre da li populi fu chiamato per
-signore: et la madre, che fo figlia dil despota di Servia, di età
-giovene _licet_ fusse in uno vecchio maridata, quello Stado per il
-fiol governa, insieme con el sig. Constantin Arniti (_Arianite_),
-che fo figlio dil sig. Arniti Concino (?) suo parente, venne in Aste
-con 300 cavalli benissimo in ordine, per invidar el Re a Casal da la
-marchesana sua madre, la qual el Re summamente desiderava di veder,
-per esser bellissima. Zà era venuto contra el Re el prefato sig.
-Constantin Arniti fino a Turin, a offerir el Stado di quella madona a
-esso cristianissimo Re, et invidarlo a Casal. Et zonto in Aste ditto
-marchese adi 17, andò a visitation dil Re era in letto ammalato, stette
-un quinto di hora, et usato poche parole tolse licentia, et ritornò in
-Monferà.
-
-Adi 14 essendo el Re ammalato, Franzesi pur mormorava di dover venir in
-Italia, et molti volevano ritornar in Franza; per la qual cosa monsig.
-di Sammallo, et monsig. di Beucher erano molto di mala voia, che i
-loro pensier non avesse effetto. Et cussì in questo zorno, questi con 4
-altri, zoè monsig. di Sammallo ditto, monsig. di Tiens (?), monsig. di
-Beucher, el gran Siniscalco de Giae et monsig. di Camperoso (?) veneno
-in Anon mia 5 distante de Aste, dove era allozato el sig. Ludovico, per
-consultar quello havesseno a far, zerca a l'impresa. Et qui consultato
-gran cose, zoè el duca de Ferrara si fece baron dil Re, e tramava di
-esser capitano di questa impresa, _licet_ andava contra el cugnado,
-dal qual, al tempo di la guerra have con la Signoria di Venetia, fo
-aiutato, et per questo.... promesseli pavioni (_padiglioni_) 100 da
-campo, i quali el Re _libentissime_ acceptoe, dicendoli si volevano
-pagar, _tamen_ mai li dette nulla. Questi franzesi soprascritti
-consultono con el sig. Ludovico, qual via dovesse tenir el Re, o andar
-a Zenoa, o andar in Toscana dove era bisogno menar le man, non havendo
-Fiorentini con lui, et si divulgava che el Re voleva andar a Zenoa,
-et voleva la Castellina ch'è la principal fortezza di quella città; la
-qual per Zenoesi, con voluntà dil sig. Ludovico, non fu voluta dar. Pur
-el mal cresceva al Re, et questi dubitavano non seguisse qalche cosa,
-per la qual fusse disturbato questa impresa. Et el sig. Ludovico adi 17
-mandò in Aste a veder el Re maistro Ambrosio de Rosate (_Rosciate_) suo
-medico et ottimo astrologo, et visto, conoscete esser varuole, le qual
-zà se discoverzivano su la persona; per la qual cosa tutti comenzono
-a star di bona voja, perchè saria mal breve, come fu. Et adi 21 el Re
-levò di letto; nel qual zorno el duca di Orliens si butò al letto con
-doppia quartana, come ho ditto. Consultavano ancora insieme el sig.
-Ludovico, duca di Ferrara et sig. Galeazzo di Sanseverino, nè altri de
-soi consiglieri vi intrava a tal consultatione: et pur spazava franzesi
-a la volta di Parmesana, provedendo de alozamenti, perchè lì in Aste
-non vi poteva capir tanta multitudine quanta era. Et el sig. Ludovico
-preditto andava di Anon in Aste spesso in questi zorni era ammalato,
-per visitarlo.
-
-El duca de Ferrara vedendo non esser fatto quel cavedal di lui dal
-Re, che si credeva, nè potendo obtenir el baston d'esser capitano di
-l'impresa, deliberò ritornar a Ferrara; et volendo tuor licentia dal
-Re adi 22 Settembrio, non potè ma la mandò a tuor per suo fiol don
-Ferrante, era con il Re; et cussì assà mal contento in questo zorno
-partite di Aste con il n.º di cavalli, zoè 100, perchè zà adi 13 havea
-rimandati a Ferrara altri 100 cavalli, era venuti in sua compagnia.
-Et è da saper che Ferraresi comenzono a levar habiti franzesi, con
-cappelli in capo, et cussì usono tal foza, et usa fino al presente.
-
-El Re tolse danari a Zenoa docati 100 milia, et a Milan 50 milia a
-usura et interesse, con pegno di zoie; piezò el sig. Ludovico; _tamen_
-fu divulgato esso sig. Ludovico haverli fatto prestar questi denari da
-li soi, sotto nome de altri: or, _quomodocumque sit_, el Re have questa
-quantità. Et adi 22 li have, et adi 26 ordinò di dar una paga alle sue
-zente adi primo Ottubrio: et cussì fece et dette. Et vedendo non esser
-ambassador a Venetia, dove grandemente bisognava, per esser advisato
-dil progresso di quella Signoria, et per mantenirla a sè benivola,
-elesse et mandoe uno de soi primi, chiamato monsig. di Arzenton, homo
-di grande inzegno et bella presentia. El qual adi 25 Settembrio partì
-dal Re et venne di longo a Venetia, et gionse adi 2 Ottobrio: al qual
-li fo mandato contra le peate fino a Lizza Fusina con molti patricii,
-et fo assà honorato. Alozoe a san Zorzi Mazor, et sempre li fo fatto le
-spexe, dato barche, et provisto a quello li bisognava. Questo dimandoe
-prima audienza publica. La qual data, disse come la Mayestà dil suo
-Roy era in Aste, venuto per seguir l'impresa tolta per rehaver el Reame
-de Napoli, tenuto contra ogni razon da Aragonesi, et che voleva haver
-sempre la Signoria per boni amici, offerendo el Re in ogni cosa; et
-che di tutto el suo progresso faria participe essa Signoria, perchè
-era certissimo ogni suo felice prosperar sarà contenta. Al qual per
-el Principe li fo usato in risposta parole accomodate, et cussì ditto
-ambassador qui restò; et poi, dimandato auditori, li fonno dati per
-Collegio questi: Andrea Venier consiglier, Lunardo Loredan procurator
-savio dil Conseglio, et Alvise Damolin savio di terraferma. Venne
-ancora con lui uno suo cognato con alcuni franzesi per veder la terra,
-la quel vista, ritornono dal Re.
-
-In questo mezzo, adi 22 Settembrio, venne in Alexandria di la Paia
-Zuan Battista Redolphi orator fiorentino, per esser a parlamento con
-el sig. Ludovico in Anon. Et uno secretario dil sig. da Pesaro era lì
-dal sig. Ludovico, el qual voleva acordarsi con il Stato di Milano, si
-partì. Et questo perchè el suo sig. era accordato col Papa. Et ditto
-sig. Ludovico mandoe uno collateral in Parmesana a far 3000 fanti, per
-mandar nel suo campo.
-
-La Signoria de Venetia scrisse a Zorzi Pisani ambassador, dovesse andar
-in Aste, et far riverentia _nomine Dominii_ al Re, et alegrarsi di la
-sua valitudine. Et cussì adi 26 Settembrio partì di Alexandria di la
-Paia, et andò in Anon dal sig. Ludovico, per causa non poteva star
-in Aste, per non esser alozamenti. Et ivi era col Re 6000 franzesi,
-tra i quali 500 vasconi. Ma in questo medemo zorno el cardinal San
-Piero _in Vincula_ partì di Aste per andar a Zenoa a expedir l'armada,
-non potendo tornarvi el Duca de Orliens per l'egritudine havea:
-et l'ambassador preditto deliberoe andar in l'abitation dil ditto
-Cardinal, la qual era vuoda. Et cussì adi 28 intrò in Aste. Li venne
-incontra monsignor de Sations (_Châtillon?_) zamberlan cavalier, lo
-episcopo di... et il conte Carlo di Belzojoso nominato di sopra, che
-era presso il Re per nome del sig. Ludovico: et questi veneno fuora
-di Aste con cavalli 80, et zonto l'ambassador ditto ivi, el conte di
-Celano, fora uscito di Napoli, el qual molto sollicitava il Re andasse
-a Napoli, lo venne a visitar. Et poi adi 30 ditto, lo episcopo di....,
-presidente dil parlamento di Paris, con 4 zentilhomeni franzesi, fonno
-a visitation di l'ambassador preditto, excusando la Majestà dil Re che
-fina hora non li havea data audientia, per causa non si havea sentito
-molto gaiardo, ma che di breve gliela daria. Et cussì al primo de
-Ottubrio fu deputata la audientia, ma li venne al Re dolor di stomaco,
-et fo remessa fino adi 3. Et è da saper che il Re prima stava in uno
-palazzo; ma, varito, andò a star a uno monasterio de frati de San
-Zuanepolo, chiamato le Madalene. Or in questo zorno venne lo episcopo
-di.... presidente dil parlamento di Garnopoli (_Grenoble_) con 4 altri
-baroni franzesi per ditto ambassador, et lo menò a la presentia dil
-Re, el qual era presso una fenestra, sentado, vestito de veludo negro,
-et eravi el sig. Ludovico, el qual continuamente andava zoso et suso
-da Anon in Aste, _tamen_ veniva a dormir la sera in Anon dove era la
-moglie. Or, presentate le lettere credentiale di la Signoria, volse el
-sentasse ditto ambassador a _dextris_ su una cariega, et a _sinistris_
-era sentato el sig. Ludovico. Et fata una oration latina, el Re li
-feze risponder _latine_ per ditto presidente nominato di sopra; poi
-esso medemo disse: nui vi habbiamo veduto veramente volentieri, et
-amemo molto quella Illustrissima Signoria, et si heri non ve aldissemo,
-habbiatine per escusato. Et tolto licentia, ritornò l'ambassador al suo
-allozamento. Et adi 5 _iterum_ tolse licentia per partirsi di Aste, et
-ritornò in Alexandria.
-
-Era con il Re in Aste don Alphonso de la Sylva, ambassador dil Re di
-Spagna; et adi 26 Settembrio zonse uno ambassador di lo episcopo di
-Vallese capitano de Sguizari; et adi 3 Ottubrio venne Jacobo de Andria
-ambassador dil marchese di Mantoa, pur per visitar el Re, et offerirli
-el Stato suo, et allegrarsi de la sua sanitade.
-
-In questo mezzo la Raina de Franza era in Ambosa, et el Duca di.......
-da Molins (_Moulins_) scrisse lettere al Re che dovesseno ritornar,
-disconsegliando molto el seguir de l'impresa. Per la qual cosa et
-monsig. di Beucher et Samallo stavano molto di mala voja, vedendo
-_etiam_ el Re non haver danari; pur Constantin (?) provedeva al tutto.
-Era zà de qua da monti, come se intese, lanze 1900 a cavallo, 6 per
-lanza, et il Re havea alla guardia sua 200 balestrieri, 400 arcieri
-et 200 zentilhomeni; havea 8 carrette con 8 passavolanti sopra, tirate
-da X cavalli; et la sua guardia de dì et de notte steva armada. Et adi
-29 Settembrio 100 lanze franzese fece la mostra fuora di Aste, che fo
-bellissimo veder; ma erano molto insolenti. Et adi 6 Ottubrio Anon si
-levò in arme per la insolentia de Franzesi, perchè havevano amazzati
-zerca 50 di quelli lochi vicini, ma poi fu pacificate le cose.
-
-Ma il Re di Franza, essendo exortato dal sig. Constantin Arniti per
-nome di la marchesana di Monferà, si volse degnar di venir fino a
-Casale, deliberoe di andarvi, et cussì adi 7 Ottubrio partì di Aste
-et andò a Casal. Ma lasciamo quivi el Re, et a quello fece li campi de
-Romagna, et prima dil re Alphonso, le operationi sue.
-
-
-_Quello fece re Alphonso in Reame._
-
-El re Alphonso, domente el Re si propinquava in Italia, andò in diversi
-luoghi dil Reame, confortando li popoli, promettendoli et facendo molte
-gratie, fortificando li passi. Et adi 11 Settembrio ritornò a Napoli,
-che era stato in Apruzo. Et adi 22 partì, et andò alla volta di San
-Zermano, et l'ambassador Venitian rimase a Napoli; et adi 2 Ottubrio
-havendo precepto di la Signoria di seguitar el Re, si partì per andar
-a trovarlo, et trovò el Re era allozato a Mola, città a marina, di qua
-dil fiume Garigliano, sopra dil qual el Re havea fatto far in quelli
-zorni uno ponte sopra otto navilioti, per passar le zente d'arme, et
-_etiam_ poco più distante da questo ne fece far un altro per passar le
-artegliarie; et a...., loco denominato da una città lì presso ruinata
-al mare, et _adhuc_ par le vestigie, era allozato el campo dil preditto
-re Alphonso mia 3 luntan da Mola; el qual campo fu fatto a l'impeto de
-Colonnesi.
-
-Adi 4 el Re partì da Mola con l'ambassador preditto, et intrò in Gaeta.
-Fece honorata intrata, li venne incontra el clero con il pallio, _iuxta
-morem_, et adi 5, fo di Domenega, cavalcò per la terra, poi verso sera
-al porto; et fu fatto gran luminarie per le case, et dai navilii et
-nave in honor et leticia dil Re.
-
-Et adi 6 partì per Fondi, passando per il castello de Itri, per andar
-a Terracina, dove ne l'andar quella via salizata per Appio Claudio
-Ceco _eodem lapide_ ditta Fondi, ch'è cosa bellissima. Et adi 8
-ditto, veneno vicino a Terracina, città dil Papa, la qual el Pontefice
-concesse a esso re Alphonso, che vi ponesse custodia, et quella come
-sua fortificasse per conservation dil suo Reame; la qual è a confin de
-ditto Reame, et mia 40 da Roma. Et quivi venne el campo ad allozar ben
-in hordine, di squadre 16, partito in 30 parte tra balestrieri, fanti,
-galuppi et homeni d'arme: poi el Re andò a Terracina et l'ambassador
-veneto ritornò a Fondi ad allozar, che era mia X luntano. Et poi
-adi 5 Novembrio, havendo da conferir con esso re Alphonso, partì da
-Fondi, et venne dal Re, el qual era a la campagna in mezzo dil campo
-allozato in una chiesetta, et el dì seguente Sua Maiestà con il campo
-partite, et venne a Fondi, et i 20 carri de artegliarie che havea
-ivi fatto condur da Napoli con gran fatica fino a Terracina, comandò
-ritornasse indriedo, et la caxon non se intese. Et cussì adi X ditto,
-con el campo che era stato uno mese a Terracina, venne a Mola, castello
-_olim_ ditto Formiano, distante da Fondi mia 10. Et adi 12 el Re con
-l'ambassador andò a Gaeta mia 5, et la sera ritornò a Mola. Et adi 13
-partino da Mola, et andono a uno castello in monte chiamato Traietto,
-dal qual è una amena e grata prospettiva, et mia do de lì vi passa el
-fiume Garigliano, et poco luntan de lì è uno monte battuto dal mare,
-ditto Monte Arzento, dove fu una terra ditta Monte Arzento, la qual fo
-derelitta per le incursion de Mori, et andono ad habitar su uno altro
-monte mia 4 luntan, si chiama Traietto quasi Traitto etc.
-
-
-_Successo di quello seguiteno li campi in Romagna di Ottubrio et
-Novembrio 1494._
-
-Come ho scritto di sopra, li campi de Romagna, lo Aragonese che era
-alla fin di Settembrio più potente del Duchesco, era allozato sul fiume
-di Santa Agata sul Ferrarese, et il Duchesco al Fosso di Ziniul in su
-la riva di Po. Quello seguirà qui sotto sarà scritto in questi tempi.
-
-Adi 2 Ottubrio gionse a Ravenna el sig. di Pexaro, per ritornar in
-campo. Notificò Camillo Vitello dovea venir con suo fradello con
-squadre 5, et era accordato con el re Alphonso: _tamen_ poi si accordò
-con el Re di Franza.
-
-In Cesena fo ritenuti tre per trattado, el qual fo discoverto nel campo
-franzese. Adi primo Ottubrio zonse da Modena per primo 200 fanti ben in
-ponto et lì aspettava de ingrossarsi. Ne l'aragonese si fortificava di
-bastioni et ripari, et forsi haveano abundantia de vittuarie, et brusoe
-li strami di Lugo et Fusignano, verso le case di Trotti, et ogni zorno
-facevano qualche scaramuzza fra fanti et balestrieri col campo nemico
-che li era molto vicino.
-
-Et Nicolò di Marcheselli da Rimano, cao di squadra di 40 balestrieri,
-andato per redur qual cosa nel campo, fo discoperto da Franzesi et
-preclusa la via di ritornar. _Unde_ li fo forzo andar a Cothignola, et
-passar per il territorio de Ravenna, si volse ritornar nel suo campo.
-
-Et in questo zorno zonse nel campo franzese X squadre italiane, zoè el
-sig. Antonio Maria di Sanseverino, era stato a Zenoa con 5 squadre sue,
-et cinque dil sig. Galeazzo suo fradello.
-
-In Cesena adi do di notte a hore 4 intrò dentro la terra el conte di
-Petigliano con cavalli 50, partito dil suo campo, et subito zonto fo
-retenuti questi cittadini di Cesena: Tiberto Brandolino fo fiol di
-Sigismondo, con alcuni altri. El qual confessò, lui, Guido Guerra,
-Pulidoro Tiberti et Achille suo nepote erano daccordo de dar la
-terra al sig. Lodovico; el qual Tiberto era a li stipendi dil Papa,
-ma essendo casso, era stato in Cesena senza altro soldo, _solum_ con
-tanse per curaze X. Or el ditto conte fece chiamar el consiglio, et
-manifestar la ritention, et quello havevano concertato di far, et come
-hozi a hora di disnar dovevano in palazzo amazzar el governador per
-nome dil Pontifice, che ivi in Cesena era amico molto di ditto Tiberto,
-et questo dovea far hozi adi 3, per esser zorno di mercato, per haver
-el favor de li contadini, et volea levar le insegne dil sig. Ludovico,
-et questo confessò senza tortura. Et parendo molto stranio questo al
-conseio, volevano al tutto ditto Tiberto fusse morto, strassinato et
-squartato: ma el governador dimandò di gratia al conseio li volesse
-perdonar; et loro resposeno non voler sopportar per niente. Ma il
-conte di Petigliano, lassato 30 ballestrieri a custodia di Cesena,
-ritornò in campo subito, et mia do distante di la terra trovoe do
-cavalli veniva verso di lui a notificarli che 'l ritornasse, perchè
-Fracasso era partito con alcuni cavalli lizieri di campo per piarlo. Et
-ritornò a Cesena, et ordinò non fusse dà recapito a questi adversarii
-dil Pontifice. Pur a la fine partite de lì 3 zorni, et zonse nel suo
-campo. Et Cesena era custodita; non si averzian le porte se non tardi,
-et seravano molto per tempo, mutavano guardie di zorno in zorno: et il
-governador adi 8 deliberoe mandar in campo dil duca di Calavria Tiberto
-Brandolin preditto, et uno altro chiamato el prete bolognese, acciò
-facesseno quello li piaceva.
-
-Adi 6 Ducheschi o vero Franzesi feceno, et fue compito, uno revellin
-attorno la hostaria dil Fossà di Ziniul, per metter li fanti a custodia
-di quello passo.
-
-Adi 7 zonse nel ditto campo do burchii di fanti forestieri di
-Parmesana, zerca 400, et attendevano a fortificar el revellin,
-aspettando con desiderio più Franzesi. Et poi adi.... ditto, zonse
-i 500 provvisionadi italiani in cinque burchi, sì che _continue_ si
-andava ingrossando.
-
-Adi 8, _etiam_ el zorno avanti, nel campo aragonese fo fatto conseio
-sotto el pavion dil duca di Calavria, di quello havessero a far, perchè
-intendevano el campo franzese doversi levar per venir più avanti. Et
-in questi zorni in questo campo l'ambassador dil re Alphonso veniva
-a Venetia, chiamato Zuan Battista Spinelli, dottor et cavalier; el
-qual, fatto la volta di Ferrara, venne a Venetia per starvi. Fu molto
-honorato, et provisto di caxa preparata per la Signoria sul campo
-di San Polo, dove zà erano stati do altri oratori napoletani, et fu
-assà honorato, et andava spesso in Collegio, exhortando la Signoria a
-moversi per il suo Re, et _conclusive_ fu detto fidelissimo ad Alphonso
-fino in fine, come dirò al loco suo.
-
-In questo zorno zonse a Cesena Mariano et Paulo Savelli, zoè padre et
-fio, con 8 squadre per andar nel campo regio, et in Porto Cesenatico
-zonse uno navilio cargo di orzi et formenti, venuto di Reame per
-subsidio dil campo.
-
-Adi 10 da matina, el campo aragonese si levò per allozar ad Onegalia,
-dove _alias_ allozò Bartolomio Coglion, come ho scritto, et sul fiume
-di Lamon, in mezzo Solarolo territorio di Faenza, Castello Bolognese
-et Faenza. Et mandò a brusar nel borgo di Cothignola li strami, ma fono
-sentiti, et non potè far, ma per il meglio deliberano d'allozarsi sotto
-Faenza verso Imola, et cussì fece. Et si dovea levar el zorno driedo
-per Bertonoro terra dil Pontifice.
-
-Adi 9 el conte di Caiazzo, Fracasso con molti cavalli andono a San
-Paulino, loco di Bagnacavallo sul fiume di Cothignola, et questo fo
-per sopraveder il loco; et zonse adi X nel suo campo 700 Sguizari fra
-balestrieri et lanzaruoli, et 400 provisionadi di Parmesana, et 12
-burchi de artegliarie. Madona di Urbin, zoè la duchessa et el sig.
-Ottavian so barba, fece 3000 fanti dil paese, per obstar a Camillo
-Vitello et Paulo suo fratello, non andasseno contra el Re di Franza: i
-quali venivano con X squadre, computà do de balestrieri, et fanti 1500.
-Et questa nova si have per lettere dil Vicario dil conte Carlo di Pian
-de Meledo.
-
-Adi X ditto fo preso uno secretario dil sig. Ludovico venia da Forlì,
-et menato nel campo dil duca de Calavria, confessoe Madona esser
-in stretta pratica di accordarse con il Stato de Milano et il Re di
-Franza.
-
-Adi 13 el conte di Caiazzo, havendo opinione di levarsi dove era col
-campo, mandò il bando tutti dovesseno levarsi; ma monsig. di Preran
-capitano de Franzesi non volse, dicendo volea aspettar zente fresche,
-le qual di breve sariano lì. Et la note avanti a hore 7, cavalli 150
-lezieri, et 150 fanti pur franzesi et italiani mescolati, veneno al
-loco di Santa Agata; et inteso questo per spie el duca di Calavria,
-che ancora questi non credeva dovesseno saper nulla, et mandò per el
-doppio de cavalli et fanti, et quelli assaltono ne li allozamenti, et
-preseno tutti li cavalli et fanti, et brusò li allozamenti. Ne fo morti
-et feriti assà, et parte fono spogliati et lassati andar secondo il
-costume dil guerrizar italiano, altri menati in campo presoni.
-
-Adi 16 el campo franzese si levò da Fossà di Ziniul, et venne a Santa
-Agata in quelli aizzamenti, i quali fono refatti: et aspettavano el
-marchese di Salucio con squadre 20; et le artegliarie adi 17 fono
-cargate su carrette de do ruode l'una, et con assà cavalli lì a Santa
-Agata tirade, et lassò custodia al bastion dil Fossà di Ziniul.
-
-Adi 19 el campo aragonese era sotto Faenza, mal conditionato per li
-fangi, aque et freddi, con poca vittuaria et manco strami. A Faenza el
-formento valea bolognini 50 la corba, ch'è uno staro, come ho scritto.
-
-El campo franzese fece uno assalto a Mordano, loco ymolese ma
-non lo poteno ottenir; pigliò alcuni cittadini et bestiami, et
-quelli condusseno in campo: ma dal conte di Caiazzo fono relassati
-liberamente, et pur li erano a torno ditto loco de Mordan. Ma li
-cittadini tolseno termene per tutto doman a rendersi, non li venendo
-soccorso: et subito spazoe a Madona a Forlì.
-
-Adi ditto volendo pur al tutto Franzesi haver qualche luogo per
-lozamento, venendo l'inverno, voleva pur questo Mordano et Bubano,
-ch'è lochi sotto Ymola. Et in questo zorno el conte di Caiazzo venne a
-parlamento con li homeni de ditti lochi, per veder si dovesseno render
-al Re di Franza, el qual prosperava felicemente. Ma li risposeno,
-volevano star a l'ubidientia de Madona da Forlì soa signora. Ma poi
-partito, fo brusà li strami era di fuora di la terra di Mordano, acciò
-non si venisseno a comprarli, et franzesi pur vi andoe et comenzò a
-bombardar.
-
-Adi 20 a hore 23 Franzesi ha vendo principià a bombardar Mordano,
-dimandando si dovesseno render, mandò contestabeli ivi era a custodia,
-uno per nome di Madona, l'altro per il duca di Calavria, con volontà di
-quelli di la terra; recusoe, ma Franzesi seguite il bombardar; et non
-potendo resister si volseno render, ma Franzesi non li volseno acceptar
-pur a discreptione. Et non essendo più niuno a la difesa, et la
-fantaria scampata, li contestabeli con pochi se tirono su la torretta;
-ma Franzesi, a hora ditta di sopra, se buttò a le fosse, et con scale,
-senza obstacolo, scalò li muri, et introno in la terra, taiò a pezzi
-homeni et donne quante gli venne avanti nel primo ingresso, et messe
-la terra a sacco, fece altri presoni, et vergognò le donne et haveno la
-torretta con li contestabeli, et quasi per sacchizzar, Franzesi veneno
-a le mano. Et fatto molta crudeltà, brusò et ruinò 8 caxe, _adeo_ non
-rimase se non la chiesa con poche caxe in piedi, che _adhuc_ si vede.
-Poi deliberono di andar a Bubano et Bagnara, et, non rendendosi, far
-questo medemo. Continuamente zonzeva Franzesi in campo, perchè el Re
-si approximava: li Italiani erano nel suo campo molto mal contenti,
-et perchè i erano tortizati da Franzesi in ogni cosa,_ maxime_ ne le
-prede.
-
-Adi 21 havendo mandato el duca di Calavria a dimandar trieva per 6
-zorni al conte di Caiazo, et non l'habendo habuto, si levò dove era, et
-andò più vicino a la montagna fra Faenza, et ivi si fortificoe.
-
-In questo zorno, tardi, Franzesi hebeno Bubano a pati, et cussì poi
-Bagnara si accordò, si per tutto el seguente zorno a terza non havea
-soccorso, di rendersi, et cussì fece; ma la rocca vi era custodia,
-_tamen_ poi _etiam_ l'have.
-
-Accadette che per discordia et Taliani et Franzesi, come scrissi di
-sopra, fo brusato la terra di Mordano, con bona parte di la robba: et
-fu tanta furia, che sul ponte per il cargo di le persone vi era, si
-venne a romper, et alquanti ne le fosse si annegoe.
-
-Adi 22 al magnifico Johanne Bentivoi per el Pontifice fo mandato el
-capello per el fiol, et Fiorentini li deva el baston di lhoro capitano
-si volevano esser con re Alphonso et loro; ma non volse accettar.
-
-Adi 23 il Podestà de Ymola venne in campo franzese, et parlò al conte
-di Gayazo, nè se intese fusse venuto per nome di Madona o di cittadini
-de Ymola: ma il conte de Petigliano per custodia de Ymola voleva andar
-ivi, ma poi per quello che seguite, che Madona si accordò con Franzesi,
-non vi andò, et Madona preditta era in la rocha de Ymola con Jacobo
-dil Quartiero, secretario del sig. Ludovico. _Unde_ il populo de Ymola
-si levò, et andono da ditta Madona dicendo non volevano patir più
-extorsion, et che 'l campo li era vicino, et che si dovesse accordar,
-altramente che loro li averzeriano le porte di la città. A li qual
-cittadini et populo essa Madona rispose: stesseno di bona voia che non
-haveriano più alcun danno. Et cussì mandò a dir a Forlì, et si accordò
-con Franzesi et Stato di Milano, et deteli vittuarie et ogni cosa
-necessaria. Li pati non se ne intese, ma fu divulgato Milan consentiva
-tolesse il suo D. Jacobo per marito, et li danno di provision per anni
-5, et uno di rispeto, ducati 20 milia a l'anno; la qual cosa fo molto
-contraria al duca di Calavria, et comenzò la sua ruina. Et el sig.
-Zuane di Gonzaga, fratello di questo marchexe di Mantoa, assoldato da
-re Alphonso, come ho scritto avanti, dovendo venir con cavalli 600 per
-augumentar l'exercito, venendo sul Ferrarese per andar verso Bubano
-dove era il campo, et inteso l'accordo di ditta Madona, et che 'l sig.
-Fracasso era posto in ordine, sapendo di la sua venuta, per precluderli
-la via, per il meglio deliberoe di ritornar a Mantoa, et più non andò
-in campo.
-
-In questo zorno Franzesi corse a Solarolo, Granarolo et Ruffi, lochi
-di Faenza, la qual Faenza è di uno sig. chiamato Astor di Mamphredi,
-che fu figlio dil sig. Galeotto et di la figlia del magnifico Johanne
-Bentivoj: el qual ne l'anno 1488, nel suo palazo fu ammazzato di
-voluntà di la moglie, et rimase questo Astor di età di anni X, et el
-populo lo elesse, et chiamò per Signore; ma la madre andò a Bologna,
-et se remaridò in uno Torello, che _alias_ fu prete. Et è da saper
-che questo Joanne Bentivoj ha 4 figlioli et cinque fie maridate. Li
-figlioli Annibal, Hermes, el prothonotario Galeazzo et Alexandro:
-le fie, la prima fu maridata nel conte Nicolò Rangon, la seconda nel
-sig. Gilberto da Carpi, la terza in questo sig. Galeotto di Faenza,
-la quarta nel sig. de Rimano, et ultima nel sig. Zuane di Gonzaga,
-fratello dil marchexe di Mantoa. Or ritorniamo al nostro proposito.
-Questi Franzesi corse come ho ditto, prese homeni et bestiami in gran
-numero, perchè quelli non si guardavano, et do di quelli de Russi
-volendosi difender fonno morti; et con la preda Franzesi ritornono
-in campo; et zonse in questo zorno 500 Sguizzari a piedi benissimo in
-hordine, et si andava molto ingrossando sì da pie' come da cavallo.
-
-Adi 24 el campo aragonese era sotto Faenza mal contento, et principiò
-a mandar li carriazi verso Cesena, et el campo poi dovea andar a
-redursi verso Bertonoro et Cesena, lochi dil Papa. Et si divulgava
-el re Alphonso in persona dovea venir in qua; et questo fevano per
-inanimar quelli dil suo campo, che stavano con gran paura. Et poi ditto
-campo el zorno driedo, fo di Sabado venendo la Domenega, a hore 7 di
-notte con pioza et gran scurità, si levò di Faenza, et andò ad alozar
-a Castrocaro de Fiorentini sopra Forlì, distante mia 5 dove era, nè se
-intendeva qual via volesse pigliar di ritornar in Reame, non potendo
-resister a Franzesi, o per Toscana o vero per la Marca.
-
-Et adi 24 uno m.º Luca da Napoli bombardier scampò di ditto campo, et
-venne a Ravenna, el qual venia chiamato maistro di pavioni. Et il duca
-di Calavria li mandò drieto a pregarlo ritornasse, et no volse.
-
-Adi 25 Franzesi col campo si levono dove era di Bubano, et andò a
-Solarolo loco di Faenza, zoè voleva andar ivi ad accamparsi, ma venne
-alcuni cittadini di Faenza per trattar accordo. _Unde_ ditto campo non
-si mosse, et restò a Mordano, et fo fatto comandamento in ditto campo,
-sotto pena di la vita niun habi a dannificar lochi di la madona di
-Forlì, cussì come fusseno di loro propri.
-
-Et adi ditto, a hore 22 a Ymola fo proclamado, presente ditta Madona,
-ambassadori dil re di Franza et dil duca de Milan, o ver sig. Ludovico,
-che ditta Madona et el sig. Ottaviano so fiol erano fatti amici dil Re
-di Franza et sig. Ludovico, a danno et distruzion de li loro inimici.
-Et in questo medemo zorno fo assà bombardato in campo per allegrezza.
-La causa fu perchè el sig. Ludovico si havea fatto duca. Et è da
-judicar mandasse a notificar la morte dil cugnato et sua creatione.
-Quello poi seguite, et come piaque a Maximiliano et la moglie, di
-sotto ordinate sarà scritto. Et ancora per gratuirse el populo levò
-el quintello, zoè una certa angaria che lui havea imposto prima al
-populo, per el qual levar par alcuni cridasse: Duca! Duca! viva el duca
-Ludovico! Et questo fo in chiesa, quando dal Arciepiscopo ricevete le
-insegne ducal. Et oltra di questo deputò 6 zentilhomeni di primi di
-Milano, do sopra le biave et vittuarie, do sopra li criminali, et do
-sopra le cazze, per causa de li porchi cingiali dannizava il paese. El
-qual fece certi editti, uno de li qual, per esser sta butato in stampa
-a Milano, qui sarà scritto.
-
-
-_Questo è uno editto fatto a Milano adi 28 Ottubrio 1494 per el Duca
-nuovo._
-
-Benchè la intentione dell'illustrissimo et excellentissimo sig. nostro
-sig. Ludovico Maria Sforza Visconte duca etc., che Dio lo salvi et
-mantegna, sia sempre stata et sii de non mancare de cosa alcuna per
-conservare in bona quiete et tranquillità li subditi de questo suo
-Stato, et che li buoni siano preservati securi da la malignità de li
-cativi, niente di manco per fare Sua Excellentia che ogni uno senti
-qualche leticia de questa nova assumptione sua al Ducato de Milano, et
-declarare però non piacergli li maleficii, per non lassare opinione ad
-alcuno che 'l preditto Sig. sia per comportare il mal fare, si notifica
-Sua Excellentia havere comesso alli magnifici M. Baptista Vesconte et
-M. Iohanne Francesco da Marliano sui conseglieri, che, insieme con li
-deputati suoi a le cose criminali, se ordinasse la forma di publicare
-una gratia et remissione de molte sorte et qualità de delitti. Per li
-quali conseglieri et deputati, examinato bene il tutto, s'à divenuto
-per loro, con partecipatione et bona voluntà di Sua Excellentia,
-a la forma di la gratia infrascritta, _videlicet_ che 'l prefato
-illustrissimo et excellentissimo sig. nostro Duca etc. per tenore de
-la presente crida ad ogni uno notifica et manifesta volere che tutti et
-singuli malfattori subditi suoi, così _mediate_ come _immediate_, cioè
-così de li immediati subiecti a li officiali de Sua Excellentia, como
-de' suoi feudatarii apartati _seu_ inquisiti _vel_ condemnati _aut_
-altramente in alcuno modo culpati da qui indrieto de alcuno maleficio
-o mancamento, _etiam_ che 'l nol fusse sequita imputatione alcuna_ ex
-eo_ che 'l ditto delitto fusse incognito, et per causa di monete, sale,
-biade, portatione de arme, receptation de banniti, o vero alcuna altra
-sorte de maleficio sia quel se voglia, pur che 'l non sii _criminis
-laesae majestatis_, nè de sacrilegio, nè de morte de homeni actualmente
-sequita, debano esser et siano per tenore de la presente crida liberati
-et in tutto absolti _de omni poena_ corporale o reale, spectante
-così alla camera della Excellentia Sua, como suoi feudatarii, salvi
-et excepti quelli fosseno componuti, et ogni denuntia, inquisitione,
-banno et condemnatione et processi pendenti per causa de tutti et
-singuli preditti maleficii siano cassati et anullati, como per la
-presente crida se cassano et anullano; et se comanda ad qualunque
-officiale, notaro et altri a chi spetta, le debbano cassare et
-_penitus_ anullare senza pagamento alcuno, _etiam_ se fussero _de animo
-deliberato occidendi_, con questo però che segua la pase con li offesi
-_tantum_, cioè con li insultati o battuti, o vero se dinante al giudice
-ordinario... idonea securtà a li ditti offesi, _de non offendendo in re
-nec in persona_.... arbitrio de esso judice, considerata la qualità et
-facoltà del offendente et del offeso: el qual judice ordinario possa
-torre ditta securtà _etiam_ in renitentia et contumatia del ditto
-offeso senza pagamenti, salvo de le tre specie de delitti, quale siano
-exceptade de la presente crida. Et _insuper_ che, cerca li banni de
-le morte de homeni actualmente sequite, intervenendoli la pace cum li
-offesi, se possa poi venire a la concessione de la gratia. Et _ex nunc_
-se declara che _cum primum_ sia sequita ditta pace, se intenda esser
-concessa la gratia, senza altra impetratione de la Excellentia Sua.
-_B. Maleus, cum sigillo. Cridata super platea arenghi et in broleto
-novo comunis Mediolani, per Jacobum de Parma, tubetam duchalem, die
-suprascripto_ 28 _Octubris, sono tubarum premisso._
-
-Et il Duca de Milan preditto, da poi corso la terra et fattosi Duca,
-deliberò non star più se non tre zorni in Milano, et andar a trovar el
-Re di Franza, el qual era zà partito di Piasenza come intenderete di
-sotto. Et adi 25 Ottubrio, la mattina, chiamò li cittadini de Milano,
-et li disse come voleva andar dal Re, et lassava vice duca suo nepote
-marchese Hermes di Tortona, fratello fo dil duca morto; et _tamen_ in
-castello, _cum_ custodia che non potesse ussir, et lo chiamava vice
-gerente. Et a ore 17 con la duchessa sua moglie, la qual era graveda
-in mexi cinque, _tamen_ per tutto lo seguitava, se partì de Milano
-con assà compagnia, et Antonio Maria di Sanseverino, deputato alla
-guardia sua, et andò la sera ad allozar a San Columban, distante da
-Piasenza mia 16, et l'ambassador venitiano l'andò seguitando, per
-esser appresso Sua Excellentia, et partite quel medemo zorno, et andò
-dreto ad allozar a Lodi, per ritrovarsi poi col Duca a Piasenza. Ma el
-Duca adi 26, che fo el zorno driedo, per essere cattivo tempo non si
-partì di San Columban fin non fusse bonazato, ma la sera andò mia 7 a
-dormir a uno loco ditto Sena, poi la mattina a Pontenovo et el zorno
-a Borgo San Donin ch'è su la via romea, distante da Piasenza mia 20,
-propinquo a Fornovo mia 10, dove el zorno avanti, che fo adi 26, era
-arrivato el Re di Franza, et ivi era restato quel zorno per non esser
-consueto cavalcar la Domenega,_ tamen_ le sue zente erano avviate verso
-Pontremolo. Et adi 28 zonse a Borgo San Donin el duca di Ferrara, el
-qual venne per congratularsi di l'assumption dil ducato con suo zenero
-et sua figliola, et poi che ebbe parlato assà insieme, esso Duca di
-Ferrara si partì per andar a Milano, dove dovea aspettar la tornata
-dil Duca, la qual fu prestissima, et in questo mezzo governar Milano;
-et cussì fece. Ma ritorniamo al Re di Franza, el qual il lassiamo a
-Piasenza.
-
-El Re di Franza adoncha, ritrovandosi a Piasenza, quando seguite la
-morte di suo cusino duca de Milano, et la creatione del sig. Ludovico,
-et perchè era consueto quando muor qualche signor, in ogni sua terra,
-subito che intendeno la morte li fanno funebre exequie, et metteno
-una cassa, o vero fanno la sua imagine vestita, et quella come fusse
-il vero corpo fanno le cerimonie; or lì a Piasenza, avanti il Re
-si partisse, volse ritrovarsi a queste cerimonie dil suo carissimo
-zermano.
-
-In questo mezzo mandò il Re a Venetia uno suo chiamato m.º Joan
-Bernardo franzese, et insieme con monsig. di Arzenton suo ambassador
-andò in collegio, et dimandò da parte dil Roy a la Signoria duc. 50
-millia in prestedo, et che 'l Roy ne havea grande bisogno, et che
-aspettava di brieve li dovesse zonzer danari di Franza, et assà scudi
-et de l'_argent_, concludendo li daria zoje per cautione. _Unde_ cerca
-a la risposta, _inter patres_, fonno consultato; poi li fo risposo:
-che questa terra al presente non poteva, con molte excusatione, et che
-volendo armar havevano tolto in prestedo da soi cittadini con altre
-excusatione; ma che fariano provisione di trovar danari. Et poco da poi
-messe quattro decime, come di sotto scriverò. Et ditto messo havendo
-tal risposta, si partì et al Re ritornò.
-
-Adi 20 Ottubrio zonse a Piasenza dal Re do ambassadori di Lucchesi,
-con lettere credentiale sottoscritte: _Antiani et vexillifer justitiae
-populi et comunis Lucensis_. Et el zorno sequente hebbeno audientia,
-et offerse il Stato et loro facultà a' comandi di Sua Maestà, et che
-dovesse venir a Lucca, che tutta la città lo aspettavano con desiderio.
-Et subito uno de ditti ritornò a Lucca a far preparar per la venuta
-dil Re. L'altro chiamato Nicolao Tegrimi adi 23 partì di Piasenza, et
-per venir a Milano a visitar il Duca, dolersi di la morte dil nepote,
-et allegrarsi di la sua assumptione, el qual dal Duca, exposto che
-have la sua imbassata, fu fatto cavalier, et creato dil suo consejo.
-Et il Duca disse verso l'orator fiorentino Zuambattista Redolfi: _Nil
-miremini, domine orator_, che per le condition sue et bona compagnia ne
-fece, quando eramo in exilio a Pisa, li habbiamo voluto far questo. Et
-poi ditto ambassador adi 25, el zorno medemo partì el Duca, _etiam_ lui
-partite di Milano et ritornò molto contento a Lucca.
-
-El Re di Franza adi 23 Ottubrio, essendo stato zorni 6 in Piasenza,
-partite per andar a Pontremolo, loco pur de Milanesi, et passo
-fortissimo et vicino a terre de Fiorentini; et zà el suo exercito era
-sviato avanti: el qual sarà notado quivi, secondo la tariffa fo mandata
-a la Signoria, di la quantità dil exercito havea. Et adi 25 zonse a
-Borgo San Donin, et ivi restò el zorno driedo.... a Fornovo per esser
-Domenega, et adi 29 zonse a Pontremolo, dove volea star zorni cinque
-per metter ordine a quello havea a far, et veder come Fiorentini si
-movevano, et voleva andar di longo a Lucca. Et è da saper, che quando
-Sua Maestà partì di Piasenza, era armato di tutte arme, excepto
-la testa, perchè essendo di debol complessione, non vi puol portar
-elmetto; la qual cosa di armarse, dapoi partito di Franza non havea
-fatto: et fo bellissimo veder, et sempre dove andava voleva, iuxta il
-solito, le chiave di le fortezze.
-
-
-_Tariffa de la comitiva che si trova a Pontremolo con la Maestà del
-Cristianissimo Re di Franza, videlicet sua corte per servicio et
-custodia de sua regal corona, ricevuta adi primo Novembrio 1494._
-
- Primo la Maestà dil Re con 200 zentilhomeni alla sua
- guardia, cavalli N. 200
- Franchi arcieri a cavallo » 400
- Balestrieri a cavallo » 400
- Fanti da piedi et provisionati » 1200
- Homeni d'arme 400 (?) a cavalli 6 per uno » 1800
- Camerieri di Sua Maestà » — —
- Monsig. di Lorangia (_Orange_) con cavalli » 50
- Monsig. lo Maraschalco di Giae con cavalli » 50
- Monsig. di Tramoglia (_de la Tremouille_) con cavalli » 50
- Monsig. lo Maraschalco di Beucher con cavalli » 70
- Monsig. di Pienes con cavalli » 35
- Monsig. de Miolans (_Myolans_) con cavalli » 40
- Monsig. Maraschalco di Bertagna con cavalli » 120
- Zente dil Principe di Lorangia (_Orange_) con cavalli » 120
- Zente dil Duca di Orliens con cavalli » 200
- Monsig. de Val de Homon (_Vaudemont_) con cavalli » 30
- Monsig. de la Spara (_de Lesparre_) con cavalli » 400
- Il consiglio con la cancellaria, cavalli » 200
- Li pensionarii con cavalli » 400
- Li muli » 100
- Li corsieri » 100
- Li varleti et pazi de camera » 300
- Li mastri di stalla et li officiali » 400
-
- Summa N. 9505 (?)
-
-
-_Queste sono zente d'arme deputate per mandar su l'armada di Zenoa con
-Monsig. Duca di Orliens dil mexe di Avosto, et per haver memoria di
-tutto, qui ho notà._
-
- Primo lo illustrissimo Duca di Orliens con cavalli ha
- in casa N. 300
- Monsig. de Fois, cavalli » 50
- El sig. Fracasso, cavalli lezieri » 50
- Homeni X d'arme con cavalli » 20
- In casa sono cavalli N. 30
- Cap.i 20 ha cavalli 4 per uno di le galie » 80
-
- Summa N. 530
-
- Li homeni d'arme 800 a do cavalli per homo d'arme N. 1600
- Arcieri a cavallo » 1000
- Arcieri a piedi » 6000
- Cavalli per l'artegliarie » 300
-
- Summa cavalli N. 2900
- » a piedi » 6000
-
-
-_Cavalli de Francesi passati per lo Novarese guidati dal conte Borella._
-
- Monsig. di Pienes cavalli N. 400
- Monsig. de Smoda » 350
- Monsig. de Mompensier cavalli » 350
- Zente dil principe di Orangia » 50
-
-
-_Questi altri è passati per lo Alexandrino guidati da Scaramuzza
-Visconte._
-
- Monsig. Doyson cavalli N. 460
- Monsig. della Tramoglia cavalli » 300
- Monsig. de Guisa cavalli » 300
- Monsig. lo Gran Scudier cavalli » 300
- Monsig. de Vienon cavalli » 300
- Monsig. don Zuliano cavalli » 920
-
- Summa a tutti N. 2580
- Summa summarum, tutti cavalli N. 7160
- a piedi » 6000
-
-La qual poliza fo mandata per quei de Milano, _tamen_ non fo vera, come
-più avanti a la descrittione di tutto lo exercito di esso Re, habuta la
-verità, sarà scritto.
-
-
-_Questi sono li nomi de molti capitanij et Gran Maestri venuti col Re
-in Italia, i quali tutti è stà nominati per lettere in diversi tempi._
-
- Monsig. di San Malo, _nunc_ fatto Cardinal.
- Monsig. di Biocher, cam.º dil Re (o vero de Beucher).
- Monsig. de Brexe, zoè Felippo, monsig. di Savoja, barba dil Re.
- Monsig. Maraschalco de Giae.
- Monsig. Maraschalco de Bertagna.
- Lo Gran batardo Matio de Borbon.
- Lo batardo Charles de Borbon.
- Louys monsig. de Lussemburg, cuxin zerman dil Re et conte di Lignì.
- Monsig. di Mompensier, di la caxa di Borbon.
- Monsig. de Obegnì, cap.º di 100 scozzesi di la guarda.
- Monsig. di la Trimoglia, cam.º dil Re.
- Monsig. de Miolano, cam.º dil Re et cap.º di 100 zentilhomeni di
- la guarda dil Re (o ver de Miolans).
- Francesco monsig. de Lussemburg, di caxa di Elemagna.
- Monsig. de Biamonte, de Polignachi.
- Monsig. de Fois.
- Monsig. lo Grande scudier, sig. d'Urfè.
- Monsig. lo Preosto de Paris.
- Ludovico monsig. di Vadoma, di la caxa de Borbon.
- Monsig. lo Presidente de Paris.
- Monsig. lo Presidente de Garnopoli.
- Monsig. Angilbert, conte di Neversa, fratel dil duca de Cleves.
- Monsig. de la Palissa.
- Monsig. de la Spara.
- Monsig. di Arzenton.
- Monsig. di Citem.
- Monsig. di San Perus.
- Monsig. di Corsol (_Cresol_) cap.º di 200 arcieri di la guarda.
- Monsig. lo Vidame de Ciartes, cap.º di 100 homeni d'arme di la
- caxa dil Re, e di 100 ballestrieri.
- Monsig. de la Ruota.
- Monsig. Presidente dil Dolphinà.
- Monsig. General di Bertagna, Ioam Frances. Cathelam.
- Monsig. lo Preosto de Marisal, sopra tutte le zente d'arme dil Re.
- Monsig. Peron di Basser, era scudier di scuria dil Re.
- Monsig. Robertet, cancellier dil Re.
- Monsig. de Biamonte di Normandia, in Livorno.
- Monsig. de Piennes.
- Lo General de Linguadocha, fratello de monsig. da Mallo.
- Sariach, quello guardava il castello di Perpignan, è a Pisa.
- D. Claudio de la Cintra.
- D. Gratiano de Guerra, cavalier.
- D. M.... de Guerra suo fratello, cap.º di Hostia.
- Felippo de Molins.
- Joch de Silgi, capitano.
- Don Cabriel de Monfalcon.
- Monsig. lo Episcopo de....
- Monsig. di Zoia Monte.
- Monsig. de Guisa.
- Monsig. Dandreges, che fo lassato cap.º in Pisa per el Re.
- Monsig. Gisam de Gias (_Jean de la Grange_), Gran Maestro di
- le artegliarie dil Roy.
- Monsig. de Persì.
- Monsig. de Lignì.
-
-El Re zonto a Pontremolo deliberoe di andar più di longo, et zà le sue
-zente, redute su quel de Fiorentini, facevano de gran danni, come più
-avanti sarà scritto. Et andò a uno castello dei marchexi Malaspina,
-recomandati al Stato de Milan, chiamato l'Aulla, mia X distante da
-Serzana, loco de Fiorentini, el qual el Re mostrava di voler acquistar.
-Et el sig. Ludovico duca di Milano, zonto a Villafranca vicino dove era
-il Re, adi 31 Ottubrio andò a visitar Sua Maestà, et usò le parole li
-parse. Fatto li secreti consegli, ritornò ad allozar la sera pur nel
-ditto castello de Villafranca, et poi andò a Fornovo, et qui stette
-alcuni zorni visitando spesso el Re. Et adi 13 Novembrio ritornò a
-Milano con l'ambassador nostro, essendo stato col Re zorni tre, et
-avanti partisse di Pontremolo fè zurar a quelli dil loco fedeltà, et
-receverlo per suo signore et duca.
-
-Adi ultimo Ottubrio passò per Pontremolo 1000 Sguizzari dil Re, et
-andava in campo, et per le sue insolentie la terra fo in arme, ne
-ammazzorno 18, feriti assai, li expulseno di la terra; et questo perchè
-volevano metter a sacco quel loco, ma quando fo il ritorno dil Re
-in Franza feceno le loro vendette, come nel terzo libro sarà scritto
-ordinatamente.
-
-Le zente dil Re, andate scorsizando su quel de Fiorentini, preseno
-le infrascritte castelle n.º 24, zoè: la Rocca Sigillina, Bagnone,
-Castiglione (_del Terziere_), castelli fortissimi; Corvarola, Furnolo,
-Pastina, Caprigliola, Navola, Capo de Ponte, Monzone, Agello, Equi,
-et questi tutti si reseno a Franzesi a patti, et levono le insegne dil
-Re; Albiano, Falcinella, La Verrucola, Fivizzano, Lamone, Montecharo,
-Gropo San Piero, questi sono messi a sacco, et fatto presoni perchè
-non si volseno render; Castelnuovo bruzò et sacchizoe, el qual facea
-fuoghi 150; Ortonuovo, Pietrasanta, Serzana et Serzanella poi have come
-dirò di sotto. Et d'indi Franzesi si comenzono a inrichirsi, et fece
-prede de valor de ducati 40 in 50 milia, come scrisse l'ambassador de
-Milan era a Fiorenza, per la descrittion fatta al suo Duca. Era con il
-Re, come per lettere di Zorzi Pisani ambassador a Milan Venitiani fo
-certificati, su quel de Fiorentini, Franzesi X milia, Sguizzari 5000,
-bocche da fuogo 900.
-
-Adi 7 Novembrio el conte de Maza ambassador dil Re Maximiliano venne
-con cavalli 14 dal Re di Franza a Pontremolo. Zonse in questo zorno,
-parlato col duca Ludovico, expose al Re la imbassata dil suo Re di
-Romani.
-
-Fiorentini, domente tal cose si fanno, considerando il fatto loro, et
-come il Re li haria mandato a dimandar di novo passo et vittuarie, et
-che le haveano denegate et altre volte promesse; vedendo Franzesi in
-gran reputatione, et che de li soi castelli gran numero erano stati
-presi, sacchizzati, et malmenati li habitanti; et pensandosi che
-sopra di loro el fatto andava, et erano li primi tocchi, havendo zà a
-Piasenza mandato Anzolo Niccolini loro ambassador et Piero Alemanni
-stravestidi per esser in colloquio col Re, et non havevano potuto
-operar alcuna cosa; et che Lorencin de Medici, che havea rotto el
-confino, era molto honorato apresso Sua Maestà; et che Senesi, Lucchesi
-et altre comunità erano disposte di darli passo et ogni altra cosa;
-che 'l campo dil re Alphonso già era disciolto; et ultimo, che bona
-parte di le sue mercadantie erano a Lion et altri luogi de Franza, et
-che lì in Franza Fiorentini sempre fevano bene li fatti loro; et molte
-altre ragione che tra loro fonno consultate: deliberono adi 2 Dezembre
-nel Conseglio di 300 di mandar 8 ambassadori al Re preditto di Franza,
-li nomi di quali è qui sotto scritti. Tra i quali volseno vi andasse
-Piero de Medici, che _tunc_ in Fiorenza era primario, et quasi quella
-terra, _licet_ fusse cittadino privato, governava, facendo in effetto
-il tutto. Et la Signoria, che sono otto, et uno confalonier, nove,
-niuna cosa expediva senza saputa sua. Come in diversi tempi questa
-caxa de Medici lì in Fiorenza havea habuto tal potere, del 1432 in
-qua, che Medici fonno revocati, che erano fora ussiti, Cosma suo avo
-nominato in molte historie et ricchissimo, et sopra di la sua sepultura
-è tal epitafio: _Cosma Medices, Pater patriae_. Poi successe Piero suo
-fiol, che have gran potere; _demum_ ne li nostri tempi Lorenzo padre
-di questo Piero, et Juliano, et Joanne di la Romana Chiesa cardinal
-fatto per Innocentio pontifice. El qual Lorenzo novamente del 1492 era
-mancato di la presente vita. Questo Lorenzo varentoe la Republica al
-tempo di la guerra di Toscana del 1488, quando Ferdinando re vi voleva
-poner le mano, et Sixto pontifice li erano contra; _tamen_ la Signoria
-de Venetia et Stado de Milano li deteno gran favore. _Sei de his
-hactenus_. Li ambassadori electi fonno questi: Angelo Nicolini dottor,
-Domenego Bongi dottor, Piero Alemanni cavalier, Juliano Salviati,
-Piero Soderini, Francesco Valori, Brazo Martelli et Piero de Lorenzo de
-Medici. El qual volse prima lui partirse da Fiorenza, et andar dal Re
-di Franza, et adattar le cose; et accordò poi che questi li venisseno
-driedo, et confirmasseno ogni accordo fatto per lui. Et cussì fonno
-Fiorentini contenti, perchè Piero li prometteva de conzar con honor e
-ben loro. Et cussì ditti ambassadori partino di Fiorenza, dimorando a
-Pisa, et Piero de Medici venne avanti a trovar il Re.
-
-Adi 8 Novembrio adoncha, esso Piero zonse dal Re preditto, el qual
-era a una badia mia do lontan de Serzana, et voleva metter campo
-a ditta Serzana, et al tutto ottenirla. Et zonto Piero de Medici,
-fatta riverentia come a tal Re si richiedeva, visto la sua potentia,
-_non solum_ li seppe nè volse contradir, _ymo_ aderite ad ogni
-suo voler; et inzenocchiato davanti el Re, li presentò Serzana,
-Serzanella, Pietrasanta, el porto di Livorno et Pisa in le sue man,
-a sua discretione, dicendo: Vostra Maestà mandi con mi, che tal luogi
-haverà in suo dominio. La qual cosa non havea in commissione di far da
-Fiorentini; et fu molto accetta al Re. Et poi che le sue zente introe
-in Serzana, essendo cussì el voler di Piero, esso Piero disse al Re
-volea tornar in Fiorenza, a poner ordine di la sua felice intrata. Ma
-li altri ambassadori li venivano driedo, inteso questo accordo havea
-fatto Piero, havendolo molto a mal, ritornono a Fiorenza, et non
-volseno andar di longo.
-
-Adi 9 tornato Piero in Fiorenza, et zà lo suo palazzo era preparato
-di molte tapezzarie per la posada dil (_Re_), benissimo in hordine.
-Ma Fiorentini ebbeno a mal quello havea fatto Piero contra il voler
-loro, et erano molto sdegnati contra di lui, et volendo andar Piero al
-palazzo di la Signoria per riferire tal accordo, el qual zà si sapeva,
-con alcuni provisionati secondo il consueto, et Piero si havea armato,
-sentendo il mormorar di la terra, _tamen_ di sopra si puose el suo
-mantello di coroto portava per il padre ancora; et credendo andar di
-longo in palazzo li soi provisionati, come erano assueti di andarvi
-senza diponer le spade haveano, trovano a la porta dil palazzo predetto
-Jacomo di Nerli cittadino, fratello di Bortolomio de Nerli, che a
-Venetia è gran mercante et ha gran fatti. Or questo Jacomo per esser
-deputato, volendo intrar uno provisionato di Piero avanti in palazzo,
-li disse: metti zoso (_giù_) le arme. El qual volendo contrastar, li
-bastò l'animo di metter man su la spada, perchè li non era tolta, et
-disse: tu non vi entrarai. Et Piero meravigliandosi di questo, esso
-Jacomo li disse certe parole, per le qual Piero cognobbe la Signoria
-esser sdegnata contra de lui, et che lì in palazzo vi era custodia;
-_unde_ deliberoe di andar attorno la terra, cridando: _Libertà!_
-per veder come il populo si moveva. Zà su le porte di Fiorenza suo
-cugnato sig. Paulo Orsini, el qual era soldato de Fiorentini, et
-havea 500 cavalli, veniva in suo ajuto. Et cussì andato attorno la
-città, cridando lui et li soi come ho ditto: _Libertà! Libertà!_ ma il
-populo era admirato di questo, et ritornò a casa, dove li soi facevano
-gran festa, butando confettioni, acciò il populo li fusse amico. Ma
-la Signoria, visto questo, sonò una campana che di raro si sona, se
-non quando intravien qualche gran cosa, come fo questa, di andar uno
-privato cittadin attorno la terra; per la qual cosa tutta Fiorenza si
-levono in arme, et correno su la piazza. Ma li amici et partesani de
-Piero preditto lo consigliono, perchè il populo li era molto contrario,
-che per il meglio dovesse subito partirsi; havendo visto quando andò
-attorno la città cridando, che niuno fece segno alcuno in suo favore.
-_Unde_ esso Piero con li do fradelli, Zuane cardinal, _tituli Sanctae
-Mariae in Dominica_, et Juliano, _etiam_ el sig. Paulo Orsini preditto
-suo cugnato, vestiti incogniti se ne partiteno di Fiorenza, et veneno
-a Bologna, lassando alcuni de soi che dovesse tuor quello potevano di
-l'aver sottil, _maxime_ alcune medaie d'oro et zoje, le qual medaie era
-di gran precio et le prime cose de Italia, che fu di Lorenzo suo padre,
-et che li dovesseno venir driedo. La moglie, chiamata Alfonsina di
-Orsini, rimase lì in Fiorenza. Et zonti a Bologna, el cardinal rimase
-nel monasterio de San Domenego: Piero, Juliano et Paulo Orsini veneno
-a Venetia, come dirò sotto. Ma in questo mezzo la Signoria de Fiorenza,
-chiamato el consiglio, inteso el ditto fuzer, feceno molte provisione,
-detteno taglia a Piero et Juliano de Medici, che chi li presentasseno
-vivi havesse ducati 4000, et 3000 morti; et alcuni corseno al suo
-palazzo volendo metterlo a sacco, el qual era, come ho scritto,
-preparato di molte tapezzarie per la venuta dil Re. Et a ciò non fusse
-disconciato, vi andò alcuni deputati per la Signoria a custodia, et non
-lassò di sopra fusse toccato alcuna cosa: ma ben di sotto, zoè vini de
-le soe caneve, formenti et altre cose fonno sacchizzate. Et Fiorentini,
-consultato quello dovesseno far, perchè il Re si approximava, elexeno
-quattro ambassadori, i quali insieme con uno frate, Hieronimo di
-Ferrara, di l'ordine di San Marco, frate predicatore, homo molto
-religioso et di gran sanctimonia, el qual lì in Fiorenza era adorato
-per santo, et, come Fiorentini dicevano, questo havea preditto la
-venuta dil Re et tal confusione: et a questi cinque commesseno che
-andasseno dal Re, et si accordasseno con gli miglior patti potevano.
-Et inteso questa nuova a Venetia, Antonio Soderini, era ambassador de
-Fiorentini a questa Signoria, essendo il Consejo de Pregadi suso, battè
-a la porta, et tolse licentia da la Signoria, _et statim_ partite, et
-ritornò a Fiorenza.
-
-Ritorniamo al Re di Franza, el qual habuto la fortezza di Serzana,
-vi messe a custodia monsig. de Citem, che fo a Venetia ambassador, et
-li commesse quello loco governasse, et fece levar le sue insegne. In
-Livorno mandò monsig. di Biamonte di Normandia; et partito di Serzana
-intrò in Pietrasanta, dove vi messe uno altro suo barone in governo,
-et pur fece levar le bandiere di Franza. Qui venne _etiam_ Lucchesi,
-che con desiderio aspettavano la sua intrata: onde il Re terminò, prima
-andasse a Pisa, di andarvi a Lucca.
-
-El Re di Franza adonca, adi.... Novembrio, intrò in Lucca, dove
-_honorifice_ fu ricevuto. Li venne contra alcuni cittadini vestiti di
-bianco, con l'arma dil Re nel petto, et intrò sotto uno baldacchino: in
-summa li fo fatto grandissimo honor da Lucchesi. Allozò nel vescovado.
-Et quivi stette un zorno et mezzo. Lucca è città antichissima in
-Toscana, da Greci edificata: fu colonia de Romani, et, come scrive
-Strabone nel quinto libro di le molte cose, et Livio nel duodecimo. Et
-da poi Paulo Guinigio che del 1400 _tyrannice_ Lucca governava. El qual
-in questo anno, essendo Lucchese, con favore di Galeazzo duca de Milano
-si fece totalmente signore, et regnò anni 30; et edificoe ivi uno
-palazzo degno et superbo, et poi, per ordinatione de Fiorentini et soi
-cittadini, fo preso et menato a Milano in prigione al duca Philippo con
-li figlioli; el qual sì lo confinò in perpetua carcere: et cussì perse
-el dominio di Lucca et grandissime ricchezze che havea. Ma poi Lucchesi
-che hebbeno tal tiranno scacciato, si redusseno in libertà, et fino al
-presente stanno governandosi a populo, facendo il suo governo tra loro.
-Di Lucca vi fue Lucio pontifice maximo, et zà Lucchesi ottenero da
-Federico imperatore che in Toscana non fusse lecito usare altra moneta
-che lucchese, con certi segni de l'imperio; et Lucio pontifice concesse
-privilegio a Canonici de San Martino, che è la chiesa cattedrale, che
-potesseno portare in coro le mitre ad uso di vescovo. Ancora Alexandro
-Secundo pontifice fo lucchese. Questa città, dicono alcuni, fu chiamata
-Lucca dagli scudi d'oro i quali rilucevano essendo in su le torre
-de ditta città altissime, li quali vi sono stati molti tempi. Et la
-ymagine dil Volto Santo, cussì da loro chiamato, ch'è uno crucifixo
-vestito, el qual havea scarpe d'oro, una di le qual dette a uno povero
-che era molto calamitoso, et d'indi è posto una lezenda di sotto questo
-pè è senza scarpa. Et meteno tal ymagine nelle loro monete et ducati, è
-in gran veneratione, et fa molti miracoli. Et questo el Re volse veder.
-
-Et essendo el Re qui a Lucca, zonse el Cardinal di Siena, homo de gran
-reputatione et dottrina, el qual da Alexandro pontifice era stà mandato
-a esso Re per legato, per veder si poteva adattar le cose con el re
-Alphonso. Et volendo aver audientia dal Re, quello non li volse parlar,
-perchè fo nepote di papa Pio, che a la bona memoria dil Re suo padre
-fu contrario, et coronò Ferdinando dil Reame di Napoli, come ho scritto
-di sopra. Et li mandò a dir a Sua Signoria per alcuni suoi baroni, che
-come Cardinal lo havea in gran reverentia, ma come legato non li voleva
-dar audientia. Et habuto tal risposta, se ne tornò a Siena, et ivi
-stette fino el Re vi entrò. Questo partì di Roma adi 17 Ottubrio.
-
-Venne qui a Lucca tre ambassadori de Senesi, i quali fonno Nicolò
-Burgese cavalier, Bortolomio Sozino dottor famoso, et...... ......... a
-congratularsi con el Re di la sua venuta, offrirgli el Stato de Senesi,
-et che l'aspettavano volentieri, promettendo passo et vittuarie, i
-quali fonno ricevuti molto volentieri dal Re, et fattoli bona cera. Et
-el Sozino andò a Milano et zonse adi 22 Novembrio, per congratularsi
-col sig. Ludovico di la sua creatione, come dirò di poi, scrivendo de
-Milano.
-
-Li ambassadori de Fiorentini nominati di sopra zonseno dal Re et
-exposeno la loro imbassada, et che Fiorentini erano contenti di la soa
-venuta, et che Sua Maestà non si maravigliasse di quello haveano fatto
-a Piero e fradelli de Medici, perchè sempre contra la soa Republica mal
-si havea portato, concludendo volevano conzar li capitoli in miglior
-forma. Et el Re li respose che non era venuto per far alcun danno
-a Fiorentini, et che si meravigliava di questo, et che avanti loro
-dovea venir a darli il passo et ogni altra cosa necessaria, come zà al
-principio di questa impresa li haveano promesso: et che voleva intrar
-in Fiorenza dove conzeria li capitoli. Et questi partiti, ritornono a
-Fiorenza, essendo stati dal Re.
-
-Et el Re volse da Lucchesi imprestedo ducati 20 milia, et cussì li
-fonno presentati; et ancora volse la fortezza di Montegioso in le sue
-mano, et Lucchesi gela detteno, dove messe custodia de soi Franzesi.
-Qui in Lucca Franzesi feceno molte violentie a donne, però che sono
-zente molto lussuriose, et fino hora erano stati su quel di Milano, et
-non havea osato far nulla per l'amicitia havea el Re. Ma quivi, come
-fo ditto, feceno assà disonestà, et tra le altre el Re, piacendogli una
-donna......... bellissima, la qual era, _ut dicitur_, de Guastalla, sì
-la mandò a tuor, et habuto el suo desiderio, la lassoe qui; _tamen_ poi
-che zonse in Napoli per ditta mandò, et appresso Sua Maestà tenne.
-
-Adi 8 ditto, essendo el Re partito da Lucca a hore zerca 24, introe
-in la città de Pisa. Li andoe contra el suffraganeo Arciepiscopo, el
-qual era vicegerente dil cardinal San Zorzi e arcivescovo di Pisa, et
-con tutta la chieresia apparata, Francesco Secco, nominato di sopra,
-che ivi stanciava, et Annibal Bentivoj, figlio dil magnifico Joanne,
-era soldati de Fiorentini, et el sig. Francesco Cibo, fo fiol di papa
-Innocentio, el qual _etiam_ lui havea soldo da Fiorentini: et cussì
-riceveteno el Re dentro la terra; benchè Pisani poco honor li potesse
-far, perchè era supposti a Fiorentini. Questo Re era vestito di veludo
-negro, con uno cappello in testa: li và da presso sempre cavalcando
-monsig. de Brexe et monsig. de Lignì so cusini, di una età de anni
-24, et sempre dormiva con Sua Maestà: _etiam_ do episcopi monsig.
-de Angier et uno altro. Monsig. episcopo di Samallo et monsig. di
-Beucher erano governadori apresso la sua persona de l'impresa, come ho
-scritto di sopra. Et ne l'intrar in Pisa havea 500 arcieri attorno,
-et 200 zentilhomeni franzesi li va dintorno, et lui in mezzo, per la
-sua guardia. Monsig. di Mompensier, ch'è capitano a tal impresa, è
-il primo di andar con le sue zente in le terre, avanti vi entra la
-persona dil Re. Et el Re allozò in la caxa di Piero de Medici, dove
-li era preparato. Et è da saper che qui in Pisa, entrato monsig. di
-Mompensier, volendo visitar Francesco Secco, che era suo barba, per sua
-moglie ch'è sorella dil marchese di Mantoa, zoè di ditto Mompensier,
-non volse parlarli per esser stato rebello dil suo cugnato, _ymo_
-più che alcuni de li soi. Partito che fu Francesco Secco di Pisa, et
-venuto a Lucca, dove havea mandato il bon et miglior dil suo, per dubio
-di quello l'intravenne, Franzesi andono alla caxa sua per metterla
-a sacco, et cussì la messe di quello trovono, che furon vittuarie et
-poche robbe. Annibal Bentivoj andò a Fiorenza, et el sig. Franceschetto
-a Zenoa.
-
-La Domenega, fo 9 dil mexe, andò per la terra il Re, vedendo le do
-cittadelle, el Domo, el Campo Santo, el sito di la terra, et ogni altra
-cosa; sempre a cavallo. Et per seguir il mio consueto, alcuna cosa di
-Pisa qui voglio scriver.
-
-Pisa è città in Toscana dignissima, et zerca 1700 anni avanti lo
-advenimento di Christo fo edificata da Greci, i quali veneno da
-Pisa de Archadia, come (_dice_) Strabone; et edificono questa Pisa
-in Italia. Et zà fu potentissima, non a tempo de Romani, ma poi che
-Populonia et Luna città furono guaste, comincioe, et in tempo di
-Carlomagno imperadore havea sotto il suo dominio molte isole et la
-cittade de Jerusalem. Ma poi per soe discordie nel 1400 da Fiorentini
-soi emuli fue sottoposta, et d'indi fino al presente sempre è stata.
-Et Fiorentini, per trattato di uno Joanne Gambacurta, essendo col
-campo attorno stati gran tempo, el zorno de Santo Dionixio, ch'è adi 9
-Ottubrio, intrò; nel qual zorno ogni anno in Fiorenza si fa sollemnità
-grandissima, dannosi pecunia deputata, vestissi _duodecim_ giovenette
-povere, si fà processione, et ciò in memoria di tanto beneficio et
-vittoria, et si corre uno bellissimo palio. Or qui in Pisa la chiesa
-cathedral di Santa Maria è bellissima, il cimiterio chiamato Campo
-Santo, dove è di quella terra di Jerusalem, et ivi è posti li corpi
-de morti, et in termine di tre zorni non vi si trova più ossi, e tutti
-vanno in polvere.
-
-Pisani, desiderando molto la libertà, per la subietione havevano da
-Fiorentini, deliberono provar si potevano ridursi in libertà, et prima
-praticato con li sig. Gran Maestri et Baroni dil Re allozati in diverse
-caxe, dove li patroni de ditte caxe exortaveno quelli li dovesseno
-esser propicii, et _etiam_ col sig. Galiazzo di Sanseverino, che poi
-tornato dal Re mai si partì da Sua Maestà, et steva quasi come ostaso
-di la fede dil sig. Ludovico; et ancora praticò con Don Alphonso fiol
-dil Duca di Ferrara primario, che, zonto el Re propinquo a Pontremolo,
-venne da Sua Maestà, et con quello andava verso Roma, et_ etiam_ con
-suo fratello don Ferrante, che stava in corte di esso Re.
-
-Ma lasciamo questi Pisani praticar, et quello successe questo zorno
-scriviamo.
-
-Adi 12 ditto, Fiorentini mandò 4 ambassadori al Re, i quali fonno lo
-episcopo di Volterra, Francesco Soderini, lo prothonotario Capponi et
-do altri lo nome di qual a mi è incognito; et venuti dal Re a Pisa
-li exposeno quattro cose. La prima li apresentò el fio, fo dil sig.
-Carlo di Faenza. La secunda per ricercar la liberation di Marino
-Tomaselli, orator dil re Alphonso, el qual era stato lì a Fiorenza
-gran tempo, et in questi zorni con la fede de Fiorentini publica era
-uscito de Fiorenza, et stava in uno castello, et Franzesi lo prese et
-menò dal Re, taia ducati 400. Questo fevano Fiorentini per dubito,
-Alphonso non facesse questo medemo al loro ambassador si ritrovava
-a Napoli, et _etiam_ per le mercadantie havevano in Reame. Et tertio
-per sollicitar la sua intrata in Fiorenza, et satisfar il desiderio
-dil populo, advisando Sua Maestà di la carestia di vittuarie vi era.
-Quarto et ultimo, perchè si provvedesse a li danni et disordini nel
-paese fatti. A le qual richieste el Re rispose: primo quanto al sig.
-Carlo li era molto a grato, et voleva per suo; secondo poteva tenir
-Marino Tomaselli, per esser orator dil suo inimico, appresso di lui,
-per haverlo preso fuora di la terra di Fiorenza; tertio che l'entreria
-presto; et quarto che daria remedio a li desordini. Et cussì, habuto
-tal risposta, ditti ambassadori ritornò a Fiorenza.
-
-Ancora zonse 4 ambassadori di Zenoesi al Re, venuti per la
-reintegration di le terre sue teniva Fiorentini, le qual era ne le man
-dil Re. Ai quali fo deputati li auditori, et expediti ritornono da poi
-a Zenoa.
-
-A dì 10 Fiorentini bandite la caxa di Orsini, et svalisono la compagnia
-dil sig. Paulo Orsini nominato di sopra.
-
-Ma Pisani, che erano pur vigilanti al fatto loro, la Domenega de sera,
-che fo 9 Novembrio, li principal cittadini andono a caxa a trovar il
-Re; et uno di loro fece le parole, pregando Sua Maestà Christianissima
-li volesse difender et cavarli de man de Fiorentini, dimostrando
-la subietion havevano: concludendo, volevano esser in libertà, et
-che dovea bastar a Fiorentini del 1406 in qua haver quella povera
-terra posseduta, et che volevano esser sempre suposti a soa regal
-corona. _Unde_ el Re, mosso a compassione, exhortato da li soi che lo
-consigliava, fo contento di farli quanto domandava; et cussì tutti
-li Pisani in quell'hora medema, che erano molti reduti per udir la
-voluntà dil Re, comenzono a cridar: Franza! Franza! facendo per la
-terra grandissimi rumori in quella notte, et luminarie de fuogi, et
-corseno al ponte vecchio, ch'è uno dei tre ponti è sora l'Arno, ch'è
-uno fiume nominatissimo passa per Fiorenza, et qui mette in mar, et
-rumpeteno una colonna sopra la qual era uno marzocco di pietra, ch'è
-la insegna de Fiorentini, et quello rotto di la colonna, lo ligono con
-corde et strassinò per la città, et poi fense de brusarlo mettendovi
-fuogo intorno; _demum_ lo buttò ne l'Arno, et cussì molti marzocchi per
-Pisa ruinorono et spegazono, et era uno bellissimo veder l'allegrezza
-dimostravano Pisani, sì donne come homeni. Ancora quella notte,
-davanti la casa dove era il Re, fo fatto grandissime feste et fuogi
-pareva zorno. Et il Re stava a la finestra, et ne havea grande piacer.
-Et il capitano de Fiorentini era lì in Pisa, chiamato Serristorio
-de Serristori, et li tre consoli fiorentini, i quali devano ragion,
-fonno discacciati, et andono via con il resto de li custodi dil Stato
-Fiorentino. Et _conclusive_ si reduseno in libertà, et mandono a tuor
-a Lucca li soi ordini, per governarse come facevano Lucchesi. Et da
-poi che il Re fo partito di Pisa, el zorno medemo che fo 10 Novembrio,
-Pisani si redusseno in consiglio, et fece 6 signori antiani, et X
-signori di la Balia et il Confaloniero: mandò compitamente fuora le
-gente de Fiorentini, _tamen_ fece uno edito quelli rimaseno per il
-Re al governo di Pisa, che nominerò di sotto, che a Fiorentini nè a
-loro nè al suo haver fusse fatto alcun dispiacer; ma _libere_ dovesse
-andar et uscire di la cittade. Et ancora in Pisa dove era marzocco di
-piera, al ponte ditto di sopra, messeno una bandiera con l'arma dil
-Re di Franza; et _etiam_ a la gabella dove si levava il stendardo con
-el zio (_giglio_), ch'è l'arma de Fiorentini, levono l'arma dil Re
-con tre zii (_gigli_) et di sopra la corona. Qui in Pisa el Re lassò
-do commessarii franzesi, chiamati uno monsig. Zuan Rabot, uno di
-signori dil Parlamento de Garnoboli, et monsig. Zuan Fier dottor in
-leze, suo consier; et ancora volse el Re tenir la cittadella nuova,
-ch'è la più forte, et Pisani tenisseno la vecchia, et ivi lassò uno
-de soi capitani, chiamato Sariachi, che fu quello vardava el castello
-di Perpignano, al qual commise fusse capitano de Pisa, de Livorno et
-Pietrasanta, dove _etiam_ era alcuni franzesi in governo de quelli
-lochi.
-
-Et essendo stato el Re uno zorno et do notte in Pisa, el luni da
-mattina montò a cavallo e partite per Fiorenza, et andò ad allozar a
-Empole, mia 25 lontan de Fiorenza, poi a Ponte Segna, mia 20 lontano,
-dove stette 6 zorni, zoè fino a l'altro luni, che fo a dì 17 Novembrio,
-che intrò in Fiorenza: questo perchè voleva aspettar che 'l suo
-esercito si ponesse in hordine, et che armati intrasseno in la terra
-per più magnificentia. Et el zorno da poi partì el Re di Pisa, vi
-gionse in Pisa, partito di l'armata di Zenoa, el cardinal San Piero
-_in Vincula_, che veniva a trovar el Re. Et come per lettere di Zenoa
-se intese, questo a dì primo Novembrio partì di Zenoa con do galie, et
-venne a trovar el Re. _Etiam_ el Principe de Salerno a dì 3 partite,
-et venne a parlar con Soa Maestà, et subito tornò a Zenoa per montar
-su alcune nave si preparava, et andar a dismontar in Reame. Or questo
-Cardinal, per haver le gotte, si faceva portar da quattro persone,
-allozò in Pisa al monasterio di San Michiel, poi andò a trovar el Re a
-Ponte Segna, et con lui intrò in Fiorenza, et seguitollo fino che 'l Re
-intrò in Napoli. Et mentre che el Re dimorava lì a Ponte Segna, Pisani
-li mandono alcuni ambassadori, pregando Soa Maestà volesse confirmar
-el Studio in Pisa, cussì come prima era et Fiorentini lo tenevano, et
-dil suo pagavano li dottori lezenti. _Unde_, mancando il dominio loro,
-_ex consequenti_ mancò el lezer et stipendio di dottori: la qual cosa
-per honor suo Pisani volevano pagar loro, a ciò vi fosse il Studio. Ma
-el Re, per esser implicito di altre faccende, allora non deliberò cosa
-alcuna. Et è da saper che quivi veneno li quattro ambassadori ultimi
-de Fiorentini, li quali scrissi di sopra che andono dal Re a Pisa, ma
-la verità è che fonno qui a Ponte Segna. Ma lassiamo qui el Re, et a le
-cose intervenute in questo tempo in altre parte de Italia scriveremo.
-
-
-_Quello seguite a Roma in questo mezzo._
-
-A Roma el Pontifice, vedendo el prosperar dil Re, era molto di mala
-voglia; l'armada di Zenoa si approximava al Tevere, come dirò di sotto;
-terminò di far alcuni fanti per custodia di Roma; et vedendo Fiorentini
-li davano passo, et quello seguiva in Toscana, non sapeva che farsi:
-et però cum Paulo Pisani ambassador veneto spesso consultava, pregando
-scrivesse a la Signoria non lo volesse abbandonar. Molto dubitava di
-esser privato dil Papato, o ver da li cardinali teniva dal Re fusse
-eletto uno altro Papa, et seguir scisma, come in diversi tempi in la
-chiesia sono state, per numero 23, dal 234 fin 1444, secondo si leze
-ne le historie: et però feva il tutto per haver li cardinali con lui,
-et con monsig. Ascanio vice cancellier spesso lo mandava ad exortar
-volesse ritornar a Roma, et cussì esso Ascanio deliberoe venir in
-Roma, ad abboccarsi col Pontifice, et veder si poteva conzar le cose,
-che desse il passo al Re di Franza. Et venuto a Marino, castello de
-Colonnesi, mia X da Roma, per ostaso el cardinal Valenza, nepote dil
-Papa, Ascanio a dì 2 Novembrio intrò in Roma di sera. Li andò contra
-el cardinal Monreal, nepote _etiam_ dil Pontifice, et la fameia di
-Sua Beatitudine, et andato dal Papa stette in colloquio fino a mezza
-notte, poi il zorno driedo andò in concistoro, et, _statim_ disciolto,
-si partì et tornò a Marino, havendo dormito quella notte in palazzo
-dil Papa. Et qui a Marino erano le zente de Colonnesi redate, et
-aspettavano Antonello Vitelli soldato dil Roy con squadre dodexe.
-
-In questi zorni lì a Roma el banco de Medici fallite per ducati
-100 millia, et fo dapoi el cazzar Piero di Fiorenza. El cardinal di
-Siena fra i altri have botta di ducati undese millia; et el Papa fece
-salvoconduto a Medici per mexi 6.
-
-
-_Come l'armada dil Re di Franza andò nel Tevere a Hostia et ritornò a
-disarmar._
-
-Sì come scrissi di sopra, l'armada dil Re di Franza era uscita di
-Zenoa, et, in questo mezzo che 'l Re prosperava in Toscana, venuta a
-Neptuno, da la longa si veteno (_videro_) con quella dil re Alphonso,
-_tamen_ non si volseno apizar (_attaccare_) dubitando forsi una di
-l'altra. Et questa dil re Alphonso prese do galie de Franzesi, come
-dirò scrivendo quello faceva el Re preditto, et andò in porto a
-Gaeta. Ma quella di Franza, per lettere di Roma di primo Novembrio,
-se intese esser zonta a San Severo, fra Civitavecchia et Hostia,
-dove dovea metter le zente in terra: et poi, per lettere di 3, ditta
-armada si divise in tre parte: galie 18 intrò nel Tevere fino nelle
-fosse di Hostia, et ivi messe zente nova franzese, _adeo_ che fo perso
-la speranza di rehaver Hostia più indriedo; _etiam_ altre zente per
-terra andò a trovar el campo de Colonnesi. L'altra parte, che era 4
-nave grosse, rimase a Monte Arzenton. El resto a uno porto vecchio,
-lontan de Neptuno mia 4. Et di gran zente de ditta armada dismontò
-in terra, et a dì 4 Novembrio la nave Salvega, con le altre do nave
-che, come di sopra è scripto, andono alle Specie, ritornono a Zenoa,
-dove si preparava 7 nave per il Principe di Salerno. El qual a dì 11
-ditto montò su ditte nave con fanti 3500, e verso Calavria navigò,
-perchè era molto amato da tutta quella riviera, et li soi di Salerno
-lo aspettavano con gran iubilo: et poi a dì 17 Dezembrio ditta armada
-ritornò a Zenoa et disarmò, nè restò in mar salvo le nave andate in
-Calavria con el Principe di Salerno, tra le qual la nave Salvega che
-era grandissima di botte....
-
-
-_Cose seguite a Milano da poi la tornata dil Duca dil mexe di Novembrio
-1494._
-
-Et a Milano essendo ritornato el Duca, è da saper che a dì 9 Novembrio
-el Pontifice li scrisse do brievi, congratulandosi di la sua creatione,
-dolendosi di la morte dil nepote; et cussì scrisse prima al cardinal
-Ascanio, vice cancellier, dolendosi et allegrandosi dil fratello,
-esortandolo volesse scriverli che fosse quello mettesse paxe in Italia.
-_Item_ cardinali molti li scrisseno al Duca lettere congratulatorie,
-et a dì 11 el re Alphonso li scrisse, date in campo a Mola, si dolse
-_etiam_ di la morte di suo zenero, et si congratuloe dicendo volea
-mandar suo ambassador di brieve.
-
-A dì 17, a hore 17, el ditto sig. Ludovico duca, per hora astrologica
-habuta dal suo maistro Ambrosio, scrisse di sua mano el titolo volea
-li fosse dato et subscritto nelle lettere, el qual diceva: _Ludovicus
-Maria Sforcia Anglus Dux Mediolani Papiae Angleriaeque comes ac
-Genuae et Cremonae dominus_. Et è da saper che in questo titolo
-variò di quello faceva li altri, et suo padre duca Francesco, suo
-fratello Galeazzo et il nepote Zuan Galeazzo; però che questi tutti se
-intitulono _vicecomes_ et non _anglus_, zoè di la caxa de Viceconti. Ma
-questo Duca, volendo imitar el titolo del duca Filippo suo avo materno,
-si chiamò Anglo. Di dove vien tal nome di Anglo, saria longo qui
-descriver; pur a ciò el tutto se intenda, scriverò una epistola venuta
-de Milano, la qual tal cosa dilucida assà bene.
-
-
-_Epistola Caroli Barbavarae Mediolanensis ad Bernardinum Figinum
-Veneciis commorantem._
-
-Scribis eleganti epistola, quam ab te hodie accepi, fuisse non
-paucos ex patriciis Venetis, a quibus es interrogatus quid causae
-sit, cur novus Princeps noster excellentissimus Ludovicus, suppresso
-Vicecomitis familiae nomine, Anglum se appellet; et Unde dictio illa
-emanet, tibique propterea gratissimum fore, si quod in ea re a nobis
-sentiatur literis aperuerimus, ut amicorum postulationibus, cumulatius
-quam forte hactenus egeris, facere satis queas. Tibi primum debeo non
-mediocriter, qui ex tui in me amoris magnitudine multo magis quam par
-sit mihi deferendum existimes; non ego enim ex parte vel minima is
-sum quem tu opinaris, et esse non dubito pro bonitate tua cuperes,
-quia quicquid essem, tuo semper nomini affectissimum, sicut virtus
-egregia qua praestas exposcit, offenderes. De re autem quam intelligere
-expetis, etsi certi nihil tam apud nos non dilucide magis quam apud
-vos scribi possit, tamen quid in hominum corona de re ipsa loquencium
-dici hactenus diversis judiciis audiverim, tibi nequaquam reticendum
-puto. Quod Anglum se appellet Princeps noster, facta nominis familiae
-Vicecomitis soppressione, ea est ratio communi omnium opinione, quod
-in hoc ducem Philippum emulari, qui et Anglum se appellabat, nulla
-familiae Vicecomitis facta mentione, decreverit. Qua autem de causa
-Anglum Princeps ille se vocaverit, alii aliud pro cujusque ingenio
-et rerum cognitione sentiunt. Sunt enim qui dicant in Anglia regione
-oppidum Anglum nomine per comites nonnullos olim possessum, cuius
-regimini nequeuntes ipsi aliis rebus impliciti vacare, aliis vices
-suas in eo regimine demandabant, ac propterea eos non Anglos solum,
-sed Vicecomites etiam tamquam vicarium comitum gerentes in loco illo
-appellari se curasse, ex quibus postea majores ducis Philippi natalem
-traxerunt. Alii ducem Philippum ex eo Anglum appellatum autumant,
-quod vel Princeps ipse vel ejus praedecessores cum Rege tum Angliae
-imperanti affinitatem contraxissent, ac propterea in eius rei memoriam
-Angli cognomen illis retinere visum est. Quidam vero longo secum
-dissentientes, ajunt cum Antenore qui ex Trojae excidio in Italiam
-concedens, Patavium condidit, quemdam Anglium nomine virum clarissimum
-ad partes has quoque profectum extruxisse Angleriam locum, a quo tum
-comites, qui Mediolanensium duces fuere, appellati sunt, voluisse
-ex eo ducem Philippum se Anglum nuncupari. Quorum omnium opinionem
-neque laudandam neque improbandam mihi censeo, etsi nulla earum
-digna ratione inniti videatur. Sed ubi tu vel patricii isti aliquam
-ex illis non rejiciendam prorsus censueritis, ex parte aliqua satis
-vobis fecisse, postquam veritas rei ex nullis litterarum monumentis
-quae extant intelligi potest, plurimum gaudebo. Ad haec illud tibi
-quoque declarare nequaquam omittendum sum ratus, ut quicquid in re fit
-teneas, non defuisse ex plebeis nostris aliquos temere et non ratione
-ut nosti dicere quicquid velint solitos, qui principem nostrum ex eo
-se Anglum appellari velle, supresso vice comite, asserant, quod non
-tanto illos posthac quanto hactenus sit facturas. Verum, quid dicant,
-tanquam prorsus delirantes, nesciunt. Nam ex quo ad Ducatum hunc et
-imperium promotus est, Vicecomites nonnullos et senatoria dignitate
-et magistratibus aliis decoravit. Adeo quod eos ab illius Excellentia
-non minores fieri quam antea perspicuo pateat. Vale. Ex Mediolano
-X Decembris 1494. Vester Carolus Barbavara. _A tergo._ Venerabili
-decretorum doctori honor. Domino Bernardino Figino, dentur Venetiis.
-
-
-A dì 17 Novembrio el Duca di Ferrara, essendo stato 17 giorni in
-Milano, tornato el zenero dal Re è stato con lui 4 zorni, havendo fatto
-far a maistro Zanin, fiol dil _quondam_ maistro Albergeto, tre modelli
-de passavolanti, uno al modo franzese et do a diversi modi; habuto
-in dono dal Duca 100 miera de metallo, el qual era sta comprà per
-construir el cavallo in memoria dil duca Francesco, el ditto rame fece
-condur a Pavia, poi per Po a Ferrara, et_ etiam_ ditto maistro Zanin,
-vi andò con lui per far artegliarie, se partì de Milano, et ritornò
-a Ferrara per Po nella sua ganzara. Ma non pretermetterò di scriver,
-_licet_ non sia in proposito, quello a dì 18 ditto a Ferrara accadete:
-che la notte in la loza, dove el Vicedomino di la Signoria (per antichi
-capitoli, confirmati da novo da poi la guerra have con ditta Signoria)
-dà ragione, et è uno San Marco depento, et alcuni scapestri vi andò
-dentro ditta loza, cavò li occhi a ditta imagine di San Marco, et fece
-alcune altre poltronerie, dimostrando el cattivo animo avea verso la
-Signoria. Ma la mattina inteso questo da Zuan Francesco Pasqualigo
-dottor et cavalier vicedomino era lì in Ferrara, si andò a doler al
-sig. Sigismondo fratello dil Duca, che _tunc_ in Ferrara era rimasto
-governator. El qual mostrando haver a mal, ordinò fusse fatto una crida
-e dato di taglia ducati 25 a quelli accuserà li malfattori. _Tamen_
-non se intese. Et zonto el Duca a Ferrara, a ditto vicedomino fece gran
-dimostratione di benivolentia, che era cosa mirabile; et questo faceva
-vedendo che 'l Re non li havea atteso a le promesse, però che sperava
-far qualche novità et rihaver el Polesene.
-
-A dì 18 ditto a Milano fo fatto le exequie dil Duca morto, però che ivi
-è tal consuetudine, et uno si fa nel settimo, l'altro nel XXX zorno. Vi
-fu el marchexe Hermes suo fratello con li oratori et consieri dil Duca,
-et tutti cittadini de Milano.
-
-A dì 19 Novembrio zonse in Milano el tesorier di Bertagna, ambassador
-dil Re di Franza, con cavalli 14: fo judicato venisse per danari dal
-Duca, li qual è da creder che li fusse dati.
-
-A dì 20 venne Bernardo Rucellai ambassador de Fiorentini a Milano a
-congratularsi col Duca, et poi ritornò a Fiorenza.
-
-A dì 23 venne el sig. Constantin Arniti con tre altri ambassadori dil
-Marchexe di Monferà a congratularsi con ditto Duca.
-
-A dì 22 venne Anzolo Serragli, secretario de Fiorentini, et con el Duca
-parlato lungamente _etiam_ ritornoe a Fiorenza.
-
-A dì 25 zonse un fio del magnifico Zuan Bentivoi da Bologna a Milano
-per congratularse, sì per nome dil padre _quam_ per Bolognesi.
-
-A dì 24 in Milano arrivò madonna Chiara di Gonzaga, sorella di questo
-marchexe di Mantoa et moglie di monsig. di Mompensier, con cavalli
-50; veniva da Lion per venir a Mantoa. Allozò in castello, fo molto
-honorata dal Duca et Duchessa; et poi, partita, andò a Mantoa, sì per
-starvi _quam_ per esortar el fratello fusse cum el Re de Franza, el
-qual era al soldo di la Signoria za anni avanti, et havea ducati 30
-millia a l'anno, come sarà scritto di sotto scrivendo di lui. Questa
-stette sempre a Mantoa honorata assà dal fratello, et el marito seguiva
-l'impresa di Napoli. Quello di lei seguirà scriverò poi.
-
-
-_Quello faceva re Alphonso in questo tempo._
-
-El re Alphonso, come ho scritto di sopra, andava per Reame promettendo
-privilegii, facendo concessione, carezzando li populi, et provvedendo a
-li passi necessarii. Et essendo a Trajetto a dì 15 Novembrio si partì
-con l'ambassador di la Signoria pur in compagnia, et andò a Gaeta,
-essendoli venuto nova che don Fedrigo con la sua armata di 40 galie
-esser ivi arrivato, havendo preso do galie franzese che stevano forte
-per mezzo una rocca de Colonnesi; qual erano scorse lì per fortuna.
-Fo tratto gran colpi di bombarde di la rocca et di ditte galie, ma li
-nemici si butono a l'acqua e nudarono in terra, et le galie fonno prese
-vacue de homeni, salvo cerca 25 che erano rimasti per non saper nudare.
-Or ne l'intrar dil re Alphonso in Gaeta, li venne contra don Fedrigo
-do mia fuora di la terra, et ne l'intrar fo tratto assà bombarde di le
-galie era nel porto: le qual allora era galie 38, fuste 3, arbatoza una
-et do galie disarmate prese da i nemici, et Villamarino corsaro homo
-dil Papa con tre galie. Et qui el Re stette 6 zorni.
-
-A dì 21 el ditto se partì di Gaeta e tornò a Trajetto. El zorno
-sequente fo gran fortuna, si ruppe nel porto di Gaeta do galie
-et andono a fondi; et in quel dì _etiam_ per disgratia se impizzò
-(_accese_) fuogo in la polvere di bombarda di una altra galia, et
-quella brusò con zerca 40 homeni tra quelli erano in ferri e sotto
-coverta: il resto si butò a l'acqua, et scapolono la vita. Et la
-furia dil fuogo durò zerca mezza hora. Fu cosa miserabel et di gran
-compassione et gran augurio al povero re Alphonso. Et in breve zorni
-ditta armada disarmò.
-
-A dì 26 uno ambassador dil Turco, homo di gran reputation, intrò in
-Trajetto, dove era el Re, con 40 cavalli et 10 zentilhomeni turchi
-tutti vestiti di seda a fiori d'oro, benissimo in ordine. Li andò
-contra l'ambassador de Venitiani, con molti baroni dil Re et tutta
-la corte, uno mio fuora. Questo era dismontato però che passò da la
-Valona, et a cavallo venne che fo una maraviglia. Et exposto la sua
-imbassada come il suo Signor li voleva dar ajuto, et che stesse di bona
-voia. _Tamen_ il soccorso non venne mai, perchè Turchi non se fidava
-de passar in Italia. Et fo divulgato el re Alphonso li voleva dar ne
-le mani Otranto et Brandizo. Or ditto ambassador andò di longo poi a
-Napoli, dove stette qualche zorno fino have risposta dil suo Signor.
-
-A dì 30 el Re si partì di Trajetto, passò el Garigliano, poi per rocca
-de Monte Ragon (_Mondragone_), venne a Castellamar del Volturno mia
-20 da Trajetto, et a dì 1 Decembrio partì de qui et andò a disnar a
-Patria, dove è uno passo con uno ponte longo de legnami e una torre,
-et è ditto il lago di la Patria. Et a dì do andò a Cime mia 8, poi a
-Pozzuol dove sono li bagni assà nominatissimi, et andò per barca mia 3
-a veder una fortezza feva far el Re in cima de uno monte, come di sopra
-ho scritto; poi per la Grotta ritornò in Napoli, dove questo tempo era
-rimasto al governo uno Vicerè, essendo stato fuora do mexi compiti.
-
-A dì 5 Decembrio el cardinal di Zenoa Paulo de Campofregoso venne a
-Napoli contra el Re. Questo era stato su l'armada, et poi a Roma, et
-stette in Napoli sin a la intrata dil Re di Franza, et poi con esso Re
-si fece benivolo.
-
-In questo tempo el re Alphonso fece far una fortezza sopra el monte
-San Martino, et cavar le mure si aggiongeva a Napoli, qual abbrazavano
-tutto el monte de San Martino sino al Castel novo: gran cavamenti et
-muraglie fece far in pochissimi zorni.
-
-
-_A Venetia quello seguite._
-
-Gionse a Venetia a dì 18 Novembrio Piero et Juliano de Medici, et el
-sig. Paulo Orsini cugnato di Piero, vestiti incogniti con curacine
-indosso. Arrivò in casa di Lippomani dal Banco patricii veneti, con
-i qual havevano gran amicitia: et la sera andono in palazzo dal
-Serenissimo Principe, con el qual conferito, dimandò licentia di
-poter menar con loro X armati per caxon di la taja havevano su le
-loro persone, la qual ancora non era stà levata, come fo di poi a
-requisitione dil Re, et cussì per el Consiglio di Diese fo concessa
-licentia. _Unde_ si vestirono in habito assà honesto, con veste curte
-di zambeloto negro et cape paonazze, con capironi di velluto di sopra,
-berrette in testa et la spada cadaun sotto, et cerca X provvisionati
-soi fidatissimi con spade driedoli. Et a dì 20 ditto da mattina andono
-in Collegio da la Signoria, dove, secondo el consueto di quella,
-fonno ben visti et carezzati. _Demum_ volseno venir a veder el Gran
-Conseglio, et venneno con li soi armati, et loro con le spade sotto
-sentono presso el Principe su el mastabè. Or zonto ditto Piero qui,
-subito monsig. di Arzenton, ambassador dil Re di Franza, lo andò
-a trovar a caxa di Lippomani, col qual conferite molte cose. Li fo
-portato da soi ancora assà zoje, danari et alcune medaje d'oro, le qual
-lui molto stima. Et _etiam_ vi zonse una baila con uno puttin de anni
-do, fiol de ditto Piero, el qual fo trasforato de Fiorenza; _tamen_ la
-madre era lì in uno monasterio, et non molto da poi el Re li mandò uno
-de soi fino a qui a trovarlo, et notificarli dovesse andar a trovar Soa
-Maestà con lettere di salvocondutto, et cussì da poi alcuni zorni esso
-Piero partite di Venetia con il cugnato, et andò a trovar el Re presso
-Roma, et Juliano restò a Venetia, come dirò di sotto, et poi lo andò a
-trovar.
-
-Vedendo Venetiani questo Re di Franza prosperar felicemente, et
-che Fiorentini erano accordati, et havea gran exercito, li padri
-dil Collegio se ridusevano diuturnamente, et nel Conseglio di Diese
-tramavano gran cose, et per vedere si potevano pacificare le cose
-et operarsi in metter paxe in Italia, come voleva pur el Pontifice.
-Terminono a dì 20 Ottubrio, et elexeno nel Conseglio di Pregadi do
-ambassadori a ditto Re, et che andasseno con lui fino a Roma: i quali
-fonno Antonio Loredan cavalier, che za _alias_ a suo padre re et a
-tempo di la sua incoronatione in Franza vi si trovò ambassador, et
-ricevette da questo Carlo re le insegne de la militia. L'altro fu
-Domenego Trevixan cavalier, i quali, benchè fusseno dil Consiglio
-di Diese et si potevano excusare, pur per servire la Republica
-_libentissime_ acceptono, et fu decreto nel Conseglio di Diese non
-menasseno niun patricio con loro, et de lì a zorni IX partiti, fatto la
-via di Ferrara dove dal Duca li fo fatto grande honor, erano cavalli
-40, et Francesco da la Zuecca secretario, et zonseno a Fiorenza dove
-era el Re a li 21 Novembrio; nel qual zorno lì in Fiorenza seguite
-certa commotione dil populo, et però non fonno ne l'intrar honorati,
-come dirò di sotto.
-
-Ancora deliberorono di mandar do solenni ambassadori al Duca de Milano,
-sì per allegrarsi di la sua creatione, _quam_ per conferire con lui
-in secreto alcune cose, et operar quello poi uno di loro operono. Et
-a li 13 Novembrio nel Conseglio di Pregadi elexeno Battista Trevisan,
-era Avogador di Comun, et Sebastian Badoer cavalier, era Savio dil
-Conseglio, patricii di gran reputatione et dottrina: i quali a uno
-tempo a la gubernatione di la città patavina fonno rectori integerrimi.
-Et partiti a dì 21 ditto, zonseno a Milano a dì 7 Decembrio, et dal
-Duca preditto fonno molto honorati. Li venne contra et li allozono in
-Castello, dove era benissimo preparato: ai quali fonno presentate le
-chiavi dil castello, offerendo el Duca et tutto el Stato a comandi
-della illustrissima Signoria. Et poi, data grata audientia, el Duca
-partì et andò a Vegevene, et ditti ambassadori restono a Milano;
-_tamen_ Zorzi Negro loro segretario andava da Milano a Vegevene a
-conferir con el Duca, fino che 'l ritornò in Milano, come scriverò
-più avanti. Ma Zorzi Pisani dottor et cavalier era lì a Milano prima
-ambassador, habuto licentia de ripatriar, ritornò per Po a Venetia, et
-zonse a dì 20 ditto, et espose quello in la sua legatione havea fatto,
-oltre le publiche lettere _continue_ scritte di quello succedeva. Et
-Battista Trevisan preditto, di uno catarro che li discese, in breve
-hore si soffegoe, et a dì 24 de ditto mese di Decembrio, a Milano,
-morite in hore 10, che fo la vezilia de Nadal, et fo fatto le esequie,
-come dirò più diffusamente al loco suo. Et il corpo poi fo mandato
-a Venetia a San Stephano. Adoncha rimase solo ambassador Sebastian
-Badoer, el qual benissimo si portò, _ita_ che reduse el Duca a far
-quello volse la Signoria.
-
-Oltra di questo, a dì 14 Novembrio, nel Conseglio di Pregadi messeno
-quattro decime: do al Monte vecchio, le qual son donate a la Republica;
-et do al Monte novo, et di queste si ha ducati 5 per cento a la camera
-d'imprestidi de utilità a l'anno, fina sia restituido el capitale,
-secondo el consueto. Et fo astretto fusse pagate una dil Monte vecchio
-et una dil Monte novo per tutto el mese presente; le altre do per tutto
-el mese di Decembrio, et, passado el termine, quelli non havesseno
-pagado dovesseno pagar con pena di X per cento. Et cussì fonno ritradi
-assà danari, li quali fonno posti a le Procuratie di San Marco, per
-spender a li bisogni. Questo è uno ordene se observa per trovar danari
-a Venetia da li soi cittadini, senza toccar le publiche intrade: zoè
-pagano la decima di la intrata che hanno, et quelle decime dil Monte
-novo non sono perse ma hanno utilità, et con tempo li soi danari se
-restituiscono, et questo cavedal si puol vender et vendesi 90 et più
-ducati el cento, et hora più et hora manco secondo li tempi. Et za è
-stà visto con decime sole poste haver sostenuto guerra contra molti,
-_maxime_ quella del 1482 col Duca di Ferrara aiutato da tutta Italia,
-che durò tre anni; nel qual tempo fo poste decime: come tutto ne la
-ferrarese guerra per mi descritta et intitulata al Serenissimo Principe
-Jo. Mocenigo nostro, chiaro el tutto se vede.
-
-Ancora feceno molte provvisione per recuperar danari; le qual per non
-esser in proposito pretermetterò de scriver. Et fo preso di augumentar
-al tempo nuovo l'armada marittima era fuora, capitano Antonio Grimani,
-et armar XV galie sottil, zoè X in Candia, una a Retimo, una alla
-Cania et tre a Corfu; _etiam_ nave grosse di Comun et altre vele. Et
-preseno di far 2000 stratioti, et commesseno al zeneral li scrivesse in
-la Morea, dove sono gran copia; et li fo mandati danari. Fo ordinato
-a li patroni di l'arsenal dovesseno preparar li arsilii per mandarli
-a tuor; oltra di questo preseno di far 3000 cavalli, per augumentar
-fino al numero de X millia cavalli, et fo scritto in diverse parte per
-assoldar zente. Et fo scritto a li capitanei di le terre dovesseno far
-con Hieronimo de Monte vice collateral zeneral, el qual da poi la morte
-de Mariotto suo padre exercita tal officio, le mostre a li soldati
-allozati in quelli territorii: et cussì inteseno la verità dil numero
-di cavalli havevano la Signoria; et fo preso di crescer uno piatto per
-lanza, che prima era tre soli cavalli per homo d'arme. Le sovvention
-fonno date, come ho scritto di sopra: a quelli mancava cavallo grosso
-ducati 60, et per li piatti ducati 25 per uno. Mandono li Savii di
-terra ferma in diversi luoghi in terra todesca a comprar cavalli, per
-dar a nostri condottieri. Oltra di queste provvisione, feceno pratiche
-per condur qualche valente homo per capitan zeneral, Zuan Jacomo di
-Triulzi o el Conte di Petigliano. Alcuni patricii voleva altri: uno
-maior Blas ongaro, che fo gran capitano dil re Matthias di Ongaria,
-et _etiam_ uno so fiol de ditto re Matthias, chiamato el bastardo
-de Ongaria, homo illustre et de grandissimo inzegno et dal Governo
-in exercitii bellici _saepius_ experimentado in quelle parte contra
-Turchi: ma non fo concluso nulla. _Tamen_ condusseno el conte Antonio,
-fiol dil duca Federico de Urbin, natural, de anni cerca 45, con cavalli
-400 et 40 balestrieri a cavallo, et uno altro chiamato Zulian de
-Carpi, _etiam_ homo di età, con cavalli 400. Questi Signori da Carpi
-_alias_ fonno per soi meriti creati nel numero del Mazor Conseglio de
-Venitiani. Hor questi do condottieri, habuto la conduta et danari, si
-messeno in ordine, et fece zente per tempo novo, et venneno ad allozar
-in Brexana.
-
-In questo mexe di Novembrio a dì 21 zonse a Venetia uno ambassador
-del sig. Bayzeth, Gran turco, el qual a dì 27 andato in collegio al
-Prencipe presentò alcuni presenti mandava el suo Signor a la Signoria,
-zoè panni d'oro alla turchesca, de li qual fo fatto paramenti di
-preti et panni di altar a San Marco. Et expose, da poi presentato la
-lettera di credenza, come era stà mandà dal so Signor per visitar la
-Signoria, come so buon amico, et per intender la verità di questo Re
-di Franza, et che al so Signor era stà referito che non solamente
-veniva in Italia contra el Re de Napoli, ma poi per venir contra
-di lui, benchè poco lo stimava, et simile parole usò. _Unde_ li fo
-risposto sapientissimamente per el Principe; et poi lo vestiteno d'oro,
-donatoli altre veste di seda, et la sua famiglia vestita di scarlatto
-secondo il consueto, si partì et ritornò a la Porta dil suo Signor
-a Constantinopoli. Questo ambassador partì et venne insieme con do
-altri ambassadori dil suo Signor: uno che andò al re Alphonso, come
-ho scritto di sopra; et l'altro al Papa, a portarli il tributo li
-mandava ogni anno, ch'eran ducati 40 millia d'oro venitiani, per causa
-el tenisse con custodia suo fratello Gem, el qual da li soi populi
-era molto desiderato, per esser huomo bellicoso imitante le vestigie
-paterne. Or ditto ambassador, insieme con Zorzi Buzardo orator dil
-Pontifice era stato al Turco, smontato in Ancona per andar per terra
-a Roma, a presso Senegaja, adi 20 Novembrio, dal prefetto di Roma,
-fratello dil cardinal San Piero _in Vincula_, el qual era a soldo di
-la Signoria con cavalli 400, fo assaltato et toltoli li ditti ducati
-40 millia, et alcune lettere trovò in le man dil preditto Buzardo, el
-qual _etiam_ lui fo preso, et _conclusive_ fece un bon butino. Ma ditto
-ambassador dil Turco, per esser ben a cavallo, fuzite et ritornò in
-Ancona, et scrisse a la Signoria et a Roma quello li era intravenuto.
-Ma el sig. Francesco di Gonzaga marchese di Mantoa per esser molto so
-amico, zoè del sig. Turco, et _etiam_ spesso l'uno et l'altro si manda
-presenti, et la insegna di esso Marchexe è uno turco, et fa cridar a
-li soi: Turco! Turco! ancora che in specialità con ditto orator havea
-grande benivolentia, mandò uno di suoi a tuorlo fino in Ancona et
-menarlo a Mantoa, dove stette alcuni zorni et honorato assà; fattoli
-bellissimi presenti, venne a Venetia et ritornò dal suo Signor, come
-dirò di sotto. Ma questo intendendo Venitiani, haveno molto a mal
-che quelli fusse a loro soldo facesse tal cose, sì per el tributo
-aspettante a la Santità dil nostro signor Pontifice, _quam_ per la
-paxe hanno col signor Turco: et li scrisseno in bona forma volesse
-restituir ditti danari. _Etiam_ mandò a ditto prefetto Alvise Sagundino
-secretario, a veder si poteva operar. Ma il prefetto rispose prima
-che, come suo soldato, non havea preso alcuna cosa, ma come signor che
-era di Senegaja, fatto per Sixto pontifice, et che dovea haver ditta
-quantità dal Pontifice per suo stipendio li avanzava, et che mai non
-havea potuto haverli; concludendo non volevano restituir cosa alcuna;
-ma che el suo Stado et la sua persona era a comandi di la Illustrissima
-Signoria. Et inteso questa risposta, Venitiani lo cassoe di la conduta
-havea, la qual zà era quasi finita et no volsero più havesse loro
-soldo. Et ditto prefetto si accordò con el Re di Franza, et, fatto
-zente lì in Romagna, fo fatto capitano di l'Apruzo, et andò con le
-sue zente, et fu causa lì in l'Apruzo di far rebellar molte terre
-a re Alphonso. Et per questa via si trovò la lettera _etiam_ che el
-Pontifice mandavi al Turco, o vero instrutione, la quale è scritta di
-sopra, verificata per mano dil Buzardo sopra nominato.
-
-A Venetia per queste guerre venne gran carestia de biave, _unde_ per
-li Provedador a le biave, erano Lorenzo de Priuli, Nicolò da Molin et
-Hieronimo Capello, fo fatto alcune provvisione. Mandono a tuor formenti
-in Turchia, et ebbeno le tratte dal Signor, et di stera 100 millia;
-_etiam_ have dal re Alphonso di poter trar di la Puia, et cussì mandono
-navilii a tuorlo, et poco da poi fo grande abbondantia. Et è da saper,
-come a dì 9 Novembrio in fontego de la farina mandata la poliza _juxta_
-l'editto in Collegio, fo visto non esser più di stera 5000 farine, et a
-Mestre el zorno avanti si havea venduto lire 7 el ster; _unde_ li padri
-di Collegio li parse molto di novo, cercando di far ogni provvision
-acciò ne fusse abbondantia in la terra. Et a caso re Alphonso scrisse
-al suo ambassador, el qual andato in Collegio offerse a la Signoria la
-tratta di stera 60 millia di formento di le terre di la Puia, et per
-questo subito li formenti padovani, valevano ducati uno il ster, calò
-a lire 5 e soldi 12, et cussì la farina in fontego; _ita_ che da poi fo
-assà più abbondantia.
-
-A dì 3 Novembrio fo preso nel Consiglio di Pregadi di desarmar 8 galie
-di Candia, do di Corfù, et quelle de Nicola da cha da Pexaro provedador
-de l'armada: in tutto numero 12, per essere stato assà fuora. _Etiam_
-la nave di Comun, patron Pangrati Zustignan, armata, di botte 1500,
-e questo per esserli brusado l'alboro da la saetta. _Item_ la barza
-di Andrea Loredan capitanio di la nave di botte 400, et la barza di
-Quarner di botte 500, capitano Piero Malipiero. _Ergo_ restava in mar
-el capitanio zeneral, Antonio Grimani, con 19 galie sole; et cussì
-fonno disarmate. Et a dì 14 Decembrio Piero Malipiero sopra detto zonse
-qui, et a dì 17 Nicolò da cha da Pexaro sopra nominato. Et da poi, al
-primo di Decembrio fo decreto di dar ducati 1000 per uno di sovventione
-a le galie vecchie erano venute a disarmar, et che si tornasseno in
-armada, perchè pur era bisogno di armada per queste cose dil Re di
-Franza, che assà prosperava. Ancora in questo mese nel Conseglio di
-Pregadi fo preso di condur zente d'arme, et haver a tempo novo cavalli
-XV millia, et stratioti 2000, come dirò di sotto, et pedoni 10000.
-
-El Re de Franza è da saper havea a la guardia sua sopra carrete 6
-falconi, pesava lire 1000 l'uno et trazeva ballotte de lire 8 l'una. Et
-nel suo exercito havea su carri 20 falconi, et 8 serpentini: et cannon
-de peso de 7 miara trazeva lire 50 di ferro. _Item_ colovrine 12 di
-lunghezza piè 4, trazeva lire 32 di ferro. In tutto havea 40 carrette.
-A Castelcaro era 22 pezzi di artegliaria su 22 carri, zoè 12 falconi,
-5 cortaldi et 5 colovrine et ivi era per el Re..... fameio di Michiel
-Vasier, chiamato controllore et uno Basilio da la Scola vicentino et il
-gran maestro di l'artegliarie dil Roy etc.
-
-
-
-
- CLARISSIMO ET PRAESTANTISSIMO VIRO ANTONIO GRIMANI PROCURATORI
- SANCTI MARCI ET CLASSIS VENETAE GENERALI IMPERATORI MERITISSIMO
- MARINUS SANUTUS LEONARDI FILIUS PATRICIUS VENETUS SALUTEM.
-
-
-Havendo più volte considerato a cui queste nostre lucubratione dovesse
-dedicar, et pensandomi di le conditione et qualità tue, _clarissime
-Senator_, ho voluto antiponerte ad ogni altro nostro patricio, et el
-secondo libro di questa gallica historia intitolarti, _potissimum_
-per doi rispetti. L'uno perchè in questi tempi al governo di la
-classe marittima sei stato generale capitano et operasti in augumento
-di la Republica, _maxime_ nel combatter et acquistar la città di
-Monopoli in Puia, che era in le mani de Franzesi; dal qual principio
-seguite a nui per ben de Italia la degna vittoria contra di loro.
-El secondo rispetto è stato per le dote di Toa Magnificentia, perchè
-non manco honore mi sarà di haver tal fauctore, che _libenti animo_
-legga l'opre mie, _quam_ di haver insudato con grandissima fatica nel
-componere di questa, _licet_ in lingua materna sia. Et quando mi penso
-quello sei, non posso star che non dichi qualcosa, a ciò memoria sia
-sempiterna. Tu primario senator et di età a pena sexagenario, tu a la
-procuratione di San Marco, tu al governo di la Republica, Savio dil
-Consiglio sempre in Collegio sei stato, tu in mar Generale Capitano;
-_ergo, terra marique_ sei operato; tu ditissimo di facultà, la qual
-cosa _istis temporibus_ sopra ogni altra cosa è extimata; tu padre di
-quattro figliuoli, che cadauno imita le vestigie paterne; _praecipue_
-il maggiore, reverendissimo Dominico, cardinal di la Romana Chiesia,
-_tituli Sancti Nicolai inter Imagines_, nuncupato cardinal Grimano; el
-qual _licet_ zovene sia, _non solum in ecclesia_ è stà honorato, ma
-_etiam_ in la nostra Republica, sì ne li consigli secreti _quam_ in
-legatione alla cesarea maestà di Federico terzo imperatore, dal qual
-ricevette la militia: et essendo dottissimo et _non immerito in urbe
-patavina_ a le insegne dottoral in una et l'altra scientia assumpto. et
-in gratia _non parum_ de nostri patricii, volse più presto darsi a la
-Chiesia, andato a Roma, dove potesse il cristianesimo et la patria sua
-_juvare in omni eventu_. Adoncha, quanto gloriar ti dei haver generato
-questo honore di la zente Grimana, el qual, si Dio li dona vita, spero
-vederlo nel grado sublime, _quod Deus oro id faciat_. Degli altri,
-Vicentio, Hieronimo et Piero non mi extenderò in lodarli, perchè sono
-conossute loro optime conditione. _Quid plura dicam? Experti_ siamo
-dil tuo sapientissimo governo in questa pretura marittima, di l'animo
-grande, volonteroso esponer la vita per honor di la Republica et patria
-tua. Teste è Monopoli, et chi fu in armata, di quello Toa Magnificentia
-in quella impresa si operò, come in questo libro _etiam_ lezendo si
-vedrà. Et se Iddio havesse voluto, come non volse, che nel principio
-quando in Puia con l'armata a Brandizo ti transferisti, havesti habuto
-mandato dil Senato di rompere guerra contra Franzesi per la quiete et
-ben de Italia, come da poi ti fo mandato, _sine dubio_, con l'armata
-havevi, con la optima voluntà tua, aresti recuperato _brevi tempore_
-tutta quella provincia, con occisione de quegli che contra si fussero
-opposti. _Unde_ Ferrandino non seria tanto occupato in reacquistare
-il suo regno. Concludendo adoncha, et pretermettendo più lode di Toa
-Magnificentia, che in vero longo saria si tutte volesse explicarle,
-questa nostra veramente fatica di la gallica hystoria, partita in
-cinque libri, uno di qual a Toa Magnificentia ho dedicato, receverai
-et lezendo vedrai varie cose et novità seguite in Italia, domente
-al governo marittimo ti ritrovavi; et sopra tutto la verità senza
-alcuna adulatione. Longa materia et più longo il descriver, benchè
-habbi cercato abbreviarla quanto mi è stato possibile. Et si l'opera
-a Toa Magnificentia piacerà, tanto più mi accrescerà il desiderio di
-continuar, mentre sarò in vita, quello _fortasse_ da poi questa ne
-li tempi futuri succederà. Et per non tediare più quella nel leggere
-questa mia inornata epistola, a Toa Magnificentia infinite volte mi
-recomando, pregando Iddio vedere a uno tempo, tu a l'ultimo grado
-nostro, dil qual sei propinquissimo, et il Reverendissimo figliol alla
-Sede Apostolica, perchè io per la affinità è fra noi _etiam_ degli
-honori preditti ne parteciparia. _Vale, vir clarissime, et me ama, si
-tuo amore me dignum esse censes. Venetiis, in aedibus, ultimo Decembris
-M CCCC LXXXXV._
-
-
-
-
-MARINI SANUTI LEONARDI FILII PATRICII VENETI DE ADVENTU CAROLI REGIS
-FRANCORUM IN ITALIAM ADVERSUS REGEM NEAPOLITANUM. INCIPIT LIBER
-SECUNDUS FELICITER.
-
-
-Fiorentini havendo el Re di Franza ordinato el zorno che 'l voleva
-intrar in la terra, feceno grandissimi apparati, butoe le porte di
-legno a terra con le sarazinesche, et a compiacentia dil Re butono
-una parte di muro appresso la porta di San Friano et atterrono ivi la
-fossa. Intrò de Luni a dì 17 Novembrio: il modo et ordine sarà scritto
-di sotto. Et Fiorentini fece questo ordine, che per tutta la terra
-volseno che in ogni casa fusse preparato per allozar Franzesi, et
-dove che Franzesi andavano, zoè da prima quando introno in Fiorenza,
-et in qual caxa volevano, vi poteva habitar, perchè di tutto li era
-provisto, de vituarie et ogni altra cosa, da li patroni di le caxe:
-_tamen_ Franzesi pagavano il viver loro. Le donne veramente fiorentine,
-con le lor robe di valuta, andono a star ne li monasterii di donne
-religiose. Questo a ciò non si mescolasseno con Franzesi, timide di
-quello era successo a Lucca. Ma essendo assà zente con el Re, parte
-fonno mandate cussì come intravano in la terra, fuora per l'altra
-porta, di comandamento dil Re, verso Siena; et cussì si sparpagnò per
-quella Toscana. Fiorenza adoncha città in Toscana nobilissima et prima,
-fo edificata avanti lo advenimento di Cristo anni 90, da gli homeni
-d'arme de Sylla romano, perchè Sylla preditto li assignò quel paese
-per sua habitatione; et questi habitono a presso el fiume di l'Arno,
-et edificono un castello chiamato _Fluentia_, come scrive Plinio.
-Dopo, venendo Totila re de Gothi, la prese et totalmente la disfece et
-guastò. Dopo la prese Carlo Magno, et per memoria la fece rehedificare
-et ampliare di circuito di mure, et volse la fusse libera con molti
-privilegii, et concesse a loro legge et gli magistrati. Et poi del
-1024 fu molto ampliata per spoglie di la città de Fiesole, perchè
-quel popolo fo costretto venirvi ad habitare: del 1071 fu accressuta
-di mure, oltra la chiesia di Santo Laurentio, come è al presente. Et
-morto Federico imperatore, loro inimicissimo, successe Rodolpho, al
-qual Fiorentini detteno ducati 6000, et li restituite ne la pristina
-libertà, et loro ordinono 12 anciani. Et poco da poi mutorono, et ne
-fecero 8 chiamati Priori di l'arte et uno Confaloniero di justitia, i
-quali stanno fermi nel palazzo. Per mezzo di questa vi passa el fiume
-di l'Arno, el qual per la ferocità di le acque è innavigabile. È un
-bellissimo tempio di San Zuan Battista, dove è il suo digito che mostrò
-_Ecce Agnus Dei_, et qui solamente è di tutta la città el Battesimo:
-et le porte, che son tre, sono di ferro bronzo, historiate dil
-vecchio et nuovo Testamento. Ancora v'è el tempio edificato con arte
-incredibile, grandissimo, con una volta nel mezzo et la chiamano la
-cupola, edificata con inzegno più presto divino che humano, et tutto di
-fuora coperto di marmoro variato, et sempre vi si lavora, et si chiama
-Santa Maria la Nonciata, et ha una torre stupenda, tutta di marmoro,
-per campaniele, altissima. Questa città in poco tempo arse do volte, et
-fo del 1176. Ha habuto molti adversarii per tuorli la libertà, Pisani,
-Senesi, et altri in Italia, poi Henrico VII imperatore, poi Castruccio,
-ancora Lanzilò re di Puja, Galeazzo Maria, primo duca di Milano, et
-innanzi a lui Joanne archivescovo de Milano, et duca Felippo _etiam_
-duca de Milano, re Alphonso et Ferdinando so fiol ultimamente; _tamen_
-sempre se difese. Di questa città vi fu Francesco Petrarca, el qual
-nacque in uno castello chiamato la 'Ncisa in Val d'Arno, 12 miglia
-di sopra Fiorenza; Dante Aldighieri, Accursio jurisconsulto, Lunardo
-Aretino ben fusse di Arezzo, et altri assae, _maxime_ Cosma de Medici
-ricchissimo, Pallade Strozzi cavalier, in greco et latin dottissimo,
-Angelo Acciauli capo dottissimo in greco. Or Fiorenza zira attorno mia
-cinque e un terzo; le porte di la terra 13; sopra el fiume di l'Arno è
-4 ponti, uno de li qual ha botteghe 40, l'altro X; su l'Arno è molini
-numero 54 da masenar ne la terra. Ha d'intrada Fiorenza ducati 350
-milia; la chiesia cathedral è Santa Liberata, e parrocchie 52, priorie
-12, oratorii 16. Ha spedali 38, 4 da infermi, 2 de ammorbati, 2 de
-bastardi, 26 de pellegrini, uno de preti per zorni 8, uno de frati
-per zorni 8. Monasterii de frati numero 21, zoè 9 di l'ordine di San
-Battista, uno de San Basejo, uno de San Hieronimo, 3 di Santo Agustin,
-uno di Carmelitani, do di San Francesco, do de San Domenego frati
-predicatori, uno de Umiliati et uno di Santo Antonio. Monasterii di
-donne 44: 12 di San Battista, 9 di Santo Agustin, 5 di Santo Domenego,
-6 Carmelitani, 2 di San Zuan in Hierusalem et do altri; in tutto 44 de
-li ordeni sopra scritti, ma sotto diversi nomi de Santi. Frati et preti
-et monache vi sono numero 5000, de li quali 3000 ne sono Mendicanti.
-Caxe 18 milia et 400. Fa anime 128 milia, forestieri 15 milia. È in
-Fiorenza strade 258, torre et campanieli 284, piazze 24, loze dove
-se reducono li cittadini 18, botteghe di seda 120, telari 3000, tra i
-qual 400 de brocati d'oro et d'arzento lavorano. Botteghe di lana 280,
-lavorano panni 10000. Battiori numero 263 da depentori per dorar, et
-da filar numero 23. Spiziarie 95, barbarie 120, oresi 37, banchi de
-monede grosse et piccole 33, librari 28, sartori botteghe 18, fa calze
-64. Consuma de farina al zorno moza 150, ch'è 3600 a l'anno; consuma de
-vino al zorno 900 barile, ch'è 3500 barile a l'anno et X barile fa una
-botta. Fiorentini consuma di oio a l'anno barile 55 milia. Di fuora di
-la terra è caxe et palacii de cittadini X milia fra mia 5; et zirando
-fra mia X, numero 14 case de cittadini hanno tentorie di seta et lana
-47, chiovere da tirar panni numero 8. El palazzo di la Signoria val
-di spesa a l'anno ducati 24 milia, tra manzar et salarii: _videlizet_
-manzano bocche 47. Et il domo è di piere divisate, con il campaniel
-simile alla chiesa. Casamenti et palazzi bellissimi. Or li Signori soi,
-che sono 8, et il Confalonier 9, stanno do mexi et non più. Et questa
-descriptione ho voluto qui scriver, benchè non sia in proposito, pur
-a ciò di ogni cosa, lezendo questa, se ne habbi cognitione, ho voluto
-brevemente qui scriverla. Ma a la intrata dil Re veniamo.
-
-
-_Questo è il modo de l'intrar dil Re di Franza in Fiorenza a dì 17
-Novembrio._
-
-Imprimamente giongendo la Maestà dil Re a Monticelli, fuor di la porta
-di San Friano, se fermò qui aspettando l'ordine dato. Ivi gionse
-la Signoria di Fiorenza, et posesi a sedere in su uno balcone, con
-le sedie come sono in piazza, su la ringhiera molto ornata, con uno
-sopracielo de panno azzurro, con le arme dil Comun di Fiorenza, et
-con certi scudi di qua et di là per la porta, et per l'andito di la
-porta medesimamente, con le armi dil Re. Et sedendo la Signoria in
-sul balchetto, se era ordinata una bella processione con ornatissime
-pianete, come si usa per San Joanni, ma incominciato a piover alcune
-gozole, i frati se messeno le pianete a roverso per non le guastare,
-per la qual cosa non poteva proceder la processione. Et pur ancora
-comenzava venir de molti cavalli, sì de quei de cittadini che andavano
-incontra al Re, sì _etiam_ de quelli de li homeni d'arme; in modo
-che i frati furono sbaragliati di qua et di là, e chi correva per
-uno viottolo, et chi per uno altro. Incominciando adoncha la intrada
-dil Re, venne avanti 200 coppie de zoveni fiorentini, molto belli,
-bene a cavallo et vestiti tutti alla franzosa, con ricchissime
-veste et con maneghe molto larghe. Innanzi a tutti era Lorenzo de
-Piero Francesco, con squadrone di zoveni a cavallo ben in ordine,
-che battendo cavalcavano per andar a far certi provvedimenti et
-apparecchi per el Re. Da poi lui seguite ditti zoveni molto ornati,
-et driedo loro seguitava forsi 100 coppie de homeni de tempo, pur
-fiorentini, molto ben vestiti et ben a cavallo. Et cavalcando via,
-stando cussì uno puoco, comenzò a venir la zente dil Re, et innanzi
-a tutti 4 tamburini con 4 tamburazzi grandissimi, che parevano 4
-tinele, et sonavano con tutte due le mani, et havevano duo da lati
-che sonavano zuffoli, et fazevano sì grande el strepito che 'l pareva
-ruinasse quella via dove i passavano. Et driedo a loro 7 caporali, che
-andavano al pari, in modo che i tenevano quanta era larga quella via,
-armati benissimo con certe curazze scoperte et maglie, et le braze è
-bellissime, salde di finissime maglie, con certe arme a uso di ronca
-inorate et molto lustrate: parevano arme disconze al portare, ma erano
-più atte a tagliare uno usso (_uscio_). Et havevano uno cappellazzo
-in capo per uno, et sopra la curazza una zornea tutta frappata de
-zambelloto. E driedo loro parecchi altri con quelle mannaie. Et da
-poi questi, forsi 200 balestrieri con forsi 800 arcieri a piedi, et
-loro 4 tamburazzi, con forse 2000 schioppettieri. Innanzi a tutti
-era uno homazone, con una arma in mano lustrata, a uso di spedo da
-porco, fitta in uno querculo grosso e torto: cosa assà goffa; et poi
-questi 4 tamburazzi che sonavano con tutte due le mani, che pareva gli
-avesseno a far una vendita. Et da poi questi veniva molti Sguizzari
-con zerti lanzoni molto curti et grossi come travexeli, con uno certo
-ferrazzo curto a uso di una ponta de partesana, et andavano a sette a
-sette tutti insieme, et durono uno gran pezzo a passare, in modo che
-fo stimato esser più di diecemilia, et driedo a questi venne certe
-banderuole, et dopo loro erano altri schioppettieri et balestrieri
-et arzieri, con una squadruzza con quelle mannaie, come ho ditto di
-sopra. Da poi questa veniva uno trombetta, con una tromba longa, con
-una bandiera, con uno squadrone de forsi 60 homeni d'arme, con li
-più diversi et grossi cavalli che mai fusse visti, con sopravveste
-mezze di brocato d'oro et mezze divise, e con bellissimi pennacchi e
-con una mazza ferrata per uno in sulla cossa, et il stocco a lato. Et
-da poi questi venivano quelli che portavano le lanze inclinate come
-se le volesseno imberciare. Et dopo questi venne pochi balestrieri a
-cavallo, ma una grandissima moltudine de arzieri a cavallo. Et dopo
-questi uno altro squadrone, medesimamente armati tanto riccamente che
-tutti doveano esser o conti o signori, et era zente molto fiorita. Et
-cussì avanti che venisse el Re, venne 8 o ver 10 squadroni, come ho
-ditto; poi veniva tutti i trombetti di la Signoria di Fiorenza, vestiti
-a la devisa dil Re, zoè bianco e vermiglio, con certe gabanuzze di
-zambelloto, et con una moltitudine de trombetti dil Re; et driedo a
-loro uno bellissimo squadrone de homeni d'arme, tutta fiorita zente.
-Veniva prima li signori dil sangue, tra i quali vi era do italiani:
-el sig. Galeazzo di Sanseverino et don Ferrante fiol dil Duca di
-Ferrara, a uno insieme con loro. Et po questi uno baldacchino portato
-da quattro dottori in la terra Fiorentini, sotto el quale era el Re
-a cavallo, in su uno bello cavallo, et havea indosso una gabanella
-de broccato d'oro tirato, et di sopra una sbernia di raxo azzurro et
-uno cappellazzo bianco sottile in capo, che non parea fusse niente su
-quello cavallo se non uno capo per la grandezza dil cappellazzo: uno
-homicino aliegro in viso, con uno grandissimo naso, et il viso longo,
-con fanti a piedi intorno, che era una bella cosa a veder. Et driedo
-al Re era assà baroni, con veste de broccato d'oro che toccavano per
-fino in terra. Et dopo loro venne parecchi squadroni de homeni d'arme,
-come quelli da prima, che mai si vide la più mirabil cosa. Et intrato
-in la terra, sonando tutte le campane, li fu fatto riverentia a Sua
-Maestà da la Signoria era sentada lì a la porta di San Friano, come
-ho ditto di sopra. Era _tunc temporis_ confalonier di justitia uno
-Francesco di Martino Scarfi. Et giongendo al ponte di Santa Trinità
-dove era uno carro con uno edificio con molti razi (_arazzi_) quando
-fo annonciata Nostra Donna, che parve cosa bella al Re; et seguitando
-el cammin passò per borgo San Jacomo et passò el Ponte Vecchio, et
-venne zoso per Ponte Santa Maria, el qual era tutto coperto di quella
-tela vi sogliono metter i botteghieri per rispetto del sole; et
-zonzendo in piazza, lì era uno carro triumphale, con uno grandissimo
-zio (_giglio_), et di sopra una corona di palme inarzentade, con rami
-de olive; et eravi su giovani con diversi instrumenti, che sonavano
-et cantavano, et salutorono el Re dicendo: ben vegna el liberator
-et restaurator de la libertà! et molte altre cose in laude dil Re.
-Et procedendo passò da casa de Zulian Gondi, passò via dal canto di
-Pazzi, et zonzendo in Santa Liberata smontò da cavallo et intrò in
-chiesia. Et zonzendo a la porta, quivi era el Vescovo con tutto el
-clero de preti; et menollo a l'altar grando, et ivi ringratiò Dio che
-lo havea condutto a salvamento, et da tanta zente che era, si durava
-fatica zonzer perfin a mezzo la chiesia. Et quivi sopra l'hostia in
-man di l'Arcivescovo solemnemente zurò de observare li capitoli, li
-qual saranno di sotto scritti, et mantegnirave Fiorenza in libertà,
-restituendole le sue terre; et volse che, _versa vice_, la Signoria
-di Fiorenza, _nomine illius Comunitatis_, li zurasseno sempre saranno
-fideli a sua corona et a la caxa di Franza. Et poi ritornato con gran
-furia fu messo a cavallo, per esser piccolissimo, et fu menato in la
-via larga, perchè era sì grande la calca, che non si poteva seguitarlo,
-et era notte, et dismontò da cavallo. A la caxa de Piero de Medici era
-apparato per Soa Maestà con tante zentilezze, che mai più si vide tale,
-dicono i Fiorentini. Primamente era coperta tutta la via de mantegli
-de roversi azzurri con zigli zali, et con uno cornisone con le arme
-dil Comune et dil Re, et cussì sopra lo usso (_uscio_) che usciva
-a la scala con festoni acconci ornatamente, et cussì sopra la loza
-dentro, più degnamente che non si potrebbe contare, con tanti zigli
-e con tele zale. La camera tutta conzà di broccato d'oro. Et il simel
-in caxa de Piero Francesco pur de Medici, con uno tondo in su lo usso
-(_uscio_), messo a oro con le arme dil Re, et con festoni pendenti da
-lati, con penne inarzentade conze degnamente, et di sopra con uno vaso
-inarzentado et con uno lauro in ditto vaso, pur inarzentado, et in caxa
-benissimo aconzo, con panni d'oro per coperte di letto, cose bellissime
-d'ornamenti, et una lettiera de avolio con le casse de avolio. Et in
-questo mezzo si era fatto notte, et la Signoria fè metter uno bando,
-che ognuno mettesse lume a le finestre per fina a le 5 hore, sotto pena
-di la disgratia loro: et cussì fo fatto per poter allozar Franzesi,
-et pareva zorno, tanta luce vi era. Et subito zonto el Re, dimandò
-di le medaie, cammei et porzellane di Piero, che erano cose di grande
-estimatione, però che Lorenzo suo padre molto si deletava; ma perchè
-erano sta strafurate da li soi, et scose in li monasterii, non le potè
-haver. Et Fiorentini li presentò la caxa preditta di Piero, ma lui non
-la volse accettar, et molto instigava la tornata di Piero, facendoci
-tutto a ciò ritornasse: _tamen_ Fiorentini mai volseno consentir, _imo_
-li chiesero una gratia, che tutte le arme de Medici, erano depente per
-la terra et nel palazzo, fusseno dispegazate, a ciò non vi restasse
-memoria di loro, et che la parte seguiva Piero fusse cazzata dil
-governo; et levono alcune caxe antiche, le quale un tempo erano stà
-basse, et da Medici subposte. Francesco de Medici nominato di sopra, a
-ciò non fusse più chiamato de caxa de Medici, essendo ditta caxa venuta
-tanto in odio a Fiorentini, volle che _de caetero_ fusse chiamato di
-la caxa de populani, et mutò l'arma che prima era sie balle rosse in
-campo zalo, et una a questo modo come è qui pinta, et al presente levò
-l'arma, zoè una rosa in campo bianco, ch'è l'arma di la Comunità. Et
-questo intrò al governo di la città, et ogni exilio et confiscatione
-per sè stessa era levata col governo di Piero. Adoncha per il scaziar
-de Medici niuna caxada di quelle lo seguiva fo mandate fuora de
-Fiorenza, ma ben _quodammodo_ private, zoè che non erano elette al
-governo di la Republica, benchè _etiam_ fino li soi medesimi fonno
-contrarii a esso Piero. Et questa Signoria, che era al presente 8 et
-il confaloniero di justitia, i quali habitano in palazzo, era di quelli
-pur fatti mentre Piero era in Fiorenza, et compiteno li do mexi di loro
-dignità. Ma, compiti, fonno refati de altri, et fatto uno nuovo ordene,
-secondo come di sotto il tutto chiaro sarà scritto.
-
- _Capitoli conclusi tra il Cristianissimo Re di Franza et Comune di
- Fiorenza a dì... Novembrio 1494 in Fiorenza, firmati[105]._
-
- _Oratio Marsilii Ficini Florentini ad Carolum Gallorum regem
- habita...... Acta Florentiae die... Novembris 1494. Dixi[106]._
-
-
-_Protesta Regis Franciae ad Alexandrum pontificem et universis et
-singulis[107]._
-
-Questo protesto fo mandato ad Alexandro Papa et Collegio de
-reverendissimi Cardinali, el qual poi a ciò tutti lo vedesse et potesse
-ben leggerlo a suo piacere, fu butado in stampa, latino et vulgare, et
-venduto per tutte le città de Italia.
-
-
-_Quello seguite in Fiorenza mentre el Re vi stette et in Toscana._
-
-A dì 21 de Novembrio zonseno in Fiorenza, dove era el Re, Domenego
-Trivixan et Antonio Loredan cavalieri, ambassadori di la Signoria
-di Venetia, deputati a esso Re di Franza, et senza altro honor se ne
-andono con la sua brigata a dismontar al hostaria. Questo perchè in
-quel zorno medemo fu certa novità di populo ivi, _adeo_ che quasi
-tutto el populo armato era corso a la piazza, per caxon di alcune
-presomptione havea usato certi baroni franzesi. Però che Fiorentini si
-haveano redutto in conseglio per consultare li fatti loro, et _etiam_
-per trovar danari che il Re dimandava, _iuxta_ la forma di capitoli. Et
-mentre erano Fiorentini a tal consultatione, questi Franzesi dubitando
-quello voleva dir questo star tanto in conseglio, volseno intrar in
-palazzo et _etiam_ nel ditto conseglio, dicendo volevano intender
-la cagione stevano tanto serrati a consultar. Et li fo risposto
-consultavano el fatto loro, et che non volevano che ditti baroni
-intrasse nel loro conseglio. _Unde_ uno di quelli franzesi desnuò
-uno pugnal verso il portinaro, volendo al tutto intrar: per la qual
-cosa la Signoria fece sonar campana a martello, _unde_ tutta Fiorenza
-si messeno in arme, et si pur uno havesse principiato, _sine dubio_
-tutti li franzesi che ivi si trovavano sarebbe stati tagliati a pezzi,
-perchè in Fiorenza è un gran populo, et, come fo ditto, era appresso
-persone XV milia da fatti su la piazza. Et el Re meravigliandosi di
-questo, benchè le sue zente erano volonterose di far qualche movesta,
-per haver causa de metter la terra a sacco, ma considerando el pericolo
-havea a seguir, a mettersi a _furore populorum_, ordinò a le sue zente
-stesseno in pase, et cercò di adattar le cose. Et mandò a dimandar
-a la Signoria quello havea voluto dir questo, et intesa la cagione,
-al meglio si potè fo a ditti fiorentini fatto diponer zoso le arme,
-et la Signoria medema venne ad excusarsi alla Maiestà dil Re, con la
-qual fra Hieronimo di S. Marco di l'ordine di San Domenego, reputato
-in Fiorenza santo, come ho scritto di sopra. Et disseno Sua Maestà
-non se dovesse meravigliar, perchè quel populo era di tal sorte che,
-a uno segno, tutti se redusevano armati a la piazza ad aspettar il
-mandato di la Signoria, per conservation de loro libertà; et _etiam_
-perchè pur intendevano che quella voleva promover el ritorno de Piero
-de Medici, la qual cosa el populo non la poteva sopportar, per le
-tirannie havea quella caxa fatto. Et come vidi una lettera venuda
-di Fiorenza, che el Re _protulit haec verba_: li cieli et le stelle
-voleva che noi desfassemo Fiorenzai et nui li volemo obstarli. _Etiam_
-è da saper che Fiorentini antivedendo a molte cose, havendo a vegnir
-questo Re in Fiorenza, ordinono un bel modo di adunar zente in la terra
-a li bisogni, et elexono XXX commissarii, i quali andasseno per le
-ville, castelli et terre vicine dil suo territorio, et far che quando
-sentivano sonar la campana dil palazzo di la Signoria, la qual di raro
-_vel numquam_ si sona a campana e martello, se non quando intravviene
-qualche novità grande: et fo sonata al tempo che Piero de Medici andò
-attorno la terra, come ho scritto di sopra, cussì _etiam_ li campanelli
-di le chiesie dil contado de Fiorenza dovesseno sonar, nè mai restar se
-quella prima di la città non restasse; et che tutti, a tanti per caxa,
-dovesseno correr armati come meglio potevano a Fiorenza a ubidientia
-di la Signoria. Questo feceno a ciò el Re non li venisse voglia di
-far qualche movesta, essendo con cerca X milia persone allozato in
-la terra: ancora secretamente feceno intrar molti del contado armati
-in Fiorenza, i quali stevano occulti, a ciò _in omni eventu_ fusseno
-presto preparati. Et questo fu la causa che nè Fiorentini poteno mandar
-contra li ditti ambassadori, nè _etiam_ uno de primi baroni dil Re,
-al qual era stà commesso dovesse venirli contra et honorarli. Et zonti
-ditti oratori, sedate le cose, Fiorentini si venneno ad excusar, et li
-consignono una caxa _honorifice_ preparata, et cussì _etiam ex parte
-Regis_ venneno ad receverli, narrando la cagione che non erano venuti
-contra. Et poi andono a la presentia dil Re, dal qual fonno _benigne_
-ricevuti; et exposeno a dì 25 la loro imbassata, sì publica _quam_
-privata, et con el Re andò per fino a Roma et _deinde_ a Napoli, come
-tutto scriverò di sotto.
-
-Et Pontifice Romano, come capo di la Christianità, essendo suo ufficio
-di veder pacificar le cose, _maxime_ in Italia, vedendo che el Re non
-havea voluto parlar a Lucca al Cardinal di Siena legato suo; et vedendo
-che el cardinal Curcense, _tituli Sanctae Mariae in Cosmedin_, di
-natione franzese, el qual _noviter_, a riquisitione dil re Maximiliano,
-da questo Pontifice fu creato insieme con XI altri cardinali ne l'anno
-1493 di Dicembre, voleva venir a trovar il Re a Fiorenza, li commesse
-alcune cose dovesse dir a Sua Maestà et detteli zerca quella legatione,
-zoè veder di adattar, potendo. Ma non potè far nulla, nè _etiam_
-molto si scaldò, per esser franzese. Ma pur el Papa terminò di star
-constante, et al tutto metter sue forze in ajuto dil re Alphonso, al
-qual concesse tutti li passi de entrar in Reame che era di la Chiesa, a
-ciò li fortificasse et mettesse custodia, come ho scritto di sopra. Ma
-Colonnesi non restava di far a Romani il pezo potevano.
-
-El cardinal Farnese, fatto legato in Patrimonio, volendo intrar in
-Montefiascone, loco di la Chiesia, non fu accettato; ma Franzesi poi
-intrò zerca 4000 a dì 26 Novembrio, come dirò di sotto.
-
-Ritorniamo a Pisani. I quali, partido el Re di Pisa, cerca XXV zoveni
-figlioli de principali cittadini andono alla cazza et preseno molte
-selvadesine, et cussì tutti vestiti a uno modo de turchino, con l'arma
-et insegna dil Re nel petto, venneno a trovar el Re a Fiorenza, et
-presentarli quello havevano cazzato. La qual cosa fo al Re molto
-accetta. _Unde_ questi fonno con bel modo da Fiorentini retenuti,
-benchè el Re l'havesse molto a mal, et però volse mantenir Pisani in
-libertà, et zerca Pisa non servar li capitoli a Fiorentini. Et ancora
-Pisani intendendo che 'l Re havea fatto uno capitolo con Fiorentini
-zerca loro, per el qual pareva non dovesseno esser (come erano) reduti
-in libertà, mandono al Re soi ambassadori, i quali fonno Bernardin
-de Lagnolo cavalier, Simon Francesco de Orlandi et Piero Griffo _jur.
-doct_., a ciò ottenesseno da Soa Maestà la libertà. Et questi da poi
-che alcuni stetteno seguitando el Re, da poi il suo partir de Viterbo,
-ottenneno carta et privilegio rimanesseno in libertà con alcuni
-capitoli: _tamen_ che dovesseno _pro nunc_ levar le insegne sue, et
-esser sotto li soi do governadori et capitano ivi lasciato. Et cussì
-ditti oratori ritornono a Pisa.
-
-Ma è da saper che Pisa è camera de imperio, et _ex consequenti_ ditto
-Re non ha alcuna jurisditione, _nisi in armis_, de redurli in libertà.
-
-Ma el Re de Franza preditto, essendo stato in Fiorenza zorni XI, habuto
-danari da Fiorentini, zoè ducati 50 milia, havendo visto la terra,
-però che tal hora vi andò a cavallo quella vedendo, fo a messa a S.
-Johanne et Santa Liberata; et ritrovandosi ivi ambassadori de Senesi,
-che l'aspettavano per compagnarlo in Siena, li dava passo et vittuarie,
-offerendoli la terra, come sempre havevano fatto, per la devotione
-portavano a la casa di Franza, i quali fonno Zuan Antonio Saracini
-et Bartholomio di Carlo franzoso. Questi pregono Sua Maestà che con
-più poca zente potesse dovesse intrar in la città. Za era venuti a la
-presentia dil Re li cittadini fora ussiti di Siena, i quali del 1487
-fonno discacciati da la parte contraria, pregando el Re volesse farli
-ritornar in Siena. Et cussì el Re cercò di farlo, benchè non potesse
-ottenir questo da Senesi, come dirò di sotto. Et el Re lasciato do
-soi ambassadori o vero commessarii in Fiorenza, secondo la forma di
-capitoli, i quali fonno monsig. di la Mota, el qual non molto da poi
-fo mandato ambassador a Milano, et ne successe uno altro chiamato
-Gian Francesco general di Bertagna catelano; et l'altro pur lassato
-in questo tempo fu el presidente dil Delphinà. Et a dì 28 Novembrio
-da po disnar partì de Fiorenza, et andò mia 3 a uno monasterio di la
-Certosa, dove è una bellissima et forte fortezza, cussì è fabbricato
-ditto monasterio, et quivi se puose. Insieme vi seguiva li ambassadori
-de Venitiani; et Fiorentini _etiam_ vi mandò fino a Siena, et do che
-dovesse seguir Sua Maestà sempre, zoè Francesco Soderini episcopo di
-Volterra, et Neri Capponi. Ma lasciamo qui el Re, et quello in questo
-mezzo seguite scriviamo.
-
-Za le sue zente erano andate parte avanti avviato verso Siena, et anche
-su quel di la Chiesia, facendo corrarie et prendendo alcuni castelli
-per caxon di haver vittuarie. Et mentre che el Re era in Siena mandò
-monsig. di Mompensier con 3500 cavalli avanti in Siena: el qual havendo
-intelligentia con quei de Acquapendente, ch'è una terra dil Papa, mandò
-1500 cavalli, i quali ivi presentati ebbeno subito la terra. Et cussì
-si andavano sparpagnando per quelli castelli vicini di la Chiesia,
-et dannizavano, benchè, dove andava, subito li era portate le chiave,
-come fu Orvieto, Montefiascone et altri luoghi, i quali non accade qui
-descriverli.
-
-In questi zorni accadette di una preda fatta per Franzesi, la qual
-non voglio lassar di scriver, ch'è una madonna Julia di Fieschi,
-moglie dil sig. Ursino sig. di Brassanello, ch'è uno castello appresso
-Viterbo, et sorella dil cardinal romano chiamato Farnesio, novamente
-da questo Pontifice creato cardinal, et era favorita dil Pontifice,
-di età giovine et bellissima, savia, accorta et mansueta, la qual era
-venuta de Roma a uno sponsalicio de alcuni soi parenti, et partita di
-uno castello a presso Montefiascone o vero Acquapendente, ivi ne la
-strada con zerca cavalli 40, et molti di quelli era in sua compagnia,
-de la fameglia dil cardinal preditto, el qual non era stà accettato in
-Montefiascone, et era ritornato a Viterbo legato. Or da uno monsig. di
-Alegra fo presa, et poi menata a Viterbo, come dirò di sotto: et inteso
-chi la era, dette taglia ducati 3000, et scrisse al Re di questa presa,
-el qual non la volse veder. Ma lei scritto a Roma come era benissimo
-trattata, et che li fusse mandato la taglia, essendo stata alcuni zorni
-lei con le sue donzelle con Franzesi a Viterbo, habuto la taglia,
-benchè altri dicono per liberalità di quel che la prese non volse
-taglia niuna, ma _libere_ con 400 Franzesi foe accompagnata fino a le
-porte di Roma, et _ita fuit_.
-
-Ma el Re, partito di la Certosa, venne de sera a San Cassano, et ad
-allozar a Poggibonzi, lochi di Fiorentini, _demum_ intrò in Siena. Ma
-prima che descriva el modo et ordine et quello fece in Siena, voglio di
-Fiorentini scriver alcuna cosa.
-
-
-_Successo a Fiorenza da poi la partita dil Re._
-
-Fiorentini, benchè havesseno conclusi li capitoli con el Re, che li
-fosse reso li soi luochi, pur per più securtà esso Re volse tenir
-Serzana, Serzanello, Pietrasanta, el forte de Livorno, et si pol dir di
-Pisa, et in Fiorenza lassò li do sopra nominati. _Tamen_ non mosse in
-ditti luoghi le insegne de Fiorentini, ma ben li custodi, et vi puose
-de suoi franzesi.
-
-Ma, partito el Re, deliberorono di far li loro ufficii, essendo
-tempo de li do mesi di mutar Signoria, et cussì elesseno una parte de
-cittadini in palazzo di signori, et tra loro questi ufficii i quali
-parte, _maxime_ li accoppiatori, dovesseno durar uno anno, li nomi
-di quali qui sotto saranno scritti. Ma el populo, inteso questo modo
-novo, non volendo tollerar, si levono a rumor, et corseno tutti sopra
-la piazza, _unde_ fo deliberato a far a questo modo, compito el tempo
-de questi deputati che era uno anno, di governarsi secondo el costume
-vecchio, zoè che tutti quelli di Fiorenza potesseno venir a consiglio
-compiti anni XXX, essendo stato però o loro, o il padre, o suo avo,
-intro uno di questi tre officii, o vero di signori, o confalonieri,
-o di collegio; et non vi essendo stati, come è ditto di sopra, non
-se intenda dil loro consiglio. Dove, questo numero reduto, dovesseno
-deliberar el modo de li officii haveano a far, _maxime_ la Signoria,
-come cussì feceno, qual intenderete lezendo più avanti. _Tamen pro
-nunc_ quelli officii fatti restasseno, et cussì fo sedato el popolo
-fiorentino.
-
-
-_Questi sono XX accoppiatori creati per uno anno._
-
- Santo Spirito:
- D. Domenego Bonsi cavalier
- Tanai de Nerli
- Ridolfo di Pagnozo Ridolfi
- Piero di Gino Capponi
- Antonio di Sasso per la minore
-
- Santa Crose:
- Barbo Corsi
- Nichol Sacchetti
- Borth.º Guinigi
- Giulian Salviati
- Jacomo del Zacharia per la minore
-
- Santa Maria Novella:
- D. Guido Anton Vespuci cavalier
- Francesco de Martino Scarfi
- Piero Popoleschi
- Bernardo Rucellai
- Andrea di Manetto per la minore
-
- Santo Johanne:
- Francesco Valori
- Gulielmo de Pazi
- Bracio Martelli
- Lorenzo di Pier Francesco _olim_ de Medici
- _nunc_ de populani
- Francesco Rontoli per la minore
-
-
-_X Conservatori di la libertà._
-
- Paulo Anton Soderini
- Piero Vetori
- Piero Corsini
- Piero Guiciardini
- Piero Pieri
- Lorenzo Moregli
- Lorenzo Lenzi
- Lorenzo Benintendi
- Jacomo Pandolfini
- Franceschino degli Albici
-
-
-_8 di guardia di balia._
-
- Santo Spirito:
- Guido Manelli
- Mauro Fantoni
-
- Santa †:
- Marco Nardi
- Salveto Salveti
-
- Santa Maria Novella:
- Andrea de Carlo Strozi
- Carlo Rucellai
-
- Santo Johanne:
- Piero Gerardini
- Barth.º Thedalti
-
-Et non molto da poi provedendo a poner buon governo al stato loro, dil
-mexe di.... uno Antonio di Miniato cittadino pur di Fiorenza, che per
-consulti di la terra era eletto perpetuo official di monte, al qual
-se depositava tutte le intrate de Fiorenza. Questo, quando Lorenzo de
-Medici da poi la guerra con el re Ferrando andò a Napoli, et ritornato
-messe una parte che necessitava donar molti danari et presenti a
-Signori occultamente per conservar la libertà di Fiorenza, et el populo
-che vedeva che el re Ferrando l'havea rimandato con maggior autorità
-che prima, dubitando disseno tutti esser contenti, et per Lorenzo
-fo eletto questo Antonio de Miniato et confirmato dal populo, o vero
-consiglier a tal administration di l'entrade, come ho ditto, et da po'
-_etiam_, morto Lorenzo, sotto Piero vi restò; ma, seguita la ribellione
-di Piero, ditto Antonio in questo tempo da Signori fiorentini fo preso,
-et fugli domandato l'administratione di anni 16, che tanto tempo havea
-scosso le intrade di Fiorenza. Rispose haver dato a la caxa de Medici
-un milion e 500 miera de fiorini, senza i altri lui havea speso per
-conto e comandamento di Lorenzo et Piero. _Unde_ fo terminato che
-'l fusse decapitato su la porta dil palazzo dil Papa, et che tutti i
-soi beni andasseno in Comune, et altri parenti in exilio complici; i
-quali anche loro havevano participato in questo scelere, di tuor li
-danari publici. Et fugli trovato in caxa di ditto Antonio miera 40
-fiorini, scosi sotto el soler dil fuogo, li qual lui a poco a poco li
-accumulava, stimando che mai per alcun tempo non se ne sapesse, et pur
-fonno trovati.
-
-
-_Intrata dil Re di Franza in Siena adi do Dezembrio 1494._
-
-Intrò el Re di Franza in Siena con grandissimo triumpho, li andò
-contra la Signoria di Siena et assà cittadini. Fo fatto alcuni archi
-triumphali a le porte, gioso di qual discendevano alcuni angeli, et li
-presentò le chiave di la cittade. Et intrò a dì do Dezembrio di marti
-a hore 23, et a la prima porta de Camolia fo fatto uno arco triumphal
-con queste lettere: _Sena vetus civitas Virginis_. A la seconda porta
-fo fatto una lupa, ch'è la insegna de Senesi, a li piedi di la qual
-erano queste parole: _Venisti tandem, rex Christianissime, cui nostrae
-ultro patent januae_. Et a la terza porta era uno arco triumphale
-con do homeni, uno di qual representava Carlo Magno, et havea queste
-lettere: _Italiae, ecclesiaeque romanae liberator, christianaeque fidei
-ampliator sanctissimus_; l'altro rappresentava questo Re presente,
-con questo verso: _Carolus octavus Francorum rex, ad idem divino
-missus numine_. Et era preparato il suo allozamento bellissimo de
-ogni sorte tapezzarie, panni d'oro _etiam_ nel Vescovado, el qual per
-Pio pontifice, per esser Senese, quando vi stette fo fabbricato molto
-degnamente, et sopra la porta de ditto Vescovado era scritto: _Salve,
-dive Carole, Francorum gloria, Italiae praesidium, Africae terror_.
-Fonno poi cantati li infrascritti versi, _quibus beata Virgo Francorum
-regem alloquitur_:
-
- Inclite francorum rex, invictissime regum,
- Unica christicolae spes et fiducia gentis,
- Ingredere et felix subeas mea tecta, secundis
- Auspiciis, nam re ipsa libens vultuque sereno
- Urbe mea accipio, felicibus annue ceptis,
- Committoque tibi veteres mea moenia Senas,
- Senas Gallorum Senonum de nomine dictas.
-
-Siena adoncha è città seconda in Toscana de potentia et ricchezze, et
-come scrive Policarpo nel VI suo libro di le _Croniche_ fo edificata
-più de 300 anni avanti l'avvenimento di Cristo da Franzesi Sennonesi
-per habitatione de loro homeni antichi; ma al presente si può numerare
-fra le altre moderne, perchè in quella non è alcun segno de antiquità
-ma tutta degnamente rinnovata. Altri vol fusse edificata da Carlo
-Martello, ma Biondi foroliviense historico scrive esser stà edificata
-da Iohanne XVIII, et da sei plebatichi a quella assignati fo chiamata
-Siena, de quali fo el primo de Perosa, de Chiusi, de Rezzo, Fiesole,
-Fiorenza et Volterra. Questa città è in su un colle, ha intorno ripe
-de tufi, ma nella parte superiore de questa città sono paesi plani,
-con molti giardini, et è molto coltivata. Vi sono molti superbi et
-degni edificii et studio publico in ogni facultà, una piazza degnissima
-con palazzi di Signori ed altri privati superbissimi, uno hospitale
-ricchissimo et piatoso con un degno governo, et ha grande intrata.
-Per la città sono torre altissime et forte. El suo territorio è paese
-fertilissimo in ciascuna cosa a l'humana vita necessaria. È mia 80
-discosta da Roma. In questa alcuna religione ebbe principio: come
-fu Monte Oliveto quello descoperto numerato fra Canonici regulari di
-Santo Augustino, de gli Iesuati et quasi quello di Santo Francesco per
-San Bernardino che fu di Siena. Quivi del 1058 fu fatto el Concilio,
-et Nicolao II creato pontifice. Di questa città vi fu Alexandro III
-che sostenne molti mali da Federigo Barbarossa et alla fine aiutato
-da Venitiani: _etiam_ Pio secundo, Santa Catharina di Siena del terzo
-ordine di Santo Domenego, Ugo Benzi medico summo, et molti altri li
-quali numerare sarebbe perder il tempo.
-
-Or il Re intrò in Siena con 4000 cavalli, dove era il Cardinal di
-Siena nominato di sopra _tituli Sancti Eustachii_, el qual è episcopo
-di quella città. Or el Re, visto non li haver voluto parlar a Lucca
-come legato, quivi essendo persona privata et non _nomine Pontificis_,
-li fece le debite accoglienze, dimandando perdono si a Lucca non li
-havea parlato, perchè sì come Cardinal o vero per nome de Senesi fusse
-venuto, _libentissime_ li arebbe dato audientia, ma non volse come
-legato dil Papa, et cussì al presente li fece bona ciera, per esser
-degno prelato. È da sapere che la prima cosa che fece el Re quando
-intrò in Siena, fu che andò di longo al Domo. Ivi fece l'oratione,
-seguendo quel ditto di Christo: _Primum quaerite regnum Dei_, et poi
-dimandò a la Signoria, però che Siena si governava come Fiorenza fanno.
-Li Signori et Confalonier stanno in palazzo, et portano certi signali
-a le barette per esser conosciuti. Li chiamano et sottoscrivonsi
-alle lettere: _Priores, gubernatores comunis et cap. populi civitatis
-Senarum_. Et cussì come a Fiorenza è confalonier, cussì qui è capitano
-dil populo. Or el Re dimandò 4 cose: _Primo_, che li fora ussiti
-dovessero esser lassati intrar, et li fosse perdonato. _Secundo_, che
-li fusse prestati certa quantità de danari. _Tertio_, che li desseno
-formenti, promettendo di pagarli. _Quarto_, potesse haver il passo
-aperto. A le qual richieste, fatto le debite consultatione, risposeno:
-prima non voler più li fora ussiti, _tamen_ che vederebbeno di adattar,
-come cussì fo. Che danari non havevano, ma che formenti erano contenti
-di dar a Sua Maestà moza mille, che valevano ducati 4000, di quali
-volevano li danari. _Tamen_ ebbe promesse et mai fo satisfatti. Oltra
-di questo per liberalità di Senesi, li appresentono in dono altri mille
-moza de formenti. Et cussì seguite le cose con Senesi.
-
-Viene qui a Siena dal Re el Cardinal di Sanseverino, el qual _licet_
-fusse da la parte di Ascanio, _tamen_ era in Roma, et per esser
-episcopo maleacense (_di Malaga_) et stato qualche tempo in Franza,
-parse al Pontifice di mandarlo per legato, et con lui uno ambassador di
-re Alphonso, per veder si potevano conzar che non venisse più di longo,
-mediante li ambassadori venitiani, et darli qualche tributo etc. Ma el
-Re dato audientia a ditto legato, et dittoli come al tutto voleva esser
-a Roma, et ritrovarsi far le feste di Nadal ivi con la Beatitudine dil
-Pontifice, dove el vederia di conzar e far quello si havesse a far. Et
-ditto cardinal, havendo tal risposta, in uno zorno et mezzo ritornò da
-Siena a Roma, ch'è mia 100.
-
-Quelli di Viterbo, in questo mezzo, ch'è una città dil Pontifice mia 40
-da Siena et 60 da Roma, la qual dil 1193 per Celestino III pontifice
-fu denominata città, et ordinò in quella la dignità episcopal, el cui
-vescovo fusse similmente pastore di Toscanella et di Centocelle, et
-terra bella, grandissime chiese et torrazze assai et fontane, circonda
-mia 3 et si dice Viterbo. È loco di 4 città piccole, et già dil 1493,
-perchè a Roma vi era la peste grande, questo Pontifice con molti
-Cardinali et la corte qui in Viterbo vi stette. Or appropinquandosi
-el Re, el Pontifice era contento che 'l sig. Virginio Orsini a
-compiacentia dil re Alphonso con alcune squadre de cavalli et assà
-fanti dovesse intrar a custodia di Viterbo, et _etiam_ se divulgava el
-Re preditto Alphonso havea scritto a suo fiol duca di Calavria, venuto
-di Santo Arcangelo, dove era stato fino hora, più propinquo a Roma con
-le sue zente, et conte di Petigliano, che dovesse entrar lì in Viterbo
-a ciò Franzesi non tegnisseno quella terra. Ma Viterbesi non volendo
-guerra sopra il suo, mandò a notificar al Re, che ancora era quivi a
-Siena, dovesse mandar zente che le metteriano in la terra avanti che
-giongesse el presidio aragonese, offerendosi loro et la terra sua a Sua
-Maestà. Per la qual cosa el Re vi mandò monsignor di Alegra nominato
-di sopra, et poi _immediate_ venne monsignor di Monpensier con 4000
-Franzesi et introno in Viterbo. Ma alcuni custodi dil Pontifice intrò
-in la rocca, _tamen etiam_ di subito si rese.
-
-
-_De l'intrata dil Re di Franza in Viterbo et successo fin l'intrar in
-Roma._
-
-Vedendo el re di Franza prosperar le sue cose felicemente et esser
-in gran reputatione in Italia, che 'l suo exercito augumentava però
-che per ogni luogo dove el passava zente paesane lo seguiva per andar
-al vadagno, havendo visto che dove si appresentava le chiave erano
-portate, et _licet_ fusse inverno, tempi da star a li alozzamenti, pur
-franzesi li piaceva guerrizar, et li pareva istade, per esser sotto
-un altro clima. Et a dì 4 Dezembrio a hore 18 partì di Siena, essendo
-stà molto honorato da quella comunità, con do Cardinali San Piero _in
-Vincula_ et Curcense, essendo stato tre zorni in Siena. Venne allozar
-la sera a Bonconvento, loco de Senesi, et passato a Montepulzano, a
-dì 7 ad Acquapendente terra di la Chiesa novamente da li soi d'accordo
-acquistata, et qui si reposò, per esser Domenega inassueto a cavalcar,
-per devotione. Et a dì 8 ditto intrò in Viterbo con molte di le sue
-zente, et non vi potendo capir, la terra _licet_ fusse grande, mandono
-fuori di la città gli homeni di le lor caxe, et li franzesi rimaseno
-ivi ad alozar. Et mandò a dir al Papa che li volesse dar passo et
-vittuarie, però che erano nel suo campo gran carestie, come _etiam_ era
-il vero, qual per lettere di ambassadori nostri se intese. Et el conte
-di Cajazzo col conte Carlo di Belzojoso, i quali havevano seguito el
-Re fino a Viterbo, a dì 6 Dezembrio tornono a Milano et a Vegevene dal
-Duca.
-
-
-_A Roma quello fece Alexandro pontifice in questo tempo._
-
-El Pontifice, vedendo l'aproximarse dil Re di Franza, disposto pur
-al tutto di non abbandonar Alphonso, et facea fortificar el castello
-ponendovi custodia. Tutta Roma si levava _saepius_ a rumore. Colonnesi
-scorsizava fino su le porte: le porte di Roma teniva cadenate, et
-_etiam_ per paura fece murar alcune porte, _maxime_ da la banda de
-Viterbo, et riparar a le mure. Era gran carestia per caxon che per il
-Tevere non poteva venir vittuarie, _adeo_ il rugio dil formento, ch'è
-stera do venitiani, valeva carlini 48, el vino ducati 40 la botta, et
-cussì tutte le altre robe era cresciute in precio: non poteva vegnir
-da mar, et manco da terra per le corrarie faceva Colonnesi ogni zorno
-fino su le porte, et non potevano più Romani, et _maxime_ preti usi
-a ogni delitia, tollerar tanta carestia. Dubitava el Pontifice el Re
-non el desmettesse dil papado; sperava che Alphonso o da Venetiani
-o Spagna o Turchi dovesse haver soccorso; et cussì stava in queste
-pratiche, _saepius_ consultando in concistorio con Rev.mi Cardinali.
-Si divulgava el Papa voleva abbandonar Roma, et andar, secondo alcuni,
-a Napoli, altri venir a Venetia, come fece del 1172 Alexandro terzo,
-che da Venitiani fu _benigne_ ricevuto, et datoli vittoria contra
-Federico Barbarossa, et rimesso nel Papado; la cui istoria sarebbe
-molto longa a volerla qui descrivere. El campo dil Re di Franza era
-pur vicino a Roma, et sparpagnato da Viterbo fino a presso Roma in
-quelle terre di Orsini, come dirò di sotto; el qual era certo da 30
-in 40 milia persone, et più ogni hora s'ingrossava. Et el Papa non
-potendo con forze resistere, benchè exhortasse _continue_ Paulo Pisani
-ambassador di la Signoria ivi, dovesse scriver a quella li dovesseno
-(come sempre Vinitiani hanno fatto) al presente ajutar la Chiesia,
-et li era risposto non dubitasse di aver danno alcuno, pur molti
-Cardinali era contrarii al Papa. Si ritrovava lì in Roma ambassador
-dil re Alphonso Antonio di Zenari dottor, nominato di sopra, era prima
-a Milano. Or el Pontifice fece molti provvisionati et messe vittuarie
-in Castel Santo Anzolo per anni 3, el qual castello è fortissimo et,
-_ut dicitur_, inexpugnabele, havendo tentato di far ogni accordo col
-re di Franza, et lì in Roma era soi ambassadori, et el Cardinal S.
-Dionisio franzese. _Unde_ fense di voler adherirse a la voluntà dil
-Re, poi che ad altro modo non poteva far, et za havea fatto trieva per
-alcuni zorni con Colonnesi per praticar accordo, et ordinato di far
-un concistorio dove voleva fusse tutti li cardinali, et _etiam_ dette
-salvocondutto al Cardinal Ascanio dovesse venir liberamente in Roma. El
-qual era stato za per avanti, et partito in discordia. Et cussì adi X
-di Dezembrio venuto li cardinali in castello, o vero in palazzo, dove
-era preparato di far concistorio. El Pontifice za havea ordinato a soi
-che cussì come venivano questi 3 cardinali, zoè Ascanio, Sanseverin
-et Lonà novamente creato a requisition di esso Mons. Ascanio, fusseno
-ritenuti, et cussì fo fatto. _Unde_ li altri cardinali erano venuti per
-essere in concistorio, visto questo, ritornono alle loro habitationi.
-Ancora da poi in Roma fo retenuto et menato in castello da quelli dil
-Pontifice el sig. Prospero Colonna, uno de primi de quella parte nemica
-di Orsini, assà nominato di sopra, et _etiam_ Hieronimo di Totavilla
-fo fiol dil Cardinal Roam, seguiva ditta parte colonnese. Questa nuova
-subito Paulo Pisani cav. ambassador in corte scrisse a la Signoria, et
-venne prestissima in hore 44, zonse a dì 13 da mattina fo il zorno di
-Santa Lucia. Et fo dismesso consiglio et fatto Pregadi, et da poi el
-Cardinal di Lonà fu lassato con promissione di andar a Hostia, et veder
-che il sig. Fabricio Colonna, fratello di Prospero, volesse render
-Hostia ne le man di la Chiesia. Ma non potè far nulla, perchè quella
-terra di genti franzesi era ben custodita; et de subito che ditti
-cardinali fo retenuti, el Papa mandò fuora di Roma li ambassadori dil
-Re di Franza, et la sera fece entrar dentro el sig. Virginio Orsini
-capitano dil re Alphonso con squadre 30 et alcuni fanti; el qual di
-Baccano era venuto su le porte con intendimento dil Papa. Ancora el
-zorno da poi che fo adi XI intrò in Roma el duca di Calavria, allozò de
-Aleria con el conte de Petigliano con squadre zerca 25 et certi fanti,
-zoè le zente l'havia habuto in Romagna, et con quelle era rimasto,
-ben che le mancava el duca d'Urbino signor di Pexaro et altri. Questo
-duca fino hora era stato, partito che fu di Cesena, verso le marine
-con le sue zente, da poi di Santo Arcanzolo a Monte Rotondo loco
-de gli Orsini, et cussì ditte zente aragonese in Roma si allozono,
-et _conclusive_ tutta la terra era in arme. Li Cardinali et prelati
-si fortificavano la notte in loro caxe per dubio di danno per tanti
-soldati era lì in Roma, et ditte zente in una parte di la terra fo
-poste ad allozar, et ivi si fortificono facendo a modo repari. Et el
-Pontifice scrisse uno breve al duca de Milano per la ritention fatta
-di suo fratello Monsig. Ascanio, el qual quivi è posto, et _etiam_ la
-risposta dil Duca.
-
-
-_Exemplum brevis Sanctissimi domini nostri ad Ill.mum et Exc.mum D.
-Ducem Mediolani._
-
-Videntes magnas praesentium rerum turbationes et angustias, decrevimus
-(non nisi ad bonum finem) retinere apud nos dilectum filium nostrum
-Ascanium cardinalem Sanctae Romanae Ecclesiae Vice Cancellarium fratrem
-tuum, ut, sicut circumspectionem suam tamquam nos ipsos amamus, ita ad
-omnem rerum successum futurum sit nobiscum; cui ita numquam deficiemus
-cum omnibus facultatibus nostris, etiam propria persona, sicut nobis
-ipsis. Insuper etiam retineri fecimus Prosperum de Colonna, qui Romam
-venerat absque tamen aliqua securitate nostra, ut per eum recuperemus
-arcem nostram Hostiensem, quam proditorie hoc anno occupaverat, et
-alia omnia bona communia et publica sequantur. Ad quae intendimus toto
-corde. Haec significata duximus tuae nobilitati, ut illi omnia nostra
-sint communia; quam pro Deo rogamus ut pro pace et quiete Italiae velit
-se totum addicere et operam dare. Non enim dubitamus, mediante divino
-auxilio, quod omnia bene succedant; significantes et affirmantes tuae
-nobilitati quod bono animo et opere nobis correspondendo, prout de illa
-speramus, pro statu et exaltatione tua quantum in hoc mundo facere
-possumus et propriam personam exposituri sumus. Romae, die decimo
-Xmbris 1494, pontificatus nostri anno secundo.
-
-
-_Responsum ducis Mediolani Pontifici maximo._
-
-Monet me per litteras suas Sanctitas Vestra, detentum a se Rev.mum et
-Ill.mum Dominum Cardinalem fratrem meum, et tanquam id honoris causa
-et non iniuria factum sit et ex hoc omnia bona cessura sint, me ut
-ad Italiae quietem animum intendam efficacibus verbis cohortatur.
-Moverat me antea hujus injuriae magnitudo, quantum et ratio ipsa et
-literae quas, re audita, statim ad Sanctitatem Vestram scripsi, docere
-potuerunt; sed incredibile est quantum ad primum dolorem accesserit
-postquam haec legi quae in Sanctitatis vestrae litteris continentur.
-Quae enim conveniens causa esse potuit ut qui mihi frater est, tanto
-genere ortus, et qui primos christianorum regum affinitate arctissima
-contingit, detineri et in custodia haberi deberet? Aut ubicumque tanta
-barbaries fuit in qua sine causa manus in aliquem inferantur, et ei, a
-quo beneficia ingentia acceperis, pro beneficio maleficium et iniuriam
-reddas? quo igitur magis haec considero, eo maior et admiratio et dolor
-subit. Si enim in fratre meo culpa est, cur non exprobratur? Sin autem
-nihil deliquit, si semper de Sanctitate Vestra benemeritus est, cur
-et ille et ego tam insigni iniuria afficimur, quod ei libertas per
-Sanctitatem Vestram adepta est? ego vero non modo in bonam partem hoc
-accepturus non sum, imo nihil est in quo me Sanctitas Vestra magis
-laedere potuerit, et quod... ut omnia etiam extrema temptaturus sim
-magis me movere possit. Vehementer igitur Sanctitas Vestra fallitur si
-hanc captivitatem posse christianissimum Francorum Regem a proposito
-avertere sibi persuasit. Qua re, si caetera eum a suscepto bello
-dehortarentur, ipsa sola ut incenderetur magis, et omnia mallet quam
-non ulcisci tantam iniuriam, efficerem ego quoque, cui hunc animum
-natura dedit ne, ubi fieri potest, ullius rei magis quam pacis studio
-tenear. Adeo longe absum ut a Sanctitate Vestra tam graviter loesus
-quieturus sim, quod etiam si laniari fratrem meum videam, Francorum
-Regem hortari ad bellum et ei vires meas addere non cessabo. Hoc igitur
-responsi mei sponsum sit, nisi liberato fratre meo, pacati et quieti
-nihil a me Sanctitatem Vestram habiturum esse. Et si Francorum arma
-ad hoc non sufficerent, propinquos ac necessarios reges ad hoc bellum
-ab exteris nationibus concitabo... Serenissimi et christianissimi
-Romanorum et Franchorum Regum, in quibus reipublicae christianae
-spes omnis nititur, et aliorum Principum et Potentatum et praesertim
-Illustrissimi Dominii Veneti affinitatem et benevolentiam relinquo.
-Vestra autem Sanctitas, quae iniuria tantos reges et principes
-offendere verita non est, quid spei suos habere velit ipsa consideret.
-Vegleveni, XXIº Decembris Mº CCCC LXXXX IIIJ.
-
- Subscriptio) _Ludovicus Maria Sforcia Anglus
- Mediolani dux etc._
-
-Ma el Re di Franza, che ancora non era partito de Viterbo, inteso
-questo, molto stette suspeso, et si meravigliò assai, et subito mandò
-uno araldo dal Pontifice a dolersi di questo, et che dovesse lassar in
-libertà el cardinal Ascanio suo carissimo parente et commissario, et
-quello voleva dir questa retention, et che non rendendo el venerebbe
-per forza in Roma facendo grandissime crudeltà, et usò ditto araldo
-assà altre parole. Ma el Papa li rispose che tornasse dal suo Re, et
-che remanderia soi legati a Soa Maestà, li quali li diriano el suo
-voler et quello era in animo de far, et che el cardinal Ascanio et gli
-altri li haveva ritenuti come desobedienti de li m.ti la Santa Chiesia,
-_tamen_ che stevano bene, et li voleva appresso de lui, et cussì a dì
-13 Dezembrio fatto concistoro, el Pontifice mandò tre legati a esso
-Re, i quali fonno lo episcopo di Narni, lo episcopo di Concordia di
-natione vicentino de caxa di Chieregati, et frate Gratiano spagnol di
-l'ordine de Frati Menori, ai quali fo commesso dovesseno conferir con
-el Re alcune cose, excusar el Pontifice dil retegnir di Ascanio, et
-veder si insieme, pur che con li ambassadori di la Signoria, poteva
-adattar sì con Sua Beatitudine _quam_ con re Alphonso, manifestandoli
-che la retention de Cardinali et Prospero Colonna era a bon fine.
-Ma _quam primum_ se intese in campo dil Re di Franza la retention di
-questi tre Cardinali, el signor Galeazzo di S. Severino, el qual da
-Lion fino a Viterbo sempre havea seguito el Re, essendo stà retenuto
-suo fratello cardinal, et _etiam_ Ascanio fratello dil suo carissimo
-signor et benefattor duca de Milano, si partì dal Re, et in quattro
-zorni fatto cammino da corrier venne a Vegevene dal duca preditto, el
-qual duca _non solum_ scrisse el brieve scritto di sopra al Pontifice,
-ma ancora più mandò a inanimar esso Re di Franza, promettendo mai di
-abbandonarlo nè mancarli di la fede a lui data, et che li manderia
-zente, et feze preparar el conte de Cajazzo el qual con alcuni cavalli
-lezier dovea (_andar_) verso Roma incontinente, et altre zente li
-sarebbe venute driedo; _etiam_ mancando dinari li offeriva _breviter_
-ogni aiuto, purchè el Re volesse approximarse con l'exercito a Roma. Si
-dubitava el duca, come era da dubitarse, che 'l Pontifice non facesse
-morir ditti Cardinali, _eo maxime_ suo fratello; i quali, benchè
-fusseno retenuti, non però steva se non _honorifice_ in castello, come
-_merito_ li R.mi Cardinali debbeno stare. Et el Papa faceva far in Roma
-grande custodia; steva in castello dubitando che el Re non venisse con
-furia a intrar in Roma, per esser potentissimo; era molti spagnoli a
-custodia dil palazzo, et non poteva uscir de Roma niuno, senza bolletin
-dil Pontifice. Et corrieri a Venetia, dal primo che portò la nuova di
-la retention, steteno assà a venir, però che le strade furono rotte,
-nè poteva venir securamente. Et _accidit_ che venendo uno corrier de
-Roma a Venetia con lettere di l'ambassador, fo spogliato per la strada
-appresso Perosa, dà et toltoli le lettere, le qual essendo in zifra,
-come è consueto di far, non le intendendo le restituite, et _post
-tot labores_ fonno portate a la Signoria. Ad altri corrieri li fonno
-tolte le lettere et cavallo, altri presi, i quali acciò non vedesseno
-le lettere che havea, quelle strazzò ovvero le butono in acqua loro
-medemi, sì che le strade erano rotte come intravien a tempo de guerra,
-_maxime_ per la Toscana, che Siena, Pisa, Fiorenza et Lucca erano
-in qualche commotione di aiere, come dirò di sotto, et li contadini
-attendevano più a robar che a far altro.
-
-
-_Partita dil Re di Franza da Viterbo et quello seguite fino a l'intrar
-in Roma._
-
-In questo tempo che a Roma tal cose si fanno, et le zente dil Re di
-Franza za erano bona parte partite da Viterbo, et andate per quelli
-castelli vicini a Roma, et el Re essendo stato zorni... in Viterbo,
-a dì 22 Dezembrio si partì, et andò con el suo exercito verso
-Ronsiglione, et qui fece carta a Pisani de libertà, come ho ditto di
-sopra. Li ambassadori di la Signoria, per non esser lozamento dove
-andava el Re per la moltitudine di le zente lo seguiva, rimaseno a
-Viterbo, _tamen_ mandono con Soa Maestà Francesco da la Zudecha loro
-segretario, il qual di ogni successo dil Re advisava li ambassadori
-et loro poi drezzava le lettere a Venetia. Ma el Re andò di longo a
-Nepi ad alozar, terra di beneficii dil cardinal Ascanio, et quivi
-stette do zorni, ma le sue zente andono a Brazano, Campagnano et
-l'Anguillara, castelli tutti del sig. Virginio Orsini di qua dal
-Tevere, et andati a Campagnano che è castello primario, dove vi
-era dentro Carlo fiol di esso sig. Virginio, el qual non potendo
-resistere a le forze franzese si rendette a patti, salvo li averi et
-le persone, et Franzesi introno dentro; et cussì andavano Franzesi per
-quelli altri castelli sì della Chiesa _quam_ di alcuni Segnorotti,
-e tutti, come si appropinquaveno, levaveno le insegne di Franza et
-li averzeva le porte, pur era carestia, et la moltitudine erano sì
-che si puol concluder fino qui non abbi desnuato spada Franzesi per
-combattere, ma ben per far paura, nè in alcuno luogo accampato, benchè
-con loro havesseno ogni cosa necessaria a oppugnar una terra, come ho
-scritto di sopra. Et a dì 18 el Re partito de Nepi venne ad allozar
-a Brazano, dove qui stette longamente, loco pur di ditti Orsini, et
-havendo udito li legati dil Papa, pur non li piaceva la dimora faceva
-di retenir ditti Cardinali, et _continue_ mandava a dir al Pontifice
-volesse lassar el card. Ascanio, et che lui voleva intrar per le feste
-di Nadal in Roma, le qual si appropinquava, et che dovesseno mandar
-fuora li Aragonesi soi nemici; _tamen_ li tre legati non restava di
-praticar accordo. Et in questo medemo zorno, a dì 18, el Re chiamò
-el secretario di li ambassadori di la Signoria, et dimandò: ch'è de
-li ambassadori? el qual rispose erano rimasti da driedo per causa di
-allozzamenti, onde Soa Maestà li disse dovesseno al tutto farli venir,
-perchè havea da consultar, et _etiam_ volea con loro intrar per le
-feste di Nadal in Roma. _Unde_ inteso questo da Venitiani, fo scritto
-che ditti ambassadori con che compagnia potesse, se ben dovesse de li
-soi mandar in driedo, seguir la persona dil Re, et cussì feceno, che
-subito andono a trovar esso Re a Brazano, et come fonno zonti, el Re li
-dette audientia, dicendo: _Domini Oratores_, datime conforto, et fate
-la Signoria mi ajuta, che il Santo Pare retien pur ancora el cardinal
-Ascanio et Prospero Colonna, et vi prometto di ogni mio progresso far
-partecipe dil tutto quella Ill.ma Signoria. Et cussì ditti ambassadori
-promesseno di scriver a la Signoria.
-
-Parte di questo exercito, come ho ditto, si divise da li altri, et
-preseno alcuni castelli, et feceno alcuni ponti di legno sopra el
-Tevere per passar di là; et zerca 5000 Franzesi in questi zorni, a
-dì 19 et a dì 22 ditto, corseno fino su le porte di Roma chiamando el
-duca de Calavria dovesse venir fuora a la battaglia. El qual duca si
-volse armar, et fece metter in ordine le sue zente con el sig. Virginio
-Orsini et conte de Petigliano, ma tanto stette a venir fuora che
-Franzesi, fatto alcuni danni, ritornono ai loro allozamenti.
-
-In questo mezzo a Roma el Papa in castello praticò di accordar che
-Colonnesi venisse al suo soldo et dil re Alphonso, facendoli gran
-promissione, et fece certi patti et capitoli con el sig. Prospero
-Colonna, era lì retenuto.
-
-Et a dì 18 ditto, el Pontifice venne in concistoro con certi capitoli,
-la substantia di qual è questa. Primo che _libere_ dovesse esser
-lassato esso sig. Prospero di Castello, el qual prometteva in termene
-de do zorni andar a Hostia et far che suo fratello sig. Fabricio li
-daria la terra et fortezza ne le man, la qual lui la consegnaria poi
-al Papa. _Item_ che restava soldato dil Pontifice et re Alphonso, et
-questi li promettevano di dar ducati 30 milia a l'anno, zoè do terzi
-Alphonso et un terzo la Chiesia. _Item_ che 20 milia scudi restava
-haver de stipendio livrato et promesso dal Re di Franza come suo
-soldato, _libere_ el Pontifice li prometteva darli de contadi, habuto
-Hostia. _Item_ che tutti li soi castelli et lochi tolti per re Alphonso
-siano resi et restituidi a essi Signori Colonnesi, et pagatoli el danno
-havesseno habuto per l'incursione. Et alcuni altri i quali _ad plenum_
-non se intese, ma zurato di mantegnir al Papa quanto havea promesso, et
-sigillati li capitoli fo lassado di Castello et andò esso sig. Prospero
-verso Hostia per veder di rehaverla, _unde_ suo fratello mostrò di
-esser renitente, et al tutto volerla tenir per il Re di Franza. _Tamen_
-erano d'accordo, et volevano mantenir la fede data al Re.
-
-Ancora fo lassato el cardinal S. Severino, et mandato per el Pontifice
-legato al Re di Franza a Brazano, a ciò vedesse di operar quello che
-li tre non havevano potuto operar et che el Re non dovesse andar più
-oltra, promettendo di far che re Alphonso li daria tributo _annuatim_,
-et che pur si Soa Christianissima Maiestà havesse voglia, come sempre
-ha ditto, et per il protesto fatto in Fiorenza appar che lui vuol
-andar contra infedeli a recuperar la Terra Santa, _ex nunc_ esso
-Pontifice voleva esser causa di far una liga et paxe universale, zoè
-Soa Beatitudine, esso Christianissimo Re di Franza, la Maestà dil Re
-et Regina di Spagna, la Ill.ma Signoria di Venetia, lo Ill.mo Duca de
-Milano, Fiorentini et altri potentati, _maxime_ la Cesarea Maestà dil
-re Maximiliano eletto Imperator et el Re d'Ungaria. La qual unione
-esso Summo Pontifice bastava l'animo in brevissimi zorni di far et
-concluder, ne li quali era posto _etiam_ el re Alphonso di Napoli; et
-cussì tutti collegadi dovesseno andar alla destrutione di infedeli,
-posto che dimostrava esso Re haverne tanta voglia et che non volesse
-esser causa di far cede (_stragi_) nel Reame di Napoli, et che Alphonso
-preditto havesse cagion di chiamar in suo soccorso Turchi, i quali si
-offeriva de venir et venuti mal saria a discazarli: et altre et simele
-parole, _nomine Pontificis et Collegii Cardinalium_. El qual Cardinal
-con Francesco Guidizoni protonotario et alcuni di la sua fameglia
-se ne venne a trovar el Re, et referito la sua legatione a Brazano,
-_minime_ niuna cosa ottenir potè, però che esso Re et quelli lo
-consegliava havea deliberato di acquistar el reame de Napoli, discazar
-re Alphonso et Aragonesi di quello, metteno li baroni dil Re venne
-expulsi in loro stato, i quali erano con lui, et tuttavia lo seguiva;
-et però stette fermo in voler la intrata di Roma una volta, dicendo non
-voleva offender la Chiesia nè el Santo Pare in niuna cosa; _imo_, come
-christianissimo, da quelli la volesse dannizar, ajutarla.
-
-Continuamente si scorsizava fino su le porte di Roma, dannizando el
-paese, nè in Roma vi poteva intrar vittuarie, et mentre che el sig.
-Prospero Colonna mostrava di adattar le cose con suo fratello in
-Hostia, a dì 25 Dezembrio el cardinal San Piero _in Vincula_ con fanti
-franzesi 350 partito dil campo del Re, intrò in Hostia et messe quelle
-zente et uno capitano franzese chiamato.... de guerra, el qual fino
-al presente è ivi a custodia per el Re di Franza. Et subito intrato
-ditto Cardinal, fonno più costanti che mai fusseno, dicendo non voleva
-obbedir al Pontifice, el qual non era _iure et rite_ creato, et che
-oltramontani ancora non li havia dato la ubedientia, come era la
-verità. Et el sig. Prospero strazò i capitoli fatti col Pontifice, andò
-in campo dal Re et ruppe la fede data al Papa, dicendo haverla data
-sforzata per uscir di Castello, et quella prima data a la Majestà dil
-Re era pura et libera, et quella al tutto voleva observar.
-
-Ancora el cardinal Ascanio vize canzelier fo lassato in libertà, et
-venne in campo a trovar el Re, et come se divulgaveno erano su pratiche
-di far liga con tutti li Principi christiani contra infedeli, et trieva
-tra el preditto Re di Franza et el Re di Napoli, _tamen_ non concluseno
-alcuna cosa, dicendo el Re come sarebbe in Roma co el Pontifice
-adatteria el tutto, ne le qual pratiche se interponeva li Ambassadori
-di la Signoria. Ma el sig. Prospero andò a Marino, castello di suo
-fratello signor Fabricio, mia X lontan da Roma, et ivi stette con le
-sue zente.
-
-In Roma era, come ho scritto di sopra, el Duca di Calavria fiol dil
-re Alphonso con el sig. Verginio Orsini, conte di Petigliano et Zuan
-Jacomo di Traulzi; in tutto con alcune zente di la Chiesia squadre 55
-et fanti 5000. Questo Duca non restava di exhortar el Pontifice a star
-constante et saldo, et non abbandonar el Re suo padre. Praticavano di
-intrar ditte zente in Castel Santo Anzolo, pregando volesse scomunegar
-ditto Re di Franza, et far cruciata contra di lui, et cussì stavano
-in queste pratiche con gran carestia. Lì eravi ambassador di Alphonso,
-Antonio di Zennari.
-
-
-_Seguito et rumore accaduto in Fiorenza et di loro governo._
-
-A Fiorenza accadette in questi zorni alcuni rumori, zoè che essendo
-zonto Piero de Medici venuto per la via di Ancona a la presentia dil
-Re a Brasano, pur lamentandosi di la ingratitudine de Fiorentini usata
-contra di lui et di la caxa de Medici, _maxime_ da poi che nel 1432
-Cosma suo avo fu revocato, Piero, Lorenzo et esso Piero sempre a quella
-republica aveva giovato, difesa et custodita in libertà, et che a hora
-che lui si havea adherito a esso Christianissimo Re, li soi contrarii
-et emuli l'haveano scacciato con suoi fratelli et il Rev.mo Cardinal,
-datoli taglia, i quali per più securtà di la vita loro erano capitati
-a Venetia, et che lui era venuto a inchinarsi a Soa Maestà, et quello
-che li comandava dovesse far voleva obbedir. _Tamen_ che la roba sua
-a Fiorenza era dilaniata. _Unde_ el Re molto dolendosi, non volendo
-tollerar questo, scrisse a li soi restati in Fiorenza Ambassadori,
-o vero commissarii, prima dovesseno dir a Fiorentini li mandasseno
-alcuni danari, come si havevano ubbligati per li capitoli, et che
-non dovesseno molestar la roba di Piero de Medici. Et inteso questo,
-Fiorentini feceno li soi consegli. Ma el populo si levono a rumor, et
-corseno armati su la piazza, altri voleva _iterum_ el governo di Piero,
-altri voleva obbedir a ogni mandato dil Re. Et de quelli do che ivi era
-_nomine suo_, altri non volleva per niente ubbedir in niuna cosa, anzi
-volevano servar quella sua Republica in libertà, et non sottoponeva
-a niuno, et far quello a loro piacevano, et di novo constituir el suo
-governo, seguendo el costume veneto in crear li magistrati. _Unde_ per
-queste dissensione el consiglio, che era reduto per trovar li danari
-per mandar al Re, non feceno alcuna provvisione, et fo in grandissima
-discordia, _maxime_ zerca el novo governo havevano a far, però che
-za havevano eletti 100 cittadini chiamati il collegio di 100, i quali
-durasseno uno anno, et questi elesseno li Accoppiatori et altri officii
-pur per uno anno come ho scritto di sopra. Ma non contentandosi el
-populo in publica concione in piazza, redutti la Signoria, li fece
-lezer _publice_ li capitoli fatti con el Re di Franza, et terminono
-di tenir el modo de far el suo conseglio come al principio di questo
-secondo libro ho scritto, et si pacificono tutti, intervenendo però
-l'autorità di quel frate Hieronimo. Ma Senesi, Lucchesi et Pisani
-feceno liga ditte comunità insieme, con aiuto de Zenoesi, per aiutar
-Pisani a conservarsi in libertà, che pur Fiorentini faceva preparamenti
-per rehaver Pisa, et tutti quelli di li contadi soprascritti erano
-in arme, zoè villani, che parevano un campo contra Fiorentini, et
-dannizono alcuni castelli. Quello seguite poi intenderete più oltra
-seguendo il costume nostro.
-
-
-_Cose accadute in Venetia in questo tempo et dil Gran Turco._
-
-A Venetia, per lettere di Antonio Grimani capitano zeneral da mar, se
-intese come lui haveva habuto il certo da Costantinopoli, che el sig.
-Turco, inteso la venuta dil Re di Franza di qua da monti, _tamen_ non
-haveva ancora inteso la sua intrata di Fiorenza; dubitando che esso
-Re, ottenendo el reame di Napoli, poi non volesse seguir quello sempre
-havea ditto, di passar a la Vallona a danno de Turchi, vedendo che
-za Turchi di le marine, da paura di l'armata di Franza erano venuti
-110 mia fra terra, et abbandonate le marine reduttosi alle fortezze,
-lassando li loro tugurii et habitatione, esso sig. Turco deliberò di
-provveder et fece subito uno editto che tutti li soi bassà, subassà et
-altri di li soi Turchi primarii, dovesseno venir a la Porta, zoè da lui
-a Constantinopoli, a consultatione. Come _etiam_ per lettere di Andrea
-Gritti patricio nostro era ivi mercadante, la Signoria fo certificata
-di questo; et che ordinò ditta Porta uno zórno di zuoba, ch'era
-_apud illos_ festa solennissima et non assueta, di far in tal zorno
-consultatione. Et mandò per tutti i calafai, fabri et altri maistri,
-che _statim_ dovesseno nel suo arsenal lavorar per far galie, perchè
-a tempo nuovo voleva haver una grandissima armata, di vele, come si
-divulgava, 200; et mandò uno ambassador al re Alphonso, come ho scritto
-di sopra, confortandolo che dovesse questa invernata difenderse,
-perchè a tempo nuovo li voleva dar grandissimo soccorso sì de exercito
-terrestre _quam_ con potente armata, la qual facea metter in ordine.
-Et za italiani dubitava el re Alphonso non facesse passar Turchi di la
-Vallona, perchè za ne era ivi redutti qualche bassà, et _etiam_ esso
-Re ordinò tutti li navilii erano in Puia fusse retenuti, et però si
-dubitava.
-
-A dì 19 Dezembrio nel consiglio di Pregadi fu preso certe provvisioni
-per trovar danari, a ciò a li bisogni fusseno preparati, et _maxime_
-di tansar le arte o vero botteghe. Et cussì per li X Savii in Rialto a
-questo deputadi, ogni zorno andavano tanxando ditte arte, et la tansa
-mandaveno a li governadori de le intrade, dove pagavano.
-
-Essendo venuta a Mantoa, come ho scritto di sopra, madonna Chiara
-sorella dil Marchexe et moglie di monsig. Mompensier capitano dil Re
-di Franza, non restava di exhortar el fratello volesse accordarse con
-la Maestà dil Re suo, promettendoli gran cose; licet questo marchexe,
-za anni 4, era a soldo di la Signoria con ducati 30 mila a l'anno in
-tempo di paxe, pagato ogni mexe ducati 2500 a la camera di Padoa. Et
-perchè a la fin di questo mexe veniva a compir la ferma de li 4 anni,
-_tamen_ mancava 4 mesi a praticar, nel tempo non si poteva accordar con
-niuno, secondo la forma di l'accordo havea con ditta Ill.ma Signoria.
-_Unde_ fo preso in Pregadi di dar libertà al Collegio di confermarlo,
-con li modi et condition a loro parevano. El qual Marchexe teniva el
-suo ambassador fermo qui a Venetia, chiamato Antonio Triumpho; et in
-questi zorni mandò a donar a la Signoria uno bellissimo presente di
-salvadesine, benchè ogni anno da poi era condotto consuetava di far;
-ma questo fu molto più bello de li altri, el qual fo partito tra el
-Serenissimo Prencipe et li Padri di Collegio, sì come si suol far.
-
-In questo mezzo, el Cardinal Ystrigoniense, fiol dil Duca di Ferrara,
-venne di Hongaria dove era stato gran tempo, et essendo ivi fu creato
-da questo Pontifice cardinal, et sta nel suo vescovado in Ystrigonia
-con sua ameda la Raina, moglie che fu di re Mathyas. Et ne l'andar a
-Ferrara dal padre, convenne passar per il Polesene di Ruigo; _tamen_
-non fo lassato intrar con zente in Ruigo, et _etiam_ don Alphonso fiol
-dil Duca et suo fratello volendo venirli in contra, mandò a dimandar
-allozamento in Ruigo; al qual fo risposto che si Soa Signoria voleva
-intrar con alcuni de sui el fusse ben venuto, ma con 500 cavalli con
-qual veniva, non volevano tante zente in la terra. Et cussì nè el
-Cardinal nè don Alphonso non intrò in Ruigo, et passò di fuora via,
-et andò a Ferrara. Et ditto Cardinal quivi restò nè non andò a Roma
-fino che vi ritornò in Hongaria; et poi a dì 12 Fevrer essendo sta
-chiamato dal Re di Hongaria, che 'l ritornasse in Ystrigonia, _alias_
-lo priverebbe di quelle intrate, partì di Ferrara con la sua fameglia,
-et habuto licentia da la Signoria, allozò in Ruigo, _demum_ cavalcando
-verso Hongaria andò in Ystrigonia.
-
-El re Alphonso per tutto el suo regno faceva provvisione, et per
-littere di Paulo Trivixano cav. ambassador nostro a Napoli se intese
-come, havendo lui _nomine Dominii_ dimandato la tratta di 200 cavalli
-di le sue razze, non solamente el Re fu contento di dar ditta tratta,
-ma più che volse far uno presente a la Signoria di corsieri 100 forniti
-a tutte sue spese fino su la piazza di San Marco; _etiam_ la tratta
-de formenti di la Puia concesse a nostri, come ho scritto di sopra,
-benchè Puiesi non volevano vender per caxon di non haver carestia.
-Oltra di questo el Re scrisse a la Signoria, pregando li volesse dar
-aiuto et soccorso, et conseiarlo di quello havesse a far, et che, al
-più poteva far, era in tutto squadre 75 et fanti 7 in 8 milia, et
-che lui si redurave in Terra di Lavoro a presso Capua, et converrà
-abbandonar la defensione di Fondi, Aquila et Terracina, che sono passi
-de intrar in Reame, et che al tutto era disposto de affrontarsi col Re
-di Franza, et far fatto d'arme, volendo morir prima da valente capitano
-che veder la ruina dil suo Stato. Concludendo, volea aiuto; _Unde_ la
-Signoria li risposeno: la qual risposta fu molto secreta. Et inteso de
-li 100 corsieri et di la tratta, feceno metter in ordine in l'arsenal
-do arsilii, i quali andasse in Puia, benchè prima voleva mandarli in
-Ancona, ma poi mutono pensier, et con Zuam Borgi secretario fo mandati
-con li danari per li 200 cavalli, come scriverò di sotto. Ma avanti
-ditti arsilii zonzesse, venendo li cavalli, da Franzesi fo presi, et
-non si potè haver.
-
-Quelli di l'Aquila, che è una di le prime terre in l'Apruzzo sotto el
-Re di Napoli, a ciò Alphonso non dubitasse di la loro fede, perchè za
-el Re di Franza mostrava de za intrar in Roma dover andarli a campo,
-mandono a Napoli molti fioli de li cittadini primarii per ostasi al Re,
-dicendo se volevano difender vigorosamente, benchè ancora ogni loro
-ricchezza de li bestiami fusse nella Puglia, questo perchè su quel
-di l'Aquila, per esser loco fertile, non vi ponno star nè viver per
-li pascoli, et convien l'inverno andar a pascolar nella Puia. Ancora
-feceno alcuni fanti, zerca 2000, pagati de suo denari in defensione
-loro.
-
-El fiol dil Pontifice nominato di sopra, don Zufrè prencipe de Squilazi
-et zenero di re Alphonso, el qual venne a Napoli a sposar la muger in
-queste novità, mai si volse partir dal suocero, a ciò el padre havesse
-cagion di aiutar Alphonso, havendo el fiol in quelle parte. Et è da
-saper, che questo Pontifice ha tre figlioli et una fia, zoè el duca
-Johanne de Gandia, el qual habita nel suo ducato in Spagna, el cardinal
-Don Cesare chiamato di Valenza, questo prencipe de Squilazi, et mad.ª
-Lugretia maridata in sig. Johanne di Pesaro, fo fiol dil sig. Costanzo,
-dil qual di sopra habbiamo assà descritto.
-
-
-_Come el Pontifice mandò el duca de Calavria fuor di Roma, et quello
-fece._
-
-A Roma Alexandro Pontifice essendo in queste pratiche con el Re de
-Franza, et vedendo la sua voluntà al tutto esser di voler intrar in
-Roma, et za era andato legato dal Re suo nepote cardinal Monreal, el
-qual andava et ritornava in Roma per veder di adattar li capitoli, come
-dirò di sotto. Et vedendo questo el duca de Calavria, che el Pontifice
-si voleva adherir alla voluntà de ditto Re, non potendo far altro,
-dubitando dil populo, per el meglio deliberò partirsi con le sue zente
-di Roma. Et cussì el zorno de Nadal, che fo a dì 25 Dezembrio, el
-Pontifice, ditto la messa in la sua cappella, chiamò esso Ferdinando
-duca di Calavria, et a quello messe una baretta de varo, fodrà de varo,
-_tamen_ era di velluto, in testa, et li fece cinger la spada a ladi
-(lato), investendolo dil ducato de Calavria, et a quello usò queste
-parole, lacrimando e uno et l'altro, et el Duca li era davanti in
-zenochioni, et disse: Duca, fiol nostro carissimo, andate et state di
-bona voglia, che havemo speranza ne lo eterno Iddio ne aiuterà: Et li
-dette la beneditione, offerendosi in ogni cosa, et quello lacrimando
-licentiò et scrisse un breve al re Alphonso zerca questa partita
-di suo fiol. El qual Duca, _statim_ montato a cavallo con el sig.
-Virginio Orsini, conte di Petigliano, Zuan Iacomo di Traulzi, marchexe
-di Pescara, et altri condottieri con squadre zerca 22 et 1500 fanti,
-ussite di Roma accompagnato dal cardinal Ascanio suo barba, però che
-questo Duca nacque di una sua sorella et dil Duca presente Ludovico di
-Milano, la qual era morta za molti anni, nè da poi el Re Alphonso, che
-_tunc_ era Duca di Calavria, si volse più maridar. Or questo suo barba
-lo andò confortando fino fuora di le porte di Roma, et in quel zorno
-medemo el Duca con tutte le zente cavalcono mia 18 a uno loco di la
-Chiesia chiamato Teoli, et quelli erano dentro non volseno l'intrasse
-in la terra, _unde_ convenne star lì a la campagna, et patite assà
-incomodi. Et scrisse al Re suo padre era a Napoli el successo, et che
-non era più tempo de dimorar de chiamar Turchi in suo soccorso, ma
-che al tutto dovesseno farli venir, vedendo che niun in Italia più lo
-voleva aiutar. Et andò a Terracina terra di la Chiesia, ma custodita
-per el Re suo padre, dove vi venne don Fedrigo suo barba principe di
-Altemura, el qual havea disarmato l'armata. Et quivi feceno alcuni
-fanti, et al meglio poteno zercò di restaurar le sue zente dil Duca,
-et cavalli erano mal conditionati per li disagii portati _maxime_ in
-Roma con gran carestia. Le zente veramente di la Chiesia rimasero in
-Roma, _ita volente_ el Pontifice. Le qual da poi che 'l Re fo intrato
-et accordatosi insieme et partito per Reame, el Pontifice quelle
-licentioe, dicendo non li bisognava più zente, et rimase se non con la
-sua guardia, el resto casso.
-
-Ma li tre legati erano con el Re a Brazano, domente queste cose si
-faceva, non restava di praticar accordo, et fonno fatto 18 capitoli,
-i quali perchè non haveno luoco nè il Re volse sottoscriverli, non
-saranno qui posti, et quasi di tutti erano d'accordo, eccetto che il
-Re voleva Gem Sultan fratello dil Turco con lui, et el Papa ghe lo
-voleva dar ogni volta che l'andasse contro infideli. _Item_ che el Papa
-li desse quattro fortezze, la Rocca Suriana, la rocca di Velletri,
-la rocca di Civitavecchia et la rocca di Narni et anche Terracina,
-et cussì non fonno d'accordo. Et come ho ditto el card. Monreal più
-volte venne dal Re et ritornò a Roma. In questo _interim_, le sue
-zente andono per caxon di haver vittuarie, perchè era gran carestia
-in campo et assaissime persone da 30 in 40 milia. Alcuni Franzesi
-andò a uno castello di la Chiesia un poco straman et fuora di strada,
-chiamato Nera, dove vi era uno governator episcopo, el qual volendosi
-difender non volendo fare quello che tutti altri castelli et cittade
-havea fatto, che dove si aproximava Franzesi li presentaveno le chiave,
-_unde_ ditti Franzesi intrò per forza, et esso episcopo fugite in una
-chiesia dove fu trovato et menato sopra una torre et buttato giuso,
-acciò el morisse, et lì in terra li fu dato tante lanzate che subito
-expirò, dicendo: cussì intravenirà a tutti coloro vorranno resister
-contra el nostro Re.
-
-Ma el Re partito di Brazano venne allozar mia 7 luntan di Roma in
-uno loco ditto Bacano, et za in Roma a dì 27 Dezembrio el zorno di
-S. Zuane evangelista a hore 2 di zorno di voluntà dil Pontifice era
-intrato dentro cavalli 1500 de Franzesi, et cussì andava intrando
-continuamente. I quali questi Franzesi, come fonno intrati, comenzono
-a voler far moveste, zoè di elezer caxe di Romani per habitatione
-de li loro Monsignori et per altre zente doveva intrar con el Re,
-mettendo polizze sopra le caxe dove era scritto: lozamento di Mons.
-tal. _Unde_ Romani non volendo tollerar, con ajuto de Spagnoli che
-sono nimici _simpliciter_ de Franzesi, si levono in arme, et Franzesi
-conveneno star bassi fino el Re fo intrato nè far altra movesta. Ma per
-el Pontifice fo ordinado che tutte queste zente franzese, et quelle
-introrono con el Re, dovesse alozar solamente in caxa de prelati e
-monasterii di ogni sorte, et cortesani, et cussì fonno posto ordine a
-li alozamenti, et fo partito a tanti per caxa. Et Romani per gratuirse
-con el Re levono le arme de Soa Maestà sopra le sue porte, _adeo_ per
-tutta Roma se vedea le arme dil Re di Franza. Et za la persona dil Re
-el zorno de Nadal, si havesse voluto, haveria potuto intrar; ma pur
-stava renitente, et voleva in le sue mano el castel de Santo Anzolo, la
-qual cosa el Pontifice mai volse consentir, _imo_ el si havea reduto
-dentro, et posto alcuni cardinali nel suo palazzo, et alcune caxe lì
-attorno ditto castello za havea fatto buttar a terra et spianar, a ciò
-volendo el Re accamparsi attorno non potesse. Tutte le artegliarie
-messe sopra le mure, et zerca 400 fanti spagnoli messe in ditto
-castello dil qual era castellano lo episcopo Agregiantino, et oltra suo
-nipote el cardinal Monreal et Valenza che stavano nel palazzo de San
-Piero, _etiam_ ne messe do altri cardinali, zoè el Cardinal de Napoli
-et San Zorzi, e _tamen_ tutta Roma era in confusione.
-
-Accadette _mirum quid_ a dì 23 Dezembrio, che cazete da loro istesse
-una certa parte di muraglie di le mure di la città di Roma, le qual
-erano vecchie, per la qual cosa molti judicono esser voluntà de Dio che
-el Re intrasse, che fino le mura istesse voleva farli adito a intrar.
-Ma subito dove cadette fu riparato.
-
-Ma el Re non volendo più star a indusiar, nè perder tempo in formar
-li capitoli, deliberò non concluder nè sigillar alcuna cosa fino non
-fusse intrato in Roma, ma ben volse far al Papa uno instrumento in
-publica forma, chiamato da Franzesi vodo et iuramento, el qual era
-come uno salvo condutto al nostro modo, ch'el Re prometteva sopra la
-sua corona et fede al Papa de non li far alcun danno nè in temporal nè
-in spiritual alla sua persona, et che voleva intrar in Roma el primo
-di Zener, ch'è primo zorno nuovo, et forestieri per tutto si muda,
-milesimo de 1495, excepto cha Venitiani, che comenza a Marzo; et però
-essendo io veneto seguiremo el nostro costume: or questo instrumento a
-dì 30 Dezembrio, el cardinal Monreal portò al Pontifice, el qual non
-potendo far altro fo contento l'intrasse, et chiamato el concistorio
-mandono a dir a Soa Maestà quando li piaceva dovesse intrar. _Tamen_
-el Pontifice si segurò nel suo palazzo con bona custodia, et redusse
-le sue zente di là dal Tevere appresso il castello, et lassò di qua per
-l'habitatione de Franzesi.
-
-
-_Intrata dil Re di Franza in Roma adi 31 Dezembrio 1494 et quello fece
-in Roma._
-
-Ma Carlo re, habuto tal risposta, non volse aspettar el zorno terminato
-di primo Zenaro, ma seguendo l'opinione astrologica ancora lui, vedendo
-esser bona hora, a dì 31 Dezembrio, el zorno de Santo Silvestro Papa,
-al qual Constantino imperatore concesse assà cose et adoptò la Chiesia,
-et quello _publice_ instituì papa di Roma, esso Re di Franza volse
-intrar in Roma, et partito da Bacano dove era allozato, a hore tre di
-notte per la porta dil populo intrò senza saputa dil Pontifice, che si
-credeva dovesse venir el zorno driedo. L'ordine di l'intrar fo cussì.
-Prima tutte le sue zente d'arme e fantarie avanti, poi le carrette
-con li passavolanti et artigliarie, et lui in mezzo di la sua guardia,
-in compagnia con 8 Cardinali, zoè: S. Piero _in Vincula_, el qual di
-Hostia era ritornato, Ascanio, Savello et Colonna, San Dionysio et
-Curzense, San Severin et Lonà, parte dei qual el zorno avanti erano
-ussiti di Roma per venir contra el Re a honorarlo con le loro famiglie.
-Et cussì con questi cardinali con assaissime luminarie et fuoghi fatti
-per Roma, el Re intrò in la cittade. El populo mostrò gran consolation
-et festa: per le fenestre de Romani era posto luminarie fuora, _adeo_
-pareva tutta Roma ardesse, tanto erano li fuoghi, con grandissimo
-rumor, con gran multitudine de cavalli, _adeo_ che l'ambassador nostro
-Paulo Pisani era in Roma, inteso che 'l Re veniva, montò a cavallo
-per andarli contra, ma tanta fu la calca di le zente che mai si potè
-aproximar a esso Re, et convenne ritornar a caxa. Li do ambassadori
-seguiva el Re non fonno presti a venir insieme con Soa Maestà, ma
-tuttavia li venne driedo, et intrò a dì ditto a hore 5 di notte, zoè
-do hore da poi el Re, e tutta quella notte fino a hore 9 stetteno le
-porte di Roma averte, et continuamente intrava Franzesi, Sguizari et
-altre generatione. Et el Re andò a dismontar al palazzo di S. Marco,
-dove li era preparato, el qual è bellissimo, et per Paulo Pontifice
-secondo veneto fo fatto fabbricar, et poi suo nepote cardinal de
-S. Marco pur di caxa Barba patricio veneto, et novamente defunto,
-fo compito di redurlo al modo è al presente, ma poi la sua morte
-Innocentio VIII pontifice ditto palazzo dette al cardinal di Bonivento
-di natione Zenoese, el qual cardinal venne contra dil Re fino fuora
-dil palazzo con la bareta in man, et cussì fece el Re. Et fattosi le
-debite riverentie, el Re volse metter el Cardinal de sora, el qual
-mai vi volse andar, et menò el Re in camera: _demum_ intrò in un'altra
-camera, et stati insieme per uno quarto di hora, tolse licentia dal Re
-et venne fuora. Li altri Cardinali andorno a li loro palazzi, et el Re
-sentò su el letto, et si fece cavar li stivali et si messe i zoccoli,
-venne fuora di la camera, dove fo apparecchiato la tavola, et si messe
-al fuogo, si fè pettenar li cavelli et la barba, poi andò a cena.
-Era lì in tavola una navesella d'arzento, et come vien i piatti di le
-bandisoni, colui che porta il piatto, tuò un poco di quello, et fatto
-la credenza, lo resto butta in ditta navesella, et cussì si fa di ogni
-cosa. Beve con una tazza dorata con il coperchio; quando si metteva el
-vin in la tazza, uno de soi havea una cadenella d'oro, et in uno cao un
-pezzo de alicorno, ch'è contra il veneno, et menava attorno per ditta
-tazza, poi ne dava a bever a quel vi faceva la credenza, et di quello
-fo messo in un'altra tazza in cao di tola, dove era 4 medici, i quali
-cercono ditto vin si era buono per la maestà dil Re. Et cussì fanno in
-le vivande, però che, sempre che manza, li medichi li stà d'intorno a
-veder non manzasse molto et cosse cattive; manza sempre solo, et li soi
-gran maestri d'intorno in piedi. Poi, levato di tavola, venne in mezzo
-di la camera fra alcuni baroni et cavalieri, et con loro humanamente
-rasonava, toccandoli sotto la gola, per le qual cose dimostra esser
-human e dolze Re, et questa digressione et narratione ho voluto far,
-benchè non sia a proposito.
-
-Niun altro cardinal adoncha andò contra el Re, che si l'havesse
-indusiato el zorno, sarebbe andati tutti, et la famiglia dil Pontifice
-che saria stata magnifica intrata. Et zonti li do nostri ambassadori
-Domenego Trivixan et Antonio Loredan insieme con Paulo Pisani tutti
-tre cavalieri et operati in diverse legatione per la Republica nostra,
-andono a visitar el Re a caxa, et _nomine dominii_ si alegrò di la sua
-intrata, et usate le parole debite, et risposto dil Re, ringratiando
-la Signoria soa bona amiga, ritornò a caxa a expedir el corier a la
-Signoria di questa intrata in Roma dil Re.
-
-Tutta questa notte stetteno Franzesi et Romani in piedi, altri
-conzando le loro arme, governando li cavalli, custodendo le carrette di
-artigliarie, preparandosi li allozamenti, sì che era sempre in da far.
