diff options
| author | nfenwick <nfenwick@pglaf.org> | 2025-01-23 17:52:32 -0800 |
|---|---|---|
| committer | nfenwick <nfenwick@pglaf.org> | 2025-01-23 17:52:32 -0800 |
| commit | 9d874b29067da472c60f11003b3ac1ab22d49994 (patch) | |
| tree | 39bb70bc3e6ec56ceaf2e227415de3b382da6114 | |
| parent | c4d3b99560502e46d50d4f52de4181ffd708a377 (diff) | |
| -rw-r--r-- | .gitattributes | 4 | ||||
| -rw-r--r-- | LICENSE.txt | 11 | ||||
| -rw-r--r-- | README.md | 2 | ||||
| -rw-r--r-- | old/64004-0.txt | 28353 | ||||
| -rw-r--r-- | old/64004-0.zip | bin | 651002 -> 0 bytes | |||
| -rw-r--r-- | old/64004-h.zip | bin | 906923 -> 0 bytes | |||
| -rw-r--r-- | old/64004-h/64004-h.htm | 33777 | ||||
| -rw-r--r-- | old/64004-h/images/cover.jpg | bin | 235740 -> 0 bytes |
8 files changed, 17 insertions, 62130 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..d7b82bc --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,4 @@ +*.txt text eol=lf +*.htm text eol=lf +*.html text eol=lf +*.md text eol=lf diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize +this eBook outside of the United States should confirm copyright +status under the laws that apply to them. diff --git a/README.md b/README.md new file mode 100644 index 0000000..d033ae8 --- /dev/null +++ b/README.md @@ -0,0 +1,2 @@ +Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for +eBook #64004 (https://www.gutenberg.org/ebooks/64004) diff --git a/old/64004-0.txt b/old/64004-0.txt deleted file mode 100644 index 46bcc95..0000000 --- a/old/64004-0.txt +++ /dev/null @@ -1,28353 +0,0 @@ -Project Gutenberg's La spedizione di Carlo VIII in Italia, by Marino Sanuto - -This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most -other parts of the world at no cost and with almost no restrictions -whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of -the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - -Title: La spedizione di Carlo VIII in Italia - -Author: Marino Sanuto - -Editor: Rinaldo Fulin - -Release Date: December 10, 2020 [EBook #64004] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA SPEDIZIONE DI CARLO VIII *** - - - - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - - - - - - LA SPEDIZIONE - DI CARLO VIII - IN ITALIA - - RACCONTATA - DA MARINO SANUTO - - E PUBBLICATA PER CURA - DI RINALDO FULIN. - - (Estratto dall'ARCHIVIO VENETO, Serie I). - - - - VENEZIA - TIPOGRAFIA DEL COMMERCIO DI MARCO VISENTINI - 1883. - - - - - _ALL'ILLUSTRE COMMENDATORE - BARTOLAMMEO CAPASSO - SOPRINTENDENTE DEI REGI ARCHIVI NAPOLETANI._ - - -_Non dovrei aver coraggio di presentarle una edizione, che io -stesso riconosco sì difettosa. Ma la bontà che Ella ha per me, e -di cui qualche traccia è in questo stesso volume, mi fa sperare che -l'accoglierà come segno dell'affettuosa reverenza e della riconoscente -amicizia_ - - _del suo affezionatissimo_ - - _R. FULIN._ - - _Venezia, Agosto 1883._ - - - - -AI LETTORI - - -Nel dare al pubblico, riunita in un solo volume, questa cronaca di -Marino Sanuto, debbo giustificare la mia fatica da qualche appunto che -mi potrebbe esser fatto. Non è già ch'io possa rimproverarmi difetto di -diligenza, ma certamente mi duole di non averla potuta riprodurre così -esattamente come uscì di man dell'Autore; e ancora più mi dorrebbe, -se alcuno potesse credere diminuito il valore della mia pubblicazione -da uno dei plagi più insigni, che la storia della nostra letteratura -ricordi. - -Prima di tutto debbo avvertire, cosa del resto già nota, che finora -di questa cronaca si conosce solamente un codice apografo, custodito -nella biblioteca nazionale a Parigi (_ital._, num. 1422, _Gaignières_, -688). Quel commentario, che il Muratori pubblicò nel volume XXIV del -_Rerum Italicarum_, attribuendolo al nostro Marin Sanuto, dopo i dubbi -del Foscarini[1] e le osservazioni del Morelli[2], fu riconosciuto -fattura di Girolamo Priuli. E parimente le notizie del Darù[3] e del -De Cherrier[4] avevano a sufficienza mostrato che il codice parigino -contiene la cronaca sanutiana; la quale, essendo ormai fatta di -pubblico diritto, rende palese testimonianza dell'Autor suo. Quel -codice, per concessione della Francia, fu dato a trascrivere nel nostro -Archivio di Stato. E si conobbe allora che il codice non era autografo, -anzi si disse (dico «si disse», perchè all'illustre storico Gregorovius -e a me, che ne abbiamo fatto preghiera, non fu conceduto pur di -vedere nonchè di esaminare quel codice), si disse adunque che era di -pessima mano. Ma le angustie del tempo, giacchè non voglio mettere -in dubbio la perizia del copista, non permisero che la trascrizione -riuscisse sufficientemente accurata. E così, tra gli errori asseriti -del codice parigino e quelli incontrastabili del moderno copista, -le difficoltà della lezione son sì frequenti e in qualche luogo sì -forti, che in più d'un caso ho disperato di restituire la dizione -genuina del testo. L'originale, a malgrado di ogni ricerca, non si è -trovato finora; giova sperare che perduto non sia, ma che giaccia in -qualche angolo dimenticato di biblioteca o d'archivio. L'edizione che -ho procurata renderà certamente più facili le ricerche; e una nuova -edizione, collazionata coll'autografo, potrebbe essere degno preambolo -alla grande pubblicazione dei Diarii, che riproduce per l'appunto gli -autografi. - -Premesse queste avvertenze, relative alla correzione del testo, -debbo aggiungere qualche osservazione a provare che la fatica mia non -fu inutile. Potrebbe indurre questo sospetto il sapere che l'opera -del Sanuto fu, ancora nel Cinquecento, sfruttata da uno scrittore -plagiario. Io spero, ad ogni modo, che il mio eruditissimo amico -Bartolammeo Capasso, il quale mi fece avvertito dell'analogia che corre -tra il racconto di Marino Sanuto e quello di Marco Guazzo, vorrà nelle -sue _Fonti_ della storia napoletana sostituire il nome del Sanuto a -quello del Guazzo[5], giacchè le _utili ed importanti notizie_, che -riguardano la storia napoletana al tempo di Carlo VIII, e che furono -o _non sapute_ od _omesse_ dagli altri storici, appartengono alla -contemporanea cronaca del Sanuto e non alle storie _quasi sincrone_ del -Guazzo. Il nome di questo scrittore non è sconosciuto, ma, a dire la -verità, non è in grande stima fra gli scrittori: il Foscarini[6] ed il -Zeno[7] l'accennano alla sfuggita; il Tiraboschi lo ricorda ma non lo -loda[8]; e se lo Scardeone[9] ed il Vedova[10] ne parlano con qualche -calore, è facile trovarne la causa, quando si sappia che il Guazzo -ebbe mantovano il padre, veneziana la madre, ma nacque in Padova, e lo -Scardeone ed il Vedova lo registrano quindi fra le loro glorie. Molte -cose il Guazzo pubblicò in prosa e in verso, fossero sue o d'altri -non cerco; ma quanto alle _Historie.., ove se contengono la venuta et -partita d'Italia di Carlo ottavo re di Francia_, esse sono da cima a -fondo copiate dalla cronaca di Marino Sanuto; guardandosi il Guazzo dal -nominarla, anzi dal fare ad essa la più lontana allusione, nell'atto -stesso che ne traduceva letteralmente l'ingenuo dialetto in uno -sguaiato italiano[11]. Unica fatica del Guazzo, e questo mi preme che -ben si avverta, fu quella di escludere le notizie che gli parvero prive -d'opportunità o d'importanza. Ma come il plagio di per sè stesso è gran -prova della sua molta impudenza, così le omissioni ci danno chiarissimo -indizio del suo scarso criterio. - -È noto infatti che Marino Sanuto, nato nel 1466, ed entrato nel Maggior -Consiglio innanzi all'età legale, non per favore di sorte ma per -opera d'ingegno[12], aveva fin dai prim'anni coltivata assiduamente la -storia. E lasciando pure da parte i lavori meno importanti, che non -mancano di pregio ma di cui non debbo ora occuparmi, il Sanuto nel -1494, cioè dire a ventott'anni, aveva già scritto la grande cronaca -delle _Vite dei Dogi_. Questa cronaca parve al Muratori degnissima -della pubblica luce; e accompagnandola di molte lodi, specialmente per -ciò che riguarda gli avvenimenti posteriori al secolo decimo, le diede -posto nella grande raccolta degli scrittori delle cose italiane[13]. -Eppure il Muratori non ben conosceva quella parte delle _Vite dei Dogi_ -che comincia col 1474: ultima parte la quale, abbracciando i tempi di -cui il cronista era stato testimonio oculare, è più ricca e più degna -di fede, ma sventuratamente è ancora quasi del tutto sconosciuta agli -studiosi[14]. Se non che in quest'ultimi vent'anni la storia di Venezia -era stata la storia di Venezia e non più; nel 1494 invece accadevano -avvenimenti, nei quali si trovava impegnata non la sola Repubblica di -Venezia ma tutta intera l'Italia. Sentì bene il Sanuto che l'argomento -incomparabilmente cresceva non pure di mole ma d'importanza, e che -descrivere i nuovi fatti non era più còmpito del cronista d'una -città per quanto grande e famosa, ma dello storico che imprendesse a -raccontar le vicende della gran patria italiana. Interrotta adunque -la cronaca, volle dettare una storia. Vero è che se egli aveva la -sincerità e l'imparzialità, non aveva le altre virtù dello storico. -Egli era sempre un cronista: un cronista infaticabile, un cronista -giudizioso, un cronista sincero, ma nulla più che un cronista; onde noi -lo vediamo interrompere subitamente la cronaca e tentare la storia, ma -poi, trascinato dalla sua indole, a cui per sua e nostra buona ventura -non fece ostacolo, discendere dalle vietate altezze all'utile benchè -modesta fatica dei Diarii, i quali riusciron infine quel monumento -meraviglioso che tutti sanno. Nella vita letteraria di Marino Sanuto, -la _Spedizione di Carlo VIII_ segna perciò il passaggio della cronaca -ai Diarii. Fu, come oggi direbbero, un insuccesso; ch'ebbe peraltro -l'inestimabile conseguenza di condurre, quasi insensibilmente, -l'operoso cronista al vero suo posto. Laonde, chi s'arrestasse alla -forma, dovrebbe dire che la _Spedizione di Carlo VIII_ è la più -difettosa composizione che ci abbia lasciato l'infaticabile uomo. -Imperciocchè in sul principio, rapidamente tracciando a luogo a luogo -la storia dei regni o delle repubbliche di cui gli accade discorrere, -egli cerca nelle vicende del passato le cause degli avvenimenti -contemporanei; ed aggruppando ed intrecciando come meglio parevagli -le notizie, si sforza di dare unità, chiarezza e rapidità al suo -racconto; ma, trascinato dall'indole e dalle consuetudini sue, ad ora -ad ora s'arresta a descrivere una ceremonia o una festa; interrompe -il racconto con citazioni distese di documenti pubblici e di lettere -private; anzi talvolta dimentica il suo argomento per lasciar posto -ad enumerazioni prolisse e non necessarie, come, per esempio, sarebbe -la lista dei cardinali viventi nel 1494; finchè, avendo a prova -riconosciuto che mentre la storia si fa non è possibile scriverla, si -risolve di notare giorno per giorno gli avvenimenti, riserbandosi a -raccontarli più tardi giusta i precetti dell'arte. Tanto egli andava -ripetendo a sè stesso molti anni dopo: «quello seguirà per giornata.... -ne farò mentione giorno per giorno, perchè poi si metterà ne la ordita -et ben tessuta mia historia»[15], la quale, a giudizio suo, non doveva -oltrepassare i quattro volumi[16]. - -Queste osservazioni ci spiegano le disuguaglianze che troviamo nel -racconto della spedizione di Carlo VIII lasciatoci da Marino Sanuto, e -ci dimostrano ad evidenza l'insigne plagio del Guazzo. L'orditura delle -_Historie_ di costui è la medesima del Sanuto: lo stesso principio, -lo stesso mezzo, lo stesso fine; anzi, nel corso dell'opera, le stesse -digressioni, gli stessi documenti, le stesse liste, perfin la lista già -ricordata dei cardinali viventi nel 1494. Solamente allorchè s'accorse -che, trascrivendo intieramente il Sanuto, oltrepassava quei limiti che -forse i rispetti commerciali gli suggerivano, tentò di abbreviarlo. -E cominciò dall'escludere i documenti, dell'importanza dei quali non -si accorgeva; onde, p. e., nel solo mese di Ottobre 1495, egli omise -nella sua copia una lettera di Francesco Bernardino Visconti al duca -di Milano (pag. 626), una di Piero de' Medici ad Antonio Spannocchi -(pag. 648), una di Antonio Grimani, capitano generale della Repubblica, -all'ambasciatore veneto a Roma (pag. 635), una di Girolamo Contarini, -provveditore in armata, alla Signoria[17], due di re Ferdinando II ai -suoi oratori a Roma e a Venezia (pag. 637-641), e, non che altro, il -trattato della pace conclusa a dì 10 Ottobre fra Carlo VIII e Lodovico -il Moro[18], capitalissimo fatto, s'altro ve ne fu mai in questa -guerra, e fecondissimo di conseguenze, ma sul quale il Guazzo sorvola -(c. 227), senza nemmeno avvertire le circostanze che ne accompagnarono -la pubblicazione[19]. Ora l'omissione dei documenti, che il Sanuto -conservò e che rendono così importanti i suoi libri, potrebbe mostrarci -da sola che le _Historie_ del Guazzo non sono che una imperfetta, -manchevole e affatto insufficiente riproduzione della cronaca -sanutiana. - -E tanto più se si avverta che, ad abbreviar la fatica della sua copia, -credette il Guazzo di escludere addirittura quanto il Sanuto ricorda -avvenuto in questo tempo a Venezia. Imperciocchè se si trattasse di -avvenimenti affatto stranieri all'argomento del libro, le omissioni del -Guazzo potrebbero stimarsi degne di lode; ma esse dimostrano invece -che al Guazzo mancava del tutto quel senso istorico, che nel nostro -Sanuto era si vivo e sì perspicace. Ne recherò qualche esempio. Noi -sappiam bene che la politica era a Venezia maneggiata esclusivamente -dall'aristocrazia; ma c'inganneremmo a partito se noi credessimo -altresì che il popolo di Venezia fosse straniero o indifferente al -contegno politico dell'aristocrazia dominante. Il Sanuto ci rappresenta -più volte la piazza di S. Marco gremita, durante questa guerra, di -popolo, e ci racconta che «tutti, quando era Pregadi suso, mormorava» -(pag. 460). Era molto naturale che il popolo di Venezia seguisse con -ansietà l'andamento delle pubbliche cose, giacchè la guerra rendeva -necessari nuovi sacrifizi ogni giorno, e «la Terra era quasi suspesa -et _in magnum quid_» (pag. 435). Eppure questo popolo dava di sè -agli stranieri uno spettacolo meraviglioso, offerendo spontaneamente -alla patria le sue fortune. Il sig. d'Argenton, che in quel tempo era -ambasciatore di Carlo VIII a Venezia, si recò un giorno alla Camera -degli imprestiti «per veder el modo se pagava et scodeva. Et visto -in quel zorno gran moltitudine de brigata che portava danari, _adeo_ -el cassier non poteva suplir de scuoder, ste' molto admirato, che in -li altri luogi si stenta assa' avanti che si possa haver una minima -quantità, et qui scodevano tanti danari portati da' cittadini nostri -_voluntarie_ (pag. 269);... sì che per questo», conchiude trionfalmente -il cronista, «si puol conjecturar la magnanimità de Venetia» (pag. -435). Vero è che il Governo non lasciava da parte sua di svegliare le -passioni generose del popolo, e colle pubbliche preghiere (pag. 453) -e colle pubbliche pompe, fra cui dev'essere ricordata la processione -solenne, la quale attirò sulla piazza quasi settantamila persone, e fu -condotta con sì pittoresca magnificenza che non ce ne potremmo fare -un'idea senza la descrizione minuta che ne ha lasciato il cronista -(pag. 299 e segg.). Alimentavasi così l'entusiasmo del popolo, il -quale prorompeva talvolta in parole ed in atti che dispiacevano forte -all'ambasciatore francese. Questi ne porse anzi querela alla Signoria, -ma il «sapientissimo principe» gli rispose: «Non vi meravigliate; -in questa terra nostra il popolo è libero e liberamente parlano, et -hanno gran ragione» (pag. 309). Nè fu questa l'unica volta che il sig. -di Commines dovesse uscire mortificato dalle stanze della Signoria. -Fervevano in Venezia le pratiche, riuscite finalmente alla lega del -1495. L'ambasciatore francese sentiva apparecchiarsi qualche gran -fatto, nè sapea quale; onde, pien di sospetto, recossi al Collegio -per averne schiarimenti e notizie. Il principe, dice il Sanuto, -«rispose sapientissimamente, secondo il solito»; sì che, badate alla -conseguenza, «sì che, _senza saper altro_, Arzenton tornò a casa» (pag. -271). Ma venne il giorno nel quale il Doge annunziò al non abbastanza -destro francese, che la lega era già stata conchiusa. Mi sembra -prezzo dell'opera riferire come l'Argenton accogliesse l'inaspettata -notizia, tanto più che il Guazzo credette bene di omettere questi -particolari che il Nostro avea registrati[20]. L'Argenton adunque -soggiunse: «Serenissimo principe, io mel suspettava di questo za -gran zorni, ma mai lo criti (_credetti_) dovesse essere... Et ditto -oratore molto maninconico tolse licentia, et vene zo per la scala -senza saludar niuno, smorto assa'. Et come fo a piedi di la prima -scala di l'audientia, ritornò suso a la porta dil Collegio, et fece -chiamar Gasparo da la Vedoa, secretario nostro de' primi, et li disse: -Replicate un poco quello ha ditto el Prencipe; come andato fuor di -fantasia. Et cussì iterum li disse la sustantia di questa naratione. -Et poi ritornò in barca per andar a San Zorzi[21], butando la bareta -in terra, facendo segni de haver gran maninconia: la qual cossa fo -mal fatta, nè seppe fenzer, come si suol far. Ma, _judicio meo_, -questo processe non tanto per el Roy quanto per lui; perchè è da -judicar scrivesse, che mai de qui non se concluderia tal liga, per le -operatione sue faceva. Perchè lui dimandava a li oratori de Milano: -Sarà el vostro duca in questa? Et loro li rispondevano: Non crediate -mai, monsignor. Et fevano come li savii fanno nel governo de' Stadi, -che dimostra a li nemici voler far una cossa, poi ne fanno un'altra. -Or ditto Arzenton molto se lamentava dil sig. Ludovico, dicendo che se -lui non era stato, mai el Roy non passava in Italia, et che lo haveva -tradito[22]. Et di tanto fastidio si buttò al letto, et la collera li -mosse, et have alquanto di fastidio, benchè li fusse mandato medici per -la Signoria, quali concluseno non sarebbe mal niuno, ma era alquanto -contaminato; come cussì fo», (pag. 285 e seg.). - -Questa scena, che pare a me così viva, parve insignificante al Guazzo, -il quale per conseguenza la omise con tutte l'altre particolarità che -ho ricordato poc'anzi, e con quelle assai più che dovrei citare se non -si trattasse qui che d'un cenno. Non posso peraltro non avvertire, -che le omissioni poco ponderate del Guazzo avrebbero privato gli -studiosi di una quantità di notizie, minuziose, se vuolsi, ma che -potevano riuscire a più d'uno singolarmente care e preziose. Tale, per -esempio, sarebbe la notizia relativa al vicentino Basilio della Scola. -Di quest'uomo, che rimase più di tre secoli sconosciuto quantunque -fosse uno dei più grandi ingegneri del Cinquecento, il padre Alberto -Guglielmotti fu il primo a raccogliere, nella sua storia della _Guerra -dei pirati_, quante più notizie potè; e, giovandosi della cortese -amicizia della famiglia Scola, la quale vive ancora in Vicenza, molte -ne trasse dai _Diarii_, allora inediti, del Sanuto. Ma la cronaca della -spedizione di Carlo VIII l'avrebbe messo in sulla via di scoprire -una particolarità, che nella vita di Basilio è molto importante. -Imperciocchè l'ingegnere vicentino non abbandonò la patria soltanto -«per seguire la milizia nelle guerre di quel tempo», come dice il -Guglielmotti[23], ma perchè ne era «bandito»[24]. Per qual motivo -fosse bandito, non dice in questo libro il cronista; ma bastava il suo -cenno per indurre lo storico ad altre indagini[25]. Assai più spesso le -notizie del Sanuto completano gl'imperfetti ragguagli che si raccolgono -altronde. Il compianto Camillo Minieri Riccio, parlando delle opere -d'arte di Castel Nuovo, ricorda le famose porte di bronzo lavorate -da Guglielmo Monaco, «che vi ritrasse la congiura dei baroni». E, a -proposito di quelle porte, aggiunge «una preziosa notizia», che il cav. -Angelo Angelucci, direttore del Museo d'artiglieria di Torino, trasse -dall'archivio Gonzaga di Mantova. È una lettera del 16 Aprile 1495 da -Napoli a Francesco Gonzaga, nella quale si dice: «_Vostra Signoria de -sapere che la M.tà del S. Re Ferante havea facto fare al castello novo -dui porte de bronzo istoriate e questui_ (Carlo VIII) _li ha facte -tore et guastare et charichare per condure via donde ogneuno ne sta -suspesso..._». Oggi, soggiungeva il Minieri Riccio, «le porte stando -al loro posto, è da credersi che per la precipitosa partenza dal Regno -di re Carlo furono dimenticate, e quindi furono rimesse al ritorno di -re Ferrante II»[26]. Il fatto non era sconosciuto al Sanuto, il quale -aveva detto che Carlo VIII «fece levar le porte di Castelnovo, che -era di bronzo, bellissime, et voleva farle cargar su dite galeaze[27], -per mandarle in Franza, et metterle a Paris, a ciò se vedesse queste -spoglie ivi a eterna memoria» (pag. 314). Ma questa notizia, poco poi -confermata dagli oratori veneziani (pag. 340), è resa compiuta dalle -particolarità relative alla battaglia di Rapallo (13 Luglio), dove -l'armata genovese sconfisse quella di Francia. Di fatti qui, tra il -bottino, erano «le porte enee di Castelnuovo di Napoli» (pag. 510), le -quali per conseguenza non erano state dimenticate, ma furono restituite -a Napoli dall'armi di Genova[28]. - -Da queste osservazioni si vede che, pure raccontando l'impresa di -Carlo VIII, il Sanuto, come nei suoi libri soleva sempre, raccolse -notizie da ogni parte e d'ogni natura; onde la spedizione francese non -deve stimarsi manco preziosa di tutte l'altre opere sue, nelle quali -gli studiosi riconobbero una inesausta miniera che di raro ricercasi -inutilmente. Ora il Guazzo, colle improvvide omissioni, non solamente -privò la scrittura sanutiana di questo suo pregio caratteristico, ma -talvolta, sopprimendo poche parole, anzi una sola, riuscì a travisare -la fisonomia dell'autore o il senso del suo racconto. Anche qui darò -qualche esempio. Parlando del privilegio, attribuito ai re di Francia, -di guarir dalle scrofole, dice il Guazzo, copiando, che Carlo VIII -«quivi in Italia molti di quel male, segnando, fece liberi» (c. 104 -t.º). Ma il Sanuto aveva detto: «qui in Italia molti del mal preditto, -segnando, varite, _ut dicitur_» (pag. 245). Il Guazzo omise questa -riserva, non accorgendosi dell'ironia di quel _dicitur_. Parimenti, -descrivendo la cerimonia dell'investitura del Moro, dice il Guazzo, -copiando, che Lodovico aveva un corteggio di quattrocento persone, -«fra molte voci che Duca! Duca! gridavano» (c. 141 t.º); mentre il -Sanuto aveva detto: «cridando i soi servitori: Duca! Duca! _ma pochi -del popolo_» (p. 159). Anche qui il Guazzo omise l'ultima frase, che -dà una diversa significazione al racconto. Insomma il Guazzo copiò, ma -copiò male il suo testo; e quando non omise del tutto le descrizioni, -come quella di Napoli, che uno dei più eminenti eruditi napoletani, -l'illustre Bartolameo Capasso, dice piena di particolari «che sono -taciuti dai nostri cronisti ed ignorati dai patrii scrittori» (pag. -237 in nota), ne soppresse senza discrezione veruna i tratti più -significativi. Basti l'entrata di Carlo VIII a Firenze, nella quale -egli passa sotto silenzio la circostanza ricordata dal Nostro, che, -«subito zonto, el Re dimandò di le medaie, cammei et porzellane di -Piero (_de' Medici_), che erano cose di grande estimatione, però che -Lorenzo suo padre (_il Magnifico_) molto si deletava; ma perchè erano -stà strafurate da li soi, et scose in li monasterii, non le potè haver» -(pag. 136). - -So che il plagiario avrebbe potuto conservare alla cronaca sanutiana la -sua integrità sostanziale, quand'anche ne avesse escluso i particolari -che intimamente non si connettono al filo della narrazione. Ma ho -voluto accennare soltanto ad alcuni di questi particolari, perchè -se fossi entrato nel vivo dell'argomento, avrei dovuto analizzar -tutto il libro. Ormai la cronaca sanutiana è stampata come le -_Historie_ del Guazzo; le confronti chi ne ha la pazienza. Basti -perciò che sull'andamento generale di tutta l'impresa, ma specialmente -nell'esposizione delle trattative riuscite alla lega del 1495, nella -descrizione della battaglia di Fornovo[29], e nella storia dei maneggi -che precedettero la pace tra Carlo VIII ed il Moro, il Sanuto ci -diede uno straordinario numero di ragguagli che il Guazzo omise, ma -che avrebbero dovuto parergli, come sono di fatti, caratteristici, -importanti, essenziali a farci conoscere pienamente gli uomini e -i fatti. Conchiuderò adunque dicendo che un superficiale confronto -delle _Historie_ del Guazzo e della cronaca del Sanuto dimostra il -plagio anche ai ciechi; ma che un esame più attento dimostra pure -che il plagio è riuscito così imperfetto da lasciarne tutta la -vergogna all'autore, senza togliere alla cronaca sanutiana la novità e -l'importanza che gli studiosi vi hanno riconosciuto[30]. - - R. FULIN. - - - - - AUGUSTINO BARBADICO VENETORUM PRINCIPI INVICTISSIMO MARINUS - SANUTUS LEONARDI FILIUS PATRICIUS TUUS VENETUS SE PLURIMUM - COMMENDAT ET OPTAT REIPUBLICAE FELICITATEM. - - -Havendo non con piccola fatica reduto in fine, Serenissimo et -Excellentissimo Principe, l'opera già divulgata degna et di farne -extimatione di la venuta di Carlo re di Franza in Italia et successo -de tempi fino l'hodierno giorno, et compita, deliberai dedicarla -a Tua Serenità, sì per esser capo di la Republica et benemerito, -_quam_ perchè sia eterna memoria che sotto Tua Sublimità sia seguito -in brevissimo tempo cose in tanto volume descritte. Et non senza -summa laude di quella vi si puol scrivere alcuna cosa, per li modi -tenuti, per le cotidiane fatiche, sapientissimi consegli, frequenti -consultationi, _non parcendo_ alla età septuagenaria, alla complexione -nobilissima, alla degnità ducal, ne la qual cercar si doverebbe di -conservarsi longamente, ma con ogni diligentia voluto esservi a tutti -consegli del Senato, primo a intrare et ultimo a ussire, antivedendo -a molte cose per le quale è seguito la grande gloria a questo -illustrissimo Stato, et ben è nominata Tua Excellentia da quel divo -Augusto Cesare, al quale se attribuisse fusse il primo huomo ne molti -secoli. Adonque la città nostra veneta sempre di Augustino Barbadico -sarà memore: conciosia che è intervenuto più ardue et importante -materie sotto il Tuo ducato, che sotto niuno altro principe che sia -stato, però che ho voluto veder li annali et croniche, et _etiam_ -qual cosa col parvulo ingegno mio ho descritto, ch'è la Vita di Doxi -_ab urbe condita_ fino a Tua Sublimità, la qual con tempo, _Domino -concedente_, si darà fuora. Perchè in questo tempo non solamente vi -si combatteva di uno Stato[31], ma, _ut ita dicam_, tutta Italia vi -andava in preda, et si sottoponeva a gente gallica, la qual, secundo -l'antiche hystorie, mai hanno potuto longamente dominar in quella, nè -mantenir alcuno Stato acquistato da loro, ma sempre sono stà scacciati -vituperosamente. Perchè havendo l'eterno Iddio posto le Alpe per -termene, che barbari e tal generatione fusseno divise dalla italica -gente, la qual parte de Italia secondo cosmographi et scriptori de -siti è la più bella parte di la terra habitabile, et più fructifera, -_licet_ poca vi sia, cussì mai non li ha lassato Iddio molto in questa -parte prosperare: cominciando da Brenno, el qual, come scrive Giustino, -venuto in Italia fece molte cose, et Roma brusò, _demum_ da Camillo -romano fu scacciato de Italia; et cussì in varii tempi leggendo le -hystorie si trova Galli esser stà sempre scacciati, et simile altre -generatione barbare venute più volte per quella subjugare, zoè Hunni, -Gothi, Ostrogothi, Longobardi, Ungari et altre gente lontane, che per -non tediare Tua Sublime Signoria, qui pretermetterò dover narrarle. -Quanto aduncha questa Italia e tutti li potentati siano obligati, da -poi quello dal qual procede il tutto, a questa inclita Republica, per -le cose successe, per mi _verissime_ qui descritte, si vederà, per -haver scacciato quello che sotto specie di andar contra infideli voleva -depredarla. Quanto re Ferando di Napoli deve adorare il tuo nome come -rappresentante del Senato, per esser con le tue forze et sapientissimo -governo ritornato nel regno, el qual di voluntà havea lassiato, et -parte di quello recuperato et va per giornata recuperando; _sed de -his hactenus_. Concludendo vi si puol dire di Venetia: _Dum mare -delphinos, dum caeli clara tenebunt sydera; dum gratas tellus dabit -humida fruges; dum genus humanum sua deget saecula terris, splendor -erit toto Venetum celeberrimus aevo_. In questa opera aduncha leggendo -si vederà, invictissimo Principe, tutto il successo, giorno per giorno, -da poi la partita di Carlo re di Franza fino alla sua ritornata, et -_non solum_ quello Sua Majestà seguiva, ma _etiam_ quello in diverse -parte de Italia _uno et eodem tempore_ si faceva, cosa non senza -grande fatica et continua sollicitudine investigata. Et sopra tutto la -verità, perchè questo è potissimo in historia; come _etiam_ feci de la -Ferrarese guerra, intitolata al Serenissimo Johanne Mocenico antecessor -Tuo, sotto dil qual ducato la fue, ne la qual _etiam_ Tua Excellentia è -nominata, per quello che _tunc_ in diverse legationi si adoperò. Or in -questa ho tenuto un modo assà chiaro per non confondere li lectori di -tempi. Et ancora, Principe Serenissimo, quando da le fatiche publiche -harai alquanto di ocio, leggendola, son certo troverai cose degne di -memoria et varie, et _fortasse_ a molti incognite, che sarà di summo -contento a Tua Sublimità, et a questo mio gloriosissimo Senato, et -molto gratissima a quelli leggeranno et hanno piacer de historie, et -sapere li facti in Italia seguiti, opera di grande utilità, _maxime_ -a quelli che partengon salire al governo publico. Et benchè ne sia -molti che tal gallica historia habbi descripto sì in latino, come Marco -Antonio Sabellico, huomo litteratissimo et veterano in tal cose, et -altri nel sermon materno; et questi o con più alto stile o con nova -forma haranno formato loro scritture: ma io non curando di altro che -di la verità, ho fatto questa, _vulgari sermone_, acciò tutti, dotti -et indotti, la possino leggere et intendere, perchè molto meglio è -faticarsi per l'università che per rari et pochi. I quali, ancora che -buona fusse, son certissimo si latina l'havessi descripta, mi harebbeno -biasemato; et ben che si havesse potuto respondere quello che alli -detractori di questa li dico per mia excusatione: _mala sunt, sed tu -non meliora facis_, secondo il ditto di Marciale poeta. Adoncha con -jocunda faza receverai il piccol dono dil patricio tuo, el qual, tal -qual è, lo dono, dedico et mando a Tua Sublimità, alla qual quanto più -posso _iterum atque iterum me commendo. Vale, valeatque Excelsitudo -Tua, ut opto._ - - _Ex urbe veneta, in aedibus habitationis, anno MCCCCLXXXXV - ultimo Decembris._ - - - - -ADSIT OMNIPOTENS DEUS. - - MARINI SANUTI LEONARDI FILII PATRICII VENETI DE ADVENTU CAROLI - REGIS FRANCORUM IN ITALIAM ADVERSUS REGEM NEAPOLITANUM, ANNO - DOMINI MCCCCLXXXXIIIJ, REGNANTE ALEXANDRO SEXTO PONTIFICE MAXIMO ET - AUGUSTINO BARBADICO VENETORUM DUCE. INCIPIT LIBER PRIMUS. - - -Carlo octavo re di Franza, da poi la morte di re Ludovico suo padre, -successe nel regno, di età di anni XV, et fo incoronado a Paris ne la -chiesia de Sancto Dionysio, secondo il consueto regio, ne l'anno di -Cristo 1483[32]. Questo, _vivente patre_, stette scoso in una città -ne la Franza, chiamata Ambosa (_Amboise_), per molti anni; _adeo_ si -credeva el re Ludovico non havesse figlioli: et questo fece il padre -per dubio che li baroni non el sublevasse contra di lui, come fu facto -di esso Ludovico contra Carlo septimo suo padre. Et fu maridato in -la fiola de Maximiliano, figlio di Federico terzo imperatore, _nunc_ -Re di Romani et successore electo de li sette electori elemani a -l'imperio: nata di la duchessa di Borgogna, et per consequente sorella -di l'archiduca Philippo, che _adhuc_ in Borgogna regna, chiamata -Margarita. La qual donna, non essendo in età perfetta, expetando il -tempo dil futuro sponsalicio in la città preditta di Ambosa, sette -anni vi stette[33]. Ma esso re Carlo, cupido di augumentar el regno, -essendo morto in quello tempo el duca Francesco di Bertagna senza -figlioli mascoli, et non era rimasto di lui se non una figlia unica, -la qual quello ducato governava, era promessa in moglie a Maximiliano -sopranominato, con grande exercito vi andò, et aquistato quel regno -del 1490, in l'ultima terra di detto ducato chiamata Rennes[34] trovò -ditta madama Anna fia dil duca preditto, et quella volse per moglie, -benchè fusse con re Maximiliano promessa come ho ditto, repudiando _ex -consequenti_ la fiola di esso Maximiliano, che per esser sua moglie lì -nella Franza dimorava. Et mandoe do ambasciatori a Roma a Innocentio -octavo pontefice, i quali fue l'abbate di Santo Dionysio al presente -Cardinal, et l'abbate di Santo Antonio di Vienna per cagion di spensare -e l'una e l'altra promessa[35]. Et celebrate le nozze a Turs[36] ne la -Franza, li fo mandati per diversi potentati oratori a congratularse -sì de tal felice matrimonio, _quam_ dil paese acquistato di novo. -_Unde_ per Vinitiani vi andoe Zaccaria Contarini et Francesco Capello -cavalier, i quali ambedoi fonno di militia da esso cristianissimo -Re adornati ne l'anno di Cristo 1491[37]. Et volendo mandar la fia -di Maximiliano a uno de primi suoi baroni di caxa regia, lei minime -volse, nè il padre mai consentì, al qual _honorifice, ut decebat_, -fo rimandata. Et poi con ditto Maximiliano venne gran discordia per -tal repudiatione, et toltoli la moglie, pur a la fine, interposti -ambasciatori, _maxime_ per il re di Franza el principe di Oringia -(_Orange_), el qual era prima nimicissimo de la casa di Franza et a -l'acquisto di Bertagna molto danizoe esso Re, ma poi fu causa di far -le nozze sopraditte et _etiam_ di pacifichar fra questi do re le cosse, -come di sotto al loco suo tutto sarà descripto, _Deo concedente_. Oltra -di questo, negando di dar al re de Ingilterra el tributo assueto, -Englesi non volendo tollerar, el re Henrico che al prexente quella -isola domina, armate nave cento a Dobla (_Dover_), in persona, con non -poco exercito di persone, zerca vinticinque milia, et fo ne l'anno 1492 -dil mexe di Ottubrio, et dismontati a Cales, ch'è una terra mia trenta -vicina a l'isola predicta, et messe campo a una terra chiamata Bologna -di esso re di Franza, lontana da Cales zerca mia XVIII, et quella -strense. Et venuto exercito franzese, ne fo morti di l'una et l'altra -parte assà zente, _tamen_ poi sono pacificadi, et Carlo re promesse -dar _annuatim_ scudi sessantamilia, sì come re Edovardo havea[38]: et -cussì _etiam_ queste cosse fo conze. Ancora questo Carlo re havendo -inimicitia con Ferdinando re di Spagna, el qual in quelli tempi havea -da la setta maumecthana de Mori acquistato (non senza grande fatica) el -reame tutto di Granata, et ne l'anno 1492 a do di Zenaro intrato ne la -città di Granata, et scacciato (_Abu Abdallah_)[39] lhoro re, et reduto -sotto la pristina fede cristiana el suo dominio, che da più de 680 -anni Mori lo havea posseduto: et questa inimicitia venne con detto re -di Franza (_e_) questo, perchè esso Re di Spagna tentava di recuperar -el contado di Rossiglion et Serdania (_Cerdagna_), quali altre fiate -per don Johanne re di Ragona suo padre fonno impegnati et dati al -re Ludovico di Franza, padre di Carlo predicto, sì per danari habuti -_quam_ per zente et presidio che li prestoe, quando la Cathelogna si -ribelloe, per caxon di recuperarla. Ma, mandati ambasciatori _citra -ultraque parte_, feceno pace perpetua, et _libere_ Carlo re dette et -assignoe a Ferdinando preditto la città di Elna (_Elne_) et Perpignano, -con el resto de ditti contadi soprascritti, et feceno accordo tra loro, -acciò dil reame di Napoli non se impedisca, et la publicatione di la -paxe quivi è posta, acciò il tutto chiaramente intender se possa. - -Bando fatto ne la città di Barzellona adi 16 Settembrio[40] 1493 in -presentia di uno secretario dil re di Franza et di tre homeni d'arme -franzesi, del qual bando el ditto secretario ne ha fatto atto publico -lì in Barzellona. - -Hora aldì (_udite_) generalmente che ve fanno a sapere per parte de -la Maestà del signor re don Ferando et donna Ysabetha per la gratia -de Dio re e regina di Castiglia, de Aragona, de Lione, de Cicilia, de -Granata, de Toledo, de Valentia, de Gallicia, de Maiorica, de Sibilia, -de Cordovia, de Murcia, de Giaen, de Algarve, de Algezira, de Gibeltar, -de le isole de Canaria, conte de Barzellona, signor de Biscaia e -de Molina, duca de Athenes et Nichopatria (_Neopatria_), conte di -Rossiglion e Serdania, marchese di Erystain (_Oristano_) e conte -di Gociano, che sono state fatte e promesse e iurate vere alianze e -confederatione perpetue infra li ditti re e regina et lo illustrissimo -signor don Johan principe de le Esturie e de Girona et cet., figliolo -primogenito et legiptimo successore de le sopraditte Maestà, et in li -loro regni et terre et de loro successori da una parte, et da l'altra -lo cristianissimo signor don Carlos per la gratia di Dio re di Franza, -et per lo illustrissimo signor don Carlos principe et delphin de Vienna -figliolo legittimo del cristianissimo Re, in lo reame di Franza, terre -e signorie di quello et de loro successori da l'altra parte, in questa -maniera che hora e perpetualmente le sopraditte Maestà sono e saranno -per loro e per li loro sopradetti successori et per li loro reami, -terre et signorie, boni fradelli e amici, aliati e confederati, amico -de l'amico e nemico de l'inimico enverso de tutti e contro tutti, -senza reservatione de persone alcune, de qual se voglia condition o -dignità o stato che siano, salvo la Santità del Nostro Signor el Papa. -Et altramente, come più stensamente è commemorato ne li articoli e -capitoli de le alianze e confederatione promesse fatte e iurate infra -le ditte Maestà e per la sopraditta causa, per parte de le sopraditte -Maestà se notifica a ogni homo generalmente de qual se vuol conditione -e stato che siano de li loro regni e signorie, che liberamente habino -a conversar, negociar et contractar con ogni segurità tutti li subditi -del cristianissimo re di Franza, vegnando e andando ne li regni et -terre de loro Maestà, e cussì per converso li subditi nostri ne le -terre e regni dil cristianissimo re di Franza, cussì come si tutto -fusse una signoria unita, come per le ditte alianze e confederatione si -ha ordinato e facto et jurato. - -Et havendo cussì placato le cose de Spagna et de Ingilterra, prima -obtenuta la Bertagna, et tasentate le discordie con Maximiliano re di -Romani, essendo il regno suo pacifico, volendo imitar le vestigie de -soi progenitori cristianissimi chiamati Caroli, però che septe vi fue, -_maxime_ di Carlo figlio di Pipino re di Franza et imperatore romano, -la cui fama è grandissima, et non _immerito_ fu chiamato Magno; mosso -_etiam_ (come diceva) da zelo di la fede, per discacciar Turchi del suo -dominio et recuperar la Terra Santa, da Mori tenuta za gran tempo; et -visto molte prophetie che chiaro parla come lui doveva far molte cose, -le qual per non essere al proposito qui pretermetterò di scriverle; -mosse l'animo et fece qualche pensier di venir con grande exercito in -Italia, et _primo_ acquistar il reame di Napoli a lui, dicendo, _jure -hereditario_ dovea pervenir, la cui historia di sotto sarà scripta, -et instigato, _immo cotidie_ sollicitato dal principe di Salerno, uno -de' primi baroni dil reame di Napoli sopraditto, el qual fuggite lì -in Franza quando Ferdinando re di Napoli discazoe li baroni dil suo -reame, i quali insieme si haveano accordato contra di lui, zoè: el gran -siniscalco principe d'Ariano, conte di Capazo, principe di Bisignano, -principe d'Altemura, marchese di Bitonto, esso principe di Salerno et -il conte di Montoro con molti altri, et assà numero di baroni et quelli -di l'Aquila, dove fu molta guerra in ditto reame, aiutandoli _maxime_ -Innocentio octavo pontifice, el qual assoldoe per capitano de la Chiesa -el signor Ruberto di San Severino, _tunc temporis_ uno de primi de -Italia _in arte militari_, et questo andato con gente in reame, dove li -venne a l'incontro Alphonso duca di Calavria, che al prexente di Napoli -è re[41], fino appresso Roma, et fonno a le mani et durò la battaglia -fino la sera: tamen niuno di loro fonno vincitori. Ma li baroni, cussì -come da prima erano uniti, cussì poi tra loro hebbeno varie opinioni. -Alcuni volevano darsi a la Chiesia Romana, altri a la Signoria di -Venetia, altri chiamar Turchi in Italia in suo soccorso, et altri -volevano sublevar nel regno Renato duca di Loreno disceso di la caxa de -Anzò, che fu nepote di Renato, che za fu Re di la Puja, a cui dicevano -ditto reame dover expectare. Ma dapoi molte cede (_uccisioni?_), -pacificato el Pontifice con esso re Ferdinando, con conditione dovesse -_etiam_ far paxe con soi baroni e perdonarli le offexe, al qual -iureriano fedeltà et omaggio. _Unde_ per questo li baroni preditti -_sub fide regia_ andono a Napoli a inchinarsi et dimandar perdono: et -venuti, parte in castello de comandamento regio fonno retenuti, parte -morti, altri in carcere serrati. Ma questo sapientissimo principe -di Salerno, accorgendosi di quello li saria intervenuto, fuggite -di Napoli, et di mano di Ferdinando, incognito, con grandissima -arte, scampoe dil reame. Et gionto a Roma, d'indi partito, venne a -Venecia, _demum_ capitoe in Franza, et fu ne l'anno di Cristo 1486, -dove da quello Carlo re et quelli governava quel regno fu _benigne -et honorifice_ ricevuto, datoli provvisione et zente, nella impresa -di Bertagna fu operato, et valorosamente si portoe. Questo principe -insieme con altri baroni subito gionti terminono di metter ogni loro -inzegno ad exortar esso Re, e la sua corte et gran parlamento, che -volesseno far le vendette de ditti baroni. Questo perchè sotto la fede -dil Pontifice, di esso Re di Franza et Senato Veneto, quelli andono a -Napoli et messeno gioso le arme, _unde_ mal capitono. Benchè Innocentio -pontifice, non volendo patir tal ingiuria, comenzò quasi di novo a -far guerra con Ferdinando, et _etiam_ exortoe Venitiani a non patir -questo, i quali vi mandoe ambasciatore a Napoli Marco Antonio Morosini, -cavalier splendidissimo, acciò vedesse di conzar le cosse[42]. Et -già li baroni ritenuti erano stati morti, non vi essendo rimedio, in -fine col Pontifice et Re pacificono le cosse. Ma pur esso principe di -Salerno non restava di sollecitar in Franza che il Re venir dovesse in -Italia, et acquistar ditto reame, mostrando chiaro che alla sua corona -perveniva, benchè poco era da quelli baroni primarii gallici audito. -Et acciò meglio s'intendi è necessario di scriver il modo che ditto -reame è pervenuto alla caxa di Aragona. Questo reame di Napoli o vero -di la Puja, _alias_ dominado per re Ladislao che fu figlio di Carlo, -el qual Carlo fu chiamato di Ungaria ne l'anno 1380 da Urbano pontefice -contra la raina Zuana vecchia, la qual favoriva Clemente suo adversario -nel papato, et haveva adoptato per proprio figlio et successore nel -regno Ludovico duca di Angioia figliolo dil re di Franza, et per queste -cagioni chiamò ditto Carlo, el qual venne con ottomilia cavalli et -intrato in reame prese la ditta regina et quella uccise, et superoe -li principi. Et l'anno sequente che l'hebbe acquistato, essendo morto -Ludovico re di Ungaria senza figlioli, de volontà de tutti quelli -principi fu chiamato in Ungaria, et di quel regno incoronato ancora Re, -benchè poi per ordinatione di la Regina di Ungaria fusse advelenato -et morì. Adoncha successe nel regno di Puglia ditto Ladislao, et -regnò anni ventinove. El qual venuto in etade acquistò ancora il -regno di Ungaria, benchè per sospetto di non lo poter mantenere poi -lo vendesse, et con quella pecunia si conservò el regno di Puglia, et -diventò prudentissimo, magnanimo et ne le arme expertissimo. Et dapoi -la morte de Gioan Galeazzo duca di Milano acquistoe Perosa et molte -altre cittade, et venuto a Roma sotto color di amicitia fu cagione di -far levar tutto el popolo in arme contro Bonifacio nono pontefice[43], -nel qual tumulto furono morti, come scrive Leonardo Aretino, undece -de principali de Roma; et impaurito fortemente il Pontefice, con -tutta la corte se ne andò a Viterbo. Et essendo Bonifacio morto, -simelmente Ladislao, o vero, secondo alcuni, Lanzilao, prese Roma per -absentia di Gregorio duodecimo successore del ditto Bonifacio[44]. El -perchè Gregorio preditto, insieme con el collegio de Cardinali, privò -Lanzilao di ogni sua dignità, et similmente dil regno, et dettelo -a Lodovico figlio già de Lodovico de Angioja: et per questa cagione -vendette Cortona a' Fiorentini[45]. Et, infermato a Perosa, fu portato -a Napoli, dove fu fatto attossicare da' Fiorentini. Il modo fu che, -amando la fiola del medico suo, con la qual spesso si trovava, _tamen_ -occultamente, or fu promesso a ditto medico molta pecunia, se teneva -modo di far morire Lanzilao. La qual cosa acconsentendo el medico, -chiamò con parole dolce uno giorno la figliola, et dissegli: piacemi -che te inzegni quanto puoi, che lo tuo padre sia suocero di tanto Re -et avolo di stirpe regale: seguita pur che fazi cosa che in contento -li sia, ma se farai a mio modo, te insegnarò cosa che lui ti amerà, et -saremo tutti felici. Et lei contentissima. Or il padre fece uno veneno, -chiamato da medici Nepello, et dettelo in uno fazzoletto finissimo -alla fiola, et ordinò, quando dovea esser con il Re, si ungesse con -ditto unguento nel luogo suo genitale. Venendo adonque il Re a lei, la -giovenetta fece quanto il padre le havea imposto, et in quel modo de -subito uccise lei el Re; et il padre di tal male non rimase impunito. -Or, venuto a morte senza figlioli legittimi, successe nel regno -Gioanna seconda sua sorella del 1413[46], et regnò anni ventiuno et, -ben che la fusse di corpo femineo, fu non di meno di animo virile, -et nel governo sagace et prudente, et per havere favor nel regno si -maritoe a Jacobo conte de la Marca, el qual fra principi franciosi -per natione et virtù si diceva esser el primo; ma vedendo lei che 'l -marito voleva disponer ogni cosa senza sua saputa, sdegnata si partì da -lui, per la qual cosa si divise subito el regno in più parti, perchè -altre voleva il governo di lui, altre quello di lei, un'altra parte -voleva Lodovico de Angioia, (_un'altra_) per fin doversi chiamare in -quel regno Alphonso re de Ragona, el qual finalmente superando ogni -altro fu adoptato per figliolo di essa Giovanna, benchè poi le fusse -ingrato, et la scaccioe in poco tempo di Napoli, et la messe in una -rocca, dove finalmente morì nel 1434[47]. Adoncha questo Alphonso, -fiol de Ferdinando re di Aragona, cupido di acquistar novo regno, -essendo vicino, però che dominava la Cicilia oltra Faro, deliberoe -di passar in reame, et nel principio volendo esser da ditta raina -Gioanna adoptato, _sepius_ fo deluso, per la qual cosa passò con -grande armata et exercito terrestre nel ditto regno, et il capitano -di la Rocca marittima per forza di danari acquistoe, et cussì hebbe -quello castello, non advertendo essa regina, la qual za havea adoptado -Renato fratello di Lodovico de Angioia de la fameglia dil re di Franza, -come è scripto di sopra, et za la Puglia dominava et era in Italia, -et Alphonso preditto comenzò a seguir la ditta impresa. _Et unum non -praetermittam_ di scriver, che esso re Alphonso del 1435 combattendo -la città di Gaeta, la quale da Zenoesi era fortemente difesa, _unde_ -Zenoesi armono dodexe nave et trentacinque galie con volontà et favore -dil duca Philippo de Milano loro signore. Capitano de ditta armada -uno Biasio Axerato (_Biagio d'Assereto_) et Helya (Sorleone) Spinola, -et fonno a le mani con l'armata di ditto re Alphonso, la qual già era -benissimo posta in ordine, et per diece hore duroe la battaglia, a la -fine Zenoesi furono superiori et preseno Alphonso con doi frategli, -zoè Joanne re de Navarra et (_don Henrico_)[48], Antonio duca di Sexa -(_Sessa_), Joanne Antonio principe di Taranto et molti altri principi -et signori più di 100, et 200 cavalieri, et acquistano di molta preda, -i quali dal preditto Biasio capitano fonno presentati al duca Philippo, -el qual, essendo liberalissimo, per acquistare fama grandissima -gli riceveteno con grandissimo honor, in breve giorni li lassorno -liberamente ritornar alle patrie loro, contro il voler de Zenoesi, -i quali sdegnati si ribellono dil dominio duchesco, et caccioe fuora -Obezino (_Pacino Alciati_) locotenente dil duca, che lì in Zenoa era, -et si reduseno in libertà. Ma, ritornato Alphonso nel regno, obtenne -Gaeta. Ma in questo _interim_ sopravenne la morte di la ditta regina -Zuana[49], et restoe la guerra tra esso Alphonso et Renato preditto, -el qual za nella Puglia quattro anni havea regnato. Ma da poi molte -battaglie, ne l'anno 1442 Alphonso Renato superoe et ruppe, el qual -introe in Napoli. Dove Alphonso andatovi a campo, longa et durissima -obsidione cingete, et vi stette do anni a campo, _tandem_ per una -cava subterranea le sue zente introe in la cittade, et cussì have la -terra. Ma Renato intrato nel castello fortissimo chiamato Castelnuovo, -dove lassoe a custodia uno Antonio Calvo zenoese, el qual di assà -summa di fiorini li era debitore. Ma Zenoesi in suo ajuto li mandoe -do grandissime nave piene di munitione et de zente d'arme, sopra le -qual esso Renato con li suoi franzesi montoe, et venne a Pisa et da -poi a Fiorenza, et non potendo più haver soccorso andò in Marsegia -(_Marsiglia_) dove vi stette. Ma in quel mezzo el custode zenoese -preditto, che era in Castelnuovo, habuto da Alphonso quella quantità -di oro dovea dar a Renato, li dette et consignoe ditto castello, et -si ritornò a Zenoa. Adunque habuto Napoli, preso alcuni baroni et ad -altri perdonato, che li zurono fedeltà, _ita_ che tutto quello regno -non con piccola fatica venne sotto al suo dominio, et tornato in -Napoli sopra un carro aureo, triomphoe di tanta victoria. Benchè poi -ne l'anno 1453, che fu undeci anni da poi l'acquisto dil reame, Renato -di Andegavia preditto, desideroso di recuperar il regno, fatto liga -con Francesco Sforza duca di Milano et Fiorentini, venne con domilia -cavalli in Italia, et andoe a Fiorenza. Ma il duca Francesco fatto -gente, mutoe altro pensier, et venne contra Vinitiani, et nel Brexano -et Bergamasco prese alcuni castelli, e fatto molte cede su quel di -Pontevico, sopravenendo l'inverno, le zente andono a li allozamenti. -Ma questo vedendo Renato lassoe suo fiol Joanne a Fiorenza[50], et -si partì con cattivo animo sì contra il duca Francesco _quam_ contra -Fiorentini, però che non li haveano atteso alle promesse, e ritornò in -Marseia, dove el resto di la vita sua ivi finite. Ma el re Alphonso, -havendo regnado nel regno napolitano anni 22, dapoi sedate alcune -discordie con Fiorentini, et ancora havendo regnado in altri regni, -zoè Ragona, Spagna e Sardegna, accumulato grandissimo thesoro, morite -in Napoli, nell'anno 1456[51], et non havendo legiptimi figlioli, el -regno hyspano o vero di Ragona pervenne al maggior suo fratello don -Joanne, _jure hereditario_, di qual è disceso questo re don Ferdinando, -che al presente domina, però che Alphonso ebbe tre fratelli, lui -primo, don Johanne ditto che fu re di (_Navarra_)[52], don Henrico -maestro di S. Jacomo, et don Piero, el qual morite a l'impresa di -Napoli soprascritta, et una sorella[53], la qual fu maridata a don -Joanne re di Spagna suo parente consanguineo[54], in tempo del padre. -Ma il reame di Napoli, il qual esso Alphonso per forza di arme et con -sua industria havea acquistato, instituì et lascioe per testamento a -Ferdinando suo fiol _ex pellice_, (_quantunque_) lo ditto regno dovesse -ex instituto antiquo pervenir alla Sedia apostolica. Ma con voluntà di -suo barba re don Joanne preditto, ne l'anno 1456, Ferdinando, morto il -padre, comenzò a regnar. Benchè Calisto terzo pontefice, di nazione -Catelano, di patria Valentiano, el qual _alias_ di Alphonso re suo -padre fu primo secretario, et quello incoronoe, essendo esso Calisto -di animo excelso et magnanimo, statuì e tentò omnino di voler repeter -ditto regno, nè mai Ferdinando volse investir: ma sopravenne la morte -et fo disturbato. E da poi successe Pio secondo, di natione senese, el -qual, _licet reclamantibus_ _Gallis_, confirmoe Ferdinando nel regno, -et quello a Roma coronoe con gran pompa; ancora in parte il censo -antiquo et assueto a dar alla sedia apostolica, zoè fiorini 60 milia -_annuatim_, relassoe[55]. Ma è da saper che prima Joanne Andegavense, -_olim_ fiol di Renato, havendo inteso la morte di Alphonso, et che -Calisto non voleva investir Ferdinando di questo regno, con ajuto -di Jacomo Picenin mosse guerra a Ferdinando, et passò in Italia, et -fo a le mani con le zente di Ferdinando preditto, et quelle ruppe et -scaccioe al fiume Sarno; ma sentendo tal rotta Pio pontefice, dubitando -Franzesi non prosperasse, li mandoe contra Federico di Montefeltro duca -di Urbino, capitano di la Chiexia, insieme con el signor Alexandro -Sforza di Pesaro, et veneno _in Marsos_, acciochè Jacomo Picenin, -condutto dal duca Joanne de Angioja preditto, non potesse venir contra -Ferdinando; per le qual cose, con lo ajuto di Dio, esso re fugoe di la -Puja ditti Franzesi, per la qual vittoria molti signori, _qui gallica -arma sequebantur praeterito_, con Ferdinando si accordoe et ebber -stipendio, altri sono rotti et fugati. Ancora questo re Ferdinando -con Paulo secondo Pontifice, di natione veneto, che a Pio successe, -have alcune discordie per caxon del tributo, el qual _non solum_ non -voleva ogni anno pagar, ma voleva che li fusse lassato come papa Pio -secondo in suo tempo havea fatto. _Demum etiam_ con Venetiani nascete -qualche discordia per caxon di la ixola de Cypri, la qual al presente -pretermetterò per non esser a proposito. Et poi ne l'anno 1480 Maometh -othomano gran sultan et principe de Turchi deliberoe di acquistar la -Italia, pacificato le cosse con Venetiani, et mandoe la sua armata in -la Puja, et prese Otranto, ch'è fortissima et grande cittade, capo -di la Calavria, et quella per alcun tempo tenne. Ma sopravenendo la -morte di esso Maometh suo signor, essendo lì a campo Alphonso duca di -Calavria, di Ferdinando fiol primogenito, et Turchi non sperando più -soccorso, perchè ne li loro paesi era grandissima dissensione tra doi -fratelli, che cadauno voleva acquistar el regno paterno, _unde_ si -rendeteno a patti: _tamen_, habuto la terra, sono tutti Turchi presi, -parte morti, altri fatti presoni, et altri restoe a stipendio di ditto -Alphonso de qua in Italia. Et questa venuta de Turchi fu cagione di -cessar le novità di la Toscana, però che il re faceva gran guerra a -Fiorentini, et già in Siena esso Duca di Calavria era intrato, et _ad -libitum_ disponeva, e de lì se partì con el.... _Sed de his hactenus, -et ad propositum nostrum redeamus_. - -E vedendo adoncha esso re di Franza il suo Stato _undique_ pacificato, -ne l'anno 1493, fatto più volte a Paris consultatione di quello -havesse a far, di tuor l'impresa di Napoli _vel ne_, tra quelli dil suo -parlamento: essendo di animo generoso, di ingegno excellente, di età -di anni 24, di corpo robusto et forte, ma di effigie bruttissimo, naso -grande, di statura piccolo, et _ut plurimum_ parla poco, mosso prima, -come diceva, di volontà di Dio, però che fece far nel suo regno solenne -oratione, pregando lo eterno Iddio dovesse inspirarli qual fosse el -meglio di venir in Italia, o vero altrove metter il suo pensiero, -_unde_ pareva che tutte le oratione et quelli oravano, _maxime_ alcuni -heremiti, lo confortavano ad ogni modo a pigliar ditta impresa. _Tamen_ -molti signori del Parlamento lo disconselgiava, dimostrando ragioni -evidentissime che non era tempo di venir in Italia, narrando come -altre fiate Franzesi erano stati rotti, e che li potentati de Italia -_numquam_ soffreriano che lui vi venisse a dominar Stado alcuno, nè il -vorrebber per vicino; _etiam_ che le vittuarie mancherian, et che in -paese a loro non solito nè assueto clima era mal guerrizar, et molte -altre ragioni li erano ditte acciò si movesse di tal sua opinione et -voluntà. Ma il re preditto a tutto sapientissimamente rispondeva, -dicendo non esser maggior gloria che voler lassar memoria di fatti -loro, et che era venuto el tempo che esso Carlo dovesse far quello -diceva le prophetie, zoè passar in Italia, et andar poi contra Turchi -nemici de la Cristianità, i quali za tanto tempo hanno sempre cercato -di spenger il nome di Cristo, et ancora recuperar la Terra Santa da -Mori tenuta. Le qual cose nel principio diceva voler far, havendo lo -exempio di quello havea fatto Ferdinando re di la Spagna, che il reame -di Granata ha acquistado, et concludendo li pareva al tutto di metter -ogni cura a dover exequire il suo intento. Et essendo instigato, _ymo_ -sollicitato dal Principe di Salerno, come ho ditto di sopra, _etiam_ -da preghiere dil signor Ludovico Sforza vice conte duca di Bari, che -_tunc_ el dominio de Milano governava, et regnava, (_quantunque_) vi -fosse duca Zuan Galeazzo Maria suo nepote, et con quello fece occulti -patti et federatione, et dapoi che vi mandoe tre ambasciatori per nome -di quello Stato di Milano in Franza a congratularsi di le nozze et -acquisto di Bertagna, i quali fonno el signor Zuan Francesco di San -Severino conte di Cajazzo, el conte Carlo di Belzojoso et Galeazzo -Visconte[56]: ivi appresso il re rimase ditto conte Carlo, el qual, non -come oratore ma sollicitatore grandissimo, _cotidie_ con li signori dil -parlamento sollicitava questa venuta dil re in Italia, et _maxime_ con -monsignor episcopo di Samallo (_Saint Malo_) et monsignor Stephano di -Beucher (_Beaucaire_), i quali erano amicissimi di esso sig. Ludovico, -et quelli che contra tutti oppugnava che il Re dovesse passar in -Italia. Or la cagione che questo sig. Ludovico volesse il Re venisse, -fu che havendo questo duca Zuan Galeazzo di Milano nell'anno 1489 tolto -per moglie la figliola di Alphonso duca di Calavria, di Ferdinando re -fiol, chiamata Ixabella, donna di grandissimo inzegno, la qual venuta -con gran magnificentia a marito, celebrate le sponsalicie, _tamen_ esso -Duca per uno tempo stette che non potè usar con lei, o fusse ligato -acciò non generasse, o che se fusse, pur alla fine, _volente Deo_, la -ingravedò, et nacque nel 1490 uno fiol maschio, el qual poi baptizato -li fo posto nome Francesco. Et dubitando Ludovico che esso Duca di -Calavria, el qual _merito_ era il primo homo de Italia et sulle arme, -vedendo el genero suo al modo steva, senza haver libertà nel Stato, non -lo volesse liberar et ponerlo solo nel governo dil ducato di Milano, -el qual da esso Ludovico era occupato _sub nomine gubernationis_ dal -1479 in qua: et si pensò che movendo Franzesi a venir in Italia contra -Napoli, qualche pensier che havesse esso Duca di Calavria sopra di -queste cose di Milano fusse disturbato, et attender dovesse a difender -el suo regno, come fue. Et ancora ditto re di Franza da alcuni signori -italiani era _vehementer_ exortato, e _maxime_ da Hercule da la cha -di Este di Ferrara, nemicissimo di Venetiani per le guerre tra loro -seguite, cupido di nove cose. Questo messe a soldo dil re uno suo fiol -secondo, chiamato Ferante, et _etiam_ ne l'anno 1492 fense di aver -voto di andar a San Jacomo di Gallicia; et postosi in ordine, venuto a -Venetia con el fiol don Alphonso primario, dimostrando di recomandar el -suo Stato a quella Signoria, se ne partì, et con non piccola compagnia -andoe fino a Milano, poi ritornoe, dicendo el Pontefice lo havea -assolto di tal voto, con conditione andasse a Roma, et cussì ritornò -a Ferrara: _tamen_ non senza misterio ditta andata fue, come di sotto -al loco suo tutto sarà scripto. Et oltra di questo, _etiam_ cardinali -di la Santa Chiesia Romana dette favore et procuroe la venuta di esso -Re: come fu el Cardinal di S. Piero _in Vincula_, sì per esser episcopo -di Avignone, _quam_ per la inimicitia havea al Pontefice et odio al re -di Napoli. Adonque, terminato el re di Franza di poner ogni diligentia -per venir a la expeditione di l'impresa di Napoli, ordinato per tutto -el suo regno grande exercito, i quali a ogni suo comandamento fusseno -preparati, se ne venne a Lion, et prima deliberoe di mandar a intender -l'opinione de li potentati de Italia, et se sariano contenti di tal -sua venuta, et mandoe uno suo messo, over ambasciatore, non molto di -conditione, chiamato Peron de Basser Mastro dotel (_Perron de Basche, -maitre d'hôtel_) zoè Maistro di casa dil Re, el qual venir dovesse al -Senato Veneto et a Fiorentini et ad Alexandro sexto pontifice romano -di natione valentino, et nepote che fu di Calisto terzo pontifice, -el qual in luoco de Innocentio octavo del 1492 al decimo di Avosto -da Cardinali fu creato Papa. Et questo tal ambasciatore venne prima a -Venetia, e gionto a 8 dil mese di Luio 1493 allozoe a la Badia di S. -Gregorio, et _honorifice_ tractato. Questo portoe lettere di la Maestà -cristianissima dil suo Re alla Signoria, dinotando che voleva al tutto -venir a rihaver el suo Reame di Napoli, et però questo suo messo havea -mandato per intendere l'opinione sua, se si volevano impazzar in dar -ajuto a re Ferdinando, o quello volesseno far, et si volevano dar -passo et vittuarie, notificando quello haver bona paxe con Venitiani -confirmata ne l'anno 1485 per Hieronimo Zorzi cavalier[57], era oratore -lì in Franza, et che voleva con justa causa ottenir ditto reame di -Napoli, offerendosi etc. Al qual Venitiani, benchè non fusse creto -(_creduto_) volesse venir, pur da poi molte consultatione fatte nel -conseglio di Pregadi, per il Principe Serenissimo Augustino Barbadico -li fo risposto: Prima che si volevano aderir alla voluntà del summo -Pontifice et duca di Milano o vero sig. Ludovico, con li qual havevano -liga insieme, la qual pochi mexi avanti fue celebrata, duratura per -anni XXV, et dil mexe di April passato, nel zorno di San Marco fue -publicata. Ma che pur li volevano dir questo, che Venetiani amavano la -paxe, et che non bixognava a loro guerra, havendone habuta assai sì in -Italia, _quam_ con Turchi più di 30 anni continui; et che non erano di -sorte che si volesse impazzar in quelle cose che a loro non toccavano: -et che sapevano ben la paxe con la cristianissima Maestà dil suo Re, -la qual al tutto volevano mantenir et conservar, _etiam_ che havevano -bona paxe con la Maestà dil re di Napoli, et che non potevano nè dar -nè devedarli il passo, perchè non accadeva passar per nostre terre -e luogi, offerendosi prontissimi a conservar la amicitia antiqua con -la Sua Maestà; et altre parole di questa substantia li usoe. Et ditto -mastro Peron contento, ben che volesse in iscrittura, _tamen_ per non -esser consuetudine non li fo data, ma ben tal deliberation letta più -volte, _unde_ rimaso satisfatto se ne partì, et andoe per la via di -Ferrara a Bologna, et dal magnifico Joanne Bentivoy, che al presente -quella communità sì come signore dispone et governa, volse _etiam_ -saper si era contento di dar passo alla Maestà dil suo Re, però che -dimostrava voler far quella via; et ben che ditto magnifico Joanne -fusse soldato dil Stato di Milano, pur era a la fin di la ferma; et -dimostrò quasi esser contento di tal regia venuta. Or poi ditto Peron -andoe a Fiorenza, dove _etiam_ volse intender quello volevano far, -ben che fusse in stretta amicitia con il re di Napoli, commemorandoli -li beneficii che la città di Fiorenza in diversi tempi havea ricevuti -da la casa di Franza, _et maxime_ da Carlo Magno che, come si legge -ne le hystorie, essendo Fiorenza ruinata da Totila re de Gothi, la -redificoe et amplioe di circuito di mure, et che advertir dovesseno -le inimicitie habute con Ferdinando et quella guerra del 1478, li -qual danni ancora non erano a pena restaurati, et che sempre in ogni -loro adversità lo cristianissimo suo Re et soi antecessori l'haveano -defesi come suo protettore, sempre varentando (_guarentendo_) quella -Republica in libertà. _Unde_ Fiorentini li fece risposta, la qual -per non la saper, qui non la scriverò, ma è da judicare che da loro -havesseno miglior risposta cha di niuna altra potentia. Et questi -Fiorentini mandono do ambasciatori a Lion al re, li quali fonno lo -episcopo di Arezzo[58] et Piero Soderini. _Demum_ avanti venisse di -qua da monti ne mandono do altri, li quali fonno Guido Anton Vespuzi -cavalier et Piero Caponi, come di sotto sarà scripto. Ma questo Peron -de Basser prenominato, partito da Fiorenza, se ne andò a Roma, et -alla presentia dil Summo Pontifice, insieme col Cardinal di Santo -Dionisio di natione franzese[59], expose la volontà dil suo Roy, et -che voleva intender l'opinione et haver la investisone dil reame, sì -come tutti altri Pontifici li ha dato, et _etiam_ questo promesso, -perchè _jure hereditario_ a Sua Maestà dovea pervenir, et che l'era -stato dalla Signoria di Venetia et da Fiorentini, da li quali haveva -habuto risposta grata al suo Roy. Ma il Pontifice li rispose che non -era tempo di venir in Italia, perchè Ferdinando chiamerebbe Turchi -in suo soccorso, non potendo da altri haver ajuto, sì che saria gran -confusione, et che lui voleva conzar le differentie, et cussì fatto -la consultatione in collegio de Cardinali, li dette tal risposta: et -_statim_ ditto Peron ritornoe in Franza, et riferite al Re la relatione -sua. - -Or, zonto ditto ambasciator dal Re a Lion, referite le risposte -habute, per le qual più el Re se inanimoe, onde _continue_ ordinava -preparatione di exercito, de artegliarie portabele su carri, et -_iterum_ con li soi dil Parlamento consultoe le cose necessarie a tal -e tanta impresa. Vi era con Sua Maestà soa moglie madama Anna; et il -suo figliol primario chiamato _etiam_ Carlo Orlando, di età di anni -zerca do, rimase a Ambosa, ch'è una terra lige sie luntan da Turs, in -guardia et custodia de alcuni primi dil suo Parlamento, et in governo -di mons. duca di Borbon suo cugnato, marito di sua sorella madama di -Biau (_Beaujeu_), la qual mentre el Re era in età pueril governoe el -reame di Franza, è donna di grandissimo governo et inzegno: et cussì -qui a Lion fece molte et varie provisioni; et ordinò a molti baroni si -dovessero preparar, che al tutto voleva passar in Italia. Et mandoe a -Paris a dimandar cinquanta milia ducati o vero scudi per tal impresa. -Ma il consiglio di Paris li mandoe a dir che non erano di opinione, -per loro conseglio, che Sua Maestà dovesse tuor questa impresa, perchè -l'era pericolosa; et che non si dovesse fidar de li potentati de -Italia, nè di el signor Ludovico, et dissuadevano molto: et se pur Sua -Maestà volesse andar o mandar exercito in Italia, non li volevano dar -alcuna cosa; ma, non andando, li promettevano dar ad ogni suo piacere -scudi centomilia. Tamen per questo el Re non ristette, _imo_ deliberò -per terra e per mare far grande armata; et in Provenza ordinoe armata; -ancora a Zenoa mandoe danari, o vero el sig. Lodovico lo servite, acciò -fusse posto in ordine una grossa armata, perchè più presto potesse -obtenir il reame. Le qual cose benchè per Italia se intendesse, sì per -lettere _quam_ per mercadanti veniva di Franza, ma mai fu creto tal -venuta, maxime da Venetiani. - -Domente queste cose ne la Franza si fanno, Ferdinando re di Napoli -di casa di Aragona, el qual za sentia tal opinione de Franzesi contra -de lui, venuto da la cazza di uno loco ditto Tre Pergole, da catarro -in do giorni morite, et fo adi 25 Zener 1493[60], a hore 16; et in -quel zorno moderno Alphonso suo fiol primario, Duca di Calavria, -a cui perveniva il regno, vestito d'oro, insieme con l'ambasciator -venitiano, eravi Polo Trivisan cavalier chiamato da la Dreza, quello -di Milano, era Antonio Stanga dottor, et quello di Fiorenza, zoè -Dionisi Puzo (_Pucci_), el qual _etiam_ lui morite lì a Napoli -avanti la venuta dil Re di Franza in Italia, et con suo fradello don -Fedrigo principe di Altemura cavalcoe attorno la terra secondo il -consueto, con più di duo milia cavalli, et andoe alli sie Sezi di -Napoli, et fece le solemnità si suol far; poi introe nel domo, dove -da l'Arcivescovo[61] fu fatto alcune cerimonie; _demum_ introe in -castello, dato li signali al castellano, secondo usanza; et subito -fece suo fiol, Ferdinando chiamato, di età de anni 27[62], che era -principe di Capua, lo intituloe Duca di Calavria; et il zorno driedo -fu fatto le exequie dil Re morto, che furono bellissime, et sepulto -in la chiesa di san Domenego. Questo re Ferdinando defunto era di -età di anni 71, havea regnado anni 36, fu homo molto astuto, di -piccola statura ma molto gajardo, dilectavase assae di cazze. Hebbe -tra li altri di la prima moglie[63], che fu figliola dil principe -di Rossano uno de primi baroni dil reame, quattro legittimi figlioli -et do fie: che fu questo re Alphonso, don Fedrigo, don Joanne che fu -Cardinal[64], et don Francesco[65]. Ma il Cardinal et don Francesco zà -erano mancati di la presente vita. Le figliole: una madama Leonora, -maridada in el duca Hercules di Ferrara, la qual in questo anno, dil -mese di Settembrio[66], a Ferrara morite; l'altra fu madama Beatrice, -maridada in re Mathias di Ungaria, la qual al presente vive, vedoa[67], -in una terra lì in Ungaria chiamata Ystrigonia, però che quel regno, -morto re Mathias senza figlioli legittimi, con lo ajuto delli baroni -quello regno acquistoe Ladislao Re di Boemia, fratello dil Re di -Polonia. Ma Ferdinando, morta la sua prima moglie, per cessar alcune -discordie nascevano con il Re di Spagna suo cusino, si maridoe in -donna Joanna, sorella di questo Re di Spagna[68], di la qual hebbe una -unica figliola[69] et è chiamata l'ynfante di Castiglia, la qual manca -a maritare. Ma, come ho ditto, Alphonso habuto pacifico el regno, et -zurato li popoli homaggio et fedeltà, exortoe Alexandro pontifice che -volesse mandar a incoronarlo, et con Soa Beatitudine fece parentado, -zoè che maridoe una soa fiola, chiamata madama Sanza[70], di età de -anni 17, in don Zufrè fiol dil Papa, di anni 13, et quello venuto a -Napoli, fatto le sponsalicie che furon magne, el Re lo fece, esso don -Zufrè, Principe de Squillazi, et fo dil mese di Mazo 1494. Nel qual -tempo vi venne _etiam_ a Napoli per nome dil Papa, il cardinal Monreal -nepote dil Pontifice[71]: _licet_ in concistorio el cardinal mons. di -Santo Dionisio, di natione franzese, _nomine Caroli regis_, protestoe -non dovesse mandar a incoronarlo, attento che il suo re pretendeva che -ditto reame di Napoli fusse suo, et _de jure_ a Sua Maestà dovea venir. -Ma pur el Pontifice per questo non stette, et adi 8 Mazo in Napoli in -la chiesia cathedral, overo il domo, con grandissimo triumpho Alphonso -incoronoe. Et habuta la regia corona, intendendo per exploratori certo -che il Re di Franza preparava di venirli adosso et tuorli il regno, -comenzò a far provisione per defendersi. Era liberalissimo con tutti, -conferiva beneficii et assoldava gente, catando (_procacciandosi_) -gran quantità di denari, ponendo man al thesoro lassado per il padre, -provedendo di munitione et artegliarie a li castelli. Ma prima che -scriva alcuna provisione fatta per esso re Alphonso, scriverò il modo -de la sua coronatione. Già dil mexe di April adi 13, venne et gionse a -Napoli uno ambasador dil Re et Regina di Spagna, chiamato il governador -di Cathelogna, el qual stette alcuni zorni, et poi visitato la Raina, -sorella dil suo Re, in Spagna ritornoe[72]. - -Questo è il modo et ordine de la incoronatione dil re Alphonso, fatta -in Napoli adi 8 Mazo 1494. - -Essendo adi do Mazo venuto verso Napoli el cardinal Monreal con 200 -cavalli per incoronar il re Alphonso _nomine Pontificis_, la maestà -dil Re, ambasadori Spagna, Venetia, Milan et Fiorenza, signori, conti, -baroni et gentilhomini, assà numero di cavalli, andono contra, et fu -scontrato fuora di Napoli mezzo miglio, et lì toccatose le mani, venne -fina a la porta, dove aspettava l'Arcivescovo con tutto el clero, con -la ombrella, sotto la qual andoe il Re et il Cardinal col clero avanti, -con più de 1300 cavalli, con grande honor et pompa. Ne l'Episcopato, -dove erali parecchiato honoratissimo albergo, fu accompagnato. Prima -intrati nel domo a far oratione, fu poi dal Re accompagnato ditto -Cardinal fino ne la Camera, et adi 7 fu fatto le nozze di madama Sanza -in don Zufrè fio dil Papa; et il Re li diè in dota il principato de -Squillazi, rende de intrata ducati XV milia a l'anno, et cussì fu fatto -il contratto; et il novizzo, secondo l'usanza loro, li presentoe primo -alcuni balassi, saffiri et perle assaissime, bellissime; poi alcuni -cerchi d'oro con diamanti et balassetti ornati, qual le donne soleno -portar alle braze, alla castigliana; tre pezze di panno d'oro de sopra -rizzo et una restagno; poi molte pezze di raso damaschin et veludo. -Tutte queste cose furon iudicate di valuta de ducati diexemilia[73]. -Era la novizza vestita con una vestidura di raso cremesin et arzentin -alla devisa, di sopra havea una vesta di panno d'oro con una colanna -de diamanti, balassi et perle. Don Zufrè con una veste di panno d'oro -sopra rizzo, con una cappa di damaschin fodrà di panno d'oro. Et adi -9 ditto forno sposati, et compite le nozze. Et adi 8 ditto nel domo -era preparato a sua incoronation soleri nel coro assà a scalini, a -forma di theatro, dove poteva star gran quantità di zente a veder. -Non si lassava intrar ogni uno, perchè in tre o quattro poste stevano -moltitudine de officiali a le porte de la chiesia: a l'altar grando -steva el Cardinal, con numero de 50, tra vescovi et arcivescovi, -et molti prelati, et li ambasciatori. Da una parte era apparato il -loco dil Re, un poco alto, coperto tutto di tapezzarie, dove era una -cathedra d'oro aposata a un largo et alto veludo cremesin, lavorato a -rilievo de foiame d'oro et d'arzento, cosa molto ricca. Sopra questa -cariega do cussini de panno d'oro et uno sotto i piè, e do per banda, -da i ladi sie cussini da sentar di veludo, et per mezzo la sedia -regal era un scagno da pusarse, coperto con una gran coperta d'oro. -Per tutto in terra tappezzarie bancali, et intorno l'altar grando -coperte di panno d'oro. Et il Re intrò in chiesa con una vesta in -dosso molto ricca di panno d'oro sopra rizzo, fodrà di armellini, et -andò a l'altar grando, et lì stato alquanto, da poi alcune cerimonie -andò in sagrestia, et si vestì lì un'altra vesta a modo de un pivial -de panno d'oro sopra rizzo molto ricca, con le viste da mano lavorate -a rubini et diamanti et balassi. Poi ritornò, et ditta la epistola in -zenochioni davanti il Cardinal[74], dal qual, come legato del Summo -pontifice, foli messo la corona in capo, et coronato. Allora ogni uno -a una voce cominciò a gridar: Alphonso, Alphonso! Poi esso Cardinal -el menò, et messelo a sentar sopra quella sedia con la corona in -capo, stimata da homeni intelligenti di zoje quarantamilia ducati, -con la bachetta regal in mano, et una baia d'oro in la sinistra. Don -Fedrico suo fratello, vestito de panni negri sopra un cussin abasso, -sentava a ladi destro; a sinistra sentava el sig. Verzinio Orsini, -capetanio zeneral di questo Re, vestito di panno d'oro sopra rizzo. -Poi de lui, da una parte era don Zufrè, con una vesta di panno d'oro -sopra rizzo, poi el nepote della Regina vestito di panno d'oro[75], -don Alphonso episcopo fratello dil Re[76]. Nel cavar et metter de -la corona, don Fedrico ghe la metteva. Poi, udita la messa, andò el -Re a l'altar grando, et fece lì alcuni cavalieri. Poi tutte queste -cerimonie, el Re venne fuora de la chiesia, ne la qual era un gran -populo et non menuto, et cussì vestito come ho ditto, con la corona -in capo, montò sopra un corsier leardo bellissimo, con li fornimenti -lavorati di perle, diamanti, rubini et balassi; et andò in Castello, -passando per li Sezi, et per una via molto longa, per mezzo la terra, -dove per tutti i balconi conzati con tappezzarie era gran quantità -di donne. L'ordene del passar el Re fo così. Prima venne le nacare et -tamburi; poi trombeti al numero de cinquanta, tutti vestiti di seda; -seguiva questi, piffari et altri diversi instrumenti al numero de più -de cinquanta, vestiti di seda; poi rezenti, zudexi, dottori assai; poi -quelli signori baroni et zentilhomeni, vestiti d'oro et di seda, fo -numero 34 veste di panno d'oro; seguiva poi uno che, _nomine regis_, -andava sparzendo carlini, zoè danari, al popolo; driedo questi gran -copia de scudieri a pè, vestiti tutti a un modo, col zupon di raso -verde et la zornea damaschin pelo de Lion; poi questi, seguiva el -stendardo portato dal conte di Brienza vestito di panno d'oro; poi el -scudo d'arzento portato dal marchese de Martines, vestito d'oro; poi -l'elmetto d'arzento; portato dal conte de Mure, vestito di seda; poi -la spada d'oro lavorada tutta di perle, balassi, diamanti et rubini -di gran precio, portata dal conte camerlengo, vestito di panno d'oro; -poi seguiva li do gran senescalchi, vestiti di seda; driedo questi -gran moltitudine di homeni a pè davanti el Re, tutti vestiti de seda -e d'arzento; poi veniva la Maestà dil Re sopra quel magnifico corsier -che ho ditto di sopra, solo, sotto un umbrella, qual era portata da -Conti, Duchi et Cavalieri. Alla brena dil cavallo li andava el Duca -di Malfi (_Amalfi_), et altri signori alla staffa, tutti vestiti de -oro, che veramente a veder la Maestà dil Re in tal modo era bellissimo -veder. Driedo el Re seguiva don Fedrico, con do ambasciatori, Spagna et -Venetia; poi do altri, Milan et Fiorenza. Driedo questi era don Zufrè -fio dil Papa, con el nepote de la Regina, poi don Alphonso episcopo -fratello dil Re, con uno altro episcopo. Veniva driedo questi, menati -a mano, tre corsieri bellissimi, et forniti di panno d'oro, et uno di -veludo. Driedo seguiva zentilhomeni numero infinito; in tutto judicasi -esser stà domilia cavalli. Fu accompagnata la Maestà dil Re con grande -honor et pompa in fina in Castello. Ne l'intrar del qual dal molo -et dal ditto Castello fu tratto assai bombarde tre sere, et fu fatte -gran lumiere per la terra da Castelnuovo, da Castel di l'uovo, da la -torre di san Vicenzo, dal molo et dal Castel capuano. Et ancora è da -saper che driedo el Re, seguiva el suo gran maistro di stalla, con -quattro ragazzi dil Re da driedo vestiti con le zornede (_giornee_) di -seda lavorate a oro, sopra quattro corsieri morelli de gran pretio, -forniti di veludo, con li ornamenti d'oro etc. Et adi 14 fu fatto da -la Maestà dil Re uno honoratissimo pasto al Cardinal preditto a Pozo -real, palazzo dil Re fuora di Napoli, al qual fu _solum_ il Re et -il Cardinal a tavola, intorno era signori et zentilhomeni, con una -ricca et regia credentiera. El marchexe di Martines sopra uno caval -leardo, come gran siniscalco precedeva li ferculi et bandisoni, sopra -quel corsier con li fornimenti damaschin bianco, et lui tutto vestito -damaschin bianco, sempre con le trombete avanti. Gran zente era ivi, -et fu pasto molto honorato[77], et poi el Re donoe a ditto Cardinal -nel suo partir do bellissimi corsieri, do bellissime mule fornite di -belli et ornati fornimenti, sie muli de cariazi, uno baul et uno vaso -d'arzento con ducati domilia alphonsini, et tutti li tapei de panno -d'oro adoperati per uso a la incoronation di Sua Maestà, et el Re in -persona accompagnoe ditto Cardinal fino a Capua. - -Compite le cerimonie et feste di la sua coronatione, continuoe a far -provisione per repararsi da Franzesi, fortificando li passi dove li -pareva bisogno, ponendovi custodia, et edificoe sopra uno monte lontan -da Miseno mia 4 una inexpugnabil fortezza per mezo Pozuol, dove sono -li bagni nominatissimi, a defension di Pozuol et dil porto di Baie, -ch'è mia 12 di Napoli. Et il Re in persona con l'ambasciator nostro, -con 9 galie, adì 14 Zugno vi andoe a sopraveder, et ancora in diverse -terre andoe, sopravedendo a quello era necessario: et mandoe diversi -ambasciatori in Italia; a Milano, benchè vi fosse Antonio de Zenari -doctor, pur novamente vi mandoe suo zerman Ferando di Zenari, a exortar -il signor Ludovico non volesse far ni dar favore a la venuta dil Re -di Franza in Italia. Et a Fiorenza era Marin Tomazelli suo oratore, -el qual era stato zà più de anni X lì in Fiorenza _nomine regis_, -et già si poteva reputar cittadin fiorentino. Ma alla Signoria di -Venetia, alla qual vi importava assai vi fusse degno ambasciatore, -vi mandoe per starvi uno de soi primi, el qual in vita dil padre zà -a tal legatione fue designato, chiamato l'abbate Ruzo (_Benedetto -Rugio_), el qual zonse a Venetia a dì do Marzo 1494, vestito con -mantello negro, lui et la soa compagnia, per la morte dil re don -Ferando, et andoe a la Signoria insieme con Carlo Rugieri dottor, -di patria di Salerno, el qual era stato qui ambasciatore zerca tre -anni, et, venuto questo, ritornoe a Napoli, habuto assai bellissimo -presente da la Signoria. Questo veramente abbate Ruzo era di poca -prosperità, et poco vi stette che si amaloe, et andato a Padoa per -mutar aiere, _tandem_ dil mexe di Avosto morite, et il corpo portato a -Venetia fu fatto uno bellissimo exequio, con la cassa coperta d'oro, -in la chiesa de San Zuanepolo. Fu portato di San Marco, vi andoe la -Signoria con il Senato, però che il Principe non era molto gagliardo; -et fu fatto la oratione funebre[78] per Marco Antonio Sabellico -huomo litteratissimo et optimo hystorico, che zà compose le deche de -Venitiani. Ma inteso Alphonso tal morte, ordinoe a uno fratello di -ditto abbate Ruzo era qui, dovesse exercitar l'oficio di l'oratore, et -vi mandò poi, come dirò di sotto, uno chiamato Anuzo di Andriani, el -qual poi revocoe per mandarlo al Turco, et vi mandò uno altro, come -tutto sarà scritto al loco suo. Ancora Alphonso ordinò grandissima -armata, la qual a l'incontro di quella si facea a Zenoa et in Provenza -dovesse esser; capitano di la qual instituì suo fratello don Fedrigo -principe di Altemura, et di l'exercito terrestre veramente, benchè -havesse capitano generale el sig. Virginio Orsini romano, pur fece -capo suo fiol Ferdinando duca di Calavria, di età come ho ditto di -sopra di anni 27, el qual _non immerito_ per le virtù et prodezze sue -in questa età ha habuto tal titolo. _Etiam_ a Zuan Jacomo di Traulzi, -che fu uno di primi dil consiglio secreto di Milano, el qual, _jubente -Ludovico_, si era partito per avanti et accordato a stipendio dil Re -preditto di Napoli, dette danari acciò facesse gente, et _etiam_ al -conte Nicola di Petigliano, che già fu capitano de Fiorentini, et molti -altri conduttieri, et fece capo di fantarie el marchexe di Pescara, et -tutto faceva preparare, _tamen_ non si moveva, sperando pur il Re non -dovesse mai venir in Italia, et zerca torli tal fantasia operava il suo -inzegno. - -A Roma veramente Alexandro pontifice mandoe a Venetia uno suo legato -chiamato Pietro Episcopo di Calahora[79] di natione hispano, huomo -vecchio et di la persona mal conditionato, el qual nel cammino -si ammaloe, et dil mexe di Marzo zonse a Venetia, fu portato a la -audientia da li soi. Questo venne per starvi fermo. Era ricchissimo -prelato, piacevole, liberal et di grande inzegno. Ma in questi giorni -venne a Roma discordia grandissima tra il Pontifice et Juliano da -Rovere episcopo hostiense et cardinal di S. Piero _in Vincula_, di -natione di Savona, che fu nepote di Sixto. Per la qual cosa esso -Cardinal uscite di Roma et andoe in Hostia, terra situada in capo dil -fiume dil Tevere, passa per Roma, vicina a la marina et fortissima, la -qual terra è di ditto Cardinal, per esser Episcopo hostiense, et quivi -si fortificoe, et con Savelli et Colonnesi fece alcuni patti. Ma il -Pontifice li mandoe a dir, dovesse ritornar a Roma, et darli Hostia ne -le mani, la qual diceva esser de la Chiesia, et lui _minime_ volendo, -_imo_ le victuarie venivano per el Tevere in Roma non lassava intrar, -onde fu forza al Pontifice di mandar lì zente a campo, et uno legato -apostolico ad Hostia si accampoe. Ma prima accadette che ditto Cardinal -scrisse al Pontifice voleva ritornar in Roma, però che ancora la sua -casa era in ordene, come stanno quelle de' Cardinali, ma non venne lui -dentro, et vi mandò uno de' soi episcopi che lo seguiva in Roma. Et -credendo fusse venuto il Cardinal, la notte alcuni armati introe in -caxa et amazoe ditto Vescovo, con molti de la sua famiglia: la qual -cosa inteso dal Cardinal preditto era in Hostia, havendo intelligentia -con il Re di Franza, terminò di lassar Hostia con bona custodia; et -che da poi fusse zonto in Franza, dovesseno levar le insegne dil Re -di Franza, et montato su uno gripo, vestito da frate, venne verso -Zenoa, et fo dil mexe di Lujo, et a caso per disgratia questo gripo -si scontroe con una galia dil re Alphonso, che andava torniando. Et -il paron dil gripo, conoscendo il patron di ditta galia, non li fece -danno, _tamen_ poco mancoe non fusse preso il Cardinal, el qual venuto -a Savona, poi a Zenoa, dove _honorifice_ fu ricevuto, _demum_ venne a -Nizza di Provenza, dove dismontò per andar in Avignon al suo vescovado. -Ma quelli di la terra, sapendo era nimico dil Pontifice et di la -Chiesia, non volseno l'intrasse. Ma subito spazoe al Re era a Vienna, -notificandoli di questo. El qual mandoe mons. Siniscalco de Biocher -(_Beaucaire_) con 30 arzieri, a far l'intrasse in Avignon, et poi venne -a trovar il Re, et negli secreti consegli introe. Ma lasciamo questo -Cardinal, et di altre provisioni fatte per el Pontifice scriveremo. -Ancora esso Pontifice mandoe Zorzi Buzardo per suo ambasciatore al -sig. Turco. La commissione che li dette, perchè poi fu trovata, cum dal -prefetto di Senegaia fu preso ditto orator, et toltoli 40 milia ducati -mandava il Turco al Papa, come al loco suo sarà scripto, et fu trovata -dicta commissione, la quale è questa: - - ALEXANDER PAPA VI. - -Instrutione et vigore a Georgio Buzardo nuncio et familiar nostro. -Partito serai de qui, anderai a drittura e quanto _citius_ porai, -dal potentissimo Gran Turco sultan Baizeth, dove si trova, al quale -da poi fate le debite salutatione, _divini nominis et amore_[80], da -parte nostra a quello significherai come il Re di Franza viene con -grandissimo exercito terrestre et marittimo, con ajuto dil Stato de -Milano, di Bertoni, di Bordegalesi, Normandi et altre generatione, -per venir qui in Roma per levarmi Gem sultan fratello di Sua Potentia, -et per reacquistare el Reame di Napoli e desphare el re Alphonso, con -el quale nui habbiamo stretta parentela et amicitia, et siamo tenuti -di defenderlo per esser feudatario e suddito nostro, et per pagare -_annuatim_ el censo. Et più che sono anni 63 che fu investito el re -don Alphonso[81], li quali per nostri antecessori e poi per noi sono -stati investiti et coronati Re di tal reame. Et ancora per questo el -Re di Franza si è inimicato con noi, el quale non solum viene per -prendere ditto Gem sultan et ditto reame, ma per passare in Grecia -et acquistare il paese di Sua Grandezza, come a Sua Maestà debbe -esser noto. E dicono che manderanno ditto Gem sultan con armata ne la -Turchia, e bisognando a noi resistere et defendersi de tanta potentia -di esso Re di Franza, ne bisogna fare grandissima spesa, e ne è forza -a ricorrer per subsidio a ditto signore sultan Baizeth, confidandosi -ne la buona amicitia habbiamo insieme, che a tale necessitate ne -debbia aiutare. El qual pregarete et confortarete da parte nostra, e -da vui persuadetelo con ogni grande instantia che 'l ge piaccia quanto -_citius_ de mandarme ducati 40 milia d'oro vinitiani per l'annata del -presente anno, che finirà adi ultimo Novembrio venturo, acciò con el -tempo possiamo provedersi, et di ciò Sua Maestà ne farà cosa grata, -alla qual al presente non volemo dar altra fatica, facendoli intender -che 'l ditto Re di Franza non habbia habuto alcuna vittoria contra de -nui et la Maestà de suo fratello[82], et per esser ditto Re di Franza -potentissimo per mare e per terra più de nui, molto bisogneria lo -ajuto de Vinitiani, li quali stanno sopra di loro e non voleno esser in -nostro ajuto, anzi hanno stretta pratica con nostri nemici, et dubitamo -non ne siano contrarii, che saria augumento di grande offensione, e non -ritrovamo altra via di ridurli in nostra opinione, _excepto_ che per -Sua Signoria, a la quale dinotarai, _ut supra_, che se Franzesi fusseno -vincitori Sua Maestà ne patiria assai interesse, sì per lo levarmi -Gem sultan fratello suo, sì perchè seguiteria la impresa sopra Sua -Maestà con molto migliore potere, imperò che havria aiuto di Spagna, -di Ingilterra, di Maximiano, Ungheri, Polani et Bertoni, che tutti -sono potentissimi signori. Persuadereti et confortareti Sua Maestà, -a la quale siamo obligati per la bona et vera amicitia che insieme -habbiamo, acciò quella non patisca altro interesse, che _statim_ mandi -uno ambasciatore alla Signoria di Venetia, ad significarli come per -havere inteso veramente moversi el Re di Franza per venire a Roma a -prendere suo fratello, poi el reame di Napoli, _deinde_ voltarse contra -de lui per terra et per mare, però diga voler fare ogni resistentia -de non prestare subsidio et favore a ditto Re di Franza, ma debbia -essere ad ajuto et favore et in defensione nostra et del re Alphonso, -e voglia haverli per amici, e li nemici _versa vice_ per inimici[83]; -e che, promettendo la Signoria al suo ambasciatore di consentire a -tal sua richiesta, habbia commissione di non partirse da Venetia che -non veda l'effetto, e che i ditti Vinitiani dechiarino esser amici in -ajuto nostro et del re Alphonso, e contra li nostri nemici Franzesi -e altri suoi adherenti; et che, contradicendo, li significhi detto -ambasciatore che Sua Signoria non gli haverà per amici, e poi si -parta da loro disdegnato, benchè crediamo che (_se_) Sua Maestà li -astrengerà caldamente, et per sue lettere, debbano condescendere a sua -volontate, il nostro desiderio haverà effetto, e cussì persuadetelo -assai debbia fare, che questo è il meglior remedio e il modo di ajuto -possiamo havere da poter resistere a nostri nemici. Lo ambasciatore -sollicitarlo sia presto licentiato, e partase dal Gran Turco avanti de -vui, che assai importa la sua partita. Denotate al Gran Turco la venuta -a noi di lo ambasciatore del Gran Soldano con lettere e presenti, el -qual ne manda a _requirere_ Gem fratello di Sua Grandezza, et large -offerte et promissioni ne fa de darne gran tesoro, e molte altre -cose, come sapete, (_quandoquidem_) per vostro mezzo sono praticate, -et così si contiene nei capitoli dil ditto ambasciatore ne ha fatto. -Et dite et significate a Sua Maestà la intentione nostra esser de -mantenir sempre quanto habbiamo promesso, e mai in alcuna cosa non -contrafarli, anzi essere nostra intentione di augumentare la nostra -buona amicitia in migliore. Bene haveressimo ancora a caro, et a ciò -ne pregamo et confortamo Sua Signoria, che per alcun tempo non lassi -dare alcuno impedimento a l'Ungaro nè alcuna altra parte de Cristiani, -et _maxime_ in Corvatia e in la cittade de Segna, e cussì facendo et -observando faremo ancora noi che l'Ungaro non li farà alcun danno, e in -questo Sua Maestà harà cagione di compiacersi, attento li movimenti de -Franzesi et altri Principi. Che se pur in farli guerra perseverasse, -sia certo Sua Grandezza che in loro ajuto saranno molto potentissimi -Principi cristiani, che poi a Sua Maestà dolerà non havere fatto li -nostri recordi. Li quali facciamo prima per debito nostro, essendo nui -padre et signore de tutti li cristiani, poi desiderando di far trovare -quiete a Sua Signoria, per la buona amicitia che è tra nui; et che -altri mente, quando Sua Maestà deliberasse perseguitare cristiani et -molestarli, a nui seria forza pigliare partito, non possendo altramente -obviare a li grandi apparati che si fariano contra Sua Maestà. E ve -habiamo dati brevi doi, quali appresentarete al Gran Turco: in uno -si contiene che vi faccia dare et consignare ducati quarantamilia de -l'annata presente; l'altro di credenza, che vi habbia a donare piena -fede di tutto quello li referirete da parte nostra. Ricevuti haverete -li ducati 40 milia, ne lo libro consueto farete la quietanza secondo -la consuetudine, e venite _recto tramite_ in Ancona, e gionto datemi -avviso, e lì aspettate nostra risposta. El presente vostro viaggio -consiste assai ne la prestezza: sarete adoncha sollicito, così ne lo -andar dal Turco come ne lo expedire a vostro presto ritorno. Et mi, -Zorzi Buzardo, ambasciatore et familiar de la ditta Santità, per el -presente è scritto et sottoscritto di mia propria mano, fazzo fede et -confesso tutte le cose sopraditte haver in commission de la bocca de la -Sua Santità in Roma nel mexe di Zugno 1494, et ho exequito con lo Gran -Turco quanto m'è stà ordinato, _ut supra_. Et fino qui (_ho_) ottenuto -l'ambasciatore che la ditta Santità richiede al Turco per mandar a -Venetia, lo qual incontanente se deve partir da Constantinopoli a XV -dil mexe di Settembrio, per metter a effetto la volontà di Sua Santità, -che desidera haver da la Illustrissima Signoria di Venetia. - - -_Exemplum Brevis Apostolici._ - - ALEXANDER PAPA VI. - -Illustris Sultan Baiseth, veneratione divini nominis et amore, -pro quibusdam negociis occurrentibus mittimus ad Majestatem Tuam -praesentium exhibitorem, filium Georgium Buczardum familiarem et -nuncium nostrum, cui commisimus aliqua nomine nostro Tuae Solemnitati -explicanda. Illam exhortamur, ut in eis quae nomine nostro referet, -plenam et indubitatam fidem adhibeat. - - Romae die Junii MCCCCLXXXXIIIJ - - Pontificatus nostri anno secundo. - - -_Copia di una lettera scritta per il Gran Turco a papa Alexandro sexto._ - -Sultan Baixeth fiolo del Sultan Maometh chan[84], per la Dio gratia -imperatore et signore de l'Asia e de la Europa e de le loro marine, -al padre et signore de tutti cristiani Alexandro sexto per la Dio -gratia de la Romana Chiesia degno Pontifice. Da poi la debita et -humana salutatione di buono animo con puro core, significamo a la -Vostra Grandezza come per Georgio Buzardo servitore e nuntio di -Vostra Potentia havemo inteso de la buona convalescentia di quella, -et così quello ne ha referito da parte di Vostra Grandezza; dil tutto -mi son allegrato et presone gran consolatione. Fra le altre cose me -ha referito come el Re di Franza è inanimato di prendere Gem nostro -fratello di le mani di Vostra Potentia, che seria molto contra la -voluntate nostra, e Vostra Grandezza ne haverà grandissimo danno e -mancamento, e tutti i vostri cristiani ne patiriano detrimento. Però -insieme con el sopra ditto Georgio habbiamo pensato che, per riposo et -utile di Vostra Potentia, e per mia gran satisfattione, seria bene che -ditto Gem nostro fratello, el quale ad ogni modo è sugieto a la morte, -e stà in pericolo de esser tratto de le mani di Vostra Grandezza, -li fusse fatto accelerare la morte, la quale a lui seria vita[85], -et a Vostra Potentia utile e riposo, et a nui di gran contento. Et -(_in_) questo se contentarà la Vostra Grandezza di compiacerne che -ditto Gem sia levato di travaglio a quello migliore modo apparerà a -Vostra Grandezza, e transitata l'anima sua ne lo altro mondo, dove -haverà migliore quiete. Il che facendo _adimplere_ Vostra Potentia, et -mandando il corpo suo in qualunque loco de le marine nostre di qua, -prometto io sopradetto sultan Baiaxeth chan de mandarvi in qualunque -loco piaccia alla Vostra Grandezza ducati trecentomilia d'oro, acciò -che la Vostra Potentia de essi ne faccia comprare qualche poteri a soi -filioli, li quali ducati 300 milia farò consignare a quella persona -ordenarà la Vostra Grandezza avanti che ne sia dato[86], poi alli -nostri debba essere consignato. Ancora prometto a la Potentia Vostra, -fin che io viverò, con la Grandezza Vostra haverò sempre bona e granda -amicitia senza alcuna fraude, et a quella farò tutta quella gratia e -piacere mi sarà possibile. Ancora prometto alla Potentia Vostra che per -mi nè per alcun del nostro paese sarà dato impedimento nè fatto altro -danno a cristiani, de quale sorte o vero conditione se siano, nè per -terra nè per mare, _excepto_ se nol fusse che damnificasse a nui o ad -altri del paese nostro, e per più satisfattione della Grandezza Vostra, -a ciò quella ne sia ben secura senza altra dubitatione di quello -tutto che di sopra li promettiamo, habbiamo jurato et tutto firmato -in presentia del soprascripto Georgio, per lo vero Iddio el quale -adoriamo, e sopra li nostri veri Evangelii, de observare alla Potentia -Vostra, nè in alcuna cosa mancarli, senza alcun fallo nè inganno, -quanto gli promettiamo. Et ancora più vogliamo assecurare Vostra -Grandezza, a ciò ne lo animo di quella non resti alcuna dubitatione, -ma sia certissima, et così di novo io sottoscritto Sultan Baizeth chan -iuro per lo vero Iddio che ha creato il cielo e la terra et ogni altra -cosa, et in lo quale credemo et adoremo, che facendo far la Potentia -Vostra quanto di sopra gli habbiamo richiesto, promettemo per lo fatto -juramento de observare tutto quanto quello di sopra contiene, et in -altra cosa mai contrafare nè intervenire a Vostra Grandezza. Scripta in -Constantinopoli in nostro palazzo adi 12 Settembrio 1494. - - -El Re di Franza in questo mezzo essendo a Lion dove era venuto l'April, -et quivi stette zerca mexi cinque, provvedendo a molte cosse era -bisogno a questa impresa, et non tanto lui quanto li soi principali, -zoè Mons. Samallo et mons. di Beucher, però che el Re stava su piaceri -et innamoramenti, secondo el costume di Franza. Et _accidit_ che se -innamoroe in una lì a Lion pur di bassa conditione, a la qual volse -dar di molti scudi, _tamen_ li fratelli mai volse sopportar questo, et -uno mons. de Olerius, è dil Dolphinà, era quello portava le imbasciate -acciò il Re fusse contentato; questo facea per essere amicissimo dil -re Alphonso di Napoli, perchè il Re pigliando tal pratica, _fortasse_ -la venuta in reame saria disturbata, che zà poco mancava: però che non -havea denari da pagar la zente, et quelli baroni erano obligati in -tempo di guerra di esser in hordine a la richiesta dil Re con tanti -cavalli, dicevano la sua obligatione era non si partendo dil reame -di Franza e per defension di quello, et non venir in stranie parte, -onde bisognava adattar tutto. Et poi sopravenne la peste a Lion, et fo -necessario al Re partirse, et quella pratica ditta di sopra lassoe. Ma -in questo tempo dubitando pur che Maximiliano re, el qual era eletto -in loco dil padre, come dirò di sotto, Imperatore da li elettori di -lo imperio, venendo esso Re di Franza in Italia, per l'odio grando et -inzurie ricevute, _licet_ fusse adattate, non facesse qualche novità, -deliberoe di esser a parlamento insieme, et mandoe ambasciatore a -ditto re Maximiliano el Principe di Orangia, el qual vi stette gran -tempo, et ha dato l'ordine di abboccarsi. Et perchè l'uno di l'altro -non se fidava, el Re di Franza voleva che Maximiliano venisse a Digion -in Borgogna, et Maximiliano voleva el Re venisse a Ginevre in Savoia, -terra imperial; ma pur non essendo d'accordo de li lochi, ma terminono -venir a una fiumana chiamata la Sonna, partisce la Borgogna da la -Franza. Et cussì tutti do Re con gran zente venuti, il Re di Franza -alozoe a Chinon (?) et Maximiliano a Biacina (?), et benchè fusseno mia -cinque lontano l'uno di l'altro, per ambasadori accordono le cose, et -Maximiliano rimaxe lì nella Fiandra a quelli lochi di suo fiol. Et il -Re tornò a Lion a seguir l'impresa. - -Et ritrovandosi el Re a Lion, venne uno ambasador dil Re e Regina di -Spagna chiamato don Alonso de la Sylva[87] cavalier casigliano uno -di 34 capitani dil Re, el qual exposto la sua ambasada ivi dimoroe et -venne con el Re preditto di Franza in Italia fino a Pavia, dove da esso -Re li fu detto non venisse più avanti perchè non era bisogno, facendo -poco conto, _ut mos est Francorum_: _unde_ ditto ambasciator si partì -et andò a Zenoa per poter meglio advisar di questo el Re suo, el qual -li rescrisse dovesse ritornar in Spagna, et cussì fece, et li mandono -do altri li quali el trovò a Roma, come di sotto sarà scritto. Et il -sig. Ludovico vedendo la dimora dil re a Lion vi mandoe Galeazzo di S. -Severino, che fu figliol del sig. Ruberto, et genero suo carissimo, et -_conclusive_ il primo appresso di lui, con zerca cavalli 40 benissimo -in hordine; el qual per nome dil ditto sig. Ludovico, _vel ut melius -dicam_ dil Stato di Milan che lui governava, li offeriva tutto il -Stato in ajuto, promettendoli passo et vittuarie et zente, le qual -zà havea, come per la liga era obligato, fatte metter in ordine, et -datoli prestanze, exhortando Soa Maestà dovesse venir a seguir tal -impresa, mostrando esser facile, havendo Milan con lui, et che esso -Galeazzo era venuto per essere con Soa Maestà sempre a morte et vita, -_unde_ el Re have molto accepto. Et volse lì a Lion intender meglio -el voler de Fiorentini, et come fu divulgato da li ambassadori erano -ivi, Fiorentini ebbeno bona risposta: et _etiam_ certi danari tolse -a cambio da mercadanti lì a Lion, o vero l'imprestassero _gratis_, o -pur sopra zoje. Et zà comenzava far adunar le sue zente, et avviarse -parte a poco a poco verso Italia: et il governo veramente di tutto -l'exercito nel principio di queste novità dette a mons. di Cordova -(_Crèvecoeur des Querdes_), che era il primo suo marescalco in la -Franza. Però che quattro gran marascalchi vi sono: zoè primo era -questo mons. di Cordova, mons. marascalco de Giae (_de Gié_), mons. -marascalco de Borgogna et mons. marascalco de Bretagna. Questo mons. -di Cordova sempre fu contrario a questa venuta dil Re in Italia, et -mentre si poneva tal cose in ordine, esso partito da Lion per andar a -casa soa, di età di anni da 80 in suso, si amaloe et morite in uno loco -chiamato la Brella (_L'Arbresle_) lige tre di là da Lion, avanti il Re -da Lion partisse, _ergo_ fu necessario di elezer uno altro capitano a -sta impresa, che fu mons. di Monpensier. Et mandoe 6 ambassadori in -Italia, uno alla Signoria di Venetia, el qual fu mons. de Citem, el -qual dovesse star fermo fino el Re fusse di qua da monti, et dinotar -alla Signoria al tutto la sua venuta esser prestissima, et intender -si erano fermi Venetiani in l'alianza promessa. El qual ambassador -zonse adi do April, alozoe a s. Gregorio a l'abacia, et stette quattro -mesi fermo, et da Venetiani fu assà honorato. Et a Milan era zà venuto -per suo ambassador mons. de Buzagia (_Du Bouchage_), el qual stette -a Milano fino che ditto mons. di Citem passò per venir a Venetia, -et stette cerca uno mexe a Milan, poi tornò in Franza al governo dil -fio dil Re, signor di Dolphinà. Ma sapiando il Re certo che Alexandro -pontifice, benchè a soi ambassadori havesse promesso, zoè a Peron, -come ho scritto di sopra, di dar la investisone dil reame, sì come -Innocentio suo predecessor et altri 22 Pontifici havea data, _tamen_ -al presente era certo per el parentado fatto con re Alphonso non la -daria. _Unde_ usoe questa stratagiema gallica, che mandò 4 ambassadori -a dimandar a Soa Santità tal investisone; et subito habuta la risposta -di no, dovesseno partirsi di Roma et far tutti vari exerciti. I quali -oratori sono questi: mons. de Obignì (_Stuart d'Aubigny_), el general -de Bidante[88], lo presidente di Provenza, et _etiam_ Peron di Basser, -che prima era scudier di scuria (_écurie_) dil roy, et è hora chiamato -mons. et maistro di caxa dil Re, habuto gran intrada. Et foli ordinato -che il general de Bidante et Peron de Basser ussiti di Roma andasseno a -trovar il sig. Prospero et Fabricio Colonna, i quali sono potentissimi -romani et signori di castelli, a quali dovesseno dar scudi vinti milia, -erano stà mandati lì a Roma in banchi per lettere di cambio, perocchè -zà Colonnesi erano con il Re di Franza accordati, mediante li Cardinali -teniva da Sua Maestà, et che 'l presidente di Provenza restasse -ambassador a Fiorenza, et mons. di Obignì venisse a Milan, et restasse -in Italia al governo di le zente veniva di qua da' monti, et così -feceno. - -L'armada a Zenoa si preparava continuamente, la qual, come si divulgava -et se intendeva per lettere di Zenoa, era grossissima, et fo comenzata -di April. Doveva uscir al principio di Lujo; erano galie 30, nave -grosse 12, nave di 8 milia cantari in 25 milia numero 30, galioni 15, -albitozi[89] 6, sopra le qual si diceva sarebbe lanze 150 franzese, a -6 cavalli per lanza, et anche 1600 combattenti, cosa che pur ad udirla -faceva tremar. _Tamen_ non fu la mità, come tutto di sotto leggendo -intenderete. Et prima andoe lì a Zenoa do Baroni dil Re, i quali fonno -mons. el gran scudier[90] et mons. de Biamonte (_Beaumont_) con danari: -et era decreto capitano di ditta armada mons. duca di Orliens, zerman -cusino dil Re, et quello a chi aspetta el reame di Franza si questo -Carlo re non havesse figlioli: el qual venne prima di qua da' monti cha -il Re, et andò a Zenoa et ritornò, come di sotto sarà scritto. - -Ritorniamo al re Alphonso, el qual in questo tempo sollecitoe molto -l'armada soa, acciò dovesse ussir, come ussite, avanti di quella dil Re -di Franza si faceva a Zenoa. Et cussì adi 22 Zugno ditta armada partì -di Napoli, capitano don Fedrico suo fratello, el qual have el stendardo -et ussite dil porto. Il numero di la qual armada qui sarà posto, habuto -la verità da chi vi era presente. - - -_Questo è il numero di l'armada di re Alphonso:_ - - La galia de Bagnara, patron Esau Ruffo. - La galia de Mayatim (_Matino?_), patron Francesco Pontano. - La galia de Capazo (_Capaccio_), patron Tomaso Greco. - La galia de la Mantea (_Amantea_), patron Cola Cavallo. - La galia de Turpia (_Tropea?_), patron Bernardo Facere. - La galia de Reggio, patron Vito Geria. - La galia de lo Pizzo, patron........ - La galia de Bibbona, patron......... - La galia de Policastro, patron Vespasiano de Mercato. - La galia del Belveder, patron Candela de Ciberio. - La galia de Cirela (_Ciro?_) de Calavria, patron Nardo de - Marian de la Scala. - La galia de Paula, patron Cola Singone. - La galia de Cilento, patron Paulo Amaranto. - La galia de fra Lunardo, per forza[91]. - La galia de Marin Corso, per forza, con la qual va don Fedrigo. - La galia del Tuzo Comito, per forza. - La galia de Franzin Pastor, per forza. - La galia de la Cava, patron Andrea Longo. - La galia de Castellamar, patron Piero da Nocera. - La galia de Pozzuol, patron Capo Nuzo. - La galia de Surrento, patron Bernardin Serala. - La galia de Vico, patron Ioan Gatola. - La galia de Massa, patron Ioan Cola de Martino. - La galia de la Torre del Greco, patron Cola Moretto. - La galia de Gaeta, patron Cola Gatola. - La galia de Rocca de Mondregon, patron Iacopo Caraffa. - La galia de Traetto, patron Ioan Maria Pignatello[92]. - La fusta, patron Ioan Paulo da Capri. - La fusta, patron Sebastian Terracina. - Lo galion, patron Piero Zanas. - Lo galion, patron Perucca. - Lo galion, chiamato Almatoza (?), patron Mariano Carojo. - Lo galion, chiamato Scorpione, patron Ioan Gambacorta. - La nave Forbina, di botte 1600, patron Gulielmo castigliano, - con homeni 300. - La nave Capella, de botte 1300, patron Tuzo Bona, con homeni 250. - La nave Ferrandina, de botte 1400, patron Ludovico Falier, - con homeni 250. - La nave de Bon Federico, de botte 1400, patron fra Iacopo Spinello, - con homeni 250. - La barza de botte 700, patron Tomaso Calata, con homeni 150. - La barza de don Fedrigo, de botte 900, con homeni 180. - La barza de botte 900, patron Perucca, con homeni 180. - La barza de Carlo Salvador, de botte 300, patron el ditto, con - homeni 60. - La barza de Martin Fenero, de botte 400, patron el ditto, con - homeni 80. - La barza de Michiel Candela, de botte 400, patron el ditto, con - homeni 70. - La barza de Michiel Soau, de botte 350, patron el ditto, con - homeni 70. - La barza de Dimitri, de botte 500, patron Nardo de Procida, con - homeni 100. - La barza de botte 300, patron Artes, con homeni 60. - La barza de Jaimo catelano, de botte 400, con homeni 80. - La barza de botte 350, con homeni 65. - La barza de botte 400, con homeni 80. - La barza de botte 300, con homeni 60. - La barza de botte 300, con homeni 80. - -Et più altre barze, de botte 400, con homeni 80 per una[93]. Tutti -pagati per do mesi, et fornite de artigliarie et vittuarie, più di -rispetto tumuli 6000 di grano, corazze 500, zappe, badili et molte -altre armadure et monition de rispetto, bombarde piccole et grosse. -Sono galie n. 27, fuste 2, galioni 4, nave 4 et barze 14, in tutto vele -51. - -Ma lassiamo questa armada, la qual ussite, come di sopra è scritto, -et esso re Alphonso mandoe in Spagna ambassadore el conte de Giello -(_Ajello?_)[94] pregando, _nomine suo_ et di sua sorella la Raina, -che fu moglie de Ferdinando suo padre, la qual lì in Napoli da esso -Alphonso era molto honorata et trattata come Raina: et pregasse el Re -et Regina di Spagna volesse dar aiuto alla caxa di Aragona et al suo -sangue, rompendo su quel di Franza, acciò el Re, havendo guerra nel -suo paese, dovesse ritornar in driedo, ma nulla potè far, per la paxe -havea ditti Re et Regina con el Re di Franza. _Tamen_ li promesse di -darli ogni altro favore: el qual ambassador ritornò a Napoli, et poi ne -andò uno altro lì in Spagna, chiamato Guielmo........... et ivi restoe. -Ancora a Venetia vi mandoe uno suo secretario in loco di l'abbate -Ruzo era morto, come ho scritto di sopra, chiamato Anuzo di Andriani, -el qual gionse di Avosto in Venetia, et si partì poi di Ottubrio per -andar al sig. Turco, perchè in quello paese era molto pratico. _Etiam_ -prima ne havea mandato uno altro ambassador a Constantinopoli, el -qual si ritrovò con quello dil Pontifice, a notificar la venuta di -questo Re in Italia, sì per tuorli il regno, _quam_ poi per passar a -la Valona a soa distrutione; la qual cosa a Bayxeth othoman gran Turco -fu molto molesta, et li offerse aiuto, et _honorifice_ ricevette ditto -ambassador, et ne mandoe uno suo a Napoli, come di sotto, al tempo di -la venuta sua, che fu di Novembrio, intenderete. Al summo Pontifice -non restava re Alphonso di exortar, come capo di la cristianità, et -quello che dovea cercar la paxe de Italia, che dovesse aiutarlo, et -cussì terminò el Pontifice et Re de abboccarsi insieme, dove fariano -qualche conclusione bona. Intravenendo Puzo Puzi (_Puccio Pucci_), -dottor de la republica fiorentina appresso el Pontifice, el qual -pochi mesi dapoi lì a Roma morite. Or a la fine dil mexe di Zugno -el Pontifice con la sua guardia et tre Cardinali, Lisbona[95], s. -Zorzi[96] et Valenza suo nipote[97], _etiam_ in sua compagnia vi andoe -Paulo Pisani, cavalier, ambassador de Venitiani, che ivi a Roma si -era in questo anno. Et cussì con la guardia preditta venne a uno loco -appresso Teoli (_Tivoli_) mia 7, chiamato Vicoaro (_Vicovaro_), luntan -di Roma zerca mia 22; et per non esser quel loco capace per alozar -el Pontifice, mandono fuora li cittadini: et el re Alphonso venne con -zerca 1000 persone, et di primi baroni et zentilhomeni dil reame, et -Paulo Trivisano, cavalier, ambassador venitiano, senza dil qual, per -tuorsi benivola la Signoria, non espediva alcuna cosa, _imo_ tutto -con lui conferiva. Et arrivò a una abacia ivi vicina, et Paulo Pisani -preditto andoe a inchinarsi a Sua Maestà el qual era in chiesa, et -fatto le debite accoglienze, montati a cavallo, veneno a Vicoaro dal -Pontifice, el qual era in una sala, et abbrazati andono tutti do a uno -balcon apuzati a parlar, et steteno tre zorni a consultar, dove ivi -concluseno liga et intelligentia tra esso sommo Pontifice, re Alphonso -et republica fiorentina, et suzelono li capitoli. Et poi tolto licenza -el Re dal Pontifice, con le debite riverentie ritornono a loro terre, -non intendendo per questa romper la liga havia el Papa con Venitiani. -Et adi 9 Zugno partino da Milan de comandamento regio li do soi -ambassadori erano, zoè Antonio di Zenari dotor et Ferando di Zenari, -nominati di sopra, et a Napoli ritornono, vedendo non poter far nulla -con el signor Ludovico, el qual era fermo in dar aiuto al Re di Franza. -Et ancora fece patti Alphonso con Obietto dal Fiesco protonotario -fora ussito di Zenoa; el qual adi 25 Zugno partì da Carpi et andò a -Fiorenza, poi a Pisa, per andar su l'armada di re Alphonso; et adi 10 -Luio a Milano fu depento ditto Obietto su una tavola a la piazza dil -domo, apicato, in zipon, con una chierega, et apicà per uno pè, con -uno breve di sotto diceva: io son misser Obietto dal Fiesco mancator di -fede; et cussì el Duca ordinò in le altre sue terre fusse fatto cussì; -et la sua provisione havea dato a Zuan Alvise dal Fiesco suo fratello, -zoè ducati 1500 a l'anno; et do abacie havea, dava de intrada ducati -2000, el signor Ludovico le dette al figliolo del ditto Zuan Alvise dal -Fiesco. _Tamen_, per questo, Obietto nè Paulo di Campofregoso cardinal -et arciepiscopo di Zenoa si curoe, _imo_ fonno fermi con re Alphonso. -Et inteso questo a Napoli adi 15 Luio el re Alphonso vedendo che 'l -sig. Ludovico, _licet_ fusseno stati cugnati, li era inimicissimo, li -tolse el contà (_de_) Caiazo, et questo perchè il sig. Zuan Francesco -di Sanseverino era sta creato capitano di le zente italiane per questa -imprexa, come dirò sotto. Et messe li soi officiali al ducato di -Bari, era proprio del sig. Ludovico lì in reame, et deputà uno dovesse -scuoder le intrade, _tamen_ voleva tenisse bon conto, acciò si Ludovico -si portava bene, potesse renderle. Et scrisse (_ad_) Antonio Stanga -dottor, era stato lì a Napoli ambassador de Milano, el qual ritornava a -Milan, et ancora non era ussito di reame, che dovesse mandar uno suo a -governar la casa sua, et mandò a compagnar ditto ambassador fino fuora -di reame, et non lassò che 'l parlasse a niuno. El qual, partito, se ne -tornò di longo a Milano. In questo mezzo, pratiche grandissime fonno -fatte in Italia et a Bologna al magnifico Joanne Bentivoi; et quelli -signori bolognesi faceva fortificar la terra, fece cavar le fosse di -Bologna, et dil mese di Zugno fe' cavar quelle di s. Zuanne, e fe' far -alcuni bastioni, et molto adoperava li villani per guastatori. Era -Bologna molto nominata, perchè si credeva el Re facesse quella via. -El Pontifice mandoe ambassador al ditto Joanne Bentivoi, et il simile -re Alphonso et Fiorentini a exhortar volesse esser da la loro banda. -Li promettevano di dar ducati 30 milia, far suo fiol protonotario -cardinal, et li mandoe il cappello fino a Bologna, et farlo lui -vicario di Bologna per nome di la Chiesia, però che Bologna è terra -di la Chiesia, et era in questo tempo legato apostolico el cardinal -Ascanio[98], fratello del sig. Ludovico. _Item_ el re Alphonso li -prometteva dar a uno altro so fiol chiamato Alexandro una soa figliola -per moglie con uno stato in reame, con intrada più de X milia ducati. -_Etiam_ fu divulgato el Pontifice li deva do castelli nel Bolognese al -ditto magnifico Joanne, zoè Zento (_Cento_) e la Pieve, tenuti per el -cardinal San Piero in Vincula, per esser vescovo di Bologna, _tamen_, -non obstante promissione, mai si volse voltar ditto magnifico Joanne -dil stado di Milano et promessa fatta al Re di Franza. Et al principio -di Zugno el Duca di Ferrara se ne andò a Bologna, per veder di redurlo -col Duca di Milano; et adi 8 tornoe a Ferrara. Pur non lassava intender -nel principio con chi voleva esser, et il suo figliol primogenito -nominato Annibal era a Pisa soldato de Fiorentini, nè quelli li -volevano dar licenza. Et cussì stavano queste pratiche zerca a Bologna. - -Et zercò haver la madonna Catharina di Forlì, che fu moglie dil conte -Hyeronimo de Riario, nipote di Sixto quarto pontifice, el qual di -Imola et Forlì si fè signore, ma mentre _tyrannice_ governasse, fu -da li cittadini di Forlì nel suo palazzo morto nel 1488, et butato -fuora di le fenestre per più disprecio suo: _tamen_ chiamano per suo -signor Ottaviano, figliol primario di detto conte Hyeronimo, el qual -era in età di anni X. Adoncha questo Stato la madre governa, la qual -fo fia dil duca Galeazzo, padre di questo Duca de Milano, natural. Or -questa mostrava voler aiutar Alphonso, et non dar passo nè vittuarie -a le zente franzese e ducheschi, dovevano venir di breve in quel -contorno. Et zà erano parte adunati, come dirò di sotto, et dil mexe -di Luio ditta madonna si amaloe gravemente, et poi el Pontifice mandò -per la via di Rimano el cardinal di s. Zorzi lì a Forlì, el qual -zonse adi 30 Luio a Cesena, et poi andoe in la rocca di Forlimpuovolo -(_Forlimpopoli_) sotto Forlì, dove era ditta madonna, et conferiteno -insieme. _Demum_ esso cardinal andoe a Bertinoro con alcuni cittadini -forliviensi, et madonna di Forlì, con li fioli et il suo Jacomo Fea -genoese favorito, ritornò in Forlì. Questo cardinal venne per pregar -madonna dagi il passo et vittuarie a le zente dil Papa, et il Re -dovea venir in quelle parte fra otto zorni. Et la ditta madonna li -rispose volea essere amica di Milano, et bona fia di chi li havea dato -il Stato; et ancora dal sig. Ludovico li fo mandato uno secretario -chiamato Jacomo del Quartier, per veder si essa madonna potesse -accordar, et far fusse ferma in opinione, di dar passo et vittuarie a -le sue zente. - -Fiorentini considerando el fatto loro, et che erano in mezzo de tute -queste cose, però che Franzesi conveniva passar per il suo, volendo -andar in reame, vedendo le cose andar da dovero, mandono a la Signoria -di Venetia doi soi ambassadori, i quali fonno Zuan Battista Ridolphi -et Paulo Antonio Soderini, i quali con bella compagnia vestiti con -mantelli curti la sua famiglia fino a mezza gamba rossi et barete -rosse, tutti a uno modo, arrivono adi 30 Luio, et fo preparato a -la Zuecca, et datoli stantia publica. Or questi, habuto audientia, -exposeno il fatto loro, domandando cussì come in ogni loro adversità -Venitiani li haveano dato favore, cussì al presente li consegliassero -quello havessero a fare. A quali, fatte le consultationi debite nel -consiglio di Pregadi, li fu risposto erano sapientissimi, et in ogni -loro operatione si haveano saputo ben governar, et cussì in questo -saperebbono far, et che Venitiani erano disposti non se impazar in -tal cose dil Re di Franza et dil Re di Napoli, i quali tutti do li -erano amicissimi, che stagando fermi in la liga etc. Et poi dil mexe -di Settembrio el Ridolphi, el qual _alias_ fu qui mercadante insieme -con Zuan Arfandini (_Orlandini?_) et faceva gran fatti, andoe a Milan -per ambassador a pregar el sig. Ludovico non volesse dar il passo -a Franzesi, nè metter la terra loro a pericolo, _imo_ si ricordasse -de l'amicitia haveva con Fiorentini, et che era mal esser causa di -dar adito a questo Re oltramontan che vegni a dominar et far _cede_ -in Italia, et _maxime_ contra re Alphonso suo carissimo parente, sì -del Duca _ex utraque parte, quam_ di esso sig. Ludovico. Al qual fo -risposto non poteva far altro. Et questo oratore longamente dimoroe -lì a Milano, et l'altro a Venetia rimase fino che Piero di Medici -fo scacciato di Ferrara, come dirò di sotto. Et è da saper che adi -21 Zugno Guido Antonio Vespuzi et Piero Capponi, ambassadori de -Fiorentini, erano andati al Re di Franza, partino da Lion, et Piero -Capponi adi 2 Luio venne incognito a Milano, poi andò a ritrovar el -compagno andava di longo, et insieme ritornorono a Fiorenza. - -Domente tal cose si fanno, a Roma novi rumori succedeva, et venne -inimicitia tra Ascanio Sforza cardinal, vice canzelier et fratello -dil sig. Ludovico, et il Pontifice. El qual cardinal fu quello che -fece questo Alexandro papa, et era il _totum_. O pur venisse lite, -come intraviene, o pur, secondo quel ditto, _causam quaerit qui -vult discedere ab amico_, perchè suo fratello era con Franza, et per -consequente bisognava lui _etiam_ vi fusse, _unde_ al principio di -Luio si absentò di Roma, et andoe in alcuni castelli di Colonnesi, et -quivi con danari fece zente, acciò non passasse el re Alphonso, el qual -si divulgava voler venir in persona in qua contra il Re di Franza, et -zà era venuto suo fiol Duca di Calavria con grande exercito, come di -sotto intenderete. Et a uno castello chiamato Genezam (_Genazzano_), -de Colonnesi, esso Ascanio si ridusse con alcune squadre, et faceva -continuamente fanti per dannizar Roma, acciò el Papa si voltasse. -La qual cosa al Pontifice fu molto molesta, per la partita di detto -cardinal. Ma el Re di Franza, domente in Italia tal cose si facevano, -continuamente mandava soi capetanei con zente a poco a poco di qua -da monti, et instituì el marascalco de Brandicol (_Baudricourt?_)[99] -et mons. di Obignì, che andò a Roma, come ho scritto, a questi do el -governo de le zente d'arme, et a la fin de Zugno mons. Tramoi (_La -Trémouille_) passò per Mongenevre con lanze 50, et cussì in questi -tempi, dil mese di Luio, veniva in qua da monti Franzesi, qual per -lettere de Zorzi Pixani dottor et cavalier ambassador di Venetiani -a Milan se intendeva, _tamen_ non era creto (_creduto_) mai el Re -in persona venir dovesse. Et el Duca di Orliens, al qual era dato -la provincia di l'armata si faceva a Zenoa, adì 9 Luio zonse in Aste -col Principe di Salerno; et el Duca di Milan, over sig. Ludovico che -governava il tutto, mandoe do soi principali fino in Aste a visitar -ditto Duca, i quali fonno el sig. Nicolò da Corezo et Galeazo Visconte. -Et subito zonto esso Duca lì in Aste, adi 10, che fu zorno driedo -che el zonzesse, si partì insieme col principe di Salerno et conte -di Chiaramonte, che erano baroni dil reame, per venir a Zenoa. La -qual armata si preparava era galie 24, galioni 30, nave grosse 10, -dovea menar cavalli 500 et artegliarie, sarà lanze 800 a cavallo in -l'armada, a do cavalli per lanza et uno arcier et uno balestrier. Et -poi questo Duca di Orliens adi 14 Luio venne a Vegevene (_Vigevano_), -dove è uno palazzo bellissimo del sig. Ludovico, et de indi dovea -_statim_ partirsi per andar a Casal a visitar la marchesana di Monferà -soa parente, poi andar a Zenoa, et _demum_ ritornar in Aste a far la -mostra di le sue zente. Et il Principe di Salerno per il Re fu creato -amiraio dil reame di Napoli. Or adi 15 ditto el Duca d'Orliens venne -in Alexandria di la Paia, terra pur dil Stato de Milano, era con -cavalli 600, dove andoe per visitarlo el sig. Ludovico con Zorzi Pisani -ambassador, nominato di sopra, di la Signoria di Venetia, el qual -seguiva la corte, et usato le accoglienze debite, lassato ordine al -sig. Ludovico di quello havesse a far, andoe di longo a Zenoa. - -A Milan si faceva gran provisione di zente, et acciò tutto si intenda, -adi 26 Zugno il conte Honorato zentilhomo neapolitano con lanze 50 el -sig. Ludovico mandò a Codignola, et in Bolognese cavalcò cavalli 800 -dil Stato preditto di Milan; et mandò al magnifico Joanne Bentivoi, -per resto vecchio e prestanze nove, ducati 16 milia; et adi 2 Luio -zonse a Vegevene dal sig. Ludovico Galeazzo di s. Severino, el qual -era stato dal Re di Franza con cavalli 40, et poi adi 19 Avosto partì -da Vegevene per ritornar dal Re che veniva et passava monti. Et in -questo medemo zorno di 2 Luio, esso sig. Ludovico mandoe a Zenoa -Lorenzo di Mozanega (_di Mozzanica_), facea l'ofitio dil collateral -zeneral, per far provision a la securtà di Zenoa, dove era commissario -suo Corradolo Stanga protonotario stato gran tempo et ancora vi è. -Et è da saper che adi 25 Zugno fo fato la mostra di l'armata preditta -su la piazza di Zenoa: li sopracomiti era la mità franzesi et la mità -zenoesi; et anche ivi per el Duca di Milano fu mandato el sig. Antonio -Maria di s. Severino, fo fiol del sig. Ruberto. Et su ditta armata fu -operato, et condusseno Nicolò Griffo da Ferrara, fo col sig. Ruberto -da s. Severino, et li dette ditto Stato di Milan cavalli 100 et ducati -400 a l'anno. Et le zente di Milano in questo tempo fonno mandate in -Parmesana, et fu decreto _de consensu_ dil Re de Franza capitano di le -zente italiane el conte Caiazo, nominato per avanti. El qual adi 5 Luio -venne a Milan, et adi 20 ditto _etiam_ el sig. Gaspar di s. Severino, -chiamato Fracasso, suo fratello, el qual per alcun tempo el sig. -Ludovico licentioe da lui, et hora ritornoe a Milano, et che tutti li -Severineschi al presente sono in gratia dil Duca et sig. Ludovico, et -operati. - -Adi 27 Luio.........[100] el sig. Ludovico a hore 9½, la qual hora -volse haver astrologica dal suo maistro Ambrosio De Cerato (_da -Rosciate_) ottimo astrologo, senza il consiglio dil qual non faria -alcuna cosa, et molto varda tal hore et ponti, dette el stendardo et -baston al conte de Caiazo capitano de 500 homeni d'arme; et adi 28 -ditto partì e andoe a la volta di Parmesana, dove dia far la adunation -di le zente. Et ancora il sig. Ludovico condusse a soldo di Milano -el sig. Gilberto et Ludovico da Carpi fratelli: li dette di condutta -homeni d'arme 80 et 25 stratioti et 25 balestrieri a cavallo, et -per gratuir l'animo dil sig. Antonio Maria di s. Severino, el sig. -Ludovico, adi 29 Luio, li donoe tre castelli: Bassignana è sopra Po -su quel di Alexandria di la Paia, et do altre sul lago di Como; rende -de intrada zerca ducati 2000 a l'anno. _Etiam_ al sig. Fracasso donoe -tre terre o vero castelli sul Cremonese al confin del Mantuan; ha de -intrada ducati 2000. - -Adi 23 Luio gionse a Milan don Piero de Sylva ambassador dil Re -di Portogallo con cavalcature 54, cariazi 7, andava a Roma a dar -l'obedientia ad Alexandro sexto pontifice. Parlò al sig. Ludovico; -si alegrò _nomine regis_ di le nozze di la nezza maridada in re -Maximiliano de Romani, et poi al suo viazo andoe. Et zonto a Siena, -havendo in commissione dal Re suo, scrisse a Roma come era zonto per -darli obedientia; ma voleva el Pontifice concedesse tal gratia al -Re, zoè la legitimation di uno suo fiol natural, acciò quel regno -romagnesse in li soi; _unde_ el Papa, parendoli di novo che si -pattizasse, et _etiam_ per amor dil Re di Spagna, a chi aspetta ditto -reame, se questo Re mancasse senza figlioli legittimi, non volse far -nulla; et ditto ambassador non vi volse andar a darli la obidientia, et -rescrisse al Re. Et in questo mezzo lì a Siena morite. - -El re Alphonso vedendo che 'l Duca de Milan faceva campo, et zà -veniva Franzesi di qua da' monti, deliberoe mandar el suo campo a -l'incontro in Romagna, el qual era grossissimo, come di sotto sarà -scritto, governato per suo fiol Ferdinando duca di Calavria. Et eravi -questi signori, i quali cadauno saria sta bastante capitano: el sig. -Virginio Orsini non venne, et zà fu divulgato el Re in persona voleva -venir et lassar vicerè in Napoli ditto sig. Virginio, ma poi si mutoe -di opinione: el conte di Pitigliano, Zuan Jacomo di Traulzi, el Duca -di Urbino et el sig. di Pesaro con altri conduttieri, parte soldati -per Alphonso, parte per el Pontifice et Fiorentini, sì come erano -ubligati. Et dil mexe di Luio el conte di Pitigliano, con squadre 60, -venne in Romagna, et squadre 7 dil Pontifice, adi 28 Luio, vennero -sopra Farnesino, al loco chiamato el bosco, fra s. Mauro e Gaeta. Et el -governador di Cesena facea zente per el Duca di Gandia fio dil Papa, -zoè homeni d'arme 20, alozati _tamen_ di fuora di Cesena per dubio di -Guido Guerra, el qual è uno capo di parte, et alcuni castelli vicini -a Cesena signoriza, come poi scriverò di la prodezza et strenuità sua. -Cicogna contestabile al primo di Avosto di Fiorentini era a Castrocaro -mia 3 da Forlì, facea fanti 400 per mandar a Pisa, et li capitani -si aspettavano in questo tempo lì in Romagna; et come per lettere di -Andrea da Lezze podestà et capitano di Ravenna drizzate a la Signoria -di Venetia se intendeva i successi che le zente dil Papa et dil Re -si aspettava tra Bertinoro et Forlì sul fiume di Meldola; et quelle -dil Stato di Milano fra Faenza et Forlì sul fiume de Monton. Et acciò -meglio questa storia se intenda, venuto li campi, farò una division -di quello a uno tempo facevano: et cussì comenzerò a descriver le cose -seguide prima in Romagna avanti il zonzer de li campi a la campagna di -zorno in zorno, et non senza grandissima fatica et vigilantia tal cose -quivi soprascritte. Ma accade prima de scriver alcune provisioni fatte -per Venitiani. - -La Signoria di Venetia in questo mezzo _inter patres_ consultaveno -_saepius_ quello dovesseno far, essendo dal Pontifice, re Alphonso, -Fiorentini et altri pregati et exortati non dovesseno lassar venir -questo Re in Italia; et benchè intendevano il passar de' Franzesi di -qua da' monti per lettere di Zorzi Pisani ambassador a Milano, pur la -verità _ad plenum_ non se intendeva, perchè il sig. Ludovico non li -manifestava il vero, acciò Venitiani non facessero qualche pensier a -disturbar tal venuta de Franzesi, benchè nel principio deliberasseno -non si voler impazar in alcuna cosa, _imo_ esser neutrali, pur inteso -di l'armata era per ussir di Zenoa, deliberorno nel consiglio de -Pregadi ancora loro metterse in ordene, et star provisti per le cose -potevano occorrer, et far armata. _Unde_ tolseno ad imprestedo de -patricii zerca ducati 50 milia, con promissione di renderli in fra uno -anno, et li obbligorno al deposito dil Sal. Questo fecero per non voler -dar angarie alla terra, nè toccar le publiche intrade, nè altri danari -de depositi; et adi 22 Zugno nel Mazor Conseglio elesseno capitano -zeneral di mar Antonio Grimani, padre dil cardinal Grimani, _tituli -sancti Nicolai inter imagines_, novamente da questo Pontifice creato. -El qual _libentissime_ acceptoe, et la domenega proxima messe banco, -et habuto con gran ceremonie in la chiesa di s. Marco dal Principe -el stendardo, adi 25 Luio, et accompagnato dal Principe, oratori et -universo Senato fino in galia, la qual era al ponte di la paia, tolto -licentia et offertosi a l'orator gallico et cussì ad altri oratori, -montoe in galia; et _in eadem hora_ andoe verso il porto, et poi con -do galie insieme armate novamente, sopra comiti Zuan Francesco Venier -et Antonio Loredan, verso Corphù navegò, dove era l'altra armata sotto -do capetanei del colpho, Nicolò da ca da Pexaro et Hyeronimo Contarini, -i quali, zonto ivi el zeneral, restono proveditori di l'armada, et non -molto dapoi el Pexaro venne a dixarmar per essere stato assai fuora. -Ancora dubitando di novità di Ferrara, mandò zente a custodia sul -Polesene di Rovigo 25 cavalli et fanti, et quelli fonno mandati qui -sotto sarà scritti, et _etiam_ Ruigo a Domenego Malipiero, era podestà -et capitano, scrisseno fosse di novo fortificato, facendo spalti et -ogni altra provisione, et _etiam_ a la città de Ravenna perchè li campi -pur si appropinquava mandoe zente nominate di sotto, acciò il Ravennese -et Zervia difendesse da subite correrie. A le zente veramente d'arme -che ditta Signoria havea, ordinoe per le camere fusse dato sovencione, -acciò si comprasseno cavalli et stesseno preparati, zoè ducati 60 per -uno cao di lanza et 20 per el piatto per ogni homo d'arme. - - -_Zente mandate sul Polesene._ - - Alexandro dil Turco in Ruigo con cavalli 300 - Fio di Antonazo di Dozea in Lendenara » 88 - Zuan Griego a la Badia » 50 - Zuan Gradenigo patricio veneto a la Badia » 80 - Carlo Secco ai Mazi » 100 - Antonio di Pigi » 100 - Marco da Martinengo cavalier » 200 - - Summa cavalli 918 - - _Fanti._ - - Ferigo dal Borgo a Ruigo con fanti 200 - Ruberto d'Arimino a Ruigo » 75 - Gotiel spagnol a Ruigo » 100 - Marco da Rimano a la Badia » 100 - Martinel de Luca a Lendenara » 100 - Alvise Lanze a Lendenara » 100 - Jacomin da Roma a Lendenara » 50 - - Summa fanti 725 - -_Zente mandate a Ravenna._ - - El conte Carlo de Pian de Melleto con cavalli 400 - Jacomazzo da Venetia » 200 - Anzolo Francesco da Crema » 80 - Battista Sagramoro » 16 - - Summa cavalli 696 - - _Fanti._ - - Jacomo da Tarsia con fanti 200 - Alvise Novello » 100 - Michiel da Spalato » 50 - Pauliza da Catharo » 75 - - Summa fanti 425 - -_A Zervia._ - - Collela greco con fanti 60 - Vielmo da Cologna » 40 - -Ma Venitiani in questo tempo era in grandissima reputatione, _adeo_ -ogni giorno quasi vi andava in Collegio da la Signoria a la audientia -el legato dil Papa, oratori di Franza, di Napoli, di Milan, di -Fiorenza, di Ferrara, di Mantoa et di Rimano. Questo perchè nostri -voleva star in paxe et esser amici di ogn'uno, ma a la fine non -poteno star, et el sig. Pandolpho Malatesta di Rimano, che fo fio -dil magnifico Ruberto che a Roma morite nostro capitano zeneral et -confalonier di la Chiesia, da poi rotto et fugato dil 1482 el Duca -di Calavria _nunc_ Re di Napoli, vedendo queste novità et li campi -aproximarse apresso il suo Stato, acciò non patisca qualche danno -dimandò alla Signoria come sua tutrice instituida dal padre, et -_etiam_ era a suo soldo, havea 400 cavalli, che li volesse mandar uno -proveditor apresso di lui. Et cussì per el Conseglio di X adi 14 Avosto -fu mandato Zorzi Emo fo di Zuane cavalier, fu assà in la ferrarese -guerra nominato, el qual _statim_ partito, stette in Rimano fino adi -20 Novembrio, che li campi lì da presso fonno disciolti et mandati per -la invernata, zoè quei di Milano alle stanzie, et Franzesi conzonti -con la Maiestà di loro Re quando si aproximò in Toscana, come scriverò -di sotto. Et adi 2 Avosto nel consiglio di Pregadi, in loco degli -ambassadori erano stati il suo tempo et chiedevano licentia, fonno -creati ambassador a Roma Hyeronimo Donato dottor, el qual a Innocentio -vi fue, ma poi creato Avogador di Comun renontiò tal legatione; a -Napoli Zaccaria Contarini cavalier, el qual succedendo queste guerre -non fu mandato, et Paulo Trivixan restoe; et a Milan fu eletto -Hyeronimo Lion cavalier, el qual pur da poi gran tempo fu mandato, come -tutto dirò di sotto. - -A Roma, domente tal cose in diverse parti si fanno, Alexandro pontifice -havendo le sue zente attorno Hostia fatto alcuni patti di promissione -di danari a quelli custodi che erano dentro, quella have al principio -di Zugno in suo poter; et intrato il legato dentro, vi messe presidio -per nome di la Chiesia, la qual nuova fu molto cattiva al Re di -Franza, però che quasi in Hostia consisteva ogni sua vittoria per -l'intrar in reame, et far che il Papa se aderisse alla sua voluntà. -Ma el Pontifice, intendendo questa certa venuta dil Re, fatto molti -concistorii, deliberono al tutto non abandonar re Alphonso. Et cussì -_continue_ exortava Paulo Pixani cavalier ambassador de Venitiani che -ivi a Sua Beatitudine era, dicendo volesse scriver a la Signoria che -insieme con lui et Fiorentini volesseno esser contra el Re di Franza, -acciò non si veda tanta ruina in Italia, et che Franzesi venga ad -habitar nel reame di Napoli; la qual cosa mai per Venitiani non fo -voluto far, per haver terminato non se impazar se non a meter paxe et -benivolentia fra le parte. Et pur dolendosi de li cardinali, _maxime_ -dil cardinal Ascanio vice canzelier, el qual col cardinal di s. -Severino[101] et cardinal di Lonà nuovamente creato a requisitione di -detto Ascanio[102], erano, come ho scritto, ussiti di Roma et venuti -a Nepi, terra di esso Ascanio per soi beneficii, et volevano questi -seguir el Re di Franza, _etiam_ el sig. Prospero e Fabricio Colonna -fratelli assoldati col Re di Franza havevano soldato gran zente. Questi -Colonnesi sono di primi di Roma, i quali insieme con Savelli sempre -sono stati nemici degli Orsini et di quei di Santa Crose. Adoncha -queste è do grandissime parte in Roma, Colonna et Orsina, et spesso tra -loro fanno gran rumori. A hora Colonnesi è con Franza, et Orsini con il -re Alphonso; et per consequente il Papa in Roma molto exaltoe la parte -Orsina preditta. Or questi Colonna ha molti castelli di là dal Tevere -verso il reame, et Orsini di qua. Et adunate le zente, si puol dir ivi -esser uno campo de Franzesi, et scorsizavano fino su le porte di Roma, -facendo molti danni, non lassando per terra intrar vittuarie in Roma. -Ma el Pontifice in consistoro a la fin d'Avosto fece uno editto, che -tutti quelli havevano beneficii in corte di Roma, o cardinali o sia -chi se voglia, dovesseno venir a Roma in termene di uno mexe, et ivi -habitar, quelli si ritrovava vicini, et li altri più lontani in mexi -tre, quelli veramente che era fuora de Italia in mesi 6, _alioquin_ li -cardinali fusse privi di cappelli et altri di le intrade, sotto pena -a li signori li impedivano di esser excomunicati. Et questa Bolla fo -messa a s. Piero et a s. Joanne: _tamen_ non si have copia. Questo fece -acciò el cardinal Ascanio et s. Piero _in Vincula_ con altri cardinali -ritornasseno a Roma; per el qual editto, molti prelati vi andono et -cardinali, excetto Ascanio et San Piero _in Vincula_, che non volseno -obedir al Pontifice, dicendo non era _juridice_ creato, et che lo -volevano dismetter. Ancora Zuan Battista Zeno veneto patricio, cardinal -de Santa Maria in Portego, el qual in principio di queste novità -venne a Venetia, _demum_ a Vicenza al suo episcopato andò, et hora a -la Badia di s. Zen di Verona, et hora a la Badia di Carrara in Padoa -habitava; et benchè el Papa fusse più volte chiamato a Roma, perchè -era ricchissimo Cardinal, et havea grande intrata, _tamen_ si excusoe -che laborava di podagre, però che si faceva portar, et che pregava -Sua Beatitudine el volesse prima lassar sanar; et mai a Roma vi volse -andar. - - -_El successo di l'armada dil re Alphonso._ - -L'armada dil re Alphonso adì 5 Luio zonse al porto di Livorno de -Fiorentini, et adì 16 fè vela et andoe a Portovenere, la qual armada -era galie 35, computà 7 per forza, di le qual ne son cinque di Franzin -Pastor corsaro, che fu quello soccorse Rodi a tempo de' Turchi, e 2 dil -Re, su una è il suo capitano don Fedrigo. Le altre 28 tutte voluntarie. -Nave 18 di gabia, di le qual 4, zoè le mazor, da poi andò verso Cicilia -per expugnar do nave grosse de Zenoesi, carge di grano. Or questa -armada zonta lì a Portovenere, per el cardinal di Zenoa et Obietto dal -Fiesco erano su ditta armada fu mandato a richieder tre homeni di quel -luogo, che li venisseno a parlar. Li quali venuti, exortorno li volesse -dar la terra nè aspettar battaglia, perchè erano de li soi Zenoesi, -e non obstante li resposeno ditto loco voleva tenir a requisition -de san Zorzi. Et non li zovando parole dolce, veneno a menaze. Ditti -tre dubitando, fense di voler consultar con quelli di la terra, et la -mattina torneria a darli risposta. Ma la notte si messeno in ordine, -et la mattina li feceno intender con bombarde si levasseno de lì. -El capetanio don Fedrigo, el Cardinal et Obietto con quasi tutti di -l'armada dismontoe in terra, et dette la battaglia al loco per spacio -di hore 3: non potendo expugnar la terra se tirorno a drieto, lassando -molti morti et altri feriti. Poi el dì sequente ritornò a Livorno, dove -stette fin Avosto. Su la ditta armada era zerca fanti 4800, dei quali -erano fuziti fin 10 Avosto, chi per viltà, chi per non comportarli il -mar, da 600 in suso; _unde_ el capitano feva ivi fanti per le terre de' -Fiorentini, eccetto in Fiorenza, et li devano ducati 6 et 8 per paga -secondo li homeni, ma con fatica trovava. El Cardinal et Obietto stava -in terra, et el Cardinal li venne una febbre terzanella, et attendevano -a metter confusion in Zenoa, et do galie _continue_ stava verso Zenoa -a sopraveder per guardia. Fiorentini attendevano a fornir Livorno et -Pisa et li lochi marittimi di fanterie. Et Cicogna contestabile andò -a custodia di Pisa. Et volendo la ditta armada bombardar Portovenere, -Zuan Adorno fradello di Augustin Adorno governador di Zenoa, insieme -con el sig. Antonio Maria di Sanseverino con assà provisionati, vi andò -contra, _unde_ li fanti di la ditta armada erano smontati, se tirorno -in armada, et andorno al porto di Livorno, come ho scritto di sopra. -Et poi parte di le nave andorno chi per Corsica et chi per Cicilia per -assoldar zente, _ita_ che restò che adi 20 Avosto era _solum_ 12 nave -di cheba; et in la ditta armada molti si amalava, et a uno tempo più -di 600 ne era de infermi, molti morti et molti feriti. Et a Fiorenza -per augumentar ditta armada fu fatto 700 fanti, capo Pereto corso, et -mandati su ditta armada, et poi adì 8 Settembrio accadette alcune cose -fatte per el Cardinal et Obietto dal Fiesco, qual al loco suo sarà -scritto, servando l'ordine di tempi. - - -_Seguito di l'armada di Zenoa._ - -Essendo l'armada fabricata a Zenoa in ordine di galie 25, galioni 13, -nave 12, il resto barze fin al numero di 60 vele, et zonta l'armada dil -Re di Franza fatta in Provenza a Monaco, _demum_ adi 29 Luio intrata in -porto di Zenoa, che era vele 12, et zontovi il Duca di Orliens, el qual -però era ritornato in Aste, come scriverò di sotto, ditta armada ussite -in poco tempo tre volte di Zenoa. La prima vedendo era a Livorno quella -Aragonese, adi 17 Avosto ussite et andoe a Portovenere, ma dubitando -di l'armada nemica, se tiroe in Zenoa. _Demum_ un'altra volta adi 28 -ditto la ussite, et andò a Santa Maria. Poi la terza volta fu adi 16 -Settembrio che l'andò a Hostia nel Tevere, benissimo in ordine, et -quella dil Re era zà tirata verso Napoli et Gaeta, et questa comenzoe a -prosperar. Questa armada, acciò el tutto se intendi, havea le bandiere -dil Re di Franza, et era capitanio....... - - -_Successo di cose seguide in Romagna per li do campi erano dil mexe di -Avosto 1494._ - -Tutta Romagna era in confusion per li campi che ivi si ridusevano. Et -adi 4 Avosto madona di Forlì fè uno comandamento che tutti chi havea -biave et altre robe fuora a la campagna, quelle subito dovesse tirar -in Forlì o altri lochi securi, et quelli non poteva, dovesse condur -su quel di la Signoria di Venetia. Ancora a Cesena tutti reduseva i -lor mobeli a le fortezze, et Forliviensi, Faventini et Imolesi e terre -dil Duca di Ferrara con gran furia adi 6 Avosto reduceano lor robe -a le fortezze: Lugo et Bagnacavallo dil Duca di Ferrara fece conzar -li arzeri et steccati. Et anche a Ravenna havendo Andrea da Lezzo -precepto de la Signoria che dovesse far condur, senza però strepito -et con desterità, in la terra tutti li grani dil paese, acciò venendo -li campi non facesse qualche danno, et cussì adi 12 Avosto fece; et -_etiam_ li fu commesso che a tutti do li exerciti dovesse lassar dar -renfrescamenti, perchè Venetiani erano neutrali. - -Adi 3 Avosto el conte di Pitigliano era a la Bastia sotto Assisi, con -zerca squadre 25 in 30, dove era el Duca di Calavria et Zuan Jacomo -di Traulzi, et scrisseno a Città di Castello che adi 4 del presente -doveano esser sotto Monton et la Fratta sul fiume dil Tevere, et poi -adi 5 venir tra Città di Castello; Borgo e Citerna, _demum_ venir -in Romagna. _Tamen_ aspettavano el Duca d'Urbin, el qual summamente -desideravano venisse con loro. - -Adi 4 el magnifico Piero di Medici fiorentino fue a disnar a Laterina -distante da Rezzo (_Arezzo_) mia 12 con cavalli 60, et alcuni a piedi -andava a Rezzo per andar a visitar el Duca di Calavria, offerirse -et presentarli; et adi 5 doveano trovarlo tra Castello, Citerna et -Borgo mia 16 luntan da Rezzo: et poi esso Duca veniva di longo a Santo -Archanzolo et Savignano, lochi sottoposti a Cesena. - -Adi 8 zonse a Ravenna madona Malgarita, moglie del sig. Fracasso da -Sanseverino, si partì da Jesi et andoe a Cremona; et in questo zorno a -Ravenna se intese le zente aragonese haver passate le Alpe, et arrivate -a Ronco, distante da Santo Archanzolo mia 30, et cussì fo svisato la -Signoria dal Pretor di Ravenna, el qual era molto vigilantissimo in -notificar el tutto a quella. - -Adi 12 el duca Guido de Urbin zonse su el fiume dil Savio con le sue -zente in aiuto dil Duca di Calavria, et ivi aspettoe ditto Duca; et -adi 11, 20 squadre del Pontifice et regie zonse su quel di Santo -Archanzolo, et come per exploratori se intese el Duca di Calavria -preditto, el conte di Pitigliano et Piero di Medici erano insieme in -campo al Borgo San Sepolcro et ivi alozati, et li saccomani andava -saccomanando a s. Stephano et la Pieve, et saccomanava X in XII mia, et -el sig. Virginio Orsini si aspetoe primo verso Cesena. - -Adi 14 zonse al campo preditto sotto lo Pene de Bari (_Penna Billi_), -distanti da Cesena mia 30, el Duca di Urbin era con squadre 4, el -conte di Pitigliano con squadre 8, Zuan Jacomo di Triulzi con squadre -6, Zuan et Luca Savello con squadre 4, et oltra queste 22 squadre, era -zerca 400 cavalli lizieri, tra balestrieri et saettari (_saettieri_) -et alcuni fanti; si aspettava squadre 10 dil Duca di Urbin, et squadre -4 dil fio dil signor da Camarin, squadre 4 dil sig. Virginio Orsini -et 6 di la Chiesia: in tutto ditto campo dovea esser squadre 46, et -de Fiorentini ancora non era venuto zente alcuna. Era in campo el -magnifico Ottavian barba dil Duca di Urbin, el qual un tempo da poi la -morte dil fradello governava quel Stado di Urbino. Et ditto campo dovea -adi 15 venir a Veruchio mia X luntan dove era, et el zorno driedo a -Savignano mia X luntan di Cesena. Et el cardinal San Zorzi era venuto -in campo; questo perchè sperava _iterum_ dar un'altra battaglia di -exortatione a Madona di Forlì et haverla a le sue voglie, acciò il -campo havesse comodi alozamenti et vittuarie, et cussì con ditta Madona -et il suo Jacomo favorito si praticava la si accordasse con la Chiesia, -Re et Fiorentini: _tamen_ el campo preditto, nel qual era pur penuria -di denari, ma ben governado et con gran justitia, venuto a Veruchio, -poi al ponte de la Petra distante da Cesena mia 5, et cussì adi 18 -zonse in ditto loco, dove dovevano far la massa dil resto di le zente. - -Adi 18 zonto el campo al ponte de la Petra, non havendo cussì acque -comode come era il loro bisogno, era disposti di venir a camparsi sul -Savio più sul ditto territorio; et adi 17 el conte di Pitigliano andò -a Rimano con cavalli 40, a visitation del sig. Pandolpho era ammalato: -et adi 15 sua moglie, ch'è figliola del magnifico Joanne Bentivoi, -andò a le Pene de Bari (_Penna Billi_) a visitar el Duca di Calavria -et offerirli il Stado, et li havea mandato un bellissimo presente. Et -adi ditto zonse lì a Rimano Zorzi Emo proveditor, mandato ivi per la -Signoria di Venetia, come ho ditto. El campo pur stava vicino a Cesena, -et aspettava squadre 8 di Urbino col marchese di Pescara, conte Guido -di Gonzaga computà nelle 8 squadre dil conte di Pitigliano, et el sig. -da Camarin con altre 8; ancora aspettavano el sig. di Piombino. Et -se divulgava ditto campo si fermerebbe tra Bertinoro et Forlimpuovolo -terra di Forlì. Li soldati fin qui non havia habuto danari da poi la -prestanza, se non ducati do per homo d'arme: et è da saper che Zuan -Jacomo di Traulzi havea in casa con lui uno stendardo, con le insegne -dil Duca de Milan genero dil re Alphonso. - -Adi 19 el preditto campo, zoè el Duca de Calavria, terminoe far 3000 -fanti. _Tamen_ fin questo zorno non havea fatto se non 300, con ducati -3 per uno. Et adi 20 se doveano partir per venir sul Savio. Adi 20 su -la piazza de Lugo se ritrovoe un nuntio dil Duca di Orliens per far -1000 fanti, con mandato dil sig. Ludovico et Duca de Ferrara, i quali -vol farli su quel de Lugo, Bagnacavallo et Cotignola. Et è da saper che -a Ferrara a un tempo fu assoldato per Franza et re Alphonso. - -A Fiorenza se ritrovava mons. lo Presidente de Provenza, ambassador dil -Re di Franza et uno dil Duca di Milan, i quali adi 20 ditto partino et -andono a Zenoa, dove era zonto el Prencipe de Salerno con alcuni altri -franzesi. - -El campo duchesco di squadre 40 fanti 1500, capitano el conte di -Caiazzo, adi 18 Avosto era, come per lettere di Milan se intese, tra -Bologna et Modena, nel qual era lanze 600 franzese, et adi 22 venne sul -fiume di Panaro, mia 16 luntan da Bologna pur sul Bolognese, come per -lettere di Ravenna se intese. - -Adi 23, squadre 8 dil Duca d'Urbin zonte in campo fè la mostra -bellissima: et questi conduttieri le guidavano: conte Antonio di -Castazola et conte Antonio fradello di esso Duca. - -Adi 25 el conte di Pitigliano venne sul fiume dil Savio a San Martino -territorio cesenatico, mia do luntan era el campo, per veder si era bon -alozamento, et non si ossava muover ditto campo, perchè non intendeva -ancora la ferma voluntà di Forlì. - -Adi 26 el campo duchesco, sta notte allozato fra Cantaloro, territorio -imolese, et Castelgelfo (_Castelguelfo_), territorio bolognese, et -adi 27 si dovea mover et venir a San Prospero, pur su quel de Imola. -Poi adi 28 a Villafranca, ch'è su quel di Forlì. Adoncha li campi al -presente sono vicini mia 40, et quando el regio sarà sul Savio et el -duchesco sul fiume dil Monton a Villafranca, saranno distanti solamente -mia X et non più. - -Adi 27 madona di Forlì mandoe bando, che chi si voleva condur a suo -soldo, sì da piè come da cavallo, dovesseno andar lì a farsi scriver et -pigliar danari. El campo duchesco corse su quel de Imola, fece alcuni -presoni, per caxon non potevano haver vittuarie. El campo regio ancora -non era mosso, steva su pratiche o di andar a San Martino sul Savio, o -vero al fiume di l'acqua appresso Bertinoro, aspettando zente et favor -di Forlì, come sperava di haver. - -Adi 29 el campo duchesco si dovea levar dal fiume di Castelgelfo, et -venir più avanti, et allozar a Madrera sul fiume di Lamon su quel di -Bagnacavallo, contermina col territorio di Ravenna et di Faenza; et non -essendo d'accordo con Forlì, come speravano di esser per li secretarii -mandati lì per el sig. Ludovico, erano terminati venir accamparsi -più basso al Barzarin o vero Traversera pur su ditto fiume su quel di -Bagnacavallo, con proposito de andar verso el campo regio. Et fo fatto -in ditto campo uno editto, non andasse su quel de Imola a far danno, -sotto pena di la forca. Et adi 28 da sera, in quello la brigata andava -saccomanando, el sig. Zuan Savello con alcune zente corse al campo -duchesco, et prese alcuni cavalli, non offendendo però alcun de Imola. -Et adi 29 el campo regio dovea levarsi, et andar verso Bertinoro, come -ho scritto di sopra. - -Adi ditto, Bortholomio di Odasii secretario dil Duca di Urbino, venne a -Ravenna, notificoe el campo era pur al ponte di la Petra, et era venuto -danari al Duca di Calavria per far fanti et balestrieri a piedi, et che -a Urbin ne era preparati 1500, zoè 500 balestrieri, el resto lanzeroli. -Aspettavano le zente dil Papa et de Fiorentini, poi si dovevano redur -verso Bertinoro sul fiume di Roncon (_Ronco_); et madona di Forlì li -dava bone parole ma non conclusione. Et questa mattina zonse in campo -do squadre di quelle dil Duca di Calavria, benissimo in ordine. - -Adoncha li campi preditti, el regio era ivi, et el duchesco sul fiume -di Castelgelfo, aspettando le zente franzese: di le qual, parte era -venute con mandato dil sig. Ludovico di quello havesse a far, et -_continue_ si andava ingrossando. - - -_Partita dil Re di Franza da Lion per fino a Susa di qua da monti._ - -El Re di Franza havendo zà mandà assà soe zente di qua da monti; -lassato el duca di Borbon suo cognado con la moglie sua sorella, al -quale commesse il governo dil regno; et da lui tolto licentia, esso -Duca ritornoe a Molina (_Moulins_), terra in Borbon trenta lighe -luntan da Lion, dove ivi sta con la sua corte. Ma el Re insieme con la -moglie adi 24 Luio parti da Lion et venne a Vienna, dove a la campagna -a cavallo tolse licenza da la Raina, la qual ritornoe in Ambosie a -starvi, havendo recomandato el Roy ad alcuni soi, et datoli certe -donne fidatissime, le qual li facesse el suo manzar, lavasse i panni, -et li facesse altre cose necessarie. Et el Re poi venne a Garnoboli -(_Grenoble_), _demum_ a nostra Donna Dambrum (_Embrun_), et gionse a -la fin de Avosto a Mongenevre loco dil Dolfinà, dove passò li monti et -venne a Susa. El successo poi de soa Maestà più avanti sarà scritto. - -Ma el Duca di Orliens essendo stato a Zenoa, ritornò adi 6 Avosto in -Alexandria di la Paia per andar in Aste, et ritornoe con questi 6: -mons. di Foys (_Foix_), mons. de Piennes, mons. de Obegni (_Aubigny_), -mons. lo gran scudier, mons. de Sations (_Châtillon_), mons. de -Luxemburgo, con li quali consultava, et poi ritornoe in Aste. Ma -un'altra fiata ritornoe a Zenoa, come dirò de sotto, et mons. de Obegni -venuto a Milan andoe adi... Avosto in Parmesana, dove era adunati -li campi per governo di quella zente franzese. Et el Re di Franza in -questo mexe di Avosto mandò avanti la sua persona in Aste el cardinal -San Piero _in Vincula_, el qual era andato a trovarlo, et mons. di -Beucher, molto volonterosi a questa impresa. Et adi 16 Avosto el -Duca di Orliens stato in Aste ritornoe a Zenoa per esser su l'armada, -dove era preparada una nave grandissima, di botte 4000, chiamata la -_Negrona_, per la sua persona, ma poco vi stette, che zonto el Re in -Aste, dove si ammalò, esso Duca ritornoe in Aste et li venne la febbre -quartana, et convenne star lì fino el Re acquistò el reame. - -A Milan fu fatto el principio di Avosto per Franzesi 100 artegliarie a -modo serpentine, messe sopra di carrette tirate da uno solo cavallo per -mandar in campo in Parmesana. Et adi 13 el conte Alexandro fiol natural -fu dil duca Galeazzo, di anni 30, el qual era confinato in Parmesana za -anni do per la inimicitia havea con el sig. Galeazzo di San Severino, -questo a hora fuzite, et andò in campo dil re Alphonso, al qual el Duca -di Calavria li dette 200 elmetti et 100 cavalli lezieri. Et adi 19 pur -dil mexe di Avosto, appropinquandosi el Re in Italia, el sig. Galeazzo -preditto si partì da Vegevene, dove era el sig. Ludovico, per andarli -contro: ma a Milan variamente si parlava, nè se intendeva la conclusion -di questa guerra. _Unde_ era sorto un motto: _El non è ni savio ni -matto che intendi la guerra dil nonantaquattro_. Et cussì _etiam_ a -Venetia variamente si parlava, nè sapevano quello seguiria, per le -varietà di le cose et di campi vicini uno dil altro, et _tamen_ non -erano a le mane. - -A Roma, Colonnesi con li altri seguazi di la sua parte et el cardinal -Ascanio molto dannizava et faceva grande exercito, perchè pur era -l'exercito dil re Alphonso ivi vicino, et dovea andar a campo a 25 di -Avosto a Frascato, Grottaferrata et Marino. Et l'ambassador di Franza -fuzite di Roma, et venne a Neptuno, castello de Colonnesi, dubitando -el Pontifice non lo avesse fatto retegnir, però che 'l Papa fece -un editto, che tutti li prelati franzesi et altri di quella natione -gallica in termene XV zorni dovesseno andar a loro patria. Ma Colonnesi -accampatisi a Hostia, quella adi 8 Settembrio have, perchè era mal -custodita; et intrati dentro levono le insegne dil Re di Franza, ne -la qual vi volse star el sig. Fabricio Colonna in persona, et quella -attese a fortificar havendo con lui fidatissime persone. Et questo fo -un gran danno a Romani, però che non lassava intrar vittuarie per la -bocca dil Tevere in Roma. Et fu molto al proposito dil Re di Franza, et -cattivissima nova al re Alphonso. - - -_Successo di cose seguite in li campi di Romagna dil mese di Settembrio -1494._ - -Zà comenzava a far cattivi tempi, et il campo duchesco _continue_, -come scrissi di sopra, si andava ingrossando di franzesi, et adi 1 -Settembrio zonse nel campo regio el fiol natural fo del duca Galeazzo, -venuto da la banda di qua, et fuzito di Milan, come è scritto di sopra. - -Adi 2 Settembrio zonse sora el porto Cesenatico tre navigli da 100 -fin a 200 botte, cargi di orzi et formenti, veniva di la Puia, et -artegliarie per bisogno dil campo regio. Madona di Forlì pur non si -lassava intender. Vi andoe uno ambassador dil Papa et uno dil Duca di -Calavria, et ancora vi era lì uno dil Duca di Milan, et la ditta voleva -far 1000 fanti, _tamen_ fin qui non assoldoe se non 70, i quali spazoe -per Imola sotto Anzolo Latio da Forlì: et non dava vittuarie ad alcuno -de li campi: mandoe uno suo ambassador al sig. Ludovico, chiamato -Antonio Boldraccano, _tamen_ li cittadini, per dubito di vasto, la -exortoe ad aderirse al Stado de Milan, et cussì stava in tal pratiche. - -Adi 3 fu ordinà per la Signoria Andrea da Lezze podestà et capitano -di Ravenna dovesse far la mostra di Jacomo di Tarsia de le so page -cressute (ne have prima lì 50), et sollicitar la fabbrica di le mura -comenzate per Hieronymo Donato dottor predecessor suo, et mandasse dal -conte Carlo di Pian de Melleto, era a li soi castelli, dovesse venir in -Ravenna. Et cussì mandoe Piero Grosso cavalier cittadin di Ravenna al -ditto conte Carlo, acciò vi venisse subito con li soi homeni d'arme et -balestrieri a cavallo; el qual zonse adi 5 ditto, et adi 11 ditto conte -Carlo si levoe et venne a Rimano, _demum_ in Ravenna, et alozoe in -cittadella. - -Adi 4 li campi non erano ancora mossi, ma nel campo regio zonse -X squadre dil Duca di Gandia fio dil Papa, governador. El sig. di -Piombino per non esser in queste parte de Italia, se aspettava el sig. -Zuanne di Pesaro, fo fiol del sig. Costanzo et zenero dil Pontifice, -con squadre 6. Et adi ditto, questo campo si dovea levar et venir sotto -Bertinoro, et lì fortificarse sì de repari come de artegliarie. Adi -3 el conte di Caiazzo, capitano dil campo duchesco, venne a Madrera -sopra il fiume di Lamon, territorio di Faenza, et al Barzarin pur su -ditto fiume, per deliberar pur de venir col campo o ivi o pur in altro -luogo. Et in questo zorno, in ditto campo duchesco fo bandito la guerra -fra el Re di Franza et soi adherenti contra el re Alphonso di Aragona; -azonto che alcun italiano sotto pena di la forca non ardisca devedare a -Franzesi strame ni altra cosa che volesseno per uso suo. - -Adi 5 el campo regio venne sul fiume di Ronco appresso a Bertinoro, -era squadre 55, computà 4 di Annibal Bentivoi, fiol dil magnifico -Joanne, el qual per nome de Fiorentini si aspettava. Et anche se ne -aspetta altre 5, oltra li balestrieri et stradioti a cavallo: fanti a -piedi, computà balestrieri 600 dil paese et di Urbin, zerca 1500. Et -el zorno driedo dovea andar a Villafranca, territorio forlivense, dove -ditto exercito sarà poi serrato tra doi fiumi dinanzi et da driedo; -zoè quello dil Ronco et quello dil Monton, et saranno sicuri. Ancora -è da saper che con el re Alphonso a la fin de Avosto si accordoe Zuane -di Gonzaga fratello dil Marchexe di Mantoa, al qual si dette 50 homeni -d'arme et ducati 1000 di provision a l'anno. Et, habuto danari, se -metterà in ordine. - -El campo duchesco, nel qual era el sig. Rodolpho di Gonzaga barba dil -Marchexe di Mantoa soldato de Milan, el sig. Galeotto de la Mirandola, -conte Borella, Scaramuzza, Visconte et altri conduttieri, steva pur -dove era alozato sul fiume di Castelgelfo: et al presente mandoe a -sopraveder li allozzamenti di S. Prospero et di Bubano. - -Adi 6 madona di Forlì faceva fanti per mandar a Imola, ma molti -fuzivano, et fece adì 3 ditto una crida, che chi voleva portar -vittuaria nel campo regio potesse portar a suo piacer. Et el suo Jacomo -zenoese era stato a Imola, et essa madona ha habuto di la liga ducati -12 milia et 6000 de promission. Et el Pontifice li promette, essendo -con loro, di far el fio cardinal et conservarli il Stado; mantenirli il -grano al pretio di bolognini 23 la corba per anni 3: la qual corba è di -mesura stera uno de lì. - -Et el campo regio venne adi 6 ditto ad allozar a Villafranca sul fiume -Monton, territorio di Forlì, luntan mia 8 da Forlì et 7 da Faenza: -fece le spianate poi per andar in la cerchia verso Faenza, vicino a -Imola, per dar favor alla ditta terra, acciò el campo duchesco non la -dannizasse. Et in questo medemo zorno essendo fuora alla campagna, su -quel di Faenza a presso Russi, alcuni balestrieri et saccomanni dil -campo duchesco per tuor strame et far prede, el sig. Zuanne Savello -nominato di sopra fo a le man con loro, ne prese 4 balestrieri dil -conte di Caiazzo: _tamen_ nemici conduseno la preda, che fo certi -bestiami. Et ogni zorno scaramuzzaveno insieme ditti campi. Ma el campo -regio, a hora che have le spalle di Forlì, Faenza et Imola, si fece -molto audaci, et deliberorno di far forzo di partesani et farse più -avanti. - -Adi 7 ditto campo regio si levò di Villafranca, et mandoe li carriazi -per la via di la Cosina va a Samoggia, et fo questa mattina, et -andati a la Bonegaliga (_Brisighella?