-El Pontifice era nel suo palazzo, per el qual a suo piacer per do vie
-una publica l'altra subterranea puol andar in castel Santo Anzolo, el
-qual era ben custodito de molti Spagnoli et munitione. Ancora di là dal
-Tevere, come ho scritto, era in uno seragio 400 cavalli et alcuni fanti
-per soa defensione, benchè erano pochi _imo_ niente al poter dil Re.
-
-A dì primo Zener, el Re volse udir messa lì vicino a la chiesia di San
-Marco, per esser el primo dì de anno nuovo, et disse messa el cardinal
-San Dionysio suo franzese, et era la sua guardia in chiesa, et el Re
-sotto un baldacchino quadro damaschin bianco con le cortinette attorno,
-et ditto Re stette sempre in zenocchioni con le man zonte, mentre fo
-ditto la messa, e la sua guardia lì intorno, et lui diceva oratione.
-Era con lui questi Cardinali: San Piero _in Vincula _, Ascanio,
-Curcense, Savello, Farnese, San Severin et Colonnese, et el cardinal
-Valenza mentre el Re era in chiesa volle intrar per venir a honorar
-Soa Maestà, ma non potè intrar per la moltitudine di la zente. Et poi
-tornato el Re in palazzo, ditto Cardinal andò, et appena fu visto da
-esso Re, el Re udito messa ritornò in palazzo, ma el Pontifice con el
-resto de Cardinali disse messa in capella di S. Piero.
-
-El Re fece editto: che niun de soi non dovesse far alcun danno nè
-violenza a niuno sì per caxon de vituarie _quam_ per altro lì in Roma
-sotto pena di la forca; et _etiam_ el Pontifice ne fece far uno altro:
-che niun romano nè cortesano dovesse dar alcun fastidio nè dir alcuna
-villania a Franzesi di la maestà dil Re, sotto pena _etiam_ di esser
-appiccati senza altro rispetto. Et ancora fece el Re uno altro editto
-per nome dil Pontifice et suo, che ognuno dovesse portar vittuarie, et
-come fo ditto ordinò el precio de certa quantità, manco il formento et
-vino che prima erano montati in gran precio, altramente mandaria a tuor
-per il territorio etc.
-
-In questo zorno intrò in Roma 5000 Sguizari armati benissimo in ordine,
-che fu bel veder: in tutto era in Roma venuti con el Re di le persone
-da 30 milia in suso, et alozato el Re, le sue zente comenzono attorno
-ditto palazzo di San Marco a buttar alcune caxe a terra, ma non da
-conto, et ivi messe le sue carrette di artegliarie; et cussì attorno si
-fortificò, facendo ripari, et steva con bona custodia. Li baroni dil
-Re, intrati che fonno in Roma, andono molti di loro a basar li piedi
-al Pontifice in palazzo, et visitando le altre chiese, cercando le
-perdonanze et reliquie sante. Et el Papa mandò a dir al Re, prima ch'el
-fosse ben venuto, poi che volendo venir a parlarli venisse solo con 4
-de soi, et cussì voleva esser lui, dove consulteriano insieme.
-
-Adi 2 Zener li Cardinali si ritrovavano in Roma andono a far riverentia
-al Re, et loro medemi portavano le code in mano, la qual cosa non
-si suol far se non quando vanno a la presentia dil Pontifice. Et
-non vi andò el cardinal de Napoli, el qual steva in palazzo dil
-Papa, et el cardinal Michiel nostro veneto, che _tunc temporis_ si
-ritrovava ammalato. Et el Re steva con gran reputatione, et in la
-sua camera li 8 Cardinali nominati di sopra stevano in piedi, et lui
-sentando. _Conclusive_, Franzesi fanno puoco conto de Cardinali, et
-manco di altra zente, et per la superbia loro fanno poco honor et
-extimatione, sì come si suol far qui in Italia. Or ditti Cardinali
-haveno tutti audientia con poche parole, excetto do, ai quali el Re
-non volle parlarli, i qual do Cardinali non saranno qui posti _pro bono
-respectu_.
-
-In questo zorno medemo, Piero di Medici intrò in Roma con el sig. Carlo
-Orsini fiol dil sig. Virginio, i qual fonno dal Re ben visti, et ditto
-Piero se ne stette qui a Roma sempre fino venne suo fratello cardinal.
-
-Adi 4 Zener el Re mandò el cardinal de Parma con 4 de soi baroni, zoè
-monsig. de Obignì, mons. Presidente de Linguadoca, el qual dil mexe
-di Fevrer morite qui pur ambassador per el Re a Roma, el presidente
-di Paris et Peron di Basser, in palazzo dal Pontifice a dimandarli
-3 cose. Prima suo fiol o nepote Cardinal de Valenza, con lui legato
-a l'acquisto dil Reame. _Secundo_ el castello di Santo Anzolo in suo
-poter, acciò potesse andar et tornar in Roma a suo piacer. _Tertio_
-che, cussì come era ubligato za assai per patto expresso, dar li
-dovesse Gem Sultan fratello dil Gran Turco. El qual el Papa dil 148...
-in quà, zoè soi antecessori lo tien in castello con gran custodia,
-però che fu preso a Rodi, et per il gran maistro Piero Dambusso
-(_d'Aubusson_) al presente cardinal, fo mandato ne la Franza, poi fu
-posto qui nelle man dil Pontifice con condition che, ogni volta che
-el Re di Franza el volesse, el Pontifice fusse obligato di dargelo,
-et però al presente lo voleva. _Unde_ el Papa rispose: _primo_
-meravigliarsi di queste nove richieste, _maxime_ dil cardinal Valenza,
-et che non li pareva honesto el Re dimandasse darli tal Cardinal per
-legato, come che quando lui con el concistoro de Cardinal li pareva
-di mandar legato, loro lo elezevano. _Item_ che el castello lui el
-teneva come capo di la christianità, per quelli potentati li havea
-dato ubedientia; _maxime pro rege Maximiliano_ eletto imperatore, per
-el Re di Spagna, Re di Napoli et la Signoria di Venetia et altri. Et
-che di Gem Sultan a lui pareva non era tempo di muoverlo di dove era,
-ma pur che la mattina faria concistoro, et quello ivi delibereriano
-con l'aiutorio de Dio et de misser S. Piero et S. Paulo, li manderia
-a dinotar. Et ditti baroni ritornò dal Re, et disse la risposta dil
-Pontifice.
-
-Ancora el Re dimandò danari in prestedo ad alcuni Cardinali, i quali si
-excusono non haver, promettendoli li loro arzenti. _Tamen_ el Re non li
-volse tuor, et Colonnesi con li suoi seguazi erano molto superbiti, et
-messeno a sacco una caxa di uno episcopo di Conti, sua parte contraria,
-et in Roma le bottege erano serrate, tutti andavano armati, et essendo
-in queste novitade le caxe de Cardinali, dubitando non esser messe
-a sacco, stavano con gran guardia, havendo provvisionati. El Re non
-ussiva de palazzo de S. Marco, aspettando la risposta dil Pontifice. Et
-a ciò se intendi quanti Cardinali erano in questo tempo, ho voluto qui
-sotto scriverli, et quelli hanno una † erano fuora di Roma.
-
-
-_Cardinali romani, anno 1494._
-
- El Rev.mo Olivier Caraffa neapolitano, arciepiscopo di Napoli et
- episcopo Sabinense.
- El Rev.mo Iuliano dal Rovere savonese, summo penitentiario
- _tituli sancti Petri ad Vincula_ et episcopo hostiense.
- † El Rev.mo Baptista Zeno veneto patricio, episcopo vicentino
- _tituli Sancte marie in Porticu_ et episcopo tusculano.
- El Rev.mo Ioanne Michiel veneto patricio, episcopo veronese
- _tituli Sancti Angeli_ et episcopo portuense.
- El Rev.mo Georgio (_Costa_) portogalese, episcopo de Lisbona
- et episcopo albanense.
- El Rev.mo Hieronimo (_Basso_) dal Rovere savonese, episcopo
- prenestino, cardinal nuncupato de Recanati.
- El Rev.mo Domenego dal Rovere savonese, episcopo Taurinense
- et prete cardinal _tituli sancti Clementis_.
- † El Rev.mo P. (_Pietro Gundisalvo di Mendoza_), _tituli
- sancte Crucis in Hierusalem_, prete cardinal hispanense et
- episcopo toletano.
- † El Rev.mo Paulo de Campo fregoso, _tituli Sancti Sixti_,
- arciepiscopo di Zenoa, prete cardinal di Zenoa.
- El Rev.mo Zuan Iacomo (_Scalfenati_), _tituli Sancti Stephani in
- Celio monte_, prete cardinal di Parma.
- † El Rev.mo Ludovico (_Gian Lodovico Milano da Valenza_), _tituli
- sanctorum quatuor coronatorum_ prete Cardinal ilerdiense.
- El Rev.mo Lorenzo (_Cibo_) zenoese, archiepiscopo di Bonivento,
- _tituli Sanctae Ceciliae_ prete cardinal di Bonivento.
- El Rev.mo Antonio (_Antoniotto Pallavicini_), zenoese, episcopo
- aureniense (_di Orenze_), _tituli Sanctae Anastasiae_ prete
- cardinal.
- † El Rev.mo A. (_Andrea d'Espinay_) _tituli sancti Martini in
- montibus_, prete cardinal et arciepiscopo burdegalense.
- El Rev.mo Ioanne (_Borgia_) _tituli sanctae Susannae_, prete
- cardinal Monreal, et nepote dil Pontifice.
- El Rev.mo Baptista Orsini, _tituli sancti Ioannis et Pauli_, prete
- et cardinal di Orsini, romano.
- El Rev.mo Ray. (_Raimondo Perauld_), _tituli Sanctae Mariae in
- Cosmedin_, prete cardinal Curzense.
- El Rev.mo Iean (_Giovanni Villiers_), _tituli Sanctae Sabinae_,
- prete cardinal franzese, abate di Santo Dionysio.
- El Rev.mo _Ioh. Antonius_ (_Sangiorgio_), _tituli Sanctorum Nerei
- et Achillei_, prete cardinal, episcopo alexandrino.
- † El Rev.mo Bernardo (_Bernardino Carvajal_), _tituli Sanctorum
- Petri et Marcellini_, prete cardinal, episcopo carthaginense,
- hispano.
- † El Rev.mo Francesco (_Todeschini_) de Piccolhomeni senese, _tituli
- Sancti Eustachii_, diacono cardinal di Siena.
- El Rev.mo Rafael de Riario savonese, camerario apostolico, _tituli
- Sancti Georgii ad velum aureum_ (_Velabro_), diacono cardinal et
- episcopo di Pisa.
- El Rev.mo Io. Baptista, _tituli Sancti Nicolai in carcere Tulliano_,
- diacono cardinal de Savelli, romano.
- El Rev.mo Ioh., _tituli Sancte Mariae in Aquiro_, diacono cardinal
- Colonna, romano.
- † El Rev.mo P. (_Pietro d'Aubusson_), _tituli Sancti Adriani_,
- diacono cardinal, _ac sacrae domus hospitalis Sancti Iohannis
- hyerosolimitani_ magistro general et _pauperum Christi_ custode.
- † El Rev.mo Ioh. de Medeci fiorentino, _tituli Sancte Mariae in
- Domnica_, diacono cardinal de Medici.
- El Rev.mo Ascanio Sforza viceconte, _tituli Sancti Viti et Modesti_,
- diacono Cardinal et vice cancellario et legato di Bologna, va
- drio el card. Colonna.
- El Rev.mo Iul. (_Giuliano_) romano, _tituli Sancti Sergii et
- Bacchi_, diacono cardinal Cesarino.
- El Rev.mo Domenego Grimani veneto patricio, _tituli Sancti Nicolai
- inter imagines_, diacono cardinal Grimano.
- El Rev.mo Alexandro romano, _tituli Sanctorum Cosmae et Damiani_,
- diacono Cardinal Farnesio.
- El Rev.mo Ber. (_Bernardino Donati_), _tituli Sancti Ciriaci in
- Thermis_, diacono Cardinal de Lonado.
- El Rev.mo Cesar, _tituli Sanctae Mariae novae_, diacono Cardinal
- Valentino et fiol dil Pontifice.
- † El Rev.mo (_Federico Casimiro Jagellone_), Cardinal fratello dil
- Re di Polonia et Ungaria, el qual non ha habuto ancora titolo.
- El Rev.mo Ippolito (_d'Este_), episcopo ystrigoniense, fiol dil duca
- di Ferrara, el qual non ha habuto titolo.
- El Rev.mo Federico di S. Severino, _tituli Sancti Theodori_, diacono
- cardinal et episcopo maleacense (_di Malaga_), el qual vol esser
- drio quel de Medici, per error è sta qui posto[108].
-
-Questi adoncha 35 sono tutti li Cardinali vivi al presente et loro
-titoli, et in tutto sì come in la pratica di la canzellaria romana si
-leze, puol esser num. 54, zoè 6 episcopi, et 30 preti, et diaconi 18.
-_Sed ad rem nostram redeamus_.
-
-Non voglio restar de scriver quello ch'el zuoba, fo primo dì di Zener,
-et zorno driedo che 'l Re intrò in Roma, fo ritrovato in San Piero
-l'infrascritti versi, li quali fonno fatti contra el Papa, come lezendo
-intenderai el tutto[109].
-
-Adi 5 Zener el Pontifice, per haver habuto assà moltitudine de Franzesi
-baroni che li era venuto a basar li piedi et haver la beneditione
-sua, li venne una certa angossa, et fo portato in letto, et stette tre
-hore come stramortito, _tandem_ revenuto deliberò el zorno di Pasqua,
-che fo la circoncisione dil Signore, a dì 6, in la sua camera medema
-far concistorio; et cussì el Pontifice vestito in letto fece chiamar
-concistorio, dove venne Cardinali 16, tra li qual vi era el cardinal
-Santo Dionysio franzese. Et el Papa propose la richiesta fatta per el
-Re, dicendo la risposta data, et le ragione movea Soa Beatitudine a
-non voler exaudirlo in niuna cosa di quello havea mandato a dimandar.
-Et cussì terminono ivi in concistorio: prima laudato l'opinione de Soa
-Santità, poi che _iterum_ li replicasse che questa era _etiam_ ferma
-voluntà del concistorio de non darli el castello per niun modo. Za era
-andate parole attorno Roma, che el Papa havea deliberato, si el Re de
-Franza volesse pur al tutto haver el castello et lo volesse bombardar,
-che metteria sopra le mure la Veronica, zoè el sudario de Christo
-proprio che ivi si attrova, le teste di S. Piero et Polo Apostoli
-loro protettori, el corpo di Cristo et altre reliquie, et che si esso
-Re, havendo fama de Christianissimo, poi voleva bombardar, dovesse
-bombardar a soa posta in queste cose sacre; ancora, che non potendo
-più, faria una excomunica a lui e tutti i soi; con un jubileo plenario
-a tutti coloro fusse contrarii et offendesse ditto Re de Franza, el
-qual veniva contra la Chiesa. _Tamen_ niuna cosa fo fatto.
-
-Ma el Re mandò _iterum_ quelli quattro baroni a dimandar al Pontifice
-la risposta, perchè za se intendeva in quel zorno faceva concistorio.
-_Unde_ el Pontifice li fece chiamar dentro, et li disse _largo modo_
-el voler suo; et che el Re non si pensasse fino lui era Papa de haver
-mai el castello ne le mano, bastava haver el passo etc.; et che era
-fermo et costante in quello havea avanti risposto; et che manderia 4
-Cardinali da Soa Maestà a justificar ogni sua volontà cussì esser et de
-Rev.mi Cardinali. Et ditti baroni ritornono dal Re. Et el Papa mandò
-questi 4 cardinali, el cardinal de Napoli, el cardinal Alexandrino,
-el card. Santa Anastasia et el card. Monreal, i quali andati dal Re,
-appena fono visti, _imo_ exposto la loro imbassata, stetteno un gran
-pezzo credendo haver risposta dal Re, el qual _post multa_ li disse:
-andè, et manderò a dir al Papa per li miei baroni quello vorrò.
-
-Et inteso la risposta dil Papa, el Re deliberò de voler haver el
-castello, usando assà alte parole. Et in Roma tutti stevano con gran
-paura, perchè seguite certa novità, che alcuni de soi messeno a sacco
-li Zudei et fece gran danno. Ancora a dì 8 se apizò alcuni Italiani
-con Sguizari, et Sguizari se messe in ordine et messe a sacco la caxa
-di uno spicier, nome Piero Branca, et fece bottin per 8 milia ducati,
-per modo che el Re, inteso questo, havendo molto a mal, fece cavalcar
-alcuni soi capitani per cessar ditto rumore, et fo presi fra italiani,
-franzesi et do negri, n.º X, dei qual fo appiccati uno franzese et li
-do negri, et fece uno editto che niun non andasse senza luse la notte
-per Roma, et chi andava fusse appiccato. _Item_ che, in termene de tre
-zorni, quelli havea ditte robe tolte_ ut supra_, sotto pena di la forca
-si venisse a manifestar. Et cussì fo restituido gran parte. _Item_ che
-li Zudei portasse una † bianca su la spalla, ai qual, havendo ditto
-segno, non li fosse fatto noja alcuna. Oltra di questo ordinò che 4
-cavalieri franzesi con 500 cavalli per uno andasseno la notte attorno
-Roma, a ciò non fosse fatto danno ad alcuno. Et fu trovato alcuni senza
-luse, li quali secondo l'editto regio fonno appiccati; et a dì 9 de
-notte el Re fece appiccar uno suo cavalier, et questo per haver messo
-su le zente a tal rumori.
-
-Ma el Papa per timor de novitade, a dì 7 ditto si redusse ad habitar in
-castello, et pur si tramava pratiche di accordo con el Re. El qual poi
-seguite, come dirò di sotto.
-
-Adi X per l'abondantia di le acque havea piovesto, per el cargo di le
-artegliarie et di li repari fatti dentro, che molto cargava il muro,
-cazete cinque passa di muro attorno dil castel Santo Anzolo, zoè 14
-merli, nel qual loco el Papa fo la sera avanti, le qual muraglie fonno
-subito riconzate et di novo fortificato, ma è _mirum quid_ che avanti
-el Re intrasse in Roma cazete certa parte di muro di la terra, et a
-hora cazete queste dil castello. Et non molto da poi seguite l'accordo
-dil Pontifice et dil Re, come intenderete leggendo. _Ergo_ son gran
-segnali.
-
-
-_Provvisione fatte per re Alphonso nel reame in questo tempo._
-
-Domente queste cose a Roma si fanno, havendo inteso el re Alphonso era
-a Napoli la intrata dil Re di Franza in Roma, fece molte provisione.
-Prima mandò vice re in la Puia Camillo Pandon, con commissione
-amplissime dovesse trovar danari. Mandò do comissarii per il paese
-a tuor le vittuarie, sì de fuora come in alcuni castelli, e far la
-tansacione de le bocche, e non lassarli vittuarie se non per 4 mesi.
-El resto fece condur a Napoli in li castelli et in altre fortezze lì
-attorno, a ciò Franzesi non havesse vittuarie. _Item_ mandò per uno
-zudeo di cadauna casa dil suo reame, che _statim_ dovesseno venir a
-Napoli alla sua presentia, dai quali volse tra loro tutti ducati 56
-milia in termene de zorni 8. Mandò per li marani spagnoli, sì per
-quelli habitava in Napoli _quam_ fuora, e tolse danari a imprestedo
-a ducati 36 per cento de usura, et per ogni 100 ducati li dava ducati
-3 al mese, da esser pagati ogni mese. Et za havea comenzà a pagar la
-prima paga, zoè la prima usura; et molti de questi marani in questo
-tempo al meglio poteno con loro brigate si partino di Napoli et venneno
-ad habitar qui a Venetia, et portè grande haver con loro. Et è da
-saper che questi marani sono zente baptizata, _tamen_ li soi furon
-zudei, et stavano nel paese dil serenissimo Re di Spagna, e tenivano
-_quodammodo_ un'altra leze, media tra la hebraica et Christiana: pur
-dimostravano esser boni christiani _publice_, et _privatim_ tenivano le
-sinagoge in casa. Ma parse a questo glorioso Re et Regina di Spagna,
-di cazzarli tutti dil paese, zoè quelli che non volevano lassar la
-vita loro teniva, et fece molti inquisitori frati per tutti li soi
-regni, con grande auctorità, et uno sopra tutti chiamato l'_inquisitor
-major_, i quali facevano la inchiesta, et molti marani fono brusati,
-altri fuziteno in diverse parte dil mondo, et le loro statue erano
-brusate. Molti capitono qua a Napoli et in Reame ancora l'anno 1492.
-Esso altissimo Re di Spagna discaccioe di tutti li soi regni tutti
-li zudei, che fonno numero grandissimo, _ita_ che niun per tempo
-potesseno ritornare, et li concesse certo termene a veder el suo, et
-che non portasseno danari fuora dil paese; ma ben mobele quanto a loro
-piacevano. Et questi venneno ramengi in diverse parte dil mondo; molti
-qui in Reame, altri a Constantinopoli, altri in varie regione; et
-molti essendo su le nave, per fortuna si summerseno nel mare, _adeo_
-che più sotto el dominio dil potentissimo Re di Spagna non si attrova
-più zudio, nemichi di la fede christiana. Et per haver dato re Ferando
-recapito nel suo regno, _fortasse_ Iddio li dà al presente tal affanni.
-
-Ancora re Alphonso vendette molti castelli e contadi per zerca ducati
-30 milia; fra i qual ne comprò uno D. Tulio suo secretario per ducati
-12 milia; et questi comprava ditti contadi e castelli, compravano
-a rason de ducati 40 per cento a l'anno de intrata de iurisdictione
-havea. _Item_ mandò in Sicilia do comessarii con danari a far fantarie;
-mandò Perucha corsaro cathelano, era lì in Napoli, havia disarmato,
-homo di gran cuor, con 600 provvisionati et alcune artegliarie a uno
-passo di Trajetto, è sora el fiume Garigliano. Et cussì in altri passi
-et fortezze messe custodia. In Napoli faceva soldar fanterie a ducati
-3 al mese, paga di tre mesi avanti trato. Tansoe tutte le sue terre et
-castelli di reame et regno suo, che cadauna dovesse far fanti in aiuto
-di la sua corona, _maxime_ a tanto bisogno: et, fatta la descritione,
-sariano zerca fanti 12 milia, come per lettere di l'ambassador nostro
-Paulo Trivisano cavalier se intese, con el qual el Re conferiva ogni
-cosa. _Item_ fece spianar verso Roma mia 60, butar e ruinar a terra
-tutte case e conventi, zoè a li passi dove se puol venir in Reame,
-perchè per tre vie vi si va, et tutte buttano al piano di Sessa. La
-prima è da Taiacozzo al contà d'Alba, poi la Celana et al pian di
-Sessa; la seconda a S. Germano, a Pontecorbo, al passo de Mignano et
-al pian di Sessa; la terza a la volta di Marino, Velitri, Fondi, Itri
-et pur al pian di Sessa; sì che tutte tre vie metteno cao al pian
-di Sessa. Ancora fece brusar li strami et fieni, voltar le semente
-sotto sora, et arar in questo tempo la terra era seminata, che fo una
-compassion che tante biave se perdesse. _Tamen_ fece a ciò Franzesi
-nè al presente nè questo altro anno havesseno vittuarie, et che da la
-grandissima carestia et inopia prendesseno altro partito, ma poco li
-valse. _Item_ fè stropar tutti i pozzi, romper et stropar le fontane
-al meglio poteva, perchè non trovasseno acqua. In la Calavria era
-vicere Don Cesare, fo fiol di suo padre non legittimo, el qual _etiam_
-lì in Calavria fece molte provvisione, elesse uno ambassador a la
-Signoria chiamato Hieronimo Sperandio dottor, el qual per la via de la
-Puia venisse poi per mar a Venetia, et quando zonzete et quello volse
-intenderete di sotto. Ancora esso re Alphonso fece molte provvision,
-provvedendo al meglio poteva al suo stato. Et non restava advisar al
-suo ambassador era in Spagna, che el Re desse aiuto et a lui et alla
-Majestà di sua sorella raina, in compagnia di la qual era andato za
-molti mexi a starvi, de comandamento dil Re, l'arcivescovo di Teragona,
-et è fino al presente. Era za partito l'ambassador dil sig. Turco, con
-el qual Alphonso havea concertato et pregato gran cose, _maxime_ che
-facesse romper a Zenoesi, et che el Turco mandasse a tuor l'isola de
-Scyo a lui vicina, perchè Zenoesi erano stati bona causa di far venir
-el Re a suo danni, per haverli fatto l'armata lì a Zenoa. Et quelli di
-l'Aquila mandò ambassadori a Napoli, dicendo non si dubitasse mai di la
-fede loro, et cussì fermi sariano a mantenir l'omagio et fedeltà zurata
-a sua Majestà, la qual cosa fo molto accetta al Re, benchè poi fo el
-contrario.
-
-In questo mezo, el duca de Calavria partito con le sue zente da
-Teracina andò per quelle parte, et a San Zermano si pose, el qual
-loco è mia 30 da Roma et 60 da Napoli, fortissimo et come si divulgava
-inexpugnabile. Era con squadre 60 et fanti 5000. Et ditto Duca andò con
-alcune zente, essendo venuto in campo don Fedrigo, el qual era andato a
-far certa quantità di fanti. Or andò esso Duca a uno luogo dil prefato,
-chiamato Sora, mia 70 da Roma et 50 da Napoli, el qual fu _alias_ de
-Ferdinando, et concesso a papa Pio, perchè, diceva, era di la Chiesia.
-_Unde_ Sixto Pontifice volendo benificiar li soi, come fece el conte
-Hieronimo de Riario che li dette Imola et Forlì, et a questo prefato
-che era suo nepote, fratello dil cardinal San Piero _in Vincula_, oltra
-Senegaglia li dette contado: et qui Calavresi li detteno la battaglia
-et sachizolo, ma li custodi si defeseno. Et inteso questo a Roma,
-subito se partì el sig. Prospero Colonna con alcune squadre de cavagli
-et fanti et franzesi, et lo andò a soccorrer, et za el duca de Calavria
-non l'havendo potuto haver era ritornato.
-
-Per lettere di 10 Zener da Napoli, venute con grandissima difficultà
-perchè non poteva venir corrieri per le vie rotte, se intese come a dì
-9 il duca de Calavria era partito dil campo da San Zermano, et venuto
-prestissimo con X cavalli et non più in Napoli; et con la Majestà dil
-Re suo padre steteno in colloquio soli zerca hore 8, dove consultano
-gran cose, come l'è da creder: poi l'altro zorno, _ita_ che stete
-_solum_ hore 16 in Napoli, tolse licentia dal padre, dove vi era
-l'ambassador nostro, perchè altri oratori ivi non se ritrovava, et
-inzenochiato, _magna spectante caterva_, volse la benedition dal padre,
-et quella habuta, lo basò con gran contamination de li circumstanti,
-quasi dimostrando voleva al tutto esser a le mane con Franzesi, et
-far fatti d'arme. Et ritornò con bon animo a San Zermano, dove era el
-suo exercito, con questo che cadauno sarebbe stato per si sotto degno
-capitano, zoè el sig. Virginio Orsini, el conte de Petigliano, Zuan
-Iacomo di Traulzi, Iacomo conte, el marchexe di Pescara, et molti altri
-signori et baroni, et _continue_ andava augumentando l'exercito.
-
-A dì 14 Zener el re Alphonso si comunicò _coram populo_, et levò una
-fama di voler partirse de Napoli, et lassar suo fiol al governo, et lui
-venir in campo contra el Re de Franza con 3000 biscaini, i quali erano
-venuti et passati in Sicilia per tuor soldo di esso Re, _tamen_ mai si
-partì più Alphonso di Napoli, fina fece quello seguite et intenderete
-di sotto. Questo re Alphonso in questo tempo era molto dato alla
-devotione, conversava _ut plurimum_ con frati, lezeva l'offitio grande
-come religioso, et non voglio star di scrivere una devotione faceva il
-zuoba santo, che el Re serviva in persona regiamente a 12 poveri, et
-fè chiamar 46 poveri l'anno 1494, a dì 23 Marzo zoè passato, et felli
-sentar in tre tavole: questo fece perchè havea anni 46, e tanti anni
-quanti ha tanti poveri serve, crescendo ogn'anno uno: et alla prima
-tavola, ch'è di 12 poveri, pur ditto numero lui medemo serve, come
-ho scritto, con grande humanità et abondantia de ferculi; a le altre
-do, conti, duchi, marchexi et baroni. Poi el Re lava li piedi a ditti
-12 poveri, et li basa i piè, et li dette panno per camisa, zupon,
-calze, mantello et scarpe, et tre carlini per uno, ch'è una bellissima
-consuetudine a imitatione dil nostro Signor Yesu Christo, che lavò li
-piedi a li Apostoli. _Sed de his satis. _
-
-
-_Dil re Maximiliano alcuna cosa notanda, et di la sua Dieta._
-
-El re Maximiliano, inteso la morte di suo cugnato duca de Milano,
-ritrovandose in Fiandra ne le terre di suo fiol archiduca Philippo di
-Bergogna con sua moglie madona Bianca, molto si dolse. Et più la moglie
-dimandando vendetta contra el duca Ludovico, che si havea fatto lui
-Duca, et privato el nepote. Et subito scrisse a Milano, dolendosi molto
-di la morte di suo cognato, et che el signor Ludovico dovesse haver
-custodia dil Ducheto, moglie et fratello, et governar ben quel stato:
-_ita_ che, a tempo legittimo, esso Re possa dominar _pacifice_. Et però
-Ludovico dubitando di novità si scriveva: _Ludovicus Maria Sforcia,
-dux etcetera,_ come ho scritto di sopra; benchè poi mutasse ancora.
-Esso Re di Romani, mandò ambassadori a Milano, i quali gionti in questi
-giorni, et andati a l'audientia dil signor Ludovico duca, si dolseno di
-la morte dil Duca, et come la Cesarea Majestà dil Re et Regina havea
-habuto grandissimo dolor, nè mai si alegrò di alcuna creation sua a
-ditto Ducato, benchè sapesse quello era successo, quasi dimostrando
-non haver habuto piacer de questo, et dimandò el resto di la dota sua
-restava haver, et era ducati 100 milia, et _etiam_ passo et vittuarie,
-el qual, senza haverlo domandato, era certo di haverlo habuto, sì
-per il parentado, _quam_ per essere Milano terra de Imperio, et che
-al tutto voleva venir a tuor la corona a Roma. Et li fo dato ducati
-60 milia, et loro pur steteno fermi a Milano, per veder de haver el
-resto. Et poi andono a Roma dal Re di Franza, come scriverò di sotto.
-Et in questo mexe di Zener, sì per haver la investisone dil ducato da
-esso Re de Romani, _quam_ per tasentarlo, _etiam_ el Duca di Milano li
-mandò do ambassadori, quali fonno Zuan Francesco da Marliano dottor,
-et Baldissera de Pusterla cavalier, el qual mandò con la imperatrice
-sua moglie, et da ditto re Maximiliano fu decorato de la militia. Ma
-ditto Re era pur occupado contra el Duca de Goler (_Juliers_) et lo
-episcopo di Lexe (_Liegi_), che li havea tolto alcuni castelli et molto
-dannizava. Tamen non molto da poi sedò et pacificò ogni cosa, et venne
-in Alemagna, et ordinò de far una dieta a dì 2 di Fevrer a Vormes, zoè
-uno conseglio generale, dove havevano a deliberar gran cose, et quelle
-voleva far con uno grande exercito che havea ordinato, et _maxime_
-la compagnia dil..., che sono sette comuni, che fanno da persone 40
-milia in suso quando vogliono si metter in ordine, et faceva zente
-in favore di ditto Re Maximiliano. Et scrisse a tutti coloro doveva
-venir a ditta dieta, come per la lettera qui accopiata vederete el
-tutto; benchè ditta dieta fusse prolongada poi assà, come scriverò più
-avanti. Ancora ditto Re scrisse a la Signoria che havea creati li soi
-ambassadori, li quali di breve seriano a Venetia, ma fo judicato, per
-el molto tardar, volesse far prima la dieta et poi mandarli. La qual
-cosa molto dispiaceva al duca de Milano, et pur mandava a notificar
-a la Signoria, come era certo el Re preditto faceva gran zente per
-venir in Italia. Et _etiam_ lui elexe do solenni ambassadori a ditta
-Signoria, li nome di qual zonti sarà nominati, i quali _etiam_ fonno
-molto tardivi. Ma avanti descriva alcuna cosa, per cognitione di
-coloro non hanno molto pratica di le cose, voglio scriver el modo di
-la incoronatione, et prima elexione de l'imperator romano. Et è da
-saper che del 1486, vivente Federigo terzo padre suo imperator, a dì
-16 Fevrer in Franchfordia questo Maximiliano, el qual era veduo, et
-per moglie dil 1476 madona Maria fo fiola dil duca Carlo di Bergogna,
-rotto in battaglia da Lodovico padre de questo Re de Franza presente,
-di la qual have uno fiol et una fiola. Or questa donna, cascando di
-uno cavallo, morite, et el fiol fo sublevato Archiduca di Bergogna, et
-esso Maximiliano discaziato dil governo. Or da li septe electori, li
-quali nominarò di sotto, fo eletto, l'anno sopra ditto, Re di Romani;
-el qual ordene fo instituido del 1002, et in quel tempo primo elexeno
-Re di Romani, et poi incoronato dal Pontifice e imperador Augusto.
-El qual se die incoronar con 3 corone. Prima di ferro, che significa
-potentia et fortezza, et di questa se die coronar per l'arciepiscopo
-Coloniense, in la villa ditta Acquese vel Acquisgrano, in la provincia
-coloniense, leodiense dyocese. La seconda di arzento, che significa che
-esso è clara justitia et munda, et se die coronar per l'arzivescovo de
-Milano, in la chiesia de Modoetia de la diocese milanese[110]. La terza
-è di oro, che significa maiorità et nobilità de tutti altri metalli,
-et se die coronar a Roma per el Pontifice, in la chiesia de San Piero
-a l'altar de San Mauritio, in segno ch'è Imperator, et è sotto la sua
-confirmatione. Et ditto Imperator non die star in Roma, da poi la sua
-coronatione, se non una notte, ma ne l'uscir de la città, die andar
-su il monte appresso la chiesia di San Piero fuora di le mura per do
-mia, che si chiama monte Mauro, el qual monte è più alto de li altri
-ivi a torno, et quando è in cima, levando la man, die dir: _omnia quae
-videmus nostra sunt, et ad mandata nostra perveniunt_. _Et statim_ die
-mandar per tutto el mondo, che a li soi mandati vegni tutti i baroni
-et principi christiani et pagani. Et ancora è da saper che in la città
-Acquense lì in Alemagna è coronato con la corona propria, che fu di
-Carlo Magno, et Federico so padre stette 13 anni a coronarse, per caxon
-di scisme era: però che del 1440 fo creato, et dil 1452 incoronato da
-papa Nicola quinto. Et morite dil 1493, a dì 19 Avosto, a le 23, come
-ho scritto di sopra nel primo libro.
-
-
-_Electores Imperii._
-
-Archiepiscopus Maguntinus, sacri Imperii per Germaniam
-archicancellarius. — Archiepiscopus Coloniensis, sacri Imperii per
-Italiam archicancellarius. — Archiepiscopus Treverensis, per regnum
-Arelatense archicancellarius. — Rex Bohemiae, qui fuit Dux. — Marchio
-Brandeburgensis. — Dux Saxoniae, et — Dux Bavariae (sic). — Ut patet
-his versibus: Sunt autem officiales isti: Maguntinus, Treverensis,
-Coloniensis, quilibet imperii sit cancellarius horum. Inde Palatinus
-dapifer, Dux portitor ensis, Marchio praepositus camerae, pincerna
-Bohemus. Hi statuunt regem, servantque per ordinem legem, atque creant
-dominum, cuncta per saecula summum.
-
-
-_Maximilianus Dei gratia Romanorum rex semper Augustus[111]. A Venetia
-quello si faceva et anche a Milano._
-
-A dì 5 Zener zonse a Venetia uno ambassador dil Re et Regina di
-Spagna, chiamato don Lorenzo Suares de Figarola (_Figueroa_) cavalier
-casigliano, et menò con lui uno suo fiol de anni zerca 20, nominato don
-Consalvo Ruis, el qual ambassador, come disse, era venuto prestissimo,
-partito di Madrit dove era l'altezza dil Re et Regina con la corte,
-ch'è terra situada su piera che buta fuogo, fortissima, et era stado
-do mexi in cammino, sempre cavalcando, venuto per la Franza, et in
-alcuni luoghi disse veniva ambassador al Re di Franza, a ciò non fusse
-ritenuto intendendo veniva a la Signoria, _maxime_ per la caxon veniva,
-et passò incognito per Milano, et zonto a presso li nostri confini
-scrisse a la Signoria come veniva, et passato per Vicenza da Alvixe
-Malipiero capitano, el qual li andò incontra, fu _benigne_ ricevuto,
-ma non volse dimorar, et venne di longo a Padoa, dove stette 3 zorni
-sì per causa di reposarsi _quam_ di mettersi in ordine de habiti, et
-venne con belle mule. Et de ordine di la Signoria da li rettori di
-Padoa fu molto honorato, et misser Antonio Morosini cavalier capitano
-li andò contra con essa compagnia, et venne ad alozar nel palazzo de
-ditto capitano, et da Marin di Garzoni podestà _etiam_ fu visitato. Or
-poi, deputato questo zorno di venir ch'era la vezilia di Pasqua, per
-la Signoria li fo mandato contra molti cavalieri et dottori et altri
-patricii fino a Lizza Fusina. _Etiam_ vi andò Ioh. Baptista Spinello
-dottor et cavalier, ambassador dil re Alphonso, et Aldobrandino di
-Guidoni dottor ambassador dil Duca di Ferrara, el qual è longamente
-stato orator quivi, et fu menato con li piati fino alla Zuecha, dove
-era preparata una caxa, et lì fe fatto le spexe, mentre stette in
-questa terra, per l'officio di le Raxon vecchie a queste deputato. Et
-li fo fatto grande honor, sì per esser ambassador de chi era, _quam_
-perchè _etiam_ el suo Re molto honoroe Hieronimo Lion cavalier et Zorzi
-Pixani dottor, _etiam_ lui fatto cavalier quando andono ambassadori
-in Spagna a congratularsi dil regno acquistato di Granata. Or tutta la
-terra era in expectatione de intender quello voleva ditto ambassador,
-et quasi tutta la corte di palazzo era piena a vederlo venir. Et la
-mattina, fo el zorno de Pasqua, andò in collegio all'audientia, dove
-stette poco, perchè el Principe dovea andar a messa secondo el consueto
-in chiesia de San Marco. Et cussì vi andò con questi ambassadori:
-legato dil Papa, oratori de Franza, de Spagna, de Napoli, de Milan,
-de Ferrara et de Mantoa. Et el Senato poi el zorno driedo have
-audientia privata, et nostri patricii sapeva la lengua castigliana
-fonno interpreti, et expose la sua ambassada: come el suo serenissimo
-Re et Regina, compadre di questa Signoria, però che Nicolò Michiel,
-dottor et cavalier, ritrovandose del 1478 ambassador di questa Signoria
-in Sibilia, baptizò el principe fiolo primario dil Re[112], et ogni
-anno, quando vi va galie, la Signoria li manda presenti di panni d'oro
-et sede, come a suo fiol et fiozo; et che l'altezza dil Re et Regina
-preditta lo havea mandato per visitar la Signoria Illustrissima,
-offerendosi in tutto ogni suo poter. _Conclusive_, dolendosi di la
-venuta dil Re di Franza in Italia, et che quando el se partì non
-se intendeva el suo tanto prosperar, et benchè el suo Re et Regina
-havesseno paxe con el Re de Franza, _tamen_ che antiqua era con questa
-Signoria l'amicitia et grande benivolentia: et però offeriva el poter
-di loro Altezze, sì per mare _quam_ per terra, a comandi di quella;
-et altre cose secrete poi conferiteno... Ma ben se divulgava che, non
-potendo Spagna romper guerra a Franza, pur per aiutar suo parente
-re Alphonso di caxa di Aragona, voleva: volendo la Signoria però
-dimostrarsi nemiga di esso Re de Franza, prometteva darli ogni aiuto
-etc. Et a la risposta fo fatto consultatione, et poi che el Principe
-li disse el voler dil Senato, questo ambassador subito spazò fanti
-in Spagna al Re, et stette qui allozato _ut supra. Demum_ alcuni mexi
-da poi si mutò di stanza, per non comportarli l'habitar a la Zuecha,
-et venne a star a la Charitade, in la caxa fu da ca Correr sopra el
-canal grando. Ditto ambassador era sapientissimo in parlar mirabile et
-ornato chastigliano, et molto virtuoso, _adeo_ nostri faceva grande
-extimatione di lui. Era fradello di don Garcilasso di la Vega, che
-_etiam_ in questo tempo era ambassador dil suo Re et Regina al Summo
-Pontifice, stato za uno anno. Et se intese certo, come 50 caravelle dil
-suo Re erano preparate; capitano di le qual era el conte da Trivento
-altramente chiamato conte de Rechesens, et quelle venivano in Sicilia a
-Palermo per essere a la obedientia dil Pontifice et in aiuto dil Re de
-Napoli; et quello di dette caravelle seguite scriverò più avanti.
-
-A dì 14 ditto, a hore 3 di notte, a Venetia fo visto fuogo in cielo da
-molti, a modo di una coxa ardente, ma poco durò, che parve la cascasse
-in acqua et disparve. Questi son prodigii che vieneno secondo Plinio,
-che poi segueno mutatione de regni, come fo questo de Napoli.
-
-In questi zorni zonse a Venetia quello ambassador del signor Turco,
-che poco mancò non fosse presone dil prefato, come ho scritto, et stato
-infino hora a Mantoa, et dal Marchexe vestito d'oro, et habuto presenti
-a presso ducati 1000, ritornò per Po per andar ne li soi paesi, et
-allozò a la caxa dove habitava l'ambassador di esso Marchexe di Mantoa.
-Et la matina andò a la Signoria, dove per interprete usò grande parole,
-dicendo che si doleva di la Signoria non habbia fatto obbedir, et che
-si doveva haver mandato diexe galie a ruinar Sinegaia, havendo fatto
-questa inzuria al suo Signor, con el qual havevemo bona paxe, et al
-Papa. _Demum_ che intendeva el successo di questo Re di Franza, et
-che 'l diceva di voler andare contra el suo Signor; et che lui voleva
-tornar a Constantinopoli non da ambassador ma da messo prestissimo, et
-far che 'l suo Signor mandi galie a tuor Franzesi se i non haverà con
-che passar in Turchia, a ciò i passino. Et che el suo Signor lo lasserà
-acquistar qualche luogo e reposarsi per do mexi, et poi ordinarà ai
-soi Bassà che li vadi contra, che non si degnerave di andar in persona,
-et farà tanta straze di loro, che non tornerà niuno Franzese di qua a
-portar la nuova nel suo paese, per la grandissima rotta haverave per
-la gran potentia dil suo Signor. Et molte altre parole disse. _Unde_
-per el Principe li fo risposo accomodatamente, tanto che quasi rimase
-satisfatto. Et poi ditto ambassador, montato in gripo se partì per
-Corphù, et poi a Constantinopoli a la presentia dil Signor.
-
-Arrivoe a Milano, in questi zorni, Zenoesi, benchè tra loro za un
-tempo si havessano quasi tolti di l'ubidientia dil Duca de Milano, et
-discaziata la loro parte contraria, zoè Fregosi con li soi seguazi,
-_et maxime_ el Cardinal, che era Doxe et arciepiscopo di Zenoa; et
-electo tra loro di l'altra parte uno capo, el qual in questo tempo era
-Augustin Adorno, et ha questo titolo: _Ducali Ianuensi gubernatori
-ac locumtenenti_. Et di queste parti di Zenoa, et quali sono, di
-sopra assai ne habbiamo descritto. Et el Doxe, o vero capo, domina el
-castello de Zenoa, el palazzo, et le altre fortezze de la cittade et
-castelli dil Zenoese, et ha la sua provvisione ordinaria et obedientia
-de li populi. _Tamen_ San Zorzi he le sue intrade de dacii e altre cose
-da per sè, et si governano da signori che sono deputati. Or Zenoesi
-deliberono di redurse sotto la pristina ubedientia de Milano,_ maxime_
-in queste novitade de Italia, et creono tra loro sedece ambassadori
-di principali cittadini, et questi andono a Milano dal duca Ludovico,
-et quello elexeno per loro Signore, et havesse el dominio, come prima
-havea li altri Duchi, et fonno _benigne_ ricevuti et carezati.
-
-Et essendo mancato di la prexente vita, come di sopra ho scritto, a
-Milano Battista Trevixan ambassador di la Signoria, andato ivi insieme
-con Sebastiano Baduario cavalier, et a dì 24 Dezembrio espirato,
-el Duca lassò passar le feste de Nadal, et poi venne di Vegevene in
-Milano, et ordinò solenne esequie nel domo a detto cadaver di questo
-ambassador veneto, o vero a la sua cassa, perchè el corpo mandò per Po
-a Venetia, et qui fu sepellito. Or a dì 4 Zener di domenega fo fatto
-ditte esequie, andò el Duca con la sua corte driedo, con tutta la
-chieresia de Milano, et l'andete el funere con bellissimo ordine.
-
-Ancora Sebastian Badoer cavalier, rimaso privo del carissimo collega,
-non stette molto ben, et si ammalò, però di mal vecchio, per la sua
-gamba; preso ditto mal per disagi portadi in varie legatione. Et Zorzi
-Negro suo secretario spesso andava, avanti el Duca ritornasse a Milan,
-a Vegevene a consultar. Et el cargo dil governo de Milan restava a
-Bortholomio Calcho primo suo ducal secretario, et homo de grandissimo
-inzegno et pratica.
-
-Consultava sapientissimamente Sebastian Badoer con el Duca, dimostrando
-non faceva per niun potentato de Italia che questo Re de Franza havesse
-dominio in Italia, et eran tante le savie parole sue, che el signor
-Duca faceva grande extimatione di consultar con quello. Et ritornato
-da Vegevene per star fermo con la corte de Milano, havendo za queste
-feste de Nadal butado zoso e corrotto et panni lugubri portava per suo
-nepote, et cussì tutta la sua corte, et molto carezava ditto nostro
-ambassador, sì per esser homo di primi nostri patricii et di grande
-autorità, _quam etiam_ per dimostrar faceva caso di la Signoria più che
-de niuna altra potentia de Italia. Tamen se dubitava che re Maximiliano
-non venisse _etiam_ lui in Italia, per andar a Roma a incoronarse.
-
-Ancora mandò el conte de Cajazzo con 400 cavalli lizieri et alcuni
-fanti, et dovea seguirlo 150 homeni d'arme per andar verso Roma in
-aiuto dil Re di Franza; ma inteso le novità de Pisa con Fiorentini,
-quello mandò in Pisa, dove stette alcuni zorni, poi andò dal Re.
-
-Oltra de questo mandò per madona Catharina signora de Forlì, et mugier
-fo dil conte Hieronimo, che dovesse venir a Milano. Et lei non volendo,
-fece cavalcar el signor Fracasso di S. Severino con alcune zente, et
-uno Sigismondo da Sonzin verso Imola et quelli lochi, _tamen_ poi non
-seguite nulla.
-
-Li ambassadori di re Maximiliano partino da Milano et andono a Fiorenza
-a domandar passo et vittuarie, et el suo Re veniva con 30 milia persone
-a incoronarse a Roma, et se divulgava voleva far do vie le soe zente,
-una per la via de Cuora (_Coira_) et de Milano, l'altra per Trento et
-passar sul Veronese et ridurse a Bologna, et ivi far la massa et andar
-tutti insieme verso Roma, ma per quest'anno non venne.
-
-Et apropinquandose el tempo dil parturir de Beatrice moglie dil duca
-Ludovico de Milano, parse a soa sorella mazor madona Ixabella moglie
-dil marchexe de Mantoa de ritrovarse a ditto parturir: et cussì andò
-con bellissima compagnia et _etiam_ madona Anna moglie di don Alphonso
-fiol dil duca di Ferrara et sorella che fo dil duca Zuan Galeazzo
-morto, et cussì ditte donne se ritrovono a Milano in questi zorni dove
-fo fatto bellissime feste. El marito marchexe stava in pratiche de
-accordarse con la Signoria et renovar la conduta, _tamen_ pur el voleva
-titolo de Capetanio Zeneral de Terra, o vero più quantità de danari,
-promettendo ogni fideltà, mandar la moglie et fioli in questa terra,
-che fusse mandato governator patricio a Mantoa etc., et quello seguite
-et el modo fo poi accordato di sotto sarà scritto.
-
-Da Ferrara per lettere di Zuan Francesco Pasqualigo dottor et cavalier
-vice domino se intese come el Duca era ammalato, et che havea fatto
-uno editto, che in tutto el suo dominio più non si dovesse spender
-monete de arzento de niuna sorte et qualità, sia qual si voglia, sotto
-grandissime pene, excepto _tamen_ quelle di la Signoria nostra. Questo
-fece per la grandissima quantità de monede varie che ivi, per esser
-luogo di passo, si spendeva continuamente, et faceva gran danno.
-
-A Venetia havendo mandato a tuor la Signoria in alcune isole in
-Arcipelago per via di Hieronimo Venier, che de alcune è signore,
-molti falconi pellegrini, i quali costa assai ducati, et più di X
-ducati l'uno; et questi zonti, non senza difficultà portati per mar,
-deliberono di donarle a li ambassadori erano in questa terra, et ne
-mandò a donar 20 a l'ambassador dil Re de Franza, 20 a l'ambassador dil
-Re de Spagna, 10 a l'ambassador dil Re de Napoli, 10 a l'ambassador
-de Milano, 5 a l'ambassador de Ferrara, et 5 a quello de Mantoa;
-i quali ambassadori accettono _libentissime_, come cosa regia, per
-mandarlo a li loro Signori da parte di quella Illustrissima Signoria,
-per esser cosa di farne grande extimatione. Ma l'ambassador de Napoli,
-essendo el Papa accordato con el Re de Franza, quelli remandò indriedo
-a la Signoria, dicendo el suo Re al presente li bisogna altro che
-mandarli falconi pellegrini; _tamen_ molto ringratiava quella, et che
-in ogni altro tempo haria habuto el Re per el più singular dono li
-fusse mandato. Et inteso questo da Monsignor di Arzenton, ambassador
-de Franza, mandò a dimandar al Prencipe li volesse concederli per
-monsignor Duca de Orliens, era in Aste, dicendo havea gran piacer di
-tale cose. Et cussì _etiam_ questi X fonno mandati a ditto ambassador,
-et tutti fonno mandati al loro Re, infino in Spagna ch'è tanto da lonzi
-et non senza gran difficultà. Et conveneno portarli su stange per terra
-con gran spesa et _etiam_ al Re de Franza, al quale li fo presentadi,
-partido fo di Roma.
-
-In questi zorni venne a Venetia el conte Ludovico Boscheto ambassador
-dil signor de Rimano, _licet_ vi fosse uno altro suo qui chiamato
-Antonio de Cochiaro dottor, et venne per rifermar el soldo havea loro
-Signorie con questa Signoria, però che era compita la ferma. Et poi che
-stette alcuni zorni, ditto signor di Rimano fu conduto, et cressutoli
-cavalli 200, _ita_ che vien haver 100 homeni d'arme, come dirò di
-sotto.
-
-
-_Come el Pontifice si accordò con el Re de Franza._
-
-In questo mezzo el Re de Franza, che 'l Pontifice era renitente in
-acordarse, mandò li soi Sguizari verso el Reame, et ancora alcuni soi
-capitani era partiti, una parte verso Terracina e Fondi, l'altra verso
-l'Aquila, et mandò uno suo araldo a l'Aquila a dinotar se dovesseno
-render in termene do zorni, altramente el Re veniria in persona, et
-venendo non li vorrebbe poi a patti: ma pur Aquilani mostrava volersi
-tenir per el suo re Alphonso, havendo _maxime_ li loro animali in poter
-di ditto Re. Et _publice_ resposeno volersi tenir per casa de Aragona,
-_tamen_ in occulto con Franzesi praticavano accordo; la qual pratica
-menava uno domino Palamides Forbi di Provenza, el qual fo altre fiate
-in Italia col duca Zuanne di Andegavia nominato di sopra.
-
-Le zenti che prima andò in Reame fonno squadre 60 et 4000 fanti zoe
-pedoni, et cussì _continue_ mandava zente in Reame, sì per alleviar la
-terra, a ciò non patisse desasii per causa de vituarie. Et fo divulgato
-era di opinione de far do campi, perchè havea grande exercito, et da 30
-milia persone in suso, la qual cosa non era creduta perchè si judicava
-l'inverno, per le neve grandissime, Franzesi non potessero passar
-monti: pur sempre qualche uno ne veniva. Et el duca de Orliens era in
-Aste ammalato con la quartana, et non era senza gran numero de persone
-che bisognando sarebbeno venuti in soccorso dil Re. Ancora la Raina de
-Franza soa moglie li scrisse, come a tempo nuovo li voleva mandar di
-la soa provintia di Bertagna X milia bertoni, et lei medema venirlo a
-trovar: ma la cagion de tanta zente fa che sempre augumentava, perchè è
-ditto comune: ogni uno segue la vittoria, et viva chi venze! Et questo
-Re, prosperando cussì felicemente, tutti li fora ussiti et bandizati,
-senza quelli che hanno piacer de ritrovarsi ne l'arme, da Milano fin a
-Roma veniva seguitando Soa Maestà.
-
-A dì 12 et 13 dil mexe preditto di Zener fo concluso l'accordo tra
-el Pontifice et Re di Franza. Fo fatto gran fuogi sì in Castel Santo
-Anzolo _quam_ per tutta la città, et soni di campane in segno di
-allegrezza, et li capitoli di detto accordo seranno qui sotto scritti.
-Et a dì 13 el Re montò a cavallo con li soi baroni et la sua guardia,
-et andò per Roma visitando le chiesie et perdonanze, vedendo dignissime
-antiquità. Di la qual città de Roma al presente niuna cosa voglio
-descriver, perchè occuparebbe molto tempo et saria cosa di far più
-gran volume. Ma lezendo Biondo Foroliviense, che fa di Roma una opera
-degna, di tutto quello fu et è in Roma si haverà cognitione. Ma el Re
-cavalcoe, che fina hora, ch'è zorni 13 da poi l'intrò in Roma, non era
-ussite di palazzo di San Marco.
-
-In questo medemo zorno li zonse al porto di Hostia a la bocca dil
-Tevere vicin a Roma 22 caravelle, o vero nave, carge de vittuarie,
-vini, formenti et farine, venute di Provenza loco suo; per la qual
-venuta Franzesi fanno molto alliegri perchè pur ne era gran carestia
-in Roma, per la moltitudine di le sue zente. Ancora fo divulgato, o
-fusse o non... la verità dil numero, come li era zonto 40 milia scudi,
-li quali li fonno portati di Franza per terra, che fo causa di far più
-danarosi Franzesi et haver loro page: _maxime_ le stranie generatione
-havea con lui, Elemani, Sguizari, Picardi, Scozesi, Bertoni et simel
-zente barbare. _Etiam_ vi zonse uno Monsignor capetanio de 600 lanze
-franzese: et benchè cussì fusse scritto, _tamen_ era, _iuditio meo_,
-solum di 100 lanze, ch'è 600 cavalli, perchè uno capitano dil Re per
-costume antiquo non puol haver più di 100 lanze per uno, et questa è
-la verità habuta da homeni pratichi. Et per lettere di ambassadori di
-la Signoria a presso Soa Maestà se intese, come el Re havea terminato,
-posto che col Pontifice era adattate le cose, di non dimorar più
-in Roma, perchè è da creder havesse lettere continuamente da li soi
-Anzuini sì in Napoli _quam_ in Reame che andar dovesse. Et cussì volea
-partirse a dì 20, et andar mia 15 a Marino loco di Colonnesi, et ivi
-si porterave poi verso Terracina; et _tamen_ non si partì di Roma
-fino a dì 28 ditto, come scriverò di sotto. Et a ciò el tutto lezendo
-chiaramente se intenda, qui saranno notadi li capitoli firmati di
-l'accordo col Pontifice.
-
-
-_Copia de Articoli fatti per la Santità dil Papa et la Majestà dil
-Christianissimo Re di Franza[113]._
-
-Et havendo el Re de Franza adattate le cose col Pontifice, a dì 16
-Zener, fo di venere, montò a cavallo, et benissimo in ordene con la
-soa guardia avanti, et assà baroni driedo, andò verso el palazzo dil
-Papa, che prima non era stato a farli riverentia, et andò per la via
-di Santo Anzolo con alcuni Cardinali. Li venne contra a la porta di
-la chiesia tutta la chieresia di San Piero apparata, con una ombrella
-damaschin bianco con uno pano d'oro in cima et una † di sora, cantando
-_Te Deum laudamus_, et cussì quello ricevete, et sotto ditta ombrella,
-smontato da cavallo, intrò in San Piero, dove fo cantata una solenne
-messa da uno Cardinal in una cappella fatta fabricar per Carlo Magno
-suo predecessor re di Franza di Santa Petronilla, et quivi udito molto
-divotamente messa con tutta la soa guardia armata, la qual cussì armati
-steteno in chiesia. Et poi el Re andò nel palazzo dil Papa, dove era
-preparato per el suo allozar, et quivi disnò, et messo ordine di essere
-a uno disnar insieme col Pontifice, el qual steva in Castello. Et
-cussì el Re andò a l'hora ordinata, per trovar el Pontifice preditto.
-El qual Pontifice, inteso el Re veniva, si mosse et li venne contra.
-Et si scontrono el Papa con el Re in uno certo andio a presso el
-zardin, dove el Re volse inzenochiarse facendo la riverentia debita,
-volendo basar li piedi. Ma el Papa non volse, et abrazato disse: ben
-sia venuto el christianissimo Re, con molte dolce parole dimostrando
-gran consolatione. Et cussì veneno insieme in palazzo, in una sala che
-si suol far concistorio. Et era preparate do sedie coverte di veludo
-cremesin, una per el Papa l'altra per el Re a presso lui: et ivi si
-sentono con alcuni Cardinali che ivi erano venuti; et fo usato alcune
-parole per el Papa, et resposo benissimo per el Re, et fatto risponder
-a monsignor Samallo, concludendo el Re li voleva dar l'ubidientia
-quando a Soa Beatitudine pareva. Et ordinato fo el zorno de far
-concistorio publico. Et è da saper che la prima cosa domandò lì in sala
-el Re al Papa, che facesse Samallo cardinal, di presente; et cussì el
-Pontifice mandò per alcuni Cardinali, et _in eodem instanti_ pronuntiò
-ditto mons. Samallo cardinal di la Romana Chiesia, _licet_ non fusse
-tempo, che non si suol far Cardinali se non da le quattro tempore,
-_tamen_ el Papa a requisition dil Re questo pronuntiò. El qual, essendo
-lì presente, si buttò in zenochioni rengratiando el Pontifice et el suo
-Roy di tanto beneficio, et cussì have el cappello et _de cetero_ andò
-vestito da Cardinal. Et poi partiti, el Papa ritornò in Castello, et
-el Re rimase allozar in palazzo: _tamen_ el Pontifice tornò in l'altra
-parte del ditto palazzo, et quivi _etiam_ stette vicino al Re.
-
-A dì 19 ditto fo fatto solenne concistorio, et el Re se inzenochiò
-davanti el Pontifice, et basoli li piedi come capo di la christianità,
-et li dette l'ubidientia, dicendo come altri Re et signori havea
-mandato ambassadori a Soa Beatitudine, et lui medemo in persona
-havea voluto venir a darli ubidientia etc., et per el presidente de
-Garnoboli, homo litteratissimo, fo fatta la oratione al Pontifice
-_nomine Regis_.
-
-Ma a dì 17, che fo el sabado, la matina a bona hora, _nescio qua de
-causa_, ma se indicava per non haver habudo questo accordo in piacer,
-el reverendissimo cardinal Ascanio insieme con el so cardinal de Lonà
-tolse licentia dal Re de Franza, fenzendo el sig. Duca suo fradello era
-ammalato et voleva venir a Milano, et se partì de Roma et venne a Nepi
-dove stette 4 zorni, poi pervenne a Siena. Quello di lui seguirà per
-zornata lezendo sarà scritto.
-
-Ancora el cardinal San Piero _in Vincula_ et el cardinal Curcense,
-come fo divulgato, non erano contenti di tal cose; altri diceva per
-el re Maximiliano che al tutto voleva venir a Roma a coronarse; chi
-diceva perchè voleva el Papa fusse dismesso; et chi per una et chi per
-un'altra cosa diceva, _tamen_ poi seguite el Re come mai.
-
-A dì 20, fo el zorno de San Sebastian, el Papa medemo cantò una solenne
-messa in S. Piero, con tutti li Cardinali, et ivi era el Re, _tamen_
-prima havea disnato; et havea in consuetudine disnar a bon hora. Et
-esso Re volle dar di l'acqua a le mano; ma el Pontifice non volse,
-_unde_ monsig. di Brexe zoè Filippo, monsignor de Foes, et monsignor
-di Monpensier li deteno l'acqua loro a le mano al Papa: l'uno teneva
-el bacil, l'altro butava l'acqua, l'altro li dette da sugar le mano.
-Et poi, compito la messa, el Re li volse al tutto darli l'acqua a le
-mano con gran humiltà per soa devotione. Et poi fo data la beneditione
-ivi in cappella. Era la guardia dil Re arrivata, che pareva si fusse in
-uno campo de armati. Et fo mostrato el volto santo di Santa Veronicha,
-et il capo di Santo Andrea. El qual Pio pontifice have de la Morea,
-et andò con tanto degna reliquia con tutta la chieresia fino a Ponte
-Molle. Et quivi in San Piero fece edificar una degna cappella a lato
-a la porta, dove morendo volse esser sepolto, et ivi la puose. Or,
-compite le cerimonie, el Papa dette la beneditione su el pozuol di San
-Piero, et fo publicata la indulgentia per el Cardinal S. Severino,
-_nomine Pontificis_, latina, vulgar et in franzese. Et dapoi disnar
-fo ordinato concistorio, dove vi fu 18 Cardinali, et San Piero _in
-Vincula_ nè el Curcense non vi volseno andar, per la qual cosa molti
-si meravigliò. Le zente veramente dil Re di Franza andate verso el
-Reame preseno alcuni castelli a patti, però che dove si aproximavano
-li era presentate le chiave, zoè Civita Bucato et Civita de Chieti.
-Ancora quelli di l'Aquila sollecitati da quel domino Palamedes nominato
-di sopra et da Camillo Vitello: ma ditto domino Palamedes havendo
-gran poter in l'Aquila, et za al tempo dil re Zuane et re Renier ivi
-stette; ma fino questo tempo era stato in Franza. Et venuto el Re in
-Italia, _etiam_ lui vi venne, et stette a Sinegaia, et menò la pratica
-di l'Aquila. Et cussì in questi zorni lui con alcuni foraussiti intrò
-in la ditta terra, et fo creato gubernatore da Aquilani, et scaciono
-quelli dil re Alphonso, et mandò ambassadori a Roma dal Re, notificando
-quello havevano fatto, et che volevano darsi a Soa Maestà. _Tamen_ non
-volevano alcun Franzese dentro, et questo faceva perchè non havevano
-vittuarie. _Unde_ el Re fo contento di la eletione di quello suo
-sopraditto al governo, et fo fatte gran feste in Roma da Franzesi per
-comenzar acquistar terre in Reame _voluntarie, maxime_ di l'Aquila,
-ch'è terra fortissima, et havendo voluto tenirsi, haria dato molto
-da far al Re, et situata in monte assà aspro dil Apruzo, dove è il
-corpo dil devotissimo San Bernardino di l'ordine di Santo Francesco
-de Observanti, che ivi morite del 1443, era di natione senese, et fa
-molti miracoli. Or questa terra è la secunda dil Reame, la qual, come
-scrive Biondo foroliviense, del 1060 Ruberto Guiscardo el ducato di
-l'Aquila dominò, et a lui fu concesso per Nicolao secondo Pontifice,
-ma li animali soi de Aquilani era in la Puja, come ho scritto di sopra,
-et era grandissima quantità di piegore; et re Alphonso per più segurtà
-li fece menar in Terra di Lavoro, dove sono al presente. Oltra di
-questo Franzesi andati a Mola et Traetto haveno quelli lochi, et una
-fortezza sora el fiume Garigliano, ch'è mia 40 lontana da Napoli. Et
-accadete che alcune zente dil campo dil re Alphonso, zoè el conte di
-Petigliano et Iacomo Conte, fonno a le man con certi Franzesi in questi
-zorni, a uno passo chiamato Ponte di la Torre verso San Germano, et
-Franzesi fonno malmenati et morti, _ut dicitur_, più di 80. _Tandem_,
-sopravenendo assà moltitudine de Franzesi, Calavresi o vero Aragonesi
-fonno rebutadi, et Franzesi ottenne quel passo. Tutto el Reame era in
-combustione, non si obediva più comandamenti di re Alphonso, si udiva
-romori ne le cittade, cridando: Franza! Franza! _maxime_ li Anzuini et
-cupidi di nove cose. Et el Re di Franza, essendo allozato in palazzo
-col Pontifice, più volte stette a consultar insieme, et una volta vi
-stette loro do soli hore 4, et havevano grande amicitia insieme, _unde_
-per Roma si judicava di qualche accordo havesse a seguir con el re
-Alphonso mediante el Pontifice, facendolo suo tributario, et ben che el
-Papa se affaticasse assai, _tamen_ esso Re et quelli lo consigliava mai
-volse consentir alcun accordo, _ymo_ dice al Pontifice in conclusione
-voleva el suo Reame, et poteva bastar ad Aragonesi haverlo goduto dal
-1442 in qua indebitamente, et che poi faria un concilio zeneral de
-tutta la christianità, _maxime_ de li potentati de Italia, et voleva
-ajuto da tutti a passar el mar a destrution de Turchi et infideli, et
-combatter per la fede di Christo. Et el Pontefice lo voleva incoronar
-imperador di Constantinopoli si 'l restava de l'impresa. Et el Re disse
-voleva prima ottener l'imperio, et poi haver el titolo d'imperator.
-
-Et era disposto di partirsi a dì 22, et andar come havea deliberato a
-Marino per intrar in Reame, _tamen_ molto si doleva di le nave doveva
-venir in la Calavria con el prencipe de Salerno con 1500 Franzesi,
-per comuover quelli populi; et non intendendo alcuna nuova di loro,
-dubitava fusse accaduto qualche male, le qual nave partì di Zenoa, come
-ho scritto di sopra.
-
-Questa indusa in Roma fece el Re per caxon che da tante strade et
-fastidj el si haveva pur alquanto resentito, et habuto gran doglia
-di stomaco. Or ditto Re domandò al Pontifice volesse far a sue
-requisitione uno altro Cardinal, zoè el suo confessor era in Franza,
-chiamato mons. de Unians episcopo et zerman cusino di suo barba monsig.
-di Brexe, fradello de monsig. Luximburg, et el Papa fo contento.
-_Tamen_ volse promuover questo pronunciar in concistorio. Et a dì 21
-ditto fece redur li Cardinali a concistorio, et molti Cardinali erano
-renitenti, dicendo poteva bastar a la maestà dil Re di haver fatto
-uno fuora di tempo congruo, et che voleva _etiam_ l'altro, _tamen_
-el Pontifice disse: l'è fatto; et cussì fu eletto questo Cardinal. In
-questi zorni lì a Roma morite alcuni Franzesi per numero 3, dubitavano
-di peste, la causa perchè Franzesi non havendo paura di morbo, et
-ne la Franza non se schiva, volseno habitar in molte caxe a Roma che
-ancora non erano sta habitade da poi el morbo che fo grandissimo l'anno
-1492, per el qual questo Pontifice convenne con la sua corte partirsi
-di la città et venir a Viterbo per alcuni mesi. Morite _etiam_ uno de
-soi capitani chiamato monsig. di Salbren nepote di monsig. lo grande
-scudier, el qual dal Re fo molto desiderato, et pur judicaveno di
-peste, _tamen_ non seguite altro.
-
-In questo mezzo el Re scrisse a monsig. di la Mota, era in Fiorenza,
-che dovesse andar per suo ambassador a Milano, o vero perchè Ascanio
-non li era più in amicitia, o pur dubitando che 'l duca Ludovico non
-lo compisse di ajutar etc., et mandò in Fiorenza in loco dil ditto uno
-Gian Frances, general di Bertagna di natione cathelano.
-
-Lucchesi ancora mandono do ambassadori a ditto Re a dimandar a Soa
-Maestà, per l'amicitia li era stà mostrato di benivolentia di Soa
-Maestà verso quella comunità, li volesse far rehaver la soa terra,
-la qual _alias_ impegnò a Zenoesi, _nunc_ posseduta per Fiorentini,
-chiamata Pietrasanta; et essendo _maxime_ al presente in le sue mano,
-et di questa richiesta li ambassadori di la Signoria li detteno ajuto,
-_tamen_ fonno passuti di bone parole, e ritornono indriedo.
-
-A dì 21 ditto, Domenego Trivixan et Antonio Loredan cavalieri
-ambassadori veneti al Re preditto, havendo in commissione di non
-andar se non fino a Roma con Soa Maestà, in questo zorno andono a tuor
-licentia. Ai quali el Re usò humanissime parole, dicendo prima dolersi
-di la soa absentia, ma che laudava dovesse obedir la soa Signoria, et
-prometteva de ogni suo successo per Mons. di Arzenton far notificar
-a la prelibata Signoria, come quella che lui amava summamente, per
-haverla trovata ferma et constante et in grande amicitia. Et cussì
-partiti da Soa Maestà, ponendosi in ordine per voler repatriare, la
-Signoria per molti respetti preseno nel Consiglio de Pregadi che ditti
-oratori non si dovesse partir, _ymo_ andar seguendo Sua Maestà. Et
-cussì zonse el corrier a Roma a dì 22 che si volevano partir, con il
-mandato et voluntà dil Senato. Et questi ritornò dal Re, et notificolli
-quanto li era stà commesso. Di la qual cosa el Re molto aliegro
-dimostrò grande consolatione, et haver ubligation a questa Ill.ma
-Signoria, et che non faria alcuna cosa che prima non volesse comunicar
-con loro, et la Signoria era soa bona amiga, havendo visto a tante
-preghiere di re Alphonso, non si haveva voluto muover contra di lui, et
-che haveva atteso quanto li era stà promesso. _Item_ come voleva partir
-di Roma a dì 26, et haveva mutato pensier dil camino, nè volea andar
-a Fondi nè a Terracina, ma in mezzo per campagna voleva andar, benchè
-le sue zente li advisava havevano gran carestia, et parte che andono a
-compagnar le artegliarie erano tornate adriedo in Roma per non trovar
-vittuarie da poter viver: _unde_ parse al Re di licentiar dil suo
-exercito molte zente forestiere lo seguiva, et volle rimaner più presto
-con manco zente et soi Franzesi che aver tanta canaglia, tra i qual
-molti Sguizari, i quali tornavano ne li loro paesi, come _etiam_ per
-lettere di Sebastian Baduario cavalier ambassador a Milano se intese,
-che per el Milanese ne passava assà, et ancora ne veniva di quà da
-monti zente nuova de Franzesi per andar a trovar el Re, intendendo il
-prosperar.
-
-Et el Re stette insieme col Pontifice in castello soli in una camera,
-dove fece venir Gem sultan fradello dil Turco, con el qual longamente
-parlono di molte cose, et el Re li fece assà quesiti, el qual dovea
-esser menato con bona custodia nella rocca di Terracina, _tamen_ el Re
-il menò con lui a Napoli. Questo Turco è huomo terribile a le guerre,
-crudel et molto da Turchi amato, et se Dio havesse voluto, che non
-volse, che da Bayseth suo fratello fu rotto, che detto Gem fusse stà
-Signor de Turchia et acquistato el regno paterno, al qual _licet_
-fusse menor fiol fo lassato dal padre el dominio, _sine dubio_ tutta la
-christianità, _ymo_ tutto el mondo di questo haria sentito afflitione.
-Ma Iddio provvedette a tutto, e fu qui posto.
-
-A dì 24 la sera, el Re de Franza sopra nominato partì dil palazzo dil
-Papa, dove fino hora havia allozato, et ritornoe allozar al palazzo
-dil cardinal Bonivento, o vero di S. Marco. Questo fece per più sua
-comodità, per dover cavalcar fino do zorni et andar verso el Reame.
-
-A dì 25, el dì de San Paulo apostolo, la mattina esso Re andò al
-palazzo dil Papa, et insieme col Pontifice, tutti do a uno paro, andono
-in compagnia de Cardinali XX, ambassadori, episcopi etc. et grandissima
-pompa per Roma; et a la chiesia di S. Paulo dismontono da cavallo, et
-li fece l'oratione, et el Pontefice dette la beneditione a tutti. Da
-poi se partino, et essendo al ponte di Santo Anzolo, el Papa si cavò la
-bareta vedendo el Re con la bareta in mano, et non voleva el Papa el Re
-si cavasse la bareta, et che ritornasse al suo lozamento. Ma el Re al
-tutto volse accompagnar Soa Santità fino a le scale de S. Piero, dove
-poi el Re ritornò al suo palazzo di S. Marco.
-
-Le zente veramente franzese, per num. 5000 cavalli et alcuni pedoni,
-in questo tempo mezzo andate in l'Apruzo, et _maxime_ el prefetto,
-habuto l'Aquila, come ho ditto, _etiam_ molte terre, però che tutte
-ghe portaveno le chiave a uno araldo che ivi se appresentava levando
-le insegne franzese. Quelli di Lanzano mandono a offrir le chiave al
-capitano franzese era a quella impresa, et Colonnesi che per el Re
-combatteveno; _tamen_ volseno capitolar, et che li fusse concessa la
-fiera libera, la qual è in Italia nominatissima, et si fa dil mese di
-Lujo et di Settembrio, zoè do volte a l'anno, et cussì veneno sotto
-il dominio dil Re de Franza, perchè Franzesi prometteva assà, _tamen_
-non manteniva. _Etiam_ poi alcuni Franzesi andono a Populi, et have la
-terra, la rocca _tamen_ si tenne, et poco da poi _etiam_ si rese. Ma,
-per concluder, avante el Re se partisse de Roma, quasi tutto l'Apruzo
-era acquistato, et la Puja tumultuava, ogni cosa era in combustione,
-et si augumentava molto le ditte zente, però che 5000 Franzesi, zoè di
-quelli dil Re, come se intese, _nunc_ era a presso 20 milia persone,
-zoè paesani che vestiva a la franzese, et andava seguitando el ditto
-campo vittorioso che non havea contrasto.
-
-Et el Re in questi zorni intese: le nave nominate di sopra, col
-prencipe di Salerno et altri baroni franzesi, erano zonte in Sardegna,
-isola vicina a Corsica sotto el re de Spagna, ivi per fortuna capitade,
-et che havevano perse vele, antenne, et rotto arbori, in summa per
-le gran fortune erano mal conditionate, et una nave mancava, la qual
-judicavano fosse perita. Et è da saper che la causa che era solamente
-nave et non galie, fu perchè galie sottil da questi tempi non puol
-navegar per star in spiaza.
-
-Et oltra di questo el Re terminò de mandar el card. Samallo a
-Fiorenza...., _licet_ suo fratello vi fusse lì governador. Altri
-dicevano per conzar le discordie tra Fiorentini, che erano grandissime.
-Et _etiam_ con Pisani che molto li dannizavano. Ancora per domandar li
-ducati 40 milia restava haver, sì che di questa sua venuta era varia
-opinione. Et in quel zorno medemo che 'l Re partì di Roma, zoè a dì 28
-Zener, ditto mons. Cardinal con 100 cavalli, tolto licentia dal Papa et
-dal Re, insieme con uno monsig. di Albì venuto in sua compagnia, _de
-mandato regio_ si partì di Roma, et arrivò a Fiorenza a dì 5 Fevrer,
-dove fo molto honorado. Quello di lui seguite, quello volse et operò,
-poi l'intenderete.
-
-A dì 26 el Re venne a corte, et intrò in camera di parlamenti, et disse
-come el voleva cavalcar, et che l'era venuto a tuor Gem sultan, dove
-si ritrovava col Pontifice 6 cardinali: Santa Nastasia, San Dionysio,
-San Severin, el Grimani, l'Alexandrino et Valenza, el qual dovea andar
-con el Re legato; dove venne et fu menato ditto Gem sultan, et el Re li
-toccò la man, et el Turco li basò le spalle et cussì fece al Papa. Et
-el Papa disse: _Domini mei_, io consegno Gem sultan al Re qui presente,
-secondo se contien in li capitoli nostri. Et Gem pregò el Papa
-dicesse al Re li facesse bona compagnia, et cussì fece raccomandandolo
-sommamente. Et el Re li disse: non havesse paura di haver alcun danno,
-et che venisse pur di bona voglia sotto sua protetione. Et ditto Gem fu
-accompagnato a hore una e mezza di notte da quattro cavalieri di Rodi
-et molti arcieri al palazzo di San Marco, dove habitava el Re.
-
-Et per Roma fo divulgato, partito el Re, el Pontifice voleva andar, per
-la gran carestia era, a Perosa.
-
-Et è da saper come el Re de Franza stette 28 zorni in Roma, et le porte
-de Roma erano in mano de Franzesi e in custodia.
-
-Et a dì 27, la sera, ditto Re di Franza andò dal Pontifice per tuor
-comiato, come la mattina si dovea partir, et habuta la beneditione,
-la qual tolse con gran divotion, abrazatosi tolse licentia, et fu
-accompagnato da dui Cardinali, S. Piero _in Vincula_ et Valenza.
-Et cussì tutti li soi baroni tolse licentia dal Papa, ai qual, per
-carezarli, el Pontifice a chi concesse bolle _gratis_ di absolutione
-od altri perdoni, a chi una cosa et a chi un'altra, per carezarli,
-_ita_ che tutti fonno contentissimi, et con gran benivolentia preseno
-licentia da Soa Santità. Ad altri donava _Agnus Dei, Paternostri_
-ecc., per devotione. Et in questa sera el Pontifice, havendo inteso
-el successo seguito a Napoli di re Alphonso, el qual è qui sotto
-descripto, quello accadete a Napoli el tutto intenderete.
-
-
-_Come re Alphonso renonciò la corona a so fiol don Ferando et si partì
-di Napoli; et quello ivi seguite._
-
-A Napoli per lettere di l'ambassador veneto se intese, date a dì 23
-Zener, et zonte alla Signoria a dì 31 ditto, in zifra, venute per la
-Calavria et a la marina via con gran difficultà: come a dì 21 zonse ivi
-la nuova di l'accordo fatto tra el Papa et el Re de Franza. Et essendo
-el re Alphonso molto di malavoia, non sapendo che farsi per la furia
-de Franzesi, non sperando più aiuto da niuno, quasi non se impazava
-più di niente, et tutto el governo era in le mano di suo fratello don
-Fedrigo, prencipe de Altemura. Et za era venuto el fiol do zorni avanti
-in Napoli, partito dil campo, mia 50 fè in uno dì, per la qual cosa
-la brigata se meravigliava. Et re Alphonso, vedendo el populo esserli
-contrario, deliberò partirse. Dove volesse andar, non se intendeva la
-verità. Et cussì a dì ditto, renonciò el Reame al fiol, et fo fatto
-instrumento publico, _licet_ la madregna Raina et ditto fiol li fusse
-a li piedi in zenochioni, pregando Soa Majestà non volesse far questa
-movesta, et che, partito lui, Napoli saria perso. Et lui respondeva:
-che non potendo assecondar a la madre, li voleva dir come lui vedeva
-tutto questo infortunio et mal procedeva da li soi peccati, et che
-lui havea in vodo de andar frate za molti anni, et che voleva andar
-in Cecilia a uno monasterio de frati religiosi a Mazara, però che la
-Raina ditta havea ivi, in Cecilia _ultra_ Faro, do terre, zoè Mazara
-et Ligusta: or che ivi _quiete_ voleva fenir soa vita, et che el regno
-renontiava al fiol Duca de Calavria, el qual voleva el zorno driedo
-cavalcasse come Re per la terra, et che forsi harebbe miglior ventura
-cha lui, et che li bastava haver regnado uno anno in tanti affanni,
-però che el padre a dì 25 de Zener passato morite, et esso re Alphonso
-si fece; _ergo_ a ponto uno anno regnò et non più. Et a hore 9 di notte
-_vel circa_, in questo medemo zorno di 21 Zener, esso re Alphonso se
-redusse in Castel dil Uovo, che prima era in Castel Nuovo. El qual
-Castel dil Uovo è situado in mar, dove al suo piacer poteva partirse.
-Era con lui 12 frati, 4 di Monte Oliveto, ordine così chiamato come
-_apud nos_ frati di santa Lena; 4 di san Martin, zoè certosini; et 4
-di san Severin, ch'è uno monasterio lì a Napoli. Et portò con sè zoie,
-tapezarie bellissime, et la soa libraria, ch'era di le belle cosse de
-Italia: li libri lui havea benissimo scritti, miniati, et ornati de
-ligature. Et lì a Castel dil Uovo era preparate 5 galie et una fusta et
-do barze, sopra le qual era messo oltra le supellectile in grandissima
-quantità de ogni sorte de vittuarie, vini assà de varie sorte dil
-Reame etc. Et si voleva partir in quella notte per andar in Cecilia,
-et montato in galia con alcuni che lo seguite de li soi, per el tempo
-contrario convenne ritornar in Castello dil Uovo, dove era castellano
-et custode Antonel Pizolo napoletano, arlevato et fidelissimo di caxa
-Aragona. Or re Alphonso scrisse una lettera per tutte le soe terre,
-come voleva andar in peregrinazo, et che havea lassato el fiol Re,
-al qual pregava che l'omazo li havevano jurato a lui _etiam_ fusse al
-fiol, a cui aspettava el Regno.
-
-A dì 22 ditto, se mise molta zente in Napoli a rumor, per metter a
-sacco li zudei con gran tumulto, ma per el subito soprazonzer dil
-Duca di Calavria novo Re, si acquietò le cose; et _etiam_ molti marani
-volevano metter a sacco, et fo de bisogno che el cardenal de Zenoa et
-Obietto dal Fiesco prothonothario, zenoesi, i quali si retrovaveno ivi,
-de montar a cavallo et tasentar quei populi, et cussì cessono di far
-altro danno per la terra. Et molti cittadini inteso dil re Alphonso la
-movesta, _unde_ intesono come si voleva partir, et havea renontiato la
-corona al fiol, pregando quelli li volesse far bona fedeltà, et lui più
-prometteva de ritornar in Napoli, nè più voleva esser chiamato Re.
-
-A dì 23, che fo di Venere, el novo re Ferando cavalcò per Napoli et per
-tutti i cinque Sezi, secondo el consueto, come Re, vestito d'oro, in
-mezo di l'arciepiscopo di Taragona era lì con la Raina _nomine regis
-Hispaniae_, et l'ambassador venitian, con cavalli 600, et nel domo,
-fatto le debite cerimonie, si fece Re, _vivente patre_, et dal populo
-fo dimostrato grande contento, per essere human et benigno Re. El qual,
-per farsi benivoli li populi, fece molte concessione et privilegii,
-come si suol far, per liberalità soa, quando comenzano a regnar:
-assolse molte terre di angarie e di tuor sal, altre fece exempte, et
-cavò li presoni baroni erano in Castel Nuovo, zoè el fiol dil Principe
-di Rossano et uno altro. Adoncha, in manco de uno anno e tre zorni,
-si vide in Napoli tre Re, zoè don Ferando, don Alphonso et questo
-Ferando presente. Et a tutti Paulo Trivisano cavalier ambassador veneto
-si ritrovò; et fo al quarto, che fo el Re de Franza. Or di questa
-mutatione di Re, et abbandonarsi cussì di Alphonso, parse a tutti cosa
-molto nova et inusitata, et za molti seculi non più accaduta.
-
-A dì 28 ditto, questo re Ferando si partì di Napoli, et ritornò in
-campo a San Zermano, havendo scritto al so ambassador era a Venetia, et
-mandato la commissione fusse suo: _etiam_ ad altri in diversi luoghi;
-et lassò in Napoli al governo la raina dona Zuana, et so barba don
-Fedrigo, et ancora el re Alphonso in Castel dil Uovo se ritrovava, et
-_continue_ faceva cargar robe su le galie. Ma questo re Ferandino tolse
-comiato da tutti con gran pianti, dicendo andava con animo deliberato
-de lassar fama per esser valente, _tamen_ non fonno mai a le man
-Franzesi con Aragonesi, et el Re de Franza _etiam_ in questo medemo
-zorno partì di Roma, come udirete.
-
-A dì 3 Fevrer, Alphonso _olim_ re di Napoli se partì da Castel dil
-Uovo, con 5 galie, una fusta, et do barze: portò seco gran quantità
-di roba di ogni sorta, zoie, danari etc. a la suma de ducati 300
-milia, et andò a Mazara, terra di la Raina in Cicilia, benchè molti
-variamente di questa andata parlava. Altri che voleva andar in Spagna
-ad exhortar quel Re rompesse adosso el Re de Franza, et praticar nozze
-di la principessa che fo moglie dil fiol dil Re di Portogallo, di età
-de anni 25 et bellissima[114] in suo fiol Re. Altri che 'l voleva andar
-dal Turco diceva, et quello far passar, però che Turchi _nunquam_ si
-volse fidar di passar in Italia, per non esser tajadi a pezzi. _Tamen_
-esso Re andò a Mazara, dove stete alcuni zorni facendo vita solitaria,
-et di lui quello seguite, lezendo più avanti intenderete el tutto. Ma
-ritorniamo al Re di Franza, et come si partì di Roma.
-
-
-_Di la partita dil Re di Franza, et come prosperò in Reame._
-
-A dì 28 Zener, a hore 15, el Re di Franza montò a cavallo armado su
-uno caval morello con suo barde: havea di sopra le armadure una vesta
-di broccato d'oro, di sopra questa una tabarra di panno d'oro et
-raso cremesin a quartoni, et uno cappel bianco in capo, et monsig. di
-Brexe armado, con una sopravesta di panno d'oro, et altri baroni et
-cavalieri zerca 70, armati, con sopraveste, alcuni di panno d'oro, et
-mitade di veludo, et chi di raso. Era su la piazza di S. Piero homeni
-d'arme et arcieri 800, cavalli 600, et venne dal Papa, et smontato
-andò in palazzo. El Pontifice con alcuni Cardinali erano ivi redutti
-dove si dà la benedition, et el Re li andò con la bareta in man,
-dimandando li dovesse Soa Santità perdonar al cardinal Curcense, et
-cussì perdonò. Poi el Pontifice, Re et el cardinal Valenza, andava
-legato con lui, si redusseno in una camera, e lì parlò zerca mezza
-hora: da poi ditto Re basò el pè al Papa, et cussì fe' i soi baroni.
-Da poi el Papa venne fuora, dove era li Cardinali, con una bolla in
-mano, et disse: Sacra Maestà, questa è la bolla sottoscritta da tutti
-i Cardinali, et cussì son contenti. La Bolla dizea che 'l Pontifice
-con li Cardinali asegurava el Re per tutte le terre et castelli di la
-Chiesia, et comanda a quello si renda etc. Et poi montò a cavallo, et
-cussì el cardinal Valenza, et ancora fo fatta una bolla per el Papa
-al cardinal S. Piero _in Vincula_, che 'l potesse star in Roma, ma fo
-fatto un po' di garbujo. Et el Re havea con lui Gem sultan, vestito a
-la turchesca appresso di lui, con Turchi drio, et andò per la via longa
-fuora di Roma per andar quella sera ad alozar mia 12 a castel Marino,
-loco de Colonnesi, et li ambassadori nostri lo sequiva. El zorno driedo
-se partì per andar seguendo Soa Maestà. Era bellissimo veder per Roma
-tanta magnificentia, con zerca 5000 pedoni con azzette in man, senza
-il resto armati. Et è da saper che el zorno avanti za erano partiti di
-Roma, per non dimorar drio el Re, questi Cardinali, zoè S. Piero _in
-Vincula_ et Curcense, et questi la spetono a Marino, et el cardinal
-Colonna et Savello andono a li soi castelli. Adoncha havea cinque
-Cardinali con lui.
-
-In questo medemo zorno zonseno a Roma do ambassadori dil Re et Raina di
-Spagna, chiamati don Antonio de Fonseca castigliano è uno de capitani
-dil Re, et mons. Johan de Albion aragonese castellano de Perpignano,
-i quali veneno per terra per la Franza, et zonti in Alexandria di la
-Paja andono per la Toscana a Roma, et intendendo che 'l Re de Franza,
-al qual erano sta mandati, era cavalcato poco avanti, li andono driedo,
-et cussì a cavallo, presentato le lettere di credenza, li protestò che
-non dovesse andar più di longo contra re Alphonso, et che haveano in
-commissione da loro Re et Raina di manifestarli che, non tornando et
-prima udendo tutta la soa ambassada, li romperiamo guerra per terra e
-per mar, et che a li soi danni esso Re de Spagna comenzaria andar. Et
-el Re de Franza rimase molto admirato, et li disse: _Domini oratores_,
-venite a Marino et a Velitri con nui, che vi darò audientia, et vi farò
-risposta a ogni cosa. Et come da l'ambassador di ditto Re di Spagna
-intesi, che era qui a Venetia, homo di grandissimo inzegno et molto
-mio amico[115] l'altezza dil suo Re et Raina in questi tempi havevano
-questi ambassadori in diverse parte: zoè era al Pontifice suo fradello
-don Garcilasso di la Vega cavalier castigliano, et stato za uno anno
-al re Maximiliano; do, come ho ditto, a questo Re de Franza; uno al Re
-de Portogallo; uno al re de Inghilterra; uno al re Alphonso di Napoli,
-el qual capitò a Venetia, come udirete di sotto, a questa Signoria, et
-quasi tutti per le cose presenti.
-
-Ma el Re, cavalcato di lungo et zonto a Velitri terra di la Chiesia,
-dove a dì 29 ditto erano zonti li nostri ambassadori partiti di Roma,
-et trovono esso Re de Franza, al qual si apresentono et li fece assà
-bona et perfetta ciera, _tamen_ era alquanto conturbato per quello
-la notte era successo ivi: zoè, che el cardinal Valenza fiol dil
-Pontifice, la notte, de Velitri si havea calato gioso de li muri di
-la terra, et con do cavalli era ivi preparati cavalcò quella, come
-fo divolgato, in Spoliti, terra fortissima di la Chiesia; _tamen_
-non sapevano Franzesi dove si fusse andato. La qual movesta el Re non
-poteva considerar dove fosse proceduta, et disse _ista verba_: Malvas
-Lombard, et lo primiero lo Santo Pare; et deliberò con el suo conseglio
-de non andar più oltra, et quivi riposar fino intendeva altro. Ancora
-in questo zorno zonse dal Re uno suo capetanio, andato con molti
-Franzesi verso Civitavecchia terra dil Pontifice per haverla in sua
-potestà _juxta_ li capitoli, ma quello governator era lì per nome di
-la Chiesia non volse lassarli intrar, sì che steteno Franzesi in dubio
-di qualche tradimento dil Pontifice, et rimaseno molto admirati. Et
-questa nuova zonse a Venetia a dì 3 di Fevrer. Et non voglio restar di
-scriver cosa assà degna di memoria, come per una lettera venuta di Roma
-io vidi: che Franzesi, dubitando de vittuarie et strami per li cavalli,
-che erano certi non poter trovar, loro medemi messeno feni et biave
-sopra le groppe de soi cavalli, tanto che li potesseno pascer fino che
-'l Duca de Calavria havea fatto quelle provvisione ho ditto di sopra.
-
-Ma a Roma, partito el Re, el Pontifice continuamente faceva notte
-e zorno fortificar quella parte di muro di Castel Santo Anzolo
-che cazete, et di novo fabbricar, come per lettere di Paulo Pisani
-ambassador di 31 se intese. In Roma non se parlava nulla di quello
-havea fatto el cardinal Valenza, et era stato col Pontifice, el qual
-mostrava di non saper, ma che pur si divulgava la partita dil Pontifice
-con la corte fino 8 zorni et andar a Perosa, sì per causa di vittuarie
-_quam_ per dimostrar a Romani come stariano in abondantia non vi
-essendo la corte. _Tamen_ non si mosse et stette fermo in Roma.
-
-Rimase in Roma Piero de Medici, el qual volendo seguir el Re in l'ussir
-di Roma, Soa Maestà li mandò a dir dovesse ivi restar fino li manderia
-a dir altro, et cussì restò in casa dil Cardinal suo fradello, era in
-quelli zorni di Bologna venuto a Roma. Et ancora don Ferrante fio dil
-Duca di Ferrara di suo comandamento restò. _Tamen_ da poi, intrato el
-Re in Napoli, quello andò a trovar.
-
-Et el Re preditto, volendo al tutto intender la cossa sequita per el
-cardinal di Valenza, mandò a dì 31 Zener do soi araldi con lettere
-al Pontifice, a dolersi di quello havea fatto ditto Cardinal,
-meravigliandosi, nè poteva comprender dove procedesse, et che Soa
-Santità dovesse proceder et far ritornar ditto legato, et avvisarli
-quello havea voluto dir tal movesta, altramente che tegniva fusse rotti
-li capitoli, et che li saria forzo di ritornar indriedo. Ancora scrisse
-al cardinal di Santo Dionysio, rimaso suo commesso a Roma, come dovesse
-andar dal Papa et intender di questo, et che dovesse chiamar li capi
-dil populo romano, chiamati caporioni, et aricordarli come da lui et da
-li soi havevano habuto bona compagnia, pagatoli le vittuarie, et non
-li era sta fatto danno alcuno, et notificarli el seguito. Et andato
-ditto Cardinal con questi araldi dal Pontifice, exposto et presentate
-le lettere, el Papa si excusoe che non sapeva niuna cosa, nè dove si
-fusse, dimostrando di dolersi summamente, et cussì per justificarsi
-li mandò do legati a Velitri, zoè lo episcopo di Terni et l'auditor
-di Rota Porcharis, quali insieme dovesseno esser con lo episcopo di
-Concordia era partito di Roma cum el Re per farli compagnia; et excusar
-el Pontifice di questo. Et _etiam_ el populo de Roma ne mandò do
-altri a notificar che erano deditissimi, zoè lo episcopo de Nepi et il
-prothonotario di Buffali. Ancora mandono uno per nome dil Pontifice et
-uno per nome dil Re sopranominato a Spoliti, dove se diceva era ditto
-Cardinal, acciò tornasse legato con el Re de Franza; et non lo trovono.
-Li fo ditto era stato et partito, dove si fusse andato non sapevano,
-però che con tre cavalli soli cavalcava hora in qua ora in là per
-non andar legato con ditto Re. Et fo divolgato la causa esser, perchè
-havea inteso a Roma alcuni Francesi da Spagnoli erano stati tagliati a
-pezzi, et dubitando el Re non facesse la vendetta sopra di lui, se ne
-era fuggito: et cussì questa scusa catò (_trovò_). Le zente di esso Re
-in questo mezzo intrò in Civitavecchia terra di la Chiesia, et _etiam_
-poco da poi ebbeno Terracina in loro dominio, _licet_ da Aragonesi
-fusse custodito. Ma lassiamo qui el Roy, et altre cose seguite in
-Italia scriviamo.
-
-
-_Cose seguite in diverse parte de Italia in questo tempo._
-
-À Venetia zonse in questi zorni un ambassador dil Re et Raina di
-Spagna, venuto prestissimo et incognito per andar a Napoli, chiamato m.
-Johan..., maistro rational dil regno di Valentia, homo a presso el Re
-de gran reputation, et havea alcuni spagnoli in soa compagnia, et quivi
-se accompagnò con uno ambassador fo dil re Alphonso, el qual era stato
-a dolersi a la Duchessa sua fiola di la morte dil Duca, et el sig.
-Ludovico volse ditta Duchessa li desse audientia, et vette (_vide_)
-el fiol dil Duca. Or volendo ritornar a Napoli, venne qui a Venetia,
-nomeva ditto oratore Piero Zuane Spinelli castellano di Trane, parente
-di quello era qui a la Signoria. Et cussì andati questi do ambassadori
-a Ravenna, volendo passar mai poteno, et conveneno ritornar indriedo.
-_Unde_ l'ambassador de Napoli era qui, andò a la Signoria, pregando
-dovesse concieder che questi montasse sopra li do arsilii andavano
-in Puja a tuor li cavalli dil Reame, et cussì a dì 3 Fevrer montono
-su ditti arsilii, et andono a loro viazo, ma accadete a ditto Maistro
-rational assà infortuni, che fo preso et spogliato et toltoli le mule
-menò con loro, però che dismontono a Ortona a mar, et fo presentato al
-Re de Franza come dil suo successo intenderete el tutto. Ma li arsilii
-con Zuan Borgi secretario andono indarno, perchè venendo li corsieri
-fonno presi come roba dil re Alphonso da Franzesi, et cussì ditti
-arsilii tragettò zudei su l'isola di Corfù, et ritornò a Venetia, et
-fonno mandati prima per li stratioti.
-
-A dì 3 Fevrer l'ambassador di Napoli andò molto aliegro in collegio,
-notificando haver lettere di 18 Zenaro da Vurmes (_Worms_), ch'è
-a presso Cologna in Elemagna, dove se ritrovava la majestà dil re
-Maximiliano venuto per far la dieta, da l'ambassador dil suo Re, che li
-advisava come esso Re de Romani havea totalmente deliberato di ajutar
-casa di Aragona, et che si el Re de Franza non se levava da l'impresa,
-che li voleva romper a li confini de Bergogna, et che havia mandati
-li soi ambassadori a ditto Re. _Item_ come voleva mandar li soi 4
-ambassadori a questa Signoria, i quali di breve dovevano zonzer. Et
-cussì molto aliegro vene zoso di collegio. Ma queste era parole, et
-el Re de Franza faceva fatti in Reame. Et è da saper che ditto Re de
-Romani scrisse una lettera a la Signoria, che non volesse ni diliberar
-ni far cosa alcuna circa a le cosse di questo Re di Franza, perchè lui
-mandaria soi ambassadori a consultar con questa Signoria alcune cose
-bone per la soa Republica, et salute per la Italia.
-
-In queste medemo zorno la sera zonse uno ambassador dil re Alphonso,
-zoè partito di Napoli avanti el Re havesse fatto quella movesta, et
-venne per mar, et montò a Ortona a mar sora una fusta, zonse a Lio
-dove per la Signoria li fo mandato alcuni zentilhomeni contra per
-honorario, et alozò a la casa dil Duca di Ferrara, dove era preparato
-per li ambassadori dil Duca di Milano doveano venire. Questo nomeva
-Hieronimo Spieraindio, dotto napolitano, et insieme con Iohanne
-Battista Spinelli, altro ambassador stava fermo qui, andò a la Signoria
-et expose la soa imbassada. Et el principio fo de la ruina dil suo
-Re, el danno poi de questa Signoria, concludendo li dovesse aiutar, et
-come si divulgava offeriva largi patti et partiti a questa terra, a ciò
-aiutasseno el suo Re. Et poi stato alcuni zorni, a dì 16 Fevrer partì,
-et andò a Roma, et ritornò a Napoli a starvi come cittadino, _licet_
-vi fusse Re, et havesse el dominio el Re de Franza, et stette come gli
-altri.
-
-Per lettere di Zuan Francesco Pasqualigo dottor et cavalier, vicedomino
-a Ferrara se intese, come a dì 2 Fevrer, fo el zorno de Santa Maria,
-el Duca de Ferrara con molti de soi primarii venne in persona,
-essendo varito dil mal, a visitar esso Vicedomino fino a caxa; cosa
-che _nunquam_ ha asuetado de far. Et questo perchè el Vicedomino era
-ammalato et laborava di podagre. El qual Duca osò molto benigne parole
-in exaltatione dil Stato di la Signoria, et tolse poi licentia, et
-alcuni soi rimaseno con ditto Vicedomino, et li disse come el Signor
-voleva di brieve venir a Venetia, sì per visitar la Serenissima
-Signoria, _quam_ per justificarsi come lui non era stato cagione di
-alcuna movesta de Franza, come era incolpato; concludendo voleva esser
-bon fiol di questa Signoria: _tamen_ non venne et non seguite altro.
-
-A Bologna, essendo terra subposta a l'imperio, in questi tempi, el
-magnifico Johanne Bentivoj che in quella città è cittadino primario
-et ordina et governa el tutto, _licet_ bolognesi facino ducati di oro
-et monede, le qual al presente si spendeno per tutto, pur con voluntà
-di esso Re de Romani eletto Imperador, fece batter una moneda d'oro
-de valuta de do ducati; da una banda una testa di ditto magnifico
-Johanne, con lettere a torno che dice: _Johannes Bentivolus bononiensis
-secundus_; et da l'altra banda una arma inquartada, zoè l'aquila ch'è
-l'arma de l'imperio, et la siega ch'è l'arma de Bentivoj, con una
-aquila di sopra el scudo con lettere a torno: _Maximiliani Imperatoris
-munus_. Et questo per esser cosa notabile ho voluto scriver. Ho visto
-ditti ducati et _continue_ si stampa.
-
-A Milano el duca Ludovico descoverse che madona Bona duchessa vecchia
-et madona Ixabella duchessa zovene scrivevano lettere a Maximiliano,
-dolendosi che ditto sig. Ludovico si havea fatto Duca et privato le
-ditte di ogni dominio, et che dovesse venir ad aiutarle, et _maxime_
-el suo sangue et el fiol fo dil Duca, el qual era privato di quella
-dignità che ogni ragion volea havesse. Ma, capitate ditte lettere in
-mano dil Duca, ordinò ditte done stesseno in più destreta nel castello,
-non le lassando parlar più ad alcuno; le qual però _etiam_ prima molto
-obscuratamente con panni lugubri vestite, senza alcuna politezza, et la
-moglie manzava in terra, et mostravano gran dolor, et come niun andava
-ivi a pianzer el Duca, diceva madona Isabella: non pianzete lui ch'è in
-vita eterna, perchè vedendo esser privo dil ducato facea vita di santo,
-ma pianzete la sorte di me meschina et di mio fiolo. Et questa alcuni
-mexi dapoi fece una puta[116].
-
-A Fiorenza mandono a Milano do ambassadori pregando el duca volesse
-scriver al Re de Franza in suo favore, li volesse far restituir Pisa,
-però che li do ambassadori loro, erano a presso Soa Majestà, non
-haveano potuto ottenir cosa alcuna. _Unde_ deliberorono di far exercito
-di zente. Haviano Francesco Secco et Hannibal Bentivoj et el conte
-Ranuzo di Marzano a loro soldo, _licet_ a compiacentia dil Re ditte
-zente cazasse. Et elexeno do commissarii in campo contra Pisani, zoè
-Nicolò Valori et Piero Caponi, et preseno alcuni castelli de Pisani:
-mancava Librafratta, Vico Pisano et Pisa. Poi quello seguirà scriverò
-de sotto, a ciò se intendi ogni cosa.
-
-Senesi in questo tempo mezzo deliberorono di volersi pacificar fra
-loro, et cussì a la fin dil mese di Zener _pacifice_ chiamono dentro
-le do parte de citadini fora ussiti, chiamati populo et reformatori;
-i quali del 1487, el zorno di Santa Maria Maddalena di Luio, per
-dissensione fonno scacciati di la città, et questi habitavano su quel
-de Fiorenza. Et come ho scritto, ne l'intrar dil Re li volseno far
-intrar, ma la Signoria di Siena allora non volseno, et a hora par habbi
-consentito. La qual Signoria sono 8, et uno capitano di populo, et
-stanno do mexi in palazzo con gran magnificentia, sì come a Fiorenza;
-poi succiedono de li altri. Le parte in Siena sono cinque: nove,
-populo, nobeli, reformatori et dodeci. Quelli al presente rezevano
-sono li nove, ma hora, intrati li foraussiti, _pacifice_ tutti saranno
-daccordo, et goderanno le dignità loro: la qual cosa durò fin vi venne
-el Re.
-
-Maximiliano re de Romani, domente queste cose in Italia se fanno,
-essendo zonto a Vormes, dove continuamente baroni, ma per non esser
-reduto tutta la quantità, di 2 Fevrer che era ordinato, la slongò fino
-al duodecimo zorno di Marzo, ch'è el zorno de san Gregorio, di far la
-dieta: al tutto voleva venir in Italia per andar a Roma a coronarse,
-et mandò ambassadori a Sguizari, i quali si governa a comunità, a
-dimandarli passo, perchè conveniva passar per le soe terre, volendo
-andar a Milano. I qual Sguizari risposeno esser contenti, _dummodo_
-volesse menar con Soa Majestà a suo soldo X milia Sguizari. Ma ditto re
-Maximiliano fo contento di tuor 3 in 4 milia, et non tanta quantità. Et
-cussì stevano in queste pratiche. Et per lettere di Hieronimo Gritti
-podestà a Roverè di Trento se intese, come erano zonti do ambassadori
-di ditto Re a Trento, ch'è mia... lontano di Roverè, sotto uno
-episcopo, et vi è el corpo dil beato Simoneto[117], che fu da Zudei nel
-1475 morto et marturizato et fa molti miracoli. I quali do ambassadori,
-venivano a la Signoria et che aspettavano el quarto a zonzer, però che
-_etiam_ el Vescovo de Trento con loro era deputato. Quando zonzeranno
-intenderete lo nome et quello volseno.
-
-Del mese di Zener in Spagna, in una città chiamata Guadalagiara in
-Castiglia vecchia morite el Cardinal di Spagna, chiamato Pietro di
-Mendoza _tituli sanctae † in Jerusalem_, prete cardinal et arciepiscopo
-di Toledo, el qual era stato za 6 mexi amalato. Era di età de anni 75
-et ricchissimo. Havea de intrada de beneficii ducati 80 milia, stava in
-Spagna seguitando la corte, et sempre era a presso di la Raina et molto
-amato. Lassò tre fioli, tra li qual uno chiamato Rodorico de Mendoza
-marchexe dal Zenete, ha de intrada ducati 30 milia; et do altri _etiam_
-con bona intrada[118]. Or, morto che 'l fu, el Re scrisse al Pontifice
-pregando Soa Santità non volesse dar via li soi beneficii _ac_
-arcivescovadi, ma che dovesse aspettar che lui concederia ad alcuni de
-soi yspani degne persone, i quali poi Soa Beatitudine li confermeria;
-et el Pontifice rescrisse esser contento. Da poi el Re et Raina
-conferite l'arcivescovado di Toledo a uno frate di l'ordine di San
-Francesco, confessor di loro Majestà, chiamato fra Francesco Semenes,
-ha de intrada ducati 45 milia, et lui lo recusò, pur a compiacenza
-dil Re accettò. _Item_ al Cardinal de Cartagenia dette de beneficii
-ducati 10 milia, et il titolo di santa †. A Don Joan de Fonseca dette
-lo episcopato de..........., dà de intrada ducati 3000; et una badia
-de Vagliadolide, de ducati 4000, a uno altro so servitor. Et cussì
-rescrisseno al Pontifice haver conferito detti beneficii. Et subito el
-Papa confirmò, et habute le bolle introno in possesso.
-
-Et l'armada di ditto Re di Spagna ussite in mar. Era tra nave et
-caravelle numero 35. Capetanio el conte de Trivento. Et erano partiti
-d'Alecante, porto a presso Valenza, et veniva a la volta di Cicilia,
-poi passar a Gaeta, bisognando in aiuto dil Pontifice, _tamen_ fo poi
-in favore di re Ferando de Napoli. Et se divulgava era sopra ditte nave
-alcuni combattenti gianiceri, capetanio dil qual terestre exercito era
-il duca di Alve, german e cusin dil Re, con lanze 600, et che _demum_
-se intese dovea ussir il resto di le caravelle, capetanio di le qual
-dovea venir el conte de Moniche admirante de Castiglia, _etiam_ german
-dil preditto Re di Spagna, et el duca di Alve nominato di sopra.
-_Tamen_ poi, intesa la verità, ditti do capetanii non se partino di
-Spagna, ma _solum_ venne el conte de Trivento. Et di questa armata,
-_etiam_ per lettere di Francesco Bragadino capetanio di le galie
-deputate al viazo di Barbaria, se intese, date in Almeria, terra di la
-Granata, de dì 27 Dezembrio, come alcune barze de ditte armade li erano
-venute a torno, non per far danno a robe de Venetiani ma ben a robe
-de Mori, perchè sopra ditte galie ne era assà. El capetanio se tirò
-in porto più a presso la terra che 'l potè, et quelli di la terra li
-dette favore, che ditte barze o vero caravelle andono via, et da loro
-intese certo che ditta armada sudava in Cecilia oltra Faro, ch'è dil Re
-di Spagna, dubitando di fatti loro per le combustione era in Reame, et
-perchè, benchè sia ysola, è _solum_ al Faro de Messina, dove scrive le
-fabule et poeti esser Sylla e Carybdi, _solum_ mia 3 da passar il mar
-da questa Cicilia andar in ditta ysola. Però el Re mandò ditte armade
-per custodia di la soa ysola, a compiacentia de Ciciliani. Quello
-seguirà intenderete.
-
-Per lettere di Capetanio zeneral da mar se intese, _etiam_ per lettere
-de Constantinopoli in un scuro sermone, come el signor Turco faceva
-grandissima armada, et voleva haver in mar questo anno vele 150, et che
-era tornato el so ambassador stato dal re Alphonso. _Unde_ Venetiani
-sospese il mandar a tuor de li stratioti con li arsilii, per non
-desfornir li lochi marittimi; per i qual, a farli, era sta mandà al
-zeneral ducati 40 milia, sì per far ditti stratioti, _quam_ per scriver
-zurme per le galie sotil si armava in l'ysola de Candia, Corfù et
-altrove; sì come fo preso in Pregadi: et bona parte di ditti stratioti
-erano sta scritti, _tamen_ per collegio nostri facevano li patroni per
-li XV arsilii, zoè boni marinari, experimentadi in diversi viazi. Et li
-arsilii se conzava in l'arsenal, a ciò al bisogno fusseno apparati.
-
-Per ben ch'al proposito non sia di questa venuta dil Re di Franza, di
-dover scriver quello accade in altre parti dil mondo, per esser cosa
-notoria ho terminato farne mentione. Per lettere di Zuan Valaresso,
-consolo a Damasco, di 8 Novembrio se intese, come nel ritornar di la
-caravana de Mori, che 'l Soldan vi manda uno capetanio con alcuni
-mercandanti con camelli assà, et si parte di Damasco ogni anno per
-andar a la Mecha, dove se dise è l'archa di Maometto suo gran Propheta
-et institutor di la loro fede. La qual _alias_ steva in aiere, però
-che era a torno calamita, et quella era di ferro, sì che conveniva per
-forza, ogni parte di la calamita tirando el ferro a sè, star nel mezzo,
-però dicevano steva in aiere. Ma, _volente Deo_, del 148... quella
-cazete et ruinoe, et, come Mori dicono, la sua fede die durar poco
-et haver molte persecutione, et però stanno in gran paura. Or questi
-Mori vanno insieme zerca 30 milia, ch'è bellissima cosa a veder, et
-contratano con mercadanti indiani le loro merze, a barato de specie,
-pepe, garofoli, zenzeri, cannella, nose etc. Et poi Mori quelle portano
-a Damasco et in Alexandria et altre terre, dove si fanno mercadantie
-con christiani et quelle vendono o baratano, et perchè za do anni el
-Soldan non havea pagato il suo caffaro o vero regalia ad Arabi, che
-sono zente terribilissima, stanno a la campagna, assaissimi anco fanno
-tra loro un capo; questi, ben siano sotto el Soldan, _tamen_ hanno el
-loro capo da per sè, perchè sono zente che non se puol domar; et el
-Soldan sta ben con loro per molti respeti; viveno de rapina. Or questi
-Arabi in questo tempo prese la ditta caravana dil Soldan, la qual
-poteva valer da ducati 800 milia in suso, di specie, zoje et altro.
-Et retenne el capitano con li mercadanti, ben che Mori se volesseno
-difender, et fonno a le mani. _Tamen_ Arabi haveno la vittoria, la qual
-cosa fu molto molesta al Soldan, pur sperava de conzar la mastella, et
-li voleva donar ducati 50 milia de contanti, et loro ne volevano più,
-_tamen_ poi conzò et li dette ducati assà, et haveno la caravana, el
-capitano et homeni indrio, et questa cosa cussì notabele et za molti
-anni non accaduta ho voluto qui scriver.
-
-
-_Successo dil Re di Franza fino a l'intrar in Napoli._
-
-Ritorniamo al Re di Franza, el qual era a Velitri, et data l'ultima
-audientia a li oratori di Spagna, et a Val di Montona li expedite,
-i quali exposeno tre cose. La prima, si dolevano che l'ambassador
-dil suo Re et Raina, che era venuto da Soa Majestà a Lion, et quello
-seguito fino a Piasenza, in cinque mexi non havia habuto bona audientia
-nè quella extimatione si conveniva a l'altezza di cui rappresentava:
-imo fo rimandato via, et si meravigliavano molto, et, _nomine Regum
-Hyspaniae_, volevano saper la cagione. Secundo, che ben che esso Re di
-Franza habbi dimandato aiuto bisognando al suo Re et Raina, et benchè
-habino insieme bona paxe, amigo de li amigi et nemigo de li nemigi,
-pur che Soa Maestà havia tolto questa impresa senza consigliarsi
-con li suoi Re, et che volendo aiuto bisognava havesse consultato di
-questa guerra, era iusta _vel non_ La terza, che 'l serave buono di
-qualche accordo, et che loro volevano pacificar le cosse con el Re
-di Napoli. Ma el Re de Franza rispose, quanto a la prima richiesta di
-l'ambassador, che non sapeva di chi lui si havesse potuto lamentar, et
-che si havesse dimandato audientia lui ge l'haveria data volentiera,
-ma che non l'avendo dimandata, nè _etiam_ accordandola el Re, loro non
-si poteva doler: et che potevano saper che li soi ambassadori sempre
-ne la Franza erano stati honoradi. Al secundo de l'impresa, che non
-bisognava consulto a voler recuperar el suo, et che 'l Reame di Napoli
-li partegniva, però era impresa justissima et compresa ne li capitoli.
-Al terzo, che non bisognava far altro accordo, ma che Alphonso si
-dovesse contentar di renderli a lui el Regno possesso _indebite_, et
-venir con lui in Franza, dove Soa Maestà li prometteva provvisione
-et stato condecente. Et poi ditti oratori andati seguendo el Re a Val
-Montona, tolseno licentia, et concluseno con el Re, zoè che li disseno
-dovesse desister de voler haver el Reame di Napoli, et che se a niuno
-die aspettar ditto regno, la Maestà dil suo Re è il primo, perchè suo
-barba re don Alphonso quello acquistò per forza, et zerca questo usono
-assà alte parole; _unde_ el Roy si dolse, dicendo non era honesto che
-adesso che l'era venuto con tanta spesa cussì avanti, et che poteva
-dir haverlo acquistato, ditti ambassadori volesse el no seguitasse
-l'impresa, et che lui el voleva haver una volta, et poi faria decider
-de chi quello dovesse esser _de jure_ et cussì _post multa_ rimaseno
-d'accordo. Et dimandato al Re chi doveria cognoscer poi _de jure_, et
-dar questa sententia, li ambassadori aricordano el Pontifice come capo
-di la Christianità, ma el Re non il volse, dicendo haverlo sospetto,
-sì per esser di nation subposta a loro Re, _quam_ per esserli stato
-contrario; et rimaseno che el Parlamento de Paris fusse quello havesse
-a decider questo. Et cussì ditti oratori ritornarono a Roma, et
-advisato in Spagna el tutto, li comesse dovesseno al Re Maximiliano, et
-cussì andono come scriverò di sotto.
-
-Ancora zonse do ambassadori a Velitri a ditto Re di Franza, venuti per
-nome dil re Maximiliano di Romani, i quali fonno quelli stati a Milano
-et Fiorenza et Roma, non avendo lì audientia per le cosse accadeva, ma
-fo divulgato erano venuti per notificar al Pontifice prima la venuta
-a incoronarsi dil suo Re, et per confirmar la paxe et accordo col Re
-di Franza. Et a Val Montona ebbeno audientia, i quali dimandono salvo
-conduto, raccomandandoli li confini di la Franza, dinotando havia
-aconzo le cose di Bergogna, et che al tutto voleva venir a Roma questo
-anno a tuor la corona de l'imperio, e far una cruciata, et passar
-contra infedeli. Et cussì otteneno da esso Re di Franza lettere, et
-quello volseno, et che voleva far la dieta, la qual havia prolongata,
-et che za erano zonti alcuni elettori de l'imperio, signori et
-episcopi, et che concluderia di far la ditta cruciata. E andono insieme
-col Re fino a Varoli, dove tolseno licentia per ritornar a Roma. Ai
-qual el Roy disse: fate che la Majestà di Maximiliano vegni presto a
-incoronarse, perchè al tutto voglio ritrovarmi a Roma per honorarlo. Et
-cussì questi ritornono a Roma, come più avanti intenderete.
-
-Quelli di l'Aquila havendosi dato, come ho scritto di sopra,
-_voluntarie_ sotto el dominio dil Re di Franza, con conditione che non
-intrasse niun Franzese dentro, onde alcuni Franzesi assà insolenti
-volendo intrarvi, fonno da Aquilani assaltati, et ne fo morti zerca
-80, portandosi bestialmente, _tamen_ pur havevano le insegne dil Roy.
-Napolitani vedendo che el populo havea fatto quelle moveste, a dì 26 et
-27 Zener, contra zudei et marani, et che Ferando al meglio havea potuto
-tasentò quel populo, et a caso ivi era gionto do navilii di zudei....,
-più el populo se inanimò, et parte fonno malmenati, et disseno al
-Re non volevano nè marani nè zudei più in Napoli. Et el Re ordinò
-dovesseno partirsi, et cussì nolizono navilii chi per Barbaria, chi
-per Alexandria, et chi per Constantinopoli. Li marani ricchi steveno in
-caxa. Or fu fatto uno editto che tutti li pegni che zudei si ritrovava
-in le man, et quelli tenivano banco, et cadauno dovesseno per obviar
-li scandoli render de chi erano, _tamen_ che li facesse uno scritto
-di pagarli lo cavedal et usura infra tanto termine, et non solamente
-in Napoli ma per tutto el Reame et in la Puia, dove in varii luogi
-contra zudei era fatto gran destrusione. Et ben che fusse fatto questa
-provisione, per questo non restò che non fusse sachizati.
-
-A Roma in questo mezzo, con voler dil Re di Franza et con patente de
-investisone di l'Anguilara, intrò el sig. Carlo Orsini con 400 persone
-in Roma, et andò a la caxa di uno D. Bartholamio che fo nepote di Sixto
-Pontifice, el qual da esso Sixto fo investito di la ditta Anguilara,
-la qual era del sig. Deiphebbo, che fo a tempo di la guerra di Ferrara
-soldato de Venetiani, et essendo huomo veterano, a tempo de Innocentio,
-morite del 148.... lì in quelle parte, et lassò alcuni fioli, i quali
-ancora è al stipendio veneto. Or ditto sig. Carlo prese i fioli del
-sopranominato Bartholamio, et messe la sua caxa a sacco, et li fece
-molti danni per rehaver li soi castelli.
-
-Ma essendo el Re a Velitri, Franzesi andono per quelli castelli di
-Conti et dil sig. Gaietano, et molti ne prese facendo gran danno. Et
-andono a uno castello chiamato Monte Fortin dil conte di Fondi, et li
-deteno la battaglia a la terra, et quello prese per forza, dove usoe
-grandissima crudeltà, amazzando quanti scontravano: tamen la rocca
-si tenne. Et Franzesi piantò le bombarde, zoè le soe artiglierie su
-carri, et li custodi pavidi si deteno a pati, salvo l'haver et le
-persone: ne la qual rocca era do fioli dil sig. Jacomo Conte romano,
-era al soldo dil Re di Napoli, et questo castello era suo, et questi
-fonno da Franzesi ritenuti fino havesse do altri castelli dil padre
-mancava ad haver, et poi li deteno taglia ducati 2000, dicendo se
-intendeva donarli la vita et non la persona. Non voglio qui descriver
-le spurcizie usano Franzesi, le violentie di donne etc., come tutto di
-sotto, in loco più necessario, per mi sarà scritto.
-
-Et poi el Re si partì da Velitri, et andò a Val Montona dove expedite
-li oratori di Spagna et venne quelli dil re Maximiliano, come ho
-scritto più difuso avanti, et ancora zonse el conte de Chaiazo, zoè
-sig. Zuan Francesco di San Severino per el duca de Milano con cavalli
-300 et alcuni balestrieri a cavalo, et zonse a dì 8 Fevrer. Et el
-Re partite per Castel Fiorentino, et ordinò a tutte le soe zente, sì
-quelle era in l'Apruzo, _quam_ di qua, che si dovesseno assonar a uno
-nel ducato di Sora, perchè voleva andar a San Zermano, perchè intendeva
-la zente aragonese, et el re Ferdinando zonto che fu in campo, si
-eran levate et lassato quel passo, come era la verità, et erano tirate
-verso Capua, dove voleva ivi far difesa, et Franzesi havea acquistato
-quasi tutto l'Apruzo, _maxime_ Sermona, ch'è una terra grossa, et
-senza troppo fatica, però che dove si presentavano pur li Franzesi,
-li mandavano le chiave, levando le insegne di Franza. In la Puja era
-gran combustione: el vicerè Camillo Pandon era in Otranto, et _etiam_
-Don Cesare fo fiol di re Ferdinando vechio. Et Monopoli, che è una
-città grossa a la marina, tumultuando fra loro di quello havesseno a
-far, a dì 23 Fevrer pur messeno a sacco li zudei, et a dì 26 ditto
-essendo stato quelli tre zorni la terra in remor, pur el Zuoba di
-Carlevar, che fo el zorno nominato di sopra, li cittadini cum voluntà
-del Vescovo, el qual havia ricevuto assà beneficii da caxa di Aragona,
-et fo el primo loro ribello, levono le insegne dil Re di Franza, et
-non sapendo pur far l'arma regia di zii (_gigli_) con la corona, levono
-una crose bianca in campo rosso, et strazò la bandiera di Aragona, et
-el capetanio mandò fuora, era ivi per el re Alphonso. Adoncha Monopoli
-fo la prima terra di la Puia levasse et si desse a Franzesi, et mandò
-ambassadori dal Re a tuor certe confirmation de capitoli. Se ritrovava
-qui do merchadanti venetiani, Antonio da Pesaro di Lunardo _olim_
-fiul, et uno Francesco Tanto, popular, el qual poi fo morto, quando la
-Signoria ottene ditto luogo, come dirò di sotto.
-
-In questo mezzo el Re mandò a Roma uno so ambassador, zoè el primo
-baron che havesse a presso di lui, el qual fo suo barba Filippo
-monsignor, zoè monsignor di Brexe di caxa di Savoia et governador dil
-Dolfinà, come di lui qualcosa ho scritto di sopra. Et zonto a Roma,
-a dì 5 Fevrer, habuto audientia dal Pontifice, dimandò, in loco dil
-Cardinal Valenza era partito et non se ritrovava, uno altro cardinal
-per legato con Soa Maestà. Et el Papa dicendo: chi volete? dimandò
-el cardinal Orsini. El qual excusandosi di non poter andar, el Papa
-disse: ma che? volendo el Re di le mie cosse, manderò la più cara cossa
-che habia di parenti mei, ch'è mio nepote qui, episcopo di Borges, et
-lo faremo Cardinal, posto che la Maestà dil Re ha voglia di haver un
-Cardinal con lui. Et Filippo monsignor partì dicendo scriverà al Re di
-questa risposta. Et el Re li rescrisse dovesse dir al Papa non voleva
-Borges, ma al tutto o el Cardinal Orsini o Monreal.
-
-A dì 5 Fevrer el Re con el so campo se partì da Val Montons, castello
-dil sig. Jacomo Conte, et zonse a dì 6 a Castel Fiorentino terra dil
-Pontifice, et mandò le soe zente ad haver alcuni castelli ivi vicini
-dil Conte di Fondi et altri signorotti, feudatarii però a la Romana
-Chiesia, et avanti fusse hore 22 quelli haveno, et alcuni brusoe usando
-gran crudeltà che era una compassione, et come vidi una lettera de
-li oratori nostri, che stevano sopra le mure de Castel Fiorentino,
-et vedevano li fuogi facevano queste stranie generatione Franzesi,
-Sguizari, Guasconi, Picardi, Scocesi et Alemanni; et preseno Supino
-castello di Jacomo Conte, Cicano castello dil Conte di Fondi, et Possa
-pur castello di ditti conti.
-
-Et el Re terminò non far più la via di sopra, ma andar a la dreta a San
-Zermano, perchè quel passo era sta abbandonato, come ho ditto di sopra.
-Et mandò certi villani dil paese per guastatori a far le strade a le
-carrette de le artiglierie, le qual erano preparate n.º 120, menate
-da 20 cavalli per una. Et era assà charestia in campo suo, _unde_ li
-oratori veneti, vedendo haver troppo brigata con loro, mandò indrieto
-a Venetia bona parte, et rimase con pochi, zerca persone 10, però che
-si partino con 40 cavalli, si che è da considerar li desasii dovevano
-patir, sì nel viver come nel alozar. El cardinal S. Piero _in Vincula_
-partite dal Re, et venne a Grota Ferata vicino a Hostia, et mia 12
-lontan di Roma, per venir a Zenoa. Quello di lui seguite, intenderete.
-
-El Re, partito da Castel Fiorentino, vene a Varoli città del Papa dove
-dete licentia a li oratori dil Re de Romani, et mandò a dir a quelli
-custodi di uno castello sopra uno monte situato, chiamato Monte S.
-Joanni, el qual era dil Marchexe di Pescara, per do soi trombetti,
-che si dovesseno render et levar le insegne, sì come erano assueto
-dimandar. Et quelli erano dentro, senza far altra risposta a questi,
-fece impicarli, taiar il naso et le orecchie, che è cosa che _numquam_
-a messi si assueta di far, et li rimandono indriedo. Et inteso el Roy
-questo, vi andò a campo a dì 9, et fe' tre parte dil suo exercito,
-et li dete la battaglia, et loro se difeseno virilmente, ma tutta
-la notte feze bombardar con tanta furia, et el Re confortava tutti.
-Or a pena fo una particella di muraglie a terra, che da tre bande li
-deteno la battaglia, per esser inanimati di la discortesia usata, et
-Franzesi introno dentro et fece una gran taiata, non sparagnando la
-morte a niuno, se non a putini et poche donne; imo tutti quelli trovò
-li tagliava a pezzi, con grandissimo sangue, et fino nelle chiesie ne
-amazava; et come per lettere di oratori se intese, fonno qui amazati
-700 et de Franzesi _solum_ X et feriti 25.
-
-Questa tal crudeltà el Re fo contento fusse usato, sì per la cossa
-fatta, _quam_ a ciò sia exempio altri castelli e lochi dil Reame non
-si vogli difender, _imo_ portarli le chiave. Et habuto ditto castello
-fece consiglio, qual via dovesse tenir. Altri lo consigliava per causa
-de vittuarie, che era grandissima inopia, che Soa Majestà andasse in
-la Puia, dove ivi troveria grande obedientia, et che, dove che 'l si
-apresenteria, li sarebbe portate le chiave, perchè Puiesi non sono atti
-a combatter, et è assà anni non hanno hauto guerra, benchè fusse longa
-via ad andarvi. Altri erano di opinione di seguir verso Pontecorbo,
-et acquistar el passo di San Zermano, et poter passar al suo piacer el
-fiume Garigliano, ivi medio: poi seguiriano el camin verso Napoli, non
-lassando però Gaeta, ch'è terra fortissima, et Capua, situada sopra el
-fiume Vulturno, dov'è el re Ferando col suo exercito. Et cussì steteno
-in queste consultatione, _tamen_ elexeno di andar a San Zermano.
-
-Et è da saper che el Re poi andò in persona, partito da Varoli, a
-questo castello Monte Santo Joanni, a dì 11 Fevrer, sì per veder
-la fortezza, _quam_ per poter mandar le sue zente più avanti mia 5
-lontan di Varoli, et ancora li corpi non erano sta sepulti per la
-grande taiata, però che tutti quasi erano morti su la piaza, perchè
-quando Franzesi deteno la battaglia, vedendo li habitanti non poter
-resister, corseno su la piaza et si butò in zenochioni con li brazi
-in † dimandando a Franzesi misericordia, ma poco li valse, che tutti
-fonno ivi amazati. Et qui feceno butini per ducati 25 milia, di panni,
-di tele, rami et lavori de rami, et qui si soleva far una fiera assà
-nominatissima in quelle parti. Ancora trovono assà biave et vini, _ita_
-che Franzesi comenzono a restaurarsi di li desasii portati. Et però
-deliberorono di venir di longo a la volta di San Zerman.
-
-Ancora a Hostia e Civitavecchia zonse alcune galeaze di Franza, carge
-di vittuarie, et za era di queste a dì 12 zonte in campo 260 some di
-farina, et le zente parte erano andate verso Pontecorbo, loco pure di
-la Chiesia sora el fiume Garigliano, et el Re a dì ditto andò a Bauco,
-poi volse andar passando una acqua chiamata Cosa, _tamen_ pur ancora
-qui tra el suo conseglio era varia opinione. Altri voleva andar di
-longo a Capua, dove se intendeva esser el Re Ferando di Aragona con
-40 squadre et 5000 fanti; altri lo consegliava andasse Aversa, di là
-del fiume Vulturno, ch'è in mezo Capua et Napoli, et, questa ottenuta,
-presentarsi a Napoli dove con desiderio era aspettato. La qual via
-molto piacque al Re più di le altre; pur steteno in consultatione, nè
-sapeva deliberar qual via havesse a pigliar, et voleva mandar zente
-a San Zermano, per esser passo assà necessario. Et le antiguarde del
-campo franzese in questi zorni fonno a le man con 7 squadre aragonese,
-le qual, visto non poter resister a Franzesi, si tirono a drieto, et
-vi sopravenne el conte Nicola da Petigliano con X squadre, el qual
-_etiam_, augumentando Franzesi, si convenne recular in loco securo.
-Et come se intexe, l'exercito franzese era questo: cavalli 12 milia
-bonissimi con combattenti suso, 6000 pedoni zoè sguizari et altri, et
-8 milia cavalli di arteglierie, some, femene et altre persone inutile.
-Di le femene num. zerca 800, fra le qual 500 meretrixe. Zente italiane:
-600 homeni d'arme con li Savelli et Colonnesi et 1500 fanti di l'Apruzo
-aspettavano el prefetto di Roma nuovamente conduto col Re con 200
-homeni d'arme.
-
-In questi zorni el Re mandò zente a Teracina loco di Chiesia, et quella
-have come ho ditto; dove doveva metter Gem sultan, ma lo 'l volse a
-presso di lui, et cussì era custodito in campo. La città de Populi,
-fatto li patti, si rese, et Civita di..., et oltra di questo Sermoneta
-dil sig. Cola Gaietano, ch'è castello in monte lontano da Velitri mia
-13.
-
-El Re preditto mandò a Venetia uno suo messo, el qual a dì 10 Fevrer
-con monsignor di Arzenton suo ambassador andò in Collegio, et dimandò
-passo a Ravena et in altri luogi di Romagna; ancora navilii per condur
-alcune bombarde grosse n.º 22, era a Castelcaro qui in Romagna, dil
-suo Re fino in Reame. Et disputato nel Senato _inter patres_ quello si
-havesse a risponder, fo decretato et risposto per el Prencipe di darli
-passo, per non haver con Soa Majestà se non bona pace, et che mancasse
-di navilii a tuorli, che per tutto sariano lassate cargar ditte
-artigliarie offerendosi etc. Et el messo preditto, satisfatto di tal
-risposta, ritornò dal Roy.
-
-Ancora mandò uno altro messo a Milano con lettere al Duca, _licet_
-vi fu _etiam_ el suo ambassador, pregando che dovesse mandar suo
-zenero sig. Galeazo di S. Severino più presto poteva, perchè haveva da
-consultar certe cose con lui. Et come per lettere di Sebastian Badoer
-orator veneto a Milano se intese, el Duca li rispose, havendo ancora
-richiesto che lui in persona vi andasse a trovarlo ad ogni modo; come
-esso Duca non poteva andar lì, ma che manderà el sig. Galeazo, posto
-che a Soa Majestà li piaceva di haverlo a presso. Et li ambassadori soi
-deputati a la Signoria non veneno, sì come havia scritto di venir; et
-questo perchè el Vescovo de Como, che era uno di quelli, havia habuto
-alquanto di egritudine; _tamen_ a dì 23 Fevrer partino da Milan per Po
-et andono a Ferrara, _demum_ a Venetia, come dirò di sotto. Ma el Re
-de Franza, oltra di questo, mandò a dir al ditto Duca de Milan dovesse
-ordinar al suo comessario a Zenoa fusse messo in ordine certe galie ivi
-era, perchè quelle voleva armar.
-
-El cardinal Samallo, gionto che fo a Fiorenza a dì 3 Fevrer et
-_honorifice_ ricevuto, dimandò a quelli Signori ducati 70 milia che
-restava haver el Roy da loro, _juxta_ la forma di capitoli, per ben che
-de tutti non fusse il tempo ancora, ma li pregava volesseno concieder
-questo al Roy, di darli al presente, havendo grande bisogno per questa
-grande impresa.
-
-Ma Fiorentini, consultato le cosse, risposeno: meravigliarsi di tal
-dimanda, attento prima che non era ancora el tempo, et che el terzo
-capitolo vuol che li sia reso Pisa, et che _non solum_ sperano che
-li sia renduta, ma che stanno et sono preservati in libertà, cosa
-contraria di quello el Re havea promesso a Fiorentini. _Unde_ volevano
-li fusse restituito prima Pisa, poi darebono la summa si hanno ubligati
-di dare. A la qual richiesta, monsignor Samallo rispose, che non
-era tempo di dimandar restitutione alcuna di lochi ch'è in poter dil
-Re, durante _maxime_ questa impresa, et se non li havesse li vorebbe
-haver, et che provedesseno che bisognava haver li danari. Ma Fiorentini
-steteno pur renitenti. Et el Cardinal preditto sì mandò uno suo fio,
-però che ne ha tre legittimi, a Pisa per veder di aconziar le cosse,
-le qual era molto difficile; poi ditto cardinal in persona vi andò, se
-divulgava verebbe a Lucca, passava in Parmesana, et veniva a Milan a
-dimandar danari, poi passava a Zenoa a poner in ordene una gran armata,
-la qual a tempo nuovo dovesse ussir in soccorso dil Re. Quello lui
-seguite scriverò.
-
-In questo tempo Don Alphonso da la cha di Este, fiul primario dil
-Duca di Ferrara, havendo compagnato un pezo el Re de Franza, ritornò
-a Ferrara, et si accordò al soldo di suo cugnado Duca de Milano, et
-have questo, zoè di provisione ducati XV milia a l'anno, et 150 homeni
-d'arme di conduta.
-
-A Roma el Pontefice cassò tutte le sue zente, vedendo non bisognar più,
-et _etiam_ quelle tenendo non poteva resister contra tanta potentia de
-Franzesi, et rimase _solum_ con la soa guardia et alcuni altri, ai qual
-dette provisione. Et el cardinal Valenza suo fiol, che era fuzito dal
-Re, in questo tempo andava hora in qua et hora in là, pur ritornando
-in la rocca de Spoliti, et fo divulgato esser venuto a Pesaro da
-suo cugnato sig. Zuanne, per visitar sua sorella madona Lucretia, et
-vene incognito. El qual sig. di Pesaro praticava di assoldarsi con la
-Signoria et haver la conduta.
-
-El cardinal Ascanio, stato a Siena et per quelli castelli, ritornò a
-Nepi sua terra, et il Papa più volte li scrisse et mandò a richieder
-volesse ritornar a Roma, promettendoli di esser in amicitia come mai,
-et non li saria fatto alcun dispiacer, et per una cautione li voleva
-dar la rocca de Viterbo in suo potere. Ma esso Ascanio non volse andar,
-et el Pontifice scrisse a Venitiani un Breve, fusseno mediatori a
-far che ditto Vicecancellario ritornasse a Roma; et cussì ancora el
-Duca de Milano scrivea a la Signoria preditta dovesse esser causa di
-pacificar suo fratello con la Santità dil nostro Signor, et poco da
-poi si pacificò, et per lettere di Roma se intese come l'armada di le
-46 caravelle di Spagna erano passate da Hostia et andava verso Gaeta,
-_tamen_ andono in Cicilia et ivi si puose.
-
-In questo tempo a Liesena, ch'è una isola di Dalmatia, per lettere di
-Alexandro Barbo conte se intese come erano capitati alcuni navilii de
-marani et zudei et altri puiesi, i quali venivano di Puia per alozar
-in ditta isola, che erano forsi fameie 43, con haver assà di panni
-et altre supelectile; et però ditto Conte domandava licentia, si a
-la Signoria li piaceva fusseno lassati habitar, et per el Senato fu
-decreto che ditti potesseno starvi, et li fusse dato recapito, a ciò
-fusse fatto boni li luogi di San Marco, _licet_ in Liesena non vi
-era prima zudei, _tamen_ che non imprestasseno a usura. Et cussì fu
-rescritto al ditto Conte.
-
-In l'isola de Inghilterra accadete certe novità, però che quelli populi
-cupidi et assueti a nuove cosse et mutatione di Re, alcuni volseno
-contra el re Henrico presente chiamar in l'ixola il Duca di Yorch,
-fo fiol dil re Edovardo[119], et nato di casa di Bergogna, el qual
-_alias_ fu privato dil regno di Anglia a cui aspettava. Il modo, che
-è bellisimo lezer, nel libro terzo intenderete come fo discaziato.
-Or questo con aiuto dil Re de Romani et Archiduca di Bergogna voleva
-passar su l'ixola et si preparava. Ma el re Henrico li mandò 8 nave
-contra, di le qual tre li rebelarono et teneno dal predetto Duca de
-Yorch. Quello poi seguite, per esser lontano da noi, molto più avanti
-intenderete.
-
-A Costantinopoli seguite che alcuni de soi Cadì o vero preti andò
-predicando _publice_ la conversione a la fede de Christo, o sia a un
-novo propheta, dicendo quella di Macometto non era vera fede ma falsa,
-_unde_ molti Turchi andono dal Signor dolendosi di questa comotione,
-tale che se non si provedeva a questo, el suo stato saria disfatto et
-la leze di Macometto _penitus_ dispersa. _Unde_ el Signor ordinò fusse
-questi tal menati a la soa presentia, et ivi fece far una disputatione
-con li soi primi in la leze, et questi gagliardamente disputò la fede
-tenivano esser bona. _Unde_ el Signor li fece dar alcuni tormenti,
-a ciò si tolesseno zoso, et confessasseno la causa per che dicevano
-questo. Et alcuni di loro dubitando di morir, domandò perdono; _tamen_
-zerca 12 di questi steteno fermi in la sua opinione, dicendo non
-volevano per paura dir contra quello che Dio li havea inspirati a dir
-e contra la verità. Et non potendo el Signor farli tornar a la fede,
-comandò che vivi fusseno brusati, et cussì fo fatto. Et questo per
-mercadanti nostri venuti de lì hebi relatione; et pur volendo meglio
-investigar come fo, intesi esser stato questo za alcuni mesi, et che
-volevano instituir nova leze, et contra la maumetana, et non predicava
-la fede de Christo, _licet quomodocumque res se habet_ questo fo a
-Costantinopoli.
-
-Li arsilii sotil, dovevano andar in Candia et a Corphu nom. XV per
-armarsi, si partì di questa terra et andò a bon viazo._ Etiam_ li
-arsilii andava in la Morea a tuor Stratioti.
-
-A Napoli Paulo Trivisano cavalier ambassador veneto ritrovandosi, con
-molta fatica expediva lettere a la Signoria però che li corrieri per
-la strada erano spogliati, toltoli le lettere, et ritrovate in zifra
-pur erano restituite. Si ritrovava ancora ivi Marin Gritti consolo de
-Venetiani, et _etiam_ Zuam Bragadino, di Andrea fiul, mercadante, el
-qual _etiam_ di molte nuove advisava la Signoria. Or per lettere di 7
-Fevrer se intese za era partito re Alphonso et andato in Cicilia, et
-re Ferando novo tornato in campo: rimasto adoncha al governo la Raina
-et don Fedrigo. Et Napolitani erano malcontenti ritrovarsi in quella
-terra, _tamen_ da poi el metter a sacco de zudei non era seguito alcun
-rumor. Molti andavano a Yschia, che è una ixola mia 18 vicina, pur
-dil Re, a tuor caxe ad affitto, la qual fortezza si faceva riconzar
-et fortificar. Et ditto ambassador fo in colloquio con don Fedrigo, el
-qual molto si dolse di la sua fortuna, concludendo non vi era rimedio
-più a caxa di Aragona, nè a resister a la potentia di Franza et loro
-prosperar, però che _non solum_ erano assà et disposti a loro danni,
-ma che ancora italiani li faceva più guerra che Franzesi; però che
-Colonnesi, Savelli, Vitelli prefetto di Roma li erano contrarii; che
-'l sig. Ludovico, _adhuc_ duca de Milano, havendo tossicato suo nepote
-et tolto quel stato contra ogni ragione, essendo strettissimo parente
-dil Re suo, insieme con el Duca di Ferrara fo suo cognato, li erano
-nemicissimi; che Fiorentini, Zenoesi, Senesi, Lucchesi, Pisani et
-altre comunità _non solum_ volevano la sua distrutione, ma che con i
-suoi danari li faceva guerra; che Cardinali _etiam_ venivano a la sua
-ruina; che el Pontifice li deva passo et ogni cosa che 'l dimandava;
-_conclusive_ che Italia et non Franza al pover Re li faceva guerra.
-Et ancora che la Signoria, la qual sola non se impazava, per ben che
-non facesse dimostratione di aiutar el Re de Franza, _tamen_ che non
-dando li soccorsi dimostravano _tacite_ di esser contenti che Franzesi
-acquistasse quel Regno, et che li haveva dato gran reputatione li do
-ambassadori venuti con ditto Re, et che Venitiani fevano grandissimo
-mal, perchè sua era la festa et poi nostra sarebbe la vizilia: _maxime_
-havendo Franzesi la Puia, che sul colpho dominava el mar, comemorando
-la benivolentia grande di la bona memoria dil Re suo padre con questa
-Ill.ma Signoria; concludendo non era possibile resister, _maxime_
-ancora havendo ne li populi molti anzuini, _nisi_ Dio non movesse gli
-animi de Signori Venetiani a volerli aiutar, _tamen_ che la Majestà
-di re Ferandino et lui erano disposti di voler prima morir che veder
-sì bel regno in le man de Franzesi. Pur tuttavia pregò scrivesse a la
-Signoria dovesseno far qualche provisione, _licet_ sarebeno tarde, la
-qual cosa mai per Venetiani fo voluto far, se non veder di metter paxe
-et starsi neutrali. _Tamen_ poi tanto fonno le insolentie galliche,
-che conveneno impazarsi, et quelli chazioe de Italia, come scriverò più
-avanti.
-
-
-_Di l'aquisto di San Zermano per Franzesi._
-
-A dì 12 Fevrer, monsignor di Mompensier capetanio di parte di le zente
-franzese, intendando di certo che in quelli zorni el campo aragonese,
-di squadre 40 et 4000 fanti, era partito di San Zermano et tiratosi
-verso Capua, _tamen_ pur ancora ivi era restato qualche zente a
-custodia, se partì da Varoli con 600 lanze e 5000 pedoni, et andò a
-Pontecorbo, dove fu _benigne_ ricevuto per essere terra di la Chiesia;
-poi andò verso San Zerman, et li custodi senza aspettar altra bataia
-liberamente li aperseno le porte di tanta fortezza et passo primo di
-Reame. Et cussì introno dentro, et inteseno che re Ferando, quando
-si partì di qui, comise a li custodi non dovesseno resister, ma che
-facesseno quello havia fatto. Et intrati che fonno dentro, Franzesi
-intendendo che el conte di Petigliano con alcune squadre fuziva a
-Capua li dete driedo, assà chariazi preseno in le coazze (_le code,
-la retroguardia_) con alcuni presoni soldati; _tamen_ el Conte andò
-in loco salvo, e loro ritornò. Et poi la persona dil Re a dì 13 venne
-a Pontecorbo, _demum_ a dì 14 intrò in San Zerman. Li andò contra la
-chieresia, però che ivi era una bellissima Badia in comenda al cardinal
-de Medici, dà de intrada ducati 3 milia a l'anno. Or el populo, et
-puti vestiti di bianco con rami de olive in mano cantando el _Te Deum
-laudamus, et Benedictus qui venit in nomine Domini_, et sotto una
-ombrela con grandissimo triumpho quello fo menato in la terra. E li
-ambassadori veneti si andono a congratular con Soa Majestà dil felice
-principio, di esser comenzato a intrar in Reame. Et quivi subito el
-Re con li suoi consultò qual via havesse a tenir. Adoperavano molto li
-disegni. Erano in dubio di tre vie, o di Capua o di Aversa o di Napoli.
-Ma in questo mezo Franzesi non stavano a dormir, andavano per tutti
-quelli lochi, e molte terre et castelli aquistono senza desnuar spada,
-ma presentadi levaveno le insegne dil Re preditto. _Adeo_ continuamente
-veniva nuova a Soa Majestà che havevano li sui habuto qualche fortezza.
-Le qual per esser assà, li nomi quivi non mi extenderò di scriver, ma
-_unum dicam_ che il pover re Ferandino _a dextris, a sinistris et in
-facie_ havea Franzesi, li quali erano per circondar la città di Napoli.
-Et monsignor di Mompensier et monsignor de Obegnì molto si faticava,
-araldi regii andavano a torno dimandando le terre da parte di Dio et
-del Roy, et quelle havevano. Tutto l'Apruzo era aquistato al Prefetto.
-Colonnesi et altre zente franzese attendevano ad aquistar in Terra di
-Lavoro. Filippo monsignor ritornò dal Re, el qual era stato a Roma come
-ho ditto, et fo chiamato per haver el suo conseglio, _etiam_ mandò per
-el cardinal San Piero _in Vincula_ era a Grota Ferata che ritornasse
-per esser a parlamento con Soa Majestà.
-
-Le zente franzese parte andavano a Roccasecca, et loro volendosi tenir
-forte li deteno una battaglia, _tamen_ poi l'haveno a patti. Ancora uno
-altro loco di la Raina chiamato Sulmona aquistono, dove era el Cardinal
-di Aragona con tre baroni Aragonesi, et poco mancò non fusseno presi,
-ma fuzino a Napoli. El Prefetto era zonto in l'Apruzo con 150 homeni
-d'arme e 2000 fanti, et feze molti danni, et dimostrò grande inimicitia
-a casa di Aragona.
-
-Ma intrato che fo el Re in San Zermano, fece far uno edito che tutti
-li fora ussiti di qualunque grado et conditione se sia, et _etiam_
-li bandizati _libere_ poteseno ritornar a possieder li loro castelli,
-lochi et signorie, case et possessione in Reame, e per tutto el regno
-de Napoli, et cussì tutti li baroni, secondo che come possedevano al
-tempo di la raina Zuanna, et non a tempi di Ferdinando di Aragona et
-successori, el qual tyrannicamente et _indebite_ havia possesso ditto
-Reame, et che convenisseno da Soa Majestà a tuor le investisone, che
-_libere_ li prometteva di far. Ancora per gratuir quelli habitanti di
-San Zermano, li fece liberi et exempti perpetualmente di ducati 1500
-erano ubligati a dar _annuatim_ al re di Napoli, et li assolse di una
-altra ubligation havevano per anni 25 tanto, et cussì in molti altri
-castelli et terre levò angarie, facendo assà privilegii de inmunitade,
-come al loco suo sarà scritto.
-
-Ancora a Colonesi, zoè al sig. Prospero et Fabritio Colonna, per
-esserli stati fidelissimi, li donò alcuni castelli vicini a li soi,
-zoè el contado de Fondi, per gratuirli de soi benemeriti et beneficii
-ricevuti, et li fece privilegii et investisone. _Etiam_ al Prefetto
-donò tutto el stato dil Marchese di Pescara, ch'è quel Monte Santo
-Joanni et altri castelli. El qual Marchese era con Ferando, come ho
-scritto.
-
-Ad Aquilani fece molti privilegii, sì de exemptione _quam_ di altro:
-et in questi zorni Aquilani fece stampar una moneda di rame da spender
-a menudo, la qual da una banda era una crose con lettere a torno:
-_Civitas Aquile_; e da l'altra 3 zii (_gigli_) con la corona, et
-lettere a torno: _Carolus rex Francie_. Et cussì concesse che Aquilani
-potesse stampar ditta moneda; _tamen_ in Napoli lui non stampò niuna
-moneda.
-
-Et essendo venuti ambassadori a Soa Majestà dil Re de Romani et dil Re
-di Spagna, a ciò non facesseno questi Re qualche novo pensier contra
-di lui, come feno, deliberò di mandarli sui ambassadori, sì in Spagna
-_quam_ al Re di Romani; et a ciò fusseno più presto, scrisse a suo
-cugnato monsignor di Borbon, rimasto governador in Franza, dovesse
-mandar al Re di Romani monsignor de Busagia (_Du Bouchage_) nominato
-di sopra, era lì in Franza rimasto al governo di suo fiol, et li
-mandò la commissione, et _etiam_ che uno altro barone vicino al Re
-di Spagna, di quelli stavano in Linguadoca andar dovesse a ditto Re
-et Raina di Spagna, notificandoli la sua imbassada, et cussì fece, ma
-tanto steteno ad andarvi che poi non fonno a tempo di reparar a quello
-voleva. Ma li ambassadori di Spagna, come ho ditto, tornati che fonno
-a Roma, non havendo habuto la commissione di andar al Re di Romani,
-mandono a dimandar al Re de Franza salvo conduto di poter andar a
-Napoli a visitar la Raina sorella di loro Re, et poi che havrebbeno
-fatoli reverentia volevano passar in Cicilia e tornar in Spagna. Ma
-el Re non volse per non dar reputatione a Ferando. Quelli veramente di
-Maximiliano, uno rimase a Roma et l'altro ritornò in Elemagna a referir
-la sua imbassada; li quali oratori, a ciò el tutto chiaro se intenda
-erano questi, D. Zuan Bontemps, texorier di Bergogna, et D. Petro
-Gialon avvocato pur di Bergogna.
-
-
-_Di la venuta de quattro ambassadori dil Re di Romani a Venetia._
-
-Intendando a dì 15 Fevrer la Signoria come erano zonti 4 ambassadori
-dil Re de Romani a Trevixo, venivano quivi per consultar gran cose,
-venuti per la via di Feltre con cavalli 55 e pedoni 25, et da Thoma
-Mozenico podestà et capitano a Trevixo fonno _honorifice_ ricevuti, et
-venuti di longo a Mestre, per Zorzi Zorzi era ivi Rettor li fo usato
-le debite parole, et quivi steteno alquanto a dimorar. Per honorarli,
-essendo Domenega, fo dismesso Gran Consegio, che ogni Domenega si
-assueta di far, dove si fanno li officii et rezimenti. Or mandono 70
-patricii senatori, tra li qual molti cavalieri et dottori, incontra
-con le soe barche fino a Margera, ch'è mia cinque lontano di Venetia.
-Ancora vi andò contra l'ambassador di Napoli et la fameglia del Legato
-Apostolico, però che lui era ammalato. Altri oratori de Franza, Spagna,
-Milano et Ferrara non vi andono. Et zonti ditti oratori, li fo fatto
-per uno dottor una oratione, come erano mandati dalla Ill.ma Signoria
-per honorar quelli; et poi a San Secondo montati ne li piati ducal,
-perchè per le acque non havevano potuto andar più avanti, veneno per
-el Canal Grando fino alla Zuecha, alozati in cà Marcello a presso la
-chiesa di San Zuanne Battista, dove li era benissimo preparato. Et
-zonti che fonno, li andono a visitar l'ambassador de Milano insieme
-con quello di Mantoa, excusandosi non erano venuti contra perchè
-erano stati tardi; poi etiam li venne a visitar l'ambassador de Spagna
-che era alozato in cà Diedo ivi vicino. Et usate in piedi le debite
-accoglienze, ditti oratori tolseno licentia. Quello di Franza per quel
-zorno non andò, ma ben l'ambassador de Napoli ritornò a conferir con
-questi alcune cose, et questi come disseno aspettava la commission dil
-Re loro, la qual di hora in hora dovea zonzer. Et però non volevano
-il Luni haver audientia, ma ben el Marti. Questi oratori erano: primo
-lo Episcopo di Trento chiamato Hodolrico de Letistaner (_Udalrico
-di Lichtenstein_); el resto Zuan Graidener (_Gredner_) preposito
-di Brexenon, et li altri do baroni cavalieri de Ispruch, conseieri
-et governadori dil Ducato de Austria, zoè Lunardo Felz (_Vels_) et
-Gualtier de Stadia (_Stadion_); da quali se intese come la Majestà dil
-Re de Romani essendo in Antorff, terra a presso Anversa, a li confini
-di la Bergogna..., li baroni dil ducato preditto, zoè el Duca di
-Goler, lo Episcopo de Lexe o vero _Leodiensis_, et el conte Ruberto de
-Arburs havevano rebellato al ditto Duca, et facevano gran danni, non
-volendo star contenti di l'accordo haviano fatto; et che Maximiliano
-preditto atendeva a conzar ditte cosse; le qual erano state cagione di
-la indusia faceva di la dieta si havea a far a Vurmes, terra franca in
-Elemagna bassa sopra il Reno tra Magonza e Spira a presso a Colonia,
-la qual al tutto voleva far a dì 12 Marzo, et poi venir in Italia per
-andar a Roma a coronarse; et che tutte le terre franche erano disposte
-di far ogni cossa in augumento di l'imperio et di soa Cesarea Majestà.
-
-Et poi adì 17 fo el Marti, secondo l'ordine dato, volendo venir a la
-Signoria, fo mandati a tuor per molti cavalieri et degni patricii dil
-Consiglio di Pregadi; et questi veneno vestiti di negro per la morte di
-l'imperatore. Prima lo Episcopo con una vesta longa di zambeloto negro,
-et uno becheto di zendado a torno el collo, perchè cussì fa li episcopi
-in Elemagna, senza rochetto; poi lo Preposito, con una vesta di veluto
-negro, et questo havea la lettera credential in mano. Et i altri do
-baroni pur vestiti di veludo negro, con collane d'oro al collo. Et era
-ancora in questa terra za più anni uno che za fo ambassador di ditto
-Re di Romani quivi, et _etiam_ ancora expedisce alcuna cosa, et questo
-fo el quinto, _etiam_ per la morte di l'imperatore vestito di negro.
-Poi sequiva altri todeschi, pur vestiti lugubri, homeni de conditione,
-_videlicet_ Francesco Sbroiavacha, Trando cavalier, Joane Baincher,
-Jacomo Tropo, Vio da Torre, lo Stainer, Zuan Ripar dottor et X altri
-zentilhomeni alemani, poi il resto di la fameglia. Era in palazo assà
-brigata per vederli venir; ma a caxo in quell'hora zonse ivi uno messo
-dil Turcho, el qual subito volse andar a l'audientia. Li venne contra
-el Prencipe con la Signoria et, posti a sentare, per quello proposito
-chiamato domino Joanne Graidener, el qual _alias_ fo qui Rettor di
-scolari a Padoa, presentato la lettera, expose la sua imbassada; la
-qual _conclusive_ fo che erano venuti vedendo el prosperar faceva el Re
-de Franza in Italia, per voler intender l'opinione di questa Signoria,
-si volevano far provisione, perchè el suo Re era apparechiato a far
-ogni liga etc. Et el Prencipe _juxta_ el consueto, li rispose: fariano
-consultatione con loro consegli. Et ditti oratori dimandano presta
-risposta che 'l bisognava. Stavano a spexe de San Marco; et fo provisto
-de darli ogni zorno ducati diexe erano con boche ordinarie. Or mons.
-di Arzenton, el zorno da poi veneno, li andono pur a visitar, et fece
-le debite accoglienze. Et non molto da poi ditto mons. di Arzenton,
-andato uno zorno in collegio, perchè _saepius_ andava per cose acadeva
-al suo Roy, come fevano però tutti li altri oratori, et considerando
-esser venuti questi oratori elemani, vi era ancora quello di Spagna,
-uno zorno andò alla Signoria, et disse pregando el Prencipe li volesse
-advisar la cagione di la venuta de ditti oratori, _maxime_ questi
-de Maximiliano et tanti: che si eran cose pertinente a confini di la
-Signoria lui non voleva zercar, ma si cosa fusse che dimandasseno o
-volesseno contro la Majestè dil Roy, li volesse farglielo intender per
-poter advisar el Re, a ciò intendesse el tutto; la qual cosa credeva
-che Soa Serenità la farebbe volentiera, per la bona amicitia era con il
-suo Roy. Al qual per el Prencipe li fo risposto sapientissimamente; et
-che erano venuti per cose appartenente a loro;_ etiam_ per visitarsi,
-secondo la bona amicitia nostri teniva con tutti, _maxime_ con el
-Re di Romani et Re et Raina di Spagna. Et ditto Arzenton disse era
-da judicar cussì, che ditti ambassadori era venuti a qualche gran
-fine de sì lontane parte, et cussì come el suo Roy lo teniva lui,
-et _maxime_ quello di Spagna venuto 1500 mia, _tamen_ poi che non
-poteva intender, era contento di quello piaceva a la Signoria. Queste
-parole uxoe, perchè in Venezia pur si parlava che questi ambassadori
-volevano far liga, zoè Maximiano, re di Spagna et la Signoria; altri
-diceva _etiam_ el Pontefice, altri el duca de Milano per conservation
-di loro Stadi: et di questo molto se mormorava: _tamen inter patres
-Senatus_ erano queste pratiche molto secrete, et Venetiani erano pur in
-gran reputatione. Sì come scrissi di sopra, a dì 17 Fevrer zonse uno
-brigantin venuto in 6 zorni da Ragusi in qua con uno messo dil Turco,
-venuto prestissimo, et era 17 zorni mancava di la Porta dil Turco. El
-qual, senza dismontar altrove, volse dismontar al ponte di la Paja, et
-andar di boto a la Signoria, et andava dicendo voleva star _solum_ 3
-zorni in questa terra, et ritorna con la risposta, et havea do colli
-con lui. Questa venuta parse molto di novo a tutti, et stevano con
-desiderio de intender quello voleva. Et dete che pensar a molti, ma poi
-intesa la cosa non fu nulla di momento. Questo presentò lettere dil suo
-Signor in Collegio, le quai diceva come havea habuto molto a mal, che
-el Signor di Senegaia havesse fatto sì poco conto di lui, di tuorli li
-ducati 40 milia mandava al Papa; e che la Signoria, per la bona paxe
-havea con lui dovesse far ogni cossa che li fusse resi, et dimostrar
-di aver habuto molto a mal, non tanto per la quantità di danari,
-quanto per suo honor, perchè li era fatto disprecio, el qual voleva
-esser bon amigo nostro, concludendo se dovesse far el tutto, a ciò si
-recavasse ditti danari. Ma el Prencipe li dimostrò bona ciera, et disse
-li risponderia; et che la consuetudine di questa terra era di non far
-alcuna risposta senza il suo Consegio, et che manderia per lui quando
-havesseno consultato. Et fo messo ad alozar a l'hosteria di la Serpa
-ivi a San Marco, et poi rescrisse al Signor Turco che havevano recevuto
-la sua lettera etc., et che non essendo el prefato Signor di Senegaia
-nostro homo, per haver l'Avosto passato compito la soa ferma, non li
-potevano far altro; come li havia mandà uno secretario et non voluto
-più darli soldo; et che al presente era fatto homo dil Re di Franza; et
-che non si poteva più: ma si fusse stato sotto il loro dominio, senza
-questa lettera, per la bona paxe si havea, harebbono provvisto in tal
-modo, che tutti li danari saria stati resi et lui castigato. Et ditto
-messo fo vestito di scarlato, datoli ducati 25, la littera la qual
-vidi, et la mansione quivi sarà posta, ritornò a Costantinopoli.
-
-_Ill.mo et Exc.mo Domino Bayesit magno Admirato el Sultano
-Musulmanorum, Augustinus Barbadico Dux Venetiarum etc., salutem et
-honoris ac gloriae felicia incrementa._ Et cussì scriveno nelle lettere
-al ditto Signor Turco.
-
-Per lettere venute da Costantinopoli de mercadanti de dì 19 Zener,
-portate per il prefato messo, se intese come ivi non si rasonava
-altro che dil Re di Franza, et erano in grandissimo spavento, et che
-el Signor faceva conzar 80 galie, et che erano zonti 700 calefai et
-marangoni forestieri per riconzarle, et havia ordinato grande exercito
-per terra, mandato a fortificar i Dardanelli, Negroponte, Garipoli
-et la Vallona, et che molti Bassà havia parlato con ditti mercadanti
-nostri, che el Signor saria contento ritornasse Baylo ivi come prima;
-che l'era zonto uno secretario dil re Alphonso dimandando soccorso,
-et che 'l Signor li havia ditto a tempo novo vegneria potentissimo
-a soccorrerlo, et che ditto secretario exponeva che Zenovesi erano
-stati causa de questo; perchè a Zenoa si havia fatto l'armada;_ unde_
-confortava el Signor che 'l levasse le trate a Zenoesi, a ciò non
-fusseno più mercadanti ne li loro paesi, et che mandasse a l'ysola de
-Scyo, ch'è di Zenoesi, armada, et quella tuorla; la qual cossa facendo
-saria caxon che Zenoesi non sariano più propicii al Re di Franza. Se
-intese ancora come Turchi havevano habuto una gran rotta a li confini
-de Hungari, et che intendevano de lì el re Ladislao de Hungaria medemo
-voleva venirli contra, et el Signor era molto di malavoia, et era quasi
-de opinione de andar in persona, ma inteso poi esso re Ladislao non
-veniva, _etiam_ lui non si mosse, ma mandò alcuni Bassà, _tamen_ havia
-lassato andar uno ambassador hungaro, el qual lo havea tenuto 5 mesi
-in custodia, et insieme con do soi ambassadori mandavano a ditto Re de
-Hungaria per pacificar le cosse et poter attender di qua.
-
-Ancora per lettere di Corphù di Alvixe Venier baylo et capetanio se
-intese che Turchi erano in grandissima paura dil Re de Franza, et che
-non volevano habitar più a le marine ma fra terra. Le artegliarie et
-bombarde grosse dil Signor Turco, era a la Vallona, le havea fatte
-condur a la Geniza fra terra, et per lettere dil Capetanio zeneral
-se have come a Lepanto, Coron, Modon et Napoli di Romania, che sono
-terre in la Morea, havia fatto li stratioti, et quelli scritti erano
-homeni valorosi, et da farne grande extimatione, et stavano desiderosi
-aspettando di passar di qua, per lassar qualche fama di loro.
-
-In l'ysola di Cipri accadete cossa assà notoria; la qual ysola è di la
-Signoria di Venetia, venuta sotto suo dominio mediante uno patricio
-chiamato Marco Corner cavalier et primario senatore, el qual una so
-fiola Catharina ne l'anno di Christo 1472 maridoe in el re Jacobo de
-Lusignano, fo fiol di re Jano bastardo, el qual del 1458 con aiuto del
-Soldan si fece Re di quella ysola, et scazzò Ludovico fiol dil Duca di
-Savoia, et maridato in Carlota fiola legittima, et herede instituida
-dal padre nel ditto reame. El qual Ludovico con la muier fuzite in
-Italia. Ma maridato ditto re Jacobo in questa donna venetiana, adoptata
-in fiola di la Signoria, venne ne l'anno 1473, 6 Luio, a morte, et
-lassò herede la muier et quello lui partoriva, perchè era gravida,
-et nacque uno fiol, vixe aduncha poco. El reame rimase in governo di
-ditta madona Catharina raina, et la Signoria la tolse in protetione.
-_Demum_ ditta Raina partì di quella ysola, et venne a Venetia, dove
-_honorifice_ dal Prencipe et Senato fu onorata: li andò contra a
-Lio con el Bucintoro pieno di donne, che fo bellissimo veder; poi li
-donò uno castel in Trivixana, chiamato Axolo, et hebbe di provisione
-_annuatim_ in tutto ducati 8 milia; et questa qui hora a ditto castello
-con le soe donzelle habitava, honorata come Raina; et suo fratello
-Zorzi Corner per il Prencipe nel Bucintoro venendo fu fatto cavalier.
-Et partita la Raina di Cipri, elexeno nostri li Rettori et levono San
-Marco, retrovandose ivi Capetanio Zeneral di Mar Francesco di Prioli;
-et _demum_ da il Soldan ottennero privilegii et confirmatione di poter
-possieder ditto Reame. Piero Diedo cavalier orator, el qual era al
-Chaiaro, morite. El qual regno di Cipri è tributario al Soldan, et
-chiamasi Re _etiam_ di Jerusalem. Or in questo tempo retrovandossi ivi
-uno certo Cercasso, el qual vene in fantasia al Soldan che 'l fusse
-suo fratello, però che tutti li Soldani convien esser stati schiavi,
-et non de veri Mori, et però mandò una lettera a quel rezimento de
-Nicosia per uno suo mamaluco pregando volesse mandar ditto Cercasso, et
-loro risposeno. La copia di la risposta, _licet_ non sia al proposito
-gallico, pur, per esser accaduta in questi tempi, ho deliberato qui
-ponerla. El qual Zuanne Cercasso partite de Cipri et zonse a Damasco
-per andar a Chaiaro, dove da quelli Signori di Damasco, Armiragio etc.,
-fo _honorifice_ ricevudo, presentado et fattoli grande honor. Et poi di
-longo da suo fratello Soldan andò.
-
-
-_Copia di una lettera scritta al S.re Soldam per el rezimento de
-Nychosia per Saramanth mamalucho in moresco translatata de latin a dì
-25 Zener 1494._
-
- _Al nome de Dio misericordioso._
-
-El se inchina a la terra a la presentia del Sig. Soldam ecc.
-
-L'è stado da nui el mamalucho vostro Saramanth, ne ha portà una vostra
-lettera de la vostra Porta, che dice V. S. che se mandi a le vostre
-juste Porte un tal che si chiama Cerchasso, che la tua Signoria dise
-che xe tuo fradello. Per lo amor de la voluntà del sig. Soldam, e la
-longa e vechia amicitia che è tra V. S. et la nostra, havemo dato
-libertà et messolo in libertà el ditto Cerchasso, se 'l vol venir
-con el ditto Saramanth vostro mamalucho e con el messo. Havemo fatto
-quello havemo possuto per amor de V. S.; tutto quello vi bisogna et
-honestamente possamo far faremo. Dio mantegna la V. S. et ve dia longa
-vita. De Cypri a dì 17 dil suo mexe ditto Mosafar.
-
- ZUAN DONADO Luogotenente
- LORENZO CONTARINI et
- ZUAN RUBERTO VENIER
-
- Conseieri de la Ill.ma Sig.ria
- di Venetia de Cypri
-
-A dì 26 Fevrer, de mandato di la Signoria se partì de qui per andar
-a Roma ambassador, in loco de Paulo Pisani repatriava, Yeronimo Zorzi
-kav. che fo Avogador de Comun; el qual a dì 30 Ottubrio nel Conseio di
-Pregadi era sta creato a ditta legatione, et fece la via di Ferrara,
-andando per Po, et portò lettere credentiali al Duca, et _honorifice_
-fo ricevuto; _demum_ andò pur per Po a Ravena, et ivi montato a cavallo
-passò per Rimano, Pesaro et Urbino, seguendo el suo camino per la via
-di Romagna: questo perchè per la Toscana non si poteva securo andar,
-per le novità di Fiorenza et Pisa, et però fo necessario di far tal
-via. Et zonse a Roma a dì 7 Marzo: li venne contra molti prelati
-et familie de cardinali, et andato insieme con Paulo Pisani kav. a
-l'audientia a la presentia dil Pontifice, notificando come era venuto
-per star a presso Soa Beatitudine, et fece una oration latina _juxta_
-el solito, et el Papa ricevuto aliegramente, et steteno insieme col
-Pisani alcuni zorni. El qual subito andono, sì el Zorzi a visitation
-_quam_ el Pisani a tuor licentia da rev. Cardinali. Et a dì 20 ditto el
-Pisani partì di Roma, et zonse a Venetia a dì 9 April, et intrò Savio
-di Terra Ferma, che era sta creato mentre era a Roma, et do zorni da
-poi intrò Avogador di Comun, _etiam_ essendo in camino fo designato,
-come dirò di sotto.
-
-In questo mezo el cardinal Samallo tornato a Fiorenza, et sollecitando
-al tutto di haver danari, et a la fine Fiorentini li detteno ducati
-40 milia, et pregono Soa Signoria volesse conzar le cosse di Pisa, le
-qual erano disperate, et perchè Pisani volevano star in libertà, et
-Fiorentini li voleva sottoponer. Or mandò questo Samallo a Pisa Johan
-Frances, general di Bertagna, era venuto lì in Fiorenza in luoco di
-mons. di la Ruota, che il Re lo mandò a Milano, et andò cussì a Pisa.
-Et Fiorentini havevano za zente in campo, et havevano preso alcuni
-castelli de Pisani, che se difendevano con aiuto de li convicini,
-come ho ditto di sopra. Et in questi zorni fonno a le man; pur Pisani
-rimaseno di sora. Et in Pisa era intrato, mandato per il Duca de
-Milano, Lucio Malvezo, et Pisani lo fece suo capetanio, et li mandò
-12 milia ducati, fenzando che Zenoesi li mandasse. Or ditto Mons.
-andato ritornò in Fiorenza, dicendo non havea potuto far nulla, perchè
-Pisani volevano libertà, et haveano creato Pisani li soi ufficii, li 8
-anciani et confaloniero, el qual el primo, da poi che si redusseno in
-libertà, fo uno Andrea Lanferduzi, et per giornata mettevano ordine al
-loro governo. Et monsig. Samallo, mandato li danari al Roy, partito di
-Fiorenza, ritornò a Roma, _demum_ a Napoli, che za el Re era intrato,
-come scriverò di sotto.
-
-In questo tempo di carlevar venne a Venetia, privato et senza pompa,
-el sig. Francesco di Gonzaga marchexe di Mantoa, el qual compiva
-la soa condutta havea con questa Signoria, et benchè fusse pratico,
-prima di rafermarlo nel pristino soldo, per el Collegio, al qual fo
-commesso libertà di doverlo condur, et menava tal pratica uno suo
-zerman cusino, fiol del sig. Zuan Francesco di Gonzaga, chiamato domino
-Febus di Gonzaga, el qual andava _saepius_ a Mantoa et tornava qui con
-la risposta, _licet_ fusse _etiam_ il suo oratore Antonio Triumpho in
-questa terra. Or ditto Marchexe zonto, andò la mattina in Collegio
-offerendosi voler servir a questo Stato con che condition pareva et
-piaceva a questa Ill.ma Signoria, et che era dimostra la sua fede et
-devotione portava a San Marco, et cussì fo confirmato per anni cinque,
-et cressutoli di condutta ducati 14 milia a l'anno, _ita_ che vien
-haver ducati 44 milia, et si obbliga di haver con lui a suo soldo
-el sig. Redolpho di Gonzaga, fratello fo di suo padre, con condotta
-de cavalli 500, el qual _alias_, al tempo di la guerra di Ferrara,
-fo nostro soldato et fidatissimo, intendendo esser compreso in ditti
-ducati 44 milia, de li qual esso Signor li dà al ditto suo barba ducati
-6 milia a l'anno de provision, et cussì fo contento esso sig. Rodolpho.
-Et a dì 23 Fevrer nel Consejo di Pregadi fo confermato, con promissione
-che bisognando andar in campo a ditto Marchexe, si provederia de darli
-degno et honorato titolo, secondo la sua conditione; la qual cosa sopra
-tutto desiderava, come ebbe da poi. Et oltra di questo fo confirmato
-el sig. Pandolpho di Rimano in la sua condutta, et cressutoli soldo,
-_ita_ che tegni 100 homeni d'arme; et Veneti li danno ogni anno ducati
-8000, et questo per anni do, et che compiti 6 mexi da poi non possi
-venir contra di loro. Et _accidit_ che in questo medemo zorno che
-fo confirmato, Antonio Cochiaro de Lugo, detto Medico, era qui suo
-ambassador, _licet_ verum fusse _etiam_ el conto Ludovico Boschetto,
-et stato za do anni orator, la matina vestendose cade quasi morto, et
-poi la sera expirò, che mai potè parlar. _Unde_ a dì 25 ditto, _jubente
-Senatu_, fo portato a sepelir per la piaza di San Marco, con tutte
-congregation de preti, canonegi, et scuola di San Marco, et assà torzi,
-et fo sepelito a li Frati menori, et fatto questo exequie a spese di la
-Signoria, per honorar quello cui rapresentava. Et l'altro ambassador
-rimase qui; _demum_ non molto da poi ritornò a Rimano, habuto danari
-per far metter el suo Signor in ordine, el qual Signor di Rimano è
-zenero dil magnifico Joanne Bentivoi. Or a la descritione dil Re de
-Franza et suo operare veniamo.
-
-
-_Dil felice prosperar dil Re di Franza in Reame et fuga di Ferandino._
-
-El Re de Franza, el qual il lassamo in San Zermano, a dì 17 Fevrer
-venne a uno loco chiamato Thiano vicino a Capua mia 3, et in quello
-intrò senza altra movesta con le sue zente. Ma ritorniamo a re
-Ferandino, el qual partite di San Zermano per venir a intrar in
-Capua con squadre 50, fanti 4000, et 2000 fanti altri paesani, che
-don Fedrigo li haveva mandati in suo augumento, poco mancò ditto
-re Ferando non intrasse in la terra, però che mons. de la Guisa con
-altri capitani et franzesi lo seguitò fino a presso le porte di Capua.
-Or, intrato in Capua el Re, li cittadini li disseno come li sariano
-fidelissimi, ma che non havendo Soa Majestà forza bastante a resister
-a tanta furia, meglio saria dovesse andar con le sue zente in Napoli,
-et lì fortificarsi, et che non erano disposti Capuani di haver danno
-nè guasto, dolendosi de la fortuna dil Re: _unde_, considerato questo,
-Ferandino disse a Capuani: Io voglio andar a Napoli, et menerò con
-mi tanta zente, che haverete da potervi difender, et se non vegno et
-ritorno doman dopoi disnar, che sarà a dì 18 ditto, _ex nunc_ vi do
-licentia, fate quello acordo vi piace con il Re de Franza. Et si partì.
-
-A dì 16 ditto, zente franzese intrò in la città di Gaeta, la qual si
-rese et li aperse le porte; ma la roca o vero il castello si tenne
-assà zorni; dove era a custodia uno fio di mons. Piero Branet fo
-tesorier dil re Alphonso, et uno contestabele chiamato _Tutto et mondo_
-albanese. Questa è terra a la marina, mia 20 lontan da Teracina, fo
-edificata cerca anni 1200 avanti lo advenimento di Christo da Enea
-troiano in memoria de Caieta soa bayla, sì come scrive Virgilio nel
-principio dil sesto di l'Eneide: ha uno bellissimo porto, ornata de
-fonti, cedri, mele, aranci, limoni in abondantia. È terra picola ma
-fortissima, et za Zenovesi la dominono et la derono al duca Felippo
-de Milan. El castello è inexpugnabele. Ha un gran borgo la terra, e
-il castello è in cima di uno scoio a colo di la montagna situato. Lo
-borgo abraza lo porto, a modo di uno mezzo arco. È terra amenissima,
-piena de zardini, et è lontana di Sessa mia 20, ha una via salizata
-fino a Teracina. El castello, è da saper, da l'onde marine è batuto.
-A l'incontro è uno altissimo monte tondo, in la summità dil qual è
-una antica torre di gran circuito, ben fabricata, di grosse piere,
-grossa di mure 12 palme, et le piere alcune longe 12 palme. Dentro
-è una altra torre, partita in 4 camere con altissimi volti, in do di
-le qual si trova aqua suavissima, che di pioza si distilla per quelli
-volti et muri, et si fa purgatissima. Sopra la porta è una piera de
-marmo con lettere: _Lucius Numancius_ etc. Et questo basti quanto alla
-descritione de Gaeta.
-
-A dì 17 el sig. Virgilio Orsini conte de Petigliano, et Zuan Jacomo
-di Traulzi, erano al soldo dil re Ferando, essendo a Capua, dapoi
-partito el Re, sachizato la cavallaritia et vardarobba dil Re, se ne
-fuzì a Nola mia 12 lontan da Napoli. È città grande come Vicenza, è
-di uno Conte. Et Zuan Jacomo preditto, habuto salvo conduto dal Re di
-Franza, venne a trovar Soa Majestà a Thiano, et questo perchè el Re
-havea mandà uno suo araldo a Capua a dir che se dovesse render, per
-venir a la soa obedientia. Or questo Traulzi expose al Re tre cose.
-La prima che el sig. Virgilio Orsini conte di Petigliano et lui si
-recomandereno a Soa Majestà, pregando quella le volesse accettar ne
-la so gratia, dimandando perdono che et havevano fatto come fidati
-soldati. La seconda che Capuani erano desiderosi di la sua intrata,
-et che se volevano dar. La terza che el re Ferandino voleva, piacendo
-a Soa Christianissima Majestà, venir a domandarli perdono, perchè non
-voleva resister, et che non voleva haver altro che qualche terra lì in
-Reame da poter habitar. Et queste parole fo avanti che si partisseno
-da Capua, et è da considerar che re Ferando lo mandasse. A le qual
-richieste el Re de Franza rispose. A la prima che venendo quelli ditti
-di sopra, li teniria per boni amici, et li perdonava ogni offesa.
-Zerca a Capua che, venendo _voluntarie_ sotto la sua corona, li
-haveria per carissimi. A la terza che Ferando venisse da lui, che da
-mo li faria bona ciera, provedendolo di stato, a ciò el potesse star
-condecentemente, ma che non si pensasse di haver pur una casa in Reame,
-et che questa era ferma la sua opinione, _unde_ Traulzi ritornò per dar
-risposta al re Ferando a Capua, el qual era partito per Napoli, come ho
-ditto di sopra. Et questo vedendo, ritornò in campo dil Re di Franza,
-et si fece suo homo.
-
-A dì 17 Fevrer, come ho ditto, re Ferando venne a Napoli con alcuni
-di soi in sua compagnia, et chiamò li primi et principali, et li fece
-una oratione exortatoria, pregando si volesseno tenir almanco zorni
-15. Et Napolitani pur li promesseno gran cosse, _tamen_ fecero tutto
-al contrario. Et subito el Re in quella sera medema partì per ritornar
-a Capua, per dar.... a le soe zente. In Napoli era don Fedrigo al
-governo.
-
-Ma el Re de Franza si veniva proximando verso a Capua, et venne a
-uno loco mia 4 luntano, per la qual cossa le zente Aragonese havendo
-aspettato el suo Re ritornasse di Napoli, mandono do soi dal Re de
-Franza, et tutte andono fuora et se disciolse chi in qua chi in là,
-_ita_ che per tutto el Reame andono fuzendo. Et Capuani vedendo che
-Ferando a l'hora ditta non era ritornato, se reduseno a consiglio, et
-deliberono de mandar soi ambassadori al Re de Franza, offerendoli la
-terra et fermar alcuni capitoli, et licentiono el resto di le zente
-aragonese ivi si ritrovava. L'Orsini et Petigliano andono a Nola, come
-ho scritto di sopra. Et a dì 18 el Re de Franza mandò mons. de Obegnì
-et el sig. Prospero Colonna in Capua per fermar li capitoli con quelli
-di la terra, _tamen_ avanti fusseno conclusi, in quella sera medema
-de dì 18, Franzesi zerca X milia introno in Capua. _Etiam_ li nostri
-ambassadori era col Re, intrò questo medemo zorno, et el zorno da poi
-intrò el Re con pompa, come dirò.
-
-Et Ferandino, venendo per venir a Capua a dì 18 con 2000 spagnoli, come
-fo divolgato, homeni assà disposti, li quali insieme con le sue zente
-erano in Capua, di squadre 50 et 4000 fanti, si volevano difender in
-Capua. Ma mia 5 luntano, intese come za la sera avanti erano Franzesi
-intrati dentro, _unde_ convenne ritornar a dormir quella sera a Aversa,
-ch'è una terra assà bella et grande, mia 8 da Napoli, et caxe 2000,
-et da Capua a Napoli è solum mia 16, et la matina poi, che fo a dì 19,
-esso Ferando intrò in Napoli con 200 cavalli et pochi fanti, et messo
-in fuga el suo exercito, et Napolitani non volseno intrasse altri che
-li soldati napolitani, et el resto era con lui andò vagabondi.
-
-Ed in questo zorno Napolitani erano tutti intesi de Capua, sublevati
-et armati, et havevano fatti alcuni remori cridando: Franza! Franza!
-Et a dì 18 fo crudelmente sachizato li Zudei et Marani, et fate molte
-disonestade per la terra, che era una compassione veder Napoli come
-stava. Et quel or havevano depredate le case preditte, venendo con la
-preda per riportarle a caxa, era su la strada da altri assaltati et
-toltoli quello havevano vadagnato, et non senza gran contrasto. _Demum_
-volseno metter a saco li Marani spagnoli, erano ivi molto richissimi,
-ma fonno defesi da molti vicini napolitani et zente che in loro caxe
-stavano per difensione, et _etiam_ la soa roba l'havevano logata in
-diversi luoghi securi in la terra: _tamen_ alcuni fonno messi a saco,
-li altri stevano serrati ne le case, et cussì tutto Napoli era in arme.
-Ma la Raina et sua fiola l'ynfante de Castiglia chiamata, el Prencipe
-de Squilazi fiul dil Pontifice et sua moglie, et _etiam_ don Fedrigo
-se reduseno in Castelnuovo prima, et poi in Castel di l'Uovo per dubito
-dil populo, perchè za cridavano: Franza! Franza! et questo medemo fece
-re Ferandino. Ma vedendo non esser rimedio salvarsi, perchè Franzesi
-erano a presso le porte, et havia i populi contrarii, fece pur queste
-provisione: che messe in Castel nuovo, ch'è in la terra fortissimo et
-batte al mar, _judicio omnium_, inexpugnabile, el marchexe di Pescara
-fidelissimo suo et arlevato di caxa di Ragona, et molto nemico de
-Franzesi, et fo quello che fece far quelli danni al trombeta dil Re
-di Franza, come ho scritto di sopra: è huomo valentissimo, jovene era
-capetanio di le fanterie in Romagna. Questo intrò con zerca 800 homeni
-in ditto castello, tra li qual 300 spagnioli o vero biscaini, et 350
-todeschi; ancora vi entrò Perucha corsaro. Et era assà vituarie, _ut
-dicitur_, per anni 25, se tanto si volesseno li custodi tener, et
-fornito di artigliarie et ogni altra cosa; con presuposito che si ben
-la terra si rendesse, ditto castello tenir si dovesse; cussì come fo.
-Ma da poi ditto Marchexe andò con Ferandino a Yschia. Anchora a li
-altri castelli messe presidio et fidata zente. Era in Castel di l'Uovo,
-castellano uno chiamato Antonel Pizolo di Cosenza. A la torre di San
-Vicenzo et il castello di Pizofalcon et Santermo fo messo fanti per
-custodia. Et a Castel de Capuana non messe presidio, perchè era uno
-palazzo bon in fortezza, dove soleva habitarvi don Alphonso al tempo
-era duca di Calavria, et Ferando habitava in castello.
-
-A dì 19 fo messo a saco li cavalli di re Ferando in Napoli, et tutte le
-robbe in Castel di Capuana, le caxe dil Principe di Altemura et di don
-Alphonso, fioli che fo di quondam re Ferando. _Unde_, vedendo questo,
-el Re medemo compite di disfar la sua cavalarizia, mandando a donar
-molti de li suoi corsieri a soi amighi lì in Napoli; i qual corsieri
-di bellezza et bontà erano li primi de Italia, et non si poteva dir
-altro che le raze di corsieri di Napoli; et poi ordinò fusse brusate le
-soe stale. Et el Re preditto dimandò al populo che volesse far queste
-moveste. Et vedendo esser fermi in opinione per el Re de Franza, el
-qual a dì 20 havea mandato uno suo araldo a dimandar la terra; _unde_
-ditto Ferandino fece brusar el suo arsenal, dove eran molte galie non
-compide, et tutto andò a foco et fiamma, che fo una terribilità a veder
-et gran compassione; et cussì altre galie e arbatoze et una barza erano
-in acqua, et fe' brusar, di quattro nave grosse erano nel Molo, le tre;
-et era de botte 2000 l'una; et la quarta chiamata la Capella, di questa
-medema grandezza, volendola far brusar, el Cardinal di Zenoa et domino
-Obieto dal Fiesco protonotario volendo fuzirsi _etiam_ loro di Napoli,
-gela domandò, et esso Re li compiacete et ghe la donò: el qual Cardinal
-si montò con ditto Obieto su ditta nave, et si slargò da la terra et si
-corse in mar. Quello di lui seguirà, scriverò di sotto.
-
-Si retenne Ferandino a Castel di l'Uovo cinque galie di mons. Villa
-Marino et Francesco di Pau cathelani corsari nominatissimi, per poter
-suso montar, come fece, et con la sua brigata andar a Yschia. Ma in
-questo mezo fece portar assà robe che erano in Castelnuovo, in castel
-di l'Uovo, et cargar su le galie; et quelli de ditto Castello, a ciò
-niun Napoletano si acostasse, trazeva di molte bombarde. Et è da saper
-che, andato esso re Ferando in Castel di l'Uovo, volendo ritornar in
-Castelnuovo per tuor certe robbe et haver sotil di la Raina[120] erano
-rimaste, li fo trato una partesana da Napoletani, la qual andò quatro
-deda (_dita_) lontano da lui, et poco mancò non fusse morto. Et molti
-soi favoriti, rimasti in Napoli, dolendose pur di mutar Re, vedendo
-Polo Trevixan ambassador di la Signoria, poco mancò non facessero sopra
-di lui le sue vendette, dicendo Venetiani, non havendo voluto aiutarli,
-erano stati cagione di la sua ruina. Or Ferandino con li fradelli,
-Raina, ynfante, don Fedrigo et parenti, come ho scritto, andono in
-Castel di l'Uovo, dove erano seguri. Et prima traxea di Castelnuovo el
-fio dil Principe di Rossano, come scrissi, era presone, et lo cavò a
-tempo di la soa creatione di Re; et lo menò con lui. Anchora uno fio
-dil Principe di Salerno, el qual poi, zonto el padre in Reame, ghe
-lo mandò a presentar. Era _etiam_ el conte, et fioli, di Conza, et el
-conte et fioli dil conte di Capazo, i quali non si mosse: ma venuto el
-Re de Franza, et habuto el castello, quelli liberono. Ma ritorniamo al
-Re de Franza, et come intrò in Napoli.
-
-
-_De l'intrata dil Re di Franza in Napoli, che fo a dì 22 Fevrer 1494._
-
-A dì 19 Fevrer, essendo intrate le zente franzese in Capua, esso Re
-in questo zorno poi intrò con un bellissimo apparato. Prima intrò
-forsi 3000 Sguizari, poi zerca 1000 homeni d'arme, poi 2000 arcieri a
-cavallo, poi 500 homeni a piedi con pestaruole[121] in mano, _demum_
-tre capetani a piedi, con sue arme in mano, con assà compagnia a piedi
-driedo; poi li arcieri a piedi con suoi archi, vestiti di recamo, et
-erano zerca 500; poi seguitavano alcuni signori Franzesi et baroni
-dil Reame, et la Majestà dil Re vestito di damaschin bianco sopra uno
-cavallo coverto di bianco; el qual a son di trombetta si movea con 12
-signori a torno el cavallo, vestiti _etiam_ de bianco, et el Re era
-sotto un baldachino di seta, con le arme sue a oro; poi seguite più
-di 200 signori cavalieri et zentilhomeni con diverse foze franzesi,
-sopra optimi corsieri bardati, che fo bel veder; poi li chariazi et
-artiglierie in gran numero. Li venne contra la chieresia di Capua
-aparati, con li cittadini, cantando _Benedictus qui venit in nomine
-Domini_ et _Te Deum laudamus_: et subito deliberò non star più qui
-a dimorar, ma la matina partirsi, perchè za havia inteso li rumori
-seguiti in Napoli, et _etiam_ havia littere da Napolitani, dovesse
-venir di longo. In questo mezo le zente soe sparpagnate per Reame
-andono a Nola et preseno el Conte di Petigliano et el sig. Virginio
-Orsini, et quelli menono dal Re suo. Et questo fo a dì 19 ditto. I
-quali _tamen_ si scusavano non esser presoni. Quello di loro seguite,
-di sotto intenderete. _Tamen_ steteno con custodia, et el Re de Franza
-non aspettò a intrar in Napoli et conferir li benefitii, che za havea
-eletto Vice Re in Napoli mons. di Mompensier, avanti l'intrasse in
-Capua, et uno Governador dil Porto et Capetanio dil Mar. A Otranto et
-altre fortezze, che ancora non avea aquistate, elexe li governadori
-ch'è _mirum quid_, che avanti haver el dominio di lochi facesse li
-rettori. Era fama in campo dil Re, come per lettere di oratori nostri
-se intese, che 'l Re intrato in Napoli voleva subito ritornar in
-Franza, acquistato però prima el Reame, et poi seguir el suo voler
-contra infedeli. Et el Cardinal San Piero _in Vincula_ era zonto dal
-Re, et ogni zorno stava in consultation. Mandò ambassador al Pontefice
-mons. di Linguadoca; el qual, stato alcuni zorni a Roma, morite in caxa
-dil Cardinal di Santo Dyonisio. Et ancora per gratuir soi benemeriti a
-questa impresa, fece de molti presenti di lochi et castelli acquistava,
-tra i quali a Peron di Basser, a hora chiamato Monsignor, el qual fo el
-primo venisse in Italia, et come da monsig. di Arzenton ambassador dil
-Roy qui intesi, prima causa et principio di entrar in pratica el Re di
-tuor questa impresa di Napoli, et però è venuto in reputatione, a hora
-li donò el Contà di Sarno, el qual fo di uno barone chiamato Matthio
-Copola, che era con Soa Majestà, et fo el primo che intrasse in Napoli,
-come dirò di sotto. Et fo divulgato dete Capua al Cardinal S. Piero _in
-Vincula_, a goder in vita soa: la qual città di Capua è antiquissima,
-et segondo alcuni da Capi figliolo de Athi re ottavo de Latini zerca
-900 anni avanti l'avenimento de Cristo fusse edificata, come scrive
-Vergilio nel X de la Eneide. Ma Plinio nel quarto et Ysidoro nel quinto
-de le Ethimologie al p.º cap.º, et Strabone nel quinto libro vogliono
-che da luoghi campestri, ne' quali esisteva Capua, fusse denominata,
-et non da questo Capi nominato di sopra. Et secondo Livio patavino
-historico fo chiamata Volturno, ma essendo presa da Samniti, per il
-loro capetanio chiamato Capuo fo denominata Capua. Secondo Servio fo
-edificata da Toscani, vedendo l'augurio d'uno falcone. Questa città
-fo già capo di tutto el paese di Campagna, et apar alcune vestigie di
-la città antica a presso a la nova zerca do mia, zoè certe porte de
-templi, palazzi ruinati etc. Fo presa da Gieserico re de Vandali, et
-abruciata, et poi questa al presente rifatta.
-
-Domente el Re si aproximava a Napoli, zonse a Hostia alcune nave e
-certe galeaze venute di Provenza, dil Re di Franza, sopra le qual nave
-era il principe di Salerno, el qual venne a Roma et fo in colloquio
-con Paulo Pisani ambassador veneto, dicendo era fidelissimo servitor di
-questa Signoria. Et poi si partì di Roma insieme con Antonio di Zenari
-era lì in Corte oratore di re Ferando, et andono per terra a trovar el
-Re za intrato in Napoli, et per intrar in Salerno che da sui populi
-era molto desiderato, come Zudei desiderava el Messia. Et _etiam_ el
-Conte de Caiazo andò a Caiazo et altri castelli dil suo contado, et fu
-_benigne_ ricevuto e zurato omazo al Re de Franza, li fo fatto el suo
-privilegio et confirmato barone.
-
-Ma el Re di Franza, dormito _solum_ una notte in Capua, la mattina fo
-20 Fevrer vene mia 8 a Aversa, dove li fo averte le porte, et pacifice
-intrò, et za havia mandato l'araldo suo a Napoli, et Napolitani
-non haveano pur tempo di risponder che za sopra le porte erano
-Franzesi, et cussì senza altra difficultà primo Matthio Copola baron
-dil Reame fora ussito, poi gran moltitudine de Franzesi introno in
-quella sera in Napoli. Et è da saper che Napolitani el zorno avanti
-volseno metter a saco le doane, dove era grandissimo haver, ma non
-fo lassato. Li navilii erano ivi nel Molo tutti si slargono in mar,
-et molti Napoletani anzuini amizi dil Re di Franza dimostravano gran
-consolatione; altri andò con Ferandino in Castel di l'Uovo. Et don
-Fedrigo mandò uno suo dal Re de Franza a dimandar perdono, pregando
-li volesse lassar el Principato suo di Alte mura, che si vegnerebbe
-a inchinar a Soa Majestà. Ma el Re rispose non voler niun Aragonese
-in Reame, et che venendo li provederia di Stato condecente a lui. Et
-Napolitani feceno tra loro di cinque Sezi 40 ambassadori ad... contra
-el Re de Franza a Aversa, a tanti per Sezo, et de li principali tra
-i qual el Conte di Matalon, Hieronimo Caraffa, etiam... lo nome de
-quali al presente non notarò, perchè non fo seguito alcun ordine, i
-quali andassono a pregar Soa Majestà non volesse venir cussì presto
-in la terra, ma dovesse dimorar a Pozo real, che era uno palazzo di re
-Alphonso uno mio da Napoli, situato in loco piano, un poco alto, loco
-amenissimo, dove è una chiesiola che el re Alphonso vechio ivi stete
-quando messe campo a Napoli. Et in tal loco ogni anno, a dì do Zugno
-li loro successori di caxa Aragona el si celebra una bellissima festa.
-È fabricato quivi uno bellissimo palazzo con camere pinte et zardini.
-Quivi a dì 21 ditto el Re de Franza partito di Aversa era venuto, et
-quivi dimorava. Con Soa Majestà introno in questo zorno in Napoli et
-insieme con Paulo Trivisano 4 mia contra alozò in uno palazo, che fu
-dil secretario vechio a San Domenego, bellissimo[122]. Or qui a Pozo
-real essendo venuto el Re la matina a disnar venne li ambassadori
-napolitani, dicendo haveano desiderato za gran tempo questa venuta,
-et che a hora habuto loro desiderio si potevano chiamar felici et
-contenti, basando la mano, la vesta et la terra davanti el Re, con
-gran cerimonie, pregando di do cose Soa Majestà: la prima che 'l non
-intrasse quel zorno, perchè volevano che l'intrasse sopra uno caro con
-triumpho, segondo el consueto de li Re, da poi havevano acquistato la
-terra. _Demum_ che li volesse concieder certi privilegii et capitoli
-che dimandono. Et el Re tolse in man i capitoli, et promesse far quanto
-domandavano, _sed nihil deinceps factum fuit_; et tuttavia Franzesi
-intrava in Napoli, et si preparava alozamenti, et el Re fo contento di
-star quella notte a Pozo real, et stava con uno falcon in pugno, mentre
-si parlava di la sua intrata in Napoli fra soi baroni, che fo di quelli
-la Signoria li mandò a donar, sì che con oselli in pugno prese Napoli.
-
-Intrati che fonno Franzesi in la terra, tutti li navilii erano in el
-Molo si slargò, come ho scritto di sopra, et molti sopra li ditti vi
-montò, et era una confusione a veder montar ditta brigata su li batelli
-per passar a Yschia. Questo facevano non tanto per li Franzesi, che
-za erano intrati _pacifice_, ma perchè da Castelnuovo travano molte
-bombarde in la terra, cridando: Aragona! Aragona! Ferando! Ferando!
-Et però dubitavano di star, perchè con li mortari ruinavano le caxe.
-Ma intrato mons. di Mompensier et altri capitani dil Re, non steteno a
-dormir, ma ancora loro comenzono a piantar bombarde a ditto castello,
-per veder di ruinarlo et haverlo per forza, che per bontà non lo poteva
-haver. Era a custodia uno cao di Sguizari, et mons. Pasqual Conte de
-Linf, era castellano, partite et andò con li altri a Yschia. Et el
-cardinal di Zenoa era su la nave, slargato in mar come ho scritto di
-sopra, mandò a dimandar salvo condutto al Re de Franza, di poter andar
-a Zenoa, et _etiam_ star, volendo, in Napoli perchè erano fora ussiti
-de Zenoa. Et come el Re fo intrato in Napoli li dette salvo condutto,
-liberamente potesse dismontar in terra lui et domino Obieto; et cussì
-dismontono. Quello poi di loro seguite, intenderete di sotto. Non
-voglio restar di scriver come era Vice Re in Castel nuovo uno zenoese,
-chiamato Thoma Fregoso. Ma el Re preditto de Franza, vedendo che li
-castelli non si volevano render, non stete ad indusiar più, ma a dì
-22 Fevrer essendo venuti Domenego Trivixan, Antonio Loredan et _etiam_
-Paulo Pixani cavalieri et oratori veneti a inchinarsi a Soa Majestà a
-Pozo real, deliberò d'intrar in Napoli, et cussì fo di Domenega, a hore
-21, con _solum_ cavalli 90, et el resto a piedi, zoè assà Napolitani
-et intrò in Castel di Capuana, el qual è una parte di la terra et
-uno bellissimo palazo, et za Franzesi lo havevano habuto, et quivi
-alozò, et fatoli reverentia da nostri oratori, et di Soa Majestà tolto
-licentia, ritornò a caxa, et el Re poco da poi cenò in questo loco di
-Capuana. El Re non poteva haver danno per le bombarde erano trate in la
-terra, et in questo medemo zorno fo trato uno morter dil castello, el
-qual sfondrò la chiesia di Santa Maria di la Nova, senza però offender
-alcuno, però che era assà brigata a Vespero in chiesia, et el Re ordinò
-che fusse continuamente ditto castello bombardato; et cussì li 70 carri
-di artigliarie havia con lui tirati da X in 12 cavalli, fonno acostati
-al castello, et _etiam_ piantate le forche a torno, cridando si non si
-rendevano, che tutti li farebbe apicar; ma quelli dil castello più se
-inanimava et li salutavano de artegliarie.
-
-A dì 23 molti Sguizari salirono nella cittadella vicina al castello,
-et quelli dentro erano oculati ussirono fuora, et scazarono li nemici,
-et in quella baruffa fo ammazzati 30 Sguizari dil Re de Franza, et non
-cessava quei del castello di trazer, et ogni zorno ne amazava qualche
-uno da le artigliarie. Et poi in questo medemo zorno a hore 22 fo
-fatto un'altra baruffa a la cittadella, fo morti et sgombrati molti
-Sguizari zoso da le mure, et in tutto questo zorno ne fo morti zerca
-100 homeni. Era dentro pur in castello ancora el Marchexe di Pescara,
-el qual vedendo non potersi tenir, deliberò più presto andar con el re
-Ferando, et entrar in Castel di l'Uovo, cha ivi più star. Et _demum_ de
-lì partite, et andò a trovar el Re a Yschia.
-
-In questo zorno el re Ferandino con la Raina, l'ynfante, Principe de
-Squilazi, soa moglie et altri di caxa Aragona et don Fedrigo partì dil
-Castel di l'Uovo sopra cinque galie di Villamarino et il meglio poteno
-portar con loro, et andono a Yschia, che è una ysola mia 8 lontana da
-Napoli, di esso Re, et ivi messe in terra ditte donne et lui andava
-innanzi et indrio come scriverò di sotto.
-
-Et è da saper che in Napoli si ritrovava el sig. Jacomo Conte, el qual
-era al soldo dil Re di Napoli, et quando vide Napolitani disposti al
-Re de Franza deliberò più presto andar via et fuzer, cha inchinarsi a
-ditto Re. Et venne a trovar Paulo Trivixano ambassador nostro, al qual
-li disse come el si partiva, et voleva venir a Venetia a inchinarsi
-a quella Ill.ma Signoria, et voleva dimostrar la fede havia portata
-sempre a San Marco, et che al tutto era disposto di venir de qui. Se
-partì insieme con el Re, et avanti el Re si partisse ditto orator, per
-essere stato lì a Napoli con Soa Majestà, andò a tuor licentia, con el
-qual conferiteno alcune cose, et tolseno combiato insieme.
-
-Questa nuova di l'intrar in Napoli dil Re di Franza venne prestissima
-a Venetia, ch'è con lettere di tutti tre li oratori, nararono d'esser
-stati da Soa Majestà, alegrandose di tanta vittoria _nomine Dominii_,
-a li qual el Re molto ringratiò, dicendo: questa Signoria esser soa
-carissima amiga, et che li havia mantenuto la fede li havia promesso,
-et che voleva lui medemo scriver a questa Signoria, come fece. Oltra di
-questo, ditti oratori dimandono licentia di repatriar, _maxime_ Paulo
-Trivixano, perchè era consunta la sua legatione. Et in questa mattina
-medema, che zonse tal nuova molto molesta a tutta la terra, la Signoria
-mandò per tutti li ambassadori erano quivi, et a uno a uno li notificò
-ditta vittoria et intrata dil Re, et con mons. di Arzenton ambassador
-de Franza si rallegrò molto, dimostrando haver gran piacere: _tamen_
-non ferono dimostratione alcuna ni de soni ni de fuogi, come fece a
-Milano, che a dì 26 ditto have la nuova, et el Duca ordinò campane et
-la notte fuogi. Et poi a dì 27 fo fatto ivi processione, ringratiando
-Dio di tanta vittoria. Ancora a Fiorenza et Ferara dimostrono
-grandissima allegrezza, facendo feste e fuogi, et cussì in alcuni altri
-lochi.
-
-Et l'ambassador de Napoli Joan Baptista Spinelli era in questa terra,
-la mattina a dì primo Marzo, havendo habuto grandissimo dolor, andò in
-Collegio a la Signoria, con el qual el Vice Doxe, perchè el Prencipe
-era amalato, fo doluto assà, et usatoli parole accomodate, per le qual
-poteva intender _intrinsice_, nostri non avrebbeno voluto tal cosse.
-Et poi ditto orator domandò che la Signoria li dovesse dir quello
-lui volevano facesse, o star qui o si dovesse levar e andar via, non
-essendo più Napoli in poter dil suo Re, _licet_ le fortezze _adhuc_
-si teniva. _Unde_ per la Signoria li fo risposo, prima facesse quello
-a lui pareva, et altre parole a mi incognite conferiteno; _tamen_
-che, tenendosi li castelli, poteva restar come ambassador, et che
-sarebbe honorato. Et cussì ditto orator restò, ma non andò molto fuor
-di caxa, et in questa matina non havia collar d'oro al collo, sì come
-portava prima la vesta. Et li altri ambassadori, eccetto Arzenton,
-andono a caxa soa a dolersi dil suo Re, el qual mons. di Arzenton era
-molto aliegro, et fece qui consolo dil Reame uno fiorentino, chiamato
-Bartholomio de Nerli, el qual era molto rico et mercadantava et era
-zenero di Joam Frescobaldi assà nominato, che in questo anno morite;
-et questo fece in loco di Piero Martineus era consolo in questa terra
-sì dil Re di Spagna _quam_ di esso re Ferando; el qual però sempre
-exercitò el consulato. Et altro non seguite.
-
-Aduncha el Re di Franza, sì come di sopra havete udito, è intrato in
-Napoli, et assà cose accadete in brevissime hore, et si puol dir haver
-acquistato el Reame in 7 zorni et non più, però che a dì 14 intrò in
-S. Zermano, et a dì 21 in Napoli, cosa _quodammodo_ incredibile et
-miranda, et _nunquam_ haver hauto contrasto de Aragonesi: et si el
-fusse venuto a tuor el possesso, sarebbe stato più zorni. Et questo
-è processo, perchè caxa di Aragona non ha habuto niuno li sia stato
-fidele, che pur a uno castello vi sta grandissimo tempo uno exercito
-ad haverlo, pur si voglia mantenir. Et esso Re non volse aspettar fino
-a dì 25, che si preparava el triumpho; et za Napolitani havevano dato
-principio a butar assà muraglie a terra per farli più honor a la soa
-intrata, _tamen_ ben che cussì sotto sora, intrò. Fo decreto perchè Soa
-Majestà che habuto li castelli lui vi serà Re de Napoli, e intraria poi
-secondo il consueto regio[123]. Ma prima che alcuna cosa descriva de
-li successi seguiti lì in Napoli, voglio di questa città alcuna cosa
-descrivere.
-
-Napoli, città regale, o vero sedia di Re, fo chiamata olim Parthenopea,
-fo edificata zerca 1000 anni avanti lo advenimento de Christo da
-Diomede in sul lito dil mare, et da Tito Livio nel ottavo de la prima
-Deca assà di questa è scritto. Fo sottoposta a Romani, et da 300
-anni in qua da Re subiugata, i quali hanno però dato continuamente il
-censo a la Chiesia. Ha belli templi, mure, palazzi, zardini et roche
-superbissime, et in ditta città vi sono quattro castelli: Castel nuovo,
-che fo edificato o vero riconzato di novo per re Alphonso, dove è tal
-lettere: _Alphonsus regum princeps hanc condidit arcem_. Poi è la torre
-di San Vicenzo et Castel di Capuana, et e da l'altro campo di la terra,
-Castel di l'Uovo, situato e torniato di mare, ove è tal epigramma:
-
- _Ovum ritro novo; non sic turbor oro._
- _Dorica castra cluens tutor; temerare timeto[124]._
-È ancora uno bellissimo monastero di Santa Chiara, è una gran cosa;
-sono 100 religiose donne, et fo edificato per la moglie di re Ruberto.
-Poi è Santa Maria di Carmini in capo di la piaza, monasterio de
-frati, et assà monasterii et chiesie in la terra, li qual, _gratia
-brevitatis_, qui lasserò di scriver. Et fuora di la terra, sopra uno
-monte alto, distante da Napoli uno mio, è il monasterio di San Martin
-de frati certosini, e lì a presso ha una fortezza con la chiesia,
-et è nuovamente fabricato. Circonda Napoli mia 3, mostra forma di
-scorpione, brazando il colpho di mar con le do zaffe, et verso la terra
-voltando la coda, come di sopra _fortasse_ ho scritto. Ha gran populo,
-belle chiesie, et meglio acasado; di fuora bellissime possession et
-zardini con gran palazzi. È il mercado in piazza di Venere, et in cao
-di la piazza è una fontana granda, et poco da canto è a modo di uno
-tabernacolo con una colonna di porfido in mezo, dove re Carlo fece
-taiar la testa a re Coradin, re di Napoli. Di questa città fo Bonifacio
-(_IX_) pontefice, de la stirpe de Tomacelli, et Joanne 23 de Cossa;
-et _etiam_ in questa vi habitò Virgilio, Livio et Oratio; et ancora
-Virgilio è ivi sepulto, che fu sommo poeta. Et mia do lontano de qui
-è una montagna concavata, longa mezo mio, et larga vi pol andar 4
-cavalli a paro, alta meza lanza, et in alcuni luogi una lanza e meza,
-è di sorte di sasso di tuffo, si va con torze accese o vero lume per
-essere obscurità grande et assà polvere: la qual concavità fo fatta,
-come si dice, per Lucullo romano. Non voglio descriver le delicie havea
-re Alphonso in ditta città di Napoli; pur qualche parte, a eterna
-memoria, qui farò mentione. La sua munitione era tre stalle: in una
-bellissime armadure discoperte, di armar homeni da cavallo da capo a
-piedi; poi un'altra con assà numero di curazze et balestre liziere; poi
-in la terza X bombarde grande di metallo, tra le qual do grandissimi
-passavolanti, poi curazze assà da fanti a pe', in un'altra parte assà
-bombarde di ferro, da forteze et galee. Questa munitione era arente il
-castello dove habitava el Re, ma _nunc_ tutta disfatta.
-
-El zardin dil Re era in loco alto, con muri grandi, arbori producono
-ogni generation de frutti, naranzeri et limoni, et conzati li fruteri
-a torno con li naranzeri parevano spaliere; et in capo di uno altro
-zardin era una habitation di assà bestie volative, et ne l'intrar come
-armeri pieni de cunii (_conigli_) bianchi; _item_ a modo di una cheba
-di ferro, dove erano oseleti, merli, tordi et altri oselli, tra i qual
-uno corbo bianco, uno beretino et uno negro, che parlavano; papagà
-beretini assà di ponente, in cabie; poi una camera con assà chebe di
-papagà di ponente in cabie, uno solo verde di levante, tra i qual era
-uno, habuto dal Re di Spagna, trovato in una isola nuovamente trovata,
-grande come Italia.
-
-Questo papagà era grande come uno beretin di ponente, la testa bianca,
-el beco bianco, i pie' bianchi, sotto la gola dal beco fino al petto
-tutto rosso, et il resto verde. _Item_ uno altro ortesello tutto
-naranzeri, et limoni solamente; uno altro, chiamato paradiso, dove
-era limoni, zedri, naranze, pomi d'oro, zensamini et mirti in gran
-copia, salizato di pietre, et una bella fontana et una pissina, una
-tavola, una credenziera e una cappelletta da dir messa, tutta fatta
-di... de mirto. Et el Re poteva venir in sti zardini dil castello per
-alcuni ponti levadori: tra i qual orti era una via si potea zostrar.
-La libraria dil Re era in una camera sopra la marina, dove era assà
-copia de libri, in carta bona, scritti a penna, et coverti di seda
-et d'oro, con li zoli d'argento indorati, benissimo aminiati, et in
-ogni facultà. Ma lassiamo questo, et di li ornamenti di Castel di
-Capuana, dove habitava re Alphonso, in vita dil padre, alcuna cosa
-scriviamo. Prima una camera ornata di depenture, ne la qual era uno
-organo, con li fianti di uno legno ditto ferulla. Et di questa se intra
-in un'altra più ornata di pitture, con uno organo di camera, con li
-canoni di carta, uno canon dorato et l'altro paonazo, che sonava per
-excellentia. Poi un'altra pur depenta, con tavole longe piene di lavor
-de cristalli de ogni sorte. _Etiam_ un'altra con lavori bellissimi di
-cristallo lavorati a oro, et penture in gran quantità. Poi un'altra
-con tavole piene di lavori di porzelane, cosa dignissima. Poi se
-intra in una cortisella, dove era un satyro di marmoro abrazava uno
-puto ignudo con lascivia; el qual puto stava con la faza chinata con
-vergogna, assà bello et antico. _Item_ una altra fegura antica, trovata
-a Gaeta nel cavar di fossi dil castello. Poi se intra in una camera
-a pepiano, grande, ornata di veludo pelo de lion, et cussì el letto
-con uno fioron d'oro, con l'arma in testa, da lato et in mezo. Poi
-in una, ornata di veludo verde a torno, con il letto _ut supra_. Una
-altra di ormesin vergado, _similiter_ il letto: una di tabì intorno una
-ferza beretina et una negra a la divisa, et uno studio tutto intorno
-et di sopra lavorato di tarsia; sopra la tavola uno bellissimo tapedo
-damaschin, sopra el qual era 4 libri coperti di seda, con li zoli et
-cantoni d'arzento, zoè la Bibia, Tito Livio et Petrarca, uno caramal
-grando, tutto d'arzento, do candellieri de diaspro, et la ymagine dil
-re don Ferando vechio, di bronzo. Di qui si va in uno oratorio o ver
-capelleta, ornata a torno di veludo negro, con una pala pincta per
-excellentia, con 4 candellieri de diaspro. Poi se trova tre stalle, et
-se intra in una camera ornata di razi et tapezerie, poi in un'altra con
-figure depente, et il letto coperto di panno d'oro. _Demum_ un'altra
-_similiter_ fornita. Uno studio ornato, con libri coperti _ut supra_,
-et la figura dil Pontano gran secretario dil Re, homo dottissimo,
-zitata di bronzo. Poi si monta in alto, et si trova la speziaria dil
-Duca, con gran copia.... Et ussiti di questo palazzo, se intra in la
-stalla, dove erano 200 corsieri; poi la caneva con gran copia di botte
-grande, et in un altro zardin, dove di Zener era pome granate fresche.
-In cao di questo, uno altro bello palazzo, et una fontana, et tre
-camere: una ornata di tapezarie, l'altra di picture, et la terza pur
-di varie picture, con le letiere coperte di seta et d'oro. Montati su
-scale si trova pozuoli da star al fresco, mirabili; poi si discende
-in altre camere ornate _ut supra_, et uno oratorio dove era el Duca de
-Calavria, zoè don Alphonso, fatto naturalmente, che stava in zenochioni
-che pareva vivo; et altre camere et sale. Et questo basti quanto alle
-cose era in Castel di Capuana, come ho ditto.
-
-In Castel nuovo si teniva le zoie dil Re, dove se intrava in una torre
-ditta la Torre di l'Uovo, dove era tre organi, uno con li fianti
-di tela, l'altro di piombo, l'altro di..., che tutti tre sonavano
-diversamente. In mezo questo loco era un repositorio con gran artificio
-fatto, con 430 casselette una sopra l'altra, da cavar et metter,
-lavorate a oro, fatto per medaie et camei, che ne era in gran quantità:
-et qui su una tavola quadra, coperta di veluto negro, mostravano le
-zoie a li orator. Era gran quantità, varie, di sorte diverse, collane,
-colari etc.
-
-Lasserò le delicie havea il Re a Pozoreal, con le camere ornate d'oro
-et di seta; et in una de le qual era la coperta di panno d'oro sopra
-rizo, con uno moschetto damaschin, dove soleva dormir el Re talvolta
-l'istate, et soleva tenir in la credentiera quando pastizava ad alcuno
-60 vasi tra picoli et grandi, oltra li altri arzenti, le cariege
-d'oro con cuscino di panno d'oro da zapar suso. Li scalchi erano don
-Fedrigo et don Alphonso abate, poi duchi, conti et marchexi stevano
-in piedi, davano 50 bandisone. Et _accidit_ che re Alphonso dete uno
-pasto a l'ambassador veneto quivi a Pozoreal, essendo Duca, che durò
-la cena da hore 20 fin do hore de notte, et _tamen_ tutte queste
-cose Alphonso lassò, non però che il meglio potesse non portasse con
-lui. Et Franzesi questi castelli occupono, non servando quello faceva
-Aragonesi; ma, come intesi, in camera dil Re di Franza medemo atacavano
-le candele al muro, et ogni sporcicia faceva in li più ameni luogi.
-Era con el Re 2000 osti che lo seguiva, i quali intrati in Napoli,
-non si teniva più bottege aperte per la terra, ma tutto a torno la
-piaza era queste ostarie, dove Franzesi si andava a usar l'exercito
-loro con Baco, et poi seguiva Venere. Et de li quattro banchi erano a
-Napoli, zoè Strozi et Medici fiorentini, Spanochi senesi, et Palmieri
-napolitani, fo fatto parte ostarie, et in parte stava meretrice venute
-col Roy. Se diceva messa in franzese et in italiano. Era carlevar
-quando intrò, et la quaresima li predicatori predicava, ma niun andava
-a le prediche. Le donne principal o andavano fuora per le ville o
-vero in monasterii, et in quello de Santa Chiara ne era zerca 2000.
-Et come da chi vi era intesi, la settimana santa el Re non vardava a
-far quello li piaceva, come dirò di sotto, con alcune soe favorite,
-et per Pasqua niun quasi si comunicò. Li frati erano partesani, chi
-anzuini et chi aragonesi, zoè tenivano; et el zorno de Pasqua, che
-tutti assueta andar a le chiesie, non se vedeva donne per la terra; et
-dove erano alozati Franzesi, in casa de cittadini, per non haver briga
-de comprar legne, brusavano porte et finestre, et fino le botte; et
-si li patroni volevano resister, erano feriti, come tutto più avanti
-descriverò, a Dio piacendo. Et el Re, intrato che 'l fu, fece uno
-editto non fusse dato impazo a Zudei, _tamen_ poi comportò ogni danno
-li fo fatto. Anchora (fu) contento Marani ritornasse, et li de' salvo
-condutto, poi lo rumpete, et li retene, et manzò zerca ducati 12 milia.
-L'era dil Consejo dil Re zerca X: Samallo, Felippo mons. barba dil
-Re, marascalcho di Beucher, marascalcho di Giae, mons. de la Tramuil,
-de Obegnì, do Mompensier, de Lignì, de Miolans, lo Preosto di Paris
-etc. El Pontano gran secretario dil re Ferando, summo philosopho et
-litteratissimo, rimase a Napoli, nè volse andar col suo Re; et in casa
-soa era alozato el Preosto di Paris. Or questo Pontano fo chiamato dal
-Re de Franza per inquerir alcune cose, per la longa pratica havia di
-quel Regno, et li fo fatto bona compagnia. Ma a le cose seguite per
-zornata, da poi l'intrar dil Re in Napoli, scriviamo.
-
-
-_Quello seguite in Napoli da poi lintrata dil Re di Franza._
-
-A dì 24 Fevrer continuamente bombardando, quelli dil castello, sì
-_etiam_ Pizofalcon et Torre S. Vincenzo, la terra, _adeo_ non si poteva
-andar per Napoli. Et el Marchexe di Pescara era già partito et andato
-in castel di l'Uovo, dove conferite con Ferandino; et poi tornato in
-Castelnuovo dove era, et questa è la verità, a custodia todeschi 350
-et biscaini 150, forniti di vittuarie per anni do, formenti, farine,
-carne salade et formagi; et li mortari erano molto operati, perchè
-sfondrasseno le caxe. Franzesi veramente _etiam_ loro bombardava
-ditto Castelnuovo, _maxime_ la parte di la cittadela, _tamen_ faceva
-poco danno, et poco più basso che li merli si poteva bombardar el
-castello, et _solum_ da una banda. Et vedendo el Re de Franza non lo
-potendo haver per forza, et che non stimavano forche nè altro, havendo
-però li soi in questo zorno preso la cittadela vicina al castello,
-et con fuoghi artificiadi ruinò qualche parte de ditte muraglie, et
-con grandissimo impeto introno dentro et amazò alcuni custodi, che
-non poteno fuzir cussì presto, et trovono do bombarde grosse, le
-qual le vastano, non havendo tempo de far altro mal, et quelli dil
-castello molestandoli con le artegliarie, conveneno Franzesi ritornar
-in loco più securo, a li repari havia fatto. Et el Re deliberò di
-veder si poteva haver a patti, et si comenzono a parlar con quelli
-dil castello. Andava persone in colloquio dentro con ditto Marchexe,
-el qual in questo zorno ussite et andò in Castel dil Uovo, _demum_ a
-Yschia; et tra i altri Zuan Jacomo di Traulzi andò a parlamento con
-ditti custodi, dicendo che in termine almeno di hore 20 si dovesse
-render, altramente che, havendolo, li jurava, _nomine Regis_, de far
-el Marchexe di Pescara in quattro parti; ma si se rendevano li daria
-tutto el suo stato et li fece altre promessione, et che accettasseno
-el partito, altramente, havendolo per forza, tutti anderia per el fil
-di la spada. Al qual ditto Marchexe rispose: volersi tenir 20 hore,
-20 zorni, 20 mexi et 20 anni et in eterno, si tanto el vivesse, per
-el Re suo et per caxa di Aragona, per la grande fede lui portava,
-per esser loro arlevato, et che voleva che più fede se ritrovasse in
-lui solo che in tutto el resto de Italia; che in fina mo, havia el Re
-de Franza prosperato, ma che d'indi non haverebbe cussì, perchè eran
-tutti disposti di mantenir caxa di Aragona in piedi, cridando tutti
-tutti: Ferando! Ferando! Aragona! Aragona! Et el Traulzi li rispose
-come la roca di Gaeta si havia reso, et che non sperasse soccorso.
-Et lui disse: nol credo, come era la verità; però che sapeva ben lui,
-esser ivi fidatissimo per il suo Re; et in Gaeta era come in Napoli,
-la terra per Franza, li castelli per Ferando. Et _conclusive_ ditto
-Marchexe disse: ve ne andate, nè più tornate, nè mai si pensa el Re
-de Franza che mi renda; et pregate Soa Majestà che, havendomi vivo
-ne le mani, faci quello mi ha mandato a dir; perchè disposto son al
-tutto di voler terminarme. _Tamen_ poi si parti, et andò in Castel
-dil Uovo, come ho ditto di sopra. Ma el Re de Franza stava con molta
-paura; per le continue bombarde et mortari venivano trati, per la terra
-non si andava: era una cossa molto oscura veder quella degna città in
-tanta terribilità. _Tamen_ Franzesi per questo non restava con le sue
-artegliarie far danno a li castelli.
-
-A dì 25 ditto la torre di S. Vicenzo in Napoli, vicina al Castel nuovo
-si rese a Franzesi, et con quelli dil castello feceno trieva per tutto
-ozi et doman a mezo dì, per veder se si potevano acordar. Et la notte
-zonse tre galie, et messe in ditto castello fanti 150. El cardinal
-S. Piero _in Vincula_ era in Napoli alozato ne l'arciepiscopato. Et
-in questo zorno li ambassadori veneti andono a visitar Soa Signoria,
-el qual mostrava esser molto amico de quella. Et è da saper che uno
-zorno el Re li mandò fino a caxa a far uno prexente di la badia di San
-Zermano, era dil Cardinal di Medici, con pensione de ducati 2000; et
-ditto Cardinal disse: non creda la Majestà dil Re che io lo siegua per
-haver abatie, ma _solum_ per l'amor et fede porto a Soa regal Majestà.
-Et mostrò refutarla; _tamen_ el Re mandò a dir voleva l'havesse.
-
-Intrato el Re in Napoli, tutto el Reame era sottosopra; tutte le terre
-di la Puia, et quele di la Calavria, Terra di Lavoro etc. da loro
-medeme levavano una † bianca in campo rosso che, come ho ditto, non
-sapevano far l'arma de Franza: et dove andava suo araldo era il ben
-venuto. Pur Camillo Pandon, vice re per Ferando in Puja, habitava in
-Otranto, et fo causa che alcune terre non se rendesse, come quando
-scriverò l'acquisto, dirò il tutto.
-
-In questo zorno di XXV Fevrer acadete cosa in Napoli molto acerba, _ut
-ita dicam_, a tutta la christianità: che Giem sultam, fratello dil gran
-Turco, el qual questo Re tolse dal Pontifice et lo menò con lui; et in
-camino avanti el Re intrasse in Capua si amalò, fo divulgato da cataro,
-el qual li era disceso in uno ochio et nel stomego, o vero fusse
-reuma; _tamen_ intrò in Capua, et stava sempre apresso dil Re. Et pur
-crescendoli el mal, fo portato in bara in Aversa, poi in Napoli, dove
-li medici li feno molte provisione, cavando sangue et altri remedii, et
-alquanto migliorò. Pur la febbre li cressete, onde non volle provisione
-alcuna che, _ita volente fato_, in questa matina expirò, fermo e
-costante ne la fede soa. La qual morte fo grandissimo danno sì al Re de
-Franza, _quam_ a tutta Italia, et _maxime_ al Pontifice; che lo privò
-de ducati 40 milia d'oro haveva ogni anno da suo fratello, per caxon
-havesse custodia de lui. Et a hora, non dubitando più dil fratello,
-si inanimerà contra cristiani, che Dio nol voglia: che se niuna cosa
-teniva Turchi a passar in la Puja, era che 'l Signor non voleva mandar
-gran quantità, a ciò che non si levasseno poi contra di lui, sublevando
-questo suo fratello, ch'era amato da li populi, et huomo assà bellicoso
-et de grande animo. Nè ancora voleva mandar poche persone, a ciò non
-fusse rotte: sì che questo suo fratello era buona causa di far star
-basso ditto signor Turco. Et pur ogni anno veniva de Turchia in Italia
-ducati 40 milia venetiani. Et el Re di questa morte dimostrò haver gran
-dolor, et sospettavano el Pontifice non ge l'havesse dato attossicato
-a termene: la qual cosa _non erat credendum_, perchè sarebbe stato
-suo danno. Or, come si fusse, morite; et fu poi in deposito mandato a
-Gaeta. Questo, mentre era in camino, era custodito da 1000 franzesi
-et altre generatione; havia con lui turchi che lo serviva, et havea
-libertà de andar per el campo a suo piacer.
-
-A dì 26, passato mezo zorno, fo molto bombardato el castello fino la
-sera, non havendo voluto acordo. Et el Re andava ogni zorno fuora di
-la terra per quelli zardini et lochi ameni et colletti (_colline_)
-a la caza con grandissimo piacer, et lassava bombardar a li soi. Ma
-Ferandino, come fo a Yschia, et che messe zoso la soa brigata, volendo
-passar in Cicilia, convenne per fortuna restar et ritornò a Castel dil
-Uovo, sì per inanimar li soi di le fortezze, _quam_ per sopraveder. Et
-andava inanzi et indrio a suo piacer, zoè da Yschia a Napoli, et poi la
-sera ritornava a Yschia; et fo ancora a Gaeta a sopra veder quelle cose
-dil castelo.
-
-A dì 27 et 28 ditto fo pur bombardato per Franzesi;_ tamen_ con poco
-danno dil castello; et erano più fermi che mai.
-
-A dì primo Marzo 1495 la notte venne Villamarin con cinque galie al
-muolo di Napoli, et brusò uno galion et una galia de le rimaste in
-porto; poi tornò da re Ferando; et ancora una galia, la qual fenze di
-esser fuzita et venuta dal Re de Franza, tolto assà robbe di la Rayna
-et di don Fedrigo, insieme con le ditte ritornò dal suo Re. El qual fo
-divulgato havia 14 galie, _tamen_ non andava a torno se non con tre. Et
-za li zorni passati havea mandato uno suo dal Re de Franza, per veder
-se poteva acordarsi, et haver qualche stato lì in Reame; ma ditto re
-de Franza non voleva udir parola per darli stado in quelle parte, ma
-ben li prometteva in Franza. Et vedendo le cosse cussì disperate al
-tutto, Ferandino deliberò de andar in Cicilia a trovar el padre, e
-forsi passar in Spagna, lassando don Fedrigo a Yschia, a ciò facesse
-quello lui faceva per inanimar li custodi de li castelli, et _etiam_
-di quello di Gaeta. Ma el Re de Franza dolendosi molto di la morte dil
-fratel dil Turco, deliberò di tenirla secreta quanto più potesse, et
-non volse per alcuni zorni se sapesse la verità, o fosse vivo o morto,
-ma ancora da poi sepolto fece far quella custodia medema a la caxa come
-prima, et star lì sui deputadi a la guarda, et vi andava medici; et fin
-a li ambassadori veneti non volse dir alcuna cosa, benchè ditti oratori
-la verità sapesseno, et havia subito advisato la Signoria. _Tamen_ non
-molto da poi per Napoli ogni uno intese el certo, et Franzesi diceva
-el papa ge l'havea dato atossicato, perchè _post mortem_ li fu trovato
-alcuni segni di veneno sul corpo; et siccome scrivono li dottori,
-_maxime_ quelli tratano _de venenis_, come Piero di Abano et altri,
-che si puol dar veneno a uno, et non farà l'operation se non al termene
-constituto. Or sia come si voglia, questa nova subito per molte vie fo
-notificata al gran Turco, _tamen_ non lo credea, come dirò più avanti.
-Et el Pontifice sopra tutti li altri mostrò haver grandissimo dolor, et
-_etiam_ come sì presto el Reame era perso.
-
-Questo Re de Franza era devotissimo, et ogni terra dove l'intrava,
-prima andava in chiesia, et ivi stava do hore in oratione, ringratiando
-Dio; ogni prima domenega di mexe se confessava et comunicava; non
-cavalcava la festa; varisse di mal di scrovole, secondo el costume
-regio de Franza, disceso da Santo Ludovico re, et qui in Italia
-molti del mal preditto segnando varite, _ut dicitur_. È magnanimo
-perchè dona e fa molti presenti, et tra li altri, da poi intrato in
-Napoli, conferite assà privilegii et fece molte exemptione ad alcune
-terre che li dimandono; restituite a molti baroni li loro stadi, et
-quelli li investiva et si faceva jurar omazo; et quelli contadi, che
-non si trovava heriedi veri et antiqui baroni, li conferiva a soi
-benemeriti franzesi, _ita_ che sempre era in conferir gratie, doni et
-beneficii; et in questo li soi cancellieri et secretarii erano molto
-occupati, _maxime_ uno chiamato Rubertet ch'era di primi. Et havendo
-za fatto uno dei soi capetani in uno ufficio in Reame, zonto che fo
-el Principe di Salerno, inteso che ditto offitio a lui aspettava,
-revocò dal suo barone, et _libere_ dette a ditto Principe, el qual
-ritornò nel suo stado, come dirò di sotto. Et ancora per angarizar
-manco Napolitani, molte di le sue zente, oltre quelle si sparpagnò in
-la Puja et Calavria con le zente italiane, volse, che molte erano in
-Napoli, uscisse et andasse ad alozar a Aversa, Nola, Capua et Gaeta,
-_licet_ ancora la roca si tenisse, o vero castello, et in altri lochi
-ivi vicini, et pur si sforzava di haver le fortezze di Napoli. Ancora
-fece molti editi, tra i qual, che tutti quelli habitanti in Napoli,
-che havesseno formenti et farine, si dovesse dar in nota in termene
-limitato, altramente quelle fusse perse, et restino condennati di
-pena per saco ducati 100; et tutti quasi si andono a dar in nota,
-_unde_ par la farina crescesse un poco più, et venne grandissima
-bondantia di ogni cosa. _Tamen_ Napolitani subito comenzono a esser mal
-contenti de Franzesi: questo perchè erano li vassalli in le sue caxe,
-et Franzesi li patroni. Creteno (_credettero_) haver exemptione, et
-li capitoli a loro modo, et nulla ebbeno: _ymo_ el Re vuolse scuoder
-avanti el tempo una gabella pagavano da Pasqua, come dirò di sotto.
-Li Zudei fonno scaciati, et messi a saco quelli pochi erano restati,
-da Franzesi; _licet_ essendo edito dil Re non li fusse dato noja:ma
-non poteva obviar a la furia di le sue zente. El stato dil Principe
-di Squilazi, fiol dil Pontifice, andato con Ferando via, dete a suo
-barba Filippo monsig. Fece monsig. de Citem, za fo qui ambassador,
-sopra le artegliarie et munitione de Napoli. El ducato de Ascoli dete
-a monsig. di Beucher, _licet_ li fioli dil signor che era fusse in
-la roca di Gaeta. A monsig. di Arzenton, era qui suo ambassador al
-presente, li dete la trata di trazer di Reame, et _etiam_ li resalvò un
-buon officio in Napoli. Et gran siniscalco del Regno, monsig. di Lignì
-suo cusino. Et gran armiragio, monsig. di Beucher nominato di sopra,
-o vero governador dil Regno, zoè di l'intrade. Monsig. di Mompensier,
-come ho ditto za, era instituido dovesse romagner Vicerè di Napoli; et
-de la Calavria Vicerè monsig. di Obignì; et di la Puja Vicerè monsig.
-di la Spara (_de l'Esparre_); et cussì a tutti li soi conferiva de
-beneficii de ditto Reame; a alcuni baroni _etiam_ erano scaciati, tra
-i qual el conte di Mariano have el suo stado, per esser sta antiquo
-suo. A Colonesi, come di sopra scrissi, dete el contà de Fondi, rende
-de intrata ducati 12 milia, et qui in Napoli li fece la investisone
-et privilegii. Al conte de Fondi dete el contà d'Albe et de Zelano. La
-badia de San Zermano dete al cardinal S. Piero _in Vincula_. È da saper
-Medici havia _solum_ ducati 2000 di pensione, et el resto re Alphonso
-godea; et però San Piero _in Vincula_ contento de dar al ditto cardinal
-tanti altri beneficii de ditta quantità, et a lui restasse libera
-ditta Abatia. El cardinal de Zenoa con domino Obieto dal Fiesco che,
-come dissi, erano montati su le nave et slargati in mar, habuto salvo
-conduto dal Re, dismontò, et volendo andar el Cardinal per Napoli,
-cadete di cavallo, si fece mal a la spala, _adeo_ fo portato a caxa: et
-li oratori veneti andono a visitar Sua Signoria et poi, varito, si fece
-più amico dil Re cha li altri, et quello seguitò et per li sui operò
-insieme con ditto Obieto per esser cai di parte di Zenoa.
-
-El sig. Virginio Orsini et el Conte di Petigliano in questo tempo erano
-a Castelamar, retenuti per el re de Franza, ma el Traulzi si acordò col
-Re nel numero di soi cinque capitani con ducati X milia a l'ano et 100
-homeni d'arme.
-
-Non restava continuamente el Re de Franza de far bombardar Castelnovo,
-et quasi una parte era vasta et brusata, ma poco li custodi si
-curavano, _ymo_ li respondevano gagliardamente, danizando la terra,
-et fonno amazati de quei dentro zerca 40. El Re stava in Castel
-de Capuana, occupato in dar audientia, confirmar privilegii et
-sottoscriver donationi: pur andava a la caza, et talhora sopra li
-repari, et a quelli faceva bona bota con le bombarde molto li laudava,
-_ut dicitur_, li donava danari per inanimarli. _Unde_ loro, vedendo
-el Roy, feva el dover; et li fo manifestado come a uno monasterio,
-chiamato le Madalene, in la città, era sta scose 4 bombarde grosse
-per Aragonesi sotto terra, et quelle mandò a tuor et fece piantar
-per bombardar el castello. Et mancando polvere et ballote de ferro,
-perchè li soi passavolanti non trazeno se non balle di ferro molto
-grosse, mandò a tuor a Hostia di le soe galeaze per terra, a ciò
-fusseno portate più presto. Le qual galeaze veniva a Gaeta, _demum_
-a Napoli di longo. Et mandò alcuni commessarii franzesi con 4 cavalli
-per uno et non più, per più magnificentia, a molte terre sì di la Puia
-_quam_ di la Calavria, a dimandar dovesseno levar le sue insegne,
-et ivi tuor el possesso: et cussì zente italiane, zoè Colonnesi,
-andavano ivi dintorno. Manferdonia levò le soe insegne. Trani et Leze
-feceno in questi zorni alcune moveste, perchè erano tutti levati a
-romore, et messeno a saco li Zudei, et li dette alcuni tormenti, a ciò
-confessasseno dove era il suo haver. Qui a Leze era Polo di Priuli, di
-Domenego fiol, patricio nostro, in questo tempo. Da lui intesi che vene
-monsig. di la Spara Vicerè prima a Monopoli, et fo a mezo quaresima,
-dove fè zurar omazo al Re; _demum_ la Domenega di Lazaro fo a dì 5
-April, ditto Vicerè intrò in Leze con 160 cavalli et havia con lui
-uno zerman dil gran maistro de Rodi, chiamato monsig. de Libret, et
-andò in chiesia col Vescovo, perchè fo honoratamente ricevuto, poi in
-castel fe' zurar omazo ai sinichi di la terra et a li baroni, prima fe'
-lezer la patente _publice_ in chiesia. Et è da saper che _antiquitus_
-el Signor di Leze si chiamava Duca di Leze et conte di Matera. Or fece
-uno edito che tutti li debitori havesse do anni di comodità di pagar,
-et cussì ordinò fusse publicato per tutta la Puja. Poi andò a Otranto,
-come dirò di sotto. Et questo Vicerè havia gran libertà; _tamen_ in
-le concessione che faceva sempre diceva: essendo cussì la volontà
-dil mio Roy. Qui a Leze vi sta consolo venetiano, et _etiam_ a Trane
-per antiqua consuetudine. Ma basti zerca a ste cose di Puia; le qual,
-_licet_ non sia a hora il suo tempo seguito di scriverle, pur ho voluto
-commemorarle, a ciò ogni cossa inquerita habbi memoria. Molfeta mandò
-li soi ambassadori a Napoli a fermar li capitoli col Re; si levono le
-insegne preditte di Franza, et cussì continuamente acquistava qualche
-terra: et se niuna restava, era perchè li castelli ancora si teniva
-per re Ferandino, et non volevano romper l'omazo zurato di observar a
-caxa di Aragona. In Bari se ritrovava el Cardinal di Ragona, zoè nepote
-di re Alphonso, et don Fedrigo non restava di voler acordo col Re de
-Franza; era contento di haver la sua baronia, che era di la dote di soa
-moglie l'ha al presente, che fo fia dil Principe di Altemura. Ma el Re
-non voleva darli per niente alcun stato de qui, ma ben do volte tanto
-in Franza.
-
-A dì 4 Marzo essendo venuto el cardinal Curcense in Napoli, li oratori
-veneti lo andò a visitar.
-
-A dì 6 el Re de Franza humanissimamente parlò ai cittadini napolitani,
-dicendoli che non era venuto per cupidità di acquistar danari, nè
-per usurpar cosa alcuna, ma per beneficio et augumento universal, per
-liberar questo regno de tyrannide, e principalmente per remetter li
-baroni ne li soi stati, et restituir a cadaun le cose soe; diffalcando
-ducati 250 milia dil pagamento feva far li Re passati di caxa di
-Aragona, zoè era contento di haver lui tanta quantità manco a l'anno,
-et di questo ne feva uno presente, et distribuite 50 offitii lì
-in Napoli, zoè 40 a zentilhomeni et X a plebei. _Item_ li exortono
-volesseno far la description de tutti coloro che erano atti e volevano
-exercitar l'arte militar, che a tutti, secondo le condition di cadauno
-voleva dar soldo, et cussì a quelli si exercitava in cose maritime; et
-voleva che ogni uno stesse bene, secondo le virtù loro, sotto la sua
-corona. Le qual parole fo molto grate et acete a tutti. Ma oltra de
-questo non volse pagasseno sal, _tamen_ che lui voleva far vender in
-uno magazen, et saria stato questo medemo perchè lo haveria montato.
-Et mandò a dimandar a le terre rendute li doni consueti quando intra
-un Re nuovo in dominio, chiamato sussidio caritativo, et a bon hora
-comenzò a richieder. El qual, come fo divulgato, sarebbe da 60 in 70
-milia ducati; et di subito habuto li castelli, mosse fama volersi
-partir, et ritornar in Franza. Ma Napolitani comenzono a star mal
-contenti, non havendo potuto obtenir li privilegii volevano, _maxime_
-di una impositione a loro noiosa imposta per re Ferando vechio, che
-pagava _annuatim_ al Re da Pasqua certa quantità, zoè tanto per fuogo.
-Et non _solum_ el Re (_non_) li volse assolverli, ma quella voleva al
-presente, dicendo havia de bisogno de danari per pagar le soe zente.
-Et a dì 25 April erano assueti de pagar le doane di le piegore ducati
-100 milia. Et el Re, havendo bisogno, chiamò queloro havevano tal
-cargi, dicendo si di presente a dì 8 Marzo li volevano dar ducati 60
-milia, li sparagnava el resto. Et Napolitani si scusavano non haveva da
-darli. Era in Napoli, come per una lettera di Zuan Bragadin patricio
-nostro vidi di 9 Marzo, Franzesi 15 milia, et in Reame 25 milia,
-_omnibus computatis_. Fo divulgato el Re havia terminà de menar con
-lui in Franza 200 cittadini napolitani, et lassar 7 in 8 milia cavalli
-et 4000 pedoni franzesi in Reame: el resto menar con lui. El sig.
-Virginio Orsini et conte di Petigliano erano presoni, menati di Nola
-a Castelamar mia 18 lontan da Napoli, solicitavano la sua liberatione,
-dicendo non erano presoni, ma con parola dil Re erano stati retenuti, o
-pur, si piaceva a Soa Majestà di darli soldo, che volentiera restariano
-con quella. Ma per Franzesi li fo dà taglia ducati 50 milia, et la
-sua cosa mandata in longo. Ma el Traulzi era conduto al soldo dil Re,
-come ho scritto, con homeni d'arme 100, et 100 balestrieri, et 100
-arcieri, con la provisione de ducati 10 milia a l'anno, come scrissi di
-sopra. Et questo capetanio italiano nel accordo insì (_entrò_) con gran
-misterio, per le cose havea in animo de far.
-
-A dì 7 zonse in Napoli el Principe de Salerno con zerca 400 cavalli,
-et dal Re fo _benigne_ ricevuto, et era el primo in Reame per haver
-la pratica in quello; et a dì 9 ditto ricevete da li soi de Salerno,
-che li mandò 57 muli cargi di farine, biava et vino, et certa somma di
-danari; et poco da poi andò ivi, dove come Dio fo ricevuto, per esser
-bon et benigno signor.
-
-Havendo mandato el Duca de Milan, subito inteso la intrada dil Re
-in Napoli, alcuni de soi per tuor la sua ducea de Bari et la contea
-di Rossano, che erano soi: _unde_ el Re liberamente li fece li soi
-privilegii et concessione, _tamen_ ancora Bari non havea habuto in
-suo dominio. _Licet_ tra Franzesi pur se divulgava esso Re, partito de
-Napoli, voleva venir adosso el duca de Milano, per metter el Duca picol
-fiul di suo zermano in signoria, o vero per dar ditto stato al Duca di
-Orliens, el qual era rimasto in Aste, et faceva zente, et è intitolado
-Duca de Milano; dil qual el signor Ludovico duca ne havea gran paura,
-et molto di questo consultava con Sebastian Badoer cavalier, era ivi
-per la Signoria ambassador, come scriverò di sotto. E pur Franzesi
-cridava a Milano.
-
-In questo mezo quelli dil Castello novo cessò de bombardar, perchè tra
-li custodi erano venuti a romor, zoè Spagnoli con Sguizari, et tra loro
-alcuni fonno morti: et era uno capo di Spagnoli, che fo capitano qui
-in Romagna con l'esercito aragonese, et uno altro de' Sguizari. Et el
-Re de Franza, intendendo la cagione, partì di Castel di Capuana, et
-venne alozar in un palazzo più vicino al Castello, et mandò a parlar
-con ditto capetanio yspano, se si volevano render, et cussì fonno
-fermati li pati a dì 2 Marzo, che se in termene 4 zorni non havesse
-soccorso da re Ferandino, se intendesse esser reso, et Franzesi levono
-il bombardar. Li pati fonno questi: rendersi, salvo l'haver et le
-persone, et quello Ferando a loro havia donato, et li sia dato a tutti
-li custodi paga di tre mesi. Et è da saper che questa discordia seguita
-dentro, ne la qual ne morì zerca 100, fo causa di tal deditione.
-Adoncha el Castello a dì 7 Marzo si rese al Re de Franza, essendo sta
-bombardato _solum_ 10 zorni, nè fo rotto altro che le merladure et
-fenestre, tanto era forte di muraglie; et fo levato le bandiere de
-Franza. Et qui fo trovato di robbe lassò re Ferandino, che non potè
-portar via, di più sorte panni d'oro et di seta, per valor di ducati
-200 milia: sì che Franzesi comenzò tutti a vestirsi de seda, dove prima
-erano vestidi de panno, secondo el consueto loro. Et questo basti zerca
-a Napoli; et de le cosse seguite in questo tempo, _maxime_ a Venetia,
-comenziamo a scriver.
-
-Ma prima non voglio restar de scriver come el Re de Franza mandò do
-gripi a Rodi dal Gran Maistro a notificarli questa vittoria, et che li
-mandasse la sua nave et altro aiuto bisognando, come Franzese.
-
-
-_Cose seguite a Venetia et in diverse parte in questo tempo mezo._
-
-Domente el Re de Franza seguite la sua intrata in Napoli, zonsea la
-Signoria... dil Duca di Orliens era in Aste, ringratiando di falconi,
-offerendosi. Et secondo el consueto si dette el titolo dil Duca de
-Milano. Et fo divulgato, come per lettere de Milano se intese, ditto
-Duca ivi adunar exercito; et che la Raina de Franza havea parturito
-una figlia, a la qual fo posto nome...., et havia fatto comandamento
-al duca di Borbon per tutta la Franza che, exempti et non exempti,
-dovesseno mettersi in ordine per dover venir bisognando in Italia
-in aiuto dil Re, però che non havevano ancora inteso el suo felice
-successo in Reame. Et el sig. Ludovico duca dimostrava haver gran
-paura dil suo stado, _licet_ sia stato causa di far venir questo Re
-in Italia. Ancora perchè si dubitava di re Maximiliano, che ancora
-non havea ottenuto la investisone dil Ducato, come havia mandato a
-rechiedere, et con la Signoria, si voleva aderir a ogni cosa, spesso
-consultando con Sebastian Badoer, mediante ei qual si governava,
-_licet_ fusse oratore veneto, et mandò per Po li soi ambassadori, li
-quali andò prima a Ferrara, poi zonseno quivi.
-
-Benchè non sia a proposito qui descriver tal cossa, pur per mia
-satisfatione ne voglio far memoria. In questo anno, a dì 26 Fevrer fo
-el Zuoba da nui chiamato di la cazza, nel qual zorno per consuetudine
-antiqua si fa sulla piaza di San Marco ogni anno una bellissima cazza
-di alcuni tori, et vien tagliato la testa per li scudieri dil Principe
-a certi porchi; tutte signification come in l'opra de Venetia, dove
-trato _De principio Urbis, de situ et Magistratibus_, è diffusamente
-descritto. Vista la Signoria in palazzo a veder, et a hora, per esser
-tanti degni oratori in questa terra, fo molto solemne, con certi
-balletti de mumarie sopra soleri, con fuogi artificiati etc. Era el
-Principe con el legato dil Pontifice, uno solo di oratori dil Re di
-Romani, zoè domino Joanne Stainer, perchè cussì fo ordinato a ciò li
-altri non havesseno a precieder a questi de altri Re. Poi era quello
-de Franza, quello de Spagna, quello de Napoli, _licet_ za el suo
-Re fusse partito et el Re de Franza habuto el dominio de Napoli, ma
-ancora non si sapeva, nè era zonta tal nuova, altro che del intrar
-in Capua; poi quello de Milano, de Mantoa et de Rimano: mancava de
-Ferara, che per esser amalato non venne. Et fo bellissimo veder el
-nostro Serenissimo Principe in mezo dil Legato e 4 oratori di 4 Re li
-primi di la Christianità, duchi et signori. Poi era assà senatori,
-et domino Fuciano baron hungaro. Era un grandissimo populo su ditta
-piaza; fo stimato persone da 50 milia in suso, et era assà varietà
-de mascare, benchè in questo anno per el Consejo di X fo decreto
-niun se potesse mascherar senza parte presa nel consejo di X, et però
-niun si trasvestiva, _tamen_ per far più bella la festa fo preso che
-_de cetero_ X zorni avanti el marti de carlevar ogniun si potesse
-stravestir a loro modo.
-
-Intrato che fu el Re de Franza in Napoli, subito scrisse una lettera
-a la Signoria, molto piacente, savia et piena di rengratiamenti,
-denotando la sua intrata, benchè le fortezze ancora si teniva, et
-sperava di breve haverle, et tutto el resto dil Reame. Che quello
-offeriva a ditta Signoria, come so bona amiga, promettendo di far
-meglior compagnia a nostri di quello faceva Aragonesi, ringratiando di
-l'operatione et l'allianza servata, con molte dolce parole, chiamando
-el doxe zerman carissimo, offerendosi in ogni cosa. Et quello araldo
-portò ditta lettera in Collegio, per decreto di la Signoria li fu
-donato ducati 100 d'oro, et vestito, in demostration si havea habuto
-allegrezza di questa vittoria de Soa Majestà. La qual lettera zonse a
-Venetia a dì 4 Marzo.
-
-A dì 4 Marzo 1495 zonse a Venetia li do ambassadori dil Duca de Milano,
-che za alcuni mesi erano stati eletti, et di zorno in zorno dovevano
-venire: i quali fonno domino Guido Antonio Traulzi episcopo di Como,
-et l'altro Francesco Bernardin Visconte consegliero dil Duca, fo fiol
-di domino Sagramoro, homeni degni, et da farne extimatione, et di le
-prime caxe de Milano, però che Visconti et Traulzi sono le principali,
-et li duchi tutti, da questo in fuora, si chiamò de caxa de Visconti.
-Et veneno per Po, steteno 8 zorni a venire, li fo mandato contra fino
-a Malamoco assà patricii, cavalieri et altri de Pregadi: tra i qual
-Hieronimo Lion cavalier eletto ambassador al loro Signor; _etiam_ vi
-andò contra domino Tadeo de Vicomercà, altro ambassador era qui de
-Milan, et _etiam_ quello de Ferara. Altri oratori non vi andò, nè
-_etiam_ venne a visitarli, per esser di testa coronà. Venne con li
-piati fino a la caxa dil Marchexe di Ferara, dove era preparato, et
-li fo fatto le spexe, et poi dato ducati 100 in uno sacheto, a ciò
-loro medemi se le facesse. Veneno con zerca persone 60, et vestiti di
-color. Et la mattina seguente, fo il secondo dì de quaresima, andono
-a l'audientia, et exposeno la soa imbassata, et cussì l'altro zorno
-ancora. Se divulgava per tutta la terra, come era la verità, che erano
-venuti per far la liga, et esser insieme con questi altri oratori su
-queste pratiche. Et _sæpius_ Venetiani consultavano nel consejo di X
-con la zonta sì de padri, savii de collegio, _quam_ altri primarii
-patricii eletti: et se reduseno tre zorni continui da matina et da
-poi disnar. Se divulgava tramavano de far lega, et _sæpius_ cazavano
-di Collegio, Conseio di X et Pregadi, li papalisti quando tratavano
-alcuna cosa di Roma. Et fo ditto el Pontifice al tutto se voleva
-partir di Roma, per dubito dil Re de Franza, nè voleva star più in
-le paure et pericoli era stato. Et molti mormorava che 'l verrebbe ad
-habitar a Padoa o in altro luogo in le terre nostre, o vero in Ancona
-ch'è terra subposta a la Chiesia. _Tamen_ Venetiani lo dissuadeva non
-volesse partirsi de Roma et lassar quella terra in abandono, et che
-provederebbeno che la Santa Romana Chiesia non havia alcun incomodo,
-nè _etiam_ Soa Beatitudine, et _tamen_ erano su queste cosse dil
-Pontifice, et per expedir tanti varii ambassadori molto occupati, le
-cose andava molto secrete. Et in questo tempo ordinò a molti Monasterii
-religiosi in questa terra, et li mandò la Signoria elemosine a ciò
-pregasseno l'eterno Dio che inspirasse ne le mente di quelli governava
-questa inclita Republica a elezer la miglior via per el ben de Italia,
-_juxta illud dictum: in maximis sive minimis implorandum est divinum
-auxilium_. Et ditti ambassadori erano qui andavano spesso _vicissim_
-a l'audientia, zoè Legato, Spagna et Milano; quello dil Re de Romani
-non ussia molto di caxa, et _etiam_ mons. di Arzenton, ambassador dil
-Re de Franza. _Tamen_ stava admirato di quello havesse a seguire, et
-cercava con ogni via de intender. Et una mattina, avanti el Re havesse
-Castelnovo, andò in Collegio rengratiando, _nomine regis_, di la
-benevolentia li havia dimostrato in questa impresa, et che havia bona
-causa de esser sempre bono amigo di questa Signoria, et obligato a far
-ogni cossa, usando dolcissime parole. Et per el Prencipe li fo risposto
-sapientissimamente. _Tamen_ a Napoli el Re faceva puoco conto de li
-oratori veneti, negandoli talor l'audientia, come scriverò di sotto.
-
-Da Corphù per lettere di Alvixe Venier bailo et capetanio de dì 17
-Fevrer, et zonte a Venetia a dì 25 Marzo 1495 con uno gripo, se intese
-come da Costantinopoli veniva uno messo con lettere drizate a la
-Signoria, de mercadanti, perchè ivi non vi era ni baylo ni ambassador,
-copiose molto di nove, le qual da Turchi fonno trovate et tolte. Pur
-capitato el messo le portava a Corphù, notificò al baylo come el sig.
-Turco faceva una grandissima armata de più de vele 200 per ussir fuora
-questo anno, et havia ordinato uno grande exercito, più che il padre
-mai facesse, et questo per paura dil Re di Franza, non facesse quello
-diceva le prophetie, et come li soi savii di la leze predicevano,
-che la loro setta mahumetana in questo anno dovea patir grandemente
-pericolo di _penitus_ esser _versa_. Et non molto da poi ordinò a 30
-milia asappi dovesseno mettersi in pronto et venir a la Vallona. Et per
-lettere di ultimo Zener da Costantinopoli, dirizate a Antonio Grimani
-procurator, però che essendo fuora et a pena habuto el stendardo et
-zonto a Corphù, che morto Zuan Moro fo eletto in loco suo procurator
-di San Marco, la qual dignità _apud Venetos_ è la primaria driedo el
-prencipe. Sono nove li primi et veterani patricii. Et ancor pur era
-capetanio zeneral, et stete assà tempo come dirò de sotto. Or per
-ditte lettere se intese Turchi volevano andar con l'armata a l'ysola
-de Scyo de Zenoesi, et quella subjugar, sì come per li oratori dil re
-Alphonso più volte era stà pregato volesse far, per haver Zenoesi dato
-gran favore al Re de Franza, et ivi fabricata l'armata et tuttavia
-li danno, _licet_ ditta ysola sia tributaria al sig. Turco. Per la
-qual cosa Zenoesi, et più quelli de Scyo steteno di malavoia, et non
-sapevano che farsi: _tamen_ non seguite altro, et l'armada dil Turco
-non ussite, sino fo disfornita. Pur prima se intendesse el certo dette
-da suspettar assà. Et per lettere di ditto capetanio zeneral, venute
-in questi zorni, fo manifestato la quantità di l'armata facea, come
-lui era da Costantinopoli de persona _fide digna_ advisato, zoè galie
-80, 100 fuste grosse, 30 palandarie, con bombarde zuso che traze da
-pope, 30 altre palandarie da portar cavalli et zente, 4 nave grosse;
-et ancora l'exercito terrestre grandissimo, a la summa de 60 milia
-persone, et che aspettava con desiderio el sig. Turco l'ambassador
-dil Re de Ongaria, con el qual havia guerra, che ivi veniva per
-pacificar le cose, et li voleva far ogni patto, a ciò non impedisse
-el suo pensier de Ytalia. _Item_ come l'ambassador dil Papa et dil Re
-di Napoli erano partiti da Costantinopoli, et venuti a la Vallona, et
-aspettava de passar in Reame. Se divulgava el Turco haver dato danari
-a ditto orator napolitano, et promesso de mandar X milia Turchi in so
-aiuto. Et al tutto erano disposti ditti Turchi de ressister a questo
-Re de Franza. Et è da saper, che dil mese di Zener 1495 a Napoli,
-ritrovandose ivi l'ambassador di esso sig. Turco, fo publicato la paxe
-fatta et sigillata tra lui et el re Alphonso de Napoli, come di sopra
-ho scritto: et questo per confortar quei populi.
-
-Et inteso questo da Venitiani molto si dolseno, che questo Re de
-Franza dovesse esser caxon di far passar Turchi in Italia et ussir sì
-grande armata in mar, et presono nel Consejo de Pregadi de augumentar
-l'armada, et far metter banco, et armar in questa terra alcune galie;
-et za li soracomiti erano eletti, a ciò ussendo ditta potente armada,
-el colpho nostro, et le terre marittime non fusseno senza presidio, le
-qual però _continue_ se fortificava.
-
-In questi zorni per decreto dil Consejo di X fo mandato Alvixe Sagudino
-secretario al sig. Turco, per advisar di la morte di suo fratello Giem
-sultan, et di quella certificarlo, et _etiam_ per altre facende, a ciò
-potesse advisar la Signoria dil seguito di la sua armata, et per esser
-homo pratico et haver la lengua, parse di mandarlo più presto lui, che
-elezer altro oratore, et _etiam_ per più prestezza. El qual la sera
-medema, che fo a dì 6 Marzo montò in uno gripo et andò verso Corphù, et
-zonto a la presentia dil Signor have più accetto la sua venuta che di
-orator potesse esser zonto, per intender la certezza di la morte dil
-fratello, la qual havia inteso et non la credeva, come tutto scriverò
-più avanti, secondo el consueto mio.
-
-Ancora domino Martino Albari episcopo di Durazo, essendo montato in
-gripo per andar al suo episcopato, non essendo ancora partito de li
-do castelli, per el Consejo di X, 7 Zener, fo mandato a retener, non
-andasse di longo, ma a uno de li castelli dismontasse; et ivi stete cum
-custodia, dove vi andò uno cao dil Consejo di X, et uno inquisitore
-di ditto Consejo, con li nodari, a esaminarlo et veder si portava
-scrittura alcuna. Questo era stato a trovar el Re de Franza, et havia
-offerto a Soa Majestà, volendo andar contra Turchi, XX milia Albanesi,
-et el Re have molto accetto, et li dette certe commissione, con le
-qual se ritornava in Albania, per comover quelli populi, havendo però
-prima dato noticia a la Signoria nostra. La qual, _prima facie_, mostrò
-non curarsi; ma poi, considerando era suo homo, et havia el vescovado
-in loro terre, non se impazando Veneti in niuna cossa, _etiam_ era
-buono li subditi non se impazasse, non perchè non havesseno voluto el
-prosperar dil Re contra infedeli, ma perchè sapevano bene el ne havea
-poca voglia, et comovendo queste cosse, non seguendo poi nulla, el sig.
-Turco harebbe potuto haverlo _multum_ a mal. _Tamen_ poi fu lassato con
-admonitione _pro nunc_ non dovesse andar in quelle parte, et stete in
-questa terra.
-
-In questo tempo el Gran Maistro de Rodi, de natione franzese, armò una
-barza de 300 botte con 60 homeni suso, et tre caravelle con le insegne
-dil Re de Franza, et andò in corso in l'Arcipelago. Poi ditta barza si
-conzonse con l'armata dil predetto Re in Provenza, et cussì fece assà
-danno.
-
-In Spagna per lettere de dì 17 Fevrer zonte a dì 5 Marzo al so
-ambassador, se intese come el Re et Rayna con la corte era ancora a
-Madrit, et che havia ordinato grande exercito, el qual a dì 10 Marzo
-dovia esser in ordine, nè si sapeva dove el volesse mandar. Ben dette
-fama contra Mori a lui vicini a li confini de Granata. Et era pregato
-da li oratori dil re Alphonso dovesse romper al Re de Franza, essendo a
-hora el tempo, sì per acquistar regno, _quam_ per non esser in Franza
-chi quello difenda, per haver el Re el fior di le zente franzese con
-lui. _Etiam_ aiutava caxa di Aragona, _tamen_ non volse mai romper, per
-la bona paxe havia. Et come intesi, ne li capitoli, _inter cætera_,
-vi era uno che esso Re prometteva non se impazar in le action dil
-Reame di Napoli, le qual diceva el Re de Franza haver. Pur li soi
-ambassadori mosse certo dubbio a ditto Re de Franza, come ho scritto
-di sopra. L'armada soa veramente, zoè le 32 caravelle, capetanio
-el conte de Trivento, erano zonte in Cicilia con lettere drizate
-al Vicerè, nomeva don Ferando de Cugna, el qual avanti ditta armada
-zonzesse, a dì do Dezembrio in Catania era mancato di questa presente
-vita. Era di natione castigliano, et le sue robe fo portate a vender
-in questa terra: le qual vidi, et era bellissime. Or per esser morto
-ditto Vicerè, l'armada non fece altro ma ivi dimorò, et non era niuno
-volesse averzer ditte lettere dil Re et Rayna drizate a questo Vicerè,
-di quello haveva a far la ditta armata, ma subito scrivesseno in Spagna
-comandasse quello a loro Altezze pareva. El qual za, inteso la morte
-dil suo Vicerè, havea eletto uno altro chiamato mons. Joan de la Nuza
-aragonese, era vicerè di Catalogna, el qual venne in Cicilia con le
-galie di Barbaria per Vicerè, con gran triumpho ricevuto da Ciciliani,
-et stete a Messina. Quello di ditta armada seguite, et di le cosse di
-Spagna, intenderete più avanti.
-
-Ancora a dì 23 ditto, zoè Marzo, per lettere di 5 dil presente mexe de
-Spagna al ditto suo ambassador, per le qual intese la ferma opinione
-dil Re et Rayna di voler esser in liga con questa Signoria etc.,
-_etiam_ fu divulgato lo esercito predetto dovea andar a li confini
-de Franza, verso Perpignano, non però per romper guerra ma per star
-preparato, et che havia ordinato altra armata di barze et caravelle,
-le qual dovea venir in Cicilia, capetanio don Consalvo Fernandes de
-Agilar, castigliano, _etiam_ che el Duca di Alve, con una quantità
-de gianezari (?) venirebbe. Ma _unquam_ si mosse de Spagna; _tamen_
-la ditta armada seconda pur venne, et fo in aiuto da poi la liga di
-re Ferandino a metterlo in Napoli, benchè tanto stette indarno che fo
-disfornita.
-
-In Alemagna Maximiliano re de Romani faceva preparatione de far la
-dieta, et come li soi oratori erano in questa terra, dicevano havea
-ordinato a dì 2 April, che le sue zente dovesseno esser preparate
-perchè, o fatta o non ditta dieta, era disposto venir a Roma a
-coronarse. Et fece uno editto, che tutte le terre franche contribuivano
-in aiuto di Soa Majestà. Et morite in questo tempo uno Duca di Saxonia
-molto exercitato ne le arme, di la qual morte Maximiliano have gran
-dolore.
-
-A Roma el Pontifice con reverendissimi cardinali consultava quello
-dovesse fare. Era disposto non lassarsi trovar a Roma, ritornando el
-Re de Franza, perchè el cardinal S. Piero _in Vincula_ con ditto Re
-metteva grande odio con il Pontifice, et sarebbe stato contento di
-nova eletione o di far scisma. Fo divolgato che esso Pontifice have
-mandà bona parte dil suo in Ancona _secrete, tamen_ non fo la verità,
-ma ben fece certi provisionati, et dette soldo ad alcune zente d'arme,
-faceva fortificar el castello Santo Anzolo, sì de ripari _quam_ fece
-cavar li fossi a torno, et deliberò de far che el Tevere passa per
-Roma li andasse a torno in ditte fosse, le qual continuamente si cava,
-et cavando trovono musaichi, porfidi, serpentini et medaie, et altre
-cosse bellissime. Et a dì 14 Marzo cavalcò con la corte de Cardinali et
-oratori a torno ditto castello, poi andò zerca mezo mio fora de Roma a
-spasso per ricrearsi alquanto. Et essendo zonto a dì 7 Marzo Hieronimo
-Zorzi cavalier, ambassador decreto a Soa Beatitudine, _etiam_ vi era
-ancora Paulo Pisani, con li quali consultava de li rimedii opportuni
-contra questo Re de Franza. Ma in questo mezo, per interposizione di la
-Signoria nostra con el duca de Milano, el qual mandò molto celeramente
-Alvixe Becheto a Nepi, fo pacificato le cosse dil cardinal Ascanio
-vicecancellario con el Summo Pontifice, che, come scrissi, da poi
-partito el Re de Franza di Roma, più non era voluto andar a Roma ditto
-cardinal et seguiva l'odio havia al Papa; et hora, a compiacentia
-dil fratello, per molti respetti volse ritornar. Et cussì a dì 8
-Marzo intrò in Roma con grande honor, et andò poi a visitatione dil
-Pontifice, dicendo: _Recedant vetera, nova sint omnia_. Et spesso erano
-insieme a consultatione, perchè era necessario per le cose occorrente,
-_maxime_ per la liga si tramava a Venetia, la qual molto dal duca de
-Milano suo fratello era desiderata, per dubito havea di non perder el
-stado suo.
-
-Ancora zonse a Roma el Cardinal mons. Samallo, venuto di Fiorenza in
-questi zorni; _tamen_ el Pontifice scondeva di lui le pratiche di la
-liga si tramava. El qual Cardinal pur ne intese qualche parola, et
-poi andò a trovar el Re. Zonse a Napoli a dì 14 Marzo, come dirò di
-sotto. Et _etiam_ vi zonse a Roma quello ambassador di re Alphonso fo
-qui, nominato di sopra, chiamato Hieronimo Sperandio dottor, et, stato
-alquanto, _demum_ ritornò a Napoli. Oltra di questo vi entrò in Roma
-200 homeni d'arme con li cariazi di la compagnia dil sig. Virginio
-Orsini et Conte di Petigliano, i quali fuziteno quando lo exercito
-aragonese da loro medemi si messeno in foga.
-
-A Venetia adoncha si tramava la liga, la qual have principio _volente
-Deo,_ perchè niun orator primo disse voler far liga, et _tamen_ poi
-tutti fonno d'accordo de conligarse: et questo per il sapientissimo
-Governo di la Signoria nostra. Et in questo tempo, al principio de
-quaresima, cominciò le pratiche de ditta liga: et _veneti patres_
-erano molto occupati in dar risposta a li ambassadori andavano a la
-audientia, che era bellissimo veder ogni mattina andarvi, et tutti
-havea fatto capo in questa terra, come quella che non havea ambition
-de acquistar stado, ma ben per conservar _pacifice_ Italia. Quelli de
-Milan sollicitava ogni mattina, dicendo non esser tempo de aspettar,
-et lui solo era contento legarsi con questa Signoria, però che in
-Italia non reputava fusse altri stadi che Venetia et Milano, come
-era la verità, per essere do grande potentie; et _etiam_ esso Duca
-deva danari et prestanze a le soe zente, et quelle faceva metter in
-ordine, et sollicitaveno de haver risposta. Quelli dil Re de Romani
-non se curava di altri che di la Signoria, et _prima facie_ mostrò non
-voler Ludovico, per non esser iuridico Duca, et di lui non volevano
-aldir parola, nè nominar Ludovico, ma ben el Stado de Milano. Quanto
-queste parole indicava, lectori vi lasso considerar. Quello de Spagna
-_etiam_ non se curava de esser ligato con altri che con la Signoria,
-nè el suo Re li havia dato comissione de ligarsi con altri, nè poteva
-haver saputo[125] come questi oratori volevano far liga. El Pontifice
-non se lassava intender: hora era contento, hora dimostrava non farne
-caso, et era in amicitia col Cardinal di Napoli di casa Caraffa, el
-qual havia ribellato ad Aragonesi, et teniva da questo Re de Franza:
-questo perchè a Caraffeschi non havia tolto, _imo_ conferito ogni sua
-intrata, et cussì a ditto Cardinal lassato li beneficii havia in Reame.
-Et cussì Venitiani erano in _magnum quid_ in convegnir adatar tutti
-questi oratori varii, i quali però tutti volevano liga, nè si poteva
-acordar il modo: unde _sæpius_ si faceva consegli, et _inter patres_
-disputatione. Quello seguite poi, lezendo intenderete di sotto il
-tutto. Ma a le cose di Napoli et successo dil Re de Franza ritorniamo.
-
-
-_Come el Re de Franza habuto Castelnovo comenzò a bombardar Castel dil
-Uovo et quello fece a Napoli._
-
-A dì 7 Marzo havendo el Re de Franza habuto Castelnovo, et _etiam_
-in questi zorni la fortezza de Pizofalcon situada sopra uno monte
-fuora di Napoli, la qual senza contrasto si rese, et a dì 9 comenzò
-a far bombardar Castel dil Uovo, edificato in mar, _tamen_ ha uno
-brazo assà stretto per el qual si vien a la terra, et volendo li
-custodi difendersi era inexpugnabile. Et el Re _ex opposito_ fece
-piantar le bombarde, ma quelli di ditto castello, subito che 'l Re
-have Castelnovo, murono la porta. Et a dì 10 el Re andò a disnar a
-Pizofalcon, ch'è quella roca nominata di sopra, situada su quel alto
-monte, per mezo Castel dil Uovo, et qui stete tutto el zorno a veder
-bombardar el ditto castello, et fo buttato assà muraglie a terra.
-Mandò mons. di Lasparra vicerè in Puia, et mons. de Obegnì vicerè in
-Calavria. Ancora fece uno editto, che tutti li calafai et marangoni dil
-Reame venisse a Napoli, perchè voleva far tajar arbori, et _reliqua_
-preparar, per far una grossissima armada. Et a Zenoa se preparava per
-Soa Majestà galie X, et li ambassadori veneti fonno a parlamento con
-Soa Majestà, notificandoli come la Signoria li advisava le nuove dil
-Turco, et come faceva grande armata. Et lui rispose: provederemo a
-tutto. Et _conclusive_ non faceva quella compagnia a ditti oratori,
-qual da prima solea far, et raro li dava audientia.
-
-A dì 12 ditto zonse a Napoli don Ferante fiol dil Duca di Ferrara, et
-Piero di Medici, i quali erano stati fin hora a Roma.
-
-El Re, habuto che ebbe Castelnovo, et li custodi con lor robe ussiti,
-altri restati con esso Re, altri andati dove a loro parse, comandò
-fusse riconzato dove le bombarde havia fatto danno, et _maxime_ el
-ponte el qual era roto. Et conzato che fu, se partì de Castel de
-Capuana, et venne alozar in ditto castello, dove soleva habitar li Re
-aragonesi.
-
-_Et accidit_ che a dì 6 ditto venne a presso Napoli don Fedrigo con
-do galie et una galiota, et mandò a dimandar al Re salvo conduto, et
-uno de soi primi baroni per ostaso, che 'l volea venir a parlar a Soa
-Majestà. Et el Re li fece salvo conduto, et mandò sopra el schifo suo
-cosino mons. de Lignì per ostaso in galia. Et don Fedrigo venne da Soa
-Majestà; el qual era sopra le bombarde a sopraveder. Et dismontato del
-schifo, li venne contra alcuni baroni soi amici et parenti franzesi,
-per caxon di la prima moglie soa che fo franzese; et quello ricevuto
-con gran benivolentia, parlando a la franzese, montono a cavallo et
-veneno a trovar el Re. Et come fo a la soa presentia, dismontò, et li
-volse basar li piedi; et el Re non volse, _imo_ li fece gran careze;
-pur tanto fè don Fedrigo che li basò la man. Et poi, fatto le debite
-acoglienze, et usato le parole acomodate, montono a cavallo, però
-che esso Re andava a cavallo per Napoli molto familiarmente, hora
-con 100 cavalli et hora con X, sì come si atrova, non servando alcun
-decoro; et andono a torno la terra. Un poco poi esso don Fedrigo si
-tirò con el Re sotto un certo arboro da canto de li altri, et loro
-do soli steteno a parlar per spatio de zerca hore 3, et non vi era
-a presso niuno. _Demum_ el Re chiamò tre soi baroni et consegieri di
-primi, et pur ancora parlono; et non potendo concluder alcuna cosa,
-don Fedrigo ritornò in galia, poi in Castel dil Uovo, et mons. Lignì
-venne in terra. Poi andò alcuni franzesi, zoè quelli soi parenti et
-amici, a parlarli in castello, i quali tratavano di acordarlo con
-el Re; _tamen_ non potendo ottenir nulla, montono in galia. Et (_don
-Federico_) ritornò a Yschia, dove era el re Ferandino con 14 galie.
-Quello feceno scriverò di sotto. Essendo stato però Ferandino al castel
-di Gaeta a sopraveder, el qual ancora se teneva et continuamente era
-bombardato. Ma è da saper che don Fedrigo dimandò do cosse al Re de
-Franza. La prima che el re Ferendo suo nepote era contento di venir
-a inchinarsi a Soa Majestà, _dummodo_ non perdesse el nome de Re, et
-che li daria tutto el Reame, zoè l'Apruzo, Puia et Calavria, et lui
-restasse con Napoli solamente, a ciò che 'l nome de Re, come ho ditto,
-non se perdesse; prometendo di darli tributo, et che quello regno fusse
-suo come quello de Franza, et che tutte le fortezze restasse in le
-sue man per sua securtà. Et non voglio restar de scriver questo, che,
-intrato che fo el Re de Franza in Napoli, comenzò titolo nuovo, zoè:
-_Carolus Franciæ Siciliæ atque Jerusalem rex_, sì come era el titolo de
-re Alphonso. La seconda richiesta fo che a lui, don Fedrigo, dovesse
-lassar el Principato di Alte mura, però ch'è di la dotta sua, et el
-contà de Matalon che fo de soa madre; et che lui vegneria sotto Soa
-Majestà. A la qual richiesta el Re rispose: prima che Ferandino non se
-pensasse de haver niun stado in Reame, come sempre lui ha ditto, ma ben
-in Franza li prometeva stado condecente; secondo che a esso don Fedrigo
-non li voleva dar a lui ditti contadi, ma ben investiria le donne di
-quelli, et li faria privilegii che lui scodesse le intrade; _tamen_ che
-'l voleva che lui venisse ad habitar in Franza, dove oltra di questo
-che li dava di qua, _etiam_ in Franza li prometteva di dar el dopio
-di stado, ma che per niente non voleva aragonese niun in Reame, _imo_
-che quel nome fusse estinto. _Unde, re infecta_, don Fedrigo ritornò a
-Yschia, come ho ditto. Et ancora prometteva el Re de dar a don Ferando
-re una sua neza, fiola dil duca di Borbon suo cugnado, con ducati 60
-milia de intrada.
-
-Et non restava continuamente Franzesi de bombardar Castel dil Uovo.
-Quelli di Otranto et Galipoli aspettavano l'araldo dil Re per rendersi.
-A Rezo (_Reggio_) città in la Calavria, tumultuando tra loro, essendo
-l'armada de Spagna poco lontana, et _etiam_ quella terra vicina alla
-Sicilia ch'era de ditto Re de Spagna, levono le bandiere sue; ma poi
-a dì 10 Franzesi l'have. Et el Re, cussì come le terre et castelli
-si rendeva, fatti li capitoli con loro, quelli erano de baroni
-retrovandese vivi, zoè de quelli che al tempo di la rayna Zuanna
-possedeva, li conferiva et concedeva facendo soi privilegii; et non
-(_trovando_) de quelli, donava a soi baroni franzesi. Et si tenne per
-lui _solum_ 12 terre et Napoli; el resto, zoè l'intrate, conferiva et
-dava a Franzesi come ho ditto, i quali cercava de venderli, et grande
-intrata dava per picola quantità denari; et, come vidi una lettera
-de 17 Marzo, Franzesi dava ducati 100 d'intrada a l'anno per ducati
-200, et li faceva li soi instrumenti, ma non trovavano da vender, et
-cussì fonno in richiedi, et in Napoli pompizavano d'oro et di seta
-che era una magnificentia a veder. Et Zuan Jacomo di Traulzi _palam_
-dimostrò de esser acordà con el Re, et habuto danari cominciò a soldar
-zente italiane. Et come per lettere de Ferara se intese dal Vicedomino
-nostro, che era una fama che ditto Traulzi doveva venir in Romagna
-con 50 squadre, _tamen_ mai se partì dal Re, et con lui ritornò in
-Franza. Napolitani erano pur malcontenti, perchè ogni zorno havevano
-cosse et affanni novi: et per Napoli se andava armati, et el Re voleva,
-oltra el dacio di le piegore, _etiam_ una certa angaria, la qual per
-don Alphonso era sta avanti el tempo scossa, et però Napolitani non
-sapeva che farsi, et si doleva di la loro fortuna, volendo volentiera,
-potendo, ritornar sotto caxa di Aragona et non sotto Franza. El
-sussidio caritativo de uno ducato per fuogo el Re mandò a dimandar in
-l'Apruzo, Puia et Calavria, el qual, _ut mos est_, saria assà danari,
-da ducati 100 milia in suso. Secondo la consuetudine de Franzesi de
-voler sopra tutto star a piacere con donne, et el suo clima a Venere è
-molto dato, cussì questo Re seguiva assà li so piaceri, sì per esser
-in una età atta a questo, _quam_ perchè soa natura cussì richiedeva.
-Et varie sorte de donne qui in Italia provò, le qual li era portate
-per li soi Franzesi. Et intrato che 'l fo qui in Napoli accadete che
-se inamorò in una madona Lionora da Marzano, fia della duchessa di
-Malfi, orfana, la qual el re Alphonso havea dato a suo padre el contà
-de Celano; ma ditto conte venuto col Re de Franza, esso Re li dette el
-suo contado. _Unde_ questa donna vedendo essere expulsa, la madre la
-menò in castello dal Re, vestita d'oro, sopra una careta ben in ordine;
-et pregò Soa Majestà non li volesse tuorli el suo stado, dimostrando
-lo possedeva con ogni ragione. _Unde_ el Re, vedendola sì bella, fo
-contento di lassarli ditto contado, et privò el conte di quello, et
-fece privilegii a questa donna. Et era tanto el ben che li voleva,
-che ogni zorno voleva ditta madona Lionora venisse in Castello, et per
-Napoli era chiamata soa favorita. Et è da saper che soa madre è sorella
-di la moglie di Marc Loredan fo di Antonio cavalier et procurator,
-la qual prima fo maridada nel duca Vlacho (?). Ma poi el Re li venne
-fantasia di mandar per la sua altra, la qual la tolse a Guastalla in
-Parmesana venendo in Italia, et era come intesi dil parentè di quei di
-Gonzaga; la qual la lassò in custodia a Lucca. Et cussì questa zonse
-lì a Napoli la settimana santa, et d'indi ditta madona Lionora non
-frequentava il venir cussì spesso in Castello, pur veniva a le fiate,
-_et hæc satis._
-
-El Re non havea piacer di niuna virtù, nè canti, nè soni, nè buffoni;
-ma pur, venuto in Napoli, trovò do buffoni che fu di re Alphonso, i
-qual pur andavano qualche volta a darli piacer. Era ancora uno mato,
-chiamato fra Zuane, el qual essendo in Castelnovo, et dimandando
-Franzesi: chi viva? lui non potè star che non dicesse: Re Ferando di
-Aragona! Et Franzesi, non haveno rispetto a la soa pazia, ma lo butò
-zoso di le mure, et morite; che tutto Napoli ne have dolor, perchè era
-piacevol stolto.
-
-A dì 13 Marzo vedendo el Re che quelli di Castel dil Uovo se teniva, et
-le bombarde, le qual erano piantate a Pizofalcon sopra el monte, havea
-bombardato tre zorni et butato zo un pezzo de moro, et con quella nave
-dil Cardinal di Zenoa et altri navilii voleva farli dar la battaja;
-_unde_ li mandò a dir che non si rendendo per tutto quel zorno, el
-Re non li voleva più a pati. Et li custodi pavidi levono le insegne,
-zoè uno segno di volersi aboccar: et dato la fede per el Re, venisse
-liberamente a parlarli, venne fuora di ditto castello do, li quali
-fonno a parlamento con el Re, et concluseno di rendersi salvo l'haver,
-et le persone, et quello che a loro era sta donato per re Alphonso et
-re Ferdinando, volendo però termine zorni 8; et che si in 8 zorni el
-suo re non li manderia soccorso, ex nunc leveriano le bandiere di Soa
-Majestà, et che dentro mandasse el Re chi a lui piaceva. Et el Re vi
-mandò tre: el Principe di Salerno, mons. di Biamonte et uno altro suo
-barone. Aduncha essendo sta bombardato _solum_ tre zorni, et 6 da poi
-renduto Castelnovo, che era inexpugnabile, si rese. _Et est mirum_ che
-Aragonesi non habbino habuto niuno che li sia sta fidelissimo, et ogni
-cosa senza battaglia se habbi renduto a questo Re de Franza.
-
-A dì 14 ditto venne mons. di Samallo cardinal, era stato a Fiorenza
-et Roma, et advisò el Re havia inteso de una certa liga si faceva a
-Venetia. Et andati li do oratori veneti a soa visitatione, però che
-Paulo Trivixano a dì 15 have licentia de ritornar a Venetia, la qual
-ge fu data per avanti, che _quam primum_ li castelli el Re havesse
-ottenuti, dovesse quando a lui piaceva partirsi de lì. Or a dì 15 come
-ho ditto, ditti ambassadori andono a visitar questo Cardinal, el qual
-li disseno: _Domini oratores_, io son sta a Roma, et ho inteso de una
-certa liga si vuol concluder a Venetia contro el Roy nostro, usando
-assà strane parole; dicendo: io ho ditto al Pontifice che non fazi
-tal cossa, nè vogli aldirne parola, perchè el Roy è potentissimo, et
-havia Dio con lui et la justicia. Et che l'intendeva di Maximiano Re
-de Romani, _tamen_ che el suo Re con una lettera li faria far quello
-lui volesse. Dil Re di Spagna, che havevano paxe bona, et datoli do
-contadi, zoè di Rossiglion et Cerdania, et che mai non credeva volesse
-romperli la fede. Che la Signoria nostra non havea causa di farlo,
-per la lianza promessa. Et che el sig. Ludovico si l'andasse troppo
-zercando tal cosse, lui saria il primo batuto, _maxime_ sapiando
-el Duca di Orliens esser in Aste a lui propinquo. _Unde_ li nostri
-oratori sapientissimamente risposeno, che non sapevano nulla di tal
-cosse, jurandoli sacramento. Et questo fo essendo a tavola, però che
-li volseno dar un pasto. Et Samallo disse: mons. di Arzenton _etiam_ ha
-scritto al Roy, ch'è una fama in Rialto di questa liga. Et subito ditti
-oratori scrisseno a la Signoria. _Tamen_ el Re havia una gran paura, et
-sollicitava molto el suo partir, facendo più denari il poteva: et tutto
-dimostrava voler ritornar.
-
-A dì 16 partì de Napoli dal Re per ritornar in Franza mons. Marescalco
-di Bertagna con cavalli 2000, et uno altro baron; et _quam primum_
-poteno ritornono ne' loro paesi.
-
-In questo zorno medemo el prefetto de Roma signor de Senegaia venne
-a Napoli, et alozato in caxa dil Principe di Salerno si amalò di una
-malattia che fo molto longa, et de lì alquanti zorni andò a Senegaia
-pur amalato, et più volte fo ditto esser morto. Questo è cugnato del
-Duca de Urbin.
-
-In questo tempo el Re de Franza mandò uno suo ambassador al Pontifice,
-chiamato mons. Frances de Nusemburg sig. de Gran Mason, a dimandar la
-investison et coronation dil Reame di Napoli. El qual zonse a Roma
-a dì 28 Marzo. Ancora per avanti havia scritto al Cardinal de San
-Dyonisio, che dovesse advisar el Papa come el suo Roy voleva esser
-per la Settimana Santa in Roma, et ivi far le feste di Pasqua. Per la
-qual cosa el Pontifice stava molto sospeso, nè sapeva che risponder
-dovesse. Et per lettere de 18 Marzo de Napoli se intese come el Re per
-el continuo star sopra le bombarde, per inanimar quelli trazevano, a
-ciò vedendo el Re facesseno miglior colpi, li venne certe rossure su
-la persona. Zoè andato a Pozo real, ussito di Napoli per recreatione,
-tornato che 'l fu si butò al letto, et stette tre zorni in letto, con
-mal dubitavano di fersa, havendo habuto in Aste le varuole. Et che
-nostri ambassadori non erano carezati come da prima; et do volte fonno
-in castello per aver audientia dal Re, et, aspettato assai, poi fonno
-licentiati, dicendo el Re non li poteva parlar: sì che dimandavano
-licentia, digando steva ivi con puoco honor di la Signoria. La qual
-cosa per Venetiani non fo data, a ciò, mentre stesseno, se intendeva
-li soi progressi, et_ etiam_ non era tempo. Era lì a Napoli con el Re
-4 cardinali: San Piero _in Vincula_, el Cardinal de Zenoa, Curzense et
-Samallo.
-
-Ferandino veramente in questo mezo con don Fedrigo, Marchexe di Pescara
-et altri se ritrovava a Yschia con 14 galie, et ivi fortificava quella
-fortezza. Et è da saper che zonto che fu esso re Ferandino a Yschia,
-però che andava in su et in zoso avanti fosse resi li castelli,
-volendo intrar nel castello de Yschia, el castellano era di Aversa
-par recusasse, ma pur a persuasione di la Rayna et altre donne, che
-tanto lo pregò, fo contento di lassarlo intrar. Et intrato, inteso el
-mal voler dil castellano, fo ditto lui medemo li dette di uno pugnal
-nel petto, et lo amazò, et cussì a uno suo fiul. Altri disse quelli fè
-retenir, _sed quomodocumque res se habeat_ mutò el castello et montò in
-galia, volendo menar la Rayna a Mazara in Sicilia, et andar a trovar
-suo padre, el qual era ivi con alcuni frati. _Etiam_ fo divolgato
-don Fedrigo voleva andar dal Turco a dimandar soccorso, et _tamen_
-non andò. Ma Ferandino, havendo menato con lui el fiul dil Principe
-di Rossano era in preson in Castelnovo, quello in galia maredò in la
-sorella dil Marchexe di Pescara, bellissima donna, fo contessa di la
-Cera, la qual era andata con la Rayna fuzendo da Franzesi. Et el fiul
-dil Principe di Salerno lo mandò a donar al padre; et ancora mandò uno
-suo ambassador al Duca de Milano, el qual mostrava volerlo aiutar,
-et era gramo dil favore havea dato al Re de Franza, nomeva Scipio
-di Filomarino cavalier napolitano, el qual a la fin de Marzo venne a
-Venetia et alozò in caxa di l'altro suo oratore, et poi andò a Milan et
-si ritrovò al publicar di la liga.
-
-A Napoli vene el sig. Virginio Orsini et el conte di Petigliano con
-segurtà di Prospero Colonna et altri, di ducati 100 milia. _Tamen_
-haveano pur custodia. Et volevano dimostrar al Re non esser presoni,
-ma presi sotto la fede data a loro di bocca di Soa Majestà, _licet_
-non fusse in scrittura; et a la fin fo data la sententia per loro, come
-dirò più avanti._ Tamen_ el Re mai li volse dar licentia, a ciò non li
-facesseno guerra, essendo accordati per capitani con qualche Stado,
-_maxime_ divulgandosi ditta liga si faceva; la qual molto Franzesi
-_intrinsice_ temeva, dubitando non esser serati di mezo, et non potesse
-ritornar in Franza.
-
-El Cardinal Curzense venuto di Roma, come ho ditto, a Napoli per esser
-franzese,_ licet_ a requisitione di Maximiliano fusse creato, exortava
-el Re de Franza a dover far expeditione contra Turchi, et molto a
-questo se faticò, et _etiam_ scrisse alcune lettere a la Signoria, le
-qual fo lette in Pregadi et conteneva che Venetiani dovesse scriver a
-li soi oratori erano in Napoli, che con lui dovesse pregar la Majestà
-dil Re a tal impresa de infedeli, perchè dal canto suo faceva ogni
-cossa. Questo faceva per essere povero cardinal, et havea poca intrada,
-nè dil cappello il Pontifice li voleva dar li ducati 1000 a l'anno si
-consueta a dar da la Camera Apostolica a tutti Cardinali: et questo
-perchè non feva residentia in Roma. _Unde_ facendo requisitione contra
-infedeli si harebbe fatto qualche cruciata, _ergo_ etc.; la qual cossa
-non fo voluta far da nostri per la bona paxe si havia col signor Turco.
-
-A Gaeta tenendose la roca o vero castello pur per Aragonesi,
-continuamente Franzesi la bombardava; ma quelli custodi poco se curava,
-perchè non li faceva molto danno, et haviano dentro assà vittuarie, et
-con sue artigliarie rispondevano a quelli di la terra. Et Franzesi,
-i quali non usano bombarde come le nostre italiane, ma sono a modo
-passavolanti, che buttano ballotte grossissime di metallo et ferro,
-et questo vien che sbusano li muri dove trazeno, et assà da longi,
-come faceva a Napoli a Castel dil Uovo, che quasi do mia lontano lo
-bombardava.
-
-Ma qui a Gaeta vedendo Franzesi non poter far nulla per la via
-bombardava, mutò le bombarde, et quelle messe in una chiesia di San
-Francesco, et buttò parte di le mura di ditta chiesia a terra, per
-poter meglio trazer e far repari. La qual cossa fo causa de far che
-li custodi atendesseno a dover prender partito de renderse, maxime non
-aspettando alcun soccorso di re Ferando, et intendendo li castelli de
-Napoli erano resi e tutto el Regno quasi venuto sotto Franzesi. Et
-volendoli dar la battaglia, li custodi deliberorono de renderse, et
-Franzesi non li volseno far altri patti, se non che li voleva sparagnar
-la vita, altramente, aspettando la battaglia, tutti sarebbe impicati.
-Et non potendo far altramente fonno contenti. Et a dì X Marzo li
-aperseno le porte, et Franzesi intrò in la roca, et li custodi senza
-vestimenti, come fo detto, fonno mandati fuora, havendo de gratia de
-haver habuto la vita. Et cussì haveno ditta fortezza.
-
-Ancora, come per lettere di 23 da Napoli, se intese come ivi erano
-oratori di Otranto et Galipoli per fermar li capitoli col Re de Franza
-et volerse render. Et firmati, el vicerè di Puia mons. di Lasparra ivi
-andò, et habutoli, andò a Misagne vicino a Brandizo; ma lì era Camillo
-Pandon, vicerè per el re Ferandino, el qual stava in Misagne, et fo
-causa Brandizo mai volse rebellar ad Aragona. Taranto, dove prima era
-Cesare de Aragona, fo fiol natural di re Ferando vechio, a dì 29 Marzo
-mandato fuora li cittadini, questi erano per casa di Aragona, si deteno
-a Franza, et cussì molti altri luogi, sì in Puia _quam_ in Calavria,
-e tutti di volontà. Quelli si volseno tenir, li quali saranno nominati
-di sotto, si teneno, et non fonno combattuti; sì che, si ancora queste
-altre terre havesse voluto far el suo dover, questo Re de Franza non
-prosperava tanto.
-
-Et vedendo el Re che Yschia, benchè fusse ysola, era molto vicina a
-Napoli, et era receto di re Ferandino, deliberò de far conzar certa
-armata lì in Napoli per mandar a tuor ditta fortezza. Ma Ferandino
-ancora era lì con le XIIII galie et la Rayna, _tamen_ aspettavano
-tempo per passar in Sicilia, et in compagnia con la Rayna se ritrovava
-l'Arciepiscopo di Taragona, per nome di suo fratello Re di Spagna, come
-scrissi di sopra. Et _etiam_ in questi zorni vi zonse uno altro oratore
-di esso Re de Spagna, chiamato Maistro Rational, el qual fo quello
-venne a Venetia, et andò per mar, dismontato fo preso da Franzesi et
-spogliato, poi, presentata al Re la commissione andava alla Rayna, li
-dette salvo conduto, et lo lassò andar a Yschia. _Et accidit_ che el Re
-de Franza fece tramar acordo con el castellano de Yschia, promettendo
-8000 scudi se li dava la fortezza: ma, inteso questo, Ferandino vi
-messe custodia più fidata, et ditto castellano, come fo divulgato,
-fece annegar, altri disseno lo retenne. Et quello seguite di lui non se
-intese.
-
-La rayna Anna de Franza moglie di Carlo re, el qual in Italia a questi
-tempi se fa nominare, et suo cognato duca di Borbon, inteso el felice
-successo nel Reame, scrisse una lettera al Re, alegrandosi molto,
-notificando per tutta la Franza esser sta fatto bellissime feste et
-dimostratione di allegrezza; _tamen_ lo confortavano a repatriar,
-notificandoli non li poteva mandar danari, perchè li populi non
-volevano pagar angarie, et queste tal lettere fo bona causa di la
-pressa che faceva esso Re de partirse de Napoli: _tamen_ prima voleva
-aspettar a dì 25 April, che era el tempo de scuoder le doane di le
-piegore, che era ducati 60 milia, nè più se parlava de andar contra
-Turchi, come nel principio de questa impresa havia sempre ditto; et
-de ritornar tra loro parlavano. Et tutti zercava far danari, al meglio
-potevano; et Roma, Fiorenza e Milano non mancava di far qualche danno,
-pur parlavano di questa lega._ Unde_ el Re si pensò de voler disturbar
-ste pratiche, et fece uno orator in questa terra, et uno a Milano, et
-voleva dar partido, et qual stado con lui più presto si aderiva l'altro
-restasse con lui inimicitia: et quello veniva a Venetia era mons. de
-Miolano, et a Milano mons. de la Tremoila, baroni soi di primi et dil
-suo conseio secreto, i qual tanto indusiono a vegnir, che seguite la
-liga, et non li volse più mandar, perchè non poteva haver effetto le
-imbassate soe.
-
-Ancora a Roma remandò ambassador Filippo mons., come di lui più
-diffusamente sarà scritto. Et tra quelli lo consigliava era varie
-opinione: altri diceva el meglio saria venir a Zenoa, et ivi per mar
-andar in Provenza; altri volevano ritornasse per la via medema che era
-venuto, et cussì fece, et stavano su queste pratiche et consultatione.
-Piero de Medici continuamente pregava Soa Majestà lo riponesse nel
-Stado, o vero venisse a dominar Fiorenza. El cardinal San Piero _in
-Vincula_ voleva venisse a Roma a dismetter el Papa e farne un altro.
-El cardinal de Zenoa et domino Obieto, ai quali perdonò ogni offesa,
-volevano venisse a Zenoa. Zuan Jacomo di Traulzi a dani de Milano. El
-cardinal Curzense, come ho ditto, contra a' Turchi. Sì che _inter eos
-variæ opiniones dicebantur_. Napolitani pur erano mal contenti per le
-insolentie, però che stava ne le soe caxe, manzava et beveva, toleva et
-usava la roba loro come soa propria, et più che vergognava le donne,
-et tal, non volendo consentir, le amazavano; et alcune maridate, da
-poi consentitoli, per tuorli li anelli havevano in dito, li tagliava
-li diti, come da persone che ivi in questo tempo se ritrovava intesi:
-cosse intollerabele. Et non potendo quelli meschini più soportar,
-andono a dolersi al Re, el qual mostrò molto li dispiacesse tal
-violentie; ma pur a tanto exercito non havendo da darli dinari nè le
-sue page, mal poteva remediar: pur trovato alcuni giotoni, ne fece
-impiccar 6; la qual cossa fo assà de timor; benchè tal provision fusse
-tarde, et za Napolitani erano disperati, et contra Franzesi harebbono
-fatto ogni mal che havesse poduto.
-
-Fo aviato in questi zorni 4000 cavalli de Franzesi verso Roma; ma poi,
-successo la liga, li fece ritornar a Napoli. Et questo basti a le cosse
-de Napoli.
-
-Napolitani non potendo suportar le inzurie li fevano Franzesi, feceno
-alcuni una conjuration de amazar el Re de Franza, quando l'andava alla
-Nonciata: ma tal cossa fo discoverta et notificata al Re; et fo preso
-doy di conjurati, et _deinde_ el Re se riguardava de andar come prima.
-La qual cossa se intese a Venetia per lettere di oratori nostri de dì
-29 Marzo, et zonte a dì 3 April; et come uno frate discoverse tal cosa,
-et che el Re havia passato uno grande pericolo, perchè erano disposti
-di amazarlo.
-
-
-_Cose seguite a Venetia et a Milano et Fiorenza fino al concluder di la
-liga et in questo mexe de Marzo 1495._
-
-Intendendo Venitiani per molte vie di l'armada grossissima faceva el
-Turco, et grande exercito, deliberorono di far provisione sì da mar
-come da terra, et elexe 28 Fevrer capetanio di le nave armade Thoma
-Duodo, era stato capetanio di le galie di Barbaria, et in mar assà
-exercitato patricio; et di brieve, come dirò, lo mandò in armada
-sopra una nave di comun, di botte.... Et _etiam_ preseno di armar do
-altre nave grande di comun, patroni di le qual elexeno nel Consejo
-de Pregadi Alban D'Armer et Daniel Pasqualigo, el qual altre volte
-era stato patrone. Et a dì 2 Marzo nel Mazor Consejo, per scrutinio
-del Consejo de Pregadi, fo eletto Proveditor in armada a presso el
-capetanio zeneral Bortholomio Zorzi, che _alias_ fo provveditore a
-Gallipoli a tempo di la guerra di Ferrara, et fratello di Hieronimo
-cavalier, era ambassador a Roma; el qual _libentissime_ accettò. Et el
-zorno fo publicato la liga messe banco, come dirò di sotto, et andò
-poi in armada benissimo in ordine. Oltra di questo a dì 7 April in
-Pregadi elexeno XV sopracomiti, benchè ancora altri ne fusse eletti che
-ancor non havia armato, et 9 patricii fuora in armada. Questo perchè
-Venetiani al tutto volevano aver grossa armada, ussendo el Turco, di
-galie 40 et nave.... senza le altre vele et galie de viazi, che a li
-bisogni se mandano in armada: _tamen_ non fo bisogno; pur haveno grossa
-armada de galie 36, come al loco suo il tutto sarà scritto. Et in
-l'Arsenal continuamente se fabricava galie. Li arsilii andono per li
-stratioti in questo tempo zonseno in la Morea, et comenzono a cargar,
-benchè do de ditti arsilii in questo mexe de Marzo per fortuna sora
-el porto se averse, et convenne ritornar in l'Arsenal a riconzarsi.
-Ancora fo dato prestanze et sovention a le zente d'arme, a ciò al
-bisogno fusseno in ordene. Et ordinato de far la mostra in uno zorno in
-le terre dove erano alozate; la qual fo fatta dil mexe di Marzo, come
-intenderete lezendo. Le qual cosse judicavano Venetiani volevano far
-fatti, come feceno.
-
-In questi zorni morite do condutieri strenui di la Signoria preditta,
-assà veterani ne l'arte militar; a Roman in Bergamasca Zuan Antonio
-Sharioto, havia cavalli 300; et poco da poi, a Ruigo, Alexandro dil
-Turco, _etiam_ havia cavalli 300: homeni ambedoi armadi da la Republica
-nostra; et la loro conduta fo poi partita tra li altri conduttieri.
-
-Ancora nel Consejo di Pregadi condusseno, per via de li ambassadori
-era a Napoli, Zuan Paulo di Manfron, vicentino, el qual era stato al
-soldo dil re Alphonso, et li detteno cavalli 200. Et cussì partito
-de lì venne in queste parte, ma fo molto tardivo. _Etiam_ li detteno
-25 balestrieri a cavallo. Et benchè le decime dil Monte Nuovo fusse
-pagate molto volentieri, non voglio restar de scriver questo: che mons.
-di Arzenton de Franza volse andar insieme con Alvise Marcello, era
-alle Raxon Vecchie, a la Camera de li Imprestidi per veder el modo se
-pagava et scodeva. Et visto in quel zorno gran moltitudine de brigata
-che portava danari, _adeo_ el cassier non poteva suplir de scuoder,_
-unde_ ste molto admirato, che in li altri luogi si stenta assà avanti
-che si possi haver pur una minima quantità, et qui scodevano tanti
-danari portati da cittadini nostri _voluntarie._ Or perchè pur ne
-restava debitori, nel Consejo di Pregadi elexeno tre Savii a le Cazude,
-executori di le quattro decime imposte _quam_ di quelle se metteva per
-giornata: li qual avesseno a raxon de ducati X per cento di pena di
-quello scoderanno; uno de li qual attender dovesse a debitori dil Monte
-Vecchio, l'altro dil Monte Nuovo, et il terzo a le decime del Clero: et
-fonno eletti Mathio Donado, Hieronimo Orio, et Alvixe Loredan, i quali
-tutti erano dil Consejo di Pregadi, _licet_, non vi essendo, per ditto
-officio vi poteva intrar. _Etiam_ questi havea do exatori, Bertuci
-Loredan et Lorenzo Manolesso, fatti _alias_ per Collegio, _licet de his
-hactenus_.
-
-Continuamente erano Venetiani su pratiche de concluder la liga,
-exortati da diversi oratori, _maxime_ da quelli de Milan, benchè
-qualche controversia fusse di adatar con li oratori dil Re di
-Romani, perchè non havea commissione di far liga insieme con el duca
-Ludovico, _rationibus superius allegatis_; et per questo se stava
-tanto a concluder. _Etiam_ perchè se aspettava lettere di Spagna et di
-Maximiliano. Et tal pratiche al principio erano condutte nel Consejo
-di X con la Zonta; el qual spesso se reduseva; _tamen_ pur _etiam_
-conferiva nel Consejo di Pregadi. Et a ciò si concludesse presto,
-per Collegio, con autorità habuta dal ditto Consejo di Pregadi, fonno
-eletti et dato tal cargo a tre patricii, che fusseno auditori de li
-ambassadori, _maxime_ Re di Romani et Spagna, però che Milan quello
-voleva la Signoria era contento; et questi dovesse referir et in
-Collegio et in Pregadi la loro volontà et opinione. I qual fonno Marco
-Bolani consegier, Lunardo Loredan procurator savio dil Consejo, et
-Andrea Barbarigo, fo del Serenissimo Prencipe, savio di Terra ferma.
-Et questi molto si affaticò in andar a caxa de ditti oratori; _tamen_
-la messeno al fine. Et el Pontifice non se lassava molto intender.
-_Unde_ Hieronimo Zorzi kav.r ambassador a Soa Santità era _sæpius_
-in consultatione; et pur esso Pontifice, oltra el legato suo era in
-questa terra, mandò uno altro ambassador, el qual venne incognito,
-_licet_ poi, conclusa la liga, _palam_ si dimostrò et come orator
-dil Pontifice fu honorato, zoè Alvixe Becheto milanese, el qual era
-colateral di le zente di la Chiesia. Et ancora Venetiani mandò per lo
-episcopo di Calahorra legato, el qual era andato a Padoa a mudar aiere,
-a ciò venisse a Venetia che si volevano expedir. Et a dì 24 Marzo, fo
-la vigilia di la Nonciata, fo Pregadi; et in questo medemo zorno ditto
-legato venne da Padoa, et con le barche di viazo medeme venne alla riva
-dil Principe, et essendo suso el Pregadi andò in camera dil Principe,
-el qual non se sentiva bene nè ussiva dil suo palazzo. Et lui mandò
-per li Conseglieri et Cai dil Consejo di X, et ivi conferiteno con
-ditto Alvixe Becheto. Fo divolgato li fo ditto che al tutto volevano
-concluder, et che se el Pontifice voleva esser, _bene quidem, siue
-autem_ faria senza di lui. Et cussì a dì 24, a dì 26, a dì 27, a dì
-28, che fo 4 continui zorni, fo Pregadi, et comenzavano a voler metter
-fine, perchè li oratori de Maximiliano _etiam_ sollicitavano, et el
-duca de Milano havea mandato una commissione in man dil Prencipe
-nostro in publica forma, che, benchè fusse tre soi ambassadori in
-questa terra, _tamen_ la Signoria dovesse concluder la liga, et far dil
-Stado suo quello a nostri pareva; che fo cossa assà degna de memoria,
-et de qui ponerla; ma per essere secretissima non ho potuto haverla.
-Di Pregadi se cazavano li papalisti ogni zorno. Et a ciò se intenda,
-papalisti sono li patricii che hanno pare, fio, frar, et fio de frar
-dediti a la Chiesia, zoè hanno benefitii et intrade; et questi, essendo
-de Pregadi, quando se tratano alcuna cossa de Roma, sono expulsi, per
-schivar li inconvenienti puoi occorer, a ciò le cosse passino secrete:
-et questo si fa mentre non si è in liga o in paxe con el Pontifice. Et
-ancora, essendo Pregadi suso, se reduseva Consejo di X con Zonta, sì
-che, concludendo, tramavano ditta liga. Et corrieri de Milan veniva
-in hore 24, de Roma in 50, et de Maximiliano da Vormes ch'è mia 600
-lontano de qui, in zorni 6, che fo cossa incredibile. Le cosse si
-strenzevano et andavano molto secrete. Quello seguite sarà scritto di
-sotto. Et mons. di Arzenton non andava più assà spesso in Collegio,
-come soleva; _imo_ era admirato di quello havesse a seguir, et zercava
-de intender qualcossa, nè si vedea più con l'ambassador de Milan,
-come era assueto de andarvi. Et è da saper che in questi zorni, al
-principio de quaresima, andò in Collegio a dimandar a la Signoria che
-lui intendeva che si ragionava per la terra di certa liga si tramava in
-questa terra, et che era quasi certo, vedendovi tanti ambassadori, et
-che non sapea la causa perchè questa liga si dovesse far, et che, si la
-fusse contra el suo Re, questa Signoria li havia promesso bona lianza,
-et però pregava la Signoria lo advisasse, et che el suo Re era presto a
-intrarvi non essendo contra de lui: con altre simil parole. A le qual
-el Prencipe li rispose sapientissimamente, secondo il solito; sì che,
-senza saper altro, Arzenton tornò a caxa. Et non molto da poi accadete
-che, ritrovandosi in chiesia di San Zanepolo uno cittadino da Catharo
-chiamato Nicolò de Fano, el qual_ alias_ per Hieronimo Orio, era lì
-rettor, fo bandito di Catharo per soi misfatti; questo si buttò a piedi
-di ditto orator dil Re di Franza, dicendo che in questa terra non si
-faceva justitia più, et che lui, che era ambassador di christianissimo
-Re et justo, li volesse far uno salvo condotto potesse ritornar a
-Catharo. Et vedendo alcuni patricii eran con ditto orator, lo mandò via
-dicendo esser pazzo. Et pur lì continuando ne la soa richiesta, mons.
-di Arzenton disse: va, va, sei in una terra che si fa ragione etc. Et
-inteso tal cosa per li Cai dil Consejo di X fo subito mandato a tuor
-dil chiostro de frati, perchè lui, da poi ditte tal bestial parole,
-conoscendo l'error suo, non volse partirsi di loco sacro, credendo
-esser sicuro. Ma per cose di Stado non si varda, et per esser _crimen
-læsæ majestatis_ fo mandato a tuor dove l'era, et menato in presone,
-et datoli tortura. Poi nel Consejo di X fo spazato per pazzo, zoè che
-'l stagi 3 anni ne la preson forte serato; poi che sia in libertà di
-quelli dil Consejo di X saranno in quello tempo de licentiarlo o ver
-darli la punitione li parerà, col Consejo di X però. Et cussì se ne sta
-in presone.
-
-Fiorentini considerando l'error suo, et che Pisa non ritornava sotto
-il pristino loro dominio, li do ambassadori erano a Napoli, zoè lo
-episcopo Soderini de Volterra et Neri Caponi continuamente dimandando
-audientia dal Re de Franza, quella hebbeno, et li dimandono prima
-che se Soa Majestà si havea a doler de Fiorentini, et se in niuna
-parte se teniva offeso, che li fusse dato auditori, che volevano
-justificar el tutto. _Demum_, che non havendo fatto cosa niuna contra
-la christianissima Majestà Soa, _imo_ haverli dato ogni favore, che
-li piacesse di farli render la soa terra di Pisa, _juxta_ la forma
-di capitoli. Ai qual el Re rispose: prima che non si lamentando lui
-de Fiorentini fin hora, non bisognava justificatione, poi che quanto
-a Pisa elli non la meritavano, et che li bastava che fusseno in loro
-libertà et privi del governo de Medici; et che ogni dì Piero de Medici
-lo molestava, et lui non li voleva dar orecchie; ma che havendo Pisani
-voluto esser sotto soa protetione, et levato la soa insegna, non poteva
-far non manco di custodirli et mantenerli in libertà, sì che zerca
-Pisa più non se parlasse. _Unde_ Fiorentini vi mandò uno protonotorio
-de Caponi per ambassador, el qual a dì primo April passò per Roma,
-et non molto da poi, havendo habuto el Re le fortezze, elexeno nel
-loro Consejo quattro ambassadori a Soa Majestà, sì per congratularsi
-di tanta vitoria, _quam_ per veder al tutto de haver Pisa, et el Re
-li observasseno li capitoli promessi et jurati de observer: ancora
-per Monte Pulzano. I qual fonno questi: Guido Anton Vespuzi cavalier,
-Bernardo Ruzelai, Lorenzo Morelli et Lorenzo di populani, _olim_ de
-Medici. Et prima nel numero di questi quattro elexeno Paulo Antonio
-Soderini, che fo qui ambassador l'anno passato, et non vi volse andar,
-sì perchè suo fratello lo Episcopo di Arezo era lì dal Re oratore,
-_quam_ per altre occupatione. _Unde_ in loco suo elexeno uno de questi
-altri, et cussì a la fine de Marzo partino di Fiorenza con gran pompa,
-andono a Roma, poi a Napoli, et arivò a dì 3 April a Napoli; erano con
-manege dogal. Et el successo loro intenderete poi.
-
-Quelli di Monte Pulzano, havendo intendimento con Senesi per essere
-loro vicini, rebelono a Fiorentini, et si deteno a Senesi. Levono
-le loro insegne a dì.... Marzo, et scaziando el dominio ivi era per
-Forentini: _unde_ vedendo Fiorentini questo, subito spazò uno corrier
-al Re de Franza, quasi come loro protetore, a dimostrarli questo. Et
-da poi vedendo gli oratori fiorentini dolendosi al preditto Re, per
-soa excusatione Senesi elexeno do ambassadori a Napoli a Soa Majestà,
-i quali assà ben in ordene partino de Siena, et zonseno a dì 7 April
-a Roma, _demum_ andono a Napoli, dove bonazò le cose, et teneno Monte
-Pulzano.
-
-Pisani volendo al tutto esser in libertà, et si difendevano da la
-zente fiorentina, essendovi in so aiuto el sig. Fracasso di San
-Severino mandato ivi per el Duca de Milano, et in questo tempo mandono
-4 ambassadori a Napoli, a ciò el Re non si movesse di opinione di
-mantenerli in libertà. Et questi veneno molto ben in ordine.
-
-Lucchesi ancora non potendo haver ottenuto Pietrasanta, che fo sua,
-dal Re preditto, li mandono do altri ambassadori a Napoli a pregar
-Soa Majestà li volesse render li ducati diexe milia a lui prestadi,
-con promissione, _quam primum_ fusse intrato in Napoli, di doverli
-render: ma nulla poteno fare, perchè el Re zercava danari, et questi li
-domandava.
-
-A Milano el Duca, havendo pur paura dil suo Stado, havendo za
-principiato a voler refar le mura circonda Milan che erano assà vechie,
-havea messo una universal angaria a pagar tanto per persona per causa
-de ditte mura, ma al presente era de bisogno de far altre preparatione;
-et fece far la descriptione degli homeni da fatti nel suo dominio.
-Ancora assoldava zente sì da cavallo _quam_ provisionati, et diceva
-voleva haver cavalli 8000 et assà fanti. Et molto carezava Sebastian
-Badoer ambassador veneto, facendo grande extimatione per essere homo
-dignissimo.
-
-Ancora zonse a Milano quel ambassador de re Ferandino, chiamato
-Scipio de Filomarino cavalier, nominato di sopra, et molto dal Duca
-fo carezato et ivi restò. Et havendo mandato a la Signoria, come ho
-scritto, esso Duca la sua commissione zerca a la conclusione di la
-liga, la qual molto desiderava, et visto la forma di capitoli, et
-tenendola za per conclusa, come quasi era, fo molto aliegro. Et in
-questi zorni fo a parlamento con mons. di la Ruota, oratore dil Re
-de Franza lì a Milano, dove _etiam_ si trovò l'ambassador veneto.
-Et li disse el Duca: _Domine orator_, siate certo che a Venetia col
-nome de Dio si conclude una liga, la qual reputo sia fatta con li
-primi potentati dil mondo, et quando loro non la facesseno, la Ill.ma
-Signoria et io siamo ligati a conservatione de li Stadi nostri. Questo
-perchè el Re nostro, oltra che li havemo prestato assà quantità d'oro,
-dato el passo contra el sangue nostro, et mediante el nostro favore
-ha ottenuto el Regno di Napoli, scaziato quel povero re Ferandino
-mio nepote, che a hora va remengo, et è sta cridato tra soi di venir
-a Milano; et questo è il merito ne rende. Avisandovi come, essendo
-dacordo la Illustrissima Signoria et nui, non havemo paura di niuno,
-non che essendovi altri potentati, qual intenderete. Et si 'l Re vorrà
-passar, vorremo i danar nostri che li havemo prestati et fatti prestar
-a Zenoa. Ancora scrisse a Zenoa fusse licentiato quelli Franzesi che
-ivi erano per nome dil Re, per voler far armada, tra li qual era el
-fradello dil card. Samallo, chiamato mons. Zeneral de Linguadoca,
-et che de lì se dovesseno partir. Et che ponesseno in ordene X galie
-et do nave grosse, et quelle subito armasseno a requisitione soa. Et
-mandò danari al suo commissario era ivi, Coradolo Stanga protonotario,
-el qual za molti anni in Zenoa era Stado per suo nome comissario.
-Ancora vi mandò de Milano a Zenoa per costodia 500 fanti, a ciò quella
-riviera fusse custodita; et scrisse a la Marchesana di Monferà, fo
-moglie dil marchese Bonifacio, el qual Stado a lui era recomendato,
-che non dovesse lassar più passar de que' Franzesi, imo ponesse ogni
-custodia a li passi, et facesse diligentia più non vi passasse, come
-fino hora erano passati; ma ben quelli ritornava in Franza dovesse
-lassar ritornar. Questo fece perchè in Aste se intendeva esser zonte
-nuovamente lanze 500 franzese, le qual volevano venir di qua da monti.
-Et come per lettere di Roma se intese che in Italia se aspettava in
-soccorso dil Re, per augumento di le soe zente, el Prencipe de Orangie
-et el Marescalco de Bergogna, i qual sono gran signori in la Franza,
-et di primi capitani dil Re, i qual venivano con 300 lanze. Oltra
-de questo esso Duca de Milano notificò a la Signoria come, parendo a
-quella, era de opinione de andar a tuor Aste, la qual impresa reputava
-molto facile et, conclusa che fusse la liga, voleva andarvi: la qual
-cossa fo molto cativa, perchè sdegnò el Duca de Orliens, et li tolse la
-città di Novara, come scriverò di sotto.
-
-A Ferara el Duca elexe in questo tempo do ambassadori a Napoli, ad
-alegrarsi col Re de Franza de la vittoria, et conferir altre cosse
-con lui: i quali erano Bonifacio de la Bevilaqua Kav.r et Julio Tasson
-Kav.r I quali si partino benissimo in ordine, et andono fino a Rimano,
-et poi, _nescio qua de causa_, esso duca li fece ritornar, et più non
-li mandò, o fusse perchè sapeva di questa liga, o vero il zenero Duca
-de Milano li scrivesse non era tempo de mandar ditti oratori.
-
-A Venetia, a dì 25 Marzo, el zorno de Nostra Donna, per lettere venute
-da Zenoa se intese come loro havevano di XI dil presente da Lion, i
-quali scriveano haver da Londra di 21 Fevrer come a dì 7 Zener di note
-passando in mar di Spagna su le seche de Sain o vero di Bertagna do
-galie de Fiandra venete erano naufragade; però che za se havea inteso
-di la fortuna grandissima habuta, et de 45 navilii che si partino
-per andar a Londra non scapolò se non la terza galia, patron Piero
-Bragadin et la nave di Anzolo Malipiero. Adoncha queste do galie de
-Fiandra, di le qual era capetanio Polo Tiepolo, cognominato da Londra,
-patroni Andrea Tiepolo et Bortholamio Donado, i quali si annegono
-insieme con XX altri patricii nostri, che saranno nominati di sotto,
-et persone in tutto n.º 500. _Etiam_ se intese esser rota ivi la nave
-de Hieronimo Zorzi cavalier et fratello, carga de vini, la qual in tal
-fortuna naufragò: benchè da poi, come scriverò di sotto, ditta nave
-havendo scorso grandissimo pericolo, zonse a Londra a salvamento, che
-fo _mirum quid_ che le nave zonzesse et le galie perisse, chè _raro
-aut numquam_ galie suol romper et perir in mar per fortuna. Benchè del
-1437, capetanio Marin Mozenigo, in questo medemo luogo do altre galie
-de Fiandra si rumpete, et el capetanio con gli altri annegati.
-
-Questa rotta fo assà danno a Venetiani a presso ducati 100 milia, oltra
-la morte di patricii et homeni marittimi persi, et _mirum est_ che de
-tanto numero pur uno vi scapolasse, ma come poi per lettere di Piero
-Bragadin patron di l'altra galia, drizate a la Signoria, se intese, che
-cessata la fortuna, et lui zonto a salvamento perchè se ingalonò, et si
-questo non era sarebbe rotti. Mandò a veder ivi dove have la fortuna,
-di la qual judicava ditte galie fusse perite, et trovono in mar arbori
-di galie, scrigni etc. sì che certo fo che erano rotte: la qual fortuna
-durò.... zorni continui, benchè ancora nostri stava in expetatione de
-intender altro avviso; pur non si trovava a segurar a ducati 70 per
-cento. Et _tandem_ a dì 8 April venne uno fante di Londra, per el qual
-tutti quasi inteseno el certo, che fo queste lettere de ditto patron, e
-tutti levono coroto, che fo una cosa obscura a veder tanti mantelli a
-Venetia et panni bruni per li patricii mancati. Et preseno in Pregadi
-che ditta galia dovesse tuor nel ritorno in sua conserva, oltra la
-nave Malipiera, do altre nave forestiere, et quelle pagarle di denari
-di la Signoria, oltra un certo _quid_ havesse di le mercadantie; et
-poi, inteso la nave Zorzi era salva, _etiam_ quella fo messa a ditta
-conditione.
-
-Questi sono li patricii annegadi su le galie de Fiandra. Et prima
-galia, capetanio ser Polo Tiepolo; patron ser Andrea Tiepolo de
-ser Matio; nobeli ser Mafio Girardo q.m ser Francesco, ser Cabriel
-Soranzo q.m ser Zacharia, ser Christofol Tiepolo de ser Mattio, ser
-Andrea Valier de ser Dolfin, ser Hieronimo Zustinian de ser Dardi,
-ser Zuanmaria Pasqualigo de ser Marco, ser Dolphin Venier q.m ser
-Christofolo. (_Seconda_) galia patron ser Bartholomio Donado q.m ser
-Antonio el cavalier, ser Antonio Donado de ser Hieronimo el kavalier,
-ser Benedetto Orio de ser Zuanne, ser Santo Venier q.m ser Piero,
-ser Hieronimo Foscarini q.m ser Zacharia, ser Andrea Girardo q.m ser
-Francesco, ser Francesco Mozenigo q.m ser Lorenzo, ser Jacomo de Mezo
-q.m ser Alvise, ser Andrea Pisani q.m ser Francesco dal Banco, et
-ser Lorenzo Donado q.m ser Alvise. Et poi a dì... April nel Consejo
-di Pregadi messeno tre galie al ditto viazo, et fonno incantate le
-galie secondo el consueto. Et a dì 10 April eletto nel Mazor Consejo
-capetanio Domenego Contarini era stato capetanio di le galie di Beruto.
-_Et tamen_ per la guerra successa con el Re de Franza, andando per le
-sue terre dove sarebbeno (in) qualche pericolo, per questo anno non
-andò; sì che oltra li altri danni ne fece ditto Re de Franza, questo
-viazo de Fiandra non andò.
-
-Per lettere de Antonio Bon, conte et capetanio a Dulzigno, se intese
-come Albanesi era sta mal menati da Turchi, per le novità haveano
-cercato de far a presso Crose, et che molte aneme erano sta menate via
-et fatto gran danno Camalli turco, corsaro nominatissimo, el qual za
-alcuni anni in mar dannizava molto; _unde_ fo mandato galie et barze,
-_tamen_ nostri mai ha potuto metterli le man adosso, che summamente
-desideravano, et sempre è fuzito. Et prima al tempo de Hieronimo
-Contarini, essendo capetanio di le galie de Barbaria, et Sebastian et
-Marco Antonio Contarini fradelli, patroni, et ritrovando ditto corsaro
-a Tripoli in Barbaria lo investiteno, prese alcune barze, et lui si
-butò a l'aqua, et montato in una fusta fuzite. _Unde_ ditto capetanio
-fo remunerato, che essendo fuora fo eletto capetanio al colpho, et
-_nunc_ rimase Proveditore in armada, Sebastian Contarini fo fatto
-capetanio di le galie dil trafego in questo anno, et Marco Antonio suo
-fradello fo eletto sopracomito: sì che tutti quelli si porta bene da
-questa inclita Republica nel Senato sono rimunerati.
-
-Ancora da Andrea Loredan, essendo capetanio di le nave armade, lo andò
-a trovar in Barbaria, et have certo danno et perse qualche legno de li
-soi, et lui fuzite in terra. Or al presente, intendando Zuan Francesco
-Venier come ditto corsaro era venuto sul mare, quello andò seguitando
-fino in Canal di Negroponte, ma el Bassà de lì, passato che fo ditto
-Camalli di là, bassò il ponte, et non volse ditta galia li andasse
-driedo. Et ditto soracomito volse dar a quel Bassà ducati 500, et lui
-_minime_ volse accettar, _licet_ questo fusse contra i capitoli di la
-paxe si havea col signor Turco. Et cussì Camalli fuzite di le man di
-nostri.
-
-In questo mexe di Marzo a Venetia fo gran pioze, _adeo_ pareva volesse
-ritornar l'inverno, dove veniva l'istade, et a dì 27 ditto nevegò, ma
-durò poco la neve sora la terra.
-
-
-_Quello seguite a Roma in questo tempo._
-
-A Roma el Pontifice temendo che, si era in liga, essendo el Re de
-Franza vicino et potente in le arme, lui dovesse esser el primo che
-havesse a patir, benchè era ragionamenti dovesse partirsi di Roma et
-venir in Ancona, dove staria securamente, et in ogni tempo porave
-trasferirse in loco più securo, ma pur li doleva lassar Roma; et
-consultando con el cardinal Ascanio vicecancellario, con el qual era
-pacificato; et scrisse brievi a la Signoria et al Duca de Milano,
-che le fusse mandato 500 cavalli lezieri per uno et 1000 fanti, a ciò
-che la città de Roma fusse custodita, et _maxime_ la soa persona; et
-che si havea pensato el meglio era non partirsi de Roma, sì per non
-lassar quella città cussì, come _etiam_ perchè li Cardinali non lo
-seguitarebbe, et remanendo tra loro havriano potuto crear uno altro
-Papa, et poner scisma in la Chiesia de Dio; et che molti Cardinali li
-era contrarii, et non desideraveno altro. Et di qua veniva che questo
-Pontifice non si lassa intender chiaro di voler esser in sta liga,
-_tamen_ ne havea voglia grande. Li prelati de Roma occultavano se
-intendeva el Re de Franza dovea venir di brieve ivi[126].
-
-Et venuto lo ambassador dil Re de Franza a Roma, come scrissi di sopra,
-et habuto audientia, dimandò la investisone _et cetera_; _etiam_ in
-narratione tocò alcune parole, che 'l suo Roy intendeva di una liga si
-praticava a Venetia, et che era certo Soa Santità non li saria nè faria
-cosa alcuna contra el Roy. A le qual parole, usate le debite risposte,
-el Papa tolse rispetto di voler far concistorio et responderli; et che
-inteso l'opinione de Cardinali li risponderia; et scrisse in questa
-terra et a Milano _quid respondendum. Unde_ li fo rescritto dovesse
-Soa Beatitudine darli bone parole fino fusse sigillata la liga; et
-poichè conclusa fusse, più largamente li poteva dar la repulsa, et
-che per niun modo lo investisse. Et pur ditto ambassador continuamente
-dimandava risposta, onde a dì 29 Marzo el Pontifice chiamò concistorio,
-dove notificò quello ditto oratore li havea richiesto, et che havia
-exposto come el suo Roy havea acquistato col nomine di Cristo tutto
-el Reame de Napoli. Secondo che l'era de opinione de andar contra
-infedeli, et per questo Soa Beatitudine, come capo di la Christianità
-dovesse exhortar li potentati de Italia a questo, perchè lai era
-promptissimo. Tertio che dovesse investirlo dil Reame ditto, acquistato
-et _de jure_ a lui pervenuto, et mandar uno Cardinal a Napoli a
-coronarlo, quello Regno _pacifice et quiete_ possedendo, _etiam_ sì
-come per li capitoli li era sta promesso. Et cussì in concistorio el
-Pontifice volse che tutti li R.mi Cardinali dicesse la soa opinione
-zerca a la risposta. _Unde_ el Cardinal di Napoli, amico molto dil
-Re de Franza, disse che si dovea risponder cussì: alegrarsi con Soa
-Majestà di la vitoria, et che zerca a l'andar contra infedeli era
-util cossa; _demum_ che si dovesse dar la investisone, et mandarli
-a incoronarlo a Napoli, sì come fo fatto a re Alphonso, dicendo la
-ragione che 'l moveva a dir questo. Poi parlò el Cardinal...... et
-laudò la prima parte di alegrarsi di la vitoria. A la seconda molto
-vehemente exclamò: era bona et perfetta opera de andar contra infedeli.
-A la tertia che non era de opinione di darli la investisone sì presto,
-nè mandarlo a incoronar, se prima non se intendeva _quomodo_ lui la
-dimandava, _maxime_ essendo _adhuc_ re Ferandino in parte di Stado
-in Reame. Poi parlò el cardinal S. Dyoniso, franzese, largamente, che
-si dovesse far quanto el Roy dimandava, dicendo molte alte parole, le
-qual _ad plenum_ non se intese, et cussì altri Cardinali è da judicar
-dicesseno el parer loro. _Unde_ parse al Pontifice de far chiamar
-dentro ditto orator franzese, et dimandarli el modo lui dimanderia
-tal investisone et coronatione. Et cussì venuto dentro li dimandò; et
-esso orator disse do volte nè mai mutò parola, se non: io la dimando
-che 'l mio Roy sia investido, come colui che _pacifice_ possiede
-ditto Reame, et mandar uno Cardinal a Napoli a incoronar Soa Majestà,
-et non lo volendo mandar disse havea in commissione di notificar
-a Soa Beatitudine, come lui in persona vegneria a Roma a tuor la
-corona, perchè el vol esser coronato _juxta_ la promessa. Et el Papa
-rispose: nui havemo consultato con li fratelli nostri Cardinali; se
-alegremo molto di la soa vittoria habuta, et zerca a l'andar contra
-infedeli metteremo ogni nostra forza; ma quanto a la investisone et
-coronatione, se vol saper come el vostro Re la dimanda; et, se niuno
-ne ha prejuditio, se vol aldir le parte, et far le cosse passino con el
-debito di la rasone et muodi di la Sedia Apostolica, sì come comanda li
-sacri canoni et decreti. Et che scrivè al Re in bona forma et dixè che
-nui ge la volemo dar, et che per questo el non vegni qui a Roma, perchè
-venendo forsi el non ge troverà; et advisè Soa Majestè come siamo
-stimolato di esser in una liga si trama da li primi potenti dil mondo.
-Queste parole disse perchè za havia scritto al legato et suo ambassador
-Alvise Becheto dovesseno sottoscriver a li capitoli, et za reputava
-fusse fatta. Ancora mandò a dimandar al Re preditto a Napoli el corpo
-de Gem sultan, el qual el Re non lo volse dar et quello custodiva.
-
-Et a dì 25 Marzo intrò in Roma et a tutti se dimostrò el Cardinal de
-Valenza, el qual da poi fuzite dil Re fin hora era stato ocultato; al
-presente, non timendo più el Re, ritornò a Roma.
-
-A dì 30 Marzo, che fo la quarta Domenega de Quaresima, havendo in
-consueto el Pontifice ogni anno in tal zorno de dar o mandar a donar
-la Ruosa d'oro a quel Re o Potentia a lui più grata; _unde_, in
-questo anno 1495, ditto la messa in San Piero dove era li Cardinali et
-oratori, chiamò Hieronimo Zorzi cavalier ambassador veneto, al qual,
-_nomine Reipublicæ suæ_, li presentò la ditta Ruosa in mano, dicendo
-molte parole in laude di la Signoria nostra, et che era Republica
-christianissima et molto devota alla Chiesia Romana; _unde, merito_
-li presentava ditta Ruosa, la qual lui voleva mandarla per uno suo
-familiar a posta fino in questa terra a presentar in man del Prencipe.
-Et cussì scrisse a la Signoria de voler far. Et è da saper che questo
-è uno degnissimo presente, et, _ut plurimum_, suol mandar a donar a
-Re; et l'anno passato la mandò a donar al Re de Franza fino in Franza,
-et l'altro avanti al Re di Romani. Et za una simile Ruosa fo donata a
-tempo di Antonio Donato del 1475, che se ritrovò orator a Sisto quarto
-Pontifice, et fo fatto kavalier; el qual successe a la legatione dil
-carissimo Lunardo Sanudo genitore mio, che dil 1474 a dì 11 Ottubrio
-a Roma morite. La qual Ruosa repatriando ditto oratore la portò, et,
-presentata a la Signoria, fo posta ne le zoje di S. Marco, dove _etiam_
-questa fo posta, nè avanti più in niun tempo Venetiani hanno habuto
-tal presente. Et a dì 21 April che fo el Marti de Pasqua, essendo
-zonti in questa terra domino Jacobo fiol natural dil Duca di Cardona,
-di nacione cathelano, con la Ruosa d'oro mandava el Pontifice a la
-Signoria come ho ditto; et venuto el Prencipe con li oratori in Chiesia
-de S. Marco, dove per el patriarca Thoma Donato nuovamente eletto in
-loco de Maphio Girardo cardinal di la Romana Chiesia _tituli sancti
-Sergii et Bacchi_, el qual da poi la creatione di questo Pontifice
-ritornando a Venetia a..... morite. Or fo mandato alcuni patricii a
-tuor ditto messo era alozato a san Greguol, dove alozava Alvixe Becheto
-ambassador dil Pontifice, _tamen_ a sua posta et spese di S. Marco; et
-venuto presentò la ditta Ruosa su l'altar di san Marco, et ditto che fo
-la messa, lui medemo la tolse in mano et venne davanti el Prencipe; et
-prima li aprexentò uno brieve apostolico, la copia dil qual sarà qui
-sotto scritta, et poi presentò in man dil Prencipe la Ruosa, et disse
-alcune parole latine. _Unde_ el Prencipe, tenendola in mano, li rispose
-sapientissimamente; poi andono con quella pur in man in processione
-per la piaza a torno di la chiesia, et andò fino in palazzo; poi tolse
-licentia et con la Ruosa _etiam_ in man fino nel suo palazzo andò.
-Et ditto Jacobo de Cardona have luogo di ambassador dil Papa, mentre
-stete in questa terra. Et benchè questo non fusse suo loco per l'ordine
-de' tempi, pur ho voluto qui scriver; et poi fo decreto nel Consejo
-de Pregadi de donar a ditto portator di la Ruosa ducati 300 d'oro
-venetiani, et darli una vesta damaschin cremesin fodrà di raso. Et poi
-a dì 28 April partì di questa terra, tolto licentia da la Signoria, et
-ritornò a Roma.
-
-
-_Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Illustr.m Principem et
-Senatum Venetum_
-
- ALEXANDER PAPA VI
-
-Dilecti filii, salutem et apostolicam benedictionem. Vetus consuetudo
-mosque sanctissimus est, ut Romanus Pontifex, peracta sacrorum
-celebratione, die qui quartus est Dominicus in quadragesima, Rosam
-auream, chrismate sancto delibutam et odorifero musco inspersam, cum
-apostolica benedictione illustri cuipiam catholico Principi dono det.
-Magnum profecto et dignum divina laude mysterium, in quo non muneris
-aestimanda est quantitas, sed altioris significationis qualitas
-interpretanda. Nos qui, divina dispositione, meritis licet imparibus,
-pastorale culmen S. R. Ecclesiae obtinemus, cum vellemus praeclarum
-hoc munus nunc adimplere, hoc ipso quarto XL.mae dominico die mentem ad
-Vestram Nobilitatem convertimus, quam hoc loco dono dignam judicavimus,
-quae Sanctam hanc Sedem singulari devotione semper est prosecuta.
-En igitur, filii praedilecti, Rosam hanc laetissimo animo et devota
-veneratione suscipite, monumentum et pignus nostrae in Nobilitatem
-Vestram benivolentiae, quam ei per dilectum filium Jacobum de Cardona
-scutiferum et familiarem nostrum continuum commensalem mittimus.
-Nec Nobilitatem Vestram auri fulgor sed divinae significationis
-contemplatio teneat. Sancta enim Ecclesia hoc donum per manus Summi
-Pontificis ordinavit, ad declarandam laetitiam et gaudium ex humanis
-generis liberatione susceptum. Quod omnipotens Deus miseratus suam
-servitutem, pretiosissimo sanguine suo redemit, sicuti in Veteri
-Testamento per liberationem Israelitici populi praefiguratam erat.
-Recreat enim nos gloriosissimum Corpus Domini nostri Jhesu Christi,
-fovet, sublevat et in mediis laboribus consolatur. Cui, non iniuria,
-rosa ipsa comparata est: nullus quippe flos, omnium quos alma mater
-terra protulit, aut aspectu iucundior aut odoris suavitate fragrantior
-est. Penetret igitur in sensus Vestrae Nobilitatis, filii predilecti,
-divinus odor ut, eo repleti, magnanimitatem ac devotionem vestram
-continue magis explicetis, atque hoc divinum opus orthodoxae fidei
-et Sanctae huius Sedis defendendae totis viribus complectimini ut,
-Domino Deo auxiliante, optata pax Ecclesiae suae Sanctae cum Vestrae
-Nobilitati gloria reddatur. Datum Romae apud S. Petrum sub annulo
-Piscatoris XXVIIII Marcii 1495 Pontificatus nostri anno tertio.
-
- L. PODOCATHARUS.
-
-A tergo — _Dilectis filiis nobilibus viris Duci et Dominio Venetiarum._
-
-
-_Responsio Venetorum_
-
-Sanctissimo et beatissimo in Christo patri et domino domino Alexandro
-digna Dei providentia Sacrosanctae ac Universalis Ecclasiae Summo
-Pontifici Augustinus Barbadico Dux Venetiarum etc. pedum osculo
-beatorum. Sacratissimum ac suavissimam aureae rosae munus quo
-nos licet absentes donandos ornandosque censuit summa clementia
-Beatitudinis Vestrae ea veneratione et observantia ea leticia et
-iucunditate animi fuit a nobis reverenter susceptum ut vix affectus
-eiusmodi nostros exprimi posse putemus, cum mittentis et missi
-muneris excellentiam qualitatemque altius consideramus. Duo etenim
-in auctore doni potissimum animadvertimus: supremam auctoritatem
-maiestatemque Sanctitatis Vestrae et erga nos praecipuum studium
-paternamque dilectionem. Alia item duo, ex parte delati muneris, fuimus
-contemplati, literalem scilicet ipsius significationem et spirituale
-eiusdem latens mysterium, a Sancta Romana Ecclesia institutum, et vere
-ex omni parte religione refertum ac uberibus gaudii et consolationis,
-ob humani generis de veteri captivitate liberationem praefiguratam.
-Sed et alia duo accessere ad ornamentum tam praeclari doni, exacta
-prudentia et rara quaedam gratia illud ferentis spectati viri
-domini Jacobi de Cardona familiaris et nuncii Beatitudinis Vestrae.
-Gratias igitur amplissimas habemus et agimus Vestrae Sanctitati,
-et quia in referendis impares nos esse novimus et fatemur, hoc
-saltem testatum volumus gratissimo et memori animo perspicuum hoc
-documentum dilectionis et caritatis Vestrae Beatitudinis erga nos
-esse conservaturos. — Data in nostro ducali palatio die ultimo Aprilis
-MCCCCLXXXXV indictione XIII.
-
- GASPAR VIDUA.
-
-
-In questo mese di Marzo accadete a Perosa, ch'è città nobilissima et
-antica in Toscana, za primaria, al presente la terza; fo edificata
-secondo Justino, Varrone e gli altri da Achei, avanti la città de Roma;
-è situada quasi tutta su monte; è paese ameno, fertile et dilectevole,
-et fo di muraglie circundata da Ottaviano Cesare Augusto, et par ancora
-sopra le porte fusse chiamata Augusta per lettere antique vi si leze.
-Vi è lo studio in ogni facoltà, templi grandi et palazzi degni. Vicino
-a questa città el lago Trasimeno, abondantissimo de optimi pesci, dil
-qual la Camera Apostolica vi cava ogni anno assà miara de ducati. Fo da
-Goti sette anni obseduta, et _tandem_ presa, et quasi tutta brusata, et
-san Herculano loro episcopo fo martorizato, dove è el suo corpo, come
-da chi vi fu intesi.
-
-Questa terra situada, come ho ditto, in monte, e tutto intorno vallade
-et monticelli pieni de castelletti: sono molte olive, biave, vigne
-etcet. et belle donne: vanno vestie quasi come quelle de Milano, ma
-portano le code più longe, et scarpe con ponta, et va con li capeli
-zoso per la spale alcune, et altre al modo nostro, ma con veste serate
-davanti, et non si vede cussì le spale. Li homeni vestiti a modo di
-romani, con li mantelli con fenestrelle, et li zoveni molto galanti
-effozano (_sfoggiano?_) e tutti quasi con spade senza fodro sotto li
-gabani portano. Però che in questa città è do grandissime parte: zoè
-Baioni et Odi. Li Baioni teneno con Orsini, et sono al presente dentro,
-et domina la città, la qual si reze per loro medemi, fanno li consoli
-etc. Ma li Odi sono da la parte Colonnese, et a hora è foraussiti:
-_tamen_ ogni zorno molestano ditta città, _adeo_ si convien star sempre
-armadi, et come per lettere di primo April di l'ambassador de Corte
-se intese, che ditti Odi foraussiti fece assunanza de zente et tolseno
-la terra di Todi, corseno fino a Perosa, ma poi da li Baioni et altri
-dentro, con aiuto de Orsini, fonno rebatudi. _Tamen_ ditti foraussiti,
-con aiuto dil Duca d'Urbino et el sig. Julio da Camarino, se ponevano
-in ordine per ritornar a l'impresa de Perosa. Quello seguirà scriverò
-di sotto. Stanno lì intorno. Ma a la conclusion di la liga fatta in
-questa terra veniamo.
-
-
-_Conclusione di la liga fatta a Venetia, et el modo che la fu conclusa._
-
-Domente queste cose intraveneno, a Venetia essendo su pratiche di
-concluder la liga, et havendo acordato li capitoli, et li tre deputati
-a questo patricii optimamente avendo operato, preso nel Consejo de
-Pregadi de sigillarli, et zonta la comissione a li oratori dil Re de
-Romani, venuta mia 600 in zorni sette, ch'è cosa incredibile, et quelli
-solicitando molto, dicendo non esser tempo de dimorar; et ben che el
-Prencipe nostro fosse ancora amalato nè ussiva de camera sua, pur vi
-volse esser, et cussì a dì ultimo Marzo, de Marti, con grandissima
-pioza et vento, _adeo_ che li oratori stavano a la Zueca convenne
-venir a quattro remi per barca, tanto era grande la fortuna, et pur
-deliberorono tutti de redurse insieme et sigillar ditti capitoli, et
-in palazzo dil Prencipe ne la soa camera si reduse li Conseieri, Savii
-dil Consejo, Savii di Terraferma, Cai dil Consejo di X, Zuan Diedo
-canzelier grando, et li secretarii deputadi. Et a ciò memoria eterna
-sia de chi vi si trovò, ho voluto qui tutti notarli.
-
-
-_Questi sono quelli patricii si atrovavano a la sigillatione di la
-liga._
-
-_El Serenissimo et excellentissimo Principe_
-
-D. AUGUSTINO BARBADICO
-
-_Conseieri_
-
- ser Andrea Querini
- ser Thoma Mozenigo
- ser Marco Bollani
- ser Francesco Foscari da S. Lorenzo
- ser Fantin da ca da Pesaro
- ser Marco Barbo
-
-_Savii di Terraferma_
-
- ser Piero Duodo
- ser Francesco Tron
- ser Andrea Barbarigo q.m Serenis.mo
- ser Alvise da Molin
-
-_Savii dil Consiglio_
-
- ser Nicolò Mocenigo Proc.r
- ser Ferigo Corner P.r
- ser Domenego Moroxini P.r
- ser Toma Trivixan P.r
- ser Costantin di Priuli
- ser Cristofal Duodo P.r
- ser Francesco Foscarini da San Polo
- ser Lunardo Loredan P.r
-
-_Cai dil Consejo di X_
-
- ser Piero Donado
- ser Mathio Loredan
- ser Francesco Mozenigo
-
-Et reduti che fonno tutti, mandono per li oratori che dovesseno
-venir. Et prima venne quello dil Re et Raina de Spagna; poi li tre
-di Maximiliano Re de Romani, mancava d. Leonardo Felz cavalier el
-qual era amalato; poi li tre dil Duca de Milano; et _demum_ el legato
-dil Pontifice, con d. Aloisio Becheto _etiam_ ambassador a questo
-_praecipue_ mandato. Et in quella hora medema li venne lettere da Roma,
-che dovesse al tutto sigillar la ditta liga, et prometter per nome dil
-Re et Raina de Spagna di rato che in termene de do mexi el ditto Re et
-Raina ratificheria tutto; come _etiam_ el suo orator cussì promesse et
-subscrisse; questo perchè non havia commissione di conlegarse con altri
-che con la Signoria nostra, et cussì poi essi Re ratificò ogni cosa.
-Or reduti tutti questi da poi disnar fino a hore do di notte steteno
-a formar li capitoli et farne cinque copie autentiche, et in nome
-de Yhesus Christo et de San Marco a hore zerca 24 la concluseno, et
-sottoscrisseno ditti capitoli. Et el legato sottoscrisse per nome dil
-Pontifice et di Spagna, come ho ditto; et per nome dil Papa prometteva
-di rato per ditti Regali de Spagna. Et per Venitiani sottoscrisse
-li tre deputati nominati di sopra, et li capitoli fonno in tutto n.
-18, _inter cetera_ che tutte ditte potencie prometeva in bisogno in
-favor di la liga di dar per uno cavalli 800 et 4000 fanti, eccetto el
-Pontifice che dava la mità: et questo in Italia. Ma in caso bisognasse
-mandar fuora de Italia, era in libertà de mandar o le zente, o vero
-mandarli ducati 60 milia, zoè la Signoria et Milano. _Item_ che in
-termene de mexi do li collegadi debbino haver dati li soi adherenti
-et recomendati. _Item_ non possi esser accettà in ditta liga niuna
-potentia simile a loro, _sine consensu omnium colligatorum_. _Item_ la
-liga dà al Re di Romani, venendo a Roma a coronarse, 400 homeni d'arme,
-zoè cavalli 1600 la Signoria et altrettanti Milano di l'andar et di
-ritorno. Et altri capitoli, li quali fonno tenuti assà secreti, et
-però non mi extenderò molto in doverli qui scrivere. Et concluseno di
-manifestarla a tutti la matina seguente, et far sonar quivi campanon,
-facendo gran feste et fuogi, et per tutte terre e luogi di la Signoria
-nostra. _Demum_ a ciò che tutti li collegati potesseno in uno zorno far
-solenne processione, et publicar ditta liga, terminono di publicarla la
-Domenica di le Palme, che sarà a dì 12 April; et subito spazono lettere
-prima a tutti li Rettori, notificando la conclusione et dovesseno
-far dimostratione. _Demum_ scrisse al Pontifice, Re di Romani eletto
-Imperator, Re et Raina de Spagna et Duca de Milano, in bona forma,
-alegrandose insieme de questa consolatione de Italia. Et perchè el
-mandar del corrier in Spagna era pericoloso, che non fusse intercepto
-quello andava per terra ne la Franza, et toltoli le lettere, come fa
-_etiam_; ne spazò uno altro, el qual da Zenoa dovesse passar per mar
-a Barzelona, poi a Madrit da li Regali de Spagna, la qual nuova non
-poteva esser in Spagna avanti Pasqua.
-
-A dì primo April, la mattina za per tutta la terra se divulgava questo,
-et tutti erano aliegri, et venne el Prencipe in Collegio molto di
-bona voia, et varito dil mal per alegreza per il ben di la Republica
-e de tutta Italia. Et mandò per Monsig. di Arzenton orator dil Re
-de Franza, el qual alozava a San Zorzi mazor, et venuto che 'l fo in
-Collegio, el Prencipe li disse: Magnifico ambassador, habiamo mandato
-per vui, che per l'amicitia havemo con la Majestà dil Vostro Re vi
-dovemo advisar et manifestar ogni nostro successo, sappiate come heri,
-col nome del Spirito Santo et della gloriosissima Verzene Maria et
-del Vangelista misser San Marco protetor nostro, qui fo conclusa et
-firmata una liga tra la Santità dil Summo Pontifice, la Majestà dil
-Re de Romani, la Maestà dil Re et Raina de Spagna, la Nostra Signoria
-et el Duca de Milano. Et questo habiamo fatto per conservation di
-Stadi nostri et per augumento di la fede et Chiesia Romana, et per
-deffender le raxon dil Romano Imperio, sì che adviserè la Majestà dil
-Re di questo. Et mentre el Principe diceva tal parole, era ordinato
-et cussì fo sonato campanon a S. Marco et per tutta la terra in segno
-de grande alegreza. _Unde_ ditto Arzenton rimase molto atonito, et li
-parse assà stranio, et disse: Serenissimo Prencipe, io mel suspettava
-di questo za gran zorni, ma mai lo criti (_credetti_) dovesse essere,
-et el Roy per questo non porà tornar in Franza essendo in mezo de tutti
-vuj. El Prencipe rispose: sì come amigo el vorà tornar, niuno non li
-farà noia alcuna, ma si 'l volesse andar come nemigo, uno collegato a
-l'altro si converà dar aiuto et favore. _Tamen_ scrivè al Re, che per
-questa liga non volemo haver rotto alcuna benivolentia havemo con Soa
-Majestà, _imo_ volemo esser boni amizi: et questa liga è sta fatta
-per conservatione de li Stadi nostri, tanto più volentieri quanto a
-hora di andar contra infedeli più non si parla, sì come da prima. Et
-ditto orator molto maninconico tolse licentia, et vene zo per la scala
-senza saludar niuno, smorto assà. Et come fo a piedi di la prima scala
-di l'audientia, ritornò suso a la porta dil Collegio, et fece chiamar
-Gasparo di la Vedoa secretario nostro de primi, et li disse: replicate
-un poco quello a ditto el Prencipe, come andato fuor di fantasia.
-Et cussì _iterum_ li disse la sustantia di questa naratione; et poi
-ritornò in barca per andar a San Zorzi, butando la bereta in terra,
-facendo segni de haver gran maninconia: la qual cossa fo mal fatta, nè
-seppe fenzer, sì come si suol far. Ma, _judicio meo_, questo processe
-non tanto per el Roy quanto per lui; perchè è da judicar scrivesse che
-mai de qui non se concluderia tal liga, per le operatione sue faceva:
-perchè lui dimandava a li oratori de Milano: sarà el vostro Duca in
-questa? et loro li rispondevano: non crediate mai, mons.; et fevano
-come li savii fanno nel governo de Stadi, che dimostra a li nemici
-voler far una cossa, poi ne fanno un'altra. Or ditto Arzenton molto
-se lamentava dil sig. Ludovico, dicendo che se lui non era stato, mai
-el Roy non passava in Italia, et che lo haveva tradito; et di tanto
-fastidio si buttò al letto, et la collera li mosse, et have alquanto
-di fastidio, benchè li fusse mandato medici per la Signoria, quali
-concluseno non harebbe mal niuno, ma era alquanto contaminato; come
-cussì fo.
-
-Ancora la Signoria mandò per lo ambassador di Napoli d. Johane Baptista
-Spinelli, el qual fino hora era stato vestito lugubre; non portava
-cadena, secondo el consueto suo, sora la vesta; _tamen_ havia servato
-gran fede al suo re Ferandino, et mai volse rebellarli come fece li
-altri ambassadori in diversi luogi, qual ho scritto di sopra. Et la
-sua caxa a Napoli fo sachizata. Et andato in Collegio el Prencipe li
-notificò la conclusione di sta liga, dicendoli altre parole che quelle
-di Arzenton. Et lui sapientissimamente li rispose, concludendo el
-suo Re sempre saria et doveva esser bon fiul di questa Illustrissima
-Signoria, et venne fuora molto aliegro, et d'indi poi, come dirò di
-sotto, si vestite di color et seda, ponendesi lo colar d'oro, et sempre
-fo honorato come orator dil Re de Napoli, licet fusse fuora dil Regno.
-Et è da saper che ditto orator molto se faticò con la Signoria et altri
-oratori in voler nominar el suo Re in questa liga: _tamen_ mai non
-volseno per bon rispetto, perchè sarebbe stata senza dir altro contra
-el Re de Franza.
-
-Oltra di questo fo mandato per l'ambassador dil Duca di Ferrara
-Aldromandino di Guidoni, li fo notificato di tal liga et scritto
-una lettera ducal al so Signor. Et come se intese per lettere del
-vicedomino nostro, non fece dimostratione alcuna in soni, in fuogi,
-_licet_ fusse recomendato fiol di questa Signoria et suocero dil Duca
-de Milano. Questo fece, _ut dicitur_, perchè havia don Ferante so fiol
-a Napoli col Re de Franza, et _etiam_ perchè lui non era in sta liga,
-nè poteva intrar se non per adherente di le parte, per non esserli sta
-reservà luogo alcuno.
-
-Fo mandato ancora per l'ambassador dil Marchexe de Mantoa, Antonio
-Triumpho, et chiaritoli il modo di la liga, et scritto al Marchexe, el
-qual dimostrò grande alegreza, et fece soni, fuogi et gran feste. Et
-poi ditto ambassador, habuta risposta del suo Signor, andò in Collegio,
-offerendose esser in ordine di la conduta havia, a ogni beneplacito di
-questa Signoria; et in ogni luoco el fusse mandato era presto a ubedir.
-Et a dì 4 April zonse in questa terra 40 cavalli barbareschi o vero
-turcheschi dil Sig. Turco li mandava, et havia dato la tratta de questi
-a esso Marchexe, tra li qual ne era 4 che ditto Sig. Turco li mandava
-a donar, forniti benissimo a la turchesca: questo per l'amicitia hanno
-insieme. Et spesso el Marchexe manda presenti a Costantinopoli, et,
-come ho scritto di sopra, si fa chiamar Turco.
-
-Fo _etiam_ mandato per l'ambassador dil sig. de Rimano conte Ludovico
-Boschetto, et advisato di questo, et scritoli per la Signoria fece
-grande leticia et festa. Et da poi se partì ditto orator et andò a
-Rimano a far poner in ordine el Signor di la conduta have, per li
-bisogni potevano occorrer.
-
-A Venetia e per tutte le terre et luogi nostri, _quam primum_ lo
-inteseno, _maxime_ da la parte de terra, perchè fo scritto a li Retori
-di le terre principal, et loro avisaveno a li castelli di quello
-territorio, zoè Chioza, Padoa, Vicenza, Ruigo, Verona, Bressa, Bergamo,
-Crema, Treviso, Cividal, Feltre, Udene et Ravena. _Unde_ tre zorni
-continui fo sonato campanon, et la sera fatto lumiere per li campanieli
-et castelli, _etiam_ a caxa de li oratori de Maximiano et Spagna,
-Legato et Milano, sì dove steva el primo, _quam_ qui a la caxa dil
-Marchexe, dove erano alozati li altri do, fo posto fuora di le finestre
-lumiere, _ita_ che pareva tutta la terra fusse in alegreza. Et cussì
-al fontego de Todeschi, per esser suposti a l'imperador; et prima si
-era in qualche paura, dicendo: che succederà di questo Re? a hora tutti
-jubilava.
-
-A Milano el Duca, ritrovandose a Vegevene, subito inteso la nuova
-di questa liga, a pena potè compir de lezer la lettera da tanta
-consolatione, però che in questa era confirmato Duca de Milano etc.
-Et ordenò fosse fatto gran feste et soni, et mandò a Milano et per
-tutto el dominio a far el simile. Et el sig. Galeazo de Sanseverino
-suo zenero era amalato alquanto, _quam primum_ sentì questa, disse al
-Duca: Signor, io son varito, nè ho più mal, et sempre voglio esser
-devotissimo fiul et servitor di la Ill.ma Signoria de Venetia. Et
-subito el Duca scrisse a li soi ambassadori era de opinione non star
-a indusiar, et voleva andar a tuor Aste, et che dovesse conferir con
-la Signoria de questo, et dete danari a le soe zente. Quello seguirà
-intenderete.
-
-A Roma, zonto che fo la nuova di la conclusione di la liga, non
-fo fatto festa alcuna per hora; ma ben preparavano di far solenne
-publicatione. Et el Pontifice era in gran benivolentia con l'ambassador
-nostro, et con quello molto si slargava.
-
-
-_Provisione fatte a Venetia et cosse seguide in varii luogi fin al
-publicar di la liga._
-
-Da poi fatta tal sanctissima liga, a dì primo April fo Pregadi, et più
-non se cazava li Papalisti, et fo chiamato per far provisione zerca
-al Pontifice, el qual havendo richiesto cavalli et fanti, conclusa che
-fusse sta liga, per sua securtà li fusse mandati, fo decretà de mandar
-per lettere de cambii a Hieronimo Zorzi orator in Corte ducati 4000 a
-ciò subito facesse 1000 fanti. Et fo mandato Zuan Filippo de la Banca
-vicecollateral a Ravenna, perchè ivi fusse a queste cosse con ditto
-ambassador, et _etiam_ Francesco Grasso capetanio di la cittadella de
-Verona, el qual a caso andava a Roma a tuor la moglie, fo figlia dil
-sig. Deiphebo de l'Anguilara. Venuto in Collegio offerendosi, li fu
-comesso dovesse esser capo et governo de ditti fanti si dovea far a
-Roma; _licet_ poi fusse provisionati, come dirò più avanti. Scrisseno
-ancora a Milano che 'l Duca dovesse mandar a far la sua parte a Roma.
-_Etiam_ fo scritto lettere a diversi Re dil mondo per la Signoria
-nostra, notificandoli di tal liga, et al secretario era andato al Sig.
-Turco; nè si sapeva dil zonzer.
-
-A dì 2 ditto la mattina in camera dil Prencipe se reduseno tutti li
-ambassadori di la liga, eccetto quello de Spagna era amalato; ai qual
-fonno lette le lettere di Roma habute, _et inter eos_ fo deliberato
-in questo principio de far ogni provisione, zoè che Maximiano vengi
-prestissimo in Italia a coronarse a Roma, et scrittoli erano in ordine
-di darli li 400 homeni d'arme, et cussì _etiam_ Milano. Et a dì 3 do
-de li soi ambassadori, zoè lo episcopo di Trento et domino Gualtier de
-Stadia, havendo tolto licentia ritornono in Elemagna, dicendo volevano
-andar contra el suo Re et farli pressa, et li altri do restò; ma,
-publicata la liga, _etiam_ loro se partino: et dicevano el Re sarebbe
-per la Sensa (_l'Ascensione_) in Roma. Et a questi ambassadori, a tutti
-diversamente, li fo fatto presenti per la Signoria, di panni d'oro et
-di seda, per valuta de zerca ducati mille.
-
-In Pregadi fo preso et subito expedito el corrier a Napoli a li
-oratori, dovesseno advisar el Re de Franza di questa liga; et etiam a
-Roma a li oratori di la liga, che insieme tutti si dovesse adunar, et
-andar da l'orator dil Re de Franza, et advisarlo di tal conclusione di
-la liga. Et ancora fo preso de mandar a Roma 500 cavalli lezieri, zoè
-questi, _videlicet_:
-
-
-_Cavalli lizieri mandati verso Roma in aiuto et ubedientia dil
-Pontefice_
-
- Jacomazo da Venetia era a Ravena cavalli 200
- Zuan Griego era a la Badia cavalli 100
- Zuan da Ravena cavalli 50
- El Marchexe de Mantoa mandò cavalli 200
- El Sig. de Rimano mandò cavalli 25
- Sonzin Benzon da Crema a hora conduto cavalli 50
-
- Somma 625
-
-Et habuto in comandamento ditti capi de dover andar a Roma a ubedientia
-dil Pontifice, subito se messeno in ordene; et a dì 15 April quelli
-di Ravena partite, et quelli dil Marchexe di Mantoa, zoè 250, et 22
-cariazi passò per Ferrara, cridando: Marco! Marco! et ivi fece la
-mostra, sì che tutti andono, et fo scritto a Roma come li mandavano
-questi, et altrettanti manderebbe Milano, che saria in tutto mille
-cavalli lizieri et 2000 fanti, ma quelli di Milano fo molto tardi; et
-che la Beatitudine dil Pontifice facesse quello li pareva, movendose
-el Re de Franza per venir a Roma, o vero star fermo o andasse dove li
-piaceva, promettendo mai abandonarlo. Ancora scrisseno ai cardinali
-patricii, zoè Michiel et Grimani, che, partendosi de Roma el Pontifice,
-pregavano Soe Rev.me Signorie li dovesse far compagnia. Et questo
-medemo scrisse el duca de Milano a li soi, zoè Ascanio, Sanseverin,
-Lonà, Alexandrino et altri dovesseno far.
-
-_Item_ fo preso in Pregadi che Antonio Grimani procurator, capetanio
-zeneral de mar, con l'armada se dovesse redur tutta in uno, sì galie
-_quam_ nave, et retenir quelli navilii li pareva, et tuor grippi da
-Corfù, et andar dovesse a le Merlere a presso el Saseno, ch'è loco
-più vicino a l'incontro di la Puia, et ivi dovesse star preparati
-fino altro mandato li veniva. Et fo solicitato il mandar di stratioti.
-Piero Bembo et Nicolò Corner sopracomiti, i quali in questo tempo havia
-armato benissimo in ordene, andono a trovar el zeneral. Et fo scritto
-a li oratori de Candia solicitasse de compir de armar le galie erano
-sta mandate ed armar ivi, _ita_ che volevano haver Venitiani una grossa
-armada: et di quelli zentilhomeni de Candia ivi fo fatto li soracomiti.
-Ancora el duca de Milano solicitava de far armar quelle do nave a Zenoa
-et X galie, le qual mandò a offrir a la Signoria per augumento di la
-ditta armada; et la Signoria ditta conferite danari per armar ditte
-nave a Zenoa.
-
-Et per l'ambassador de Spagna era qui a Venetia fo scritto al conte de
-Trivento, capetanio di le caravelle dil suo Re, le qual za se sapeva al
-certo erano zonte a Messina zerca 70, et aspettavano el resto fino al
-numero de 100, che dovesse redurse al più propinquo loco di la Calavria
-che li fusse possibile, a ciò in ogni tempo e da ogni banda, volendo
-far movesta el Re de Franza a niuno de collegati, fusse circundato,
-et da ogni banda havesse a contrastar. _Tamen_ non volevano romperli
-guerra.
-
-A dì 6 April nel Consejo di Pregadi fonno eletti do ambassadori al Re
-de Romani: Zaccaria Contarini cavalier, el qual l'anno avanti vi fu
-con Hieronimo Lion cavalier a dolersi di la morte dil padre Imperatore
-et alegrarsi di la sua creatione a l'imperio; l'altro fo Benedetto
-Trevixan cavalier. Et è da saper che 'l Contarini era eletto, come
-scrissi, orator a Napoli, ma, _ita volente fato_, la legation de Napoli
-fo mutata in Elemagna. Et questi partino a dì 4 Mazo, et andono a
-trovar el Re a Vormes, et stette con grandissima spesa di ducati 500
-al mese, senza operar alcuna cosa, perchè esso Re si pensò di altro
-cha di venir in Italia, et attendeva a la dieta. Et ancora al Re et
-Raina de Spagna fonno eletti oratori: Zorzi Contarini cavalier conte
-dil Zaffo et Francesco Capello cavalier. Ma el Contarini, fatto altra
-deliberatione de andar in Cypro a goder le soe intrade, rinuntiò tal
-legatione, et fo fatto in loco suo Marin Zorzi dottor, et questi si
-partino a dì 7 Mazo, et andati a Milano insieme con D. Guido Antonio
-Riziboldo arciepiscopo de Milano, ha de intrada ducati 7 milia, et
-Joanne Baptista de Sfondradi dottor, i quali per el duca fonno eletti
-andar insieme con questi nostri in Spagna, andono a Zenoa, et poi
-per mar, montati su una nave, capitono in Barzelona et andò dal Re et
-Raina, come tutto diffusamente sarà scritto. Et _etiam_ ditto Duca de
-Milan scrisse a li soi do, erano dal Re di Romani, non si dovesseno
-partir, ma che ivi aspettasseno li ambassadori di la Signoria nostra,
-et cussì feceno. A Napoli per lettere di ambassadori in zifra se intese
-come el Re havia terminato di far le feste di Pasqua in Napoli, et
-poi venir verso Roma per ritornar in Franza. Havia ordinato di far
-gran feste et zostre queste feste; pur erano in gran consultatione
-di sta liga, et fevano consigli et colloqui, dicendo se la seguisse
-_quid fiendum_. Benchè non credevano mai el Papa vi dovesse esser, et
-che dovevano partir li ambassadori eletti, uno qui l'altro a Milano,
-a dì 30 Marzo; che Napolitani erano mal contenti; che Franzesi fevano
-poca reputatione di loro oratori nostri; et che el Re havia habuto
-lettere de Franza da la Raina, che dovesse repatriar, et non star più
-a Napoli. Et poi per lettere de primo April accadette che Napolitani
-erano stati in arme tre zorni continui, zoè a dì 29, 30 et 31 Marzo, et
-_etiam_ la notte tutti stavano armati in le loro caxe, adunati insieme
-li Napolitani in li soi sezi. Questo perchè non potevano tollerar le
-insolentie de Franzesi. _Unde_ el Re molto di questo temete, nè ussiva
-di castello, et fece uno comandamento a le soe zente erano sparpagnate
-nel Reame, dovesseno redursi in Napoli, et fece in tre volte: prima
-li capi venisse a veder le feste voleva far; poi sotto man a questi
-ordinò facesse redur la zente, dicendo voleva haver consiglio da
-quelli principali; et revocò quelli 300 cavalli erano avviati verso
-Roma. Colonnesi erano mal contenti per el contado a loro concesso per
-el Re, et poi lo have suspeso, et messo a definir _de iure_ al suo
-conseio. Et è da saper che fo tratado acordo con questo sig. Prospero
-et Fabricio Colonna di acordarli al soldo di la liga, ma mai volseno
-romper la fede data al Re. _Item_ che el Re don Ferandino era con le 14
-galie lì a presso Napoli in mar come corsaro, _licet_ havesse Peruca
-corsaro _etiam_ con lui, nè lassava intrar alcun navilio in Napoli;
-et in questi zorni prese una galiota veniva di Provenza a Napoli
-carga di farine et carne salata et altre vittuarie, la qual li fo
-molto a proposito perchè dete una paga a la zurma, et el resto portò a
-Yschia. _Demum_ se intendeva voleva condor la Raina a Mazara, dove se
-ritrovava Alphonso suo padre, et eravi le cinque galie menò con lui sì
-che haveva 19 galie. _Tamen_ el Re de Franza feva gran pressa di far
-lavorar armada a Napoli, et divulgava voleva haver vinti galie. El sig.
-Virginio Orsini et Conte di Petigliano andavano per Napoli, ma non però
-che ancora fusseno expediti di esser presoni _vel non_, et _de iure_
-non erano, pur a ciò non venissero da le bande de qua, li teneva cussì
-a la longa.
-
-Ancora essendo li syneci et oratori di Otranto venuti a Napoli per
-formar li capitoli con el Re, et volersi render; et, quelli formati,
-ritornono per far levar le insegne de Franza con li messi di esso Re.
-Ma don Cesare de Aragona, fiul de Alphonso natural, con Camillo Pandon
-vicerè di la Puia, sotto specie di volersi render introno in la rocca,
-et con li soi amazono li custodi et levò le bandiere di re Ferando, et
-stete forti alcuni zorni: pur a la fine fonno licentiati dil popolo, et
-andono a Brandizo, don Cesare et Camillo Pandon, come dirò di sotto.
-Et mons. di la Spara, vicerè per el Re de Frenza, ivi andò con 200
-cavalli, et, habuto el dominio, ritornò.
-
-Et essendo division a Brandizo tra quelli cittadini, però che alcuni se
-voleva render, altri tenersi per caxa di Aragona, _unde_ fo divulgato
-20 albanesi, 20 schiavoni et 20 greghi dominava quella terra. Et
-questi introno in la fortezza, volendo al tutto man tenir le bandiere
-aragonese, et feceno drezar una forca dicendo, che se niun parlasse
-di rendersi a Franzesi subito da loro sarebeno impicati; per la qual
-cosa niuno ossava dir nulla. Fin questo zorno, che fo fatta la liga,
-per el re Ferando si teniva _solum_ questi luogi in Puia et Calavria,
-zoè Galipoli, Otranto, Brandizo, Cotron, Turpia et la Mantea, Yschia et
-Lipari. Aduncha questo Re de Franza havia ottenuto prima in Campagna de
-Roma, Terra di lavoro, Conti de Malfi, Calabria alta, Calabria soprana,
-Calabria bassa, Vasilicata, Terra d'Otranto, Terra de Bari, la Puia,
-Monte Gargano, Capitanata et l'Abruzo tutte le terre et castelli che
-dominava aragonesi, li qual a nominarli sarebbe tedioso.
-
-A Roma a dì 2 April venendo alcuni Sguizari da Napoli per numero 200,
-et essendo stati a tuor el perdon a San Piero, volendo partirsi, alcuni
-rimase da driedo, et se scontrò con alcuni de la guarda dil Pontifice,
-spagnioli, i quali havevano uno can di cazza assà bello, et quelli
-sguizari gel volse tuor, et loro difendendosi fonno a le man et alcuni
-fo morti. _Demum_ la guarda ditta, tutta se messe in ordene, et andoli
-driedo. Li qual Sguizari ussivano za de Roma, et fonno a le man. Fo
-morti zerca X Sguizari, tra i qual uno che combattè più di meza hora,
-_ut dicitur_, con X lui solo; _tandem_ sopravenendo Spagnoli fo morto,
-che per la sua gaiardia fo un pecato. Sopravene el capetanio di la
-guarda, et fo cessato de combatter, et ritornono ditti Sguizari con la
-fede in Roma. Questi erano nudi, senza calze, _tamen_ tutti havevano
-assà danari, et poi ritornono in li loro paesi. Et ancora per avanti
-ne passò per Roma alcuni altri partiti dal Roy. Poi a dì 5 ditto fo
-morto el capetanio de li officiali, chiamato barisello, el qual fo
-assaltato da Colonnesi et Savelli, et da poi disnar a hore 20 si arma
-el capetanio di la guarda dil Papa con zerca 300 per andar a trovar
-queloro l'havevano morto; et _tamen_ non li bastò l'animo de intrar in
-una caxa, ne la qual erano reduti zerca 500 in uno, de detti partesani
-et seguazi di Colonnesi, conscii a far questo delicto.
-
-Et a dì 7 ditto zonse a Roma li oratori senesi andavano a Napoli. La
-cagione di la sua imbassada ho scritto di sopra.
-
-Et havendo li oratori di la liga ordene de notificar a Roma a l'orator
-franzese la conclusione di la liga, deliberarono di redurse tutti in
-capella dil Papa, dove nel ussir si veneno a scontrarsi con ditto
-oratore; et eravi domino Garcilasso de la Vega oratore di Spagna,
-Hieronimo Zorzi nostro, et Stefano Taverna de Milano: non vi era de
-Maximiano a quel tempo in Roma. Et l'orator yspano fece le parole,
-et l'ambassador franzese mostrò molto dolersi, et qui fo ditte tra
-loro assà cosse, et cussì uno di l'altro si separò; et consultato col
-Pontifice, terminono non darli investisone alcuna. Ben el Pontifice
-advisò la Signoria dovesse far ogni provisione, et cussì Milano,
-che lui non havia danari da far zente et sarebbe el primo battuto.
-Era di opinione de condur el duca de Urbino a soldo di la liga con
-cavalli 800, et questo per cessar le novità di le parte di foraussiti
-de Perosa, come scrissi di sopra esser acaduto nuovamente; et,
-conducendolo, smorzeria tutte quelle novità.
-
-_Item_ che suo fiul Duca de Gandia, el qual era in Ispagna, havesse
-cognitione di la liga, et vegnerebbe in queste parte. Ancora concesse
-uno perdon plenario in la chiesia de San Marco el zorno si dovea
-publicar la liga. Et la copia di la bolla sarà qui posta a ciò el tutto
-chiaramente se intenda.
-
-
-_Indulgentia concessa in ecclesia sancti Marci Venetiis in die
-publicationis foederis[127]._
-
-Venne a Venetia in questo zorno 13 April do cittadini di l'Aquila, uno
-chiamato Jacobo de Beccatoribus, et l'altro suo nepote Hieronimus de
-Beccatoribus, i quali, come fo divulgato, veneno per nome de Aquilani
-promettendo, se la Signoria li volevano, li basterebbe l'animo de far
-levar San Marco a l'Aquila; et andono in Collegio davanti li oratori
-di la liga, erano vestiti di veludo biavo, con zerca 8 driedo. Et
-Venitiani pur li detteno bone parole, facendoli restar in questa terra;
-et spesso andava a la audientia; ma poi, visto che non fevano nulla,
-essendo stati alcuni mexi qui, ritornono a l'Aquila non molto contenti.
-
-Ancora è da saper che a Venetia era do oratori di la Comunità di
-Ragusi, zoè Zuan de Mence et Francesco de Sorgo, andavano vestiti a la
-Venetiana con barbe, et steteno zerca mexi 10, et volevano racomandarsi
-a San Marco, _licet_ fusseno tributarii, _attamen_ nostri li lassiasse
-lo adito potesse li soi navilii navegar nel colfo: questo perchè
-detteno vittuarie et favore a l'armada di re Ferando veniva contra la
-Signoria per favorizar suo zenero Duca de Ferara. Et poi che steteno
-questi mexi X in questa terra, a dì 3 Mazo si partino, et ritornono a
-Ragusi non havendo operato nulla.
-
-Et ancora venne in questo tempo do ambassadori de Cypro, zoè Piero
-Guri kav.r et Joachim Flato, et dimandono la Signoria volesse per
-beneficio di quella ixola mandar la secreta era a Nicosia, et redurla
-a Famagosta; et, ditte molte ragioni, _tamen_ fo decreto nel Mazor
-Consejo, dove mi ritrovai a ballotar ditta parte, che la segreta stesse
-_de cætero_ a Famagosta, et cussì, havendo ottenuto, ritornono.
-
-A Napoli, zonta che fo la nova a li nostri ambassadori dil concluder
-di la liga, et che dovesseno advisar di questo la Majestà dil Re, et
-essendo andati a dì 5 April la mattina in castello dal Re, per veder
-quello comandava zerca a l'orator suo mons. de Miolano designato a
-Venetia; el qual Re rispose: vi faremo ben a saper la deliberation
-nostra. Or, venuti fuora di camera, come fonno in sala, inteseno esser
-zonto lettere da Venetia, et terminono, senza andar et tornar, di
-mandarle a tuor, che _fortasse_ sarebbe cosa che bisogneria parlar col
-Re, come fo. Et venute le lettere, quelle lette, deliberano, perchè
-el Re voleva disnar, di aspettar ivi in sala fino Soa Majestà havesse
-disnato, poi haver audientia, et cussì fece. Et poi mandono a dir a
-Soa Majestà havevano da parlarli _secrete_ di cose importante. _Unde_,
-chiamati dentro in una sala, dove era el cardinal S. Piero _in Vincula_
-et mons. di Beucher soli, et tiratosi el Re da parte, Domenego Trivixan
-ambassador, per haver la lengua, li expose et notificò di questa liga,
-la qual era fatta per conservation di Stadi, per defender et varentar
-la Chiesia Romana et le raxon de l'Imperio, et non per offender Soa
-Majestà. _Unde_ molto el Re se dolse, non possendo quasi tolerar,
-dicendo: la Signoria mi ha fatto una gran onta, nol criti (_credetti_)
-mai per la lianza etc. Et pur digando li oratori, questo era fatto
-per conservation di Stadi, perchè intendevano el Turco faceva grande
-armata, et el Re disse: Come? non ho io Stado in Italia? et li ho mandà
-a dir a la Signoria che, si vuol far liga con niuno, mel faci a saper,
-e a hora che tutti li pazi di questa terra el sa, me lo vegnè a dir!
-L'è sta grand'onta, et io ho sempre conferito con vuj ogni cosa, ma da
-qui avanti non ve dirò alcuna cosa, come non lo fa la Signoria, che la
-non puol navegar al viazo de Fiandra se mi non voglio. Ha fatto liga,
-sì, perchè il Turco fa armada! I hanno gran paura de Turchi! Vorria che
-i venisse di qua! Et li oratori rispose: Vostra Christianissima Majestà
-non ha provado guerra con Turchi, come nui 17 anni di longo. Et cussì
-dolendosi el Re se tirò a una fenestra, dove era li do nominati di
-sopra, et diceva: _per ma foi_, è sta fato grande onta! Et intendendo
-_etiam_ mons. di Beucher la cosa, benchè ancora non fusse zonto el
-corier de mons. di Arzenton, ancora lui si alterò di parole, dicendo:
-La Signoria ha fatto molto mal contra el Roy. Et el cardinal San
-Piero _in Vincula_ zercava de bonazar el Re, dicendo: Christianissima
-Majestà, non sarà altro; hanno fatto per ben; _et similia verba_.
-_Unde, conclusive_, dimostrò esser molto amigo de Venitiani. Et el Re
-disse: Con el Re de Spagna li ho dato Perpignan et Elna, et Maximiano
-con una lettera el farò star indrio. El Papa et Ludovico dicendo
-gran mal, et menazando molto ditto duca de Milano. Et che lui era
-sta pregato dal Re di Ongaria, Portogallo et Ingilterra et Scocia et
-da altri Re di far liga, et mai non havia voluto far. Or poi, disse,
-_domini oratores_, è parso a la Signoria de far questa liga senza darne
-alcun avviso, cussì nui faremo quello ne parerà senza farli a saper
-nulla. Et li oratori vedendo el Re assà sdegnato tolseno licentia,
-et el Re apuzato a la fenestra a pena se voltò a darli licenza. Et
-ritornò a caxa, et subito scrisse a la Signoria dimandando licentia de
-ripatriar, perchè erano mal visti et poco ussivano di caxa.
-
-A Milano el Duca intendendo veniva zente in Aste per venir di qua,
-et a ciò fusse serati quelli passi, terminò di mandar le soe zente a
-tuor Aste dil Duca di Orliens, dove diceva haver certo tratado dentro.
-La qual terra di Aste è a li confini de monti, et mia 7 lontano
-di Alexandria di la Paia. Et cussì a dì 6 April dette carta bianca
-sottoscritta di sua mano et el stendardo et baston al sig. Galeazo di
-Sanseverino suo zenero; et quello fece suo capitano; el qual, insieme
-con suo fratello Antonio Maria, conte Joanne Boromeo, sig. Nicolò
-de Corezo, sig. Galeoto di la Mirandola, conte Christofano Torelli,
-conte Ugo di Sanseverino, alcuni signori da Carpi et Galeazo Visconti
-comissario con altri conduttieri et Filippo dal Fiesco capetanio di
-la fanteria, in tutto zerca cavalli 3000 et fanti 4000, andar dovesse
-con el campo verso Aste; et se in questo mezo non poteva haverla, esso
-Duca medemo, passato el zorno de Pasqua, verebbe in persona. Et ordinò
-zernede et guastadori, facendo fanti, et deva danari a li condottieri,
-et cussì augumentava el campo, et dette paga, come fo ditto, a homeni
-d'arme 450. Quello succederà scriverò di sotto.
-
-Tutti tre li sui ambassadori andavano in Collegio a consultar zerca
-questa materia, et fo consultado in Pregadi, et scritto a l'ambassador
-era a Milano la opinione dil Senato.
-
-Ancora è da saper che el conte Caiazo, habuto in Reame dal Re el suo
-stado, havendo lettere da Milano dovesse partirsi, tolse licentia di
-ritornar a Milano, la qual ge fu data dal Re; _tamen_ lassò in Reame
-soa moglie, et partì a dì 8 April di Napoli, zonse a Roma a dì 16, et
-a dì 21 de lì se dispartì, et venne di longo a Milano con 100 cavalli
-lizieri et zonse a Milano a dì.... _Tamen_, zonto che fo a Roma, el
-Pontifice molto lo exhortò che dovesse remagner ivi, et lui mai vi
-volse restar.
-
-È da saper che in questa terra a dì 28 Marzo zonse una caravella di
-Puia con stera 1800 di formento di raxon dil re Ferendo, et l'orator
-suo Spinelli, inteso questo, andò da la Signoria dicendo voleva tal
-formenti. _Etiam_ Mons. di Arzenton orator franzese li voleva, dicendo
-che el suo Re, havendo el Reame tutto, et _maxime_ tutta la Puia, però
-che a dì 21 ditto venne tutto sotto el suo dominio, eccetto Brandizo,
-a Soa Majestà apparteneva. Et, attento che ditta caravella era partita
-dal cargador X zorni avanti che 'l Re de Frenza intrasse in Napoli,
-et per questo fo judicato ditti formenti aspettar a l'orator di re
-Ferando. Il qual formento li fece bon servitio, perchè za li era
-mancato danari, e _tamen_ stava con la fameglia et in reputatione come
-orator dil Re, et Mons. di Arzenton have pacentia di questo.
-
-
-
-
- CLARISSIMO EQUITI HYERONIMO GEORGIO REIPUBLICÆ VENETÆ ORATORI
- FACUNDISSIMO APUD ALEXANDRUM VI ROMANUM PONTIFICEM MARINUS
- SANUTUS LEONARDI FILIUS PATRICIUS VENETUS SALUTEM.
-
-
-Niuna cosa ho extimato esser più degna nè di mazor laude, Magnifico
-Orator, che lassar qualche memoria di fatti loro, a ciò ne li
-posteri seculi, ben siamo polve, lo nome vi si oda et rimanga.
-Et questo cadauno desiderar dovrebbe, et sforzarsi con ogni sua
-possa di exercitarsi in tal operatione, che il nome loro non vadino
-in oblivione, et quelli, sì come sono dediti et nati sotto varie
-constellatione et pianeti, secondo la varietà di cieli dovrebbeno in
-quello che si poneno a seguitare fare tale operatione, che, da poi
-separata l'anima dil corpo, mediante la fama restassino immortali.
-Perchè, se vogliamo leggere le antique historie, se trova in ogni
-arte homeni excellenti sono stati, di li qual parlerassi fino el mondo
-dura. Io veramente, seguendo questa mia opinione, in ogni età datomi
-a studii et a prendere qualche dottrina, sempre ho voluto exercitarmi
-in quello che _fortasse_ da huomini più maturi sarebbe stato bisogno:
-come di qualche particella Toa Magnificentia ne è vero testimonio; et
-già di la città nostra veneta alcuna cosa degna di memoria, mentre eri
-a la legatione gallica, a Toa Magnificentia dedicai. Al presente io
-già di età trigenario essendo, ho voluto non senza fatica grandissima
-descrivere quello che Carlo re de Franza in Italia in questi doy anni
-operò. Questo perchè _omni eventu_ si veda et intenda come passono
-questi tempi, et le mutatione di stadi; opera assà grande et partita
-in cinque libri. Et havendosi Toa Magnificentia _sapientissime_
-operato in questa legatione al Summo Pontifice non manco utile che
-necessaria, come quelli lezendo questa potranno chiaramente comprendere
-il tutto, et _etiam_ per le affinità et amore quella mi porta et ha
-sempre portato, mi ha parso cosa condecente uno de questi libri a Toa
-Magnificentia dedicarlo; non potendo con altro dimostrare al presente,
-amo, honoro et magnifacio quella, et _non solum_ io, ma _etiam_ tutti
-nostri patricii te sono grandemente ubligati, perchè in questa età
-tua già sexagenaria _et ultra_, passato le Alpe, e _continue_ esser
-a presso di la Santità dil Nostro Signor, et in colloqui con Rev.mi
-Cardinali et oratori de diverse parte, et haversi ritrovato ivi in
-tante ardue et importante materie, per le novità di quelui, al qual già
-è diece anni che Toa Magnificentia vi fu ambassadore et ricevette da
-Soa Majestà benemerito la militia.
-
-_Ergo_, concludendo, la Republica nostra ti debbono essere summamente
-ubligata, perchè queloro che senza alcuna utilità si fatica per quella,
-_non solum_ merita laude, _licet_ sia sua patria, ma ancora la gratia
-del Senato, la qual _sine dubio_ per toi degnissimi portamenti son
-certo l'hai acquistata. Et che sia vero, la experientia ne dimostra
-che volendo a li zorni passati Toa Magnificentia repatriar, _sæpius_
-exhortando el Senato de haver licentia, et fusse eletto el tuo
-successore, _unde_ nostri per haver non manco de bisogno de haver
-tal huomo ivi a Roma, che dil suo consiglio quivi, hanno voluto Toa
-Magnificentia ancora resti in tal legatione, per la pratica presa, la
-benivolentia acquistata col Summo Pontifice et Cardinali, le saggie et
-accostumate risposte, le parole exquisitissime, et, _conclusive_, li
-toi boni portamenti; et _continue_ tenir advisata la Republica di ogni
-successo, _maxime_ in queste ultime turbatione ha Ferdinando re ancora
-con quelli Franzesi restò in Reame, le qual, _ut spero_, haverà bon
-exito.
-
-Adoncha, Clarissimo equite, ti degnerai de lezer quello che el tuo
-Sanuto, affine, non inmemore di Toa Magnificentia, in questi anni ha
-scritto, et _demum_ reduta al modo vi è, a tempo di la mia egritudine,
-et cognoscerai che più presto non ho voluto lassare queste vigilie
-senza ponervi la mano, _licet_ febrato fusse, che atender a la
-curatione dil male havia; però che nel componere vi bisognava ponervi
-il senso, el qual _fortasse_ è stato causa di la longezza di quella, et
-vedrai che ho desiato più presto la perpetua fama, _licet_ poca habbia
-essere, cha il viver presente, et se ben biasemato fusse, come son
-certo sarò da alcuni dil vulgo ignorante che si doleno de non far loro
-tale operatione, pur qui lezendo Toa Magnificentia che se ha ritrovato
-ne le cosse, vederà se ho scritto la vera verità, et se in alcuna cosa
-harò mancato, se degnerà de correggere, et cognoscerai quanto Marino
-tuo è a Toa Magnificentia dedicato. _Vale, Clarissime Eques, et me, ut
-soles, ama. Ex Urbe Veneta, ultimo Xmbris_ 1495.
-
-
-
-
-MARINI SANUTI LEONARDI FILII PATRICII VENETI DE ADVENTU CAROLI REGIS
-FRANCORUM IN ITALIAM ADVERSUM REGEM NEAPOLITANUM. INCIPIT LIBER TERCIUS
-FELICITER.
-
-
-Essendo sta ordenato qui a Venetia, quando fo sigillato li capitoli di
-la liga, a ciò tutti li colligati in uno zorno potesseno far publicar
-solennemente ditta federatione, che la Domenega di le Palme fusse
-publicata, et spazati li corrieri in diverse parte a notificar a li
-colligati cussì dovesseno far; _etiam_ comandò a tutti li Rettori
-nostri, si da terra come da mar, però che da dì ultimo Marzo fino a
-dì 12 April haveno assà tempo. Et venuto el zorno constituito, essendo
-sta el zorno avanti mandato a dir per el Prencipe a Mons. di Arzenton
-orator dil Re de Franza, che li piacesse de voler venire la matina
-seguente a una solenne processione; el qual, _conclusive_, rispose
-non se sentir ben, et non volse venir, et fense di esser amalato,
-_tamen_ era visto per la terra, et non andò in Collegio dal zorno li fo
-notificato la liga fino a questo zorno che andò, come dirò di sotto. Et
-a ciò non manchi in niuna cosa, ho deliberato descriver l'ordene di le
-cerimonie fo fatte in questa terra in tal zorno. Prima sopra la piaza
-di San Marco fo fatto a torno legni, con li panni di sopra per schivar
-el sol, sì come se suol far el zorno dil Corpo de Christo; la qual
-cossa in altri tempi de liga et paxe non fo fatto. Et fo messo mazzi a
-torno li legni etc. _Item_ fo messo sopra la chiesia de S. Marco, zoè a
-la fazzà, do stendardi sopra altenele, uno per banda, i qual erano uno
-de Marco Barbarigo fo prencipe, l'altro de questo presente Serenissimo;
-zoè quelli che portano sopra el Bucintoro. _Etiam_ fo messo questi
-altri stendardi de capetani zeneral da mar... El primo era quello de re
-Zacho de Cypri; quello de Christofolo Moro doxe, quando andò in Ancona;
-quello de Orsato Zustignan; quello de Vettor Capello; quello de Triadan
-Gritti; quello de Piero Mocenigo; quello de Vettor Soranzo, de Jacomo
-Marcello, et uno da ca Moro, _videlicet_ de Damiano fo capetanio in Po.
-_Item_ stendardi de provedadori di l'armada in mezo, zoè de Nicolò da
-ca da Pexaro et altri. Et fo messo olivo mazzi ligati sora la Chiesia.
-Ancora fo messo panni d'oro a le colonnele di la Chiesia da una banda
-a l'altra sopra la piazza, cossa nuova et _numquam_ più fatta. Sora el
-campaniel fo messo bandiere de galie, et trato de molti schiopetti,
-che era una beleza a veder, a sentir, con gran soni. In piazza era
-grandissima quantità de zente, _adeo_ non se poteva passar nè andar a
-torno; per tutto era pieno. Fo indicato esser tra piazza, sul palazzo,
-balconi et in Chiesia, n.º 68 milia. Dil palazzo dil Prencipe fo messo
-fuora de balconi sora la corte li 8 stendardi porta quando va con le
-cerimonie li zorni ordinati et solenni, et tutti sì li ambassadori
-_quam_ patricii veneno a bonhora. Prima venne el legato, el qual andò
-in Chiesia ad apararsi et disse la messa; et l'altro, zoè D. Aloysio
-Becheto, andò con la Signoria: poi venne Ferrara, poi li tre de Milano,
-poi Spagna et ultimo Maximiano. Et cussì adunati, venne la Signoria
-zoso dil palazzo, et intrò in Chiesia, dove era tanta moltitudine di
-persone che non se poteva intrar, sì venuti per la indulgentia, _quam_
-per veder le cerimonie. Vi era _etiam_ el Patriarca nostro, et ditto
-l'officio dil zorno, et dato le palme, veneno fuora pur col Prencipe et
-oratori, et butato _more solito_ le corone zoso di la Chiesia, in segno
-di leticia de l'intrar de Christo in Hyerusalem, ritornono in Chiesia
-dove solennemente fo ditto la messa per ditto legato, et nunciato la
-bolla dil perdon in tal zorno concessa, sì come è notata avanti nel
-secondo libro, senza offerir pecunia.
-
-Comenzò poi andar a torno la piazza la processione, zoè intravano in
-Chiesia presentandosi al Prencipe, poi andava a torno la piazza et
-l'ordene quivi sarà posto. Prima la scuola di la Charità con 40 dopieri
-in aste dorate, et 16 anzoli con varie cosse et arzenti in mano, una
-ombrella con una † sotto, dove è dil legno di la † de Christo in una
-ancona a la greca donata a ditta scuola per el Cardinal Niceno. Poi
-un'altra con una ancona di nostra Donna assà miracolosa. Un'altra con
-una cassetta lavorata benissimo de crestallo et smalto, ne la qual
-era la camisa de Christo et altre reliquie. Poi alcuni anzoli con le
-arme di collegati in mano; prima Milan, Venetia, Spagna, Maximiano et
-Papa, poi S. Marco. Poi uno carro portato da fachini, sora el qual era
-vestiti da Davit propheta et Abigail con una navicella bellissima et de
-gran valor de crestallo, piena de fermento, davanti. Venne poi sopra
-uno altro carro Italia et Venetia con altre provincie a torno pur de
-Italia, et putini havea brievi dicea: Liguria, Feraria etc. Dopo queste
-cosse venne de quelli di la scuola vestiti n.º 500 con candele in mano.
-La scuola di la Misericordia, dopieri, _ut supra_, n.º 66 dorati, do
-anzoli, puti picoli seracini, fo bel veder; poi 5 anzoli con arme di
-la liga in man, poi 6 altri con corni de divitia, un'ombrella con una
-cassetta de reliquie et una ancona d'arzento davanti, un'altra con
-la man de S. Theodosio sotto, et alcuni dopieri grandi portati a man;
-una ombrella et sotto uno presepio d'arzento, et altre reliquie: et le
-mazze di le umbrelle d'arzento, cossa che niuna scuola ha, e tutti con
-palme in mano. Li batudi de questa scuola n.º _ut supra_. La scuola
-di San Rocho con dopieri 30 doradi avanti el Crucefixo; poi anzoli
-con arme di la liga, et el Doxe nostro; poi una Justicia a piedi con
-la spada et balanze in man; poi 20 dopieri su aste d'oro, 10 davanti
-et 10 da drio l'ombrela, sotto la qual era el deo de S. Rocho in un
-tabernacolo, et avanti era portato un gran cierio beretin, batuti n.º
-_ut supra_. La scuola di S. Marco con dopieri 40 dorati, anzoli con
-corni de divitia 9, et 12 con le arme di colligati. Venne poi uno carro
-portato da homeni, su el qual era el Duca de Milano vestito d'oro con
-el bisson davanti a li piedi, et do vestiti da mori negri, con casacche
-moresche, de driedo, perchè questo è 'l suo cognome di Lodovico Moro;
-et era scritto davanti el carro queste lettere: _Pervenerunt Principes
-conjuncti_. Poi venne una Justicia con uno specchio in mano et uno
-lion davanti, et era scritto: _Dissipa gentes quae bella volunt_. Poi
-venne el Re et Raina de Spagna sentati, con do vestiti a la castigliana
-da driedo, con spada in mano et era scritto: _Dies super dies regis
-adjicies_. Poi venne Maximiano come Imperator con l'aquila, vestito
-a la Todesca, et queste lettere davanti el carro suo: _Cuius Imperii
-nomen est in aeternum_. Poi venne el Pontifice con la mitria in testa
-et le chiave, et diceva: _Credentium erat cor unum et anima una_.
-Et è da saper che tutti questi, come fonno davanti la Signoria, fo
-refferito questi versi in significar chi erano quelli. Primo Milano:
-Questo è colui che 'l sceptro justo in mano — Tien dil felice stato
-de Milano. Signoria de Venetia: Potente in guerra et amica di pace —
-Venetia il ben comun sempre ti piace. Re et Raina di Spagna: Questo è
-il gran Re di Spagna e la Regina — De infedeli hanno fatto gran ruina.
-Maximiliano: Viva lo Imperator Cesare Augusto — Maximian re di Romani
-justo. El Pontifice: Questo è papa Alexandro che corregge — L'error dil
-mondo con divina legge. Oltra di questo venne un'ombrella sotto la qual
-era l'anello di San Marco. Poi un'altra con una anconeta adornata di
-zoie bellissime, d'arzento dorato, la qual era di Domenego di Riero.
-La scuola di S. Zuanne venne poi con dopieri 40 dorati et anzoli XI
-portava arzenti, poi uno Christo portado da uno anzolo, una fontana
-butava aqua odorifera, poi el mondo tutto in una balla de carta, poi
-6 anzoli con arme di la liga, un'ombrella con uno San Zuanne antico,
-poi cinque altre ombrelle con varie reliquie portate da sacerdoti. I
-tabernaculi poi, sotto uno el capo de Santa Maurina; poi dopieri grandi
-a man, el primo de S. Martin sotto un'ombrella, et poi una ancona greca
-da Constantinopoli, et dopieri 40 la mità avanti et la mità da driedo
-su aste piccole dorate; poi la ombrella d'oro, sotto la qual era la
-Croce Santissima ch'è molto miracolosa. Et quelli di la scuola havia
-dopiereti in man, in loco de candelle, et fo gran numero.
-
-Poi venne li frati. Prima li Jesuati. Poi li frati di S. Sebastiano
-con caleci in man. Poi de S. Maria di.... con corparuoli, calesi et
-pennelli in mano, et el piè de San Paulo primo heremita inarzentado.
-Poi li Crosechieri con assà reliquie, et la cossa di San Christofalo
-portata su uno edificio da homeni, et la testa di Santa Barbara su
-uno soler. Poi li frati di Servi apparati: la testa d'arzento di S.
-Zuanne papa et di Santa Maria Cleophe. Poi li frati di Carmini con assà
-teste de Santi et 20 fratoncelli vestiti da.... anzoli. Poi li frati
-di San Stephano con fratoncelli 14 con confetiere in mano, et li frati
-belli aparamenti con pianete di perle lavorate et assà arzenti. Poi
-li frati di S. Francesco: prima Santo Jopo (_Giobbe_) et S. Francesco
-di la Vigna, Observanti et fratoncelli vestiti da anzoli, uno di
-qual portava S. Marco fodrà di varo: _demum_ venne li Conventuali con
-fratoncelli con pennelli in mano; uno soler sora el qual era el duca
-de Milan sentado, con una cadena in man, era incatenada tutta la liga;
-poi venne Venetia con l'arma dil Doxe et una vera bareta ducal; poi
-el Re over Raina de Spagna; poi l'Imperatore et el Papa con lettere
-diceva: _Fides Apostolica_; apparati frati n.º 38. Poi venne li frati
-di S. Zanepolo, con fratoncelli con candelieri d'arzento et pennelli:
-et prima era S. Domenego et S. Piero Martire, zoè tutti insieme; poi
-le arme di colligati portate su corni di divizie assà aparati; et do
-candelieri grandi d'arzento. Frati di S. Salvador et Santo Antonio con
-una † ornata di seda benissimo, con reliquie in tabernaculi; _item_
-el brazo de S. Luca d'arzento, con una penna in mano, assà teste de
-Santi portate in mano, ancone con assà reliquie dentro, inarzentade,
-la.... et mitria dil suo abate per esser abazia. Poi li frati di Santo
-Spirito con bei apparamenti, li frati di la Charità et San Chimento
-(_Clemente_) a uno, li frati di S. Zorzi mazor et S. Nicolò de Lio, la
-man de S. Zorzi et una man de arzento de Santa Lucia, et la testa de
-San Jacomo, poi l'abate con la mitria et baston pastoral avanti. Poi
-venne li frati de Santa Maria de l'Orto co S. Zorzi di Alega, con cotte
-di sora da canonici.
-
-Da poi successe li preti, et prima la Congregation de S. Salvador,
-sono 9 congregation et in tutte preti 36 et non più. Poi S. Canzian,
-ne la qual era el brazo de S. Zuanne Grixostomo et altre reliquie. Poi
-San Silvestro, poi S. Marcuola et el brazo de S. Anna, et una ombrela
-de veludo biavo fo de uno Doxe da ca Memo lassata a ditta Chiesia,
-et la man destra de S. Zuanne Battista in uno tabernaculo, portata
-sopra uno edificio. Poi venne la congregation de S. Luca et el pè de
-S. Triphon inarzentado. Poi Santa Maria Formoxa et il pè de S. Dimitri
-inarzentado. Poi Santo Anzolo, poi S. Polo. Et S. Maria Mater Domini fo
-l'ultima, con el brazo de Santa Agata inarzentado.
-
-Et compito ditti frati et preti, venne fuora de Chiesia, sonando
-campanon, la Signoria. Come fu a presso la piera dil bando, la qual
-è di porfido, et in quelli zorni fo alzata, sonando prima trombetta
-assà, poi per Battista comandador fo publicata ditta liga, la qual
-publication sarà qui sotto scritta. Et compito, fo sonato _iterum_
-trombette et campanon, et trato assà schiopeti et bombarde dil
-campanil.
-
-Poi seguite la processione. Prima trombete de galie n.º 32; do dopieri
-d'arzento avanti la †. Poi el capitolo de S. Marco. Comandadori dil
-Dose vestiti de biavo con barete rosse in testa col marchetto n.º 24.
-Li scudieri di Maximiano, zoè di soi ambassadori, con calze tutti a una
-divisa, et zuponi che fo bel veder. La fameglia dil Legato et oratore
-dil Pontifice, quelli di la cancelleria, li canonici de Castello alcuni
-aparati, el Patriarca dagando la benedition con la mitria in testa. La
-bolla di la indulgentia portata avanti aperta su una maza, el legato
-aparato con la mitria et andava dagando la benedition, et canonici de
-S. Marco aparati a torno sì de lui come dil Patriarca. El Canzelier
-grando con alcuni secretarii de Collegio, zoè Zuan Zacomo di Michiel,
-Alvise Manenti secretarii dil Consejo di X; Gasparo di la Vedoa et
-Zaccaria.... Bernardin di Ambrosii de Collegio. Una palma bella portata
-davanti, el Prencipe vestito de restagno d'oro, l'orator dil Papa
-de veludo paonazo, l'orator de Maximiano, zoè el decano, de veludo
-cremesin, et l'altro cavalier pur de veludo con catena al collo d'oro,
-l'orator yspano de veludo cremesin con cadena, l'orator de re Ferando
-_etiam_ de veludo, _ut supra_, con cadena, lo episcopo de Como, orator
-de Milano, domino F.º Bernardin Visconti con una vesta corta d'arzento
-sopra rizo et cadena ligada per non esser cavalier, et domino Thadeo
-de Vico marcà, terzo orator, damaschin cremesin et una cadena molto
-grossa al collo, l'orator de Ferrara et quello de Mantoa, Piero Dandolo
-primicerio de S. Marco, et magistro Joachim Venitiano Zeneral de Frati
-Predicatori, poi D. Tuciano baron de Hongaria, habita qui a Venetia,
-et don Consalvo fiul di l'orator yspano con cadena al collo. _Demum_
-un corsier et uno procurator, li consegieri è nominati di sopra, zoè
-quelli fo a la conclusione di la liga, et questi procuratori: Nicolò
-Mozenigo, Fedrigo Corner et Domenico Moroxini, Christofol Duodo, Felipo
-Tron et Lunardo Loredan; poi li Cai di XL, fiuli dil Prencipe, et
-Avogadori; tra i qual Bernardo Bembo dottor, avogador, vestito d'oro;
-poi li Cai dil Consejo di X; _demum_ li cavalieri et quelli haveno
-veste d'oro: noterò Thoma Zen, Piero Balbi con manto bellissimo, Zorzi
-Corner, Polo Pisani venuto in questi zorni da Roma, et cadena sora
-la vesta, Zaccaria Contarini, _etiam_ con cadena, Battista Trivixan,
-Marco Dandolo dottor et Francesco Capello; et questi cinque havevano
-manto d'oro sopra la veste, zoladi sulla spalla, che era bellissimo,
-altri cavalieri et dottori vestidi de seda tutti, et poi per età de li
-altri senatori numerati tutti n.º 180, vestiti d'oro come ho ditto,
-n.º 8 cavalieri, et de seda, 80 altri de scarlato et sarebbe stato
-assà più se non fusse sta la nova di le galie de Fiandra, la qual do
-zorni avanti fo verificada, et tutti levono corrotto, et in piazza era
-assà veste di scarlato, _præter solitum_, perchè se usa negro. Compita
-la processione et accompagnato el Prencipe in palazzo, tutti andono
-in caxa, et l'hora era molto tarda, et tutto quel zorno fo sonato
-campanon a S. Marco et ancora per tutta Venetia. Et in questa mattina
-Bartholomeo Zorzi proveditor di l'armada messe banco, et _etiam_
-Marin Barbo soracomito. Questo fo fato, a ciò si vedesse nostri dava
-principio a voler far fatti, et la sera drio se partì Piero Bembo
-soracomito et andò a Corphù. In questo medemo zorno venne lettere
-de Napoli molto desiderate, di la risposta dil Re, quando li nostri
-oratori li notificò la liga, et el zorno drio li oratori di la liga
-veneno in Collegio, et fo mostrato ditte lettere et consultato.
-
-La sera veramente fo fatto su la piazza de S. Marco do gran fuogi de
-assà legne de carra 20, mandate per la Signoria, et fo messo, oltra
-le legne brusavano, per puti quelli legnami potevano trovar lì in
-piazza, et ancora per ogni colonna dil palazzo era una lumiera _ita_
-che fu n.º.... a torno a torno tutte impiate a una botta, et si andava
-refrescando che pareva fusse zorno, et era bellissimo veder. Sopra el
-campaniel fo messo assà lumiere, trato di molte rochete et schiopeti,
-sonando campanon et assà moltitudine de zente fino 6 hore steteno in
-piaza. Ancora sopra altri campi fo fatto fuogi, et per li campanieli
-di le chiesie, et a San Bortholomio per Todeschi assà lumiere, _etiam_
-a caxa de li ambassadori di la liga. Et questo basti quanto a queste
-cerimonie, et cognosco esser stato molto longo, ma ho voluto el tutto
-descriver et la publicatione fo a questo muodo: la qual fo butata in
-stampa con cinque virtù: al Papa, _fides_; Imperator, _justitia_; Re
-de Spagna, _fortitudo_; Venetiani, _prudentia_; et duca de Milano,
-_amicitia_.
-
-
-_Questa è la publicatione di la liga_
-
-El Ser.mo et Exc.mo Prencipe nostro, d. Augustino Barbarigo a tutti
-dechiara et fa noto che in nome dil Summo Creator e di la gloriosissima
-madre Verzene Maria et dil protetor nostro misser S. Marco et de
-tutta la corte celeste, in questa nostra città, fra el santissimo
-et beatissimo in Christo padre et sig., sig. Alexandro per la divina
-provedentia papa VI, el Ser.mo et Exc.mo sig. Maximiliano Re de Romani
-sempre Augusto, li Ser.mi et Exc.mi Sig.ri Ferdinando et Helisabetha
-Re et Raina de Spagna, esso nostro Ill.mo et Exc.mo Prencipe et
-l'inclita Signoria nostra, et lo Ill.mo et Exc.mo Sig. Ludovico Maria
-Sforza anglo duca de Milano etc. etc. et gli successori, adherenti et
-ricomendati de cadauna di le parte preditte a honor dil nostro Sig.
-Dio, a fin de pace et tranquillità de tutta Italia, ben et comodo di
-la Republica Christiana, felicemente è sta conclusa, fata et fermada
-bona, vera, valida et perfecta intelligentia, confederatione et
-liga, duratura ad anni XXV _et ultra_ ad beneplacito de esse parte,
-per conservatione di la dignità et autorità di la Sedia Apostolica,
-protetion di le raxon dil Sacro Romano Imperio, et per defension et
-conservation de li Stadi de cadauna di le parte et soi adherenti et
-recomandadi, la qual confederation et liga per le ditte parte è sta
-deliberado che in questo zorno per tutto el dominio, et in ogni cità
-de cadauna di le parte preditte solenemente publicar se debbi, a gaudio
-universal et consolatione di tutti. Eviva S. Marco!
-
-Et in questo medemo zorno a Milano fo fatto solenne procession et gran
-feste per la terra, et per tutto el suo dominio, et fo publicata, et fo
-invidato Mons. di la Ruota orator dil Re de Franza, el qual non volse
-esservi, ni _etiam_, Joan Baptista Redolphi orator fiorentino; et come
-fo publicata, de lì a pochi zorni el Duca andò a Vegevene, et in Milano
-rimase Sebastian Badoer cavalier ambassador veneto.
-
-A Roma _etiam_ fo fatto in tal zorno gran solemnitade, perchè,
-havendo benedetto le palme, andò el Pontifice a S. Piero, et el card.
-Benevento, fo nepote de Innocentio, disse messa, et mostrato uno legno
-de quelli fo ficato el Redemptor nostro su la †, con molta devotione,
-et in chiesia tutti oltra l'olivo haveva una candela in mano. Et fo
-fatto una oratione per el vescovo de Concordia, vicentino de caxa
-Chieregato, in laudatione di tal liga; la qual qui sotto sarà scritta,
-et poi publicata. Tutto quel zorno in Roma sonò campane, et in castel
-Santo Anzolo trombe, et in caxa de Cardinali grande alegreza, et in
-caxa di l'ambassador veneto fo tenuto corte bandia, con confetione
-etc.; tutti cridava: Marco! Marco! Et a questa processione non vi volse
-venir el Cardinal di S. Dionisio franzese, nè l'orator de Franza. Et
-poi la sera et in castello et caxa de Cardinali, prelati et ambassadori
-fo fatto gran fuogi et lumiere, et dil veneto più di 100 lumiere a
-torno la sua caxa, et fatto do gran fuogi in segno de consolatione. Et
-el zorno driedo, fo a dì 13 April, l'ambassador ditto dil Re de Franza
-partì da Roma mal contento, et ritornò a Napoli.
-
- _Sermo habitus Rome in ecclesia Sancti Petri in die palmarum
- anno domini 1495 coram Sanctissimo in Christo Patre et Domino
- nostro D. Alexandro divina providentia Papa sexto in publicatione
- confederationis inite inter ipsum ac Romanorum et Hyspanie
- reges, Venetorumque atque Mediolanensium duces per reverendum
- dominum Leonellum de Chieregatis decretorum doctorem episcopum
- Concordiensem ac Sanctitatis sue referendarium domesticum[128]._
-
-In terra todesca dal Re di Romani fo publicata a Vormes, dove el re
-Maximiliano feva la dieta, et havia principiata a dì... ditto con gran
-cerimonie per tutta la Elemagna. Et _quam primum_ che a Venetia fo
-publicata, el zorno drio, fo a dì 13 April, li do altri soi Ambassadori
-tolseno licentia da la Signoria, dicendo voleva andar contra el suo Re.
-Ai qual el Prencipe li usò benigne parole, digando: Fate pressa a Soa
-Majestà che 'l vegni, che li daremo ogni favore, et quello in Italia
-molto desideremo. Ancora li nostri ambassadori a Soa Majestà presto
-expediremo. Et habuto li presenti, prima se partì el decano, et don
-Leonardo Felz rimase per essere amalato; _tamen_, el dì driedo Pasqua,
-_etiam_ lui si partite.
-
-
-_Quello acadete a Venetia, Roma, Napoli, Milan et altre parte dil mexe
-_(di Aprile)_ 1495, zoè da poi la publicatione di la liga._
-
-Domente tal cose si fanno, in mar essendo fuzito di le man di Zoan
-Francesco Venier soracomito nostro volonteroso di haverlo et prenderlo,
-Camalli turco, come scrissi ne l'altro libro, a hora venne sul mar
-insieme con uno altro corsaro chiamato Richi, pur di natione turco, et
-haviano una nave di botte 400, una barza di botte 200, do fuste grande
-et do gripi tutti armati. _Unde_ Hieronimo Contarini proveditor di
-l'armata con do altre galie dalmatine li andò contra per investirli,
-et haver di lui vittoria, et cussì fonno a le man, et ne fo morti
-de la sua galia, che investite, assai, et feriti zerca 70, et se le
-altre galie dalmatine havesse seguito, senza dubio Camalli saria sta
-preso, overo in mar anegato et in battaglia morto; ma si excusono non
-haveano bone vele. Et questo fo in l'Arzipelago, sora Schiati Scopuli.
-Et havendo assà combattuto, sopravenendo la notte, ditta galia dil
-proveditor al meglio potè se slargò, et con le altre ritornò a Modon et
-Camalli andò via, nè qual volta tenisse non se intese. Ma non molto da
-poi essendo Antonio Grimani procurator capetanio zeneral a Sapientia
-a presso Modon, visto di lonzi una fusta, mandò Antonio Loredan
-soracomito con do galie, zoè istriana et zaratina, a investirla,
-et cussì la galia zaratina, per esser bona, do volte investite, et
-quella fusta averze per mezo, la qual era de ditto corsaro, et Turchi
-fonno in aqua; _tamen_ pur zerca 95 era su ditta fusta, li qual prima
-fusse investiti, con archi et freze sagittavano nostri. Et de ditti
-fo morti et anegati, et 25 solamente presi vivi, et quelli portati a
-presentar al capetanio zeneral era a Modon venuto per complir de far li
-stratioti. El qual ordinò fusse ligati le man et li piedi, et butati in
-mar per anegarli; et cussì fo fatto: _unde_ el capetanio loro, quando
-era ligato se la rideva; et li fo dimandato da quelli sapeva la lengua
-la cagione dil suo rider. Rispose io ne ho anegati tanti christiani con
-le mie man, che l'è raxon sia anegato ancora mi da christiani. Et cussì
-fonno butati in mar, et benchè fusseno ligati, uno d'essi si desligò et
-andono alcuni con le barche di le galie et quello con la spada amazò lì
-in acqua; et lui a modo di un pesce se aiutava de nuotare e fuzir. Ma
-Camalli preditto, partito che 'l fo di le man di le nostre galie, andò
-nel porto de Garipoli, dove trovò sorta una nave de zenovesi, di quelle
-da Scyo, et esso Camalli volendo intender de chi fusse, disseno era
-de Scyo, _unde_ li disse non dubitasseno, che sora la sua testa non li
-farebbe danno, essendo raccomandato e tributario Scyo dil suo Signor;
-ma pur che havendo bisogno, li era forzo dimandarli ducati 50. Et el
-patron li disse, che non li havea; ma lassasse vender alcune merze, che
-era contento di dargeli: et cussì fermono l'accordo. Ma inteso ditto
-patron, come una nave de essi zenoesi era a l'altro cargador, li mandò
-a dir dovesse venir in so aiuto contra questo corsaro. _Unde_ ditta
-nave cussì fece. Ma Camalli, vedendo venir questa nave verso de lui,
-fuzite de lì, et lassò la sua barza grande, la qual la nave di Scyo
-ebbe, et mandò in sua malhora via, non restando però di far danni sul
-mar, come dirò di sotto. Et questo basti zerca a Camalli.
-
-A Venetia li ambassadori di la liga, Papa, Spagna et Milano andavano
-spesso in Collegio, ai quali erano lette le lettere, _et inter eos_
-desputato _quid fiendum, et maxime_ zerca le cose di Aste, però
-che 'l Duca de Milano faceva molto facile impresa. Et sopravenendo
-la Settimana Santa, andando secondo el consueto el Prencipe con la
-Signoria a li oficii in chiesa di S. Marco, et invidato Monsignor di
-Arzenton, pur vi venne, _et accidit_ che il Mercore santo, passando
-davanti le preson per andar a la soa barca ditto orator, per presonieri
-stanno a quelle finestre li fo ditto assà mal, dispriciando Franzesi.
-Et ancora el populo, sapendo la cativa ciera era fatta a Napoli a li
-nostri ambassadori per Franzesi, a questo li mostrava cattivo volto;
-_tamen_ el Prencipe l'honorava assà, et più se li feva le spexe, et li
-nostri loro si fevano le spexe. Et ancora uno conte Antonio, che andava
-per le terre come matto, la cui pacìa era il voler danari n.º assai da
-banchi, dicendo dover haver etc. nè voleva per resto ma ben per parte;
-et questo da alcuni fo vestito con zii (_gigli_) zalli sora una vesta
-negra. Et mons. de Arzenton andò a lamentarsi sì de li presonieri,
-_quam_ di questo, a la Signoria. _Unde_ el Prencipe ordinò fusse serati
-ditti carzerati, et colui spogliato di tal veste. Et pur dicendo
-Arzenton, che 'l popolo, quando veniva qualche prosperar dil suo Re
-erano mal contenti, et quando veniva al contrario dimostravano alegra
-ciera, come spesso lui havea visto, et era in effetto la verità. Ma el
-sapientissimo Prencipe li disse: non vi meravigliate; in questa terra
-nostra el popolo è libero e liberamente parlano et hanno gran ragione:
-perchè prima era gran abondantia, et dapuò venuto el vostro Re in
-Italia, hanno habuto carestia; et si non provedessemo, el popolo menuto
-staria molto mal. Et è da saper che el zorno drio che fo fatto la liga,
-calò g. 6 la farina el ster in fontego. Et el zorno de Pasqua, da poi
-stato la Signoria a San Zaccaria, secondo el consueto con le cerimonie
-ducal, ditto orator fo chiamato a l'audientia, al qual el Prencipe se
-dolse di la cattiva compagnia era a Napoli a li nostri ambassadori.
-Et è da saper che el Sabato Santo fo Pregadi per far consultatione si
-importaveno le cose volevano far.
-
-Venne in questa terra incognito el conte Bernardin de Frangipani,
-signor de Modrusia, Segna etc.; et secondo altri fo uno suo barone, el
-qual alozò a S. Nicolò de Lio, et più volte a caxa dil Prencipe. Fo
-divulgato voleva soldo, per esser valentissimo ne l'arte militar. Et
-habuta la risposta, la qual era et fo secreta, si partì, et ritornò
-ne li soi paesi. Et per questo se intese el conte Zuane, fo fio di
-re Mathias, venne in questo tempo in Corvatia a li soi luogi con assà
-zente.
-
-A Napoli, per lettere de 9 April, erano in gran consultatione, et
-stavano molto tardi fino do et tre hore di notte, faceva grandi
-apparati di zostre e torniamenti per far queste feste di Pasqua,
-nè metevano precio alcuno. Fece disfar el Re l'armada voleva poner
-in ordene per andar a tuor Yschia. _Item_ el Stato dil Marchese de
-Pescara, perchè per avanti havia donato al prefetto di Roma, havia
-_nunc_ suspeso, et altri privilegii et concessione pur suspese, et poi
-per lettere dil 16 se intese come era zonte ivi do galeaze de vituarie
-venute di Provenza overo Marseia. Questo perchè el re Ferandino era
-partito de Yschia per menar la Rayna in Sicilia. Et la verità fo, che
-a dì 17 April zonse a Messina, et ivi puose la Rayna. Et li oratori
-nostri a Napoli non erano ben visti, _imo_ fu spento Francesco da la
-Zueca suo segretario, volendo andar in castello dal Re, in fango,
-dimostrando poca riverenza, benchè poi si excusasseno non lo havia
-conosciuto; _tamen_ è da saper che da poi la liga Franzesi comenzono a
-perder la reputatione. El Re non havia danari ma ben Franzesi, perchè
-de tutto zercavano venir su danari, vendendo per li luogi infino le
-munitione de li castelli, et al tutto el Re, passato queste zostre,
-voleva aviarse a la volta de Roma.
-
-Da Napoli non veniva lettere cussì spesso come prima, et questo
-perchè le strade erano rotte, nè potevano venir li corrieri securi,
-et _accidit_ che uno nostro corrier fu intercepto a Teracina da alcuni
-Franzesi, dicendo haviano in commissione dil Roy di voler veder tutte
-le lettere, et che non faceva per far alcun oltrazo a la Signoria, et
-aperseno le lettere de li oratori, le qual per esser in zifra non le
-intendendo fonno restituite. Et fo ditto a questo corrier: benchè si fa
-a la gran _ville_ de Venetia, hai paura che 'l Roy non vegni a metterli
-fuogo et a brusarla? Et el corrier rispose: Monsignor, se tu mi da
-licentia, te risponderò. Et lui gela dette. Et disse: l'è tanta aqua a
-torno le fosse di la gran _ville_, che stuarave (_spegnerebbe_) questo
-et ogni altro mazor fuogo, sì che non temeno alcuna cossa. Le qual
-parole, ridendo, esso corrier referite al Prencipe; et fo laudato la
-sua risposta. Et zonse qui questo corrier a dì 15 April.
-
-In questi zorni venne lettere di re Alphonso de Aragona, era a Mazara
-in Sicilia, al suo ambassador era in questa terra, _licet_ non fusse
-più suo ma dil fiul Re; et molto comendò la fede sua, pregando dovesse
-perseverar, et exhortar li Signori Venitiani a dar aiuto a suo fiul,
-promettendoli di far sarà remeritato a qualche tempo. El qual re
-Alphonso prima se judicava fusse morto, ma a hora, per il messo portò
-le lettere, fonno certificati come era vestito di bianco, con alcuni
-frati in compagnia, et faceva vita quieta. Et ditto ambassador andava
-in collegio spesso, solicitando molto ogni proficuo et utilità havesse
-a ridondar al Re suo; visitando molto l'ambassador de Spagna et de
-altri collegati, et era pur honorato come ambassador di Re andando al
-loco suo; et con Mons. de Arzenton _etiam_ parlavano assà.
-
-Venne a Venetia nel mexe 4 April ad habitar con la moglie et sua
-fameglia quello era castelano in Manferdonia, chiamato Hieronimo
-Michiel, di natione cathellano, et portò grande haver, et era stato
-assà anni castellan ivi, et quando Franzesi si aprossimò a la terra,
-volendo el populo levar le sue insegne, questo fuzite et andò a Ragusi,
-et el Re de Franza lo mandò a domandar a Ragusei, i quali non gel volse
-dar, ma ben lo licentiò. Et cussì venne in questa terra, et, per più
-securtà sua, volse uno salvoconduto per el Consejo, el qual a dì 24
-ditto li fo concesso, et da poi andò con alcuni fanti in Puia, in favor
-dil suo Re come scriverò più avanti.
-
-A Roma essendo partito l'ambassador de Franza, a dì 13 April, de
-lì assà mal contento, et zonte le lettere de cambio di ducati 4000,
-l'ambassador Veneto comenzò a far provisionati, perchè cussì fo ei
-voler dil Papa, _etiam_ la Signoria fo contenta. Et zonto che fo el
-capetanio di la cittadella de Verona, Francesco Grasso, el qual menò
-assà fanti overo provisionati con lui, et per camino de Ravena verso
-Roma tutti cridava: Marco! Marco! nè per Romagna se aldiva altro.
-Et da poi le feste de Pasqua li dette danari a li contestabeli n. 6,
-però che fece 600 provisionati. Et a dì 16 ditto zonse lì el Cardinal
-Curzense venuto da Napoli, et trovato l'orator nostro in capella dil
-Papa, li disse: _Domine Orator_, el Roy molto vi ama, questo per esser
-stato ambassador in Franza. Et poi disse di questa liga; voglio che vui
-et mi femo far una gran paxe in Italia, e far che 'l Roy vadi contra
-infedeli, et voglio pacificar el Roy con la Signoria etc. _Tamen_ non
-havia alcuna commissione, et diceva queste parole da lui.
-
-Ancora questi zorni lì a Roma arrivò Antonio Stanga ambassador dil
-Duca de Milano, el qual _alias_ fo al re Alphonso a Napoli, come ho
-scritto nel principio di questa guerra, sì che erano doi, zoè questo
-et Stephano Taverna, benchè el cardinal Ascanio fusse quello faceva el
-tutto et era in grande amicitia col Pontifice. Et poi a dì 22 ditto se
-partì per andar a Napoli dal Re el cardinal di San Dyoniso, franzese:
-la causa non se intese, ma fo judicato el Re lo havesse mandato a
-chiamar per haver el suo consejo. El qual andato a tuor licentia dal
-Pontifice, si offerse di metter ogni paxe et pacificar le cosse. Pur
-Franzesi in Roma erano mal visti, _maxime_ da Spagnioli, et el zorno
-de Pasqua do Franzesi fu butadi zo dil Ponte nil Tevere per Spagnioli,
-uno de li qual morì. Li cavalli lezieri mandava la Signoria verso Roma
-erano propinqui, et a dì do feno la mostra di provisionati benissimo
-in ordine. _Tamen_ quelli de Milano non era ancora comenzati a far,
-benchè el Duca scrivesse a suo fratello cardinal Ascanio li facesse, et
-diceva di farli. Ancora el Pontifice voleva assoldar 600 homeni d'arme,
-et era in accordo con la parte Orsina, et a quelli dette stipendio,
-solicitava la Signoria ad acordar suo fiol Duca de Gandia, el Duca de
-Urbino et suo zenero sig. Zuanne di Pesaro, el qual havia compito la
-ferma et condutta havia di la chiesia, pagato _tamen_ per nui, secondo
-li capituli di la prima liga. _Etiam_ voleva el sig. de Camarino,
-_alias_ essendo nostro governator di le zente de Romagna, et chiamato a
-la guerra se havea col Duca de Austria fo casso et privato dil soldo.
-_Unde_, fatto consultatione _inter patres_ con li ambassadori di la
-liga, ditti Signori fonno acordati, zoè el Duca de Gandia et sig. di
-Pexaro, zoè al Gandia ducati 30 mila et a Pesaro ducati 16 mila et
-tengi 400 cavalli, pagati proportione tra Venetiani et Milano, come più
-diffusamente dirò di sotto. Et con el duca Guido de Urbino fo praticato
-de acordarlo, però che era in questa terra uno so secretario chiamato
-Piero Antonio Perolo, el qual con Marco Zorzi et Paulo Pisani cavalier,
-Savii di Terra Ferma, praticava de condurse, et li volevano dar la liga
-ducati 18 milia et tenisse 800 cavalli, ma non fonno d'acordo, et si
-acordò ditto duca de Urbino con Fiorentini, come dirò poi.
-
-In questo tempo mezo, a dì 6 April, li oratori erano al Re de Romani
-dil Duca de Milano, zoè Baldissera de Pusterla et Joan Francesco di
-Marliano nominati di sopra, a Vormes, et non senza gran quantità de
-oro oteneno da esso Re la investisone dil Ducato de Milano in persona
-de ditto sig. Ludovico et soi heriedi; et ivi fo fatte le cerimonie
-debite et jurato fedeltà a l'imperio, ditti oratori per nome dil Duca,
-però che Milano è camera de Imperio. La qual investitura ni el duca
-Francesco so padre, ni el duca Galeazo so fratello, nè Zuan Galeazo so
-nepote mai da Federico padre de esso re Maximiliano la poteno ottenire.
-Et inteso el Duca tal nova, havendo grandissima alegrezza subito che la
-intese, che fo a dì 14 ditto, a dì 16 in questa terra si seppe, et con
-gran festa li soi oratori el Zuoba Santo andono in Collegio a notificar
-a la Signoria questo, con i qual fo allegrato. Et _etiam_ mons. de
-Arzenton li tocò la man a ditti oratori, dicendo: me ne alliegro di
-ogni cossa, purchè sia per metter paxe et union in Italia.
-
-Et dovendo venir do ambassadori de dito Re de Romani a Milano, a far
-le debite cerimonie di tal investitura, a dì 27 April nel Consejo de
-Pregadi a compiacentia dil Duca fo creato ambassador a Milan, el qual
-dovesse andar a queste feste, Marco Zorzi era Savio di Terra Ferma, et
-_tamen_ poi non fo mandato, perchè terminono nostri de dar licentia de
-ripatriar a Sebastian Badoer, et in suo loco andar dovesse Hieronimo
-Lion cavalier, era za assà tempo creato a ditta legation, _etiam_ de
-mandarvi insieme li do ambassadori andavano in Spagna, i quali fusseno
-a queste solennità, et cussì fo fatto, come intenderete. Ancora esso
-Duca scrisse una lettera al Re de Franza notificandolo de questo, et
-invidando Soa Majestà a questa alegreza a Milan, la qual questo mexe de
-Mazo doveva far, et questo fece con consentimento dil Pontifice et la
-Signoria. Pur era lì a Milan l'ambassador dil Re preditto de Franza, sì
-come in questa terra Arzenton, zoè mons. di la Ruota.
-
-De l'impresa de Aste veramente essendo andato el sig. Galeazo di San
-Severino con li altri condutieri, et fatto el campo, el qual ogni
-zorno se ingrossava, et el Duca de Orliens, vedendo questo, feva molte
-provisione de zente, et li zonse 300 lanze franzese di novo. Ma el
-campo duchesco stava cussì, nè li succedeva el disegno pensato, et
-havia 3000 cavalli et 4000 fanti. Et accadette che XXV de li homeni
-d'arme de ditto campo, essendo alozati in uno loco di la Marchesana de
-Monferà, la notte fonno assaltati da Franzesi, et de questi presi 16, i
-qual fonno spogliati; et fo per tradimento.
-
-Ancora zonse in questi zorni a Milano do ambassadori dil Re et Raina
-de Spagna, zoè quelli fonno al Re de Franza, nominati de sopra, et
-andavano di comandamento dil loro Re al Re de Romani; et dal Duca
-fonno molto honorati. I quali li notificò di breve doveva venir uno
-ambassador de Spagna, creato per starvi con sua Excellentia, et za era
-in camino. Et poi, stati alcuni zorni, verso Elemagna andò, et, per
-lettere venute a Milano di Savoja, se intese quel corrier andava in
-Spagna, a portar la nova di la liga, era sta retenuto a Brianzon terra
-dil Dolphinà da Franzesi, et toltoli le lettere; _tamen_ non fo il
-vero, et pur andò in Spagna.
-
-A dì 22 April zonse a Venetia, et fo el zorno che la matina fo fatto le
-cerimonie di la Ruoza d'oro venuta di Roma, come ho scritto, el primo
-arsil de stratioti, patron Alegreto di Budua, con cavalli 107 de Coron.
-Et dismontati a Lio ivi fece la mostra, che fo uno bellissimo veder;
-et ne andava assà persone, et con desiderio aspettavano el resto:
-i quali veneno tutti, come dirò di sotto. Et fo preso in Pregadi de
-mandarli a Ravenna, et ivi dovesse star. Et a dì ditto fo creato loro
-capo, et priore de tutti li stratioti vegneranno, con ducati 100 al
-mexe, Piero Duodo era Savio a Terra Ferma, et fo spazato in Istria a
-li altri arsilii dovesseno andar a dismontar a Chioza; et cussì parte
-andò, altri venne di longo. Stratioti sono grechi, vestiti con casacche
-et cappelli in capo: varii portano panciere, ma una lanza in mano, una
-mazoca et la spada da lai (_a lato_); corono velocissimamente, stanno
-continuamente sotto di loro cavalli, i qual non manzavano fieno come
-questi italiani. Sono usi a latrocinii, et continuamente esercitano
-in la Morea tal exercitii; stanno a l'impeto de Turchi, sono optimi a
-for corarie, dar guasto a paesi, investir zente, et fedeli sono al suo
-signor _ut plurimum_ assà... ....; et non fanno presoni ma taglia la
-testa, et ha per consuetudine uno ducato per una dal capetanio. Manzano
-poco, et di tutto si contentano, purchè li cavalli stia bene. Et de
-questi grandissima quantità è sotto el Dominio di la Signoria nostra,
-et desiderano venir servirla; et questo perchè, portandosi bene, vien
-fatti cavalieri, et datoli provisione perpetue, morendo li danno a loro
-figlioli.
-
-In questo medemo zorno, vedendo nostri che niuna potentia de colligati
-havea più oratori a presso el Re de Franza, et che li nostri erano mal
-visti, et dimandava licentia; i quali è da saper feveno grandissima
-reputatione a esso Re; et cussì, a dì 22 ditto, preseno in Pregadi che
-dovesseno andar a tuor licentia dal Re, e ripatriar per la più secura
-via potesse, et venisse a Roma. _Tamen_ le strade erano mal secure et
-li corrieri spogliati, come fo uno dil Pontifice, et l'altro nostro
-in questi zorni; pur fo expedito la sera el corrier a Napoli, benchè
-da poi ditta licentia fusse sospesa, per el Consejo di X, et comesso
-li dovesseno far alcune cosse dil successo sarà scritto di sotto. Et a
-dì 25, el zorno de S. Marco, che el Prencipe havia fatto solenne pasto
-consueto a tutti li oratori et zerca 60 patricii, zonse in questa terra
-Paolo Trivisano cavalier, chiamato da la Dreza, era sta ambassador
-a Napoli, et era sta tanto a venir per essere stato a la madona di
-Loreto, per voto havia. Questo al Senato riferite molte cose di quello
-Reame et successo contro Re Aragonexi, con li qual era sta oratore,
-Ferando, Alphonso et Ferandino, et _etiam_ di questo Re de Franza.
-Partì de qui a dì 6 Novembrio 1493, et zonse a dì ditto 1495: _ergo_
-era sta fuora mexi XVIII.
-
-A Napoli, el Re de Franza feva preparamenti per partirse, et fece
-cargar le artegliarie sopra le do galeaze venute con vittuarie da
-Marseia, come ho ditto, et dove volesse mandare era varie opinione.
-Altri diceva le remandava in Franza, altri a Yschia. _Item_ fece levar
-le porte di Castelnovo, che era de bronzo, bellissime, et voleva farle
-cargar su ditte galeaze per mandarle in Franza et metterle a Paris,
-a ciò se vedesse queste spoglie ivi a eterna memoria; le qual cosse
-_manifeste_ indicava si voleva partir. Le zostre e torniamenti era
-dato principio a dì 20 April, et comenzò a provarsi li zostradori
-per alegrar el populo; et volevano zostrar a lanza con ferri moladi,
-_tamen_ se judicava el Re faria taiar le ponte, a ciò li zostradori
-non si facesseno mal. Ancora in questi zorni zonse lì a Napoli una
-nave di botte 600, di Andrea Bragadin da San Severo patricio nostro
-veneto, carga di orzi, la qual fo molto in proposito, perchè li cavalli
-de Franzesi non haveano che manzar se non erbe, et non potevano più
-durar. La qual cosa a Venezia fo molto biasemata, _licet_ era andata
-ditta nave _sine consensu_ di la Signoria nostra, et li orzi fo cargati
-in Puia. Et è da saper che lì a Napoli se ritrovava mercadante Zuan
-Bragadin, fiul dil suprascritto Andrea, et vadagnò assà, _maxime_
-comprando carne salade in gran quantità e zoie (?) per assà summe
-de danari et ogii et altre merce. Et ne la Paia era uno altro fiul,
-chiamato Marco, sì che ditti Bragadin fenno ben. Et Napoletani
-comenzavano adatarsi con Franzesi; da poi el concluder de questa liga
-per Franzesi li era fatto bona compagnia, et se niun li feva oltrazo
-alcuno, subito li deputati per el Re faceva impicar li malfactori, nè
-più soportava come havia fatto nel principio. Et el Re _conclusive_
-feva bona justitia, divulgava non voleva nel ritorno andar a Roma
-ma passar di sotto via, venir in Romagna, in Parmesana, poi in Aste;
-_tamen_ tra loro varie opinione era. El cardinal Samallo consejava che
-'l Re non se partisse da Napoli, essendo in uno bon Reame, fino le
-cosse se adatava. Altri variamente lo consejava. Et in questo tempo
-lì a Napoli se ritrovava oratori veneti, de Fiorentini, de Sanesi et
-de Lucca venuti a dimandar li ducati X milia che l'imprestono. Et poi
-a dì 23 ditto dette principio a le zostre. Et era decreto de far tre
-zostre, italiani, franzesi et sguizari, li qual volevano far loro uno
-torniamento, et comenzono a zostrar franzesi con lanze molade, taiada
-la ponta. Et el Re con li Cardinali et soi baroni stava a veder sopra
-un soler, et non invidò li nostri ambassadori, li qual steteno in
-caxa. Et corso alcune bote et come erano a presso l'uno zostrando di
-l'altro, si dovano con spade senza ponta. Ma mentre zostravano Franzesi
-con Sguizari veneno in parole, sì che messeno man a le arme, et si
-volevano amazar, onde Napolitani tutti subito fuziteno in le loro caxe
-et si feceno forti. Questo perchè dubitaveno la terra non fusse messa
-a sacco, sì come era sta ditto, dubitando non fusse una stratagema.
-Adoncha dove se zostrava era grandissimo romor; _adeo_ che el Re,
-vedendo che nè per soi capitani nè per comandi si poteva quietar le
-cosse, _imo_ se ne amazavano, et fo morti 3 Franzesi et altri feriti,
-_etiam_ de Sguizari, el Re medemo dismontò di soler e montò a cavallo
-con alcuni insieme et el capo de Sguizari, et andono tra loro et al
-meglio potè cessò che non combateno più; et per quel zorno non volse
-più si zostrasse. Ma pur Italiani tra loro corseno alcune bote, et
-Italiani zostrono fo questi: Camillo Vitello, don Ferante fiul dil Duca
-de Ferara, Principe di Bisignano, Duca de Melfi et altri baroni; et
-a queste zostre non era alcun priexio, ma zostravano per l'honore et
-alegreza di la victoria dil suo Re. Et el Re vedendo non era Napolitani
-per la terra, mandò a dir a li capi di Sezi non dubitasseno di alcuna
-cossa.