_) passato lo fiume di Lamon, -et andato al Campo di le mosche, dove _alias_ allozoe Bortholomio -Coglion, memoratissimo capitano in Italia, et _maxime_ di la Signoria -di Venetia; la memoria dil qual fue a Venetia in campo di san Zuanne -Polo operà et novamente ivi posta: or questo loco di Campo di le mosche -è sul fiume di Senio fra Faenza, Salarolo et Castel bolognese; et poi -subito si levò de lì. - -Adi 8 essendo mosso el ditto campo, el duchesco _etiam_ venne a la -Frascada, et in questa mattina si levoe et andoe per il fossà di Ziniul -per la riva dil Po, fino al fiume dil Panaro, per precluder la via -al campo regio che non passasse oltra et andasse a farsi forte sul -Modenese. - -Et el campo regio _etiam_ si dovea levar, per andar in Parmesana: et -l'uno et l'altro campo celerar il cammino; el duchesco havea la via più -longa et cattiva, ma lo regio più breve et expedita, essendo Bologna -con loro, come si divulgava fusse: _tamen_ non era il vero. - -Adi 9 el campo regio, deliberato di andar a trovar el duchesco, -vedendosi potente più di quello, fece comandamento uno homo per casa -di Imola, Faenza, Valle di Lamon et Forlì et per quelli territorii: -et adi ditto venne ad Onegalia (?). Ma el campo duchesco se distese -da cà di Lugo fino a Po, in quelle case di Troti; per la qual cosa, -essendo in loco sicuro, el campo regio non potè venirlo a trovar. Et la -movesta dil ditto campo duchesco fu per do respeti. El primo, perchè -era voler dil Re di Franza et comandamento dil sig. Ludovico non si -dovesse appizzar, nè far fatto d'arme, ma redursi in lochi forti, fino -non seranno venute le zente dovevano esser, zoè squadre 40 italiane et -50 lanze franzese: la seconda perchè el regio era superior di fanteria, -et poteva haver favor de li convecini: et però ditto campo si messe -ivi fra Lugo et Po, et in quelli lochi vicini stetteno, zoè la Massa et -Santa Agata, lochi forti in valle. - -Adi 10 havendo ducheschi mandà a Bologna per haver passo, quelli -resposeno non voler esser damnificadi, come era stadi per el passar di -zente preditte nel principio. - -Et andati cavalli 40 de franzesi verso la Massa a sopraveder, venendo -el conte Antonio di Urbin fratello dil Duca con cavalli 80 verso -Cantalovo (_Cantalupo_) territorio imolese, pur per sopra veder, -havendose visti fonno a le man; fo morti 7 et presi 3 di quei dil ditto -conte, et condutti li cavalli nel campo loro: et de franzesi fo morti -2; et questo fo adi 9. El campo regio era sotto Imola, fra el fiume et -Imola, dove si attrovoe Jacomo preditto, favorito di Madona. - -Essendo stà tolto per Franzesi uno paro di bue con il carro a uno -cittadino di Ravenna, subito Andrea da Lezze pretor scrisse al conte -Caiazzo, et mandoe uno messo pregando volesse far restituir, perchè la -Signoria voleva li soi pascoli non havesse danno, non havendo guerra ma -bona paxe; et lo fece restituir. Et li scrisse, la qual lettera mandoe -per uno trombetta, come esso Podestà vogli alcuni cavalli et muli fonno -tolti nel levar dil campo, et comprati da uno di Val di Lamon, l'altro -di uno saccoman regio, da quelli di Ravenna, farli restituir: et -cussì fonno pagati per non haver causa di far movesta di danari di la -Signoria. - -Adi 10 da mattina el campo duchesco si mosse da la Frascada, zoè -balestrier franzesi in gran quantità in uno squadron, poi franchi -arcieri et schioppettieri a cavallo in uno altro squadron; in tutto -zerca 800; poi squadre 20 italiane et el conte di Caiazzo: et se -drizzoe per la via verso la Massa con proposito de andar a trovar el -campo regio, et preseno le spie de Aragonesi; poi ritornono ditte zente -al sito (?) dil campo, al suo loco di la Frascada a le ca' di Troti et -nulla fece. - -Ma el campo regio adi ditto da mattina passò Imola, et andono verso -Castel san Piero sul Bolognese, et ivi si affermoe a canto a la -montagna de la Dozza sull'Imolese, mia 2 luntan de Imola: dove andarà -scriverò poi. - -Et adi 10 a hore zerca 15, a Mordano, Bubano et Bagnara, lochi de -Imola, fo sentito sonar campana martello; et questo fo per fanti -passavano de lì, et dubitaveno di haver danno. - -Adi 12 el campo aragonese, allozato sul fiume appresso Castel san Piero -mia uno, et per el comessario di quel luogo fu fatto prohibitione che -niun non ardisca di portar vittuarie sotto pena etc.; _tamen_ fo portà -uno presente per li homeni di quel loco a Annibale Bentivoi fiolo -dil magnifico Joanne, di pane, vin et carne viva: et tutta la notte -precedente el Duca di Calavria con altri capitani et il campo stetteno -a cavallo per dubito de li nemici non li venissero a saltar. Et in -quella sera medema, zonse danari in campo, che molto confortoe quella -zente; et poi la mattina si levoe et venne ad allozar al sopraditto -loco, zoè squadre 62, oltra certi cavalli lezieri et balestrieri; et -mandoe alcuni balestrieri in Mordano per custodia di fanterie; era -zerca 4000 mal regulati; et il forzo paesani. Et adi ditto passò di -fuora via di Imola do squadre dil sig. di Pesaro, per nome dil Papa -andava in campo. - -El campo duchesco stava pur alla Frascada; et, zonte che siano le zente -i aspettano, erano terminati venir a la via di Concorda al Bonden, et -poi per la riva dil Po fino in campo. - -Bologna fin qui dimostrava neutrale; et adi 12 ditto Annibal Bentivoi -partì di campo, et andoe a Bologna per praticar accordo col padre che -quella terra regge et governa: in campo regio era pur abbondanza di -vittuarie, ma pochi danari: li fanti si partivano et ancora qualche -homo d'arme: et el parlamento et pratiche menava esso Annibal Bentivoi -col Duca di Calavria, che voleva suo fratello protonotario fusse dal -Pontifice creato cardinal, perchè si no Bologna non era con loro ma -gli era contra: et vittuarie per comun non era portade in ditto campo, -ma per private persone de ogni sorte. Et a Bologna ogni notte si facea -la guarda al palazzo et piazza per li cittadini con il magnifico fiol -dil magnifico Joanne protonotario, zerca persone 1500: et a la casa di -ditto magnifico Joanne Bentivoi vi è a custodia 500. Et in la terra -fece venir tutte le so zente d'arme, et fanno la guarda a le mura la -notte et a le porte. - -Adi 13 el campo duchesco era ove ho ditto di sopra, penurioso de -danari, excetto li Franzesi che pur ne havevano assà, et aspettavano -per Po un gran maistro di Guasconi a pè, et si dovea levar, et venir a -Villanova sul fiume de la Rafanara dil territorio di Bagnacavallo. Et -in questa notte fo tratte assà bombardelle et spingarde in ditto campo, -et fo per la rotta have Obietto dal Fiesco, la qual di sotto sarà -scritto: et aspettava assà numero de Franzesi a pè et a cavallo, et -artegliarie venivano per Po. _Unde_ el campo si ristrense per dar loco -a quelli dovevano venir, et adi 12 zonse 90 homeni d'arme franzesi, -hanno principiato di far uno bastion sul fiume di Imola, sul qual sono -allozati dal cao di Lamon verso Lugo, a la custodia dil qual messeno -Nicolò Maria contestabile, con do bocche di bombardelle discoverzea -la strada va verso la Massa. Ma pur tutti si lamentavano contra el -conte Caiazzo, disendo non haver danari; et el conte si doleva dil -sig. Ludovico non li mandava li danari, acciò desse le paghe, come era -ragione; et poi ditto campo dovea andar ad allozarsi a Cantalovo sul -fiume appresso Imola mia 5, et andando li campi sarieno distanti uno da -l'altro _solum_ mia zerca 7. - -Adi 14 el campo aragonese, nel qual zonse do zorni avanti 8 squadre -dil sig. da Pexaro per nome di la Chiesia, et do squadre di Bajoni da -Perosa, et si divulgava dovea venir nel ditto Francesco Secco barba dil -Marchese di Mantoa, el qual havea stipendio con Fiorentini da poi che -scampoe di Mantoa, et habitava a Pisa: et ancora aspettavano Piero de -Medici con danari. - -A Ravenna adi ditto zonse Paulo Davissi veniva dal Cardinal San Piero -in _Vincula_, andava a Sinigaja dal fradello dil ditto Cardinal, -prefetto di Roma, el qual in quello tempo havea compito la condutta -havea con Venitiani. Referite esser X giorni partiva da Turin, dove -havea lassato la Maestà dil Re di Franza. - -In questa notte a la Rocca dil porto Cesenatico fo applicate le scale, -et essendo per el baiar di cani svegliato el castellano, comenzò a -gridar; et quelli scalavano ditta Rocca fuzite, nè se intese chi fusse. -Fo visto cavalli 40 armati da la parte va verso Rimano; et _tamen_ -poi se intese esser stà Achille di Tiberti nepote di Polidoro, con -alguni partesani, per esser di principali di Cesena; et questo feva a -requisition dil conte di Caiazzo per tuor la comodità che 'l soccorso -et vittuarie veniva per mar al campo regio, et _etiam_ haria fatto bon -buttino di biave, sali et munitione, le quale erano stà condutte in -quella Rocca ne li preteriti zorni. - -Adi 15 el campo regio se reduse a Legnaro, loco incolfato in una valle -fra Dozza et Tussignano, distante da Imola do mia; loco fortissimo da -sè medemo, per haver per scudo Imola, et havea vittuarie da Imola. - -Lo duchesco si redusse a Santa Agata, terra dil Duca di Ferrara, et -ivi si fortificoe con fossi, foraggi, sbarre alle strade verso Imola, -con artegliarie: et a li repari per più custodia allozava le fanterie, -e tutta la notte fece lavorar a li guastatori a lume di luna, pagati a -uno carlin per uno al zorno. Adoncha li campi sono distanti mia 8; ma -in questo ancora non era venuto danari, ma aspettavano. - -Adi 16 zonse in ditto campo duchesco a Santa Agata la squadra di -Fracasso, et fo fatte le spianate su la riva dil Po, a longo el -Polesene di San Zorzi, da la banda verso Imola. - -In questa mattina el conte de Caiazzo con uno squadron et balestrieri a -cavallo si partì dil campo, et andoe verso el campo aragonese. Stette -fora 4 hore, poi ritornò et a mezzo dil ditto campo si levoe et andoe -verso Po; et questo perchè dubitavano el campo aragonese non venisse -ad allozar a Mordano, pur loco de Imola, mia do vicino al duchesco, et -credevano esser a le mane. - -In questo zorno el campo aragonese, fatto di le fanterie tre squadroni -che sono il forzo, balestrieri multi con curazzina, il resto lanzaruoli -con curazzina tutti, pochi con targete, per numero zerca 3000; et fatto -de tutte le zente d'arme squadroni 16, se avviono su la campagna, et -venne fino a presso el campo duchesco zerca uno mio et mezzo. Et el -Duca di Calavria con el primo squadron, con lo elmetto in testa et -la lanza su la cossa, con proposito al tutto di far fatto d'arme. -Ma vedendo che alcun non ussiva dil campo nemico, mandoe alcuni -balestrieri lizieri a invitarli fino mezzo mio a presso el campo, et -mai alcuno si appresentò. _Tamen_ el campo duchesco si messe in ordine, -et tutto in arme et le fanterie a li repari. Ma el Duca di Calavria, -aspettato a la campagna per do hore, se ne tornoe a Bubano, et li -stette el campo tutto in arme fino fo allozato le fanterie. Et fatti li -allozzamenti per li saccomani, ivi si puose ad allozar, et hanno per -riparo el canal dil molino dinanzi, da l'altra parte el fiume, et da -driedo Imola. Et li campi sono distanti l'uno da l'altro mia zerca do, -et scaramuzeranno saccomanando insieme. - -Adi 17 el conte de Caiazzo condusse fuora dil suo campo 14 squadroni, -con li elmetti in testa et lanze, in una pradaria vicina al campo, -et messe sbarre do attorno li repari ben forniti de artegliarie, et -stetteno cussì. Si divulgoe Aragonesi era in arme, ma non seguite -altro. - -In questa mattina li saccomani ducheschi corse in su li confini di la -Signoria al loco di Santerno sul territorio di Ravenna, et alcuni...... -torse di strame. Ma inteso questo dal Podestà, scrisse al conte -di Caiazzo, et adi 18 li mandoe do cittadini di primi con lettere -credentiali in campo, lamentandosi di questo insulto. - -Adi 18, li campi heri stetteno in arme tutti do, da hore 16 fino -21, et per el Duca di Calavria fo mandato uno trombetta al conte di -Caiazzo, si voleva venir romper qualche lanza. Li fo risposto venisse -mò a la campagna, dove si potesse operar li cavalli, et non star in -questi paduli. Ma cadauno stete su el suo. Poi ditto trombetta tornò -e invidò mons. de Obergnia (_Auvergne_) capitano de Franzesi, volesse -elezer uno o più de li soi, et esso duca elezeria tanti de li soi -calavresi, et che questi avesseno a experimentarse insieme. Ditto -monsignor accettò lo invito, ma el conte de Cajazzo disse non voleva -se facesse tal prova, perchè fra pochi zorni se farà dil tutto. Et -tornato el trombetta dil duca di Calavria, el conte fè metter et venir -balestrieri, schioppettieri et arzieri a cavallo et lui con lo elmetto -in testa, presente ditto trombetta corse la lanza, et fece discargar -a un tratto tutti schioppettieri, et li cavalli se reculavano, et da -poi tornoe ditto trombetta un'altra volta, et disse che 'l duca era -smontato et che lui poteva smontar: _unde_ a hore 21 tutti do exerciti -se disarmono. - -El magnifico Joanne Bentivoi a Bologna et in Bolognese faceva -preparatione di strami per la venuta di Franzesi. - -Adi 19 el campo aragonese zonse questa mattina a Barbiano sotto -Codignola, et el conte Carlo di Pian de Melleto soldato di la signoria, -el qual adi 13 ditto zonse a custodia di Ravenna, fu in questo dì -nel campo aragonese. Et _accidit_ che li cavalli lezieri di campi -si attaccorno, et le fanterie, al loco dil Molinazo: fo morti 5, et -4 Franzesi, et poi si separono. El campo aragonese adoncha era fra -Codignola et Santa Agata, fra doi fiumi, et el duchesco in quello di -Santa Agata. In questo tempo molti patri ivi venite, et altri subditi -di la Signoria andono in tutti da li campi; et da tutti erano ben -visti, perchè Venitiani erano neutrali, ma molto più carezzati nel -campo aragonese. - -Adi 20 el campo aragonese levato da lo allozamento, avviato prima -li cavalli lizieri, poi li squadroni, uno dil qual governava el duca -di Calavria, l'altro Astero barone, da poi veniva le fanterie et di -man in man le altre squadre, si redusseno a presso el fiume di Santa -Agata con li soi corradori, et lì fonno a le man con li ducheschi che -haveano passato el fiume predetto, et tuttavia passava le squadre fino -numero 12 con el conte di Caiazzo; et per li cavalli lezieri et parte -di fanti fu fatto una baruffa per spacio di una hora senza mesedarsi -(?) in alcuna squadra, et in questa baruffa con spingarde, schioppetti -et passavolanti fo morti di aragonesi 7 et feriti zerca 20; ducheschi -morti 3 et doi presi, _tamen_ feriti: li Colonnesi fonno condutti in -Lugo a medecarsi. Il duca di Calavria da poi instoe de attacarsi, per -esser superiore dil campo nemico di squadre zerca 20 et fanti 3000. Ma -li Ducheschi si scusavano, dicendo aspettar zente franzese et italiane; -danari era divulgato veniva de Milan, et erano in Modenese. Et el campo -aragonese dovea hozi partirsi, et andar ad allozar a una villa di Lugo -ditta el Pulentano distante dal campo duchesco uno mio, per tuorli la -via delle vittuarie; et fece far la spianata, _tamen_ non tenne tal -via. - -Adi 21 el duca di Calavria mandoe uno trombetta dal conte di Caiazzo a -invitarlo a far fatto d'arme, et li rispose: sia con Dio. _Tamen_ non -venne. - -Et in questa notte aspettavano Fracasso dovesse zonzer in ditto campo -duchesco con alcune squadre, et si ingrossava di fanterie. Li danari -erano zonti, et fece una cria, chi voleva danari, _etiam_ si fusse -fuziti, dovesse venir li sariano dati. - -El Pontifice per causa di la ribellion fatta _iterum_ di Hostia, come -scrissi per avanti, in questi zorni scrisse al Duca di Calavria li -mandasse le sue zente a Roma. - -Et zonto el campo a Barbiano, el Podestà di Ravenna gli scrisse non -lassasse far danno a quel territorio, perchè facendo, faria dispiacer -alla Signoria. _Unde_ el Duca rispose per una lettera sapientissima, -concludendo era disposto prima lassar morire il suo exercito, che fusse -fatto alcun danno a li subditi di quella excelsa Signoria. - -Fo ordinato per la Signoria che 'l castellan di Ravenna non dovesse -ussir di castello, et che la terra fusse custodita: _unde_ Andrea Da -Lezze podestà duplicoe la custodia alla piazza (era Jacomo di Tarsia -et Alvise da Novelli, contestabeli), et la notte ordinoe andasse -le guardie deputade attorno le mure di la città; et cussì _etiam_ a -Cervia, dove era prima Alvise Bellegno, fo fatto, et custodito per -dubito de subite incursion. - -In questo zorno fo inchiodato uno passavolante a li ducheschi. - -Adi 22, essendo el zorno avanti el conte di Pitigliano, Duca di Urbin, -sig. di Pesaro, Zuan Jacomo di Traulzi andati a veder a presso Lugo -el Molinazo, per volerse redur con alcune squadre in sua compagnia, -se avviono verso el campo duchesco; ma li ducheschi non si mosseno -di la riva dil fiume, dove havevano fatto uno revellin alveado, per -el qual possano, a voler, venir a trovar calavresi, et ivi poseno -10 passavolanti, sì che niun vi po appresentarsi, sì che conveneno -ritornar. - -Adi ditto da mattina, pensando el campo duchesco che Aragonesi -dovesseno venir ad allozar al Molinazo, si messono in arme; _tamen_ -se disarmono poi, perchè Aragonesi stetteno a Barbiano, pur erano -volunterosi di precluder la via di le vittuarie a Ducheschi, et veder -di redurli in loco habele a far fatto d'arme. - -Adi 23 li campi stetteno in arme, ma stanno a le difese. - -Adi 24 al porto Cesenatico a hore 9 fo un gran rumor, cridando: _arme! -arme!_ et le barche erano in porto da paura si levono confusi, lassando -poi i soi corredi in terra. Et questo fo che la notte, da poi la luna -levata, che fo a l'hora ditta, quelli di la rocca vete (_videro_) certi -armati, et cridono: _arme! arme!_ al qual cridar quelli fuzino. Li -cittadini di Cesena stavano con gran dubito et timidità, si sforzava -liberar le moglie et figli et lor bene, e portar fuora su quel di la -Signoria, di Cervia et Ravenna. - -Adi 25 el campo aragonese fece cavar certi fossi per tuor l'acqua -al fiume, a presso dil qual era allozato el campo duchesco, acciò li -fusse tolta la via di le vittuarie veniva per ditto fiume, et a hora -ditto campo non pol haver vittuarie se non da Ferrara. Et questo campo -aragonese stevano molto di malavoglia, zoè li principali, per causa dil -perder di Hostia, dubitando el Papa non vogli le so 18 squadre. - -Nel campo duchesco venne incognito et stravestito el sig. Antonio di -Ordelaphi, fo de li signori de Forlì, per metter paura a madona di -Forlì, acciò si voltasse da loro. - -In questa notte ditto campo si levoe dal loco dove era allozato, -et andato verso Bologna; ma _etiam_ in questa notte medema cavalcoe -8 squadre de Aragonesi verso el campo ditto, et trovato che quello -era levato, ritornono indriedo; et _etiam_ questo si levoe per andar -seguitando el campo nemico. El qual se redusse verso el Fosso di Ziniul -(_Fossato del Genivolo_); questo perchè, dove era, mancava vittuarie, -perchè nè da Lugo, Bagnacavallo, Fusignano, Cotignola et Santa Agata -non ne poteva haver, et li era tolto le acque, li molini propinqui non -poteva masenar. El loco dove a hora sono redutti è di sito fortissimo, -per haver da un canto el fiume, da l'altro li paludi ch'è drio el -Po, zerca do mia et mezzo, davanti si fortificoe con fossi, repari et -artegliarie, et per Po senza obstaculo haveranno le vittuarie. - -El campo regio o vero aragonese, levato per seguir questo, si affermoe -in quelli medemi lozamenti, dove era partito el duchesco, a Santa Agata -su la strada maistra, et eran distanti mia 4 in 5 uno di l'altro. -Le strade di andar in li campi in questo tempo erano rotte, et da -saccomani si faceva gran danni. - -Adi 26 el campo duchesco, essendo stà do zorni in extremità de viver, -preso le spie et scolte de Aragonesi, fece comandamento secreto a homo -d'arme per homo d'arme, che si dovesseno metter a li so ordeni per -cavalcar a hore 7 di notte, el mercore venendo la zobia. Avviato prima -li carriazi, cavalcono di trotto et non di campo et confusamente verso -il fosso di Ziniul, et si allozoe di là dil fosso preditto a longo Po, -fino per mezzo arzere. Ma l'Aragonese, intendendo questo, gli detteno -driedo con li cavalli lizieri, et a le coazze preseno alcuni cavalli -che non potevano cussì camminar, ma poco numero. Hanno mancamento -ducheschi di strami per li cavalli, ma si ajutano con foje di salgaro, -per esserne gran copia. Ma ditto campo regio si allozoe tra Lugo et -Fusignano sul fiume dil molino, et havea abbondantia di vittuarie. - -El conte di Pitigliano in questo tempo era ammalato fuora dil campo; -_tamen_ poco dapoi varite. - -Et acciò el tutto se intenda, questo è il modo si levoe el campo -duchescho di Santa Agata con gran taciturnità, non facendo motto alle -scolte, acciò non fusse scoperte. Fo prima un bon squadron con una -parte di la fantaria, poi li carriazi, poi le zente d'arme con li -elmetti in testa et lanze su la cossa, poi le artegliarie con le soe -carrette, driedo uno grosso squadron con el resto di la fantaria. Et -una gran parte di balestrieri a cavallo andono per la strada, passò -uno ponte sul quale fo bisogno a passar cavallo per cavallo, et si lo -Aragonese lo havesse de subito seguito, per la dimora dil passar, senza -dubbio li haveriano rotti. - -In questa sera, fo 26, zonse per Po 4 burchi di vittuarie et 4 squadre -di Fracasso, et alcune lanze franzese, num. 600, et 4000 Sguizzari a -piè; et el zorno avanti zonse tre squadre di ditto Fracasso, et 200 -fanti condutti per uno contestabile bolognese: sì che questo campo se -ingrossava. - -Adi 27 el campo aragonese havea deliberato levarsi questa mattina, -et andar allozar a le caxe di Troti, ma non andò, et le zente dil -Pontifice si dovea levar et tornar a Roma. - -Adi 28 da mattina zonse a Ravenna el sig. Zuane di Pesaro, partito -di campo dil duca di Calavria, andava a Pesaro chiamato dal Papa con -la sua compagnia, la qual pur era rimasta in campo. Subito montò a -cavallo, et andoe senza altra dimora a Pesaro. - -In questa mattina, el ditto campo si levoe, et andò a le caxe di Troti -vicino al duchesco mia uno et mezzo. - -Accadette in questi zorni che venendo di Venetia uno patricio chiamato -Francesco Da Lezze, fiol di Alvise, insieme con uno cittadin di -Ravenna in la sua barca, fatto la via di Ferrara per venir poi per Po -a Ravenna, credendo questa fusse più sicura; et inteso Franzesi che -veniva uno Venitian et uno secretario _ragonexe_[103] da Venetia per -quella via, et portava, _ut dicitur_, ducati 60 milia nel campo a loro -nemico, da uno capitano de Franzesi chiamato monsig. Baylo de Trevi (?) -et Filippo de Monton fue lì a la riva dil Po, dove era el ditto campo, -retenuti, et diligentemente examinati et cercato per tutta la barca. -Et letto le lettere havea fatto paura a li famegli, et trovato non era -alcuna cosa, licentioe ditto patricio, pur dubitando sempre non andasse -a far qualche mal contro di loro: et gionse a Ravenna. - -Adi 19 el campo aragonese deliberoe con 50 squadre et cavalli lizieri -et parte di le fantarie andar trovar li nemici fino al fosso di Ziniul, -oltra dil qual erano allozati; et mai ditto campo duchesco si vuolse -muover: per la qual cosa questi ritornono a li primi alozamenti, et -aspettavano el fradelo dil marchese di Mantoa con 50 homeni d'arme, et -alcune zente de Fiorentini. - -Essendo el sig. Fracasso allozato in una villa in Bolognese, per venir -in Annibal Bentivoi con do squadre de homeni d'arme et certi cavalli -lezieri con alcuni fanti a pè, vi andoe per svalizarlo, et precluderli -la via, ma non potè far nulla. Et zonse in campo adi ultimo ditto con -alcuni cavalli lizieri. - -In questi zorni ritrovandosi do franzesi di primi dil campo ammalati, -el duca di Calavria li mandono a dimandar a quei di Lugo; i quali -resposeno non voleva senza comandamento dil duca di Ferrara loro -signor. Et _iterum_ li mandoe a dir che, non dagandoli, le daria -el guasto: _unde_ quelli, timendo, fè compagnar li ditti in campo -preditto; et habuto el duca con loro colloquio, li remandoe in Lugo a -risanarse senza farli dispiacer. - -Adi 31 ditto, essendo zonto el sig. Fracasso in campo, et facendosi far -certo riparo e taiata dinanzi al fosso di Ziniul verso il fiume per più -fortezza, Fracasso disse: non vò star in questo seragio, et ho ditto -al Re di Franza non vò obedir niun, salvo mio padre, duca di Ferrara. -El conte di Caiazzo diceva nel suo campo: state contenti, che fino 8 -zorni sentirete uno schioppo che 'l duca di Calavria convegnirà tornar -indriedo. - -Et cavalcando adi 30 Zuan Jacomo di Traulzi con do squadre, et zerca -40 fanti con el marchexe di Pescara per sopra veder, si scontrò in -Zuan Filippo vice collateral a Ravenna, et li disse: son di vostri, et -servitor de quella Illustrissima Signoria, a la qual mi raccomandarete; -et li fece bona et perfetta compagnia. - -Et V ultimo dil mexe di Settembrio preditto, el campo aragonese si levò -dil loco dove era, et se ridusse sul fiume di Santa Agata in li propri -allozamenti dove allozava Franzesi, ch'è tra il fiume et Santa Agata. - - -_Seguito di l'armada aragonese a Rapallo._ - -In questo tempo l'armada dil re Alphonso, andata innanzi et indrio, -et hora a Pisa hora altrove, et qualche danno sul mare a Zenoesi -fece. Or adi 8 Settembrio, dismontati di la ditta armada Obietto dal -Fiesco prothonotario, Orsino fiol dil cardinal Orsini, et Fregosin da -Campofregoso fiol dil cardinal di Zenoa, el qual _etiam_ lui ivi si -ritrovava, et dismontati in terra a Rapallo, ch'è una terra de Zenoesi -verso levante assà grossa ma non ha castello, lontano di la città di -Zenoa zerca mia XX, et dismontato ditto Obietto capo di parte, però -che in Zenoa sono do grandissime parte principali de zentilhomeni, -che sono signori di castelle, zoè Spinola et Doria, a le quale -seguita tutto il resto de zentilhomeni, et cadauna parte ha la sua de -capellazi, i quali convien di tal sorte esser doxi, come poi più avanti -tutta la hystoria et perchè scriverò di sotto. Or la parte Doria ha -Fieschi, Grimaldi et Montaldi, et è per capellazo Fregosi; la parte -Spinola ha Lomellini, Pallavixini.... et altri, et per capellazo li -Adorni. Adoncha hora domina li Adorni, hora li Fregosi el ducato. Al -presente li Fregosi erano scacciati, et però el preditto Obietto dal -Fiesco era contrario a la parte che regnava, zoè Agustin Adorno, al -presente governador di Zenoa, benchè de quella el duca de Milan habbi -el dominio, et se intitola signor di Zenoa. Ma, al proposito nostro, -dismontati questi partesani, haveano modo di haver uno ponte et una -torretta. Ma inteso in quel zorno medemo a Zenoa tal nuova, subito -Antonio Maria di San Severino, Zuan Adorno capitano di le fanterie, -fradello dil governador, et Zuan Alvise dal Fiesco, fradello de ditto -Obietto, el qual tien dal duca di Milan, et con alcuni Sguizzari ivi -erano col duca di Orliens, che si ritrovava a Zenoa, et a le hore -24 a la sera assaltono li nemici, zoè 500 fanti di ditta armada, et -quelli ruppe et fugoe, et poco mancò non prendesse ditto Obietto, -el qual fuzite su l'armada solo, _ut dicitur_, in zipone: fo preso -Orsino fradel dil cardinal Orsini, et Fregosino nominato di sopra, et -menati a Zenoa; et li fanti fuziteno chi in qua et chi in là. Ma li -Sguizzari andando seguitandoli, inteso in uno hospedal di San Lazzaro -ivi erano redutti zerca 60 de ditti fanti, introno dentro, et quelli -altri feriteno, altri fonno morti, ammazzando _etiam_ de li poveri era -in ditto hospedal; et vedendo quelli di la terra questo, deliberò di -non sopportar tal insolentia, et se messeno in arme, et fonno a le man -con ditti Sguizzari, de quali ne fo morti zerca 25, ma fuzito Obietto -su uno bregantino, et andato a Livorno a l'armada aragonese. Fregosin -fo portato al duca di Orliens, lo qual lo mandò in Aste: preso taia -ducati 8000, nè mai volse renderlo per cosa niuna, ni per lettere dil -Re di Franza quando si pacificò a Napoli con suo padre cardinal di -Zenoa, et è ancora ivi presone. Orsino veramente fu donado al signor -Ludovico, et poco da poi lassato. Et è da saper che in questo tempo, -adi 8 Settembrio, l'armada dil Re di Franza ussite di Zenoa, zoè galie -24, una galeazza, 8 nave et 17 galioni; et in questo tempo ivi era el -duca di Orliens, el qual andò per terra[104] con Antonio Maria di San -Severino et persone 6 milia, et si ritrovò alla movesta scritta di -sopra. Ma da poi ditta armada ritornò in Zenoa, et el Re, venuto in -Aste, scrisse al duca di Orliens ritornasse, et cussì ritornò, et li -venne la quartana, come ho scritto di sopra. - - -_El viazo dil Re di Franza da Susa fino in Aste, et quello fece in -Aste._ - -Zonto el Re al primo di Settembrio a Brianzon, poi a Olso (_Oulx_) -mezza zornada distante da Susa, dove el zorno seguente venne, -et è di qua da monti, in la Savoia. Le zente soe zà erano venute -avanti, et _etiam_ bona parte le seguitava de varie generatione, zoè -schioppettieri et arcieri anglesi, bertoni con lanze longe, sguizzari, -normandi, piccardi et di altri paesi, come a la descriptione dil suo -esercito sarà scritto, con 40 carrette di artegliarie tirate da molti -cavalli. Or venne a Vegliana (_Avigliana_), _demum_ adi 5 intrò in -Turin, dove habita el duca di Savoia: _tamen_ quello Stado è a lui -raccomandato. Questo duca presente fu figliuolo dil duca Carlo, che -morite nel 1490, è di età de anni zerca 5, et la madre governava quello -Ducato insieme con Felippo mons. di Bressa in Savoja, el qual venne -con el Re in Italia, et era di primi capitani, ma molto nemico di -mons. Samallo. Ma zonto el Re a Turin fu molto da quella madona, per -esser suo parente, honorato. D'indi partito, venne a Moncalier, et poi -adi 9 ditto intrò in Aste a hore 24; ma prima adi 5, el sig. Ludovico -parti di Vegevene et venne in Alexandria di la Paia, et adi 8 el -duca Hercules di Ferrara, suocero di esso Ludovico, _etiam_ venne con -cavalli 200 lì in Alexandria, et in quel medemo zorno tutti do questi -signori si partino, et andorno a Non (_Annone_), ch'è alli confini di -Aste, pur dil Stado de Milan, et quivi si allozono. Et adi 6 ditto, -Zorzi Pisani dottor et cavalier, ambassador di la Signoria, venne da -Vegevene in Alexandria di la Paia per seguitar el sig. Ludovico, perchè -cussì haveva in commissione de seguitar la corte, et ivi si puose, dove -stette fino che ritornò a Milan: et questo fo perchè a Non (_Annone_) -non era alozamenti d'avanzo, essendo lì allozati chi vi era. - -Adi 8 el Cardinal S. Piero _in Vincula_ intrò in Aste avanti el Re, et -allozò in la terra in uno Priorà di San Zuane. Hor el zorno driedo, che -fo adi 9, la persona dil Re intrò, li andò contra mia do di là di Aste -el duca di Ferrara, havendo butato el corrotto di la moglie morta di -breve, et el sig. Ludovico suo zenero. Questi, visto la Maestà dil Re, -volseno dismontar da cavallo, et il Re non volse; ma cussì a cavallo si -toccono la man a la franzese, et in mezzo di loro el Re intrò in Aste, -con zerca 6000 persone. - -La duchessa di Bari, madona Beatrice, moglie dil sig. Ludovico et -figlia dil duca di Ferrara, venne da Milan con 20 sue damiselle et 20 -zentildonne da Milan a Non (_Annone_), et cussì adi 10, che fo el zorno -driedo che intrò il Re, a hore 20 andò con el marito a far riverentia -al Re, con le qual donne el Re stette insieme serrati per hore 3, nè vi -era altri che il Re, esso sig. Ludovico, mons. Felippo (_de Bresse?_) -et il marchese di Salucio (?), et ditte donne, per esser l'ora tarda, -restono lì in Aste quella notte con el sig. Ludovico. Questo loco di -Aste, con alcuni castelli circonvecini, è dil duca de Orliens, altre -volte li soi habuto in dota da li signori de Milano. Et è da saper, che -esso duca s'intitola duca di Milano, dicendo, _jure haereditario_, lui -dover haver tal dominio. Questo duca è zerman _etiam_ dil Re, figliuolo -di la sorella dil Re, et per altra linea è di prole regia,_ adeo_, -morendo Carlo senza legittimi figlioli, li vien la corona, come ho -scritto di sopra. Et al presente si ritrovava a Zenoa, et il Re subito -zonto li scrisse dovesse ritornar da lui. A consultar el qual, adi 15 -Settembrio passò per Alexandria di la Paia; era con lui Fregosin fiol -dil Cardinal et Orlandin Fregoso, presoni nominati di sopra. Et adi -21 ditto, da poi _etiam_ che el Re si ammaloe, ditto duca si ammalò di -doppia quartana, et convenne restar in Aste a curarse, a tempo che era -volonteroso di far gran cose. - -Ma el Re havea con lui molti baroni di Napoli o vero dil Reame, parte -di qual qui sarà notadi. Era el prencipe di Salerno zà andato a Zenoa, -el marchese di Cotron, conte di Chiaramonte, conte di Celano fratel -dil duca di Melfi, tre figlioli dil principe di Busignano etc., i -quali erano molto alliegri, vedendo la cosa andar da dovero. Era -ordinato per il Re di mandar a Zenoa per l'impresa marittima 600 lanze, -capitano monsig. di Mompensier, questo è cugnato dil marchese di Mantoa -presente, et 3000 fanti tra Sguizzari et Guasconi; ma poi, consultato -meglio, non mandò. Monsig. de Citen, era ambassador a la Signoria, nel -principio che intese el Re esser di qua da monti, andato in collegio -expose la venuta dil suo Roy, et come voleva tuor licenza per andarli -incontra: et cussì partite di Venetia, et zonse dal Re, al qual -riferite el voler de Venetiani, et bona compagnia si haveano fatto, -laudandoli summamente; ma ben diceva l'aiere non li comportava di star -quivi. - -El Re adi 13 Settembrio si ammalò; le porte dil suo palazzo era serrate -et sbarrate le strade, perchè li venne uno subito et cattivissimo mal, -con gran freve. Havea con sè molti medichi, tra i quali uno maistro -Theodoro da Parma, al qual li prestava gran fede, et nel principio -parse fusse ferza, ma poi si discoverse in verole, li qual li duroe -zorni 14. - -La duchessa di Bari havea ordinà, el zorno el Re si ammalò, di far -una bellissima festa a trombe et piffari, con quelle donne era in sua -compagnia, benissimo adornate: ma seguite tal egritudine, et non potè -far, et retornò a Vegevene. - -El marchese di Monferà, di età di anni 10, che fo fiol dil marchese -Bonifacio, che successe Guielmo suo fradello morto senza heredi nel -1482; el qual da poi la morte dil padre da li populi fu chiamato per -signore: et la madre, che fo figlia dil despota di Servia, di età -giovene _licet_ fusse in uno vecchio maridata, quello Stado per il -fiol governa, insieme con el sig. Constantin Arniti (_Arianite_), -che fo figlio dil sig. Arniti Concino (?) suo parente, venne in Aste -con 300 cavalli benissimo in ordine, per invidar el Re a Casal da la -marchesana sua madre, la qual el Re summamente desiderava di veder, -per esser bellissima. Zà era venuto contra el Re el prefato sig. -Constantin Arniti fino a Turin, a offerir el Stado di quella madona a -esso cristianissimo Re, et invidarlo a Casal. Et zonto in Aste ditto -marchese adi 17, andò a visitation dil Re era in letto ammalato, stette -un quinto di hora, et usato poche parole tolse licentia, et ritornò in -Monferà. - -Adi 14 essendo el Re ammalato, Franzesi pur mormorava di dover venir in -Italia, et molti volevano ritornar in Franza; per la qual cosa monsig. -di Sammallo, et monsig. di Beucher erano molto di mala voia, che i -loro pensier non avesse effetto. Et cussì in questo zorno, questi con 4 -altri, zoè monsig. di Sammallo ditto, monsig. di Tiens (?), monsig. di -Beucher, el gran Siniscalco de Giae et monsig. di Camperoso (?) veneno -in Anon mia 5 distante de Aste, dove era allozato el sig. Ludovico, per -consultar quello havesseno a far, zerca a l'impresa. Et qui consultato -gran cose, zoè el duca de Ferrara si fece baron dil Re, e tramava di -esser capitano di questa impresa, _licet_ andava contra el cugnado, -dal qual, al tempo di la guerra have con la Signoria di Venetia, fo -aiutato, et per questo.... promesseli pavioni (_padiglioni_) 100 da -campo, i quali el Re _libentissime_ acceptoe, dicendoli si volevano -pagar, _tamen_ mai li dette nulla. Questi franzesi soprascritti -consultono con el sig. Ludovico, qual via dovesse tenir el Re, o andar -a Zenoa, o andar in Toscana dove era bisogno menar le man, non havendo -Fiorentini con lui, et si divulgava che el Re voleva andar a Zenoa, -et voleva la Castellina ch'è la principal fortezza di quella città; la -qual per Zenoesi, con voluntà dil sig. Ludovico, non fu voluta dar. Pur -el mal cresceva al Re, et questi dubitavano non seguisse qalche cosa, -per la qual fusse disturbato questa impresa. Et el sig. Ludovico adi 17 -mandò in Aste a veder el Re maistro Ambrosio de Rosate (_Rosciate_) suo -medico et ottimo astrologo, et visto, conoscete esser varuole, le qual -zà se discoverzivano su la persona; per la qual cosa tutti comenzono -a star di bona voja, perchè saria mal breve, come fu. Et adi 21 el Re -levò di letto; nel qual zorno el duca di Orliens si butò al letto con -doppia quartana, come ho ditto. Consultavano ancora insieme el sig. -Ludovico, duca di Ferrara et sig. Galeazzo di Sanseverino, nè altri de -soi consiglieri vi intrava a tal consultatione: et pur spazava franzesi -a la volta di Parmesana, provedendo de alozamenti, perchè lì in Aste -non vi poteva capir tanta multitudine quanta era. Et el sig. Ludovico -preditto andava di Anon in Aste spesso in questi zorni era ammalato, -per visitarlo. - -El duca de Ferrara vedendo non esser fatto quel cavedal di lui dal -Re, che si credeva, nè potendo obtenir el baston d'esser capitano di -l'impresa, deliberò ritornar a Ferrara; et volendo tuor licentia dal -Re adi 22 Settembrio, non potè ma la mandò a tuor per suo fiol don -Ferrante, era con il Re; et cussì assà mal contento in questo zorno -partite di Aste con il n.º di cavalli, zoè 100, perchè zà adi 13 havea -rimandati a Ferrara altri 100 cavalli, era venuti in sua compagnia. -Et è da saper che Ferraresi comenzono a levar habiti franzesi, con -cappelli in capo, et cussì usono tal foza, et usa fino al presente. - -El Re tolse danari a Zenoa docati 100 milia, et a Milan 50 milia a -usura et interesse, con pegno di zoie; piezò el sig. Ludovico; _tamen_ -fu divulgato esso sig. Ludovico haverli fatto prestar questi denari da -li soi, sotto nome de altri: or, _quomodocumque sit_, el Re have questa -quantità. Et adi 22 li have, et adi 26 ordinò di dar una paga alle sue -zente adi primo Ottubrio: et cussì fece et dette. Et vedendo non esser -ambassador a Venetia, dove grandemente bisognava, per esser advisato -dil progresso di quella Signoria, et per mantenirla a sè benivola, -elesse et mandoe uno de soi primi, chiamato monsig. di Arzenton, homo -di grande inzegno et bella presentia. El qual adi 25 Settembrio partì -dal Re et venne di longo a Venetia, et gionse adi 2 Ottobrio: al qual -li fo mandato contra le peate fino a Lizza Fusina con molti patricii, -et fo assà honorato. Alozoe a san Zorzi Mazor, et sempre li fo fatto le -spexe, dato barche, et provisto a quello li bisognava. Questo dimandoe -prima audienza publica. La qual data, disse come la Mayestà dil suo -Roy era in Aste, venuto per seguir l'impresa tolta per rehaver el Reame -de Napoli, tenuto contra ogni razon da Aragonesi, et che voleva haver -sempre la Signoria per boni amici, offerendo el Re in ogni cosa; et -che di tutto el suo progresso faria participe essa Signoria, perchè -era certissimo ogni suo felice prosperar sarà contenta. Al qual per -el Principe li fo usato in risposta parole accomodate, et cussì ditto -ambassador qui restò; et poi, dimandato auditori, li fonno dati per -Collegio questi: Andrea Venier consiglier, Lunardo Loredan procurator -savio dil Conseglio, et Alvise Damolin savio di terraferma. Venne -ancora con lui uno suo cognato con alcuni franzesi per veder la terra, -la quel vista, ritornono dal Re. - -In questo mezzo, adi 22 Settembrio, venne in Alexandria di la Paia -Zuan Battista Redolphi orator fiorentino, per esser a parlamento con -el sig. Ludovico in Anon. Et uno secretario dil sig. da Pesaro era lì -dal sig. Ludovico, el qual voleva acordarsi con il Stato di Milano, si -partì. Et questo perchè el suo sig. era accordato col Papa. Et ditto -sig. Ludovico mandoe uno collateral in Parmesana a far 3000 fanti, per -mandar nel suo campo. - -La Signoria de Venetia scrisse a Zorzi Pisani ambassador, dovesse andar -in Aste, et far riverentia _nomine Dominii_ al Re, et alegrarsi di la -sua valitudine. Et cussì adi 26 Settembrio partì di Alexandria di la -Paia, et andò in Anon dal sig. Ludovico, per causa non poteva star -in Aste, per non esser alozamenti. Et ivi era col Re 6000 franzesi, -tra i quali 500 vasconi. Ma in questo medemo zorno el cardinal San -Piero _in Vincula_ partì di Aste per andar a Zenoa a expedir l'armada, -non potendo tornarvi el Duca de Orliens per l'egritudine havea: -et l'ambassador preditto deliberoe andar in l'abitation dil ditto -Cardinal, la qual era vuoda. Et cussì adi 28 intrò in Aste. Li venne -incontra monsignor de Sations (_Châtillon?_) zamberlan cavalier, lo -episcopo di... et il conte Carlo di Belzojoso nominato di sopra, che -era presso il Re per nome del sig. Ludovico: et questi veneno fuora -di Aste con cavalli 80, et zonto l'ambassador ditto ivi, el conte di -Celano, fora uscito di Napoli, el qual molto sollicitava il Re andasse -a Napoli, lo venne a visitar. Et poi adi 30 ditto, lo episcopo di...., -presidente dil parlamento di Paris, con 4 zentilhomeni franzesi, fonno -a visitation di l'ambassador preditto, excusando la Majestà dil Re che -fina hora non li havea data audientia, per causa non si havea sentito -molto gaiardo, ma che di breve gliela daria. Et cussì al primo de -Ottubrio fu deputata la audientia, ma li venne al Re dolor di stomaco, -et fo remessa fino adi 3. Et è da saper che il Re prima stava in uno -palazzo; ma, varito, andò a star a uno monasterio de frati de San -Zuanepolo, chiamato le Madalene. Or in questo zorno venne lo episcopo -di.... presidente dil parlamento di Garnopoli (_Grenoble_) con 4 altri -baroni franzesi per ditto ambassador, et lo menò a la presentia dil -Re, el qual era presso una fenestra, sentado, vestito de veludo negro, -et eravi el sig. Ludovico, el qual continuamente andava zoso et suso -da Anon in Aste, _tamen_ veniva a dormir la sera in Anon dove era la -moglie. Or, presentate le lettere credentiale di la Signoria, volse el -sentasse ditto ambassador a _dextris_ su una cariega, et a _sinistris_ -era sentato el sig. Ludovico. Et fata una oration latina, el Re li -feze risponder _latine_ per ditto presidente nominato di sopra; poi -esso medemo disse: nui vi habbiamo veduto veramente volentieri, et -amemo molto quella Illustrissima Signoria, et si heri non ve aldissemo, -habbiatine per escusato. Et tolto licentia, ritornò l'ambassador al suo -allozamento. Et adi 5 _iterum_ tolse licentia per partirsi di Aste, et -ritornò in Alexandria. - -Era con il Re in Aste don Alphonso de la Sylva, ambassador dil Re di -Spagna; et adi 26 Settembrio zonse uno ambassador di lo episcopo di -Vallese capitano de Sguizari; et adi 3 Ottubrio venne Jacobo de Andria -ambassador dil marchese di Mantoa, pur per visitar el Re, et offerirli -el Stato suo, et allegrarsi de la sua sanitade. - -In questo mezzo la Raina de Franza era in Ambosa, et el Duca di....... -da Molins (_Moulins_) scrisse lettere al Re che dovesseno ritornar, -disconsegliando molto el seguir de l'impresa. Per la qual cosa et -monsig. di Beucher et Samallo stavano molto di mala voja, vedendo -_etiam_ el Re non haver danari; pur Constantin (?) provedeva al tutto. -Era zà de qua da monti, come se intese, lanze 1900 a cavallo, 6 per -lanza, et il Re havea alla guardia sua 200 balestrieri, 400 arcieri -et 200 zentilhomeni; havea 8 carrette con 8 passavolanti sopra, tirate -da X cavalli; et la sua guardia de dì et de notte steva armada. Et adi -29 Settembrio 100 lanze franzese fece la mostra fuora di Aste, che fo -bellissimo veder; ma erano molto insolenti. Et adi 6 Ottubrio Anon si -levò in arme per la insolentia de Franzesi, perchè havevano amazzati -zerca 50 di quelli lochi vicini, ma poi fu pacificate le cose. - -Ma il Re di Franza, essendo exortato dal sig. Constantin Arniti per -nome di la marchesana di Monferà, si volse degnar di venir fino a -Casale, deliberoe di andarvi, et cussì adi 7 Ottubrio partì di Aste -et andò a Casal. Ma lasciamo quivi el Re, et a quello fece li campi de -Romagna, et prima dil re Alphonso, le operationi sue. - - -_Quello fece re Alphonso in Reame._ - -El re Alphonso, domente el Re si propinquava in Italia, andò in diversi -luoghi dil Reame, confortando li popoli, promettendoli et facendo molte -gratie, fortificando li passi. Et adi 11 Settembrio ritornò a Napoli, -che era stato in Apruzo. Et adi 22 partì, et andò alla volta di San -Zermano, et l'ambassador Venitian rimase a Napoli; et adi 2 Ottubrio -havendo precepto di la Signoria di seguitar el Re, si partì per andar -a trovarlo, et trovò el Re era allozato a Mola, città a marina, di qua -dil fiume Garigliano, sopra dil qual el Re havea fatto far in quelli -zorni uno ponte sopra otto navilioti, per passar le zente d'arme, et -_etiam_ poco più distante da questo ne fece far un altro per passar le -artegliarie; et a...., loco denominato da una città lì presso ruinata -al mare, et _adhuc_ par le vestigie, era allozato el campo dil preditto -re Alphonso mia 3 luntan da Mola; el qual campo fu fatto a l'impeto de -Colonnesi. - -Adi 4 el Re partì da Mola con l'ambassador preditto, et intrò in Gaeta. -Fece honorata intrata, li venne incontra el clero con il pallio, _iuxta -morem_, et adi 5, fo di Domenega, cavalcò per la terra, poi verso sera -al porto; et fu fatto gran luminarie per le case, et dai navilii et -nave in honor et leticia dil Re. - -Et adi 6 partì per Fondi, passando per il castello de Itri, per andar -a Terracina, dove ne l'andar quella via salizata per Appio Claudio -Ceco _eodem lapide_ ditta Fondi, ch'è cosa bellissima. Et adi 8 -ditto, veneno vicino a Terracina, città dil Papa, la qual el Pontefice -concesse a esso re Alphonso, che vi ponesse custodia, et quella come -sua fortificasse per conservation dil suo Reame; la qual è a confin de -ditto Reame, et mia 40 da Roma. Et quivi venne el campo ad allozar ben -in hordine, di squadre 16, partito in 30 parte tra balestrieri, fanti, -galuppi et homeni d'arme: poi el Re andò a Terracina et l'ambassador -veneto ritornò a Fondi ad allozar, che era mia X luntano. Et poi -adi 5 Novembrio, havendo da conferir con esso re Alphonso, partì da -Fondi, et venne dal Re, el qual era a la campagna in mezzo dil campo -allozato in una chiesetta, et el dì seguente Sua Maiestà con il campo -partite, et venne a Fondi, et i 20 carri de artegliarie che havea -ivi fatto condur da Napoli con gran fatica fino a Terracina, comandò -ritornasse indriedo, et la caxon non se intese. Et cussì adi X ditto, -con el campo che era stato uno mese a Terracina, venne a Mola, castello -_olim_ ditto Formiano, distante da Fondi mia 10. Et adi 12 el Re con -l'ambassador andò a Gaeta mia 5, et la sera ritornò a Mola. Et adi 13 -partino da Mola, et andono a uno castello in monte chiamato Traietto, -dal qual è una amena e grata prospettiva, et mia do de lì vi passa el -fiume Garigliano, et poco luntan de lì è uno monte battuto dal mare, -ditto Monte Arzento, dove fu una terra ditta Monte Arzento, la qual fo -derelitta per le incursion de Mori, et andono ad habitar su uno altro -monte mia 4 luntan, si chiama Traietto quasi Traitto etc. - - -_Successo di quello seguiteno li campi in Romagna di Ottubrio et -Novembrio 1494._ - -Come ho scritto di sopra, li campi de Romagna, lo Aragonese che era -alla fin di Settembrio più potente del Duchesco, era allozato sul fiume -di Santa Agata sul Ferrarese, et il Duchesco al Fosso di Ziniul in su -la riva di Po. Quello seguirà qui sotto sarà scritto in questi tempi. - -Adi 2 Ottubrio gionse a Ravenna el sig. di Pexaro, per ritornar in -campo. Notificò Camillo Vitello dovea venir con suo fradello con -squadre 5, et era accordato con el re Alphonso: _tamen_ poi si accordò -con el Re di Franza. - -In Cesena fo ritenuti tre per trattado, el qual fo discoverto nel campo -franzese. Adi primo Ottubrio zonse da Modena per primo 200 fanti ben in -ponto et lì aspettava de ingrossarsi. Ne l'aragonese si fortificava di -bastioni et ripari, et forsi haveano abundantia de vittuarie, et brusoe -li strami di Lugo et Fusignano, verso le case di Trotti, et ogni zorno -facevano qualche scaramuzza fra fanti et balestrieri col campo nemico -che li era molto vicino. - -Et Nicolò di Marcheselli da Rimano, cao di squadra di 40 balestrieri, -andato per redur qual cosa nel campo, fo discoperto da Franzesi et -preclusa la via di ritornar. _Unde_ li fo forzo andar a Cothignola, et -passar per il territorio de Ravenna, si volse ritornar nel suo campo. - -Et in questo zorno zonse nel campo franzese X squadre italiane, zoè el -sig. Antonio Maria di Sanseverino, era stato a Zenoa con 5 squadre sue, -et cinque dil sig. Galeazzo suo fradello. - -In Cesena adi do di notte a hore 4 intrò dentro la terra el conte di -Petigliano con cavalli 50, partito dil suo campo, et subito zonto fo -retenuti questi cittadini di Cesena: Tiberto Brandolino fo fiol di -Sigismondo, con alcuni altri. El qual confessò, lui, Guido Guerra, -Pulidoro Tiberti et Achille suo nepote erano daccordo de dar la -terra al sig. Lodovico; el qual Tiberto era a li stipendi dil Papa, -ma essendo casso, era stato in Cesena senza altro soldo, _solum_ con -tanse per curaze X. Or el ditto conte fece chiamar el consiglio, et -manifestar la ritention, et quello havevano concertato di far, et come -hozi a hora di disnar dovevano in palazzo amazzar el governador per -nome dil Pontifice, che ivi in Cesena era amico molto di ditto Tiberto, -et questo dovea far hozi adi 3, per esser zorno di mercato, per haver -el favor de li contadini, et volea levar le insegne dil sig. Ludovico, -et questo confessò senza tortura. Et parendo molto stranio questo al -conseio, volevano al tutto ditto Tiberto fusse morto, strassinato et -squartato: ma el governador dimandò di gratia al conseio li volesse -perdonar; et loro resposeno non voler sopportar per niente. Ma il -conte di Petigliano, lassato 30 ballestrieri a custodia di Cesena, -ritornò in campo subito, et mia do distante di la terra trovoe do -cavalli veniva verso di lui a notificarli che 'l ritornasse, perchè -Fracasso era partito con alcuni cavalli lizieri di campo per piarlo. Et -ritornò a Cesena, et ordinò non fusse dà recapito a questi adversarii -dil Pontifice. Pur a la fine partite de lì 3 zorni, et zonse nel suo -campo. Et Cesena era custodita; non si averzian le porte se non tardi, -et seravano molto per tempo, mutavano guardie di zorno in zorno: et il -governador adi 8 deliberoe mandar in campo dil duca di Calavria Tiberto -Brandolin preditto, et uno altro chiamato el prete bolognese, acciò -facesseno quello li piaceva. - -Adi 6 Ducheschi o vero Franzesi feceno, et fue compito, uno revellin -attorno la hostaria dil Fossà di Ziniul, per metter li fanti a custodia -di quello passo. - -Adi 7 zonse nel ditto campo do burchii di fanti forestieri di -Parmesana, zerca 400, et attendevano a fortificar el revellin, -aspettando con desiderio più Franzesi. Et poi adi.... ditto, zonse -i 500 provvisionadi italiani in cinque burchi, sì che _continue_ si -andava ingrossando. - -Adi 8, _etiam_ el zorno avanti, nel campo aragonese fo fatto conseio -sotto el pavion dil duca di Calavria, di quello havessero a far, perchè -intendevano el campo franzese doversi levar per venir più avanti. Et -in questi zorni in questo campo l'ambassador dil re Alphonso veniva -a Venetia, chiamato Zuan Battista Spinelli, dottor et cavalier; el -qual, fatto la volta di Ferrara, venne a Venetia per starvi. Fu molto -honorato, et provisto di caxa preparata per la Signoria sul campo -di San Polo, dove zà erano stati do altri oratori napoletani, et fu -assà honorato, et andava spesso in Collegio, exhortando la Signoria a -moversi per il suo Re, et _conclusive_ fu detto fidelissimo ad Alphonso -fino in fine, come dirò al loco suo. - -In questo zorno zonse a Cesena Mariano et Paulo Savelli, zoè padre et -fio, con 8 squadre per andar nel campo regio, et in Porto Cesenatico -zonse uno navilio cargo di orzi et formenti, venuto di Reame per -subsidio dil campo. - -Adi 10 da matina, el campo aragonese si levò per allozar ad Onegalia, -dove _alias_ allozò Bartolomio Coglion, come ho scritto, et sul fiume -di Lamon, in mezzo Solarolo territorio di Faenza, Castello Bolognese -et Faenza. Et mandò a brusar nel borgo di Cothignola li strami, ma fono -sentiti, et non potè far, ma per il meglio deliberano d'allozarsi sotto -Faenza verso Imola, et cussì fece. Et si dovea levar el zorno driedo -per Bertonoro terra dil Pontifice. - -Adi 9 el conte di Caiazzo, Fracasso con molti cavalli andono a San -Paulino, loco di Bagnacavallo sul fiume di Cothignola, et questo fo -per sopraveder il loco; et zonse adi X nel suo campo 700 Sguizari fra -balestrieri et lanzaruoli, et 400 provisionadi di Parmesana, et 12 -burchi de artegliarie. Madona di Urbin, zoè la duchessa et el sig. -Ottavian so barba, fece 3000 fanti dil paese, per obstar a Camillo -Vitello et Paulo suo fratello, non andasseno contra el Re di Franza: i -quali venivano con X squadre, computà do de balestrieri, et fanti 1500. -Et questa nova si have per lettere dil Vicario dil conte Carlo di Pian -de Meledo. - -Adi X ditto fo preso uno secretario dil sig. Ludovico venia da Forlì, -et menato nel campo dil duca de Calavria, confessoe Madona esser -in stretta pratica di accordarse con il Stato de Milano et il Re di -Franza. - -Adi 13 el conte di Caiazzo, havendo opinione di levarsi dove era col -campo, mandò il bando tutti dovesseno levarsi; ma monsig. di Preran -capitano de Franzesi non volse, dicendo volea aspettar zente fresche, -le qual di breve sariano lì. Et la note avanti a hore 7, cavalli 150 -lezieri, et 150 fanti pur franzesi et italiani mescolati, veneno al -loco di Santa Agata; et inteso questo per spie el duca di Calavria, -che ancora questi non credeva dovesseno saper nulla, et mandò per el -doppio de cavalli et fanti, et quelli assaltono ne li allozamenti, et -preseno tutti li cavalli et fanti, et brusò li allozamenti. Ne fo morti -et feriti assà, et parte fono spogliati et lassati andar secondo il -costume dil guerrizar italiano, altri menati in campo presoni. - -Adi 16 el campo franzese si levò da Fossà di Ziniul, et venne a Santa -Agata in quelli aizzamenti, i quali fono refatti: et aspettavano el -marchese di Salucio con squadre 20; et le artegliarie adi 17 fono -cargate su carrette de do ruode l'una, et con assà cavalli lì a Santa -Agata tirade, et lassò custodia al bastion dil Fossà di Ziniul. - -Adi 19 el campo aragonese era sotto Faenza, mal conditionato per li -fangi, aque et freddi, con poca vittuaria et manco strami. A Faenza el -formento valea bolognini 50 la corba, ch'è uno staro, come ho scritto. - -El campo franzese fece uno assalto a Mordano, loco ymolese ma -non lo poteno ottenir; pigliò alcuni cittadini et bestiami, et -quelli condusseno in campo: ma dal conte di Caiazzo fono relassati -liberamente, et pur li erano a torno ditto loco de Mordan. Ma li -cittadini tolseno termene per tutto doman a rendersi, non li venendo -soccorso: et subito spazoe a Madona a Forlì. - -Adi ditto volendo pur al tutto Franzesi haver qualche luogo per -lozamento, venendo l'inverno, voleva pur questo Mordano et Bubano, -ch'è lochi sotto Ymola. Et in questo zorno el conte di Caiazzo venne a -parlamento con li homeni de ditti lochi, per veder si dovesseno render -al Re di Franza, el qual prosperava felicemente. Ma li risposeno, -volevano star a l'ubidientia de Madona da Forlì soa signora. Ma poi -partito, fo brusà li strami era di fuora di la terra di Mordano, acciò -non si venisseno a comprarli, et franzesi pur vi andoe et comenzò a -bombardar. - -Adi 20 a hore 23 Franzesi ha vendo principià a bombardar Mordano, -dimandando si dovesseno render, mandò contestabeli ivi era a custodia, -uno per nome di Madona, l'altro per il duca di Calavria, con volontà di -quelli di la terra; recusoe, ma Franzesi seguite il bombardar; et non -potendo resister si volseno render, ma Franzesi non li volseno acceptar -pur a discreptione. Et non essendo più niuno a la difesa, et la -fantaria scampata, li contestabeli con pochi se tirono su la torretta; -ma Franzesi, a hora ditta di sopra, se buttò a le fosse, et con scale, -senza obstacolo, scalò li muri, et introno in la terra, taiò a pezzi -homeni et donne quante gli venne avanti nel primo ingresso, et messe -la terra a sacco, fece altri presoni, et vergognò le donne et haveno la -torretta con li contestabeli, et quasi per sacchizzar, Franzesi veneno -a le mano. Et fatto molta crudeltà, brusò et ruinò 8 caxe, _adeo_ non -rimase se non la chiesa con poche caxe in piedi, che _adhuc_ si vede. -Poi deliberono di andar a Bubano et Bagnara, et, non rendendosi, far -questo medemo. Continuamente zonzeva Franzesi in campo, perchè el Re -si approximava: li Italiani erano nel suo campo molto mal contenti, -et perchè i erano tortizati da Franzesi in ogni cosa,_ maxime_ ne le -prede. - -Adi 21 havendo mandato el duca di Calavria a dimandar trieva per 6 -zorni al conte di Caiazo, et non l'habendo habuto, si levò dove era, et -andò più vicino a la montagna fra Faenza, et ivi si fortificoe. - -In questo zorno, tardi, Franzesi hebeno Bubano a pati, et cussì poi -Bagnara si accordò, si per tutto el seguente zorno a terza non havea -soccorso, di rendersi, et cussì fece; ma la rocca vi era custodia, -_tamen_ poi _etiam_ l'have. - -Accadette che per discordia et Taliani et Franzesi, come scrissi di -sopra, fo brusato la terra di Mordano, con bona parte di la robba: et -fu tanta furia, che sul ponte per il cargo di le persone vi era, si -venne a romper, et alquanti ne le fosse si annegoe. - -Adi 22 al magnifico Johanne Bentivoi per el Pontifice fo mandato el -capello per el fiol, et Fiorentini li deva el baston di lhoro capitano -si volevano esser con re Alphonso et loro; ma non volse accettar. - -Adi 23 il Podestà de Ymola venne in campo franzese, et parlò al conte -di Gayazo, nè se intese fusse venuto per nome di Madona o di cittadini -de Ymola: ma il conte de Petigliano per custodia de Ymola voleva andar -ivi, ma poi per quello che seguite, che Madona si accordò con Franzesi, -non vi andò, et Madona preditta era in la rocha de Ymola con Jacobo -dil Quartiero, secretario del sig. Ludovico. _Unde_ il populo de Ymola -si levò, et andono da ditta Madona dicendo non volevano patir più -extorsion, et che 'l campo li era vicino, et che si dovesse accordar, -altramente che loro li averzeriano le porte di la città. A li qual -cittadini et populo essa Madona rispose: stesseno di bona voia che non -haveriano più alcun danno. Et cussì mandò a dir a Forlì, et si accordò -con Franzesi et Stato di Milano, et deteli vittuarie et ogni cosa -necessaria. Li pati non se ne intese, ma fu divulgato Milan consentiva -tolesse il suo D. Jacobo per marito, et li danno di provision per anni -5, et uno di rispeto, ducati 20 milia a l'anno; la qual cosa fo molto -contraria al duca di Calavria, et comenzò la sua ruina. Et el sig. -Zuane di Gonzaga, fratello di questo marchexe di Mantoa, assoldato da -re Alphonso, come ho scritto avanti, dovendo venir con cavalli 600 per -augumentar l'exercito, venendo sul Ferrarese per andar verso Bubano -dove era il campo, et inteso l'accordo di ditta Madona, et che 'l sig. -Fracasso era posto in ordine, sapendo di la sua venuta, per precluderli -la via, per il meglio deliberoe di ritornar a Mantoa, et più non andò -in campo. - -In questo zorno Franzesi corse a Solarolo, Granarolo et Ruffi, lochi -di Faenza, la qual Faenza è di uno sig. chiamato Astor di Mamphredi, -che fu figlio dil sig. Galeotto et di la figlia del magnifico Johanne -Bentivoj: el qual ne l'anno 1488, nel suo palazo fu ammazzato di -voluntà di la moglie, et rimase questo Astor di età di anni X, et el -populo lo elesse, et chiamò per Signore; ma la madre andò a Bologna, -et se remaridò in uno Torello, che _alias_ fu prete. Et è da saper -che questo Joanne Bentivoj ha 4 figlioli et cinque fie maridate. Li -figlioli Annibal, Hermes, el prothonotario Galeazzo et Alexandro: -le fie, la prima fu maridata nel conte Nicolò Rangon, la seconda nel -sig. Gilberto da Carpi, la terza in questo sig. Galeotto di Faenza, -la quarta nel sig. de Rimano, et ultima nel sig. Zuane di Gonzaga, -fratello dil marchexe di Mantoa. Or ritorniamo al nostro proposito. -Questi Franzesi corse come ho ditto, prese homeni et bestiami in gran -numero, perchè quelli non si guardavano, et do di quelli de Russi -volendosi difender fonno morti; et con la preda Franzesi ritornono -in campo; et zonse in questo zorno 500 Sguizzari a piedi benissimo in -hordine, et si andava molto ingrossando sì da pie' come da cavallo. - -Adi 24 el campo aragonese era sotto Faenza mal contento, et principiò -a mandar li carriazi verso Cesena, et el campo poi dovea andar a -redursi verso Bertonoro et Cesena, lochi dil Papa. Et si divulgava -el re Alphonso in persona dovea venir in qua; et questo fevano per -inanimar quelli dil suo campo, che stavano con gran paura. Et poi ditto -campo el zorno driedo, fo di Sabado venendo la Domenega, a hore 7 di -notte con pioza et gran scurità, si levò di Faenza, et andò ad alozar -a Castrocaro de Fiorentini sopra Forlì, distante mia 5 dove era, nè se -intendeva qual via volesse pigliar di ritornar in Reame, non potendo -resister a Franzesi, o per Toscana o vero per la Marca. - -Et adi 24 uno m.º Luca da Napoli bombardier scampò di ditto campo, et -venne a Ravenna, el qual venia chiamato maistro di pavioni. Et il duca -di Calavria li mandò drieto a pregarlo ritornasse, et no volse. - -Adi 25 Franzesi col campo si levono dove era di Bubano, et andò a -Solarolo loco di Faenza, zoè voleva andar ivi ad accamparsi, ma venne -alcuni cittadini di Faenza per trattar accordo. _Unde_ ditto campo non -si mosse, et restò a Mordano, et fo fatto comandamento in ditto campo, -sotto pena di la vita niun habi a dannificar lochi di la madona di -Forlì, cussì come fusseno di loro propri. - -Et adi ditto, a hore 22 a Ymola fo proclamado, presente ditta Madona, -ambassadori dil re di Franza et dil duca de Milan, o ver sig. Ludovico, -che ditta Madona et el sig. Ottaviano so fiol erano fatti amici dil Re -di Franza et sig. Ludovico, a danno et distruzion de li loro inimici. -Et in questo medemo zorno fo assà bombardato in campo per allegrezza. -La causa fu perchè el sig. Ludovico si havea fatto duca. Et è da -judicar mandasse a notificar la morte dil cugnato et sua creatione. -Quello poi seguite, et come piaque a Maximiliano et la moglie, di -sotto ordinate sarà scritto. Et ancora per gratuirse el populo levò -el quintello, zoè una certa angaria che lui havea imposto prima al -populo, per el qual levar par alcuni cridasse: Duca! Duca! viva el duca -Ludovico! Et questo fo in chiesa, quando dal Arciepiscopo ricevete le -insegne ducal. Et oltra di questo deputò 6 zentilhomeni di primi di -Milano, do sopra le biave et vittuarie, do sopra li criminali, et do -sopra le cazze, per causa de li porchi cingiali dannizava il paese. El -qual fece certi editti, uno de li qual, per esser sta butato in stampa -a Milano, qui sarà scritto. - - -_Questo è uno editto fatto a Milano adi 28 Ottubrio 1494 per el Duca -nuovo._ - -Benchè la intentione dell'illustrissimo et excellentissimo sig. nostro -sig. Ludovico Maria Sforza Visconte duca etc., che Dio lo salvi et -mantegna, sia sempre stata et sii de non mancare de cosa alcuna per -conservare in bona quiete et tranquillità li subditi de questo suo -Stato, et che li buoni siano preservati securi da la malignità de li -cativi, niente di manco per fare Sua Excellentia che ogni uno senti -qualche leticia de questa nova assumptione sua al Ducato de Milano, et -declarare però non piacergli li maleficii, per non lassare opinione ad -alcuno che 'l preditto Sig. sia per comportare il mal fare, si notifica -Sua Excellentia havere comesso alli magnifici M. Baptista Vesconte et -M. Iohanne Francesco da Marliano sui conseglieri, che, insieme con li -deputati suoi a le cose criminali, se ordinasse la forma di publicare -una gratia et remissione de molte sorte et qualità de delitti. Per li -quali conseglieri et deputati, examinato bene il tutto, s'à divenuto -per loro, con partecipatione et bona voluntà di Sua Excellentia, -a la forma di la gratia infrascritta, _videlicet_ che 'l prefato -illustrissimo et excellentissimo sig. nostro Duca etc. per tenore de -la presente crida ad ogni uno notifica et manifesta volere che tutti et -singuli malfattori subditi suoi, così _mediate_ come _immediate_, cioè -così de li immediati subiecti a li officiali de Sua Excellentia, como -de' suoi feudatarii apartati _seu_ inquisiti _vel_ condemnati _aut_ -altramente in alcuno modo culpati da qui indrieto de alcuno maleficio -o mancamento, _etiam_ che 'l nol fusse sequita imputatione alcuna_ ex -eo_ che 'l ditto delitto fusse incognito, et per causa di monete, sale, -biade, portatione de arme, receptation de banniti, o vero alcuna altra -sorte de maleficio sia quel se voglia, pur che 'l non sii _criminis -laesae majestatis_, nè de sacrilegio, nè de morte de homeni actualmente -sequita, debano esser et siano per tenore de la presente crida liberati -et in tutto absolti _de omni poena_ corporale o reale, spectante -così alla camera della Excellentia Sua, como suoi feudatarii, salvi -et excepti quelli fosseno componuti, et ogni denuntia, inquisitione, -banno et condemnatione et processi pendenti per causa de tutti et -singuli preditti maleficii siano cassati et anullati, como per la -presente crida se cassano et anullano; et se comanda ad qualunque -officiale, notaro et altri a chi spetta, le debbano cassare et -_penitus_ anullare senza pagamento alcuno, _etiam_ se fussero _de animo -deliberato occidendi_, con questo però che segua la pase con li offesi -_tantum_, cioè con li insultati o battuti, o vero se dinante al giudice -ordinario... idonea securtà a li ditti offesi, _de non offendendo in re -nec in persona_.... arbitrio de esso judice, considerata la qualità et -facoltà del offendente et del offeso: el qual judice ordinario possa -torre ditta securtà _etiam_ in renitentia et contumatia del ditto -offeso senza pagamenti, salvo de le tre specie de delitti, quale siano -exceptade de la presente crida. Et _insuper_ che, cerca li banni de -le morte de homeni actualmente sequite, intervenendoli la pace cum li -offesi, se possa poi venire a la concessione de la gratia. Et _ex nunc_ -se declara che _cum primum_ sia sequita ditta pace, se intenda esser -concessa la gratia, senza altra impetratione de la Excellentia Sua. -_B. Maleus, cum sigillo. Cridata super platea arenghi et in broleto -novo comunis Mediolani, per Jacobum de Parma, tubetam duchalem, die -suprascripto_ 28 _Octubris, sono tubarum premisso._ - -Et il Duca de Milan preditto, da poi corso la terra et fattosi Duca, -deliberò non star più se non tre zorni in Milano, et andar a trovar el -Re di Franza, el qual era zà partito di Piasenza come intenderete di -sotto. Et adi 25 Ottubrio, la mattina, chiamò li cittadini de Milano, -et li disse come voleva andar dal Re, et lassava vice duca suo nepote -marchese Hermes di Tortona, fratello fo dil duca morto; et _tamen_ in -castello, _cum_ custodia che non potesse ussir, et lo chiamava vice -gerente. Et a ore 17 con la duchessa sua moglie, la qual era graveda -in mexi cinque, _tamen_ per tutto lo seguitava, se partì de Milano -con assà compagnia, et Antonio Maria di Sanseverino, deputato alla -guardia sua, et andò la sera ad allozar a San Columban, distante da -Piasenza mia 16, et l'ambassador venitiano l'andò seguitando, per -esser appresso Sua Excellentia, et partite quel medemo zorno, et andò -dreto ad allozar a Lodi, per ritrovarsi poi col Duca a Piasenza. Ma el -Duca adi 26, che fo el zorno driedo, per essere cattivo tempo non si -partì di San Columban fin non fusse bonazato, ma la sera andò mia 7 a -dormir a uno loco ditto Sena, poi la mattina a Pontenovo et el zorno -a Borgo San Donin ch'è su la via romea, distante da Piasenza mia 20, -propinquo a Fornovo mia 10, dove el zorno avanti, che fo adi 26, era -arrivato el Re di Franza, et ivi era restato quel zorno per non esser -consueto cavalcar la Domenega,_ tamen_ le sue zente erano avviate verso -Pontremolo. Et adi 28 zonse a Borgo San Donin el duca di Ferrara, el -qual venne per congratularsi di l'assumption dil ducato con suo zenero -et sua figliola, et poi che ebbe parlato assà insieme, esso Duca di -Ferrara si partì per andar a Milano, dove dovea aspettar la tornata -dil Duca, la qual fu prestissima, et in questo mezzo governar Milano; -et cussì fece. Ma ritorniamo al Re di Franza, el qual il lassiamo a -Piasenza. - -El Re di Franza adoncha, ritrovandosi a Piasenza, quando seguite la -morte di suo cusino duca de Milano, et la creatione del sig. Ludovico, -et perchè era consueto quando muor qualche signor, in ogni sua terra, -subito che intendeno la morte li fanno funebre exequie, et metteno -una cassa, o vero fanno la sua imagine vestita, et quella come fusse -il vero corpo fanno le cerimonie; or lì a Piasenza, avanti il Re -si partisse, volse ritrovarsi a queste cerimonie dil suo carissimo -zermano. - -In questo mezzo mandò il Re a Venetia uno suo chiamato m.º Joan -Bernardo franzese, et insieme con monsig. di Arzenton suo ambassador -andò in collegio, et dimandò da parte dil Roy a la Signoria duc. 50 -millia in prestedo, et che 'l Roy ne havea grande bisogno, et che -aspettava di brieve li dovesse zonzer danari di Franza, et assà scudi -et de l'_argent_, concludendo li daria zoje per cautione. _Unde_ cerca -a la risposta, _inter patres_, fonno consultato; poi li fo risposo: -che questa terra al presente non poteva, con molte excusatione, et che -volendo armar havevano tolto in prestedo da soi cittadini con altre -excusatione; ma che fariano provisione di trovar danari. Et poco da poi -messe quattro decime, come di sotto scriverò. Et ditto messo havendo -tal risposta, si partì et al Re ritornò. - -Adi 20 Ottubrio zonse a Piasenza dal Re do ambassadori di Lucchesi, -con lettere credentiale sottoscritte: _Antiani et vexillifer justitiae -populi et comunis Lucensis_. Et el zorno sequente hebbeno audientia, -et offerse il Stato et loro facultà a' comandi di Sua Maestà, et che -dovesse venir a Lucca, che tutta la città lo aspettavano con desiderio. -Et subito uno de ditti ritornò a Lucca a far preparar per la venuta -dil Re. L'altro chiamato Nicolao Tegrimi adi 23 partì di Piasenza, et -per venir a Milano a visitar il Duca, dolersi di la morte dil nepote, -et allegrarsi di la sua assumptione, el qual dal Duca, exposto che -have la sua imbassata, fu fatto cavalier, et creato dil suo consejo. -Et il Duca disse verso l'orator fiorentino Zuambattista Redolfi: _Nil -miremini, domine orator_, che per le condition sue et bona compagnia ne -fece, quando eramo in exilio a Pisa, li habbiamo voluto far questo. Et -poi ditto ambassador adi 25, el zorno medemo partì el Duca, _etiam_ lui -partite di Milano et ritornò molto contento a Lucca. - -El Re di Franza adi 23 Ottubrio, essendo stato zorni 6 in Piasenza, -partite per andar a Pontremolo, loco pur de Milanesi, et passo -fortissimo et vicino a terre de Fiorentini; et zà el suo exercito era -sviato avanti: el qual sarà notado quivi, secondo la tariffa fo mandata -a la Signoria, di la quantità dil exercito havea. Et adi 25 zonse a -Borgo San Donin, et ivi restò el zorno driedo.... a Fornovo per esser -Domenega, et adi 29 zonse a Pontremolo, dove volea star zorni cinque -per metter ordine a quello havea a far, et veder come Fiorentini si -movevano, et voleva andar di longo a Lucca. Et è da saper, che quando -Sua Maestà partì di Piasenza, era armato di tutte arme, excepto -la testa, perchè essendo di debol complessione, non vi puol portar -elmetto; la qual cosa di armarse, dapoi partito di Franza non havea -fatto: et fo bellissimo veder, et sempre dove andava voleva, iuxta il -solito, le chiave di le fortezze. - - -_Tariffa de la comitiva che si trova a Pontremolo con la Maestà del -Cristianissimo Re di Franza, videlicet sua corte per servicio et -custodia de sua regal corona, ricevuta adi primo Novembrio 1494._ - - Primo la Maestà dil Re con 200 zentilhomeni alla sua - guardia, cavalli N. 200 - Franchi arcieri a cavallo » 400 - Balestrieri a cavallo » 400 - Fanti da piedi et provisionati » 1200 - Homeni d'arme 400 (?) a cavalli 6 per uno » 1800 - Camerieri di Sua Maestà » — — - Monsig. di Lorangia (_Orange_) con cavalli » 50 - Monsig. lo Maraschalco di Giae con cavalli » 50 - Monsig. di Tramoglia (_de la Tremouille_) con cavalli » 50 - Monsig. lo Maraschalco di Beucher con cavalli » 70 - Monsig. di Pienes con cavalli » 35 - Monsig. de Miolans (_Myolans_) con cavalli » 40 - Monsig. Maraschalco di Bertagna con cavalli » 120 - Zente dil Principe di Lorangia (_Orange_) con cavalli » 120 - Zente dil Duca di Orliens con cavalli » 200 - Monsig. de Val de Homon (_Vaudemont_) con cavalli » 30 - Monsig. de la Spara (_de Lesparre_) con cavalli » 400 - Il consiglio con la cancellaria, cavalli » 200 - Li pensionarii con cavalli » 400 - Li muli » 100 - Li corsieri » 100 - Li varleti et pazi de camera » 300 - Li mastri di stalla et li officiali » 400 - - Summa N. 9505 (?) - - -_Queste sono zente d'arme deputate per mandar su l'armada di Zenoa con -Monsig. Duca di Orliens dil mexe di Avosto, et per haver memoria di -tutto, qui ho notà._ - - Primo lo illustrissimo Duca di Orliens con cavalli ha - in casa N. 300 - Monsig. de Fois, cavalli » 50 - El sig. Fracasso, cavalli lezieri » 50 - Homeni X d'arme con cavalli » 20 - In casa sono cavalli N. 30 - Cap.i 20 ha cavalli 4 per uno di le galie » 80 - - Summa N. 530 - - Li homeni d'arme 800 a do cavalli per homo d'arme N. 1600 - Arcieri a cavallo » 1000 - Arcieri a piedi » 6000 - Cavalli per l'artegliarie » 300 - - Summa cavalli N. 2900 - » a piedi » 6000 - - -_Cavalli de Francesi passati per lo Novarese guidati dal conte Borella._ - - Monsig. di Pienes cavalli N. 400 - Monsig. de Smoda » 350 - Monsig. de Mompensier cavalli » 350 - Zente dil principe di Orangia » 50 - - -_Questi altri è passati per lo Alexandrino guidati da Scaramuzza -Visconte._ - - Monsig. Doyson cavalli N. 460 - Monsig. della Tramoglia cavalli » 300 - Monsig. de Guisa cavalli » 300 - Monsig. lo Gran Scudier cavalli » 300 - Monsig. de Vienon cavalli » 300 - Monsig. don Zuliano cavalli » 920 - - Summa a tutti N. 2580 - Summa summarum, tutti cavalli N. 7160 - a piedi » 6000 - -La qual poliza fo mandata per quei de Milano, _tamen_ non fo vera, come -più avanti a la descrittione di tutto lo exercito di esso Re, habuta la -verità, sarà scritto. - - -_Questi sono li nomi de molti capitanij et Gran Maestri venuti col Re -in Italia, i quali tutti è stà nominati per lettere in diversi tempi._ - - Monsig. di San Malo, _nunc_ fatto Cardinal. - Monsig. di Biocher, cam.º dil Re (o vero de Beucher). - Monsig. de Brexe, zoè Felippo, monsig. di Savoja, barba dil Re. - Monsig. Maraschalco de Giae. - Monsig. Maraschalco de Bertagna. - Lo Gran batardo Matio de Borbon. - Lo batardo Charles de Borbon. - Louys monsig. de Lussemburg, cuxin zerman dil Re et conte di Lignì. - Monsig. di Mompensier, di la caxa di Borbon. - Monsig. de Obegnì, cap.º di 100 scozzesi di la guarda. - Monsig. di la Trimoglia, cam.º dil Re. - Monsig. de Miolano, cam.º dil Re et cap.º di 100 zentilhomeni di - la guarda dil Re (o ver de Miolans). - Francesco monsig. de Lussemburg, di caxa di Elemagna. - Monsig. de Biamonte, de Polignachi. - Monsig. de Fois. - Monsig. lo Grande scudier, sig. d'Urfè. - Monsig. lo Preosto de Paris. - Ludovico monsig. di Vadoma, di la caxa de Borbon. - Monsig. lo Presidente de Paris. - Monsig. lo Presidente de Garnopoli. - Monsig. Angilbert, conte di Neversa, fratel dil duca de Cleves. - Monsig. de la Palissa. - Monsig. de la Spara. - Monsig. di Arzenton. - Monsig. di Citem. - Monsig. di San Perus. - Monsig. di Corsol (_Cresol_) cap.º di 200 arcieri di la guarda. - Monsig. lo Vidame de Ciartes, cap.º di 100 homeni d'arme di la - caxa dil Re, e di 100 ballestrieri. - Monsig. de la Ruota. - Monsig. Presidente dil Dolphinà. - Monsig. General di Bertagna, Ioam Frances. Cathelam. - Monsig. lo Preosto de Marisal, sopra tutte le zente d'arme dil Re. - Monsig. Peron di Basser, era scudier di scuria dil Re. - Monsig. Robertet, cancellier dil Re. - Monsig. de Biamonte di Normandia, in Livorno. - Monsig. de Piennes. - Lo General de Linguadocha, fratello de monsig. da Mallo. - Sariach, quello guardava il castello di Perpignan, è a Pisa. - D. Claudio de la Cintra. - D. Gratiano de Guerra, cavalier. - D. M.... de Guerra suo fratello, cap.º di Hostia. - Felippo de Molins. - Joch de Silgi, capitano. - Don Cabriel de Monfalcon. - Monsig. lo Episcopo de.... - Monsig. di Zoia Monte. - Monsig. de Guisa. - Monsig. Dandreges, che fo lassato cap.º in Pisa per el Re. - Monsig. Gisam de Gias (_Jean de la Grange_), Gran Maestro di - le artegliarie dil Roy. - Monsig. de Persì. - Monsig. de Lignì. - -El Re zonto a Pontremolo deliberoe di andar più di longo, et zà le sue -zente, redute su quel de Fiorentini, facevano de gran danni, come più -avanti sarà scritto. Et andò a uno castello dei marchexi Malaspina, -recomandati al Stato de Milan, chiamato l'Aulla, mia X distante da -Serzana, loco de Fiorentini, el qual el Re mostrava di voler acquistar. -Et el sig. Ludovico duca di Milano, zonto a Villafranca vicino dove era -il Re, adi 31 Ottubrio andò a visitar Sua Maestà, et usò le parole li -parse. Fatto li secreti consegli, ritornò ad allozar la sera pur nel -ditto castello de Villafranca, et poi andò a Fornovo, et qui stette -alcuni zorni visitando spesso el Re. Et adi 13 Novembrio ritornò a -Milano con l'ambassador nostro, essendo stato col Re zorni tre, et -avanti partisse di Pontremolo fè zurar a quelli dil loco fedeltà, et -receverlo per suo signore et duca. - -Adi ultimo Ottubrio passò per Pontremolo 1000 Sguizzari dil Re, et -andava in campo, et per le sue insolentie la terra fo in arme, ne -ammazzorno 18, feriti assai, li expulseno di la terra; et questo perchè -volevano metter a sacco quel loco, ma quando fo il ritorno dil Re -in Franza feceno le loro vendette, come nel terzo libro sarà scritto -ordinatamente. - -Le zente dil Re, andate scorsizando su quel de Fiorentini, preseno -le infrascritte castelle n.º 24, zoè: la Rocca Sigillina, Bagnone, -Castiglione (_del Terziere_), castelli fortissimi; Corvarola, Furnolo, -Pastina, Caprigliola, Navola, Capo de Ponte, Monzone, Agello, Equi, -et questi tutti si reseno a Franzesi a patti, et levono le insegne dil -Re; Albiano, Falcinella, La Verrucola, Fivizzano, Lamone, Montecharo, -Gropo San Piero, questi sono messi a sacco, et fatto presoni perchè -non si volseno render; Castelnuovo bruzò et sacchizoe, el qual facea -fuoghi 150; Ortonuovo, Pietrasanta, Serzana et Serzanella poi have come -dirò di sotto. Et d'indi Franzesi si comenzono a inrichirsi, et fece -prede de valor de ducati 40 in 50 milia, come scrisse l'ambassador de -Milan era a Fiorenza, per la descrittion fatta al suo Duca. Era con il -Re, come per lettere di Zorzi Pisani ambassador a Milan Venitiani fo -certificati, su quel de Fiorentini, Franzesi X milia, Sguizzari 5000, -bocche da fuogo 900. - -Adi 7 Novembrio el conte de Maza ambassador dil Re Maximiliano venne -con cavalli 14 dal Re di Franza a Pontremolo. Zonse in questo zorno, -parlato col duca Ludovico, expose al Re la imbassata dil suo Re di -Romani. - -Fiorentini, domente tal cose si fanno, considerando il fatto loro, et -come il Re li haria mandato a dimandar di novo passo et vittuarie, et -che le haveano denegate et altre volte promesse; vedendo Franzesi in -gran reputatione, et che de li soi castelli gran numero erano stati -presi, sacchizzati, et malmenati li habitanti; et pensandosi che -sopra di loro el fatto andava, et erano li primi tocchi, havendo zà a -Piasenza mandato Anzolo Niccolini loro ambassador et Piero Alemanni -stravestidi per esser in colloquio col Re, et non havevano potuto -operar alcuna cosa; et che Lorencin de Medici, che havea rotto el -confino, era molto honorato apresso Sua Maestà; et che Senesi, Lucchesi -et altre comunità erano disposte di darli passo et ogni altra cosa; -che 'l campo dil re Alphonso già era disciolto; et ultimo, che bona -parte di le sue mercadantie erano a Lion et altri luogi de Franza, et -che lì in Franza Fiorentini sempre fevano bene li fatti loro; et molte -altre ragione che tra loro fonno consultate: deliberono adi 2 Dezembre -nel Conseglio di 300 di mandar 8 ambassadori al Re preditto di Franza, -li nomi di quali è qui sotto scritti. Tra i quali volseno vi andasse -Piero de Medici, che _tunc_ in Fiorenza era primario, et quasi quella -terra, _licet_ fusse cittadino privato, governava, facendo in effetto -il tutto. Et la Signoria, che sono otto, et uno confalonier, nove, -niuna cosa expediva senza saputa sua. Come in diversi tempi questa -caxa de Medici lì in Fiorenza havea habuto tal potere, del 1432 in -qua, che Medici fonno revocati, che erano fora ussiti, Cosma suo avo -nominato in molte historie et ricchissimo, et sopra di la sua sepultura -è tal epitafio: _Cosma Medices, Pater patriae_. Poi successe Piero suo -fiol, che have gran potere; _demum_ ne li nostri tempi Lorenzo padre -di questo Piero, et Juliano, et Joanne di la Romana Chiesa cardinal -fatto per Innocentio pontifice. El qual Lorenzo novamente del 1492 era -mancato di la presente vita. Questo Lorenzo varentoe la Republica al -tempo di la guerra di Toscana del 1488, quando Ferdinando re vi voleva -poner le mano, et Sixto pontifice li erano contra; _tamen_ la Signoria -de Venetia et Stado de Milano li deteno gran favore. _Sei de his -hactenus_. Li ambassadori electi fonno questi: Angelo Nicolini dottor, -Domenego Bongi dottor, Piero Alemanni cavalier, Juliano Salviati, -Piero Soderini, Francesco Valori, Brazo Martelli et Piero de Lorenzo de -Medici. El qual volse prima lui partirse da Fiorenza, et andar dal Re -di Franza, et adattar le cose; et accordò poi che questi li venisseno -driedo, et confirmasseno ogni accordo fatto per lui. Et cussì fonno -Fiorentini contenti, perchè Piero li prometteva de conzar con honor e -ben loro. Et cussì ditti ambassadori partino di Fiorenza, dimorando a -Pisa, et Piero de Medici venne avanti a trovar il Re. - -Adi 8 Novembrio adoncha, esso Piero zonse dal Re preditto, el qual -era a una badia mia do lontan de Serzana, et voleva metter campo -a ditta Serzana, et al tutto ottenirla. Et zonto Piero de Medici, -fatta riverentia come a tal Re si richiedeva, visto la sua potentia, -_non solum_ li seppe nè volse contradir, _ymo_ aderite ad ogni -suo voler; et inzenocchiato davanti el Re, li presentò Serzana, -Serzanella, Pietrasanta, el porto di Livorno et Pisa in le sue man, -a sua discretione, dicendo: Vostra Maestà mandi con mi, che tal luogi -haverà in suo dominio. La qual cosa non havea in commissione di far da -Fiorentini; et fu molto accetta al Re. Et poi che le sue zente introe -in Serzana, essendo cussì el voler di Piero, esso Piero disse al Re -volea tornar in Fiorenza, a poner ordine di la sua felice intrata. Ma -li altri ambassadori li venivano driedo, inteso questo accordo havea -fatto Piero, havendolo molto a mal, ritornono a Fiorenza, et non -volseno andar di longo. - -Adi 9 tornato Piero in Fiorenza, et zà lo suo palazzo era preparato -di molte tapezzarie per la posada dil (_Re_), benissimo in hordine. -Ma Fiorentini ebbeno a mal quello havea fatto Piero contra il voler -loro, et erano molto sdegnati contra di lui, et volendo andar Piero al -palazzo di la Signoria per riferire tal accordo, el qual zà si sapeva, -con alcuni provisionati secondo il consueto, et Piero si havea armato, -sentendo il mormorar di la terra, _tamen_ di sopra si puose el suo -mantello di coroto portava per il padre ancora; et credendo andar di -longo in palazzo li soi provisionati, come erano assueti di andarvi -senza diponer le spade haveano, trovano a la porta dil palazzo predetto -Jacomo di Nerli cittadino, fratello di Bortolomio de Nerli, che a -Venetia è gran mercante et ha gran fatti. Or questo Jacomo per esser -deputato, volendo intrar uno provisionato di Piero avanti in palazzo, -li disse: metti zoso (_giù_) le arme. El qual volendo contrastar, li -bastò l'animo di metter man su la spada, perchè li non era tolta, et -disse: tu non vi entrarai. Et Piero meravigliandosi di questo, esso -Jacomo li disse certe parole, per le qual Piero cognobbe la Signoria -esser sdegnata contra de lui, et che lì in palazzo vi era custodia; -_unde_ deliberoe di andar attorno la terra, cridando: _Libertà!_ -per veder come il populo si moveva. Zà su le porte di Fiorenza suo -cugnato sig. Paulo Orsini, el qual era soldato de Fiorentini, et -havea 500 cavalli, veniva in suo ajuto. Et cussì andato attorno la -città, cridando lui et li soi come ho ditto: _Libertà! Libertà!_ ma il -populo era admirato di questo, et ritornò a casa, dove li soi facevano -gran festa, butando confettioni, acciò il populo li fusse amico. Ma -la Signoria, visto questo, sonò una campana che di raro si sona, se -non quando intravien qualche gran cosa, come fo questa, di andar uno -privato cittadin attorno la terra; per la qual cosa tutta Fiorenza si -levono in arme, et correno su la piazza. Ma li amici et partesani de -Piero preditto lo consigliono, perchè il populo li era molto contrario, -che per il meglio dovesse subito partirsi; havendo visto quando andò -attorno la città cridando, che niuno fece segno alcuno in suo favore. -_Unde_ esso Piero con li do fradelli, Zuane cardinal, _tituli Sanctae -Mariae in Dominica_, et Juliano, _etiam_ el sig. Paulo Orsini preditto -suo cugnato, vestiti incogniti se ne partiteno di Fiorenza, et veneno -a Bologna, lassando alcuni de soi che dovesse tuor quello potevano di -l'aver sottil, _maxime_ alcune medaie d'oro et zoje, le qual medaie era -di gran precio et le prime cose de Italia, che fu di Lorenzo suo padre, -et che li dovesseno venir driedo. La moglie, chiamata Alfonsina di -Orsini, rimase lì in Fiorenza. Et zonti a Bologna, el cardinal rimase -nel monasterio de San Domenego: Piero, Juliano et Paulo Orsini veneno -a Venetia, come dirò sotto. Ma in questo mezzo la Signoria de Fiorenza, -chiamato el consiglio, inteso el ditto fuzer, feceno molte provisione, -detteno taglia a Piero et Juliano de Medici, che chi li presentasseno -vivi havesse ducati 4000, et 3000 morti; et alcuni corseno al suo -palazzo volendo metterlo a sacco, el qual era, come ho scritto, -preparato di molte tapezzarie per la venuta dil Re. Et a ciò non fusse -disconciato, vi andò alcuni deputati per la Signoria a custodia, et non -lassò di sopra fusse toccato alcuna cosa: ma ben di sotto, zoè vini de -le soe caneve, formenti et altre cose fonno sacchizzate. Et Fiorentini, -consultato quello dovesseno far, perchè il Re si approximava, elexeno -quattro ambassadori, i quali insieme con uno frate, Hieronimo di -Ferrara, di l'ordine di San Marco, frate predicatore, homo molto -religioso et di gran sanctimonia, el qual lì in Fiorenza era adorato -per santo, et, come Fiorentini dicevano, questo havea preditto la -venuta dil Re et tal confusione: et a questi cinque commesseno che -andasseno dal Re, et si accordasseno con gli miglior patti potevano. -Et inteso questa nuova a Venetia, Antonio Soderini, era ambassador de -Fiorentini a questa Signoria, essendo il Consejo de Pregadi suso, battè -a la porta, et tolse licentia da la Signoria, _et statim_ partite, et -ritornò a Fiorenza. - -Ritorniamo al Re di Franza, el qual habuto la fortezza di Serzana, -vi messe a custodia monsig. de Citem, che fo a Venetia ambassador, et -li commesse quello loco governasse, et fece levar le sue insegne. In -Livorno mandò monsig. di Biamonte di Normandia; et partito di Serzana -intrò in Pietrasanta, dove vi messe uno altro suo barone in governo, -et pur fece levar le bandiere di Franza. Qui venne _etiam_ Lucchesi, -che con desiderio aspettavano la sua intrata: onde il Re terminò, prima -andasse a Pisa, di andarvi a Lucca. - -El Re di Franza adonca, adi.... Novembrio, intrò in Lucca, dove -_honorifice_ fu ricevuto. Li venne contra alcuni cittadini vestiti di -bianco, con l'arma dil Re nel petto, et intrò sotto uno baldacchino: in -summa li fo fatto grandissimo honor da Lucchesi. Allozò nel vescovado. -Et quivi stette un zorno et mezzo. Lucca è città antichissima in -Toscana, da Greci edificata: fu colonia de Romani, et, come scrive -Strabone nel quinto libro di le molte cose, et Livio nel duodecimo. Et -da poi Paulo Guinigio che del 1400 _tyrannice_ Lucca governava. El qual -in questo anno, essendo Lucchese, con favore di Galeazzo duca de Milano -si fece totalmente signore, et regnò anni 30; et edificoe ivi uno -palazzo degno et superbo, et poi, per ordinatione de Fiorentini et soi -cittadini, fo preso et menato a Milano in prigione al duca Philippo con -li figlioli; el qual sì lo confinò in perpetua carcere: et cussì perse -el dominio di Lucca et grandissime ricchezze che havea. Ma poi Lucchesi -che hebbeno tal tiranno scacciato, si redusseno in libertà, et fino al -presente stanno governandosi a populo, facendo il suo governo tra loro. -Di Lucca vi fue Lucio pontifice maximo, et zà Lucchesi ottenero da -Federico imperatore che in Toscana non fusse lecito usare altra moneta -che lucchese, con certi segni de l'imperio; et Lucio pontifice concesse -privilegio a Canonici de San Martino, che è la chiesa cattedrale, che -potesseno portare in coro le mitre ad uso di vescovo. Ancora Alexandro -Secundo pontifice fo lucchese. Questa città, dicono alcuni, fu chiamata -Lucca dagli scudi d'oro i quali rilucevano essendo in su le torre -de ditta città altissime, li quali vi sono stati molti tempi. Et la -ymagine dil Volto Santo, cussì da loro chiamato, ch'è uno crucifixo -vestito, el qual havea scarpe d'oro, una di le qual dette a uno povero -che era molto calamitoso, et d'indi è posto una lezenda di sotto questo -pè è senza scarpa. Et meteno tal ymagine nelle loro monete et ducati, è -in gran veneratione, et fa molti miracoli. Et questo el Re volse veder. - -Et essendo el Re qui a Lucca, zonse el Cardinal di Siena, homo de gran -reputatione et dottrina, el qual da Alexandro pontifice era stà mandato -a esso Re per legato, per veder si poteva adattar le cose con el re -Alphonso. Et volendo aver audientia dal Re, quello non li volse parlar, -perchè fo nepote di papa Pio, che a la bona memoria dil Re suo padre -fu contrario, et coronò Ferdinando dil Reame di Napoli, come ho scritto -di sopra. Et li mandò a dir a Sua Signoria per alcuni suoi baroni, che -come Cardinal lo havea in gran reverentia, ma come legato non li voleva -dar audientia. Et habuto tal risposta, se ne tornò a Siena, et ivi -stette fino el Re vi entrò. Questo partì di Roma adi 17 Ottubrio. - -Venne qui a Lucca tre ambassadori de Senesi, i quali fonno Nicolò -Burgese cavalier, Bortolomio Sozino dottor famoso, et...... ......... a -congratularsi con el Re di la sua venuta, offrirgli el Stato de Senesi, -et che l'aspettavano volentieri, promettendo passo et vittuarie, i -quali fonno ricevuti molto volentieri dal Re, et fattoli bona cera. Et -el Sozino andò a Milano et zonse adi 22 Novembrio, per congratularsi -col sig. Ludovico di la sua creatione, come dirò di poi, scrivendo de -Milano. - -Li ambassadori de Fiorentini nominati di sopra zonseno dal Re et -exposeno la loro imbassada, et che Fiorentini erano contenti di la soa -venuta, et che Sua Maestà non si maravigliasse di quello haveano fatto -a Piero e fradelli de Medici, perchè sempre contra la soa Republica mal -si havea portato, concludendo volevano conzar li capitoli in miglior -forma. Et el Re li respose che non era venuto per far alcun danno -a Fiorentini, et che si meravigliava di questo, et che avanti loro -dovea venir a darli il passo et ogni altra cosa necessaria, come zà al -principio di questa impresa li haveano promesso: et che voleva intrar -in Fiorenza dove conzeria li capitoli. Et questi partiti, ritornono a -Fiorenza, essendo stati dal Re. - -Et el Re volse da Lucchesi imprestedo ducati 20 milia, et cussì li -fonno presentati; et ancora volse la fortezza di Montegioso in le sue -mano, et Lucchesi gela detteno, dove messe custodia de soi Franzesi. -Qui in Lucca Franzesi feceno molte violentie a donne, però che sono -zente molto lussuriose, et fino hora erano stati su quel di Milano, et -non havea osato far nulla per l'amicitia havea el Re. Ma quivi, come -fo ditto, feceno assà disonestà, et tra le altre el Re, piacendogli una -donna......... bellissima, la qual era, _ut dicitur_, de Guastalla, sì -la mandò a tuor, et habuto el suo desiderio, la lassoe qui; _tamen_ poi -che zonse in Napoli per ditta mandò, et appresso Sua Maestà tenne. - -Adi 8 ditto, essendo el Re partito da Lucca a hore zerca 24, introe -in la città de Pisa. Li andoe contra el suffraganeo Arciepiscopo, el -qual era vicegerente dil cardinal San Zorzi e arcivescovo di Pisa, et -con tutta la chieresia apparata, Francesco Secco, nominato di sopra, -che ivi stanciava, et Annibal Bentivoj, figlio dil magnifico Joanne, -era soldati de Fiorentini, et el sig. Francesco Cibo, fo fiol di papa -Innocentio, el qual _etiam_ lui havea soldo da Fiorentini: et cussì -riceveteno el Re dentro la terra; benchè Pisani poco honor li potesse -far, perchè era supposti a Fiorentini. Questo Re era vestito di veludo -negro, con uno cappello in testa: li và da presso sempre cavalcando -monsig. de Brexe et monsig. de Lignì so cusini, di una età de anni -24, et sempre dormiva con Sua Maestà: _etiam_ do episcopi monsig. -de Angier et uno altro. Monsig. episcopo di Samallo et monsig. di -Beucher erano governadori apresso la sua persona de l'impresa, come ho -scritto di sopra. Et ne l'intrar in Pisa havea 500 arcieri attorno, -et 200 zentilhomeni franzesi li va dintorno, et lui in mezzo, per la -sua guardia. Monsig. di Mompensier, ch'è capitano a tal impresa, è -il primo di andar con le sue zente in le terre, avanti vi entra la -persona dil Re. Et el Re allozò in la caxa di Piero de Medici, dove -li era preparato. Et è da saper che qui in Pisa, entrato monsig. di -Mompensier, volendo visitar Francesco Secco, che era suo barba, per sua -moglie ch'è sorella dil marchese di Mantoa, zoè di ditto Mompensier, -non volse parlarli per esser stato rebello dil suo cugnato, _ymo_ -più che alcuni de li soi. Partito che fu Francesco Secco di Pisa, et -venuto a Lucca, dove havea mandato il bon et miglior dil suo, per dubio -di quello l'intravenne, Franzesi andono alla caxa sua per metterla -a sacco, et cussì la messe di quello trovono, che furon vittuarie et -poche robbe. Annibal Bentivoj andò a Fiorenza, et el sig. Franceschetto -a Zenoa. - -La Domenega, fo 9 dil mexe, andò per la terra il Re, vedendo le do -cittadelle, el Domo, el Campo Santo, el sito di la terra, et ogni altra -cosa; sempre a cavallo. Et per seguir il mio consueto, alcuna cosa di -Pisa qui voglio scriver. - -Pisa è città in Toscana dignissima, et zerca 1700 anni avanti lo -advenimento di Christo fo edificata da Greci, i quali veneno da -Pisa de Archadia, come (_dice_) Strabone; et edificono questa Pisa -in Italia. Et zà fu potentissima, non a tempo de Romani, ma poi che -Populonia et Luna città furono guaste, comincioe, et in tempo di -Carlomagno imperadore havea sotto il suo dominio molte isole et la -cittade de Jerusalem. Ma poi per soe discordie nel 1400 da Fiorentini -soi emuli fue sottoposta, et d'indi fino al presente sempre è stata. -Et Fiorentini, per trattato di uno Joanne Gambacurta, essendo col -campo attorno stati gran tempo, el zorno de Santo Dionixio, ch'è adi 9 -Ottubrio, intrò; nel qual zorno ogni anno in Fiorenza si fa sollemnità -grandissima, dannosi pecunia deputata, vestissi _duodecim_ giovenette -povere, si fà processione, et ciò in memoria di tanto beneficio et -vittoria, et si corre uno bellissimo palio. Or qui in Pisa la chiesa -cathedral di Santa Maria è bellissima, il cimiterio chiamato Campo -Santo, dove è di quella terra di Jerusalem, et ivi è posti li corpi -de morti, et in termine di tre zorni non vi si trova più ossi, e tutti -vanno in polvere. - -Pisani, desiderando molto la libertà, per la subietione havevano da -Fiorentini, deliberono provar si potevano ridursi in libertà, et prima -praticato con li sig. Gran Maestri et Baroni dil Re allozati in diverse -caxe, dove li patroni de ditte caxe exortaveno quelli li dovesseno -esser propicii, et _etiam_ col sig. Galiazzo di Sanseverino, che poi -tornato dal Re mai si partì da Sua Maestà, et steva quasi come ostaso -di la fede dil sig. Ludovico; et ancora praticò con Don Alphonso fiol -dil Duca di Ferrara primario, che, zonto el Re propinquo a Pontremolo, -venne da Sua Maestà, et con quello andava verso Roma, et_ etiam_ con -suo fratello don Ferrante, che stava in corte di esso Re. - -Ma lasciamo questi Pisani praticar, et quello successe questo zorno -scriviamo. - -Adi 12 ditto, Fiorentini mandò 4 ambassadori al Re, i quali fonno lo -episcopo di Volterra, Francesco Soderini, lo prothonotario Capponi et -do altri lo nome di qual a mi è incognito; et venuti dal Re a Pisa -li exposeno quattro cose. La prima li apresentò el fio, fo dil sig. -Carlo di Faenza. La secunda per ricercar la liberation di Marino -Tomaselli, orator dil re Alphonso, el qual era stato lì a Fiorenza -gran tempo, et in questi zorni con la fede de Fiorentini publica era -uscito de Fiorenza, et stava in uno castello, et Franzesi lo prese et -menò dal Re, taia ducati 400. Questo fevano Fiorentini per dubito, -Alphonso non facesse questo medemo al loro ambassador si ritrovava -a Napoli, et _etiam_ per le mercadantie havevano in Reame. Et tertio -per sollicitar la sua intrata in Fiorenza, et satisfar il desiderio -dil populo, advisando Sua Maestà di la carestia di vittuarie vi era. -Quarto et ultimo, perchè si provvedesse a li danni et disordini nel -paese fatti. A le qual richieste el Re rispose: primo quanto al sig. -Carlo li era molto a grato, et voleva per suo; secondo poteva tenir -Marino Tomaselli, per esser orator dil suo inimico, appresso di lui, -per haverlo preso fuora di la terra di Fiorenza; tertio che l'entreria -presto; et quarto che daria remedio a li desordini. Et cussì, habuto -tal risposta, ditti ambassadori ritornò a Fiorenza. - -Ancora zonse 4 ambassadori di Zenoesi al Re, venuti per la -reintegration di le terre sue teniva Fiorentini, le qual era ne le man -dil Re. Ai quali fo deputati li auditori, et expediti ritornono da poi -a Zenoa. - -A dì 10 Fiorentini bandite la caxa di Orsini, et svalisono la compagnia -dil sig. Paulo Orsini nominato di sopra. - -Ma Pisani, che erano pur vigilanti al fatto loro, la Domenega de sera, -che fo 9 Novembrio, li principal cittadini andono a caxa a trovar il -Re; et uno di loro fece le parole, pregando Sua Maestà Christianissima -li volesse difender et cavarli de man de Fiorentini, dimostrando -la subietion havevano: concludendo, volevano esser in libertà, et -che dovea bastar a Fiorentini del 1406 in qua haver quella povera -terra posseduta, et che volevano esser sempre suposti a soa regal -corona. _Unde_ el Re, mosso a compassione, exhortato da li soi che lo -consigliava, fo contento di farli quanto domandava; et cussì tutti -li Pisani in quell'hora medema, che erano molti reduti per udir la -voluntà dil Re, comenzono a cridar: Franza! Franza! facendo per la -terra grandissimi rumori in quella notte, et luminarie de fuogi, et -corseno al ponte vecchio, ch'è uno dei tre ponti è sora l'Arno, ch'è -uno fiume nominatissimo passa per Fiorenza, et qui mette in mar, et -rumpeteno una colonna sopra la qual era uno marzocco di pietra, ch'è -la insegna de Fiorentini, et quello rotto di la colonna, lo ligono con -corde et strassinò per la città, et poi fense de brusarlo mettendovi -fuogo intorno; _demum_ lo buttò ne l'Arno, et cussì molti marzocchi per -Pisa ruinorono et spegazono, et era uno bellissimo veder l'allegrezza -dimostravano Pisani, sì donne come homeni. Ancora quella notte, -davanti la casa dove era il Re, fo fatto grandissime feste et fuogi -pareva zorno. Et il Re stava a la finestra, et ne havea grande piacer. -Et il capitano de Fiorentini era lì in Pisa, chiamato Serristorio -de Serristori, et li tre consoli fiorentini, i quali devano ragion, -fonno discacciati, et andono via con il resto de li custodi dil Stato -Fiorentino. Et _conclusive_ si reduseno in libertà, et mandono a tuor -a Lucca li soi ordini, per governarse come facevano Lucchesi. Et da -poi che il Re fo partito di Pisa, el zorno medemo che fo 10 Novembrio, -Pisani si redusseno in consiglio, et fece 6 signori antiani, et X -signori di la Balia et il Confaloniero: mandò compitamente fuora le -gente de Fiorentini, _tamen_ fece uno edito quelli rimaseno per il -Re al governo di Pisa, che nominerò di sotto, che a Fiorentini nè a -loro nè al suo haver fusse fatto alcun dispiacer; ma _libere_ dovesse -andar et uscire di la cittade. Et ancora in Pisa dove era marzocco di -piera, al ponte ditto di sopra, messeno una bandiera con l'arma dil -Re di Franza; et _etiam_ a la gabella dove si levava il stendardo con -el zio (_giglio_), ch'è l'arma de Fiorentini, levono l'arma dil Re -con tre zii (_gigli_) et di sopra la corona. Qui in Pisa el Re lassò -do commessarii franzesi, chiamati uno monsig. Zuan Rabot, uno di -signori dil Parlamento de Garnoboli, et monsig. Zuan Fier dottor in -leze, suo consier; et ancora volse el Re tenir la cittadella nuova, -ch'è la più forte, et Pisani tenisseno la vecchia, et ivi lassò uno -de soi capitani, chiamato Sariachi, che fu quello vardava el castello -di Perpignano, al qual commise fusse capitano de Pisa, de Livorno et -Pietrasanta, dove _etiam_ era alcuni franzesi in governo de quelli -lochi. - -Et essendo stato el Re uno zorno et do notte in Pisa, el luni da -mattina montò a cavallo e partite per Fiorenza, et andò ad allozar a -Empole, mia 25 lontan de Fiorenza, poi a Ponte Segna, mia 20 lontano, -dove stette 6 zorni, zoè fino a l'altro luni, che fo a dì 17 Novembrio, -che intrò in Fiorenza: questo perchè voleva aspettar che 'l suo -esercito si ponesse in hordine, et che armati intrasseno in la terra -per più magnificentia. Et el zorno da poi partì el Re di Pisa, vi -gionse in Pisa, partito di l'armata di Zenoa, el cardinal San Piero -_in Vincula_, che veniva a trovar el Re. Et come per lettere di Zenoa -se intese, questo a dì primo Novembrio partì di Zenoa con do galie, et -venne a trovar el Re. _Etiam_ el Principe de Salerno a dì 3 partite, -et venne a parlar con Soa Maestà, et subito tornò a Zenoa per montar -su alcune nave si preparava, et andar a dismontar in Reame. Or questo -Cardinal, per haver le gotte, si faceva portar da quattro persone, -allozò in Pisa al monasterio di San Michiel, poi andò a trovar el Re a -Ponte Segna, et con lui intrò in Fiorenza, et seguitollo fino che 'l Re -intrò in Napoli. Et mentre che el Re dimorava lì a Ponte Segna, Pisani -li mandono alcuni ambassadori, pregando Soa Maestà volesse confirmar -el Studio in Pisa, cussì come prima era et Fiorentini lo tenevano, et -dil suo pagavano li dottori lezenti. _Unde_, mancando il dominio loro, -_ex consequenti_ mancò el lezer et stipendio di dottori: la qual cosa -per honor suo Pisani volevano pagar loro, a ciò vi fosse il Studio. Ma -el Re, per esser implicito di altre faccende, allora non deliberò cosa -alcuna. Et è da saper che quivi veneno li quattro ambassadori ultimi -de Fiorentini, li quali scrissi di sopra che andono dal Re a Pisa, ma -la verità è che fonno qui a Ponte Segna. Ma lassiamo qui el Re, et a le -cose intervenute in questo tempo in altre parte de Italia scriveremo. - - -_Quello seguite a Roma in questo mezzo._ - -A Roma el Pontifice, vedendo el prosperar dil Re, era molto di mala -voglia; l'armada di Zenoa si approximava al Tevere, come dirò di sotto; -terminò di far alcuni fanti per custodia di Roma; et vedendo Fiorentini -li davano passo, et quello seguiva in Toscana, non sapeva che farsi: -et però cum Paulo Pisani ambassador veneto spesso consultava, pregando -scrivesse a la Signoria non lo volesse abbandonar. Molto dubitava di -esser privato dil Papato, o ver da li cardinali teniva dal Re fusse -eletto uno altro Papa, et seguir scisma, come in diversi tempi in la -chiesia sono state, per numero 23, dal 234 fin 1444, secondo si leze -ne le historie: et però feva il tutto per haver li cardinali con lui, -et con monsig. Ascanio vice cancellier spesso lo mandava ad exortar -volesse ritornar a Roma, et cussì esso Ascanio deliberoe venir in -Roma, ad abboccarsi col Pontifice, et veder si poteva conzar le cose, -che desse il passo al Re di Franza. Et venuto a Marino, castello de -Colonnesi, mia X da Roma, per ostaso el cardinal Valenza, nepote dil -Papa, Ascanio a dì 2 Novembrio intrò in Roma di sera. Li andò contra -el cardinal Monreal, nepote _etiam_ dil Pontifice, et la fameia di -Sua Beatitudine, et andato dal Papa stette in colloquio fino a mezza -notte, poi il zorno driedo andò in concistoro, et, _statim_ disciolto, -si partì et tornò a Marino, havendo dormito quella notte in palazzo -dil Papa. Et qui a Marino erano le zente de Colonnesi redate, et -aspettavano Antonello Vitelli soldato dil Roy con squadre dodexe. - -In questi zorni lì a Roma el banco de Medici fallite per ducati -100 millia, et fo dapoi el cazzar Piero di Fiorenza. El cardinal di -Siena fra i altri have botta di ducati undese millia; et el Papa fece -salvoconduto a Medici per mexi 6. - - -_Come l'armada dil Re di Franza andò nel Tevere a Hostia et ritornò a -disarmar._ - -Sì come scrissi di sopra, l'armada dil Re di Franza era uscita di -Zenoa, et, in questo mezzo che 'l Re prosperava in Toscana, venuta a -Neptuno, da la longa si veteno (_videro_) con quella dil re Alphonso, -_tamen_ non si volseno apizar (_attaccare_) dubitando forsi una di -l'altra. Et questa dil re Alphonso prese do galie de Franzesi, come -dirò scrivendo quello faceva el Re preditto, et andò in porto a -Gaeta. Ma quella di Franza, per lettere di Roma di primo Novembrio, -se intese esser zonta a San Severo, fra Civitavecchia et Hostia, -dove dovea metter le zente in terra: et poi, per lettere di 3, ditta -armada si divise in tre parte: galie 18 intrò nel Tevere fino nelle -fosse di Hostia, et ivi messe zente nova franzese, _adeo_ che fo perso -la speranza di rehaver Hostia più indriedo; _etiam_ altre zente per -terra andò a trovar el campo de Colonnesi. L'altra parte, che era 4 -nave grosse, rimase a Monte Arzenton. El resto a uno porto vecchio, -lontan de Neptuno mia 4. Et di gran zente de ditta armada dismontò -in terra, et a dì 4 Novembrio la nave Salvega, con le altre do nave -che, come di sopra è scripto, andono alle Specie, ritornono a Zenoa, -dove si preparava 7 nave per il Principe di Salerno. El qual a dì 11 -ditto montò su ditte nave con fanti 3500, e verso Calavria navigò, -perchè era molto amato da tutta quella riviera, et li soi di Salerno -lo aspettavano con gran iubilo: et poi a dì 17 Dezembrio ditta armada -ritornò a Zenoa et disarmò, nè restò in mar salvo le nave andate in -Calavria con el Principe di Salerno, tra le qual la nave Salvega che -era grandissima di botte.... - - -_Cose seguite a Milano da poi la tornata dil Duca dil mexe di Novembrio -1494._ - -Et a Milano essendo ritornato el Duca, è da saper che a dì 9 Novembrio -el Pontifice li scrisse do brievi, congratulandosi di la sua creatione, -dolendosi di la morte dil nepote; et cussì scrisse prima al cardinal -Ascanio, vice cancellier, dolendosi et allegrandosi dil fratello, -esortandolo volesse scriverli che fosse quello mettesse paxe in Italia. -_Item_ cardinali molti li scrisseno al Duca lettere congratulatorie, -et a dì 11 el re Alphonso li scrisse, date in campo a Mola, si dolse -_etiam_ di la morte di suo zenero, et si congratuloe dicendo volea -mandar suo ambassador di brieve. - -A dì 17, a hore 17, el ditto sig. Ludovico duca, per hora astrologica -habuta dal suo maistro Ambrosio, scrisse di sua mano el titolo volea -li fosse dato et subscritto nelle lettere, el qual diceva: _Ludovicus -Maria Sforcia Anglus Dux Mediolani Papiae Angleriaeque comes ac -Genuae et Cremonae dominus_. Et è da saper che in questo titolo -variò di quello faceva li altri, et suo padre duca Francesco, suo -fratello Galeazzo et il nepote Zuan Galeazzo; però che questi tutti se -intitulono _vicecomes_ et non _anglus_, zoè di la caxa de Viceconti. Ma -questo Duca, volendo imitar el titolo del duca Filippo suo avo materno, -si chiamò Anglo. Di dove vien tal nome di Anglo, saria longo qui -descriver; pur a ciò el tutto se intenda, scriverò una epistola venuta -de Milano, la qual tal cosa dilucida assà bene. - - -_Epistola Caroli Barbavarae Mediolanensis ad Bernardinum Figinum -Veneciis commorantem._ - -Scribis eleganti epistola, quam ab te hodie accepi, fuisse non -paucos ex patriciis Venetis, a quibus es interrogatus quid causae -sit, cur novus Princeps noster excellentissimus Ludovicus, suppresso -Vicecomitis familiae nomine, Anglum se appellet; et Unde dictio illa -emanet, tibique propterea gratissimum fore, si quod in ea re a nobis -sentiatur literis aperuerimus, ut amicorum postulationibus, cumulatius -quam forte hactenus egeris, facere satis queas. Tibi primum debeo non -mediocriter, qui ex tui in me amoris magnitudine multo magis quam par -sit mihi deferendum existimes; non ego enim ex parte vel minima is -sum quem tu opinaris, et esse non dubito pro bonitate tua cuperes, -quia quicquid essem, tuo semper nomini affectissimum, sicut virtus -egregia qua praestas exposcit, offenderes. De re autem quam intelligere -expetis, etsi certi nihil tam apud nos non dilucide magis quam apud -vos scribi possit, tamen quid in hominum corona de re ipsa loquencium -dici hactenus diversis judiciis audiverim, tibi nequaquam reticendum -puto. Quod Anglum se appellet Princeps noster, facta nominis familiae -Vicecomitis soppressione, ea est ratio communi omnium opinione, quod -in hoc ducem Philippum emulari, qui et Anglum se appellabat, nulla -familiae Vicecomitis facta mentione, decreverit. Qua autem de causa -Anglum Princeps ille se vocaverit, alii aliud pro cujusque ingenio -et rerum cognitione sentiunt. Sunt enim qui dicant in Anglia regione -oppidum Anglum nomine per comites nonnullos olim possessum, cuius -regimini nequeuntes ipsi aliis rebus impliciti vacare, aliis vices -suas in eo regimine demandabant, ac propterea eos non Anglos solum, -sed Vicecomites etiam tamquam vicarium comitum gerentes in loco illo -appellari se curasse, ex quibus postea majores ducis Philippi natalem -traxerunt. Alii ducem Philippum ex eo Anglum appellatum autumant, -quod vel Princeps ipse vel ejus praedecessores cum Rege tum Angliae -imperanti affinitatem contraxissent, ac propterea in eius rei memoriam -Angli cognomen illis retinere visum est. Quidam vero longo secum -dissentientes, ajunt cum Antenore qui ex Trojae excidio in Italiam -concedens, Patavium condidit, quemdam Anglium nomine virum clarissimum -ad partes has quoque profectum extruxisse Angleriam locum, a quo tum -comites, qui Mediolanensium duces fuere, appellati sunt, voluisse -ex eo ducem Philippum se Anglum nuncupari. Quorum omnium opinionem -neque laudandam neque improbandam mihi censeo, etsi nulla earum -digna ratione inniti videatur. Sed ubi tu vel patricii isti aliquam -ex illis non rejiciendam prorsus censueritis, ex parte aliqua satis -vobis fecisse, postquam veritas rei ex nullis litterarum monumentis -quae extant intelligi potest, plurimum gaudebo. Ad haec illud tibi -quoque declarare nequaquam omittendum sum ratus, ut quicquid in re fit -teneas, non defuisse ex plebeis nostris aliquos temere et non ratione -ut nosti dicere quicquid velint solitos, qui principem nostrum ex eo -se Anglum appellari velle, supresso vice comite, asserant, quod non -tanto illos posthac quanto hactenus sit facturas. Verum, quid dicant, -tanquam prorsus delirantes, nesciunt. Nam ex quo ad Ducatum hunc et -imperium promotus est, Vicecomites nonnullos et senatoria dignitate -et magistratibus aliis decoravit. Adeo quod eos ab illius Excellentia -non minores fieri quam antea perspicuo pateat. Vale. Ex Mediolano -X Decembris 1494. Vester Carolus Barbavara. _A tergo._ Venerabili -decretorum doctori honor. Domino Bernardino Figino, dentur Venetiis. - - -A dì 17 Novembrio el Duca di Ferrara, essendo stato 17 giorni in -Milano, tornato el zenero dal Re è stato con lui 4 zorni, havendo fatto -far a maistro Zanin, fiol dil _quondam_ maistro Albergeto, tre modelli -de passavolanti, uno al modo franzese et do a diversi modi; habuto -in dono dal Duca 100 miera de metallo, el qual era sta comprà per -construir el cavallo in memoria dil duca Francesco, el ditto rame fece -condur a Pavia, poi per Po a Ferrara, et_ etiam_ ditto maistro Zanin, -vi andò con lui per far artegliarie, se partì de Milano, et ritornò -a Ferrara per Po nella sua ganzara. Ma non pretermetterò di scriver, -_licet_ non sia in proposito, quello a dì 18 ditto a Ferrara accadete: -che la notte in la loza, dove el Vicedomino di la Signoria (per antichi -capitoli, confirmati da novo da poi la guerra have con ditta Signoria) -dà ragione, et è uno San Marco depento, et alcuni scapestri vi andò -dentro ditta loza, cavò li occhi a ditta imagine di San Marco, et fece -alcune altre poltronerie, dimostrando el cattivo animo avea verso la -Signoria. Ma la mattina inteso questo da Zuan Francesco Pasqualigo -dottor et cavalier vicedomino era lì in Ferrara, si andò a doler al -sig. Sigismondo fratello dil Duca, che _tunc_ in Ferrara era rimasto -governator. El qual mostrando haver a mal, ordinò fusse fatto una crida -e dato di taglia ducati 25 a quelli accuserà li malfattori. _Tamen_ -non se intese. Et zonto el Duca a Ferrara, a ditto vicedomino fece gran -dimostratione di benivolentia, che era cosa mirabile; et questo faceva -vedendo che 'l Re non li havea atteso a le promesse, però che sperava -far qualche novità et rihaver el Polesene. - -A dì 18 ditto a Milano fo fatto le exequie dil Duca morto, però che ivi -è tal consuetudine, et uno si fa nel settimo, l'altro nel XXX zorno. Vi -fu el marchexe Hermes suo fratello con li oratori et consieri dil Duca, -et tutti cittadini de Milano. - -A dì 19 Novembrio zonse in Milano el tesorier di Bertagna, ambassador -dil Re di Franza, con cavalli 14: fo judicato venisse per danari dal -Duca, li qual è da creder che li fusse dati. - -A dì 20 venne Bernardo Rucellai ambassador de Fiorentini a Milano a -congratularsi col Duca, et poi ritornò a Fiorenza. - -A dì 23 venne el sig. Constantin Arniti con tre altri ambassadori dil -Marchexe di Monferà a congratularsi con ditto Duca. - -A dì 22 venne Anzolo Serragli, secretario de Fiorentini, et con el Duca -parlato lungamente _etiam_ ritornoe a Fiorenza. - -A dì 25 zonse un fio del magnifico Zuan Bentivoi da Bologna a Milano -per congratularse, sì per nome dil padre _quam_ per Bolognesi. - -A dì 24 in Milano arrivò madonna Chiara di Gonzaga, sorella di questo -marchexe di Mantoa et moglie di monsig. di Mompensier, con cavalli -50; veniva da Lion per venir a Mantoa. Allozò in castello, fo molto -honorata dal Duca et Duchessa; et poi, partita, andò a Mantoa, sì per -starvi _quam_ per esortar el fratello fusse cum el Re de Franza, el -qual era al soldo di la Signoria za anni avanti, et havea ducati 30 -millia a l'anno, come sarà scritto di sotto scrivendo di lui. Questa -stette sempre a Mantoa honorata assà dal fratello, et el marito seguiva -l'impresa di Napoli. Quello di lei seguirà scriverò poi. - - -_Quello faceva re Alphonso in questo tempo._ - -El re Alphonso, come ho scritto di sopra, andava per Reame promettendo -privilegii, facendo concessione, carezzando li populi, et provvedendo a -li passi necessarii. Et essendo a Trajetto a dì 15 Novembrio si partì -con l'ambassador di la Signoria pur in compagnia, et andò a Gaeta, -essendoli venuto nova che don Fedrigo con la sua armata di 40 galie -esser ivi arrivato, havendo preso do galie franzese che stevano forte -per mezzo una rocca de Colonnesi; qual erano scorse lì per fortuna. -Fo tratto gran colpi di bombarde di la rocca et di ditte galie, ma li -nemici si butono a l'acqua e nudarono in terra, et le galie fonno prese -vacue de homeni, salvo cerca 25 che erano rimasti per non saper nudare. -Or ne l'intrar dil re Alphonso in Gaeta, li venne contra don Fedrigo -do mia fuora di la terra, et ne l'intrar fo tratto assà bombarde di le -galie era nel porto: le qual allora era galie 38, fuste 3, arbatoza una -et do galie disarmate prese da i nemici, et Villamarino corsaro homo -dil Papa con tre galie. Et qui el Re stette 6 zorni. - -A dì 21 el ditto se partì di Gaeta e tornò a Trajetto. El zorno -sequente fo gran fortuna, si ruppe nel porto di Gaeta do galie -et andono a fondi; et in quel dì _etiam_ per disgratia se impizzò -(_accese_) fuogo in la polvere di bombarda di una altra galia, et -quella brusò con zerca 40 homeni tra quelli erano in ferri e sotto -coverta: il resto si butò a l'acqua, et scapolono la vita. Et la -furia dil fuogo durò zerca mezza hora. Fu cosa miserabel et di gran -compassione et gran augurio al povero re Alphonso. Et in breve zorni -ditta armada disarmò. - -A dì 26 uno ambassador dil Turco, homo di gran reputation, intrò in -Trajetto, dove era el Re, con 40 cavalli et 10 zentilhomeni turchi -tutti vestiti di seda a fiori d'oro, benissimo in ordine. Li andò -contra l'ambassador de Venitiani, con molti baroni dil Re et tutta -la corte, uno mio fuora. Questo era dismontato però che passò da la -Valona, et a cavallo venne che fo una maraviglia. Et exposto la sua -imbassada come il suo Signor li voleva dar ajuto, et che stesse di bona -voia. _Tamen_ il soccorso non venne mai, perchè Turchi non se fidava -de passar in Italia. Et fo divulgato el re Alphonso li voleva dar ne -le mani Otranto et Brandizo. Or ditto ambassador andò di longo poi a -Napoli, dove stette qualche zorno fino have risposta dil suo Signor. - -A dì 30 el Re si partì di Trajetto, passò el Garigliano, poi per rocca -de Monte Ragon (_Mondragone_), venne a Castellamar del Volturno mia -20 da Trajetto, et a dì 1 Decembrio partì de qui et andò a disnar a -Patria, dove è uno passo con uno ponte longo de legnami e una torre, -et è ditto il lago di la Patria. Et a dì do andò a Cime mia 8, poi a -Pozzuol dove sono li bagni assà nominatissimi, et andò per barca mia 3 -a veder una fortezza feva far el Re in cima de uno monte, come di sopra -ho scritto; poi per la Grotta ritornò in Napoli, dove questo tempo era -rimasto al governo uno Vicerè, essendo stato fuora do mexi compiti. - -A dì 5 Decembrio el cardinal di Zenoa Paulo de Campofregoso venne a -Napoli contra el Re. Questo era stato su l'armada, et poi a Roma, et -stette in Napoli sin a la intrata dil Re di Franza, et poi con esso Re -si fece benivolo. - -In questo tempo el re Alphonso fece far una fortezza sopra el monte -San Martino, et cavar le mure si aggiongeva a Napoli, qual abbrazavano -tutto el monte de San Martino sino al Castel novo: gran cavamenti et -muraglie fece far in pochissimi zorni. - - -_A Venetia quello seguite._ - -Gionse a Venetia a dì 18 Novembrio Piero et Juliano de Medici, et el -sig. Paulo Orsini cugnato di Piero, vestiti incogniti con curacine -indosso. Arrivò in casa di Lippomani dal Banco patricii veneti, con -i qual havevano gran amicitia: et la sera andono in palazzo dal -Serenissimo Principe, con el qual conferito, dimandò licentia di -poter menar con loro X armati per caxon di la taja havevano su le -loro persone, la qual ancora non era stà levata, come fo di poi a -requisitione dil Re, et cussì per el Consiglio di Diese fo concessa -licentia. _Unde_ si vestirono in habito assà honesto, con veste curte -di zambeloto negro et cape paonazze, con capironi di velluto di sopra, -berrette in testa et la spada cadaun sotto, et cerca X provvisionati -soi fidatissimi con spade driedoli. Et a dì 20 ditto da mattina andono -in Collegio da la Signoria, dove, secondo el consueto di quella, -fonno ben visti et carezzati. _Demum_ volseno venir a veder el Gran -Conseglio, et venneno con li soi armati, et loro con le spade sotto -sentono presso el Principe su el mastabè. Or zonto ditto Piero qui, -subito monsig. di Arzenton, ambassador dil Re di Franza, lo andò -a trovar a caxa di Lippomani, col qual conferite molte cose. Li fo -portato da soi ancora assà zoje, danari et alcune medaje d'oro, le qual -lui molto stima. Et _etiam_ vi zonse una baila con uno puttin de anni -do, fiol de ditto Piero, el qual fo trasforato de Fiorenza; _tamen_ la -madre era lì in uno monasterio, et non molto da poi el Re li mandò uno -de soi fino a qui a trovarlo, et notificarli dovesse andar a trovar Soa -Maestà con lettere di salvocondutto, et cussì da poi alcuni zorni esso -Piero partite di Venetia con il cugnato, et andò a trovar el Re presso -Roma, et Juliano restò a Venetia, come dirò di sotto, et poi lo andò a -trovar. - -Vedendo Venetiani questo Re di Franza prosperar felicemente, et -che Fiorentini erano accordati, et havea gran exercito, li padri -dil Collegio se ridusevano diuturnamente, et nel Conseglio di Diese -tramavano gran cose, et per vedere si potevano pacificare le cose -et operarsi in metter paxe in Italia, come voleva pur el Pontifice. -Terminono a dì 20 Ottubrio, et elexeno nel Conseglio di Pregadi do -ambassadori a ditto Re, et che andasseno con lui fino a Roma: i quali -fonno Antonio Loredan cavalier, che za _alias_ a suo padre re et a -tempo di la sua incoronatione in Franza vi si trovò ambassador, et -ricevette da questo Carlo re le insegne de la militia. L'altro fu -Domenego Trevixan cavalier, i quali, benchè fusseno dil Consiglio -di Diese et si potevano excusare, pur per servire la Republica -_libentissime_ acceptono, et fu decreto nel Conseglio di Diese non -menasseno niun patricio con loro, et de lì a zorni IX partiti, fatto la -via di Ferrara dove dal Duca li fo fatto grande honor, erano cavalli -40, et Francesco da la Zuecca secretario, et zonseno a Fiorenza dove -era el Re a li 21 Novembrio; nel qual zorno lì in Fiorenza seguite -certa commotione dil populo, et però non fonno ne l'intrar honorati, -come dirò di sotto. - -Ancora deliberorono di mandar do solenni ambassadori al Duca de Milano, -sì per allegrarsi di la sua creatione, _quam_ per conferire con lui -in secreto alcune cose, et operar quello poi uno di loro operono. Et -a li 13 Novembrio nel Conseglio di Pregadi elexeno Battista Trevisan, -era Avogador di Comun, et Sebastian Badoer cavalier, era Savio dil -Conseglio, patricii di gran reputatione et dottrina: i quali a uno -tempo a la gubernatione di la città patavina fonno rectori integerrimi. -Et partiti a dì 21 ditto, zonseno a Milano a dì 7 Decembrio, et dal -Duca preditto fonno molto honorati. Li venne contra et li allozono in -Castello, dove era benissimo preparato: ai quali fonno presentate le -chiavi dil castello, offerendo el Duca et tutto el Stato a comandi -della illustrissima Signoria. Et poi, data grata audientia, el Duca -partì et andò a Vegevene, et ditti ambassadori restono a Milano; -_tamen_ Zorzi Negro loro segretario andava da Milano a Vegevene a -conferir con el Duca, fino che 'l ritornò in Milano, come scriverò -più avanti. Ma Zorzi Pisani dottor et cavalier era lì a Milano prima -ambassador, habuto licentia de ripatriar, ritornò per Po a Venetia, et -zonse a dì 20 ditto, et espose quello in la sua legatione havea fatto, -oltre le publiche lettere _continue_ scritte di quello succedeva. Et -Battista Trevisan preditto, di uno catarro che li discese, in breve -hore si soffegoe, et a dì 24 de ditto mese di Decembrio, a Milano, -morite in hore 10, che fo la vezilia de Nadal, et fo fatto le esequie, -come dirò più diffusamente al loco suo. Et il corpo poi fo mandato -a Venetia a San Stephano. Adoncha rimase solo ambassador Sebastian -Badoer, el qual benissimo si portò, _ita_ che reduse el Duca a far -quello volse la Signoria. - -Oltra di questo, a dì 14 Novembrio, nel Conseglio di Pregadi messeno -quattro decime: do al Monte vecchio, le qual son donate a la Republica; -et do al Monte novo, et di queste si ha ducati 5 per cento a la camera -d'imprestidi de utilità a l'anno, fina sia restituido el capitale, -secondo el consueto. Et fo astretto fusse pagate una dil Monte vecchio -et una dil Monte novo per tutto el mese presente; le altre do per tutto -el mese di Decembrio, et, passado el termine, quelli non havesseno -pagado dovesseno pagar con pena di X per cento. Et cussì fonno ritradi -assà danari, li quali fonno posti a le Procuratie di San Marco, per -spender a li bisogni. Questo è uno ordene se observa per trovar danari -a Venetia da li soi cittadini, senza toccar le publiche intrade: zoè -pagano la decima di la intrata che hanno, et quelle decime dil Monte -novo non sono perse ma hanno utilità, et con tempo li soi danari se -restituiscono, et questo cavedal si puol vender et vendesi 90 et più -ducati el cento, et hora più et hora manco secondo li tempi. Et za è -stà visto con decime sole poste haver sostenuto guerra contra molti, -_maxime_ quella del 1482 col Duca di Ferrara aiutato da tutta Italia, -che durò tre anni; nel qual tempo fo poste decime: come tutto ne la -ferrarese guerra per mi descritta et intitulata al Serenissimo Principe -Jo. Mocenigo nostro, chiaro el tutto se vede. - -Ancora feceno molte provvisione per recuperar danari; le qual per non -esser in proposito pretermetterò de scriver. Et fo preso di augumentar -al tempo nuovo l'armada marittima era fuora, capitano Antonio Grimani, -et armar XV galie sottil, zoè X in Candia, una a Retimo, una alla -Cania et tre a Corfu; _etiam_ nave grosse di Comun et altre vele. Et -preseno di far 2000 stratioti, et commesseno al zeneral li scrivesse in -la Morea, dove sono gran copia; et li fo mandati danari. Fo ordinato -a li patroni di l'arsenal dovesseno preparar li arsilii per mandarli -a tuor; oltra di questo preseno di far 3000 cavalli, per augumentar -fino al numero de X millia cavalli, et fo scritto in diverse parte per -assoldar zente. Et fo scritto a li capitanei di le terre dovesseno far -con Hieronimo de Monte vice collateral zeneral, el qual da poi la morte -de Mariotto suo padre exercita tal officio, le mostre a li soldati -allozati in quelli territorii: et cussì inteseno la verità dil numero -di cavalli havevano la Signoria; et fo preso di crescer uno piatto per -lanza, che prima era tre soli cavalli per homo d'arme. Le sovvention -fonno date, come ho scritto di sopra: a quelli mancava cavallo grosso -ducati 60, et per li piatti ducati 25 per uno. Mandono li Savii di -terra ferma in diversi luoghi in terra todesca a comprar cavalli, per -dar a nostri condottieri. Oltra di queste provvisione, feceno pratiche -per condur qualche valente homo per capitan zeneral, Zuan Jacomo di -Triulzi o el Conte di Petigliano. Alcuni patricii voleva altri: uno -maior Blas ongaro, che fo gran capitano dil re Matthias di Ongaria, -et _etiam_ uno so fiol de ditto re Matthias, chiamato el bastardo -de Ongaria, homo illustre et de grandissimo inzegno et dal Governo -in exercitii bellici _saepius_ experimentado in quelle parte contra -Turchi: ma non fo concluso nulla. _Tamen_ condusseno el conte Antonio, -fiol dil duca Federico de Urbin, natural, de anni cerca 45, con cavalli -400 et 40 balestrieri a cavallo, et uno altro chiamato Zulian de -Carpi, _etiam_ homo di età, con cavalli 400. Questi Signori da Carpi -_alias_ fonno per soi meriti creati nel numero del Mazor Conseglio de -Venitiani. Hor questi do condottieri, habuto la conduta et danari, si -messeno in ordine, et fece zente per tempo novo, et venneno ad allozar -in Brexana. - -In questo mexe di Novembrio a dì 21 zonse a Venetia uno ambassador -del sig. Bayzeth, Gran turco, el qual a dì 27 andato in collegio al -Prencipe presentò alcuni presenti mandava el suo Signor a la Signoria, -zoè panni d'oro alla turchesca, de li qual fo fatto paramenti di -preti et panni di altar a San Marco. Et expose, da poi presentato la -lettera di credenza, come era stà mandà dal so Signor per visitar la -Signoria, come so buon amico, et per intender la verità di questo Re -di Franza, et che al so Signor era stà referito che non solamente -veniva in Italia contra el Re de Napoli, ma poi per venir contra -di lui, benchè poco lo stimava, et simile parole usò. _Unde_ li fo -risposto sapientissimamente per el Principe; et poi lo vestiteno d'oro, -donatoli altre veste di seda, et la sua famiglia vestita di scarlatto -secondo il consueto, si partì et ritornò a la Porta dil suo Signor -a Constantinopoli. Questo ambassador partì et venne insieme con do -altri ambassadori dil suo Signor: uno che andò al re Alphonso, come -ho scritto di sopra; et l'altro al Papa, a portarli il tributo li -mandava ogni anno, ch'eran ducati 40 millia d'oro venitiani, per causa -el tenisse con custodia suo fratello Gem, el qual da li soi populi -era molto desiderato, per esser huomo bellicoso imitante le vestigie -paterne. Or ditto ambassador, insieme con Zorzi Buzardo orator dil -Pontifice era stato al Turco, smontato in Ancona per andar per terra -a Roma, a presso Senegaja, adi 20 Novembrio, dal prefetto di Roma, -fratello dil cardinal San Piero _in Vincula_, el qual era a soldo di -la Signoria con cavalli 400, fo assaltato et toltoli li ditti ducati -40 millia, et alcune lettere trovò in le man dil preditto Buzardo, el -qual _etiam_ lui fo preso, et _conclusive_ fece un bon butino. Ma ditto -ambassador dil Turco, per esser ben a cavallo, fuzite et ritornò in -Ancona, et scrisse a la Signoria et a Roma quello li era intravenuto. -Ma el sig. Francesco di Gonzaga marchese di Mantoa per esser molto so -amico, zoè del sig. Turco, et _etiam_ spesso l'uno et l'altro si manda -presenti, et la insegna di esso Marchexe è uno turco, et fa cridar a -li soi: Turco! Turco! ancora che in specialità con ditto orator havea -grande benivolentia, mandò uno di suoi a tuorlo fino in Ancona et -menarlo a Mantoa, dove stette alcuni zorni et honorato assà; fattoli -bellissimi presenti, venne a Venetia et ritornò dal suo Signor, come -dirò di sotto. Ma questo intendendo Venitiani, haveno molto a mal -che quelli fusse a loro soldo facesse tal cose, sì per el tributo -aspettante a la Santità dil nostro signor Pontifice, _quam_ per la -paxe hanno col signor Turco: et li scrisseno in bona forma volesse -restituir ditti danari. _Etiam_ mandò a ditto prefetto Alvise Sagundino -secretario, a veder si poteva operar. Ma il prefetto rispose prima -che, come suo soldato, non havea preso alcuna cosa, ma come signor che -era di Senegaja, fatto per Sixto pontifice, et che dovea haver ditta -quantità dal Pontifice per suo stipendio li avanzava, et che mai non -havea potuto haverli; concludendo non volevano restituir cosa alcuna; -ma che el suo Stado et la sua persona era a comandi di la Illustrissima -Signoria. Et inteso questa risposta, Venitiani lo cassoe di la conduta -havea, la qual zà era quasi finita et no volsero più havesse loro -soldo. Et ditto prefetto si accordò con el Re di Franza, et, fatto -zente lì in Romagna, fo fatto capitano di l'Apruzo, et andò con le -sue zente, et fu causa lì in l'Apruzo di far rebellar molte terre -a re Alphonso. Et per questa via si trovò la lettera _etiam_ che el -Pontifice mandavi al Turco, o vero instrutione, la quale è scritta di -sopra, verificata per mano dil Buzardo sopra nominato. - -A Venetia per queste guerre venne gran carestia de biave, _unde_ per -li Provedador a le biave, erano Lorenzo de Priuli, Nicolò da Molin et -Hieronimo Capello, fo fatto alcune provvisione. Mandono a tuor formenti -in Turchia, et ebbeno le tratte dal Signor, et di stera 100 millia; -_etiam_ have dal re Alphonso di poter trar di la Puia, et cussì mandono -navilii a tuorlo, et poco da poi fo grande abbondantia. Et è da saper, -come a dì 9 Novembrio in fontego de la farina mandata la poliza _juxta_ -l'editto in Collegio, fo visto non esser più di stera 5000 farine, et a -Mestre el zorno avanti si havea venduto lire 7 el ster; _unde_ li padri -di Collegio li parse molto di novo, cercando di far ogni provvision -acciò ne fusse abbondantia in la terra. Et a caso re Alphonso scrisse -al suo ambassador, el qual andato in Collegio offerse a la Signoria la -tratta di stera 60 millia di formento di le terre di la Puia, et per -questo subito li formenti padovani, valevano ducati uno il ster, calò -a lire 5 e soldi 12, et cussì la farina in fontego; _ita_ che da poi fo -assà più abbondantia. - -A dì 3 Novembrio fo preso nel Consiglio di Pregadi di desarmar 8 galie -di Candia, do di Corfù, et quelle de Nicola da cha da Pexaro provedador -de l'armada: in tutto numero 12, per essere stato assà fuora. _Etiam_ -la nave di Comun, patron Pangrati Zustignan, armata, di botte 1500, -e questo per esserli brusado l'alboro da la saetta. _Item_ la barza -di Andrea Loredan capitanio di la nave di botte 400, et la barza di -Quarner di botte 500, capitano Piero Malipiero. _Ergo_ restava in mar -el capitanio zeneral, Antonio Grimani, con 19 galie sole; et cussì -fonno disarmate. Et a dì 14 Decembrio Piero Malipiero sopra detto zonse -qui, et a dì 17 Nicolò da cha da Pexaro sopra nominato. Et da poi, al -primo di Decembrio fo decreto di dar ducati 1000 per uno di sovventione -a le galie vecchie erano venute a disarmar, et che si tornasseno in -armada, perchè pur era bisogno di armada per queste cose dil Re di -Franza, che assà prosperava. Ancora in questo mese nel Conseglio di -Pregadi fo preso di condur zente d'arme, et haver a tempo novo cavalli -XV millia, et stratioti 2000, come dirò di sotto, et pedoni 10000. - -El Re de Franza è da saper havea a la guardia sua sopra carrete 6 -falconi, pesava lire 1000 l'uno et trazeva ballotte de lire 8 l'una. Et -nel suo exercito havea su carri 20 falconi, et 8 serpentini: et cannon -de peso de 7 miara trazeva lire 50 di ferro. _Item_ colovrine 12 di -lunghezza piè 4, trazeva lire 32 di ferro. In tutto havea 40 carrette. -A Castelcaro era 22 pezzi di artegliaria su 22 carri, zoè 12 falconi, -5 cortaldi et 5 colovrine et ivi era per el Re..... fameio di Michiel -Vasier, chiamato controllore et uno Basilio da la Scola vicentino et il -gran maestro di l'artegliarie dil Roy etc. - - - - - CLARISSIMO ET PRAESTANTISSIMO VIRO ANTONIO GRIMANI PROCURATORI - SANCTI MARCI ET CLASSIS VENETAE GENERALI IMPERATORI MERITISSIMO - MARINUS SANUTUS LEONARDI FILIUS PATRICIUS VENETUS SALUTEM. - - -Havendo più volte considerato a cui queste nostre lucubratione dovesse -dedicar, et pensandomi di le conditione et qualità tue, _clarissime -Senator_, ho voluto antiponerte ad ogni altro nostro patricio, et el -secondo libro di questa gallica historia intitolarti, _potissimum_ -per doi rispetti. L'uno perchè in questi tempi al governo di la -classe marittima sei stato generale capitano et operasti in augumento -di la Republica, _maxime_ nel combatter et acquistar la città di -Monopoli in Puia, che era in le mani de Franzesi; dal qual principio -seguite a nui per ben de Italia la degna vittoria contra di loro. -El secondo rispetto è stato per le dote di Toa Magnificentia, perchè -non manco honore mi sarà di haver tal fauctore, che _libenti animo_ -legga l'opre mie, _quam_ di haver insudato con grandissima fatica nel -componere di questa, _licet_ in lingua materna sia. Et quando mi penso -quello sei, non posso star che non dichi qualcosa, a ciò memoria sia -sempiterna. Tu primario senator et di età a pena sexagenario, tu a la -procuratione di San Marco, tu al governo di la Republica, Savio dil -Consiglio sempre in Collegio sei stato, tu in mar Generale Capitano; -_ergo, terra marique_ sei operato; tu ditissimo di facultà, la qual -cosa _istis temporibus_ sopra ogni altra cosa è extimata; tu padre di -quattro figliuoli, che cadauno imita le vestigie paterne; _praecipue_ -il maggiore, reverendissimo Dominico, cardinal di la Romana Chiesia, -_tituli Sancti Nicolai inter Imagines_, nuncupato cardinal Grimano; el -qual _licet_ zovene sia, _non solum in ecclesia_ è stà honorato, ma -_etiam_ in la nostra Republica, sì ne li consigli secreti _quam_ in -legatione alla cesarea maestà di Federico terzo imperatore, dal qual -ricevette la militia: et essendo dottissimo et _non immerito in urbe -patavina_ a le insegne dottoral in una et l'altra scientia assumpto. et -in gratia _non parum_ de nostri patricii, volse più presto darsi a la -Chiesia, andato a Roma, dove potesse il cristianesimo et la patria sua -_juvare in omni eventu_. Adoncha, quanto gloriar ti dei haver generato -questo honore di la zente Grimana, el qual, si Dio li dona vita, spero -vederlo nel grado sublime, _quod Deus oro id faciat_. Degli altri, -Vicentio, Hieronimo et Piero non mi extenderò in lodarli, perchè sono -conossute loro optime conditione. _Quid plura dicam? Experti_ siamo -dil tuo sapientissimo governo in questa pretura marittima, di l'animo -grande, volonteroso esponer la vita per honor di la Republica et patria -tua. Teste è Monopoli, et chi fu in armata, di quello Toa Magnificentia -in quella impresa si operò, come in questo libro _etiam_ lezendo si -vedrà. Et se Iddio havesse voluto, come non volse, che nel principio -quando in Puia con l'armata a Brandizo ti transferisti, havesti habuto -mandato dil Senato di rompere guerra contra Franzesi per la quiete et -ben de Italia, come da poi ti fo mandato, _sine dubio_, con l'armata -havevi, con la optima voluntà tua, aresti recuperato _brevi tempore_ -tutta quella provincia, con occisione de quegli che contra si fussero -opposti. _Unde_ Ferrandino non seria tanto occupato in reacquistare -il suo regno. Concludendo adoncha, et pretermettendo più lode di Toa -Magnificentia, che in vero longo saria si tutte volesse explicarle, -questa nostra veramente fatica di la gallica hystoria, partita in -cinque libri, uno di qual a Toa Magnificentia ho dedicato, receverai -et lezendo vedrai varie cose et novità seguite in Italia, domente -al governo marittimo ti ritrovavi; et sopra tutto la verità senza -alcuna adulatione. Longa materia et più longo il descriver, benchè -habbi cercato abbreviarla quanto mi è stato possibile. Et si l'opera -a Toa Magnificentia piacerà, tanto più mi accrescerà il desiderio di -continuar, mentre sarò in vita, quello _fortasse_ da poi questa ne -li tempi futuri succederà. Et per non tediare più quella nel leggere -questa mia inornata epistola, a Toa Magnificentia infinite volte mi -recomando, pregando Iddio vedere a uno tempo, tu a l'ultimo grado -nostro, dil qual sei propinquissimo, et il Reverendissimo figliol alla -Sede Apostolica, perchè io per la affinità è fra noi _etiam_ degli -honori preditti ne parteciparia. _Vale, vir clarissime, et me ama, si -tuo amore me dignum esse censes. Venetiis, in aedibus, ultimo Decembris -M CCCC LXXXXV._ - - - - -MARINI SANUTI LEONARDI FILII PATRICII VENETI DE ADVENTU CAROLI REGIS -FRANCORUM IN ITALIAM ADVERSUS REGEM NEAPOLITANUM. INCIPIT LIBER -SECUNDUS FELICITER. - - -Fiorentini havendo el Re di Franza ordinato el zorno che 'l voleva -intrar in la terra, feceno grandissimi apparati, butoe le porte di -legno a terra con le sarazinesche, et a compiacentia dil Re butono -una parte di muro appresso la porta di San Friano et atterrono ivi la -fossa. Intrò de Luni a dì 17 Novembrio: il modo et ordine sarà scritto -di sotto. Et Fiorentini fece questo ordine, che per tutta la terra -volseno che in ogni casa fusse preparato per allozar Franzesi, et -dove che Franzesi andavano, zoè da prima quando introno in Fiorenza, -et in qual caxa volevano, vi poteva habitar, perchè di tutto li era -provisto, de vituarie et ogni altra cosa, da li patroni di le caxe: -_tamen_ Franzesi pagavano il viver loro. Le donne veramente fiorentine, -con le lor robe di valuta, andono a star ne li monasterii di donne -religiose. Questo a ciò non si mescolasseno con Franzesi, timide di -quello era successo a Lucca. Ma essendo assà zente con el Re, parte -fonno mandate cussì come intravano in la terra, fuora per l'altra -porta, di comandamento dil Re, verso Siena; et cussì si sparpagnò per -quella Toscana. Fiorenza adoncha città in Toscana nobilissima et prima, -fo edificata avanti lo advenimento di Cristo anni 90, da gli homeni -d'arme de Sylla romano, perchè Sylla preditto li assignò quel paese -per sua habitatione; et questi habitono a presso el fiume di l'Arno, -et edificono un castello chiamato _Fluentia_, come scrive Plinio. -Dopo, venendo Totila re de Gothi, la prese et totalmente la disfece et -guastò. Dopo la prese Carlo Magno, et per memoria la fece rehedificare -et ampliare di circuito di mure, et volse la fusse libera con molti -privilegii, et concesse a loro legge et gli magistrati. Et poi del -1024 fu molto ampliata per spoglie di la città de Fiesole, perchè -quel popolo fo costretto venirvi ad habitare: del 1071 fu accressuta -di mure, oltra la chiesia di Santo Laurentio, come è al presente. Et -morto Federico imperatore, loro inimicissimo, successe Rodolpho, al -qual Fiorentini detteno ducati 6000, et li restituite ne la pristina -libertà, et loro ordinono 12 anciani. Et poco da poi mutorono, et ne -fecero 8 chiamati Priori di l'arte et uno Confaloniero di justitia, i -quali stanno fermi nel palazzo. Per mezzo di questa vi passa el fiume -di l'Arno, el qual per la ferocità di le acque è innavigabile. È un -bellissimo tempio di San Zuan Battista, dove è il suo digito che mostrò -_Ecce Agnus Dei_, et qui solamente è di tutta la città el Battesimo: -et le porte, che son tre, sono di ferro bronzo, historiate dil -vecchio et nuovo Testamento. Ancora v'è el tempio edificato con arte -incredibile, grandissimo, con una volta nel mezzo et la chiamano la -cupola, edificata con inzegno più presto divino che humano, et tutto di -fuora coperto di marmoro variato, et sempre vi si lavora, et si chiama -Santa Maria la Nonciata, et ha una torre stupenda, tutta di marmoro, -per campaniele, altissima. Questa città in poco tempo arse do volte, et -fo del 1176. Ha habuto molti adversarii per tuorli la libertà, Pisani, -Senesi, et altri in Italia, poi Henrico VII imperatore, poi Castruccio, -ancora Lanzilò re di Puja, Galeazzo Maria, primo duca di Milano, et -innanzi a lui Joanne archivescovo de Milano, et duca Felippo _etiam_ -duca de Milano, re Alphonso et Ferdinando so fiol ultimamente; _tamen_ -sempre se difese. Di questa città vi fu Francesco Petrarca, el qual -nacque in uno castello chiamato la 'Ncisa in Val d'Arno, 12 miglia -di sopra Fiorenza; Dante Aldighieri, Accursio jurisconsulto, Lunardo -Aretino ben fusse di Arezzo, et altri assae, _maxime_ Cosma de Medici -ricchissimo, Pallade Strozzi cavalier, in greco et latin dottissimo, -Angelo Acciauli capo dottissimo in greco. Or Fiorenza zira attorno mia -cinque e un terzo; le porte di la terra 13; sopra el fiume di l'Arno è -4 ponti, uno de li qual ha botteghe 40, l'altro X; su l'Arno è molini -numero 54 da masenar ne la terra. Ha d'intrada Fiorenza ducati 350 -milia; la chiesia cathedral è Santa Liberata, e parrocchie 52, priorie -12, oratorii 16. Ha spedali 38, 4 da infermi, 2 de ammorbati, 2 de -bastardi, 26 de pellegrini, uno de preti per zorni 8, uno de frati -per zorni 8. Monasterii de frati numero 21, zoè 9 di l'ordine di San -Battista, uno de San Basejo, uno de San Hieronimo, 3 di Santo Agustin, -uno di Carmelitani, do di San Francesco, do de San Domenego frati -predicatori, uno de Umiliati et uno di Santo Antonio. Monasterii di -donne 44: 12 di San Battista, 9 di Santo Agustin, 5 di Santo Domenego, -6 Carmelitani, 2 di San Zuan in Hierusalem et do altri; in tutto 44 de -li ordeni sopra scritti, ma sotto diversi nomi de Santi. Frati et preti -et monache vi sono numero 5000, de li quali 3000 ne sono Mendicanti. -Caxe 18 milia et 400. Fa anime 128 milia, forestieri 15 milia. È in -Fiorenza strade 258, torre et campanieli 284, piazze 24, loze dove -se reducono li cittadini 18, botteghe di seda 120, telari 3000, tra i -qual 400 de brocati d'oro et d'arzento lavorano. Botteghe di lana 280, -lavorano panni 10000. Battiori numero 263 da depentori per dorar, et -da filar numero 23. Spiziarie 95, barbarie 120, oresi 37, banchi de -monede grosse et piccole 33, librari 28, sartori botteghe 18, fa calze -64. Consuma de farina al zorno moza 150, ch'è 3600 a l'anno; consuma de -vino al zorno 900 barile, ch'è 3500 barile a l'anno et X barile fa una -botta. Fiorentini consuma di oio a l'anno barile 55 milia. Di fuora di -la terra è caxe et palacii de cittadini X milia fra mia 5; et zirando -fra mia X, numero 14 case de cittadini hanno tentorie di seta et lana -47, chiovere da tirar panni numero 8. El palazzo di la Signoria val -di spesa a l'anno ducati 24 milia, tra manzar et salarii: _videlizet_ -manzano bocche 47. Et il domo è di piere divisate, con il campaniel -simile alla chiesa. Casamenti et palazzi bellissimi. Or li Signori soi, -che sono 8, et il Confalonier 9, stanno do mexi et non più. Et questa -descriptione ho voluto qui scriver, benchè non sia in proposito, pur -a ciò di ogni cosa, lezendo questa, se ne habbi cognitione, ho voluto -brevemente qui scriverla. Ma a la intrata dil Re veniamo. - - -_Questo è il modo de l'intrar dil Re di Franza in Fiorenza a dì 17 -Novembrio._ - -Imprimamente giongendo la Maestà dil Re a Monticelli, fuor di la porta -di San Friano, se fermò qui aspettando l'ordine dato. Ivi gionse -la Signoria di Fiorenza, et posesi a sedere in su uno balcone, con -le sedie come sono in piazza, su la ringhiera molto ornata, con uno -sopracielo de panno azzurro, con le arme dil Comun di Fiorenza, et -con certi scudi di qua et di là per la porta, et per l'andito di la -porta medesimamente, con le armi dil Re. Et sedendo la Signoria in -sul balchetto, se era ordinata una bella processione con ornatissime -pianete, come si usa per San Joanni, ma incominciato a piover alcune -gozole, i frati se messeno le pianete a roverso per non le guastare, -per la qual cosa non poteva proceder la processione. Et pur ancora -comenzava venir de molti cavalli, sì de quei de cittadini che andavano -incontra al Re, sì _etiam_ de quelli de li homeni d'arme; in modo -che i frati furono sbaragliati di qua et di là, e chi correva per -uno viottolo, et chi per uno altro. Incominciando adoncha la intrada -dil Re, venne avanti 200 coppie de zoveni fiorentini, molto belli, -bene a cavallo et vestiti tutti alla franzosa, con ricchissime -veste et con maneghe molto larghe. Innanzi a tutti era Lorenzo de -Piero Francesco, con squadrone di zoveni a cavallo ben in ordine, -che battendo cavalcavano per andar a far certi provvedimenti et -apparecchi per el Re. Da poi lui seguite ditti zoveni molto ornati, -et driedo loro seguitava forsi 100 coppie de homeni de tempo, pur -fiorentini, molto ben vestiti et ben a cavallo. Et cavalcando via, -stando cussì uno puoco, comenzò a venir la zente dil Re, et innanzi -a tutti 4 tamburini con 4 tamburazzi grandissimi, che parevano 4 -tinele, et sonavano con tutte due le mani, et havevano duo da lati -che sonavano zuffoli, et fazevano sì grande el strepito che 'l pareva -ruinasse quella via dove i passavano. Et driedo a loro 7 caporali, che -andavano al pari, in modo che i tenevano quanta era larga quella via, -armati benissimo con certe curazze scoperte et maglie, et le braze è -bellissime, salde di finissime maglie, con certe arme a uso di ronca -inorate et molto lustrate: parevano arme disconze al portare, ma erano -più atte a tagliare uno usso (_uscio_). Et havevano uno cappellazzo -in capo per uno, et sopra la curazza una zornea tutta frappata de -zambelloto. E driedo loro parecchi altri con quelle mannaie. Et da -poi questi, forsi 200 balestrieri con forsi 800 arcieri a piedi, et -loro 4 tamburazzi, con forse 2000 schioppettieri. Innanzi a tutti -era uno homazone, con una arma in mano lustrata, a uso di spedo da -porco, fitta in uno querculo grosso e torto: cosa assà goffa; et poi -questi 4 tamburazzi che sonavano con tutte due le mani, che pareva gli -avesseno a far una vendita. Et da poi questi veniva molti Sguizzari -con zerti lanzoni molto curti et grossi come travexeli, con uno certo -ferrazzo curto a uso di una ponta de partesana, et andavano a sette a -sette tutti insieme, et durono uno gran pezzo a passare, in modo che -fo stimato esser più di diecemilia, et driedo a questi venne certe -banderuole, et dopo loro erano altri schioppettieri et balestrieri -et arzieri, con una squadruzza con quelle mannaie, come ho ditto di -sopra. Da poi questa veniva uno trombetta, con una tromba longa, con -una bandiera, con uno squadrone de forsi 60 homeni d'arme, con li -più diversi et grossi cavalli che mai fusse visti, con sopravveste -mezze di brocato d'oro et mezze divise, e con bellissimi pennacchi e -con una mazza ferrata per uno in sulla cossa, et il stocco a lato. Et -da poi questi venivano quelli che portavano le lanze inclinate come -se le volesseno imberciare. Et dopo questi venne pochi balestrieri a -cavallo, ma una grandissima moltudine de arzieri a cavallo. Et dopo -questi uno altro squadrone, medesimamente armati tanto riccamente che -tutti doveano esser o conti o signori, et era zente molto fiorita. Et -cussì avanti che venisse el Re, venne 8 o ver 10 squadroni, come ho -ditto; poi veniva tutti i trombetti di la Signoria di Fiorenza, vestiti -a la devisa dil Re, zoè bianco e vermiglio, con certe gabanuzze di -zambelloto, et con una moltitudine de trombetti dil Re; et driedo a -loro uno bellissimo squadrone de homeni d'arme, tutta fiorita zente. -Veniva prima li signori dil sangue, tra i quali vi era do italiani: -el sig. Galeazzo di Sanseverino et don Ferrante fiol dil Duca di -Ferrara, a uno insieme con loro. Et po questi uno baldacchino portato -da quattro dottori in la terra Fiorentini, sotto el quale era el Re -a cavallo, in su uno bello cavallo, et havea indosso una gabanella -de broccato d'oro tirato, et di sopra una sbernia di raxo azzurro et -uno cappellazzo bianco sottile in capo, che non parea fusse niente su -quello cavallo se non uno capo per la grandezza dil cappellazzo: uno -homicino aliegro in viso, con uno grandissimo naso, et il viso longo, -con fanti a piedi intorno, che era una bella cosa a veder. Et driedo -al Re era assà baroni, con veste de broccato d'oro che toccavano per -fino in terra. Et dopo loro venne parecchi squadroni de homeni d'arme, -come quelli da prima, che mai si vide la più mirabil cosa. Et intrato -in la terra, sonando tutte le campane, li fu fatto riverentia a Sua -Maestà da la Signoria era sentada lì a la porta di San Friano, come -ho ditto di sopra. Era _tunc temporis_ confalonier di justitia uno -Francesco di Martino Scarfi. Et giongendo al ponte di Santa Trinità -dove era uno carro con uno edificio con molti razi (_arazzi_) quando -fo annonciata Nostra Donna, che parve cosa bella al Re; et seguitando -el cammin passò per borgo San Jacomo et passò el Ponte Vecchio, et -venne zoso per Ponte Santa Maria, el qual era tutto coperto di quella -tela vi sogliono metter i botteghieri per rispetto del sole; et -zonzendo in piazza, lì era uno carro triumphale, con uno grandissimo -zio (_giglio_), et di sopra una corona di palme inarzentade, con rami -de olive; et eravi su giovani con diversi instrumenti, che sonavano -et cantavano, et salutorono el Re dicendo: ben vegna el liberator -et restaurator de la libertà! et molte altre cose in laude dil Re. -Et procedendo passò da casa de Zulian Gondi, passò via dal canto di -Pazzi, et zonzendo in Santa Liberata smontò da cavallo et intrò in -chiesia. Et zonzendo a la porta, quivi era el Vescovo con tutto el -clero de preti; et menollo a l'altar grando, et ivi ringratiò Dio che -lo havea condutto a salvamento, et da tanta zente che era, si durava -fatica zonzer perfin a mezzo la chiesia. Et quivi sopra l'hostia in -man di l'Arcivescovo solemnemente zurò de observare li capitoli, li -qual saranno di sotto scritti, et mantegnirave Fiorenza in libertà, -restituendole le sue terre; et volse che, _versa vice_, la Signoria -di Fiorenza, _nomine illius Comunitatis_, li zurasseno sempre saranno -fideli a sua corona et a la caxa di Franza. Et poi ritornato con gran -furia fu messo a cavallo, per esser piccolissimo, et fu menato in la -via larga, perchè era sì grande la calca, che non si poteva seguitarlo, -et era notte, et dismontò da cavallo. A la caxa de Piero de Medici era -apparato per Soa Maestà con tante zentilezze, che mai più si vide tale, -dicono i Fiorentini. Primamente era coperta tutta la via de mantegli -de roversi azzurri con zigli zali, et con uno cornisone con le arme -dil Comune et dil Re, et cussì sopra lo usso (_uscio_) che usciva -a la scala con festoni acconci ornatamente, et cussì sopra la loza -dentro, più degnamente che non si potrebbe contare, con tanti zigli -e con tele zale. La camera tutta conzà di broccato d'oro. Et il simel -in caxa de Piero Francesco pur de Medici, con uno tondo in su lo usso -(_uscio_), messo a oro con le arme dil Re, et con festoni pendenti da -lati, con penne inarzentade conze degnamente, et di sopra con uno vaso -inarzentado et con uno lauro in ditto vaso, pur inarzentado, et in caxa -benissimo aconzo, con panni d'oro per coperte di letto, cose bellissime -d'ornamenti, et una lettiera de avolio con le casse de avolio. Et in -questo mezzo si era fatto notte, et la Signoria fè metter uno bando, -che ognuno mettesse lume a le finestre per fina a le 5 hore, sotto pena -di la disgratia loro: et cussì fo fatto per poter allozar Franzesi, -et pareva zorno, tanta luce vi era. Et subito zonto el Re, dimandò -di le medaie, cammei et porzellane di Piero, che erano cose di grande -estimatione, però che Lorenzo suo padre molto si deletava; ma perchè -erano sta strafurate da li soi, et scose in li monasterii, non le potè -haver. Et Fiorentini li presentò la caxa preditta di Piero, ma lui non -la volse accettar, et molto instigava la tornata di Piero, facendoci -tutto a ciò ritornasse: _tamen_ Fiorentini mai volseno consentir, _imo_ -li chiesero una gratia, che tutte le arme de Medici, erano depente per -la terra et nel palazzo, fusseno dispegazate, a ciò non vi restasse -memoria di loro, et che la parte seguiva Piero fusse cazzata dil -governo; et levono alcune caxe antiche, le quale un tempo erano stà -basse, et da Medici subposte. Francesco de Medici nominato di sopra, a -ciò non fusse più chiamato de caxa de Medici, essendo ditta caxa venuta -tanto in odio a Fiorentini, volle che _de caetero_ fusse chiamato di -la caxa de populani, et mutò l'arma che prima era sie balle rosse in -campo zalo, et una a questo modo come è qui pinta, et al presente levò -l'arma, zoè una rosa in campo bianco, ch'è l'arma di la Comunità. Et -questo intrò al governo di la città, et ogni exilio et confiscatione -per sè stessa era levata col governo di Piero. Adoncha per il scaziar -de Medici niuna caxada di quelle lo seguiva fo mandate fuora de -Fiorenza, ma ben _quodammodo_ private, zoè che non erano elette al -governo di la Republica, benchè _etiam_ fino li soi medesimi fonno -contrarii a esso Piero. Et questa Signoria, che era al presente 8 et -il confaloniero di justitia, i quali habitano in palazzo, era di quelli -pur fatti mentre Piero era in Fiorenza, et compiteno li do mexi di loro -dignità. Ma, compiti, fonno refati de altri, et fatto uno nuovo ordene, -secondo come di sotto il tutto chiaro sarà scritto. - - _Capitoli conclusi tra il Cristianissimo Re di Franza et Comune di - Fiorenza a dì... Novembrio 1494 in Fiorenza, firmati[105]._ - - _Oratio Marsilii Ficini Florentini ad Carolum Gallorum regem - habita...... Acta Florentiae die... Novembris 1494. Dixi[106]._ - - -_Protesta Regis Franciae ad Alexandrum pontificem et universis et -singulis[107]._ - -Questo protesto fo mandato ad Alexandro Papa et Collegio de -reverendissimi Cardinali, el qual poi a ciò tutti lo vedesse et potesse -ben leggerlo a suo piacere, fu butado in stampa, latino et vulgare, et -venduto per tutte le città de Italia. - - -_Quello seguite in Fiorenza mentre el Re vi stette et in Toscana._ - -A dì 21 de Novembrio zonseno in Fiorenza, dove era el Re, Domenego -Trivixan et Antonio Loredan cavalieri, ambassadori di la Signoria -di Venetia, deputati a esso Re di Franza, et senza altro honor se ne -andono con la sua brigata a dismontar al hostaria. Questo perchè in -quel zorno medemo fu certa novità di populo ivi, _adeo_ che quasi -tutto el populo armato era corso a la piazza, per caxon di alcune -presomptione havea usato certi baroni franzesi. Però che Fiorentini si -haveano redutto in conseglio per consultare li fatti loro, et _etiam_ -per trovar danari che il Re dimandava, _iuxta_ la forma di capitoli. Et -mentre erano Fiorentini a tal consultatione, questi Franzesi dubitando -quello voleva dir questo star tanto in conseglio, volseno intrar in -palazzo et _etiam_ nel ditto conseglio, dicendo volevano intender -la cagione stevano tanto serrati a consultar. Et li fo risposto -consultavano el fatto loro, et che non volevano che ditti baroni -intrasse nel loro conseglio. _Unde_ uno di quelli franzesi desnuò -uno pugnal verso il portinaro, volendo al tutto intrar: per la qual -cosa la Signoria fece sonar campana a martello, _unde_ tutta Fiorenza -si messeno in arme, et si pur uno havesse principiato, _sine dubio_ -tutti li franzesi che ivi si trovavano sarebbe stati tagliati a pezzi, -perchè in Fiorenza è un gran populo, et, come fo ditto, era appresso -persone XV milia da fatti su la piazza. Et el Re meravigliandosi di -questo, benchè le sue zente erano volonterose di far qualche movesta, -per haver causa de metter la terra a sacco, ma considerando el pericolo -havea a seguir, a mettersi a _furore populorum_, ordinò a le sue zente -stesseno in pase, et cercò di adattar le cose. Et mandò a dimandar -a la Signoria quello havea voluto dir questo, et intesa la cagione, -al meglio si potè fo a ditti fiorentini fatto diponer zoso le arme, -et la Signoria medema venne ad excusarsi alla Maiestà dil Re, con la -qual fra Hieronimo di S. Marco di l'ordine di San Domenego, reputato -in Fiorenza santo, come ho scritto di sopra. Et disseno Sua Maestà -non se dovesse meravigliar, perchè quel populo era di tal sorte che, -a uno segno, tutti se redusevano armati a la piazza ad aspettar il -mandato di la Signoria, per conservation de loro libertà; et _etiam_ -perchè pur intendevano che quella voleva promover el ritorno de Piero -de Medici, la qual cosa el populo non la poteva sopportar, per le -tirannie havea quella caxa fatto. Et come vidi una lettera venuda -di Fiorenza, che el Re _protulit haec verba_: li cieli et le stelle -voleva che noi desfassemo Fiorenzai et nui li volemo obstarli. _Etiam_ -è da saper che Fiorentini antivedendo a molte cose, havendo a vegnir -questo Re in Fiorenza, ordinono un bel modo di adunar zente in la terra -a li bisogni, et elexono XXX commissarii, i quali andasseno per le -ville, castelli et terre vicine dil suo territorio, et far che quando -sentivano sonar la campana dil palazzo di la Signoria, la qual di raro -_vel numquam_ si sona a campana e martello, se non quando intravviene -qualche novità grande: et fo sonata al tempo che Piero de Medici andò -attorno la terra, come ho scritto di sopra, cussì _etiam_ li campanelli -di le chiesie dil contado de Fiorenza dovesseno sonar, nè mai restar se -quella prima di la città non restasse; et che tutti, a tanti per caxa, -dovesseno correr armati come meglio potevano a Fiorenza a ubidientia -di la Signoria. Questo feceno a ciò el Re non li venisse voglia di -far qualche movesta, essendo con cerca X milia persone allozato in -la terra: ancora secretamente feceno intrar molti del contado armati -in Fiorenza, i quali stevano occulti, a ciò _in omni eventu_ fusseno -presto preparati. Et questo fu la causa che nè Fiorentini poteno mandar -contra li ditti ambassadori, nè _etiam_ uno de primi baroni dil Re, -al qual era stà commesso dovesse venirli contra et honorarli. Et zonti -ditti oratori, sedate le cose, Fiorentini si venneno ad excusar, et li -consignono una caxa _honorifice_ preparata, et cussì _etiam ex parte -Regis_ venneno ad receverli, narrando la cagione che non erano venuti -contra. Et poi andono a la presentia dil Re, dal qual fonno _benigne_ -ricevuti; et exposeno a dì 25 la loro imbassata, sì publica _quam_ -privata, et con el Re andò per fino a Roma et _deinde_ a Napoli, come -tutto scriverò di sotto. - -Et Pontifice Romano, come capo di la Christianità, essendo suo ufficio -di veder pacificar le cose, _maxime_ in Italia, vedendo che el Re non -havea voluto parlar a Lucca al Cardinal di Siena legato suo; et vedendo -che el cardinal Curcense, _tituli Sanctae Mariae in Cosmedin_, di -natione franzese, el qual _noviter_, a riquisitione dil re Maximiliano, -da questo Pontifice fu creato insieme con XI altri cardinali ne l'anno -1493 di Dicembre, voleva venir a trovar il Re a Fiorenza, li commesse -alcune cose dovesse dir a Sua Maestà et detteli zerca quella legatione, -zoè veder di adattar, potendo. Ma non potè far nulla, nè _etiam_ -molto si scaldò, per esser franzese. Ma pur el Papa terminò di star -constante, et al tutto metter sue forze in ajuto dil re Alphonso, al -qual concesse tutti li passi de entrar in Reame che era di la Chiesa, a -ciò li fortificasse et mettesse custodia, come ho scritto di sopra. Ma -Colonnesi non restava di far a Romani il pezo potevano. - -El cardinal Farnese, fatto legato in Patrimonio, volendo intrar in -Montefiascone, loco di la Chiesia, non fu accettato; ma Franzesi poi -intrò zerca 4000 a dì 26 Novembrio, come dirò di sotto. - -Ritorniamo a Pisani. I quali, partido el Re di Pisa, cerca XXV zoveni -figlioli de principali cittadini andono alla cazza et preseno molte -selvadesine, et cussì tutti vestiti a uno modo de turchino, con l'arma -et insegna dil Re nel petto, venneno a trovar el Re a Fiorenza, et -presentarli quello havevano cazzato. La qual cosa fo al Re molto -accetta. _Unde_ questi fonno con bel modo da Fiorentini retenuti, -benchè el Re l'havesse molto a mal, et però volse mantenir Pisani in -libertà, et zerca Pisa non servar li capitoli a Fiorentini. Et ancora -Pisani intendendo che 'l Re havea fatto uno capitolo con Fiorentini -zerca loro, per el qual pareva non dovesseno esser (come erano) reduti -in libertà, mandono al Re soi ambassadori, i quali fonno Bernardin -de Lagnolo cavalier, Simon Francesco de Orlandi et Piero Griffo _jur. -doct_., a ciò ottenesseno da Soa Maestà la libertà. Et questi da poi -che alcuni stetteno seguitando el Re, da poi il suo partir de Viterbo, -ottenneno carta et privilegio rimanesseno in libertà con alcuni -capitoli: _tamen_ che dovesseno _pro nunc_ levar le insegne sue, et -esser sotto li soi do governadori et capitano ivi lasciato. Et cussì -ditti oratori ritornono a Pisa. - -Ma è da saper che Pisa è camera de imperio, et _ex consequenti_ ditto -Re non ha alcuna jurisditione, _nisi in armis_, de redurli in libertà. - -Ma el Re de Franza preditto, essendo stato in Fiorenza zorni XI, habuto -danari da Fiorentini, zoè ducati 50 milia, havendo visto la terra, -però che tal hora vi andò a cavallo quella vedendo, fo a messa a S. -Johanne et Santa Liberata; et ritrovandosi ivi ambassadori de Senesi, -che l'aspettavano per compagnarlo in Siena, li dava passo et vittuarie, -offerendoli la terra, come sempre havevano fatto, per la devotione -portavano a la casa di Franza, i quali fonno Zuan Antonio Saracini -et Bartholomio di Carlo franzoso. Questi pregono Sua Maestà che con -più poca zente potesse dovesse intrar in la città. Za era venuti a la -presentia dil Re li cittadini fora ussiti di Siena, i quali del 1487 -fonno discacciati da la parte contraria, pregando el Re volesse farli -ritornar in Siena. Et cussì el Re cercò di farlo, benchè non potesse -ottenir questo da Senesi, come dirò di sotto. Et el Re lasciato do -soi ambassadori o vero commessarii in Fiorenza, secondo la forma di -capitoli, i quali fonno monsig. di la Mota, el qual non molto da poi -fo mandato ambassador a Milano, et ne successe uno altro chiamato -Gian Francesco general di Bertagna catelano; et l'altro pur lassato -in questo tempo fu el presidente dil Delphinà. Et a dì 28 Novembrio -da po disnar partì de Fiorenza, et andò mia 3 a uno monasterio di la -Certosa, dove è una bellissima et forte fortezza, cussì è fabbricato -ditto monasterio, et quivi se puose. Insieme vi seguiva li ambassadori -de Venitiani; et Fiorentini _etiam_ vi mandò fino a Siena, et do che -dovesse seguir Sua Maestà sempre, zoè Francesco Soderini episcopo di -Volterra, et Neri Capponi. Ma lasciamo qui el Re, et quello in questo -mezzo seguite scriviamo. - -Za le sue zente erano andate parte avanti avviato verso Siena, et anche -su quel di la Chiesia, facendo corrarie et prendendo alcuni castelli -per caxon di haver vittuarie. Et mentre che el Re era in Siena mandò -monsig. di Mompensier con 3500 cavalli avanti in Siena: el qual havendo -intelligentia con quei de Acquapendente, ch'è una terra dil Papa, mandò -1500 cavalli, i quali ivi presentati ebbeno subito la terra. Et cussì -si andavano sparpagnando per quelli castelli vicini di la Chiesia, -et dannizavano, benchè, dove andava, subito li era portate le chiave, -come fu Orvieto, Montefiascone et altri luoghi, i quali non accade qui -descriverli. - -In questi zorni accadette di una preda fatta per Franzesi, la qual -non voglio lassar di scriver, ch'è una madonna Julia di Fieschi, -moglie dil sig. Ursino sig. di Brassanello, ch'è uno castello appresso -Viterbo, et sorella dil cardinal romano chiamato Farnesio, novamente -da questo Pontifice creato cardinal, et era favorita dil Pontifice, -di età giovine et bellissima, savia, accorta et mansueta, la qual era -venuta de Roma a uno sponsalicio de alcuni soi parenti, et partita di -uno castello a presso Montefiascone o vero Acquapendente, ivi ne la -strada con zerca cavalli 40, et molti di quelli era in sua compagnia, -de la fameglia dil cardinal preditto, el qual non era stà accettato in -Montefiascone, et era ritornato a Viterbo legato. Or da uno monsig. di -Alegra fo presa, et poi menata a Viterbo, come dirò di sotto: et inteso -chi la era, dette taglia ducati 3000, et scrisse al Re di questa presa, -el qual non la volse veder. Ma lei scritto a Roma come era benissimo -trattata, et che li fusse mandato la taglia, essendo stata alcuni zorni -lei con le sue donzelle con Franzesi a Viterbo, habuto la taglia, -benchè altri dicono per liberalità di quel che la prese non volse -taglia niuna, ma _libere_ con 400 Franzesi foe accompagnata fino a le -porte di Roma, et _ita fuit_. - -Ma el Re, partito di la Certosa, venne de sera a San Cassano, et ad -allozar a Poggibonzi, lochi di Fiorentini, _demum_ intrò in Siena. Ma -prima che descriva el modo et ordine et quello fece in Siena, voglio di -Fiorentini scriver alcuna cosa. - - -_Successo a Fiorenza da poi la partita dil Re._ - -Fiorentini, benchè havesseno conclusi li capitoli con el Re, che li -fosse reso li soi luochi, pur per più securtà esso Re volse tenir -Serzana, Serzanello, Pietrasanta, el forte de Livorno, et si pol dir di -Pisa, et in Fiorenza lassò li do sopra nominati. _Tamen_ non mosse in -ditti luoghi le insegne de Fiorentini, ma ben li custodi, et vi puose -de suoi franzesi. - -Ma, partito el Re, deliberorono di far li loro ufficii, essendo -tempo de li do mesi di mutar Signoria, et cussì elesseno una parte de -cittadini in palazzo di signori, et tra loro questi ufficii i quali -parte, _maxime_ li accoppiatori, dovesseno durar uno anno, li nomi -di quali qui sotto saranno scritti. Ma el populo, inteso questo modo -novo, non volendo tollerar, si levono a rumor, et corseno tutti sopra -la piazza, _unde_ fo deliberato a far a questo modo, compito el tempo -de questi deputati che era uno anno, di governarsi secondo el costume -vecchio, zoè che tutti quelli di Fiorenza potesseno venir a consiglio -compiti anni XXX, essendo stato però o loro, o il padre, o suo avo, -intro uno di questi tre officii, o vero di signori, o confalonieri, -o di collegio; et non vi essendo stati, come è ditto di sopra, non -se intenda dil loro consiglio. Dove, questo numero reduto, dovesseno -deliberar el modo de li officii haveano a far, _maxime_ la Signoria, -come cussì feceno, qual intenderete lezendo più avanti. _Tamen pro -nunc_ quelli officii fatti restasseno, et cussì fo sedato el popolo -fiorentino. - - -_Questi sono XX accoppiatori creati per uno anno._ - - Santo Spirito: - D. Domenego Bonsi cavalier - Tanai de Nerli - Ridolfo di Pagnozo Ridolfi - Piero di Gino Capponi - Antonio di Sasso per la minore - - Santa Crose: - Barbo Corsi - Nichol Sacchetti - Borth.º Guinigi - Giulian Salviati - Jacomo del Zacharia per la minore - - Santa Maria Novella: - D. Guido Anton Vespuci cavalier - Francesco de Martino Scarfi - Piero Popoleschi - Bernardo Rucellai - Andrea di Manetto per la minore - - Santo Johanne: - Francesco Valori - Gulielmo de Pazi - Bracio Martelli - Lorenzo di Pier Francesco _olim_ de Medici - _nunc_ de populani - Francesco Rontoli per la minore - - -_X Conservatori di la libertà._ - - Paulo Anton Soderini - Piero Vetori - Piero Corsini - Piero Guiciardini - Piero Pieri - Lorenzo Moregli - Lorenzo Lenzi - Lorenzo Benintendi - Jacomo Pandolfini - Franceschino degli Albici - - -_8 di guardia di balia._ - - Santo Spirito: - Guido Manelli - Mauro Fantoni - - Santa †: - Marco Nardi - Salveto Salveti - - Santa Maria Novella: - Andrea de Carlo Strozi - Carlo Rucellai - - Santo Johanne: - Piero Gerardini - Barth.º Thedalti - -Et non molto da poi provedendo a poner buon governo al stato loro, dil -mexe di.... uno Antonio di Miniato cittadino pur di Fiorenza, che per -consulti di la terra era eletto perpetuo official di monte, al qual -se depositava tutte le intrate de Fiorenza. Questo, quando Lorenzo de -Medici da poi la guerra con el re Ferrando andò a Napoli, et ritornato -messe una parte che necessitava donar molti danari et presenti a -Signori occultamente per conservar la libertà di Fiorenza, et el populo -che vedeva che el re Ferrando l'havea rimandato con maggior autorità -che prima, dubitando disseno tutti esser contenti, et per Lorenzo -fo eletto questo Antonio de Miniato et confirmato dal populo, o vero -consiglier a tal administration di l'entrade, come ho ditto, et da po' -_etiam_, morto Lorenzo, sotto Piero vi restò; ma, seguita la ribellione -di Piero, ditto Antonio in questo tempo da Signori fiorentini fo preso, -et fugli domandato l'administratione di anni 16, che tanto tempo havea -scosso le intrade di Fiorenza. Rispose haver dato a la caxa de Medici -un milion e 500 miera de fiorini, senza i altri lui havea speso per -conto e comandamento di Lorenzo et Piero. _Unde_ fo terminato che -'l fusse decapitato su la porta dil palazzo dil Papa, et che tutti i -soi beni andasseno in Comune, et altri parenti in exilio complici; i -quali anche loro havevano participato in questo scelere, di tuor li -danari publici. Et fugli trovato in caxa di ditto Antonio miera 40 -fiorini, scosi sotto el soler dil fuogo, li qual lui a poco a poco li -accumulava, stimando che mai per alcun tempo non se ne sapesse, et pur -fonno trovati. - - -_Intrata dil Re di Franza in Siena adi do Dezembrio 1494._ - -Intrò el Re di Franza in Siena con grandissimo triumpho, li andò -contra la Signoria di Siena et assà cittadini. Fo fatto alcuni archi -triumphali a le porte, gioso di qual discendevano alcuni angeli, et li -presentò le chiave di la cittade. Et intrò a dì do Dezembrio di marti -a hore 23, et a la prima porta de Camolia fo fatto uno arco triumphal -con queste lettere: _Sena vetus civitas Virginis_. A la seconda porta -fo fatto una lupa, ch'è la insegna de Senesi, a li piedi di la qual -erano queste parole: _Venisti tandem, rex Christianissime, cui nostrae -ultro patent januae_. Et a la terza porta era uno arco triumphale -con do homeni, uno di qual representava Carlo Magno, et havea queste -lettere: _Italiae, ecclesiaeque romanae liberator, christianaeque fidei -ampliator sanctissimus_; l'altro rappresentava questo Re presente, -con questo verso: _Carolus octavus Francorum rex, ad idem divino -missus numine_. Et era preparato il suo allozamento bellissimo de -ogni sorte tapezzarie, panni d'oro _etiam_ nel Vescovado, el qual per -Pio pontifice, per esser Senese, quando vi stette fo fabbricato molto -degnamente, et sopra la porta de ditto Vescovado era scritto: _Salve, -dive Carole, Francorum gloria, Italiae praesidium, Africae terror_. -Fonno poi cantati li infrascritti versi, _quibus beata Virgo Francorum -regem alloquitur_: - - Inclite francorum rex, invictissime regum, - Unica christicolae spes et fiducia gentis, - Ingredere et felix subeas mea tecta, secundis - Auspiciis, nam re ipsa libens vultuque sereno - Urbe mea accipio, felicibus annue ceptis, - Committoque tibi veteres mea moenia Senas, - Senas Gallorum Senonum de nomine dictas. - -Siena adoncha è città seconda in Toscana de potentia et ricchezze, et -come scrive Policarpo nel VI suo libro di le _Croniche_ fo edificata -più de 300 anni avanti l'avvenimento di Cristo da Franzesi Sennonesi -per habitatione de loro homeni antichi; ma al presente si può numerare -fra le altre moderne, perchè in quella non è alcun segno de antiquità -ma tutta degnamente rinnovata. Altri vol fusse edificata da Carlo -Martello, ma Biondi foroliviense historico scrive esser stà edificata -da Iohanne XVIII, et da sei plebatichi a quella assignati fo chiamata -Siena, de quali fo el primo de Perosa, de Chiusi, de Rezzo, Fiesole, -Fiorenza et Volterra. Questa città è in su un colle, ha intorno ripe -de tufi, ma nella parte superiore de questa città sono paesi plani, -con molti giardini, et è molto coltivata. Vi sono molti superbi et -degni edificii et studio publico in ogni facultà, una piazza degnissima -con palazzi di Signori ed altri privati superbissimi, uno hospitale -ricchissimo et piatoso con un degno governo, et ha grande intrata. -Per la città sono torre altissime et forte. El suo territorio è paese -fertilissimo in ciascuna cosa a l'humana vita necessaria. È mia 80 -discosta da Roma. In questa alcuna religione ebbe principio: come -fu Monte Oliveto quello descoperto numerato fra Canonici regulari di -Santo Augustino, de gli Iesuati et quasi quello di Santo Francesco per -San Bernardino che fu di Siena. Quivi del 1058 fu fatto el Concilio, -et Nicolao II creato pontifice. Di questa città vi fu Alexandro III -che sostenne molti mali da Federigo Barbarossa et alla fine aiutato -da Venitiani: _etiam_ Pio secundo, Santa Catharina di Siena del terzo -ordine di Santo Domenego, Ugo Benzi medico summo, et molti altri li -quali numerare sarebbe perder il tempo. - -Or il Re intrò in Siena con 4000 cavalli, dove era il Cardinal di -Siena nominato di sopra _tituli Sancti Eustachii_, el qual è episcopo -di quella città. Or el Re, visto non li haver voluto parlar a Lucca -come legato, quivi essendo persona privata et non _nomine Pontificis_, -li fece le debite accoglienze, dimandando perdono si a Lucca non li -havea parlato, perchè sì come Cardinal o vero per nome de Senesi fusse -venuto, _libentissime_ li arebbe dato audientia, ma non volse come -legato dil Papa, et cussì al presente li fece bona ciera, per esser -degno prelato. È da sapere che la prima cosa che fece el Re quando -intrò in Siena, fu che andò di longo al Domo. Ivi fece l'oratione, -seguendo quel ditto di Christo: _Primum quaerite regnum Dei_, et poi -dimandò a la Signoria, però che Siena si governava come Fiorenza fanno. -Li Signori et Confalonier stanno in palazzo, et portano certi signali -a le barette per esser conosciuti. Li chiamano et sottoscrivonsi -alle lettere: _Priores, gubernatores comunis et cap. populi civitatis -Senarum_. Et cussì come a Fiorenza è confalonier, cussì qui è capitano -dil populo. Or el Re dimandò 4 cose: _Primo_, che li fora ussiti -dovessero esser lassati intrar, et li fosse perdonato. _Secundo_, che -li fusse prestati certa quantità de danari. _Tertio_, che li desseno -formenti, promettendo di pagarli. _Quarto_, potesse haver il passo -aperto. A le qual richieste, fatto le debite consultatione, risposeno: -prima non voler più li fora ussiti, _tamen_ che vederebbeno di adattar, -come cussì fo. Che danari non havevano, ma che formenti erano contenti -di dar a Sua Maestà moza mille, che valevano ducati 4000, di quali -volevano li danari. _Tamen_ ebbe promesse et mai fo satisfatti. Oltra -di questo per liberalità di Senesi, li appresentono in dono altri mille -moza de formenti. Et cussì seguite le cose con Senesi. - -Viene qui a Siena dal Re el Cardinal di Sanseverino, el qual _licet_ -fusse da la parte di Ascanio, _tamen_ era in Roma, et per esser -episcopo maleacense (_di Malaga_) et stato qualche tempo in Franza, -parse al Pontifice di mandarlo per legato, et con lui uno ambassador di -re Alphonso, per veder si potevano conzar che non venisse più di longo, -mediante li ambassadori venitiani, et darli qualche tributo etc. Ma el -Re dato audientia a ditto legato, et dittoli come al tutto voleva esser -a Roma, et ritrovarsi far le feste di Nadal ivi con la Beatitudine dil -Pontifice, dove el vederia di conzar e far quello si havesse a far. Et -ditto cardinal, havendo tal risposta, in uno zorno et mezzo ritornò da -Siena a Roma, ch'è mia 100. - -Quelli di Viterbo, in questo mezzo, ch'è una città dil Pontifice mia 40 -da Siena et 60 da Roma, la qual dil 1193 per Celestino III pontifice -fu denominata città, et ordinò in quella la dignità episcopal, el cui -vescovo fusse similmente pastore di Toscanella et di Centocelle, et -terra bella, grandissime chiese et torrazze assai et fontane, circonda -mia 3 et si dice Viterbo. È loco di 4 città piccole, et già dil 1493, -perchè a Roma vi era la peste grande, questo Pontifice con molti -Cardinali et la corte qui in Viterbo vi stette. Or appropinquandosi -el Re, el Pontifice era contento che 'l sig. Virginio Orsini a -compiacentia dil re Alphonso con alcune squadre de cavalli et assà -fanti dovesse intrar a custodia di Viterbo, et _etiam_ se divulgava el -Re preditto Alphonso havea scritto a suo fiol duca di Calavria, venuto -di Santo Arcangelo, dove era stato fino hora, più propinquo a Roma con -le sue zente, et conte di Petigliano, che dovesse entrar lì in Viterbo -a ciò Franzesi non tegnisseno quella terra. Ma Viterbesi non volendo -guerra sopra il suo, mandò a notificar al Re, che ancora era quivi a -Siena, dovesse mandar zente che le metteriano in la terra avanti che -giongesse el presidio aragonese, offerendosi loro et la terra sua a Sua -Maestà. Per la qual cosa el Re vi mandò monsignor di Alegra nominato -di sopra, et poi _immediate_ venne monsignor di Monpensier con 4000 -Franzesi et introno in Viterbo. Ma alcuni custodi dil Pontifice intrò -in la rocca, _tamen etiam_ di subito si rese. - - -_De l'intrata dil Re di Franza in Viterbo et successo fin l'intrar in -Roma._ - -Vedendo el re di Franza prosperar le sue cose felicemente et esser -in gran reputatione in Italia, che 'l suo exercito augumentava però -che per ogni luogo dove el passava zente paesane lo seguiva per andar -al vadagno, havendo visto che dove si appresentava le chiave erano -portate, et _licet_ fusse inverno, tempi da star a li alozzamenti, pur -franzesi li piaceva guerrizar, et li pareva istade, per esser sotto -un altro clima. Et a dì 4 Dezembrio a hore 18 partì di Siena, essendo -stà molto honorato da quella comunità, con do Cardinali San Piero _in -Vincula_ et Curcense, essendo stato tre zorni in Siena. Venne allozar -la sera a Bonconvento, loco de Senesi, et passato a Montepulzano, a -dì 7 ad Acquapendente terra di la Chiesa novamente da li soi d'accordo -acquistata, et qui si reposò, per esser Domenega inassueto a cavalcar, -per devotione. Et a dì 8 ditto intrò in Viterbo con molte di le sue -zente, et non vi potendo capir, la terra _licet_ fusse grande, mandono -fuori di la città gli homeni di le lor caxe, et li franzesi rimaseno -ivi ad alozar. Et mandò a dir al Papa che li volesse dar passo et -vittuarie, però che erano nel suo campo gran carestie, come _etiam_ era -il vero, qual per lettere di ambassadori nostri se intese. Et el conte -di Cajazzo col conte Carlo di Belzojoso, i quali havevano seguito el -Re fino a Viterbo, a dì 6 Dezembrio tornono a Milano et a Vegevene dal -Duca. - - -_A Roma quello fece Alexandro pontifice in questo tempo._ - -El Pontifice, vedendo l'aproximarse dil Re di Franza, disposto pur -al tutto di non abbandonar Alphonso, et facea fortificar el castello -ponendovi custodia. Tutta Roma si levava _saepius_ a rumore. Colonnesi -scorsizava fino su le porte: le porte di Roma teniva cadenate, et -_etiam_ per paura fece murar alcune porte, _maxime_ da la banda de -Viterbo, et riparar a le mure. Era gran carestia per caxon che per il -Tevere non poteva venir vittuarie, _adeo_ il rugio dil formento, ch'è -stera do venitiani, valeva carlini 48, el vino ducati 40 la botta, et -cussì tutte le altre robe era cresciute in precio: non poteva vegnir -da mar, et manco da terra per le corrarie faceva Colonnesi ogni zorno -fino su le porte, et non potevano più Romani, et _maxime_ preti usi -a ogni delitia, tollerar tanta carestia. Dubitava el Pontifice el Re -non el desmettesse dil papado; sperava che Alphonso o da Venetiani -o Spagna o Turchi dovesse haver soccorso; et cussì stava in queste -pratiche, _saepius_ consultando in concistorio con Rev.mi Cardinali. -Si divulgava el Papa voleva abbandonar Roma, et andar, secondo alcuni, -a Napoli, altri venir a Venetia, come fece del 1172 Alexandro terzo, -che da Venitiani fu _benigne_ ricevuto, et datoli vittoria contra -Federico Barbarossa, et rimesso nel Papado; la cui istoria sarebbe -molto longa a volerla qui descrivere. El campo dil Re di Franza era -pur vicino a Roma, et sparpagnato da Viterbo fino a presso Roma in -quelle terre di Orsini, come dirò di sotto; el qual era certo da 30 -in 40 milia persone, et più ogni hora s'ingrossava. Et el Papa non -potendo con forze resistere, benchè exhortasse _continue_ Paulo Pisani -ambassador di la Signoria ivi, dovesse scriver a quella li dovesseno -(come sempre Vinitiani hanno fatto) al presente ajutar la Chiesia, -et li era risposto non dubitasse di aver danno alcuno, pur molti -Cardinali era contrarii al Papa. Si ritrovava lì in Roma ambassador -dil re Alphonso Antonio di Zenari dottor, nominato di sopra, era prima -a Milano. Or el Pontifice fece molti provvisionati et messe vittuarie -in Castel Santo Anzolo per anni 3, el qual castello è fortissimo et, -_ut dicitur_, inexpugnabele, havendo tentato di far ogni accordo col -re di Franza, et lì in Roma era soi ambassadori, et el Cardinal S. -Dionisio franzese. _Unde_ fense di voler adherirse a la voluntà dil -Re, poi che ad altro modo non poteva far, et za havea fatto trieva per -alcuni zorni con Colonnesi per praticar accordo, et ordinato di far -un concistorio dove voleva fusse tutti li cardinali, et _etiam_ dette -salvocondutto al Cardinal Ascanio dovesse venir liberamente in Roma. El -qual era stato za per avanti, et partito in discordia. Et cussì adi X -di Dezembrio venuto li cardinali in castello, o vero in palazzo, dove -era preparato di far concistorio. El Pontifice za havea ordinato a soi -che cussì come venivano questi 3 cardinali, zoè Ascanio, Sanseverin -et Lonà novamente creato a requisition di esso Mons. Ascanio, fusseno -ritenuti, et cussì fo fatto. _Unde_ li altri cardinali erano venuti per -essere in concistorio, visto questo, ritornono alle loro habitationi. -Ancora da poi in Roma fo retenuto et menato in castello da quelli dil -Pontifice el sig. Prospero Colonna, uno de primi de quella parte nemica -di Orsini, assà nominato di sopra, et _etiam_ Hieronimo di Totavilla -fo fiol dil Cardinal Roam, seguiva ditta parte colonnese. Questa nuova -subito Paulo Pisani cav. ambassador in corte scrisse a la Signoria, et -venne prestissima in hore 44, zonse a dì 13 da mattina fo il zorno di -Santa Lucia. Et fo dismesso consiglio et fatto Pregadi, et da poi el -Cardinal di Lonà fu lassato con promissione di andar a Hostia, et veder -che il sig. Fabricio Colonna, fratello di Prospero, volesse render -Hostia ne le man di la Chiesia. Ma non potè far nulla, perchè quella -terra di genti franzesi era ben custodita; et de subito che ditti -cardinali fo retenuti, el Papa mandò fuora di Roma li ambassadori dil -Re di Franza, et la sera fece entrar dentro el sig. Virginio Orsini -capitano dil re Alphonso con squadre 30 et alcuni fanti; el qual di -Baccano era venuto su le porte con intendimento dil Papa. Ancora el -zorno da poi che fo adi XI intrò in Roma el duca di Calavria, allozò de -Aleria con el conte de Petigliano con squadre zerca 25 et certi fanti, -zoè le zente l'havia habuto in Romagna, et con quelle era rimasto, -ben che le mancava el duca d'Urbino signor di Pexaro et altri. Questo -duca fino hora era stato, partito che fu di Cesena, verso le marine -con le sue zente, da poi di Santo Arcanzolo a Monte Rotondo loco -de gli Orsini, et cussì ditte zente aragonese in Roma si allozono, -et _conclusive_ tutta la terra era in arme. Li Cardinali et prelati -si fortificavano la notte in loro caxe per dubio di danno per tanti -soldati era lì in Roma, et ditte zente in una parte di la terra fo -poste ad allozar, et ivi si fortificono facendo a modo repari. Et el -Pontifice scrisse uno breve al duca de Milano per la ritention fatta -di suo fratello Monsig. Ascanio, el qual quivi è posto, et _etiam_ la -risposta dil Duca. - - -_Exemplum brevis Sanctissimi domini nostri ad Ill.mum et Exc.mum D. -Ducem Mediolani._ - -Videntes magnas praesentium rerum turbationes et angustias, decrevimus -(non nisi ad bonum finem) retinere apud nos dilectum filium nostrum -Ascanium cardinalem Sanctae Romanae Ecclesiae Vice Cancellarium fratrem -tuum, ut, sicut circumspectionem suam tamquam nos ipsos amamus, ita ad -omnem rerum successum futurum sit nobiscum; cui ita numquam deficiemus -cum omnibus facultatibus nostris, etiam propria persona, sicut nobis -ipsis. Insuper etiam retineri fecimus Prosperum de Colonna, qui Romam -venerat absque tamen aliqua securitate nostra, ut per eum recuperemus -arcem nostram Hostiensem, quam proditorie hoc anno occupaverat, et -alia omnia bona communia et publica sequantur. Ad quae intendimus toto -corde. Haec significata duximus tuae nobilitati, ut illi omnia nostra -sint communia; quam pro Deo rogamus ut pro pace et quiete Italiae velit -se totum addicere et operam dare. Non enim dubitamus, mediante divino -auxilio, quod omnia bene succedant; significantes et affirmantes tuae -nobilitati quod bono animo et opere nobis correspondendo, prout de illa -speramus, pro statu et exaltatione tua quantum in hoc mundo facere -possumus et propriam personam exposituri sumus. Romae, die decimo -Xmbris 1494, pontificatus nostri anno secundo. - - -_Responsum ducis Mediolani Pontifici maximo._ - -Monet me per litteras suas Sanctitas Vestra, detentum a se Rev.mum et -Ill.mum Dominum Cardinalem fratrem meum, et tanquam id honoris causa -et non iniuria factum sit et ex hoc omnia bona cessura sint, me ut -ad Italiae quietem animum intendam efficacibus verbis cohortatur. -Moverat me antea hujus injuriae magnitudo, quantum et ratio ipsa et -literae quas, re audita, statim ad Sanctitatem Vestram scripsi, docere -potuerunt; sed incredibile est quantum ad primum dolorem accesserit -postquam haec legi quae in Sanctitatis vestrae litteris continentur. -Quae enim conveniens causa esse potuit ut qui mihi frater est, tanto -genere ortus, et qui primos christianorum regum affinitate arctissima -contingit, detineri et in custodia haberi deberet? Aut ubicumque tanta -barbaries fuit in qua sine causa manus in aliquem inferantur, et ei, a -quo beneficia ingentia acceperis, pro beneficio maleficium et iniuriam -reddas? quo igitur magis haec considero, eo maior et admiratio et dolor -subit. Si enim in fratre meo culpa est, cur non exprobratur? Sin autem -nihil deliquit, si semper de Sanctitate Vestra benemeritus est, cur -et ille et ego tam insigni iniuria afficimur, quod ei libertas per -Sanctitatem Vestram adepta est? ego vero non modo in bonam partem hoc -accepturus non sum, imo nihil est in quo me Sanctitas Vestra magis -laedere potuerit, et quod... ut omnia etiam extrema temptaturus sim -magis me movere possit. Vehementer igitur Sanctitas Vestra fallitur si -hanc captivitatem posse christianissimum Francorum Regem a proposito -avertere sibi persuasit. Qua re, si caetera eum a suscepto bello -dehortarentur, ipsa sola ut incenderetur magis, et omnia mallet quam -non ulcisci tantam iniuriam, efficerem ego quoque, cui hunc animum -natura dedit ne, ubi fieri potest, ullius rei magis quam pacis studio -tenear. Adeo longe absum ut a Sanctitate Vestra tam graviter loesus -quieturus sim, quod etiam si laniari fratrem meum videam, Francorum -Regem hortari ad bellum et ei vires meas addere non cessabo. Hoc igitur -responsi mei sponsum sit, nisi liberato fratre meo, pacati et quieti -nihil a me Sanctitatem Vestram habiturum esse. Et si Francorum arma -ad hoc non sufficerent, propinquos ac necessarios reges ad hoc bellum -ab exteris nationibus concitabo... Serenissimi et christianissimi -Romanorum et Franchorum Regum, in quibus reipublicae christianae -spes omnis nititur, et aliorum Principum et Potentatum et praesertim -Illustrissimi Dominii Veneti affinitatem et benevolentiam relinquo. -Vestra autem Sanctitas, quae iniuria tantos reges et principes -offendere verita non est, quid spei suos habere velit ipsa consideret. -Vegleveni, XXIº Decembris Mº CCCC LXXXX IIIJ. - - Subscriptio) _Ludovicus Maria Sforcia Anglus - Mediolani dux etc._ - -Ma el Re di Franza, che ancora non era partito de Viterbo, inteso -questo, molto stette suspeso, et si meravigliò assai, et subito mandò -uno araldo dal Pontifice a dolersi di questo, et che dovesse lassar in -libertà el cardinal Ascanio suo carissimo parente et commissario, et -quello voleva dir questa retention, et che non rendendo el venerebbe -per forza in Roma facendo grandissime crudeltà, et usò ditto araldo -assà altre parole. Ma el Papa li rispose che tornasse dal suo Re, et -che remanderia soi legati a Soa Maestà, li quali li diriano el suo -voler et quello era in animo de far, et che el cardinal Ascanio et gli -altri li haveva ritenuti come desobedienti de li m.ti la Santa Chiesia, -_tamen_ che stevano bene, et li voleva appresso de lui, et cussì a dì -13 Dezembrio fatto concistoro, el Pontifice mandò tre legati a esso -Re, i quali fonno lo episcopo di Narni, lo episcopo di Concordia di -natione vicentino de caxa di Chieregati, et frate Gratiano spagnol di -l'ordine de Frati Menori, ai quali fo commesso dovesseno conferir con -el Re alcune cose, excusar el Pontifice dil retegnir di Ascanio, et -veder si insieme, pur che con li ambassadori di la Signoria, poteva -adattar sì con Sua Beatitudine _quam_ con re Alphonso, manifestandoli -che la retention de Cardinali et Prospero Colonna era a bon fine. -Ma _quam primum_ se intese in campo dil Re di Franza la retention di -questi tre Cardinali, el signor Galeazzo di S. Severino, el qual da -Lion fino a Viterbo sempre havea seguito el Re, essendo stà retenuto -suo fratello cardinal, et _etiam_ Ascanio fratello dil suo carissimo -signor et benefattor duca de Milano, si partì dal Re, et in quattro -zorni fatto cammino da corrier venne a Vegevene dal duca preditto, el -qual duca _non solum_ scrisse el brieve scritto di sopra al Pontifice, -ma ancora più mandò a inanimar esso Re di Franza, promettendo mai di -abbandonarlo nè mancarli di la fede a lui data, et che li manderia -zente, et feze preparar el conte de Cajazzo el qual con alcuni cavalli -lezier dovea (_andar_) verso Roma incontinente, et altre zente li -sarebbe venute driedo; _etiam_ mancando dinari li offeriva _breviter_ -ogni aiuto, purchè el Re volesse approximarse con l'exercito a Roma. Si -dubitava el duca, come era da dubitarse, che 'l Pontifice non facesse -morir ditti Cardinali, _eo maxime_ suo fratello; i quali, benchè -fusseno retenuti, non però steva se non _honorifice_ in castello, come -_merito_ li R.mi Cardinali debbeno stare. Et el Papa faceva far in Roma -grande custodia; steva in castello dubitando che el Re non venisse con -furia a intrar in Roma, per esser potentissimo; era molti spagnoli a -custodia dil palazzo, et non poteva uscir de Roma niuno, senza bolletin -dil Pontifice. Et corrieri a Venetia, dal primo che portò la nuova di -la retention, steteno assà a venir, però che le strade furono rotte, -nè poteva venir securamente. Et _accidit_ che venendo uno corrier de -Roma a Venetia con lettere di l'ambassador, fo spogliato per la strada -appresso Perosa, dà et toltoli le lettere, le qual essendo in zifra, -come è consueto di far, non le intendendo le restituite, et _post -tot labores_ fonno portate a la Signoria. Ad altri corrieri li fonno -tolte le lettere et cavallo, altri presi, i quali acciò non vedesseno -le lettere che havea, quelle strazzò ovvero le butono in acqua loro -medemi, sì che le strade erano rotte come intravien a tempo de guerra, -_maxime_ per la Toscana, che Siena, Pisa, Fiorenza et Lucca erano -in qualche commotione di aiere, come dirò di sotto, et li contadini -attendevano più a robar che a far altro. - - -_Partita dil Re di Franza da Viterbo et quello seguite fino a l'intrar -in Roma._ - -In questo tempo che a Roma tal cose si fanno, et le zente dil Re di -Franza za erano bona parte partite da Viterbo, et andate per quelli -castelli vicini a Roma, et el Re essendo stato zorni... in Viterbo, -a dì 22 Dezembrio si partì, et andò con el suo exercito verso -Ronsiglione, et qui fece carta a Pisani de libertà, come ho ditto di -sopra. Li ambassadori di la Signoria, per non esser lozamento dove -andava el Re per la moltitudine di le zente lo seguiva, rimaseno a -Viterbo, _tamen_ mandono con Soa Maestà Francesco da la Zudecha loro -segretario, il qual di ogni successo dil Re advisava li ambassadori -et loro poi drezzava le lettere a Venetia. Ma el Re andò di longo a -Nepi ad alozar, terra di beneficii dil cardinal Ascanio, et quivi -stette do zorni, ma le sue zente andono a Brazano, Campagnano et -l'Anguillara, castelli tutti del sig. Virginio Orsini di qua dal -Tevere, et andati a Campagnano che è castello primario, dove vi -era dentro Carlo fiol di esso sig. Virginio, el qual non potendo -resistere a le forze franzese si rendette a patti, salvo li averi et -le persone, et Franzesi introno dentro; et cussì andavano Franzesi per -quelli altri castelli sì della Chiesa _quam_ di alcuni Segnorotti, -e tutti, come si appropinquaveno, levaveno le insegne di Franza et -li averzeva le porte, pur era carestia, et la moltitudine erano sì -che si puol concluder fino qui non abbi desnuato spada Franzesi per -combattere, ma ben per far paura, nè in alcuno luogo accampato, benchè -con loro havesseno ogni cosa necessaria a oppugnar una terra, come ho -scritto di sopra. Et a dì 18 el Re partito de Nepi venne ad allozar -a Brazano, dove qui stette longamente, loco pur di ditti Orsini, et -havendo udito li legati dil Papa, pur non li piaceva la dimora faceva -di retenir ditti Cardinali, et _continue_ mandava a dir al Pontifice -volesse lassar el card. Ascanio, et che lui voleva intrar per le feste -di Nadal in Roma, le qual si appropinquava, et che dovesseno mandar -fuora li Aragonesi soi nemici; _tamen_ li tre legati non restava di -praticar accordo. Et in questo medemo zorno, a dì 18, el Re chiamò -el secretario di li ambassadori di la Signoria, et dimandò: ch'è de -li ambassadori? el qual rispose erano rimasti da driedo per causa di -allozzamenti, onde Soa Maestà li disse dovesseno al tutto farli venir, -perchè havea da consultar, et _etiam_ volea con loro intrar per le -feste di Nadal in Roma. _Unde_ inteso questo da Venitiani, fo scritto -che ditti ambassadori con che compagnia potesse, se ben dovesse de li -soi mandar in driedo, seguir la persona dil Re, et cussì feceno, che -subito andono a trovar esso Re a Brazano, et come fonno zonti, el Re li -dette audientia, dicendo: _Domini Oratores_, datime conforto, et fate -la Signoria mi ajuta, che il Santo Pare retien pur ancora el cardinal -Ascanio et Prospero Colonna, et vi prometto di ogni mio progresso far -partecipe dil tutto quella Ill.ma Signoria. Et cussì ditti ambassadori -promesseno di scriver a la Signoria. - -Parte di questo exercito, come ho ditto, si divise da li altri, et -preseno alcuni castelli, et feceno alcuni ponti di legno sopra el -Tevere per passar di là; et zerca 5000 Franzesi in questi zorni, a -dì 19 et a dì 22 ditto, corseno fino su le porte di Roma chiamando el -duca de Calavria dovesse venir fuora a la battaglia. El qual duca si -volse armar, et fece metter in ordine le sue zente con el sig. Virginio -Orsini et conte de Petigliano, ma tanto stette a venir fuora che -Franzesi, fatto alcuni danni, ritornono ai loro allozamenti. - -In questo mezzo a Roma el Papa in castello praticò di accordar che -Colonnesi venisse al suo soldo et dil re Alphonso, facendoli gran -promissione, et fece certi patti et capitoli con el sig. Prospero -Colonna, era lì retenuto. - -Et a dì 18 ditto, el Pontifice venne in concistoro con certi capitoli, -la substantia di qual è questa. Primo che _libere_ dovesse esser -lassato esso sig. Prospero di Castello, el qual prometteva in termene -de do zorni andar a Hostia et far che suo fratello sig. Fabricio li -daria la terra et fortezza ne le man, la qual lui la consegnaria poi -al Papa. _Item_ che restava soldato dil Pontifice et re Alphonso, et -questi li promettevano di dar ducati 30 milia a l'anno, zoè do terzi -Alphonso et un terzo la Chiesia. _Item_ che 20 milia scudi restava -haver de stipendio livrato et promesso dal Re di Franza come suo -soldato, _libere_ el Pontifice li prometteva darli de contadi, habuto -Hostia. _Item_ che tutti li soi castelli et lochi tolti per re Alphonso -siano resi et restituidi a essi Signori Colonnesi, et pagatoli el danno -havesseno habuto per l'incursione. Et alcuni altri i quali _ad plenum_ -non se intese, ma zurato di mantegnir al Papa quanto havea promesso, et -sigillati li capitoli fo lassado di Castello et andò esso sig. Prospero -verso Hostia per veder di rehaverla, _unde_ suo fratello mostrò di -esser renitente, et al tutto volerla tenir per il Re di Franza. _Tamen_ -erano d'accordo, et volevano mantenir la fede data al Re. - -Ancora fo lassato el cardinal S. Severino, et mandato per el Pontifice -legato al Re di Franza a Brazano, a ciò vedesse di operar quello che -li tre non havevano potuto operar et che el Re non dovesse andar più -oltra, promettendo di far che re Alphonso li daria tributo _annuatim_, -et che pur si Soa Christianissima Maiestà havesse voglia, come sempre -ha ditto, et per il protesto fatto in Fiorenza appar che lui vuol -andar contra infedeli a recuperar la Terra Santa, _ex nunc_ esso -Pontifice voleva esser causa di far una liga et paxe universale, zoè -Soa Beatitudine, esso Christianissimo Re di Franza, la Maestà dil Re -et Regina di Spagna, la Ill.ma Signoria di Venetia, lo Ill.mo Duca de -Milano, Fiorentini et altri potentati, _maxime_ la Cesarea Maestà dil -re Maximiliano eletto Imperator et el Re d'Ungaria. La qual unione -esso Summo Pontifice bastava l'animo in brevissimi zorni di far et -concluder, ne li quali era posto _etiam_ el re Alphonso di Napoli; et -cussì tutti collegadi dovesseno andar alla destrutione di infedeli, -posto che dimostrava esso Re haverne tanta voglia et che non volesse -esser causa di far cede (_stragi_) nel Reame di Napoli, et che Alphonso -preditto havesse cagion di chiamar in suo soccorso Turchi, i quali si -offeriva de venir et venuti mal saria a discazarli: et altre et simele -parole, _nomine Pontificis et Collegii Cardinalium_. El qual Cardinal -con Francesco Guidizoni protonotario et alcuni di la sua fameglia -se ne venne a trovar el Re, et referito la sua legatione a Brazano, -_minime_ niuna cosa ottenir potè, però che esso Re et quelli lo -consegliava havea deliberato di acquistar el reame de Napoli, discazar -re Alphonso et Aragonesi di quello, metteno li baroni dil Re venne -expulsi in loro stato, i quali erano con lui, et tuttavia lo seguiva; -et però stette fermo in voler la intrata di Roma una volta, dicendo non -voleva offender la Chiesia nè el Santo Pare in niuna cosa; _imo_, come -christianissimo, da quelli la volesse dannizar, ajutarla. - -Continuamente si scorsizava fino su le porte di Roma, dannizando el -paese, nè in Roma vi poteva intrar vittuarie, et mentre che el sig. -Prospero Colonna mostrava di adattar le cose con suo fratello in -Hostia, a dì 25 Dezembrio el cardinal San Piero _in Vincula_ con fanti -franzesi 350 partito dil campo del Re, intrò in Hostia et messe quelle -zente et uno capitano franzese chiamato.... de guerra, el qual fino -al presente è ivi a custodia per el Re di Franza. Et subito intrato -ditto Cardinal, fonno più costanti che mai fusseno, dicendo non voleva -obbedir al Pontifice, el qual non era _iure et rite_ creato, et che -oltramontani ancora non li havia dato la ubedientia, come era la -verità. Et el sig. Prospero strazò i capitoli fatti col Pontifice, andò -in campo dal Re et ruppe la fede data al Papa, dicendo haverla data -sforzata per uscir di Castello, et quella prima data a la Majestà dil -Re era pura et libera, et quella al tutto voleva observar. - -Ancora el cardinal Ascanio vize canzelier fo lassato in libertà, et -venne in campo a trovar el Re, et come se divulgaveno erano su pratiche -di far liga con tutti li Principi christiani contra infedeli, et trieva -tra el preditto Re di Franza et el Re di Napoli, _tamen_ non concluseno -alcuna cosa, dicendo el Re come sarebbe in Roma co el Pontifice -adatteria el tutto, ne le qual pratiche se interponeva li Ambassadori -di la Signoria. Ma el sig. Prospero andò a Marino, castello di suo -fratello signor Fabricio, mia X lontan da Roma, et ivi stette con le -sue zente. - -In Roma era, come ho scritto di sopra, el Duca di Calavria fiol dil -re Alphonso con el sig. Verginio Orsini, conte di Petigliano et Zuan -Jacomo di Traulzi; in tutto con alcune zente di la Chiesia squadre 55 -et fanti 5000. Questo Duca non restava di exhortar el Pontifice a star -constante et saldo, et non abbandonar el Re suo padre. Praticavano di -intrar ditte zente in Castel Santo Anzolo, pregando volesse scomunegar -ditto Re di Franza, et far cruciata contra di lui, et cussì stavano -in queste pratiche con gran carestia. Lì eravi ambassador di Alphonso, -Antonio di Zennari. - - -_Seguito et rumore accaduto in Fiorenza et di loro governo._ - -A Fiorenza accadette in questi zorni alcuni rumori, zoè che essendo -zonto Piero de Medici venuto per la via di Ancona a la presentia dil -Re a Brasano, pur lamentandosi di la ingratitudine de Fiorentini usata -contra di lui et di la caxa de Medici, _maxime_ da poi che nel 1432 -Cosma suo avo fu revocato, Piero, Lorenzo et esso Piero sempre a quella -republica aveva giovato, difesa et custodita in libertà, et che a hora -che lui si havea adherito a esso Christianissimo Re, li soi contrarii -et emuli l'haveano scacciato con suoi fratelli et il Rev.mo Cardinal, -datoli taglia, i quali per più securtà di la vita loro erano capitati -a Venetia, et che lui era venuto a inchinarsi a Soa Maestà, et quello -che li comandava dovesse far voleva obbedir. _Tamen_ che la roba sua -a Fiorenza era dilaniata. _Unde_ el Re molto dolendosi, non volendo -tollerar questo, scrisse a li soi restati in Fiorenza Ambassadori, -o vero commissarii, prima dovesseno dir a Fiorentini li mandasseno -alcuni danari, come si havevano ubbligati per li capitoli, et che -non dovesseno molestar la roba di Piero de Medici. Et inteso questo, -Fiorentini feceno li soi consegli. Ma el populo si levono a rumor, et -corseno armati su la piazza, altri voleva _iterum_ el governo di Piero, -altri voleva obbedir a ogni mandato dil Re. Et de quelli do che ivi era -_nomine suo_, altri non volleva per niente ubbedir in niuna cosa, anzi -volevano servar quella sua Republica in libertà, et non sottoponeva -a niuno, et far quello a loro piacevano, et di novo constituir el suo -governo, seguendo el costume veneto in crear li magistrati. _Unde_ per -queste dissensione el consiglio, che era reduto per trovar li danari -per mandar al Re, non feceno alcuna provvisione, et fo in grandissima -discordia, _maxime_ zerca el novo governo havevano a far, però che -za havevano eletti 100 cittadini chiamati il collegio di 100, i quali -durasseno uno anno, et questi elesseno li Accoppiatori et altri officii -pur per uno anno come ho scritto di sopra. Ma non contentandosi el -populo in publica concione in piazza, redutti la Signoria, li fece -lezer _publice_ li capitoli fatti con el Re di Franza, et terminono -di tenir el modo de far el suo conseglio come al principio di questo -secondo libro ho scritto, et si pacificono tutti, intervenendo però -l'autorità di quel frate Hieronimo. Ma Senesi, Lucchesi et Pisani -feceno liga ditte comunità insieme, con aiuto de Zenoesi, per aiutar -Pisani a conservarsi in libertà, che pur Fiorentini faceva preparamenti -per rehaver Pisa, et tutti quelli di li contadi soprascritti erano -in arme, zoè villani, che parevano un campo contra Fiorentini, et -dannizono alcuni castelli. Quello seguite poi intenderete più oltra -seguendo il costume nostro. - - -_Cose accadute in Venetia in questo tempo et dil Gran Turco._ - -A Venetia, per lettere di Antonio Grimani capitano zeneral da mar, se -intese come lui haveva habuto il certo da Costantinopoli, che el sig. -Turco, inteso la venuta dil Re di Franza di qua da monti, _tamen_ non -haveva ancora inteso la sua intrata di Fiorenza; dubitando che esso -Re, ottenendo el reame di Napoli, poi non volesse seguir quello sempre -havea ditto, di passar a la Vallona a danno de Turchi, vedendo che -za Turchi di le marine, da paura di l'armata di Franza erano venuti -110 mia fra terra, et abbandonate le marine reduttosi alle fortezze, -lassando li loro tugurii et habitatione, esso sig. Turco deliberò di -provveder et fece subito uno editto che tutti li soi bassà, subassà et -altri di li soi Turchi primarii, dovesseno venir a la Porta, zoè da lui -a Constantinopoli, a consultatione. Come _etiam_ per lettere di Andrea -Gritti patricio nostro era ivi mercadante, la Signoria fo certificata -di questo; et che ordinò ditta Porta uno zórno di zuoba, ch'era -_apud illos_ festa solennissima et non assueta, di far in tal zorno -consultatione. Et mandò per tutti i calafai, fabri et altri maistri, -che _statim_ dovesseno nel suo arsenal lavorar per far galie, perchè -a tempo nuovo voleva haver una grandissima armata, di vele, come si -divulgava, 200; et mandò uno ambassador al re Alphonso, come ho scritto -di sopra, confortandolo che dovesse questa invernata difenderse, -perchè a tempo nuovo li voleva dar grandissimo soccorso sì de exercito -terrestre _quam_ con potente armata, la qual facea metter in ordine. -Et za italiani dubitava el re Alphonso non facesse passar Turchi di la -Vallona, perchè za ne era ivi redutti qualche bassà, et _etiam_ esso -Re ordinò tutti li navilii erano in Puia fusse retenuti, et però si -dubitava. - -A dì 19 Dezembrio nel consiglio di Pregadi fu preso certe provvisioni -per trovar danari, a ciò a li bisogni fusseno preparati, et _maxime_ -di tansar le arte o vero botteghe. Et cussì per li X Savii in Rialto a -questo deputadi, ogni zorno andavano tanxando ditte arte, et la tansa -mandaveno a li governadori de le intrade, dove pagavano. - -Essendo venuta a Mantoa, come ho scritto di sopra, madonna Chiara -sorella dil Marchexe et moglie di monsig. Mompensier capitano dil Re -di Franza, non restava di exhortar el fratello volesse accordarse con -la Maestà dil Re suo, promettendoli gran cose; licet questo marchexe, -za anni 4, era a soldo di la Signoria con ducati 30 mila a l'anno in -tempo di paxe, pagato ogni mexe ducati 2500 a la camera di Padoa. Et -perchè a la fin di questo mexe veniva a compir la ferma de li 4 anni, -_tamen_ mancava 4 mesi a praticar, nel tempo non si poteva accordar con -niuno, secondo la forma di l'accordo havea con ditta Ill.ma Signoria. -_Unde_ fo preso in Pregadi di dar libertà al Collegio di confermarlo, -con li modi et condition a loro parevano. El qual Marchexe teniva el -suo ambassador fermo qui a Venetia, chiamato Antonio Triumpho; et in -questi zorni mandò a donar a la Signoria uno bellissimo presente di -salvadesine, benchè ogni anno da poi era condotto consuetava di far; -ma questo fu molto più bello de li altri, el qual fo partito tra el -Serenissimo Prencipe et li Padri di Collegio, sì come si suol far. - -In questo mezzo, el Cardinal Ystrigoniense, fiol dil Duca di Ferrara, -venne di Hongaria dove era stato gran tempo, et essendo ivi fu creato -da questo Pontifice cardinal, et sta nel suo vescovado in Ystrigonia -con sua ameda la Raina, moglie che fu di re Mathyas. Et ne l'andar a -Ferrara dal padre, convenne passar per il Polesene di Ruigo; _tamen_ -non fo lassato intrar con zente in Ruigo, et _etiam_ don Alphonso fiol -dil Duca et suo fratello volendo venirli in contra, mandò a dimandar -allozamento in Ruigo; al qual fo risposto che si Soa Signoria voleva -intrar con alcuni de sui el fusse ben venuto, ma con 500 cavalli con -qual veniva, non volevano tante zente in la terra. Et cussì nè el -Cardinal nè don Alphonso non intrò in Ruigo, et passò di fuora via, -et andò a Ferrara. Et ditto Cardinal quivi restò nè non andò a Roma -fino che vi ritornò in Hongaria; et poi a dì 12 Fevrer essendo sta -chiamato dal Re di Hongaria, che 'l ritornasse in Ystrigonia, _alias_ -lo priverebbe di quelle intrate, partì di Ferrara con la sua fameglia, -et habuto licentia da la Signoria, allozò in Ruigo, _demum_ cavalcando -verso Hongaria andò in Ystrigonia. - -El re Alphonso per tutto el suo regno faceva provvisione, et per -littere di Paulo Trivixano cav. ambassador nostro a Napoli se intese -come, havendo lui _nomine Dominii_ dimandato la tratta di 200 cavalli -di le sue razze, non solamente el Re fu contento di dar ditta tratta, -ma più che volse far uno presente a la Signoria di corsieri 100 forniti -a tutte sue spese fino su la piazza di San Marco; _etiam_ la tratta -de formenti di la Puia concesse a nostri, come ho scritto di sopra, -benchè Puiesi non volevano vender per caxon di non haver carestia. -Oltra di questo el Re scrisse a la Signoria, pregando li volesse dar -aiuto et soccorso, et conseiarlo di quello havesse a far, et che, al -più poteva far, era in tutto squadre 75 et fanti 7 in 8 milia, et -che lui si redurave in Terra di Lavoro a presso Capua, et converrà -abbandonar la defensione di Fondi, Aquila et Terracina, che sono passi -de intrar in Reame, et che al tutto era disposto de affrontarsi col Re -di Franza, et far fatto d'arme, volendo morir prima da valente capitano -che veder la ruina dil suo Stato. Concludendo, volea aiuto; _Unde_ la -Signoria li risposeno: la qual risposta fu molto secreta. Et inteso de -li 100 corsieri et di la tratta, feceno metter in ordine in l'arsenal -do arsilii, i quali andasse in Puia, benchè prima voleva mandarli in -Ancona, ma poi mutono pensier, et con Zuam Borgi secretario fo mandati -con li danari per li 200 cavalli, come scriverò di sotto. Ma avanti -ditti arsilii zonzesse, venendo li cavalli, da Franzesi fo presi, et -non si potè haver. - -Quelli di l'Aquila, che è una di le prime terre in l'Apruzzo sotto el -Re di Napoli, a ciò Alphonso non dubitasse di la loro fede, perchè za -el Re di Franza mostrava de za intrar in Roma dover andarli a campo, -mandono a Napoli molti fioli de li cittadini primarii per ostasi al Re, -dicendo se volevano difender vigorosamente, benchè ancora ogni loro -ricchezza de li bestiami fusse nella Puglia, questo perchè su quel -di l'Aquila, per esser loco fertile, non vi ponno star nè viver per -li pascoli, et convien l'inverno andar a pascolar nella Puia. Ancora -feceno alcuni fanti, zerca 2000, pagati de suo denari in defensione -loro. - -El fiol dil Pontifice nominato di sopra, don Zufrè prencipe de Squilazi -et zenero di re Alphonso, el qual venne a Napoli a sposar la muger in -queste novità, mai si volse partir dal suocero, a ciò el padre havesse -cagion di aiutar Alphonso, havendo el fiol in quelle parte. Et è da -saper, che questo Pontifice ha tre figlioli et una fia, zoè el duca -Johanne de Gandia, el qual habita nel suo ducato in Spagna, el cardinal -Don Cesare chiamato di Valenza, questo prencipe de Squilazi, et mad.ª -Lugretia maridata in sig. Johanne di Pesaro, fo fiol dil sig. Costanzo, -dil qual di sopra habbiamo assà descritto. - - -_Come el Pontifice mandò el duca de Calavria fuor di Roma, et quello -fece._ - -A Roma Alexandro Pontifice essendo in queste pratiche con el Re de -Franza, et vedendo la sua voluntà al tutto esser di voler intrar in -Roma, et za era andato legato dal Re suo nepote cardinal Monreal, el -qual andava et ritornava in Roma per veder di adattar li capitoli, come -dirò di sotto. Et vedendo questo el duca de Calavria, che el Pontifice -si voleva adherir alla voluntà de ditto Re, non potendo far altro, -dubitando dil populo, per el meglio deliberò partirsi con le sue zente -di Roma. Et cussì el zorno de Nadal, che fo a dì 25 Dezembrio, el -Pontifice, ditto la messa in la sua cappella, chiamò esso Ferdinando -duca di Calavria, et a quello messe una baretta de varo, fodrà de varo, -_tamen_ era di velluto, in testa, et li fece cinger la spada a ladi -(lato), investendolo dil ducato de Calavria, et a quello usò queste -parole, lacrimando e uno et l'altro, et el Duca li era davanti in -zenochioni, et disse: Duca, fiol nostro carissimo, andate et state di -bona voglia, che havemo speranza ne lo eterno Iddio ne aiuterà: Et li -dette la beneditione, offerendosi in ogni cosa, et quello lacrimando -licentiò et scrisse un breve al re Alphonso zerca questa partita -di suo fiol. El qual Duca, _statim_ montato a cavallo con el sig. -Virginio Orsini, conte di Petigliano, Zuan Iacomo di Traulzi, marchexe -di Pescara, et altri condottieri con squadre zerca 22 et 1500 fanti, -ussite di Roma accompagnato dal cardinal Ascanio suo barba, però che -questo Duca nacque di una sua sorella et dil Duca presente Ludovico di -Milano, la qual era morta za molti anni, nè da poi el Re Alphonso, che -_tunc_ era Duca di Calavria, si volse più maridar. Or questo suo barba -lo andò confortando fino fuora di le porte di Roma, et in quel zorno -medemo el Duca con tutte le zente cavalcono mia 18 a uno loco di la -Chiesia chiamato Teoli, et quelli erano dentro non volseno l'intrasse -in la terra, _unde_ convenne star lì a la campagna, et patite assà -incomodi. Et scrisse al Re suo padre era a Napoli el successo, et che -non era più tempo de dimorar de chiamar Turchi in suo soccorso, ma -che al tutto dovesseno farli venir, vedendo che niun in Italia più lo -voleva aiutar. Et andò a Terracina terra di la Chiesia, ma custodita -per el Re suo padre, dove vi venne don Fedrigo suo barba principe di -Altemura, el qual havea disarmato l'armata. Et quivi feceno alcuni -fanti, et al meglio poteno zercò di restaurar le sue zente dil Duca, -et cavalli erano mal conditionati per li disagii portati _maxime_ in -Roma con gran carestia. Le zente veramente di la Chiesia rimasero in -Roma, _ita volente_ el Pontifice. Le qual da poi che 'l Re fo intrato -et accordatosi insieme et partito per Reame, el Pontifice quelle -licentioe, dicendo non li bisognava più zente, et rimase se non con la -sua guardia, el resto casso. - -Ma li tre legati erano con el Re a Brazano, domente queste cose si -faceva, non restava di praticar accordo, et fonno fatto 18 capitoli, -i quali perchè non haveno luoco nè il Re volse sottoscriverli, non -saranno qui posti, et quasi di tutti erano d'accordo, eccetto che il -Re voleva Gem Sultan fratello dil Turco con lui, et el Papa ghe lo -voleva dar ogni volta che l'andasse contro infideli. _Item_ che el Papa -li desse quattro fortezze, la Rocca Suriana, la rocca di Velletri, -la rocca di Civitavecchia et la rocca di Narni et anche Terracina, -et cussì non fonno d'accordo. Et come ho ditto el card. Monreal più -volte venne dal Re et ritornò a Roma. In questo _interim_, le sue -zente andono per caxon di haver vittuarie, perchè era gran carestia -in campo et assaissime persone da 30 in 40 milia. Alcuni Franzesi -andò a uno castello di la Chiesia un poco straman et fuora di strada, -chiamato Nera, dove vi era uno governator episcopo, el qual volendosi -difender non volendo fare quello che tutti altri castelli et cittade -havea fatto, che dove si aproximava Franzesi li presentaveno le chiave, -_unde_ ditti Franzesi intrò per forza, et esso episcopo fugite in una -chiesia dove fu trovato et menato sopra una torre et buttato giuso, -acciò el morisse, et lì in terra li fu dato tante lanzate che subito -expirò, dicendo: cussì intravenirà a tutti coloro vorranno resister -contra el nostro Re. - -Ma el Re partito di Brazano venne allozar mia 7 luntan di Roma in -uno loco ditto Bacano, et za in Roma a dì 27 Dezembrio el zorno di -S. Zuane evangelista a hore 2 di zorno di voluntà dil Pontifice era -intrato dentro cavalli 1500 de Franzesi, et cussì andava intrando -continuamente. I quali questi Franzesi, come fonno intrati, comenzono -a voler far moveste, zoè di elezer caxe di Romani per habitatione -de li loro Monsignori et per altre zente doveva intrar con el Re, -mettendo polizze sopra le caxe dove era scritto: lozamento di Mons. -tal. _Unde_ Romani non volendo tollerar, con ajuto de Spagnoli che -sono nimici _simpliciter_ de Franzesi, si levono in arme, et Franzesi -conveneno star bassi fino el Re fo intrato nè far altra movesta. Ma per -el Pontifice fo ordinado che tutte queste zente franzese, et quelle -introrono con el Re, dovesse alozar solamente in caxa de prelati e -monasterii di ogni sorte, et cortesani, et cussì fonno posto ordine a -li alozamenti, et fo partito a tanti per caxa. Et Romani per gratuirse -con el Re levono le arme de Soa Maestà sopra le sue porte, _adeo_ per -tutta Roma se vedea le arme dil Re di Franza. Et za la persona dil Re -el zorno de Nadal, si havesse voluto, haveria potuto intrar; ma pur -stava renitente, et voleva in le sue mano el castel de Santo Anzolo, la -qual cosa el Pontifice mai volse consentir, _imo_ el si havea reduto -dentro, et posto alcuni cardinali nel suo palazzo, et alcune caxe lì -attorno ditto castello za havea fatto buttar a terra et spianar, a ciò -volendo el Re accamparsi attorno non potesse. Tutte le artegliarie -messe sopra le mure, et zerca 400 fanti spagnoli messe in ditto -castello dil qual era castellano lo episcopo Agregiantino, et oltra suo -nipote el cardinal Monreal et Valenza che stavano nel palazzo de San -Piero, _etiam_ ne messe do altri cardinali, zoè el Cardinal de Napoli -et San Zorzi, e _tamen_ tutta Roma era in confusione. - -Accadette _mirum quid_ a dì 23 Dezembrio, che cazete da loro istesse -una certa parte di muraglie di le mure di la città di Roma, le qual -erano vecchie, per la qual cosa molti judicono esser voluntà de Dio che -el Re intrasse, che fino le mura istesse voleva farli adito a intrar. -Ma subito dove cadette fu riparato. - -Ma el Re non volendo più star a indusiar, nè perder tempo in formar -li capitoli, deliberò non concluder nè sigillar alcuna cosa fino non -fusse intrato in Roma, ma ben volse far al Papa uno instrumento in -publica forma, chiamato da Franzesi vodo et iuramento, el qual era -come uno salvo condutto al nostro modo, ch'el Re prometteva sopra la -sua corona et fede al Papa de non li far alcun danno nè in temporal nè -in spiritual alla sua persona, et che voleva intrar in Roma el primo -di Zener, ch'è primo zorno nuovo, et forestieri per tutto si muda, -milesimo de 1495, excepto cha Venitiani, che comenza a Marzo; et però -essendo io veneto seguiremo el nostro costume: or questo instrumento a -dì 30 Dezembrio, el cardinal Monreal portò al Pontifice, el qual non -potendo far altro fo contento l'intrasse, et chiamato el concistorio -mandono a dir a Soa Maestà quando li piaceva dovesse intrar. _Tamen_ -el Pontifice si segurò nel suo palazzo con bona custodia, et redusse -le sue zente di là dal Tevere appresso il castello, et lassò di qua per -l'habitatione de Franzesi. - - -_Intrata dil Re di Franza in Roma adi 31 Dezembrio 1494 et quello fece -in Roma._ - -Ma Carlo re, habuto tal risposta, non volse aspettar el zorno terminato -di primo Zenaro, ma seguendo l'opinione astrologica ancora lui, vedendo -esser bona hora, a dì 31 Dezembrio, el zorno de Santo Silvestro Papa, -al qual Constantino imperatore concesse assà cose et adoptò la Chiesia, -et quello _publice_ instituì papa di Roma, esso Re di Franza volse -intrar in Roma, et partito da Bacano dove era allozato, a hore tre di -notte per la porta dil populo intrò senza saputa dil Pontifice, che si -credeva dovesse venir el zorno driedo. L'ordine di l'intrar fo cussì. -Prima tutte le sue zente d'arme e fantarie avanti, poi le carrette -con li passavolanti et artigliarie, et lui in mezzo di la sua guardia, -in compagnia con 8 Cardinali, zoè: S. Piero _in Vincula_, el qual di -Hostia era ritornato, Ascanio, Savello et Colonna, San Dionysio et -Curzense, San Severin et Lonà, parte dei qual el zorno avanti erano -ussiti di Roma per venir contra el Re a honorarlo con le loro famiglie. -Et cussì con questi cardinali con assaissime luminarie et fuoghi fatti -per Roma, el Re intrò in la cittade. El populo mostrò gran consolation -et festa: per le fenestre de Romani era posto luminarie fuora, _adeo_ -pareva tutta Roma ardesse, tanto erano li fuoghi, con grandissimo -rumor, con gran multitudine de cavalli, _adeo_ che l'ambassador nostro -Paulo Pisani era in Roma, inteso che 'l Re veniva, montò a cavallo -per andarli contra, ma tanta fu la calca di le zente che mai si potè -aproximar a esso Re, et convenne ritornar a caxa. Li do ambassadori -seguiva el Re non fonno presti a venir insieme con Soa Maestà, ma -tuttavia li venne driedo, et intrò a dì ditto a hore 5 di notte, zoè -do hore da poi el Re, e tutta quella notte fino a hore 9 stetteno le -porte di Roma averte, et continuamente intrava Franzesi, Sguizari et -altre generatione. Et el Re andò a dismontar al palazzo di S. Marco, -dove li era preparato, el qual è bellissimo, et per Paulo Pontifice -secondo veneto fo fatto fabbricar, et poi suo nepote cardinal de -S. Marco pur di caxa Barba patricio veneto, et novamente defunto, -fo compito di redurlo al modo è al presente, ma poi la sua morte -Innocentio VIII pontifice ditto palazzo dette al cardinal di Bonivento -di natione Zenoese, el qual cardinal venne contra dil Re fino fuora -dil palazzo con la bareta in man, et cussì fece el Re. Et fattosi le -debite riverentie, el Re volse metter el Cardinal de sora, el qual -mai vi volse andar, et menò el Re in camera: _demum_ intrò in un'altra -camera, et stati insieme per uno quarto di hora, tolse licentia dal Re -et venne fuora. Li altri Cardinali andorno a li loro palazzi, et el Re -sentò su el letto, et si fece cavar li stivali et si messe i zoccoli, -venne fuora di la camera, dove fo apparecchiato la tavola, et si messe -al fuogo, si fè pettenar li cavelli et la barba, poi andò a cena. -Era lì in tavola una navesella d'arzento, et come vien i piatti di le -bandisoni, colui che porta il piatto, tuò un poco di quello, et fatto -la credenza, lo resto butta in ditta navesella, et cussì si fa di ogni -cosa. Beve con una tazza dorata con il coperchio; quando si metteva el -vin in la tazza, uno de soi havea una cadenella d'oro, et in uno cao un -pezzo de alicorno, ch'è contra il veneno, et menava attorno per ditta -tazza, poi ne dava a bever a quel vi faceva la credenza, et di quello -fo messo in un'altra tazza in cao di tola, dove era 4 medici, i quali -cercono ditto vin si era buono per la maestà dil Re. Et cussì fanno in -le vivande, però che, sempre che manza, li medichi li stà d'intorno a -veder non manzasse molto et cosse cattive; manza sempre solo, et li soi -gran maestri d'intorno in piedi. Poi, levato di tavola, venne in mezzo -di la camera fra alcuni baroni et cavalieri, et con loro humanamente -rasonava, toccandoli sotto la gola, per le qual cose dimostra esser -human e dolze Re, et questa digressione et narratione ho voluto far, -benchè non sia a proposito. - -Niun altro cardinal adoncha andò contra el Re, che si l'havesse -indusiato el zorno, sarebbe andati tutti, et la famiglia dil Pontifice -che saria stata magnifica intrata. Et zonti li do nostri ambassadori -Domenego Trivixan et Antonio Loredan insieme con Paulo Pisani tutti -tre cavalieri et operati in diverse legatione per la Republica nostra, -andono a visitar el Re a caxa, et _nomine dominii_ si alegrò di la sua -intrata, et usate le parole debite, et risposto dil Re, ringratiando -la Signoria soa bona amiga, ritornò a caxa a expedir el corier a la -Signoria di questa intrata in Roma dil Re. - -Tutta questa notte stetteno Franzesi et Romani in piedi, altri -conzando le loro arme, governando li cavalli, custodendo le carrette di -artigliarie, preparandosi li allozamenti, sì che era sempre in da far. -El Pontifice era nel suo palazzo, per el qual a suo piacer per do vie -una publica l'altra subterranea puol andar in castel Santo Anzolo, el -qual era ben custodito de molti Spagnoli et munitione. Ancora di là dal -Tevere, come ho scritto, era in uno seragio 400 cavalli et alcuni fanti -per soa defensione, benchè erano pochi _imo_ niente al poter dil Re. - -A dì primo Zener, el Re volse udir messa lì vicino a la chiesia di San -Marco, per esser el primo dì de anno nuovo, et disse messa el cardinal -San Dionysio suo franzese, et era la sua guardia in chiesa, et el Re -sotto un baldacchino quadro damaschin bianco con le cortinette attorno, -et ditto Re stette sempre in zenocchioni con le man zonte, mentre fo -ditto la messa, e la sua guardia lì intorno, et lui diceva oratione. -Era con lui questi Cardinali: San Piero _in Vincula _, Ascanio, -Curcense, Savello, Farnese, San Severin et Colonnese, et el cardinal -Valenza mentre el Re era in chiesa volle intrar per venir a honorar -Soa Maestà, ma non potè intrar per la moltitudine di la zente. Et poi -tornato el Re in palazzo, ditto Cardinal andò, et appena fu visto da -esso Re, el Re udito messa ritornò in palazzo, ma el Pontifice con el -resto de Cardinali disse messa in capella di S. Piero. - -El Re fece editto: che niun de soi non dovesse far alcun danno nè -violenza a niuno sì per caxon de vituarie _quam_ per altro lì in Roma -sotto pena di la forca; et _etiam_ el Pontifice ne fece far uno altro: -che niun romano nè cortesano dovesse dar alcun fastidio nè dir alcuna -villania a Franzesi di la maestà dil Re, sotto pena _etiam_ di esser -appiccati senza altro rispetto. Et ancora fece el Re uno altro editto -per nome dil Pontifice et suo, che ognuno dovesse portar vittuarie, et -come fo ditto ordinò el precio de certa quantità, manco il formento et -vino che prima erano montati in gran precio, altramente mandaria a tuor -per il territorio etc. - -In questo zorno intrò in Roma 5000 Sguizari armati benissimo in ordine, -che fu bel veder: in tutto era in Roma venuti con el Re di le persone -da 30 milia in suso, et alozato el Re, le sue zente comenzono attorno -ditto palazzo di San Marco a buttar alcune caxe a terra, ma non da -conto, et ivi messe le sue carrette di artegliarie; et cussì attorno si -fortificò, facendo ripari, et steva con bona custodia. Li baroni dil -Re, intrati che fonno in Roma, andono molti di loro a basar li piedi -al Pontifice in palazzo, et visitando le altre chiese, cercando le -perdonanze et reliquie sante. Et el Papa mandò a dir al Re, prima ch'el -fosse ben venuto, poi che volendo venir a parlarli venisse solo con 4 -de soi, et cussì voleva esser lui, dove consulteriano insieme. - -Adi 2 Zener li Cardinali si ritrovavano in Roma andono a far riverentia -al Re, et loro medemi portavano le code in mano, la qual cosa non -si suol far se non quando vanno a la presentia dil Pontifice. Et -non vi andò el cardinal de Napoli, el qual steva in palazzo dil -Papa, et el cardinal Michiel nostro veneto, che _tunc temporis_ si -ritrovava ammalato. Et el Re steva con gran reputatione, et in la -sua camera li 8 Cardinali nominati di sopra stevano in piedi, et lui -sentando. _Conclusive_, Franzesi fanno puoco conto de Cardinali, et -manco di altra zente, et per la superbia loro fanno poco honor et -extimatione, sì come si suol far qui in Italia. Or ditti Cardinali -haveno tutti audientia con poche parole, excetto do, ai quali el Re -non volle parlarli, i qual do Cardinali non saranno qui posti _pro bono -respectu_. - -In questo zorno medemo, Piero di Medici intrò in Roma con el sig. Carlo -Orsini fiol dil sig. Virginio, i qual fonno dal Re ben visti, et ditto -Piero se ne stette qui a Roma sempre fino venne suo fratello cardinal. - -Adi 4 Zener el Re mandò el cardinal de Parma con 4 de soi baroni, zoè -monsig. de Obignì, mons. Presidente de Linguadoca, el qual dil mexe -di Fevrer morite qui pur ambassador per el Re a Roma, el presidente -di Paris et Peron di Basser, in palazzo dal Pontifice a dimandarli -3 cose. Prima suo fiol o nepote Cardinal de Valenza, con lui legato -a l'acquisto dil Reame. _Secundo_ el castello di Santo Anzolo in suo -poter, acciò potesse andar et tornar in Roma a suo piacer. _Tertio_ -che, cussì come era ubligato za assai per patto expresso, dar li -dovesse Gem Sultan fratello dil Gran Turco. El qual el Papa dil 148... -in quà, zoè soi antecessori lo tien in castello con gran custodia, -però che fu preso a Rodi, et per il gran maistro Piero Dambusso -(_d'Aubusson_) al presente cardinal, fo mandato ne la Franza, poi fu -posto qui nelle man dil Pontifice con condition che, ogni volta che -el Re di Franza el volesse, el Pontifice fusse obligato di dargelo, -et però al presente lo voleva. _Unde_ el Papa rispose: _primo_ -meravigliarsi di queste nove richieste, _maxime_ dil cardinal Valenza, -et che non li pareva honesto el Re dimandasse darli tal Cardinal per -legato, come che quando lui con el concistoro de Cardinal li pareva -di mandar legato, loro lo elezevano. _Item_ che el castello lui el -teneva come capo di la christianità, per quelli potentati li havea -dato ubedientia; _maxime pro rege Maximiliano_ eletto imperatore, per -el Re di Spagna, Re di Napoli et la Signoria di Venetia et altri. Et -che di Gem Sultan a lui pareva non era tempo di muoverlo di dove era, -ma pur che la mattina faria concistoro, et quello ivi delibereriano -con l'aiutorio de Dio et de misser S. Piero et S. Paulo, li manderia -a dinotar. Et ditti baroni ritornò dal Re, et disse la risposta dil -Pontifice. - -Ancora el Re dimandò danari in prestedo ad alcuni Cardinali, i quali si -excusono non haver, promettendoli li loro arzenti. _Tamen_ el Re non li -volse tuor, et Colonnesi con li suoi seguazi erano molto superbiti, et -messeno a sacco una caxa di uno episcopo di Conti, sua parte contraria, -et in Roma le bottege erano serrate, tutti andavano armati, et essendo -in queste novitade le caxe de Cardinali, dubitando non esser messe -a sacco, stavano con gran guardia, havendo provvisionati. El Re non -ussiva de palazzo de S. Marco, aspettando la risposta dil Pontifice. Et -a ciò se intendi quanti Cardinali erano in questo tempo, ho voluto qui -sotto scriverli, et quelli hanno una † erano fuora di Roma. - - -_Cardinali romani, anno 1494._ - - El Rev.mo Olivier Caraffa neapolitano, arciepiscopo di Napoli et - episcopo Sabinense. - El Rev.mo Iuliano dal Rovere savonese, summo penitentiario - _tituli sancti Petri ad Vincula_ et episcopo hostiense. - † El Rev.mo Baptista Zeno veneto patricio, episcopo vicentino - _tituli Sancte marie in Porticu_ et episcopo tusculano. - El Rev.mo Ioanne Michiel veneto patricio, episcopo veronese - _tituli Sancti Angeli_ et episcopo portuense. - El Rev.mo Georgio (_Costa_) portogalese, episcopo de Lisbona - et episcopo albanense. - El Rev.mo Hieronimo (_Basso_) dal Rovere savonese, episcopo - prenestino, cardinal nuncupato de Recanati. - El Rev.mo Domenego dal Rovere savonese, episcopo Taurinense - et prete cardinal _tituli sancti Clementis_. - † El Rev.mo P. (_Pietro Gundisalvo di Mendoza_), _tituli - sancte Crucis in Hierusalem_, prete cardinal hispanense et - episcopo toletano. - † El Rev.mo Paulo de Campo fregoso, _tituli Sancti Sixti_, - arciepiscopo di Zenoa, prete cardinal di Zenoa. - El Rev.mo Zuan Iacomo (_Scalfenati_), _tituli Sancti Stephani in - Celio monte_, prete cardinal di Parma. - † El Rev.mo Ludovico (_Gian Lodovico Milano da Valenza_), _tituli - sanctorum quatuor coronatorum_ prete Cardinal ilerdiense. - El Rev.mo Lorenzo (_Cibo_) zenoese, archiepiscopo di Bonivento, - _tituli Sanctae Ceciliae_ prete cardinal di Bonivento. - El Rev.mo Antonio (_Antoniotto Pallavicini_), zenoese, episcopo - aureniense (_di Orenze_), _tituli Sanctae Anastasiae_ prete - cardinal. - † El Rev.mo A. (_Andrea d'Espinay_) _tituli sancti Martini in - montibus_, prete cardinal et arciepiscopo burdegalense. - El Rev.mo Ioanne (_Borgia_) _tituli sanctae Susannae_, prete - cardinal Monreal, et nepote dil Pontifice. - El Rev.mo Baptista Orsini, _tituli sancti Ioannis et Pauli_, prete - et cardinal di Orsini, romano. - El Rev.mo Ray. (_Raimondo Perauld_), _tituli Sanctae Mariae in - Cosmedin_, prete cardinal Curzense. - El Rev.mo Iean (_Giovanni Villiers_), _tituli Sanctae Sabinae_, - prete cardinal franzese, abate di Santo Dionysio. - El Rev.mo _Ioh. Antonius_ (_Sangiorgio_), _tituli Sanctorum Nerei - et Achillei_, prete cardinal, episcopo alexandrino. - † El Rev.mo Bernardo (_Bernardino Carvajal_), _tituli Sanctorum - Petri et Marcellini_, prete cardinal, episcopo carthaginense, - hispano. - † El Rev.mo Francesco (_Todeschini_) de Piccolhomeni senese, _tituli - Sancti Eustachii_, diacono cardinal di Siena. - El Rev.mo Rafael de Riario savonese, camerario apostolico, _tituli - Sancti Georgii ad velum aureum_ (_Velabro_), diacono cardinal et - episcopo di Pisa. - El Rev.mo Io. Baptista, _tituli Sancti Nicolai in carcere Tulliano_, - diacono cardinal de Savelli, romano. - El Rev.mo Ioh., _tituli Sancte Mariae in Aquiro_, diacono cardinal - Colonna, romano. - † El Rev.mo P. (_Pietro d'Aubusson_), _tituli Sancti Adriani_, - diacono cardinal, _ac sacrae domus hospitalis Sancti Iohannis - hyerosolimitani_ magistro general et _pauperum Christi_ custode. - † El Rev.mo Ioh. de Medeci fiorentino, _tituli Sancte Mariae in - Domnica_, diacono cardinal de Medici. - El Rev.mo Ascanio Sforza viceconte, _tituli Sancti Viti et Modesti_, - diacono Cardinal et vice cancellario et legato di Bologna, va - drio el card. Colonna. - El Rev.mo Iul. (_Giuliano_) romano, _tituli Sancti Sergii et - Bacchi_, diacono cardinal Cesarino. - El Rev.mo Domenego Grimani veneto patricio, _tituli Sancti Nicolai - inter imagines_, diacono cardinal Grimano. - El Rev.mo Alexandro romano, _tituli Sanctorum Cosmae et Damiani_, - diacono Cardinal Farnesio. - El Rev.mo Ber. (_Bernardino Donati_), _tituli Sancti Ciriaci in - Thermis_, diacono Cardinal de Lonado. - El Rev.mo Cesar, _tituli Sanctae Mariae novae_, diacono Cardinal - Valentino et fiol dil Pontifice. - † El Rev.mo (_Federico Casimiro Jagellone_), Cardinal fratello dil - Re di Polonia et Ungaria, el qual non ha habuto ancora titolo. - El Rev.mo Ippolito (_d'Este_), episcopo ystrigoniense, fiol dil duca - di Ferrara, el qual non ha habuto titolo. - El Rev.mo Federico di S. Severino, _tituli Sancti Theodori_, diacono - cardinal et episcopo maleacense (_di Malaga_), el qual vol esser - drio quel de Medici, per error è sta qui posto[108]. - -Questi adoncha 35 sono tutti li Cardinali vivi al presente et loro -titoli, et in tutto sì come in la pratica di la canzellaria romana si -leze, puol esser num. 54, zoè 6 episcopi, et 30 preti, et diaconi 18. -_Sed ad rem nostram redeamus_. - -Non voglio restar de scriver quello ch'el zuoba, fo primo dì di Zener, -et zorno driedo che 'l Re intrò in Roma, fo ritrovato in San Piero -l'infrascritti versi, li quali fonno fatti contra el Papa, come lezendo -intenderai el tutto[109]. - -Adi 5 Zener el Pontifice, per haver habuto assà moltitudine de Franzesi -baroni che li era venuto a basar li piedi et haver la beneditione -sua, li venne una certa angossa, et fo portato in letto, et stette tre -hore come stramortito, _tandem_ revenuto deliberò el zorno di Pasqua, -che fo la circoncisione dil Signore, a dì 6, in la sua camera medema -far concistorio; et cussì el Pontifice vestito in letto fece chiamar -concistorio, dove venne Cardinali 16, tra li qual vi era el cardinal -Santo Dionysio franzese. Et el Papa propose la richiesta fatta per el -Re, dicendo la risposta data, et le ragione movea Soa Beatitudine a -non voler exaudirlo in niuna cosa di quello havea mandato a dimandar. -Et cussì terminono ivi in concistorio: prima laudato l'opinione de Soa -Santità, poi che _iterum_ li replicasse che questa era _etiam_ ferma -voluntà del concistorio de non darli el castello per niun modo. Za era -andate parole attorno Roma, che el Papa havea deliberato, si el Re de -Franza volesse pur al tutto haver el castello et lo volesse bombardar, -che metteria sopra le mure la Veronica, zoè el sudario de Christo -proprio che ivi si attrova, le teste di S. Piero et Polo Apostoli -loro protettori, el corpo di Cristo et altre reliquie, et che si esso -Re, havendo fama de Christianissimo, poi voleva bombardar, dovesse -bombardar a soa posta in queste cose sacre; ancora, che non potendo -più, faria una excomunica a lui e tutti i soi; con un jubileo plenario -a tutti coloro fusse contrarii et offendesse ditto Re de Franza, el -qual veniva contra la Chiesa. _Tamen_ niuna cosa fo fatto. - -Ma el Re mandò _iterum_ quelli quattro baroni a dimandar al Pontifice -la risposta, perchè za se intendeva in quel zorno faceva concistorio. -_Unde_ el Pontifice li fece chiamar dentro, et li disse _largo modo_ -el voler suo; et che el Re non si pensasse fino lui era Papa de haver -mai el castello ne le mano, bastava haver el passo etc.; et che era -fermo et costante in quello havea avanti risposto; et che manderia 4 -Cardinali da Soa Maestà a justificar ogni sua volontà cussì esser et de -Rev.mi Cardinali. Et ditti baroni ritornono dal Re. Et el Papa mandò -questi 4 cardinali, el cardinal de Napoli, el cardinal Alexandrino, -el card. Santa Anastasia et el card. Monreal, i quali andati dal Re, -appena fono visti, _imo_ exposto la loro imbassata, stetteno un gran -pezzo credendo haver risposta dal Re, el qual _post multa_ li disse: -andè, et manderò a dir al Papa per li miei baroni quello vorrò. - -Et inteso la risposta dil Papa, el Re deliberò de voler haver el -castello, usando assà alte parole. Et in Roma tutti stevano con gran -paura, perchè seguite certa novità, che alcuni de soi messeno a sacco -li Zudei et fece gran danno. Ancora a dì 8 se apizò alcuni Italiani -con Sguizari, et Sguizari se messe in ordine et messe a sacco la caxa -di uno spicier, nome Piero Branca, et fece bottin per 8 milia ducati, -per modo che el Re, inteso questo, havendo molto a mal, fece cavalcar -alcuni soi capitani per cessar ditto rumore, et fo presi fra italiani, -franzesi et do negri, n.º X, dei qual fo appiccati uno franzese et li -do negri, et fece uno editto che niun non andasse senza luse la notte -per Roma, et chi andava fusse appiccato. _Item_ che, in termene de tre -zorni, quelli havea ditte robe tolte_ ut supra_, sotto pena di la forca -si venisse a manifestar. Et cussì fo restituido gran parte. _Item_ che -li Zudei portasse una † bianca su la spalla, ai qual, havendo ditto -segno, non li fosse fatto noja alcuna. Oltra di questo ordinò che 4 -cavalieri franzesi con 500 cavalli per uno andasseno la notte attorno -Roma, a ciò non fosse fatto danno ad alcuno. Et fu trovato alcuni senza -luse, li quali secondo l'editto regio fonno appiccati; et a dì 9 de -notte el Re fece appiccar uno suo cavalier, et questo per haver messo -su le zente a tal rumori. - -Ma el Papa per timor de novitade, a dì 7 ditto si redusse ad habitar in -castello, et pur si tramava pratiche di accordo con el Re. El qual poi -seguite, come dirò di sotto. - -Adi X per l'abondantia di le acque havea piovesto, per el cargo di le -artegliarie et di li repari fatti dentro, che molto cargava il muro, -cazete cinque passa di muro attorno dil castel Santo Anzolo, zoè 14 -merli, nel qual loco el Papa fo la sera avanti, le qual muraglie fonno -subito riconzate et di novo fortificato, ma è _mirum quid_ che avanti -el Re intrasse in Roma cazete certa parte di muro di la terra, et a -hora cazete queste dil castello. Et non molto da poi seguite l'accordo -dil Pontifice et dil Re, come intenderete leggendo. _Ergo_ son gran -segnali. - - -_Provvisione fatte per re Alphonso nel reame in questo tempo._ - -Domente queste cose a Roma si fanno, havendo inteso el re Alphonso era -a Napoli la intrata dil Re di Franza in Roma, fece molte provisione. -Prima mandò vice re in la Puia Camillo Pandon, con commissione -amplissime dovesse trovar danari. Mandò do comissarii per il paese -a tuor le vittuarie, sì de fuora come in alcuni castelli, e far la -tansacione de le bocche, e non lassarli vittuarie se non per 4 mesi. -El resto fece condur a Napoli in li castelli et in altre fortezze lì -attorno, a ciò Franzesi non havesse vittuarie. _Item_ mandò per uno -zudeo di cadauna casa dil suo reame, che _statim_ dovesseno venir a -Napoli alla sua presentia, dai quali volse tra loro tutti ducati 56 -milia in termene de zorni 8. Mandò per li marani spagnoli, sì per -quelli habitava in Napoli _quam_ fuora, e tolse danari a imprestedo -a ducati 36 per cento de usura, et per ogni 100 ducati li dava ducati -3 al mese, da esser pagati ogni mese. Et za havea comenzà a pagar la -prima paga, zoè la prima usura; et molti de questi marani in questo -tempo al meglio poteno con loro brigate si partino di Napoli et venneno -ad habitar qui a Venetia, et portè grande haver con loro. Et è da -saper che questi marani sono zente baptizata, _tamen_ li soi furon -zudei, et stavano nel paese dil serenissimo Re di Spagna, e tenivano -_quodammodo_ un'altra leze, media tra la hebraica et Christiana: pur -dimostravano esser boni christiani _publice_, et _privatim_ tenivano le -sinagoge in casa. Ma parse a questo glorioso Re et Regina di Spagna, -di cazzarli tutti dil paese, zoè quelli che non volevano lassar la -vita loro teniva, et fece molti inquisitori frati per tutti li soi -regni, con grande auctorità, et uno sopra tutti chiamato l'_inquisitor -major_, i quali facevano la inchiesta, et molti marani fono brusati, -altri fuziteno in diverse parte dil mondo, et le loro statue erano -brusate. Molti capitono qua a Napoli et in Reame ancora l'anno 1492. -Esso altissimo Re di Spagna discaccioe di tutti li soi regni tutti -li zudei, che fonno numero grandissimo, _ita_ che niun per tempo -potesseno ritornare, et li concesse certo termene a veder el suo, et -che non portasseno danari fuora dil paese; ma ben mobele quanto a loro -piacevano. Et questi venneno ramengi in diverse parte dil mondo; molti -qui in Reame, altri a Constantinopoli, altri in varie regione; et -molti essendo su le nave, per fortuna si summerseno nel mare, _adeo_ -che più sotto el dominio dil potentissimo Re di Spagna non si attrova -più zudio, nemichi di la fede christiana. Et per haver dato re Ferando -recapito nel suo regno, _fortasse_ Iddio li dà al presente tal affanni. - -Ancora re Alphonso vendette molti castelli e contadi per zerca ducati -30 milia; fra i qual ne comprò uno D. Tulio suo secretario per ducati -12 milia; et questi comprava ditti contadi e castelli, compravano -a rason de ducati 40 per cento a l'anno de intrata de iurisdictione -havea. _Item_ mandò in Sicilia do comessarii con danari a far fantarie; -mandò Perucha corsaro cathelano, era lì in Napoli, havia disarmato, -homo di gran cuor, con 600 provvisionati et alcune artegliarie a uno -passo di Trajetto, è sora el fiume Garigliano. Et cussì in altri passi -et fortezze messe custodia. In Napoli faceva soldar fanterie a ducati -3 al mese, paga di tre mesi avanti trato. Tansoe tutte le sue terre et -castelli di reame et regno suo, che cadauna dovesse far fanti in aiuto -di la sua corona, _maxime_ a tanto bisogno: et, fatta la descritione, -sariano zerca fanti 12 milia, come per lettere di l'ambassador nostro -Paulo Trivisano cavalier se intese, con el qual el Re conferiva ogni -cosa. _Item_ fece spianar verso Roma mia 60, butar e ruinar a terra -tutte case e conventi, zoè a li passi dove se puol venir in Reame, -perchè per tre vie vi si va, et tutte buttano al piano di Sessa. La -prima è da Taiacozzo al contà d'Alba, poi la Celana et al pian di -Sessa; la seconda a S. Germano, a Pontecorbo, al passo de Mignano et -al pian di Sessa; la terza a la volta di Marino, Velitri, Fondi, Itri -et pur al pian di Sessa; sì che tutte tre vie metteno cao al pian -di Sessa. Ancora fece brusar li strami et fieni, voltar le semente -sotto sora, et arar in questo tempo la terra era seminata, che fo una -compassion che tante biave se perdesse. _Tamen_ fece a ciò Franzesi -nè al presente nè questo altro anno havesseno vittuarie, et che da la -grandissima carestia et inopia prendesseno altro partito, ma poco li -valse. _Item_ fè stropar tutti i pozzi, romper et stropar le fontane -al meglio poteva, perchè non trovasseno acqua. In la Calavria era -vicere Don Cesare, fo fiol di suo padre non legittimo, el qual _etiam_ -lì in Calavria fece molte provvisione, elesse uno ambassador a la -Signoria chiamato Hieronimo Sperandio dottor, el qual per la via de la -Puia venisse poi per mar a Venetia, et quando zonzete et quello volse -intenderete di sotto. Ancora esso re Alphonso fece molte provvision, -provvedendo al meglio poteva al suo stato. Et non restava advisar al -suo ambassador era in Spagna, che el Re desse aiuto et a lui et alla -Majestà di sua sorella raina, in compagnia di la qual era andato za -molti mexi a starvi, de comandamento dil Re, l'arcivescovo di Teragona, -et è fino al presente. Era za partito l'ambassador dil sig. Turco, con -el qual Alphonso havea concertato et pregato gran cose, _maxime_ che -facesse romper a Zenoesi, et che el Turco mandasse a tuor l'isola de -Scyo a lui vicina, perchè Zenoesi erano stati bona causa di far venir -el Re a suo danni, per haverli fatto l'armata lì a Zenoa. Et quelli di -l'Aquila mandò ambassadori a Napoli, dicendo non si dubitasse mai di la -fede loro, et cussì fermi sariano a mantenir l'omagio et fedeltà zurata -a sua Majestà, la qual cosa fo molto accetta al Re, benchè poi fo el -contrario. - -In questo mezo, el duca de Calavria partito con le sue zente da -Teracina andò per quelle parte, et a San Zermano si pose, el qual -loco è mia 30 da Roma et 60 da Napoli, fortissimo et come si divulgava -inexpugnabile. Era con squadre 60 et fanti 5000. Et ditto Duca andò con -alcune zente, essendo venuto in campo don Fedrigo, el qual era andato a -far certa quantità di fanti. Or andò esso Duca a uno luogo dil prefato, -chiamato Sora, mia 70 da Roma et 50 da Napoli, el qual fu _alias_ de -Ferdinando, et concesso a papa Pio, perchè, diceva, era di la Chiesia. -_Unde_ Sixto Pontifice volendo benificiar li soi, come fece el conte -Hieronimo de Riario che li dette Imola et Forlì, et a questo prefato -che era suo nepote, fratello dil cardinal San Piero _in Vincula_, oltra -Senegaglia li dette contado: et qui Calavresi li detteno la battaglia -et sachizolo, ma li custodi si defeseno. Et inteso questo a Roma, -subito se partì el sig. Prospero Colonna con alcune squadre de cavagli -et fanti et franzesi, et lo andò a soccorrer, et za el duca de Calavria -non l'havendo potuto haver era ritornato. - -Per lettere di 10 Zener da Napoli, venute con grandissima difficultà -perchè non poteva venir corrieri per le vie rotte, se intese come a dì -9 il duca de Calavria era partito dil campo da San Zermano, et venuto -prestissimo con X cavalli et non più in Napoli; et con la Majestà dil -Re suo padre steteno in colloquio soli zerca hore 8, dove consultano -gran cose, come l'è da creder: poi l'altro zorno, _ita_ che stete -_solum_ hore 16 in Napoli, tolse licentia dal padre, dove vi era -l'ambassador nostro, perchè altri oratori ivi non se ritrovava, et -inzenochiato, _magna spectante caterva_, volse la benedition dal padre, -et quella habuta, lo basò con gran contamination de li circumstanti, -quasi dimostrando voleva al tutto esser a le mane con Franzesi, et -far fatti d'arme. Et ritornò con bon animo a San Zermano, dove era el -suo exercito, con questo che cadauno sarebbe stato per si sotto degno -capitano, zoè el sig. Virginio Orsini, el conte de Petigliano, Zuan -Iacomo di Traulzi, Iacomo conte, el marchexe di Pescara, et molti altri -signori et baroni, et _continue_ andava augumentando l'exercito. - -A dì 14 Zener el re Alphonso si comunicò _coram populo_, et levò una -fama di voler partirse de Napoli, et lassar suo fiol al governo, et lui -venir in campo contra el Re de Franza con 3000 biscaini, i quali erano -venuti et passati in Sicilia per tuor soldo di esso Re, _tamen_ mai si -partì più Alphonso di Napoli, fina fece quello seguite et intenderete -di sotto. Questo re Alphonso in questo tempo era molto dato alla -devotione, conversava _ut plurimum_ con frati, lezeva l'offitio grande -come religioso, et non voglio star di scrivere una devotione faceva il -zuoba santo, che el Re serviva in persona regiamente a 12 poveri, et -fè chiamar 46 poveri l'anno 1494, a dì 23 Marzo zoè passato, et felli -sentar in tre tavole: questo fece perchè havea anni 46, e tanti anni -quanti ha tanti poveri serve, crescendo ogn'anno uno: et alla prima -tavola, ch'è di 12 poveri, pur ditto numero lui medemo serve, come -ho scritto, con grande humanità et abondantia de ferculi; a le altre -do, conti, duchi, marchexi et baroni. Poi el Re lava li piedi a ditti -12 poveri, et li basa i piè, et li dette panno per camisa, zupon, -calze, mantello et scarpe, et tre carlini per uno, ch'è una bellissima -consuetudine a imitatione dil nostro Signor Yesu Christo, che lavò li -piedi a li Apostoli. _Sed de his satis. _ - - -_Dil re Maximiliano alcuna cosa notanda, et di la sua Dieta._ - -El re Maximiliano, inteso la morte di suo cugnato duca de Milano, -ritrovandose in Fiandra ne le terre di suo fiol archiduca Philippo di -Bergogna con sua moglie madona Bianca, molto si dolse. Et più la moglie -dimandando vendetta contra el duca Ludovico, che si havea fatto lui -Duca, et privato el nepote. Et subito scrisse a Milano, dolendosi molto -di la morte di suo cognato, et che el signor Ludovico dovesse haver -custodia dil Ducheto, moglie et fratello, et governar ben quel stato: -_ita_ che, a tempo legittimo, esso Re possa dominar _pacifice_. Et però -Ludovico dubitando di novità si scriveva: _Ludovicus Maria Sforcia, -dux etcetera,_ come ho scritto di sopra; benchè poi mutasse ancora. -Esso Re di Romani, mandò ambassadori a Milano, i quali gionti in questi -giorni, et andati a l'audientia dil signor Ludovico duca, si dolseno di -la morte dil Duca, et come la Cesarea Majestà dil Re et Regina havea -habuto grandissimo dolor, nè mai si alegrò di alcuna creation sua a -ditto Ducato, benchè sapesse quello era successo, quasi dimostrando -non haver habuto piacer de questo, et dimandò el resto di la dota sua -restava haver, et era ducati 100 milia, et _etiam_ passo et vittuarie, -el qual, senza haverlo domandato, era certo di haverlo habuto, sì -per il parentado, _quam_ per essere Milano terra de Imperio, et che -al tutto voleva venir a tuor la corona a Roma. Et li fo dato ducati -60 milia, et loro pur steteno fermi a Milano, per veder de haver el -resto. Et poi andono a Roma dal Re di Franza, come scriverò di sotto. -Et in questo mexe di Zener, sì per haver la investisone dil ducato da -esso Re de Romani, _quam_ per tasentarlo, _etiam_ el Duca di Milano li -mandò do ambassadori, quali fonno Zuan Francesco da Marliano dottor, -et Baldissera de Pusterla cavalier, el qual mandò con la imperatrice -sua moglie, et da ditto re Maximiliano fu decorato de la militia. Ma -ditto Re era pur occupado contra el Duca de Goler (_Juliers_) et lo -episcopo di Lexe (_Liegi_), che li havea tolto alcuni castelli et molto -dannizava. Tamen non molto da poi sedò et pacificò ogni cosa, et venne -in Alemagna, et ordinò de far una dieta a dì 2 di Fevrer a Vormes, zoè -uno conseglio generale, dove havevano a deliberar gran cose, et quelle -voleva far con uno grande exercito che havea ordinato, et _maxime_ -la compagnia dil..., che sono sette comuni, che fanno da persone 40 -milia in suso quando vogliono si metter in ordine, et faceva zente -in favore di ditto Re Maximiliano. Et scrisse a tutti coloro doveva -venir a ditta dieta, come per la lettera qui accopiata vederete el -tutto; benchè ditta dieta fusse prolongada poi assà, come scriverò più -avanti. Ancora ditto Re scrisse a la Signoria che havea creati li soi -ambassadori, li quali di breve seriano a Venetia, ma fo judicato, per -el molto tardar, volesse far prima la dieta et poi mandarli. La qual -cosa molto dispiaceva al duca de Milano, et pur mandava a notificar -a la Signoria, come era certo el Re preditto faceva gran zente per -venir in Italia. Et _etiam_ lui elexe do solenni ambassadori a ditta -Signoria, li nome di qual zonti sarà nominati, i quali _etiam_ fonno -molto tardivi. Ma avanti descriva alcuna cosa, per cognitione di -coloro non hanno molto pratica di le cose, voglio scriver el modo di -la incoronatione, et prima elexione de l'imperator romano. Et è da -saper che del 1486, vivente Federigo terzo padre suo imperator, a dì -16 Fevrer in Franchfordia questo Maximiliano, el qual era veduo, et -per moglie dil 1476 madona Maria fo fiola dil duca Carlo di Bergogna, -rotto in battaglia da Lodovico padre de questo Re de Franza presente, -di la qual have uno fiol et una fiola. Or questa donna, cascando di -uno cavallo, morite, et el fiol fo sublevato Archiduca di Bergogna, et -esso Maximiliano discaziato dil governo. Or da li septe electori, li -quali nominarò di sotto, fo eletto, l'anno sopra ditto, Re di Romani; -el qual ordene fo instituido del 1002, et in quel tempo primo elexeno -Re di Romani, et poi incoronato dal Pontifice e imperador Augusto. -El qual se die incoronar con 3 corone. Prima di ferro, che significa -potentia et fortezza, et di questa se die coronar per l'arciepiscopo -Coloniense, in la villa ditta Acquese vel Acquisgrano, in la provincia -coloniense, leodiense dyocese. La seconda di arzento, che significa che -esso è clara justitia et munda, et se die coronar per l'arzivescovo de -Milano, in la chiesia de Modoetia de la diocese milanese[110]. La terza -è di oro, che significa maiorità et nobilità de tutti altri metalli, -et se die coronar a Roma per el Pontifice, in la chiesia de San Piero -a l'altar de San Mauritio, in segno ch'è Imperator, et è sotto la sua -confirmatione. Et ditto Imperator non die star in Roma, da poi la sua -coronatione, se non una notte, ma ne l'uscir de la città, die andar -su il monte appresso la chiesia di San Piero fuora di le mura per do -mia, che si chiama monte Mauro, el qual monte è più alto de li altri -ivi a torno, et quando è in cima, levando la man, die dir: _omnia quae -videmus nostra sunt, et ad mandata nostra perveniunt_. _Et statim_ die -mandar per tutto el mondo, che a li soi mandati vegni tutti i baroni -et principi christiani et pagani. Et ancora è da saper che in la città -Acquense lì in Alemagna è coronato con la corona propria, che fu di -Carlo Magno, et Federico so padre stette 13 anni a coronarse, per caxon -di scisme era: però che del 1440 fo creato, et dil 1452 incoronato da -papa Nicola quinto. Et morite dil 1493, a dì 19 Avosto, a le 23, come -ho scritto di sopra nel primo libro. - - -_Electores Imperii._ - -Archiepiscopus Maguntinus, sacri Imperii per Germaniam -archicancellarius. — Archiepiscopus Coloniensis, sacri Imperii per -Italiam archicancellarius. — Archiepiscopus Treverensis, per regnum -Arelatense archicancellarius. — Rex Bohemiae, qui fuit Dux. — Marchio -Brandeburgensis. — Dux Saxoniae, et — Dux Bavariae (sic). — Ut patet -his versibus: Sunt autem officiales isti: Maguntinus, Treverensis, -Coloniensis, quilibet imperii sit cancellarius horum. Inde Palatinus -dapifer, Dux portitor ensis, Marchio praepositus camerae, pincerna -Bohemus. Hi statuunt regem, servantque per ordinem legem, atque creant -dominum, cuncta per saecula summum. - - -_Maximilianus Dei gratia Romanorum rex semper Augustus[111]. A Venetia -quello si faceva et anche a Milano._ - -A dì 5 Zener zonse a Venetia uno ambassador dil Re et Regina di -Spagna, chiamato don Lorenzo Suares de Figarola (_Figueroa_) cavalier -casigliano, et menò con lui uno suo fiol de anni zerca 20, nominato don -Consalvo Ruis, el qual ambassador, come disse, era venuto prestissimo, -partito di Madrit dove era l'altezza dil Re et Regina con la corte, -ch'è terra situada su piera che buta fuogo, fortissima, et era stado -do mexi in cammino, sempre cavalcando, venuto per la Franza, et in -alcuni luoghi disse veniva ambassador al Re di Franza, a ciò non fusse -ritenuto intendendo veniva a la Signoria, _maxime_ per la caxon veniva, -et passò incognito per Milano, et zonto a presso li nostri confini -scrisse a la Signoria come veniva, et passato per Vicenza da Alvixe -Malipiero capitano, el qual li andò incontra, fu _benigne_ ricevuto, -ma non volse dimorar, et venne di longo a Padoa, dove stette 3 zorni -sì per causa di reposarsi _quam_ di mettersi in ordine de habiti, et -venne con belle mule. Et de ordine di la Signoria da li rettori di -Padoa fu molto honorato, et misser Antonio Morosini cavalier capitano -li andò contra con essa compagnia, et venne ad alozar nel palazzo de -ditto capitano, et da Marin di Garzoni podestà _etiam_ fu visitato. Or -poi, deputato questo zorno di venir ch'era la vezilia di Pasqua, per -la Signoria li fo mandato contra molti cavalieri et dottori et altri -patricii fino a Lizza Fusina. _Etiam_ vi andò Ioh. Baptista Spinello -dottor et cavalier, ambassador dil re Alphonso, et Aldobrandino di -Guidoni dottor ambassador dil Duca di Ferrara, el qual è longamente -stato orator quivi, et fu menato con li piati fino alla Zuecha, dove -era preparata una caxa, et lì fe fatto le spexe, mentre stette in -questa terra, per l'officio di le Raxon vecchie a queste deputato. Et -li fo fatto grande honor, sì per esser ambassador de chi era, _quam_ -perchè _etiam_ el suo Re molto honoroe Hieronimo Lion cavalier et Zorzi -Pixani dottor, _etiam_ lui fatto cavalier quando andono ambassadori -in Spagna a congratularsi dil regno acquistato di Granata. Or tutta la -terra era in expectatione de intender quello voleva ditto ambassador, -et quasi tutta la corte di palazzo era piena a vederlo venir. Et la -mattina, fo el zorno de Pasqua, andò in collegio all'audientia, dove -stette poco, perchè el Principe dovea andar a messa secondo el consueto -in chiesia de San Marco. Et cussì vi andò con questi ambassadori: -legato dil Papa, oratori de Franza, de Spagna, de Napoli, de Milan, -de Ferrara et de Mantoa. Et el Senato poi el zorno driedo have -audientia privata, et nostri patricii sapeva la lengua castigliana -fonno interpreti, et expose la sua ambassada: come el suo serenissimo -Re et Regina, compadre di questa Signoria, però che Nicolò Michiel, -dottor et cavalier, ritrovandose del 1478 ambassador di questa Signoria -in Sibilia, baptizò el principe fiolo primario dil Re[112], et ogni -anno, quando vi va galie, la Signoria li manda presenti di panni d'oro -et sede, come a suo fiol et fiozo; et che l'altezza dil Re et Regina -preditta lo havea mandato per visitar la Signoria Illustrissima, -offerendosi in tutto ogni suo poter. _Conclusive_, dolendosi di la -venuta dil Re di Franza in Italia, et che quando el se partì non -se intendeva el suo tanto prosperar, et benchè el suo Re et Regina -havesseno paxe con el Re de Franza, _tamen_ che antiqua era con questa -Signoria l'amicitia et grande benivolentia: et però offeriva el poter -di loro Altezze, sì per mare _quam_ per terra, a comandi di quella; -et altre cose secrete poi conferiteno... Ma ben se divulgava che, non -potendo Spagna romper guerra a Franza, pur per aiutar suo parente -re Alphonso di caxa di Aragona, voleva: volendo la Signoria però -dimostrarsi nemiga di esso Re de Franza, prometteva darli ogni aiuto -etc. Et a la risposta fo fatto consultatione, et poi che el Principe -li disse el voler dil Senato, questo ambassador subito spazò fanti -in Spagna al Re, et stette qui allozato _ut supra. Demum_ alcuni mexi -da poi si mutò di stanza, per non comportarli l'habitar a la Zuecha, -et venne a star a la Charitade, in la caxa fu da ca Correr sopra el -canal grando. Ditto ambassador era sapientissimo in parlar mirabile et -ornato chastigliano, et molto virtuoso, _adeo_ nostri faceva grande -extimatione di lui. Era fradello di don Garcilasso di la Vega, che -_etiam_ in questo tempo era ambassador dil suo Re et Regina al Summo -Pontifice, stato za uno anno. Et se intese certo, come 50 caravelle dil -suo Re erano preparate; capitano di le qual era el conte da Trivento -altramente chiamato conte de Rechesens, et quelle venivano in Sicilia a -Palermo per essere a la obedientia dil Pontifice et in aiuto dil Re de -Napoli; et quello di dette caravelle seguite scriverò più avanti. - -A dì 14 ditto, a hore 3 di notte, a Venetia fo visto fuogo in cielo da -molti, a modo di una coxa ardente, ma poco durò, che parve la cascasse -in acqua et disparve. Questi son prodigii che vieneno secondo Plinio, -che poi segueno mutatione de regni, come fo questo de Napoli. - -In questi zorni zonse a Venetia quello ambassador del signor Turco, -che poco mancò non fosse presone dil prefato, come ho scritto, et stato -infino hora a Mantoa, et dal Marchexe vestito d'oro, et habuto presenti -a presso ducati 1000, ritornò per Po per andar ne li soi paesi, et -allozò a la caxa dove habitava l'ambassador di esso Marchexe di Mantoa. -Et la matina andò a la Signoria, dove per interprete usò grande parole, -dicendo che si doleva di la Signoria non habbia fatto obbedir, et che -si doveva haver mandato diexe galie a ruinar Sinegaia, havendo fatto -questa inzuria al suo Signor, con el qual havevemo bona paxe, et al -Papa. _Demum_ che intendeva el successo di questo Re di Franza, et -che 'l diceva di voler andare contra el suo Signor; et che lui voleva -tornar a Constantinopoli non da ambassador ma da messo prestissimo, et -far che 'l suo Signor mandi galie a tuor Franzesi se i non haverà con -che passar in Turchia, a ciò i passino. Et che el suo Signor lo lasserà -acquistar qualche luogo e reposarsi per do mexi, et poi ordinarà ai -soi Bassà che li vadi contra, che non si degnerave di andar in persona, -et farà tanta straze di loro, che non tornerà niuno Franzese di qua a -portar la nuova nel suo paese, per la grandissima rotta haverave per -la gran potentia dil suo Signor. Et molte altre parole disse. _Unde_ -per el Principe li fo risposo accomodatamente, tanto che quasi rimase -satisfatto. Et poi ditto ambassador, montato in gripo se partì per -Corphù, et poi a Constantinopoli a la presentia dil Signor. - -Arrivoe a Milano, in questi zorni, Zenoesi, benchè tra loro za un -tempo si havessano quasi tolti di l'ubidientia dil Duca de Milano, et -discaziata la loro parte contraria, zoè Fregosi con li soi seguazi, -_et maxime_ el Cardinal, che era Doxe et arciepiscopo di Zenoa; et -electo tra loro di l'altra parte uno capo, el qual in questo tempo era -Augustin Adorno, et ha questo titolo: _Ducali Ianuensi gubernatori -ac locumtenenti_. Et di queste parti di Zenoa, et quali sono, di -sopra assai ne habbiamo descritto. Et el Doxe, o vero capo, domina el -castello de Zenoa, el palazzo, et le altre fortezze de la cittade et -castelli dil Zenoese, et ha la sua provvisione ordinaria et obedientia -de li populi. _Tamen_ San Zorzi he le sue intrade de dacii e altre cose -da per sè, et si governano da signori che sono deputati. Or Zenoesi -deliberono di redurse sotto la pristina ubedientia de Milano,_ maxime_ -in queste novitade de Italia, et creono tra loro sedece ambassadori -di principali cittadini, et questi andono a Milano dal duca Ludovico, -et quello elexeno per loro Signore, et havesse el dominio, come prima -havea li altri Duchi, et fonno _benigne_ ricevuti et carezati. - -Et essendo mancato di la prexente vita, come di sopra ho scritto, a -Milano Battista Trevixan ambassador di la Signoria, andato ivi insieme -con Sebastiano Baduario cavalier, et a dì 24 Dezembrio espirato, -el Duca lassò passar le feste de Nadal, et poi venne di Vegevene in -Milano, et ordinò solenne esequie nel domo a detto cadaver di questo -ambassador veneto, o vero a la sua cassa, perchè el corpo mandò per Po -a Venetia, et qui fu sepellito. Or a dì 4 Zener di domenega fo fatto -ditte esequie, andò el Duca con la sua corte driedo, con tutta la -chieresia de Milano, et l'andete el funere con bellissimo ordine. - -Ancora Sebastian Badoer cavalier, rimaso privo del carissimo collega, -non stette molto ben, et si ammalò, però di mal vecchio, per la sua -gamba; preso ditto mal per disagi portadi in varie legatione. Et Zorzi -Negro suo secretario spesso andava, avanti el Duca ritornasse a Milan, -a Vegevene a consultar. Et el cargo dil governo de Milan restava a -Bortholomio Calcho primo suo ducal secretario, et homo de grandissimo -inzegno et pratica. - -Consultava sapientissimamente Sebastian Badoer con el Duca, dimostrando -non faceva per niun potentato de Italia che questo Re de Franza havesse -dominio in Italia, et eran tante le savie parole sue, che el signor -Duca faceva grande extimatione di consultar con quello. Et ritornato -da Vegevene per star fermo con la corte de Milano, havendo za queste -feste de Nadal butado zoso e corrotto et panni lugubri portava per suo -nepote, et cussì tutta la sua corte, et molto carezava ditto nostro -ambassador, sì per esser homo di primi nostri patricii et di grande -autorità, _quam etiam_ per dimostrar faceva caso di la Signoria più che -de niuna altra potentia de Italia. Tamen se dubitava che re Maximiliano -non venisse _etiam_ lui in Italia, per andar a Roma a incoronarse. - -Ancora mandò el conte de Cajazzo con 400 cavalli lizieri et alcuni -fanti, et dovea seguirlo 150 homeni d'arme per andar verso Roma in -aiuto dil Re di Franza; ma inteso le novità de Pisa con Fiorentini, -quello mandò in Pisa, dove stette alcuni zorni, poi andò dal Re. - -Oltra de questo mandò per madona Catharina signora de Forlì, et mugier -fo dil conte Hieronimo, che dovesse venir a Milano. Et lei non volendo, -fece cavalcar el signor Fracasso di S. Severino con alcune zente, et -uno Sigismondo da Sonzin verso Imola et quelli lochi, _tamen_ poi non -seguite nulla. - -Li ambassadori di re Maximiliano partino da Milano et andono a Fiorenza -a domandar passo et vittuarie, et el suo Re veniva con 30 milia persone -a incoronarse a Roma, et se divulgava voleva far do vie le soe zente, -una per la via de Cuora (_Coira_) et de Milano, l'altra per Trento et -passar sul Veronese et ridurse a Bologna, et ivi far la massa et andar -tutti insieme verso Roma, ma per quest'anno non venne. - -Et apropinquandose el tempo dil parturir de Beatrice moglie dil duca -Ludovico de Milano, parse a soa sorella mazor madona Ixabella moglie -dil marchexe de Mantoa de ritrovarse a ditto parturir: et cussì andò -con bellissima compagnia et _etiam_ madona Anna moglie di don Alphonso -fiol dil duca di Ferrara et sorella che fo dil duca Zuan Galeazzo -morto, et cussì ditte donne se ritrovono a Milano in questi zorni dove -fo fatto bellissime feste. El marito marchexe stava in pratiche de -accordarse con la Signoria et renovar la conduta, _tamen_ pur el voleva -titolo de Capetanio Zeneral de Terra, o vero più quantità de danari, -promettendo ogni fideltà, mandar la moglie et fioli in questa terra, -che fusse mandato governator patricio a Mantoa etc., et quello seguite -et el modo fo poi accordato di sotto sarà scritto. - -Da Ferrara per lettere di Zuan Francesco Pasqualigo dottor et cavalier -vice domino se intese come el Duca era ammalato, et che havea fatto -uno editto, che in tutto el suo dominio più non si dovesse spender -monete de arzento de niuna sorte et qualità, sia qual si voglia, sotto -grandissime pene, excepto _tamen_ quelle di la Signoria nostra. Questo -fece per la grandissima quantità de monede varie che ivi, per esser -luogo di passo, si spendeva continuamente, et faceva gran danno. - -A Venetia havendo mandato a tuor la Signoria in alcune isole in -Arcipelago per via di Hieronimo Venier, che de alcune è signore, -molti falconi pellegrini, i quali costa assai ducati, et più di X -ducati l'uno; et questi zonti, non senza difficultà portati per mar, -deliberono di donarle a li ambassadori erano in questa terra, et ne -mandò a donar 20 a l'ambassador dil Re de Franza, 20 a l'ambassador dil -Re de Spagna, 10 a l'ambassador dil Re de Napoli, 10 a l'ambassador -de Milano, 5 a l'ambassador de Ferrara, et 5 a quello de Mantoa; -i quali ambassadori accettono _libentissime_, come cosa regia, per -mandarlo a li loro Signori da parte di quella Illustrissima Signoria, -per esser cosa di farne grande extimatione. Ma l'ambassador de Napoli, -essendo el Papa accordato con el Re de Franza, quelli remandò indriedo -a la Signoria, dicendo el suo Re al presente li bisogna altro che -mandarli falconi pellegrini; _tamen_ molto ringratiava quella, et che -in ogni altro tempo haria habuto el Re per el più singular dono li -fusse mandato. Et inteso questo da Monsignor di Arzenton, ambassador -de Franza, mandò a dimandar al Prencipe li volesse concederli per -monsignor Duca de Orliens, era in Aste, dicendo havea gran piacer di -tale cose. Et cussì _etiam_ questi X fonno mandati a ditto ambassador, -et tutti fonno mandati al loro Re, infino in Spagna ch'è tanto da lonzi -et non senza gran difficultà. Et conveneno portarli su stange per terra -con gran spesa et _etiam_ al Re de Franza, al quale li fo presentadi, -partido fo di Roma. - -In questi zorni venne a Venetia el conte Ludovico Boscheto ambassador -dil signor de Rimano, _licet_ vi fosse uno altro suo qui chiamato -Antonio de Cochiaro dottor, et venne per rifermar el soldo havea loro -Signorie con questa Signoria, però che era compita la ferma. Et poi che -stette alcuni zorni, ditto signor di Rimano fu conduto, et cressutoli -cavalli 200, _ita_ che vien haver 100 homeni d'arme, come dirò di -sotto. - - -_Come el Pontifice si accordò con el Re de Franza._ - -In questo mezzo el Re de Franza, che 'l Pontifice era renitente in -acordarse, mandò li soi Sguizari verso el Reame, et ancora alcuni soi -capitani era partiti, una parte verso Terracina e Fondi, l'altra verso -l'Aquila, et mandò uno suo araldo a l'Aquila a dinotar se dovesseno -render in termene do zorni, altramente el Re veniria in persona, et -venendo non li vorrebbe poi a patti: ma pur Aquilani mostrava volersi -tenir per el suo re Alphonso, havendo _maxime_ li loro animali in poter -di ditto Re. Et _publice_ resposeno volersi tenir per casa de Aragona, -_tamen_ in occulto con Franzesi praticavano accordo; la qual pratica -menava uno domino Palamides Forbi di Provenza, el qual fo altre fiate -in Italia col duca Zuanne di Andegavia nominato di sopra. - -Le zenti che prima andò in Reame fonno squadre 60 et 4000 fanti zoe -pedoni, et cussì _continue_ mandava zente in Reame, sì per alleviar la -terra, a ciò non patisse desasii per causa de vituarie. Et fo divulgato -era di opinione de far do campi, perchè havea grande exercito, et da 30 -milia persone in suso, la qual cosa non era creduta perchè si judicava -l'inverno, per le neve grandissime, Franzesi non potessero passar -monti: pur sempre qualche uno ne veniva. Et el duca de Orliens era in -Aste ammalato con la quartana, et non era senza gran numero de persone -che bisognando sarebbeno venuti in soccorso dil Re. Ancora la Raina de -Franza soa moglie li scrisse, come a tempo nuovo li voleva mandar di -la soa provintia di Bertagna X milia bertoni, et lei medema venirlo a -trovar: ma la cagion de tanta zente fa che sempre augumentava, perchè è -ditto comune: ogni uno segue la vittoria, et viva chi venze! Et questo -Re, prosperando cussì felicemente, tutti li fora ussiti et bandizati, -senza quelli che hanno piacer de ritrovarsi ne l'arme, da Milano fin a -Roma veniva seguitando Soa Maestà. - -A dì 12 et 13 dil mexe preditto di Zener fo concluso l'accordo tra -el Pontifice et Re di Franza. Fo fatto gran fuogi sì in Castel Santo -Anzolo _quam_ per tutta la città, et soni di campane in segno di -allegrezza, et li capitoli di detto accordo seranno qui sotto scritti. -Et a dì 13 el Re montò a cavallo con li soi baroni et la sua guardia, -et andò per Roma visitando le chiesie et perdonanze, vedendo dignissime -antiquità. Di la qual città de Roma al presente niuna cosa voglio -descriver, perchè occuparebbe molto tempo et saria cosa di far più -gran volume. Ma lezendo Biondo Foroliviense, che fa di Roma una opera -degna, di tutto quello fu et è in Roma si haverà cognitione. Ma el Re -cavalcoe, che fina hora, ch'è zorni 13 da poi l'intrò in Roma, non era -ussite di palazzo di San Marco. - -In questo medemo zorno li zonse al porto di Hostia a la bocca dil -Tevere vicin a Roma 22 caravelle, o vero nave, carge de vittuarie, -vini, formenti et farine, venute di Provenza loco suo; per la qual -venuta Franzesi fanno molto alliegri perchè pur ne era gran carestia -in Roma, per la moltitudine di le sue zente. Ancora fo divulgato, o -fusse o non... la verità dil numero, come li era zonto 40 milia scudi, -li quali li fonno portati di Franza per terra, che fo causa di far più -danarosi Franzesi et haver loro page: _maxime_ le stranie generatione -havea con lui, Elemani, Sguizari, Picardi, Scozesi, Bertoni et simel -zente barbare. _Etiam_ vi zonse uno Monsignor capetanio de 600 lanze -franzese: et benchè cussì fusse scritto, _tamen_ era, _iuditio meo_, -solum di 100 lanze, ch'è 600 cavalli, perchè uno capitano dil Re per -costume antiquo non puol haver più di 100 lanze per uno, et questa è -la verità habuta da homeni pratichi. Et per lettere di ambassadori di -la Signoria a presso Soa Maestà se intese, come el Re havea terminato, -posto che col Pontifice era adattate le cose, di non dimorar più -in Roma, perchè è da creder havesse lettere continuamente da li soi -Anzuini sì in Napoli _quam_ in Reame che andar dovesse. Et cussì volea -partirse a dì 20, et andar mia 15 a Marino loco di Colonnesi, et ivi -si porterave poi verso Terracina; et _tamen_ non si partì di Roma -fino a dì 28 ditto, come scriverò di sotto. Et a ciò el tutto lezendo -chiaramente se intenda, qui saranno notadi li capitoli firmati di -l'accordo col Pontifice. - - -_Copia de Articoli fatti per la Santità dil Papa et la Majestà dil -Christianissimo Re di Franza[113]._ - -Et havendo el Re de Franza adattate le cose col Pontifice, a dì 16 -Zener, fo di venere, montò a cavallo, et benissimo in ordene con la -soa guardia avanti, et assà baroni driedo, andò verso el palazzo dil -Papa, che prima non era stato a farli riverentia, et andò per la via -di Santo Anzolo con alcuni Cardinali. Li venne contra a la porta di -la chiesia tutta la chieresia di San Piero apparata, con una ombrella -damaschin bianco con uno pano d'oro in cima et una † di sora, cantando -_Te Deum laudamus_, et cussì quello ricevete, et sotto ditta ombrella, -smontato da cavallo, intrò in San Piero, dove fo cantata una solenne -messa da uno Cardinal in una cappella fatta fabricar per Carlo Magno -suo predecessor re di Franza di Santa Petronilla, et quivi udito molto -divotamente messa con tutta la soa guardia armata, la qual cussì armati -steteno in chiesia. Et poi el Re andò nel palazzo dil Papa, dove era -preparato per el suo allozar, et quivi disnò, et messo ordine di essere -a uno disnar insieme col Pontifice, el qual steva in Castello. Et -cussì el Re andò a l'hora ordinata, per trovar el Pontifice preditto. -El qual Pontifice, inteso el Re veniva, si mosse et li venne contra. -Et si scontrono el Papa con el Re in uno certo andio a presso el -zardin, dove el Re volse inzenochiarse facendo la riverentia debita, -volendo basar li piedi. Ma el Papa non volse, et abrazato disse: ben -sia venuto el christianissimo Re, con molte dolce parole dimostrando -gran consolatione. Et cussì veneno insieme in palazzo, in una sala che -si suol far concistorio. Et era preparate do sedie coverte di veludo -cremesin, una per el Papa l'altra per el Re a presso lui: et ivi si -sentono con alcuni Cardinali che ivi erano venuti; et fo usato alcune -parole per el Papa, et resposo benissimo per el Re, et fatto risponder -a monsignor Samallo, concludendo el Re li voleva dar l'ubidientia -quando a Soa Beatitudine pareva. Et ordinato fo el zorno de far -concistorio publico. Et è da saper che la prima cosa domandò lì in sala -el Re al Papa, che facesse Samallo cardinal, di presente; et cussì el -Pontifice mandò per alcuni Cardinali, et _in eodem instanti_ pronuntiò -ditto mons. Samallo cardinal di la Romana Chiesia, _licet_ non fusse -tempo, che non si suol far Cardinali se non da le quattro tempore, -_tamen_ el Papa a requisition dil Re questo pronuntiò. El qual, essendo -lì presente, si buttò in zenochioni rengratiando el Pontifice et el suo -Roy di tanto beneficio, et cussì have el cappello et _de cetero_ andò -vestito da Cardinal. Et poi partiti, el Papa ritornò in Castello, et -el Re rimase allozar in palazzo: _tamen_ el Pontifice tornò in l'altra -parte del ditto palazzo, et quivi _etiam_ stette vicino al Re. - -A dì 19 ditto fo fatto solenne concistorio, et el Re se inzenochiò -davanti el Pontifice, et basoli li piedi come capo di la christianità, -et li dette l'ubidientia, dicendo come altri Re et signori havea -mandato ambassadori a Soa Beatitudine, et lui medemo in persona -havea voluto venir a darli ubidientia etc., et per el presidente de -Garnoboli, homo litteratissimo, fo fatta la oratione al Pontifice -_nomine Regis_. - -Ma a dì 17, che fo el sabado, la matina a bona hora, _nescio qua de -causa_, ma se indicava per non haver habudo questo accordo in piacer, -el reverendissimo cardinal Ascanio insieme con el so cardinal de Lonà -tolse licentia dal Re de Franza, fenzendo el sig. Duca suo fradello era -ammalato et voleva venir a Milano, et se partì de Roma et venne a Nepi -dove stette 4 zorni, poi pervenne a Siena. Quello di lui seguirà per -zornata lezendo sarà scritto. - -Ancora el cardinal San Piero _in Vincula_ et el cardinal Curcense, -come fo divulgato, non erano contenti di tal cose; altri diceva per -el re Maximiliano che al tutto voleva venir a Roma a coronarse; chi -diceva perchè voleva el Papa fusse dismesso; et chi per una et chi per -un'altra cosa diceva, _tamen_ poi seguite el Re come mai. - -A dì 20, fo el zorno de San Sebastian, el Papa medemo cantò una solenne -messa in S. Piero, con tutti li Cardinali, et ivi era el Re, _tamen_ -prima havea disnato; et havea in consuetudine disnar a bon hora. Et -esso Re volle dar di l'acqua a le mano; ma el Pontifice non volse, -_unde_ monsig. di Brexe zoè Filippo, monsignor de Foes, et monsignor -di Monpensier li deteno l'acqua loro a le mano al Papa: l'uno teneva -el bacil, l'altro butava l'acqua, l'altro li dette da sugar le mano. -Et poi, compito la messa, el Re li volse al tutto darli l'acqua a le -mano con gran humiltà per soa devotione. Et poi fo data la beneditione -ivi in cappella. Era la guardia dil Re arrivata, che pareva si fusse in -uno campo de armati. Et fo mostrato el volto santo di Santa Veronicha, -et il capo di Santo Andrea. El qual Pio pontifice have de la Morea, -et andò con tanto degna reliquia con tutta la chieresia fino a Ponte -Molle. Et quivi in San Piero fece edificar una degna cappella a lato -a la porta, dove morendo volse esser sepolto, et ivi la puose. Or, -compite le cerimonie, el Papa dette la beneditione su el pozuol di San -Piero, et fo publicata la indulgentia per el Cardinal S. Severino, -_nomine Pontificis_, latina, vulgar et in franzese. Et dapoi disnar -fo ordinato concistorio, dove vi fu 18 Cardinali, et San Piero _in -Vincula_ nè el Curcense non vi volseno andar, per la qual cosa molti -si meravigliò. Le zente veramente dil Re di Franza andate verso el -Reame preseno alcuni castelli a patti, però che dove si aproximavano -li era presentate le chiave, zoè Civita Bucato et Civita de Chieti. -Ancora quelli di l'Aquila sollecitati da quel domino Palamedes nominato -di sopra et da Camillo Vitello: ma ditto domino Palamedes havendo -gran poter in l'Aquila, et za al tempo dil re Zuane et re Renier ivi -stette; ma fino questo tempo era stato in Franza. Et venuto el Re in -Italia, _etiam_ lui vi venne, et stette a Sinegaia, et menò la pratica -di l'Aquila. Et cussì in questi zorni lui con alcuni foraussiti intrò -in la ditta terra, et fo creato gubernatore da Aquilani, et scaciono -quelli dil re Alphonso, et mandò ambassadori a Roma dal Re, notificando -quello havevano fatto, et che volevano darsi a Soa Maestà. _Tamen_ non -volevano alcun Franzese dentro, et questo faceva perchè non havevano -vittuarie. _Unde_ el Re fo contento di la eletione di quello suo -sopraditto al governo, et fo fatte gran feste in Roma da Franzesi per -comenzar acquistar terre in Reame _voluntarie, maxime_ di l'Aquila, -ch'è terra fortissima, et havendo voluto tenirsi, haria dato molto -da far al Re, et situata in monte assà aspro dil Apruzo, dove è il -corpo dil devotissimo San Bernardino di l'ordine di Santo Francesco -de Observanti, che ivi morite del 1443, era di natione senese, et fa -molti miracoli. Or questa terra è la secunda dil Reame, la qual, come -scrive Biondo foroliviense, del 1060 Ruberto Guiscardo el ducato di -l'Aquila dominò, et a lui fu concesso per Nicolao secondo Pontifice, -ma li animali soi de Aquilani era in la Puja, come ho scritto di sopra, -et era grandissima quantità di piegore; et re Alphonso per più segurtà -li fece menar in Terra di Lavoro, dove sono al presente. Oltra di -questo Franzesi andati a Mola et Traetto haveno quelli lochi, et una -fortezza sora el fiume Garigliano, ch'è mia 40 lontana da Napoli. Et -accadete che alcune zente dil campo dil re Alphonso, zoè el conte di -Petigliano et Iacomo Conte, fonno a le man con certi Franzesi in questi -zorni, a uno passo chiamato Ponte di la Torre verso San Germano, et -Franzesi fonno malmenati et morti, _ut dicitur_, più di 80. _Tandem_, -sopravenendo assà moltitudine de Franzesi, Calavresi o vero Aragonesi -fonno rebutadi, et Franzesi ottenne quel passo. Tutto el Reame era in -combustione, non si obediva più comandamenti di re Alphonso, si udiva -romori ne le cittade, cridando: Franza! Franza! _maxime_ li Anzuini et -cupidi di nove cose. Et el Re di Franza, essendo allozato in palazzo -col Pontifice, più volte stette a consultar insieme, et una volta vi -stette loro do soli hore 4, et havevano grande amicitia insieme, _unde_ -per Roma si judicava di qualche accordo havesse a seguir con el re -Alphonso mediante el Pontifice, facendolo suo tributario, et ben che el -Papa se affaticasse assai, _tamen_ esso Re et quelli lo consigliava mai -volse consentir alcun accordo, _ymo_ dice al Pontifice in conclusione -voleva el suo Reame, et poteva bastar ad Aragonesi haverlo goduto dal -1442 in qua indebitamente, et che poi faria un concilio zeneral de -tutta la christianità, _maxime_ de li potentati de Italia, et voleva -ajuto da tutti a passar el mar a destrution de Turchi et infideli, et -combatter per la fede di Christo. Et el Pontefice lo voleva incoronar -imperador di Constantinopoli si 'l restava de l'impresa. Et el Re disse -voleva prima ottener l'imperio, et poi haver el titolo d'imperator. - -Et era disposto di partirsi a dì 22, et andar come havea deliberato a -Marino per intrar in Reame, _tamen_ molto si doleva di le nave doveva -venir in la Calavria con el prencipe de Salerno con 1500 Franzesi, -per comuover quelli populi; et non intendendo alcuna nuova di loro, -dubitava fusse accaduto qualche male, le qual nave partì di Zenoa, come -ho scritto di sopra. - -Questa indusa in Roma fece el Re per caxon che da tante strade et -fastidj el si haveva pur alquanto resentito, et habuto gran doglia -di stomaco. Or ditto Re domandò al Pontifice volesse far a sue -requisitione uno altro Cardinal, zoè el suo confessor era in Franza, -chiamato mons. de Unians episcopo et zerman cusino di suo barba monsig. -di Brexe, fradello de monsig. Luximburg, et el Papa fo contento. -_Tamen_ volse promuover questo pronunciar in concistorio. Et a dì 21 -ditto fece redur li Cardinali a concistorio, et molti Cardinali erano -renitenti, dicendo poteva bastar a la maestà dil Re di haver fatto -uno fuora di tempo congruo, et che voleva _etiam_ l'altro, _tamen_ -el Pontifice disse: l'è fatto; et cussì fu eletto questo Cardinal. In -questi zorni lì a Roma morite alcuni Franzesi per numero 3, dubitavano -di peste, la causa perchè Franzesi non havendo paura di morbo, et -ne la Franza non se schiva, volseno habitar in molte caxe a Roma che -ancora non erano sta habitade da poi el morbo che fo grandissimo l'anno -1492, per el qual questo Pontifice convenne con la sua corte partirsi -di la città et venir a Viterbo per alcuni mesi. Morite _etiam_ uno de -soi capitani chiamato monsig. di Salbren nepote di monsig. lo grande -scudier, el qual dal Re fo molto desiderato, et pur judicaveno di -peste, _tamen_ non seguite altro. - -In questo mezzo el Re scrisse a monsig. di la Mota, era in Fiorenza, -che dovesse andar per suo ambassador a Milano, o vero perchè Ascanio -non li era più in amicitia, o pur dubitando che 'l duca Ludovico non -lo compisse di ajutar etc., et mandò in Fiorenza in loco dil ditto uno -Gian Frances, general di Bertagna di natione cathelano. - -Lucchesi ancora mandono do ambassadori a ditto Re a dimandar a Soa -Maestà, per l'amicitia li era stà mostrato di benivolentia di Soa -Maestà verso quella comunità, li volesse far rehaver la soa terra, -la qual _alias_ impegnò a Zenoesi, _nunc_ posseduta per Fiorentini, -chiamata Pietrasanta; et essendo _maxime_ al presente in le sue mano, -et di questa richiesta li ambassadori di la Signoria li detteno ajuto, -_tamen_ fonno passuti di bone parole, e ritornono indriedo. - -A dì 21 ditto, Domenego Trivixan et Antonio Loredan cavalieri -ambassadori veneti al Re preditto, havendo in commissione di non -andar se non fino a Roma con Soa Maestà, in questo zorno andono a tuor -licentia. Ai quali el Re usò humanissime parole, dicendo prima dolersi -di la soa absentia, ma che laudava dovesse obedir la soa Signoria, et -prometteva de ogni suo successo per Mons. di Arzenton far notificar -a la prelibata Signoria, come quella che lui amava summamente, per -haverla trovata ferma et constante et in grande amicitia. Et cussì -partiti da Soa Maestà, ponendosi in ordine per voler repatriare, la -Signoria per molti respetti preseno nel Consiglio de Pregadi che ditti -oratori non si dovesse partir, _ymo_ andar seguendo Sua Maestà. Et -cussì zonse el corrier a Roma a dì 22 che si volevano partir, con il -mandato et voluntà dil Senato. Et questi ritornò dal Re, et notificolli -quanto li era stà commesso. Di la qual cosa el Re molto aliegro -dimostrò grande consolatione, et haver ubligation a questa Ill.ma -Signoria, et che non faria alcuna cosa che prima non volesse comunicar -con loro, et la Signoria era soa bona amiga, havendo visto a tante -preghiere di re Alphonso, non si haveva voluto muover contra di lui, et -che haveva atteso quanto li era stà promesso. _Item_ come voleva partir -di Roma a dì 26, et haveva mutato pensier dil camino, nè volea andar -a Fondi nè a Terracina, ma in mezzo per campagna voleva andar, benchè -le sue zente li advisava havevano gran carestia, et parte che andono a -compagnar le artegliarie erano tornate adriedo in Roma per non trovar -vittuarie da poter viver: _unde_ parse al Re di licentiar dil suo -exercito molte zente forestiere lo seguiva, et volle rimaner più presto -con manco zente et soi Franzesi che aver tanta canaglia, tra i qual -molti Sguizari, i quali tornavano ne li loro paesi, come _etiam_ per -lettere di Sebastian Baduario cavalier ambassador a Milano se intese, -che per el Milanese ne passava assà, et ancora ne veniva di quà da -monti zente nuova de Franzesi per andar a trovar el Re, intendendo il -prosperar. - -Et el Re stette insieme col Pontifice in castello soli in una camera, -dove fece venir Gem sultan fradello dil Turco, con el qual longamente -parlono di molte cose, et el Re li fece assà quesiti, el qual dovea -esser menato con bona custodia nella rocca di Terracina, _tamen_ el Re -il menò con lui a Napoli. Questo Turco è huomo terribile a le guerre, -crudel et molto da Turchi amato, et se Dio havesse voluto, che non -volse, che da Bayseth suo fratello fu rotto, che detto Gem fusse stà -Signor de Turchia et acquistato el regno paterno, al qual _licet_ -fusse menor fiol fo lassato dal padre el dominio, _sine dubio_ tutta la -christianità, _ymo_ tutto el mondo di questo haria sentito afflitione. -Ma Iddio provvedette a tutto, e fu qui posto. - -A dì 24 la sera, el Re de Franza sopra nominato partì dil palazzo dil -Papa, dove fino hora havia allozato, et ritornoe allozar al palazzo -dil cardinal Bonivento, o vero di S. Marco. Questo fece per più sua -comodità, per dover cavalcar fino do zorni et andar verso el Reame. - -A dì 25, el dì de San Paulo apostolo, la mattina esso Re andò al -palazzo dil Papa, et insieme col Pontifice, tutti do a uno paro, andono -in compagnia de Cardinali XX, ambassadori, episcopi etc. et grandissima -pompa per Roma; et a la chiesia di S. Paulo dismontono da cavallo, et -li fece l'oratione, et el Pontefice dette la beneditione a tutti. Da -poi se partino, et essendo al ponte di Santo Anzolo, el Papa si cavò la -bareta vedendo el Re con la bareta in mano, et non voleva el Papa el Re -si cavasse la bareta, et che ritornasse al suo lozamento. Ma el Re al -tutto volse accompagnar Soa Santità fino a le scale de S. Piero, dove -poi el Re ritornò al suo palazzo di S. Marco. - -Le zente veramente franzese, per num. 5000 cavalli et alcuni pedoni, -in questo tempo mezzo andate in l'Apruzo, et _maxime_ el prefetto, -habuto l'Aquila, come ho ditto, _etiam_ molte terre, però che tutte -ghe portaveno le chiave a uno araldo che ivi se appresentava levando -le insegne franzese. Quelli di Lanzano mandono a offrir le chiave al -capitano franzese era a quella impresa, et Colonnesi che per el Re -combatteveno; _tamen_ volseno capitolar, et che li fusse concessa la -fiera libera, la qual è in Italia nominatissima, et si fa dil mese di -Lujo et di Settembrio, zoè do volte a l'anno, et cussì veneno sotto -il dominio dil Re de Franza, perchè Franzesi prometteva assà, _tamen_ -non manteniva. _Etiam_ poi alcuni Franzesi andono a Populi, et have la -terra, la rocca _tamen_ si tenne, et poco da poi _etiam_ si rese. Ma, -per concluder, avante el Re se partisse de Roma, quasi tutto l'Apruzo -era acquistato, et la Puja tumultuava, ogni cosa era in combustione, -et si augumentava molto le ditte zente, però che 5000 Franzesi, zoè di -quelli dil Re, come se intese, _nunc_ era a presso 20 milia persone, -zoè paesani che vestiva a la franzese, et andava seguitando el ditto -campo vittorioso che non havea contrasto. - -Et el Re in questi zorni intese: le nave nominate di sopra, col -prencipe di Salerno et altri baroni franzesi, erano zonte in Sardegna, -isola vicina a Corsica sotto el re de Spagna, ivi per fortuna capitade, -et che havevano perse vele, antenne, et rotto arbori, in summa per -le gran fortune erano mal conditionate, et una nave mancava, la qual -judicavano fosse perita. Et è da saper che la causa che era solamente -nave et non galie, fu perchè galie sottil da questi tempi non puol -navegar per star in spiaza. - -Et oltra di questo el Re terminò de mandar el card. Samallo a -Fiorenza...., _licet_ suo fratello vi fusse lì governador. Altri -dicevano per conzar le discordie tra Fiorentini, che erano grandissime. -Et _etiam_ con Pisani che molto li dannizavano. Ancora per domandar li -ducati 40 milia restava haver, sì che di questa sua venuta era varia -opinione. Et in quel zorno medemo che 'l Re partì di Roma, zoè a dì 28 -Zener, ditto mons. Cardinal con 100 cavalli, tolto licentia dal Papa et -dal Re, insieme con uno monsig. di Albì venuto in sua compagnia, _de -mandato regio_ si partì di Roma, et arrivò a Fiorenza a dì 5 Fevrer, -dove fo molto honorado. Quello di lui seguite, quello volse et operò, -poi l'intenderete. - -A dì 26 el Re venne a corte, et intrò in camera di parlamenti, et disse -come el voleva cavalcar, et che l'era venuto a tuor Gem sultan, dove -si ritrovava col Pontifice 6 cardinali: Santa Nastasia, San Dionysio, -San Severin, el Grimani, l'Alexandrino et Valenza, el qual dovea andar -con el Re legato; dove venne et fu menato ditto Gem sultan, et el Re li -toccò la man, et el Turco li basò le spalle et cussì fece al Papa. Et -el Papa disse: _Domini mei_, io consegno Gem sultan al Re qui presente, -secondo se contien in li capitoli nostri. Et Gem pregò el Papa -dicesse al Re li facesse bona compagnia, et cussì fece raccomandandolo -sommamente. Et el Re li disse: non havesse paura di haver alcun danno, -et che venisse pur di bona voglia sotto sua protetione. Et ditto Gem fu -accompagnato a hore una e mezza di notte da quattro cavalieri di Rodi -et molti arcieri al palazzo di San Marco, dove habitava el Re. - -Et per Roma fo divulgato, partito el Re, el Pontifice voleva andar, per -la gran carestia era, a Perosa. - -Et è da saper come el Re de Franza stette 28 zorni in Roma, et le porte -de Roma erano in mano de Franzesi e in custodia. - -Et a dì 27, la sera, ditto Re di Franza andò dal Pontifice per tuor -comiato, come la mattina si dovea partir, et habuta la beneditione, -la qual tolse con gran divotion, abrazatosi tolse licentia, et fu -accompagnato da dui Cardinali, S. Piero _in Vincula_ et Valenza. -Et cussì tutti li soi baroni tolse licentia dal Papa, ai qual, per -carezarli, el Pontifice a chi concesse bolle _gratis_ di absolutione -od altri perdoni, a chi una cosa et a chi un'altra, per carezarli, -_ita_ che tutti fonno contentissimi, et con gran benivolentia preseno -licentia da Soa Santità. Ad altri donava _Agnus Dei, Paternostri_ -ecc., per devotione. Et in questa sera el Pontifice, havendo inteso -el successo seguito a Napoli di re Alphonso, el qual è qui sotto -descripto, quello accadete a Napoli el tutto intenderete. - - -_Come re Alphonso renonciò la corona a so fiol don Ferando et si partì -di Napoli; et quello ivi seguite._ - -A Napoli per lettere di l'ambassador veneto se intese, date a dì 23 -Zener, et zonte alla Signoria a dì 31 ditto, in zifra, venute per la -Calavria et a la marina via con gran difficultà: come a dì 21 zonse ivi -la nuova di l'accordo fatto tra el Papa et el Re de Franza. Et essendo -el re Alphonso molto di malavoia, non sapendo che farsi per la furia -de Franzesi, non sperando più aiuto da niuno, quasi non se impazava -più di niente, et tutto el governo era in le mano di suo fratello don -Fedrigo, prencipe de Altemura. Et za era venuto el fiol do zorni avanti -in Napoli, partito dil campo, mia 50 fè in uno dì, per la qual cosa -la brigata se meravigliava. Et re Alphonso, vedendo el populo esserli -contrario, deliberò partirse. Dove volesse andar, non se intendeva la -verità. Et cussì a dì ditto, renonciò el Reame al fiol, et fo fatto -instrumento publico, _licet_ la madregna Raina et ditto fiol li fusse -a li piedi in zenochioni, pregando Soa Majestà non volesse far questa -movesta, et che, partito lui, Napoli saria perso. Et lui respondeva: -che non potendo assecondar a la madre, li voleva dir come lui vedeva -tutto questo infortunio et mal procedeva da li soi peccati, et che -lui havea in vodo de andar frate za molti anni, et che voleva andar -in Cecilia a uno monasterio de frati religiosi a Mazara, però che la -Raina ditta havea ivi, in Cecilia _ultra_ Faro, do terre, zoè Mazara -et Ligusta: or che ivi _quiete_ voleva fenir soa vita, et che el regno -renontiava al fiol Duca de Calavria, el qual voleva el zorno driedo -cavalcasse come Re per la terra, et che forsi harebbe miglior ventura -cha lui, et che li bastava haver regnado uno anno in tanti affanni, -però che el padre a dì 25 de Zener passato morite, et esso re Alphonso -si fece; _ergo_ a ponto uno anno regnò et non più. Et a hore 9 di notte -_vel circa_, in questo medemo zorno di 21 Zener, esso re Alphonso se -redusse in Castel dil Uovo, che prima era in Castel Nuovo. El qual -Castel dil Uovo è situado in mar, dove al suo piacer poteva partirse. -Era con lui 12 frati, 4 di Monte Oliveto, ordine così chiamato come -_apud nos_ frati di santa Lena; 4 di san Martin, zoè certosini; et 4 -di san Severin, ch'è uno monasterio lì a Napoli. Et portò con sè zoie, -tapezarie bellissime, et la soa libraria, ch'era di le belle cosse de -Italia: li libri lui havea benissimo scritti, miniati, et ornati de -ligature. Et lì a Castel dil Uovo era preparate 5 galie et una fusta et -do barze, sopra le qual era messo oltra le supellectile in grandissima -quantità de ogni sorte de vittuarie, vini assà de varie sorte dil -Reame etc. Et si voleva partir in quella notte per andar in Cecilia, -et montato in galia con alcuni che lo seguite de li soi, per el tempo -contrario convenne ritornar in Castello dil Uovo, dove era castellano -et custode Antonel Pizolo napoletano, arlevato et fidelissimo di caxa -Aragona. Or re Alphonso scrisse una lettera per tutte le soe terre, -come voleva andar in peregrinazo, et che havea lassato el fiol Re, -al qual pregava che l'omazo li havevano jurato a lui _etiam_ fusse al -fiol, a cui aspettava el Regno. - -A dì 22 ditto, se mise molta zente in Napoli a rumor, per metter a -sacco li zudei con gran tumulto, ma per el subito soprazonzer dil -Duca di Calavria novo Re, si acquietò le cose; et _etiam_ molti marani -volevano metter a sacco, et fo de bisogno che el cardenal de Zenoa et -Obietto dal Fiesco prothonothario, zenoesi, i quali si retrovaveno ivi, -de montar a cavallo et tasentar quei populi, et cussì cessono di far -altro danno per la terra. Et molti cittadini inteso dil re Alphonso la -movesta, _unde_ intesono come si voleva partir, et havea renontiato la -corona al fiol, pregando quelli li volesse far bona fedeltà, et lui più -prometteva de ritornar in Napoli, nè più voleva esser chiamato Re. - -A dì 23, che fo di Venere, el novo re Ferando cavalcò per Napoli et per -tutti i cinque Sezi, secondo el consueto, come Re, vestito d'oro, in -mezo di l'arciepiscopo di Taragona era lì con la Raina _nomine regis -Hispaniae_, et l'ambassador venitian, con cavalli 600, et nel domo, -fatto le debite cerimonie, si fece Re, _vivente patre_, et dal populo -fo dimostrato grande contento, per essere human et benigno Re. El qual, -per farsi benivoli li populi, fece molte concessione et privilegii, -come si suol far, per liberalità soa, quando comenzano a regnar: -assolse molte terre di angarie e di tuor sal, altre fece exempte, et -cavò li presoni baroni erano in Castel Nuovo, zoè el fiol dil Principe -di Rossano et uno altro. Adoncha, in manco de uno anno e tre zorni, -si vide in Napoli tre Re, zoè don Ferando, don Alphonso et questo -Ferando presente. Et a tutti Paulo Trivisano cavalier ambassador veneto -si ritrovò; et fo al quarto, che fo el Re de Franza. Or di questa -mutatione di Re, et abbandonarsi cussì di Alphonso, parse a tutti cosa -molto nova et inusitata, et za molti seculi non più accaduta. - -A dì 28 ditto, questo re Ferando si partì di Napoli, et ritornò in -campo a San Zermano, havendo scritto al so ambassador era a Venetia, et -mandato la commissione fusse suo: _etiam_ ad altri in diversi luoghi; -et lassò in Napoli al governo la raina dona Zuana, et so barba don -Fedrigo, et ancora el re Alphonso in Castel dil Uovo se ritrovava, et -_continue_ faceva cargar robe su le galie. Ma questo re Ferandino tolse -comiato da tutti con gran pianti, dicendo andava con animo deliberato -de lassar fama per esser valente, _tamen_ non fonno mai a le man -Franzesi con Aragonesi, et el Re de Franza _etiam_ in questo medemo -zorno partì di Roma, come udirete. - -A dì 3 Fevrer, Alphonso _olim_ re di Napoli se partì da Castel dil -Uovo, con 5 galie, una fusta, et do barze: portò seco gran quantità -di roba di ogni sorta, zoie, danari etc. a la suma de ducati 300 -milia, et andò a Mazara, terra di la Raina in Cicilia, benchè molti -variamente di questa andata parlava. Altri che voleva andar in Spagna -ad exhortar quel Re rompesse adosso el Re de Franza, et praticar nozze -di la principessa che fo moglie dil fiol dil Re di Portogallo, di età -de anni 25 et bellissima[114] in suo fiol Re. Altri che 'l voleva andar -dal Turco diceva, et quello far passar, però che Turchi _nunquam_ si -volse fidar di passar in Italia, per non esser tajadi a pezzi. _Tamen_ -esso Re andò a Mazara, dove stete alcuni zorni facendo vita solitaria, -et di lui quello seguite, lezendo più avanti intenderete el tutto. Ma -ritorniamo al Re di Franza, et come si partì di Roma. - - -_Di la partita dil Re di Franza, et come prosperò in Reame._ - -A dì 28 Zener, a hore 15, el Re di Franza montò a cavallo armado su -uno caval morello con suo barde: havea di sopra le armadure una vesta -di broccato d'oro, di sopra questa una tabarra di panno d'oro et -raso cremesin a quartoni, et uno cappel bianco in capo, et monsig. di -Brexe armado, con una sopravesta di panno d'oro, et altri baroni et -cavalieri zerca 70, armati, con sopraveste, alcuni di panno d'oro, et -mitade di veludo, et chi di raso. Era su la piazza di S. Piero homeni -d'arme et arcieri 800, cavalli 600, et venne dal Papa, et smontato -andò in palazzo. El Pontifice con alcuni Cardinali erano ivi redutti -dove si dà la benedition, et el Re li andò con la bareta in man, -dimandando li dovesse Soa Santità perdonar al cardinal Curcense, et -cussì perdonò. Poi el Pontifice, Re et el cardinal Valenza, andava -legato con lui, si redusseno in una camera, e lì parlò zerca mezza -hora: da poi ditto Re basò el pè al Papa, et cussì fe' i soi baroni. -Da poi el Papa venne fuora, dove era li Cardinali, con una bolla in -mano, et disse: Sacra Maestà, questa è la bolla sottoscritta da tutti -i Cardinali, et cussì son contenti. La Bolla dizea che 'l Pontifice -con li Cardinali asegurava el Re per tutte le terre et castelli di la -Chiesia, et comanda a quello si renda etc. Et poi montò a cavallo, et -cussì el cardinal Valenza, et ancora fo fatta una bolla per el Papa -al cardinal S. Piero _in Vincula_, che 'l potesse star in Roma, ma fo -fatto un po' di garbujo. Et el Re havea con lui Gem sultan, vestito a -la turchesca appresso di lui, con Turchi drio, et andò per la via longa -fuora di Roma per andar quella sera ad alozar mia 12 a castel Marino, -loco de Colonnesi, et li ambassadori nostri lo sequiva. El zorno driedo -se partì per andar seguendo Soa Maestà. Era bellissimo veder per Roma -tanta magnificentia, con zerca 5000 pedoni con azzette in man, senza -il resto armati. Et è da saper che el zorno avanti za erano partiti di -Roma, per non dimorar drio el Re, questi Cardinali, zoè S. Piero _in -Vincula_ et Curcense, et questi la spetono a Marino, et el cardinal -Colonna et Savello andono a li soi castelli. Adoncha havea cinque -Cardinali con lui. - -In questo medemo zorno zonseno a Roma do ambassadori dil Re et Raina di -Spagna, chiamati don Antonio de Fonseca castigliano è uno de capitani -dil Re, et mons. Johan de Albion aragonese castellano de Perpignano, -i quali veneno per terra per la Franza, et zonti in Alexandria di la -Paja andono per la Toscana a Roma, et intendendo che 'l Re de Franza, -al qual erano sta mandati, era cavalcato poco avanti, li andono driedo, -et cussì a cavallo, presentato le lettere di credenza, li protestò che -non dovesse andar più di longo contra re Alphonso, et che haveano in -commissione da loro Re et Raina di manifestarli che, non tornando et -prima udendo tutta la soa ambassada, li romperiamo guerra per terra e -per mar, et che a li soi danni esso Re de Spagna comenzaria andar. Et -el Re de Franza rimase molto admirato, et li disse: _Domini oratores_, -venite a Marino et a Velitri con nui, che vi darò audientia, et vi farò -risposta a ogni cosa. Et come da l'ambassador di ditto Re di Spagna -intesi, che era qui a Venetia, homo di grandissimo inzegno et molto -mio amico[115] l'altezza dil suo Re et Raina in questi tempi havevano -questi ambassadori in diverse parte: zoè era al Pontifice suo fradello -don Garcilasso di la Vega cavalier castigliano, et stato za uno anno -al re Maximiliano; do, come ho ditto, a questo Re de Franza; uno al Re -de Portogallo; uno al re de Inghilterra; uno al re Alphonso di Napoli, -el qual capitò a Venetia, come udirete di sotto, a questa Signoria, et -quasi tutti per le cose presenti. - -Ma el Re, cavalcato di lungo et zonto a Velitri terra di la Chiesia, -dove a dì 29 ditto erano zonti li nostri ambassadori partiti di Roma, -et trovono esso Re de Franza, al qual si apresentono et li fece assà -bona et perfetta ciera, _tamen_ era alquanto conturbato per quello -la notte era successo ivi: zoè, che el cardinal Valenza fiol dil -Pontifice, la notte, de Velitri si havea calato gioso de li muri di -la terra, et con do cavalli era ivi preparati cavalcò quella, come -fo divolgato, in Spoliti, terra fortissima di la Chiesia; _tamen_ -non sapevano Franzesi dove si fusse andato. La qual movesta el Re non -poteva considerar dove fosse proceduta, et disse _ista verba_: Malvas -Lombard, et lo primiero lo Santo Pare; et deliberò con el suo conseglio -de non andar più oltra, et quivi riposar fino intendeva altro. Ancora -in questo zorno zonse dal Re uno suo capetanio, andato con molti -Franzesi verso Civitavecchia terra dil Pontifice per haverla in sua -potestà _juxta_ li capitoli, ma quello governator era lì per nome di -la Chiesia non volse lassarli intrar, sì che steteno Franzesi in dubio -di qualche tradimento dil Pontifice, et rimaseno molto admirati. Et -questa nuova zonse a Venetia a dì 3 di Fevrer. Et non voglio restar di -scriver cosa assà degna di memoria, come per una lettera venuta di Roma -io vidi: che Franzesi, dubitando de vittuarie et strami per li cavalli, -che erano certi non poter trovar, loro medemi messeno feni et biave -sopra le groppe de soi cavalli, tanto che li potesseno pascer fino che -'l Duca de Calavria havea fatto quelle provvisione ho ditto di sopra. - -Ma a Roma, partito el Re, el Pontifice continuamente faceva notte -e zorno fortificar quella parte di muro di Castel Santo Anzolo -che cazete, et di novo fabbricar, come per lettere di Paulo Pisani -ambassador di 31 se intese. In Roma non se parlava nulla di quello -havea fatto el cardinal Valenza, et era stato col Pontifice, el qual -mostrava di non saper, ma che pur si divulgava la partita dil Pontifice -con la corte fino 8 zorni et andar a Perosa, sì per causa di vittuarie -_quam_ per dimostrar a Romani come stariano in abondantia non vi -essendo la corte. _Tamen_ non si mosse et stette fermo in Roma. - -Rimase in Roma Piero de Medici, el qual volendo seguir el Re in l'ussir -di Roma, Soa Maestà li mandò a dir dovesse ivi restar fino li manderia -a dir altro, et cussì restò in casa dil Cardinal suo fradello, era in -quelli zorni di Bologna venuto a Roma. Et ancora don Ferrante fio dil -Duca di Ferrara di suo comandamento restò. _Tamen_ da poi, intrato el -Re in Napoli, quello andò a trovar. - -Et el Re preditto, volendo al tutto intender la cossa sequita per el -cardinal di Valenza, mandò a dì 31 Zener do soi araldi con lettere -al Pontifice, a dolersi di quello havea fatto ditto Cardinal, -meravigliandosi, nè poteva comprender dove procedesse, et che Soa -Santità dovesse proceder et far ritornar ditto legato, et avvisarli -quello havea voluto dir tal movesta, altramente che tegniva fusse rotti -li capitoli, et che li saria forzo di ritornar indriedo. Ancora scrisse -al cardinal di Santo Dionysio, rimaso suo commesso a Roma, come dovesse -andar dal Papa et intender di questo, et che dovesse chiamar li capi -dil populo romano, chiamati caporioni, et aricordarli come da lui et da -li soi havevano habuto bona compagnia, pagatoli le vittuarie, et non -li era sta fatto danno alcuno, et notificarli el seguito. Et andato -ditto Cardinal con questi araldi dal Pontifice, exposto et presentate -le lettere, el Papa si excusoe che non sapeva niuna cosa, nè dove si -fusse, dimostrando di dolersi summamente, et cussì per justificarsi -li mandò do legati a Velitri, zoè lo episcopo di Terni et l'auditor -di Rota Porcharis, quali insieme dovesseno esser con lo episcopo di -Concordia era partito di Roma cum el Re per farli compagnia; et excusar -el Pontifice di questo. Et _etiam_ el populo de Roma ne mandò do -altri a notificar che erano deditissimi, zoè lo episcopo de Nepi et il -prothonotario di Buffali. Ancora mandono uno per nome dil Pontifice et -uno per nome dil Re sopranominato a Spoliti, dove se diceva era ditto -Cardinal, acciò tornasse legato con el Re de Franza; et non lo trovono. -Li fo ditto era stato et partito, dove si fusse andato non sapevano, -però che con tre cavalli soli cavalcava hora in qua ora in là per -non andar legato con ditto Re. Et fo divolgato la causa