-
-Oltra di questo havendo fatto cargar le artegliarie era in Castel, zoè
-boche 18 de bombarde grosse su le galiaze, come ho ditto, elexe 2000
-Sguizari et alcuni Franzesi, et voleva mandar queste do galiaze, 6
-nave havia, et altri navilii, a tuor Yschia, mia 18 lontana de lì, et
-havia tratado dentro, el qual fo discoverto. El re Ferandino za era in
-Sicilia andato, _tamen_ dovea tornar a Yschia, et per questo el Re non
-ossava mandar detta armada a Yschia, imo quella retene, nè volse so
-partisse de Napoli. Ma Ferandino, trovato l'armata de Spagna a Messina,
-di... caravelle, et lui con 20 galie passò su la Calavria in questo
-mezo, et in uno loco chiamato la Piana de Terranuova messo le sue
-zente in terra, prese molte terre, le qual se rendetteno volontarie,
-tra le qual una terra chiamata Monte Lione et assà altre. Et questa
-nuova intesa a Napoli, el Re stette molto suspeso, et fu causa de
-l'indusiar alquanto a partirsi de lì. Et el sig. Virginio Orsini et
-Conte di Petigliano in questi zorni ebbe la sententia in suo favore,
-disputando _de jure_ che non fusseno presoni, ma fusse in loro libertà.
-Et el Re non li volse per questo dar licentia, ma praticava de darli
-conduta de homeni d'arme 200 per uno, et menarli in Franza. Ancora el
-cardinal S. Piero _in Vincula_ fu tentato di acordarsi et pacificarsi
-col Pontifice, et si menava tal pratiche perchè non era in quella
-amicitia bona con el Re come da prima. _Etiam_ la liga volevano a soldo
-loro el sig. Prospero Colona con suo fratello, per haver la parte
-Colonnese, che za era partito di Napoli con parte di le sue zente,
-et venuto a li soi castelli dolendosi che 'l Re non li attendeva a le
-promesse; _tamen_ non volse per questo romperli la fede. El Prefetto
-era amalato a Napoli et el Cardinal de Zenoa vene a Roma a dì... April,
-et el cardinal san Dionisio zonse a Napoli. Et è da saper che mandando
-lettere la Signoria a li soi ambassadori a Capua, _iterum_ fonno aperte
-per Franzesi, sì che le strade erano rote. Quelli di l'Aquila non volse
-dar el dacio di le piegore al Re di Franza, _imo_ li ribellò; sì le
-cose comenzava andar contrario.
-
-In Puia acadete che volendo Camillo Pandon, era vicerè per re
-Ferandino, ussir de Brandizo per scaramuzar con l'altro vicerè francese
-stava a Misagne mia 8 de Brandizo, et andato più avanti de li altri,
-corando la lanza, in le fosse de Misagne fo amazato; et cussì morite.
-
-Domente queste cose se fanno, Hieronymo Contarini provedador di
-l'armada retrovandose a Corphù, et habuto lettere di la Signoria
-che li comandava a lui et al capetanio zeneral che, _statim_ adunato
-l'armada, se dovesse redur al Saseno, et mandasse alcune galie verso
-Puia per inanimar quei populi et sopraveder come si faceva. _Unde_ esso
-provedador, essendo el zeneral verso Modon, et andato a sopraveder el
-muolo faceva far al Zante Piero Nadal provedador ivi, et ordinar come
-havesse a far, _etiam_ andato per far cargar stratioti su li arsilii,
-li mandò lettere di la Signoria, a ciò si reducesse con l'armada al
-Saseno, et lui con galie 6 se ritrovava, una di le qual era soracomito
-Antonio Loredan, et le altre dalmatine, se ne venne di longo verso a
-Brandizo, et fo la Settimana Santa. _Unde_, zonto la sera a Brandizo,
-quelli di la terra cognoscendo era galie di S. Marco fece gran feste,
-sonando campanon, et la matina poi li vene in galia don Cesare fo fiul
-di re Alphonso, natural, con alcuni governadori di la terra, usando
-assà parole, rengratiando assà, però che credevano fusse ivi venuto
-per far dismontar la zurma et darli soccorso; et che erano presti a
-far quanto lui comandava, o di levar S. Marco o quello voleva, et che
-aspettava _etiam_ le galie dil Re suo, et che lui si ritrovava haver
-400 cavalli lizieri, et havendo altri 600 cavalli overo 200 stratioti,
-li bastava l'animo di far voltar tutta la Puia et rebellar a Franza,
-però che intendeva esser ne le terre 6 over 7 Franzesi per luogo, et
-che Puiesi si haveano resi per non haver el vasto. A le qual parole
-el Provedador rispose che l'era venuto a sopraveder, confortandoli
-etc. Et partito ditto don Cesare di galia, li mandò a presentar alcune
-cose a le galie. Et è da saper che tra le altre cosse che li disse el
-Provedador, fo come el capetanio zeneral era con 20 galie et altre
-vele al Saseno per venirli a dar aiuto, et che advisava dil tutto
-la Signoria, et ritornò in quel zorno medemo al Saseno, ch'è mia 80
-lontan. La qual venuta fo _optime_, perchè molti di la terra che si
-volevano render a Franzesi, vedendo galie di la Signoria, deliberorno
-tenirsi; et cussì si terminò, nè mai si rese. Ma el Provedador mandò di
-Brandizo Antonio Loredan soracomito con do altre galie dalmatine verso
-el Faro de Messina, per andar a trovar l'armada dil Re di Spagna ivi
-era. Quello fece et ivi operò, più avanti intenderete lezendo.
-
-Ma l'ambassador di Napoli era in questa terra, volendo dimostrar vera
-fede al suo Re, trovò certi danari da Puiesi habitavano quivi, a la
-summa di ducati zerca X milia, et comenzò a far fanti qui a Venetia, et
-darli paga di uno mese per uno. Et uno chiamato Hieronimo da Cividal,
-et Tonin stampador (?) venetiano fece capi di detti fanti. _Etiam_ 200
-schiopetieri todeschi con uno loro capo. Et cussì mandò in Histria
-a far fanti; et fo divulgato voleva far 2000; _tamen_ era la fama,
-l'efetto fo _solum_ n.º 300. Et nolizò uno gripo de Bernardo Contarini,
-et una caravella de botte 200 de Puiesi. Et fatto depenzer targete su
-la piaza di S. Marco con l'arme dil Re con la corona, et di sotto do
-altre arme. Et le bandiere di ditti navilii era l'arme dil Re con la
-corona, et di sopra uno Christo che ressuscita, in modo di quello è
-su li ducati feraresi, in segno et demostratione che per questa liga,
-mediante la Signoria, el suo Re era ressuscitato. Et fatto che ebbe
-ditti fatti, andò in Collegio domandando una lettera, che li fusse
-fatto bona compagnia a questi navilii, et che l'havia fatto qui 1000
-fanti, li qual voleva mandar a Brandizo. _Unde_ nostri stete molto
-admirati, et fatto consultatione preseno in Pregadi di lassarli andar,
-ma non con navilii nostri; et cussì a dì primo Mazo questi fanti n.º
-300 si partite de Lio, et andono a Brandizo.
-
-Et a dì ultimo April zonse in questa terra uno ambassador di re
-Ferandino, partito al primo dil mexe de Yschia dove era el suo Re,
-dovendose partir per andar in Cicilia; el qual orator nomeva Joan
-Charaffa cavalier. Et questo dismontò a presso Hostia, et poi per terra
-se ne venne di longo. Et a dì primo Mazo insieme con l'altro Zuan
-Battista Spinelli, andando _tamen_ di sotto, andò a la Signoria, et
-molto racomandò el Re. Et la causa, per la qual era venuto, fu che era
-sta ditto a Ferandino, come el suo ambassador qui se ne era partito, et
-a ciò non restasse la Signoria senza, mandò questo altro, o fusse per
-altra cagione, non se intese altro. Et poi che stete alcuni zorni, andò
-dal Pontefice a Orvieto, come dirò di soto, et ivi restò ambassador.
-
-In questi zorni per uno arsil de stratioti zonti quivi, patron Andrea
-Cingano, cargati a Napoli di Romania, se intese come ditto arsil era
-capitato a Otranto, el qual novamente si havia reso a l'araldo de
-Franza; dove li era sta fatto bona compagnia, dicendo quella terra
-esser al comando di S. Marco, facendoli molti presenti; et che el
-patron li disse erano XXX arsilii cargi de stratioti che venivano a
-Venetia, et loro molto alliegri voleva dismontasseno, li dimostrando
-bona voluntà a San Marco, et che si haviano resi al Re de Franza per
-paura di non haver el guasto: nel qual loco di Otranto ne la roca era
-tre Franzesi et in la terra quattro. Questo arsil discargò li stratioti
-su Lio, et ivi fatto la mostra, et habuto le lor page, andono verso
-Chioza dove erano altri stratioti che continuamente zonzeva. Et volendo
-passar a Ravena per le boche di Po, le qual sono cinque mettono im
-mar, zoè Fornaxe, Frixi, Goro, Volane et Primer; di le qual do è dil
-Duca de Ferara, zoè Goro et Volane. Or la Signoria scrisse al Duca de
-Ferara se li piaceva di darli el passo; el qual respose: _non solum_
-passo per li stratioti, ma tutto quello voleva et comandava ditta
-Illustrissima Signoria voleva obedir come bon fiul. Et el zorno de S.
-Marco a Ferara, nel qual zorno è consueto de far gran cerimonie, vi
-va il Vicedomino con la bandiera di S. Marco con gran solenità, et
-el Vicedomino preciede tutti. Et questo anno el Duca in persona vi
-andò, dimostrando grande amor a Venetiani. Et essendo venuto lì uno
-secretario de Napoli de suo fiul, subito el Duca lo remandò indriedo,
-se divulgava per far venir a Ferara don Ferante suo fiul, _tamen_ non
-fo per questo. Et come per lettere di esso Zuan Francesco Pasqualigo,
-ditto el cavalier, vicedomino ivi, date a dì 25 April se intese, come
-sul Ferarese era accadesto una cossa stupenda de notte tempo sora certe
-possessione, _maxime_ Riam (_Ariano_) et Crespin, era sta scorzato
-assaissimi arbori, parte tagliati, et le vide rotte, ch'era cossa
-mirabile el danno fatto, et in uno loco più di uno altro; _unde_ per
-Ferara et el Ferarese stavano molto admirati. Et come poi per persone
-degne di fede havia udito, che molti havia la notte fatto la varda
-in ditti campi, et pareva vedesse una ombra a modo di homo che andava
-facendo tal cosse, _unde_ dicono esser una fantasma, et altri volontà
-de Dio per li peccati cometeno Feraresi, _licet nescio qua de causa.
-Verum est_ che cussì fo scritto a la Signoria, et letta la lettera in
-Pregadi, confirmata _etiam_ per lettere di Domenego Malipiero podestà
-et capetanio di Rovigo, narra che sul Polesene su alcune possessione
-questo esser accaduto, nè se poteva saper da chi fatto fusse; _tamen
-judicio meo_, non era fantasma, ma homeni disposti a far tal danni,
-come era. Ma ritorniamo a li stratioti. Li quali, zonti che fonno a
-Lio, de mandato di la Signoria, per Piero Duodo loro provedador li fo
-dato di prestanza do page per uno, zoè ducati 3 tra loro e 'l cavallo,
-al mexe, eccetto li provisionati, che hanno ducati 4 over 5 al mexe,
-i quali fanno provisionati per soi meriti a la guerra di Ferrara del
-1483. Adoncha questi stratioti fin qui hanno toccato 4 page, do dal
-capetanio general quando fanno fatti, et do quivi. Li capi veramente
-haveano ducati 8 per paga, et questi fece la mostra su Lio, dove vi
-volse venir a veder Monsignor di Arzenton ambassador dil Roy, et ben
-tutto considerava. Poi fanno mandati per Lio a Chioza. Ai qual per
-la Signoria le era, oltra le page, data la biava per li soi cavalli,
-secondo l'ubligatione era.
-
-A Milano in questo mezo el Duca andò a Vegevene, et con lui vi andò
-Zorzi Negro secretario, era con l'orator nostro, el qual rimase a
-Milano. Et el sig. Galeazo di S. Severino col campo era pur vicino
-a Aste, et voleva accamparse et piantar le bombarde. Et mandò uno
-trombeta dentro la terra. Dove el duca di Orliens disse: Ch'è di quel
-traditor di Ludovico? Et el trombeta risponde: Signor, di breve el
-sarà qui. Et lì in Aste era venuti nuovamente assà Franzesi, intra
-li qual 2000 cernide fatte ivi vicine; et _conclusive_ erano dentro
-assà persone, et quella impresa non era sì facile come si judicava.
-Et per spie mandate ivi di questo fo certificati, et per lettere di
-Domenego Benedeto, podestà et capetanio de Crema, se intese come havia
-mandato uno cremasco a inquerir quello in quelle parte si faceva; el
-qual fo preso, et _tandem_ fo lassato mediante alcuni suoi zuramenti,
-dicendo andava a Santo Antonio di Vienna. Questo notificò come ne la
-Franza, Franzesi se preparava, et che la Raina de Franza sì per causa
-di questa liga, _quam_ vedendo el Duca de Milano haver mandato zente
-verso Aste, et che faceva zente in quantità grande, et voleva venir de
-qua da monti. Et cussì per tutta la Franza se faceva gran preparamenti
-de arme; questo perchè el Duca di Orliens havia scritto al Parlamento
-di Paris et al Parlamento di Garnopoli et in altri luogi, et al Duca
-di Borbon, come el Duca de Milan era venuto per tuorli Aste, et che
-dovesseno venir ad aiutarlo, perchè voleva, havendo Aste, serar el Re
-di mezo, a ciò non potesse ritornar in Franza. Et el Duca de Milano
-questo intendendo, _etiam_ lui scrisse a ditti Parlamenti et Signori,
-excusandosi che lui non havia mandà zente per tuor Aste, nè serar i
-passi al Re, ma che era sforzato, perchè lì in Aste el Duca di Orliens
-se ingrossava molto et minazava de venirli adosso a tuorli el stado,
-et per conservar el suo ivi havia mandato, per obstar et non per
-muover guerra. Et cussì per alcuni mandò ditte lettere ne la Franza,
-et havendo grande amicitia con la marchesana di Monferà, el qual stado
-li era recomandado, esso Duca le scrisse che le dovesse dar aiuto
-et favore a le sue zente, bisognando, et pur se la non voleva esser
-con lui, dovesse esser neutral, nè mostrarsi sua nemica. La qual gli
-rispose, voleva esser con el Re de Franza. Si che è da considerar,
-quelli 25 homeni d'armi alozati nel suo territorio, i quali la notte da
-400 Franzesi fo assaltati et presi, sì come è scritto di sopra, fusse
-di suo consentimento. Ma el Duca di Orliens era pur in Aste con assà
-Franzesi, et ordinò a quelli castelli circumstanti che non si movesseno
-niuno di paesani, ma lassasse solum scorsizar a Franzesi a danni de
-Milano; et cussì andava quelle cosse.
-
-Zonse a Milano in questi zorni, o vero a Vegevene, uno ambassador dil
-Duca di Loreno, che _alias_ fo a soldo nostro in Italia a la guerra
-de Ferara, et poi partite per andar al governo de Franza, perchè era
-morto el re Ludovico padre di questo re Carlo, et ivi fo de' primi,
-benchè poi fusse privato dil governo, et andò ne li soi paesi. Nome,
-Renato, disceso di la caxa de Andegavia. Et za del 1480 essendo morto
-Renato duca de Andegavia et za Re de Napoli, successe per testamento in
-quel ducato Carlo suo nepote, et negli privilegii et ragione ch'egli
-avea nel Reame preditto. _Unde_ ditto Duca di Loreno vedendo esser
-escluso, andò a campo a Marseia con le zente dil re Ludovico de Franza
-per tuorli quel Ducato, et _tamen_ non potè far nulla et si partì de
-l'impresa. Or al presente mandò ditto ambassador qui in in Italia, et
-expose al Duca de Milano come, non volendo Franzesi tenisse el Regno di
-Napoli, meglio saria che lui vi venisse in Italia a dominarlo, havendo
-la ragione havia in ditto Reame; _tamen_ non li fo risposo _ad vota_.
-
-Ma la zente di esso Duca de Milano mandò uno trombeta in Aste,
-notificando al Duca di Orliens come el voleva haver Aste, non
-per romper guerra ma per assecurarsi. Et li fo risposo che 'l se
-deffenderia valentemente. Ma dopoi _iterum_ mandò a dirli che mandasse
-via Franzesi di Aste, che _etiam_ el signor Galiazo manderia li suoi
-alozamenti. _Tamen_ era di opinione di alcuni oratori di la liga, che
-ditto campo dovesse far el tutto per haver Aste, la qual se divolgava
-era debol cossa; però che, havendola, et ponendo pressidio a li passi,
-Franzesi starebbe mal, et le cosse de qui andrebbe mal per el Re
-de Franza. Ma questa impresa andava molto pegra. Et in questi zorni
-accadette che, essendo ditte zente acampate vicino a Aste, et volendo
-tenir uno bastion lì a presso, Franzesi di Aste ussiteno et a quel
-bastion fonno a le man con ditti Ducheschi, et combatendo virilmente
-Italiani, messeno Franzesi in fuga, et assà ne fo morti, presi 17, i
-quali fonno mandati a Vegevene dal Duca de Milano. Et le cerimonie de
-la investitura se preparava, et fo decreto a dì primo Mazo nel consejo
-di Pregadi, di mandar li do ambassadori electi in Spagna insieme con
-Hieronimo Lion, i quali si dovesseno ritrovar a queste investisene,
-et poi andar di longo a Zenoa con li do oratori eletti per el Duca,
-come ho scritto di sopra. Et fo ordinato a Sebastiano Badoer cavalier
-dovesse repatriar, havendose optimamente portato in questa legatione,
-et laudato da tutti, et che ivi rimanesse con el successor Georgio
-Negro secretario suo, per haver la pratica di quel stado, come fece.
-
-Da Mar, per lettere dil Capetanio zeneral si have come si havia habuto
-lettere da Costantinopoli da mercadanti in _enigma_, che 'l signor
-Turco armava; la qual saria compita per tuto Mazo: _tamen_ si divulgava
-non usciria per questo anno. La qual cossa fu optima nova a Venetiani,
-et ogni loro pensiero messe alle cosse de Italia, però che prima pur si
-dubitaveno non volesse questo Turco far qualche movesta.
-
-In questa terra continuamente se faceva consultatione con li oratori di
-la liga, et fo terminato in Pregadi de far ogni provisione necessaria a
-star preparati a la guerra, non volendo però romper alcuna lianza al Re
-de Franza; ma pur se il volesse far qualche novità, se dovesse resister
-gagliardamente. Le decime se attendeva a scuoder, li stratioti zonzeva;
-et ancora fo ordinato di far la mostra zeneral a dì X Mazo de tutte
-le zente d'arme, et fo mandato Hieronimo da Monte, vice collateral
-zeneral, a poner ordine de tal mostra. Et fo dato prima soventione a
-tutti li soldati, a ciò fusseno in ordene; et fo ordinato de far di
-le zente erano in Friul et in Trivixana la mostra a Sacil: et scritto
-a Leonardo Mocenigo fo del Serenissimo Principe, luogotenente di la
-Patria di Friul, et a Thoma Mocenigo podestà et capitanio a Treviso, ve
-dovesse andar. Et de quelle de Padoa et Polesine, a Montagnana; Marco
-Antonio Morosini cavalier capitanio di Padoa, et Domenego Malipiero
-podestà et capitanio di Ruigo. Di le zente di Veronese et Bressana, a
-Monte chiari; Polo Barbo capetanio de Verona et Nicolò Michiel dottor
-capetanio de Brexa. De quelle erano in Bergamasca, a Martinengo; dove
-fo ordinato vi andasse Alvise Mudaxo capetanio di Bergamo et Domenego
-Beneto podestà et capetanio a Crema. Quelle di Romagna fo fatto la
-mostra a Ravena. Oltre di questo venne in questa terra Taliano da
-Carpi conduto nuovamente, et venuto a le stantie et andò a la Signoria
-offerendosi etc. Et anche non molti zorni avanti vi vene el conte Carlo
-de Pian de Meleto conduto al principio de questa guerra. Et essendo
-mancati do condutieri nominati di sopra, havia cavalli 300 per uno, et
-cavalli 150 che restava senza capo, che fo dil prefetto di Roma che
-fu cassato, _unde_ nel Consejo di Pregadi, a dì 29 April, fo partito
-questi cavalli 750 tra undexe condutieri partiti _pro portione_, come
-qui di sotto sarà notadi, zoè cressuto di le condute haveano.
-
- Al conte Zuan Francesco di Gambara cavalli 40
- Al conte Alvixe Avogaro » 40
- A Domenego Alexandro Coglion kav.r » 40
- A Domenego Tadeo della Montella » 40
- A domino Marco da Martinengo kav.r » 90
- A Jacomazo da Venetia » 40
- A domino Tucio de Costanza de Cipri kav.r » 40
- A domino Antonio de Pigi » 70
- A domino Piero de Cartagenia » 40
- A domino Carlo Secco » 60
- A Vicenzo Corso » 60
- A Alexandro Beraldo » 38
- A Zuan da la Riva kav.r » 28
- A Zuan Gradenigo veneto » 20
- A Alvixe Valaresso veneto » 20
- A Ruberto Strozzi » 28
- A Anibal da Martinengo havia 100 » 28
- A Federico Scharioto havia 80 » 28
-
-Ma questi do ultimi non volseno accettar la conduta, dicendo non
-volevano più far l'exercitio dil soldo.
-
-Vene a Venetia in questi zorni al principio de Mazo el signor Zuan
-Francesco di Gonzaga, barba dil marchexe di Mantoa, el qual era al
-soldo dil Re di Franza za uno anno. _Etiam_ vene so moier madonna
-Antonia, che fo fiola dil prencipe di Bisignano baron dil Reame di
-Napoli, et sorella di la moier di don Fedrigo di Aragona, con una so
-fia chiamata Barbara et altre donne in so compagnia per numero XX. In
-tutto erano persone zerca 90, et alozate in caxa dil signor Ruberto di
-San Severino, tenuta per ditto Marchexe di Mantoa, dove vi habitava
-el so ambassador. Et zonto che 'l fu, el zorno driedo esso signor
-Zuan Francesco si fe' portar, però che ha le gotte nè puol operarsi,
-a caxa dil Prencipe nostro, dove molto insieme parlò. Dapoi vi andò
-sua moier, et dimandò una lettera de passo, però che volevano andar
-in Reame. Questo perchè una sua sorella vedoa li havea renonciato
-la parte dil suo stato che fo dil padre; et andando lei ivi al Re de
-Franza, havea promesso a do soi fiuli era con Soa Majestà a soldo suo,
-di età zoveneti, et ha homeni d'arme 50 di conduta, che venendo ditto
-suo padre ad habitar in Reame, li daria el so stado, et per questo
-voleva andar a tuorlo. Ma el Prencipe molto la disconsigliò che non vi
-andasse, per questi garbugli. Ma lei rispose havia fatto gran spesa, et
-sperava di haver quel stado, et al tutto volevano andar, racomandandosi
-a Soa Serenità. Et li fo fatto le lettere patente, et con 4 gripi
-nolizati per ducati 100 l'uno fino in Puia, ditto Signor se partì a
-dì ditto, et verso Napoli andò. Ma è da saper che nulla fece, nè potè
-ottener alcuna cossa; et a la fine di Avosto ritornono a Mantoa, come
-dirò di sotto.
-
-Et a dì 3 Mazo zonse _etiam_ in questa terra uno messo dil signor
-Turco, mandato al Marchexe di Mantoa, el qual alozò in casa dil so
-ambassador, poi verso Mantoa andò, et expose la soa commissione a ditto
-signor Marchexe.
-
-A Cesena terra di la Chiesia in questo tempo, essendo pur discordia tra
-Tiberti et Martinelli, che sono le principal caxe di Cesena et cai di
-parte; _unde_, dubitando di movesta, el governador che ivi era per nome
-dil Pontifice scrisse a Andrea da Leze podestà et capetanio di Ravena
-che li dovesse mandar alcuni fanti in suo soccorso come colligati col
-Papa etc. _Unde_ ditto Rettor advisò di questo la Signoria, la qual
-li rescrisse dovesse mandar Jacopo da Tusia contestabile era lì a
-Ravena alozato con 200 fanti, et mentre che ditto nostro contestabile
-si adviava per andarvi verso Cesena, ditto governador rescrisse non
-esser più bisogno. Questo perchè a dì 28 April era ivi entrato Guido
-Guerra da Bagno, et havea acordato quelle parte et fatto _inter eos_
-matrimonio; _unde_ volevano tutti esser fidelissimi della Chiesia, et
-in benivolentia con la Signoria nostra; sì che per questo ditti fanti
-non andò di longo et fo sedate le cosse.
-
-In questo mezo Monsignor di Arzenton ambassador dil Re de Franza andò
-in Collegio a l'audientia, et disse 4 cosse a la Signoria. La prima,
-che l'havia inteso che 'l Pontifice non havia voluto dar la investisone
-et coronatione a la Maestà, et che di questo, per essere cosa
-pertinente a la Chiesia, poco se ne curava. Secondo, che l'intendeva
-di la investitura obtenuta per el signor Ludovico dal Re di Romani
-dil Ducato de Milan, et che anche di questa al suo Re feva poco danno,
-nè si havia a impazar. Tertio, che ditto signor Ludovico havea mandà
-contra el Duca di Orliens verso Aste zente, et che non sapeva la razon.
-Quarto, che 'l Re voleva passo et vittuarie per poter ritornar in
-Franza, et che l'era certo che la Signoria Nostra li vorave mantenir
-la lianza. A le qual parole, _sapientissime_ per el Prencipe nostro
-fo risposto. A le do prime proposte, si passò, sì come esso orator
-si havia poco curato. Ma quanto a Aste, che 'l Duca de Milano havia
-mandà per defenderse, et forzato per le zente de Franza, che ivi el
-Duca di Orliens havia fatto venir per passar ai soi danni; et che _ex
-nunc_ el Re facesse partir di Aste et quelli confini ditte zente, che
-cussì prometevano nostri de far che Milano lasserà quella impresa, come
-_etiam_ esso Duca havia mandato a dir al Duca di Orliens preditto, al
-Parlamento di Paris et di Garnopoli, et al Duca et Duchessa di Borbon.
-_Ulterius_, che zerca al passo, Venetiani erano contentissimi, venendo
-praticà senza far danno nè dispiacer a niuno di colligati; et che erano
-fermi in mantenerli la lianza.
-
-A Napoli el Re de Franza, havendo compito le zostre, reduto le soe
-zente in Napoli, fece uno matrimonio dil fio dil Prencipe di Salerno
-di età de anni X in una fia di Monsignor di Mompensier eletto vicerè
-a Napoli; et ordinò de far uno parlamento, et far el triumpho di
-l'entrata, et partirsi con cavalli 8000 et 4000 pedoni, venir verso
-Roma, lassando in Napoli et Reame Franzesi cavalli 5000 et 4000 pedoni,
-et 4000 fanti taliani fatti novamente; le zente inutele menava con
-lui, zoè quelle seguite el campo de Franza fino a qui. Et _etiam_ Zuan
-Jacomo di Traulzi veniva con lui, uno di principal capetanei; l'Orsini
-et Petigliano li menava et voleva condurli in Franza. Fece ancora el Re
-molte provisione per segurar quel Reame, le qual qui non scriverò; se
-non che volse tutte (_le armi_) erano in Napoli in man de Napoletani,
-et quelle fece metter in castello.
-
-Minazava di andar verso l'Aquila, et quella città meter a saco per
-haverli rebellato, nè li volse dar il dacio come ho scritto di sopra.
-Et divolgava pur partirsi de Napoli a dì X Mazo, per essere a Roma a dì
-XX, poi a Fiorenza et Pisa. Tramava acordo con Zenoesi, promettendoli
-assà cosse, di renderli li soi luogi lui haveva ancor ne le mani,
-ch'era de Fiorentini, et questo per remuoverli dil stado de Milano.
-_Etiam_ è da considerar mandasse ad altri potentati et Signori, facendo
-occulti pati et provisione, _maxime_ al Pontifice; et li mandò uno so
-ambassador o vero messo in questi zorni. _Tamen_ si preparava a Napoli
-uno triumpho, di far le cerimonie de intrar come Re, zoè ussirà di la
-terra, poi intraria con le magnificentie. Et questo diceva voler far al
-primo di Mazo, et poi dar una paga a le soe zente; et el Re _tamen_ non
-havea molti danari, imo havia bisogno, benchè alcuni soi baroni fusse
-danarosi. Et li ambassadori nostri erano a Napoli, _quam primum_ haveno
-la lettera di la licentia de ripatriar, andono dal Re e tolse licentia;
-el qual volentiera ge la dete, et _etiam_ per non esser le vie segure,
-li dè uno so capetanio con 100 cavalli che li accompagnasse vicino a
-Roma, et comesseli alcune cosse dovesse dir a la Signoria, et volse
-uno de la fameglia de ditti oratori restasse, perchè voleva mandar
-insieme con uno suo secretario a Venetia, el qual venne come dirò. Et
-questi ambassadori a dì primo Mazo se partì, et fece in uno zorno mia
-60, et a dì 5 zonseno a Roma non senza grande alegrezza, havendo scorso
-li pericoli de Franzesi insolenti. _Et accidit_ che una volta... ....
-quasi non fu morto uno de ditti a Napoli, et questo fu in un passar,
-benchè se excusasseno che non li vedeva.
-
-Et partiti di Napoli li ambassadori, le cosse de Franzesi era molto
-secrete, et non se poteva intender molto dil suo successo. Nè li
-oratori nostri, da poi li notificò di la liga, più parlò a la Majestà
-dil Re, se non quando tolseno licentia.
-
-A Roma a dì primo Mazo zonse Jacomazo da Venetia, Zuan da Ravenna et
-altri cavalli lezieri, che la Signoria mandò in aiuto dil Pontifice. Et
-el Pontifice mandò uno suo comessario incontra a farli dar lozamento a
-Vitrali mia 20 lontan de Roma. Li provisionati 600, con X contestabeli
-era fatti, alozò in Roma a S. Gregorio in uno monasterio, et faceva la
-mostra cridando: Marco! Marco! _Unde_ el Papa have grande alegrezza,
-et consultava con el nostro ambassador, dicendo si el Re de Spagna,
-zoè le sue caravelle, ha rotto in Calavria, _etiam_ romperà di sora,
-come l'intenda el concluder di la liga. La qual cossa mai volse far;
-et perchè era di opinione che Venitiani et Milano rompesse di qua, et
-cussì stava in queste consultatione.
-
-Or intendendo l'opinione dil Re de Franza esser al tutto di voler
-venir a Roma, el Pontifice stava molto di malavoia, et per lettere
-de primo Mazo se intese come el chiamò li ambassadori di la liga, zoè
-Spagna, Venetia et Milan; ai qual li disse che 'l vedeva esser lui el
-primo ponto; digando non voleva perder el papato, et vedeva _solum_
-Venetiani lo aiutava, in haverli mandà quelli cavalli lezieri et fatti
-li provisionati, ma che Milano ancora non havea mandà nè fatto nulla.
-_Unde_ el cardinal Ascanio li disse, come lui havia za scritti bona
-parte di provisionati et li cavalli lezieri era in camino. Et pur
-el Pontifice se lamentava non era condutto el Duca de Urbin, Signor
-di Pexaro, et so fiul Duca di Gandia; et che la liga la era molto
-pegra; che Maximiano dovea venir in Italia, et era ancor su le cosse
-dil Duca de Geler (_Gueldria_) et di far dieta, _unde_ non sperava
-la soa venuta; che _etiam_ de Spagna era tanto lontano, che non
-sapeva che dirsi; et che venendo el Re non sapeva che farsi, havendo
-li populi contrarii, quasi dicendo li saria forzo piar partito per
-non perder el Papato. Ma ditti oratori molto lo confortò, facendoli
-bon animo, prometendo per nome di la liga di non lo abandonar mai,
-et far ogni cossa in difension di la Chiesia. Et a questo assà si
-affaticò Hyeronimo Zorzi kavalier ambassador nostro, dicendo a Soa
-Beatitudine come la Signoria havea X milia cavalli de soldati in ordine
-et 2000 stratioti za parte venuti a Ravena, l'armada al Saseno di
-galie 36; tutte queste cosse a comodo de Soa Santità, pur che quella
-stesse constante, et havendo paura si dovesse levar di Roma. Ancora
-l'ambassador di Spagna li diceva el suo Re romperia certo ne la Franza,
-et che doveva venir più grossa armata in augumento di quelle charavelle
-era in Cicilia. _Etiam_ el cardinal Ascanio et l'ambassador de Milano
-lo confortò, promettendo cosse assà. Per le qual parole el Papa fo
-molto ralegrato, et deliberò de voler star fermo in la liga et portar
-ogni affano più presto che romperla. Et a dì 4 Mazo chiamò concistorio
-de Reverendissimi Cardinali ad consultar _quid faciendum_, o vero
-levarsi di Roma et andar in loco sicuro, o pur star ivi venendo el Re.
-Et par che mentre erano in queste consultatione, Romani fe' tra loro
-consejo, perchè za se divolgava come el Papa era in spavento, nè sapeva
-che farse et che 'l se voleva levar de lì. _Unde_ li caporioni con assà
-di principali Romani, più de 300, veneno al palazzo dil Pontifice, et
-fo lassati intrar, et davanti dil Papa domandono quello voleva dir le
-voxe che sentivano. Et el Papa rispose dubitava di star ivi, _maxime_
-per non saper che voler era quello de Romani, et che li era forza
-de levarsi. Et questo disse per intender l'opinion loro. Li quali
-unanimi tutti risposeno: voler prima morir che esser contro la Chiesia
-nè la liga; et che Soa Beatitudine non dovesse temer, che li sariano
-fidelissimi, et che li dariano ostazi in castello di primi di loro; ma
-ben chiedevano do cosse: arme et vittuarie, zoè formenti, et lassasseno
-far a loro. _Unde_ el Pontifice li disse _palam_, come la Signoria
-havesse X milia cavalli aparati per venir in suo soccorso et 2000
-stratioti. _Unde_ quel populo fo molto contento, promettendoli ogni
-fedeltà et cussì li caporioni; et quei si partino. Caporioni sono 13 de
-li primi officii et è uno per rione, cussì come Venetia è partida in 6
-sextieri, cussì loro è partiti in XIII parti. El nome di qual caporioni
-sarà scripto di sotto.
-
-_Unde_ el Papa più si confirmò in voler star fermo et mai adherirsi al
-voler dil Re preditto; et scrisse uno brieve a la Signoria dimandando
-aiuto et consiglio, et che l'era certo el Re di brieve dovea venir; et
-cussì è da judicar scrivesse a Milano, solicitando pur el condur dil
-Duca de Gandia et el Signor de Pesaro, et _etiam_ el duca de Urbin, che
-ancora non si sapeva certo si 'l fusse acordato a soldo de Fiorentini.
-_Etiam_ voleva el Signor de Camarin, sì per haver le sue zente _quam_
-el suo stado. Et Venetiani, inteso questo successo a Roma, consultato
-con li oratori di la liga, risposeno molto dolcemente al Pontifice,
-ringratiando di la sua constantia, prometendo nostri ogni ajuto, et
-dette libertà per el Consejo de Pregadi de condur ditto Duca de Gandia,
-_licet_ fusse in Spagna, et darli per metà col Duca de Milan fiorini 33
-milia a l'anno; et fo mandata la commissione a l'ambassador di questo.
-Et _etiam_ a dì 7 Mazo preseno di mandar Piero Duodo provedador con 500
-stratioti, era za venuti, verso Roma; el qual a dì 13 ditto de qui se
-partì, et andò a Ravenna dove za era venuti et ivi era li stratioti;
-poi andò a la volta de Roma, come dirò più avanti.
-
-A dì 3 Mazo accadette che Colonnesi volendo ajutar la sua parte di Oddi
-da Perosa contra Orsini, et uno Antonio Sarsello con X squadre venendo
-verso Perosa et alozato in Vetrali mia 20 di Roma, essendo ivi tre di
-Orsini capi di la parte gelfa sua contraria, quelli amazò senza che
-facesseno alcuna difesa. La qual cosa el Pontifice have molto a mal, di
-la crudeltà usada.
-
-In questo mezo, oltra li preparamenti si faceva a Venetia, etiam li
-collegati tratavano acordo, et questo medemo faceva el Re de Franza,
-et per via de Roma se tratò acordo col cardinal Sanpiero in Vincula,
-come ho ditto, con Colonnesi, con Zuan Jacomo Traulzi, el qual pur
-mostrava voler meglio a Taliani che a Franzesi: etiam al principio de
-questa impresa mandò soa moglie via di Reame, in Piamonte. Ma tanto
-era l'odio havia al Signor Ludovico, che _nunquam_ volse acordarsi,
-et non mancò el Re de Franza. Trattava sì, come ho ditto, con Zenca,
-_quam_ col Duca de Ferrara, benchè fosse suo caro dil Duca de Milano et
-fiol ricomandato a questa Signoria, et se divolgava li daria passo et
-vittuarie al suo esercito nel passar. Et in questi zorni esso Duca si
-mutò di habitatione di castello dove stava, et venne ad habitar in uno
-altro palazo a li zardini; nè se intese la cagione; et pur in Ferrara
-molto si straparlava contra sta liga, cridando Franza! Franza! ecc.
-Oltra di questo per lettere di Zuan Bentivoi primario di Bologna se
-intese come esso Re li havia mandato a dimandar passo et vittuarie dil
-bolognese, et che li voleva dar soldo. Et per la Signoria nostra li fo
-rescritto non si dovesse partir dil stipendio havia col Duca de Milano,
-nè prometerli per niente passo nè vittuarie, offerendoli darli ogni
-aiuto. Et cussì fece, benchè vi venisse do oratori, o vero messi dil Re
-fino lì a Bologna; et questi fonno repudiati, dicendo voleva essere al
-soldo de chi era, el qual have ducati 16 milia a l'anno di provisione,
-et era fiul di la liga. I quali messi habuto cattiva risposta, a Napoli
-ritornò.
-
-Domente queste pratiche si fanno, Fiorentini volendo pur al tutto
-rehaver Pisa et altri castelli li erano rebellati, fatto zente dil
-paese, direttore domino Francesco Secco, andono contra Pisani col
-campo. Ma Pisani, pur volonterosi di mantenirse in libertà, li fonno
-a l'incontro. Era loro capitano Lucio Malvezo, et fece insieme alcune
-battaglie; pur ne fo morti assà, et poco mancò ditto domino Francesco
-Secco non fusse preso da Pisani, et questo fo in uno loco ditto Libra
-fratta. Fatto fo che per ricuperar do rocche si teniva per Pisani,
-Fiorentini vi mandò ivi 200 cavalli et 1000 fanti; eravi commissario
-loro Piero Vetturi, et Pisani li venne a l'incontro et comenzò la
-battaglia a hore 20, et durò fino a hore una di notte; _unde_, sopra
-venendo la notte, fo necessario separarsi. Et non venne sì presto in
-favor de Fiorentini, come era ordinato, et tardò assà a venir Francesco
-Nerli commissario de Pistoia con 3000 fanti: che, si venuto fosse,
-_fortasse_, come dicono Fiorentini, Pisani harebbe habuto assà a
-repararsi. Et cussì passò quelle cosse. Et Fiorentini consultando el
-fatto loro esser in molto pericolo, venendo el Re per Toscana, et pur
-si voleva _pacifice_ accostar a lui, ai qual è da creder dimandasse
-passo et vittuarie; _dummodo_ esso Re non intrasse in Fiorenza se non
-con 3000 cavalli, il resto dil esercito dovesse alozar di fuora. Et
-cussì facevano li preparamenti per alozar ditti Franzesi, et feceno la
-descritione dil populo de Fiorenza da fatti, et trovono assà numero;
-et _etiam_ fece dil contado, et pur stavano vigilante, volendo rehaver
-Pisa al tutto.
-
-A dì 5 Mazo l'ambassador dil Re de Franza monsignor di Arzenton andò a
-Lio a veder la mostra di stratioti, et darli le page, per Piero Duodo
-proveditor. Li quali stratioti feceno la mostra corando per la marina,
-et, nel correr sul Lio, uno cavallo di uno stratioto subito cadè morto,
-che fo _mirum quid_; et secondo el consueto, per la Signoria nostra li
-fo pagato uno altro cavallo, et dato ducati 15. Se aspettava uno araldo
-dil Re deputato in questa terra, era za partito di Napoli, et se stava
-con desiderio de intender quello richiederla el Roy.
-
-In questo medemo zorno nel Consejo di Pregadi fo messo XI galee grosse,
-secondo el consueto, a li viazi di Levante; zoè tre al trafego, 4 in
-Alexandria, et 4 a Baruti; et, incantate a Rialto, trovato li patroni,
-fo detti li loro capetanei: al trafego, Sebastian Contarini, che
-investì Chamalli corsaro, come ho ditto di sopra; Alexandria, Alvixe
-di Priuli; et a Baruti, Marco Orio. Et ancora per avanti fo messo do
-al viazo de Barbaria, capetanio Jacomo Capello. Quelle de Fiandra non
-andò, ni _etiam_ fo messo galie al viazo di Acque morte, per causa non
-intervenisse qualche danno dovendo mercadantar in le terre dil Re de
-Franza. Le qual cosse erano segnali di voler venir a la guerra.
-
-A dì 6 ditto venne in questa terra uno ambassador dil Re di Romani,
-chiamato domino Philiberto, natural, di natione bergognon, et
-prothonotario et preposito di certa chiesa; el qual havia _etiam_
-commission dil Duca di Bergogna, fiul di esso Re de Romani, et era
-stato a Milano, andava al Pontifice. Li fo mandato contra con li piati
-fino a Lizafusina assà patrici, alozò a San Bortholomio in caxa di
-Piero Pender mercadante tedesco, a spexe pur di la Signoria. Et a dì 8
-andò a l'audientia. Fo divolgato dimandò danari in prestedo per venir
-el suo Re in Italia. Poi a dì 20 ditto se partì, et verso Roma andò, ma
-trovò el Papa a Perosa.
-
-Ancora per lettere di Hyeronimo Gritti podestà et capetanio a
-Roverè, nostri (_furono_) certificati come a Trento si faceva gran
-preparamenti, expetando el Re de Romani veniva in Italia, et era 9
-zornate lontano, havendo conzo le cosse del Duca di Geler (_Gheldria_)
-et altri baroni, et che 2000 cavalli era venuti, et cussì erano in da
-far. Per le qual nove, nostri expedì li oratori eletti a Soa Majestà,
-i quali a dì 4 ditto se partì de qui per andarli contra, _tamen_ non
-fo nulla; et ditto Maximiliano volse star a Vormes a far la soa dieta,
-come dirò di sotto, et non venne questo anno in Italia, benchè mandò
-alcune zente poi in soccorso di la liga.
-
-A Milano el Duca ritornò a dì 4 Mazo da Vegevene per far le cerimonie
-di la investitura; et a dì 7 ditto partì de qui Hieronimo Lion kavalier
-eletto a Milano, et li altri do andavano in Spagna, i quali, insieme
-con Sebastian Badoer, si dieno ritrovar a questa solennità, el qual
-poi dea repatriar. Et ancora zonse el conte di Caiazo, era stato a
-Napoli col Re de Franza, et dette optima informatione dil tutto al
-Duca. El signor Galeazo col campo seguiva la impresa de Aste, et andono
-per haver uno loco ivi vicino chiamato Staze, et quello preseno,
-et Franzesi ussite di Aste et fonno a le man. Ne fo morti molti di
-una parte et di l'altra; qual havesse la pegior non se intese, ma
-pur, _judicio meo_, Franzesi fonno quelli dil manco danno. _Tamen_
-dimandavano trieva per acordarsi, et Milanesi non gela volseno dar, et
-in Aste era grandissima carestia: se divolgava molti manzava gramegna,
-per esser assà zente venuta, et è da creder vi fusse penuria, per esser
-piccola terra et di passo, et za tanto tempo _continue_ andar inanzi e
-indrio Franzesi, et Milano haver devedato vi vadi vituarie, che prima
-vi andava assà dil milanese. Ancora fo divolgato di là da le Alpe esser
-assà zente franzese per passar di qua, le qual per le acque venivano
-di le neve si descolavano de li monti, non potevano passar. Et el Duca
-de Milano, deliberato de mantenir la liga, et informato come el Re
-vegneria a Pisa et forsi a Zenoa, come diceva el Conte de Caiazo, dito
-Duca fece armar le X galie che 'l Re voleva prima farle armar lui, et
-ancora quattro nave, come ho scritto; et volse Venetiani contribuisse
-a la spexa, et cussì li fo mandà alcuni danari a Zenoa, et consultato
-di far presidio a Pontremolo in Parmesana, passo principal dove el Re
-dovea passar ritornando per la via andò. Et però esso Duca dimandò 100
-elmeti et 500 cavalli lezieri et 2000 fanti et _etiam_ 2000 sguizari,
-et ha vendo queste zente con le sue lui meteria, erano bastante a
-tenir quel passo, et za lui havea mandato alcune zente ivi a redurse.
-_Et inter patres disputatum quid faciendum_, preseno di darli quello
-domandava; et ordinò a certi condutieri si redusesse a li alozamenti
-in Brexana; ancora li offerse 1000 cavalli erano in Romagna, et che li
-sguizari, potendo haverli, erano contenti di pagarli. Et le mostre fo
-fatte, come ho ditto di sopra, a dì X Mazo tutte in uno zorno. Et a dì
-4 ditto nel Consejo di Pregadi, bisognando haver danari, fo messo do
-decime al Monte nuovo, a pagarle tutte do in termene di uno mexe, zoè
-XV zorni la prima, et poi la seconda; et fezeno altre varie provisione,
-volendo al tutto star preparati.
-
-Al principio di questo mese di Mazo, nel nostro colpho, sopra la
-Muranela et il Sorzador in mar fuora di do castelli zerca mia 7,
-pescadori trovono tre pesci grandissimi, chiamati _Cai di oio_,
-uno grande come una galia et cussì largo, et altri do più picoli.
-Questi ha la testa grande, et occhi più grandi assai dil suo dovere,
-ha una schena molto grossa, piena di pantane etc.; _adeo_ che fo
-dà, per cadaun pescador che pescavano, di una giavarina, et non li
-nosete (_nocque_), _imo_ la giavarina si storzè, tanto è dura la sua
-pelle: par uno scoio in mar. Con grandissima fatica si pigliano,
-et pericolosi, si navilii trovano, però che, movendo la coda, fa
-grandissimo mar, et trazeno l'acqua molto in alto; pur se ne piglia
-qualche uno, perchè con syroco è mandati a terra, et toccando terra,
-_maxime_ sabion, non puol partirsi et è amazati, et a pezo a pezo
-vien taiati et messo a brusar, che vien a modo oio, el qual è posto in
-botti, et, _ut dicitur_, di uno cao di oio _alias_ fo tratto a presso
-100 botte di oio. Or ditti pesci, poichè steteno in questo mar alcuni
-zorni, et in Venetia tutti parlavano, desiderando venisse syroco per
-poterli piar, perchè di raro, _imo nunquam_ in questo mar adriatico è
-visti tal pesci (benchè dicono alcuni pescatori za anni XXV ne venne
-uno altro cao di oio, fo judicato venisse driedo le galie di Barbaria
-venute in questo tempo, capetanio Francesco Bragadin), ma poi andono
-via, nè più se vedeno et ritornono in altri mari a dimorar.
-
-In Puia, per lettere de primo Mazo se intese come la Rocca de Bari
-havia levato le insegne dil Re di Franza a questo modo. Che essendo
-castellan ivi uno napoletan chiamato Bernardino Podorico, et uno suo
-fratello Zuan Antonio Podorico che era thesoriere di re Alphonso se
-ritrovava in Napoli con la moier et fiul, _unde_ el re de Franza fecelo
-retenir in castello, dicendo al tutto voleva suo fratello li desse la
-Rocca di Bari, et lo mandò con custodia fino a Bari, con conditione,
-si in termene de tante hore non facesse di haver la Rocca, lo faria
-impicar. Per la qual cosa el fratello castellano, vedendo el termene
-era el fratello, si rese et levò ditte insegne... montò con la sua
-robba su una nave, et andò a Brandizo. Questa città de Bari era dil
-signor Ludovico _nunc_ duca de Milano, et a lui fo donata insieme con
-do altri luogi, zoè Modugno et Pallo, et de queste tre terre scodeva
-le intrade et havia il titolo Duca de Bari: ma in queste novità re
-Alphonso non li volse dar el dominio di la Rocca, et _etiam_ lui scosse
-le intrade, come ho scritto di sopra. Ma poi questo Re de Franza li
-fece privilegii de ditti luogi, ma a hora ha habuto la Rocca che prima
-non havia; _tamen_ in le terre era governadori di Ludovico.
-
-Da mar el capetanio zeneral a dì primo Mazo ritrovandose a Corphù con
-12 galie, et feva conzar et impalmizar le galie per andar al Saxeno,
-dove era Hyeronimo Contarini provedador di l'armada con 7 galie, et
-adunade tutte sarebbe galie n.º 36, con quelle tre ve andava de qui
-et quelle si armava in Candia. Et scrisse a la Signoria che lì staria
-ad aspettar il mandato di quello haveva a far. Et Antonio Loredan,
-el qual con do galie dalmatine andò in Calavria a sopraveder quelle
-cosse et trovar l'armada di Spagna, in questi zorni ritornò a Corphù et
-notificò al zeneral haver visto lì in Sicilia ditta armada, caravelle
-54, una di le qual di botte 2000, dove stava el capetanio, el conte de
-Trivento, et zerca 12 di botte 400 in suso. _Item_ ditta armada non
-esser molto in ordine di zente. Et ancora havia visto 12 galie et 5
-nave di re Ferandino con la ditta armada, sopra le qual era esso Re, et
-li fece optima compagnia per l'amor et afetion portava a la Signoria,
-raccomandandosi a quella.
-
-A dì 11 Mazo, Luni da mattina, el Prencipe con questi oratori, legato
-et orator dil Papa, di Maximiliano, dil Re de Franza, di Spagna, tre
-de Milano, de Ferrara et de Mantoa, con la Signoria et assà Senatori,
-andono ne li piati a veder varar una barza fatta di novo, bellissima,
-di porto di botte zerca 1800, costa di spesa a la Signoria ducati XXV
-milia, et fo assà numero di persone in barche a veder. Et comenzò a
-venir un poco gioso, ma poi si retenne, _unde_ el Prencipe, essendo in
-quello venuto uno gripo con lettere dil zeneral, la continentia di le
-qual ho scritto di sopra, non steteno più aspettar, et ritornò con li
-oratori a S. Marco. Et poco da poi fo compita di varar. In questo varar
-è da saper si suol far certe cerimonie: prima far dir una messa dentro;
-poi, mentre la si vara, li vien tratto da galioti assaissime inghistere
-di late et vino dentro, significa latte bonaza et vino vittuarie. Et
-_tamen_ questa non andò fuora questo anno, per non esser di bisogno, et
-pareva un castello in acqua. Fu menata per mezo S. Marco, et stete fino
-il compir di la Sensa. Ancora altre barze et nave fonno raconzate. Et
-Thoma Duodo, capetanio di le nave armade, havia za messo banco et poco
-da poi andò in armada.
-
-A Milano el campo dil Duca era pur vicino a Aste, et etiam quello dil
-Duca di Orliens venne a la campagna molto forte in uno loco vicino a
-Non. Et come vidi una istrutione habuta da exploratori mandati per la
-comunità di Bergamo a inquerir el successo di quelle parte, et Marco
-Sanuto podestà et Alvise Mudazo capitanio de Bergamo la mandò a la
-Signoria. Et prima, che non veniva zente de Franza, che in Aste el
-Duca de Orliens havia cazado fuora li parenti di Avogari per dubito
-di tratado, et toltoli assà formenti pagati a raxon de lire 5 la
-mesura. _Item_, che quando fo preso quelli XVI homeni d'arme su quel
-de Monferà, el zorno de poi el signor Antonio Maria andò dove i fonno
-presi sul Monferà, et fece assà butini de bestiame; ma la marchesana
-mandò a dolersi de questo, et che non havendo guerra con Milan li fusse
-fatto tal danni. Et di comando dil Duca li fonno restituiti li animali
-et il butino fato. _Item_ che li campi erano vicini, et si divulgava
-di brieve se doveano apizar. La fiera de Verzei in quelle parte assai
-nominatissima si fazea non obstante queste guerre, et che le zente dil
-campo de Milano molte si partiva per non haver dinari. Ma per lettere
-da Milano de l'ambassador, el Duca feva gran preparamenti per la
-investitura dovea far a dì 17 Mazo, et aspettava li oratori dil Re de
-Romani, feva provisione di assoldar zente et far far arteglierie, et
-tutto quello li scriveria la Signoria era contento de far, et perchè
-la pecunia è quella che in tempo de guerra conserva li stadi et in
-quella consiste el tutto, volse far una descriptione di quello in uno
-bisogno troveria da li cittadini ricchi de Milan, et trovò ducati 295
-milia, _tamen_ con conditione de renderli; et a ciò non stesseno senza
-utilità li dette per cautione possessione et altre intrade, et a raxon
-de ducati 5 per cento a l'anno, sì come nui al Monte nuovo o la Camera
-de imprestidi, et per questo trovar danari se inimicò molto el populo.
-_Et accidit_ che uno orese, el qual havia ducati 200, volendoli, come
-fo divulgato, ditto orese se apiccò lui medemo. El campo veramente suo
-se tirò X mia più indrio dove era, et messesi in forteza da una banda
-l'acqua, da l'altra assà repari et artiglierie; pur scaramuzavano; et
-volendo andar a rehaver uno castelleto tolto per Franzesi, lo nome dil
-qual ignoro, Franzesi li fonno a l'incontro, et ne amazò assà Milanesi,
-et li rebattè. Et non molto dapoi feceno trieva per 8 zorni, et
-tuttavia el campo del Duca di Orliens si andava ingrossando.
-
-Vedendo Venetiani non esser tempo de demorar, et de far ogni
-provisione per difender el Pontifice, et consultavano la matina con
-li oratori di la liga, comunicando con quelli tutte lettere. Et a
-dì 7 Mazo nel Consejo de Pregadi preseno che 'l capetanio zeneral
-da mar dovesse andar ne la Puja verso Brandizo con l'armada, et ivi
-star fino havesse altro mandato. Et la sera a hore 5 di note spazò
-el gripo. Fo scritto al Marchexe di Mantoa si dovesse preparar, che
-volevano farlo cavalcar in Brexana, la qual nova fo molto grata a
-ditto Marchexe, et fo ditto donò ducati 50 a chi li portò la lettera.
-Questo per operarsi et dimostrar la fede havia, però che mai, za anni
-cinque è nostro soldato, è caduto operarsi. Et rescrisse esser lui et
-suo barba presti a' comandi di la Illustrissima Signoria nostra. Fo
-mandato danari per tutte le camere, et a dì 9 ditto mandò Zuan Borgi
-secretario in Romagna a far metter in ordene el Signor de Rimano
-et Signor de Pexaro nuovamente conduto. Ancora fo decreto, oltre li
-cavalli lezieri provisionati et stratioti andava verso Roma, _etiam_
-a ogni richiesta dil Pontifice mandarli zente d'arme, et fo fatto il
-numero di le compagnie, le qual, perchè non bisognò, lasserò de scriver
-chi fusse. _Item_ si faceva conzar XX redeguardi in l'arsenal, li
-arsilii tornati con li stratioti si riconzavano, et oltra li patroni
-a l'arsenal era do provedadori, Zuan Morosini et Antonio Trum, i qual
-molto se exercitavano in proveder a quello era bisogno a l'arsenal.
-Et in questi zorni zonse a Lio 4 arsilii de stratioti 520, venuti
-da Napoli de Romania benissimo in ordene, fatti per Luca Querini ivi
-rettore, capetanio de parte, uno Piero Busichio cavalier, che _alias_
-per soi meriti a la guerra de Ferrara fo di militia decorato, et datoli
-provisione a' fiuli. Et smontati a la Signoria li capi domandono cinque
-cosse: primo che havesseno 12 page a l'anno, zoè pagati ogni mexe;
-2.º che tutti quelli erano qui venuti, nel ritorno se dovesse scriver
-a Napoli per stratioti, però che quelli sono scritti stratioti hanno
-certa immunità et exemptione; 3.º che morendo quelli hanno provisione,
-li loro figlioli succieda in ditta provisione; 4.º che morendo li
-cavalli, li siano pagati; et quinto che li fusse dato el pan ogni zorno
-da S. Marco, et _etiam_ la biava per li cavalli secondo el consueto.
-Et tutto li fo concesso, excepto di darli el pan. Et poi fo mandato
-Bernardin Loredan, savio ai ordeni, per Collegio a darli le sue page,
-non vi essendo el suo provedador, et za era andato a Ravena; ma ditti
-stratioti non volseno nè tuor danari nè far mostra alcuna; _unde_,
-tornato, riferite a la Signoria che era in Pregadi questo. _Tamen_
-stratioti medemi do zorni dapoi si dolseno di tutto haveano fatto,
-dicendo non havia fatto per altro, in star renitenti in voler el pan,
-se non perchè el Doxe havia tocà la man a Piero Busichio et non a li
-altri capi, i quali erano cussì servidori de S. Marco come lui. Et
-veneno dal Prencipe a dir volevano far quello comandava, et li fo dato
-la paga di ducati 3, et a li capi ducati 4, zoè do page, et mandati
-verso Padoa et alozati in Padoana, come dirò di sotto. Et ancora con
-una nave venne XX stratioti, i quali _etiam_ li fo dato soldo, a ciò
-non fusse venuti indarno; sì che fin questo zorno di 20 Mazo era di qua
-stratioti n.º 1200, tolto da Modon, Coron, Zante, Lepanto et Napoli di
-Romania, tutti luogi di la Signoria. Et a dì 14 ditto questi oratori li
-fonno a veder correr: quello dil Papa, zoè D. Alvise Becheto, perchè
-a dì 13 el legato episcopo de Chalaor era partito et andato verso
-Roma, essendo stato quivi legato più di uno anno; quello di Spagna,
-li do di Napoli et tre di Milano, li quali steteno molto admirati di
-la sorte et qualità de stratioti et dil suo veloce correr. Et a dì...
-Mazo con barche fonno tragetati a Lizafusina et a Padoa, et per quelli
-castelli haveano i loro alozamenti. Et in collegio a dì ij ditto fo
-cressuto page a molti contestabeli benemeriti de S. Marco, _ita_ che
-qui a Venetia in corte dì palazo era pieno de soldati che dimandavano
-stipendio, et poi a dì 25 ditto in collegio fo ballottati tra molti
-contestabeli, et eletti 8 capi de provisionadi, li nomi dei qual
-saranno qui sotto scritti, zoè prima a
-
- Pietro Schiavo contestatele di provisionadi 200
- Zuan Alvise Cigogna 100
- Zanon da Colorgno 100
- Bernardin da Como 100
- Piero Grosso 100
- Perin da Bergamo 100
- Zuan Agnolo da Urbin 100
- Paulo Albanese 100
-
-Zonse a dì ij Mazo a Venetia uno corrier venuto di Spagna, partito una
-zornata avanti zonzesse quello portava la lettera di la liga, et il
-suo ambassador fo a la Signoria, et notificò come el Re havia ordinà
-grande exercito per mandar a la volta di Perpignano, et, se nostri
-rompesse, senza dubio el Re di là romperia; _tamen_ non fo nulla. Et
-che quel corrier andò per terra in Spagna fo ben intercepto a Brianzon,
-ma non fu averte le lettere, dicendo non havevano guerra col Re de
-Spagna. Et che zonto a Madrid, el Re et la Raina havia habuto una gran
-consolatione di la liga, et volse, essendo zonto la nuova el Zuoba
-Santo, indusiar a publicarla per tutti soi regni el zorno de S. Marco,
-a dì 25 April, con gran cerimonie et il successo scriverò di sotto.
-
-A Roma el Pontifice vedendo la voluntà dil Senato Veneto et di Milano
-esser di dar conduta secondo el suo desiderio al Duca de Urbino, et
-come ho scritto di sopra era partito di qui el suo secretario, et lui
-aconzo con Fiorentini; et il Pontifice li mandò a dir che havea fatto
-gran mal a non voler esser al soldo di la liga, _maxime_ sapiando
-el testamento dil duca Federigo suo padre, che vol che _nunquam_ lui
-si aconzi con niuno senza licentia dil Papa, nè mai esser contra la
-Chiesia; et che, non volendo esser soldato nostro, lo spoglieria dil
-feudo et investisone come nemico di Santa Chiesia. Et el Duca rescrisse
-per niun modo voleva esser contra la Chiesia, et che, havendo dato
-una volta la fede a Fiorentini, quella voleva mantenir, et mandò un so
-secretario a la Signoria, chiamato Ludovico di Odaxij padoano, et a dì
-9 Mazo zonse in questa terra, et si mandò a excusar con la Signoria,
-et che non havendoli voluto dar conduta condecente a la soa persona,
-si era assoldato con Fiorentini, offerendosi _tamen_ fiul etc. Et detto
-secretario stete do zorni et andò via.
-
-A Napoli, essendo partiti li nostri ambassadori, mal se intendeva el
-successo dil Re, nè quello voleva far. Ivi era tre cardinali, S. Piero
-_in Vincula_, S. Dyonisi et Samallo, et se divulgava per tutto questo
-mexe de Mazo non partiva di Napoli, perchè li cavalli erano a l'herba,
-et venendo per camino non troveria strami. Ma pur tramava pratiche
-sotto man, et con Zenoesi, come ho detto, per mezo de S. Piero _in
-Vincula_, prometendo dar in deposito a lui Serzana, Serzanella et Piera
-Santa fin el Re stava in Italia, poi siano dati a Zenoesi. Col Duca de
-Ferrara era d'accordo, benchè la liga li mandasse a dir alcune cosse.
-Li oratori fiorentini, senesi, luchesi et de' Pisani erano pur ancora
-a Napoli. Et è da saper che sempre vi stette un orator de Pisani,
-chiamato Piero Gripho, a presso Soa Majestà, et novamente ne mandò
-uno altro chiamato Alvise de Christofaro, et questo per le discordie
-haveano con Fiorentini.
-
-A Roma, come scrissi, el populo era volonteroso de defenderse.
-Fenno la descriptione de li homeni da fatti, a ciò a uno bisogno
-se potesse operarsi. Li conservatori et caporioni fenno 3000 fanti,
-li 600 provisionadi di la Signoria con li X contestabeli haveano do
-page per uno, zoè di do mexi. Li Zudei, a ciò non havesseno i danni
-come prima, assoldò alcuni fanti facesseno guarda a le lor caxe. El
-Pontifice domandò imprestedo a Cardinali ducati 20 milia, et assoldò
-el signor Paulo Orsini et el sig. Carlo fiul dil sig. Virginio Orsini;
-et _conclusive_ tutta Roma era in moto. Et el Papa intendendo che al
-tutto el Re veniva a Roma, li mandò a dir che volendo venir _pacifice_
-senza arme el fusse ben venuto, et volendo venir con l'exercito andasse
-di fuora via. Et a dì 8 Mazo venne a Roma el cardinal Samallo partito
-da Napoli, et alozò in palazo dil Papa. Si divulgò tratava accordo.
-Et a dì IJ ditto chiamato consistorio terminò di mandar do Cardinali
-contra esso Re de Franza, zoè el cardinal Santa Nastasia et el cardinal
-Carthagenia, et non ostante che erano in queste pratiche, sollicitava
-el Pontifice el cavar di le fosse dil castello. Et cavando in questi
-zorni trovono 6 teste de alabastro bellissime, et altre antiquità,
-_maxime_ alcune caverne subteranee, cossa de gran spesa; et forniva el
-castello de artegliarie et munitione. In Roma era gran romori per la
-discordia di le parte, et Spagnoli con Romani assà volte si amazavano;
-la notte non se poteva andar per Roma, che erano spogliati, et quasi
-ogni giorno amazato qualche uno: li prelati scampavano fuora di la
-terra.
-
-Et a dì 15 ditto, a hora di nona zonse lettere in questa terra de
-Hyeronimo Zorzi kavalier orator in Corte, date a dì 12 ditto, et venute
-prestissime, _unde_ fo chiamado Pregadi. Ma prima se redusesse, da poi
-disnar, la Signoria mandò per li oratori di la liga, eccetto quello dil
-Papa, et consultava insieme; andono in Pregadi. Per queste se intese
-come el Re a dì 12 dovea partirsi de Napoli per venir a Roma, et che el
-Pontifice quasi non era fermo etc.; per la qual cosa Venetiani steteno
-molto di malavoia, et fo comandato grandissime credenze et streture, et
-feceno molte provisione, et el Principe parlò in Pregadi et exortò a la
-difensione di la Republica, et si dovesse pagar le decime volentieri.
-Et spazò la sera uno corrier a Roma, el qual andar dovesse in hore
-40; et comesse a l'ambassador dovesse far ogni cossa che 'l Pontifice
-se levasse di Roma. _Etiam_ mandò uno gripho al capitanio zeneral, el
-qual se judicava fusse in Puia, che dovesse star lì intorno quelli
-scogi de Brandizo, et andar fino a Otranto con l'armada, _tamen_
-non metter in terra, nè far altra movesta se non li scriverà altro.
-Al Pontifice ancora fo scritto non dovesse temer di cossa niuna,
-confortandolo dovesse star saldo, promettendoli di darli ogni aiuto, et
-che Venitiani soli li bastava l'animo a difenderlo, non che essendo li
-altri colligati, maxime el duca de Milan volonteroso assà contra esso
-Re de Franza; et altre parole de questo tenor li scrisseno, dubitando
-non si acordasse col Re. Questo perchè non feva alcuna provisione, ma
-diceva cercaria el suo meglio a li oratori. Et però nostri li promise
-di mantenirlo nel Pontificado. Fo divolgado el Re promesse de dar el
-Principato di Taranto a suo fiul duca de Gandia, et altre promissione
-secrete. Et in questi zorni zonse tre oratori o vero messi di esso Re
-a Roma; i quali a dì 12 ditto partino: uno andava a Fiorenza, l'altro
-a Milan, et l'altro a la Signoria nostra, chiamato Joam Boierdino,
-el qual a dì 23 ditto zonse a Venetia. La soa richiesta et quello
-volse scriverò poi di sotto. Et a Roma in questo mezo monsignor
-Samallo dimandò al Pontifice la investitura dil Reame al suo Re, _sine
-præjudicio tercii_, e che li fosse dato el passo che 'l voleva venir
-come amico a visitar Santa Chiesia, perchè in ogni tempo è stato bon
-fiul et ha difeso quella. _Unde_ el Pontifice li rispose _publice:
-pro nunc_ non voler darli alcuna investitura; et che volendo venir el
-venisse di fuora via, et che volendo el Re parlarli, lui andaria in
-una terra, dove insieme havendo voja Soa Majestà li poteva et poria
-parlar. Ma ditto Cardinal et l'ambassador dil Re preditto, adunato li
-conservatori et caporioni di Roma, li expose come el Re li mandava a
-saludar; et che 'l voleva venir a Roma, et che si ne l'andar a Napoli
-haveano habuto Romani alcuna cattiva compagnia, era processo per la
-moltitudine dil gran exercito havia; ma che a hora voleva venir con
-assà manco zente, et che restauraria tutti chi fusseno stati offesi.
-Ai quali, Romani, fatto loro consigli, li risposeno che erano atti a
-mantener la voluntà dil Pontifice, et che essendo Soa Santità et li
-reverendissimi Cardinali di opinione che la Majestà dil Re non dovesse
-più intrar in Roma, che cussì _etiam_ loro erano disposti; _tamen_
-volevano esser servitori di Soa Majestà. Et habuto tal risposta, el
-messo dil Re se partì et tornò a Napoli, et el cardinal Samallo rimase.
-Ma Hyeronimo Zorzi andato dal Pontifice, et presentato le lettere di
-la Signoria persuadendo Soa Beatitudine a doverse partir de Roma; ma
-el Papa rispose volerse defender et star fermo; et voleva far 3000
-fanti, et con li 1000 provisionadi nostri et quelli de Milan et li 1000
-cavalli lizieri, _etiam_ lui havia 600 homeni d'arme ai quali havia
-dato paga, li bastava a doversi difender; et che staria in castello,
-et havia per lui il populo, che, come ho fatto la descriptione, era
-XX milia homeni da fatti; sì che non dubitasse de nulla. Et a Napoli
-acadete, essendo dismontato re Ferandino in la Calavria a presso
-Turpia con alcune zente, havendo reaquistato alcune terre, et dove si
-apresentava tutto si rendeva; _unde_ el Re terminò di mandarli zente
-a l'incontro, a ciò più non prosperasse. Et mandò mons. de Obegnì con
-lanze 200 et 1000 Sguizari. Et in questo tempo venendo 6 zentilhomeni
-franzesi a Capua partiti da Napoli, in uno bosco furono assaltati da
-alcuni dil paese et amazati, et per più disprecio li fu cavato el cuor
-dil corpo, che fo cossa crudelissima, et messe gran paura in Franzesi.
-_Etiam_ el zorno avanti de questo, in Napoli fo morto uno Franzese, et
-cavatoli el cuor. Queste cose dimostra el mal voler hanno Napolitani a
-Franzesi.
-
-Venne in questa terra a dì 17 Mazo per Po la madre de madona Maria
-marchexana de Monferà, et _olim_ mojer dil marchexe Bonifacio di
-Paleologi. Questa era vedoa, et fo moglie dil dispoti di Servia preso
-et morto da Turchi, la qual za uno anno da poi la morte dil zenero
-venne dil suo paese per veder soa fiola, et al presente ritornò con
-ganzare et burchii et zerca persone 100. Aloxò a S. Trovaxo, in caxa
-di domino Andrea Sench, _olim_ orator dil Re de Romani; et la sera
-andò a caxa dil Principe; et habuto lettere di passo, poi che stette
-alcuni zorni, con uno gripo passò a Segna, _demum_ per terra andò in
-l'Hongaria, et fo a dì ultimo ditto. Et ha uno fiul capitano de esso Re
-de Hongaria, _tamen_ per la Sensa stete qui.
-
-Ancora in questi zorni vi venne madona Paula di Gonzaga, fo sorella
-dil marchese Federigo di Mantoa, padre di questo presente, et moglie
-del conte Bernardo di Goricia. Alozò a la caxa di ditto Marchexe; poi,
-visto la Sensa, a dì 2 Zugno andò a li bagni a Padoa; et ritornò a
-Goritia. Poi _etiam_ vi venne la niora dil signor Sigismondo di Este,
-fratello dil Duca de Ferrara, con alcune donne; alozò a la sua caxa;
-et uno fiol secondo dil magnifico Joanne Bentivoi, chiamato Alexandro,
-con alcuni tutti vestiti a un modo a la todesca, con penachi in testa,
-veneno incogniti a la Sensa.
-
-A dì 17 Mazo zonse in questa terra Domenego Trivixan et Antonio Loredan
-cavalieri, erano stati ambassadori a Napoli al Re de Franza; et el
-zorno driedo riferiteno nel Consejo di Pregadi la loro legatione,
-et come el Re era mal in hordine sì de zente _quam_ de danari; ma
-Franzesi inrichidi; et non havia più di 12 milia persone, zoè cavalli,
-et 8000 pedoni, et cavalli taliani 3000, et alcuni fanti de li qual
-conveniva lassar parte in Reame. _Item_ che tutto Napoli se doleva di
-le insolentie de Franzesi, di le cative compagnie haveano da loro,
-et che Napoli non si poteva più dir quello Napoli era prima; et che
-'l Re al tutto se voleva partir, havendo cargado su le galeaze et
-alcune barze bona parte di le cosse dil castello: porte di bronzo, re
-Alphonso vecchio di bronzo etc., per mandar in Franza; et che esso Re
-havea mal animo contra Venetiani, concludendo li havia fatto pessima
-compagnia; et questo fo da poi el Re intrò in Reame, che prima erano
-assà ben visti. Et volendo a Napoli haver audientia, convenivano star
-tre hore aspettar, et ancora, parendole, li licentiavano; et che el Re
-_continue_ zuogava su una sala con uno suo muleto, et li coreva drio,
-et con una soa favorita niora di la duchessa di Malfi, la qual molto
-amava: _etiam_ un'altra tolta a Guastalla. Narrò quelli erano dil suo
-consejo, nominati di sopra, et homeni di gran inzegno, et che Franzesi
-non servava alcun ordene; et che uno capitanio comandava una cossa et
-l'altro non voleva; _tamen_, verso il re erano fidelissimi et tutti
-attendevano a uno fine; et che dal concluder di la liga fino a loro
-partir, non erano ditti oratori ussiti di casa se non quando andono
-a tuor licentia; et che el Re gela dette volentiera; poi disse che
-tornasseno, che li havia a dir alcune cosse. I qual tornati, ordinò al
-suo consejo li dovesse parlar, et cussì li disseno: _Domini oratores_,
-direte a la Signoria che vogli mantenir al Roy la lianza, et che non
-saria venuto in Italia se non havesse habuto la lianza sua, et che in
-Aste venne el so ambassador ad alegrarse di la venuta di la Maestà Soa,
-poi a Fiorenza voi fosti mandati; ne l'entrar in Roma et ne l'intrar
-in Napoli vi avete alegrato del suo prosperar; et che non voglia essa
-Ill.ma Signoria in questa sua tornata far altro che mantenir la vera
-promessa, con altre parole. Et concludeno ditti oratori al Senato che
-Franzesi non per altro modo haver acquistato questo Regno se non che
-el Reame hanno acquistati loro, ch'è cossa mirabile; et che si dovesse
-far ogni cossa perchè non erano molta quantità, et havevano assà odio
-a Venetiani, dicendo erano stati causa di ogni loro infortunio. Et
-poi che hebbeno refferito, ambidoi introno Savii di Terra ferma, et
-il luogo li era sta servato; et mentre erano a Napoli fonno creati,
-_licet_ avanti fusseno stati.
-
-Et intendendo li padri di Collegio questo, deliberorono metterse in
-ordene, et venendo di qua dimostrar el poter de Venetiani. Et sopra
-tutti fenno provisione de danari, et benchè fusse messe 6 X.me, do al
-Monte vecchio et 4 al Monte nuovo, terminono a dì 18 ditto in questo
-Consejo di Pregadi, de impegnar le volte et bottege de Rialto di la
-Signoria a rason di ducati 8 per cento, et chi depositava in termene
-di do zorni havesse do per cento di dono, et quelli li havea affitto
-in termene di zorni XV dovesse depositar a l'oficio dil Sal, et che
-fusseno exempti di ogni X.ma per angaria di le ditte intrade, come
-_etiam_ fo fatto per la guerra de Ferrara; di le qual volte et bottege
-in questo mexe et in ditto termene, per Marco Bragadin era Provedador
-al Sal a la caxa fo scosso et trovato ducati 60 milia.
-
-Ancora fo deliberato de mandar a li confini di Oio cavalli 5000
-et Stratioti 600, et ivi star, a ciò venendo el Re per la via de
-Pontremolo potesseno resister non passasse, con la zente dil Duca de
-Milan, però che _etiam_ lui lì in Parmesana adunava zente; oltra de
-questo in Romagna vi dovesse a Ravena star cavalli 2000 et Stratioti
-600, i quali bisognando presto si conzonzerebbe con questi. Quelle
-zente dil Polesene non fonno mosse. Et in questo medemo zorno, a dì
-18 Mazo, col nome dil Spirito Sancto elexeno per scortinio nel Consejo
-di Pregadi do Provedadori zenerali in campo, con pena grandissima non
-potesseno refudar, i quali fonno Marco Antonio Morosini cavalier era
-capetanio di Padoa, et Marchiò Trivixan fo podestà a Padoa. Ancora
-preseno de assoldar 2000 Sguizari et far 2000 provisionati oltra li
-fanti si havia, et ancora zerca 60 Stratioti, erano venuti driedo li
-altri senza esser soldati, fonno tolti et datoli la paga et mandati in
-Padoana. _Etiam_ fo assoldato el fiul di Johanne Bentivoi, per do anni,
-primogenito, chiamato Hannibal, con homeni d'arme 80 et 40 balestrieri,
-da esser pagato per mità col Stado de Milano; et cussì li fo mandati
-danari si mettesse in ordene: el qual era in pratica de acordarsi
-con Fiorentini. Et el conte Bernardin Brazo, fo fiul dil conte Carlo
-conduttier fidelissimo, vene a Venetia, et habuto danari si andò a
-levar le sue zente era in Friul et venne in Brexana. Ancora molti
-cogioneschi, di la compagnia di Bortolomio Cogion capetanio zeneral
-da terra, chiamate lanze spezade cogionesche; et cussì erano expediti
-ditti soldati.
-
-A Milano in questo mezo zonse do ambassadori dil Re de Romani, venuti
-per far le cerimonie di la investitura, chiamati d. Marchio Mechz
-episcopo di Brixenon et consiglier dil Re, et d. Corado Sturcem primo
-cancellier dil Re. _Etiam_ vi zonse uno dil Re et Raina di Spagna,
-nominato mons. Joan Claver aragonexe, et el Duca perlongò de far questa
-investitura a dì 24 Mazo. _Etiam_ sul Milanese vi zonse in questi zorni
-uno capetanio de Sguizari o vero Elemani, mandato per Maximiliano in
-so aiuto. Et esso re Maximiliano si aspettava, perchè per lettere di
-Hieronimo Gritti da Roverè se intendeva a Trento el vin era montato
-ducati 6 la botta; ma per lettere di ambassadori nostri andava da Soa
-Majestà, date in Yspruch, dove era et l'archiduca Sigismondo di Austria
-homo veterano, _licet_ al presente non habbi alcun dominio per haverlo
-renonciato a ditto Re di Romani, et se intese ancora la dieta non era
-compita a Vormes, et non era per venir in Italia cussì presto.
-
-A Ravena accadete che Stratioti alozati a uno monasterio de frati
-chiamato Santa Maria in Porto, _unde_ veneno a parole con ditti frati,
-_ita_ che 7 frati ussite fuora, et ferino alcuni Stratioti, et amazò
-uno cavallo di valuta di ducati 50. _Unde_ Stratioti si messeno contra
-questi frati, et li feriteno, et poco mancò non li amazasse. Era ivi
-Piero Duodo loro provedador, et pur fo tasentate le cosse, essendo
-stati prima causa di tal movesta li frati.
-
-A Roma, per lettere di 18 zonte a dì 21 Mazo, nostri fonno
-certificati... come era venuti a Roma, et voleva la investisone dal
-Pontifice dil Reame a lui pertinente _de jure_. L'altro a dì 18 ditto
-se partì per andar a Napoli a trovar el Re de Franza, chiamato misser
-Zanon de Molins, el qual _alias_ fo a soldo di la Signoria nostra a
-la guerra de Ferrara, quando vi era el suo Duca. Et ancora in questo
-medemo, ditto orator partito per andar a Napoli, mandando li soi
-cariazi avanti, in Roma, a una piaza ditta la piaza Judea, fonno
-assaltadi et tolto ditti cariazi et robe con li cavalli, et fo soldati
-romani, cridando: Marco! Marco! Et l'ambassador ditto, tornato, fo
-ricevuto in caxa da Hyeronimo Zorzi orator nostro, et stete do zorni
-facendoli bona compagnia, et andono dal Papa dolendose de questo. Et
-li caporioni fece tuor le robbe et messe in salvo; _tamen_ mancò uno
-cavallo di valuta di ducati 100. Et l'ambassador nostro fece uno edito,
-si era soldato di San Marco fusse apicato. Et oltra di questo venendo
-tre oratori dil Re al Pontifice, zoè el cardinal S. Dyonise, mons.
-de Brexa et Frances mons. de Lusemburg, et alozati mia X di Roma, et
-_etiam_ veniva el cardinal San Piero _in Vincula_, ma pur non volse
-venir di lungo, ed andò a Grota ferata mia 25 da Roma. Ma questi tre
-venendo per venir a Roma, et el Pontifice ordinò a la soa fameglia
-dovesse andarli incontra, _etiam_ vi volse andar contra el Cardinal
-preditto, do cardinali San Clemente et Santa Anastasia. Ma mentre
-questi andavano, acadete che ditti oratori mandò avanti uno araldo
-di mons. de Brexa, el qual arente le porte fo spoiato; et ancora el
-zorno avanti havia mandà el so cuogo per metter ordene a quello era di
-bisogno, et alcuni Spagnoli di la guarda dil Papa el trovò et lo amazò.
-La qual cossa intendendo ditti oratori, non volseno venir di longo, et
-subito spazò al Re notificandoli questo, sì che quelli erano andati
-contra convenne ritornar, et non vi venne quel zorno. _Unde_, inteso
-questo, el Papa have molto a mal, et fece inquisitione chi havia fatto
-questo, et mandò per piar (_pigliare_) alcuni i quali erano fuziti a
-dir al cardinal S. Dyonise non dovesse dubitar de niente, et intrasse
-liberamente, et poi intrò come più avanti intenderete. Zonse ancora a
-Roma Sonzin Benzon da Crema zentilhomo nostro, agregado per li meriti
-del padre l'anno 1483, con 50 cavalli lizieri; et era altri 500 cavalli
-lizieri alozati a Vitrali, et a dì 24 ditto doveano far la mostra in
-Roma.
-
-A dì 19 ditto intrò in Roma li ditti tre ambassadori dil Re di Franza
-a hore 23 bene in ordene. Li andono contra la famiglia dil Papa et de
-Cardinali, et come vidi una lettera di Roma, mons. de Brexa havea più
-di 60 mule carge di robe, et zerca 40 pulieri zoveni de Reame, et assà
-zente d'arme conduceva le ditte robe. Alozono in palazo dil cardinal
-S. Clemente, et al zorno driedo have audientia. Et Colonnesi erano in
-Roma praticava con li primarii romani volseno lassar intrar el Re, et
-che non vegniva per far alcun mal; ma quelli li rispondevano: prima
-manzerebbe sui fiuli, che consentir mai la sua intrata, et quando ben
-el Papa consentisse, loro erano fermissimi. Et davano gran pressa, sì
-in racoglier qualche biava che ancora non era mature, _quam_ in far
-provisione in la terra. Le porte era partite a custodia de fanti, et
-fo ordinato li nostri provisionati con Francesco Grasso capitano loro
-vardasse la porta di San Paulo, et un gran spatio de muro, che fece
-bastioni, ripari, revelini, et altre cosse necessarie; _frustra_ fece,
-come dirò di sotto.
-
-Antonio Grimani procurator capetanio zeneral, in questo meze per
-lettere di 7 di questo, se intese era a Corphù con galie 19, et feva
-impalmizar per andar in la Puia, et con desiderio aspettava le tre
-galie partide de qui, zoè dil provedador Zorzi, la galia Bembo, et
-la galia Cornera, et _etiam_ el resto di le galie se armava in Candia
-n.º 12, et havia retenuto do nave, zoè quella di Stefano et Theodosio
-Contarini, patron Zaneto da Muran, et quella de Piero Sagredo et
-compagni, patron Antonio Amai; et _etiam_ alcuni gripi meneria da
-Corphù per far più grossa armada. Et Hyeronimo Contarini provedador
-era al Saseno. Et è da saper che 3 galie era a l'isola de Cipro, zoè
-Cabriel Barbarigo, Zorzi Cabriel, et la tragurina. Quello poi di ditta
-armada seguite, più avanti scriverò.
-
-A dì 19 ditto venne a Venetia Zuan Bragadin patricio nostro, era
-stato mercadante a Napoli, et partito de lì el zorno driedo si partì
-li oratori nostri, et andò in Puia, et andò la matina in Collegio
-et referite molte cosse a la Signoria, _maxime_ come tutta la Puia
-desiderava de esser sotto S. Marco, et, non volendo la Signoria tuorli,
-chiameria Turchi, però che per niente non volevano più Franzesi, et che
-a Leze era el vicerè mons. de la Spara con zerca 200, el qual stava in
-castello, et li populi li era contrarii per certe manzarie havia fatto,
-et volevano esser restauradi; et lui stava con paura, come se intese
-per Marin Morosini venuto mercadante stato in Leze; _tamen_ da poi se
-partì, et andò ad habitar a Misagne mia 8 a presso Brandizo. _Item_
-come quelli di l'Aquila non havea voluto pagar el dacio di le piegore
-al Re, et andono in Puia et tolseno li soi bestiami et li menò su el
-suo. Ancora in Manfredonia acadete certa novità contra Franzesi. _Item_
-che Franzesi erano zente poltronissisima, sporca et dissoluta; prima
-sempre stano in pecai (?) et in atti venerei; le tavole sta sempre
-preparate, nè mai si cava mantili, nè si scova sotto; che intravano
-al principio in le caxe in Napoli, tolevano le miglior camere, et in
-la pezor mandava el patron di la caxa; andavano in caneva, toleva vini
-et formenti, et mandavano a vender in piaza; sforzavano le femene, non
-havendo alcun rispetto: poi le robavano et toleva li anelli di dedo
-(_dito_), et quelle feva resistentia, li tagliavano li dedi (_dita_)
-per haver li anelli; stavano molto in chiesa a loro oratione; havea
-12 milia cavalli et 500 Sguizari, et el resto era zente inutile,
-osti, meretrice, arte di ogni sorte; et che tutte le arte in Napoli
-era lavorato per Franzesi: el Re cavalcava per la terra hora con 100,
-hora con manco di XVI cavalli, senza servar alcun ordine nè decoro
-regio; che el Re era liberal, ma non havia danari, et li soi erano
-richi, vestiti di seda etc.; che l'ultimo zorno che 'l se partì, vide
-disficar et averzer alcuni magazeni de mercadanti zenoesi, et tuor la
-roba et cargarla su le galeaze insieme con le altre arteglierie; et
-che el Re voleva far un fontego a Segna per Todeschi, a ciò specie non
-havesse spazamento a Venetia; _item_ che Franzesi lievano assà vanie,
-et _conclusive_ fevano pessima compagnia a Napolitani: et che vorebbeno
-Napolitani più presto esser sottoposti a ogni altra generatione che
-a questi; che non vi sono ivi porte nè fenestre, ma brusate per non
-comprar legne; li cittadini al meglio potevano si partivano de lì,
-lassando la roba et la caxa in le man de Franzesi, et loro habitava in
-le ville; et che a le donne era sta usato gran violencie, prima usato
-con quelle contra il voler suo, de li mariti, padri et fratelli. _Et
-accidit_ che uno barone franzese, intrato in caxa di uno cittadino che
-havia una bellissima fiola, et volendo ivi far bona ciera et disnar,
-volse fusse presente la ditta figlia; et poi disse al padre che al
-tutto lui la voleva haver, promettendoli etc. Et el povero padre
-rispose voleva dimandar a la moglie et a uno suo fiul. La qual per
-niente non volendo soportar tal inzuria, et non potendose defender
-in altro modo, el fiul disse: ordinate el venghi et dateli l'hora, et
-cussì fo ordinato. Et venne dito franzese, et andò in camera con lei,
-et avanti lui la tocasse, vi entrò ditto suo fratello, et amazò quel
-franzese et scapò via. El padre medemo andò con lagrime a notificar
-tal caxo al Re; el qual mostrò molto dispiacerli, et haver meritato la
-morte. Et disse: fate venir vostro fiul dentro qui, che li perdonarò.
-El qual venuto, a pena si butò a piedi dil Re, che da alcuni franzesi
-fo amazato; et el Re non fece altro. Le donne erano ne li monasterii;
-pur fo divolgato al Re cavò una munega di uno monasterio, Santa Chiara,
-et usò con lei, non li bastando la favorita di Malfi; et ancora molte
-altre che li era menate per soi Franzesi.
-
-A Milan, a dì 18 Mazo zonse Hieronimo Lion et Francesco Capello
-kavalieri, con Marin Zorzi dottor, nominati di sopra; de li qual, do
-andavano hora in Spagna. Li vene contra prima 4 del consejo secreto,
-consejeri dil Duca, poi Sebastian Badoer kavalier, _cum_ altri pur dil
-Consejo. _Demum_, fuora di le porte de Milan venne el Duca con zerca
-cavalli 700, et el Marchexe de Mantoa, el qual ivi in questi zorni era
-andato per ritrovarse a la investitura; _etiam_ venne li do oratori
-dil Re de Romani, uno di Spagna, uno di re Ferandino, uno di Fiorenza,
-uno di Ferrara, uno di Monferà et uno de Luchesi. _Item_ el signor
-Galeoto di la Mirandola, el conte de Caiazo, el signor Fracasso di San
-Severino et Hannibal Bentivoi fiul di messer Joanne da Bologna, con
-altri di la corte, et accompagnò ditti oratori per mezzo la terra, con
-grande honor fino a lo alozamento a loro deputato, et per el Duca facto
-ornar. Et la sera li fo fatto le spexe, poi el Duca li mandò ducati 50
-da farsi le spexe. Et questi do andavano in Spagna per questi 8 zorni,
-et a Lion dimorava ivi, li dette li ducati 100 secondo el consueto,
-sì come si dà al suo in questa terra. Et el zorno sequente, che fo
-a dì 19, andono a l'audientia vestiti d'oro, et Marin Zorzi con uno
-manto di seda, per non esser cavalier. Et volendo esso Marin Zorzi far
-l'oratione, per esser el più zovene, latina, el Duca volse la facesse
-_vulgari sermone_, et cussì fece. Et in questo medemo zorno el Duca con
-el Marchexe et tutti li oratori andono contra don Alphonso da la ca' da
-Este suo cognato, fiul primario dil Duca de Ferrara, veniva a questa
-investitura, et alozò in castello, et la investitura era ordinato di
-far la Domenega proxima a dì 24.
-
-Ancora in questo zorno venne lettere al Duca dil suo campo di Aste,
-come haveano habuto uno castello mia do lontano di Aste a discretion,
-chiamato Aliano, et seguitavano vigorosamente l'impresa, _tamen_
-haveano inteso zente franzese passar di qua da monti, et esser
-passato el Bastardo de Borbon et 800 franchi arcieri. Sul Milanese era
-comenzato a zonzer zente alemane et Sguizari, et altri volevano soldo,
-i quali capitono nel ditto campo. Oltra di queste, se intese che el Re
-feva sollecitar la sua armata a Provenza. Aspettavano ancora a Milano
-oratori de Fiorentini, et il vescovo Angelo legato dil Pontifice per
-intravenir a ditta solennità, _tamen_ non ne veneno.
-
-Fiorentini continuamente fevano consigli per difenderse di la venuta
-dil Re, et fo divulgato volevano intrar in la liga, et li soi oratori
-erano a Napoli più volte al Re dimandono licentia de repatriar, ma el
-Re non ge volse darge, dicendo volea venisseno con lui a Fiorenza; et
-pur esso Re eccitava Pisani, et fo divulgato in questi zorni haver
-mandato a Pisa 800 Bertoni meschiati con Sguizari, et tre nave de
-formenti. Et _etiam_, Pisani acquistarono la fortezza di Librafratta,
-Fiorentini l'havia recuperata. Et el duca de Urbin, accordato a soldo
-de Fiorentini, se metteva in ordene: et quello acordò ditto Duca fo
-Francesco Gadi secretario de Fiorentini, el qual altre volte venne in
-questa terra per causa de certi contrabandi de panni trovati a Vegia,
-come orator de quella comunità. Ora a dì 24 April condusseno in Augubio
-l'accordo di darli ducati 30 milia a l'anno, tenendo elmeti 220, et non
-li potè dar titolo de capetanio[129], et non volevano quelli romper.
-Et in questi zorni acadete a Fiorenza certe novità, però che fonno
-retenuti do Fiorentini di caxa di l'Antella, et folli opposto volevano
-far novità in la Republica, et uno di XX acopiatori, chiamato Juliano
-Salviati, refudò l'ofitio suo; _unde_ in elezer in loco suo uno altro
-fo qualche discordia, et molti non volevano mandar suoi ambassadori a
-Venetia et a Milan, _licet_ vi fusse uno per praticar de intrar in sta
-liga; et tanto ebbeno paura dil Re che mai volseno esservi.
-
-A Roma essendo zonto li oratori dil Re di Franza, come ho ditto, et
-deputata dal Pontifice l'audientia, andono tutti tre, el cardinal San
-Dyonisio, mons. di Brexa, et Frances mons. de Lusemburg. Et essendo per
-intrar dove era el Papa, se ritrovò esser lì el Cardinal Curzense, et
-volse intrar con loro, dicendo era stato primo havia praticato per el
-Re col Papa. Et ditti oratori non volse vi entrasse, _unde_ fenno di
-gran parole, _tamen_ non intrò, et d'indi se inimicò col Re. Or intrati
-dimandò tre cosse: la prima la investitura dil Reame et coronatione,
-promettendo pagarli ogni anno ducati 50 milia di censo, secondo il
-consueto primo, et darli ducati 100 milia che restava debitori di più
-censi a la Chiesa el re Ferando et Alphonso; seconda, che 'l voleva
-venir a Roma come bon fiul di Santa Chiesia, et esser a parlamento con
-Soa Santità, et pur volendo fuora di Roma l'era contento, et che 'l
-dicesse qual terra li pareva, et non volendo che 'l voleva vegnir con
-tutto l'exercito in Roma et non con puoca zente; et che ivi poneriano
-qualche conclusione zerca a la expeditione contra Turchi. _Unde_
-el Pontifice volse far concistorio; et cussì a dì 22 Mazo chiamò
-concistorio, et rispose a ditti oratori che manderia do ambassadori a
-Soa Majestà, et che 'l venisse in Roma; ma di la investitura lui era
-zudexe, et bisognava intender le raxon di queloro dimostrava haver
-action in ditto Reame, et che non mancheria di raxon: _etiam_ voleva
-haver l'opinion de li soi colligati, et comesse dovesse scriver al loro
-Re questa risposta. Et a dì 21 ditto Hyeronimo Zorzi orator nostro andò
-a visitar ditti oratori, dimostrandoli bona ciera.
-
-A dì 20 zonse lì a Roma Piero di Medici partito da Napoli non con molta
-benivolentia dil Re, et Juliano suo fratello era in Civita de Castello
-col Cardinal.
-
-A Napoli per lettere di 17 Mazo, di Lunardo di Anselmi veneto consolo
-nostro, in zifra, venute a dì 23 ditto, se intese come Franzesi erano
-mal visti in Napoli, et ogni zorno seguiva qualche inconveniente, et
-Franzesi dubitavano di non esser taiati a pezi, et che, _judicio suo_,
-non partiria questo mexe el Re, perchè le artiglierie fece cargar su le
-galeaze havia fatto discargar, benchè da po' le fo _iterum_ cargate; et
-che havia fatto un per di noze di mons. de Ligni suo cuxino in la fia
-fo dil Gran Siniscalco, a la qual apartien el principato di Alte mura
-ha don Fedrigo, et quello ge lo dete in dota privando don Fedrigo di
-quello; et che era zonto uno messo dil Signor turco al Re a dimandarli
-el corpo di suo fratello Giem sultam, prometendo darli reliquie de
-Santi a l'incontro, che saria assà acete a esso Re, per haver nome de
-Christianissimo. _Item_ che havendo più volte fatto conzar in Napoli,
-per intrar come Re con triumpho, pur a dì 12 ditto intrò sotto una
-umbrella d'oro con la chieresia, che li andò contra, et li Sezi era
-conzati con bancali et altri adornamenti.
-
-Ferandino veramente zonto a Messina, che fo a dì 17 April, dove vi
-messe in terra la Raina et fo _honorifice_ ricevuta come sorella dil
-loro Re, et li veneno contra esso Re col palio d'oro, et li promise
-darli 2000 fanti pagati per loro fino guerra finida et fusse ritornato
-in Napoli, con questo li prometesse di farli liberi et exempti
-Messinesi de ogni angaria, dacio etc. sì de Napoli _quam_ de ogni altra
-terra di Reame; et cussì li fece privilegio. Et trovato le caravelle
-de Spagna, era smontato in la Calavria, operato come ho scritto di
-sopra, et molte terre havia rilevato la soa insegna. Et el re Alphonso
-suo padre, partito de Mazara con le so cinque galie havia et do barze,
-a dì 20 April, fo el zorno de Pasqua, andò a Palermo dove da don Joam
-de la Nuze vicerè de Sicilia per el Re de Spagna fo con grande honor
-ricevuto, et lui non volse dismontar, ma su la pope di galia fe' XII
-cavalieri. Quello di lui et di re Ferandino poi successe, scriverò di
-sotto.
-
-Maximiliano re de Romani in questo mezo compite la dieta, _tamen_
-le cosse di Elemagna era in gran combustione, nè poteva esser la soa
-venuta in Italia presta come se sperava. Questo perchè molti soi baroni
-et el Conte Paladin et altri erano sdegnati sì per haver tolta moglie
-del parentado de Milan, la qual cossa senza il suo voler fece, _quam_
-per haver dato la investitura a questo duca Ludovico presente, et non
-li volevano dar alcun aiuto a venirsi a incoronar. Et in questo tempo
-passò per Roverè et per Veronese uno so ambassador andava a Roma dal
-Summo Pontifice, et cussì passavano quelle cosse.
-
-Da mar, per lettere di 9, venuto uno gripo prestissimo, per le qual
-nostri fo certificati come el Capetanio zeneral era con galie 19,
-et preparava l'armada, facendo impalmizar, et restato per causa di
-biscoti, i quali lui faceva far a Corphù, di non esser andato in Puia,
-et più presto poteva se expediria passando in Puia _juxta_ i mandati;
-et _tamen_ haveva qualche dubitatione di l'armada de Turchi che non
-uscisse, la qual era quasi in ordene, et molto grossa, _ut dicitur_
-vele 200. Et mandò lettere, da Costantinopoli di 20 April de Alvise
-Sagudino secretario nostro ivi zonto, et notificò esser zonto et
-recevuto con grande honor et festa, quanto mai altro orator vi andasse.
-Et andato a la presentia dil Signor, quello si levò da seder dil suo
-mastabè, et feceli gran festa, et referita la sua imbassada, havendo
-salutato per nome di la Signoria Soa, li dechiarite la morte certa di
-suo fratello a Napoli; la qual nuova el Turco hebe molto a grata et
-disse: Ela certa? benchè da altri avanti l'havemo intesa, ma non la
-credevemo. Et perchè è stà tanto quella Signoria a mandarme a dir tal
-bona nova? Et el secretario si excusò che el tempo et le fortune dil
-mar lo havia tenuto, et che subito che la Signoria intese la verità lo
-spazò per notificarli questa consolation. Et el Turco poi li disse:
-Havemo bona paxe con la Signoria. Li rispose: Bonissima. Et poi esso
-Signor si messe la man a la testa, dicendo: Allà! quasi rengratiando
-Dio di la morte dil fradello, et disse voleva haver sempre bona paxe
-con la Signoria, et che 'l suo stato fusse di quella._ Item_ che
-'l voleva mandar a dimandar al Re de Franza el ditto corpo, e darli
-reliquie, come mandò et ho scritto di sopra. Et volse intender come
-el Re de Franza era venuto in Italia, et la Signoria lo havea lassato
-tanto prosperar. Et ditto secretario li rispose che era certo, nostri
-fin quel hora havrebbe provisto a ciò el non prosperasse più; et altre
-parole tra loro usono, volendo sopra tuto esser grande amico nostro.
-_Item_ che sperava obtenir che vi tornasse Baylo, come prima. Narra
-_etiam_ come 60 galie era butate in acqua, et altre palandarie, fuste
-et navilii, a la suma di zerca vele 200 havia la sua armada, nè si
-sapeva dove volesse andar; _tamen_ era da ussir, altri diceva a Scyo
-altri a Rhodi. Ancora notificò el Signor haverli dimandato la causa
-la Signoria feva grande armata, come l'havia inteso. Li rispose: Per
-questo Re de Franza, a ciò per terra e per mar se potesse, volendo,
-farli guerra, e disfar li soi pensieri. Et el Signor disse: Sta ben.
-Et dimandò poi che exercito ha ditto Re. Rispose: Persone da 30 in 40
-milia venute con lui, poi le zente di Reame et la soa armada. Et el
-Signor disse: Hallo bona paxe con la to Signoria? Li rispose: Bona. Et
-alcuni bassà disse: Come si è bona paxe, perchè la Signoria fa tanta
-armada et ha mandà a tuor Stratioti? Et ditto secretario rispose: Per
-star preparati, per poter obviar a quello puol occorrer, perchè quando
-l'intra lo fuogo in caxa dil vicino, si vuol haver l'acqua preparata
-li circostanti. Oltra di questo el Signor mandò per Camalli turco,
-corsaro assà nominato di sopra, et li dete salvo conduto: si judicava
-el volesse farlo capitano di parte di la sua armada, et lui non volse
-andar, per dubbio di la vita: _ymo_ sul mar si fece forte, et habuto
-uno schierazo dal Bassà di Nigroponte, sì che havia zerca 200 in sua
-compagnia.
-
-Et pochi zorni da poi queste lettere da Corfù, venendo uno altro gripo
-con lettera dil general dal Saseno, di 16 o ver 19, et zonto a Parenzo
-volendosi partir per Venetia, nel colpho di Trieste sopravenne fortuna
-et rebaltò el gripo et anegò homeni XV, scapolò solum do, i qual tolse
-le lettere veniva a la Signoria, et le portò bagnate, et li fo donato
-ducati 10 per uno. _Etiam_ era lettere di Constantinopoli di 30 April,
-notificava come el Turco feva lavorar l'armada di 90 galie, 60 fuste, 4
-nave, 4 palandarie et altri navilii per numero vele 200, et che voleva
-far uno exequie molto honorevol a suo fradello, per la qual cossa i
-panni d'oro et d'arzento era in gran pretio, et tutti ne comprava, et
-fece dar barili do di aspri, che era assà milia, per l'amor di Dio per
-l'anima de so fradello preditto; et havia gran alegreza.
-
-A dì XV Mazo zonse Piero Bembo soracomito a Chasopo. _Item_ è ha saper
-come per avanti zonse a Corphù 7 barze di Spagna carge de Zudei vegneva
-di Reame, armade benissimo, et voleva metter in terra; et el zeneral
-non volse lassar dismontar, e loro andò su la Turchia, et ivi le
-discargò: era de teste n.º 1000 in suso.
-
-A dì XV el zeneral si levò da Corphù, e zonse quel di Chasopo con
-galie 12 et una fusta; et a dì 16 zonse el gripo armado, la Signoria li
-commetteva dovesse passar a Brandizo.
-
-A dì XVI ditto zonse lì uno ambassador di Brandizo per nome di la
-comunità volea dar le chiave al zeneral, el qual non volse accettar se
-prima non scriveva a la Signoria.
-
-A dì XVII ditto zunse al Saseno, dove era andato el zeneral, uno
-ambassador de Garipoli, dimandando soccorso di zente et vittuaria; et
-el zeneral rispose avisaria _etiam, ut supra_.
-
-A dì 19 passò dil Saseno in una fusta di 17 banchi di Turchi, con uno
-ambassador di la Porta andava a Brandizo con lettera dil Signor al re
-Ferendo, et l'ambassador era homo molto sagace, et cussì andò di longo
-a Brandizo.
-
-A dì ditto venne uno gripo da Constantinopoli con lettere, come el
-Turco feva grande armada, za galie XXV impalmade, con molte bombarde,
-passavolanti et artegliarie.
-
-_Item_ el capetanio zeneral mandò Zuan Francesco Venier in Arcipelago,
-era soracomito, con comission di poter retenir nave et galie quanto
-li pareva bisogno, per tenir securo el mar de corsari, et altra cossa
-potesse ocorrer.
-
-A Corphù rimase 5 galie, le qual se impalmizava, con ordene de venir
-drio a Brandizo el capetanio, et comesso al Baylo de retenir et armar
-ogni nave capitasse de lì et mandar in Puia.
-
-Domente queste cosse in Italia se fanno, fo divolgato el Re Federico de
-Dacia, el cui titolo è _Dacie, Suetie, Norvegie, Gothorum, Alanorumque
-Rex_, haver cridato la guerra al re Henrico de Inghilterra el cui
-titolo è _Anglie et Francie Rex ac dominus Hibernie_. Ancora el Duca
-de Yorch, fo fiul di re Edoardo, essendo stato ne la Fiandra con suo
-zerman cusino archiduca de Bergogna, al presente dovendo, _ut dicitur,
-de iure_ esser Re di l'isola de Inghilterra, deliberò passar con aiuto
-de alcuni populi. Et la causa perchè ditto Regno a lui li aspetta,
-et il modo fuzite de l'isola, più avanti, quando passerà ne l'isola,
-lezendo vedrete. Et ditto Re de Inghilterra scrisse una lettera a
-la Signoria, alegrandosi di la liga, et che, havendoli dato noticia,
-_etiam_ lui forsi sarebbe intrato, et che era amico, offerendosi etc.
-
-A dì 23 Mazo zonse a Venetia quello messo nominato de sopra dil Re
-de Franza, chiamato Joam Boierdim, et alozò a S. Zorzi con mons. di
-Arzenton, et a dì 24 andò a l'audientia con ditto ambassador; et prima
-vete (_vide_) gran quantità de soldati, chi volevano conduta, chi erano
-expediti. A li qual ditto araldo usò alcune parole bestial, et per
-ditti soldati li fo risposto. Hor, intrato da la Signoria, notificò
-in conclusione el suo Re voleva la lianza li era sta promessa, et che
-cussì como a l'andar per la Signoria non li era sta dà alcun impazo,
-_ymo_ aiutato, cussì pregava facesse nel ritorno, però che 'l vuol
-tornar in Franza. Et li fo risposto sapientissimamente; la qual fu assà
-secreta.
-
-Venne ancora in questi giorni el conte Ranuzo di Farnese et altri
-condutieri, sì per intender el voler de quella, _quam_ per offerirse,
-havendo fatto le sue mostre; et a questo fo cressuto, oltra li 400
-cavalli havia, altri cavalli 200. _Etiam_ venne Febus di Gonzaga,
-cusino dil Marchexe di Mantoa, et con Antonio Triumpho ambassador suo,
-et andò a la Signoria, però che li era fatto comandamento facesse
-cavalcar la zente verso Oio; el qual Marchexe havia cavalli 1700,
-in tempo de pace, et in tempo de guerra con suo barba cavalli 1200.
-Et questi volse soventione, et li fo dato, oltre le page ordinarie,
-ducati... milia subito.
-
-Venne _etiam_ uno secretario dil signor de Pexaro, chiamato Lorenzo da
-Siena, et ditto Signor fo condutto con cavalli 400 a soldo di la liga.
-Et a dì 20 ditto venne Bartolomio di Rossi bolognese, secretario de
-Hanibal Bentivoj, per ringratiar la Signoria di la conduta habuta, et
-haver danari per potersi metter in ordene; et el stado de Bologna era
-con nui, perchè el magnifico Joanne havia stipendio et provisione de
-Milano di ducati 16 milia a l'anno.
-
-Et vedendo nostri el Pontifice pur star constante in volerse mantenir a
-Roma, fo terminato a dì 23 Mazo nel Consejo de Pregadi de far cavalcar
-a Roma el Signor de Rimano con la soa conduta, et quello di Pexaro,
-et la zente dil Duca de Gandia. Et fo dato ad Alvise Becheto orator
-dil Papa ducati 2000 per ditte zente, et fo scritto a Piero Duodo
-provedador de Stratioti a Ravena, dovesse transferirsi verso Roma, et
-fo scritto a Roma de queste provisione, prometendo mai mancarli de ogni
-aiuto. Et a dì 25 ditto feceno alcuni capi de provisionadi, nominati
-di sopra, et scrisse a li rettori di le terre nostre de terra, che
-per tutto se dovesse far la descriptione de li homeni da fatti, et
-quelli volevano soldo, però che fama era Venetiani voleva far X milia
-provisionati. Et scrisse a Lunardo Mocenigo, luogotenente in la Patria
-dil Friul, dovesse con Nicolò Savorgnan cavalier et azonto a la dignità
-dil Mazor Consejo per soi meriti, veder facesse 1000 provisionati lì
-in la Patria, li qual ad ogni bisogno fusseno preparati. _Etiam_ per
-Collegio elexe Piero Michiel da San Polo provedador al levar le zente
-de Romagna, zoè Rimano et Pexaro, et quelle condurle a Roma. Fo mandato
-200 curaze di l'arsenal a li Stratioti a Ravena, a ciò fusseno armati,
-et altre provisione a la zornata nostri faceva, preste, optime et
-necessarie; et el Collegio se reduseva molto a bon'hora.
-
-A Milan a dì 26 Mazo fo fatto la solennità di la investitura: la qual,
-el modo et come sarà qui sotto scritto. Et è da saper che prima fo
-fatta uno venere, _secreto_, in camera dil Duca con tutte le cerimonie,
-et queste per esser bona hora, habuta dal suo Maistro Ambrosio,
-astrologo, dil consejo del qual _nunquam_ si parte, imo tutto fa per
-ponto di astrologia. Et poi _publice_ si doveva far la domenega, a dì
-24; ma ditto astrologo non volse, et fo dimorato fino a Luni, nel qual
-zorno fo tanta pioza, che pareva el mondo venisse a terra; et cussì fo
-fatta el Marti, a dì 26 ditto.
-
-
-_Ordine et cerimonie usate a Milano in la investitura dil Duca a dì 26
-Mazo 1495._
-
-Prima fo conzato tutte le strade veniano dal castello fin a la piaza
-dil Domo, con certi corni de dovicia fornidi d'erbe et in mezo le
-sue arme. Et a l'intrar nel campo dil Domo era uno edificio di legno
-con tre porte a la romana, conzado con depenture et erbe. Et passado
-ditte porte, et zonti su la piaza, era un soler tanto largo quanto
-la presentia di la chiesia, alto... de' gradi, con colone, el cielo
-dil qual era coperto di raxo cremexin con stelle d'oro fatte a man. A
-l'incontro dove si montava suso era questo medemo pur coperto di raxo,
-ma con arbosseli d'oro per dentro. Nel loco preditto era un altar con
-certi santi, non grandi, d'arzento di sopra; vi era una credentiera
-d'arzenti, sopra la qual vi era tra vasi et secchii grandissimi, pezi
-58; _item_ figure di santi, 35, coppe et altri vasi a compimento più
-di cento e undexe grandi et magnifici; valea zerca ducati 30 in 35
-milia. Da la banda era aparechià do loze da sentar, a banda destra per
-la Excellentia dil Duca, sopra la testa e a le spale d'oro a la sua
-divisa, che è bianco et paonazo; el cancello davanti era coverto de
-restagno d'oro con tre cussini pur di restagno. Da la banda zanca, dove
-dovea star li Ambassadori, era di sopra a le spale pur di drapo d'oro,
-sì come ho ditto, el canzello davanti coperto di raxo cremesin; in
-terra tapedi e bancali, e poi molte banche per sentar diverse persone.
-Et a l'hora deputata, el se partì de Castello i Ambassadori dil Re
-de Romani con 50 trombeti, acompagnadi da zerca 100 cavali tra la sua
-fameglia et altri cortesani e signori, i quali condusseno al Domo su
-el ditto soler, al luogo destro deputato a la persona dil Duca. Da poi
-non molto, a hore zerca 16 venne la compagnia e corte sua a do a do,
-numero 388, tutti vestidi di seda, d'arzento et d'oro, la mazor parte a
-la longa, su boni e belli corsieri, tra i qual era più di 130 vestiti
-d'oro, più di 80 d'arzento, el resto de seda. Driedo i qual venne
-el Signor in mezo di l'ambassador di Spagna et di Napoli, driedo lui
-era la Duchessa in mezo di Sebastian Badoer et Hyeronimo Lion oratori
-veneti, poi altri do che andavano in Spagna, Francesco Capello kav.r
-et Marin Zorzi dottor; driedo loro Fiorenza, Ferrara, Bologna e Zenoa
-et altri; poi donne 58 a cavallo driedo la Duchessa, vestite a la
-castigliana, ben in ponto, et la mazor parte d'oro con belle perle et
-altre zoie. Poi 4 carete: una bellissima dorada, coperta di restagno,
-et cussì i collari di 4 cavalli liardi la tirava; et le altre tre
-coperte una di arzento et do di seda, ne le qual era donne di la corte
-sua con bellissimo ordine. Et zente assà per tutto, sì per i balconi
-come per la terra; i frati de ogni ordene tutti suso le strade a lai
-(_a lato_) i muri sì nel andar come nel ritorno. Apresentadi suso el
-soler, cadauno ai luogi soi, a banda destra li Ambassadori dil Re de
-Romani, et el Duca in mezo; a banda zanca tutti li altri Ambassadori
-et signori, zoè el Marchexe de Mantoa, don Alphonso fiul dil Duca
-de Ferrara, misser Hannibal Bentivoj fiul dil magnifico Joanne, e
-cadaun sentadi secondo i suo luogi. Era su quel soler più de persone
-1000, tra li altri era 160 dottori vestidi di scarlato con colari et
-bareti di varo. Da poi sentadi el venne l'arzivescovo de Milan, zoè
-quel va orator in Spagna, con molti prelati e calonegi ben vestidi,
-et lui aparato per dir li officij, et cussì quello per lo evanzelio
-et epistola. Ditto l'introito et cantado do epistole et l'evanzelio
-et altre cerimonie fatte a l'ambroxiana, cantono le litanie et certe
-laude per raxon benissimo, per esservi boni cantadori in Milano. Et
-poi si levò in piè uno misser Corado, uno de li Ambassadori dil Re de
-Romani preditto; el qual fece una oratione a tutti, et presentato al
-Duca la lettera dil suo Re con alcuni capitoli, quali el Duca letti in
-publico, li fu apresentado uno messal et in pie', coram omnibus, zurò
-di observarli. Poi li fece cavar uno suo vanto (_guanto_), digandoli
-certe parole, li messe uno anello in dedo (_dito_). Poi si fece dar
-uno manto di raxo cremexin foderà di armelini e con un colar largo 4
-dea pur fodrato, aperto sopra le spalle, sopra el qual disse _etiam_
-alcune parole, et sì gel messe indosso sopra una vesta lui havea a
-mezza gamba pur di raxo cremixin. Indi poi li fo portato una bareta,
-fatta a modo una celada, con una ponta da driedo longa, e davanti
-con un revoltin, con uno filetto de varo, et di sopra un centurin
-d'oro a torno. Dopoi li fo apresentado uno stendardo tutto rosso in
-la man zanca, picolo, in segnal di sangue, con le arme. El Duca havia
-bolzegnini biavi in piedi. Or poi li fo dà uno stendardo grando d'oro
-con l'aquila negra, el bisson inquartà, ne la man destra. Dà questo,
-el tolse el rosso et butollo al populo con molte altre bandariole di
-l'arma sua fatte di tela. Poi li fo apresentato la spada nuda in man,
-la qual dete a tegnir al conte di Melzi, et el stendardo fo dato a
-portar al conte Galeazo de San Severino. Dopoi li dette il sceptro,
-zoè una bacheta, la qual ditto orator gela presentò con una reverentia
-fin in terra; la qual in cima havia uno pomo d'oro. Et fatto questo, se
-conzò a sentar tutti, et montò su uno solaruol misser Jasom del Mayno
-jurisconsulto famosissimo et dil consejo secreto de ditto Duca, et fece
-una oratione in ringratiar quelli oratori per nome dil suo Signor de la
-investitura habuta, et fo molto longa. Poi compita, et levato el Corpo
-de Christo, et finita la messa, hauta la beneditione era hore XX, et
-li fo apresentà per li dottori uno baldacchin damaschin bianco torniato
-de vari; e quelli lo portono tutti a torno el cavallo dil Duca insieme
-4 di primi di Milano, che era a le staffe, vestiti d'oro fin in terra.
-Era portata avanti el stendardo et la spada, portata da li sopraditti.
-La Duchessa driedo con le damisele, oratori etc. tutti a cavallo,
-in tutto n.º 400, cridando i soi servitori: Duca! Duca! ma pochi dil
-populo. Et cussì ritornono in castello, con soni di trombette, pifari,
-campane et bombarde; sì che, tornati li oratori a caxa, era hore 22.
-Et è da saper che a torno la piazza dil Domo era soleri, et in tutti
-zerca persone 50 milia vedeva. Poi la sera el Duca mandò a donar a
-li do oratori veneti andavano in Spagna do privilegii, per i quali li
-donava la soa insegna che la podesseno usar come loro propria in segno
-di grande amor et benivolentia. Et poi a dì 27 dopo disnar esso Duca,
-con ditti oratori dil Re de Romani et Hyeronimo Lion orator veneto et
-altri, cavalcò a Pavia per far certe cerimonie e tuor quella contrà,
-et tornò poi a Milano a dì 31 ditto come int.... Tornato el Duca in
-Milano fece provision de haver danari con ogni suo forzo, mandando per
-cittadini in Castello, et da loro voleva danari. _Item_ have lettere di
-Vormes da li soi Ambassadori era al Re de Romani, come era aviati 2500
-fanti elemani, parte venivano per la via di Trento, et parte per la
-via di Cuora; _etiam_ de brieve doveva aviar cavalli 3000 in favor di
-la liga. Ancora have lettere da Monferà, come passava i monti cavalli
-franzesi 1500, franchi arcieri, dil campo di Aste. El Duca fece far
-ogni diligentia niun non andasse nè venisse di Franza; et nel tempo di
-la sua investitura fo preso uno corier veniva di Franza con lettere
-di diversi signori drizate al Re, che li aricordava dovesse ritornar
-in Franza, et che non feva per lui star in Italia, et quanto più
-l'indusiava el feva pezo.
-
-
-_Come el Re de Franza se partì di Napoli._
-
-El Re veramente di Franza, havendo messo ordine al reame di quello
-era de bisogno, et acquistato tutte queste terre grosse a la marina
-da uno cao a l'altro, zoè Ortona, Manferdonia, Barletta, Trane,
-Molfetta, Giovenazo, Bari, Manopoli; in la Puia, Otranto, Taranto,
-Rossano, Cotron, Squilazi, Rezo, Salerno, Malfi, Castelamar, Mola et
-Gaeta, mancava _solum_ a la marina haver Brandizo, Galipoli, Torpia et
-Lamantia; acquistato _etiam_ fra terre et castelli numero grandissimo,
-et tutto senza arme, deliberò più non dimorar in Napoli, ma venir et
-ritornar in Franza, et compir li soi disegni. Et lassò in Calavria
-vicerè mons. di Obegnì, in Puia mons. di la Spara, et in Napoli vicerè
-mons. di Mompensier; el qual rimase in Castello nuovo. Et in tutto
-rimase in reame cavalli franzesi 6000 et pedoni 4000, et con lui menò
-cavalli 8000 et 6000 fanti et altre zente inutele. Et a dì 19 Mazo
-1495 mandò la soa guardia avanti fuora de Napoli a Aversa, mia 8 de
-lì; poi lui a dì XX, che fo el zorno de San Bernardin, venne lì a
-Aversa ad alozar quella notte, et partì a hore XXI di Napoli. Poi el
-zorno sequente, fo 21, venne a Capua, et la sua zente aviò verso Roma.
-_Demum_ andò temporizando a zardini et piaceri fino a Gaeta, però che
-avanti più non vi era stato. Ma lassiamo qui el Re, et di le cosse fece
-el Pontifice a Roma scriviamo.
-
-
-_Come el Pontifice se partì di Roma per la venuta dil Re de Franza et
-andò a Orvieto._
-
-El Pontifice, vedendo che 'l Re al tutto volea la investitura, et
-venir a Roma dicendo haver a vodo de visitar la chiesa de San Piero,
-et exhortato continuamente da li oratori di la liga, _maxime_ dal
-Veneto, dimostrando el pericolo portava Soa Santità restando in Roma,
-venendo il Re; _unde_, a dì XXV Mazo deliberò in concistoro de doverse
-partir de Roma con li Cardinali tutti, et andar mia 60 lontan in una
-terra chiamata Orvieto, situada sopra uno monte, vicina a Siena, et
-loco fortissimo. Et doveasi partir a dì 27 ditto, lassando _tamen_
-in Roma el cardinal Santa Nastasia, di natione zenoese, locotenente,
-con grandissima autorità, rimanendo tutti li officii di la corte
-cussì come ivi fusse el Pontifice, potendo conferir et sigillar etc.
-Oltra di questo el zorno avanti, che fo a dì ditto, se partì de Roma
-el cardinal Grimani veneto, eletto dal Pontifice legato nel ducato
-spoletano; et questo a ciò visitasse quelli lochi di Perosa vicini. Ma
-poichè el Papa andò in quelle parte, non usò la sua legatione. Questo
-cardinal è fiul di Antonio Grimani procurator, capetanio zeneral da mar
-nostro. Ancora a dì 25 ditto el cardinal S. Dyonise con li do altri
-oratori franzesi se partì de Roma e andono contra el Re, non havendo
-potuto obtenir la investitura, et con loro andò do oratori dil Papa:
-lo episcopo de Concordia Chieregato, et frate Gratiano, sì per riferir
-al Re la volontà soa, _quam_ per poter esser advisato di ogni suo
-successo, et tenirlo in amicitia. Et poi a dì 31 Mazo, per lettere di
-l'orator nostro se intese, date a dì 28 in Civita Castellana, come a
-dì 27 di Mercore da mattina, el Papa se partì di Roma con 20 Cardinali
-in compagnia, zoè questi: el Cardinal de Napoli, el Michiel, Lisbona,
-Recanati, San Clemente, Parma, Benivento, Monreal, Orsini, Alexandro,
-Cartagenia, Siena, San Zorzi, Sanseverin, el qual era capetanio di le
-zente di la chiesia, Ascanio vice canzellier, Cesarino et Grimani, de
-Lonado et Valenza, et ancora el Curzense che prima era in amicitia
-col Re. El cardinal Farnesio era legato in Viterbo; el Medici se
-ritrovava a Petigliano et ivi restò; li altri Cardinali non venne col
-Pontifice et era però fuora di Roma, et teniva dal Re, zoè San Piero
-_in Vincula_, Savelli, Colonna; e col Re era San Dyonise, Sammallo et
-el cardinal de Zenoa. Et oltra questi Cardinali venuti col Pontifice,
-venne tutti li oratori se ritrovava in Roma. Et cussì a dì ditto,
-fo la vizilia di la Sensa, a hore 12, con li 600 cavalli lizieri di
-la Signoria et li 500 provisionadi, li 500 cavalli de Milano et 400
-provisionati, et altri provisionati di esso Pontifice et altre zente
-d'arme di la Chiesia et veneno mia 28 a Civita Castellana ad alozar;
-_tamen_ el Papa fece mia 36, et slongò la via, et questo per non
-passar per terre de Colonnesi et Savelli, et qui si ripossò quel zorno,
-per esser di la Sensa. Et in camino come el Papa vete (_vide_) tanta
-zente, a presso X mila cavalli, disse: Nui semo pezo che femene, et si
-havessemo saputo de haver tanti valenti homeni, non saressemo partidi
-di Roma. Et chiamò l'ambassador veneto, el qual li disse: _Beatissime
-Pater_, sempre ho ditto la verità a la vostra Santità. Et el Papa
-disse: Vui sete nostro carissimo amico, et volse li cavalcasse a lai
-(_lato_). Era, come ho ditto, el cardinal Sanseverin capetanio di le
-zente di la Chiesia. Et poi, el Venere a dì 29, se partì de Civita
-Castellana et andò mia 12 a uno loco chiamato Orta, et ivi alozò do
-zorni. Poi el Sabato zonse a Orvieto, et questa nova fo molto accetta
-a Venetiani di la partita dil Papa da Roma, che mai non se credeva
-dovesse partirse; et molto fo laudato l'ambassador nostro Hieronimo
-Zorzi in haverlo saputo exhortar a questo. Et è da saper che 'l primo
-zorno se partì de Roma el Pontifice, a hore 3 di notte, zonse a Civita
-Castellana; et poi a dì 30, el Sabato, zonse, come ho ditto, a Orvieto
-a hore do di notte con li Cardinali et oratori; et ne l'andar da Orta
-a Orvieto le zente d'arme si conzò in una certa pianura, _ita_ che fo
-bellissimo veder, _maxime_ le zente di la Signoria, et _praecipue_ li
-cavalli dil marchexe di Mantoa. Et el Pontifice chiamò l'ambassador
-nostro, et li disse voleva che queste zente se alozasse sotto Orvieto,
-et che fusse le guarde di la soa persona. Et cussì l'ambassador
-ordinò, benchè el Pontifice havesse 1000 provisionadi. Et qui a
-Orvieto steteno, _tamen_ con paura, per essere vicini venendo el Re,
-el qual era a Marino mia 12 di Roma lontano, et però era de opinione
-de partirsi de lì el Pontifice et andar a Perosa, _etiam_ per caxon di
-le vittuarie. Ma el Re, inteso la partita dil Pontifice de Roma, molto
-se dolse dicendo che lui voleva andar a Roma per devotione et non per
-far (_danno_) a Santa Chiesia. Et con li oratori dil Papa era con lui
-molto si doleva, et _etiam_ scrisse una lettera a Orvieto al Papa. Ma
-lassiamo (_questo_), et altre provisione scriviamo.
-
-
-_Quello seguite a Venetia in questo tempo._
-
-A dì 27 Mazo, fo la vizilia di la Sensa, nel qual zorno a Venetia ne
-la chiesia de San Marco, comenzando a vespero fino a l'altro zorno
-a vespero, è il Perdon plenario et jubileo, senza offerir danari,
-perpetualmente concesso _alias_ per papa Alexandro terzo quando fuzite
-di Roma per la persecutione di Federigo Barbarossa di l'anno 1177,
-et venne a Venetia incognito, dove, ritrovato da Sebastian Ziani
-doxe, et vestito come Pontifice, esso Doxe andò contra l'armada di
-Federigo predetto, di galie 75, et nostre era _solum_ 30, et _ita,
-volente fato_, a la ponta di Salbua in Istria, rupe et fracassò ditta
-armada, prese el capitanio Othone fiul di l'imperador preditto, et
-quelo menato a Venetia dove poi esso Imperador se transferite, et fo
-pacificato le cosse, et el Papa per causa di Venetiani ritornò a Roma
-nel pontificato. Et non ingrato di questo, concesse al Doxe tutte
-queste cerimonie: bollar le lettere in piombo; la spada e 'l cussin
-d'oro; la cariega d'oro; uno cirio bianco; l'ombrella sopra el capo;
-li tromboni d'arzento; 8 stendardi de diversi colori; le qual tutte
-cosse el Prencipe li zorni solenni porta avanti. _Item_ concesse el
-Perdon preditto, et che ogni anno el zorno di la Sensa el Doxe dovesse
-andar in mar a sposar quello con uno anello, come veri signori di
-quello; et però hanno certa jurisditione in questo colfo. Et in ogni
-anno in questo tempo si fa sopra la piaza di S. Marco una bellissima
-fiera, chiamata da nui la Sensa, et el Doxe è consueto de andar con
-le cerimonie ducal in Chiesia a vespero, et sta sopra el pulpito. Et
-questi oratori a hora fo con lui: dil Pontifice, Franza, Spagna, poi
-quello altro de Franza venuto ultimamente, et Napoli, zoè Ferandino,
-tre de Milan, Ferara, Mantoa et Pesaro, domino Tuciano baron di Ongaria
-et don Consalvo fiul di l'orator yspano. _Demum_ la matina andò nel
-bucintoro con ditti oratori, eccetto Spagna era amalato, et con el
-Senato fino fuora de li do castelli, dove vi vien el Patriarca, et
-sposò el mar, et quello benedì, et udite messa a San Nicolò de Lio,
-_juxta_ el consueto. Et tornati, esso Prencipe menò tutti li oratori,
-la Signoria et zerca 60 patricii a disnar con lui; el qual pasto fo
-bellissimo, sì come è assueto de far. Poi disnar se redusse con li
-oratori di la liga in Collegio a consultar.
-
-A dì 29 ditto, fo el zorno drio la Sensa, li do oratori de Milan,
-zoè el Vescovo de Como et domino Francesco Bernardin Visconti, tolto
-licentia da la Signoria, se partì de qui et andò a Milan. Andò per la
-via de Padoa et Verona et Brexa, dove fo molto honorati; rimase _tamen_
-qui Thadio de Vicomercà, orator era prima.
-
-A dì 30, essendo andato in Collegio el zorno avanti mons. di Arzenton
-con quello altro Joam Boierdin, oratori dil Re de Franza, tolse
-licentia per andar via dal suo Re, usando assà comodate parole,
-ringratiando el Prencipe di la bona compagnia gli era stà fatta in
-questa terra, et che l'haveva causa sempre d'esser amigo de questa
-Signoria, et cussì prometteva con el Roy in ogni tempo de far,
-offerendose etc. Al qual el Prencipe li rispose sapientissimamente. Et
-cussì a dì ditto tutti do se partino insieme, _de mandate Dominii_, con
-Alvixe Marzello era official a le raxon vecchie, et andò a Padoa, poi
-a Ruigo, dove fonno assà honorati et fatoli le spexe. Et andati a Lago
-scuro sora Po venne alcuni comessari del Duca de Ferrara contra, et el
-Marzello tolse combiato et ritornò a Venetia, et ditto Arzenton andò di
-longo a Ferrara. Li venne contra el Duca con assà cavalli, et li fece
-grandissimo honor, cridando tutti: Franza! Franza! Alozò in castello,
-stette tre zorni, et li fo dimostrato grande amor et benivolentia. Poi
-se partì et andò a Bologna dove _etiam_ stette alcuni zorni, vedendo di
-poter voltar el magnifico Johanne Bentivoi. _Demum_ andò a Fiorenza,
-poi dal Roy, come dirò di sotto. Et le parole usate a Soa Majestà per
-lui sarà scritte di sotto; le qual fo molto varie.
-
-A dì 29 ditto, havendo habuto nostri lettere di Constantinopoli et dal
-Capetanio zeneral da mar, _conclusive_ come el Signor Turco armava a
-furia, nel Consejo de Pregadi preseno che restasse col Capetanio lì in
-Puia a quelli scogi de Brandizo galie 20, solamente retenendo, se a lui
-pareva, nave et navilii per far summa de vele, et dovesse mandar uno
-di provedadori, qual li pareva, in l'Arcipelago, con libertà potesse
-retenir le altre galie XVI, et dovesse ivi star per confortar quelle
-galie, a ciò non dubitasse de Turchi, retenendo ancora ditto provedador
-nave etc.
-
-Ancora fo ordinato che l'exercito terrestre se dovesse redur, come
-ho ditto, sora Oio: cavalli 5000 et fanti 2000. Et a dì 30 ditto era
-partito Marchiò Trivixan provedador, et andato a Padoa, poi in ditto
-loco. Et fo fatto comandamento a le zente nostre, in termine de X zorni
-dovesseno, sotto pena di la disgratia di la Signoria, tutte ritrovarse
-in Brexana, zoè quelle deputate. Et el Marchexe de Mantoa, partito de
-Milano, venne a Mantoa, et habuto danari, dette paga a li soi soldati,
-et quelli aviò in campo.
-
-Et a dì ultimo Mazo se partì Piero Michiel provedador a levar el Signor
-de Rimano et de Pexaro et altre zente lì in Romagna, zoè cavalli 1200,
-et quelle menarle verso el Pontifice, perchè, volendo venir in qua,
-havesse compagnia. _Etiam_ Piero Duodo provedador, con li stratioti
-500, se partì a dì 7 Zugno, et uno Nicolò da Nona stava a Zara, el
-qual con 25 cavalli venne _de mandato_ di la Signoria per andar pur
-verso Orvieto. Et per lettere de Milano di li oratori se intese come
-era capitato ivi molti Sguizari, i quali volevano soldo, et che el
-Duca havia tolto quelli li bisognava, et el resto volevano o vero
-partirsi o haver soldo; et però el Duca confortò la Signoria quelli
-tolesse, _maxime_ volendo 2000 Sguizari. Et za nostri havia mandato
-in terra thodesca uno secretario, chiamato Zuan Dolze, el qual era
-a Trento et ne assoldava ditti Sguizari era sul Milanese, a ciò non
-andasse da li nemici, et darli fiorini di Reno 4 al mexe per uno. Et
-fo scritto a li oratori a Milan li dovesseno tuor, et li fo mandati li
-danari. Era ancora a Milan Sebastian Badoer, _licet_ havesse habuto
-licentia; questo perchè per le cosse occorrevano li fo scritto ivi
-restasse: poi a dì 4 Zugno li fo data piena licentia de ripatriar.
-In questa terra concorreva grandissima zente, sì homeni d'arme _quam_
-capi de fantarie et provisionadi, che volevano soldo; tra i qual Andrea
-dal Borgo, _olim_ capetanio di le fanterie sì alla guerra de Ferrara
-_quam_ di Thodeschi; ma poi fo casso, et andò dal re Alphonso. Et in
-questa guerra fo operato _etiam_ Mathio Mazor ferarese et altri assai;
-_tamen_ questi non haveno soldo alcuno. Provisione cotidiane de danari
-se faceva, et le decime si scodeva sì a la Camera d'imprestidi _quam_
-a le Cazude; et Venetiani era su grandissima spesa de ducati 80 milia
-al mexe; et in questi do mexi havevano speso, come viti (_vidi_),
-ducati 200 milia: era cassieri di Collegio Carlo Valier et Piero
-Barbo. Et a dì do Zugno in Collegio elexeno pagador in campo Daniel
-Vendramin, nepote che fo dil Serenissimo Prencipe; et a dì 12 ditto
-de qui se partì e andò a Senigà, dove si reduceva el campo, come tutto
-scriverò di sotto. Et quelle zente d'arme erano sul Polesene di Ruigo
-fo ordinado vi andasse in Brexana; et sul Polesene fo mandato zente
-nova, zoè el signor conte Felippo di Rossi, cavalli 450; misser Piero
-de Carthagenia, cavalli 100; et Brazo, fratello dil conte Bernardino,
-cavalli 75: in tutto cavalli 625. L'andata di le zente a Roma et di
-stratioti, perchè non era bisogno, fu revocata; et li stratioti pur
-erano ancora in Padoana et a Padoa alozati in cittadella. Et per haver
-gran numero de zente et grosso campo, scrisse la Signoria a li Rettori
-di Terraferma dovesseno far la descriptione de quanti provisionadi
-si potrebbe haver: quello trovono scriverò di poi. A Nicolò (?)
-Savorgnan solicitato il far de 1000 provisionadi in Friul. Et la
-comunità de Brexa mandò a offerir homeni da fati X milia, de Bergamo X
-milia, de Verona 5000, et de Vicenza 5000. Padoa ni Treviso non fonno
-experimentadi. Fo mandato Francesco da la Zueca secretario da Paris da
-Lodron, signor de alcuni castelli in la Val d'Agre, et per soi meriti
-zentilhomo nostro, dovesse far 1000 provisionadi et venir in campo.
-Et volevano Venetiani haver un grosso exercito preparato al bixogno
-di le persone apresso 50 milia, perchè el Re, si nel venir volesse far
-alcuna movesta, li potesseno contrastar gaiardamente. Et pur in Aste el
-Duca de Orliens se ingrossava. Et in questi zorni fo preso uno corrier
-dil Re andava in Aste, con lettere che 'l Re scriveva, dovesse redurse
-tutte quelle zente in uno, et non esser a le man con el campo dil Duca
-de Milan, fino che lui non li scrivesse altro. Et cussì passavano le
-cosse a Venetia.
-
-Per lettere di 24 da Napoli, zonte a dì 31 Mazo, dil consolo nostro, se
-intese come el Re, partito el vicerè, rimase in castello, et che Napoli
-restò molto povero et quasi ruinato, et li cittadini mal contenti, et
-re Ferandino era smontato in la Calavria et prese Rezo (_Reggio_) per
-forza, dove vi era zerca 200 Franzesi i quali fonno tagliati a pezzi.
-Et intrato in la terra, dette la terra a sacco, per poi, da compassione
-mosso, comandò a li habitanti li fusse perdonato. _Etiam_ have Cotron,
-et cussì andava prosperando, reacquistando molti lochi; et Franzesi
-partiva di la Calavria et fuziva a Napoli; et che Taranto si voleva dar
-et levar le insegne aragonese, et el populo voleva ma li baroni non
-volevano: questo perchè si dubitavano di Ferandino per esserli stato
-ribelli. _Tamen_ lui li perdonava, et mandò a dirli sora la fede sua.
-Quelli di l'Aquila havia levato le sue insegne dil Re, et straciate
-quelle de Franza; _tamen_ li oratori di l'Aquila erano sotto el Re de
-Franza. Et per queste bone nove di re Ferandino, ditti soi oratori la
-sera fo 31 ditto, sul campo di San Polo dove habitavano, el qual l'anno
-avanti per li provedadori de Comun fo salizato et è grande et belissimo
-campo, fece do gran fuogi et gran feste in segno di leticia.
-
-Di Maximiliano per lettere di 23 Mazo di oratori andavano a Soa
-Majestà, et era date a Ulma zornate 6 da Vormes, notificò come voleva
-far un'altra dieta, et che pur era qualche differentia tra loro con il
-Conte Paladin, et che le terre franche pur mandava ambassadori a ditta
-dieta, et tutto quasi era conzo, excepto con il duca Zorzi de Baviera,
-el qual era in inimicicia con esso Re de Romani; et se divulgava
-in quelle parte che 2000 cavalli doveva passar in Italia, et che
-solicitavano el suo cammino. Ma per intender la verità di questo Re,
-come da molti intesi, _maxime_ da uno Cherson hebreo stava a Roverè et
-spesso advisava la Signoria di progressi di esso Maximiliano, come non
-era per venir in Italia; sì che ogni suo aiuto sarebbe tardo, et però
-Venetiani convenivano esser quelli facesse el tutto.
-
-A dì ultimo Mazo la notte fo retenuto per el Consejo di X maistro
-Nobele franzese bombardier, era provisionato a Brexa et havia ducati
-25 al mexe di provision; et la mattina primo di Zugno fo Consejo di X a
-bona hora, et fo collegiato et sbarato el palazo. Tocò a questi: Andrea
-Querini conseier, Francesco Barbarigo cao dil Consejo di X, Bernardo
-Bembo dottor et cavalier avogador di comun, et Francesco Mocenigo
-inquisitor dil Consejo di X. Et li fo dato assà strepà de corda. Era
-oposto, a quel fo divulgato, che per amicitia el teniva con mons. di
-Arzenton, et quello _etiam_ havia acompagnato, li havia dato cognitione
-et modelli di le fortezze di la Signoria, et have falsificato a Brexa
-la polvere di le bombarde, _ita_ che, traendo, le bombarde veriano a
-schiopar. Altri diceva con fuogi artificiali voleva brusar l'arsenal.
-_Tamen_ quel che fosse, non se intese; ma è da judicar per haver ditto
-qualche parola; et fo spazato di Collegio, et chiamato el Consejo di
-X, fo expedito et lassato star dove era, in Toreselle; et fo ditto ivi
-staria fino che queste cosse dil Re de Franza qui in Italia havesse
-fine: et cussì ivi sta.
-
-A Milano el Duca tornato di Pavia feva provisione ma non spendeva
-molto, o fusse perchè el non avesse, o non volesse spender; pur
-dimostrava volonteroso contro questo Re de Franza, et diceva a li
-oratori nostri tutto quello li comanderia la Signoria era preparato
-de far. Et dolendose nostri de haver grande exercito et non haver in
-Italia da tuor per capetanio zeneral da terra, esso Duca si offerse di
-andar in persona in campo et far ogni cossa, la cui reputazione havria
-molto zovato in uno exercito. Le cosse de l'impresa di Aste andavano
-a la longa; tutti steva su le difese, et meglio saria stato mai non
-si havesse mandato zente ivi per quello intravene da poi. L'exercito
-duchesco, zoè de Milan, si dubitava; molti se partiva per non haver
-danari; _tamen_ teniva i passi che non vi potesse nè andar nè venir
-lettere de Franza. Et in questi zorni fo preso uno corrier con lettere
-dil Duca di Barbon al Re; poi ne prese uno altro con lettere in zifra;
-_tamen_, _iudicio_ de molti, fu gallico stratagema, perchè advisava in
-Franza se feva gran preparamenti etc. Ma ben è vero in Aste Franzesi se
-ingrossava, come per lettere de Marco Sanudo et Alvixe Mudazo rettori
-de Bergamo se intese, venute prestissimo; et haveano loro exploratori
-di quella comunità. Et ancora ussite 400 lanze di Aste, et recuperò
-uno castello che Milanesi havia preso, et tagliò li custodi a pezzi,
-forestieri. Et dubitandose molto Venetiani, _etiam_ el Duca de Milano,
-che 'l Re non venisse a la volta de Zenoa, et con quelli acordasse,
-restituendoli Serzana et Serzanello et Pierasanta, et senza contrasto
-havria l'adito di andar et venir in Franza al suo piacer, et per mar
-et per terra; deliberorno di far ivi ogni provisione: et le X galie
-si armava, et 4 nave; oltra di questo el Duca volse armar do altre
-nave, et nostri contribuite a la spesa. Questo fece per dar danari a
-Zenoesi, a ciò stesseno contenti. Et el Re de Spagna terminò de mandar
-ivi uno suo ambassador a confortarli, et proveder et mantenir ne la
-fede Zenoesi, però che sotto el suo regno Zenoesi molti vi sono. El
-qual orator fo divolgato esser eletto uno, chiamato el dottor bazilier
-De la Torre, fiscal, ma poi fo uno altro, come dirò di sotto. _Tamen_
-Augustin Adorno governador de Zenoa era fermissimo; pur fo mandato
-fanti ivi a custodia.
-
-Et a dì 24 Mazo, per lettere di Pisa, zonse al porto de Livorno
-l'armada dil Re de Franza, venuta de Provenza, zoè galie sotil 7,
-3 fuste, 2 nave et do galioni et uno brigantino; in tutto, legni
-XV, benissimo armati de homeni. Quello poi de ditta armada seguirà,
-scriverò di sotto.
-
-
-_Intrata dil Re di Franza in Roma, de ritorno, et quello fece, et come
-poi si partì._
-
-Vedendo Romani la partita dil Pontifice et Cardinali, chiamato loro
-consiglio, considerando el Re esser propinquo a Val Montona, elexeno
-9 ambassadori i quali dovesseno andar contra Soa Maestà offerirli la
-terra, et pregar non facesse intrar Sguizari. Et cussì a dì 28 Mazo,
-a hore 15 si partino; zoè questi: d. Dominico di Maximini, d. Mario
-Melino, d. Doniso Matruo, d. Stefano da lo Buffalo, d. Incoronato, d.
-Hieronimo Porcaro, d. Francesco Leno, d. Camillo et d. Evangelista de
-li Rossi. Et questi andono contra el Re; _tamen_ se divulgava per Roma
-non voleva venir, non vi essendo el Papa. El castello Santo Anzolo in
-questo mezo fo coperto di botte piene de terra, zoè el muro lavorato di
-novo, et fevano grandissime guarde. Li quali oratori, zonti a Marino
-dal Re, li expoxeno la loro imbassada; et el Re li rispose poche
-parole; poi zonse Sammallo cardinal, et suplite, _nomine regio_. Et a
-dì 29, a hore 23, do de ditti oratori, zoè d. Dominico di Maximini et
-d. Francesco Leno ritornono in Roma con el sig. Prospero Colona, per
-metter ordine de li alozamenti et vittuarie da esser date a questi
-Franzesi; li altri 7 oratori rimase col Re. El Re era arivato a Val
-Montona, et la Domenega, per non esser uso a cavalcar, ivi riposò, et
-volse venir pacificamente senza molestia de alcuno, et fo contento non
-intrasse Sguizari in Roma, et disse voler star 3 o ver 4 zorni et non
-più in Roma, et diceva haria habuto grato di parlar col Papa. Era zonto
-per la via di Hostia vituarie in Roma di grani, vini et orzi. Et poi la
-matina, fo 30 ditto, questi do oratori con li governadori, conservatori
-et il signor Prospero si congregò insieme a consejo, dove fo chiamati
-li fornari, mazillari et quelli vendevano vittuarie, et ivi messe
-ordine per il modo dil viver de questi Franzesi, a ciò che senza danno
-nè molestia di alcuno potesseno passar, sì come era la volontà regia;
-nè volseno alcuno habitasse in caxa de Romani, ma solum de prelati et
-in caxe vuode; et questo per non far dispiacer al populo; et ancora con
-el reverendissimo cardinal Legato fo decreto el Re alozasse in palazzo
-dil Papa, et tutta l'altra zente in borgo; et el signor Prospero rimase
-a disnar con Soa Signoria.
-
-In questo zorno, a dì 30 Mazo, intrò in Roma el cardinal San Dyonise,
-et tutto quel zorno non fece altro che intrar Franzesi 24, 60, 100,
-200 et 250 al trato, benissimo in ordene; et veneno quietamente: et in
-quell'hora fo mandà uno bando che, sotto pena di la vita, non entri
-alcuno in caxa di persona niuna, senza licentia di ditto Cardinal S.
-Dyonisio. Don Ferante fiul dil Duca di Ferara intrò el zorno avanti sul
-tardi, et alozò in caxa dil cardinal Ascanio; et la notte, Sabado a dì
-30, alcuni Sguizari andorono (fo ditto non esser di la compagnia dil
-Re) et messeno a saco certe caxe de Roma a presso la caxa dil cardinal
-di San Severino et a presso San Jacomo di Spagnoli, et hanno morto
-uno medico spagnol. Li Spagnoli si scondevano, et la terra era in gran
-spavento. Introno in la segrestia di la chiesia di Santa Maria Mazor,
-et fece assà danno d'alcuni arzenti. Ma la Dominica mattina el sig.
-Prospero, inteso questo, montò a cavallo con alcuni Franzesi, et mandò
-a cercar quelli havia fatto tal danni, et fece drezar un gran paro
-de forche in campo di Fior, et ordinò fusse impicati do, dicendo la
-volontà regia era non fusse fatto violentia nè danno a persona alcuna,
-et, si alcuno farà, saranno apicati. Et cussì a hore 23 fonno li ditti
-do apicati. Franzesi diceva non era ben fatto far in Domenega justicia,
-et lui rispose: di ogni tempo si vuol et diesi (_si deve_) castigar li
-ribaldi.
-
-A dì primo Zugno da matina comenzò a intrar zente franzese, et durò
-fino a hore 21; el forzo passò per campo di Fior, per Castello parte
-et Ponte Sisto _transtyberim_, et carete 60 de artigliarie di ogni
-qualità, grande, mediocre et piccole; et come vidi una lettera di Roma,
-l'exercito dil Re tra Sguizari et pedoni, homeni de fati zerca 4000,
-homeni d'arme 800 in 900, arcieri con li cavalli lizieri et la sua
-guardia fino a la summa di 5000, fin 6000 persone inutele. Li Sguizari
-erano bandiere X et mal contenti non havea habuto danari za do mexi,
-et el Re li promise de farli ricchi in questo ritorno, mettendo a sacco
-qualche città; in tutto non passava cavalli 12 milia. Et col Re veniva
-el sig. Virginio Orsini et conte di Petigliano con grandissime guardie,
-bona custodia, per condurli in Franza; et a hore 21 el Re intrò in mezo
-di do cardinali San Piero _in Vincula_ et San Dyonise; poi driedo el
-cardinal di Zenoa in mezo di do signori. Era vestito di restagno d'oro
-et uno cappello in capo; fece la via per Ponte Sixto, et volse alozar
-in palazo di San Clemente et non in quello dil Papa, dicendo non voleva
-far despiacer al Pontifice; et prima dismontasse a lo alozamento andò a
-visitar l'altar di S. Piero. Li venne contra verso il borgo el cardinal
-Legato et li offerse el palazzo a Soa Majestà, dicendo el Pontifice
-era contentissimo, et che per questo Soa Beatitudine era partita per
-darli ogni comodità; ma lui non volse, et questo fo de Luni; et fo
-dato ordine la matina de far cantar una solenne messa in la chiesia di
-S. Piero: se divulgava la canteria el Legato predito. Or el Re, pur
-dolendose di l'absentia dil Pontifice, subito mandò a Orvieto do soi
-ambassadori, come dirò scrivendo dil Pontifice, a dimandar li voleva
-parlar; et prima li mandasse, mandò a tuor salvo conduto di mandarli.
-Et benchè el Re havesse promesso di non lassar intrar Sguizari, pur li
-introno, et Franzesi comenzò a perseguitar Spagnoli, _adeo_ che non si
-vedea uno Spagnol in Roma; et Franzesi andò a la caxa dove habitava
-l'ambassador nostro, et voleva averzer la stalla per tuor el feno et
-metter li soi cavalli. Ma el patron de chi era la caxa, di primi de
-Roma, difese; et intervenendo el sig. Fabricio Colonna, che fece star
-davanti la porta alcuni de soi, dicendo ditta caxa era data a lui; et
-cussì Franzesi restono di far altra movesta. Era con el Re Zuam Jacomo
-de Traulzi. Or el zorno driedo, a dì 2 Zugno, el Re mandò parte di le
-sue zente a Isola, che è uno loco dil sig. Virginio Orsini, et la notte
-a hore cinque principiò per la Via dil Populo et parte per la via di
-San Piero, zoè di la porta. Ma Romani in questo mezo, el Marti da sera,
-feceno ogni cossa pregando el Re dovesse liberar el sig. Virginio et
-conte di Petigliano. Et el Re li rispose voleva menarli con lui fino in
-Aste, poi li libereria. Et il Mercore a dì 3 Zugno a hore 10, el Re,
-aldito messa in San Piero, venne a li gradi de S. Piero acompagnato
-dal Legato, dove tolse licentia, et montò a cavallo et ussite fuora
-per la porta di San Piero, per andar a la volta de Viterbo, poi a Pisa.
-_Demum_ se divulgava lì in Roma anderia a Zenoa a remetter el Cardinal
-et domino Obieto nel Stado. Et 4 cardinali el seguite, zoè S. Piero
-_in Vincula_, Zenoa, S. Dyonise, et Samallo. Or el Re andò alozar a
-Bachano, poi andò ad alozar el Zuoba a Viterbo mia 40 da Roma et 60 da
-Siena. Et è da saper che 'l sig. Prospero e Fabricio Colona rimaseno
-con le sue zente a Roma, et poco da poi Prospero voltò al Re preditto.
-_Tamen_ Fabricio stete fermo con esso Re a suo soldo. Li cardinali
-Savello et Colonna erano a' loro castelli; li Vitelli nel Apruzo, et il
-Prefetto a Sinegaia; et el Re celerava molto el suo camino; et al tutto
-se judicava volesse andar a Zenoa. Et quello di lui seguirà, scriverò.
-Ma dil Pontifice scriviamo.
-
-
-_Partita dil Pontifice et Cardinali da Orvieto et come andò a Perosa._
-
-Essendo el Pontifice partito da Roma et venuto a Orvieto con 20
-Cardinali, et il Re intrato in Roma, a dì 4 Zugno venne ivi uno
-ambassador dil Re preditto, chiamato Peron de Basser, el qual fo
-quello che essendo in corte dil Roy venne in Italia et a la Signoria
-nostra, come scrissi di sopra, a dimandar el passo et la lianza; et
-per questa impresa venuto in gran reputatione a presso el Roy et dil
-suo consejo. Et dito Monsignor venne con trenta cavalli benissimo in
-ordine dal Pontifice, et habuto audientia, expose dapoi la salutatione
-che 'l suo Re havia molto a caro di parlar a Soa Beatitudine, et se
-doleva di la sua partita, et voleva esser bon fiul di Santa Chiesia,
-sì come era sempre stati li soi passati. Ma el Pontifice li rispose
-sapientissimamente, et poi con reverendissimi Cardinali considerando et
-oratori, il meglio esser partirsi de lì et negarli di voler parlarli,
-el qual Re era mia XX lontano de lì, a Viterbo, perchè venendo con
-exercito harebbe convenuto far quello el dimandava di la investitura,
-et non li volendo parlar, in Orvieto non erano molto sicuri, _etiam_
-per la carestia, et cussì deliberò de partirsi da Orvieto et venir a
-Perosa terra fortissima. Et a dì 3 ditto a hore 22 zonse lì a Orvieto
-do ambassadori dil Re de Romani, zoè uno di qual è qui stato in questa
-terra, et havia commissione di l'archiduca di Bergogna suo fiul.
-
-Venerdì 5 ditto el Pontifice et Cardinali con tutta la corte de matina
-a bona hora se partì da Orvieto per andar verso Perosa, et cavalcò el
-Papa zerca mia X parlando con l'ambassador dil Re de Franza, el qual
-lo andava persuadendo non si dovesse partir etc. Ma pur (_vedendo_) el
-Papa constante, ditto orator tolse licentia, et ritornò dal suo Re, el
-qual in questo zorno a hore 22 era intrato in Viterbo, et dovea star
-fino el Luni, però che, per esser la Domenega el zorno de Pasqua, zoè
-la Pentecoste, non cavalcava et stava a riposarsi lì in Viterbo.
-
-Ma el Pontifice seguite el suo camino, et alozò la sera mia 15 da
-Orvieto, a uno loco ditto el Castel di la Pieve, et le zente d'arme
-veneno ad alozar a Monte Lion; poi la matina, fo Sabato, se partì
-et venne in Perosa; et le zente d'arme (_per_) mia do si messeno per
-ordine su la strada, et fece do ale che fo bellissimo veder, et el Papa
-zonse a hore 22. Poi tutti se aviono a montar su la terra, la qual
-è montuosa et difficile ad ascender; andono _processionaliter_ a San
-Piero, dove era tutto el clero, et el modo fo questo. Li primi fonno
-Alexio Becaguto capetanio de li Stratioti di Mantoa con 100 Stratioti,
-Zuannato Bardella capo di balestrieri di Mantoa con 100 balestrieri,
-Zuan Greco con 100 balestrieri, Jacomazo da Venetia con tutti li soi.
-Poi Cesare Conte et altri di la Chiesia con cavalli lizieri; poi le
-fantarie o provisionadi di la Signoria, poi quelle de Milano, _tertio_
-quelle di la Chiesia; poi le zente d'arme dil Papa sotto diversi
-condutieri, zoè Bortholomio Dalviano, Zuan Battista Conte, el fiul dil
-conte di Petigliano con alcuni altri, zerca homeni d'arme 300; poi
-venne la guardia dil Papa con li soi capetanei, fo di le persone da
-7000 in suso in tutto; et venne da San Piero fino al palazo di Signori
-in piaza. Successe poi li XX Cardinali et el Papa sotto uno baldachino
-condutto, circondato da tutti quelli di la terra; et prima li oratori,
-_juxta_ el solito. Fo bel veder: era le fenestre piene de done, et le
-piaze di populo. El conte Zuane Drivandino et Soncin Benzon restono
-da driedo, perchè erano a la custodia dil Pontifice; et cussì el Papa
-alozò in palazo; li altri Cardinali, oratori et prelati in diverse caxe
-in la terra.
-
-A dì 7 Domenega, fo el zorno de Pasqua, el Papa ussite di palazo.
-Prima venne fuora di la camera aparato in pontifical, tenendoli la
-coda Hieronimo Zorzi orator nostro. Zonto in sala con li Cardinali,
-montò in cariega, et fo conduto in capella, zoè in chiesia; et ivi fo
-cantà una solenne messa. El Papa havia al montar in cariega el pivial
-et la mitra, ma non el regno. Finito la messa, volendosi partir, molte
-donne perosine, ornate al loro modo et assà formose, andono a voler
-basar el piede a Soa Santità; el qual persuaso dal cardinal S. Severin
-et Valenza stete fermo. Et cussì le andono a una a una, circumdate de
-preti etc. Poi fo publicà la indulgentia, che chi era stato a quella
-(_messa_) contriti et confessi, havesse plenaria indulgentia di soi
-peccati. Et è da saper che nel intrar in Perosa, el Papa era portato
-et avanti de lui el corpo de Christo, _juxta_ il consueto de Pontifici,
-che sempre dove cavalca porta el corpo de Christo con lui. Et fo fatto
-grandissima festa per Perosini, benchè el zorno avanti quel populo
-era stato in arme per causa di le parte, come ho scritto di sopra,
-zoè Bajoni et Odi al presente sono fora ussiti. Capo et principal in
-la terra è il signor Simoneto di Zuan Paulo Baioni, et, si non fusse
-queste parte, Perosa sarebbe perfettissima terra, ma sempre stanno in
-remori et portano spade nude sotto li mantelli. Li Bajoni sono favoriti
-da Orsini et Odi da Colonnesi; et ogni zorno corono fino su le porte,
-_adeo_ non lassava intrar vituarie, et però vi era gran carestia, sì
-_etiam_ per esservi le corte. Et el Pontifice terminò de non partirse
-fino non vedeva di assettar quele discordie. Questa legatione havia
-habuto el cardinal Grimani, ma, essendovi el Pontifice, non potè
-usar alcuna sua jurisditione. Za non era zonto a l'orator nostro la
-deliberation dil Senato, quando el Papa se partì da Orvieto, che li
-offeriva ogni terra nostra, et dovesse venir in qua, dove li piaceva,
-et fino a Ravena, si pur el Re lo volesse perseguitar. Et questa nova
-dil zonzer a Perosa venne a Venetia a dì X ditto.
-
-
-_Quello successe in diversi luogi._
-
-Fiorentini in questo mezo feceno molte provisione secrete in Fiorenza,
-sì de far star homeni per le caxe, _quam_ altre. Et li 4 soi oratori
-erano col Re ritornono a Fiorenza, et restò _solum_ Neri Caponi. Et
-elexeno tre oratori a Soa Majestà, i quali fonno questi: Domenego
-Bonsi cavalier, Juliano Salviati et Pandolfo Ruzelai; uno di qual, zoè
-questo Pandolfo Ruzelai, essendo vedoo et in la Republica de primi,
-si convertite da uno frate Hieronimo da Ferara de l'ordene de Frati
-Predicatori, el qual come sancto in Fiorenza era reputado, et predicava
-in favor dil Re. Or questo cittadino se vestì frate de ditto ordene,
-et in loco suo fo creato ne' loro consegli uno altro oratore al Re
-de Franza, Andrea de Pazi, novamente venuto mercadante di Franza. Et
-questi tre, a dì 5 Zugno partino da Fiorenza et andono a trovar el
-Re. Et fo divulgato li dimandava li soi luogi, promettendo darli assà
-danari; et el Re li disse che, venendo a Fiorenza, li faria cossa li
-sarebbe in piacere. Ma Fiorentini per questo non restono de metterse
-in ordene de arme: per via de Milano trasse assà numero de curaze per
-armar el populo, _adeo_ cussì come prima erano rudi nel mestier di
-le armi, cussì al presente tutti erano forniti de armature; et, como
-loro dicevano, al bisogno sariano più di XXX milia curaze. Cercavano
-ancora de intrar in liga, ma non ossavano per tema dil Re, perchè erano
-li primi, qual, per la dissensione tra loro per causa dil modo dil
-governo, .... et quasi si poteva dir el suo Stato esser etc., havendo
-perso Pisa con molti castelli, et Librafrata, Serzana, Serzanello e
-Pierasanta in man dil Re, et Monte Pulzano rebelatosi a Sanesi, sì che
-bona parte dil loro Stato è alienato.
-
-A Venetia consultatione molto cotidiane si faceva; et a dì 4 et a dì
-5 fo Pregadi et steteno molto tardi. Se divulgava volesseno romper,
-_tamen_ mai la Signoria volse, se prima non haveano justa causa; et
-pur spendevano de molti danari. Le zente cavalcava verso i Orzi, et a
-dì ditto zonse Marchiò Trivixan provedador zeneral in campo a Senigà,
-et per le strade di Brexana ogni zorno s'incontrava soldati. Et perchè
-Marco Antonio Morosini kav. capetanio de Padoa, eletto provedador
-_etiam_ in campo, per invalitudine di la persona si excusò, _unde_ a dì
-otto ditto, nel Consejo di Pregadi fo eletto in loco suo, provedador
-in campo, Luca Pisani, fo consejer, et _alias_ in la guerra de Ferara
-et de Todeschi operato, et partì de qui a dì 17 ditto, et verso Oio
-dove con le zente andò; _tamen_ trovò el campo passato, et esser sul
-Cremonese, et avanti zonzesse fo eletto capetanio a Verona.
-
-Et considerando nostri le zente andar in campo, et non vi esser alcun
-capetanio o vero governador, _unde_ poi molte disputatione; a dì 5
-ditto, nel ditto Consejo presono che lo illustre Francesco di Gonzaga
-marchexe di Mantoa fusse governador zeneral di tutte le zente sì da
-pie' come da cavallo, et fo subito expedito a Mantoa uno corrier con la
-lettera, chiamato Panegeto, el qual zonse a Mantoa a hora che 'l signor
-era a tavola; et letto la lettera, ringratiò Iddio che fusse venuto el
-tempo de mostrar la fede havia alla Illustrissima Signoria, et se con
-tutto el cuor et vera fede non era disposto de servir quella, che mai
-non havesse ben etc. Et con grandissima alegrezza, sonando campanò a
-Mantoa, donò al corrier tutto quello se ritrovava indosso, zoè calze,
-zipon, vesta de veludo verde et bereta.... et li fece donar ducati 50
-d'oro; et rescrisse ringratiando la Signoria, et che a dì X se partiria
-de lì et vegniria in campo insieme con suo barba sig. Redolfo, dal
-consejo dil qual non si voleva partir. Et in quella sera medema che
-'l fo creato governador, fo uno Sabato, in la caxa dove stava el suo
-orator Antonio Triumpho, zoè quella dil sig. Ruberto a la Carità,
-fo fatto fuogi con lumiere fuora di balconi, et gran feste; et li fo
-dati ducati X milia a ciò el si ponesse in ordene. Et a dì 9 ditto nel
-consejo di Pregadi fonno creati do patricii a portarli el stendardo
-et baston de governador, zoè Piero Marzelo fo di Jacomo Antonio fiol,
-era stato prima a Vicenza, et Zorzi Emo era ai X Savii. Ma poi fo
-fatto altre deliberation, et dove doveano andar a portar el baston de
-Governador, portò de Capetanio zeneral da terra, come dirò di sotto.
-
-A dì X ditto se partì de qui Thoma Duodo, capetanio di le nave armade,
-con una barza di botte 1500; et verso Brandizo andò a trovar el
-capetanio zeneral et el resto di l'armada.
-
-A Milan a dì 5 Zugno se partì, tolto licentia dal Duca et accompagnato
-da lui, Sebastian Badoer kav. orator nostro, et zonse in questa
-terra a dì 13 ditto, come scriverò di sotto. Rimase adoncha Hieronimo
-Lion kav. et Zorzi Negro secretario, et el Duca in questo tempo feva
-provisione de trovar danari per far do eserciti, uno in Parmesana,
-l'altro augumentar quello de Aste, perchè se divolgava el Duca de
-Borbon dovea venir qua da monti con assà lanze, _ut dicitur_, 6000 et
-4000 pedoni; _tamen_ non era il vero, et il suo campo era assà mal
-in ordene e mal pagati, et assà soldati e fanti se partiva. Antonio
-Maria di San Severino fece far do bastioni, et Franzesi se ingrossava;
-_tamen_ havia in mandato dil Re di non se apizar, come se intese per
-uno corrier intercepto, et però schivavano el scaramuzar, come da
-prima erano assueti. Et el Duca voleva andar in persona in Parmesana
-a sopraveder quelle cosse; et lassava governador in Milan el Duca de
-Ferrara so suocero. Et el sig. Fracasso di San Severino stava in Milan
-et praticava de haver conduta da la liga, zoè la Signoria et Milan
-200 elmetti, et don Alphonso fiul dil Duca de Ferrara, el qual era a
-stipendio di esso Duca suo cugnato, et havia elmeti 200, et habuto la
-imprestanza era ritornato a Ferrara; _unde_ el Duca lo mandò a chiamar
-dovesse venir con la soa zente, el qual rispose non poteva esser in
-ordene fino mexi tre. Et el Duca, dolendose molto, mandò a Ferrara
-per acqua, venuto in do zorni uno so ambassador chiamato Baldissera de
-Pusterla kav., el qual zonse a dì 8 Zugno, et exposto la sua imbassada,
-sì che esso Duca de Ferara volesse venir a Milan, _quam_ esser
-constante in non dar passo al Re, et _etiam_ che 'l mandi suo fiul don
-Alphonso a Milan, et non essendo in ordene di le zente vogli dar di le
-sue zente, _unde_ fo contento di darli le zente, et che di brieve el si
-partiria ditto so fiul. Ma quel zorno se dovea partir, li assaltò la
-febre, et convenne indusiar alquanti zorni; zerca a la sua andata de
-Milan si excusò et non andò. Et ditto ambassador habuto tal risposta,
-et altro, che il tutto non se puol intender, essendo sta do zorni,
-ritornò a Milan. Et per lettere dil Vicedomino nostro da Ferrara se
-intese che 'l magnifico Johanne Bentivoi et la comutà de Bologna havia
-mandato a dimandar al Duca vastadori per fortificar Bologna, et che 'l
-Duca li havia risposo li bisognava a lui, benchè securo fusse dil suo
-Stado, essendo in mezo de Venetiani, Milanesi, Bologna et Mantoa. Et
-questo fece per mal animo havia contra nostri, per il veterano odio
-di Ferraresi; et _etiam_ vedendo che sul Polesene era a custodia 625
-cavalli et molti fanti.
-
-A dì 5 Zugno a mezo zorno zonse uno corrier di Londra con lettere di
-XVI dil passato, nara come la nave Zorza, che fo ditto esser rotta con
-le do galie de Fiandra, quella esser zonta in Ingilterra..., havendo
-però scorso grandissimo pericolo, et stata mexi 4 et zorni 12 che non
-si sapeva nulla, e tutti credeva fusse rotta. Questa nova fo molto
-grata a la terra, et più a li parcenevoli; et più presto si harebbe
-voluto intender di le do galie; _tamen_ se intendeva esser perite. Et
-per consejo di Pregadi ditta nave fo tolta a far compagnia a la galia
-restava Bragadina, insieme con la nave Malipiera, et questa havesse
-ducati 1200 di la marcadantia fino a...; et cussì subito fo expedito
-uno fante con lettere dil zeneral.
-
-A dì 6 ditto zonse una nave di Puia con lettere dil zeneral de dì
-25 Mazo, notificava haver scrito per avanti, et come a dì 19 ditto
-essendo al Saseno col provedador Hieronimo Contarini et 12 galie et
-una fusta, et partiti con prospero navegar, a dì 20 zonseno _juxta_ i
-precetti di la Signoria et sorzeno a uno scojo vicino a Brandizo mia
-do, dove era uno casteletto. Et quei di la terra trete assà bombarde
-la notte, et fece fuogi in segno di grande alegreza, et li fanti erano
-ivi, contestabele uno Hieronimo da Cividal, zoè quelli mandati di qua,
-cridava: Marco! Marco! Era col capetanio tre barze de Spagna menate da
-Corphù, et el resto di le galie fino al n.º 19 dovea vegnir driedo;
-le qual rimaseno per conzarse. Or el capetanio fece far una crida,
-che niun non dismontasse di galia, nè andasse a la terra senza soa
-licentia; _tamen_ il dette licentia a molti. Et el zorno driedo venne a
-galia dal capetanio, don Cesare fo fiul natural di re Ferando, con uno
-fiul fo di Camillo Pandon era vicerè in la Puia, et uno fra' Lunardo,
-che za fo capetanio di le galie di Cathelani di esso re Ferando, et
-governador che era in Taranto et quello de Manferdonia con molti altri
-de Brandizo principali: et, fatto le debite acoglienze, era reduto
-el Provedador con li Soracomiti in galia dal capetanio, et ditto
-don Cesare molto ringratiò la Signoria poi esso capetanio di la sua
-venuta, et, che non venendo, Brandizo haria scorso manifesto pericolo,
-perchè li cittadini tumultuava et erano cupidi di novità. Et el
-capetanio rispose esser ivi venuto per confortar quelli populi stessono
-constanti in la fede a caxa di Aragona offerendosi etc. _Unde_ ditto
-don Cesare molto contento ritornò a la terra, et mandò al capetanio
-uno bellissimo presente de vituarie, el qual el capetanio partite con
-le altre galie, et dismontò in terra per veder quel castello in bocca
-dil porto, fortissimo, con artiglierie e munitione per anni 5. Era lì
-in porto una fusta de Turchi, la qual, come disse don Cesare, era uno
-ambassador dil Signor con lettere a re Ferandino, et, _dicitur_, li
-offeriva Turchi 18 milia era a la Valona, et esso don Cesare li havia
-risposto non bisognava al presente, ma pur manderia advisar el Re, et
-che ditto ambassador ritornasse che, bisognando, el suo Signor sarebbe
-dil tutto advisato. Ma pur ditta fusta stava ivi in porto, judicava
-volesse veder quello feva l'armada di la Signoria. _Tamen_ a dì primo
-Zugno se partite, come dirò di sotto. Et zonta ditta armata a Brandizo
-tutti quelli lochi si teniva per re Ferandino più si rifermò nella loro
-volontà; et quelli si haveano reso a Franza, voleva comenzar a rebellar
-et darse a San Marco; et, _sine dubio_, si el capetanio havesse habuto
-commission de aquistar tutta la Puia, sarebbe stata di la Signoria al
-presente.
-
-Et a dì 23 ditto alcuni Franzesi essendo assueti de venir fin su le
-porte de Brandizo danizando, li quali erano reduti a Misagne mia 8
-lontani de lì; or in questo zorno zerca 500 tra i fanti et quei de
-Brandizo si messeno in ordene con la vigoria di l'armada, et andono
-fino al ditto castello di Misagne, et parte si andò ad imboscar; et
-mons. di la Spara vicerè, era ivi con zerca 200 cavalli, venne fuora,
-et quelli fanti fenze di fuzer, et si venne reculando tanto che
-Franzesi fonno messi di mezo, et fonno a le man; et questa fo la prima
-baruffa fatta in Reame, Taliani con Franzesi, et ne fo morti 9, presi
-zerca 80 de Franzesi, et esso vicerè fo preso con tre feride su la
-testa; el qual fo menado in Brandizo, et el resto, al meglio poteno,
-fuzite in Misagne. Et don Cesare subito mandò a notificar questa
-vittoria al zeneral, dicendo che per sua causa la havevano habuta.
-Et messo questo vicerè in fondi di una torre, el qual si dette taglia
-lui medemo ducati 15 milia; era richissimo et havia più de ducati 30
-milia de contanti, come se divolgava, et lì in Puia era inrichito.
-El qual mandò dal capetanio nostro a dirli come el suo Re havia bona
-paxe et lianza con la Signoria, et lui grande amicitia fata a Roma con
-so fiul cardinal, et per tanto li voleva parlar. _Unde_ el capetanio
-mandò el suo capelan a parlarli. Quello conferite fo secreto, et quivi
-non sarà scritto. Et volse el capetanio li mandasse el suo miedego a
-medegarlo;el qual li promesse, _ut dicitur_, ducati 1000, si lo variva;
-sì che quelli el preseno fece un gran botino. Quello di lui seguite,
-intenderete poi.
-
-Ancora se intese come don Cesare voleva armar una galia per forza,
-sopra la qual voleva metter suso questi Franzesi presi, et altri
-vilani de lì che erano stati rebelli al suo Re. Et el zeneral a dì
-25 ditto se ritrovava haver galie 19, et aspettavano di hora in hora
-una galia candiota, sì che in tutto a quella impresa era 20 galie. Li
-Sopracomiti nominerò di sotto. Et do nave, zoè quella de Stefano et
-Theodosio Contarini, patron Zaneto da Merrani, de botte 550, et quella
-de Piero Sagredo e compagni, de botte 300, patron Anteo Amai, _etiam_
-el capetanio mandò a Corphù ne dovesse mandar di altri. Et _etiam_ se
-have lettera da Constantinopoli, la continentia di la qual scriverò
-di sotto. Hor, zonto questa tal nova a Venetia, la Signoria mandò a
-notificar questo a li oratori di la liga, et ancora a li oratori di
-re Ferandino; et la sera per Pregadi spazò uno gripo a ditta armada,
-che comandava al capetanio non dovesse far altra movesta. Et in questi
-zorni quel Zuan Caraffa orator di Ferandino, era venuto in questa
-terra, se partì et andò a trovar el Pontifice a Perosa, et ivi restò
-orator.
-
-Da Constantinopoli, per lettere dil secretario di 12 Mazo, se intese
-che el Signor non credeva ancora certo la morte di suo fratello, et
-però voleva saper meglio da la Signoria la verità, et di che morte
-era mancato, o di morte natural o violenta, et che desiderava haver
-el suo corpo per via di la Signoria, per metter le sue ossa arente
-quelle de li soi passati et farli solenne esequie. _Item_ che esso
-secretario lo havia advisato di la liga fatta, et che parlando con 4
-soi Bassa di primi zerca questa liga, ai quali pareva molto di novo, et
-cadauno da per si li parlò, dicendo: come va queste cosse? El signor
-Ludovico lo ha fatto venir el Re de Franza in Italia, et a hora ha
-fatto liga? La Signoria, si la voleva, nel principio poteva ostar a
-la venuta et l'ha lassato venir et prosperar; et a hora è stati causa
-di sta liga. El Papa prima era in amicitia con el Re de Napoli, poi
-dette el passo al Re de Franza, et pur è dentro. El Re de Spagna li ha
-promesso fede et bona paxe, et have do contadi; et pur è contra esso
-Re de Franza. Et l'Imperador era pur so amigo etc. A le qual parole
-saviamente ditto secretario rispose, dicendo havevano fatto questa
-liga per conservatione di stadi loro, et senza nuocer a niuno; ma loro
-concludeva le cosse de Italia hora era piova hora era sol etc. L'armada
-si poneva in ordene et faceva gran pressa a expedirla, non però sì gran
-numero come diceva de far prima; et che l'era molto sfredito el Signor.
-Pur judicava che ditta armada usciria, et che Christiani marangoni et
-calafai lavorava _etiam_ le feste contra el so voler, di comandamento
-dil Signor, et altre nove scrisse in zifra, le qual fonno secrete, et
-zonse qui a dì 6 ditto.
-
-A dì 7 ditto per una nave, patron Piero Alvise, et scrivan uno Dimitri
-de Michali, la Signoria nostra fo certificata, et el patron et scrivan
-questo referite in Collegio, come, venendo con la soa nave da Serviza
-carga di sal, a dì 24 April, tra Maiorica et Menorica discoverse una
-grande armada, la qual era zerca 40 caravelle o vero barze de Spagna,
-capetanio uno Consalvo Fernandes di Agilar castigliano nominato di
-sopra, et che era zerca XV da botte 400 in 500, el resto da 200 in
-zoso, con cavalli et zente armate suso; et che el capetanio volse ditta
-nave calasse. La qual calò, et andò dal capetanio, et inteso come
-era nave de Venetiani, li fece bona compagnia, et velizono insieme
-alquanti zorni. La qual armada andava in Sicilia. Et che li fo ditto
-el Re voleva mandar ancora altre caravelle presto, et questa zonse a
-Messina a dì 24 Mazo dove era le altre barze, capetanio el Conte de
-Trivento, con grande piacer di re Ferandino et di re Alphonso che ivi
-se ritrovava. Narrò ancora come re Ferandino prospera in la Calavria,
-et era dismontato a Rezo, et habuto per forza la terra, et el capetanio
-franzese menato a Messina li fece taiar la testa.
-
-A dì 9 ditto venne uno corrier de Spagna, zoè el primo portò la nova di
-la liga, con lettere di ij Mazo, el qual venne per mar da Barzelona a
-Zenoa, et portò lettere al so ambassador, et _etiam_ a la Signoria dil
-Re et la Raina, in castigliano, scritte molto dolcissime, dimostrando
-l'amor havevano a questa Signoria, et el contento di la liga fatta,
-la qual loro l'havevano fatta publicar per tutti li regni la Domenega
-drio San Marco, a dì 26 April, et fatto processione (et questo perchè
-el zorno de San Marco non se varda in Spagna), a ciò fusse con più
-solennità. Et, come l'ambassador disse in Collegio, il Re feva grande
-exercito; _tamen_ non voleva romper se prima qui in Italia non se
-rompeva; _tamen_ Venetiani fevano ogni cossa che se rompesse in Spagna.
-
-In questo medemo zorno zonse lettere di Zenoa di 5 Zugno de Francesco
-Capello kav. et Marin Zorzi dottor, andavano oratori in Spagna insieme
-con li do oratori dil Duca de Milan. Notifica come a dì primo ditto
-erano partiti de Milan, accompagnati dal Duca fino fuora di le porte,
-et da Sebastian Badoer et Hieronimo Lion kav. oratori più de longo.
-Et la sera alozono a Pavia, dove venne li do oratori milanesi. Et el
-Marti poi a Tortona, el zorno driedo a Borgo di Forni, et al Zuoba a
-Roverillo, fo el 4 dil mexe, ch'è una villa di Zenoa mia tre lontano,
-dove Bernardo et Thomaso Salvago con alcuni altri zenthilomeni zenoesi
-li accompagnò. Verso Zenoa li venne contra prima Zuan Adorno fradello
-dil governador et capetanio di le fantarie, poi _etiam_ venne Augustin
-Adorno governador di Zenoa et Coradolo Stanga prothonotario comessario
-dil Duca de Milan con molti cavalli, et fatte le debite acoglientie
-introno in Zenoa con gran magnificentia, et li acompagnò fino al palazo
-di Polo Palavesin situato sopra la marina, benissimo ornato di panni
-d'oro, veludo, rasi et razi finissimi. El populo tutto su le strade
-e balconi, le bottege erano serrate, però che fo fatto comandamento
-sotto pena de ducati 100 dovesseno serar, per honorar li ambassadori
-venetiani. Le galie sottil erano in porto se movevano in segno de
-allegrezza, salutando ditti oratori, et fonno assà presentadi: et
-_conclusive_ molto honorati. _Item_ come in Zenoa era 20 galie et
-21 nave, di le qual galie 9 era armate et 4 nave grosse benissimo in
-ordene, et che li era sta parechiato una nave di botte 3000, chiamata
-Jansilla, per passar a Barzellona a mia 600; che esso governador
-pur se dubitava de Zenoesi, per esser cupidi di nove cosse, che non
-ribellasseno al Duca de Milan et aderirsi al Re de Franza, et che
-non era fatto alcuna provisione per el Duca; _tamen_ lui et li soi
-erano fermissimi et constanti, et prima voranno morir che partirse di
-l'ubidientia de Milan et in amor con la Signoria nostra. Et cussì a dì
-8 ditto tutti 4 oratori con la so fameglia montono in nave, et andono
-a loro viazo, et zonseno a dì 13 a Barzelona, et trovato l'Alteza dil
-Re et Raina erano partiti di Madrid et venuti a Burgos, come tutto sarà
-scritto de sotto. Et ancora advisò la Signoria haver inteso da alcuni
-mercadanti, che havia habuto lettere di Barzelona, come a dì 19 Mazo
-era morto el re don Joanne di Portogallo, di malatia longiqua, zoè
-idropesia, de età de anni 43, et non havea figlioli legittimi, però che
-uno solo havia, chiamato don Alphonso, era maridato in donna Isabella
-fiola dil Re de Spagna presente, la qual _adhuc_ de età de anni XXV
-vive a presso el padre, con provisione _tamen_ di esso Re de Portogallo
-per el so viver _annuatim_. Adoncha ditto don Alphonso morite l'anno
-1491, corando sora uno cavallo, de età de anni 17; cadete et morite in
-la città di Santarre (_Santarem_).
-
-Questo Re de Portogallo ha moglie una zermana chiamata Lionora, sorella
-di don Emanuel duca de Viseo, che fo fiol de don Ferante infante
-fratello di esso Re, et per sangue regio a ditto Duca de Viseo li vien
-la corona, el qual è zerman suo et dil Re de Spagna; ma fo divulgato el
-Re haver fatto testamento, et lassato el regno a uno so fiul natural,
-chiamato don Zorzi, di età de anni 13, in governo _tamen_ e protetione
-dil Re de Franza, non havendo nominato el Re de Spagna suo parente
-et vicino, però che Portogallo è in mezo di la Spagna. Et una mattina
-per tutto in questa terra se rasonava di tal nova, dubitando el Re de
-Spagna non fusse impazato in quelle cosse, et non potesse attender
-a romper al Re de Franza. _Tamen_ dopoi se intese ditto Re star
-benissimo, sì che non fo.
-
-A dì 10 ditto venne uno gripo di l'armada di Puia, con lettere dil
-Capetanio zeneral di do Zugno, notificava esser ivi a li scogi de
-Brandizo, secondo li comandamenti di la Signoria, et che niuno di
-l'armada havia fatto movesta, nè niuno si poteva lamentar. Erano galie
-XXI, se aspettava di zorno in zorno Bartholomio Zorzi provedador di
-l'armada dovesse zonzer, et che tutta la Puia, volendo nostri, leveria
-S. Marco, et che re Ferandino et le sue galie havia habuto Rezo, et
-tajato li Franzesi a pezi, come ho ditto di sopra, et _etiam_ havia
-rehabuto Cotron, et che Otranto, dopoi el zonzer di l'armata nostra
-ivi, havia levato le insegne aragonese, et li Franzesi erano lì se
-havia reduto in castello, _tamen_ el zorno driedo a patti se reseno,
-e andono fuora di la terra; et _etiam_ uno castello mia 7 di Otranto,
-chiamato Robia, havia levato le ditte insegne.
-
-_Item_ erano venuti da don Cesare a Brandizo alcuni di primi di Leze
-per far trieva, et volevano patizar de non star più sotto Franzesi;
-che sperava fra tre zorni hariano Leze. Et a dì primo dil mexe, alcuni
-Franzesi erano a Misagne ussite fuora, et fece corraria fino a presso
-Brandizo, ma don Cesare con alcuni altri tra cavalli et fanti n.º
-700 ussiteno di la terra, e come i fo fuora non trovono li nemici, et
-tornono in Brandizo. Et in quel zorno zonse uno gripo con lettere di la
-Signoria, comandava al capetanio non se partisse sino non li scriverà
-altro.
-
-_Item_ come havia mandato, a dì 26 dil passato, Francesco Valier
-soracomito con un'altra galia dalmatina verso Monopoli, per intender
-qual cossa di novo; et zonto ivi mandò el Copano in terra, et Franzesi
-li disse: che vegniva a far qui? Risposeno quello li accadeva. Et loro
-digando: vui sete nemici dil nostro Re, et venite in le so terre. Et
-nostri ge rispose: non era el vero. Tamen non volseno dismontar, et
-ritornò queste galie a Brandizo. Ancora a dì 2 Zugno mandò Piero Bembo
-soracomito con la so galia verso Messina a trovar l'armada de Spagna
-et el re Ferandin, et intender come andavano quelle cosse. Et quello
-nel ritorno referite sarà scritto più avanti. Et come per una lettera
-venuta in questo zorno di ditta armada vidi, come re Ferandino era
-passato con alcune barze et galie in la Calavria con 12 milia persone,
-et havia fatto render assà castelli: Rezo dove eran 150 Franzesi tutti
-amazati, et al capo fece taiar la testa. _Item_ come quelli di l'armada
-desideravano di poter far fatti, altri per acquistar fama, altri per
-farse richi mediante el dar a sacco.
-
-In questi zorni se intese come el gran maistro de Rodi, cardinal de
-natione franzese et nominato di sopra, havia a requisitione dil Re de
-Franza armato la sua barza de botte 3000 benissimo in ordene, et quella
-havia mandato verso Napoli, la qual voltizava de lì via, et venne a
-Porto Pisano, et cussì restò a servigi di esso Re.
-
-A Venetia in questo mezo consultatione quotidiane se faceva, zerca
-el campo, a solicitar le zente vi andasse, et dar danari fuora. Fo
-rivocata l'andata di Piero Duodo con li Stratioti verso Roma, et ancora
-era a Ravena. _Tamen_ a dì 7 se partì con li Stratioti di Ravena, et de
-li altri Stratioti erano alozati a Padoa, Monselese, Este et Montagnana
-per n. 537 in tutto. Per Collegio a dì 6 Zugno fo decreto vi fusse loro
-capo et diretore Bernardo Contarini, _alias_ a la guerra de Ferrara
-in simel exercitii de Stratioti operato, homo de grandissimo cuor et
-governo, come per el so successo, lezendo le opere fece in Milanese,
-intenderete. Et fo fatto senza niuna utilità, ma con cavalli cinque
-_libentissime_ accettò. Et partito de qui a dì 8 ditto, et andando li
-Stratioti tutti, lui con 187 cavalcò verso Verona dove tutti se redusse
-in uno; et a dì 12 andò a Peschiera, poi verso el campo era sora Oio a
-Seniga, mia 8 lontan di Brexa, et Marchiò Trivixan provedador li ordinò
-dovesse andar ad alozar a Asola, et cussì andò et fece li Stratioti
-stesse a la campagna per non far danno a li cittadini, dove ivi era
-alozato el conte Bernardin Brazo con la so compagnia.
-
-Ancora Chozanderle thodesco andato in Collegio se offerse di menar in
-queste parti 1000 Theutonici, parte schiopetieri et parte provisionadi,
-et in questo termene de zorni X, nè volse altro cha ducati 1000 _pro
-nunc_; et cussì fo expedito a dì 6 ditto, et a farli in terra thodesca
-subito andò.
-
-Fo ordinato guastadori et cernide, non però ni de Padoana ni Trivixana;
-et fatto le mostre di schiopetieri erano nel paese nostro, zoè villani,
-però che _alias_ fo fatto un bel ordine, che per ogni villa fusse
-scritti do schiopetieri, et quelli volesse esser a tal exercitio
-fusseno exempti de ogni angaria personal; _tamen_ al tempo di guerra
-fusseno ubligati de andar in campo; et questo è numero di 8000.
-
-_Item_ a ciò che oltra le spexe ordinarie per le Camere di Terra ferma,
-retrovandose molti debitori, fusseno li danari sovrabondanti mandati
-in questa terra, a dì 9 ditto per Collegio elexeno do provedadori
-dovesseno andar per ditte Camere a solicitar el scuoder, et far quanto
-di sopra è ditto. I quali fonno Luca Trum et Zuam Battista Bonzi (?)
-ma poi essendo andato quello scortinio con desordene, et non volendo el
-Trum accettar tal fatica, a dì 10 ditto poi fonno creati Marin Moroxini
-et Zuam Battista Bonzi; et cussì el Bonzi solo partite de questa terra
-et andò per le Camere exercitandose; et mentre vi stete fuora, usando
-ogni diligentia in mandar danari a Venetia, in mexi.... mandò tra campo
-et questa terra ducati.... milia. Et _etiam unum non praetermittam_,
-che a li bisogni di la terra ditto patricio prestò de contadi ducati 3
-milia; _tamen_ se conzò come a li altri li fo restituido al suo tempo.
-
-Et a dì 9 ditto, nel Consejo de Pregadi, essendo redutto le zente sora
-el fiume di Oio a Senega, che dovesseno passar di là, et _etiam_ fatto
-far uno ponte per el Duca de Milan sopra Po, passavano in Parmesana,
-dove con le zente di esso Duca le nostre se dovesse redur et star ivi.
-Et per lettere di Marchiò Trivixan provedador in campo date a Seniga,
-se intendeva el campo ingrossarse sì de zente d'arme come de fanterie
-et provisionadi. El marchexe de Mantoa governador de lo exercito, a dì
-13 ditto se partì de Mantoa con parte de li soi, et zonse a la dreta in
-campo a dì... come dirò di sotto, lassato so barba Redolpho di Gonzaga
-che veniva driedo con el resto di la conduta. Et a ciò con più anemo
-ditte zente nostre passasse de là, fo mandato a dì 12 ditto Daniel
-Vendramin pagador in campo con ducati 20 milia, et _etiam_ per camino
-ne have de li altri per dar una paga. Et _non solum_ quelli erano
-per el stipendio ubligati vi andono in campo, ma molti a sue spexe;
-et fo fatto su burchiele sora Oio, lì a Seniga, uno ponte per passar
-in Cremonese. Se judicava, come fo, che 'l Re venisse a la via de
-Pontremolo; et però ditto campo se reduseva in Parmesana per obstarli
-nel descender de li monti. Dubitavano ancora non facesse la volta
-de Zenoa, et el Duca de Milan ne havea gran paura, et vi mandò mille
-fanti; et el Conte de Caiazo con alcune zente era venuto in Parmesana
-dove dovea adunar la massa di le zente, cavalli 2000, come appar per
-la tariffa mandata per el Duca in questa terra; et _etiam_ el Duca
-diseva voleva venir lui medemo in Parmesana a sopraveder quelli passi,
-non restando de far ogni provisione perchè l'andava per lui. _Tamen_
-Venetiani spendeva, et feva grande exercito, el qual sarà qui sotto
-scritto. Pur esso Duca havia paura di non perder el Stado, con inzegno
-et astutia aquistato, et tutto quello faceva con Hieronimo Lion kav.
-orator nostro consultava, et obediva ogni consiglio di la Signoria,
-vedendo _maxime_ esser in ordine di zente.
-
-
-_Exercito di la Signoria[130]._
-
-Havendo descritto queste zente, ritorniamo al primo nostro instituto,
-de descriver el successo di tempi. Et el Re de Franza, intrato el Zuoba
-a dì 5 del presente in Viterbo, ricevuto _honorifice_ da Viterbesi et
-dal legato cardinal Farnesio, et quivi stette Venere et Sabato, et per
-essere le feste di le Pentecoste volse _etiam_ star la Domenega. Poi
-a dì 9 partì, et andò a Bolsena; poi verso Acquapendente per andar in
-Siena, et mandò mons. di la Guisa con alcune zente d'arme avanti. El
-qual arivato a Toscanella, che è una terra di la Chiesia, et volendo
-Franzesi intrar in la terra, quelli dentro non volseno, dicendo
-stesseno di fuora li dariano vittuarie; et loro non contenti voleva pur
-intrar; ma li cittadini serono le porte. _Unde_ Franzesi deliberò di
-darli la battaglia; et loro difendendose, pur Franzesi introno dentro
-per forza, et usò gran crudeltà: ne amazò più de 800 senza le femene et
-puti, et quella terra messe a sacco; et fo divulgato fo morti in quelle
-baruffe zerca 200 Franzesi. Ancora, non contenti di questo, andono a
-Montefiascon, dove è scritto esser i miglior vini di Toscana; el qual
-loco messe a sacco, senza _tamen_ occisione; et cussì San Lorenzo,
-tutte terre di la Chiesia. Et questa nova venuta a Perosa, al Pontifice
-et cardinali haveno molto a mal, et subito spazò l'ambassador nostro
-lettere a la Signoria a dì 9 ditto; et zonse a dì ij a nona a Venetia,
-et advisò questo; benchè per un'altra scrivesse adviseria meglio la
-verità. El Re veramente venne la sera ad alozar a Montefiascon, mia
-20 lonzi da Viterbo, et mostrò haverli dolesto tal cosse, et terminò
-de mandar a excusarsi al Pontifice el cardinal S. Dyonise era con lui,
-come dirò di sotto. Pur fo usata tal crudeltà.
-
-A Ferrara el Duca havia pur cattivo animo et veterano odio contra
-Venetiani, et, pochi zorni è, vi venne uno ambassador dil Re de Franza
-a conferir con lui, el qual passò per la via di Ravena, poi ritornò al
-suo Re. Et questo fo avanti mons. di Arzenton vi andasse de qui. Et per
-lettere del Vicedomino nostro, venute prestissime, a dì ij Zugno zonte,
-se intese esso Duca non haver voluto andar a Milan; pur havia mandato
-don Alphonso so fiul, et datoli zente: el qual ancora non era partito,
-doveva partirsi a dì 9, et che mandava molti corrieri con lettere al Re
-de Franza, sotto scusa scrivea a so fiul don Ferante. Et a dì 9 ditto
-expedite uno so orator a esso Re, chiamato domino Antonio di Constabeli
-kav., el qual partite molto celeramente, andando verso Fiorenza. La
-cagione perchè, non se intese; ma è da judicar tramasse qual cossa
-insieme; et benchè nostri vedesse chiaro el so cattivo anemo, mostrava
-di non veder, aspetando el tempo.
-
-A dì ij ditto zonse lettere de Vormes de Zaccaria Contarini et
-Benedetto Trivixan kav., oratori al Re de Romani, i quali zonseno a
-dì 28 Mazo molto honorati, et have audientia dal re Maximiliano. Dove
-Benedetto Trivixan, per esser più zovene, fece l'oration elegantissima,
-et poi have un'altra audientia secreta, exhortando sua Cesarea Majestà
-a dover venir in Italia, et che dimostrava esser contento, expedito
-havesse la dieta, la qual atendeva a expedir, et ancor non era compita,
-et che voleva mandar zente in Italia come era ubligato per li capituli
-di la liga, et poi venir a tuor la corona: _tamen, judicio suo_,
-sarebbe longa questa venuta. Speravano solicitar almeno le zente fusse
-mandate, le qual anderia a la volta de Milan. Et a ciò el tutto se
-intenda, qui sarà notado tutti che si ritrovavano a la dieta, sì come
-ditti oratori mandò a la Signoria, tutti elemani, come vedrete.
-
-
-_Principi, Signori, Prelati, Duchi, Marchesi, Conti et Oratori stati a
-la Dieta fatta a Vormes[131]._
-
-In questo mezo, a Venetia Zuan Battista Spinelli, orator dil re
-Ferandino, sul campo di San Polo dove habitava, assoldò et scrisse assà
-provisionadi, zerca 1000, et fece li caporali per mandarli in Puia in
-aiuto dil suo Re, et dette paga ad alcuni ducati do per uno. Li pagava
-le arme, a quelli non havevano, a suo conto. _Tamen_ li faceva far
-le spese fino a Brandizo, et prometteva avanti dismotasseno di farli
-dar quattro page per uno, et che andando a recuperar terre tenute per
-Franzesi, quelle aquistasseno per forza, intrati questi in la terra,
-qual caxa che voleva podesse signar, et tutta la roba ivi ritrovasse
-fosse sua. Per la qual promission molti si andò a far scriver, _adeo_
-ogni zorno su ditto campo era assà zente. La qual cossa fo fatta senza
-saputa di la Signoria; ma, inteso questo, a dì 14 Zugno per i Cai
-dil Consejo di X li fo mandato a dir a ditto orator non assoldasse nè
-greci schiavoni nè albanesi; ma, volendo, assoldasse lombardi. _Unde_
-l'ambassador ubedendo depenò molti, et ne rimase _solum_ 200 scritti.
-Et cussì, fatto al n.º di...., mandoli via con Thomaso so fradello,
-el qual era stato dal Re suo, et ritornato in quelli zorni, _etiam_ vi
-andò el castellan de Manferdonia, come ho scritto di sopra.
-
-Et dubitando nostri el Re non venisse a la volta de Bologna, per
-mantenir el magnifico Joanne Bentivoi et quella comunità ne la fede
-data, a dì ij Zugno per Collegio fo mandato uno secretario, chiamato
-Antonio Vinciverra, homo dotto et molto exercitato in diverse
-legatione, el qual portò con lui ducati 18 milia, el qual, fatto la
-volta de Ferrara a Bologna andò, et fo molto _honorifice_ ricevuto,
-come dirò di sotto. Et mandò a offerir li 500 stratioti erano per andar
-a Perosa, et ancora bisognando 300 homeni d'arme; et elexeno governador
-di le zente de Romagna esso magnifico Joanne, non come capetanio ma
-come nostro patricio; el qual l'anno 1488, 14 Marzo, venuto in questa
-terra fo creato, ed io mi ritrovai a la soa creatione. Se dubitava de
-novità, perchè li Malvezi erano confinati lì sul Bolognese, haveano
-rotto li confini loro, et andati dal Re, et però continuamente faceva
-fortificar Bologna. Et fo scritto a Piero Duodo provedador, era in
-camino per andar dal Pontifice, dovesse andar sul Bolognese. El qual
-se partì da Ravena a dì 7 ditto con Stratioti 500, et Nicolò da Nona
-venuto da Zara con 22 Stratioti verso Cesena, ma da quei de la terra
-li fo serate le porte, _licet_ fusse terra di la Chiesia, et non fo
-lassati intrar. Et poi, andati a Bertenoro, pur fonno assà carezati et
-presentati, et, inteso el decreto dil senato, verso Bologna se aviò.
-
-
-_Come el Duca de Orliens tolse Novara al Duca de Milan._
-
-Domente queste cosse se fanno, Franzesi i quali per ogni via cercano
-de venzer, sono homeni astuti et atti a la guerra, _unde_ havendo
-fatto occulti patti con Opizin Cazabianco primario cittadin de Novara,
-terra dil Duca de Milan, mia 25 da Milan et 50 da Aste et X da Verzei,
-el sito et conditione di la terra scriverò di sotto, de dar la terra
-al Duca di Orliens; questo, per l'odio grandissimo havia al Duca
-de Milan, però che, _ut dicitur_, li era imposto ditto Opizin havia
-fatto amazar uno, et li era voluto manzar ducati 14 milia, _etiam_ per
-esser da la parte Gelpha et havia gran parte et seguazi in Novara; el
-qual Opizin era zenero di uno di Visconti. Or a dì X Zugno a l'alba,
-Franzesi venuti secretamente per alcune vie de sora, passato Po et
-Tesin, habuto el passo da la Duchessa de Savoia, introno in Novara
-per la porta di S. Stefano cavalli 250, poco da poi ne subgiunse
-altrettanti, _ita_ che fonno 500, et preseno el dominio di la terra
-per esso Duca di Orliens, el qual ancora non era intrato, ma era in
-Aste. El castellano dil castello vedendo questi Franzesi, pur deliberò
-de tenirse. Et inteso questa nova a Milan, che mai dubitava perchè
-era straman, et però non li havia posto custodia, in quella matina
-medema per esser così propinqua, dolendosi molto, subito expedite
-Filipin dal Fiesco con 40 provisionadi, et lo mandò in la rocca, et
-a hore X intese questa perdeda, et mandò _etiam statim_ a notificar
-a l'orator nostro, el qual spazò lettere a la Signoria, et zonse a dì
-12 a mezozorno qui. Ancora esso Duca scrisse al signor Galeazo di S.
-Severino, che era col campo fra Vegevene e Biagrasso di là da Tesin et
-lontano di Novara, che li dovesse andar o mandar zente a socorerla, et
-fece in Milan provisionadi in quel zorno, et comenzò a spender danari,
-et divolgava voleva far 6000 provisionadi, et con uno grandissimo
-forzo andar in persona a Novara et receverla. Et in una notte venne
-tre corrieri de Milan a Venetia, _tamen_ le provisione fo sì tarde,
-et non andò nè el signor Galeazo nè esso Duca, _adeo_ che 'l Duca di
-Orliens con assà zente intrò dentro, et non fo possibile ad haverla,
-et si convenne mandar tutte le... zente di persone a presso 30 milia,
-come lezendo se intenderà di sotto. Ma Franzesi comenzò a fortificarse,
-et fece uno ponte sora burchiele per passar le fiumare bisognava da
-andar et venir in Aste, et messe custodia a li passi, sì che 'l Duca
-de Milan fo ferito dove mai el si credeva, et era comissario dil Duca
-intrato el zorno avanti Francesco Goro. Questa città de Novara, secondo
-si leze, fo edificata da Geodone et da Elicio su un certo monte non
-molto discosto dal fiume Tesin, et da lui quel monte fo chiamato poi
-Elicio, et poi Novara quasi _Nova ara_, zoè altare, perchè ussendo
-quivi Elicio con Venere sua madre, feceno un altar et offeritene gli
-sacrificii a li Dei; poi la cresceteno Franzesi, Insubri, come scrive
-Ptolomeo et Plinio, et era quasi una villa; ma per la bontà dil paese
-sin... quasi inhabitato, perchè son monti et valle. Di questa città
-fo episcopo Santo Gaudentio, _etiam_ in tempo di Clemente papa quinto
-vi fu Dulcino heresiarca, heretico crudelissimo; et conclusive questa
-terra è antiquissima, grande et di poca fortezza, _licet_ el castello
-sia fortissimo; et di questa città ancora più avanti qual cossa
-particularmente, a Dio piacendo, scriveremo.
-
-Oltra di questo perder di Novara, ancora Franzesi havia un'altra
-pratica a la man, de entrar in la rocca de Alexandria di la Paia, però
-che retrovandose in ditta rocca alcuni Franzesi presoni, et el campo de
-Milan de lì vicino si levò per venir a soccorrer et rehaver Novara, la
-notte venne alcuni Franzesi per intrar in la rocca con el tratado havia
-concertato, ma da certi frati, o vero uno preosto vicino a la rocca
-fonno sentiti, et cridando, ditti Franzesi essendo discoverti, parte
-fuzite, altri fonno presi.
-
-Venitiani in questo mezo, consultando esser de bisogno de aiutar
-_etiam_ el Duca de Milan, havendo mandato a dimandar 300 Stratioti per
-mandarli a Novara, _unde_ a dì 13 Zugno preseno nel Consejo de Pregadi
-de mandarvi Bernardo Contarini era poco lontano dil nostro campo
-con Stratioti 500; et cussì li fo scritto dovesse andar subito verso
-Milan. El qual, inteso a dì 16 tal volontà dil Senato, se aviò con li
-Stratioti, di Asola dove era, a Crema, et ivi fo dato una paga a ditti
-Stratioti et a Milan andò. Ancora in questo zorno a dì 13 fo decreto
-nel Consejo di Pregadi capetanio di le fantarie Jacomazo da Venetia,
-havia 200 cavalli et era a Perosa, come ho ditto di sopra, et la sua
-conduta fo data a Cola so fiul; et za li era sta scritto dovesse venir
-in campo. El qual a dì 12 se partì de Perosa, et a dì 15 ditto arivò in
-campo, et se exercitò capetanio di le fantarie; cossa che a molti parse
-de novo, perchè più non era stato sopra fantarie; ma per la soa vera
-fede fo creato.
-
-Fo expedito _etiam_ lettere al capetanio zeneral, ordinato a li rettori
-di Terraferma quello havesseno a far; et perchè pur se intendeva
-el Pontifice voleva partirse el zorno drio el Corpo de Christo, che
-seria a dì 18 Zugno di Perosa e andar a Sisi (_Assisi_) mia 9 de lì,
-poi a Fuligno et Roma, fo scritto a l'ambassador in Corte dovesse
-persuader Soa Beatitudine dovesse, per securtà soa et per quelo poteva
-accader, venir in Ancona et non voler cussì presto ritornar a Roma.
-Et fo mandato el corrier che dovea esser a Perosa in hore 40, essendo
-però altri a le poste; et cussì fonno fatte molte provisione; et per
-Collegio fo ordinato de far solenne et diuturne oratione a l'eterno
-Dio, pregando inspirasse nel cuor de quelli governava la Republica
-a dover terminar qual fusse el meglio per questa terra, però che dal
-Pontifice et Duca de Milan nostri erano exhortati a dover romper per
-ogni via al Re de Franza, havendo lui rotto a essi collegati; et di
-questa opinione era _etiam_ l'ambassador de Spagna; et per questo
-implorono el divino auxilio, mandando danari la Signoria per li
-monasterii de frati et donne religiose de questa terra.
-
-A dì 13 ditto zonse qui Sebastian Badoer kav. era stato orator a Milan
-mexi 8, et la mattina expose la soa imbassada in Collegio, et intrò
-Savio grande, che el suo luogo fo resalvato, zoè poco da poi fo creato.
-Et da poi disnar in Pregadi _etiam_ referite sapientissimamente, et fo
-da tutti la sua legatione laudata, zoè che 'l Duca molto si racomandava
-al Prencipe et Serenissima Signoria, di la qual era fiul, narò la vita
-di esso Duca et el suo governo, et come è zerca 40 dil suo Consejo, che
-l'ha in tutto homeni d'arme 1600, tra i qual don Alphonso et Hanibal
-Bentivoj, che havia de intrada de Milan ducati 160 milia et 160 milia
-del territorio et altre sue terre; havia de spesa ordinaria in Milan
-ducati 18 milia, la sua corte 18 milia, et la Duchessa vechia di sua
-provisione ducati 18 milia; _tamen_ di questi el deva come li piaceva.
-Che 'l marchexe Hermes, fradello fo dil Duca morto, steva in castello
-amalato con la quartana, et cussì la Duchessa zovene et il putino, el
-qual era zentilissimo puto, con custodia in castello. Che l'era mal
-voluto da li populi per causa di le angarie, et _etiam_ toleva danari
-da chi ne havea, ubligando _tamen_ li dacii di do anni: et fin qui era
-debito ducati 800 milia. Dimostrava non haver dinari per tre raxon: la
-prima per haver fatto disfar alcune † d'oro et mandato zoie a Zenoa
-per far armar. _Item_ per haver desfatto et messo in zeca le medaie
-d'oro de li soi passati, che era bellissime. Et _tertio_ per haver dato
-in dote a sua neza maridada nel Re di Romani ducati 400 milia, et 200
-milia prestati al Re de Franza, et 120 milia li havia costado a otegnir
-la investidura. Che non feva niuna cossa senza consejo di mistro
-Ambrosio suo astrologo, fino del darli licentia. Che 'l dormiva poco,
-et la matina vestendose, ditto certe oratione, lezeva tutte le lettere,
-et quelle expediva la risposta a diversi cancelieri; ma tutte le voleva
-reveder. Che spazava molte suplication et gratie andando a una Santa
-Maria di le Gratie. Che molto amava sua moglie, havia do figliuoli;
-el mazor nomeva Hercules. Che dimostrava haver gran paura dil Re de
-Franza, _tamen_ havia gran fede in la Signoria, et feva di lui gran
-extimatione venendo a caxa a tuorlo e menarlo in castello, poi a
-compagnarlo; et nel combiato li disse voleva lassar in testamento a so
-fiuli sia sempre in amor con questa Signoria, et cognosceva non esser
-altro Stado simile al mondo. Et altre parole disse, le qual _ad plenum_
-non fo divolgate.
-
-A dì 14 Zugno da mattina, fo el zorno di la Trinità, zonse lettere di
-Perosa di XI, nara et dechiara la verità di metter a sacco Toscanella,
-et usato la crudeltà, et Montefiascune sì come di sopra ho scritto.
-La qual cossa seguite a dì 8 ditto. Et come el Pontifice pregava la
-Signoria non stesse più a proveder, et che si aspettava a dì 12 el
-cardinal S. Dyonise per venir a excusar el Re, che di questo non era
-stato conscio. Et havendo la Signoria in questo zorno ordinato et
-fatto sonar Gran Consejo, _juxta_ el consueto, per non esser tempo
-de demorar, _imo_ de far ogni provisione, et molti Savii de Collegio
-erano di openione de romper, et per lettere ancora de Milan erano
-solicitati, dismesseno consejo, et chiamò Pregadi; et consultato hore 7
-fo disciolto el consejo, et comandato gran credenze; _tamen_ per tutta
-la terra se divolgava, come era la verità, fusse preso de romper guerra
-al Re de Franza per ogni via, sì da mar come da terra et scrisse subito
-a Perosa al Pontifice, zoè a l'orator, tal deliberatione, et mandò le
-lettere in hore 40, et fo decreto spazar un gripo al capetanio zeneral
-a Brandizo, el qual, si possibel fusse, andasse in zorni 6, che dovesse
-con tutta l'armada partirse de lì et andar lì in Puia a le terre si
-teniva per el Re de Franza, et quelle combatterle non si volendo
-render, et acquistarle per forza, trattando Franzesi per inimici.
-_Tamen_, quelle volevano ritornar sotto caxa di Aragona, non li fusse
-dato alcun impazo. Et essendo fatte le lettere e tutto, parse ad alcuni
-Savii de Collegio de suspender l'andata di ditto gripo _pro nunc_; la
-qual cossa fo molto mormorato da tutti i patricii; et fo bona causa
-che si perse de acquistar bona parte di la Puia per la dimora fece.
-_Tamen_ pur a dì 17 ditto fo spazate le lettere et el gripo andò a suo
-viazo con lettere _etiam_ di l'ambassador di Spagna era qui, drizzate
-al conte de Trivento capetanio di l'armada dil suo Re in Sicilia, che
-dovesse romper, perchè cussì era la voluntà dil signor Re et Raina.
-Oltra di questo, nostri scrisse a Milan di la deliberation fatta
-dil romper et però era bisogno de far ogni provisione per acquistar
-vittoria contro Franzesi; et el Duca fo molto aliegro de questo. Ancora
-fo expedito lettere in Elemagna al Re di Romani et in altri luogi,
-provedendo a quello era necessario; et in questo Venetiani dimostrò se,
-quando volevano, poteva far le cosse preste; che fece tante provisione
-et un grande exercito in poco tempo.
-
-Et per intender l'opinione in queste importante materie de Fiorentini,
-i quali, per quanto se intendeva, per parole osate a Milan per el suo
-ambassador, che volentiera vorebbeno esser in acordo con la liga, et
-essendo a hora el tempo de unirse quasi tutti i potentati de Italia
-contra Franzesi che quella volevano subiugar, se non li fosse sta per
-nostri remediato, come è la verità; et el Re havia cattivo animo contra
-ditti Fiorentini, però che, essendo a Viterbo, usò alcune parole a
-soi oratori di volerli render Pisa, Serzana, Serzanello, Pietrasanta
-et el porto de Livorno, ma che raxon era che Piero de Medici, el qual
-era a presso di lui et descaciato de Fiorenza per soa causa, dovesse
-ritornar; et _etiam_ voleva ducati 20 milia da loro ad imprestedo.
-Et Fiorentini erano in gran spavento, pur fevano provisione le qual
-saranno di sotto scritte, nè sapeva si el Re volesse, da poi stato
-a Siena, venir a Fiorenza o andar a Pisa o vero per la marema de
-Siena altrove, et non sapevano che farsi. Era lì in Fiorenza quel fra
-Hieronimo da Ferrara di l'ordine di S. Marco de frati Predicatori,
-nominato di sopra, el qual el populo lo reputava per santo; et come
-frate Hieronimo diceva una parola, non bisognava contradirli. Questo
-predicava _publice_ in favor dil Re de Franza, dicendo era un messo
-da Dio mandato, con molte parole; _adeo_ che comoveva gli animi de
-Fiorentini ad adherir a esso Re, che _fortasse_, come ragion voleva,
-li sarebbeno stati contrarii, havendo ricevute molte inzurie. _Unde_
-nostri in questi zorni expedite, et si partì a dì 10 Zugno, uno frate
-Piero Dolphin, zeneral di l'ordine camaldulense, zoè di San Michiel
-di Muran, et patricio veneto, homo di grande autorità, bontà et
-reverentia, et molto amato, a Fiorentini dove era stato gran tempo, et
-tolse di andarvi in tre zorni a Fiorenza et esser con quella Signoria,
-et intender la volontà loro; si vogliono Franzesi siegua la vitoria
-usando le crudeltà usavano, o vero esserli contra et far quello hanno
-altre volte fatto li loro passati, che elexeno acquistar et non perder.
-
-A Bologna el magnifico Johanne feva molti preparamenti, et suo fiul
-Hanibal era quasi in ordene per venir in campo, et a dì 14 Zugno zonse
-ivi Antonio Vincivera secretario nostro ben visto et honorato, et
-exposto a quella comunità quanto li fo comesso, trovò Bolognesi esser
-gaiardi et volonterosi a difendersi. Et offerto, oltra li Stratioti,
-_etiam_ el signor de Rimano et el signor de Pesaro con loro condute, si
-Franzesi ivi venisse. Et come se intese, esso magnifico Johanne scrisse
-a la Signoria, offerendo X milia fanti al bisogno, benissimo in ordine,
-di Bologna et Bolognese. Li Stratioti 500 con Piero Duodo provedador
-erano zonti, et alozati mia 12 da Bologna a uno loco chiamato Castel
-San Piero. Et zonto ditto secretario, haveno una paga; et ditti
-Stratioti steteno lì in Bolognese zorni 13, et poi veneno in campo in
-Parmesana, come dirò di sotto. Et 21 Zugno, facendosi certa festa a
-Bologna di San Raphael, et si mette tre palii, panno, una bandiera et
-una spada con un per de spironi, et correno li cavalli barbareschi; et
-Stratioti alcuni volseno correr, et havene uno di loro el terzo premio,
-et cussì passavano quelle cosse.
-
-In questo mezo a Venetia molte provisione necessarie fonno fatte, et
-el Prencipe con li Padri di Collegio ogni mattina se reducevano molto
-a bon'hora in Collegio, haveano lettere prestissime de ogni banda,
-_maxime_ di Perosa et Milan, et li corrieri haveano le poste, et perchè
-fusse presti steva do barche a la riva di palazo, et do a Lizafusina
-dil Consejo di X, a quatro remi per barca, le qual menavano ditti
-corrieri. Et fo mandato ducati 2000 a Corphù per far zente passasseno
-in la Puja, et scritto per la Dalmatia a li rettori dovesseno mandar
-li Stratioti ivi era in armada dal zeneral, dove ne era n.º 50, zoè
-a Sibenico 50, Traù 40 et quelli di Catharo non fo voluto muoverli
-per esser vicino a Turchi. Et ancora Zuan Dolce secretario era andato
-a soldar schiopetieri alemani, havendo fatti alcuni, mandò in campo
-Francesco da la Zueca solicitava Paris da Lodron facesse li 1000
-provisionadi, et venisse in campo. Et a dì 16 Zugno per lettere di
-Roverè se intese esser de lì passati 300 schiopetieri tedeschi, fatti
-per el nostro secretario che andava in campo. A Lionello dal Nievo
-vicentino fo ordinato facesse 500 provisionadi da Vicentina. Le terre
-de Terraferma mandò a offrirse per do mexi de mandar zente in campo a
-soe spese, zoè di Vicentina fanti o vero provisionadi 2000, Brexani
-1200, Veronesi 2200 et Bergamaschi 2300; sì che bisognando, come fo
-fatto la descriptione, si havia da persone 30 in 40 milia in campo.
-Et a Roma fo scritto, zoè a Perosa dove era el Pontifice, che non era
-più tempo de demorar, et che Soa Santità con li rimedii opportuni di
-excomunicatione et altro dovesse proveder, et non ritornar cussì presto
-a Roma, perchè, ritornando, Colonnesi faria forsi qualche novità, dove
-si aritrovava el sig. Prospero e Fabricio Colonna ivi rimasti, pur in
-amicitia col Re, et erano stati dal Re a Viterbo; et ancora perchè se
-podesse haver in campo li 1000 cavalli lizieri nostri et de Milan, et
-le zente dil signor di Pesaro doveano andar in aiuto dil Pontifice.
-Et benchè questa deliberation di Pregadi andasse velocemente a Perosa,
-pur a dì 16 da matina si have lettere di l'orator in Corte, date a dì
-13 Zugno in Perosa, advisava el Pontifice con reverendissimi Cardinali
-volevano al tutto, passato el Corpo de Christo, ritornar a Roma; come
-aspettavano lì in Perosa el sig. di Pesaro zenero dil Papa, el qual
-dovea venir a dì 16; et a dì 12 a hore 22 era zonto ivi el cardinal
-San Dyonisio, et uno altro episcopo, chiamato mistro Adamo, per nome
-dil Re de Franza a excusarse de quello era sta fatto a Toscanella et
-Montefiascon; et ancora eran tornati lo episcopo de Concordia et frà
-Gratiano, erano stati legati a presso esso Re; et che el Pontifice el
-zorno avanti era cavalcato per la terra, vedendo monasterii, et con Soa
-Beatitudine ditto nostro ambassador havia gran benivolentia. Et che a
-dì ij ditto volendo audientia, ritrovandose in letto, lo fece intrar;
-cossa che a niuno altro assueta de far. Et _etiam_ a dì 9 zuogando
-alcuni a la balla su la piazza, el Papa era al balcon, et volse
-l'ambassador li stesse a presso, concludendo era Soa Santità in grande
-amicitia con la Signoria nostra; che erano in una terra dove non si
-trovava danari per le parte, et voleva tuor ducati 400 a cambio per i
-banchi per dar paga a le zente, et non catava; _unde_ forzo li saria de
-mandar a tuorli a Roma. Le qual zente erano alozate mia cinque de lì,
-in uno loco chiamato La Frata, dove era un bosco.