esser, perchè -havea inteso a Roma alcuni Francesi da Spagnoli erano stati tagliati a -pezzi, et dubitando el Re non facesse la vendetta sopra di lui, se ne -era fuggito: et cussì questa scusa catò (_trovò_). Le zente di esso Re -in questo mezzo intrò in Civitavecchia terra di la Chiesia, et _etiam_ -poco da poi ebbeno Terracina in loro dominio, _licet_ da Aragonesi -fusse custodito. Ma lassiamo qui el Roy, et altre cose seguite in -Italia scriviamo. - - -_Cose seguite in diverse parte de Italia in questo tempo._ - -À Venetia zonse in questi zorni un ambassador dil Re et Raina di -Spagna, venuto prestissimo et incognito per andar a Napoli, chiamato m. -Johan..., maistro rational dil regno di Valentia, homo a presso el Re -de gran reputation, et havea alcuni spagnoli in soa compagnia, et quivi -se accompagnò con uno ambassador fo dil re Alphonso, el qual era stato -a dolersi a la Duchessa sua fiola di la morte dil Duca, et el sig. -Ludovico volse ditta Duchessa li desse audientia, et vette (_vide_) -el fiol dil Duca. Or volendo ritornar a Napoli, venne qui a Venetia, -nomeva ditto oratore Piero Zuane Spinelli castellano di Trane, parente -di quello era qui a la Signoria. Et cussì andati questi do ambassadori -a Ravenna, volendo passar mai poteno, et conveneno ritornar indriedo. -_Unde_ l'ambassador de Napoli era qui, andò a la Signoria, pregando -dovesse concieder che questi montasse sopra li do arsilii andavano -in Puja a tuor li cavalli dil Reame, et cussì a dì 3 Fevrer montono -su ditti arsilii, et andono a loro viazo, ma accadete a ditto Maistro -rational assà infortuni, che fo preso et spogliato et toltoli le mule -menò con loro, però che dismontono a Ortona a mar, et fo presentato al -Re de Franza come dil suo successo intenderete el tutto. Ma li arsilii -con Zuan Borgi secretario andono indarno, perchè venendo li corsieri -fonno presi come roba dil re Alphonso da Franzesi, et cussì ditti -arsilii tragettò zudei su l'isola di Corfù, et ritornò a Venetia, et -fonno mandati prima per li stratioti. - -A dì 3 Fevrer l'ambassador di Napoli andò molto aliegro in collegio, -notificando haver lettere di 18 Zenaro da Vurmes (_Worms_), ch'è -a presso Cologna in Elemagna, dove se ritrovava la majestà dil re -Maximiliano venuto per far la dieta, da l'ambassador dil suo Re, che li -advisava come esso Re de Romani havea totalmente deliberato di ajutar -casa di Aragona, et che si el Re de Franza non se levava da l'impresa, -che li voleva romper a li confini de Bergogna, et che havia mandati -li soi ambassadori a ditto Re. _Item_ come voleva mandar li soi 4 -ambassadori a questa Signoria, i quali di breve dovevano zonzer. Et -cussì molto aliegro vene zoso di collegio. Ma queste era parole, et -el Re de Franza faceva fatti in Reame. Et è da saper che ditto Re de -Romani scrisse una lettera a la Signoria, che non volesse ni diliberar -ni far cosa alcuna circa a le cosse di questo Re di Franza, perchè lui -mandaria soi ambassadori a consultar con questa Signoria alcune cose -bone per la soa Republica, et salute per la Italia. - -In queste medemo zorno la sera zonse uno ambassador dil re Alphonso, -zoè partito di Napoli avanti el Re havesse fatto quella movesta, et -venne per mar, et montò a Ortona a mar sora una fusta, zonse a Lio -dove per la Signoria li fo mandato alcuni zentilhomeni contra per -honorario, et alozò a la casa dil Duca di Ferrara, dove era preparato -per li ambassadori dil Duca di Milano doveano venire. Questo nomeva -Hieronimo Spieraindio, dotto napolitano, et insieme con Iohanne -Battista Spinelli, altro ambassador stava fermo qui, andò a la Signoria -et expose la soa imbassada. Et el principio fo de la ruina dil suo -Re, el danno poi de questa Signoria, concludendo li dovesse aiutar, et -come si divulgava offeriva largi patti et partiti a questa terra, a ciò -aiutasseno el suo Re. Et poi stato alcuni zorni, a dì 16 Fevrer partì, -et andò a Roma, et ritornò a Napoli a starvi come cittadino, _licet_ -vi fusse Re, et havesse el dominio el Re de Franza, et stette come gli -altri. - -Per lettere di Zuan Francesco Pasqualigo dottor et cavalier, vicedomino -a Ferrara se intese, come a dì 2 Fevrer, fo el zorno de Santa Maria, -el Duca de Ferrara con molti de soi primarii venne in persona, -essendo varito dil mal, a visitar esso Vicedomino fino a caxa; cosa -che _nunquam_ ha asuetado de far. Et questo perchè el Vicedomino era -ammalato et laborava di podagre. El qual Duca osò molto benigne parole -in exaltatione dil Stato di la Signoria, et tolse poi licentia, et -alcuni soi rimaseno con ditto Vicedomino, et li disse come el Signor -voleva di brieve venir a Venetia, sì per visitar la Serenissima -Signoria, _quam_ per justificarsi come lui non era stato cagione di -alcuna movesta de Franza, come era incolpato; concludendo voleva esser -bon fiol di questa Signoria: _tamen_ non venne et non seguite altro. - -A Bologna, essendo terra subposta a l'imperio, in questi tempi, el -magnifico Johanne Bentivoj che in quella città è cittadino primario -et ordina et governa el tutto, _licet_ bolognesi facino ducati di oro -et monede, le qual al presente si spendeno per tutto, pur con voluntà -di esso Re de Romani eletto Imperador, fece batter una moneda d'oro -de valuta de do ducati; da una banda una testa di ditto magnifico -Johanne, con lettere a torno che dice: _Johannes Bentivolus bononiensis -secundus_; et da l'altra banda una arma inquartada, zoè l'aquila ch'è -l'arma de l'imperio, et la siega ch'è l'arma de Bentivoj, con una -aquila di sopra el scudo con lettere a torno: _Maximiliani Imperatoris -munus_. Et questo per esser cosa notabile ho voluto scriver. Ho visto -ditti ducati et _continue_ si stampa. - -A Milano el duca Ludovico descoverse che madona Bona duchessa vecchia -et madona Ixabella duchessa zovene scrivevano lettere a Maximiliano, -dolendosi che ditto sig. Ludovico si havea fatto Duca et privato le -ditte di ogni dominio, et che dovesse venir ad aiutarle, et _maxime_ -el suo sangue et el fiol fo dil Duca, el qual era privato di quella -dignità che ogni ragion volea havesse. Ma, capitate ditte lettere in -mano dil Duca, ordinò ditte done stesseno in più destreta nel castello, -non le lassando parlar più ad alcuno; le qual però _etiam_ prima molto -obscuratamente con panni lugubri vestite, senza alcuna politezza, et la -moglie manzava in terra, et mostravano gran dolor, et come niun andava -ivi a pianzer el Duca, diceva madona Isabella: non pianzete lui ch'è in -vita eterna, perchè vedendo esser privo dil ducato facea vita di santo, -ma pianzete la sorte di me meschina et di mio fiolo. Et questa alcuni -mexi dapoi fece una puta[116]. - -A Fiorenza mandono a Milano do ambassadori pregando el duca volesse -scriver al Re de Franza in suo favore, li volesse far restituir Pisa, -però che li do ambassadori loro, erano a presso Soa Majestà, non -haveano potuto ottenir cosa alcuna. _Unde_ deliberorono di far exercito -di zente. Haviano Francesco Secco et Hannibal Bentivoj et el conte -Ranuzo di Marzano a loro soldo, _licet_ a compiacentia dil Re ditte -zente cazasse. Et elexeno do commissarii in campo contra Pisani, zoè -Nicolò Valori et Piero Caponi, et preseno alcuni castelli de Pisani: -mancava Librafratta, Vico Pisano et Pisa. Poi quello seguirà scriverò -de sotto, a ciò se intendi ogni cosa. - -Senesi in questo tempo mezzo deliberorono di volersi pacificar fra -loro, et cussì a la fin dil mese di Zener _pacifice_ chiamono dentro -le do parte de citadini fora ussiti, chiamati populo et reformatori; -i quali del 1487, el zorno di Santa Maria Maddalena di Luio, per -dissensione fonno scacciati di la città, et questi habitavano su quel -de Fiorenza. Et come ho scritto, ne l'intrar dil Re li volseno far -intrar, ma la Signoria di Siena allora non volseno, et a hora par habbi -consentito. La qual Signoria sono 8, et uno capitano di populo, et -stanno do mexi in palazzo con gran magnificentia, sì come a Fiorenza; -poi succiedono de li altri. Le parte in Siena sono cinque: nove, -populo, nobeli, reformatori et dodeci. Quelli al presente rezevano -sono li nove, ma hora, intrati li foraussiti, _pacifice_ tutti saranno -daccordo, et goderanno le dignità loro: la qual cosa durò fin vi venne -el Re. - -Maximiliano re de Romani, domente queste cose in Italia se fanno, -essendo zonto a Vormes, dove continuamente baroni, ma per non esser -reduto tutta la quantità, di 2 Fevrer che era ordinato, la slongò fino -al duodecimo zorno di Marzo, ch'è el zorno de san Gregorio, di far la -dieta: al tutto voleva venir in Italia per andar a Roma a coronarse, -et mandò ambassadori a Sguizari, i quali si governa a comunità, a -dimandarli passo, perchè conveniva passar per le soe terre, volendo -andar a Milano. I qual Sguizari risposeno esser contenti, _dummodo_ -volesse menar con Soa Majestà a suo soldo X milia Sguizari. Ma ditto re -Maximiliano fo contento di tuor 3 in 4 milia, et non tanta quantità. Et -cussì stevano in queste pratiche. Et per lettere di Hieronimo Gritti -podestà a Roverè di Trento se intese, come erano zonti do ambassadori -di ditto Re a Trento, ch'è mia... lontano di Roverè, sotto uno -episcopo, et vi è el corpo dil beato Simoneto[117], che fu da Zudei nel -1475 morto et marturizato et fa molti miracoli. I quali do ambassadori, -venivano a la Signoria et che aspettavano el quarto a zonzer, però che -_etiam_ el Vescovo de Trento con loro era deputato. Quando zonzeranno -intenderete lo nome et quello volseno. - -Del mese di Zener in Spagna, in una città chiamata Guadalagiara in -Castiglia vecchia morite el Cardinal di Spagna, chiamato Pietro di -Mendoza _tituli sanctae † in Jerusalem_, prete cardinal et arciepiscopo -di Toledo, el qual era stato za 6 mexi amalato. Era di età de anni 75 -et ricchissimo. Havea de intrada de beneficii ducati 80 milia, stava in -Spagna seguitando la corte, et sempre era a presso di la Raina et molto -amato. Lassò tre fioli, tra li qual uno chiamato Rodorico de Mendoza -marchexe dal Zenete, ha de intrada ducati 30 milia; et do altri _etiam_ -con bona intrada[118]. Or, morto che 'l fu, el Re scrisse al Pontifice -pregando Soa Santità non volesse dar via li soi beneficii _ac_ -arcivescovadi, ma che dovesse aspettar che lui concederia ad alcuni de -soi yspani degne persone, i quali poi Soa Beatitudine li confermeria; -et el Pontifice rescrisse esser contento. Da poi el Re et Raina -conferite l'arcivescovado di Toledo a uno frate di l'ordine di San -Francesco, confessor di loro Majestà, chiamato fra Francesco Semenes, -ha de intrada ducati 45 milia, et lui lo recusò, pur a compiacenza -dil Re accettò. _Item_ al Cardinal de Cartagenia dette de beneficii -ducati 10 milia, et il titolo di santa †. A Don Joan de Fonseca dette -lo episcopato de..........., dà de intrada ducati 3000; et una badia -de Vagliadolide, de ducati 4000, a uno altro so servitor. Et cussì -rescrisseno al Pontifice haver conferito detti beneficii. Et subito el -Papa confirmò, et habute le bolle introno in possesso. - -Et l'armada di ditto Re di Spagna ussite in mar. Era tra nave et -caravelle numero 35. Capetanio el conte de Trivento. Et erano partiti -d'Alecante, porto a presso Valenza, et veniva a la volta di Cicilia, -poi passar a Gaeta, bisognando in aiuto dil Pontifice, _tamen_ fo poi -in favore di re Ferando de Napoli. Et se divulgava era sopra ditte nave -alcuni combattenti gianiceri, capetanio dil qual terestre exercito era -il duca di Alve, german e cusin dil Re, con lanze 600, et che _demum_ -se intese dovea ussir il resto di le caravelle, capetanio di le qual -dovea venir el conte de Moniche admirante de Castiglia, _etiam_ german -dil preditto Re di Spagna, et el duca di Alve nominato di sopra. -_Tamen_ poi, intesa la verità, ditti do capetanii non se partino di -Spagna, ma _solum_ venne el conte de Trivento. Et di questa armata, -_etiam_ per lettere di Francesco Bragadino capetanio di le galie -deputate al viazo di Barbaria, se intese, date in Almeria, terra di la -Granata, de dì 27 Dezembrio, come alcune barze de ditte armade li erano -venute a torno, non per far danno a robe de Venetiani ma ben a robe -de Mori, perchè sopra ditte galie ne era assà. El capetanio se tirò -in porto più a presso la terra che 'l potè, et quelli di la terra li -dette favore, che ditte barze o vero caravelle andono via, et da loro -intese certo che ditta armada sudava in Cecilia oltra Faro, ch'è dil Re -di Spagna, dubitando di fatti loro per le combustione era in Reame, et -perchè, benchè sia ysola, è _solum_ al Faro de Messina, dove scrive le -fabule et poeti esser Sylla e Carybdi, _solum_ mia 3 da passar il mar -da questa Cicilia andar in ditta ysola. Però el Re mandò ditte armade -per custodia di la soa ysola, a compiacentia de Ciciliani. Quello -seguirà intenderete. - -Per lettere di Capetanio zeneral da mar se intese, _etiam_ per lettere -de Constantinopoli in un scuro sermone, come el signor Turco faceva -grandissima armada, et voleva haver in mar questo anno vele 150, et che -era tornato el so ambassador stato dal re Alphonso. _Unde_ Venetiani -sospese il mandar a tuor de li stratioti con li arsilii, per non -desfornir li lochi marittimi; per i qual, a farli, era sta mandà al -zeneral ducati 40 milia, sì per far ditti stratioti, _quam_ per scriver -zurme per le galie sotil si armava in l'ysola de Candia, Corfù et -altrove; sì come fo preso in Pregadi: et bona parte di ditti stratioti -erano sta scritti, _tamen_ per collegio nostri facevano li patroni per -li XV arsilii, zoè boni marinari, experimentadi in diversi viazi. Et li -arsilii se conzava in l'arsenal, a ciò al bisogno fusseno apparati. - -Per ben ch'al proposito non sia di questa venuta dil Re di Franza, di -dover scriver quello accade in altre parti dil mondo, per esser cosa -notoria ho terminato farne mentione. Per lettere di Zuan Valaresso, -consolo a Damasco, di 8 Novembrio se intese, come nel ritornar di la -caravana de Mori, che 'l Soldan vi manda uno capetanio con alcuni -mercandanti con camelli assà, et si parte di Damasco ogni anno per -andar a la Mecha, dove se dise è l'archa di Maometto suo gran Propheta -et institutor di la loro fede. La qual _alias_ steva in aiere, però -che era a torno calamita, et quella era di ferro, sì che conveniva per -forza, ogni parte di la calamita tirando el ferro a sè, star nel mezzo, -però dicevano steva in aiere. Ma, _volente Deo_, del 148... quella -cazete et ruinoe, et, come Mori dicono, la sua fede die durar poco -et haver molte persecutione, et però stanno in gran paura. Or questi -Mori vanno insieme zerca 30 milia, ch'è bellissima cosa a veder, et -contratano con mercadanti indiani le loro merze, a barato de specie, -pepe, garofoli, zenzeri, cannella, nose etc. Et poi Mori quelle portano -a Damasco et in Alexandria et altre terre, dove si fanno mercadantie -con christiani et quelle vendono o baratano, et perchè za do anni el -Soldan non havea pagato il suo caffaro o vero regalia ad Arabi, che -sono zente terribilissima, stanno a la campagna, assaissimi anco fanno -tra loro un capo; questi, ben siano sotto el Soldan, _tamen_ hanno el -loro capo da per sè, perchè sono zente che non se puol domar; et el -Soldan sta ben con loro per molti respeti; viveno de rapina. Or questi -Arabi in questo tempo prese la ditta caravana dil Soldan, la qual -poteva valer da ducati 800 milia in suso, di specie, zoje et altro. -Et retenne el capitano con li mercadanti, ben che Mori se volesseno -difender, et fonno a le mani. _Tamen_ Arabi haveno la vittoria, la qual -cosa fu molto molesta al Soldan, pur sperava de conzar la mastella, et -li voleva donar ducati 50 milia de contanti, et loro ne volevano più, -_tamen_ poi conzò et li dette ducati assà, et haveno la caravana, el -capitano et homeni indrio, et questa cosa cussì notabele et za molti -anni non accaduta ho voluto qui scriver. - - -_Successo dil Re di Franza fino a l'intrar in Napoli._ - -Ritorniamo al Re di Franza, el qual era a Velitri, et data l'ultima -audientia a li oratori di Spagna, et a Val di Montona li expedite, -i quali exposeno tre cose. La prima, si dolevano che l'ambassador -dil suo Re et Raina, che era venuto da Soa Majestà a Lion, et quello -seguito fino a Piasenza, in cinque mexi non havia habuto bona audientia -nè quella extimatione si conveniva a l'altezza di cui rappresentava: -imo fo rimandato via, et si meravigliavano molto, et, _nomine Regum -Hyspaniae_, volevano saper la cagione. Secundo, che ben che esso Re di -Franza habbi dimandato aiuto bisognando al suo Re et Raina, et benchè -habino insieme bona paxe, amigo de li amigi et nemigo de li nemigi, -pur che Soa Maestà havia tolto questa impresa senza consigliarsi -con li suoi Re, et che volendo aiuto bisognava havesse consultato di -questa guerra, era iusta _vel non_ La terza, che 'l serave buono di -qualche accordo, et che loro volevano pacificar le cosse con el Re -di Napoli. Ma el Re de Franza rispose, quanto a la prima richiesta di -l'ambassador, che non sapeva di chi lui si havesse potuto lamentar, et -che si havesse dimandato audientia lui ge l'haveria data volentiera, -ma che non l'avendo dimandata, nè _etiam_ accordandola el Re, loro non -si poteva doler: et che potevano saper che li soi ambassadori sempre -ne la Franza erano stati honoradi. Al secundo de l'impresa, che non -bisognava consulto a voler recuperar el suo, et che 'l Reame di Napoli -li partegniva, però era impresa justissima et compresa ne li capitoli. -Al terzo, che non bisognava far altro accordo, ma che Alphonso si -dovesse contentar di renderli a lui el Regno possesso _indebite_, et -venir con lui in Franza, dove Soa Maestà li prometteva provvisione -et stato condecente. Et poi ditti oratori andati seguendo el Re a Val -Montona, tolseno licentia, et concluseno con el Re, zoè che li disseno -dovesse desister de voler haver el Reame di Napoli, et che se a niuno -die aspettar ditto regno, la Maestà dil suo Re è il primo, perchè suo -barba re don Alphonso quello acquistò per forza, et zerca questo usono -assà alte parole; _unde_ el Roy si dolse, dicendo non era honesto che -adesso che l'era venuto con tanta spesa cussì avanti, et che poteva -dir haverlo acquistato, ditti ambassadori volesse el no seguitasse -l'impresa, et che lui el voleva haver una volta, et poi faria decider -de chi quello dovesse esser _de jure_ et cussì _post multa_ rimaseno -d'accordo. Et dimandato al Re chi doveria cognoscer poi _de jure_, et -dar questa sententia, li ambassadori aricordano el Pontifice come capo -di la Christianità, ma el Re non il volse, dicendo haverlo sospetto, -sì per esser di nation subposta a loro Re, _quam_ per esserli stato -contrario; et rimaseno che el Parlamento de Paris fusse quello havesse -a decider questo. Et cussì ditti oratori ritornarono a Roma, et -advisato in Spagna el tutto, li comesse dovesseno al Re Maximiliano, et -cussì andono come scriverò di sotto. - -Ancora zonse do ambassadori a Velitri a ditto Re di Franza, venuti per -nome dil re Maximiliano di Romani, i quali fonno quelli stati a Milano -et Fiorenza et Roma, non avendo lì audientia per le cosse accadeva, ma -fo divulgato erano venuti per notificar al Pontifice prima la venuta -a incoronarsi dil suo Re, et per confirmar la paxe et accordo col Re -di Franza. Et a Val Montona ebbeno audientia, i quali dimandono salvo -conduto, raccomandandoli li confini di la Franza, dinotando havia -aconzo le cose di Bergogna, et che al tutto voleva venir a Roma questo -anno a tuor la corona de l'imperio, e far una cruciata, et passar -contra infedeli. Et cussì otteneno da esso Re di Franza lettere, et -quello volseno, et che voleva far la dieta, la qual havia prolongata, -et che za erano zonti alcuni elettori de l'imperio, signori et -episcopi, et che concluderia di far la ditta cruciata. E andono insieme -col Re fino a Varoli, dove tolseno licentia per ritornar a Roma. Ai -qual el Roy disse: fate che la Majestà di Maximiliano vegni presto a -incoronarse, perchè al tutto voglio ritrovarmi a Roma per honorarlo. Et -cussì questi ritornono a Roma, come più avanti intenderete. - -Quelli di l'Aquila havendosi dato, come ho scritto di sopra, -_voluntarie_ sotto el dominio dil Re di Franza, con conditione che non -intrasse niun Franzese dentro, onde alcuni Franzesi assà insolenti -volendo intrarvi, fonno da Aquilani assaltati, et ne fo morti zerca -80, portandosi bestialmente, _tamen_ pur havevano le insegne dil Roy. -Napolitani vedendo che el populo havea fatto quelle moveste, a dì 26 et -27 Zener, contra zudei et marani, et che Ferando al meglio havea potuto -tasentò quel populo, et a caso ivi era gionto do navilii di zudei...., -più el populo se inanimò, et parte fonno malmenati, et disseno al -Re non volevano nè marani nè zudei più in Napoli. Et el Re ordinò -dovesseno partirsi, et cussì nolizono navilii chi per Barbaria, chi -per Alexandria, et chi per Constantinopoli. Li marani ricchi steveno in -caxa. Or fu fatto uno editto che tutti li pegni che zudei si ritrovava -in le man, et quelli tenivano banco, et cadauno dovesseno per obviar -li scandoli render de chi erano, _tamen_ che li facesse uno scritto -di pagarli lo cavedal et usura infra tanto termine, et non solamente -in Napoli ma per tutto el Reame et in la Puia, dove in varii luogi -contra zudei era fatto gran destrusione. Et ben che fusse fatto questa -provisione, per questo non restò che non fusse sachizati. - -A Roma in questo mezzo, con voler dil Re di Franza et con patente de -investisone di l'Anguilara, intrò el sig. Carlo Orsini con 400 persone -in Roma, et andò a la caxa di uno D. Bartholamio che fo nepote di Sixto -Pontifice, el qual da esso Sixto fo investito di la ditta Anguilara, -la qual era del sig. Deiphebbo, che fo a tempo di la guerra di Ferrara -soldato de Venetiani, et essendo huomo veterano, a tempo de Innocentio, -morite del 148.... lì in quelle parte, et lassò alcuni fioli, i quali -ancora è al stipendio veneto. Or ditto sig. Carlo prese i fioli del -sopranominato Bartholamio, et messe la sua caxa a sacco, et li fece -molti danni per rehaver li soi castelli. - -Ma essendo el Re a Velitri, Franzesi andono per quelli castelli di -Conti et dil sig. Gaietano, et molti ne prese facendo gran danno. Et -andono a uno castello chiamato Monte Fortin dil conte di Fondi, et li -deteno la battaglia a la terra, et quello prese per forza, dove usoe -grandissima crudeltà, amazzando quanti scontravano: tamen la rocca -si tenne. Et Franzesi piantò le bombarde, zoè le soe artiglierie su -carri, et li custodi pavidi si deteno a pati, salvo l'haver et le -persone: ne la qual rocca era do fioli dil sig. Jacomo Conte romano, -era al soldo dil Re di Napoli, et questo castello era suo, et questi -fonno da Franzesi ritenuti fino havesse do altri castelli dil padre -mancava ad haver, et poi li deteno taglia ducati 2000, dicendo se -intendeva donarli la vita et non la persona. Non voglio qui descriver -le spurcizie usano Franzesi, le violentie di donne etc., come tutto di -sotto, in loco più necessario, per mi sarà scritto. - -Et poi el Re si partì da Velitri, et andò a Val Montona dove expedite -li oratori di Spagna et venne quelli dil re Maximiliano, come ho -scritto più difuso avanti, et ancora zonse el conte de Chaiazo, zoè -sig. Zuan Francesco di San Severino per el duca de Milano con cavalli -300 et alcuni balestrieri a cavalo, et zonse a dì 8 Fevrer. Et el -Re partite per Castel Fiorentino, et ordinò a tutte le soe zente, sì -quelle era in l'Apruzo, _quam_ di qua, che si dovesseno assonar a uno -nel ducato di Sora, perchè voleva andar a San Zermano, perchè intendeva -la zente aragonese, et el re Ferdinando zonto che fu in campo, si -eran levate et lassato quel passo, come era la verità, et erano tirate -verso Capua, dove voleva ivi far difesa, et Franzesi havea acquistato -quasi tutto l'Apruzo, _maxime_ Sermona, ch'è una terra grossa, et -senza troppo fatica, però che dove si presentavano pur li Franzesi, -li mandavano le chiave, levando le insegne di Franza. In la Puja era -gran combustione: el vicerè Camillo Pandon era in Otranto, et _etiam_ -Don Cesare fo fiol di re Ferdinando vechio. Et Monopoli, che è una -città grossa a la marina, tumultuando fra loro di quello havesseno a -far, a dì 23 Fevrer pur messeno a sacco li zudei, et a dì 26 ditto -essendo stato quelli tre zorni la terra in remor, pur el Zuoba di -Carlevar, che fo el zorno nominato di sopra, li cittadini cum voluntà -del Vescovo, el qual havia ricevuto assà beneficii da caxa di Aragona, -et fo el primo loro ribello, levono le insegne dil Re di Franza, et -non sapendo pur far l'arma regia di zii (_gigli_) con la corona, levono -una crose bianca in campo rosso, et strazò la bandiera di Aragona, et -el capetanio mandò fuora, era ivi per el re Alphonso. Adoncha Monopoli -fo la prima terra di la Puia levasse et si desse a Franzesi, et mandò -ambassadori dal Re a tuor certe confirmation de capitoli. Se ritrovava -qui do merchadanti venetiani, Antonio da Pesaro di Lunardo _olim_ -fiul, et uno Francesco Tanto, popular, el qual poi fo morto, quando la -Signoria ottene ditto luogo, come dirò di sotto. - -In questo mezzo el Re mandò a Roma uno so ambassador, zoè el primo -baron che havesse a presso di lui, el qual fo suo barba Filippo -monsignor, zoè monsignor di Brexe di caxa di Savoia et governador dil -Dolfinà, come di lui qualcosa ho scritto di sopra. Et zonto a Roma, -a dì 5 Fevrer, habuto audientia dal Pontifice, dimandò, in loco dil -Cardinal Valenza era partito et non se ritrovava, uno altro cardinal -per legato con Soa Maestà. Et el Papa dicendo: chi volete? dimandò -el cardinal Orsini. El qual excusandosi di non poter andar, el Papa -disse: ma che? volendo el Re di le mie cosse, manderò la più cara cossa -che habia di parenti mei, ch'è mio nepote qui, episcopo di Borges, et -lo faremo Cardinal, posto che la Maestà dil Re ha voglia di haver un -Cardinal con lui. Et Filippo monsignor partì dicendo scriverà al Re di -questa risposta. Et el Re li rescrisse dovesse dir al Papa non voleva -Borges, ma al tutto o el Cardinal Orsini o Monreal. - -A dì 5 Fevrer el Re con el so campo se partì da Val Montons, castello -dil sig. Jacomo Conte, et zonse a dì 6 a Castel Fiorentino terra dil -Pontifice, et mandò le soe zente ad haver alcuni castelli ivi vicini -dil Conte di Fondi et altri signorotti, feudatarii però a la Romana -Chiesia, et avanti fusse hore 22 quelli haveno, et alcuni brusoe usando -gran crudeltà che era una compassione, et come vidi una lettera de -li oratori nostri, che stevano sopra le mure de Castel Fiorentino, -et vedevano li fuogi facevano queste stranie generatione Franzesi, -Sguizari, Guasconi, Picardi, Scocesi et Alemanni; et preseno Supino -castello di Jacomo Conte, Cicano castello dil Conte di Fondi, et Possa -pur castello di ditti conti. - -Et el Re terminò non far più la via di sopra, ma andar a la dreta a San -Zermano, perchè quel passo era sta abbandonato, come ho ditto di sopra. -Et mandò certi villani dil paese per guastatori a far le strade a le -carrette de le artiglierie, le qual erano preparate n.º 120, menate -da 20 cavalli per una. Et era assà charestia in campo suo, _unde_ li -oratori veneti, vedendo haver troppo brigata con loro, mandò indrieto -a Venetia bona parte, et rimase con pochi, zerca persone 10, però che -si partino con 40 cavalli, si che è da considerar li desasii dovevano -patir, sì nel viver come nel alozar. El cardinal S. Piero _in Vincula_ -partite dal Re, et venne a Grota Ferata vicino a Hostia, et mia 12 -lontan di Roma, per venir a Zenoa. Quello di lui seguite, intenderete. - -El Re, partito da Castel Fiorentino, vene a Varoli città del Papa dove -dete licentia a li oratori dil Re de Romani, et mandò a dir a quelli -custodi di uno castello sopra uno monte situato, chiamato Monte S. -Joanni, el qual era dil Marchexe di Pescara, per do soi trombetti, -che si dovesseno render et levar le insegne, sì come erano assueto -dimandar. Et quelli erano dentro, senza far altra risposta a questi, -fece impicarli, taiar il naso et le orecchie, che è cosa che _numquam_ -a messi si assueta di far, et li rimandono indriedo. Et inteso el Roy -questo, vi andò a campo a dì 9, et fe' tre parte dil suo exercito, -et li dete la battaglia, et loro se difeseno virilmente, ma tutta -la notte feze bombardar con tanta furia, et el Re confortava tutti. -Or a pena fo una particella di muraglie a terra, che da tre bande li -deteno la battaglia, per esser inanimati di la discortesia usata, et -Franzesi introno dentro et fece una gran taiata, non sparagnando la -morte a niuno, se non a putini et poche donne; imo tutti quelli trovò -li tagliava a pezzi, con grandissimo sangue, et fino nelle chiesie ne -amazava; et come per lettere di oratori se intese, fonno qui amazati -700 et de Franzesi _solum_ X et feriti 25. - -Questa tal crudeltà el Re fo contento fusse usato, sì per la cossa -fatta, _quam_ a ciò sia exempio altri castelli e lochi dil Reame non -si vogli difender, _imo_ portarli le chiave. Et habuto ditto castello -fece consiglio, qual via dovesse tenir. Altri lo consigliava per causa -de vittuarie, che era grandissima inopia, che Soa Majestà andasse in -la Puia, dove ivi troveria grande obedientia, et che, dove che 'l si -apresenteria, li sarebbe portate le chiave, perchè Puiesi non sono atti -a combatter, et è assà anni non hanno hauto guerra, benchè fusse longa -via ad andarvi. Altri erano di opinione di seguir verso Pontecorbo, -et acquistar el passo di San Zermano, et poter passar al suo piacer el -fiume Garigliano, ivi medio: poi seguiriano el camin verso Napoli, non -lassando però Gaeta, ch'è terra fortissima, et Capua, situada sopra el -fiume Vulturno, dov'è el re Ferando col suo exercito. Et cussì steteno -in queste consultatione, _tamen_ elexeno di andar a San Zermano. - -Et è da saper che el Re poi andò in persona, partito da Varoli, a -questo castello Monte Santo Joanni, a dì 11 Fevrer, sì per veder -la fortezza, _quam_ per poter mandar le sue zente più avanti mia 5 -lontan di Varoli, et ancora li corpi non erano sta sepulti per la -grande taiata, però che tutti quasi erano morti su la piaza, perchè -quando Franzesi deteno la battaglia, vedendo li habitanti non poter -resister, corseno su la piaza et si butò in zenochioni con li brazi -in † dimandando a Franzesi misericordia, ma poco li valse, che tutti -fonno ivi amazati. Et qui feceno butini per ducati 25 milia, di panni, -di tele, rami et lavori de rami, et qui si soleva far una fiera assà -nominatissima in quelle parti. Ancora trovono assà biave et vini, _ita_ -che Franzesi comenzono a restaurarsi di li desasii portati. Et però -deliberorono di venir di longo a la volta di San Zerman. - -Ancora a Hostia e Civitavecchia zonse alcune galeaze di Franza, carge -di vittuarie, et za era di queste a dì 12 zonte in campo 260 some di -farina, et le zente parte erano andate verso Pontecorbo, loco pure di -la Chiesia sora el fiume Garigliano, et el Re a dì ditto andò a Bauco, -poi volse andar passando una acqua chiamata Cosa, _tamen_ pur ancora -qui tra el suo conseglio era varia opinione. Altri voleva andar di -longo a Capua, dove se intendeva esser el Re Ferando di Aragona con -40 squadre et 5000 fanti; altri lo consegliava andasse Aversa, di là -del fiume Vulturno, ch'è in mezo Capua et Napoli, et, questa ottenuta, -presentarsi a Napoli dove con desiderio era aspettato. La qual via -molto piacque al Re più di le altre; pur steteno in consultatione, nè -sapeva deliberar qual via havesse a pigliar, et voleva mandar zente -a San Zermano, per esser passo assà necessario. Et le antiguarde del -campo franzese in questi zorni fonno a le man con 7 squadre aragonese, -le qual, visto non poter resister a Franzesi, si tirono a drieto, et -vi sopravenne el conte Nicola da Petigliano con X squadre, el qual -_etiam_, augumentando Franzesi, si convenne recular in loco securo. -Et come se intexe, l'exercito franzese era questo: cavalli 12 milia -bonissimi con combattenti suso, 6000 pedoni zoè sguizari et altri, et -8 milia cavalli di arteglierie, some, femene et altre persone inutile. -Di le femene num. zerca 800, fra le qual 500 meretrixe. Zente italiane: -600 homeni d'arme con li Savelli et Colonnesi et 1500 fanti di l'Apruzo -aspettavano el prefetto di Roma nuovamente conduto col Re con 200 -homeni d'arme. - -In questi zorni el Re mandò zente a Teracina loco di Chiesia, et quella -have come ho ditto; dove doveva metter Gem sultan, ma lo 'l volse a -presso di lui, et cussì era custodito in campo. La città de Populi, -fatto li patti, si rese, et Civita di..., et oltra di questo Sermoneta -dil sig. Cola Gaietano, ch'è castello in monte lontano da Velitri mia -13. - -El Re preditto mandò a Venetia uno suo messo, el qual a dì 10 Fevrer -con monsignor di Arzenton suo ambassador andò in Collegio, et dimandò -passo a Ravena et in altri luogi di Romagna; ancora navilii per condur -alcune bombarde grosse n.º 22, era a Castelcaro qui in Romagna, dil -suo Re fino in Reame. Et disputato nel Senato _inter patres_ quello si -havesse a risponder, fo decretato et risposto per el Prencipe di darli -passo, per non haver con Soa Majestà se non bona pace, et che mancasse -di navilii a tuorli, che per tutto sariano lassate cargar ditte -artigliarie offerendosi etc. Et el messo preditto, satisfatto di tal -risposta, ritornò dal Roy. - -Ancora mandò uno altro messo a Milano con lettere al Duca, _licet_ -vi fu _etiam_ el suo ambassador, pregando che dovesse mandar suo -zenero sig. Galeazo di S. Severino più presto poteva, perchè haveva da -consultar certe cose con lui. Et come per lettere di Sebastian Badoer -orator veneto a Milano se intese, el Duca li rispose, havendo ancora -richiesto che lui in persona vi andasse a trovarlo ad ogni modo; come -esso Duca non poteva andar lì, ma che manderà el sig. Galeazo, posto -che a Soa Majestà li piaceva di haverlo a presso. Et li ambassadori soi -deputati a la Signoria non veneno, sì come havia scritto di venir; et -questo perchè el Vescovo de Como, che era uno di quelli, havia habuto -alquanto di egritudine; _tamen_ a dì 23 Fevrer partino da Milan per Po -et andono a Ferrara, _demum_ a Venetia, come dirò di sotto. Ma el Re -de Franza, oltra di questo, mandò a dir al ditto Duca de Milan dovesse -ordinar al suo comessario a Zenoa fusse messo in ordine certe galie ivi -era, perchè quelle voleva armar. - -El cardinal Samallo, gionto che fo a Fiorenza a dì 3 Fevrer et -_honorifice_ ricevuto, dimandò a quelli Signori ducati 70 milia che -restava haver el Roy da loro, _juxta_ la forma di capitoli, per ben che -de tutti non fusse il tempo ancora, ma li pregava volesseno concieder -questo al Roy, di darli al presente, havendo grande bisogno per questa -grande impresa. - -Ma Fiorentini, consultato le cosse, risposeno: meravigliarsi di tal -dimanda, attento prima che non era ancora el tempo, et che el terzo -capitolo vuol che li sia reso Pisa, et che _non solum_ sperano che -li sia renduta, ma che stanno et sono preservati in libertà, cosa -contraria di quello el Re havea promesso a Fiorentini. _Unde_ volevano -li fusse restituito prima Pisa, poi darebono la summa si hanno ubligati -di dare. A la qual richiesta, monsignor Samallo rispose, che non -era tempo di dimandar restitutione alcuna di lochi ch'è in poter dil -Re, durante _maxime_ questa impresa, et se non li havesse li vorebbe -haver, et che provedesseno che bisognava haver li danari. Ma Fiorentini -steteno pur renitenti. Et el Cardinal preditto sì mandò uno suo fio, -però che ne ha tre legittimi, a Pisa per veder di aconziar le cosse, -le qual era molto difficile; poi ditto cardinal in persona vi andò, se -divulgava verebbe a Lucca, passava in Parmesana, et veniva a Milan a -dimandar danari, poi passava a Zenoa a poner in ordene una gran armata, -la qual a tempo nuovo dovesse ussir in soccorso dil Re. Quello lui -seguite scriverò. - -In questo tempo Don Alphonso da la cha di Este, fiul primario dil -Duca di Ferrara, havendo compagnato un pezo el Re de Franza, ritornò -a Ferrara, et si accordò al soldo di suo cugnado Duca de Milano, et -have questo, zoè di provisione ducati XV milia a l'anno, et 150 homeni -d'arme di conduta. - -A Roma el Pontefice cassò tutte le sue zente, vedendo non bisognar più, -et _etiam_ quelle tenendo non poteva resister contra tanta potentia de -Franzesi, et rimase _solum_ con la soa guardia et alcuni altri, ai qual -dette provisione. Et el cardinal Valenza suo fiol, che era fuzito dal -Re, in questo tempo andava hora in qua et hora in là, pur ritornando -in la rocca de Spoliti, et fo divulgato esser venuto a Pesaro da -suo cugnato sig. Zuanne, per visitar sua sorella madona Lucretia, et -vene incognito. El qual sig. di Pesaro praticava di assoldarsi con la -Signoria et haver la conduta. - -El cardinal Ascanio, stato a Siena et per quelli castelli, ritornò a -Nepi sua terra, et il Papa più volte li scrisse et mandò a richieder -volesse ritornar a Roma, promettendoli di esser in amicitia come mai, -et non li saria fatto alcun dispiacer, et per una cautione li voleva -dar la rocca de Viterbo in suo potere. Ma esso Ascanio non volse andar, -et el Pontifice scrisse a Venitiani un Breve, fusseno mediatori a -far che ditto Vicecancellario ritornasse a Roma; et cussì ancora el -Duca de Milano scrivea a la Signoria preditta dovesse esser causa di -pacificar suo fratello con la Santità dil nostro Signor, et poco da -poi si pacificò, et per lettere di Roma se intese come l'armada di le -46 caravelle di Spagna erano passate da Hostia et andava verso Gaeta, -_tamen_ andono in Cicilia et ivi si puose. - -In questo tempo a Liesena, ch'è una isola di Dalmatia, per lettere di -Alexandro Barbo conte se intese come erano capitati alcuni navilii de -marani et zudei et altri puiesi, i quali venivano di Puia per alozar -in ditta isola, che erano forsi fameie 43, con haver assà di panni -et altre supelectile; et però ditto Conte domandava licentia, si a -la Signoria li piaceva fusseno lassati habitar, et per el Senato fu -decreto che ditti potesseno starvi, et li fusse dato recapito, a ciò -fusse fatto boni li luogi di San Marco, _licet_ in Liesena non vi -era prima zudei, _tamen_ che non imprestasseno a usura. Et cussì fu -rescritto al ditto Conte. - -In l'isola de Inghilterra accadete certe novità, però che quelli populi -cupidi et assueti a nuove cosse et mutatione di Re, alcuni volseno -contra el re Henrico presente chiamar in l'ixola il Duca di Yorch, -fo fiol dil re Edovardo[119], et nato di casa di Bergogna, el qual -_alias_ fu privato dil regno di Anglia a cui aspettava. Il modo, che -è bellisimo lezer, nel libro terzo intenderete come fo discaziato. -Or questo con aiuto dil Re de Romani et Archiduca di Bergogna voleva -passar su l'ixola et si preparava. Ma el re Henrico li mandò 8 nave -contra, di le qual tre li rebelarono et teneno dal predetto Duca de -Yorch. Quello poi seguite, per esser lontano da noi, molto più avanti -intenderete. - -A Costantinopoli seguite che alcuni de soi Cadì o vero preti andò -predicando _publice_ la conversione a la fede de Christo, o sia a un -novo propheta, dicendo quella di Macometto non era vera fede ma falsa, -_unde_ molti Turchi andono dal Signor dolendosi di questa comotione, -tale che se non si provedeva a questo, el suo stato saria disfatto et -la leze di Macometto _penitus_ dispersa. _Unde_ el Signor ordinò fusse -questi tal menati a la soa presentia, et ivi fece far una disputatione -con li soi primi in la leze, et questi gagliardamente disputò la fede -tenivano esser bona. _Unde_ el Signor li fece dar alcuni tormenti, -a ciò si tolesseno zoso, et confessasseno la causa per che dicevano -questo. Et alcuni di loro dubitando di morir, domandò perdono; _tamen_ -zerca 12 di questi steteno fermi in la sua opinione, dicendo non -volevano per paura dir contra quello che Dio li havea inspirati a dir -e contra la verità. Et non potendo el Signor farli tornar a la fede, -comandò che vivi fusseno brusati, et cussì fo fatto. Et questo per -mercadanti nostri venuti de lì hebi relatione; et pur volendo meglio -investigar come fo, intesi esser stato questo za alcuni mesi, et che -volevano instituir nova leze, et contra la maumetana, et non predicava -la fede de Christo, _licet quomodocumque res se habet_ questo fo a -Costantinopoli. - -Li arsilii sotil, dovevano andar in Candia et a Corphu nom. XV per -armarsi, si partì di questa terra et andò a bon viazo._ Etiam_ li -arsilii andava in la Morea a tuor Stratioti. - -A Napoli Paulo Trivisano cavalier ambassador veneto ritrovandosi, con -molta fatica expediva lettere a la Signoria però che li corrieri per -la strada erano spogliati, toltoli le lettere, et ritrovate in zifra -pur erano restituite. Si ritrovava ancora ivi Marin Gritti consolo de -Venetiani, et _etiam_ Zuam Bragadino, di Andrea fiul, mercadante, el -qual _etiam_ di molte nuove advisava la Signoria. Or per lettere di 7 -Fevrer se intese za era partito re Alphonso et andato in Cicilia, et -re Ferando novo tornato in campo: rimasto adoncha al governo la Raina -et don Fedrigo. Et Napolitani erano malcontenti ritrovarsi in quella -terra, _tamen_ da poi el metter a sacco de zudei non era seguito alcun -rumor. Molti andavano a Yschia, che è una ixola mia 18 vicina, pur -dil Re, a tuor caxe ad affitto, la qual fortezza si faceva riconzar -et fortificar. Et ditto ambassador fo in colloquio con don Fedrigo, el -qual molto si dolse di la sua fortuna, concludendo non vi era rimedio -più a caxa di Aragona, nè a resister a la potentia di Franza et loro -prosperar, però che _non solum_ erano assà et disposti a loro danni, -ma che ancora italiani li faceva più guerra che Franzesi; però che -Colonnesi, Savelli, Vitelli prefetto di Roma li erano contrarii; che -'l sig. Ludovico, _adhuc_ duca de Milano, havendo tossicato suo nepote -et tolto quel stato contra ogni ragione, essendo strettissimo parente -dil Re suo, insieme con el Duca di Ferrara fo suo cognato, li erano -nemicissimi; che Fiorentini, Zenoesi, Senesi, Lucchesi, Pisani et -altre comunità _non solum_ volevano la sua distrutione, ma che con i -suoi danari li faceva guerra; che Cardinali _etiam_ venivano a la sua -ruina; che el Pontifice li deva passo et ogni cosa che 'l dimandava; -_conclusive_ che Italia et non Franza al pover Re li faceva guerra. -Et ancora che la Signoria, la qual sola non se impazava, per ben che -non facesse dimostratione di aiutar el Re de Franza, _tamen_ che non -dando li soccorsi dimostravano _tacite_ di esser contenti che Franzesi -acquistasse quel Regno, et che li haveva dato gran reputatione li do -ambassadori venuti con ditto Re, et che Venitiani fevano grandissimo -mal, perchè sua era la festa et poi nostra sarebbe la vizilia: _maxime_ -havendo Franzesi la Puia, che sul colpho dominava el mar, comemorando -la benivolentia grande di la bona memoria dil Re suo padre con questa -Ill.ma Signoria; concludendo non era possibile resister, _maxime_ -ancora havendo ne li populi molti anzuini, _nisi_ Dio non movesse gli -animi de Signori Venetiani a volerli aiutar, _tamen_ che la Majestà -di re Ferandino et lui erano disposti di voler prima morir che veder -sì bel regno in le man de Franzesi. Pur tuttavia pregò scrivesse a la -Signoria dovesseno far qualche provisione, _licet_ sarebeno tarde, la -qual cosa mai per Venetiani fo voluto far, se non veder di metter paxe -et starsi neutrali. _Tamen_ poi tanto fonno le insolentie galliche, -che conveneno impazarsi, et quelli chazioe de Italia, come scriverò più -avanti. - - -_Di l'aquisto di San Zermano per Franzesi._ - -A dì 12 Fevrer, monsignor di Mompensier capetanio di parte di le zente -franzese, intendando di certo che in quelli zorni el campo aragonese, -di squadre 40 et 4000 fanti, era partito di San Zermano et tiratosi -verso Capua, _tamen_ pur ancora ivi era restato qualche zente a -custodia, se partì da Varoli con 600 lanze e 5000 pedoni, et andò a -Pontecorbo, dove fu _benigne_ ricevuto per essere terra di la Chiesia; -poi andò verso San Zerman, et li custodi senza aspettar altra bataia -liberamente li aperseno le porte di tanta fortezza et passo primo di -Reame. Et cussì introno dentro, et inteseno che re Ferando, quando -si partì di qui, comise a li custodi non dovesseno resister, ma che -facesseno quello havia fatto. Et intrati che fonno dentro, Franzesi -intendendo che el conte di Petigliano con alcune squadre fuziva a -Capua li dete driedo, assà chariazi preseno in le coazze (_le code, -la retroguardia_) con alcuni presoni soldati; _tamen_ el Conte andò -in loco salvo, e loro ritornò. Et poi la persona dil Re a dì 13 venne -a Pontecorbo, _demum_ a dì 14 intrò in San Zerman. Li andò contra la -chieresia, però che ivi era una bellissima Badia in comenda al cardinal -de Medici, dà de intrada ducati 3 milia a l'anno. Or el populo, et -puti vestiti di bianco con rami de olive in mano cantando el _Te Deum -laudamus, et Benedictus qui venit in nomine Domini_, et sotto una -ombrela con grandissimo triumpho quello fo menato in la terra. E li -ambassadori veneti si andono a congratular con Soa Majestà dil felice -principio, di esser comenzato a intrar in Reame. Et quivi subito el -Re con li suoi consultò qual via havesse a tenir. Adoperavano molto li -disegni. Erano in dubio di tre vie, o di Capua o di Aversa o di Napoli. -Ma in questo mezo Franzesi non stavano a dormir, andavano per tutti -quelli lochi, e molte terre et castelli aquistono senza desnuar spada, -ma presentadi levaveno le insegne dil Re preditto. _Adeo_ continuamente -veniva nuova a Soa Majestà che havevano li sui habuto qualche fortezza. -Le qual per esser assà, li nomi quivi non mi extenderò di scriver, ma -_unum dicam_ che il pover re Ferandino _a dextris, a sinistris et in -facie_ havea Franzesi, li quali erano per circondar la città di Napoli. -Et monsignor di Mompensier et monsignor de Obegnì molto si faticava, -araldi regii andavano a torno dimandando le terre da parte di Dio et -del Roy, et quelle havevano. Tutto l'Apruzo era aquistato al Prefetto. -Colonnesi et altre zente franzese attendevano ad aquistar in Terra di -Lavoro. Filippo monsignor ritornò dal Re, el qual era stato a Roma come -ho ditto, et fo chiamato per haver el suo conseglio, _etiam_ mandò per -el cardinal San Piero _in Vincula_ era a Grota Ferata che ritornasse -per esser a parlamento con Soa Majestà. - -Le zente franzese parte andavano a Roccasecca, et loro volendosi tenir -forte li deteno una battaglia, _tamen_ poi l'haveno a patti. Ancora uno -altro loco di la Raina chiamato Sulmona aquistono, dove era el Cardinal -di Aragona con tre baroni Aragonesi, et poco mancò non fusseno presi, -ma fuzino a Napoli. El Prefetto era zonto in l'Apruzo con 150 homeni -d'arme e 2000 fanti, et feze molti danni, et dimostrò grande inimicitia -a casa di Aragona. - -Ma intrato che fo el Re in San Zermano, fece far uno edito che tutti -li fora ussiti di qualunque grado et conditione se sia, et _etiam_ -li bandizati _libere_ poteseno ritornar a possieder li loro castelli, -lochi et signorie, case et possessione in Reame, e per tutto el regno -de Napoli, et cussì tutti li baroni, secondo che come possedevano al -tempo di la raina Zuanna, et non a tempi di Ferdinando di Aragona et -successori, el qual tyrannicamente et _indebite_ havia possesso ditto -Reame, et che convenisseno da Soa Majestà a tuor le investisone, che -_libere_ li prometteva di far. Ancora per gratuir quelli habitanti di -San Zermano, li fece liberi et exempti perpetualmente di ducati 1500 -erano ubligati a dar _annuatim_ al re di Napoli, et li assolse di una -altra ubligation havevano per anni 25 tanto, et cussì in molti altri -castelli et terre levò angarie, facendo assà privilegii de inmunitade, -come al loco suo sarà scritto. - -Ancora a Colonesi, zoè al sig. Prospero et Fabritio Colonna, per -esserli stati fidelissimi, li donò alcuni castelli vicini a li soi, -zoè el contado de Fondi, per gratuirli de soi benemeriti et beneficii -ricevuti, et li fece privilegii et investisone. _Etiam_ al Prefetto -donò tutto el stato dil Marchese di Pescara, ch'è quel Monte Santo -Joanni et altri castelli. El qual Marchese era con Ferando, come ho -scritto. - -Ad Aquilani fece molti privilegii, sì de exemptione _quam_ di altro: -et in questi zorni Aquilani fece stampar una moneda di rame da spender -a menudo, la qual da una banda era una crose con lettere a torno: -_Civitas Aquile_; e da l'altra 3 zii (_gigli_) con la corona, et -lettere a torno: _Carolus rex Francie_. Et cussì concesse che Aquilani -potesse stampar ditta moneda; _tamen_ in Napoli lui non stampò niuna -moneda. - -Et essendo venuti ambassadori a Soa Majestà dil Re de Romani et dil Re -di Spagna, a ciò non facesseno questi Re qualche novo pensier contra -di lui, come feno, deliberò di mandarli sui ambassadori, sì in Spagna -_quam_ al Re di Romani; et a ciò fusseno più presto, scrisse a suo -cugnato monsignor di Borbon, rimasto governador in Franza, dovesse -mandar al Re di Romani monsignor de Busagia (_Du Bouchage_) nominato -di sopra, era lì in Franza rimasto al governo di suo fiol, et li -mandò la commissione, et _etiam_ che uno altro barone vicino al Re -di Spagna, di quelli stavano in Linguadoca andar dovesse a ditto Re -et Raina di Spagna, notificandoli la sua imbassada, et cussì fece, ma -tanto steteno ad andarvi che poi non fonno a tempo di reparar a quello -voleva. Ma li ambassadori di Spagna, come ho ditto, tornati che fonno -a Roma, non havendo habuto la commissione di andar al Re di Romani, -mandono a dimandar al Re de Franza salvo conduto di poter andar a -Napoli a visitar la Raina sorella di loro Re, et poi che havrebbeno -fatoli reverentia volevano passar in Cicilia e tornar in Spagna. Ma -el Re non volse per non dar reputatione a Ferando. Quelli veramente di -Maximiliano, uno rimase a Roma et l'altro ritornò in Elemagna a referir -la sua imbassada; li quali oratori, a ciò el tutto chiaro se intenda -erano questi, D. Zuan Bontemps, texorier di Bergogna, et D. Petro -Gialon avvocato pur di Bergogna. - - -_Di la venuta de quattro ambassadori dil Re di Romani a Venetia._ - -Intendando a dì 15 Fevrer la Signoria come erano zonti 4 ambassadori -dil Re de Romani a Trevixo, venivano quivi per consultar gran cose, -venuti per la via di Feltre con cavalli 55 e pedoni 25, et da Thoma -Mozenico podestà et capitano a Trevixo fonno _honorifice_ ricevuti, et -venuti di longo a Mestre, per Zorzi Zorzi era ivi Rettor li fo usato -le debite parole, et quivi steteno alquanto a dimorar. Per honorarli, -essendo Domenega, fo dismesso Gran Consegio, che ogni Domenega si -assueta di far, dove si fanno li officii et rezimenti. Or mandono 70 -patricii senatori, tra li qual molti cavalieri et dottori, incontra -con le soe barche fino a Margera, ch'è mia cinque lontano di Venetia. -Ancora vi andò contra l'ambassador di Napoli et la fameglia del Legato -Apostolico, però che lui era ammalato. Altri oratori de Franza, Spagna, -Milano et Ferrara non vi andono. Et zonti ditti oratori, li fo fatto -per uno dottor una oratione, come erano mandati dalla Ill.ma Signoria -per honorar quelli; et poi a San Secondo montati ne li piati ducal, -perchè per le acque non havevano potuto andar più avanti, veneno per -el Canal Grando fino alla Zuecha, alozati in cà Marcello a presso la -chiesa di San Zuanne Battista, dove li era benissimo preparato. Et -zonti che fonno, li andono a visitar l'ambassador de Milano insieme -con quello di Mantoa, excusandosi non erano venuti contra perchè -erano stati tardi; poi etiam li venne a visitar l'ambassador de Spagna -che era alozato in cà Diedo ivi vicino. Et usate in piedi le debite -accoglienze, ditti oratori tolseno licentia. Quello di Franza per quel -zorno non andò, ma ben l'ambassador de Napoli ritornò a conferir con -questi alcune cose, et questi come disseno aspettava la commission dil -Re loro, la qual di hora in hora dovea zonzer. Et però non volevano -il Luni haver audientia, ma ben el Marti. Questi oratori erano: primo -lo Episcopo di Trento chiamato Hodolrico de Letistaner (_Udalrico -di Lichtenstein_); el resto Zuan Graidener (_Gredner_) preposito -di Brexenon, et li altri do baroni cavalieri de Ispruch, conseieri -et governadori dil Ducato de Austria, zoè Lunardo Felz (_Vels_) et -Gualtier de Stadia (_Stadion_); da quali se intese come la Majestà dil -Re de Romani essendo in Antorff, terra a presso Anversa, a li confini -di la Bergogna..., li baroni dil ducato preditto, zoè el Duca di -Goler, lo Episcopo de Lexe o vero _Leodiensis_, et el conte Ruberto de -Arburs havevano rebellato al ditto Duca, et facevano gran danni, non -volendo star contenti di l'accordo haviano fatto; et che Maximiliano -preditto atendeva a conzar ditte cosse; le qual erano state cagione di -la indusia faceva di la dieta si havea a far a Vurmes, terra franca in -Elemagna bassa sopra il Reno tra Magonza e Spira a presso a Colonia, -la qual al tutto voleva far a dì 12 Marzo, et poi venir in Italia per -andar a Roma a coronarse; et che tutte le terre franche erano disposte -di far ogni cossa in augumento di l'imperio et di soa Cesarea Majestà. - -Et poi adì 17 fo el Marti, secondo l'ordine dato, volendo venir a la -Signoria, fo mandati a tuor per molti cavalieri et degni patricii dil -Consiglio di Pregadi; et questi veneno vestiti di negro per la morte di -l'imperatore. Prima lo Episcopo con una vesta longa di zambeloto negro, -et uno becheto di zendado a torno el collo, perchè cussì fa li episcopi -in Elemagna, senza rochetto; poi lo Preposito, con una vesta di veluto -negro, et questo havea la lettera credential in mano. Et i altri do -baroni pur vestiti di veludo negro, con collane d'oro al collo. Et era -ancora in questa terra za più anni uno che za fo ambassador di ditto -Re di Romani quivi, et _etiam_ ancora expedisce alcuna cosa, et questo -fo el quinto, _etiam_ per la morte di l'imperatore vestito di negro. -Poi sequiva altri todeschi, pur vestiti lugubri, homeni de conditione, -_videlicet_ Francesco Sbroiavacha, Trando cavalier, Joane Baincher, -Jacomo Tropo, Vio da Torre, lo Stainer, Zuan Ripar dottor et X altri -zentilhomeni alemani, poi il resto di la fameglia. Era in palazo assà -brigata per vederli venir; ma a caxo in quell'hora zonse ivi uno messo -dil Turcho, el qual subito volse andar a l'audientia. Li venne contra -el Prencipe con la Signoria et, posti a sentare, per quello proposito -chiamato domino Joanne Graidener, el qual _alias_ fo qui Rettor di -scolari a Padoa, presentato la lettera, expose la sua imbassada; la -qual _conclusive_ fo che erano venuti vedendo el prosperar faceva el Re -de Franza in Italia, per voler intender l'opinione di questa Signoria, -si volevano far provisione, perchè el suo Re era apparechiato a far -ogni liga etc. Et el Prencipe _juxta_ el consueto, li rispose: fariano -consultatione con loro consegli. Et ditti oratori dimandano presta -risposta che 'l bisognava. Stavano a spexe de San Marco; et fo provisto -de darli ogni zorno ducati diexe erano con boche ordinarie. Or mons. -di Arzenton, el zorno da poi veneno, li andono pur a visitar, et fece -le debite accoglienze. Et non molto da poi ditto mons. di Arzenton, -andato uno zorno in collegio, perchè _saepius_ andava per cose acadeva -al suo Roy, come fevano però tutti li altri oratori, et considerando -esser venuti questi oratori elemani, vi era ancora quello di Spagna, -uno zorno andò alla Signoria, et disse pregando el Prencipe li volesse -advisar la cagione di la venuta de ditti oratori, _maxime_ questi -de Maximiliano et tanti: che si eran cose pertinente a confini di la -Signoria lui non voleva zercar, ma si cosa fusse che dimandasseno o -volesseno contro la Majestè dil Roy, li volesse farglielo intender per -poter advisar el Re, a ciò intendesse el tutto; la qual cosa credeva -che Soa Serenità la farebbe volentiera, per la bona amicitia era con il -suo Roy. Al qual per el Prencipe li fo risposto sapientissimamente; et -che erano venuti per cose appartenente a loro;_ etiam_ per visitarsi, -secondo la bona amicitia nostri teniva con tutti, _maxime_ con el -Re di Romani et Re et Raina di Spagna. Et ditto Arzenton disse era -da judicar cussì, che ditti ambassadori era venuti a qualche gran -fine de sì lontane parte, et cussì come el suo Roy lo teniva lui, -et _maxime_ quello di Spagna venuto 1500 mia, _tamen_ poi che non -poteva intender, era contento di quello piaceva a la Signoria. Queste -parole uxoe, perchè in Venezia pur si parlava che questi ambassadori -volevano far liga, zoè Maximiano, re di Spagna et la Signoria; altri -diceva _etiam_ el Pontefice, altri el duca de Milano per conservation -di loro Stadi: et di questo molto se mormorava: _tamen inter patres -Senatus_ erano queste pratiche molto secrete, et Venetiani erano pur in -gran reputatione. Sì come scrissi di sopra, a dì 17 Fevrer zonse uno -brigantin venuto in 6 zorni da Ragusi in qua con uno messo dil Turco, -venuto prestissimo, et era 17 zorni mancava di la Porta dil Turco. El -qual, senza dismontar altrove, volse dismontar al ponte di la Paja, et -andar di boto a la Signoria, et andava dicendo voleva star _solum_ 3 -zorni in questa terra, et ritorna con la risposta, et havea do colli -con lui. Questa venuta parse molto di novo a tutti, et stevano con -desiderio de intender quello voleva. Et dete che pensar a molti, ma poi -intesa la cosa non fu nulla di momento. Questo presentò lettere dil suo -Signor in Collegio, le quai diceva come havea habuto molto a mal, che -el Signor di Senegaia havesse fatto sì poco conto di lui, di tuorli li -ducati 40 milia mandava al Papa; e che la Signoria, per la bona paxe -havea con lui dovesse far ogni cossa che li fusse resi, et dimostrar -di aver habuto molto a mal, non tanto per la quantità di danari, -quanto per suo honor, perchè li era fatto disprecio, el qual voleva -esser bon amigo nostro, concludendo se dovesse far el tutto, a ciò si -recavasse ditti danari. Ma el Prencipe li dimostrò bona ciera, et disse -li risponderia; et che la consuetudine di questa terra era di non far -alcuna risposta senza il suo Consegio, et che manderia per lui quando -havesseno consultato. Et fo messo ad alozar a l'hosteria di la Serpa -ivi a San Marco, et poi rescrisse al Signor Turco che havevano recevuto -la sua lettera etc., et che non essendo el prefato Signor di Senegaia -nostro homo, per haver l'Avosto passato compito la soa ferma, non li -potevano far altro; come li havia mandà uno secretario et non voluto -più darli soldo; et che al presente era fatto homo dil Re di Franza; et -che non si poteva più: ma si fusse stato sotto il loro dominio, senza -questa lettera, per la bona paxe si havea, harebbono provvisto in tal -modo, che tutti li danari saria stati resi et lui castigato. Et ditto -messo fo vestito di scarlato, datoli ducati 25, la littera la qual -vidi, et la mansione quivi sarà posta, ritornò a Costantinopoli. - -_Ill.mo et Exc.mo Domino Bayesit magno Admirato el Sultano -Musulmanorum, Augustinus Barbadico Dux Venetiarum etc., salutem et -honoris ac gloriae felicia incrementa._ Et cussì scriveno nelle lettere -al ditto Signor Turco. - -Per lettere venute da Costantinopoli de mercadanti de dì 19 Zener, -portate per il prefato messo, se intese come ivi non si rasonava -altro che dil Re di Franza, et erano in grandissimo spavento, et che -el Signor faceva conzar 80 galie, et che erano zonti 700 calefai et -marangoni forestieri per riconzarle, et havia ordinato grande exercito -per terra, mandato a fortificar i Dardanelli, Negroponte, Garipoli -et la Vallona, et che molti Bassà havia parlato con ditti mercadanti -nostri, che el Signor saria contento ritornasse Baylo ivi come prima; -che l'era zonto uno secretario dil re Alphonso dimandando soccorso, -et che 'l Signor li havia ditto a tempo novo vegneria potentissimo -a soccorrerlo, et che ditto secretario exponeva che Zenovesi erano -stati causa de questo; perchè a Zenoa si havia fatto l'armada;_ unde_ -confortava el Signor che 'l levasse le trate a Zenoesi, a ciò non -fusseno più mercadanti ne li loro paesi, et che mandasse a l'ysola de -Scyo, ch'è di Zenoesi, armada, et quella tuorla; la qual cossa facendo -saria caxon che Zenoesi non sariano più propicii al Re di Franza. Se -intese ancora come Turchi havevano habuto una gran rotta a li confini -de Hungari, et che intendevano de lì el re Ladislao de Hungaria medemo -voleva venirli contra, et el Signor era molto di malavoia, et era quasi -de opinione de andar in persona, ma inteso poi esso re Ladislao non -veniva, _etiam_ lui non si mosse, ma mandò alcuni Bassà, _tamen_ havia -lassato andar uno ambassador hungaro, el qual lo havea tenuto 5 mesi -in custodia, et insieme con do soi ambassadori mandavano a ditto Re de -Hungaria per pacificar le cosse et poter attender di qua. - -Ancora per lettere di Corphù di Alvixe Venier baylo et capetanio se -intese che Turchi erano in grandissima paura dil Re de Franza, et che -non volevano habitar più a le marine ma fra terra. Le artegliarie et -bombarde grosse dil Signor Turco, era a la Vallona, le havea fatte -condur a la Geniza fra terra, et per lettere dil Capetanio zeneral -se have come a Lepanto, Coron, Modon et Napoli di Romania, che sono -terre in la Morea, havia fatto li stratioti, et quelli scritti erano -homeni valorosi, et da farne grande extimatione, et stavano desiderosi -aspettando di passar di qua, per lassar qualche fama di loro. - -In l'ysola di Cipri accadete cossa assà notoria; la qual ysola è di la -Signoria di Venetia, venuta sotto suo dominio mediante uno patricio -chiamato Marco Corner cavalier et primario senatore, el qual una so -fiola Catharina ne l'anno di Christo 1472 maridoe in el re Jacobo de -Lusignano, fo fiol di re Jano bastardo, el qual del 1458 con aiuto del -Soldan si fece Re di quella ysola, et scazzò Ludovico fiol dil Duca di -Savoia, et maridato in Carlota fiola legittima, et herede instituida -dal padre nel ditto reame. El qual Ludovico con la muier fuzite in -Italia. Ma maridato ditto re Jacobo in questa donna venetiana, adoptata -in fiola di la Signoria, venne ne l'anno 1473, 6 Luio, a morte, et -lassò herede la muier et quello lui partoriva, perchè era gravida, -et nacque uno fiol, vixe aduncha poco. El reame rimase in governo di -ditta madona Catharina raina, et la Signoria la tolse in protetione. -_Demum_ ditta Raina partì di quella ysola, et venne a Venetia, dove -_honorifice_ dal Prencipe et Senato fu onorata: li andò contra a -Lio con el Bucintoro pieno di donne, che fo bellissimo veder; poi li -donò uno castel in Trivixana, chiamato Axolo, et hebbe di provisione -_annuatim_ in tutto ducati 8 milia; et questa qui hora a ditto castello -con le soe donzelle habitava, honorata come Raina; et suo fratello -Zorzi Corner per il Prencipe nel Bucintoro venendo fu fatto cavalier. -Et partita la Raina di Cipri, elexeno nostri li Rettori et levono San -Marco, retrovandose ivi Capetanio Zeneral di Mar Francesco di Prioli; -et _demum_ da il Soldan ottennero privilegii et confirmatione di poter -possieder ditto Reame. Piero Diedo cavalier orator, el qual era al -Chaiaro, morite. El qual regno di Cipri è tributario al Soldan, et -chiamasi Re _etiam_ di Jerusalem. Or in questo tempo retrovandossi ivi -uno certo Cercasso, el qual vene in fantasia al Soldan che 'l fusse -suo fratello, però che tutti li Soldani convien esser stati schiavi, -et non de veri Mori, et però mandò una lettera a quel rezimento de -Nicosia per uno suo mamaluco pregando volesse mandar ditto Cercasso, et -loro risposeno. La copia di la risposta, _licet_ non sia al proposito -gallico, pur, per esser accaduta in questi tempi, ho deliberato qui -ponerla. El qual Zuanne Cercasso partite de Cipri et zonse a Damasco -per andar a Chaiaro, dove da quelli Signori di Damasco, Armiragio etc., -fo _honorifice_ ricevudo, presentado et fattoli grande honor. Et poi di -longo da suo fratello Soldan andò. - - -_Copia di una lettera scritta al S.re Soldam per el rezimento de -Nychosia per Saramanth mamalucho in moresco translatata de latin a dì -25 Zener 1494._ - - _Al nome de Dio misericordioso._ - -El se inchina a la terra a la presentia del Sig. Soldam ecc. - -L'è stado da nui el mamalucho vostro Saramanth, ne ha portà una vostra -lettera de la vostra Porta, che dice V. S. che se mandi a le vostre -juste Porte un tal che si chiama Cerchasso, che la tua Signoria dise -che xe tuo fradello. Per lo amor de la voluntà del sig. Soldam, e la -longa e vechia amicitia che è tra V. S. et la nostra, havemo dato -libertà et messolo in libertà el ditto Cerchasso, se 'l vol venir -con el ditto Saramanth vostro mamalucho e con el messo. Havemo fatto -quello havemo possuto per amor de V. S.; tutto quello vi bisogna et -honestamente possamo far faremo. Dio mantegna la V. S. et ve dia longa -vita. De Cypri a dì 17 dil suo mexe ditto Mosafar. - - ZUAN DONADO Luogotenente - LORENZO CONTARINI et - ZUAN RUBERTO VENIER - - Conseieri de la Ill.ma Sig.ria - di Venetia de Cypri - -A dì 26 Fevrer, de mandato di la Signoria se partì de qui per andar -a Roma ambassador, in loco de Paulo Pisani repatriava, Yeronimo Zorzi -kav. che fo Avogador de Comun; el qual a dì 30 Ottubrio nel Conseio di -Pregadi era sta creato a ditta legatione, et fece la via di Ferrara, -andando per Po, et portò lettere credentiali al Duca, et _honorifice_ -fo ricevuto; _demum_ andò pur per Po a Ravena, et ivi montato a cavallo -passò per Rimano, Pesaro et Urbino, seguendo el suo camino per la via -di Romagna: questo perchè per la Toscana non si poteva securo andar, -per le novità di Fiorenza et Pisa, et però fo necessario di far tal -via. Et zonse a Roma a dì 7 Marzo: li venne contra molti prelati -et familie de cardinali, et andato insieme con Paulo Pisani kav. a -l'audientia a la presentia dil Pontifice, notificando come era venuto -per star a presso Soa Beatitudine, et fece una oration latina _juxta_ -el solito, et el Papa ricevuto aliegramente, et steteno insieme col -Pisani alcuni zorni. El qual subito andono, sì el Zorzi a visitation -_quam_ el Pisani a tuor licentia da rev. Cardinali. Et a dì 20 ditto el -Pisani partì di Roma, et zonse a Venetia a dì 9 April, et intrò Savio -di Terra Ferma, che era sta creato mentre era a Roma, et do zorni da -poi intrò Avogador di Comun, _etiam_ essendo in camino fo designato, -come dirò di sotto. - -In questo mezo el cardinal Samallo tornato a Fiorenza, et sollecitando -al tutto di haver danari, et a la fine Fiorentini li detteno ducati -40 milia, et pregono Soa Signoria volesse conzar le cosse di Pisa, le -qual erano disperate, et perchè Pisani volevano star in libertà, et -Fiorentini li voleva sottoponer. Or mandò questo Samallo a Pisa Johan -Frances, general di Bertagna, era venuto lì in Fiorenza in luoco di -mons. di la Ruota, che il Re lo mandò a Milano, et andò cussì a Pisa. -Et Fiorentini havevano za zente in campo, et havevano preso alcuni -castelli de Pisani, che se difendevano con aiuto de li convicini, -come ho ditto di sopra. Et in questi zorni fonno a le man; pur Pisani -rimaseno di sora. Et in Pisa era intrato, mandato per il Duca de -Milano, Lucio Malvezo, et Pisani lo fece suo capetanio, et li mandò -12 milia ducati, fenzando che Zenoesi li mandasse. Or ditto Mons. -andato ritornò in Fiorenza, dicendo non havea potuto far nulla, perchè -Pisani volevano libertà, et haveano creato Pisani li soi ufficii, li 8 -anciani et confaloniero, el qual el primo, da poi che si redusseno in -libertà, fo uno Andrea Lanferduzi, et per giornata mettevano ordine al -loro governo. Et monsig. Samallo, mandato li danari al Roy, partito di -Fiorenza, ritornò a Roma, _demum_ a Napoli, che za el Re era intrato, -come scriverò di sotto. - -In questo tempo di carlevar venne a Venetia, privato et senza pompa, -el sig. Francesco di Gonzaga marchexe di Mantoa, el qual compiva -la soa condutta havea con questa Signoria, et benchè fusse pratico, -prima di rafermarlo nel pristino soldo, per el Collegio, al qual fo -commesso libertà di doverlo condur, et menava tal pratica uno suo -zerman cusino, fiol del sig. Zuan Francesco di Gonzaga, chiamato domino -Febus di Gonzaga, el qual andava _saepius_ a Mantoa et tornava qui con -la risposta, _licet_ fusse _etiam_ il suo oratore Antonio Triumpho in -questa terra. Or ditto Marchexe zonto, andò la mattina in Collegio -offerendosi voler servir a questo Stato con che condition pareva et -piaceva a questa Ill.ma Signoria, et che era dimostra la sua fede et -devotione portava a San Marco, et cussì fo confirmato per anni cinque, -et cressutoli di condutta ducati 14 milia a l'anno, _ita_ che vien -haver ducati 44 milia, et si obbliga di haver con lui a suo soldo -el sig. Redolpho di Gonzaga, fratello fo di suo padre, con condotta -de cavalli 500, el qual _alias_, al tempo di la guerra di Ferrara, -fo nostro soldato et fidatissimo, intendendo esser compreso in ditti -ducati 44 milia, de li qual esso Signor li dà al ditto suo barba ducati -6 milia a l'anno de provision, et cussì fo contento esso sig. Rodolpho. -Et a dì 23 Fevrer nel Consejo di Pregadi fo confermato, con promissione -che bisognando andar in campo a ditto Marchexe, si provederia de darli -degno et honorato titolo, secondo la sua conditione; la qual cosa sopra -tutto desiderava, come ebbe da poi. Et oltra di questo fo confirmato -el sig. Pandolpho di Rimano in la sua condutta, et cressutoli soldo, -_ita_ che tegni 100 homeni d'arme; et Veneti li danno ogni anno ducati -8000, et questo per anni do, et che compiti 6 mexi da poi non possi -venir contra di loro. Et _accidit_ che in questo medemo zorno che -fo confirmato, Antonio Cochiaro de Lugo, detto Medico, era qui suo -ambassador, _licet_ verum fusse _etiam_ el conto Ludovico Boschetto, -et stato za do anni orator, la matina vestendose cade quasi morto, et -poi la sera expirò, che mai potè parlar. _Unde_ a dì 25 ditto, _jubente -Senatu_, fo portato a sepelir per la piaza di San Marco, con tutte -congregation de preti, canonegi, et scuola di San Marco, et assà torzi, -et fo sepelito a li Frati menori, et fatto questo exequie a spese di la -Signoria, per honorar quello cui rapresentava. Et l'altro ambassador -rimase qui; _demum_ non molto da poi ritornò a Rimano, habuto danari -per far metter el suo Signor in ordine, el qual Signor di Rimano è -zenero dil magnifico Joanne Bentivoi. Or a la descritione dil Re de -Franza et suo operare veniamo. - - -_Dil felice prosperar dil Re di Franza in Reame et fuga di Ferandino._ - -El Re de Franza, el qual il lassamo in San Zermano, a dì 17 Fevrer -venne a uno loco chiamato Thiano vicino a Capua mia 3, et in quello -intrò senza altra movesta con le sue zente. Ma ritorniamo a re -Ferandino, el qual partite di San Zermano per venir a intrar in -Capua con squadre 50, fanti 4000, et 2000 fanti altri paesani, che -don Fedrigo li haveva mandati in suo augumento, poco mancò ditto -re Ferando non intrasse in la terra, però che mons. de la Guisa con -altri capitani et franzesi lo seguitò fino a presso le porte di Capua. -Or, intrato in Capua el Re, li cittadini li disseno come li sariano -fidelissimi, ma che non havendo Soa Majestà forza bastante a resister -a tanta furia, meglio saria dovesse andar con le sue zente in Napoli, -et lì fortificarsi, et che non erano disposti Capuani di haver danno -nè guasto, dolendosi de la fortuna dil Re: _unde_, considerato questo, -Ferandino disse a Capuani: Io voglio andar a Napoli, et menerò con -mi tanta zente, che haverete da potervi difender, et se non vegno et -ritorno doman dopoi disnar, che sarà a dì 18 ditto, _ex nunc_ vi do -licentia, fate quello acordo vi piace con il Re de Franza. Et si partì. - -A dì 16 ditto, zente franzese intrò in la città di Gaeta, la qual si -rese et li aperse le porte; ma la roca o vero il castello si tenne -assà zorni; dove era a custodia uno fio di mons. Piero Branet fo -tesorier dil re Alphonso, et uno contestabele chiamato _Tutto et mondo_ -albanese. Questa è terra a la marina, mia 20 lontan da Teracina, fo -edificata cerca anni 1200 avanti lo advenimento di Christo da Enea -troiano in memoria de Caieta soa bayla, sì come scrive Virgilio nel -principio dil sesto di l'Eneide: ha uno bellissimo porto, ornata de -fonti, cedri, mele, aranci, limoni in abondantia. È terra picola ma -fortissima, et za Zenovesi la dominono et la derono al duca Felippo -de Milan. El castello è inexpugnabele. Ha un gran borgo la terra, e -il castello è in cima di uno scoio a colo di la montagna situato. Lo -borgo abraza lo porto, a modo di uno mezzo arco. È terra amenissima, -piena de zardini, et è lontana di Sessa mia 20, ha una via salizata -fino a Teracina. El castello, è da saper, da l'onde marine è batuto. -A l'incontro è uno altissimo monte tondo, in la summità dil qual è -una antica torre di gran circuito, ben fabricata, di grosse piere, -grossa di mure 12 palme, et le piere alcune longe 12 palme. Dentro -è una altra torre, partita in 4 camere con altissimi volti, in do di -le qual si trova aqua suavissima, che di pioza si distilla per quelli -volti et muri, et si fa purgatissima. Sopra la porta è una piera de -marmo con lettere: _Lucius Numancius_ etc. Et questo basti quanto alla -descritione de Gaeta. - -A dì 17 el sig. Virgilio Orsini conte de Petigliano, et Zuan Jacomo -di Traulzi, erano al soldo dil re Ferando, essendo a Capua, dapoi -partito el Re, sachizato la cavallaritia et vardarobba dil Re, se ne -fuzì a Nola mia 12 lontan da Napoli. È città grande come Vicenza, è -di uno Conte. Et Zuan Jacomo preditto, habuto salvo conduto dal Re di -Franza, venne a trovar Soa Majestà a Thiano, et questo perchè el Re -havea mandà uno suo araldo a Capua a dir che se dovesse render, per -venir a la soa obedientia. Or questo Traulzi expose al Re tre cose. -La prima che el sig. Virgilio Orsini conte di Petigliano et lui si -recomandereno a Soa Majestà, pregando quella le volesse accettar ne -la so gratia, dimandando perdono che et havevano fatto come fidati -soldati. La seconda che Capuani erano desiderosi di la sua intrata, -et che se volevano dar. La terza che el re Ferandino voleva, piacendo -a Soa Christianissima Majestà, venir a domandarli perdono, perchè non -voleva resister, et che non voleva haver altro che qualche terra lì in -Reame da poter habitar. Et queste parole fo avanti che si partisseno -da Capua, et è da considerar che re Ferando lo mandasse. A le qual -richieste el Re de Franza rispose. A la prima che venendo quelli ditti -di sopra, li teniria per boni amici, et li perdonava ogni offesa. -Zerca a Capua che, venendo _voluntarie_ sotto la sua corona, li -haveria per carissimi. A la terza che Ferando venisse da lui, che da -mo li faria bona ciera, provedendolo di stato, a ciò el potesse star -condecentemente, ma che non si pensasse di haver pur una casa in Reame, -et che questa era ferma la sua opinione, _unde_ Traulzi ritornò per dar -risposta al re Ferando a Capua, el qual era partito per Napoli, come ho -ditto di sopra. Et questo vedendo, ritornò in campo dil Re di Franza, -et si fece suo homo. - -A dì 17 Fevrer, come ho ditto, re Ferando venne a Napoli con alcuni -di soi in sua compagnia, et chiamò li primi et principali, et li fece -una oratione exortatoria, pregando si volesseno tenir almanco zorni -15. Et Napolitani pur li promesseno gran cosse, _tamen_ fecero tutto -al contrario. Et subito el Re in quella sera medema partì per ritornar -a Capua, per dar.... a le soe zente. In Napoli era don Fedrigo al -governo. - -Ma el Re de Franza si veniva proximando verso a Capua, et venne a -uno loco mia 4 luntano, per la qual cossa le zente Aragonese havendo -aspettato el suo Re ritornasse di Napoli, mandono do soi dal Re de -Franza, et tutte andono fuora et se disciolse chi in qua chi in là, -_ita_ che per tutto el Reame andono fuzendo. Et Capuani vedendo che -Ferando a l'hora ditta non era ritornato, se reduseno a consiglio, et -deliberono de mandar soi ambassadori al Re de Franza, offerendoli la -terra et fermar alcuni capitoli, et licentiono el resto di le zente -aragonese ivi si ritrovava. L'Orsini et Petigliano andono a Nola, come -ho scritto di sopra. Et a dì 18 el Re de Franza mandò mons. de Obegnì -et el sig. Prospero Colonna in Capua per fermar li capitoli con quelli -di la terra, _tamen_ avanti fusseno conclusi, in quella sera medema -de dì 18, Franzesi zerca X milia introno in Capua. _Etiam_ li nostri -ambassadori era col Re, intrò questo medemo zorno, et el zorno da poi -intrò el Re con pompa, come dirò. - -Et Ferandino, venendo per venir a Capua a dì 18 con 2000 spagnoli, come -fo divolgato, homeni assà disposti, li quali insieme con le sue zente -erano in Capua, di squadre 50 et 4000 fanti, si volevano difender in -Capua. Ma mia 5 luntano, intese come za la sera avanti erano Franzesi -intrati dentro, _unde_ convenne ritornar a dormir quella sera a Aversa, -ch'è una terra assà bella et grande, mia 8 da Napoli, et caxe 2000, -et da Capua a Napoli è solum mia 16, et la matina poi, che fo a dì 19, -esso Ferando intrò in Napoli con 200 cavalli et pochi fanti, et messo -in fuga el suo exercito, et Napolitani non volseno intrasse altri che -li soldati napolitani, et el resto era con lui andò vagabondi. - -Ed in questo zorno Napolitani erano tutti intesi de Capua, sublevati -et armati, et havevano fatti alcuni remori cridando: Franza! Franza! -Et a dì 18 fo crudelmente sachizato li Zudei et Marani, et fate molte -disonestade per la terra, che era una compassione veder Napoli come -stava. Et quel or havevano depredate le case preditte, venendo con la -preda per riportarle a caxa, era su la strada da altri assaltati et -toltoli quello havevano vadagnato, et non senza gran contrasto. _Demum_ -volseno metter a saco li Marani spagnoli, erano ivi molto richissimi, -ma fonno defesi da molti vicini napolitani et zente che in loro caxe -stavano per difensione, et _etiam_ la soa roba l'havevano logata in -diversi luoghi securi in la terra: _tamen_ alcuni fonno messi a saco, -li altri stevano serrati ne le case, et cussì tutto Napoli era in arme. -Ma la Raina et sua fiola l'ynfante de Castiglia chiamata, el Prencipe -de Squilazi fiul dil Pontifice et sua moglie, et _etiam_ don Fedrigo -se reduseno in Castelnuovo prima, et poi in Castel di l'Uovo per dubito -dil populo, perchè za cridavano: Franza! Franza! et questo medemo fece -re Ferandino. Ma vedendo non esser rimedio salvarsi, perchè Franzesi -erano a presso le porte, et havia i populi contrarii, fece pur queste -provisione: che messe in Castel nuovo, ch'è in la terra fortissimo et -batte al mar, _judicio omnium_, inexpugnabile, el marchexe di Pescara -fidelissimo suo et arlevato di caxa di Ragona, et molto nemico de -Franzesi, et fo quello che fece far quelli danni al trombeta dil Re -di Franza, come ho scritto di sopra: è huomo valentissimo, jovene era -capetanio di le fanterie in Romagna. Questo intrò con zerca 800 homeni -in ditto castello, tra li qual 300 spagnioli o vero biscaini, et 350 -todeschi; ancora vi entrò Perucha corsaro. Et era assà vituarie, _ut -dicitur_, per anni 25, se tanto si volesseno li custodi tener, et -fornito di artigliarie et ogni altra cosa; con presuposito che si ben -la terra si rendesse, ditto castello tenir si dovesse; cussì come fo. -Ma da poi ditto Marchexe andò con Ferandino a Yschia. Anchora a li -altri castelli messe presidio et fidata zente. Era in Castel di l'Uovo, -castellano uno chiamato Antonel Pizolo di Cosenza. A la torre di San -Vicenzo et il castello di Pizofalcon et Santermo fo messo fanti per -custodia. Et a Castel de Capuana non messe presidio, perchè era uno -palazzo bon in fortezza, dove soleva habitarvi don Alphonso al tempo -era duca di Calavria, et Ferando habitava in castello. - -A dì 19 fo messo a saco li cavalli di re Ferando in Napoli, et tutte le -robbe in Castel di Capuana, le caxe dil Principe di Altemura et di don -Alphonso, fioli che fo di quondam re Ferando. _Unde_, vedendo questo, -el Re medemo compite di disfar la sua cavalarizia, mandando a donar -molti de li suoi corsieri a soi amighi lì in Napoli; i qual corsieri -di bellezza et bontà erano li primi de Italia, et non si poteva dir -altro che le raze di corsieri di Napoli; et poi ordinò fusse brusate le -soe stale. Et el Re preditto dimandò al populo che volesse far queste -moveste. Et vedendo esser fermi in opinione per el Re de Franza, el -qual a dì 20 havea mandato uno suo araldo a dimandar la terra; _unde_ -ditto Ferandino fece brusar el suo arsenal, dove eran molte galie non -compide, et tutto andò a foco et fiamma, che fo una terribilità a veder -et gran compassione; et cussì altre galie e arbatoze et una barza erano -in acqua, et fe' brusar, di quattro nave grosse erano nel Molo, le tre; -et era de botte 2000 l'una; et la quarta chiamata la Capella, di questa -medema grandezza, volendola far brusar, el Cardinal di Zenoa et domino -Obieto dal Fiesco protonotario volendo fuzirsi _etiam_ loro di Napoli, -gela domandò, et esso Re li compiacete et ghe la donò: el qual Cardinal -si montò con ditto Obieto su ditta nave, et si slargò da la terra et si -corse in mar. Quello di lui seguirà, scriverò di sotto. - -Si retenne Ferandino a Castel di l'Uovo cinque galie di mons. Villa -Marino et Francesco di Pau cathelani corsari nominatissimi, per poter -suso montar, come fece, et con la sua brigata andar a Yschia. Ma in -questo mezo fece portar assà robe che erano in Castelnuovo, in castel -di l'Uovo, et cargar su le galie; et quelli de ditto Castello, a ciò -niun Napoletano si acostasse, trazeva di molte bombarde. Et è da saper -che, andato esso re Ferando in Castel di l'Uovo, volendo ritornar in -Castelnuovo per tuor certe robbe et haver sotil di la Raina[120] erano -rimaste, li fo trato una partesana da Napoletani, la qual andò quatro -deda (_dita_) lontano da lui, et poco mancò non fusse morto. Et molti -soi favoriti, rimasti in Napoli, dolendose pur di mutar Re, vedendo -Polo Trevixan ambassador di la Signoria, poco mancò non facessero sopra -di lui le sue vendette, dicendo Venetiani, non havendo voluto aiutarli, -erano stati cagione di la sua ruina. Or Ferandino con li fradelli, -Raina, ynfante, don Fedrigo et parenti, come ho scritto, andono in -Castel di l'Uovo, dove erano seguri. Et prima traxea di Castelnuovo el -fio dil Principe di Rossano, come scrissi, era presone, et lo cavò a -tempo di la soa creatione di Re; et lo menò con lui. Anchora uno fio -dil Principe di Salerno, el qual poi, zonto el padre in Reame, ghe -lo mandò a presentar. Era _etiam_ el conte, et fioli, di Conza, et el -conte et fioli dil conte di Capazo, i quali non si mosse: ma venuto el -Re de Franza, et habuto el castello, quelli liberono. Ma ritorniamo al -Re de Franza, et come intrò in Napoli. - - -_De l'intrata dil Re di Franza in Napoli, che fo a dì 22 Fevrer 1494._ - -A dì 19 Fevrer, essendo intrate le zente franzese in Capua, esso Re -in questo zorno poi intrò con un bellissimo apparato. Prima intrò -forsi 3000 Sguizari, poi zerca 1000 homeni d'arme, poi 2000 arcieri a -cavallo, poi 500 homeni a piedi con pestaruole[121] in mano, _demum_ -tre capetani a piedi, con sue arme in mano, con assà compagnia a piedi -driedo; poi li arcieri a piedi con suoi archi, vestiti di recamo, et -erano zerca 500; poi seguitavano alcuni signori Franzesi et baroni -dil Reame, et la Majestà dil Re vestito di damaschin bianco sopra uno -cavallo coverto di bianco; el qual a son di trombetta si movea con 12 -signori a torno el cavallo, vestiti _etiam_ de bianco, et el Re era -sotto un baldachino di seta, con le arme sue a oro; poi seguite più -di 200 signori cavalieri et zentilhomeni con diverse foze franzesi, -sopra optimi corsieri bardati, che fo bel veder; poi li chariazi et -artiglierie in gran numero. Li venne contra la chieresia di Capua -aparati, con li cittadini, cantando _Benedictus qui venit in nomine -Domini_ et _Te Deum laudamus_: et subito deliberò non star più qui -a dimorar, ma la matina partirsi, perchè za havia inteso li rumori -seguiti in Napoli, et _etiam_ havia littere da Napolitani, dovesse -venir di longo. In questo mezo le zente soe sparpagnate per Reame -andono a Nola et preseno el Conte di Petigliano et el sig. Virginio -Orsini, et quelli menono dal Re suo. Et questo fo a dì 19 ditto. I -quali _tamen_ si scusavano non esser presoni. Quello di loro seguite, -di sotto intenderete. _Tamen_ steteno con custodia, et el Re de Franza -non aspettò a intrar in Napoli et conferir li benefitii, che za havea -eletto Vice Re in Napoli mons. di Mompensier, avanti l'intrasse in -Capua, et uno Governador dil Porto et Capetanio dil Mar. A Otranto et -altre fortezze, che ancora non avea aquistate, elexe li governadori -ch'è _mirum quid_, che avanti haver el dominio di lochi facesse li -rettori. Era fama in campo dil Re, come per lettere di oratori nostri -se intese, che 'l Re intrato in Napoli voleva subito ritornar in -Franza, acquistato però prima el Reame, et poi seguir el suo voler -contra infedeli. Et el Cardinal San Piero _in Vincula_ era zonto dal -Re, et ogni zorno stava in consultation. Mandò ambassador al Pontefice -mons. di Linguadoca; el qual, stato alcuni zorni a Roma, morite in caxa -dil Cardinal di Santo Dyonisio. Et ancora per gratuir soi benemeriti a -questa impresa, fece de molti presenti di lochi et castelli acquistava, -tra i quali a Peron di Basser, a hora chiamato Monsignor, el qual fo el -primo venisse in Italia, et come da monsig. di Arzenton ambassador dil -Roy qui intesi, prima causa et principio di entrar in pratica el Re di -tuor questa impresa di Napoli, et però è venuto in reputatione, a hora -li donò el Contà di Sarno, el qual fo di uno barone chiamato Matthio -Copola, che era con Soa Majestà, et fo el primo che intrasse in Napoli, -come dirò di sotto. Et fo divulgato dete Capua al Cardinal S. Piero _in -Vincula_, a goder in vita soa: la qual città di Capua è antiquissima, -et segondo alcuni da Capi figliolo de Athi re ottavo de Latini zerca -900 anni avanti l'avenimento de Cristo fusse edificata, come scrive -Vergilio nel X de la Eneide. Ma Plinio nel quarto et Ysidoro nel quinto -de le Ethimologie al p.º cap.º, et Strabone nel quinto libro vogliono -che da luoghi campestri, ne' quali esisteva Capua, fusse denominata, -et non da questo Capi nominato di sopra. Et secondo Livio patavino -historico fo chiamata Volturno, ma essendo presa da Samniti, per il -loro capetanio chiamato Capuo fo denominata Capua. Secondo Servio fo -edificata da Toscani, vedendo l'augurio d'uno falcone. Questa città -fo già capo di tutto el paese di Campagna, et apar alcune vestigie di -la città antica a presso a la nova zerca do mia, zoè certe porte de -templi, palazzi ruinati etc. Fo presa da Gieserico re de Vandali, et -abruciata, et poi questa al presente rifatta. - -Domente el Re si aproximava a Napoli, zonse a Hostia alcune nave e -certe galeaze venute di Provenza, dil Re di Franza, sopra le qual nave -era il principe di Salerno, el qual venne a Roma et fo in colloquio -con Paulo Pisani ambassador veneto, dicendo era fidelissimo servitor di -questa Signoria. Et poi si partì di Roma insieme con Antonio di Zenari -era lì in Corte oratore di re Ferando, et andono per terra a trovar el -Re za intrato in Napoli, et per intrar in Salerno che da sui populi -era molto desiderato, come Zudei desiderava el Messia. Et _etiam_ el -Conte de Caiazo andò a Caiazo et altri castelli dil suo contado, et fu -_benigne_ ricevuto e zurato omazo al Re de Franza, li fo fatto el suo -privilegio et confirmato barone. - -Ma el Re di Franza, dormito _solum_ una notte in Capua, la mattina fo -20 Fevrer vene mia 8 a Aversa, dove li fo averte le porte, et pacifice -intrò, et za havia mandato l'araldo suo a Napoli, et Napolitani -non haveano pur tempo di risponder che za sopra le porte erano -Franzesi, et cussì senza altra difficultà primo Matthio Copola baron -dil Reame fora ussito, poi gran moltitudine de Franzesi introno in -quella sera in Napoli. Et è da saper che Napolitani el zorno avanti -volseno metter a saco le doane, dove era grandissimo haver, ma non -fo lassato. Li navilii erano ivi nel Molo tutti si slargono in mar, -et molti Napoletani anzuini amizi dil Re di Franza dimostravano gran -consolatione; altri andò con Ferandino in Castel di l'Uovo. Et don -Fedrigo mandò uno suo dal Re de Franza a dimandar perdono, pregando -li volesse lassar el Principato suo di Alte mura, che si vegnerebbe -a inchinar a Soa Majestà. Ma el Re rispose non voler niun Aragonese -in Reame, et che venendo li provederia di Stato condecente a lui. Et -Napolitani feceno tra loro di cinque Sezi 40 ambassadori ad... contra -el Re de Franza a Aversa, a tanti per Sezo, et de li principali tra -i qual el Conte di Matalon, Hieronimo Caraffa, etiam... lo nome de -quali al presente non notarò, perchè non fo seguito alcun ordine, i -quali andassono a pregar Soa Majestà non volesse venir cussì presto -in la terra, ma dovesse dimorar a Pozo real, che era uno palazzo di re -Alphonso uno mio da Napoli, situato in loco piano, un poco alto, loco -amenissimo, dove è una chiesiola che el re Alphonso vechio ivi stete -quando messe campo a Napoli. Et in tal loco ogni anno, a dì do Zugno -li loro successori di caxa Aragona el si celebra una bellissima festa. -È fabricato quivi uno bellissimo palazzo con camere pinte et zardini. -Quivi a dì 21 ditto el Re de Franza partito di Aversa era venuto, et -quivi dimorava. Con Soa Majestà introno in questo zorno in Napoli et -insieme con Paulo Trivisano 4 mia contra alozò in uno palazo, che fu -dil secretario vechio a San Domenego, bellissimo[122]. Or qui a Pozo -real essendo venuto el Re la matina a disnar venne li ambassadori -napolitani, dicendo haveano desiderato za gran tempo questa venuta, -et che a hora habuto loro desiderio si potevano chiamar felici et -contenti, basando la mano, la vesta et la terra davanti el Re, con -gran cerimonie, pregando di do cose Soa Majestà: la prima che 'l non -intrasse quel zorno, perchè volevano che l'intrasse sopra uno caro con -triumpho, segondo el consueto de li Re, da poi havevano acquistato la -terra. _Demum_ che li volesse concieder certi privilegii et capitoli -che dimandono. Et el Re tolse in man i capitoli, et promesse far quanto -domandavano, _sed nihil deinceps factum fuit_; et tuttavia Franzesi -intrava in Napoli, et si preparava alozamenti, et el Re fo contento di -star quella notte a Pozo real, et stava con uno falcon in pugno, mentre -si parlava di la sua intrata in Napoli fra soi baroni, che fo di quelli -la Signoria li mandò a donar, sì che con oselli in pugno prese Napoli. - -Intrati che fonno Franzesi in la terra, tutti li navilii erano in el -Molo si slargò, come ho scritto di sopra, et molti sopra li ditti vi -montò, et era una confusione a veder montar ditta brigata su li batelli -per passar a Yschia. Questo facevano non tanto per li Franzesi, che -za erano intrati _pacifice_, ma perchè da Castelnuovo travano molte -bombarde in la terra, cridando: Aragona! Aragona! Ferando! Ferando! -Et però dubitavano di star, perchè con li mortari ruinavano le caxe. -Ma intrato mons. di Mompensier et altri capitani dil Re, non steteno a -dormir, ma ancora loro comenzono a piantar bombarde a ditto castello, -per veder di ruinarlo et haverlo per forza, che per bontà non lo poteva -haver. Era a custodia uno cao di Sguizari, et mons. Pasqual Conte de -Linf, era castellano, partite et andò con li altri a Yschia. Et el -cardinal di Zenoa era su la nave, slargato in mar come ho scritto di -sopra, mandò a dimandar salvo condutto al Re de Franza, di poter andar -a Zenoa, et _etiam_ star, volendo, in Napoli perchè erano fora ussiti -de Zenoa. Et come el Re fo intrato in Napoli li dette salvo condutto, -liberamente potesse dismontar in terra lui et domino Obieto; et cussì -dismontono. Quello poi di loro seguite, intenderete di sotto. Non -voglio restar di scriver come era Vice Re in Castel nuovo uno zenoese, -chiamato Thoma Fregoso. Ma el Re preditto de Franza, vedendo che li -castelli non si volevano render, non stete ad indusiar più, ma a dì -22 Fevrer essendo venuti Domenego Trivixan, Antonio Loredan et _etiam_ -Paulo Pixani cavalieri et oratori veneti a inchinarsi a Soa Majestà a -Pozo real, deliberò d'intrar in Napoli, et cussì fo di Domenega, a hore -21, con _solum_ cavalli 90, et el resto a piedi, zoè assà Napolitani -et intrò in Castel di Capuana, el qual è una parte di la terra et -uno bellissimo palazo, et za Franzesi lo havevano habuto, et quivi -alozò, et fatoli reverentia da nostri oratori, et di Soa Majestà tolto -licentia, ritornò a caxa, et el Re poco da poi cenò in questo loco di -Capuana. El Re non poteva haver danno per le bombarde erano trate in la -terra, et in questo medemo zorno fo trato uno morter dil castello, el -qual sfondrò la chiesia di Santa Maria di la Nova, senza però offender -alcuno, però che era assà brigata a Vespero in chiesia, et el Re ordinò -che fusse continuamente ditto castello bombardato; et cussì li 70 carri -di artigliarie havia con lui tirati da X in 12 cavalli, fonno acostati -al castello, et _etiam_ piantate le forche a torno, cridando si non si -rendevano, che tutti li farebbe apicar; ma quelli dil castello più se -inanimava et li salutavano de artegliarie. - -A dì 23 molti Sguizari salirono nella cittadella vicina al castello, -et quelli dentro erano oculati ussirono fuora, et scazarono li nemici, -et in quella baruffa fo ammazzati 30 Sguizari dil Re de Franza, et non -cessava quei del castello di trazer, et ogni zorno ne amazava qualche -uno da le artigliarie. Et poi in questo medemo zorno a hore 22 fo -fatto un'altra baruffa a la cittadella, fo morti et sgombrati molti -Sguizari zoso da le mure, et in tutto questo zorno ne fo morti zerca -100 homeni. Era dentro pur in castello ancora el Marchexe di Pescara, -el qual vedendo non potersi tenir, deliberò più presto andar con el re -Ferando, et entrar in Castel di l'Uovo, cha ivi più star. Et _demum_ de -lì partite, et andò a trovar el Re a Yschia. - -In questo zorno el re Ferandino con la Raina, l'ynfante, Principe de -Squilazi, soa moglie et altri di caxa Aragona et don Fedrigo partì dil -Castel di l'Uovo sopra cinque galie di Villamarino et il meglio poteno -portar con loro, et andono a Yschia, che è una ysola mia 8 lontana da -Napoli, di esso Re, et ivi messe in terra ditte donne et lui andava -innanzi et indrio come scriverò di sotto. - -Et è da saper che in Napoli si ritrovava el sig. Jacomo Conte, el qual -era al soldo dil Re di Napoli, et quando vide Napolitani disposti al -Re de Franza deliberò più presto andar via et fuzer, cha inchinarsi a -ditto Re. Et venne a trovar Paulo Trivixano ambassador nostro, al qual -li disse come el si partiva, et voleva venir a Venetia a inchinarsi -a quella Ill.ma Signoria, et voleva dimostrar la fede havia portata -sempre a San Marco, et che al tutto era disposto di venir de qui. Se -partì insieme con el Re, et avanti el Re si partisse ditto orator, per -essere stato lì a Napoli con Soa Majestà, andò a tuor licentia, con el -qual conferiteno alcune cose, et tolseno combiato insieme. - -Questa nuova di l'intrar in Napoli dil Re di Franza venne prestissima -a Venetia, ch'è con lettere di tutti tre li oratori, nararono d'esser -stati da Soa Majestà, alegrandose di tanta vittoria _nomine Dominii_, -a li qual el Re molto ringratiò, dicendo: questa Signoria esser soa -carissima amiga, et che li havia mantenuto la fede li havia promesso, -et che voleva lui medemo scriver a questa Signoria, come fece. Oltra di -questo, ditti oratori dimandono licentia di repatriar, _maxime_ Paulo -Trivixano, perchè era consunta la sua legatione. Et in questa mattina -medema, che zonse tal nuova molto molesta a tutta la terra, la Signoria -mandò per tutti li ambassadori erano quivi, et a uno a uno li notificò -ditta vittoria et intrata dil Re, et con mons. di Arzenton ambassador -de Franza si rallegrò molto, dimostrando haver gran piacere: _tamen_ -non ferono dimostratione alcuna ni de soni ni de fuogi, come fece a -Milano, che a dì 26 ditto have la nuova, et el Duca ordinò campane et -la notte fuogi. Et poi a dì 27 fo fatto ivi processione, ringratiando -Dio di tanta vittoria. Ancora a Fiorenza et Ferara dimostrono -grandissima allegrezza, facendo feste e fuogi, et cussì in alcuni altri -lochi. - -Et l'ambassador de Napoli Joan Baptista Spinelli era in questa terra, -la mattina a dì primo Marzo, havendo habuto grandissimo dolor, andò in -Collegio a la Signoria, con el qual el Vice Doxe, perchè el Prencipe -era amalato, fo doluto assà, et usatoli parole accomodate, per le qual -poteva intender _intrinsice_, nostri non avrebbeno voluto tal cosse. -Et poi ditto orator domandò che la Signoria li dovesse dir quello -lui volevano facesse, o star qui o si dovesse levar e andar via, non -essendo più Napoli in poter dil suo Re, _licet_ le fortezze _adhuc_ -si teniva. _Unde_ per la Signoria li fo risposo, prima facesse quello -a lui pareva, et altre parole a mi incognite conferiteno; _tamen_ -che, tenendosi li castelli, poteva restar come ambassador, et che -sarebbe honorato. Et cussì ditto orator restò, ma non andò molto fuor -di caxa, et in questa matina non havia collar d'oro al collo, sì come -portava prima la vesta. Et li altri ambassadori, eccetto Arzenton, -andono a caxa soa a dolersi dil suo Re, el qual mons. di Arzenton era -molto aliegro, et fece qui consolo dil Reame uno fiorentino, chiamato -Bartholomio de Nerli, el qual era molto rico et mercadantava et era -zenero di Joam Frescobaldi assà nominato, che in questo anno morite; -et questo fece in loco di Piero Martineus era consolo in questa terra -sì dil Re di Spagna _quam_ di esso re Ferando; el qual però sempre -exercitò el consulato. Et altro non seguite. - -Aduncha el Re di Franza, sì come di sopra havete udito, è intrato in -Napoli, et assà cose accadete in brevissime hore, et si puol dir haver -acquistato el Reame in 7 zorni et non più, però che a dì 14 intrò in -S. Zermano, et a dì 21 in Napoli, cosa _quodammodo_ incredibile et -miranda, et _nunquam_ haver hauto contrasto de Aragonesi: et si el -fusse venuto a tuor el possesso, sarebbe stato più zorni. Et questo -è processo, perchè caxa di Aragona non ha habuto niuno li sia stato -fidele, che pur a uno castello vi sta grandissimo tempo uno exercito -ad haverlo, pur si voglia mantenir. Et esso Re non volse aspettar fino -a dì 25, che si preparava el triumpho; et za Napolitani havevano dato -principio a butar assà muraglie a terra per farli più honor a la soa -intrata, _tamen_ ben che cussì sotto sora, intrò. Fo decreto perchè Soa -Majestà che habuto li castelli lui vi serà Re de Napoli, e intraria poi -secondo il consueto regio[123]. Ma prima che alcuna cosa descriva de -li successi seguiti lì in Napoli, voglio di questa città alcuna cosa -descrivere. - -Napoli, città regale, o vero sedia di Re, fo chiamata olim Parthenopea, -fo edificata zerca 1000 anni avanti lo advenimento de Christo da -Diomede in sul lito dil mare, et da Tito Livio nel ottavo de la prima -Deca assà di questa è scritto. Fo sottoposta a Romani, et da 300 -anni in qua da Re subiugata, i quali hanno però dato continuamente il -censo a la Chiesia. Ha belli templi, mure, palazzi, zardini et roche -superbissime, et in ditta città vi sono quattro castelli: Castel nuovo, -che fo edificato o vero riconzato di novo per re Alphonso, dove è tal -lettere: _Alphonsus regum princeps hanc condidit arcem_. Poi è la torre -di San Vicenzo et Castel di Capuana, et e da l'altro campo di la terra, -Castel di l'Uovo, situato e torniato di mare, ove è tal epigramma: - - _Ovum ritro novo; non sic turbor oro._ - _Dorica castra cluens tutor; temerare timeto[124]._ -È ancora uno bellissimo monastero di Santa Chiara, è una gran cosa; -sono 100 religiose donne, et fo edificato per la moglie di re Ruberto. -Poi è Santa Maria di Carmini in capo di la piaza, monasterio de -frati, et assà monasterii et chiesie in la terra, li qual, _gratia -brevitatis_, qui lasserò di scriver. Et fuora di la terra, sopra uno -monte alto, distante da Napoli uno mio, è il monasterio di San Martin -de frati certosini, e lì a presso ha una fortezza con la chiesia, -et è nuovamente fabricato. Circonda Napoli mia 3, mostra forma di -scorpione, brazando il colpho di mar con le do zaffe, et verso la terra -voltando la coda, come di sopra _fortasse_ ho scritto. Ha gran populo, -belle chiesie, et meglio acasado; di fuora bellissime possession et -zardini con gran palazzi. È il mercado in piazza di Venere, et in cao -di la piazza è una fontana granda, et poco da canto è a modo di uno -tabernacolo con una colonna di porfido in mezo, dove re Carlo fece -taiar la testa a re Coradin, re di Napoli. Di questa città fo Bonifacio -(_IX_) pontefice, de la stirpe de Tomacelli, et Joanne 23 de Cossa; -et _etiam_ in questa vi habitò Virgilio, Livio et Oratio; et ancora -Virgilio è ivi sepulto, che fu sommo poeta. Et mia do lontano de qui -è una montagna concavata, longa mezo mio, et larga vi pol andar 4 -cavalli a paro, alta meza lanza, et in alcuni luogi una lanza e meza, -è di sorte di sasso di tuffo, si va con torze accese o vero lume per -essere obscurità grande et assà polvere: la qual concavità fo fatta, -come si dice, per Lucullo romano. Non voglio descriver le delicie havea -re Alphonso in ditta città di Napoli; pur qualche parte, a eterna -memoria, qui farò mentione. La sua munitione era tre stalle: in una -bellissime armadure discoperte, di armar homeni da cavallo da capo a -piedi; poi un'altra con assà numero di curazze et balestre liziere; poi -in la terza X bombarde grande di metallo, tra le qual do grandissimi -passavolanti, poi curazze assà da fanti a pe', in un'altra parte assà -bombarde di ferro, da forteze et galee. Questa munitione era arente il -castello dove habitava el Re, ma _nunc_ tutta disfatta. - -El zardin dil Re era in loco alto, con muri grandi, arbori producono -ogni generation de frutti, naranzeri et limoni, et conzati li fruteri -a torno con li naranzeri parevano spaliere; et in capo di uno altro -zardin era una habitation di assà bestie volative, et ne l'intrar come -armeri pieni de cunii (_conigli_) bianchi; _item_ a modo di una cheba -di ferro, dove erano oseleti, merli, tordi et altri oselli, tra i qual -uno corbo bianco, uno beretino et uno negro, che parlavano; papagà -beretini assà di ponente, in cabie; poi una camera con assà chebe di -papagà di ponente in cabie, uno solo verde di levante, tra i qual era -uno, habuto dal Re di Spagna, trovato in una isola nuovamente trovata, -grande come Italia. - -Questo papagà era grande come uno beretin di ponente, la testa bianca, -el beco bianco, i pie' bianchi, sotto la gola dal beco fino al petto -tutto rosso, et il resto verde. _Item_ uno altro ortesello tutto -naranzeri, et limoni solamente; uno altro, chiamato paradiso, dove -era limoni, zedri, naranze, pomi d'oro, zensamini et mirti in gran -copia, salizato di pietre, et una bella fontana et una pissina, una -tavola, una credenziera e una cappelletta da dir messa, tutta fatta -di... de mirto. Et el Re poteva venir in sti zardini dil castello per -alcuni ponti levadori: tra i qual orti era una via si potea zostrar. -La libraria dil Re era in una camera sopra la marina, dove era assà -copia de libri, in carta bona, scritti a penna, et coverti di seda -et d'oro, con li zoli d'argento indorati, benissimo aminiati, et in -ogni facultà. Ma lassiamo questo, et di li ornamenti di Castel di -Capuana, dove habitava re Alphonso, in vita dil padre, alcuna cosa -scriviamo. Prima una camera ornata di depenture, ne la qual era uno -organo, con li fianti di uno legno ditto ferulla. Et di questa se intra -in un'altra più ornata di pitture, con uno organo di camera, con li -canoni di carta, uno canon dorato et l'altro paonazo, che sonava per -excellentia. Poi un'altra pur depenta, con tavole longe piene di lavor -de cristalli de ogni sorte. _Etiam_ un'altra con lavori bellissimi di -cristallo lavorati a oro, et penture in gran quantità. Poi un'altra -con tavole piene di lavori di porzelane, cosa dignissima. Poi se -intra in una cortisella, dove era un satyro di marmoro abrazava uno -puto ignudo con lascivia; el qual puto stava con la faza chinata con -vergogna, assà bello et antico. _Item_ una altra fegura antica, trovata -a Gaeta nel cavar di fossi dil castello. Poi se intra in una camera -a pepiano, grande, ornata di veludo pelo de lion, et cussì el letto -con uno fioron d'oro, con l'arma in testa, da lato et in mezo. Poi -in una, ornata di veludo verde a torno, con il letto _ut supra_. Una -altra di ormesin vergado, _similiter_ il letto: una di tabì intorno una -ferza beretina et una negra a la divisa, et uno studio tutto intorno -et di sopra lavorato di tarsia; sopra la tavola uno bellissimo tapedo -damaschin, sopra el qual era 4 libri coperti di seda, con li zoli et -cantoni d'arzento, zoè la Bibia, Tito Livio et Petrarca, uno caramal -grando, tutto d'arzento, do candellieri de diaspro, et la ymagine dil -re don Ferando vechio, di bronzo. Di qui si va in uno oratorio o ver -capelleta, ornata a torno di veludo negro, con una pala pincta per -excellentia, con 4 candellieri de diaspro. Poi se trova tre stalle, et -se intra in una camera ornata di razi et tapezerie, poi in un'altra con -figure depente, et il letto coperto di panno d'oro. _Demum_ un'altra -_similiter_ fornita. Uno studio ornato, con libri coperti _ut supra_, -et la figura dil Pontano gran secretario dil Re, homo dottissimo, -zitata di bronzo. Poi si monta in alto, et si trova la speziaria dil -Duca, con gran copia.... Et ussiti di questo palazzo, se intra in la -stalla, dove erano 200 corsieri; poi la caneva con gran copia di botte -grande, et in un altro zardin, dove di Zener era pome granate fresche. -In cao di questo, uno altro bello palazzo, et una fontana, et tre -camere: una ornata di tapezarie, l'altra di picture, et la terza pur -di varie picture, con le letiere coperte di seta et d'oro. Montati su -scale si trova pozuoli da star al fresco, mirabili; poi si discende -in altre camere ornate _ut supra_, et uno oratorio dove era el Duca de -Calavria, zoè don Alphonso, fatto naturalmente, che stava in zenochioni -che pareva vivo; et altre camere et sale. Et questo basti quanto alle -cose era in Castel di Capuana, come ho ditto. - -In Castel nuovo si teniva le zoie dil Re, dove se intrava in una torre -ditta la Torre di l'Uovo, dove era tre organi, uno con li fianti -di tela, l'altro di piombo, l'altro di..., che tutti tre sonavano -diversamente. In mezo questo loco era un repositorio con gran artificio -fatto, con 430 casselette una sopra l'altra, da cavar et metter, -lavorate a oro, fatto per medaie et camei, che ne era in gran quantità: -et qui su una tavola quadra, coperta di veluto negro, mostravano le -zoie a li orator. Era gran quantità, varie, di sorte diverse, collane, -colari etc. - -Lasserò le delicie havea il Re a Pozoreal, con le camere ornate d'oro -et di seta; et in una de le qual era la coperta di panno d'oro sopra -rizo, con uno moschetto damaschin, dove soleva dormir el Re talvolta -l'istate, et soleva tenir in la credentiera quando pastizava ad alcuno -60 vasi tra picoli et grandi, oltra li altri arzenti, le cariege -d'oro con cuscino di panno d'oro da zapar suso. Li scalchi erano don -Fedrigo et don Alphonso abate, poi duchi, conti et marchexi stevano -in piedi, davano 50 bandisone. Et _accidit_ che re Alphonso dete uno -pasto a l'ambassador veneto quivi a Pozoreal, essendo Duca, che durò -la cena da hore 20 fin do hore de notte, et _tamen_ tutte queste -cose Alphonso lassò, non però che il meglio potesse non portasse con -lui. Et Franzesi questi castelli occupono, non servando quello faceva -Aragonesi; ma, come intesi, in camera dil Re di Franza medemo atacavano -le candele al muro, et ogni sporcicia faceva in li più ameni luogi. -Era con el Re 2000 osti che lo seguiva, i quali intrati in Napoli, -non si teniva più bottege aperte per la terra, ma tutto a torno la -piaza era queste ostarie, dove Franzesi si andava a usar l'exercito -loro con Baco, et poi seguiva Venere. Et de li quattro banchi erano a -Napoli, zoè Strozi et Medici fiorentini, Spanochi senesi, et Palmieri -napolitani, fo fatto parte ostarie, et in parte stava meretrice venute -col Roy. Se diceva messa in franzese et in italiano. Era carlevar -quando intrò, et la quaresima li predicatori predicava, ma niun andava -a le prediche. Le donne principal o andavano fuora per le ville o -vero in monasterii, et in quello de Santa Chiara ne era zerca 2000. -Et come da chi vi era intesi, la settimana santa el Re non vardava a -far quello li piaceva, come dirò di sotto, con alcune soe favorite, -et per Pasqua niun quasi si comunicò. Li frati erano partesani, chi -anzuini et chi aragonesi, zoè tenivano; et el zorno de Pasqua, che -tutti assueta andar a le chiesie, non se vedeva donne per la terra; et -dove erano alozati Franzesi, in casa de cittadini, per non haver briga -de comprar legne, brusavano porte et finestre, et fino le botte; et -si li patroni volevano resister, erano feriti, come tutto più avanti -descriverò, a Dio piacendo. Et el Re, intrato che 'l fu, fece uno -editto non fusse dato impazo a Zudei, _tamen_ poi comportò ogni danno -li fo fatto. Anchora (fu) contento Marani ritornasse, et li de' salvo -condutto, poi lo rumpete, et li retene, et manzò zerca ducati 12 milia. -L'era dil Consejo dil Re zerca X: Samallo, Felippo mons. barba dil -Re, marascalcho di Beucher, marascalcho di Giae, mons. de la Tramuil, -de Obegnì, do Mompensier, de Lignì, de Miolans, lo Preosto di Paris -etc. El Pontano gran secretario dil re Ferando, summo philosopho et -litteratissimo, rimase a Napoli, nè volse andar col suo Re; et in casa -soa era alozato el Preosto di Paris. Or questo Pontano fo chiamato dal -Re de Franza per inquerir alcune cose, per la longa pratica havia di -quel Regno, et li fo fatto bona compagnia. Ma a le cose seguite per -zornata, da poi l'intrar dil Re in Napoli, scriviamo. - - -_Quello seguite in Napoli da poi lintrata dil Re di Franza._ - -A dì 24 Fevrer continuamente bombardando, quelli dil castello, sì -_etiam_ Pizofalcon et Torre S. Vincenzo, la terra, _adeo_ non si poteva -andar per Napoli. Et el Marchexe di Pescara era già partito et andato -in castel di l'Uovo, dove conferite con Ferandino; et poi tornato in -Castelnuovo dove era, et questa è la verità, a custodia todeschi 350 -et biscaini 150, forniti di vittuarie per anni do, formenti, farine, -carne salade et formagi; et li mortari erano molto operati, perchè -sfondrasseno le caxe. Franzesi veramente _etiam_ loro bombardava -ditto Castelnuovo, _maxime_ la parte di la cittadela, _tamen_ faceva -poco danno, et poco più basso che li merli si poteva bombardar el -castello, et _solum_ da una banda. Et vedendo el Re de Franza non lo -potendo haver per forza, et che non stimavano forche nè altro, havendo -però li soi in questo zorno preso la cittadela vicina al castello, -et con fuoghi artificiadi ruinò qualche parte de ditte muraglie, et -con grandissimo impeto introno dentro et amazò alcuni custodi, che -non poteno fuzir cussì presto, et trovono do bombarde grosse, le -qual le vastano, non havendo tempo de far altro mal, et quelli dil -castello molestandoli con le artegliarie, conveneno Franzesi ritornar -in loco più securo, a li repari havia fatto. Et el Re deliberò di -veder si poteva haver a patti, et si comenzono a parlar con quelli -dil castello. Andava persone in colloquio dentro con ditto Marchexe, -el qual in questo zorno ussite et andò in Castel dil Uovo, _demum_ a -Yschia; et tra i altri Zuan Jacomo di Traulzi andò a parlamento con -ditti custodi, dicendo che in termine almeno di hore 20 si dovesse -render, altramente che, havendolo, li jurava, _nomine Regis_, de far -el Marchexe di Pescara in quattro parti; ma si se rendevano li daria -tutto el suo stato et li fece altre promessione, et che accettasseno -el partito, altramente, havendolo per forza, tutti anderia per el fil -di la spada. Al qual ditto Marchexe rispose: volersi tenir 20 hore, -20 zorni, 20 mexi et 20 anni et in eterno, si tanto el vivesse, per -el Re suo et per caxa di Aragona, per la grande fede lui portava, -per esser loro arlevato, et che voleva che più fede se ritrovasse in -lui solo che in tutto el resto de Italia; che in fina mo, havia el Re -de Franza prosperato, ma che d'indi non haverebbe cussì, perchè eran -tutti disposti di mantenir caxa di Aragona in piedi, cridando tutti -tutti: Ferando! Ferando! Aragona! Aragona! Et el Traulzi li rispose -come la roca di Gaeta si havia reso, et che non sperasse soccorso. -Et lui disse: nol credo, come era la verità; però che sapeva ben lui, -esser ivi fidatissimo per il suo Re; et in Gaeta era come in Napoli, -la terra per Franza, li castelli per Ferando. Et _conclusive_ ditto -Marchexe disse: ve ne andate, nè più tornate, nè mai si pensa el Re -de Franza che mi renda; et pregate Soa Majestà che, havendomi vivo -ne le mani, faci quello mi ha mandato a dir; perchè disposto son al -tutto di voler terminarme. _Tamen_ poi si parti, et andò in Castel -dil Uovo, come ho ditto di sopra. Ma el Re de Franza stava con molta -paura; per le continue bombarde et mortari venivano trati, per la terra -non si andava: era una cossa molto oscura veder quella degna città in -tanta terribilità. _Tamen_ Franzesi per questo non restava con le sue -artegliarie far danno a li castelli. - -A dì 25 ditto la torre di S. Vicenzo in Napoli, vicina al Castel nuovo -si rese a Franzesi, et con quelli dil castello feceno trieva per tutto -ozi et doman a mezo dì, per veder se si potevano acordar. Et la notte -zonse tre galie, et messe in ditto castello fanti 150. El cardinal -S. Piero _in Vincula_ era in Napoli alozato ne l'arciepiscopato. Et -in questo zorno li ambassadori veneti andono a visitar Soa Signoria, -el qual mostrava esser molto amico de quella. Et è da saper che uno -zorno el Re li mandò fino a caxa a far uno prexente di la badia di San -Zermano, era dil Cardinal di Medici, con pensione de ducati 2000; et -ditto Cardinal disse: non creda la Majestà dil Re che io lo siegua per -haver abatie, ma _solum_ per l'amor et fede porto a Soa regal Majestà. -Et mostrò refutarla; _tamen_ el Re mandò a dir voleva l'havesse. - -Intrato el Re in Napoli, tutto el Reame era sottosopra; tutte le terre -di la Puia, et quele di la Calavria, Terra di Lavoro etc. da loro -medeme levavano una † bianca in campo rosso che, come ho ditto, non -sapevano far l'arma de Franza: et dove andava suo araldo era il ben -venuto. Pur Camillo Pandon, vice re per Ferando in Puja, habitava in -Otranto, et fo causa che alcune terre non se rendesse, come quando -scriverò l'acquisto, dirò il tutto. - -In questo zorno di XXV Fevrer acadete cosa in Napoli molto acerba, _ut -ita dicam_, a tutta la christianità: che Giem sultam, fratello dil gran -Turco, el qual questo Re tolse dal Pontifice et lo menò con lui; et in -camino avanti el Re intrasse in Capua si amalò, fo divulgato da cataro, -el qual li era disceso in uno ochio et nel stomego, o vero fusse -reuma; _tamen_ intrò in Capua, et stava sempre apresso dil Re. Et pur -crescendoli el mal, fo portato in bara in Aversa, poi in Napoli, dove -li medici li feno molte provisione, cavando sangue et altri remedii, et -alquanto migliorò. Pur la febbre li cressete, onde non volle provisione -alcuna che, _ita volente fato_, in questa matina expirò, fermo e -costante ne la fede soa. La qual morte fo grandissimo danno sì al Re de -Franza, _quam_ a tutta Italia, et _maxime_ al Pontifice; che lo privò -de ducati 40 milia d'oro haveva ogni anno da suo fratello, per caxon -havesse custodia de lui. Et a hora, non dubitando più dil fratello, -si inanimerà contra cristiani, che Dio nol voglia: che se niuna cosa -teniva Turchi a passar in la Puja, era che 'l Signor non voleva mandar -gran quantità, a ciò che non si levasseno poi contra di lui, sublevando -questo suo fratello, ch'era amato da li populi, et huomo assà bellicoso -et de grande animo. Nè ancora voleva mandar poche persone, a ciò non -fusse rotte: sì che questo suo fratello era buona causa di far star -basso ditto signor Turco. Et pur ogni anno veniva de Turchia in Italia -ducati 40 milia venetiani. Et el Re di questa morte dimostrò haver gran -dolor, et sospettavano el Pontifice non ge l'havesse dato attossicato -a termene: la qual cosa _non erat credendum_, perchè sarebbe stato -suo danno. Or, come si fusse, morite; et fu poi in deposito mandato a -Gaeta. Questo, mentre era in camino, era custodito da 1000 franzesi -et altre generatione; havia con lui turchi che lo serviva, et havea -libertà de andar per el campo a suo piacer. - -A dì 26, passato mezo zorno, fo molto bombardato el castello fino la -sera, non havendo voluto acordo. Et el Re andava ogni zorno fuora di -la terra per quelli zardini et lochi ameni et colletti (_colline_) -a la caza con grandissimo piacer, et lassava bombardar a li soi. Ma -Ferandino, come fo a Yschia, et che messe zoso la soa brigata, volendo -passar in Cicilia, convenne per fortuna restar et ritornò a Castel dil -Uovo, sì per inanimar li soi di le fortezze, _quam_ per sopraveder. Et -andava inanzi et indrio a suo piacer, zoè da Yschia a Napoli, et poi la -sera ritornava a Yschia; et fo ancora a Gaeta a sopra veder quelle cose -dil castelo. - -A dì 27 et 28 ditto fo pur bombardato per Franzesi;_ tamen_ con poco -danno dil castello; et erano più fermi che mai. - -A dì primo Marzo 1495 la notte venne Villamarin con cinque galie al -muolo di Napoli, et brusò uno galion et una galia de le rimaste in -porto; poi tornò da re Ferando; et ancora una galia, la qual fenze di -esser fuzita et venuta dal Re de Franza, tolto assà robbe di la Rayna -et di don Fedrigo, insieme con le ditte ritornò dal suo Re. El qual fo -divulgato havia 14 galie, _tamen_ non andava a torno se non con tre. Et -za li zorni passati havea mandato uno suo dal Re de Franza, per veder -se poteva acordarsi, et haver qualche stato lì in Reame; ma ditto re -de Franza non voleva udir parola per darli stado in quelle parte, ma -ben li prometteva in Franza. Et vedendo le cosse cussì disperate al -tutto, Ferandino deliberò de andar in Cicilia a trovar el padre, e -forsi passar in Spagna, lassando don Fedrigo a Yschia, a ciò facesse -quello lui faceva per inanimar li custodi de li castelli, et _etiam_ -di quello di Gaeta. Ma el Re de Franza dolendosi molto di la morte dil -fratel dil Turco, deliberò di tenirla secreta quanto più potesse, et -non volse per alcuni zorni se sapesse la verità, o fosse vivo o morto, -ma ancora da poi sepolto fece far quella custodia medema a la caxa come -prima, et star lì sui deputadi a la guarda, et vi andava medici; et fin -a li ambassadori veneti non volse dir alcuna cosa, benchè ditti oratori -la verità sapesseno, et havia subito advisato la Signoria. _Tamen_ non -molto da poi per Napoli ogni uno intese el certo, et Franzesi diceva -el papa ge l'havea dato atossicato, perchè _post mortem_ li fu trovato -alcuni segni di veneno sul corpo; et siccome scrivono li dottori, -_maxime_ quelli tratano _de venenis_, come Piero di Abano et altri, -che si puol dar veneno a uno, et non farà l'operation se non al termene -constituto. Or sia come si voglia, questa nova subito per molte vie fo -notificata al gran Turco, _tamen_ non lo credea, come dirò più avanti. -Et el Pontifice sopra tutti li altri mostrò haver grandissimo dolor, et -_etiam_ come sì presto el Reame era perso. - -Questo Re de Franza era devotissimo, et ogni terra dove l'intrava, -prima andava in chiesia, et ivi stava do hore in oratione, ringratiando -Dio; ogni prima domenega di mexe se confessava et comunicava; non -cavalcava la festa; varisse di mal di scrovole, secondo el costume -regio de Franza, disceso da Santo Ludovico re, et qui in Italia -molti del mal preditto segnando varite, _ut dicitur_. È magnanimo -perchè dona e fa molti presenti, et tra li altri, da poi intrato in -Napoli, conferite assà privilegii et fece molte exemptione ad alcune -terre che li dimandono; restituite a molti baroni li loro stadi, et -quelli li investiva et si faceva jurar omazo; et quelli contadi, che -non si trovava heriedi veri et antiqui baroni, li conferiva a soi -benemeriti franzesi, _ita_ che sempre era in conferir gratie, doni et -beneficii; et in questo li soi cancellieri et secretarii erano molto -occupati, _maxime_ uno chiamato Rubertet ch'era di primi. Et havendo -za fatto uno dei soi capetani in uno ufficio in Reame, zonto che fo -el Principe di Salerno, inteso che ditto offitio a lui aspettava, -revocò dal suo barone, et _libere_ dette a ditto Principe, el qual -ritornò nel suo stado, come dirò di sotto. Et ancora per angarizar -manco Napolitani, molte di le sue zente, oltre quelle si sparpagnò in -la Puja et Calavria con le zente italiane, volse, che molte erano in -Napoli, uscisse et andasse ad alozar a Aversa, Nola, Capua et Gaeta, -_licet_ ancora la roca si tenisse, o vero castello, et in altri lochi -ivi vicini, et pur si sforzava di haver le fortezze di Napoli. Ancora -fece molti editi, tra i qual, che tutti quelli habitanti in Napoli, -che havesseno formenti et farine, si dovesse dar in nota in termene -limitato, altramente quelle fusse perse, et restino condennati di -pena per saco ducati 100; et tutti quasi si andono a dar in nota, -_unde_ par la farina crescesse un poco più, et venne grandissima -bondantia di ogni cosa. _Tamen_ Napolitani subito comenzono a esser mal -contenti de Franzesi: questo perchè erano li vassalli in le sue caxe, -et Franzesi li patroni. Creteno (_credettero_) haver exemptione, et -li capitoli a loro modo, et nulla ebbeno: _ymo_ el Re vuolse scuoder -avanti el tempo una gabella pagavano da Pasqua, come dirò di sotto. -Li Zudei fonno scaciati, et messi a saco quelli pochi erano restati, -da Franzesi; _licet_ essendo edito dil Re non li fusse dato noja:ma -non poteva obviar a la furia di le sue zente. El stato dil Principe -di Squilazi, fiol dil Pontifice, andato con Ferando via, dete a suo -barba Filippo monsig. Fece monsig. de Citem, za fo qui ambassador, -sopra le artegliarie et munitione de Napoli. El ducato de Ascoli dete -a monsig. di Beucher, _licet_ li fioli dil signor che era fusse in -la roca di Gaeta. A monsig. di Arzenton, era qui suo ambassador al -presente, li dete la trata di trazer di Reame, et _etiam_ li resalvò un -buon officio in Napoli. Et gran siniscalco del Regno, monsig. di Lignì -suo cusino. Et gran armiragio, monsig. di Beucher nominato di sopra, -o vero governador dil Regno, zoè di l'intrade. Monsig. di Mompensier, -come ho ditto za, era instituido dovesse romagner Vicerè di Napoli; et -de la Calavria Vicerè monsig. di Obignì; et di la Puja Vicerè monsig. -di la Spara (_de l'Esparre_); et cussì a tutti li soi conferiva de -beneficii de ditto Reame; a alcuni baroni _etiam_ erano scaciati, tra -i qual el conte di Mariano have el suo stado, per esser sta antiquo -suo. A Colonesi, come di sopra scrissi, dete el contà de Fondi, rende -de intrata ducati 12 milia, et qui in Napoli li fece la investisone -et privilegii. Al conte de Fondi dete el contà d'Albe et de Zelano. La -badia de San Zermano dete al cardinal S. Piero _in Vincula_. È da saper -Medici havia _solum_ ducati 2000 di pensione, et el resto re Alphonso -godea; et però San Piero _in Vincula_ contento de dar al ditto cardinal -tanti altri beneficii de ditta quantità, et a lui restasse libera -ditta Abatia. El cardinal de Zenoa con domino Obieto dal Fiesco che, -come dissi, erano montati su le nave et slargati in mar, habuto salvo -conduto dal Re, dismontò, et volendo andar el Cardinal per Napoli, -cadete di cavallo, si fece mal a la spala, _adeo_ fo portato a caxa: et -li oratori veneti andono a visitar Sua Signoria et poi, varito, si fece -più amico dil Re cha li altri, et quello seguitò et per li sui operò -insieme con ditto Obieto per esser cai di parte di Zenoa. - -El sig. Virginio Orsini et el Conte di Petigliano in questo tempo erano -a Castelamar, retenuti per el re de Franza, ma el Traulzi si acordò col -Re nel numero di soi cinque capitani con ducati X milia a l'ano et 100 -homeni d'arme. - -Non restava continuamente el Re de Franza de far bombardar Castelnovo, -et quasi una parte era vasta et brusata, ma poco li custodi si -curavano, _ymo_ li respondevano gagliardamente, danizando la terra, -et fonno amazati de quei dentro zerca 40. El Re stava in Castel -de Capuana, occupato in dar audientia, confirmar privilegii et -sottoscriver donationi: pur andava a la caza, et talhora sopra li -repari, et a quelli faceva bona bota con le bombarde molto li laudava, -_ut dicitur_, li donava danari per inanimarli. _Unde_ loro, vedendo -el Roy, feva el dover; et li fo manifestado come a uno monasterio, -chiamato le Madalene, in la città, era sta scose 4 bombarde grosse -per Aragonesi sotto terra, et quelle mandò a tuor et fece piantar -per bombardar el castello. Et mancando polvere et ballote de ferro, -perchè li soi passavolanti non trazeno se non balle di ferro molto -grosse, mandò a tuor a Hostia di le soe galeaze per terra, a ciò -fusseno portate più presto. Le qual galeaze veniva a Gaeta, _demum_ -a Napoli di longo. Et mandò alcuni commessarii franzesi con 4 cavalli -per uno et non più, per più magnificentia, a molte terre sì di la Puia -_quam_ di la Calavria, a dimandar dovesseno levar le sue insegne, -et ivi tuor el possesso: et cussì zente italiane, zoè Colonnesi, -andavano ivi dintorno. Manferdonia levò le soe insegne. Trani et Leze -feceno in questi zorni alcune moveste, perchè erano tutti levati a -romore, et messeno a saco li Zudei, et li dette alcuni tormenti, a ciò -confessasseno dove era il suo haver. Qui a Leze era Polo di Priuli, di -Domenego fiol, patricio nostro, in questo tempo. Da lui intesi che vene -monsig. di la Spara Vicerè prima a Monopoli, et fo a mezo quaresima, -dove fè zurar omazo al Re; _demum_ la Domenega di Lazaro fo a dì 5 -April, ditto Vicerè intrò in Leze con 160 cavalli et havia con lui -uno zerman dil gran maistro de Rodi, chiamato monsig. de Libret, et -andò in chiesia col Vescovo, perchè fo honoratamente ricevuto, poi in -castel fe' zurar omazo ai sinichi di la terra et a li baroni, prima fe' -lezer la patente _publice_ in chiesia. Et è da saper che _antiquitus_ -el Signor di Leze si chiamava Duca di Leze et conte di Matera. Or fece -uno edito che tutti li debitori havesse do anni di comodità di pagar, -et cussì ordinò fusse publicato per tutta la Puja. Poi andò a Otranto, -come dirò di sotto. Et questo Vicerè havia gran libertà; _tamen_ in -le concessione che faceva sempre diceva: essendo cussì la volontà -dil mio Roy. Qui a Leze vi sta consolo venetiano, et _etiam_ a Trane -per antiqua consuetudine. Ma basti zerca a ste cose di Puia; le qual, -_licet_ non sia a hora il suo tempo seguito di scriverle, pur ho voluto -commemorarle, a ciò ogni cossa inquerita habbi memoria. Molfeta mandò -li soi ambassadori a Napoli a fermar li capitoli col Re; si levono le -insegne preditte di Franza, et cussì continuamente acquistava qualche -terra: et se niuna restava, era perchè li castelli ancora si teniva -per re Ferandino, et non volevano romper l'omazo zurato di observar a -caxa di Aragona. In Bari se ritrovava el Cardinal di Ragona, zoè nepote -di re Alphonso, et don Fedrigo non restava di voler acordo col Re de -Franza; era contento di haver la sua baronia, che era di la dote di soa -moglie l'ha al presente, che fo fia dil Principe di Altemura. Ma el Re -non voleva darli per niente alcun stato de qui, ma ben do volte tanto -in Franza. - -A dì 4 Marzo essendo venuto el cardinal Curcense in Napoli, li oratori -veneti lo andò a visitar. - -A dì 6 el Re de Franza humanissimamente parlò ai cittadini napolitani, -dicendoli che non era venuto per cupidità di acquistar danari, nè -per usurpar cosa alcuna, ma per beneficio et augumento universal, per -liberar questo regno de tyrannide, e principalmente per remetter li -baroni ne li soi stati, et restituir a cadaun le cose soe; diffalcando -ducati 250 milia dil pagamento feva far li Re passati di caxa di -Aragona, zoè era contento di haver lui tanta quantità manco a l'anno, -et di questo ne feva uno presente, et distribuite 50 offitii lì -in Napoli, zoè 40 a zentilhomeni et X a plebei. _Item_ li exortono -volesseno far la description de tutti coloro che erano atti e volevano -exercitar l'arte militar, che a tutti, secondo le condition di cadauno -voleva dar soldo, et cussì a quelli si exercitava in cose maritime; et -voleva che ogni uno stesse bene, secondo le virtù loro, sotto la sua -corona. Le qual parole fo molto grate et acete a tutti. Ma oltra de -questo non volse pagasseno sal, _tamen_ che lui voleva far vender in -uno magazen, et saria stato questo medemo perchè lo haveria montato. -Et mandò a dimandar a le terre rendute li doni consueti quando intra -un Re nuovo in dominio, chiamato sussidio caritativo, et a bon hora -comenzò a richieder. El qual, come fo divulgato, sarebbe da 60 in 70 -milia ducati; et di subito habuto li castelli, mosse fama volersi -partir, et ritornar in Franza. Ma Napolitani comenzono a star mal -contenti, non havendo potuto obtenir li privilegii volevano, _maxime_ -di una impositione a loro noiosa imposta per re Ferando vechio, che -pagava _annuatim_ al Re da Pasqua certa quantità, zoè tanto per fuogo. -Et non _solum_ el Re (_non_) li volse assolverli, ma quella voleva al -presente, dicendo havia de bisogno de danari per pagar le soe zente. -Et a dì 25 April erano assueti de pagar le doane di le piegore ducati -100 milia. Et el Re, havendo bisogno, chiamò queloro havevano tal -cargi, dicendo si di presente a dì 8 Marzo li volevano dar ducati 60 -milia, li sparagnava el resto. Et Napolitani si scusavano non haveva da -darli. Era in Napoli, come per una lettera di Zuan Bragadin patricio -nostro vidi di 9 Marzo, Franzesi 15 milia, et in Reame 25 milia, -_omnibus computatis_. Fo divulgato el Re havia terminà de menar con -lui in Franza 200 cittadini napolitani, et lassar 7 in 8 milia cavalli -et 4000 pedoni franzesi in Reame: el resto menar con lui. El sig. -Virginio Orsini et conte di Petigliano erano presoni, menati di Nola -a Castelamar mia 18 lontan da Napoli, solicitavano la sua liberatione, -dicendo non erano presoni, ma con parola dil Re erano stati retenuti, o -pur, si piaceva a Soa Majestà di darli soldo, che volentiera restariano -con quella. Ma per Franzesi li fo dà taglia ducati 50 milia, et la -sua cosa mandata in longo. Ma el Traulzi era conduto al soldo dil Re, -come ho scritto, con homeni d'arme 100, et 100 balestrieri, et 100 -arcieri, con la provisione de ducati 10 milia a l'anno, come scrissi di -sopra. Et questo capetanio italiano nel accordo insì (_entrò_) con gran -misterio, per le cose havea in animo de far. - -A dì 7 zonse in Napoli el Principe de Salerno con zerca 400 cavalli, -et dal Re fo _benigne_ ricevuto, et era el primo in Reame per haver -la pratica in quello; et a dì 9 ditto ricevete da li soi de Salerno, -che li mandò 57 muli cargi di farine, biava et vino, et certa somma di -danari; et poco da poi andò ivi, dove come Dio fo ricevuto, per esser -bon et benigno signor. - -Havendo mandato el Duca de Milan, subito inteso la intrada dil Re -in Napoli, alcuni de soi per tuor la sua ducea de Bari et la contea -di Rossano, che erano soi: _unde_ el Re liberamente li fece li soi -privilegii et concessione, _tamen_ ancora Bari non havea habuto in -suo dominio. _Licet_ tra Franzesi pur se divulgava esso Re, partito de -Napoli, voleva venir adosso el duca de Milano, per metter el Duca picol -fiul di suo zermano in signoria, o vero per dar ditto stato al Duca di -Orliens, el qual era rimasto in Aste, et faceva zente, et è intitolado -Duca de Milano; dil qual el signor Ludovico duca ne havea gran paura, -et molto di questo consultava con Sebastian Badoer cavalier, era ivi -per la Signoria ambassador, come scriverò di sotto. E pur Franzesi -cridava a Milano. - -In questo mezo quelli dil Castello novo cessò de bombardar, perchè tra -li custodi erano venuti a romor, zoè Spagnoli con Sguizari, et tra loro -alcuni fonno morti: et era uno capo di Spagnoli, che fo capitano qui -in Romagna con l'esercito aragonese, et uno altro de' Sguizari. Et el -Re de Franza, intendendo la cagione, partì di Castel di Capuana, et -venne alozar in un palazzo più vicino al Castello, et mandò a parlar -con ditto capetanio yspano, se si volevano render, et cussì fonno -fermati li pati a dì 2 Marzo, che se in termene 4 zorni non havesse -soccorso da re Ferandino, se intendesse esser reso, et Franzesi levono -il bombardar. Li pati fonno questi: rendersi, salvo l'haver et le -persone, et quello Ferando a loro havia donato, et li sia dato a tutti -li custodi paga di tre mesi. Et è da saper che questa discordia seguita -dentro, ne la qual ne morì zerca 100, fo causa di tal deditione. -Adoncha el Castello a dì 7 Marzo si rese al Re de Franza, essendo sta -bombardato _solum_ 10 zorni, nè fo rotto altro che le merladure et -fenestre, tanto era forte di muraglie; et fo levato le bandiere de -Franza. Et qui fo trovato di robbe lassò re Ferandino, che non potè -portar via, di più sorte panni d'oro et di seta, per valor di ducati -200 milia: sì che Franzesi comenzò tutti a vestirsi de seda, dove prima -erano vestidi de panno, secondo el consueto loro. Et questo basti zerca -a Napoli; et de le cosse seguite in questo tempo, _maxime_ a Venetia, -comenziamo a scriver. - -Ma prima non voglio restar de scriver come el Re de Franza mandò do -gripi a Rodi dal Gran Maistro a notificarli questa vittoria, et che li -mandasse la sua nave et altro aiuto bisognando, come Franzese. - - -_Cose seguite a Venetia et in diverse parte in questo tempo mezo._ - -Domente el Re de Franza seguite la sua intrata in Napoli, zonsea la -Signoria... dil Duca di Orliens era in Aste, ringratiando di falconi, -offerendosi. Et secondo el consueto si dette el titolo dil Duca de -Milano. Et fo divulgato, come per lettere de Milano se intese, ditto -Duca ivi adunar exercito; et che la Raina de Franza havea parturito -una figlia, a la qual fo posto nome...., et havia fatto comandamento -al duca di Borbon per tutta la Franza che, exempti et non exempti, -dovesseno mettersi in ordine per dover venir bisognando in Italia -in aiuto dil Re, però che non havevano ancora inteso el suo felice -successo in Reame. Et el sig. Ludovico duca dimostrava haver gran -paura dil suo stado, _licet_ sia stato causa di far venir questo Re -in Italia. Ancora perchè si dubitava di re Maximiliano, che ancora -non havea ottenuto la investisone dil Ducato, come havia mandato a -rechiedere, et con la Signoria, si voleva aderir a ogni cosa, spesso -consultando con Sebastian Badoer, mediante ei qual si governava, -_licet_ fusse oratore veneto, et mandò per Po li soi ambassadori, li -quali andò prima a Ferrara, poi zonseno quivi. - -Benchè non sia a proposito qui descriver tal cossa, pur per mia -satisfatione ne voglio far memoria. In questo anno, a dì 26 Fevrer fo -el Zuoba da nui chiamato di la cazza, nel qual zorno per consuetudine -antiqua si fa sulla piaza di San Marco ogni anno una bellissima cazza -di alcuni tori, et vien tagliato la testa per li scudieri dil Principe -a certi porchi; tutte signification come in l'opra de Venetia, dove -trato _De principio Urbis, de situ et Magistratibus_, è diffusamente -descritto. Vista la Signoria in palazzo a veder, et a hora, per esser -tanti degni oratori in questa terra, fo molto solemne, con certi -balletti de mumarie sopra soleri, con fuogi artificiati etc. Era el -Principe con el legato dil Pontifice, uno solo di oratori dil Re di -Romani, zoè domino Joanne Stainer, perchè cussì fo ordinato a ciò li -altri non havesseno a precieder a questi de altri Re. Poi era quello -de Franza, quello de Spagna, quello de Napoli, _licet_ za el suo -Re fusse partito et el Re de Franza habuto el dominio de Napoli, ma -ancora non si sapeva, nè era zonta tal nuova, altro che del intrar -in Capua; poi quello de Milano, de Mantoa et de Rimano: mancava de -Ferara, che per esser amalato non venne. Et fo bellissimo veder el -nostro Serenissimo Principe in mezo dil Legato e 4 oratori di 4 Re li -primi di la Christianità, duchi et signori. Poi era assà senatori, -et domino Fuciano baron hungaro. Era un grandissimo populo su ditta -piaza; fo stimato persone da 50 milia in suso, et era assà varietà -de mascare, benchè in questo anno per el Consejo di X fo decreto -niun se potesse mascherar senza parte presa nel consejo di X, et però -niun si trasvestiva, _tamen_ per far più bella la festa fo preso che -_de cetero_ X zorni avanti el marti de carlevar ogniun si potesse -stravestir a loro modo. - -Intrato che fu el Re de Franza in Napoli, subito scrisse una lettera -a la Signoria, molto piacente, savia et piena di rengratiamenti, -denotando la sua intrata, benchè le fortezze ancora si teniva, et -sperava di breve haverle, et tutto el resto dil Reame. Che quello -offeriva a ditta Signoria, come so bona amiga, promettendo di far -meglior compagnia a nostri di quello faceva Aragonesi, ringratiando di -l'operatione et l'allianza servata, con molte dolce parole, chiamando -el doxe zerman carissimo, offerendosi in ogni cosa. Et quello araldo -portò ditta lettera in Collegio, per decreto di la Signoria li fu -donato ducati 100 d'oro, et vestito, in demostration si havea habuto -allegrezza di questa vittoria de Soa Majestà. La qual lettera zonse a -Venetia a dì 4 Marzo. - -A dì 4 Marzo 1495 zonse a Venetia li do ambassadori dil Duca de Milano, -che za alcuni mesi erano stati eletti, et di zorno in zorno dovevano -venire: i quali fonno domino Guido Antonio Traulzi episcopo di Como, -et l'altro Francesco Bernardin Visconte consegliero dil Duca, fo fiol -di domino Sagramoro, homeni degni, et da farne extimatione, et di le -prime caxe de Milano, però che Visconti et Traulzi sono le principali, -et li duchi tutti, da questo in fuora, si chiamò de caxa de Visconti. -Et veneno per Po, steteno 8 zorni a venire, li fo mandato contra fino -a Malamoco assà patricii, cavalieri et altri de Pregadi: tra i qual -Hieronimo Lion cavalier eletto ambassador al loro Signor; _etiam_ vi -andò contra domino Tadeo de Vicomercà, altro ambassador era qui de -Milan, et _etiam_ quello de Ferara. Altri oratori non vi andò, nè -_etiam_ venne a visitarli, per esser di testa coronà. Venne con li -piati fino a la caxa dil Marchexe di Ferara, dove era preparato, et -li fo fatto le spexe, et poi dato ducati 100 in uno sacheto, a ciò -loro medemi se le facesse. Veneno con zerca persone 60, et vestiti di -color. Et la mattina seguente, fo il secondo dì de quaresima, andono -a l'audientia, et exposeno la soa imbassata, et cussì l'altro zorno -ancora. Se divulgava per tutta la terra, come era la verità, che erano -venuti per far la liga, et esser insieme con questi altri oratori su -queste pratiche. Et _sæpius_ Venetiani consultavano nel consejo di X -con la zonta sì de padri, savii de collegio, _quam_ altri primarii -patricii eletti: et se reduseno tre zorni continui da matina et da -poi disnar. Se divulgava tramavano de far lega, et _sæpius_ cazavano -di Collegio, Conseio di X et Pregadi, li papalisti quando tratavano -alcuna cosa di Roma. Et fo ditto el Pontifice al tutto se voleva -partir di Roma, per dubito dil Re de Franza, nè voleva star più in -le paure et pericoli era stato. Et molti mormorava che 'l verrebbe ad -habitar a Padoa o in altro luogo in le terre nostre, o vero in Ancona -ch'è terra subposta a la Chiesia. _Tamen_ Venetiani lo dissuadeva non -volesse partirsi de Roma et lassar quella terra in abandono, et che -provederebbeno che la Santa Romana Chiesia non havia alcun incomodo, -nè _etiam_ Soa Beatitudine, et _tamen_ erano su queste cosse dil -Pontifice, et per expedir tanti varii ambassadori molto occupati, le -cose andava molto secrete. Et in questo tempo ordinò a molti Monasterii -religiosi in questa terra, et li mandò la Signoria elemosine a ciò -pregasseno l'eterno Dio che inspirasse ne le mente di quelli governava -questa inclita Republica a elezer la miglior via per el ben de Italia, -_juxta illud dictum: in maximis sive minimis implorandum est divinum -auxilium_. Et ditti ambassadori erano qui andavano spesso _vicissim_ -a l'audientia, zoè Legato, Spagna et Milano; quello dil Re de Romani -non ussia molto di caxa, et _etiam_ mons. di Arzenton, ambassador dil -Re de Franza. _Tamen_ stava admirato di quello havesse a seguire, et -cercava con ogni via de intender. Et una mattina, avanti el Re havesse -Castelnovo, andò in Collegio rengratiando, _nomine regis_, di la -benevolentia li havia dimostrato in questa impresa, et che havia bona -causa de esser sempre bono amigo di questa Signoria, et obligato a far -ogni cossa, usando dolcissime parole. Et per el Prencipe li fo risposto -sapientissimamente. _Tamen_ a Napoli el Re faceva puoco conto de li -oratori veneti, negandoli talor l'audientia, come scriverò di sotto. - -Da Corphù per lettere di Alvixe Venier bailo et capetanio de dì 17 -Fevrer, et zonte a Venetia a dì 25 Marzo 1495 con uno gripo, se intese -come da Costantinopoli veniva uno messo con lettere drizate a la -Signoria, de mercadanti, perchè ivi non vi era ni baylo ni ambassador, -copiose molto di nove, le qual da Turchi fonno trovate et tolte. Pur -capitato el messo le portava a Corphù, notificò al baylo come el sig. -Turco faceva una grandissima armata de più de vele 200 per ussir fuora -questo anno, et havia ordinato uno grande exercito, più che il padre -mai facesse, et questo per paura dil Re di Franza, non facesse quello -diceva le prophetie, et come li soi savii di la leze predicevano, -che la loro setta mahumetana in questo anno dovea patir grandemente -pericolo di _penitus_ esser _versa_. Et non molto da poi ordinò a 30 -milia asappi dovesseno mettersi in pronto et venir a la Vallona. Et per -lettere di ultimo Zener da Costantinopoli, dirizate a Antonio Grimani -procurator, però che essendo fuora et a pena habuto el stendardo et -zonto a Corphù, che morto Zuan Moro fo eletto in loco suo procurator -di San Marco, la qual dignità _apud Venetos_ è la primaria driedo el -prencipe. Sono nove li primi et veterani patricii. Et ancor pur era -capetanio zeneral, et stete assà tempo come dirò de sotto. Or per -ditte lettere se intese Turchi volevano andar con l'armata a l'ysola -de Scyo de Zenoesi, et quella subjugar, sì come per li oratori dil re -Alphonso più volte era stà pregato volesse far, per haver Zenoesi dato -gran favore al Re de Franza, et ivi fabricata l'armata et tuttavia -li danno, _licet_ ditta ysola sia tributaria al sig. Turco. Per la -qual cosa Zenoesi, et più quelli de Scyo steteno di malavoia, et non -sapevano che farsi: _tamen_ non seguite altro, et l'armada dil Turco -non ussite, sino fo disfornita. Pur prima se intendesse el certo dette -da suspettar assà. Et per lettere di ditto capetanio zeneral, venute -in questi zorni, fo manifestato la quantità di l'armata facea, come -lui era da Costantinopoli de persona _fide digna_ advisato, zoè galie -80, 100 fuste grosse, 30 palandarie, con bombarde zuso che traze da -pope, 30 altre palandarie da portar cavalli et zente, 4 nave grosse; -et ancora l'exercito terrestre grandissimo, a la summa de 60 milia -persone, et che aspettava con desiderio el sig. Turco l'ambassador -dil Re de Ongaria, con el qual havia guerra, che ivi veniva per -pacificar le cose, et li voleva far ogni patto, a ciò non impedisse -el suo pensier de Ytalia. _Item_ come l'ambassador dil Papa et dil Re -di Napoli erano partiti da Costantinopoli, et venuti a la Vallona, et -aspettava de passar in Reame. Se divulgava el Turco haver dato danari -a ditto orator napolitano, et promesso de mandar X milia Turchi in so -aiuto. Et al tutto erano disposti ditti Turchi de ressister a questo -Re de Franza. Et è da saper, che dil mese di Zener 1495 a Napoli, -ritrovandose ivi l'ambassador di esso sig. Turco, fo publicato la paxe -fatta et sigillata tra lui et el re Alphonso de Napoli, come di sopra -ho scritto: et questo per confortar quei populi. - -Et inteso questo da Venitiani molto si dolseno, che questo Re de -Franza dovesse esser caxon di far passar Turchi in Italia et ussir sì -grande armata in mar, et presono nel Consejo de Pregadi de augumentar -l'armada, et far metter banco, et armar in questa terra alcune galie; -et za li soracomiti erano eletti, a ciò ussendo ditta potente armada, -el colpho nostro, et le terre marittime non fusseno senza presidio, le -qual però _continue_ se fortificava. - -In questi zorni per decreto dil Consejo di X fo mandato Alvixe Sagudino -secretario al sig. Turco, per advisar di la morte di suo fratello Giem -sultan, et di quella certificarlo, et _etiam_ per altre facende, a ciò -potesse advisar la Signoria dil seguito di la sua armata, et per esser -homo pratico et haver la lengua, parse di mandarlo più presto lui, che -elezer altro oratore, et _etiam_ per più prestezza. El qual la sera -medema, che fo a dì 6 Marzo montò in uno gripo et andò verso Corphù, et -zonto a la presentia dil Signor have più accetto la sua venuta che di -orator potesse esser zonto, per intender la certezza di la morte dil -fratello, la qual havia inteso et non la credeva, come tutto scriverò -più avanti, secondo el consueto mio. - -Ancora domino Martino Albari episcopo di Durazo, essendo montato in -gripo per andar al suo episcopato, non essendo ancora partito de li -do castelli, per el Consejo di X, 7 Zener, fo mandato a retener, non -andasse di longo, ma a uno de li castelli dismontasse; et ivi stete cum -custodia, dove vi andò uno cao dil Consejo di X, et uno inquisitore -di ditto Consejo, con li nodari, a esaminarlo et veder si portava -scrittura alcuna. Questo era stato a trovar el Re de Franza, et havia -offerto a Soa Majestà, volendo andar contra Turchi, XX milia Albanesi, -et el Re have molto accetto, et li dette certe commissione, con le -qual se ritornava in Albania, per comover quelli populi, havendo però -prima dato noticia a la Signoria nostra. La qual, _prima facie_, mostrò -non curarsi; ma poi, considerando era suo homo, et havia el vescovado -in loro terre, non se impazando Veneti in niuna cossa, _etiam_ era -buono li subditi non se impazasse, non perchè non havesseno voluto el -prosperar dil Re contra infedeli, ma perchè sapevano bene el ne havea -poca voglia, et comovendo queste cosse, non seguendo poi nulla, el sig. -Turco harebbe potuto haverlo _multum_ a mal. _Tamen_ poi fu lassato con -admonitione _pro nunc_ non dovesse andar in quelle parte, et stete in -questa terra. - -In questo tempo el Gran Maistro de Rodi, de natione franzese, armò una -barza de 300 botte con 60 homeni suso, et tre caravelle con le insegne -dil Re de Franza, et andò in corso in l'Arcipelago. Poi ditta barza si -conzonse con l'armata dil predetto Re in Provenza, et cussì fece assà -danno. - -In Spagna per lettere de dì 17 Fevrer zonte a dì 5 Marzo al so -ambassador, se intese come el Re et Rayna con la corte era ancora a -Madrit, et che havia ordinato grande exercito, el qual a dì 10 Marzo -dovia esser in ordine, nè si sapeva dove el volesse mandar. Ben dette -fama contra Mori a lui vicini a li confini de Granata. Et era pregato -da li oratori dil re Alphonso dovesse romper al Re de Franza, essendo a -hora el tempo, sì per acquistar regno, _quam_ per non esser in Franza -chi quello difenda, per haver el Re el fior di le zente franzese con -lui. _Etiam_ aiutava caxa di Aragona, _tamen_ non volse mai romper, per -la bona paxe havia. Et come intesi, ne li capitoli, _inter cætera_, -vi era uno che esso Re prometteva non se impazar in le action dil -Reame di Napoli, le qual diceva el Re de Franza haver. Pur li soi -ambassadori mosse certo dubbio a ditto Re de Franza, come ho scritto -di sopra. L'armada soa veramente, zoè le 32 caravelle, capetanio -el conte de Trivento, erano zonte in Cicilia con lettere drizate -al Vicerè, nomeva don Ferando de Cugna, el qual avanti ditta armada -zonzesse, a dì do Dezembrio in Catania era mancato di questa presente -vita. Era di natione castigliano, et le sue robe fo portate a vender -in questa terra: le qual vidi, et era bellissime. Or per esser morto -ditto Vicerè, l'armada non fece altro ma ivi dimorò, et non era niuno -volesse averzer ditte lettere dil Re et Rayna drizate a questo Vicerè, -di quello haveva a far la ditta armata, ma subito scrivesseno in Spagna -comandasse quello a loro Altezze pareva. El qual za, inteso la morte -dil suo Vicerè, havea eletto uno altro chiamato mons. Joan de la Nuza -aragonese, era vicerè di Catalogna, el qual venne in Cicilia con le -galie di Barbaria per Vicerè, con gran triumpho ricevuto da Ciciliani, -et stete a Messina. Quello di ditta armada seguite, et di le cosse di -Spagna, intenderete più avanti. - -Ancora a dì 23 ditto, zoè Marzo, per lettere di 5 dil presente mexe de -Spagna al ditto suo ambassador, per le qual intese la ferma opinione -dil Re et Rayna di voler esser in liga con questa Signoria etc., -_etiam_ fu divulgato lo esercito predetto dovea andar a li confini -de Franza, verso Perpignano, non però per romper guerra ma per star -preparato, et che havia ordinato altra armata di barze et caravelle, -le qual dovea venir in Cicilia, capetanio don Consalvo Fernandes de -Agilar, castigliano, _etiam_ che el Duca di Alve, con una quantità -de gianezari (?) venirebbe. Ma _unquam_ si mosse de Spagna; _tamen_ -la ditta armada seconda pur venne, et fo in aiuto da poi la liga di -re Ferandino a metterlo in Napoli, benchè tanto stette indarno che fo -disfornita. - -In Alemagna Maximiliano re de Romani faceva preparatione de far la -dieta, et come li soi oratori erano in questa terra, dicevano havea -ordinato a dì 2 April, che le sue zente dovesseno esser preparate -perchè, o fatta o non ditta dieta, era disposto venir a Roma a -coronarse. Et fece uno editto, che tutte le terre franche contribuivano -in aiuto di Soa Majestà. Et morite in questo tempo uno Duca di Saxonia -molto exercitato ne le arme, di la qual morte Maximiliano have gran -dolore. - -A Roma el Pontifice con reverendissimi cardinali consultava quello -dovesse fare. Era disposto non lassarsi trovar a Roma, ritornando el -Re de Franza, perchè el cardinal S. Piero _in Vincula_ con ditto Re -metteva grande odio con il Pontifice, et sarebbe stato contento di -nova eletione o di far scisma. Fo divolgato che esso Pontifice have -mandà bona parte dil suo in Ancona _secrete, tamen_ non fo la verità, -ma ben fece certi provisionati, et dette soldo ad alcune zente d'arme, -faceva fortificar el castello Santo Anzolo, sì de ripari _quam_ fece -cavar li fossi a torno, et deliberò de far che el Tevere passa per -Roma li andasse a torno in ditte fosse, le qual continuamente si cava, -et cavando trovono musaichi, porfidi, serpentini et medaie, et altre -cosse bellissime. Et a dì 14 Marzo cavalcò con la corte de Cardinali et -oratori a torno ditto castello, poi andò zerca mezo mio fora de Roma a -spasso per ricrearsi alquanto. Et essendo zonto a dì 7 Marzo Hieronimo -Zorzi cavalier, ambassador decreto a Soa Beatitudine, _etiam_ vi era -ancora Paulo Pisani, con li quali consultava de li rimedii opportuni -contra questo Re de Franza. Ma in questo mezo, per interposizione di la -Signoria nostra con el duca de Milano, el qual mandò molto celeramente -Alvixe Becheto a Nepi, fo pacificato le cosse dil cardinal Ascanio -vicecancellario con el Summo Pontifice, che, come scrissi, da poi -partito el Re de Franza di Roma, più non era voluto andar a Roma ditto -cardinal et seguiva l'odio havia al Papa; et hora, a compiacentia -dil fratello, per molti respetti volse ritornar. Et cussì a dì 8 -Marzo intrò in Roma con grande honor, et andò poi a visitatione dil -Pontifice, dicendo: _Recedant vetera, nova sint omnia_. Et spesso erano -insieme a consultatione, perchè era necessario per le cose occorrente, -_maxime_ per la liga si tramava a Venetia, la qual molto dal duca de -Milano suo fratello era desiderata, per dubito havea di non perder el -stado suo. - -Ancora zonse a Roma el Cardinal mons. Samallo, venuto di Fiorenza in -questi zorni; _tamen_ el Pontifice scondeva di lui le pratiche di la -liga si tramava. El qual Cardinal pur ne intese qualche parola, et -poi andò a trovar el Re. Zonse a Napoli a dì 14 Marzo, come dirò di -sotto. Et _etiam_ vi zonse a Roma quello ambassador di re Alphonso fo -qui, nominato di sopra, chiamato Hieronimo Sperandio dottor, et, stato -alquanto, _demum_ ritornò a Napoli. Oltra di questo vi entrò in Roma -200 homeni d'arme con li cariazi di la compagnia dil sig. Virginio -Orsini et Conte di Petigliano, i quali fuziteno quando lo exercito -aragonese da loro medemi si messeno in foga. - -A Venetia adoncha si tramava la liga, la qual have principio _volente -Deo,_ perchè niun orator primo disse voler far liga, et _tamen_ poi -tutti fonno d'accordo de conligarse: et questo per il sapientissimo -Governo di la Signoria nostra. Et in questo tempo, al principio de -quaresima, cominciò le pratiche de ditta liga: et _veneti patres_ -erano molto occupati in dar risposta a li ambassadori andavano a la -audientia, che era bellissimo veder ogni mattina andarvi, et tutti -havea fatto capo in questa terra, come quella che non havea ambition -de acquistar stado, ma ben per conservar _pacifice_ Italia. Quelli de -Milan sollicitava ogni mattina, dicendo non esser tempo de aspettar, -et lui solo era contento legarsi con questa Signoria, però che in -Italia non reputava fusse altri stadi che Venetia et Milano, come -era la verità, per essere do grande potentie; et _etiam_ esso Duca -deva danari et prestanze a le soe zente, et quelle faceva metter in -ordine, et sollicitaveno de haver risposta. Quelli dil Re de Romani -non se curava di altri che di la Signoria, et _prima facie_ mostrò non -voler Ludovico, per non esser iuridico Duca, et di lui non volevano -aldir parola, nè nominar Ludovico, ma ben el Stado de Milano. Quanto -queste parole indicava, lectori vi lasso considerar. Quello de Spagna -_etiam_ non se curava de esser ligato con altri che con la Signoria, -nè el suo Re li havia dato comissione de ligarsi con altri, nè poteva -haver saputo[125] come questi oratori volevano far liga. El Pontifice -non se lassava intender: hora era contento, hora dimostrava non farne -caso, et era in amicitia col Cardinal di Napoli di casa Caraffa, el -qual havia ribellato ad Aragonesi, et teniva da questo Re de Franza: -questo perchè a Caraffeschi non havia tolto, _imo_ conferito ogni sua -intrata, et cussì a ditto Cardinal lassato li beneficii havia in Reame. -Et cussì Venitiani erano in _magnum quid_ in convegnir adatar tutti -questi oratori varii, i quali però tutti volevano liga, nè si poteva -acordar il modo: unde _sæpius_ si faceva consegli, et _inter patres_ -disputatione. Quello seguite poi, lezendo intenderete di sotto il -tutto. Ma a le cose di Napoli et successo dil Re de Franza ritorniamo. - - -_Come el Re de Franza habuto Castelnovo comenzò a bombardar Castel dil -Uovo et quello fece a Napoli._ - -A dì 7 Marzo havendo el Re de Franza habuto Castelnovo, et _etiam_ -in questi zorni la fortezza de Pizofalcon situada sopra uno monte -fuora di Napoli, la qual senza contrasto si rese, et a dì 9 comenzò -a far bombardar Castel dil Uovo, edificato in mar, _tamen_ ha uno -brazo assà stretto per el qual si vien a la terra, et volendo li -custodi difendersi era inexpugnabile. Et el Re _ex opposito_ fece -piantar le bombarde, ma quelli di ditto castello, subito che 'l Re -have Castelnovo, murono la porta. Et a dì 10 el Re andò a disnar a -Pizofalcon, ch'è quella roca nominata di sopra, situada su quel alto -monte, per mezo Castel dil Uovo, et qui stete tutto el zorno a veder -bombardar el ditto castello, et fo buttato assà muraglie a terra. -Mandò mons. di Lasparra vicerè in Puia, et mons. de Obegnì vicerè in -Calavria. Ancora fece uno editto, che tutti li calafai et marangoni dil -Reame venisse a Napoli, perchè voleva far tajar arbori, et _reliqua_ -preparar, per far una grossissima armada. Et a Zenoa se preparava per -Soa Majestà galie X, et li ambassadori veneti fonno a parlamento con -Soa Majestà, notificandoli come la Signoria li advisava le nuove dil -Turco, et come faceva grande armata. Et lui rispose: provederemo a -tutto. Et _conclusive_ non faceva quella compagnia a ditti oratori, -qual da prima solea far, et raro li dava audientia. - -A dì 12 ditto zonse a Napoli don Ferante fiol dil Duca di Ferrara, et -Piero di Medici, i quali erano stati fin hora a Roma. - -El Re, habuto che ebbe Castelnovo, et li custodi con lor robe ussiti, -altri restati con esso Re, altri andati dove a loro parse, comandò -fusse riconzato dove le bombarde havia fatto danno, et _maxime_ el -ponte el qual era roto. Et conzato che fu, se partì de Castel de -Capuana, et venne alozar in ditto castello, dove soleva habitar li Re -aragonesi. - -_Et accidit_ che a dì 6 ditto venne a presso Napoli don Fedrigo con -do galie et una galiota, et mandò a dimandar al Re salvo conduto, et -uno de soi primi baroni per ostaso, che 'l volea venir a parlar a Soa -Majestà. Et el Re li fece salvo conduto, et mandò sopra el schifo suo -cosino mons. de Lignì per ostaso in galia. Et don Fedrigo venne da Soa -Majestà; el qual era sopra le bombarde a sopraveder. Et dismontato del -schifo, li venne contra alcuni baroni soi amici et parenti franzesi, -per caxon di la prima moglie soa che fo franzese; et quello ricevuto -con gran benivolentia, parlando a la franzese, montono a cavallo et -veneno a trovar el Re. Et come fo a la soa presentia, dismontò, et li -volse basar li piedi; et el Re non volse, _imo_ li fece gran careze; -pur tanto fè don Fedrigo che li basò la man. Et poi, fatto le debite -acoglienze, et usato le parole acomodate, montono a cavallo, però -che esso Re andava a cavallo per Napoli molto familiarmente, hora -con 100 cavalli et hora con X, sì come si atrova, non servando alcun -decoro; et andono a torno la terra. Un poco poi esso don Fedrigo si -tirò con el Re sotto un certo arboro da canto de li altri, et loro -do soli steteno a parlar per spatio de zerca hore 3, et non vi era -a presso niuno. _Demum_ el Re chiamò tre soi baroni et consegieri di -primi, et pur ancora parlono; et non potendo concluder alcuna cosa, -don Fedrigo ritornò in galia, poi in Castel dil Uovo, et mons. Lignì -venne in terra. Poi andò alcuni franzesi, zoè quelli soi parenti et -amici, a parlarli in castello, i quali tratavano di acordarlo con -el Re; _tamen_ non potendo ottenir nulla, montono in galia. Et (_don -Federico_) ritornò a Yschia, dove era el re Ferandino con 14 galie. -Quello feceno scriverò di sotto. Essendo stato però Ferandino al castel -di Gaeta a sopraveder, el qual ancora se teneva et continuamente era -bombardato. Ma è da saper che don Fedrigo dimandò do cosse al Re de -Franza. La prima che el re Ferendo suo nepote era contento di venir -a inchinarsi a Soa Majestà, _dummodo_ non perdesse el nome de Re, et -che li daria tutto el Reame, zoè l'Apruzo, Puia et Calavria, et lui -restasse con Napoli solamente, a ciò che 'l nome de Re, come ho ditto, -non se perdesse; prometendo di darli tributo, et che quello regno fusse -suo come quello de Franza, et che tutte le fortezze restasse in le -sue man per sua securtà. Et non voglio restar de scriver questo, che, -intrato che fo el Re de Franza in Napoli, comenzò titolo nuovo, zoè: -_Carolus Franciæ Siciliæ atque Jerusalem rex_, sì come era el titolo de -re Alphonso. La seconda richiesta fo che a lui, don Fedrigo, dovesse -lassar el Principato di Alte mura, però ch'è di la dotta sua, et el -contà de Matalon che fo de soa madre; et che lui vegneria sotto Soa -Majestà. A la qual richiesta el Re rispose: prima che Ferandino non se -pensasse de haver niun stado in Reame, come sempre lui ha ditto, ma ben -in Franza li prometeva stado condecente; secondo che a esso don Fedrigo -non li voleva dar a lui ditti contadi, ma ben investiria le donne di -quelli, et li faria privilegii che lui scodesse le intrade; _tamen_ che -'l voleva che lui venisse ad habitar in Franza, dove oltra di questo -che li dava di qua, _etiam_ in Franza li prometteva di dar el dopio -di stado, ma che per niente non voleva aragonese niun in Reame, _imo_ -che quel nome fusse estinto. _Unde, re infecta_, don Fedrigo ritornò a -Yschia, come ho ditto. Et ancora prometteva el Re de dar a don Ferando -re una sua neza, fiola dil duca di Borbon suo cugnado, con ducati 60 -milia de intrada. - -Et non restava continuamente Franzesi de bombardar Castel dil Uovo. -Quelli di Otranto et Galipoli aspettavano l'araldo dil Re per rendersi. -A Rezo (_Reggio_) città in la Calavria, tumultuando tra loro, essendo -l'armada de Spagna poco lontana, et _etiam_ quella terra vicina alla -Sicilia ch'era de ditto Re de Spagna, levono le bandiere sue; ma poi -a dì 10 Franzesi l'have. Et el Re, cussì come le terre et castelli -si rendeva, fatti li capitoli con loro, quelli erano de baroni -retrovandese vivi, zoè de quelli che al tempo di la rayna Zuanna -possedeva, li conferiva et concedeva facendo soi privilegii; et non -(_trovando_) de quelli, donava a soi baroni franzesi. Et si tenne per -lui _solum_ 12 terre et Napoli; el resto, zoè l'intrate, conferiva et -dava a Franzesi come ho ditto, i quali cercava de venderli, et grande -intrata dava per picola quantità denari; et, come vidi una lettera -de 17 Marzo, Franzesi dava ducati 100 d'intrada a l'anno per ducati -200, et li faceva li soi instrumenti, ma non trovavano da vender, et -cussì fonno in richiedi, et in Napoli pompizavano d'oro et di seta -che era una magnificentia a veder. Et Zuan Jacomo di Traulzi _palam_ -dimostrò de esser acordà con el Re, et habuto danari cominciò a soldar -zente italiane. Et come per lettere de Ferara se intese dal Vicedomino -nostro, che era una fama che ditto Traulzi doveva venir in Romagna -con 50 squadre, _tamen_ mai se partì dal Re, et con lui ritornò in -Franza. Napolitani erano pur malcontenti, perchè ogni zorno havevano -cosse et affanni novi: et per Napoli se andava armati, et el Re voleva, -oltra el dacio di le piegore, _etiam_ una certa angaria, la qual per -don Alphonso era sta avanti el tempo scossa, et però Napolitani non -sapeva che farsi, et si doleva di la loro fortuna, volendo volentiera, -potendo, ritornar sotto caxa di Aragona et non sotto Franza. El -sussidio caritativo de uno ducato per fuogo el Re mandò a dimandar in -l'Apruzo, Puia et Calavria, el qual, _ut mos est_, saria assà danari, -da ducati 100 milia in suso. Secondo la consuetudine de Franzesi de -voler sopra tutto star a piacere con donne, et el suo clima a Venere è -molto dato, cussì questo Re seguiva assà li so piaceri, sì per esser -in una età atta a questo, _quam_ perchè soa natura cussì richiedeva. -Et varie sorte de donne qui in Italia provò, le qual li era portate -per li soi Franzesi. Et intrato che 'l fo qui in Napoli accadete che -se inamorò in una madona Lionora da Marzano, fia della duchessa di -Malfi, orfana, la qual el re Alphonso havea dato a suo padre el contà -de Celano; ma ditto conte venuto col Re de Franza, esso Re li dette el -suo contado. _Unde_ questa donna vedendo essere expulsa, la madre la -menò in castello dal Re, vestita d'oro, sopra una careta ben in ordine; -et pregò Soa Majestà non li volesse tuorli el suo stado, dimostrando -lo possedeva con ogni ragione. _Unde_ el Re, vedendola sì bella, fo -contento di lassarli ditto contado, et privò el conte di quello, et -fece privilegii a questa donna. Et era tanto el ben che li voleva, -che ogni zorno voleva ditta madona Lionora venisse in Castello, et per -Napoli era chiamata soa favorita. Et è da saper che soa madre è sorella -di la moglie di Marc Loredan fo di Antonio cavalier et procurator, -la qual prima fo maridada nel duca Vlacho (?). Ma poi el Re li venne -fantasia di mandar per la sua altra, la qual la tolse a Guastalla in -Parmesana venendo in Italia, et era come intesi dil parentè di quei di -Gonzaga; la qual la lassò in custodia a Lucca. Et cussì questa zonse -lì a Napoli la settimana santa, et d'indi ditta madona Lionora non -frequentava il venir cussì spesso in Castello, pur veniva a le fiate, -_et hæc satis._ - -El Re non havea piacer di niuna virtù, nè canti, nè soni, nè buffoni; -ma pur, venuto in Napoli, trovò do buffoni che fu di re Alphonso, i -qual pur andavano qualche volta a darli piacer. Era ancora uno mato, -chiamato fra Zuane, el qual essendo in Castelnovo, et dimandando -Franzesi: chi viva? lui non potè star che non dicesse: Re Ferando di -Aragona! Et Franzesi, non haveno rispetto a la soa pazia, ma lo butò -zoso di le mure, et morite; che tutto Napoli ne have dolor, perchè era -piacevol stolto. - -A dì 13 Marzo vedendo el Re che quelli di Castel dil Uovo se teniva, et -le bombarde, le qual erano piantate a Pizofalcon sopra el monte, havea -bombardato tre zorni et butato zo un pezzo de moro, et con quella nave -dil Cardinal di Zenoa et altri navilii voleva farli dar la battaja; -_unde_ li mandò a dir che non si rendendo per tutto quel zorno, el -Re non li voleva più a pati. Et li custodi pavidi levono le insegne, -zoè uno segno di volersi aboccar: et dato la fede per el Re, venisse -liberamente a parlarli, venne fuora di ditto castello do, li quali -fonno a parlamento con el Re, et concluseno di rendersi salvo l'haver, -et le persone, et quello che a loro era sta donato per re Alphonso et -re Ferdinando, volendo però termine zorni 8; et che si in 8 zorni el -suo re non li manderia soccorso, ex nunc leveriano le bandiere di Soa -Majestà, et che dentro mandasse el Re chi a lui piaceva. Et el Re vi -mandò tre: el Principe di Salerno, mons. di Biamonte et uno altro suo -barone. Aduncha essendo sta bombardato _solum_ tre zorni, et 6 da poi -renduto Castelnovo, che era inexpugnabile, si rese. _Et est mirum_ che -Aragonesi non habbino habuto niuno che li sia sta fidelissimo, et ogni -cosa senza battaglia se habbi renduto a questo Re de Franza. - -A dì 14 ditto venne mons. di Samallo cardinal, era stato a Fiorenza -et Roma, et advisò el Re havia inteso de una certa liga si faceva a -Venetia. Et andati li do oratori veneti a soa visitatione, però che -Paulo Trivixano a dì 15 have licentia de ritornar a Venetia, la qual -ge fu data per avanti, che _quam primum_ li castelli el Re havesse -ottenuti, dovesse quando a lui piaceva partirsi de lì. Or a dì 15 come -ho ditto, ditti ambassadori andono a visitar questo Cardinal, el qual -li disseno: _Domini oratores_, io son sta a Roma, et ho inteso de una -certa liga si vuol concluder a Venetia contro el Roy nostro, usando -assà strane parole; dicendo: io ho ditto al Pontifice che non fazi -tal cossa, nè vogli aldirne parola, perchè el Roy è potentissimo, et -havia Dio con lui et la justicia. Et che l'intendeva di Maximiano Re -de Romani, _tamen_ che el suo Re con una lettera li faria far quello -lui volesse. Dil Re di Spagna, che havevano paxe bona, et datoli do -contadi, zoè di Rossiglion et Cerdania, et che mai non credeva volesse -romperli la fede. Che la Signoria nostra non havea causa di farlo, -per la lianza promessa. Et che el sig. Ludovico si l'andasse troppo -zercando tal cosse, lui saria il primo batuto, _maxime_ sapiando -el Duca di Orliens esser in Aste a lui propinquo. _Unde_ li nostri -oratori sapientissimamente risposeno, che non sapevano nulla di tal -cosse, jurandoli sacramento. Et questo fo essendo a tavola, però che -li volseno dar un pasto. Et Samallo disse: mons. di Arzenton _etiam_ ha -scritto al Roy, ch'è una fama in Rialto di questa liga. Et subito ditti -oratori scrisseno a la Signoria. _Tamen_ el Re havia una gran paura, et -sollicitava molto el suo partir, facendo più denari il poteva: et tutto -dimostrava voler ritornar. - -A dì 16 partì de Napoli dal Re per ritornar in Franza mons. Marescalco -di Bertagna con cavalli 2000, et uno altro baron; et _quam primum_ -poteno ritornono ne' loro paesi. - -In questo zorno medemo el prefetto de Roma signor de Senegaia venne -a Napoli, et alozato in caxa dil Principe di Salerno si amalò di una -malattia che fo molto longa, et de lì alquanti zorni andò a Senegaia -pur amalato, et più volte fo ditto esser morto. Questo è cugnato del -Duca de Urbin. - -In questo tempo el Re de Franza mandò uno suo ambassador al Pontifice, -chiamato mons. Frances de Nusemburg sig. de Gran Mason, a dimandar la -investison et coronation dil Reame di Napoli. El qual zonse a Roma -a dì 28 Marzo. Ancora per avanti havia scritto al Cardinal de San -Dyonisio, che dovesse advisar el Papa come el suo Roy voleva esser -per la Settimana Santa in Roma, et ivi far le feste di Pasqua. Per la -qual cosa el Pontifice stava molto sospeso, nè sapeva che risponder -dovesse. Et per lettere de 18 Marzo de Napoli se intese come el Re per -el continuo star sopra le bombarde, per inanimar quelli trazevano, a -ciò vedendo el Re facesseno miglior colpi, li venne certe rossure su -la persona. Zoè andato a Pozo real, ussito di Napoli per recreatione, -tornato che 'l fu si butò al letto, et stette tre zorni in letto, con -mal dubitavano di fersa, havendo habuto in Aste le varuole. Et che -nostri ambassadori non erano carezati come da prima; et do volte fonno -in castello per aver audientia dal Re, et, aspettato assai, poi fonno -licentiati, dicendo el Re non li poteva parlar: sì che dimandavano -licentia, digando steva ivi con puoco honor di la Signoria. La qual -cosa per Venetiani non fo data, a ciò, mentre stesseno, se intendeva -li soi progressi, et_ etiam_ non era tempo. Era lì a Napoli con el Re -4 cardinali: San Piero _in Vincula_, el Cardinal de Zenoa, Curzense et -Samallo. - -Ferandino veramente in questo mezo con don Fedrigo, Marchexe di Pescara -et altri se ritrovava a Yschia con 14 galie, et ivi fortificava quella -fortezza. Et è da saper che zonto che fu esso re Ferandino a Yschia, -però che andava in su et in zoso avanti fosse resi li castelli, -volendo intrar nel castello de Yschia, el castellano era di Aversa -par recusasse, ma pur a persuasione di la Rayna et altre donne, che -tanto lo pregò, fo contento di lassarlo intrar. Et intrato, inteso el -mal voler dil castellano, fo ditto lui medemo li dette di uno pugnal -nel petto, et lo amazò, et cussì a uno suo fiul. Altri disse quelli fè -retenir, _sed quomodocumque res se habeat_ mutò el castello et montò in -galia, volendo menar la Rayna a Mazara in Sicilia, et andar a trovar -suo padre, el qual era ivi con alcuni frati. _Etiam_ fo divolgato -don Fedrigo voleva andar dal Turco a dimandar soccorso, et _tamen_ -non andò. Ma Ferandino, havendo menato con lui el fiul dil Principe -di Rossano era in preson in Castelnovo, quello in galia maredò in la -sorella dil Marchexe di Pescara, bellissima donna, fo contessa di la -Cera, la qual era andata con la Rayna fuzendo da Franzesi. Et el fiul -dil Principe di Salerno lo mandò a donar al padre; et ancora mandò uno -suo ambassador al Duca de Milano, el qual mostrava volerlo aiutar, -et era gramo dil favore havea dato al Re de Franza, nomeva Scipio -di Filomarino cavalier napolitano, el qual a la fin de Marzo venne a -Venetia et alozò in caxa di l'altro suo oratore, et poi andò a Milan et -si ritrovò al publicar di la liga. - -A Napoli vene el sig. Virginio Orsini et el conte di Petigliano con -segurtà di Prospero Colonna et altri, di ducati 100 milia. _Tamen_ -haveano pur custodia. Et volevano dimostrar al Re non esser presoni, -ma presi sotto la fede data a loro di bocca di Soa Majestà, _licet_ -non fusse in scrittura; et a la fin fo data la sententia per loro, come -dirò più avanti._ Tamen_ el Re mai li volse dar licentia, a ciò non li -facesseno guerra, essendo accordati per capitani con qualche Stado, -_maxime_ divulgandosi ditta liga si faceva; la qual molto Franzesi -_intrinsice_ temeva, dubitando non esser serati di mezo, et non potesse -ritornar in Franza. - -El Cardinal Curzense venuto di Roma, come ho ditto, a Napoli per esser -franzese,_ licet_ a requisitione di Maximiliano fusse creato, exortava -el Re de Franza a dover far expeditione contra Turchi, et molto a -questo se faticò, et _etiam_ scrisse alcune lettere a la Signoria, le -qual fo lette in Pregadi et conteneva che Venetiani dovesse scriver a -li soi oratori erano in Napoli, che con lui dovesse pregar la Majestà -dil Re a tal impresa de infedeli, perchè dal canto suo faceva ogni -cossa. Questo faceva per essere povero cardinal, et havea poca intrada, -nè dil cappello il Pontifice li voleva dar li ducati 1000 a l'anno si -consueta a dar da la Camera Apostolica a tutti Cardinali: et questo -perchè non feva residentia in Roma. _Unde_ facendo requisitione contra -infedeli si harebbe fatto qualche cruciata, _ergo_ etc.; la qual cossa -non fo voluta far da nostri per la bona paxe si havia col signor Turco. - -A Gaeta tenendose la roca o vero castello pur per Aragonesi, -continuamente Franzesi la bombardava; ma quelli custodi poco se curava, -perchè non li faceva molto danno, et haviano dentro assà vittuarie, et -con sue artigliarie rispondevano a quelli di la terra. Et Franzesi, -i quali non usano bombarde come le nostre italiane, ma sono a modo -passavolanti, che buttano ballotte grossissime di metallo et ferro, -et questo vien che sbusano li muri dove trazeno, et assà da longi, -come faceva a Napoli a Castel dil Uovo, che quasi do mia lontano lo -bombardava. - -Ma qui a Gaeta vedendo Franzesi non poter far nulla per la via -bombardava, mutò le bombarde, et quelle messe in una chiesia di San -Francesco, et buttò parte di le mura di ditta chiesia a terra, per -poter meglio trazer e far repari. La qual cossa fo causa de far che -li custodi atendesseno a dover prender partito de renderse, maxime non -aspettando alcun soccorso di re Ferando, et intendendo li castelli de -Napoli erano resi e tutto el Regno quasi venuto sotto Franzesi. Et -volendoli dar la battaglia, li custodi deliberorono de renderse, et -Franzesi non li volseno far altri patti, se non che li voleva sparagnar -la vita, altramente, aspettando la battaglia, tutti sarebbe impicati. -Et non potendo far altramente fonno contenti. Et a dì X Marzo li -aperseno le porte, et Franzesi intrò in la roca, et li custodi senza -vestimenti, come fo detto, fonno mandati fuora, havendo de gratia de -haver habuto la vita. Et cussì haveno ditta fortezza. - -Ancora, come per lettere di 23 da Napoli, se intese come ivi erano -oratori di Otranto et Galipoli per fermar li capitoli col Re de Franza -et volerse render. Et firmati, el vicerè di Puia mons. di Lasparra ivi -andò, et habutoli, andò a Misagne vicino a Brandizo; ma lì era Camillo -Pandon, vicerè per el re Ferandino, el qual stava in Misagne, et fo -causa Brandizo mai volse rebellar ad Aragona. Taranto, dove prima era -Cesare de Aragona, fo fiol natural di re Ferando vechio, a dì 29 Marzo -mandato fuora li cittadini, questi erano per casa di Aragona, si deteno -a Franza, et cussì molti altri luogi, sì in Puia _quam_ in Calavria, -e tutti di volontà. Quelli si volseno tenir, li quali saranno nominati -di sotto, si teneno, et non fonno combattuti; sì che, si ancora queste -altre terre havesse voluto far el suo dover, questo Re de Franza non -prosperava tanto. - -Et vedendo el Re che Yschia, benchè fusse ysola, era molto vicina a -Napoli, et era receto di re Ferandino, deliberò de far conzar certa -armata lì in Napoli per mandar a tuor ditta fortezza. Ma Ferandino -ancora era lì con le XIIII galie et la Rayna, _tamen_ aspettavano -tempo per passar in Sicilia, et in compagnia con la Rayna se ritrovava -l'Arciepiscopo di Taragona, per nome di suo fratello Re di Spagna, come -scrissi di sopra. Et _etiam_ in questi zorni vi zonse uno altro oratore -di esso Re de Spagna, chiamato Maistro Rational, el qual fo quello -venne a Venetia, et andò per mar, dismontato fo preso da Franzesi et -spogliato, poi, presentata al Re la commissione andava alla Rayna, li -dette salvo conduto, et lo lassò andar a Yschia. _Et accidit_ che el Re -de Franza fece tramar acordo con el castellano de Yschia, promettendo -8000 scudi se li dava la fortezza: ma, inteso questo, Ferandino vi -messe custodia più fidata, et ditto castellano, come fo divulgato, -fece annegar, altri disseno lo retenne. Et quello seguite di lui non se -intese. - -La rayna Anna de Franza moglie di Carlo re, el qual in Italia a questi -tempi se fa nominare, et suo cognato duca di Borbon, inteso el felice -successo nel Reame, scrisse una lettera al Re, alegrandosi molto, -notificando per tutta la Franza esser sta fatto bellissime feste et -dimostratione di allegrezza; _tamen_ lo confortavano a repatriar, -notificandoli non li poteva mandar danari, perchè li populi non -volevano pagar angarie, et queste tal lettere fo bona causa di la -pressa che faceva esso Re de partirse de Napoli: _tamen_ prima voleva -aspettar a dì 25 April, che era el tempo de scuoder le doane di le -piegore, che era ducati 60 milia, nè più se parlava de andar contra -Turchi, come nel principio de questa impresa havia sempre ditto; et -de ritornar tra loro parlavano. Et tutti zercava far danari, al meglio -potevano; et Roma, Fiorenza e Milano non mancava di far qualche danno, -pur parlavano di questa lega._ Unde_ el Re si pensò de voler disturbar -ste pratiche, et fece uno orator in questa terra, et uno a Milano, et -voleva dar partido, et qual stado con lui più presto si aderiva l'altro -restasse con lui inimicitia: et quello veniva a Venetia era mons. de -Miolano, et a Milano mons. de la Tremoila, baroni soi di primi et dil -suo conseio secreto, i qual tanto indusiono a vegnir, che seguite la -liga, et non li volse più mandar, perchè non poteva haver effetto le -imbassate soe. - -Ancora a Roma remandò ambassador Filippo mons., come di lui più -diffusamente sarà scritto. Et tra quelli lo consigliava era varie -opinione: altri diceva el meglio saria venir a Zenoa, et ivi per mar -andar in Provenza; altri volevano ritornasse per la via medema che era -venuto, et cussì fece, et stavano su queste pratiche et consultatione. -Piero de Medici continuamente pregava Soa Majestà lo riponesse nel -Stado, o vero venisse a dominar Fiorenza. El cardinal San Piero _in -Vincula_ voleva venisse a Roma a dismetter el Papa e farne un altro. -El cardinal de Zenoa et domino Obieto, ai quali perdonò ogni offesa, -volevano venisse a Zenoa. Zuan Jacomo di Traulzi a dani de Milano. El -cardinal Curzense, come ho ditto, contra a' Turchi. Sì che _inter eos -variæ opiniones dicebantur_. Napolitani pur erano mal contenti per le -insolentie, però che stava ne le soe caxe, manzava et beveva, toleva et -usava la roba loro come soa propria, et più che vergognava le donne, -et tal, non volendo consentir, le amazavano; et alcune maridate, da -poi consentitoli, per tuorli li anelli havevano in dito, li tagliava -li diti, come da persone che ivi in questo tempo se ritrovava intesi: -cosse intollerabele. Et non potendo quelli meschini più soportar, -andono a dolersi al Re, el qual mostrò molto li dispiacesse tal -violentie; ma pur a tanto exercito non havendo da darli dinari nè le -sue page, mal poteva remediar: pur trovato alcuni giotoni, ne fece -impiccar 6; la qual cossa fo assà de timor; benchè tal provision fusse -tarde, et za Napolitani erano disperati, et contra Franzesi harebbono -fatto ogni mal che havesse poduto. - -Fo aviato in questi zorni 4000 cavalli de Franzesi verso Roma; ma poi, -successo la liga, li fece ritornar a Napoli. Et questo basti a le cosse -de Napoli. - -Napolitani non potendo suportar le inzurie li fevano Franzesi, feceno -alcuni una conjuration de amazar el Re de Franza, quando l'andava alla -Nonciata: ma tal cossa fo discoverta et notificata al Re; et fo preso -doy di conjurati, et _deinde_ el Re se riguardava de andar come prima. -La qual cossa se intese a Venetia per lettere di oratori nostri de dì -29 Marzo, et zonte a dì 3 April; et come uno frate discoverse tal cosa, -et che el Re havia passato uno grande pericolo, perchè erano disposti -di amazarlo. - - -_Cose seguite a Venetia et a Milano et Fiorenza fino al concluder di la -liga et in questo mexe de Marzo 1495._ - -Intendendo Venitiani per molte vie di l'armada grossissima faceva el -Turco, et grande exercito, deliberorono di far provisione sì da mar -come da terra, et elexe 28 Fevrer capetanio di le nave armade Thoma -Duodo, era stato capetanio di le galie di Barbaria, et in mar assà -exercitato patricio; et di brieve, come dirò, lo mandò in armada -sopra una nave di comun, di botte.... Et _etiam_ preseno di armar do -altre nave grande di comun, patroni di le qual elexeno nel Consejo -de Pregadi Alban D'Armer et Daniel Pasqualigo, el qual altre volte -era stato patrone. Et a dì 2 Marzo nel Mazor Consejo, per scrutinio -del Consejo de Pregadi, fo eletto Proveditor in armada a presso el -capetanio zeneral Bortholomio Zorzi, che _alias_ fo provveditore a -Gallipoli a tempo di la guerra di Ferrara, et fratello di Hieronimo -cavalier, era ambassador a Roma; el qual _libentissime_ accettò. Et el -zorno fo publicato la liga messe banco, come dirò di sotto, et andò -poi in armada benissimo in ordine. Oltra di questo a dì 7 April in -Pregadi elexeno XV sopracomiti, benchè ancora altri ne fusse eletti che -ancor non havia armato, et 9 patricii fuora in armada. Questo perchè -Venetiani al tutto volevano aver grossa armada, ussendo el Turco, di -galie 40 et nave.... senza le altre vele et galie de viazi, che a li -bisogni se mandano in armada: _tamen_ non fo bisogno; pur haveno grossa -armada de galie 36, come al loco suo il tutto sarà scritto. Et in -l'Arsenal continuamente se fabricava galie. Li arsilii andono per li -stratioti in questo tempo zonseno in la Morea, et comenzono a cargar, -benchè do de ditti arsilii in questo mexe de Marzo per fortuna sora -el porto se averse, et convenne ritornar in l'Arsenal a riconzarsi. -Ancora fo dato prestanze et sovention a le zente d'arme, a ciò al -bisogno fusseno in ordene. Et ordinato de far la mostra in uno zorno in -le terre dove erano alozate; la qual fo fatta dil mexe di Marzo, come -intenderete lezendo. Le qual cosse judicavano Venetiani volevano far -fatti, come feceno. - -In questi zorni morite do condutieri strenui di la Signoria preditta, -assà veterani ne l'arte militar; a Roman in Bergamasca Zuan Antonio -Sharioto, havia cavalli 300; et poco da poi, a Ruigo, Alexandro dil -Turco, _etiam_ havia cavalli 300: homeni ambedoi armadi da la Republica -nostra; et la loro conduta fo poi partita tra li altri conduttieri. - -Ancora nel Consejo di Pregadi condusseno, per via de li ambassadori -era a Napoli, Zuan Paulo di Manfron, vicentino, el qual era stato al -soldo dil re Alphonso, et li detteno cavalli 200. Et cussì partito -de lì venne in queste parte, ma fo molto tardivo. _Etiam_ li detteno -25 balestrieri a cavallo. Et benchè le decime dil Monte Nuovo fusse -pagate molto volentieri, non voglio restar de scriver questo: che mons. -di Arzenton de Franza volse andar insieme con Alvise Marcello, era -alle Raxon Vecchie, a la Camera de li Imprestidi per veder el modo se -pagava et scodeva. Et visto in quel zorno gran moltitudine de brigata -che portava danari, _adeo_ el cassier non poteva suplir de scuoder,_ -unde_ ste molto admirato, che in li altri luogi si stenta assà avanti -che si possi haver pur una minima quantità, et qui scodevano tanti -danari portati da cittadini nostri _voluntarie._ Or perchè pur ne -restava debitori, nel Consejo di Pregadi elexeno tre Savii a le Cazude, -executori di le quattro decime imposte _quam_ di quelle se metteva per -giornata: li qual avesseno a raxon de ducati X per cento di pena di -quello scoderanno; uno de li qual attender dovesse a debitori dil Monte -Vecchio, l'altro dil Monte Nuovo, et il terzo a le decime del Clero: et -fonno eletti Mathio Donado, Hieronimo Orio, et Alvixe Loredan, i quali -tutti erano dil Consejo di Pregadi, _licet_, non vi essendo, per ditto -officio vi poteva intrar. _Etiam_ questi havea do exatori, Bertuci -Loredan et Lorenzo Manolesso, fatti _alias_ per Collegio, _licet de his -hactenus_. - -Continuamente erano Venetiani su pratiche de concluder la liga, -exortati da diversi oratori, _maxime_ da quelli de Milan, benchè -qualche controversia fusse di adatar con li oratori dil Re di -Romani, perchè non havea commissione di far liga insieme con el duca -Ludovico, _rationibus superius allegatis_; et per questo se stava -tanto a concluder. _Etiam_ perchè se aspettava lettere di Spagna et di -Maximiliano. Et tal pratiche al principio erano condutte nel Consejo -di X con la Zonta; el qual spesso se reduseva; _tamen_ pur _etiam_ -conferiva nel Consejo di Pregadi. Et a ciò si concludesse presto, -per Collegio, con autorità habuta dal ditto Consejo di Pregadi, fonno -eletti et dato tal cargo a tre patricii, che fusseno auditori de li -ambassadori, _maxime_ Re di Romani et Spagna, però che Milan quello -voleva la Signoria era contento; et questi dovesse referir et in -Collegio et in Pregadi la loro volontà et opinione. I qual fonno Marco -Bolani consegier, Lunardo Loredan procurator savio dil Consejo, et -Andrea Barbarigo, fo del Serenissimo Prencipe, savio di Terra ferma. -Et questi molto si affaticò in andar a caxa de ditti oratori; _tamen_ -la messeno al fine. Et el Pontifice non se lassava molto intender. -_Unde_ Hieronimo Zorzi kav.r ambassador a Soa Santità era _sæpius_ -in consultatione; et pur esso Pontifice, oltra el legato suo era in -questa terra, mandò uno altro ambassador, el qual venne incognito, -_licet_ poi, conclusa la liga, _palam_ si dimostrò et come orator -dil Pontifice fu honorato, zoè Alvixe Becheto milanese, el qual era -colateral di le zente di la Chiesia. Et ancora Venetiani mandò per lo -episcopo di Calahorra legato, el qual era andato a Padoa a mudar aiere, -a ciò venisse a Venetia che si volevano expedir. Et a dì 24 Marzo, fo -la vigilia di la Nonciata, fo Pregadi; et in questo medemo zorno ditto -legato venne da Padoa, et con le barche di viazo medeme venne alla riva -dil Principe, et essendo suso el Pregadi andò in camera dil Principe, -el qual non se sentiva bene nè ussiva dil suo palazzo. Et lui mandò -per li Conseglieri et Cai dil Consejo di X, et ivi conferiteno con -ditto Alvixe Becheto. Fo divolgato li fo ditto che al tutto volevano -concluder, et che se el Pontifice voleva esser, _bene quidem, siue -autem_ faria senza di lui. Et cussì a dì 24, a dì 26, a dì 27, a dì -28, che fo 4 continui zorni, fo Pregadi, et comenzavano a voler metter -fine, perchè li oratori de Maximiliano _etiam_ sollicitavano, et el -duca de Milano havea mandato una commissione in man dil Prencipe -nostro in publica forma, che, benchè fusse tre soi ambassadori in -questa terra, _tamen_ la Signoria dovesse concluder la liga, et far dil -Stado suo quello a nostri pareva; che fo cossa assà degna de memoria, -et de qui ponerla; ma per essere secretissima non ho potuto haverla. -Di Pregadi se cazavano li papalisti ogni zorno. Et a ciò se intenda, -papalisti sono li patricii che hanno pare, fio, frar, et fio de frar -dediti a la Chiesia, zoè hanno benefitii et intrade; et questi, essendo -de Pregadi, quando se tratano alcuna cossa de Roma, sono expulsi, per -schivar li inconvenienti puoi occorer, a ciò le cosse passino secrete: -et questo si fa mentre non si è in liga o in paxe con el Pontifice. Et -ancora, essendo Pregadi suso, se reduseva Consejo di X con Zonta, sì -che, concludendo, tramavano ditta liga. Et corrieri de Milan veniva -in hore 24, de Roma in 50, et de Maximiliano da Vormes ch'è mia 600 -lontano de qui, in zorni 6, che fo cossa incredibile. Le cosse si -strenzevano et andavano molto secrete. Quello seguite sarà scritto di -sotto. Et mons. di Arzenton non andava più assà spesso in Collegio, -come soleva; _imo_ era admirato di quello havesse a seguir, et zercava -de intender qualcossa, nè si vedea più con l'ambassador de Milan, -come era assueto de andarvi. Et è da saper che in questi zorni, al -principio de quaresima, andò in Collegio a dimandar a la Signoria che -lui intendeva che si ragionava per la terra di certa liga si tramava in -questa terra, et che era quasi certo, vedendovi tanti ambassadori, et -che non sapea la causa perchè questa liga si dovesse far, et che, si la -fusse contra el suo Re, questa Signoria li havia promesso bona lianza, -et però pregava la Signoria lo advisasse, et che el suo Re era presto a -intrarvi non essendo contra de lui: con altre simil parole. A le qual -el Prencipe li rispose sapientissimamente, secondo il solito; sì che, -senza saper altro, Arzenton tornò a caxa. Et non molto da poi accadete -che, ritrovandosi in chiesia di San Zanepolo uno cittadino da Catharo -chiamato Nicolò de Fano, el qual_ alias_ per Hieronimo Orio, era lì -rettor, fo bandito di Catharo per soi misfatti; questo si buttò a piedi -di ditto orator dil Re di Franza, dicendo che in questa terra non si -faceva justitia più, et che lui, che era ambassador di christianissimo -Re et justo, li volesse far uno salvo condotto potesse ritornar a -Catharo. Et vedendo alcuni patricii eran con ditto orator, lo mandò via -dicendo esser pazzo. Et pur lì continuando ne la soa richiesta, mons. -di Arzenton disse: va, va, sei in una terra che si fa ragione etc. Et -inteso tal cosa per li Cai dil Consejo di X fo subito mandato a tuor -dil chiostro de frati, perchè lui, da poi ditte tal bestial parole, -conoscendo l'error suo, non volse partirsi di loco sacro, credendo -esser sicuro. Ma per cose di Stado non si varda, et per esser _crimen -læsæ majestatis_ fo mandato a tuor dove l'era, et menato in presone, -et datoli tortura. Poi nel Consejo di X fo spazato per pazzo, zoè che -'l stagi 3 anni ne la preson forte serato; poi che sia in libertà di -quelli dil Consejo di X saranno in quello tempo de licentiarlo o ver -darli la punitione li parerà, col Consejo di X però. Et cussì se ne sta -in presone. - -Fiorentini considerando l'error suo, et che Pisa non ritornava sotto -il pristino loro dominio, li do ambassadori erano a Napoli, zoè lo -episcopo Soderini de Volterra et Neri Caponi continuamente dimandando -audientia dal Re de Franza, quella hebbeno, et li dimandono prima -che se Soa Majestà si havea a doler de Fiorentini, et se in niuna -parte se teniva offeso, che li fusse dato auditori, che volevano -justificar el tutto. _Demum_, che non havendo fatto cosa niuna contra -la christianissima Majestà Soa, _imo_ haverli dato ogni favore, che -li piacesse di farli render la soa terra di Pisa, _juxta_ la forma -di capitoli. Ai qual el Re rispose: prima che non si lamentando lui -de Fiorentini fin hora, non bisognava justificatione, poi che quanto -a Pisa elli non la meritavano, et che li bastava che fusseno in loro -libertà et privi del governo de Medici; et che ogni dì Piero de Medici -lo molestava, et lui non li voleva dar orecchie; ma che havendo Pisani -voluto esser sotto soa protetione, et levato la soa insegna, non poteva -far non manco di custodirli et mantenerli in libertà, sì che zerca -Pisa più non se parlasse. _Unde_ Fiorentini vi mandò uno protonotorio -de Caponi per ambassador, el qual a dì primo April passò per Roma, -et non molto da poi, havendo habuto el Re le fortezze, elexeno nel -loro Consejo quattro ambassadori a Soa Majestà, sì per congratularsi -di tanta vitoria, _quam_ per veder al tutto de haver Pisa, et el Re -li observasseno li capitoli promessi et jurati de observer: ancora -per Monte Pulzano. I qual fonno questi: Guido Anton Vespuzi cavalier, -Bernardo Ruzelai, Lorenzo Morelli et Lorenzo di populani, _olim_ de -Medici. Et prima nel numero di questi quattro elexeno Paulo Antonio -Soderini, che fo qui ambassador l'anno passato, et non vi volse andar, -sì perchè suo fratello lo Episcopo di Arezo era lì dal Re oratore, -_quam_ per altre occupatione. _Unde_ in loco suo elexeno uno de questi -altri, et cussì a la fine de Marzo partino di Fiorenza con gran pompa, -andono a Roma, poi a Napoli, et arivò a dì 3 April a Napoli; erano con -manege dogal. Et el successo loro intenderete poi. - -Quelli di Monte Pulzano, havendo intendimento con Senesi per essere -loro vicini, rebelono a Fiorentini, et si deteno a Senesi. Levono -le loro insegne a dì.... Marzo, et scaziando el dominio ivi era per -Forentini: _unde_ vedendo Fiorentini questo, subito spazò uno corrier -al Re de Franza, quasi come loro protetore, a dimostrarli questo. Et -da poi vedendo gli oratori fiorentini dolendosi al preditto Re, per -soa excusatione Senesi elexeno do ambassadori a Napoli a Soa Majestà, -i quali assà ben in ordene partino de Siena, et zonseno a dì 7 April -a Roma, _demum_ andono a Napoli, dove bonazò le cose, et teneno Monte -Pulzano. - -Pisani volendo al tutto esser in libertà, et si difendevano da la -zente fiorentina, essendovi in so aiuto el sig. Fracasso di San -Severino mandato ivi per el Duca de Milano, et in questo tempo mandono -4 ambassadori a Napoli, a ciò el Re non si movesse di opinione di -mantenerli in libertà. Et questi veneno molto ben in ordine. - -Lucchesi ancora non potendo haver ottenuto Pietrasanta, che fo sua, -dal Re preditto, li mandono do altri ambassadori a Napoli a pregar -Soa Majestà li volesse render li ducati diexe milia a lui prestadi, -con promissione, _quam primum_ fusse intrato in Napoli, di doverli -render: ma nulla poteno fare, perchè el Re zercava danari, et questi li -domandava. - -A Milano el Duca, havendo pur paura dil suo Stado, havendo za -principiato a voler refar le mura circonda Milan che erano assà vechie, -havea messo una universal angaria a pagar tanto per persona per causa -de ditte mura, ma al presente era de bisogno de far altre preparatione; -et fece far la descriptione degli homeni da fatti nel suo dominio. -Ancora assoldava zente sì da cavallo _quam_ provisionati, et diceva -voleva haver cavalli 8000 et assà fanti. Et molto carezava Sebastian -Badoer ambassador veneto, facendo grande extimatione per essere homo -dignissimo. - -Ancora zonse a Milano quel ambassador de re Ferandino, chiamato -Scipio de Filomarino cavalier, nominato di sopra, et molto dal Duca -fo carezato et ivi restò. Et havendo mandato a la Signoria, come ho -scritto, esso Duca la sua commissione zerca a la conclusione di la -liga, la qual molto desiderava, et visto la forma di capitoli, et -tenendola za per conclusa, come quasi era, fo molto aliegro. Et in -questi zorni fo a parlamento con mons. di la Ruota, oratore dil Re -de Franza lì a Milano, dove _etiam_ si trovò l'ambassador veneto. -Et li disse el Duca: _Domine orator_, siate certo che a Venetia col -nome de Dio si conclude una liga, la qual reputo sia fatta con li -primi potentati dil mondo, et quando loro non la facesseno, la Ill.ma -Signoria et io siamo ligati a conservatione de li Stadi nostri. Questo -perchè el Re nostro, oltra che li havemo prestato assà quantità d'oro, -dato el passo contra el sangue nostro, et mediante el nostro favore -ha ottenuto el Regno di Napoli, scaziato quel povero re Ferandino -mio nepote, che a hora va remengo, et è sta cridato tra soi di venir -a Milano; et questo è il merito ne rende. Avisandovi come, essendo -dacordo la Illustrissima Signoria et nui, non havemo paura di niuno, -non che essendovi altri potentati, qual intenderete. Et si 'l Re vorrà -passar, vorremo i danar nostri che li havemo prestati et fatti prestar -a Zenoa. Ancora scrisse a Zenoa fusse licentiato quelli Franzesi che -ivi erano per nome dil Re, per voler far armada, tra li qual era el -fradello dil card. Samallo, chiamato mons. Zeneral de Linguadoca, -et che de lì se dovesseno partir. Et che ponesseno in ordene X galie -et do nave grosse, et quelle subito armasseno a requisitione soa. Et -mandò danari al suo commissario era ivi, Coradolo Stanga protonotario, -el qual za molti anni in Zenoa era Stado per suo nome comissario. -Ancora vi mandò de Milano a Zenoa per costodia 500 fanti, a ciò quella -riviera fusse custodita; et scrisse a la Marchesana di Monferà, fo -moglie dil marchese Bonifacio, el qual Stado a lui era recomendato, -che non dovesse lassar più passar de que' Franzesi, imo ponesse ogni -custodia a li passi, et facesse diligentia più non vi passasse, come -fino hora erano passati; ma ben quelli ritornava in Franza dovesse -lassar ritornar. Questo fece perchè in Aste se intendeva esser zonte -nuovamente lanze 500 franzese, le qual volevano venir di qua da monti. -Et come per lettere di Roma se intese che in Italia se aspettava in -soccorso dil Re, per augumento di le soe zente, el Prencipe de Orangie -et el Marescalco de Bergogna, i qual sono gran signori in la Franza, -et di primi capitani dil Re, i qual venivano con 300 lanze. Oltra -de questo esso Duca de Milano notificò a la Signoria come, parendo a -quella, era de opinione de andar a tuor Aste, la qual impresa reputava -molto facile et, conclusa che fusse la liga, voleva andarvi: la qual -cossa fo molto cativa, perchè sdegnò el Duca de Orliens, et li tolse la -città di Novara, come scriverò di sotto. - -A Ferara el Duca elexe in questo tempo do ambassadori a Napoli, ad -alegrarsi col Re de Franza de la vittoria, et conferir altre cosse -con lui: i quali erano Bonifacio de la Bevilaqua Kav.r et Julio Tasson -Kav.r I quali si partino benissimo in ordine, et andono fino a Rimano, -et poi, _nescio qua de causa_, esso duca li fece ritornar, et più non -li mandò, o fusse perchè sapeva di questa liga, o vero il zenero Duca -de Milano li scrivesse non era tempo de mandar ditti oratori. - -A Venetia, a dì 25 Marzo, el zorno de Nostra Donna, per lettere venute -da Zenoa se intese come loro havevano di XI dil presente da Lion, i -quali scriveano haver da Londra di 21 Fevrer come a dì 7 Zener di note -passando in mar di Spagna su le seche de Sain o vero di Bertagna do -galie de Fiandra venete erano naufragade; però che za se havea inteso -di la fortuna grandissima habuta, et de 45 navilii che si partino -per andar a Londra non scapolò se non la terza galia, patron Piero -Bragadin et la nave di Anzolo Malipiero. Adoncha queste do galie de -Fiandra, di le qual era capetanio Polo Tiepolo, cognominato da Londra, -patroni Andrea Tiepolo et Bortholamio Donado, i quali si annegono -insieme con XX altri patricii nostri, che saranno nominati di sotto, -et persone in tutto n.º 500. _Etiam_ se intese esser rota ivi la nave -de Hieronimo Zorzi cavalier et fratello, carga de vini, la qual in tal -fortuna naufragò: benchè da poi, come scriverò di sotto, ditta nave -havendo scorso grandissimo pericolo, zonse a Londra a salvamento, che -fo _mirum quid_ che le nave zonzesse et le galie perisse, chè _raro -aut numquam_ galie suol romper et perir in mar per fortuna. Benchè del -1437, capetanio Marin Mozenigo, in questo medemo luogo do altre galie -de Fiandra si rumpete, et el capetanio con gli altri annegati. - -Questa rotta fo assà danno a Venetiani a presso ducati 100 milia, oltra -la morte di patricii et homeni marittimi persi, et _mirum est_ che de -tanto numero pur uno vi scapolasse, ma come poi per lettere di Piero -Bragadin patron di l'altra galia, drizate a la Signoria, se intese, che -cessata la fortuna, et lui zonto a salvamento perchè se ingalonò, et si -questo non era sarebbe rotti. Mandò a veder ivi dove have la fortuna, -di la qual judicava ditte galie fusse perite, et trovono in mar arbori -di galie, scrigni etc. sì che certo fo che erano rotte: la qual fortuna -durò.... zorni continui, benchè ancora nostri stava in expetatione de -intender altro avviso; pur non si trovava a segurar a ducati 70 per -cento. Et _tandem_ a dì 8 April venne uno fante di Londra, per el qual -tutti quasi inteseno el certo, che fo queste lettere de ditto patron, e -tutti levono coroto, che fo una cosa obscura a veder tanti mantelli a -Venetia et panni bruni per li patricii mancati. Et preseno in Pregadi -che ditta galia dovesse tuor nel ritorno in sua conserva, oltra la -nave Malipiera, do altre nave forestiere, et quelle pagarle di denari -di la Signoria, oltra un certo _quid_ havesse di le mercadantie; et -poi, inteso la nave Zorzi era salva, _etiam_ quella fo messa a ditta -conditione. - -Questi sono li patricii annegadi su le galie de Fiandra. Et prima -galia, capetanio ser Polo Tiepolo; patron ser Andrea Tiepolo de -ser Matio; nobeli ser Mafio Girardo q.m ser Francesco, ser Cabriel -Soranzo q.m ser Zacharia, ser Christofol Tiepolo de ser Mattio, ser -Andrea Valier de ser Dolfin, ser Hieronimo Zustinian de ser Dardi, -ser Zuanmaria Pasqualigo de ser Marco, ser Dolphin Venier q.m ser -Christofolo. (_Seconda_) galia patron ser Bartholomio Donado q.m ser -Antonio el cavalier, ser Antonio Donado de ser Hieronimo el kavalier, -ser Benedetto Orio de ser Zuanne, ser Santo Venier q.m ser Piero, -ser Hieronimo Foscarini q.m ser Zacharia, ser Andrea Girardo q.m ser -Francesco, ser Francesco Mozenigo q.m ser Lorenzo, ser Jacomo de Mezo -q.m ser Alvise, ser Andrea Pisani q.m ser Francesco dal Banco, et -ser Lorenzo Donado q.m ser Alvise. Et poi a dì... April nel Consejo -di Pregadi messeno tre galie al ditto viazo, et fonno incantate le -galie secondo el consueto. Et a dì 10 April eletto nel Mazor Consejo -capetanio Domenego Contarini era stato capetanio di le galie di Beruto. -_Et tamen_ per la guerra successa con el Re de Franza, andando per le -sue terre dove sarebbeno (in) qualche pericolo, per questo anno non -andò; sì che oltra li altri danni ne fece ditto Re de Franza, questo -viazo de Fiandra non andò. - -Per lettere de Antonio Bon, conte et capetanio a Dulzigno, se intese -come Albanesi era sta mal menati da Turchi, per le novità haveano -cercato de far a presso Crose, et che molte aneme erano sta menate via -et fatto gran danno Camalli turco, corsaro nominatissimo, el qual za -alcuni anni in mar dannizava molto; _unde_ fo mandato galie et barze, -_tamen_ nostri mai ha potuto metterli le man adosso, che summamente -desideravano, et sempre è fuzito. Et prima al tempo de Hieronimo -Contarini, essendo capetanio di le galie de Barbaria, et Sebastian et -Marco Antonio Contarini fradelli, patroni, et ritrovando ditto corsaro -a Tripoli in Barbaria lo investiteno, prese alcune barze, et lui si -butò a l'aqua, et montato in una fusta fuzite. _Unde_ ditto capetanio -fo remunerato, che essendo fuora fo eletto capetanio al colpho, et -_nunc_ rimase Proveditore in armada, Sebastian Contarini fo fatto -capetanio di le galie dil trafego in questo anno, et Marco Antonio suo -fradello fo eletto sopracomito: sì che tutti quelli si porta bene da -questa inclita Republica nel Senato sono rimunerati. - -Ancora da Andrea Loredan, essendo capetanio di le nave armade, lo andò -a trovar in Barbaria, et have certo danno et perse qualche legno de li -soi, et lui fuzite in terra. Or al presente, intendando Zuan Francesco -Venier come ditto corsaro era venuto sul mare, quello andò seguitando -fino in Canal di Negroponte, ma el Bassà de lì, passato che fo ditto -Camalli di là, bassò il ponte, et non volse ditta galia li andasse -driedo. Et ditto soracomito volse dar a quel Bassà ducati 500, et lui -_minime_ volse accettar, _licet_ questo fusse contra i capitoli di la -paxe si havea col signor Turco. Et cussì Camalli fuzite di le man di -nostri. - -In questo mexe di Marzo a Venetia fo gran pioze, _adeo_ pareva volesse -ritornar l'inverno, dove veniva l'istade, et a dì 27 ditto nevegò, ma -durò poco la neve sora la terra. - - -_Quello seguite a Roma in questo tempo._ - -A Roma el Pontifice temendo che, si era in liga, essendo el Re de -Franza vicino et potente in le arme, lui dovesse esser el primo che -havesse a patir, benchè era ragionamenti dovesse partirsi di Roma et -venir in Ancona, dove staria securamente, et in ogni tempo porave -trasferirse in loco più securo, ma pur li doleva lassar Roma; et -consultando con el cardinal Ascanio vicecancellario, con el qual era -pacificato; et scrisse brievi a la Signoria et al Duca de Milano, -che le fusse mandato 500 cavalli lezieri per uno et 1000 fanti, a ciò -che la città de Roma fusse custodita, et _maxime_ la soa persona; et -che si havea pensato el meglio era non partirsi de Roma, sì per non -lassar quella città cussì, come _etiam_ perchè li Cardinali non lo -seguitarebbe, et remanendo tra loro havriano potuto crear uno altro -Papa, et poner scisma in la Chiesia de Dio; et che molti Cardinali li -era contrarii, et non desideraveno altro. Et di qua veniva che questo -Pontifice non si lassa intender chiaro di voler esser in sta liga, -_tamen_ ne havea voglia grande. Li prelati de Roma occultavano se -intendeva el Re de Franza dovea venir di brieve ivi[126]. - -Et venuto lo ambassador dil Re de Franza a Roma, come scrissi di sopra, -et habuto audientia, dimandò la investisone _et cetera_; _etiam_ in -narratione tocò alcune parole, che 'l suo Roy intendeva di una liga si -praticava a Venetia, et che era certo Soa Santità non li saria nè faria -cosa alcuna contra el Roy. A le qual parole, usate le debite risposte, -el Papa tolse rispetto di voler far concistorio et responderli; et che -inteso l'opinione de Cardinali li risponderia; et scrisse in questa -terra et a Milano _quid respondendum. Unde_ li fo rescritto dovesse -Soa Beatitudine darli bone parole fino fusse sigillata la liga; et -poichè conclusa fusse, più largamente li poteva dar la repulsa, et -che per niun modo lo investisse. Et pur ditto ambassador continuamente -dimandava risposta, onde a dì 29 Marzo el Pontifice chiamò concistorio, -dove notificò quello ditto oratore li havea richiesto, et che havia -exposto come el suo Roy havea acquistato col nomine di Cristo tutto -el Reame de Napoli. Secondo che l'era de opinione de andar contra -infedeli, et per questo Soa Beatitudine, come capo di la Christianità -dovesse exhortar li potentati de Italia a questo, perchè lai era -promptissimo. Tertio che dovesse investirlo dil Reame ditto, acquistato -et _de jure_ a lui pervenuto, et mandar uno Cardinal a Napoli a -coronarlo, quello Regno _pacifice et quiete_ possedendo, _etiam_ sì -come per li capitoli li era sta promesso. Et cussì in concistorio el -Pontifice volse che tutti li R.mi Cardinali dicesse la soa opinione -zerca a la risposta. _Unde_ el Cardinal di Napoli, amico molto dil -Re de Franza, disse che si dovea risponder cussì: alegrarsi con Soa -Majestà di la vitoria, et che zerca a l'andar contra infedeli era -util cossa; _demum_ che si dovesse dar la investisone, et mandarli -a incoronarlo a Napoli, sì come fo fatto a re Alphonso, dicendo la -ragione che 'l moveva a dir questo. Poi parlò el Cardinal...... et -laudò la prima parte di alegrarsi di la vitoria. A la seconda molto -vehemente exclamò: era bona et perfetta opera de andar contra infedeli. -A la tertia che non era de opinione di darli la investisone sì presto, -nè mandarlo a incoronar, se prima non se intendeva _quomodo_ lui la -dimandava, _maxime_ essendo _adhuc_ re Ferandino in parte di Stado -in Reame. Poi parlò el cardinal S. Dyoniso, franzese, largamente, che -si dovesse far quanto el Roy dimandava, dicendo molte alte parole, le -qual _ad plenum_ non se intese, et cussì altri Cardinali è da judicar -dicesseno el parer loro. _Unde_ parse al Pontifice de far chiamar -dentro ditto orator franzese, et dimandarli el modo lui dimanderia -tal investisone et coronatione. Et cussì venuto dentro li dimandò; et -esso orator disse do volte nè mai mutò parola, se non: io la dimando -che 'l mio Roy sia investido, come colui che _pacifice_ possiede -ditto Reame, et mandar uno Cardinal a Napoli a incoronar Soa Majestà, -et non lo volendo mandar disse havea in commissione di notificar -a Soa Beatitudine, come lui in persona vegneria a Roma a tuor la -corona, perchè el vol esser coronato _juxta_ la promessa. Et el Papa -rispose: nui havemo consultato con li fratelli nostri Cardinali; se -alegremo molto di la soa vittoria habuta, et zerca a l'andar contra -infedeli metteremo ogni nostra forza; ma quanto a la investisone et -coronatione, se vol saper come el vostro Re la dimanda; et, se niuno -ne ha prejuditio, se vol aldir le parte, et far le cosse passino con el -debito di la rasone et muodi di la Sedia Apostolica, sì come comanda li -sacri canoni et decreti. Et che scrivè al Re in bona forma et dixè che -nui ge la volemo dar, et che per questo el non vegni qui a Roma, perchè -venendo forsi el non ge troverà; et advisè Soa Majestè come siamo -stimolato di esser in una liga si trama da li primi potenti dil mondo. -Queste parole disse perchè za havia scritto al legato et suo ambassador -Alvise Becheto dovesseno sottoscriver a li capitoli, et za reputava -fusse fatta. Ancora mandò a dimandar al Re preditto a Napoli el corpo -de Gem sultan, el qual el Re non lo volse dar et quello custodiva. - -Et a dì 25 Marzo intrò in Roma et a tutti se dimostrò el Cardinal de -Valenza, el qual da poi fuzite dil Re fin hora era stato ocultato; al -presente, non timendo più el Re, ritornò a Roma. - -A dì 30 Marzo, che fo la quarta Domenega de Quaresima, havendo in -consueto el Pontifice ogni anno in tal zorno de dar o mandar a donar -la Ruosa d'oro a quel Re o Potentia a lui più grata; _unde_, in -questo anno 1495, ditto la messa in San Piero dove era li Cardinali et -oratori, chiamò Hieronimo Zorzi cavalier ambassador veneto, al qual, -_nomine Reipublicæ suæ_, li presentò la ditta Ruosa in mano, dicendo -molte parole in laude di la Signoria nostra, et che era Republica -christianissima et molto devota alla Chiesia Romana; _unde, merito_ -li presentava ditta Ruosa, la qual lui voleva mandarla per uno suo -familiar a posta fino in questa terra a presentar in man del Prencipe. -Et cussì scrisse a la Signoria de voler far. Et è da saper che questo -è uno degnissimo presente, et, _ut plurimum_, suol mandar a donar a -Re; et l'anno passato la mandò a donar al Re de Franza fino in Franza, -et l'altro avanti al Re di Romani. Et za una simile Ruosa fo donata a -tempo di Antonio Donato del 1475, che se ritrovò orator a Sisto quarto -Pontifice, et fo fatto kavalier; el qual successe a la legatione dil -carissimo Lunardo Sanudo genitore mio, che dil 1474 a dì 11 Ottubrio -a Roma morite. La qual Ruosa repatriando ditto oratore la portò, et, -presentata a la Signoria, fo posta ne le zoje di S. Marco, dove _etiam_ -questa fo posta, nè avanti più in niun tempo Venetiani hanno habuto -tal presente. Et a dì 21 April che fo el Marti de Pasqua, essendo -zonti in questa terra domino Jacobo fiol natural dil Duca di Cardona, -di nacione cathelano, con la Ruosa d'oro mandava el Pontifice a la -Signoria come ho ditto; et venuto el Prencipe con li oratori in Chiesia -de S. Marco, dove per el patriarca Thoma Donato nuovamente eletto in -loco de Maphio Girardo cardinal di la Romana Chiesia _tituli sancti -Sergii et Bacchi_, el qual da poi la creatione di questo Pontifice -ritornando a Venetia a..... morite. Or fo mandato alcuni patricii a -tuor ditto messo era alozato a san Greguol, dove alozava Alvixe Becheto -ambassador dil Pontifice, _tamen_ a sua posta et spese di S. Marco; et -venuto presentò la ditta Ruosa su l'altar di san Marco, et ditto che fo -la messa, lui medemo la tolse in mano et venne davanti el Prencipe; et -prima li aprexentò uno brieve apostolico, la copia dil qual sarà qui -sotto scritta, et poi presentò in man dil Prencipe la Ruosa, et disse -alcune parole latine. _Unde_ el Prencipe, tenendola in mano, li rispose -sapientissimamente; poi andono con quella pur in man in processione -per la piaza a torno di la chiesia, et andò fino in palazzo; poi tolse -licentia et con la Ruosa _etiam_ in man fino nel suo palazzo andò. -Et ditto Jacobo de Cardona have luogo di ambassador dil Papa, mentre -stete in questa terra. Et benchè questo non fusse suo loco per l'ordine -de' tempi, pur ho voluto qui scriver; et poi fo decreto nel Consejo -de Pregadi de donar a ditto portator di la Ruosa ducati 300 d'oro -venetiani, et darli una vesta damaschin cremesin fodrà di raso. Et poi -a dì 28 April partì di questa terra, tolto licentia da la Signoria, et -ritornò a Roma. - - -_Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Illustr.m Principem et -Senatum Venetum_ - - ALEXANDER PAPA VI - -Dilecti filii, salutem et apostolicam benedictionem. Vetus consuetudo -mosque sanctissimus est, ut Romanus Pontifex, peracta sacrorum -celebratione, die qui quartus est Dominicus in quadragesima, Rosam -auream, chrismate sancto delibutam et odorifero musco inspersam, cum -apostolica benedictione illustri cuipiam catholico Principi dono det. -Magnum profecto et dignum divina laude mysterium, in quo non muneris -aestimanda est quantitas, sed altioris significationis qualitas -interpretanda. Nos qui, divina dispositione, meritis licet imparibus, -pastorale culmen S. R. Ecclesiae obtinemus, cum vellemus praeclarum -hoc munus nunc adimplere, hoc ipso quarto XL.mae dominico die mentem ad -Vestram Nobilitatem convertimus, quam hoc loco dono dignam judicavimus, -quae Sanctam hanc Sedem singulari devotione semper est prosecuta. -En igitur, filii praedilecti, Rosam hanc laetissimo animo et devota -veneratione suscipite, monumentum et pignus nostrae in Nobilitatem -Vestram benivolentiae, quam ei per dilectum filium Jacobum de Cardona -scutiferum et familiarem nostrum continuum commensalem mittimus. -Nec Nobilitatem Vestram auri fulgor sed divinae significationis -contemplatio teneat. Sancta enim Ecclesia hoc donum per manus Summi -Pontificis ordinavit, ad declarandam laetitiam et gaudium ex humanis -generis liberatione susceptum. Quod omnipotens Deus miseratus suam -servitutem, pretiosissimo sanguine suo redemit, sicuti in Veteri -Testamento per liberationem Israelitici populi praefiguratam erat. -Recreat enim nos gloriosissimum Corpus Domini nostri Jhesu Christi, -fovet, sublevat et in mediis laboribus consolatur. Cui, non iniuria, -rosa ipsa comparata est: nullus quippe flos, omnium quos alma mater -terra protulit, aut aspectu iucundior aut odoris suavitate fragrantior -est. Penetret igitur in sensus Vestrae Nobilitatis, filii predilecti, -divinus odor ut, eo repleti, magnanimitatem ac devotionem vestram -continue magis explicetis, atque hoc divinum opus orthodoxae fidei -et Sanctae huius Sedis defendendae totis viribus complectimini ut, -Domino Deo auxiliante, optata pax Ecclesiae suae Sanctae cum Vestrae -Nobilitati gloria reddatur. Datum Romae apud S. Petrum sub annulo -Piscatoris XXVIIII Marcii 1495 Pontificatus nostri anno tertio. - - L. PODOCATHARUS. - -A tergo — _Dilectis filiis nobilibus viris Duci et Dominio Venetiarum._ - - -_Responsio Venetorum_ - -Sanctissimo et beatissimo in Christo patri et domino domino Alexandro -digna Dei providentia Sacrosanctae ac Universalis Ecclasiae Summo -Pontifici Augustinus Barbadico Dux Venetiarum etc. pedum osculo -beatorum. Sacratissimum ac suavissimam aureae rosae munus quo -nos licet absentes donandos ornandosque censuit summa clementia -Beatitudinis Vestrae ea veneratione et observantia ea leticia et -iucunditate animi fuit a nobis reverenter susceptum ut vix affectus -eiusmodi nostros exprimi posse putemus, cum mittentis et missi -muneris excellentiam qualitatemque altius consideramus. Duo etenim -in auctore doni potissimum animadvertimus: supremam auctoritatem -maiestatemque Sanctitatis Vestrae et erga nos praecipuum studium -paternamque dilectionem. Alia item duo, ex parte delati muneris, fuimus -contemplati, literalem scilicet ipsius significationem et spirituale -eiusdem latens mysterium, a Sancta Romana Ecclesia institutum, et vere -ex omni parte religione refertum ac uberibus gaudii et consolationis, -ob humani generis de veteri captivitate liberationem praefiguratam. -Sed et alia duo accessere ad ornamentum tam praeclari doni, exacta -prudentia et rara quaedam gratia illud ferentis spectati viri -domini Jacobi de Cardona familiaris et nuncii Beatitudinis Vestrae. -Gratias igitur amplissimas habemus et agimus Vestrae Sanctitati, -et quia in referendis impares nos esse novimus et fatemur, hoc -saltem testatum volumus gratissimo et memori animo perspicuum hoc -documentum dilectionis et caritatis Vestrae Beatitudinis erga nos -esse conservaturos. — Data in nostro ducali palatio die ultimo Aprilis -MCCCCLXXXXV indictione XIII. - - GASPAR VIDUA. - - -In questo mese di Marzo accadete a Perosa, ch'è città nobilissima et -antica in Toscana, za primaria, al presente la terza; fo edificata -secondo Justino, Varrone e gli altri da Achei, avanti la città de Roma; -è situada quasi tutta su monte; è paese ameno, fertile et dilectevole, -et fo di muraglie circundata da Ottaviano Cesare Augusto, et par ancora -sopra le porte fusse chiamata Augusta per lettere antique vi si leze. -Vi è lo studio in ogni facoltà, templi grandi et palazzi degni. Vicino -a questa città el lago Trasimeno, abondantissimo de optimi pesci, dil -qual la Camera Apostolica vi cava ogni anno assà miara de ducati. Fo da -Goti sette anni obseduta, et _tandem_ presa, et quasi tutta brusata, et -san Herculano loro episcopo fo martorizato, dove è el suo corpo, come -da chi vi fu intesi. - -Questa terra situada, come ho ditto, in monte, e tutto intorno vallade -et monticelli pieni de castelletti: sono molte olive, biave, vigne -etcet. et belle donne: vanno vestie quasi come quelle de Milano, ma -portano le code più longe, et scarpe con ponta, et va con li capeli -zoso per la spale alcune, et altre al modo nostro, ma con veste serate -davanti, et non si vede cussì le spale. Li homeni vestiti a modo di -romani, con li mantelli con fenestrelle, et li zoveni molto galanti -effozano (_sfoggiano?_) e tutti quasi con spade senza fodro sotto li -gabani portano. Però che in questa città è do grandissime parte: zoè -Baioni et Odi. Li Baioni teneno con Orsini, et sono al presente dentro, -et domina la città, la qual si reze per loro medemi, fanno li consoli -etc. Ma li Odi sono da la parte Colonnese, et a hora è foraussiti: -_tamen_ ogni zorno molestano ditta città, _adeo_ si convien star sempre -armadi, et come per lettere di primo April di l'ambassador de Corte -se intese, che ditti Odi foraussiti fece assunanza de zente et tolseno -la terra di Todi, corseno fino a Perosa, ma poi da li Baioni et altri -dentro, con aiuto de Orsini, fonno rebatudi. _Tamen_ ditti foraussiti, -con aiuto dil Duca d'Urbino et el sig. Julio da Camarino, se ponevano -in ordine per ritornar a l'impresa de Perosa. Quello seguirà scriverò -di sotto. Stanno lì intorno. Ma a la conclusion di la liga fatta in -questa terra veniamo. - - -_Conclusione di la liga fatta a Venetia, et el modo che la fu conclusa._ - -Domente queste cose intraveneno, a Venetia essendo su pratiche di -concluder la liga, et havendo acordato li capitoli, et li tre deputati -a questo patricii optimamente avendo operato, preso nel Consejo de -Pregadi de sigillarli, et zonta la comissione a li oratori dil Re de -Romani, venuta mia 600 in zorni sette, ch'è cosa incredibile, et quelli -solicitando molto, dicendo non esser tempo de dimorar; et ben che el -Prencipe nostro fosse ancora amalato nè ussiva de camera sua, pur vi -volse esser, et cussì a dì ultimo Marzo, de Marti, con grandissima -pioza et vento, _adeo_ che li oratori stavano a la Zueca convenne -venir a quattro remi per barca, tanto era grande la fortuna, et pur -deliberorono tutti de redurse insieme et sigillar ditti capitoli, et -in palazzo dil Prencipe ne la soa camera si reduse li Conseieri, Savii -dil Consejo, Savii di Terraferma, Cai dil Consejo di X, Zuan Diedo -canzelier grando, et li secretarii deputadi. Et a ciò memoria eterna -sia de chi vi si trovò, ho voluto qui tutti notarli. - - -_Questi sono quelli patricii si atrovavano a la sigillatione di la -liga._ - -_El Serenissimo et excellentissimo Principe_ - -D. AUGUSTINO BARBADICO - -_Conseieri_ - - ser Andrea Querini - ser Thoma Mozenigo - ser Marco Bollani - ser Francesco Foscari da S. Lorenzo - ser Fantin da ca da Pesaro - ser Marco Barbo - -_Savii di Terraferma_ - - ser Piero Duodo - ser Francesco Tron - ser Andrea Barbarigo q.m Serenis.mo - ser Alvise da Molin - -_Savii dil Consiglio_ - - ser Nicolò Mocenigo Proc.r - ser Ferigo Corner P.r - ser Domenego Moroxini P.r - ser Toma Trivixan P.r - ser Costantin di Priuli - ser Cristofal Duodo P.r - ser Francesco Foscarini da San Polo - ser Lunardo Loredan P.r - -_Cai dil Consejo di X_ - - ser Piero Donado - ser Mathio Loredan - ser Francesco Mozenigo - -Et reduti che fonno tutti, mandono per li oratori che dovesseno -venir. Et prima venne quello dil Re et Raina de Spagna; poi li tre -di Maximiliano Re de Romani, mancava d. Leonardo Felz cavalier el -qual era amalato; poi li tre dil Duca de Milano; et _demum_ el legato -dil Pontifice, con d. Aloisio Becheto _etiam_ ambassador a questo -_praecipue_ mandato. Et in quella hora medema li venne lettere da Roma, -che dovesse al tutto sigillar la ditta liga, et prometter per nome dil -Re et Raina de Spagna di rato che in termene de do mexi el ditto Re et -Raina ratificheria tutto; come _etiam_ el suo orator cussì promesse et -subscrisse; questo perchè non havia commissione di conlegarse con altri -che con la Signoria nostra, et cussì poi essi Re ratificò ogni cosa. -Or reduti tutti questi da poi disnar fino a hore do di notte steteno -a formar li capitoli et farne cinque copie autentiche, et in nome -de Yhesus Christo et de San Marco a hore zerca 24 la concluseno, et -sottoscrisseno ditti capitoli. Et el legato sottoscrisse per nome dil -Pontifice et di Spagna, come ho ditto; et per nome dil Papa prometteva -di rato per ditti Regali de Spagna. Et per Venitiani sottoscrisse -li tre deputati nominati di sopra, et li capitoli fonno in tutto n. -18, _inter cetera_ che tutte ditte potencie prometeva in bisogno in -favor di la liga di dar per uno cavalli 800 et 4000 fanti, eccetto el -Pontifice che dava la mità: et questo in Italia. Ma in caso bisognasse -mandar fuora de Italia, era in libertà de mandar o le zente, o vero -mandarli ducati 60 milia, zoè la Signoria et Milano. _Item_ che in -termene de mexi do li collegadi debbino haver dati li soi adherenti -et recomendati. _Item_ non possi esser accettà in ditta liga niuna -potentia simile a loro, _sine consensu omnium colligatorum_. _Item_ la -liga dà al Re di Romani, venendo a Roma a coronarse, 400 homeni d'arme, -zoè cavalli 1600 la Signoria et altrettanti Milano di l'andar et di -ritorno. Et altri capitoli, li quali fonno tenuti assà secreti, et -però non mi extenderò molto in doverli qui scrivere. Et concluseno di -manifestarla a tutti la matina seguente, et far sonar quivi campanon, -facendo gran feste et fuogi, et per tutte terre e luogi di la Signoria -nostra. _Demum_ a ciò che tutti li collegati potesseno in uno zorno far -solenne processione, et publicar ditta liga, terminono di publicarla la -Domenica di le Palme, che sarà a dì 12 April; et subito spazono lettere -prima a tutti li Rettori, notificando la conclusione et dovesseno -far dimostratione. _Demum_ scrisse al Pontifice, Re di Romani eletto -Imperator, Re et Raina de Spagna et Duca de Milano, in bona forma, -alegrandose insieme de questa consolatione de Italia. Et perchè el -mandar del corrier in Spagna era pericoloso, che non fusse intercepto -quello andava per terra ne la Franza, et toltoli le lettere, come fa -_etiam_; ne spazò uno altro, el qual da Zenoa dovesse passar per mar -a Barzelona, poi a Madrit da li Regali de Spagna, la qual nuova non -poteva esser in Spagna avanti Pasqua. - -A dì primo April, la mattina za per tutta la terra se divulgava questo, -et tutti erano aliegri, et venne el Prencipe in Collegio molto di -bona voia, et varito dil mal per alegreza per il ben di la Republica -e de tutta Italia. Et mandò per Monsig. di Arzenton orator dil Re -de Franza, el qual alozava a San Zorzi mazor, et venuto che 'l fo in -Collegio, el Prencipe li disse: Magnifico ambassador, habiamo mandato -per vui, che per l'amicitia havemo con la Majestà dil Vostro Re vi -dovemo advisar et manifestar ogni nostro successo, sappiate come heri, -col nome del Spirito Santo et della gloriosissima Verzene Maria et -del Vangelista misser San Marco protetor nostro, qui fo conclusa et -firmata una liga tra la Santità dil Summo Pontifice, la Majestà dil -Re de Romani, la Maestà dil Re et Raina de Spagna, la Nostra Signoria -et el Duca de Milano. Et questo habiamo fatto per conservation di -Stadi nostri et per augumento di la fede et Chiesia Romana, et per -deffender le raxon dil Romano Imperio, sì che adviserè la Majestà dil -Re di questo. Et mentre el Principe diceva tal parole, era ordinato -et cussì fo sonato campanon a S. Marco et per tutta la terra in segno -de grande alegreza. _Unde_ ditto Arzenton rimase molto atonito, et li -parse assà stranio, et disse: Serenissimo Prencipe, io mel suspettava -di questo za gran zorni, ma mai lo criti (_credetti_) dovesse essere, -et el Roy per questo non porà tornar in Franza essendo in mezo de tutti -vuj. El Prencipe rispose: sì come amigo el vorà tornar, niuno non li -farà noia alcuna, ma si 'l volesse andar come nemigo, uno collegato a -l'altro si converà dar aiuto et favore. _Tamen_ scrivè al Re, che per -questa liga non volemo haver rotto alcuna benivolentia havemo con Soa -Majestà, _imo_ volemo esser boni amizi: et questa liga è sta fatta -per conservatione de li Stadi nostri, tanto più volentieri quanto a -hora di andar contra infedeli più non si parla, sì come da prima. Et -ditto orator molto maninconico tolse licentia, et vene zo per la scala -senza saludar niuno, smorto assà. Et come fo a piedi di la prima scala -di l'audientia, ritornò suso a la porta dil Collegio, et fece chiamar -Gasparo di la Vedoa secretario nostro de primi, et li disse: replicate -un poco quello a ditto el Prencipe, come andato fuor di fantasia. -Et cussì _iterum_ li disse la sustantia di questa naratione; et poi -ritornò in barca per andar a San Zorzi, butando la bereta in terra, -facendo segni de haver gran maninconia: la qual cossa fo mal fatta, nè -seppe fenzer, sì come si suol far. Ma, _judicio meo_, questo processe -non tanto per el Roy quanto per lui; perchè è da judicar scrivesse che -mai de qui non se concluderia tal liga, per le operatione sue faceva: -perchè lui dimandava a li oratori de Milano: sarà el vostro Duca in -questa? et loro li rispondevano: non crediate mai, mons.; et fevano -come li savii fanno nel governo de Stadi, che dimostra a li nemici -voler far una cossa, poi ne fanno un'altra. Or ditto Arzenton molto -se lamentava dil sig. Ludovico, dicendo che se lui non era stato, mai -el Roy non passava in Italia, et che lo haveva tradito; et di tanto -fastidio si buttò al letto, et la collera li mosse, et have alquanto -di fastidio, benchè li fusse mandato medici per la Signoria, quali -concluseno non harebbe mal niuno, ma era alquanto contaminato; come -cussì fo. - -Ancora la Signoria mandò per lo ambassador di Napoli d. Johane Baptista -Spinelli, el qual fino hora era stato vestito lugubre; non portava -cadena, secondo el consueto suo, sora la vesta; _tamen_ havia servato -gran fede al suo re Ferandino, et mai volse rebellarli come fece li -altri ambassadori in diversi luogi, qual ho scritto di sopra. Et la -sua caxa a Napoli fo sachizata. Et andato in Collegio el Prencipe li -notificò la conclusione di sta liga, dicendoli altre parole che quelle -di Arzenton. Et lui sapientissimamente li rispose, concludendo el -suo Re sempre saria et doveva esser bon fiul di questa Illustrissima -Signoria, et venne fuora molto aliegro, et d'indi poi, come dirò di -sotto, si vestite di color et seda, ponendesi lo colar d'oro, et sempre -fo honorato come orator dil Re de Napoli, licet fusse fuora dil Regno. -Et è da saper che ditto orator molto se faticò con la Signoria et altri -oratori in voler nominar el suo Re in questa liga: _tamen_ mai non -volseno per bon rispetto, perchè sarebbe stata senza dir altro contra -el Re de Franza. - -Oltra di questo fo mandato per l'ambassador dil Duca di Ferrara -Aldromandino di Guidoni, li fo notificato di tal liga et scritto -una lettera ducal al so Signor. Et come se intese per lettere del -vicedomino nostro, non fece dimostratione alcuna in soni, in fuogi, -_licet_ fusse recomendato fiol di questa Signoria et suocero dil Duca -de Milano. Questo fece, _ut dicitur_, perchè havia don Ferante so fiol -a Napoli col Re de Franza, et _etiam_ perchè lui non era in sta liga, -nè poteva intrar se non per adherente di le parte, per non esserli sta -reservà luogo alcuno. - -Fo mandato ancora per l'ambassador dil Marchexe de Mantoa, Antonio -Triumpho, et chiaritoli il modo di la liga, et scritto al Marchexe, el -qual dimostrò grande alegreza, et fece soni, fuogi et gran feste. Et -poi ditto ambassador, habuta risposta del suo Signor, andò in Collegio, -offerendose esser in ordine di la conduta havia, a ogni beneplacito di -questa Signoria; et in ogni luoco el fusse mandato era presto a ubedir. -Et a dì 4 April zonse in questa terra 40 cavalli barbareschi o vero -turcheschi dil Sig. Turco li mandava, et havia dato la tratta de questi -a esso Marchexe, tra li qual ne era 4 che ditto Sig. Turco li mandava -a donar, forniti benissimo a la turchesca: questo per l'amicitia hanno -insieme. Et spesso el Marchexe manda presenti a Costantinopoli, et, -come ho scritto di sopra, si fa chiamar Turco. - -Fo _etiam_ mandato per l'ambassador dil sig. de Rimano conte Ludovico -Boschetto, et advisato di questo, et scritoli per la Signoria fece -grande leticia et festa. Et da poi se partì ditto orator et andò a -Rimano a far poner in ordine el Signor di la conduta have, per li -bisogni potevano occorrer. - -A Venetia e per tutte le terre et luogi nostri, _quam primum_ lo -inteseno, _maxime_ da la parte de terra, perchè fo scritto a li Retori -di le terre principal, et loro avisaveno a li castelli di quello -territorio, zoè Chioza, Padoa, Vicenza, Ruigo, Verona, Bressa, Bergamo, -Crema, Treviso, Cividal, Feltre, Udene et Ravena. _Unde_ tre zorni -continui fo sonato campanon, et la sera fatto lumiere per li campanieli -et castelli, _etiam_ a caxa de li oratori de Maximiano et Spagna, -Legato et Milano, sì dove steva el primo, _quam_ qui a la caxa dil -Marchexe, dove erano alozati li altri do, fo posto fuora di le finestre -lumiere, _ita_ che pareva tutta la terra fusse in alegreza. Et cussì -al fontego de Todeschi, per esser suposti a l'imperador; et prima si -era in qualche paura, dicendo: che succederà di questo Re? a hora tutti -jubilava. - -A Milano el Duca, ritrovandose a Vegevene, subito inteso la nuova -di questa liga, a pena potè compir de lezer la lettera da tanta -consolatione, però che in questa era confirmato Duca de Milano etc. -Et ordenò fosse fatto gran feste et soni, et mandò a Milano et per -tutto el dominio a far el simile. Et el sig. Galeazo de Sanseverino -suo zenero era amalato alquanto, _quam primum_ sentì questa, disse al -Duca: Signor, io son varito, nè ho più mal, et sempre voglio esser -devotissimo fiul et servitor di la Ill.ma Signoria de Venetia. Et -subito el Duca scrisse a li soi ambassadori era de opinione non star -a indusiar, et voleva andar a tuor Aste, et che dovesse conferir con -la Signoria de questo, et dete danari a le soe zente. Quello seguirà -intenderete. - -A Roma, zonto che fo la nuova di la conclusione di la liga, non -fo fatto festa alcuna per hora; ma ben preparavano di far solenne -publicatione. Et el Pontifice era in gran benivolentia con l'ambassador -nostro, et con quello molto si slargava. - - -_Provisione fatte a Venetia et cosse seguide in varii luogi fin al -publicar di la liga._ - -Da poi fatta tal sanctissima liga, a dì primo April fo Pregadi, et più -non se cazava li Papalisti, et fo chiamato per far provisione zerca -al Pontifice, el qual havendo richiesto cavalli et fanti, conclusa che -fusse sta liga, per sua securtà li fusse mandati, fo decretà de mandar -per lettere de cambii a Hieronimo Zorzi orator in Corte ducati 4000 a -ciò subito facesse 1000 fanti. Et fo mandato Zuan Filippo de la Banca -vicecollateral a Ravenna, perchè ivi fusse a queste cosse con ditto -ambassador, et _etiam_ Francesco Grasso capetanio di la cittadella de -Verona, el qual a caso andava a Roma a tuor la moglie, fo figlia dil -sig. Deiphebo de l'Anguilara. Venuto in Collegio offerendosi, li fu -comesso dovesse esser capo et governo de ditti fanti si dovea far a -Roma; _licet_ poi fusse provisionati, come dirò più avanti. Scrisseno -ancora a Milano che 'l Duca dovesse mandar a far la sua parte a Roma. -_Etiam_ fo scritto lettere a diversi Re dil mondo per la Signoria -nostra, notificandoli di tal liga, et al secretario era andato al Sig. -Turco; nè si sapeva dil zonzer. - -A dì 2 ditto la mattina in camera dil Prencipe se reduseno tutti li -ambassadori di la liga, eccetto quello de Spagna era amalato; ai qual -fonno lette le lettere di Roma habute, _et inter eos_ fo deliberato -in questo principio de far ogni provisione, zoè che Maximiano vengi -prestissimo in Italia a coronarse a Roma, et scrittoli erano in ordine -di darli li 400 homeni d'arme, et cussì _etiam_ Milano. Et a dì 3 do -de li soi ambassadori, zoè lo episcopo di Trento et domino Gualtier de -Stadia, havendo tolto licentia ritornono in Elemagna, dicendo volevano -andar contra el suo Re et farli pressa, et li altri do restò; ma, -publicata la liga, _etiam_ loro se partino: et dicevano el Re sarebbe -per la Sensa (_l'Ascensione_) in Roma. Et a questi ambassadori, a tutti -diversamente, li fo fatto presenti per la Signoria, di panni d'oro et -di seda, per valuta de zerca ducati mille. - -In Pregadi fo preso et subito expedito el corrier a Napoli a li -oratori, dovesseno advisar el Re de Franza di questa liga; et etiam a -Roma a li oratori di la liga, che insieme tutti si dovesse adunar, et -andar da l'orator dil Re de Franza, et advisarlo di tal conclusione di -la liga. Et ancora fo preso de mandar a Roma 500 cavalli lezieri, zoè -questi, _videlicet_: - - -_Cavalli lizieri mandati verso Roma in aiuto et ubedientia dil -Pontefice_ - - Jacomazo da Venetia era a Ravena cavalli 200 - Zuan Griego era a la Badia cavalli 100 - Zuan da Ravena cavalli 50 - El Marchexe de Mantoa mandò cavalli 200 - El Sig. de Rimano mandò cavalli 25 - Sonzin Benzon da Crema a hora conduto cavalli 50 - - Somma 625 - -Et habuto in comandamento ditti capi de dover andar a Roma a ubedientia -dil Pontifice, subito se messeno in ordene; et a dì 15 April quelli -di Ravena partite, et quelli dil Marchexe di Mantoa, zoè 250, et 22 -cariazi passò per Ferrara, cridando: Marco! Marco! et ivi fece la -mostra, sì che tutti andono, et fo scritto a Roma come li mandavano -questi, et altrettanti manderebbe Milano, che saria in tutto mille -cavalli lizieri et 2000 fanti, ma quelli di Milano fo molto tardi; et -che la Beatitudine dil Pontifice facesse quello li pareva, movendose -el Re de Franza per venir a Roma, o vero star fermo o andasse dove li -piaceva, promettendo mai abandonarlo. Ancora scrisseno ai cardinali -patricii, zoè Michiel et Grimani, che, partendosi de Roma el Pontifice, -pregavano Soe Rev.me Signorie li dovesse far compagnia. Et questo -medemo scrisse el duca de Milano a li soi, zoè Ascanio, Sanseverin, -Lonà, Alexandrino et altri dovesseno far. - -_Item_ fo preso in Pregadi che Antonio Grimani procurator, capetanio -zeneral de mar, con l'armada se dovesse redur tutta in uno, sì galie -_quam_ nave, et retenir quelli navilii li pareva, et tuor grippi da -Corfù, et andar dovesse a le Merlere a presso el Saseno, ch'è loco -più vicino a l'incontro di la Puia, et ivi dovesse star preparati -fino altro mandato li veniva. Et fo solicitato il mandar di stratioti. -Piero Bembo et Nicolò Corner sopracomiti, i quali in questo tempo havia -armato benissimo in ordene, andono a trovar el zeneral. Et fo scritto -a li oratori de Candia solicitasse de compir de armar le galie erano -sta mandate ed armar ivi, _ita_ che volevano haver Venitiani una grossa -armada: et di quelli zentilhomeni de Candia ivi fo fatto li soracomiti. -Ancora el duca de Milano solicitava de far armar quelle do nave a Zenoa -et X galie, le qual mandò a offrir a la Signoria per augumento di la -ditta armada; et la Signoria ditta conferite danari per armar ditte -nave a Zenoa. - -Et per l'ambassador de Spagna era qui a Venetia fo scritto al conte de -Trivento, capetanio di le caravelle dil suo Re, le qual za se sapeva al -certo erano zonte a Messina zerca 70, et aspettavano el resto fino al -numero de 100, che dovesse redurse al più propinquo loco di la Calavria -che li fusse possibile, a ciò in ogni tempo e da ogni banda, volendo -far movesta el Re de Franza a niuno de collegati, fusse circundato, -et da ogni banda havesse a contrastar. _Tamen_ non volevano romperli -guerra. - -A dì 6 April nel Consejo di Pregadi fonno eletti do ambassadori al Re -de Romani: Zaccaria Contarini cavalier, el qual l'anno avanti vi fu -con Hieronimo Lion cavalier a dolersi di la morte dil padre Imperatore -et alegrarsi di la sua creatione a l'imperio; l'altro fo Benedetto -Trevixan cavalier. Et è da saper che 'l Contarini era eletto, come -scrissi, orator a Napoli, ma, _ita volente fato_, la legation de Napoli -fo mutata in Elemagna. Et questi partino a dì 4 Mazo, et andono a -trovar el Re a Vormes, et stette con grandissima spesa di ducati 500 -al mese, senza operar alcuna cosa, perchè esso Re si pensò di altro -cha di venir in Italia, et attendeva a la dieta. Et ancora al Re et -Raina de Spagna fonno eletti oratori: Zorzi Contarini cavalier conte -dil Zaffo et Francesco Capello cavalier. Ma el Contarini, fatto altra -deliberatione de andar in Cypro a goder le soe intrade, rinuntiò tal -legatione, et fo fatto in loco suo Marin Zorzi dottor, et questi si -partino a dì 7 Mazo, et andati a Milano insieme con D. Guido Antonio -Riziboldo arciepiscopo de Milano, ha de intrada ducati 7 milia, et -Joanne Baptista de Sfondradi dottor, i quali per el duca fonno eletti -andar insieme con questi nostri in Spagna, andono a Zenoa, et poi -per mar, montati su una nave, capitono in Barzelona et andò dal Re et -Raina, come tutto diffusamente sarà scritto. Et _etiam_ ditto Duca de -Milan scrisse a li soi do, erano dal Re di Romani, non si dovesseno -partir, ma che ivi aspettasseno li ambassadori di la Signoria nostra, -et cussì feceno. A Napoli per lettere di ambassadori in zifra se intese -come el Re havia terminato di far le feste di Pasqua in Napoli, et -poi venir verso Roma per ritornar in Franza. Havia ordinato di far -gran feste et zostre queste feste; pur erano in gran consultatione -di sta liga, et fevano consigli et colloqui, dicendo se la seguisse -_quid fiendum_. Benchè non credevano mai el Papa vi dovesse esser, et -che dovevano partir li ambassadori eletti, uno qui l'altro a Milano, -a dì 30 Marzo; che Napolitani erano mal contenti; che Franzesi fevano -poca reputatione di loro oratori nostri; et che el Re havia habuto -lettere de Franza da la Raina, che dovesse repatriar, et non star più -a Napoli. Et poi per lettere de primo April accadette che Napolitani -erano stati in arme tre zorni continui, zoè a dì 29, 30 et 31 Marzo, et -_etiam_ la notte tutti stavano armati in le loro caxe, adunati insieme -li Napolitani in li soi sezi. Questo perchè non potevano tollerar le -insolentie de Franzesi. _Unde_ el Re molto di questo temete, nè ussiva -di castello, et fece uno comandamento a le soe zente erano sparpagnate -nel Reame, dovesseno redursi in Napoli, et fece in tre volte: prima -li capi venisse a veder le feste voleva far; poi sotto man a questi -ordinò facesse redur la zente, dicendo voleva haver consiglio da -quelli principali; et revocò quelli 300 cavalli erano avviati verso -Roma. Colonnesi erano mal contenti per el contado a loro concesso per -el Re, et poi lo have suspeso, et messo a definir _de iure_ al suo -conseio. Et è da saper che fo tratado acordo con questo sig. Prospero -et Fabricio Colonna di acordarli al soldo di la liga, ma mai volseno -romper la fede data al Re. _Item_ che el Re don Ferandino era con le 14 -galie lì a presso Napoli in mar come corsaro, _licet_ havesse Peruca -corsaro _etiam_ con lui, nè lassava intrar alcun navilio in Napoli; -et in questi zorni prese una galiota veniva di Provenza a Napoli -carga di farine et carne salata et altre vittuarie, la qual li fo -molto a proposito perchè dete una paga a la zurma, et el resto portò a -Yschia. _Demum_ se intendeva voleva condor la Raina a Mazara, dove se -ritrovava Alphonso suo padre, et eravi le cinque galie menò con lui sì -che haveva 19 galie. _Tamen_ el Re de Franza feva gran pressa di far -lavorar armada a Napoli, et divulgava voleva haver vinti galie. El sig. -Virginio Orsini et Conte di Petigliano andavano per Napoli, ma non però -che ancora fusseno expediti di esser presoni _vel non_, et _de iure_ -non erano, pur a ciò non venissero da le bande de qua, li teneva cussì -a la longa. - -Ancora essendo li syneci et oratori di Otranto venuti a Napoli per -formar li capitoli con el Re, et volersi render; et, quelli formati, -ritornono per far levar le insegne de Franza con li messi di esso Re. -Ma don Cesare de Aragona, fiul de Alphonso natural, con Camillo Pandon -vicerè di la Puia, sotto specie di volersi render introno in la rocca, -et con li soi amazono li custodi et levò le bandiere di re Ferando, et -stete forti alcuni zorni: pur a la fine fonno licentiati dil popolo, et -andono a Brandizo, don Cesare et Camillo Pandon, come dirò di sotto. -Et mons. di la Spara, vicerè per el Re de Frenza, ivi andò con 200 -cavalli, et, habuto el dominio, ritornò. - -Et essendo division a Brandizo tra quelli cittadini, però che alcuni se -voleva render, altri tenersi per caxa di Aragona, _unde_ fo divulgato -20 albanesi, 20 schiavoni et 20 greghi dominava quella terra. Et -questi introno in la fortezza, volendo al tutto man tenir le bandiere -aragonese, et feceno drezar una forca dicendo, che se niun parlasse -di rendersi a Franzesi subito da loro sarebeno impicati; per la qual -cosa niuno ossava dir nulla. Fin questo zorno, che fo fatta la liga, -per el re Ferando si teniva _solum_ questi luogi in Puia et Calavria, -zoè Galipoli, Otranto, Brandizo, Cotron, Turpia et la Mantea, Yschia et -Lipari. Aduncha questo Re de Franza havia ottenuto prima in Campagna de -Roma, Terra di lavoro, Conti de Malfi, Calabria alta, Calabria soprana, -Calabria bassa, Vasilicata, Terra d'Otranto, Terra de Bari, la Puia, -Monte Gargano, Capitanata et l'Abruzo tutte le terre et castelli che -dominava aragonesi, li qual a nominarli sarebbe tedioso. - -A Roma a dì 2 April venendo alcuni Sguizari da Napoli per numero 200, -et essendo stati a tuor el perdon a San Piero, volendo partirsi, alcuni -rimase da driedo, et se scontrò con alcuni de la guarda dil Pontifice, -spagnioli, i quali havevano uno can di cazza assà bello, et quelli -sguizari gel volse tuor, et loro difendendosi fonno a le man et alcuni -fo morti. _Demum_ la guarda ditta, tutta se messe in ordene, et andoli -driedo. Li qual Sguizari ussivano za de Roma, et fonno a le man. Fo -morti zerca X Sguizari, tra i qual uno che combattè più di meza hora, -_ut dicitur_, con X lui solo; _tandem_ sopravenendo Spagnoli fo morto, -che per la sua gaiardia fo un pecato. Sopravene el capetanio di la -guarda, et fo cessato de combatter, et ritornono ditti Sguizari con la -fede in Roma. Questi erano nudi, senza calze, _tamen_ tutti havevano -assà danari, et poi ritornono in li loro paesi. Et ancora per avanti -ne passò per Roma alcuni altri partiti dal Roy. Poi a dì 5 ditto fo -morto el capetanio de li officiali, chiamato barisello, el qual fo -assaltato da Colonnesi et Savelli, et da poi disnar a hore 20 si arma -el capetanio di la guarda dil Papa con zerca 300 per andar a trovar -queloro l'havevano morto; et _tamen_ non li bastò l'animo de intrar in -una caxa, ne la qual erano reduti zerca 500 in uno, de detti partesani -et seguazi di Colonnesi, conscii a far questo delicto. - -Et a dì 7 ditto zonse a Roma li oratori senesi andavano a Napoli. La -cagione di la sua imbassada ho scritto di sopra. - -Et havendo li oratori di la liga ordene de notificar a Roma a l'orator -franzese la conclusione di la liga, deliberarono di redurse tutti in -capella dil Papa, dove nel ussir si veneno a scontrarsi con ditto -oratore; et eravi domino Garcilasso de la Vega oratore di Spagna, -Hieronimo Zorzi nostro, et Stefano Taverna de Milano: non vi era de -Maximiano a quel tempo in Roma. Et l'orator yspano fece le parole, -et l'ambassador franzese mostrò molto dolersi, et qui fo ditte tra -loro assà cosse, et cussì uno di l'altro si separò; et consultato col -Pontifice, terminono non darli investisone alcuna. Ben el Pontifice -advisò la Signoria dovesse far ogni provisione, et cussì Milano, -che lui non havia danari da far zente et sarebbe el primo battuto. -Era di opinione de condur el duca de Urbino a soldo di la liga con -cavalli 800, et questo per cessar le novità di le parte di foraussiti -de Perosa, come scrissi di sopra esser acaduto nuovamente; et, -conducendolo, smorzeria tutte quelle novità. - -_Item_ che suo fiul Duca de Gandia, el qual era in Ispagna, havesse -cognitione di la liga, et vegnerebbe in queste parte. Ancora concesse -uno perdon plenario in la chiesia de San Marco el zorno si dovea -publicar la liga. Et la copia di la bolla sarà qui posta a ciò el tutto -chiaramente se intenda. - - -_Indulgentia concessa in ecclesia sancti Marci Venetiis in die -publicationis foederis[127]._ - -Venne a Venetia in questo zorno 13 April do cittadini di l'Aquila, uno -chiamato Jacobo de Beccatoribus, et l'altro suo nepote Hieronimus de -Beccatoribus, i quali, come fo divulgato, veneno per nome de Aquilani -promettendo, se la Signoria li volevano, li basterebbe l'animo de far -levar San Marco a l'Aquila; et andono in Collegio davanti li oratori -di la liga, erano vestiti di veludo biavo, con zerca 8 driedo. Et -Venitiani pur li detteno bone parole, facendoli restar in questa terra; -et spesso andava a la audientia; ma poi, visto che non fevano nulla, -essendo stati alcuni mexi qui, ritornono a l'Aquila non molto contenti. - -Ancora è da saper che a Venetia era do oratori di la Comunità di -Ragusi, zoè Zuan de Mence et Francesco de Sorgo, andavano vestiti a la -Venetiana con barbe, et steteno zerca mexi 10, et volevano racomandarsi -a San Marco, _licet_ fusseno tributarii, _attamen_ nostri li lassiasse -lo adito potesse li soi navilii navegar nel colfo: questo perchè -detteno vittuarie et favore a l'armada di re Ferando veniva contra la -Signoria per favorizar suo zenero Duca de Ferara. Et poi che steteno -questi mexi X in questa terra, a dì 3 Mazo si partino, et ritornono a -Ragusi non havendo operato nulla. - -Et ancora venne in questo tempo do ambassadori de Cypro, zoè Piero -Guri kav.r et Joachim Flato, et dimandono la Signoria volesse per -beneficio di quella ixola mandar la secreta era a Nicosia, et redurla -a Famagosta; et, ditte molte ragioni, _tamen_ fo decreto nel Mazor -Consejo, dove mi ritrovai a ballotar ditta parte, che la segreta stesse -_de cætero_ a Famagosta, et cussì, havendo ottenuto, ritornono. - -A Napoli, zonta che fo la nova a li nostri ambassadori dil concluder -di la liga, et che dovesseno advisar di questo la Majestà dil Re, et -essendo andati a dì 5 April la mattina in castello dal Re, per veder -quello comandava zerca a l'orator suo mons. de Miolano designato a -Venetia; el qual Re rispose: vi faremo ben a saper la deliberation -nostra. Or, venuti fuora di camera, come fonno in sala, inteseno esser -zonto lettere da Venetia, et terminono, senza andar et tornar, di -mandarle a tuor, che _fortasse_ sarebbe cosa che bisogneria parlar col -Re, come fo. Et venute le lettere, quelle lette, deliberano, perchè -el Re voleva disnar, di aspettar ivi in sala fino Soa Majestà havesse -disnato, poi haver audientia, et cussì fece. Et poi mandono a dir a -Soa Majestà havevano da parlarli _secrete_ di cose importante. _Unde_, -chiamati dentro in una sala, dove era el cardinal S. Piero _in Vincula_ -et mons. di Beucher soli, et tiratosi el Re da parte, Domenego Trivixan -ambassador, per haver la lengua, li expose et notificò di questa liga, -la qual era fatta per conservation di Stadi, per defender et varentar -la Chiesia Romana et le raxon de l'Imperio, et non per offender Soa -Majestà. _Unde_ molto el Re se dolse, non possendo quasi tolerar, -dicendo: la Signoria mi ha fatto una gran onta, nol criti (_credetti_) -mai per la lianza etc. Et pur digando li oratori, questo era fatto -per conservation di Stadi, perchè intendevano el Turco faceva grande -armata, et el Re disse: Come? non ho io Stado in Italia? et li ho mandà -a dir a la Signoria che, si vuol far liga con niuno, mel faci a saper, -e a hora che tutti li pazi di questa terra el sa, me lo vegnè a dir! -L'è sta grand'onta, et io ho sempre conferito con vuj ogni cosa, ma da -qui avanti non ve dirò alcuna cosa, come non lo fa la Signoria, che la -non puol navegar al viazo de Fiandra se mi non voglio. Ha fatto liga, -sì, perchè il Turco fa armada! I hanno gran paura de Turchi! Vorria che -i venisse di qua! Et li oratori rispose: Vostra Christianissima Majestà -non ha provado guerra con Turchi, come nui 17 anni di longo. Et cussì -dolendosi el Re se tirò a una fenestra, dove era li do nominati di -sopra, et diceva: _per ma foi_, è sta fato grande onta! Et intendendo -_etiam_ mons. di Beucher la cosa, benchè ancora non fusse zonto el -corier de mons. di Arzenton, ancora lui si alterò di parole, dicendo: -La Signoria ha fatto molto mal contra el Roy. Et el cardinal San -Piero _in Vincula_ zercava de bonazar el Re, dicendo: Christianissima -Majestà, non sarà altro; hanno fatto per ben; _et similia verba_. -_Unde, conclusive_, dimostrò esser molto amigo de Venitiani. Et el Re -disse: Con el Re de Spagna li ho dato Perpignan et Elna, et Maximiano -con una lettera el farò star indrio. El Papa et Ludovico dicendo -gran mal, et menazando molto ditto duca de Milano. Et che lui era -sta pregato dal Re di Ongaria, Portogallo et Ingilterra et Scocia et -da altri Re di far liga, et mai non havia voluto far. Or poi, disse, -_domini oratores_, è parso a la Signoria de far questa liga senza darne -alcun avviso, cussì nui faremo quello ne parerà senza farli a saper -nulla. Et li oratori vedendo el Re assà sdegnato tolseno licentia, -et el Re apuzato a la fenestra a pena se voltò a darli licenza. Et -ritornò a caxa, et subito scrisse a la Signoria dimandando licentia de -ripatriar, perchè erano mal visti et poco ussivano di caxa. - -A Milano el Duca intendendo veniva zente in Aste per venir di qua, -et a ciò fusse serati quelli passi, terminò di mandar le soe zente a -tuor Aste dil Duca di Orliens, dove diceva haver certo tratado dentro. -La qual terra di Aste è a li confini de monti, et mia 7 lontano -di Alexandria di la Paia. Et cussì a dì 6 April dette carta bianca -sottoscritta di sua mano et el stendardo et baston al sig. Galeazo di -Sanseverino suo zenero; et quello fece suo capitano; el qual, insieme -con suo fratello Antonio Maria, conte Joanne Boromeo, sig. Nicolò -de Corezo, sig. Galeoto di la Mirandola, conte Christofano Torelli, -conte Ugo di Sanseverino, alcuni signori da Carpi et Galeazo Visconti -comissario con altri conduttieri et Filippo dal Fiesco capetanio di -la fanteria, in tutto zerca cavalli 3000 et fanti 4000, andar dovesse -con el campo verso Aste; et se in questo mezo non poteva haverla, esso -Duca medemo, passato el zorno de Pasqua, verebbe in persona. Et ordinò -zernede et guastadori, facendo fanti, et deva danari a li condottieri, -et cussì augumentava el campo, et dette paga, come fo ditto, a homeni -d'arme 450. Quello succederà scriverò di sotto. - -Tutti tre li sui ambassadori andavano in Collegio a consultar zerca -questa materia, et fo consultado in Pregadi, et scritto a l'ambassador -era a Milano la opinione dil Senato. - -Ancora è da saper che el conte Caiazo, habuto in Reame dal Re el suo -stado, havendo lettere da Milano dovesse partirsi, tolse licentia di -ritornar a Milano, la qual ge fu data dal Re; _tamen_ lassò in Reame -soa moglie, et partì a dì 8 April di Napoli, zonse a Roma a dì 16, et -a dì 21 de lì se dispartì, et venne di longo a Milano con 100 cavalli -lizieri et zonse a Milano a dì.... _Tamen_, zonto che fo a Roma, el -Pontifice molto lo exhortò che dovesse remagner ivi, et lui mai vi -volse restar. - -È da saper che in questa terra a dì 28 Marzo zonse una caravella di -Puia con stera 1800 di formento di raxon dil re Ferendo, et l'orator -suo Spinelli, inteso questo, andò da la Signoria dicendo voleva tal -formenti. _Etiam_ Mons. di Arzenton orator franzese li voleva, dicendo -che el suo Re, havendo el Reame tutto, et _maxime_ tutta la Puia, però -che a dì 21 ditto venne tutto sotto el suo dominio, eccetto Brandizo, -a Soa Majestà apparteneva. Et, attento che ditta caravella era partita -dal cargador X zorni avanti che 'l Re de Frenza intrasse in Napoli, -et per questo fo judicato ditti formenti aspettar a l'orator di re -Ferando. Il qual formento li fece bon servitio, perchè za li era -mancato danari, e _tamen_ stava con la fameglia et in reputatione come -orator dil Re, et Mons. di Arzenton have pacentia di questo. - - - - - CLARISSIMO EQUITI HYERONIMO GEORGIO REIPUBLICÆ VENETÆ ORATORI - FACUNDISSIMO APUD ALEXANDRUM VI ROMANUM PONTIFICEM MARINUS - SANUTUS LEONARDI FILIUS PATRICIUS VENETUS SALUTEM. - - -Niuna cosa ho extimato esser più degna nè di mazor laude, Magnifico -Orator, che lassar qualche memoria di fatti loro, a ciò ne li -posteri seculi, ben siamo polve, lo nome vi si oda et rimanga. -Et questo cadauno desiderar dovrebbe, et sforzarsi con ogni sua -possa di exercitarsi in tal operatione, che il nome loro non vadino -in oblivione, et quelli, sì come sono dediti et nati sotto varie -constellatione et pianeti, secondo la varietà di cieli dovrebbeno in -quello che si poneno a seguitare fare tale operatione, che, da poi -separata l'anima dil corpo, mediante la fama restassino immortali. -Perchè, se vogliamo leggere le antique historie, se trova in ogni -arte homeni excellenti sono stati, di li qual parlerassi fino el mondo -dura. Io veramente, seguendo questa mia opinione, in ogni età datomi -a studii et a prendere qualche dottrina, sempre ho voluto exercitarmi -in quello che _fortasse_ da huomini più maturi sarebbe stato bisogno: -come di qualche particella Toa Magnificentia ne è vero testimonio; et -già di la città nostra veneta alcuna cosa degna di memoria, mentre eri -a la legatione gallica, a Toa Magnificentia dedicai. Al presente io -già di età trigenario essendo, ho voluto non senza fatica grandissima -descrivere quello che Carlo re de Franza in Italia in questi doy anni -operò. Questo perchè _omni eventu_ si veda et intenda come passono -questi tempi, et le mutatione di stadi; opera assà grande et partita -in cinque libri. Et havendosi Toa Magnificentia _sapientissime_ -operato in questa legatione al Summo Pontifice non manco utile che -necessaria, come quelli lezendo questa potranno chiaramente comprendere -il tutto, et _etiam_ per le affinità et amore quella mi porta et ha -sempre portato, mi ha parso cosa condecente uno de questi libri a Toa -Magnificentia dedicarlo; non potendo con altro dimostrare al presente, -amo, honoro et magnifacio quella, et _non solum_ io, ma _etiam_ tutti -nostri patricii te sono grandemente ubligati, perchè in questa età -tua già sexagenaria _et ultra_, passato le Alpe, e _continue_ esser -a presso di la Santità dil Nostro Signor, et in colloqui con Rev.mi -Cardinali et oratori de diverse parte, et haversi ritrovato ivi in -tante ardue et importante materie, per le novità di quelui, al qual già -è diece anni che Toa Magnificentia vi fu ambassadore et ricevette da -Soa Majestà benemerito la militia. - -_Ergo_, concludendo, la Republica nostra ti debbono essere summamente -ubligata, perchè queloro che senza alcuna utilità si fatica per quella, -_non solum_ merita laude, _licet_ sia sua patria, ma ancora la gratia -del Senato, la qual _sine dubio_ per toi degnissimi portamenti son -certo l'hai acquistata. Et che sia vero, la experientia ne dimostra -che volendo a li zorni passati Toa Magnificentia repatriar, _sæpius_ -exhortando el Senato de haver licentia, et fusse eletto el tuo -successore, _unde_ nostri per haver non manco de bisogno de haver -tal huomo ivi a Roma, che dil suo consiglio quivi, hanno voluto Toa -Magnificentia ancora resti in tal legatione, per la pratica presa, la -benivolentia acquistata col Summo Pontifice et Cardinali, le saggie et -accostumate risposte, le parole exquisitissime, et, _conclusive_, li -toi boni portamenti; et _continue_ tenir advisata la Republica di ogni -successo, _maxime_ in queste ultime turbatione ha Ferdinando re ancora -con quelli Franzesi restò in Reame, le qual, _ut spero_, haverà bon -exito. - -Adoncha, Clarissimo equite, ti degnerai de lezer quello che el tuo -Sanuto, affine, non inmemore di Toa Magnificentia, in questi anni ha -scritto, et _demum_ reduta al modo vi è, a tempo di la mia egritudine, -et cognoscerai che più presto non ho voluto lassare queste vigilie -senza ponervi la mano, _licet_ febrato fusse, che atender a la -curatione dil male havia; però che nel componere vi bisognava ponervi -il senso, el qual _fortasse_ è stato causa di la longezza di quella, et -vedrai che ho desiato più presto la perpetua fama, _licet_ poca habbia -essere, cha il viver presente, et se ben biasemato fusse, come son -certo sarò da alcuni dil vulgo ignorante che si doleno de non far loro -tale operatione, pur qui lezendo Toa Magnificentia che se ha ritrovato -ne le cosse, vederà se ho scritto la vera verità, et se in alcuna cosa -harò mancato, se degnerà de correggere, et cognoscerai quanto Marino -tuo è a Toa Magnificentia dedicato. _Vale, Clarissime Eques, et me, ut -soles, ama. Ex Urbe Veneta, ultimo Xmbris_ 1495. - - - - -MARINI SANUTI LEONARDI FILII PATRICII VENETI DE ADVENTU CAROLI REGIS -FRANCORUM IN ITALIAM ADVERSUM REGEM NEAPOLITANUM. INCIPIT LIBER TERCIUS -FELICITER. - - -Essendo sta ordenato qui a Venetia, quando fo sigillato li capitoli di -la liga, a ciò tutti li colligati in uno zorno potesseno far publicar -solennemente ditta federatione, che la Domenega di le Palme fusse -publicata, et spazati li corrieri in diverse parte a notificar a li -colligati cussì dovesseno far; _etiam_ comandò a tutti li Rettori -nostri, si da terra come da mar, però che da dì ultimo Marzo fino a -dì 12 April haveno assà tempo. Et venuto el zorno constituito, essendo -sta el zorno avanti mandato a dir per el Prencipe a Mons. di Arzenton -orator dil Re de Franza, che li piacesse de voler venire la matina -seguente a una solenne processione; el qual, _conclusive_, rispose -non se sentir ben, et non volse venir, et fense di esser amalato, -_tamen_ era visto per la terra, et non andò in Collegio dal zorno li fo -notificato la liga fino a questo zorno che andò, come dirò di sotto. Et -a ciò non manchi in niuna cosa, ho deliberato descriver l'ordene di le -cerimonie fo fatte in questa terra in tal zorno. Prima sopra la piaza -di San Marco fo fatto a torno legni, con li panni di sopra per schivar -el sol, sì come se suol far el zorno dil Corpo de Christo; la qual -cossa in altri tempi de liga et paxe non fo fatto. Et fo messo mazzi a -torno li legni etc. _Item_ fo messo sopra la chiesia de S. Marco, zoè a -la fazzà, do stendardi sopra altenele, uno per banda, i qual erano uno -de Marco Barbarigo fo prencipe, l'altro de questo presente Serenissimo; -zoè quelli che portano sopra el Bucintoro. _Etiam_ fo messo questi -altri stendardi de capetani zeneral da mar... El primo era quello de re -Zacho de Cypri; quello de Christofolo Moro doxe, quando andò in Ancona; -quello de Orsato Zustignan; quello de Vettor Capello; quello de Triadan -Gritti; quello de Piero Mocenigo; quello de Vettor Soranzo, de Jacomo -Marcello, et uno da ca Moro, _videlicet_ de Damiano fo capetanio in Po. -_Item_ stendardi de provedadori di l'armada in mezo, zoè de Nicolò da -ca da Pexaro et altri. Et fo messo olivo mazzi ligati sora la Chiesia. -Ancora fo messo panni d'oro a le colonnele di la Chiesia da una banda -a l'altra sopra la piazza, cossa nuova et _numquam_ più fatta. Sora el -campaniel fo messo bandiere de galie, et trato de molti schiopetti, -che era una beleza a veder, a sentir, con gran soni. In piazza era -grandissima quantità de zente, _adeo_ non se poteva passar nè andar a -torno; per tutto era pieno. Fo indicato esser tra piazza, sul palazzo, -balconi et in Chiesia, n.º 68 milia. Dil palazzo dil Prencipe fo messo -fuora de balconi sora la corte li 8 stendardi porta quando va con le -cerimonie li zorni ordinati et solenni, et tutti sì li ambassadori -_quam_ patricii veneno a bonhora. Prima venne el legato, el qual andò -in Chiesia ad apararsi et disse la messa; et l'altro, zoè D. Aloysio -Becheto, andò con la Signoria: poi venne Ferrara, poi li tre de Milano, -poi Spagna et ultimo Maximiano. Et cussì adunati, venne la Signoria -zoso dil palazzo, et intrò in Chiesia, dove era tanta moltitudine di -persone che non se poteva intrar, sì venuti per la indulgentia, _quam_ -per veder le cerimonie. Vi era _etiam_ el Patriarca nostro, et ditto -l'officio dil zorno, et dato le palme, veneno fuora pur col Prencipe et -oratori, et butato _more solito_ le corone zoso di la Chiesia, in segno -di leticia de l'intrar de Christo in Hyerusalem, ritornono in Chiesia -dove solennemente fo ditto la messa per ditto legato, et nunciato la -bolla dil perdon in tal zorno concessa, sì come è notata avanti nel -secondo libro, senza offerir pecunia. - -Comenzò poi andar a torno la piazza la processione, zoè intravano in -Chiesia presentandosi al Prencipe, poi andava a torno la piazza et -l'ordene quivi sarà posto. Prima la scuola di la Charità con 40 dopieri -in aste dorate, et 16 anzoli con varie cosse et arzenti in mano, una -ombrella con una † sotto, dove è dil legno di la † de Christo in una -ancona a la greca donata a ditta scuola per el Cardinal Niceno. Poi -un'altra con una ancona di nostra Donna assà miracolosa. Un'altra con -una cassetta lavorata benissimo de crestallo et smalto, ne la qual -era la camisa de Christo et altre reliquie. Poi alcuni anzoli con le -arme di collegati in mano; prima Milan, Venetia, Spagna, Maximiano et -Papa, poi S. Marco. Poi uno carro portato da fachini, sora el qual era -vestiti da Davit propheta et Abigail con una navicella bellissima et de -gran valor de crestallo, piena de fermento, davanti. Venne poi sopra -uno altro carro Italia et Venetia con altre provincie a torno pur de -Italia, et putini havea brievi dicea: Liguria, Feraria etc. Dopo queste -cosse venne de quelli di la scuola vestiti n.º 500 con candele in mano. -La scuola di la Misericordia, dopieri, _ut supra_, n.º 66 dorati, do -anzoli, puti picoli seracini, fo bel veder; poi 5 anzoli con arme di -la liga in man, poi 6 altri con corni de divitia, un'ombrella con una -cassetta de reliquie et una ancona d'arzento davanti, un'altra con -la man de S. Theodosio sotto, et alcuni dopieri grandi portati a man; -una ombrella et sotto uno presepio d'arzento, et altre reliquie: et le -mazze di le umbrelle d'arzento, cossa che niuna scuola ha, e tutti con -palme in mano. Li batudi de questa scuola n.º _ut supra_. La scuola -di San Rocho con dopieri 30 doradi avanti el Crucefixo; poi anzoli -con arme di la liga, et el Doxe nostro; poi una Justicia a piedi con -la spada et balanze in man; poi 20 dopieri su aste d'oro, 10 davanti -et 10 da drio l'ombrela, sotto la qual era el deo de S. Rocho in un -tabernacolo, et avanti era portato un gran cierio beretin, batuti n.º -_ut supra_. La scuola di S. Marco con dopieri 40 dorati, anzoli con -corni de divitia 9, et 12 con le arme di colligati. Venne poi uno carro -portato da homeni, su el qual era el Duca de Milano vestito d'oro con -el bisson davanti a li piedi, et do vestiti da mori negri, con casacche -moresche, de driedo, perchè questo è 'l suo cognome di Lodovico Moro; -et era scritto davanti el carro queste lettere: _Pervenerunt Principes -conjuncti_. Poi venne una Justicia con uno specchio in mano et uno -lion davanti, et era scritto: _Dissipa gentes quae bella volunt_. Poi -venne el Re et Raina de Spagna sentati, con do vestiti a la castigliana -da driedo, con spada in mano et era scritto: _Dies super dies regis -adjicies_. Poi venne Maximiano come Imperator con l'aquila, vestito -a la Todesca, et queste lettere davanti el carro suo: _Cuius Imperii -nomen est in aeternum_. Poi venne el Pontifice con la mitria in testa -et le chiave, et diceva: _Credentium erat cor unum et anima una_. -Et è da saper che tutti questi, come fonno davanti la Signoria, fo -refferito questi versi in significar chi erano quelli. Primo Milano: -Questo è colui che 'l sceptro justo in mano — Tien dil felice stato -de Milano. Signoria de Venetia: Potente in guerra et amica di pace — -Venetia il ben comun sempre ti piace. Re et Raina di Spagna: Questo è -il gran Re di Spagna e la Regina — De infedeli hanno fatto gran ruina. -Maximiliano: Viva lo Imperator Cesare Augusto — Maximian re di Romani -justo. El Pontifice: Questo è papa Alexandro che corregge — L'error dil -mondo con divina legge. Oltra di questo venne un'ombrella sotto la qual -era l'anello di San Marco. Poi un'altra con una anconeta adornata di -zoie bellissime, d'arzento dorato, la qual era di Domenego di Riero. -La scuola di S. Zuanne venne poi con dopieri 40 dorati et anzoli XI -portava arzenti, poi uno Christo portado da uno anzolo, una fontana -butava aqua odorifera, poi el mondo tutto in una balla de carta, poi -6 anzoli con arme di la liga, un'ombrella con uno San Zuanne antico, -poi cinque altre ombrelle con varie reliquie portate da sacerdoti. I -tabernaculi poi, sotto uno el capo de Santa Maurina; poi dopieri grandi -a man, el primo de S. Martin sotto un'ombrella, et poi una ancona greca -da Constantinopoli, et dopieri 40 la mità avanti et la mità da driedo -su aste piccole dorate; poi la ombrella d'oro, sotto la qual era la -Croce Santissima ch'è molto miracolosa. Et quelli di la scuola havia -dopiereti in man, in loco de candelle, et fo gran numero. - -Poi venne li frati. Prima li Jesuati. Poi li frati di S. Sebastiano -con caleci in man. Poi de S. Maria di.... con corparuoli, calesi et -pennelli in mano, et el piè de San Paulo primo heremita inarzentado. -Poi li Crosechieri con assà reliquie, et la cossa di San Christofalo -portata su uno edificio da homeni, et la testa di Santa Barbara su -uno soler. Poi li frati di Servi apparati: la testa d'arzento di S. -Zuanne papa et di Santa Maria Cleophe. Poi li frati di Carmini con assà -teste de Santi et 20 fratoncelli vestiti da.... anzoli. Poi li frati -di San Stephano con fratoncelli 14 con confetiere in mano, et li frati -belli aparamenti con pianete di perle lavorate et assà arzenti. Poi -li frati di S. Francesco: prima Santo Jopo (_Giobbe_) et S. Francesco -di la Vigna, Observanti et fratoncelli vestiti da anzoli, uno di -qual portava S. Marco fodrà di varo: _demum_ venne li Conventuali con -fratoncelli con pennelli in mano; uno soler sora el qual era el duca -de Milan sentado, con una cadena in man, era incatenada tutta la liga; -poi venne Venetia con l'arma dil Doxe et una vera bareta ducal; poi -el Re over Raina de Spagna; poi l'Imperatore et el Papa con lettere -diceva: _Fides Apostolica_; apparati frati n.º 38. Poi venne li frati -di S. Zanepolo, con fratoncelli con candelieri d'arzento et pennelli: -et prima era S. Domenego et S. Piero Martire, zoè tutti insieme; poi -le arme di colligati portate su corni di divizie assà aparati; et do -candelieri grandi d'arzento. Frati di S. Salvador et Santo Antonio con -una † ornata di seda benissimo, con reliquie in tabernaculi; _item_ -el brazo de S. Luca d'arzento, con una penna in mano, assà teste de -Santi portate in mano, ancone con assà reliquie dentro, inarzentade, -la.... et mitria dil suo abate per esser abazia. Poi li frati di Santo -Spirito con bei apparamenti, li frati di la Charità et San Chimento -(_Clemente_) a uno, li frati di S. Zorzi mazor et S. Nicolò de Lio, la -man de S. Zorzi et una man de arzento de Santa Lucia, et la testa de -San Jacomo, poi l'abate con la mitria et baston pastoral avanti. Poi -venne li frati de Santa Maria de l'Orto co S. Zorzi di Alega, con cotte -di sora da canonici. - -Da poi successe li preti, et prima la Congregation de S. Salvador, -sono 9 congregation et in tutte preti 36 et non più. Poi S. Canzian, -ne la qual era el brazo de S. Zuanne Grixostomo et altre reliquie. Poi -San Silvestro, poi S. Marcuola et el brazo de S. Anna, et una ombrela -de veludo biavo fo de uno Doxe da ca Memo lassata a ditta Chiesia, -et la man destra de S. Zuanne Battista in uno tabernaculo, portata -sopra uno edificio. Poi venne la congregation de S. Luca et el pè de -S. Triphon inarzentado. Poi Santa Maria Formoxa et il pè de S. Dimitri -inarzentado. Poi Santo Anzolo, poi S. Polo. Et S. Maria Mater Domini fo -l'ultima, con el brazo de Santa Agata inarzentado. - -Et compito ditti frati et preti, venne fuora de Chiesia, sonando -campanon, la Signoria. Come fu a presso la piera dil bando, la qual -è di porfido, et in quelli zorni fo alzata, sonando prima trombetta -assà, poi per Battista comandador fo publicata ditta liga, la qual -publication sarà qui sotto scritta. Et compito, fo sonato _iterum_ -trombette et campanon, et trato assà schiopeti et bombarde dil -campanil. - -Poi seguite la processione. Prima trombete de galie n.º 32; do dopieri -d'arzento avanti la †. Poi el capitolo de S. Marco. Comandadori dil -Dose vestiti de biavo con barete rosse in testa col marchetto n.º 24. -Li scudieri di Maximiano, zoè di soi ambassadori, con calze tutti a una -divisa, et zuponi che fo bel veder. La fameglia dil Legato et oratore -dil Pontifice, quelli di la cancelleria, li canonici de Castello alcuni -aparati, el Patriarca dagando la benedition con la mitria in testa. La -bolla di la indulgentia portata avanti aperta su una maza, el legato -aparato con la mitria et andava dagando la benedition, et canonici de -S. Marco aparati a torno sì de lui come dil Patriarca. El Canzelier -grando con alcuni secretarii de Collegio, zoè Zuan Zacomo di Michiel, -Alvise Manenti secretarii dil Consejo di X; Gasparo di la Vedoa et -Zaccaria.... Bernardin di Ambrosii de Collegio. Una palma bella portata -davanti, el Prencipe vestito de restagno d'oro, l'orator dil Papa -de veludo paonazo, l'orator de Maximiano, zoè el decano, de veludo -cremesin, et l'altro cavalier pur de veludo con catena al collo d'oro, -l'orator yspano de veludo cremesin con cadena, l'orator de re Ferando -_etiam_ de veludo, _ut supra_, con cadena, lo episcopo de Como, orator -de Milano, domino F.º Bernardin Visconti con una vesta corta d'arzento -sopra rizo et cadena ligada per non esser cavalier, et domino Thadeo -de Vico marcà, terzo orator, damaschin cremesin et una cadena molto -grossa al collo, l'orator de Ferrara et quello de Mantoa, Piero Dandolo -primicerio de S. Marco, et magistro Joachim Venitiano Zeneral de Frati -Predicatori, poi D. Tuciano baron de Hongaria, habita qui a Venetia, -et don Consalvo fiul di l'orator yspano con cadena al collo. _Demum_ -un corsier et uno procurator, li consegieri è nominati di sopra, zoè -quelli fo a la conclusione di la liga, et questi procuratori: Nicolò -Mozenigo, Fedrigo Corner et Domenico Moroxini, Christofol Duodo, Felipo -Tron et Lunardo Loredan; poi li Cai di XL, fiuli dil Prencipe, et -Avogadori; tra i qual Bernardo Bembo dottor, avogador, vestito d'oro; -poi li Cai dil Consejo di X; _demum_ li cavalieri et quelli haveno -veste d'oro: noterò Thoma Zen, Piero Balbi con manto bellissimo, Zorzi -Corner, Polo Pisani venuto in questi zorni da Roma, et cadena sora -la vesta, Zaccaria Contarini, _etiam_ con cadena, Battista Trivixan, -Marco Dandolo dottor et Francesco Capello; et questi cinque havevano -manto d'oro sopra la veste, zoladi sulla spalla, che era bellissimo, -altri cavalieri et dottori vestidi de seda tutti, et poi per età de li -altri senatori numerati tutti n.º 180, vestiti d'oro come ho ditto, -n.º 8 cavalieri, et de seda, 80 altri de scarlato et sarebbe stato -assà più se non fusse sta la nova di le galie de Fiandra, la qual do -zorni avanti fo verificada, et tutti levono corrotto, et in piazza era -assà veste di scarlato, _præter solitum_, perchè se usa negro. Compita -la processione et accompagnato el Prencipe in palazzo, tutti andono -in caxa, et l'hora era molto tarda, et tutto quel zorno fo sonato -campanon a S. Marco et ancora per tutta Venetia. Et in questa mattina -Bartholomeo Zorzi proveditor di l'armada messe banco, et _etiam_ -Marin Barbo soracomito. Questo fo fato, a ciò si vedesse nostri dava -principio a voler far fatti, et la sera drio se partì Piero Bembo -soracomito et andò a Corphù. In questo medemo zorno venne lettere -de Napoli molto desiderate, di la risposta dil Re, quando li nostri -oratori li notificò la liga, et el zorno drio li oratori di la liga -veneno in Collegio, et fo mostrato ditte lettere et consultato. - -La sera veramente fo fatto su la piazza de S. Marco do gran fuogi de -assà legne de carra 20, mandate per la Signoria, et fo messo, oltra -le legne brusavano, per puti quelli legnami potevano trovar lì in -piazza, et ancora per ogni colonna dil palazzo era una lumiera _ita_ -che fu n.º.... a torno a torno tutte impiate a una botta, et si andava -refrescando che pareva fusse zorno, et era bellissimo veder. Sopra el -campaniel fo messo assà lumiere, trato di molte rochete et schiopeti, -sonando campanon et assà moltitudine de zente fino 6 hore steteno in -piaza. Ancora sopra altri campi fo fatto fuogi, et per li campanieli -di le chiesie, et a San Bortholomio per Todeschi assà lumiere, _etiam_ -a caxa de li ambassadori di la liga. Et questo basti quanto a queste -cerimonie, et cognosco esser stato molto longo, ma ho voluto el tutto -descriver et la publicatione fo a questo muodo: la qual fo butata in -stampa con cinque virtù: al Papa, _fides_; Imperator, _justitia_; Re -de Spagna, _fortitudo_; Venetiani, _prudentia_; et duca de Milano, -_amicitia_. - - -_Questa è la publicatione di la liga_ - -El Ser.mo et Exc.mo Prencipe nostro, d. Augustino Barbarigo a tutti -dechiara et fa noto che in nome dil Summo Creator e di la gloriosissima -madre Verzene Maria et dil protetor nostro misser S. Marco et de -tutta la corte celeste, in questa nostra città, fra el santissimo -et beatissimo in Christo padre et sig., sig. Alexandro per la divina -provedentia papa VI, el Ser.mo et Exc.mo sig. Maximiliano Re de Romani -sempre Augusto, li Ser.mi et Exc.mi Sig.ri Ferdinando et Helisabetha -Re et Raina de Spagna, esso nostro Ill.mo et Exc.mo Prencipe et -l'inclita Signoria nostra, et lo Ill.mo et Exc.mo Sig. Ludovico Maria -Sforza anglo duca de Milano etc. etc. et gli successori, adherenti et -ricomendati de cadauna di le parte preditte a honor dil nostro Sig. -Dio, a fin de pace et tranquillità de tutta Italia, ben et comodo di -la Republica Christiana, felicemente è sta conclusa, fata et fermada -bona, vera, valida et perfecta intelligentia, confederatione et -liga, duratura ad anni XXV _et ultra_ ad beneplacito de esse parte, -per conservatione di la dignità et autorità di la Sedia Apostolica, -protetion di le raxon dil Sacro Romano Imperio, et per defension et -conservation de li Stadi de cadauna di le parte et soi adherenti et -recomandadi, la qual confederation et liga per le ditte parte è sta -deliberado che in questo zorno per tutto el dominio, et in ogni cità -de cadauna di le parte preditte solenemente publicar se debbi, a gaudio -universal et consolatione di tutti. Eviva S. Marco! - -Et in questo medemo zorno a Milano fo fatto solenne procession et gran -feste per la terra, et per tutto el suo dominio, et fo publicata, et fo -invidato Mons. di la Ruota orator dil Re de Franza, el qual non volse -esservi, ni _etiam_, Joan Baptista Redolphi orator fiorentino; et come -fo publicata, de lì a pochi zorni el Duca andò a Vegevene, et in Milano -rimase Sebastian Badoer cavalier ambassador veneto. - -A Roma _etiam_ fo fatto in tal zorno gran solemnitade, perchè, -havendo benedetto le palme, andò el Pontifice a S. Piero, et el card. -Benevento, fo nepote de Innocentio, disse messa, et mostrato uno legno -de quelli fo ficato el Redemptor nostro su la †, con molta devotione, -et in chiesia tutti oltra l'olivo haveva una candela in mano. Et fo -fatto una oratione per el vescovo de Concordia, vicentino de caxa -Chieregato, in laudatione di tal liga; la qual qui sotto sarà scritta, -et poi publicata. Tutto quel zorno in Roma sonò campane, et in castel -Santo Anzolo trombe, et in caxa de Cardinali grande alegreza, et in -caxa di l'ambassador veneto fo tenuto corte bandia, con confetione -etc.; tutti cridava: Marco! Marco! Et a questa processione non vi volse -venir el Cardinal di S. Dionisio franzese, nè l'orator de Franza. Et -poi la sera et in castello et caxa de Cardinali, prelati et ambassadori -fo fatto gran fuogi et lumiere, et dil veneto più di 100 lumiere a -torno la sua caxa, et fatto do gran fuogi in segno de consolatione. Et -el zorno driedo, fo a dì 13 April, l'ambassador ditto dil Re de Franza -partì da Roma mal contento, et ritornò a Napoli. - - _Sermo habitus Rome in ecclesia Sancti Petri in die palmarum - anno domini 1495 coram Sanctissimo in Christo Patre et Domino - nostro D. Alexandro divina providentia Papa sexto in publicatione - confederationis inite inter ipsum ac Romanorum et Hyspanie - reges, Venetorumque atque Mediolanensium duces per reverendum - dominum Leonellum de Chieregatis decretorum doctorem episcopum - Concordiensem ac Sanctitatis sue referendarium domesticum[128]._ - -In terra todesca dal Re di Romani fo publicata a Vormes, dove el re -Maximiliano feva la dieta, et havia principiata a dì... ditto con gran -cerimonie per tutta la Elemagna. Et _quam primum_ che a Venetia fo -publicata, el zorno drio, fo a dì 13 April, li do altri soi Ambassadori -tolseno licentia da la Signoria, dicendo voleva andar contra el suo Re. -Ai qual el Prencipe li usò benigne parole, digando: Fate pressa a Soa -Majestà che 'l vegni, che li daremo ogni favore, et quello in Italia -molto desideremo. Ancora li nostri ambassadori a Soa Majestà presto -expediremo. Et habuto li presenti, prima se partì el decano, et don -Leonardo Felz rimase per essere amalato; _tamen_, el dì driedo Pasqua, -_etiam_ lui si partite. - - -_Quello acadete a Venetia, Roma, Napoli, Milan et altre parte dil mexe -_(di Aprile)_ 1495, zoè da poi la publicatione di la liga._ - -Domente tal cose si fanno, in mar essendo fuzito di le man di Zoan -Francesco Venier soracomito nostro volonteroso di haverlo et prenderlo, -Camalli turco, come scrissi ne l'altro libro, a hora venne sul mar -insieme con uno altro corsaro chiamato Richi, pur di natione turco, et -haviano una nave di botte 400, una barza di botte 200, do fuste grande -et do gripi tutti armati. _Unde_ Hieronimo Contarini proveditor di -l'armata con do altre galie dalmatine li andò contra per investirli, -et haver di lui vittoria, et cussì fonno a le man, et ne fo morti -de la sua galia, che investite, assai, et feriti zerca 70, et se le -altre galie dalmatine havesse seguito, senza dubio Camalli saria sta -preso, overo in mar anegato et in battaglia morto; ma si excusono non -haveano bone vele. Et questo fo in l'Arzipelago, sora Schiati Scopuli. -Et havendo assà combattuto, sopravenendo la notte, ditta galia dil -proveditor al meglio potè se slargò, et con le altre ritornò a Modon et -Camalli andò via, nè qual volta tenisse non se intese. Ma non molto da -poi essendo Antonio Grimani procurator capetanio zeneral a Sapientia -a presso Modon, visto di lonzi una fusta, mandò Antonio Loredan -soracomito con do galie, zoè istriana et zaratina, a investirla, -et cussì la galia zaratina, per esser bona, do volte investite, et -quella fusta averze per mezo, la qual era de ditto corsaro, et Turchi -fonno in aqua; _tamen_ pur zerca 95 era su ditta fusta, li qual prima -fusse investiti, con archi et freze sagittavano nostri. Et de ditti -fo morti et anegati, et 25 solamente presi vivi, et quelli portati a -presentar al capetanio zeneral era a Modon venuto per complir de far li -stratioti. El qual ordinò fusse ligati le man et li piedi, et butati in -mar per anegarli; et cussì fo fatto: _unde_ el capetanio loro, quando -era ligato se la rideva; et li fo dimandato da quelli sapeva la lengua -la cagione dil suo rider. Rispose io ne ho anegati tanti christiani con -le mie man, che l'è raxon sia anegato ancora mi da christiani. Et cussì -fonno butati in mar, et benchè fusseno ligati, uno d'essi si desligò et -andono alcuni con le barche di le galie et quello con la spada amazò lì -in acqua; et lui a modo di un pesce se aiutava de nuotare e fuzir. Ma -Camalli preditto, partito che 'l fo di le man di le nostre galie, andò -nel porto de Garipoli, dove trovò sorta una nave de zenovesi, di quelle -da Scyo, et esso Camalli volendo intender de chi fusse, disseno era -de Scyo, _unde_ li disse non dubitasseno, che sora la sua testa non li -farebbe danno, essendo raccomandato e tributario Scyo dil suo Signor; -ma pur che havendo bisogno, li era forzo dimandarli ducati 50. Et el -patron li disse, che non li havea; ma lassasse vender alcune merze, che -era contento di dargeli: et cussì fermono l'accordo. Ma inteso ditto -patron, come una nave de essi zenoesi era a l'altro cargador, li mandò -a dir dovesse venir in so aiuto contra questo corsaro. _Unde_ ditta -nave cussì fece. Ma Camalli, vedendo venir questa nave verso de lui, -fuzite de lì, et lassò la sua barza grande, la qual la nave di Scyo -ebbe, et mandò in sua malhora via, non restando però di far danni sul -mar, come dirò di sotto. Et questo basti zerca a Camalli. - -A Venetia li ambassadori di la liga, Papa, Spagna et Milano andavano -spesso in Collegio, ai quali erano lette le lettere, _et inter eos_ -desputato _quid fiendum, et maxime_ zerca le cose di Aste, però -che 'l Duca de Milano faceva molto facile impresa. Et sopravenendo -la Settimana Santa, andando secondo el consueto el Prencipe con la -Signoria a li oficii in chiesa di S. Marco, et invidato Monsignor di -Arzenton, pur vi venne, _et accidit_ che il Mercore santo, passando -davanti le preson per andar a la soa barca ditto orator, per presonieri -stanno a quelle finestre li fo ditto assà mal, dispriciando Franzesi. -Et ancora el populo, sapendo la cativa ciera era fatta a Napoli a li -nostri ambassadori per Franzesi, a questo li mostrava cattivo volto; -_tamen_ el Prencipe l'honorava assà, et più se li feva le spexe, et li -nostri loro si fevano le spexe. Et ancora uno conte Antonio, che andava -per le terre come matto, la cui pacìa era il voler danari n.º assai da -banchi, dicendo dover haver etc. nè voleva per resto ma ben per parte; -et questo da alcuni fo vestito con zii (_gigli_) zalli sora una vesta -negra. Et mons. de Arzenton andò a lamentarsi sì de li presonieri, -_quam_ di questo, a la Signoria. _Unde_ el Prencipe ordinò fusse serati -ditti carzerati, et colui spogliato di tal veste. Et pur dicendo -Arzenton, che 'l popolo, quando veniva qualche prosperar dil suo Re -erano mal contenti, et quando veniva al contrario dimostravano alegra -ciera, come spesso lui havea visto, et era in effetto la verità. Ma el -sapientissimo Prencipe li disse: non vi meravigliate; in questa terra -nostra el popolo è libero e liberamente parlano et hanno gran ragione: -perchè prima era gran abondantia, et dapuò venuto el vostro Re in -Italia, hanno habuto carestia; et si non provedessemo, el popolo menuto -staria molto mal. Et è da saper che el zorno drio che fo fatto la liga, -calò g. 6 la farina el ster in fontego. Et el zorno de Pasqua, da poi -stato la Signoria a San Zaccaria, secondo el consueto con le cerimonie -ducal, ditto orator fo chiamato a l'audientia, al qual el Prencipe se -dolse di la cattiva compagnia era a Napoli a li nostri ambassadori. -Et è da saper che el Sabato Santo fo Pregadi per far consultatione si -importaveno le cose volevano far. - -Venne in questa terra incognito el conte Bernardin de Frangipani, -signor de Modrusia, Segna etc.; et secondo altri fo uno suo barone, el -qual alozò a S. Nicolò de Lio, et più volte a caxa dil Prencipe. Fo -divulgato voleva soldo, per esser valentissimo ne l'arte militar. Et -habuta la risposta, la qual era et fo secreta, si partì, et ritornò -ne li soi paesi. Et per questo se intese el conte Zuane, fo fio di -re Mathias, venne in questo tempo in Corvatia a li soi luogi con assà -zente. - -A Napoli, per lettere de 9 April, erano in gran consultatione, et -stavano molto tardi fino do et tre hore di notte, faceva grandi -apparati di zostre e torniamenti per far queste feste di Pasqua, -nè metevano precio alcuno. Fece disfar el Re l'armada voleva poner -in ordene per andar a tuor Yschia. _Item_ el Stato dil Marchese de -Pescara, perchè per avanti havia donato al prefetto di Roma, havia -_nunc_ suspeso, et altri privilegii et concessione pur suspese, et poi -per lettere dil 16 se intese come era zonte ivi do galeaze de vituarie -venute di Provenza overo Marseia. Questo perchè el re Ferandino era -partito de Yschia per menar la Rayna in Sicilia. Et la verità fo, che -a dì 17 April zonse a Messina, et ivi puose la Rayna. Et li oratori -nostri a Napoli non erano ben visti, _imo_ fu spento Francesco da la -Zueca suo segretario, volendo andar in castello dal Re, in fango, -dimostrando poca riverenza, benchè poi si excusasseno non lo havia -conosciuto; _tamen_ è da saper che da poi la liga Franzesi comenzono a -perder la reputatione. El Re non havia danari ma ben Franzesi, perchè -de tutto zercavano venir su danari, vendendo per li luogi infino le -munitione de li castelli, et al tutto el Re, passato queste zostre, -voleva aviarse a la volta de Roma. - -Da Napoli non veniva lettere cussì spesso come prima, et questo -perchè le strade erano rotte, nè potevano venir li corrieri securi, -et _accidit_ che uno nostro corrier fu intercepto a Teracina da alcuni -Franzesi, dicendo haviano in commissione dil Roy di voler veder tutte -le lettere, et che non faceva per far alcun oltrazo a la Signoria, et -aperseno le lettere de li oratori, le qual per esser in zifra non le -intendendo fonno restituite. Et fo ditto a questo corrier: benchè si fa -a la gran _ville_ de Venetia, hai paura che 'l Roy non vegni a metterli -fuogo et a brusarla? Et el corrier rispose: Monsignor, se tu mi da -licentia, te risponderò. Et lui gela dette. Et disse: l'è tanta aqua a -torno le fosse di la gran _ville_, che stuarave (_spegnerebbe_) questo -et ogni altro mazor fuogo, sì che non temeno alcuna cossa. Le qual -parole, ridendo, esso corrier referite al Prencipe; et fo laudato la -sua risposta. Et zonse qui questo corrier a dì 15 April. - -In questi zorni venne lettere di re Alphonso de Aragona, era a Mazara -in Sicilia, al suo ambassador era in questa terra, _licet_ non fusse -più suo ma dil fiul Re; et molto comendò la fede sua, pregando dovesse -perseverar, et exhortar li Signori Venitiani a dar aiuto a suo fiul, -promettendoli di far sarà remeritato a qualche tempo. El qual re -Alphonso prima se judicava fusse morto, ma a hora, per il messo portò -le lettere, fonno certificati come era vestito di bianco, con alcuni -frati in compagnia, et faceva vita quieta. Et ditto ambassador andava -in collegio spesso, solicitando molto ogni proficuo et utilità havesse -a ridondar al Re suo; visitando molto l'ambassador de Spagna et de -altri collegati, et era pur honorato come ambassador di Re andando al -loco suo; et con Mons. de Arzenton _etiam_ parlavano assà. - -Venne a Venetia nel mexe 4 April ad habitar con la moglie et sua -fameglia quello era castelano in Manferdonia, chiamato Hieronimo -Michiel, di natione cathellano, et portò grande haver, et era stato -assà anni castellan ivi, et quando Franzesi si aprossimò a la terra, -volendo el populo levar le sue insegne, questo fuzite et andò a Ragusi, -et el Re de Franza lo mandò a domandar a Ragusei, i quali non gel volse -dar, ma ben lo licentiò. Et cussì venne in questa terra, et, per più -securtà sua, volse uno salvoconduto per el Consejo, el qual a dì 24 -ditto li fo concesso, et da poi andò con alcuni fanti in Puia, in favor -dil suo Re come scriverò più avanti. - -A Roma essendo partito l'ambassador de Franza, a dì 13 April, de -lì assà mal contento, et zonte le lettere de cambio di ducati 4000, -l'ambassador Veneto comenzò a far provisionati, perchè cussì fo ei -voler dil Papa, _etiam_ la Signoria fo contenta. Et zonto che fo el -capetanio di la cittadella de Verona, Francesco Grasso, el qual menò -assà fanti overo provisionati con lui, et per camino de Ravena verso -Roma tutti cridava: Marco! Marco! nè per Romagna se aldiva altro. -Et da poi le feste de Pasqua li dette danari a li contestabeli n. 6, -però che fece 600 provisionati. Et a dì 16 ditto zonse lì el Cardinal -Curzense venuto da Napoli, et trovato l'orator nostro in capella dil -Papa, li disse: _Domine Orator_, el Roy molto vi ama, questo per esser -stato ambassador in Franza. Et poi disse di questa liga; voglio che vui -et mi femo far una gran paxe in Italia, e far che 'l Roy vadi contra -infedeli, et voglio pacificar el Roy con la Signoria etc. _Tamen_ non -havia alcuna commissione, et diceva queste parole da lui. - -Ancora questi zorni lì a Roma arrivò Antonio Stanga ambassador dil -Duca de Milano, el qual _alias_ fo al re Alphonso a Napoli, come ho -scritto nel principio di questa guerra, sì che erano doi, zoè questo -et Stephano Taverna, benchè el cardinal Ascanio fusse quello faceva el -tutto et era in grande amicitia col Pontifice. Et poi a dì 22 ditto se -partì per andar a Napoli dal Re el cardinal di San Dyoniso, franzese: -la causa non se intese, ma fo judicato el Re lo havesse mandato a -chiamar per haver el suo consejo. El qual andato a tuor licentia dal -Pontifice, si offerse di metter ogni paxe et pacificar le cosse. Pur -Franzesi in Roma erano mal visti, _maxime_ da Spagnioli, et el zorno -de Pasqua do Franzesi fu butadi zo dil Ponte nil Tevere per Spagnioli, -uno de li qual morì. Li cavalli lezieri mandava la Signoria verso Roma -erano propinqui, et a dì do feno la mostra di provisionati benissimo -in ordine. _Tamen_ quelli de Milano non era ancora comenzati a far, -benchè el Duca scrivesse a suo fratello cardinal Ascanio li facesse, et -diceva di farli. Ancora el Pontifice voleva assoldar 600 homeni d'arme, -et era in accordo con la parte Orsina, et a quelli dette stipendio, -solicitava la Signoria ad acordar suo fiol Duca de Gandia, el Duca de -Urbino et suo zenero sig. Zuanne di Pesaro, el qual havia compito la -ferma et condutta havia di la chiesia, pagato _tamen_ per nui, secondo -li capituli di la prima liga. _Etiam_ voleva el sig. de Camarino, -_alias_ essendo nostro governator di le zente de Romagna, et chiamato a -la guerra se havea col Duca de Austria fo casso et privato dil soldo. -_Unde_, fatto consultatione _inter patres_ con li ambassadori di la -liga, ditti Signori fonno acordati, zoè el Duca de Gandia et sig. di -Pexaro, zoè al Gandia ducati 30 mila et a Pesaro ducati 16 mila et -tengi 400 cavalli, pagati proportione tra Venetiani et Milano, come più -diffusamente dirò di sotto. Et con el duca Guido de Urbino fo praticato -de acordarlo, però che era in questa terra uno so secretario chiamato -Piero Antonio Perolo, el qual con Marco Zorzi et Paulo Pisani cavalier, -Savii di Terra Ferma, praticava de condurse, et li volevano dar la liga -ducati 18 milia et tenisse 800 cavalli, ma non fonno d'acordo, et si -acordò ditto duca de Urbino con Fiorentini, come dirò poi. - -In questo tempo mezo, a dì 6 April, li oratori erano al Re de Romani -dil Duca de Milano, zoè Baldissera de Pusterla et Joan Francesco di -Marliano nominati di sopra, a Vormes, et non senza gran quantità de -oro oteneno da esso Re la investisone dil Ducato de Milano in persona -de ditto sig. Ludovico et soi heriedi; et ivi fo fatte le cerimonie -debite et jurato fedeltà a l'imperio, ditti oratori per nome dil Duca, -però che Milano è camera de Imperio. La qual investitura ni el duca -Francesco so padre, ni el duca Galeazo so fratello, nè Zuan Galeazo so -nepote mai da Federico padre de esso re Maximiliano la poteno ottenire. -Et inteso el Duca tal nova, havendo grandissima alegrezza subito che la -intese, che fo a dì 14 ditto, a dì 16 in questa terra si seppe, et con -gran festa li soi oratori el Zuoba Santo andono in Collegio a notificar -a la Signoria questo, con i qual fo allegrato. Et _etiam_ mons. de -Arzenton li tocò la man a ditti oratori, dicendo: me ne alliegro di -ogni cossa, purchè sia per metter paxe et union in Italia. - -Et dovendo venir do ambassadori de dito Re de Romani a Milano, a far -le debite cerimonie di tal investitura, a dì 27 April nel Consejo de -Pregadi a compiacentia dil Duca fo creato ambassador a Milan, el qual -dovesse andar a queste feste, Marco Zorzi era Savio di Terra Ferma, et -_tamen_ poi non fo mandato, perchè terminono nostri de dar licentia de -ripatriar a Sebastian Badoer, et in suo loco andar dovesse Hieronimo -Lion cavalier, era za assà tempo creato a ditta legation, _etiam_ de -mandarvi insieme li do ambassadori andavano in Spagna, i quali fusseno -a queste solennità, et cussì fo fatto, come intenderete. Ancora esso -Duca scrisse una lettera al Re de Franza notificandolo de questo, et -invidando Soa Majestà a questa alegreza a Milan, la qual questo mexe de -Mazo doveva far, et questo fece con consentimento dil Pontifice et la -Signoria. Pur era lì a Milan l'ambassador dil Re preditto de Franza, sì -come in questa terra Arzenton, zoè mons. di la Ruota. - -De l'impresa de Aste veramente essendo andato el sig. Galeazo di San -Severino con li altri condutieri, et fatto el campo, el qual ogni -zorno se ingrossava, et el Duca de Orliens, vedendo questo, feva molte -provisione de zente, et li zonse 300 lanze franzese di novo. Ma el -campo duchesco stava cussì, nè li succedeva el disegno pensato, et -havia 3000 cavalli et 4000 fanti. Et accadette che XXV de li homeni -d'arme de ditto campo, essendo alozati in uno loco di la Marchesana de -Monferà, la notte fonno assaltati da Franzesi, et de questi presi 16, i -qual fonno spogliati; et fo per tradimento. - -Ancora zonse in questi zorni a Milano do ambassadori dil Re et Raina -de Spagna, zoè quelli fonno al Re de Franza, nominati de sopra, et -andavano di comandamento dil loro Re al Re de Romani; et dal Duca -fonno molto honorati. I quali li notificò di breve doveva venir uno -ambassador de Spagna, creato per starvi con sua Excellentia, et za era -in camino. Et poi, stati alcuni zorni, verso Elemagna andò, et, per -lettere venute a Milano di Savoja, se intese quel corrier andava in -Spagna, a portar la nova di la liga, era sta retenuto a Brianzon terra -dil Dolphinà da Franzesi, et toltoli le lettere; _tamen_ non fo il -vero, et pur andò in Spagna. - -A dì 22 April zonse a Venetia, et fo el zorno che la matina fo fatto le -cerimonie di la Ruoza d'oro venuta di Roma, come ho scritto, el primo -arsil de stratioti, patron Alegreto di Budua, con cavalli 107 de Coron. -Et dismontati a Lio ivi fece la mostra, che fo uno bellissimo veder; -et ne andava assà persone, et con desiderio aspettavano el resto: -i quali veneno tutti, come dirò di sotto. Et fo preso in Pregadi de -mandarli a Ravenna, et ivi dovesse star. Et a dì ditto fo creato loro -capo, et priore de tutti li stratioti vegneranno, con ducati 100 al -mexe, Piero Duodo era Savio a Terra Ferma, et fo spazato in Istria a -li altri arsilii dovesseno andar a dismontar a Chioza; et cussì parte -andò, altri venne di longo. Stratioti sono grechi, vestiti con casacche -et cappelli in capo: varii portano panciere, ma una lanza in mano, una -mazoca et la spada da lai (_a lato_); corono velocissimamente, stanno -continuamente sotto di loro cavalli, i qual non manzavano fieno come -questi italiani. Sono usi a latrocinii, et continuamente esercitano -in la Morea tal exercitii; stanno a l'impeto de Turchi, sono optimi a -for corarie, dar guasto a paesi, investir zente, et fedeli sono al suo -signor _ut plurimum_ assà... ....; et non fanno presoni ma taglia la -testa, et ha per consuetudine uno ducato per una dal capetanio. Manzano -poco, et di tutto si contentano, purchè li cavalli stia bene. Et de -questi grandissima quantità è sotto el Dominio di la Signoria nostra, -et desiderano venir servirla; et questo perchè, portandosi bene, vien -fatti cavalieri, et datoli provisione perpetue, morendo li danno a loro -figlioli. - -In questo medemo zorno, vedendo nostri che niuna potentia de colligati -havea più oratori a presso el Re de Franza, et che li nostri erano mal -visti, et dimandava licentia; i quali è da saper feveno grandissima -reputatione a esso Re; et cussì, a dì 22 ditto, preseno in Pregadi che -dovesseno andar a tuor licentia dal Re, e ripatriar per la più secura -via potesse, et venisse a Roma. _Tamen_ le strade erano mal secure et -li corrieri spogliati, come fo uno dil Pontifice, et l'altro nostro -in questi zorni; pur fo expedito la sera el corrier a Napoli, benchè -da poi ditta licentia fusse sospesa, per el Consejo di X, et comesso -li dovesseno far alcune cosse dil successo sarà scritto di sotto. Et a -dì 25, el zorno de S. Marco, che el Prencipe havia fatto solenne pasto -consueto a tutti li oratori et zerca 60 patricii, zonse in questa terra -Paolo Trivisano cavalier, chiamato da la Dreza, era sta ambassador -a Napoli, et era sta tanto a venir per essere stato a la madona di -Loreto, per voto havia. Questo al Senato riferite molte cose di quello -Reame et successo contro Re Aragonexi, con li qual era sta oratore, -Ferando, Alphonso et Ferandino, et _etiam_ di questo Re de Franza. -Partì de qui a dì 6 Novembrio 1493, et zonse a dì ditto 1495: _ergo_ -era sta fuora mexi XVIII. - -A Napoli, el Re de Franza feva preparamenti per partirse, et fece -cargar le artegliarie sopra le do galeaze venute con vittuarie da -Marseia, come ho ditto, et dove volesse mandare era varie opinione. -Altri diceva le remandava in Franza, altri a Yschia. _Item_ fece levar -le porte di Castelnovo, che era de bronzo, bellissime, et voleva farle -cargar su ditte galeaze per mandarle in Franza et metterle a Paris, -a ciò se vedesse queste spoglie ivi a eterna memoria; le qual cosse -_manifeste_ indicava si voleva partir. Le zostre e torniamenti era -dato principio a dì 20 April, et comenzò a provarsi li zostradori -per alegrar el populo; et volevano zostrar a lanza con ferri moladi, -_tamen_ se judicava el Re faria taiar le ponte, a ciò li zostradori -non si facesseno mal. Ancora in questi zorni zonse lì a Napoli una -nave di botte 600, di Andrea Bragadin da San Severo patricio nostro -veneto, carga di orzi, la qual fo molto in proposito, perchè li cavalli -de Franzesi non haveano che manzar se non erbe, et non potevano più -durar. La qual cosa a Venezia fo molto biasemata, _licet_ era andata -ditta nave _sine consensu_ di la Signoria nostra, et li orzi fo cargati -in Puia. Et è da saper che lì a Napoli se ritrovava mercadante Zuan -Bragadin, fiul dil suprascritto Andrea, et vadagnò assà, _maxime_ -comprando carne salade in gran quantità e zoie (?) per assà summe -de danari et ogii et altre merce. Et ne la Paia era uno altro fiul, -chiamato Marco, sì che ditti Bragadin fenno ben. Et Napoletani -comenzavano adatarsi con Franzesi; da poi el concluder de questa liga -per Franzesi li era fatto bona compagnia, et se niun li feva oltrazo -alcuno, subito li deputati per el Re faceva impicar li malfactori, nè -più soportava come havia fatto nel principio. Et el Re _conclusive_ -feva bona justitia, divulgava non voleva nel ritorno andar a Roma -ma passar di sotto via, venir in Romagna, in Parmesana, poi in Aste; -_tamen_ tra loro varie opinione era. El cardinal Samallo consejava che -'l Re non se partisse da Napoli, essendo in uno bon Reame, fino le -cosse se adatava. Altri variamente lo consejava. Et in questo tempo -lì a Napoli se ritrovava oratori veneti, de Fiorentini, de Sanesi et -de Lucca venuti a dimandar li ducati X milia che l'imprestono. Et poi -a dì 23 ditto dette principio a le zostre. Et era decreto de far tre -zostre, italiani, franzesi et sguizari, li qual volevano far loro uno -torniamento, et comenzono a zostrar franzesi con lanze molade, taiada -la ponta. Et el Re con li Cardinali et soi baroni stava a veder sopra -un soler, et non invidò li nostri ambassadori, li qual steteno in -caxa. Et corso alcune bote et come erano a presso l'uno zostrando di -l'altro, si dovano con spade senza ponta. Ma mentre zostravano Franzesi -con Sguizari veneno in parole, sì che messeno man a le arme, et si -volevano amazar, onde Napolitani tutti subito fuziteno in le loro caxe -et si feceno forti. Questo perchè dubitaveno la terra non fusse messa -a sacco, sì come era sta ditto, dubitando non fusse una stratagema. -Adoncha dove se zostrava era grandissimo romor; _adeo_ che el Re, -vedendo che nè per soi capitani nè per comandi si poteva quietar le -cosse, _imo_ se ne amazavano, et fo morti 3 Franzesi et altri feriti, -_etiam_ de Sguizari, el Re medemo dismontò di soler e montò a cavallo -con alcuni insieme et el capo de Sguizari, et andono tra loro et al -meglio potè cessò che non combateno più; et per quel zorno non volse -più si zostrasse. Ma pur Italiani tra loro corseno alcune bote, et -Italiani zostrono fo questi: Camillo Vitello, don Ferante fiul dil Duca -de Ferara, Principe di Bisignano, Duca de Melfi et altri baroni; et -a queste zostre non era alcun priexio, ma zostravano per l'honore et -alegreza di la victoria dil suo Re. Et el Re vedendo non era Napolitani -per la terra, mandò a dir a li capi di Sezi non dubitasseno di alcuna -cossa. - -Oltra di questo havendo fatto cargar le artegliarie era in Castel, zoè -boche 18 de bombarde grosse su le galiaze, come ho ditto, elexe 2000 -Sguizari et alcuni Franzesi, et voleva mandar queste do galiaze, 6 -nave havia, et altri navilii, a tuor Yschia, mia 18 lontana de lì, et -havia tratado dentro, el qual fo discoverto. El re Ferandino za era in -Sicilia andato, _tamen_ dovea tornar a Yschia, et per questo el Re non -ossava mandar detta armada a Yschia, imo quella retene, nè volse so -partisse de Napoli. Ma Ferandino, trovato l'armata de Spagna a Messina, -di... caravelle, et lui con 20 galie passò su la Calavria in questo -mezo, et in uno loco chiamato la Piana de Terranuova messo le sue -zente in terra, prese molte terre, le qual se rendetteno volontarie, -tra le qual una terra chiamata Monte Lione et assà altre. Et questa -nuova intesa a Napoli, el Re stette molto suspeso, et fu causa de -l'indusiar alquanto a partirsi de lì. Et el sig. Virginio Orsini et -Conte di Petigliano in questi zorni ebbe la sententia in suo favore, -disputando _de jure_ che non fusseno presoni, ma fusse in loro libertà. -Et el Re non li volse per questo dar licentia, ma praticava de darli -conduta de homeni d'arme 200 per uno, et menarli in Franza. Ancora el -cardinal S. Piero _in Vincula_ fu tentato di acordarsi et pacificarsi -col Pontifice, et si menava tal pratiche perchè non era in quella -amicitia bona con el Re come da prima. _Etiam_ la liga volevano a soldo -loro el sig. Prospero Colona con suo fratello, per haver la parte -Colonnese, che za era partito di Napoli con parte di le sue zente, -et venuto a li soi castelli dolendosi che 'l Re non li attendeva a le -promesse; _tamen_ non volse per questo romperli la fede. El Prefetto -era amalato a Napoli et el Cardinal de Zenoa vene a Roma a dì... April, -et el cardinal san Dionisio zonse a Napoli. Et è da saper che mandando -lettere la Signoria a li soi ambassadori a Capua, _iterum_ fonno aperte -per Franzesi, sì che le strade erano rote. Quelli di l'Aquila non volse -dar el dacio di le piegore al Re di Franza, _imo_ li ribellò; sì le -cose comenzava andar contrario. - -In Puia acadete che volendo Camillo Pandon, era vicerè per re -Ferandino, ussir de Brandizo per scaramuzar con l'altro vicerè francese -stava a Misagne mia 8 de Brandizo, et andato più avanti de li altri, -corando la lanza, in le fosse de Misagne fo amazato; et cussì morite. - -Domente queste cose se fanno, Hieronymo Contarini provedador di -l'armada retrovandose a Corphù, et habuto lettere di la Signoria -che li comandava a lui et al capetanio zeneral che, _statim_ adunato -l'armada, se dovesse redur al Saseno, et mandasse alcune galie verso -Puia per inanimar quei populi et sopraveder come si faceva. _Unde_ esso -provedador, essendo el zeneral verso Modon, et andato a sopraveder el -muolo faceva far al Zante Piero Nadal provedador ivi, et ordinar come -havesse a far, _etiam_ andato per far cargar stratioti su li arsilii, -li mandò lettere di la Signoria, a ciò si reducesse con l'armada al -Saseno, et lui con galie 6 se ritrovava, una di le qual era soracomito -Antonio Loredan, et le altre dalmatine, se ne venne di longo verso a -Brandizo, et fo la Settimana Santa. _Unde_, zonto la sera a Brandizo, -quelli di la terra cognoscendo era galie di S. Marco fece gran feste, -sonando campanon, et la matina poi li vene in galia don Cesare fo fiul -di re Alphonso, natural, con alcuni governadori di la terra, usando -assà parole, rengratiando assà, però che credevano fusse ivi venuto -per far dismontar la zurma et darli soccorso; et che erano presti a -far quanto lui comandava, o di levar S. Marco o quello voleva, et che -aspettava _etiam_ le galie dil Re suo, et che lui si ritrovava haver -400 cavalli lizieri, et havendo altri 600 cavalli overo 200 stratioti, -li bastava l'animo di far voltar tutta la Puia et rebellar a Franza, -però che intendeva esser ne le terre 6 over 7 Franzesi per luogo, et -che Puiesi si haveano resi per non haver el vasto. A le qual parole -el Provedador rispose che l'era venuto a sopraveder, confortandoli -etc. Et partito ditto don Cesare di galia, li mandò a presentar alcune -cose a le galie. Et è da saper che tra le altre cosse che li disse el -Provedador, fo come el capetanio zeneral era con 20 galie et altre -vele al Saseno per venirli a dar aiuto, et che advisava dil tutto -la Signoria, et ritornò in quel zorno medemo al Saseno, ch'è mia 80 -lontan. La qual venuta fo _optime_, perchè molti di la terra che si -volevano render a Franzesi, vedendo galie di la Signoria, deliberorno -tenirsi; et cussì si terminò, nè mai si rese. Ma el Provedador mandò di -Brandizo Antonio Loredan soracomito con do altre galie dalmatine verso -el Faro de Messina, per andar a trovar l'armada dil Re di Spagna ivi -era. Quello fece et ivi operò, più avanti intenderete lezendo. - -Ma l'ambassador di Napoli era in questa terra, volendo dimostrar vera -fede al suo Re, trovò certi danari da Puiesi habitavano quivi, a la -summa di ducati zerca X milia, et comenzò a far fanti qui a Venetia, et -darli paga di uno mese per uno. Et uno chiamato Hieronimo da Cividal, -et Tonin stampador (?) venetiano fece capi di detti fanti. _Etiam_ 200 -schiopetieri todeschi con uno loro capo. Et cussì mandò in Histria -a far fanti; et fo divulgato voleva far 2000; _tamen_ era la fama, -l'efetto fo _solum_ n.º 300. Et nolizò uno gripo de Bernardo Contarini, -et una caravella de botte 200 de Puiesi. Et fatto depenzer targete su -la piaza di S. Marco con l'arme dil Re con la corona, et di sotto do -altre arme. Et le bandiere di ditti navilii era l'arme dil Re con la -corona, et di sopra uno Christo che ressuscita, in modo di quello è -su li ducati feraresi, in segno et demostratione che per questa liga, -mediante la Signoria, el suo Re era ressuscitato. Et fatto che ebbe -ditti fatti, andò in Collegio domandando una lettera, che li fusse -fatto bona compagnia a questi navilii, et che l'havia fatto qui 1000 -fanti, li qual voleva mandar a Brandizo. _Unde_ nostri stete molto -admirati, et fatto consultatione preseno in Pregadi di lassarli andar, -ma non con navilii nostri; et cussì a dì primo Mazo questi fanti n.