-
-A dì 15 Zugno venne uno corrier di Spagna con lettere di 20 Mazo, el
-qual corrier era stato 7 zorni in Barzelona ad aspettar passazo; per le
-qual se intese el Re et Raina in quel zorno esser partiti con la corte
-di Madril, et venuti a Burgos terra vicina a Navara, dove aspettava
-oratori dil Re de Romani venivano per contrazer parentado, come se
-divulgava, di la fia di esso Re de Romani in el Principe primogenito
-dil Re, et _etiam_ l'archiduca Filippo di Bergogna in la principessa
-donna Johanna relita dil fio dil Re di Portogallo; le qual noze è assà
-zorni se divolgava: quello seguirà sarà scritto di sotto. _Item_ come
-si faceva gran preparamenti di zente mandate a la volta di Perpignano
-per romper al Re de Franza, et che la Raina de Franza et Duca di Borbon
-governava el Reame de Franza, inteso che ebbeno di la liga, et che in
-Spagna si facea zente, havea mandato alcune lanze a quelli confini per
-custodia di suoi luogi; ma el Re et Raina de Spagna al tutto volevano
-romper, come disse el so ambassador in Collegio haver lettere da tre
-parte: prima che havia ordinato l'armada de Byscaia se dovesse redur
-insieme tutti quelli navilii, et se metesse in ordene perchè voleva
-mandar in Bertagna a danizar a quelli passi: _tamen_ per lettere di
-Londra se intese ivi in Bertagna el Re de Franza faceva far grande
-armata, et armavano ogni legno a la suma de più de 100 vele. Item
-che el Re de Spagna preditto havia fatto far comandamento a le zente
-de l'Andalusia, zoè Yspania ulterior et dil Regno de Aragona et de
-Valenza, che dovesseno adunarse a uno, perchè da quella banda dil Mar
-Mediteraneo voleva _etiam_ dar adosso Franzesi verso Linguadoca, et
-che la sua persona con la Raina era venuto a Burgos principal terra de
-Castiglia per esser più vicino a Fontarabia, per romper a Baiona terra
-de Franza nel mar Oceano, sì che da tre bande voleva romper, oltra
-l'armata sua era in Cicilia in ajuto di re Ferandino. Et se divulgava
-voleva mandar el Duca di Alve capetanio di gianiseri (_gendarmi_) con
-zente in Cicilia, et il Re scrisse al capetanio che dovesse far quello
-la Signoria nostra et el so ambassador era qui li ordenava. Et nostri
-credevano che ad ogni momento la Spagna dovesse romper, et però erano
-inanimati molto; ma mai rompete, come dirò di sotto.
-
-El zorno avanti, che fo a dì 14 Zugno, venne in questa terra domino
-Christoforo Crispo Serovestaner orator dil Re de Romani, el qual havia
-assà benefici in terra thodesca senza cura, et ha la expectativa dil
-Vescovado di Trento dal Re, dopoi la morte di questo Vescovo, dove il
-temporal et spiritual.... Or questo za do anni era stato in studio a
-Padoa, et venne per la via de Trento a Roverè, poi a Verona, Vicenza
-et Padoa; et ivi se ritrovò a tempo dil Santo, zoè di Santo Antonio
-a dì 13 Zugno, dove si fa solenne processione e fiera bellissima. Et
-li fo mandato contra alcuni patrici. Et questo ambassador venne per
-star in questa terra con zerca 12 persone, alozò a San Bortholomio in
-caxa di Piero Pender mercadante tedesco pur a spexe di la Signoria;
-poi fu messo habitar a la Zueca, _demum_ a Santa Maria Zubenigo in ca
-Pasqualin.
-
-El zorno da poi che 'l zonse, a dì 15, el zorno de San Vido, essendo
-consuetudine dal 1310 in qua per una liberatione have in tal zorno
-la Republica da uno Baiamonte Tiepolo si voleva far signor di questa
-terra, et fo discoverto; per questo ogni anno el Prencipe cum la
-Signoria et alcuni patricii invidati vien da San Marco per terra fino
-a la sua Chiesia, la qual per esser situada di là dil Canal grando si
-fa uno ponte sopra galie grosse vecchie sono in l'arsenal, et ivi alde
-messa, poi ritorna con li piati et fa pasto a quelli lo compagnano et
-oratori, et va con le cerimonie ducal. Or ditto orator fo invidato,
-et cussì vi venne l'orator dil Papa, lui, di Spagna, Napoli, Milan et
-Mantoa, e domino Truiano di Hongaria. Et a dì 16 poi have audientia,
-et expose la soa imbassada, et come era sta mandato da la Cesarea
-Majestà dil Re Maximiliano suo, per confirmation di la amicitia havia
-con questa Illustrissima Signoria, notificando la sua venuta, sarebbe
-presto compita la dieta.
-
-Et a dì 16 zonse lettere de li nostri ambassadori a esso Re di Romani,
-de 6 del presente mexe, narra come lì a Vormes si seguiva pur la
-dieta, et che li elettori de l'imperio non lo consigliava a dover
-venir questo anno in Italia a coronarse, et che el Re attendeva andar
-a caze et piaceri, et che erano zonti do ambassadori dil Re de Scocia,
-i quali venivano da la Majestà dil Re, poi in Italia dal Re de Franza,
-i quali _ex parte regis sui_ pregò esso re Maximilian non venisse in
-Italia a dar danno nè fastidio al Re de Franza molto amico di loro
-Re, offerendosi etc. _Item_ come erano ditti nostri oratori stati a
-visitation de li elettori de l'imperio, et narratoli l'operation dil
-Re de Franza, et che Italia haveva bisogno di esser subvenuta, però
-dovevano exhortar el Re a venir a coronarse. Et questi li risposeno non
-haver saputo da niuno, nè inteso dal Papa el bisogno de Italia, che
-saria bon proveder. Ancora el Re preditto disse a nostri oratori che
-'l Duca de Milan li restava a dar ducati 80 milia, per resto di la sua
-dota, et che lui non havea danari, et che esso Duca de Milan li havia
-promesso di dar ducati 100 milia venendo in Italia, sì che saria bon
-che la Signoria nostra li mandasse altri 100 milia ducati, perchè lui
-vegniria di qua con 5000 cavalli et X milia pedoni, et li ambassadori
-li disse come di questo scriveria a la Signoria. _Item_ come li haveano
-dimandà una patente di poter far et assoldar 2000 Sguizari a soldo
-nostro, et che el Re li havia risposo non vi era più Sguizari, sì
-perchè el Re de Franza ne havea molti con lui, _quam_ per quelli che
-lui mandava a Milan, havendoli richiesti el Duca.
-
-
-_Qui saranno notati li Franzesi di conditione che restono in Reame._
-
-A ciò el tutto se intenda, volendo ritornar el Re de Franza, da
-poi acquistato el Reame, verso Franza, o vero verso Milan, come ho
-scritto di sopra, lasciò questi Franzesi di conditione, ai quali dette
-grandissima autorità nel Regno: mons. di Belcher marescalco dil Regno;
-mons. di Mompensier vicerè in Napoli; mons. de Obegnì governador in
-Calavria; mons. di Persì locotenente in Calavria; mons. di la Spara
-vicerè in Puja; a Taranto governador d. Juliano, el qual el Duca
-lo fece Duca di Santo Anzolo in Calavria; in Manferdonia Gabriel de
-Monfalcon; a l'Aquila, Bale de Vitrì con 50 lanze. In tutto rimase
-in Reame cavalli franzesi.... et pedoni, computò Sguizari,... _Item_
-in Hostia rimase capetanio M.... de Guerra, et in Reame suo fratello
-Gratian de Guerra. In Pisa veramente, al governo dil qual era Serzana,
-Serzanello, Pierasanta et Livorne, uno chiamato mons. Dandragesi
-(_d'Entragues_).
-
-
-_Come el Re de Franza de ritorno intrò in Siena._
-
-El Re de Franza _pacifice_ et _cum_ grande honor intrò in Siena a dì
-13 Zugno, de Zuoba, dove deliberò de star fino passato el zorno dil
-corpo de Christo, ch'è a dì 18 di questo, sì per consultar meglio tra
-quelli dil suo consejo i soi progressi et camino havesse a far, _quam_
-per metter sesto et ordene, come diceva, a quella republica senese.
-Poi voleva venir a Fiorenza, però che da Siena è distante solum mia
-30. Et è da saper che, come fo intrato in Siena et visto su la piaza
-zerca 1200 fanti ch'erano a guarda di la piaza, el Re ordinò fusseno
-spogliati, toltoli le arme, et scazoli fuora di la terra in camisa,
-dicendo non bisognava a Senesi questa spesa. Et el populo levato
-in arme, el Re fece retenir, come fo divulgato, zerca 50 de primi
-zentilhomeni de Siena, et tolse el dominio de man di la Signoria che
-_tunc_ governava, et stavano _juxta_ el solito nel palazzo di Signori.
-Et a ciò el populo non li fusse contrario, non volendo tuor el Dominio
-in sì, quello messe in le man dil populo, che governasseno quel stado
-come a loro pareva, et el populo voleva el Re fusse loro Signor. Et el
-Re, per non innovar altro in Italia, havendo da far assà, non volse; ma
-ben lassò 500 cavalli a custodia di quella terra, et partito che 'l fo,
-liberati li retenti, el stado et dominio de Siena ritornò come prima,
-pur in varie parte, che avanti era assà pacifico stado; come tutto dirò
-di sotto.
-
-Questo Re havia con lui oratori 9 de Fiorentini, li nomi di quali
-ho scritto di sopra, et pur dimostrava voler intrar et venir in
-Fiorenza, non se curando de observar li capitoli. Et questo voler
-andar a Fiorenza parse molto di novo a Venetiani, et che prima el
-Re divulgava de andar a Pisa, poi a Zenoa, dove si dubitava havesse
-intelligentia; ma, andando come amico a Fiorenza, segno sarebbe stato
-che saria sta d'accordo con Fiorentini, et essendo d'accordo con ditti
-Fiorentini, _ex consequenti_ conveniva renderli Pisa, et esser in
-inimicitia...[132] per la via era venuto, dove in Parmesana si adunava
-l'exercito di la Signoria nostra, et vi era _etiam_ qualche zente dil
-Duca de Milan; ma quello di la Signoria era molto grossissimo, come
-dirò di sotto, et el doppio di zente di quello havia esso Re, sì de
-zente d'arme, fanti, stratioti, elemani, schiopetieri, provisionadi,
-zente di Bergamo, Brexa, Verona et Vicenza, _adeo_ più de 30 milia
-persone sarà in ditto campo, bastanti a esser vittoriosi non che a
-resister che non passino nè vadino a danni dil Duca de Milan, benchè
-Franzesi siano zente molto destra, et assueta nel mestier di le arme;
-et non fanno presoni, come se fa in Italia, ma tutti mandano per il
-fil di la spada; et tanto più prenderanno forza, quanto combatteranno
-per uscir de Italia et ritornar ne le patrie loro, dove erano da le so
-zente aspettati.
-
-Ma Fiorentini, come _etiam_ qualcossa di sopra ho scritto, fece molte
-provisione: prima de adunar zente dil contado in la terra, et con arme
-stesseno in le caxe preparati, _adeo_ a uno bisogno saria stati armati
-da 20 milia persone in suso; fece metter travi per le strade, per
-poter sbarar, molto grossi; le finestre di le caxe suspecte fonno fatte
-murar, et assà altre provisione fo divulgato; detteno taia a Piero de
-Medici, ducati X milia vivo et 5000 morto, et tutto il suo, salvo la
-dote di la moglie, messeno nel Comune, sotto però scusa de voler vender
-et pagar sì la Republica di quello Medici li havia tolto, _quam_ altri
-creditori di esso Piero e fradelli che volevano esser satisfacti; et el
-palazo de ditto Piero, bellissimo, messeno a l'incanto per venderlo, ma
-non trovono se non ducati 6000, el qual val più de ducati.... Ancora
-mandono oratori novi al Re, tra i qual vi andò Hieronimo de Ferrara
-predicava ivi, nominato di sopra, et in gratia dil Re, et molto so
-amico, et per lui et in suo favor _publice_ predicava. Et Fiorentini
-mandono a dir al Re di le provisione haveano fatte, et che 'l populo
-era su le arme, et si pareva a Soa Majestà di voler intrar, che vi
-intrasse, senza però danno di la Republica; ma che haveano fatto
-consejo, et che tutti erano de opinione Soa Majestà li observasse
-li capitoli jurati sul Corpo de Christo, zoè renderli Pisa, Serzana,
-Serzanello, Pierasanta et Livorne, essendo christianissimo, li volesse
-far render a Senesi Monte Pulzano; ma la risposta dil Re non se intese.
-Ma è da saper che 'l Re, avanti intrasse in Siena, a Motrone loco de
-Fiorentini, et ivi fo onorato assà, et era ritornati in Fiorenza do
-ambassadori dil numero di nove, zoè Lorenzo Morelli et Lorenzin di
-populani, _olim_ de Medici; li altri sette rimaseno col Re, benchè poi
-tutti si partino da lui. Et benchè questi ambassadori andasse inanzi e
-indrio, non restono Fiorentini de far di molte provisione; fece redur
-le sue zente d'arme erano a la campagna contra Pisani zerca cavalli
-3500, in Fiorenza, zoè el Duca de Urbin, el qual intrò con grande honor
-con le sue zente, et alozò nel palazzo di Julian Gondi, et Francesco
-Secco, conte Ranuzo di Marzano, Hercules Bentivoj et altri condutieri.
-
-Ancora la Signoria de Fiorenza feceno 5000 fanti a custodia dil
-palazo et di la libertà; dette segno al contado con segnali et soni di
-campane, volendo Franzesi far novità dovesseno venir in la terra; messe
-fanti in diversi luogi di la terra, _maxime_ in uno palazo de quelli di
-Pazi, situado a uno contado di la terra dove vi habitava mons. zeneral
-di Bertagna, di natione Perpignano, era lì per nome dil Re, et quello
-la Signoria lo messe in una altra caxa più dentro la terra, et qui
-messeno 500 fanti ad alozar; _etiam_ in le caxe di Piero de Medici, et
-cussì in diverse caxe, chi X et chi XX fanti per una; et in el palazo
-di Piero sopranominato, dove habitava soa moglie madonna Alphonsina
-Ursini, fo messo 1000 fanti, et lei mandata fuori, et andò a starvi in
-uno monasterio, et mandono Fiorentini a dir al Re che per niente non
-volevano più Medici in Fiorenza, et za haveano comenzato a vender dil
-suo, sì che Fiorentini al presente non feceno quelli preparamenti a
-Franzesi nel ritorno che fece quando veneno, zoè scritto sopra le caxe
-bolletini: questa caxa sarà per mons. tal etc. Et in questi zorni li
-acopiatori nominati nel secondo libro, che Fiorentini haveano creati
-per uno anno a dover dar gli ufficii loro, erano _solum_ 19, perchè
-uno refudò per avanti. Or questi, vedendo el populo non li piaceva
-l'autorità sua, refutono quelli, et messe tal libertà haveano nel
-consejo a crear la Signoria, et d'indi si farà per consejo la Signoria
-de Fiorenza per sorte et ballote, et non si saprà più chi deve esser;
-et quelli primi fonno creati, più avanti sarà scritto. El qual consejo
-de Fiorentini fonno zerca 2400, et per non haver sala vi capissa tanta
-quantità, hanno decreto de partir questi in tre volte, zoè 800 per
-volta, i quali stagano mexi 6, et poi succieda li altri, _ita_ che in
-mesi 18 tutti fonno stati dil consejo de Fiorenza.
-
-Monsignor di Arzenton era stato qui ambassador dil Roy, partito de
-Bologna andò a Fiorenza, dove stette fino a dì 13 de questo, et poi
-se partì et andò a trovar el Re a Siena. Al qual, dopoi le debite
-reverentie, et riferito la soa legatione et molte cosse de Venetiani,
-consultato col Re li disse: Christianissimo Re, io vi dirò, la mia
-opinione saria che Vostra Majestà facesse cussì. Io son stato a
-Venetia, ho visto grande potentia, e sopra tutto assà danari, e tutti
-paga volentiera le sue angarie, ch'è cossa incredibile. Cognosco ancora
-Venetiani mal volentiera vien a la guerra con toa Majestà, per esser
-homeni pacifici, pur non ti vorebeno più vicino; fanno grande exercito,
-et hanno grande armata, et _continue_ quella ingrossa, et non è dubio,
-havendo Venetiani con toa Majestà, haverai quello vorrai in Italia,
-et con le bone si otien da loro el tutto. El parer mio saria che tu
-mandassi 4 ambassadori a Venetia, a dirli come tu vuol venir a Venetia
-a veder la terra, et visitar la Signoria et el Doxe to carissimo
-amigo. Venetiani, che amano la paxe, son certo saranno contentissimi,
-e ti faria più honor che mai fece a niun Imperator che vi venisse, et
-spenderia più di ducati 20 milia in honorarti, perchè è terra honora
-molto forestieri, _maxime_ la toa Majestà, et de guerra più non se
-parlerà in quella terra. Ti veramente andarà con che zente ti parerà
-a Venetia, et el resto avierai a la volta di Pontremolo per andar in
-Aste. Si Venetiani non volesse che le passasse, tu porà dir che tu
-vuol conzar le cosse a Venetia, et saranno contenti; _unde_, stato
-alquanti zorni, porai tornar in Aste, et poi far et seguir el pensier
-de toa Majestà; et cussì haverai indubitata vittoria. _Unde_, facendo
-el contrario, bisognerà menar le man, et de chi sarà la vittoria è
-dubio: uno ti dico, che Venetiani fa grande exercito. Ma el Re et altri
-consultori non li parse de far questo, et intravene la rota et vergogna
-soa al Taro. El Re essendo a Siena mandò a dir a quelli di Ascole,
-terra subposta a la Chiesia, li dovesse dar 9000 ducati erano debitori
-al re Alphonso, come a quella persona che era successo nel Regno di
-Napoli. Quello seguite non so.
-
-Domente queste cosse el Re de Franza et Fiorentini fanno, el Duca de
-Orliens, havendo la via al suo piacer di venir di Aste a Novara, et
-fatto uno ponte su Tesin, passato Po a Verzei, terra dil duca de Savoia
-mia X da Novara, partito de Aste con 3000 cavalli et 4000 pedoni,
-et a dì 13 Zugno intrò in Novara, dove se ritrovava in tutto con lui
-zerca X milia persone tra Franzesi et homeni paesani di esso Duca di
-Orliens, et ancora la rocca si teniva per el Duca de Milan, dove era
-intrato Filippin dal Fiesco capetanio dil castello de Milan con alcuni
-provisionadi per il soccorso da driedo, come ho scritto di sopra,
-_tamen_ non vi era molte artiglierie nè vituarie. _Unde_ Franzesi
-le dete termene uno zorno a renderse, altramente più non li vorebbe
-li custodi a pati, ma li dariano la battaglia, benchè non avesseno
-bombarde. Ma quelli di la rocca, sapendo certo la volontà dil Duca de
-Milan esser di venir in persona a darli soccorso con assà zente, fonno
-a parlamento con Franzesi, che li dovesseno dar termene do zorni, et
-si non li veniva soccorso promettevano renderse, et cussì fermono tal
-acordo. Et subito expediteno lettere al Duca de Milan a notificarli
-quello haveano fatto, et el Duca dete fama di voler assoldar X
-milia provisionadi, et scrisse al signor Galeazo di San Severino suo
-capetanio, el qual era col campo tirato di verso Aste venne a Vegevene,
-mia 14 lontan di Novara, era homeni d'arme 700, fanti 6000 et altre
-zente paesane, che dovesse andar a soccorer Novara, zoè la rocca. Ma
-parse al ditto sig. Galeazo de non metter l'exercito suo in pericolo,
-rescrivendo al Duca era meglio perder la rocca che l'exercito, et che,
-si ben andasse, nulla potrebbe far, per esser Franzesi assà numero,
-cavalli 3000 et pedoni 5000, et haviano bona parte dil populo da loro,
-mediante quel Opizin Cazabianco, richissimo citadino de Novara, con la
-parte Gelfa. Et inteso questa nova de l'intrar dil Duca di Orliens in
-Novara et successo, a dì 16 ditto, in questa terra nostri fonno molto
-di malavoia, pensandosi quello havesse a seguir, che in recuperarla poi
-bisogneria gran spexa, come fu.
-
-Oltra di questo el Duca de Milan dubitava molto de Zenoa, che non se
-accordasse col Re de Franza, et mandò danari per far alcuni fanti
-lì a Zenoa al suo commissario Coradolo Stanga, et Agustin Adorno
-governador di Zenoa era molto fidelissimo a esso Duca, et Zuan Adorno
-suo fratello, capetanio di le fanterie, era solicito in ogni cossa
-et poner custodia a li passi de quella riviera. Et in questi zorni fo
-divolgato Baptistin de Campofregoso, _olim_ doxe di Zenoa, el qual è di
-primi di la parte contraria Adorna, che _adhuc_ domina, questo steva
-in Franza, or venne con zente, et intrò in Monaco, ch'è uno castello
-di Alberto Grimaldo sul Zenoese, et quello dominio agiustò per nome
-dil Re de Franza. Ancora Zenoesi dubitavano dil Cardinal de Zenoa,
-_olim_ doxe et arzivescovo, et di Obieto dal Fiesco prothonotario, i
-quali cercavano de tramar nove cosse, et seguivano el Re de Franza.
-Et per remover li sospetti parse al governador, con aiuto dil Duca de
-Milan, de mandar _pro nunc_ fuora de Zenoa molti cittadini numero 600,
-di varie caxe di la parte di Campofregoso, tra i qual fu Zuan Doria,
-che venne ad habitar a Venetia, et alcuni altri i quali _fortasse_
-qui più avanti saranno nominati. Et scrisse el governador preditto una
-lettera a la Signoria nostra, data a dì 19, come era lui con el resto
-de quella comunità deliberati de star sotto la fede de Milan, et non si
-acordar col re de Franza, et che ivi erano 6 nave armate et X galie,
-et che havia el suo capetanio in ordene, chiamato Bricio Justiniano,
-homo veterano et in mar et cosse marittime assà exercitato, et che
-ditta armada era in porto in ordene, che a uno segno saria in mar per
-andar dove piacerà a la Signoria nostra, et che li patroni di le galie
-erano Zenoesi, tutti cai de parte. La qual armada de galie 9 et do nave
-uscite poi et andò a la Spezia, come dirò di sotto.
-
-In questo mezo per lettere di Hieronimo Lion kav. orator nostro a
-Milan se intese, le qual lettere venne prestissimo perchè le poste
-era duplicate, hor el Duca non faceva quelle debite provisione se
-conveniva a la recuperation de Novara, sì perchè el non havea danari,
-_quam_ perchè el populo de Milan li era inimicissimo, et non usciva di
-castello _imo_ de la rocheta, nè ossava andar per la terra, per dubito
-dil populo. Et a questo se puol conoscer l'odio Milanesi li portava,
-che a tanta cossa quanto è haver Franzesi mia 25 lontan in Novara,
-lori medemi tutti unanimi dovevano andar col so Signor a ricuperar
-quella terra, ma _non solum_ (_non_) si mosseno nè se offerse, _imo_
-volendo el Duca assoldar provisionadi, non catava; per la qual cossa
-stava molto sospeso, et havia gran paura, perchè el populo usava di
-stranie parole contra di lui. Et per haver danari fece disfar alcune
-medaie d'oro havia, et arzenti lavoradi, et fece bater in questi zorni
-ducati 150 milia d'oro con la sua testa suso, et 50 milia de moneda,
-et nel suo campo, che diceva era persone X milia, chiaro se comprese
-non vi esser ditta quantità, _imo_ assà manco. Or concludendo, el Duca
-scrisse a suo fratello cardinal Ascanio dovesse andar a Milan, perchè
-_quodammodo_ non sapeva che farse, et per alegrar el populo et quello
-farsi benivolo, levò el quintello a Milan et per tutto el suo dominio,
-che era una angaria havia per avanti in tempo del Duca defonto posta,
-zoè de pagar el quinto più ai dacii; la qual cossa fo principiata de
-usar al tempo dil duca Francesco; et cussì al presente la levò, eccetto
-quella di le mercadantie, zoè el quintello. Ancora levò l'addition
-dil sal, che era soldi 30 di più per ducato, la qual lui la instituì
-ne l'anno 1490. Oltra di questo strazò et anichilò tutte le condanne
-di Cremona et Cremonese, et revocò li exuli di quella terra, a ciò li
-fusseno fedeli, contra el Re de Franza si aproximava in quelle parte.
-Et el Duca aspettava con desiderio li Stratioti nostri, guidadi et
-governadi per Bernardo Contarini, el qual a dì 16 era partito di campo
-sora Oio per venir verso Milan, et benchè Stratioti volesseno la soa
-paga avanti cavalcasse, _tamen_ con destrezza li condusse fino a Crema;
-et pur Stratioti non volse andar di longo, et convenne ivi darli la sua
-paga, et li levono garbuio, dicendo non volevano andar in paesi alieni,
-se non haveano uno ducato di più di la soa paga al mexe per uno. Et fo
-necessario di questo ad visar la Signoria, et però dimoravano tanto ad
-andar. Or, concludendo, el Duca a l'ambassador nostro dimostrava che se
-la Signoria nostra non li deva aiuto, non sapeva che farse, dubitando
-non l'intravenisse a lui come a re Alphonso, et rechiedeva aiuto et
-consejo, et che li fusse mandato qualche patricio, a ciò el populo
-havesse cagion di star quieto, vedendo la Signoria voleva aiutarlo.
-Et zonte tal nove a Venetia, chiamato el consejo di Pregadi, a dì 17
-Zugno, deliberorono di far ogni cossa in suo favor, benchè poi rendesse
-mal merito, et _licet_ vi fusse ivi uno ambassador, pur per confortarlo
-elexeno, con pene grandissime, do patricii di primi senatori, Luca
-Zen et Andrea Venier, i quali erano stati consiglieri, con condition
-la mattina dovesseno risponder si volea andarvi o vero sottozazer
-(_sottogiacere_) a le pene; et accettando si debino partir in termene
-de tre zorni. Ma questi do patricii, la matina che fo el zorno dil
-Corpo de Christo, nel qual dì et a Venezia et per tutta Christianità si
-fa solenne processione, andati in Collegio renonciò tal legatione; el
-Zeno per esser in uno officio chiamato al luogo di procuratori sopra
-le cosse di Sopragastaldi, et non poteva esser astreto; et el Venier
-si excusò per non esser molto sano. Et in questo zorno fo chiamato
-Pregadi, che di raro, _sive numquam_, el dì dil Corpo de Christo se
-fa Pregadi, et fo balotado la sua excusatione et preso di accettarla:
-_tamen_ tutta la terra mormorono, che a tanto bisogno non fusse andati
-a servir la Republica. Et fo creato in loro loco do altri patricii
-integerrimi, Marco Zorzi era Savio a Terraferma et Benedetto Sanudo
-fo provedador al Sal. Questi, considerando el ben publico et che per
-la patria cadauna fatica era minima, _libenti animo, eodem instanti_
-andono a la Signoria et accettono _libentissime_, dicendo erano pronti
-et presti a doverse partir quando quella li comandava. Et poi venne di
-Milano tal nova, che parve al Collegio di non mandarli, et cussì non
-andono: _tamen_ da loro non mancò di andarvi.
-
-Or in questi do Pregadi fo fatto molte provisione,_ maxime_ a trovar
-danari. Et a dì 17 fo preso parte che quelli voleva metter arzenti in
-zeca per far monede, fusseno fatti creditori de li lavoradi a ducati
-6 la marca et in peza ducati 6 et ¼; l'oro veramente a ducati 76 la
-marca: sì che veniva haver di dono quelli metteva, a rason di ducati 12
-per 100; et quelli mettevano in termene de zorni XV habi un certo don,
-oltra la utilità, et li obligavano el deposito dil sal ogni mexe ducati
-8000; i quali li provedadori portano a li Camerlenghi, nè de quelli
-puol far alcuna cossa, sotto grandissime pene limitade per el Consejo
-di X, comenzando el deposito in Novembrio proximo et _successive_;
-oltra de questo, li obligano le XXX et 40 per cento se scuode a li
-Governadori di le intrade. _Item_ si possino scontar in decime si
-meterano per zornada; _tamen_ questa provisione a dì 24 ditto poi fo
-sospesa, et non seguite, perchè trovono altra miglior via de trovar
-danari presto. Et in questo zorno essendo Pregadi suso, venne lettere
-de Milan notificava come el Duca de Orliens era in Novara con zerca
-persone 8 in 10 milia, _tamen_ non voleva uscir di la terra nè venir
-a la campagna a l'impeto dil campo duchesco. Pur Franzesi scorsizavano
-fino a presso a Vegevene, dove era ditto campo, et a Mortara, castello
-mia 8 da Vegevene, fece molte corarie. Et a dì 18, pur essendo Pregadi
-suso, zonse altre lettere di 17, narano che a dì 16 hore 19 haveano a
-Milan lettere dil campo, come essendo venuto 150 cavalli de Franzesi
-per danizar verso Vegevene, el signor Nicolò di Corezo soldato et
-consier del duca de Milan li era andato con alcuni dei soi soldati
-contra, dei qual ne havea amazato 60, li altri fugati, parte feriti,
-ritornono in Novara. Questa nova molto piacque a nostri, perchè
-Franzesi comenzasse a sentir le arme de Italiani, desiderando che come
-Stratioti zonzerebbeno ivi, fariano dir di loro, come con effetto fue.
-Et el signor Galeazo de San Severino capetanio del campo mandò a dir
-al Duca de Orliens venisse a la campagna et non stesse come stava in
-Novara serato. Et esso Duca non vi volse venir, atendendo a far repari
-a quella città. Et poi a dì 19 venne lettere di 17 di l'ambassador
-nostro a Milan, scritte a hore 24, come el populo de Milan era alquanto
-acquietato per el venir de li Stratioti, et el Duca ancora; _tamen_
-non usciva dil castello; et che alcuni principali di quella terra erano
-andati in rocca a parlar al Duca, dicendo Soa Excelentia non si desse
-fastidio, che per niente non erano disposti de veder non che tener dal
-Re de Franza nè dal Duca di Orliens, ma morir sotto la caxa sforzesca;
-et che per queste parole el Duca se era alquanto consolato, aspettando
-li Stratioti, li qual dovevano zonzer a dì 19; et poi lui in persona
-voleva andar in campo con grandissima zente. Et intendendo non volevano
-Stratioti partirse di Crema se non haveano uno ducato per uno di più
-al mexe, come ho scritto de sopra, el Duca li mandò a prometter lui
-quel ducato; et più che li voleva dar la soa usanza di uno ducato per
-ogni testa de Franzesi portavano in campo. Et li mandò contra uno suo
-secretario comissario, per farli dar alozamenti per camino, et farli
-far bona compagnia. _Item_ come era zonto a li soi confini 600 Sguizari
-li mandava el Re de Romani, _tamen_ a suo soldo; et el Duca confortava
-molto la Signoria a far passar el suo exercito in Parmesana, dove havia
-za mandato el Conte de Chaiazo con alcuni altri condutieri et fanti
-a custodia de Pontremolo; et fece far uno ponte sopra Po tra Cremona
-et Parma sopra burchi numero 33, a ciò comodamente le nostre zente
-passasse, come dirò di sotto. Ben mandò a pregar la Signoria per el so
-ambassador, che le zente nostre nel passar facesse manco danno potesse,
-per caxon di non commover li populi a qualche novità; et _etiam_ mandò
-comissario lì in Parmesana Francesco Bernardin Visconte, che fo qui
-oratore, et nominato di sopra.
-
-Et da Zenoa si have lettere dal governador Agustin Adorno, che nostri
-non dubitasse di la fede di Zenoesi, et che le pratiche dil Re de
-Franza non havia sortito effetto, per le bone provisione lui havia
-fatte; et che lo casteletto era in man dil Duca de Milan, et messovi
-fanti in custodia, et che nel suo consejo haviano deliberato non
-partirse di la liga; et che, parendo a la Signoria, le nave 6 et
-X galie armate et in ordene uscirebbe per andar a trovar l'armada
-franzese al porto de Livorne, et che volevano mandar do nave carge
-d'artiglierie et munitione a Scio dubitando de Turchi, perchè minazava
-de andar con l'armada a soi danni, et che quelli de Scio haveano
-mandato uno ambassador al signor Turco, et però pregavano la Signoria
-se volesse interponer a far Turchi non desse fastidio a ditta isola
-de Scio. Et cussì, a dì 19 ditto, nel Conseio de Pregadi fo decreto
-et scritto al secretario nostro a Constantinopoli che andar dovesse a
-la presentia dil Signor, et pregarlo non vogli dar impazo a Zenoesi
-per le cosse occorrevano in Italia, perchè, non dagando fastidio,
-Zenoesi sarebbe con nui contra el Re de Franza, el qual se non se gli
-opponeva, voleva dominar tutta Italia et poi andar contra Soa Signoria.
-Et non andando a Scio, Zenoesi non darà el passo al Re, el qual se lui
-l'havesse saria molto contrario a la quiete et paxe de Italia. Et fo
-expedito subito el gripo a Corphù.
-
-A Bologna in questo tempo vi venne uno araldo di mons. di Bressa a
-dimandar al magnifico Johanne Bentivoi et quella comunità passo di
-dover passar con le soe zente. _Unde_ Bolognesi li risposeno non
-volevano Franzesi su el suo, per non patir più danni, come al principio
-di questa impresa haveano patito per el campo dil Re alozato ivi
-vicino; et che era assà altre vie da passar. _Demum_ vi venne uno
-secretario dil Re, pur a dimandar passo et vittuarie, promettendo,
-a ciò non havesse alcun dubio di haver danno, di mandarli ostasi in
-Bologna. Et fatto conseio per farli risposta, dove volseno Bolognesi vi
-entrasse Antonio Vincivera nostro secretario; et scrisse esso magnifico
-Johanne a la Signoria quello dovea risponder. Et per nostri li fo
-rescritto non dovesse per niente darli nè passo nè vittuarie; et cussì
-era l'opinione dil Duca de Milan; et che dovesseno licentiar ditto
-secretario. _Unde_ Bolognesi cussì feceno; et dimandò a la Signoria
-per loro difensione 1000 cavalli, i qual non venisse sul Bolognese ma
-stasse a quelli confini. Et fo (_scritto_) _pro nunc_ a le zente erano
-in Romagna, dovesseno star preparate per questo; et ancora a loro
-compiacentia scritto a Piero Duodo, provedador di Stratioti alozati
-vicino a Bologna, non dovesse lassar far niun danno a Stratioti a quel
-paese.
-
-A Ferrara el Duca pur mostrava cativo animo, et el Vicedomino nostro
-non era ben visto, _imo_ per Ferrara et tutto el Ferrarese cridavano:
-Franza! Franza! Et in questi zorni ritornò Antonio di Contestabeli
-kav., era stato orator di esso Duca al Re de Franza, et partito molto
-contento da Soa Majestà; et se divolgava per Ferrara el Signor esser in
-grande amicitia con el Re. El qual signor et duca Hercules havendo za
-ditto per niuna cossa più se voleva armar, al presente, _nescio qua de
-causa_, fece far nette et imbrunir le soe arme; i qual signali era de
-volerse armar. Et don Alphonso suo fiul _tandem_ era partito de Ferrara
-con 60 cavalli, et andato a Milan dal cugnato, _tamen_ el padre lo
-serviva de alcuni homeni d'arme soi, a ciò havesse la so conduta.
-
-A Perosa el Pontifice era volonteroso de ritornar a Roma, et cussì
-tutti li Cardinali; _tamen_ l'ambassador nostro persuadeva, _nomine
-Senatus_, Soa Santità non havesse sì gran pressa, et vedesse prima
-qual via tegnerà el Re. Se ritrovava lì in Perosa el cardinal Sancto
-Dyonise, et uno altro episcopo, come ho scritto di sopra, havendo fatto
-la excusatione dil Re di non esser sta suo voler fusse messo a sacco
-niun loco dil Pontifice o vero di la Chiesia, et che Soa Beatitudine
-ritornasse con la Corte a Roma, et non haver alcuna paura di lui,
-perchè 'l voleva esser fiul di Santa Chiesia et render le terre lui
-teniva di la Chiesia per soa securtà; et dette li contrasegni a ciò
-fusse mandato a tuorle nel pristino dominio, uno per nome dil Papa.
-Oltra di questo el sig. Prospero Colonna scrisse una lettera al
-Pontifice che dovesse ritornar a Roma, che li prometteva non seguiria
-più danno alcuno, et che Roma pareva deserta non vi essendo la Corte.
-_Unde_ più el Pontifice se inanimava, et terminò al tutto, passato el
-zorno dil Corpo de Christo, partirse; _tamen_, a requisitione di la
-Signoria nostra stete tre ziorni più lì in Perosa, dove le parte erano
-su le arme, zoè li fora ussiti Odi con li Bajoni erano dentro; nè el
-Pontifice potè conzar quelle cosse. El camino voleva far el Pontifice
-in ritornar a Roma era andar a Foligno, Spoleti, et per zornata si
-governeria; ma una volta voleva partir di Perosa. Et a dì 16 dil
-presente mexe di Zugno, a hore 22, intrò in Perosa el sig. Zuane di
-Pesaro con madonna Lucretia soa moglie fia dil Pontifice con zerca
-100 cavalli. Li andò contra li oratori et la fameia dil Papa, et ne
-l'intrar esso Pontifice era a la fenestra, et li dete la benedition, et
-poi stete ivi 4 zorni, et ritornò a Pesaro. Et havendo nostri mandato a
-dimandar al Pontifice la zente havia sì di la Signoria _quam_ de Milan,
-a ciò venisseno in Parmesana a ingrossar el campo, perchè Soa Santità
-non havia più bisogno; et, exposto questo, el Pontefice volse tre zorni
-de rispetto per veder come andava le cosse dil Re. Et inteso in questo
-mezo la nova dil perder de Novara, di la qual cossa con reverendissimi
-Cardinali have gran dolor, et fo contento ditte zente ritornasse, come
-per lettere di l'orator di 16, zonte a dì 19, se intese; et _non solum_
-quelli cavalli lezieri havia mandà, _etiam_ el Signor de Pesaro suo
-zenero fo contento vi venisse, sì come era ubligato per il stipendio
-havia, ma non venne: ben mandò el sig. Galeazo suo fratello con la
-soa conduta, qual di sotto scriverò, in campo a Novara. _Tamen_ el
-Papa volse tenir 500 provisionadi nostri a presso de sì; et li cavalli
-lezieri, zerca 1000 in tutto, in quel medemo zorno a dì 16 si aviono
-a la volta de Parmesana, facendo la volta de Romagna, perchè el Re
-era in Toscana. Et è da saper che 'l cardinal Ascanio vicecanzelier,
-fratello dil Duca de Milan, havendo habuto lettere di venir a Milan,
-dimandò licentia de portarsi da Perosa al Papa insieme col cardinal
-de San Severino per el bisogno occoreva a Milan, sì per confortar
-quelli populi _quam_ per operarsi; ma el Pontifice non volse che lo
-abandonasse, _adeo_ convenne..., ma poi sopravenne lettere ivi de
-Milan, che non bisognava, et che restasse col Pontifice et cussì fece.
-Et el Papa disse a l'orator nostro, che la Signoria attendesse pur a
-esser gaiarda contra el Re, che lui anderia dove a quella piaceva, o
-in Ancona, o altrove; ma dubitava a hora di promover questo, perchè li
-Cardinali tutti volevano ritornar a Roma, _maxime_ non havendo paura
-dil Re el qual andava a Pisa; et era contento Soa Santità al bisogno
-_etiam_ lui aiutar la liga con le censure, et altre cosse necessarie.
-_Conclusive_ dil Papa non si temeva alcuna cossa, et era fermo in
-opinione.
-
-El Re de Franza in questo mezo non restava de tentar tutte le vie et
-modi per tirar qualche uno con lui. Prima con Zenoesi, promettendoli
-gran cosse, ma non potè far. Or con Fiorentini, et benchè li desseno
-el passo, pur vedeva haveano contra di lui mal animo, et non vi volse
-andar a Fiorenza. Con Bolognesi, però che, havendo habuto Bologna,
-Ferrara era con lui, et al suo piacer poteva venir fino sul Polesene
-di Ruigo et in Padoana non havendo habuto contrasto; ma Bolognesi non
-li volse dar nè passo nè vittuarie, imo el suo secretario de Bologna,
-el magnifico Joanne licentiò, dicendoli: dite al Re _non solum_ è per
-non haver quello el dimandava, ma venendo di qua provereti le nostre
-arme come le tagliano; el qual secretario nel venir gioso dil palazo
-di Signori su la scala usò assà bestial parole. Ma el Re non potendo
-far quello el desiderava, terminò venir a Pisa et a Pontremolo; et a
-dì 23 aviò el suo exercito da Pisa a Poggibonzi, loco de Fiorentini,
-mia 12 da Siena, 18 da Fiorenza et 28 da Pisa, situado sopra strade di
-le qual si pol andar e a Pisa e a Fiorenza, et però non se intendeva
-ben dove volesse andar. Ma per lettere di Perosa se intese havia
-aviato li soi cariazi cargi de spoglie et di gran valuta per numero
-zerca X milia some, benchè Franzesi dicevano molto più, che dil Regno
-di Napoli et quasi di tutta Italia, eccetto il tenir di la Signoria,
-riportavano in Franza. Queste eran aviate verso Pisa, dove poteva parte
-cargarle su la soa armada, era zonta al porto de Livorne, et parte
-menar con sì per terra. Li qual cariazi haveno mal fin, come dirò di
-sotto; et però avanti el dì de l'ultima partita un beato chiamar non
-si conviene, sì che la fin fa tutto. Et cussì come nel principio el
-Re de Franza prosperava et era fortunato, cussì da poi li venne assà
-cosse contrarie, et però si puol (dir) _exitus acta probat. Sed de his
-satis._
-
-L'exercito veramente nostro era radunato a Seniga sora Oio, et
-continuamente zonzeva condutieri et fanti. Et a dì 15 Zugno el marchexe
-de Mantoa governador con cavalli 500 ivi zonse, et fo ricevuto da
-Marchiò Trivixan provedador, _honorate_ molto. El sig. Redolfo so
-barba, et Phebus di Gonzaga so cusino veniva de indi con il resto di le
-zente. Jacomazo da Venetia capetanio di le fantarie ivi era venuto da
-Perosa; le mostre el provedador voleva fosse fatte avanti passasseno di
-là da Oio. Et Daniel Vendramin pagador con danari da far la paga, a dì
-18 Zugno, fo el zorno dil Corpo de Christo, in campo zonse.
-
-El ponte sora Oio, era fatto su burchiele lì a Seniga, passa alla
-Bina sul territorio dil Duca de Milan. _Demum_ uno altro per el Duca
-era fatto sora Po, in uno loco ditto la Giara; sì che, passato Oio,
-l'exercito era sul Cremonese. Or zonto el Governador in campo, scrisse
-a la Signoria come havia diligentemente col provedador Marchiò Trivixan
-examinato sì l'exercito _quam_ el passar; et havia ordinato el modo
-dil campo, desteso trabache et pavioni (_padiglioni_) a la campagna,
-et fatto li cai di colonello, et che se ritrovava fino quel zorno
-cavalli 5500 et zerca pedoni 6000, il resto cernide et guastadori,
-schiopetieri etc. Et come era zonti in campo fanti 1299 (_sic_) da
-Bergamo, fatti et pagati per quella comunità, mandati ivi per Marco
-Sanudo podestà et Alvise Mudazo capetanio de Bergamo. Per lettere di
-qual rettori, la Signoria fo certificata dil ben voler de Bergamaschi,
-et de questo numero parse al provedador o vero capetanio di le fantarie
-di tenir _solum_ 800, el resto mandono indrio a Bergamo. Et che mancava
-zonzer alcuni condutieri. Et col nome del Spirito Santo, a dì 19 ditto
-comenzerebbono a passar Oio le zente d'arme, però che za di fanti 6000
-erano di là passati, et che li soldati dimostravano volonterosi di
-apizarse con Franzesi, et haveano habuto la paga. Et inteso questo, fo
-scritto in campo _statim_ dovesseno solicitar el passar, et publicar
-tra soldati come el Re venia con assà richeza; et li mandono le copie
-di le lettere, che de li X milia cavalli de cariazi che menava con lui
-advisava, a ciò lezesse _publice_ al provedador in campo per inanimar
-le zente andasse con bon cuor a tal butini. El campo se andava per
-zornata ingrossando. Sguizari o vero Elemani, fatti in terra thodesca
-per Zuan Dolce, za per Roverè ne erano passati 300 che veniva. Nicolò
-Savorgnan con li 1000 provisionadi de Friul era partito de Udene; et
-a dì 20 si era a Vicenza Cazanderle thodesco ne havia 500 a Mestre,
-aspettava tre zorni el resto. Paris di Lodron, al qual se ritrovava
-Francesco da la Zudeca, soldava provisionadi a ducati 3 al mexe,
-Lionello dal Nievo et altri. Et in questa terra fo fatto a dì 21 ditto
-X altri capi de provisionadi, li qual saranno qui nominati[133].
-
-Et cussì a tutti fo dato danari, a ciò andasseno a far li fanti. Et fo
-decreto nel Senato che le zente di Romagna venisse a conzonzerse con
-l'exercito in Parmesana, perchè el Re, facendo la via di Pisa, non era
-più bisogno de custodia in Romagna; et solicitato Piero Michiel facesse
-cavalcar el signor di Rimano _etiam_ lui in Parmesana. Et a dì ditto,
-Marchiò Trivixan provedador volendo andar dove habitava el Governador
-per consultar de passar, el qual passar non pareva al ditto Governador,
-dubitandose _etiam_ per andar in paesi alieni, _licet_ el Duca de
-Milan fusse suo cugnato; et esso Governador fo più presto, et venne a
-trovar ditto provedador, et erano alcuni condutieri. Et ivi Marchiò
-Trivixan comenzò, come la Illustrissima Signoria per la fede vedeva
-et conosceva era in la sua persona, lo havea eletto Governador dil
-suo exercito a tanta impresa, _et reliqua_, che longo saria a scriver
-tutte le parole. Et el Marchexe rispose, ringratiando la Signoria
-Illustrissima di la bona opinione havia fatto di lui, promettendo di
-farla esser certa di la fede si tempo acadeva, et che voleva li fatti
-fusse quelli la dimostrasse, et le opere sue, le qual per zornata
-si cognosserebbe. Et poi el conte Ranuzo del Farnesio, uno di primi
-nostri condutieri, havia cavalli 600, disse che, per amor portava a la
-Signoria Serenissima, l'era contento de portar ogni honor, et recever
-ditto Marchexe per suo capo, et tanto più quanto saria el consiglio
-dil sig. Redolfo expertissimo nel mestier di le arme. Et questo medemo
-disse el conte Bernardino Fortebrazo et altri principal condutieri. Et
-poi el Governador fece alcuni editti in campo, _ut mos est_; et el sig.
-Redolfo andò di là di Oio a la liziera a sopraveder el ponte, dove el
-comissario dil duca Francesco Bernardin Visconte havia fatto far sopra
-Po; et explorato el tutto, ritornò in campo, et si preparavano a dover
-passar Oio con tutto l'exercito.
-
-A dì 20 Zugno venne lettere di Fiorenza di Piero Dolfin zeneral de
-Camaldole narra de l'intrar dil Re, di successi de Siena, et a dì
-17 era partito et venuto ad alozar a Pogibonzi, poi a dì 21 ditto
-intrò in Pisa, come dirò di sotto, et che era stato con molti di
-primi di Fiorenza, i quali non volevano far altra novità contra el
-Re al presente per esserli molto vicino, et vedevano la liga far le
-provision pegre, et non era altri che Venetiani facesseno nulla, et
-però volevano cercar di star in paxe col Re, cercando _de plano_ de
-haver li soi luogi; _tamen_ che non daranno aiuto di zente a esso Re.
-La qual cossa fo mal fatta, et Fiorentini ebbeno mal consiglio; che
-si havesse aderido a la liga, al presente havendo fatto le provisione
-come havia in Fiorenza, saria stato buono per loro, et tutte le sue
-terre havia rehabuto. In questo zorno venne lettere da Brandizo di 6
-dil mese dal capetanio zeneral, narrava ritrovarse con galie 25 ivi,
-et che a dì 3 era zonto Bartolomio Zorzi provedador di l'armada con la
-galia, soracomito Nicolò Corner, benissimo interzata et in ordine, et
-do altre di Candia; et che _juxta_ i precepti manderia uno provedador
-in l'Arcipelago, tenendo _solum_ 20 galie. Che Piero Bembo soracomito
-nostro non era ancora ritornato di Messina, et pregava la Signoria non
-volesse lassar quella armada lì a quelli scogi involirse, et però che
-ancora non havia habuto la licentia dil romper, et che quelle rive di
-Puia erano volonterose di non star più sotto Franzesi nè ritornar sotto
-casa di Aragona, ma darse a S. Marco, et che queste terre si teniva in
-Puia ancora per el Re de Franza, aspettando però vi andasse qualche uno
-a tuorle, zoè Manferdonia, Monopoli, Barletta, Trane, Molfetta, Bari,
-Leze et assà altre. _Item_ che don Cesare in Brandizo havea ubedientia
-poca, _tamen_ l'esser di l'armada havea confortati quei populi per re
-Ferando.
-
-A dì 21 ditto da mattina andò in Collegio da la Signoria Cazanderle
-thodesco dicendo: Serenissimo Prencipe, l'è 9 zorni che manco di qua,
-et ho 400 schiopetieri et 600 fanti; ordini Vostra Serenità dove li
-piace faci la mostra, et volentiera l'arebbe fatta in questa terra. Et
-fo ordinato la facesse a Mestre, et andasse di longo in campo. Et lui
-disse: si ne volete altri 2000, datime 2000 ducati, et li anderò di
-subito a far. Et in questa matina medema feceno li capi di provisionadi
-et fanti per Collegio, sì come ho scritto di sopra, et questo perchè
-el Duca de Milan havia mandato a dimandar nel nostro campo 500 fanti
-per mandarli con 500 soi a Zenoa, havendoli richiesti Agustin Adorno
-governador, et cussì fo scritto al provedador in campo dovesse
-mandarli, et per questo fo fatto questi altri fanti.
-
-In questo zorno a nona zonse lettere di 19 da Perosa, come el Re a dì
-15 havia fatto consignar a uno messo dil Papa el dominio et fortezza di
-Civitavecchia, et quelli custodi franzesi ivi erano montò su con loro
-robe, et de lì se partino; _etiam_ Teracina rendette; et che ancora se
-ritrovava a Perosa el cardinal Sancto Dyonisio, con l'altro episcopo
-ambassador dil Re de Franza; et che ditto nostro orator havia molto
-exhortato el Pontifice non ritornasse cussì presto a Roma, ma venisse
-in Ancona, _juxta_ la intention nostra; ma al tutto, a dì 22 si voleva
-partir et ritornar a Roma. Et che el zorno avanti, fo el dì dil Corpo
-de Cristo, ivi fo fatto solenne processione; et in quel zorno di 19
-havea fatto concistorio, et terminato al tutto tra reverendissimi
-Cardinali de ritornar con la Corte a Roma, et non andar a Foligno nè
-altrove, ma venir a Orvieto et alla distesa a Roma. Et che Colonnesi
-con Orsini, zoè le parte in Roma, fevano qualche novità insieme, et
-essendovi la Corte se remederia a molte cosse. Et dil Re, havendo tolto
-la volta di Pisa, più non temevano. _Item_ che don Gracilasso di la
-Vega orator yspano havia habuto lettere, come XV barze de Spagna, di
-l'armada era a Messina, veniva a la volta de Livorne per andar a Zenoa,
-a ciò Zenoesi stesseno saldi. _Item_ che l'armada de Franza, partita de
-Napoli, era zonta a Pisa sì come ho scritto di sopra, dove era l'altra
-soa armada de legni numero XV, venuta de Provenza; _tamen_ la verità fo
-tutta una sola armada.
-
-A Milan el Duca feva batter monede a furia, et diceva voleva andar in
-persona a recuperar Novara e tuorli li ponti et acamparse a la terra;
-_tamen_ che intendeva in Aste si aspettava el Duca de Borbon con
-assà zente franzese veniva in soccorso et aiuto dil Duca de Orliens.
-_Item_ che Sguizari 700 dil Re de Romani erano zonti a Como, et veniva
-nel suo campo, solicitava molto a far passar l'exercito in Parmesana
-avanti el Re vegnisse a Pontremolo; et che el suo campo a l'impresa
-de Novara era homeni d'arme 700, et 80 homeni d'arme era a custodia de
-Alexandria di la Paia, el resto Sguizari provisionadi e fanti a presso
-persone X milia, et con desiderio aspettava li Stratioti; et che 'l
-Duca li havia mandato ducati 500 a ditti Stratioti per quello ducato
-de più volseno, et non volevano passar a Crema, a ciò fusse presti; et
-desiderava venisseno per poter mandar a dar el guasto a Novara et Aste
-a li formenti erano in campagna et za erano maturi, a ciò Novaresi non
-li accogliesseno et havesseno vituarie da tenirse; et intendeva in la
-terra esserne poche, et per zorni XV, et che 'l Duca de Orliens voleva
-uscir con le so zente a la campagna vicino al so campo. Et madona
-marchesana de Monferà, essendo in amicizia col Stado de Milan, havia
-fatto romper uno ponte chiamato di la Siesa, sora l'acqua di la Siesa,
-a ciò per quella via non potesseno ritornar nè haver soccorso di Aste.
-Et cussì zercava esso duca Ludovico de tuor li passi, et poi assediarli
-in Novara, benchè molto se dubitava dil Re non venisse a conzonzerse
-insieme con tutti do campi dil Re et Duca di Orliens. Et però faceva
-pressa a la Signoria, l'exercito andasse in Parmesana. Sguizari veniva
-per zornada, _ita_ che haveria 2000 Elemani nel suo campo, et che havia
-lettere da Zenoa quelle cosse passavano bene, et era uscito di Zenoa
-le 9 galie et do nave armade, et andate verso Portofin contra l'armada
-franzese; et questo istesso se intese per lettere di 19 da Zenoa dil
-governador drizate a la Signoria. Et a ciò la verità de quelle cosse
-se intenda, a dì 22 ditto nel Consejo di Pregadi fo decreto che Zorzi
-Negro, era secretario a Milan, andar dovesse a Zenoa subito, et ivi
-star exequendo quello li sarebbe comandato; et ancora vedendo come fino
-a dì 20 l'exercito non era passato Po, et che 'l Governador pur have
-qualche rispetto a passar, _unde_, disputato _inter Patres_, a dì 22
-ditto, che al tutto dovesse passar, perchè el Re sollicitava di venir a
-Pontremolo, come scriverò de sotto.
-
-In questa notte di 22 Zugno, Agustin Barbarico prencipe nostro, di
-alcuni dolor colici gravemente si amalò con agitation di febre, et a
-hore 8 scrisse a Padoa li fusse mandati li medici lezevano _publice_
-ivi, zoè M.º Zuan da l'Aquila, et M.º Hieronimo di Verona. Et cussì
-a hore 20 el zorno driedo fonno qui, et curono Soa Serenità di tal
-egritudine in brievi zorni. Pur la terra se doleva di la sua absentia
-in collegio in tanti bisogni et necessità di la Republica, et in tanta
-_rerum perturbatione_. Et questo mal li venne da tanti strachi, perchè
-non cessava mai di faticarse, la matina in Collegio, da poi disnar
-audientia, Collegio, Consejo di X, Pregadi o Gran Consejo, _adeo_ non
-havea una hora de riposso, et voleva far tutto; _tamen_ piacete a Iddio
-di presto liberarlo, et fo sanato.
-
-Essendo sta preso in Pregadi una parte, de vender tanto Monte Nuovo
-per ducati 50 milia de boni danari, a ducati 75 el cento, zoè di
-quelli erano debitori di decime, et che fusse li ultimi danari de
-ditto Monte Nuovo francati da la Signoria, perchè, compito le guerre,
-vanno difalcando ditto Monte Nuovo; et fo confermata a dì 21 nel Mazor
-Consejo. Or a dì 22, per Alvixe Loredan era a le Cazude, fo fatto
-principio a scuoder ditti danari, et era uno miracolo le persone erano
-ivi con sacheti de ducati et monede per depositar. Et el primo zorno
-scrisse ducati 32 milia, et restò ducati 18 milia, et in do carte dil
-so zornal solamente, et ancora ne avanzava più de 100 milia, tanto
-era le persone volevano depositar, sì che è da considerar per questo,
-esser in questa terra assà danari, perchè tutti questi erano di vedoe,
-scuole, pupilli etc., et non de richi nè mercadanti. Et havendo scosso
-di più dil dover ducati 12 milia, _unde_ vedendo questo modo facile
-de trovar danari, el Collegio detteno licentia dovesse tuor ancora
-fino a la summa de 40 milia ducati, ma non con el dono de tanto per
-cento, sì come li primi; et fo sospeso la parte de li arzenti in zecca,
-et era termene zorni XV a depositar questi danari; et in do zorni
-fonno expediti. La utilità era solum a raxon di ducati 6½ per cento,
-sì che fo una bella invention a trovar danari, senza angarizar li
-cittadini. Fo ancora provisto, tutti queloro erano tansati a pagar a li
-governadori per tutto el mexe, dovesseno pagar senza pena; et questo
-feceno per dar comodità a li botteghieri et arte; ma passato el mexe,
-pagasseno poi con la pena.
-
-A dì 22 ditto fo retenuto per el Consejo di X uno Joan Martinis,
-cathelano di Barzelona, el qual era venuto pochi zorni avanti in
-questa terra, partito di Roma avanti el Re v'intrasse, et el Papa
-se spartisse. Questo andava vestito assà bizaramente per Rialto, con
-gran seguito de Patricii et altri, perchè lui _publice_ rasonava molto
-di queste guerre et perturbatione de Italia, dicendo era stato con
-XVI Re, 4 Pontifici, 70 Cardinali et con molti Re et Signori havea
-grande familiarità, come era il vero, per esser faceto, era di bon
-parlar, mostrava haver gran inzegno. Or dubitando i Cai di X non fusse
-spion, con bel modo fo mandato per lui dove alozava, a caxa di alcuni
-spagnoli, dicendoli venisse a parlar col Prencipe. Et, venuto, fo
-retenuto et collegiato, et tocò a questi: Francesco Foscarini da San
-Lorenzo conseier, Lorenzo Venier cao dil Consejo di X, Lunardo Grimani
-Avogador de Comun, et Polo Trivixan kav. inquisitor dil ditto Consejo.
-Et andati in quel'hora in camera, et examinato, et cussì la mattina
-cognossendo non esser in dolo, a dì 25 ditto fo lassato, admonendolo
-non parlasse più de Stadi. Questo stete alcuni zorni in questa terra,
-poi si partite.
-
-In questo zorno venne lettere di Spagna di 29 Mazo da Burgos dove era
-el Re, et se intese la nova di la morte dil Re de Portogallo non esser
-vera, _imo_ stava benissimo; et che in Spagna se feva preparamenti a la
-guerra, et che rompendo nostri di qua loro romperiano di là.
-
-Ancora zonse lettere di Elemagna, de li oratori nostri al Re de Romani,
-di 12 di l'instante, narra come la dieta non era ancora compita, et
-che era capitoli 120, de li qual mancava 40 a consultar, _tamen_ li più
-facili; et di brieve saria expedita. Et compita, el Re faria pensier de
-vegnir in Italia, et voleva mandar el Duca de Saxonia con 500 cavalli
-et pedoni in Italia in aiuto di la liga, et za erano partiti do soi
-capetanei per venir a la volta de Milan; uno chiamato d. Sigismondo
-Belsperger, l'altro d. Federico Chapeler, i quali fevano el camin
-de Cuora. _Item_ che tutti Sguizari erano venuti a Milan, havendo
-stipendio dal Duca et non dal Re de Romani come si judicava, sì che
-poco aiuto ebbe la liga da Maximiano. _Item_ come esso Re et quelli
-consultori, havendo trovato un modo de haver ducati 800 milia con
-picola angaria universal in Elemagna, et ditta quantità haveria questo
-anno, sì che, havendoli, porà venir in Italia.
-
-Da Bologna venne lettere come el magnifico Johanne Bentivoi era
-fermissimo in far ogni cossa, non atendendo a quello li mandava a
-dir el Re de Franza; et suo fiul Hanibal con la sua conduta era in
-ordene de partirse a dì 27 et vegnir in Parmesana, et cussì _etiam_
-li Stratioti 500 et le zente di Romagna vegneria in Parmesana, et non
-havea ivi più bisogno; _tamen_ intendeva in Bolognese dovea vegnir
-alcune squadre franzese; le qual venendo, esso magnifico Johanne medemo
-voleva andar a investirli; et per tutta Bologna se cridava: Marco!
-Marco! Al contrario de quello fevano Ferraresi, i quali usavano stranie
-parole contra nostri, come per lettere del Vicedomino se intese. _Item_
-è da saper che Stratioti erano lì in Bolognese alozati in una pianura
-a presso Castel San Piero sora una acqua chiamata la Scheza mia 12
-lontan da Bologna, et ivi steteno 13 zorni. Hor habuto lettere, Piero
-Duodo provedador di la Signoria dovesse quelli condurli in Parmesana,
-_unde_ subito montò a cavallo, et con li Stratioti numero 800, a dì
-21 Zugno intrò in Bologna, et fo _honorifice_ ricevuto con grande
-alegreza di la terra. Et in questo medemo zorno li altri Stratioti con
-Bernardo Contarini intrò in Milan, come dirò di sotto. Et _est mirum_
-che in le terre cussì fatte, como Milan et Bologna, _uno die_, varietà
-de Stratioti intrasse in le ditte città, e tutto el populo de Bologna
-corse a vederli, et, fato la mostra, ricevuto le paghe, veneno verso
-Parmesana el zorno da poi, non havendo fatto alcun dispiacer dove erano
-stati; et Bolognesi se laudavano.
-
-Adoncha a Milan, a dì 21 ditto, zonse Bernardo Contarini con Stratioti
-numero 635, et con gran fatica li condusse, et se partì de Crema,
-però che volevano dui ducati de più per uno; et el Duca li mandò a
-prometter ducati uno de più, sì come scrissi di sopra; ma Stratioti
-non volseno promesse ma danari; et fo necessario a Bernardo Contarini
-loro ductore impegnar li soi arzenti per darli quel ducato de più
-per uno, et haveno la paga a Crema, et se partino insieme con quattro
-siniscalchi dil Duca erano venuti a solicitar la soa venuta, et partì
-da Crema a dì 21 ditto, veneno mia X ad alozar a Lodi, et _benigne_
-dal commissario de Lodi fo ricevuto, offerendose da parte dil Duca;
-poi, disnato, se partino a hore 18, et a le 22 hore introno in Milan,
-che era mia 20, et zonti a presso el borgo, li venne contra quatro de
-primi dil Duca con do nostri patricii erano andati a veder quel campo,
-zoè Piero Bragadin et Homobon Gritti, et in tutto el borgo era pien de
-populo venuto a veder Stratioti a loro inusitati et novi a vederli.
-El Duca et la Duchessa montono a cavallo con la soa Corte et veneno
-su la piaza per veder ditti Stratioti, et fece gran carezze a Bernardo
-Contarini; et volendo quello tuor licentia, el Duca li fece dir havia a
-caro Stratioti corresse un poco. Et cussì fo fatto correr con le lanze
-et maze de ferro con gran piacer dil populo. Poi andò a li alozamenti
-nel barco, dove era preparate tavole a torno per dar a manzar a li
-Stratioti; et Bernardo Contarini alozò in caxa di l'orator nostro; et
-poi el zorno driedo a hore 4 di notte se partì per andar a Vegevene
-insieme con li do patricii sopra nominati con grandissima pioza, che
-arivò a hore 18; li venne contra el capetanio sig. Galeazo di San
-Severino et sig. Fracasso et Antonio Maria di San Severino, el sig.
-Nicolò da Corezo, el conte Hugo di San Severino, el conte Scaramuza di
-Visconti et altri cortesani, et con gran festa receveteno Stratioti
-et acompagnò Bernardo Contarini fino al suo alozamento nel borgo de
-Vegevene. Et el campo franzese era za venuto in campagna, alozato tra
-questi lochi... nel qual, come se divulgava, era homeni d'arme 350,
-arzieri a cavallo 1000, cavalli lezieri 1000, et fanterie zerca 8000,
-et scorsizavano prima fino a presso Vegevene. El campo duchesco, come
-per lettere dil preditto Bernardo Contarini se intese, era homeni
-d'arme 800, fanterie 3000, cavalli lizieri 100 et li nostri Stratioti;
-i quali zonti detteno gran reputatione a ditto campo; et Franzesi si
-hebbeno paura. Ancora aspettava 3000 Elemani, et a dì 23 ne zonse 400
-benissimo in ordene.
-
-In Novara era gran carestia, et el Duca de Orliens volse metter una
-angaria dil sal a li populi de Novara; ma Opizin Cazabianco, fo quello
-lo havea introdotto dentro, li disse: Signor, non far, per non te
-tuor el populo nemico; et cussì non fece altro. _Tamen_ se intendeva
-era volonteroso de poner angarie a Novaresi, et el Duca de Milan feva
-al presente el contrario; usava umane parole a li cittadini, et fece
-uno editto, che tutti quelli che conducevano in termene di 3 zorni
-vittuarie in Milan, zoè vini, formenti, et altro, potesseno portarle
-senza pagar nè dacio gabella nè intrada. Et questo fece a ciò vittuarie
-fusse menate in Milan per quello poteva occorrer, havendo i nemici
-propinqui; i quali in questi zorni preseno do lochi dil Duca preditto
-vicini a Novara, chiamati Villa nuova et Caxicol, non però molto da
-conto, et si reseno a patti. Et benchè non sia a proposito pur qui
-voglio scriver, che uno maistro Ambrosio de Rosate, medico et summo
-astrologo dil Duca de Milan, dal consiglio dil qual el Duca _nunquam_
-se parte, _imo_ tutte le sue cosse fa per hora astrologica data per
-ditto maistro Ambrosio; et è _mirum quid_ la fede li presta. Or questo
-disse al Duca, come a dì 29 Zugno el Re de Franza harebbe una gran
-rotta, la qual cossa poco radegò; che a dì 6 Luio seguite la battaglia,
-et fo fugato dal nostro exercito, come scriverò di sotto.
-
-A dì 23 ditto venne lettere di Marchiò Trivixan provedador in campo,
-date di là di Oio; et se intese come la Domenega passata, fo 21 dil
-mexe, col nome de Christo le zente d'arme havia dato principio a
-passar Oio, et alozati sul Cremonese in uno loco ditto Larzira, eran
-squadre 55 et fanti 5000; et che 'l provedador Pisani non era ancora
-zonto in campo, et el Governador con alcune squadre non era passato
-e temporizava de passar, aspettando el resto di le zente, perchè el
-campo se ingrossasse più; le qual zente di hora in hora zonzeva, et
-_non solum_ li soldati stipendiati, ma _etiam_ molti altri senza alcun
-stipendio, per far vadagno et per aquistar fama, a loro spexe andono in
-campo, et questo per li gran butini conduceva con lui el Re de Franza.
-Adoncha el campo nostro a dì 22 seguite tutto a passar Oio lì a Seniga,
-el Governador et Provedador con tutto el resto, et andono a la riva de
-Po dove era fatto el ponte per el Duca de Milan de sotto de Cremona
-zerca mia 5, et fatto in quel zorno mia 28, zoè perchè la riva de Po
-è mia 22 di Oio, et Fontanelle di là di Po, dove andono ad alozar, è
-mia 4; et cussì el Governador volse in quel zorno passar _etiam_ Po.
-Et mentre passavano l'exercito, el Provedador notificò di questo la
-Signoria; et come el conte Ranuzio del Farnesio et el conte Bernardin
-Fortebrazzo erano con le loro condute benissimo in ordene andati un
-poco avanti di là de Po degli altri, et volevano andar a trovar el
-Conte de Caiazo a Pontremolo per essere più presto loro ivi che 'l Re,
-et che haveano ditto, si sarebbono avanti el zonzer de Franzesi, _sine
-dubio_ prometevano al Governador di haver vittoria. Di la riva di Po
-a Pontremolo, era mia 40 et più. Et che tutte le zente andavano molto
-vigorosamente per causa di haver li cariazi dil Re, come speravano. Et
-poi, a dì 28 per lettere di 25 da matina, nostri fo certificati come
-per tutto quel zorno harebbe l'exercito passato, andando più propinquo
-a Pontremolo che podesseno, et che erano cavalli 6000 et 6000 fanti,
-aspettando con desiderio le zente di Romagna et li Stratioti, et che 'l
-Conte de Caiazo havia mandato a dimandar 600 fanti, parte per meterli a
-quelli passi di Pontremolo, parte per mandar a Zenoa; el qual li havea
-mandati. Et che esso Conte, per quanto intendeva, non havea più di 7
-squadre. Adoncha la Signoria nostra bisognava esser et fusse quella che
-a tanta impresa et a Franzesi con il suo exercito ostasse.
-
-Et da Milan in questa matina di 23 ditto venne lettere scritte di 20
-di Zenoa, che a dì 19, zoè el zorno avanti, acadete a la Speza, ch'è
-una forteza su quella riviera, che venendo 500 cavalli et 200 fanti di
-quelli erano a Pietrasanta, Serzana et Serzanello, pur de Franzesi et
-sequazi dil Re, insieme con Alexandro de Campofregoso, fiul secondo dil
-Cardinal di Zenoa, però che 'l mazor, chiamato Fregosino, era preson
-in Aste con taia de ducati 8000, come ho scritto di sopra; hor ditta
-zente, havendo qualche intelligentia con la soa parte, contraria de
-quella al presente domina Zenoa, veneno per tuor ditta fortezza, la
-qual era ben custodìa, ma non potè haver effetto loro disegni; _imo_
-li custodi fonno a le man con quelli, et li rebatete, morti zerca 40
-cavalli. Et questo fo segno di la fede de Zenoesi. La qual Speza è
-lontan di Zenoa mia 60, et cussì tornono senza haver operato nulla.
-Et ivi, tra la Speza et Porto Venere, era di Zenoesi nove galie et do
-nave armate con li danari nostri et de Milan. Et, seguito tal cossa dil
-rebater de li nemici a la Speza, el Governador et comissario dil Duca
-advisò a Milan, et cussì per lettere di l'ambassador nostro di 21 a
-hore 16 se intese, et zonto qui a nona, et che Zuan Alvixe dal Fiesco,
-fratello di Obieto prothonotario, era in Zenoa, havia scritto al Duca
-voleva esser fidelissimo, et Soa Excelentia non dubitasse per esser
-suo fratello col Re de Franza; et se divulgava el Re voleva mandar
-mons. di Brexa con alcune zente contra di loro; li qual se difenderiano
-gajardamente. Et el Governador dimandò 500 Sguizari et 1000 fanti;
-et questo perchè dubitava di certo passo, et però voleva ponerli
-custodia. Et el Duca scrisse in campo, vi andasse 500 fanti. Et el
-provedador, parendoli haverli dato assà, scrisse a la Signoria che era
-mal desminuir le forze di l'exercito. Pur deliberò che Piero Schiavo
-contestabele, a dì 27 ditto, de campo se partisse, et andasse a la
-Speza, mia 30 lontan de lì: _tamen_, per quello successe poi, non andò.
-
-A Bologna lettere continuamente zonzeva di la vera fede dil magnifico
-Joanne Bentivoi et Bolognesi, el che 'l Re havia mandato da Pisa lì uno
-messo a dimandar consejo a esso Bentivoi, qual via havesse a tenir; et
-che gajardamente li havia risposo che dovesse _pacifice_ amicarsi con
-la Illustrissima Signoria et Stado o vero Duca de Milan: _conclusive_,
-che Bologna era prontissima a far ogni cossa contra Franzesi, et el
-secretario nostro ben visto et molto carezato.
-
-A Ferrara el Duca, vedendo el grande exercito preparava la Signoria,
-dubitando che, compito ste cosse de Franza, non fusse quello havesse
-a patir danno per li portamenti soi cattivi, in questi zorni scrisse
-a suo zenero Duca de Milan, come, vedendo la tyrania dil Re de
-Franza usata in Italia, _maxime_ a Siena, et metter di lochi di la
-Chiesia a sacco, era disposto di darli ogni aiuto, et li prometteva
-mandar in campo, per recuperation de Novara, homeni d'arme 100 dil
-suo, et bisognando anderia in persona in campo contra esso Re, et
-che non dubitasse non li daria passo nè vittuarie, _tamen_ non era
-da fidarse. Et pur el presidio nostri teniva sul Polesene mai volse
-cavarlo, dubitando esso Duca non facesse qualche novità; et ben che 'l
-promettesse di esser contrario al Re, pur so fiul don Ferante era con
-ditto Re. Et quello fece a tempo della battaia, lezendo intenderete
-di sotto. Et pur se divulgava li daria passo per la via de Grafignana
-vicino a Lucca, dove el Re se trovava. Et intendendo questo, el Duca
-mandò per Zuan Francesco Pasqualigo dottor et kav. vicedomino nostro lì
-in Ferrara, dicendo come l'intendeva de qui se diceva le tal parole, ma
-che la Signoria non dubitasse di alcuna cossa, che mai li daria passo
-nè niun aiuto, _imo_, volendo nostri, si armeria, cossa che za havia
-deliberato più de non exercitar; et che lui et le sue zente offeriva
-a comodi di questa Illustrissima Signoria, di la qual voleva esser bon
-fiul.
-
-Per lettere de Fiorenza se intese che li oratori loro erano stati
-dal Re de Franza, et tornati, et che 'l Re non era voluto venir in
-Fiorenza, ma andò a Pisa, havendo però fatto quelle novità in Siena.
-Et che havia privato el Sig. de Piombino, era capetanio de Senesi, dil
-suo soldo, et Zuan Savello, el qual havia con Senesi 200 cavalli et 20
-balestrieri _etiam_ privò di la conduta, dicendo a Senesi non bisognava
-tener zente d'arme nè altra fantaria; et che la spesa facevano in
-ditte zente d'arme, che era ducati 20 milia a l'anno, voleva desseno
-ditta quantità a suo cuxin, mons. de Lignì, el qual custodirebbe quella
-città, et che 'l dominio fosse di loro Senesi come prima.
-
-A dì 25 Zugno, fo el zorno di la apparition de San Marco, Hieronimo
-Zenoa capetanio de Rialto, el qual fo fatto capo de 300 fanti, come
-scrissi, a hore 12 su la piazza de San Marco fece la mostra di la soa
-compagnia benissimo in ordene, tolti tutti di questa terra; et fece uno
-fatto d'arme tra loro, che fo bel veder; et era assà zente. Et el zorno
-da poi partì et andò a Padoa, poi verso el campo nostro.
-
-Ancora fo mandato Alvixe da la Polvere, maistro di bombardieri, con
-zerca 200 in campo, per conzar le artiglierie su li cari era preparati
-a Verona et Bressa con passavolanti.
-
-In questo medemo zorno zonse una fusta di Brandizo, di l'armada, la
-qual ancora non havia habuto le lettere col mandato de romper, ma ben
-se judicava, per esser stato boni tempi, hozi saria zonto ivi. Et
-per lettere di 18 dil mexe se intese, come a dì X havia mandato el
-capetanio zeneral, _juxta_ i precetti, Bartholomio Zorzi provedador
-con do altre galie, zoè Marin Dandolo et Antonio Loredan soracomiti, a
-la volta dil Arcipielago, per custodia di quelle ixole, con comissione
-potesse retenir tutte galie scontrava, zoè quelle se armava in Candia,
-et quelle tre erano in Cypro et veniva verso Brandizo, soracomiti Zorzi
-Gabriel et Cabriel Barbarigo; in tutto saria galie 14. Et _etiam_ li
-avia dato expresso et amplo mandato, potesse retenir ogni navilio,
-come a lui pareva, per ingrossar l'armada, sì che ditto provedador era
-partito, et lui rimasto con 20 galie; et a ciò el tutto se intenda,
-qui sotto sarà scritto el numero di l'armada nostra, et li soracomiti
-rimaseno col zeneral, et quelli fonno col provedador in Arzipielago,
-per dubito di l'armada dil Turco. _Item_ come era ritornato Piero
-Bembo di Messina, et havia portato lettere di Ulixes Salvador, date
-in Messina a dì X de l'instante, la copia di le qual mandava a la
-Signoria; la substantia di ditte qui sarà descritta. Primo, come a
-dì do di questo era partito de lì el re don Alphonso, per andar ad
-habitar a Monreal lontano di la città di Palermo mia 4, nel qual loco
-voleva far la soa residentia, fino che a Dio piacerà, et con lacrime
-et poca fameglia se partì. _Item_ come era molti mesi che de lì arrivò
-el Conte de Trivento, capetanio zeneral dil Re et Raina di Castiglia
-con barze et caravelle 22. Poi a dì 26 dil passato ne zonse, barze et
-caravelle di le preditte Majestà, numero 39, et con quelle cavalli
-zanetti 500, et pedoni 1500; et el zorno sequente ditti cavalli et
-pedoni furono discargati a Rezo in la Calavria, et fin qui l'armada
-non ha fatto nulla; ma questa notte partirà per Napoli: sarà barze et
-caravelle numero 55, et galie sottil de Ferando numero 12. De qui se
-divulga, apresentati che saranno nel colfo de Napoli, rehaveranno la
-terra. Et a dì 4 de l'instante, el re Ferando con so exercito assaltò
-le zente dil Vicerè de Calavria franzese, et durò la battaglia zerca
-hore 6; Ragonesi et Casigliani fonno vincitori; presi cavalli zerca
-40, pedoni 200 tra morti et presi. È stato per questo illustrissimo
-sig. Vicerè comandato a tatti li baroni et feudatarii di questo
-Regno, che siano per li XV di questo mese con cavalli et arme che
-sono obligati, et saranno zerca 1200, i quali si dice dieno passar
-in Calavria a l'acquisto dil Reame et fo fatto el comandamento molto
-stretto, con gran pene et perdition di loro baronie. Questi Re et
-Raina de Napoli hanno pochi denari, et mandò in questi zorni a Roma
-et a Zenoa molte zoje per esser serviti sopra quelle de danari. L'è
-venuto de qui Piero Bembo soracomito; tutti se ha maravigliato di la
-galia soa era benissimo in ordene, et de qui hanno più speranza in la
-Illustrissima Signoria, mediante li Stratioti et l'armata marittima,
-di la recuperation dil Reame, che di nulla altra potentia. Et questo è
-quanto si conteneva in ditte lettere. Or el capetanio zeneral comesse
-et ordinò a Piero Bembo preditto, che dovesse deponer quello havia
-visto in Cicilia; et cussì deponete; et quello depose sarà qui sotto
-scritto. Scrive _etiam_ el capetanio che Brandizo non era cussì fermo
-ne la fede dil suo Re, come doveria; et che don Cesare dubitava non
-facesseno qualche novità li cittadini; et che a dì 13 era partito de
-lì la Prencipessa mujer de don Fedrigo, montata su do nostre galie, per
-andar a Otranto a governo di quella terra; et che l'armada pur stava a
-uno scoglio senza far O, et le zurme erano volonterose de far qualche
-cossa.
-
-
-_Relatione de Piero Bembo soracomito al Capetanio zeneral de quello
-fece in Cicilia._
-
-De comandamento dil magnifico misser Antonio Grimani provedador
-capetanio zeneral dignissimo, depono io Piero Bembo soracomito
-tutto el successo de l'andata mia a Messina, de comandamento de Soa
-Magnificentia. Et prima dico che 'l partir mio de qui fo a dì 2 Zugno;
-et a dì 4 a hore 22 zonse in Garipoli et lì fece licenziar do navilii
-cargi de fomento de rason dil magnifico misser Andrea Bragadin; _tamen_
-el governador de ditto loco de Garipoli me disse voler tuor certa
-quantità de ditto formento per bisogno di la terra, et quello pagar
-cortesemente; la notte poi, che partì. Et a dì 9 ditto, a hore 8 di
-zorno, zonse a Rezo, nel qual loco trovai el prencipe don Fedrigo
-con un'altra galia in conserva et _immediate_ feci calar et sorzer,
-et andai in terra a far reverentia; el qual molto mi accarezette, et
-intrato in la casa con Soa Signoria mi tenne per spacio di una hora
-a rasonar de diverse cosse. Da poi le zeneral offerte et congressi,
-domandai a Soa Signoria dove se trovava la Majestà di re Alphonso et
-Ferdinando. Me rispose: don Alphonso esser partito de Messina con
-3 galie et andato a Palermo, et la Majestà dil re Ferdinando esser
-passata da Calavria in una terra chiamata Semenara, lontana da Mexina
-mia 12, la qual novamente si havea resa a Soa Majestà, et lì era
-passato con cavalli 1000 di zente d'arme benissimo in ordene, fra li
-qual ne era mandati di Spagna con l'armada ultimamente venuta, per la
-Majestà dil Re et Raina di Castiglia; et ancora haveranno fanti 4000,
-fra li qual ne erano 1500 pur mandati de Spagna per la Majestà _ut
-supra_; li qual cavalli et fanti, per quanto io ho possuto intender,
-erano benissimo in ordene et zente fiorita. Et ancora come el Marchexe
-de Pescara, el qual se trovava in campo con Soa Majestà, era sta a le
-man con certe zente di la Majestà dil Re de Franza, et ha tra morti et
-presi da persone 400, a presso a una città nominata Terranova, lontana
-mia 12 dal ditto loco de Seminara fra terra, ne la qual feva residentia
-del Vicerè (_del re di Francia_). A presso intesi da Soa Signoria, come
-de contento di la Majestà di re Ferando, el Marchexe de Pescara era sta
-do volte a parlamento col preditto Vicerè per contratar acordo, ma le
-cosse erano redute che 'l volea esser a parlamento con la Majestà dil
-Re, dove el sperava che fino a quella hora fosseno rimasi d'accordo,
-ciò è che ditto Vicerè se ne andasse a la bona hora; salvo lo haver
-et le persone. Domandando poi mi a Soa Signoria di la condition di
-l'armada, la qual se trovava in porto de Messina, mi disse esser barze
-et caravelle armade numero 60, galie numero 17, computò le tre erano
-andate a Palermo, et che era altre 40 fra barze et caravelle disarmate;
-di le qual le zente soe erano andate in campo con la Majestà dil Re.
-Ancora me disse Soa Signoria come tutta l'armada era preparada per
-partir subito, come facea tempo, per andar verso Napoli con la Majestà
-di re Ferando, et questo perchè da tutta terra de Napoli era chiamato
-Soa Majestà. Et me disse haver habuto tal intelligentia per bona via;
-et me disse Soa Signoria se io voleva andar a trovar la Soa Majestà
-de ditto Re, che era poco lontano. Li risposi haver comission andar
-a trovar el Capetanio di l'armada. Et spazato, Soa Signoria me disse:
-ancora tu venirai a Messina, dove troverete la Majestà di la Raina. Et
-domandò dove se trovava la Magnificentia dil capetanio et con quanta
-armata. Resposi a Soa Signoria: a Brandizo con galie 23 et nave 4, et
-come se aspettava la magnificentia dil Provedador di hora in hora con
-galie 3, et di Candia et di Corphù et di Cypro di zorno in zorno, et
-altre galie, le qual tutte ascenderanno a la somma de 40, benissimo
-in ordene, et ancora el capetanio di le nave armade da Venetia,
-et, di molte altre bande, nave et fuste armade per modo che Vostra
-Magnificentia sarà molto potente; la qual stava di bon et gaiardo
-animo, per far tanto quanto li fusse comandato per la Signoria nostra.
-Et tolsi licentia da Soa Signoria. La qual _immediate_ cavalcò a la
-marina, et montò in la galia, stando con la conserva a Messina. A hore
-23 la matina sequente, che fo a dì X, andai a visitation di la Raina,
-la qual trovai molto mesta in una camera picola, ornata de pani negri,
-et Soa Majestà vestita de uno manto negro con uno velo baretin in
-testa. Con Soa Majestà era el prencipe don Fedrigo, et la mojer che fo
-di Scandarbeio. Facto reverentia et basciata la man a Soa Majestà, li
-presentai alcune lettere diretive a la Majestà dil Re, le qual mi erano
-state date qui a Brandizo, et parte di Garipoli. La Majestà Soa molto
-mi acarezò; et, ancora che io non volesse, me fece sedere, et da poi
-le zeneral offerte fatte per nome di la Majestà dil Re, et _similiter_
-Soa Majestà mi offerse tutto el poder suo ad ogni beneplacito di la
-Magnificentia Vostra. Tolsi licentia da Soa Majestà, et andai a visitar
-el sig. Vicerè. Et da poi le zeneral offerte, Soa Signoria _similiter_
-offerendose, la qual molto acarezò et honorome et teneme per spacio di
-una hora, narando tutto quello che io havea inteso dal prencipe don
-Fedrigo, ma più che la Signoria Soa havea voluto andar con li piè de
-piombo, et esser novo in quel Regno, et non have altro comandamento
-da la Majestà dil Re et Raina de Castiglia, salvo che si alcun loco se
-teniva per nome di la Majestà de re Ferando, darli ogni aiuto et favor;
-et che la Majestà di la Raina soa sorella desiderava molto de corer in
-pressa; et che Soa Signoria si havia trovato in molti travagli et che
-'l sapeva certo che la Majestà dil Re et Raina sua,... esser conforme
-con la volontà de la nostra Serenissima Signoria... fosseno più
-resguardate che le proprie de Soa Majestà. El qual Signor è magnifico,
-liberal et molto benigno et gratioso. Tolsi licentia da Soa Signoria,
-et andai alla barza grossa a trovar el signor capetanio di l'armada de
-Spagna. Zonto a la barza, Soa Signoria mi venne contra, insieme con
-el patron di la ditta barza, et me condusse a la soa camera; al qual
-presentai lettere consegnatomi per Vostra Magnificentia. Soa Signoria,
-quelle lette, me tirò da una parte et volse farme sentar a presso Soa
-Signoria, narrandome tutto quello che per el sig. Prencipe mi era sta
-ditto; et disse di le condition di la soa armada, come de l'andar suo
-a Napoli non aspettava altro che 'l tempo. Volse intender Soa Signoria
-le condition di l'armada nostra; informai Soa Signoria dil tutto, come
-feci al signor don Fedrigo. Me disse Soa Signoria el Vicerè, come in
-Spagna el signor Prencipe se trovava a li confini de Franza con 30
-milia persone, fra le qual ne erano 15000 cavalli, et che 'l teniva per
-certo che fin quel'hora l'havesse rotto a la Majestà dil Re de Franza.
-Tolsi licentia da Soa Signoria, la qual molto se offerse. Magnifica
-zeneral ho inteso tutte le sottoscritte cosse da Isepo de Zovan, patron
-de una nave de portada de botte 250, carga de noselle, de raxon dil
-magnifico misser Andrea Bragadin, venuta da Napoli in zorni 5, et era
-zonta el zorno avanti al mio zonzer a Messina. El qual me disse come
-la Majestà dil Re de Franza era partito de Napoli a dì 22 dil passato,
-con persone numero 12 milia; et havea lassato in Napoli 2000 persone,
-fra le qual el forzo era Sguizari, et non tropo ben in ordene in la
-terra et ne li castelli; et come Napolitani chiamavano la Majestà di re
-Ferando, et che pochi zorni avanti dil suo partir era zonto galie 8 et
-barze 12 franzese molto mal in ordene, armate in Provenza. Et vedendo
-venir questa armada, Napolitani si levorono a romor, pensando che fusse
-l'armada de Spagna, et comenzono a cridar Ferando! Ferando! Et fonno a
-le man con Franzesi et Sguizari, et fonno taiati da zerca 50 a pezi di
-l'una et l'altra parte. La qual armada, per quanto el ditto patron me
-disse, era venuta per cargar artegliarie et munition de Napoli; el qual
-patron havea portà molte lettere et certi homeni da Napoli, li qual in
-effetto chiamavano la Majestà di re Ferando. Et ancora come, el zorno
-avanti el partir suo da Napoli, era zonto el corrier da Roma, el qual
-disea la Majestà dil Re de Franza havea passato Roma con le soe zente
-per andar a trovar la Santità dil Papa per esser con lui a parlamento.
-
-Da ser Ulixes Salvador, Magnifico Zeneral, ho inteso le sottoscritte
-nove. Et prima tutto quello che me fo ditto per el sig. Prencipe,
-Vicerè et capetanio di l'armata, et a presso come tutti i lochi se
-haveano habuti per la Majestà di re Ferando, comenzando da Rezo e
-tutte le altre terre et lochi erano presi, hanno levato do bandiere,
-una de la Majestà dil Re et Raina de Spagna, l'altra di re Ferando.
-Et a presso come la Majestà di re Ferando havea fatto un presente a
-Messinesi in perpetuo del trato de carra 50 milia de formento ogni
-anno senza alcun pagamento, e tutti Messinesi, per tutto el regno
-suo fosseno franchi d'ogni gabella, si de intrada come de insida,
-et _e converso_ li Messinesi havea ottenuto nel suo consejo de far
-fanti 1000 per mexi 4 a soe spexe a servitio di la Majestà dil ditto
-Re, in recuperation del suo Stado. Et ancora me disse el ditto ser
-Ulixes, che tutti li baroni de l'ixola haveano hauto comandamento dal
-Re et Raina de Spagna de andar in campo con la Majestà de re Ferando,
-li qual za erano cavalli numero 1500, fior de zente et benissimo in
-ponto, i qual, per quanto lui me disse, esser ubligati a servir per
-mexi 4 a soe spexe, et come ditta zente passeranno in la Calavria et
-anderanno a trovar el Marchexe de Pescara, et li resterà con lui ne la
-Calavria; et come la Majestà dil Re, con li cavalli 1000 che lui tien
-et fanti 4000, montarà sopra l'armada per andar verso Napoli; li qual
-in effetto za do zorni era per partir, restava _solum_ per el tempo,
-et per quanto lui intendeva che, senza alcun dubio, zonta che la fusse
-a Napoli, _immediate_ haveranno la terra, perchè tutto homo de Napoli
-lo chiamano; et come ditta armada desiderava molto de partir presto,
-per poter trovar quella di la Majestà dil Re de Franza, per svalizarla
-di le artiglierie et altre robe che i cargava de Napoli. Ancora me
-disse come la Majestà di re Alphonso, molto disfavorito et mal visto
-da tutti, come disperato et mal contento era partito da Messina con 3
-galie, et andato a Palermo ad habitar a Monreal. Ancora come do galie
-era andate a Zenoa per impegnar zoie di la Majestà dil re Ferando;
-concludendo tutti li signori et baroni et ogni altra persona, che
-alcuna cossa se haveria fatto nè potuto far in recuperation dil Stado
-di la Majestà di re Ferando, senza aiuto et voler de la Illustrissima
-Signoria nostra; et questo me fo ditto per el signor don Fedrigo, la
-Raina et Vicerè et capetanio di l'armada et molti altri signori et
-baroni et cittadini, i qual fonno sopra la galia a visitarme nel zonzer
-mio a Messina, per modo che fino a hore 4 de notte ne era brigato;
-et poi similmente el zorno da poi disnar fino al partir mio, che fo
-la sera, molto fo honorado et visitado et carezado da tutti, per nome
-di la Vostra Magnificentia. Me partii la sera. La mattina se messe el
-vento a siroco, per modo che io ebbi una bona zornada, che è sta quanto
-bon tempo ho hauto in questo viazo; per modo che io tegno certo che
-quella matina l'armada se levasse da Messina per andar verso Napoli.
-Da poi el navegar mio è stato con bonaza fino al zonzer mio qui a
-Brandizo.
-
-De la Magnificentia Vostra, a la qual humilmente mi racomando.
-
-A presso Brandizo, a dì 15 Zugno 1495.
-
-
-_Questo è il numero di l'armada, capetanio Antonio Grimani, procurator
-di San Marco[134]._
-
-A dì 26 Zugno da matina zonse uno gripo da Corphù con lettere di Alvise
-Sagudino secretario a Costantinopoli de li 26 Mazo, narra come l'armada
-dil Turco non era per uscir questo anno fuora, et che 'l feva lavorar
-le galie, ma non con quella sollicitudine el faceva per avanti, et
-che molti homeni che erano venuti a la Porta per tuor paga et andar
-su ditta armada, i quali el Signor li havea licentiati, et havia
-fatto vender le farine et biscoti era sta preparadi per ditta armada;
-concludendo _pro nunc_ nostri non dubitasse de armada turchesca. Et
-che 'l Signor havia inteso che 'l Marchexe de Mantoa havea dà certa
-rotta al Re de Franza. _Demum_ che ditto Re havea preso Ravena, et
-danizava la Signoria, di la qual cossa molto se doleva. Et mandò per
-ditto secretario, et li disse quello havia inteso, et che li dispiaceva
-summamente, et che lui offeriva in aiuto nostro 25 milia cavalli et 50
-galie ad ogni richiesta contra questo Re de Franza, et li comesse cussì
-scrivesse.
-
-
-_Come el Re de Franza partito di Siena andò a Pisa et Lucca, et quello
-fece._
-
-El Re de Franza in questo mezo partito di Siena, come ho scritto, venne
-a Pogibonzi, loco di Fiorentini, et ivi per li soi fo fatto assà danno
-a li habitanti. Et a dì 20 Zugno, prima che 'l Re, intrò in Pisa el
-cardinal Samallo, ma non....; ancora intrò in Pisa el Cardinal de Zenoa
-et monsignor di Brexa con alcune zente; et questi tre veneno per andar
-verso Zenoa come dirò di sotto. Et el Re poi, a hore 20 a dì 20 che fo
-el Sabo, intrò in Pisa con grandissimo honor de Pisani; et le soe zente
-messe a sacco la caxa dove habitava in Pisa Lucio Malvezo capetanio de
-Pisani ivi mandato per el Duca de Milan; questo perchè avanti el Re vi
-intrasse, ditto Lucio dubitando di quello li saria intervenuto, venne
-col suo meglio che potè ad habitar a uno castello sul Pisano chiamato
-Cassino et ivi stete fino el Re partì di Pisa; _tamen_ have danno assà
-de questo metter a sacco. Adoncha el Re non volea andar a Fiorenza, et
-in questi zorni li mandò a richieder a Fiorentini do cosse: la prima
-che li mandasseno in suo soccorso, per augumentar el suo exercito,
-Francesco Secco era a loro soldo con homeni d'arme 100; secondo
-li dovesseno prestar ducati 30 milia. Et mandò uno so ambassador a
-dimandarli li danari, che almanco li desseno ducati X milia, et di
-questi danari pagar 200 muli da soma per li soi cariazi. Ma Fiorentini,
-fatto loro consegli, risposeno: prima, che non haviano zente da
-mandarli, ma che volendo Francesco Secco per soldato de Soa Majestà,
-ge lo concederiano; et che danari non havea, et la terra era in gran
-bisogno, et manco vi era muli; ma ben pregavano Soa Majestà li volesse
-render le sue terre, come la razon et li capitoli voleva. Et poi, per
-lettere di 22 da Fiorenza dil zeneral camaldulese a la Signoria, se
-intese che Fiorentini havia mandato al Re ditto Francesco Secco con 80
-homeni d'arme; el qual era andato molto volentiera; et che 'l Re pur
-voleva li ducati X milia, ma Fiorentini non li voleva dar, pur havia
-_etiam_ mandato alcune some, et che a hora che 'l Re era passato senza
-venir in Fiorenza nè darli noia, haveano licentiato le zente di la
-terra, zoè quelle dil contado, che ritornasseno a loro habitatione; et
-che Fiorentini si adherirebono a la liga, si vedesse quella tutta esser
-d'un pezo.
-
-Et el Re, deliberato de starvi poco in Pisa, subito aviò le sue zente
-verso Serzana, per vegnir a la volta de Pontremolo; ma in questo mezo
-volse prima andar a Lucca, et era openione de molti che a Pisa facesse
-cargar li soi cariazi su la soa armata ivi era, et _etiam_ le 8 galie
-conzate a Napoli per monsignor di Mompensier vicerè, come per lettere
-di Lunardo Anselmi consolo nostro in Napoli date a dì primo Zugno se
-intese, et d'indi non si hebbe lettere da lui fin questo zorno, per
-esser le vie rote; la qual armada era lì in porto de Pisa. Et per
-saper quello è necessario, questo Re, inteso el grande exercito faceva
-Venetiani, et passato in Parmesana, el qual saria de persone più de 30
-milia, molto celerava el suo camino per esser a Pontremolo avanti tutto
-el campo nostro fusse in ordene, ma non potè esser sì presto che nostri
-fonno avanti; qual via volesse tenir non se intendeva, per non esser
-oratori nè dil Pontifice, nè di la Signoria, nè de Milano; et essendo
-a Serzana poteva far tutte queste vie per andar in loco securo verso
-Aste. La prima quella de Zenoa, però che tutta questa cossa consisteva
-in haver Zenoesi, li qual fonno fidelissimi a la liga; pur dubitaveno
-nostri di la Speza molto, ch'è mia 12 da Serzana. L'altra era una
-via in Lucchese, a Castelnuovo et Grafignana, dil Duca di Ferara, per
-vegnir in Modenese; la qual via non era molto bona da condur exercito
-per li monti assà aspri. L'altra via era una fece el signor Ruberto di
-San Severino, quando col signor Ludovico, al presente duca de Milan,
-ritornono in Milan, i quali erano in Toscana, andono prima in Lunesana,
-poi in Valmagra, e dismontono li monti a la Fraschea sul Tortonese, la
-qual via si chiama Monte 100 †, et pol _etiam_ referir a le capane;
-ma questa è molto saxosa, arida et angusta, nè si poi passar ditti
-monti senza gran pericolo, et _maxime_ a uno monte chiamato....., et a
-questa via el Duca de Milan mandò alcuni fanti a certi passi, però che
-X fanti sono bastanti a tenir ogni gran exercito. L'altra via è quella
-de Pontremolo, et questa elexe el re per la miglior, ch'è lontano
-Pontremolo da Pisa mia 60, dove era una forteza che si convegniva
-passar per mezo, et el Duca li havea messo a custodia 2000 fanti et soi
-comissarii, _etiam_ el conte de Caiazo vi dovea esser, come ho scritto
-di sopra, et passato Pontremolo el Re conveniva vegnir mia.... per
-monti, fino al descender in uno loco ditto Fornovo, per andar poi su la
-via Romea va a Piasenza et in Aste: sopra i qual monti era tutti questi
-castelli Berce, Belforte, Petra, Mogliana, Caxego, Tarenzo et Fornovo
-vicino a Carona _etiam_ borgo in una valle chiamata la Sporzana; ma
-pur qual via volesse far el Re non se intendeva per nostri, _tamen_ per
-essere questa de Pontremolo la miglior, el nostro exercito ivi si pose,
-alozati a la Gierola, come dirò di sotto.
-
-Da Bologna lettere di 24 zonte a dì 26, venute in hore 30 per le poste,
-notificava aspettavano le zente de Romagna per mandarle in Parmesana,
-et _etiam_ la conduta dil Duca de Gandia, et Signor di Rimano, el qual
-era in camino et veniva di longo, et che era venuto lì uno ambassador
-de Fiorentini a ringratiar Bolognesi et il magnifico Johanne di la
-offerta li haveano fatto di aiutarli bisognando, et che esso nostro
-secretario era stato a parlamento con ditto Bentivoj insieme con
-l'ambassador de Milan, dove se ritrovò questo de Fiorentini; el qual
-disse che Fiorentini sarebbeno con la liga vedendo far qual cossa, et
-che 'l magnifico Johanne volse ditto nostro secretario parlasse. El
-qual disse come la Signoria nostra havia in campo in Parmesana cavalli
-X milia et X milia fanti, et li mostrò la lista, et come le zente
-de Romagna veniva per esser in uno, et che haveano 1200 stratioti,
-dei qual 600 ne era a l'impresa de Novara, et che nostri facevano el
-suo dover et più dil dover, et che di brieve harebbono uno campo che
-za molti anni in Italia (_non_) era stato el simile. _Item_ haveano
-armada di 40 galie, nave etc., et che col Pontifice se havia zente et
-provisionadi; concludendo Venetiani fevano quello sempre hanno fatto,
-più di quello imprometevano. Le qual parole fo molto accepte a ditto
-ambassador, et cussì ritornò a Fiorenza, dove a dì 18 di questo era in
-Fiorenza zonto un ambassador dil Pontifice, chiamato Alberto Magalotto,
-per exhortarli a non voler dar favor al Re de Franza, et se dovesse
-adherir a la liga. _Item_ se intese come per exploratori mandati da
-Bologna a Pisa che 'l Re era ancora in Pisa, et voleva venir a Lucca,
-non si sapeva qual via volesse tenir, et che Senesi li havia dato
-ducati 20 milia, et ivi rimasto monsignor de Linì con 300 lanze, et che
-'l Cardinal S. Pietro _in Vincula_ et el Cardinal de Zenoa con Obieto
-dal Fiesco doveano andar con zente verso Zenoa, et che za erano venuti
-a Serzana, et tramavano acordo con alcuni Zenoesi; _tamen_ non poteno
-far nulla, et Zenoesi fonno fermissimi et constanti.
-
-El campo nostro veramente, passato Po, era alozato in uno loco detto
-Fontanelle, dove havevano assà penuria de vittuarie, per la gran
-quantità erano, et che sarebbono a li passi avanti el Re venisse a
-Pontremolo; et che fin quel zorno di 24 Zugno erano più de X milia
-persone, et che 'l Duca non havia fatto proveder de vittuarie, ma
-che li havea mandà a dimandar altri 500 fanti per mandar a Zenoa, et
-che avanti li havesse dati esso Marchiò Trivixan provedador, volevano
-haver dato noticia a la Signoria. Et questa richiesta medema fo fatto
-a la Signoria per l'ambassador de Milan, pregando cometesse a li
-provedadori, che, bisognandoli zente, li devesse mandar senza altra
-dimora. Et cussì a dì 26 ditto per el Consejo de Pregadi li fo scritto
-a ditti Provvedadori che, acadendo al duca alcuna cossa, dovesseno
-consultar col sig. Governador, sig. Rodolpho, conte Ranuzo, conte
-Bernardin et altri principal condutieri insieme col conte di Caiazo, et
-senza scriver altro di qui dovesseno far quello deliberavano tra loro,
-perchè el bisognava celerità et non metter tempo in queste provisione,
-havendo però a mente l'honor et utilità dil stado nostro.
-
-A dì 26 ditto venne lettere di Elemagna de li nostri oratori al Re de
-Romani, date a Vormes a dì 15 dil mexe, notificava la dieta non esser
-ancora compida, et che el Re restava per non haver danari de venir in
-Italia, ma voleva mandar el Duca de Saxonia con cavalli 2500 et 400
-pedoni, ma che esso Duca dimandava tre cosse: la prima ducati 70 milia
-per la sua persona; et che fosse pagà le zente; _item_ fusse assegurado
-de rescuoderlo, _casu quo_ fusse preso in battaglia da Franzesi. La
-qual cossa el Re volea pur adatar, et cussì stevano in queste pratiche;
-ma altro a nui ce bisognava. Et che ancora erano ivi li oratori dil
-Re de Scocia, et era venuto novamente uno orator dil Duca di Borbon
-cugnato dil Re de Franza, et che el Re considerando che non senza
-suspetto di la liga sarebbe stato, si ditto orator havesse dimorato lì
-a Vormes, _unde_, aldito quello el dimandava, li dette licentia dovesse
-andar via.
-
-Da Milan di Hieronimo Lion kav. orator nostro continuamente veniva
-lettere, come el Duca era di bona voja vedendo li provedimenti faceva
-nostri, et che spesso lo veniva a trovar fino a caxa, et di ogni banda
-havia bone nove, et era molto aliegro; che 'l nostro campo saria avanti
-a Pontremolo cha Franzesi, et che esso ambassador li dete la lista
-di le zente sarà in campo; lo qual molto laudò la Signoria, usando
-grandissime parole, et con li altri oratori se ritrovava, laudava molto
-questa Signoria. Et de campo suo da Vegevene havevano come era zonti
-alcuni Elemani o vero Sguizari, i quali prima però passono per Milan,
-et che zonti Stratioti lì a Vegevene havea dato gran vigor a le soe
-zente, et donde el Duca de Orliens correva tutto el zorno fino vicino a
-Vegevene, al presente, ch'è a dì 25, Stratioti se haveano fatto sentir,
-che fo el zorno drio zonzesseno a Vegevene, et come per lettere de
-Bernardo Contarini se intese che quella mattina montò a cavallo con
-li stratioti, et _etiam_ le zente d'arme, per veder se li nemici li
-bastava l'animo di vegnir a combatter, et mandato le guarde avanti uno
-mio, se scontrono ne li nemici, zoè 40 homeni d'arme, 100 balestrieri,
-et tra arzieri et ditta guardia fo a le man con loro, ne preseno
-Franzesi tra vivi et feriti numero 26, et morti 9 et 12 cavalli, et
-se il resto dil campo li trovava, overo li stratioti, niuno sarebbe
-fuziti. Adoncha Franzesi comenzono ad haver contrasto, et ogni zorno
-Stratioti feva qual cossa, come dirò di sotto; et con questa vigoria
-ditto campo si levò da Vegevene, et venne mia tre più propinquo a li
-nemici, in uno loco chiamato Caxuol, a dì 28 di questo, come al suo
-loco tutto sarà descritto.
-
-Ancora da Milan si have come el Pontifice havia dato licentia al
-Cardinal Ascanio, fratello dil Duca, potesse venir a Milan, ma che el
-Duca, non havendo più bisogno de lui, li scrisse Soa Reverendissima
-Signoria facesse quello li pareva, et cussì non venne.
-
-A Perosa el Pontifice havendo a dì 19 fatto concistorio et terminato
-de ritornar a Roma, nè andar a Foligno et Spoliti, sì come voleva
-esso Pontifice, ma per la più curta a Roma; et _statim_ 6 Cardinali se
-partino; _tamen_ disseno de aspettar Soa Santità propinquo a Roma, per
-intrar insieme et farli compagnia. Et a dì 22 a bon'hora con el resto
-de Cardinali et oratori el Papa partì da Perosa et venne a Orvieto,
-et per lettere di l'ambassador nostro, zonte a dì 25, date a dì 22 et
-23 in Orvieto, questo se intese; et come a dì 24 dovevano partir et
-andar a Viterbo, et esser ad ogni modo a dì 27 in Roma. _Item_ che 'l
-Pontifice havia habuto lettere del suo ambassador andato a Fiorenza, il
-tenor di quella dil camaldulense, et cussì havevano risposo Fiorentini
-a esso ambassador come fece a nostri; et che 'l Papa havia voluto
-esso ambassador nostro cassasse 200 provisionadi, et era restati
-_solum_ 320 a custodia di Soa Beatitudine fino a Roma; et che havendo
-notificà a Soa Santità la deliberation de romper al Re de Franza, era
-molto contento, et li havia ditto come sarebbe bon de tuor in liga re
-Ferdinando per remetterlo nel stado, et che di la excomunica non era
-tempo di promuover alcuna cossa, fino non fusse zonto a Roma. Ancora
-che de lì intendevano el Re havia hauto da Senesi ducati 20 milia, et
-era a Pisa, et voleva andar a Lucca per haver danari per dar paga a le
-sue zente che li bisognava.
-
-In questo mezo a Roma seguiva le discordie de Orsini et Colonnesi, et
-tra loro se dannizavano; et _accidit_ in questi zorni che Colonnesi
-andati a campo a uno castello de Orsini, da li custodi fonno
-maltratati, et molti di loro morti, tra i qual uno Julio Porcharo, di
-primi di Roma, et uno vicentino valentissimo nel mestier di le arme,
-chiamato Mazel Fiochardo, et altri capi per numero X; et cussì confusi
-et territi Colonnesi fonno repudiati. I quali non molto da poi tra
-loro fenno trieva per alcuni zorni, per adunar le biave di la campagna;
-_tamen_ partesani in Roma se occidevano, et li Orsini prosperava assà;
-et per questo el Pontifice celerava la soa andata in Roma, per cessar
-questa novità.
-
-A Fiorenza è da saper come el Re de Franza, essendo a Pogibonzi a
-dì 18 de questo mexe de Zugno, se partì de Fiorenza fra Hieronimo
-da Ferrara nominato di sopra, con zerca 50 soi seguazi, però di boni
-de Fiorenza, et andò a trovar el Re, non però con comissione alcuna
-di la Signoria soa ma _motu proprio, et causa visitandi regis_. Or,
-zonto a San Cassano, visto havea gran seguito, volse quelli licentiar,
-ritornasseno in Fiorenza; ma loro non volseno tornar, dicendo erano
-venuti a farli compagnia, et cussì zonse a Pogibonzi, et andato a la
-presentia dil Re, fo da Soa Majestà visto molto volentieri, et volse
-venisse con lui fino a Castel fiorentino, dove conferiteno insieme, et
-quello confessò et comunicò di soa mano con gran devotione; et el Re,
-in segno di esserli grata la soa venuta, a ciò non tornasse a piedi li
-donò el suo muleto picolo, el qual a Napoli tanto li era caro; et cussì
-questo frate, tolto licentia, a dì 20 ditto ritornò a Fiorenza, essendo
-stato col Re tre zorni. Et el Re venne di longo a Pisa, et Fiorentini
-havevano Neri Caponi et li tre altri oratori novi pur a presso esso Re,
-i quali, come per una lettera venuta di Fiorenza intesi, exposeno che
-l'intrar in Fiorenza era a comando et piacer de Soa Majestà, et sarebbe
-ricevuto con quel honor come mai; ma ben era vero havevano fatto di
-gran provisioni; et questo perchè Piero de Medici loro ribello era con
-Soa Majestà, a ciò non intravenisse alcuna novità, perchè pur havea
-molti fautori in quella terra, et che si Piero fusse sta licentiato da
-Soa Maiestà, sarebbe cessato tutti questi provedimenti, i quali però
-non erano fatti, se non a fin de ben. _Item_ pregavano li fusse reso
-Pisa, Piera Santa, Serzana, Serzanello et Livorno, secondo la forma
-de li capitoli zurati de observar; ma el Re li respondeva bone parole,
-_tamen_ però non li rendeva alcuna cossa. Et ancora non pretermeterò de
-scriver questo, _licet_ qui non sia il suo loco, seguendo i tempi de
-la historia: come monsignor di Arzenton el qual, come scrissi, stete
-a Fiorenza alcuni zorni, et partito per andar dal Re era a Siena,
-intendendo el Re andava a Pisa, et li soi cariazi da alcuni villani fo
-presi et tolti; et inteso questo, Fiorentini li mandono driedo zente,
-et quelli ricuperono, et preso quelli haveano comesso tal cossa, et
-remandono ditti cariazi a esso monsignor di Arzenton, notificandoli
-quello era sta fatto non esser sta di voler loro; et cussì Arzenton
-rehebbe li so cariazi. Et a Fiorenza preparavano, a dì 28 de questo,
-de far el so consiglio, et elezer nova Signoria, per novo modo nè mai
-più usato, nè sapevano quelli dovesse esser, perchè fevano a sorte
-electione, poi ballotavano, et li eletti di sotto saranno descripti,
-a ciò in ogni tempo se veda li primi. Et a dì 23 dil mexe, fo la
-vizilia di San Zuane Baptista protetor de Fiorentini, nel qual zorno in
-Fiorenza si suol zostrar et far gran feste; or vedendo loro che Monte
-Pulzano se teniva pur per Senesi, et che 'l Re non havia voluto fargela
-render, mandono certe zente a recuperarla, zoè Francesco Secco, conte
-Ranuzo de Marzano, Hercules Bentivoj con loro condute, et alcuni fanti;
-et se messeno a campo. Et in questo zorno andati certi fanti per far
-corsa, zoè dar el guasto a le campagne, a ciò se dovesseno render, non
-volendo patir el danno; ma in Monte Pulzano era un capetanio di Senesi,
-chiamato Zuan Savello romano, el qual havia 200 cavalli di conduta,
-et venne fuora di la terra; et quelli fanti fense di recularsi et
-fuzir, et loro li veniva seguendo, _unde_ vi sopravenne zente dil campo
-preditto de Fiorentini, et fonno a le man con Senesi, et fo preso ditto
-Zuan Savello da uno Francesco Gerardi fiorentino de soa man, et menato
-in campo, presi et morti assà di una parte et l'altra, et _etiam_
-qualche Franzese militavano per Senesi. Hor era comissario in campo de
-Fiorentini Gulielmo Pazi, et cussì ditto capetanio con alcuni presoni
-fonno mandati a Fiorenza. Et el duca de Urbin dovea venir in campo
-per rehaver al tutto quella terra, la qual li habitanti se difendevano
-gaiardamente per Senesi, et pur el campo vi stete alcuni zorni, ma non
-poteno far nulla; et pigliono l'impresa de recuperar Pisa. Et voglio
-qui notar uno capitolo di una lettera scritta in questi giorni a
-Venetia per uno Fiorentino. Nui siamo a campo a Monte Pulzano, habiamo
-stretto, habiamo preso lo capitano, fin pochi giorni sentirete el
-botto; si aderisseno a la liga, ha tropo vicino el lupo; si si scoterà,
-si scoprirano li agnelli; ancor non è posto el barzello nè pichiata la
-campana; tal si trova in stato, che fin poco haranno carestia di bon
-partito.
-
-Fiorentini con el Re _intrinsece_ haveano grande odio, benchè non
-mostrasseno perchè non era tempo; et havea gran ragione, perchè
-lui havea visto quella Republica bellissima, et tuttavia al Zeneral
-camaldulense, _nomine Venetorum_ ivi, deva bone parole; ma meglio
-per loro sarebbono stato li fatti. Et el zeneral de Bertagna era lì
-in Fiorenza per nome dil Re, in questi zorni si partite, et andò a
-trovar el Re, _adeo_ al presente non vi resta più Franzese in Fiorenza,
-_tamen_ poi ne venne uno altro chiamato Monsignor...
-
-Piero veramente de Medici rimase a Siena quando el Re partì per Pisa,
-et poi fo divolgato tornato a Brazano, et la soa facoltà era venduta
-ogni zorno per Fiorentini.
-
-A Bologna el magnifico Johanne faceva molte provisione sì de zente
-_quam_ de mandar exploratori a Pisa a inquerir li progressi dil Re, et
-so fiul Hannibal benissimo in ordene, fece la mostra a Bologna, dove
-vi era Antonio Vincivera secretario nostro, et l'orator de Milan, et
-lui sopra uno cao di lanza con le barde con San Marchi etc. cridando
-Marco! Marco!, et benchè havesse _etiam_ soldo dil Duca de Milan,
-pur non haveva troppo bissoni. Et fece una polita mostra; et a dì 27
-se partì, et venne in Modenese, poi in Parmesana, dove era el nostro
-campo, et zonze a tempo de operarse ne la bataglia; et parte di le
-zente erano a Ravena _etiam_ zonse lì a Bologna, et venne de longo in
-campo, menate per Piero Donado _tunc_ camerlengo di Ravena. _Item_ se
-intese per lettere dil secretario nostro, come l'ambassador de Milan
-havia scritti mille fanti, et li dava tre fiorini per uno al mese,
-che son ducati do e mezo nostri, et che li 2000 fanti la Signoria
-li havia comesso dovesse far, non havia ancora principiato a farli,
-perchè voleva prima Milan fusse fornito, et più lui era certo haver el
-fior di la zente, et che ivi ne era gran quantità, et in do zorni li
-compirebbe di far. _Item_ che zerca 50 Sguizari, di quelli era cum el
-Re a Pisa, havendo nostri modo de desviarli, pur per via de Bologna se
-partino dal Re, et veneno in campo nostro a tuor soldo; i quali fonno
-_benigne_ ricevuti, et ancora speravano ne vegnirebbe; et che alcuni
-esploratori erano tornati referivano come la Domenega, a dì 21 Zugno,
-essendo el Re a Pisa a vespero ne la chiesa principal, udite certe voce
-che cridava Misericordia! Misericordia! _Unde_ el Re domandò ad alcuni
-quello voleva dir questo. Li fo risposto erano Pisani che non volevano
-più tornar sotto Fiorentini, ma restar in libertà. Et el Re messe la
-man a la testa sul capello, dicendo: Sora la mia corona, state Pisani
-di bona voja, che vi prometto et zuro di mantenervi in libertà, et
-lasserove qui zente a custodia et difensione vostra. Per le qual parole
-tutto quel populo si ralegrò et molto ringratiò Soa Majestà, cridando:
-Viva! Viva el Re de Franza! Et tutto quel zorno feceno feste de balli
-et soni di campane assà. Et che in quel zorno el Re mandò a dir a
-Fiorentini non se pensasseno de haver Pisa.... venir a Lucca, et che
-Luchesi lo aspettavano con grande jubilo, benchè si judicava volesse
-danari da loro, non li havendo ancora resi li ducati X milia have
-quando da prima vi fue; et che le sue zente, parte erano andate verso
-la Speza con el cardinal S. Piero _in Vincula_ et Felipo monsignor, zoè
-monsignor di Bressa a sopraveder quelle cosse, et tramaveno de redur
-Zenoesi con loro, li qual havendo, sarebbe sicuro de poter ritornar in
-Franza; et parte _etiam_ di le zente era aviate verso Pontremolo, che
-è una forteza dil Duca de Milan fortissima. Et è da saper che 4 forteze
-ha il Duca preditto su quatro passi molto forte, zoè Trezo, Picigoton,
-Rebecho et Pontremolo. Et questo passo el Re molto desiderava haver,
-et però havia celerado molto el suo camin di Roma in qua; ma poi,
-intendendo l'exercito nostro era passato Po et redutto a Gierola in
-Parmesana, alquanto stete sopra de sè, et tentò de haver el passo da
-Zenoesi; non restando _etiam_ de haver questo, come lo hebbe, qual di
-sotto sarà scritto.
-
-Da Zenoa lettere di 24 drizate al Duca de Milan, come erano più
-constanti che mai, et che era necessario provisione preste et mandar
-fanti ad alcuni passi a la Riviera de Levante, dove pur ne era
-qualche dubitatione, perchè tutta quella Riviera era partesani di
-caxa Fregosa; et che era venuto uno araldo dil Re de Franza a dirli
-come el Re era loro amico, et che per l'amicitia havevano, li voleva
-far rehaver Serzana et Serzanello, che furon soi, che Soa Majestà se
-ritrovava haver ne le mano tolti da Fiorentini, et assà altre parole,
-concludendo de haver el passo. Et che el Re mandava in Zenoa tre soi
-ambassadori, i quali erano a Serzana za in camino, i quali era certo
-sarebono accepti a quella comunità, zoè il reverendissimo Cardinal San
-Piero _in Vincula_ el cardinal de Zenoa di caxa Fregosa, et Obieto dal
-Fiesco prothonotario, do Zenoesi et uno di Savona, et verebono a tratar
-cosse in benefitio di quella communità. Ma Agustin Adorno governador
-scrisse al Duca quello voleva li rispondesse; et el Duca subito mandò
-a dimandar el voler di la Signoria; et cussì li fo rescritto che per
-niente non volesse acettar ditti ambassadori per esser Zenoesi, et che
-mandasse a dir al Re, si piaceva a Soa Majestà de mandarli oratori,
-vi mandasse Franzesi, et non Zenoesi, i quali sarebono ben visti,
-confortando esso Governador et Zenoesi in la fede promessa, et non si
-acordar per niun pato con Franzesi. Et è da judicar li fusse promesso
-per la liga di farli rehaver li suoi luoghi, si _de jure_ li vegnivano,
-compita questa guerra. Et Zorzi Negro nostro secretario era a Milan,
-ricevuto el mandato de andar a Zenoa _nomine Dominii_, a dì 24 ditto
-se partì de Milan, et andò a Zenoa, dove fu _honorifice_ ricevuto, come
-dirò poi.
-
-Domente in queste parte tal cosse seguine, a dì 28 Zugno zonse lettere
-di Lunardo di Anselmi consolo nostro a Napoli, di 11, 12, 13 et 14 di
-l'instante, narava come in Napoli seguiva ogni zorno assà rumori et
-custion (_questioni, baruffe_), et se trovava Franzesi morti per la
-terra da Napolitani, cussì a hora era el contrario; et che volendo el
-Vicerè armar certe galie lì in Napoli, essendo sul molo Napolitani,
-si messeno in arme et amazò alcuni Franzesi, et che non desideravano
-altro cha che zonzesse l'armada di re Ferando ivi con la sua persona,
-la qual di brieve se dovea partir di Sicilia et venir de lì, et che era
-certo Napolitani li receveriano con grande piacer. _Item_ come l'armada
-franzese, zoè 8 galie, fuste et brigantini, zerca numero di vele XV, la
-qual fo quella zonse per avanti a Pisa, armata in Provenza et venuta a
-Napoli, tolto in conserva alcune galie lì a Napoli, era in quelli zorni
-partita per andar a tuor Yschia; ma li custodi virilmente se haveano
-difeso, et fo necessario la ritornasse a Napoli; et che una barza di
-re Ferando era passata in mezo di ditta armada, dimostrando non se
-curar; et Franzesi non have animo o vero modi di darli fastidio: ma
-che scompagnò una galeaza franzese carga de artiglierie un pezo fuora
-de Napoli et de quelli scogli, et la lassò andar al so viazo; ma ditta
-armada da poi se partì de Napoli, et venne a Pisa, sì come ho scritto
-di sopra.
-
-Da Ferrara ogni zorno veniva lettere dal Vicedomino nostro, non però
-molto da conto, _imo_ piene de busie dicevano Ferraresi, et pur el
-Duca mostrava de dolerse de portamenti de Franzesi. Don Alphonso era
-andato a Milan, et le sue zente in campo nostro in Parmesana, zoè
-dal conte de Caiazo, per esser soldato dil Duca, et la soa persona el
-Duca non volse vi mandasse, ma lo ritene a presso di lui a Milan in
-castello. Et è da saper che esso duca de Milan, havendo cussì abuto da
-la Signoria, scrisse al Duca de Ferrara suo suocero, che 'l vardasse
-in tanto pericolo de non dar passo a Franzesi nè alcun aiuto, perchè
-pur l'intendeva el Re voleva vegnir a la volta de Modenese sotto el so
-dominio. Ma el Duca li promesse, _non solum_ de non dar passo, ma esser
-sempre _cum_ la liga ubidientissimo, et cussì prometteva de far.
-
-Da Milan lettere a dì 27 che 'l suo campo ancora non era partito de
-Vegevene, ma vedendose a hora più potenti de li nemici, essendo zonto
-alcuni Elemani et Stratioti 660 con Bernardo Contarini, volevano andar
-ad alozar mia 3 propinquo al campo nemico, et di breve esser a le man;
-et andati 50 cavalli de homeni d'arme con 50 Stratioti a sopraveder
-dove el campo se dovea alozar, et Stratioti desiderava pur de veder
-Franzesi et provarli che homeni erano; et che do fradelli de Piero
-Busichio capetanio de Stratioti, i quali erano assà ben a cavallo,
-andeno più ben verso li nemici, i quali erano montati a cavallo, una
-parte, zoè 17 Franzesi, li veneno contra, et erano venuti fora de
-li stecadi, et questi do soli Stratioti dete dentro, et quelli 17
-investite, _adeo_ che li separano, et a la prima ne hebeno amazati
-do, et do menò vivi in campo, li altri fuziteno in li stecadi. Per la
-qual cossa el signor Galeazo capetanio con Bernardo Contarini et altri
-conduttieri volse examinar ditti Franzesi vivi, per intender come stava
-el campo nemico; et inteso el tutto, et dove stavano le scolte, donato
-el ducato per testa a li do Stratioti, el zorno drio, fo a dì 25, parte
-di queste zente de Milan si messe in ordene per andar a scaramuzar,
-et Bernardo Contarini montò a cavallo con alcuni Stratioti, et si
-aviono verso i nemici; et Franzesi veneno parte fuora a scaramuzar, et
-Stratioti se andò a imboscar et dete in mezo, et ne amazono 9, presi
-zerca 30 vivi, li quali li menò in campo; la qual baruffa _etiam_ ho
-scritto di sopra. Ma occorse che uno Stratioto, fiul di Piero Busichio
-sopra nominato, corendo contra i nemici, non potendo retenir el
-cavallo, fo portado fino ne li stecadi, et quello fusse de lui seguito
-non se intese; benchè speravano, non essendo sta amazato in quella
-furia, di rehaverlo per contracambio di qualche uno di questi Franzesi
-presi, come fo, che deteno certi Franzesi per haver questo Stratioto.
-Et el Duca, intendendo tal nuove, havea grande piacer, et ordinò fusse
-dato a loro regalia in campo a ditti Stratioti; et pur esso Duca non se
-partiva de Milan, ma feva ogni provision adherendose sempre a li voleri
-di la Signoria nostra, temendo però molto de non perder el Stado.
-
-A dì 27 in Venetia morite Antonio Triumpho ambassador dil Marchexe
-de Mantoa, essendo stato zorni 12 amalato di dolor colici. Questo
-era stato 5 anni orator a questa Signoria, et per honorar chi esso
-rapresentava, el qual era nostro Governator in campo, li fo dato
-solenne exequie in chiesia di la Charità, et el corpo poi fo mandato
-in Mantoa, dove fo sepelito. Et el Marchexe non molto da poi vi mandò
-uno altro per suo ambassador a star in questa terra, chiamato Zorzi
-Brognolo.
-
-In questo zorno venne lettere da Viterbo da l'orator nostro, date a dì
-25, narra come a dì 24 el Pontefice se partì da matina da Orvieto, et
-in quel zorno era ivi zonto; et che a dì 27, sì come havia deliberato,
-voleva intrar in Roma, et che esso ambassador anderia avanti, per
-poter venir contra Soa Beatitudine; et che Romani lo aspettavano con
-desiderio; et che di le censure el Pontefice diceva non era tempo. Di
-progressi dil Re poco intendevano, et manco di le cosse di Napoli. Et
-per el Senato li fo scritto, zonto el Papa a Roma, cazasse el resto di
-provisionadi, non havendo più bisogno; et dette licentia a Francesco
-Grasso loro capo, el qual a dì 4 Luio di Roma partite per qui.
-
-In questi zorni zonse in questa terra uno messo di Beatrice raina che
-fo di Hongaria, muger di re Matthias et sorella di re Alphonso di
-Napoli; la qual al presente, da poi la morte dil marito, habita in
-Ystrigonia terra in Hongaria con suo nepote Cardinal, fiul dil Duca
-de Ferrara, el qual è di ditta città episcopo, nominato di sopra. Et
-questa ha _annuatim_ da questo Ladislao re di Boemia et Hongaria,
-successo nel regno da poi la morte dil marito, la sua provisione.
-Hor ditto messo menò con sè bellissimi cavalli di pelo baio, i quelli
-essa Raina mandava a donar a Napoli a suo fratello Re, non sapendo che
-dil regno era privato; et _etiam_ fo divolgato li mandava ducati 30
-milia d'oro. Et zonto che fo questo messo quivi, parlato con l'orator
-napolitano qual via havesse a far, a dì 23 Zugno montò a cavallo, et
-andò per Rialto a San Marco, per dimostrar a la terra la bellezza
-de ditti cavalli; et si faceva menar do cavalli a man, coperti di
-una cossa havia el pelo assà lungo, poi lui homo mostrava di qualche
-condition, hongaro, et la sua fameglia driedo con lanze et banderuole,
-che fò assa' bel veder. Et cussì havendo l'ambassador de Napoli fanti
-300 per mandar in Puia, tolto una caravella, a dì ditto montò li ditti
-fanti, contestabele uno Anzolo Romano et Domino Thomasio Spinelli
-fratello di l'ambassador medemo, et questo messo di Hongaria con li
-cavalli: et verso Brandizo navigono; poi che si fusse et che seguisse,
-ignoro.
-
-Di campo veniva lettere continuamente, notificando a la Signoria
-ogni loro progresso. Et a dì 25, a hore 23 zonse in campo Luca Pisani
-Provedador zeneral designato, insieme con Marchiò Trivixan, el qual
-stete a zonzervi, da poi partito de qui, zorni 9. Et el campo nostro
-era posto mia 4 vicino a Parma, chiamato Ponte di Tharo, essendosi
-levato di Ponte di Lenzo, et quivi venuto l'exercito ad alozar, et qui
-trovò el conte de Caiazo, governador di le zente dil Duca de Milan,
-le qual erano pochissime. Et avendo mandato li Provedadori de andar
-di lungo verso Pontremolo col campo, parse al Marchexe de Mantoa
-nostro governador zeneral di non andarvi, per bon rispetto, el qual
-di sotto sarà scritto. Et cussì scrisseno a dì 25 ditto, a hore 4,
-ditte lettere al Senato, dove erano messi col campo, et che in quel
-zorno essendo stati a parlamento con el conte de Caiazo, quello era
-partito per andar a custodia de Pontremolo, dove intendevano el Re
-havia mandà a sopraveder quel passo, el qual, per quanto se divulgava,
-era ben custodito. Ma questo non andar di longo di le zente, havendo
-passà Po, parse molto di novo a tutta la terra nostra, et dette molto
-da suspectar falsa materia, ma tutto era a bon fine, per non andar a
-metter tanto exercito tra monti, dove non si havesse potuto operar.
-Et a dì 25 fo Consiglio di Dieci, 26, 27, 28, 29 et 30 fo Pregadi,
-consulendo a quello era di bisogno. Et a dì 27 da matina venne lettere
-di campo di 26, date pur al ponte de Tharo, come el conte de Caiazo
-da Pontremolo havia mandato a dimandar in campo li fusse mandato
-1000 fanti; et questo perchè ivi fusse bona custodia, perchè quelli
-fanti erano prima comenzavano a partirse, et che dovendo venir lì
-l'antiguarda dil Re, dubitava Franzesi non havesse quella fortezza, et
-che li haveano mandati. _Item_ come in quella matina era sta preso,
-per nostri, tre sacerdoti et uno layco vestiti a modo pellegrini, i
-quali disevano vegniva de Roma, andati per expeditione di certe bolle,
-et fonno examinati, et cognosceteno chiaro erano preti, et dubitavano
-non fusse spioni dil Re: questo perchè certi nostri balestrieri diceva
-aver cognosciuto uno di ditti sacerdoti balestrier a cavalo dil Re de
-Franza, et havealo dispogliato verso Ravena, in principio de questa
-guerra, quando el Re andava in Reame; ma che erano sta licentiati,
-non essendo spioni come parse a li Provedadori, et andono al suo
-viazo. _Item_ che aspettavano li Sguizari erano a Ponte Vigo et
-venivano in campo. Et cussì poco lontano era Piero Duodo provedador
-con li Stratioti, et anche la zente de Romagna, le qual con desiderio
-aspettavano a ciò el campo fosse più grosso. _Item_ come questa notte a
-l'alba se dovevano levar col campo et andar verso Fornovo, al principio
-di monti, mia 20 lontan di Pontremolo; _tamen_ non si levono. Queste
-lettere di campo dette a pensar a nostri, et tutti erano di malavoia,
-dubitando per le parole dil conte di Caiazo, che Pontremolo non si
-perdesse facilmente, che prima diceva era passo, volendosi tenir,
-inexpugnabile. Et el zorno drio, a dì 28 venne lettere, ditto passo
-ancora si teniva, le qual lettere fo di 27, date pur al ponte de Thar
-vicino a Parma mia 4. Et per quelle se intese come la notte passata,
-dormendo li Provedadori, veneli al letto domino Phebo di Gonzaga
-cuxin dil Governador, dicendo come Franzesi havia habuto Pontremolo,
-et che el Marchexe era de opinion de non si levar de lì, come haveano
-messo l'ordene de levarse la mattina, si pareva però questo a ditti
-Provedadori: et questo perchè, andando col campo a Fornovo, sariano
-mia XV distanti da li nemici, et buono sarebbe aspettar de ingrossarse
-con le zente de Romagna, Stratioti, Sguizari, et altri mancavano; et
-cussì deliberorono non si levar. Et la matina poi venne el conte de
-Caiazo con Francesco Bernardin Visconte comissario dil Duca de Milan
-da li Provedadori, domandando altri 300 fanti per fornir i soi luogi,
-et cussì fin qui ne ha habuto 1300, et li Provedadori vedendo el tempo
-non esser de dimorar, in quella matina spazono molti cavalieri per
-diverse vie, ai qual concesseno che tutte le zente trovaveno per via
-li dovesse far comandamento da parte di la Serenissima Signoria et
-soa, che dovesseno non dimorar ma cavalcar in campo; con una lettera
-averta cometeva questo, et che li Stratioti erano zonti in campo in
-quel zorno, et che intendevano Hanibal Bentivoi veniva in campo era
-mia 20 lontano, et doman lo aspettavano con desiderio, et cussì quelli
-de Ravena, zoè el conte Carlo di Pian di Meleto, Talian da Carpi et
-Anzolo Francesco da Santo Anzolo; al qual per la Signoria in questi
-zorni li fu cressuto fino al numero de 100 cavalli; _etiam_ aspettavano
-Sonzin Benzon, Zuan del Drivandim, Zuan Griego et altri cavalli lizieri
-erano stati a Perosa col Pontifice; et che era zonto certe carete de
-artiglierie, però che di Verona et di Brexa fo ordinato fusse mandato
-carete de artiglierie in campo.
-
-Intendendo tal cosse, Venetiani non cessavano de consultar; et in
-questo zorno mandono danari in campo per dar paga a le zente di
-Ravena, le qual in campo andò senza haver danari avanti se partisseno,
-dimostrando la fede portavano a la Signoria, et che non era tempo de
-dimorar a far mostra, essendo el Re sì propinquo. Et è da saper che
-nostri erano su gran spexa da terra, oltra l'armada era in mar, sì
-a Brandizo _quam_ in Arcipelago; et el campo voleva al mexe, oltra
-l'ordinario di le Camere, ducati 60 milia; et za haveano trovati et con
-bel modo, senza danno di la terra, danari per tegnir l'exercito tutto
-el mese de Avosto senza metter altre decime, et questo per li 8 milia
-ducati di la provision nova a la Camera di imprestidi; et oltra li
-ducati 50 milia primi dil Monte nuovo, ne tolseno per altri 30 milia,
-et con grandissima pressa _etiam_ questi ultimi, _licet_ fusse senza
-don, in tre zorni fo compito de depositar a le Cazude. Li debitori di
-la Signoria per tutti li officii erano solicitadi a pagar, et _maxime_
-quelli di le Cazude, sì de Monte nuovo _quam_ vecchio, et le decime
-dil clero li governadori di le intrade scuodevano; quelli erano a le
-casse de li 8 officii hanno dacii, erano solicitadi da la Signoria
-a scuoder, _licet_ per queste guere la terra era quasi suspesa, et
-_in magnum quid_: li qual dacii sono questi: Dacio del vin, Tavola de
-l'intrada, Tavola di l'insida, Messettaria, Ternaria vecchia, Ternaria
-nova, Justitia nova et Beccarie; li qual dacii hanno de intrada a
-l'anno sottosora ducati......; sì che per questo si puol conjecturar
-la magnanimità de Venetia. Oltra de questo fo mandato ducati 7000 a
-Bologna a Antonio Vincivera secretario nostro, a ciò facesse li 2000
-fanti; artiglierie di l'arsenal per Po fo mandate in campo, schiopeti,
-spingardi et passavolanti; benchè le nostre artigliarie traze ballote
-di piombo, et quelle di Franzesi traze ballote di ferro, et sono
-passavolanti assà longi.
-
-Adoncha Franzesi, sì come ho scritto, a dì 26 Zugno introno in
-Pontremolo senza haver alcun contrasto. El modo fo, che intendendo
-li custodi el Re col suo exercito havia habuto S. Stefano, loco pur
-dil Duca de Milan vicino a Serzana, et che alcuni Franzesi veniva
-verso Pontremolo, alcuni fanti ussite per scaramuzar con loro, ma
-inteso erano 2000, havendo paura che quelli habitanti ne li monti
-signorizava Pontremolo, ch'è posto il passo in una valle, cridava:
-Franza! Franza! deliberorono partirse, et lassar quel passo a Franzesi,
-et loro venir a la fin de monti a uno altro passo chiamato Fornovo, et
-lì fortificarse, ch'è mia 20 di Pontremolo, et 9 dove era el nostro
-campo; et quivi el conte de Caiazo con le soe zente stete con 1000
-cavalli et 200 fanti, benchè a nostri fusse scritto da Milan ivi era 30
-squadre et 5000 fanti. Ma parse al Governador de mandar a custodia de
-quel passo de Fornovo, et a li Provedadori, Piero Schiavo contestabele
-con 3 altri contestabeli con 3000 fanti; el qual, sì come scrissi di
-sopra, dovea andar a li 26 a custodia di la Speza in la Riviera di
-Zenoa, mia 30 dil ponte di Thar dove era el campo nostro. Ma mentre
-era in camino, acadete che Franzesi haveno ditta Speza da Zenoesi
-tenivano da li Fregosi, _pacifice_; i quali, vedendose potenti più
-de li Adorni, con lo aiuto di Franzesi scaziati li custodi era per
-il Duca messi, levono le insegne de Franza et feceno gran comotione
-et novità in quella Riviera, come dirò di sotto. Or, inteso questo,
-li nostri fanti vi andava....; et Franzesi non _solum_ la Speza ma
-molti castelletti de quella Riviera de Levante oteneno, per causa di
-le parte de zentilhomeni Capellazi, et populo. Questa nova di la Speza
-zonse a Venetia la verità a dì 28 ditto da matina, benchè prima nostri
-ne dubitasse molto, per le lettere viste quatro zorni avanti, scritte
-al Duca de Milan per el governador de Zenoa, che ditta Riviera era
-in manifesto pericolo se non se li se provedeva in mandar fanterie;
-_tamen_ che lui a Zenoa se defenderia. Et in questo medemo zorno
-_etiam_ se intese de Pontremolo. Adoncha a dì 26 di questo Franzesi
-otteneno do passi, quel de Pontremolo et quello di la Speza senza
-combatter, a loro molto necessarii et, _ut dicam_, la chiave de Italia:
-quel di la Speza per haver l'adito di far voltar Zenoa: et questo per
-tornar in Aste, et conzonzersi col campo dil Duca de Orliens, et dar
-fastidio al stado de Milan. Questa forteza di Pontremolo dette molto
-da pensar a nostri, et li padri de Collegio stette assà de malavoia.
-El Prencipe pur era amalato, et per queste cative nove più li cresceva
-el mal; et tanto più dolse a nostri, quanto per poca cura era perso
-ditto passo; et el Duca scriveva esser cossa inexpugnabele, et vi
-havia messo bona custodia, et che non si temesse; _tamen_ veteno
-(videro) la experientia al contrario, et la pusilanimità de li custodi,
-havendovi voluto mandarvi in la fortezza uno nostro patricio, et meglio
-sarebbe stato; et per questo erano in gran pensier. Et a dì 30 Zugno
-nel Consejo di Pregadi feceno molte provision, et scritto lettere in
-diverse parte, et fo comandato gran credenze, et più di l'usato, _adeo_
-non volevano dir si Pontremolo era perso; et preseno de mandar danari
-in Dalmatia per far zente, et far altri 2000 cavalli de Stratioti,
-però che in Stratioti havevano gran speranza et fede; et scrisseno in
-campo dovesse haver gran diligentia di non si apizar con Franzesi, et
-solicitasseno, le zente vi veniva, venisse.
-
-Ma el Re de Franza in questo mezo, a dì 22 Zugno intrò in Lucca,
-ricevuto con grande honor da quella comunità, sì come a la prima
-feceno, et atendeva pur di far voltar Zenoa, e far trame occulte, come
-è da judicar facesse. Poi venne a Pietra Santa, demum a Serzana; et
-essendo la sua persona lì, mia 12 da Pontremolo, le soe zente have
-San Stefano, loco del Duca de Milan, et _etiam_ Pontremolo, come ho
-scritto; dove li Sguizari fece gran crudeltà, qual scriverò di sotto
-et per che cagione. Et pur ancora non se sapeva el certo, qual via
-volesse tenir, o venir contra el nostro exercito o andar per la via de
-la Speza. Et cussì _etiam_ Franzesi stavano tra loro a consultar _quid
-fiendum_, havendo con lui Zuan Jacomo di Traulzi et Francesco Secco
-degni capitani italiani, li quali menava con lui in Aste per privar
-Italia di tal homeni. Et el Re mandò uno suo ambassador a Bologna, el
-qual zonse a dì 27 da sera; et la mattina ebbe audientia. El qual, da
-parte dil suo Re dimandò al magnifico Johanne Bentivoj conseglio, che
-via dovesse far Soa Majestà per ritornar in Franza, però che Zenoesi
-non li voleva dar el passo. Li rispose che per Lombardia non bisognava
-Soa Majestà passasse, perchè coreva pericolo di esser taiato a pezzi,
-come era la verità; notificandoli el grande exercito havia la Signoria
-in campagna in Parmesana. Et ditto messo rimase assà sora de sè, et
-poi li disse che 'l Re venisse _amicabiliter_ a dimandar passo a la
-Illustrissima Signoria et al Duca de Milan, li quali per soa benignità
-li concederia, volendo ritornar in Franza et non far novità in Italia
-più; et che pur volendo passar per forza, la soa miglior via era quella
-de Zenoa. Et habuto tal risposta, ditto orator ritornò al suo Re. Et
-questo se intese per lettere dil nostro secretario in Bologna a dì 29
-ditto da matina in questa terra.
-
-Da Milan lettere di 28 et 29 ditto da matina, come el Duca molto si
-havia dolso dil perder di Pontremolo; et di campo, che volendo Franzesi
-di Novara far uno certo ponte sopra un'acqua per poter haver vituarie,
-uno fiul fo di Zuan Piero dal Bergomino, capetanio di fanti, insieme
-con alcune altre zente paesane, ivi era andato et scazò Franzesi di tal
-opera, disfacendo el ponte, et menò via le burchiele, sì che Novaresi
-et quelli stavano dentro patirono assà, non sperando haver vittuarie
-da altro loco che di Verzei, et altre terre dil Duca di Savoia, et che
-mandava madona Beatrice duchessa moglie dil Duca, era partita lei sola
-senza el marito, in compagnia de molte donne di castello de Milan, et
-andata a Vegevene, essendo prima andata per la terra de Milan con gran
-pompa, _tamen_ era mal vista da ogni uno, per l'odio haveano a suo
-marito, el qual stava in castello et lì faceva li soi provedimenti, con
-bona custodia di la persona soa, et molto dimostrava amar la Signoria.
-Or che ditta Madona era andata in campo, el qual era lì a Vegevene
-a dì 27 ditto, et zonse a hore 2 con alcuni comessarii dil Duca, sì
-per sopraveder le cosse, _quam_ per inanimar el capitan suo facesse
-qual cossa. _Item_ che intendeva che a Novara Opizin Cazabianco et el
-Negro et li altri primarii cittadini che fonno causa di dar Novara a
-Franzesi, dubitando el Duca di Orliens non se acordasse con Milan, era
-andati, col suo miglior poteno portar, ad habitar a Verzei, et era per
-numero zerca 50; et questo era signal consideravano _nunquam_ el Duca
-di Orliens poteva tenir quella terra, et dubitavano di la vita loro.
-Et per lettere di Bernardo Contarini sora i Stratioti se intese che
-a dì 28, a hore 12, di comandamento dil Duca et hora astrologica, col
-campo si levò da Vegevene et venne mia 4 ad alozar in uno loco chiamato
-Caxolo. Et come fonno partiti di Vegevene tutto el campo in ordene
-mia uno lontano, fo posto el campo come havesse a far fatto d'arme,
-zoè partino le zente d'arme in cinque squadroni: le fanterie elemane
-inanzi, le fanterie italiane a drieto, cavalli lizieri et balestrieri,
-et da uno canto li Stratioti, et dall'altro ditti cavalli lizieri; di
-qual fo fatto do ale a le zente d'arme; et che la Duchessa volse venir
-a veder l'ordene dil campo, et poi lei ritornò a Vegevene, et el campo
-venne di longo ad alozarsi a Caxuol. Et el numero di le zente sì de
-Milan _quam_ de inimici, di sotto sarà scritto. Et alozato che fo el
-campo, Bernardo Contarini mandò alcuni Stratioti a discoprir le guardie
-dei nemici, insieme con certi thodeschi, et corseno fino su le porte,
-et lontan li do alozamenti mia 3, preseno 9 pedoni che trovono et uno
-homo d'arme franzese, et ne amazono tre pedoni, et ritornò in campo.
-Et quella matina seguente, fo a dì 29, andò 25 Stratioti verso uno
-castello chiamato Villanova, lontan da Caxuol mia 4, el qual Franzesi
-lo teniva, et presentati ditti Stratioti con uno balestrier dil Duca
-per guida, li fanti erano dentro per numero 12 si deteno, salvo l'haver
-et le persone, et Stratioti introno dentro. Et poi per el capetanio,
-inteso questo, qui fo messa custodia, laudando molto la probità de
-Stratioti. Et in questo zorno poi, intendendo Franzesi erano messi in
-fuga, et haveano abbandonato do lochi, zoè Cerano et Tracano, castelli
-dil Duca de Milan per loro aquistati, li Stratioti montò a cavallo
-con li cavalli lizieri italiani, et corendo mia 4 introno dentro ditti
-castelli, dove fo lassato per Bernardo Contarini 200 Stratioti et molti
-pedoni a custodia, et el resto de Stratioti corseno fin su le porte de
-Novara, et non trovò niuno, però che i nemici erano reduti in la terra;
-et cussì ritornono in campo, dove fo terminato la matina levarse col
-campo, et andar alozar a Trecano, lontan de Novara mia 3, per poter
-meglio far correr ogni zorno fino sule....
-
-Or qui scriverò la conditione di campi, sì come fo mandato a la
-Signoria.
-
-
-_Zente d'arme le qual se atrova nel campo dil Duca de Milan a l'impresa
-de Novara[135]._
-
-_Zente dil Duca di Orliens in campo[136]._
-
-A dì primo Luio venne lettere di Roma di 27 Zugno di sabato, nel qual
-zorno el Pontifice intrò dentro Roma con grandissimo triumpho, a hore
-22, però che fonno coperte le strade dove el passava de panni, fatto
-soleri con feste; et molti cardinali che erano intrati el zorno avanti,
-et cussì Hieronimo Zorzi kav. orator nostro, el qual el venere _etiam_
-era intrato, tutti ussiteno fuora per venir a honorar Soa Beatitudine,
-et cussì esso Pontifice con XXI cardinali et assaissimi episcopi et
-li oratori ritornò in Roma, essendo stato fuora zorni... perchè a
-dì... Mazo se partì, et a dì 27 Zugno ritornò, et Romani fonno molto
-aliegri che la corte fusse tornata. Et in quella sera l'orator nostro
-spazò lettere a la Signoria notificando questa tornata, et come a
-dì 18 de l'instante in Gaeta el popolo et zentilhomeni erano stati a
-remor, et questo per causa di certa novità voleva far Franzesi, zoè
-di metter angarie ivi _praeter solitum_ al populo, et li zentilhomeni
-consentiva. Or adunato esso populo in uno, si messeno in arme et deteno
-driedo a Franzesi et zentilhomeni, i quali si reduseno, per fuzir
-tanto furor, tutti al meglio poteno in la rocca, et mandò a Napoli et
-a li lochi vicini di Colonnesi a dimandar aiuto. Et a dì 24 ditto,
-fo el zorno di San Zuane Baptista, intrò per la via di la marina in
-la terra monsignor di Beucher, el qual era rimaso gran siniscalco dil
-Regno, in Napoli habitava. Et ancora vi entrò el cardinal Colonna con
-zerca 3000 persone in tutto, et con quelli Franzesi erano in rocca, et
-zentilhomeni ussiteno fuora contra el populo, el qual havia cridato:
-Ferro! Ferro! Aragona! Aragona! et di quelli Gaetani ne amazono
-numero 1500 et più, che fo una crudelissima cossa veder in quella
-città tanti corpi morti per la terra, et _etiam_ li puti; et le donne
-veramente non volseno amazar, ma le vechie fonno mandate a Napoli, et
-le zovene cargate et poste su certe galeaze per mandarle in Provenza;
-ma, _ita volente Deo_, poi da Zenoesi ditte galeaze fonno prese et le
-donne liberate: sì che Gaeta a questo modo fo trattata, et fatto quel
-che _nunquam_ più fo audito, che contra uno populo si usasse tanta
-crudeltà senza ragion. _Item_ che re Ferandino in Calavria prosperava
-felicemente, come per lettere de Ulixes Salvador havia inteso, date
-in Sicilia a Messina, drizate a esso orator, et che in uno loco ditto
-Terra nuova havia serato in obsidione monsignor de Obegnì vicerè
-franzese, et che in quelli zorni erano stati a le man, et el Re havia
-preso 50 cavalli et 300 Franzesi, et questa nuova è quella di sopra
-ho scritto. Ma al presente è da considerar certo, re Ferandino sia
-sopra l'armada soa aviata verso Napoli; et come vidi per una lettera
-scritta a Zuan Bragadin, per uno suo patron di nave era a Messina,
-come l'armada deputata a venir a Napoli in tutto era questo numero:
-caravelle et barze 45, galie 18, galioni 2, barzoti 2, el resto tra
-fuste e bragantini 20; in tutto vele zerca 70 (?), la qual armata se
-partì da Messina, a dì... Zugno, et la lettera vidi era di 21 ditto.
-Quello de ditta armada seguirà, scriverò poi. Ma da Roma etiam scrisse
-ditto orator che 'l Pontifice trovandose con 21 cardinal, secondo el
-consueto dovea a dì 3 Luio far l'ultimo concistorio, et poi, fatta
-la celebration de San Piero, per el cativo aere era a quelli tempi in
-Roma, li reverendissimi Cardinali dovea partirse et andar per quelle
-terre vicine a star fuora per tutto el mexe de Avosto, a ciò passi quei
-tempi pericolosi di egritudine per li gran caldi. Item che Colonnesi
-con Orsini erano su le arme, et una parte con l'altra si danizava.
-
-In questa matina medema di primo Luio venne lettere di 30 Zugno da
-l'orator nostro a Milan, come el Duca havia habuto lettere di Zenoa dal
-Governador, el qual benchè quella Riviera de Levante si fusse rebellata
-et venuta in favor dil Re de Franza, _tamen_ che in Zenoa erano fermi
-in la fede data, _licet_ del populo ne era qualche dubitatione, et che
-haveano dato quella risposta a l'araldo dil Re di non voler vi entri
-li do Cardinali et Obieto dal Fiesco per ambassadori dil Re; et cussì
-ditto araldo era partito; i quali tre erano a la Speza et per quella
-Riviera.
-
-_Item_ che el campo, a dì 29 da matina, quello era levato da Caxol
-et andato ad alozarse a Trecano mia 4 da Novara, et che Stratioti
-havia corso fina su le porte, et Franzesi non si haveano mossi, tanto
-erano in fuga et spauriti per Stratioti, et che feceno di gran butini
-de animali et ritornono in campo. El qual a dì primo Luio se doveva
-levar de lì et andar ad alozar in Arcano più vicino ancora a Novara,
-et che la Duchessa era a Vegevene, el Duca a Milan, et che in campo ne
-era opinion de andarsi a campar di là da Novara, in uno loco chiamato
-Agaglia, però che Franzesi non erano più col campo a la campagna ma
-tirati in la terra. Et è da saper che ditto campo dil Duca de Orliens
-era alozato tra Trecano et Cerano. Et inteso de Stratioti si tirò
-via de lì, i quali Stratioti dette in le coaze, et prese zerca 25 di
-chariazi, et alcuni Franzesi fo morti, et de Stratioti uno solo, et el
-cavallo dil Stratioto ritornò in campo, però che questo costume hanno
-i loro cavalli, et le teste portate a presentar al capetanio et a la
-Duchessa ebbeno uno ducato per uno, et questo fo nel principio, benchè
-sia qui scritto. Et el campo preditto duchesco era al presente assà
-ben in ordene, et fortissimo, et superior de Franzesi; et di breve
-speravano de haver vittoria, et che Stratioti haveano menato assà
-villani presoni in campo, i quali per esser dil contado fonno lassati
-andar.
-
-Et in questi zorni fo preso certe lettere scriveva el Duca de Orliens
-al Re, come era venuto contra di loro certa qualità de zente che non
-sapeva quali si fusse, i quali haveano messo tutta la so zente in fuga,
-et che erano homeni senza arme, con barbe, lanze, mazoche et spade,
-et cappelli in testa. Et mentre Pregadi era redutto, però che 6 zorni
-continui fo Pregadi per far provision a tanta importantia et pericolo
-quanto era, per esser el Re cussì vicin al nostro campo; et zonse
-lettere di 30 di campo come era zonto Hannibal Bentivoj con 9 squadre
-di zente d'arme benissimo in ordene, et una de cavalli lezieri, et una
-de balestrieri a cavallo et 800 fanti con lanze longe, le qual havea
-in cima una bandiruola, et con rodete, dei qual 400 era balestrieri a
-piedi, et 400 fanti; in tutto zerca persone 2300, _adeo_ in campo era
-al presente più di 20 milia persone._ Etiam_ zonse el conte Carlo de
-Pian de Meleto con el resto di le zente di Ravena, zoè squadre 20._
-Item_ che 'l nostro campo con le zente dil conte di Caiazo erano reduti
-insieme, et diviso le squadre et squadroni, fatto li colonnelli, li
-qual di sotto saranno notadi; et che la matina seguente doveano levarse
-di ponte di Thar, et andar ad alozar più propinquo a la montagna, a la
-badia de Gierola, et che erano in campo a hora 12 milia cavalli, et
-5000 fanti, et oltra li 1500 mandati a Zenoa et ancora mancava assà
-fanterie a zonzer. Et che 'l Governador, Provedadori et condutieri
-haveano fatto consejo, et terminato de portarse vigorosamente, venendo
-Franzesi di qua da monti, et che erano volonterosi de apizarse con
-loro, et dicevano, si el Re venisse di longo, che promettevano a la
-Signoria indubitata victoria. Et per exploratori mandati in su quei
-monti et in campo dil Re erano certificati Franzesi esser a Pontremolo,
-et Sguizari havea brusato quella forteza, et amazati molti di la terra;
-questo perchè quando da prima de lì passono per andar in Reame, da li
-habitanti fonno morti alcuni di la soa compagnia, sì come nel primo
-libro è scritto; et però haveano voluto far la vendeta.
-
-_Item_ che la persona dil Re era ancora a Serzana mia 12 di Pontremolo,
-et che Zuan Jacomo di Traulzi molto in favor dil Re se adoperava, et
-che Franzesi erano venuti in su per questi monti, et havia habuto a
-pati un'altra forteza chiamata Berce et cinque altri castelli pur dil
-Duca de Milan, i quali fonno _alias_ dil signor Piero Maria di Rossi,
-et per el Duca toltoli el Stado, l'anno 1482 a tempo di la guerra de
-Ferrara, che li tolse 22 castelli. Et morto in quel tempo esso signor
-Piero Maria, Guido suo fiul et fradelli veneno da la Signoria, fo data
-condutta et provisione, et fo valentissimo capetanio et fidelissimo,
-et za in la guerra de Todeschi _strenue_ si portò. Ancora fonno azonti
-nel numero di zentilhomeni de questa terra, et nell'anno 1490, 10
-Ottobre, esso signor Guido in questa terra morite, et la sua conduta
-fo data a so fiul conte Filippo di Rossi, el qual al presente è a
-custodia di Ruigo. Questi Rossi erano di primi di Parma, però che sono
-4 parte in Parma principal: _videlicet_ Rossi, San Vidali, Palavicini,
-et Corezesi; una di le qual è estinta et ch'è questa di Rossi; et in
-Piasenza ancora ne son altre quatro: Anguisoli et Landesi, i qual son
-gebelini, Scotti et Fontanelli gelfi. Et questa digressione basti, _et
-ad rem redeamus._
-
-Item per lettere di campo se intese come Luca Pisani provedador era
-stato quel zorno in Parma a sopraveder, dove era lì Governador el
-signor di la Mirandola, et le soe zente erano in campo a soldo dil Duca
-col conte de Caiazo, et in quella sera discoverseno uno tratato dil
-castellan de Parma, el qual havia concertato con Franzesi de darli la
-terra venendo, et fo preso et mandato a Milan. Et ancora in quel zorno
-era zonto in campo Nicolò Savorgnan kav. da Udine et zentilhomo nostro
-con 1000 furlani, homeni disposti a ogni cossa. Et _conclusive_ tutti,_
-ex uno ore_, dicevano mai non haver visto in Italia a tempi nostri
-simel exercito et sì fiorita zente: tutto in laude di la Signoria.
-Se ritrovava in questo tempo, oltra li provedadori et pagadori, 4
-patricii andati per veder lì in campo, zoè Piero Donado camerlengo de
-Ravena, Homobon Gritti, Piero Bragadin et Vettor Pixani dal banco;
-el qual Pixani se ritrovò in campo al tempo di la battaglia. Et in
-questo zorno di 30 Zugno a hore 23, do balestrieri a cavallo dil
-conte de Caiazo menò dal Governador uno Franzese buffon, et dimandato
-dal ditto Governador dove eran li provedadori et condutieri quello
-andava fazendo, rispose era venuto a Fornovo et per quei lochi a far
-comandamento da parte di la Majestà dil Re sotto pena dil fuogo, che
-dovesseno preparar vittuarie et far dil pan, perchè Soa Majestà voleva
-venir con tutto lo exercito. Et domandato come nomeva.... mons. dil
-Cornet. Et el signor Marchexe ordenò li fusse dato da bever, et lui
-disse non beveva vin. Et el Signor disse non li podeva dar di l'acqua
-perfino a meza note. Et lui disse: la caxon? Et el Signor rispose:
-perchè i nostri cavalli va a beverar e turbia l'acqua,_ adeo_ fino a
-meza notte non se puol bever. Et questo Franzese disse: El fatto mio
-va mal! Et cussì rasonando fo menato dal Marchexe fino sotto la forca,
-et li disse: Vedistu questi do Signori? Lui disse: Che fanno? Et el
-Signor disse: Questi ti faranno dir la verità. Et _tandem_ havendo gran
-paura, riferite el Re havia una bella compagnia, et volevano al tutto
-venir di qua da monti, non havendo paura dil nostro exercito. Et el
-Governador li disse: L'ha pur perso el regno de Napoli? Et lui: Non è
-vero. Li procuratori disse: L'ha pur perso Gaeta. Et _etiam_ non volse
-consentir. _Unde_, non potendo haver altro da lui, fo dato a quelli
-l'haveano preso. Et è da saper che a dì 28 zonse in campo 300 elemani,
-bellissima zente, et cussì se andava ingrossando quello.
-
-Queste lettere venute in Pregadi tutti comenzono a star di bon anemo,
-vedendo el bon cuor haveano sì el Governador signor Rodolpho et altri
-condutieri et soldati. Et in quella sera scrisseno lettere assaissime
-in diversi luogi, et alli rettori di le terre nostre, dovesseno star
-preparati per li bisogni, et far far bona custodia, et mandar quelli
-dovevano mandar in campo. Et in campo fo scritto, ringratiando del bon
-voler haveano.
-
-Ancora è da saper che per ditte lettere di 30 da Pisa, zonte el
-zorno di Nostra Donna a dì 2 Luio, se intese esser zonte 50 carete
-de artigliarie, et che Hannibal Bentivoj subito zonto volse far la
-mostra, et li fanti 800 havea con lui era quelli assoldati per l'orator
-de Milan, et che soldati, per haver li X milia cavalli de cariazi,
-erano più volonterosi de apizarse con Franzesi che quasi de haver
-la loro paga, di la qual era tempo; et che preso alcuni de quelli
-monti, confessono a la tortura Franzesi veniva di longo, erano mal
-conditionati, li cavalli magri et molti per caldi strachi et amalati,
-non haveano che manzar, et che per questa causa al tutto come disperati
-verebbeno zoso, et per paura de Franzesi li custodi de Fornovo haveano
-abandonato quel passo, et che nostri havendo inteso ivi erano venuti
-poco lontan a sopraveder 300 Franzesi, in quella notte medema li
-Provedadori havia mandato li Stratioti et 1500 fanti lì a Fornovo, et
-la matina a dì primo Luio el campo si levava per andar a Gerola, come
-ho scritto de sopra; et che intendevano la guarda dil Re havia ordinà
-le squadre, et che la Signoria non dubitasseno, li dariano vittoria
-grandissima, et aspettavano con desiderio el Signor de Rimano era in
-camino, et Paris de Lodron et Cozanderle.
-
-Adoncha, inteso tal nuove per li padri de Collegio, et che al tutto
-venendo di longo si conveniva menar le man, benchè molti teniva non
-venisse, et facesse stratageme, e tolesse altra via, _tamen_ ragione
-era assae dovesse venir di longo, et la grandissima penuria, et come
-se intese uno pan valeva mezo raynes, et venendo, si caso fusse, _quod
-Deus avertat_, che rompesse el nostro campo, sarebbe stato signor de
-la campagna, et con l'odio portavano li populi al Duca de Milan haria
-acquistato quel Stado, et sarebbe seguito mal assae, et per non metter
-in tanto sbaraio, molti patricii erano de opinion che 'l nostro campo,
-_nisi coacti_, non dovesseno far fatto d'arme; et cussì scrisseno
-in campo. Ma li Provedadori rescrisseno che _non solum_ li soldati,
-venendo Franzesi, volevano esser a le mano, ma che andando per altra
-via, però che havia una via da Borgo per li monti, che poteva andar,
-erano nostri disposti di seguitarli, et che anderebbono a Piasenza, sì
-che si stasse senza pensier, che speravano in Dio per il buon cuor di
-tutti haver vittoria. _Unde_ per questo in Collegio, non vi essendo
-el Prencipe el qual era amalato, deliberorono de implorar l'auxilio
-divino, _juxta_ quel ditto: _nisi Dominus custodierit civitatem, in
-vanum vigilant qui custodiunt eam_, et ordinò fusse fatto special
-oratione per tutti li monasterii de questa terra de religiosi, et a
-poveri monasterii 32 li fo donato 300 stera di farine quando preseno
-di romper, et al presente ne mandono altri 300 stera, pregando Iddio
-donasse vittoria a nostri, combattendo _maxime_ per difensione de
-Italia et ben di la Christianità. Et ancora fo dato a madona Fiordelixe
-Zorzi et Beatrice Capello, donne che fonno dedite a procurar per la
-pietà, per presonieri et povertà, li fo dato stera 600 de farine che
-dispensasseno, 100 stera per sestier, a povere persone. Et a dì 3, 4, 5
-Luio fo fatto processione a torno tutte le chiese, cantando le litanie,
-et ditto messe a ciò per queste vie el nostro protetor Iddio volesse
-donar a nostri vittoria contra Franzesi.
-
-Per lettere di Alemagna, da li oratori al Re de Romani di 20 Zugno, se
-intese come esso Re era occupato a la Dieta, et che ivi se ritrovava
-nel suo Consejo uno baron di Bergogna, el qual era _etiam_ con
-l'ambassador di l'archiduca, et per esser homo de gran inzegno et
-desiderar el ben di esso Re, _non solum_ confortava dovesse venir in
-Italia, ma che, non possendo cussì presto expedirse, dovesse far romper
-al Re de Franza al suo signor Duca de Bergogna, sì per far quello è
-ubligato come colligato, _quam_ per l'odio dovea portar al ditto Re de
-Franza per le inzurie ricepute; _tamen_ che altri poi disconsegliava,
-si che de Maximiliano non se sperava alcun aiuto come in effetto fu.
-
-A Ferrara di primo Luio, Hercules duca de Ferrara con cavalli zerca
-400 se partì de lì, et andò verso Serzana; dove volesse andar non se
-intendeva, ma ben con lui portò assà cariazi de tapezarie et arzenti.
-Se divulgava andasse per dar el passo al Re, et per questo portava
-questi adornamenti, per poter recever _honorifice_ Soa Majestà; ma
-esso Duca diceva andava per veder di conzar le cosse, et che el Re
-tornasse in Franza senza dar impazo a suo zenero Duca de Milan. _Tamen_
-per nostri tal sua andata era di gran suspetto, et se divulgava per
-la terra di far un capetanio in Po, et mandar galioni et barbote,
-non tanto per offender, quanto per haver armada in Po, per li bisogni
-potevano acader. Et questo Duca mandò vittuarie al Re, _etiam_ polvere,
-come se intese.
-
-Da Milan el campo dil Duca da Novara a dì primo Luio a hore X si levò
-in ordene di Trecano, et si apresentò mia uno lontano di Novara con
-ordene di battaglia, et inimici non li bastò l'anemo de ussir di le
-porte. Feceno nostri dar fuogo a 12 passavolanti drizati verso la
-terra, et ivi steteno fino a le XV hore; ma vedendo che haveano serato
-le porte et tagliato le strade, a caxone non se potesse correr su le
-porte, et visto questa fuga, Bernardo Contarini comandò che alcuni
-Stratioti coresseno di là de Novara mia X; i quali subito corseno,
-et non trovono scontro niuno, ma fece de gran butini de bestiame, et
-con gran terror dil paese Stratioti tornono in campo. Et poi el campo
-venne ad alozar a una villa ditta Perna, uno mio et mezo lontana di
-Novara, et volevano tajarli le acque a ciò non potesseno masenar; et
-far provisione siano assaltate le vittuarie venivano da Verzei et
-assediarli. Et in questo zorno, disnando, in campo fo cridà: Arme!
-Arme! et in meza hora el campo fo in ordene et veneno fuora, ma fo una
-dimostratione de inimici, però che ussite _solum_ 700 arzieri a cavallo
-di Novara, et Bernardo Contarini con 300 Stratioti cerniti et 200
-cavalli lezieri dil Duca deliberò di esser a le man. I nemici, oltra
-li 700 arcieri, era 100 homeni d'arme et 1200 fanti, et non venendo
-molto lontano de li borghi; et cussì per redurli in qua, Stratioti
-apizò una scaramuza, et mandò 1200 cavalli lizieri verso i pedoni per
-tenirli in exercitio, et esso Contarini con li Stratioti se aviò verso
-li 700 arzieri et fonno a le man, et per esser in luogo circondato
-di fossi non li poteno far Stratioti tropo mal, pur ne fo morti 12 et
-portate tre teste sopra la lanza, ritornono a li alozamenti. Et soldati
-se meravigliono di tal crudeltà, et esso Provedador per dimostrar la
-Signoria voleva se facesse guerra da dovero, li dette la regalia del
-suo ducato uno per testa, et intendevano el Duca de Orliens havea mandà
-bona parte di le artiglierie a la volta de Aste, sì che Stratioti messe
-in reputation quelle cosse, et Franzesi in gran fuga et pavento.
-
-A dì 3 ditto, inteso Stratioti per le scolte i nemici erano ussiti
-fuora, questi se aviono con el loro Provedador a la volta de ditti
-nemici, et trovato 40 pedoni imboscati, tutti fonno presi senza snudar
-spada. Li altri stevano serrati in la terra, et el Duca de Orliens
-fece buttar uno ponte sora Po, distante da Novara mia 36 verso Aste, a
-ciò per quello potesse venirli soccorso di Aste. Et per obviar questo,
-el capetanio signor Galeazo mandò 60 Stratioti et 40 balestrieri per
-brusar ditto ponte, a ciò _etiam_ potesseno _libere_ nostri corer fino
-in Aste senza impazo. Et ancora in quella matina, per ordene dil Duca,
-mandono a la volta di Zenoa 70 homeni d'arme et 100 cavalli lezieri,
-perchè cussì el Governador de Zenoa li havea richiesti; et el Duca de
-Orliens per quanto intendevano feva far spalti in la terra de Novara.
-Et in questi zorni fo preso uno corier con lettere di ditto Duca,
-drizate al Re in zifra, rispondeva come havea inteso et habuto lettere
-di Sua Majestà, et che l'era obsesso in Novara, nè si poteva partir
-nè ussir per causa de Stratioti. Et a dì 4 Luio, per nostri dil campo
-preditto duchesco, fo preso 12 villani et 8 sacomani con loro cavalli;
-et molti castelli ivi dintorno, che prima haveano ribellato di Milan
-et datosi al Duca de Orliens, al presente si rendevano _voluntarie_ a
-nostri; et come per una lettera di Bernardo Contarini vidi, fin questo
-zorno havea fatto restituir a instantia dil Duca da 600 fin 700 cai
-de anemali grossi et assà altre robe et danari de butini havia fatto
-Stratioti, dicendo erano de li soi dil paese.
-
-El campo veramente nostro di Parmesana a dì primo Luio se levò di ponte
-di Thar, et tutto in arme come havesseno a far battaglia, et veneno
-mia 2 più propinqui a la montagna, in uno loco ditto Gierola, et qui
-si poseno a li alozamenti, essendo stato zorni 6 al ponte di Thar. Et,
-fatto consejo, non volseno andar più di longo per manco pericolo, et
-per esser qui a la discoperta et quasi in fortezza. Et era in campo
-assà abondantia de vituarie, et, come de patricii che vi fu a veder se
-intese, pareva de esser in una città, per ritrovarvi di ogni cosse, et
-ogni arte, et tutti danarosi, perchè li danari di S. Marco corevano, et
-tutti stavano aliegri et di bon animo. Et è da saper che li Provedadori
-mandono a dimandar a Parma alcuni guastadori per bisogno dil campo,
-et quelli cittadini, fatto loro consegli, risposeno non li voler dar,
-per non angarizar el so paese. Or, avanti descriva altro, l'ordene dil
-campo voglio scrivere.
-
-
-_Ordene di l'exercito di la Illustrissima Signoria et colonnelli
-partiti a dì primo Luio._
-
- Squadra prima:
- Stratioti greci sotto Piero Duodo provedador cavalli 700
- Zuan Griego con soi balestrieri cavalli 100
- Sonzin Benzon e Zuan di Ravena balestrieri cavalli 100
- Stratioti dil Governador zeneral cavalli 100
- Stratioti dil signor Talian da Carpi cavalli 25
- Stratioti di Hannibal Bentivoj cavalli 10
- Balestrieri dil Governador preditto cavalli 200
- Balestrieri dil signor Ranuzo dil Farnese cavalli 33
- Balestrieri dil signor Antonio da Montefalco cavalli 20
- Balestrieri dil conte Bernardin Brazo cavalli 25
- Balestrieri dil conte Zuan Francesco di Gambara cavalli 10
- Balestrieri di Piero Schiavo Contarini cavalli 25
- Balestrieri dil Conte de Caiazo cavalli 50
- Balestrieri di Hannibal Bentivoj cavalli 55
- Balestrieri dil signor Galeoto di la Mirandola cavalli 50
- Balestrieri dil signor de Carpi cavalli 40
-
-La persona di lo illustrissimo signor Marchexe de Mantoa Governador et
-di signori Provedadori et Conte de Caiazo.
-
- D. Antonio di Pigi
- D. Tucio di Costanza
- D. Zuan Gasparo Galimberto
-
-con el squadron de li alozamenti.
-
-_Colonnelli._
-
- Jacomazo da Venetia capitano di le fanterie, tutti li
- elemani, marchesi et ducheschi per uno colonnello colonnello 1
- Nicolò Maria Giacomo albanese » 1
- Li fanti di la guarda dil signor Marchese e Zuan Mato » 1
- Piero Schiavo contestabele » 1
- Li bolognesi fanti » 1
- Gorlino » 1
-
-_Colonnelli di le zente d'arme con le fanterie._
-
- El conte de Caiazo et mirandoleschi squadre 14
- Hannibal Bentivoj et signor Ludovico da Carpi » 11
- Lo illustrissimo signor Marchexe Governador zeneral » 11
- Signor Antonio di Montefalco et Zuan Francesco di
- Gambara » 14
- Conte Bernardin et Marco da Martinengo » 17
- Signor Ranuzo dil Farnesio et conte Alvise Avogaro » 16
- Alexandro Coglion et Tadeo de la Motella » 13
- Conte Carlo di Pian de Meleto et Talian da Carpi » 13
-
- Sono squadre 109
-
-De le quali ne restano do squadre per antiguarda di le artiglierie et
-cariazi.
-
-_Da poi sono zonte le infrascripte zente._
-
- La zente di d. Alphonso fiul dil Duca di Ferrara, homeni
- d'arme 160, cavalli lezieri num. 100
- Balestrieri dil Marchexe de Mantoa » 100
- Stratioti del ditto, cavalli » 100
- D. Nicolò da Savorgnan, con fanti » 100
- Zenoa fanti » 300
- Zuan Bernardo Pellegrin fanti » 100
-
-_Questi se aspetta in campo_
-
- El signor Pandolpho de Rimano con cavalli 400
- El signor de Pesaro o ver el fradello con » 400
- D. Paris da Lodron con provisionati num. 1000
- Lionello dal Nievo fanti » 500
- Cozanderle todesco, elemani el resto » 700
- Fanti fatti a Bologna per el secretario » 200
- _Item_ le zente dil Duca de Gandia cavalli » ....
-
-Et poi che fo el campo reduto a Gierola, et zonte parte di le ditte
-zente in campo, feceno di nuovo li colonnelli, li quali saranno di
-sotto al loco suo descritti.
-
-
-_Qui comenzano baruffe seguite in campo con Franzesi venivano zoso di
-monti._
-
-Et sì come ho scritto di sopra che el campo nostro venne ad alozar
-a dì primo Luio a Gierola, et in quel zorno intendendo per una spia
-come zerca 2000 Franzesi, zoè 500 cavalli lezieri et resto pedoni,
-se doveano calar zoso di monti per piar (_pigliare_) el lozamento de
-Fornovo, ch'è a la fin di la montagna, a ciò el nostro campo non vi
-andasse ad alozar ivi, et Stratioti andati contra costoro trovono uno
-squadron di zerca 1600 che venevano zo del monte, _unde_ Stratioti
-deteno dentro a pe' dil monte, et fonno a le man, et quelli rupe et
-fracassò metendoli in fuga, che ebbeno de gratia de ritornar indriedo,
-et ne amazò quelli Stratioti zerca 30, et prese 12 vivi, et le teste
-portono in zima le lanze a li Provedadori, et li presoni menono in
-campo; tra i qual era uno gran maistro sguizaro con 5 ferite, et
-franzese uno homo da conto, el qual volevano pagar assà danari et
-fusse lassato, et havia una ferita arente la bocca da la banda dreta,
-et un'altra sopra la gamba, et judicaveno li Provedadori havesse a
-morir. El capo sguizaro menato in campo fo assà honorato da li Sguizari
-nostri, dicendo era homo di farne extimation, et quello andavano
-a visitar. Adoncha Stratioti cazò Franzesi fin a la montagna, dove
-erano certi passavolanti soi, et loro diseno uno, el qual azonse a uno
-Stratioto da Coron et quello amazò; et in quella fiata Stratioti feceno
-carne et non volse più presoni; et _etiam_ uno Stratioto fo ferito da
-una lanza et do cavalli feriti. Et Stratioti feceno assà bene di questa
-prima baruffa, però che questi Franzesi presi et quelli fonno amazati
-haveano assà danari, et tal dà ducati 200 in suso et anelli molto
-grossi da ducati 25 l'uno d'oro, i quali haveano in dedo; et presentò
-le teste a li Provedadori, basandoli la man a la greca, ai qual fo dato
-uno ducato per testa, secondo el consueto, et li anelli recolti ne le
-sue bezasse (_bisacce_) presentono _etiam_ a li Provedadori, et al so
-Piero Duodo; i quali fonno pesati, era di oro ducati 1500 et più.
-
-Ancora uno balestrier bolognese prese uno Franzese solo di 400
-balestrieri che erano, et Stratioti fece quello è di sopra scritto,
-et li soldati tocavano la man a Stratioti, cridando: Marco! Marco! Et
-è da saper che 'l primo Stratioto apresentò una testa de Franzese al
-Marchexe, li donò ducati X, et basolo per mezo la bocca; la qual cossa
-Stratioti molto stimano di esser carezati. Oltra di questo, Stratioti
-prese tre mercadanti fiorentini vestiti a la franzese, havea uno
-fameio et uno corier in loro compagnia per guida, venivano de Franza et
-andavano a Fiorenza; et fonno menati da li Provedadori, et examinati,
-visto non erano homeni de mal afar, fonno lassati andar via.
-
-Questi Franzesi venivano zoso di monti erano l'antiguarda dil Re:
-cavalli 2000, 1600 Sguizari et 400 cavalli lizieri. Et nostri che li
-andono contra fonno 1200 cavalli lezieri et non più, tra i quali 600
-Stratioti con Piero Duodo loro Provedador; et questi messeno Franzesi
-in fuga a ritornar indriedo. Ancora Stratioti preseno cavalli X de
-Franzesi. Et si Stratioti li havesseno lassati venir di longo et
-non fusseno stati cussì presti a investir, _sine dubio_ tutti erano
-presi o tajati a pezi; ma fo tanta la fogosità per la morte dil suo
-Stratioto, che non volseno star a indusiar; et questo seguite a hore
-16. El Franzese se tolse de taja lui medemo ducati 1000, et el Sguizaro
-havea ducati 500 adosso, et 4 anelli in dedo (_dito_) de ducati 25
-l'uno d'oro; et se tolse de taja ducati 500. Et Stratioti referitono in
-campo, Franzesi esser valenthomeni; _tamen_ che de ditti non temeno, et
-speravano diman, venendo zoso, haver altra vitoria che questa. El campo
-nostro, el qual era za di le nostre squadre 100 et 20 de Milan, cavalli
-lizieri et Stratioti zerca 2000, et fantarie assà numero, alozato
-pur a Gierola, stevano preparati facendo far bone guardie a li passi,
-a ciò Franzesi non venisseno zoso di monti a trovarli disproveduti.
-Et messeno custodia a Fornovo, et ordinò li colonnelli, li quali più
-avanti saranno descritti, et quelli prima avesseno a investir i nemici,
-venendo a la campagna; sì che li Provedadori scrisseno che soldati
-erano de bon animo, et desideravano Franzesi venisse, et che si dovesse
-star aliegri, perchè erano certi de haver victoria. Et per paura
-de Parma, perchè Zuan Jacomo di Traulzi con la parte gelfa tramava
-pur novità, fo mandato ivi 400 provisionati, et Francesco Bernardin
-Visconte comissario dil Duca de Milan. Et è da saper che nostri
-tramavano pratiche secrete con ditto Zuan Jacomo di Traulzi, venisse
-da la banda di qua; et andava messi su et zo de questo; _tamen_ promise
-de venir et non venne. Franzesi veramente si tirono a li monti; quello
-facesse non se intendeva, o volesse el Re venir di longo, o pigliar
-altra via; et necessario era de prender partito per la grandissima
-carestia haveano su quei monti sì de vittuarie _quam_ de strami. Et
-qui è da considerar el Re facesse molti consigli con li soi, qual via
-havesse a tenir, ma pur fo advisato (non voglio scriver da chi, ma
-da chi era nemico de questa Signoria) che nostri per niun modo non
-volevano el campo fusse a le man con loro, ma li lassasseno andar; et
-però volse venir di longo.
-
-Questa nova zonse in questa terra a dì 2 Luio, el zorno de San
-Marcilian, a hore 3 de notte, nel qual zorno da nostri è celebrato per
-haver habuto gran victoria per i tempi passati; et le lettere fo fatte
-a dì primo a hore 21. _Ergo_ in 28 hore venne le lettere. Et inteso tal
-nova in quella sera medema, fo mandato a notificar questo a li Savij de
-Collegio, a caxa, per Zacharia Davit uno di Secretarii de Collegio, et
-la matina non sapendo far altro, se non ordinò el continuar le oration
-a implorar el divino auxilio, et da poi disnar per Pregadi fo scritto
-in campo, laudando la fede dil Governador et bona voluntà di l'exercito
-et portamenti de Stratioti. Et cussì tutti stevano in expectatione
-de haver lettere, che Franzesi siano venuti, et che se havesse fatto
-d'arme.
-
-Ma molti, come ho scritto, questo apizarse non gli piaceva, per il
-pericolo et danno potea seguir: volendo più presto el Re prendesse
-altra via o vero dimorasse a venir, tanto che le zente mancavano a
-venir in campo fusseno zonte, zoè signor de Rimano et de Pesaro, et
-conduta dil Duca de Gandia, Paris di Lodron, Cozandorle todesco, Nicolò
-Savorgnan, _licet_ di sopra habbi scritto fusse zonte, ma zonse parte,
-et lui era poco lontan; sì che, fatta la descriptione, mancava siemile
-persone, le qual per zornata zonzevano, et _etiam_ Zenoa el qual era
-propinquo, con 300 fanti; et pur nostri stava con desiderio de haver
-lettere de campo, et a li Provedadori comesseno dovesse scriver do
-lettere al zorno almanco, una la mattina et l'altra la sera, et le
-poste erano redopiate per haver avisi presti; ma per tutto questo
-zorno, nè _etiam_ el 3 Luio fino a la notte non venne lettere. Et poi
-venne lettere di 2 del mese a hore 24, narava come el campo era stato
-tutto quel zorno in arme, aspettando el venir de Franzesi, ma che
-fino quell'hora non veniva nè era parso niuno; et che non trovavano
-spie de poter mandar a veder quello faceva Franzesi su quei monti;
-et che in quell'hora era venuto do homeni d'arme di la compagnia dil
-Traulzi per haver soldo di qua, fuziti dal Re, i quali portò uno pan
-di quelli se vendeva in campo di nemici, assà picolo et negro; et che
-non haveano più vittuarie, et era 4 zorni l'exercito non havia vino;
-et che erano Franzesi per el rebatter de Stratioti molto confusi,
-et stavano sopra de sè, havendoli rotto li soi disegni: et el Re era
-ancora a Pontremolo, et parte di le soe zente a Terenzo et a Bordan,
-el qual Bordan è assà forte, fo castello di Rossi, dove molti judicava
-qui havesse a lassar le loro some et cariazi in ditta forteza, la
-qual bisogna bombardarla volendola haver, per poter venir più lezieri
-a la battaglia; et che parte de ditta zente erano andate a la via
-de Borgo per tuor strame et sopra veder quelle vie assà estive da
-condur exercito, et è la via fece el signor Ludovico et signor Ruberto
-Severino, come ho scritto de sopra, va a Tortona. Et è da saper che
-in questi castelli, dove sono Franzesi al presente, hanno 4 vie: o
-vero tornar in driedo a Pontremolo; o andar in Tortona per monti assà
-aspri, ma non puol menar cariazi; o venir di longo contra el nostro
-exercito; o vero andar per quelli monti in Rezana (_Reggiano_) passando
-questi fiumi o vero torenti, zoè Baganzan, Parma, Lenza et Crostolo,
-et discender a Montechio o vero Torrechiara, et andar a Rezo, havendo
-però el passo dil Duca de Ferrara, el qual nostri molto sospettava non
-lo havesse; questo per esser andato esso Duca lì in Rezana, come ho
-scritto de sopra. _Tamen_ molti era de opinion dovesse venir di longo,
-et esser a le man con el nostro campo; et el tardar faceva, era perchè
-havia mandà Felippo mons. con alcuni cavalli et 1500 Sguizari verso
-la Speza et quella Riviera de Zenoa, et che aspettava ritornasseno nel
-suo campo, perchè havia mandato per lui. Et ancora scrisse al Prefetto
-signor de Sinegaia et Colonnesi, dovesse venir con zente in augumento
-dil suo exercito, non restando de mandar zente a Fiorentini, come dirò
-di sotto; pur pativa assà sinistri su quei monti, con poche vittuarie.
-
-Et a dì 3 Luio, come se intese a dì 5 da matina per lettere di
-Provedadori date a Gierola a dì 3 hore 22, in questo zorno zonse assà
-numero de persone in campo; la compagnia de d. Alphonso fiul dil Duca
-de Ferrara, cavalli 600, era soldato de Milan, et la soa persona non
-venne, ma rimase col cognato in castello a Milan. _Item_ venne Gilberto
-da Carpi con cavalli 200, pur per el Duca preditto. Ancora era zonto
-cavalli lizieri dil Marchexe de Mantoa Governador zeneral nostro, et
-mancava venir 200. Zonse lanze spezade rubertesche cavalli 340, et de
-ditta compagnia non mancava se non do homeni d'arme a zonzer. _Etiam_
-de altri condutieri che mancava compir le sue condute, a hora tutti
-erano zonti. Et come vidi per una lettera, in questo zorno zonse 8
-squadre de cavalli armati senza cavalli lezieri, et _etiam_ vi zonse
-Nicolò Savorgnan con li 1000 schiopetieri et provisionati dil Friul,
-benchè scrivesse di sopra era zonto, ma, per esser poco lontano,
-quei di campo reputava zonto. Et ancora venne 200 provisionati di la
-comunità di Asola benissimo in ordene, pagati a soe spexe per mexi
-uno. Mancava zonzer li 600 provisionati, che 'l signor Governador
-havea scritto a Mantoa a la Duchessa soa moglie et soi comissarii
-fosseno fatti di Mantoana, i quali di brieve doveano zonzer; et cussì
-Cozanderle, Zenoa et d. Paris de Lodron, al qual era Francesco de
-la Zueca nostro secretario et molto sollicitava; et questi tre de
-hora in hora erano aspettati in campo. El signor de Rimano era in
-camino, _tamen_ molto longo, et non zonse a tempo. Soldati erano molto
-desiderosi, per el gran numero de zente a hora de squadre 130 et X
-milia fanti, de esser a le man con Franzesi, et haveano mandà molti de
-soi cariazi, chi a Parma et chi a Cremona, per remagnir più lezieri in
-far fatti d'arme. Abondantia grandissima era nel campo nostro, et in
-loco securo per li repari haveano fatti, et non si volseno muover de
-lì per molti respecti, _maxime_ per li strami per li cavalli; et erano
-lontani di Fornovo mia cinque, dove era posto bona custodia, et cussì a
-Garona, ch'è sul monte una rocca, et Fornovo è il suo borgo a basso. Et
-el zorno avanti el conte Alvixe Avogaro con altri condutieri et cavalli
-lezieri et fanti andò alquanto su la montagna per intender de Franzesi;
-_tamen_ niuno non parseno. Et a dì 3 inteseno per una spia tornata di
-campo nemico, come el Re in persona era partito de Pontremolo et venuto
-mia 12 più in qua a Barze, dove era una parte dil so exercito, et el
-resto a Tarenza e Bardon mia X da Barze et 6 da Fornovo.
-
-Adoncha Franzesi era mia 15 lontan dil nostro campo, zoè di Barze a
-Gierola, et li villani tutti de quelli monti si messeno su le arme
-per poder menar le man bisognando, _maxime_ si Franzesi fusseno rotti,
-per haver _etiam_ loro, di questo gran butino menavano, qualche parte.
-Et fo advisato la Signoria che Franzesi venendo zoso de monti voleva
-mandar li soi cariazi avanti, a ciò soldati et Stratioti atendesseno
-a robar, et loro in questo mezo o andar su la strada romea, o vegnir
-a combatter, et esser vincitori, volendo prima metter la roba che la
-persona a pericolo. La qual cossa fo mandato advisar a li Provedadori
-dovesseno questa stratagema notificar in campo; onde fo fatto bone
-provisione per el Governador zerca questo.
-
-Et in ditto zorno di 3 Luio venne in campo nostro do trombeti dil
-Re de Franza, uno da matina, l'altro da poi manzar. El primo, andato
-davanti el Governador et Provedadori, domandò do cosse: prima de voler
-parlar al Conte de Caiazo, et essendo ivi ditto Conte, dimandò quello
-el voleva. Li disse che la Majestà dil Roy mandava per lui, che li
-dovesse venir a parlar. Al qual rispose el Conte non poteva venir,
-per esser homo di la liga et nel campo di la Illustrissima Signoria
-de Venetia. Et pur ditto trombetta o vero araldo replicò dovesse
-venir. La seconda fo che dimandava li presoni pigliati el zorno primo
-de Luio, et _maxime_ uno zentilhomo di Bertagna, per el qual faceva
-grande instantia, offerendo assà danari; et pregava, non lo volendo
-dar, li fosse fatto bona compagnia. El qual preson era de Stratioti,
-et li haveano dato taia. Dimandato a questo trombeta per el Governador,
-quello feva el Roy; rispose che al tutto voleva venir zoso di monti di
-brieve, et benissimo in ordene de zente. Hor fu licentiato; et poi la
-sera ne venne uno altro con quelle medeme parole, de voler el Conte de
-Caiazo vengi a parlar al Roy, et che Soa Majestà mandava a notificar al
-Marchexe de Mantoa, come le so zente in Calavria havea amazà re Ferando
-et che re Alphonso era morto; sì che dil Reame non restava più altro
-contrasto. Et che el Duca de Milan non haverà più paura, essendo morto
-questi do soi nemici, et che al tutto el Roy voleva venir a provar le
-soe spade, et che l'era propinquo al nostro campo. Et Marchiò Trivixan
-provedador li disse: prima che 'l conte de Caiazo essendo in campo di
-la Illustrissima Signoria, non volevano lui andasse dal Re; et che se
-maravegliavano di uno Re cussì fatto, che ha fama di Christianissimo,
-de mandar a dir busie; et che non era el vero quello diceva, però che
-haveano novelle più fresche di loro, che re Ferando prosperava in la
-Calavria, et za tutta era recuperata mediante l'armada di serenissimi
-Re et Raina de Castiglia, et che di brieve intenderanno l'haverà
-recuperato Napoli, come fin quell'hora nostri erano certi l'avesse
-recuperato; et che nostri steva con bon animo, volonterosi de apizarse;
-et che 'l Re vostro vegna pur presto, che li mostreremo gaiardamente
-el volto et da valenthomeni, et proverà si le arme de Italiani et di la
-Excelentia dil signor Marchexe et altri condutieri di la Illustrissima
-Signoria sono bone de difender et offender, et che erano gaiardi in
-expectarlo. Et poi li feceno admonitione non dovesse più vegnir alcun
-Franzese in campo, et dovesse dir al Roy non mandasse; perchè, venendo,
-ordinaria a le antiguarde fusseno taiati a pezi. Et con tal risposta,
-et alcune savie et fidelissime parole mandò a dir el Governador al Roy,
-di simel sustantia, ditto trombeta ritornò a Berze, et poco mancò che
-nel ritorno fusse amazato da Stratioti; ma pur fo acompagnato via senza
-alcun danno.
-
-Et in questa terra a dì 5 la sera pur zonse lettere, (scritte) a dì 4
-dil mexe a hore ij, et qui zonse a hore 22, le qual conteniva come in
-quella matina essendo li Provedadori in chiesia per udir messa, et a
-pena cominciata la messa, che zonse lì uno trombeta dil Re, vestito di
-veluto negro, con una tromba mazor di quelle va davanti al Prencipe,
-et una bandiera atacà a la tromba di 4 braza per longeza et uno e
-mezo per largeza. Et quando zonse lì, Marchiò Trivixan provedador li
-disse: Che diavolo vienstu a far qui? Lui rispose veniva da parte dil
-Roy a portar una lettera a li signori Provedadori. Et li disse ditto
-Provedador: Va in malora, che non volemo sue lettere. Et lui si volse
-partir; ma Luca Pisani, altro Provedador, disse: Vien qua, lassa veder.
-Et el trombeta, che za havea ditto: In bon hora, io mi tornerò in
-driedo; per queste parole dette le lettere. La qual era di monsignor
-di Arzenton che fo qui ambassador, drizata a Marco Antonio Moroxini
-kav. et Marchiò Trivixan, credendo el Moroxini fusse in campo, come
-fo eletto Provedador. Et conteniva che el suo Roy havia bona lianza,
-liga et amicitia con la Signoria nostra, et mai havia voluto romperla;
-et cussì era certo che Venetiani non voleva altro che conservarla; et
-però se maravegliava de questo exercito sì grande ivi posto, a ciò
-la Majestà dil Roy non passasse. El qual Roy prometteva de ritornar
-in Franza senza far alcun danno, con altre parole simele. Et subito
-li Provedadori spazò uno corrier con questa lettera a la Signoria; la
-qual lettera, come se diceva, fu drezata al Consejo di X. Et dato la
-risposta a ditto trombeta per li Provedadori, dimandato dil Re, disse
-che bisogneria menar le man, et non parole; et che el Re facia in
-persona fatti d'arme, el qual era sempre circondato da 50 zentilhomeni
-franzesi, et che se nuj l'aspetemo, Soa Majestà non fuzirà. Et cussì
-ritornò dal Re preditto. El campo nostro era benissimo in ordene, et
-assà incrudeliti contra Franzesi; et questo li Provedadori conoscete,
-per più fiate fo cridato: Arme! Arme! che in uno ottavo de hora tutto
-lo exercito fo armato a cavallo, aviandose verso el monte. Et fra a dì
-3 da sera, la note, et a dì 4 el zorno, se armò cinque fiate tutte le
-zente, perchè le guarde vedeva qualche Franzese venir a soraveder, et
-cridava: Arme! Arme! in campo, et tamen era 0.
-
-In questa matina di 5 Luio venne lettere de Milan, narra le cosse
-seguite per Stratioti, sì come ho scritto più avanti, et notificò
-quello haveva el Duca habuto di Zenoa, di l'armata de Franza, mandando
-la copia di le lettere a la Signoria, le qual qui sotto saranno poste.
-Et oltra di questo, per lettere di Zorzi Negro nostro secretario a
-Zenoa di do de l'instante, se intese prima come era arivato, et li
-grandi onori li era sta fatto et li fanno Zenoesi, qual _etiam_ per
-altre havia scritto; et che Zenoesi se volevano mantenir in la fede
-data al Duca de Milan, et per conseguente a la Signoria nostra; et el
-grandissimo dispiacer ricevuto havea quelli Signori dil scorno hanno
-fatto quelli di la Riviera, de darse al Re de Franza. Et che a la Speza
-volendo metter Franzesi a sacco alcune caxe di Zenoesi; quelli, al
-meglio poteno, mandono loro robe in caxa dove alozava el Cardinal de
-Zenoa, a ciò fusse difese da lui, essendo da la parte franzese et con
-Franzesi ivi intrato. Ma per questo Franzesi insolenti non steteno, che
-volseno intrar in ditta caxa, non obstante che 'l Cardinal se li fece
-in contra su la porta, non volendo intrasseno: et loro non riguardando
-a la dignità ecclesiastica, _imo_ con furia quello ferino, et poco
-mancò non fusse morto; et messeno la roba a sacco, secondo el consueto
-de far danno a tutti.
-
-_Item_ come l'armada di esso Re (galie 7, fuste 2, galioni 2 et uno
-bragantino), havendo l'armada de Zenoa galie 9 et 4 nave grosse,
-capetanio Bricio Justiniano, la qual era vicina a la Speza, lì al Porto
-Venere, et habuto vista di ditta armada la qual tornava di Napoli, et
-fo quella era sta a combattere Yschia, li deteno l'incalzo; la qual
-se tirò in uno porto chiamato Sestri, vicino al colfo di Rapalli;
-et questa armada zenoese li andò drieto, et in quel ponto, uno trar
-di balestra luntano, si messe et subito spazò a Zenoa a notificar de
-questo. Et cussì Coradolo Stanga prothonotario comissario dil Duca de
-Milan expedite lettere al Duca; et questa mattina de 5 Luio, Domenega,
-Tadio de Vicomercà kav. orator de Milan andò in Collegio con grande
-alegreza a presentar la copia de ditta lettera, la qual è qui sotto
-scritta. Et in campo, el conte de Caiazo have questa nova a dì 4 ditto
-la matina, et notificò a li Provedadori.
-
-
-_Exemplum literarum d. Coradoli Stangae prothonotarii ad Illustrissimum
-Dominum Ducem Mediolani._
-
-Illustrissimo signor mio. In questa ora è gionto uno messo di l'armada
-nostra venuto a posta, quale dice come l'armada inimica s'era retrata
-in terra, e che la nostra li era sotto uno tirar di balestra, in modo
-che tenimo per certo de haver almanco tutti li legni, et quello li
-era dentro; quale sono galeaze 7, due fuste, uno brigantino, et due
-galioni; et la Excelentia Vostra tenga la presa fatta per certa. Se
-pensa hora de mandar per terra per pigliar tutti li homeni desesi;
-la qual nova me ha parso dar volando a quella per consolation, con la
-qual el bono animo vedo in questi magnifici, et spero ancora consolarla
-presto dil resto, perchè comprendo in loro tanto dispiacere dil scorno
-ricevuto de la preda de li lochi de Riviera, che non pensano in altro
-che recuperar la gloria amissa. Li nemici sono stati a Portofino,
-e quello castellano si fece forte incredibilmente, in modo che
-perseverando merita da la Excellentia Vostra laude e merito. In bona
-gratia soa humilmente me racomando.
-
- _Genuae, die secundo Julii 1495._
-
- _Coradolus Stanga prothonotarius
- et comissarius._
-
-Et havendo el Duca de Milan bisogno de danari, mandò a dimandar per
-el so Ambassador danari in prestedo, et non essendo honesto se fasse
-senza qualche cautione, perchè bastava di la grandissima spesa faceva
-nostri, tutto per aiuto di esso Duca, che 'l Re de Franza et Duca de
-Orliens voleva privarlo dil Stado; et però mandò alcune zoie et perle,
-et cussì in questo zorno, a dì 5, per deliberation dil Consejo di X fo
-trato dil santuario ducati 50 milia, et prestati a ditto Duca Ludovico;
-et poi ancora fo prestati di altri, come al loco suo tutto, _Domino
-concedente_, sarà scritto.
-
-In questo zorno di 5 Luio, essendo Gran Consejo reduto, fo chiamati
-zerca 50 patricii, tra cavalieri, dottori et altri, et fonno mandati
-contra el Vescovo de Brexanon veniva in questa terra Ambassador dil
-Re de Romani, et era zonto a Mestre con 30 cavalli. Et cussì questi,
-venuti zo di Consejo, et non poteno esser a hora a Margera, et trovato
-che za ditto orator veniva, dismontono li patricii a San Segondo, et
-per Nicolò Michiel dottor più zovene, secondo el consueto, li fo fatto
-una oratione latina assà breve et _ex tempore,_ excusando la Signoria
-non havea saputo avanti. Et cussì lo acompagnò a San Zorzi Mazor, dove
-habitava l'ambassador dil Re de Franza, et _honorifice_, a spexe de San
-Marco, stete qui alcuni zorni, et a dì 7, el Marti, fo a l'audientia
-et referite la soa legatione, zoè che la Majestà dil suo Re dimandava
-ducati 100 milia da questa Signoria per dover venir in Italia, et
-per el primo Ambassador suo, el qual era _etiam_ qui et stete fermo,
-et questo Episcopo ritornò, insieme con ditto orator dimandò questo
-medemo. Ma per el Vicedoxe li fo risposto se faria li consegi per darli
-risposta; in questo mezo dovesse veder la terra. Et in questa matina
-medema, per lettere de Roverè se intese esser zonto a Trento quel
-capetanio di ditto Re de Romani, con zente, chiamato domino Sigismondo
-Belsperger sopra nominato, che veniva in campo a Novara de Milan, et
-ancora che in Trento se faceva preparamenti per 800 cavalli, che el
-zorno drio dovea lì zonzer, come _etiam_ de questa venuta de ditti
-cavalli per lettere di oratori a esso Re se intese.
-
-A di 6 Luio da matina zonse lettere di campo di 4, hore 24, per le
-qual, oltra quello advisò la Signoria _secrete_, se intese come era in
-quel zorno zonto Zenoa con li 300 fanti, et havia fatto la mostra. Et
-è da saper che ditto Zenoa menò con lui alcuni valenthomeni bandizati
-di le terre nostre, et per Quarantia Criminal li fo fatto salvo
-condutto. _Item_ che era zonto fanti de li campi ultimamente fatti, et
-do fradelli fioli che fo dil conte Iulio da San Bonifacio da Verona,
-erano venuti con 200 provisionati a soe spexe per do mexi, pagati in
-campo; et che l'exercito era benissimo in ordene, non dubitando de
-Franzesi, i quali non parevano, et judicavano fusse assà confusi; et
-che haviano inteso quanto la Signoria nostra li haveano advisati, de
-haver cura et andar saldi etc.; et che la causa non erano andati ad
-alozar col campo a Fornovo era per boni respecti, et che di questo
-nè di altro la Signoria non se dovesse dar alcun fastidio, che non
-facevano niente senza el consejo, oltra di lo Illustre Governador et
-signor Rodolfo, _etiam_ dil Conte de Caiazo, conte Ranuzo, conte Carlo
-de Pian de Meleto, conte Bernardin et altri strenui condutieri, et che
-'l meglio era terminato tra loro, et però haviano deliberato de star lì
-a Gierola per comodità de cavalli; et venendo zoso Franzesi, sariano
-più a la larga a far fatto d'arme; et haveano fatto li colonnelli, di
-esser a la battaglia, bisognando, li qual saranno notadi qui sotto:
-_tamen_ che a Fornovo haveano messo bona custodia de fantarie. Ancora
-che in quel zorno, parendo pur certi Franzesi su quelle colline armati,
-parse a Nicolò di Nona, fo quello venne in campo con Piero Duodo con
-22 cavalli, ha ducati 20 al mexe de provision, et sta a Zara, homo
-valentissimo, havendo grandissima voluntà de operarse et dimostrar la
-fede havia a questa Signoria, non però con licentia de Provedadori,
-ma da lui, andò con X cavalli di soi a sopraveder, et trovato questi
-Franzesi armati per numero 40 a cavallo, dette dentro con li soi
-cavalli lezieri, a modo de Stratioti; et Franzesi non si sepe tanto
-difender, che ne amazò 4 di loro, et portò tre teste in campo, et uno
-Franzese vivo; el qual havendo una gran ferita di lanza, zonto in campo
-morite: pareva homo de conditione et assà disposto. Et che quel zorno
-fo cridato: Arme! Arme! et tutti se messeno in ordene, come havesseno a
-combatter, che fo bel veder.
-
-
-_Ordene de li colonnelli come haverano andar contra li nemici, fatto a
-dì 3 Luio 1495 in campo a Gierola[137]._
-
-Da Milan se have lettere di 4, come in campo era stà preso uno portava
-lettere del Duca de Orliens al Re de Franza, date a dì ultimo Zugno
-et primo Luio, et par siano responsive ad alcune ricevute di esso Re,
-dicendo: Christianissimo Roy, ho inteso che volete io vegni con le
-mie zente a dì 13 di questo mexe verso Piasenza, per ritrovarse tutti
-do li exerciti in uno, et che Vostra Majestà sarà lì a quel tempo.
-Ve notifico come in campo dil Duca de Milan, come vi ho scritto, se
-ritrova certa zente chiamata da loro Stratioti, che non so si sia
-Turchi o diavoli, che danno tanta molestia a nostri, che non osano
-ussir fuora di la terra de Novara, perchè li amazano, e porta le teste
-su le lanze, et coreno ogni zorno fino su queste porte, cussì come per
-avanti nuj corevamo fino a Vegevene, sì che non è possibil de venir,
-perchè le zente hanno paura, et non voleno venir; et si venisseno
-sariamo rotti, et tutti amazati. Con altre parole, ma questa è la
-conclusione di ditta lettera.
-
-Da Bologna, come, a dì 4, mille fanti benissimo in ordene, fatti per
-el nostro secretario, erano de lì partiti, venendo a la volta dil
-campo, et che fin do zorni spazerebbe li altri 1000, et manderia subito
-via, cognoscendo la celerità bisognava; et che 'l magnifico Iohanne
-Bentivoi, et li signori Bolognesi erano fermi et in grande amicitia con
-la Signoria, et erano certi se havesse a far fatto d'arme, perchè el Re
-era su quei monti poco lontan dil nostro campo.
-
-Da Ferrara, el Duca esser zonto a Rezo, et per Ferrara se divulgava
-come _etiam_ esso signor disse al suo partir al Vicedomino, che
-l'andava a compiacentia de so zenero Duca de Milan, et che di la soa
-andata non se dovesse haver paura, et che voleva esser bon fiol de
-questa Signoria, non però voleva esser nimico dil Re de Franza. Ma
-Venetiani sospettava assà, per la via de Rezana non mandasse vittuarie
-al Re, et però li haveano mal animo. Et in piaza de San Marco tutti,
-quando era Pregadi suso, mormorava se dovesse far capetanio in Po,
-et mandar gripi, fusti et barche con alcuni rediguarda erano sta
-reconzati in l'arsenal. Et a dì 2 Luio, a ciò io noti molte cosse,
-zonse a Ferrara Sigismondo Cantelmo fo fio dil Duca de Sora, veniva
-di Ortona, el qual era sta con el Re de Franza in Reame per veder si
-poteva rehaver el stato dil padre, ma non havendo potuto rehaverlo, era
-ritornato a Ferrara assà mal contento. Ancora Antonio di Contestabele
-kav., che fo quello andò per el Duca de Ferrara ambassador a esso Re
-a Siena, et con Soa Majestà venne fino a Pontremolo, et de lì se partì
-et ritornò a Ferrara, nel qual zorno el Duca se partì et andò a Rezo,
-lassando governador in Ferrara so fradello sig. Sigismondo di Este.
-
-A Ravena, per lettere de Andrea Zanchani podestà et capetanio, se
-intese ivi esser zonto Zuan Paulo de Manfron, che fo quello era a
-Napoli con re Alphonso, et per nostri conduto con 200 cavalli, et che
-se aviava alla volta dil campo, et che a dì... ditto passò de lì el
-sig. Pandolfo de Rimano con la sua compagnia venivano in campo, ma
-questi do non veneno a tempo.
-
-Da Roma, per lettere di 3 dil mexe, come Hieronymo Zorzi orator nostro
-havea visto una lettera drizzata al cardinal Curcense, scritta in
-Napoli a dì 22 Zugno per mons. di Mompensier vicerè, come a dì 21 mons.
-di Obegnì vicerè in Calavria, el qual era con 100 homeni d'arme et 1200
-Sguizari, havia rotto re Ferando, a uno loco ditto Semenara, el qual
-havia 1000 cavalli et 4000 pedoni, de li quali era sta amazati più di
-3000, el resto rotti e fracassati; et che ditto re Ferando era fuzito
-con 4 cavalli in Rezo. Questa tal nuova, come scrisse ditto orator,
-non era credibile, per non haverla per niuna altra via. _Tamen_ che
-dil tutto havea voluto advisar la Signoria: _tamen_, si questo fusse,
-vegniria a verificar quello mandò a dir el Re a li nostri in campo.
-_Item_ che in Roma si faceva ogni giorno comedie et feste, et qualche
-oratione si recitava al Pontifice per alegrezza di la sua tornata;
-et come in quella notte di 3 Luio ivi era morto Benedetto Soranzo
-patricio nostro, Arciepiscopo di Nicosia su l'isola de Cypri; el qual
-el zorno avanti havia disnato di bona voia, et tre ore da poi li vene
-uno accidente, et butato al letto perse la favela et ogni sentimento,
-zoè cadete apopletico, _ut mos est praelatorum_, et morite la note.
-Questo havia beneficij per ducati 1500 de intrada a l'anno; et el
-Pontefice subito mandò a bollar tutto quello havia, et sequestrar li
-danari in banchi 14 milia, et conferite l'arcivescovado de Nichosia
-al Rev.mo cardinal Grimani, et una abatia a Campo S. Piero fu data a
-Francesco Querini episcopo di Sebenico, et un'altra di Ravena fu data a
-requisition dil Cardinal nostro patricio di cha Gritti, _adhuc_ puto.
-_Item_ che 'l cardinal Grimani havia dato el suo vescovado de Baffo,
-havia, a Jacomo da cha da Pexaro pur nostro patricio, era suo maestro
-di caxa, et cussì fonno dispensati ditti beneficij. Et subito in questa
-terra per el consejo de Pregadi fonno confirmati, et datoli le lettere
-dil possesso, havendo le bolle di Roma. Ma el cardinal Grimani, volendo
-el Pontifice l'arciepiscopo de Nichosia andasse a ressidentia nel so
-arciepiscopato, contracambiò con Sebastian di Priuli prothonotario
-apostolico, che li dette una abatia havea a Zara, et certa pensione;
-et cussì ditto prothonotario fu fatto arciepiscopo; et cussì fonno
-adattate quelle cosse. _Sed ad rem revertamur_.
-
-In questo medemo zorno, a hore 24, zonse lettere de li oratori al Re di
-Romani, date a dì 28 Zugno, che la dieta pur si faceva, et el Re non
-poteva venir in Italia per questo anno, _et similia verba_: dil qual
-ozimai non è più bisogno.
-
-Da Zenoa, lettere di 3 dil secretario nostro, come l'armada franzese
-essendo a Sestri combatete quel castello, et l'armada zenoese li era
-vicina, _unde_ li custodi se difeseno vigorosamente; _unde_ ditta
-armada ussite, per andar via, ma l'armada zenoese la seguitò: per la
-qual cossa la franzese vedendo non poter fuzir, intrò nel porto di
-Rapalli et Zenoesi si messe a la boca di ditto porto, sperando al tutto
-di haverla, o vero brusarli li navilii; et che da Zenoa era partito
-Zuan Adorno, fradello dil governador, con 300 fanti per andar per la
-via di terra contra li homeni de ditta armada; et che in quel zorno el
-governador havia mandato alcuni fanti et zente per augumentar ditto suo
-fradello. Questo, perchè intendevano mons. di Brexa o ver Filippo mons.
-et Obieto del Fiesco veniva con alcune zente a Rapalli, in aiuto di la
-sua armada. Quello seguirà, sarà scritto di sotto.
-
-Da Ferrara, lettere del Vicedomino, come in quella terra non si cridava
-altro che Franza! Franza! Et che Ferraresi dimostravano mal voler
-contra nostri, et che 'l Duca era zonto a Rezo, et li havia scritto
-una lettera, la qual mandò a la Signoria, come l'haveva inteso el campo
-nostro esser fortissimo et ben in ordene: et advisava el seguito di le
-cosse de Zenoa.
-
-A Fiorenza, per lettere di merchadanti se intese come haveano a dì
-28 Zugno fatto la nova Signoria, et intrata in palazo al primo de
-Luio per novo modo et forma di eletione: li quali saranno qui sotto
-scritti. Et compito de far el novo governo, messeno ogni loro inzegno
-in rehaver Pisa. Et che el conte Ranuzo di Marzano, Hercules Bentivoj,
-le zente di d. Francesco Secho et el Duca de Urbino al principio de
-Luio ritrovandose in campo a Pandera, castello di essi Fiorentini, et
-el campo de Pisani a Cassina, dove era Lucio Malvezo loro capetanio,
-or fonno a le man, et fo presi di le zente di Pisani zerca 60 tra i
-qual alcuni nepoti di ditto Lucio Malvezo; et poco mancò lui non fusse
-preso, et preso uno fiul dil sig. Ruberto di San Severino, natural
-cugnato di esso Lucio; et fatta questa scaramuza, li campi ritornono
-a li alozamenti, non però che non fusse morti alcuni di una et l'altra
-parte. _Item_ che 'l Re essendo a Lucca, partiti li tre Ambassadori de
-Fiorentini da Soa Majestà nominati di sopra, e ritornati a Fiorenza.
-Et el Re seguendo el suo camino verso Pontremolo, non volse pur render
-Pisa, et però Pisani se difendevano in libertà, et el Re mandò uno
-messo a Fiorenza, o vero araldo, con lettere, dimandando tre cosse:
-prima, che dovesseno far trieva con Pisani per do mexi, nominando
-li signori Pisani, perchè lui saria quello voleva adatar le cosse;
-secondo, che li prestasse ducati 20 milia, per haverne bisogno per
-pagar lo suo exercito, _maxime_ a hora, havendo el campo de Veneciani
-a l'incontro, per tuorli il passo; tertio, che li dovesseno mandar le
-zente di Francesco Secho, el qual Fiorentini per avanti concesse al
-Re la soa persona ma non la soa conduta, et per questo venne a trovar
-el Re con alcuni cavalli lizieri. Hor al presente el Re voleva le sue
-zente, per augumentar l'exercito.
-
-Ma Fiorentini, fatto loro consegli, rescrisseno al Re che farebbeno do
-ambassadori a Sua Majestà, et che, di la trieva con Pisani se doleva
-molto el Re li chiamasseno signori, et che non li pareva honesto di
-far trieva con soi vassalli, et che, venendo a loro misericordia, li
-fariano cossa li sarebbe in piacere.
-
-_Item_ de li ducati 20 milia erano contenti, per l'amor portavano a
-Soa Majestà, servirlo de ducati 15 milia quando sarà zonto in Aste, et
-che li altri cinque el Cardinal mons. Samallo, quando fo a Fiorenza,
-promesse a quella Signoria di prestarli ducati 5000 in ogni loro
-bisogno, et che al presente erano nel bisogno, et però fariano ditto
-Cardinal desse questi danari a Soa Majestà.
-
-Tertio, che di le zente dil Secho le ge bisognava per reaquistar molte
-terre li erano rebellate, et _maxime_ Pisa, et per defendere el loro
-stato, et cussì expediteno ditto messo. Non restava continuamente Zuan
-Battista Redolfi, loro orator a Milano, de dir al Duca che volentiera
-se aderirebbono a la liga, ma pur che 'l Re li era assà propinquo:
-_conclusive_, temevano. Et uno suo contestabele era in Modenese a far
-400 fanti, venuti ditti fiorentini, in questi zorni li scrisse non
-dovesse farli, et non haviano bisogno.
-
-
-_Questi sono li primi eletti di la Signoria di Fiorenza per novo modo_:
-
- san Spirito:
- Bernardo de Stefano Segni
- Batholomeo Ubertini
-
- santa †:
- Lorenzo de Matheo Morelli
- Andrea de Lorenzo Cieffi
-
- santa Maria Novella:
- Lorenzo Lenzi confalonier di justitia
- Francesco di Pagolo Pasquini
- Neretto di Francesco Neretti
-
- san Giovanni:
- Bertho de Felichara
- Nicolò di Giovanni d'Americho Benci.
-
-In questa mattina, a dì 7 Luio, alcuni castellani erano in questa
-terra andò in Collegio, notificando a la Signoria nostra come li
-castellani di la Patria preditta di Friul, vedendo el bisogno havea la
-Signoria di zente, come veri subditi et fidelissimi, tra loro volevano
-mandar in campo 300 fra cavalli lizieri et provisionati, zoè la mità
-cavalli lizieri et l'altra mità provisionati pagati a loro spexe per
-do mexi, et che li capi era Alvixe da la Torre di 100 cavalli et 50
-provisionati; Elia da Cusan capo de 50 cavalli et 50 provisionati; et
-uno altro. Et dimandono una lettera di passo, a ciò potesseno andar in
-campo; la qual fo subito fatta, et molto ringratiati di la bona voluntà
-haveano.
-
-Di campo _etiam_ zonse in ditta mattina lettere di 5 del mexe, di sera,
-come el Governador con li Provedadori, essendo in quella mattina a
-l'hora di la marangona cavalcati a veder certi repari, fo per le guarde
-discoperto uno grosso squadron de Franzesi, che volevano discender el
-monte et calarse ne la valle dil fiume dil Taro. _Unde_ lo illustre
-Governador, con el sig. Redolfo, fece metter lo exercito tutto in arme,
-senza son di tromba nè di tamburo et ogni altro instrumento, nè cridar:
-arme! che fo cossa bellissima a veder, l'ubidientia de tutti, l'hordine
-et la inumerabel zente, et andar tutti li squadroni con li soi ordini
-a le poste senza strepito alcuno. Et alongato zerca uno mio et mezo
-fora de li alozamenti, li squadroni preditti feceno alto, et fermati
-sopra la campagna, la qual era ampla et apta a tal cossa, aspettono li
-nemici, credendo vi dovesse venir per combatter; perchè ancora Franzesi
-venivano _etiam_ loro, passo passo, con le artiglierie avanti, sopra la
-giara, et assà stretti. Et venuti uno mio vicin a nostri, i quali erano
-fatti in 5 squadroni, si fermò. Et erano avanti nostri zerca 1000 tra
-cavalli lezieri et balestrieri a cavallo, i quali se tiravano indriedo
-quanto li nemici venivano avanti; ma fatto alto, Franzesi scaricò assà
-artiglierie, et comenzono a tender li pavioni (_padiglioni_) et tende,
-et ogni altra cossa per accamparse ivi. Qui era el Re con tutte sue
-zente. In questo _interim_ li Stratioti, li quali erano ascesi el monte
-per veder qual via tenesseno li nimici, visto lo fermar suo, disceseno
-el monte, et li andono a trovar da banda manca, a ciò le artiglierie
-non li potesseno nuocer, et lì se ataccono con loro, per modo che
-portono gran quantità di teste, cavalli et barde et arme, zoè balestre,
-spade et armadure di dosso assà: in conclusion, non feceno preson
-alcuno, ma più de 40 Franzesi amazono, et veneno con questa vittoria in
-campo nostro. Et visto el Governador che Franzesi non volevano venir
-a la battaglia, li quali con grandissimo animo desideravano nostri
-che li venisse, ordinò si tornasse a li alozamenti; restò _solum_ el
-sig. Redolfo, barba dil Marchexe preditto, con 20 squadre a la veduta,
-et poi _etiam_ lui si venne a disarmar. Et Stratioti, in quel numero
-de morti, ne amazò uno capo di squadra, de condition, per quello fo
-judicato, et portato la testa a li Provedadori per haver el ducato
-insieme con le altre, questa havea una botta di simitarra sul fronte.