º -300 si partite de Lio, et andono a Brandizo. - -Et a dì ultimo April zonse in questa terra uno ambassador di re -Ferandino, partito al primo dil mexe de Yschia dove era el suo Re, -dovendose partir per andar in Cicilia; el qual orator nomeva Joan -Charaffa cavalier. Et questo dismontò a presso Hostia, et poi per terra -se ne venne di longo. Et a dì primo Mazo insieme con l'altro Zuan -Battista Spinelli, andando _tamen_ di sotto, andò a la Signoria, et -molto racomandò el Re. Et la causa, per la qual era venuto, fu che era -sta ditto a Ferandino, come el suo ambassador qui se ne era partito, et -a ciò non restasse la Signoria senza, mandò questo altro, o fusse per -altra cagione, non se intese altro. Et poi che stete alcuni zorni, andò -dal Pontefice a Orvieto, come dirò di soto, et ivi restò ambassador. - -In questi zorni per uno arsil de stratioti zonti quivi, patron Andrea -Cingano, cargati a Napoli di Romania, se intese come ditto arsil era -capitato a Otranto, el qual novamente si havia reso a l'araldo de -Franza; dove li era sta fatto bona compagnia, dicendo quella terra -esser al comando di S. Marco, facendoli molti presenti; et che el -patron li disse erano XXX arsilii cargi de stratioti che venivano a -Venetia, et loro molto alliegri voleva dismontasseno, li dimostrando -bona voluntà a San Marco, et che si haviano resi al Re de Franza per -paura di non haver el guasto: nel qual loco di Otranto ne la roca era -tre Franzesi et in la terra quattro. Questo arsil discargò li stratioti -su Lio, et ivi fatto la mostra, et habuto le lor page, andono verso -Chioza dove erano altri stratioti che continuamente zonzeva. Et volendo -passar a Ravena per le boche di Po, le qual sono cinque mettono im -mar, zoè Fornaxe, Frixi, Goro, Volane et Primer; di le qual do è dil -Duca de Ferara, zoè Goro et Volane. Or la Signoria scrisse al Duca de -Ferara se li piaceva di darli el passo; el qual respose: _non solum_ -passo per li stratioti, ma tutto quello voleva et comandava ditta -Illustrissima Signoria voleva obedir come bon fiul. Et el zorno de S. -Marco a Ferara, nel qual zorno è consueto de far gran cerimonie, vi -va il Vicedomino con la bandiera di S. Marco con gran solenità, et -el Vicedomino preciede tutti. Et questo anno el Duca in persona vi -andò, dimostrando grande amor a Venetiani. Et essendo venuto lì uno -secretario de Napoli de suo fiul, subito el Duca lo remandò indriedo, -se divulgava per far venir a Ferara don Ferante suo fiul, _tamen_ non -fo per questo. Et come per lettere di esso Zuan Francesco Pasqualigo, -ditto el cavalier, vicedomino ivi, date a dì 25 April se intese, come -sul Ferarese era accadesto una cossa stupenda de notte tempo sora certe -possessione, _maxime_ Riam (_Ariano_) et Crespin, era sta scorzato -assaissimi arbori, parte tagliati, et le vide rotte, ch'era cossa -mirabile el danno fatto, et in uno loco più di uno altro; _unde_ per -Ferara et el Ferarese stavano molto admirati. Et come poi per persone -degne di fede havia udito, che molti havia la notte fatto la varda -in ditti campi, et pareva vedesse una ombra a modo di homo che andava -facendo tal cosse, _unde_ dicono esser una fantasma, et altri volontà -de Dio per li peccati cometeno Feraresi, _licet nescio qua de causa. -Verum est_ che cussì fo scritto a la Signoria, et letta la lettera in -Pregadi, confirmata _etiam_ per lettere di Domenego Malipiero podestà -et capetanio di Rovigo, narra che sul Polesene su alcune possessione -questo esser accaduto, nè se poteva saper da chi fatto fusse; _tamen -judicio meo_, non era fantasma, ma homeni disposti a far tal danni, -come era. Ma ritorniamo a li stratioti. Li quali, zonti che fonno a -Lio, de mandato di la Signoria, per Piero Duodo loro provedador li fo -dato di prestanza do page per uno, zoè ducati 3 tra loro e 'l cavallo, -al mexe, eccetto li provisionati, che hanno ducati 4 over 5 al mexe, -i quali fanno provisionati per soi meriti a la guerra di Ferrara del -1483. Adoncha questi stratioti fin qui hanno toccato 4 page, do dal -capetanio general quando fanno fatti, et do quivi. Li capi veramente -haveano ducati 8 per paga, et questi fece la mostra su Lio, dove vi -volse venir a veder Monsignor di Arzenton ambassador dil Roy, et ben -tutto considerava. Poi fanno mandati per Lio a Chioza. Ai qual per -la Signoria le era, oltra le page, data la biava per li soi cavalli, -secondo l'ubligatione era. - -A Milano in questo mezo el Duca andò a Vegevene, et con lui vi andò -Zorzi Negro secretario, era con l'orator nostro, el qual rimase a -Milano. Et el sig. Galeazo di S. Severino col campo era pur vicino -a Aste, et voleva accamparse et piantar le bombarde. Et mandò uno -trombeta dentro la terra. Dove el duca di Orliens disse: Ch'è di quel -traditor di Ludovico? Et el trombeta risponde: Signor, di breve el -sarà qui. Et lì in Aste era venuti nuovamente assà Franzesi, intra -li qual 2000 cernide fatte ivi vicine; et _conclusive_ erano dentro -assà persone, et quella impresa non era sì facile come si judicava. -Et per spie mandate ivi di questo fo certificati, et per lettere di -Domenego Benedeto, podestà et capetanio de Crema, se intese come havia -mandato uno cremasco a inquerir quello in quelle parte si faceva; el -qual fo preso, et _tandem_ fo lassato mediante alcuni suoi zuramenti, -dicendo andava a Santo Antonio di Vienna. Questo notificò come ne la -Franza, Franzesi se preparava, et che la Raina de Franza sì per causa -di questa liga, _quam_ vedendo el Duca de Milano haver mandato zente -verso Aste, et che faceva zente in quantità grande, et voleva venir de -qua da monti. Et cussì per tutta la Franza se faceva gran preparamenti -de arme; questo perchè el Duca di Orliens havia scritto al Parlamento -di Paris et al Parlamento di Garnopoli et in altri luogi, et al Duca -di Borbon, come el Duca de Milan era venuto per tuorli Aste, et che -dovesseno venir ad aiutarlo, perchè voleva, havendo Aste, serar el Re -di mezo, a ciò non potesse ritornar in Franza. Et el Duca de Milano -questo intendendo, _etiam_ lui scrisse a ditti Parlamenti et Signori, -excusandosi che lui non havia mandà zente per tuor Aste, nè serar i -passi al Re, ma che era sforzato, perchè lì in Aste el Duca di Orliens -se ingrossava molto et minazava de venirli adosso a tuorli el stado, -et per conservar el suo ivi havia mandato, per obstar et non per -muover guerra. Et cussì per alcuni mandò ditte lettere ne la Franza, -et havendo grande amicitia con la marchesana di Monferà, el qual stado -li era recomandado, esso Duca le scrisse che le dovesse dar aiuto -et favore a le sue zente, bisognando, et pur se la non voleva esser -con lui, dovesse esser neutral, nè mostrarsi sua nemica. La qual gli -rispose, voleva esser con el Re de Franza. Si che è da considerar, -quelli 25 homeni d'armi alozati nel suo territorio, i quali la notte da -400 Franzesi fo assaltati et presi, sì come è scritto di sopra, fusse -di suo consentimento. Ma el Duca di Orliens era pur in Aste con assà -Franzesi, et ordinò a quelli castelli circumstanti che non si movesseno -niuno di paesani, ma lassasse solum scorsizar a Franzesi a danni de -Milano; et cussì andava quelle cosse. - -Zonse a Milano in questi zorni, o vero a Vegevene, uno ambassador dil -Duca di Loreno, che _alias_ fo a soldo nostro in Italia a la guerra -de Ferara, et poi partite per andar al governo de Franza, perchè era -morto el re Ludovico padre di questo re Carlo, et ivi fo de' primi, -benchè poi fusse privato dil governo, et andò ne li soi paesi. Nome, -Renato, disceso di la caxa de Andegavia. Et za del 1480 essendo morto -Renato duca de Andegavia et za Re de Napoli, successe per testamento in -quel ducato Carlo suo nepote, et negli privilegii et ragione ch'egli -avea nel Reame preditto. _Unde_ ditto Duca di Loreno vedendo esser -escluso, andò a campo a Marseia con le zente dil re Ludovico de Franza -per tuorli quel Ducato, et _tamen_ non potè far nulla et si partì de -l'impresa. Or al presente mandò ditto ambassador qui in in Italia, et -expose al Duca de Milano come, non volendo Franzesi tenisse el Regno di -Napoli, meglio saria che lui vi venisse in Italia a dominarlo, havendo -la ragione havia in ditto Reame; _tamen_ non li fo risposo _ad vota_. - -Ma la zente di esso Duca de Milano mandò uno trombeta in Aste, -notificando al Duca di Orliens come el voleva haver Aste, non -per romper guerra ma per assecurarsi. Et li fo risposo che 'l se -deffenderia valentemente. Ma dopoi _iterum_ mandò a dirli che mandasse -via Franzesi di Aste, che _etiam_ el signor Galiazo manderia li suoi -alozamenti. _Tamen_ era di opinione di alcuni oratori di la liga, che -ditto campo dovesse far el tutto per haver Aste, la qual se divolgava -era debol cossa; però che, havendola, et ponendo pressidio a li passi, -Franzesi starebbe mal, et le cosse de qui andrebbe mal per el Re -de Franza. Ma questa impresa andava molto pegra. Et in questi zorni -accadette che, essendo ditte zente acampate vicino a Aste, et volendo -tenir uno bastion lì a presso, Franzesi di Aste ussiteno et a quel -bastion fonno a le man con ditti Ducheschi, et combatendo virilmente -Italiani, messeno Franzesi in fuga, et assà ne fo morti, presi 17, i -quali fonno mandati a Vegevene dal Duca de Milano. Et le cerimonie de -la investitura se preparava, et fo decreto a dì primo Mazo nel consejo -di Pregadi, di mandar li do ambassadori electi in Spagna insieme con -Hieronimo Lion, i quali si dovesseno ritrovar a queste investisene, -et poi andar di longo a Zenoa con li do oratori eletti per el Duca, -come ho scritto di sopra. Et fo ordinato a Sebastiano Badoer cavalier -dovesse repatriar, havendose optimamente portato in questa legatione, -et laudato da tutti, et che ivi rimanesse con el successor Georgio -Negro secretario suo, per haver la pratica di quel stado, come fece. - -Da Mar, per lettere dil Capetanio zeneral si have come si havia habuto -lettere da Costantinopoli da mercadanti in _enigma_, che 'l signor -Turco armava; la qual saria compita per tuto Mazo: _tamen_ si divulgava -non usciria per questo anno. La qual cossa fu optima nova a Venetiani, -et ogni loro pensiero messe alle cosse de Italia, però che prima pur si -dubitaveno non volesse questo Turco far qualche movesta. - -In questa terra continuamente se faceva consultatione con li oratori di -la liga, et fo terminato in Pregadi de far ogni provisione necessaria a -star preparati a la guerra, non volendo però romper alcuna lianza al Re -de Franza; ma pur se il volesse far qualche novità, se dovesse resister -gagliardamente. Le decime se attendeva a scuoder, li stratioti zonzeva; -et ancora fo ordinato di far la mostra zeneral a dì X Mazo de tutte -le zente d'arme, et fo mandato Hieronimo da Monte, vice collateral -zeneral, a poner ordine de tal mostra. Et fo dato prima soventione a -tutti li soldati, a ciò fusseno in ordene; et fo ordinato de far di -le zente erano in Friul et in Trivixana la mostra a Sacil: et scritto -a Leonardo Mocenigo fo del Serenissimo Principe, luogotenente di la -Patria di Friul, et a Thoma Mocenigo podestà et capitanio a Treviso, ve -dovesse andar. Et de quelle de Padoa et Polesine, a Montagnana; Marco -Antonio Morosini cavalier capitanio di Padoa, et Domenego Malipiero -podestà et capitanio di Ruigo. Di le zente di Veronese et Bressana, a -Monte chiari; Polo Barbo capetanio de Verona et Nicolò Michiel dottor -capetanio de Brexa. De quelle erano in Bergamasca, a Martinengo; dove -fo ordinato vi andasse Alvise Mudaxo capetanio di Bergamo et Domenego -Beneto podestà et capetanio a Crema. Quelle di Romagna fo fatto la -mostra a Ravena. Oltre di questo venne in questa terra Taliano da -Carpi conduto nuovamente, et venuto a le stantie et andò a la Signoria -offerendosi etc. Et anche non molti zorni avanti vi vene el conte Carlo -de Pian de Meleto conduto al principio de questa guerra. Et essendo -mancati do condutieri nominati di sopra, havia cavalli 300 per uno, et -cavalli 150 che restava senza capo, che fo dil prefetto di Roma che -fu cassato, _unde_ nel Consejo di Pregadi, a dì 29 April, fo partito -questi cavalli 750 tra undexe condutieri partiti _pro portione_, come -qui di sotto sarà notadi, zoè cressuto di le condute haveano. - - Al conte Zuan Francesco di Gambara cavalli 40 - Al conte Alvixe Avogaro » 40 - A Domenego Alexandro Coglion kav.r » 40 - A Domenego Tadeo della Montella » 40 - A domino Marco da Martinengo kav.r » 90 - A Jacomazo da Venetia » 40 - A domino Tucio de Costanza de Cipri kav.r » 40 - A domino Antonio de Pigi » 70 - A domino Piero de Cartagenia » 40 - A domino Carlo Secco » 60 - A Vicenzo Corso » 60 - A Alexandro Beraldo » 38 - A Zuan da la Riva kav.r » 28 - A Zuan Gradenigo veneto » 20 - A Alvixe Valaresso veneto » 20 - A Ruberto Strozzi » 28 - A Anibal da Martinengo havia 100 » 28 - A Federico Scharioto havia 80 » 28 - -Ma questi do ultimi non volseno accettar la conduta, dicendo non -volevano più far l'exercitio dil soldo. - -Vene a Venetia in questi zorni al principio de Mazo el signor Zuan -Francesco di Gonzaga, barba dil marchexe di Mantoa, el qual era al -soldo dil Re di Franza za uno anno. _Etiam_ vene so moier madonna -Antonia, che fo fiola dil prencipe di Bisignano baron dil Reame di -Napoli, et sorella di la moier di don Fedrigo di Aragona, con una so -fia chiamata Barbara et altre donne in so compagnia per numero XX. In -tutto erano persone zerca 90, et alozate in caxa dil signor Ruberto di -San Severino, tenuta per ditto Marchexe di Mantoa, dove vi habitava -el so ambassador. Et zonto che 'l fu, el zorno driedo esso signor -Zuan Francesco si fe' portar, però che ha le gotte nè puol operarsi, -a caxa dil Prencipe nostro, dove molto insieme parlò. Dapoi vi andò -sua moier, et dimandò una lettera de passo, però che volevano andar -in Reame. Questo perchè una sua sorella vedoa li havea renonciato -la parte dil suo stato che fo dil padre; et andando lei ivi al Re de -Franza, havea promesso a do soi fiuli era con Soa Majestà a soldo suo, -di età zoveneti, et ha homeni d'arme 50 di conduta, che venendo ditto -suo padre ad habitar in Reame, li daria el so stado, et per questo -voleva andar a tuorlo. Ma el Prencipe molto la disconsigliò che non vi -andasse, per questi garbugli. Ma lei rispose havia fatto gran spesa, et -sperava di haver quel stado, et al tutto volevano andar, racomandandosi -a Soa Serenità. Et li fo fatto le lettere patente, et con 4 gripi -nolizati per ducati 100 l'uno fino in Puia, ditto Signor se partì a -dì ditto, et verso Napoli andò. Ma è da saper che nulla fece, nè potè -ottener alcuna cossa; et a la fine di Avosto ritornono a Mantoa, come -dirò di sotto. - -Et a dì 3 Mazo zonse _etiam_ in questa terra uno messo dil signor -Turco, mandato al Marchexe di Mantoa, el qual alozò in casa dil so -ambassador, poi verso Mantoa andò, et expose la soa commissione a ditto -signor Marchexe. - -A Cesena terra di la Chiesia in questo tempo, essendo pur discordia tra -Tiberti et Martinelli, che sono le principal caxe di Cesena et cai di -parte; _unde_, dubitando di movesta, el governador che ivi era per nome -dil Pontifice scrisse a Andrea da Leze podestà et capetanio di Ravena -che li dovesse mandar alcuni fanti in suo soccorso come colligati col -Papa etc. _Unde_ ditto Rettor advisò di questo la Signoria, la qual -li rescrisse dovesse mandar Jacopo da Tusia contestabile era lì a -Ravena alozato con 200 fanti, et mentre che ditto nostro contestabile -si adviava per andarvi verso Cesena, ditto governador rescrisse non -esser più bisogno. Questo perchè a dì 28 April era ivi entrato Guido -Guerra da Bagno, et havea acordato quelle parte et fatto _inter eos_ -matrimonio; _unde_ volevano tutti esser fidelissimi della Chiesia, et -in benivolentia con la Signoria nostra; sì che per questo ditti fanti -non andò di longo et fo sedate le cosse. - -In questo mezo Monsignor di Arzenton ambassador dil Re de Franza andò -in Collegio a l'audientia, et disse 4 cosse a la Signoria. La prima, -che l'havia inteso che 'l Pontifice non havia voluto dar la investisone -et coronatione a la Maestà, et che di questo, per essere cosa -pertinente a la Chiesia, poco se ne curava. Secondo, che l'intendeva -di la investitura obtenuta per el signor Ludovico dal Re di Romani -dil Ducato de Milan, et che anche di questa al suo Re feva poco danno, -nè si havia a impazar. Tertio, che ditto signor Ludovico havea mandà -contra el Duca di Orliens verso Aste zente, et che non sapeva la razon. -Quarto, che 'l Re voleva passo et vittuarie per poter ritornar in -Franza, et che l'era certo che la Signoria Nostra li vorave mantenir -la lianza. A le qual parole, _sapientissime_ per el Prencipe nostro -fo risposto. A le do prime proposte, si passò, sì come esso orator -si havia poco curato. Ma quanto a Aste, che 'l Duca de Milano havia -mandà per defenderse, et forzato per le zente de Franza, che ivi el -Duca di Orliens havia fatto venir per passar ai soi danni; et che _ex -nunc_ el Re facesse partir di Aste et quelli confini ditte zente, che -cussì prometevano nostri de far che Milano lasserà quella impresa, come -_etiam_ esso Duca havia mandato a dir al Duca di Orliens preditto, al -Parlamento di Paris et di Garnopoli, et al Duca et Duchessa di Borbon. -_Ulterius_, che zerca al passo, Venetiani erano contentissimi, venendo -praticà senza far danno nè dispiacer a niuno di colligati; et che erano -fermi in mantenerli la lianza. - -A Napoli el Re de Franza, havendo compito le zostre, reduto le soe -zente in Napoli, fece uno matrimonio dil fio dil Prencipe di Salerno -di età de anni X in una fia di Monsignor di Mompensier eletto vicerè -a Napoli; et ordinò de far uno parlamento, et far el triumpho di -l'entrata, et partirsi con cavalli 8000 et 4000 pedoni, venir verso -Roma, lassando in Napoli et Reame Franzesi cavalli 5000 et 4000 pedoni, -et 4000 fanti taliani fatti novamente; le zente inutele menava con -lui, zoè quelle seguite el campo de Franza fino a qui. Et _etiam_ Zuan -Jacomo di Traulzi veniva con lui, uno di principal capetanei; l'Orsini -et Petigliano li menava et voleva condurli in Franza. Fece ancora el Re -molte provisione per segurar quel Reame, le qual qui non scriverò; se -non che volse tutte (_le armi_) erano in Napoli in man de Napoletani, -et quelle fece metter in castello. - -Minazava di andar verso l'Aquila, et quella città meter a saco per -haverli rebellato, nè li volse dar il dacio come ho scritto di sopra. -Et divolgava pur partirsi de Napoli a dì X Mazo, per essere a Roma a dì -XX, poi a Fiorenza et Pisa. Tramava acordo con Zenoesi, promettendoli -assà cosse, di renderli li soi luogi lui haveva ancor ne le mani, -ch'era de Fiorentini, et questo per remuoverli dil stado de Milano. -_Etiam_ è da considerar mandasse ad altri potentati et Signori, facendo -occulti pati et provisione, _maxime_ al Pontifice; et li mandò uno so -ambassador o vero messo in questi zorni. _Tamen_ si preparava a Napoli -uno triumpho, di far le cerimonie de intrar come Re, zoè ussirà di la -terra, poi intraria con le magnificentie. Et questo diceva voler far al -primo di Mazo, et poi dar una paga a le soe zente; et el Re _tamen_ non -havea molti danari, imo havia bisogno, benchè alcuni soi baroni fusse -danarosi. Et li ambassadori nostri erano a Napoli, _quam primum_ haveno -la lettera di la licentia de ripatriar, andono dal Re e tolse licentia; -el qual volentiera ge la dete, et _etiam_ per non esser le vie segure, -li dè uno so capetanio con 100 cavalli che li accompagnasse vicino a -Roma, et comesseli alcune cosse dovesse dir a la Signoria, et volse -uno de la fameglia de ditti oratori restasse, perchè voleva mandar -insieme con uno suo secretario a Venetia, el qual venne come dirò. Et -questi ambassadori a dì primo Mazo se partì, et fece in uno zorno mia -60, et a dì 5 zonseno a Roma non senza grande alegrezza, havendo scorso -li pericoli de Franzesi insolenti. _Et accidit_ che una volta... .... -quasi non fu morto uno de ditti a Napoli, et questo fu in un passar, -benchè se excusasseno che non li vedeva. - -Et partiti di Napoli li ambassadori, le cosse de Franzesi era molto -secrete, et non se poteva intender molto dil suo successo. Nè li -oratori nostri, da poi li notificò di la liga, più parlò a la Majestà -dil Re, se non quando tolseno licentia. - -A Roma a dì primo Mazo zonse Jacomazo da Venetia, Zuan da Ravenna et -altri cavalli lezieri, che la Signoria mandò in aiuto dil Pontifice. Et -el Pontifice mandò uno suo comessario incontra a farli dar lozamento a -Vitrali mia 20 lontan de Roma. Li provisionati 600, con X contestabeli -era fatti, alozò in Roma a S. Gregorio in uno monasterio, et faceva la -mostra cridando: Marco! Marco! _Unde_ el Papa have grande alegrezza, -et consultava con el nostro ambassador, dicendo si el Re de Spagna, -zoè le sue caravelle, ha rotto in Calavria, _etiam_ romperà di sora, -come l'intenda el concluder di la liga. La qual cossa mai volse far; -et perchè era di opinione che Venitiani et Milano rompesse di qua, et -cussì stava in queste consultatione. - -Or intendendo l'opinione dil Re de Franza esser al tutto di voler -venir a Roma, el Pontifice stava molto di malavoia, et per lettere -de primo Mazo se intese come el chiamò li ambassadori di la liga, zoè -Spagna, Venetia et Milan; ai qual li disse che 'l vedeva esser lui el -primo ponto; digando non voleva perder el papato, et vedeva _solum_ -Venetiani lo aiutava, in haverli mandà quelli cavalli lezieri et fatti -li provisionati, ma che Milano ancora non havea mandà nè fatto nulla. -_Unde_ el cardinal Ascanio li disse, come lui havia za scritti bona -parte di provisionati et li cavalli lezieri era in camino. Et pur -el Pontifice se lamentava non era condutto el Duca de Urbin, Signor -di Pexaro, et so fiul Duca di Gandia; et che la liga la era molto -pegra; che Maximiano dovea venir in Italia, et era ancor su le cosse -dil Duca de Geler (_Gueldria_) et di far dieta, _unde_ non sperava -la soa venuta; che _etiam_ de Spagna era tanto lontano, che non -sapeva che dirsi; et che venendo el Re non sapeva che farsi, havendo -li populi contrarii, quasi dicendo li saria forzo piar partito per -non perder el Papato. Ma ditti oratori molto lo confortò, facendoli -bon animo, prometendo per nome di la liga di non lo abandonar mai, -et far ogni cossa in difension di la Chiesia. Et a questo assà si -affaticò Hyeronimo Zorzi kavalier ambassador nostro, dicendo a Soa -Beatitudine come la Signoria havea X milia cavalli de soldati in ordine -et 2000 stratioti za parte venuti a Ravena, l'armada al Saseno di -galie 36; tutte queste cosse a comodo de Soa Santità, pur che quella -stesse constante, et havendo paura si dovesse levar di Roma. Ancora -l'ambassador di Spagna li diceva el suo Re romperia certo ne la Franza, -et che doveva venir più grossa armata in augumento di quelle charavelle -era in Cicilia. _Etiam_ el cardinal Ascanio et l'ambassador de Milano -lo confortò, promettendo cosse assà. Per le qual parole el Papa fo -molto ralegrato, et deliberò de voler star fermo in la liga et portar -ogni affano più presto che romperla. Et a dì 4 Mazo chiamò concistorio -de Reverendissimi Cardinali ad consultar _quid faciendum_, o vero -levarsi di Roma et andar in loco sicuro, o pur star ivi venendo el Re. -Et par che mentre erano in queste consultatione, Romani fe' tra loro -consejo, perchè za se divolgava come el Papa era in spavento, nè sapeva -che farse et che 'l se voleva levar de lì. _Unde_ li caporioni con assà -di principali Romani, più de 300, veneno al palazzo dil Pontifice, et -fo lassati intrar, et davanti dil Papa domandono quello voleva dir le -voxe che sentivano. Et el Papa rispose dubitava di star ivi, _maxime_ -per non saper che voler era quello de Romani, et che li era forza -de levarsi. Et questo disse per intender l'opinion loro. Li quali -unanimi tutti risposeno: voler prima morir che esser contro la Chiesia -nè la liga; et che Soa Beatitudine non dovesse temer, che li sariano -fidelissimi, et che li dariano ostazi in castello di primi di loro; ma -ben chiedevano do cosse: arme et vittuarie, zoè formenti, et lassasseno -far a loro. _Unde_ el Pontifice li disse _palam_, come la Signoria -havesse X milia cavalli aparati per venir in suo soccorso et 2000 -stratioti. _Unde_ quel populo fo molto contento, promettendoli ogni -fedeltà et cussì li caporioni; et quei si partino. Caporioni sono 13 de -li primi officii et è uno per rione, cussì come Venetia è partida in 6 -sextieri, cussì loro è partiti in XIII parti. El nome di qual caporioni -sarà scripto di sotto. - -_Unde_ el Papa più si confirmò in voler star fermo et mai adherirsi al -voler dil Re preditto; et scrisse uno brieve a la Signoria dimandando -aiuto et consiglio, et che l'era certo el Re di brieve dovea venir; et -cussì è da judicar scrivesse a Milano, solicitando pur el condur dil -Duca de Gandia et el Signor de Pesaro, et _etiam_ el duca de Urbin, che -ancora non si sapeva certo si 'l fusse acordato a soldo de Fiorentini. -_Etiam_ voleva el Signor de Camarin, sì per haver le sue zente _quam_ -el suo stado. Et Venetiani, inteso questo successo a Roma, consultato -con li oratori di la liga, risposeno molto dolcemente al Pontifice, -ringratiando di la sua constantia, prometendo nostri ogni ajuto, et -dette libertà per el Consejo de Pregadi de condur ditto Duca de Gandia, -_licet_ fusse in Spagna, et darli per metà col Duca de Milan fiorini 33 -milia a l'anno; et fo mandata la commissione a l'ambassador di questo. -Et _etiam_ a dì 7 Mazo preseno di mandar Piero Duodo provedador con 500 -stratioti, era za venuti, verso Roma; el qual a dì 13 ditto de qui se -partì, et andò a Ravenna dove za era venuti et ivi era li stratioti; -poi andò a la volta de Roma, come dirò più avanti. - -A dì 3 Mazo accadette che Colonnesi volendo ajutar la sua parte di Oddi -da Perosa contra Orsini, et uno Antonio Sarsello con X squadre venendo -verso Perosa et alozato in Vetrali mia 20 di Roma, essendo ivi tre di -Orsini capi di la parte gelfa sua contraria, quelli amazò senza che -facesseno alcuna difesa. La qual cosa el Pontifice have molto a mal, di -la crudeltà usada. - -In questo mezo, oltra li preparamenti si faceva a Venetia, etiam li -collegati tratavano acordo, et questo medemo faceva el Re de Franza, -et per via de Roma se tratò acordo col cardinal Sanpiero in Vincula, -come ho ditto, con Colonnesi, con Zuan Jacomo Traulzi, el qual pur -mostrava voler meglio a Taliani che a Franzesi: etiam al principio de -questa impresa mandò soa moglie via di Reame, in Piamonte. Ma tanto -era l'odio havia al Signor Ludovico, che _nunquam_ volse acordarsi, -et non mancò el Re de Franza. Trattava sì, come ho ditto, con Zenca, -_quam_ col Duca de Ferrara, benchè fosse suo caro dil Duca de Milano et -fiol ricomandato a questa Signoria, et se divolgava li daria passo et -vittuarie al suo esercito nel passar. Et in questi zorni esso Duca si -mutò di habitatione di castello dove stava, et venne ad habitar in uno -altro palazo a li zardini; nè se intese la cagione; et pur in Ferrara -molto si straparlava contra sta liga, cridando Franza! Franza! ecc. -Oltra di questo per lettere di Zuan Bentivoi primario di Bologna se -intese come esso Re li havia mandato a dimandar passo et vittuarie dil -bolognese, et che li voleva dar soldo. Et per la Signoria nostra li fo -rescritto non si dovesse partir dil stipendio havia col Duca de Milano, -nè prometerli per niente passo nè vittuarie, offerendoli darli ogni -aiuto. Et cussì fece, benchè vi venisse do oratori, o vero messi dil Re -fino lì a Bologna; et questi fonno repudiati, dicendo voleva essere al -soldo de chi era, el qual have ducati 16 milia a l'anno di provisione, -et era fiul di la liga. I quali messi habuto cattiva risposta, a Napoli -ritornò. - -Domente queste pratiche si fanno, Fiorentini volendo pur al tutto -rehaver Pisa et altri castelli li erano rebellati, fatto zente dil -paese, direttore domino Francesco Secco, andono contra Pisani col -campo. Ma Pisani, pur volonterosi di mantenirse in libertà, li fonno -a l'incontro. Era loro capitano Lucio Malvezo, et fece insieme alcune -battaglie; pur ne fo morti assà, et poco mancò ditto domino Francesco -Secco non fusse preso da Pisani, et questo fo in uno loco ditto Libra -fratta. Fatto fo che per ricuperar do rocche si teniva per Pisani, -Fiorentini vi mandò ivi 200 cavalli et 1000 fanti; eravi commissario -loro Piero Vetturi, et Pisani li venne a l'incontro et comenzò la -battaglia a hore 20, et durò fino a hore una di notte; _unde_, sopra -venendo la notte, fo necessario separarsi. Et non venne sì presto in -favor de Fiorentini, come era ordinato, et tardò assà a venir Francesco -Nerli commissario de Pistoia con 3000 fanti: che, si venuto fosse, -_fortasse_, come dicono Fiorentini, Pisani harebbe habuto assà a -repararsi. Et cussì passò quelle cosse. Et Fiorentini consultando el -fatto loro esser in molto pericolo, venendo el Re per Toscana, et pur -si voleva _pacifice_ accostar a lui, ai qual è da creder dimandasse -passo et vittuarie; _dummodo_ esso Re non intrasse in Fiorenza se non -con 3000 cavalli, il resto dil esercito dovesse alozar di fuora. Et -cussì facevano li preparamenti per alozar ditti Franzesi, et feceno la -descritione dil populo de Fiorenza da fatti, et trovono assà numero; -et _etiam_ fece dil contado, et pur stavano vigilante, volendo rehaver -Pisa al tutto. - -A dì 5 Mazo l'ambassador dil Re de Franza monsignor di Arzenton andò a -Lio a veder la mostra di stratioti, et darli le page, per Piero Duodo -proveditor. Li quali stratioti feceno la mostra corando per la marina, -et, nel correr sul Lio, uno cavallo di uno stratioto subito cadè morto, -che fo _mirum quid_; et secondo el consueto, per la Signoria nostra li -fo pagato uno altro cavallo, et dato ducati 15. Se aspettava uno araldo -dil Re deputato in questa terra, era za partito di Napoli, et se stava -con desiderio de intender quello richiederla el Roy. - -In questo medemo zorno nel Consejo di Pregadi fo messo XI galee grosse, -secondo el consueto, a li viazi di Levante; zoè tre al trafego, 4 in -Alexandria, et 4 a Baruti; et, incantate a Rialto, trovato li patroni, -fo detti li loro capetanei: al trafego, Sebastian Contarini, che -investì Chamalli corsaro, come ho ditto di sopra; Alexandria, Alvixe -di Priuli; et a Baruti, Marco Orio. Et ancora per avanti fo messo do -al viazo de Barbaria, capetanio Jacomo Capello. Quelle de Fiandra non -andò, ni _etiam_ fo messo galie al viazo di Acque morte, per causa non -intervenisse qualche danno dovendo mercadantar in le terre dil Re de -Franza. Le qual cosse erano segnali di voler venir a la guerra. - -A dì 6 ditto venne in questa terra uno ambassador dil Re di Romani, -chiamato domino Philiberto, natural, di natione bergognon, et -prothonotario et preposito di certa chiesa; el qual havia _etiam_ -commission dil Duca di Bergogna, fiul di esso Re de Romani, et era -stato a Milano, andava al Pontifice. Li fo mandato contra con li piati -fino a Lizafusina assà patrici, alozò a San Bortholomio in caxa di -Piero Pender mercadante tedesco, a spexe pur di la Signoria. Et a dì 8 -andò a l'audientia. Fo divolgato dimandò danari in prestedo per venir -el suo Re in Italia. Poi a dì 20 ditto se partì, et verso Roma andò, ma -trovò el Papa a Perosa. - -Ancora per lettere di Hyeronimo Gritti podestà et capetanio a -Roverè, nostri (_furono_) certificati come a Trento si faceva gran -preparamenti, expetando el Re de Romani veniva in Italia, et era 9 -zornate lontano, havendo conzo le cosse del Duca di Geler (_Gheldria_) -et altri baroni, et che 2000 cavalli era venuti, et cussì erano in da -far. Per le qual nove, nostri expedì li oratori eletti a Soa Majestà, -i quali a dì 4 ditto se partì de qui per andarli contra, _tamen_ non -fo nulla; et ditto Maximiliano volse star a Vormes a far la soa dieta, -come dirò di sotto, et non venne questo anno in Italia, benchè mandò -alcune zente poi in soccorso di la liga. - -A Milano el Duca ritornò a dì 4 Mazo da Vegevene per far le cerimonie -di la investitura; et a dì 7 ditto partì de qui Hieronimo Lion kavalier -eletto a Milano, et li altri do andavano in Spagna, i quali, insieme -con Sebastian Badoer, si dieno ritrovar a questa solennità, el qual -poi dea repatriar. Et ancora zonse el conte di Caiazo, era stato a -Napoli col Re de Franza, et dette optima informatione dil tutto al -Duca. El signor Galeazo col campo seguiva la impresa de Aste, et andono -per haver uno loco ivi vicino chiamato Staze, et quello preseno, -et Franzesi ussite di Aste et fonno a le man. Ne fo morti molti di -una parte et di l'altra; qual havesse la pegior non se intese, ma -pur, _judicio meo_, Franzesi fonno quelli dil manco danno. _Tamen_ -dimandavano trieva per acordarsi, et Milanesi non gela volseno dar, et -in Aste era grandissima carestia: se divolgava molti manzava gramegna, -per esser assà zente venuta, et è da creder vi fusse penuria, per esser -piccola terra et di passo, et za tanto tempo _continue_ andar inanzi e -indrio Franzesi, et Milano haver devedato vi vadi vituarie, che prima -vi andava assà dil milanese. Ancora fo divolgato di là da le Alpe esser -assà zente franzese per passar di qua, le qual per le acque venivano -di le neve si descolavano de li monti, non potevano passar. Et el Duca -de Milano, deliberato de mantenir la liga, et informato come el Re -vegneria a Pisa et forsi a Zenoa, come diceva el Conte de Caiazo, dito -Duca fece armar le X galie che 'l Re voleva prima farle armar lui, et -ancora quattro nave, come ho scritto; et volse Venetiani contribuisse -a la spexa, et cussì li fo mandà alcuni danari a Zenoa, et consultato -di far presidio a Pontremolo in Parmesana, passo principal dove el Re -dovea passar ritornando per la via andò. Et però esso Duca dimandò 100 -elmeti et 500 cavalli lezieri et 2000 fanti et _etiam_ 2000 sguizari, -et ha vendo queste zente con le sue lui meteria, erano bastante a -tenir quel passo, et za lui havea mandato alcune zente ivi a redurse. -_Et inter patres disputatum quid faciendum_, preseno di darli quello -domandava; et ordinò a certi condutieri si redusesse a li alozamenti -in Brexana; ancora li offerse 1000 cavalli erano in Romagna, et che li -sguizari, potendo haverli, erano contenti di pagarli. Et le mostre fo -fatte, come ho ditto di sopra, a dì X Mazo tutte in uno zorno. Et a dì -4 ditto nel Consejo di Pregadi, bisognando haver danari, fo messo do -decime al Monte nuovo, a pagarle tutte do in termene di uno mexe, zoè -XV zorni la prima, et poi la seconda; et fezeno altre varie provisione, -volendo al tutto star preparati. - -Al principio di questo mese di Mazo, nel nostro colpho, sopra la -Muranela et il Sorzador in mar fuora di do castelli zerca mia 7, -pescadori trovono tre pesci grandissimi, chiamati _Cai di oio_, -uno grande come una galia et cussì largo, et altri do più picoli. -Questi ha la testa grande, et occhi più grandi assai dil suo dovere, -ha una schena molto grossa, piena di pantane etc.; _adeo_ che fo -dà, per cadaun pescador che pescavano, di una giavarina, et non li -nosete (_nocque_), _imo_ la giavarina si storzè, tanto è dura la sua -pelle: par uno scoio in mar. Con grandissima fatica si pigliano, -et pericolosi, si navilii trovano, però che, movendo la coda, fa -grandissimo mar, et trazeno l'acqua molto in alto; pur se ne piglia -qualche uno, perchè con syroco è mandati a terra, et toccando terra, -_maxime_ sabion, non puol partirsi et è amazati, et a pezo a pezo -vien taiati et messo a brusar, che vien a modo oio, el qual è posto in -botti, et, _ut dicitur_, di uno cao di oio _alias_ fo tratto a presso -100 botte di oio. Or ditti pesci, poichè steteno in questo mar alcuni -zorni, et in Venetia tutti parlavano, desiderando venisse syroco per -poterli piar, perchè di raro, _imo nunquam_ in questo mar adriatico è -visti tal pesci (benchè dicono alcuni pescatori za anni XXV ne venne -uno altro cao di oio, fo judicato venisse driedo le galie di Barbaria -venute in questo tempo, capetanio Francesco Bragadin), ma poi andono -via, nè più se vedeno et ritornono in altri mari a dimorar. - -In Puia, per lettere de primo Mazo se intese come la Rocca de Bari -havia levato le insegne dil Re di Franza a questo modo. Che essendo -castellan ivi uno napoletan chiamato Bernardino Podorico, et uno suo -fratello Zuan Antonio Podorico che era thesoriere di re Alphonso se -ritrovava in Napoli con la moier et fiul, _unde_ el re de Franza fecelo -retenir in castello, dicendo al tutto voleva suo fratello li desse la -Rocca di Bari, et lo mandò con custodia fino a Bari, con conditione, -si in termene de tante hore non facesse di haver la Rocca, lo faria -impicar. Per la qual cosa el fratello castellano, vedendo el termene -era el fratello, si rese et levò ditte insegne... montò con la sua -robba su una nave, et andò a Brandizo. Questa città de Bari era dil -signor Ludovico _nunc_ duca de Milano, et a lui fo donata insieme con -do altri luogi, zoè Modugno et Pallo, et de queste tre terre scodeva -le intrade et havia il titolo Duca de Bari: ma in queste novità re -Alphonso non li volse dar el dominio di la Rocca, et _etiam_ lui scosse -le intrade, come ho scritto di sopra. Ma poi questo Re de Franza li -fece privilegii de ditti luogi, ma a hora ha habuto la Rocca che prima -non havia; _tamen_ in le terre era governadori di Ludovico. - -Da mar el capetanio zeneral a dì primo Mazo ritrovandose a Corphù con -12 galie, et feva conzar et impalmizar le galie per andar al Saxeno, -dove era Hyeronimo Contarini provedador di l'armada con 7 galie, et -adunade tutte sarebbe galie n.º 36, con quelle tre ve andava de qui -et quelle si armava in Candia. Et scrisse a la Signoria che lì staria -ad aspettar il mandato di quello haveva a far. Et Antonio Loredan, -el qual con do galie dalmatine andò in Calavria a sopraveder quelle -cosse et trovar l'armada di Spagna, in questi zorni ritornò a Corphù et -notificò al zeneral haver visto lì in Sicilia ditta armada, caravelle -54, una di le qual di botte 2000, dove stava el capetanio, el conte de -Trivento, et zerca 12 di botte 400 in suso. _Item_ ditta armada non -esser molto in ordine di zente. Et ancora havia visto 12 galie et 5 -nave di re Ferandino con la ditta armada, sopra le qual era esso Re, et -li fece optima compagnia per l'amor et afetion portava a la Signoria, -raccomandandosi a quella. - -A dì 11 Mazo, Luni da mattina, el Prencipe con questi oratori, legato -et orator dil Papa, di Maximiliano, dil Re de Franza, di Spagna, tre -de Milano, de Ferrara et de Mantoa, con la Signoria et assà Senatori, -andono ne li piati a veder varar una barza fatta di novo, bellissima, -di porto di botte zerca 1800, costa di spesa a la Signoria ducati XXV -milia, et fo assà numero di persone in barche a veder. Et comenzò a -venir un poco gioso, ma poi si retenne, _unde_ el Prencipe, essendo in -quello venuto uno gripo con lettere dil zeneral, la continentia di le -qual ho scritto di sopra, non steteno più aspettar, et ritornò con li -oratori a S. Marco. Et poco da poi fo compita di varar. In questo varar -è da saper si suol far certe cerimonie: prima far dir una messa dentro; -poi, mentre la si vara, li vien tratto da galioti assaissime inghistere -di late et vino dentro, significa latte bonaza et vino vittuarie. Et -_tamen_ questa non andò fuora questo anno, per non esser di bisogno, et -pareva un castello in acqua. Fu menata per mezo S. Marco, et stete fino -il compir di la Sensa. Ancora altre barze et nave fonno raconzate. Et -Thoma Duodo, capetanio di le nave armade, havia za messo banco et poco -da poi andò in armada. - -A Milano el campo dil Duca era pur vicino a Aste, et etiam quello dil -Duca di Orliens venne a la campagna molto forte in uno loco vicino a -Non. Et come vidi una istrutione habuta da exploratori mandati per la -comunità di Bergamo a inquerir el successo di quelle parte, et Marco -Sanuto podestà et Alvise Mudazo capitanio de Bergamo la mandò a la -Signoria. Et prima, che non veniva zente de Franza, che in Aste el -Duca de Orliens havia cazado fuora li parenti di Avogari per dubito -di tratado, et toltoli assà formenti pagati a raxon de lire 5 la -mesura. _Item_, che quando fo preso quelli XVI homeni d'arme su quel -de Monferà, el zorno de poi el signor Antonio Maria andò dove i fonno -presi sul Monferà, et fece assà butini de bestiame; ma la marchesana -mandò a dolersi de questo, et che non havendo guerra con Milan li fusse -fatto tal danni. Et di comando dil Duca li fonno restituiti li animali -et il butino fato. _Item_ che li campi erano vicini, et si divulgava -di brieve se doveano apizar. La fiera de Verzei in quelle parte assai -nominatissima si fazea non obstante queste guerre, et che le zente dil -campo de Milano molte si partiva per non haver dinari. Ma per lettere -da Milano de l'ambassador, el Duca feva gran preparamenti per la -investitura dovea far a dì 17 Mazo, et aspettava li oratori dil Re de -Romani, feva provisione di assoldar zente et far far arteglierie, et -tutto quello li scriveria la Signoria era contento de far, et perchè -la pecunia è quella che in tempo de guerra conserva li stadi et in -quella consiste el tutto, volse far una descriptione di quello in uno -bisogno troveria da li cittadini ricchi de Milan, et trovò ducati 295 -milia, _tamen_ con conditione de renderli; et a ciò non stesseno senza -utilità li dette per cautione possessione et altre intrade, et a raxon -de ducati 5 per cento a l'anno, sì come nui al Monte nuovo o la Camera -de imprestidi, et per questo trovar danari se inimicò molto el populo. -_Et accidit_ che uno orese, el qual havia ducati 200, volendoli, come -fo divulgato, ditto orese se apiccò lui medemo. El campo veramente suo -se tirò X mia più indrio dove era, et messesi in forteza da una banda -l'acqua, da l'altra assà repari et artiglierie; pur scaramuzavano; et -volendo andar a rehaver uno castelleto tolto per Franzesi, lo nome dil -qual ignoro, Franzesi li fonno a l'incontro, et ne amazò assà Milanesi, -et li rebattè. Et non molto dapoi feceno trieva per 8 zorni, et -tuttavia el campo del Duca di Orliens si andava ingrossando. - -Vedendo Venetiani non esser tempo de demorar, et de far ogni -provisione per difender el Pontifice, et consultavano la matina con -li oratori di la liga, comunicando con quelli tutte lettere. Et a -dì 7 Mazo nel Consejo de Pregadi preseno che 'l capetanio zeneral -da mar dovesse andar ne la Puja verso Brandizo con l'armada, et ivi -star fino havesse altro mandato. Et la sera a hore 5 di note spazò -el gripo. Fo scritto al Marchexe di Mantoa si dovesse preparar, che -volevano farlo cavalcar in Brexana, la qual nova fo molto grata a -ditto Marchexe, et fo ditto donò ducati 50 a chi li portò la lettera. -Questo per operarsi et dimostrar la fede havia, però che mai, za anni -cinque è nostro soldato, è caduto operarsi. Et rescrisse esser lui et -suo barba presti a' comandi di la Illustrissima Signoria nostra. Fo -mandato danari per tutte le camere, et a dì 9 ditto mandò Zuan Borgi -secretario in Romagna a far metter in ordene el Signor de Rimano -et Signor de Pexaro nuovamente conduto. Ancora fo decreto, oltre li -cavalli lezieri provisionati et stratioti andava verso Roma, _etiam_ -a ogni richiesta dil Pontifice mandarli zente d'arme, et fo fatto il -numero di le compagnie, le qual, perchè non bisognò, lasserò de scriver -chi fusse. _Item_ si faceva conzar XX redeguardi in l'arsenal, li -arsilii tornati con li stratioti si riconzavano, et oltra li patroni -a l'arsenal era do provedadori, Zuan Morosini et Antonio Trum, i qual -molto se exercitavano in proveder a quello era bisogno a l'arsenal. -Et in questi zorni zonse a Lio 4 arsilii de stratioti 520, venuti -da Napoli de Romania benissimo in ordene, fatti per Luca Querini ivi -rettore, capetanio de parte, uno Piero Busichio cavalier, che _alias_ -per soi meriti a la guerra de Ferrara fo di militia decorato, et datoli -provisione a' fiuli. Et smontati a la Signoria li capi domandono cinque -cosse: primo che havesseno 12 page a l'anno, zoè pagati ogni mexe; -2.º che tutti quelli erano qui venuti, nel ritorno se dovesse scriver -a Napoli per stratioti, però che quelli sono scritti stratioti hanno -certa immunità et exemptione; 3.º che morendo quelli hanno provisione, -li loro figlioli succieda in ditta provisione; 4.º che morendo li -cavalli, li siano pagati; et quinto che li fusse dato el pan ogni zorno -da S. Marco, et _etiam_ la biava per li cavalli secondo el consueto. -Et tutto li fo concesso, excepto di darli el pan. Et poi fo mandato -Bernardin Loredan, savio ai ordeni, per Collegio a darli le sue page, -non vi essendo el suo provedador, et za era andato a Ravena; ma ditti -stratioti non volseno nè tuor danari nè far mostra alcuna; _unde_, -tornato, riferite a la Signoria che era in Pregadi questo. _Tamen_ -stratioti medemi do zorni dapoi si dolseno di tutto haveano fatto, -dicendo non havia fatto per altro, in star renitenti in voler el pan, -se non perchè el Doxe havia tocà la man a Piero Busichio et non a li -altri capi, i quali erano cussì servidori de S. Marco come lui. Et -veneno dal Prencipe a dir volevano far quello comandava, et li fo dato -la paga di ducati 3, et a li capi ducati 4, zoè do page, et mandati -verso Padoa et alozati in Padoana, come dirò di sotto. Et ancora con -una nave venne XX stratioti, i quali _etiam_ li fo dato soldo, a ciò -non fusse venuti indarno; sì che fin questo zorno di 20 Mazo era di qua -stratioti n.º 1200, tolto da Modon, Coron, Zante, Lepanto et Napoli di -Romania, tutti luogi di la Signoria. Et a dì 14 ditto questi oratori li -fonno a veder correr: quello dil Papa, zoè D. Alvise Becheto, perchè -a dì 13 el legato episcopo de Chalaor era partito et andato verso -Roma, essendo stato quivi legato più di uno anno; quello di Spagna, -li do di Napoli et tre di Milano, li quali steteno molto admirati di -la sorte et qualità de stratioti et dil suo veloce correr. Et a dì... -Mazo con barche fonno tragetati a Lizafusina et a Padoa, et per quelli -castelli haveano i loro alozamenti. Et in collegio a dì ij ditto fo -cressuto page a molti contestabeli benemeriti de S. Marco, _ita_ che -qui a Venetia in corte dì palazo era pieno de soldati che dimandavano -stipendio, et poi a dì 25 ditto in collegio fo ballottati tra molti -contestabeli, et eletti 8 capi de provisionadi, li nomi dei qual -saranno qui sotto scritti, zoè prima a - - Pietro Schiavo contestatele di provisionadi 200 - Zuan Alvise Cigogna 100 - Zanon da Colorgno 100 - Bernardin da Como 100 - Piero Grosso 100 - Perin da Bergamo 100 - Zuan Agnolo da Urbin 100 - Paulo Albanese 100 - -Zonse a dì ij Mazo a Venetia uno corrier venuto di Spagna, partito una -zornata avanti zonzesse quello portava la lettera di la liga, et il -suo ambassador fo a la Signoria, et notificò come el Re havia ordinà -grande exercito per mandar a la volta di Perpignano, et, se nostri -rompesse, senza dubio el Re di là romperia; _tamen_ non fo nulla. Et -che quel corrier andò per terra in Spagna fo ben intercepto a Brianzon, -ma non fu averte le lettere, dicendo non havevano guerra col Re de -Spagna. Et che zonto a Madrid, el Re et la Raina havia habuto una gran -consolatione di la liga, et volse, essendo zonto la nuova el Zuoba -Santo, indusiar a publicarla per tutti soi regni el zorno de S. Marco, -a dì 25 April, con gran cerimonie et il successo scriverò di sotto. - -A Roma el Pontifice vedendo la voluntà dil Senato Veneto et di Milano -esser di dar conduta secondo el suo desiderio al Duca de Urbino, et -come ho scritto di sopra era partito di qui el suo secretario, et lui -aconzo con Fiorentini; et il Pontifice li mandò a dir che havea fatto -gran mal a non voler esser al soldo di la liga, _maxime_ sapiando -el testamento dil duca Federigo suo padre, che vol che _nunquam_ lui -si aconzi con niuno senza licentia dil Papa, nè mai esser contra la -Chiesia; et che, non volendo esser soldato nostro, lo spoglieria dil -feudo et investisone come nemico di Santa Chiesia. Et el Duca rescrisse -per niun modo voleva esser contra la Chiesia, et che, havendo dato -una volta la fede a Fiorentini, quella voleva mantenir, et mandò un so -secretario a la Signoria, chiamato Ludovico di Odaxij padoano, et a dì -9 Mazo zonse in questa terra, et si mandò a excusar con la Signoria, -et che non havendoli voluto dar conduta condecente a la soa persona, -si era assoldato con Fiorentini, offerendosi _tamen_ fiul etc. Et detto -secretario stete do zorni et andò via. - -A Napoli, essendo partiti li nostri ambassadori, mal se intendeva el -successo dil Re, nè quello voleva far. Ivi era tre cardinali, S. Piero -_in Vincula_, S. Dyonisi et Samallo, et se divulgava per tutto questo -mexe de Mazo non partiva di Napoli, perchè li cavalli erano a l'herba, -et venendo per camino non troveria strami. Ma pur tramava pratiche -sotto man, et con Zenoesi, come ho detto, per mezo de S. Piero _in -Vincula_, prometendo dar in deposito a lui Serzana, Serzanella et Piera -Santa fin el Re stava in Italia, poi siano dati a Zenoesi. Col Duca de -Ferrara era d'accordo, benchè la liga li mandasse a dir alcune cosse. -Li oratori fiorentini, senesi, luchesi et de' Pisani erano pur ancora -a Napoli. Et è da saper che sempre vi stette un orator de Pisani, -chiamato Piero Gripho, a presso Soa Majestà, et novamente ne mandò -uno altro chiamato Alvise de Christofaro, et questo per le discordie -haveano con Fiorentini. - -A Roma, come scrissi, el populo era volonteroso de defenderse. -Fenno la descriptione de li homeni da fatti, a ciò a uno bisogno -se potesse operarsi. Li conservatori et caporioni fenno 3000 fanti, -li 600 provisionadi di la Signoria con li X contestabeli haveano do -page per uno, zoè di do mexi. Li Zudei, a ciò non havesseno i danni -come prima, assoldò alcuni fanti facesseno guarda a le lor caxe. El -Pontifice domandò imprestedo a Cardinali ducati 20 milia, et assoldò -el signor Paulo Orsini et el sig. Carlo fiul dil sig. Virginio Orsini; -et _conclusive_ tutta Roma era in moto. Et el Papa intendendo che al -tutto el Re veniva a Roma, li mandò a dir che volendo venir _pacifice_ -senza arme el fusse ben venuto, et volendo venir con l'exercito andasse -di fuora via. Et a dì 8 Mazo venne a Roma el cardinal Samallo partito -da Napoli, et alozò in palazo dil Papa. Si divulgò tratava accordo. -Et a dì IJ ditto chiamato consistorio terminò di mandar do Cardinali -contra esso Re de Franza, zoè el cardinal Santa Nastasia et el cardinal -Carthagenia, et non ostante che erano in queste pratiche, sollicitava -el Pontifice el cavar di le fosse dil castello. Et cavando in questi -zorni trovono 6 teste de alabastro bellissime, et altre antiquità, -_maxime_ alcune caverne subteranee, cossa de gran spesa; et forniva el -castello de artegliarie et munitione. In Roma era gran romori per la -discordia di le parte, et Spagnoli con Romani assà volte si amazavano; -la notte non se poteva andar per Roma, che erano spogliati, et quasi -ogni giorno amazato qualche uno: li prelati scampavano fuora di la -terra. - -Et a dì 15 ditto, a hora di nona zonse lettere in questa terra de -Hyeronimo Zorzi kavalier orator in Corte, date a dì 12 ditto, et venute -prestissime, _unde_ fo chiamado Pregadi. Ma prima se redusesse, da poi -disnar, la Signoria mandò per li oratori di la liga, eccetto quello dil -Papa, et consultava insieme; andono in Pregadi. Per queste se intese -come el Re a dì 12 dovea partirsi de Napoli per venir a Roma, et che el -Pontifice quasi non era fermo etc.; per la qual cosa Venetiani steteno -molto di malavoia, et fo comandato grandissime credenze et streture, et -feceno molte provisione, et el Principe parlò in Pregadi et exortò a la -difensione di la Republica, et si dovesse pagar le decime volentieri. -Et spazò la sera uno corrier a Roma, el qual andar dovesse in hore -40; et comesse a l'ambassador dovesse far ogni cossa che 'l Pontifice -se levasse di Roma. _Etiam_ mandò uno gripho al capitanio zeneral, el -qual se judicava fusse in Puia, che dovesse star lì intorno quelli -scogi de Brandizo, et andar fino a Otranto con l'armada, _tamen_ -non metter in terra, nè far altra movesta se non li scriverà altro. -Al Pontifice ancora fo scritto non dovesse temer di cossa niuna, -confortandolo dovesse star saldo, promettendoli di darli ogni aiuto, et -che Venitiani soli li bastava l'animo a difenderlo, non che essendo li -altri colligati, maxime el duca de Milan volonteroso assà contra esso -Re de Franza; et altre parole de questo tenor li scrisseno, dubitando -non si acordasse col Re. Questo perchè non feva alcuna provisione, ma -diceva cercaria el suo meglio a li oratori. Et però nostri li promise -di mantenirlo nel Pontificado. Fo divolgado el Re promesse de dar el -Principato di Taranto a suo fiul duca de Gandia, et altre promissione -secrete. Et in questi zorni zonse tre oratori o vero messi di esso Re -a Roma; i quali a dì 12 ditto partino: uno andava a Fiorenza, l'altro -a Milan, et l'altro a la Signoria nostra, chiamato Joam Boierdino, -el qual a dì 23 ditto zonse a Venetia. La soa richiesta et quello -volse scriverò poi di sotto. Et a Roma in questo mezo monsignor -Samallo dimandò al Pontifice la investitura dil Reame al suo Re, _sine -præjudicio tercii_, e che li fosse dato el passo che 'l voleva venir -come amico a visitar Santa Chiesia, perchè in ogni tempo è stato bon -fiul et ha difeso quella. _Unde_ el Pontifice li rispose _publice: -pro nunc_ non voler darli alcuna investitura; et che volendo venir el -venisse di fuora via, et che volendo el Re parlarli, lui andaria in -una terra, dove insieme havendo voja Soa Majestà li poteva et poria -parlar. Ma ditto Cardinal et l'ambassador dil Re preditto, adunato li -conservatori et caporioni di Roma, li expose come el Re li mandava a -saludar; et che 'l voleva venir a Roma, et che si ne l'andar a Napoli -haveano habuto Romani alcuna cattiva compagnia, era processo per la -moltitudine dil gran exercito havia; ma che a hora voleva venir con -assà manco zente, et che restauraria tutti chi fusseno stati offesi. -Ai quali, Romani, fatto loro consigli, li risposeno che erano atti a -mantener la voluntà dil Pontifice, et che essendo Soa Santità et li -reverendissimi Cardinali di opinione che la Majestà dil Re non dovesse -più intrar in Roma, che cussì _etiam_ loro erano disposti; _tamen_ -volevano esser servitori di Soa Majestà. Et habuto tal risposta, el -messo dil Re se partì et tornò a Napoli, et el cardinal Samallo rimase. -Ma Hyeronimo Zorzi andato dal Pontifice, et presentato le lettere di -la Signoria persuadendo Soa Beatitudine a doverse partir de Roma; ma -el Papa rispose volerse defender et star fermo; et voleva far 3000 -fanti, et con li 1000 provisionadi nostri et quelli de Milan et li 1000 -cavalli lizieri, _etiam_ lui havia 600 homeni d'arme ai quali havia -dato paga, li bastava a doversi difender; et che staria in castello, -et havia per lui il populo, che, come ho fatto la descriptione, era -XX milia homeni da fatti; sì che non dubitasse de nulla. Et a Napoli -acadete, essendo dismontato re Ferandino in la Calavria a presso -Turpia con alcune zente, havendo reaquistato alcune terre, et dove si -apresentava tutto si rendeva; _unde_ el Re terminò di mandarli zente -a l'incontro, a ciò più non prosperasse. Et mandò mons. de Obegnì con -lanze 200 et 1000 Sguizari. Et in questo tempo venendo 6 zentilhomeni -franzesi a Capua partiti da Napoli, in uno bosco furono assaltati da -alcuni dil paese et amazati, et per più disprecio li fu cavato el cuor -dil corpo, che fo cossa crudelissima, et messe gran paura in Franzesi. -_Etiam_ el zorno avanti de questo, in Napoli fo morto uno Franzese, et -cavatoli el cuor. Queste cose dimostra el mal voler hanno Napolitani a -Franzesi. - -Venne in questa terra a dì 17 Mazo per Po la madre de madona Maria -marchexana de Monferà, et _olim_ mojer dil marchexe Bonifacio di -Paleologi. Questa era vedoa, et fo moglie dil dispoti di Servia preso -et morto da Turchi, la qual za uno anno da poi la morte dil zenero -venne dil suo paese per veder soa fiola, et al presente ritornò con -ganzare et burchii et zerca persone 100. Aloxò a S. Trovaxo, in caxa -di domino Andrea Sench, _olim_ orator dil Re de Romani; et la sera -andò a caxa dil Principe; et habuto lettere di passo, poi che stette -alcuni zorni, con uno gripo passò a Segna, _demum_ per terra andò in -l'Hongaria, et fo a dì ultimo ditto. Et ha uno fiul capitano de esso Re -de Hongaria, _tamen_ per la Sensa stete qui. - -Ancora in questi zorni vi venne madona Paula di Gonzaga, fo sorella -dil marchese Federigo di Mantoa, padre di questo presente, et moglie -del conte Bernardo di Goricia. Alozò a la caxa di ditto Marchexe; poi, -visto la Sensa, a dì 2 Zugno andò a li bagni a Padoa; et ritornò a -Goritia. Poi _etiam_ vi venne la niora dil signor Sigismondo di Este, -fratello dil Duca de Ferrara, con alcune donne; alozò a la sua caxa; -et uno fiol secondo dil magnifico Joanne Bentivoi, chiamato Alexandro, -con alcuni tutti vestiti a un modo a la todesca, con penachi in testa, -veneno incogniti a la Sensa. - -A dì 17 Mazo zonse in questa terra Domenego Trivixan et Antonio Loredan -cavalieri, erano stati ambassadori a Napoli al Re de Franza; et el -zorno driedo riferiteno nel Consejo di Pregadi la loro legatione, -et come el Re era mal in hordine sì de zente _quam_ de danari; ma -Franzesi inrichidi; et non havia più di 12 milia persone, zoè cavalli, -et 8000 pedoni, et cavalli taliani 3000, et alcuni fanti de li qual -conveniva lassar parte in Reame. _Item_ che tutto Napoli se doleva di -le insolentie de Franzesi, di le cative compagnie haveano da loro, -et che Napoli non si poteva più dir quello Napoli era prima; et che -'l Re al tutto se voleva partir, havendo cargado su le galeaze et -alcune barze bona parte di le cosse dil castello: porte di bronzo, re -Alphonso vecchio di bronzo etc., per mandar in Franza; et che esso Re -havea mal animo contra Venetiani, concludendo li havia fatto pessima -compagnia; et questo fo da poi el Re intrò in Reame, che prima erano -assà ben visti. Et volendo a Napoli haver audientia, convenivano star -tre hore aspettar, et ancora, parendole, li licentiavano; et che el Re -_continue_ zuogava su una sala con uno suo muleto, et li coreva drio, -et con una soa favorita niora di la duchessa di Malfi, la qual molto -amava: _etiam_ un'altra tolta a Guastalla. Narrò quelli erano dil suo -consejo, nominati di sopra, et homeni di gran inzegno, et che Franzesi -non servava alcun ordene; et che uno capitanio comandava una cossa et -l'altro non voleva; _tamen_, verso il re erano fidelissimi et tutti -attendevano a uno fine; et che dal concluder di la liga fino a loro -partir, non erano ditti oratori ussiti di casa se non quando andono -a tuor licentia; et che el Re gela dette volentiera; poi disse che -tornasseno, che li havia a dir alcune cosse. I qual tornati, ordinò al -suo consejo li dovesse parlar, et cussì li disseno: _Domini oratores_, -direte a la Signoria che vogli mantenir al Roy la lianza, et che non -saria venuto in Italia se non havesse habuto la lianza sua, et che in -Aste venne el so ambassador ad alegrarse di la venuta di la Maestà Soa, -poi a Fiorenza voi fosti mandati; ne l'entrar in Roma et ne l'intrar -in Napoli vi avete alegrato del suo prosperar; et che non voglia essa -Ill.ma Signoria in questa sua tornata far altro che mantenir la vera -promessa, con altre parole. Et concludeno ditti oratori al Senato che -Franzesi non per altro modo haver acquistato questo Regno se non che -el Reame hanno acquistati loro, ch'è cossa mirabile; et che si dovesse -far ogni cossa perchè non erano molta quantità, et havevano assà odio -a Venetiani, dicendo erano stati causa di ogni loro infortunio. Et -poi che hebbeno refferito, ambidoi introno Savii di Terra ferma, et -il luogo li era sta servato; et mentre erano a Napoli fonno creati, -_licet_ avanti fusseno stati. - -Et intendendo li padri di Collegio questo, deliberorono metterse in -ordene, et venendo di qua dimostrar el poter de Venetiani. Et sopra -tutti fenno provisione de danari, et benchè fusse messe 6 X.me, do al -Monte vecchio et 4 al Monte nuovo, terminono a dì 18 ditto in questo -Consejo di Pregadi, de impegnar le volte et bottege de Rialto di la -Signoria a rason di ducati 8 per cento, et chi depositava in termene -di do zorni havesse do per cento di dono, et quelli li havea affitto -in termene di zorni XV dovesse depositar a l'oficio dil Sal, et che -fusseno exempti di ogni X.ma per angaria di le ditte intrade, come -_etiam_ fo fatto per la guerra de Ferrara; di le qual volte et bottege -in questo mexe et in ditto termene, per Marco Bragadin era Provedador -al Sal a la caxa fo scosso et trovato ducati 60 milia. - -Ancora fo deliberato de mandar a li confini di Oio cavalli 5000 -et Stratioti 600, et ivi star, a ciò venendo el Re per la via de -Pontremolo potesseno resister non passasse, con la zente dil Duca de -Milan, però che _etiam_ lui lì in Parmesana adunava zente; oltra de -questo in Romagna vi dovesse a Ravena star cavalli 2000 et Stratioti -600, i quali bisognando presto si conzonzerebbe con questi. Quelle -zente dil Polesene non fonno mosse. Et in questo medemo zorno, a dì -18 Mazo, col nome dil Spirito Sancto elexeno per scortinio nel Consejo -di Pregadi do Provedadori zenerali in campo, con pena grandissima non -potesseno refudar, i quali fonno Marco Antonio Morosini cavalier era -capetanio di Padoa, et Marchiò Trivixan fo podestà a Padoa. Ancora -preseno de assoldar 2000 Sguizari et far 2000 provisionati oltra li -fanti si havia, et ancora zerca 60 Stratioti, erano venuti driedo li -altri senza esser soldati, fonno tolti et datoli la paga et mandati in -Padoana. _Etiam_ fo assoldato el fiul di Johanne Bentivoi, per do anni, -primogenito, chiamato Hannibal, con homeni d'arme 80 et 40 balestrieri, -da esser pagato per mità col Stado de Milano; et cussì li fo mandati -danari si mettesse in ordene: el qual era in pratica de acordarsi -con Fiorentini. Et el conte Bernardin Brazo, fo fiul dil conte Carlo -conduttier fidelissimo, vene a Venetia, et habuto danari si andò a -levar le sue zente era in Friul et venne in Brexana. Ancora molti -cogioneschi, di la compagnia di Bortolomio Cogion capetanio zeneral -da terra, chiamate lanze spezade cogionesche; et cussì erano expediti -ditti soldati. - -A Milano in questo mezo zonse do ambassadori dil Re de Romani, venuti -per far le cerimonie di la investitura, chiamati d. Marchio Mechz -episcopo di Brixenon et consiglier dil Re, et d. Corado Sturcem primo -cancellier dil Re. _Etiam_ vi zonse uno dil Re et Raina di Spagna, -nominato mons. Joan Claver aragonexe, et el Duca perlongò de far questa -investitura a dì 24 Mazo. _Etiam_ sul Milanese vi zonse in questi zorni -uno capetanio de Sguizari o vero Elemani, mandato per Maximiliano in -so aiuto. Et esso re Maximiliano si aspettava, perchè per lettere di -Hieronimo Gritti da Roverè se intendeva a Trento el vin era montato -ducati 6 la botta; ma per lettere di ambassadori nostri andava da Soa -Majestà, date in Yspruch, dove era et l'archiduca Sigismondo di Austria -homo veterano, _licet_ al presente non habbi alcun dominio per haverlo -renonciato a ditto Re di Romani, et se intese ancora la dieta non era -compita a Vormes, et non era per venir in Italia cussì presto. - -A Ravena accadete che Stratioti alozati a uno monasterio de frati -chiamato Santa Maria in Porto, _unde_ veneno a parole con ditti frati, -_ita_ che 7 frati ussite fuora, et ferino alcuni Stratioti, et amazò -uno cavallo di valuta di ducati 50. _Unde_ Stratioti si messeno contra -questi frati, et li feriteno, et poco mancò non li amazasse. Era ivi -Piero Duodo loro provedador, et pur fo tasentate le cosse, essendo -stati prima causa di tal movesta li frati. - -A Roma, per lettere di 18 zonte a dì 21 Mazo, nostri fonno -certificati... come era venuti a Roma, et voleva la investisone dal -Pontifice dil Reame a lui pertinente _de jure_. L'altro a dì 18 ditto -se partì per andar a Napoli a trovar el Re de Franza, chiamato misser -Zanon de Molins, el qual _alias_ fo a soldo di la Signoria nostra a -la guerra de Ferrara, quando vi era el suo Duca. Et ancora in questo -medemo, ditto orator partito per andar a Napoli, mandando li soi -cariazi avanti, in Roma, a una piaza ditta la piaza Judea, fonno -assaltadi et tolto ditti cariazi et robe con li cavalli, et fo soldati -romani, cridando: Marco! Marco! Et l'ambassador ditto, tornato, fo -ricevuto in caxa da Hyeronimo Zorzi orator nostro, et stete do zorni -facendoli bona compagnia, et andono dal Papa dolendose de questo. Et -li caporioni fece tuor le robbe et messe in salvo; _tamen_ mancò uno -cavallo di valuta di ducati 100. Et l'ambassador nostro fece uno edito, -si era soldato di San Marco fusse apicato. Et oltra di questo venendo -tre oratori dil Re al Pontifice, zoè el cardinal S. Dyonise, mons. -de Brexa et Frances mons. de Lusemburg, et alozati mia X di Roma, et -_etiam_ veniva el cardinal San Piero _in Vincula_, ma pur non volse -venir di lungo, ed andò a Grota ferata mia 25 da Roma. Ma questi tre -venendo per venir a Roma, et el Pontifice ordinò a la soa fameglia -dovesse andarli incontra, _etiam_ vi volse andar contra el Cardinal -preditto, do cardinali San Clemente et Santa Anastasia. Ma mentre -questi andavano, acadete che ditti oratori mandò avanti uno araldo -di mons. de Brexa, el qual arente le porte fo spoiato; et ancora el -zorno avanti havia mandà el so cuogo per metter ordene a quello era di -bisogno, et alcuni Spagnoli di la guarda dil Papa el trovò et lo amazò. -La qual cossa intendendo ditti oratori, non volseno venir di longo, et -subito spazò al Re notificandoli questo, sì che quelli erano andati -contra convenne ritornar, et non vi venne quel zorno. _Unde_, inteso -questo, el Papa have molto a mal, et fece inquisitione chi havia fatto -questo, et mandò per piar (_pigliare_) alcuni i quali erano fuziti a -dir al cardinal S. Dyonise non dovesse dubitar de niente, et intrasse -liberamente, et poi intrò come più avanti intenderete. Zonse ancora a -Roma Sonzin Benzon da Crema zentilhomo nostro, agregado per li meriti -del padre l'anno 1483, con 50 cavalli lizieri; et era altri 500 cavalli -lizieri alozati a Vitrali, et a dì 24 ditto doveano far la mostra in -Roma. - -A dì 19 ditto intrò in Roma li ditti tre ambassadori dil Re di Franza -a hore 23 bene in ordene. Li andono contra la famiglia dil Papa et de -Cardinali, et come vidi una lettera di Roma, mons. de Brexa havea più -di 60 mule carge di robe, et zerca 40 pulieri zoveni de Reame, et assà -zente d'arme conduceva le ditte robe. Alozono in palazo dil cardinal -S. Clemente, et al zorno driedo have audientia. Et Colonnesi erano in -Roma praticava con li primarii romani volseno lassar intrar el Re, et -che non vegniva per far alcun mal; ma quelli li rispondevano: prima -manzerebbe sui fiuli, che consentir mai la sua intrata, et quando ben -el Papa consentisse, loro erano fermissimi. Et davano gran pressa, sì -in racoglier qualche biava che ancora non era mature, _quam_ in far -provisione in la terra. Le porte era partite a custodia de fanti, et -fo ordinato li nostri provisionati con Francesco Grasso capitano loro -vardasse la porta di San Paulo, et un gran spatio de muro, che fece -bastioni, ripari, revelini, et altre cosse necessarie; _frustra_ fece, -come dirò di sotto. - -Antonio Grimani procurator capetanio zeneral, in questo meze per -lettere di 7 di questo, se intese era a Corphù con galie 19, et feva -impalmizar per andar in la Puia, et con desiderio aspettava le tre -galie partide de qui, zoè dil provedador Zorzi, la galia Bembo, et -la galia Cornera, et _etiam_ el resto di le galie se armava in Candia -n.º 12, et havia retenuto do nave, zoè quella di Stefano et Theodosio -Contarini, patron Zaneto da Muran, et quella de Piero Sagredo et -compagni, patron Antonio Amai; et _etiam_ alcuni gripi meneria da -Corphù per far più grossa armada. Et Hyeronimo Contarini provedador -era al Saseno. Et è da saper che 3 galie era a l'isola de Cipro, zoè -Cabriel Barbarigo, Zorzi Cabriel, et la tragurina. Quello poi di ditta -armada seguite, più avanti scriverò. - -A dì 19 ditto venne a Venetia Zuan Bragadin patricio nostro, era -stato mercadante a Napoli, et partito de lì el zorno driedo si partì -li oratori nostri, et andò in Puia, et andò la matina in Collegio -et referite molte cosse a la Signoria, _maxime_ come tutta la Puia -desiderava de esser sotto S. Marco, et, non volendo la Signoria tuorli, -chiameria Turchi, però che per niente non volevano più Franzesi, et che -a Leze era el vicerè mons. de la Spara con zerca 200, el qual stava in -castello, et li populi li era contrarii per certe manzarie havia fatto, -et volevano esser restauradi; et lui stava con paura, come se intese -per Marin Morosini venuto mercadante stato in Leze; _tamen_ da poi se -partì, et andò ad habitar a Misagne mia 8 a presso Brandizo. _Item_ -come quelli di l'Aquila non havea voluto pagar el dacio di le piegore -al Re, et andono in Puia et tolseno li soi bestiami et li menò su el -suo. Ancora in Manfredonia acadete certa novità contra Franzesi. _Item_ -che Franzesi erano zente poltronissisima, sporca et dissoluta; prima -sempre stano in pecai (?) et in atti venerei; le tavole sta sempre -preparate, nè mai si cava mantili, nè si scova sotto; che intravano -al principio in le caxe in Napoli, tolevano le miglior camere, et in -la pezor mandava el patron di la caxa; andavano in caneva, toleva vini -et formenti, et mandavano a vender in piaza; sforzavano le femene, non -havendo alcun rispetto: poi le robavano et toleva li anelli di dedo -(_dito_), et quelle feva resistentia, li tagliavano li dedi (_dita_) -per haver li anelli; stavano molto in chiesa a loro oratione; havea -12 milia cavalli et 500 Sguizari, et el resto era zente inutile, -osti, meretrice, arte di ogni sorte; et che tutte le arte in Napoli -era lavorato per Franzesi: el Re cavalcava per la terra hora con 100, -hora con manco di XVI cavalli, senza servar alcun ordine nè decoro -regio; che el Re era liberal, ma non havia danari, et li soi erano -richi, vestiti di seda etc.; che l'ultimo zorno che 'l se partì, vide -disficar et averzer alcuni magazeni de mercadanti zenoesi, et tuor la -roba et cargarla su le galeaze insieme con le altre arteglierie; et -che el Re voleva far un fontego a Segna per Todeschi, a ciò specie non -havesse spazamento a Venetia; _item_ che Franzesi lievano assà vanie, -et _conclusive_ fevano pessima compagnia a Napolitani: et che vorebbeno -Napolitani più presto esser sottoposti a ogni altra generatione che -a questi; che non vi sono ivi porte nè fenestre, ma brusate per non -comprar legne; li cittadini al meglio potevano si partivano de lì, -lassando la roba et la caxa in le man de Franzesi, et loro habitava in -le ville; et che a le donne era sta usato gran violencie, prima usato -con quelle contra il voler suo, de li mariti, padri et fratelli. _Et -accidit_ che uno barone franzese, intrato in caxa di uno cittadino che -havia una bellissima fiola, et volendo ivi far bona ciera et disnar, -volse fusse presente la ditta figlia; et poi disse al padre che al -tutto lui la voleva haver, promettendoli etc. Et el povero padre -rispose voleva dimandar a la moglie et a uno suo fiul. La qual per -niente non volendo soportar tal inzuria, et non potendose defender -in altro modo, el fiul disse: ordinate el venghi et dateli l'hora, et -cussì fo ordinato. Et venne dito franzese, et andò in camera con lei, -et avanti lui la tocasse, vi entrò ditto suo fratello, et amazò quel -franzese et scapò via. El padre medemo andò con lagrime a notificar -tal caxo al Re; el qual mostrò molto dispiacerli, et haver meritato la -morte. Et disse: fate venir vostro fiul dentro qui, che li perdonarò. -El qual venuto, a pena si butò a piedi dil Re, che da alcuni franzesi -fo amazato; et el Re non fece altro. Le donne erano ne li monasterii; -pur fo divolgato al Re cavò una munega di uno monasterio, Santa Chiara, -et usò con lei, non li bastando la favorita di Malfi; et ancora molte -altre che li era menate per soi Franzesi. - -A Milan, a dì 18 Mazo zonse Hieronimo Lion et Francesco Capello -kavalieri, con Marin Zorzi dottor, nominati di sopra; de li qual, do -andavano hora in Spagna. Li vene contra prima 4 del consejo secreto, -consejeri dil Duca, poi Sebastian Badoer kavalier, _cum_ altri pur dil -Consejo. _Demum_, fuora di le porte de Milan venne el Duca con zerca -cavalli 700, et el Marchexe de Mantoa, el qual ivi in questi zorni era -andato per ritrovarse a la investitura; _etiam_ venne li do oratori -dil Re de Romani, uno di Spagna, uno di re Ferandino, uno di Fiorenza, -uno di Ferrara, uno di Monferà et uno de Luchesi. _Item_ el signor -Galeoto di la Mirandola, el conte de Caiazo, el signor Fracasso di San -Severino et Hannibal Bentivoi fiul di messer Joanne da Bologna, con -altri di la corte, et accompagnò ditti oratori per mezzo la terra, con -grande honor fino a lo alozamento a loro deputato, et per el Duca facto -ornar. Et la sera li fo fatto le spexe, poi el Duca li mandò ducati 50 -da farsi le spexe. Et questi do andavano in Spagna per questi 8 zorni, -et a Lion dimorava ivi, li dette li ducati 100 secondo el consueto, -sì come si dà al suo in questa terra. Et el zorno sequente, che fo -a dì 19, andono a l'audientia vestiti d'oro, et Marin Zorzi con uno -manto di seda, per non esser cavalier. Et volendo esso Marin Zorzi far -l'oratione, per esser el più zovene, latina, el Duca volse la facesse -_vulgari sermone_, et cussì fece. Et in questo medemo zorno el Duca con -el Marchexe et tutti li oratori andono contra don Alphonso da la ca' da -Este suo cognato, fiul primario dil Duca de Ferrara, veniva a questa -investitura, et alozò in castello, et la investitura era ordinato di -far la Domenega proxima a dì 24. - -Ancora in questo zorno venne lettere al Duca dil suo campo di Aste, -come haveano habuto uno castello mia do lontano di Aste a discretion, -chiamato Aliano, et seguitavano vigorosamente l'impresa, _tamen_ -haveano inteso zente franzese passar di qua da monti, et esser -passato el Bastardo de Borbon et 800 franchi arcieri. Sul Milanese era -comenzato a zonzer zente alemane et Sguizari, et altri volevano soldo, -i quali capitono nel ditto campo. Oltra di queste, se intese che el Re -feva sollecitar la sua armata a Provenza. Aspettavano ancora a Milano -oratori de Fiorentini, et il vescovo Angelo legato dil Pontifice per -intravenir a ditta solennità, _tamen_ non ne veneno. - -Fiorentini continuamente fevano consigli per difenderse di la venuta -dil Re, et fo divulgato volevano intrar in la liga, et li soi oratori -erano a Napoli più volte al Re dimandono licentia de repatriar, ma el -Re non ge volse darge, dicendo volea venisseno con lui a Fiorenza; et -pur esso Re eccitava Pisani, et fo divulgato in questi zorni haver -mandato a Pisa 800 Bertoni meschiati con Sguizari, et tre nave de -formenti. Et _etiam_, Pisani acquistarono la fortezza di Librafratta, -Fiorentini l'havia recuperata. Et el duca de Urbin, accordato a soldo -de Fiorentini, se metteva in ordene: et quello acordò ditto Duca fo -Francesco Gadi secretario de Fiorentini, el qual altre volte venne in -questa terra per causa de certi contrabandi de panni trovati a Vegia, -come orator de quella comunità. Ora a dì 24 April condusseno in Augubio -l'accordo di darli ducati 30 milia a l'anno, tenendo elmeti 220, et non -li potè dar titolo de capetanio[129], et non volevano quelli romper. -Et in questi zorni acadete a Fiorenza certe novità, però che fonno -retenuti do Fiorentini di caxa di l'Antella, et folli opposto volevano -far novità in la Republica, et uno di XX acopiatori, chiamato Juliano -Salviati, refudò l'ofitio suo; _unde_ in elezer in loco suo uno altro -fo qualche discordia, et molti non volevano mandar suoi ambassadori a -Venetia et a Milan, _licet_ vi fusse uno per praticar de intrar in sta -liga; et tanto ebbeno paura dil Re che mai volseno esservi. - -A Roma essendo zonto li oratori dil Re di Franza, come ho ditto, et -deputata dal Pontifice l'audientia, andono tutti tre, el cardinal San -Dyonisio, mons. di Brexa, et Frances mons. de Lusemburg. Et essendo per -intrar dove era el Papa, se ritrovò esser lì el Cardinal Curzense, et -volse intrar con loro, dicendo era stato primo havia praticato per el -Re col Papa. Et ditti oratori non volse vi entrasse, _unde_ fenno di -gran parole, _tamen_ non intrò, et d'indi se inimicò col Re. Or intrati -dimandò tre cosse: la prima la investitura dil Reame et coronatione, -promettendo pagarli ogni anno ducati 50 milia di censo, secondo il -consueto primo, et darli ducati 100 milia che restava debitori di più -censi a la Chiesa el re Ferando et Alphonso; seconda, che 'l voleva -venir a Roma come bon fiul di Santa Chiesia, et esser a parlamento con -Soa Santità, et pur volendo fuora di Roma l'era contento, et che 'l -dicesse qual terra li pareva, et non volendo che 'l voleva vegnir con -tutto l'exercito in Roma et non con puoca zente; et che ivi poneriano -qualche conclusione zerca a la expeditione contra Turchi. _Unde_ -el Pontifice volse far concistorio; et cussì a dì 22 Mazo chiamò -concistorio, et rispose a ditti oratori che manderia do ambassadori a -Soa Majestà, et che 'l venisse in Roma; ma di la investitura lui era -zudexe, et bisognava intender le raxon di queloro dimostrava haver -action in ditto Reame, et che non mancheria di raxon: _etiam_ voleva -haver l'opinion de li soi colligati, et comesse dovesse scriver al loro -Re questa risposta. Et a dì 21 ditto Hyeronimo Zorzi orator nostro andò -a visitar ditti oratori, dimostrandoli bona ciera. - -A dì 20 zonse lì a Roma Piero di Medici partito da Napoli non con molta -benivolentia dil Re, et Juliano suo fratello era in Civita de Castello -col Cardinal. - -A Napoli per lettere di 17 Mazo, di Lunardo di Anselmi veneto consolo -nostro, in zifra, venute a dì 23 ditto, se intese come Franzesi erano -mal visti in Napoli, et ogni zorno seguiva qualche inconveniente, et -Franzesi dubitavano di non esser taiati a pezi, et che, _judicio suo_, -non partiria questo mexe el Re, perchè le artiglierie fece cargar su le -galeaze havia fatto discargar, benchè da po' le fo _iterum_ cargate; et -che havia fatto un per di noze di mons. de Ligni suo cuxino in la fia -fo dil Gran Siniscalco, a la qual apartien el principato di Alte mura -ha don Fedrigo, et quello ge lo dete in dota privando don Fedrigo di -quello; et che era zonto uno messo dil Signor turco al Re a dimandarli -el corpo di suo fratello Giem sultam, prometendo darli reliquie de -Santi a l'incontro, che saria assà acete a esso Re, per haver nome de -Christianissimo. _Item_ che havendo più volte fatto conzar in Napoli, -per intrar come Re con triumpho, pur a dì 12 ditto intrò sotto una -umbrella d'oro con la chieresia, che li andò contra, et li Sezi era -conzati con bancali et altri adornamenti. - -Ferandino veramente zonto a Messina, che fo a dì 17 April, dove vi -messe in terra la Raina et fo _honorifice_ ricevuta come sorella dil -loro Re, et li veneno contra esso Re col palio d'oro, et li promise -darli 2000 fanti pagati per loro fino guerra finida et fusse ritornato -in Napoli, con questo li prometesse di farli liberi et exempti -Messinesi de ogni angaria, dacio etc. sì de Napoli _quam_ de ogni altra -terra di Reame; et cussì li fece privilegio. Et trovato le caravelle -de Spagna, era smontato in la Calavria, operato come ho scritto di -sopra, et molte terre havia rilevato la soa insegna. Et el re Alphonso -suo padre, partito de Mazara con le so cinque galie havia et do barze, -a dì 20 April, fo el zorno de Pasqua, andò a Palermo dove da don Joam -de la Nuze vicerè de Sicilia per el Re de Spagna fo con grande honor -ricevuto, et lui non volse dismontar, ma su la pope di galia fe' XII -cavalieri. Quello di lui et di re Ferandino poi successe, scriverò di -sotto. - -Maximiliano re de Romani in questo mezo compite la dieta, _tamen_ -le cosse di Elemagna era in gran combustione, nè poteva esser la soa -venuta in Italia presta come se sperava. Questo perchè molti soi baroni -et el Conte Paladin et altri erano sdegnati sì per haver tolta moglie -del parentado de Milan, la qual cossa senza il suo voler fece, _quam_ -per haver dato la investitura a questo duca Ludovico presente, et non -li volevano dar alcun aiuto a venirsi a incoronar. Et in questo tempo -passò per Roverè et per Veronese uno so ambassador andava a Roma dal -Summo Pontifice, et cussì passavano quelle cosse. - -Da mar, per lettere di 9, venuto uno gripo prestissimo, per le qual -nostri fo certificati come el Capetanio zeneral era con galie 19, -et preparava l'armada, facendo impalmizar, et restato per causa di -biscoti, i quali lui faceva far a Corphù, di non esser andato in Puia, -et più presto poteva se expediria passando in Puia _juxta_ i mandati; -et _tamen_ haveva qualche dubitatione di l'armada de Turchi che non -uscisse, la qual era quasi in ordene, et molto grossa, _ut dicitur_ -vele 200. Et mandò lettere, da Costantinopoli di 20 April de Alvise -Sagudino secretario nostro ivi zonto, et notificò esser zonto et -recevuto con grande honor et festa, quanto mai altro orator vi andasse. -Et andato a la presentia dil Signor, quello si levò da seder dil suo -mastabè, et feceli gran festa, et referita la sua imbassada, havendo -salutato per nome di la Signoria Soa, li dechiarite la morte certa di -suo fratello a Napoli; la qual nuova el Turco hebe molto a grata et -disse: Ela certa? benchè da altri avanti l'havemo intesa, ma non la -credevemo. Et perchè è stà tanto quella Signoria a mandarme a dir tal -bona nova? Et el secretario si excusò che el tempo et le fortune dil -mar lo havia tenuto, et che subito che la Signoria intese la verità lo -spazò per notificarli questa consolation. Et el Turco poi li disse: -Havemo bona paxe con la Signoria. Li rispose: Bonissima. Et poi esso -Signor si messe la man a la testa, dicendo: Allà! quasi rengratiando -Dio di la morte dil fradello, et disse voleva haver sempre bona paxe -con la Signoria, et che 'l suo stato fusse di quella._ Item_ che -'l voleva mandar a dimandar al Re de Franza el ditto corpo, e darli -reliquie, come mandò et ho scritto di sopra. Et volse intender come -el Re de Franza era venuto in Italia, et la Signoria lo havea lassato -tanto prosperar. Et ditto secretario li rispose che era certo, nostri -fin quel hora havrebbe provisto a ciò el non prosperasse più; et altre -parole tra loro usono, volendo sopra tuto esser grande amico nostro. -_Item_ che sperava obtenir che vi tornasse Baylo, come prima. Narra -_etiam_ come 60 galie era butate in acqua, et altre palandarie, fuste -et navilii, a la suma di zerca vele 200 havia la sua armada, nè si -sapeva dove volesse andar; _tamen_ era da ussir, altri diceva a Scyo -altri a Rhodi. Ancora notificò el Signor haverli dimandato la causa -la Signoria feva grande armata, come l'havia inteso. Li rispose: Per -questo Re de Franza, a ciò per terra e per mar se potesse, volendo, -farli guerra, e disfar li soi pensieri. Et el Signor disse: Sta ben. -Et dimandò poi che exercito ha ditto Re. Rispose: Persone da 30 in 40 -milia venute con lui, poi le zente di Reame et la soa armada. Et el -Signor disse: Hallo bona paxe con la to Signoria? Li rispose: Bona. Et -alcuni bassà disse: Come si è bona paxe, perchè la Signoria fa tanta -armada et ha mandà a tuor Stratioti? Et ditto secretario rispose: Per -star preparati, per poter obviar a quello puol occorrer, perchè quando -l'intra lo fuogo in caxa dil vicino, si vuol haver l'acqua preparata -li circostanti. Oltra di questo el Signor mandò per Camalli turco, -corsaro assà nominato di sopra, et li dete salvo conduto: si judicava -el volesse farlo capitano di parte di la sua armada, et lui non volse -andar, per dubbio di la vita: _ymo_ sul mar si fece forte, et habuto -uno schierazo dal Bassà di Nigroponte, sì che havia zerca 200 in sua -compagnia. - -Et pochi zorni da poi queste lettere da Corfù, venendo uno altro gripo -con lettera dil general dal Saseno, di 16 o ver 19, et zonto a Parenzo -volendosi partir per Venetia, nel colpho di Trieste sopravenne fortuna -et rebaltò el gripo et anegò homeni XV, scapolò solum do, i qual tolse -le lettere veniva a la Signoria, et le portò bagnate, et li fo donato -ducati 10 per uno. _Etiam_ era lettere di Constantinopoli di 30 April, -notificava come el Turco feva lavorar l'armada di 90 galie, 60 fuste, 4 -nave, 4 palandarie et altri navilii per numero vele 200, et che voleva -far uno exequie molto honorevol a suo fradello, per la qual cossa i -panni d'oro et d'arzento era in gran pretio, et tutti ne comprava, et -fece dar barili do di aspri, che era assà milia, per l'amor di Dio per -l'anima de so fradello preditto; et havia gran alegreza. - -A dì XV Mazo zonse Piero Bembo soracomito a Chasopo. _Item_ è ha saper -come per avanti zonse a Corphù 7 barze di Spagna carge de Zudei vegneva -di Reame, armade benissimo, et voleva metter in terra; et el zeneral -non volse lassar dismontar, e loro andò su la Turchia, et ivi le -discargò: era de teste n.º 1000 in suso. - -A dì XV el zeneral si levò da Corphù, e zonse quel di Chasopo con -galie 12 et una fusta; et a dì 16 zonse el gripo armado, la Signoria li -commetteva dovesse passar a Brandizo. - -A dì XVI ditto zonse lì uno ambassador di Brandizo per nome di la -comunità volea dar le chiave al zeneral, el qual non volse accettar se -prima non scriveva a la Signoria. - -A dì XVII ditto zunse al Saseno, dove era andato el zeneral, uno -ambassador de Garipoli, dimandando soccorso di zente et vittuaria; et -el zeneral rispose avisaria _etiam, ut supra_. - -A dì 19 passò dil Saseno in una fusta di 17 banchi di Turchi, con uno -ambassador di la Porta andava a Brandizo con lettera dil Signor al re -Ferendo, et l'ambassador era homo molto sagace, et cussì andò di longo -a Brandizo. - -A dì ditto venne uno gripo da Constantinopoli con lettere, come el -Turco feva grande armada, za galie XXV impalmade, con molte bombarde, -passavolanti et artegliarie. - -_Item_ el capetanio zeneral mandò Zuan Francesco Venier in Arcipelago, -era soracomito, con comission di poter retenir nave et galie quanto -li pareva bisogno, per tenir securo el mar de corsari, et altra cossa -potesse ocorrer. - -A Corphù rimase 5 galie, le qual se impalmizava, con ordene de venir -drio a Brandizo el capetanio, et comesso al Baylo de retenir et armar -ogni nave capitasse de lì et mandar in Puia. - -Domente queste cosse in Italia se fanno, fo divolgato el Re Federico de -Dacia, el cui titolo è _Dacie, Suetie, Norvegie, Gothorum, Alanorumque -Rex_, haver cridato la guerra al re Henrico de Inghilterra el cui -titolo è _Anglie et Francie Rex ac dominus Hibernie_. Ancora el Duca -de Yorch, fo fiul di re Edoardo, essendo stato ne la Fiandra con suo -zerman cusino archiduca de Bergogna, al presente dovendo, _ut dicitur, -de iure_ esser Re di l'isola de Inghilterra, deliberò passar con aiuto -de alcuni populi. Et la causa perchè ditto Regno a lui li aspetta, -et il modo fuzite de l'isola, più avanti, quando passerà ne l'isola, -lezendo vedrete. Et ditto Re de Inghilterra scrisse una lettera a -la Signoria, alegrandosi di la liga, et che, havendoli dato noticia, -_etiam_ lui forsi sarebbe intrato, et che era amico, offerendosi etc. - -A dì 23 Mazo zonse a Venetia quello messo nominato de sopra dil Re -de Franza, chiamato Joam Boierdim, et alozò a S. Zorzi con mons. di -Arzenton, et a dì 24 andò a l'audientia con ditto ambassador; et prima -vete (_vide_) gran quantità de soldati, chi volevano conduta, chi erano -expediti. A li qual ditto araldo usò alcune parole bestial, et per -ditti soldati li fo risposto. Hor, intrato da la Signoria, notificò -in conclusione el suo Re voleva la lianza li era sta promessa, et che -cussì como a l'andar per la Signoria non li era sta dà alcun impazo, -_ymo_ aiutato, cussì pregava facesse nel ritorno, però che 'l vuol -tornar in Franza. Et li fo risposto sapientissimamente; la qual fu assà -secreta. - -Venne ancora in questi giorni el conte Ranuzo di Farnese et altri -condutieri, sì per intender el voler de quella, _quam_ per offerirse, -havendo fatto le sue mostre; et a questo fo cressuto, oltra li 400 -cavalli havia, altri cavalli 200. _Etiam_ venne Febus di Gonzaga, -cusino dil Marchexe di Mantoa, et con Antonio Triumpho ambassador suo, -et andò a la Signoria, però che li era fatto comandamento facesse -cavalcar la zente verso Oio; el qual Marchexe havia cavalli 1700, -in tempo de pace, et in tempo de guerra con suo barba cavalli 1200. -Et questi volse soventione, et li fo dato, oltre le page ordinarie, -ducati... milia subito. - -Venne _etiam_ uno secretario dil signor de Pexaro, chiamato Lorenzo da -Siena, et ditto Signor fo condutto con cavalli 400 a soldo di la liga. -Et a dì 20 ditto venne Bartolomio di Rossi bolognese, secretario de -Hanibal Bentivoj, per ringratiar la Signoria di la conduta habuta, et -haver danari per potersi metter in ordene; et el stado de Bologna era -con nui, perchè el magnifico Joanne havia stipendio et provisione de -Milano di ducati 16 milia a l'anno. - -Et vedendo nostri el Pontifice pur star constante in volerse mantenir a -Roma, fo terminato a dì 23 Mazo nel Consejo de Pregadi de far cavalcar -a Roma el Signor de Rimano con la soa conduta, et quello di Pexaro, -et la zente dil Duca de Gandia. Et fo dato ad Alvise Becheto orator -dil Papa ducati 2000 per ditte zente, et fo scritto a Piero Duodo -provedador de Stratioti a Ravena, dovesse transferirsi verso Roma, et -fo scritto a Roma de queste provisione, prometendo mai mancarli de ogni -aiuto. Et a dì 25 ditto feceno alcuni capi de provisionadi, nominati -di sopra, et scrisse a li rettori di le terre nostre de terra, che -per tutto se dovesse far la descriptione de li homeni da fatti, et -quelli volevano soldo, però che fama era Venetiani voleva far X milia -provisionati. Et scrisse a Lunardo Mocenigo, luogotenente in la Patria -dil Friul, dovesse con Nicolò Savorgnan cavalier et azonto a la dignità -dil Mazor Consejo per soi meriti, veder facesse 1000 provisionati lì -in la Patria, li qual ad ogni bisogno fusseno preparati. _Etiam_ per -Collegio elexe Piero Michiel da San Polo provedador al levar le zente -de Romagna, zoè Rimano et Pexaro, et quelle condurle a Roma. Fo mandato -200 curaze di l'arsenal a li Stratioti a Ravena, a ciò fusseno armati, -et altre provisione a la zornata nostri faceva, preste, optime et -necessarie; et el Collegio se reduseva molto a bon'hora. - -A Milan a dì 26 Mazo fo fatto la solennità di la investitura: la qual, -el modo et come sarà qui sotto scritto. Et è da saper che prima fo -fatta uno venere, _secreto_, in camera dil Duca con tutte le cerimonie, -et queste per esser bona hora, habuta dal suo Maistro Ambrosio, -astrologo, dil consejo del qual _nunquam_ si parte, imo tutto fa per -ponto di astrologia. Et poi _publice_ si doveva far la domenega, a dì -24; ma ditto astrologo non volse, et fo dimorato fino a Luni, nel qual -zorno fo tanta pioza, che pareva el mondo venisse a terra; et cussì fo -fatta el Marti, a dì 26 ditto. - - -_Ordine et cerimonie usate a Milano in la investitura dil Duca a dì 26 -Mazo 1495._ - -Prima fo conzato tutte le strade veniano dal castello fin a la piaza -dil Domo, con certi corni de dovicia fornidi d'erbe et in mezo le -sue arme. Et a l'intrar nel campo dil Domo era uno edificio di legno -con tre porte a la romana, conzado con depenture et erbe. Et passado -ditte porte, et zonti su la piaza, era un soler tanto largo quanto -la presentia di la chiesia, alto... de' gradi, con colone, el cielo -dil qual era coperto di raxo cremexin con stelle d'oro fatte a man. A -l'incontro dove si montava suso era questo medemo pur coperto di raxo, -ma con arbosseli d'oro per dentro. Nel loco preditto era un altar con -certi santi, non grandi, d'arzento di sopra; vi era una credentiera -d'arzenti, sopra la qual vi era tra vasi et secchii grandissimi, pezi -58; _item_ figure di santi, 35, coppe et altri vasi a compimento più -di cento e undexe grandi et magnifici; valea zerca ducati 30 in 35 -milia. Da la banda era aparechià do loze da sentar, a banda destra per -la Excellentia dil Duca, sopra la testa e a le spale d'oro a la sua -divisa, che è bianco et paonazo; el cancello davanti era coverto de -restagno d'oro con tre cussini pur di restagno. Da la banda zanca, dove -dovea star li Ambassadori, era di sopra a le spale pur di drapo d'oro, -sì come ho ditto, el canzello davanti coperto di raxo cremesin; in -terra tapedi e bancali, e poi molte banche per sentar diverse persone. -Et a l'hora deputata, el se partì de Castello i Ambassadori dil Re -de Romani con 50 trombeti, acompagnadi da zerca 100 cavali tra la sua -fameglia et altri cortesani e signori, i quali condusseno al Domo su -el ditto soler, al luogo destro deputato a la persona dil Duca. Da poi -non molto, a hore zerca 16 venne la compagnia e corte sua a do a do, -numero 388, tutti vestidi di seda, d'arzento et d'oro, la mazor parte a -la longa, su boni e belli corsieri, tra i qual era più di 130 vestiti -d'oro, più di 80 d'arzento, el resto de seda. Driedo i qual venne -el Signor in mezo di l'ambassador di Spagna et di Napoli, driedo lui -era la Duchessa in mezo di Sebastian Badoer et Hyeronimo Lion oratori -veneti, poi altri do che andavano in Spagna, Francesco Capello kav.r -et Marin Zorzi dottor; driedo loro Fiorenza, Ferrara, Bologna e Zenoa -et altri; poi donne 58 a cavallo driedo la Duchessa, vestite a la -castigliana, ben in ponto, et la mazor parte d'oro con belle perle et -altre zoie. Poi 4 carete: una bellissima dorada, coperta di restagno, -et cussì i collari di 4 cavalli liardi la tirava; et le altre tre -coperte una di arzento et do di seda, ne le qual era donne di la corte -sua con bellissimo ordine. Et zente assà per tutto, sì per i balconi -come per la terra; i frati de ogni ordene tutti suso le strade a lai -(_a lato_) i muri sì nel andar come nel ritorno. Apresentadi suso el -soler, cadauno ai luogi soi, a banda destra li Ambassadori dil Re de -Romani, et el Duca in mezo; a banda zanca tutti li altri Ambassadori -et signori, zoè el Marchexe de Mantoa, don Alphonso fiul dil Duca -de Ferrara, misser Hannibal Bentivoj fiul dil magnifico Joanne, e -cadaun sentadi secondo i suo luogi. Era su quel soler più de persone -1000, tra li altri era 160 dottori vestidi di scarlato con colari et -bareti di varo. Da poi sentadi el venne l'arzivescovo de Milan, zoè -quel va orator in Spagna, con molti prelati e calonegi ben vestidi, -et lui aparato per dir li officij, et cussì quello per lo evanzelio -et epistola. Ditto l'introito et cantado do epistole et l'evanzelio -et altre cerimonie fatte a l'ambroxiana, cantono le litanie et certe -laude per raxon benissimo, per esservi boni cantadori in Milano. Et -poi si levò in piè uno misser Corado, uno de li Ambassadori dil Re de -Romani preditto; el qual fece una oratione a tutti, et presentato al -Duca la lettera dil suo Re con alcuni capitoli, quali el Duca letti in -publico, li fu apresentado uno messal et in pie', coram omnibus, zurò -di observarli. Poi li fece cavar uno suo vanto (_guanto_), digandoli -certe parole, li messe uno anello in dedo (_dito_). Poi si fece dar -uno manto di raxo cremexin foderà di armelini e con un colar largo 4 -dea pur fodrato, aperto sopra le spalle, sopra el qual disse _etiam_ -alcune parole, et sì gel messe indosso sopra una vesta lui havea a -mezza gamba pur di raxo cremixin. Indi poi li fo portato una bareta, -fatta a modo una celada, con una ponta da driedo longa, e davanti -con un revoltin, con uno filetto de varo, et di sopra un centurin -d'oro a torno. Dopoi li fo apresentado uno stendardo tutto rosso in -la man zanca, picolo, in segnal di sangue, con le arme. El Duca havia -bolzegnini biavi in piedi. Or poi li fo dà uno stendardo grando d'oro -con l'aquila negra, el bisson inquartà, ne la man destra. Dà questo, -el tolse el rosso et butollo al populo con molte altre bandariole di -l'arma sua fatte di tela. Poi li fo apresentato la spada nuda in man, -la qual dete a tegnir al conte di Melzi, et el stendardo fo dato a -portar al conte Galeazo de San Severino. Dopoi li dette il sceptro, -zoè una bacheta, la qual ditto orator gela presentò con una reverentia -fin in terra; la qual in cima havia uno pomo d'oro. Et fatto questo, se -conzò a sentar tutti, et montò su uno solaruol misser Jasom del Mayno -jurisconsulto famosissimo et dil consejo secreto de ditto Duca, et fece -una oratione in ringratiar quelli oratori per nome dil suo Signor de la -investitura habuta, et fo molto longa. Poi compita, et levato el Corpo -de Christo, et finita la messa, hauta la beneditione era hore XX, et -li fo apresentà per li dottori uno baldacchin damaschin bianco torniato -de vari; e quelli lo portono tutti a torno el cavallo dil Duca insieme -4 di primi di Milano, che era a le staffe, vestiti d'oro fin in terra. -Era portata avanti el stendardo et la spada, portata da li sopraditti. -La Duchessa driedo con le damisele, oratori etc. tutti a cavallo, -in tutto n.º 400, cridando i soi servitori: Duca! Duca! ma pochi dil -populo. Et cussì ritornono in castello, con soni di trombette, pifari, -campane et bombarde; sì che, tornati li oratori a caxa, era hore 22. -Et è da saper che a torno la piazza dil Domo era soleri, et in tutti -zerca persone 50 milia vedeva. Poi la sera el Duca mandò a donar a -li do oratori veneti andavano in Spagna do privilegii, per i quali li -donava la soa insegna che la podesseno usar come loro propria in segno -di grande amor et benivolentia. Et poi a dì 27 dopo disnar esso Duca, -con ditti oratori dil Re de Romani et Hyeronimo Lion orator veneto et -altri, cavalcò a Pavia per far certe cerimonie e tuor quella contrà, -et tornò poi a Milano a dì 31 ditto come int.... Tornato el Duca in -Milano fece provision de haver danari con ogni suo forzo, mandando per -cittadini in Castello, et da loro voleva danari. _Item_ have lettere di -Vormes da li soi Ambassadori era al Re de Romani, come era aviati 2500 -fanti elemani, parte venivano per la via di Trento, et parte per la -via di Cuora; _etiam_ de brieve doveva aviar cavalli 3000 in favor di -la liga. Ancora have lettere da Monferà, come passava i monti cavalli -franzesi 1500, franchi arcieri, dil campo di Aste. El Duca fece far -ogni diligentia niun non andasse nè venisse di Franza; et nel tempo di -la sua investitura fo preso uno corier veniva di Franza con lettere -di diversi signori drizate al Re, che li aricordava dovesse ritornar -in Franza, et che non feva per lui star in Italia, et quanto più -l'indusiava el feva pezo. - - -_Come el Re de Franza se partì di Napoli._ - -El Re veramente di Franza, havendo messo ordine al reame di quello -era de bisogno, et acquistato tutte queste terre grosse a la marina -da uno cao a l'altro, zoè Ortona, Manferdonia, Barletta, Trane, -Molfetta, Giovenazo, Bari, Manopoli; in la Puia, Otranto, Taranto, -Rossano, Cotron, Squilazi, Rezo, Salerno, Malfi, Castelamar, Mola et -Gaeta, mancava _solum_ a la marina haver Brandizo, Galipoli, Torpia et -Lamantia; acquistato _etiam_ fra terre et castelli numero grandissimo, -et tutto senza arme, deliberò più non dimorar in Napoli, ma venir et -ritornar in Franza, et compir li soi disegni. Et lassò in Calavria -vicerè mons. di Obegnì, in Puia mons. di la Spara, et in Napoli vicerè -mons. di Mompensier; el qual rimase in Castello nuovo. Et in tutto -rimase in reame cavalli franzesi 6000 et pedoni 4000, et con lui menò -cavalli 8000 et 6000 fanti et altre zente inutele. Et a dì 19 Mazo -1495 mandò la soa guardia avanti fuora de Napoli a Aversa, mia 8 de -lì; poi lui a dì XX, che fo el zorno de San Bernardin, venne lì a -Aversa ad alozar quella notte, et partì a hore XXI di Napoli. Poi el -zorno sequente, fo 21, venne a Capua, et la sua zente aviò verso Roma. -_Demum_ andò temporizando a zardini et piaceri fino a Gaeta, però che -avanti più non vi era stato. Ma lassiamo qui el Re, et di le cosse fece -el Pontifice a Roma scriviamo. - - -_Come el Pontifice se partì di Roma per la venuta dil Re de Franza et -andò a Orvieto._ - -El Pontifice, vedendo che 'l Re al tutto volea la investitura, et -venir a Roma dicendo haver a vodo de visitar la chiesa de San Piero, -et exhortato continuamente da li oratori di la liga, _maxime_ dal -Veneto, dimostrando el pericolo portava Soa Santità restando in Roma, -venendo il Re; _unde_, a dì XXV Mazo deliberò in concistoro de doverse -partir de Roma con li Cardinali tutti, et andar mia 60 lontan in una -terra chiamata Orvieto, situada sopra uno monte, vicina a Siena, et -loco fortissimo. Et doveasi partir a dì 27 ditto, lassando _tamen_ -in Roma el cardinal Santa Nastasia, di natione zenoese, locotenente, -con grandissima autorità, rimanendo tutti li officii di la corte -cussì come ivi fusse el Pontifice, potendo conferir et sigillar etc. -Oltra di questo el zorno avanti, che fo a dì ditto, se partì de Roma -el cardinal Grimani veneto, eletto dal Pontifice legato nel ducato -spoletano; et questo a ciò visitasse quelli lochi di Perosa vicini. Ma -poichè el Papa andò in quelle parte, non usò la sua legatione. Questo -cardinal è fiul di Antonio Grimani procurator, capetanio zeneral da mar -nostro. Ancora a dì 25 ditto el cardinal S. Dyonise con li do altri -oratori franzesi se partì de Roma e andono contra el Re, non havendo -potuto obtenir la investitura, et con loro andò do oratori dil Papa: -lo episcopo de Concordia Chieregato, et frate Gratiano, sì per riferir -al Re la volontà soa, _quam_ per poter esser advisato di ogni suo -successo, et tenirlo in amicitia. Et poi a dì 31 Mazo, per lettere di -l'orator nostro se intese, date a dì 28 in Civita Castellana, come a -dì 27 di Mercore da mattina, el Papa se partì di Roma con 20 Cardinali -in compagnia, zoè questi: el Cardinal de Napoli, el Michiel, Lisbona, -Recanati, San Clemente, Parma, Benivento, Monreal, Orsini, Alexandro, -Cartagenia, Siena, San Zorzi, Sanseverin, el qual era capetanio di le -zente di la chiesia, Ascanio vice canzellier, Cesarino et Grimani, de -Lonado et Valenza, et ancora el Curzense che prima era in amicitia -col Re. El cardinal Farnesio era legato in Viterbo; el Medici se -ritrovava a Petigliano et ivi restò; li altri Cardinali non venne col -Pontifice et era però fuora di Roma, et teniva dal Re, zoè San Piero -_in Vincula_, Savelli, Colonna; e col Re era San Dyonise, Sammallo et -el cardinal de Zenoa. Et oltra questi Cardinali venuti col Pontifice, -venne tutti li oratori se ritrovava in Roma. Et cussì a dì ditto, -fo la vizilia di la Sensa, a hore 12, con li 600 cavalli lizieri di -la Signoria et li 500 provisionadi, li 500 cavalli de Milano et 400 -provisionati, et altri provisionati di esso Pontifice et altre zente -d'arme di la Chiesia et veneno mia 28 a Civita Castellana ad alozar; -_tamen_ el Papa fece mia 36, et slongò la via, et questo per non -passar per terre de Colonnesi et Savelli, et qui si ripossò quel zorno, -per esser di la Sensa. Et in camino come el Papa vete (_vide_) tanta -zente, a presso X mila cavalli, disse: Nui semo pezo che femene, et si -havessemo saputo de haver tanti valenti homeni, non saressemo partidi -di Roma. Et chiamò l'ambassador veneto, el qual li disse: _Beatissime -Pater_, sempre ho ditto la verità a la vostra Santità. Et el Papa -disse: Vui sete nostro carissimo amico, et volse li cavalcasse a lai -(_lato_). Era, come ho ditto, el cardinal Sanseverin capetanio di le -zente di la Chiesia. Et poi, el Venere a dì 29, se partì de Civita -Castellana et andò mia 12 a uno loco chiamato Orta, et ivi alozò do -zorni. Poi el Sabato zonse a Orvieto, et questa nova fo molto accetta -a Venetiani di la partita dil Papa da Roma, che mai non se credeva -dovesse partirse; et molto fo laudato l'ambassador nostro Hieronimo -Zorzi in haverlo saputo exhortar a questo. Et è da saper che 'l primo -zorno se partì de Roma el Pontifice, a hore 3 di notte, zonse a Civita -Castellana; et poi a dì 30, el Sabato, zonse, come ho ditto, a Orvieto -a hore do di notte con li Cardinali et oratori; et ne l'andar da Orta -a Orvieto le zente d'arme si conzò in una certa pianura, _ita_ che fo -bellissimo veder, _maxime_ le zente di la Signoria, et _praecipue_ li -cavalli dil marchexe di Mantoa. Et el Pontifice chiamò l'ambassador -nostro, et li disse voleva che queste zente se alozasse sotto Orvieto, -et che fusse le guarde di la soa persona. Et cussì l'ambassador -ordinò, benchè el Pontifice havesse 1000 provisionadi. Et qui a -Orvieto steteno, _tamen_ con paura, per essere vicini venendo el Re, -el qual era a Marino mia 12 di Roma lontano, et però era de opinione -de partirsi de lì el Pontifice et andar a Perosa, _etiam_ per caxon di -le vittuarie. Ma el Re, inteso la partita dil Pontifice de Roma, molto -se dolse dicendo che lui voleva andar a Roma per devotione et non per -far (_danno_) a Santa Chiesia. Et con li oratori dil Papa era con lui -molto si doleva, et _etiam_ scrisse una lettera a Orvieto al Papa. Ma -lassiamo (_questo_), et altre provisione scriviamo. - - -_Quello seguite a Venetia in questo tempo._ - -A dì 27 Mazo, fo la vizilia di la Sensa, nel qual zorno a Venetia ne -la chiesia de San Marco, comenzando a vespero fino a l'altro zorno -a vespero, è il Perdon plenario et jubileo, senza offerir danari, -perpetualmente concesso _alias_ per papa Alexandro terzo quando fuzite -di Roma per la persecutione di Federigo Barbarossa di l'anno 1177, -et venne a Venetia incognito, dove, ritrovato da Sebastian Ziani -doxe, et vestito come Pontifice, esso Doxe andò contra l'armada di -Federigo predetto, di galie 75, et nostre era _solum_ 30, et _ita, -volente fato_, a la ponta di Salbua in Istria, rupe et fracassò ditta -armada, prese el capitanio Othone fiul di l'imperador preditto, et -quelo menato a Venetia dove poi esso Imperador se transferite, et fo -pacificato le cosse, et el Papa per causa di Venetiani ritornò a Roma -nel pontificato. Et non ingrato di questo, concesse al Doxe tutte -queste cerimonie: bollar le lettere in piombo; la spada e 'l cussin -d'oro; la cariega d'oro; uno cirio bianco; l'ombrella sopra el capo; -li tromboni d'arzento; 8 stendardi de diversi colori; le qual tutte -cosse el Prencipe li zorni solenni porta avanti. _Item_ concesse el -Perdon preditto, et che ogni anno el zorno di la Sensa el Doxe dovesse -andar in mar a sposar quello con uno anello, come veri signori di -quello; et però hanno certa jurisditione in questo colfo. Et in ogni -anno in questo tempo si fa sopra la piaza di S. Marco una bellissima -fiera, chiamata da nui la Sensa, et el Doxe è consueto de andar con -le cerimonie ducal in Chiesia a vespero, et sta sopra el pulpito. Et -questi oratori a hora fo con lui: dil Pontifice, Franza, Spagna, poi -quello altro de Franza venuto ultimamente, et Napoli, zoè Ferandino, -tre de Milan, Ferara, Mantoa et Pesaro, domino Tuciano baron di Ongaria -et don Consalvo fiul di l'orator yspano. _Demum_ la matina andò nel -bucintoro con ditti oratori, eccetto Spagna era amalato, et con el -Senato fino fuora de li do castelli, dove vi vien el Patriarca, et -sposò el mar, et quello benedì, et udite messa a San Nicolò de Lio, -_juxta_ el consueto. Et tornati, esso Prencipe menò tutti li oratori, -la Signoria et zerca 60 patricii a disnar con lui; el qual pasto fo -bellissimo, sì come è assueto de far. Poi disnar se redusse con li -oratori di la liga in Collegio a consultar. - -A dì 29 ditto, fo el zorno drio la Sensa, li do oratori de Milan, -zoè el Vescovo de Como et domino Francesco Bernardin Visconti, tolto -licentia da la Signoria, se partì de qui et andò a Milan. Andò per la -via de Padoa et Verona et Brexa, dove fo molto honorati; rimase _tamen_ -qui Thadio de Vicomercà, orator era prima. - -A dì 30, essendo andato in Collegio el zorno avanti mons. di Arzenton -con quello altro Joam Boierdin, oratori dil Re de Franza, tolse -licentia per andar via dal suo Re, usando assà comodate parole, -ringratiando el Prencipe di la bona compagnia gli era stà fatta in -questa terra, et che l'haveva causa sempre d'esser amigo de questa -Signoria, et cussì prometteva con el Roy in ogni tempo de far, -offerendose etc. Al qual el Prencipe li rispose sapientissimamente. Et -cussì a dì ditto tutti do se partino insieme, _de mandate Dominii_, con -Alvixe Marzello era official a le raxon vecchie, et andò a Padoa, poi -a Ruigo, dove fonno assà honorati et fatoli le spexe. Et andati a Lago -scuro sora Po venne alcuni comessari del Duca de Ferrara contra, et el -Marzello tolse combiato et ritornò a Venetia, et ditto Arzenton andò di -longo a Ferrara. Li venne contra el Duca con assà cavalli, et li fece -grandissimo honor, cridando tutti: Franza! Franza! Alozò in castello, -stette tre zorni, et li fo dimostrato grande amor et benivolentia. Poi -se partì et andò a Bologna dove _etiam_ stette alcuni zorni, vedendo di -poter voltar el magnifico Johanne Bentivoi. _Demum_ andò a Fiorenza, -poi dal Roy, come dirò di sotto. Et le parole usate a Soa Majestà per -lui sarà scritte di sotto; le qual fo molto varie. - -A dì 29 ditto, havendo habuto nostri lettere di Constantinopoli et dal -Capetanio zeneral da mar, _conclusive_ come el Signor Turco armava a -furia, nel Consejo de Pregadi preseno che restasse col Capetanio lì in -Puia a quelli scogi de Brandizo galie 20, solamente retenendo, se a lui -pareva, nave et navilii per far summa de vele, et dovesse mandar uno -di provedadori, qual li pareva, in l'Arcipelago, con libertà potesse -retenir le altre galie XVI, et dovesse ivi star per confortar quelle -galie, a ciò non dubitasse de Turchi, retenendo ancora ditto provedador -nave etc. - -Ancora fo ordinato che l'exercito terrestre se dovesse redur, come -ho ditto, sora Oio: cavalli 5000 et fanti 2000. Et a dì 30 ditto era -partito Marchiò Trivixan provedador, et andato a Padoa, poi in ditto -loco. Et fo fatto comandamento a le zente nostre, in termine de X zorni -dovesseno, sotto pena di la disgratia di la Signoria, tutte ritrovarse -in Brexana, zoè quelle deputate. Et el Marchexe de Mantoa, partito de -Milano, venne a Mantoa, et habuto danari, dette paga a li soi soldati, -et quelli aviò in campo. - -Et a dì ultimo Mazo se partì Piero Michiel provedador a levar el Signor -de Rimano et de Pexaro et altre zente lì in Romagna, zoè cavalli 1200, -et quelle menarle verso el Pontifice, perchè, volendo venir in qua, -havesse compagnia. _Etiam_ Piero Duodo provedador, con li stratioti -500, se partì a dì 7 Zugno, et uno Nicolò da Nona stava a Zara, el -qual con 25 cavalli venne _de mandato_ di la Signoria per andar pur -verso Orvieto. Et per lettere de Milano di li oratori se intese come -era capitato ivi molti Sguizari, i quali volevano soldo, et che el -Duca havia tolto quelli li bisognava, et el resto volevano o vero -partirsi o haver soldo; et però el Duca confortò la Signoria quelli -tolesse, _maxime_ volendo 2000 Sguizari. Et za nostri havia mandato -in terra thodesca uno secretario, chiamato Zuan Dolze, el qual era -a Trento et ne assoldava ditti Sguizari era sul Milanese, a ciò non -andasse da li nemici, et darli fiorini di Reno 4 al mexe per uno. Et -fo scritto a li oratori a Milan li dovesseno tuor, et li fo mandati li -danari. Era ancora a Milan Sebastian Badoer, _licet_ havesse habuto -licentia; questo perchè per le cosse occorrevano li fo scritto ivi -restasse: poi a dì 4 Zugno li fo data piena licentia de ripatriar. -In questa terra concorreva grandissima zente, sì homeni d'arme _quam_ -capi de fantarie et provisionadi, che volevano soldo; tra i qual Andrea -dal Borgo, _olim_ capetanio di le fanterie sì alla guerra de Ferrara -_quam_ di Thodeschi; ma poi fo casso, et andò dal re Alphonso. Et in -questa guerra fo operato _etiam_ Mathio Mazor ferarese et altri assai; -_tamen_ questi non haveno soldo alcuno. Provisione cotidiane de danari -se faceva, et le decime si scodeva sì a la Camera d'imprestidi _quam_ -a le Cazude; et Venetiani era su grandissima spesa de ducati 80 milia -al mexe; et in questi do mexi havevano speso, come viti (_vidi_), -ducati 200 milia: era cassieri di Collegio Carlo Valier et Piero -Barbo. Et a dì do Zugno in Collegio elexeno pagador in campo Daniel -Vendramin, nepote che fo dil Serenissimo Prencipe; et a dì 12 ditto -de qui se partì e andò a Senigà, dove si reduceva el campo, come tutto -scriverò di sotto. Et quelle zente d'arme erano sul Polesene di Ruigo -fo ordinado vi andasse in Brexana; et sul Polesene fo mandato zente -nova, zoè el signor conte Felippo di Rossi, cavalli 450; misser Piero -de Carthagenia, cavalli 100; et Brazo, fratello dil conte Bernardino, -cavalli 75: in tutto cavalli 625. L'andata di le zente a Roma et di -stratioti, perchè non era bisogno, fu revocata; et li stratioti pur -erano ancora in Padoana et a Padoa alozati in cittadella. Et per haver -gran numero de zente et grosso campo, scrisse la Signoria a li Rettori -di Terraferma dovesseno far la descriptione de quanti provisionadi -si potrebbe haver: quello trovono scriverò di poi. A Nicolò (?) -Savorgnan solicitato il far de 1000 provisionadi in Friul. Et la -comunità de Brexa mandò a offerir homeni da fati X milia, de Bergamo X -milia, de Verona 5000, et de Vicenza 5000. Padoa ni Treviso non fonno -experimentadi. Fo mandato Francesco da la Zueca secretario da Paris da -Lodron, signor de alcuni castelli in la Val d'Agre, et per soi meriti -zentilhomo nostro, dovesse far 1000 provisionadi et venir in campo. -Et volevano Venetiani haver un grosso exercito preparato al bixogno -di le persone apresso 50 milia, perchè el Re, si nel venir volesse far -alcuna movesta, li potesseno contrastar gaiardamente. Et pur in Aste el -Duca de Orliens se ingrossava. Et in questi zorni fo preso uno corrier -dil Re andava in Aste, con lettere che 'l Re scriveva, dovesse redurse -tutte quelle zente in uno, et non esser a le man con el campo dil Duca -de Milan, fino che lui non li scrivesse altro. Et cussì passavano le -cosse a Venetia. - -Per lettere di 24 da Napoli, zonte a dì 31 Mazo, dil consolo nostro, se -intese come el Re, partito el vicerè, rimase in castello, et che Napoli -restò molto povero et quasi ruinato, et li cittadini mal contenti, et -re Ferandino era smontato in la Calavria et prese Rezo (_Reggio_) per -forza, dove vi era zerca 200 Franzesi i quali fonno tagliati a pezzi. -Et intrato in la terra, dette la terra a sacco, per poi, da compassione -mosso, comandò a li habitanti li fusse perdonato. _Etiam_ have Cotron, -et cussì andava prosperando, reacquistando molti lochi; et Franzesi -partiva di la Calavria et fuziva a Napoli; et che Taranto si voleva dar -et levar le insegne aragonese, et el populo voleva ma li baroni non -volevano: questo perchè si dubitavano di Ferandino per esserli stato -ribelli. _Tamen_ lui li perdonava, et mandò a dirli sora la fede sua. -Quelli di l'Aquila havia levato le sue insegne dil Re, et straciate -quelle de Franza; _tamen_ li oratori di l'Aquila erano sotto el Re de -Franza. Et per queste bone nove di re Ferandino, ditti soi oratori la -sera fo 31 ditto, sul campo di San Polo dove habitavano, el qual l'anno -avanti per li provedadori de Comun fo salizato et è grande et belissimo -campo, fece do gran fuogi et gran feste in segno di leticia. - -Di Maximiliano per lettere di 23 Mazo di oratori andavano a Soa -Majestà, et era date a Ulma zornate 6 da Vormes, notificò come voleva -far un'altra dieta, et che pur era qualche differentia tra loro con il -Conte Paladin, et che le terre franche pur mandava ambassadori a ditta -dieta, et tutto quasi era conzo, excepto con il duca Zorzi de Baviera, -el qual era in inimicicia con esso Re de Romani; et se divulgava -in quelle parte che 2000 cavalli doveva passar in Italia, et che -solicitavano el suo cammino. Ma per intender la verità di questo Re, -come da molti intesi, _maxime_ da uno Cherson hebreo stava a Roverè et -spesso advisava la Signoria di progressi di esso Maximiliano, come non -era per venir in Italia; sì che ogni suo aiuto sarebbe tardo, et però -Venetiani convenivano esser quelli facesse el tutto. - -A dì ultimo Mazo la notte fo retenuto per el Consejo di X maistro -Nobele franzese bombardier, era provisionato a Brexa et havia ducati -25 al mexe di provision; et la mattina primo di Zugno fo Consejo di X a -bona hora, et fo collegiato et sbarato el palazo. Tocò a questi: Andrea -Querini conseier, Francesco Barbarigo cao dil Consejo di X, Bernardo -Bembo dottor et cavalier avogador di comun, et Francesco Mocenigo -inquisitor dil Consejo di X. Et li fo dato assà strepà de corda. Era -oposto, a quel fo divulgato, che per amicitia el teniva con mons. di -Arzenton, et quello _etiam_ havia acompagnato, li havia dato cognitione -et modelli di le fortezze di la Signoria, et have falsificato a Brexa -la polvere di le bombarde, _ita_ che, traendo, le bombarde veriano a -schiopar. Altri diceva con fuogi artificiali voleva brusar l'arsenal. -_Tamen_ quel che fosse, non se intese; ma è da judicar per haver ditto -qualche parola; et fo spazato di Collegio, et chiamato el Consejo di -X, fo expedito et lassato star dove era, in Toreselle; et fo ditto ivi -staria fino che queste cosse dil Re de Franza qui in Italia havesse -fine: et cussì ivi sta. - -A Milano el Duca tornato di Pavia feva provisione ma non spendeva -molto, o fusse perchè el non avesse, o non volesse spender; pur -dimostrava volonteroso contro questo Re de Franza, et diceva a li -oratori nostri tutto quello li comanderia la Signoria era preparato -de far. Et dolendose nostri de haver grande exercito et non haver in -Italia da tuor per capetanio zeneral da terra, esso Duca si offerse di -andar in persona in campo et far ogni cossa, la cui reputazione havria -molto zovato in uno exercito. Le cosse de l'impresa di Aste andavano -a la longa; tutti steva su le difese, et meglio saria stato mai non -si havesse mandato zente ivi per quello intravene da poi. L'exercito -duchesco, zoè de Milan, si dubitava; molti se partiva per non haver -danari; _tamen_ teniva i passi che non vi potesse nè andar nè venir -lettere de Franza. Et in questi zorni fo preso uno corrier con lettere -dil Duca di Barbon al Re; poi ne prese uno altro con lettere in zifra; -_tamen_, _iudicio_ de molti, fu gallico stratagema, perchè advisava in -Franza se feva gran preparamenti etc. Ma ben è vero in Aste Franzesi se -ingrossava, come per lettere de Marco Sanudo et Alvixe Mudazo rettori -de Bergamo se intese, venute prestissimo; et haveano loro exploratori -di quella comunità. Et ancora ussite 400 lanze di Aste, et recuperò -uno castello che Milanesi havia preso, et tagliò li custodi a pezzi, -forestieri. Et dubitandose molto Venetiani, _etiam_ el Duca de Milano, -che 'l Re non venisse a la volta de Zenoa, et con quelli acordasse, -restituendoli Serzana et Serzanello et Pierasanta, et senza contrasto -havria l'adito di andar et venir in Franza al suo piacer, et per mar -et per terra; deliberorno di far ivi ogni provisione: et le X galie -si armava, et 4 nave; oltra di questo el Duca volse armar do altre -nave, et nostri contribuite a la spesa. Questo fece per dar danari a -Zenoesi, a ciò stesseno contenti. Et el Re de Spagna terminò de mandar -ivi uno suo ambassador a confortarli, et proveder et mantenir ne la -fede Zenoesi, però che sotto el suo regno Zenoesi molti vi sono. El -qual orator fo divolgato esser eletto uno, chiamato el dottor bazilier -De la Torre, fiscal, ma poi fo uno altro, come dirò di sotto. _Tamen_ -Augustin Adorno governador de Zenoa era fermissimo; pur fo mandato -fanti ivi a custodia. - -Et a dì 24 Mazo, per lettere di Pisa, zonse al porto de Livorno -l'armada dil Re de Franza, venuta de Provenza, zoè galie sotil 7, -3 fuste, 2 nave et do galioni et uno brigantino; in tutto, legni -XV, benissimo armati de homeni. Quello poi de ditta armada seguirà, -scriverò di sotto. - - -_Intrata dil Re di Franza in Roma, de ritorno, et quello fece, et come -poi si partì._ - -Vedendo Romani la partita dil Pontifice et Cardinali, chiamato loro -consiglio, considerando el Re esser propinquo a Val Montona, elexeno -9 ambassadori i quali dovesseno andar contra Soa Maestà offerirli la -terra, et pregar non facesse intrar Sguizari. Et cussì a dì 28 Mazo, -a hore 15 si partino; zoè questi: d. Dominico di Maximini, d. Mario -Melino, d. Doniso Matruo, d. Stefano da lo Buffalo, d. Incoronato, d. -Hieronimo Porcaro, d. Francesco Leno, d. Camillo et d. Evangelista de -li Rossi. Et questi andono contra el Re; _tamen_ se divulgava per Roma -non voleva venir, non vi essendo el Papa. El castello Santo Anzolo in -questo mezo fo coperto di botte piene de terra, zoè el muro lavorato di -novo, et fevano grandissime guarde. Li quali oratori, zonti a Marino -dal Re, li expoxeno la loro imbassada; et el Re li rispose poche -parole; poi zonse Sammallo cardinal, et suplite, _nomine regio_. Et a -dì 29, a hore 23, do de ditti oratori, zoè d. Dominico di Maximini et -d. Francesco Leno ritornono in Roma con el sig. Prospero Colona, per -metter ordine de li alozamenti et vittuarie da esser date a questi -Franzesi; li altri 7 oratori rimase col Re. El Re era arivato a Val -Montona, et la Domenega, per non esser uso a cavalcar, ivi riposò, et -volse venir pacificamente senza molestia de alcuno, et fo contento non -intrasse Sguizari in Roma, et disse voler star 3 o ver 4 zorni et non -più in Roma, et diceva haria habuto grato di parlar col Papa. Era zonto -per la via di Hostia vituarie in Roma di grani, vini et orzi. Et poi la -matina, fo 30 ditto, questi do oratori con li governadori, conservatori -et il signor Prospero si congregò insieme a consejo, dove fo chiamati -li fornari, mazillari et quelli vendevano vittuarie, et ivi messe -ordine per il modo dil viver de questi Franzesi, a ciò che senza danno -nè molestia di alcuno potesseno passar, sì come era la volontà regia; -nè volseno alcuno habitasse in caxa de Romani, ma solum de prelati et -in caxe vuode; et questo per non far dispiacer al populo; et ancora con -el reverendissimo cardinal Legato fo decreto el Re alozasse in palazzo -dil Papa, et tutta l'altra zente in borgo; et el signor Prospero rimase -a disnar con Soa Signoria. - -In questo zorno, a dì 30 Mazo, intrò in Roma el cardinal San Dyonise, -et tutto quel zorno non fece altro che intrar Franzesi 24, 60, 100, -200 et 250 al trato, benissimo in ordene; et veneno quietamente: et in -quell'hora fo mandà uno bando che, sotto pena di la vita, non entri -alcuno in caxa di persona niuna, senza licentia di ditto Cardinal S. -Dyonisio. Don Ferante fiul dil Duca di Ferara intrò el zorno avanti sul -tardi, et alozò in caxa dil cardinal Ascanio; et la notte, Sabado a dì -30, alcuni Sguizari andorono (fo ditto non esser di la compagnia dil -Re) et messeno a saco certe caxe de Roma a presso la caxa dil cardinal -di San Severino et a presso San Jacomo di Spagnoli, et hanno morto -uno medico spagnol. Li Spagnoli si scondevano, et la terra era in gran -spavento. Introno in la segrestia di la chiesia di Santa Maria Mazor, -et fece assà danno d'alcuni arzenti. Ma la Dominica mattina el sig. -Prospero, inteso questo, montò a cavallo con alcuni Franzesi, et mandò -a cercar quelli havia fatto tal danni, et fece drezar un gran paro -de forche in campo di Fior, et ordinò fusse impicati do, dicendo la -volontà regia era non fusse fatto violentia nè danno a persona alcuna, -et, si alcuno farà, saranno apicati. Et cussì a hore 23 fonno li ditti -do apicati. Franzesi diceva non era ben fatto far in Domenega justicia, -et lui rispose: di ogni tempo si vuol et diesi (_si deve_) castigar li -ribaldi. - -A dì primo Zugno da matina comenzò a intrar zente franzese, et durò -fino a hore 21; el forzo passò per campo di Fior, per Castello parte -et Ponte Sisto _transtyberim_, et carete 60 de artigliarie di ogni -qualità, grande, mediocre et piccole; et come vidi una lettera di Roma, -l'exercito dil Re tra Sguizari et pedoni, homeni de fati zerca 4000, -homeni d'arme 800 in 900, arcieri con li cavalli lizieri et la sua -guardia fino a la summa di 5000, fin 6000 persone inutele. Li Sguizari -erano bandiere X et mal contenti non havea habuto danari za do mexi, -et el Re li promise de farli ricchi in questo ritorno, mettendo a sacco -qualche città; in tutto non passava cavalli 12 milia. Et col Re veniva -el sig. Virginio Orsini et conte di Petigliano con grandissime guardie, -bona custodia, per condurli in Franza; et a hore 21 el Re intrò in mezo -di do cardinali San Piero _in Vincula_ et San Dyonise; poi driedo el -cardinal di Zenoa in mezo di do signori. Era vestito di restagno d'oro -et uno cappello in capo; fece la via per Ponte Sixto, et volse alozar -in palazo di San Clemente et non in quello dil Papa, dicendo non voleva -far despiacer al Pontifice; et prima dismontasse a lo alozamento andò a -visitar l'altar di S. Piero. Li venne contra verso il borgo el cardinal -Legato et li offerse el palazzo a Soa Majestà, dicendo el Pontifice -era contentissimo, et che per questo Soa Beatitudine era partita per -darli ogni comodità; ma lui non volse, et questo fo de Luni; et fo -dato ordine la matina de far cantar una solenne messa in la chiesia di -S. Piero: se divulgava la canteria el Legato predito. Or el Re, pur -dolendose di l'absentia dil Pontifice, subito mandò a Orvieto do soi -ambassadori, come dirò scrivendo dil Pontifice, a dimandar li voleva -parlar; et prima li mandasse, mandò a tuor salvo conduto di mandarli. -Et benchè el Re havesse promesso di non lassar intrar Sguizari, pur li -introno, et Franzesi comenzò a perseguitar Spagnoli, _adeo_ che non si -vedea uno Spagnol in Roma; et Franzesi andò a la caxa dove habitava -l'ambassador nostro, et voleva averzer la stalla per tuor el feno et -metter li soi cavalli. Ma el patron de chi era la caxa, di primi de -Roma, difese; et intervenendo el sig. Fabricio Colonna, che fece star -davanti la porta alcuni de soi, dicendo ditta caxa era data a lui; et -cussì Franzesi restono di far altra movesta. Era con el Re Zuam Jacomo -de Traulzi. Or el zorno driedo, a dì 2 Zugno, el Re mandò parte di le -sue zente a Isola, che è uno loco dil sig. Virginio Orsini, et la notte -a hore cinque principiò per la Via dil Populo et parte per la via di -San Piero, zoè di la porta. Ma Romani in questo mezo, el Marti da sera, -feceno ogni cossa pregando el Re dovesse liberar el sig. Virginio et -conte di Petigliano. Et el Re li rispose voleva menarli con lui fino in -Aste, poi li libereria. Et il Mercore a dì 3 Zugno a hore 10, el Re, -aldito messa in San Piero, venne a li gradi de S. Piero acompagnato -dal Legato, dove tolse licentia, et montò a cavallo et ussite fuora -per la porta di San Piero, per andar a la volta de Viterbo, poi a Pisa. -_Demum_ se divulgava lì in Roma anderia a Zenoa a remetter el Cardinal -et domino Obieto nel Stado. Et 4 cardinali el seguite, zoè S. Piero -_in Vincula_, Zenoa, S. Dyonise, et Samallo. Or el Re andò alozar a -Bachano, poi andò ad alozar el Zuoba a Viterbo mia 40 da Roma et 60 da -Siena. Et è da saper che 'l sig. Prospero e Fabricio Colona rimaseno -con le sue zente a Roma, et poco da poi Prospero voltò al Re preditto. -_Tamen_ Fabricio stete fermo con esso Re a suo soldo. Li cardinali -Savello et Colonna erano a' loro castelli; li Vitelli nel Apruzo, et il -Prefetto a Sinegaia; et el Re celerava molto el suo camino; et al tutto -se judicava volesse andar a Zenoa. Et quello di lui seguirà, scriverò. -Ma dil Pontifice scriviamo. - - -_Partita dil Pontifice et Cardinali da Orvieto et come andò a Perosa._ - -Essendo el Pontifice partito da Roma et venuto a Orvieto con 20 -Cardinali, et il Re intrato in Roma, a dì 4 Zugno venne ivi uno -ambassador dil Re preditto, chiamato Peron de Basser, el qual fo -quello che essendo in corte dil Roy venne in Italia et a la Signoria -nostra, come scrissi di sopra, a dimandar el passo et la lianza; et -per questa impresa venuto in gran reputatione a presso el Roy et dil -suo consejo. Et dito Monsignor venne con trenta cavalli benissimo in -ordine dal Pontifice, et habuto audientia, expose dapoi la salutatione -che 'l suo Re havia molto a caro di parlar a Soa Beatitudine, et se -doleva di la sua partita, et voleva esser bon fiul di Santa Chiesia, -sì come era sempre stati li soi passati. Ma el Pontifice li rispose -sapientissimamente, et poi con reverendissimi Cardinali considerando et -oratori, il meglio esser partirsi de lì et negarli di voler parlarli, -el qual Re era mia XX lontano de lì, a Viterbo, perchè venendo con -exercito harebbe convenuto far quello el dimandava di la investitura, -et non li volendo parlar, in Orvieto non erano molto sicuri, _etiam_ -per la carestia, et cussì deliberò de partirsi da Orvieto et venir a -Perosa terra fortissima. Et a dì 3 ditto a hore 22 zonse lì a Orvieto -do ambassadori dil Re de Romani, zoè uno di qual è qui stato in questa -terra, et havia commissione di l'archiduca di Bergogna suo fiul. - -Venerdì 5 ditto el Pontifice et Cardinali con tutta la corte de matina -a bona hora se partì da Orvieto per andar verso Perosa, et cavalcò el -Papa zerca mia X parlando con l'ambassador dil Re de Franza, el qual -lo andava persuadendo non si dovesse partir etc. Ma pur (_vedendo_) el -Papa constante, ditto orator tolse licentia, et ritornò dal suo Re, el -qual in questo zorno a hore 22 era intrato in Viterbo, et dovea star -fino el Luni, però che, per esser la Domenega el zorno de Pasqua, zoè -la Pentecoste, non cavalcava et stava a riposarsi lì in Viterbo. - -Ma el Pontifice seguite el suo camino, et alozò la sera mia 15 da -Orvieto, a uno loco ditto el Castel di la Pieve, et le zente d'arme -veneno ad alozar a Monte Lion; poi la matina, fo Sabato, se partì -et venne in Perosa; et le zente d'arme (_per_) mia do si messeno per -ordine su la strada, et fece do ale che fo bellissimo veder, et el Papa -zonse a hore 22. Poi tutti se aviono a montar su la terra, la qual -è montuosa et difficile ad ascender; andono _processionaliter_ a San -Piero, dove era tutto el clero, et el modo fo questo. Li primi fonno -Alexio Becaguto capetanio de li Stratioti di Mantoa con 100 Stratioti, -Zuannato Bardella capo di balestrieri di Mantoa con 100 balestrieri, -Zuan Greco con 100 balestrieri, Jacomazo da Venetia con tutti li soi. -Poi Cesare Conte et altri di la Chiesia con cavalli lizieri; poi le -fantarie o provisionadi di la Signoria, poi quelle de Milano, _tertio_ -quelle di la Chiesia; poi le zente d'arme dil Papa sotto diversi -condutieri, zoè Bortholomio Dalviano, Zuan Battista Conte, el fiul dil -conte di Petigliano con alcuni altri, zerca homeni d'arme 300; poi -venne la guardia dil Papa con li soi capetanei, fo di le persone da -7000 in suso in tutto; et venne da San Piero fino al palazo di Signori -in piaza. Successe poi li XX Cardinali et el Papa sotto uno baldachino -condutto, circondato da tutti quelli di la terra; et prima li oratori, -_juxta_ el solito. Fo bel veder: era le fenestre piene de done, et le -piaze di populo. El conte Zuane Drivandino et Soncin Benzon restono -da driedo, perchè erano a la custodia dil Pontifice; et cussì el Papa -alozò in palazo; li altri Cardinali, oratori et prelati in diverse caxe -in la terra. - -A dì 7 Domenega, fo el zorno de Pasqua, el Papa ussite di palazo. -Prima venne fuora di la camera aparato in pontifical, tenendoli la -coda Hieronimo Zorzi orator nostro. Zonto in sala con li Cardinali, -montò in cariega, et fo conduto in capella, zoè in chiesia; et ivi fo -cantà una solenne messa. El Papa havia al montar in cariega el pivial -et la mitra, ma non el regno. Finito la messa, volendosi partir, molte -donne perosine, ornate al loro modo et assà formose, andono a voler -basar el piede a Soa Santità; el qual persuaso dal cardinal S. Severin -et Valenza stete fermo. Et cussì le andono a una a una, circumdate de -preti etc. Poi fo publicà la indulgentia, che chi era stato a quella -(_messa_) contriti et confessi, havesse plenaria indulgentia di soi -peccati. Et è da saper che nel intrar in Perosa, el Papa era portato -et avanti de lui el corpo de Christo, _juxta_ il consueto de Pontifici, -che sempre dove cavalca porta el corpo de Christo con lui. Et fo fatto -grandissima festa per Perosini, benchè el zorno avanti quel populo -era stato in arme per causa di le parte, come ho scritto di sopra, -zoè Bajoni et Odi al presente sono fora ussiti. Capo et principal in -la terra è il signor Simoneto di Zuan Paulo Baioni, et, si non fusse -queste parte, Perosa sarebbe perfettissima terra, ma sempre stanno in -remori et portano spade nude sotto li mantelli. Li Bajoni sono favoriti -da Orsini et Odi da Colonnesi; et ogni zorno corono fino su le porte, -_adeo_ non lassava intrar vituarie, et però vi era gran carestia, sì -_etiam_ per esservi le corte. Et el Pontifice terminò de non partirse -fino non vedeva di assettar quele discordie. Questa legatione havia -habuto el cardinal Grimani, ma, essendovi el Pontifice, non potè -usar alcuna sua jurisditione. Za non era zonto a l'orator nostro la -deliberation dil Senato, quando el Papa se partì da Orvieto, che li -offeriva ogni terra nostra, et dovesse venir in qua, dove li piaceva, -et fino a Ravena, si pur el Re lo volesse perseguitar. Et questa nova -dil zonzer a Perosa venne a Venetia a dì X ditto. - - -_Quello successe in diversi luogi._ - -Fiorentini in questo mezo feceno molte provisione secrete in Fiorenza, -sì de far star homeni per le caxe, _quam_ altre. Et li 4 soi oratori -erano col Re ritornono a Fiorenza, et restò _solum_ Neri Caponi. Et -elexeno tre oratori a Soa Majestà, i quali fonno questi: Domenego -Bonsi cavalier, Juliano Salviati et Pandolfo Ruzelai; uno di qual, zoè -questo Pandolfo Ruzelai, essendo vedoo et in la Republica de primi, -si convertite da uno frate Hieronimo da Ferara de l'ordene de Frati -Predicatori, el qual come sancto in Fiorenza era reputado, et predicava -in favor dil Re. Or questo cittadino se vestì frate de ditto ordene, -et in loco suo fo creato ne' loro consegli uno altro oratore al Re -de Franza, Andrea de Pazi, novamente venuto mercadante di Franza. Et -questi tre, a dì 5 Zugno partino da Fiorenza et andono a trovar el -Re. Et fo divulgato li dimandava li soi luogi, promettendo darli assà -danari; et el Re li disse che, venendo a Fiorenza, li faria cossa li -sarebbe in piacere. Ma Fiorentini per questo non restono de metterse -in ordene de arme: per via de Milano trasse assà numero de curaze per -armar el populo, _adeo_ cussì come prima erano rudi nel mestier di -le armi, cussì al presente tutti erano forniti de armature; et, como -loro dicevano, al bisogno sariano più di XXX milia curaze. Cercavano -ancora de intrar in liga, ma non ossavano per tema dil Re, perchè erano -li primi, qual, per la dissensione tra loro per causa dil modo dil -governo, .... et quasi si poteva dir el suo Stato esser etc., havendo -perso Pisa con molti castelli, et Librafrata, Serzana, Serzanello e -Pierasanta in man dil Re, et Monte Pulzano rebelatosi a Sanesi, sì che -bona parte dil loro Stato è alienato. - -A Venetia consultatione molto cotidiane si faceva; et a dì 4 et a dì -5 fo Pregadi et steteno molto tardi. Se divulgava volesseno romper, -_tamen_ mai la Signoria volse, se prima non haveano justa causa; et -pur spendevano de molti danari. Le zente cavalcava verso i Orzi, et a -dì ditto zonse Marchiò Trivixan provedador zeneral in campo a Senigà, -et per le strade di Brexana ogni zorno s'incontrava soldati. Et perchè -Marco Antonio Morosini kav. capetanio de Padoa, eletto provedador -_etiam_ in campo, per invalitudine di la persona si excusò, _unde_ a dì -otto ditto, nel Consejo di Pregadi fo eletto in loco suo, provedador -in campo, Luca Pisani, fo consejer, et _alias_ in la guerra de Ferara -et de Todeschi operato, et partì de qui a dì 17 ditto, et verso Oio -dove con le zente andò; _tamen_ trovò el campo passato, et esser sul -Cremonese, et avanti zonzesse fo eletto capetanio a Verona. - -Et considerando nostri le zente andar in campo, et non vi esser alcun -capetanio o vero governador, _unde_ poi molte disputatione; a dì 5 -ditto, nel ditto Consejo presono che lo illustre Francesco di Gonzaga -marchexe di Mantoa fusse governador zeneral di tutte le zente sì da -pie' come da cavallo, et fo subito expedito a Mantoa uno corrier con la -lettera, chiamato Panegeto, el qual zonse a Mantoa a hora che 'l signor -era a tavola; et letto la lettera, ringratiò Iddio che fusse venuto el -tempo de mostrar la fede havia alla Illustrissima Signoria, et se con -tutto el cuor et vera fede non era disposto de servir quella, che mai -non havesse ben etc. Et con grandissima alegrezza, sonando campanò a -Mantoa, donò al corrier tutto quello se ritrovava indosso, zoè calze, -zipon, vesta de veludo verde et bereta.... et li fece donar ducati 50 -d'oro; et rescrisse ringratiando la Signoria, et che a dì X se partiria -de lì et vegniria in campo insieme con suo barba sig. Redolfo, dal -consejo dil qual non si voleva partir. Et in quella sera medema che -'l fo creato governador, fo uno Sabato, in la caxa dove stava el suo -orator Antonio Triumpho, zoè quella dil sig. Ruberto a la Carità, -fo fatto fuogi con lumiere fuora di balconi, et gran feste; et li fo -dati ducati X milia a ciò el si ponesse in ordene. Et a dì 9 ditto nel -consejo di Pregadi fonno creati do patricii a portarli el stendardo -et baston de governador, zoè Piero Marzelo fo di Jacomo Antonio fiol, -era stato prima a Vicenza, et Zorzi Emo era ai X Savii. Ma poi fo -fatto altre deliberation, et dove doveano andar a portar el baston de -Governador, portò de Capetanio zeneral da terra, come dirò di sotto. - -A dì X ditto se partì de qui Thoma Duodo, capetanio di le nave armade, -con una barza di botte 1500; et verso Brandizo andò a trovar el -capetanio zeneral et el resto di l'armada. - -A Milan a dì 5 Zugno se partì, tolto licentia dal Duca et accompagnato -da lui, Sebastian Badoer kav. orator nostro, et zonse in questa -terra a dì 13 ditto, come scriverò di sotto. Rimase adoncha Hieronimo -Lion kav. et Zorzi Negro secretario, et el Duca in questo tempo feva -provisione de trovar danari per far do eserciti, uno in Parmesana, -l'altro augumentar quello de Aste, perchè se divolgava el Duca de -Borbon dovea venir qua da monti con assà lanze, _ut dicitur_, 6000 et -4000 pedoni; _tamen_ non era il vero, et il suo campo era assà mal -in ordene e mal pagati, et assà soldati e fanti se partiva. Antonio -Maria di San Severino fece far do bastioni, et Franzesi se ingrossava; -_tamen_ havia in mandato dil Re di non se apizar, come se intese per -uno corrier intercepto, et però schivavano el scaramuzar, come da -prima erano assueti. Et el Duca voleva andar in persona in Parmesana -a sopraveder quelle cosse; et lassava governador in Milan el Duca de -Ferrara so suocero. Et el sig. Fracasso di San Severino stava in Milan -et praticava de haver conduta da la liga, zoè la Signoria et Milan -200 elmetti, et don Alphonso fiul dil Duca de Ferrara, el qual era a -stipendio di esso Duca suo cugnato, et havia elmeti 200, et habuto la -imprestanza era ritornato a Ferrara; _unde_ el Duca lo mandò a chiamar -dovesse venir con la soa zente, el qual rispose non poteva esser in -ordene fino mexi tre. Et el Duca, dolendose molto, mandò a Ferrara -per acqua, venuto in do zorni uno so ambassador chiamato Baldissera de -Pusterla kav., el qual zonse a dì 8 Zugno, et exposto la sua imbassada, -sì che esso Duca de Ferara volesse venir a Milan, _quam_ esser -constante in non dar passo al Re, et _etiam_ che 'l mandi suo fiul don -Alphonso a Milan, et non essendo in ordene di le zente vogli dar di le -sue zente, _unde_ fo contento di darli le zente, et che di brieve el si -partiria ditto so fiul. Ma quel zorno se dovea partir, li assaltò la -febre, et convenne indusiar alquanti zorni; zerca a la sua andata de -Milan si excusò et non andò. Et ditto ambassador habuto tal risposta, -et altro, che il tutto non se puol intender, essendo sta do zorni, -ritornò a Milan. Et per lettere dil Vicedomino nostro da Ferrara se -intese che 'l magnifico Johanne Bentivoi et la comutà de Bologna havia -mandato a dimandar al Duca vastadori per fortificar Bologna, et che 'l -Duca li havia risposo li bisognava a lui, benchè securo fusse dil suo -Stado, essendo in mezo de Venetiani, Milanesi, Bologna et Mantoa. Et -questo fece per mal animo havia contra nostri, per il veterano odio -di Ferraresi; et _etiam_ vedendo che sul Polesene era a custodia 625 -cavalli et molti fanti. - -A dì 5 Zugno a mezo zorno zonse uno corrier di Londra con lettere di -XVI dil passato, nara come la nave Zorza, che fo ditto esser rotta con -le do galie de Fiandra, quella esser zonta in Ingilterra..., havendo -però scorso grandissimo pericolo, et stata mexi 4 et zorni 12 che non -si sapeva nulla, e tutti credeva fusse rotta. Questa nova fo molto -grata a la terra, et più a li parcenevoli; et più presto si harebbe -voluto intender di le do galie; _tamen_ se intendeva esser perite. Et -per consejo di Pregadi ditta nave fo tolta a far compagnia a la galia -restava Bragadina, insieme con la nave Malipiera, et questa havesse -ducati 1200 di la marcadantia fino a...; et cussì subito fo expedito -uno fante con lettere dil zeneral. - -A dì 6 ditto zonse una nave di Puia con lettere dil zeneral de dì -25 Mazo, notificava haver scrito per avanti, et come a dì 19 ditto -essendo al Saseno col provedador Hieronimo Contarini et 12 galie et -una fusta, et partiti con prospero navegar, a dì 20 zonseno _juxta_ i -precetti di la Signoria et sorzeno a uno scojo vicino a Brandizo mia -do, dove era uno casteletto. Et quei di la terra trete assà bombarde -la notte, et fece fuogi in segno di grande alegreza, et li fanti erano -ivi, contestabele uno Hieronimo da Cividal, zoè quelli mandati di qua, -cridava: Marco! Marco! Era col capetanio tre barze de Spagna menate da -Corphù, et el resto di le galie fino al n.º 19 dovea vegnir driedo; -le qual rimaseno per conzarse. Or el capetanio fece far una crida, -che niun non dismontasse di galia, nè andasse a la terra senza soa -licentia; _tamen_ il dette licentia a molti. Et el zorno driedo venne a -galia dal capetanio, don Cesare fo fiul natural di re Ferando, con uno -fiul fo di Camillo Pandon era vicerè in la Puia, et uno fra' Lunardo, -che za fo capetanio di le galie di Cathelani di esso re Ferando, et -governador che era in Taranto et quello de Manferdonia con molti altri -de Brandizo principali: et, fatto le debite acoglienze, era reduto -el Provedador con li Soracomiti in galia dal capetanio, et ditto -don Cesare molto ringratiò la Signoria poi esso capetanio di la sua -venuta, et, che non venendo, Brandizo haria scorso manifesto pericolo, -perchè li cittadini tumultuava et erano cupidi di novità. Et el -capetanio rispose esser ivi venuto per confortar quelli populi stessono -constanti in la fede a caxa di Aragona offerendosi etc. _Unde_ ditto -don Cesare molto contento ritornò a la terra, et mandò al capetanio -uno bellissimo presente de vituarie, el qual el capetanio partite con -le altre galie, et dismontò in terra per veder quel castello in bocca -dil porto, fortissimo, con artiglierie e munitione per anni 5. Era lì -in porto una fusta de Turchi, la qual, come disse don Cesare, era uno -ambassador dil Signor con lettere a re Ferandino, et, _dicitur_, li -offeriva Turchi 18 milia era a la Valona, et esso don Cesare li havia -risposto non bisognava al presente, ma pur manderia advisar el Re, et -che ditto ambassador ritornasse che, bisognando, el suo Signor sarebbe -dil tutto advisato. Ma pur ditta fusta stava ivi in porto, judicava -volesse veder quello feva l'armada di la Signoria. _Tamen_ a dì primo -Zugno se partite, come dirò di sotto. Et zonta ditta armata a Brandizo -tutti quelli lochi si teniva per re Ferandino più si rifermò nella loro -volontà; et quelli si haveano reso a Franza, voleva comenzar a rebellar -et darse a San Marco; et, _sine dubio_, si el capetanio havesse habuto -commission de aquistar tutta la Puia, sarebbe stata di la Signoria al -presente. - -Et a dì 23 ditto alcuni Franzesi essendo assueti de venir fin su le -porte de Brandizo danizando, li quali erano reduti a Misagne mia 8 -lontani de lì; or in questo zorno zerca 500 tra i fanti et quei de -Brandizo si messeno in ordene con la vigoria di l'armada, et andono -fino al ditto castello di Misagne, et parte si andò ad imboscar; et -mons. di la Spara vicerè, era ivi con zerca 200 cavalli, venne fuora, -et quelli fanti fenze di fuzer, et si venne reculando tanto che -Franzesi fonno messi di mezo, et fonno a le man; et questa fo la prima -baruffa fatta in Reame, Taliani con Franzesi, et ne fo morti 9, presi -zerca 80 de Franzesi, et esso vicerè fo preso con tre feride su la -testa; el qual fo menado in Brandizo, et el resto, al meglio poteno, -fuzite in Misagne. Et don Cesare subito mandò a notificar questa -vittoria al zeneral, dicendo che per sua causa la havevano habuta. -Et messo questo vicerè in fondi di una torre, el qual si dette taglia -lui medemo ducati 15 milia; era richissimo et havia più de ducati 30 -milia de contanti, come se divolgava, et lì in Puia era inrichito. -El qual mandò dal capetanio nostro a dirli come el suo Re havia bona -paxe et lianza con la Signoria, et lui grande amicitia fata a Roma con -so fiul cardinal, et per tanto li voleva parlar. _Unde_ el capetanio -mandò el suo capelan a parlarli. Quello conferite fo secreto, et quivi -non sarà scritto. Et volse el capetanio li mandasse el suo miedego a -medegarlo;el qual li promesse, _ut dicitur_, ducati 1000, si lo variva; -sì che quelli el preseno fece un gran botino. Quello di lui seguite, -intenderete poi. - -Ancora se intese come don Cesare voleva armar una galia per forza, -sopra la qual voleva metter suso questi Franzesi presi, et altri -vilani de lì che erano stati rebelli al suo Re. Et el zeneral a dì -25 ditto se ritrovava haver galie 19, et aspettavano di hora in hora -una galia candiota, sì che in tutto a quella impresa era 20 galie. Li -Sopracomiti nominerò di sotto. Et do nave, zoè quella de Stefano et -Theodosio Contarini, patron Zaneto da Merrani, de botte 550, et quella -de Piero Sagredo e compagni, de botte 300, patron Anteo Amai, _etiam_ -el capetanio mandò a Corphù ne dovesse mandar di altri. Et _etiam_ se -have lettera da Constantinopoli, la continentia di la qual scriverò -di sotto. Hor, zonto questa tal nova a Venetia, la Signoria mandò a -notificar questo a li oratori di la liga, et ancora a li oratori di -re Ferandino; et la sera per Pregadi spazò uno gripo a ditta armada, -che comandava al capetanio non dovesse far altra movesta. Et in questi -zorni quel Zuan Caraffa orator di Ferandino, era venuto in questa -terra, se partì et andò a trovar el Pontifice a Perosa, et ivi restò -orator. - -Da Constantinopoli, per lettere dil secretario di 12 Mazo, se intese -che el Signor non credeva ancora certo la morte di suo fratello, et -però voleva saper meglio da la Signoria la verità, et di che morte -era mancato, o di morte natural o violenta, et che desiderava haver -el suo corpo per via di la Signoria, per metter le sue ossa arente -quelle de li soi passati et farli solenne esequie. _Item_ che esso -secretario lo havia advisato di la liga fatta, et che parlando con 4 -soi Bassa di primi zerca questa liga, ai quali pareva molto di novo, et -cadauno da per si li parlò, dicendo: come va queste cosse? El signor -Ludovico lo ha fatto venir el Re de Franza in Italia, et a hora ha -fatto liga? La Signoria, si la voleva, nel principio poteva ostar a -la venuta et l'ha lassato venir et prosperar; et a hora è stati causa -di sta liga. El Papa prima era in amicitia con el Re de Napoli, poi -dette el passo al Re de Franza, et pur è dentro. El Re de Spagna li ha -promesso fede et bona paxe, et have do contadi; et pur è contra esso -Re de Franza. Et l'Imperador era pur so amigo etc. A le qual parole -saviamente ditto secretario rispose, dicendo havevano fatto questa -liga per conservatione di stadi loro, et senza nuocer a niuno; ma loro -concludeva le cosse de Italia hora era piova hora era sol etc. L'armada -si poneva in ordene et faceva gran pressa a expedirla, non però sì gran -numero come diceva de far prima; et che l'era molto sfredito el Signor. -Pur judicava che ditta armada usciria, et che Christiani marangoni et -calafai lavorava _etiam_ le feste contra el so voler, di comandamento -dil Signor, et altre nove scrisse in zifra, le qual fonno secrete, et -zonse qui a dì 6 ditto. - -A dì 7 ditto per una nave, patron Piero Alvise, et scrivan uno Dimitri -de Michali, la Signoria nostra fo certificata, et el patron et scrivan -questo referite in Collegio, come, venendo con la soa nave da Serviza -carga di sal, a dì 24 April, tra Maiorica et Menorica discoverse una -grande armada, la qual era zerca 40 caravelle o vero barze de Spagna, -capetanio uno Consalvo Fernandes di Agilar castigliano nominato di -sopra, et che era zerca XV da botte 400 in 500, el resto da 200 in -zoso, con cavalli et zente armate suso; et che el capetanio volse ditta -nave calasse. La qual calò, et andò dal capetanio, et inteso come -era nave de Venetiani, li fece bona compagnia, et velizono insieme -alquanti zorni. La qual armada andava in Sicilia. Et che li fo ditto -el Re voleva mandar ancora altre caravelle presto, et questa zonse a -Messina a dì 24 Mazo dove era le altre barze, capetanio el Conte de -Trivento, con grande piacer di re Ferandino et di re Alphonso che ivi -se ritrovava. Narrò ancora come re Ferandino prospera in la Calavria, -et era dismontato a Rezo, et habuto per forza la terra, et el capetanio -franzese menato a Messina li fece taiar la testa. - -A dì 9 ditto venne uno corrier de Spagna, zoè el primo portò la nova di -la liga, con lettere di ij Mazo, el qual venne per mar da Barzelona a -Zenoa, et portò lettere al so ambassador, et _etiam_ a la Signoria dil -Re et la Raina, in castigliano, scritte molto dolcissime, dimostrando -l'amor havevano a questa Signoria, et el contento di la liga fatta, -la qual loro l'havevano fatta publicar per tutti li regni la Domenega -drio San Marco, a dì 26 April, et fatto processione (et questo perchè -el zorno de San Marco non se varda in Spagna), a ciò fusse con più -solennità. Et, come l'ambassador disse in Collegio, il Re feva grande -exercito; _tamen_ non voleva romper se prima qui in Italia non se -rompeva; _tamen_ Venetiani fevano ogni cossa che se rompesse in Spagna. - -In questo medemo zorno zonse lettere di Zenoa di 5 Zugno de Francesco -Capello kav. et Marin Zorzi dottor, andavano oratori in Spagna insieme -con li do oratori dil Duca de Milan. Notifica come a dì primo ditto -erano partiti de Milan, accompagnati dal Duca fino fuora di le porte, -et da Sebastian Badoer et Hieronimo Lion kav. oratori più de longo. -Et la sera alozono a Pavia, dove venne li do oratori milanesi. Et el -Marti poi a Tortona, el zorno driedo a Borgo di Forni, et al Zuoba a -Roverillo, fo el 4 dil mexe, ch'è una villa di Zenoa mia tre lontano, -dove Bernardo et Thomaso Salvago con alcuni altri zenthilomeni zenoesi -li accompagnò. Verso Zenoa li venne contra prima Zuan Adorno fradello -dil governador et capetanio di le fantarie, poi _etiam_ venne Augustin -Adorno governador di Zenoa et Coradolo Stanga prothonotario comessario -dil Duca de Milan con molti cavalli, et fatte le debite acoglientie -introno in Zenoa con gran magnificentia, et li acompagnò fino al palazo -di Polo Palavesin situato sopra la marina, benissimo ornato di panni -d'oro, veludo, rasi et razi finissimi. El populo tutto su le strade -e balconi, le bottege erano serrate, però che fo fatto comandamento -sotto pena de ducati 100 dovesseno serar, per honorar li ambassadori -venetiani. Le galie sottil erano in porto se movevano in segno de -allegrezza, salutando ditti oratori, et fonno assà presentadi: et -_conclusive_ molto honorati. _Item_ come in Zenoa era 20 galie et -21 nave, di le qual galie 9 era armate et 4 nave grosse benissimo in -ordene, et che li era sta parechiato una nave di botte 3000, chiamata -Jansilla, per passar a Barzellona a mia 600; che esso governador -pur se dubitava de Zenoesi, per esser cupidi di nove cosse, che non -ribellasseno al Duca de Milan et aderirsi al Re de Franza, et che -non era fatto alcuna provisione per el Duca; _tamen_ lui et li soi -erano fermissimi et constanti, et prima voranno morir che partirse di -l'ubidientia de Milan et in amor con la Signoria nostra. Et cussì a dì -8 ditto tutti 4 oratori con la so fameglia montono in nave, et andono -a loro viazo, et zonseno a dì 13 a Barzelona, et trovato l'Alteza dil -Re et Raina erano partiti di Madrid et venuti a Burgos, come tutto sarà -scritto de sotto. Et ancora advisò la Signoria haver inteso da alcuni -mercadanti, che havia habuto lettere di Barzelona, come a dì 19 Mazo -era morto el re don Joanne di Portogallo, di malatia longiqua, zoè -idropesia, de età de anni 43, et non havea figlioli legittimi, però che -uno solo havia, chiamato don Alphonso, era maridato in donna Isabella -fiola dil Re de Spagna presente, la qual _adhuc_ de età de anni XXV -vive a presso el padre, con provisione _tamen_ di esso Re de Portogallo -per el so viver _annuatim_. Adoncha ditto don Alphonso morite l'anno -1491, corando sora uno cavallo, de età de anni 17; cadete et morite in -la città di Santarre (_Santarem_). - -Questo Re de Portogallo ha moglie una zermana chiamata Lionora, sorella -di don Emanuel duca de Viseo, che fo fiol de don Ferante infante -fratello di esso Re, et per sangue regio a ditto Duca de Viseo li vien -la corona, el qual è zerman suo et dil Re de Spagna; ma fo divulgato el -Re haver fatto testamento, et lassato el regno a uno so fiul natural, -chiamato don Zorzi, di età de anni 13, in governo _tamen_ e protetione -dil Re de Franza, non havendo nominato el Re de Spagna suo parente -et vicino, però che Portogallo è in mezo di la Spagna. Et una mattina -per tutto in questa terra se rasonava di tal nova, dubitando el Re de -Spagna non fusse impazato in quelle cosse, et non potesse attender -a romper al Re de Franza. _Tamen_ dopoi se intese ditto Re star -benissimo, sì che non fo. - -A dì 10 ditto venne uno gripo di l'armada di Puia, con lettere dil -Capetanio zeneral di do Zugno, notificava esser ivi a li scogi de -Brandizo, secondo li comandamenti di la Signoria, et che niuno di -l'armada havia fatto movesta, nè niuno si poteva lamentar. Erano galie -XXI, se aspettava di zorno in zorno Bartholomio Zorzi provedador di -l'armada dovesse zonzer, et che tutta la Puia, volendo nostri, leveria -S. Marco, et che re Ferandino et le sue galie havia habuto Rezo, et -tajato li Franzesi a pezi, come ho ditto di sopra, et _etiam_ havia -rehabuto Cotron, et che Otranto, dopoi el zonzer di l'armata nostra -ivi, havia levato le insegne aragonese, et li Franzesi erano lì se -havia reduto in castello, _tamen_ el zorno driedo a patti se reseno, -e andono fuora di la terra; et _etiam_ uno castello mia 7 di Otranto, -chiamato Robia, havia levato le ditte insegne. - -_Item_ erano venuti da don Cesare a Brandizo alcuni di primi di Leze -per far trieva, et volevano patizar de non star più sotto Franzesi; -che sperava fra tre zorni hariano Leze. Et a dì primo dil mexe, alcuni -Franzesi erano a Misagne ussite fuora, et fece corraria fino a presso -Brandizo, ma don Cesare con alcuni altri tra cavalli et fanti n.º -700 ussiteno di la terra, e come i fo fuora non trovono li nemici, et -tornono in Brandizo. Et in quel zorno zonse uno gripo con lettere di la -Signoria, comandava al capetanio non se partisse sino non li scriverà -altro. - -_Item_ come havia mandato, a dì 26 dil passato, Francesco Valier -soracomito con un'altra galia dalmatina verso Monopoli, per intender -qual cossa di novo; et zonto ivi mandò el Copano in terra, et Franzesi -li disse: che vegniva a far qui? Risposeno quello li accadeva. Et loro -digando: vui sete nemici dil nostro Re, et venite in le so terre. Et -nostri ge rispose: non era el vero. Tamen non volseno dismontar, et -ritornò queste galie a Brandizo. Ancora a dì 2 Zugno mandò Piero Bembo -soracomito con la so galia verso Messina a trovar l'armada de Spagna -et el re Ferandin, et intender come andavano quelle cosse. Et quello -nel ritorno referite sarà scritto più avanti. Et come per una lettera -venuta in questo zorno di ditta armada vidi, come re Ferandino era -passato con alcune barze et galie in la Calavria con 12 milia persone, -et havia fatto render assà castelli: Rezo dove eran 150 Franzesi tutti -amazati, et al capo fece taiar la testa. _Item_ come quelli di l'armada -desideravano di poter far fatti, altri per acquistar fama, altri per -farse richi mediante el dar a sacco. - -In questi zorni se intese come el gran maistro de Rodi, cardinal de -natione franzese et nominato di sopra, havia a requisitione dil Re de -Franza armato la sua barza de botte 3000 benissimo in ordene, et quella -havia mandato verso Napoli, la qual voltizava de lì via, et venne a -Porto Pisano, et cussì restò a servigi di esso Re. - -A Venetia in questo mezo consultatione quotidiane se faceva, zerca -el campo, a solicitar le zente vi andasse, et dar danari fuora. Fo -rivocata l'andata di Piero Duodo con li Stratioti verso Roma, et ancora -era a Ravena. _Tamen_ a dì 7 se partì con li Stratioti di Ravena, et de -li altri Stratioti erano alozati a Padoa, Monselese, Este et Montagnana -per n. 537 in tutto. Per Collegio a dì 6 Zugno fo decreto vi fusse loro -capo et diretore Bernardo Contarini, _alias_ a la guerra de Ferrara -in simel exercitii de Stratioti operato, homo de grandissimo cuor et -governo, come per el so successo, lezendo le opere fece in Milanese, -intenderete. Et fo fatto senza niuna utilità, ma con cavalli cinque -_libentissime_ accettò. Et partito de qui a dì 8 ditto, et andando li -Stratioti tutti, lui con 187 cavalcò verso Verona dove tutti se redusse -in uno; et a dì 12 andò a Peschiera, poi verso el campo era sora Oio a -Seniga, mia 8 lontan di Brexa, et Marchiò Trivixan provedador li ordinò -dovesse andar ad alozar a Asola, et cussì andò et fece li Stratioti -stesse a la campagna per non far danno a li cittadini, dove ivi era -alozato el conte Bernardin Brazo con la so compagnia. - -Ancora Chozanderle thodesco andato in Collegio se offerse di menar in -queste parti 1000 Theutonici, parte schiopetieri et parte provisionadi, -et in questo termene de zorni X, nè volse altro cha ducati 1000 _pro -nunc_; et cussì fo expedito a dì 6 ditto, et a farli in terra thodesca -subito andò. - -Fo ordinato guastadori et cernide, non però ni de Padoana ni Trivixana; -et fatto le mostre di schiopetieri erano nel paese nostro, zoè villani, -però che _alias_ fo fatto un bel ordine, che per ogni villa fusse -scritti do schiopetieri, et quelli volesse esser a tal exercitio -fusseno exempti de ogni angaria personal; _tamen_ al tempo di guerra -fusseno ubligati de andar in campo; et questo è numero di 8000. - -_Item_ a ciò che oltra le spexe ordinarie per le Camere di Terra ferma, -retrovandose molti debitori, fusseno li danari sovrabondanti mandati -in questa terra, a dì 9 ditto per Collegio elexeno do provedadori -dovesseno andar per ditte Camere a solicitar el scuoder, et far quanto -di sopra è ditto. I quali fonno Luca Trum et Zuam Battista Bonzi (?) -ma poi essendo andato quello scortinio con desordene, et non volendo el -Trum accettar tal fatica, a dì 10 ditto poi fonno creati Marin Moroxini -et Zuam Battista Bonzi; et cussì el Bonzi solo partite de questa terra -et andò per le Camere exercitandose; et mentre vi stete fuora, usando -ogni diligentia in mandar danari a Venetia, in mexi.... mandò tra campo -et questa terra ducati.... milia. Et _etiam unum non praetermittam_, -che a li bisogni di la terra ditto patricio prestò de contadi ducati 3 -milia; _tamen_ se conzò come a li altri li fo restituido al suo tempo. - -Et a dì 9 ditto, nel Consejo de Pregadi, essendo redutto le zente sora -el fiume di Oio a Senega, che dovesseno passar di là, et _etiam_ fatto -far uno ponte per el Duca de Milan sopra Po, passavano in Parmesana, -dove con le zente di esso Duca le nostre se dovesse redur et star ivi. -Et per lettere di Marchiò Trivixan provedador in campo date a Seniga, -se intendeva el campo ingrossarse sì de zente d'arme come de fanterie -et provisionadi. El marchexe de Mantoa governador de lo exercito, a dì -13 ditto se partì de Mantoa con parte de li soi, et zonse a la dreta in -campo a dì... come dirò di sotto, lassato so barba Redolpho di Gonzaga -che veniva driedo con el resto di la conduta. Et a ciò con più anemo -ditte zente nostre passasse de là, fo mandato a dì 12 ditto Daniel -Vendramin pagador in campo con ducati 20 milia, et _etiam_ per camino -ne have de li altri per dar una paga. Et _non solum_ quelli erano -per el stipendio ubligati vi andono in campo, ma molti a sue spexe; -et fo fatto su burchiele sora Oio, lì a Seniga, uno ponte per passar -in Cremonese. Se judicava, come fo, che 'l Re venisse a la via de -Pontremolo; et però ditto campo se reduseva in Parmesana per obstarli -nel descender de li monti. Dubitavano ancora non facesse la volta -de Zenoa, et el Duca de Milan ne havea gran paura, et vi mandò mille -fanti; et el Conte de Caiazo con alcune zente era venuto in Parmesana -dove dovea adunar la massa di le zente, cavalli 2000, come appar per -la tariffa mandata per el Duca in questa terra; et _etiam_ el Duca -diseva voleva venir lui medemo in Parmesana a sopraveder quelli passi, -non restando de far ogni provisione perchè l'andava per lui. _Tamen_ -Venetiani spendeva, et feva grande exercito, el qual sarà qui sotto -scritto. Pur esso Duca havia paura di non perder el Stado, con inzegno -et astutia aquistato, et tutto quello faceva con Hieronimo Lion kav. -orator nostro consultava, et obediva ogni consiglio di la Signoria, -vedendo _maxime_ esser in ordine di zente. - - -_Exercito di la Signoria[130]._ - -Havendo descritto queste zente, ritorniamo al primo nostro instituto, -de descriver el successo di tempi. Et el Re de Franza, intrato el Zuoba -a dì 5 del presente in Viterbo, ricevuto _honorifice_ da Viterbesi et -dal legato cardinal Farnesio, et quivi stette Venere et Sabato, et per -essere le feste di le Pentecoste volse _etiam_ star la Domenega. Poi -a dì 9 partì, et andò a Bolsena; poi verso Acquapendente per andar in -Siena, et mandò mons. di la Guisa con alcune zente d'arme avanti. El -qual arivato a Toscanella, che è una terra di la Chiesia, et volendo -Franzesi intrar in la terra, quelli dentro non volseno, dicendo -stesseno di fuora li dariano vittuarie; et loro non contenti voleva pur -intrar; ma li cittadini serono le porte. _Unde_ Franzesi deliberò di -darli la battaglia; et loro difendendose, pur Franzesi introno dentro -per forza, et usò gran crudeltà: ne amazò più de 800 senza le femene et -puti, et quella terra messe a sacco; et fo divulgato fo morti in quelle -baruffe zerca 200 Franzesi. Ancora, non contenti di questo, andono a -Montefiascon, dove è scritto esser i miglior vini di Toscana; el qual -loco messe a sacco, senza _tamen_ occisione; et cussì San Lorenzo, -tutte terre di la Chiesia. Et questa nova venuta a Perosa, al Pontifice -et cardinali haveno molto a mal, et subito spazò l'ambassador nostro -lettere a la Signoria a dì 9 ditto; et zonse a dì ij a nona a Venetia, -et advisò questo; benchè per un'altra scrivesse adviseria meglio la -verità. El Re veramente venne la sera ad alozar a Montefiascon, mia -20 lonzi da Viterbo, et mostrò haverli dolesto tal cosse, et terminò -de mandar a excusarsi al Pontifice el cardinal S. Dyonise era con lui, -come dirò di sotto. Pur fo usata tal crudeltà. - -A Ferrara el Duca havia pur cattivo animo et veterano odio contra -Venetiani, et, pochi zorni è, vi venne uno ambassador dil Re de Franza -a conferir con lui, el qual passò per la via di Ravena, poi ritornò al -suo Re. Et questo fo avanti mons. di Arzenton vi andasse de qui. Et per -lettere del Vicedomino nostro, venute prestissime, a dì ij Zugno zonte, -se intese esso Duca non haver voluto andar a Milan; pur havia mandato -don Alphonso so fiul, et datoli zente: el qual ancora non era partito, -doveva partirsi a dì 9, et che mandava molti corrieri con lettere al Re -de Franza, sotto scusa scrivea a so fiul don Ferante. Et a dì 9 ditto -expedite uno so orator a esso Re, chiamato domino Antonio di Constabeli -kav., el qual partite molto celeramente, andando verso Fiorenza. La -cagione perchè, non se intese; ma è da judicar tramasse qual cossa -insieme; et benchè nostri vedesse chiaro el so cattivo anemo, mostrava -di non veder, aspetando el tempo. - -A dì ij ditto zonse lettere de Vormes de Zaccaria Contarini et -Benedetto Trivixan kav., oratori al Re de Romani, i quali zonseno a -dì 28 Mazo molto honorati, et have audientia dal re Maximiliano. Dove -Benedetto Trivixan, per esser più zovene, fece l'oration elegantissima, -et poi have un'altra audientia secreta, exhortando sua Cesarea Majestà -a dover venir in Italia, et che dimostrava esser contento, expedito -havesse la dieta, la qual atendeva a expedir, et ancor non era compita, -et che voleva mandar zente in Italia come era ubligato per li capituli -di la liga, et poi venir a tuor la corona: _tamen, judicio suo_, -sarebbe longa questa venuta. Speravano solicitar almeno le zente fusse -mandate, le qual anderia a la volta de Milan. Et a ciò el tutto se -intenda, qui sarà notado tutti che si ritrovavano a la dieta, sì come -ditti oratori mandò a la Signoria, tutti elemani, come vedrete. - - -_Principi, Signori, Prelati, Duchi, Marchesi, Conti et Oratori stati a -la Dieta fatta a Vormes[131]._ - -In questo mezo, a Venetia Zuan Battista Spinelli, orator dil re -Ferandino, sul campo di San Polo dove habitava, assoldò et scrisse assà -provisionadi, zerca 1000, et fece li caporali per mandarli in Puia in -aiuto dil suo Re, et dette paga ad alcuni ducati do per uno. Li pagava -le arme, a quelli non havevano, a suo conto. _Tamen_ li faceva far -le spese fino a Brandizo, et prometteva avanti dismotasseno di farli -dar quattro page per uno, et che andando a recuperar terre tenute per -Franzesi, quelle aquistasseno per forza, intrati questi in la terra, -qual caxa che voleva podesse signar, et tutta la roba ivi ritrovasse -fosse sua. Per la qual promission molti si andò a far scriver, _adeo_ -ogni zorno su ditto campo era assà zente. La qual cossa fo fatta senza -saputa di la Signoria; ma, inteso questo, a dì 14 Zugno per i Cai -dil Consejo di X li fo mandato a dir a ditto orator non assoldasse nè -greci schiavoni nè albanesi; ma, volendo, assoldasse lombardi. _Unde_ -l'ambassador ubedendo depenò molti, et ne rimase _solum_ 200 scritti. -Et cussì, fatto al n.