-Ancora menono alcuni cani brachi bellissimi, tolti ai nemici; i quali
-rimaseno molto confusi, pur se alozono a pe' dil monte. Et da poi
-in ditto zorno, Stratioti, cavalli zanetti, Soncin Benzon con li soi
-cavalli lizieri, ancora dil Marchexe, fonno a le man in diverse hore
-con i nemici, scaramuzando, e tal fiata ne hanno amazati 15 et 20
-senza danno di nostri. Questi Franzesi veneno come disperati, perchè in
-quella valle non haveano da manzar ni da bever, et in queste baruffe
-uno solo Stratioto fo ferito, et amazato uno cavallo; et questo è il
-danno nostri ha habuto ozi da i nemici; et Franzesi stavano con gran
-guardie, et simel nostri. Era lontan un campo di l'altro solum mia
-4, et cussì li Provedadori advisò a la Signoria, come, ad ogni modo,
-el zorno driedo non potevano fuzire di non esser a le man con nostri,
-et che si dovesse far pregar Dio ne donasse vittoria, et che tutto el
-campo erano molto vigorosi et di bon animo, sperando senza dubio haver
-vittoria; et che dubitaveno non andasse per certe vallade et alcuni
-monteselli in Piasentina, et che, andando, el Governador con tutto el
-campo erano disposti de seguitarli ad ogni modo; e che in quel zorno,
-da poi manzar, zonto era in campo Paris da Lodron con 300 fanti et
-Jacomo dal Sabion con 100 fanti benissimo in ordene et bella zente; et
-a hore una de notte _etiam_ zonse altri 250 fanti di quelli di Paris da
-Lodron. Et, come per una lettera de Daniel Vendramin pagador vidi, che
-fo presentado a li Provedadori 37 teste, et che per una spia havevano
-inteso come era morti 20 cavalli dei nemici, per manzar formento;
-sì che, sforzati, veneno zoso di monti a camparse a Fornovo. Et per
-una lettera di Anzolo di Mafei, era con lui, vidi che Stratioti 24
-investite 80 Franzesi in quel zorno, et ne amazò X et assà feridi, et
-li messeno in fuga. _Item_ che, per quanto intendevano per spie dil
-numero di l'exercito, non passava persone X milia da fatti; el resto
-zente inutile, et nostri era do volte tanti. _Item_ in quel zorno zonse
-68 spingarde sopra careti, et se aspettava el resto fino al numero di
-260 da Verona; le qual el zorno driedo doveano zonzer; et come zonseno,
-non havendo più bisogno, li Provedadori quelle remandono in driedo.
-
-Et oltra questa lettera di campo, a hore 20 ne zonse un altra di 6
-dil mexe a hore 12; et per non esser ni Conseio di X, ni Collegio,
-ni Pregadi reduto, fo subito mandato per li Cai dil Conseio di X,
-et quella fo letta. La qual conteniva, come in campo era venuto uno
-trombetta, da parte di mons. di Arzenton, dicendo voleva in quella hora
-venir a parlar a li nostri Provedadori, et veder di conzar le cosse,
-et voleva salvo condutto. El qual in quella matina venne per tenir in
-parole el nostro exercito, a ciò Franzesi o andasse via o vero venisse
-a trovar nostri disproveduti, come di sotto per el successo chiaro si
-puol comprender.
-
-Da Milan lettere di 6, come el so campo prosperava mediante Stratioti,
-i quali fevano _continue_ corarie et butini di bestiame, et speravano
-di breve metter campo a Novara, et piantar le bombarde; et come di 5
-da sera, le loro scolte assaltò le scolte inimiche, scorzevano certe
-vituarie in la terra, et certe artiglierie, et, essendo a le man,
-nostri li tolse 6 para de buoi che conduceva con li carri ditte cosse,
-et tagliato li sacchi de formento erano su li muli, a ciò el formento
-se spandesse. Ma che li venne socorso, per esser sotto le mura di
-Novara, et nostri convenne lassar le artiglierie, era 6 passavolanti,
-li qual veniano di Aste, et _libere_ introno in la terra; et che 'l
-Duca attendeva a intender el successo de questi campi, dove consisteva
-el tutto.
-
-Di Zenoa, come l'armata era assediata dove ho scritto di sopra; et che
-'l Duca havia mandato dil suo campo a Zenoa....., le qual a dì 3 se
-partì, et che doveano esser zonte. Ma qui a Zenoa a dì 6 acadete certe
-novità: li partesani di la terra con quelli de li borghi, nei qual ne
-intravene qualche Franzese, et ne fo morti et feriti assà. El cardinal
-san Piero _in Vincula_, el cardinal de Zenoa, et d. Obieto dal Fiesco
-prothonothario, erano a quelle riviere, et Filippo mons., per el qual
-el Re mandò a dir dovesse lassar quella impresa, et redurse col suo
-exercito a la volta de Pontremolo, perchè voleva discender i monti.
-Et _etiam_ in questo zorno Bernardo Contarini scrisse a la Signoria di
-progressi di Stratioti, la qual qui sarà notada.
-
-
-_Copia de una lettera._
-
-Serenissimo Principe et Sig. mio. Heri, a hora prima di notte,
-significai a Vostra Excellentia del prender di XII villani da Novara,
-et 8 sacomani con i loro muli et cavalli; hozi, credendo che li
-nemici voleseno far le loro vendete, montassemo a cavallo, zerca 250
-Stratioti, et andassemo verso Novara. Io mandai avanti 50 cavalli
-_solum_, per incitarli et farli venir fuora de Novara; non gli ha
-bastato l'animo ussir. I nostri sono corsi fino a le porte, et siamo
-stati salutati da passavolanti, spingarde et balestre; tra i qual,
-do colpi de ditti passavolanti hanno dato in mezo di la campagna, et
-havemo portato le ballotte de piombo de ditti passavolanti in campo,
-et sono de pexo lire 10 l'una. Io non so qual sia el rispetto de la
-Excellentia de questo Duca, che fino questo zorno non habia provisto di
-far che 'l se vadi ad alozar nei borghi de Novara.
-
-Principe ill. et Signor mio, io sono stato molto ripreso dagli miei
-parenti, che io non habi sollicitato nel scriver a Vostra Sublimità.
-Prometto a Dio et a Vostra Sublimità et per la servitù ho con Vostra
-Excellentia, mai è passato uno zorno che non habbia scritto a Vostra
-Sublimità de le occorrentie de questo campo, et ho tenuto uno cavalaro
-a posta, datomi per quel magnifico Podestà de Crema, et ogni notte l'ho
-mandato con lettere directive a Vostra Excellentia fino a Milano, in
-mano dil ambassador de Vostra Signoria, pregandolo et supplicandolo
-che con celerità ditte lettere siano mandate a Vostra Sublimità, come
-per mie lettere di 3 dil instante significai a Vostra Excellentia. Et
-a caxon che V. S. intenda el mancamento non procede da mi, supplico
-a quella non gli rencresca se con la presente sarò alquanto tedioso,
-per justificar parte dil honor mio. Illustrissimo Principe, dico che a
-dì 13 _Junij_, a hore 18 scrissi a vostra Excellentia dil zonzer mio
-a Vegevane et del honore et accetto mi fu fatto; et a dì 24, a hore
-20, scrissi a Vostra Sublimità dil combatter de doi Stratioti contra
-17 Franzesi arcieri a cavallo, dei qual 2 ne fonno presi, feriti et
-malmenati. A dì 25 ditto, a hore 18, _scripsi_ dei Franzesi presi
-numero 26, et morti 9, et amazati 12 di loro cavalli. A dì 26 ditto,
-a hore 24, scrissi a Vostra Excellentia del prender de 9 pedoni et do
-balestrieri a cavallo. A dì 27 ditto, a hore 2 di notte, significai
-a Vostra Sublimità de la cavalcata fatta con i cavai lezieri dil
-sig. Duca, et certi homeni d'arme, et per essere stati discoperti la
-cavalcata fonno fatta invano. A dì 28, a hore 18, notificai a Vostra
-Excellentia che de qui non havevano trovato spelta nè orzo, ma vena
-trista e dolorosa, per la qual i nostri cavalli sono smagrati. A dì
-29 ditto, a hore 18, Ill.mo Principe, significai a Vostra Excellentia
-como erano partiti con il campo da Vegevene, et andati a camparse al
-loco de Casolo, distante da Vegevene mia 4, et como madama la Duchessa
-venne in campagna a veder l'ordene di le squadre et tutto il campo;
-significai _etiam_ di la prexa dil castel de Villanova, et una poliza
-di le zente si atrovano in questi dui campi, la qual iterum mando
-a Vostra Excellentia,_ deinde_, a dì 29 ditto, a hore 3 di notte,
-da Casolo significai a Vostra Excellentia come i Franzesi haveano
-abbandonati doi castelli, et degli Stratioti messi in guardia de queli
-con certe fantarie. A dì ultimo dito, a hore 2 di notte, notificai a
-Vostra Excellentia dil zonzer nostro a Trecano, che fo a hore 21, et
-alozati che fossemo feci correr li Stratioti fin su le porte de Novara;
-i qualli havia vadagnato bestiami assaissimi et altre robe. A dì primo
-Luio, in Trecano, scrissi a Vostra Serenità dil levar dil campo, con
-ordene de battaia, et apresentati a uno miglio a presso Novara, et lì
-dimorassemo fino a hore XV aspettando dovesseno ussir fuora, et vista
-la viltà loro, fessemo discargar 12 passavolanti a la volta di Novara,
-et poi ritornassemo al nostro lozamento a Trecano. A dì 3 Luio, a hora
-prima di notte, significai a Vostra Excellentia come partissemo da
-Trecano et venissemo ad alozar a una villa dimandata Pernà distante
-da Novara uno mio et mezo; et alozati che fussemo, atrovandose tutti
-a disnar, fo cridato: Arme! Arme! Et subito armati, tutti insieme
-andassemo fuora, et fo morto XI de i nemici, et portato in campo tre
-teste in cima le lanze. A dì 3 Luio, a hora prima di notte, in Pernà
-significai a Vostra Serenità come havevamo prexi 40 dei nemici, et
-dil mandar di 60 Stratioti et 40 balestrieri per brusar uno ponte, che
-si dicea esser fatto sopra Po, verso Aste; i qual, ritornati, dicono
-non haver trovato alcuna cossa. _Etiam_ significai a Vostra Serenità
-de 70 homeni d'arme e 100 cavalli lizieri, partiti di questo campo
-quella medema mattina, di comandamento dil Duca per andar a Zenoa.
-A dì 4 ditto significai a Vostra Sublimità come havevemo prexi 12
-villani da Novara, et 8 sacomani con lor cavalli et muli, et fatto
-restituir assaissimi animali grossi, robe et danari, che gli Stratioti
-haveano guadagnati per compiacer a questo sig. Duca, digando esser so
-servitori, ancora che per Franzesi fusseno dominati. Questo poco de
-replicar ho voluto far, con humele et debita reverentia a la Vostra
-Sublimità, a ciò quella cognosca haver a questa impresa uno solicito
-et bon servitor, et Dio perdoni a cui ha retenuto le mie lettere, et
-ha voluto farse honor con el pericolo et fatiche mie. Quello seguirà
-per zornata, Vostra Sublimità serà advisata. Ai piedi di la qual,
-humelmente et devotamente me ricomando.
-
- _Ex fidelibus castris apud Villa Pernate, die 5 Julij_
- MºCCCC LXXXXVº _hora_ XX.
-
- BERNARDO CONTARINI _schiavo et servitor_
- _di Vostra Signoria._
-
-
-_Digresso di l'auctore, come stava Italia in questo tempo, et li
-potentati._
-
-Ben che fino questo zorno habbi narato tuto el seguito di la venuta di
-Carlo re de Franza, al presente esso Re volendo ritornar in Aste, sia
-per qual cagion si voglia, et l'esercito di la Serenissima Signoria con
-alquante zente de Milan, essendoli opposto contra, _unde_ necessario è
-di far fatto d'arme; voglio qui descriver come in questo tempo Italia
-si ritrovava, et la conditione de li potentati _succincte_, a ciò se
-veda et intenda in quanto pericolo era di esser subietta et dominata
-da zente gallica. Alexandro romano pontifice con alcuni cardinali
-era in Roma tornato, dove confusione grandissime de Colonnesi et
-Orsini, principal parte Romane, vi era, et tra loro se molestavano.
-Cinque Cardinali seguiva el Re: _Vincula_, Zenoa et Samallo, et do
-altri. Erano pur da la so parte, ma non si partino de li soi castelli,
-Savello et Colonna. El Reame de Napoli dilacerato da Franzesi. Napoli,
-con molte terre, si teniva per esso Re, et Ferandino danizava in la
-Calavria, et l'armata veneta in la Puglia. La Signoria di Venetia era
-su grandissima spexa; _licet_ fusse ligata con Papa, Re di Romani,
-Re di Spagna et Duca de Milano, lei sola spendeva assà quantità de
-danari. Havia exercito instructissimo, et za molti anni non visto tale
-in Italia; armata di galie zerca 40, et Antonio Grimani procurator
-loro capitano maritimo. Et questa Venetia sola, _ut ita dicam_, fu
-quella varentò Italia. El Duca de Milan, molto odiato dal populo, senza
-danari, et con exercito a recuperar Novara et _etiam_ in Parmesana
-et a difender Zenoa, dubitando dil Re non li tolesse el Stado, et
-molto in benivolentia con Venetiani, dicendo: _Quis separabit nos?_
-Fiorentini, perso el dominio de Pisa, dato al Re Pietrasanta, Serzana,
-Serzanello et Livorno, et ancora non li erano sta restituiti. Et Monte
-Pulzano ribellatosi a Senesi, et quello comandava el Re, faceva; quasi
-havendo persa la loro libertà et teniva col Re. Senesi in confusion,
-et grandissima parte sottoposti a voleri gallici. Zenoa _in magno
-periculo_; pur Augustin Adorno teniva con il loro signor Duca de Milan;
-et in Riviera, per le parte de Franzesi, seguiva assà novitade. Luchesi
-quello ordinava el Re seguiva; et do.... li presentò le chiave, ma
-el Re non li fece alcun danno, et era de soi. Bologna et il magnifico
-Ioanne, conoscendo el ben suo et de Italia, era con Venetiani et Duca
-de Milano federati. Peroso, su le arme, per le parte de Oddi et Bajoni,
-Cesena ancora in comotione, per Tiberti et Martinelli, intervenendo
-Guido Guerra, che pur teniva dal Re de Franza. El Duca de Ferrara
-se dimostrava neutral, ma per esser cupido di nove cosse tramava col
-Re _occulte_, et havia mal animo a Venetiani. Duca Guido de Urbino,
-soldato de Fiorentini. Marchese di Mantoa nostro Governador zeneral
-nel exercito, et il suo stado tutto marchescho. Sig. Iulio di Chamarin
-non era operato, stava a le so terre. Sig. Rodolfo Malatesta di Rimano,
-con Venitiani soldato. Sig. Zuane Sforza de Pesaro, soldato di la liga.
-Madama di Forlì in amicitia con Franza, et con Milano, et nel principio
-si operò, ma al presente si stava a li soi Stati, et governava so fiul
-Ottaviano. Sig. di Piombino era casso dil soldo havia con Senesi.
-Vitelli, et prefato sig. di Senegaia, soldati dil Re; Mirandola,
-Corezo et Carpi con la Signoria et Milano. Conte di Petigliano et sig.
-Virginio Orsini erano contra so voja menati col Re de Franza. El sig.
-Prospero et Fabricio Colonna, rimasti a soi castelli, teniva dal Re. La
-Marchesana de Monferà et Duchessa de Savoia mostravano esser neutral
-tra il Re et Milano, _tamen_ davano assà aiuti et lozamenti a esso
-Re. Sì che a questo modo era partita la povera Italia; la qual, si ben
-havesseno tutti considerato il danno harebbe a seguir, si Franzesi vi
-ponesse la mano su qualche altro Stato oltra el Reame acquistato, sine
-dubio la ragione voleva tutti havesseno seguitato el savio consiglio
-de Venetiani; i quali, visto el Re non si contentava di haver hauto
-el Reame, che voleva altro in Italia, et non più se parlava de andar
-contra infedeli, li puoseno le man davanti, et liberò Italia de tanto
-pericolo. _Sed de his hactenus_.
-
-
- FINIT LIBER TERTIUS
-
-
-
-
- CLARISSIMO MELCHIORI TRIVISANO CLASSIS MARITIMÆ REIPUBLICÆ
- VENETÆ IMPERATORI DESIGNATO MERITISSIMO MARINUS SANUTUS
- LEONARDI FILIUS VENETUS PATRICIUS SALUTEM.
-
-
-Quanto sia l'amore et ubligatione che ciascuno patricio debbe havere a
-li soi compatrioti, li quali in ogni loro operatione per la Republica
-più che bene si portano, magnifico Marchiò Trevixano, non mi accade
-exprimere, perchè gli eruditi l'intendeno, et gli ignoranti il
-cognoscono, et il vulgo il predicano. Ma _solum_ vi entra medio una
-rubigine, la quale intermossa, tutti operanti a benefitio publico
-sarebbeno exaltati; et vi subjunge la invidia, ch'è di natura pessima,
-nemica dil bene e contraria a ogni honesto vivere: le qual do parte
-de invidia, con la detratione, sono quelle che, come ho ditto,
-pervertono gli homeni dal recto judicio. Ma ben che queste vi sia,
-pur la fama de la verità è sempre, nè pol star molto occulta. Che,
-si questo non fusse, vedendo per far bene talhor esser mal da alcuni
-remeritati, niuno si sforzeria patir fatiche, continui affanni, sonni
-perdere, il giorno senza quiete stare, et cose contrarie a la età
-loro sostenere. Adoncha il merito pur è dato a ciascuno secondo li
-gradi soi. Et io, uno di quelli patricii mi ritrovo essere, el quale
-con ogni dimostratione, et _non solum_ con li suffragii, honoro,
-extollo et magnifico quelloro si operano bene per la nostra Republica,
-come Toa Magnificentia continuamente ha fatto, sì _alias_ essendo in
-armada vice generale, et in la pretura patavina, _quam_ in questa
-legatione in exercito terrestre contra a l'impeto gallico posto;
-et a quelli legeranno li toi progressi et sapientissimo governo, li
-sarà spechio e norma,_ maxime_ a chi useran tal ufficio ne li posteri
-tempi. Et havendo alquanto considerato, dopoi finita questa mia decima
-lucubratione, ch'è tutta la guerra gallica in Italia, opra di farne
-qualche conto per la verità di quella et cosse nuove, poi l'intitolata
-al Serenissimo Principe nostro, mi pensai extollerte con questo poco
-de inculte parole, et titolarti uno di cinque libri. Concludendo, io
-et tutti gli altri patricii et senatori te siamo grandemente ubligati
-per li modi tenuti, frequenti a imitatione, trovarsi in questa tua età
-ne la battaglia al Taro in Parmesana, dove fu spanto assà sangue, et
-_fortasse_ più che za molti anni in Italia sia seguito; et poi seguir
-l'exercito gallico già quasi rotto et posto in fuga, et governar
-_pacifice_ col collega tuo tanto exercito di la Signoria nostra, a
-presso di quaranta millia persone; et _demum_, andato a l'ossidione
-di Novara, terra dil Duca de Milano, da Galli tenuta, dove sei stato
-qualche zorno; et benchè quella non si ottenisse, pur chi legerà questa
-vedrà esser ivi sta fatto assai. _Ergo, merito_ te habiamo designato
-la pretura maritima, ne la qual son certo, _ut moris est_, talmente ti
-porterai, che a la dignità ultima, _inter nos Venetos_, adjungerai. Et
-quanto sia di Toa Magnificentia, _licet_ longa familiarità con quella
-non habbi per avanti habuta, per questa la sarà certificata, io esser
-suo quanto io son. Et a Toa Magnificentia mi ricomando, _quae diu felix
-valeat. Vale._
-
- _Ex urbe Veneta, ultimo Decembris 1495._
-
-
-
-
-MARINI SANUTI LEONARDI FILII DE REDITU CAROLI FRANCHORUM REGIS EX
-NEAPOLI IN GALLIA ET DE FUGA ET CLADE ACCEPTA AB EXERCITU VENETORUM
-APUD FORNOVUM PARMESANI DISTRICTUS INCIPIT LIBER QUARTUS FELICITER.
-
-
-Essendo lo exercito franzese disceso per la via di Pontremolo propinquo
-a Fornovo, ultra el Taro, fiume torentuale, fu scontrato _ultra flumen_
-da l'exercito instructissimo di la Illustrissima Signoria di Venetia,
-propinqui a miglia 4, che erano alozati a Gierola, li qual feceno
-diversi movimenti et scaramuze, sachizato il loco di Fornovo per
-nostri, et Franzesi expulsi, sì come nel libro precedente è scritto.
-Il perchè poi si redusseno Franzesi in capo di la valle, et ivi in
-una collina eminente, a la ripa dil Taro, distante da Parma mia 5, et
-stabiliti et fixi; deliberono nostri, movendose, _omnino_ apizare et
-far fatto d'arme. Et inteso questo la Majestà dil Re de Franza, venne
-la Domenega et tutta la notte seguente nel suo campo, per non dimorar
-più su quelle montagne; et havia exercito de homeni et cavalli da
-fatti zercha 8000, et cavalli lezieri 2000, el resto zente inutile;
-et altri attendevano a li cariazi per ritornar in Franza, et questo
-non era poco numero di zente di tal sorte inutile. Havea zerca colpi
-60 de artigliarie su carete, zoè spingardi, passavolanti, et altre
-generatione o vero sorta de artiglierie, variamente per loro chiamate,
-et butavano ballotte de ferro de assà grandezza, harebbe bastato a una
-bombarda non picola: in tutto, concludendo, erano da XV in XVI milia
-persone.
-
-El nostro veramente exercito era bellissimo, et forsi za molti anni
-tale in Italia (_non si era_) visto, sì come molti veterani homeni
-d'arme_ publice_ dicevano, zente disposta sì da pie' come da cavallo
-numero grande: di cavalli 12 milia, nei qual era homeni d'arme 2800, li
-primi de Italia, condutieri strenui et experimentati; cavalli lezieri,
-computando ballestrieri a cavallo, numero zerca 1500, et Stratioti
-750; fanterie da zerca X milia, et el Duca de Milan; sotto el conte
-de Caiazo era persone zerca 2000 tra cavalli et pedoni, però che esso
-Duca il cargo di qua havia lassato a la Signoria, et lui pur havea el
-campo a Novara. Mancava zonzer, in ditto exercito venuto, Cozanderle
-thodesco, capo di 1000 teutonici tra schiopetieri et lanzarioli, el
-qual a dì 20 Zugno havia fatto la mostra soa a Trevixo, et andava
-in campo, et era poco lontano. Ancora Paris da Lodron con li soi
-provisionati, li qual di hora in hora dovea zonzer, et eran in camino
-cernide de Veronese et Vicentina; et li 2000 fanti fatti a Bologna
-mancavano; de li qual parte el zorno driedo el fatto d'arme zonseno
-in campo. Oltra di queste fantarie, mancava di zente d'arme el sig.
-Pandolfo Malatesta di Rimano con 400 cavalli, Zuan Paolo di Manfron,
-vicentino, condutto nuovamente con 200 cavalli i quali tutti erano
-inviati per venir in campo. Ancora la conduta dil sig. Zuane Sforza di
-Pexaro, era a soldo dil Pontifice et nostro, con 80 homeni d'arme et
-60 balestrieri a cavallo, et cussì le zente dil Duca de Gandia, le qual
-veneno poi quando el campo fo a Novara, sì come dirò di sotto. Adoncha
-mancava assà zente di venir, per augumento di l'exercito nostro.
-
-Hor venendo el Luni, a dì 6 Luio, el qual zorno era ordinato per le
-disposition fatal se dovesse far fatto d'arme con Franza, et in questa
-matina venne uno trombetta in campo nostro, zoè da parte di Zuan Iacomo
-di Traulzi, era uno de capitanei dil Re, el qual ne li zorni superiori
-ritrovandose su quelle montagne, le so zente italiane con Franzesi
-veneno a parole per caxon di alozamenti et vittuarie, _adeo_ esso Zuan
-Iacomo l'have molto a mal, et più volte volse venir da la banda nostra,
-_ut dicitur_, cossa che molto nostri desiderava, et za ne era qualche
-pratica; et cussì mandò uno suo trombetta, come ho ditto, fenzando de
-mandar a dimandar al Marchexe de Mantoa alcuni danari che l'avea spexo
-a Napoli in uno cavallo per Soa Signoria. _Tamen_ è da considerar
-mandasse o lettere o vero qualche aviso; _conclusive_ fo divulgato
-voleva la notte passar di qua; et li Provedadori di campo, subito a
-hore 13 spazò uno corier in questa terra, a dì 7 hore 22, et perchè non
-era redutto el Collegio nè alcun altro Consejo, et el Principe nostro
-pur amalato, _unde_ subito zonte tal lettere, mandono per li Savij
-dil Collegio, et per li cai dil Consejo di X, tra li qual vidi Paulo
-Trivixan kav., era Cao quel mexe, andar in gran pressa in palazo, et
-lesseno le lettere, et cussì nostri stavano in questa expectatione che
-ditto Traulzi dovesse venir di qua, et anche quello havesse a seguir
-di campo, essendo propinqui tre mia de inimici, et non restavano de
-far far oratione. _Et unum non praetermittam_ di scrivere, che uno,
-qual fusse non so, andò a trovar alcuni di Collegio, notificandoli che
-al tutto Franzesi con nostri in questo zorno di 6 Luio doveano esser
-a le man: la qual cossa non potea saper _nisi_ per astrologia o altra
-indivinatione et virtù havesse. Et queste parole per piaza di S. Marco
-se diceva, dove continuamente patricii et altri se reducevano per
-intender quello seguiva.
-
-Ma ritorniamo al Re de Franza. El qual, venuto zoso de monti, et reduto
-con l'exercito su quelle giare dil Taro dove si fermò, et mandò uno
-suo trombeta da li Provedadori nostri a richiederli el passo, dicendo
-che con la Signoria non havea guerra alcuna, ma sempre la real casa de
-Franza esser stata et esser amica di essa Signoria, et con Soa Majestà
-havia bona lianza, et che mons. di Arzenton verrebbe la matina in campo
-a parlarli, volendo un salvo conduto. Questo stratagema Franzesi usò,
-dicendo Arzenton anderà e li tenirà in parole et in tempo, _adeo_ el
-campo non starà su le arme; et io in questo mezo montarò su la strada
-romea, et anderò al mio viazo; ma li andò fallito el pensiero. _Imo_
-questo zorno di Luni 6 Luio, è zorno di esser in memoria da Franzesi
-celebrato, per essere sta zorno infortunatissimo; però che da 4 parte
-have grandissime disgratie et danni et rotte; primo qui, a Zenoa, a
-Novara, et a Napoli Ferdinando intrò, sì come tutto sarà scritto di
-sotto.
-
-Hor non havendo hauto el suo trombeta risposta bona, perchè tutti li
-nostri erano volonterosi de apizarse, el Re con li soi primi capetanii
-ordinò el suo exercito per redurlo tutto insieme, mandando li cariazi
-verso el campo nostro _ordinate_, le artiglierie nel mezo et in la
-coda, verso el campo nostro, volendosi aviar al suo viazo verso la via
-romea. La qual cossa, prevista da l'exercito Veneto, tutto a l'arme
-disposto, el Governador zeneral havendo dato la cura a so barba sig.
-Redolfo di Gonzaga per la longa pratica havea de governar el fatto
-d'arme, fatti li colonelli, sì come ho scritto ne l'altro libro,
-et ordinato al conte di Cajazo con el suo squadron fusse el primo
-investisse, et esso Marchexe governador secondo, _et sic de singulis_;
-mandò la compagnia cojonesca con Tadio da la Motella et Alexandro
-Coglion condutieri fra il monte et la giara dil Taro, fino a la coda
-dil campo nemico, a ciò fusse da quel canto serrato, et preocupate le
-artiglierie loro; et per mezo el traverso fo mandato li fanti pedestri,
-balestrieri, cavalli lezieri et Stratioti, li qualli tutti passarono
-el Taro a guazo. Et la matina poi, inteso per le scolte a hore zerca
-14, come Franzesi se ne venia per la giara a costa al monte, et le loro
-artiglierie salutavano nostri, et trazevano con tanta furia che tutti
-sarebbeno spaventati, si non fusse stato la grandissima volontà de
-nostri de provarse con Franzesi per liberation de Italia, et per haver
-fama con la Signoria nostra, altri per romperli et farse richi con
-loro cariazi; et cussì in quella matina, _licet_ li Provedadori nostri
-non erano di opinione che 'l campo dovesse andar a trovar Franzesi,
-considerando el grande pericolo era, ma parse pur al Governador di non
-voler indusiar, vedendo era il tempo, et che se non havesse investito,
-Franzesi se ne andava a loro viazo. Et fatto con lui un grosso squadron
-del fior de li condutieri et homeni d'arme, et tutto el campo armato a
-li so lochi, che, come da quelli vi si trovò, fu di belle cosse a veder
-che mai si potesse veder, et si aviò verso li nemici nostri, i quali
-erano mia 3 lontano. Li squadroni veramente era cussì ordinati: Caiazo
-primo; Governador, zoè Marchese di Mantoa, suo barba sig. Rodolfo et
-volse con lui sig. Ranuzo dil Farnese; terzo sig. Antonio di Urbino, el
-qual era el primo squadron fusse, sì di più numero, _quam_ de valenti
-homeni, et questo non si mosse, che, si havesse mosso, _sine dubio_
-tutti li nemici erano presi et morti. L'altro fo quello dil conte
-Bernardin Fortebrazo. Quello di Tadio da la Motella et coioneschi,
-nominato di sopra, era sta mandà al monte, come ho ditto. Et ultimo
-quello dil conte Carlo di Pian di Meleto, che era redeguardo. Stava
-a custodia di lozamenti et stendardi Luca Pisani et Marchiò Trivixan
-provedadori, et Daniel Vendramin pagador in campo. Et è da saper che
-'l sig. Rodolfo, havendo fatto li soi disegni, ordinò a li capi de
-li squadroni, sotto pena di la vita, niun si dovesse muover de li soi
-lochi, se lui, che andava col squadron dil Marchese a combatter, non
-ritornasse a farli venir a far fatto d'arme, non credendo di morir,
-come fu. Li fanti veramente, secondo li soi ordeni, andava corando
-drio li squadroni; et convenne passar tre acque dil Taro, che erano
-spesse a modo fango, per modo tal che andavano fin a mezo el petto, et
-li cavalli fin a mezo la panza. Et cussì col nome de Christo partito
-el Governador, li altri squadroni streti et in ordine li venia driedo,
-seguitandolo per esser tutti a le man con Franzesi, et tutti passono le
-ditte acque nominate di sopra.
-
-Ma ritorniamo a quello fece Franzesi. In questo mezo nostri si
-preparava, _etiam_ loro ordinono le zente, et fece uno squadron a
-l'impeto de nostri di 3000 et più combattenti, et voltaron le spalle
-al monte, et in mezo ne fece uno altro, dove era la Majestà dil Re,
-armato, circondato de molte artiglierie; poi da la destra mano, verso
-li cojoneschi et la valle, disteseno una ala de cavalieri et pedoni;
-et alla sinistra feceno el simele, verso lo ascender di la collina va
-a la via romea; in mezo di la qual ala messe un altro terzo squadrone
-de cavalieri, 600 in 800. Et è da saper che sempre Franzesi in loro
-battaglie suol far tre soli squadroni di tutto lo exercito; el primo
-se chiama antiguarda, el secondo la bataia, el terzo retroguardia; et
-_saepius_ el Re, o vero el capitanio, sta in lo squadrone si chiama la
-battaia. Adoncha, in questo zorno sexto di Luio, zerca a hore 16, sopra
-la giara dil Taro, _in agro parmensi_, tra do ville chiamate Opian
-et Medesan el fatto d'arme cussì passò. Essendo assaltati li nostri
-con scaramuza, a l'hora preditta, lo strenuissimo squadron nostro dil
-Marchexe di Mantoa animosamente sula ditta giara secca assaltorono li
-nemici con desterità impetuosa, zoè lo squadron che era fra le ale,
-fatto a l'incontro de nostri, et primo a investir, _ut dicitur_, fo
-esso Marchexe, el qual passò con una lanza uno homo d'arme franzese da
-una banda a l'altra, et combattè con gran vigoria; et fu tale la virtù
-de nostri, che in breve spatio di tempo questo squadron nemico ruppe
-et fracassò et messe in fuga, _ita et taliter_, che li nostri, con
-amplissima vittoria, trascorseno fino a l'ala immobile de li cavalieri
-deputati a la guarda di la Majestà dil Re, et tanto probatissimamente
-feceno quanto fusseno stati ...... _Etiam_ el squadron dil conte
-Bernardino, mentre el Governador combatteva, intrò ne li nemici; et
-il primo feritore, sì come ho scritto, fo esso Marchexe di Mantoa, con
-tanta strenuità che _nihil supra_, et più ne amazò di soa man, et prese
-el bastardo di Borbon lui medemo, el qual si rese et, _dicitur_, si
-questo non fusse stato che se interpose in mezo, harebbe preso el Re,
-perchè più volte li hebbe le man adosso. El secondo feritore fu el sig.
-Redolfo; terzo el sig. Ranuzo dil Farnese; quarto el conte Bernardin
-Fortebrazo, dil qual più di sotto parleremo; poi Ruberto di Strozi,
-Alexandro Beraldo, Vicenzo Corso, Alvise Valaresso patricio Veneto et
-condutier nostro, li conti Brandolini, et cussì _successive_ tutti li
-capi di squadra nei cavalieri di quei strenuissimi squadroni rupeno la
-lanza loro. Tutti cridava: Marco! Marco! Italia! Italia! rotti! rotti!
-Et fo atroce pugna. Non si sparagnava la vita l'uno l'altro, ma tutti
-per el fil di la spada erano mandati sì da nostri _quam_ da Franzesi.
-Non si faceva presoni, come in le guerre de Italia; ma Franzesi
-cridavano: A la gorgia! A la gorgia! Nostri: A la morte! A la morte!
-Sì che era crudelissima battaja, et assà sangue coreva su la terra. Et
-cussì nel principio, havendo nostri vigorosamente el primo suo squadron
-rotto et frachassato, li pedoni et cavalli lezieri et li Stratioti, li
-qual doveano attender a compir di fugar li nimici, ma, come cupidissimi
-di preda, assaltorono li cariazi franzesi e comenzorono chi in qua chi
-in là a strazar forcieri, valise, padiglioni et trabache vilupate, con
-tanta avidità et rapacità che fra loro intrò discordia, zoè tra pedoni
-e Stratioti. Il che veduto per li nimici, col consejo di Zuan Jacomo
-de Traulzi se distacò e riserrò del circulo di la Majestà dil Re da
-l'ala sinistra quelli cavalieri strenuissimi, con cerchii d'oro e sopra
-veste di panno d'oro et d'arzento et di veluti a diversi colori, con
-pedoni nel mezo et ne la coda, con tanta destreza et peritia militare,
-che _non solum_ rebatè nostri che contra de loro prosperavano, ma
-quasi li rupeno et li pedoni sui de la prefata sinistra trascorseno
-a li nostri, depredatori de li loro cariazi, con tanto impeto, che ne
-amazorono molti e molti pedoni. Li Stratioti erano, con quello haviano
-potuto tuor, partiti et andati via di la battaja, che dovrebbeno esser
-stati in ajuto de nostri. Et poi da l'ala dextra i nemici assaltarono
-le squadre cojonesche, che havea preso le artiglierie, e queste veneno
-da nostri veniva reculati da Franzesi, et questi, nominati di sopra,
-nostri, essendo strachi dil combatter et haver rotto el primo squadron,
-fo necessario _etiam_ ripararse da questo secondo impeto, el qual
-era el fior di le zente nemiche. Et si el squadron dil conte Antonio
-d'Urbino _tunc_ si havesse mosso, et fusse venuto a combatter, per
-esser _etiam_ questi valentissimi cavalieri et grosso squadron, _sine
-dubio_ Franzesi tutti erano rotti. Ma esso conte mai si volse muover,
-dicendo havia in comissione dil sig. Redolfo di non muoversi; et non
-comprendeva che 'l poteva esser sta amazato in la battaja. Et Marchiò
-Trevixan provedador, che era armato in campagna, li mandò a dimandar
-la causa che 'l non se moveva col suo squadron, andar a socorer nostri
-erano malmenati da Franzesi. Disse quello havia in comission, et pur
-ditto l'andasse, rispose: se vuj provedadori me l'ordinate sopra di
-voi, andarò. Et loro non volseno asumersi tal cargo, _licet_ era cosa
-da fare. Et cussì non andò. El sig. Marchexe tuttavia combatteva, e
-fo mudato in quella battaia di tre corsieri, et non poteva partirse
-perchè, partido lui, li altri lo harebbeno sequitato, et cussì nostri
-saria sta rotti; et el sig. Redolfo era sta amazato; sì che le cosse
-a questo modo passava. Et questi do squadroni dil conte Bernardin,
-et il suo dil Marchexe, et _etiam_ quello dil conte de Chaiazo, che
-investite _etiam_ lui, et assà de soi fonno amazati, conveneno loro
-soli combatter con Franzesi. Et questo fatto d'arme fo el più horribele
-et crudel, come ho ditto, fusse sta fatto in Italia za molti anni. Et
-Franzesi con nostri combatteva virilmente: l'habito loro, oltra le
-arme, era stivali sopra le schiniere, et sopra le curaze quelle sue
-veste con manege longe, chi di veludo, et chi de seda de altre sorte,
-et di panno; e sopra le celate capellazi grandi, et parte di loro havia
-elmi. Tutti li cavalli senza barde, tristi da armizar, ma optimi a
-cavalcar, con le selle pariano coperte, et tutti quelli combateteno
-erano homeni disposti a far fatti d'arme, et molti se ne ha trovato
-che più presto hanno voluto morir che mai renderse ad alcuno presone,
-et amazaveno perfino li ragazeti picoli. Et _unum_ non voglio lassar
-de scriver: che vedendo alcuni di quelli dil squadron di ditto conte
-Antonio di Urbin, che esso non si voleva et non potea moverse, se
-partino con loro cavalli di ditto squadron, et andò a combater con li
-nimici; tra li qual el strenuo Zuan da la Riva cavalier veronese, et
-_etiam_ D. Antonio di Pigi.
-
-Et in questa battaja fonno morti di una parte et l'altra dile persone
-più di 3000; de nostri zerca 1000, et el resto de Franzesi. I quali
-prima che aterasseno niuno de nostri, erano do o tre di loro amazati,
-et assà di primi soi baroni, come di sotto più diffusamente sarà
-notado. Ma de' nostri homeni de condition fonno morti questi: el sig.
-Redolfo di Gonzaga, barba dil Marchexe di Mantoa preditto, et quello
-havia el governo dil campo per suo nepote Governador, che _tunc_ havia
-anni 28, et _nunquam_ più experimentado in combatter ni in niuno altro
-exercito,_ tamen_ cussì strenuamente si portò. _Etiam_ fo amazato
-el conte Ranuzo dil Farnese condutier di 600 cavalli valentissimo,
-Vincenzo Corso, Ruberto di Strozi, Alexandro Beraldo et altri capi di
-squadra, sì come per una poliza di quelli fonno morti qui sotto notada
-il tutto si vederà, zoè de li homeni da farne qualche extimatione.
-
-
-_Questi sono li morti nostri nel fatto d'arme da Franzesi[138]._
-
-Ma de Franzesi sono sta amazati zerca 80 baroni, tra i qual 16 capi
-di gran reputatione; et ben la verità non se potè intender, dil numero
-di loro fonno morti, ma pur certo passono 2000; et di nostri, fatta la
-descriptione, mancò 960. Adoncha fo crudelissima battaja, la qual durò
-per spatio de do hore et non più. Et prima nostri, come ho ditto, li
-haveano rotti et fracassati, zoè da una parte combatteva el Marchexe
-de Mantoa et conte Bernardin Fortebrazo, da l'altra el conte Ranuzo,
-da l'altra cojoneschi, et da l'altra el conte de Caiazo et d. Annibal
-Bentivoi. Et se 'l non fusse stato la cupidità di la preda de molti
-italici homeni d'arme, oltra li Stratioti et fanti, tutti Franzesi
-erano da nostri malmenati; però che, frachassato el primo squadron
-nimico, nostri elexeno a far presoni per haver taja, altri a robar li
-cariazi et menarli via, perchè quasi tutti fonno acquistati et tolti
-da nostri, come dirò di sotto. Et mentre queste cosse fevano, assaltò
-quel squadron, el qual trovò li homeni d'arme cussì separati, et
-allhora fo la crudelissima battaja, et quelli havevano presoni fu forzo
-lassarli, volendo varentarsi la vita; et cussì veneno in qua per mezo
-mio combattendo una parte et l'altra virilmente. Era grandissima pioza,
-la qual fo causa Franzesi non potevano operar le loro artiglierie,
-come fece nel principio, che pur qualche danno dette a nostri,
-amazando cavalli. Ma Iddio provete a mandar tal pioza grandissima,
-et el colonello bracesco dil conte Bernardino fo quello che sempre
-combatete; _adeo_ di 360 homeni d'arme che era, ne fo morti zerca
-80, senza li famegli et ragazi; et il fidelissimo conte Bernardino fo
-ferito mortalmente, et have assà ferite, come dirò più avanti. Et si
-non fusse stato uno suo ragazo che lo tirò nel fosso, et lì stette come
-morto, sarebbe stato compito di amazar da Franzesi. Hieronymo Zenoa
-capitano di 300 fanti, _etiam_ virilissimamente combattendo fo ferito
-di 12 ferite acerbamente, et de li soi do terzi fonno morti, et have
-4 botte di spada su el volto; _tamen_ varite poi; el qual fo portato
-in questa terra per Po, et zonse a dì 12 ditto. Et è da saper che,
-mentre nostri combattevano, el conte Nicola Ursini di Petigliano, era
-presone col Re, vedendo questo era el tempo de esser liberato, fuzite
-con 3 cavalli nel nostro campo, et, smontato, comenzò a confortar
-nostri, dicendo Franzesi erano quasi rotti, et che, non obstante
-di nostri ne fusse sta morti alcuni, che dimane prometteva vittoria
-indubitata, però che erano sta amazati li più valenti homeni havia la
-Majestà dil Re; et che non havendo se non tre squadroni fatto fatti de
-nostri, et che quel strenuissimo dil conte Antonio d'Urbino non era
-sta operato, che era una magnificentia a vederlo in ordine armato in
-campagna, _iterum_ concludeva Franzesi erano spazati. Per le parole
-dil qual tutto lo exercito nostro prese conforto, che pur si dolevano
-di la morte de tanti capi, _maxime_ dil sig. Rodolfo loro governador,
-et dil sig. Ranuzo. Et ancora per el prefato conte di Petigliano
-fo referito che la Majestà dil Re, vedendo la vittoria et prosperar
-de soi cavalieri, voleva con la ala destra proseguirla, che sarebbe
-stato assà danno a nostri, non si movendo li altri squadroni, che si
-fusseno mossi, Franzesi rotti erano come in più lochi ho scritto; ma
-che esso conte gli disse: Sacra Majestà, non fate; perchè Italiani son
-grossissimi et gran numero, che si tutti fusseno a la battaia venuti,
-harebbe fatto gran danno a le zente di Vostra Majestà: _ita_ che, per
-tal soe parole, restò. Hor vedendo Franzesi non potevano acquistar
-alcuna vittoria, ma ben star in pericolo che non si movesse li altri
-squadroni e darli adosso, feceno recolta, et si redusse a lo ascender
-di la collina che va verso la via romea. Quello feceno poi sarà scritto
-de sotto. Ma nostri etiam, fatto recolta, havendo dato gran rotta
-a Franzesi, preso li soi cariazi de valuta più de ducati 100 milia,
-ritornono _etiam_ loro a Gierola a li alozamenti, stracchi et lassi;
-et _non solum_ quelli havevano combattuto, ma _etiam_ li altri erano
-stati con le arme tutto quel zorno indosso. Et el sig. Marchese non
-tanto dolendose di la morte dil barba et de soi, et _maxime_ dil so
-Joan Maria, el qual fo quello li scapolò la vita quando fu le cosse
-di missier Francesco Secco suo barba, che _ut dicitur_, lo voleva
-atossicar, et questo li manifestò ogni cossa, d'indi fo so favorito,
-et li dete più de 20 milia ducati; sì che non tanto si doleva di la
-morte di questi, quanto de non haver potuto dar compita vittoria a la
-Signoria nostra de Franzesi, ma stava con bon animo, el zorno sequente
-de esser a le mano, et però puosero altro ordine ne li squadroni, di
-quello era. Et cussì per quella notte non seguite altro, ma steteno con
-bone guardie; et el simel fece Franzesi. Et è da saper che poi che 'l
-conte Bernardin fo ferito et butato nel fosso el so cavallo, el qual
-si non l'havesse hauto, _sine dubio_ sarebbe stato amazato; ma oltra
-questo cavallo è gaiardo et bellissimo, _etiam_ lui nel combatter con
-denti, calzi et altro aiuta el so patrone, si che esso conte molto
-amava ditto cavallo; et ritornato in campo al so alozamento fo rubato,
-et, _ut dicitur_, da quei dil conte di Caiazo, benchè sempre dinegasse
-et al Duca et a la signoria nostra, _tamen_ ditto cavallo più non si
-trovò, et cussì privo fu. Non voglio restar de scriver questo altro
-disordine: che mentre Stratioti dovevano attender a danizar Franzesi,
-poichè si ebbeno fatto ricchi de li cariazi, zerca 200 di loro con
-ditte somme andono su uno monte, et ivi steteno a veder come andavano
-le cosse. Adoncha Franzesi perse in uno zorno (come per uno epigrama
-ch'è _ex tempore_ da uno andava per Venetia fazando elogio et epigrama
-fece, et sarà scritto de sotto) quello che nel regno di Napoli et in
-altre città de Italia havia vadagnato et volea portar in Franza; sì
-che Stratioti et homeni d'arme feceno bene li fatti soi. Et a ciò,
-oltra le cadene, vestimenti di ogni qualità et sorte, se intendi quelle
-cosse digne di memoria che furon prese, et inteso dapoi questa rota che
-nostri haveano: primo, stendardi do dil Re, uno de li qual have el duca
-de Milan, l'altro fo donato a Marchiò Trivixan provedador, era una †
-bianca in campo rosso; pavioni (_padiglioni_) dil Re de assà sorte; lo
-elmeto et la spada dil Re, la qual la Signoria hebbe da Stratioti, et
-la pagò; l'ufficio dil Re, sopra dil qual era un'oratione in franzese,
-la qual Carlo Magno imperator la diceva, et fo translatata in latino,
-et sarà qui posta; l'anconeta con reliquie assà, di la qual de sotto
-trateremo; li sigilli d'arzento dil Re; una zangola d'arzento, la
-qual have el conte Avogaro; et molte altre cosse, di le qual scrivendo
-sarebbe tedioso. El bastardo de Borbon, chiamato bastardo Mathio, che
-fo presone dil Marchexe, _ut dicitur_, havea ducati 4000 in la sella
-scosi dil cavallo, et si volse dar de taia lui medemo ducati X milia;
-ma el Marchexe lo mandò in custodia a Mantoa: quello di lui seguite, ne
-la fine di l'opra intenderete. Et a questo modo passò el fatto d'arme
-quel zorno a dì 6 Luio: et si tutte le zente nostre havesseno voluto
-far el dover era grandissima vittoria. Ma non voglio restar de scriver
-ancora questo, che mentre si facea la battaia, alcuni de quelli di
-don Alfonso de Ferrara, vedendo nostri havea pur da far per l'impeto
-gallico soprazonse, corseno via; et li provedadori, vedendo questo, se
-li fece incontra dicendo: Ah, fiuli de San Marco, dove andate? Tornate
-a la battaia. Alcuni tornava, altri corseno fino in Parma, cridando: el
-campo di la Signoria è rotto, _licet_ fusse superiori de li nimici: per
-le qual parole tutta Parma se doleva, serando le bottege, et el sig.
-Galeotto di la Mirandola, era lì gubernadore per il Duca de Milan, fece
-far custodia a le porte. _Tamen_ poco da poi soprazonse altri soldati
-de nostri, con presoni et cariazi, et notificò el prosperar de nostri,
-et rota de Franzesi: _unde_ tutta Parma se consolò alquanto.
-
-Questa nova de esser sta a le man con Franzesi nostri, venne a Venetia
-in hore 32, zoè zonse le lettere de Provedadori, scritte a hore 3
-quel zorno, a dì 8 ditto, a hore zerca 13, et mi ritrovai in sala di
-l'audientia, andato per inquerir si era venuto nova alcuna, et venne
-una voce fuora di Collegio: li campi è stati a le man. Subitamente
-tutto el palazo et la corte se empite de zente, per intender el
-successo; et fo manifestato a tutti quello era stato, et legevase
-lettere de campo de varie persone in diversi lochi lì in palazo,
-_publice_; tra le qual una molto copiosa di Anzolo di Maffei, drizata
-al mio carissimo Carlo di Priuli di Costantino fiul, et altre. Et
-per non haver la Signoria, per le lettere di Provedadori inteso _ad
-plenum_ la vittoria era stata, ma ben la morte de li strenui condutieri
-nostri et zerca 500 dei nostri, dicendo che non potevano avisar el
-tutto per quella sera, però non feceno sonar campanon, ni far fuogi,
-sì come, si allhora havesse inteso quello poi inteseno harebbe fatto.
-Et tutti correva di Rialto a San Marco quella matina, come desiderosi
-de intender el ben publico; et tutto el popolo de questa terra molto
-si alegrò, cridando: Marco! Marco! Et alcuni puti per Rialto cridava:
-A Ferrara! A Ferrara! _Adeo_ tutta la terra era _in motu_. Et alcuni
-savogini mercanti erano in questa terra, per essere vestiti a modo
-franzesi, fonno da puti assà molestadi; et ritrovandose in questa furia
-a Rialto, corseno in chiesia. Poi andono a la Signoria lamentandose;
-_unde_ fo proclamato su le scale in Rialto, niun li dagi fastidio ni
-de parole ni de fatti, in pena de lire 50; et s'il fusse puto havesse
-50 scuriae; et si fosse homo grande, fusse frustado da San Marco a
-Rialto, et dovesse star uno anno in preson. Questo feceno nostri per
-non haver guerra con Savoia, et per conservar la franchisia de questa
-terra. Et per la morte de questi do signori Redolfo et Ranuzo, et per
-el ferir dil conte Bernardino, nostri non sentite molta alegreza de la
-vittoria habuta de i nimici. Et da Milan in questa mattina de 8 Luio,
-si have lettere di 7 et non sapevano ancora dil fatto d'arme fatto
-con franzesi a Fornovo, et notificava come, per lettere di Bernardo
-Contarini date in la villa di Perna, che in quel zorno di 7 Luio a hore
-19 mandò 12 Stratioti a imboscarse per metter di mezo certi franchi
-arcieri, li quali venivano fuori de borgi di Novara; et le scolte de i
-nimici scoperse Stratioti, et con quele scolte ditti 12 Stratioti fonno
-a le man, et di queli ne amazono 9 et preseno 6 cavalli. _Unde_, per
-esser fatto la scaramuza in li borgi, Franzesi si messe in ordene, et
-veneno fuora; ma li Stratioti corseno in campo, cridando: Arme! Arme!
-Et subito esso Provedador con 250 Stratioti montò a cavallo, però che
-li altri erano andati per scorta de vittuarie per el campo. Hor ditti
-Stratioti 250 fonno a le man con uno squadron di cavalli 200, et assà
-pedoni i quali da ditti Stratioti fonno rotti et reculati fino ne
-li borgi de la terra, feriti assà, morti XV, et cavalli 32, et fatto
-presoni 4 homeni d'arme in numero di 17 Franzesi, tra li qual uno mons.
-Alvise di Sansonagia, fiul che fo de mons. Jacomo cavalier dil Dolfinà,
-homo era de condition; et questo fu menato in campo in lo alozamento
-de ditto Provedador. Et de Stratioti fo in questa scaramuza feriti 7,
-morto uno cavallo, benchè ne prendesseno tre cavalli de li nimici;
-et de li XV che amazono, che era tra homeni d'arme et arcieri, fo
-sepeliti per li nimici numero 7. Ancora notificò, come el zorno driedo
-se voleva ditto campo levar dove era, et andar ad alozar mia do de là
-de Novara, a uno loco ditto Minone, dove essendo, non porà venir al
-Duca de Orliens alcuna nova de Aste; et come per una spia in quel zorno
-inteseno, in Novara era poca vittuaria, et però li volevano assediar,
-aciò prendesseno partito, sì che cussì come Franzesi havea messo quello
-territorio de qua da Tesino fino a Vegevene tutto in fuga, a hora
-per la venuta di Stratioti tutto è reacquistato, et li nimici stanno
-assediati in Novara, che prima Ducheschi stavano in Vegevene, come per
-una lettera dil Duca de Milan se intese, scritta al so Ambassador era
-in questa terra.
-
-
-EXEMPLUM LITERARUM DUCIS MEDIOLANI
-
- _Ludovicus Maria Sforcia Anglus, Dux Mediolani etc._
-
-Sono molte le cause, quale ne obligano infinitamente a quella Ill.ma
-Signoria; intra le qual essendo non mediocre l'aiuto de li Stratioti
-soi, mandati in Novarese, el beneficio so _omni hora_ si fa maiore,
-per la qualità dil magnifico missier Bernardo Contarini provedador
-al governo d'epsi Stratioti; però che la singulare soa prudentia et
-vigilantia _non solum_ fa che l'impresa non poria esser più aiutata
-quanto è per la venuta de Stratioti, ma che quasi posti l'inimici in
-disperatione, non lassandoli mai ripossare. Et in questa vivacità de
-tenere assiduamente infestati li inimici, li ha conjuncto una mesura de
-modestia incredibile, ad tenere in obsequio et officio epsi Stratioti.
-Le qual parte essendo rare, ne strenzano, ultra l'obligo quale habiamo
-a la Magnificentia Sua, ringraciarne anche _omni hora_ quella Ill.ma
-Signoria, et farli testimonio che dal magnifico Provedador non possiamo
-restar meglio aiutati. _Mediolani_ 7 Julii 1495.
-
-_A tergo: Domino Thadeo Vicomerchato equiti consiliario et oratori apud
-Illustrissimum Dominium Venetiarum._
-
-In questa notte medema, domente nostri stavano in expetatione venisse
-lettere de campo, zonse lettere de Zuan Francesco Pasqualigo Vicedomino
-nostro a Ferrara, notificava questo esser sta a le man di campi, et
-che 'l Duca, di Rezo, ha via scritto al sig. Sigismondo so fradello,
-rimasto al governo de Ferrara come el campo di la liga era stae a le
-man con Franzesi, et che nostri erano sta rotti, et notificò la morte
-de quelli conduttieri, comettendoli dovesse mostrar ditta lettera al
-Vicedomino. Et nota che volse dir campo di la liga, _licet_ tutte le
-zente quasi era a soldo di la Signoria, eccetto el conte de Caiazo, che
-era per Milan, come è chiarito de sopra; _unde_ per tutta Ferrara se
-dimostrava grande consolatione de questa rotta. Concludendo, Ferraresi
-era di cattivo animo contra Venetiani, et che in Ferrara si buttava
-passavolanti, si metteva ferri in cao a le lanze, fortificava li
-passi loro dil Ferrarese. Ancora che esso Vicedomino, da poi queste
-lettere la Signoria fo certificata, volendo mandar uno suo con lettere
-a Bologna, in strata, poco fuora de Ferrara, fo assaltado et batudo,
-_adeo_ convenne ritornar in driedo. Et che Ferraresi usavano assà
-stranie parolaze et bestial, per el grande odio ne havea. _Ergo non
-immerito_ li puti cridava, et ogniuno diceva: A Ferrara! A Ferrara! Et
-li puti in questa terra cantavano una canzone:
-
- Marchexe di Ferrara, di la caxa di Maganza,
- Tu perderà 'l stado, al dispetto dil Re di Franza!
-
-Et il populo era molto volonteroso de andar a tuor Ferrara; et li
-artesani et bottegeri quando andavano a li X Savij a esser tansati,
-tutti offrivano di pagar el dopio, volendo andar a Ferrara: _tamen_
-la Signoria non volse in questo tempo far niuna dimostratione contra
-esso Duca, el qual era in Rezana, et havia mandato molte vittuarie in
-campo dil Re di Franza, et barili di polvere per le artiliarie (che,
-si questo non fusse stato, non harebbe potuto el Re operarle), et non
-considerava l'ubligatione havia a questa Signoria, per haverlo una
-volta messo in stato, et a so zenero Duca de Milan che vi andava il so
-stato a pericolo, et a la vita di l'altro Marchexe de Mantoa nostro
-governador _etiam_ so zenero. Et è da judicar con questo Re havesse
-tramato molte trame, tutto per rehaver el Polesine de Ruigo, acquistato
-per nostri con justissima guerra l'anno 1482, dove per la Signoria è
-sommesso, et si teneva a custodia in questo tempo zerca cavalli 600 et
-alcuni provisionati, nè mai li volseno mover. Et so fiul Don Ferante
-era pur a soldo dil Re, et quasi tutta Ferrara vestiva a la franzese,
-cridando Franza! Franza! Et come fo divulgato, che el zorno avanti el
-Re venisse zo di monti a Fornovo, esso Duca de Ferrara fo in campo
-a parlar a Soa Majestà stravestito, et li disse come l'opinione di
-Venetiani era, nostri non se apizasse nè facesse fatti d'arme con Soa
-Majestà. Et cinque zorni avanti seguisse el fatto d'arme, nel nostro
-campo acadete, che alcuni Ferraresi volendo insieme combatter, uno de
-loro andò dal Marchese governador, pregando Soa Signoria volesse venir
-a veder et cussì vi andò. Et zonto dove era ordinato, trovò 4 Ferraresi
-haveano le balestre carge, et li comandò discargasseno; tre de loro
-disserò el vereton in l'aiere; el quarto non volse; _unde_ da quelli
-dil Marchexe preditto li fo butà la testa via da le spalle, et poi fo
-preso quello venne a chiamarlo, et examinato lo fece apicar subito;
-et mandò uno editto: niun Ferrarese ne le soe terre più non potesse
-habitar, et quelli erano lì dette termine tre hore a sgombrar el so
-paese: quale fusse la cagion, lasso considerar a li Savij lezerano.
-
-Ma el Duca de Ferrara, da poi inteso la verità del seguito in campo,
-et come nostri haveano habuto vittoria et toltoli li cariazi, et assà
-franzesi morti, scrisse ad Aldobrandino di Guidoni dottor da Modena
-so ambassador in questa terra, dovesse andar in Collegio et alegrarsi
-con la Signoria di la vittoria havea habuto el campo di la liga. El
-qual orator, andato a dì 13 Luio, non potè haver audientia. Ma inteso
-el Serenissimo Prencipe come l'ambassador de Ferrara havia voluto
-audientia, deliberò a dì 14 la matina venir in Collegio; et venuto
-ditto orator, volendo alegrarsi, disse quanto li era comesso; El campo
-di la liga. Et el Prencipe rispose: Qual campo di la liga? Dicemo esser
-nostro, et nui l'haver pagato, et non la liga. Poi disse come per la
-terra se divulgava, che 'l so Signor in queste novità non havia fatto
-il dover so, excusandolo molto, disendo voleva star al paragon. Al qual
-el Prencipe sapientissimamente rispose, et li fece lezer due lettere
-del Vicedomino, de li portamenti di Ferraresi contra de esso Vicedomino
-et de nostri, li comemorò quello l'anno passato comportò el Duca a
-quelhoro fece quelle poltronarie in loza del Vicedomino a Ferrara,
-dagandoli taia _solum_ lire 25 de pizoli. _Conclusive_ li disse: questi
-non erano boni muodi, nè cosse dovesse esser accepte a niuno de questa
-terra, et che 'l non havea cagione. Et cussì dette licentia a esso
-orator.
-
-
-_Come el Re de Franza col so exercito se partì con gran fuga di le
-giare dil Taro._
-
-Compita la battaia Franzesi si redusse a lo ascender di la collina che
-va verso la via romea, et lì stete, sì come ho ditto; et la mattina
-seguente a dì 7 ascese, et de lì se allontanono in uno loco atto et
-comodo a do mia, ficando trabache et paviglioni a l'incontro di la
-banda di l'esercito nostro, facendo strepiti et movimenti di battaia,
-traendo qualche botta di artilaria, dove el nostro campo tutto sempre
-stette in arme, aspettando di assaltare o vero di esser assaltato. Et
-cussì stando, a hore 16, vene uno trombeta dil Re da li Provedadori
-a dimandar tregua per 4 hore et parlamento, però che la Majestà dil
-Re voleva mandar quattro de soi a parlar al Capetanio et Provedadori,
-zoè mons. cardinal de Samallo, el mareschalco de Giae, mons. de
-Pienes et mons. d'Arzenton; et cussì li fo concesso, per veder quello
-richiedevano, i quali si poteva reputar rotti et in fuga. Et cussì a
-tal parlamento andò el Governador marchexe, li Provedadori et conte
-di Caiazzo con alcuni altri nostri condutieri, sora una certa aqua pur
-dil Taro. Da l'altro canto di la ripa dil Taro preditto venne mons. di
-Arzenton con alcuni altri Franzesi, ma non quelli tre doveano vegnir.
-Et dapoi le salutatione, fo da esso mons. di Arzenton collaudato
-molto li nostri Italiani _usque ad summum_, dicendo che haveano
-sostenuto la pugna et combattuto con li primi baroni et cavalieri
-dil mondo, quali sempre erano stati vittoriosi in battaie orribile
-et grandissime guerre. Da poi dete parole _sub spe concordii sive
-autem_ che erano aparechiati a la battaia, et che quelli altri baroni
-et mons. cardinal, che la Majestà dil Re li havia deputati a venir
-con lui, non se fidando, et non conoscendo, come fo io, Venetiani, et
-però voriano uno salvo conduto in scrittura, et io, per essere stato
-a Venetia e saper vostra parola è carta fatta, son venuto. Adonca V.
-S. farà el salvo conduto; et domatina piacendovi de redurvi in questo
-loco, noi tutti veniremo a parlarvi, et son certo concluderemo cosse
-per beneficio de tuti nui. Et cussì fo concertato l'ordine; et fo
-mandà uno trombeta dil sig. Marchexe con esso mons. di Arzenton, aciò
-potesse la mattina ritornar da nostri a notificar la loro venuta. El
-qual trombeta non ritorno più, et non se intese quello di lui fusse
-fatto. Hor, _interloquendum_ Arzenton molto si dolse de li morti in
-battaia, li quali ancora erano su la campagna meschiati li corpi con
-li cavalli, et fu spanto grandissimo sangue _licet_ per pre' Zaneto di
-Santo Apostolo et per pre' Piero Magatello, capelani di Provedadori
-nostri, et per altri capelani et preti di campo ditti corpi nostri
-tutti trovati nudi, perchè erano stati spoliati, altri fonno sepulti
-con gran lacrime lì a Gierola in la chiesia, altri nel cimiterio; et li
-homeni de qualche conto fonno messi in casse et mandati in loro terre
-a sepelir: come fo el sig. Redolfo. Guido de Gonzaga et Zuan Maria,
-favorito dil Marchexe, fonno in casse mandati a sepelir a Mantoa; il
-conte Ranuzo in Brexana, dove era li soi lozamenti; Ruberto di Strozi
-et Alesandro Beraldo, cussì come in vita erano compagni carissimi,
-cussì fonno trovati li corpi uno a presso l'altro, et fonno sepeliti in
-chiesia a Gierola insieme, benchè poi fusseno in casse mandati a Padoa,
-et il Strozi fo sepolto a Santa Maria di Betelem, dove era la madre.
-Questo era il forauscito di Fiorenza etc. Et altri valenthomeni et de
-qualche conditione fonno messi in depositi, poi portati a sepelir. Et
-fo numerati li corpi de Franzesi, fonno trovati più de 2000; et era,
-come ho scritto, una terribilità a veder dove fo fatto la battaia, per
-tanti corpi, mescolate le budelle de cavalli con quelle deli homeni;
-qua era una testa et là un brazo; uno homo sbudelato et uno cavalo
-morto; _adeo_ dirò cussì, fo crudelissima battaia, come da 200 anni in
-quà in Italia,.... _quasi dicat_, combattevano per el ben de Italia,
-come era con effetto: Hor, ditto Arzenton dimandava a li Provedadori
-(_se_) havea fatto niun preson. Risposeno non sapeva ancora; _solum_ el
-bastardo de Borbon. Et lui disse: Manca mons. tal etc., nominando assà
-gran maestri, dicendo saranno sta morti: Et cussì fece uno trombeta
-dil Re, che venne poi, partito Arzenton, in campo con una poliza,
-dimandando se sapevano nulla, dagandoli li segnali. Et come intese
-non era fatto preson alcuno, venne palido nel volto, dimostrando, per
-quello diceva, mancava assà baroni franzesi; come _etiam_ per le arme
-et altri trovati, chiaro si puol concluder et suspettar siano stati de
-degni homeni et valentissimi, perchè tutti de tal sorte si operò, come
-fece de nostri, che li vili et pusilanimi ateseno a robar, et strenui
-combattevano.
-
-Ma Franzesi, consultato tra loro quello dovesseno far, vedendo esser
-in manifesto pericolo de esser compitamente rotti et fugati, et forsi
-niuno sarebbe tornato in Franza a portar la nova di la grande sconfita;
-et passato el zorno, zoè el marti, a dì 8 de notte venendo el mercore,
-artificiosamente mostrò de distender trabache et paviglioni in longo,
-et feceno fochi grandissimi, ne li qual brusono li corpi morti de soi
-nobili. Ancora, come li villani riferiteno, brusò assà numero de soi
-feriti; et stavano male, et non l'era speranza per non poter menarseli
-driedo, et lassarli non voleva, aciò per nostri non fusse inteso la
-gran rotta haveano habuto: et questo fo gran cossa, brusarli vivi et
-de soi medemi! Et _etiam_ brusono paviglioni, et trabache; forzieri
-et barde dorate tagliono in pezi, per non portar tanto peso drio et
-volseno rimaner a la liziera: _tamen_ non lassò le artilarie, menate su
-carete tirate da cavalli 14 in 16 l'una, aciò fusse securtà loro nel
-camino. Et in quella notte el Re con più de 500 zentilhomeni Franzesi
-fece cantar una solenne messa, e tutti se comunicò, zurando de mantener
-la fede, et, a modo disperati, con grandissima foga, a hore zerca 4 de
-notte, mentre li fochi grandi ardevano, si levò el Re con el so campo
-dove era, senza son de tromba nè tamburo come se suol far quando lieva
-uno exercito, ma a scavezacollo con gran pressa, riservato alcune tende
-verso el campo nostro, a ciò non se acorgesse de questa soa levata;
-et montono su la via romea andando verso el borgo san Donin; et lì
-disnato a le 20 hore; poi zonse ad alozar a Firenzuola. Et nostri in
-questo mezo credendo la mattina esser a parlamento, secondo l'ordine,
-vedendo li gran fuogi fatti per inimici, do hore avanti zorno mandono
-le spie fuora, ad explorar quello facevano i nimici. Et tornati al far
-dil dì riferiteno Franzesi erano fuziti, et che poteva no esser mia 8
-lontano; et fo grandissima cossa, che tanta superbia quanta è quella de
-Franzesi fugisse la notte et al modo fugiteno; et ne l'andar non fevano
-dispiacer a niuno, et de qui fino in Aste era mia 80, qual li feceno
-in zorni... come dirò de sotto. Et per la strada fo trovato qualche
-Franzese morto, fo judicato esser de li feriti che, per non esser
-brusati, volseno seguitar el campo. Ma inteso questo per el Marchexe
-de Mantoa, Provedadori et Condutieri fatto consejo _quid fiendum_, et
-tutto el campo se messe in arme et a cavallo, volendoli proseguire le
-pedate dei inimici; et per el crescer dil Taro fo impedito, sì che
-fo forza et necessità a ritardar quel zorno. Et el conte de Caiazo
-con li balestrieri a cavallo li andò drieto per dar nele coaze; et
-scrisse a Milan al Duca, dovesse mandar zente a obstarli non passasse
-in Tortonese. Et esso Conte da poi disnar a dì 8, mandò dir a li
-nostri Provedadori li dovesseno mandar li Stratioti, perchè intendeva
-l'artilaria era rimasta da drio con poche zente et mal conditionate,
-et che sperava de zonzerli in le coaze... _Unde_ li Provedadori subito
-mandò corando a dir a Piero Duodo, Provedador de Stratioti, era alozato
-un poco discosto dil campo, et li comesse montasse a cavallo con
-tutti li 700 Stratioti havea, et andasse a trovar el conte de Caiazo
-perseguitava Franzesi. Et rispose anderia _statim_; _tamen_, non fu
-a hora. Et consultato, come ho ditto, el Governador et Provedador,
-deliberono de andar con tutto lo exercito driedo; ma per quel zorno
-non poteno, come ho ditto. Et spazò lettere volando per tutto a Milano
-al Duca, dovesse far provisione de mandar zente a l'incontro, a ciò
-Franzesi havesseno contrasto, tanto che nostri zonzesse; et per tutto
-el conte de Caiazo in Piasentina, mandò a notificar a li contadini,
-el Re era rotto, et che fuziva, et che li obstassero facendo danni;
-_tamen_ el campo Franzese fo più presto nel cavalcar, cha questi in
-far provision. Et quella matina el marchexe de Mantoa zurò de far
-la vendetta de li valenthomeni li erano stati morti, _maxime_ dil so
-Zuan Maria so barba, sig. Rodolfo et altri. Et a dì 9 la matina, el
-campo nostro se levò di Gierola, et andò per quella via seguitando li
-nimici, li quali erano assà lontani, ma speravano si dovesse astallar
-in qualche luogo, et _etiam_ haver contrasto de Milan, che nulla
-hebbe, o vero di le zente paesane; _ita_ che non si presto zonzesseno
-in loco sicuro, come fo. Et tuttavia el conte de Caiazo li seguitava,
-et villani dava in le coaze et becava qualche cariazo et qualche
-cavallo; et loro dubitando non disordinasse, non fece difesa alcuna;
-ma andavano al so camino, avendo però gran custodia a le artilarie,
-in le qual havevano grande speranza. Li feriti veramente nostri, zoè
-el conte Bernardin Fortebrazo fo mandato in Parma, et ivi medegato; et
-cussì li altri; li presoni a Mantoa, et li butini molti fonno mandati a
-Brexa in custodia et in Parma. Ma Stratioti, che haveano fatto un bel
-et rico butino, et come per lettere de Domenego Benedetto podestà et
-capetanio de Crema se intese ivi esser zonto 100 Stratioti, con 80 some
-de butini fatti, et che ivi ditti Stratioti stavano a custodirli, i
-quali doveano atender a seguitar nimici; sì che, concludendo, in questa
-battaia Stratioti non si portò bene. La causa fo, ateseno a robar.
-Et anche scriverò questo: che qualche cariazo fanti haveva vadagnato,
-che Stratioti sopravenendo li amazono, et tolse li cariazi, sì che di
-loro assà di nostri fanti fo morti, et Stratioti comenzò a perder la
-fama _apud Venetos_, et laudando sommamente la zente d'arme. Et questo
-seguito dil fuzer dil Re zonse la nova in questa terra a dì 10 Luio
-de matina, zoè lettere di 8 di sera de Provedadori a hore 24; et cussì
-poi altre lettere venne de quello succedeva. Et chiamato el Consejo dei
-Pregadi, vedendo questo successo, molti sospettava la Majestà dil Re
-in la battaia non fusse sta amazato; et ne era assà ragione da creder
-sì per le arme trovate, che dimostra esser quelle dil Re, _quam_ per
-la fuga et comunicarse et brusar li soi feriti, perchè el bastardo de
-Borbon diceva el Re era armato in quel squadron, et che el Marchexe li
-era vicino. Ancora, per lettere di Bologna zonte in questo zorno, che
-notificava di la consolation habuta el magnifico Johanne Bentivoj et
-Bolognesi, et le feste et soni de campane con fuogi haveano fatto, et
-scrisse la vittoria et assà più numero de morti de quello se judicava
-fusse de Franzesi, et che per quelli venuti de campo regio dicevano
-che in quella notte che Franzesi fusiteno, se diceva per el campo
-el Re era morto, et che non se trovava. Et _etiam_ uno di quelli de
-Zuan Jacomo de Traulzi, venuto in questa terra, andò in Collegio del
-Principe, et disse come in campo de Franzesi si mormorava di la persona
-dil Re, che non fosse sta morto in la battaia. Et è da saper che fo
-messo in Rialto molte scomesse a dì ij ditto, zoè Hironymo Tiepolo da
-Londra.... per conto che el Re fin quel zorno era sta amazato et non
-era vivo; et 4 patricii tocò ducati 120 a darli ducati 400; et cussì
-se stava su queste pratiche: _tamen_ el Re era vivo. Ancora in questi
-zorni fo messo scomessa et fatto aseguration, che le galie de Fiandra,
-nominate per avanti, non erano rotte; et fo dato ducati 50 per 100; et
-come esso Hironymo Tiepolo diceva, la nova doveva zonzer a dì 12 ditto
-ad ogni modo; _tamen_ non vene alcuna nova et più de galie se intese.
-Hor nel Consejo de Pregadi, a dì 10 ditto fo decreto, per ringratiar
-Dio de tanta vittoria, quanta havia donato a le zente nostre, de far
-la Domenega proxima, a dì 13 e questo, una solenne procession a torno
-la piaza de San Marco, portando le reliquie de questa terra a torno,
-con tutta la chieresia, frati, scuole, etc. per render infinite gratie
-al nostro Signor Iddio; et cussì _etiam_ scrisse per tutte le nostre
-terre da mar et luogi dovesseno far. Et de questa parte fo messa, have
-tutte le balote num. 206, niuna de no et niuna non sincera, et come
-dirò de sotto. Adoncha la fo fatta, fo ordinato messe per tutte le
-chiesie de conto Ducal, et una procession de obsequio per le aneme de
-quelli erano sta morti in battaia, et _precipue_ dil Ser Redolfo et
-Ser Ranuzo, la cui morte molto dolse. Et intendendo come si haveano
-portà Stratioti, mandò la Signoria per el Consejo di X a suspender
-el butino, et scrisseno a Crema dovesse tenir li cariazi et mandar
-li Stratioti in campo, perchè poi parterebeno el tutto; et che la †,
-il calice, patena et altri adornamenti di la capella dil Re, presi
-per Stratioti, dovesseno mandar in questa terra, li volevano tenir
-per memoria, volendo a tutti satisfar quello valevano. Et Piero Duodo
-dovesse far inquisitione chi havea l'elmo et la spada dil Re, che la
-Signoria voleva ditte cosse. El qual elmeto poi fo portato in questa
-terra a dì 22 ditto; era coverto da le bande di cape d'oro con smalti
-suso, de sopra coperto di schiame d'oro et de smalti, et una corona
-d'oro firmata sopra con alcune zoie, _Etiam_ la spada era bellissima.
-Et oltra de questo, alcuni zorni da poi, per lettere di Andrea Zancani
-podestà et capetanio de Ravena, se intese come era zonto certi fanti a
-Ravena, erano partiti di campo et quelli portono li sigilli fo dil Re
-et altro, come scriverò de sotto al loco suo, et al tempo fonno portati
-a Venetia. Ma lasciamo queste cosse de campo, et de altro scriviamo.
-
-Essendo in questa terra venuto lo episcopo di Brexanon, orator dil
-Re de Romani, a dimandar a la Signoria ducati 100 milia, per venir
-in Italia, a imprestido, excusando el suo Re non havia potuto venir
-fino hora per caxon di la dieta, et volendo risposta, fo consultado
-in questo zorno. Venuto a l'audientia, li fo risposto per el Principe,
-come erano certi dil bon voler havia Soa Majestà, et che al presente,
-_Gratia Dei_, più non bisognava, et che 'l poteva considerar la
-grandissima spesa a hora si havea, sì di l'exercito de persone 25
-milia tutte pagate dil nostro, et di l'armata in mar; concludendo non
-li potevano servir de denari; et che erano certi che gran consolation
-prenderia Soa Majestà, inteso havia la vittoria et fuga dil Re de
-Franza. La qual nuova per nostri fo expedito uno corrier con lettere a
-Soa Majestà a Vormes, et _etiam_ in Spagna, a Roma et in altri luogi,
-offerendoli el Stado nostro. Et ditto ambassador habuto tal risposta,
-scrisse al Re; et poi che stete zerca un mexe da poi in questa terra,
-in Elemagna ritornò. Et è da saper che Thodeschi non fonno molto
-contenti di questa vittoria; et quelli di fontego el dimostravano,
-perchè harebbeno voluto el re Maximiano de Romani fusse stato quello
-havesse habuto questa fama, come havia el Marchexe de Mantoa; ma chi
-fusse stato ad aspettar li soi aiuti, sarebbero stati tardi. _Etiam_
-fiorentini, _licet_ dal Re havesseno habuto pessima compagnia, pur,
-per la natura loro, non dimostravano quelli mercadanti erano in questa
-terra, molta allegreza.
-
-Da Roma era lettere che 'l Papa rotto havesse al Re de Spagna guerra,
-et Maximiliano a Franza, lui faria le censure, et pregava nostri
-perseverasse a la destrution de Franzesi. _Tamen_ non havea ancora
-inteso la vittoria, come da poi Soa Santità l'intese primo per via
-de...........
-
-In questo zorno di X Luio, per uno navilio venuto de Bari, se intese,
-come l'armada di la Signoria nostra, ha acquistato Monopoli per
-forza, terra in la Puia, olim di re Ferandino la qual si teneva per
-el Re de Franza, et che era sta amazato da una bombarda Piero Bembo
-Soracomito. Et poi a dì 12 ditto vene uno gripo con lettere di 5 Luio
-dil capetanio zeneral, notificava el successo de quello in Puia havia
-operato, riportandose a le lettere di 3 scritte, le quale non erano
-ancor zonte per el contrario navegar. _Tamen_ poi le zonse, zorni 4 da
-poi le prime. Et è da saper che el gripo, con la licentia dil romper,
-partì de qui a dì 18 Zugno et zonse a Brandigo a dì 26 ditto, _ergo_
-in 8 zorni vi andò et el patron moveva battaia..... dil ditto grippo.
-Et zonte a mezo zorno ditte lettere di la Signoria al zeneral, et fo
-ordinate le scale da scalar mure et altri instrumenti bellici, et per
-esser provenza freschissima non si potè muover per quelli do zorni
-l'armata de Brandizo. Ma a dì 28 Zugno la sera se partì ditta armata,
-galie 20, la barza capetanio Thoma Duodo, et le do nave nominate de
-sopra: patroni Zanetto da Muran et Anteo Amai. Et a dì 29 passato
-mezo zorno zonseno a Monopoli, restò però da drio galie 4, le quale
-haveano a remurchiar le nave. Zonta ivi la ditta armada, el capetanio
-Antonio Grimani mandò el copano in terra a chieder che li cittadini
-deputati li venisseno a parlar, perchè havea da comunicar certe cosse
-con quelli. Fatto la imbassada, li (_cittadini_) a li liti stavano
-armati con balestre carge, et cridavano Franza! Franza! Et uno domino
-Prudentio, era ivi capetanio per el Re de Franza non volse niuno vi
-venisse, ma mandò uno so araldo. Al qual el capetanio li disse como
-la Majestà dil so Re aveva rotto guerra a li collegati di la Ill.ma
-Signoria, zoè al Pontefice et Duca de Milan, et però Soa Serenissima
-Signoria li havia commesso dovesse romper guerra ai so Re, sì che:
-Partiteve de questa terra, altramente ve trattarò come inimici. El
-qual rispose: la Majestà dil so re è amico di la Vostra Signoria, et
-che erano deliberati di morir per quello. Et ritornò col copano a la
-terra, dove tutta la terra comenzò a cridar: Franza! Franza! Et messe
-le bandiere franzese sopra la torre dil porto, e si messeno in arme.
-Et el capetanio nostro, visto che trazevano alcuni colpi de bombarda,
-se tirò nel porto nominato el Paltan. Et in questo _interim_ venne
-sera, et zonse la barza, e sorse da largo et el resto di le galie.
-Et el capetanio fece congregar Hironymo Contarini provedador di
-l'armada, Thoma Duodo capetanio di le nave, et li sopracomiti in la
-soa galia, et consultò quello havesseno a far. Et ciascuno ditto la
-sua opinion, rimaseno in questo: si tentasse la via de demostrar de
-darli el guasto, con brusar li olivari et uno campo di formento era lì
-proximo, per veder se si voltavano. Et messeno in terra Stratioti et
-certi homeni per galia, et corseno fino su le porte, et lì fece uno
-poco de scaramuza. Fo _etiam_ fatto questo, per veder che zente se
-ritrovava dentro, et brusò el formento et qualche pochi de olivari,
-ma questo 0 valse. Et la matina seguente, a dì 29 Zugno, fo concluso
-darli la battaia. Et è da saper che in quella notte el sig. Alexandro
-da Santo Stefano spazò uno messo lì in Napoli, exhortando quel populo
-non volesse aspettar la battaia di l'armata di la Signoria; a cui li
-fo risposto, era rebello; che volevano morir per mantenir Franza. Li
-mandò _etiam_ uno la mattina preditta, et volseno _etiam_ amazar il
-messo. _Tandem,_ con el nome de Dio, a hore 5 de zorno fo principiato
-la battaia. Preparate _in primis_ le galie imbarbotate numero 16, et
-garidate da prova in sino a l'arbore, et messi tutti in arme, dato
-da far colation a la zurma, fo fatto dir un laudo (cussì da marineri
-chiamato) per el qual pregavano Dio ne desse vittoria. L'armiragio
-Antonio di Stefani fo quello el disse, stando in pie' armato a cao,
-el zeneral armato a meza galia et Marco Buza suo canzelier insieme. Et
-fece el capetanio far uno comandamento, sotto pena di la forca niun non
-se partisse di le sue poste, et el capetanio volse esser el primo che
-investisse con la sua galia con la prova in terra. Et la terra faceva
-grandissima difesa de bombarde et archibusi, et nostri li rispondeva
-con bombarde et passavolanti. Et el capetanio divise la battaia da
-mar in quattro parte, zoè esso capetanio con Francesco Valier, Nicolò
-Corner, el Gresolo zaratin et Piero Damian, Sebenzan vechio et andono a
-investir per mezo la terra verso Brandizo da la banda dil porto. In el
-porto proprio fo deputato el provedador Marin Signolo, Francesco Zen,
-Francesco Polani da la Canea, Francesco Bertolazo zaratin, et Gregorio
-Cinalello zaratin, sopracomiti con loro galie. Da la banda de levante,
-verso Brandizo, Piero Bembo, Piero Loredan, Spalatin, Sebezan novo
-et Lisignano, sopracomiti. Dal canton dil porto, verso el Pantano, fo
-deputate le tre galie corfiote et l'ystriana. _Etiam_ ordinò un altra
-azion da la banda de terra, con li stratioti et homeni zerca 60, con
-scale, et una bombarda che trazeva da la chiesia de San Francesco a
-le defese, azò manco forte i fosseno da la parte de mar. Et quando la
-galia dil capetanio prima se apresentò a le mure, el capetanio preditto
-se tirò verso l'arboro, et quelli di la terra salutava de bombarde et
-freze; et perchè la galia non se poteva con la prova acostar in terra,
-messeno el ponte per andar in terra, non aspettando più la barza nè
-altre nave, le qual non potevano venir avanti, se non quella de Zanetto
-da Muran. Et dubitando non venisse soccorso, ordinò dismontasse la
-zurma, et li galioti saltono in acqua, non però senza uccision de
-uno, et tre feriti da li sassi; et cussì andono in terra. Et nostri
-con passavolanti tirava a le difese, et cussì balestrieri et arzieri
-nostri acostate le galie a le mura, cessò le bombarde et si comenzò
-a stringer la battaia con sassi terribili, _adeo_ non se tentavano
-nostri de metter scale a le mura, per la gran defension faceva. Et il
-capetanio osò queste parole: Ah! figlioli, io che son capo vostro,
-voglio esser el primo che metta questa scala in terra a le mure! su
-figlioli de San Marco! Et dette la terra a sacco, promettendo al primo
-montava sopra li muri ducati 100, al secondo 50, al terzo 25. Et con
-questa vigoria da tutte quattro le bande fo combattuto virilmente, et
-fo messo la scala a le mura. Et subito uno balestrier dil capetanio,
-chiamato Todarin, saltò sopra le mura, et molti altri volseno andar
-drio, et la scala si rompè, et sempre questo stete fermo difendendose
-al meglio poteva. Con aiuto d'altri balestrieri di le galie conzata la
-scala, secondo fo Marcheto Capelo, et andò sopra una caxa. Il terzo
-Mathio Rizzo, et el quarto Zorzi Volzimonte. Et il capetanio have
-in man una maneruola todesca, stava a pope; confortando tutti; et
-tra li passavolanti, bombarde, soni de trombe, et cridi, l'aere era
-intronato, et uno non se intendeva l'altro. Et questa battaia dal canto
-dil capetanio durò una hora, et da altre parte durò una et meza. In
-la qual battaia fo amazato Piero Bembo soracomito, homo de farne gran
-conto, da una spingarda la qual li passò da banda in banda, arente la
-tetina zanca; et a uno li era vicino toccò nel petto, et subito questi
-moriteno. Ancora do Soracomiti, zoè di corfioti nominati di sopra,
-fonno feriti, et morite uno. Et _conclusive_ tutti li altri Soracomiti
-si portono vigorosamente, _maxime_ Francesco Valier, era a lai (lato)
-dil capetanio et saltò in acqua con la imbrazadura a far condur le
-scale a le mure; et _etiam_ Nicolò Corner meritò gran laude. Fo morti
-in questa battaia....., feriti 15; morti in la terra 90, et feriti
-150; fo crudelissima battaia. Hor, intrati nostri in la terra, non
-cessono de combatter et usar assà crudeltà, et una parte et l'altra
-si slanzavano. Partesani fo taiati a pezzi, tutti nostri scontravano,
-zoè zerca 150; et in le caxe fo trovati assà morti et feriti, femene
-et puti: uno di anni cinque fo ferito de uno mandreto in la fronte; un
-altro de anni 7 era cazato sotto alcune doge de boter a la piaza, et si
-teneva con una man stropati li ochi, et andato ivi Francesco Brognolo
-cogitor dil capetanio, vedendolo tutto sanguinoso, zercò si l'era
-morto, et lui sentendose tocar disse: ah fratello, non mi amazar, ma
-dame un poco de aqua: costui havia tutto el brazo sinistro mozo, fin
-quasi al cubito. Alcuni monasterii fonno aperti per forza; tolti li
-calici, piviali et zò che trovarono; molte donne corseno a la chiesia,
-et, se le haveano cossa alcuna, fonno spogliate. Inteso questo el
-capetanio, do hore da poi preso, mandò el suo armiraio et il miedego
-in la terra, a veder le donne non fusseno violate. Li corpi erano de
-li morti per le strade con el sangue, nudi over in camisa, el numero
-zerca 90, feriti 150. Le donne le prime di la terra, spogliate, con
-straze intorno, con li capelli zo per spale sparsi, et erano redute nel
-vescoado con molti puti. Et fo fatto comandamento che, se niuno faceva
-più tal crudeltà, ne movesse alcuna cossa, li fosse taiato la testa.
-Era per le strade cridori, galioti con barili et altre robe, lavacro
-de oglio et sangue. Et la sera poi esso capetanio zeneral dismontò,
-et andò in la terra, per asegurar le persone; et con una ronca in man
-cazava li galioti in galia. Et intrato prima in chiesia, comenzò uno
-crido: Marco! Marco! con pianti et batter de man, che fece lacrimar el
-capetanio et altri; et licentiò le donne andasse a caxa securamente.
-Et per non esser pan in la terra, el populo cridava: fame! fame! esso
-capetanio fece dispensar assà miara de biscotto, et el zorno seguente
-stera 200 formento, era de quel Prudentio franzese capetanio per el Re
-de Franza, el qual fo fatto presone, et se voleva rescattar per ducati
-4000. Ancora el capetanio fe' comandamento, che, in pena di la forca,
-tutte le cosse ecclesiastice fusseno rendute; et cussì fo fatto; et
-_etiam _quelli haveano donne le dovesse restituir, et li cavalli da
-masenar le olive et li boi et utilità dil populo. Et ancora poi fece
-vender la roba qui in la terra a loro medemi, et el terzo manco de
-quello la valeva; però che fo fatto grandissimi butini, per valor a
-presso de ducati 20000 de ogli et altro; sì che li galioti si feceno
-richi. El qual butino fo venduto a quelli cittadini per ducati 1300,
-et che valeva ducati 4000; et _etiam_ el capetanio donò vin al populo
-per farselo quello benivolo; et fece exempti per anni X; i quali tutti
-si rallegrarono, come dirò de sotto. In la scaramuza et la battaia è
-da saper fo morto Alvise Tinto veneto, era lì mercadante, e toltoli
-da galiotti ducati 130. Or li puti veniva con vino et acqua fresca
-porgendo a nostri, cridando: Marco! Marco! Et al primo dil mexe la
-matina da poi, honorato le exequie di Piero Bembo sopracomito, che fo
-messo in deposito al Domo, di lo qual tutta l'armata si dolse di la
-sua morte; poi el capetanio zeneral andò sotto la loza di la terra, et
-congregati tutti li cittadini, aldito prima messa dil Spirito Santo,
-et il populo cridando: Marco! Marco! fo levato el stendardo de S.
-Marco, et spegazato l'arme dil Re de Franza, et a hora li fece exempti
-di ogni angaria per anni X, salvo dovesseno dar una piadena de frutti
-etc. Questa terra de Monopoli è bellissima, tutta murada dentro et fora
-a quadri de pietra tufo; non ha castello; giardini bellissimi et aque
-vive; abondante de ogli più de terra di la Puia, et di le doane egli si
-traze ducati 20 milia a l'anno. Li cittadini molti erano anzuini, et si
-scusavano non si habia voluto render, perchè dubitava non ritornasse
-sotto caxa di Aragona: la qual cossa non vosene redir parola; et però
-feceno tanta difension, oltra le bombarde et sassi, pignate de calcina,
-ogio bogente, pezzi de travi etc. Et la bandiera dil Re de Franza
-el capetanio la tolse per tenir a eterna memoria, et fece governador
-de ditta città Thomà Duodo capetanio di le nave, fino la Signoria vi
-mandasse altro provedador.
-
-Et a dì 2 Luio quei de Pulignan, mia 8 de lì, mandò soi messi al
-capetanio a renderse a San Marco, et fonno _benigne_ accettati. Et la
-sera venne el suo episcopo con presenti de polli et persuti, dimandando
-aiuto da nostri, perchè quelli de Conversano, dove erano reduti
-Franzesi in uno, li molestavano. Et per suo conforto li fo mandati
-alcuni Stratioti, et Nicolò Corner soracomito per loro governador. Et
-è da saper che in armada eran 45 Stratioti, et el zumo di la battaia
-zonse Zorzi Malacassa con altri 45 da Traù, et a dì 4 ne zonse altri
-45 da Sibenico, li quali tutti numero 135 fonno mandati a Pulignano,
-et a dì 4 ditto fonno a le man con quei de Conversano, erano 150
-cavalli lezieri franzesi et 200 pedoni, et di le persone 3000 ivi
-redute paesane, et feceno una scaramuza per meza hora. Fo morti de li
-nemici numero 17, computà el conte de Gavina; et de li nostri, morti
-3 et feriti 5. Et si separavano Stratioti havendo questo, e ritornò
-in la terra, mandando al capetanio a dimandar più zente, perchè loro
-non erano bastante al gran numero de li nemici. _Unde_ el capetanio
-li mandò tre galie; le qual zonte, feceno grande alegreza, et levono
-do stendardi de San Marco con gran solennità; _etiam_ mandò Alvise di
-Albori, homo valentissimo, con X compagni nel castello, et il zorno
-driedo mandò altre XV page in ditto castello, con cui XXV; et per uno
-al mexe li dette una paga et meza. Ancora Mola si levò San Marco, ma
-la roca no. Ma a dì 5 ditto, Franzesi la reacquistò per forza, però
-che nostri non li havea mandà alcun pressidio; pur poi fo recuperata.
-Et a dì 3, quelli Franzesi di Conversano scrisseno una lettera a
-quelli di Monopoli, confortandoli volesseno ritornar sotto el Re suo,
-dicendo haver cinque squadre di homeni d'arme et molte fantarie,
-et si manezava de far a loro come fo fatto a Gaetani. Zonse a dì 3
-Bocari da Sibinico con cavalli 50 de Stratioti, et el capetanio mandò
-tre galie a Brandizo, a tuor li Stratioti ivi erano; et scrisse a la
-Signoria come voleva lassar 4 galie a Monopoli per custodia, et lui
-se voleva partir con el resto di l'armada, et andar a Manfredonia
-et Molfeta et altre terre si tenivano ancora per el Re de Franza; et
-che havia fatto discargar li orzi erano su la nave de Anteo Amai, per
-rispetto di cavalli di Stratioti, che de lì non se ne trovava; et come
-lì a Monopoli si potrà far un molo più bello di quello de Modon, et
-pregava la Signoria li dovesse mandar quello era bisogno in augumento
-sì di l'armada, _quam_ di zente, a ciò potesse acquistar et danizar
-quelle terre in la Puia, si teniva per el Re de Franza. Fo dato a esso
-capetanio a Monopoli una armadura fo di re Ferando, la qual era in le
-man di quel Prudentio franzese, el qual solo fo causa di la ruina di
-quelli poveri cittadini.
-
-Ancora per lettere da Corfù, drizate a esso capetanio, et di
-Constantinopoli, se intese Camallì corsaro havea preso a li Dardanelli
-una caravella de Candia con 150 botte de vin, et havea amazato homeni
-18, et el sig. Turco havea comesso el sanzaco de Garipoli lo seguitasse
-con tutte le fuste poteva, per prender ditto corsaro, et cussì esso
-sanzaco lo seguitava. Di l'armata turchesca nulla seguiva; pur andava
-fenzando de lavorar ditta armata, et ogni giorno provava bombarde. Le
-lettere era di X, et 13 di Constantinopoli; et questo basta quanto a le
-cosse de mar.
-
-Da Milan venne lettere al suo ambassador, dovesse andar in Collegio et
-pregar la Signoria seguitasse l'impresa, laudando la virtù dil nostro
-exercito, et che era ubligatissimo a questa Signoria, promettendo mai
-ni lui ni soi discendenti partirsi da li precepti di quella. Et anche
-per lettere di X Luio, di Hieronymo Lion kav. orator nostro, se intese
-esso Duca haverli usato gran parole in laude di la Signoria; el qual
-era amalato, nè usciva di camera, et che havea mandato el sig. Fracasso
-con 100 cavalli lezieri et pedoni alemani 200, a la volta di Tortona,
-per veder de devedar el passo al Re, et Franzesi non passasseno,
-benchè pareva cossa difficile a essa Duca; _et ita fuit_, come dirò di
-sotto, _imo_ fece careze a esso Re. El qual sig. Fracasso volse con
-lui 50 Stratioti, i quali non volseno andar, per non dividerse da la
-compagnia; ma ben volevano andar tutti. Et cussì Bernardo Contarini
-dimandò al capetanio sig. Galeazo di San Severino, el qual mai volse
-se partisseno de lì, et cussì restono in campo a Novara, pur ancora in
-la villa di Perna, ni erano mossi, come voleva, esso campo per caxon di
-le pioze, che havea ingrossato li passi. _Item_ che quelli Franzesi de
-Novara steva dentro, et che haveano habuto per spie el Duca de Orliens
-haversi molto doluto di la rotta dil Re, et stava assà sospeso, et si
-voleva partir et ritornar in Aste, ma li soi non lo lassaveno; _unde_
-nostri stavano vigilanti, a ciò non scampasse via. Et per lettere de
-Bernardo Contarini a la Signoria, di 9 ditto, se intese, come, havendo
-preso mons. Alvise di Sansonagio, come ho ditto, et lo teniva con lui
-nel suo alozamento, lo volse examinar, fatoli gran demostration che,
-si non diceva la verità, Stratioti li voleva taiar la testa; et havia
-fatto venir Stratioti dentro a dimandarli, per modo che 'l tremava,
-et si butò con li zenochi in terra. Or, interogato di più cosse,
-rispose. Et prima dil governo dil Duca d'Orliens, che 'l stava con
-grandissima reputatione; qualche volta sta serato tre zorni in caxa,
-che non si lassa veder, ma l'ordinario si è de dar audientia do volte
-a la settimana, et ha per suoi conseieri l'infrascripti, _videlicet_:
-mons. de Roan vescovo di Ambues, mons. Zuan de Loan governador de
-Orliens e governador di la terra de Novara, mons. di Corde (el nome
-non lo sapeva dir), mons. de Magli zamberlan: et questi sono quelli
-che hanno el Governo de ogni cossa. Dimandato che opinion è dil Duca
-di lassar Novara, come l'ha fatto li altri luogi, rispose che chi
-havesse vardato a la fuga dil Duca, el secondo zorno saria andato
-con Dio; ma li soi conseieri l'ha fatto soprastar, e chiamato el so
-consejo, nel qual entra questi cinque capetanij de zente d'arme (a
-nostro modo sariano condutieri), mons. de Sara, capetanio di le zente
-d'arme dil Dolfinà, mons. di Giudallum luogotenente del marascalco de
-Giae, mons. Menori capetanio di le zente d'ordenanza, mons. Jalatiel
-capetanio di le zente d'arme d'ordenanza (zoè ordenanza vol dir le
-zente di la corte), el luogotenente di le zente d'arme di Joam Perom,
-el nome nol sa; i quali, congregati insieme, fo deliberato di non si
-levar per honor et beneficio dil suo Roy, et assignata la raxon che
-li bastava a loro per el suo dimorar a Novara, tenir tanto exercito
-a sua posta, et non habbi caxon de adunarse insieme con el campo de
-Parmesana contra el suo Roy. Dimandato zerca a vittuarie, rispose a
-trovarsi dentro de Novara vittuarie per uno mexe, et non più. Dimandato
-s'è alcuna parcialità tra loro, per esser zente de varii paesi,
-rispose che tra le zente d'arme de Franza e quelle dil Dolfinà sono
-molte discordie, perchè li Franzesi tieneno per zente vil quelli dil
-Dolfinà; et se quelli dil Dolfinà havesseno el poter, cussì come non
-hanno, za li haveriano taiati a pezi; ma stanno bassi per non haver
-possanza. Dimandato la qualità di le zente d'arme, disse a trovarse in
-Novara lanze 500 a cavalli 4 et 3 per lanza, ma la mazor parte 4; et
-che cadauno homo d'arme ha do arzieri a cavallo, et che son 1000 altri
-arzieri dil Re; che son arzieri 2000, et 5000 alemani a piedi, la mazor
-parte balestrieri. Dimandato l'ordene dil suo pagamento, disse che
-homeni d'arme, e tutto il resto, se pagano da tre mexi in tre mexi, li
-homeni d'arme a raxon de scudi X al mexe, et li arzieri scudi 6, et li
-pedoni scudi 3. Dimandato quanto indriedo haverle pagade, rispose che
-a dì 20 dil presente vorano page per 3 mexi. Dimandato se i aspettano
-soccorso de Franza, o ver di Aste, rispose che l'è vero che 'l Duca ha
-scritto in Aste per soccorso di 200 homeni d'arme, et per danari per
-la paga di tre mexi; ma non sa certo si 'l soccorso venirà etc. _Item_
-che havia fatto experientia con uno altro preson arzier, e fatoge
-dar molte torture; la examination dil qual non è stata diferente a la
-prima, salvo nel soccorso, el qual afferma che per tutto el paese de
-Franza, el qual eran hozi 29 zorni che mancava di Guascogna, è venuto
-insieme con 100 arzieri a cavallo, come è sta fatto una cria per tutta
-Franza, che tutti li baroni, cavalieri et zentilhomeni subditi al
-Roy, monteno a cavallo et vegnino a soccorso dil Re. Et per le terre
-dove l'ha passato per venir in Aste, havia visto far mostre di zente,
-le qual se mettevano in ordene. Et ancora advisò come in quel campo
-duchesco, capetanio el sig. Galeazo, questi erano li consultori: el
-sig. Fracasso, el sig. Antonio Maria, el sig. Nicolò da Corezo, et el
-conte Hugo di San Severino; et anche lui entrava, ma non fevano niuna
-cossa senza el consejo dil Duca, et che haveano ardentissimo animo
-de apizarse con li nemici, _licet_ quelle zente siano mal pagate; et
-che erano di tre generation, Italiani, Elemani, Albanesi o ver Greci;
-_tamen_ tutti erano di uno voler contra Franzesi. _Item_ rechiedeva
-danari per la paga di Stratioti, li quali a dì 26 Zugno l'haveano
-livrata, _licet_ havesse hauto 6 page. Et è da saper, che a dì 26
-Marzo comenzò la prestanza, et però pregò la Signoria li fusse mandati
-danari.
-
-A Venetia, a dì 12 Luio di Domenega fo fatto in piaza di San Marco una
-solenne processione de tutti li frati, preti et batudi di questa terra,
-portando cadauno qualche reliquia de Santi o vero cosse de arzento:
-era bellissimi aparamenti. _Conclusive_, fo degna processione; et fo
-messo a torno la piaza li panni, per schivar el sol, sì come se suol
-far el zorno dil corpo di Christo. Non vi potè esser el Prencipe, per
-non esser ancora molto gaiardo; era vicedoxe Andrea Querini conseier
-più vechio. El Patriarca aparato, et questi oratori: dil Pontifice,
-do dil Re di Romani, de Spagna, de Napoli, de Milan et de Ferrara, con
-molti senatori per numero 120, vestidi de seda et scarlato, et alcuni
-cavalieri vestiti d'oro, i quali qui saranno nominati: Polo Pixani
-era Avogador di Comun, Polo Trivixan era Cao dil Consejo di X, Piero
-Balbi, Zorzi Pixani dottor, Zorzi Corner et Marco Dandolo dottor. Et
-li altri cavalieri haveano o.... d'oro, o ver qualche altra insegna.
-Et fo sonado campanon per quel zorno, ma non fo fatto fuogi la sera, nè
-messo lumiere per li campanieli, perchè ancora non sapevano la vittoria
-quanto era stata, et non havendo fatto nel principio, ni _etiam_ in
-questo zorno volseno far altro.
-
-
-_Dil ritorno di re Ferando di Aragona in Napoli, et fu accettato di
-cittadini._
-
-Domente queste cosse intervengono, di la battaia fatta per l'exercito
-veneto con el Re de Franza, a dì 13 Luio zonse lettere di Roma di 9,
-per le qual se intese haver di Napoli di 7, come a dì 6 de l'instante,
-fo el zorno el Re de Franza ebbe la rotta, re don Ferando de Aragona re
-de Napoli con galie 9 et zerca 31 caravelle de Spagna, si apresentò a
-la città de Napoli, volendo ritornar nel Regno. Ma pur molti napolitani
-soi nemici con Franzesi si messeno in arme, et da li castelli ditta
-armada era salutata di molte bombarde, et el populo cridava: Franza!
-Franza! benchè per lettere di Lunardo di Anselmi vice consolo nostro
-fusseno certificati... Qualche uno pienamente cridava: Marco! Marco!
-dimostrando sarebbeno stati contenti dil dominio veneto, e non star
-sotto Franzesi nè ritornar sotto caxa di Aragona. Et per quel zorno
-ditta armada se tirò alquanto lontana, a ciò le artilarie non li
-offendesse; et poi el zorno seguente, fo a dì 7, esso Re dismontò
-a le Madalene, et con molti cittadini li era venuto contra, intrò
-in Napoli per la porta de Formelo vicina a Castel de Capuana. Et
-come si apresentò a la terra, el populo armato cridò: Ferro! Ferro!
-_Videlicet_: Viva Ferando! Et cussì col nome di Christo andò Sua
-Majestà ad alozar in Castel de Capuana, el qual era senza guardo et
-non custodito da Franzesi. Adoncha, _pacifice_, col favor dil populo
-et cittadini, benchè li fusse contrarii, Ferandino è intrato in
-Napoli. Et el populo con li soi messeno a sacco la caxa dil Prencipe
-de Salerno et dil Prencipe de Bisignano et dil conte de Conza, erano
-stati soi rebelli. Ma mons. de Mompensier vicerè franzese erano tirati
-col Prencipe de Salerno et altri Franzesi in Castel nuovo, fornito
-di munitione et artilarie; et cussì in Castel dil Uovo, torre San
-Vincenzo, Pizza Falcon et uno Monasterio di Santa Crose, a modo di
-forteza et Castel Santo Elmo erano Franzesi a custodia, sguizari et
-altre generatione. Et questi castelli si teneno per el Re de Franza. Et
-el consolo nostro, intrato che fu el Re dentro, andò subito a la soa
-presentia, alegrandose da parte di la Signoria nostra dil suo felice
-ingresso; el qual Re li usò dolcissime parole, digando che 'l conosceva
-esser ritornato in Napoli per le operationi di essa illustrissima
-Signoria, a la qual in perpetuo voleva esser ubidientissimo fiul.
-_Item_ che mandò tre galie per don Fedrigo prencipe de Altemura suo
-barba era in la Calavria, el qual pur da mons. di Obignì vicerè havea
-habuto qualche danno, et li havia el Re mandato a dir venisse a Napoli.
-Et a ciò che el tutto se intenda, vi sarà scritto una lettera, scritta
-al Duca de Milano da Roma per suo fratello mons. Ascanio cardinal.
-Narra ad plenum questa intrata.
-
-
-_Exemplum litterarum Rev.mi D. Vice cancellarij S. R. E. Cardinalis
-Ascanii ad Illustrissimum Dominum Ducem Mediolani._
-
-Illustrissimo Principe et Exc.mo D. _frater et pater honorandissimus_.
-In questa hora, che sono circa 24, ho hauto aviso di Capua de lettere
-delo incluso exemplo. L'homo è venuto con esse lettere è fameio di
-missier Jacomo, quale li scrive et riferisce lunidì a dì 6 era in
-Napoli, mandato dal patrone, che l'armata dil re Ferandino, quale era
-gionto a Yschia il dì avanti, se mosse a li 6, et venne verso Napoli,
-et fece scala a la Maddalena, dove concorse molto numero di cittadini
-napolitani, et deliberorono che la notte seguente più segretamente
-potesse, bona parte di la zente, qual la Majestà Soa havea conduta con
-sè, et cussì stete. El dì seguente, che fo Marti a dì 7, a hore 13,
-tutta la città comenzò a cridare: Ferro! Ferro! Et la Majestà Soa,
-acompagnata da uno gran numero di cittadini napolitani, intrò ne la
-città per la porta di Formelo a lato dil Castello de Capuana, quale
-era stata abandonata; et cavalcava Soa Majestà uno cavallo liardo
-grosso, con el stendardo a fiame, et tutti li segi erano alzate le
-bandiere de la Majestà Soa. La quale fo accettata con universal et
-incredibil letitia, accorrendo tutto el populo a basarli li piedi.
-Parte de Franzesi, quali si trovono in Napoli, a li primi cridi dil
-populo erano malmenati, parte si salvavano in diverse caxe, ma la mazor
-parte era fuzita et salvati in Castel Nuovo. Et in quella hora lo homo
-à portata la presente me dice che partì et venne con celerità a Capua
-per anonziar al patrone el successo di Napoli, e passando per Aversa
-dice che la ditta città medesimamente havea la sera avanti levate
-le bandiere dil serenissimo re Ferandino, et gionto a Capua, dove la
-sera avanti erano sta mandati 300 fanti de la Majestà Soa, trovò el
-medesimo; et dice che 'l populo havea preso il locotenente de Capua
-per havere la rocca, quale hebbe in mano soa, referisce anche come la
-rocca del Monte de Ragone, la quale teneva li Caraffeschi, havea alzato
-le bandiere di la preditta Majestà. Significa anche come trovandose
-in Napoli el Principe de Salerno, et volendo fuzire in Castel Nuovo,
-el populo el confortò a stare et lo assegurò; et nondimeno parve non
-volesse assegurarse. Referisce anche come Castel Nuovo, da poi la
-intrata dil Re, non trahe più come l'havea fatto prima; et anche la
-Majestà Soa havea mandato a dire a mons. de Mompensier che trahendo
-la Majestà Soa retraria in le bombarde li corpi de li Franzesi et
-_maxime_ mons. di la Spara suo parente, el quale havea con la Majestà
-Soa. Aviserò con ogni diligentia el successo. Questi principii ò
-inviato, volendo con la celerità di la tascha pagata.... L'armata dil
-Re, per quello se intende, è di 80 vele et di 6 in 8 milia persone.
-La narratione che Franzesi haveano fatto, di haver data la rotta in
-Calavria al prefato Serenissimo Re, è stata falsissima, et niente. A la
-Excellentia Vostra me racomando. _Rome, die_ 9 _Julii_ 1495.
-
-
-_Exemplum litterarum D. Jacobi de Capua ad Ill.um et Rev.um Dominum
-Vicecancellarium._
-
-Alla gratia bona de Vostra Ill.ma S. me ricomando. Aviso quello ch'è
-in questa hora 17. Questa città de Capua ha alzate le bandiere di la
-Majestà dil sig. re don Ferando el quale con grande alegrezza......
-et saria impossibile a scriver con quanta alegrezza tutto è fatto per
-questa università, m'è parso dar aviso a Vostra Illustrissima Signoria,
-tenendomi certo che la ne piglierà piacere, per lo amore grande che
-quella porta a ditta Majestà dil Re suo nepote. Et ancora il simele ha
-fatto Napoli et Aversa. Baso le man a Vostra Illustrissima Signoria,
-et in bona gratia di quella de continuo mi racomando. _In Capua,_ 7 _de
-Luio_ 1495.
-
-
-Et zonto che fo questa nuova a Venetia, Zuan Battista Spinello
-dottor et cavalier, orator di esso re Ferandino, andò con grande
-alegrezza in Collegio, et la sera havia sul campo di San Polo fatto
-far grandissimi fuogi in segno di leticia, però che la notte lui
-have lettere di questo. Et cussì questa mattina, a dì 13 Luio, si
-congratulò con el Principe era andato in Collegio quella mattina, et
-con la Serenissima Signoria, di esser tornato el suo Re in caxa soa,
-pregando fusse ajutato; et _etiam_ esso orator et quello di Spagna
-domandò fusse fatto sonar campanon in segno di gaudio per la terra. Et
-cussì per la Signoria fu ordinato che per quel zorno tutte le contrade
-et a San Marco sonasseno campane, ma non fo fatto lumiere ni fuogi.
-_Et quam primum_ fo udito ste campane sonar, tutta la terra credeva
-nostri, seguiva el Re de Franza, havesse habuto qualche vittoria,
-ma poi inteseno la verità, et la cagione perchè si sonava. _Unde_
-molti si dolseno che per tanta nostra vittoria non se havesse fatto
-dimostratione alcuna de alegrezza, altro che la processione fo fatta.
-Et da poi disnar, chiamato el Consejo de Pregadi, consultono quello
-havesse a far, et si dovesse seguir l'impresa di Puia, et fu decreto et
-scritto al capetanio zeneral dovesse seguitar in acquistar terre teniva
-el Re de Franza nostro nemico, ma che vardasse di haverle _pacifice_,
-et far ogni acordo prima che darli battaia, a ciò non segui la morte
-de nostri, et la crudeltà seguì a Monopoli; benchè nostri judicava fino
-quell'hora esso capetanio havesse acquistato altro, ma nulla fece, come
-dirò di sotto. Et ancora li fo mandato ducati 3000, et do gripi cargi
-de munitione et artilarie tolte da l'arsenal nostro.
-
-In questo tempo a Cesena, terra di la Chiesia, seguite alcune novità,
-come per lettere di Andrea Zanchani podestà et capetanio di Ravena se
-intese: zoè a dì 12 Luio di Domenega, celebrandose uno solenne vespero
-ne la chiesia di San Francesco, ne la qual se ritrovava molta zente,
-venne Achylle Tiberti con 13 compagni con certi pugnali et spade sotto
-li mantelli, et andorono 4 volte su e zo per ditta chiesia, et quando
-li frati comenzono a cantar questo salmo: _Laudate pueri Dominum_,
-messeno man a ditte arme, tutti a uno tratto et comenzono a menar le
-mano in tal forma, che _immediate_ in ditta chiesia subito fonno morti
-7 et certi altri si messeno in fuga, et li preditti seguitandoli, per
-modo che ne morì zerca 25, li quali saranno notadi qui da st'altro
-ladi, et questi fo de li Martinelli et altri, loro parte contraria;
-et sachizò et spianò le caxe, gridando: Giesia et Libertà! Et poi
-andorono a la rocca, et feceno intender al castelano non tragesse per
-la terra, perchè loro la tenivano per Santa Chiesia, ma che haveano
-estirpati li traditori; et si fortificano in la murata. Et el Luni
-seguente da matina haveano ordinato di far li Martinelli assà più
-male, zoè che si dovevano adunar in piaza le zente dil Duca de Gandia
-et, adunate, seriano corso el volgo per vederle, et li soldati, qualli
-erano deputati, doveano cinque o sei per parte pigliare le boche di la
-piaza, et certi altri qualli erano ascosi in caxa di li Martinelli,
-et doveano a uno segno de spingarda correr al palazo di li Signori,
-et quello pigliar et amazarli; et il simel dovevano far quelli di la
-piaza, et poi andar per la terra amazando quanti ne trovavano de li soi
-nemici Tiberti. Ma prima, a loro Martinelli el zorno avanti intervene
-che fonno amazati, sì che credendo amazar, loro furon li morti. Ma
-per questo successe la Domenega, non seguite altro se non la morte
-di questi 25 di Martinelli. Et da poi in Cesena feceno uno zeneral
-consejo, et volseno che ogni sorte di zente, et di contado et di la
-cittade, intervenisse, et proposeno, come era di novo designato dal
-Pontifice loro governadore el Vescovo di Arles, per el qual segue tutti
-questi inconvenienti, come dirò di sotto; et cussì volseno cadauno
-dicesse la sua opinione. _Tandem_ fo concluso, _nemine discrepante_,
-di non lo voler acceptar; et cussì feceno intender a do soi, che esso
-Episcopo havea mandato a la comunità per intender etc. Poi formono
-una suplication al Pontifice, _de communi omnium consensu_, suplicando
-vogli mandarli uno altro governador, perchè niuno non vogliono aceptar
-el vescovo di Arles; el qual, come fo divulgato, voleva intrar per
-forza, con lo ajuto dil sig. di Pesaro, et che havia fatto comandamento
-per tutto el vicariato de Fano vengi zente; et el castellano di Cesena
-era suo parente. Quello seguirà l'intenderete da poi. Ma per saper
-la causa de questi homicidii et novità de Tiberti et Martinelli,
-la qual inimicitia prese origine zerca anni 7, però che essendo in
-Cesena governador el Vescovo di Rimano, contraxe parentella con questi
-Martinelli, et _successive_ comenzò a favorirli et honorarli più che
-non faceva di Tyberti; per la qual cosa l'odio, stato za molti anni
-tra queste parte, et era quasi extinto et viveveno _pacifice_, comenzò
-a rinovarsi, et Martinelli vedendo haver parentado con el governador
-et esser exaltati, _etiam_ suscitò novi odij con li Tyberti, _unde_,
-partito ditto governador di Cesena et _functo officio_, fo spegazate
-le sue arme per Cesena, et prohibiteno non se portasse calze a la
-sua divisa, et altre inzurie feceno questi Tyberti per dispetto di la
-parte contraria. Da poi sucesse uno governador el qual fu neutrale et
-si faceva temere; _demun_ successe questo ultimo governador Vescovo
-di Arles, el qual fo partesano sviscerato de Martinelli et persecutore
-acerrimo di Tyberti; et nel tempo suo sempre exaltono li Martinelli, et
-Tyberti scaciati et messi in exilij per rebelli. Et essendo pur ditto
-Arles governador, fo remesso a contemplation dil Re di Franza uno altro
-per governador pur per la Chiesia, zenoese di caxa de Fieschi, et come
-zeneral comissario dil Re stette alcuni zorni. In questo mezo, conclusa
-la liga, el Papa remesse costui dil governo, et fino questo zorno
-Cesena stete senza governador. Or parse al Pontifice de nuovo designar
-questo Episcopo de Arles, fautore de Martinelli; et pretendendo lui
-de vegnir al suo governo designato, questi Tyberti, cognoscendo a
-loro inimicissimo, per questo feceno ste novità seguite, de amazar li
-Martinelli e soi principali seguazi, a ciò non havesseno più contrasto,
-et li nomi de quelli fonno amazati quivi è notadi, zoè: Malatesta
-Martinello et sachizata la sua caxa, Ruberto Martinello sachizata et
-spianata la caxa, Francesco Martinello, D. Matheo et Francesco dottori
-fradelli, fiuli del dicto Gasparo Martinello con 3 soi famegli, Maestro
-Piero orefice, parente del Vescovo di Rimano, D. Bartholomio Benintendi
-dottor, Orlando Benintendi suo fradello, et sachizata la caxa, Jacomo
-Zamarino, capo di squadra dil duca de Gandia, et sachizata et spianata
-la caxa, Francesco Lanzeto, Alberto de Thomio banchier con un fameglio,
-Baldissera so fiul, Marco cameriere, Jacomo da Montiano, parente di
-Martinelli, Don Matiolo, alievo di caxa di Martinelli, Anibal di Lapi,
-Francesco Paxolino, Gaudiano da Montiano e Basso suo fradello, Jacomazo
-da Cremona, Zuan Francesco di Martinelli, Bernardino da Modiana. Item
-reteneno 13 altri seguazi de Martinelli. Et è fuzito Paulo di Ettor,
-sachizato la caxa, Anselmo di Dandini, Thomaso Martinello et Baldissera
-da Palazo.
-
-
-_Seguito dil Re de Franza._
-
-In questo mezo el Re de Franza seguiva el suo camino. Et stato a Borgo
-San Donnin, andò di longo a Firenzuola, poi passò Pontemuro et alozò
-di fuora di Piasenza, poi a Castel San Zuane, et passò vicin a le mure
-di Tortona, et andò in Aste senza danno alcuno, come dirò di sotto
-tutto el suo successo. Et tuttavia l'exercito nostro lo seguitava.
-Et come per lettere di XI se intese de li Provedadori, date a hore
-9 in Piasenza, che ditte nostre zente in do zorni haviano fatto mia
-43 perseguitando essi Franzesi, et che il campo andava come havesse
-a far fatto d'arme, et in ogni loco li era portate vittuarie. Et per
-saper quella strada, dal Taro a Borgo San Donnin è mia 6, da Borgo San
-Donnin a Firenzuola mia 8, da Firenzuola a Pontemuro mia 5, et de lì a
-Piasenza mia 13. Et che continuamente nostri trovava qualche Franzese
-morto per strada et altre cose de cariazi; et che li villani li haveano
-ditto che li devano vittuarie et tutte le pagaveno; et che in camino
-morite uno de soi baroni, el qual veniva portato driedo cussì morto, et
-altri feriti erano portati su le sbarre. Et questo non voglio restar de
-scriver, che per le hosterie in questa fuga Franzesi andava scrivando
-con carbon: Havem più perdù che guadagnà, et la fin farà li conti.
-
-Et a dì 14 Luio venne lettere in questa terra di 12, a hore 13, di
-campo, date in castel San Zuane, mia 24 di là de Firenzuola, come
-l'exercito Franzese andava con veloce camino, et intendevano esser
-lontano dal nostro campo mia 22, et che za si poteva dir esser in loco
-securo; _tamen_ nostri frequentavano di andarli driedo, et che lo Conte
-di Caiazo lo havia zonto, et per bona via erano certificati andava
-parlando con quelli Signori per strata, et che quando andò driedo, andò
-più presto per confortar quei populi di Piasenza et Piasentina che per
-offender Franzesi, perchè _etiam_ non harebbe potuto farli nulla; et
-che Franzesi haviano vittuarie di ogni banda, et che sì da la banda di
-sora havesseno voluto Milanesi far el so dover, zoè di taiar strade
-presto con guastadori, et altre provisione in ostarli, non passeno
-si presto, nostri li harebbono azonto, et che il sig. Fracasso con
-li cavalli lezieri et elemani erano in Tortona, et che intendevano
-el Vescovo di Tortona havia reduti molti paesani per mandarli a certi
-passi; _tamen_ li mandò più presto per deffension dil Tortonese che per
-offender Franzesi; et che i nemici facevano il camin da corieri, non
-fazando dispiacer ad alcuno, e andavano a la soa via.
-
-In questo _interim_, ritornando el Re in Aste, vedendo non haver più
-el conte de Petigliano, et che il sig. gentil Virgilio Orsini andava
-con lui di malavoia, _unde_ li dette licentia et cussì ditto signor
-con zerca... cavalli andò in un castello dil Duca de Milan. Et inteso
-questo per la Signoria, fo scritto a li Provedadori di campo dovesseno
-mandar per lui, et farlo venir in campo, et far inquisitione diligente
-di la condition dil Re et de Franzesi, et cussì ancora dal Conte di
-Petigliano, el qual havia habuto ducati 1000 in dono et cavalcava con
-l'exercito, operandose in ogni cossa come havesse habuto nostro soldo,
-qual l'have dapoi, come scriverò più avanti. Et per lettere di campo
-poi se intese, date a Vogara a dì 13 Luio, che ditto campo franzese
-era reduto in loco securo di là di Tortona mia cinque, et prendeva el
-camino per Piamonte, per lettere di la Marchexana di Monferà, et che
-più non speravano di zonzerlo. _Item_ che, passando el Re di fuora via
-di Tortona, mandò uno araldo al sig. Fracasso di San Severino, era lì
-in Tortona, li mandasse vittuarie et renfrescamenti, et che Fracasso
-li andò a parlar, et li fece portar vittuarie et quello rechieseno, et
-che li havia ditto a Soa Majestà la caxon di questa guerra; et che lui
-era col Duca di Orliens, li tenisse la soa terra di Novara, et che 'l
-Re li rispose voleva esser bon amico di esso Duca, benchè fusse seguito
-quello era seguito, et havesse fatto liga, et che di le cosse di Novara
-lui voleva esser zudexe di le differentie tra il Duca di Orliens et
-esso Duca de Milan, che ditto Fracasso rispose: Sacra Majestà, bisogna
-li sia reso una volta Novara et Pontremolo li e sta brusato. Et el
-Re disse: Di Novara spero conzerò tutto, et li donò uno cavallo. Poi
-seguite el suo camino verso Aste. Queste parole Fracasso scrisse a
-Milan seguite, ma la verità _Deus novit_. Sì che in 7 zorni el Re de
-Franza fece 80 mia, et cussì si redusse in loco securo. Ma voglio pur
-scriver come a dì 15 Luio da matina, uno savogim mercadante, venuto in
-questa terra, disse a la Signoria come per camino si havea scontrà nel
-campo dil Re, dove si mormorava di Soa Majestà, et che molti credevano
-fusse morto in battaia; et nostri pur stevano con qualche sospetto;
-ma zonto poi la nova che 'l sig. Fracasso li havia parlato, tutti
-fonno chiari esso Re esser vivo, _licet_ nel principio quelli havea
-inzegno et pratica di le cosse sempre cussì judicò, et io sempre fui de
-opinione el Re fusse vivo come era.
-
-
-_Cosse seguite nel Campo di Novara._
-
-Nel campo di Novara in questo mezo a dì 11 Luio la mattina per tempo
-si levò di la villa di Perna dove era alozato, et venne ad alozar
-mia do de qua de Novara in una villa chiamata Minona verso Verzei,
-dove arivono a hore 23; et questo per haver convenuto far una volta
-longa, per causa di le strade era rotte per le gran pioze erano state.
-Et in ditto loco el campo se puose, et tolse la via di le vittuarie
-venivano di Aste et Verzei. Adoncha comenzono a sediar Novara, la qual
-è terra situada in campagna, distante da la montagna mia X, ha quattro
-bellissime strade: la prima va verso Milan, passa el fiume Tesino;
-l'altra va verso Vegevane; la terza va verso Aste, convien passar Po
-a Verzei terra dil Duca de Savoia; la quarta verso il monte, dove si
-va a la volta di Elemagna; et ditta terra è circondata di campagne
-bellissime et acque in abondantia; et questo basti, per haver di
-questa assà scritto di sopra. Et a dì 13 da poi una Bernardo Contarini
-montò a cavallo con 70 Stratioti, andando a piacer verso Franzesi, et
-trovono 6 cavalli di loro, et quelli prese; et come scrisse in questa
-terra, li cavalli et panni non valeva 4 ducati per uno; _unde_ fonno
-spogliati, tolti li cavalli, e lassati andar. Et a dì 15 cavalcò esso
-Provedador con 300 cavalli de Stratioti, et la mazor parte andono fino
-ne li borgi di la terra, e snudò certe case, tolto li letti, et niuno
-Franzese venne fuora a la difesa. Et in questo zorno a hore 16 ivi
-arivò 14 Stratioti, et quelli sotto Piero Duodo, i quali non sapevano
-dove si andasse, et stete con li altri. Et è da saper che el nostro
-campo che seguiva el Re, visto non poter far nulla, a compiacenza dil
-Duca de Milan passò Po et venne a conzonzersi con questi a l'impresa
-preditta, come scriverò il tutto al luoco suo. Et adoncha, aproximatosi
-ditto campo mia 14, però che a dì... Luio zonze, a dì 16 ditto da
-mattina venne el conte de Petigliano avanti nel campo duchesco, et
-insieme con el sig. Galeazo, capetanio Bernardo Contarini, et altri
-conduttieri andono a veder uno alozamento distante mia uno, dove era el
-campo preditto duchesco, et questo per alozar el nostro exercito, era
-atraverso le montagne sopra la strada andava a Novara comodo assà de
-acque, pradi et strami; et visto diligentemente esso Conte ogni cossa,
-tornono a disnar; et poi le scolte fece intender come i nemici erano
-ussiti fuora, 100 homeni d'arme, 600 arzieri a cavallo et 200 elemani a
-piedi. _Unde_ el capetanio sig. Galeazo subito mandò tanta zente contra
-de ditti inimici, et ancora Bernardo Contarini armato montò a cavallo
-con tutti li Stratioti, et fece 3 squadre di Stratioti, in modo di
-una ala, et fece tutti zurasse voler morir per honor di la Signoria,
-lui era ne le squadre di mezo; ed andavano cridando: Marco! Marco!
-San Zorzi! San Zorzi! Et esso Provedador vedendo li nemici in ordine
-de battaia, non obstante questo fo el capetanio, comenzò a dimostrar
-de investir: et cussì tutte tre le squadre de Stratioti deteno dentro
-in uno istante, et nemici si messeno in fuga; li pedoni se tirò a le
-sbarre per esser vicini al borgo, fo discavalcati 26 homeni d'arme,
-morti de questi 10, et 12 fonno recuperati per li loro pedoni, ma ben
-morti li cavalli, et fo fatto presoni 4, _tamen_ feriti a morte, et di
-pedoni et arzieri molti ne fonno feriti. Et questa vittoria fo senza
-aiuto de zente d'arme nè de cavalli lezieri nè balestrieri, però che
-_nunquam_ niun homo d'arme fin qui a Novara havia visto Franzese per
-la ciera in campagna, se non li presoni erano menati in campo. Adoncha
-tutto l'honor era de Stratioti, i quali venivano adorati in ditto
-campo. Et in ditto campo et in questa baruffa fo ferito do Stratioti
-et uno cavallo; et per questo Bernardo Contarini comenzò a venir,
-_et merito_, in gran fama _apud Venetos_, et la Signoria li scriveva
-lettere laudandolo summamente. Et a ciò il tutto se intenda, qui sotto
-sarà scritto uno summario di quello fece Stratioti lì in campo, dal
-tempo zonseno fino che venne il nostro exercito lì a Novara, et prima.
-
-
-_Summario de Franzesi presi da Stratioti nel campo di Novara in questi
-tempi._
-
-A dì 24 Zugno si andò col campo a Vegevene, per uno Stratioto fo preso
-do homeni d'arme con i so cavalli et arme.
-
-A dì 25 ditto a Vegevene, morti 9, presi 9, feriti 26 Franzesi, tra
-arzieri et homeni d'arme; cavalli, tra morti et feriti, 12.
-
-A dì 2 Luio in Perna morti 12 Franzesi, portà 3 teste su le lanze in
-campo.
-
-A dì 4 ditto, presi 12 villani di Novara, 8 Sacomani con i loro cavalli
-et muli.
-
-A dì 7 ditto, cavalli 12, presi 6,..... cavalli et amazono 9 arcieri.
-
-A dì.... ditto la sera, presi a la scaramuza 4 homeni d'arme, tra i
-qual mons. Loys di Sansonaia, morti 25, di quali li nemici ne fece
-sepelir 15; el resto fece sepelir nostri; _item_ cavalli 31, pedoni
-15, et un altro homo d'arme, el qual tolseno li Elemani, oltra cavalli
-assaissimi morti.
-
-A dì 16 ditto in Megnone fo discavalcati homeni d'arme 26, de li qual
-X morti et 4 presoni con ferite; cavalli 12 morti, et fra arzieri et
-pedoni morti e feriti assaissimi.
-
-A dì 17 Luio da matina, per lettere di 13 di Zenoa dil Secretario
-nostro, se intese come l'armada franzese de legni n. 12, tra galie et
-galioni et barze, era stata presa; sopra la qual havea trovato oltra li
-butini, che fonno assà, boche 300 di artilarie, 400 botte di polvere,
-le porte enee di Castelnuovo di Napoli, le qual costono ducati 20
-milia, _ut dicitur_; _etiam_ 200 donne, tra donzelle et altre giovane,
-_licet_ da franzesi fusseno state assà tastate: le qual fo quelle
-tolseno a Gaeta, come ho scritto di sopra; et ancora 20 moniche, le
-qual essi Franzesi menava in Franza, et il modo le preseno, sì come
-per do lettere mandate al Duca de Milan, le qual saranno qui sotto
-scritte, se intenderà. Et essendo andato a ditta impresa Zuan Adorno
-capetanio di le fantarie fratello dil Governador, et Zuan Alvise Dal
-Fiesco fratello di Domino Obieto, _tamen_ teniva col Duca de Milan,
-con molta zente verso Rapallo a dì 13 ditto a hora di terza l'armata
-zenoese assaltò ditta franzese et quella prese con tutti li homeni,
-che non potè fugir niuno. Et fo preso il capetanio mons. de Miolans,
-el qual era amalato; et esso medemo disse a Baptista Spinola, che fo
-quello lo prese, come dil suo proprio era su ditte Galie per ducati
-10 milia, sì che zenoesi vadagnò per questa impresa più de ducati 100
-milia, oltra li legni et le artilarie; et cussì ditta armada fo menata
-in Zenoa con grandissima consolatione. Et uno di quelli fantacini
-prese mons. Peron de Basser assà nominato di sopra, et quasi la prima
-causa di far venir el Re de Franza in Italia, et con inzegno si seppe
-liberar, perchè non era conosuto, et li dete ducati 125 a quello lo
-havia presone, et fo lassato; el qual andò a trovar li altri, zoè mons.
-di Bressa et il Cardinal San Piero in Vincula et quello di Zenoa, i
-quali si ritrovavano a Besegna su quella Riviera. Et Zenoesi con questa
-vigoria volevano mandar zente contra de questi. Ma Filippo mons. di
-Bressa preditto have comandamento dil Re dovesse venir con tutte le
-zente in Aste da Soa Majestà, _unde_ subito si miseno in camino con
-li ditti do Cardinali, et venivano per certe vie per scontrar el Re,
-da poi inteseno el successo de Fornovo. Ma el Marchexe de Mantoa et
-Provvedadori nostri di campo, intendendo el venir de queste zente,
-mandò Piero Duodo provedador con li Stratioti zercha 200 et Cozanderle
-Todesco con 500 Elemani per obviarli la via, et si quelli fusseno
-venuti sarebbeno stati presi; ma loro, inteso questo contrasto, feceno
-un'altra via assà arida et cativa per alcuni monti, et _tandem_ non
-senza pericolo zonseno in Aste, dove era zonto el Re, et San Piero
-in Vincula fo sempre al so consejo, ma quelli nostri fanti andono in
-Alexandria di la Paia per custodia di quella città.
-
- _Questa è una oratione devotissima scritta in franzese sul
- officiolo del re de Franza Carlo ottavo, la qual dicono fo di re
- Carlo Magno, transcripta et traduta in italian ydioma_, ut infra,
- ad literam[139].
-
-
-_Come l'exercito di la Signoria andò poi a campo a Novara in aiuto dil
-Duca de Milan._
-
-Essendo apropinquato l'exercito di la Signoria a Vegevene, per andar
-ad acamparsi a Novara, a dì 17 Luio, Piero Duodo provedador con li
-Stratioti volse prima venir a conzonzerse con li altri era sotto
-Bernardo Contarini, et li andò contra esso ditto Bernardo Contarini,
-usandoli savie et acomodate parole, volendolo ricever come suo cavo
-(_capo_), perchè quello fo electo per el consejo di Pregadi. Et zonto
-Piero Duodo scrisse a la Signoria, come per non metter division fra
-Stratioti era con lui con questi altri, non stava ben dui capi ivi; et
-zonse ditta lettera a dì 20 ditto. Et considerando el Principe con li
-padri de Collegio come _optime_ se portava el Contarini, et senza alcun
-salario, prima li scrisse una lettera laudandolo summamente, exortando
-el perseverar di ben in meglio, et fo decreto che lui con li 50
-Stratioti dovesse star separati di quelli era con el soprascritto Piero
-Duodo provedador, et fo mandato danari per dar paga a li Stratioti,
-et _etiam_ a lui per farse le spexe, trombeta et stendardo, fo dato
-licentia potesse operar, _licet_ ancora non havia titolo di Provedador,
-ma _solum_ Governador o vero diretor de ditti Stratioti. _Conclusive_,
-le sue opere fo dimostrate esser accette a la Signoria. Et poi il campo
-preditto nostro, a dì 19 ditto, zonse a Castel Chiasuol mia uno et
-mezo di Novara et zerca uno dil campo duchesco, li venne contra el sig.
-Galeazzo capetanio zeneral dil Duca de Milan con tutto el so campo; et
-con gran vigoria nostri se alozono. El qual castello, è da saper, la
-notte avanti fo preso a patti, salvo l'haver et le persone; nel qual
-erano franzesi 30, dei qual molti fonno feriti. Et questi intendendo
-venia l'exercito di Venitiani, se volseno render; et fo trovato era
-assà biave et più de fuora in alcune caxe, le qual franzesi, intendendo
-ivi andava el campo duchesco, le brusono con le caxe, zudegando
-poterse loro tenir nel castello. Ma come li fo trato 4 passavolanti,
-subito se reseno al sig. Galeazzo capetanio con li so Elemani; pur fo
-trovato fermenti et vin poco et altre robe; le qual volendole partir
-tra Elemani et fanti ducheschi, tra loro veneno a remor, et ne fo
-morti alcuni. Et sopra venuto el nostro exercito, fo sedato el tutto.
-Et, subito zonto, scrisse li Provedadori in questa terra, come lì in
-campo era do openion. Una dil sig. Governador et altri condutieri
-fo de andarse alozar ne li borgi, et per assedio veder de rehaver
-Novara, facendo el tutto non vi entrasse vittoarie nè soccorso, _unde_
-convegnisse prender partito; et cussì voleva custodir tutti li passi.
-Quella dil Conte de Caiazo et ducheschi era di piantarli le bombarde
-per forza, non si volendo render, con battaia veder di haverla; et
-questa sarebbe stata la miglior via et manco spesa. Item che era
-venuto uno trombeta di Aste in campo, da parte di mons. di Arzenton
-che fo qui ambassador, dimandando salvo condutto de poter venir con 40
-cavalli in campo a veder di conzar le cosse, et che loro Provedadori
-non l'haveano voluto far, benchè el Governador dimostrasse fosse ben
-fatto a farlo, per intender el voler suo. Et zonte quelle lettere a dì
-22 da matina in questa terra, et el corier de le poste disse _publice_
-el nostro campo esser sta rotto et messo di mezo; _unde_, parse molto
-di novo a quelli l'uditeno, et stavano assà sospesi et di malavoia,
-non sapendo la verità. Et poi, lette le lettere, et visto la cossa come
-era, de baruffa de Elemani solamente, fo ordinato subito ditto corrier
-fusse retenuto a ciò havesse nunciatura di tal nuova. Et per li cai
-dil Consejo di X (era questo mese Marin Contarini, Francesco Mocenigo
-et Polo Trivizan kav. da la Dreza) li fo dato cinque strapà de corda,
-per voler intender dove havia inteso questo; et poi fo lassato con
-admonitione più non dovesse dir quello non sapeva, ma portasse _solum_
-le lettere. Et da poi disnar fo chiamato Pregadi, et scritto in campo
-che per niente fusse dato audientia a esso Arzenton, _maxime_ havendo
-visto quello sempre ha operato, sì in la giara dil Taro, _quam_ quando
-era qui orator; et che dovesseno piantar le bombarde, et al tutto veder
-de acelerar l'impresa et rehaver la terra, tuttavia havendo a mente et
-caro la vita di soldati nostri, la qual la Signoria molto amava. Et el
-zorno seguente venne lettere di 21 de Milan, come il campo havia cinto
-di ogni parte l'assedio a Novara, et non havia lassato aperta se non la
-via di monti; et questo fece a ciò venisse Franzesi per darli soccorso,
-li qual da nostri sarebbe stati presi, perchè non potevano venir senza
-esser visti da nostri; et che 'l Duca voleva mandar bombarde in campo;
-et che la Domenega venendo el Luni de notte, fo di 19, in Novara
-era sta visto gran fuogi, judicavano dimandasse soccorso; et che pur
-volendo mons. di Arzenton, zoè il suo messo, risposta da li Provedadori
-dil salvo condutto, _etiam_ da ditti Provedadori questo istesso se
-intese; li quali, non havendo ancora habuto el decreto di la Signoria,
-ma tolseno rispetto uno zorno. Et poi a dì 20 la sera, consultato con
-el Governador, li detteno ditto salvo condutto, et che si ben per loro
-non l'havesseno fatto, el capetanio dil campo duchescho za lo havia
-fatto. Quello di lui seguite, et si venne o non venne, sarà scritto
-di sotto. _Item_, notificava come, per presoni presi di Novara, erano
-certificati esser assà numero de zente, el Duca d'Orliens et el Gran
-Bastardo de Borbon et altri signori assà, et che haveano vittuarie
-per pochi zorni, et non potendo venirvi per niuna via, necessario li
-sarà prender partito: la qual cossa feva per nui. Et a ciò el tutto se
-intenda, qui sarà notado quello fece _summarie_ el nostro exercito, dal
-zorno che zonze fino a dì 28 Luio, come per una lettera venuta di campo
-vidi. Et prima, alozato che fu el campo, el sig. Marchexe de Mantoa,
-governador, con alcuni pochi da poi disnar essendo ussite di la terra
-zerca cavalli 200 per far la sguaita (_la spia_) a nostri sacomani
-andavano disproveduti, et per le guarde discoperti, ditto Marchexe
-andato, fonno a le man con nostri sti Franzesi, dei qual fo morti 4,
-feriti X, et de nostri fo feriti zerca 6, morti do, et do cavalli: et
-Franzesi fuziteno in la terra, et si disfidono per el zorno seguente,
-fo el Marti a dì 20. _Unde_, el campo se messe in arme et cavalcò,
-zerca persone 4000 tra le fanterie el homeni d'arme, verso la terra, et
-ne ussite Franzesi 2000, el forzo era però Sguizari, et fono a le man
-le fanterie, et de ditti fo morti 4, feriti da 30 in 40; de li nostri,
-do morti et zerca X feriti; et scaramuzono un hora. Et el sig. Marchexe
-non intrò in la scaramuxa, ma stette sempre a veder. Et Franzesi fono
-reculati ne li borgi. Et a dì 22, a uno castello mia 8 lontan dil
-campo, dove era zerca 40 cavalli di sacomani franzesi che andava lì
-intorno, da quelli dil castello fono presi e fatto presoni. Et a dì 24
-de matina fo messo a sacco uno castello, chiamato Castellazo, che si
-teniva per franzesi, et dentro ne era da 30 persone, fonno tutte prese.
-Et la sera poi, volendo andar carra 10 in 12 di vittuarie in Novara,
-le qual venia condute per una strada di sopra verso la montagna, et
-havia una grossa scorta de Franzesi, i quali si haviano imboscato, et
-le zente de Paris da Lodron era sta messe do trati di balestra lontan
-di la terra con la sua compagnia, esso Paris di zerca provisionati 800,
-et vedendo ditte vittuarie le preseno et menavale per via per modo
-che ussite fuora la varda de Franzesi, e fono a le man con nostri,
-et recuperò li suoi carri, et menolli pur in la terra; et mandando
-in campo a dimandar soccorso et cri: Armedar! Arme! subito quello si
-messe in arme, ma non fono a hora. Et questo è quanto successe in sti
-zorni. Et a dì 25 ditto zonse in campo el sig. Pandolfo Malatesta de
-Arimano con squadre 12, era a soldo nostro; _etiam_ zonse Zuan Paulo
-di Manfron, el fratello del sig. di Pesaro, et le zente dil Duca di
-Gandia, come dirò di sotto. In Novara era pur carestia; el pan picolo
-se vendeva uno soldo l'uno; vin poco et cussì strami da cavallo, come
-per uno fo preso questi zorni intesene nostri. Et si questi 12 carri
-non intravano, stavano molto mal. Atendevano a fortificar la terra,
-far fossi, repari dentro le mure; et in rocca era assà vittuarie et
-artilarie, et ogni zorno aspettava soccorso di Aste. Et è da saper
-che mons. di Arzenton, _licet_ havesse el salvo condutto, non venne in
-campo, ma fo divulgato andò verso la Franza, o vero per far venir la
-zente o tuor danari, come di sotto più diffusamente scriverò. _Verum
-est,_ che in campo era spetato, et lui non venne, et la cagion non se
-intendeva.
-
-
-_Questo è l'ordene per lo levarsi da Vespola e andar a conjungersi con
-l'altro campo verso Novara, fato a dì 18 Luio 1495._
-
-Primo li guastadori.
-
-Dom. Piero Duodo, provedador, con li stratioti di Levante.
-
-Tutti li altri cavalli lezieri italiani.
-
-La persona de lo Illustrissimo sig. conte de Caiazo.
-
-El squadron de li alozamenti.
-
-Le fanterie con tutti colonelli, nel modo parerà a misier Jacomazo,
-de' quali è antiguardo missier Nicolò da Savorgnano, oltra li Todeschi,
-quali andaranno inanzi.
-
-
-_Zente d'arme._
-
-El colonello del sig. Antonio da Montefeltro, et conte Zuan Francesco
-de Gambara.
-
-El colonello dil conte Bernardin Fortebrazo, et di Domino Marco da
-Martinengo.
-
-El colonello de Domino Thadeo di la Motella, et domino Alexandro
-Coglione.
-
-El colonello dil conte Carlo di Pian de Meleto, et domino Talian da
-Carpi.
-
-El colonello dil sig. conte di Caiazo, et di domino Hanibal Bentivojo.
-
-El colonello de lo illustre sig. Marchexe, al qual tocca el retroguardo
-de ditte squadre per le artilarie con 200 fanti dil prefato Marchexe.
-
-Li cavalli a man manca caminando con la zente d'arme ch'è li capi de li
-colonelli, elezeno uno condutiero per cadauno, et lo mandino per tempo
-con el sig. conte di Petigliano et sig. conte de Caiazo, per partire lo
-alozamento. _Item_, che ogni uno facia che li sacomani vadino nel suo
-colonello, et si sarà trovati fuora alcuno, sarà apicato etc.
-
-
-_Ordine de le factione hanno a fare partitamente li marascalchi dil
-campo._
-
-Primo che missier Marco da Martinengo et el conte Johanne Francesco de
-Gambara habino cura di mettere et ordinare le guarde, vedete, scolte
-et scorte, con tutte le altre factione dil campo secondo acaderà a la
-giornata, havendo intelligentia con la....
-
-Che missier Febus et el conte Alvise Avogaro e missier Carlo de li
-Tagiati pigliano cura di le vittuarie, e provedano che non siano
-impedite, anzi prestino favore et aiuto a chi ne condurà, a ciò che 'l
-campo resti abondante.
-
-Che missier Tuzo et Aloisio de San Nazaro stiano a la cura de cariazi,
-et per camino provedino che si vadi con l'hordine statuito, drizando
-simelmente le artilarie al loco suo.
-
-Che Zuliano de Cotignola habi cura continuata de li guastadori, et de
-far far le spianate, tante nel cavalcar come ne li alozamenti et dove
-bisognasse.
-
-_Item_, che ancora che li ditti marascalchi siano deputati a la
-factione partitamente, come di sopra, si debbano però in tutte le
-altre cosse varie et operare et atendere insieme, et ad ogni volta che
-chiunque di loro si trovano uniti possano dar sententia et determinare
-ogni cossa di qual sorta si voglia, pertinente a l'oficio suo.
-
-
-_Exemplum cuiusdam literae Alexandri Benedicti Veronensis, physici in
-castris._
-
-In castrorum tumultu sumus, tumultuarias accipies literas meas,
-passus.... prope Novariam sumus, geminaque castra locata sunt, in
-quibus XL.ta milia hominum firmata sunt. Novarienses auxilia a rege
-expectant; ille Aste fixit castra; tormenta maxima huc mittuntur
-pro.... oppugnatione, circa Urbem.... non constituunt: in dies res
-protrahitur, magna Venetorum impensa. At Ludovicus Mediolani Dux
-consulto id facit; qui capta urbe, Venetos domum reverti dubitat,
-Gallorumque regem redditurum. De Venetis militibus hic pauca subjungam.
-
-Petrus Duodus, militum levis armaturae Dux, magna potitus est.... V.m
-aureorum, nequiter inter stratiotas divisa. Aloysius Valaressus acriter
-pugnavit, ab omnibus laudatur, sine praeda est totus miles... Grittius
-in agmine erat juxta castra, cui pugnare non contigit. In commentariis
-historiam redegimus, quam expectabis. Vale. Ex castris venetis et
-sociorum, die 22 Julii 1495.
-
-
-Non voglio restar da scriver come fo divulgato, che 'l Re de Franza,
-essendo za securatosi et fugito, _ut ita dicam_, de Italia, a quelli
-soi che nel fatto d'arme ben se portò a Gierola da poi a chi donò 1000
-scudi, a chi 500, a chi possessione, a chi gratie. Et come fo ditto,
-el fiol dil Duca de Ferrara, don Ferante era con lui, li concesse
-privilegio de Duca de Melfi. Et è da saper che ditto Duca de Ferrara
-advisò esso Re, essendo per discender li monti al Taro, de 3 cosse, le
-qual fo causa che ditto Re si apizasse con le zente nostre et venisse
-di longo a passar: primo che la Signoria nostra non havia tante zente
-come era la fama, et, si ben fusse, non sariano preste; secondo, che
-Italiani haveano poco animo, et non poriano resister a le forze de
-Franzesi; tertio, che nostri in campo non haviano libertà de investir
-nè apizarse, et che questa era l'opinione di la Signoria; di le qual
-cosse tutte andò fallite.
-
-Ancora voglio scriver, come partito el nostro exercito da Gierola, in
-campo fo amazà Lorenzo Avogaro, zentihomo nostro et cittadino di Brexa,
-era lì in campo franzese, et venuto nel nostro per adatar el conte
-de Petigliano, et fo incolpò di.... et vero. Lo amazò do fratelli,
-_videlicet_ Hannibal et Zuan Antonio Del Denedo.
-
-A dì 19 Luio zonse lettere di Roma, a dì 16, come el Pontifice era
-molto alegro di la gran vittoria havia inteso esser stata, benchè
-molti scrivesse in Corte al contrario, _maxime_ Fiorentini, come
-ho ditto; et che di le cosse successe a Napoli, esso orator nostro
-non havia alcuna cossa, ma ben havia mandà tre messi, parte per mar
-et parte per terra a Napoli, con lettere a Lunardo di Anselmi et ad
-altri, per inquerir alcuna nuova; _tamen_ ancor non erano tornati.
-Et che 'l cardinal Orsini li havia mostrato lettere, et _etiam_ a la
-Santità del Pontifice, come mons. di Belcher era intrato con li altri
-in Castelnuovo, sì che non fu vero che Ferandino l'havesse ne le mano,
-come fo ditto; et che sperava di brieve Ferandino haria li castelli.
-_Item_, che 'l signor Prospero Colonna era andato a Napoli per veder
-de assestar le cosse, et voleva esser in amicitia con Ferandino
-preditto, el qual se ritrovava in Napoli in Castel de Capuana, et che
-se divulgava voleva mandar tre ambassadori, uno al Pontifice, l'altro
-a questa Signoria, et el terzo a Milan; et che molti lochi dil Reame
-_voluntarie_ erano venuti sotto soa Majestà et caxa di Ragona, non
-però le terre grosse. Et quei de San Zermano, volendo per suo Re esso
-Ferando et non più el Re de Franza, li habitanti si erano levati in
-arme et pigliato el capetanio era lì a quel passo, franzese, et quello
-fece squartar in obrobrio de Franzesi et exaltation di Aragonesi; et
-che fino do zorni a la più longa ritorneria li messi mandati a Napoli,
-per li qual _copiose_ l'ambassador nostro preditto sarà advisato dil
-tutto. _Item_, che 'l reverendissimo Cardinal de Medici era tornato
-in Roma, et dimostrava non voler cussì questa rotta, _tamen_ Romani la
-credevano. Et poi a dì 24 ditto zonse altre lettere pur di Roma, date
-a dì 20, per le qual la Signoria fo advisata di molte cosse di Napoli;
-_tamen_ che ancora non havia hauto risposta di sue lettere. Ritornati
-li tre messi mandati qui, _vehementer_ se meravigliava, ma che havia
-hauto una lettera di 14 dil Ferandino, data in Castel de Capuana,
-drizata a esso Hyeronimo Zorzi, orator nostro, per la qual li advisava
-Soa Majestà come havia reabuto _pacifice_ quasi tutta la Puia, tranne
-Barletta et Manferdonia, nominando fra le altre città. _Item_, Terra
-di Lavoro, Salerno et S. Severino in la Calavria, et altri luogi; et
-che ogni zorno veniva syndici de diverse terre a darse et ritornar
-sotto di lui, zurandoli di novo homazo, et che sperava di brieve haver
-el Castelnuovo, nel qual era mons. di Mompensier et el Principe di
-Salerno con altri, et che ditto castello bombardava la terra, facendo
-molti danni. Si ralegrava di la vittoria habuta la nostra Signoria
-contra el Re de Franza. Et come da poi per altre lettere se intese, in
-Napoli fece gran feste de fuoghi per la terra per tutte le strade, li
-qual durava tutta la notte, _tamen_ quelli de li Castelli non sapevano
-la causa di questi fuogi, et credeva facesseno per esser ritornato il
-loro primo Re. Et tal rota a Napoli se intese a dì 2; ergo in cinque
-zorni l'ebbeno, che fo molto veloce et prestissimo; et la copia di
-ditta lettera mandò a la Signoria. Et ancora el so ambassador andò a la
-Signoria con grande alegrezza, et a molti patricii mostrava una poliza,
-diceva haver habuta dal suo Re don Ferando, de li lochi et terre
-reaquistate; la qual sarà qui sotto notada. Et esso Re medemo scrisse
-una lettera in questa terra, data in Castel di Capuana, a dì.... de
-l'istante, dagando al Principe dil Padre colentissimo, ringratiando
-molto la Ill.ma Signoria, però che, mediante quella, era ritornato
-nel Stato, et sperava haver li castelli, et recuperar tutto el Regno
-perso; et notificò el modo era intrato. La qual lettera era in carta
-pergamina, bollata _tamen_ di cera; et il suo orator la presentò: la
-qual qui sarà notada, et fo letta in consejo de Pregadi a dì 25 Luio
-con grande piacer de tutti.
-
-
-_Lista de le terre rendute a la Majestà dil re don Ferando di Aragona,
-da poi esser intrato in Napoli._
-
-Lo Ducato de Melfi, Capua, Aversa, Calbi, Carinolla, Sexa, La torre
-di Monte dragon, Castel a mar de Vulturno, La torre de Franco luxe,
-Teramo, S. Zermano con tutte le terre di la Badia, Murgliano, Nolla,
-La Sora, La Tripolda, Avellino et altri castelli vicini, Sarno, La
-torre del Greco, Carigiano, Castelamar de Stabia, Rico, Sorento, Masa,
-Salerno, Nocera dil Pagano, La cava, Montoro, tutto lo contà de Conza,
-Troya, Fogia, Nocera di Puia. In Puia, Manferdonia, Barleta, Trani,
-Bisignan, Molfetta, Juvenazo, Barri, Molla, Pulignan (non era vero),
-Leze, el contà de Venoxa, el contà de C...., el contà de P...., el
-contà de Spoleti, el contà de Matalon, Puozuoli, Carpi.
-
-Et inteso questo prosperar de nostri, per varie opinione erano nel
-Senato, _tandem_ a dì soprascritto preseno di far uno orator a Napoli
-a ditto re Ferandino, per dimostrar cussì come erano contenti di
-ogni sua allegreza et recuperation dil Reame; cussì ancora farli noto
-quello Venetiani havia operato in ogni tempo con el Re de Franza, et
-zerchato sempre de conzar le cosse in Italia. Et el zorno driedo, fo
-25 Luio, venne pur lettere di Roma di 21, però che l'orator nostro
-era vigilantissimo in scriver et advisar il tutto, _adeo_ tutti lo
-laudava summamente. Et si have lettere di Lunardo Anselmi, consolo a
-Napoli nostro, di 12 et 13, la continentia di le qual, per scriver la
-verità di ogni cossa, havendo quella, _autentice_ qui sarà scritto,
-et _maxime_ di quelle di 17, per le qual esso consolo narra el tutto
-assà copioso. Et prima, come per lettere di 12 di Roma, di l'ambassador
-nostro, havia inteso la rotta seguita a Fornovo, et felice successo
-de nostri a Novara, et che a dì 15 ricevette ditte lettere. Le qual
-habute, subito andò in Castel di Capuana a trovar el Re, el qual havia
-per lettere dil cardinal Ascanio inteso quasi questo, et era li soi dil
-Consejo reduti, zoè el Conte de Brienze, el Conte de Matalone, el Conte
-de maridiano, el Marchese de Pescara, el Conte de Muro, domino Marino
-Branchatio, domino Andrea de Genaro et Theodoro Tranlci et altri, et li
-lexe ditte lettere, le qual molto a Soa Majestà piaque, atribuendo gran
-laude a questa Signoria liberatrice de Italia. Et disputato qual camino
-potesse far el Re de Franza per liberarse, et concluseno deliberavano
-intender el successo. Et richiese ditte copie di le lettere di campo
-per farle exemplar, et mandar a la Serenissima Regina in Cicilia, et
-allo Illustrissimo Prencipe de Altemura, et cussì gele dette. Et el
-zorno avanti, havendo habuto queste bone nuove, esso Re a mezo zorno
-cavalcò a la Nonciata a referir gratie a l'altissimo Dio, et fece far
-fuogi per tutta la terra, che a pena se poteva passar per le strade
-mentre duravano. Et poi la mattina a dì 17 fo a San Domenego a messa
-al Crucefixo molto divotamente. _Item_, che a dì 16 de matina fo certa
-scaramuza a li repari, che alcuni Franzesi erano venuti fuora et altri
-erano descesi sul molo di alcune galie, per pigliar una torre; quali
-con le artilarie di la terra furono scaziati, con morte di 16 di loro
-a li repari; pur fo qualche danno, et più fu una ferita ebbe el Conte
-de Monte Odorisso nel zenochio, loco assà pericoloso: era persona
-notabile, et _maxime_ nel exercitio militare. _Item_, come in quel
-zorno aspettavano dovesse zonzer el sig. Prospero Colonna, et el Re
-li fece preparar stancie in Castel de Capuana a presso a lui, et che
-si divulgava saria dacordo _etiam_ el Prencipe de Bisignano, mediante
-ditto Colonna ch'è suo parente. _Item_, tutte le terre di la Puja se
-erano rendute al re Ferando, et che Soa Majestà usa ogni liberalità et
-munificentia, et quelli li erano rebelli et contrarij sono deventati
-devoti et fedeli, et che 'l conte da Liano et Joanne Paulo da la Maura,
-fugiano a Benivento, et fonno presi et menati da Soa Majestà, et liberò
-et perdonoli. _Item_, che 'l sig. Zuan Francesco di Gonzaga con la
-moglie et figlioli, che come ho scritto, andò a Napoli a trovar el
-Re de Franza, el zorno quando zonse l'armada de Ferandino di Napoli,
-fugite a la sera; et esso Re li mandò a dir liberamente venisse, et
-venne, et quello molto acarezò; el qual die ritornar a Mantoa, andando
-in Puja, poi per mar in questa terra. Et che nel castello se ritrovava
-el Conte de Conza, per causa dil Prencipe di Salerno, et el Re li havia
-perdonato; niente di meno volse suo fiul governasse el Stado; et per
-questo voleva ditto Conte ussir di castello, ma non fo lassato. Et come
-dice un'altra lettera di Hyeronimo Rengandori fiorentin, data a dì 18
-Luio pur in Napoli, dirizata al nostro orator a Roma, che per lettere
-di 15 de lì, de Piero de Medici, haviano inteso la verità di la rota,
-la qual sarà causa di redure a devotion di quel Re el resto dil Reame,
-come el prencipio processe da la pigliata de Monopoli per la nostra
-armata; la qual cossa inanimò ciascun a convocar Ferandino senza paura;
-et cussì ritornò in Napoli. Et che quello Regno e tutta Italia, con la
-sapientia, prodentia et gajardi provedimenti di questa Signoria è stata
-redempta, et trata di mano di barbari, zente superba et insolente.
-_Item_, che in Terra di Lavoro manca solo a reacquistar lo castello de
-Salerno; el qual era forte et fornito per alcun mexe. Tutta la Puja
-si havia dato, se non il Monte di Santo Anzolo et Taranto. In Abruzo
-si teniva Ortona, Civita di Chieti, Sermona et l'Aquila. In Calavria
-era mons. di Obegnì, Vicerè, con 1000 sguizari et 200 homeni d'arme
-amalato. El Prencipe di Bisignano, el conte de Meleto, et de Capazo si
-sperava di redur con Ferandino, et che 'l Conte de Capazo havia mandà
-a dir al Re, quello si farà per li altri di caxa Severina lui _etiam_
-seguirà. Et el Re preditto ha mandato el conte de Matalon con 100
-homeni d'arme, et dize sarà n. 2000 fanti in Calavria.
-
-_Item_, che li castelli assiduamente salutavano con le artilarie
-Napolitani, senza _tamen_ far danno fin qui; et hanno assà vittuarie de
-megli, et risi _maxime_; et l'armata franzese di barze do, galiaze do,
-et altri legni fino a la summa di 16, stava tra li do castelli distesa,
-mia..., con vento a proposito, facilmente se bruserebbe; et che fra
-tre zorni si dovea combatter et che l'armada dil re Ferandino nominata
-di sopra era lì dintorno et che quella notte era intrati do bragantini
-franzesi venivano di Hostia in ditta armata. Et che nostri, zoè el
-Re, pativa assà per non haver bombarde grosse, et quelle havea era
-poche; et el Re fece intender ne li castelli la rota e la fuga dil Re,
-offerendose de far passar do o tre di loro fino a Pisa ad accertarsi
-di questo. Ma loro mostrano poco stimarlo, et che Capua, Aversa et
-Nola li haviano portato a Ferandino danari, et menate zente d'arme
-et fanterie; el simel li baroni, et lo Duca de Traieto, le università
-convecine, et molti mercadanti et cittadini con danari; et el populo
-donò al Re ducati X milia. _Item_, quelli che non haviano consignato al
-Re de Franza el rescosso, consignò al presente a questo Re; in somma
-havia habuto zerca ducati 50 milia; molti monasterij li havea portati
-arzenti, perchè se ne servisse, et non li volse pigliare; et che 'l
-Re usa ogni umanità, piacevolezza, liberalità et gratiosità con ogni
-uno; parlando a tutti, nè niuno si partiva di Soa Majestà scontento; nè
-volse intender alcuna offesa, nè che li fusse parlato di vendetta, per
-bonazarse li populi. Et che, come ho scritto, el Conte da Liano, Jo.
-Paulo da la Maura et Troiano Gentil a Soa Majestà ribelli, confiscato
-el suo et condenati a morte, fogendo, fono presi a Forsolana, et
-Soa Majestà li fece liberar, et perdonò, et li confirmò ne li Stadi
-loro: cossa assà notabile, et che non se havia provisto ancora a la
-ordination di la justitia, nè ordination dil Regno, aspettando il
-Principe di Altemura, o vero non li paresse ancor tempo; et che in quel
-zorno era zonto el Sig. Prospero Colonna, ricevuto con molta festa dal
-Re. Et questo basti, quanto a ditte lettere. Et a dì 17 ditto, esso re
-Ferandino succedeva prosperamente, sì come ho qui scritto.
-
-Et inteso tutte queste nuove per nostri, consultando _quid faciendum_,
-scrisseno al Pontifice erano di opinione che Soa Santità come capo di
-la Christianità, et havia quel Regno per suo et li dava censo, dovesse
-mandarli zente, zoè li 400 homeni d'arme Soa Santità dicea haver, a
-ciò esso Ferandino fusse soccorso mediante la lega; et che poi che 'l
-sig. di Pesaro non poteva venir in campo a Novara, et voleva mandar
-suo fratello, saria el meglio la sua persona a Napoli vi andasse con
-queste zente. Et haveano za a dì 25 eletto nostri ambassador a Napoli
-Nicolò Michiel, dottor et kav., era venuto capetaneo de Brexa el qual
-del 1493 fu orator a Napoli a re Ferdinando vechio, et da lui nel so
-partir ricevette la militia; ma per la età, et esservi stato in tal
-legation si excusò, et fu acceptata la soa scusa. Et a dì 27 ditto
-fo eletto uno altro, Polo Capello kav., era stato ambassador l'anno
-passato in Ungaria ad allegrarsi dil regno a re Ladislao di Boemia,
-insieme con Marco Lando, dottor et kav., da el qual Re fonno decorati
-di la cavalaria et _libentissime_ accettò. _Tamen_ non andò, mentre fo
-compito quasi questa impresa, zoè l'opera mia, come dirò da poi.
-
-A dì 26 Luio venne lettere di Trane di 15, non però drizate a la
-Signoria, narava come el nostro capetanio zeneral con l'armata era
-ancora a Monopoli, et havia mandato Francesco Valier, soracomito, con
-una altra galia per quelle terre di la Puia a marina, a dir dovesseno
-render, non aspettando l'armata, zoè a quelle si teniva per Franza;
-et che a dì 7 venuto lì a Trane, quelli cittadini essendo di varie
-oppinione, però che 'l populo si harebbe dato, visto le gran promesse
-li era fatte et la bona compagnia si faceva a Monopolitani, ma li
-zentilhemeni non volevano, fino non intendeva il successo di caxa
-Aragona. Et è da saper che in questa terra, sì come ho scritto nel
-secondo libro, Venetiani hanno certe jurisditioni, ottenute da re
-Lanzilao, et cussì si observa di levar el stendardo di San Marco ogni
-festa, per mezo la chiesia di San Marco et dil palazzo dil capitano
-et altre. Hor _conclusive_, questi di Trane risposeno al preditto
-sopracomito andasse a Manferdonia, poi ritornasse, che li saria dato
-risposta. Et in questo _interim_ venne la nova in Puia come Ferando
-era intrato in Napoli, et amazato assà Franzesi, sì che Barletta fo
-la prima levasse le insegne aragonese. Et a dì 9 _etiam_ Trane levò,
-fazando feste etc., et mandono a Napoli a zurar fedeltà et omazo; et
-ancora Molfetta, Manferdonia, Bestize, con tutte altre terre di marina
-fece questo medemo, da Monopoli et Poligniano in fuora, che si tene per
-San Marco. _Tamen_ che alcune rocche come quella di Bari et di altri
-luogi, non si havea voluto dar, et si teniva per il Re di Franza, ne le
-qual era Franzesi, ma che volevano aspettar uno di caxa di Aragona, che
-venisse et li presenterebbe le chiave. Et è da saper, si la Signoria
-nostra havesse voluto usar più celerità, et fusse stada cupida di
-acquistar Stado, senza dubbio acquistono tutta la Puia, perchè tutti
-bramavano Venitiani, et non volevano star più sotto Franzesi, et
-aspettaveno de zorno in zorno l'armada nostra, la qual steva a Brandizo
-senza far nulla; sì che si puol veder la bona volontà de Venetiani in
-voler spender per liberation de Italia, et non se curar de tuor altro
-Stado di altri, ma ben conservar il suo, che è assà et bellissimo sì da
-mar come da terra. Dil capetanio nostro Antonio Grimani, da 8 dil mexe
-in qua, non si have alcuna lettera fin questo zorno; et se intendeva
-havea mandà per Bortholomio Zorzi, provedador di l'armada, era con
-galie 6 a custodia di l'Arzipielago, dir venisse da lui, non essendo
-più paura per questo anno di l'armada turchescha. _Item_, mandò a Corfù
-a tuor zente per augumento di l'armada.
-
-Adoncha, concludendo, re Ferando prosperava et reaquistava el suo
-regno; et a tutti perdonava, dicendo: Io son Ferando; et si havete
-sig. Baroni fatto alcuna inzuria o rebellion al Re mio padre o mio
-avo, non l'havete fatta a me, et vi perdono. Et volendo perdonar al
-Principe di Salerno, era in Castello con Franzesi a Napoli, in questi
-zorni li mandò a dir venisse a lui, che li perdonava ogni offesa. El
-qual rispose era Anzuino et volea morir al servizio dil Re di Franza.
-Et vedendo nostri el so felice successo, risposeno a la lettere di Soa
-Maestà _sapientissime_, con parole di gran conforto, congratulandose
-del so felice ingresso, sperando di rallegrarsi di l'aquisto di tutto
-el regno, et come per soa exaltazione li aveano eletto Paulo Capello
-kav. ambassador a Soa Majestà, el qual presto lo manderebbe, et
-conferirà con Soa Majestà el tutto.
-
-
-_Remuneratione fatte a molti benemeriti di la Signoria per le
-operationi fatte al Taro._
-
-Parendo a li Savij di Collegio et a quelli che governano la Republica
-Veneta, non esser cosa più degna et laudabele in uno Stato quanto
-premiar quelli che nelle cose opportune si adopera, _non solum_
-dimostrando bon voler et vera fede, ma ancora meteno la propria vita
-per la salute dil Stato di quelli da li qual hanno stipendio; et
-conciosiachè in questa battaglia fatta a Fornovo su la giara dil Taro
-contra il Re di Franza, molti si portò valentissimamente, mediante
-de li quali seguite la fuga de Franzesi, non havendo stimato la vita
-per questa Signoria; et havendo inteso li principal nostri morti, et
-_etiam_ quelhoro vivi fedelissimi, deliberono remeritarli con queste
-provisioni saranno notade qui sotto. Et cussì, a dì 24 Luio, nel
-Consejo di Pregadi fecero tutti questi decreti, et prima:
-
-Conoscendo la fede de lo ill.mo sier Francesco de Gonzaga, marchese
-de Mantoa, Governador dil nostro exercito, et non havia ancora habuto
-el baston et stendardo, et _strenue_ si havea portato in questa
-impresa, et per remunerarlo, _licet_ fusse d'anni 28 et non più in
-altra battaglia experimentado, fo eletto Capetanio zeneral nostro da
-terra di tutte le zente sì da piè come da cavallo, et mandarli con
-grandissimo triumpho infino in campo el baston et stendardo: et per
-Piero Marcello et Zorzi Emo, eletti a questo oratori, fonno mandati,
-come dirò di sotto. _Item_, che l'habia tutta la conduta l'ha, et più
-quella di suo barba sig. Redolfo morto..... _Item_, ogni anno, per el
-suo fratello, li sia dato ducati 2000, et per il fratello di madona
-Ixabella soa mujer ducati 1000 ogni anno; et che di presente li sia
-dato ducati X milia d'oro de contanti, mandati fino in campo. Questo
-fo assà presente, et da esser stimato. Era in questa terra do soi
-oratori, venuti a inchinarsi a la Signoria, zoè dom. Phebus di Gonzaga
-suo cusino, et l'altro Zorzi Brognolo, era venuto per star fermo de
-qui; ancora uno Zuam Carlo, suo secretario: et in questa sera feceno
-assà fuogi et feste a la soa caxa; et la mattina andono in Collegio a
-referir gratie, et in questa sera medema li fo scritto.
-
-Ancora, havendo ne li zorni superiori la Signoria ricevuto una lettera
-sapientissima di madona Catharina relitta dil sig. Redolfo di Gonzaga
-morto da Franzesi, et letta in Pregadi, la qual fece quasi tutti
-lacrimar, et era di questo tenor: Serenissimo Principe et Excelsa
-Signoria. Heri mi fo portato el corpo del sig. Redolpho mio dolcissimo
-consorte, la morte dil qual mi fo di amarissimo dolor, el qual m'ha
-lassà cinque figlioli, 3 femene e do maschij, li qual haveria mandati a
-far uno presente a la Vostra Serenità come servi, ma per esser quelli
-in tenera età gli nutrirò a nome di quella come suo schiavij, et come
-i serà in età perfetta, i manderò a donar a la Signoria Vostra, a la
-qual i racomando insieme con la povera madre, e prego V. S. si degni
-dar risposta a l'aflitta madre. In modo che, come ho ditto tutto el
-Pregadi si commosse, et preseno, sì come la richiese, prima di tuor li
-soi castelli in protetione et dar a lei con li figlioli di provisione
-a l'anno in vita ducati 1000 d'oro, et mandar tre sue fiole a spexe di
-la Signoria nostra, quando saranno a età legiptima, condecentemente.
-_Item_, a li do filioli promettono di dar a tempo saranno _etiam_
-in etade, la conduta havea il padre; la qual al presente ha el sig.
-Marchexe di Mantova loro cusino.
-
-Et essendo morto quel strenuissimo sig. Ranuzo dil Farnese, preseno
-di dar la sua condutta di cavalli 600, zoè a uno suo fiul ha anni
-14, cavalli 200, et ad uno altro di manco età altri cavalli 200,
-come havia il padre; _licet_ in questa guerra havesse 200 in più: la
-qual condutta, fino saranno atti a governarla et ad età perfetta, sia
-governata per uno che parerà a la Signoria nostra. Item, che habbino
-de provisione a l'anno con le sorelle ducati 400; et le ditte _etiam_
-siano maridate _juxta_ el so grado de li danar di la Signoria, quando
-saranno a la etade. Et el conte Bernardino Fortebrazo, condutier
-nostro, el qual era ancora a Parma in caxa di Don Andrea Baiardo, uno
-dei primi di quella città et si miedegava, et oltra li altri medici
-andò a la sua cura, per la Signoria nostra li fo mandato maistro
-Andrea Morandino cyroycho excellentissimo sta a Padoa, et _etiam_
-di qui uno maistro Zuam de Tristan da Verona, pur cyroycho; el qual
-lui lo richiese. Et per saper el tutto, come per una lettera soa
-scritta da poi megliorato assà. A dì 20 Luio in questa terra a Piero
-Marcello, fo di Jacomo Antonio kav. fiul, la qual ho _etiam_ letta,
-come successe esso Conte in la battaglia, et la substantia sarà qui
-posta. Primo come lui non era di openione de apizar el fatto d'arme,
-ma voleva lassarli muover et loro stessi se rompevano; ma deliberato
-el sig. Marchexe di dar dentro primo, a lui tocò el secondo colonello,
-et el tertio al conte di Chaiazo; et assaltato ogni uno li nemici al
-luoco suo, procedevano a l'impresa. Et esso Conte armato, sopra el
-so cavallo combattendo, molti messe al basso. Et poi lo assaltò uno
-kavalier con sopravesta su le arme de veludo negro e d'oro a falde,
-et steteno un pezo a le man; _tamen_, ferito, si rese a lui et detoli
-el stocho suo, el qual messe a la cadenella de l'arzone; et _demum_ ne
-prese uno altro, et _successive_ in un momento 4, computà do kavalieri
-boni baroni, con catene al collo, et havia 4 stochi di nemici a un
-tratto a l'arzone. Et tuttavia andava combattendo verso el stendardo,
-con openion, si era seguitato, di haverlo o tutto o parte. Et zonto
-lì, lo afrontò uno gran maestro, et fonno a le man; et al suo cridar
-era saltato ditto conte da altri 4 kavalieri, et li presoni havia
-si mosse contra di lui, salvo uno; _tandem_ combattè contra 8, et in
-fine have una bota di aceta in la tempia, un'altra in su la copa pur
-d'aceta et lo stornite; poi una lanza restata in la schiena, et cussì
-tramortito fo gittato da cavallo a terra, et li deteno 12 ferite,
-7 su la testa, 3 in la gola, et do in le spalle; et si non havea el
-gorzerino doppio sotto l'elmo, le ferite in la gola l'harebbe morto;
-ma non lo penetrono: _tamen_ li dette passion, _adeo_ non poteva
-ingiotir l'aqua. Et cussì, habuto 12 ferite, Franzesi lo lassono per
-morto, abbandonato da tutti, dil so colonello, et fo conculcato da
-cavalli. Ma uno suo regazo lo strassinò in uno fosso, et il suo ragazo
-za era sta morto, che lo serviva a combatter, et tuttavia pioveva.
-Cessato il fatto d'arme fo per uno de li soi portato in campo a lo
-alozamento, et visitato da li Provedadori, et per essere in extremità
-li fo ricomandato l'anima; poi fo portato a Parma, et li medici de
-lì non se curavano medicar tal ferite, dicendo non era speranza. Et
-Alexandro, so cancellier, mandò a Bologna per medici, et li fo levato
-tre pezzi d'osso di la testa, in modo restò scoperto tanto cervello
-come uno fondi di bona tazza, per haver fatto di tre feride una sola;
-poi zonse la soa donna et lettere di la Signoria che molto lo rallegrò,
-et _etiam_ maistro Andrea Morandin; _adeo_ comenzò a star meglio, et
-in pochi zorni varite. Et el sig. Galeoto di la Mirandula, comissario
-de lì dil Duca, do volte lo andò a visitar, offerendoli per nome dil
-Duca etc. Et cussì la Signoria mandò per lui, et zonse in questa terra
-a dì primo Avosto, non però al tutto compito da varir; et fo medicato,
-mandatoli danari per la Signoria; et alcuni Savij di Collegio, _nomine
-Dominij_, lo andò a visitar, confortandolo etc., _adeo_ in brevissimo
-tempo varite, et andò molto alegramente in Collegio, et tutta la terra
-have piacer di la sua salute per la sua fideltà. Adoncha, a questo
-conte Bernardin el qual havia 460 cavalli, li fo cressuto di condutta
-fino a summa di mille, et dato di provvisione a l'anno ducati 500 per
-la sua persona. Et a uno fiul fo di Vincenzo Corso morto _ut supra_,
-li fo dato el resto di la condotta che erano rimasti vivi degli homeni
-d'arme dil padre; el qual havia 200 cavalli, et mandar le so fie, et
-dar ducati 400 per dota; le qual non havendo madre, siano messe ad
-habitar in uno monasterio qual parerà, et habi ducati 40 per farsi le
-spexe.
-
-Ancora Alexandro Beraldo patavino virilissimamente morto, fo conferito
-la sua condotta di cavalli 100 a uno suo fradello chiamato Francesco,
-et _etiam_ confirmatoli la provision havia _annuatim_ a la camera de
-Padoa, de ducati 8 al mexe, per haverse _alias_ questo Alexandro in
-Roverè a la guerra di Thodeschi ben portato. _Unde_ li fo dato ditta
-provisione.
-
-A Ruberto di Strozi fiorentino foraussito, fo dato la sua condutta a
-uno suo fradello si ritrovava _etiam_ ferito da franzesi a Ferrara;
-el qual scrisse a la signoria una lettera dicendo voleva morir come
-el fradello per quella. Et per questo, a ciò si restaurasse per Zuam
-Francesco Pasqualigo dottor, kav., vicedomino a Ferrara, li fo fatto
-dar ducati 100 d'oro.
-
-A la muger de uno Zuan Bianco era contestabele, morto _ut supra, tamen_
-era saracino valentissimo, li fo dato una caxa in la cittadella di
-Verona, dove potesse habitar, et ducati 6 mese in vita suo.
-
-A Nicolò da Nona fidelissimo nostro, havendosi operato _strenue_ et
-non ateso tuor cariazi come li Stratioti, questo havia ducati 20 di
-provisione al mexe a la camara di Zara, che _de coetero_ habi ducati 25
-al mexe et 30 in tempo di guerra, et cavalli 100, et in tempo de pace
-tegnir cavalli 25.
-
-Et oltra di questo fo scritto a li Provedadori in campo, et mandato
-queste provisione date, et che proclamano, che per questo la Signoria
-non si dimentica de li vivi restati che si hanno ben portato contra
-Franzesi; et che la volontà di la Signoria è di remeritar tutti ai
-benemeriti, et che hanno fatto questo quanto per la informatione
-habuta, et a li morti tanto; et che tutti debbino vigilar in portarsi
-bene etc. Et scrisseno al sig. Marchexe capetanio zeneral, et il titolo
-di la mansione e qui posto: _Illustri et Potenti Domino Francisco
-Gonzaga Marchioni Mantuae et omnium nostrorum gentium armigerarum
-Capitaneo Generali filio nostro carissimo._
-
-Ancora in ditto zorno fo premiato li heredi et muger di Piero Bembo
-patricio nostro, morto Soracomito da le artilarie de i nemici a la
-battaglia de Monopoli in Puia: fo preso che uno suo fiul habi a l'anno
-in vita soa ducati 120 da l'ofitio dil Sal per spexe de viver. Item,
-maridar do so fie quando saranno in età perfetta, et darli de li danari
-di la Signoria ducati 2000 per una; et do altre fie voleno andar
-munege, ducati 200 per una al suo munegar; et un'altra vestita nel
-monasterio di Santa Maria de le Vergene li sia dato a tempo di la soa
-sagra, per la festa ducati 50, et cussì fonno date queste provisione.
-
-
-_Seguito ne li campi di Novara fino a dì primo Avosto 1495._
-
-El nostro campo in questo mezo alozato a Castel Tigliano, dove stava
-li Provedadori, el resto a la campagna; et erano vicini mia... a
-Novara, et stavano su pratiche de moversi, per non esser in loco sicuro
-alozato. Et li ducheschi zerchava molto di tuor le fanterie dil ditto,
-et non bastava. Zonto che fo lì ditto nostro campo, volseno 500 fanti
-per mandar in Alexandria di la Paia, poi fanti per mandar a Tortona,
-poi altri 500 per custodia di uno castello di la Duchessa di Savoia
-haveano preso, chiamato Castellazzo, come ho scritto avanti; et a dì
-26 Luio dimandono fanti 1000 et cavalli 300 per mandar a custodia di
-uno passo, et li fono dati. Et Marchiò Trivixan, provedador, volea
-poner fine a l'impresa et dar el guasto a Novara; ma loro non volseno.
-La causa non se intendeva; imo intendendo nostri che in molti lochi
-vicini erano robe de inimici in salvo, non volseno consentir che le se
-tolesse, et dicevano voleva haverla più presto fatta che disfatta la
-terra; però non erano di opinione di piantarli le bombarde, le qual
-non erano però lì, ma dicevano di ozi in domane die zonzer, nè il
-guasto consentì fusse dato per non disfar el paese, ma haveano piacer
-di tenir el nostro campo ivi. Et a dì 26 ditto fo mandato Francesco
-Grosso, capetanio di la cittadella de Verona, nominato di sopra, con
-molti cavalli et fanti per expugnar uno loco chiamato Brionza, lontan
-dal campo mia 6, di la Duchessa di Savoia; et zonti haveno la terra,
-ma la rocca si tenne, et voleva pati. Mons. di Arzenton have el salvo
-conduto, et non venne in campo; et fo divulgato era andato in Franza.
-Et a dì 27 da matina li nostri Provedadori, ricevuto lettere di la
-Signoria dil crear dil capetanio zeneral el sig. Marchexe se andono
-a congratularsi con Soa Signoria el qual era molto di bonavoja e
-contento. Poi feceno lezer le lettere _publice_ di le provision date,
-et come la Signoria era per premiar quelli che _viriliter_ et con fede
-si havia portato nel fatto d'arme, _adeo_ tutto el campo benedizea el
-Senato, digando, se uno moriva, lassavano a' sui figlioli et padre et
-madre. In questa sera mandono zerte zente d'arme et fanterie al loco
-di Brionza, a ciò non li vegni soccorso, perchè la rocca tolse termene
-fino a dì 28 a le 20 ore a renderse se non li venendo soccorso. Et
-per una lettera venuta a la Signoria dil Marchese di Mantova, _tunc_
-governador, fo decreto a dì 24 Luio per il Senato, et scritto in campo
-a li Provedadori dovesseno far comandamento a Piero Duodo, era sopra
-i Stratioti, dovesse subito venir a Venetia non passando per Crema.
-Et cussì a dì 28 da mattina li fo fatto tal comandamento; el qual
-subito montò a cavallo et venne verso Venetia, et zonse a dì 4 Avosto;
-et _tamen_ non fo trovato in lui oppositione alcuna, pur non fo più
-rimandato in campo, ma el governo de li Stratioti tutti fo dato per li
-Provedadori a Bernardo Contarini, et poi confirmato per la Signoria,
-_demum_ a dì... Avosto preso nel Consejo di Pregadi per portarse bene
-havesse titolo de Provedador de Stratioti, et ducati 100 al mexe, come
-havia esso Piero Duodo et ogni altra cossa. Et per spie tornate in
-campo a dì 28 Luio, li Provedadori inteseno fra Turin e Aste si feva
-aparati per alozar assà numero de persone, le qual di breve dovevano
-zonzer; et che 'l Re havia fatto tre consegli in Aste, et volea
-venir in persona a socorrer Novara. Ma poi haviano terminato non si
-mover ma mandarvi zente, et esser a le mano con nostri; et per questo
-li Provedadori erano in qualche consideration, et per non star col
-campo in loco securo, perchè, dove erano, da tre bande potevano esser
-assaltati: primo da li nemici da Verzei; secondo da le zente de Novara,
-dove eran zercha persone 3000 da fatti; tertio di le zente di Aste. Et
-convenendo combatter da tre bande, impossibil saria stato a resister;
-et li Ducheschi volevano nostri se tirasse mia 3 lontan, in loco manco
-securo; et nostri volevano redursi a Vegevene, et sarebbeno stati
-securissimi; et cussì stavano _quotidie_ in disputation, scrivendo a la
-Signoria quello li pareva dovesseno far. Et in questo zorno la roca di
-Brionza se rese a patti.
-
-In Aste per una spia inteseno se facea con gran pressa uno revelino
-a la porta. El conte Carlo de Pian de Meleto era con le sue zente
-in guarda de Tortona; li Ducheschi el mandò a Zenoa, et _etiam_ Zuam
-Griego con balestrieri, la qual cossa non piaque a' nostri, de haver
-mandato senza licentia. Et a dì 29 Luio da mattina fo fatto consejo
-da li Provedadori, dove se redusse el capetanio zeneral nostro, et
-el conte de Chaiazo so fradello, et el conte de Petigliano, et altri
-conduttieri, et Jacomazo capetanio di le fanterie, et parlato per
-tutti _quid agendum_; ultimo volse esser Marchiò Trivixan, provedador,
-dicendo al tutto et mostrando con rason evidentissime, che meglio
-era andar alozarse in loco che si havesse el stado de Milan da drio
-le spalle, perchè non haveriano briga de custodir se non davanti per
-niente, perchè davanti saria el campo dil Re, dai ladi (_lati_) le
-zente di Novara, da l'altro lai (_lato_) quelli di Verzei. Et disse
-molte rasone, le qual non voglio qui scriver. Et tutti quasi si risolse
-ne la soa opinione, _excepto_ li Ruberteschi o vero Sanseverini, li
-quali volevano sbaraiarsi et star in campagna; _tamen_ non deliberono
-cossa alcuna. Era anco in questo conseio Bernardo Contarini, al qual in
-questo zorno li fo dato el governo de li Stratioti; et a hore 19 andò
-dove alozaveno li Stratioti dil Duodo, col canzelier de li Provedadori;
-el qual li comesse dovesseno tutti obedir questo come so Provedador,
-et tutti li basò le man, et fonno molto contenti, perchè havia _etiam_
-lui la lengua loro, et li acceptò _benigne_. Habuto nostri la rocca
-Brionza, el conte de Chaiazo mosse le so zente a custodia, et el sig.
-Talian da Carpi con la so compagnia fece ussir, et fo mandato a guarda
-di un'altra forteza chiamata Torqua. Le fanterie nostre per zornata
-andavano fuzendo, et non potevano nostri far tante provision che
-restasseno, secondo el costume de fanti, ma per la paga tutti erano.
-El Duca de Milan intendendo questo de li campi, deliberò de venir lui
-medemo in campo, per veder con l'ochio meglio li alozamenti, et udir
-tutte le opinion; et scrisse volea venir. _Item_, mandò più volte et in
-questi zorni a dir a la Duchessa de Savoia, che restasse di dar adito
-et alozamenti a' Franzesi; ma lei si scusava dicendo non poter far
-altro, ma che per sui subditi non sarà dato alcuna molestia a' nostri;
-et per queste parole el Duca non voleva, li Stratioti corseno a dar
-el vasto fino a presso Verzei. Et questo basti dil seguito fin primo
-Avosto. Quello succederà vederete.
-
-
-_Quello seguite a Napoli et in Reame fin a dì primo Avosto._
-
-In questo mezo a Napoli el re Ferandino continuamente andava a li
-repari sopravedendo, et andava armato con una curazina et falda di maia
-et una partesana in man, insieme con el sig. Prospero Colonna, el qual
-zonse lì a dì 18 Luio, come ho scritto; et el consolo nostro spesso
-andava a parlarli, dimostrandoli nove de qui de li campi. Et essendo
-insieme a dì 21 a una fenestra, esso Re disse: Io ho causa de star de
-bona voia, conoscendo con quanto amor quella Illustrissima Signoria
-s'è mossa ad aiutarme, _unde_, avegna che io habbi portato sempre
-ogni paterna reverentia per la bona amicitia è stata fra quella et la
-Majestà dil sig. Re passato, tanto più al presente la ho in honore
-et reputomeli ubligato, quanto che ha fatto più per me che per niun
-de quelli. Et però sempre li sarò buon et optimo figliolo, et spero
-lo cognoscerà _in dies_; et cussì in tutte cosse occorrano sempre per
-servitio di quella, et per ciascun de quella terra, me troverà prompto
-et ben disposto _etc_. Et è da saper che andò contra el sig. Prospero
-Colonna, per honorarlo, Don Alphonso fratello dil Re et Don Carlo
-fratello dil Cardinal di Aragona, ambi naturali; et molto signori aozò
-in Capuana in Castello, et cenò la sera con il Re, et de amico dil Re
-de Franza si fece di questo re Ferandino. Ma so fradello sig. Fabricio
-era pur soldato ancora, et sviscerato, dil Re de Franza lì in Reame.
-
-A Napoli li repari se lavorava continuamente, et era assistente el
-Marchexe de Peschara, fidelissimo al Re nuovo. Di continuo tirava
-a la terra artiglierie, et faceva pur qualche danno. Et a dì 18 di
-notte feno assà luminarie, et treteno più del solito; la causa non se
-intendeva. Et a dì 21 da matina, a hora di messa, quelli dil castello
-trete una bombarda, la qual dette nel tetto di la chiesia di San
-Domenico, dove era assà persone; _inter caetera_, el consolo Lunardo
-di Anselmi nostro, et fece uno buso, spavì (_spaurì_) ogni uno, et
-passò oltra di fuori. _Item_, a Napoli haveno a dì 20 lettere di 16
-de Trani, come le rocche di Bari, Trani, Barletta et Manferdonia ancor
-se tenivano per Franzesi, ma speravano di breve haverle. _Item_, a dì
-23 si aspettavano lo duca de Melfi a Napoli, et il simile lo duca di
-Gravina. Era divulgato esser morti in Calabria mons. di Obegnì, _tamen_
-non sapevano certo; ma ben stava malissimo. Et a dì 23 el molo grande
-con una torre si rese al re Ferandino; la qual torre subito il Re la
-fece ruinar, et fatto repari per ponervi le artiglierie, con le qual
-potrano far danno al castello da la banda dil mar, et l'armata; et li
-repari _quotidie_ se lavoravano, et el Re andava ogni dì a soraveder.
-Et in castello si diceva mons. di Mompensier esser amalato, et steteno
-3 zorni che non frequentono cussì el trazer, come soleano. _Item_ a
-dì 24 inteseno le rocche preditte di la Puia erano rese; et che Leze
-havia alzato le bandiere di Ferandino, et preso el Duca con uno altro
-si chiamava el re de Pitot. A Taranto erano reducti molti Franzesi. El
-Prencipe de Altamura era a Brandizo; et per intender el tutto, qui sarà
-scritto una lettera dil re Ferandino, scritta a soi secretarii a Roma.
-
-
-_Exemplum literarum Ferdinandi regis._
-
- _Rex Siciliae_ al Ripol et Berardino.
-
-Questa sera havemo hauto aviso da missier Piero Carazolo, quale mandamo
-in questi dì al Ducha de Melfe et al Duca de Gravina, come ditti Duchi
-hanno già alzate le nostre bandiere et si sono reduti a la nostra
-fideltà, et che erano in camino per venir ad trovarse con le zente
-loro. _Similiter_ questa sera è venuto da noi lo canzelario del conte
-di Capaze, el qual ne ha affirmato, per parte de ditto conte, come sarà
-lo simile incontenente; et che manderia subito da noi lo figlio con
-le zente soe. Da Amanthea è venuto uno nostro fidato, et qual partì
-Domenica di quella città: dice che passando dui dì avanti per Cosenza,
-intese che mons. di Obegnì stava malissimo, te che da poi essendo
-in l'Amanthea, venne nova che era morto. Come sarà la nova certa, ve
-ne daremo aviso; fra tanto del preditto darete noticia a la Santità
-dil Nostro Signor, et a lo Ill.mo et Rev.mo Vicecancellier nostro
-patre, et al magnifico don Gracilasso, ambassador de Castiglia, perchè
-semo certi ne haveran piacer. Le zente franzese che sono in Calabria
-erano divertite ad Tropeya, et stavano de lì intorno, et ogni dì se
-presentano a la terra la qual sta fortissima. Et lo Rev.mo Cardinal
-scrive che di quelle cosse stieno di bon animo, et che ne lassemo lo
-pensier a lui.
-
-Date in Castel nostro Capuano, _Neapolis, 22 Julii_ 1495.
-
- REX FERDINANDUS
-
- _Chariteus_.
-
-A tergo: _Magnificis viris Aloysio Ripol et Berardino Francho
-secretariis et consiliariis nostris dilectis._
-
-
-Et a dì 25 zonseno a Napoli el Duca preditto de Gravina et el Duca
-de Melfi con le militie loro. El Principe de Altemura smontò a San
-Cathaldo in Puia, et quel Duca si dete a lui a discreptione di la
-Majestà dil Re; _demum_ andò a trovar el nostro capetanio zeneral
-con le tre galie havia, poi andò a Manferdonia per alcune reliquie
-gallice, che de lì se atrovava. A Napoli, preso el molo, fo messo per
-re Ferandino alcune artilarie tiravano a l'armata franzese. A dì 26 de
-notte el sig. Prospero Colonna con una galia partì de Napoli per andar
-dal Principe di Bisignano so parente, per condurlo a ubidientia dil
-Re. El prefetto de Senegaia era a Sora, indurato in nimicitia con el
-prefato Re; el qual pochi zorni avanti fo scritto, per via de Ravena, a
-la Signoria era morto, _tamen_ non fo vero; pur era amalato.
-
-A dì 27 lì a Napoli venne nova, el Principe de Altemura havia habuto,
-oltra tutte le forteze de Puia, anche el Monte de Santo Anzolo; et
-che tutte quelle zente franzese, di le qual era capo uno don Juliano,
-dovevano venir de lì assecurate. Et a dì 28 da matina con le bombarde
-fo profondato una de le barze franzese lì a Napoli. El conte de Monte
-Odorisso, fratello del Marchexe de Pescara, che fo ferito da' Franzesi,
-come ho ditto, stava pur cussì; poi varite. Et el consolo nostro, a dì
-ditto, havendo ricevuto lettere di 26 da Roma, andò in Castello da la
-Majestà dil Re, el qual li disse, Soa Majestà havea scritto in questa
-terra, dimandando l'armata nostra in suo aiuto; et che 'l favor de
-quella armata havia grandemente zovato a tutte cosse sue, incomenciando
-da quello fo facto a Monopoli, per la pertinentia de quelli, che exinde
-tutte altre terre fonno più facilmente venute a obedientia. Per el qual
-benefitio grande, disse Soa Majestà, siamo per haver perpetuo obligo
-verso quella Ill.ma Signoria, come havemo et haveremo; et che sperava
-haver di breve il Castel nuovo, perchè el cavo (_capo, capitano_)
-era stato a parlamento con il conte de Trivento, et che comenzavano a
-patir; et Castel di l'Ovo ha segnato, quello farà Castel nuovo, _etiam_
-loro faranno. Item el Re mandò el sig. don Cesare con zente a Taranto,
-et speravano si darà incontinente. El Prencipe de Salerno se intese
-in castello era amalato. Et in questo zorno di Napoli se partì uno
-ambassador deputato a Roma al Pontifice, chiamato Hieronimo Sperandio,
-dottor, che _alias_ vi fu, et anche in questa terra, come ho scritto di
-sopra.
-
-
-_Exemplum literarum Regis praedicti._
-
- _Rex Siciliae etc._
-
-Ripol et Berardino. Questa sera havemo habuto nova da Calavria, quelli
-de Terra nuova havevano mandato ad Reggio el capetanio dil serenissimo
-sig. Re de Yspania et nostro....., che è là, che si dovesse conferire
-in Terra nuova, atento che mons. de Obegnì era morto. Et preditto
-capetanio era stato deliberato partisse per quello camino, et poi
-andare a le zente franzese che son rimase in quella provintia. In
-questi dì, da quelli stavano al Castel nuovo fo mossa certa pratica per
-mezo dil capetanio di l'armada, che essendo noi stati ad parlamento
-con ditto capetanio fin ad l'armata, parendone che non c'erano cosse
-di substantia, dicessemo al ditto capetanio che non volevamo audire
-più simil pratice, et restamo in conclusione che se quelli dil castello
-non veniriano ad cose di fondamento et stabile, che non si dovesse dare
-più orechie, et auscultare cossa che dicesseno. Questa sera per ditto
-capetanio ne è stato mandato a dir, che domane ci vole venire a parlar,
-parendoli havere cosse di substantia. Noi intenderemo quello volerano
-dire, et a presso dil tutto vi aviseremo. Volemo che debiate comunicare
-ogni cossa con la Santità dil Nostro Signor et con lo rev.mo et ill.mo
-sig. Vicecancellier nostro patre, et con li magnifici Ambassadori
-di Spagna et Venetia, et con chi altri ve parerà. Hozi è venuto
-a noi Bernardin Branzia dal sig. Fabricio, el qual non era ancora
-arrivato. Jacomo Pontano noi lo havemo expedito; domane se ne torna con
-expeditione di quanto ne ha referito.
-
-Data in Castello nostro Capuano. _Neapolis, die 27 Julii_ 1495.
-
- FERDINANDUS REX.
-
-A tergo: _ut superius scripsi._
-
-In questi zorni, andando di Roma a Napoli certe lettere dil cardinal
-San Dyonisio a mons. di Mompensier, vicerè, era in Castello, fonno
-intercepte et presentate al re Ferandino. Le qual qui saranno notade.
-
-
-_Copia di una lettera scripta a mons. di Mompensier per el cardinal S.
-Dyonise, di la rota._
-
-Mons. Io me recomando a Vuj tanto de bon cuore come posso. Io non ho
-hauto mai altro che una lettera de vuj, despò che el Re è partito da
-Napoli, nè saputo nove de vuj, si non per...., el qual m'ha scritto
-d'Aquapendente arente Siena, et heri mi manda le lettere originale che
-mons. lo conte de Lignì scriveva al suo locotenente al ditto luogo di
-Siena, zercha la vittoria et felicità che 'l Re havia hauta contra soi
-inimici; le qual ve ho mandate per la via de' mei signori Colonnesi,
-che ho tutti zorni confortadi et intretegnudi al manco male ho saputo,
-perchè tanti corieri hanno sta perduti et presi et amazadi, che non so
-si haverete hauto le ditte lettere. De recao ve rimando la copia, et
-vi prego che mi faciate sapere de le vostre nove al longo, per questo
-presente portador; azò che le menzogne et false inventioni di nostri
-inimici, noi hanno creduto far grandi danni et dispiazeri, et desviar
-assà di boni amici dil Re. Ma Dio sia laudato, che la verità di la
-vittoria _de se est notoria_, et _clare_ cognosciuta tante volte, a
-fine che non facemo de recao sua utilitade de false inventioni. Io vi
-prego che spesso me scrivete de vostre nove, et la verità; et mandatine
-le lettere che vorete scriver al Re, perchè ho preso intelligentia per
-farle tenir _secrete_ fino a Siena a mons. de l'Isle, che seguramente
-le manderà al Re. Mons., despò le ditte lettere, noi havemo per conto
-seguro che 'l Re sie arivato a Casal, et a questa hora pol zonzer mons.
-d'Orliens. Noi havemo la vegnuta de' mei signori lo principe d'Orange
-et mareschalcho de Riuss con una grandissima armada. Mons., io prego a
-Dio che vi daga bona vita et longa et vittoria contra nostri inimici.
-Mandatine la risposta a Gaieta, per la far me tegnir come ho scritto al
-capetanio.
-
-Scritto in Roma, adì 19 Luio 1495.
-
- Io tutto vostro,
-
- CARDINAL DE S. DENIS.
-
-
-_Copia de un'altra lettera de uno franzese, che nara al suo modo la
-rotta._
-
-Villa nuova. Luni ultimo, che fo 6 de questo mese, lo Re desfece in
-bataia el marchese de Mantoa con tutta l'armada de' Venetiani e parte
-de quella del Duca de Milan, le quale stavano al numero de 25 milia
-in 30 milia persone, et poi che hanno sta bene batuti, si poseno ben
-a l'andar. Io vi assegno la più bella et grossa compagnia che mai
-homo habia visto, et meglio in hordene al mondo. Et a fine che voi
-sapiate meglio la facione, per contar ai altri, voi dovete saper che
-per il Domenega davanti, la matina, loro arivò a Fornovo, che è do
-mia del suo campo, et credeva el ditto sig. che al ditto zorno avere
-la battaglia, perchè aspettava soi inimici più de 8 hore sopra la
-bella riva; et quando vete che loro non volevano marchar avanti, lui
-s'è logà de fora dil ditto Fornovo, apropinquandosse, e lo dì driedo,
-che fo el dì de la batalia, el ditto sig. partissi del suo lozamento
-intra 7 et 8 hore la matina, per andarse alozar viso a viso del ditto
-campo, de l'altra banda de l'acqua per tutto. Et in camino li inimici
-per 4 bande in terribelmente et bello ordene et lo più malitiosamente,
-a quello che dicono i vechij capetanei, come era possibele; dove nui
-marcheremo verso lo antiguarda et sguizari. Et potevano esser in questo
-squadron de 300 in 400 homeni d'arme con 1000 pedoni. Arente loro,
-più alto, a sua man dextera, marchava l'altro squadron, per venir dar
-sopra la costa de nostra avantiguarda. Et li doi grossi squadroni che
-stava in camin, de 400 in 500 homeni d'arme, et le più zente da bene,
-passarono lo ditto fiume, poi noi, per venir dar sopra la battaglia
-dove era il Re in noi, fazando sempre scaramuze de Stratioti per ne
-atargar. Et fezeno sì grande diligentia, queste due ultime squadre che
-vi parlo, che rimanerono li primi intra de noi, a la banda dove stava
-al Re; et forno sì bene reculati, che forno rotti et messi in fuga, et
-sopra el campo et ala che li fo dado, forno morti bene 3 o 4000 homeni
-d'arme, senza piar nissuno presonier. _Inter_ li quali fo morto el
-sig. Redolfo, barba dil marchexe de Mantoa, che stava el più homo da
-bene havesseno; uno altro signor, che si dimanda conte Bernardino et lo
-fratello dil sig. di Corezo, con 15 o ver 16 capi de squadre de quelli
-che erano li più valenti. Et quando lialtri che marchavano contra
-nostra ditta antiguarda vederino la ditta rotta, se retegnì subito, et
-tegnerono scorta d'un lato, et noi de l'altro, et poi se retirono pocho
-a pocho. Et credo che, se non havesse stà perchè non voler azzardarlo
-tanto, a causa di la persona dil Re che stava lì, che quelli non
-haveriano habuto meior marchà che li altri; nè in logo di chargarli,
-li fo dati tanti colpi di canoni, che rimagnò in campo da 3 in 4 mille
-et 500, et lo campo rimase dove fu fatto la ditta battaia al Re; lo
-qual logo dormì tutta la notte, et lì fece suo lozamento. El ditto
-Marchexe de Mantoa si era informato dil vestimento dil Re, et de qual
-banda stava per quel zorno; et per lo saper meglio el vero, mandò uno
-trombetta fino dove steva el ditto Signor, dimandando trieve per quel
-zorno, che era cossa strania, perchè non erano longo uno da l'altro uno
-trato d'arco, et marchava per venir fuore. _Ergo_, quel ditto trombetta
-parlò a Re, et se è possuto bene imparar quello che dimandava, perchè
-havea cargo de monstrar el Re a suo maistro: le qual cossa credo che
-fece, perchè ritornasse incontinente senza altra risposta.
-
-Per le trombete che è stà mandadi dopoi a veder, che stava in presone
-de nostra zente, è stà saputo come havia fatto uno squadron 40 de li
-soi capi, per piar o far qualche grande despiacer al Re quel zorno;
-et forno la più parte de quelli che le...., perchè rimase più di la
-mità. Li hanno el bastardo Matheo presonier, mons. de... et lo bastardo
-de Pienes; che è tutti quelli che havemo noticia. _Similiter_ hanno
-presonier el conte de Petilane, et di nostri non è stà morto, salvo
-Julian Bonivel, Panquenarde, Marten et Balaibre; et de questi 4 non
-se sa nova nissuna, perchè credo che sono morti. El Re non ha vogliuto
-che si habbia scritto le nove di la vittoria fin a questa hora, perchè
-la fazone de Italia si è de farsse beffe; et che la soa fuzita, poi
-che forno rotti, forno verso el so campo, el qual hera fortificato
-tante volte. Se il Re havesse voluto, loro havia sì grande fastidio a
-la monstration che fenzevano de abandonar, tanto che havesse perso sue
-forze che havesse, caminando in quella parte. Ma el Re volse più presto
-dormir dove havea stà fato la bataia. Et si avesino sta zente da bene,
-sono bene in hordene, ne haveriano combatuto un'altra volta, ma fin a a
-questa hora havemo cavalcado ogni zorno senza trovar loro nè altri che
-habia dimandato niente, salvo alcuni piccoli Stratioti che ne fano...
-Et havemo tanto fatto per nostre giornate, che doman con l'aiuto di
-Dio saremo passati a diexe meia arente tutto il paexe del Ducato de
-Milano. Et si alcuno dimandasse perchè mi ve facio la festa oltra sì
-tosto, si è perchè mons. d'Orliens è tanto deble di suo contato, che è
-forza andiamo a darli socorsso; ma andaremo prima fino a Casal, perchè
-el convien passar lì per le grosse fiumere che sono in questo paexe.
-Intervene er sera al più tarde a la nostra compagnia la mazor fortuna
-per loro che poteva intervenir, si havesse durato; perchè una fiumera,
-che lo ditto Signor havea passata una hora avanti, dove li cavalli
-non erano fino a li zenochij, in uno momento venne sì grossa, che
-l'artiglierie che era driedo, et più di la mità de' nostri Sguizari et
-qualche 600 homeni d'arme rimagnereno da l'altra banda tutta la notte.
-Ma Dio ne ha sì bene ajutati, che questa matina è discresciuta in modo,
-che ogni cossa è venuto verso de nui; et si l'havesse piovesto hozi,
-erano in pericolo d'esser combatuti d'una banda, et nui da l'altra, et
-haveria stà pericolo de perder. Quelli de questo paese, perchè poteno
-saper de novo, dicono che hanno fatto suo poter a seguitarne; et de
-quelli de denanti, che sono al Duca de Milan, che, segondo loro, domane
-farne qualche vegnuta. Ma poichè semo informati, metremo prova a far
-loro come a l'altra volta. Niente de men non credo la mità de quello
-che se dice; et se l'intervene qualche cossa, per uno altro, che mons.
-de Polysì m'à mandà, ve manderò tante nove. Io credo che dovete saper
-più tosto le nove che veneno da Zenoa, che non si fa de qui; perchè
-le poste che veneno sono robate, ma tanto, d'uno camino l'è. Luni
-medemo che noi combatessemo a Fornovo, dove vi desiderava con quelli di
-l'armada che combattino, li ordinati e li.... de Zenoa, le desfece, et
-rimaxe de zenoesi zercha 40 o vero 50 homeni d'arme. Se dise che questa
-zornata medema mons. d'Orliens fo asaltato dal Duca de Milano, et have
-el meglio niente de mancho. Queste ultime nuove non sono troppo sicure.
-
-Scritto a Orovenze, a dì 10 Luio, la matina, 1495.
-
-Mi havea dementegà a dirve, come a dì de la battaia forno morti più de
-mille et 800 Stratioti, et non altro.
-
- Signato: L. DE LUXEMBURGH.
-
-
-Et queste lettere, benchè siano mal scritte, _ad literam_ sono acopiade
-di le autentice, translatade di francese in latino.
-
-In questi zorni, poi che ancora siamo su le cosse dil Reame, in Puia
-acadete, come a dì 21 Luio per uno navilio venuto se intese, come
-volendossi partir tre nostri merchadanti patricij di Leze, per haver
-la Signoria nostra ivi l'armata, fonno ritenuti, zoè Lucha Vendramin,
-fo de sier Alvise, et Zuan Querini, de sier Piero, et uno altro. Et li
-soi parenti andò a la Signoria, dolendossi di questo, et che dovesseno
-proveder. _Unde_ alcuni puiesi scolari, studiavano a Padoa, pur de
-ditta terra, fo scritto a li rettori di Padoa li dovesseno far retenir
-et ponerli in castello; et cussì fo fatto. _Unde_ dopoi nostri fonno
-lassati, et questi fo liberati. Vene ancora lettere del capetanio
-zeneral di l'armata, di 17, 18 et 19 Luio, date pur in Monopoli, come
-tuta la Puia havea levato le insegne di re Ferandino, _excepto_ alcune
-roche, come di sopra ho scritto, et quello comandava la Signoria
-dovesse far, recomandando molto il locho di Monopoli, et che si dovesse
-mandar custodia, partendo l'armada de lì. Ma lassiamo queste cosse di
-Puia, e di altrove scriviamo.
-
-
-_Modo et hordine di le investiture date a Vormes per il Re di Romani._
-
-Per lettere di oratori a Maximiliano, di 17 Luio, se intese come,
-essendo quasi a fine la dieta, el Re volse dar le investiture,
-et l'hordine et modo qui sarà scritto. A dì 14 Luio, de marti, la
-majestà dil Re, accompagnato da tuti li principi, baroni et oratori,
-che a Vormes vi era, et a tutti fonno dati li suoi luogi, andò a dar
-principio a far le investiture publice. Primo, sua majestà andò con la
-comitiva in uno tribunal grandissimo, fatto su una piaza, et coperto
-_pro majori parte_ di restagno d'oro, el resto de pani de seda et de
-bone tapezarie; et deseso in una caxa driedo il tribunal, Soa Serenità
-se vestì in habito regal, che fo un paro de stivaleti d'oro, l'amito,
-camixe, stola, manipolo et streta de vanzelio, damaschino biancho;
-sopra, un pivial de campo d'oro. Tutti i ditti paramenti con so frisi
-d'oro guarniti, et capuzo recamado di perle, con zoie di ogni sorte
-di bon presio. In testa l'havea la corona, ne la man dreta el sceptro,
-ne la man sinistra el mondo; avanti li era portado la spada. Tutte le
-predette cosse d'oro, di gran precio, con bellissime zoie. Li principi
-electori ecclesiastici haveano mantelli da preti, grandissimi, messi
-per il collo, come portano li cubicularij in concistorio; in testa
-havevano barete de scarlato, longe et conze a piete, come solea portar
-i vechii; li manti et i capuzi et le barete fin a mezo erano fodrate de
-armellini con le code. Li electori laici haveano questo istesso habito
-di pano cremixin; li episcopi non electori haveano i so mantelli,
-capuzi et barete di raso paonazo; fodradi di dossi i manti e i capuzi
-tutti, et le barete fin a mezo. Li principi non electori haveano manti
-de raso cremexin, come quei de' nostri oratori, fodrati d'armellini
-senza code, con uno bavaro quattro deda, et un garzo da pe' et dove
-el mantelletto è averto, de quella medema largeza. Li principi che,
-_morte alterius_, poteno succeder ad esser electori, haveano in testa
-un capello de raso cremexin, fodrato de armellini, voltado davanti in
-suso, et da driedo in zoso, a modo de caloieri grechi. Li altri haveano
-barete pur di raso, con un frixo di 4 deda di armelini. Li langravij
-questo instesso habito di raxo pavonazo, fodrà di dossi, et li marchexi
-fodrà di vari. Et poi sua majestà si messe su una sedia con li electori
-a torno, da la banda dreta li prencipi ecclesiastici et da la sinistra
-li laici; et investì prima li arciepiscopi Magontia et Coloniense, et
-poi el conte Palatin et el duca Federico de Saxonia. Cadaun di loro
-con 400 cavalli, tutti vestidi ad una livrea, con un stendardo rosso
-che dinota la fedeltà et omagio de l'imperio, et tanti altri stendardi
-quanti stadi che uno hanno, con titolo di marchexe in suso, con le arme
-dei stadi: el duca Federico ne havea 12. Li arciepiscopi haveano su
-una maza ligadi con un cordon li sigili, perchè uno è chanzelier per
-Germania, l'altro per Gallia, et l'altro per Italia. Li electori laici
-haveano su li stendardi rossi quello hornamento che è suo ufficio a
-portar davanti la majestà dil Re, come el conte Paladin, el mondo; el
-Duca de Saxonia, la spada; et el sceptro, el marchexe de Brandiburg.
-Quelli erano a cavallo haveano una bandiera picola su la testa dil
-cavallo, et una su la testa loro, con l'arma di quel stado dal qual i
-hanno la principal domination. A questo modo cadauno di loro veneno con
-i so 400 cavalli corando fino al tribunal, et desmontati di bon passo
-a la presentia dil Re, e ditto alcune parole in thodescho, preseno
-li stendardi furono buttadi a la ruffa. Poi la majestà dil Re fece
-molti cavalieri, tra li altri domino Urban d'Alba, orator di Monferà.
-Nel far de le investidure, el vene molti jostradori ne la piaza, con
-lanze grossissime et feri moladi, _adeo_ che ogni volta che i corano,
-_etiam_ andasseno pian, ciaschuno chi con li chavalli et chi da per
-loro..... zercha a li luogi de li oratori fu pur qualche garbuglio: tra
-uno orator di Hongaria et quello di Napoli, nostri et quel de Milan.
-Da un canto era li oratori di Spagna, Napoli et Milan; da l'altro,
-Hongaria, Venetiani, et Monferà, et li oratori di alcuni Vescovi. Et
-è da saper che Maximiliano non volleva terminar, li nostri dovesse
-precieder Milano, ma voleva tenir la cossa in discussa, con assegnar
-luogi che si potesse dedur raxon ad _utramque partem; tamen_ pur
-nostri, sì come a Roma et in ogni loco hanno sempre precedesto a Milan,
-et etiam al presente li andarono di sora. Et il zorno sequente, Soa
-Majestà, _similibus solemnitatibus_, investì l'arciepiscopo Triverense,
-el duca Alberto do Saxonia, el duca de Metelbur et el duca Federico
-de Brandimburg; et a dì 16 poi investì el Langravio d'Axia et alcuni
-altri marchexi et prencipi. Insumma fece zercha 30 investidure, che
-era bellissimo veder quelle cerimonie. Et per lettere de ditti Oratori,
-oltra di questo la Signoria fo certifichata, che a dì 15 lì era intrato
-el duca Henrico de Brunxvich con 350 cavalli in arme, benissimo in
-ponto; et molti di loro armati quasi a la italiana; e benchè su le
-arme non havesseno sopravesta alcuna, qualche uno havea _etiam_ le
-barde; el resto erano armati a la leziera, tutti vestiti ad uno modo
-con genere suo. Et questo Ducha fra 3 zorni se dovea partir per Italia,
-et in effetto venne, come dirò di sotto. Di la dieta, molti diceva era
-conclusa, altri era _prope conclusionem._
-
-_Item_, che a dì 14 da sera haviano ricevute lettere, el Re, di 7, da
-Milano, con exempij di lettere dil conte di Caiazo, de 6, che narava el
-conflitto de' nostri con franzesi _etc_. Et quel zorno, a dì 17, ditti
-oratori andò a disnar con l'arcivescovo Coloniense, uno di electori
-di l'imperio, el qual li fece uno solennissimo et degno pasto, dove
-rasonono assa' cosse zercha a queste cosse de Italia. _Et hæc satis_.
-
-
-_Novitade di Cesena._
-
-Sì come ho scritto di sopra di le novitade seguite in Cesena, a dì
-12 Luio, et pur non cessando, Guido Guerra da Bagno intrò dentro con
-alcuni partesani a la fine di Luio, et teniva da la parte de Tiberti,
-et fece far uno bastion fortissimo tra la rocha vechia et la strada,
-per obviar el socorso potesse esser dato da quel canto a la rocha nova.
-_Item_, fece far certo reparo, o ver parapeto, in la murada, azò quelli
-di la rocha nuova non potesseno offender la terra, et che quelli di la
-terra potesse socorrer quelli di la rocha vechia.
-
-_Item_, come per lettere di Andrea Zanchani, podestà di Ravena, se
-intese, et _etiam_ per una lettera de Collela Grego, contestabele a
-Cervia, el qual mandò uno Francesco d'Alexandria, suo caporal, homo
-fidato et sufficiente, lì a Cesena a inquerir, et poter notifichar
-esso podestà dil tutto. Come, a dì primo Avosto, a hore 15, Guido
-Guerra disse a tutti li soi cittadini: Andate a disnar, poi tornate
-tutti armati; judicava per dar la battaglia a la rocha nuova, _tamen_
-non seguite altro; et che aspettaveno 500 fanti di Bologna. Et a di
-12 steteno _etiam_ in arme, et a hore 24 ne gionse 50 fanti di ditto
-numero. Et in ditto zorno, a hore 21, fo fatto publica crida, che
-tutti li marangoni se ritrovasseno in piaza con li istrumenti soi,
-quali subito veneno in gran numero, et ritornono ne le murate, dove
-si messeno a lavorar getti, scale, et ogni altra cossa necessaria
-per dar una battaglia. Et a dì 3 da matina fece portar in Cesena gran
-quantità di legnami per coprir il ponte di la porta dil fiume, acciò
-potessesi intrar e ussir di la terra per ditto ponte senza offesa di
-la rocha, et comenzono a lavorar. In questo zorno li fanti cridavano:
-Siega! Siega! Bagno! Bagno! ch'è la caxada di Guido Guerra. In la rocha
-era zercha 50 homeni d'arme, li qualli se difendevano virilmente.
-Et l'arcivescovo di Arles, dal qual causa dite novità, se ritrovava
-a Montifior, et diceva volleva venir a Cesena con le zente dil sig.
-di Pexaro e ducha di Gandia. Tamen, Piero Michiel era lì a Pexaro, a
-guidar ditte zente, sollicitava di menarle in campo a Novara. Et a dì 3
-Avosto venne a Ravena dal Podestà uno domino Thomaso Buzardo, cuxin del
-prefato episcopo, con lettere credentiale, dicendo esso episcopo havia
-terminà di andar a socorrer la rocha di Cesena, et desiderava saper si
-la Signoria nostra li havia dato alcun hordine di darli quelle fantarie
-eran lì; et si tal ordine non era zonto, perchè il teniva fusse in
-camino, pregava ge le volesse consentir, perchè si dubitava non la
-expugnasseno. Et el podestà si excusò, non havia altro hordine, nè
-potea darli senza licentia di la Signoria. In Cesena in questo mezo la
-rocha era bombardata, et loro di rocha bombardavano _etiam_. Et vedendo
-il Pontifice queste novità, mandò uno breve a Guido Guerra, che _sub
-poena excommunicationis_ non dovesse turbarli la sua città di Cesena,
-_imo_ ussir de lì, et lassar viver _pacifice_ quelli cittadini, nè
-impazarsse in quelle cosse; et che mons. lo episcopo di Arles potesse
-andar al suo governo di ditta terra. Et zonto ditto messo a Guido
-Guerra, quello lo fece _statim_ impichar a uno arbore con il breve
-davanti il collo, che fu cossa assà crudel. _Tamen_, dopoi fonno sedate
-le discordie, et il Pontifice mandò uno altro governador, chiamato
-domino Nicolao Fiesco, genovese, episcopo di Forlivio, vedendo el
-populo non volleva questo vescovo di Arles. Et non quattro mesi dopoi,
-ditto Guido Guerra, quello fece ad altri li fo fatto a lui, come tutto
-di sotto sarà scritto.
-
-A Venetia, a dì primo Avosto, essendo compito di fabrichar el fontego
-di la farina a San Marcho, ch'è bellissimo; et questo fo decreto per
-più comodità dil populo, che cussì come era uno a Rialto, ne fusse uno
-a San Marcho; et eletto do signori, li qualli fonno Benedetto da Molin
-et Marco Falier, fatto li fontegeri, et quelli havesseno custodia di
-quello. Or in questo zorno fo fatto una precession di Rialto a San
-Marcho, con trombe et pifari, con uno San Marcho biancho, et tutti
-li fontegeri et fachini che portono su le spalle 460 stera di farina
-per metter in ditto fontego; poi vene li signori scrivani _etc_. Et
-fo di sabado, et comenzono a metter farina dentro et vender. Et il
-marchexe di Mantoa mandò in ditto fontego stera 400 di farine, le qual
-fusse vendute lire 4 el ster, acciò el populo havesse bon merchato,
-che vallea lire 5 il ster; sì che a questo modo have principio ditto
-fontego.
-
-A dì 30 Luio, in Pregadi fo messo 4 decime, do al monte vechio et do al
-monte nuovo, a pagar una fin mezo il mexe di Avosto, l'altra per tutto
-il mexe; et si possi metter arzenti in zecha, _juxta_ el solito. Et
-la parte prima fo presa, et fo dato tal cargo a Maffio Soranzo, fo di
-domino Vettor, cavalier et procurator, havesse tal arzenti a receverli,
-et con una bolleta de li provedadori dil sal erano fatti creditori
-a la camera de imprestidi al monte nuovo. Et poi, a dì 7 Avosto, fo
-preso che chi pagava le do decime donate in termene di zorni 8, zoè
-fino a XV dil mexe, havesse di don ducati 12 per cento; le qual decime
-era numero 55 et 56, et quelli davano arzenti al sal, a ducati 6 la
-marcha, saranno fatti creditori di le decime numero 57 et 58. _Item_,
-che quelli pagava al termene le decime dil monte nuovo, numero 38 et
-39, habino di don ducati 5 per cento, oltra il pro'. Queste provision
-fo causa si scodesse da ducati 25 milia in su per decime, ma fevano per
-richi et non per poveri, perchè ad ogni modo li poveri non pagava se
-non con pena poi di X per cento a le cazude, et non havia dono alcuno.
-Sì che nostri feva ogni cossa per trovar danari, per la grandissima
-spexa haveano, _maxime_ dil campo a Novara.
-
-Ancora in questo zorno fo preso, l'armada marittima era a Monopoli,
-fortifichato quel locho, et lassatoli custodia et uno soracomito per
-governator, qual paresse al zeneral, poi dovesse passar a Corffù,
-et ivi star fino la Signoria nostra li comandava. Et zercha questo
-fo assa' disputato, però che era tre oppinione di Savij di Colegio:
-alcuni volleva ditta armata andasse a Napoli, per dar reputation a
-re Ferando; altri andasse a Zenoa, poi a Niza di Provenza dil re di
-Franza; altri a Corffù. Et questa fu presa, et spazato al capetanio
-lettere. In questo mezo si amalò di dopia terzana; et poi, alquanto
-migliorato, messe governador in Monopoli Nicolò Corner, era soracomito,
-et in Pulignano Nicolò Paladin, cavalier, era soracomito.... Et poi, a
-dì 12 Avosto, nel conseio di Pregadi, per le nove succedeva di Napoli,
-fo decreto ditta armada, col capetanio zeneral nostro, Antonio Grimani,
-procurator, el qual era quasi varito, dovesse andar a Napoli; et questo
-per haverla con grande instantia el Ferandino richiesta. Quello seguite
-scriverò di sotto.
-
-In questi zorni fo mandato in campo ducati 6000 al Marchexe di Mantoa,
-capetanio zeneral nostro, a ciò facesse 1000 provisionadi per guarda di
-la sua persona. Et ditto capetanio, abuto la nuova di la sua creatione,
-scrisse una lettera a la Signoria, di sua mano, rengratiando,
-promettendo fede perpetua. Et a dì 3 Avosto, per Colegio, fu eletto
-pagador in campo, in luogo de Daniel Vendramino, era amalato, Orssato
-Morexini; et abuto danari de qui, a dì 10 ditto, et venuto a Padoa, et
-_sic successive_ per le camere, havendo danari per poter far la paga al
-suo zonzer; et menò con lui rasonato Andrea di...., scrivan a la camera
-di Padoa.
-
-A dì primo Avosto, nel conseio di Pregadi fu conduto il conte di
-Petigliano, zoè scritto a li Provedadori in campo dovesseno tramar
-di accordarlo con la Signoria nostra, con fiorini 30 milia in tempo
-di pace et 40 in tempo di guerra, per anni 5, titolo di Governador
-zeneral, tengi cavalli 1400; ma lui non volsse aceptar, et _tamen_
-si adoperava a li exercitij dil campo. Pur a la fine con più summa fo
-conduto, come, descrivendo le cosse seguide questo mexe in campo, sarà
-scritto. Et il sig. Virginio Orssini, habuto licentia da' nostri et dil
-Duca de Milan, ritornò versso Roma a li suoi castelli.
-
-In questo zorno, zonse in questa terra una bellissima reliquia, zoè
-la anconeta che fo dil Re di Franza, portata per uno di Val Brembana,
-chiamato Cristallo, el qual era ballestrier dil Marchexe di Mantoa,
-bandito dil brexan et bergamasco, al qual prima li fo fatto salvo
-conduto. Et con lui vene uno cittadin di Bergamo, chiamato el conte
-Urssino di Rotta, fidelissimo nostro, et quello mi baptezò io Marin
-Sanudo, compositor di questa ystoria. Et per saper il tutto, havendo
-questui in campo preso uno franzese di anni zercha 66, chiamato
-Cabriel Molendina, el qual era stato, _ut dicitur_, a servicio dil
-Re di Franza, et li trovò ditto Cristallo adosso ducati 101, o vero
-scudi...., questa anconeta con zoie et degnissime reliquie, zoè di la
-vesta di Christo et tutti li misterij di la Passione, cossa di farne
-grande extimatione; et uno subioto d'oro ch'el Re talhora sonava,
-chiamando certi chani.... Et habuto tal cosse et questo preson, si fuzì
-di campo, et vene in bergamasche; et conferito con ditto conte Urssino,
-come havia tal cosse, lui consigliò dovesse venir a presentarle a la
-Signoria, che li faria di gran bene. Et lui dicendo non era mai stato
-a Venetia, nè sapeva a che modo far; _unde_ ditto conte Urssino,
-fidelissimo, volse venir im persona a sue spexe a menarlo a ditta
-Signoria nostra. Et, zonto, li fa fatto salvo conduto per anni 100 et
-uno, et presentato la ditta anconeta, a tempo era reduto el Conseio di
-X, et vista con gran devotione per le cosse sacre eran dentro, come
-per lettere in francese pareva, vi fosse _etiam_ zerte perle et zoie
-atorno. La qual vidi et basai in la capella de' Procuratori, con gran
-devutione, perchè ivi fu posta, poi messa nel santuario di le zoie. Et
-volendo remeritar a questui portò tal presente, li dixeno dimandasse
-quello volleva. Rispose, esser cavato dil bando; et cussì fu fatto il
-salvo conduto. _Demum_, a dì 18 Avosto, preseno de darli ducati 10 al
-mexe di provisione, et ducati 50 per spexe l'havia fatto, et ducati
-100 de beneficii, zoè de intrada a l'anno a uno suo fiol, et habbi la
-taglia data a ditto franzese, che era ducati 300, et li 100 ducati li
-trovò adosso; sì che fu assa' remeritato. Ma ben, prima li desseno
-alcuna provisione, scrisse a li rettori de Bergamo dovesseno mandar
-de qui ditto franzese, era lì in custodia; et cussì mandato, zonse in
-questa terra a dì 7 ditto, fo messo in caxa dil capetanio di le preson.
-Et poichè fo examinato, fo dato et restituto a ditto Crestallo, che
-lo havia preso. Et per quel poeta nominato di sopra, fo fatto a questa
-anconeta, o vero paxe, epigrama, zoè questo:
-
-
-_Epigramma de anchoneta ac reliquiis acceptis a Gallis._
-
- Abstulit a Gallo pacem Deus armipotente;
- Quid mirum, pacem si modo Marcus habet?
- Despexit pacem Gallus. Miracula cernis:
- Anchoneta patet, paxque reliquit eum.
- Hanc Crystallinus rapuit, qui bergomas extat,
- Maximus hic meritis perspicuusque suis.
-
-A dì 10 Avosto, zonse in questa terra uno gripo, sopra il qual domino
-Prudentio da Trane, era capetanio dil Re a Monopoli, et menato per
-Alvise di Albori; et, poi che stete alcuni zorni qui, fo lassato andar,
-havendo habuto salvo conduto dal capetanio zeneral.
-
-A dì 12 ditto, vene lettere di Antonio Vincivera, secretario a Bologna,
-come el magnifico Joanne havia per spie, el Re de Franza a Turim stava
-di malavoia, per esserli morto in la bataia 83 baroni, et che per tutta
-la Franza era levati assa' coroti.
-
-A dì 6 Avosto, zonse lettere per la via di Zenoa, di Francesco Capello,
-kav., et Marin Zorzi, oratori nostri al Re et Raina di Spagna, date
-a dì 12 Luio in Burgos. Narra come erano stati da Barzellona fin a
-Burgos in camino zorni XXI, et passato per lochi amorbati, et cativi
-alozamenti habuti a Barzelona chatelena, Saragosa di Ragon; _demum_
-assa' honorati. Et che a dì 6 ditto, zoè Luio, di Luni, fo il zorno
-di la bataia, ritrovandossi mia 3 di Burgos, li veneno contra molti
-signori et gran maistri, zoè li presidenti de la città de Burgos, el
-comandador mazor, tutti li cavalieri, il comandador di Chalatra',
-il comandador di la Cantara, il comandador di Lion con cavalieri
-di l'hordine di San Jacomo, el conseio de Aragon, el conseio de
-Chastiglia, lo arziepiscopo di Messina, lo arziepiscopo di Calgos,
-lo episcopo de Burgos, de Vallentia, lo episcopo de etc. _Item_, de
-Villa, de Salamanca, de Tui, de Almeria, de Maioricha, de Barzelona con
-altri prelati, el ducha di Nazera, conte di Benivento, l'armirante di
-Ragon, conte de Niena, conte di Goziano, conte di Trivigno, marchese di
-Villafranca, presidente di Moran, prescidente de Chastiglia, signori
-et baroni et cavalieri assa' altri; in tutto 3000 cavalli, fra i qual
-era 200 mulle. Et a hore 24 faceva l'intrata in la terra; et il Re et
-la Raina erano a le finestre, et con gran jubilo dil populo introno
-a questo modo. El Capelo con l'arzivescovo de Milan, ambassador dil
-Duca, et il Zorzi con l'altro de Milan; et andati a lo alozamento.
-Poi el zorno driedo, ebbeno audientia. Era sentato il Re et la Raina
-su do sedie regal, et li fece bona et perfetta ciera, et volse tutti
-4 sti oratori lì sentasseno per mezo, su uno scagno. Et presentate le
-lettere di credenza, Marin Zorzi li fece una oration latina; et il Re
-li fece risponder a uno maistro Diego, frate predichator valentissimo.
-Poi Zuan Battista di Sfondradi, orator de Milan, fece la sua oratione
-et risposta. Andono el Re, la Raina et questi 4 oratori in una camera
-secreta; et Francesco Capello notifichò a Soa Majestà el bisogno de
-Italia, et che dovesse romper al Re de Franza. Et il Re disse che
-ad ogni modo el volleva romper, et che 'l manderia di ogni ij uno;
-et dimostrò poi lettere havia di Perpignano, come Franzesi li havia
-scritto, che dovesseno levar ditte zente, che _etiam_ loro si leveria.
-_Item_, che havia cavalli 13 mille et 8000 pedoni, et che scrivesseno
-in questa terra et a Milan, che certo romperia, perchè la liga lui la
-voleva mantegnir, et esser amico nostro.
-
-Per lettere di Fiorenza, a dì 8 ditto, se intese come Fiorentini,
-seguendo pur l'impresa di reaquistar Pisa, et _etiam_ Monte Pulzano
-da' Senesi, in questi zorni a presso Cassina et Monte di Sasso fonno a
-le man con Franzesi, et ne rupe zercha 200; parte di qual fonno aperti
-per mezo, perchè si divulgavano haveano danari ne le viscere, _tamen_
-non trovono alcuna cossa. Et pur non restavano Fiorentini di volersi
-acordar et far liga con il Re. Do loro ambassadori erano a Turin;
-et certo si divulgava, tal liga et amicitia havesse a esser causa di
-perturbar Italia, per aderirsi a esso Re. Quello seguite, et le lettere
-scritte zercha questo, di sotto intenderete.
-
-Per la venuta di le nave di Soria, le qual zonseno a dì 16 ditto, et
-per lettere di Damasco, nostri fo certifichati come el sig. Turcho
-havia mandà uno ambassador al Soldan al Chaiero per queste cosse de
-Franza, havendo mo assae paura, et che de li Mori quasi vollevano far
-garbuio a le natione, dicendo: Questo Re di Franza prosperava, et vuj
-non reparate. _Unde_ ne veniva a dischatiar nuj, sì come le prophetie
-loro dicono, che a questi tempi la sua leze deva patir. _Unde_ Zuan
-Vallaresso, consolo, chiamato il conseio di 12, terminono di far
-certe lettere false, pareva venisse de qui, per le qual si advisava
-esso Re de Franza era rotto et andato in malhora, come, _ita volente
-Deo_, fu pocho da poi; et di questo deteno sacramento a tutti, _adeo_,
-mostrate queste lettere, Mori fonno aliegri, et non seguite altro;
-pur merchadanti stevano con gran paura di loro. Et oltra di questo se
-intese come il Soldan, havendo inteso che nel monasterio di frati di
-monte Syon in Jerusalem, li frati haveano arme nel convento, et che
-aspettava el Re de Franza, _unde_ mandò alcuni Mori lì a veder, et
-vollea ruinar el tempio e occider li frati; et, cerchato ben per tutto,
-non trovono se non cortelli da taiar dil pane; et li frati li dixeno
-non erano di tal sorte, nè venuti a la religion per tenir arme ascose,
-et che era vania et calunnia. _Unde_, trovato la verità, non seguì
-altro.
-
-A Roma el Pontifice, exortato da li oratori di la liga, et maxime
-dal veneto, dovesse excommunichar el Re de Franza, a ciò tornasse
-in Franza, lassando _pacifice_ Italia, _unde_, chiamato concistorio
-et desputato, deliberono di farli uno brieve, el qual sarà qui sotto
-scritto; et questo per lettere di 3 Avosto di Roma se intese; et voleva
-mandar uno mazier fino a Turin a portarlo. Anchora fece esso Pontifice
-in concistorio uno nuovo decreto, che _de cætero_, li 4 Patriarchi
-siano cardinalli, zoè quello de Jerusalem, di Constantinopoli, di
-Antiochia et Alexandrino; et questo fece perchè _aliquando_ in corte
-fra ditti Patriarchi et Cardinali sono venuti in contrasto zercha
-a li luogi, perchè li Patriarchi dicevano dover preceder et esser
-propinqui al Pontifice, et Cardinali non vollevano; et questo fo
-causa di l'odio ha el Patriarcha da cha' Lando nostro in corte per
-haver voluto precieder; _unde_ non l'hanno mai voluto far cardinal, et
-_tamen_ è dignissimo prelato. Hor el brieve dil Pontifice, mandato al
-Re de Franza, scriviamo; el qual fo traduto in terza rima per Zorzi
-Summarippa, veronese patricio, et butato a stampa; ch'è belissimo
-lezer.
-
- _Exemplum brevis sanctissimi Domini nostri ad Carolum Regem
- Francorum_[140].
-
-
-_Cosse seguite in campo di Novara, dil mexe di Avosto, succincte
-descritte._
-
-Vedendo questa gallicha historia, per le cosse successe et qui
-_verissime_ descripte, venir assa' grande volume, _unde_ mi è forzo
-di abreviar; et però, pretermetendo lettere per li tempi zonzevano in
-questa terra di campo, però che una al zorno almancho era scritta a
-la Signoria per li Provedadori, _solum_ qui scriverò zorno per zorno
-quello seguite dil mexe di Avosto, et sic poi _successive_ in ditto
-campo. Et _nil miremini, lectores_; chè, _licet_ non me habi trovato
-presente, ma tutta la verità, nil praetermisso che sia da conto, qui
-scriverò, et prima:
-
-A dì primo Avosto, pur essendo el campo nostro a Castel Chiasol sotto
-Novara, et in grandissime desputatione di levarse, Ducheschi volevano
-se tirasse più avanti, et li Provedadori volevano redurse in loco
-securo. _Unde_ el Duca de Milan scrisse el zorno driedo vollea venir in
-ditto campo.
-
-_Item_, in questo zorno esso Duca mandò una lettera al sig. Galeazo
-suo capetanio in campo, notifichandoli esser conclusa la liga con la
-compagnia dil Bo, o vero li sette comuni che sono sguizari, i qualli
-fin hora hanno dato assa' aiuto al Re de Franza. La qual nuova, intesa
-da' nostri, fo tenuta perfettissima. Et poi venuto a Milan, li capitoli
-sigillati, di questo fece gran dimostratione di alegreza, facendo
-fuogi; et cussì in campo. Questo accordo fo fatto per forza de danari;
-et fo divulgato esso Duca de Milan le deva ducati 30 milia in tempo di
-pace et 40 milia in tempo di guerra. Et ditti sguizari mandono a dir a
-li sguizari erano in campo dil Re de Franza, et quei sono in Novara col
-Duca di Orliens, in termene di 3 zorni si debbino redur in loro paesi,
-sotto pena di rebellione et confiscation di beni. Et cussì in campo
-aspettavano ussisse li sguizari di Novara.
-
-In questo zorno vene una spia nostra da Verzei, mia X di Novara, dove
-il Re havia mandato cavalli 400 et 3000 pedoni, et _continue_ veniva li
-franzesi; notifichava il Re esser a Turin, et si aspettava a Verzei a
-dì 2 ditto; et che judichava in tutto, ivi, fin quel hora, vi fusse di
-le persone 8000, et divulgavano di venir asaltar il nostro exercito; et
-ditta spia, per esser tolto suspetto, ebbe cinque ferite.
-
-A dì 3 ditto, Bernardo Contarini, provedador di stratioti, scrisse
-a la Signoria una lettera, come li era stà dati in governo li altri
-stratioti da poi el partir de Piero Duodo, i qualli si sforzerà di
-governarli secondo le sue picol forze, non sparagnando faticha _etc_.
-
-_Item_, che inteso la creation de lo illustrissimo sig. Marchexe,
-capetanio zeneral, per segno di alegreza, havendo uno cavallo
-bellissimo leardo de valuta de più de ducati 100, el qual lui lo havea
-guadagnato, et quello alegramente donò; stratioti prendono qualche
-sacomano franzese, discalzo et in camisa, _unde_ li bastonò et cazono
-in la terra; et _ultimo_, havendone preso alcuni, per più disprecio de'
-franzesi, esso Provedador fece stratioti li vendesseno per uno melon
-l'uno, tanto pocho li stimavano.
-
-A dì 2 ditto, el Duca de Milan con soa moglie et oratori di Spagna,
-Napoli et veneto, con la soa corte partì di Milano et vene a Vegevene;
-_demum_ in campo. Et questo zorno, a hore 6, venendo la Domenega,
-fo a dì 2 Avosto, montò a cavallo el capetanio zeneral nostro, et el
-suo capetanio sig. Galeazo, et Bernardo Contarini con 80 cavalli de
-stratioti, et andono contra Soa Excelentia mia do di là da Vegevene,
-et, scontrato con bel hordene, fatto le debite acoglienze, Bernardo
-Contarini preditto volsse dismontar et tocharli la mano; ma il Duca
-mai li volse tochar, se non montato fo a cavallo. La Duchessa era con
-do charete, una coperta di pano d'oro, l'altra di veludo cremexin;
-et cavalchando versso Vegevene, molto ringratiò esso Bernardo di
-portamenti in suo servitio; et dismontò a Vegevene; a hore 20 montò a
-cavallo et vene a Vespole, dove dovea alozar Soa Excellentia quella
-sera, mia 6 distante dil nostro campo, dove scontrò Luca Pixani,
-provedador nostro, el qual con assa' cavalli li veniva contra. Et
-però il Duca volsse passar ditta villa, et in campagna, tochato la
-man a ditto Provedador, ritornò ad alozar a Vespola, et el capetanio
-zeneral, provedador, et el resto veneno in campo per quella notte. Poi
-la mattina, fo a dì 3 ditto, essendo il Duca a cavallo per venir in
-campo, volendo ussir di Vespola, la mula li scapuzò e gittolo in una
-pozza di fango, per modo tutto se infangò _etc_. la veste; subito si
-mutò, et dove era vestito di una veste damaschin negro, curta per fino
-al zenochio, si tramudò in una di quella foza, damaschin cremexin; et,
-aproximato mia do dil campo, el sig. Marchexe, capetanio, con Lucha
-Pixani, provedador, Daniel Vendramin, pagador, Bernardo Contarini,
-condutieri et molti stratioti, li andono contra, et lo acompagnò fino
-a lo alozamento dil sig. Galeazo, suo capetanio, di S. Severino; et
-nostri tolseno licentia de Soa Signoria. Li oratori era con lui veneno
-a smontar a lo alozamento dil nostro campo; et cussì non seguite altro
-quel zorno.
-
-A dì 4 ditto, el Duca, capetanio zeneral nostro, et il suo, li oratori
-Spagna, Napoli, et li provedadori con Hironimo Lion, kav., orator
-nostro, et Bernardo Contarini, conte di Petigliano, et il conte di
-Chaiazo, reduti in uno, consultono _utrum_ el nostro exercito si
-dovesse levar dove l'era, redurse più avanti, o andar a Vegevene, o pur
-star fermo. Et parlò sapientissimamente el conte di Petigliano. Rispose
-el Duca. Poi parlò Marchiò Trivixan, provedador; et cussì steteno in
-desputation. Et il Duca volsse veder, _oculata fide_, el tutto; et
-chavalchò per li alozamenti, dove Ruberteschi erano di opinione stesse
-el nostro exercito; _tamen_ per questo zorno non concluseno alcuna
-cossa. Soa moglie, la Duchessa, vene a star con lui in campo; et, oltra
-li 3 oratori nominati, havia tre altri _etc._
-
-A dì 5 ditto, Bernardo Contarini non potendo correr a Verzei, perchè
-non volevano anchora romper guerra a la Duchessa di Savoia, da matina
-mandò 200 cavalli de stratioti a la volta de Verzei, per veder si
-Franzesi vollevano venir a scharamuzar con loro; et, aproximati a
-mezo mio lontano di la terra, trovono zercha 20 cavalli franzesi, et
-10 ballestrieri a cavallo di Zuan Jacomo di Traulzi; li quali, visto
-stratioti, si messeno in fuga; Franzesi si salvono in la terra; et li
-balestrieri fonno tra morti et presi tutti con molte ferite; uno di
-qual fo examinato per esso Provedador, et la examination soa mandò a la
-Signoria.
-
-In questo zorno fo fatto in campo una mostra zeneral di tutte le zente;
-era colateral nostro Hironimo di Monte sopranominato; et el Duca de
-Milan nel suo campo, sopra tutte le zente d'arme, Lorenzo d'Orffeo da
-Mozanega, et comissario suo Galeazo Visconte. Hor el Duca con madona
-soa moglie volse veder questa mostra, che fo bellissima, et za molti
-anni non fo fatta simile.
-
-A Venetia, vedendo le cosse de Novara andar a la longa, preseno in
-ditto zorno che si dovesse strenzer Novara, bombardarla et far il tutto
-per poner fine a l'impresa. Et cussì par el Duca contentasse, et fusse
-dato el guasto a la terra, et ogni altra provisione; fo tre volte a
-consultatione con li Provedadori, stete uno dì et mezo in campo, poi
-tornò a Milan.
-
-A dì 7 ditto, terminato di meter Novara in assedio, in questo zorno
-dete principio, che prima la notte intrava vittuarie dentro a loro
-piacer; et mandono cavalli 200 con 100 fanti a uno locho mia 4 lontano,
-chiamato...., per custodia; _adeo_ franzesi più non porano ussir di la
-terra.
-
-Item per li ballestrieri presi per stratioti a dì 5, se intese el Re
-esser a Turin, e diceva aspettava zente de Franza da persone 20 milia;
-et che domino Joan Jacobo di Traulci si trova a Verzei.
-
-In la terra inteseno vin non vi esser; pan rasonevolmente, et che la
-notte questi paesani el portano, perchè il pagano bene. _Item_, nostri
-principiono a far le strade per poter dar la bataia a la ditta terra di
-Novara, et il Duca di Orliens si confortava con la venuta dil Re.
-
-A dì 9 ditto, nostri corsse et spianò uno castello chiamato Bulgaro,
-fra Novara e Verzei; _item_, seguiteno di dar el guasto a Novara,
-tagliando arbori, vigne _etc_.; et stratioti prese do franzesi et
-alcuni chariazi; a la volta di Verzei fo mandato altri 400 fanti.
-
-A dì 10 ditto, el nostro campo se levò dove era, et vene a conzonzerse
-con quel dil Duca de Milan, vicino a Novara, in uno locho chiamato
-Caxuol; et li Provedadori alozono in castello, el capetanio et altri
-di fuora; li pavioni (_padiglioni_) e tende erano stese, bellissimo
-veder, et li stratioti a la campagna, et Bernardo Contarini sotto una
-trabacha.
-
-A dì 12, per spie inteseno el Re esser tra Turin et Chier, con
-la inamorata sua a Chier, dove spesso andava et stava a piaceri,
-recreandossi alquanto de li affanni portati. Et a dì 11 vene uno
-trombeta suo in campo a dimandar uno preson; el qual disse, Soa Majestà
-era a Chier, aspetava zente, et veria a Verzei poi a combatter con
-nostri.
-
-In questo zorno vene fuora de Verzei zercha 100 todeschi, si atrovava
-ivi col Re sotto il Traulzi; et questi veneno per il comandamento di
-loro capi sguizari; et, venuti nel nostro campo, ebbeno soldo. Et
-anchora di altri sguizari di Novara ussite, in summa numero 250 in
-tutto, e tutti fonno charezati, e dato soldo da' nostri.
-
-Quelli dil campo duchescho menava in longo di dar el guasto a Novara,
-et di ozi in domane menava la cossa; _tamen_ pur da la sua banda poi
-conveneno dar.
-
-In Novara fevano gran repari, et ogni zorno se fortifichava sì dentro
-come fuori; non haveano vin ma ben axedi, di li qual ne bevevano quelli
-baroni, con zucharo butado dentro; formenti assai, et feceno molini
-cinque da man; et cussì masenavano in farine; fevano pan negrissimo et
-chativo; carne poche, nè non ve haveano se non di chavallo. Et perchè
-scharamuzando con thodeschi ogni giorno franzesi, pur ne era feriti
-qualche uno, et volendolo miedegar, _dicitur_ el vuovo valleva soldi 30
-l'uno, cossa incredibile, per non esser galine. Questo tutto si have
-da uno nostro prexon che fuzite; ogni notte fevano signali de fuogi,
-dimandando soccorsso.
-
-A dì 14 ditto, dil campo duchescho se partì alcuni homeni d'arme,
-capo uno fiul fo dil conte Zuan Boromeo, et andò a li alozamenti. Li
-provedadori si dolse con el sig. Galeazo, capetanio, et con el conte de
-Chaiazo. Risposeno, non saper nulla, et che provederebbe a questo.
-
-Fo scritto a Millano al Duca, mandasse 2000 guastadori in campo, per
-esser gran bisogno per le cosse acadeva.
-
-In questa matina, per uno di Monferà, partì di Novara, inteseno el Duca
-de Orliens fece far una crida, che, in termene di 3 hore, tutti quelli
-non haveano soldo si dovesse partir di la terra, con tutte le meretrice
-et li soi homeni; _unde_ se partì _tunc_ 150 homeni non haveano soldo._
-Item,_ mazenavano al zorno, con quelli molini da man, da manzar per 100
-homeni et non più; non bevevano vin za zorni XV, per esserli manchato.
-Dil Re si divulgava a dì XV dovea esser a Verzei, _tamen_ indusiò
-qualche zorno a venir.
-
-In ditto zorno zonse in campo borgognoni 60 a piedi, belli homeni et
-ben armadi. El capetanio zeneral volsse si toleseno a nostro soldo per
-uno mese, a fiorini 4 di Rens per uno; erano stati a Milan, sperando
-el Duca li desseno soldo più di un mese, et ebbe _solum_ uno fiorin per
-uno.
-
-El sig. Marchexe de Mantoa, capetanio zeneral nostro, non se sentì
-bene et se amallò di fluxo; stava in letto in una cariola sotto il suo
-pavion (_padiglione_), et li Provedadori lo andò a visitar.
-
-A dì XV ditto, Piero Marzello et Zorzi Emo, i qualli a dì 28 Luio nel
-conseio di Pregadi fonno electi oratori a portar el baston et stendardo
-di capetanio zeneral in campo a lo illustre Marchexe di Mantoa; _unde_,
-partiti a dì 6 Avosto da Venetia con molti zoveni patricij, andati per
-veder il campo, et trombe et pifferi dil Principe nostro; et zonti a
-dì 14 a Vespola, la sera ivi alozono. Et la matina, fo il zorno di
-S. Rocho, dovendo venir in campo, Bernardo Contarini con stratioti
-li andò contra mia 5, et, trovato ditti oratori, veneno di longo. Et
-el sig. capetanio mandò suo fratello, sig. Zuane di Gonzaga, era al
-soldo de Milan, et Hanibal Bentivoy, pocho lontano di Vespola; poi li
-andò contra el conte di Petigliano con un squadron a cavallo armado a
-la liziera et senza elmeti; poi andò una squadra de cavalli todeschi
-a cavallo, pur armati a la liziera; poi li cavalli alemani dil Duca,
-armadi come andavano, zoè il corpo di la curaza, arnesi, schiniere et
-zelade. Et zonti ditti oratori con lo stendardo spiegato et il baston
-avanti, sonando trombe et pifari, si tochono la man; et lì fo dimorato
-alquanto. Et dismontati al pavion dil capetanio, dove era fatto uno
-altar da dir messa, con alcune cortine atorno, fo dil Re de Franza,
-divisade di raso bianco et veludo paonazo, con molte lettere dorade
-di sopra, zoè questi segni C. A., che vien a dir Carlo et Anna, la
-nome di esso Re et Raina. Et qui sotto era, oltra el capetanio nostro,
-provedadori et oratori, el sig. Galeazo, capetanio zeneral dil Duca,
-el conte di Petigliano, el conte di Chaiazo, sig. di Rimano, sig.
-di Corezo, Hanibal Bentivoy, sig. Gasparo Frachasso con tutti altri
-nostri conduttieri et ducheschi, vestidi di zornede d'oro et d'arzento,
-con belle colladene d'oro. Et el sig. Marchexe havia una zornea di
-restagno d'oro, et avanti lui era uno forzier coperto de panno d'oro,
-dove el se inzenochiava. Il stendardo era posto in mezo il pavion, et
-baston d'arzento sopra l'altar; et fo cantato una solenne messa, con
-cantadori, pifari, et trombe venuti de qui. Et, fornita, fo portato el
-baston a Zorzi Emo, el qual dovea far le parole, et il stendardo. El
-qual apresentò a ditto Marchexe, per nome di la Signoria, dicendo con
-gran gravità, che la Illustrissima Signoria per li soi boni portamenti
-et opere havia diliberato ornarlo del ditto capitaniato zeneral, zoè
-dil titolo di tutte le sue zente d'arme, et decorar Soa Excellentia
-di l'insegne dil sceptro et vexilo dil protetor nostro San Marcho, a
-conservation et mantenimento dil Stato di essa Illustrissima Signoria,
-a honor et perpetua gloria de Soa Excellentia, et a confusion de tutti
-li inimici de quello Illustrissimo Stado, con altre parole di questa
-substantia. Et lui rispose: Magnifico ambassador, a mi par impossibele
-poter responder a le parole de Vostra Magnificentia, ma dirò ben che
-non per merito alcun quella Illustrissima Signoria, ma per l'amor et
-benivolentia che quella li portava, la se havea degnà de honorarlo de
-tal insegne, dil baston et honorifico vexillo. Lo qual con gaiardo et
-forte animo lo accepto, sperando far tal opere, che la Illustrissima
-Signoria cognoscerà haverlo conferito a persona che li mostrerà qualche
-bon fructo, preponendo el ben, utele et comodo de quello Illustrissimo
-Stado a la vita propria, et in fino nel corpo di mia madre era servidor
-de la prefata Illustrissima Signoria. Potrà haver uno capetanio più
-praticho de mi, ma di fede tale mai lo troverà al mondo. Et finito,
-tutti andono al suo lozamento; et li ambassadori veneno alozar con
-li Provedadori, et la sera fo convidati li zentilhomeni a zena col
-capetanio a uno suo pavion, et cussì poi la mattina a disnar alcuni
-andono _etc._
-
-In questa notte passata, el sig. Galeazo, capetanio dil Duca, et el
-conte di Petigliano andono asaltar li borgi di Novara con zercha 8 in
-X milia persone, tra cavallo et piedi, da diverse bande, per brusarli
-si tenir non li potevano. Et da una banda esso sig. Galeazo con 5000
-alemani et 400 cavalli, da l'altra el conte de Chaiazo con alcuni
-altri pedoni et cavalli, da la parte verso Vegevene la nostra zente
-col conte di Petigliano; et l'hordine era di andar do o ver tre hore
-avanti zorno, ma non andono ducheschi se non a l'alba. Et cussì nostri,
-acostati a ditti borgi, principiò a fichar fuogo in alcune caxe, et
-con i nimici principiono a scharamuzar. Fonno rebatudi fino a le terze
-sbare, per modo comenzono a trazer bombarde, passadori et freze; li
-nostri con schiopeti et passadori. Et in questa baruffa fo morti de'
-nostri zercha 200, feriti alcuni; et da una spingarda fo morto Alvise
-Lanza, contestabele nostro; li altri moriteno, fonno alemani dil
-campo duchescho, et de' nostri zercha 64; et, si asaltavano a l'hora
-deputata, nostri certo ottenivano li borgi.
-
-In ditto zorno, di 15 ditto, zonse lettere di la Signoria di 12,
-cometeva dovesseno nostri far corarie fino a Verzei, brusando _etc._,
-perhò che li ducheschi _numquam_ havia voluto, dicendo Madama di Savoia
-era parente dil Ducha, et non era bon farli danno, perchè era costreta
-a far quello la faceva, non potendo resister a' franzesi.
-
-_Item_, questa sera zonse el nontio dil Pontifice in campo con la
-scomunega dil Re di Franza; era mondano, et mandò uno dal Re a dimandar
-salvo conduto.
-
-Per uno preson nostro, era in Novara, rescatato et pagato la taia,
-vene in campo et referite esser gran fame in la terra; masenavano a
-man, non haveano vin se non chara 5 in tutta la terra, assa' amalati da
-ponta. Et questa notte, tre hore avanti zorno, alcuni cavalli di Verzei
-con farine intrò in Novara; et che si aspettava venisse il Re a darli
-soccorsso.
-
-A dì 16 ditto, li Provedadori fece lezer la lettera di la Signoria al
-capetanio, andati a soa visitatione con li oratori. Et disse, era stato
-sempre di questa opinione; et che se dia _etiam_ el guasto a Novara,
-con mortari et mangani trazer a la terra; le bombarde grosse, erano mia
-cinque di là de Vegevene, di l'hordine dil Duca fo tornate ivi.
-
-_Item_, 100 alemani, fuziti dil Re, nostri soldono con fiorini de Rens
-4 al mexe per uno. Et li do capi referite esser tre settimane erano
-partiti di Aste, dove era il Re con persone utele et inutele 13 milia;
-haver _solum_ 3000 alemani, di qual eran scampati 1500; _tamen_ poi li
-zonse altri mille et ducento, et quelli fuzino fo per non haver le so
-page.
-
-_Item_, che 'l Re havia mandà in Franza per danari, ma non li havea
-potuto haver, però che dicevano, vollevano prima Soa Majestà vadi in
-Franza, poi faranno quella deliberatione li parerà; et ch'el Re volleva
-venir, passà questo caldo, a Verzei, a far la massa, poi socorrer
-Novara.
-
-_Item_, zonse in campo nostro 200 elemani, venuti di Elemagna per haver
-soldo, et per conseglio de domino Zorzi di Pietra plana, capetanio di
-li elemani ducheschi, nostri li asoldono. A tutti fo dato sacramento
-per el ditto Zorzi, _juxta_ el solito, di fedeltà; _tamen_ haveano
-poche armadure.
-
-In questo zorno zonse in campo Orssato Morexini, pagador, con ducati
-18 mille. Li andò contra Bernardo Contarini con alcuni contestabeli et
-stratioti.
-
-Quello andò a Turin, per tuor il salvo conduto per il Nontio dil Papa,
-ritornò dicendo bisognava saper la sua nome.
-
-Per do sacomani de Reame, era con Zuan Jacomo de Traulzi, fuziti di
-Verzei, venuti qui, et riferiteno li soldati taliani in Verzei esser
-mal voluti da' franzesi, et che alozano separati da loro, et in tutto
-sono da 8 in 10 millia persone, tra le qual 2000 alemani et alcuni
-guasconi; et che era zonto, za tre zorni ivi, el sig. Constantin
-Arniti, venuto da Monferà con cavalli 40, et aspettava il resto fin
-100 homeni d'arme; cento era con il Traulzi, el resto franzesi; et
-vollevano metter li pavioni fuora di la terra, ma pur terminono de
-aspettar el Re; _tamen_ haveano gran paura de stratioti; dopoi che i
-preseno i ballestrieri dil Traulzi, dicevano voler venir contra nostri
-e intrar in Novara.
-
-A dì 17 el Duca de Milan scrisse in campo, esser contento si cora a
-Verzei, et si riportava al suo capetanio; et cussì consultato, el conte
-de Petigliano et el conte di Chaiazo erano di oppinione. Ma pur el sig.
-Galeazo slongava.
-
-El capetanio zeneral nostro, migliorato, ussì di lo alozamento, et vene
-da li Provedadori; _tamen_ non era ben varito.
-
-In campo nostro era za zonti 40 homeni d'arme di la conduta dil Duca
-di Gandia, sotto questi, _videlicet_: sotto il conte Christofaro di
-Gonzaga, numero 20; sotto Iacomo da Poiana, vicentino, numero 8; sotto
-Zenon Avogaro, da Treviso, numero 8; sotto il Zenoese, era con il
-prefetto, numero 2, et do altri separati. Questi erano mediocremente
-a cavallo, ben armati, atti homeni a cavallo, ma in arte militar
-inexperti, dil Zenoese in fuora. Haveano habuto ducati 30 per curaza da
-domino Aloysio Becheto, orator dil Papa qui a Venetia.
-
-Venne Francesco Grasso da Roma, et 4 contestabeli, zoè Zuan da Feltre,
-et tre altri. Li Provedadori li tolseno, et li dette 100 provisionati
-per uno, zoè di 150 page di Alvise Lanza, et 100 di provisionadi fo
-dil Cicogna, el qual era partito senza licentia. _Item_ pagò 200 di
-Bernardin di Ugoni, era amalato et partito di campo. El residuo di
-quelli fo di Zuan Biancho de Sicilia et di Zuan Anzolo di Urbino. Et
-a li presone de li contestabelli deteno provisione; et oltra di questi
-fanti, la Signoria scrisse dovesseno far 200 elemani, non potendo haver
-nè desviar quelli era con il Re et duca di Orliens in Novara; et li
-Provedadori li mandono a far, come dirò.
-
-A hore 3 di notte zonse una spia di Verzei, et notifichò come dovea
-venir cavalli 300 di farine per entrar in Novara, li qualli doveano
-partir a hore una di notte, e far più di 20 mia quella notte, e venir
-in la terra, e slongava la strada X mia per andar per vie sigure. Et
-el capetanio zeneral subito, _licet_ fusse amalato, montò a cavallo et
-fece metter in hordine le zente, zoè 700 homeni d'arme, et Bernardo
-Contarini dete la mità di stratioti et alcune fantarie. Et a hore 4
-andono a la volta di Vespola, mia 5 dal campo, versso Vegevene, perchè
-doveano ditta scorta et vittuarie far quella via. Anchora in quell'hora
-montò a cavallo el sig. Galeazo, capetanio zeneral dil Duca de Milan,
-con homeni d'arme 400, fanti alemani 5000, et esso Bernardo Contarini
-con il resto de stratioti; et andono a la volta di Novara, in su la
-strada maistra versso la montagna, e lì dimorò per fino a do hore
-di zorno. Visto non pareva niuno, el sig. Galeazo ritornò, et cussì
-_etiam_ era ritornato el capetanio. Ma Bernardo Contarini, desiderando
-con li stratioti di far qualcossa, andò per quella strada maistra
-versso la montagna, et, chavalchato mia 8, si voltò per costa verso
-Verzei, visitando molti castelli, era prima dominati per franzesi,
-ma per stratioti reaquistati; et, acostato a uno castello chiamato la
-Badia, mia 3 vicino a Verzei, et non potendo haver alcun li venisseno
-contra, se non che trovò in una ara cinque franzesi con assa' femene
-che tribiava; et li franzesi volendo scampar, li stratioti li azonze
-con le lanze in la schena, ne amazono tre, do feriteno a morte, dei
-qualli non si potè far alcuna examination. Et cussì ritornò stratioti a
-li loro alozamenti.
-
-Quelli di Novara mostrava fuogi et li studava, poi di novo li
-apizavano; per i qual signalli dimostrava esser in gran necessità,
-dimandando soccorso da Verzei.
-
-A dì 18 ditto, essendo stato la notte avanti el capetanio zeneral
-nostro per aspettar venisseno quelli cavalli con le vittuarie, et non
-essendo venuti, dubitando la notte seguente non venisseno, mandò el
-conte Carlo de Pian de Melletto et Carlo Secho con bona suma di zente
-su la strada, da la qual via havevano più sospetto.
-
-Fo principiato a far uno bastion a presso la terra, et, per non haver
-guastadori, non se compite sì presto; _unde_ li Provedadori rescrisse
-di novo a Milan li mandasseno, perchè non era venuti di 2000 se non
-200, li qualli erano stati do zorni et fuziti; et, volendo dar el
-guasto, necessario era esservi guastadori.
-
-_Item_, fo comenzà a far uno fosso per fortifichar el campo, et
-_continue_ lavoravano; ancora fo principiato a dar il guasto a la terra
-da uno canto.
-
-Et a hore 4, nostri inteseno era ussito di Novara più di 500 cavalli a
-la liziera, e fuzivano verso Verzei; et quei di la terra, a hore 2 in
-3, trete molte bombarde _præter solitum_, et levono 3 volte fuogo in
-zima di la torre, poi lo smorzò. Et el capetanio, inteso questo, subito
-montò a cavallo a la liziera con assa' cavalli, et andono driedo di
-questi fuzivano. Quello seguite, intenderete.
-
-El messo, andò a tuor dal Re el salvo condutto, non era ancora
-ritornato, et el Nuncio pontificio stava lì in campo.
-
-A dì 19 ditto, per tre vie, nostri haveno nuove di Verzei. Prima, a
-mezo zorno, zonse uno fo mandato per Tadio da la Motella a Verzei e a
-Turin, et referì esser partito a dì 16 da Turin, dove el Re con la so
-corte era, et spesso andava a Chier per veder la inamorata soa. _Item_,
-di Franza non era venuta zente, ma ni anche si aspetavano; et che da
-Turin fino a Verzei era alozate da 4 in 5 milia persone, in Verzei
-8 in 10 milia; in tutto, el Re se ritrovava haver da XV in XVI milia
-persone, in tutto, tra utele et inutele, senza quei sono in Novara; et
-che se dicea volea venir a trovar il campo, et socorrer Novara. Et che
-el Duca de Savoia steva malissimo.
-
-_Item_, a hore 22, el capetanio zeneral have per do soi trombetti,
-venuti da Verzei, come in questo zorno era zonto ivi 8000 elemani et
-1800 homeni d'arme, et che volea venir asaltar lo nostro campo di notte
-da tre lai (_lati_) a un tempo; da Verzei, da Novara, et da un'altra
-via; _tamen_ per questo nostri non hebbeno paura, ma avevano con
-grande....; et el capetanio havia ordinato li collonelli, e tutto.
-
-_Item_, a hore una di notte vene uno vexentin, bandito di Vicenza,
-chiamato Basilio de la Scuola, el qual era stato in campo dil Re, et
-ozi, partito di Verzei mostrando andar a Turin, vene da' nostri et
-refferì a li Provedadori esser in Verzei lanze 1000 tra franzesi et
-taliane, elemani zercha 5000, con alcuni guasconi, borgognoni, savogini
-et paesani; in tutto, con quei è col Re, persone 15 in 16 milia;
-et che aspetavano el Re là per tutta questa altra settimana; et che
-ogni zorno andava in Verzei do homeni d'arme ducheschi a parlar con
-quelli baroni. _Item_, che hanno mandato el balio del Degiun a condur
-gran numero de elemani; _tamen_ era ito con pochi danari; et era mesi
-cinque li provisionati non havia habuto denari; et a Verzei era zonto
-el Maraschalcho de Giaè et altri gran maestri, per veder qualche bon
-lozamento, per metersi col campo fuora di la terra; altri diceva era
-venuto per dar la paga.
-
-
-_Zente da cavallo et a piedi si ritrovava in Verzei, sì come riferite
-el vicentin sopra ditto._
-
- Mons. de Fois, locotenente dil Re lanze 60
- La compagnia dil Duca di Orliens » 60
- Compagnia di mons. di Lignì, cuxin dil Re » 100
- Compagnia di mons. l'armiraio di Franza venuto » 100
- Compagnia di mons. Arbereto venuto nuovamente » 50
- Compagnia dil Grand Venor, _idest_ cazador, _ut
- supra_ » 50
- Compagnia di mons. di Borbon venuta, _ut supra_ » 50
- Compagnia porta castroni per insegna, venuta _ut
- supra_ » 50
- Mons. di Guisa » 50
- Mons. d'Alban » 50
- Mons. d'Armansa » 50
- Mons. d'Auson, fratello di mons. de Obegnì » 50
- Mons. di Serva » 50
- Compagnia de mons. de Verzì » 30
- El balì.... d'Auson » 20
- Mons. de Beumon » 40
- D. Zuan Jacomo di Traulzi » 40
-
- Summa lanze 900
-
-Cavalli lizieri numero 1000; et questi hanno do arzier a cavallo per
-homo d'arme.
-
- _Homeni da conto è ivi._
-
- Mons. de Fois.
- Mons. el Marchial.
- Mons. el Metre de l'artilaria.
- Mons. di Pienes
- Mons. el Visconte de.......... gran tesorier.
- Mons. de Serva.
- Mons. d'Auson.
- Mons. de Beumon.
- D. Joan Jacomo di Traulzi.
- Sig. Constantin Arniti.
- D. Camillo Vitelli.
- Sig. Troian Papacoda.
-
- _Fantarie._
-
-Tra todeschi, savoini, guasconi, piamontesi et altre generation, zercha
-5500.
-
-_Artilarie._
-
-Serpentine numero 5, di 8 pie' et mezo in circa longe, traze ballote di
-ferro de lire 35, a unze 18 la lira.
-
-Colovrine, zoè passavolanti, numero 4, di 12, 13 et 14 pie' longi
-l'uno, traze ballote di lire 22 et meza.
-
-Falconi, a modo spingarde, numero 14, traze ballote di piombo di lire
-10 in 12 l'una, sono longe pie' 7.
-
-_Item_, per quanto inteseno li Provedadori da quel messo di Thadio di
-la Motella, era intrati quella mattina, a dì 19 Avosto, 40 cittadini di
-Novara in Verzei. Fu fatto duplicar le guarde et scolte dil campo, et
-ordinato steseno vigilanti, a ciò nostri non fusse intercepti.
-
-Havendo la Signoria nel conseio di Pregadi preso, a dì... Avosto, di
-dar al conte di Petigliano in tempo di pace ducati 33 milia, et in
-tempo di guerra el terzo più, zoè ducati 44 milia a l'anno, et tegni
-le zente proportionate al stipendio, et questo per anni 5 et uno di
-rispetto in libertà di la Signoria, et titolo di governador, perchè
-non si havia potuto acordarlo con quello li Provedadori li offerseno al
-principio; et a dì 19 era stati a parlamento. El qual dicea havea col
-Re di Napoli in tempo di paxe fiorini d'oro 33 milia, a incoronati ij
-per fiorino, eran carlini 12, zoè lire 6 de nostra moneda, et in tempo
-de guerra la mità più, et perhò non volleva acceptar quello nostri li
-offeriva, ma dimandò licentia; _tamen_, dicendo volleva star ancora X
-o ver 15 zorni in campo per far cossa grata, et li Provedadori li dete
-per avanti ducati 500, _juxta_ li comandamenti di la Signoria.. Et in
-questo zorno, a dì 19, ricevuto lettere di questo, ditti Provedadori
-volseno parlar con esso conte, el qual pregò che per do zorni non ne
-parlasseno alcuna cossa, per esser li cieli mal disposti, però che è
-homo segue molto astrologi et hore. Et cussì restono; poi parlono, et
-concluse come dirò.
-
-Et in questo zorno ritornò el messo andato al Re per il salvo conduto,
-et il Re non li volse farlo. Ma quelli soi gran maestri li disse: Fa
-el nontio vegni sopra la nostra fede. Et cussì ditto messo la matina
-seguente, abuto cavalli da' nostri Provedadori, se partì et andò dal
-re; _tamen_ non li apresentò el breve, et rimase de li soi, come dirò
-di sotto; e più non ritornò.
-
-A dì 20 ditto fo consultato da li Provedadori con el capetanio, conte
-di Petigliano, et li ducheschi, però che dubitavano di non esser
-asaltadi da' franzesi, sì da quelli erano a Verzei, _quam_ di li altri
-di Novara. Et el conte di Petiglian disse, li pareva, essendo el Re
-più grosso de nui, de non aspettarlo lì. L'opinion dil conte di Chaiazo
-era, che 200 homeni d'arme et 500 fanti, era in Trechano, venisseno in
-campo, et ivi rimanesse Zuan Griego con li soi ballestrieri a cavallo
-et 100 fanti. Et concluseno cussì, perchè el campo si augumentasse.
-_Item_, che da poi manzar el conte di Petiglian et il conte di Chaiazo
-dovesseno andar a veder li alozamenti de Monteselli, do a mia luntan
-dil campo più al basso, o vero inquerisse qualche altro più securo
-lozamento.
-
-In questo zorno fuzite in Novara zercha 20 ragazi de li stratioti con
-li soi ronzini, et fo ben ricevuti dal duca d'Orliens, et datoli ducati
-6 al mexe per uno et le spese; et questo per non haver auto el suo
-dover da li soi patroni, i qualli haveano tochato lhor page.
-
-Li Provedadori have lettere di Pavia di Piero Michiel, provedador,
-conduceva le zente dil sig. di Pexaro in campo, governate da suo
-fratello sig. Galeazo, zoè 80 homeni d'arme et 60 ballestrieri a
-cavallo, et acelerava el camin. Et a dì 22 da matina zonseno in campo.
-Et Piero Michiel, sopra ditto, poi partì di campo, zonse a Venetia a dì
-2 Septembrio.
-
-A dì 21 ditto, da matina, stratioti andò a imboscarsse a presso la
-terra; et ussite fuora alcuni cavalli franzesi a la liziera, con i
-famegij o ver ragazi de li stratioti ivi fuziti; et pocho lontano
-di la terra stratioti erano ascosi ussite, et li dete driedo fino a
-li repari; et de li soi famegij, che volseno pur contrastar, do di
-fatto fo morti in la scharamuza, do fo presi, uno di qual era ferito
-su la testa mortalmente, el qual, menato in campo, morì. Fo feriti do
-altri, et uno franzoso; et stratioti dimandò a li Provedadori, quel
-suo famegio prexo, a exempio de li altri, fusse impichato subito. Ma
-Piero Busichio lo dimandò lui di gratia li fusse concesso lui medemo lo
-impalasse, per metter terror a li altri. Ma li Provedadori non volseno,
-et lo fece impichar.
-
-In questo zorno, da poi manzar, li fanti di Chozanderle, todescho, si
-levò a remor, dicendo volleano danari, et esser satisfatti di le spexe
-haveano fatto nel venir in campo. E li Provedadori con bone parole li
-disse, non esser tempo di la paga, et al tempo ge saria data. Et loro
-non volendo questo, mostrò adunarse insieme et volersse partir, andando
-su certa pianura, et ivi steteno fermo. Et vedendo essi provedadori
-Chozanderle haver da loro pocho ubidientia, mandò a pregar domino
-Zorzi di Pietraplana, capetanio di elemani ducheschi, che andasseno
-a tasentarli et farli ritornar, mediante la sua reputation, la qual
-era assa'. El qual subito andò, et li fece ritornar, per esser molto
-reverito; et si questo non fusse, in campo non si poria governar
-todeschi.
-
-Per uno eleman fuzito di Novara in questa matina, se intese in la
-terra esser gran fame; ogni giorno ne fuziva X in 12 elemani al troto,
-andavano a la volta dil monte; non haveano pan ni vin, ma formento, et
-non pono masenar a man a suficientia per tutti; et che viveano di carne
-et formazo, bevevano mosto, et pocho ne era; et assai de li animali era
-in la terra, per necessità morivano ogni zorno più di un paro.
-
-Essendo andati, come scrissi, el conte di Petiglian et conte de
-Chaiazo a veder il lozamento di Monteselli, tornati, riferiteno non
-esser buono; et ozi andono a veder uno altro. Et tornato el conte di
-Petigliano, li Provedadori insieme col capetanio zeneral parlono con
-ditto conte di Petigliano, et li offerino ducati 33 milia im paxe
-et ducati 44 milia in guerra, et che questa era la intention di la
-Signoria; et lui non volleva. _Tandem_ li disseno, ducati 33 millia et
-ducati 48 millia; et esso conte pur renitente, dicendo meritava più.
-Et chiamati dentro Piero Marzello et Zorzi Emo, ambassadori al conte,
-_etiam_ tutti lo exortono. El qual conte, _conclusive_, dimandò ducati
-33 milia in tempo di paxe, et ducati 50 milia in tempo di guerra. Et
-vedendo nostri esser la differentia _solum_ di ducati 2000 in tempo
-di guerra, Luca Pixani, provedador, ambassadori et etiam el capetanio
-li promesseno ditti ducati 50 milia. Et cussì fo fermato l'acordo, et
-scritto a la Signoria. La qual rescrisse esser contenta. Et el conte
-mandò poi in questa terra Filipo di Arezo, suo secretario, Bortholomio
-de Vico et Antonio, suo fratello, tutti tre a far et sigillar li
-capitoli necessarij; a li qual dette plena comission. Et per non si
-poter far lì in campo instrumento di man di notaro, per non vi esser
-il modo, li Provedadori a dì 28 ditto conveneno scriver a la Signoria,
-et far fede questi venivano qui per tal causa. Et cussì esso conte fo
-condutto governador zeneral dil campo.
-
-In questa sera a hore 3, essendo trate 3 o ver 4 bombarde da Verzei,
-et quelli di Novara risposeno, el capetanio nostro dubitò per questo
-signal non venisse socorsso a Novara. Et poi vene una di le guarde, et
-disse le zente nostre, era a Chamariano, havea asaltà alcune some di
-vittuarie andava in Novara et quelle havia prese. _Unde_ el capetanio
-subito montò a cavallo, et mandò zente dove el bisognava, et stratioti.
-Et ditti stratioti, pocho lontan di Verzei, se scontrò in alcuni
-cavalli lizieri dei nemici et X homeni d'arme, et quelli investiteno.
-Li cavalli lizieri si messe in fuga, et li homeni d'arme volse far
-testa; et, non potendo resister, voltò le spalle, et stratioti ne prese
-uno vivo, amazò cinque et preseno _etiam_ 6 franzesi, i qualli havia
-_solum_ el corpo di la curaza, et molti altri pedoni da 40 in 50.
-Driedo veniva 80 homeni d'arme da Verzei; li qual, sentito la furia
-de stratioti, ritornono indriedo, sì come per la confession di l'homo
-d'arme se intese. Quelli veramente di la guarda de Chamariano prese
-12 in 15 cavalli da soma, con alcuni presoni, et sacheti di farine
-streti et longi, tien mezo staro nostro l'uno; _etiam_ altri sachi
-di pan, carne salade, butiro et qualche refrescamenti. Et erano però
-assa' some, parte fu prese, come dico, parte ritornò a Verzei; per modo
-intrò in Novara _solum_ X cavalli con X di quei sacheti di vittuarie.
-In questa scaramuza de stratioti, do de loro fonno presi da li nemici,
-perchè li cavalli li straportono fino in le man de essi franzesi che
-fuzivano.
-
-Et li Provedadori comesse a Bernardo Contarini, dovesse examinar l'homo
-d'arme preson de stratioti. El qual riferite de li 80 homeni d'arme
-veniva, come ho scritto, era _solum_ 2000 elemani, ma el balì dil
-Degiun era andato a quelle montagne de sguizari per far 8 in X milia;
-le altre fantarie erano piamontesi, savogini et zente paesane; et
-notifichò le zente ivi erano.
-
- _Lista di le zente d'arme e fantarie sono a Verzei, secondo la
- examination di uno homo preso, facta a dì 22 avosto, nome Francesco
- d'Aracurt_[141].
-
-A dì 21 ditto, di notte, el sig. Frachasso di San Severino volse
-licentia dal capetanio nostro et dal sig. Galeazo, suo fratello,
-capetanio di Milan, di poter andar a far una coraria in certo loco,
-dove teniva el suo disegno anderia bene. Et la licentia habuta, andò
-con più di 100 homeni d'arme sul Verzelese, et fece uno bellissimo et
-richo butino, et la notte driedo ritornò in campo con il buttin di più
-de 200 animali grossi, piegore 900, et presoni 22 da taia. Et questo
-fo il principio di correr su quel di Verzei, per la qual cossa, madona
-stava alquanto suspesa. Et ditto Frachasso vadagnò assa'; se divulgava
-prima fusse andato dal Re, ma ritornò con ditto butino in campo.
-
-A dì 22 ditto. Hozi, essendo stà comandato per el capetanio 100
-stratioti de la compagnia che era con Piero Duodo, provedador, di
-andar a le scolte a l'alba dil zorno; andati, se incontrorono in 8
-homeni d'arme et 50 balestrieri a cavallo et cavalli lizieri, ussiti da
-Verzei, con animo di andar ad asaltar Chamariano, dominato per nostri,
-qual è castello di Savoia, dove era 25 homeni d'arme, 100 pedoni. Et
-tre mia lontan dil campo verso Verzei scontrati, fonno a le man. A la
-fin nostri fo vincitori, cazando ditti homeni d'arme fino a Verzei,
-morti di loro 8 et tre homeni d'arme presi, et cavalli lizieri 35, tra
-li qual uno homo d'arme da conto, zentilhomo, et altri 6 armadi con
-il corpo di la curaza, il resto tutta zentaia et homeni desuteli. De
-stratioti fo presi do et uno ferito.
-
-A dì 23 ditto, havendo per avanti scritto la Signoria in campo si
-dovesse far 2000 elemani, per via di domino Zorzi di Pietraplana,
-et cussì ditto domino Zorzi li mandò a far. Et essendo il tempo di
-mandarli a levar, et darli fiorini di Rens do per uno lì, et do come
-zonzevano in campo, _unde_ ritrovandossi in campo venuto a veder uno
-nostro patricio..... Valier, parsse a li Provedadori di cometterli tal
-faticha, di mandarlo mia 50 de lì fino a..., per ditti elemani, et più
-in là si 'l bisognava, per levarli, pagarli et farli venir in campo.
-El qual patricio, vedendo era necessario per servir la Republica,
-_libentissime_ questo cargo acceptò. Et cussì in questa matina, a dì
-23, si partì con li danari et uno fameio et tre altri in sua compagnia;
-et, datoli scorta, lo accompagnaseno mia X lontan dil campo, andò al
-suo viazo.
-
-Vene lettere di li capi dil conseio di X, che li Provedadori non
-scrivesseno a persone private nove alcune, _juxta_ la leze era; et
-questo per certi remori di parole fo ditto a Venetia; et li rescrisseno
-erano contentissimi.
-
-È da saper che, havendo a dì 22 ditto, a hore 3 di notte, li
-Provedadori scritto, _juxta_ il consueto di una lettera al zorno, a la
-Signoria, el corier fo pigliato da i nemici di Novara, o fusse franzesi
-o villani, et tolto le lettere le averzeno, et parse di mandarle a
-Verzei, poi dal Re, per tre villani. Li qualli, _ita volente Deo_, fo
-da alcuni nostri fanti a pe' presi, et toltoli le lettere. Li quali
-li offerse a ditti fanti ducati 50, et liberasse colui portava le
-ditte lettere, le qual ancora nostri non le haveano acatate; ma visto,
-_voluntarie_ se dava tanta taia, lo zerchono e trovoli queste lettere,
-et lo condusseno in campo a hore una di notte, et presentate le lettere
-di Provedadori insieme con altre lettere franzese, scritte per el Duca
-di Orliens al Maraschalcho de Giaè, a mons. di Pienes, a mons. de Fois
-et ad altri, tra le qual ne era tre in zifra. Su una era scritto li 600
-elemani in Novara erano intrati, ma non le vittuarie; _solum_ cavalli
-10 con alcuni sacheti di farina streti et longi, da tener davanti
-l'arzon, de 400 sachi i erano, e alcuni.... de vin e altre cosse da
-manzar. In altre lettere si conteniva li dovesse mandar danari per dar
-a le zente da pe' et a' cavalli, zoè ducati 24 milia, come se referiva
-a quelle in zifra. Per un'altra significhava, come havia preso questo
-cavalaro con lettere di Provedadori, le qual le mandava a mons. de Fois
-in Verzei, che le lezesse et monstrasse a tutti dil suo conseio. Et la
-copia di le lettere in zifra li Provedadori mandono a la Signoria a dì
-25, et ditti villani fonno messi in cepi per farli impichar. El corrier
-non intendevano dove si fusse. Quello sarà, scriverò.
-
-In questo zorno, dovendo partirsse dil campo per ritornar a Venetia
-Piero Marzello et Zorzi Emo sopra nominati, et il Marzello si amalò
-e rimase a li Orzinuovi, et l'altro vene di longo, et acompagnati da
-Bernardo Contarini con 350 stratioti ditti oratori fino a Monticelli,
-mia 3 distante dil campo, et tolto licentia, esso Bernardo Contarini si
-voltò in zoso verso Verzei, et cavalchò con ditti stratioti fino mia 8
-di là da Verzei, scorzisando tutto quel paese. Et havendo gran voluntà
-de scharamuzar, quel zorno se redusse sopra una colina, circondata di
-una bellissima campagna, et ordinò le guardie prima sul fiume, poi
-ai passi di le strade, et mandò fin su le porte di Verzei zercha 50
-cavalli. Ma quelli di la terra mai volseno ussir fuora. Et vedendo
-stratioti che non ussivano, 100 di loro corse quasi fino a Turin, zoè
-sino sopra il fiume chiamato la Sciesa, et tolseno zercha cai 600 de
-animalli, tra grossi et menudi, et li condusseno a salvamento in campo,
-che niuno non li vene in contrasto. Et questo fo la matina.
-
-El Duca de Milan mandò a drezar il suo pavion, et preparar il suo
-lozamento per venir in campo.
-
-A dì 24 ditto, in campo se ritrovava molti amalati, per il manzar de
-fruti, et senestri patidi, sì homeni d'arme, contestabeli, _quam_
-fanti; dei qual ne era _solum_ 2500, tra provisionadi et page da
-guazo, et questo per esser molti fuzidi. _Unde_ la Signoria scrisse, el
-remedio di tenirli era darli la paga ogni 12 zorni.
-
-In questa matina, per do fanti italiani fo preso uno frate di San
-Francesco, ussito di Novara, el qual arcogieva fasuoli et pome per
-portar in la terra. Et menato dal capetanio, li fo dato da disnar; et,
-examinato, referite in la terra esser gran necessità, et franzesi havia
-tolto quello havea da viver essi frati, et _etiam_ uno monasterio di
-monache, per modo li soi frati non haveano che viver, et conveniva far
-cussì per viver; et che principiaveno a divider le carne per cadauno,
-et ne era pocha; non haveano pan, et viveano de fruti et fasuoli;
-masenaveno con molini a man, et il zorno masenavano pochissimo; ne era
-assa' amalati; e tal zorno al suo monasterio fo sepeliti 17 franzesi;
-et che aspettavano franzesi el Re de dì in dì li desse socorsso; el
-Duca di Orliens smarito in la ciera et di mallavoia. Hor li fo ditto
-vedesse, per via dil suo guardian, di far li habitanti si rendesse; et
-cussì fo lassato.
-
-Questa matina ussite di Novara zercha cavalli 200 per andar a Verzei;
-ussite per fame. El capetanio con li ducheschi li andò contra; _unde_,
-vedendo franzesi haver obstaculo, se ritornorono in la terra; _tamen_,
-zercha vinti cavalli passò, et andono a Verzei.
-
-Ancora in ditta matina Piero Busichio, uno di capi di stratioti, andò
-con cavalli 100 a la volta de Verzei, et fece prede de alcuni animali
-grossi et menudi, in tutto zercha 400, et li condusse in campo senza
-contrasto.
-
-A hore 22 li fanti todeschi di Cozanderle si levono a remor con li
-fanti italiani nostri, et fonno a le man; ne fo morti di una parte et
-l'altra X in 12, et fo ferito in una cossa da uno schiopetto Marco da
-Rimano, contestabelle, et mediante el capetanio et conte di Petigliano,
-governador, fo cessato ditto remor, et Cozanderle, suo capo, non se
-ritrovò, per esser andato a visitation di domino Zorzi di Pietraplana,
-era amalato.
-
-A dì 25 ditto, essendo andati quasi ogni notte stratioti a la guarda,
-perchè non intrasse vittuarie in Novara, et non havendo trovati, erano
-quasi desparati. Et inteso Bernardo Contarini, che dovea ussir 2000
-cavalli di Novara in far la scorta a zerte vittuarie veniva, montò a
-cavallo da prima sera con li stratioti, et andò a uno passo, distante
-dal suo lozamento mia 3; ancora fonno mandate per el capetanio le
-zente d'arme per altri passi, _adeo_ era impossibile a li nemici a
-passar senza contrasto. Et, a hore 2 di notte, le scolte vene dal
-ditto Contarini, dicendo haveano udito una gran chavalchata do mia di
-sotto di le poste sue; et mandato a dir al capetanio dovesse far star
-provisti li homeni d'arme, che la chavalchata era passata, li andò
-driedo a le peste, per modo che, seguitando le peste, li azonseno al
-passo di una certa aqua, et di là di l'aqua era la nostra zente d'arme.
-I qualli subito cridò: Marco! Marco! credendo fusseno 2000; et li
-nemici sentendo, bandonò le vittuarie et si messeno a fuzer; et, per
-esser notte, nostri have gran fatiche a trovarli; li andava zerchando
-per le machie, et nostri si corevano l'uno driedo l'altro, credendo
-fusse franzosi. Bisognava cridar: Marco! Marco! et il nome haveano
-stratioti, zoè: San Valentin! Et _tandem_ i nemici forono tutti presi.
-Se dice erano 35 homeni d'arme et 100 ballestrieri; et preseno tutte le
-vittuarie; et fo gran danno a la terra, che con grandissimo desiderio
-le aspettaveno. Et da poi fece correr stratioti fino di là de Verzei,
-et fece butini di 100 cai de animali grossi, et si scontrono in 8
-chara di vin andava in Verzei, et li sfondrò le botte e spanse el vin;
-_unde_ in Verzei montò il quarto più di quello valleva el vin; et tanti
-animali haveano stratioti, che vendeteno ducati uno l'uno.
-
-A dì 25 ditto, per decreto dil conseio di X, fo mandato Alvise Manenti,
-secretario di ditto conseio, in campo; alozò con li Provedadori. La
-caxon fo secreta; stette alcuni zorni, e ritornò.
-
-In questa notte, ussite gran numero di cavalli di Novara, et andati a
-Verzei; e tanto era la gran fame haveano, che, zonti ivi, si mettevano
-a manzar tanto, _adeo_ morivano.
-
-Per lettere di Vincenzo Valier da...., se intese che de li alemani
-ducheschi fuzia a 50 et 100 al trato, et haverli scontrati; et questo
-per non haver le sue page al tempo dal Duca.
-
-Vene in campo guastadori mandati per il Duca; fu cominziato a far fossi
-et bastioni, per assecuration dil campo.
-
-Fo portato in campo ducati 20 milia per dar la paga _etc._ Et per
-lettere di 23, la Signoria scrisse dovesse el campo star fermo dove
-era, et non si movesse, per non dar animo a li nemici, et che i
-guastadori hanno decreto et scritto, si fazi a Brexa, Bergamo et Crema,
-e sia mandà in campo; et intendendo el bon portamento de stratioti,
-scrisse a Bernardo Contarini, laudandolo summamente, et che non andasse
-tanto avanti, e dovesse vardarssi la persona, et confortar et abrazar
-li stratioti da parte dil Principe per inanimarli. Et cussì fece. Ma
-el Duca de Milan scrisse in campo, non volleva si facesse più corarie
-su quel di madona di Savoia; et in execution di le sue lettere, a
-dì 28 ditto, fo publichato una cria da parte dil nostro capetanio et
-Provedadori; _tamen_ la Signoria scriveva dovesse perseverar stratioti
-in tal incursione.
-
-El capetanio zeneral nostro have per spie, questa notte dover partirssi
-da Verzei 4000 alemani, et venir a soccorrer Novara; _unde_ terminò
-obstarli, et mandò zente a tutti i passi e strade. Et venendo in
-ditta notte, per la via erano le guarde, et discoperti, Thadio da la
-Motella, con la compagnia coionescha, li andò contra, e trovò zente
-d'arme et fantarie inimiche, e cavalli con vittuarie; et investite, et
-sacomani havea sacheti longi di farine; altri barileti de vin longi
-et stretti; altri carne fresca et salada, et polami cotti; et non
-potendo alcuni fuzer sì presto, saltono di cavallo per sconderse in le
-machie, lassando li cavalli con ditte vittuarie solli; et nostri prese
-in questa baruffa 25 homeni d'arme in 30, dei qual era do cavalieri,
-homeni di condition, et li menono in campo con li elmetti in testa.
-Sette di loro erano a cavallo, scosi ne le machie, aspettando la notte
-per poter fuzir; et _etiam_ le vittuarie fonno tolte, et nostri soldati
-trovono adosso questi, sì homeni d'arme _quam_ sacomani, molti danari.
-_Item_, preseno uno secretario dil bastardo di Borbon, è in Novara;
-el qual havea una busteta apichata a l'arzon dil cavallo, ne la qual
-era ducati 500; et per paura si butò da cavallo et fuzite, lassando el
-cavallo con la busteta e danari, li qual fo tolti per nostri. Et questo
-fo a dì 26 avosto, in _mane_.
-
-A dì 26, quei di Novara teniva tutta la notte fuogo in zima la torre;
-la causa non si sapeva, si judichava volesse soccorso. Li presoni,
-presi come ho scritto, fonno examinati; li qual riferiteno, erano 35
-homeni d'arme, 100 pedoni e cavalli molti de vituarie, venivano versso
-Novara; capetanio era mons. di la Palissa et mons. de Satiglion, et
-non sapevano si mons. de la Palissa era venuto, però lo lassono a
-la porta de Verzei, ma ben era mons. di Satiglion con loro. _Item_,
-si ritrovava esser in Verzei 600 lanze, senza quelle era col Re con
-la sua guardia; la qual è 100 lanze, 400 arzieri et 200 ballestrieri
-a cavallo; de fanti era in Verzei zercha 5000, tra elemani et altre
-generation, savoini, piamontesi, guasconi _etc._ El Re se ritrovava a
-Turin, e andava spesso a Chier; et che era partì 400 elemani per andar
-a Provenza, per passar a Napoli in soccorsso di castelli; et che era in
-ville tra Turin e Verzei molti amalati franzesi, ascosi nelle machie,
-et alcuni fanti, li qualli da li ragazi et villani dil paexe erano
-presi et condutti in campo. Et cussì a dì 30 ditto, mandono a Crema
-franzesi ij et arzieri 6 in castello a custodia, ordenando li fusse
-dato da manzar _solum_ pan et vin. Et fo dato a tutti la so taia; poi
-ancora fo mandati de li altri, et _etiam_ ducheschi mandono a Milan,
-a dì 31 ditto, pedoni 53; et questo perchè el Ducha ordinò cussì fusse
-mandati.
-
-Per uno messo di Anzolo Francesco da Santo Anzolo, venuto di Verzei,
-se intese, per haver stratioti spanto quel vin, come ho scritto, era
-cresciuto el vin un quarto più di danari la mesura; et tutto il paese
-era in fuga per causa de stratioti, et che quei di Novara, vengono lì
-per fame, tanto manza che moreno.
-
-A dì 27 ditto, li ducheschi have una lettera da uno suo capo di
-fantarie, in uno castello mia 3 a presso Fontane, advisava, un bon
-numero de cavalli et elemani se reduceva a....., nè sapeva _ad quid_;
-et che si dovesse far provision, dubitando di la rocha di Fontane,
-_licet_ fusse forte. _Unde_, andati dal capetanio et Provedadori,
-deliberorono di mandar questa notte 100 homeni d'arme con 100 cavalli
-lizieri et 200 fanti a sopraveder, et Fontane è mia 12 dil campo, con
-hordene dovesseno star pocho, et poi tornasse.
-
-El conte de Petigliano si fece uno pocho di mal a una gamba, _tamen_
-veniva da li Provedadori a consultation. Et la Signoria scrisse a li
-Provedadori che ditto Conte facesse 500 provisionadi, stesse sempre
-a presso la soa persona. _Item_, a dì 25 ditto, scrisseno, per li
-boni portamenti de domino Zorzi de Pietraplana, capetanio di elemani
-ducheschi, li Provedadori dovesse, _nomine Dominii_, donarli fiorini di
-Rens 300.
-
-A dì 28 ditto venne in campo uno ambassador di la Duchessa di
-Savoia, dolendossi di le corrarie si faceva, et che questa madona non
-aspettava, essendo amiga di la Signoria, et consanguinea dil Duca de
-Milan, et che, fino hora, lei havia messo ogni sua forza a far ogni
-ben.... con il Re, et _tamen_ li era stà tolti castelli per quelli
-ducheschi, et scorsizato el paese. Et che il Re, inteso questo, li
-havia ditto che, al presente, era tempo di romper et non aspettar
-più, et che fin pochi zorni la dominarave 4 castelli dil Ducha; perhò
-pregava el capetanio nostro et Provedadori non facesse far più corarie,
-perchè ancora lei poteva far danni su quel di Milan; et che dovea andar
-a Milan a dir _etiam_ questo al Ducha. El capetanio rispose, poi che
-l'andava a Millan, el Duca li faria risposta conveniente; ma che si
-havea fatto comandamento non si facesse più corarie sopra quel di la
-sua Duchessa, fino non fusse ordinato altro. Et ditto orator restò
-assa' satisfatto, et tolse licentia, et andò a Milan.
-
-Anchora, in questo zorno, vene in campo uno todesco di Strozpurch,
-zornate 12 lontano de lì, a uno...., capetanio di elemani 3000, era
-nel campo duchescho. Et referite, li elemani era col Re de Franza
-esser partiti per comandamento dil Re di Romani, et tornati a caxa.
-_Item_, che era zonto a Strozpurch cavalli 2000, et fanti 5000 di esso
-Re de Romani, venia in campo in soccorso nostro, et che de lì za erano
-partiti, venendo di longo. Questo era il Ducha de...., veniva in campo,
-come per lettere de li oratori nostri a esso Re se intese dovea venir.
-
-Per uno venuto in campo, mandato a li Provedadori per Thadio da la
-Motella, el qual habitava a Turin, refferì, come a dì 28, a hore 15,
-el Re fece conseio, et, disciolto, vene fuora mons. de la Tremoglia
-et mons. di Bres, et che lui sentì dir a mons. de la Tremoglia versso
-mons. di Bres: El Duca de Millan zercha far apontamento con il Re
-nostro. Et mons. di Bres rispose: Io el so; ma voria più presto si
-fesse questo apontamento con la Signoria de Venecia, che con il Moro
-traditor. _Item_, che era con el Re 400 arzieri et zercha 100 homeni
-d'arme e alcuni zentilhomeni de Franza, ch'è la soa guardia; et in le
-altre ville, da Turin fino a Verzei, era zercha 3000 persone, et in
-Verzei haveano fatto la description di fuogi; trovò numero 1500; et
-partivano le zente a tanti per fuogo, zoè 5 homeni per cadaun fuogo,
-tra uteli et inuteli.
-
-_Item_, ch'el Re vollea mandar a soccorrer Napoli alcuni cavalli et
-certi pedoni per mar; et in Verzei era gran numero de amalati, et
-_tamen_ dicevano voler far gran cosse.
-
-In questo zorno i nemici corsse a uno locho dil Ducha de Milan,
-chiamato Palestra, tolse animali et amazò tre villani; et, fatto pocho
-danno, ritornono a' soi lochi.
-
-In ditto zorno zonse Alvixe Manenti in campo; et Zuan de Bernardo fo
-mandato canzelier di Bernardo Contarini, provedador di Stratioti, el
-qual prima era con Piero Duodo.
-
-La Marchexana Maria di Monferà, di età zovene et bella donna, in
-questo zorno morite, et rimase di lei uno fiul, tra li altri, chiamato
-Guilielmo, el qual era Marchexe, di età picolo. Questa governava quel
-stado insieme con suo barba, el sig. Constantin Arniti; et fu _etiam_
-eletto da quelli popoli in governo dil sig. Marchexe et di quel
-stado. Et partito di Verzei se ne andò a Casal, et fu aceptato come
-governador; et scrisse al Ducha de Milan non voler acceptar tal governo
-senza sua saputa, però che quel stado era comandato a esso Ducha.
-
-Li todeschi di Cozanderle in ditto zorno si levò a remor, et insieme
-con lui a cavallo si messeno in campagna, dicendo vollevano la sua paga
-senza far mostra, minazando de partirsse. Et non zovò a li Provedadori
-darli bone parole, per esser esso Cozanderle homo scandaloso; _unde_
-fo forzo al capetanio et al sig. Galeazo, capetanio di Milan, montar a
-cavallo; et ivi andono con bone parole fonno tasentati; et conveneno
-mandar per Orssato Morosini, pagador, li desseno la loro paga lì in
-campagna.
-
-In questa mattina, domino Zorzi de Pietra Plana con gran febre fo
-portato a varir in Vegevene; et li Provedadori si offerse al suo
-canzelier in ogni cossa, volendo darli li fiorini 300.
-
-Fo fatto in campo 3 bastioni: uno su la strada che va a Verzei; l'altro
-a una chiesia di Santa Marta, lontan di Novara mancho di mezo mio, per
-securtà de li fanti erano in detta chiesia a custodia; et il terzo su
-la strada di sopra, versso il monte, la qual strada è maistra _etiam_
-da Verzei a Novara. _Item_, fo fatto uno fosso, andava dal bastion
-primo, era a la strada di sotto, referisce a la strada di sopra, va
-da Verzei a Novara; el qual fosso veniva a divider Novara dal campo
-nostro, et questo pocho manchava a fenir, e dentro il fosso era un'aqua
-che correva; et di qua dal fosso fo fatto uno spalto, alto più di uno
-passo, con fassine et terren grosso zercha 4 pie'; et ogni zorno con li
-guastadori seguivano ditto lavor, per fortifichation dil campo.
-
-Vedendo la Signoria la insolentia di elemani, et _etiam_ el capetanio
-esser de opinion si facesse, in loco di 2000 elemani volevano ancora
-far, tanti provisionadi; _unde_ scrisseno in campo, a dì 26 ditto,
-si dovesse remetter a li contestabeli di le page di guazo tante page,
-computà quelle hanno fino al numero di 2200, et non facesse più elemani
-ma 2000 taliani; oltra di questo, per lettere di 27, ordinono si
-dovesse al tutto strenzer Novara, ma non potevano nostri per le gran
-pioze, et quel terren esser molto al basso et palustre; et che a li
-stratioti, erano stà amazati li loro cavalli, si dovesse pagarli ducati
-15 fin 20 per uno, a quelli presenterà li cavalli da comprar; et questo
-feceno a ciò stratioti fusse a cavallo; et dovesse dar a Bernardo
-Contarini, per spexe, ducati 100.
-
-A dì 30 ditto, le zente andono a Fontane, sì come ho scritto di sopra,
-ritornò in campo, non havendo trovà niente.
-
-Zonse in campo 100 guastadori da Crema, sotto uno cittadin chiamato
-Christofaro di Marco.
-
-El Ducha de Milan scrisse vollea venir questa settimana in campo; et
-cussì referite el suo capetanio a li Provedadori.
-
-In questa matina, essendo andati alcuni stratioti a sacomano, scorseno
-alquanto versso Novara, et detteno fuga a molti de li nemici, et
-preseno 6 franzesi, dei qual ne era 4 arzier et do sacomani, insieme
-con 8 cavalli; sì che stratioti non steva indarno.
-
-A dì 31 ditto et ultimo di Avosto. Fo examinato Bonino, stafier di
-mons. di Serna, el qual diceva, a uno crido faria venir fuora di Novara
-zente. _Unde_, li Provedadori mandò Jacomazo di Venecia, capetanio
-di le fanterie, con alcuni fanti et cavalli, et el ditto legato, et
-più volte cridò, _tamen_ mai non vene fuora niuno; _unde_ lo feceno
-impichar per le busie diceva. El qual, avanti morisse, discolpò molti,
-dicendo non diceva il vero, però che incolpava molto quel..., capetanio
-di molti elemani ducheschi, _tamen_ non era in alcun dollo.
-
-Questa notte, essendo stà la sera deliberato de reiterar de dar el
-guasto a Novara, et Bernardo Contarini mandò 100 stratioti, et el
-capetanio mandò molti provisionadi e fanti a piedi, et detteno il
-guasto. Poi questa matina per tempo fo mandà tutti li sacomani e
-guastadori, con bona scorta di zente armata, sotto la terra a vendemar
-et tagiar li sorgi et megi, di le qual cosse quei di Novara trazeva
-grande sustantia; et niuno di la terra vene fuora a difendersse, ma con
-le bombarde fece alquanto de deffensione, per metter terror a' nostri,
-_tamen_ non fece alcun danno nè dispiacer. Et in questo zorno vene
-fuora di Novara uno nostro fante a pe', preso dai nemici, et riferite
-come in la terra si vendeva pan molto negro e vin mosto. Et intendeva
-esser formento per tre mesi et non più; animali da far carne uno mexe;
-et la notte passata era intrati alcuni danari per dar la paga; _tamen_
-questo se divulgava, et lui non li havia visti; eran assai amalati,
-molti morivano; et che tutta questa setimana erano franzesi stati
-in arme, per il guasto aspettavano si dovesse dar, et eran 4000 ben
-armadi.
-
-Nel nostro campo ne era molti amalati ne moriva, et _etiam_ cavalli
-morivano; et li Provedadori continuamente dimandavano licentia de
-repatriar, et fusseno mandati altri in suo loco; ma il Senato non
-volsse, considerando la suficientia, _maxime_ di Marchiò Trivixan.
-
-In questa matina, come _fortasse_ ho scritto, fo mandato uno presente
-al Ducha di Milan, di la preda dei nemici; zoè pedoni 53, tra francesi,
-guasconi et elemani, aziò ne facesse quello pareva a Soa Excelentia di
-loro.
-
-La Signoria scrisse gli dovesse ultimar l'impresa; laudava Bernardo
-Contarini et li condutieri; che se diga a Cozanderle fazi li suoi
-elemani siano uniti, pronti a li bisogni et aparati; et che advertissa
-i non fuzano; et che quelle zente di Rimano, Pexaro et Ducha di Gandia,
-fatte le loro mostre, li debbino dar la soa paga.
-
-In ditto zorno, Bernardo Contarini con li stratioti passò la Sesia,
-è uno fiume a presso Verzei, a man destra; et lui rimase con il resto
-in cima una collina, con ordene che quelli che correvano con el butin
-dovesseno andar a passar mia 5 di sotto, come havia mandato X stratioti
-a la varda di quel passo, perchè quel passo fusse stà occupato, li
-butini seria andati più basso mia X seguramente; et poi ritornò in
-campo.
-
-In questo zorno fo rescatato el cavalaro nostro, fo preso da li fanti
-de Novara, et tenuto fin ozi; et fo reschatato per uno prete franzese,
-che za molti zorni era stato presone in campo.
-
-Dil Nontio dil Pontifice, andò dal Re, O se intendeva, che subito dovea
-tornar, per haver fatto quello ho scritto. Et questo basti quanto a le
-cosse seguite il mese di Avosto in ditto campo. Et per sequir l'hordene
-di tempi, altro scriveremo; poi ritornerò al campo, al successo dil
-mexe di Septembrio, secondo il consueto.
-
-
-_Successo seguito a Napoli et in Reame in questo mexe di Avosto 1495._
-
-A dì primo Avosto, per lettere di Hironimo Rengiadori, date in Napoli
-et mandate a Roma a l'ambassador nostro, _demum_ in questa terra, come
-a dì ultimo Luio era ritornato el sig. Prospero Colonna con li capitoli
-dil Principe di Bisignano, et per il Re fonno subito expeditti. Le
-cosse di Calabria si prosperava; in Abruzo la città di Chieti alzò le
-bandiere di Ferando, li castelli più si teniva per il Re de Franza, et
-assa' molestavano la terra con le artiglierie, et ogni giorno erano
-a parlamento di acordarsi, _tamen_ senza conclusione. Ferando pativa
-assai de artilarie et bombardieri; et qui sotto sarà notado una lettera
-di esso Re, scritta a li soi ambassadori a Roma, di le nove occorreva;
-la qual è questa:
-
-
-_Exemplum litterarum regis Ferdinandi, Regis Siciliae._
-
- _Magnifici viri consiliarii, fideles nostri dilecti._
-
-In questa hora è ritornato lo ill. Prospero Colonna, qual, come vi fo
-scritto l'altro dì, andò con una galea al Prencipe di Bisignano, et ha
-riportato tali apontamenti dal ditto Prencipe, che già è a li nostri
-servitii e fedeltà, et è per far quanto da noi li sarà comandato.
-El simel dice del Conte de Capacci, et de quelli altri baroni
-Sanseverineschi. Del che ne è parso darve avviso per vostra noticia, et
-a ciò lo faciate intender a la Santità di N.S.
-
-Data in castello di Capuana, _ultimo Julii,_ 1495.
-
- REX FERDINANDUS,
-
- _Charitaeus_.
-
-A tergo: _Magnificis viris Hieronimo Sperandio, juris doctori, Aloysio
-Ripol et Bernardino Franco, oratori et secretariis nostris fidelibus
-dilectis._
-
-
-A dì 4 a Napoli se intese a la volta de Castel di S. Giovanni esser
-sublevato el sig. Fabricio Colonna, lo Duca de Sora, el Conte di
-Populo, el prefetto sig. di Senegaia, Carlo di Sangiuna, Belengier
-Caldoro et alguni altri, per il Re de Franza contra re Ferandino,
-venuti per dar soccorsso a una terra chiamata Venafre, mia 40 lontano
-di Napoli; la qual terra ha tenuto e tenia le bandiere franzese contra
-il conte loro Signore, che teniva le bandiere aragonese; et si diceva
-questi erano con 8 squadre de cavalli et fanterie. Et subito inteso
-questo, in ditto zorno se partì de Napoli el Marchexe di Peschara con 5
-squadre de cavalli et zercha 2000 fanti per seguitarli; et _etiam_ andò
-lo Ducha di Mellfe con 3 squadre. Et questo perchè i nimici haveano
-dà voce de sachezar Venafre; et di Capua et altri lochi vicini altre
-zente li seguitono, in favor de ditto re Fernando. _Tamen_ a Napoli
-se pratichava acordo con ditto Fabricio Colonna; et havia mandato a
-Napoli uno so ambassador, chiamato Bernardino..., come ho ditto di
-sopra, a offerir al Re la persona et le sue zente, et mandò capitolli;
-i qualli per il Re fonno subito expeditti et remandati in Napoli. Restò
-in loco dil Marchexe di Pescara el sig. Prospero Colonna, affine di
-ditto Fabricio, novamente venuto a Napoli a' stipendij di quel Re, come
-ho ditto di sopra. El Re deliberò di mandar 3 galie in Sicilia, per
-la Raina, fo moglie di re Ferando vechio, a ciò ritornasse habitar a
-Napoli.
-
-Le cosse di Puglia, tutto era reso a esso re Ferando, eccetto lo
-castello di Barletta, et _etiam_ el castello de Trane, non obstante ivi
-era andato il Principe di Altemura, don Federico, et havia ordinato
-una battaglia, et datolo a sacho, et al primo intrava ducati 200, al
-secondo 100, verum li custodi si reseno.
-
-A dì 4 fo profondata un'altra barza francese in Napoli, et un'altra pur
-con quel colpo di bombarda fu trapassata et ingalonata; et cussì ogni
-dì indebolivano le cosse franzese.
-
-L'armata di la Signoria anchora si ritrovava a Monopoli, et dete a don
-Federico cavalli 400 di stratioti, a ciò compisse di recuperar la Puia.
-
-El conte di Monte Odorico, che fu ferito come scrissi per avanti, stava
-pur grave; _tamen_ varite.
-
-
-_Questa è una lettera del sig. Fabricio Collona, di quello era
-successo._
-
- _Illustrissima Domina, consors honoranda._
-
-Partendo per Venafre con lo sig. conte Populo et lo sig. Troiano,
-essendo propinquo a la terra 3 miglia, trovamo li nimici che si haveano
-fatto forti de là dal fiume, el qual divideva tra noi et lor. Li qual
-inimici erano lo sig. Hieronimo di Totavilla, el Ducha de Malffi,
-Rinaldo di Capua; con loro haveano tutti li ballestrieri de mons.
-Ascanio, et li cavalli lizieri et li ballestrieri dil sig. Hieronimo
-preditto, et fanti assai; et tutti erano più di 100 ballestrieri a
-cavallo, et cavalli lezieri zercha 60, et più di 500 fanti; nui non
-havevamo 30 ballestrieri, ni 25 cavalli lezieri, zercha 20 fanti.
-Con tutto questo avantazo, me aproximi a ditto fiume con 3 squadre
-et li cavalli lezieri, dove za era la artilaria; et vedendo li
-nimici disposti a far facti d'arme, li andai incontro solo con la mia
-squadra et li cavalli lezieri veneno. Loro con molti cavalli lizieri,
-ballestrieri et homeni d'arme, comenzono la scaramuza, dando l'uno a
-l'altro di bravi colpi; et ditta scaramuza durò più di un'hora; in la
-qual zoè furono feriti, tra una et l'altra parte, molti, et cavalli, et
-forono presoni di loro più di 80, svalizati, tolti li cavalli et morti;
-de li nostri, feriti zercha 3 o 4. Et anche in la preditta scaramuza
-è stato ferito de spada, ne la man dreta, el preditto sig. Hieronimo;
-dubito che non se ne possi prevalere. A l'ultimo de la scaramuza, che
-ancora non restavano di preliare, tra li molti altri che erano stati
-conquisi, zoè erano doi dentro al fiume, che li nostri li forno adosso,
-et, ussiti d'ogni speranza, mi si ricomandaron; li vulsi restituir la
-vita, et li usai una gran charità et magnanimità. Feci di continente
-retirar in driedo li nostri, che za li haveano conduti a l'ultimo
-extremo, et li feci ussir fuora dil fiume et ritornarli di morte in
-vita. Et cussì fornita la scharamuza, che l'una et l'altra parte, se
-tiramo indriedo del fiume; et loro se ne andorono a Prata, et io veni
-a Venafri, dove son stato molto acceptissimo et carissimo di tutta
-questa università; et spero d'indi haver lo castello. Di tutto ho
-voluto avisar V.S., a ciò che quella de le felicità ne faza partecipe
-li nostri. Son certo epsa insieme con mi ne arà piacere. _Tamen_ V.S.
-non cessi darme avvisi assiduamente de tutte nove accadino, per missi
-a posta, dicho chiari et senza alguna passione, perchè come sa V.S. me
-sono importantissime. A la qual mi ricomando.
-
-Venafrio, _V Augusti_ 1495.
-
-_Vester consors FABRICIUS COLUMNA, Taleacotij et Albae comes, armorum
-christianissimi Regis locumtenens.
-
-A tergo. Ill. D. consorti hon. D. Agneti Monfeltrae de Collumna,
-Taleacotij et Albae comitissae_. Questa è sorella dil Duca de Urbin.
-
-
-A dì 7 Avosto a Napoli el re Ferando scrisse una lettera a la Signoria;
-et, parlato col consolo nostro, disse come eri era stato, et parlato
-con quei dil castello, dimandavano salvo conduto per alcuni, e
-poter ir salvi; et il re non li volsse far, perchè erano ribaldi, et
-dicevano una cossa hozi et diman un'altra, et non stavano saldi in uno
-proposito; però li volleva strenzerli, et frachassarli l'armada; et za
-havia cominciato. _Item_, che il Principe d'Altemura, abuto el castello
-de Trane, dovea andar a Taranto, et non aspettava se non Don Cesare
-a Brandizo con zercha cavalli 400, et che saria el vicerè franzese;
-_tamen_ di questa morte non fo vero. Et stete cussì alcuni zorni, che
-Ferandino crete certo fusse morto. Et ancora li disse di l'acordo dil
-principe di Bisignano et conte di Capazo; et il fiul de ditto conte
-venia da soa Majestà, et sperava de acordar Fabricio Colonna, essendoli
-andato il marchexe di Peschara, era molto suo amico. Item, che esso
-Re se ritrovava a presso 1000 homeni d'arme, et ogni dì ne zonzeva de
-li altri, et vollea mandar 7 galie et qualche barza per la Raina; et
-havia lettere de li Reali de Spagna con bone nove, benissimo disposti a
-le cosse sue; et vollea mandar uno suo orator a Venetia, a rengratiar
-la Serenissima Signoria di le cosse geste. Et elexe domino Antonio di
-Zenari, dottor, operato in essa legation per Soa Majestà.
-
-El castello non restava de trar continuamente a la terra; ruinava ma
-non però amazasse niuno. Et a dì 7 ditto si scaramuzò nostri con alcuni
-ussiti fuora de ditto castello; de i qual fo morti 9, et alcuni presi;
-et de quelli de Ferandino fo morto uno sollo. El capetanio zeneral
-nostro, per quanto inteseno a Napoli, era ancora a Monopoli con 14
-galie; el resto havea mandate contra Camallì; el qual, come la Signoria
-have aviso per lettere de Levante, era con 6 fuste benissimo in hordine
-sora il Zante, in conserva con do fuste de mori, et volleva andar a la
-volta de Barbaria.
-
-A dì 14 ditto fo preso el barco, ch'è uno loco a presso Castel nuovo.
-
-A dì 15 avosto, preso il barco a Napoli, el Re comenzono atender a
-Santa Croxe, dove franzesi si haveano fortifichato, et faceva gran
-diffesa; et di monasterio era, si fece fortezza.
-
-Questa matina fo ferito don Zuan de Zervigliano da' soi medesimi per
-disastro, non però di pericolo.
-
-Et el Re, a dì 14 da sera, have nuova esser acordato con soa Majestà el
-sig. Fabricio Colonna et lo conte di Populo et l'Aquila e tutto Apruzo;
-per conseguente tenivano haver di brieve; et il marchexe de Bitonte
-a hora potrà venir a Napoli, qual prima non potea passar per questi
-nominati di sopra.
-
-A Napoli aspettavano con desiderio el Vescovo di Melfe con le zente
-pontificie, doveano andar in soccorsso dil Re.
-
-A dì 25 ditto, zonse a Napoli do nave grosse de zenoesi, zoè una
-chiamata la Negrona e l'altra Camila, benissimo in hordine; et il
-secondo zorno che le zonseno, alcuni franzesi montono in uno bragantin
-per andar in le ditte nave e dar partido a quelle, et quei dil Re
-preseno el ditto bragantin con ditti franzosi; tra i altri era el
-patron de la galiaza de Belcari, et el patron di la nave armada, et il
-tesorier di franzesi; e tutti fono menati al Re per presoni.
-
-A dì 27 comenzò el Re a far bombardar Pizafalcon, si teniva pur per
-franzesi, et butono gran parte di muraglie zoso, et sperava di breve
-haverlo; _unde_ franzesi dimandava acordo, et il Re non si curava.
-Et per più chiara intelligentia di le preditte cosse, qui ponerò il
-summario di alcune lettere scritte a la Signoria nostra per Lunardo
-Anselmi, consolo a Napoli, che narra tutto el seguito. Et prima:
-
-Come per la lettera di 4 Avosto apar, che havia inteso da la regia
-Majestà come el marcheze de Peschara era tornato, per non haver trovato
-quelli che pratichavano acordo per Fabricio Colonna; et che el sig.
-Prospero era ivi a li repari, in luogo dil prefato marchexe; et che
-el Re havia mandato 300 cavalli a rincontro de quelli li saranno
-contrarij; et che reputava el sig. Fabricio suo et il conte di Populo;
-et erano andati con ditte zente el Duca de Melffi, el sig. Hieronimo
-Totavilla, el conte de Venafro; et che a dì 3 era ussito di castello
-mons. de Clarius, el qual era stato ivi ambassador per il Re de
-Franza in tempo di Marco Antonio Moresini, kavalier, orator veneto; et
-con lo ditto ussite 4 altri zentilhomeni d'assai, et fonno in longo
-ragionamento con la Regia Majestà; però non ce fu niuna conclusione;
-et il Re sperava presto haver ditto castello; et che di le zente di
-Calabria, era con il Vicerè morto, _tamen_ è da saper non era morto,
-_licet_ cussì si credesse, el Re tentava haverle a' suoi servitii.
-_Item_, come Soa Majestà havia habuto gran piacer di l'orator creato
-per venetiani, et che il castello non cessava di tirar a la terra di
-Sant'Elmo, pur se tirava anche al castello et dal muolo a l'armata....,
-la qualle ogni trato se diminuiva. Et per lettere di 5 ditto, come el
-Re li havia ditto, haver habuto aviso dil zonzer di domino Hieronimo
-Sperandeo, orator suo a Roma, solenemente riceputo; et li andò contra,
-tra li altri oratori, Hieronimo Zorzi, kavalier, orator veneto nostro.
-_Item,_ che il castello tirava al continuo, era di gran molestia a la
-terra; et la Majestà Regia pur ogni zorno era a li repari.
-
-Ancora ditto cònsolo scrisse a dì 30 Avosto a la Signoria una
-altra lettera di questo tenor. Le cosse di questo Re succedono ben;
-continuamente se atende a ruinar Pizafalcon, qual è in parte disfato;
-et, obtenuto quello, haranno Santa Croce et l'armada; la Majestà dil
-Re spera poter bombardar el castello, et haverà il fosso; et mandava
-a pigliar a Roma con una galia do bombarde grosse, che il Pontifice
-li consente, et ne haverano un'altra, che saranno tre; _etiam_ ha
-deliberato mandar a Gaeta certe galee et barze, et fino 500 fanti
-per terra con alcuni boni capi, perchè ha qualche intention da quelli
-cittadini. Li ha ditto haver di Calabria, quelli spagnioli haver preso
-Terra Nuova et Monte Lione et uno altro loco; el prencipe di Altemura
-si preparava per Taranto, qual si l'haverà per le vendeme, che sono
-ogni loro sustantia, oltre le peschason che non ponno dispensar; et
-andò a questo modo. Questo legato l'altro heri fè convochar segii et
-molti zentilhomeni, a li qualli, per parte dil Pontifice, rende gratie
-di buon portamenti di questa città, in haver con tanto amor receputo la
-Majestà dil Re, con molte aconze parole; et che, quanto al juramento
-fatto al Re de Franza, Soa Santità absolveva ogniuno, pregandoli
-_etiam_ per parte di quella, che volesseno continuar in questo buon
-vollere, secondo haveano incominciato. Li fo, per quelli, risposto
-ben a proposito. Venafra in questi dì alzò le bandiere; et cussì se
-attende habbi a seguitar per tutto l'Aprucio, mediante le opperation
-collonense et del conte di Popullo; et che per lettere di Trani, di 23,
-li stratioti nostri haveano fatto gran preda de bestiami, tra Altemura,
-Gravina et Matera et tutto quello paese, de più de capi 6000, et a
-quell'altre bande de Venosa et Spinazola, de più de 4000 tutti grossi.
-
-_Item_, come era ritornato Prospero Colonna con la conclusion dil
-Principe di Bisignano, conte di Cosenza _etc_., li qualli tutti erano
-contenti di venir a l'ubidientia di quel Re. El vicerè de Calabria,
-mons. de Obegnì, se morì; et quelle zente erano rimaste con disordine,
-el Re atendeva a condurle per sè; _tamen_ non fu vero ditta morte.
-_Item_, che il castello di Trani si teniva, non obstante la venuta dil
-Principe di Altemura, il qualle havea ordinato la battaglia, et datolo
-a sacho; al primo intrar, _saltem_ ducati 200, al secondo 100; et che
-eri era stà profondata un'altra barza, et un'altra pur in quel medesmo
-colpo passata et ingalonata. Et cussì ogni dì se indebeliva le cosse
-francese. El conte de Monte Odorisso steva pur grieve, et el Re era
-stato in quel zorno a visitarlo, perchè molto lo amava.
-
-
-_A Roma cosse seguite._
-
-El Pontifice a Roma, volendo aiutar re Ferandino, elexe uno legato
-a Napoli, chiamato el prothonotario Borges, suo nepote, di natione
-spagniol; et da questo Pontifice fatto arziepiscopo di... Et a dì 19
-Avosto partì di Roma, ed andò versso Napoli.
-
-A dì 21 ditto, vedendo esso Pontifice le continue spexe et operationi
-de Venetiani contra el Re de Franza, per ben de Italia, scrisse uno
-brieve, el qual sarà qui sotto scritto, laudando molto la Republica. El
-qual fo translatato in terza rima per Zorzi Summariva sopra nominato,
-et butato a stampa.
-
-A dì 28 ditto, in Roma, Hanibal, fio dil sig. Jullio di Camarin, era
-già soldato di la Chiesia, con le sue zente d'arme zercha XI squadre,
-et poi fo mandato a Napoli in aiuto dil Re preditto.
-
-A dì ditto, el castelan di Hostia, chiamato Monaldo di Guerra,
-franzese, però che ancora si teniva per esso Re, fece squartar uno;
-et questo perchè diceva el Pontifice lo havia mandato, a ciò lo
-atosigasse; _tamen, ut dicitur_, non era il vero; pur lo fece squartar,
-_licet_ fusse molto suo amico, et homo di reputation.
-
- _Exemplum brevis sanctissimi Domini nostri ad Ducem et Senatum
- Venetorum_[142].
-
-Ancora el Pontifice, havendo per avanti scripto al re di Franza,
-lamentandose del suo capetanio de Hostia, che deva noia a' romani et a
-le vittuarie li veniva, _unde_ el Re fece risposta. _Etiam_ scrisse a
-ditto capetanio, le qual do lettere sono queste sotto scritte.
-
-
-_Copia di una lettera dil Re de Franza al Pontifice._
-
- _Sanctissimo D. N. Papae._
-
- _Sanctissime pater._
-
-Noi havemo receputo el breve de Vostra Sanctità, facendo mentione
-di missier Monaldo di Guerra che sta in quella parte di là, che non
-lassa passar per lo Tevere le vittuarie che sogliono andar a Roma.
-_Sanctissime Pater_, noi l'havemo sempre cognosciuto per homo da
-ben, nè mai in lui fo trovato cossa che fusse di reprensione. Noi li
-scrivemo quello che voi ne havete ditto, e faccio quello che in vostre
-lettere si contiene senza fallo; le qual mandemo a Vostra Santità, et
-semo certi che lui non darà alcun impedimento, _imo_ vorrà far tutti li
-apiaceri et servitii a Vostra Santità et a li habitanti in Roma, a li
-qualli nui siamo molto tenuti, perchè loro ci hanno molto ben trattati
-et tutta nostra compagnia, et ultimamente, quando passassemo per Roma;
-et cussì nui intendemo de loro; et piacia a la Santità Vostra cussì
-mandarli et notificharli. _Sanctissime Pater_, nui havemo inteso che
-vi sono state referite molte novelle de nostra venuta da po' di Roma
-fino qui, et specialmente quando noi siamo passati, et dove habiamo
-trovato tutta la potentia de' venetiani et la mazor parte de quella
-de Millan et altri de Italia et de altri loci; al qual loco piaque a
-Dio a noi donar victoria contra quelli che vollevano impedir nostro
-pasazo; et restò de loro quasi 4000 homeni d'arme, et de li più da
-bene et capi di squadra et conduttieri et de loro altra zente, fino
-al numero di homeni 3500 in 4000; et de li nostri, in fra boni et
-mali, non restò 60: il tutto fo in difensione de nostra persona. El
-Nostro Signor sempre ha condutto nostre facende; et si a lui piacerà le
-condurà fino a la fine. El qual sa bene nostra intentione quella era de
-andar contra turchi, per augumentation et exaltation di la fede et de
-la Sancta Ecclesia, se non fusse stato la machination et malli spiriti
-che hanno desturbato fino a questi zorni, attendendo a li malvasi
-prepositi.... Noi siamo stati mal contenti de la effusion dil sangue;
-niente di meno ci è stato ditto che hanno fatto li fochi de allegrezza
-in Roma, credendo che eravamo morti o ver menati presone a Milano,
-o ver a Venetia; _unde_ nui havemo voluto notifichar a la Sanctità
-Vostra, che quelli che hanno fatto a questa intentione, doveano esser
-più mal contenti che alliegri. Perchè havemo inteso che Vostra Santità
-et alcuni de li signori Cardinali havete mandato soccorso de danari
-e de zente al re Ferdinando contra nostra zente che havemo lassato
-a Napoli, quello che non potevemo creder de Vostra Sanctità, che per
-rason non lo pò ne lo deve far; e più conveniente cossa è de quella
-mostrarse neutralle, che parte fermata, et cussì facendo fa l'officio
-de bono judice, perchè contra Vostra Sanctità non possamo haver fatto
-nè pensamo far cossa, per la qual quella da noi non se debba contentar,
-et speremo de bene in meglio _continue_, per l'honor de Dio et de sua
-Ecclesia et Vostra Santità, in quello saperemo et poremo per resone.
-_Sanctissime Pater_, noi siamo restati qui per resister al mal voler
-de' nostri inimici, et per mostrarli con effetto che non sono per venir
-a loro mala intention; perchè, considerato le turbation et impedimenti
-che loro ci hanno messo nel nostro Reame de Napoli, non semo deliberato
-di andar al nostro Reame de Franza,... che habiamo proveduto et
-assicurato nostro ditto Reame de Napoli, et che se dovessemo nui
-medesimo andar in persona; _unde_ noi speremo, avanti sia la fin de
-questo mese, esser cussì forti, che quelli sopra ditti in loro potentie
-non saperano guardar quello che noi siamo deliberati di far, avanti
-che noi habiamo recuperato quello che hanno pigliato sopra noi da poi
-nostra partita, et mostrar a quelli che ne sono stati casone, che noi
-non semo de sofrir et comportarlo; et despiacentia a noi con tutto
-el nostro core saria, si in questa facienda intervenisse effusione
-di sangue, che meglio saria et volleria che le forze nostre et arme,
-che fusseno uno contra l'altro, fusseno drizzate contra li turchi et
-infedelli, per ben de la Ecclesia et exaltation di quella. _Sanctissime
-Pater_, qualche cossa che a noi ci è stata ditta, et che si potrà
-dire de Vostra Santità, che quella sia totalmente contra di noi, non
-lo potemo creder, vedendo le bone parole et tractamenti che voi ne
-dicesti et facesti in Roma; de nostra parte non remetemo, come Vostra
-Santità sa, da far verso de quella, _modo debito_, con mancho male che
-sapemo et potemo; et tutto el zorno, non obstante qualche cossa che si
-dice et che si potrà dire ne potesse intervenire, Vostra Santità ce
-troverà humilissimo et obedientissimo figliolo et christianissimo di
-la Ecclesia et de Vostra Santità, presto a metter el corpo et li beni
-per bene et honor de la Ecclesia et de la fede et de la christianità;
-et quando se potrà trovar le cosse disposte, che Vostra Santità,
-Principi de' christiani et altri voranno attender a la augumentation
-de la ditta christianità, ce troverà sempre aparechiato et il primo,
-per mostrar exempio ad altri, cussì come più volte per nostri oratori
-et per lettere habiamo explicato et richiesto instantissimamente a
-ditta Vostra Santità, perseverando et continuando come da principio._
-Insuper, sanctissime Pater_, nui havemo inteso che havete, da pocho
-tempo in qua, revocato li privilegii dil nostro carissimo et fedel
-amico cardinale de Santo Pietro _ad Vincula_, per darli occupatione
-et turbulentie ne li soi beneficii; et lui è continuamente a presso
-de nui et ne fa de grandi servicii, come voi sapete. Per la qual cossa
-nui vi preghiamo carissimamente, che lo vogliate tractare benignamente,
-per nostro favor, et revocarlo in li soi benefitii et privilegii, et
-liberar in modo che non sia più impedito in li sui preditti beneficii,
-cussì come voi et lo Santo Collegio havite promesso, et come voristi
-nui facessemo per li vostri. _Sanctissime Pater_, nui preghiamo
-lo benedetto Figliolo di Dio, che longamente conserva Vostra Santa
-Ecclesia. _Sanctissime Pater_, per obviar a la longa vacatione de la
-Ecclesia de Cosenza, noi ordinamo, uno pezo fa, al cardinal de Sancto
-Dyonisio, quando il mandamo a Vostra Santità, et simelmente al nostro
-procurator, lo archidiacono de Chalons, et da poi per maistro Simon
-Assardi, nostro secretario, de suplicharve che vi piacesse deputar
-nostro confessor, administrator di la ditta ecclesia de Cosenza; quel
-che anche non è stato fatto niente, secondo che havemo inteso; et oltra
-che nostro ditto secretario, facendo questa sollicitudine, è stato
-amazato, et non sapemo in che modo, cussì supplichemo Vostra Santità
-che in quella volta li piaccia di voler cussì far, senza metter più
-questa materia in longo o dissimulatione, che havemo tanto al cor.
-
-Data a Quier, _die 21 Augusti 1495_.
-
-Vostro fiolo lo Roy de Francia, de Sicilia, de Hierusalem,
-
- CARLES.
-
-
-_Copia di una lettera dil Re de Franza a Monaldo di Guerra suo
-capetanio in Hostia._
-
-Capetanio, io ho receputo uno breve di la Santità di N. S., come
-si lamentava et dolle, che non vollete soferir nè permetter che le
-vittualie et altre cose necessarie per Tevere venghino a Roma nè
-discendano di quella città. Io li faccio risposta, che vi ho sempre
-trovato sì bono et savio, che mai non havesti nissuna reprensione, nè
-spierò che haverete; et che vi scrivo per questa causa. Io vi prego
-che, continuando sempre vostri boni costumi, che tutti li servicii et
-piaceri che voi potete fare al ditto nostro Santo Pare, lo facciate, et
-simelmente a li signori Romani, a li qual voria far piacere con tutto
-lo mio potere, perchè voi sapete che me hanno ben tratato. El piacere
-che voi li farete, el tenerò fatto a me medesmo. Simelmente ho recevuto
-una lettera, per la qual me fate saper de le nove del mio Regno de
-Napoli, donde vi rengratio; fateli a loro sapere de le mie simelmente.
-Scrivetemi a presso, et tutti li piaceri et favori che a lor potete
-fare, fatilo. Io ho concordato con la Signoria de Fiorenza, li qualli
-vi daranno 1000 duchati a 12 carlini per ducato, et mi ha promesso
-Neri Caponi che ve li farà deliberar; et simelmente ho concordato
-con la ditta Signoria, che deve pagar per me a Fabricio Colonna, lo
-prefetto Viteleschi, Antonio Sabello, al qualle ho cresciuto fino
-100 lanze, et a Troylo Sabello li ho ordinato 50, saranno pagati per
-la ditta Signoria de Fiorenza fino al primo dì de Zenaro proximo; et
-molti altri ballestrieri franzosi, che io mando, fatelo sapere a quelli
-sopraditti. Se afferma di le molte parole non vere, donde molti sono
-consternati; et, intra le altre cosse, da la giornata a Fornovo, ne
-la qualle hanno seminato che io stava morto, et era presone a Milano
-et a Venetia, et le mie zente simelmente. Niente di mancho, con lo
-aiuto de Dio, contra tutte le potentie de' Venetiani, la più parte de
-quel de Milano, et de molti altri de Italia et de altri luogi, restò
-de quelli detti mei nemici ben 4000 homeni d'arme, la più zente da
-ben, ne li qual erano 15 o ver 16 grandi personagi, cussì conti come
-capi di squadra, et di loro altre zente fino a 3500 in 4000; de li
-miei non restò, intra boni et malli, morti et presonieri presso a 60,
-donde il Bastardo di Mattheo è in presone; di che vi ha volluto bene
-advisar di la verità. Et per questo io arivai in Aste, et seppi che li
-miei nemici haveano pigliato alcuna piaza del mio Reame de Napoli, mi
-son deliberato non ritornar nel mio Reame de Franza, che non habbia
-donato ordine al recuperamento de quello ch'è stato pigliato nel mio
-ditto regno di Napoli; et per tutto questo presente mese ho speranza
-che la mia forza et potentia sarà sì bona, che non sarà solamente a
-ressister a li miei nemici, ma andar in persona o mandar fino al mio
-ditto Reame de Napoli, et recuperar quello che ha usurpato sopra me, et
-monstrar a quelli.... che hanno fatto mal. Io ho concluso simelmente a
-la liga con.... de' sguizari, del quale la bona memoria Re mio padre,
-che Dio absolva... con loro; et me mandano X milia combattenti che
-saranno qui nanti la fine de questo mexe, senza quelli che io ho.
-El mio fratello d'Orliens sta in Novara, ben acompagnato, et è stato
-dato victuaglie 4 volte da poi 8 dì, non obstante tutta la potentia
-de li ditti miei nemici; et da poi do dì sono venuti a dar uno asalto
-a uno de li borgi de la ditta Novara, nel qual restò 200 lanze, che
-vagliono 300 altri italiani, 1000 feriti, et incontinente s'andorno
-con lor cosse svergognati, hanno brusato et brusano ogni dì le picole
-ville et picoli castelli et villazi che sono intra ditta Novara et lo
-fiume Ticino, et hanno fatto cridar che tutto el populo con lor beni se
-retireno da quel fiume andando versso Milano. È segno che si vogliono
-andar senza voler expectar la mia venuta. Se non mi vogliono aspectar,
-sarà bisogno che io vada o manda driedo a loro, perchè questo è lo
-camino per andar nel ditto reame di Napoli. Io ho concordato con li
-fiorentini, et sono amici de' miei amici et nemici de' miei nemici; et
-per questo favorizateli in quello che poterete, expectando nostra ditta
-potentia. Mandamo avanti per terra, in nostro ditto Reame di Napoli,
-600 homeni d'arme et 3000 ballestrieri; vui ne serete advertito, si
-presto passerano per vostri confini; per altro loco io mando altri
-soccorsi; et mi son deliberato, quel che mi costa, che io vederò la
-fine nanti ch'io vadi nel Reame de Franza. Mandate de mie nove ad
-Gaeta, ad Napoli, a la Calabria, a li sigg. d'Obegnì, a l'Aquila, al
-bailo de Vitrì, al prefetto, al sig. Fabricio Colonna, a li Sabelli et
-altri miei servitori, che per cossa dil mondo non li abandonerò, et
-che stiano securi che saranno soccorssi, sopra il mio honore, et ben
-presto, et più presto dal canto di Franza; et quelli che mi aranno ben
-servito, li recognoscerò per tal modo, che sarà exemplo a li altri.
-Capetanio, mai non dismentigarò li boni servigii che mi harete fatto,
-et spero che mi farete; et spero vi farò saper de le mie novelle;
-fatime saper di le vostre, et di quelle del ditto mio Reame di Napoli.
-
-Scritto a Quier, a dì XXI Augusto.
-
- CHARLES
-
- _Dubois._
-
-_A tergo_: Al nostro amato et leale Monaldo di Guerra, cavalier
-demorante in Hostia.
-
-Et vedendo el Pontifice, come per altre vie _etiam_ intese, che
-Fiorentini erano acordati et confederati con esso Re de Franza, et fo
-divulgato li promettevano di dar ducati 70 millia al Re, et il Re li
-rendeva Pietra Santa, Serzana et Serzanello; i qual danari promettevano
-di mandar in Reame a pagar le zente contra re Ferando, _etiam_ loro
-esserli contra; la qual nuova a Venetia zonse a dì 20 Avosto. Or
-el Pontifice, non vedendo altro remedio a far che Fiorentini non
-concludesse ditto accordo, et havendolo concluso non lo observasse, li
-mandò a Fiorenza uno breve, quasi excomunicatorio, si davano favor al
-Re de Franza. Però el qual, a ciò el tutto si veda, è qui posto.
-
-
-_Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Florentinos._
-
- ALEXANDER PAPA SEXTUS, Florentinis etc.
-
-Dilecti filii salutem et apostolicam benedictionem.
-
-Praevidentes quam variae calamitates infinitaque secutura essent
-mala ex adventu carissimi in Christo filii nostri Caroli Francorum
-regis christianissimi cum copiis in Italiam, pro nostro pastoralis
-officii debito tantis futuris aerumnis occurrere cupientes, sepe
-majestatem suam, nunciis ac litteris nostris omni paterno officio
-et charitate refertis, ut ab hujusmodi in Italiam adventu abstinere
-pacemque christiano populo dare vellet monuimus, et per viscera
-pietatis Redemptoris nostri fuimus adhortati. Verumtamen haec nostra
-imo apostolica salubriaque monita serenitas sua aure surda obaudiens,
-totam usque ad nostrum Siciliae regnum citra Farum, spirituale
-beati Petri patrimonium, cum exercitu Italiam penetravit. Ob cujus
-adventum, quantum subversionis atque destructionis tota Italia in
-eius libertate, hominum caede fortunarumque direptione passa fuerit,
-quantumve vos in vestrae Reipublicae oppressione sustuleritis,
-non modo intellexistis, sed etiam in vestris interioribus estis
-experti, ita ut existimavissemus vos, sicuti non minus iniuriae atque
-jacturae quam caeteri a Gallis perpessi estis, ita non minori quidem
-animo atque fortitudine quam alii adversus ipsos Gallos libertatem
-tranquillitatemque Italiae infestantes et status Reipublicae
-vestrae mutilatores insurgere et cum reliquis Italiae potentatibus,
-ut par est, convenire debere, sicut naturali quodam instinctu
-singula corporis membra invicem atque ipsius defensione corporis
-famulantur. Postquam ea, quae de ipsius Regis adventu, mala Italiae
-praesagiveramus, successere, et Majestatem suam in finibus Italiae
-cum copiis consistere, nec in regnum Franciae, prout praedicaverat,
-progredi velle, sed faciem versus Italiam cum armis iterum vertisse
-percepimus, ex praeteritorum manifesta ratione turbationem libertatis
-Italiae excidiumque verentes, perhorrescentesque christianorum
-caedes et sanguinis effusionem, ex parte omnipotentis Dei ipsiusque
-ac beatorum apostolorum Petri et Pauli ac nostra auctoritate, sub
-excommunicationis latae sententiae poena, Majestati Suae omnibusque
-suis adhaerentibus, seu auxilium vel favorem...., per nostras litteras
-sub plumbo.... proximis superioribus diebus, de venerabilium fratrum
-nostrorum Sanctae Romanae Ecclesiae cardinalium consilio, mandavimus ut
-ab omni offensione atque invasione contra Italiae potentatus aliosque
-christianos infra novem dies a die litterarum earumdem intimationis
-penitus abstineret, alioquin infra alios viginti, post ipsos
-novem, dies, propter dictam causam, et ob Regni nostri Neapolitani
-occupationem in dictam excommunicationis aliarumque censurarum
-poenam incurrisse. Quibus censuris sicut quoscumque alios, ita vos,
-contraveniendo et ipsum regem juvando, procul dubio comprehendi
-manifestum est; et licet a plerisque, inter vos praefatumque Francorum
-regem foedus conventionemque tractari adversus Italiae potentatus et
-praefatum nostrum Siciliae regnum nobis relatum fuisset, nil tamen
-tamquam perhorrendum damnandumque facinus de vobis nedum credere sed ne
-suspicari quidem potuimus; utpote cum in perniciem Italiae libertatis
-christianaeque religionis vergeret et jacula ad vos ipsos feriendum
-interimendumque fabricaretis, censuras ipsas damnabiliter incurrendo.
-Sed cum multis variisque testimoniis didicerimus, vos praefato regi
-adhaesisse, vel potius subjecisse quaedam capitula inter vos et ipsum
-conventa ad disturbandam subvertendamque Italiam et dictum nostrum
-regnum perspeximus, certe non solum valde admirati fuimus, verum etiam
-errorem ac coecitatem vestram graviter improbare atque clamare compulsi
-sumus, quippe cum Galli nil aliud cogitent, ad nil aliud intentius
-inhient, quam ad occupationem subversionemque Italiae libertatis. Vos
-profecto obliti esse videmini eorum, quae a Gallis tum venientibus
-tum redeuntibus, gravi jactura atque scissura status vestri, perpassi
-estis; de quo plurimum, ob paternum affectum nostrum erga rempublicam
-vestram dolemus. Certe, sicut coeteris in rebus sapientia vestra
-ubique digna laude persistit, ita hoc casu apud omnes cum praefato rege
-conventio et adhaesio contra servitium omnipotentis Dei eiusque sanctam
-catholicam religionem et fidem, ad subversionem quoque exterminiumque
-Italiae, unionis et pacis ac publici et universalis boni, ob turcarum
-in christianos invasionis periculum, evidenter apparet, et tandem
-status vestrae Reipublicae subversionem est paritura. Hortamur vos,
-et per viscera benignitatis Salvatoris nostri Jesu Christi rogamus,
-quod ad iter rectum reverti et cum toto tam excellentis Italiae
-provinciae corpore conformare atque convenire velitis; quamcumque
-conjunctionem aut adhaesionem cum Rege Francorum per vos forsitan
-factam, utpote perniciosam et contra jus fasque atque justitiam penitus
-retractetis. Et ne nostri pastoralis officio debito deficiamus, quamvis
-si quid favoris vel auxilii genus praefato Regi contra christianos et
-potentatus Italiae praestiteritis censuras ecclesiasticas in eum, ut
-praemittitur, per nos promulgatas vos incurrisse non dubium existat,
-tamen, ut vobiscum etiam eodem paterno ac pastorali officio praecipue
-specialiterque utamur, vobis omnibus et singulis, sub excommunicationis
-ac ecclesiastici interdicti in toto dominio vestro latae sententiae
-poenis, quas eo ipso, si non obediretis, incurratis, et dictum dominium
-vestrum ecclesiastico suppositum sit interdicto, monemus, et mandamus
-quatenus contra christianos et praesertim aliquos Italiae potentatus
-et dictum nostrum regnum ab omni offensione et invasione abstineatis,
-nullumque prorsus auxilium vel favorem praefato Regi contra
-christianos, dictum Regnum, et potentatus praedictos vel eorum status
-directe vel indirecte exhibeatis. Alioquin si, quod absit, contra
-facere vel venire praesumpseritis, veniemus contra vos ad executionem
-ac publicationem. Omnia si graviter atque sapienter considerabitis,
-et vobiscum mente libera reputabitis, quam acerrime omnes potentatus
-Italiae adversus vos provocaretis, vires suas in vestris visceribus
-undique..., expectare profecto non dubitamus, juxta hujusmodi nostra
-paterna monita et mandata, non patiemini hanc perpetuam infamiam,
-ut soli vos inter omnes ad desolationem ruinamque Italiae et vestram
-intendatis, ubi, cum caeteris conveniendo, et vestra et Italiae salus
-faciles servari poterit.
-
-Datum Romae, sub annulo piscatoris, die octavo Septembris 1495.
-
- _Floridus_
-
-Et questo breve _etiam_ per Zorzi Summa Ripa patricio veronese,
-nominato di sopra, fu posto et vulgarizato in terza rima et butado a
-stampa, et ancora ad 9 fiorentini per il re Ferando una lettera, la
-qual qui avanti è posta.
-
-
-_Exemplum litterarum Regis Ferdinandi ad Florentinos._
-
-Rex Siciliae etc.
-
-Magnifici et excelsi Domini carissimi.
-
-Nec immemores nunc sumus, nec futuro unquam tempore erimus, amicitiae
-quam Ferdinandus avus atque Alphonsus pater, praestantissimi reges,
-cum florentina Republica per multos annos summa cum constantia
-fideque tenuerunt; neque item plurimorum ac maximorum beneficiorum,
-quae ultro citroque in maximis etiam discriminibus collata sunt.
-Quia ea mens nostra est, id institutum atque propositum, ut veterem
-ipsam tamque confirmatam amicitiam cum populo vestro, vobiscum etiam
-renovemus, renovatamque cumulemus officiis, commodis, honestamentisque
-omnis generis; cum illud omnino persuasum habeamus, nostris his
-studiis a vobis vestraque republica sic responsum iri, ut nec vinci
-a nobis velitis quemadmodum a vobis ipsi nec vincamini omni arte,
-rationeque...; quod quidem, pro tam honesto proposito rectoque
-desiderio Deum ipsum non modo praestiturum, verum etiam (quae sua
-benignitas est) curaturum speramus. Ne quid autem forte accidat, quod
-aut omnino prohibere aut modo aliquo impedire institutum hoc nostrum
-valeat, decrevimus vestris cum Dominationibus et per litteras et
-per oratores ingenue ubique agere ac etiam loqui; quandoque aliquid
-a ratione magis alienum accidit minusque creditur... hoc... illud
-aperire atque etiam eloqui, quodque in malis corporis humoribus
-usuvenit, tamquam virus evomere, ne aliqua ex parte noxium esse queat.
-Ac praesertim id quod nuper prolatum ad nos est multorum tum litteris
-tum sermone, rempublicam vestram, tot annis tam magnis in periculis
-avi ac patris nostri sociam, nulla interim a nobis causa data, nec
-minima quidem, aut offensa..., cum Carolo Gallorum rege hoste nostro
-consensisse, ut de mittendis etiam adversus nos auxiliis suppetiisque
-ferendis, scripto cautum sit, firmatisque foederibus pactum fuerit.
-Tulit florentina Respublica, tulere quoque ejusdem administratores
-prudentiae laudem eximiam majorum nostrorum temporibus; ac nostris
-eadem commendata mirum in modum semper fuit, quod amicitiae esset
-fideique quam observantissima; atque in ferenda gratia non solum
-grata esset, verum etiam contenderet, ut in illa referenda maior....
-appareret. Dignum profecto tam vetustae Reipublicae atque Hetrusci
-senatus institutum atque officium! Quocirca, animi atque consilii
-nostri cum simus recte conscii, divulgationem hanc vanam potius
-fictamque existimavimus, quam aut illi fidem aliquam adhibendam
-judicaremus; aut nulla utique ratione a nobis lacessitam, nullis
-injuriis provocatam aut suspicionibus excitatam, in tanto Italiae
-universae discrimine, a se ipsa, maiorumque suorum tam probato...
-discessisse illam nobis persuaderemus. Absit crudelitas haec tam stulta
-ne dicam nefariam! Quando si ullus umquam populus communis publicaeque
-libertatis assertor fuit, Senatus Populusque florentinus primas in
-hoc genere laudis partes tulit. Attamen, si mens nostra ejusmodi...
-ut de populo florentino non aliter quam de amicissimo nobis ipsi
-persuadeamus, decrevimus tamen ingenue, ut dictum est, cum eo agere,
-nec, quod aliquando noxium esse posset, nullam... nos divulgationi
-huic fidem adhibuisse..., neque ab nostro majorumque nostrorum
-instituto discessisse... In conservanda benevolentia amicitiaque,
-officiis amplificandis, pollicemur ut neque ab avo ac patre, neque a
-quoque Reipublicae vestrae amico, quantum facultates nostrae tulerint,
-superaturum iri patiamur; nulla unquam ratione nobis persuasuri...
-ut vel suspicemur quidem Rempublicam vestram aut nobis adversam
-futuram, aut Italiae libertati deesse hac in tempestate tantisque
-in procellis... Quae quidem omnia, qua sinceritate animi, quo etiam
-consilio a nobis dicta sunt, eadem mente Dominationes vestrae accipiant
-rogamus atque etiam adhortamur.
-
-Data in castello Capuanae, Neapolis, vigesimo Septembris 1495.
-
- REX FERDINANDUS.
-
-Oltra di questo, esso re Ferando scrisse una lettera al summo
-Pontifice, el zorno da poi questa scritta a' Fiorentini, la qual è qui
-posta, benchè non sia suo loco, volendo seguir li tempi; ma a ciò siano
-una driedo a l'altra descripta.
-
-
-_Exemplum litterarum regis Ferdinandis ad summum Pontificem._
-
-Sanctissime ac beatissime Pater et domine, post humilem filii
-commendationes et pedum oscula beatorum.
-
-Egit diebus his sanctitas vestra paterne mecum, ut assolet, in
-significandis ac communicandis iis quae a Maximiliano romanorum rege
-inclyto scripta sunt, tum pro conventu a foederatis paucis post diebus
-Mediolani habendo, tum pro iis comminiscendis peragendisque, quae
-rebus meis videantur praesertim.... quae de me in socium foederatumque
-adsiscendo. Itaque, acceptis sanctitatis vestrae litteris, iisque
-cognitis quae ab ea mihi significabantur, mirifice, uti debui, laetatus
-sum, et quam par fuit voluptatem inde coepi. Quid enim mihi accidere
-jucundius, in hoc praesertim statu rerum potuit, quam ex ore Pontificis
-ac per eius mihi litteras significari, Maximilianum Augustum de
-rebus meis tantopere sollicitum esse, ut neque factis neque consiliis
-defuturus mihi ratione ulla videatur, quin illud potius et agat et
-cogitet atque comminiscatur quod a me quidem ipso vel cogitari vel
-desiderari salubrius, aut magis e re mea meaque e sententia potuisset?
-Illud autem in primis me movit ac movet, quod video sanctitatem vestram
-paterno in his significandis affectu commoveri, cum ea mihi significet,
-quod profecto nequaquam significaret, nisi ea, quam egomet, iisdem e
-rebus voluptatem caperet. Itaque Sanctitati Vestrae hac eadem e re et
-devincior arctius et gratias etiam longe maximas ago; atque eo magis
-quod compertum ac persuasum omnino habeo, Sanctitatem Vestram sua
-sponte pro iis quae a Maximiliano rege scribuntur praestandis atque
-efficiendis, praesertim quae de me in socium adsciscendo nihil penitus
-aut non tentaturam aut quod in re ipsa fuerit non facturam, ac dictis
-operaque, summo etiam studio curaturam. Quod declarare mihi cum primis
-potest oratio ea quam Sanctitas Vestra, lectis Maximiliani documentis
-cum oratoribus qui tum aderant, nuper habuit, non minus etiam
-fortiter quam eloquenter; quo fit ut eo maiori fiducia, spe et animo,
-Sanctitatem Vestram oro et obsecro supplex ad eam praestandam operam,
-ad illud cum foederatis peragendum perficiendumque, ut e vestigio
-jam in socium ab illis adsciscar, neque ultra res differatur. Quod
-e re non solum mea, verum Italiae totius atque ipsius colligationis,
-foederationisque esse publice intelligetur, cum hoc ipsum Sanctitatis
-vestrae intersit, vel quia foederis ipsius caput et princeps est,
-vel quod patris officio in me fungatur. Atque eo etiam vehementius
-officiosiusque, quod omnes intelligent paternam de me rebusque meis
-curam ab ea susceptam esse, atque ita quidem susceptam, ut nihil aliud
-aut agere aut curare videatur elaboratius, quam ut intelligant omnes,
-patris in me pietate atque officiis uti. Intelligit itaque Sanctitas
-Vestra quid e sua, sanctaeque Romanae Ecclesiae dignitate sit; quid
-rerum mearum, quid Italicae etiam quietis usus expostulet; quid horum
-temporum status exigat; quid futurorum dignitatem, auctoritatem,
-magnitudinem quoque faciat. Atque haec profecto tametsi Sanctitatem
-Vestram movere mirifice debeant, ut quidem, quod videmus, movent;
-illud in primis tamen agitare animo Sanctitas Vestra debet, deque eo
-apprime sollicitam esse, quod palam videt, quod aperte intelligit, quod
-manu tractat, nihil neque perniciosius neque laetalius rebus accidere
-meis posse, quam si de me inter foederatos admittendo cunctatio
-posthac futura prorsus est aliqua; languescent amici, titubabunt
-subjecti, et si qui dubiis sint animis, quos quidem esse in tanta
-multitudine ac confusione non paucos necesse est, in adversariorum
-partes tamquam impulsi declinabunt... Quam sint haec rebus meis, imo
-Sanctitati Vestrae, cuius res meae sunt, offutura, Beatitudo Vestra
-facile intelligit. Quam nec latere illud volumus quod iis diebus
-Mediolani accidit, cum Guidantonius Vespucius, florentinorum orator
-apud Ludovicum Mediolani ducem,.... interrogatus ab illo curnam cum
-Carolo Galliae rege, hoste meo, consensisset Florentina Respublica.
-Atqui, respondit, Dux eximie, nullam foederatis tuis tuaeque societati
-injuriam aut fecimus aut facimus. Quid enim ex hoc queri potest,
-cum Ferdinandus rex neque foederatorum sit e numero, neque aliquo
-modo foederibus comprehendatur vestris? Responsum sane rebus meis
-praesentibus maxime adversum, futuris vero etiam incommodissimum.
-Maximilianus rex, non minus sapiens quam fortis, quem honoris gratia
-tam saepe nomino, licet absens..., sentit haec..., occurrere, et
-litteris et consiliis et mandatis atque admonitionibus suis et vult
-et studet; quae si non sentiret non mitteret, non occurrere etiam
-studeret, neque eadem hac de re tam saepe scriberet, aut per oratores
-tantopere insisteret, et aliorum et suos, neque quae tam assiduus monet
-moneret facienda. Quid Rex ipse Romanorum dicet, ubi responsi certior
-factus fuerit? Quid Italici permulti, et cives opulenti, et civitatum
-ipsarum primarii viri? Quid qui nondum mecum in fidem obedientiamque
-redierunt? Quam autem non modo incommodum, verum etiam pestilens
-rebus futurum sit meis, si ulterius hoc prolatetur, cum posthac
-consultationis deliberationisque excusatio reliqua nulla sit. Alexandri
-Macedonis dictum illud aperte docet, cum publice sententiam illam
-protulit, fama bellum constare; quae autem fama imoque non infamia
-atque auctoritatis jactura futura est, ubi factum hoc mecum de me in
-socium adsciscendo etiam atque etiam differri et tamquam procrastinari
-videatur, cum procrastinatio ipsa, apud eos qui perverse sentiunt,
-pro despectu contemptioneque et quadam quasi irrisione habenda atque
-extimanda sit? Quae ne accidant, Pater Beatissime, cum Sanctitatis
-Vestrae proprium sit obsistere ac prohibere, quod patris mei, quod
-Romani Pontificis, quod populorum ac principum providi pastoris
-officium est, amplectatur rem hanc meam,.... et ita quidem amplectatur
-ut differri ulterius nullo modo possit. Quod facile quidem impetrabit,
-si voluerit; si velle hoc se declaraverit. Volet autem, quia pater,
-pastor, pontifex et sapiens et bonus est, resque meas ita curandas
-susceperit, ut earum onus omne desumpsisse jam sibi videatur; et quod
-desumpserit, auctoritate, opera, opibus, consiliis, praesidiisque
-suis palam ubique faciat. Quo autem animo haec scribo et oro, eodem
-accipienda a Sanctitate Vestra judico, et peragenda constantissime
-spero. Bene valeat Sanctitas Vestra quam Omnipotens felicissime
-conservet.
-
-Data in Castello Capuanae, Neapolis, XXI Septembris 1495.
-
-
-_Seguito di cosse de Napoli et Reame, dil mese di Settembrio 1495._
-
-A dì 7 settembrio, a hore 4 di notte in circa, volendo al tutto el re
-Ferandino haver il loco di Santa † in Napoli, dove franzesi si havea
-fortifichato, et con le artilarie quelle muraglie butavano in terra,
-et di breve li volleva dar la battaglia se non se rendevano; _unde_
-li custodi chiamò el Marchexe di Peschara, che venisse a parlamento
-con loro sotto le mura. El qual andato da quelli franzesi, fo usato...
-tal tradimento, che li treteno uno vereton in la golla, unde _statim_
-expirò. Questo era capetanio di le zente dil Re preditto, et sempre
-statoli fidelissimo, huomo magnanimo et valoroso; et a tutto Napoli
-dolse di la sua morte, _maxime_ a essa Majestà dil Re; et non senza
-gran lacrime fo sepulto. Et questo fo a dì 30 Avosto, come se intese.
-
-El sig. Prospero Colonna, ritornato per acordar el Principe di
-Bisignano et conte di Capazo, li qualli erano voltati in inimicitia
-con il re Ferandino, non _solum_ non potè acordarli, ma pur non ebbe
-audientia, et in questi zorni ritornò a Napoli, et il Re in locho dil
-Marchexe di Peschara lo elexe capetanio di le sue zente.
-
-El Re, a dì 13 ditto, deliberò di mandar zente, oltra quella havia
-prima mandato, contra mons. di Obegnì, vicerè franzese in Calavria,
-el qual non era morto, come fo ditto, et come ho scritto di sopra;
-_imo_ con zente vollea venir a dar soccorsso a li castelli; et esso Re
-desiderava molto zonzesse l'armada di la Signoria nostra, la qual a
-dì 8 ditto era partita di Corfù per venir de lì a Napoli, _juxta_ il
-decreto dil Senato; et questo desiderava per li molti anzuini era in
-quella terra, a ciò convenisseno star bassi.
-
-El castello questa notte di 13, et tutto el zorno, tirò bombarde
-a la terra più dil consueto, et cussì quei dil Re che bombardava
-Pizafalcone; et in ditto zorno Ferandino cavalchò con il legato dil
-Pontifice per la terra di Napoli, et non restava _continue_ di far
-provision, volendo al tutto rehaver li castelli.
-
-A dì 14 di notte fuzite alcuni di l'armada franzese, era lì in Napoli,
-a presso Castelnuovo, et veneno a re Ferandino; notifichò la calamità
-de ditta armata, et che stavano per soccorso, et questa speranza
-li mantenevano, et che quasi tutte le barze era innavicabile per le
-percution di le artilarie; le galie era sane, ma con pochi homeni,
-et stavano per fuzir, aspettando l'oportunità dil tempo, et che in
-castello era stato certo rumor.
-
-In questo zorno el Re se mutò di stantia, di la caxa dil Principe di
-Salerno, et andò habitar in la caxa dil Duca de Malffi; et questo per
-dar luoco al Principe di Altemura dovea venir lì, al qual havea questa
-casa donata.
-
-Et eri si partendo[143] uno galeone di l'armata franzese, et levò
-l'alboro a una barza di le men guaste; et cussì ogni zorno il Re
-indebilitava le forze inimiche. Era 4 galie, do di le qual vollevano
-fuzir. Francesi pativa assai di viver; haveano do panelli di meglio al
-zorno per uno, sì che a misura si destribuiva; non haveano più carne
-di niuna sorte, _tamen_ haveano malvasie, et le sparagnaveno usando
-di l'aceto; et, non obstante havesseno questi desasij, non restava
-il castello di tirar, non feva danno ma ben gran paura, aspettando
-soccorsso. Et _etiam_ re Ferandino stava in expectatione di l'armata
-nostra... di la Majestà di la Raina, per la qual havia mandato le zente
-pontificie, et a dì 15 ne zonse una squadra; et _etiam_ a dì 14, zonse
-la galia di ritorno con el subsidio, mandò lo rev.mo vice cancellier
-a esso Re suo nepote; et el fio dil sig. da Chamarino etiam a dì ditto
-zonse con le soe zente.
-
-Et essendo in assedio li castelli, et combattendo Pizafalcon, et
-l'armata franzese esser sotto li castelli, el Re parecchiò do nave, et
-messe dentro di brusca et polvere di bombarde per mandarle apizate a
-brusar ditta armata, a ciò franzesi de li castelli andasse a soccorer
-l'armata; e aragonesi, in quello, haveano uno ponte fatto per buttar al
-castello di Pizafalcon et tuorlo. _Unde_, messo la nave in hordine, et
-trovato homeni che li bastò l'animo de far questo, et a dì ditto fonno
-messe a vella con uno vento in pope via, et essendo mezo mio lontan di
-l'armata, quelli dentro li parsse metter foco; et per el gran vento el
-fuogo se impiò in le velle, in modo che le nave non potè far camin et
-se brusono tutte avanti zonzesseno a ditta armata nemicha. Quelli le
-conducevano montò ne la barcha, et ritornò in la terra, havendo gran
-dolor di haver apizato el fuogo molto per tempo, sì che non fo fatto
-nulla, et perso la spesa.
-
-Ben che questo non sia el suo loco, pur non voglio restar da scriver,
-come el zorno drio che fo morto el Marchexe de Peschara da quelli di
-Santa †, Franzesi ordinò di asaltar el campo aragonese, perchè più
-non haveano capo, et da tre bande; in modo che si non era li sguizari
-in varda di le artilarie, et tante ne treteno, che i nemici se tirono
-indrio, et assai fo morti da ditte artilarie. _Etiam_ di aragonesi,
-combattendo, qualcheuno fo amazato. Et fato el dì sequente capetanio
-Prospero Colonna, subito fece parecchi fossadi, e serò Franzesi
-in modo che non potevano ussir fuora de ditto loco, poi si messe a
-bombardar l'armada, et sfondrò la galeaza nova, come ho scritto, et
-guastò bona parte de ditta armada. El castello de Pizafalcon, fino a
-dì 20 Settembrio, da tante artilarie le muraglie tutte fonno ruinate,
-_adeo_ pareva mai non fusse stato castello, et remaso solo el sasso
-vivo; _tamen_ Franzesi si manteniva dentro, et fece certi repari et
-fossadi dove si ascondevano, che la bombarda non li trovasseno; et,
-come se intese, si aragonesi butava el ponte, vollea brusarlo. Et,
-_conclusive_, fevano grandissima diffesa.
-
-_Item_ Franzesi butò uno vereton con una lettera, la qual dicea:
-Fè saper al re Ferando, come el tal si è in hordene per amazar Soa
-Majestà; _unde_, presentata a esso Re et letta, andò in persona,
-et fece prender certi zoveni drachioti, et non se intese poi quello
-facesse di loro. Et visto Franzesi che la sua armata era troppo batuta
-da le artilarie, et che a la zornata veniva bombardata, deliberono
-di far ogni suo forzo per pigliar el muolo haveano perso, e questo
-per salvation de ditta armata. Et zercha a dì 19 Settembrio, Franzesi
-saltono a montar su ditto muolo, et la varda di repari comenzò a cridar
-in modo, corsse tanta zente in la terra in soccorsso del muolo et
-in favor dil re Ferando, che Franzesi tornò con vergogna; _tamen_ fo
-alquanto combatuto, e morti alcuni di ambe do parte. Et poi, el zorno
-sequente, Franzesi di novo provò di aquistar ditto muolo; vi andò a la
-diffesa el re con tutta la terra, et Franzesi conveneno tornar adriedo,
-con pocho danno di tutti.
-
-A dì 22, Franzesi, postosi in hordine con le artilarie di l'armada, et
-quella di Castelnuovo, et cussì ussiti di ditto castello, bona parte
-andono a li repari, e un'altra parte corsse al muolo, et con le barche
-subito montono suso el reparo. Trovono zercha 25 de quelli dil Re,
-i quelli si butono in mar per scampar; et de ditti scapollò _solum_
-tre, el resto si negò per esser armati; e l'altra parte, che andò a li
-repari de la chavalaricia, zoè quelli Franzesi ussite del castello,
-trahendo schiopetti et passavolanti, _etiam_ assai veniva trati dal
-castello che non lassava intrar aragonesi per la porta di l'arsenal
-per soccorrer il muolo; et comenzò quei di l'arsena' a romperse,
-et quei di la ruga Catelana a voltar le spalle in modo, che tutti
-fuzivano. Et andò una galia con la prova al muolo, et le barche de'
-Franzesi subito passò a l'altra banda del muolo da driedo via, trahendo
-passavolanti et volendo ancora tuor el muolo pizolo; et subito tutti
-li navelii del ditto muolo pizolo si levò et passò al mar de Santa
-Madalena, dove era le galie di re Ferando. Adoncha Franzesi prese il
-muolo grando, el barco de San Nicola et lo riparo di la torre di la
-porta dil muolo. Et aragonesi non poteno far molta diffesa, per esser
-le artilarie mandate in campo, dove se ritrovava la Majestà dil Re
-contra mons. de Obegnì voleva venir a soccorer li castelli et _etiam_
-nel campo atorno Pizafalcon et Santa Croxe, et altre bombarde poste
-per ruina di l'armata franzese. Era _solum_ al reparo de San Nicolò una
-bombarda grossa de ferro, et nel muolo tre bombarde, le qual Franzesi
-le preseno. Ma pur i nemici non poteno intrar sì presto in l'arsenal,
-che nostri fonno primi, e comenzò a difender el muolo pizolo. Et in
-quello se levò le galie dil re Ferando, con un vuoga che pareva venisse
-per recuperar el muolo; et le galie franzese voltò la sua prova verso a
-le nostre, et dil castello treteno assai colpi di bombarda a le ditte
-nostre galie. Tutta la terra, visto franzesi al muolo, zudegando che
-i se ha vessino fatto forti in li repari cridavano: O dove è l'armada
-de' venitiani a hora? Et fuora di la porta di la terra, in questo fo
-pigliato uno franzese andava in la... Or la terra dubitando di novità
-e tradimenti, serrono la porta di la terra, et li artesani le loro
-botteghe, et tutti si messeno in arme. E la Majestà dil re Ferando,
-benchè di sopra scrivesse era contra mons. de Obegnì, _tamen_ ancora
-non era andato, et andò poi; ma in queste baruffe se ritrovava in
-Napoli con li soi homeni d'arme, zentilhomeni et cittadini benivoli
-in la ruga Catelana, et don Carlo, suo fratello picolo natural, era al
-marchado con bona parte di le zente; et il Re confortava le zente sue
-andasseno a recuperar el muolo; et loro pur si excusaveno, dicendo non
-haveano artilarie. Et ditto Re diceva: Fratelli, poi che non me volete
-soccorer, delibero andar mi in persona, poi che volete che io mora. Et
-come le sue zente uditeno, _una voce_, tutti risposeno: Sacra Majestà,
-non fate, che nui volemo morir più presto. Et subito se partino in do
-parte, una dal fossado di la chavalarizia, risponde al reparo de San
-Nicolò, in la porta dil muolo; l'altra parte da l'arsenal; e feno sonar
-trombe et tamburri con gran remor et strepito, cridando: Viva Ferro!
-Più di 1000 persone si messe in via, dimostrando grande amor al suo Re.
-Ma Franzesi, dil reparo de San Nicolò subito si messeno in fuga versso
-al muolo, et nostri driedo, in modo haveno assa' gran rotta, feriti et
-morti assa' di loro; et montono in le sue barche et galie, et se ritirò
-indriedo. Li nostri tirava con archibusi, _etiam_ quelli dil castello
-a' nostri. Fo recuperato a questo modo el muolo, el qual Franzesi lo
-teneno in poter, tanto quanto disserono 6 volte la bombarda era ivi; et
-cussì fo recuperate le artilarie.
-
-Ancora si teniva per il Re de Franza li castelli, zoè Castelnuovo,
-Castel di l'uovo, Pizafalcon, lo monastier di Santa † et la torre di
-San Vincenzo. Et re Ferando attendeva a pugnar Pizafalcon, ma per le
-gran fosse, _licet_ le muraglie fusse a terra, non lo poteva haver. Et
-ancora l'armada franzese esso Re continuamente faceva bombardar, _adeo_
-messe con ditte artilarie in più zorni a fondi la galiaza granda, lo
-galion nuovo et do altre barze; _etiam_ la nave Camilla di zenoesi,
-che venne come ho scritto. Et volendo esso Re haver el monasterio di
-Santa Croxe, et bisognava bombardarlo; _unde_ el Re mandò a dimandar
-licentia a Roma al Pontifice, perchè pur havea qualche conscientia,
-per esser chiesia al divin culto dedicata. _Etiam_ mandò a tuor 6
-bombarde da Roma, pregando el Pontifice li dovesse servirlo. Et cussì
-have et la licentia et le ditte bombarde; et subito feceno repari a
-Santa Croxe, et piantono ditte bombarde grosse, et assa' spingarde
-et falconetti. Et visto Franzesi non potevano tenirse, dimandò di
-esser a parlamento con el signor Prospero Colonna, capetanio dil Re.
-Et cussì a dì ultimo Settembrio fonno a parlamento de rendersse, et
-fezeno trieva per uno zorno, per veder si se potevano acordar; et, non
-li bastando questo zorno, ne volse uno altro, poi _etiam_ doi altri
-zorni per parlar meglio insieme, et andava elongando la trieva; _tamen_
-stevano Franzesi su le mure in hordine, et nostri dil campo disposti,
-si non si rendevano, darli la battaia. Et niun parlavano, altri cha
-Prospero Colonna et don Zoanne, i qualli andavano ne li castelli;
-et de' Franzesi veniva do zentilhomeni dil castello a parlar al Re.
-Et cussì stevano in queste pratiche. Et _accidit_, che uno sguizaro,
-valente homo et bellissimo di la persona, vestiva di veludo, havendo
-uno suo fratello di Santa †, et pativa gran fame et disasij, _unde_
-parsse a questo sguizaro nostro di butarli do pani freschi. Et el sig.
-Prospero, vedendo questo, mostrava volerlo far morir. Ma la Majestà
-dil Re li mandò dir li dovesse perdonar, perchè era stato causa l'amor
-dil fratello. Et el capetanio de' sguizari nostri, inteso questo,
-subito fece sonar la sua trombeta, e insieme con la soa compagnia andò
-a la volta dil preditto sig. Prospero. El qual signor credeva ditti
-sguizari venisseno per ajutar el so compagno. Ma zonto lì, el capetanio
-domandò dove era il suo homo, dimandandolo; dicendo: Io so ben quello
-debbo fare di lui, et altri cha mi non dia far justicia sopra li miei.
-Et el sig. Prospero rispose: La Majestà dil Re li ha perdonato. Et
-el capetanio disse: La Majestà dil Re può perdonar a li suoi; et io
-farò la nostra usanza, secondo il costume nostro. Et cussì lo tolse,
-et lo menò in uno loco, dove francesi, _maxime_ il suo fratello, i
-qualli stavano su le arme, lo potea veder. Et, ordenatamente conzati
-li sguizari a fila a fila con le lanze, poi el capetanio disse a
-tutti che, per il sacramento haveano di esser fedeli dove serviano,
-tegnisseno le lanze, et comandò che questo suo compagno dovesse esser
-morto da le soe lanze de tutti, et se niun fusse che non desse di la
-lanza, poi lui sarebbe morto, poi disse a quel sguizaro: Conféssate. E
-mandato per il prete, fo confessato. Le lanze tutte stavano a la fila
-con la ponta avanti; et el capetanio disse: Su, corri per mezo. Et il
-sguizaro alzò li ochi al cielo, et si racomandò a Dio, digando le sue
-oration. Poi disse: Si ho dato do pani a mio fratello, che moriva da
-fame, l'ho dato in presentia et palexe, che ogniuno mi vedeva, non per
-falsità alcuna, nè per tochar danari; ma poi che lo mio capetanio vuol
-che io muora, voglio obedir, et mi ricomando a Dio et a la Vergine
-Maria. Et poi tirò la sua bareta tanto in zoso, che si coverse i ochi;
-poi corse per mezo di le lanze in modo non restò niuna che non fosse
-fichata in la sua persona. Have più di 200 lanze, et cussì morite da
-li suoi proprii compagni e parenti; sì che, _judicio omnium_, fo usato
-gran crudeltà. Et il capetanio fece per mantenir la sua fede di non
-esser traditori, e mostrò haver grande ubedientia da li soi, che in
-fina lo morto lo obedite. Et questo, per esser cossa notoria, ho voluto
-qui scriver.
-
-
-_Novitade acadute in Perosa._
-
-In questo mezo a Perosa li Odi, foraussiti di Perosa, havendo
-intelligentia in la terra, a dì 3 Settembrio introno dentro Perosa;
-però che lo principalle cittadino che se ritrovava in la terra, in
-ditta mattina a l'alba andò a la porta di San Zuanne, et fece aprir la
-porta per forza a li custodi. Et aparse quatro squadre de cavalli de
-ditti fora ussiti, bene in hordine, et 2500 fanti; et preseno la terra
-fino al Monte, avanti che la parte contraria de Baioni, che in quella
-regnavano, sapesseno alcuna cossa. Ma, inteso questo, tutta la terra
-fo in remor; et pigliato le arme, fonno a le mane,_ taliter_ che fonno
-morti di quelli fora ussiti a presso 150, et do di li primi. Alexandro
-Savello perse el cavalo et scampò. Et fo presi di questi, erano con li
-Odi, zercha 400, e di quei di la terra non ne fo morti se non 6, però
-che fino le donne li aiutaveno combattendo. Et a ciò el tutto se veda
-et intenda, quivi sarà notado una lettera che scrisseno li do arbitri
-di la città di Perosa al suo secretario, era a Roma, di quello successe
-la prima battaglia. La qual è questa.
-
-
-_Exemplum litterarum Perusiensium._
-
-_Domine Petre Paule._ Da poi la lettera nostra de la felice vittoria
-contra li inimici, tuttavia le cosse nostre sono prosperade per la
-gratia di Dio; imperochè havemo trovato 272 cavalli guadagnati et 80
-para di barde, et havemo pregione el sig. Troylo Sabello, capo de li
-nimici, qualli tenimo honoratamente et con comodità in palazo de li
-signori Priori, ma con bone guardie. Havemo recuperato Geliano et siamo
-in praticha de recever la Frata, quale in breve intenderete, piacendo a
-Dio, esser tornata a la obedientia nostra. Sì che state de bono animo,
-et comunicate con li amizi, aziò partecipano de ditta felicità. _Bene
-valeat._
-
-_Perusiae,_ 7 Settembrio 1495.
-
-Federico et Bontempo de li Bontempi et Bernardino Cavacepi sono stà
-impichati... Lodovico de li Ermani, quale aprì la porta di Santo Andrea
-a li nimici, è morto da certe ferite che ricevete in lo conflitto. Li
-filioli de Leonello de li Odi, che sono tre, se conservano vivi in loco
-securo.
-
-_Post scriptas._ Ne è refferido, alguni fanti, qualli hanno recuperado
-la pieve de mons. rev.mo el Vescovo nostro, occupata prima da li
-fora ussiti, havere fatto zerte disonestà..., quale non havemo inteso
-particularmente, per esser tanto occupato el magistrato nostro, quanto
-fusse mai più. Excusate la cossa che è fatta penitus contra nostra
-voluntà, imo con grandissima nostra desplacentia, et provederemo a la
-restitutione.
-
-Subscriptio:
-
- _Domini arbitri civitatis Perusiae._
-
-A tergo: _Praestanti viro, domino Petro Paulo Venacio, secretario
-nostro dilectissimo, Romae._
-
-
-_Successo di Pisani con Fiorentini._
-
-Domente queste cosse intervengono, Fiorentini, disposti di haver al
-tutto Pisa, vi mandò el suo esercito gubernato dal Duca di Urbin,
-atorno. Et in questi zorni acadete che, havendo Pisani a loro soldo
-Paulo Vitelli, el qual li rebelono et si acordò con fiorentini, et
-vene nel borgo di San Marco in compagnia de molti fiorentini, vestiti
-a la franzese tutti, con la insegna dil Re di Franza et de' Pisani,
-cridando: Franza! Franza! Et Pisani, credendo venisseno in loro ajuto,
-per esser esso Paulo in acordo col Re de Franza, ussiteno per venirli
-contra a farli festa a questo soccorso. Ma Lucio Malvezo, capetanio de'
-Pisani, vedendo andar fuora Pisani, li disseno non dovesseno andar,
-et che prima vedesseno che zente fosseno. Ma loro, di tanta alegreza
-li fusse mandato per il Re soccorso, ussiteno pur, et malle li colse,
-però che fonno messi in mezo da ditto Paulo Vitelli, et fo morti assa'
-Pisani; et si non era el capetanio dil Re de Franza, che ussite di
-cittadella per aiutarli, erano compidamente tutti morti o pigliati,
-et quel zorno fiorentini haveano la terra; ma Franzesi combatteno
-gagliardamente, et fo morti assa' zente di ambedoe parte, ma pur Pisani
-ebbeno la pegiore. Et poi separato la pugna. El qual capetanio franzese
-messe molti Pisani a guarda dil centro dil muro di la cittadella nuova,
-et fiorentini prese il borgo di San Marco, et quello tene; ma quelli
-di la cittadella li salutavano dì et notte con artilarie, et trevano
-bombarde a le caxe per ruinarle; et a la fine lassò ditto borgo. Questa
-battaglia fo fatto el dì di Santa Croxe, a dì 14 Settembrio, a hore
-24 che li nimici veneno a quell'hora per non esser cognosciutti. El
-zorno da poi, fo a dì 15 ditto, arivò in Pisa el sig. Frachasso di San
-Severino con... cavalli, el qual fo mandato per il Duca de Milan, per
-nome de la Signoria de Venetia et d'altri confederati, et venne per
-mar. Et è da saper, che la liga terminono de aiutarli et mantenerli
-in libertà. Et el sig. Frachasso, zonto, li mandò uno suo trombetta
-in campo de' fiorentini, a notificharli da parte di la liga che i se
-levasseno de l'impresa infra 4 zorni, et, non facendo, se intendesse
-esser rotto guerra di la liga contro di loro. Et li commessarii
-de' fiorentini risposeno, che loro non rompeano liga alcuna, ma che
-vollevano la terra loro, et che el Re de Franza ge l'havea reduta, et
-però la volleano.
-
-Questo fo divulgato si fusse; onde tal parole io non l'acerto, _tamen_
-la ragion persuade che le debbi esser state _etc_.; sì che, a questo
-modo, Paulo Vitelli rebelò li Pisani, et _etiam_ sempre havia dato
-danno al paese. Et come vidi una lettera di uno Jacomo da Luca, scritta
-a dì 17 Settembrio in Lucha a uno Gerardo Arrigi, habitava in Roma, che
-_etiam_ esso Paulo havia fatto da prima tuor li grani, et mandato in
-campo de' fiorentini, et cussì vendemar e toglier bestiami; sì che dove
-Pisani credevano esser aiutati, erano dannizati. Et in questa baruffa
-ditto Paulo Vitelli fo ferito a morte, et il fratello fo morto. Et è
-da saper, che fiorentini haveano, _ut dicitur_, fatto una stratagema
-et assa' degna astuzia; et feceno far do sachi di grossoni, di quelli
-valeano soldi 7 l'uno si bateno a Fiorenza; et quelli feceno dorar,
-_adeo_ parevano fiorini d'oro; et questi mostrono a certi franzesi
-che steva col capetanio francese ne la cittadella di Pisa, dicendo
-vollevano darli al suo capetanio, si desse la forteza a loro, perchè
-cussì era la voluntà di la Majestà dil Re de Franza. Et quasi erano
-concordate le cosse; ma in questa baruffa fo preso uno fiorentino, el
-qual volendo esso capetanio franzese amazar, disse: Non mi amazate, che
-vi dirò cossa che vi piacerà assai haverla saputa. Et manifestò questo
-de li grossoni dorati, et _etiam_ haveano fiorentini fatto far do some
-de capestri per impicharli tutti, et Franzesi et Pisani, et _maxime_
-esso capetanio, habuto che havesse li ditti danari. _Unde_ fo molto
-a charo al ditto de intender questo; et _deinde_ fo mortal nimico de'
-Fiorentini, et tenne sempre da' Pisani.
-
-In questo mezo, Piero de Medici a Roma feva fanti, et, acordato con el
-sig. Virginio Orssini, volleva venir versso Fiorenza et ritornar nel
-stato, dischaziando la parte contraria. Et questo se intese a Venetia,
-a dì 19 Settembrio, per lettere di l'orator nostro a Roma. Dove poi,
-partito ditto Piero et venuto a Siena, in Fiorenza acadete che uno,
-chiamato il Serpe, portò alcune lettere di esso Piero ad Averardo
-de Medici, suo parente, homo veterano et animoso, pregando dovesse
-immediate vestir in forma di ragazo madona Alphonsina di casa Orssina
-sua moglie, la qual era in uno monasterio et stavasi, et che dovesse
-menargela. _Unde_, ditto Averardo vestite la ditta donna a modo ditto
-di sopra, facendo vista di andar a una sua possession con alcuni soi,
-et havendo questa donna, vestida da ragazo, una bolzeta a l'arzon e
-al brazzo alcuni lazzi con cavi[144] et uno capello con una capa di
-scherlato atorno, a cavalo, et cussì ussite ditto Averardo di Fiorenza,
-che niun de costei se n'avide, et andò a una sua possession, et zonse a
-horre do di notte. Poi, a hore tre tolse la volta de Siena, et presentò
-la moglie a Piero, non senza tenere lacrime di esser stato tanto a
-vederse. Et poi esso Averardo ritornò in Fiorenza. Et la Signoria già
-havea saputo questo; unde li 8 de la balia mandò per ditto Averardo,
-dimandandoli la cagione perchè havia fatto questo. Rispose, che per
-niuna età si dinegava, _etiam_ a' rebegli, la mogliere; et quando uno
-non tratava cosse di stado, che non meritava reprensione, et che havia
-acompagnato la moglie al suo parente, et che si non l'havesse fatto,
-lo farebbe di novo. Et ditti signori, vedendo era ragion, non li feceno
-altro.
-
-
-_Come fu amazato domino Jacomo da Savona a Forlì._
-
-In questo mexe di Settembrio, essendo andata la madona de Forlì, fo
-moglie dil conte Hieronimo, una matina con domino Jacomo Feo di Savona,
-so favorito, a la chaza con cavalli zercha 60, et quel zorno stando in
-piacer, per uno da Forlì, era scolaro, et uno da Imola, homo d'arme,
-el qual da ditto domino Jacomo era stà tenuto tre anni in carzere,
-con altri cinque, ferono una congiura dentro di una chiesia, di voler
-devorar ditto domino Jacomo, ritornando da la cazza. Et si messeno a
-la porta de Schiaonia sotto uno portico questi 7, armati con spada et
-roncha, et a hore una di notte veteno venir alcuni dopieri impiati,
-zoè madona in chareta ritornava in la terra, et ditto domino Jacomo
-a presso, confabulando con lei venia. Uno de li 7 conjurati se li fè
-incontra, et disse: Ill.mo Signor, io ho lettere dil rev.mo Cardinal
-di S. Zorzi. Et ditto domino Jacomo, tochandoli la mano, disse: Dove
-è le lettere? Et lui rispose: Signor, ve le darò adesso. E cavò una
-spada, tenendo domino Jacomo per un brazo, li dete una botta nel petto,
-et passolo da un canto a l'altro, dicendo: Queste son le lettere. Et
-il remor essendo grande, cridavano li altri de la congiura: Non si
-mova niuno, che madona et el signor si fa far questo; _tamen_ non
-era la verità. _Unde_ niuno per questo si mosse. Et madona si butò
-di chareta, intendendo queste parole; e andoe per grandissimo dolor
-in angossa. Molti soi favoriti et servitori la prese, et messela a
-cavallo, et corsero a la rocha, stimando la terra fesse qualche novità
-o tradimento. Et a hore 4 ditta madona si armò de tutte arme, e vene
-dove era stà morto domino Jacomo, et vetelo morto, tagliato in 100
-pezzi. Et dimandato dove era le case di questi proditori, vi andò con
-zente d'arme et fanti, et fece prender le loro donne, et fele taiar
-a pezi; tra le qual ne era molte gravide; _etiam_ li figlioli di 3
-anni feze amazar, cossa crudelissima, et contra quel ditto di Christo,
-che: _Filius non portabit iniquitatem patris, neque pater iniquitatem
-filii_; et poi fece bruxar le caxe: et tutta la terra era in gran
-terror. Et a hore cinque fece adunar el populo in arme in piaza a
-lumi di dopieri; feze metter 5000 ducati ne le man di 4 cittadini,
-et publichar la taia contra li coniurati, o vivi o morti chi li
-presentasseno, havesse quelli danari, _etiam_ provisione in vita, et
-di herede in herede. Et non passò do hore, che 4 di loro fonno presi
-et strascinati la notte a coda di cavallo, di la porta va a Cesena
-fino a quella di Schiavonia; et dove fu seguito el delicto fecili
-tajar una man per uno, poi li fece squartar et metter li pezzi a le
-porte di la terra; et la matina fo preso uno prete, et uno altro pur
-de ditti, li qual fonno tanaiati, dapoi che fo trascinati et morite; sì
-che feze crudelissima vendetta, la qual smorzò il dolor dil suo domino
-Jacomo. Et è da saper, che il cardinal San Zorzi, fo fradello dil
-conte Hieronimo, in quelli zorni persuadeva ditto domino Jacomo volesse
-partirssi di Forlì, et li daria ducati 20 milia, et uno castel chiamato
-San Marco, facendolo far condutier di la Chiexia; et lui non volsse
-acceptar questo partito, per non partirssi de Forlì.
-
-
- _Finit liber quartus._
-
-
-
-
- MAGNIFICO ET SAPIENTISSIMO MARCO SANUTO BERGOMI PRAETORI
- JUSTISSIMO, MARINUS SANUTUS LEONARDI FILIUS PATRICIUS VENETUS
- SALUTEM.
-
-
-Si l'amore et la benivolentia, oltra l'affinità, Pretore integerrimo,
-mi astringe de intitolarti alcuno de questi libri di la gallicha
-ystoria, non mancho mi exorta ogni tua conditione; perchè, volendo
-considerare fra me più fiate, a chi dovesse questo libro quinto
-dedicare, niuno a Toa Magnificentia trovai dover esser antiposto, sì
-per esser primario di la caxa nostra Sanuta, _quam_ per la sapientia
-et, _ut ita dicam_, summe dote de' cieli, che in te sono. Aduncha,
-posto da canto ogni altro patricio che in questa guerra si habbia
-exercitato, ho voluto, et _merito_, dedicarti parte dell'opra grande
-et faticosa, per mi con ogni verità descritta, et in quella de Toa
-Magnificentia non mi dimenticare, perchè niuna cossa debbe esser più
-extimata, quanto honorar il sangue et prole sua. Et quanto me ne glorii
-dil tuo dignissimo portamento in questa pretura bergomense, credo
-non sia celato a Toa Magnificentia; et però non son stato immemore
-delle fatiche, _sine_ farti participe. La qual opera, benchè vulgare
-sia, et non da le orecchie tue, immitatore di ogni philosophicha
-et astrologicha disciplina, pur, per la verità della materia et
-amore dil compositore, son certo ti piacerà talhora leggerla, quando
-harai otio, _licet_ di raro in questa pretura hai, per le frequente
-audientie et expeditione che fai cotidianamente; _tamen, captato
-tempore,_ leggendo, prometto a Toa Magnificentia, non di ornato
-parlare, non di vocabuli exquisiti, non di nuove imaginatione, ma
-ben de verità et cosse ordinate a suo loco, vederai questa piena, et
-con summa diligentia descritta. Et niuna cossa tanto mi ho inzegnato
-di scrivere, quanto come sono _vere_ passate le cose di questo Re
-di Franza, et seguite in Italia et in varie parte dil mondo; opra,
-si non al presente, _apud posteros_, da esser laudata grandemente.
-Perchè, magnifico Marco affine mio, io volendo veder tutte ystorie _a
-principio mundi usque in hodiernum diem_, trovo questa venuta di Carlo
-re non esser mancho da farne memoria d'ogni altra seguita, si per la
-pocha... et grande animo, la fortuna prospera et poi contraria, la
-division de Italia, Veneti tacere et poi moversi a la liberatione di
-quella, già quasi in potere gallico venuta, mediante la qual Italia
-è liberata. _Ergo_ grande ubligatione tutti Italiani debbeno haver a
-questa Republicha, come leggendo si vederà il tutto giorno per giorno.
-Et _etiam_ Toa Magnificentia zercha questo ha habuto qualche faticha
-in questa pretura, col magnifico collega tuo, in mandare _saepius_
-provisionati, et tanti, in campo, adlozar zente d'arme, et altre
-provisione _libentissime_ mandate ad effetto per quella fidelissima
-comunità; le qual tutte.... qui scripte. Et sono certo non potrai star
-de laudar l'afine tuo di la faticha grandissima, che è stata talle,
-che talhor vorebbe mai haver principiato scriver alcuna cossa; ma
-poi che havia fatto assae, volsse con ogni inzegno venir al desiato
-fine, et cussì scritto ho fino dil primo di Gennaro; et più presto
-ho voluto dar materia a molti che mi apontano, che star taciturno,
-cossa che a Toa Magnificentia molto dispiace; et _saepius_ questa mi
-ha ditto: l'autorità digna di philosopho dover esser limitata, che
-_frustra est illa potentia, quae numquam reducitur ad actum_; et per
-questo ho voluto tenir ascoso questa opera, come di qualche altra ho
-fatto, che Toa Magnificentia ne sa qual cossa. La qual reverisco et
-honoro come padre, possa che la fortuna mi privò dil carissimo genitore
-a la legatione romana, et dil patruo, padre tuo, et da me non manco
-extimato, in la castrense legatione de Ferrara. _Unde_, rimasto Toa
-Magnificentia, _merito_ ti dobiamo l'amore paterno portare. Conosci
-adoncha quanto Marino è volonteroso di metter in eternità le cosse de
-la Republica et patria nostra; vedendo questa inculta opera, chiaro el
-conoscerai. El qual a Toa Magnificentia si ricomanda, _quae diu felix
-valeat. Vale et me ama, tibique persuade a me plurimum amari._
-
- _Venetiis._
-
-
-
-
-MARINI SANUTI LEONARDI FILII PATRICII VENETI DE SUCCESSU CAROLI REGIS
-FRANCORUM IN ITALIA POST CLADEM ACCEPTAM LIBER QUINTUS FELICITER
-INCIPIT[145].
-
-
-_Exemplum brevis sanctissimi D. Nostri ad Januenses._
-
- ALEXANDER PAPA SEXTUS.
-
-Dilecti filii salutem et apostolicam benedictionem.
-
-Cum ex ipsa rerum magistra experientia clare cognoverimus tui
-gubernatoris et istius genuensis reipublicae optimam dispositionem,
-et mentem ac effectus voluntati correspondentes, pro salute et
-conservatione italicae tranquillitatis, adversus Regis Gallorum
-conatus, vos plurimum in Domino commendamus, et pro pastorali, quod
-nobis incumbit, officio ad gregis dominici custodiam, enixe hortamur
-velitis eosdem vos in futurum praebere qui hactenus fuistis. Nam quoad
-promissionem vobis ab agentibus sanctissimae confoederationis nostrae
-factam, circa loca vestra Petraesanctae, Sarzanae et Sarzanellae vobis
-restituenda, certissimi esse potestis, nos et confoederatos nostros
-unite pro virili parte non esse defuturos; quin imo ad quaecumque
-expedient prompto animo elaborabimus, ut voti compotes evadatis.
-
-Datum Romae, apud Sanctum Petrum, sub annulo piscatoris, secundo
-Kalendas Septembris, M CCCC LXXXXV, Pontificatus nostri Anno IV.
-
-_A tergo_: Dilectis filiis nobilibus viris Augustino Adurno,
-gubernatori, et consilio antianorum civitatis Genuae.
-
-
-_Zente franzese lassate a la custodia dil Reame di Napoli quando se
-partì el re de Franza._
-
- Mons. de Mompensier, vicerè, con lanze Num. 100
- Mons. de Obegnì, gran contestabele, con lanze » 100
- Mons. de Beucario, gran camerario, con lanze » 100
- Mons. de Perssì, gran sinischalcho, con lanze » 50
- Mons. de Campo rosso, con lanze » 100
- Gratiano de Guerra, con lanze » 50
- Gabriel de Monfalcona, con lanze » 50
- Mons. de la Martia, con lanze » 25
- Domino Julliano, li ballestrieri, et lanze » 25
- Altre lanze date a diversi franzesi, zercha » 100
-
- Summa 700
-
-
-_Zente Italiane._
-
- El Prencipe de Salerno, domino Antonello di
- S. Severino, lanze Num. 100
- El Prencipe de Bisignano, lanze » 50
- El Ducha de Melffi, lanze » 50
- El Marchexe de Martina, lanze » 50
- Missier Trojano Papacoda, lanze » 25
- Altre lanze spezade, fin al numero de » 400
-
- 675
-
- Summa 1375
-
-Le qual lanze de italiani, li conduttieri de epse le pagino in su li
-salli e fochi di le terre per questo anno, zoè l'instante, si po far
-stima de potersine haver. Et queste zente ho voluto qui poner, per la
-caxon che scriverò.
-
-A dì 14 ditto, el Duca de Millano, et Luca Pixani e Marchiò Trivixan,
-provedadori nostri, con altri signori et conduttieri, da poi disnar
-chavalchoe a sopraveder Chamarian. Et, chavalchando, disse: Ad ogni
-modo voglio far palese. Questo ambassador di Spagna vorria impazarsi,
-et mai el suo re ha roto. Et voltato versso li Provedadori, disse: Sarò
-sempre obsequentissimo fiul di la Signoria, et lasserò a' mei figlioli
-fazino el simile, perchè questi do stati stando insieme, non è da
-dubitar d'alcuno. Et diligentemente explorato, tornoe al logiamento.
-Et poi esso Duca in questa matina è da saper chavalchoe per veder li
-suoi fanti alemani; poi, tornato in camera da li Provedadori nostri
-con li oratori era con lui, et disse haver lettere da la Majestà dil Re
-de' Romani, di la morte di la marchesana de Monferà, e del governo di
-quel stado esser dato al sig. Constantin Arniti; el fiul saria in età
-legitima; di la qual cossa Soa Majestà scriveva esser contentissimo.
-Et cussì mandoe un, con ditte lettere, al ditto sig. Constantin,
-offerendoli le forze sue per conservation di quel stado, persuadendolo
-a moversse de li servigii gallici, e unirse con esso Duca; et mandoe
-domino Jacomo Soardo, homo dil marchese di Mantoa, che _alias_ vi fu.
-
-Nel nostro campo se divulgava esser fatta la pace dil Duca de Milano
-preditto con el Re de Franza, et che andava dissimulando fino havesse
-ordine... El capetanio nostro, el conte Zuan Francesco, et domino
-Marco da Martinengo erano di questa oppinione; _tamen_ la verità non
-si sapeva. Et la sera avanti vene un franzoso per metter ordine di
-aboccarse oratori dil Re col Duca.
-
-El Re era a Verzei, et il fiume di Sesia, per le aque et pioze
-eran state, era cresciuto; il ponte passava a Verzei si ruppe,
-_unde_ el Re rimase di là da l'aqua con parte di le sue zente, et
-il resto de l'exercito di qua; _adeo_ si non era questo levar de
-le offese, Franzesi pativano gran danno, perchè el Re non li poteva
-soccorrere..., _licet_ a l'ultima paga se ritrovasse fanti num. 7860
-in tutto. Li provisionati al presente eran nel numero, fanti da guazo
-2000, provisionati 1000, senza quelli erano in Alexandria di..... e
-Tortona, che erano più di 700, pagati per la Signoria, e guardava
-le terre dil Duca de Milano; elemani erano 350. Et in questa sera
-zonse li 400 elemani fatti per Vincenzo Valier, venuti per la fin di
-Trento, et _etiam_ ozi ditti elemani ne zonse a presso 1000. Ancora
-li provisionati del capetanio nostro eran, ma nel campo tudesco li
-mancava più de la mità per esser fuziti. El Duca in questi zorni mandoe
-300 fanti, et _etiam_ fuziti assai elemani, come diceva domino Zorzi
-di Pietraplana, eran circa 4000 e non più. Si Brexa e Bergamo..... si
-faceva li provisionati.
-
-Zonse in campo ducati 5000 mandati da Venecia, et già ne havean mandato
-de gli altri; et questo per aproximarse le page, le quale si faceva a
-dì.... del mexe. Et Orsato Moresini, pagador, in questo zorno andoe a
-Milan in careta per mutar aere et curarsi de la egritudine; pur stava
-meglio. Et el conte de Petigliano era a Milan, et li medici dicevano
-bisognava curar una tumefaction, _unde_ mastro Ambroxio andoe a Milano
-per darli bon zorno.
-
-Quattro stratioti se partì di campo con licentia de' Provedadori per
-venir a la Signoria per nome de li altri, et dimandar, oltra le page,
-li fusseno pagati li cavalli amazatili in campo.
-
-In questa sera zonse dal Duca un secretario del signor de Piombino, e
-portò lettere de la comunità de Siena. Quello volesse non se intese.
-
-È da saper, che domino Francesco Bernardin Visconte e Hieronimo Stanga,
-andati eri al Re, non poteno andar a Verzei, per esser rotto el ponte,
-et esser cresciuto assai l'aque che li... nemici si adaquoe, et fonno
-guasti vestimenti et arme. Hor questa matina questi andono, et a hore 4
-di notte si tornono in campo dal Duca, et referite che quando confutoe
-esso Francesco Bernardin li capituli dati per Franzesi, cioè quelli
-deputati..., et cussì de le proposition diceano al Duca dimandava
-cosse grandi. _Item_, come haveano terminato, el maraschalcho de Giaè,
-mons. de Pienes et mons. de Arzenton de venir diman qui nel nostro
-campo a parlar col Duca de Milan, et se restringeriano su do cosse:
-la prima, su lo armar a Zenoa; la seconda, dil reame de Napoli niun
-se ne impazasse, ma lassar far a la fortuna; et pur che Zuan Jacomo
-di Traulzi mandava a dir a' nostri Provedadori che se mandasse una
-volta il... in Franza, et che tutti haveano voluntà de ritornar a caxa,
-_maxime_ quelli signori baroni; e poi saria quel Dio voia. _Item_, che
-el balì dil Degiun dovea menar assai sguizari, et lo aspettavano de
-zorno in zorno... Notifichoe ancora, che se più durava le pioze, era
-forza Franzesi si levasseno, che si tragettava el fiume con barche, et
-tutto adaquato quel paexe.
-
-A dì 20 da matina in camera del Duca con li ambassadori et Provedadori,
-ditto domino Francesco Bernardin referì come havean fatto trieva
-fino venere proximo, sarà a dì.... ditto, et che li tre oratori regii
-sariano questa matina lì. Et _immediate_ fo publicata la trieva, et
-fonno fatte tre copie, una mandata a la Signoria nostra, una al Re de
-Franza, l'altra al Duca di Orliens in Novara. Comenza cussì:
-
-El se fa bando e noticia come, essendo fatta trieva tra el
-christianissimo Re de Franza con l'exercito suo et con l'exercito
-nostro etc., et non fo nominà el Duca de Milan, nè el capetanio nostro,
-niuno; et questo fo fatto per buon rispetto, non senza savio consulto.
-Et el Duca _iterum_ con l'ambassador de Spagna se apizono de parole,
-perchè esso ambassador non vollea fusse fatto pace senza saputa del so
-Re; et el Duca pur diceva, se l'avesse rotto guerra _etc._, et che per
-li capitoli potea farla, però che el capitolo parlava a questo modo:
-_si forte occurreret, quod Deus avertat, quod ad bellum deveniretur,
-non possit quovis modo fieri pax nisi scientia sociorum, et cum
-reservatione et sine praejudicio praesentis confoederationis et ligae._
-Et mostrato ditto capitolo el Duca a l'ambassador, disse: el dice
-_saputa_, non dice _consultatione_; lo ho za scritto a la Majestà dil
-Re vostro; _ergo etc_.
-
-Vincenzo Valier, nominato de sopra, ritrovandossi in campo, et non vi
-essendo il pagador, parse a li Provedadori de dar al ditto questa altra
-faticha di esser pagador, a ciò li danari fusseno ben dispensati. Et fu
-contento di accettar tal provintia, per servir la Republica, et restoe
-pagador fino el campo se disciolse. Et Urssato Morexini si ritrovava a
-Biagrassa, volendo andar a Milan.
-
-A dì 20, a hore 21, el Duca de Milan con l'ambassador de Spagna, li
-Provedadori et ambassador nestro, et Bernardo Contarini, provedador
-di stratioti, andò circa un mio avanti in campagna aspettar; et a
-hore 23 zonseno li tre oratori franzesi[146] nominati di sopra, de
-compagnia col Marchese di Mantoa, nostro capetanio, li era andato più
-avanti contra; et el Duca andò _solum_ circa do miglia. Et smontati
-nel pavion dil capetanio, dove feceno colation, poi veneno nel castello
-dal Duca. In quella sera medema el Duca mandoe per li Provedadori, che
-si trovasseno ad udir le imbasate loro. Era la duchessa soa consorte,
-el capetanio nostro, l'ambassador de Spagna, el nostro orator, el
-Duca et ditti Provedadori, posti a sentar a la fila, i oratori sentono
-su tre cariege per mezo. El primo el marascalco de Giaè; el secondo,
-che dovea esser mons. di Pienes, lui volsse fusse mons. di Arzenton,
-perchè esso dovea far le parole. El qual Arzenton disse: La Majestà
-dil Re nostro ha voluto mandar nui tre a la Excellentia Vostra, a ciò
-possiamo presentialmente dir a quella quanto è la mente de Soa Majestà,
-la qual è desiderosa venir a la pace. E questo è stato meglio che dir
-per intermedie persone, come hieri fo ditto. El Duca rispose: Hessendo
-quello son con la Majestà dil Re di Spagna, et fiul de la Illustrissima
-Signoria di Venetia, a la qual son sempre ubligatissimo, torò questo
-assumpto in risponder in nome de tutti, et ringratiar la Majestà
-dil Re che ne ha mandato tal huomini, qual sono le signorie vostre.
-Ringratiamo _etiam_ quelle de la faticha le hanno tolto per venir qui.
-Per quanto aspetta al desiderio ha la Majestà dil Re al vegnir a la
-pace, io ve dico che in tutte cosse honeste non me trovarete manco
-pronto di quello è Soa Majestà; però dicete quanto vi par. Et mons. di
-Arzenton disse: Illustrissimo signor, la Majestà dil mio Re non vuol
-far apontamento alcuno de Novara, se prima el non parla col Duca de
-Orliens suo fradello; però rechiedemo un salvo conduto per lui. Et el
-Duca rispose: Magnifici ambassadori, io non ho da far de niente con el
-Duca de Orliens, perchè lui non ha tolto la mia terra de Novara, ma la
-Majestà dil Re me l'ha tolta con le soe zente et con li soi danari; e
-so ben che 'l Duca de Orliens non havea posanza di tormela, per lui.
-Acordamose pure con la Majestà dil Re; et se 'l Duca d'Orliens vorà
-poi cossa alcuna da me, la rechieda, perchè io li risponderò. Dil salvo
-conduto da esser fatto, io sarò insieme con questi magnifici signori,
-et vi responderemo. Et el Duca con li altri andò in un'altra camera,
-dove fo disputà et concluso farli el salvo conduto de andar a parlar
-al Re; e, non seguendo la pace, possi ritornar in Novara con quelle
-zente vi sarà. Et cussì fo risposto a ditti ambassadori, et diliberato
-per segurtà dil ditto Duca d'Orliens, de mandar la matina seguente
-uno de quei signori, con uno ambassador franzese, a Novara, per trazer
-fuora el ditto e condurlo do o ver tre miglia. Et questo volse esser
-el nostro capetanio marchexe de Mantoa, che vi andasse. Et li oratori,
-tornati a lo alozamento per esser tardi, spazoe uno trombeta con
-lettere al Re.
-
-A dì 21, per esser l'aque grandissime, _adeo_ non se poteva guazar,
-non fo trato el Duca d'Orliens di Novara, come era l'ordine dato,
-ma fo trato come dirò di sotto. In questa matina, el Duca con li
-oratori, Provedadori et signori nominati di sopra, fonno insieme con
-li ambassadori franzesi, et mons. di Arzenton pur parlò. Disse che
-Zenoa, la qual era data in feudo al Duca, era conveniente el Re potesse
-disponer de quella, per recuperar el suo regno de Napoli. El Duca
-rispose, era vero dil feudo dato a' suoi antecessori, et li pareva
-stranio el Re volesse tor la cossa che una volta haveva donata, _nullo
-demerito praecedente_. Et poi Arzenton dimandoe almanco fede, di poter
-armar a Zenoa. Rispose el Duca: La fede mia è bastante. Disse Arzenton:
-El Re vuol el casteletto de Zenoa per segurtà, per haver speso assai in
-aquistar el Reame de Napoli; e saria vergogna lassar l'impresa. Rispose
-el Duca: Lui non era stà causa el spendesse, et se lo havia perso, Soa
-Majestà era stato cagione; et non voleno darli el casteletto. Et mostrò
-el privilegio antiquo dil feudo. Poi disse: Si ve metterè a l'honesto,
-mi metterò; si vorè la pace, la vorò; si vorè la bataia, _etiam_ la
-vorò e quanti è in questo campo la volemo; et son partito di Milano
-per venir a far bataia. Et li ambassadori disse, che non volevano
-ofender el Re de Romani, perchè Novara era de l'imperio. Et el Duca
-rispose: Non son io soto l'imperio? Et mi ofendè. Poi la Signoria mi
-pol comandar, de la qual son fiul, e sempre ubligatissimo; vojo che in
-ogni tempo la me comandi, per haverme conservato mi et el mio stado; et
-dil mio stado voglio la disponi quanto dil suo proprio. Et cussì andò
-tutti a disnar. È da saper, li Provedadori udiva, ma non parlavano; et
-dil tutto advisavano _statim_ la Signoria; e a Venexia si faceva gran
-consultatione. _Etiam_ l'ambassador di Napoli, era col Duca in campo,
-non intrava in queste cosse.
-
-Dapoi disnar, li ambassadori ditti veneno a la camera dil Duca, dove
-si reduseno Provedadori e li altri; mancava l'orator di Spagna, el
-qual venne dapoi. Et mons. de Arzenton parlò, et disse haver visto
-el privilegio dil feudo di Zenoa, nel qual si contien di esser buon
-vassallo dil Re, amico de li amici _etc_. El Ducha rispose: Son
-contento; a li soi nimici li farò brutta ciera; non che spenda dil mio.
-Parlono poi dil casteletto, et el Ducha disse: Non penssè. Arzenton
-disse: Trovemo qualche via el Re sia securo. Et volendo consultar el
-Ducha con li Provedadori nostri, quelli risposeno, sua signoria era
-sapientissima, et non li bisognava consulto. _Etiam_ l'orator yspano
-non volsse dir alchuna cossa. Poi li ambassadori franzesi dimandò
-Monopoli, per venetiani preso. Rispose el Ducha: Magnifici provedadori,
-rispondete. Lhoro risposeno, non sapevano nulla. Poi dimandò le galee
-dil Re, prese a Zenoa. Rispose el Ducha: Le galee prese in guerra
-non voglio restituir, ma ben quelle sono state retenute a Zenoa son
-contento restituirle. Poi disseno, el Re vollea esser satisfatto di
-le spese di ritorno, dal dì partì di Pisa sino al presente. Rispose
-el Ducha: Anchora io ho speso; remetiamo questo in judexi, et quello
-sarà sententiato, quello paghi. Havete altro da dir? Et ditti oratori
-pensono un poco; poi disseno, zoè mons. de Arzenton: E la restitution
-di lochi _etc_. de missier Zuan Jacomo Traulzi e qualche un altro.
-Rispose el Ducha: Son contento; dite chi son i altri. E loro risposeno:
-Missier Francesco Secho. Et in questo el Ducha rispose non ha da far
-nulla di lui. El sig. marchexe di Mantoa è qui, che è patron di questo.
-Et ditto Marchexe disse: Missier Francesco mi ha voluto tor la vita.
-Poi dimandò mons. de Miolans et il Bastardo di Borbon sieno deliberati,
-i qualli erano presoni. Rispose el Ducha: Anchora che mons. de Miolans
-sia mio gran nemico, son contento, et li ho fatto bona compagnia;
-et del Bastardo di Borbon, era preson a Mantoa, el capetanio nostro,
-marchexe preditto, disse: Che mi refarà de li miei huomeni, son stà
-morti nel fatto d'arme a Fornovo. _Demum_ essi dimandoe la taglia data
-a li presoni suoi, fusse pagata ma non duplichata. Rispose el Ducha:
-Era cossa honesta. Et, _ultimo_, dimandò che alcuni zentilhomeni
-amalati in Novara, franzesi, fossero licentiati andar... Rispose
-el Ducha, dovesseno dar in nota quei erano, poi se deliberaria. Et
-altro non fo ditto. El Duca volsse lezer le sue petition, et fè ogni
-instantia fosse restituito a' zenoesi Serzana, Serzanello et Pietra
-Santa. Non fo concluso. Poi dimandò li 80 milia ducati havia prestati
-al Re, et li ducati 17 milia li prestoe il rev.mo cardinal Ascanio,
-vice cancellier, suo fratello. Risposeno li ambassadori, quando el Re
-se aboccarà con Vostra Excellentia, tra voi vi acordarete di questo.
-Et fo messo tutto in scriptura, et una copia _statim_ mandata a la
-Signoria. Et avanti a hore 21 se disciolseno di queste consultatione,
-et li ambassadori tornono al loro alzamento.
-
-A dì 22 ditto, de matina a bon'hora, el Ducha de Milan preditto partì
-di castello, et andò al suo pavion, dove era li oratori franzesi, et
-steteno soli più di un'hora in colloquio; poi mandò per li Provedadori
-et Hieronimo Lion, cavalier, ambassador nostro, et zonti ivi trovono
-esso Ducha solo con el capetanio nostro e quelli signori ducheschi;
-_unde_ dette molto a suspettar a' venetiani questa falsa materia come
-l'inteseno. Disse el Ducha: Li ambassadori mi ha ditto, el Re non
-mi vuol restituir li miei danari, ma vol di altri per la spexa; li
-ho ditto si mettiamo in zudexi. In questo zorno zonse lettere di la
-Signoria col Senato consulto, in campo, a li Provedadori et ambassador
-nostro, come, poi tramavano pase, quella fusse conclusa con honor et
-gloria de tutti do i stadi, zoè nostro et di Milan; et che tra li
-altri capituli sia messo questo, che il Regno di Napoli sia messo
-in compromesso nel Papa, imperador et re di Spagna. Et conferito
-questa voluntà dil Senato veneto con el Ducha, disse: Sono contenti
-la liga....; li ho parlato di dar in feudo a re Ferando el regno de
-Napoli; rispondeno li ambassadori non haver di questo commission; et ho
-scrito mi tre lettere a la Majestà dil Re; credo el farà questa pace.
-Et Marchiò, provedador, disse: Saria buon veder le lettere. _Tamen_ el
-Duca non le mostroe.
-
-Fo posto ordine col capetanio zeneral nostro e mons. de Pienes,
-ambassador franzese, andasseno fino al campo regio, et questo per
-segurtà dil Ducha d'Orliens, a trazerlo de Novara. Vi andasse el
-Mareschalcho di Giaè et el conte de Chaiazo; poi el ditto Mareschalcho
-tornasse qui in campo, zonto fusse a Camariano; et el conte de
-Caiazo con 200 cavalli andasse dove era el capetanio nostro a...,
-poi ritornasse in campo col capetanio et mons. de Arzenton restava in
-campo. Et cussì, a dì ditto, a hore una di notte, el Ducha d'Orliens fo
-trato de Novara con zercha 250 cavalli, a presso li repari andò con la
-scorta nostra verso Verzei. Et ozi era ussito di Novara da cavali 100
-malandati et amalati; et come li Provedadori scrisseno a la Signoria,
-che dal dì fo levato le offese fino questo zorno, eran ussiti di Novara
-de le persone 1000. Et cussì el Ducha d'Orliens andò a trovar el Re, et
-el capetanio nostro tornò in campo a hore 3. El Ducha mandò in questo
-mezo domino Francesco Bernardin Visconte per mons. de Arzenton, era
-restato solo in campo ambassador. Et qui Marchiò Trivixan, provedador,
-haver in conclusion lettere da la Signoria, come nel memorial haveano
-visto uno capitulo che dicea, el Re non volea altro che quello era
-di raxon in Italia et che li parteniva di giustitia; et però pareva a
-la Signoria el regno de Napoli se metesse in compromesso. Et mons. de
-Arzenton rispose, che quel capitolo lui lo havia messo, et che 'l Re
-non sapeva nulla. Parlò poi col Ducha e madona soli. Et la Signoria
-scriveva tuttavia, facendo la pace, voleano tre cosse: che la liga
-rimagnesse ferma; dil Regno di Napoli, sia messo in compromesso; et non
-volendo far questo, nostri attendesseno a ingrossar l'exercito et star
-preparati. Et feceno a Venexia molte provisione di far zente et altro.
-Et li Provedadori rispondeva, che el Ducha de Millan al tutto volleva
-far la pace per non star in pericolo; che la liga nostra sia ferma non
-bisognava parlar, perchè erano contenti; et che di metter el Regno de
-Napoli in compromesso, niente era stato parlato finhora; et ingrosar
-l'exercito el fezeno et el faranno continuamente; et che mons. di
-Arzenton era caldo a la paxe, ma mons. de Pienes un poco duretto.
-
-Il Re in questa sera mandoe a dir a li soi ambassadori ritornasseno
-diman da lui. Et però, a hore zercha 6 di notte, volseno audientia dal
-Ducha; e, reduti tutti, _excepto_ l'orator yspano che era a dormir,
-mons. di Arzenton parlò: che dil castello el Re non el volleva tegnir
-se non tre mexi da poi reaquistato el Regno de Napoli. Et el Ducha
-rispose: Si el Re vol far bona pace, die vardar tre cosse: la fede,
-l'utile et l'honor. Son contento darvi uno ostaso per un tempo. _Item_,
-la Majestà dil Re voglia dar in feudo a Ferando el Reame senza spender.
-Risposeno li oratori: De questo non potemo parlar, ma di l'ostaso
-parleremo col Re. Et el Mareschalcho di Giaè disse al Duca: Son certo
-la Excellentia Vostra aiuterà el Re aquistar el Regno. Rispose el Duca:
-De aiutar nulla habiamo parlato. Et cussì, andati a dormir, la matina
-ritornono a Verzei.
-
-A dì 23 ditto, da matina, li Provedadori e li altri fonno insieme;
-dove era _etiam_ l'orator di Napoli, raxonando de metter in compromesso
-_etc._ L'orator di Napoli disse, mettendo in compromesso, ritorneriano
-_in pristinum; ergo etc._
-
-Vene un ambassador de la duchessa de Savoia, in campo, a li Provedadori
-nostri, et disse prima: S'eli havevan receuto Franzesi ne li suoi
-paesi, avanti la i ricevesse volse el parer dil Ducha de Milan, el qual
-fo contento, et par per publico istrumento; poi che, intendendo si era
-su pratiche di pace, havia grande contento, per desiderar la pace et
-tranquillità de Italia, per esser ancor lei italiana; et se offeriva,
-se fusse differentia in qualche capitulo, de pratichar con qualcuno
-di principal signori a presso el Re, e far forsi si adaterà. Et li
-Provedadori risposeno dolcemente, ringratiando _etc._, et dimandono con
-chi la poteva. Rispose lui: Con mons. de Lignì, che dormiva col Roy; et
-questo medemo riferite a Hieronimo Lion, cavalier, ambassador nostro.
-
-Ancora tornò domino Jacomo Soardo, era stado a Casal dal sig. Costantin
-Arniti, come ho ditto di sopra, mandato per il Duca. Referite quel
-signor era bon servitor dil Re di Romani, et volleva esser obediente
-et neutral in questa impresa; et sempre l'animo suo era stato di ben
-operar verso la Santa Liga. Quanto al revocar le zente havia col Re,
-che nol potea far con suo honor, per haver hauto soldo per homeni
-d'arme 100 per mexi cinque, finiva questo Zenaro; ben era vero havia
-_solum_ 50 homeni d'arme col Re, et era ubligato tener 100, el qual
-resto era a presso di lui. È da saper, che con li ambassadori franzesi
-andoe el conte Albertin Boscheto, nominato di sopra; et la trieva
-finiva domatina.
-
-In campo questi zorni pioveva assai; le aque de li torrenti crescevano,
-et mal li cavalari potevano passar; pur ogni zorno almeno una lettera,
-e tal do e tre, li Provedadori scriveva a Venetia.
-
-A dì 24 ditto, a hore 17, zonse li tre oratori franzesi et do altri
-de più, zoè mons. el vescovo de Roan et uno Presidente de Parisi;
-et venuti in campo, andati a disnar a lo lozamento, da poi hebbeno
-audientia dal Ducha. Et mons. di Arzenton parlò, come el Re havia mandà
-tutti cinque per pratichar la pace, excusandosi che essi non veneno
-per el tempo pluvioso. Poi parlò el Presidente de Paris, e propose le
-petition dil Re _in scriptis_, le qual qui sotto sarà scripte, con la
-risposta dil Ducha. Poi volseno ditti oratori parlar al Ducha solo;
-et licentiò li Provedadori, et oratori Spagna et nostro. Stettero soli
-in colloquio do hore, et, come disse el Ducha, fonno su la diferentia
-di danari prestati al Re... El Ducha poi se portò da ditti oratori:
-Magnifici Provedadori, scrivè a Venetia, se la Signoria vol intrar in
-la pace subito, ne rescriva; io la vojo, perchè il Re di Romani et il
-Re de Spagna me la fano; anche li capituli de la liga non mi astrenze
-non la fazi; et confortatela la fazi, da parte mia, perchè el tempo
-conseia molte cosse. Et cussì li Provedadori spazoe a quel'hora, era
-una di notte, lettere a la Signoria; et la trieva fo perlongata per
-tutto Domenega proxima, zoè fino a ditto dì. Et è da saper, che, fatto
-la trieva, molti cavalli e fanti se partì di campo; assa' ne moriva,
-dico de li nostri, per esser alozato el campo in loco basso, et per
-le pioze stavano quasi sotto aqua, sì che li homeni et cavalli se
-perdeva. Fo mandato per la Signoria in campo ducati vintunmilia a li
-Provedadori. Et poi partiti, li oratori si ritornono dal Ducha, dicendo
-vollevano zerchar l'opinione de Provedadori di la Signoria zercha
-sta paxe. Et el Ducha rispose: Voi havete guerra con mi et non con la
-Signoria. E li oratori disse: Adoncha quello si fa con vui non si fa
-con Venetiani; et rimaseno molto sopra de si, però che il Re stimava
-molto di haver buona paxe con la Signoria nostra.
-
-In questo mezo zonse Jacomo di Tarsia, contestabele, con alcuni
-provisionati, in campo; et per lettere di Enea Griscello, ambassador
-dil Ducha a quelle comunità di sguizari, scritte al Ducha, s'intese
-come el bailo dil Degiun con elemani numero 900 et cavalli 50 esser
-passato de lì, el qual andava dal suo Re de Franza.
-
-
-_Di 24 Settembre._
-
- _Peticione fece li sigg. ambassadori franzesi in nome dil
- christianissimo Re de Franza, _videlicet_ mons. de Roan, mons. el
- mareschalcho de Giaè, mons. de Pienes, mons. di Arzenton et mons.
- lo Presidente de Paris in campo sotto Novara._
-
-Primo, che 'l casteletto de Zenoa sia posto in mano di un terzo, lo
-qual desiderano che sia lo ill.mo sig. Ducha de Ferrara. _Item_, che
-esso Ducha, el governator de Zenoa, con missier Zuanne suo fratello,
-missier Joane Alovisio dil Fiesco et li Antiani in nome de la città,
-jurano che lo ill.mo sig. Ducha de Milan observarà l'obligo dil feudo
-di Zenoa versso lo christianissimo Re, cossì ne lo armar e disarmar,
-come ne le altre cosse... Et _casu quo_ advenisse a morte lo sig.
-Ducha de Ferrara, quod Deus avertat, quelli che remaranno, d'acordo
-lo christianissimo Re et lo sig. Ducha de Milan, debba haver lo ditto
-deposito o juramento; medemamente se intenda che chi sarà posto per
-lo sig. Ducha de Ferrara in casteletto, et cussì li soldati saranno
-posti per soa Excellentia, faccino lo medemo juramento che farà lo sig.
-Ducha, cussì acadendo dil Governador. Quello sarà Governador, habbia
-lo medemo juramento et obligo. Et questo intende habia a durar per
-anni due _tantum_, quanto al casteletto; et quanto al juramento del
-Governador et città, se intende per anni X, et passati li dui anni,
-lo prefato sig. Ducha de Milan, et passati li X anni, la città sia
-libera dil juramento et obligo preditto, restando però poi el feudo
-di Zenoa _in robore suo_. Promettendo li preditti signori ambassadori
-franzesi, in nome dil christianissimo Re, che la Soa Majestà curarà,
-che, _cum_ armata che fatia a Zenoa, non farà contra lo prefato sig.
-Ducha de Milan, nè contra lo presente governo de Zenoa, per recto o
-per inderecto; et che ne lo armar torà de li navilii de li amici de
-li Governadori dil stado presente, et non d'altri; intendendo che essi
-amici ancora siano tenuti de dar li navilii, che li saranno rechiesti.
-
-_Item_, domanda li prefati signori ambassadori, che la Signoria
-illustrissima de Venetia, et lo sig. Ducha de Milan non prestano
-ajuto ni favor alcuno al re Alfonso, ni al re Ferando et successori,
-ni alchun altro che pretendesse haver ragion in ditto Reame per
-recto o per inderecto; et se al presente se trovasseno haver zente o
-armata in lor favor, debiano removarle; et cussì, havendo la prefata
-illustrissima Signoria terra o loco in man sua de quel dil reame,
-li debba relaxar. _Item_, che la preditta illustrissima Signoria de
-Venetia et sig. Ducha de Milan debbano far far cride, che li suoi
-soldati (_non_) vadano contra al christianissimo Re, ni a la impresa
-dil Reame de Napoli; et andando, siano puniti.
-
-_Item_, che alcuni homeni particulari siano restituiti; quali sono
-anotati qui di sotto, con le risposte dil Ducha, _ut infra_.
-
-
-_Responsione dil Ducha de Milan._
-
-Quanto a missier Jean Jacomo di Traulzi, el sig. Ducha è contento
-restituirli el suo, et possa andar et venir, et haverlo in gratis come
-da prima.
-
-Quanto a missier Francesco Secho, risponde che conforterà el Marchese
-de Mantoa a volerli compiacer; et havendo Soa Excellentia alcuna cossa
-dil suo, sarà contento de restituirli.
-
-Quanto a missier Joanne Rosso et fiolli, è contento restituirli quello
-haveano quando andorno a la Majestà dil Re.
-
-Al Cardinal di Zenoa e missier Obieto, risponde esser fuora, per
-esser stati a li servigii de la Majestà dil re Ferando et inimici dil
-christianissimo Re; et per questo non li pare de farne altra mentione,
-ma è contento di lassarli.
-
-Ad Alexandro e Michiel...., che l'è contento perdonarli a quello,
-quanto aspetta a la Excellentia soa.
-
-A tutti quelli fuora di Zenoa e dil zenoese, qualli sono intrati in
-la guerra presente, per haver tenuto con la Majestà dil Re, risponde
-Soa Excellentia esser contenta; et cussì tutti quelli de Novara
-et novarese; et im spetie ad Opizino Caccia con li soi, et conte
-Manfredo Torniello et fratelli, risponde che è contento perdonarli
-et restituirli quello godevano al tempo che deteno Novara al Ducha
-d'Orliens, nè mai darli molestia alcuna per ditta cagione.
-
-
-_Seguita le altre persone._
-
-_Item_, che siano liberati li presoni, _excepto_ quelli che hanno fatto
-taglia; la qualle sia accettata come la è stata fatta da li presoni, et
-non possano esser astretti a far maggior taglia. Li altri che non hanno
-fatto taglia siano liberati, salvo lo Bastardo de Borbon, quelle se
-rimette a lo illustrissimo sig. Marchexe de Mantoa.
-
-Quanto a li colligati et adherenti, se accepta li nominati in nome dil
-christianissimo Re, che sono li seguenti, _videlicet:_
-
- El Serenissimo Re di Romani.
- El Serenissimo Re di Spagna.
- El Serenissimo Re d'Ingalterra.
- El Re de Ungaria.
- El Re de Scotia.
- El Re de Portogallo.
- El Re de Dacia.
- El sig. Ducha di Savoia.
- El sig. Ducha de Ferrara.
- La Signoria de Lucca.
- El Cardinal San Piero _in Vincula_.
- El sig. Prefetto.
- La Signoria de....
- El sig. Marchexe de Monferà con lo marchesato.
- El sig. Constantin Comino.
- El sig. Marchexe de Salviato.
- La Signoria de Fiorenza.
- La Signoria de Siena.
- Le lige et capi de sguizari.
-
-
-_Altre responsione dil Ducha preditto._
-
-Quanto al Prefecto, lo sig. Ducha risponde, quanto per sè è contento de
-non darli impazo, nè al stado nè per altro.
-
-Quanto al Cardinal S. Piero _in Vincula_, havendo benefitio in lo stado
-suo, el prefatto sig. Ducha è contento di lassarli goder.
-
-Quanto a li colligati, se rimette al capitulo et petitione sue.
-
-Quanto a li adherenti de la ill.ma Signoria et de lo ill.mo signor
-Ducha de Milan, se piglia tempo de nominarli fra un mexe; dimandano
-li signori ambassadori che la Santità de Nostro Signor vogli revocar
-ogni excomunication qual havesse fatta contra la Majestà dil Re suo et
-qualunque andasse in favor suo per lo conquisto de lo Reame de Napoli.
-El sig. Duca risponde, è contento che, quanto spetta a Soa Excellentia,
-de farne opera con Soa Beatitudine.
-
-Quanto a perdonar a tutti quelli c'hanno dato aiuto al sig. Ducha
-d'Orliens, risponde che, essendo, sarà contento di perdonar a tutti,
-et chi vorà star ne lo stado gli potrà star, et quelli non li voranno
-star, sarà contento di lassarli goder el suo.
-
-Et a dì ditto, 26, essendo de nuovo ritornati dui ambassadori, et
-richiesto di nuovo di la Signoria et sig. Ducha de Milan, voglia
-restituirli le galie et artilarie che furono prese a Rapallo, rispose
-la Excellentia dil Duca, dicendo che, per gratifichar et far piacer a
-lo christianissimo Re, sarà contento restituirli tutto quello sarà in
-man sua.
-
-_Item_, dimandono li prefati oratori, che sia relassato mons. de
-Miolans. Et el Ducha rispose esser contento. Et cussì... di navi,
-hessendo in mane di alcuno de Soa Excellentia.
-
-Et a dì 26 ditto, da matina, el Ducha de Milan montoe a cavallo et
-andoe verso Novara. Et avanti havea mandato el capetanio nostro et
-el suo capetanio, sig. Galeazo, per assicurar quelli ussivano, però
-che havia posto ordine con li ambassadori franzesi de mandar fuora
-quelli cavalli et fanti; _ergo_ la pace se poteva dir conclusa. Sì
-che ussiteno cavalli, computà li cariazi, più de 2500, et fanti più
-de 3000. Et ussite el marchexe Ludovico de Salutia, fece reverentia
-al Ducha, et venne insieme in campo e disnò col capetanio al pavion.
-Da poi disnar andoe a tuor licentia dal Ducha, per andar a Verzei. Fo
-tratte de Novara le artilarie, et la terra restoe nuda de franzesi et
-elemani; _tamen_ ne la rocha eran 300 fanti franzesi dil Maraschalcho
-di Giaè; _tamen_ non erano conclusi li capituli, _unde_ nostri si
-dubitava di segreta intelligentia. Et el Presidente di Paris, con li
-tre altri oratori dil Re, ancora erano nel campo. Ma el vescovo de
-Roan partì questa matina, et tornò dal Re. Et da poi manzar, el Ducha
-con li Provedadori et _reliquis_ nominati di sopra, fonno insieme con
-ditti oratori, i qualli si dollevano di non haver risposta da Venexia
-da la Signoria nostra, dicendo con la nostra armata a Napoli se li
-haveano fatto gran danno al Re. Li fo risposo si aspettava risposta,
-et non poteva star che non zonzesse; et come sapeva mons. di Arzenton,
-el governo de Venexia, bisognava consultar nel conseio de Pregadi; et
-che di l'armata niente sapevano, ma che il Re era stà causa a Fornovo a
-procurar l'exercito di la Signoria. Et cussì steteno alquanto su queste
-parole, Marchiò Trivixan rispondendo. Et poi slongono la trieva, et
-per tutto questo mexe de Septembrio, per aspettar risposta da Venetia.
-_Demum_ dicti oratori azonseno certi capituli, zoè volevano el pasazo
-per terra. Et parlono poi soli con el Duca più de una hora; et, montati
-a cavallo, lo acompagnono uno mio. Et cussì ditti 4 oratori ritornoe
-dal Re, et el Duca terminoe de mandar la matina sequente 4 soi oratori
-al Re, per far la petition soe, zoè domino Francesco Bernardin Visconte
-et tre altri.
-
-È da saper che 'l Ducha, in queste pratiche, contentò di donar al Re li
-ducati 80 milia li havea prestati, et che 'l potesse passar per terra
-per il suo stado, sì che quasi, et _publice_, si poteva tenir la paxe
-fatta. Et ozi, domino Antonio Maria Palavicino, fo capetanio di esso Re
-de Franza, parlò a Zuan Jacomo de Traulci, et dimostrava haver piacer
-la Signoria venisse a la paxe. Et intesa questa nuova a Venetia, et
-come si poteva tenir conclusa la paxe dil Ducha de Milan con il Re, la
-qual nova zonse a Venetia a dì 29 ditto, el zorno de San Hieronimo,
-e tutti erano in angustie e fastidio, vedendo quello seguiva _etc._,
-et si dubitava molto di l'exercito, per esser ivi in terre aliene,
-et non poter partirssi, nè passar le fiumare senza licentia de esso
-Ducha, _adeo_ in questa terra tutti steno in gran pavento, e li Padri
-consultaveno non senza gran dolor, che esso Ducha havesse facto tal
-paxe, e nui che tanta spesa e periculo havian portato, fusse a questo
-modo tratati; et si l'exercito fusse stato di qua sul nostro, niuna
-cossa si harebbe temuto. _Tamen_ seguite poi che l'exercito senza alcun
-danno venne di qua sul nostro, come dirò di sotto al loco suo.
-
-A dì 27 da matina, li 4 ambassadori dil Ducha de Milan partino dil
-campo per andar a Verzei a trovar el Re; et da poi disnar ritornò in
-campo mons. di Arzenton, et a caso el Ducha li andò contra, perchè
-era a cavallo, et ditto Arzenton si dolse di tre cosse. La prima,
-che era stato tolto per nostri 4 passavolanti trati di Novara; _item_
-che alcuni franzesi erano stà spogliati; l'ultima, che alcune zente,
-ussivano di Novara, erano stà morte. A la prima el Ducha rispose,
-li passavolanti erano salvi, li daria, et messe ordene de dargeli e
-mandarli ozi fino a Verzei; secondo, a quelli erano stà spogliati,
-el capetanio havia donato ducati 80 a quelli, aziò si remendasseno el
-danno; a la terza, non era il vero fusse stà amazato niuno. Et stato
-alquanto insieme con el Ducha e Madona, ditto Arzenton ritornò al Re.
-Nè mai smontono da cavallo, ma a cavallo parlono insieme. È da saper
-che 'l Duca _nunquam_ volse parlar a li oratori, quello voglia la
-Signoria, zoè di metter el Reame de Napoli in compromesso, o ver farli
-feudo; et el capetanio mandoe via gran parte de cavalli lezieri et sue
-robe: era signal di la conclusion di la pace.
-
-A dì 28, domino Francesco Bernardin Visconte, con li altri oratori dil
-Ducha andati dal Re, mandoe certi capituli... el Re volleva. El Ducha
-subito rispose a quelli, et rimandoe indriedo.
-
-In questa sera, a hore due di notte, li elemani ducheschi si levò
-a remor con li italiani; _unde_ tutto el campo si messe in arme, et
-_maxime_ el nostro. Fo per un'hora gran tumulto, morti de tutte do
-parte, zoè dil campo duchescho alquanti, e molto più di elemani; et
-per mezzo de quelli Signori fo cessato, et non senza gran faticha, per
-esser todeschi huomeni terribili et pericolosi. Et come se intese, si
-se cridava Italia! Italia! cussì come cridorno: Maria! Maria!, perchè
-la custion fo principiata fra todeschi, erano morti, che ne fo amazati
-pur 60. Et el Marchexe de Mantoa, nostro capetanio, volendo reparar
-a questi se amazavano, disse al Ducha: Signor, venite a remediar. Il
-Ducha rispose: Ma, mia moier. Et il Marchexe rispose: Mettetila ne li
-forzieri _etc._ Et _dicitur_ fo tanti morti in questa baruffa, che fo
-cargi 7 carri de corpi, et mandati a sepelir.
-
-.... ritornò; et si have tre stratioti erano fuziti in Novara; et
-li Provedadori li volseno far impichar, et el capetanio zeneral non
-volsse, dicendo li havia promesso de non farli morir.
-
-Et a hore una di notte ritornoe in campo Francesco Bernardin Visconte
-con mons. di Arzenton, havia lettere di la conclusion di la paxe, e
-di tutto erano d'acordo, _excepto_ di uno capitulo, zoè de li ducati
-50 millia da esser dati al Ducha d'Orliens, el qual lui li voleva
-de contanti.... Et el Re è contento si paghi in mesi 18, et che el
-Re desiderava presto el concluder di la pace, per esserli venuti 24
-mille elemani, a ciò non facessino qualche novità. El Ducha de Millan
-volleva pagar tal danari in anni 3; ma a la fin contentò come volsse
-el Re. Et volea diman haver Novara e la rocha, avanti facesse levar
-l'exercito suo et nostro; _unde_ mons. di Arzenton molto aliegro, in
-quella notte medema spazò uno trombetta al Re, et _etiam_ Francesco
-Bernardin preditto fo mandato _iterum_ dal Re per ambassador di esso
-Ducha. Et vedendo questo li Provedadori, havendo cussì in commission da
-la Signoria, dimandoe licentia al Ducha, e modo de levar l'exercito. Et
-el Ducha fo contento; _unde_ subito li Provedadori, a hore 6 de notte,
-spazoe lettere di questo a la Signoria nostra.
-
-A dì 30 Settembre, da matina, zonse in campo nostro provisionati 200
-di bergamasca, di la Valle Seriana di sopra, ben in hordene, pronti
-a ogni cossa, et pagati dal comun di dette valle. Et el zorno avanti,
-a dì 29, zonse 800 provisionati dil capetanio zeneral nostro, _etiam_
-ben in hordene, et provisionati di brexana. È da saper, che a li altri
-provisionati 500 di brexana, la Signoria comandò soprastesseno quei
-di Axola 200, Pedemonte 200, Franza curta 100, Valtrompia e Val de
-Sabio 200; et nel conseio a Brexa preseno tutti d'acordo de far ditti
-provisionati; et haveano ducati 2000 in deposito per questo rispetto.
-_Etiam_, a dì 27 ditto, zonse in campo Todaro Paleologo con stratioti
-ben in hordene, era stato in Tortona; et el Ducha de Milan mandoe li
-suoi elemani ad alozar a uno castello chiamato Granosa, mia 3 lontan
-dil campo, et le sue zente si ritiroe versso Vespola, et li fanti
-andava via; _unde_ esso Ducha dimostrò dolerse, dicendo: Non è conclusa
-la paxe, et li fanti vanno via; e mandoe a li porti a revocharli,
-che dovesseno ritornar in campo. Venne lettere di Vormes, de 14 de
-l'instante, scrive a la Majestà dil Re di Romani, haveva in Italia
-elemani 4000 et 1500 cavalli, et che Soa Majestà volleva venir con
-altri 4000 elemani.
-
-A dì ultimo Septembrio, ritornò el conte Albertin Boschetto con el
-canzelier de Francesco Bernardin Visconte in campo, e riportò al Ducha
-alcune difficultà di capituli; et el Ducha subito rispose.
-
-A dì primo Octubrio, el Duca de Milan sotto scrisse altri capituli,
-scritti in franzese, et hora par fusseno azonti tre o quattro; et
-l'andata dil Visconte a Verzei fo per longar la trieva otto zorni, et
-formar in bona forma li capituli. Perchè è da saper, che a dì ultimo
-Septembrio, ditto Francesco Bernardin Visconte ritornoe la sera in
-campo con li oratori regii, et a hore 3 di notte fonno a parlamento
-col Ducha e li Provedadori; et habuto la voluntà dil Senato, per una
-lettera scritta a dì XXVIII ditto, _unde_ Marchiò Trivixan, provedador,
-parloe a ditti oratori, dicendo che la Signoria havea buona lianza
-con el Re, et cussì li scriveva voler esser et haver, et che siamo
-stati provocati e lacessiti a quello seguite a Fornovo, et le lexeno
-la lettera ducal. Li oratori dimandono la copia, la qual... li fusse
-data _praecise_ come la fo letta, di man de Lorenzo de Mozanega. Et
-quella lui l'autenticò, senza _tamen_ saputa de ditti Provedadori
-et orator nostro. Et, hauta la copia, ditti oratori steno più di una
-hora soli a _consulere_; poi chiamò el Ducha, e stè più di altra hora
-insieme. La conclusion de ditta lettera era, che la Signoria scriveva a
-li Provedadori et orator suo, come eran contenti de restar in la fede
-et amicitia era prima con la Majestà dil Re, avanti che fusse fatta
-la liga. Et el Ducha disse a li ambassadori: Se la Signoria non vuol
-far pace, la Majestà dil Re non vuol farla con mi. Loro risposeno:
-Non sapemo questo. Et però fo scritto al Re; et _etiam_ andoe esso
-Francesco Bernardin Visconte, sì come ho scritto di sopra.
-
-Li fanti dil nostro campo cominciava a partirsse; _etiam_ parte di
-todeschi de Cozanderle, i quali volsseno doi fiorini per uno, et fu
-forza a li Provedadori de darli.
-
-A dì primo ditto, la sera, ritornò ditto Francesco Bernardin con
-li oratori regii, et tra li altri mons. di Pienes; et disse a li
-Provedadori, che il Re non se contentava di la lettera di la Signoria
-nostra, ma volleva difinitiva dechiaratione de li tre capitoli
-mandatili a dimandar a la Signoria, zoè levar via l'armada di Reame, e
-non porzer favor a re Ferando _directe, vel indirecte_ etc. Secondo,
-che restituiscano le terre haveano in la Puia. _Tertio_, che la
-Signoria fusse amica de li amici dil Re et nimica de li nimici; et a
-questo si risolvano, et sol questo harebbono voluto. Et a dì ditto,
-da matina, ditti oratori ritornò dal Re; et sono contenti perlongar la
-trieva do zorni.
-
-La Signoria mandò in campo ducati X milia et gropi 4 de fiorini
-di Rens, ducati 1000 l'uno, a ciò li desse una paga nel levar de
-l'exercito. Et Vincenzo Valier esercitava l'officio di pagador, e da
-tutti in campo era ben voluto; et _etiam_ Hieronimo di Monte, vice
-collateral zeneral;_ unde_ da li Provedadori, come era la verità, fo
-laudato de integrità et fede, facendo l'officio suo con sincerità et
-realtà.
-
-Venne nove in campo da Roma, per lettere dil vice canzelier, come Piero
-di Medici era con homeni d'arme 550 et fanti 3000, con el sig. Ursin,
-et per andar di brieve versso Fiorenza.
-
-Li ambasadori dil Ducha, era dal Re, scrisse come Franzesi parlava
-de maridar un fiul de Soa Excellentia in la fia di mons. de Bres, zoè
-Filippo mons. di Savoia. Et el Ducha rispose esser contento de darla al
-secondo so fiol.
-
-In questa sera, a hore 1 di notte, ritornò in campo mons. di Arzenton
-et el Presidente de Paris, et do altri maestri di caxa dil Re, et
-a hore 3 haveno udienza dal Ducha con li Provedadori et _reliquis_
-vi intraveniva sempre. Et Arzenton disse, el Re non volleva più el
-casteletto di Zenoa.... ne le mane, ma ben volleva una chiareza di la
-Signoria nostra, di la fede li prometteva. El Ducha rispose in favor
-di la Signoria, et che bastava quella lettera; et quello prometeva una
-volta, la Signoria era sempre assueta de observar.
-
-A dì 3 ditto, el Duca dubitando, _ut dicitur_, non venisse a prender
-Camarian, volse far la mostra di fanti e provisionati era nel nostro
-campo; et cussì fu fatta.
-
-Da poi disnar zonse in campo el Duca de Brusvichi con cavalli 400
-in zercha, benissimo in hordene et ben armadi, mandato per el Re
-di Romani, et el Ducha volsse andar in campagna a vederli, et fece
-bellissima mostra.
-
-El conte de Petigliano a Milan steva pur meglio; la ballotta era
-redatta do deda a presso la piaga.
-
-In questa sera li Provedadori fo a parlamento col Ducha, et mons. di
-Arzenton era rimasto, et el Presidente de Paris, con li do altri,
-era partiti quella matina e andati dal Re. Arzenton aspettava el
-Mareschalcho de Giaè et Francesco Bernardin Visconte, et disse el
-Re volleva aspettar lettere da Venetia, perchè al tutto volleva Soa
-Majestà più chiareza.
-
-A dì 4 ditto, passando mezo zorno, zonse ditto Mareschalcho de Giaè
-con el Visconte preditto, et dimandoe el Bastardo de Borbon in cambio
-de Fregosin de Campo Fregoso, fiul dil cardinal di Zenoa, preso per
-Franzesi, et havia taia ducati 8000, et li capituli di la paxe col
-Ducha de Milan erano conzi, et che 'l Re desiderava el Marchexe nostro
-capetanio si abocasse con lui.
-
-Fo divulgato, el sig. Antonio Maria de San Severino era conzo con
-el Re; havia per la sua persona ducati 10 milia l'anno, uno stado in
-Franza con intrada de ducati 5000, homeni d'arme 100 di condotta, et
-balestrieri a cavallo 100; et deva a li homeni d'arme scudi ij per paga
-a ziaschaduno, et li ballestrieri scudi 5.
-
-Ancora, _dicitur_ che il Re al Traulzi li dava in Franza stado per 60
-milia franchi de intrata, et in Reame el ducato de Venoxa, con 6 milia
-a l'anno de provision per la sua persona, soldo per 100 homeni d'arme
-et per cento ballestrieri a cavallo e fanti 3000; ditto Zan Jacomo de
-Traulzi dia andar col Re in Franza.
-
-A dì 5 ditto, a hore 17, zonse in campo el Ducha Hercules de Ferrara,
-suoxero dil Ducha de Milan. Il Ducha li andò contra con la duchessa,
-l'ambassador de Spagna, Luca Pisani et Marchiò Trivisan, provedadori,
-e Hieronimo Lion, cavalier, et altri signori, uno mio; alozò in
-castello; era con molti cavalli e tutta la sua corte. Et el capetanio
-nostro Marchexe de Mantoa, _etiam_ zenero di ditto Ducha de Ferrara,
-soprazonse, dicendo voler andar a Verzei da la Majestà dil Re. Et
-Lucha Pixani, prima ditto Marchese dicesse dove volesse andar, disse:
-Signor, dove volete andar? Rispose el capetanio: A Verzei. El Re ha
-mandato per mi, volete che io vadi? Et ditto Provedador rispose: Mi par
-di no, habiando il governo di tutto questo campo. El capetanio disse:
-Ho licentia da' Venetiani. Et poi partito, di nuovo ritornò da li
-Provedadori a dimandar licentia. Et a la fin andò in questo zorno, per
-dir al Re, quello prometteva la Signoria era certo.
-
-Da poi disnar el Ducha de Ferrara se partì dil campo, e andò a Verzei a
-trovar el Re. El Ducha et Provedadori lo acompagnò uno mio. In questo
-zorno, mons. di Vadoma, zerman cusin dil Re, fo fiul di la sorella de
-suo padre, venuto novamente de Franza, di età di anni 28, morite; et il
-Re have grandissimo dolor. Fece far l'esequie ne la chiesa principal di
-Verzei; et poi el Re fece metter el so corpo in una cassa de piombo,
-et lo mandoe in Franza;_ conclusive_ have gran maninconia. In ditto
-zorno, in campo nostro zonse provisionati di Brexana e Bergamasca
-numero 1200, zoè 600 per uno et a dì 4 zonse li 200 provisionati di
-Asola, a loro spexe fatti, come ho scritto di sopra. _Etiam_ zonse
-hozi Hanibal da Dozea con le so zente; et cussì come el nostro campo
-se augumentava, cussì quel dil Ducha de Milan le sue zente si partiva,
-et non erano pagate; et _etiam_ zonse in campo nostro maistro Nicolò di
-Olanda, bombardier, stava a Vicenza. Coioneschi cazò Albertin Lasefer,
-franzoso, era so conseier, et tolseno Jacomo Basilisco per conseier.
-Fo mandato al governador, conte de Petigliano, di campo, per spender in
-curarse de la egritudine, ducati 500.
-
-In questa matina, el Ducha de Milan fece do cai di stratioti,
-cavalieri, per soi boni portamenti; zoè Repossi Busichio et Mexa
-Busichio, et li vestite di do caxache di panno d'oro.
-
-A hore 3 di notte ritornò in campo el Marchexe de Mantoa, capetanio
-nostro, era stato dal Re; et refferì esser stà accettato dal Re molto
-_honorifice_, et che, menato in camera da Soa Majestà, per spacio
-di do hore stette insieme soli, parlando de diverse cosse, dil fatto
-d'arme seguito, et di la paxe; et che 'l Re disse, volleva esser amico
-di la Signoria, et non volleva altro che 'l so Regno de Napoli, et si
-meravigliava la Signoria non volesse paxe. Et el capetanio rispose,
-per lettere di essa Signoria Soa Majestà poteva comprender la bona
-intention soa. Poi che 'l Re li dimandò che l'andasse aquistar Napoli,
-et li daria lanze 500 et 4000 pedoni. Et lui rispose, era capetanio di
-la ill.ma Signoria di Venetia, et non poteva prometter. Et disse el Re:
-Fatto la paxe, voglio... uno ambassador a Venetia a dimandar questo.
-Poi volsse facesse colatione, et che _in hoc interim_, el Re andò a
-cavallo fora di Verzei, et aspectò lì dicto capetanio nostro; et fece
-venir cavalli belli, et il Re li fece uno presente di quelli, et lui ne
-aceptò do soli corssieri: uno baio scuro, grande, castigliano; l'altro
-era zervato, costò scudi 500. _Demum_ che zonse el Ducha de Ferrara, et
-tolse licentia esso capetanio dal Re, et ritornò in campo, et con lui
-menò altri condutieri.
-
-_Item_, referite era con el Re tre capitanei italiani, Zuan Jacomo di
-Traulzi, Troian Papacoda et Camillo Vitello; et che era tre cardinali,
-San Piero _in Vincula_, el cardinal de Zenoa et el cardinal Samallo. Et
-qui el ditto Marchexe fece uno presente al Re dil Bastardo di Borbon,
-era suo presone, senza pagar taia alcuna; _etiam_ Freghosin Fregoso fo
-deliberato.
-
-A dì 6 ditto, el Ducha de Milan se dovea abocar con la Majestà dil
-Re, ma la cossa andò a la longa, _adeo_ non se abocono. Et a Milan
-se ritrovava esser uno secretario dil Re di Romani venuto, chiamato
-Herasmo Brascha, _tamen_ era milanese.
-
-In questo zorno, a hore 19, zonse in campo nostro el fiul di Zuan
-Jacomo di Traulzi con 30 cavalli, et parloe col Ducha.
-
-A dì 7 ditto, da matina, Francesco Bernardin Visconte andoe a Verzei
-dal Re, per veder se Soa Majestà doman si vollea abocar, justa
-l'hordine, con el Ducha de Milan suo.
-
-Venne in campo nostro ducati 15 milia, mandati per la via de Crema, et
-a solicitar el pretor vi mandasse, vi andoe Sonzin Benzon.
-
-A dì 8 ditto, a hore zercha 22, venne in campo Francesco Bernardin
-Visconte con el Mareschalcho de Giaè con molti cavalli. Et el
-preditto mareschalcho disse, el Re havea spettà risposta da Venexia,
-et desiderava saper la intention de la Signoria. Et li Provedadori
-risposeno, come l'opinion di la Signoria era quella lettera, la
-copia havia habuto la Majestà dil Re. Et lui disse, volleva pur la
-restitution de Monopoli. Et poi disse a li Provedadori, volea zurar
-de mantegnir quello era in la lettera nostra; et che volendo el Re el
-Regno de Napoli, non faza contra la liga. Risposeno de no, salvo quello
-li ordenava la Signoria volevano far. Fo prolongata la trieva, et ditto
-Mareschalcho la sera se partì, et mons. di Arzenton restò in campo. Et
-el Ducha de Milan, essendo a cavallo, disse a li Provedadori: A Venexia
-vien ditto io son un traditor; voglio venir a Venexia per ringratiar
-quella Ill.ma Signoria dil benefitio ho ricevuto. Et li Provedadori
-risposeno, Soa Excellentia non dovesse a vardar le parole del vulgo,
-ma a quello che la Signoria havia per lui sempre fatto. A dì 9 ditto,
-a hore 18, zonse in campo una lettera de Francesco Bernardin Visconte,
-era dal Re, di la conclusion di la pace, la qual sarà qui posta.
-
-
-_Copia de una lettera de domino Francesco Bernardin Visconte al Ducha
-de Milan, di la conclusion di la paxe._
-
- Ill.mo et Excell.mo Signor mio.
-
-In questa hora è ussito di conseglio la Majestà dil Re, dove è stato
-per spatio di do hore con questi signori conseieri, et hanno stabilito
-et confirmato la paxe con la Excellentia Vostra, per modo che più non
-ci resta disputatione. El Mareschalcho de Giaè con el qual di presente
-veniva da Vostra Excellentia, me ha ditto che 'l ge par de levar via
-l'exercito suo, che, come siano lì et li habiamo parlato, non habia se
-non a farli levar, perchè anche la Majestà dil Re farà el simele. Et ho
-voluto subito dar aviso dil tutto a la Excellentia Vostra, a la qual me
-ricomando, et laudato sia l'omnipotente Iddio.
-
- _Vercellis, 9 Octubris 1495._
-
-Et zonta ditta lettera in campo, el Ducha dimostroe grande alegreza,
-et disse a li Provedadori, che l'exercito nostro si levasse, perchè
-cussì voleva far lui dil suo; et di questo li Provedadori fonno molto
-contenti, et spazoe un corier a la Signoria subito, notifichando
-questo, et come in quella sera non potevano levarsse, per esser li
-sacomani fuora. Ma la matina, Sabado, a dì 10, col nome de Christo
-se leveriano per venir versso Brexana con ogni presteza, sì come la
-Signoria scrisse per lettere di 5, 6, 7 dil mexe a ditti Provedadori,
-che dovesseno levarssi ad ogni modo, fatta la paxe.
-
-A hore 21 zonse in campo el Mareschalcho de Giaè con Francesco
-Bernardin Visconte et altri franzesi, et, andati dal Ducha, steteno
-fino a hore 23 insieme, et el Ducha poi mandò per li Provedadori, i
-quali zonti, trovono che i scrivevano i capitoli, et a hore 24 el
-Ducha zuroe de observarli sopra el crocefixo dil messal, presente
-l'ambassador de Spagna, li Provedadori et orator nostro. Et poi el
-Ducha disse come havia fatto bona deliberation a far la paxe; et che
-l'havia habuto lettere dal suo ambassador di Venexia, come qui si
-diceva mal de lui, et che 'l volleva vegnir im persona a Venexia a
-purgasse, et che volleva mandar un suo con li capitoli di la paxe fatta
-col Re, come mandoe; li qual capitoli saranno qui, a la fine de le
-cosse seguite in campo, posti.
-
-El Ducha de Ferrara era pur col Re de Franza a Verzei, et dovea andar
-a Zenoa ad haver el casteletto, justa la forma de' capitoli; et è da
-creder ivi col Re tramasse qualche cossa.
-
-Adoncha, a dì ditto, 9, fo publichato in campo dil castel di Caxuol la
-paxe preditta, fatta et conclusa tra el Christianissimo Re de Franza
-et el Ducha Lodovico Maria Sforza, anglo, duca de Milan; a la qual
-publication non si volse trovar li nostri Provedadori; et fo divulgato
-che le zente de la Signoria _una voce_ cridava: Viva! Viva San Marco,
-che mantien la fede!
-
-A dì 10 ditto, da matina, el campo nostro se levò, et veneno alozar a
-Gravalona, ch'è una valle lontana, dove era alozato ditto campo, mia
-12; et el Ducha con la Duchessa, li ambassadori de Franza, de Spagna
-et de Napoli, et el Veneto acompagnono el capetanio zeneral nostro,
-marchexe de Mantoa, Luca Pixani et Marchiò Trivixan, provedadori
-zenerali, et Bernardo Contarini, provedador di stratioti, et Vicenzo
-Valier, pagador, con li altri signori et nostri conduttieri; et cussì
-cavalcono insieme più di uno mio. Et el Ducha disse a li Provedadori,
-volleva ad ogni modo venissino el zorno sequente da lui a Vegevene; et
-che, partito el campo, doveva andar el sig. Galeazo, suo capetanio, con
-el Mareschalcho di Giaè a Novara, a tor la consignation di la terra,
-et che l'exercito franzese se dovea levar ozi, e andar a la volta di
-monti. E tolto combiato, el Ducha andò con li oratori, et il nostro
-_etiam_, a Vegevene; et el campo di longo a Gravalona, mia tre lontan
-di Vegevene, a la volta di andar a Pavia, et lì alozono.
-
-A dì 11 ditto, _summo mane_, ditto campo si levò da Gravalona, et
-andoe dittongo a passar Texin et Ada a Lodi, per vegnir in Cremascho;
-et li Provedadori andoe a Vegevene. El Ducha li venne contra, et
-andati in castello, disse: Havemo fatto la paxe per conservation
-dil stado nostro; et, _in particulari_, sono molto ubligato a questo
-magnifico capetanio, perchè ivi era il Marchexe di Mantoa suo cugnato,
-et a la Signoria buon fiul ubediente, e per la experientia si vedrà.
-_Item_, che 'l Re volleva parlar con lui, et poi andar a Turin; et
-qui a Vegevene fece un bel pasto a ditti nostri Provedadori. Et da
-poi disnar, montorono a cavallo per andar a Milan; et el Ducha li
-acompagnoe fuora di Vegevene. Et li Provedadori veneno di longo a
-Milan. Et el campo in questo mezo andava passando Tesin; et fo fatto un
-ponte per el Ducha, a ciò passasse l'exercito. Et venuti li Provedadori
-a Milan, visitoe el governador nostro, conte di Petigliano, el qual
-steva meglio; et a dì 14 dovea partirssi de lì per venirsene a Venetia.
-Orssato Morexini, era pagador, _etiam_ se ritrovava a Milan, agravado
-de gravissima egritudine, _adeo_, come per lettere de Provedadori di
-12 ditto se intese, di lui non vi era speranza, et più cognoscieva
-nissuno, et poi a dì 12 ditto morite lì a Milan, et el suo corpo
-portato per Po in questa terra, a dì ditto 20, ne la chiesa di Santi
-Apostoli, li fo fatto bellissime exequie. Et el Prencipe nostro, per
-esser stà costui marito di la figliola di una sua figliola, hebbe
-grandissimo dolor, stette do zorni andar in collegio et pregadi; poi
-vestito di scarlatto, da corotto, ussite per alcuni zorni _etc._
-
-A dì 14 ditto, el campo nostro era za zonto in Cremascha; et li
-Provedadori zonseno questa matina, et qui alozono le zente d'arme,
-in quelli confini tra 'l Cremascho, Bergamascho et Brexana; non però
-volseno disolvere ni separar l'exercito, fino nostri non inteseno il
-certo di l'andata dil Re de là da monti. Et li Provedadori, partiti
-di Crema, a dì 15 ditto veneno a i Orzi Novi, et lì alozono, et el
-capetanio rimase a Crema, e tutta via la zente cavalchava. Et a dì
-14 ditto hebeno una mala zornata per le pioze, et el ponte non era
-compito di far su Oio, et ditte zente have la sua paga. Poi a dì 16,
-dopo manzar, ditti Provedadori zonseno a Brexa; et da Hieronimo Donado,
-dotor, podestà, Unfrè Zustignan, capetanio de Brexa fidelissimo, fonno
-_honorifice_ ricevuti, dove steteno alcuni zorni, come dirò di sotto.
-Qui partino a le zente d'arme le soe stantie. Et a dì 17, el capetanio
-zeneral, rimasto a Crema, volendo venir a Brexa, non potè passar la
-Mella per el tempo pluvioso, che tanto quel fiume era cressciuto, che
-non se poteva guazar, _unde_ tornò a Chiari alozar, et poi a dì ditto
-venne a Brexa da li Provedadori.
-
-In questi zorni, a dì 13 Octubrio, a Pavia morite el conte Carlo de
-Pian de Melletto, veterano condutier di la Signoria nostra, et molto
-experto nel mestier di le arme. Li manchava uno ochio, era di età di
-zercha anni 50. Questo, amalato in campo, fo portato a Pavia, et qui
-expiroe; sì che in questa impresa morite tre capi principali, do in
-battaglia et uno di sua morte, el governador a Milan amalato et il
-conte Bernardin in questa terra. Et la Signoria non volse tornasse in
-campo. Et ditto conte Carlo havia cavalli 400 con la Signoria nostra.
-In questo mezo, el Ducha de Milan dovea abocarse con el Re de Franza
-a uno castello di esso Ducha, chiamato Palestro; et il Re era pur a
-Verzei, et andò a Turin; et il Marchexe de Ferrara andoe a Zenoa, a tor
-el dominio dil castello, sì come dirò di sotto, ponendovi a custodia el
-conte Girardo Rangon.
-
-Et a dì 17 ditto, el Marchexe di Mantoa, nostro capetanio zeneral,
-partì di Brexa e andò a Mantoa, sotto causa che soa sorella, moglie di
-mons. di Monpensier, franzese, steva mal, per ritornar poi, bisognando.
-Et la Signoria scrisse a li Provedadori a Brexa che, per non esser
-andati franzesi di là ancora da' monti, dovesse far star 1500 cavalli
-sul Cremascho, 2000 sul Bergamascho, et il resto in Brexana su le rive
-di Oio; a le qual zente... paga fo data in campo; et cussì steno zorni
-zercha 15. Et poi, intendendo la Signoria el Re andava in Franza,
-ordinò ditte zente fusse mandate a le stantie, et li Provedadori
-dovesseno ritornar a caxa; la qual diliberation fo facta in conseio
-de Pregadi, a dì doi Novembrio, come _etiam_ dirò più avanti. Et è da
-saper, che da Crema se partì el signor de Rimano et el fradello dil
-sig. de Pexaro, et le zente dil Ducha de Gandia et di Hanibal Bentivoj,
-et fonno mandate in Romagna, a li lozamenti, et li signori andono a le
-sue terre. Et li Provedadori volendo vegnir a Venetia, el Marchexe,
-capetanio nostro, scrisse et li pregoe se volesseno transferirse
-fino a Mantoa, perchè poi insieme vegneriano a Venexia. Et cussì, di
-voluntà dil senato, andono. Ma prima Bernardo Contarini, provedador di
-stratioti, havendo mandato di la Signoria di cernir 800 stratioti, qual
-a lui pareva, et il resto licentiarli; era lozato tra Lonà, Peschiera
-et ivi vicino; et cussì attese a far la mostra, et poi vene a Venetia,
-come dirò di sotto. Ma li Provedadori, con Vicenzo Valier, pagador,
-venuti a Verona, veneno con zercha 100 cavalli versso Mantoa, et zonti
-a Marmirolo, mia 5 lontan di Mantoa, ivi desinato, li vene contra el
-Marchexe, con suo fratello prothonotario, et l'altro signor zeneral di
-Gonzaga, et a dì... Novembrio introno con gran honor in Mantoa, alozono
-in castello. Se ritrovava esser lì un ambassador dil Re di Napoli, et
-sua sorella dil Marchexe, moglie dil Ducha di Urbino; et _demum_ veneno
-insieme col capetanio a Venexia.
-
- _Apunctamento, concordia, unione et amicitia facta et conclusa
- et acordata a dì X octubrio 1495, fra el christianissimo Re de
- Franza, de Sicilia et de Hierusalem, da una parte, et Ludovico
- Maria Sforza, Ducha de Milan, da l'altra parte, con li capituli che
- seguiranno[147]._
-
-
-_Seguito a Napoli et in Reame dil mese dì Octubrio fino a la fine di
-Novembrio._
-
-In questo tempo che 'l Ducha de Milan atendeva a far la paxe con el Re
-de Franza, a Napoli re Ferando attendeva a recuperar el Regno et haver
-li castelli tenuti da' Franzesi. Se ritrovava mons. di Obegnì, vicerè
-di la Calavria, con lo exercito franzese; et quelli el seguitavano
-era 1200 sguizari, el resto franzesi e calavresi, al numero di 8 milia
-persone. Et partiti di la Calavria per vegnir in soccorsso di castelli
-di Napoli, che _continue_ Ferando faceva bombardar, et vegnendo per la
-via, tolseno la terra di Salerno et alchune altre terre, che se haveano
-date, et ritornate sotto el re Ferando, et ditto exercito franzese
-messe a sacho, facendo gran danno. Et venuto tal nuova a Napoli,
-subito el Re terminò di mandarli zente a l'incontro; et mandò prima,
-fra homeni d'arme et pedoni, numero 4 milia, con ordene che dovesseno
-taiar certi ponti di alchune fiumane, a ciò Franzesi non havessino
-con che passar; et cussì fecino; ma rimase più a basso un ponte con
-pocha vardia de' nostri, _unde_ Franzesi, zonti, per quello passoe,
-et taglioe a pezzi la vardia; poi fonno a le man con li nostri, zoè
-con quelli dil re Ferando, et de ditti, 7 squadre voltoe, e andono
-con Franzesi, et detteno dietro a le altre zente dil Re preditto, in
-modo che fonno rotte, et tajati a pezzi zercha 800, altri fuzite, et
-altri fonno spogliati. Fo preso in questa baruffa un fiul dil sig.
-da Camarin, et alcuni altri fatti presoni. Et volendo Franzesi con
-questa victoria venir di longo a dar soccorso a li castelli de Napoli,
-devano intender a li villani che, subito zonti a la terra, volevano
-sachizarla; et per questo molti villani venivano con lhoro, et cussì se
-ingrossava di zente. Et con loro menavano assa' animalli grossi, bovi
-et muli per chariazi, con farine et altre vittuarie per metter ne li
-castelli sopra ditti.
-
-Inteso questa nova el re Ferando, et come molti napolitani
-zentilhomeni, anzuini, li erano contra, dubitando di pezo, havendo
-parlamento con mons. di Mompensier, vicerè, era in Castello Nuovo,
-_unde_ fece trieva con ditto Castello, con lo castel Pizafalcon, et
-con la torre de San Vicenzo, et con l'armada franzese era ivi, et con
-lo monasterio di Santa †. Ma quelli dil Castello di l'Uovo non volse
-intrar in la ditta trieva; la qual trieva fo fatta a questo modo et
-con queste condition, de non bombardar ni far alchuna movesta, niuna
-de le parte, in termene de zorni 50; et si in ditto tempo li ditti
-castelli non havesseno soccorso dal lor Re de Franza, debino, passato
-el termene, lassar li castelli, et tor le sue robe et andar con Dio.
-_Item,_ che se intendi debbino tor quello era suo, et non quello
-haveano tolto e sachizato da' merchadanti de le doane, el qual debiano
-lasarlo o pagarlo. Et per segurtà de ditta trieva, detteno in man
-dil Re 9 franzesi con tre famegli, cioè di li primi baroni erano in
-castello, driedo dil vicerè, mons. di Mompensier, et dil Beuchaiari,
-tra i altri mons. de Alegra et el capetanio di l'armada. Et menati
-davanti el Re, el zorno drio Soa Majestà mandono ditti ostagi a Yschia,
-per più segurtà. Et è da saper, che 'l re se obligò de dar vittuarie
-a ditti castelli, zoè con li suoi danari, vin, pan, carne et altro, al
-zorno, che fusse bastante al numero; et fo deputato la quantità havea
-ad esser data. _Item,_ che 'l Re dovesse dar el modo de poter mandar
-el vicerè uno de li suoi dal suo Re de Franza, a notificharli questo
-acordo. Et questo acordo seguite a dì 4 Octubrio._ Tamen_ li Franzesi,
-dati li ostazi, lo rupeno, et comenzò bombardar.
-
-A dì 5 ditto, che fo el zorno sequente da poi l'acordo, vene nove in
-Napoli, come Franzesi col campo erano arivati mia 8 vicino a la terra;
-et el re Ferando, molto spaventato, _licet_ l'acordo fusse sequito,
-mandò per il populo che venisse da lui in Castel Capuano, et disse:
-Cittadini miei, vuj me havete chiamato che venghi qui; per vostra
-cagione ho receputo questa terra di Napoli; et se voi seti contenti che
-sia vostro Re, avisatemi, et se volete esser miei fedeli, per che in
-vuj mi fido; altramente volendo, advisateme, che me ne vadi con Dio.
-Et tutti quei cittadini, _una voce_: Sig. Re, tutto el popul delibera
-mantegnir la Majestà Vostra, se ben dovesseno morir loro, le moier
-et fioli; ma volemo che la Majestà Vostra ne daga licentia a nui,
-perchè molti de' nostri zentilhomeni sono anzuini, che li amazemo,
-altramente sempre haveremo garbugli. Et el Re li contentò con le bone;
-poi mandò a pigliar zercha 300 zentilhomeni de' principalli et li mandò
-nel castello a Yschia; poi fece una crida, che tutti li zentilhomeni
-dovesseno partir di la terra per tutto quel zorno, et andar habitar
-fuora di Napoli. Et el populo volleva sachizar tutti li anzuini; et
-el Re, per non metter la terra a rumor, non lassò far; et preso alcuni
-anzuini, tormentati confessono assa' cosse. Et in lo monastier di Santa
-Maria di Oriente erano muneghe, zentildonne napolitane, parenti di
-anzuini; el qual monastier è situato in canto di la terra, et le mure
-de Napoli se include in ditto monastier verso el Castel de Capua. Et
-qui dentro alcuni anzuini havea fatto far una fossa, che respondeva de
-fuora, dove volevano far intrar dentro Franzesi, et haveano 300 curaze
-et 300 ballestre con veretoni. Et una di dette muneghe scrisse una
-lettera, e la mandò al re Ferando, et li avisoe di questo tradimento.
-Et subito fo retenuto uno prete, el qual confessoe quelli erano nel
-trattato, et fonno presi, nè se intese quello facesse di lhoro il Re,
-o l'impicasseno secretamente, o vero li mandasseno im preson a Yschia,
-zoè a l'isola a l'incontro de Napoli. Et questo faceva, perchè non
-seguisse rumor ni novità in la terra.
-
-Et poi, adunato zente, ussite di la terra col sig. di Camarin et el
-sig. Prospero et Fabricio Colonna et altri condutieri et signori, et
-si redusse nel campo di Santa Madalena, poco lontan di Napoli, et ivi
-se pose. Ma Franzesi, che erano lontano otto mia di Napoli, sentito
-come el Re havia discoverto li tradimenti di anzuini, et quello di le
-muneghe sopraditte, tolseno l'altra volta da la banda di Santa Maria de
-Pe' de Grotta, per passar et andar in Castello di l'Uovo, che non volse
-intrar in la triegua. Et cussì, a dì 10 Octubrio, arrivò nel monastier
-de Santa Maria de Pe' de Grotta, et a le 4 ore di zorno haveano
-pigliato el zardin de la Raina, et lì si feceno forte. Et el re Ferando
-era con zercha 21 millia persone poco lontan di nimici, _adeo_ che
-con freze qualche volta si azonzevano li ditti campi, et nostri con le
-artilarie faceva gran danno a' Franzesi, amazavano huomini et cavalli.
-Et el Re dubitava de tradimento, però non volleva se investisse, li
-beschaini et li sguizari a piedi solamente scaramuzava. Fo feriti et
-morti di Aragonesi zercha 4 millia, de Franzosi assa' in ditto zorno
-di X Octubrio, per modo che a le 24 ore scomenzò Franzesi a tirarsi
-indrieto; et a meza notte bischaini et sguizari dil Re saltono il campo
-franzese preditto, et quello messe in fuga, et lassono molti cariazi et
-gran quantità de muli, che nostri tolseno, et aseni et ronzini carichi
-di farine più de 300, carri più de 40, boi più de 200, bombarde pizole
-16, et molte altre cosse. Et cussì, rotto et fuzito il campo nimicho,
-mons. de Obegnì, con el resto li restoe, deliberò de andar a la volta
-de Gaeta; ma nostri fonno provisti, et haveano ruinato un ponte di una
-fiumera, _adeo_ che non poteno passar; _unde_ si messeno a tornar per
-quella via dove veneno, per ritornar a la volta de Salerno, et zercha
-2000 de quelli dil re Ferando li seguitono. Et Franzesi, per impazo
-de' nostri, rimaseno la Domenega, fo a dì 11 ditto, la sera, nel Castel
-Marano, lontan di la terra mia 5; et al Luni da mezo zorno, la Majestà
-dil Re cavalchoe con zercha 12 milia persone versso el ditto campo
-nemicho, et subito Franzosi se messeno a fuzir, et andono in uno monte
-a presso a.... Et el Re se messe poi andar con l'exercito a Sarno,
-mia 20 da Napoli, et qui stete. Ancora è da saper, che fo nunciato al
-Re come venia zerte velle dil Re de Franza, veniva di Provenza, per
-socorrer li castelli; et ditto re Ferando li mandoe contra 20 barze
-di Spagna et altre galee, per andar contra zercando la ditta armada
-veniva. Et la Raina, fo moglie dil re Ferando vechio, era in Sicilia,
-per la qual fo mandato Villa Marin con tre galie, a dì 12 Octubrio,
-a hore 22, zonse a Napoli; et per non si trovar il Re in la terra, la
-Raina non volsse dismontar in terra, et se partì con le galie, et andò
-a lo porto di Baja. Et li Franzesi, non ostante la trieva, trazeva
-artilarie in la terra tutta la notte; et cussì era rotto l'acordo;
-_tamen_ el Re havia li ostaggi, expectando il termene de li do mexi.
-
-A dì 12 ditto, a mezza notte, zonse uno bregantin a Napoli, et
-notifichoe come l'armata di la Signoria nostra era zonta in lo porto
-de Baja; per la qual cossa la terra che stava in gran paura subito have
-conforto. Et el zorno sequente, a le 20 hore, venne l'armata ditta, di
-galie 20, provedador Hieronimo Contarini, et la Majestà di la Raina
-_tunc_ volse dismontar a la Madalena, et venne in la terra, sì come
-tutto più diffusamente sarà scritto. Smontò la Raina, la nostra armata
-si levoe, et tornò _iterum_ nel porto di Baja; et questo perchè feva
-vento de sirocho, che non poteva star in la spiaggia di la Madalena.
-
-L'armata franzese, per lettere de Roma, se intese esser passata da
-Hostia, zoè otto velle grosse, tra nave et barze; la qual armata, a dì
-19 Octubrio, per lettere pur di Hieronimo Zorzi, cavalier, ambassador
-nostro in corte, se scontrò sopra l'isola de Procida con l'armada
-aragonexe, de velle 27, fra le qual, una zenoese, chiamata Negrona, di
-4 milla botte, et la Camilla di botte 3000; et che essendo apizate le
-ditte armate, soprazonse valido vento de syrocho che le separono; et
-quello seguite, _ad plenum_ non se intese. È da saper che con el re
-Ferando, in campo, se trovava esser tra preti e frati più de milla,
-andati _voluntarie_ a combatter per el suo Re; et questa è cossa
-notanda. _Item_, tutte le terre circumstante a Napoli, per liberarse
-da insulti franzesi, porzevano aiuto de danari a esso Re; et in questi
-zorni catò ducati 22 millia.
-
-L'armata de la Signoria nostra veramente, levata di Corfù per andar
-versso Napoli in aiuto dil re Ferando contra Franzesi, et zonta a
-Taranto, qui essendo Antonio Grimani, procurator, capetanio zeneral,
-con Hieronimo Contarini, provedador di l'armada, in tutto galie
-numero...., convenne alchuni zorni a riquisition dil sig. prencipe don
-Federico di Altemura, el qual ivi se ritrovava, venuto per recuperar
-Taranto. Et acadete certe scaramuze, et prender di un locho; _tamen_
-non poteno rehaver la terra, come per una lettera di esso capetanio
-qui posta, et scritta a l'orator nostro a Roma, si vede. Et accadete
-che, per egritudine sopravenne al ditto nostro magnifico capetanio, li
-fo necessario, contra sua voia, restar di andar a l'imprexa de Napoli,
-et ritornar con la sua galia et un'altra dalmatina; sopra la qual,
-mancando el soracomito, che, come ho scritto, a Monopoli fo amazato, vi
-messe uno patricio, Alvise Grimani, el qual di Roma, che prima era col
-fiol reverendissimo Cardinal, ivi venne, et posto al governo di ditta
-galia fino venisse el soracomito, fiol dil defunto. _Ergo_ con do galie
-el ditto capetanio venne a Corfù, dove si curoe la egritudine sua; ma
-Hieronimo Contarini, provedador, habuto mandato da esso capetanio de
-seguitar sempre l'impresa, andoe di longo versso Napoli; et, zonto,
-scrisse una lettera a la Signoria nostra, la qual per esser copiosa
-et molto a proposito, a intelligenza di suo viazo, et come le cosse
-de Napoli passava, et dil compagnar fece la Majestà di la Raina, in
-Napoli dismontata per terra, con li soracomiti, et il tutto, lezendo le
-lettere sequente si vedrà.
-
-
-_Exemplum litterarum Antonii Grimani, procuratoris, generalis
-capitanei, ad oratorem nostrum venetum in Curia romana._
-
- _Magnifice ac clarissime eques._
-
-Da li 14 dil presente se trovamo qui a l'isola de Taranto in XXVij
-galie, cussì richiesto _cum_ grandissima instantia da lo ill.mo don
-Federico; et, a dir la verità, sempre son stati tempi contrarii, che
-non era possibele poterse levar per Napoli. _Interim_, ad richiesta
-de soa Signoria li havemo dato circa 400 homeni de questa armata, cum
-el qual, insieme con alchune zente sue, e stà recuperata la terra et
-castello de Groptaglie, loco molto apto a strenzer Taranto, perchè per
-quella via se fornivano de vitualie et altre comodità. Et ogni zorno si
-dette la battaglia a quel loco, azò li franzesi sono in Taranto, che
-par siano da 300 cavalli, non andasseno a darli socorsso. Nui _etiam_
-mettessemo de questi huomeni di l'armada in terra, et scaramuzando
-furno morti alchuni franzesi, e de li nostri zercha 25, perchè
-li pedoni con le zente da cavallo hanno grande disvantazo. Questo
-facessimo per tenir quelli di la terra che non patisseno. Aspettamo
-si conzi el tempo, et subito partiremo nel nome de Dio, per esser
-a Napoli, come è hordene di la nostra ill.ma Signoria, a la qual la
-Vostra Magnificentia con le prime manderà aligate nostre. Il magnifico
-missier Bartholamio, fratello di Vostra Magnificentia, se trova a Corfu
-con 6 galie per fornirsse de pan, et sta benissimo; et questi zorni
-passati a... prese due fuste de turchi corsari, compagni de Camallì,
-et speremo ogni zorno in Dio udir di sua Magnificentia cosse degne et
-honorevele. Sono sempre a li piaceri de Vostra Magnificentia.
-
- _Ex triremi, ad insulas Taranti,_ 27 _Septembris_ 1495.
-
- ANTONIUS GRIMANI
- _procurator, capitaneus generalis maris._
-
-A tergo: _Magnifico et clarissimo equiti, domino Hieronimo Georgio,
-oratori veneto ad Summum Pontificem._
-
-
-_Copia di la lettera di Hieronimo Contarini, provedador di l'armata a
-la Signoria, dil zonzer a Napoli con l'armata[148]._
-
-Adoncha, sì come ho scritto di sopra, el re Ferando a dì 12 Octubrio
-se levò da la Maddalena con 500 homeni d'arme, altri cavalli lizieri
-et ballestrieri a cavallo, et 2000 fanti et altre zente paexane, con X
-bocche d'artilarie avanti; et andò a la volta de Fraola, dove attendeva
-li nimici erano arivati. Li ponti, passi, erano tutti rotti, a ciò non
-potesseno passar li fiumi; li nimici erano in fuga, et se reduxeno im
-parte, a dì 14 ditto, che per la strettura di passi non poteano ussir
-con li cavalli; loro instessi se rupero, et lassando li cavalli et
-ogni cossa a piedi, se ne fuzivano, imboscandossi come meglio poteano.
-La qual nuova fo molto grata al re Ferando, et reputava la impresa
-finita: _tamen_ non restava di seguitarli, zerchando completamente
-disfarli. Et zonta a Napoli questa nuova, a dì 15 ditto, el legato
-dil pontifice, Borges, con l'ambassador yspano, cavalchoe a torno la
-terra, et el Principe de Squillazi, figliuol dil Pontifice, zenero dil
-re Alfonso; et se divulgava Nocera et San Severino doveano alzar le
-bandiere de Aragona, et el campo nostro andar a Nocera. I nimici in
-questa fuga usoe gran crudeltà per li castelli dove passavano, e fra
-li altri Pomognano (?) dove tagliono a pezzi ogniuno. Et el Principe
-de Altemura, don Federico, se ritrovava in questo tempo a Taranto, et
-vedendo non poter rehaver la terra, se messe in camino con zente per
-vegnir versso Napoli; ma quei dil Castel Novo de Napoli, in questo
-mezo, a dì 11 Octubrio, di notte, fece gran luminarie; et la matina,
-a dì 12, ne l'aparir del zorno, la loro arma' de' Franzesi era lì tirò
-assa' colpi de bombarda et artilarie, et questo perchè dicevano haver
-per un bragantin nuova, come el soccorsso lhoro era vicino, e a le mane
-con l'armada di re Ferando; _tamen_ tutto era argumento e fintione.
-
-A dì 16 ditto, zoè Octubrio, la Majestà dil re Ferando venne di campo
-et intrò in Napoli la sera, per visitar la Majestà de la Raina et
-l'infante et ambassador de Spagna, la qual, cussì come ho scritto, era
-intrata in Napoli, et alozata nel Castel de Capua. Et li nimici erano
-in fuga tra Montorio et San Severino; le zente regie fece prede assa'
-de le cosse loro. El Re fece portar bombarde in campo per expugnar
-alcuni lochi si teniva anchora per il Re de Franza; et el zorno
-sequente ritornò in campo, et scrisse esso Re a Antonio de Zenari,
-dotor, et Zuambattista Spinelli, dotor et cavalier, suoi oratori in
-questa terra, la qual per esser a proposito, è qui sotto scritta.
-
-
-_Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos Oratores Venetias
-existentes._
-
- _Rex Siciliae._
-
-Ambasciatori, molte volte sperando nui che questa Ill.ma Signoria, per
-sua infinita virtù et singular sapientia, dovesse pigliar lo patrocinio
-non solamente de le cosse nostre ma de la salute et libertà de Italia,
-prendevamo tal consolatione de qual se vol adversitate passamo, con
-bono et fortissimo animo. Al presente, vedando chiaramente che, per
-gratia del nostro Signor Dio, la speranza nostra non solamente non ce
-ha ingannati, ma ancora lo effecto et optima operatione hanno superata
-la expectatione nostra, sentimo nel core leticia tanto maiore de la
-prima, quanto è la diferentia che è tra la speranza et la consecutione
-del fine del desiderio. È arivata la fidelissima armata de questa
-Ill.ma Signoria in Napoli, al tempo che più ne era necessaria; che
-essendo stati nuj necessitati de ussir a l'incontro de questa zente,
-che erano venute da Calabria per soccorrere el Castello Nuovo ... in
-mezo de questa turbulentia è aparsa la preditta felicissima armada,
-con quel fulgore che sole aparer el zorno a li naviganti da poi la
-tenebrosa notte, quando el mar se mostra turbato, ha confirmato li
-animi gagliardi, ha excitati li languenti, ha data general leticia
-a l'universo populo; del che noi rimaremo non meno pensosi che
-contenti, però che non è menor lo pensier del desiderio de satisfar
-tanta obligation, che l'alegreza de conseguir tal beneficio, perchè
-l'animo nostro sta tanto inclinato a la satisfation de tanti paterni
-beneficii de questa Ill.ma Signoria versso noi, che con dulcissima
-speranza desideramo che 'l nostro Signor Dio ce dia el modo de poter
-dar qualche principio a la nostra gratitudine, che non saremo contenti
-tanto del proprio riposo, quanto de farli cognoscere che eternalmente
-ne recorderemo del suo memorabil beneficio, et resteremo non poco
-satisfacti che la gratitudine nostra s'habbia dimostrar versso chi
-tanto la merita, che da noi è tanto venerata et honorata in perpetuo
-tenor de diuturna benivolentia.
-
-Per amor nostro vogliate esser al cospetto de questo ill.mo Prencipe,
-et dichiarir a sua ill.ma Signoria la contenteza de l'animo nostro,
-insieme con l'obligatione li havemo, et quanta conoscenza tenemo de la
-soa paterna carità versso lo stato nostro et la nostra propria vita,
-talchè, se ben possidessimo major regno de questo, anzi si ponessimo
-la persona in pericolo ogni giorno per conservation et augumento de
-l'honor et dignità sua, non poriamo satisfar a la più picola parte
-del suo merito. Pur ne basterà assai, che soa Signoria ill.ma conosca
-in noi amor perfetissimo et animo volonteroso de far quanto possibel
-ne sarà, perchè se mostra la memoria de tanti beneficii esser in noi
-inextenguibile, rendendoli gratie infinite ne pare che saria diminuir
-de la demostratione de lo amore che tenemo ne l'animo. Meglio è
-tacer, e rimetterne a la experientia che sarà de la nostra voluntà
-argumento chiarissimo. Nè volemo anche exortar Soa Signoria Ill.ma a la
-perseverantia, però che havemo ne la sua fede et virtù tal confidenza,
-che cussì come è stata principio et mezo de nostra prosperità, cussì
-nostro Signor Dio ne farà gratia che sarà fine di tutti li nostri
-travagli; et a quella sola sarà decreto triumpho de la victoria
-nostra. Non volemo pretermetter de dir in quanto amore e cortesia si
-è dimostrato lo magnifico Provedador versso la Majestà de la signora
-Regina nostra madre, et in tutte le cose nostre; talchè ben monstra con
-sua gravità, cortesia et prudentissimi modi, esser mandato da questa
-Ill.ma Signoria, piena di sapienza et sanctissimi consigli. De tutto
-darete notitia a questo invictissimo Principe et al suo ill.mo Senato,
-non cessando raccomandarli la vita, lo regno et tutte le cose nostre,
-le qual ponno extimar proprie, non meno che nui medesimi le extimamo.
-
- _Data in nostris fidelibus castris, ad Sarnum, XVIII Octubris._
-
- REX FERDINANDUS.
-
- _Chariteus_.
-
-A tergo: _Magnificis nostris oratoribus, Venetiis._
-
-
-A dì 23 octubrio zonse don Federico, prencipe de Altemura, a Napoli,
-non havendo potuto haver Taranto. Et a dì 25 ditto fece far la mostra
-de le zente di Napoli, et fu bel veder; et trovono persone X milia et
-octocento, le qual al bisogno se potevano armati mandarli in campo,
-non però erano tutti da fatti. Et la Majestà dil Re in questi zorni
-venne a Napoli, per esser insieme con ditto don Federigo, et poi, a dì
-ditto, ritornoe in campo. Et li nimici havendo finto di volersi levar
-da Nocera, perchè vollevano condur certe victuarie, le zente regie li
-forno sopra, et preseno 20 huomeni d'arme et trenta cavalli lizieri,
-et assa' some con vittuarie, chiamate salme in lingua napolitana,
-et preso un fiul dil conte di Montorio; et _tamen_ li nimici non si
-mosseno per questo dove erano. In questi zorni in Puia, per lettere dil
-consolo nostro, a dì 20 ditto, se intese esser stato preso per anzuini
-passionati, el sig. Bernabò de la Marra, suo fiul, et suo fratello
-Joan Paolo de la Marra, Francesco de Angelis da Trani, et Bernardino
-Spina; li qualli tutti fonno mandati presoni a Brandizo. Et da ditti el
-re Ferando potrà trazer da 30 milla ducati, che li saranno a conzo in
-proposito di questo tempo.
-
-L'armata nostra, era lontana alquanto di Napoli, a dì 26 ditto ritornoe
-ivi vicina, zoè galie numero 18, et do erano andate versso le nave
-che cum biscotti a Messina se intendea erano zonte; le qual venivano
-a l'armata con biscotti, di li qual la ditta armata ne havea gran
-bisogno.
-
-A dì 27 ditto, mons. di Mompensier, mons. di Belcher, el Prencipe
-de Salerno et altri signori franzesi et baroni di Reame, erano in
-Castelnuovo a Napoli con le artilarie et molte robbe, cargate la
-notte su la sua armata era lì vicina, lì al castello, se messeno in
-galia, con vele numero XI se partino da Napoli, et andoe a dismontar
-a Salerno, como dirò di sotto, habandonando loro i castelli; _tamen_
-lassoe ditto mons. di Mompensier, vice re, presidio in ditto castello
-di zercha 400 franzesi. Questo feceno per doi rispetti: primo, perchè
-pativano di vittuarie, et vedevano non poter tenersi, et havian dato li
-ostaggi in le mane al re Ferando; _etiam_ per scapolar l'armata, robe
-et artilarie, et conzonzersi con mons de Obegnì in campo. Et questo
-piaque molto al Re, sperando di breve haver li castelli.
-
-
-_Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos oratores in Romana Curia._
-
- _Rex Siciliae._
-
-Ambassadori, acciò intendiate le cosse di qua in quali termini si
-trovano, vi avisamo come l'armata franzese, ussita dil Castello Nuovo,
-havendo tirata la via di Salerno, et arrivata là, è dismontati tutti
-quelli bertoni, italiani et franzesi; et questi altri inimici, quali
-erano qui a Nocera, se levorno et sono andati a Salerno per unirsi
-con lhoro et ingrossarsi, et tuttavia attendono a racoglier li altri
-franzesi che sono sparsi nel Regno, et simel quelli che si ritrovano
-in Ariano; et cum le zente et _cum_ li danari che li hanno portato
-dal castello, con li quali faranno più zente, se ingrosseranno in tal
-maniera, che ne reduranno in dificultà grandissima, dove già in tutto
-se vediamo posti et redutti. I populi dubij et male intencionati, da
-questo haverano causa et ardir de scoprirse, _maxime_ essendo tutto
-lo Reame contaminato. Lo lassamo judichar a voi, che sapete che zente
-e che modo havemo, che non n'è altro se non quello che aspettiamo in
-soccorsso; e _de praesenti_ non è più tempo de mantenirsse la Santità
-de Nostro Signore e signori colegati in parole, ma se li ne volleno
-nel regno, senza altro consulto, in loco de rasonamenti, ne siano di
-presidio in executione, volendo, perchè se no in mazor dificultà....
-che bisogna _de praesenti_ esser forti in campagna. E però vi diciamo
-che, _de continenti_, siate al conspecto de la Santità di Nostro
-Signore, dove sia lo rev.mo ill.mo Vice Cancellier, nostro zio e
-padre, et li magnifici ambassadori de la sanctissima et serenissima
-lega, e li narate la confusion e dificultà nostra, imo la nostra mala
-contenteza de non poter corresponder a li animi cum le forze spontane;
-e supplicate Sua Santità a volerme far gratia de mandarme subito
-lo recapito de 1000 fanti, e mandar a le altre zente dessignate, e
-procurar con li potentati di la sanctissima lega a provedermi de li
-presidij raxonati. Et se 'l nostro Signore ne potesse ajutar de altre
-zente da cavallo et a piedi, per esser cussì vicino, saria de gran
-momento, non meno de zente che de favor, perchè non è più tempo de
-parole, et bisogna lo procurar sia unito con lo exequir si voleno...
-nel regno. Et perchè dil regno Soa Santità prima haverà disponer et
-poi tutta la liga, a lor arbitrio, e nuj non haveremo ad exequir se non
-tanto quanto ne sarà comandato, e per honor de Dio voliamo esser messi
-et non volemo redurse al termine extremo da non potersene più valer,
-noi non pregamo altro el nostro Signor Dio, se non che siamo messi e
-non siamo lassati perir per non esser exauditi a li nostri bisogni;
-che, per Dio! non sapiamo più come exprimer queste nostre dificultà,
-imo periculi e ruine, quando subito et non a tempo siamo aiutati.
-Et quando li nostri rispetti non bastano a solicitar li presidii, lo
-interesse comune de li signori colligati et de tutta Italia doveriano
-esserne.... State avanti li ochi de la Santità di Nostro Signore e di
-Signori colligati continuamente.... che reaquistano uno reame ad uno
-loro fiolo; non sapemo più che dir; la ruina nostra sapemo non esser
-gloria ni beneficio a nessuno, salvo a dicto... Ormai intendete tutto.
-Per l'amor ne portate, voliate imprimare queste cose efficacemente, e
-seria lo bisogno nostro de manera, che aspettamo più presto efecti cha
-risposta de questa lettera, perchè di qua dipende la defensione, vita
-et victoria nostra, et se confidemo ne la vostra discretione, tanto che
-suplirete quello che più dir non potemo a questo nostro urgentissimo
-bisogno.
-
-_Data in nostris felicibus castris ad Sarnum, die XXViiij Octubris_
-1495.
-
- REX FERDINANDUS.
-
- _Cariteus_.
-
-A tergo: _Magnificis viris Hieronimo Sperandeo, Aloisio Ripol,
-oratoribus nostris in curia Romana J. U. doctoribus._
-
-
-Et zonta ditta lettera al summo Pontifice, el qual era molto caldo in
-aiutar ditto re Ferando, _licet_ questa pace fatta (_tra_) el Ducha
-de Milan et el Re de Franza lo feva star alquanto sospeso, benchè
-continuamente el rev.mo cardinal Ascanio, vize canzelier, fradello dil
-prefato Ducha li fusse a presso, et habitava im palazo. È da saper
-che, in questo tempo, cinque cardinali, do _ex instituto antiquo_,
-per li lor officii tengono, che bisognava esser lì im palazo, zoè
-el cardinal Alexandrin et Sancta Anastasia, _etiam_ vi abitava ditto
-cardinal Ascanio, Monreal, nepote dil Pontifice, et Valenza, fiol dil
-Pontifice. Ma vedendo el Pontifice Venetiani erano constanti, et non
-haveano voluto far pace con el Re de Franza, _imo_ pronti ad ajutar
-re Ferando, _etiam_ Soa Santità omnibus modis volse aiutarlo. Et a dì
-30 Octubrio, come per lettere del mio carissimo Francesco Zorzi, fiol
-di l'ambassador nostro, el qual a Roma _etiam_ se ritrovava, et dal
-qual, essendo accaduta la egritudine mia di febre quartana, nel qual
-tempo scrissi et compilai questa gallicha ystoria, havi molti advisi di
-cosse succedeva, degne di memoria, perchè, _alio modo_, non poria haver
-compita la verità di questa opera, perchè non potendo inquerir le nove,
-quelle non poteva scriver; _ergo, cum_ aiuto de molti necessario mi
-fu, da primo Septembrio fino a la fin de questo, intender et inquerir
-quello seguiva; et sopra tutto la verità. Hor, nel zorno sopraditto,
-se partì di Roma... Alfonso spagnolo, parente dil Pontifice, con
-cavalli 100, et andoe versso Napoli in aiuto di re Ferando preditto;
-et ancora lo episcopo de Concordia, in questo zorno partì di Roma per
-andar legato al Re de' Romani, zunse a Venezia, come dirò di sotto.
-El sig. di Pexaro con la moglie, fia dil Pontifice, in questo tempo se
-ritrovava a Roma. Et bellissimo fo a veder, la vizilia de Ogni Santi,
-el Pontifice aparato in capella, et servito dal rev.mo cardinal Ascanio
-et San Zorzi, _juxta_ il solito, _tunc_ più veterani diaconi, e l'uno
-tirarli la mitria, l'altro la beretta; et el cardinal S. Chimente
-al servir del teribolo; lo episcopo Antivarense tene el libro sopra
-la testa, quando el Pontifice disse l'oratione; et l'arziepiscopo de
-Nicosia, patricio nostro de casa Priola et molto mio amicissimo, tenne
-la candela. Et cussì disseno vespero con XX cardinali, oratori dil
-Re di Romani, Spagna, Veneto e Milan,_ etiam_ do dil Re di Hongaria,
-auditori de Rota, cubicularij, arziepiscopi et episcopi assai. Et poi
-el Pontifice dette la beneditione, et fo portado da 6... sopra una
-carega a torno la chiesia; et, come mi fo referito, bellissima cossa
-a veder. Et poi, el zorno de Ogni Santi, cantò la messa el cardinal
-Chartagenia; et el zorno de' Morti el cardinal S. Dionise, franzese.
-Et benchè questo non sia a proposito, pur ho volato qui scriver. Et
-in questo mezo, el capetanio de Hostia, monsignor..... di Guerra stava
-malissimo et in ponto di morte, _tamen_ poi varite. In quella terra si
-tenia per il Re de Franza, et era molto contraria a vegnir vittuarie a
-Roma, _licet_ non desse fastidio.
-
-Ritorniamo a le cosse de Napoli. Partita l'armata franzese de Napoli,
-la nostra la seguitava; et non potendo far nulla, se retirono a
-Castello a mar, perchè la franzese era intrata in Salerno. El Castel
-Nuovo a Napoli tirava continuamente a la terra con ruina et danno
-assai. Et el re Ferando con el campo a dì 4 (_andò a_) Nocera, et non
-volendosi arender, li deteno la battaglia, et prese ditta terra, et
-poi il castello, et la messeno a sacho tutta, et li huomeni fonno dati
-presoni a le zente d'arme. Nel castello era la dona dil conte Montorio,
-la nuora, el primo et secondo genito; _item_ la moglie et figli de
-Salvador Zurlo, et altre donne con molte loro cosse. Et a Napoli la
-torre de Santo Vincenzo è bombardata continuamente da le artilarie dil
-Re, et feva gran danno. Et a dì 12 Novembrio, per lettere di Napoli,
-se intese el prencipe don Federigo attendeva a tirar a la cittadella
-con la bombarda pontificia, et cascò el castello con morte de homeni
-X de Ragonesi. Et el Re, considerando el suo prosperar et haver aiuto
-consisteva tutto in haver la Signoria de Venetia propicia, et havendo
-oltra li oratori mandati alchuni secretarii, i qual saranno nominati di
-sotto, scrivendo le cosse di Venetia, _unde_ terminò mandar el conte
-domino Hieronimo de Totavilla, fo fiol dil cardinal Roan, et con Soa
-Majestà in benivolentia, _nomine suo_, a dicta Signoria; et a dì X
-partì di Roma, andoe prima a Milan, _demum_ a Venexia, come el tutto
-sarà scritto di sotto. _Etiam_ Alvise Ripol, secretario dil Re, partì
-di Roma et venne a Venexia dove stette tre zorni. In questo tempo el
-sig. Prospero Colonna, essendo con zente per ditto Re in Apruzo, dette
-rotta a Carlo de Sanguine. Et li soldati franzesi, a dì X Novembrio,
-erano parte a Ivolo et parte a Salerno, e 'l campo dil Re a Sarno. Vene
-l'armada franzese nel colfo de Salerno, et la veneta a Castelamar, et
-la regia a l'incontro di l'altra franzese. Et è da saper che a hora le
-cosse dil re Ferando comenzoe a prender assa' buon fin; _tamen_ mancava
-li danari, et vollevano comenzar adoperar li arzenti ecclesiastici,
-a far moneda di manco precio et valuta, con far valer il terzo più;
-_tamen_ non fece, _licet_ fusse grandissimo bisogno.
-
-A dì 17 Novembrio, per lettere havi da Roma dal mio carissimo Francesco
-Zorzi, di l'orator fiul, come havea da Napoli che il Re, habuto
-Montorio, à preso el Duca de Lege, che già sotto fede fuzite.
-
-A dì 13 Novembrio fo dato la battaglia a la cittadella de Napoli, non
-ordinatamente ma per experimentar le forze de' nimici, et veder che
-zente erano. Et fo arbitrato esservi zercha 400. La qual battaglia
-fo data animosa et gagliardamente, et fo scalata et montato sopra lo
-primo reparo, drieto al qual i era altri repari fatti per li nimici,
-li qualli erano da lor guardati e defensi con pietre et pignatte de
-foco, calzina et olio, et _cum_ ballestre, schiopetti et lanze. Et per
-convenir scender, per montar poi a l'altro riparo, forno li nostri, zoè
-Aragonesi, constretti a cessar la battaia. In la qual morì tre nostri
-et alcuni feriti; ma de li nimici, da le artilarie regie molto più ne
-fonno morti et feriti. A dì 14 la Majestà dil Re essendo stato 4 zorni
-a Napoli, se ne tornò in campo a Sarno. Et in questa matina la nostra
-armada se redusse a Mergolino, et tre galie a le Madalene andoe per
-condur zente a le nave zenoese, et preparavasi _etiam_ certe barche,
-erano a Castelamar, per esser tutte di compagnia adosso l'armata
-inimica. La qual, a dì 13 ditto, a hore 18, si levoe da Salerno, et a
-li 14 fo vista fra Capri et Yschia, et tenne la volta di Gaieta, ma per
-li venti che era..., che si non bonazava non si potevano levar, steteno
-tanto a farse bon tempo, che ditta armata nimica zonse a Gaeta. Et a
-Salerno, a dì 14 ditto, zonse don Juliano, che era al monte, con zercha
-cavalli 200, et si trovò sotto Ariano con Carlo de Sanguine e Paolo
-Orssini.
-
-È da saper che, havendo diliberato la Signoria nostra, a dì 5 ditto, de
-dar aiuto a re Ferando, come dirò di sotto, de mandarli 1000 cavalli
-et 1000 stratioti et 1000 fanti, come scriverò di sotto al loco suo,
-questa tal nova andò prestissima a Napoli, et zonse a dì 12 ditto:
-_unde_ tutta la terra, _maxime_ quelli ch'amava casa da Ragona,...
-consol nostro per intender la verità et tenor di le lettere, havia
-aviso di questo. Et subito mandoe a notifichar questo a la majestà
-dil re Ferando in campo. _Tamen_ ditto pressidio non andoe, per le
-cosse seguite, come intenderete. Et cussì esso Re, come have a piacer
-di questo, cussì mons. di Arzenton, ambassador dil Re de Franza, che
-_tunc_ se ritrovava a Venezia, have altrettanto dolor, vedendo la
-Signoria disposta in aiutar Ferando.
-
-A dì 16 ditto l'armata nostra si ritrovava tra Pizo e Baia, et in
-questo zorno don Federico, prencipe de Altemura, partì di Napoli, et
-venne lì a conferir con Hieronimo Contarini, provedador di l'armada, et
-poi ritornò a Napoli. L'armada nemica era zonta a Gaeta, et li nimici
-col campo a Salerno atendevano a farsi forti. Et in Apruzo el marchese
-di Martina si scoprite nimico dil re Ferando, et a Napoli fo retenuto
-el suo canzelier. Et bombardavano la cittadella, facendo el Prencipe
-far certe cave subteranee; et vedendo il Re che 'l soccorsso, dovea
-mandar la Signoria a lui, era za in camino, era stà suspeso, mandoe uno
-suo secretario, chiamato Zambattista Charaffa, et zonse in questa terra
-a dì 22 ditto; _tamen_ nulla fece.
-
-A dì 27 ditto, re Ferando essendo venuto di campo a Napoli, in questo
-zorno feze dar la battaglia a la cittadella; la qual, posto fuoco
-a li portelli per le cave, incontinente ruinò quasi tutta, et in
-poco spacio vigorosamente fo presa, et _non solum_ la cittadella, ma
-_etiam_ il paradixo et case matte fece far re Alphonso, con tutto zò
-che è intorno, per modo che restò el castello smembrato in tutto.
-Alchuni de li nimici fonno morti, ma la più parte si salvorno nel
-ditto Castelnuovo. Et intrati aragonesi dentro, trovono assa' roba
-et artilarie; et il pane manzavano franzesi, tristissimo, poco e
-mal conditionato. Et quelli di la terra feceno gran dimostration di
-alegreza per questa felize zornata, et per importantia di la cossa,
-perchè _solum_ il castello rimase, et senza modo di haver sufragio, et
-se intendeva con poche vituarie.
-
-In Puia in questi zorni zercha 1000 persone se adonoe a uno, fra Andre
-et Barletta e quelle terre convicine, per andar a la expugnation di
-Quarate, che ne li dì precedenti levò le bandiere de Franza. Et questo
-a Napoli se intese per lettere di 21 da Trane.
-
-A dì 29 ditto, da sera, s'have la torre di San Vincenzo, et _continue_
-si messeno nostri a bombardar el castello, el qual non feva difesa, nè
-apareva persona, et non potea haver aiuto ni soccorsso.
-
-In questo mezo li nimici a Salerno attese a far zente; poi veneno a San
-Severin, per haver quel castello; dove era 100 fanti dil re Ferando a
-custodia, et li nimici erano più di le zente regie, et haveano molte
-artilarie, et mostravano vegnir a trovar el Re. Et vedendo el Re che
-in questo consisteva tutto, mandò a Napoli a dimandar 500 fanti, et
-cussì fonno mandati. Et el Re volsse mandar 200 fanti in aiuto dil
-castello di San Severin, et il castellan non li volsse, dicendo era
-bastante, con li fanti havia, di resister a' Franzesi. El sig. Fabritio
-Colonna con le sue zente venne per augumentar l'exercito regio, zoè
-zercha 250 homeni d'arme. Et zonto a dì primo Novembrio a Nola, andoe
-poi in campo dil Re; _etiam_ alcuni stratioti eran in Puia. Et ancora
-in questi zorni zonse le zente dil conte de Matalone, sì che Ferando
-si andava ingrossando, et molto desiderava lo aiuto di la Signoria
-nostra, _tamen_ però non volleva far cauto essa Signoria, la qual
-spendeva et havia speso. Et zercha questa materia più avanti sarà
-scritto. Et questo basti quanto a la descritione di le cosse di Reame;
-pur non restarò de scriver come in questi zorni el duca di Melffi,
-el qual l'era aragonese et con re Ferdinando, in Napoli, da quei dil
-Castelnuovo con artellarie fo morto.
-
-
-_Cosse seguite a Venetia et in altri lochi de Italia dil mese de
-Octubrio et Novembrio._
-
-Benchè di sopra habi assa' scritto di le cosse di campo, ne le qual
-molte deliberation dil Senato è incluse, et però non mi estenderò in
-scriverle; ma _solum_ che nel principio de Octubrio, quando el duca
-de Milan era su le pratiche, et havea concluso la paxe con el Re de
-Franza, et el nostro exercito, che lo havea aiutato fino a hora, eran
-ne le sue mane, dubitando nostri di quello haveria possuto intervenire,
-feceno molte consultatione, _adeo_ che in X giorni fo pregadi 8 fiate,
-scrisseno lettere a li rectori di la terra dovesseno star provisti, et,
-a bisogno, cavalchar, si alcuna cossa li fusse comandata. Ma, venuto
-di qua de Tesin et Oio l'exercito, nostri hebbeno grandissimo contento
-et piacer; et el Duca de Milan scrisse a la Signoria, che, non ostante
-questa paxe, volleva esser ne la liga et in miglior amicitia che mai
-con la Signoria nostra, a la qual era ubligato _dum spiritus regeret
-artus_. Et ancora el Duca de Ferrara, ritrovandossi al Re de Franza,
-scrisse a la Signoria come sperava far cossa saria grata a quella, con
-honor e reputation, per modo che ogni uno conoscerà lui esser fiul di
-la ill.ma Signoria, al despetto do quelli mormoravano de lui.
-
-Venne a Venetia in questi zorni uno orator dil subassì di la Valona,
-vestito a la stratiota, et menoe tre belli cavalli con sella, archo,
-tabarho e carcaxo, et una balla de tapedi; le qual cosse donò a la
-Signoria per uomo dil Signor Turcho, offerendo a soe spexe X in XV
-milla cavalli de' Turchi, a ogni bisogno, contra el Re de Franza. Et
-el Prencipe rengratiò el signor de tal offerta. Et ditti cavalli, de
-ducati 100 il pezo, donoe uno al conte Bernardin, era qui a Venetia,
-et li altri do mandoe al conte de Petigliano, era a Bergamo, venuto da
-Milan, _tamen_ non varito ancora, et dovea vegnir a Venetia, et pocho
-da poi vi venne.
-
-A dì 12 Octubrio, nel Conseio di Pregadi preseno di desarmar la barza,
-capetanio Thomà Duodo, et 4 galie de Candia mal conditionate. Et
-Bortolamio Zorzi, provedador di l'armata veneta a Corfù, come è scritto
-di sopra, al qual governo di l'Arzipielago et custodia al mar dal
-capetanio era dato, a ciò corssari non vi stesse et danizasse nostri;
-el qual..., come a dì otto Settembrio, come havia trovato in quelli
-zorni do fuste andava in canal di Negroponte a tor archi et altre
-cosse per Camallì corssaro, era in Barbaria con cinque altre fuste, et
-quelle prese insieme con una galia de Candia, soracomito Marco Grioni,
-et l'altre erano rimaste in l'Arzipielago. Fo examinato quelli di le
-fuste, inteso come ditto Camallì era per vegnir, zoè a dì tanti di
-Ottobre, a la Fangagnana et poi a Cavo Bon, andrà poi a Malta. _Unde_,
-fatto impichar ditti turchi, scrisse questo al capetanio zeneral, che
-dovesse andar, parendoli, o mandar galie per scontrar ditto Camallì. Et
-lui mandoe tre galie a quella volta, desideroso de trovarlo.
-
-In questi zorni, el Ducha de Milan havendo fatta la paxe con el Re
-de Franza, senza far altra consultation con li colligati di la liga,
-dubitando el Re et Raina de Spagna non havesse a mal, maxime havendo
-usato il suo orator quelle parolle ho scritto, mandoe in Spagna uno
-orator, chiamato domino Joanne de Gallarà, con li capitoli di la pace.
-
-A dì 14 Octubrio a Fiorenza morite mons. di...., era lì per nome dil Re
-de Franza; et questo per egritudine presa sotto Pisa. Et a dì 15 ditto,
-lì in Fiorenza fo sepulto con grandissimo honor.
-
-El campo de' Fiorentini in questi zorni, governato per il Ducha de
-Urbin, si levoe de l'impresa di Pisa, e andoe a Pogibonsi. Questo,
-perchè Piero di Medici, come ho scritto di sopra, a Roma havendo
-asoldato assa' fanti, insieme con el sig. Virginio Urssini, nominato
-di sopra, et con assa' zente d'arme vollea venir e intrar in Fiorenza
-et ritornar nel stado; di la qual cossa Fiorentini molto dubitava, et
-però fece levar il loro campo di Pisa per andar contra Piero, _quam_
-per esser l'impresa di Pisa molto difficile, et indurati erano Pisani
-a (_non_) volerssi render. Hor ditto Piero prese alchuni muli di
-Fiorentini, andavano con robe a Roma, fo divulgato numero 30, et con
-aiuto de' Senesi, volendo _etiam_ aiuto di Perosa, _unde_ necessario
-li era di aiutar Baioni contra li Odi foraussiti. Et però, con 3000
-fanti et 600 huomeni d'arme, ditto sig. Verginio et Piero di Medici
-al principio de Octubrio veneno versso Terni contra ditti Odi, per
-venir in aiuto de' Pisani, poi contra Fiorenza, havendo molti che lo
-seguitavano in ditta città, _licet_ quelli governavano el stado li
-fusse nimicissimi et di contraria parte. Et andati a campo a Gualdo,
-per lettere de 5 Novembrio da Roma se intese hebbeno ditto castello,
-salvo l'haver et le persone, zoè capitolono di rendersi a Baioni,
-_tamen_ l'inganono, et tolse soccorsso da li Odi et da Foligno, et
-non attese a la promessa, per modo che questo campo di nuovo convenne
-piantar le bombarde et bombardar ditto castello; et _tandem_ a dì 19
-Novembrio hebbeno ditto castello per forza, et quello fo messo a sacho.
-Et Piero de' Medici fo a Siena, et have promission de haver soccorsso,
-et poi tornò in campo. Et el Pontifice tenia da lui, et scrisse al
-magnifico Zuam di Bentivoj volesse vegnir in soccorsso di ditto Piero;
-et el cardinal de' Medici, suo fratello, andoe a la fin de Novembrio
-a Milan, a pregar el Ducha volesse tenir suo fratello. Et in Fiorenza
-erane pur qualche rumor, et li favoriti de Piero si reducevano insieme,
-et se udia qualche voce che diceva: se non si cala el pan, chiameremo
-Piero et Julian. Et _etiam_ una notte fo chiamato per molti: Bale!
-Bale! Et per la Signoria non fo fatto provisione nè inquisitione,
-chi fusseno. Et Fiorentini mandono tre oratori a Milan; et, come
-per lettere di 23 ditto da Roma, intesi che uno franzese, chiamato
-Lanzainpugno, et era a Fiorenza per nome dil Re, et andò a Pisa per
-far quella consignar a' Fiorentini, et Pisani retenne el ditto. Et el
-castellan franzese, chiamato mons. d'Antreges, el qual era sopra et al
-governo non _solum_ de Pisa ma de Serzana, Serzanello et Pietra Sancta,
-terminò di voler abitar et morir a Pisa; et questo per dubito che,
-ritornando in Franza, el Roy li haveria fatto oltrazo, _unde_ se maridò
-in Pisa, et ivi restoe. El qual, per esser molto amico di mons. di
-Lignì, zerman dil Re de Franza, nominato di sopra, al Re comenzò a non
-esserli più in gratia questo suo cusino, imo privò di la soa corte, che
-prima sempre steva con lui; et andoe, come disperato, im Picardia.
-
-
-_Copia de una lettera de Piero di Medici a don Antonio Spanochij,
-orator di Siena, a Monte Pulzano._
-
-Magnifico missier Antonio, patron mio.
-
-Perchè siamo questa matina stati con el sig. Verginio, el qual se
-trova qui a le Tavernelle con tutto el campo, vi spacio la presente,
-a ciò che sia Vostra Magnificentia informata de tutto, et che el sig.
-Verginio con tutto el campo nostro se ne vene da matina sopra a la....
-a mia 3, et l'altro sopra di Castiglion del lago, dove intenderà
-Vostra Magnificentia quello che se deliberarà, zoè de passar di costì
-o di tener qualche cosa di qua da le Chiane. In questo mezo Vostra
-Magnificentia stia ad hordine di le victuarie et artilarie et altre
-cose, a ciò che quello li fusse adimandato, sia subito expedito;
-che, come vede Vostra Magnificentia, questo è termene brevissimo. Me
-ricomando a quella.
-
-_Ex Castro Plebis, die 17 Novembris 1495._
-
- PETRUS MEDICES.
-
-
-In questo mezo, Pisani mandò a Venetia uno suo cittadino, chiamato Zuan
-de Lanti, per ambassador de quella comunità a la Signoria, a la qual
-se volevano dar et levar San Marco, et che la Signoria li mandasse uno
-Provedador et volesse adaiutarli, che non venisseno sotto Fiorentini.
-Et benchè ancora Franzesi havessino el dominio di la cittadella,
-_tamen_ Pisani con lor conseio governavano le cosse; et Frachasso
-se trovava lì, mandato, come ho scritto di sopra, con 400 cavalli;
-ma al presente le soe zente eran licentiate, et lui rimase lì quasi
-come cittadin a goder certi soi beni. Et zercha questa cossa di Pisa
-fo fatto molti consegli, disputatione _quid fiendum_. La qual terra
-è camera de l'imperio, et molto lontana sì da mar come da terra da
-darli soccorsso, et non senza gran spesa si harebbe mantenuta _unde,
-pro nunc_, fo terminato non torla, per dimostrar a tutti, Venetiani
-non esser cupidi di stado, ma volonterosi dil ben et pace de Italia.
-Et poi ancora ne venne un altro loro orator, chiamato Silvestro del
-Tignoso; et altri ambassadori pixani, se ritrovavano a Roma, solicitava
-di questo Hieronimo Zorzi, cavalier, orator nostro; _tamen_ nostri non
-volsse.
-
-A dì 17 Octubrio fo fatto una cria su la piaza de San Marco et in
-Rialto, che conzosiachè li savii deputadi sopra la sanitade havia
-inteso a Siena, Fiorenza, esservi la peste, a ciò non imbratasseno
-questa città, niun di ditte terre vi potesse, _pro nunc_, qui venire.
-
-In questo mezo, el Re de Franza era pur anchora a Verzei, con el
-Ducha de Ferrara, et stava in consultatione; et fo divulgato el Ducha
-d'Orliens doveva andar versso Zenoa, poi a l'impresa di Napoli con
-mons. di Lignì, et el sig. Antonio Maria de San Severino; et lì a Zenoa
-el Re volleva far armar alcune nave, come più avanti scriverò. Et poi
-ditto Ducha de Ferrara andoe a Zenoa a tor el dominio dil Casteletto,
-et quello haver; et vi messe dentro a custodia un conte Girardo Rangon
-da Modena. Et el Re licentioe li sguizari et altri pedoni, et cussì
-bona parte di le sue zente ritornava in Franza, et questo per non
-aspettar le neve a passar li monti. Et la Majestà sua, a dì 23 ditto,
-per lettere di Hieronimo Lion, cavalier, orator nostro a Milano, se
-intese partito da Turin, andò a Susa, _demum_ a Garnopoli, dove, per
-lettere da Lion fo divulgato, qui si amaloe da ponta. Et, varito,
-andoe di longo a Lion, dove venne la moglie et el Ducha de Borbon,
-suo cugnato, et ricevenno Soa Majestà molto volentieri, et qui restoe,
-ordinando un parlamento. Et el cardinal S. Piero _in Vincula_, in molta
-gratia et benivolentia col Re, imo sdegnato partì, et andò in Avignona
-al suo episcopato. El cardinal di Zenoa, avanti andasse el Re de là da'
-monti, venne a Mantoa, et ivi è et stassi. Et Zuan Jacomo di Traulzi
-rimase con zente in Aste. Et fo divulgato el Ducha de Orliens dette
-Aste con tutte le jurisdition al Re, et contracambiò per un altro stado
-in Franza.
-
-A dì 22 Octubrio, havendo inteso la Signoria che 'l conte Nicola
-Ursino di Petigliano, governator di le zente nostre, venne per Po in
-questa terra, fo preso nel Conseio de Pregadi de darli el bucintoro
-per honorarlo, et far cinque paraschelmi, _juxta_ el consueto; et fo
-preparato in la caxa dil Ducha di Ferrara, vicina a la mia. Et zonto
-a Chioza, da Stefano Contarini, podestà, fo _honorifice_ ricevuto, et
-mandatoli contra alchuni patricii fino a Chioza per honorarlo; et per
-sier Nicolò Michiel, dotor, più zovene, li fo fatta una oration latina.
-El qual dicendo non intendea latino, la fece di nuovo vulgare, et
-sempre sapientissima. Et in questo zorno, venuto di longo, el Principe
-con la Signoria, oratori et il Senato li andoe contra fino a Santo
-Antonio, et quello _benigne_ ricevete. Et era vestito di bianco tutto a
-la longa, con do berette in testa, una di le qual _nunquam_ si cavava
-per esser toso, et questo habito havia per el vodo fatto; _tamen_ non
-era ancora varito di la piaga et ballotta have. Con lui vene uno fiul
-di età circa anni 20, et do medici che 'l Ducha de Milan mandoe con lui
-per medicarlo _continue_. Et smontato a ditta caxa, la Domenega poi,
-fo a dì 25 ditto, andò a la audientia da la Signoria, acompagnato da
-molti cavalieri et patricii nostri. Et ditto conte, volendo la Signoria
-far il tutto per cavarli quella ballotta, mandoe do soi medici phisici
-excellentissimi, lezeano a Padoa, zoè maistro Zuanne da l'Aquila et
-maistro Hieronimo di Verona; i qualli fonno a la sua cura, _tamen_ non
-poteano trovar la ditta ballotta; era _etiam_ ciroyci, _ut supra dixi_.
-Et per la Signoria fo provisto di darli ducati 25 al zorno, per farsi
-le spexe. Era con zercha 60 persone, et ditto conte stava in casa,
-hora in letto, hora im piedi; et è huomo di grandissima auctorità et
-governo, di anni zercha 52, et molto va seguendo hore astrologiche;
-_unde_, havendo nostri diliberato di darli el baston et stendardo
-di governador, lui volsse li fusse dato uno zorno era...., fo 19
-Novembrio, come dirò di sotto.
-
-A dì 26 ditto, nel Conseio di Pregadi, havendo richiesto per sue
-lettere licentia di partir, Antonio Grimani, procurator, nostro
-capetanio zeneral da mar, era a Corfù, non molto sano per la egritudine
-hauta, dicendo in ogni tempo poi era preparato a servir la Republica,
-per la qual havia et era disposto di poner la vita; _unde_ fo preso che
-ditto capetanio venisse in questa terra a disarmar lui solo, et _tamen_
-a niun di le altre galie fo concesso questo.
-
-In questi zorni venne nuove, come Jacomo Capello, capetanio di le galie
-di Barbaria a Tunis, essendo con l'altra galia a la vela, prese una
-barza biscaina, di botte 400, andava in corsso con homeni 60 suso, et
-uno altro navilio picolo. Li homeni fece apichar, et la barza abrusar.
-El qual corssaro, nome havea Nicolò Bonfio, byscain. Et fece brusar
-tutto, fuora l'artilarie et corriedi. Et ditto capetanio corsaro fuzite
-con una barzetta picola, et le galie li dava lo incalzo. Et questo
-intravenne a dì... dil mexe di Avosto passato.
-
-Venne uno secretario di re Ferando, chiamato Vicentio de Laudato, di
-Gaeta, con molte zoie in questa terra, per haver danari sopra. Li qual,
-parte have da uno Joam Beltrame, chatelano, che za stava a Napoli,
-ducati 6000 im prestedo, et 2 millia dovea haver da esso Re; sì che
-venne a esser creditor di 8000 ducati. Et pur trovato altri danari,
-ritornoe a Napoli dal Re, che molto li bisognava danari, per pagar le
-zente teniva in campo, et in Napoli, et altrove.
-
-A dì 31 ditto, nel Conseio di Pregadi fo preso di far uno provedador a
-Monopoli, loco aquistato in Puia, con ducati 500 l'anno, netti; stagi
-doi anni; meni con si uno Vincenzo, doctor, uno canzelier, al qual se
-provederia di salario per la Signoria, per esser quella terra stà fatta
-exente per X anni per el capetanio zeneral nostro, et tegni 4 cavalli
-et 4 famegli. _Item_, habbi in ditta terra do contestabeli, con fanti
-100 l'uno. Eravi _tunc_ provedador Nicolò Corner, era soracomito,
-messo per el zeneral. Et cussì, a dì 3 Novembrio, nel ditto conseio per
-scurtinio fo electo Alvise Loredan, era a le Cazude, nominato di sopra;
-et acceptoe; _tamen_ non se partì fino a dì 22 Zener, come dirò di
-sotto.
-
-A dì 3 Novembrio, per lettere di Modon se intese, Camallì turcho,
-corsaro, era zonto con tre fuste a Negroponte, et do caravelle; havea
-fatto presente a quel subassì, suo amicissimo, de molti schiavi et
-robbe; et quel Camallì era stato fin hora in Barbaria.
-
-A dì 4 ditto, zonse in questa terra mons. di Arzenton, ambassador dil
-Re de Franza, stato in questa terra; et vene per Po da Milan. Et fo
-ordinà da la Signoria mandarli alchuni patricii contra _tamen_ pochi
-vi andoe. Alozò a San Moisè, in casa di Mattio Baroni, sopra Canal
-grando; et li fo fatte le spexe per la Signoria, al contrario di quello
-feva el Re, et cussì ogni altro re a li nostri oratori, che non li
-fanno le spese et, _mirum!_ tutti oratori de Re _etc._ Et venne con
-zercha X persone. Et a dì 5 fo a la Signoria, a la qual fo acompagnato
-da alcuni patricii. Et zonto a l'audientia, el Principe, _juxta_ el
-solito, venuto contra a la fin dil mastabè, li disse: Monsignor, sete
-venuto magro, et, _in veritate_, era la verità. _Unde_ lui rispose:
-Serenissimo Principe, li fastidii di la guerra fa cussì; et _etiam_ le
-bone spese mi faceva far la Vostra Signoria, quando era qui, mi faceva
-far bona ciera. Et poi expose, da parte dil suo Re, come amava questa
-Signoria, et volleva haver bona paxe, et _versavice_, exortava li fusse
-servato la lianza promessa, et che quella non se impazasse in ajutar
-Ferandino, perchè d'ogni modo l'hera deliberato esso Re di repeter,
-et _iterum_ ritornar in Italia, et aquistar ditto suo Regno. Et la
-Signoria volse observarli tre capitoli li era stà mandà, do di campo.
-Or fo tolto rispetto di farli la risposta. Et chiamato el Conseio di
-Pregadi, consultato quello si havesse a risponderli, et _tamen_ terminò
-di farli questa risposta, la qual _in scriptis_ sarà qui posta, a
-ciò si veda tutto ordinatamente. Et la copia di la ditta responsione
-fo mandata a li colligati, a ciò vedesseno con quanta sincerità si
-procedeva.
-
-A dì 5 ditto zonse in questa terra Bernardo Contarini, nominato di
-sopra, che era stato provedador sora i stratioti, et _valentissime_
-si havia exercitado, come più volte di lui ho scritto; _tamen_ pocho
-stette, che fo mandato al governo de stratioti, per mandarlo in Reame;
-_tamen_ restoe a Ravena; et stratioti venuti in questa terra, zoè
-quelli fonno licentiati, et volendo ritornar nel ditto loro paese,
-quivi spese assa' danari in panni, lavor di seda, taze d'arzento et
-altre cosse. Et questo è signal che di prede et botini haveano ben
-guadagnato. Et in segno de bon servir, poi, a dì ditto, venuti alchuni
-capi a la presentia dil Principe nostro, i qualli fonno carezati, et
-per suo bon servir di Piero Busichio, da Napoli di Romania, monoculo,
-ditto Principe nostro in colegio lo fece cavalier di San Marco; et fo
-vestito con una casacha di panno d'intorno d'oro, et rimase di qua; et
-con la sua compagnia di cavalli 200 andoe _etiam_ a Ravena.
-
-In questo zorno, a dì 5 Novembrio, da poi disnar, da poi la matina dato
-audientia, a ciò el conoscesse che la Signoria nostra era disposta
-ad aiutar Italia, et _maxime_ ritornar don Ferando in pacifico stato
-dil Reame, chiamato el Conseio di Pregadi, preseno di mandar a Napoli
-Bernardo Contarini, era quel zorno venuto con 1000 stratioti, cerniti
-de tutto el numero. _Item_, 1000 cavalli lizieri, zoè el sig. de Rimano
-con la sua conduta, et el sig. de Pexaro. _Item_, 1000 provisionati;
-et mandar ducati X milia a esso Re, a ciò se aiutasse in questo
-bisogno. Et subito, la sera driedo fo facto queste provisione, ditto
-Bernardo Contarini, _licet_ assai si havea affaticato, pur per servir
-la Republica, _etiam_ havea ducati 100 al mexe, se partì, et andato
-a Padoa, cavalchoe versso Ravena per andar in Reame. Et a dì X ditto,
-passò per Ferrara 400 stratioti ben in ordene, gridando: Marco! Marco!
-Ferraresi cridavan: Franza! Franza! Et un puto che gridò: Marco! per
-Ferraresi fo batuto assai; et si pol dir: _Mala mens, malus animus
-fecit hoc_. Et tre hore da poi passò ditto Provedador con altri
-stratioti. Smontato, andò a visitar Zuan Francesco Pasqualigo, doctor
-et cavalier, vice domino, et _demum_ a Ravenna andoe ad aspetar mandato
-ducal. Et cussì dietro andò Piero Busichio con altri 250. In tutto,
-a Ravena s'adunoe stratioti 300. Et ancora fo scritto a Napoli, li
-mandavano questo soccorsso, al Pontifice, el qual hebbe grandissimo
-piacer; et _etiam_ scrisse a Milan, pregando el Ducha volesse far
-questo medemo. Et fo fato capetanio de fanti Francesco Grasso,
-capetanio di la cittadella de Verona, per collegio, et 5 contestabeli
-con 150 fanti ognuno, et al Grasso 250. I quali fonno questi deputati:
-Marco da Rimano, Antonio di Fabri da Ravenna, Francesco da Maran...,
-Zuan Dedo da Feltre et Zuan de Feltre, fo fiul de Zuan Gotardo, doctor;
-_tamen_ non andono. Et è da saper, come se divulgava che, dovendo la
-Signoria nostra torse la guerra con el Re de Franza, aiutar Ferando
-et spendar li suoi danari, metando decime per tegnir, come fevano,
-XX galie a Napoli, mandar 1000 cavalli lizieri, zoè stratioti, 1000
-cavalli di zente d'arme, et 1000 fanti, necessario era esser cauti
-da la spexa; et se diceva per questa terra, che nostri havea concluso
-_cum_ li ambassadori dil re Ferando era qui, che la Signoria havesse
-alchune terre in la Puia; _tamen_, poi acadete che 'l Re se mutò de
-opinion, et non volse far nulla, ma slongava el concluder. Et vedendo
-questo, Venitiani mandoe a suspender l'andata de stratioti, et li fanti
-et cavalli; et li stratioti con Bernardo Contarini restono a Ravena,
-et sono ancora fino al presente. Et pur l'armata volseno poi che ora
-restasse a Napoli.
-
-A dì 6 ditto, zonse in questa terra uno ambassador dil Ducha de Milan,
-chiamato Lorenzo de Orfeo de Mozanega, era sopra tutte le zente d'arme
-duchesche in campo; et venne per Po. Et la matina, andato di sopra
-Tadio de Vicomerchà, cavalier, era ambassador _etiam_ di esso Ducha,
-qui in collegio a la audientia, et exposto quello volleva, presentoe li
-capitoli di la paxe havia fatto con el Re de Franza el suo signor. Et
-disse come per questa paxe, el loro Signor non era partito di la liga,
-_imo_ vollea esser più amico et ubligato che mai a questa Signoria. Et
-poi, a dì ditto, partì et ritornoe a Milano.
-
-In questo zorno, a dì 6, el conte di Petigliano fo a veder l'arsenal,
-poi le zoie, marzaria, far veri et altre bellissime cosse si mostra
-a' forestieri quando veneno in questa terra; _tamen_ lassoe di veder
-la più bella, che fo il nostro Gran Conseio; et dimandò si elexeno
-li offitii et rezimenti ogni festa; et _etiam_ non era varito, et si
-medicinava tuttavia.
-
-A li 8 ditto, essendo zonti Luca Pixani et Marchiò Trivixan provedadori
-zenerali dil campo a Mantoa, sì come ho scritto, et il zorno drio,
-insieme col Marchexe, capetanio zeneral nostro, andati fuora di
-la terra contra li stendardi che fonno portati in Mantoa con gran
-triumpho, zoè il stendardo de S. Marco, portato da domino Alexandro di
-Gonzaga, et el baston arzenteo portato da domino Phebus di Gonzaga,
-et cussì con gran festa menati et conduti in la terra. Et el zorno
-drio, visto combatter uno lion con uno toro, ch'è bellissimo veder,
-lì a Mantoa. Poi, montati insieme col Marchexe in ganzara, veneno per
-Po versso questa terra, et zonti al Lago scuro, il sig. Sigismondo da
-la ca' di Este, fratello dil Ducha, et don Sigismondo fiol dil Ducha
-con molti cavalli venne a recever ditto capetanio et Provedadori. Et
-el Ducha era a Zenoa. Hor zonti a Chioza, et _honorifice_ da Stefano
-Contarini podestà ricevuti, alozono questa notte im palazo, dove fo
-mandato molti patricii contra ditto capetanio, fino lì a Chioza; et poi
-doctori et altri a Malamocho; et preso nel Conseio de Pregadi, _licet_
-un'altra volta havesse habuto tal pompa, di andarli contra la Signoria
-con el bucintoro, et far bellissimi paraschelmi. Et fo preparato la
-soa caxa, zoè quella fo donata al sig. Ruberto di San Severino, et in
-questa Domenega fo desmesso Conseio, et tutta la terra era in festa.
-Et a ciò venisse per tutto il Canal grando, fo ordinato smontasse esso
-capetanio con li provedadori al _Corpus Domini_, et con li piati fo
-menato _demum_ el Prencipe nostro sublime con la Signoria et Senatori,
-et il Conte di Petigliano, pur vestito di bianco, oratori dil Re di
-Romani, dil Re de Franza, mons. di Arzenton, dil Re de Spagna, do
-dil Re de Napoli, do de Milan et uno de Ferrara, D. Tuciano, baron de
-Ungheria, el conte Bernardin Brazo et altri conduttieri nostri, erano
-venuti a inchinarse a la Signoria. Et acettato ditto capetanio dal
-Prencipe nostro con grande dimostratione, et vene per Canal fino a
-la sopraditta caxa, dove dismontoe. Havia con lui un fiul, fo di suo
-barba sig. Redolffo, de età di anni.., et vestito di negro. Et a questo
-Marchexe, _licet_ non volsse accettar le spexe, li fo dato ducati 40 al
-zorno per cere et confetione. Et Marchiò Trivixan, provedador, el zorno
-drio referite in collegio la soa legatione, et introe consier, come
-era stà disignato. Et da poi disnar in Pregadi referite Luca Pixani.
-Et poi, a dì 9 ditto, el Marchexe de Mantoa, capetanio nostro, andoe
-a l'audientia a la Signoria, _publice_, et _demum_, a dì 11, _iterum_
-ritornoe. Et poi, a dì 13, da poi disnar, partì de qui; et fatto la
-via per Padoa, andò a Mantoa. Venne con zercha 300 persone. Ancora vene
-Hanibal Bentivoj, fiul dil magnifico Joanne, bolognese, con zercha 100
-persone; et li fo provisto di caxa, zoè quella di Hieronimo Donado,
-doctor, et fradelli, in la contra' de' Servi; et che, poi se inchinoe a
-la Signoria, a dì 13 ditto da matina partite, et ritornò a Bologna a li
-lozamenti, seguendo la condutta con la Signoria nostra.
-
-A dì 8 ditto, ritornò et zonse in questa terra con un gripo Alvixe
-Sagundino, fo secretario nostro al sig. Turcho, et a dì X referite nel
-Conseio de Pregadi molte cosse di quel Signor et di Constantinopoli.
-Tra le qual, come el turcho Baiazeto ha de intrata ducati do milioni
-et 20 milia, li qualli tutti li spende in sei fiuli et 7 zeneri, che
-a ciaschaduno tien corte separata; era homo quieto, ma stimolato da
-uno suo bassà da guerizar, et se estimava fazi armata questo anno; et
-che saputo a Costantinopoli dil conflitto col Re de Franza, un bassà
-li disse: Bon secretario, la tua Signoria de' haver vodato tutti i
-sachoni de danari in questa expeditione. Et lui subito rispose: El ne
-sono de altri sachoni pieni, che non sono toccadi; et, se hanno svodà
-i sachoni, hanno impito li canoni. Et che quando el Re de Franza era
-in Italia, Turchi haveano gran paura, et el signor fece fortifichar
-Constantinopoli et Pera, et per le mure messe le bombarde, et cussì
-altri luoghi in marina, _maxime_ li castelli di Galipoli; et che ha
-fatto galie zercha 200, tra nuove et vecchie, nove otto palandarie et
-fuste assai; et, volendo, haveria grandissimo exercito; et che de li
-fioli dil Signor, che sono 7, et chi dice 6, el primogenito attendeva
-a piaceri, el secondo a cumular thesoro, et el terzo attende a le
-arme et è ben voluto da tutti li populi; et se judichava questo terzo,
-occorrendo la morte dil padre, sarebbe Signor lui; et che de' Venetiani
-ivi si feva grande reputation, più che di stado de Italia. _Tamen_,
-che per niun modo el Signor volleva bailo più nostro vi vadi là a
-Constantinopoli, et esser però bon amicho.
-
-A dì 10 ditto, venne nove per lettere de la Londra, come a dì 5
-Octubrio Piero Bragadin, patron di quella galia di Fiandra che scapoloe
-la fortuna, et le altre do si sumersse et rupe, come scrissi di sopra,
-volendo ritornar in questa terra insieme con le nave, che, essendo in
-Antona montato in barcha per andar a galia, con Baseio Griti, consul
-nostro, et do altri patricii, uno Donado et l'altro Capello, fonno
-presi tutti, avanti zonsesseno a galia, da una caravella de Franzesi o
-vero de Bretoni, et si judichava fusseno menati a Onflor, loco dil Re
-de Franza; _tamen_ non sapevano quello di loro fusse. Et poi, al primo
-di Dezembrio venne lettere, come erano vivi a Onflor; a li qual era
-stà dato taglia: al Bragadin et Griti ducati ottocento per uno; a li
-altri do patricii, erano nobili di la galia, scudi 70 per uno; et altri
-galioti et famegli, scudi 14 l'uno. Et cussì passono ste cosse.
-
-A dì 13 ditto, zonse in questa terra lo episcopo de Concordia,
-vicentino di casa Chieregata, legato dil Pontifice, andava al Re di
-Romani. Et li fo preparato a San Griguol, et andato a l'audientia da
-la Signoria; _demum_ de lì a zorni 6 partite, et a l'altra legatione in
-Elemagna si transferite.
-
-In questo mezo, a Zenoa se faceva novi preparamenti di armar 6 nave
-per el Re de Franza, et mandarle versso Napoli; et a questo el Ducha
-de Milan consentiva. Et ivi se ritrovava do, per nome di ditto Re, zoè
-mons. Peron de Basser et un altro; et el Ducha de Ferrara havia hauto
-el Castelletto de Zenoa, come ho scritto. Et per questa cossa de armar
-molto si dolse nostri, et _etiam_ el Pontifice; el qual poi scrisse uno
-breve a' zenoesi, admonitorio, non dovesse dar aiuto al Re de Franza
-contra el Re di Napoli, altramente li haria per scomunicati. El qual
-breve sarà scritto di sotto. Et fo divolgato ditte nave se armava, do
-terzi a spese dil Re de Franza, et uno dil Ducha de Milan. Et zenoesi
-dimandoe li fusse dato securtà, in caso che ditte soe nave grosse
-fusseno brusate dai nemici, che montavano più de ducati 50 milia; et
-cussì non havendo, quelli per el Re se ritrovava, de dargela, stevano
-senza armar. Et quello seguirà qui a Zenoa, in altro libro _fortasse_
-sarà descripto, ma fin qui _satis est_.
-
-A dì 13 ditto, nel Conseio de Pregadi, vedendo esser necessario haver
-capetanio zeneral maritimo, havendo dato licentia de repatriar a
-Antonio Grimani, procurator, et per queste nave si armavano; _unde_,
-preseno di far al primo Gran Conseio capetanio zeneral da mar,
-homo maritimo et praticho; et venne per 4 man di election et per
-scurtinio..., et a Gran Conseio el Trivisan per suoi meriti rimase, et
-el zorno driedo acceptoe, dicendo esser pronto di servir la Republica.
-Ancora fo preso de far riconzar le nave di Comun, era a Chioza; et fu
-astretto le quattro ultime decime, a pagar per tutto el mese, a ciò
-danari fussino recuperati al bisogno.
-
-A dì 18 ditto, havendo da Milan mons. Arzenton, ambassador dil Re
-de Franza, hauto risposta da la Signoria di la soa richiesta, perchè
-di lui volleva li tre capitoli scritti nel successo dil campo, et la
-Signoria volleva al tutto liberar l'Italia et aiutar Ferando, _ergo_
-non fonno d'acordo; et però ditto sig. di Arzenton deliberò partirsse,
-e andar dal Re suo per terra, et dimandoe li fusse dato li cavalli.
-_Unde_ fu decreto darli do cavalli de terra in terra fino a Milan; et
-scritto a li oratori nostri lo dovesse honorar, et farli le spexe; et
-li fo dà braza 24 de veludo cremexin, in segno era accepto a questa
-terra. Et cussì se partì, dolendossi non haver potuto otenir quello che
-si credia, et tolse licentia da la Signoria, dicendo era tutto nostro.
-
-El Conte de Petigliano, sì come ho scritto, a dì 19 Novembrio, per
-esser bon zorno, seguendo le dispositione di cieli, seguendo le
-opinione astrologiche, volsse li fusse consignato lo stendardo et
-baston di governador di le zente nostre. Et cussì fo ordinato de far,
-et mandato molti cavallieri, dotori et altri patricii a levarlo di casa
-con li piati ducal et assa' trombe. Andoe vestito con una veste bianca
-brocata di soprarizo d'oro, cossa bellissima a veder, longa fino in
-terra, la qual si havia fatto infra questi zorni. Et menato in chiesia
-di San Marco, dove vi fo el Prencipe con tutti li oratori, et cantata
-una solenne messa, _ut mos est_, per el Patriarca nostro, dil Spirito
-Santo, da poi, davanti l'altar grando, per el Prencipe, con molte
-ornate parole, li fo consignato el vexillo, ancora non compido, et il
-scetro argenteo. El qual esso conte di Petigliano in sustantia rispose,
-che tanto più fedelmente serà ubligado de operarse nel governo di la
-militia veneta, quanto che lui conosceva che la Illustrissima Signoria,
-di presone che lui era dil Re de Franza, l'havea facto libero, et de
-morto per la ferita, l'havea facto vivo et risanato _etc._; promettendo
-fedeltà. Et andoe per la chiesia de S. Marco, a presso el Prencipe,
-con el stendardo avanti, et el baston portato da lui in man; _demum_
-ne li piati ritornoe a caxa con assaissime trombe, le trombe et pifari
-dil Prencipe nostro, acompagnato da alchuni patricii; tra li altri vi
-vidi Thomà Zen, cavalier, Marco Dandolo, doctor et cavalier, Jacomo
-Contarini, Antonio Pizamano et Zuam Badoer, tutti doctori, et altri
-patricii, et el conte Alvixe Avogaro, et el conte Bernardin, che dovea
-dir prima, et altri assa' condutieri, et molti soldati erano _tunc_
-in questa terra. Et tutto quel zorno fo facto ivi gran feste de soni
-et cridar de putti: Marco! Marco! _etc._ Et sempre fu fino caxa, esso
-Governador tenia el baston in man. Et poi, habuto danari, a dì 24
-ditto, da matina, se partì di questa terra, et andoe versso Padoa,
-dove fo assa' onorato; _demum_ a Gedi in Brexana, dove fo diputato
-l'alozasse, per esser loco comodo a tal cosse. Et ivi andato, comenzoe
-a far la soa conduta.
-
-A dì 19, per lettere di ambassadori nostri al Re de Romani, s'intese
-el certo de la lianza, sì come ho scripto de sopra, et parentado facto
-dil dito Re con el Re de Spagna, zoè el Prencipe, fio dil Re de Spagna,
-primogenito, in la fia di esso Re de Romani, sorella di l'archiducha de
-Borgogna, che era prima dedicata al Re de Franza; et esso archiducha
-de Bergogna in la infante donna Joanna, seconda fia dil Re de Spagna;
-et che, a Vormes, con li ambassadori de Spagna fo facta la solemnità et
-cerimonie. Et _ita certum est_; ma di Spagna non si havia niuna nuova,
-da le lettere di do Avosto in qua, che tutti se meravejavano, _tamen_
-vi fusse li corieri lì, et che niuno fusse ritornato. Pur se divulgava,
-el Re havia voluto... in Franza, et cussì el suo ambassador era qui
-tenia certo; _tamen_ la verità non se intendea. Et fo decreto nel
-Consejo de Pregadi, che uno ambassador di quelli erano al Re di Romani,
-et uno in Spagna, ritornasseno in questa terra, restando l'altro ivi,
-o per tessera o per acordo. Et fo subito expedito le lettere in Spagna,
-in Elemagna. Et di quella andoe in Elemagna, essendo li oratori andati
-seguendo el Re, et, partiti di Vormes, in una terra chiamata Norlinga,
-feceno dir una messa dil Spirito Santo, et butoe le tessere a chi
-tocar dovesse di lhoro oratori repatriar; et tocoe a Zacaria Contarini,
-cavalier, restar, et Benedetto Trivixan, cavalier, ritornar. E quello
-_statim_, tolto licentia da la Cesarea Majestà, a dì 6 dil presente
-mexe, partì e zonse in questa terra a dì 26 Decembre.
-
-A dì 24 ditto, nel conseio de Pregadi, in locho di Hieronimo Lion,
-cavalier, ambassador a Milan, fo electo Nicolò Michiel, dotor _etc._,
-era stà capetanio a Brexa; et per esser dil conseio di X se excusò;
-_unde_, el zorno driedo, fo creato Marco Dandolo, dotor et cavalier,
-che _alias_ era stà orator in Hongaria, et acceptoe. Ancora Hieronimo
-Zorzi, cavalier, orator nostro a Roma, essendo stato assai a la
-soa legatione, et con grandissima faticha di andar _quotidie_ dal
-Pontifice, expedir ogni 3 zorni lettere a la Signoria, come facea,
-esser vigilante et inquerir et advisar le cosse, _adeo_ che prendeva
-molta faticha, più che l'età vi potesse portar, però che havia anni 64;
-et havendosi assa' exercitato in questi zorni, scrisse exortando la
-Signoria nostra fusse facto in suo loco, et dato in questi carghi ad
-altri patritii, perchè quasi lui già non potea portar la faticha, più
-che mai si affaticava. _Unde_ li padri di Collegio, a dì 11 Dezembrio,
-nel conseio di Pregadi messeno parte di far orator a Roma in loco suo,
-et li Senatori, considerando el buon portamento facea, et a li fastidii
-di la Republica esser necessario haver tal sapientissimo homo e pratico
-in corte, e _maxime_ essendo in gratia dil Pontifice, come era, et
-altri reverendissimi cardinali, et, _conclusive_, benissimo si portava;
-_unde, pro nunc_, non li volseno dar licentia, ma _etiam_ che fusse
-creato in locho suo...
-
-Fo decreto, a dì... Novembrio, nel ditto conseio, che niun cavalier
-di zente d'arme vi fusse, di altre terre che di quelle subdite a la
-Signoria nostra; et questo per buon rispetto.
-
-A dì 23 ditto, zonse in questa terra uno secretario dil re Ferando
-da Napoli, _licet_ vi fusse do ambassadori, chiamato....; et, fo
-divulgato, _cum amplo mandato_ dil Re. Poi, a dì 16 Dezembrio, venne
-uno ambassador di esso Re, nominato domino Hieronimo de Totavilla,
-et alozoe a San Polo, et venne incognito et non con alchuna pompa.
-El qual, prima venisse qui, fo a Milan; se judica a pregar el Ducha
-non fusse contrario. Poi venne in questa terra per acordar che la
-Signoria volesse mandar el soccorso al suo Re, senza il qual non potria
-mantegnirsse nel Regno. Quello seguirà forse, _lector, scies_. Et in
-questo medemo zorno, a dì 16 Dezembrio, se partì... a Napoli, Antonio
-di Zenari. _Etiam_ venne Alvise Ripol, era a Roma, stè tre zorni, poi
-se partì. In questi zorni tornò le galie di viazi, primo Baruto, poi
-trafego et Alexandria, cariche di mercadantie et senza danno.
-
-Domente queste cosse a Venexia si fanno, non voglio restar scriver
-quello acadete in Fiorenza, che, volendo pur al tutto ritornar nel
-stato Piero de Medici, el qual con zente era a li confini; el qual, sì
-come ho scritto nel primo libro, questa caxa di Medici per la venuta
-de Carlo Re de Franza.... e non per errori che lui, Piero, havesse
-comesso contra el stato, _unde_ Fiorentini deliberorno, da poi la
-privation sua, in questi zorni, che l'anno sequente, _eodem die_ che
-fu scazato, si congregorno tutti i mercenarii, el popul in piaza et
-li... di Fiorenza in su la renga. Et uno de dicti signori declamoe
-Piero di Medici per usurpator et per tiranno, commemorando come quel
-zorno proprio fu scazato quello, mediante el qual con soi antecessori
-el proprio dil comune era andato zerca anni 60 in oblivione, dicendo
-che la plebe dovesse exclamar al cielo tre volte, ringratiando il
-motor dil cielo che quel zorno compiva l'anno, zoè a dì 6 Novembrio,
-la liberation di la libertà de la Republica, et perhò haveano decreto
-dover quel zorno celebrar in tal memoria. El qual per non haver facta
-niuna... nominata, lo dovesseno chiamar la festa de San Caza Pietro,
-et che tutti dovesseno far festa, facendo molti convivij et grande
-jucundità. Alcuni altri de li seguazi, non dil populo ma più presto de
-la casa de' Medici, vedendo el mondo non esser stabile, se la ridevano
-di tal cossa, andorono in alchuni colloquij tra lhoro, dicendo questi
-pronosticavano la festa di Pietro deve ritornare nel stato. Et vedendo
-Fiorentini poi che Pietro procedeva, e veniva con zente contra, feceno
-di lo stado di dieci di la guerra, primo Filipo Pandolfini et Paulo
-Antonio Soderini, i qualli erano di seguazi di esso Pietro. Et questo
-feceno _non sine causa_; o vero perchè questi si contentasse di esser
-dil stado, e più non favorizasse Pietro; o vero che non vi havesendo
-questi huomeni primarii, aproximandosi Pietro a la terra, non si
-sublevasse el populo, et non intravenisse qualche novità; _ergo etc_.
-
-In questo mezo, Guido Guerra da Bagno, assa' nominato di sopra, et
-cupido di nove mutatione in Romagna, non li bastando di quello havea
-fatto _sæpius_ in Cesena, che _etiam_ contra l'arzivescovo nostro di
-Ravenna volsse mostrar il poter suo, benchè male li advenisse. Et
-un zorno dimandoe alchune zente al sig. Pandolfo di Rimano, nostro
-soldato, non dicendo quello voleva far; et venne a un loco di la
-jurisditione di ditto arzivescovo, nel territorio de Ravena, chiamato
-Castel Nuovo, et quello prese et aquistoe, perchè era senza custodia.
-Et inteso ditto arcivescovo, che _tunc_ se ritrovava ai soi castelli,
-questo, scrisse ad Andrea Zancani, podestà et capetanio de Ravenna,
-dolendossi non tanto de Guido Guerra, che lo cognosceva suo nimico, ma
-di la zente dil signor di Rimano; et _etiam_ si dolse a la Signoria
-nostra, la qual hebbe molto a mal che, con le zente nostro medeme,
-fosse seguito tal inconvenienti. Et scrisse al signor de Rimano che
-si dolevano molto di questo, et facesse provisione fosse reso ditto
-castello, et dimostrar a Guido Guerra havia facto assa' dispiacer a
-la Signoria a far questo. Et zonte ditte lettere a Rimano, el signor
-deliberoe monstrar la fideltà havia, et mandò a chiamar ditto Guido
-Guerra venisse a parlar. Et zonto ivi in castello, li fo ditto come era
-presone de la Signoria. Et esso Guido disse: Non so haver facto cossa
-alcuna contra di Soa Serenità, et al manco habbi questa gratia che li
-parli. Ma, _indubitante Senatu_, senza dir altro, a dì 13 Novembrio fo
-strangolato, et cussì finite la sua vita dolorosamente, et messe fine
-a tanti mali, quanti havia commesso. Era _tamen_ valentissimo homo et
-di gran cuor, et favorizava le cosse franzese; _unde_, questa morte
-non _solum_ a la Signoria nostra, ma _etiam_ al summo Pontifice...,
-per le molestie deva a Ravena, terra di la Chiesia, come di questo di
-sopra ho assa' scritto. Et morto che 'l fu, madona di Forlì, fo moglie
-dil conte Hieronimo, femina quasi _virago_, crudelissima et di gran
-animo, mandoe alcuni fanti a questo Castel Nuovo, et vi mandoe Achiles,
-capetanio di le soe zente ivi, et tolse ditto castello. Et benchè la
-Signoria scrivesse fusse renduto, per esser cossa del territorio di
-Ravena, et lei diceva esser di Forlì; _unde_ fo necessario scriver al
-signor di Rimano vi mandasse alchune zente, et a Bernardo Contarini,
-provedador de Stratioti, era con 850 stratioti a Ravena, che
-_statim_ andar dovesse a recuperar ditto castello, et far sì ch'el si
-havesse; et scritto a Andrea Zancani, podestà de Ravena, facesse ogni
-provisione. Et _statim_ questo receuto, Bernardo Contarini, _licet_
-non fusse ancora ben risanato dil mal acutissimo havia habudo, pur
-disposto di metter la vita per questa Republica, a dì 28 Novembrio
-partì con stratioti et fanterie di Ravena, et con lui vi era Jacomo
-da Veniexia, Jacomo da Tarsia et Antonio di Fabri, capi di fantarie.
-Et la sera, a hore 24, arivono a Mendula, loco dil signor di Rimano,
-ordinato per lozamento lhoro. Et non havendo quelli facto alchuna
-preparation per espugnar Castello Nuovo, tutta quella notte nostri
-steteno in exercitio, in far far scale et far preparar 4 spingardele;
-et fo facto 30 scale. Et a dì 25 a l'alba, montoe ditto provedador a
-cavallo con li stratioti, et aviate le fanterie avanti, a hore 17 si
-presentò atorno ditto Castello Nuovo, et dismontoe a piedi, e con tutti
-li stratioti, per esser mal loco su quel monte a cavallo; et mandò el
-suo trombeta con Jacomazo, capetanio di le fantarie preditto, el qual
-fusse a parlamento con el castellano, e notificharli era venuto ivi
-per haver ditto castello o per amor o per forza; prometandoli che,
-si aspettasseno la bataia, tutti sariano tagliati a pezi, et le sue
-robbe messe a saco. Li quali risposeno, volentier parleriano col suo
-Provedador. El qual, visto esser richiesto, andoe e si presentoe a
-l'incontro di la porta. Et el castellan disse, come ditto castello era
-tolto e tenuto per la Chiesia, et che facesseno venir el governador
-di Cesena, che li comandasse che desse el castello, che lo daria
-volentieri. Et per el Provedador li fo risposto, che tal parole non era
-a proposito; et che se intendeva bene, Achiles capetanio di le zente
-de madona de Forlì havea preso ditto castello, et quello si teniva
-ad instantia de madona; et che li deva termine do hore li dovesse
-consignar le chiave, altramente lo daria a sacomano. Et li dimandò el
-castellano li desse termene tutto doman, per poter mandar a Cesena,
-et per intender el parer dil governador. Et visto el Provedador le
-artilarie non esser zonte, _ita_ che li huomeni non potevano dar la
-bataia, fo contento darli tutto ozi termine. Si tolse una chiesia a
-presso le mure, et lì fece alozar el capetanio et tutta la fantaria,
-et lì volleva metter le artilarie. Et esso Provedador scrisse a la
-Signoria, come la mattina li volleva dar la bataia, non si rendendo.
-Et cussì Stratioti alozoe a uno loco se chiama el Monte dil Vescovo,
-circondato da molte neve. Et a dì 28 Novembrio, in lo borgo di Mendula,
-le nostre fantarie fonno a le man tra loro; et fo amazato uno de'
-provisionati de Antonio di Fabri; et questo per cridar: Favri! Favri!
-e Tarsia! Tarsia! El Provedador, adunata la matina la fantaria, fece
-far una crida, pena de la forcha, che niuno chiamasse altro che: Marco!
-Et poi a dì 30 ditto, da matina, a hore 13 de notte, fo compito de
-far uno poco de riparo, dove erano alozati a l'incontro di la porta
-dil castello. Et a questa hora andò el Provedador, con tutti li capi
-de Stratioti, a piedi, un poco di arzer a canto le mure dil castello,
-et stavano coperti da bombarde. Et la caxon andoe avanti zorno, fo
-perchè le bombarde et archibusi bateva tutta la strada dove nostri
-haveano ad andar. Et messo le poste, el Provedador con li stratioti
-et Antonio di Fabri da una banda, et il resto da l'altra, et havendo
-promesso aspetar fino la matina, et come fo levato el sol, mandoe
-ditto Provedador missier Zorzi Paleologo et Nicolò da Nona, capi de
-Stratioti, con Antonio di Fabri, contestabelle, a notifichar che li
-daria la battaia, sì come li haveva promesso. Et questi apresentadi
-fonno salutati di molti sassi, et, nel levar dil sol, fo deserato
-una bombarda e le spingarde tutte a le difese. Mettendosi in hordene
-nostri per darli la bataia, li contadini, che erano dentro, fece
-segnal soprastesse, dicendo volleva dar la terra, la qual era per loro
-guardata, con condition fusseno salvi l'haver et le persone, et che
-daria ogni aiuto per haver _etiam_ la rocha et la torre. El Provedador
-mandoe ditto Zorzi et Nicolò da Nona et Antonio Fabri con 50 fanti
-dentro la terra, i qualli gridò: Marco! Marco! Quelli di la rocha et di
-la torre comenzono a trar a li ditti di fora et di dentro; et Bernardo
-provedador, considerato el poco numero di zente vi era dentro, in tutto
-numero 25, et per nome di la Madona de Forlì, et 50 contadini, volse
-intrar im persona in la terra con stratioti e fanti numero 100, con la
-bandiera de San Marco protetor nostro; et quella fece metter sopra la
-torre con molte alegrezze. Et quelli contadini subito si poseno a li
-piedi, dicendo volevano morir per San Marco. Poi el Provedador fece
-adunar gran numero di fassine, et tutti con li... andono versso ditta
-rocha, mostrando voler brusarla. Et quelli di la terra li salutono con
-sassi. Et stando in questa scaramuza, quelli di la rocha dimandoe pacti
-di darsi, salvo l'haver et le persone. Et el Provedador fo contento. Et
-aperta la porta di la rocha, introno nostri dentro, et fo a parlamento
-con quei di la torre, la qual era inexpugnabelle, havendo vittuarie:
-et li persuase volesse render, altramente li daria la bataia, et li
-faria segar vivi. Et steno per un quarto d'ora a risponder. Et poi uno
-si fece a una fenestra grande, li saria vergogna renderse; et che, per
-suo honor, a ciò Madona non li facesse apichar, dovesseno nostri trar
-tutte le artilarie. Cussì fo trato do colpi de bombarda, et a la terza
-l'andò in pezzi. Et cussì, dimandato si rendesseno, fonno contenti, et
-veneno tutti zoso, _excepto_ do, li quali pregò di gratia el Provedador
-li desse quelle spingarde de Madona. Et cussì le donò, et andono via.
-Et el Provedador messe do caporali con 25 compagni de Antonio di Fabri,
-et ne la rocha et torre lassoe ditto capetanio con fanti 100, al qual
-consignoe le chiave, et comandò le dovesse custodir a instantia di
-la Signoria nostra, per far quello comanderà. Et adunato contadini,
-raccomandoe a ditto contestabile, et feze far una cria, a son de
-tromba, che sotto pena di la forca niuno, provisionato o fante, posto
-in ditta custodia, non ardisca torre alchuna cossa, riservato pane et
-vino per suo viver; et se a li contadini niuno li fazesse oltrazo, se
-venghi a doler a Ravena, li sarà fatto rason. Et a hore 15 se partì
-ditto Provedador con li stratioti, et venne ad alozar quella sera a
-Mendula, et scrisse a la Signoria quello havia fatto, et el sito dil
-Castello Nuovo, el qual è posto sopra un monte distante da Cesena mia
-8, et di la terra Romea mia 3, dall'altro canto, versso Forlì, mia 6,
-et al passo de Fiorenza mia 3, et è la chiave de tutti i castelli fo de
-Guido Guerra, et tutti li altri castelli, che è circonstanti, sì come
-de la Chiesia, come di l'arzivescovo di Ravena, che sono sotto a questi
-monti. _Conclusive_, è sito molto excellente, e degno, e si tenia con
-pochissima spesa. Et poi el zorno sequente, lo primo Dezembrio, esso
-Bernardo Contarini con questa vittoria ritornoe in Ravena, con li
-stratioti et fanterie.
-
-
-_Dil romper guerra el Re et Raina de Spagna col Re de Franza juxta li
-capituli di la liga._
-
-Domente queste cosse in Italia intravengono, la Majestà dil Re et
-Raina di Spagna, essendo sollicitati da Francesco Capello, cavalier,
-et Marin Zorzi, dotor, oratori di la Signoria nostra, _etiam_ da li
-do oratori dil duca de Milan, che dovesse romper guerra in Franza,
-a ciò per questo el Re lassasse l'impresa de Italia, et convegnisse
-ritornar in Franza a difender el suo regno, el qual pur da' monti in
-qua se ritrovava, sì come ho scritto di sopra; _unde_ el Re et Raina
-di Spagna, ordinato grande exercito per tutti i suoi regni, mandoe
-assa' zente a la volta de Perpignan, capetanio zeneral uno castigliano,
-chiamaro Enriques de Gusman. Et _etiam_ el Re ditto se partì di Burgos,
-come più avanti difusamente sarà scritto. Et più volte a Venetia fo
-divulgato, che 'l Re de Spagna havia rotto; _tamen_ la verità non se
-intendeva, perchè non vegniva lettere da li oratori de Spagna, ni,
-da 4... in qua, di lhoro se havia inteso alchuna cossa. Et a dì 4 di
-Dezembrio, per lettere di Roma di... Zorzi, cavalier, orator nostro,
-date a dì 30 Novembre, s'intese come don Gracilasso de la Vega,
-orator yspano a Roma, havia notifichato a la Santità di Nostro Signor,
-Alexandro Sexto Pontifice, che havia habudo lettere dil Re suo, per
-la via de Sicilia, et capitate a Napoli, come era rotto su quel de
-Franza, et fatto per Spagnoli gran danni vicino a Perpignan; et cussì
-_etiam_ certificoe ditto orator nostro. El qual expedite subito lettere
-a la Signoria de questo, et quasi certificoe esser la verità, _licet_
-prima avanti più volte fusse stà divulgato questo romper, et niuna
-fermeza poi si havea. Et ancora domino Lorenzo Soares de Figarola,
-horator yspano a la Signoria nostra, andoe in questa matina in colegio,
-notifichando che 'l suo Re et Raina dil certo havia rotto in la Franza,
-et che lui di questo havia lettere. El qual romper fo principiato
-a dì XV Octubrio, sì come per una lettera data a esso ambassador
-di Spagna, la qual sarà qui sotto scritta, chiaro il tutto si vede.
-_Tamen_, da' nostri oratori in Spagna non era lettere, che molto ognuno
-se meravigliava; et questo perchè la Signoria havia expedito diese
-corrieri, et niuno era ritornato. _Tamen_, et per lettere da Roma, et
-per parole de questo orator, nostri crete dil romper, et con desiderio
-aspettavano lettere de li oratori nostri.
-
-
- Così finisce nel nostro manoscritto la cronaca. Seguono alcune
- pagine, le quali evidentemente appartengono al primo libro,
- raccontando gli avvenimenti degli ultimi mesi del 1494.
-
-
-A dì 29 (_Ottobre 1494_) el campo aragonese essendo a Castrocaro,
-et le fantarie si partiva per zornata, et per li tempi cattivi erano
-morti et morivano assa' cavalli, et stevano mal de vittuarie, quelli
-de Castrocaro non li volse lassar intrar in la terra, ma ben li dava di
-fuora le vituarie.
-
-In Cesena li citadini erano in diverse openione, ........., per dubito
-di campi; vedeva prosperar el Re di Franza, stevano con guardie,
-provedevano de marteletti et ripari, mandava fuora di la città le
-persone inutile.
-
-Et uno Marti, el campo ditto aragonese se levò da Castrocaro et vene a
-Bertonoro, territorio de Cesena, mia 5 distante di Cesena, et el Duca
-de Calavria ordinò fusse vendute le sue biave si ritrovava in Cesena,
-et il consejo di Cesena per questo terminò non darli vittuarie.
-
-El campo franzese in questo zorno, parte di lhoro, zoè Italiani et
-Franzesi, se partino da Mordano et andono a Codigniola, Lugo et
-Bagnacavallo et Traversara, per restaurarse lhoro et li cavalli;
-un'altra parte andò verso Faenza; et molti ammalati se partiva de
-campo, altri per non haver danari. Homeni d'arme italiani et franzesi
-se portava mal, volendo esser superiori.
-
-A dì 30, el sig. de Faenza si offerse, per non haver danno, de darli
-vituarie, et passò per tre zorni; morivano assa' cavalli _etiam_
-de questo campo per li desasij portati; et se partì de campo alcuni
-cavalli lizieri di la guardia dil sig. Lodovico, et andò a trovar esso
-signor fatto Ducha de Milan.
-
-In questo zorno, venne uno trombeta de Franzesi a Ravena al Podestà,
-con lettere de mons. de Obegnì suo capetanio, per le qual dimandava,
-essendo el suo Re in amicitia con la Signoria, li volesse mandar
-vituarie nel suo campo. A la qual lettera Andrea da Leze, podestà,
-li rescrisse, excusandosse etc., et che se quelli di Ravena volevano
-portar vituarie, era contentissimo. Et subito mandò ditta lettera a la
-Signoria, a ciò comandasse quello li piaceva facesseno ditti cittadini
-di Ravena.
-
-El campo franzese, benchè havesse quella offerta dal sig. de Faenza,
-non li bastono; ma andò a Granarolo, luntan de Faenza mia 5, li messe
-atorno molte artilarie, et la notte li tolse l'aqua di le fosse; quelli
-dentro si rese, volevano andar a Solarolo. Quello seguirà sarà scritto.
-
-El campo aragonese venuto sotto Cesena, quelli di la terra non li
-lassono intrar niuno dentro; et, a dì 29 Ottubrio, el Duca de Calavria
-con il conte de Petigliano volseno intrar. Quelli cittadini non li
-volseno lassar intrar, nè li volevano dar vittuarie; pur in quella
-sera et ozi li deteno un poco di pan, et si partì di questo campo.
-El fio dil magnifico Joanne Bentivoj passò per Ravena, et ritornò a
-Bologna; et cussì per zornata molti altri condutieri, capi di squadra
-et homeni d'arme se partivano, e in bona parte comenzava questo campo a
-disciolversi. Et è da saper che, benchè questa levata di sotto Faenza
-di sora descrissi, pur voglio notar quanti infortunij venne a questo
-misero campo a uno tempo. El qual, essendo sotto Faenza, non potendo
-più haver vittuarie da' Faventini, si levò di notte con pioza et
-scurità, et passò el fiume dil Roncho a guazo per andar a Castrocaro;
-et in nel passar, ditto fiume se ingrossò per le pioze, nel qual se
-anegò assa' persone, et _maxime_ ragazzi con li cavali, et perseno
-assa' cariazi, et, per li tempi cativissimi, cavali apena vuodi poteva
-caminar. Et poi per li villani di la Val di Lamon, havendo notitia di
-questo, detono in le coaze, et ricolse assa' eariazi et cavali, sì che
-hebeno gran danno.
-
-A dì 1 Novembrio, havendo habuto Franzesi Granarolo, loco di Faenza,
-messe in la terra in guardia Jacomo Albanese, contestabele, et nella
-rocca intrò mons. Juliano, franzese, et volevano andar a Solarolo et
-Russi, ma li antiani de Faenza veneno in campo per adatar le cosse; ma
-Franzesi volevano la rocca di Faenza in sua potestà, et Faventini non
-volevano; et cossì steteno in queste pratiche.
-
-El campo Aragonese _totaliter_ se disciolse, et in questo zorno el
-Duca de Calavria se partì et andò verso Santo Arcanzolo, loco di la
-Chiesia, et quelli di la terra non lo volseno accettar ne la terra, ma
-li promesse di darli vittuarie stagando di fuora. Et cussì el povero
-Duca convenne far. El Duca d'Urbin _etiam_ andò a caxa sua a Ugubio;
-el signor de Pexaro ritornò a Pexaro; Zuam Jacomo de Traulzi et el
-conte de Petigliano seguiteno el Duca de Calavria; et rimase _solum_ X
-squadre dil Papa con Alvise Becheto in Cesena, et in quella sera intrò
-in la terra con volontà di cittadini, alozono sotto li portici. Ma poi,
-a dì 2 da matina, el populo se messono in arme, et con rumor li cazono
-fuora; le qual squadre partite, se aviono verso Roma.
-
-A dì 2, la Domenega de notte, el Governador de Cesena, per nome dil
-Papa, tolse dentro di la muraja el conte de Petigliano et el Marchese
-de Peschara con 700 fanti: et l'altra notte seguente, che fo a dì 3,
-ditti soldati veneno fuora de ditta muraja, andono per la terra, et
-amazò alcuni, facendo danno assà'.
-
-Ma, il zorno seguente, li cittadini chiamono Guido Guerra dentro,
-el qual è uno valentissimo partesano, el qual alcuni castelli ivi
-vicino domina, chiamati Giazolo etc. Or, intrato in la terra questo
-Guido Guerra, perchè li cittadini tenivano le chiave di le porte, fo
-a le man con el conte di Petigliano, et si portò molto strenuamente,
-et di sua mano ne amazò alcuni, et fo morti zerca 40 di quelli dil
-conte, et Guido Guerra prese ditto conte, et tennelo per ore cinque
-prexon nel palazo de li Signori, aspettando soccorso de Franzesi, el
-qual non venne sì presto; ma soprazonse soccorso al ditto Conte, per
-modo che li fo forzo a Guido Guerra ussir con li soi di la terra, el
-qual era intrato con zerca 50 cavali lizieri et alcuni fanti. Questo
-era acordato col Re de Franza, havia 40 homeni d'arme, 50 cavali
-lizieri et 200 fanti; et se li cittadini lo havesseno seguitato,
-come era l'ordine, _sine dubio_ saria seguito gran scandalo; ma niun
-de li cittadini si mosseno, per non descompiacer al Pontifice. Et
-continuamente el governador metteva zente in la terra da driedo per la
-porta dil castello; le qual zente era mandate per el Duca de Calavria,
-era a Santo Arcanzolo. Ma, ussito, Guido Guerra andò verso il campo
-franzese, et trovò mia 3 lontan di Cesena, a..... loco di Bertenoro,
-el sig. Fracasso di San Severino, che con 500 cavalli lizieri et
-alcuni fanti veniva in suo ajuto; et visto esser venuto tardi, ambi
-ritornorono indriedo. Ma partito Guido Guerra de Cesena, el Conte
-de Petigliano tolse le chiave di la terra da man de li cittadini, et
-quella custodiva, et za era intrato squadre X et 1000 fanti. Et è da
-saper che 4 caxe di quelli cittadini fonno messe a sacco, et ne restò
-molti feriti in la baruffa soprascritta.
-
-A dì 3. El campo franzese in questa mattina si levò per andar a
-Villafranca, passò vicino a li confini di Ravena, et havendo noticia
-i nemici haver condutto bestiame su quel di Ravena la sera, a dì 4, da
-matina, corseno in la villa de.... et altre ville, hanno tolto bestiame
-et fatto qualche danno. Et subito, inteso questo, el pretor de Ravena,
-era pur Andrea di Leze soprannominato, el qual dil tutto el seguito di
-questi campi teniva benissimo advisato la Signoria, et benissimo si
-portò, mandò tre di quelli cittadini nel ditto campo; i qualli fonno
-Zuan Filippo, collateral, Piero Grasso, cavalier, et Stefano Dolzigno,
-con lettere directive al conte di Cajazo et mons. di Obegnì, dolendosi
-di tal movesta. Et zonti, referita la loro commissione, quelli dimostrò
-haver molto molesto, excusandosi non esser di mente soa, ma che
-l'aveano fatto forsi per disaio de viver, promettendo restituir. Et poi
-disseno, essendo cosse da viver era da soportar. Et pur mons. di Obegnì
-preditto, montato a cavalo, fè provisione; ricuperando quello poteno,
-che non era consumato, et restituite. Et, a dì 6, poi relaxò li vilani
-che haveano prexoni; pur volevano vittuarie da Ravena; et el podestà
-comandò a tutti dovesseno redur el suo dentro la terra, a ciò fusseno
-più securi.
-
-Intesa la nuova de Cesena, parte de ditto exercito se levò et passò il
-ponte dil Ronco per andar alozar a Folimpuovolo et Bertonoro, per esser
-vicini a Cesena.
-
-A dì 4. In questo zorno el sig. di Faenza rimase d'acordo con Franzesi
-et Milan, che Granarolo romagnisse in le man de Franzesi, el resto al
-Signor. El qual ha ducati X milia a l'anno, è ubligato tenir 80 homeni
-d'arme, et 20 balestrieri, si obbliga dar alozamenti al campo ogni
-volta li farà bisogno, et li dè per caution et ostaso 4 cittadini di
-Faenza, de li primi de la Valle di Lamon.
-
-A dì 6 li capi franzesi feceno consiglio nel loro campo, el Duca di
-Calavria essendo in Cesena. El conte de Petigliano, partito di Santo
-Arcanzolo, in questo zorno entrò in Cesena con squadre X, et poi ne
-venne di le altre, _ita_ che era con squadre 30; et el Duca de Urbin
-e Signor di Pesaro rimaseno a Santo Arcanzolo, et poi andono a loro
-stantie per aproximarse l'inverno. Et esso Duca, con li soi cavalieri,
-alozò in le caxe di cittadini, et mandò fuora di la terra molte zente
-inutele, le qual se reduseno su quel de Cervia; et fece fortificar la
-terra et condur gran quantità di formento. Ne la qual citade el so
-exercito fo alquanto restaurato, havendo patiti tanti incomodi, et
-questa terra era molto grassa, abondante de ogni cossa; ma poco vi
-stete, che convenne andar verso Roma, come dirò più avanti. Et è da
-saper, _licet_ non habi scritto, che Fiorentini revocò le so zente, le
-qual tornono a Pisa et Fiorenza.
-
-In questo zorno zonse a Ravenna Jaba, locotenente dil Marchexe di
-Salucie, con uno mastro Francesco, phisico, con cavali 50, come orator
-de mons. de Obegnì, con lettere di credenza. Diceva haver provisto
-a la restitution dil danno fatto su quel territorio, et che dovendo
-dimorar de lì, tanto havesse risposta dal Re, che come amici li
-volesseno farli parte de vittuarie, secondo la possibilità dil paese,
-de strami et biave da cavali sopra tutto, per li soi danari; et che,
-non dagando, saria difficil cossa, essendo cussì vicini, tenir Franzesi
-non facesse qualche danno. _Unde_ el podestà de Ravena li honorò assai,
-et feceli uno conveniente presente per carezarli, et rispose saria
-con li cittadini et li risponderia, et che de feni et biave ne faria
-parte, per la bona amicitia dil Re con la ill.ma Signoria soa. Et poi,
-per voler far el pretio, ditti oratori disseno che fusse mandati do di
-Ravena con loro dal suo Signor; et cussì, a dì 7 da matina, ritornono
-in campo. Et zonti, mons. di Obegnì disse non bisognava più, perchè si
-voleano levar, et che manderia do de li soi a ringratiar a Ravena. Et
-in ditto zorno ditto capetanio et Fracasso fè impicar do Italiani et do
-Franzesi, per el desordene fece su el territorio de Ravena; _tamen_ è
-da creder fusse per altro.
-
-A dì 8 el podestà de Ravena mandò do cittadini in campo, a star a le
-spalle de quelli Signori, a ciò non facesseno danno su ditto Ravenese:
-et questo fo molto a proposito.
-
-A dì 9 el campo franzese si levò, et andò ad alozar a San Martin,
-mia do lontan da Forlì, 4 da Bertonoro et 9 da Cesena. Et li Italiani
-alozò verso el confin de Ravena, come promesse de far mons. de Obegnì;
-et la note avanti el Duca de Calavria fece brusar tutti li strami se
-ritrovavano sotto Bertonoro; et _etiam_ el grano, era in magazen al
-porto Cesenatico di esso Duca, fece condur a Rimano et lì discargar in
-uno navilio.
-
-A dì X Novembrio da mattina, Franzesi andono in campo a Bertonoro,
-terra di la Chiesia, et quello comenzò a bombardar. La terra, per
-esser situada in montagna, se difese virilmente; et mandono a dir che
-mai si pensasse che per volontà si rendesseno, ma che andasse col
-campo a Cesena, et _ex nunc_ erano contenti et promettevano de far
-quello faranno Cesena, ch'era mia 5 distante. Ma prima tolseno termene
-3 zorni; et vedendo Franzesi non poter haverla, ne volseno andar a
-Cesena; ma, habuto precepto regio, si andono Franzesi a conzonzer
-col campo dil Re, che si apropinquava a Fiorenza. Et, sopravenendo
-l'inverno, Italiani andono a le stantie in Milanese, et el conte de
-Cajazo tornò a Milan. Et questo non voglio restar de scriver, che
-questo anno fo lo inverno bonissimo, non piogie, venti, nè fredi
-secondo il consueto, _adeo_ tutti se meravigliava, et dicevano era
-volontà di Dio el prosperar de questo Re, et che li cieli lo volevano
-adjutar, et che le prophetie venivano vere. Ma ad altro seguitamo el
-scriver.
-
-
-_Quello seguite a Roma._
-
-Colonnesi essendo potenti su le arme, in questo mezo dannizava molto
-Roma; erano a Frascato con squadre 35 et fanti 4000; eravi ancora el
-cardinal Ascanio, vice-cancellier, el cardinal Savello et el cardinal
-Colonna. _Unde_ el Pontifice, havendo molto a mal che questi dannizasse
-et facesse tal danni, non potendo resister con forze, a dì 7 Ottubrio
-fece far uno proclama che, termene sie zorni, tutti dovesse venir a
-Roma a soa obedientia, sì seculari come ecclesiastici che ivi dintorno
-se ritrovava, sotto pena di rebellion et privation di le facoltà
-loro, officij et beneficij di la Chiesia Romana; et, venendo, li fusse
-perdonato; _aliter_ excomunicati fusse _etiam_ etc. Era con questi,
-ditti di sopra, Hieronimo de Totavilla, che fo figlio dil cardinal
-Roan, che fu ricchissimo cardinal, et morite del 1483. Or per questo
-tal proclama niun si mosse, imo feceno più danno a Roma che prima.
-
-Et a dì 15 el Pontifice in Roma fè ruinar 4 palazzi bellissimi do dil
-Sig. Prospero et Fabricio Colonna, uno vicino di uno Colonnese, et uno
-altro di Hieronimo di Totavilla; et molto si dubitava, vedendo el Re de
-Franza che veniva di longo, et _etiam_ che la fortuna era contraria a
-re Alphonso, et che Fiorentini volea voltar.
-
-
-_Ussita ultima di l'armata dil Re di Franza di Zenoa et dove andò._
-
-L'armada dil Re di Franza, che era a Zenoa, essendo instruttissima sì
-de zente _quam_ de artelarie, et molti Franzesi vi era; sollicitandola
-dovesse ussir el cardinal San Piero _in Vincula_, per andar verso Pisa,
-a ciò Fiorentini voltasse, come feceno; et a dì 16 Octubrio partì de
-Zenoa una nave, chiamata Salvaza, de botte 3000, et do barze, per andar
-a le Specie, ch'è verso Pisa, terra grossa et una cittadella molto
-forte; su le qual nave era fanti 2000, artelarie et farine assa'. Et
-poi, in quel zorno medemo, ussite l'armada granda, zoè nave grosse 3,
-galie 27, galeaze 1, galioni 6 et barze 5: in tutto vele 42, con fanti
-et provisionati zerca 4000, et cavali 700. Et San Piero _in Vincula_
-restò a Zenoa. Capetanio mons. di Mompensier, che za avanti el Re era
-venuto di qua da' monti. Et ditta armada zonse in Porto Venere de'
-Zenoesi, ch'è castello forte, con la terra a presso la marina, dove
-è bonissimo porto; et poi andò verso Roma, et intrò parte nel Tevere,
-et messe zente in Hostia, non ostante l'armada aragonese, era ancora
-potente sul mar. Poi ditta armada ritornò a Zenoa a disarmar, et poco
-fu operato.
-
-
-_Quello seguite al Re di Franza da Casal fino a l'intrar in Fiorenza._
-
-Di sopra scrissi come el Re andò a Casal, a visitation di la marchesana
-di Monferà, che fo a dì 7 Ottubrio, se partì di Aste. Hor, zonto
-a Casal, _honorifice_ fo ricevuto. Stato alquanto in piacer et
-consolation, a dì 10 se partì, et venne a disnar a Chozo; fece poi
-la via per boschi, et venne cazando fino a Mortara, ch'è dil Duca de
-Milan, mia 7 luntan da Vegevane, dove dormite quella note; dove volse
-fusse serato le porte dil castello la note per sua securtà, che prima
-non si serava ni de dì ni de notte. La soa guardia steva armada, come
-ho scritto de sopra. Za el sig. Ludovico con soa moglie era venuto a
-Vegevane, a far preparar per la venuta dil Re, et cussì l'ambassador
-venetiano venne a...., poi a Vegevane.
-
-In questo mezzo el sig. Ludovico fè far uno ponte su Po, per mezo
-Piasenza, per passar Franzesi et cavalcar in Parmesana; el qual non fo
-adoperato.
-
-A dì 2 Ottubrio el Re intrò in Vegevane, li andò contra el sig.
-Ludovico con li ambassadori, et fo molto honorato. Vegevane ha uno
-palazzo bellissimo dil sig. Ludovico, zoè dil Duca de Milan, mia 20 da
-Milan, et per esso sig. Ludovico adornato, per esser in sito bellissimo
-et ameno, comodo a ogni piacer et cazasone, dove è fatto una forteza;
-et, el più dil tempo, ditto sig. Ludovico sta in questo loco, el qual
-è il forzo fabricato di novo. Or, zonto il Re, li volse le chiave
-di le porte, le qual li fo apresentade; et visto una porta serata,
-volse _etiam_ di quella le chiave; la qual porta non si adoperava. Et
-la notte mandò a torno, dapoi fatto serar il castello, a veder si le
-porte erano serate. Vedendo la Signoria che le cosse andava da vero, in
-questi zorni scrisse a Zorzi Pisani, ambassador, dovesse dir al sig.
-Ludovico facesse tornar el Re indriedo, a ciò non seguisse danno et
-ruina in Italia. Et cussì ditto ambassador expose al sig. Ludovico. El
-qual rispose: Non posso; vedete che vuol fino le chiave di le forteze.
-Et esso Re partite a dì ditto da Vegevane, et non vuolse andar a Milan
-per non perder tempo, ma a dretura con le sue zente, in compagnia dil
-sig. Ludovico, se ne venne a Pavia, terra de Milan, et intrò a dì 14.
-Tutte le strade di la città erano coperte di panni; li chierici et
-cittadini li venne contra, et con grandissima pompa li fu preparato
-per la Soa Majestà in castello, dove vi si ritrovava amalato el duca
-Zuan Galiazo de Milan. Et avanti el Re intrasse in castello, dimandò
-le chiave de quello, le qual ge fu date. Et intrato, messe custodia
-de li soi a le porte, et in una parte alozò lui, in l'altra era il
-Duca amalato, come ho ditto. Et la notte medema andò a visitar madona
-Bona, era lì in castello, madre dil Duca de Savoja, chiamato Ludovico
-secondo, che fo fiolo di Amedeo et padre di Amedeo 3.º, el qual del
-1462 a Lion morite, havendo regnato anni 31. Questo ebbe 3 figliole:
-una fo maridata a Ludovico re de Franza, di la qual è nassuto questo
-Carlo re; l'altra fo questa madona Bona, nel duca Galeazo de Milan,
-padre de questo Duca; et la terza in Guielmo marchexe de Monferà, di
-la qual non vi naque niuno. Et have uno figlio, come ho ditto, chiamato
-Amedeo, el qual have per moglie la sorella dil prefato Re de Franza, et
-have do figlioli: Philiberto et Carlo, et regnò 13 anni. Et Philiberto,
-da poi la morte dil padre, dominò, et, morto giovineto, successe Carlo
-suo fratello, che _adhuc_ domina. Adoncha questa madona Bona è sorella
-di la madre dil Re, et per conseguente el Duca de Milan vien ad esser
-suo zerman cosino, et sono di una etade; et poi ditta madona Bona partì
-di Pavia et andò a Milan.
-
-A dì 15 el Re andò a visitar el Duca, el qual era in letto amalato;
-et andato dentro el Re, li usò parole acomodate. Et lui rispose:
-Christianissimo Re, molto mi doglio di esser in termene de non haver
-potuto venir a honorar la Majestà Vostra, come era el mio debito
-et voler, et merito di la Celsitudine Vostra, et presentarvi el mio
-stato. Et non havendo da darvi se non città, le qual tutte era de Soa
-Majestà, et za per avanti offerte, per il sangue et benivolentia era
-tra loro; ma che _solum_ li restava a far uno presente di la più cara
-cossa che havea, che era il so fiul primo genito. Et cussì quello
-presentò in dono a Soa Majestà, et ge lo dette in brazo; el qual era
-de anni cinque. Et el Re lo tolse et abrazò et basò, recevendolo per
-fiul, rengratiando el Duca de tal offerta. Et tolto combiato, se partì
-et andò a la sua stantia. Quivi col Duca era madona Isabella, moglie
-di esso Duca et fia dil re Alphonso. Questa, considerando che questo
-Re andava a la destrution de suo padre, mai si volse venir a tocarli
-le man nè venirli davanti. _Imo_, exhortata dal sig. Ludovico et
-sig. Galeazo di San Severino, che dovesse venir a tocar la man al Re,
-rispose mai vi vegniria. Et tolse uno cortello in man, et disse: Prima
-mi amazerò mi medesima, che mai vadi a la sua presentia de chi va a
-la ruina dil Re mio padre. Era qui in Pavia Lorenzo Spinelli, che feva
-le facende a Lion di Lorenzo de Medici, et praticava acordo col Re et
-Fiorentini.
-
-A dì 16 el Re andò a disnar a la Zertosa di Pavia, ch'è uno monasterio
-de Zertosini de li belli che sia in Italia.
-
-A dì 17 si partì con lo suo exercito et el sig. Ludovico, che lo
-seguitava per honorarlo fino fuora el territorio de Milan, et venne a
-Castel San Zuane, mia 12 lontan da Pavia.
-
-A dì 18, a hore 22, el Re intrò in Piasenza, terra grossa pur dil Duca
-de Milan, et intrò con pioza. Li fo fatto grande honor da' Piasentini;
-alozò in palazo, et la matina volse andar aldir messa a San Sisto,
-dove è una capella regia, dove ha dil corpo de Santa Barbara, che fo
-di nacione franzese, et è monaci di l'ordine di la Congregatione de
-Santa Justina. Questo Re havia con la sua persona prima lanze 600, che
-son cavali 3600, balestrieri 200, arzieri 400 et 200 zentilhomeni in
-guardia soa; in tutto 7800 cavali: le qual zente el forzo se aviò a la
-volta de Parmesana. Seguiva el campo molte donne meretrice franzesi;
-et oltra di questo assa' persone inutile. Havea carete de artilarie
-n.º 40, menate con sè de Franza, et passavolanti che butavano balote di
-ferro di....... l'una, fabri, marangoni, maestri di bombarde, inzegneri
-et altre arte assa'; Sguizari, gran numero: _conclusive_, tutto era
-preparato a dover haver vittoria. Era ivi di molte generatione, come
-ho ditto di sopra. Et el Re cavalcava con gran pompa, et a le volte si
-faceva menar a una careta, tirata da corsieri bellissimi et di gran
-precio; et è torniato de molti, ch'è la sua guardia. Non cavalcava
-la domenega, per devotione. Veste di negro; et quelli di la sua corte
-porta uno signal a questo modo: zoè C A, che vuol dir Carlo re et Anna
-rezina sua moglie. Li suoi stendardi erano tre zii (_gigli_) in campo
-azuro, con la corona granda di sopra; et, _ut plurimum_, di zendà
-bianco. Fo ditto alcuni erano con lettere: _Voluntas Dei_; et altri:
-_Missus a Deo_. Havia molti chariazi per le arme, et mons. di Samallo
-et mons. di Beucher erano li principali a presso la soa persona,
-_ut_ conseieri a questa impresa; _etiam_ Filippo mons. di Savoja. Et
-havia uno so cuxin, chiamato mons. de Lignì, el qual dormiva con lui.
-Franzesi sono zente molto superba, fortissimi et gaiardi; nel combatter
-non perdona la vita, ma trano a la gorza (_gorge, gola_); portano gran
-pantoffe in piedi et molto, in questo tempo, large; et le sue stafe di
-le selle de li cavali sono longissime; portano li stivali di sopra le
-schiniere, et cappelli grandi in testa; habiti curti con manege large;
-sono condoti a luxuria, et manzano et bevono voluntiera: _conclusive_,
-sono zente assa' disordinata. Seguite fino qui a Pavia l'ambassador
-dil Re de Spagna, nominato di sopra; et el Re li dete licentia, et si
-partì, et tornò a Zenoa, _demum_ in Spagna, dolendose molto di questo
-Re.
-
-Venne uno ambassador di la Raina di Napoli, che fo moglie di Re
-Ferdinando, sorella dil Re di Spagna, in Piasenza dal Re preditto,
-insieme con uno fra Zuane de Monlion, di l'ordine di San Francesco di
-l'Observantia, di natione franzese, el qual fo causa et mediator de
-pacificar le cosse con questo Re et il Re de Spagna, quando li rese el
-conta' di Rossiglione. Questi, a dì primo Octubrio partino di Roma, et
-a dì 17 zonse a Piasenza, et fonno a parlamento con el Re, per voler
-conzar le cosse con Re Alphonxo; ma non poteno.
-
-El Pontefice, vedendo el Re seguitava di venir di longo, deliberò
-de interponerse, per veder si poteva conzar le cosse, et che 'l non
-venisse più avanti; et volse mandar legato el cardinal Monreal, suo
-nepote. Ma el Re non volse parlarli, per causa lui fo quello incoronò
-el re Alphonso, come è scritto de sopra.
-
-A dì 19 Octubrio l'ambassador di la Signoria andò a parlar al Re; era
-il sig. Lodovico. Expose et lexe la lettera dil conte Bernardin de
-Frangipani et dil retor de Raspurch, zerca a le cosse di Turchi. Et el
-Re ringratiò la Signoria, et disse: Provederemo ben tutto.
-
-In questo mezo che 'l Re dimorava a Piasenza, dove vi stete zorni 6,
-et aspettava do ambassadori lucchesi, et è da saper che za era venuto
-da Soa Majestà Lorenzin de Medici, el qual era confinato mia 3 da
-Fiorenza, et appropinquandose el Re in Italia ruppe li confini, et
-andò dal Re dicendo: Sacra Majestà, io, per honorar li toi ambassadori
-et alozarli in caxa, son stà da' Fiorentini mandato in exilio; _unde_
-al presente son venuto a inchinarmi a Toa Christianissima Majestà,
-facendoli bon animo la vengi; et si da' Fiorentini non haverà quella
-il passo, li offerisco di sopra, per la via di mio cugnado, sig. di
-Piombino, el qual è dedito a Toa Majestà. Et il Re lo vete volentiera,
-et molto lo carezò, et tenelo a presso de sè molto stimato.
-
-Ma el Duca de Milan, da poi partito el Re, comenzò a pezorar di la
-egritudine havea, et, di hora in hora, di questo el sig. Lodovico era
-advisato. Hor, come piaque a Dio, esso Duca a dì 21 Octubrio, de Marti,
-a hore 8 di notte, in castello morite: la qual morte soto sora a tutti
-fo gran meraviglia, et si judicò fusse stà tossicato. Lassò el fiul
-Francesco, primogenito, di anni 5 et unico; et do figliole, una di anni
-3, l'altra de mexi 9 in X; et la moglie graveda: la qual poi parturite
-una figlia.
-
-Questo Duca era de età de anni 27; però che, amazato el padre da Andrea
-de Lampugnano, milanese, el zorno de San Stefano, in chiesia de San
-Stefano a Milan, del 1476, essendo di anni 9, comenzò a dominar sotto
-il governo di la madre, et di uno Cecho di Calavria, primo del Consejo
-secreto dil padre; el qual, ne l'anno 1479, chiamò al governo di quel
-Stado el Sig. Ludovico, barba paterno, et fradello dil duca Galeazo
-morto. El qual da esso Cecho prima fo mandato in exilio, ma ritornato
-a Milan Ludovico, et preso el governo di quel Stado di man di madona
-Bona, madre di esso Duca, fino questo zorno sempre ha governato,
-reto et ministrato; et fece taiar la testa a ditto Cecho nel 1480, 19
-Ottubrio, ne la piaza de Milan, oponendoli havea fatto contra el Stado.
-
-Adoncha, questo Duca regnò al modo ditto di sopra, sotto questo
-governo, anni 17; era Duca,_ tamen_ Ludovico disponeva. Ma inteso el
-sig. Ludovico, era col Re a Piasenza, in quel zorno medemo, in hore
-pochissime, tal nuova, senza andar altrove, chavalcò di longo a Milan,
-ch'era mia 40 de lì lontano; et lì a Milan era madona Bona, quando
-suo fiul morì. Et zonto che 'l fu, che fo molto veloce, in questa sera
-medema de dì 21 Octubrio, fece dar danari a tutti li soi provisionati,
-et deliberò di farsi lui Duca; et cussì si fece, come dirò.
-
-A dì 22, la matina, za era divulgato per tutto Milan la morte dil Duca,
-et venuta dil sig. Ludovico in castello; et tra loro molto mormoravano
-quello havesse a seguir, o se 'l faria lui sig. Ludovico, o pur volesse
-levar el putino, fio dil Duca, a cui _de jure_ aspettava el Ducato.
-Hor ditto sig. Ludovico a bona hora mandò per tutti li zentilhomeni
-primarii di la terra, li qual venisseno in rocca a parlarli; et cussì
-veneno zerca 200. I qualli venuti, li usò queste parole: Citadini miei,
-havendo piaciuto a l'eterno Iddio de privarne di la Excelentia dil Duca
-nostro et mio nepote, essendo io stato sempre quello che ho governato
-questo Stado, difeso da molti, et augumentado ne l'esser che vedete,
-che tutto el mondo lo aprecia, et, chi non l'havesse custodito, saria
-sta dilaniato, come fo al tempo dil duca Philippo Maria Anglo, mio
-avo materno, che, morto che 'l fu, parte dil suo Stado da soi vicini
-fo dilaniato e tolto; et a hora, benchè vi sia rimasto uno fiul dil
-Duca, che a pena è fuora di fasse, parmi per il meglio, con el nome
-de Christo et voler vostro, prender questo dominio et governo per
-ben vostro; et che voleva correr et cavalcar la terra. _Unde_ quelli
-citadini, essendo dove erano, non potendo far nè dir altro, risposeno
-esser contentissimi, et desideravano che Soa Excelentia havesse tal
-dominio, perchè si potea dir, da poi la morte dil duca Galeazo non
-haveano habuto altro Duca che lui. Et queste parole et molte altre
-risposeno Galeazo Visconte, ch'è di le prime case de Milan; però che
-in Milan sono do caxade principale: Visconti, el qual cognome hanno
-li Duchi di Milan, et Traulzi, che sono gelfi. Et cussì a hore 17,
-la qual hora esso sig. Ludovico volse elezer et cernir per optima dal
-suo maistro Ambrosio Astrologo, et fo di Mercore, 22 Octubrio, montò
-a cavallo, vestito d'oro, con la spada portata davanti per Galeazo
-Visconte, vestito _etiam_ de pano d'oro, cridando: Duca! Duca! Moro!
-Moro! Andò prima a Santo Ambrosio, protetor de Milan, dove giace el
-suo corpo; poi cavalcò per la terra. El populo era admirato; niun
-non dimostrava letitia, se non li soi di la corte; et, ritornato in
-castelo, fo trato colpi di bombarde, sonate le campane, et fece serar
-le botege di la città.
-
-L'ambassador di la Signoria...... da Piasenza _etiam_ lui ritornò a
-Milan, ma non potè venir sì presto; et a Marignan, mia 10 lontan di
-Milan, intese el correr di la terra havia fatto el Duca; et subito
-spazò a la Signoria, la qual nova venne prestissima. Et la sera medema
-che si fece Duca, zonto l'ambassador a Milan, ditto signor, al presente
-Duca, venne in persona da l'ambassador, con el qual conferite insieme;
-dicendo era certissimo, la Signoria haveria grandissimo piacer di tal
-sua creatione, offerendose etc. Et poi, el zorno driedo, mandò el conte
-Zuan Boromeo et Piero di Galera, sei consejeri, per ditto ambassador,
-et lo menò in rocca dal Duca, el qual era stato a Santa Maria di le
-Gratie, vestito con uno mantello da coroto, longo insino a terra; et
-qui l'ambassador si dolse di la morte dil Duca.
-
-A dì 22 ditto, la notte fo conduto in Milan el corpo dil Duca, et
-portato al Domo con 300 torze, con tutti preti et frati de Milan,
-fo posto in mezo a presso l'altar grando sopra uno soler, vestito
-damaschin bianco fodrà de varo, con un zupon d'oro, con la bareta ducal
-di panno d'oro, con uno revoltin de varo; in la man destra uno baston
-inarzentado, in la sinistra una spada, et li speroni roversi in piedi.
-Et poi che fo tenuto tre zorni sopra la terra, fo lì in domo sepulto,
-a presso li soi progenitori Duchi, i quali sono tutti in casse coverte
-d'oro lì a l'altar grando; et sopra di la cassa del deposito fo trovato
-tal epigramma.
-
-
-_Epigramma sepulchro Ducis Mediolani affixum:_
-
- _Dux pater ense perit, rapuit me dira veneni_
- _Sorbitio, qua dux tertius arte cadit._
- _Debuerat natus Ligurum succedere sceptro;_
- _Comprimat exardens hoc Jovis ira nefas._
-
- _Aliud in eodem sepulchro:_
-
- _Dux Ligurum pater, hic ferro, natusque veneno:_
- _Morsque reum sequitur primum, mox fata secundum._
-
-Et el Duca mandò 4 consejeri per la duchessa et fiul, erano a Pavia, et
-condurli a Milan; li quali fonno el conte Zuan Rusca, Gaspar Visconte,
-Branda da Castiglion et Battista Sfondrà. Et a dì 25 ditto zonse a
-Milan, et fo messa ditta duchessa ad habitar in la rocca, in una stanza
-contigua a quella di madona Bona, et lì stetene con gran coroto; et da
-quelli vi andono, era gran oscurità a veder.
-
-A dì 23, col Duca preditto, l'ambassador de Ferrara et quello do
-Bologna, et Antonio Maria di San Severino, el qual lo fece a la guarda
-di la soa persona, con 60 balestrieri armati a cavallo, et le menò
-con lui quando tornò dal Re; et la matina seguente ditto Duca venne
-a visitar a caxa l'ambassador di la Signoria. Et con Soa Excellentia
-ditto ambassador, _nomine Dominij_, se allegrò sumamente; et el Duca
-scrisse a la Signoria dil successo et creation sua, sottoscrivendo:
-_Ludovicus Maria Sforcia Vicecomes Dux etc._; et confermò l'ambassador
-era a Venetia, stato za anni 4, chiamato Thadio de Vicomercà, el qual
-al tempo di la liga, fatta con il Pontifice et Duca de Milan,......
-fo dal Prencipe fatto cavalier et vestito d'oro, donatoli le insegne
-de San Marco nel petto. Et è da saper che ditto ambassador dil Duca,
-or andato in Collegio vestito con panni lugubri, presentò le ditte
-lettere, et offerse el Duca suo a questa Signoria.
-
-Ancora esso sig. Duca, sì al re de Franza, _quam_ a Roma al Pontifice,
-et ad altri potentati de Italia mandò a notificar la soa creatione;
-et in questo zorno expedite uno suo secretario, chiamato Maffio de
-Pirogno, con cavalli 12, al serenissimo Maximiliano re di Romani
-electo imperador, el qual era in Fiandra. Et è da saper che ditto Re
-di Romani ha per moglie madona Bianca, sorella che fo del Duca de Milan
-nuovamente defunto, et nezza di esso signor Ludovico, al presente Duca.
-La qual con grandissima pompa de Milan, in questo anno, fu mandata
-a marito, et datoli dote di ducati 300 millia; et zonta a Yspruch da
-Sigismondo d'Austria, _olim_ Archiduca, el qual poco avanti, per esser
-in decrepita età dette el Stato suo et renonciò al prefato Maximilian
-suo nepote et figlio de l'Imperator suo fratello, et si tolse una vita
-quieta, et ha provisione. Questo ha una bellissima moglie et giovane,
-figlia di uno di Duchi de Saxonia, la qual con gran jubilo ricevette
-questa, che doveva esser imperatrice. Et pur alquanto quivi dimorò,
-perchè molti di Baroni di Elemagna non volevano esso Massimiliano
-per niun mondo sposasse tal donna, dicendo non era conveniente uno
-Imperator tolesse la fia di uno Duca suo subdito, però che Milan è
-Camera de Imperio. Queste noze adoncha fo concluse, subito morto el
-padre Federigo terzo Imperator, el qual del 1493, a dì 19 Avosto,
-expirò. _Unde et tamdem_ ditto Maximilian vuolse torla per moglie;
-et cussì ivi venuto, in questo medemo anno 1494, di quaresima, habuto
-licentia dal Pontifice di consumar in quel tempo el matrimonio, ch'è
-zorni che la Chiesia non vuol che si sposi alcuna donna, pur in una
-città chiamata Ala, mia 5 di là de Ispruch, sposò questa madona Bianca;
-et volendo ritornar in Fiandra, lei volse sempre seguitarlo, et cussì
-va seguitando, et è carissima moglie.
-
-
-
-
-INDICE
-
-
- Avvertimento pag. 3
-
- Dedica di tutta l'opera al doge Agostino Barbarigo » 15
- Libro I. Principi di Carlo VIII. Apparecchi della
- spedizione » 19
- Morte di Ferdinando re di Napoli. Incoronazione di
- Alfonso II » 34
- Alessandro VI » 41
- Exemplum Brevis Apostolici » 45
- Copia di una lettera scritta per il Gran Turco a papa
- Alexandro VI » 46
- Carlo VIII a Lione » 47
- Questo è il numero di l'armada di re Alphonso » 51
- Maneggi dei principi italiani » 52
- Venezia » 60
- Zente mandate sul Polesene, a Ravenna e a Cervia » 61
- Politica di Alessandro VI » 63
- El successo di l'armada dil re Alphonso » 65
- Seguito di l'armada di Zenoa » 66
- Successo di cose seguide in Romagna per li do campi
- erano dil mexe di Avosto 1494 » ivi
- Partita dil Re di Franza da Lion per fino a Susa di qua
- da monti » 70
- Successo di cose seguite in li campi di Romagna dil
- mese di Settembrio 1494 » 71
- Seguito di l'armada aragonese a Rapallo » 83
- El viazo dil Re di Franza da Susa fino in Aste, et
- quello fece in Aste » 85
- Quello fece re Alphonso in Reame » 91
- Successo di quello seguiteno li campi in Romagna di
- Ottubrio et Novembrio 1494 » 92
- Segue lo stesso argomento » 664
- Cose di Roma » 669
- Carlo VIII a Casale, a Vigevano ed a Pavia » 671
- Carlo VIII e Gian Galeazzo » ivi
- Carlo VIII a Piacenza. Morte di Gian Galeazzo. Gli
- sottentra Lodovico il Moro » 672
- Epigramma sepulchro Ducis Mediolani affixum » 676
- Aliud in eodem sepulchro » ivi
- Questo è uno editto fatto a Milano adi 28 Ottubrio 1494
- per el Duca nuovo » 98
- Carlo VIII a Pontremoli » 100
- Comitiva che si trova a Pontremolo con la Maestà del
- Cristianissimo Re di Franza, videlicet sua corte per
- servicio et custodia de sua regal corona » 102
- Queste sono zente d'arme deputate per mandar su l'armada
- di Zenoa con Monsig. Duca di Orliens dil mexe di Avosto » ivi
- Cavalli de Franzesi passati per lo Novarese guidati dal
- conte Borella » 103
- Questi altri è passati per lo Alexandrino guidati da
- Scaramuzza Visconte » ivi
- Questi sono li nomi de molti capitanij et Gran Maestri
- venuti col Re in Italia, i quali tutti è stà nominati
- per lettere in diversi tempi » ivi
- Carlo VIII e Piero de' Medici » 107
- Carlo VIII in Lucca » 109
- Carlo VIII in Pisa » 111
- Quello seguite a Roma in questo mezzo » 115
- Partenza dell'armata francese da Genova » 670
- Come l'armada dil Re di Franza andò nel Tevere a Hostia
- et ritornò a disarmar » 116
- Cose seguite a Milano da poi la tornata dil Duca dil
- mexe di Novembrio 1494 » ivi
- Epistola Caroli Barbavarae Mediolanensis ad Bernardinum
- Figinum Veneciis commorantem » 117
- Quello faceva re Alphonso in questo tempo » 120
- A Venetia quello seguite » 121
-
- Dedica del secondo libro ad Antonio Grimani » 129
- Libro II. Firenze » 131
- Questo è il modo de l'intrar dil Re di Franza in
- Fiorenza a dì 17 Novembrio » 133
- Protesta Regis Franciae ad Alexandrum pontificem etc. » ivi
- Quello seguite in Fiorenza mentre el Re vi stette et
- in Toscana » 138
- Successo a Fiorenza da poi la partita dil Re » 142
- XX accoppiatori creati per un anno » ivi
- X Conservatori di la libertà » 143
- 8 di guardia di balia » ivi
- Intrata dil Re di Franza in Siena adi do Dezembrio 1494 » 144
- De l'intrata dil Re di Franza in Viterbo et successo
- fin l'intrar in Roma » 147
- A Roma quello fece Alexandro pontifice in questo tempo » 118
- Exemplum brevis SS. Domini nostri ad Ill. et Exc. D.
- Ducem Mediolani » 150
- Responsum ducis Mediolani Pontifici maximo » 151
- Partita dil Re di Franza da Viterbo et quello seguite
- fino a l'intrar in Roma » 153
- Seguito et rumore accaduto in Fiorenza et di loro governo » 157
- Cose accadute in Venetia in questo tempo et dil Gran
- Turco » 158
- Come el Pontifice mandò el duca de Calavria fuor di
- Roma, et quello fece » 160
- Intrata dil Re di Franza in Roma adi 31 Dezembrio 1494
- et quello fece in Roma » 163
- Cardinali romani, anno 1494 » 168
- Provvisione fatte per re Alphonso nel reame in questo
- tempo » 172
- Dil re Maximiliano alcuna cosa notanda, et di la sua
- Dieta » 175
- Electores Imperii » 177
- A Venetia quello si faceva et anche a Milano » 178
- Come el Pontifice si accordò con el Re de Franza » 183
- Come re Alphonso renonciò la corona a so fiol don
- Ferando et si partì di Napoli; et quello ivi seguite » 192
- Di la partita dil Re di Franza, et come prosperò in Reame » 195
- Cose seguite in diverse parte de Italia in questo tempo » 198
- Successo dil Re di Franza fino a l'intrar in Napoli » 204
- Di l'aquisto di San Zermano per Franzesi » 215
- Di la venuta di quattro ambassadori dil Re di Romani a
- Venetia » 217
- Copia di una lettera scritta al signor Soldam per el
- rezimento de Nycosia » 223
- Dil felice prosperar dil Re di Franza in Reame et fuga
- di Ferandino » 225
- De l'intrata dil Re di Franza in Napoli, che fo a dì
- 22 Fevrer 1494 » 230
- Quello seguite in Napoli da poi l'intrata dil Re di
- Franza » 241
- Cose seguite in Venetia et in diverse parte in questo
- tempo mezo » 250
- Come el Re de Franza habuto Castelnovo comenzò a
- bombardar Castel dil Uovo et quello fece a Napoli » 258
- Cose seguite a Venetia et a Milano et Fiorenza fino al
- concluder de la liga et in questo mexe de Marzo 1495 » 268
- Quello seguite a Roma in questo tempo » 277
- Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Illustr.
- Principem et Senatum Venetum » 280
- Responsio Venetorum » 281
- Conclusione di la liga fatta a Venetia, et el modo che
- la fu conclusa » 283
- Provisione fatte a Venetia et cosse seguide in varii
- luogi fin al publicar di la liga » 288
-
- Dedica del libro III a Gerolamo Zorzi » 297
- Libro III. Solenne processione per la publicazione della
- lega » 299
- Questa è la publicatione di la liga » 305
- Quello acadete a Venetia, Roma, Napoli, Milan et altre
- parte dil mexe (di Aprile) 1495 » 307
- Segue lo stesso argomento (Maggio 1495) » 318
- Ordine et cerimonie usate a Milano in la investitura dil
- Duca a dì 26 Mazo 1495 » 353
- Come el Re de Franza se partì di Napoli » 356
- Come el Pontifice se partì di Roma per la venuta dil Re
- de Franza et andò a Orvieto » 356
- Quello seguite a Venetia in questo tempo » 358
- Intrata dil Re di Franza in Roma, de ritorno, et quello
- fece, et come poi si partì » 364
- Avvenimenti del Giugno 1495 » 365
- Partita dil Pontifice et Cardinali da Orvieto et come
- andò a Perosa » 367
- Quello successe in diversi luogi » 369
- Carlo VIII in Viterbo » 380
- Come el Duca de Orliens tolse Novara al Duca de Milan » 382
- Relazione di Sebastiano Badoer, stato ambasciatore a
- Milano » 385
- Qui saranno notati li Franzesi di conditione che restono
- in Reame » 391
- Come el Re de Franza de ritorno intrò in Siena » 392
- Consigli di mons. d'Argenton a Carlo VIII » 395
- Relatione de Piero Bembo soracomito al Capetanio zeneral
- de quello fece in Cicilia » 416
- Come el Re de Franza partito di Siena andò a Pisa et
- Lucca, et quello fece » 421
- Carlo VIII a Pietrasanta e a Sarzana » 437
- Avvenimenti del Luglio 1495 » 439
- Ordene di l'exercito di la Illustrissima Signoria et
- colonnelli partiti a dì primo Luio » 447
- Qui comenzano baruffe seguite in campo con Franzesi
- venivano zoso di monti » 449
- Exemplum literarum d. Coradoli Stangae prothonotarii ad
- Illustrissimum Dominum ducem Mediolani » 457
- Questi sono li primi eletti di la Signoria di Fiorenza
- per novo modo » 463
- Copia de una lettera (di Bernardo Contarini, 5 Luglio
- 1495) » 466
- Digresso di l'auctore, come stava Italia in questo tempo
- et li potentati » 469
-
- Dedica del libro IV a Melchiorre Trevisan » 471
- Libro IV. La battaglia di Fornovo » 473
- Exemplum literarum Ducis Mediolani » 484
- Come el Re de Franza col so exercito se partì con gran
- fuga di le giare dil Taro » 486
- Dil ritorno di re Ferando di Aragona in Napoli, et fu
- accettato di cittadini » 501
- Exemplum litterarum Rev. D. Vice cancellarij S. R. E.
- Cardinalis Ascanii ad Illustrissimum Dominum Ducem
- Mediolani » 502
- Exemplum litterarum D. Jacobi de Capua ad Ill. et Rev.
- Dominum Vicecancellarium » 503
- Novità di Cesena » 504
- Seguito dil Re de Franza » 506
- Cosse seguite nel campo di Novara » 508
- Summario de Franzesi presi da Stratioti nel campo di
- Novara in questi tempi » 510
- Come l'exercito di la Signoria andò poi a campo a Novara
- in aiuto dil Duca de Milan » 511
- Questo è l'ordene per lo levarsi da Vespola e andar a
- conjungersi con l'altro campo verso Novara, fato a dì
- 18 Luio 1495 » 515
- Ordine de le factione hanno a fare partitamente li
- marascalchi dil campo » 516
- Exemplum cuiusdam literae Alexandri Benedicti veronensis,
- physici, in castris » ivi
- Lista de le terre rendute a la Majestà dil re don
- Ferando di Aragona, da poi esser intrato in Napoli » 519
- Remuneratione fatte a molti benemeriti di la Signoria
- per le operationi fatte al Taro » 524
- Seguito ne li campi di Novara fino a dì primo Avosto 1495 » 528
- Quello seguite a Napoli et in Reame fin a dì primo Avosto » 530
- Exemplum literarum Ferdinandi regis » 531
- Exemplum literarum Regis praedicti » 533
- Copia di una lettera scripta a mons. di Mompensier per
- el cardinal S. Dyonise, di la rota » 534
- Copia de un'altra lettera de uno franzese, che nara al
- suo modo la rotta » 535
- Modo et hordine di le investiture date a Vormes per il
- Re di Romani » 538
- Novitade di Cesena » 540
- Epigramma de anchoneta ac reliquiis acceptis a Gallis » 544
- Cosse seguite in campo di Novara, dil mexe di Avosto,
- succincte descritte » 547
- Basilio dalla Scuola abbandona i francesi e si unisce ai
- veneziani » 557
- Zente da cavallo et a piedi si ritrovava in Verzei » 558
- Successo seguito a Napoli et in Reame in questo mexe di
- Avosto 1495 » 572
- Exemplum litterarum regis Ferdinandi, Regis Siciliae » ivi
- Questa è una lettera del sig. Fabricio Collona, di quello
- era successo » 574
- A Roma cosse seguite » 578
- Copia di una lettera dil Re de Franza al Pontifice » 579
- Copia di una lettera dil Re di Franza a Monaldo di
- Guerra suo capetanio in Hostia » 582
- Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Florentinos » 584
- Exemplum litterarum Regis Ferdinandi ad Florentinos » 587
- Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad summum Pontificem » 588
- Seguito di cosse de Napoli et Reame, dil mese di
- Settembrio 1495 » 591
- Novitade acadute in Perosa » 597
- Exemplum litterarum Perusiensium » ivi
- Successo di Pisani con Fiorentini » 598
- Come fu amazato domino Jacomo da Savona a Forlì » 600
-
- Dedica del libro V a Marco Sanuto » 603
- Libro V. Exemplum brevis sanctissimi D. Nostri ad
- Januenses » 605
- Zente franzese lassate a la custodia dil Reame di Napoli
- quando se partì el re de Franza » 606
- Zente Italiane » ivi
- Maneggi nella seconda metà di Settembre » ivi
- Peticione fece li sigg. ambassadori franzesi in nome dil
- christianissimo Re de Franza.... in campo sotto Novara » 615
- Responsione dil Ducha de Milan » 616
- Altre responsione dil Ducha preditto » 618
- Seguitano i maneggi negli ultimi di Settembre e primi
- d'Ottobre » 619
- Copia de una lettera de domino Francesco Bernardin
- Visconte al Ducha de Milan, di la conclusion di la paxe » 626
- Conclusa la pace tra Francia e Milano, Venezia ritira le
- sue truppe » 627
- Seguito a Napoli et in Reame dil mese di Octubrio fino
- a la fine di Novembrio » 630
- Exemplum litterarum Antonii Grimani... ad oratorem
- nostrum venetum in Curia romana » 635
- Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos oratores
- Venetiis existentes » 637
- Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos oratores
- in Romana Curia » 639
- Cosse seguite a Venetia et in altri lochi de Italia dil
- mese de Octubrio et Novembrio » 645
- Copia de una lettera de Piero di Medici a don Antonio
- Spanochij, orator di Siena, a Monte Pulzano » 648
- Dil romper guerra el Re et Raina de Spagna col Re de
- Franza justa li capituli di la liga » 663
-
-
- FINE.
-
-
-
-
-NOTE:
-
-
-[1] _Della letter. venez._, ediz. 1854, pag. 180.
-
-[2] _Bibl. Marciana_, ital., cl. VII, cod. 130, mss.
-
-[3] _Hist. de la Rep. de Venise_, Paris, 1819, Didot, VI, pag. 398 e
-seg.
-
-[4] _Hist. de Charles VIII_, deux. édit., I, 239, not. 3.
-
-[5] _Arch. storico per le prov. napoletane_, Ann. II, fasc. I, p. 13.
-
-[6] _Della lett. venez._, pag. 17, 151.
-
-[7] Nelle note all'_Eloquenza_ del FONTANINI, II, 229.
-
-[8] _St. della lett. ital._ (ediz. di Napoli, 1781), IX, 225, 318.
-
-[9] _De antiquitate urbis Patavii_, pag. 258.
-
-[10] _Degli scrittori padovani_, alla voce.
-
-[11] È naturale lo studio con cui tenta di dissimulare il suo plagio,
-senza riuscirvi sempre. Descrive il Sanuto le ceremonie con cui fu
-consegnato il bastone e lo stendardo di Capitano generale al marchese
-di Mantova, e dice che fu cantata una messa «con cantadori, trombe
-et pifari _venuti da qui_» (pag. 552); e il Guazzo dice «con molti et
-buoni cantatori, e suono di piffari e trombe _venuti da Venetia_» (c.
-201 t.º). Poco dopo il Sanuto ricorda il «protetor _nostro_ San Marcho»
-(pag. 553); e il Guazzo sostituisce il «protettore _loro_ San Marco»
-(c. 202). Similmente, il Guazzo, scrivendo dopo l'evento, soppresse
-(c. 5 t.º) la frase che aveva letto in Sanuto relativamente a Carlo
-VIII: «benchè non fusse creto (_creduto_) volesse venir» (pag. 32).
-Ma qualche volta, non intendendo il suo testo, lo storpiò in modo che
-si tradì. Dice di fatti che a dì 4 Marzo 1495 vennero a Venezia due
-ambasciatori del Moro, e che furono condotti «_con gli patti_ alla casa
-del duca di Ferrara» (c. 108 t.º), dove alloggiarono. Ma il Sanuto avea
-detto «_con li piati_» (pag. 252), cioè con quelle barche molto capaci
-e bene adorne che si usavano in simili circostanze. Ad ogni modo, il
-plagio del Guazzo non mi fu sempre del tutto inutile. Egli aveva sotto
-gli occhi un testo migliore di quello di cui ho dovuto servirmi, e ho
-potuto così in più d'un luogo ristaurare la lezione o supplire le sue
-mancanze. Vedi, per es., a pag. 393.
-
-[12] Lo dice egli stesso (pag. 218, 221) nella _Cronachetta_,
-che pubblicai nel 1880 (Venezia, Visentini), per le nozze
-Papadopoli-Hellenbach.
-
-[13] XXII, pag. 401 e segg.
-
-[14] Contiene i dogadi di Pietro Mocenigo, Andrea Vendramino, Giovanni
-Mocenigo, Marco Barbarigo e i primi anni di Agostino Barbarigo.
-Nell'edizione muratoriana la storia di questi dogi non occupa che una
-cinquantina di colonne (1201-1252); nel mss. originale un grosso volume
-di quasi 800 pagine. Ho dato un saggio dell'importanza di questo mss.,
-pubblicando _Il Dogado di Pietro Mocenigo_ (per le nozze Acquaviva
-d'Aragona-Mocenigo, Venezia, 1882, Visentini), in modo che appaia il
-vantaggio del mss. inedito sulla edizione del Muratori.
-
-[15] BROWN, _Ragguagli_, III, 79.
-
-[16] _Ibid._, III, 102.
-
-[17] Leggesi anche negli _Annali_ del MALIPIERO, _Archivio stor.
-ital._, VII, p. I, pag. 399 e segg.
-
-[18] Si legge distesamente in DUMONT, _Corps... diplomatique_, t. III,
-p. II, p. 531 e segg.
-
-[19] Queste circostanze non erano sfuggite al Sanuto. Egli nota,
-per esempio, (pag. 627) l'assenza dei Provveditori veneziani, e le
-acclamazioni della folla che «_una voce_ gridava: Viva! Viva San Marco
-che mantien la fede!»
-
-[20] Anche omise i prudenti consigli, che poi il sig. d'Argenton diede
-al Re, a cui «non parse de far questo, et intravene la rota et vergogna
-soa al Taro». SANUDO, _La Spediz._, pag. 395. In generale è notevole,
-che tutte le particolarità (e non sono poche) poco onorevoli ai
-Francesi, sono tutte omesse dal Guazzo. Vedi, p. e., a pag. 210, 241,
-267, 291, 309, 344, 393, 479, 488 ecc. ecc.
-
-[21] Mons. d'Argenton aveva in fatti il suo alloggio nell'isola di S
-Giorgio Maggiore (pag. 88-89).
-
-[22] È curiosa una conversazione che il veneto secretario d'ambasciata
-ebbe a Costantinopoli con alcuni pascià. Aveva egli annunziato al
-sultano la lega conclusa ai danni di Carlo VIII, e «quattro bassà
-de' primi», a' quali la lega «pareva molto di novo, gli dissero:
-Come va queste cosse? El signor Ludovico ha fatto venir el re de
-Franza in Italia, et a hora ha fatto liga? La Signoria, si la voleva,
-nel principio poteva ostar a la venuta, et l'ha lassato venir et
-prosperar; et a hora è stata causa di sta (_questa_) liga. El Papa
-prima era in amicitia con el Re de Napoli, poi dette el passo al
-Re de Franza; et pur è dentro (_nella lega_). El Re de Spagna li ha
-promesso fede et bona paxe, et have do contadi; et pur è contra esso
-Re de Franza. Et l'Imperator era pur so amigo etc. A le qual parole
-saviamente ditto secretario rispose, dicendo havevano fatto questa
-liga per conservatione di Stadi loro, et senza nuocer a niuno. Ma
-loro concludeva, le cosse de Italia hora era piova, hora era sol etc.»
-(pag. 374). Come si vede, c'era più buon senso a Costantinopoli che in
-Italia.
-
-[23] _La guerra dei pirati_, I, 201.
-
-[24] «A hore una di notte venne uno vexentin, _bandito di Vicenza_,
-chiamato Basilio de la Scuola, el qual era stato in campo dil Re, et
-ozi, partito di Verzel mostrando andar a Turin, venne da' nostri et
-referì....» ecc. ecc. (pag. 557).
-
-[25] Di fatti nel tomo primo dei _Diarii_, il Sanuto aggiunge che
-Basilio fu bandito per omicidio (col. 704). Negli archivi di Vicenza
-non si è finora scoperto il processo che precedette questa condanna.
-Vedi, per altro, come si comportasse lo Scola rispetto a Carlo VIII,
-negli _Errori vecchi e documenti nuovi_, che ho pubblicati nel 1882 (p.
-135 e segg.). Anche questa notizia si deve aggiungere alla biografia di
-Basilio.
-
-[26] _Gli artisti ed artefici che lavorarono in Castel nuovo a tempo di
-Alfonso I e Ferrante I d'Aragona_. Napoli, 1876, p. 10 e seg.
-
-[27] «Do galeaze venute con vittuarie da Marseia».
-
-[28] Anche il Guazzo, a dire il vero, ricorda «le porte enee di
-Castelnovo di Napoli» (c. 192), tra il bottino che si raccolse a
-Rapallo. Ma la notizia era campata in aria, perchè, copiando in questo
-luogo il Sanuto, non si ricordava di avere omesso il cenno sulla rapina
-ideata di quelle porte.
-
-[29] Il Guazzo, che fu soldato, non avrebbe dovuto sopprimere su questa
-battaglia tante importanti particolarità, che il Sanuto ci conservò.
-Vedi, per esempio, la premura di conservare le artiglierie da campo
-(pag. 488, 490 ecc.), che i Francesi ebbero più care delle cose del re
-(pag. 482, 491 ecc.) cadute in mano al nemico. Ma il Guazzo, che vedeva
-crescersi sotto mano il volume, non pensava che a sopprimere senza
-discernimento alcuno tutte le particolarità che rendono così istruttivo
-e così pittoresco il racconto sanutiano.
-
-[30] Marin Sanuto morì nel 1536. Dieci anni dopo, quando il Guazzo era
-sul punto di pubblicare il suo plagio, domandò al Senato un privilegio
-di stampa per «l'historie de l'anno 1493 fino al presente», storie
-che diceva di avere «fedelmente scritte... con lunghe sue fatiche
-et vigilie» (SENATO, _Terra_, filza num. 3, 28 Agosto 1546). Non
-sospettandosi il plagio, gli fu conceduto il privilegio per dieci anni,
-e le _Historie di Carlo VIII_, scritte con quelle _fatiche et vigilie_
-che conosciamo, videro la luce nel 1547 _con privilegio_.
-
-[31] Non ci parve che valesse il prezzo dell'opera l'affaticarci a
-ristaurare questo passo, che nel nostro scorrettissimo testo dice così:
-«Perchè in questo tempo non solamente vi si combatteva in questo di uno
-stato uno animo una republicha, ma, _ut ita dicam_, ecc.».
-
-[32] Le inesattezze dei numeri possono facilmente essere attribuite al
-copista: non ci permettiamo peraltro di mutar nulla. Del resto è noto
-che Luigi XI mori a Plessis du Parc, a dì 30 Agosto 1483; e che Carlo
-VIII, nato nel castello d'Amboise a dì 30 Giugno 1470, fu consacrato
-nella cattedrale di Rheims il 30 Maggio 1484. Entrò solennemente a
-Parigi il 5 di Luglio.
-
-[33] Margherita andò in Francia dopo il trattato di Arras, 23 Decembre
-1482, e ne uscì dopo il trattato di Senlis, 23 Maggio 1493.
-
-[34] Carlo VIII non entrò in Rennes che dopo i simulati accordi del 15
-Novembre 1491.
-
-[35] _L'Evesque de Lombez, abbé de Saint Denys e l'abbé de Saint
-Anthoine de Viennois_ sono fra i commissarî incaricati da Carlo VIII,
-a dì 16 Settembre 1491, di stringere nuovi accordi con Innocenzo
-VIII sugli argomenti di cui parlano le relative istruzioni in
-GODEFROY, _Hist. de Charles VIII_, 1684, pag. 617 e segg. In queste
-istruzioni non si tratta peraltro delle dispense. Intorno alle quali
-dice lo stesso autore (pag. 621): «il fallut plusieurs dispenses,
-et principalement pour la resolution des mariages dans lesquels les
-parties se trouuoient engagées respectiuement, car le Roy estoit marié
-avec Marguerite d'Austriche et la Duchesse avec Maximilian Roy des
-Romains: cependant le pretexte du bien public et de la paix seruit à
-faciliter toutes choses». Le dispense accordate da Innocenzo VIII (15
-Decembre 1491) e gli atti (13 Novembre e 21 Decembre 1492) relativi
-alla clausola che _dicta Illustrissima d. Anna... rapta non fuerit_, si
-leggono in DUMONT, _Corps Diplomatique_, t. III, p. II, p. 274 e segg.
-
-[36] Veramente furono celebrate nel castello di Langeais.
-
-[37] L'ambasciata occorse nel 1492. Ne fu publicata la _Relazione_ da
-ALBERI, ser. I, vol. IV.
-
-[38] Per la somma precisa, v. DUMONT, l. c., pag. 296.
-
-[39] _Boabdil._ Ma la nostra copia legge _Meles_ (Melec?) _Bleusem_;
-e abbiam creduto meglio sopprimere questa storpiatura. Al copista si
-deve attribuire anche l'errore del numero successivo, giacchè dalla
-battaglia di Xeres de la Frontera alla conquista di Granata corse un
-secolo più di quel che è detto nel testo.
-
-[40] Il trattato fu sottoscritto in Barcellona a dì 19 Gennaio.
-
-[41] L'autore scriveva dunque queste pagine tra il 25 Gennaio 1494 e il
-21 Gennaio 1495, che tanto appunto durò il regno di Alfonso II.
-
-[42] ROMANIN, _St. docum._, IV, 424.
-
-[43] L'Aretino (_Rer. Italic._, XIX, 921 e segg.) parla di Innocenzo
-VII succeduto a Bonifacio IX.
-
-[44] Cioè successore di Innocenzo VII.
-
-[45] In questo periodo è confuso Gregorio XII con Alessandro V e
-Giovanni XXIII. Cf. MURATORI, _Annali_, ad ann. 1409, 1411.
-
-[46] Ladislao morì il 6 Agosto 1414.
-
-[47] Giovanna morì il 2 Febbraio 1435; ma, secondo il costume
-veneziano, il nostro cronista poteva assegnare alla morte della
-regina il 1434. Riguardo alle circostanze che, secondo il cronista,
-precedettero e seguirono questa morte, la confusione è manifesta.
-
-[48] Così lo chiama anche il Sanudo più sotto, aggiungendo che questo
-secondo fratello di Alfonso era gran maestro dell'ordine di S. Giacomo.
-Abbiamo quindi corretto questo luogo ove, con manifesto errore del
-copista, si davano per fratelli ad Alfonso Giovanni re di Navarra _et
-il re di Spagna_.
-
-[49] Anche qui la cronologia è difettosa. Giovanna II morì il 2
-Febbraio 1435, la battaglia di Ponza tra l'Assereto ed Alfonso accadde
-al 5 d'Agosto, l'insurrezione di Genova a dì 27 Decembre dello stesso
-anno.
-
-[50] «Il quale (Giovanni) non si fermò in Lombardia, ma ne venne a
-Firenze dove onoratissimamente fu ricevuto». MACCHIAVELLI, _Storie_,
-Lib. VI, che così emenda il racconto del Sanudo.
-
-[51] Alfonso morì il 27 Giugno 1458.
-
-[52] Non di _Lusitania_, come dice erroneamente il nostro testo.
-
-[53] Veramente fu sua sorella anche Eleonora, che nel 1428 andò sposa
-ad Eduardo, infante di Portogallo.
-
-[54] Maria, che nel 1420 sposò Giovanni II re di Castiglia, e figlio di
-Enrico III. Ora Alfonso V (figlio di Ferdinando il Giusto re d'Aragona
-secondogenito di Giovanni I re di Castiglia) nel 1415 sposò Maria sua
-cugina, figlia di Enrico III re di Castiglia. Ecco il doppio motivo per
-cui l'Autore chiama Giovanni II re di Castiglia _parente consanguineo_
-di Alfonso V.
-
-[55] I documenti che espongono questi fatti con precisione, vedi in
-LUNIG, _Codex Italiae diplomat_., II, 1257 et segg.
-
-[56] Apparteneva a questa ambasceria anche Girolamo Tuttavilla.
-
-[57] Vedi BASCHET, _La Diplomatie Venitienne_, pag 302, 303.
-
-[58] Gentile Becchi.
-
-[59] Giovanni Villiers, abate di San Dionisio di Parigi, e sin dal 1473
-vescovo di Lombez, da Alessandro VI (21 Agosto 1493) creato Cardinale
-prete del titolo di S. Sabina.
-
-[60] _More veneto_.
-
-[61] Alessandro Caraffa.
-
-[62] Nato a dì 27 Luglio 1469, Ferdinando non aveva ancora venticinque
-anni compiuti.
-
-[63] Ferdinando nel 1446 sposò Isabella figlia di Tristano di Clermont
-e della contessa di Copertino.
-
-[64] Cardinale diacono del titolo di S. Adriano (1477) e Arcivescovo di
-Taranto (1478), m. a Roma 1485. Cf. NOTAR GIACOMO, _Cronica di Napoli_,
-p. 96, 140, 143, e BURCHARDI _Diarium_ (edit. Gennarelli), pag. 72
-nota.
-
-[65] Morto a venticinque anni, il 26 Ottobre 1486.
-
-[66] Eleonora morì l'11 Ottobre 1493.
-
-[67] Morto Mattia Corvino, Beatrice sposò il successore Ladislao. Si
-sa peraltro qual conto facesse costui della moglie, che pure gli aveva
-agevolata la via del trono. E forse anche per questo l'Autore la dice
-vedova.
-
-[68] Cioè di Ferdinando il Cattolico.
-
-[69] Un figlio Carlo morì fanciullo. L'_ynfante_ qui ricordata è
-Giovanna, che poi sposò il nipote proprio, re Ferdinando II.
-
-[70] «Madamma Cianzia de Aragonia figliola naturale dello illustrissimo
-Signore Duca de Calabria et de madamma Trusia... Gazulla,» doveva
-sposare Onorato Gaetani ma sposò invece Goffredo Borgia. NOTAR GIACOMO,
-p. 163, 178, 180, 182. Cf. TRINCHERA, _Cod. Arag_., II, 199.
-
-[71] Giovanni Borgia, eletto da Sisto IV arcivescovo di Monreale in
-Sicilia, creato da Alessandro VI, a dì 31 Agosto 1492, Cardinale prete
-del titolo di S. Susanna.
-
-[72] Questo ambasciatore era in Napoli, il giorno dell'incoronazione
-di Alfonso (BURCHARDI _Diarium_, pag. 312). Il SUMMONTE dice che
-ambasciatore Spagnuolo in Napoli era a questo tempo il Vescovo di
-Tarragona (_Dell'Historia_ ecc., ed. Bulifon, t. III, p. 483), cioè
-Don Gonzalo Fernandes de Heredia, già governatore di Roma (BURCHARDI
-_Diar_., p. 250), e del quale vedi il VILLANUEVA, _Viage literario a
-las Iglesias de Espana_, XVIII, 42, XX, 20. Ma dice il SUMMONTE che
-l'ambasciatore spagnuolo assistette personalmente alla ceremonia, il
-BURCARDO invece asserisce che non vi fu presente, per questione di
-etichetta. L'Arcivescovo di Tarragona e il governatore di Catalogna
-sarebbero dunque due persone diverse?
-
-[73] Più di duecentomila dice il SUMMONTE, ibid., 482. Ottomila il
-_Diarium_ BURCHARDI (pag. 307), con cui si dovrebbe paragonare, in
-tutte le sue circostanze, questo racconto.
-
-[74] «Il Re cantò l'evangelio... con un tanto eccellente modo, che
-parve fusse stato gran tempo prete et a quell'officio usato». SUMMONTE,
-ibid., p. 488.
-
-[75] Ippolita Sforza, moglie di Alfonso, era morta fin dal 19 Agosto
-1488. La regina di cui in questo luogo si parla è dunque Giovanna
-di Aragona, vedova di re Ferdinando. Chi ne fosse peraltro il
-nipote, ricordato qui dall'Autore, non saprei dire con sicurezza.
-Sospetterei che fosse «Don Henricus de Aragonia frater consobrinus
-reginae Neapolitanae et nepos regis Hispaniarum» (BURCHARDI _Diarium_,
-pag. 290), il quale cavalcava appunto a sinistra di don Goffredo
-nell'entrata solenne del cardinale di Monreale, ed assistette
-all'incoronazione di Alfonso, ove doveva tenere e tenne di fatti il
-pomo durante la ceremonia (ibid., pag. 284, 311).
-
-[76] Di questo fratello naturale di Alfonso II vedi i _Ricordi_ di
-FILIPPO DI VIGNEULLES, nell'_Arch. Stor. Ital_., Serie I, App. IX, 232,
-e BURCHARDI _Diarium_, pag. 145, 290.
-
-[77] «Nihil mihi in hoc convivio singulari singulariter placuit,
-praeter credentiam, quae pulcherrimis et magnis vasis aureis et
-argenteis ornata erat; existimavi ea quae ibi exposita erant ad
-circiter ducatus XL m.». Burchardi Diarium, pag. 316.
-
-[78] È la sesta fra le orazioni di M. A. SABELLICO, _Operum_, ediz.
-1560, vol. IV, col. 497.
-
-[79] Pietro de Aranda, della cui dignità e delle cui vicende vedi il
-_Diario di Burcardo_ in ECCARDI, _Corpus historicum Medii Ævi_, vol.
-II, col. 2095, 2097, 2112.
-
-[80] «Postquam..... ad divini numinis timorem excitaris» legge
-correttamente il DUMONT, _Corps dipl._, t. III. p. II, pag. 316.
-
-[81] Supplisci col DUMONT: «Rex Alphonsus avus ejus, deinde Ferdinandus
-pater, cui successit rex, qui per praedecessores ecc.». Loc. cit.
-
-[82] Gli errori dell'amanuense o del traduttore corregge questa
-lezione: «Exponendo vires et conatus nostros in resistentia facienda,
-ne dictus Rex Franciae aliqua victoria contra nos potiatur, et contra
-fratrem Suae Majestatis». DUMONT, l. c.
-
-[83] «Quod velit facere omnem resistentiam et se defendere contra
-ipsum, et deviare ne frater suus capiatur ex manibus nostris, quos
-exhortetur et stringat, quod pro quanto cari pendant amicitiam suam,
-debeant esse adjumento et defensioni nostrae et regis Alphonsi terra
-marique, et quod omnes amicos nostros et primum regem habebit pro bonis
-amicis suis, et nostros inimicos pro inimicis». DUMONT, l. c.
-
-[84] «Fiolo de 4 Sultani de Latheath cainf», leggeva la nostra copia,
-che abbiamo emendata col DUMONT, ibid., pag. 317.
-
-[85] «Quod si vita careret» legge il DUMONT, ibid.
-
-[86] «Antequam sit nobis dictum corpus datum, et per vestros meis
-consignatum». DUMONT, ibid., pag. 318.
-
-[87] Alonso de Sylva, intorno a cui vedi Prescott, _Storia di Ferd. e
-d'Isab_., traduz. ital., Firenze, 1847, vol. II, p. 316.
-
-[88] De Bidant, o De Bidaut, è detto anche in Godefroy, Histoire, pag.
-194. Ma è noto che l'ambasciata spedita nella primavera del 1494 da
-Carlo VIII in Italia, era composta: I. dell'Aubigny; II. del vescovo di
-s. Malo, Guglielmo Briçonnet; III. di Giovanni Matharon, presidente di
-Provenza; IV. di Perron de Basche.
-
-[89] Specie di nave. _Arbatoze_ le chiama NOTAR GIACOMO, _Cronica_,
-descrivendo l'armata del re Alfonso, pag. 183. E. B. SENAREGA, _De
-rebus genuensibus,_ in _Rer. Italic. Script_., vol. XXIV, col. 539:
-«Tertium genus navium, quod _Arbatociam_ appellabat, quod ad majores
-bombardas emittendas aptius erat».
-
-[90] Pietro d'Urfè.
-
-[91] Queste galere _per forza_, sarebbero le _barche forzae_ di cui
-parla il MALIPIERO (p. 321) negli _Annali_?
-
-[92] Fra la galea di Giammaria Pignatello e la fusta di Giampaolo da
-Capri si legge nella nostra copia: «Galie 7 armate et armate in Puglia
-e Terra d'Otranto». Probabilmente qui l'A. traeva la somma delle galee
-(27) precedenti, indicando in quali province fossero armate. Il che si
-conferma dall'indicazione che segue a questo elenco, ove le galere si
-contano a ventisette e non più.
-
-[93] Queste altre _barze_ non compariscono nella somma di cinquantuna
-vela, che segue immediatamente.
-
-[94] Nel grande Archivio di Napoli manca il carteggio diplomatico di
-Alfonso II, probabilmente dato alle fiamme nella popolare insurrezione
-del 1647. Dal primo repertorio dei Quinternioni di Calabria citra
-ed ultra risulta che per diploma di Ferdinando (27 Aprile 1463)
-Francesco Siscar ebbe la terra di Ajello, tolta per ribellione a
-Sansonetto Sersale di Sorrento. Della famiglia Siscara, venuta in
-Napoli con Alfonso I di Aragona, e di Paolo (che probabilmente è il
-nostro ambasciatore) il quale ereditò alla morte del padre (1480) il
-Contado di Ajello, vedi i _Discorsi delle famiglie nobili del regno di
-Napoli del sig._ CARLO DE LELLIS, Napoli, 1654, pag. 286. Tutte queste
-notizie debbo alla erudizione e cortesia del comm. Francesco Trinchera,
-benemerito direttore del grande Archivio di Napoli.
-
-[95] Giorgio Costa, portoghese, arciv. di Lisbona, fatto cardinale da
-Sisto IV.
-
-[96] Raffaello Riario, savonese, creato cardinale da Sisto IV.
-
-[97] Cesare Borgia che, dal 1493 al 1498, fu cardinale diac. di s.
-Maria Nuova, ed ebbe titolo di arcivescovo di Valenza.
-
-[98] Ascanio, figlio di Francesco Sforza duca di Milano, fatto card. da
-Sisto IV.
-
-[99] Peraltro «Baudricourt retourna en Bourgogne, dont il était
-gouverneur» dice CHERRIER, I, 430.
-
-[100] _A Berna_ dice il nostro manoscritto, che non sappiamo come
-spiegare.
-
-[101] Federigo, figlio di Roberto Sanseverino, da Innocenzo VIII fatto
-cardinale diacono del titolo di s. Teodoro nel 1489, ma non publicato.
-«Il cardinale Ascanio Maria Sforza però, bramando vivamente di creare
-un pontefice a suo talento, operò sì co' cardinali, che il Sanseverino
-fu riconosciuto dal sacro Collegio per vero e legittimo cardinale, e
-con questo carattere potè trovarsi presente al conclave di Alessandro
-VI ecc.». CARDELLA, _Memorie storiche de' Cardinali_, II, 243.
-
-[102] Bernardino Lonati da Pavia, ad istanza di Ascanio Sforza, creato
-cardinale diacono del titolo di s. Ciriaco, il 21 Agosto 1493.
-
-[103] Non dovrebbe leggersi _ravennate?_
-
-[104] Non dice così il GUICCIARDINI, I, III.
-
-[105] Crediamo inutile riprodurre i ventisette capitoli riassunti
-dal Cronista, che furono publicati testualmente da GINO CAPPONI
-nell'_Archivio Storico Italiano_, t. I, pag. 362-375.
-
-[106] È la conosciuta orazione, che non riproduciamo, e che leggesi tra
-le opere di MARSILIO FICINO (Basileae, 1576, I, 960, 961).
-
-[107] È quel medesimo documento che leggesi in MALIPIERO, _Annali_
-(_Archivio Storico Italiano_, t. VII, pag. 325-327), e che quindi ci
-asteniamo dal riprodurre.
-
-[108] Qualche leggerissima inesattezza sfuggita in questo elenco può
-facilmente correggersi coll'aiuto della nota opera del CARDELLA.
-
-[109] È l'epigramma publicato dal DE CHERRIER, _Histoire de Charles
-VIII_, II, 80
-
-[110] L'equivoco del cronista è evidente.
-
-[111] Non riproduciamo questa lettera di convocazione data da Anversa
-il giorno 24 Novembre (_VIII Kal. Decembris, vor S. Katherinentag_)
-1494, giacchè fu publicata al suo posto nei _Reichstagsacten_. Cf. J.
-J. MÜLLERI, _Reichstags-Theatrum Maximiliani_ I. p. I, pag. 199 e seg.
-Ienae, 1718.
-
-[112] Giovanni, morto nel 1504.
-
-[113] Non riproduciamo neppure questi capitoli, che sono una letterale
-traduzione di quelli che si leggono in MOLINI, _Documenti di Storia
-Italiana_, I, 22 e segg.
-
-[114] Isabella (figlia di Ferdinando il Cattolico e di Isabella di
-Castiglia) n. 1 Ottobre 1470, sposò a dì 22 Novembre 1490 l'erede
-presuntivo del trono di Portogallo, Alonso, che morì pochi mesi dopo.
-Nel 1497 sposò Emanuele re di Portogallo, e morì l'anno appresso (23
-Agosto).
-
-[115] Lorenzo Suarez.
-
-[116] Ippolita, che morì giovinetta.
-
-[117] Simone Unferdorben, fanciullo di poco più che due anni, ucciso
-dagli ebrei in Trento il 23 Marzo 1475 secondo gli _Annali del
-principato ecclesiastico di Trento.... reintegrati e annotati da_
-TOMASO GAR, Trento, pag. 352-358.
-
-[118] Intorno a questo prelato vedi PRESCOTT, ibid., p. II, cap. V.
-
-[119] Perkin Warbee, noto impostore, di cui v. HUME, cap. XXV, XXVI.
-
-[120] «Et l'havere di pretio della Reina» legge il GUAZZO.
-
-[121] «Labarde» legge il Guazzo.
-
-[122] La nostra copia è così scorretta, che disperiamo di restaurare
-il testo genuino. L'eruditissimo B. Capusso ci avverte peraltro che il
-secretario vecchio, di cui qui si parla, è Antonello Petrucci, «che si
-sa aver avuto il suo palagio nella piazza di S. Domenico».
-
-[123] Altro luogo inesplicabile della nostra copia.
-
-[124] La nostra scorrettissima copia leggeva: _Ovo nicro novo_ ecc.,
-e non sapevamo come correggere il passo. Speravamo di trovare questa
-iscrizione o in qualche antica _Guida_ di Napoli, o in altra opera
-storica. Ma riuscite indarno le nostre ricerche, ci siamo rivolti
-all'eruditissimo ed illustre sig. Bartolommeo Capasso, che gentilmente
-ci rispose: «Sui due versi del Castel dell'Ovo debbo dirle che essi
-non sono riportati, nè sono in qualunque maniera indicati in alcuno dei
-nostri patrii scrittori, sì editi che inediti. E siccome le descrizioni
-che abbiamo di Napoli, alquanto particolareggiate, non sono più
-antiche del secolo XVI, così bisogna supporre che fin da quel tempo
-non esistessero più. Verisimilmente dovettero sparire nell'assedio
-posto al castello dal Gran Capitano, nel quale Pietro Navarro, come
-credesi, fece le prime pruove delle sue mine, e con esse abbattè l'arco
-che dalla strada di S. Lucia immetteva al ponte del Castello, ove quei
-versi dovevano leggersi. In ogni modo, mancandoci il confronto di altri
-esemplari, non si può rettificarne gli errori con la lezione migliore.
-Ho cercato quindi di divinare il senso dell'epigrafe colla storia
-del castello, ed ecco dopo molto meditarvi su la mia congettura sul
-proposito.
-
-«Nella _Cronaca di Partenope_, volgarmente attribuita ad un Giovanni
-Villani napoletano (l'edizione più facile a trovarsi è quella del 1680
-di Napoli, nella _Raccolta di vari libri_ ecc.), tra le altre opere
-di magia che si dicono fatte da Virgilio a beneficio dei Napoletani,
-trovasi la _consecrazione_ di un ovo, che il poeta avrebbe chiuso in
-una caraffa di vetro, e depositato in un luogo secreto e ben custodito
-del Castello marino o del SS. Salvatore a mare, perchè ne fosse, per
-dir così, il Palladio, e ne dipendessero i fati da quello. Nella stessa
-_Cronaca_ (cap. 46 del lib. III) si narra che al tempo della regina
-Giovanna I, quando Ambrogio Visconti, figliuolo naturale del duca di
-Milano, fuggì dal detto castello, ove era prigione, ruppe la caraffa,
-_e tutti li edifici antichi del castello se diruparo_. Allora la regina
-lo fece di nuovo riedificare, _et perchè non avesse perduto lo nome
-del detto castello, fece includere lo ovo in uno vassello di vetro, più
-bello, et più sottile et megliore_.
-
-Ora, posto ciò, io leggo i due versi: _Ovo nicro novo non sic turbor
-ovo dorica castra cluens tutor temerare timeto_, così: _Ovum_ (_in_)
-_vitro novo_, sottintendendo _clauditur_ o altro simile; il vitro
-benissimo poteva scambiarsi in _nicro_; _non sic_ (_ego_, parla il
-castello) _turbor_ (_ab_) _ovo. Dorica castra cluens tutor_ (assicuro,
-difendo); _temerare timeto_. Il _dorica castra_ allude evidentemente
-all'origine greca della città».
-
-Siano grazie all'eminente erudito che volle aiutarci colle sue dotte
-induzioni. La sua assicurazione, che l'epigramma sopra detto non è
-ricordato da alcuno scrittore napoletano edito e inedito, è una prova
-evidente della diligenza con la quale il nostro Sanudo raccoglieva le
-memorie non solamente di Venezia ma di tutta l'Italia. Alla cronaca
-del Sanudo, dice di fatti lo stesso illustre sig. Capasso, debbo
-«la cognizione di parecchi particolari intorno alla città di Napoli
-specialmente, che sono taciuti dai nostri cronisti, ed ignorati dai
-patrii scrittori».
-
-[125] «A sì che tal Signoria di Venetia sapere non puotevano come
-quelli oratori voleano far lega», così il Guazzo.
-
-[126] «Nascondeano i prelati di Roma nei monasteri le loro cose,
-andando il re di Franza a Roma di qualche novità dubitando». Guazzo.
-
-[127] Leggesi stampata in seguito al discorso di Leonello Chieregato,
-che troveremo ricordato qui appresso.
-
-[128] Leggesi in un libretto del tempo, del quale ho veduto due
-esemplari nella Biblioteca Marciana, ma senza alcuna nota tipografica.
-Trattandosi di un discorso che andò già per le stampe, credo inutile
-riprodurlo.
-
-[129] «Per i capitoli haveano con il Re di Franza», aggiunge il GUAZZO
-c. 138.
-
-[130] Questo elenco (molto più particolareggiato di quello che
-leggesi in MALIPIERO, _Annali Veneti_, I, 339 e segg) fu trascritto
-letteralmente e publicato dal GUAZZO, _Historie.. ove se contengono la
-venuta et partita di Carlo Ottavo_ (Ven., 1547), e 151 t.º e segg.
-
-[131] Anche questo elenco fu publicato tale e quale dal GUAZZO,
-_ibid_., c. 155 e seg.
-
-[132] «Et essere in inimicicia con Genoesi, et volendo tornare in
-Franza gli fea di bisogno tenere la volta di Pontremolo, et ritornare
-per la via ov'era venuto» dice il GUAZZO (c. 158), che aveva
-sott'occhio un esemplare di questa cronaca più corretto del nostro.
-
-[133] Anche questo elenco si legge in GUAZZO, _ibid_., c. 163.
-
-[134] È trascritto nel GUAZZO, col titolo: _Armata de i s. Venetiani
-nel mare_, c. 165 t.º, e seg.
-
-[135] Questo breve elenco si legge in GUAZZO, c. 171 e 171 t.º.
-
-[136] Questo pure leggesi in _Guazzo_, c. 171 tº.
-
-[137] Leggesi nel GUAZZO, a c. 175 t.º e seg.
-
-[138] Questa lista fu publicata dal GUAZZO, a c. 181 t.º.
-
-[139] È l'orazione che leggesi in MALIPIERO, _Annali_ nell'_Arch. Stor.
-Ital._ t. VII. p. 1, pag. 393.
-
-[140] Leggasi anche in MALIPIERO, _Annali_, nell'_Archivio Storico
-Italiano_, tomo VII, parte I, pag. 383 e seguenti.
-
-[141] Leggesi in GUAZZO, _Historie_, c. 205 t.º.
-
-[142] Leggesi in MALIPIERO _Annali_, nell'_Arch. Stor. ital._, t.º VII,
-parte I, pag. 391, e segg.
-
-[143] «Un galeone di Franza si fu al fondo cacciato», dice il GUAZZO,
-_Historie_, c. 208 t.º
-
-[144] «Lasci da can». Guazzo, Historie, c. 211 t.º.
-
-[145] La prima pagina è in bianco.
-
-[146] «Il signor Maniscalco di Giaè, monsignor di Pienes et monsignore
-Argenton». (GUAZZO _Historie_, c. 220 t.º 221), già nominati a pag.
-608.
-
-[147] È il trattato che leggesi distesamente in DUMONT, _Corps...
-diplomatique_, tom. III, p. II, pag. 531 e segg.
-
-[148] Leggesi in MALIPIERO, _Annali_, nell'_Arch. Stor. Ital._, t. VII,
-p. I, p. 399 e segg.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-
-
-
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-Marino Sanuto
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-Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
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