º di...., mandoli via con Thomaso so fradello, -el qual era stato dal Re suo, et ritornato in quelli zorni, _etiam_ vi -andò el castellan de Manferdonia, come ho scritto di sopra. - -Et dubitando nostri el Re non venisse a la volta de Bologna, per -mantenir el magnifico Joanne Bentivoi et quella comunità ne la fede -data, a dì ij Zugno per Collegio fo mandato uno secretario, chiamato -Antonio Vinciverra, homo dotto et molto exercitato in diverse -legatione, el qual portò con lui ducati 18 milia, el qual, fatto la -volta de Ferrara a Bologna andò, et fo molto _honorifice_ ricevuto, -come dirò di sotto. Et mandò a offerir li 500 stratioti erano per andar -a Perosa, et ancora bisognando 300 homeni d'arme; et elexeno governador -di le zente de Romagna esso magnifico Joanne, non come capetanio ma -come nostro patricio; el qual l'anno 1488, 14 Marzo, venuto in questa -terra fo creato, ed io mi ritrovai a la soa creatione. Se dubitava de -novità, perchè li Malvezi erano confinati lì sul Bolognese, haveano -rotto li confini loro, et andati dal Re, et però continuamente faceva -fortificar Bologna. Et fo scritto a Piero Duodo provedador, era in -camino per andar dal Pontifice, dovesse andar sul Bolognese. El qual -se partì da Ravena a dì 7 ditto con Stratioti 500, et Nicolò da Nona -venuto da Zara con 22 Stratioti verso Cesena, ma da quei de la terra -li fo serate le porte, _licet_ fusse terra di la Chiesia, et non fo -lassati intrar. Et poi, andati a Bertenoro, pur fonno assà carezati et -presentati, et, inteso el decreto dil senato, verso Bologna se aviò. - - -_Come el Duca de Orliens tolse Novara al Duca de Milan._ - -Domente queste cosse se fanno, Franzesi i quali per ogni via cercano -de venzer, sono homeni astuti et atti a la guerra, _unde_ havendo -fatto occulti patti con Opizin Cazabianco primario cittadin de Novara, -terra dil Duca de Milan, mia 25 da Milan et 50 da Aste et X da Verzei, -el sito et conditione di la terra scriverò di sotto, de dar la terra -al Duca di Orliens; questo, per l'odio grandissimo havia al Duca -de Milan, però che, _ut dicitur_, li era imposto ditto Opizin havia -fatto amazar uno, et li era voluto manzar ducati 14 milia, _etiam_ per -esser da la parte Gelpha et havia gran parte et seguazi in Novara; el -qual Opizin era zenero di uno di Visconti. Or a dì X Zugno a l'alba, -Franzesi venuti secretamente per alcune vie de sora, passato Po et -Tesin, habuto el passo da la Duchessa de Savoia, introno in Novara -per la porta di S. Stefano cavalli 250, poco da poi ne subgiunse -altrettanti, _ita_ che fonno 500, et preseno el dominio di la terra -per esso Duca di Orliens, el qual ancora non era intrato, ma era in -Aste. El castellano dil castello vedendo questi Franzesi, pur deliberò -de tenirse. Et inteso questa nova a Milan, che mai dubitava perchè -era straman, et però non li havia posto custodia, in quella matina -medema per esser così propinqua, dolendosi molto, subito expedite -Filipin dal Fiesco con 40 provisionadi, et lo mandò in la rocca, et -a hore X intese questa perdeda, et mandò _etiam statim_ a notificar -a l'orator nostro, el qual spazò lettere a la Signoria, et zonse a dì -12 a mezozorno qui. Ancora esso Duca scrisse al signor Galeazo di S. -Severino, che era col campo fra Vegevene e Biagrasso di là da Tesin et -lontano di Novara, che li dovesse andar o mandar zente a socorerla, et -fece in Milan provisionadi in quel zorno, et comenzò a spender danari, -et divolgava voleva far 6000 provisionadi, et con uno grandissimo -forzo andar in persona a Novara et receverla. Et in una notte venne -tre corrieri de Milan a Venetia, _tamen_ le provisione fo sì tarde, -et non andò nè el signor Galeazo nè esso Duca, _adeo_ che 'l Duca di -Orliens con assà zente intrò dentro, et non fo possibile ad haverla, -et si convenne mandar tutte le... zente di persone a presso 30 milia, -come lezendo se intenderà di sotto. Ma Franzesi comenzò a fortificarse, -et fece uno ponte sora burchiele per passar le fiumare bisognava da -andar et venir in Aste, et messe custodia a li passi, sì che 'l Duca -de Milan fo ferito dove mai el si credeva, et era comissario dil Duca -intrato el zorno avanti Francesco Goro. Questa città de Novara, secondo -si leze, fo edificata da Geodone et da Elicio su un certo monte non -molto discosto dal fiume Tesin, et da lui quel monte fo chiamato poi -Elicio, et poi Novara quasi _Nova ara_, zoè altare, perchè ussendo -quivi Elicio con Venere sua madre, feceno un altar et offeritene gli -sacrificii a li Dei; poi la cresceteno Franzesi, Insubri, come scrive -Ptolomeo et Plinio, et era quasi una villa; ma per la bontà dil paese -sin... quasi inhabitato, perchè son monti et valle. Di questa città -fo episcopo Santo Gaudentio, _etiam_ in tempo di Clemente papa quinto -vi fu Dulcino heresiarca, heretico crudelissimo; et conclusive questa -terra è antiquissima, grande et di poca fortezza, _licet_ el castello -sia fortissimo; et di questa città ancora più avanti qual cossa -particularmente, a Dio piacendo, scriveremo. - -Oltra di questo perder di Novara, ancora Franzesi havia un'altra -pratica a la man, de entrar in la rocca de Alexandria di la Paia, però -che retrovandose in ditta rocca alcuni Franzesi presoni, et el campo de -Milan de lì vicino si levò per venir a soccorrer et rehaver Novara, la -notte venne alcuni Franzesi per intrar in la rocca con el tratado havia -concertato, ma da certi frati, o vero uno preosto vicino a la rocca -fonno sentiti, et cridando, ditti Franzesi essendo discoverti, parte -fuzite, altri fonno presi. - -Venitiani in questo mezo, consultando esser de bisogno de aiutar -_etiam_ el Duca de Milan, havendo mandato a dimandar 300 Stratioti per -mandarli a Novara, _unde_ a dì 13 Zugno preseno nel Consejo de Pregadi -de mandarvi Bernardo Contarini era poco lontano dil nostro campo -con Stratioti 500; et cussì li fo scritto dovesse andar subito verso -Milan. El qual, inteso a dì 16 tal volontà dil Senato, se aviò con li -Stratioti, di Asola dove era, a Crema, et ivi fo dato una paga a ditti -Stratioti et a Milan andò. Ancora in questo zorno a dì 13 fo decreto -nel Consejo di Pregadi capetanio di le fantarie Jacomazo da Venetia, -havia 200 cavalli et era a Perosa, come ho ditto di sopra, et la sua -conduta fo data a Cola so fiul; et za li era sta scritto dovesse venir -in campo. El qual a dì 12 se partì de Perosa, et a dì 15 ditto arivò in -campo, et se exercitò capetanio di le fantarie; cossa che a molti parse -de novo, perchè più non era stato sopra fantarie; ma per la soa vera -fede fo creato. - -Fo expedito _etiam_ lettere al capetanio zeneral, ordinato a li rettori -di Terraferma quello havesseno a far; et perchè pur se intendeva -el Pontifice voleva partirse el zorno drio el Corpo de Christo, che -seria a dì 18 Zugno di Perosa e andar a Sisi (_Assisi_) mia 9 de lì, -poi a Fuligno et Roma, fo scritto a l'ambassador in Corte dovesse -persuader Soa Beatitudine dovesse, per securtà soa et per quelo poteva -accader, venir in Ancona et non voler cussì presto ritornar a Roma. -Et fo mandato el corrier che dovea esser a Perosa in hore 40, essendo -però altri a le poste; et cussì fonno fatte molte provisione; et per -Collegio fo ordinato de far solenne et diuturne oratione a l'eterno -Dio, pregando inspirasse nel cuor de quelli governava la Republica -a dover terminar qual fusse el meglio per questa terra, però che dal -Pontifice et Duca de Milan nostri erano exhortati a dover romper per -ogni via al Re de Franza, havendo lui rotto a essi collegati; et di -questa opinione era _etiam_ l'ambassador de Spagna; et per questo -implorono el divino auxilio, mandando danari la Signoria per li -monasterii de frati et donne religiose de questa terra. - -A dì 13 ditto zonse qui Sebastian Badoer kav. era stato orator a Milan -mexi 8, et la mattina expose la soa imbassada in Collegio, et intrò -Savio grande, che el suo luogo fo resalvato, zoè poco da poi fo creato. -Et da poi disnar in Pregadi _etiam_ referite sapientissimamente, et fo -da tutti la sua legatione laudata, zoè che 'l Duca molto si racomandava -al Prencipe et Serenissima Signoria, di la qual era fiul, narò la vita -di esso Duca et el suo governo, et come è zerca 40 dil suo Consejo, che -l'ha in tutto homeni d'arme 1600, tra i qual don Alphonso et Hanibal -Bentivoj, che havia de intrada de Milan ducati 160 milia et 160 milia -del territorio et altre sue terre; havia de spesa ordinaria in Milan -ducati 18 milia, la sua corte 18 milia, et la Duchessa vechia di sua -provisione ducati 18 milia; _tamen_ di questi el deva come li piaceva. -Che 'l marchexe Hermes, fradello fo dil Duca morto, steva in castello -amalato con la quartana, et cussì la Duchessa zovene et il putino, el -qual era zentilissimo puto, con custodia in castello. Che l'era mal -voluto da li populi per causa di le angarie, et _etiam_ toleva danari -da chi ne havea, ubligando _tamen_ li dacii di do anni: et fin qui era -debito ducati 800 milia. Dimostrava non haver dinari per tre raxon: la -prima per haver fatto disfar alcune † d'oro et mandato zoie a Zenoa -per far armar. _Item_ per haver desfatto et messo in zeca le medaie -d'oro de li soi passati, che era bellissime. Et _tertio_ per haver dato -in dote a sua neza maridada nel Re di Romani ducati 400 milia, et 200 -milia prestati al Re de Franza, et 120 milia li havia costado a otegnir -la investidura. Che non feva niuna cossa senza consejo di mistro -Ambrosio suo astrologo, fino del darli licentia. Che 'l dormiva poco, -et la matina vestendose, ditto certe oratione, lezeva tutte le lettere, -et quelle expediva la risposta a diversi cancelieri; ma tutte le voleva -reveder. Che spazava molte suplication et gratie andando a una Santa -Maria di le Gratie. Che molto amava sua moglie, havia do figliuoli; -el mazor nomeva Hercules. Che dimostrava haver gran paura dil Re de -Franza, _tamen_ havia gran fede in la Signoria, et feva di lui gran -extimatione venendo a caxa a tuorlo e menarlo in castello, poi a -compagnarlo; et nel combiato li disse voleva lassar in testamento a so -fiuli sia sempre in amor con questa Signoria, et cognosceva non esser -altro Stado simile al mondo. Et altre parole disse, le qual _ad plenum_ -non fo divolgate. - -A dì 14 Zugno da mattina, fo el zorno di la Trinità, zonse lettere di -Perosa di XI, nara et dechiara la verità di metter a sacco Toscanella, -et usato la crudeltà, et Montefiascune sì come di sopra ho scritto. -La qual cossa seguite a dì 8 ditto. Et come el Pontifice pregava la -Signoria non stesse più a proveder, et che si aspettava a dì 12 el -cardinal S. Dyonise per venir a excusar el Re, che di questo non era -stato conscio. Et havendo la Signoria in questo zorno ordinato et -fatto sonar Gran Consejo, _juxta_ el consueto, per non esser tempo -de demorar, _imo_ de far ogni provisione, et molti Savii de Collegio -erano di openione de romper, et per lettere ancora de Milan erano -solicitati, dismesseno consejo, et chiamò Pregadi; et consultato hore 7 -fo disciolto el consejo, et comandato gran credenze; _tamen_ per tutta -la terra se divolgava, come era la verità, fusse preso de romper guerra -al Re de Franza per ogni via, sì da mar come da terra et scrisse subito -a Perosa al Pontifice, zoè a l'orator, tal deliberatione, et mandò le -lettere in hore 40, et fo decreto spazar un gripo al capetanio zeneral -a Brandizo, el qual, si possibel fusse, andasse in zorni 6, che dovesse -con tutta l'armada partirse de lì et andar lì in Puia a le terre si -teniva per el Re de Franza, et quelle combatterle non si volendo -render, et acquistarle per forza, trattando Franzesi per inimici. -_Tamen_, quelle volevano ritornar sotto caxa di Aragona, non li fusse -dato alcun impazo. Et essendo fatte le lettere e tutto, parse ad alcuni -Savii de Collegio de suspender l'andata di ditto gripo _pro nunc_; la -qual cossa fo molto mormorato da tutti i patricii; et fo bona causa -che si perse de acquistar bona parte di la Puia per la dimora fece. -_Tamen_ pur a dì 17 ditto fo spazate le lettere et el gripo andò a suo -viazo con lettere _etiam_ di l'ambassador di Spagna era qui, drizzate -al conte de Trivento capetanio di l'armada dil suo Re in Sicilia, che -dovesse romper, perchè cussì era la voluntà dil signor Re et Raina. -Oltra di questo, nostri scrisse a Milan di la deliberation fatta -dil romper et però era bisogno de far ogni provisione per acquistar -vittoria contro Franzesi; et el Duca fo molto aliegro de questo. Ancora -fo expedito lettere in Elemagna al Re di Romani et in altri luogi, -provedendo a quello era necessario; et in questo Venetiani dimostrò se, -quando volevano, poteva far le cosse preste; che fece tante provisione -et un grande exercito in poco tempo. - -Et per intender l'opinione in queste importante materie de Fiorentini, -i quali, per quanto se intendeva, per parole osate a Milan per el suo -ambassador, che volentiera vorebbeno esser in acordo con la liga, et -essendo a hora el tempo de unirse quasi tutti i potentati de Italia -contra Franzesi che quella volevano subiugar, se non li fosse sta per -nostri remediato, come è la verità; et el Re havia cattivo animo contra -ditti Fiorentini, però che, essendo a Viterbo, usò alcune parole a -soi oratori di volerli render Pisa, Serzana, Serzanello, Pietrasanta -et el porto de Livorno, ma che raxon era che Piero de Medici, el qual -era a presso di lui et descaciato de Fiorenza per soa causa, dovesse -ritornar; et _etiam_ voleva ducati 20 milia da loro ad imprestedo. -Et Fiorentini erano in gran spavento, pur fevano provisione le qual -saranno di sotto scritte, nè sapeva si el Re volesse, da poi stato -a Siena, venir a Fiorenza o andar a Pisa o vero per la marema de -Siena altrove, et non sapevano che farsi. Era lì in Fiorenza quel fra -Hieronimo da Ferrara di l'ordine di S. Marco de frati Predicatori, -nominato di sopra, el qual el populo lo reputava per santo; et come -frate Hieronimo diceva una parola, non bisognava contradirli. Questo -predicava _publice_ in favor dil Re de Franza, dicendo era un messo -da Dio mandato, con molte parole; _adeo_ che comoveva gli animi de -Fiorentini ad adherir a esso Re, che _fortasse_, come ragion voleva, -li sarebbeno stati contrarii, havendo ricevute molte inzurie. _Unde_ -nostri in questi zorni expedite, et si partì a dì 10 Zugno, uno frate -Piero Dolphin, zeneral di l'ordine camaldulense, zoè di San Michiel -di Muran, et patricio veneto, homo di grande autorità, bontà et -reverentia, et molto amato, a Fiorentini dove era stato gran tempo, et -tolse di andarvi in tre zorni a Fiorenza et esser con quella Signoria, -et intender la volontà loro; si vogliono Franzesi siegua la vitoria -usando le crudeltà usavano, o vero esserli contra et far quello hanno -altre volte fatto li loro passati, che elexeno acquistar et non perder. - -A Bologna el magnifico Johanne feva molti preparamenti, et suo fiul -Hanibal era quasi in ordene per venir in campo, et a dì 14 Zugno zonse -ivi Antonio Vincivera secretario nostro ben visto et honorato, et -exposto a quella comunità quanto li fo comesso, trovò Bolognesi esser -gaiardi et volonterosi a difendersi. Et offerto, oltra li Stratioti, -_etiam_ el signor de Rimano et el signor de Pesaro con loro condute, si -Franzesi ivi venisse. Et come se intese, esso magnifico Johanne scrisse -a la Signoria, offerendo X milia fanti al bisogno, benissimo in ordine, -di Bologna et Bolognese. Li Stratioti 500 con Piero Duodo provedador -erano zonti, et alozati mia 12 da Bologna a uno loco chiamato Castel -San Piero. Et zonto ditto secretario, haveno una paga; et ditti -Stratioti steteno lì in Bolognese zorni 13, et poi veneno in campo in -Parmesana, come dirò di sotto. Et 21 Zugno, facendosi certa festa a -Bologna di San Raphael, et si mette tre palii, panno, una bandiera et -una spada con un per de spironi, et correno li cavalli barbareschi; et -Stratioti alcuni volseno correr, et havene uno di loro el terzo premio, -et cussì passavano quelle cosse. - -In questo mezo a Venetia molte provisione necessarie fonno fatte, et -el Prencipe con li Padri di Collegio ogni mattina se reducevano molto -a bon'hora in Collegio, haveano lettere prestissime de ogni banda, -_maxime_ di Perosa et Milan, et li corrieri haveano le poste, et perchè -fusse presti steva do barche a la riva di palazo, et do a Lizafusina -dil Consejo di X, a quatro remi per barca, le qual menavano ditti -corrieri. Et fo mandato ducati 2000 a Corphù per far zente passasseno -in la Puja, et scritto per la Dalmatia a li rettori dovesseno mandar -li Stratioti ivi era in armada dal zeneral, dove ne era n.º 50, zoè -a Sibenico 50, Traù 40 et quelli di Catharo non fo voluto muoverli -per esser vicino a Turchi. Et ancora Zuan Dolce secretario era andato -a soldar schiopetieri alemani, havendo fatti alcuni, mandò in campo -Francesco da la Zueca solicitava Paris da Lodron facesse li 1000 -provisionadi, et venisse in campo. Et a dì 16 Zugno per lettere di -Roverè se intese esser de lì passati 300 schiopetieri tedeschi, fatti -per el nostro secretario che andava in campo. A Lionello dal Nievo -vicentino fo ordinato facesse 500 provisionadi da Vicentina. Le terre -de Terraferma mandò a offrirse per do mexi de mandar zente in campo a -soe spese, zoè di Vicentina fanti o vero provisionadi 2000, Brexani -1200, Veronesi 2200 et Bergamaschi 2300; sì che bisognando, come fo -fatto la descriptione, si havia da persone 30 in 40 milia in campo. -Et a Roma fo scritto, zoè a Perosa dove era el Pontifice, che non era -più tempo de demorar, et che Soa Santità con li rimedii opportuni di -excomunicatione et altro dovesse proveder, et non ritornar cussì presto -a Roma, perchè, ritornando, Colonnesi faria forsi qualche novità, dove -si aritrovava el sig. Prospero e Fabricio Colonna ivi rimasti, pur in -amicitia col Re, et erano stati dal Re a Viterbo; et ancora perchè se -podesse haver in campo li 1000 cavalli lizieri nostri et de Milan, et -le zente dil signor di Pesaro doveano andar in aiuto dil Pontifice. -Et benchè questa deliberation di Pregadi andasse velocemente a Perosa, -pur a dì 16 da matina si have lettere di l'orator in Corte, date a dì -13 Zugno in Perosa, advisava el Pontifice con reverendissimi Cardinali -volevano al tutto, passato el Corpo de Christo, ritornar a Roma; come -aspettavano lì in Perosa el sig. di Pesaro zenero dil Papa, el qual -dovea venir a dì 16; et a dì 12 a hore 22 era zonto ivi el cardinal -San Dyonisio, et uno altro episcopo, chiamato mistro Adamo, per nome -dil Re de Franza a excusarse de quello era sta fatto a Toscanella et -Montefiascon; et ancora eran tornati lo episcopo de Concordia et frà -Gratiano, erano stati legati a presso esso Re; et che el Pontifice el -zorno avanti era cavalcato per la terra, vedendo monasterii, et con Soa -Beatitudine ditto nostro ambassador havia gran benivolentia. Et che a -dì ij ditto volendo audientia, ritrovandose in letto, lo fece intrar; -cossa che a niuno altro assueta de far. Et _etiam_ a dì 9 zuogando -alcuni a la balla su la piazza, el Papa era al balcon, et volse -l'ambassador li stesse a presso, concludendo era Soa Santità in grande -amicitia con la Signoria nostra; che erano in una terra dove non si -trovava danari per le parte, et voleva tuor ducati 400 a cambio per i -banchi per dar paga a le zente, et non catava; _unde_ forzo li saria de -mandar a tuorli a Roma. Le qual zente erano alozate mia cinque de lì, -in uno loco chiamato La Frata, dove era un bosco. - -A dì 15 Zugno venne uno corrier di Spagna con lettere di 20 Mazo, el -qual corrier era stato 7 zorni in Barzelona ad aspettar passazo; per le -qual se intese el Re et Raina in quel zorno esser partiti con la corte -di Madril, et venuti a Burgos terra vicina a Navara, dove aspettava -oratori dil Re de Romani venivano per contrazer parentado, come se -divulgava, di la fia di esso Re de Romani in el Principe primogenito -dil Re, et _etiam_ l'archiduca Filippo di Bergogna in la principessa -donna Johanna relita dil fio dil Re di Portogallo; le qual noze è assà -zorni se divolgava: quello seguirà sarà scritto di sotto. _Item_ come -si faceva gran preparamenti di zente mandate a la volta di Perpignano -per romper al Re de Franza, et che la Raina de Franza et Duca di Borbon -governava el Reame de Franza, inteso che ebbeno di la liga, et che in -Spagna si facea zente, havea mandato alcune lanze a quelli confini per -custodia di suoi luogi; ma el Re et Raina de Spagna al tutto volevano -romper, come disse el so ambassador in Collegio haver lettere da tre -parte: prima che havia ordinato l'armada de Byscaia se dovesse redur -insieme tutti quelli navilii, et se metesse in ordene perchè voleva -mandar in Bertagna a danizar a quelli passi: _tamen_ per lettere di -Londra se intese ivi in Bertagna el Re de Franza faceva far grande -armata, et armavano ogni legno a la suma de più de 100 vele. Item -che el Re de Spagna preditto havia fatto far comandamento a le zente -de l'Andalusia, zoè Yspania ulterior et dil Regno de Aragona et de -Valenza, che dovesseno adunarse a uno, perchè da quella banda dil Mar -Mediteraneo voleva _etiam_ dar adosso Franzesi verso Linguadoca, et -che la sua persona con la Raina era venuto a Burgos principal terra de -Castiglia per esser più vicino a Fontarabia, per romper a Baiona terra -de Franza nel mar Oceano, sì che da tre bande voleva romper, oltra -l'armata sua era in Cicilia in ajuto di re Ferandino. Et se divulgava -voleva mandar el Duca di Alve capetanio di gianiseri (_gendarmi_) con -zente in Cicilia, et il Re scrisse al capetanio che dovesse far quello -la Signoria nostra et el so ambassador era qui li ordenava. Et nostri -credevano che ad ogni momento la Spagna dovesse romper, et però erano -inanimati molto; ma mai rompete, come dirò di sotto. - -El zorno avanti, che fo a dì 14 Zugno, venne in questa terra domino -Christoforo Crispo Serovestaner orator dil Re de Romani, el qual havia -assà benefici in terra thodesca senza cura, et ha la expectativa dil -Vescovado di Trento dal Re, dopoi la morte di questo Vescovo, dove il -temporal et spiritual.... Or questo za do anni era stato in studio a -Padoa, et venne per la via de Trento a Roverè, poi a Verona, Vicenza -et Padoa; et ivi se ritrovò a tempo dil Santo, zoè di Santo Antonio -a dì 13 Zugno, dove si fa solenne processione e fiera bellissima. Et -li fo mandato contra alcuni patrici. Et questo ambassador venne per -star in questa terra con zerca 12 persone, alozò a San Bortholomio in -caxa di Piero Pender mercadante tedesco pur a spexe di la Signoria; -poi fu messo habitar a la Zueca, _demum_ a Santa Maria Zubenigo in ca -Pasqualin. - -El zorno da poi che 'l zonse, a dì 15, el zorno de San Vido, essendo -consuetudine dal 1310 in qua per una liberatione have in tal zorno -la Republica da uno Baiamonte Tiepolo si voleva far signor di questa -terra, et fo discoverto; per questo ogni anno el Prencipe cum la -Signoria et alcuni patricii invidati vien da San Marco per terra fino -a la sua Chiesia, la qual per esser situada di là dil Canal grando si -fa uno ponte sopra galie grosse vecchie sono in l'arsenal, et ivi alde -messa, poi ritorna con li piati et fa pasto a quelli lo compagnano et -oratori, et va con le cerimonie ducal. Or ditto orator fo invidato, -et cussì vi venne l'orator dil Papa, lui, di Spagna, Napoli, Milan et -Mantoa, e domino Truiano di Hongaria. Et a dì 16 poi have audientia, -et expose la soa imbassada, et come era sta mandato da la Cesarea -Majestà dil Re Maximiliano suo, per confirmation di la amicitia havia -con questa Illustrissima Signoria, notificando la sua venuta, sarebbe -presto compita la dieta. - -Et a dì 16 zonse lettere de li nostri ambassadori a esso Re di Romani, -de 6 del presente mexe, narra come lì a Vormes si seguiva pur la -dieta, et che li elettori de l'imperio non lo consigliava a dover -venir questo anno in Italia a coronarse, et che el Re attendeva andar -a caze et piaceri, et che erano zonti do ambassadori dil Re de Scocia, -i quali venivano da la Majestà dil Re, poi in Italia dal Re de Franza, -i quali _ex parte regis sui_ pregò esso re Maximilian non venisse in -Italia a dar danno nè fastidio al Re de Franza molto amico di loro -Re, offerendosi etc. _Item_ come erano ditti nostri oratori stati a -visitation de li elettori de l'imperio, et narratoli l'operation dil -Re de Franza, et che Italia haveva bisogno di esser subvenuta, però -dovevano exhortar el Re a venir a coronarse. Et questi li risposeno non -haver saputo da niuno, nè inteso dal Papa el bisogno de Italia, che -saria bon proveder. Ancora el Re preditto disse a nostri oratori che -'l Duca de Milan li restava a dar ducati 80 milia, per resto di la sua -dota, et che lui non havea danari, et che esso Duca de Milan li havia -promesso di dar ducati 100 milia venendo in Italia, sì che saria bon -che la Signoria nostra li mandasse altri 100 milia ducati, perchè lui -vegniria di qua con 5000 cavalli et X milia pedoni, et li ambassadori -li disse come di questo scriveria a la Signoria. _Item_ come li haveano -dimandà una patente di poter far et assoldar 2000 Sguizari a soldo -nostro, et che el Re li havia risposo non vi era più Sguizari, sì -perchè el Re de Franza ne havea molti con lui, _quam_ per quelli che -lui mandava a Milan, havendoli richiesti el Duca. - - -_Qui saranno notati li Franzesi di conditione che restono in Reame._ - -A ciò el tutto se intenda, volendo ritornar el Re de Franza, da -poi acquistato el Reame, verso Franza, o vero verso Milan, come ho -scritto di sopra, lasciò questi Franzesi di conditione, ai quali dette -grandissima autorità nel Regno: mons. di Belcher marescalco dil Regno; -mons. di Mompensier vicerè in Napoli; mons. de Obegnì governador in -Calavria; mons. di Persì locotenente in Calavria; mons. di la Spara -vicerè in Puja; a Taranto governador d. Juliano, el qual el Duca -lo fece Duca di Santo Anzolo in Calavria; in Manferdonia Gabriel de -Monfalcon; a l'Aquila, Bale de Vitrì con 50 lanze. In tutto rimase -in Reame cavalli franzesi.... et pedoni, computò Sguizari,... _Item_ -in Hostia rimase capetanio M.... de Guerra, et in Reame suo fratello -Gratian de Guerra. In Pisa veramente, al governo dil qual era Serzana, -Serzanello, Pierasanta et Livorne, uno chiamato mons. Dandragesi -(_d'Entragues_). - - -_Come el Re de Franza de ritorno intrò in Siena._ - -El Re de Franza _pacifice_ et _cum_ grande honor intrò in Siena a dì -13 Zugno, de Zuoba, dove deliberò de star fino passato el zorno dil -corpo de Christo, ch'è a dì 18 di questo, sì per consultar meglio tra -quelli dil suo consejo i soi progressi et camino havesse a far, _quam_ -per metter sesto et ordene, come diceva, a quella republica senese. -Poi voleva venir a Fiorenza, però che da Siena è distante solum mia -30. Et è da saper che, come fo intrato in Siena et visto su la piaza -zerca 1200 fanti ch'erano a guarda di la piaza, el Re ordinò fusseno -spogliati, toltoli le arme, et scazoli fuora di la terra in camisa, -dicendo non bisognava a Senesi questa spesa. Et el populo levato -in arme, el Re fece retenir, come fo divulgato, zerca 50 de primi -zentilhomeni de Siena, et tolse el dominio de man di la Signoria che -_tunc_ governava, et stavano _juxta_ el solito nel palazzo di Signori. -Et a ciò el populo non li fusse contrario, non volendo tuor el Dominio -in sì, quello messe in le man dil populo, che governasseno quel stado -come a loro pareva, et el populo voleva el Re fusse loro Signor. Et el -Re, per non innovar altro in Italia, havendo da far assà, non volse; ma -ben lassò 500 cavalli a custodia di quella terra, et partito che 'l fo, -liberati li retenti, el stado et dominio de Siena ritornò come prima, -pur in varie parte, che avanti era assà pacifico stado; come tutto dirò -di sotto. - -Questo Re havia con lui oratori 9 de Fiorentini, li nomi di quali -ho scritto di sopra, et pur dimostrava voler intrar et venir in -Fiorenza, non se curando de observar li capitoli. Et questo voler -andar a Fiorenza parse molto di novo a Venetiani, et che prima el -Re divulgava de andar a Pisa, poi a Zenoa, dove si dubitava havesse -intelligentia; ma, andando come amico a Fiorenza, segno sarebbe stato -che saria sta d'accordo con Fiorentini, et essendo d'accordo con ditti -Fiorentini, _ex consequenti_ conveniva renderli Pisa, et esser in -inimicitia...[132] per la via era venuto, dove in Parmesana si adunava -l'exercito di la Signoria nostra, et vi era _etiam_ qualche zente dil -Duca de Milan; ma quello di la Signoria era molto grossissimo, come -dirò di sotto, et el doppio di zente di quello havia esso Re, sì de -zente d'arme, fanti, stratioti, elemani, schiopetieri, provisionadi, -zente di Bergamo, Brexa, Verona et Vicenza, _adeo_ più de 30 milia -persone sarà in ditto campo, bastanti a esser vittoriosi non che a -resister che non passino nè vadino a danni dil Duca de Milan, benchè -Franzesi siano zente molto destra, et assueta nel mestier di le arme; -et non fanno presoni, come se fa in Italia, ma tutti mandano per il -fil di la spada; et tanto più prenderanno forza, quanto combatteranno -per uscir de Italia et ritornar ne le patrie loro, dove erano da le so -zente aspettati. - -Ma Fiorentini, come _etiam_ qualcossa di sopra ho scritto, fece molte -provisione: prima de adunar zente dil contado in la terra, et con arme -stesseno in le caxe preparati, _adeo_ a uno bisogno saria stati armati -da 20 milia persone in suso; fece metter travi per le strade, per -poter sbarar, molto grossi; le finestre di le caxe suspecte fonno fatte -murar, et assà altre provisione fo divulgato; detteno taia a Piero de -Medici, ducati X milia vivo et 5000 morto, et tutto il suo, salvo la -dote di la moglie, messeno nel Comune, sotto però scusa de voler vender -et pagar sì la Republica di quello Medici li havia tolto, _quam_ altri -creditori di esso Piero e fradelli che volevano esser satisfacti; et el -palazo de ditto Piero, bellissimo, messeno a l'incanto per venderlo, ma -non trovono se non ducati 6000, el qual val più de ducati.... Ancora -mandono oratori novi al Re, tra i qual vi andò Hieronimo de Ferrara -predicava ivi, nominato di sopra, et in gratia dil Re, et molto so -amico, et per lui et in suo favor _publice_ predicava. Et Fiorentini -mandono a dir al Re di le provisione haveano fatte, et che 'l populo -era su le arme, et si pareva a Soa Majestà di voler intrar, che vi -intrasse, senza però danno di la Republica; ma che haveano fatto -consejo, et che tutti erano de opinione Soa Majestà li observasse -li capitoli jurati sul Corpo de Christo, zoè renderli Pisa, Serzana, -Serzanello, Pierasanta et Livorne, essendo christianissimo, li volesse -far render a Senesi Monte Pulzano; ma la risposta dil Re non se intese. -Ma è da saper che 'l Re, avanti intrasse in Siena, a Motrone loco de -Fiorentini, et ivi fo onorato assà, et era ritornati in Fiorenza do -ambassadori dil numero di nove, zoè Lorenzo Morelli et Lorenzin di -populani, _olim_ de Medici; li altri sette rimaseno col Re, benchè poi -tutti si partino da lui. Et benchè questi ambassadori andasse inanzi e -indrio, non restono Fiorentini de far di molte provisione; fece redur -le sue zente d'arme erano a la campagna contra Pisani zerca cavalli -3500, in Fiorenza, zoè el Duca de Urbin, el qual intrò con grande honor -con le sue zente, et alozò nel palazzo di Julian Gondi, et Francesco -Secco, conte Ranuzo di Marzano, Hercules Bentivoj et altri condutieri. - -Ancora la Signoria de Fiorenza feceno 5000 fanti a custodia dil -palazo et di la libertà; dette segno al contado con segnali et soni di -campane, volendo Franzesi far novità dovesseno venir in la terra; messe -fanti in diversi luogi di la terra, _maxime_ in uno palazo de quelli di -Pazi, situado a uno contado di la terra dove vi habitava mons. zeneral -di Bertagna, di natione Perpignano, era lì per nome dil Re, et quello -la Signoria lo messe in una altra caxa più dentro la terra, et qui -messeno 500 fanti ad alozar; _etiam_ in le caxe di Piero de Medici, et -cussì in diverse caxe, chi X et chi XX fanti per una; et in el palazo -di Piero sopranominato, dove habitava soa moglie madonna Alphonsina -Ursini, fo messo 1000 fanti, et lei mandata fuori, et andò a starvi in -uno monasterio, et mandono Fiorentini a dir al Re che per niente non -volevano più Medici in Fiorenza, et za haveano comenzato a vender dil -suo, sì che Fiorentini al presente non feceno quelli preparamenti a -Franzesi nel ritorno che fece quando veneno, zoè scritto sopra le caxe -bolletini: questa caxa sarà per mons. tal etc. Et in questi zorni li -acopiatori nominati nel secondo libro, che Fiorentini haveano creati -per uno anno a dover dar gli ufficii loro, erano _solum_ 19, perchè -uno refudò per avanti. Or questi, vedendo el populo non li piaceva -l'autorità sua, refutono quelli, et messe tal libertà haveano nel -consejo a crear la Signoria, et d'indi si farà per consejo la Signoria -de Fiorenza per sorte et ballote, et non si saprà più chi deve esser; -et quelli primi fonno creati, più avanti sarà scritto. El qual consejo -de Fiorentini fonno zerca 2400, et per non haver sala vi capissa tanta -quantità, hanno decreto de partir questi in tre volte, zoè 800 per -volta, i quali stagano mexi 6, et poi succieda li altri, _ita_ che in -mesi 18 tutti fonno stati dil consejo de Fiorenza. - -Monsignor di Arzenton era stato qui ambassador dil Roy, partito de -Bologna andò a Fiorenza, dove stette fino a dì 13 de questo, et poi -se partì et andò a trovar el Re a Siena. Al qual, dopoi le debite -reverentie, et riferito la soa legatione et molte cosse de Venetiani, -consultato col Re li disse: Christianissimo Re, io vi dirò, la mia -opinione saria che Vostra Majestà facesse cussì. Io son stato a -Venetia, ho visto grande potentia, e sopra tutto assà danari, e tutti -paga volentiera le sue angarie, ch'è cossa incredibile. Cognosco ancora -Venetiani mal volentiera vien a la guerra con toa Majestà, per esser -homeni pacifici, pur non ti vorebeno più vicino; fanno grande exercito, -et hanno grande armata, et _continue_ quella ingrossa, et non è dubio, -havendo Venetiani con toa Majestà, haverai quello vorrai in Italia, -et con le bone si otien da loro el tutto. El parer mio saria che tu -mandassi 4 ambassadori a Venetia, a dirli come tu vuol venir a Venetia -a veder la terra, et visitar la Signoria et el Doxe to carissimo -amigo. Venetiani, che amano la paxe, son certo saranno contentissimi, -e ti faria più honor che mai fece a niun Imperator che vi venisse, et -spenderia più di ducati 20 milia in honorarti, perchè è terra honora -molto forestieri, _maxime_ la toa Majestà, et de guerra più non se -parlerà in quella terra. Ti veramente andarà con che zente ti parerà -a Venetia, et el resto avierai a la volta di Pontremolo per andar in -Aste. Si Venetiani non volesse che le passasse, tu porà dir che tu -vuol conzar le cosse a Venetia, et saranno contenti; _unde_, stato -alquanti zorni, porai tornar in Aste, et poi far et seguir el pensier -de toa Majestà; et cussì haverai indubitata vittoria. _Unde_, facendo -el contrario, bisognerà menar le man, et de chi sarà la vittoria è -dubio: uno ti dico, che Venetiani fa grande exercito. Ma el Re et altri -consultori non li parse de far questo, et intravene la rota et vergogna -soa al Taro. El Re essendo a Siena mandò a dir a quelli di Ascole, -terra subposta a la Chiesia, li dovesse dar 9000 ducati erano debitori -al re Alphonso, come a quella persona che era successo nel Regno di -Napoli. Quello seguite non so. - -Domente queste cosse el Re de Franza et Fiorentini fanno, el Duca de -Orliens, havendo la via al suo piacer di venir di Aste a Novara, et -fatto uno ponte su Tesin, passato Po a Verzei, terra dil duca de Savoia -mia X da Novara, partito de Aste con 3000 cavalli et 4000 pedoni, -et a dì 13 Zugno intrò in Novara, dove se ritrovava in tutto con lui -zerca X milia persone tra Franzesi et homeni paesani di esso Duca di -Orliens, et ancora la rocca si teniva per el Duca de Milan, dove era -intrato Filippin dal Fiesco capetanio dil castello de Milan con alcuni -provisionadi per il soccorso da driedo, come ho scritto di sopra, -_tamen_ non vi era molte artiglierie nè vituarie. _Unde_ Franzesi -le dete termene uno zorno a renderse, altramente più non li vorebbe -li custodi a pati, ma li dariano la battaglia, benchè non avesseno -bombarde. Ma quelli di la rocca, sapendo certo la volontà dil Duca de -Milan esser di venir in persona a darli soccorso con assà zente, fonno -a parlamento con Franzesi, che li dovesseno dar termene do zorni, et -si non li veniva soccorso promettevano renderse, et cussì fermono tal -acordo. Et subito expediteno lettere al Duca de Milan a notificarli -quello haveano fatto, et el Duca dete fama di voler assoldar X -milia provisionadi, et scrisse al signor Galeazo di San Severino suo -capetanio, el qual era col campo tirato di verso Aste venne a Vegevene, -mia 14 lontan di Novara, era homeni d'arme 700, fanti 6000 et altre -zente paesane, che dovesse andar a soccorer Novara, zoè la rocca. Ma -parse al ditto sig. Galeazo de non metter l'exercito suo in pericolo, -rescrivendo al Duca era meglio perder la rocca che l'exercito, et che, -si ben andasse, nulla potrebbe far, per esser Franzesi assà numero, -cavalli 3000 et pedoni 5000, et haviano bona parte dil populo da loro, -mediante quel Opizin Cazabianco, richissimo citadino de Novara, con la -parte Gelfa. Et inteso questa nova de l'intrar dil Duca di Orliens in -Novara et successo, a dì 16 ditto, in questa terra nostri fonno molto -di malavoia, pensandosi quello havesse a seguir, che in recuperarla poi -bisogneria gran spexa, come fu. - -Oltra di questo el Duca de Milan dubitava molto de Zenoa, che non se -accordasse col Re de Franza, et mandò danari per far alcuni fanti -lì a Zenoa al suo commissario Coradolo Stanga, et Agustin Adorno -governador di Zenoa era molto fidelissimo a esso Duca, et Zuan Adorno -suo fratello, capetanio di le fanterie, era solicito in ogni cossa -et poner custodia a li passi de quella riviera. Et in questi zorni fo -divolgato Baptistin de Campofregoso, _olim_ doxe di Zenoa, el qual è di -primi di la parte contraria Adorna, che _adhuc_ domina, questo steva -in Franza, or venne con zente, et intrò in Monaco, ch'è uno castello -di Alberto Grimaldo sul Zenoese, et quello dominio agiustò per nome -dil Re de Franza. Ancora Zenoesi dubitavano dil Cardinal de Zenoa, -_olim_ doxe et arzivescovo, et di Obieto dal Fiesco prothonotario, i -quali cercavano de tramar nove cosse, et seguivano el Re de Franza. -Et per remover li sospetti parse al governador, con aiuto dil Duca de -Milan, de mandar _pro nunc_ fuora de Zenoa molti cittadini numero 600, -di varie caxe di la parte di Campofregoso, tra i qual fu Zuan Doria, -che venne ad habitar a Venetia, et alcuni altri i quali _fortasse_ -qui più avanti saranno nominati. Et scrisse el governador preditto una -lettera a la Signoria nostra, data a dì 19, come era lui con el resto -de quella comunità deliberati de star sotto la fede de Milan, et non si -acordar col re de Franza, et che ivi erano 6 nave armate et X galie, -et che havia el suo capetanio in ordene, chiamato Bricio Justiniano, -homo veterano et in mar et cosse marittime assà exercitato, et che -ditta armada era in porto in ordene, che a uno segno saria in mar per -andar dove piacerà a la Signoria nostra, et che li patroni di le galie -erano Zenoesi, tutti cai de parte. La qual armada de galie 9 et do nave -uscite poi et andò a la Spezia, come dirò di sotto. - -In questo mezo per lettere di Hieronimo Lion kav. orator nostro a -Milan se intese, le qual lettere venne prestissimo perchè le poste -era duplicate, hor el Duca non faceva quelle debite provisione se -conveniva a la recuperation de Novara, sì perchè el non havea danari, -_quam_ perchè el populo de Milan li era inimicissimo, et non usciva di -castello _imo_ de la rocheta, nè ossava andar per la terra, per dubito -dil populo. Et a questo se puol conoscer l'odio Milanesi li portava, -che a tanta cossa quanto è haver Franzesi mia 25 lontan in Novara, -lori medemi tutti unanimi dovevano andar col so Signor a ricuperar -quella terra, ma _non solum_ (_non_) si mosseno nè se offerse, _imo_ -volendo el Duca assoldar provisionadi, non catava; per la qual cossa -stava molto sospeso, et havia gran paura, perchè el populo usava di -stranie parole contra di lui. Et per haver danari fece disfar alcune -medaie d'oro havia, et arzenti lavoradi, et fece bater in questi zorni -ducati 150 milia d'oro con la sua testa suso, et 50 milia de moneda, -et nel suo campo, che diceva era persone X milia, chiaro se comprese -non vi esser ditta quantità, _imo_ assà manco. Or concludendo, el Duca -scrisse a suo fratello cardinal Ascanio dovesse andar a Milan, perchè -_quodammodo_ non sapeva che farse, et per alegrar el populo et quello -farsi benivolo, levò el quintello a Milan et per tutto el suo dominio, -che era una angaria havia per avanti in tempo del Duca defonto posta, -zoè de pagar el quinto più ai dacii; la qual cossa fo principiata de -usar al tempo dil duca Francesco; et cussì al presente la levò, eccetto -quella di le mercadantie, zoè el quintello. Ancora levò l'addition -dil sal, che era soldi 30 di più per ducato, la qual lui la instituì -ne l'anno 1490. Oltra di questo strazò et anichilò tutte le condanne -di Cremona et Cremonese, et revocò li exuli di quella terra, a ciò li -fusseno fedeli, contra el Re de Franza si aproximava in quelle parte. -Et el Duca aspettava con desiderio li Stratioti nostri, guidadi et -governadi per Bernardo Contarini, el qual a dì 16 era partito di campo -sora Oio per venir verso Milan, et benchè Stratioti volesseno la soa -paga avanti cavalcasse, _tamen_ con destrezza li condusse fino a Crema; -et pur Stratioti non volse andar di longo, et convenne ivi darli la sua -paga, et li levono garbuio, dicendo non volevano andar in paesi alieni, -se non haveano uno ducato di più di la soa paga al mexe per uno. Et fo -necessario di questo ad visar la Signoria, et però dimoravano tanto ad -andar. Or, concludendo, el Duca a l'ambassador nostro dimostrava che se -la Signoria nostra non li deva aiuto, non sapeva che farse, dubitando -non l'intravenisse a lui come a re Alphonso, et rechiedeva aiuto et -consejo, et che li fusse mandato qualche patricio, a ciò el populo -havesse cagion di star quieto, vedendo la Signoria voleva aiutarlo. -Et zonte tal nove a Venetia, chiamato el consejo di Pregadi, a dì 17 -Zugno, deliberorono di far ogni cossa in suo favor, benchè poi rendesse -mal merito, et _licet_ vi fusse ivi uno ambassador, pur per confortarlo -elexeno, con pene grandissime, do patricii di primi senatori, Luca -Zen et Andrea Venier, i quali erano stati consiglieri, con condition -la mattina dovesseno risponder si volea andarvi o vero sottozazer -(_sottogiacere_) a le pene; et accettando si debino partir in termene -de tre zorni. Ma questi do patricii, la matina che fo el zorno dil -Corpo de Christo, nel qual dì et a Venezia et per tutta Christianità si -fa solenne processione, andati in Collegio renonciò tal legatione; el -Zeno per esser in uno officio chiamato al luogo di procuratori sopra -le cosse di Sopragastaldi, et non poteva esser astreto; et el Venier -si excusò per non esser molto sano. Et in questo zorno fo chiamato -Pregadi, che di raro, _sive numquam_, el dì dil Corpo de Christo se -fa Pregadi, et fo balotado la sua excusatione et preso di accettarla: -_tamen_ tutta la terra mormorono, che a tanto bisogno non fusse andati -a servir la Republica. Et fo creato in loro loco do altri patricii -integerrimi, Marco Zorzi era Savio a Terraferma et Benedetto Sanudo -fo provedador al Sal. Questi, considerando el ben publico et che per -la patria cadauna fatica era minima, _libenti animo, eodem instanti_ -andono a la Signoria et accettono _libentissime_, dicendo erano pronti -et presti a doverse partir quando quella li comandava. Et poi venne di -Milano tal nova, che parve al Collegio di non mandarli, et cussì non -andono: _tamen_ da loro non mancò di andarvi. - -Or in questi do Pregadi fo fatto molte provisione,_ maxime_ a trovar -danari. Et a dì 17 fo preso parte che quelli voleva metter arzenti in -zeca per far monede, fusseno fatti creditori de li lavoradi a ducati -6 la marca et in peza ducati 6 et ¼; l'oro veramente a ducati 76 la -marca: sì che veniva haver di dono quelli metteva, a rason di ducati 12 -per 100; et quelli mettevano in termene de zorni XV habi un certo don, -oltra la utilità, et li obligavano el deposito dil sal ogni mexe ducati -8000; i quali li provedadori portano a li Camerlenghi, nè de quelli -puol far alcuna cossa, sotto grandissime pene limitade per el Consejo -di X, comenzando el deposito in Novembrio proximo et _successive_; -oltra de questo, li obligano le XXX et 40 per cento se scuode a li -Governadori di le intrade. _Item_ si possino scontar in decime si -meterano per zornada; _tamen_ questa provisione a dì 24 ditto poi fo -sospesa, et non seguite, perchè trovono altra miglior via de trovar -danari presto. Et in questo zorno essendo Pregadi suso, venne lettere -de Milan notificava come el Duca de Orliens era in Novara con zerca -persone 8 in 10 milia, _tamen_ non voleva uscir di la terra nè venir -a la campagna a l'impeto dil campo duchesco. Pur Franzesi scorsizavano -fino a presso a Vegevene, dove era ditto campo, et a Mortara, castello -mia 8 da Vegevene, fece molte corarie. Et a dì 18, pur essendo Pregadi -suso, zonse altre lettere di 17, narano che a dì 16 hore 19 haveano a -Milan lettere dil campo, come essendo venuto 150 cavalli de Franzesi -per danizar verso Vegevene, el signor Nicolò di Corezo soldato et -consier del duca de Milan li era andato con alcuni dei soi soldati -contra, dei qual ne havea amazato 60, li altri fugati, parte feriti, -ritornono in Novara. Questa nova molto piacque a nostri, perchè -Franzesi comenzasse a sentir le arme de Italiani, desiderando che come -Stratioti zonzerebbeno ivi, fariano dir di loro, come con effetto fue. -Et el signor Galeazo de San Severino capetanio del campo mandò a dir -al Duca de Orliens venisse a la campagna et non stesse come stava in -Novara serato. Et esso Duca non vi volse venir, atendendo a far repari -a quella città. Et poi a dì 19 venne lettere di 17 di l'ambassador -nostro a Milan, scritte a hore 24, come el populo de Milan era alquanto -acquietato per el venir de li Stratioti, et el Duca ancora; _tamen_ -non usciva dil castello; et che alcuni principali di quella terra erano -andati in rocca a parlar al Duca, dicendo Soa Excelentia non si desse -fastidio, che per niente non erano disposti de veder non che tener dal -Re de Franza nè dal Duca di Orliens, ma morir sotto la caxa sforzesca; -et che per queste parole el Duca se era alquanto consolato, aspettando -li Stratioti, li qual dovevano zonzer a dì 19; et poi lui in persona -voleva andar in campo con grandissima zente. Et intendendo non volevano -Stratioti partirse di Crema se non haveano uno ducato per uno di più -al mexe, come ho scritto de sopra, el Duca li mandò a prometter lui -quel ducato; et più che li voleva dar la soa usanza di uno ducato per -ogni testa de Franzesi portavano in campo. Et li mandò contra uno suo -secretario comissario, per farli dar alozamenti per camino, et farli -far bona compagnia. _Item_ come era zonto a li soi confini 600 Sguizari -li mandava el Re de Romani, _tamen_ a suo soldo; et el Duca confortava -molto la Signoria a far passar el suo exercito in Parmesana, dove havia -za mandato el Conte de Chaiazo con alcuni altri condutieri et fanti -a custodia de Pontremolo; et fece far uno ponte sopra Po tra Cremona -et Parma sopra burchi numero 33, a ciò comodamente le nostre zente -passasse, come dirò di sotto. Ben mandò a pregar la Signoria per el so -ambassador, che le zente nostre nel passar facesse manco danno potesse, -per caxon di non commover li populi a qualche novità; et _etiam_ mandò -comissario lì in Parmesana Francesco Bernardin Visconte, che fo qui -oratore, et nominato di sopra. - -Et da Zenoa si have lettere dal governador Agustin Adorno, che nostri -non dubitasse di la fede di Zenoesi, et che le pratiche dil Re de -Franza non havia sortito effetto, per le bone provisione lui havia -fatte; et che lo casteletto era in man dil Duca de Milan, et messovi -fanti in custodia, et che nel suo consejo haviano deliberato non -partirse di la liga; et che, parendo a la Signoria, le nave 6 et -X galie armate et in ordene uscirebbe per andar a trovar l'armada -franzese al porto de Livorne, et che volevano mandar do nave carge -d'artiglierie et munitione a Scio dubitando de Turchi, perchè minazava -de andar con l'armada a soi danni, et che quelli de Scio haveano -mandato uno ambassador al signor Turco, et però pregavano la Signoria -se volesse interponer a far Turchi non desse fastidio a ditta isola -de Scio. Et cussì, a dì 19 ditto, nel Conseio de Pregadi fo decreto -et scritto al secretario nostro a Constantinopoli che andar dovesse a -la presentia dil Signor, et pregarlo non vogli dar impazo a Zenoesi -per le cosse occorrevano in Italia, perchè, non dagando fastidio, -Zenoesi sarebbe con nui contra el Re de Franza, el qual se non se gli -opponeva, voleva dominar tutta Italia et poi andar contra Soa Signoria. -Et non andando a Scio, Zenoesi non darà el passo al Re, el qual se lui -l'havesse saria molto contrario a la quiete et paxe de Italia. Et fo -expedito subito el gripo a Corphù. - -A Bologna in questo tempo vi venne uno araldo di mons. di Bressa a -dimandar al magnifico Johanne Bentivoi et quella comunità passo di -dover passar con le soe zente. _Unde_ Bolognesi li risposeno non -volevano Franzesi su el suo, per non patir più danni, come al principio -di questa impresa haveano patito per el campo dil Re alozato ivi -vicino; et che era assà altre vie da passar. _Demum_ vi venne uno -secretario dil Re, pur a dimandar passo et vittuarie, promettendo, -a ciò non havesse alcun dubio di haver danno, di mandarli ostasi in -Bologna. Et fatto conseio per farli risposta, dove volseno Bolognesi vi -entrasse Antonio Vincivera nostro secretario; et scrisse esso magnifico -Johanne a la Signoria quello dovea risponder. Et per nostri li fo -rescritto non dovesse per niente darli nè passo nè vittuarie; et cussì -era l'opinione dil Duca de Milan; et che dovesseno licentiar ditto -secretario. _Unde_ Bolognesi cussì feceno; et dimandò a la Signoria -per loro difensione 1000 cavalli, i qual non venisse sul Bolognese ma -stasse a quelli confini. Et fo (_scritto_) _pro nunc_ a le zente erano -in Romagna, dovesseno star preparate per questo; et ancora a loro -compiacentia scritto a Piero Duodo, provedador di Stratioti alozati -vicino a Bologna, non dovesse lassar far niun danno a Stratioti a quel -paese. - -A Ferrara el Duca pur mostrava cativo animo, et el Vicedomino nostro -non era ben visto, _imo_ per Ferrara et tutto el Ferrarese cridavano: -Franza! Franza! Et in questi zorni ritornò Antonio di Contestabeli -kav., era stato orator di esso Duca al Re de Franza, et partito molto -contento da Soa Majestà; et se divolgava per Ferrara el Signor esser in -grande amicitia con el Re. El qual signor et duca Hercules havendo za -ditto per niuna cossa più se voleva armar, al presente, _nescio qua de -causa_, fece far nette et imbrunir le soe arme; i qual signali era de -volerse armar. Et don Alphonso suo fiul _tandem_ era partito de Ferrara -con 60 cavalli, et andato a Milan dal cugnato, _tamen_ el padre lo -serviva de alcuni homeni d'arme soi, a ciò havesse la so conduta. - -A Perosa el Pontifice era volonteroso de ritornar a Roma, et cussì -tutti li Cardinali; _tamen_ l'ambassador nostro persuadeva, _nomine -Senatus_, Soa Santità non havesse sì gran pressa, et vedesse prima -qual via tegnerà el Re. Se ritrovava lì in Perosa el cardinal Sancto -Dyonise, et uno altro episcopo, come ho scritto di sopra, havendo fatto -la excusatione dil Re di non esser sta suo voler fusse messo a sacco -niun loco dil Pontifice o vero di la Chiesia, et che Soa Beatitudine -ritornasse con la Corte a Roma, et non haver alcuna paura di lui, -perchè 'l voleva esser fiul di Santa Chiesia et render le terre lui -teniva di la Chiesia per soa securtà; et dette li contrasegni a ciò -fusse mandato a tuorle nel pristino dominio, uno per nome dil Papa. -Oltra di questo el sig. Prospero Colonna scrisse una lettera al -Pontifice che dovesse ritornar a Roma, che li prometteva non seguiria -più danno alcuno, et che Roma pareva deserta non vi essendo la Corte. -_Unde_ più el Pontifice se inanimava, et terminò al tutto, passato el -zorno dil Corpo de Christo, partirse; _tamen_, a requisitione di la -Signoria nostra stete tre ziorni più lì in Perosa, dove le parte erano -su le arme, zoè li fora ussiti Odi con li Bajoni erano dentro; nè el -Pontifice potè conzar quelle cosse. El camino voleva far el Pontifice -in ritornar a Roma era andar a Foligno, Spoleti, et per zornata si -governeria; ma una volta voleva partir di Perosa. Et a dì 16 dil -presente mexe di Zugno, a hore 22, intrò in Perosa el sig. Zuane di -Pesaro con madonna Lucretia soa moglie fia dil Pontifice con zerca -100 cavalli. Li andò contra li oratori et la fameia dil Papa, et ne -l'intrar esso Pontifice era a la fenestra, et li dete la benedition, et -poi stete ivi 4 zorni, et ritornò a Pesaro. Et havendo nostri mandato a -dimandar al Pontifice la zente havia sì di la Signoria _quam_ de Milan, -a ciò venisseno in Parmesana a ingrossar el campo, perchè Soa Santità -non havia più bisogno; et, exposto questo, el Pontefice volse tre zorni -de rispetto per veder come andava le cosse dil Re. Et inteso in questo -mezo la nova dil perder de Novara, di la qual cossa con reverendissimi -Cardinali have gran dolor, et fo contento ditte zente ritornasse, come -per lettere di l'orator di 16, zonte a dì 19, se intese; et _non solum_ -quelli cavalli lezieri havia mandà, _etiam_ el Signor de Pesaro suo -zenero fo contento vi venisse, sì come era ubligato per il stipendio -havia, ma non venne: ben mandò el sig. Galeazo suo fratello con la -soa conduta, qual di sotto scriverò, in campo a Novara. _Tamen_ el -Papa volse tenir 500 provisionadi nostri a presso de sì; et li cavalli -lezieri, zerca 1000 in tutto, in quel medemo zorno a dì 16 si aviono -a la volta de Parmesana, facendo la volta de Romagna, perchè el Re -era in Toscana. Et è da saper che 'l cardinal Ascanio vicecanzelier, -fratello dil Duca de Milan, havendo habuto lettere di venir a Milan, -dimandò licentia de portarsi da Perosa al Papa insieme col cardinal -de San Severino per el bisogno occoreva a Milan, sì per confortar -quelli populi _quam_ per operarsi; ma el Pontifice non volse che lo -abandonasse, _adeo_ convenne..., ma poi sopravenne lettere ivi de -Milan, che non bisognava, et che restasse col Pontifice et cussì fece. -Et el Papa disse a l'orator nostro, che la Signoria attendesse pur a -esser gaiarda contra el Re, che lui anderia dove a quella piaceva, o -in Ancona, o altrove; ma dubitava a hora di promover questo, perchè li -Cardinali tutti volevano ritornar a Roma, _maxime_ non havendo paura -dil Re el qual andava a Pisa; et era contento Soa Santità al bisogno -_etiam_ lui aiutar la liga con le censure, et altre cosse necessarie. -_Conclusive_ dil Papa non si temeva alcuna cossa, et era fermo in -opinione. - -El Re de Franza in questo mezo non restava de tentar tutte le vie et -modi per tirar qualche uno con lui. Prima con Zenoesi, promettendoli -gran cosse, ma non potè far. Or con Fiorentini, et benchè li desseno -el passo, pur vedeva haveano contra di lui mal animo, et non vi volse -andar a Fiorenza. Con Bolognesi, però che, havendo habuto Bologna, -Ferrara era con lui, et al suo piacer poteva venir fino sul Polesene -di Ruigo et in Padoana non havendo habuto contrasto; ma Bolognesi non -li volse dar nè passo nè vittuarie, imo el suo secretario de Bologna, -el magnifico Joanne licentiò, dicendoli: dite al Re _non solum_ è per -non haver quello el dimandava, ma venendo di qua provereti le nostre -arme come le tagliano; el qual secretario nel venir gioso dil palazo -di Signori su la scala usò assà bestial parole. Ma el Re non potendo -far quello el desiderava, terminò venir a Pisa et a Pontremolo; et a -dì 23 aviò el suo exercito da Pisa a Poggibonzi, loco de Fiorentini, -mia 12 da Siena, 18 da Fiorenza et 28 da Pisa, situado sopra strade di -le qual si pol andar e a Pisa e a Fiorenza, et però non se intendeva -ben dove volesse andar. Ma per lettere di Perosa se intese havia -aviato li soi cariazi cargi de spoglie et di gran valuta per numero -zerca X milia some, benchè Franzesi dicevano molto più, che dil Regno -di Napoli et quasi di tutta Italia, eccetto il tenir di la Signoria, -riportavano in Franza. Queste eran aviate verso Pisa, dove poteva parte -cargarle su la soa armada, era zonta al porto de Livorne, et parte -menar con sì per terra. Li qual cariazi haveno mal fin, come dirò di -sotto; et però avanti el dì de l'ultima partita un beato chiamar non -si conviene, sì che la fin fa tutto. Et cussì come nel principio el -Re de Franza prosperava et era fortunato, cussì da poi li venne assà -cosse contrarie, et però si puol (dir) _exitus acta probat. Sed de his -satis._ - -L'exercito veramente nostro era radunato a Seniga sora Oio, et -continuamente zonzeva condutieri et fanti. Et a dì 15 Zugno el marchexe -de Mantoa governador con cavalli 500 ivi zonse, et fo ricevuto da -Marchiò Trivixan provedador, _honorate_ molto. El sig. Redolfo so -barba, et Phebus di Gonzaga so cusino veniva de indi con il resto di le -zente. Jacomazo da Venetia capetanio di le fantarie ivi era venuto da -Perosa; le mostre el provedador voleva fosse fatte avanti passasseno di -là da Oio. Et Daniel Vendramin pagador con danari da far la paga, a dì -18 Zugno, fo el zorno dil Corpo de Christo, in campo zonse. - -El ponte sora Oio, era fatto su burchiele lì a Seniga, passa alla -Bina sul territorio dil Duca de Milan. _Demum_ uno altro per el Duca -era fatto sora Po, in uno loco ditto la Giara; sì che, passato Oio, -l'exercito era sul Cremonese. Or zonto el Governador in campo, scrisse -a la Signoria come havia diligentemente col provedador Marchiò Trivixan -examinato sì l'exercito _quam_ el passar; et havia ordinato el modo -dil campo, desteso trabache et pavioni (_padiglioni_) a la campagna, -et fatto li cai di colonello, et che se ritrovava fino quel zorno -cavalli 5500 et zerca pedoni 6000, il resto cernide et guastadori, -schiopetieri etc. Et come era zonti in campo fanti 1299 (_sic_) da -Bergamo, fatti et pagati per quella comunità, mandati ivi per Marco -Sanudo podestà et Alvise Mudazo capetanio de Bergamo. Per lettere di -qual rettori, la Signoria fo certificata dil ben voler de Bergamaschi, -et de questo numero parse al provedador o vero capetanio di le fantarie -di tenir _solum_ 800, el resto mandono indrio a Bergamo. Et che mancava -zonzer alcuni condutieri. Et col nome del Spirito Santo, a dì 19 ditto -comenzerebbono a passar Oio le zente d'arme, però che za di fanti 6000 -erano di là passati, et che li soldati dimostravano volonterosi di -apizarse con Franzesi, et haveano habuto la paga. Et inteso questo, fo -scritto in campo _statim_ dovesseno solicitar el passar, et publicar -tra soldati come el Re venia con assà richeza; et li mandono le copie -di le lettere, che de li X milia cavalli de cariazi che menava con lui -advisava, a ciò lezesse _publice_ al provedador in campo per inanimar -le zente andasse con bon cuor a tal butini. El campo se andava per -zornata ingrossando. Sguizari o vero Elemani, fatti in terra thodesca -per Zuan Dolce, za per Roverè ne erano passati 300 che veniva. Nicolò -Savorgnan con li 1000 provisionadi de Friul era partito de Udene; et -a dì 20 si era a Vicenza Cazanderle thodesco ne havia 500 a Mestre, -aspettava tre zorni el resto. Paris di Lodron, al qual se ritrovava -Francesco da la Zudeca, soldava provisionadi a ducati 3 al mexe, -Lionello dal Nievo et altri. Et in questa terra fo fatto a dì 21 ditto -X altri capi de provisionadi, li qual saranno qui nominati[133]. - -Et cussì a tutti fo dato danari, a ciò andasseno a far li fanti. Et fo -decreto nel Senato che le zente di Romagna venisse a conzonzerse con -l'exercito in Parmesana, perchè el Re, facendo la via di Pisa, non era -più bisogno de custodia in Romagna; et solicitato Piero Michiel facesse -cavalcar el signor di Rimano _etiam_ lui in Parmesana. Et a dì ditto, -Marchiò Trivixan provedador volendo andar dove habitava el Governador -per consultar de passar, el qual passar non pareva al ditto Governador, -dubitandose _etiam_ per andar in paesi alieni, _licet_ el Duca de -Milan fusse suo cugnato; et esso Governador fo più presto, et venne a -trovar ditto provedador, et erano alcuni condutieri. Et ivi Marchiò -Trivixan comenzò, come la Illustrissima Signoria per la fede vedeva -et conosceva era in la sua persona, lo havea eletto Governador dil -suo exercito a tanta impresa, _et reliqua_, che longo saria a scriver -tutte le parole. Et el Marchexe rispose, ringratiando la Signoria -Illustrissima di la bona opinione havia fatto di lui, promettendo di -farla esser certa di la fede si tempo acadeva, et che voleva li fatti -fusse quelli la dimostrasse, et le opere sue, le qual per zornata -si cognosserebbe. Et poi el conte Ranuzo del Farnesio, uno di primi -nostri condutieri, havia cavalli 600, disse che, per amor portava a la -Signoria Serenissima, l'era contento de portar ogni honor, et recever -ditto Marchexe per suo capo, et tanto più quanto saria el consiglio -dil sig. Redolfo expertissimo nel mestier di le arme. Et questo medemo -disse el conte Bernardino Fortebrazo et altri principal condutieri. Et -poi el Governador fece alcuni editti in campo, _ut mos est_; et el sig. -Redolfo andò di là di Oio a la liziera a sopraveder el ponte, dove el -comissario dil duca Francesco Bernardin Visconte havia fatto far sopra -Po; et explorato el tutto, ritornò in campo, et si preparavano a dover -passar Oio con tutto l'exercito. - -A dì 20 Zugno venne lettere di Fiorenza di Piero Dolfin zeneral de -Camaldole narra de l'intrar dil Re, di successi de Siena, et a dì -17 era partito et venuto ad alozar a Pogibonzi, poi a dì 21 ditto -intrò in Pisa, come dirò di sotto, et che era stato con molti di -primi di Fiorenza, i quali non volevano far altra novità contra el -Re al presente per esserli molto vicino, et vedevano la liga far le -provision pegre, et non era altri che Venetiani facesseno nulla, et -però volevano cercar di star in paxe col Re, cercando _de plano_ de -haver li soi luogi; _tamen_ che non daranno aiuto di zente a esso Re. -La qual cossa fo mal fatta, et Fiorentini ebbeno mal consiglio; che -si havesse aderido a la liga, al presente havendo fatto le provisione -come havia in Fiorenza, saria stato buono per loro, et tutte le sue -terre havia rehabuto. In questo zorno venne lettere da Brandizo di 6 -dil mese dal capetanio zeneral, narrava ritrovarse con galie 25 ivi, -et che a dì 3 era zonto Bartolomio Zorzi provedador di l'armada con la -galia, soracomito Nicolò Corner, benissimo interzata et in ordine, et -do altre di Candia; et che _juxta_ i precepti manderia uno provedador -in l'Arcipelago, tenendo _solum_ 20 galie. Che Piero Bembo soracomito -nostro non era ancora ritornato di Messina, et pregava la Signoria non -volesse lassar quella armada lì a quelli scogi involirse, et però che -ancora non havia habuto la licentia dil romper, et che quelle rive di -Puia erano volonterose di non star più sotto Franzesi nè ritornar sotto -casa di Aragona, ma darse a S. Marco, et che queste terre si teniva in -Puia ancora per el Re de Franza, aspettando però vi andasse qualche uno -a tuorle, zoè Manferdonia, Monopoli, Barletta, Trane, Molfetta, Bari, -Leze et assà altre. _Item_ che don Cesare in Brandizo havea ubedientia -poca, _tamen_ l'esser di l'armada havea confortati quei populi per re -Ferando. - -A dì 21 ditto da mattina andò in Collegio da la Signoria Cazanderle -thodesco dicendo: Serenissimo Prencipe, l'è 9 zorni che manco di qua, -et ho 400 schiopetieri et 600 fanti; ordini Vostra Serenità dove li -piace faci la mostra, et volentiera l'arebbe fatta in questa terra. Et -fo ordinato la facesse a Mestre, et andasse di longo in campo. Et lui -disse: si ne volete altri 2000, datime 2000 ducati, et li anderò di -subito a far. Et in questa matina medema feceno li capi di provisionadi -et fanti per Collegio, sì come ho scritto di sopra, et questo perchè -el Duca de Milan havia mandato a dimandar nel nostro campo 500 fanti -per mandarli con 500 soi a Zenoa, havendoli richiesti Agustin Adorno -governador, et cussì fo scritto al provedador in campo dovesse -mandarli, et per questo fo fatto questi altri fanti. - -In questo zorno a nona zonse lettere di 19 da Perosa, come el Re a dì -15 havia fatto consignar a uno messo dil Papa el dominio et fortezza di -Civitavecchia, et quelli custodi franzesi ivi erano montò su con loro -robe, et de lì se partino; _etiam_ Teracina rendette; et che ancora se -ritrovava a Perosa el cardinal Sancto Dyonisio, con l'altro episcopo -ambassador dil Re de Franza; et che ditto nostro orator havia molto -exhortato el Pontifice non ritornasse cussì presto a Roma, ma venisse -in Ancona, _juxta_ la intention nostra; ma al tutto, a dì 22 si voleva -partir et ritornar a Roma. Et che el zorno avanti, fo el dì dil Corpo -de Cristo, ivi fo fatto solenne processione; et in quel zorno di 19 -havea fatto concistorio, et terminato al tutto tra reverendissimi -Cardinali de ritornar con la Corte a Roma, et non andar a Foligno nè -altrove, ma venir a Orvieto et alla distesa a Roma. Et che Colonnesi -con Orsini, zoè le parte in Roma, fevano qualche novità insieme, et -essendovi la Corte se remederia a molte cosse. Et dil Re, havendo tolto -la volta di Pisa, più non temevano. _Item_ che don Gracilasso di la -Vega orator yspano havia habuto lettere, come XV barze de Spagna, di -l'armada era a Messina, veniva a la volta de Livorne per andar a Zenoa, -a ciò Zenoesi stesseno saldi. _Item_ che l'armada de Franza, partita de -Napoli, era zonta a Pisa sì come ho scritto di sopra, dove era l'altra -soa armada de legni numero XV, venuta de Provenza; _tamen_ la verità fo -tutta una sola armada. - -A Milan el Duca feva batter monede a furia, et diceva voleva andar in -persona a recuperar Novara e tuorli li ponti et acamparse a la terra; -_tamen_ che intendeva in Aste si aspettava el Duca de Borbon con -assà zente franzese veniva in soccorso et aiuto dil Duca de Orliens. -_Item_ che Sguizari 700 dil Re de Romani erano zonti a Como, et veniva -nel suo campo, solicitava molto a far passar l'exercito in Parmesana -avanti el Re vegnisse a Pontremolo; et che el suo campo a l'impresa -de Novara era homeni d'arme 700, et 80 homeni d'arme era a custodia de -Alexandria di la Paia, el resto Sguizari provisionadi e fanti a presso -persone X milia, et con desiderio aspettava li Stratioti; et che 'l -Duca li havia mandato ducati 500 a ditti Stratioti per quello ducato -de più volseno, et non volevano passar a Crema, a ciò fusse presti; et -desiderava venisseno per poter mandar a dar el guasto a Novara et Aste -a li formenti erano in campagna et za erano maturi, a ciò Novaresi non -li accogliesseno et havesseno vituarie da tenirse; et intendeva in la -terra esserne poche, et per zorni XV, et che 'l Duca de Orliens voleva -uscir con le so zente a la campagna vicino al so campo. Et madona -marchesana de Monferà, essendo in amicizia col Stado de Milan, havia -fatto romper uno ponte chiamato di la Siesa, sora l'acqua di la Siesa, -a ciò per quella via non potesseno ritornar nè haver soccorso di Aste. -Et cussì zercava esso duca Ludovico de tuor li passi, et poi assediarli -in Novara, benchè molto se dubitava dil Re non venisse a conzonzerse -insieme con tutti do campi dil Re et Duca di Orliens. Et però faceva -pressa a la Signoria, l'exercito andasse in Parmesana. Sguizari veniva -per zornada, _ita_ che haveria 2000 Elemani nel suo campo, et che havia -lettere da Zenoa quelle cosse passavano bene, et era uscito di Zenoa -le 9 galie et do nave armade, et andate verso Portofin contra l'armada -franzese; et questo istesso se intese per lettere di 19 da Zenoa dil -governador drizate a la Signoria. Et a ciò la verità de quelle cosse -se intenda, a dì 22 ditto nel Consejo di Pregadi fo decreto che Zorzi -Negro, era secretario a Milan, andar dovesse a Zenoa subito, et ivi -star exequendo quello li sarebbe comandato; et ancora vedendo come fino -a dì 20 l'exercito non era passato Po, et che 'l Governador pur have -qualche rispetto a passar, _unde_, disputato _inter Patres_, a dì 22 -ditto, che al tutto dovesse passar, perchè el Re sollicitava di venir a -Pontremolo, come scriverò de sotto. - -In questa notte di 22 Zugno, Agustin Barbarico prencipe nostro, di -alcuni dolor colici gravemente si amalò con agitation di febre, et a -hore 8 scrisse a Padoa li fusse mandati li medici lezevano _publice_ -ivi, zoè M.º Zuan da l'Aquila, et M.º Hieronimo di Verona. Et cussì -a hore 20 el zorno driedo fonno qui, et curono Soa Serenità di tal -egritudine in brievi zorni. Pur la terra se doleva di la sua absentia -in collegio in tanti bisogni et necessità di la Republica, et in tanta -_rerum perturbatione_. Et questo mal li venne da tanti strachi, perchè -non cessava mai di faticarse, la matina in Collegio, da poi disnar -audientia, Collegio, Consejo di X, Pregadi o Gran Consejo, _adeo_ non -havea una hora de riposso, et voleva far tutto; _tamen_ piacete a Iddio -di presto liberarlo, et fo sanato. - -Essendo sta preso in Pregadi una parte, de vender tanto Monte Nuovo -per ducati 50 milia de boni danari, a ducati 75 el cento, zoè di -quelli erano debitori di decime, et che fusse li ultimi danari de -ditto Monte Nuovo francati da la Signoria, perchè, compito le guerre, -vanno difalcando ditto Monte Nuovo; et fo confermata a dì 21 nel Mazor -Consejo. Or a dì 22, per Alvixe Loredan era a le Cazude, fo fatto -principio a scuoder ditti danari, et era uno miracolo le persone erano -ivi con sacheti de ducati et monede per depositar. Et el primo zorno -scrisse ducati 32 milia, et restò ducati 18 milia, et in do carte dil -so zornal solamente, et ancora ne avanzava più de 100 milia, tanto -era le persone volevano depositar, sì che è da considerar per questo, -esser in questa terra assà danari, perchè tutti questi erano di vedoe, -scuole, pupilli etc., et non de richi nè mercadanti. Et havendo scosso -di più dil dover ducati 12 milia, _unde_ vedendo questo modo facile -de trovar danari, el Collegio detteno licentia dovesse tuor ancora -fino a la summa de 40 milia ducati, ma non con el dono de tanto per -cento, sì come li primi; et fo sospeso la parte de li arzenti in zecca, -et era termene zorni XV a depositar questi danari; et in do zorni -fonno expediti. La utilità era solum a raxon di ducati 6½ per cento, -sì che fo una bella invention a trovar danari, senza angarizar li -cittadini. Fo ancora provisto, tutti queloro erano tansati a pagar a li -governadori per tutto el mexe, dovesseno pagar senza pena; et questo -feceno per dar comodità a li botteghieri et arte; ma passato el mexe, -pagasseno poi con la pena. - -A dì 22 ditto fo retenuto per el Consejo di X uno Joan Martinis, -cathelano di Barzelona, el qual era venuto pochi zorni avanti in -questa terra, partito di Roma avanti el Re v'intrasse, et el Papa -se spartisse. Questo andava vestito assà bizaramente per Rialto, con -gran seguito de Patricii et altri, perchè lui _publice_ rasonava molto -di queste guerre et perturbatione de Italia, dicendo era stato con -XVI Re, 4 Pontifici, 70 Cardinali et con molti Re et Signori havea -grande familiarità, come era il vero, per esser faceto, era di bon -parlar, mostrava haver gran inzegno. Or dubitando i Cai di X non fusse -spion, con bel modo fo mandato per lui dove alozava, a caxa di alcuni -spagnoli, dicendoli venisse a parlar col Prencipe. Et, venuto, fo -retenuto et collegiato, et tocò a questi: Francesco Foscarini da San -Lorenzo conseier, Lorenzo Venier cao dil Consejo di X, Lunardo Grimani -Avogador de Comun, et Polo Trivixan kav. inquisitor dil ditto Consejo. -Et andati in quel'hora in camera, et examinato, et cussì la mattina -cognossendo non esser in dolo, a dì 25 ditto fo lassato, admonendolo -non parlasse più de Stadi. Questo stete alcuni zorni in questa terra, -poi si partite. - -In questo zorno venne lettere di Spagna di 29 Mazo da Burgos dove era -el Re, et se intese la nova di la morte dil Re de Portogallo non esser -vera, _imo_ stava benissimo; et che in Spagna se feva preparamenti a la -guerra, et che rompendo nostri di qua loro romperiano di là. - -Ancora zonse lettere di Elemagna, de li oratori nostri al Re de Romani, -di 12 di l'instante, narra come la dieta non era ancora compita, et -che era capitoli 120, de li qual mancava 40 a consultar, _tamen_ li più -facili; et di brieve saria expedita. Et compita, el Re faria pensier de -vegnir in Italia, et voleva mandar el Duca de Saxonia con 500 cavalli -et pedoni in Italia in aiuto di la liga, et za erano partiti do soi -capetanei per venir a la volta de Milan; uno chiamato d. Sigismondo -Belsperger, l'altro d. Federico Chapeler, i quali fevano el camin -de Cuora. _Item_ che tutti Sguizari erano venuti a Milan, havendo -stipendio dal Duca et non dal Re de Romani come si judicava, sì che -poco aiuto ebbe la liga da Maximiano. _Item_ come esso Re et quelli -consultori, havendo trovato un modo de haver ducati 800 milia con -picola angaria universal in Elemagna, et ditta quantità haveria questo -anno, sì che, havendoli, porà venir in Italia. - -Da Bologna venne lettere come el magnifico Johanne Bentivoi era -fermissimo in far ogni cossa, non atendendo a quello li mandava a -dir el Re de Franza; et suo fiul Hanibal con la sua conduta era in -ordene de partirse a dì 27 et vegnir in Parmesana, et cussì _etiam_ -li Stratioti 500 et le zente di Romagna vegneria in Parmesana, et non -havea ivi più bisogno; _tamen_ intendeva in Bolognese dovea vegnir -alcune squadre franzese; le qual venendo, esso magnifico Johanne medemo -voleva andar a investirli; et per tutta Bologna se cridava: Marco! -Marco! Al contrario de quello fevano Ferraresi, i quali usavano stranie -parole contra nostri, come per lettere del Vicedomino se intese. _Item_ -è da saper che Stratioti erano lì in Bolognese alozati in una pianura -a presso Castel San Piero sora una acqua chiamata la Scheza mia 12 -lontan da Bologna, et ivi steteno 13 zorni. Hor habuto lettere, Piero -Duodo provedador di la Signoria dovesse quelli condurli in Parmesana, -_unde_ subito montò a cavallo, et con li Stratioti numero 800, a dì -21 Zugno intrò in Bologna, et fo _honorifice_ ricevuto con grande -alegreza di la terra. Et in questo medemo zorno li altri Stratioti con -Bernardo Contarini intrò in Milan, come dirò di sotto. Et _est mirum_ -che in le terre cussì fatte, como Milan et Bologna, _uno die_, varietà -de Stratioti intrasse in le ditte città, e tutto el populo de Bologna -corse a vederli, et, fato la mostra, ricevuto le paghe, veneno verso -Parmesana el zorno da poi, non havendo fatto alcun dispiacer dove erano -stati; et Bolognesi se laudavano. - -Adoncha a Milan, a dì 21 ditto, zonse Bernardo Contarini con Stratioti -numero 635, et con gran fatica li condusse, et se partì de Crema, -però che volevano dui ducati de più per uno; et el Duca li mandò a -prometter ducati uno de più, sì come scrissi di sopra; ma Stratioti -non volseno promesse ma danari; et fo necessario a Bernardo Contarini -loro ductore impegnar li soi arzenti per darli quel ducato de più -per uno, et haveno la paga a Crema, et se partino insieme con quattro -siniscalchi dil Duca erano venuti a solicitar la soa venuta, et partì -da Crema a dì 21 ditto, veneno mia X ad alozar a Lodi, et _benigne_ -dal commissario de Lodi fo ricevuto, offerendose da parte dil Duca; -poi, disnato, se partino a hore 18, et a le 22 hore introno in Milan, -che era mia 20, et zonti a presso el borgo, li venne contra quatro de -primi dil Duca con do nostri patricii erano andati a veder quel campo, -zoè Piero Bragadin et Homobon Gritti, et in tutto el borgo era pien de -populo venuto a veder Stratioti a loro inusitati et novi a vederli. -El Duca et la Duchessa montono a cavallo con la soa Corte et veneno -su la piaza per veder ditti Stratioti, et fece gran carezze a Bernardo -Contarini; et volendo quello tuor licentia, el Duca li fece dir havia a -caro Stratioti corresse un poco. Et cussì fo fatto correr con le lanze -et maze de ferro con gran piacer dil populo. Poi andò a li alozamenti -nel barco, dove era preparate tavole a torno per dar a manzar a li -Stratioti; et Bernardo Contarini alozò in caxa di l'orator nostro; et -poi el zorno driedo a hore 4 di notte se partì per andar a Vegevene -insieme con li do patricii sopra nominati con grandissima pioza, che -arivò a hore 18; li venne contra el capetanio sig. Galeazo di San -Severino et sig. Fracasso et Antonio Maria di San Severino, el sig. -Nicolò da Corezo, el conte Hugo di San Severino, el conte Scaramuza di -Visconti et altri cortesani, et con gran festa receveteno Stratioti -et acompagnò Bernardo Contarini fino al suo alozamento nel borgo de -Vegevene. Et el campo franzese era za venuto in campagna, alozato tra -questi lochi... nel qual, come se divulgava, era homeni d'arme 350, -arzieri a cavallo 1000, cavalli lezieri 1000, et fanterie zerca 8000, -et scorsizavano prima fino a presso Vegevene. El campo duchesco, come -per lettere dil preditto Bernardo Contarini se intese, era homeni -d'arme 800, fanterie 3000, cavalli lizieri 100 et li nostri Stratioti; -i quali zonti detteno gran reputatione a ditto campo; et Franzesi si -hebbeno paura. Ancora aspettava 3000 Elemani, et a dì 23 ne zonse 400 -benissimo in ordene. - -In Novara era gran carestia, et el Duca de Orliens volse metter una -angaria dil sal a li populi de Novara; ma Opizin Cazabianco, fo quello -lo havea introdotto dentro, li disse: Signor, non far, per non te -tuor el populo nemico; et cussì non fece altro. _Tamen_ se intendeva -era volonteroso de poner angarie a Novaresi, et el Duca de Milan feva -al presente el contrario; usava umane parole a li cittadini, et fece -uno editto, che tutti quelli che conducevano in termene di 3 zorni -vittuarie in Milan, zoè vini, formenti, et altro, potesseno portarle -senza pagar nè dacio gabella nè intrada. Et questo fece a ciò vittuarie -fusse menate in Milan per quello poteva occorrer, havendo i nemici -propinqui; i quali in questi zorni preseno do lochi dil Duca preditto -vicini a Novara, chiamati Villa nuova et Caxicol, non però molto da -conto, et si reseno a patti. Et benchè non sia a proposito pur qui -voglio scriver, che uno maistro Ambrosio de Rosate, medico et summo -astrologo dil Duca de Milan, dal consiglio dil qual el Duca _nunquam_ -se parte, _imo_ tutte le sue cosse fa per hora astrologica data per -ditto maistro Ambrosio; et è _mirum quid_ la fede li presta. Or questo -disse al Duca, come a dì 29 Zugno el Re de Franza harebbe una gran -rotta, la qual cossa poco radegò; che a dì 6 Luio seguite la battaglia, -et fo fugato dal nostro exercito, come scriverò di sotto. - -A dì 23 ditto venne lettere di Marchiò Trivixan provedador in campo, -date di là di Oio; et se intese come la Domenega passata, fo 21 dil -mexe, col nome de Christo le zente d'arme havia dato principio a -passar Oio, et alozati sul Cremonese in uno loco ditto Larzira, eran -squadre 55 et fanti 5000; et che 'l provedador Pisani non era ancora -zonto in campo, et el Governador con alcune squadre non era passato -e temporizava de passar, aspettando el resto di le zente, perchè el -campo se ingrossasse più; le qual zente di hora in hora zonzeva, et -_non solum_ li soldati stipendiati, ma _etiam_ molti altri senza alcun -stipendio, per far vadagno et per aquistar fama, a loro spexe andono in -campo, et questo per li gran butini conduceva con lui el Re de Franza. -Adoncha el campo nostro a dì 22 seguite tutto a passar Oio lì a Seniga, -el Governador et Provedador con tutto el resto, et andono a la riva de -Po dove era fatto el ponte per el Duca de Milan de sotto de Cremona -zerca mia 5, et fatto in quel zorno mia 28, zoè perchè la riva de Po -è mia 22 di Oio, et Fontanelle di là di Po, dove andono ad alozar, è -mia 4; et cussì el Governador volse in quel zorno passar _etiam_ Po. -Et mentre passavano l'exercito, el Provedador notificò di questo la -Signoria; et come el conte Ranuzio del Farnesio et el conte Bernardin -Fortebrazzo erano con le loro condute benissimo in ordene andati un -poco avanti di là de Po degli altri, et volevano andar a trovar el -Conte de Caiazo a Pontremolo per essere più presto loro ivi che 'l Re, -et che haveano ditto, si sarebbono avanti el zonzer de Franzesi, _sine -dubio_ prometevano al Governador di haver vittoria. Di la riva di Po -a Pontremolo, era mia 40 et più. Et che tutte le zente andavano molto -vigorosamente per causa di haver li cariazi dil Re, come speravano. Et -poi, a dì 28 per lettere di 25 da matina, nostri fo certificati come -per tutto quel zorno harebbe l'exercito passato, andando più propinquo -a Pontremolo che podesseno, et che erano cavalli 6000 et 6000 fanti, -aspettando con desiderio le zente di Romagna et li Stratioti, et che 'l -Conte de Caiazo havia mandato a dimandar 600 fanti, parte per meterli a -quelli passi di Pontremolo, parte per mandar a Zenoa; el qual li havea -mandati. Et che esso Conte, per quanto intendeva, non havea più di 7 -squadre. Adoncha la Signoria nostra bisognava esser et fusse quella che -a tanta impresa et a Franzesi con il suo exercito ostasse. - -Et da Milan in questa matina di 23 ditto venne lettere scritte di 20 -di Zenoa, che a dì 19, zoè el zorno avanti, acadete a la Speza, ch'è -una forteza su quella riviera, che venendo 500 cavalli et 200 fanti di -quelli erano a Pietrasanta, Serzana et Serzanello, pur de Franzesi et -sequazi dil Re, insieme con Alexandro de Campofregoso, fiul secondo dil -Cardinal di Zenoa, però che 'l mazor, chiamato Fregosino, era preson -in Aste con taia de ducati 8000, come ho scritto di sopra; hor ditta -zente, havendo qualche intelligentia con la soa parte, contraria de -quella al presente domina Zenoa, veneno per tuor ditta fortezza, la -qual era ben custodìa, ma non potè haver effetto loro disegni; _imo_ -li custodi fonno a le man con quelli, et li rebatete, morti zerca 40 -cavalli. Et questo fo segno di la fede de Zenoesi. La qual Speza è -lontan di Zenoa mia 60, et cussì tornono senza haver operato nulla. -Et ivi, tra la Speza et Porto Venere, era di Zenoesi nove galie et do -nave armate con li danari nostri et de Milan. Et, seguito tal cossa dil -rebater de li nemici a la Speza, el Governador et comissario dil Duca -advisò a Milan, et cussì per lettere di l'ambassador nostro di 21 a -hore 16 se intese, et zonto qui a nona, et che Zuan Alvixe dal Fiesco, -fratello di Obieto prothonotario, era in Zenoa, havia scritto al Duca -voleva esser fidelissimo, et Soa Excelentia non dubitasse per esser -suo fratello col Re de Franza; et se divulgava el Re voleva mandar -mons. di Brexa con alcune zente contra di loro; li qual se difenderiano -gajardamente. Et el Governador dimandò 500 Sguizari et 1000 fanti; -et questo perchè dubitava di certo passo, et però voleva ponerli -custodia. Et el Duca scrisse in campo, vi andasse 500 fanti. Et el -provedador, parendoli haverli dato assà, scrisse a la Signoria che era -mal desminuir le forze di l'exercito. Pur deliberò che Piero Schiavo -contestabele, a dì 27 ditto, de campo se partisse, et andasse a la -Speza, mia 30 lontan de lì: _tamen_, per quello successe poi, non andò. - -A Bologna lettere continuamente zonzeva di la vera fede dil magnifico -Joanne Bentivoi et Bolognesi, el che 'l Re havia mandato da Pisa lì uno -messo a dimandar consejo a esso Bentivoi, qual via havesse a tenir; et -che gajardamente li havia risposo che dovesse _pacifice_ amicarsi con -la Illustrissima Signoria et Stado o vero Duca de Milan: _conclusive_, -che Bologna era prontissima a far ogni cossa contra Franzesi, et el -secretario nostro ben visto et molto carezato. - -A Ferrara el Duca, vedendo el grande exercito preparava la Signoria, -dubitando che, compito ste cosse de Franza, non fusse quello havesse -a patir danno per li portamenti soi cattivi, in questi zorni scrisse -a suo zenero Duca de Milan, come, vedendo la tyrania dil Re de -Franza usata in Italia, _maxime_ a Siena, et metter di lochi di la -Chiesia a sacco, era disposto di darli ogni aiuto, et li prometteva -mandar in campo, per recuperation de Novara, homeni d'arme 100 dil -suo, et bisognando anderia in persona in campo contra esso Re, et -che non dubitasse non li daria passo nè vittuarie, _tamen_ non era -da fidarse. Et pur el presidio nostri teniva sul Polesene mai volse -cavarlo, dubitando esso Duca non facesse qualche novità; et ben che 'l -promettesse di esser contrario al Re, pur so fiul don Ferante era con -ditto Re. Et quello fece a tempo della battaia, lezendo intenderete -di sotto. Et pur se divulgava li daria passo per la via de Grafignana -vicino a Lucca, dove el Re se trovava. Et intendendo questo, el Duca -mandò per Zuan Francesco Pasqualigo dottor et kav. vicedomino nostro lì -in Ferrara, dicendo come l'intendeva de qui se diceva le tal parole, ma -che la Signoria non dubitasse di alcuna cossa, che mai li daria passo -nè niun aiuto, _imo_, volendo nostri, si armeria, cossa che za havia -deliberato più de non exercitar; et che lui et le sue zente offeriva -a comodi di questa Illustrissima Signoria, di la qual voleva esser bon -fiul. - -Per lettere de Fiorenza se intese che li oratori loro erano stati -dal Re de Franza, et tornati, et che 'l Re non era voluto venir in -Fiorenza, ma andò a Pisa, havendo però fatto quelle novità in Siena. -Et che havia privato el Sig. de Piombino, era capetanio de Senesi, dil -suo soldo, et Zuan Savello, el qual havia con Senesi 200 cavalli et 20 -balestrieri _etiam_ privò di la conduta, dicendo a Senesi non bisognava -tener zente d'arme nè altra fantaria; et che la spesa facevano in -ditte zente d'arme, che era ducati 20 milia a l'anno, voleva desseno -ditta quantità a suo cuxin, mons. de Lignì, el qual custodirebbe quella -città, et che 'l dominio fosse di loro Senesi come prima. - -A dì 25 Zugno, fo el zorno di la apparition de San Marco, Hieronimo -Zenoa capetanio de Rialto, el qual fo fatto capo de 300 fanti, come -scrissi, a hore 12 su la piazza de San Marco fece la mostra di la soa -compagnia benissimo in ordene, tolti tutti di questa terra; et fece uno -fatto d'arme tra loro, che fo bel veder; et era assà zente. Et el zorno -da poi partì et andò a Padoa, poi verso el campo nostro. - -Ancora fo mandato Alvixe da la Polvere, maistro di bombardieri, con -zerca 200 in campo, per conzar le artiglierie su li cari era preparati -a Verona et Bressa con passavolanti. - -In questo medemo zorno zonse una fusta di Brandizo, di l'armada, la -qual ancora non havia habuto le lettere col mandato de romper, ma ben -se judicava, per esser stato boni tempi, hozi saria zonto ivi. Et -per lettere di 18 dil mexe se intese, come a dì X havia mandato el -capetanio zeneral, _juxta_ i precetti, Bartholomio Zorzi provedador -con do altre galie, zoè Marin Dandolo et Antonio Loredan soracomiti, a -la volta dil Arcipielago, per custodia di quelle ixole, con comissione -potesse retenir tutte galie scontrava, zoè quelle se armava in Candia, -et quelle tre erano in Cypro et veniva verso Brandizo, soracomiti Zorzi -Gabriel et Cabriel Barbarigo; in tutto saria galie 14. Et _etiam_ li -avia dato expresso et amplo mandato, potesse retenir ogni navilio, -come a lui pareva, per ingrossar l'armada, sì che ditto provedador era -partito, et lui rimasto con 20 galie; et a ciò el tutto se intenda, -qui sotto sarà scritto el numero di l'armada nostra, et li soracomiti -rimaseno col zeneral, et quelli fonno col provedador in Arzipielago, -per dubito di l'armada dil Turco. _Item_ come era ritornato Piero -Bembo di Messina, et havia portato lettere di Ulixes Salvador, date -in Messina a dì X de l'instante, la copia di le qual mandava a la -Signoria; la substantia di ditte qui sarà descritta. Primo, come a -dì do di questo era partito de lì el re don Alphonso, per andar ad -habitar a Monreal lontano di la città di Palermo mia 4, nel qual loco -voleva far la soa residentia, fino che a Dio piacerà, et con lacrime -et poca fameglia se partì. _Item_ come era molti mesi che de lì arrivò -el Conte de Trivento, capetanio zeneral dil Re et Raina di Castiglia -con barze et caravelle 22. Poi a dì 26 dil passato ne zonse, barze et -caravelle di le preditte Majestà, numero 39, et con quelle cavalli -zanetti 500, et pedoni 1500; et el zorno sequente ditti cavalli et -pedoni furono discargati a Rezo in la Calavria, et fin qui l'armada -non ha fatto nulla; ma questa notte partirà per Napoli: sarà barze et -caravelle numero 55, et galie sottil de Ferando numero 12. De qui se -divulga, apresentati che saranno nel colfo de Napoli, rehaveranno la -terra. Et a dì 4 de l'instante, el re Ferando con so exercito assaltò -le zente dil Vicerè de Calavria franzese, et durò la battaglia zerca -hore 6; Ragonesi et Casigliani fonno vincitori; presi cavalli zerca -40, pedoni 200 tra morti et presi. È stato per questo illustrissimo -sig. Vicerè comandato a tatti li baroni et feudatarii di questo -Regno, che siano per li XV di questo mese con cavalli et arme che -sono obligati, et saranno zerca 1200, i quali si dice dieno passar -in Calavria a l'acquisto dil Reame et fo fatto el comandamento molto -stretto, con gran pene et perdition di loro baronie. Questi Re et -Raina de Napoli hanno pochi denari, et mandò in questi zorni a Roma -et a Zenoa molte zoje per esser serviti sopra quelle de danari. L'è -venuto de qui Piero Bembo soracomito; tutti se ha maravigliato di la -galia soa era benissimo in ordene, et de qui hanno più speranza in la -Illustrissima Signoria, mediante li Stratioti et l'armata marittima, -di la recuperation dil Reame, che di nulla altra potentia. Et questo è -quanto si conteneva in ditte lettere. Or el capetanio zeneral comesse -et ordinò a Piero Bembo preditto, che dovesse deponer quello havia -visto in Cicilia; et cussì deponete; et quello depose sarà qui sotto -scritto. Scrive _etiam_ el capetanio che Brandizo non era cussì fermo -ne la fede dil suo Re, come doveria; et che don Cesare dubitava non -facesseno qualche novità li cittadini; et che a dì 13 era partito de -lì la Prencipessa mujer de don Fedrigo, montata su do nostre galie, per -andar a Otranto a governo di quella terra; et che l'armada pur stava a -uno scoglio senza far O, et le zurme erano volonterose de far qualche -cossa. - - -_Relatione de Piero Bembo soracomito al Capetanio zeneral de quello -fece in Cicilia._ - -De comandamento dil magnifico misser Antonio Grimani provedador -capetanio zeneral dignissimo, depono io Piero Bembo soracomito -tutto el successo de l'andata mia a Messina, de comandamento de Soa -Magnificentia. Et prima dico che 'l partir mio de qui fo a dì 2 Zugno; -et a dì 4 a hore 22 zonse in Garipoli et lì fece licenziar do navilii -cargi de fomento de rason dil magnifico misser Andrea Bragadin; _tamen_ -el governador de ditto loco de Garipoli me disse voler tuor certa -quantità de ditto formento per bisogno di la terra, et quello pagar -cortesemente; la notte poi, che partì. Et a dì 9 ditto, a hore 8 di -zorno, zonse a Rezo, nel qual loco trovai el prencipe don Fedrigo -con un'altra galia in conserva et _immediate_ feci calar et sorzer, -et andai in terra a far reverentia; el qual molto mi accarezette, et -intrato in la casa con Soa Signoria mi tenne per spacio di una hora -a rasonar de diverse cosse. Da poi le zeneral offerte et congressi, -domandai a Soa Signoria dove se trovava la Majestà di re Alphonso et -Ferdinando. Me rispose: don Alphonso esser partito de Messina con -3 galie et andato a Palermo, et la Majestà dil re Ferdinando esser -passata da Calavria in una terra chiamata Semenara, lontana da Mexina -mia 12, la qual novamente si havea resa a Soa Majestà, et lì era -passato con cavalli 1000 di zente d'arme benissimo in ordene, fra li -qual ne era mandati di Spagna con l'armada ultimamente venuta, per la -Majestà dil Re et Raina di Castiglia; et ancora haveranno fanti 4000, -fra li qual ne erano 1500 pur mandati de Spagna per la Majestà _ut -supra_; li qual cavalli et fanti, per quanto io ho possuto intender, -erano benissimo in ordene et zente fiorita. Et ancora come el Marchexe -de Pescara, el qual se trovava in campo con Soa Majestà, era sta a le -man con certe zente di la Majestà dil Re de Franza, et ha tra morti et -presi da persone 400, a presso a una città nominata Terranova, lontana -mia 12 dal ditto loco de Seminara fra terra, ne la qual feva residentia -del Vicerè (_del re di Francia_). A presso intesi da Soa Signoria, come -de contento di la Majestà di re Ferando, el Marchexe de Pescara era sta -do volte a parlamento col preditto Vicerè per contratar acordo, ma le -cosse erano redute che 'l volea esser a parlamento con la Majestà dil -Re, dove el sperava che fino a quella hora fosseno rimasi d'accordo, -ciò è che ditto Vicerè se ne andasse a la bona hora; salvo lo haver -et le persone. Domandando poi mi a Soa Signoria di la condition di -l'armada, la qual se trovava in porto de Messina, mi disse esser barze -et caravelle armade numero 60, galie numero 17, computò le tre erano -andate a Palermo, et che era altre 40 fra barze et caravelle disarmate; -di le qual le zente soe erano andate in campo con la Majestà dil Re. -Ancora me disse Soa Signoria come tutta l'armada era preparada per -partir subito, come facea tempo, per andar verso Napoli con la Majestà -di re Ferando, et questo perchè da tutta terra de Napoli era chiamato -Soa Majestà. Et me disse haver habuto tal intelligentia per bona via; -et me disse Soa Signoria se io voleva andar a trovar la Soa Majestà -de ditto Re, che era poco lontano. Li risposi haver comission andar -a trovar el Capetanio di l'armada. Et spazato, Soa Signoria me disse: -ancora tu venirai a Messina, dove troverete la Majestà di la Raina. Et -domandò dove se trovava la Magnificentia dil capetanio et con quanta -armata. Resposi a Soa Signoria: a Brandizo con galie 23 et nave 4, et -come se aspettava la magnificentia dil Provedador di hora in hora con -galie 3, et di Candia et di Corphù et di Cypro di zorno in zorno, et -altre galie, le qual tutte ascenderanno a la somma de 40, benissimo -in ordene, et ancora el capetanio di le nave armade da Venetia, -et, di molte altre bande, nave et fuste armade per modo che Vostra -Magnificentia sarà molto potente; la qual stava di bon et gaiardo -animo, per far tanto quanto li fusse comandato per la Signoria nostra. -Et tolsi licentia da Soa Signoria. La qual _immediate_ cavalcò a la -marina, et montò in la galia, stando con la conserva a Messina. A hore -23 la matina sequente, che fo a dì X, andai a visitation di la Raina, -la qual trovai molto mesta in una camera picola, ornata de pani negri, -et Soa Majestà vestita de uno manto negro con uno velo baretin in -testa. Con Soa Majestà era el prencipe don Fedrigo, et la mojer che fo -di Scandarbeio. Facto reverentia et basciata la man a Soa Majestà, li -presentai alcune lettere diretive a la Majestà dil Re, le qual mi erano -state date qui a Brandizo, et parte di Garipoli. La Majestà Soa molto -mi acarezò; et, ancora che io non volesse, me fece sedere, et da poi -le zeneral offerte fatte per nome di la Majestà dil Re, et _similiter_ -Soa Majestà mi offerse tutto el poder suo ad ogni beneplacito di la -Magnificentia Vostra. Tolsi licentia da Soa Majestà, et andai a visitar -el sig. Vicerè. Et da poi le zeneral offerte, Soa Signoria _similiter_ -offerendose, la qual molto acarezò et honorome et teneme per spacio di -una hora, narando tutto quello che io havea inteso dal prencipe don -Fedrigo, ma più che la Signoria Soa havea voluto andar con li piè de -piombo, et esser novo in quel Regno, et non have altro comandamento -da la Majestà dil Re et Raina de Castiglia, salvo che si alcun loco se -teniva per nome di la Majestà de re Ferando, darli ogni aiuto et favor; -et che la Majestà di la Raina soa sorella desiderava molto de corer in -pressa; et che Soa Signoria si havia trovato in molti travagli et che -'l sapeva certo che la Majestà dil Re et Raina sua,... esser conforme -con la volontà de la nostra Serenissima Signoria... fosseno più -resguardate che le proprie de Soa Majestà. El qual Signor è magnifico, -liberal et molto benigno et gratioso. Tolsi licentia da Soa Signoria, -et andai alla barza grossa a trovar el signor capetanio di l'armada de -Spagna. Zonto a la barza, Soa Signoria mi venne contra, insieme con -el patron di la ditta barza, et me condusse a la soa camera; al qual -presentai lettere consegnatomi per Vostra Magnificentia. Soa Signoria, -quelle lette, me tirò da una parte et volse farme sentar a presso Soa -Signoria, narrandome tutto quello che per el sig. Prencipe mi era sta -ditto; et disse di le condition di la soa armada, come de l'andar suo -a Napoli non aspettava altro che 'l tempo. Volse intender Soa Signoria -le condition di l'armada nostra; informai Soa Signoria dil tutto, come -feci al signor don Fedrigo. Me disse Soa Signoria el Vicerè, come in -Spagna el signor Prencipe se trovava a li confini de Franza con 30 -milia persone, fra le qual ne erano 15000 cavalli, et che 'l teniva per -certo che fin quel'hora l'havesse rotto a la Majestà dil Re de Franza. -Tolsi licentia da Soa Signoria, la qual molto se offerse. Magnifica -zeneral ho inteso tutte le sottoscritte cosse da Isepo de Zovan, patron -de una nave de portada de botte 250, carga de noselle, de raxon dil -magnifico misser Andrea Bragadin, venuta da Napoli in zorni 5, et era -zonta el zorno avanti al mio zonzer a Messina. El qual me disse come -la Majestà dil Re de Franza era partito de Napoli a dì 22 dil passato, -con persone numero 12 milia; et havea lassato in Napoli 2000 persone, -fra le qual el forzo era Sguizari, et non tropo ben in ordene in la -terra et ne li castelli; et come Napolitani chiamavano la Majestà di re -Ferando, et che pochi zorni avanti dil suo partir era zonto galie 8 et -barze 12 franzese molto mal in ordene, armate in Provenza. Et vedendo -venir questa armada, Napolitani si levorono a romor, pensando che fusse -l'armada de Spagna, et comenzono a cridar Ferando! Ferando! Et fonno a -le man con Franzesi et Sguizari, et fonno taiati da zerca 50 a pezi di -l'una et l'altra parte. La qual armada, per quanto el ditto patron me -disse, era venuta per cargar artegliarie et munition de Napoli; el qual -patron havea portà molte lettere et certi homeni da Napoli, li qual in -effetto chiamavano la Majestà di re Ferando. Et ancora come, el zorno -avanti el partir suo da Napoli, era zonto el corrier da Roma, el qual -disea la Majestà dil Re de Franza havea passato Roma con le soe zente -per andar a trovar la Santità dil Papa per esser con lui a parlamento. - -Da ser Ulixes Salvador, Magnifico Zeneral, ho inteso le sottoscritte -nove. Et prima tutto quello che me fo ditto per el sig. Prencipe, -Vicerè et capetanio di l'armata, et a presso come tutti i lochi se -haveano habuti per la Majestà di re Ferando, comenzando da Rezo e -tutte le altre terre et lochi erano presi, hanno levato do bandiere, -una de la Majestà dil Re et Raina de Spagna, l'altra di re Ferando. -Et a presso come la Majestà di re Ferando havea fatto un presente a -Messinesi in perpetuo del trato de carra 50 milia de formento ogni -anno senza alcun pagamento, e tutti Messinesi, per tutto el regno -suo fosseno franchi d'ogni gabella, si de intrada come de insida, -et _e converso_ li Messinesi havea ottenuto nel suo consejo de far -fanti 1000 per mexi 4 a soe spexe a servitio di la Majestà dil ditto -Re, in recuperation del suo Stado. Et ancora me disse el ditto ser -Ulixes, che tutti li baroni de l'ixola haveano hauto comandamento dal -Re et Raina de Spagna de andar in campo con la Majestà de re Ferando, -li qual za erano cavalli numero 1500, fior de zente et benissimo in -ponto, i qual, per quanto lui me disse, esser ubligati a servir per -mexi 4 a soe spexe, et come ditta zente passeranno in la Calavria et -anderanno a trovar el Marchexe de Pescara, et li resterà con lui ne la -Calavria; et come la Majestà dil Re, con li cavalli 1000 che lui tien -et fanti 4000, montarà sopra l'armada per andar verso Napoli; li qual -in effetto za do zorni era per partir, restava _solum_ per el tempo, -et per quanto lui intendeva che, senza alcun dubio, zonta che la fusse -a Napoli, _immediate_ haveranno la terra, perchè tutto homo de Napoli -lo chiamano; et come ditta armada desiderava molto de partir presto, -per poter trovar quella di la Majestà dil Re de Franza, per svalizarla -di le artiglierie et altre robe che i cargava de Napoli. Ancora me -disse come la Majestà di re Alphonso, molto disfavorito et mal visto -da tutti, come disperato et mal contento era partito da Messina con 3 -galie, et andato a Palermo ad habitar a Monreal. Ancora come do galie -era andate a Zenoa per impegnar zoie di la Majestà dil re Ferando; -concludendo tutti li signori et baroni et ogni altra persona, che -alcuna cossa se haveria fatto nè potuto far in recuperation dil Stado -di la Majestà di re Ferando, senza aiuto et voler de la Illustrissima -Signoria nostra; et questo me fo ditto per el signor don Fedrigo, la -Raina et Vicerè et capetanio di l'armada et molti altri signori et -baroni et cittadini, i qual fonno sopra la galia a visitarme nel zonzer -mio a Messina, per modo che fino a hore 4 de notte ne era brigato; -et poi similmente el zorno da poi disnar fino al partir mio, che fo -la sera, molto fo honorado et visitado et carezado da tutti, per nome -di la Vostra Magnificentia. Me partii la sera. La mattina se messe el -vento a siroco, per modo che io ebbi una bona zornada, che è sta quanto -bon tempo ho hauto in questo viazo; per modo che io tegno certo che -quella matina l'armada se levasse da Messina per andar verso Napoli. -Da poi el navegar mio è stato con bonaza fino al zonzer mio qui a -Brandizo. - -De la Magnificentia Vostra, a la qual humilmente mi racomando. - -A presso Brandizo, a dì 15 Zugno 1495. - - -_Questo è il numero di l'armada, capetanio Antonio Grimani, procurator -di San Marco[134]._ - -A dì 26 Zugno da matina zonse uno gripo da Corphù con lettere di Alvise -Sagudino secretario a Costantinopoli de li 26 Mazo, narra come l'armada -dil Turco non era per uscir questo anno fuora, et che 'l feva lavorar -le galie, ma non con quella sollicitudine el faceva per avanti, et -che molti homeni che erano venuti a la Porta per tuor paga et andar -su ditta armada, i quali el Signor li havea licentiati, et havia -fatto vender le farine et biscoti era sta preparadi per ditta armada; -concludendo _pro nunc_ nostri non dubitasse de armada turchesca. Et -che 'l Signor havia inteso che 'l Marchexe de Mantoa havea dà certa -rotta al Re de Franza. _Demum_ che ditto Re havea preso Ravena, et -danizava la Signoria, di la qual cossa molto se doleva. Et mandò per -ditto secretario, et li disse quello havia inteso, et che li dispiaceva -summamente, et che lui offeriva in aiuto nostro 25 milia cavalli et 50 -galie ad ogni richiesta contra questo Re de Franza, et li comesse cussì -scrivesse. - - -_Come el Re de Franza partito di Siena andò a Pisa et Lucca, et quello -fece._ - -El Re de Franza in questo mezo partito di Siena, come ho scritto, venne -a Pogibonzi, loco di Fiorentini, et ivi per li soi fo fatto assà danno -a li habitanti. Et a dì 20 Zugno, prima che 'l Re, intrò in Pisa el -cardinal Samallo, ma non....; ancora intrò in Pisa el Cardinal de Zenoa -et monsignor di Brexa con alcune zente; et questi tre veneno per andar -verso Zenoa come dirò di sotto. Et el Re poi, a hore 20 a dì 20 che fo -el Sabo, intrò in Pisa con grandissimo honor de Pisani; et le soe zente -messe a sacco la caxa dove habitava in Pisa Lucio Malvezo capetanio de -Pisani ivi mandato per el Duca de Milan; questo perchè avanti el Re vi -intrasse, ditto Lucio dubitando di quello li saria intervenuto, venne -col suo meglio che potè ad habitar a uno castello sul Pisano chiamato -Cassino et ivi stete fino el Re partì di Pisa; _tamen_ have danno assà -de questo metter a sacco. Adoncha el Re non volea andar a Fiorenza, et -in questi zorni li mandò a richieder a Fiorentini do cosse: la prima -che li mandasseno in suo soccorso, per augumentar el suo exercito, -Francesco Secco era a loro soldo con homeni d'arme 100; secondo -li dovesseno prestar ducati 30 milia. Et mandò uno so ambassador a -dimandarli li danari, che almanco li desseno ducati X milia, et di -questi danari pagar 200 muli da soma per li soi cariazi. Ma Fiorentini, -fatto loro consegli, risposeno: prima, che non haviano zente da -mandarli, ma che volendo Francesco Secco per soldato de Soa Majestà, -ge lo concederiano; et che danari non havea, et la terra era in gran -bisogno, et manco vi era muli; ma ben pregavano Soa Majestà li volesse -render le sue terre, come la razon et li capitoli voleva. Et poi, per -lettere di 22 da Fiorenza dil zeneral camaldulese a la Signoria, se -intese che Fiorentini havia mandato al Re ditto Francesco Secco con 80 -homeni d'arme; el qual era andato molto volentiera; et che 'l Re pur -voleva li ducati X milia, ma Fiorentini non li voleva dar, pur havia -_etiam_ mandato alcune some, et che a hora che 'l Re era passato senza -venir in Fiorenza nè darli noia, haveano licentiato le zente di la -terra, zoè quelle dil contado, che ritornasseno a loro habitatione; et -che Fiorentini si adherirebono a la liga, si vedesse quella tutta esser -d'un pezo. - -Et el Re, deliberato de starvi poco in Pisa, subito aviò le sue zente -verso Serzana, per vegnir a la volta de Pontremolo; ma in questo mezo -volse prima andar a Lucca, et era openione de molti che a Pisa facesse -cargar li soi cariazi su la soa armata ivi era, et _etiam_ le 8 galie -conzate a Napoli per monsignor di Mompensier vicerè, come per lettere -di Lunardo Anselmi consolo nostro in Napoli date a dì primo Zugno se -intese, et d'indi non si hebbe lettere da lui fin questo zorno, per -esser le vie rote; la qual armada era lì in porto de Pisa. Et per -saper quello è necessario, questo Re, inteso el grande exercito faceva -Venetiani, et passato in Parmesana, el qual saria de persone più de 30 -milia, molto celerava el suo camino per esser a Pontremolo avanti tutto -el campo nostro fusse in ordene, ma non potè esser sì presto che nostri -fonno avanti; qual via volesse tenir non se intendeva, per non esser -oratori nè dil Pontifice, nè di la Signoria, nè de Milano; et essendo -a Serzana poteva far tutte queste vie per andar in loco securo verso -Aste. La prima quella de Zenoa, però che tutta questa cossa consisteva -in haver Zenoesi, li qual fonno fidelissimi a la liga; pur dubitaveno -nostri di la Speza molto, ch'è mia 12 da Serzana. L'altra era una -via in Lucchese, a Castelnuovo et Grafignana, dil Duca di Ferara, per -vegnir in Modenese; la qual via non era molto bona da condur exercito -per li monti assà aspri. L'altra via era una fece el signor Ruberto di -San Severino, quando col signor Ludovico, al presente duca de Milan, -ritornono in Milan, i quali erano in Toscana, andono prima in Lunesana, -poi in Valmagra, e dismontono li monti a la Fraschea sul Tortonese, la -qual via si chiama Monte 100 †, et pol _etiam_ referir a le capane; -ma questa è molto saxosa, arida et angusta, nè si poi passar ditti -monti senza gran pericolo, et _maxime_ a uno monte chiamato....., et a -questa via el Duca de Milan mandò alcuni fanti a certi passi, però che -X fanti sono bastanti a tenir ogni gran exercito. L'altra via è quella -de Pontremolo, et questa elexe el re per la miglior, ch'è lontano -Pontremolo da Pisa mia 60, dove era una forteza che si convegniva -passar per mezo, et el Duca li havea messo a custodia 2000 fanti et soi -comissarii, _etiam_ el conte de Caiazo vi dovea esser, come ho scritto -di sopra, et passato Pontremolo el Re conveniva vegnir mia.... per -monti, fino al descender in uno loco ditto Fornovo, per andar poi su la -via Romea va a Piasenza et in Aste: sopra i qual monti era tutti questi -castelli Berce, Belforte, Petra, Mogliana, Caxego, Tarenzo et Fornovo -vicino a Carona _etiam_ borgo in una valle chiamata la Sporzana; ma -pur qual via volesse far el Re non se intendeva per nostri, _tamen_ per -essere questa de Pontremolo la miglior, el nostro exercito ivi si pose, -alozati a la Gierola, come dirò di sotto. - -Da Bologna lettere di 24 zonte a dì 26, venute in hore 30 per le poste, -notificava aspettavano le zente de Romagna per mandarle in Parmesana, -et _etiam_ la conduta dil Duca de Gandia, et Signor di Rimano, el qual -era in camino et veniva di longo, et che era venuto lì uno ambassador -de Fiorentini a ringratiar Bolognesi et il magnifico Johanne di la -offerta li haveano fatto di aiutarli bisognando, et che esso nostro -secretario era stato a parlamento con ditto Bentivoj insieme con -l'ambassador de Milan, dove se ritrovò questo de Fiorentini; el qual -disse che Fiorentini sarebbeno con la liga vedendo far qual cossa, et -che 'l magnifico Johanne volse ditto nostro secretario parlasse. El -qual disse come la Signoria nostra havia in campo in Parmesana cavalli -X milia et X milia fanti, et li mostrò la lista, et come le zente -de Romagna veniva per esser in uno, et che haveano 1200 stratioti, -dei qual 600 ne era a l'impresa de Novara, et che nostri facevano el -suo dover et più dil dover, et che di brieve harebbono uno campo che -za molti anni in Italia (_non_) era stato el simile. _Item_ haveano -armada di 40 galie, nave etc., et che col Pontifice se havia zente et -provisionadi; concludendo Venetiani fevano quello sempre hanno fatto, -più di quello imprometevano. Le qual parole fo molto accepte a ditto -ambassador, et cussì ritornò a Fiorenza, dove a dì 18 di questo era in -Fiorenza zonto un ambassador dil Pontifice, chiamato Alberto Magalotto, -per exhortarli a non voler dar favor al Re de Franza, et se dovesse -adherir a la liga. _Item_ se intese come per exploratori mandati da -Bologna a Pisa che 'l Re era ancora in Pisa, et voleva venir a Lucca, -non si sapeva qual via volesse tenir, et che Senesi li havia dato -ducati 20 milia, et ivi rimasto monsignor de Linì con 300 lanze, et che -'l Cardinal S. Pietro _in Vincula_ et el Cardinal de Zenoa con Obieto -dal Fiesco doveano andar con zente verso Zenoa, et che za erano venuti -a Serzana, et tramavano acordo con alcuni Zenoesi; _tamen_ non poteno -far nulla, et Zenoesi fonno fermissimi et constanti. - -El campo nostro veramente, passato Po, era alozato in uno loco detto -Fontanelle, dove havevano assà penuria de vittuarie, per la gran -quantità erano, et che sarebbono a li passi avanti el Re venisse a -Pontremolo; et che fin quel zorno di 24 Zugno erano più de X milia -persone, et che 'l Duca non havia fatto proveder de vittuarie, ma -che li havea mandà a dimandar altri 500 fanti per mandar a Zenoa, et -che avanti li havesse dati esso Marchiò Trivixan provedador, volevano -haver dato noticia a la Signoria. Et questa richiesta medema fo fatto -a la Signoria per l'ambassador de Milan, pregando cometesse a li -provedadori, che, bisognandoli zente, li devesse mandar senza altra -dimora. Et cussì a dì 26 ditto per el Consejo de Pregadi li fo scritto -a ditti Provvedadori che, acadendo al duca alcuna cossa, dovesseno -consultar col sig. Governador, sig. Rodolpho, conte Ranuzo, conte -Bernardin et altri principal condutieri insieme col conte di Caiazo, et -senza scriver altro di qui dovesseno far quello deliberavano tra loro, -perchè el bisognava celerità et non metter tempo in queste provisione, -havendo però a mente l'honor et utilità dil stado nostro. - -A dì 26 ditto venne lettere di Elemagna de li nostri oratori al Re de -Romani, date a Vormes a dì 15 dil mexe, notificava la dieta non esser -ancora compida, et che el Re restava per non haver danari de venir in -Italia, ma voleva mandar el Duca de Saxonia con cavalli 2500 et 400 -pedoni, ma che esso Duca dimandava tre cosse: la prima ducati 70 milia -per la sua persona; et che fosse pagà le zente; _item_ fusse assegurado -de rescuoderlo, _casu quo_ fusse preso in battaglia da Franzesi. La -qual cossa el Re volea pur adatar, et cussì stevano in queste pratiche; -ma altro a nui ce bisognava. Et che ancora erano ivi li oratori dil -Re de Scocia, et era venuto novamente uno orator dil Duca di Borbon -cugnato dil Re de Franza, et che el Re considerando che non senza -suspetto di la liga sarebbe stato, si ditto orator havesse dimorato lì -a Vormes, _unde_, aldito quello el dimandava, li dette licentia dovesse -andar via. - -Da Milan di Hieronimo Lion kav. orator nostro continuamente veniva -lettere, come el Duca era di bona voja vedendo li provedimenti faceva -nostri, et che spesso lo veniva a trovar fino a caxa, et di ogni banda -havia bone nove, et era molto aliegro; che 'l nostro campo saria avanti -a Pontremolo cha Franzesi, et che esso ambassador li dete la lista -di le zente sarà in campo; lo qual molto laudò la Signoria, usando -grandissime parole, et con li altri oratori se ritrovava, laudava molto -questa Signoria. Et de campo suo da Vegevene havevano come era zonti -alcuni Elemani o vero Sguizari, i quali prima però passono per Milan, -et che zonti Stratioti lì a Vegevene havea dato gran vigor a le soe -zente, et donde el Duca de Orliens correva tutto el zorno fino vicino a -Vegevene, al presente, ch'è a dì 25, Stratioti se haveano fatto sentir, -che fo el zorno drio zonzesseno a Vegevene, et come per lettere de -Bernardo Contarini se intese che quella mattina montò a cavallo con -li stratioti, et _etiam_ le zente d'arme, per veder se li nemici li -bastava l'animo di vegnir a combatter, et mandato le guarde avanti uno -mio, se scontrono ne li nemici, zoè 40 homeni d'arme, 100 balestrieri, -et tra arzieri et ditta guardia fo a le man con loro, ne preseno -Franzesi tra vivi et feriti numero 26, et morti 9 et 12 cavalli, et -se il resto dil campo li trovava, overo li stratioti, niuno sarebbe -fuziti. Adoncha Franzesi comenzono ad haver contrasto, et ogni zorno -Stratioti feva qual cossa, come dirò di sotto; et con questa vigoria -ditto campo si levò da Vegevene, et venne mia tre più propinquo a li -nemici, in uno loco chiamato Caxuol, a dì 28 di questo, come al suo -loco tutto sarà descritto. - -Ancora da Milan si have come el Pontifice havia dato licentia al -Cardinal Ascanio, fratello dil Duca, potesse venir a Milan, ma che el -Duca, non havendo più bisogno de lui, li scrisse Soa Reverendissima -Signoria facesse quello li pareva, et cussì non venne. - -A Perosa el Pontifice havendo a dì 19 fatto concistorio et terminato -de ritornar a Roma, nè andar a Foligno et Spoliti, sì come voleva -esso Pontifice, ma per la più curta a Roma; et _statim_ 6 Cardinali se -partino; _tamen_ disseno de aspettar Soa Santità propinquo a Roma, per -intrar insieme et farli compagnia. Et a dì 22 a bon'hora con el resto -de Cardinali et oratori el Papa partì da Perosa et venne a Orvieto, -et per lettere di l'ambassador nostro, zonte a dì 25, date a dì 22 et -23 in Orvieto, questo se intese; et come a dì 24 dovevano partir et -andar a Viterbo, et esser ad ogni modo a dì 27 in Roma. _Item_ che 'l -Pontifice havia habuto lettere del suo ambassador andato a Fiorenza, il -tenor di quella dil camaldulense, et cussì havevano risposo Fiorentini -a esso ambassador come fece a nostri; et che 'l Papa havia voluto -esso ambassador nostro cassasse 200 provisionadi, et era restati -_solum_ 320 a custodia di Soa Beatitudine fino a Roma; et che havendo -notificà a Soa Santità la deliberation de romper al Re de Franza, era -molto contento, et li havia ditto come sarebbe bon de tuor in liga re -Ferdinando per remetterlo nel stado, et che di la excomunica non era -tempo di promuover alcuna cossa, fino non fusse zonto a Roma. Ancora -che de lì intendevano el Re havia hauto da Senesi ducati 20 milia, et -era a Pisa, et voleva andar a Lucca per haver danari per dar paga a le -sue zente che li bisognava. - -In questo mezo a Roma seguiva le discordie de Orsini et Colonnesi, et -tra loro se dannizavano; et _accidit_ in questi zorni che Colonnesi -andati a campo a uno castello de Orsini, da li custodi fonno -maltratati, et molti di loro morti, tra i qual uno Julio Porcharo, di -primi di Roma, et uno vicentino valentissimo nel mestier di le arme, -chiamato Mazel Fiochardo, et altri capi per numero X; et cussì confusi -et territi Colonnesi fonno repudiati. I quali non molto da poi tra -loro fenno trieva per alcuni zorni, per adunar le biave di la campagna; -_tamen_ partesani in Roma se occidevano, et li Orsini prosperava assà; -et per questo el Pontifice celerava la soa andata in Roma, per cessar -questa novità. - -A Fiorenza è da saper come el Re de Franza, essendo a Pogibonzi a -dì 18 de questo mexe de Zugno, se partì de Fiorenza fra Hieronimo -da Ferrara nominato di sopra, con zerca 50 soi seguazi, però di boni -de Fiorenza, et andò a trovar el Re, non però con comissione alcuna -di la Signoria soa ma _motu proprio, et causa visitandi regis_. Or, -zonto a San Cassano, visto havea gran seguito, volse quelli licentiar, -ritornasseno in Fiorenza; ma loro non volseno tornar, dicendo erano -venuti a farli compagnia, et cussì zonse a Pogibonzi, et andato a la -presentia dil Re, fo da Soa Majestà visto molto volentieri, et volse -venisse con lui fino a Castel fiorentino, dove conferiteno insieme, et -quello confessò et comunicò di soa mano con gran devotione; et el Re, -in segno di esserli grata la soa venuta, a ciò non tornasse a piedi li -donò el suo muleto picolo, el qual a Napoli tanto li era caro; et cussì -questo frate, tolto licentia, a dì 20 ditto ritornò a Fiorenza, essendo -stato col Re tre zorni. Et el Re venne di longo a Pisa, et Fiorentini -havevano Neri Caponi et li tre altri oratori novi pur a presso esso Re, -i quali, come per una lettera venuta di Fiorenza intesi, exposeno che -l'intrar in Fiorenza era a comando et piacer de Soa Majestà, et sarebbe -ricevuto con quel honor come mai; ma ben era vero havevano fatto di -gran provisioni; et questo perchè Piero de Medici loro ribello era con -Soa Majestà, a ciò non intravenisse alcuna novità, perchè pur havea -molti fautori in quella terra, et che si Piero fusse sta licentiato da -Soa Maiestà, sarebbe cessato tutti questi provedimenti, i quali però -non erano fatti, se non a fin de ben. _Item_ pregavano li fusse reso -Pisa, Piera Santa, Serzana, Serzanello et Livorno, secondo la forma -de li capitoli zurati de observar; ma el Re li respondeva bone parole, -_tamen_ però non li rendeva alcuna cossa. Et ancora non pretermeterò de -scriver questo, _licet_ qui non sia il suo loco, seguendo i tempi de -la historia: come monsignor di Arzenton el qual, come scrissi, stete -a Fiorenza alcuni zorni, et partito per andar dal Re era a Siena, -intendendo el Re andava a Pisa, et li soi cariazi da alcuni villani fo -presi et tolti; et inteso questo, Fiorentini li mandono driedo zente, -et quelli ricuperono, et preso quelli haveano comesso tal cossa, et -remandono ditti cariazi a esso monsignor di Arzenton, notificandoli -quello era sta fatto non esser sta di voler loro; et cussì Arzenton -rehebbe li so cariazi. Et a Fiorenza preparavano, a dì 28 de questo, -de far el so consiglio, et elezer nova Signoria, per novo modo nè mai -più usato, nè sapevano quelli dovesse esser, perchè fevano a sorte -electione, poi ballotavano, et li eletti di sotto saranno descripti, -a ciò in ogni tempo se veda li primi. Et a dì 23 dil mexe, fo la -vizilia di San Zuane Baptista protetor de Fiorentini, nel qual zorno in -Fiorenza si suol zostrar et far gran feste; or vedendo loro che Monte -Pulzano se teniva pur per Senesi, et che 'l Re non havia voluto fargela -render, mandono certe zente a recuperarla, zoè Francesco Secco, conte -Ranuzo de Marzano, Hercules Bentivoj con loro condute, et alcuni fanti; -et se messeno a campo. Et in questo zorno andati certi fanti per far -corsa, zoè dar el guasto a le campagne, a ciò se dovesseno render, non -volendo patir el danno; ma in Monte Pulzano era un capetanio di Senesi, -chiamato Zuan Savello romano, el qual havia 200 cavalli di conduta, -et venne fuora di la terra; et quelli fanti fense di recularsi et -fuzir, et loro li veniva seguendo, _unde_ vi sopravenne zente dil campo -preditto de Fiorentini, et fonno a le man con Senesi, et fo preso ditto -Zuan Savello da uno Francesco Gerardi fiorentino de soa man, et menato -in campo, presi et morti assà di una parte et l'altra, et _etiam_ -qualche Franzese militavano per Senesi. Hor era comissario in campo de -Fiorentini Gulielmo Pazi, et cussì ditto capetanio con alcuni presoni -fonno mandati a Fiorenza. Et el duca de Urbin dovea venir in campo -per rehaver al tutto quella terra, la qual li habitanti se difendevano -gaiardamente per Senesi, et pur el campo vi stete alcuni zorni, ma non -poteno far nulla; et pigliono l'impresa de recuperar Pisa. Et voglio -qui notar uno capitolo di una lettera scritta in questi giorni a -Venetia per uno Fiorentino. Nui siamo a campo a Monte Pulzano, habiamo -stretto, habiamo preso lo capitano, fin pochi giorni sentirete el -botto; si aderisseno a la liga, ha tropo vicino el lupo; si si scoterà, -si scoprirano li agnelli; ancor non è posto el barzello nè pichiata la -campana; tal si trova in stato, che fin poco haranno carestia di bon -partito. - -Fiorentini con el Re _intrinsece_ haveano grande odio, benchè non -mostrasseno perchè non era tempo; et havea gran ragione, perchè -lui havea visto quella Republica bellissima, et tuttavia al Zeneral -camaldulense, _nomine Venetorum_ ivi, deva bone parole; ma meglio -per loro sarebbono stato li fatti. Et el zeneral de Bertagna era lì -in Fiorenza per nome dil Re, in questi zorni si partite, et andò a -trovar el Re, _adeo_ al presente non vi resta più Franzese in Fiorenza, -_tamen_ poi ne venne uno altro chiamato Monsignor... - -Piero veramente de Medici rimase a Siena quando el Re partì per Pisa, -et poi fo divolgato tornato a Brazano, et la soa facoltà era venduta -ogni zorno per Fiorentini. - -A Bologna el magnifico Johanne faceva molte provisione sì de zente -_quam_ de mandar exploratori a Pisa a inquerir li progressi dil Re, et -so fiul Hannibal benissimo in ordene, fece la mostra a Bologna, dove -vi era Antonio Vincivera secretario nostro, et l'orator de Milan, et -lui sopra uno cao di lanza con le barde con San Marchi etc. cridando -Marco! Marco!, et benchè havesse _etiam_ soldo dil Duca de Milan, -pur non haveva troppo bissoni. Et fece una polita mostra; et a dì 27 -se partì, et venne in Modenese, poi in Parmesana, dove era el nostro -campo, et zonze a tempo de operarse ne la bataglia; et parte di le -zente erano a Ravena _etiam_ zonse lì a Bologna, et venne de longo in -campo, menate per Piero Donado _tunc_ camerlengo di Ravena. _Item_ se -intese per lettere dil secretario nostro, come l'ambassador de Milan -havia scritti mille fanti, et li dava tre fiorini per uno al mese, -che son ducati do e mezo nostri, et che li 2000 fanti la Signoria -li havia comesso dovesse far, non havia ancora principiato a farli, -perchè voleva prima Milan fusse fornito, et più lui era certo haver el -fior di la zente, et che ivi ne era gran quantità, et in do zorni li -compirebbe di far. _Item_ che zerca 50 Sguizari, di quelli era cum el -Re a Pisa, havendo nostri modo de desviarli, pur per via de Bologna se -partino dal Re, et veneno in campo nostro a tuor soldo; i quali fonno -_benigne_ ricevuti, et ancora speravano ne vegnirebbe; et che alcuni -esploratori erano tornati referivano come la Domenega, a dì 21 Zugno, -essendo el Re a Pisa a vespero ne la chiesa principal, udite certe voce -che cridava Misericordia! Misericordia! _Unde_ el Re domandò ad alcuni -quello voleva dir questo. Li fo risposto erano Pisani che non volevano -più tornar sotto Fiorentini, ma restar in libertà. Et el Re messe la -man a la testa sul capello, dicendo: Sora la mia corona, state Pisani -di bona voja, che vi prometto et zuro di mantenervi in libertà, et -lasserove qui zente a custodia et difensione vostra. Per le qual parole -tutto quel populo si ralegrò et molto ringratiò Soa Majestà, cridando: -Viva! Viva el Re de Franza! Et tutto quel zorno feceno feste de balli -et soni di campane assà. Et che in quel zorno el Re mandò a dir a -Fiorentini non se pensasseno de haver Pisa.... venir a Lucca, et che -Luchesi lo aspettavano con grande jubilo, benchè si judicava volesse -danari da loro, non li havendo ancora resi li ducati X milia have -quando da prima vi fue; et che le sue zente, parte erano andate verso -la Speza con el cardinal S. Piero _in Vincula_ et Felipo monsignor, zoè -monsignor di Bressa a sopraveder quelle cosse, et tramaveno de redur -Zenoesi con loro, li qual havendo, sarebbe sicuro de poter ritornar in -Franza; et parte _etiam_ di le zente era aviate verso Pontremolo, che -è una forteza dil Duca de Milan fortissima. Et è da saper che 4 forteze -ha il Duca preditto su quatro passi molto forte, zoè Trezo, Picigoton, -Rebecho et Pontremolo. Et questo passo el Re molto desiderava haver, -et però havia celerado molto el suo camin di Roma in qua; ma poi, -intendendo l'exercito nostro era passato Po et redutto a Gierola in -Parmesana, alquanto stete sopra de sè, et tentò de haver el passo da -Zenoesi; non restando _etiam_ de haver questo, come lo hebbe, qual di -sotto sarà scritto. - -Da Zenoa lettere di 24 drizate al Duca de Milan, come erano più -constanti che mai, et che era necessario provisione preste et mandar -fanti ad alcuni passi a la Riviera de Levante, dove pur ne era -qualche dubitatione, perchè tutta quella Riviera era partesani di -caxa Fregosa; et che era venuto uno araldo dil Re de Franza a dirli -come el Re era loro amico, et che per l'amicitia havevano, li voleva -far rehaver Serzana et Serzanello, che furon soi, che Soa Majestà se -ritrovava haver ne le mano tolti da Fiorentini, et assà altre parole, -concludendo de haver el passo. Et che el Re mandava in Zenoa tre soi -ambassadori, i quali erano a Serzana za in camino, i quali era certo -sarebono accepti a quella comunità, zoè il reverendissimo Cardinal San -Piero _in Vincula_ el cardinal de Zenoa di caxa Fregosa, et Obieto dal -Fiesco prothonotario, do Zenoesi et uno di Savona, et verebono a tratar -cosse in benefitio di quella communità. Ma Agustin Adorno governador -scrisse al Duca quello voleva li rispondesse; et el Duca subito mandò -a dimandar el voler di la Signoria; et cussì li fo rescritto che per -niente non volesse acettar ditti ambassadori per esser Zenoesi, et che -mandasse a dir al Re, si piaceva a Soa Majestà de mandarli oratori, -vi mandasse Franzesi, et non Zenoesi, i quali sarebono ben visti, -confortando esso Governador et Zenoesi in la fede promessa, et non si -acordar per niun pato con Franzesi. Et è da judicar li fusse promesso -per la liga di farli rehaver li suoi luoghi, si _de jure_ li vegnivano, -compita questa guerra. Et Zorzi Negro nostro secretario era a Milan, -ricevuto el mandato de andar a Zenoa _nomine Dominii_, a dì 24 ditto -se partì de Milan, et andò a Zenoa, dove fu _honorifice_ ricevuto, come -dirò poi. - -Domente in queste parte tal cosse seguine, a dì 28 Zugno zonse lettere -di Lunardo di Anselmi consolo nostro a Napoli, di 11, 12, 13 et 14 di -l'instante, narava come in Napoli seguiva ogni zorno assà rumori et -custion (_questioni, baruffe_), et se trovava Franzesi morti per la -terra da Napolitani, cussì a hora era el contrario; et che volendo el -Vicerè armar certe galie lì in Napoli, essendo sul molo Napolitani, -si messeno in arme et amazò alcuni Franzesi, et che non desideravano -altro cha che zonzesse l'armada di re Ferando ivi con la sua persona, -la qual di brieve se dovea partir di Sicilia et venir de lì, et che era -certo Napolitani li receveriano con grande piacer. _Item_ come l'armada -franzese, zoè 8 galie, fuste et brigantini, zerca numero di vele XV, la -qual fo quella zonse per avanti a Pisa, armata in Provenza et venuta a -Napoli, tolto in conserva alcune galie lì a Napoli, era in quelli zorni -partita per andar a tuor Yschia; ma li custodi virilmente se haveano -difeso, et fo necessario la ritornasse a Napoli; et che una barza di -re Ferando era passata in mezo di ditta armada, dimostrando non se -curar; et Franzesi non have animo o vero modi di darli fastidio: ma -che scompagnò una galeaza franzese carga de artiglierie un pezo fuora -de Napoli et de quelli scogli, et la lassò andar al so viazo; ma ditta -armada da poi se partì de Napoli, et venne a Pisa, sì come ho scritto -di sopra. - -Da Ferrara ogni zorno veniva lettere dal Vicedomino nostro, non però -molto da conto, _imo_ piene de busie dicevano Ferraresi, et pur el -Duca mostrava de dolerse de portamenti de Franzesi. Don Alphonso era -andato a Milan, et le sue zente in campo nostro in Parmesana, zoè -dal conte de Caiazo, per esser soldato dil Duca, et la soa persona el -Duca non volse vi mandasse, ma lo ritene a presso di lui a Milan in -castello. Et è da saper che esso duca de Milan, havendo cussì abuto da -la Signoria, scrisse al Duca de Ferrara suo suocero, che 'l vardasse -in tanto pericolo de non dar passo a Franzesi nè alcun aiuto, perchè -pur l'intendeva el Re voleva vegnir a la volta de Modenese sotto el so -dominio. Ma el Duca li promesse, _non solum_ de non dar passo, ma esser -sempre _cum_ la liga ubidientissimo, et cussì prometteva de far. - -Da Milan lettere a dì 27 che 'l suo campo ancora non era partito de -Vegevene, ma vedendose a hora più potenti de li nemici, essendo zonto -alcuni Elemani et Stratioti 660 con Bernardo Contarini, volevano andar -ad alozar mia 3 propinquo al campo nemico, et di breve esser a le man; -et andati 50 cavalli de homeni d'arme con 50 Stratioti a sopraveder -dove el campo se dovea alozar, et Stratioti desiderava pur de veder -Franzesi et provarli che homeni erano; et che do fradelli de Piero -Busichio capetanio de Stratioti, i quali erano assà ben a cavallo, -andeno più ben verso li nemici, i quali erano montati a cavallo, una -parte, zoè 17 Franzesi, li veneno contra, et erano venuti fora de -li stecadi, et questi do soli Stratioti dete dentro, et quelli 17 -investite, _adeo_ che li separano, et a la prima ne hebeno amazati -do, et do menò vivi in campo, li altri fuziteno in li stecadi. Per la -qual cossa el signor Galeazo capetanio con Bernardo Contarini et altri -conduttieri volse examinar ditti Franzesi vivi, per intender come stava -el campo nemico; et inteso el tutto, et dove stavano le scolte, donato -el ducato per testa a li do Stratioti, el zorno drio, fo a dì 25, parte -di queste zente de Milan si messe in ordene per andar a scaramuzar, -et Bernardo Contarini montò a cavallo con alcuni Stratioti, et si -aviono verso i nemici; et Franzesi veneno parte fuora a scaramuzar, et -Stratioti se andò a imboscar et dete in mezo, et ne amazono 9, presi -zerca 30 vivi, li quali li menò in campo; la qual baruffa _etiam_ ho -scritto di sopra. Ma occorse che uno Stratioto, fiul di Piero Busichio -sopra nominato, corendo contra i nemici, non potendo retenir el -cavallo, fo portado fino ne li stecadi, et quello fusse de lui seguito -non se intese; benchè speravano, non essendo sta amazato in quella -furia, di rehaverlo per contracambio di qualche uno di questi Franzesi -presi, come fo, che deteno certi Franzesi per haver questo Stratioto. -Et el Duca, intendendo tal nuove, havea grande piacer, et ordinò fusse -dato a loro regalia in campo a ditti Stratioti; et pur esso Duca non se -partiva de Milan, ma feva ogni provision adherendose sempre a li voleri -di la Signoria nostra, temendo però molto de non perder el Stado. - -A dì 27 in Venetia morite Antonio Triumpho ambassador dil Marchexe -de Mantoa, essendo stato zorni 12 amalato di dolor colici. Questo -era stato 5 anni orator a questa Signoria, et per honorar chi esso -rapresentava, el qual era nostro Governator in campo, li fo dato -solenne exequie in chiesia di la Charità, et el corpo poi fo mandato -in Mantoa, dove fo sepelito. Et el Marchexe non molto da poi vi mandò -uno altro per suo ambassador a star in questa terra, chiamato Zorzi -Brognolo. - -In questo zorno venne lettere da Viterbo da l'orator nostro, date a dì -25, narra come a dì 24 el Pontefice se partì da matina da Orvieto, et -in quel zorno era ivi zonto; et che a dì 27, sì come havia deliberato, -voleva intrar in Roma, et che esso ambassador anderia avanti, per -poter venir contra Soa Beatitudine; et che Romani lo aspettavano con -desiderio; et che di le censure el Pontefice diceva non era tempo. Di -progressi dil Re poco intendevano, et manco di le cosse di Napoli. Et -per el Senato li fo scritto, zonto el Papa a Roma, cazasse el resto di -provisionadi, non havendo più bisogno; et dette licentia a Francesco -Grasso loro capo, el qual a dì 4 Luio di Roma partite per qui. - -In questi zorni zonse in questa terra uno messo di Beatrice raina che -fo di Hongaria, muger di re Matthias et sorella di re Alphonso di -Napoli; la qual al presente, da poi la morte dil marito, habita in -Ystrigonia terra in Hongaria con suo nepote Cardinal, fiul dil Duca -de Ferrara, el qual è di ditta città episcopo, nominato di sopra. Et -questa ha _annuatim_ da questo Ladislao re di Boemia et Hongaria, -successo nel regno da poi la morte dil marito, la sua provisione. -Hor ditto messo menò con sè bellissimi cavalli di pelo baio, i quelli -essa Raina mandava a donar a Napoli a suo fratello Re, non sapendo che -dil regno era privato; et _etiam_ fo divolgato li mandava ducati 30 -milia d'oro. Et zonto che fo questo messo quivi, parlato con l'orator -napolitano qual via havesse a far, a dì 23 Zugno montò a cavallo, et -andò per Rialto a San Marco, per dimostrar a la terra la bellezza -de ditti cavalli; et si faceva menar do cavalli a man, coperti di -una cossa havia el pelo assà lungo, poi lui homo mostrava di qualche -condition, hongaro, et la sua fameglia driedo con lanze et banderuole, -che fò assa' bel veder. Et cussì havendo l'ambassador de Napoli fanti -300 per mandar in Puia, tolto una caravella, a dì ditto montò li ditti -fanti, contestabele uno Anzolo Romano et Domino Thomasio Spinelli -fratello di l'ambassador medemo, et questo messo di Hongaria con li -cavalli: et verso Brandizo navigono; poi che si fusse et che seguisse, -ignoro. - -Di campo veniva lettere continuamente, notificando a la Signoria -ogni loro progresso. Et a dì 25, a hore 23 zonse in campo Luca Pisani -Provedador zeneral designato, insieme con Marchiò Trivixan, el qual -stete a zonzervi, da poi partito de qui, zorni 9. Et el campo nostro -era posto mia 4 vicino a Parma, chiamato Ponte di Tharo, essendosi -levato di Ponte di Lenzo, et quivi venuto l'exercito ad alozar, et qui -trovò el conte de Caiazo, governador di le zente dil Duca de Milan, -le qual erano pochissime. Et avendo mandato li Provedadori de andar -di lungo verso Pontremolo col campo, parse al Marchexe de Mantoa -nostro governador zeneral di non andarvi, per bon rispetto, el qual -di sotto sarà scritto. Et cussì scrisseno a dì 25 ditto, a hore 4, -ditte lettere al Senato, dove erano messi col campo, et che in quel -zorno essendo stati a parlamento con el conte de Caiazo, quello era -partito per andar a custodia de Pontremolo, dove intendevano el Re -havia mandà a sopraveder quel passo, el qual, per quanto se divulgava, -era ben custodito. Ma questo non andar di longo di le zente, havendo -passà Po, parse molto di novo a tutta la terra nostra, et dette molto -da suspectar falsa materia, ma tutto era a bon fine, per non andar a -metter tanto exercito tra monti, dove non si havesse potuto operar. -Et a dì 25 fo Consiglio di Dieci, 26, 27, 28, 29 et 30 fo Pregadi, -consulendo a quello era di bisogno. Et a dì 27 da matina venne lettere -di campo di 26, date pur al ponte de Tharo, come el conte de Caiazo -da Pontremolo havia mandato a dimandar in campo li fusse mandato -1000 fanti; et questo perchè ivi fusse bona custodia, perchè quelli -fanti erano prima comenzavano a partirse, et che dovendo venir lì -l'antiguarda dil Re, dubitava Franzesi non havesse quella fortezza, et -che li haveano mandati. _Item_ come in quella matina era sta preso, -per nostri, tre sacerdoti et uno layco vestiti a modo pellegrini, i -quali disevano vegniva de Roma, andati per expeditione di certe bolle, -et fonno examinati, et cognosceteno chiaro erano preti, et dubitavano -non fusse spioni dil Re: questo perchè certi nostri balestrieri diceva -aver cognosciuto uno di ditti sacerdoti balestrier a cavalo dil Re de -Franza, et havealo dispogliato verso Ravena, in principio de questa -guerra, quando el Re andava in Reame; ma che erano sta licentiati, -non essendo spioni come parse a li Provedadori, et andono al suo -viazo. _Item_ che aspettavano li Sguizari erano a Ponte Vigo et -venivano in campo. Et cussì poco lontano era Piero Duodo provedador -con li Stratioti, et anche la zente de Romagna, le qual con desiderio -aspettavano a ciò el campo fosse più grosso. _Item_ come questa notte a -l'alba se dovevano levar col campo et andar verso Fornovo, al principio -di monti, mia 20 lontan di Pontremolo; _tamen_ non si levono. Queste -lettere di campo dette a pensar a nostri, et tutti erano di malavoia, -dubitando per le parole dil conte di Caiazo, che Pontremolo non si -perdesse facilmente, che prima diceva era passo, volendosi tenir, -inexpugnabile. Et el zorno drio, a dì 28 venne lettere, ditto passo -ancora si teniva, le qual lettere fo di 27, date pur al ponte de Thar -vicino a Parma mia 4. Et per quelle se intese come la notte passata, -dormendo li Provedadori, veneli al letto domino Phebo di Gonzaga -cuxin dil Governador, dicendo come Franzesi havia habuto Pontremolo, -et che el Marchexe era de opinion de non si levar de lì, come haveano -messo l'ordene de levarse la mattina, si pareva però questo a ditti -Provedadori: et questo perchè, andando col campo a Fornovo, sariano -mia XV distanti da li nemici, et buono sarebbe aspettar de ingrossarse -con le zente de Romagna, Stratioti, Sguizari, et altri mancavano; et -cussì deliberorono non si levar. Et la matina poi venne el conte de -Caiazo con Francesco Bernardin Visconte comissario dil Duca de Milan -da li Provedadori, domandando altri 300 fanti per fornir i soi luogi, -et cussì fin qui ne ha habuto 1300, et li Provedadori vedendo el tempo -non esser de dimorar, in quella matina spazono molti cavalieri per -diverse vie, ai qual concesseno che tutte le zente trovaveno per via -li dovesse far comandamento da parte di la Serenissima Signoria et -soa, che dovesseno non dimorar ma cavalcar in campo; con una lettera -averta cometeva questo, et che li Stratioti erano zonti in campo in -quel zorno, et che intendevano Hanibal Bentivoi veniva in campo era -mia 20 lontano, et doman lo aspettavano con desiderio, et cussì quelli -de Ravena, zoè el conte Carlo di Pian di Meleto, Talian da Carpi et -Anzolo Francesco da Santo Anzolo; al qual per la Signoria in questi -zorni li fu cressuto fino al numero de 100 cavalli; _etiam_ aspettavano -Sonzin Benzon, Zuan del Drivandim, Zuan Griego et altri cavalli lizieri -erano stati a Perosa col Pontifice; et che era zonto certe carete de -artiglierie, però che di Verona et di Brexa fo ordinato fusse mandato -carete de artiglierie in campo. - -Intendendo tal cosse, Venetiani non cessavano de consultar; et in -questo zorno mandono danari in campo per dar paga a le zente di -Ravena, le qual in campo andò senza haver danari avanti se partisseno, -dimostrando la fede portavano a la Signoria, et che non era tempo de -dimorar a far mostra, essendo el Re sì propinquo. Et è da saper che -nostri erano su gran spexa da terra, oltra l'armada era in mar, sì -a Brandizo _quam_ in Arcipelago; et el campo voleva al mexe, oltra -l'ordinario di le Camere, ducati 60 milia; et za haveano trovati et con -bel modo, senza danno di la terra, danari per tegnir l'exercito tutto -el mese de Avosto senza metter altre decime, et questo per li 8 milia -ducati di la provision nova a la Camera di imprestidi; et oltra li -ducati 50 milia primi dil Monte nuovo, ne tolseno per altri 30 milia, -et con grandissima pressa _etiam_ questi ultimi, _licet_ fusse senza -don, in tre zorni fo compito de depositar a le Cazude. Li debitori di -la Signoria per tutti li officii erano solicitadi a pagar, et _maxime_ -quelli di le Cazude, sì de Monte nuovo _quam_ vecchio, et le decime -dil clero li governadori di le intrade scuodevano; quelli erano a le -casse de li 8 officii hanno dacii, erano solicitadi da la Signoria -a scuoder, _licet_ per queste guere la terra era quasi suspesa, et -_in magnum quid_: li qual dacii sono questi: Dacio del vin, Tavola de -l'intrada, Tavola di l'insida, Messettaria, Ternaria vecchia, Ternaria -nova, Justitia nova et Beccarie; li qual dacii hanno de intrada a -l'anno sottosora ducati......; sì che per questo si puol conjecturar -la magnanimità de Venetia. Oltra de questo fo mandato ducati 7000 a -Bologna a Antonio Vincivera secretario nostro, a ciò facesse li 2000 -fanti; artiglierie di l'arsenal per Po fo mandate in campo, schiopeti, -spingardi et passavolanti; benchè le nostre artigliarie traze ballote -di piombo, et quelle di Franzesi traze ballote di ferro, et sono -passavolanti assà longi. - -Adoncha Franzesi, sì come ho scritto, a dì 26 Zugno introno in -Pontremolo senza haver alcun contrasto. El modo fo, che intendendo -li custodi el Re col suo exercito havia habuto S. Stefano, loco pur -dil Duca de Milan vicino a Serzana, et che alcuni Franzesi veniva -verso Pontremolo, alcuni fanti ussite per scaramuzar con loro, ma -inteso erano 2000, havendo paura che quelli habitanti ne li monti -signorizava Pontremolo, ch'è posto il passo in una valle, cridava: -Franza! Franza! deliberorono partirse, et lassar quel passo a Franzesi, -et loro venir a la fin de monti a uno altro passo chiamato Fornovo, et -lì fortificarse, ch'è mia 20 di Pontremolo, et 9 dove era el nostro -campo; et quivi el conte de Caiazo con le soe zente stete con 1000 -cavalli et 200 fanti, benchè a nostri fusse scritto da Milan ivi era 30 -squadre et 5000 fanti. Ma parse al Governador de mandar a custodia de -quel passo de Fornovo, et a li Provedadori, Piero Schiavo contestabele -con 3 altri contestabeli con 3000 fanti; el qual, sì come scrissi di -sopra, dovea andar a li 26 a custodia di la Speza in la Riviera di -Zenoa, mia 30 dil ponte di Thar dove era el campo nostro. Ma mentre -era in camino, acadete che Franzesi haveno ditta Speza da Zenoesi -tenivano da li Fregosi, _pacifice_; i quali, vedendose potenti più -de li Adorni, con lo aiuto di Franzesi scaziati li custodi era per -il Duca messi, levono le insegne de Franza et feceno gran comotione -et novità in quella Riviera, come dirò di sotto. Or, inteso questo, -li nostri fanti vi andava....; et Franzesi non _solum_ la Speza ma -molti castelletti de quella Riviera de Levante oteneno, per causa di -le parte de zentilhomeni Capellazi, et populo. Questa nova di la Speza -zonse a Venetia la verità a dì 28 ditto da matina, benchè prima nostri -ne dubitasse molto, per le lettere viste quatro zorni avanti, scritte -al Duca de Milan per el governador de Zenoa, che ditta Riviera era -in manifesto pericolo se non se li se provedeva in mandar fanterie; -_tamen_ che lui a Zenoa se defenderia. Et in questo medemo zorno -_etiam_ se intese de Pontremolo. Adoncha a dì 26 di questo Franzesi -otteneno do passi, quel de Pontremolo et quello di la Speza senza -combatter, a loro molto necessarii et, _ut dicam_, la chiave de Italia: -quel di la Speza per haver l'adito di far voltar Zenoa: et questo per -tornar in Aste, et conzonzersi col campo dil Duca de Orliens, et dar -fastidio al stado de Milan. Questa forteza di Pontremolo dette molto -da pensar a nostri, et li padri de Collegio stette assà de malavoia. -El Prencipe pur era amalato, et per queste cative nove più li cresceva -el mal; et tanto più dolse a nostri, quanto per poca cura era perso -ditto passo; et el Duca scriveva esser cossa inexpugnabele, et vi -havia messo bona custodia, et che non si temesse; _tamen_ veteno -(videro) la experientia al contrario, et la pusilanimità de li custodi, -havendovi voluto mandarvi in la fortezza uno nostro patricio, et meglio -sarebbe stato; et per questo erano in gran pensier. Et a dì 30 Zugno -nel Consejo di Pregadi feceno molte provision, et scritto lettere in -diverse parte, et fo comandato gran credenze, et più di l'usato, _adeo_ -non volevano dir si Pontremolo era perso; et preseno de mandar danari -in Dalmatia per far zente, et far altri 2000 cavalli de Stratioti, -però che in Stratioti havevano gran speranza et fede; et scrisseno in -campo dovesse haver gran diligentia di non si apizar con Franzesi, et -solicitasseno, le zente vi veniva, venisse. - -Ma el Re de Franza in questo mezo, a dì 22 Zugno intrò in Lucca, -ricevuto con grande honor da quella comunità, sì come a la prima -feceno, et atendeva pur di far voltar Zenoa, e far trame occulte, come -è da judicar facesse. Poi venne a Pietra Santa, demum a Serzana; et -essendo la sua persona lì, mia 12 da Pontremolo, le soe zente have -San Stefano, loco del Duca de Milan, et _etiam_ Pontremolo, come ho -scritto; dove li Sguizari fece gran crudeltà, qual scriverò di sotto -et per che cagione. Et pur ancora non se sapeva el certo, qual via -volesse tenir, o venir contra el nostro exercito o andar per la via de -la Speza. Et cussì _etiam_ Franzesi stavano tra loro a consultar _quid -fiendum_, havendo con lui Zuan Jacomo di Traulzi et Francesco Secco -degni capitani italiani, li quali menava con lui in Aste per privar -Italia di tal homeni. Et el Re mandò uno suo ambassador a Bologna, el -qual zonse a dì 27 da sera; et la mattina ebbe audientia. El qual, da -parte dil suo Re dimandò al magnifico Johanne Bentivoj conseglio, che -via dovesse far Soa Majestà per ritornar in Franza, però che Zenoesi -non li voleva dar el passo. Li rispose che per Lombardia non bisognava -Soa Majestà passasse, perchè coreva pericolo di esser taiato a pezzi, -come era la verità; notificandoli el grande exercito havia la Signoria -in campagna in Parmesana. Et ditto messo rimase assà sora de sè, et -poi li disse che 'l Re venisse _amicabiliter_ a dimandar passo a la -Illustrissima Signoria et al Duca de Milan, li quali per soa benignità -li concederia, volendo ritornar in Franza et non far novità in Italia -più; et che pur volendo passar per forza, la soa miglior via era quella -de Zenoa. Et habuto tal risposta, ditto orator ritornò al suo Re. Et -questo se intese per lettere dil nostro secretario in Bologna a dì 29 -ditto da matina in questa terra. - -Da Milan lettere di 28 et 29 ditto da matina, come el Duca molto si -havia dolso dil perder di Pontremolo; et di campo, che volendo Franzesi -di Novara far uno certo ponte sopra un'acqua per poter haver vituarie, -uno fiul fo di Zuan Piero dal Bergomino, capetanio di fanti, insieme -con alcune altre zente paesane, ivi era andato et scazò Franzesi di tal -opera, disfacendo el ponte, et menò via le burchiele, sì che Novaresi -et quelli stavano dentro patirono assà, non sperando haver vittuarie -da altro loco che di Verzei, et altre terre dil Duca di Savoia, et che -mandava madona Beatrice duchessa moglie dil Duca, era partita lei sola -senza el marito, in compagnia de molte donne di castello de Milan, et -andata a Vegevene, essendo prima andata per la terra de Milan con gran -pompa, _tamen_ era mal vista da ogni uno, per l'odio haveano a suo -marito, el qual stava in castello et lì faceva li soi provedimenti, con -bona custodia di la persona soa, et molto dimostrava amar la Signoria. -Or che ditta Madona era andata in campo, el qual era lì a Vegevene -a dì 27 ditto, et zonse a hore 2 con alcuni comessarii dil Duca, sì -per sopraveder le cosse, _quam_ per inanimar el capitan suo facesse -qual cossa. _Item_ che intendeva che a Novara Opizin Cazabianco et el -Negro et li altri primarii cittadini che fonno causa di dar Novara a -Franzesi, dubitando el Duca di Orliens non se acordasse con Milan, era -andati, col suo miglior poteno portar, ad habitar a Verzei, et era per -numero zerca 50; et questo era signal consideravano _nunquam_ el Duca -di Orliens poteva tenir quella terra, et dubitavano di la vita loro. -Et per lettere di Bernardo Contarini sora i Stratioti se intese che -a dì 28, a hore 12, di comandamento dil Duca et hora astrologica, col -campo si levò da Vegevene et venne mia 4 ad alozar in uno loco chiamato -Caxolo. Et come fonno partiti di Vegevene tutto el campo in ordene -mia uno lontano, fo posto el campo come havesse a far fatto d'arme, -zoè partino le zente d'arme in cinque squadroni: le fanterie elemane -inanzi, le fanterie italiane a drieto, cavalli lizieri et balestrieri, -et da uno canto li Stratioti, et dall'altro ditti cavalli lizieri; di -qual fo fatto do ale a le zente d'arme; et che la Duchessa volse venir -a veder l'ordene dil campo, et poi lei ritornò a Vegevene, et el campo -venne di longo ad alozarsi a Caxuol. Et el numero di le zente sì de -Milan _quam_ de inimici, di sotto sarà scritto. Et alozato che fo el -campo, Bernardo Contarini mandò alcuni Stratioti a discoprir le guardie -dei nemici, insieme con certi thodeschi, et corseno fino su le porte, -et lontan li do alozamenti mia 3, preseno 9 pedoni che trovono et uno -homo d'arme franzese, et ne amazono tre pedoni, et ritornò in campo. -Et quella matina seguente, fo a dì 29, andò 25 Stratioti verso uno -castello chiamato Villanova, lontan da Caxuol mia 4, el qual Franzesi -lo teniva, et presentati ditti Stratioti con uno balestrier dil Duca -per guida, li fanti erano dentro per numero 12 si deteno, salvo l'haver -et le persone, et Stratioti introno dentro. Et poi per el capetanio, -inteso questo, qui fo messa custodia, laudando molto la probità de -Stratioti. Et in questo zorno poi, intendendo Franzesi erano messi in -fuga, et haveano abbandonato do lochi, zoè Cerano et Tracano, castelli -dil Duca de Milan per loro aquistati, li Stratioti montò a cavallo -con li cavalli lizieri italiani, et corendo mia 4 introno dentro ditti -castelli, dove fo lassato per Bernardo Contarini 200 Stratioti et molti -pedoni a custodia, et el resto de Stratioti corseno fin su le porte de -Novara, et non trovò niuno, però che i nemici erano reduti in la terra; -et cussì ritornono in campo, dove fo terminato la matina levarse col -campo, et andar alozar a Trecano, lontan de Novara mia 3, per poter -meglio far correr ogni zorno fino sule.... - -Or qui scriverò la conditione di campi, sì come fo mandato a la -Signoria. - - -_Zente d'arme le qual se atrova nel campo dil Duca de Milan a l'impresa -de Novara[135]._ - -_Zente dil Duca di Orliens in campo[136]._ - -A dì primo Luio venne lettere di Roma di 27 Zugno di sabato, nel qual -zorno el Pontifice intrò dentro Roma con grandissimo triumpho, a hore -22, però che fonno coperte le strade dove el passava de panni, fatto -soleri con feste; et molti cardinali che erano intrati el zorno avanti, -et cussì Hieronimo Zorzi kav. orator nostro, el qual el venere _etiam_ -era intrato, tutti ussiteno fuora per venir a honorar Soa Beatitudine, -et cussì esso Pontifice con XXI cardinali et assaissimi episcopi et -li oratori ritornò in Roma, essendo stato fuora zorni... perchè a -dì... Mazo se partì, et a dì 27 Zugno ritornò, et Romani fonno molto -aliegri che la corte fusse tornata. Et in quella sera l'orator nostro -spazò lettere a la Signoria notificando questa tornata, et come a -dì 18 de l'instante in Gaeta el popolo et zentilhomeni erano stati a -remor, et questo per causa di certa novità voleva far Franzesi, zoè -di metter angarie ivi _praeter solitum_ al populo, et li zentilhomeni -consentiva. Or adunato esso populo in uno, si messeno in arme et deteno -driedo a Franzesi et zentilhomeni, i quali si reduseno, per fuzir -tanto furor, tutti al meglio poteno in la rocca, et mandò a Napoli et -a li lochi vicini di Colonnesi a dimandar aiuto. Et a dì 24 ditto, -fo el zorno di San Zuane Baptista, intrò per la via di la marina in -la terra monsignor di Beucher, el qual era rimaso gran siniscalco dil -Regno, in Napoli habitava. Et ancora vi entrò el cardinal Colonna con -zerca 3000 persone in tutto, et con quelli Franzesi erano in rocca, et -zentilhomeni ussiteno fuora contra el populo, el qual havia cridato: -Ferro! Ferro! Aragona! Aragona! et di quelli Gaetani ne amazono -numero 1500 et più, che fo una crudelissima cossa veder in quella -città tanti corpi morti per la terra, et _etiam_ li puti; et le donne -veramente non volseno amazar, ma le vechie fonno mandate a Napoli, et -le zovene cargate et poste su certe galeaze per mandarle in Provenza; -ma, _ita volente Deo_, poi da Zenoesi ditte galeaze fonno prese et le -donne liberate: sì che Gaeta a questo modo fo trattata, et fatto quel -che _nunquam_ più fo audito, che contra uno populo si usasse tanta -crudeltà senza ragion. _Item_ che re Ferandino in Calavria prosperava -felicemente, come per lettere de Ulixes Salvador havia inteso, date -in Sicilia a Messina, drizate a esso orator, et che in uno loco ditto -Terra nuova havia serato in obsidione monsignor de Obegnì vicerè -franzese, et che in quelli zorni erano stati a le man, et el Re havia -preso 50 cavalli et 300 Franzesi, et questa nuova è quella di sopra -ho scritto. Ma al presente è da considerar certo, re Ferandino sia -sopra l'armada soa aviata verso Napoli; et come vidi per una lettera -scritta a Zuan Bragadin, per uno suo patron di nave era a Messina, -come l'armada deputata a venir a Napoli in tutto era questo numero: -caravelle et barze 45, galie 18, galioni 2, barzoti 2, el resto tra -fuste e bragantini 20; in tutto vele zerca 70 (?), la qual armata se -partì da Messina, a dì... Zugno, et la lettera vidi era di 21 ditto. -Quello de ditta armada seguirà, scriverò poi. Ma da Roma etiam scrisse -ditto orator che 'l Pontifice trovandose con 21 cardinal, secondo el -consueto dovea a dì 3 Luio far l'ultimo concistorio, et poi, fatta -la celebration de San Piero, per el cativo aere era a quelli tempi in -Roma, li reverendissimi Cardinali dovea partirse et andar per quelle -terre vicine a star fuora per tutto el mexe de Avosto, a ciò passi quei -tempi pericolosi di egritudine per li gran caldi. Item che Colonnesi -con Orsini erano su le arme, et una parte con l'altra si danizava. - -In questa matina medema di primo Luio venne lettere di 30 Zugno da -l'orator nostro a Milan, come el Duca havia habuto lettere di Zenoa dal -Governador, el qual benchè quella Riviera de Levante si fusse rebellata -et venuta in favor dil Re de Franza, _tamen_ che in Zenoa erano fermi -in la fede data, _licet_ del populo ne era qualche dubitatione, et che -haveano dato quella risposta a l'araldo dil Re di non voler vi entri -li do Cardinali et Obieto dal Fiesco per ambassadori dil Re; et cussì -ditto araldo era partito; i quali tre erano a la Speza et per quella -Riviera. - -_Item_ che el campo, a dì 29 da matina, quello era levato da Caxol -et andato ad alozarse a Trecano mia 4 da Novara, et che Stratioti -havia corso fina su le porte, et Franzesi non si haveano mossi, tanto -erano in fuga et spauriti per Stratioti, et che feceno di gran butini -de animali et ritornono in campo. El qual a dì primo Luio se doveva -levar de lì et andar ad alozar in Arcano più vicino ancora a Novara, -et che la Duchessa era a Vegevene, el Duca a Milan, et che in campo ne -era opinion de andarsi a campar di là da Novara, in uno loco chiamato -Agaglia, però che Franzesi non erano più col campo a la campagna ma -tirati in la terra. Et è da saper che ditto campo dil Duca de Orliens -era alozato tra Trecano et Cerano. Et inteso de Stratioti si tirò -via de lì, i quali Stratioti dette in le coaze, et prese zerca 25 di -chariazi, et alcuni Franzesi fo morti, et de Stratioti uno solo, et el -cavallo dil Stratioto ritornò in campo, però che questo costume hanno -i loro cavalli, et le teste portate a presentar al capetanio et a la -Duchessa ebbeno uno ducato per uno, et questo fo nel principio, benchè -sia qui scritto. Et el campo preditto duchesco era al presente assà -ben in ordene, et fortissimo, et superior de Franzesi; et di breve -speravano de haver vittoria, et che Stratioti haveano menato assà -villani presoni in campo, i quali per esser dil contado fonno lassati -andar. - -Et in questi zorni fo preso certe lettere scriveva el Duca de Orliens -al Re, come era venuto contra di loro certa qualità de zente che non -sapeva quali si fusse, i quali haveano messo tutta la so zente in fuga, -et che erano homeni senza arme, con barbe, lanze, mazoche et spade, -et cappelli in testa. Et mentre Pregadi era redutto, però che 6 zorni -continui fo Pregadi per far provision a tanta importantia et pericolo -quanto era, per esser el Re cussì vicin al nostro campo; et zonse -lettere di 30 di campo come era zonto Hannibal Bentivoj con 9 squadre -di zente d'arme benissimo in ordene, et una de cavalli lezieri, et una -de balestrieri a cavallo et 800 fanti con lanze longe, le qual havea -in cima una bandiruola, et con rodete, dei qual 400 era balestrieri a -piedi, et 400 fanti; in tutto zerca persone 2300, _adeo_ in campo era -al presente più di 20 milia persone._ Etiam_ zonse el conte Carlo de -Pian de Meleto con el resto di le zente di Ravena, zoè squadre 20._ -Item_ che 'l nostro campo con le zente dil conte di Caiazo erano reduti -insieme, et diviso le squadre et squadroni, fatto li colonnelli, li -qual di sotto saranno notadi; et che la matina seguente doveano levarse -di ponte di Thar, et andar ad alozar più propinquo a la montagna, a la -badia de Gierola, et che erano in campo a hora 12 milia cavalli, et -5000 fanti, et oltra li 1500 mandati a Zenoa et ancora mancava assà -fanterie a zonzer. Et che 'l Governador, Provedadori et condutieri -haveano fatto consejo, et terminato de portarse vigorosamente, venendo -Franzesi di qua da monti, et che erano volonterosi de apizarse con -loro, et dicevano, si el Re venisse di longo, che promettevano a la -Signoria indubitata victoria. Et per exploratori mandati in su quei -monti et in campo dil Re erano certificati Franzesi esser a Pontremolo, -et Sguizari havea brusato quella forteza, et amazati molti di la terra; -questo perchè quando da prima de lì passono per andar in Reame, da li -habitanti fonno morti alcuni di la soa compagnia, sì come nel primo -libro è scritto; et però haveano voluto far la vendeta. - -_Item_ che la persona dil Re era ancora a Serzana mia 12 di Pontremolo, -et che Zuan Jacomo di Traulzi molto in favor dil Re se adoperava, et -che Franzesi erano venuti in su per questi monti, et havia habuto a -pati un'altra forteza chiamata Berce et cinque altri castelli pur dil -Duca de Milan, i quali fonno _alias_ dil signor Piero Maria di Rossi, -et per el Duca toltoli el Stado, l'anno 1482 a tempo di la guerra de -Ferrara, che li tolse 22 castelli. Et morto in quel tempo esso signor -Piero Maria, Guido suo fiul et fradelli veneno da la Signoria, fo data -condutta et provisione, et fo valentissimo capetanio et fidelissimo, -et za in la guerra de Todeschi _strenue_ si portò. Ancora fonno azonti -nel numero di zentilhomeni de questa terra, et nell'anno 1490, 10 -Ottobre, esso signor Guido in questa terra morite, et la sua conduta -fo data a so fiul conte Filippo di Rossi, el qual al presente è a -custodia di Ruigo. Questi Rossi erano di primi di Parma, però che sono -4 parte in Parma principal: _videlicet_ Rossi, San Vidali, Palavicini, -et Corezesi; una di le qual è estinta et ch'è questa di Rossi; et in -Piasenza ancora ne son altre quatro: Anguisoli et Landesi, i qual son -gebelini, Scotti et Fontanelli gelfi. Et questa digressione basti, _et -ad rem redeamus._ - -Item per lettere di campo se intese come Luca Pisani provedador era -stato quel zorno in Parma a sopraveder, dove era lì Governador el -signor di la Mirandola, et le soe zente erano in campo a soldo dil Duca -col conte de Caiazo, et in quella sera discoverseno uno tratato dil -castellan de Parma, el qual havia concertato con Franzesi de darli la -terra venendo, et fo preso et mandato a Milan. Et ancora in quel zorno -era zonto in campo Nicolò Savorgnan kav. da Udine et zentilhomo nostro -con 1000 furlani, homeni disposti a ogni cossa. Et _conclusive_ tutti,_ -ex uno ore_, dicevano mai non haver visto in Italia a tempi nostri -simel exercito et sì fiorita zente: tutto in laude di la Signoria. -Se ritrovava in questo tempo, oltra li provedadori et pagadori, 4 -patricii andati per veder lì in campo, zoè Piero Donado camerlengo de -Ravena, Homobon Gritti, Piero Bragadin et Vettor Pixani dal banco; -el qual Pixani se ritrovò in campo al tempo di la battaglia. Et in -questo zorno di 30 Zugno a hore 23, do balestrieri a cavallo dil -conte de Caiazo menò dal Governador uno Franzese buffon, et dimandato -dal ditto Governador dove eran li provedadori et condutieri quello -andava fazendo, rispose era venuto a Fornovo et per quei lochi a far -comandamento da parte di la Majestà dil Re sotto pena dil fuogo, che -dovesseno preparar vittuarie et far dil pan, perchè Soa Majestà voleva -venir con tutto lo exercito. Et domandato come nomeva.... mons. dil -Cornet. Et el signor Marchexe ordenò li fusse dato da bever, et lui -disse non beveva vin. Et el Signor disse non li podeva dar di l'acqua -perfino a meza note. Et lui disse: la caxon? Et el Signor rispose: -perchè i nostri cavalli va a beverar e turbia l'acqua,_ adeo_ fino a -meza notte non se puol bever. Et questo Franzese disse: El fatto mio -va mal! Et cussì rasonando fo menato dal Marchexe fino sotto la forca, -et li disse: Vedistu questi do Signori? Lui disse: Che fanno? Et el -Signor disse: Questi ti faranno dir la verità. Et _tandem_ havendo gran -paura, riferite el Re havia una bella compagnia, et volevano al tutto -venir di qua da monti, non havendo paura dil nostro exercito. Et el -Governador li disse: L'ha pur perso el regno de Napoli? Et lui: Non è -vero. Li procuratori disse: L'ha pur perso Gaeta. Et _etiam_ non volse -consentir. _Unde_, non potendo haver altro da lui, fo dato a quelli -l'haveano preso. Et è da saper che a dì 28 zonse in campo 300 elemani, -bellissima zente, et cussì se andava ingrossando quello. - -Queste lettere venute in Pregadi tutti comenzono a star di bon anemo, -vedendo el bon cuor haveano sì el Governador signor Rodolpho et altri -condutieri et soldati. Et in quella sera scrisseno lettere assaissime -in diversi luogi, et alli rettori di le terre nostre, dovesseno star -preparati per li bisogni, et far far bona custodia, et mandar quelli -dovevano mandar in campo. Et in campo fo scritto, ringratiando del bon -voler haveano. - -Ancora è da saper che per ditte lettere di 30 da Pisa, zonte el -zorno di Nostra Donna a dì 2 Luio, se intese esser zonte 50 carete -de artigliarie, et che Hannibal Bentivoj subito zonto volse far la -mostra, et li fanti 800 havea con lui era quelli assoldati per l'orator -de Milan, et che soldati, per haver li X milia cavalli de cariazi, -erano più volonterosi de apizarse con Franzesi che quasi de haver -la loro paga, di la qual era tempo; et che preso alcuni de quelli -monti, confessono a la tortura Franzesi veniva di longo, erano mal -conditionati, li cavalli magri et molti per caldi strachi et amalati, -non haveano che manzar, et che per questa causa al tutto come disperati -verebbeno zoso, et per paura de Franzesi li custodi de Fornovo haveano -abandonato quel passo, et che nostri havendo inteso ivi erano venuti -poco lontan a sopraveder 300 Franzesi, in quella notte medema li -Provedadori havia mandato li Stratioti et 1500 fanti lì a Fornovo, et -la matina a dì primo Luio el campo si levava per andar a Gerola, come -ho scritto de sopra; et che intendevano la guarda dil Re havia ordinà -le squadre, et che la Signoria non dubitasseno, li dariano vittoria -grandissima, et aspettavano con desiderio el Signor de Rimano era in -camino, et Paris de Lodron et Cozanderle. - -Adoncha, inteso tal nuove per li padri de Collegio, et che al tutto -venendo di longo si conveniva menar le man, benchè molti teniva non -venisse, et facesse stratageme, e tolesse altra via, _tamen_ ragione -era assae dovesse venir di longo, et la grandissima penuria, et come -se intese uno pan valeva mezo raynes, et venendo, si caso fusse, _quod -Deus avertat_, che rompesse el nostro campo, sarebbe stato signor de -la campagna, et con l'odio portavano li populi al Duca de Milan haria -acquistato quel Stado, et sarebbe seguito mal assae, et per non metter -in tanto sbaraio, molti patricii erano de opinion che 'l nostro campo, -_nisi coacti_, non dovesseno far fatto d'arme; et cussì scrisseno -in campo. Ma li Provedadori rescrisseno che _non solum_ li soldati, -venendo Franzesi, volevano esser a le mano, ma che andando per altra -via, però che havia una via da Borgo per li monti, che poteva andar, -erano nostri disposti di seguitarli, et che anderebbono a Piasenza, sì -che si stasse senza pensier, che speravano in Dio per il buon cuor di -tutti haver vittoria. _Unde_ per questo in Collegio, non vi essendo -el Prencipe el qual era amalato, deliberorono de implorar l'auxilio -divino, _juxta_ quel ditto: _nisi Dominus custodierit civitatem, in -vanum vigilant qui custodiunt eam_, et ordinò fusse fatto special -oratione per tutti li monasterii de questa terra de religiosi, et a -poveri monasterii 32 li fo donato 300 stera di farine quando preseno -di romper, et al presente ne mandono altri 300 stera, pregando Iddio -donasse vittoria a nostri, combattendo _maxime_ per difensione de -Italia et ben di la Christianità. Et ancora fo dato a madona Fiordelixe -Zorzi et Beatrice Capello, donne che fonno dedite a procurar per la -pietà, per presonieri et povertà, li fo dato stera 600 de farine che -dispensasseno, 100 stera per sestier, a povere persone. Et a dì 3, 4, 5 -Luio fo fatto processione a torno tutte le chiese, cantando le litanie, -et ditto messe a ciò per queste vie el nostro protetor Iddio volesse -donar a nostri vittoria contra Franzesi. - -Per lettere di Alemagna, da li oratori al Re de Romani di 20 Zugno, se -intese come esso Re era occupato a la Dieta, et che ivi se ritrovava -nel suo Consejo uno baron di Bergogna, el qual era _etiam_ con -l'ambassador di l'archiduca, et per esser homo de gran inzegno et -desiderar el ben di esso Re, _non solum_ confortava dovesse venir in -Italia, ma che, non possendo cussì presto expedirse, dovesse far romper -al Re de Franza al suo signor Duca de Bergogna, sì per far quello è -ubligato come colligato, _quam_ per l'odio dovea portar al ditto Re de -Franza per le inzurie ricepute; _tamen_ che altri poi disconsegliava, -si che de Maximiliano non se sperava alcun aiuto come in effetto fu. - -A Ferrara di primo Luio, Hercules duca de Ferrara con cavalli zerca -400 se partì de lì, et andò verso Serzana; dove volesse andar non se -intendeva, ma ben con lui portò assà cariazi de tapezarie et arzenti. -Se divulgava andasse per dar el passo al Re, et per questo portava -questi adornamenti, per poter recever _honorifice_ Soa Majestà; ma -esso Duca diceva andava per veder di conzar le cosse, et che el Re -tornasse in Franza senza dar impazo a suo zenero Duca de Milan. _Tamen_ -per nostri tal sua andata era di gran suspetto, et se divulgava per -la terra di far un capetanio in Po, et mandar galioni et barbote, -non tanto per offender, quanto per haver armada in Po, per li bisogni -potevano acader. Et questo Duca mandò vittuarie al Re, _etiam_ polvere, -come se intese. - -Da Milan el campo dil Duca da Novara a dì primo Luio a hore X si levò -in ordene di Trecano, et si apresentò mia uno lontano di Novara con -ordene di battaglia, et inimici non li bastò l'anemo de ussir di le -porte. Feceno nostri dar fuogo a 12 passavolanti drizati verso la -terra, et ivi steteno fino a le XV hore; ma vedendo che haveano serato -le porte et tagliato le strade, a caxone non se potesse correr su le -porte, et visto questa fuga, Bernardo Contarini comandò che alcuni -Stratioti coresseno di là de Novara mia X; i quali subito corseno, -et non trovono scontro niuno, ma fece de gran butini de bestiame, et -con gran terror dil paese Stratioti tornono in campo. Et poi el campo -venne ad alozar a una villa ditta Perna, uno mio et mezo lontana di -Novara, et volevano tajarli le acque a ciò non potesseno masenar; et -far provisione siano assaltate le vittuarie venivano da Verzei et -assediarli. Et in questo zorno, disnando, in campo fo cridà: Arme! -Arme! et in meza hora el campo fo in ordene et veneno fuora, ma fo una -dimostratione de inimici, però che ussite _solum_ 700 arzieri a cavallo -di Novara, et Bernardo Contarini con 300 Stratioti cerniti et 200 -cavalli lezieri dil Duca deliberò di esser a le man. I nemici, oltra -li 700 arcieri, era 100 homeni d'arme et 1200 fanti, et non venendo -molto lontano de li borghi; et cussì per redurli in qua, Stratioti -apizò una scaramuza, et mandò 1200 cavalli lizieri verso i pedoni per -tenirli in exercitio, et esso Contarini con li Stratioti se aviò verso -li 700 arzieri et fonno a le man, et per esser in luogo circondato -di fossi non li poteno far Stratioti tropo mal, pur ne fo morti 12 et -portate tre teste sopra la lanza, ritornono a li alozamenti. Et soldati -se meravigliono di tal crudeltà, et esso Provedador per dimostrar la -Signoria voleva se facesse guerra da dovero, li dette la regalia del -suo ducato uno per testa, et intendevano el Duca de Orliens havea mandà -bona parte di le artiglierie a la volta de Aste, sì che Stratioti messe -in reputation quelle cosse, et Franzesi in gran fuga et pavento. - -A dì 3 ditto, inteso Stratioti per le scolte i nemici erano ussiti -fuora, questi se aviono con el loro Provedador a la volta de ditti -nemici, et trovato 40 pedoni imboscati, tutti fonno presi senza snudar -spada. Li altri stevano serrati in la terra, et el Duca de Orliens -fece buttar uno ponte sora Po, distante da Novara mia 36 verso Aste, a -ciò per quello potesse venirli soccorso di Aste. Et per obviar questo, -el capetanio signor Galeazo mandò 60 Stratioti et 40 balestrieri per -brusar ditto ponte, a ciò _etiam_ potesseno _libere_ nostri corer fino -in Aste senza impazo. Et ancora in quella matina, per ordene dil Duca, -mandono a la volta di Zenoa 70 homeni d'arme et 100 cavalli lezieri, -perchè cussì el Governador de Zenoa li havea richiesti; et el Duca de -Orliens per quanto intendevano feva far spalti in la terra de Novara. -Et in questi zorni fo preso uno corier con lettere di ditto Duca, -drizate al Re in zifra, rispondeva come havea inteso et habuto lettere -di Sua Majestà, et che l'era obsesso in Novara, nè si poteva partir -nè ussir per causa de Stratioti. Et a dì 4 Luio, per nostri dil campo -preditto duchesco, fo preso 12 villani et 8 sacomani con loro cavalli; -et molti castelli ivi dintorno, che prima haveano ribellato di Milan -et datosi al Duca de Orliens, al presente si rendevano _voluntarie_ a -nostri; et come per una lettera di Bernardo Contarini vidi, fin questo -zorno havea fatto restituir a instantia dil Duca da 600 fin 700 cai -de anemali grossi et assà altre robe et danari de butini havia fatto -Stratioti, dicendo erano de li soi dil paese. - -El campo veramente nostro di Parmesana a dì primo Luio se levò di ponte -di Thar, et tutto in arme come havesseno a far battaglia, et veneno -mia 2 più propinqui a la montagna, in uno loco ditto Gierola, et qui -si poseno a li alozamenti, essendo stato zorni 6 al ponte di Thar. Et, -fatto consejo, non volseno andar più di longo per manco pericolo, et -per esser qui a la discoperta et quasi in fortezza. Et era in campo -assà abondantia de vituarie, et, come de patricii che vi fu a veder se -intese, pareva de esser in una città, per ritrovarvi di ogni cosse, et -ogni arte, et tutti danarosi, perchè li danari di S. Marco corevano, et -tutti stavano aliegri et di bon animo. Et è da saper che li Provedadori -mandono a dimandar a Parma alcuni guastadori per bisogno dil campo, -et quelli cittadini, fatto loro consegli, risposeno non li voler dar, -per non angarizar el so paese. Or, avanti descriva altro, l'ordene dil -campo voglio scrivere. - - -_Ordene di l'exercito di la Illustrissima Signoria et colonnelli -partiti a dì primo Luio._ - - Squadra prima: - Stratioti greci sotto Piero Duodo provedador cavalli 700 - Zuan Griego con soi balestrieri cavalli 100 - Sonzin Benzon e Zuan di Ravena balestrieri cavalli 100 - Stratioti dil Governador zeneral cavalli 100 - Stratioti dil signor Talian da Carpi cavalli 25 - Stratioti di Hannibal Bentivoj cavalli 10 - Balestrieri dil Governador preditto cavalli 200 - Balestrieri dil signor Ranuzo dil Farnese cavalli 33 - Balestrieri dil signor Antonio da Montefalco cavalli 20 - Balestrieri dil conte Bernardin Brazo cavalli 25 - Balestrieri dil conte Zuan Francesco di Gambara cavalli 10 - Balestrieri di Piero Schiavo Contarini cavalli 25 - Balestrieri dil Conte de Caiazo cavalli 50 - Balestrieri di Hannibal Bentivoj cavalli 55 - Balestrieri dil signor Galeoto di la Mirandola cavalli 50 - Balestrieri dil signor de Carpi cavalli 40 - -La persona di lo illustrissimo signor Marchexe de Mantoa Governador et -di signori Provedadori et Conte de Caiazo. - - D. Antonio di Pigi - D. Tucio di Costanza - D. Zuan Gasparo Galimberto - -con el squadron de li alozamenti. - -_Colonnelli._ - - Jacomazo da Venetia capitano di le fanterie, tutti li - elemani, marchesi et ducheschi per uno colonnello colonnello 1 - Nicolò Maria Giacomo albanese » 1 - Li fanti di la guarda dil signor Marchese e Zuan Mato » 1 - Piero Schiavo contestabele » 1 - Li bolognesi fanti » 1 - Gorlino » 1 - -_Colonnelli di le zente d'arme con le fanterie._ - - El conte de Caiazo et mirandoleschi squadre 14 - Hannibal Bentivoj et signor Ludovico da Carpi » 11 - Lo illustrissimo signor Marchexe Governador zeneral » 11 - Signor Antonio di Montefalco et Zuan Francesco di - Gambara » 14 - Conte Bernardin et Marco da Martinengo » 17 - Signor Ranuzo dil Farnesio et conte Alvise Avogaro » 16 - Alexandro Coglion et Tadeo de la Motella » 13 - Conte Carlo di Pian de Meleto et Talian da Carpi » 13 - - Sono squadre 109 - -De le quali ne restano do squadre per antiguarda di le artiglierie et -cariazi. - -_Da poi sono zonte le infrascripte zente._ - - La zente di d. Alphonso fiul dil Duca di Ferrara, homeni - d'arme 160, cavalli lezieri num. 100 - Balestrieri dil Marchexe de Mantoa » 100 - Stratioti del ditto, cavalli » 100 - D. Nicolò da Savorgnan, con fanti » 100 - Zenoa fanti » 300 - Zuan Bernardo Pellegrin fanti » 100 - -_Questi se aspetta in campo_ - - El signor Pandolpho de Rimano con cavalli 400 - El signor de Pesaro o ver el fradello con » 400 - D. Paris da Lodron con provisionati num. 1000 - Lionello dal Nievo fanti » 500 - Cozanderle todesco, elemani el resto » 700 - Fanti fatti a Bologna per el secretario » 200 - _Item_ le zente dil Duca de Gandia cavalli » .... - -Et poi che fo el campo reduto a Gierola, et zonte parte di le ditte -zente in campo, feceno di nuovo li colonnelli, li quali saranno di -sotto al loco suo descritti. - - -_Qui comenzano baruffe seguite in campo con Franzesi venivano zoso di -monti._ - -Et sì come ho scritto di sopra che el campo nostro venne ad alozar -a dì primo Luio a Gierola, et in quel zorno intendendo per una spia -come zerca 2000 Franzesi, zoè 500 cavalli lezieri et resto pedoni, -se doveano calar zoso di monti per piar (_pigliare_) el lozamento de -Fornovo, ch'è a la fin di la montagna, a ciò el nostro campo non vi -andasse ad alozar ivi, et Stratioti andati contra costoro trovono uno -squadron di zerca 1600 che venevano zo del monte, _unde_ Stratioti -deteno dentro a pe' dil monte, et fonno a le man, et quelli rupe et -fracassò metendoli in fuga, che ebbeno de gratia de ritornar indriedo, -et ne amazò quelli Stratioti zerca 30, et prese 12 vivi, et le teste -portono in zima le lanze a li Provedadori, et li presoni menono in -campo; tra i qual era uno gran maistro sguizaro con 5 ferite, et -franzese uno homo da conto, el qual volevano pagar assà danari et -fusse lassato, et havia una ferita arente la bocca da la banda dreta, -et un'altra sopra la gamba, et judicaveno li Provedadori havesse a -morir. El capo sguizaro menato in campo fo assà honorato da li Sguizari -nostri, dicendo era homo di farne extimation, et quello andavano -a visitar. Adoncha Stratioti cazò Franzesi fin a la montagna, dove -erano certi passavolanti soi, et loro diseno uno, el qual azonse a uno -Stratioto da Coron et quello amazò; et in quella fiata Stratioti feceno -carne et non volse più presoni; et _etiam_ uno Stratioto fo ferito da -una lanza et do cavalli feriti. Et Stratioti feceno assà bene di questa -prima baruffa, però che questi Franzesi presi et quelli fonno amazati -haveano assà danari, et tal dà ducati 200 in suso et anelli molto -grossi da ducati 25 l'uno d'oro, i quali haveano in dedo; et presentò -le teste a li Provedadori, basandoli la man a la greca, ai qual fo dato -uno ducato per testa, secondo el consueto, et li anelli recolti ne le -sue bezasse (_bisacce_) presentono _etiam_ a li Provedadori, et al so -Piero Duodo; i quali fonno pesati, era di oro ducati 1500 et più. - -Ancora uno balestrier bolognese prese uno Franzese solo di 400 -balestrieri che erano, et Stratioti fece quello è di sopra scritto, -et li soldati tocavano la man a Stratioti, cridando: Marco! Marco! Et -è da saper che 'l primo Stratioto apresentò una testa de Franzese al -Marchexe, li donò ducati X, et basolo per mezo la bocca; la qual cossa -Stratioti molto stimano di esser carezati. Oltra di questo, Stratioti -prese tre mercadanti fiorentini vestiti a la franzese, havea uno -fameio et uno corier in loro compagnia per guida, venivano de Franza et -andavano a Fiorenza; et fonno menati da li Provedadori, et examinati, -visto non erano homeni de mal afar, fonno lassati andar via. - -Questi Franzesi venivano zoso di monti erano l'antiguarda dil Re: -cavalli 2000, 1600 Sguizari et 400 cavalli lizieri. Et nostri che li -andono contra fonno 1200 cavalli lezieri et non più, tra i quali 600 -Stratioti con Piero Duodo loro Provedador; et questi messeno Franzesi -in fuga a ritornar indriedo. Ancora Stratioti preseno cavalli X de -Franzesi. Et si Stratioti li havesseno lassati venir di longo et -non fusseno stati cussì presti a investir, _sine dubio_ tutti erano -presi o tajati a pezi; ma fo tanta la fogosità per la morte dil suo -Stratioto, che non volseno star a indusiar; et questo seguite a hore -16. El Franzese se tolse de taja lui medemo ducati 1000, et el Sguizaro -havea ducati 500 adosso, et 4 anelli in dedo (_dito_) de ducati 25 -l'uno d'oro; et se tolse de taja ducati 500. Et Stratioti referitono in -campo, Franzesi esser valenthomeni; _tamen_ che de ditti non temeno, et -speravano diman, venendo zoso, haver altra vitoria che questa. El campo -nostro, el qual era za di le nostre squadre 100 et 20 de Milan, cavalli -lizieri et Stratioti zerca 2000, et fantarie assà numero, alozato -pur a Gierola, stevano preparati facendo far bone guardie a li passi, -a ciò Franzesi non venisseno zoso di monti a trovarli disproveduti. -Et messeno custodia a Fornovo, et ordinò li colonnelli, li quali più -avanti saranno descritti, et quelli prima avesseno a investir i nemici, -venendo a la campagna; sì che li Provedadori scrisseno che soldati -erano de bon animo, et desideravano Franzesi venisse, et che si dovesse -star aliegri, perchè erano certi de haver victoria. Et per paura -de Parma, perchè Zuan Jacomo di Traulzi con la parte gelfa tramava -pur novità, fo mandato ivi 400 provisionati, et Francesco Bernardin -Visconte comissario dil Duca de Milan. Et è da saper che nostri -tramavano pratiche secrete con ditto Zuan Jacomo di Traulzi, venisse -da la banda di qua; et andava messi su et zo de questo; _tamen_ promise -de venir et non venne. Franzesi veramente si tirono a li monti; quello -facesse non se intendeva, o volesse el Re venir di longo, o pigliar -altra via; et necessario era de prender partito per la grandissima -carestia haveano su quei monti sì de vittuarie _quam_ de strami. Et -qui è da considerar el Re facesse molti consigli con li soi, qual via -havesse a tenir, ma pur fo advisato (non voglio scriver da chi, ma -da chi era nemico de questa Signoria) che nostri per niun modo non -volevano el campo fusse a le man con loro, ma li lassasseno andar; et -però volse venir di longo. - -Questa nova zonse in questa terra a dì 2 Luio, el zorno de San -Marcilian, a hore 3 de notte, nel qual zorno da nostri è celebrato per -haver habuto gran victoria per i tempi passati; et le lettere fo fatte -a dì primo a hore 21. _Ergo_ in 28 hore venne le lettere. Et inteso tal -nova in quella sera medema, fo mandato a notificar questo a li Savij de -Collegio, a caxa, per Zacharia Davit uno di Secretarii de Collegio, et -la matina non sapendo far altro, se non ordinò el continuar le oration -a implorar el divino auxilio, et da poi disnar per Pregadi fo scritto -in campo, laudando la fede dil Governador et bona voluntà di l'exercito -et portamenti de Stratioti. Et cussì tutti stevano in expectatione -de haver lettere, che Franzesi siano venuti, et che se havesse fatto -d'arme. - -Ma molti, come ho scritto, questo apizarse non gli piaceva, per il -pericolo et danno potea seguir: volendo più presto el Re prendesse -altra via o vero dimorasse a venir, tanto che le zente mancavano a -venir in campo fusseno zonte, zoè signor de Rimano et de Pesaro, et -conduta dil Duca de Gandia, Paris di Lodron, Cozandorle todesco, Nicolò -Savorgnan, _licet_ di sopra habbi scritto fusse zonte, ma zonse parte, -et lui era poco lontan; sì che, fatta la descriptione, mancava siemile -persone, le qual per zornata zonzevano, et _etiam_ Zenoa el qual era -propinquo, con 300 fanti; et pur nostri stava con desiderio de haver -lettere de campo, et a li Provedadori comesseno dovesse scriver do -lettere al zorno almanco, una la mattina et l'altra la sera, et le -poste erano redopiate per haver avisi presti; ma per tutto questo -zorno, nè _etiam_ el 3 Luio fino a la notte non venne lettere. Et poi -venne lettere di 2 del mese a hore 24, narava come el campo era stato -tutto quel zorno in arme, aspettando el venir de Franzesi, ma che -fino quell'hora non veniva nè era parso niuno; et che non trovavano -spie de poter mandar a veder quello faceva Franzesi su quei monti; -et che in quell'hora era venuto do homeni d'arme di la compagnia dil -Traulzi per haver soldo di qua, fuziti dal Re, i quali portò uno pan -di quelli se vendeva in campo di nemici, assà picolo et negro; et che -non haveano più vittuarie, et era 4 zorni l'exercito non havia vino; -et che erano Franzesi per el rebatter de Stratioti molto confusi, -et stavano sopra de sè, havendoli rotto li soi disegni: et el Re era -ancora a Pontremolo, et parte di le soe zente a Terenzo et a Bordan, -el qual Bordan è assà forte, fo castello di Rossi, dove molti judicava -qui havesse a lassar le loro some et cariazi in ditta forteza, la -qual bisogna bombardarla volendola haver, per poter venir più lezieri -a la battaglia; et che parte de ditta zente erano andate a la via -de Borgo per tuor strame et sopra veder quelle vie assà estive da -condur exercito, et è la via fece el signor Ludovico et signor Ruberto -Severino, come ho scritto de sopra, va a Tortona. Et è da saper che -in questi castelli, dove sono Franzesi al presente, hanno 4 vie: o -vero tornar in driedo a Pontremolo; o andar in Tortona per monti assà -aspri, ma non puol menar cariazi; o venir di longo contra el nostro -exercito; o vero andar per quelli monti in Rezana (_Reggiano_) passando -questi fiumi o vero torenti, zoè Baganzan, Parma, Lenza et Crostolo, -et discender a Montechio o vero Torrechiara, et andar a Rezo, havendo -però el passo dil Duca de Ferrara, el qual nostri molto sospettava non -lo havesse; questo per esser andato esso Duca lì in Rezana, come ho -scritto de sopra. _Tamen_ molti era de opinion dovesse venir di longo, -et esser a le man con el nostro campo; et el tardar faceva, era perchè -havia mandà Felippo mons. con alcuni cavalli et 1500 Sguizari verso -la Speza et quella Riviera de Zenoa, et che aspettava ritornasseno nel -suo campo, perchè havia mandato per lui. Et ancora scrisse al Prefetto -signor de Sinegaia et Colonnesi, dovesse venir con zente in augumento -dil suo exercito, non restando de mandar zente a Fiorentini, come dirò -di sotto; pur pativa assà sinistri su quei monti, con poche vittuarie. - -Et a dì 3 Luio, come se intese a dì 5 da matina per lettere di -Provedadori date a Gierola a dì 3 hore 22, in questo zorno zonse assà -numero de persone in campo; la compagnia de d. Alphonso fiul dil Duca -de Ferrara, cavalli 600, era soldato de Milan, et la soa persona non -venne, ma rimase col cognato in castello a Milan. _Item_ venne Gilberto -da Carpi con cavalli 200, pur per el Duca preditto. Ancora era zonto -cavalli lizieri dil Marchexe de Mantoa Governador zeneral nostro, et -mancava venir 200. Zonse lanze spezade rubertesche cavalli 340, et de -ditta compagnia non mancava se non do homeni d'arme a zonzer. _Etiam_ -de altri condutieri che mancava compir le sue condute, a hora tutti -erano zonti. Et come vidi per una lettera, in questo zorno zonse 8 -squadre de cavalli armati senza cavalli lezieri, et _etiam_ vi zonse -Nicolò Savorgnan con li 1000 schiopetieri et provisionati dil Friul, -benchè scrivesse di sopra era zonto, ma, per esser poco lontano, -quei di campo reputava zonto. Et ancora venne 200 provisionati di la -comunità di Asola benissimo in ordene, pagati a soe spexe per mexi -uno. Mancava zonzer li 600 provisionati, che 'l signor Governador -havea scritto a Mantoa a la Duchessa soa moglie et soi comissarii -fosseno fatti di Mantoana, i quali di brieve doveano zonzer; et cussì -Cozanderle, Zenoa et d. Paris de Lodron, al qual era Francesco de -la Zueca nostro secretario et molto sollicitava; et questi tre de -hora in hora erano aspettati in campo. El signor de Rimano era in -camino, _tamen_ molto longo, et non zonse a tempo. Soldati erano molto -desiderosi, per el gran numero de zente a hora de squadre 130 et X -milia fanti, de esser a le man con Franzesi, et haveano mandà molti de -soi cariazi, chi a Parma et chi a Cremona, per remagnir più lezieri in -far fatti d'arme. Abondantia grandissima era nel campo nostro, et in -loco securo per li repari haveano fatti, et non si volseno muover de -lì per molti respecti, _maxime_ per li strami per li cavalli; et erano -lontani di Fornovo mia cinque, dove era posto bona custodia, et cussì a -Garona, ch'è sul monte una rocca, et Fornovo è il suo borgo a basso. Et -el zorno avanti el conte Alvixe Avogaro con altri condutieri et cavalli -lezieri et fanti andò alquanto su la montagna per intender de Franzesi; -_tamen_ niuno non parseno. Et a dì 3 inteseno per una spia tornata di -campo nemico, come el Re in persona era partito de Pontremolo et venuto -mia 12 più in qua a Barze, dove era una parte dil so exercito, et el -resto a Tarenza e Bardon mia X da Barze et 6 da Fornovo. - -Adoncha Franzesi era mia 15 lontan dil nostro campo, zoè di Barze a -Gierola, et li villani tutti de quelli monti si messeno su le arme -per poder menar le man bisognando, _maxime_ si Franzesi fusseno rotti, -per haver _etiam_ loro, di questo gran butino menavano, qualche parte. -Et fo advisato la Signoria che Franzesi venendo zoso de monti voleva -mandar li soi cariazi avanti, a ciò soldati et Stratioti atendesseno -a robar, et loro in questo mezo o andar su la strada romea, o vegnir -a combatter, et esser vincitori, volendo prima metter la roba che la -persona a pericolo. La qual cossa fo mandato advisar a li Provedadori -dovesseno questa stratagema notificar in campo; onde fo fatto bone -provisione per el Governador zerca questo. - -Et in ditto zorno di 3 Luio venne in campo nostro do trombeti dil -Re de Franza, uno da matina, l'altro da poi manzar. El primo, andato -davanti el Governador et Provedadori, domandò do cosse: prima de voler -parlar al Conte de Caiazo, et essendo ivi ditto Conte, dimandò quello -el voleva. Li disse che la Majestà dil Roy mandava per lui, che li -dovesse venir a parlar. Al qual rispose el Conte non poteva venir, -per esser homo di la liga et nel campo di la Illustrissima Signoria -de Venetia. Et pur ditto trombetta o vero araldo replicò dovesse -venir. La seconda fo che dimandava li presoni pigliati el zorno primo -de Luio, et _maxime_ uno zentilhomo di Bertagna, per el qual faceva -grande instantia, offerendo assà danari; et pregava, non lo volendo -dar, li fosse fatto bona compagnia. El qual preson era de Stratioti, -et li haveano dato taia. Dimandato a questo trombeta per el Governador, -quello feva el Roy; rispose che al tutto voleva venir zoso di monti di -brieve, et benissimo in ordene de zente. Hor fu licentiato; et poi la -sera ne venne uno altro con quelle medeme parole, de voler el Conte de -Caiazo vengi a parlar al Roy, et che Soa Majestà mandava a notificar al -Marchexe de Mantoa, come le so zente in Calavria havea amazà re Ferando -et che re Alphonso era morto; sì che dil Reame non restava più altro -contrasto. Et che el Duca de Milan non haverà più paura, essendo morto -questi do soi nemici, et che al tutto el Roy voleva venir a provar le -soe spade, et che l'era propinquo al nostro campo. Et Marchiò Trivixan -provedador li disse: prima che 'l conte de Caiazo essendo in campo di -la Illustrissima Signoria, non volevano lui andasse dal Re; et che se -maravegliavano di uno Re cussì fatto, che ha fama di Christianissimo, -de mandar a dir busie; et che non era el vero quello diceva, però che -haveano novelle più fresche di loro, che re Ferando prosperava in la -Calavria, et za tutta era recuperata mediante l'armada di serenissimi -Re et Raina de Castiglia, et che di brieve intenderanno l'haverà -recuperato Napoli, come fin quell'hora nostri erano certi l'avesse -recuperato; et che nostri steva con bon animo, volonterosi de apizarse; -et che 'l Re vostro vegna pur presto, che li mostreremo gaiardamente -el volto et da valenthomeni, et proverà si le arme de Italiani et di la -Excelentia dil signor Marchexe et altri condutieri di la Illustrissima -Signoria sono bone de difender et offender, et che erano gaiardi in -expectarlo. Et poi li feceno admonitione non dovesse più vegnir alcun -Franzese in campo, et dovesse dir al Roy non mandasse; perchè, venendo, -ordinaria a le antiguarde fusseno taiati a pezi. Et con tal risposta, -et alcune savie et fidelissime parole mandò a dir el Governador al Roy, -di simel sustantia, ditto trombeta ritornò a Berze, et poco mancò che -nel ritorno fusse amazato da Stratioti; ma pur fo acompagnato via senza -alcun danno. - -Et in questa terra a dì 5 la sera pur zonse lettere, (scritte) a dì 4 -dil mexe a hore ij, et qui zonse a hore 22, le qual conteniva come in -quella matina essendo li Provedadori in chiesia per udir messa, et a -pena cominciata la messa, che zonse lì uno trombeta dil Re, vestito di -veluto negro, con una tromba mazor di quelle va davanti al Prencipe, -et una bandiera atacà a la tromba di 4 braza per longeza et uno e -mezo per largeza. Et quando zonse lì, Marchiò Trivixan provedador li -disse: Che diavolo vienstu a far qui? Lui rispose veniva da parte dil -Roy a portar una lettera a li signori Provedadori. Et li disse ditto -Provedador: Va in malora, che non volemo sue lettere. Et lui si volse -partir; ma Luca Pisani, altro Provedador, disse: Vien qua, lassa veder. -Et el trombeta, che za havea ditto: In bon hora, io mi tornerò in -driedo; per queste parole dette le lettere. La qual era di monsignor -di Arzenton che fo qui ambassador, drizata a Marco Antonio Moroxini -kav. et Marchiò Trivixan, credendo el Moroxini fusse in campo, come -fo eletto Provedador. Et conteniva che el suo Roy havia bona lianza, -liga et amicitia con la Signoria nostra, et mai havia voluto romperla; -et cussì era certo che Venetiani non voleva altro che conservarla; et -però se maravegliava de questo exercito sì grande ivi posto, a ciò -la Majestà dil Roy non passasse. El qual Roy prometteva de ritornar -in Franza senza far alcun danno, con altre parole simele. Et subito -li Provedadori spazò uno corrier con questa lettera a la Signoria; la -qual lettera, come se diceva, fu drezata al Consejo di X. Et dato la -risposta a ditto trombeta per li Provedadori, dimandato dil Re, disse -che bisogneria menar le man, et non parole; et che el Re facia in -persona fatti d'arme, el qual era sempre circondato da 50 zentilhomeni -franzesi, et che se nuj l'aspetemo, Soa Majestà non fuzirà. Et cussì -ritornò dal Re preditto. El campo nostro era benissimo in ordene, et -assà incrudeliti contra Franzesi; et questo li Provedadori conoscete, -per più fiate fo cridato: Arme! Arme! che in uno ottavo de hora tutto -lo exercito fo armato a cavallo, aviandose verso el monte. Et fra a dì -3 da sera, la note, et a dì 4 el zorno, se armò cinque fiate tutte le -zente, perchè le guarde vedeva qualche Franzese venir a soraveder, et -cridava: Arme! Arme! in campo, et tamen era 0. - -In questa matina di 5 Luio venne lettere de Milan, narra le cosse -seguite per Stratioti, sì come ho scritto più avanti, et notificò -quello haveva el Duca habuto di Zenoa, di l'armata de Franza, mandando -la copia di le lettere a la Signoria, le qual qui sotto saranno poste. -Et oltra di questo, per lettere di Zorzi Negro nostro secretario a -Zenoa di do de l'instante, se intese prima come era arivato, et li -grandi onori li era sta fatto et li fanno Zenoesi, qual _etiam_ per -altre havia scritto; et che Zenoesi se volevano mantenir in la fede -data al Duca de Milan, et per conseguente a la Signoria nostra; et el -grandissimo dispiacer ricevuto havea quelli Signori dil scorno hanno -fatto quelli di la Riviera, de darse al Re de Franza. Et che a la Speza -volendo metter Franzesi a sacco alcune caxe di Zenoesi; quelli, al -meglio poteno, mandono loro robe in caxa dove alozava el Cardinal de -Zenoa, a ciò fusse difese da lui, essendo da la parte franzese et con -Franzesi ivi intrato. Ma per questo Franzesi insolenti non steteno, che -volseno intrar in ditta caxa, non obstante che 'l Cardinal se li fece -in contra su la porta, non volendo intrasseno: et loro non riguardando -a la dignità ecclesiastica, _imo_ con furia quello ferino, et poco -mancò non fusse morto; et messeno la roba a sacco, secondo el consueto -de far danno a tutti. - -_Item_ come l'armada di esso Re (galie 7, fuste 2, galioni 2 et uno -bragantino), havendo l'armada de Zenoa galie 9 et 4 nave grosse, -capetanio Bricio Justiniano, la qual era vicina a la Speza, lì al Porto -Venere, et habuto vista di ditta armada la qual tornava di Napoli, et -fo quella era sta a combattere Yschia, li deteno l'incalzo; la qual -se tirò in uno porto chiamato Sestri, vicino al colfo di Rapalli; -et questa armada zenoese li andò drieto, et in quel ponto, uno trar -di balestra luntano, si messe et subito spazò a Zenoa a notificar de -questo. Et cussì Coradolo Stanga prothonotario comissario dil Duca de -Milan expedite lettere al Duca; et questa mattina de 5 Luio, Domenega, -Tadio de Vicomercà kav. orator de Milan andò in Collegio con grande -alegreza a presentar la copia de ditta lettera, la qual è qui sotto -scritta. Et in campo, el conte de Caiazo have questa nova a dì 4 ditto -la matina, et notificò a li Provedadori. - - -_Exemplum literarum d. Coradoli Stangae prothonotarii ad Illustrissimum -Dominum Ducem Mediolani._ - -Illustrissimo signor mio. In questa ora è gionto uno messo di l'armada -nostra venuto a posta, quale dice come l'armada inimica s'era retrata -in terra, e che la nostra li era sotto uno tirar di balestra, in modo -che tenimo per certo de haver almanco tutti li legni, et quello li -era dentro; quale sono galeaze 7, due fuste, uno brigantino, et due -galioni; et la Excelentia Vostra tenga la presa fatta per certa. Se -pensa hora de mandar per terra per pigliar tutti li homeni desesi; -la qual nova me ha parso dar volando a quella per consolation, con la -qual el bono animo vedo in questi magnifici, et spero ancora consolarla -presto dil resto, perchè comprendo in loro tanto dispiacere dil scorno -ricevuto de la preda de li lochi de Riviera, che non pensano in altro -che recuperar la gloria amissa. Li nemici sono stati a Portofino, -e quello castellano si fece forte incredibilmente, in modo che -perseverando merita da la Excellentia Vostra laude e merito. In bona -gratia soa humilmente me racomando. - - _Genuae, die secundo Julii 1495._ - - _Coradolus Stanga prothonotarius - et comissarius._ - -Et havendo el Duca de Milan bisogno de danari, mandò a dimandar per -el so Ambassador danari in prestedo, et non essendo honesto se fasse -senza qualche cautione, perchè bastava di la grandissima spesa faceva -nostri, tutto per aiuto di esso Duca, che 'l Re de Franza et Duca de -Orliens voleva privarlo dil Stado; et però mandò alcune zoie et perle, -et cussì in questo zorno, a dì 5, per deliberation dil Consejo di X fo -trato dil santuario ducati 50 milia, et prestati a ditto Duca Ludovico; -et poi ancora fo prestati di altri, come al loco suo tutto, _Domino -concedente_, sarà scritto. - -In questo zorno di 5 Luio, essendo Gran Consejo reduto, fo chiamati -zerca 50 patricii, tra cavalieri, dottori et altri, et fonno mandati -contra el Vescovo de Brexanon veniva in questa terra Ambassador dil -Re de Romani, et era zonto a Mestre con 30 cavalli. Et cussì questi, -venuti zo di Consejo, et non poteno esser a hora a Margera, et trovato -che za ditto orator veniva, dismontono li patricii a San Segondo, et -per Nicolò Michiel dottor più zovene, secondo el consueto, li fo fatto -una oratione latina assà breve et _ex tempore,_ excusando la Signoria -non havea saputo avanti. Et cussì lo acompagnò a San Zorzi Mazor, dove -habitava l'ambassador dil Re de Franza, et _honorifice_, a spexe de San -Marco, stete qui alcuni zorni, et a dì 7, el Marti, fo a l'audientia -et referite la soa legatione, zoè che la Majestà dil suo Re dimandava -ducati 100 milia da questa Signoria per dover venir in Italia, et -per el primo Ambassador suo, el qual era _etiam_ qui et stete fermo, -et questo Episcopo ritornò, insieme con ditto orator dimandò questo -medemo. Ma per el Vicedoxe li fo risposto se faria li consegi per darli -risposta; in questo mezo dovesse veder la terra. Et in questa matina -medema, per lettere de Roverè se intese esser zonto a Trento quel -capetanio di ditto Re de Romani, con zente, chiamato domino Sigismondo -Belsperger sopra nominato, che veniva in campo a Novara de Milan, et -ancora che in Trento se faceva preparamenti per 800 cavalli, che el -zorno drio dovea lì zonzer, come _etiam_ de questa venuta de ditti -cavalli per lettere di oratori a esso Re se intese. - -A di 6 Luio da matina zonse lettere di campo di 4, hore 24, per le -qual, oltra quello advisò la Signoria _secrete_, se intese come era in -quel zorno zonto Zenoa con li 300 fanti, et havia fatto la mostra. Et -è da saper che ditto Zenoa menò con lui alcuni valenthomeni bandizati -di le terre nostre, et per Quarantia Criminal li fo fatto salvo -condutto. _Item_ che era zonto fanti de li campi ultimamente fatti, et -do fradelli fioli che fo dil conte Iulio da San Bonifacio da Verona, -erano venuti con 200 provisionati a soe spexe per do mexi, pagati in -campo; et che l'exercito era benissimo in ordene, non dubitando de -Franzesi, i quali non parevano, et judicavano fusse assà confusi; et -che haviano inteso quanto la Signoria nostra li haveano advisati, de -haver cura et andar saldi etc.; et che la causa non erano andati ad -alozar col campo a Fornovo era per boni respecti, et che di questo -nè di altro la Signoria non se dovesse dar alcun fastidio, che non -facevano niente senza el consejo, oltra di lo Illustre Governador et -signor Rodolfo, _etiam_ dil Conte de Caiazo, conte Ranuzo, conte Carlo -de Pian de Meleto, conte Bernardin et altri strenui condutieri, et che -'l meglio era terminato tra loro, et però haviano deliberato de star lì -a Gierola per comodità de cavalli; et venendo zoso Franzesi, sariano -più a la larga a far fatto d'arme; et haveano fatto li colonnelli, di -esser a la battaglia, bisognando, li qual saranno notadi qui sotto: -_tamen_ che a Fornovo haveano messo bona custodia de fantarie. Ancora -che in quel zorno, parendo pur certi Franzesi su quelle colline armati, -parse a Nicolò di Nona, fo quello venne in campo con Piero Duodo con -22 cavalli, ha ducati 20 al mexe de provision, et sta a Zara, homo -valentissimo, havendo grandissima voluntà de operarse et dimostrar la -fede havia a questa Signoria, non però con licentia de Provedadori, -ma da lui, andò con X cavalli di soi a sopraveder, et trovato questi -Franzesi armati per numero 40 a cavallo, dette dentro con li soi -cavalli lezieri, a modo de Stratioti; et Franzesi non si sepe tanto -difender, che ne amazò 4 di loro, et portò tre teste in campo, et uno -Franzese vivo; el qual havendo una gran ferita di lanza, zonto in campo -morite: pareva homo de conditione et assà disposto. Et che quel zorno -fo cridato: Arme! Arme! et tutti se messeno in ordene, come havesseno a -combatter, che fo bel veder. - - -_Ordene de li colonnelli come haverano andar contra li nemici, fatto a -dì 3 Luio 1495 in campo a Gierola[137]._ - -Da Milan se have lettere di 4, come in campo era stà preso uno portava -lettere del Duca de Orliens al Re de Franza, date a dì ultimo Zugno -et primo Luio, et par siano responsive ad alcune ricevute di esso Re, -dicendo: Christianissimo Roy, ho inteso che volete io vegni con le -mie zente a dì 13 di questo mexe verso Piasenza, per ritrovarse tutti -do li exerciti in uno, et che Vostra Majestà sarà lì a quel tempo. -Ve notifico come in campo dil Duca de Milan, come vi ho scritto, se -ritrova certa zente chiamata da loro Stratioti, che non so si sia -Turchi o diavoli, che danno tanta molestia a nostri, che non osano -ussir fuora di la terra de Novara, perchè li amazano, e porta le teste -su le lanze, et coreno ogni zorno fino su queste porte, cussì come per -avanti nuj corevamo fino a Vegevene, sì che non è possibil de venir, -perchè le zente hanno paura, et non voleno venir; et si venisseno -sariamo rotti, et tutti amazati. Con altre parole, ma questa è la -conclusione di ditta lettera. - -Da Bologna, come, a dì 4, mille fanti benissimo in ordene, fatti per -el nostro secretario, erano de lì partiti, venendo a la volta dil -campo, et che fin do zorni spazerebbe li altri 1000, et manderia subito -via, cognoscendo la celerità bisognava; et che 'l magnifico Iohanne -Bentivoi, et li signori Bolognesi erano fermi et in grande amicitia con -la Signoria, et erano certi se havesse a far fatto d'arme, perchè el Re -era su quei monti poco lontan dil nostro campo. - -Da Ferrara, el Duca esser zonto a Rezo, et per Ferrara se divulgava -come _etiam_ esso signor disse al suo partir al Vicedomino, che -l'andava a compiacentia de so zenero Duca de Milan, et che di la soa -andata non se dovesse haver paura, et che voleva esser bon fiol de -questa Signoria, non però voleva esser nimico dil Re de Franza. Ma -Venetiani sospettava assà, per la via de Rezana non mandasse vittuarie -al Re, et però li haveano mal animo. Et in piaza de San Marco tutti, -quando era Pregadi suso, mormorava se dovesse far capetanio in Po, -et mandar gripi, fusti et barche con alcuni rediguarda erano sta -reconzati in l'arsenal. Et a dì 2 Luio, a ciò io noti molte cosse, -zonse a Ferrara Sigismondo Cantelmo fo fio dil Duca de Sora, veniva -di Ortona, el qual era sta con el Re de Franza in Reame per veder si -poteva rehaver el stato dil padre, ma non havendo potuto rehaverlo, era -ritornato a Ferrara assà mal contento. Ancora Antonio di Contestabele -kav., che fo quello andò per el Duca de Ferrara ambassador a esso Re -a Siena, et con Soa Majestà venne fino a Pontremolo, et de lì se partì -et ritornò a Ferrara, nel qual zorno el Duca se partì et andò a Rezo, -lassando governador in Ferrara so fradello sig. Sigismondo di Este. - -A Ravena, per lettere de Andrea Zanchani podestà et capetanio, se -intese ivi esser zonto Zuan Paulo de Manfron, che fo quello era a -Napoli con re Alphonso, et per nostri conduto con 200 cavalli, et che -se aviava alla volta dil campo, et che a dì... ditto passò de lì el -sig. Pandolfo de Rimano con la sua compagnia venivano in campo, ma -questi do non veneno a tempo. - -Da Roma, per lettere di 3 dil mexe, come Hieronymo Zorzi orator nostro -havea visto una lettera drizzata al cardinal Curcense, scritta in -Napoli a dì 22 Zugno per mons. di Mompensier vicerè, come a dì 21 mons. -di Obegnì vicerè in Calavria, el qual era con 100 homeni d'arme et 1200 -Sguizari, havia rotto re Ferando, a uno loco ditto Semenara, el qual -havia 1000 cavalli et 4000 pedoni, de li quali era sta amazati più di -3000, el resto rotti e fracassati; et che ditto re Ferando era fuzito -con 4 cavalli in Rezo. Questa tal nuova, come scrisse ditto orator, -non era credibile, per non haverla per niuna altra via. _Tamen_ che -dil tutto havea voluto advisar la Signoria: _tamen_, si questo fusse, -vegniria a verificar quello mandò a dir el Re a li nostri in campo. -_Item_ che in Roma si faceva ogni giorno comedie et feste, et qualche -oratione si recitava al Pontifice per alegrezza di la sua tornata; -et come in quella notte di 3 Luio ivi era morto Benedetto Soranzo -patricio nostro, Arciepiscopo di Nicosia su l'isola de Cypri; el qual -el zorno avanti havia disnato di bona voia, et tre ore da poi li vene -uno accidente, et butato al letto perse la favela et ogni sentimento, -zoè cadete apopletico, _ut mos est praelatorum_, et morite la note. -Questo havia beneficij per ducati 1500 de intrada a l'anno; et el -Pontefice subito mandò a bollar tutto quello havia, et sequestrar li -danari in banchi 14 milia, et conferite l'arcivescovado de Nichosia -al Rev.mo cardinal Grimani, et una abatia a Campo S. Piero fu data a -Francesco Querini episcopo di Sebenico, et un'altra di Ravena fu data a -requisition dil Cardinal nostro patricio di cha Gritti, _adhuc_ puto. -_Item_ che 'l cardinal Grimani havia dato el suo vescovado de Baffo, -havia, a Jacomo da cha da Pexaro pur nostro patricio, era suo maestro -di caxa, et cussì fonno dispensati ditti beneficij. Et subito in questa -terra per el consejo de Pregadi fonno confirmati, et datoli le lettere -dil possesso, havendo le bolle di Roma. Ma el cardinal Grimani, volendo -el Pontifice l'arciepiscopo de Nichosia andasse a ressidentia nel so -arciepiscopato, contracambiò con Sebastian di Priuli prothonotario -apostolico, che li dette una abatia havea a Zara, et certa pensione; -et cussì ditto prothonotario fu fatto arciepiscopo; et cussì fonno -adattate quelle cosse. _Sed ad rem revertamur_. - -In questo medemo zorno, a hore 24, zonse lettere de li oratori al Re di -Romani, date a dì 28 Zugno, che la dieta pur si faceva, et el Re non -poteva venir in Italia per questo anno, _et similia verba_: dil qual -ozimai non è più bisogno. - -Da Zenoa, lettere di 3 dil secretario nostro, come l'armada franzese -essendo a Sestri combatete quel castello, et l'armada zenoese li era -vicina, _unde_ li custodi se difeseno vigorosamente; _unde_ ditta -armada ussite, per andar via, ma l'armada zenoese la seguitò: per la -qual cossa la franzese vedendo non poter fuzir, intrò nel porto di -Rapalli et Zenoesi si messe a la boca di ditto porto, sperando al tutto -di haverla, o vero brusarli li navilii; et che da Zenoa era partito -Zuan Adorno, fradello dil governador, con 300 fanti per andar per la -via di terra contra li homeni de ditta armada; et che in quel zorno el -governador havia mandato alcuni fanti et zente per augumentar ditto suo -fradello. Questo, perchè intendevano mons. di Brexa o ver Filippo mons. -et Obieto del Fiesco veniva con alcune zente a Rapalli, in aiuto di la -sua armada. Quello seguirà, sarà scritto di sotto. - -Da Ferrara, lettere del Vicedomino, come in quella terra non si cridava -altro che Franza! Franza! Et che Ferraresi dimostravano mal voler -contra nostri, et che 'l Duca era zonto a Rezo, et li havia scritto -una lettera, la qual mandò a la Signoria, come l'haveva inteso el campo -nostro esser fortissimo et ben in ordene: et advisava el seguito di le -cosse de Zenoa. - -A Fiorenza, per lettere di merchadanti se intese come haveano a dì -28 Zugno fatto la nova Signoria, et intrata in palazo al primo de -Luio per novo modo et forma di eletione: li quali saranno qui sotto -scritti. Et compito de far el novo governo, messeno ogni loro inzegno -in rehaver Pisa. Et che el conte Ranuzo di Marzano, Hercules Bentivoj, -le zente di d. Francesco Secho et el Duca de Urbino al principio de -Luio ritrovandose in campo a Pandera, castello di essi Fiorentini, et -el campo de Pisani a Cassina, dove era Lucio Malvezo loro capetanio, -or fonno a le man, et fo presi di le zente di Pisani zerca 60 tra i -qual alcuni nepoti di ditto Lucio Malvezo; et poco mancò lui non fusse -preso, et preso uno fiul dil sig. Ruberto di San Severino, natural -cugnato di esso Lucio; et fatta questa scaramuza, li campi ritornono -a li alozamenti, non però che non fusse morti alcuni di una et l'altra -parte. _Item_ che 'l Re essendo a Lucca, partiti li tre Ambassadori de -Fiorentini da Soa Majestà nominati di sopra, e ritornati a Fiorenza. -Et el Re seguendo el suo camino verso Pontremolo, non volse pur render -Pisa, et però Pisani se difendevano in libertà, et el Re mandò uno -messo a Fiorenza, o vero araldo, con lettere, dimandando tre cosse: -prima, che dovesseno far trieva con Pisani per do mexi, nominando -li signori Pisani, perchè lui saria quello voleva adatar le cosse; -secondo, che li prestasse ducati 20 milia, per haverne bisogno per -pagar lo suo exercito, _maxime_ a hora, havendo el campo de Veneciani -a l'incontro, per tuorli il passo; tertio, che li dovesseno mandar le -zente di Francesco Secho, el qual Fiorentini per avanti concesse al -Re la soa persona ma non la soa conduta, et per questo venne a trovar -el Re con alcuni cavalli lizieri. Hor al presente el Re voleva le sue -zente, per augumentar l'exercito. - -Ma Fiorentini, fatto loro consegli, rescrisseno al Re che farebbeno do -ambassadori a Sua Majestà, et che, di la trieva con Pisani se doleva -molto el Re li chiamasseno signori, et che non li pareva honesto di -far trieva con soi vassalli, et che, venendo a loro misericordia, li -fariano cossa li sarebbe in piacere. - -_Item_ de li ducati 20 milia erano contenti, per l'amor portavano a -Soa Majestà, servirlo de ducati 15 milia quando sarà zonto in Aste, et -che li altri cinque el Cardinal mons. Samallo, quando fo a Fiorenza, -promesse a quella Signoria di prestarli ducati 5000 in ogni loro -bisogno, et che al presente erano nel bisogno, et però fariano ditto -Cardinal desse questi danari a Soa Majestà. - -Tertio, che di le zente dil Secho le ge bisognava per reaquistar molte -terre li erano rebellate, et _maxime_ Pisa, et per defendere el loro -stato, et cussì expediteno ditto messo. Non restava continuamente Zuan -Battista Redolfi, loro orator a Milano, de dir al Duca che volentiera -se aderirebbono a la liga, ma pur che 'l Re li era assà propinquo: -_conclusive_, temevano. Et uno suo contestabele era in Modenese a far -400 fanti, venuti ditti fiorentini, in questi zorni li scrisse non -dovesse farli, et non haviano bisogno. - - -_Questi sono li primi eletti di la Signoria di Fiorenza per novo modo_: - - san Spirito: - Bernardo de Stefano Segni - Batholomeo Ubertini - - santa †: - Lorenzo de Matheo Morelli - Andrea de Lorenzo Cieffi - - santa Maria Novella: - Lorenzo Lenzi confalonier di justitia - Francesco di Pagolo Pasquini - Neretto di Francesco Neretti - - san Giovanni: - Bertho de Felichara - Nicolò di Giovanni d'Americho Benci. - -In questa mattina, a dì 7 Luio, alcuni castellani erano in questa -terra andò in Collegio, notificando a la Signoria nostra come li -castellani di la Patria preditta di Friul, vedendo el bisogno havea la -Signoria di zente, come veri subditi et fidelissimi, tra loro volevano -mandar in campo 300 fra cavalli lizieri et provisionati, zoè la mità -cavalli lizieri et l'altra mità provisionati pagati a loro spexe per -do mexi, et che li capi era Alvixe da la Torre di 100 cavalli et 50 -provisionati; Elia da Cusan capo de 50 cavalli et 50 provisionati; et -uno altro. Et dimandono una lettera di passo, a ciò potesseno andar in -campo; la qual fo subito fatta, et molto ringratiati di la bona voluntà -haveano. - -Di campo _etiam_ zonse in ditta mattina lettere di 5 del mexe, di sera, -come el Governador con li Provedadori, essendo in quella mattina a -l'hora di la marangona cavalcati a veder certi repari, fo per le guarde -discoperto uno grosso squadron de Franzesi, che volevano discender el -monte et calarse ne la valle dil fiume dil Taro. _Unde_ lo illustre -Governador, con el sig. Redolfo, fece metter lo exercito tutto in arme, -senza son di tromba nè di tamburo et ogni altro instrumento, nè cridar: -arme! che fo cossa bellissima a veder, l'ubidientia de tutti, l'hordine -et la inumerabel zente, et andar tutti li squadroni con li soi ordini -a le poste senza strepito alcuno. Et alongato zerca uno mio et mezo -fora de li alozamenti, li squadroni preditti feceno alto, et fermati -sopra la campagna, la qual era ampla et apta a tal cossa, aspettono li -nemici, credendo vi dovesse venir per combatter; perchè ancora Franzesi -venivano _etiam_ loro, passo passo, con le artiglierie avanti, sopra la -giara, et assà stretti. Et venuti uno mio vicin a nostri, i quali erano -fatti in 5 squadroni, si fermò. Et erano avanti nostri zerca 1000 tra -cavalli lezieri et balestrieri a cavallo, i quali se tiravano indriedo -quanto li nemici venivano avanti; ma fatto alto, Franzesi scaricò assà -artiglierie, et comenzono a tender li pavioni (_padiglioni_) et tende, -et ogni altra cossa per accamparse ivi. Qui era el Re con tutte sue -zente. In questo _interim_ li Stratioti, li quali erano ascesi el monte -per veder qual via tenesseno li nimici, visto lo fermar suo, disceseno -el monte, et li andono a trovar da banda manca, a ciò le artiglierie -non li potesseno nuocer, et lì se ataccono con loro, per modo che -portono gran quantità di teste, cavalli et barde et arme, zoè balestre, -spade et armadure di dosso assà: in conclusion, non feceno preson -alcuno, ma più de 40 Franzesi amazono, et veneno con questa vittoria in -campo nostro. Et visto el Governador che Franzesi non volevano venir -a la battaglia, li quali con grandissimo animo desideravano nostri -che li venisse, ordinò si tornasse a li alozamenti; restò _solum_ el -sig. Redolfo, barba dil Marchexe preditto, con 20 squadre a la veduta, -et poi _etiam_ lui si venne a disarmar. Et Stratioti, in quel numero -de morti, ne amazò uno capo di squadra, de condition, per quello fo -judicato, et portato la testa a li Provedadori per haver el ducato -insieme con le altre, questa havea una botta di simitarra sul fronte. -Ancora menono alcuni cani brachi bellissimi, tolti ai nemici; i quali -rimaseno molto confusi, pur se alozono a pe' dil monte. Et da poi -in ditto zorno, Stratioti, cavalli zanetti, Soncin Benzon con li soi -cavalli lizieri, ancora dil Marchexe, fonno a le man in diverse hore -con i nemici, scaramuzando, e tal fiata ne hanno amazati 15 et 20 -senza danno di nostri. Questi Franzesi veneno come disperati, perchè in -quella valle non haveano da manzar ni da bever, et in queste baruffe -uno solo Stratioto fo ferito, et amazato uno cavallo; et questo è il -danno nostri ha habuto ozi da i nemici; et Franzesi stavano con gran -guardie, et simel nostri. Era lontan un campo di l'altro solum mia -4, et cussì li Provedadori advisò a la Signoria, come, ad ogni modo, -el zorno driedo non potevano fuzire di non esser a le man con nostri, -et che si dovesse far pregar Dio ne donasse vittoria, et che tutto el -campo erano molto vigorosi et di bon animo, sperando senza dubio haver -vittoria; et che dubitaveno non andasse per certe vallade et alcuni -monteselli in Piasentina, et che, andando, el Governador con tutto el -campo erano disposti de seguitarli ad ogni modo; e che in quel zorno, -da poi manzar, zonto era in campo Paris da Lodron con 300 fanti et -Jacomo dal Sabion con 100 fanti benissimo in ordene et bella zente; et -a hore una de notte _etiam_ zonse altri 250 fanti di quelli di Paris da -Lodron. Et, come per una lettera de Daniel Vendramin pagador vidi, che -fo presentado a li Provedadori 37 teste, et che per una spia havevano -inteso come era morti 20 cavalli dei nemici, per manzar formento; -sì che, sforzati, veneno zoso di monti a camparse a Fornovo. Et per -una lettera di Anzolo di Mafei, era con lui, vidi che Stratioti 24 -investite 80 Franzesi in quel zorno, et ne amazò X et assà feridi, et -li messeno in fuga. _Item_ che, per quanto intendevano per spie dil -numero di l'exercito, non passava persone X milia da fatti; el resto -zente inutile, et nostri era do volte tanti. _Item_ in quel zorno zonse -68 spingarde sopra careti, et se aspettava el resto fino al numero di -260 da Verona; le qual el zorno driedo doveano zonzer; et come zonseno, -non havendo più bisogno, li Provedadori quelle remandono in driedo. - -Et oltra questa lettera di campo, a hore 20 ne zonse un altra di 6 -dil mexe a hore 12; et per non esser ni Conseio di X, ni Collegio, -ni Pregadi reduto, fo subito mandato per li Cai dil Conseio di X, -et quella fo letta. La qual conteniva, come in campo era venuto uno -trombetta, da parte di mons. di Arzenton, dicendo voleva in quella hora -venir a parlar a li nostri Provedadori, et veder di conzar le cosse, -et voleva salvo condutto. El qual in quella matina venne per tenir in -parole el nostro exercito, a ciò Franzesi o andasse via o vero venisse -a trovar nostri disproveduti, come di sotto per el successo chiaro si -puol comprender. - -Da Milan lettere di 6, come el so campo prosperava mediante Stratioti, -i quali fevano _continue_ corarie et butini di bestiame, et speravano -di breve metter campo a Novara, et piantar le bombarde; et come di 5 -da sera, le loro scolte assaltò le scolte inimiche, scorzevano certe -vituarie in la terra, et certe artiglierie, et, essendo a le man, -nostri li tolse 6 para de buoi che conduceva con li carri ditte cosse, -et tagliato li sacchi de formento erano su li muli, a ciò el formento -se spandesse. Ma che li venne socorso, per esser sotto le mura di -Novara, et nostri convenne lassar le artiglierie, era 6 passavolanti, -li qual veniano di Aste, et _libere_ introno in la terra; et che 'l -Duca attendeva a intender el successo de questi campi, dove consisteva -el tutto. - -Di Zenoa, come l'armata era assediata dove ho scritto di sopra; et che -'l Duca havia mandato dil suo campo a Zenoa....., le qual a dì 3 se -partì, et che doveano esser zonte. Ma qui a Zenoa a dì 6 acadete certe -novità: li partesani di la terra con quelli de li borghi, nei qual ne -intravene qualche Franzese, et ne fo morti et feriti assà. El cardinal -san Piero _in Vincula_, el cardinal de Zenoa, et d. Obieto dal Fiesco -prothonothario, erano a quelle riviere, et Filippo mons., per el qual -el Re mandò a dir dovesse lassar quella impresa, et redurse col suo -exercito a la volta de Pontremolo, perchè voleva discender i monti. -Et _etiam_ in questo zorno Bernardo Contarini scrisse a la Signoria di -progressi di Stratioti, la qual qui sarà notada. - - -_Copia de una lettera._ - -Serenissimo Principe et Sig. mio. Heri, a hora prima di notte, -significai a Vostra Excellentia del prender di XII villani da Novara, -et 8 sacomani con i loro muli et cavalli; hozi, credendo che li -nemici voleseno far le loro vendete, montassemo a cavallo, zerca 250 -Stratioti, et andassemo verso Novara. Io mandai avanti 50 cavalli -_solum_, per incitarli et farli venir fuora de Novara; non gli ha -bastato l'animo ussir. I nostri sono corsi fino a le porte, et siamo -stati salutati da passavolanti, spingarde et balestre; tra i qual, -do colpi de ditti passavolanti hanno dato in mezo di la campagna, et -havemo portato le ballotte de piombo de ditti passavolanti in campo, -et sono de pexo lire 10 l'una. Io non so qual sia el rispetto de la -Excellentia de questo Duca, che fino questo zorno non habia provisto di -far che 'l se vadi ad alozar nei borghi de Novara. - -Principe ill. et Signor mio, io sono stato molto ripreso dagli miei -parenti, che io non habi sollicitato nel scriver a Vostra Sublimità. -Prometto a Dio et a Vostra Sublimità et per la servitù ho con Vostra -Excellentia, mai è passato uno zorno che non habbia scritto a Vostra -Sublimità de le occorrentie de questo campo, et ho tenuto uno cavalaro -a posta, datomi per quel magnifico Podestà de Crema, et ogni notte l'ho -mandato con lettere directive a Vostra Excellentia fino a Milano, in -mano dil ambassador de Vostra Signoria, pregandolo et supplicandolo -che con celerità ditte lettere siano mandate a Vostra Sublimità, come -per mie lettere di 3 dil instante significai a Vostra Excellentia. Et -a caxon che V. S. intenda el mancamento non procede da mi, supplico -a quella non gli rencresca se con la presente sarò alquanto tedioso, -per justificar parte dil honor mio. Illustrissimo Principe, dico che a -dì 13 _Junij_, a hore 18 scrissi a vostra Excellentia dil zonzer mio -a Vegevane et del honore et accetto mi fu fatto; et a dì 24, a hore -20, scrissi a Vostra Sublimità dil combatter de doi Stratioti contra -17 Franzesi arcieri a cavallo, dei qual 2 ne fonno presi, feriti et -malmenati. A dì 25 ditto, a hore 18, _scripsi_ dei Franzesi presi -numero 26, et morti 9, et amazati 12 di loro cavalli. A dì 26 ditto, -a hore 24, scrissi a Vostra Excellentia del prender de 9 pedoni et do -balestrieri a cavallo. A dì 27 ditto, a hore 2 di notte, significai -a Vostra Sublimità de la cavalcata fatta con i cavai lezieri dil -sig. Duca, et certi homeni d'arme, et per essere stati discoperti la -cavalcata fonno fatta invano. A dì 28, a hore 18, notificai a Vostra -Excellentia che de qui non havevano trovato spelta nè orzo, ma vena -trista e dolorosa, per la qual i nostri cavalli sono smagrati. A dì -29 ditto, a hore 18, Ill.mo Principe, significai a Vostra Excellentia -como erano partiti con il campo da Vegevene, et andati a camparse al -loco de Casolo, distante da Vegevene mia 4, et como madama la Duchessa -venne in campagna a veder l'ordene di le squadre et tutto il campo; -significai _etiam_ di la prexa dil castel de Villanova, et una poliza -di le zente si atrovano in questi dui campi, la qual iterum mando -a Vostra Excellentia,_ deinde_, a dì 29 ditto, a hore 3 di notte, -da Casolo significai a Vostra Excellentia come i Franzesi haveano -abbandonati doi castelli, et degli Stratioti messi in guardia de queli -con certe fantarie. A dì ultimo dito, a hore 2 di notte, notificai a -Vostra Excellentia dil zonzer nostro a Trecano, che fo a hore 21, et -alozati che fossemo feci correr li Stratioti fin su le porte de Novara; -i qualli havia vadagnato bestiami assaissimi et altre robe. A dì primo -Luio, in Trecano, scrissi a Vostra Serenità dil levar dil campo, con -ordene de battaia, et apresentati a uno miglio a presso Novara, et lì -dimorassemo fino a hore XV aspettando dovesseno ussir fuora, et vista -la viltà loro, fessemo discargar 12 passavolanti a la volta di Novara, -et poi ritornassemo al nostro lozamento a Trecano. A dì 3 Luio, a hora -prima di notte, significai a Vostra Excellentia come partissemo da -Trecano et venissemo ad alozar a una villa dimandata Pernà distante -da Novara uno mio et mezo; et alozati che fussemo, atrovandose tutti -a disnar, fo cridato: Arme! Arme! Et subito armati, tutti insieme -andassemo fuora, et fo morto XI de i nemici, et portato in campo tre -teste in cima le lanze. A dì 3 Luio, a hora prima di notte, in Pernà -significai a Vostra Serenità come havevamo prexi 40 dei nemici, et -dil mandar di 60 Stratioti et 40 balestrieri per brusar uno ponte, che -si dicea esser fatto sopra Po, verso Aste; i qual, ritornati, dicono -non haver trovato alcuna cossa. _Etiam_ significai a Vostra Serenità -de 70 homeni d'arme e 100 cavalli lizieri, partiti di questo campo -quella medema mattina, di comandamento dil Duca per andar a Zenoa. -A dì 4 ditto significai a Vostra Sublimità come havevemo prexi 12 -villani da Novara, et 8 sacomani con lor cavalli et muli, et fatto -restituir assaissimi animali grossi, robe et danari, che gli Stratioti -haveano guadagnati per compiacer a questo sig. Duca, digando esser so -servitori, ancora che per Franzesi fusseno dominati. Questo poco de -replicar ho voluto far, con humele et debita reverentia a la Vostra -Sublimità, a ciò quella cognosca haver a questa impresa uno solicito -et bon servitor, et Dio perdoni a cui ha retenuto le mie lettere, et -ha voluto farse honor con el pericolo et fatiche mie. Quello seguirà -per zornata, Vostra Sublimità serà advisata. Ai piedi di la qual, -humelmente et devotamente me ricomando. - - _Ex fidelibus castris apud Villa Pernate, die 5 Julij_ - MºCCCC LXXXXVº _hora_ XX. - - BERNARDO CONTARINI _schiavo et servitor_ - _di Vostra Signoria._ - - -_Digresso di l'auctore, come stava Italia in questo tempo, et li -potentati._ - -Ben che fino questo zorno habbi narato tuto el seguito di la venuta di -Carlo re de Franza, al presente esso Re volendo ritornar in Aste, sia -per qual cagion si voglia, et l'esercito di la Serenissima Signoria con -alquante zente de Milan, essendoli opposto contra, _unde_ necessario è -di far fatto d'arme; voglio qui descriver come in questo tempo Italia -si ritrovava, et la conditione de li potentati _succincte_, a ciò se -veda et intenda in quanto pericolo era di esser subietta et dominata -da zente gallica. Alexandro romano pontifice con alcuni cardinali -era in Roma tornato, dove confusione grandissime de Colonnesi et -Orsini, principal parte Romane, vi era, et tra loro se molestavano. -Cinque Cardinali seguiva el Re: _Vincula_, Zenoa et Samallo, et do -altri. Erano pur da la so parte, ma non si partino de li soi castelli, -Savello et Colonna. El Reame de Napoli dilacerato da Franzesi. Napoli, -con molte terre, si teniva per esso Re, et Ferandino danizava in la -Calavria, et l'armata veneta in la Puglia. La Signoria di Venetia era -su grandissima spexa; _licet_ fusse ligata con Papa, Re di Romani, -Re di Spagna et Duca de Milano, lei sola spendeva assà quantità de -danari. Havia exercito instructissimo, et za molti anni non visto tale -in Italia; armata di galie zerca 40, et Antonio Grimani procurator -loro capitano maritimo. Et questa Venetia sola, _ut ita dicam_, fu -quella varentò Italia. El Duca de Milan, molto odiato dal populo, senza -danari, et con exercito a recuperar Novara et _etiam_ in Parmesana -et a difender Zenoa, dubitando dil Re non li tolesse el Stado, et -molto in benivolentia con Venetiani, dicendo: _Quis separabit nos?_ -Fiorentini, perso el dominio de Pisa, dato al Re Pietrasanta, Serzana, -Serzanello et Livorno, et ancora non li erano sta restituiti. Et Monte -Pulzano ribellatosi a Senesi, et quello comandava el Re, faceva; quasi -havendo persa la loro libertà et teniva col Re. Senesi in confusion, -et grandissima parte sottoposti a voleri gallici. Zenoa _in magno -periculo_; pur Augustin Adorno teniva con il loro signor Duca de Milan; -et in Riviera, per le parte de Franzesi, seguiva assà novitade. Luchesi -quello ordinava el Re seguiva; et do.... li presentò le chiave, ma -el Re non li fece alcun danno, et era de soi. Bologna et il magnifico -Ioanne, conoscendo el ben suo et de Italia, era con Venetiani et Duca -de Milano federati. Peroso, su le arme, per le parte de Oddi et Bajoni, -Cesena ancora in comotione, per Tiberti et Martinelli, intervenendo -Guido Guerra, che pur teniva dal Re de Franza. El Duca de Ferrara -se dimostrava neutral, ma per esser cupido di nove cosse tramava col -Re _occulte_, et havia mal animo a Venetiani. Duca Guido de Urbino, -soldato de Fiorentini. Marchese di Mantoa nostro Governador zeneral -nel exercito, et il suo stado tutto marchescho. Sig. Iulio di Chamarin -non era operato, stava a le so terre. Sig. Rodolfo Malatesta di Rimano, -con Venitiani soldato. Sig. Zuane Sforza de Pesaro, soldato di la liga. -Madama di Forlì in amicitia con Franza, et con Milano, et nel principio -si operò, ma al presente si stava a li soi Stati, et governava so fiul -Ottaviano. Sig. di Piombino era casso dil soldo havia con Senesi. -Vitelli, et prefato sig. di Senegaia, soldati dil Re; Mirandola, -Corezo et Carpi con la Signoria et Milano. Conte di Petigliano et sig. -Virginio Orsini erano contra so voja menati col Re de Franza. El sig. -Prospero et Fabricio Colonna, rimasti a soi castelli, teniva dal Re. La -Marchesana de Monferà et Duchessa de Savoia mostravano esser neutral -tra il Re et Milano, _tamen_ davano assà aiuti et lozamenti a esso -Re. Sì che a questo modo era partita la povera Italia; la qual, si ben -havesseno tutti considerato il danno harebbe a seguir, si Franzesi vi -ponesse la mano su qualche altro Stato oltra el Reame acquistato, sine -dubio la ragione voleva tutti havesseno seguitato el savio consiglio -de Venetiani; i quali, visto el Re non si contentava di haver hauto -el Reame, che voleva altro in Italia, et non più se parlava de andar -contra infedeli, li puoseno le man davanti, et liberò Italia de tanto -pericolo. _Sed de his hactenus_. - - - FINIT LIBER TERTIUS - - - - - CLARISSIMO MELCHIORI TRIVISANO CLASSIS MARITIMÆ REIPUBLICÆ - VENETÆ IMPERATORI DESIGNATO MERITISSIMO MARINUS SANUTUS - LEONARDI FILIUS VENETUS PATRICIUS SALUTEM. - - -Quanto sia l'amore et ubligatione che ciascuno patricio debbe havere a -li soi compatrioti, li quali in ogni loro operatione per la Republica -più che bene si portano, magnifico Marchiò Trevixano, non mi accade -exprimere, perchè gli eruditi l'intendeno, et gli ignoranti il -cognoscono, et il vulgo il predicano. Ma _solum_ vi entra medio una -rubigine, la quale intermossa, tutti operanti a benefitio publico -sarebbeno exaltati; et vi subjunge la invidia, ch'è di natura pessima, -nemica dil bene e contraria a ogni honesto vivere: le qual do parte -de invidia, con la detratione, sono quelle che, come ho ditto, -pervertono gli homeni dal recto judicio. Ma ben che queste vi sia, -pur la fama de la verità è sempre, nè pol star molto occulta. Che, -si questo non fusse, vedendo per far bene talhor esser mal da alcuni -remeritati, niuno si sforzeria patir fatiche, continui affanni, sonni -perdere, il giorno senza quiete stare, et cose contrarie a la età -loro sostenere. Adoncha il merito pur è dato a ciascuno secondo li -gradi soi. Et io, uno di quelli patricii mi ritrovo essere, el quale -con ogni dimostratione, et _non solum_ con li suffragii, honoro, -extollo et magnifico quelloro si operano bene per la nostra Republica, -come Toa Magnificentia continuamente ha fatto, sì _alias_ essendo in -armada vice generale, et in la pretura patavina, _quam_ in questa -legatione in exercito terrestre contra a l'impeto gallico posto; -et a quelli legeranno li toi progressi et sapientissimo governo, li -sarà spechio e norma,_ maxime_ a chi useran tal ufficio ne li posteri -tempi. Et havendo alquanto considerato, dopoi finita questa mia decima -lucubratione, ch'è tutta la guerra gallica in Italia, opra di farne -qualche conto per la verità di quella et cosse nuove, poi l'intitolata -al Serenissimo Principe nostro, mi pensai extollerte con questo poco -de inculte parole, et titolarti uno di cinque libri. Concludendo, io -et tutti gli altri patricii et senatori te siamo grandemente ubligati -per li modi tenuti, frequenti a imitatione, trovarsi in questa tua età -ne la battaglia al Taro in Parmesana, dove fu spanto assà sangue, et -_fortasse_ più che za molti anni in Italia sia seguito; et poi seguir -l'exercito gallico già quasi rotto et posto in fuga, et governar -_pacifice_ col collega tuo tanto exercito di la Signoria nostra, a -presso di quaranta millia persone; et _demum_, andato a l'ossidione -di Novara, terra dil Duca de Milano, da Galli tenuta, dove sei stato -qualche zorno; et benchè quella non si ottenisse, pur chi legerà questa -vedrà esser ivi sta fatto assai. _Ergo, merito_ te habiamo designato -la pretura maritima, ne la qual son certo, _ut moris est_, talmente ti -porterai, che a la dignità ultima, _inter nos Venetos_, adjungerai. Et -quanto sia di Toa Magnificentia, _licet_ longa familiarità con quella -non habbi per avanti habuta, per questa la sarà certificata, io esser -suo quanto io son. Et a Toa Magnificentia mi ricomando, _quae diu felix -valeat. Vale._ - - _Ex urbe Veneta, ultimo Decembris 1495._ - - - - -MARINI SANUTI LEONARDI FILII DE REDITU CAROLI FRANCHORUM REGIS EX -NEAPOLI IN GALLIA ET DE FUGA ET CLADE ACCEPTA AB EXERCITU VENETORUM -APUD FORNOVUM PARMESANI DISTRICTUS INCIPIT LIBER QUARTUS FELICITER. - - -Essendo lo exercito franzese disceso per la via di Pontremolo propinquo -a Fornovo, ultra el Taro, fiume torentuale, fu scontrato _ultra flumen_ -da l'exercito instructissimo di la Illustrissima Signoria di Venetia, -propinqui a miglia 4, che erano alozati a Gierola, li qual feceno -diversi movimenti et scaramuze, sachizato il loco di Fornovo per -nostri, et Franzesi expulsi, sì come nel libro precedente è scritto. -Il perchè poi si redusseno Franzesi in capo di la valle, et ivi in -una collina eminente, a la ripa dil Taro, distante da Parma mia 5, et -stabiliti et fixi; deliberono nostri, movendose, _omnino_ apizare et -far fatto d'arme. Et inteso questo la Majestà dil Re de Franza, venne -la Domenega et tutta la notte seguente nel suo campo, per non dimorar -più su quelle montagne; et havia exercito de homeni et cavalli da -fatti zercha 8000, et cavalli lezieri 2000, el resto zente inutile; -et altri attendevano a li cariazi per ritornar in Franza, et questo -non era poco numero di zente di tal sorte inutile. Havea zerca colpi -60 de artigliarie su carete, zoè spingardi, passavolanti, et altre -generatione o vero sorta de artiglierie, variamente per loro chiamate, -et butavano ballotte de ferro de assà grandezza, harebbe bastato a una -bombarda non picola: in tutto, concludendo, erano da XV in XVI milia -persone. - -El nostro veramente exercito era bellissimo, et forsi za molti anni -tale in Italia (_non si era_) visto, sì come molti veterani homeni -d'arme_ publice_ dicevano, zente disposta sì da pie' come da cavallo -numero grande: di cavalli 12 milia, nei qual era homeni d'arme 2800, li -primi de Italia, condutieri strenui et experimentati; cavalli lezieri, -computando ballestrieri a cavallo, numero zerca 1500, et Stratioti -750; fanterie da zerca X milia, et el Duca de Milan; sotto el conte -de Caiazo era persone zerca 2000 tra cavalli et pedoni, però che esso -Duca il cargo di qua havia lassato a la Signoria, et lui pur havea el -campo a Novara. Mancava zonzer, in ditto exercito venuto, Cozanderle -thodesco, capo di 1000 teutonici tra schiopetieri et lanzarioli, el -qual a dì 20 Zugno havia fatto la mostra soa a Trevixo, et andava -in campo, et era poco lontano. Ancora Paris da Lodron con li soi -provisionati, li qual di hora in hora dovea zonzer, et eran in camino -cernide de Veronese et Vicentina; et li 2000 fanti fatti a Bologna -mancavano; de li qual parte el zorno driedo el fatto d'arme zonseno -in campo. Oltra di queste fantarie, mancava di zente d'arme el sig. -Pandolfo Malatesta di Rimano con 400 cavalli, Zuan Paolo di Manfron, -vicentino, condutto nuovamente con 200 cavalli i quali tutti erano -inviati per venir in campo. Ancora la conduta dil sig. Zuane Sforza di -Pexaro, era a soldo dil Pontifice et nostro, con 80 homeni d'arme et -60 balestrieri a cavallo, et cussì le zente dil Duca de Gandia, le qual -veneno poi quando el campo fo a Novara, sì come dirò di sotto. Adoncha -mancava assà zente di venir, per augumento di l'exercito nostro. - -Hor venendo el Luni, a dì 6 Luio, el qual zorno era ordinato per le -disposition fatal se dovesse far fatto d'arme con Franza, et in questa -matina venne uno trombetta in campo nostro, zoè da parte di Zuan Iacomo -di Traulzi, era uno de capitanei dil Re, el qual ne li zorni superiori -ritrovandose su quelle montagne, le so zente italiane con Franzesi -veneno a parole per caxon di alozamenti et vittuarie, _adeo_ esso Zuan -Iacomo l'have molto a mal, et più volte volse venir da la banda nostra, -_ut dicitur_, cossa che molto nostri desiderava, et za ne era qualche -pratica; et cussì mandò uno suo trombetta, come ho ditto, fenzando de -mandar a dimandar al Marchexe de Mantoa alcuni danari che l'avea spexo -a Napoli in uno cavallo per Soa Signoria. _Tamen_ è da considerar -mandasse o lettere o vero qualche aviso; _conclusive_ fo divulgato -voleva la notte passar di qua; et li Provedadori di campo, subito a -hore 13 spazò uno corier in questa terra, a dì 7 hore 22, et perchè non -era redutto el Collegio nè alcun altro Consejo, et el Principe nostro -pur amalato, _unde_ subito zonte tal lettere, mandono per li Savij -dil Collegio, et per li cai dil Consejo di X, tra li qual vidi Paulo -Trivixan kav., era Cao quel mexe, andar in gran pressa in palazo, et -lesseno le lettere, et cussì nostri stavano in questa expectatione che -ditto Traulzi dovesse venir di qua, et anche quello havesse a seguir -di campo, essendo propinqui tre mia de inimici, et non restavano de -far far oratione. _Et unum non praetermittam_ di scrivere, che uno, -qual fusse non so, andò a trovar alcuni di Collegio, notificandoli che -al tutto Franzesi con nostri in questo zorno di 6 Luio doveano esser -a le man: la qual cossa non potea saper _nisi_ per astrologia o altra -indivinatione et virtù havesse. Et queste parole per piaza di S. Marco -se diceva, dove continuamente patricii et altri se reducevano per -intender quello seguiva. - -Ma ritorniamo al Re de Franza. El qual, venuto zoso de monti, et reduto -con l'exercito su quelle giare dil Taro dove si fermò, et mandò uno -suo trombeta da li Provedadori nostri a richiederli el passo, dicendo -che con la Signoria non havea guerra alcuna, ma sempre la real casa de -Franza esser stata et esser amica di essa Signoria, et con Soa Majestà -havia bona lianza, et che mons. di Arzenton verrebbe la matina in campo -a parlarli, volendo un salvo conduto. Questo stratagema Franzesi usò, -dicendo Arzenton anderà e li tenirà in parole et in tempo, _adeo_ el -campo non starà su le arme; et io in questo mezo montarò su la strada -romea, et anderò al mio viazo; ma li andò fallito el pensiero. _Imo_ -questo zorno di Luni 6 Luio, è zorno di esser in memoria da Franzesi -celebrato, per essere sta zorno infortunatissimo; però che da 4 parte -have grandissime disgratie et danni et rotte; primo qui, a Zenoa, a -Novara, et a Napoli Ferdinando intrò, sì come tutto sarà scritto di -sotto. - -Hor non havendo hauto el suo trombeta risposta bona, perchè tutti li -nostri erano volonterosi de apizarse, el Re con li soi primi capetanii -ordinò el suo exercito per redurlo tutto insieme, mandando li cariazi -verso el campo nostro _ordinate_, le artiglierie nel mezo et in la -coda, verso el campo nostro, volendosi aviar al suo viazo verso la via -romea. La qual cossa, prevista da l'exercito Veneto, tutto a l'arme -disposto, el Governador zeneral havendo dato la cura a so barba sig. -Redolfo di Gonzaga per la longa pratica havea de governar el fatto -d'arme, fatti li colonelli, sì come ho scritto ne l'altro libro, -et ordinato al conte di Cajazo con el suo squadron fusse el primo -investisse, et esso Marchexe governador secondo, _et sic de singulis_; -mandò la compagnia cojonesca con Tadio da la Motella et Alexandro -Coglion condutieri fra il monte et la giara dil Taro, fino a la coda -dil campo nemico, a ciò fusse da quel canto serrato, et preocupate le -artiglierie loro; et per mezo el traverso fo mandato li fanti pedestri, -balestrieri, cavalli lezieri et Stratioti, li qualli tutti passarono -el Taro a guazo. Et la matina poi, inteso per le scolte a hore zerca -14, come Franzesi se ne venia per la giara a costa al monte, et le loro -artiglierie salutavano nostri, et trazevano con tanta furia che tutti -sarebbeno spaventati, si non fusse stato la grandissima volontà de -nostri de provarse con Franzesi per liberation de Italia, et per haver -fama con la Signoria nostra, altri per romperli et farse richi con -loro cariazi; et cussì in quella matina, _licet_ li Provedadori nostri -non erano di opinione che 'l campo dovesse andar a trovar Franzesi, -considerando el grande pericolo era, ma parse pur al Governador di non -voler indusiar, vedendo era il tempo, et che se non havesse investito, -Franzesi se ne andava a loro viazo. Et fatto con lui un grosso squadron -del fior de li condutieri et homeni d'arme, et tutto el campo armato a -li so lochi, che, come da quelli vi si trovò, fu di belle cosse a veder -che mai si potesse veder, et si aviò verso li nemici nostri, i quali -erano mia 3 lontano. Li squadroni veramente era cussì ordinati: Caiazo -primo; Governador, zoè Marchese di Mantoa, suo barba sig. Rodolfo et -volse con lui sig. Ranuzo dil Farnese; terzo sig. Antonio di Urbino, el -qual era el primo squadron fusse, sì di più numero, _quam_ de valenti -homeni, et questo non si mosse, che, si havesse mosso, _sine dubio_ -tutti li nemici erano presi et morti. L'altro fo quello dil conte -Bernardin Fortebrazo. Quello di Tadio da la Motella et coioneschi, -nominato di sopra, era sta mandà al monte, come ho ditto. Et ultimo -quello dil conte Carlo di Pian di Meleto, che era redeguardo. Stava -a custodia di lozamenti et stendardi Luca Pisani et Marchiò Trivixan -provedadori, et Daniel Vendramin pagador in campo. Et è da saper che -'l sig. Rodolfo, havendo fatto li soi disegni, ordinò a li capi de -li squadroni, sotto pena di la vita, niun si dovesse muover de li soi -lochi, se lui, che andava col squadron dil Marchese a combatter, non -ritornasse a farli venir a far fatto d'arme, non credendo di morir, -come fu. Li fanti veramente, secondo li soi ordeni, andava corando -drio li squadroni; et convenne passar tre acque dil Taro, che erano -spesse a modo fango, per modo tal che andavano fin a mezo el petto, et -li cavalli fin a mezo la panza. Et cussì col nome de Christo partito -el Governador, li altri squadroni streti et in ordine li venia driedo, -seguitandolo per esser tutti a le man con Franzesi, et tutti passono le -ditte acque nominate di sopra. - -Ma ritorniamo a quello fece Franzesi. In questo mezo nostri si -preparava, _etiam_ loro ordinono le zente, et fece uno squadron a -l'impeto de nostri di 3000 et più combattenti, et voltaron le spalle -al monte, et in mezo ne fece uno altro, dove era la Majestà dil Re, -armato, circondato de molte artiglierie; poi da la destra mano, verso -li cojoneschi et la valle, disteseno una ala de cavalieri et pedoni; -et alla sinistra feceno el simele, verso lo ascender di la collina va -a la via romea; in mezo di la qual ala messe un altro terzo squadrone -de cavalieri, 600 in 800. Et è da saper che sempre Franzesi in loro -battaglie suol far tre soli squadroni di tutto lo exercito; el primo -se chiama antiguarda, el secondo la bataia, el terzo retroguardia; et -_saepius_ el Re, o vero el capitanio, sta in lo squadrone si chiama la -battaia. Adoncha, in questo zorno sexto di Luio, zerca a hore 16, sopra -la giara dil Taro, _in agro parmensi_, tra do ville chiamate Opian -et Medesan el fatto d'arme cussì passò. Essendo assaltati li nostri -con scaramuza, a l'hora preditta, lo strenuissimo squadron nostro dil -Marchexe di Mantoa animosamente sula ditta giara secca assaltorono li -nemici con desterità impetuosa, zoè lo squadron che era fra le ale, -fatto a l'incontro de nostri, et primo a investir, _ut dicitur_, fo -esso Marchexe, el qual passò con una lanza uno homo d'arme franzese da -una banda a l'altra, et combattè con gran vigoria; et fu tale la virtù -de nostri, che in breve spatio di tempo questo squadron nemico ruppe -et fracassò et messe in fuga, _ita et taliter_, che li nostri, con -amplissima vittoria, trascorseno fino a l'ala immobile de li cavalieri -deputati a la guarda di la Majestà dil Re, et tanto probatissimamente -feceno quanto fusseno stati ...... _Etiam_ el squadron dil conte -Bernardino, mentre el Governador combatteva, intrò ne li nemici; et -il primo feritore, sì come ho scritto, fo esso Marchexe di Mantoa, con -tanta strenuità che _nihil supra_, et più ne amazò di soa man, et prese -el bastardo di Borbon lui medemo, el qual si rese et, _dicitur_, si -questo non fusse stato che se interpose in mezo, harebbe preso el Re, -perchè più volte li hebbe le man adosso. El secondo feritore fu el sig. -Redolfo; terzo el sig. Ranuzo dil Farnese; quarto el conte Bernardin -Fortebrazo, dil qual più di sotto parleremo; poi Ruberto di Strozi, -Alexandro Beraldo, Vicenzo Corso, Alvise Valaresso patricio Veneto et -condutier nostro, li conti Brandolini, et cussì _successive_ tutti li -capi di squadra nei cavalieri di quei strenuissimi squadroni rupeno la -lanza loro. Tutti cridava: Marco! Marco! Italia! Italia! rotti! rotti! -Et fo atroce pugna. Non si sparagnava la vita l'uno l'altro, ma tutti -per el fil di la spada erano mandati sì da nostri _quam_ da Franzesi. -Non si faceva presoni, come in le guerre de Italia; ma Franzesi -cridavano: A la gorgia! A la gorgia! Nostri: A la morte! A la morte! -Sì che era crudelissima battaja, et assà sangue coreva su la terra. Et -cussì nel principio, havendo nostri vigorosamente el primo suo squadron -rotto et frachassato, li pedoni et cavalli lezieri et li Stratioti, li -qual doveano attender a compir di fugar li nimici, ma, come cupidissimi -di preda, assaltorono li cariazi franzesi e comenzorono chi in qua chi -in là a strazar forcieri, valise, padiglioni et trabache vilupate, con -tanta avidità et rapacità che fra loro intrò discordia, zoè tra pedoni -e Stratioti. Il che veduto per li nimici, col consejo di Zuan Jacomo -de Traulzi se distacò e riserrò del circulo di la Majestà dil Re da -l'ala sinistra quelli cavalieri strenuissimi, con cerchii d'oro e sopra -veste di panno d'oro et d'arzento et di veluti a diversi colori, con -pedoni nel mezo et ne la coda, con tanta destreza et peritia militare, -che _non solum_ rebatè nostri che contra de loro prosperavano, ma -quasi li rupeno et li pedoni sui de la prefata sinistra trascorseno -a li nostri, depredatori de li loro cariazi, con tanto impeto, che ne -amazorono molti e molti pedoni. Li Stratioti erano, con quello haviano -potuto tuor, partiti et andati via di la battaja, che dovrebbeno esser -stati in ajuto de nostri. Et poi da l'ala dextra i nemici assaltarono -le squadre cojonesche, che havea preso le artiglierie, e queste veneno -da nostri veniva reculati da Franzesi, et questi, nominati di sopra, -nostri, essendo strachi dil combatter et haver rotto el primo squadron, -fo necessario _etiam_ ripararse da questo secondo impeto, el qual -era el fior di le zente nemiche. Et si el squadron dil conte Antonio -d'Urbino _tunc_ si havesse mosso, et fusse venuto a combatter, per -esser _etiam_ questi valentissimi cavalieri et grosso squadron, _sine -dubio_ Franzesi tutti erano rotti. Ma esso conte mai si volse muover, -dicendo havia in comissione dil sig. Redolfo di non muoversi; et non -comprendeva che 'l poteva esser sta amazato in la battaja. Et Marchiò -Trevixan provedador, che era armato in campagna, li mandò a dimandar -la causa che 'l non se moveva col suo squadron, andar a socorer nostri -erano malmenati da Franzesi. Disse quello havia in comission, et pur -ditto l'andasse, rispose: se vuj provedadori me l'ordinate sopra di -voi, andarò. Et loro non volseno asumersi tal cargo, _licet_ era cosa -da fare. Et cussì non andò. El sig. Marchexe tuttavia combatteva, e -fo mudato in quella battaia di tre corsieri, et non poteva partirse -perchè, partido lui, li altri lo harebbeno sequitato, et cussì nostri -saria sta rotti; et el sig. Redolfo era sta amazato; sì che le cosse -a questo modo passava. Et questi do squadroni dil conte Bernardin, -et il suo dil Marchexe, et _etiam_ quello dil conte de Chaiazo, che -investite _etiam_ lui, et assà de soi fonno amazati, conveneno loro -soli combatter con Franzesi. Et questo fatto d'arme fo el più horribele -et crudel, come ho ditto, fusse sta fatto in Italia za molti anni. Et -Franzesi con nostri combatteva virilmente: l'habito loro, oltra le -arme, era stivali sopra le schiniere, et sopra le curaze quelle sue -veste con manege longe, chi di veludo, et chi de seda de altre sorte, -et di panno; e sopra le celate capellazi grandi, et parte di loro havia -elmi. Tutti li cavalli senza barde, tristi da armizar, ma optimi a -cavalcar, con le selle pariano coperte, et tutti quelli combateteno -erano homeni disposti a far fatti d'arme, et molti se ne ha trovato -che più presto hanno voluto morir che mai renderse ad alcuno presone, -et amazaveno perfino li ragazeti picoli. Et _unum_ non voglio lassar -de scriver: che vedendo alcuni di quelli dil squadron di ditto conte -Antonio di Urbin, che esso non si voleva et non potea moverse, se -partino con loro cavalli di ditto squadron, et andò a combater con li -nimici; tra li qual el strenuo Zuan da la Riva cavalier veronese, et -_etiam_ D. Antonio di Pigi. - -Et in questa battaja fonno morti di una parte et l'altra dile persone -più di 3000; de nostri zerca 1000, et el resto de Franzesi. I quali -prima che aterasseno niuno de nostri, erano do o tre di loro amazati, -et assà di primi soi baroni, come di sotto più diffusamente sarà -notado. Ma de' nostri homeni de condition fonno morti questi: el sig. -Redolfo di Gonzaga, barba dil Marchexe di Mantoa preditto, et quello -havia el governo dil campo per suo nepote Governador, che _tunc_ havia -anni 28, et _nunquam_ più experimentado in combatter ni in niuno altro -exercito,_ tamen_ cussì strenuamente si portò. _Etiam_ fo amazato -el conte Ranuzo dil Farnese condutier di 600 cavalli valentissimo, -Vincenzo Corso, Ruberto di Strozi, Alexandro Beraldo et altri capi di -squadra, sì come per una poliza di quelli fonno morti qui sotto notada -il tutto si vederà, zoè de li homeni da farne qualche extimatione. - - -_Questi sono li morti nostri nel fatto d'arme da Franzesi[138]._ - -Ma de Franzesi sono sta amazati zerca 80 baroni, tra i qual 16 capi -di gran reputatione; et ben la verità non se potè intender, dil numero -di loro fonno morti, ma pur certo passono 2000; et di nostri, fatta la -descriptione, mancò 960. Adoncha fo crudelissima battaja, la qual durò -per spatio de do hore et non più. Et prima nostri, come ho ditto, li -haveano rotti et fracassati, zoè da una parte combatteva el Marchexe -de Mantoa et conte Bernardin Fortebrazo, da l'altra el conte Ranuzo, -da l'altra cojoneschi, et da l'altra el conte de Caiazo et d. Annibal -Bentivoi. Et se 'l non fusse stato la cupidità di la preda de molti -italici homeni d'arme, oltra li Stratioti et fanti, tutti Franzesi -erano da nostri malmenati; però che, frachassato el primo squadron -nimico, nostri elexeno a far presoni per haver taja, altri a robar li -cariazi et menarli via, perchè quasi tutti fonno acquistati et tolti -da nostri, come dirò di sotto. Et mentre queste cosse fevano, assaltò -quel squadron, el qual trovò li homeni d'arme cussì separati, et -allhora fo la crudelissima battaja, et quelli havevano presoni fu forzo -lassarli, volendo varentarsi la vita; et cussì veneno in qua per mezo -mio combattendo una parte et l'altra virilmente. Era grandissima pioza, -la qual fo causa Franzesi non potevano operar le loro artiglierie, -come fece nel principio, che pur qualche danno dette a nostri, -amazando cavalli. Ma Iddio provete a mandar tal pioza grandissima, -et el colonello bracesco dil conte Bernardino fo quello che sempre -combatete; _adeo_ di 360 homeni d'arme che era, ne fo morti zerca -80, senza li famegli et ragazi; et il fidelissimo conte Bernardino fo -ferito mortalmente, et have assà ferite, come dirò più avanti. Et si -non fusse stato uno suo ragazo che lo tirò nel fosso, et lì stette come -morto, sarebbe stato compito di amazar da Franzesi. Hieronymo Zenoa -capitano di 300 fanti, _etiam_ virilissimamente combattendo fo ferito -di 12 ferite acerbamente, et de li soi do terzi fonno morti, et have -4 botte di spada su el volto; _tamen_ varite poi; el qual fo portato -in questa terra per Po, et zonse a dì 12 ditto. Et è da saper che, -mentre nostri combattevano, el conte Nicola Ursini di Petigliano, era -presone col Re, vedendo questo era el tempo de esser liberato, fuzite -con 3 cavalli nel nostro campo, et, smontato, comenzò a confortar -nostri, dicendo Franzesi erano quasi rotti, et che, non obstante -di nostri ne fusse sta morti alcuni, che dimane prometteva vittoria -indubitata, però che erano sta amazati li più valenti homeni havia la -Majestà dil Re; et che non havendo se non tre squadroni fatto fatti de -nostri, et che quel strenuissimo dil conte Antonio d'Urbino non era -sta operato, che era una magnificentia a vederlo in ordine armato in -campagna, _iterum_ concludeva Franzesi erano spazati. Per le parole -dil qual tutto lo exercito nostro prese conforto, che pur si dolevano -di la morte de tanti capi, _maxime_ dil sig. Rodolfo loro governador, -et dil sig. Ranuzo. Et ancora per el prefato conte di Petigliano -fo referito che la Majestà dil Re, vedendo la vittoria et prosperar -de soi cavalieri, voleva con la ala destra proseguirla, che sarebbe -stato assà danno a nostri, non si movendo li altri squadroni, che si -fusseno mossi, Franzesi rotti erano come in più lochi ho scritto; ma -che esso conte gli disse: Sacra Majestà, non fate; perchè Italiani son -grossissimi et gran numero, che si tutti fusseno a la battaia venuti, -harebbe fatto gran danno a le zente di Vostra Majestà: _ita_ che, per -tal soe parole, restò. Hor vedendo Franzesi non potevano acquistar -alcuna vittoria, ma ben star in pericolo che non si movesse li altri -squadroni e darli adosso, feceno recolta, et si redusse a lo ascender -di la collina che va verso la via romea. Quello feceno poi sarà scritto -de sotto. Ma nostri etiam, fatto recolta, havendo dato gran rotta -a Franzesi, preso li soi cariazi de valuta più de ducati 100 milia, -ritornono _etiam_ loro a Gierola a li alozamenti, stracchi et lassi; -et _non solum_ quelli havevano combattuto, ma _etiam_ li altri erano -stati con le arme tutto quel zorno indosso. Et el sig. Marchese non -tanto dolendose di la morte dil barba et de soi, et _maxime_ dil so -Joan Maria, el qual fo quello li scapolò la vita quando fu le cosse -di missier Francesco Secco suo barba, che _ut dicitur_, lo voleva -atossicar, et questo li manifestò ogni cossa, d'indi fo so favorito, -et li dete più de 20 milia ducati; sì che non tanto si doleva di la -morte di questi, quanto de non haver potuto dar compita vittoria a la -Signoria nostra de Franzesi, ma stava con bon animo, el zorno sequente -de esser a le mano, et però puosero altro ordine ne li squadroni, di -quello era. Et cussì per quella notte non seguite altro, ma steteno con -bone guardie; et el simel fece Franzesi. Et è da saper che poi che 'l -conte Bernardin fo ferito et butato nel fosso el so cavallo, el qual -si non l'havesse hauto, _sine dubio_ sarebbe stato amazato; ma oltra -questo cavallo è gaiardo et bellissimo, _etiam_ lui nel combatter con -denti, calzi et altro aiuta el so patrone, si che esso conte molto -amava ditto cavallo; et ritornato in campo al so alozamento fo rubato, -et, _ut dicitur_, da quei dil conte di Caiazo, benchè sempre dinegasse -et al Duca et a la signoria nostra, _tamen_ ditto cavallo più non si -trovò, et cussì privo fu. Non voglio restar de scriver questo altro -disordine: che mentre Stratioti dovevano attender a danizar Franzesi, -poichè si ebbeno fatto ricchi de li cariazi, zerca 200 di loro con -ditte somme andono su uno monte, et ivi steteno a veder come andavano -le cosse. Adoncha Franzesi perse in uno zorno (come per uno epigrama -ch'è _ex tempore_ da uno andava per Venetia fazando elogio et epigrama -fece, et sarà scritto de sotto) quello che nel regno di Napoli et in -altre città de Italia havia vadagnato et volea portar in Franza; sì -che Stratioti et homeni d'arme feceno bene li fatti soi. Et a ciò, -oltra le cadene, vestimenti di ogni qualità et sorte, se intendi quelle -cosse digne di memoria che furon prese, et inteso dapoi questa rota che -nostri haveano: primo, stendardi do dil Re, uno de li qual have el duca -de Milan, l'altro fo donato a Marchiò Trivixan provedador, era una † -bianca in campo rosso; pavioni (_padiglioni_) dil Re de assà sorte; lo -elmeto et la spada dil Re, la qual la Signoria hebbe da Stratioti, et -la pagò; l'ufficio dil Re, sopra dil qual era un'oratione in franzese, -la qual Carlo Magno imperator la diceva, et fo translatata in latino, -et sarà qui posta; l'anconeta con reliquie assà, di la qual de sotto -trateremo; li sigilli d'arzento dil Re; una zangola d'arzento, la -qual have el conte Avogaro; et molte altre cosse, di le qual scrivendo -sarebbe tedioso. El bastardo de Borbon, chiamato bastardo Mathio, che -fo presone dil Marchexe, _ut dicitur_, havea ducati 4000 in la sella -scosi dil cavallo, et si volse dar de taia lui medemo ducati X milia; -ma el Marchexe lo mandò in custodia a Mantoa: quello di lui seguite, ne -la fine di l'opra intenderete. Et a questo modo passò el fatto d'arme -quel zorno a dì 6 Luio: et si tutte le zente nostre havesseno voluto -far el dover era grandissima vittoria. Ma non voglio restar de scriver -ancora questo, che mentre si facea la battaia, alcuni de quelli di -don Alfonso de Ferrara, vedendo nostri havea pur da far per l'impeto -gallico soprazonse, corseno via; et li provedadori, vedendo questo, se -li fece incontra dicendo: Ah, fiuli de San Marco, dove andate? Tornate -a la battaia. Alcuni tornava, altri corseno fino in Parma, cridando: el -campo di la Signoria è rotto, _licet_ fusse superiori de li nimici: per -le qual parole tutta Parma se doleva, serando le bottege, et el sig. -Galeotto di la Mirandola, era lì gubernadore per il Duca de Milan, fece -far custodia a le porte. _Tamen_ poco da poi soprazonse altri soldati -de nostri, con presoni et cariazi, et notificò el prosperar de nostri, -et rota de Franzesi: _unde_ tutta Parma se consolò alquanto. - -Questa nova de esser sta a le man con Franzesi nostri, venne a Venetia -in hore 32, zoè zonse le lettere de Provedadori, scritte a hore 3 -quel zorno, a dì 8 ditto, a hore zerca 13, et mi ritrovai in sala di -l'audientia, andato per inquerir si era venuto nova alcuna, et venne -una voce fuora di Collegio: li campi è stati a le man. Subitamente -tutto el palazo et la corte se empite de zente, per intender el -successo; et fo manifestato a tutti quello era stato, et legevase -lettere de campo de varie persone in diversi lochi lì in palazo, -_publice_; tra le qual una molto copiosa di Anzolo di Maffei, drizata -al mio carissimo Carlo di Priuli di Costantino fiul, et altre. Et -per non haver la Signoria, per le lettere di Provedadori inteso _ad -plenum_ la vittoria era stata, ma ben la morte de li strenui condutieri -nostri et zerca 500 dei nostri, dicendo che non potevano avisar el -tutto per quella sera, però non feceno sonar campanon, ni far fuogi, -sì come, si allhora havesse inteso quello poi inteseno harebbe fatto. -Et tutti correva di Rialto a San Marco quella matina, come desiderosi -de intender el ben publico; et tutto el popolo de questa terra molto -si alegrò, cridando: Marco! Marco! Et alcuni puti per Rialto cridava: -A Ferrara! A Ferrara! _Adeo_ tutta la terra era _in motu_. Et alcuni -savogini mercanti erano in questa terra, per essere vestiti a modo -franzesi, fonno da puti assà molestadi; et ritrovandose in questa furia -a Rialto, corseno in chiesia. Poi andono a la Signoria lamentandose; -_unde_ fo proclamato su le scale in Rialto, niun li dagi fastidio ni -de parole ni de fatti, in pena de lire 50; et s'il fusse puto havesse -50 scuriae; et si fosse homo grande, fusse frustado da San Marco a -Rialto, et dovesse star uno anno in preson. Questo feceno nostri per -non haver guerra con Savoia, et per conservar la franchisia de questa -terra. Et per la morte de questi do signori Redolfo et Ranuzo, et per -el ferir dil conte Bernardino, nostri non sentite molta alegreza de la -vittoria habuta de i nimici. Et da Milan in questa mattina de 8 Luio, -si have lettere di 7 et non sapevano ancora dil fatto d'arme fatto -con franzesi a Fornovo, et notificava come, per lettere di Bernardo -Contarini date in la villa di Perna, che in quel zorno di 7 Luio a hore -19 mandò 12 Stratioti a imboscarse per metter di mezo certi franchi -arcieri, li quali venivano fuori de borgi di Novara; et le scolte de i -nimici scoperse Stratioti, et con quele scolte ditti 12 Stratioti fonno -a le man, et di queli ne amazono 9 et preseno 6 cavalli. _Unde_, per -esser fatto la scaramuza in li borgi, Franzesi si messe in ordene, et -veneno fuora; ma li Stratioti corseno in campo, cridando: Arme! Arme! -Et subito esso Provedador con 250 Stratioti montò a cavallo, però che -li altri erano andati per scorta de vittuarie per el campo. Hor ditti -Stratioti 250 fonno a le man con uno squadron di cavalli 200, et assà -pedoni i quali da ditti Stratioti fonno rotti et reculati fino ne -li borgi de la terra, feriti assà, morti XV, et cavalli 32, et fatto -presoni 4 homeni d'arme in numero di 17 Franzesi, tra li qual uno mons. -Alvise di Sansonagia, fiul che fo de mons. Jacomo cavalier dil Dolfinà, -homo era de condition; et questo fu menato in campo in lo alozamento -de ditto Provedador. Et de Stratioti fo in questa scaramuza feriti 7, -morto uno cavallo, benchè ne prendesseno tre cavalli de li nimici; -et de li XV che amazono, che era tra homeni d'arme et arcieri, fo -sepeliti per li nimici numero 7. Ancora notificò, come el zorno driedo -se voleva ditto campo levar dove era, et andar ad alozar mia do de là -de Novara, a uno loco ditto Minone, dove essendo, non porà venir al -Duca de Orliens alcuna nova de Aste; et come per una spia in quel zorno -inteseno, in Novara era poca vittuaria, et però li volevano assediar, -aciò prendesseno partito, sì che cussì come Franzesi havea messo quello -territorio de qua da Tesino fino a Vegevene tutto in fuga, a hora -per la venuta di Stratioti tutto è reacquistato, et li nimici stanno -assediati in Novara, che prima Ducheschi stavano in Vegevene, come per -una lettera dil Duca de Milan se intese, scritta al so Ambassador era -in questa terra. - - -EXEMPLUM LITERARUM DUCIS MEDIOLANI - - _Ludovicus Maria Sforcia Anglus, Dux Mediolani etc._ - -Sono molte le cause, quale ne obligano infinitamente a quella Ill.ma -Signoria; intra le qual essendo non mediocre l'aiuto de li Stratioti -soi, mandati in Novarese, el beneficio so _omni hora_ si fa maiore, -per la qualità dil magnifico missier Bernardo Contarini provedador -al governo d'epsi Stratioti; però che la singulare soa prudentia et -vigilantia _non solum_ fa che l'impresa non poria esser più aiutata -quanto è per la venuta de Stratioti, ma che quasi posti l'inimici in -disperatione, non lassandoli mai ripossare. Et in questa vivacità de -tenere assiduamente infestati li inimici, li ha conjuncto una mesura de -modestia incredibile, ad tenere in obsequio et officio epsi Stratioti. -Le qual parte essendo rare, ne strenzano, ultra l'obligo quale habiamo -a la Magnificentia Sua, ringraciarne anche _omni hora_ quella Ill.ma -Signoria, et farli testimonio che dal magnifico Provedador non possiamo -restar meglio aiutati. _Mediolani_ 7 Julii 1495. - -_A tergo: Domino Thadeo Vicomerchato equiti consiliario et oratori apud -Illustrissimum Dominium Venetiarum._ - -In questa notte medema, domente nostri stavano in expetatione venisse -lettere de campo, zonse lettere de Zuan Francesco Pasqualigo Vicedomino -nostro a Ferrara, notificava questo esser sta a le man di campi, et -che 'l Duca, di Rezo, ha via scritto al sig. Sigismondo so fradello, -rimasto al governo de Ferrara come el campo di la liga era stae a le -man con Franzesi, et che nostri erano sta rotti, et notificò la morte -de quelli conduttieri, comettendoli dovesse mostrar ditta lettera al -Vicedomino. Et nota che volse dir campo di la liga, _licet_ tutte le -zente quasi era a soldo di la Signoria, eccetto el conte de Caiazo, che -era per Milan, come è chiarito de sopra; _unde_ per tutta Ferrara se -dimostrava grande consolatione de questa rotta. Concludendo, Ferraresi -era di cattivo animo contra Venetiani, et che in Ferrara si buttava -passavolanti, si metteva ferri in cao a le lanze, fortificava li -passi loro dil Ferrarese. Ancora che esso Vicedomino, da poi queste -lettere la Signoria fo certificata, volendo mandar uno suo con lettere -a Bologna, in strata, poco fuora de Ferrara, fo assaltado et batudo, -_adeo_ convenne ritornar in driedo. Et che Ferraresi usavano assà -stranie parolaze et bestial, per el grande odio ne havea. _Ergo non -immerito_ li puti cridava, et ogniuno diceva: A Ferrara! A Ferrara! Et -li puti in questa terra cantavano una canzone: - - Marchexe di Ferrara, di la caxa di Maganza, - Tu perderà 'l stado, al dispetto dil Re di Franza! - -Et il populo era molto volonteroso de andar a tuor Ferrara; et li -artesani et bottegeri quando andavano a li X Savij a esser tansati, -tutti offrivano di pagar el dopio, volendo andar a Ferrara: _tamen_ -la Signoria non volse in questo tempo far niuna dimostratione contra -esso Duca, el qual era in Rezana, et havia mandato molte vittuarie in -campo dil Re di Franza, et barili di polvere per le artiliarie (che, -si questo non fusse stato, non harebbe potuto el Re operarle), et non -considerava l'ubligatione havia a questa Signoria, per haverlo una -volta messo in stato, et a so zenero Duca de Milan che vi andava il so -stato a pericolo, et a la vita di l'altro Marchexe de Mantoa nostro -governador _etiam_ so zenero. Et è da judicar con questo Re havesse -tramato molte trame, tutto per rehaver el Polesine de Ruigo, acquistato -per nostri con justissima guerra l'anno 1482, dove per la Signoria è -sommesso, et si teneva a custodia in questo tempo zerca cavalli 600 et -alcuni provisionati, nè mai li volseno mover. Et so fiul Don Ferante -era pur a soldo dil Re, et quasi tutta Ferrara vestiva a la franzese, -cridando Franza! Franza! Et come fo divulgato, che el zorno avanti el -Re venisse zo di monti a Fornovo, esso Duca de Ferrara fo in campo -a parlar a Soa Majestà stravestito, et li disse come l'opinione di -Venetiani era, nostri non se apizasse nè facesse fatti d'arme con Soa -Majestà. Et cinque zorni avanti seguisse el fatto d'arme, nel nostro -campo acadete, che alcuni Ferraresi volendo insieme combatter, uno de -loro andò dal Marchese governador, pregando Soa Signoria volesse venir -a veder et cussì vi andò. Et zonto dove era ordinato, trovò 4 Ferraresi -haveano le balestre carge, et li comandò discargasseno; tre de loro -disserò el vereton in l'aiere; el quarto non volse; _unde_ da quelli -dil Marchexe preditto li fo butà la testa via da le spalle, et poi fo -preso quello venne a chiamarlo, et examinato lo fece apicar subito; -et mandò uno editto: niun Ferrarese ne le soe terre più non potesse -habitar, et quelli erano lì dette termine tre hore a sgombrar el so -paese: quale fusse la cagion, lasso considerar a li Savij lezerano. - -Ma el Duca de Ferrara, da poi inteso la verità del seguito in campo, -et come nostri haveano habuto vittoria et toltoli li cariazi, et assà -franzesi morti, scrisse ad Aldobrandino di Guidoni dottor da Modena -so ambassador in questa terra, dovesse andar in Collegio et alegrarsi -con la Signoria di la vittoria havea habuto el campo di la liga. El -qual orator, andato a dì 13 Luio, non potè haver audientia. Ma inteso -el Serenissimo Prencipe come l'ambassador de Ferrara havia voluto -audientia, deliberò a dì 14 la matina venir in Collegio; et venuto -ditto orator, volendo alegrarsi, disse quanto li era comesso; El campo -di la liga. Et el Prencipe rispose: Qual campo di la liga? Dicemo esser -nostro, et nui l'haver pagato, et non la liga. Poi disse come per la -terra se divulgava, che 'l so Signor in queste novità non havia fatto -il dover so, excusandolo molto, disendo voleva star al paragon. Al qual -el Prencipe sapientissimamente rispose, et li fece lezer due lettere -del Vicedomino, de li portamenti di Ferraresi contra de esso Vicedomino -et de nostri, li comemorò quello l'anno passato comportò el Duca a -quelhoro fece quelle poltronarie in loza del Vicedomino a Ferrara, -dagandoli taia _solum_ lire 25 de pizoli. _Conclusive_ li disse: questi -non erano boni muodi, nè cosse dovesse esser accepte a niuno de questa -terra, et che 'l non havea cagione. Et cussì dette licentia a esso -orator. - - -_Come el Re de Franza col so exercito se partì con gran fuga di le -giare dil Taro._ - -Compita la battaia Franzesi si redusse a lo ascender di la collina che -va verso la via romea, et lì stete, sì come ho ditto; et la mattina -seguente a dì 7 ascese, et de lì se allontanono in uno loco atto et -comodo a do mia, ficando trabache et paviglioni a l'incontro di la -banda di l'esercito nostro, facendo strepiti et movimenti di battaia, -traendo qualche botta di artilaria, dove el nostro campo tutto sempre -stette in arme, aspettando di assaltare o vero di esser assaltato. Et -cussì stando, a hore 16, vene uno trombeta dil Re da li Provedadori -a dimandar tregua per 4 hore et parlamento, però che la Majestà dil -Re voleva mandar quattro de soi a parlar al Capetanio et Provedadori, -zoè mons. cardinal de Samallo, el mareschalco de Giae, mons. de -Pienes et mons. d'Arzenton; et cussì li fo concesso, per veder quello -richiedevano, i quali si poteva reputar rotti et in fuga. Et cussì a -tal parlamento andò el Governador marchexe, li Provedadori et conte -di Caiazzo con alcuni altri nostri condutieri, sora una certa aqua pur -dil Taro. Da l'altro canto di la ripa dil Taro preditto venne mons. di -Arzenton con alcuni altri Franzesi, ma non quelli tre doveano vegnir. -Et dapoi le salutatione, fo da esso mons. di Arzenton collaudato -molto li nostri Italiani _usque ad summum_, dicendo che haveano -sostenuto la pugna et combattuto con li primi baroni et cavalieri -dil mondo, quali sempre erano stati vittoriosi in battaie orribile -et grandissime guerre. Da poi dete parole _sub spe concordii sive -autem_ che erano aparechiati a la battaia, et che quelli altri baroni -et mons. cardinal, che la Majestà dil Re li havia deputati a venir -con lui, non se fidando, et non conoscendo, come fo io, Venetiani, et -però voriano uno salvo conduto in scrittura, et io, per essere stato -a Venetia e saper vostra parola è carta fatta, son venuto. Adonca V. -S. farà el salvo conduto; et domatina piacendovi de redurvi in questo -loco, noi tutti veniremo a parlarvi, et son certo concluderemo cosse -per beneficio de tuti nui. Et cussì fo concertato l'ordine; et fo -mandà uno trombeta dil sig. Marchexe con esso mons. di Arzenton, aciò -potesse la mattina ritornar da nostri a notificar la loro venuta. El -qual trombeta non ritorno più, et non se intese quello di lui fusse -fatto. Hor, _interloquendum_ Arzenton molto si dolse de li morti in -battaia, li quali ancora erano su la campagna meschiati li corpi con -li cavalli, et fu spanto grandissimo sangue _licet_ per pre' Zaneto di -Santo Apostolo et per pre' Piero Magatello, capelani di Provedadori -nostri, et per altri capelani et preti di campo ditti corpi nostri -tutti trovati nudi, perchè erano stati spoliati, altri fonno sepulti -con gran lacrime lì a Gierola in la chiesia, altri nel cimiterio; et li -homeni de qualche conto fonno messi in casse et mandati in loro terre -a sepelir: come fo el sig. Redolfo. Guido de Gonzaga et Zuan Maria, -favorito dil Marchexe, fonno in casse mandati a sepelir a Mantoa; il -conte Ranuzo in Brexana, dove era li soi lozamenti; Ruberto di Strozi -et Alesandro Beraldo, cussì come in vita erano compagni carissimi, -cussì fonno trovati li corpi uno a presso l'altro, et fonno sepeliti in -chiesia a Gierola insieme, benchè poi fusseno in casse mandati a Padoa, -et il Strozi fo sepolto a Santa Maria di Betelem, dove era la madre. -Questo era il forauscito di Fiorenza etc. Et altri valenthomeni et de -qualche conditione fonno messi in depositi, poi portati a sepelir. Et -fo numerati li corpi de Franzesi, fonno trovati più de 2000; et era, -come ho scritto, una terribilità a veder dove fo fatto la battaia, per -tanti corpi, mescolate le budelle de cavalli con quelle deli homeni; -qua era una testa et là un brazo; uno homo sbudelato et uno cavalo -morto; _adeo_ dirò cussì, fo crudelissima battaia, come da 200 anni in -quà in Italia,.... _quasi dicat_, combattevano per el ben de Italia, -come era con effetto: Hor, ditto Arzenton dimandava a li Provedadori -(_se_) havea fatto niun preson. Risposeno non sapeva ancora; _solum_ el -bastardo de Borbon. Et lui disse: Manca mons. tal etc., nominando assà -gran maestri, dicendo saranno sta morti: Et cussì fece uno trombeta -dil Re, che venne poi, partito Arzenton, in campo con una poliza, -dimandando se sapevano nulla, dagandoli li segnali. Et come intese -non era fatto preson alcuno, venne palido nel volto, dimostrando, per -quello diceva, mancava assà baroni franzesi; come _etiam_ per le arme -et altri trovati, chiaro si puol concluder et suspettar siano stati de -degni homeni et valentissimi, perchè tutti de tal sorte si operò, come -fece de nostri, che li vili et pusilanimi ateseno a robar, et strenui -combattevano. - -Ma Franzesi, consultato tra loro quello dovesseno far, vedendo esser -in manifesto pericolo de esser compitamente rotti et fugati, et forsi -niuno sarebbe tornato in Franza a portar la nova di la grande sconfita; -et passato el zorno, zoè el marti, a dì 8 de notte venendo el mercore, -artificiosamente mostrò de distender trabache et paviglioni in longo, -et feceno fochi grandissimi, ne li qual brusono li corpi morti de soi -nobili. Ancora, come li villani riferiteno, brusò assà numero de soi -feriti; et stavano male, et non l'era speranza per non poter menarseli -driedo, et lassarli non voleva, aciò per nostri non fusse inteso la -gran rotta haveano habuto: et questo fo gran cossa, brusarli vivi et -de soi medemi! Et _etiam_ brusono paviglioni, et trabache; forzieri -et barde dorate tagliono in pezi, per non portar tanto peso drio et -volseno rimaner a la liziera: _tamen_ non lassò le artilarie, menate su -carete tirate da cavalli 14 in 16 l'una, aciò fusse securtà loro nel -camino. Et in quella notte el Re con più de 500 zentilhomeni Franzesi -fece cantar una solenne messa, e tutti se comunicò, zurando de mantener -la fede, et, a modo disperati, con grandissima foga, a hore zerca 4 de -notte, mentre li fochi grandi ardevano, si levò el Re con el so campo -dove era, senza son de tromba nè tamburo come se suol far quando lieva -uno exercito, ma a scavezacollo con gran pressa, riservato alcune tende -verso el campo nostro, a ciò non se acorgesse de questa soa levata; -et montono su la via romea andando verso el borgo san Donin; et lì -disnato a le 20 hore; poi zonse ad alozar a Firenzuola. Et nostri in -questo mezo credendo la mattina esser a parlamento, secondo l'ordine, -vedendo li gran fuogi fatti per inimici, do hore avanti zorno mandono -le spie fuora, ad explorar quello facevano i nimici. Et tornati al far -dil dì riferiteno Franzesi erano fuziti, et che poteva no esser mia 8 -lontano; et fo grandissima cossa, che tanta superbia quanta è quella de -Franzesi fugisse la notte et al modo fugiteno; et ne l'andar non fevano -dispiacer a niuno, et de qui fino in Aste era mia 80, qual li feceno -in zorni... come dirò de sotto. Et per la strada fo trovato qualche -Franzese morto, fo judicato esser de li feriti che, per non esser -brusati, volseno seguitar el campo. Ma inteso questo per el Marchexe -de Mantoa, Provedadori et Condutieri fatto consejo _quid fiendum_, et -tutto el campo se messe in arme et a cavallo, volendoli proseguire le -pedate dei inimici; et per el crescer dil Taro fo impedito, sì che -fo forza et necessità a ritardar quel zorno. Et el conte de Caiazo -con li balestrieri a cavallo li andò drieto per dar nele coaze; et -scrisse a Milan al Duca, dovesse mandar zente a obstarli non passasse -in Tortonese. Et esso Conte da poi disnar a dì 8, mandò dir a li -nostri Provedadori li dovesseno mandar li Stratioti, perchè intendeva -l'artilaria era rimasta da drio con poche zente et mal conditionate, -et che sperava de zonzerli in le coaze... _Unde_ li Provedadori subito -mandò corando a dir a Piero Duodo, Provedador de Stratioti, era alozato -un poco discosto dil campo, et li comesse montasse a cavallo con -tutti li 700 Stratioti havea, et andasse a trovar el conte de Caiazo -perseguitava Franzesi. Et rispose anderia _statim_; _tamen_, non fu -a hora. Et consultato, come ho ditto, el Governador et Provedador, -deliberono de andar con tutto lo exercito driedo; ma per quel zorno -non poteno, come ho ditto. Et spazò lettere volando per tutto a Milano -al Duca, dovesse far provisione de mandar zente a l'incontro, a ciò -Franzesi havesseno contrasto, tanto che nostri zonzesse; et per tutto -el conte de Caiazo in Piasentina, mandò a notificar a li contadini, -el Re era rotto, et che fuziva, et che li obstassero facendo danni; -_tamen_ el campo Franzese fo più presto nel cavalcar, cha questi in -far provision. Et quella matina el marchexe de Mantoa zurò de far -la vendetta de li valenthomeni li erano stati morti, _maxime_ dil so -Zuan Maria so barba, sig. Rodolfo et altri. Et a dì 9 la matina, el -campo nostro se levò di Gierola, et andò per quella via seguitando li -nimici, li quali erano assà lontani, ma speravano si dovesse astallar -in qualche luogo, et _etiam_ haver contrasto de Milan, che nulla -hebbe, o vero di le zente paesane; _ita_ che non si presto zonzesseno -in loco sicuro, come fo. Et tuttavia el conte de Caiazo li seguitava, -et villani dava in le coaze et becava qualche cariazo et qualche -cavallo; et loro dubitando non disordinasse, non fece difesa alcuna; -ma andavano al so camino, avendo però gran custodia a le artilarie, -in le qual havevano grande speranza. Li feriti veramente nostri, zoè -el conte Bernardin Fortebrazo fo mandato in Parma, et ivi medegato; et -cussì li altri; li presoni a Mantoa, et li butini molti fonno mandati a -Brexa in custodia et in Parma. Ma Stratioti, che haveano fatto un bel -et rico butino, et come per lettere de Domenego Benedetto podestà et -capetanio de Crema se intese ivi esser zonto 100 Stratioti, con 80 some -de butini fatti, et che ivi ditti Stratioti stavano a custodirli, i -quali doveano atender a seguitar nimici; sì che, concludendo, in questa -battaia Stratioti non si portò bene. La causa fo, ateseno a robar. -Et anche scriverò questo: che qualche cariazo fanti haveva vadagnato, -che Stratioti sopravenendo li amazono, et tolse li cariazi, sì che di -loro assà di nostri fanti fo morti, et Stratioti comenzò a perder la -fama _apud Venetos_, et laudando sommamente la zente d'arme. Et questo -seguito dil fuzer dil Re zonse la nova in questa terra a dì 10 Luio -de matina, zoè lettere di 8 di sera de Provedadori a hore 24; et cussì -poi altre lettere venne de quello succedeva. Et chiamato el Consejo dei -Pregadi, vedendo questo successo, molti sospettava la Majestà dil Re -in la battaia non fusse sta amazato; et ne era assà ragione da creder -sì per le arme trovate, che dimostra esser quelle dil Re, _quam_ per -la fuga et comunicarse et brusar li soi feriti, perchè el bastardo de -Borbon diceva el Re era armato in quel squadron, et che el Marchexe li -era vicino. Ancora, per lettere di Bologna zonte in questo zorno, che -notificava di la consolation habuta el magnifico Johanne Bentivoj et -Bolognesi, et le feste et soni de campane con fuogi haveano fatto, et -scrisse la vittoria et assà più numero de morti de quello se judicava -fusse de Franzesi, et che per quelli venuti de campo regio dicevano -che in quella notte che Franzesi fusiteno, se diceva per el campo -el Re era morto, et che non se trovava. Et _etiam_ uno di quelli de -Zuan Jacomo de Traulzi, venuto in questa terra, andò in Collegio del -Principe, et disse come in campo de Franzesi si mormorava di la persona -dil Re, che non fosse sta morto in la battaia. Et è da saper che fo -messo in Rialto molte scomesse a dì ij ditto, zoè Hironymo Tiepolo da -Londra.... per conto che el Re fin quel zorno era sta amazato et non -era vivo; et 4 patricii tocò ducati 120 a darli ducati 400; et cussì -se stava su queste pratiche: _tamen_ el Re era vivo. Ancora in questi -zorni fo messo scomessa et fatto aseguration, che le galie de Fiandra, -nominate per avanti, non erano rotte; et fo dato ducati 50 per 100; et -come esso Hironymo Tiepolo diceva, la nova doveva zonzer a dì 12 ditto -ad ogni modo; _tamen_ non vene alcuna nova et più de galie se intese. -Hor nel Consejo de Pregadi, a dì 10 ditto fo decreto, per ringratiar -Dio de tanta vittoria, quanta havia donato a le zente nostre, de far -la Domenega proxima, a dì 13 e questo, una solenne procession a torno -la piaza de San Marco, portando le reliquie de questa terra a torno, -con tutta la chieresia, frati, scuole, etc. per render infinite gratie -al nostro Signor Iddio; et cussì _etiam_ scrisse per tutte le nostre -terre da mar et luogi dovesseno far. Et de questa parte fo messa, have -tutte le balote num. 206, niuna de no et niuna non sincera, et come -dirò de sotto. Adoncha la fo fatta, fo ordinato messe per tutte le -chiesie de conto Ducal, et una procession de obsequio per le aneme de -quelli erano sta morti in battaia, et _precipue_ dil Ser Redolfo et -Ser Ranuzo, la cui morte molto dolse. Et intendendo come si haveano -portà Stratioti, mandò la Signoria per el Consejo di X a suspender -el butino, et scrisseno a Crema dovesse tenir li cariazi et mandar -li Stratioti in campo, perchè poi parterebeno el tutto; et che la †, -il calice, patena et altri adornamenti di la capella dil Re, presi -per Stratioti, dovesseno mandar in questa terra, li volevano tenir -per memoria, volendo a tutti satisfar quello valevano. Et Piero Duodo -dovesse far inquisitione chi havea l'elmo et la spada dil Re, che la -Signoria voleva ditte cosse. El qual elmeto poi fo portato in questa -terra a dì 22 ditto; era coverto da le bande di cape d'oro con smalti -suso, de sopra coperto di schiame d'oro et de smalti, et una corona -d'oro firmata sopra con alcune zoie, _Etiam_ la spada era bellissima. -Et oltra de questo, alcuni zorni da poi, per lettere di Andrea Zancani -podestà et capetanio de Ravena, se intese come era zonto certi fanti a -Ravena, erano partiti di campo et quelli portono li sigilli fo dil Re -et altro, come scriverò de sotto al loco suo, et al tempo fonno portati -a Venetia. Ma lasciamo queste cosse de campo, et de altro scriviamo. - -Essendo in questa terra venuto lo episcopo di Brexanon, orator dil -Re de Romani, a dimandar a la Signoria ducati 100 milia, per venir -in Italia, a imprestido, excusando el suo Re non havia potuto venir -fino hora per caxon di la dieta, et volendo risposta, fo consultado -in questo zorno. Venuto a l'audientia, li fo risposto per el Principe, -come erano certi dil bon voler havia Soa Majestà, et che al presente, -_Gratia Dei_, più non bisognava, et che 'l poteva considerar la -grandissima spesa a hora si havea, sì di l'exercito de persone 25 -milia tutte pagate dil nostro, et di l'armata in mar; concludendo non -li potevano servir de denari; et che erano certi che gran consolation -prenderia Soa Majestà, inteso havia la vittoria et fuga dil Re de -Franza. La qual nuova per nostri fo expedito uno corrier con lettere a -Soa Majestà a Vormes, et _etiam_ in Spagna, a Roma et in altri luogi, -offerendoli el Stado nostro. Et ditto ambassador habuto tal risposta, -scrisse al Re; et poi che stete zerca un mexe da poi in questa terra, -in Elemagna ritornò. Et è da saper che Thodeschi non fonno molto -contenti di questa vittoria; et quelli di fontego el dimostravano, -perchè harebbeno voluto el re Maximiano de Romani fusse stato quello -havesse habuto questa fama, come havia el Marchexe de Mantoa; ma chi -fusse stato ad aspettar li soi aiuti, sarebbero stati tardi. _Etiam_ -fiorentini, _licet_ dal Re havesseno habuto pessima compagnia, pur, -per la natura loro, non dimostravano quelli mercadanti erano in questa -terra, molta allegreza. - -Da Roma era lettere che 'l Papa rotto havesse al Re de Spagna guerra, -et Maximiliano a Franza, lui faria le censure, et pregava nostri -perseverasse a la destrution de Franzesi. _Tamen_ non havea ancora -inteso la vittoria, come da poi Soa Santità l'intese primo per via -de........... - -In questo zorno di X Luio, per uno navilio venuto de Bari, se intese, -come l'armada di la Signoria nostra, ha acquistato Monopoli per -forza, terra in la Puia, olim di re Ferandino la qual si teneva per -el Re de Franza, et che era sta amazato da una bombarda Piero Bembo -Soracomito. Et poi a dì 12 ditto vene uno gripo con lettere di 5 Luio -dil capetanio zeneral, notificava el successo de quello in Puia havia -operato, riportandose a le lettere di 3 scritte, le quale non erano -ancor zonte per el contrario navegar. _Tamen_ poi le zonse, zorni 4 da -poi le prime. Et è da saper che el gripo, con la licentia dil romper, -partì de qui a dì 18 Zugno et zonse a Brandigo a dì 26 ditto, _ergo_ -in 8 zorni vi andò et el patron moveva battaia..... dil ditto grippo. -Et zonte a mezo zorno ditte lettere di la Signoria al zeneral, et fo -ordinate le scale da scalar mure et altri instrumenti bellici, et per -esser provenza freschissima non si potè muover per quelli do zorni -l'armata de Brandizo. Ma a dì 28 Zugno la sera se partì ditta armata, -galie 20, la barza capetanio Thoma Duodo, et le do nave nominate de -sopra: patroni Zanetto da Muran et Anteo Amai. Et a dì 29 passato -mezo zorno zonseno a Monopoli, restò però da drio galie 4, le quale -haveano a remurchiar le nave. Zonta ivi la ditta armada, el capetanio -Antonio Grimani mandò el copano in terra a chieder che li cittadini -deputati li venisseno a parlar, perchè havea da comunicar certe cosse -con quelli. Fatto la imbassada, li (_cittadini_) a li liti stavano -armati con balestre carge, et cridavano Franza! Franza! Et uno domino -Prudentio, era ivi capetanio per el Re de Franza non volse niuno vi -venisse, ma mandò uno so araldo. Al qual el capetanio li disse como -la Majestà dil so Re aveva rotto guerra a li collegati di la Ill.ma -Signoria, zoè al Pontefice et Duca de Milan, et però Soa Serenissima -Signoria li havia commesso dovesse romper guerra ai so Re, sì che: -Partiteve de questa terra, altramente ve trattarò come inimici. El -qual rispose: la Majestà dil so re è amico di la Vostra Signoria, et -che erano deliberati di morir per quello. Et ritornò col copano a la -terra, dove tutta la terra comenzò a cridar: Franza! Franza! Et messe -le bandiere franzese sopra la torre dil porto, e si messeno in arme. -Et el capetanio nostro, visto che trazevano alcuni colpi de bombarda, -se tirò nel porto nominato el Paltan. Et in questo _interim_ venne -sera, et zonse la barza, e sorse da largo et el resto di le galie. -Et el capetanio fece congregar Hironymo Contarini provedador di -l'armada, Thoma Duodo capetanio di le nave, et li sopracomiti in la -soa galia, et consultò quello havesseno a far. Et ciascuno ditto la -sua opinion, rimaseno in questo: si tentasse la via de demostrar de -darli el guasto, con brusar li olivari et uno campo di formento era lì -proximo, per veder se si voltavano. Et messeno in terra Stratioti et -certi homeni per galia, et corseno fino su le porte, et lì fece uno -poco de scaramuza. Fo _etiam_ fatto questo, per veder che zente se -ritrovava dentro, et brusò el formento et qualche pochi de olivari, -ma questo 0 valse. Et la matina seguente, a dì 29 Zugno, fo concluso -darli la battaia. Et è da saper che in quella notte el sig. Alexandro -da Santo Stefano spazò uno messo lì in Napoli, exhortando quel populo -non volesse aspettar la battaia di l'armata di la Signoria; a cui li -fo risposto, era rebello; che volevano morir per mantenir Franza. Li -mandò _etiam_ uno la mattina preditta, et volseno _etiam_ amazar il -messo. _Tandem,_ con el nome de Dio, a hore 5 de zorno fo principiato -la battaia. Preparate _in primis_ le galie imbarbotate numero 16, et -garidate da prova in sino a l'arbore, et messi tutti in arme, dato -da far colation a la zurma, fo fatto dir un laudo (cussì da marineri -chiamato) per el qual pregavano Dio ne desse vittoria. L'armiragio -Antonio di Stefani fo quello el disse, stando in pie' armato a cao, -el zeneral armato a meza galia et Marco Buza suo canzelier insieme. Et -fece el capetanio far uno comandamento, sotto pena di la forca niun non -se partisse di le sue poste, et el capetanio volse esser el primo che -investisse con la sua galia con la prova in terra. Et la terra faceva -grandissima difesa de bombarde et archibusi, et nostri li rispondeva -con bombarde et passavolanti. Et el capetanio divise la battaia da -mar in quattro parte, zoè esso capetanio con Francesco Valier, Nicolò -Corner, el Gresolo zaratin et Piero Damian, Sebenzan vechio et andono a -investir per mezo la terra verso Brandizo da la banda dil porto. In el -porto proprio fo deputato el provedador Marin Signolo, Francesco Zen, -Francesco Polani da la Canea, Francesco Bertolazo zaratin, et Gregorio -Cinalello zaratin, sopracomiti con loro galie. Da la banda de levante, -verso Brandizo, Piero Bembo, Piero Loredan, Spalatin, Sebezan novo -et Lisignano, sopracomiti. Dal canton dil porto, verso el Pantano, fo -deputate le tre galie corfiote et l'ystriana. _Etiam_ ordinò un altra -azion da la banda de terra, con li stratioti et homeni zerca 60, con -scale, et una bombarda che trazeva da la chiesia de San Francesco a -le defese, azò manco forte i fosseno da la parte de mar. Et quando la -galia dil capetanio prima se apresentò a le mure, el capetanio preditto -se tirò verso l'arboro, et quelli di la terra salutava de bombarde et -freze; et perchè la galia non se poteva con la prova acostar in terra, -messeno el ponte per andar in terra, non aspettando più la barza nè -altre nave, le qual non potevano venir avanti, se non quella de Zanetto -da Muran. Et dubitando non venisse soccorso, ordinò dismontasse la -zurma, et li galioti saltono in acqua, non però senza uccision de -uno, et tre feriti da li sassi; et cussì andono in terra. Et nostri -con passavolanti tirava a le difese, et cussì balestrieri et arzieri -nostri acostate le galie a le mura, cessò le bombarde et si comenzò -a stringer la battaia con sassi terribili, _adeo_ non se tentavano -nostri de metter scale a le mura, per la gran defension faceva. Et il -capetanio osò queste parole: Ah! figlioli, io che son capo vostro, -voglio esser el primo che metta questa scala in terra a le mure! su -figlioli de San Marco! Et dette la terra a sacco, promettendo al primo -montava sopra li muri ducati 100, al secondo 50, al terzo 25. Et con -questa vigoria da tutte quattro le bande fo combattuto virilmente, et -fo messo la scala a le mura. Et subito uno balestrier dil capetanio, -chiamato Todarin, saltò sopra le mura, et molti altri volseno andar -drio, et la scala si rompè, et sempre questo stete fermo difendendose -al meglio poteva. Con aiuto d'altri balestrieri di le galie conzata la -scala, secondo fo Marcheto Capelo, et andò sopra una caxa. Il terzo -Mathio Rizzo, et el quarto Zorzi Volzimonte. Et il capetanio have -in man una maneruola todesca, stava a pope; confortando tutti; et -tra li passavolanti, bombarde, soni de trombe, et cridi, l'aere era -intronato, et uno non se intendeva l'altro. Et questa battaia dal canto -dil capetanio durò una hora, et da altre parte durò una et meza. In -la qual battaia fo amazato Piero Bembo soracomito, homo de farne gran -conto, da una spingarda la qual li passò da banda in banda, arente la -tetina zanca; et a uno li era vicino toccò nel petto, et subito questi -moriteno. Ancora do Soracomiti, zoè di corfioti nominati di sopra, -fonno feriti, et morite uno. Et _conclusive_ tutti li altri Soracomiti -si portono vigorosamente, _maxime_ Francesco Valier, era a lai (lato) -dil capetanio et saltò in acqua con la imbrazadura a far condur le -scale a le mure; et _etiam_ Nicolò Corner meritò gran laude. Fo morti -in questa battaia....., feriti 15; morti in la terra 90, et feriti -150; fo crudelissima battaia. Hor, intrati nostri in la terra, non -cessono de combatter et usar assà crudeltà, et una parte et l'altra -si slanzavano. Partesani fo taiati a pezzi, tutti nostri scontravano, -zoè zerca 150; et in le caxe fo trovati assà morti et feriti, femene -et puti: uno di anni cinque fo ferito de uno mandreto in la fronte; un -altro de anni 7 era cazato sotto alcune doge de boter a la piaza, et si -teneva con una man stropati li ochi, et andato ivi Francesco Brognolo -cogitor dil capetanio, vedendolo tutto sanguinoso, zercò si l'era -morto, et lui sentendose tocar disse: ah fratello, non mi amazar, ma -dame un poco de aqua: costui havia tutto el brazo sinistro mozo, fin -quasi al cubito. Alcuni monasterii fonno aperti per forza; tolti li -calici, piviali et zò che trovarono; molte donne corseno a la chiesia, -et, se le haveano cossa alcuna, fonno spogliate. Inteso questo el -capetanio, do hore da poi preso, mandò el suo armiraio et il miedego -in la terra, a veder le donne non fusseno violate. Li corpi erano de -li morti per le strade con el sangue, nudi over in camisa, el numero -zerca 90, feriti 150. Le donne le prime di la terra, spogliate, con -straze intorno, con li capelli zo per spale sparsi, et erano redute nel -vescoado con molti puti. Et fo fatto comandamento che, se niuno faceva -più tal crudeltà, ne movesse alcuna cossa, li fosse taiato la testa. -Era per le strade cridori, galioti con barili et altre robe, lavacro -de oglio et sangue. Et la sera poi esso capetanio zeneral dismontò, -et andò in la terra, per asegurar le persone; et con una ronca in man -cazava li galioti in galia. Et intrato prima in chiesia, comenzò uno -crido: Marco! Marco! con pianti et batter de man, che fece lacrimar el -capetanio et altri; et licentiò le donne andasse a caxa securamente. -Et per non esser pan in la terra, el populo cridava: fame! fame! esso -capetanio fece dispensar assà miara de biscotto, et el zorno seguente -stera 200 formento, era de quel Prudentio franzese capetanio per el Re -de Franza, el qual fo fatto presone, et se voleva rescattar per ducati -4000. Ancora el capetanio fe' comandamento, che, in pena di la forca, -tutte le cosse ecclesiastice fusseno rendute; et cussì fo fatto; et -_etiam _quelli haveano donne le dovesse restituir, et li cavalli da -masenar le olive et li boi et utilità dil populo. Et ancora poi fece -vender la roba qui in la terra a loro medemi, et el terzo manco de -quello la valeva; però che fo fatto grandissimi butini, per valor a -presso de ducati 20000 de ogli et altro; sì che li galioti si feceno -richi. El qual butino fo venduto a quelli cittadini per ducati 1300, -et che valeva ducati 4000; et _etiam_ el capetanio donò vin al populo -per farselo quello benivolo; et fece exempti per anni X; i quali tutti -si rallegrarono, come dirò de sotto. In la scaramuza et la battaia è -da saper fo morto Alvise Tinto veneto, era lì mercadante, e toltoli -da galiotti ducati 130. Or li puti veniva con vino et acqua fresca -porgendo a nostri, cridando: Marco! Marco! Et al primo dil mexe la -matina da poi, honorato le exequie di Piero Bembo sopracomito, che fo -messo in deposito al Domo, di lo qual tutta l'armata si dolse di la -sua morte; poi el capetanio zeneral andò sotto la loza di la terra, et -congregati tutti li cittadini, aldito prima messa dil Spirito Santo, -et il populo cridando: Marco! Marco! fo levato el stendardo de S. -Marco, et spegazato l'arme dil Re de Franza, et a hora li fece exempti -di ogni angaria per anni X, salvo dovesseno dar una piadena de frutti -etc. Questa terra de Monopoli è bellissima, tutta murada dentro et fora -a quadri de pietra tufo; non ha castello; giardini bellissimi et aque -vive; abondante de ogli più de terra di la Puia, et di le doane egli si -traze ducati 20 milia a l'anno. Li cittadini molti erano anzuini, et si -scusavano non si habia voluto render, perchè dubitava non ritornasse -sotto caxa di Aragona: la qual cossa non vosene redir parola; et però -feceno tanta difension, oltra le bombarde et sassi, pignate de calcina, -ogio bogente, pezzi de travi etc. Et la bandiera dil Re de Franza -el capetanio la tolse per tenir a eterna memoria, et fece governador -de ditta città Thomà Duodo capetanio di le nave, fino la Signoria vi -mandasse altro provedador. - -Et a dì 2 Luio quei de Pulignan, mia 8 de lì, mandò soi messi al -capetanio a renderse a San Marco, et fonno _benigne_ accettati. Et la -sera venne el suo episcopo con presenti de polli et persuti, dimandando -aiuto da nostri, perchè quelli de Conversano, dove erano reduti -Franzesi in uno, li molestavano. Et per suo conforto li fo mandati -alcuni Stratioti, et Nicolò Corner soracomito per loro governador. Et -è da saper che in armada eran 45 Stratioti, et el zumo di la battaia -zonse Zorzi Malacassa con altri 45 da Traù, et a dì 4 ne zonse altri -45 da Sibenico, li quali tutti numero 135 fonno mandati a Pulignano, -et a dì 4 ditto fonno a le man con quei de Conversano, erano 150 -cavalli lezieri franzesi et 200 pedoni, et di le persone 3000 ivi -redute paesane, et feceno una scaramuza per meza hora. Fo morti de li -nemici numero 17, computà el conte de Gavina; et de li nostri, morti -3 et feriti 5. Et si separavano Stratioti havendo questo, e ritornò -in la terra, mandando al capetanio a dimandar più zente, perchè loro -non erano bastante al gran numero de li nemici. _Unde_ el capetanio -li mandò tre galie; le qual zonte, feceno grande alegreza, et levono -do stendardi de San Marco con gran solennità; _etiam_ mandò Alvise di -Albori, homo valentissimo, con X compagni nel castello, et il zorno -driedo mandò altre XV page in ditto castello, con cui XXV; et per uno -al mexe li dette una paga et meza. Ancora Mola si levò San Marco, ma -la roca no. Ma a dì 5 ditto, Franzesi la reacquistò per forza, però -che nostri non li havea mandà alcun pressidio; pur poi fo recuperata. -Et a dì 3, quelli Franzesi di Conversano scrisseno una lettera a -quelli di Monopoli, confortandoli volesseno ritornar sotto el Re suo, -dicendo haver cinque squadre di homeni d'arme et molte fantarie, -et si manezava de far a loro come fo fatto a Gaetani. Zonse a dì 3 -Bocari da Sibinico con cavalli 50 de Stratioti, et el capetanio mandò -tre galie a Brandizo, a tuor li Stratioti ivi erano; et scrisse a la -Signoria come voleva lassar 4 galie a Monopoli per custodia, et lui -se voleva partir con el resto di l'armada, et andar a Manfredonia -et Molfeta et altre terre si tenivano ancora per el Re de Franza; et -che havia fatto discargar li orzi erano su la nave de Anteo Amai, per -rispetto di cavalli di Stratioti, che de lì non se ne trovava; et come -lì a Monopoli si potrà far un molo più bello di quello de Modon, et -pregava la Signoria li dovesse mandar quello era bisogno in augumento -sì di l'armada, _quam_ di zente, a ciò potesse acquistar et danizar -quelle terre in la Puia, si teniva per el Re de Franza. Fo dato a esso -capetanio a Monopoli una armadura fo di re Ferando, la qual era in le -man di quel Prudentio franzese, el qual solo fo causa di la ruina di -quelli poveri cittadini. - -Ancora per lettere da Corfù, drizate a esso capetanio, et di -Constantinopoli, se intese Camallì corsaro havea preso a li Dardanelli -una caravella de Candia con 150 botte de vin, et havea amazato homeni -18, et el sig. Turco havea comesso el sanzaco de Garipoli lo seguitasse -con tutte le fuste poteva, per prender ditto corsaro, et cussì esso -sanzaco lo seguitava. Di l'armata turchesca nulla seguiva; pur andava -fenzando de lavorar ditta armata, et ogni giorno provava bombarde. Le -lettere era di X, et 13 di Constantinopoli; et questo basta quanto a le -cosse de mar. - -Da Milan venne lettere al suo ambassador, dovesse andar in Collegio et -pregar la Signoria seguitasse l'impresa, laudando la virtù dil nostro -exercito, et che era ubligatissimo a questa Signoria, promettendo mai -ni lui ni soi discendenti partirsi da li precepti di quella. Et anche -per lettere di X Luio, di Hieronymo Lion kav. orator nostro, se intese -esso Duca haverli usato gran parole in laude di la Signoria; el qual -era amalato, nè usciva di camera, et che havea mandato el sig. Fracasso -con 100 cavalli lezieri et pedoni alemani 200, a la volta di Tortona, -per veder de devedar el passo al Re, et Franzesi non passasseno, -benchè pareva cossa difficile a essa Duca; _et ita fuit_, come dirò di -sotto, _imo_ fece careze a esso Re. El qual sig. Fracasso volse con -lui 50 Stratioti, i quali non volseno andar, per non dividerse da la -compagnia; ma ben volevano andar tutti. Et cussì Bernardo Contarini -dimandò al capetanio sig. Galeazo di San Severino, el qual mai volse -se partisseno de lì, et cussì restono in campo a Novara, pur ancora in -la villa di Perna, ni erano mossi, come voleva, esso campo per caxon di -le pioze, che havea ingrossato li passi. _Item_ che quelli Franzesi de -Novara steva dentro, et che haveano habuto per spie el Duca de Orliens -haversi molto doluto di la rotta dil Re, et stava assà sospeso, et si -voleva partir et ritornar in Aste, ma li soi non lo lassaveno; _unde_ -nostri stavano vigilanti, a ciò non scampasse via. Et per lettere de -Bernardo Contarini a la Signoria, di 9 ditto, se intese, come, havendo -preso mons. Alvise di Sansonagio, come ho ditto, et lo teniva con lui -nel suo alozamento, lo volse examinar, fatoli gran demostration che, -si non diceva la verità, Stratioti li voleva taiar la testa; et havia -fatto venir Stratioti dentro a dimandarli, per modo che 'l tremava, -et si butò con li zenochi in terra. Or, interogato di più cosse, -rispose. Et prima dil governo dil Duca d'Orliens, che 'l stava con -grandissima reputatione; qualche volta sta serato tre zorni in caxa, -che non si lassa veder, ma l'ordinario si è de dar audientia do volte -a la settimana, et ha per suoi conseieri l'infrascripti, _videlicet_: -mons. de Roan vescovo di Ambues, mons. Zuan de Loan governador de -Orliens e governador di la terra de Novara, mons. di Corde (el nome -non lo sapeva dir), mons. de Magli zamberlan: et questi sono quelli -che hanno el Governo de ogni cossa. Dimandato che opinion è dil Duca -di lassar Novara, come l'ha fatto li altri luogi, rispose che chi -havesse vardato a la fuga dil Duca, el secondo zorno saria andato -con Dio; ma li soi conseieri l'ha fatto soprastar, e chiamato el so -consejo, nel qual entra questi cinque capetanij de zente d'arme (a -nostro modo sariano condutieri), mons. de Sara, capetanio di le zente -d'arme dil Dolfinà, mons. di Giudallum luogotenente del marascalco de -Giae, mons. Menori capetanio di le zente d'ordenanza, mons. Jalatiel -capetanio di le zente d'arme d'ordenanza (zoè ordenanza vol dir le -zente di la corte), el luogotenente di le zente d'arme di Joam Perom, -el nome nol sa; i quali, congregati insieme, fo deliberato di non si -levar per honor et beneficio dil suo Roy, et assignata la raxon che -li bastava a loro per el suo dimorar a Novara, tenir tanto exercito -a sua posta, et non habbi caxon de adunarse insieme con el campo de -Parmesana contra el suo Roy. Dimandato zerca a vittuarie, rispose a -trovarsi dentro de Novara vittuarie per uno mexe, et non più. Dimandato -s'è alcuna parcialità tra loro, per esser zente de varii paesi, -rispose che tra le zente d'arme de Franza e quelle dil Dolfinà sono -molte discordie, perchè li Franzesi tieneno per zente vil quelli dil -Dolfinà; et se quelli dil Dolfinà havesseno el poter, cussì come non -hanno, za li haveriano taiati a pezi; ma stanno bassi per non haver -possanza. Dimandato la qualità di le zente d'arme, disse a trovarse in -Novara lanze 500 a cavalli 4 et 3 per lanza, ma la mazor parte 4; et -che cadauno homo d'arme ha do arzieri a cavallo, et che son 1000 altri -arzieri dil Re; che son arzieri 2000, et 5000 alemani a piedi, la mazor -parte balestrieri. Dimandato l'ordene dil suo pagamento, disse che -homeni d'arme, e tutto il resto, se pagano da tre mexi in tre mexi, li -homeni d'arme a raxon de scudi X al mexe, et li arzieri scudi 6, et li -pedoni scudi 3. Dimandato quanto indriedo haverle pagade, rispose che -a dì 20 dil presente vorano page per 3 mexi. Dimandato se i aspettano -soccorso de Franza, o ver di Aste, rispose che l'è vero che 'l Duca ha -scritto in Aste per soccorso di 200 homeni d'arme, et per danari per -la paga di tre mexi; ma non sa certo si 'l soccorso venirà etc. _Item_ -che havia fatto experientia con uno altro preson arzier, e fatoge -dar molte torture; la examination dil qual non è stata diferente a la -prima, salvo nel soccorso, el qual afferma che per tutto el paese de -Franza, el qual eran hozi 29 zorni che mancava di Guascogna, è venuto -insieme con 100 arzieri a cavallo, come è sta fatto una cria per tutta -Franza, che tutti li baroni, cavalieri et zentilhomeni subditi al -Roy, monteno a cavallo et vegnino a soccorso dil Re. Et per le terre -dove l'ha passato per venir in Aste, havia visto far mostre di zente, -le qual se mettevano in ordene. Et ancora advisò come in quel campo -duchesco, capetanio el sig. Galeazo, questi erano li consultori: el -sig. Fracasso, el sig. Antonio Maria, el sig. Nicolò da Corezo, et el -conte Hugo di San Severino; et anche lui entrava, ma non fevano niuna -cossa senza el consejo dil Duca, et che haveano ardentissimo animo -de apizarse con li nemici, _licet_ quelle zente siano mal pagate; et -che erano di tre generation, Italiani, Elemani, Albanesi o ver Greci; -_tamen_ tutti erano di uno voler contra Franzesi. _Item_ rechiedeva -danari per la paga di Stratioti, li quali a dì 26 Zugno l'haveano -livrata, _licet_ havesse hauto 6 page. Et è da saper, che a dì 26 -Marzo comenzò la prestanza, et però pregò la Signoria li fusse mandati -danari. - -A Venetia, a dì 12 Luio di Domenega fo fatto in piaza di San Marco una -solenne processione de tutti li frati, preti et batudi di questa terra, -portando cadauno qualche reliquia de Santi o vero cosse de arzento: -era bellissimi aparamenti. _Conclusive_, fo degna processione; et fo -messo a torno la piaza li panni, per schivar el sol, sì come se suol -far el zorno dil corpo di Christo. Non vi potè esser el Prencipe, per -non esser ancora molto gaiardo; era vicedoxe Andrea Querini conseier -più vechio. El Patriarca aparato, et questi oratori: dil Pontifice, -do dil Re di Romani, de Spagna, de Napoli, de Milan et de Ferrara, con -molti senatori per numero 120, vestidi de seda et scarlato, et alcuni -cavalieri vestiti d'oro, i quali qui saranno nominati: Polo Pixani -era Avogador di Comun, Polo Trivixan era Cao dil Consejo di X, Piero -Balbi, Zorzi Pixani dottor, Zorzi Corner et Marco Dandolo dottor. Et -li altri cavalieri haveano o.... d'oro, o ver qualche altra insegna. -Et fo sonado campanon per quel zorno, ma non fo fatto fuogi la sera, nè -messo lumiere per li campanieli, perchè ancora non sapevano la vittoria -quanto era stata, et non havendo fatto nel principio, ni _etiam_ in -questo zorno volseno far altro. - - -_Dil ritorno di re Ferando di Aragona in Napoli, et fu accettato di -cittadini._ - -Domente queste cosse intervengono, di la battaia fatta per l'exercito -veneto con el Re de Franza, a dì 13 Luio zonse lettere di Roma di 9, -per le qual se intese haver di Napoli di 7, come a dì 6 de l'instante, -fo el zorno el Re de Franza ebbe la rotta, re don Ferando de Aragona re -de Napoli con galie 9 et zerca 31 caravelle de Spagna, si apresentò a -la città de Napoli, volendo ritornar nel Regno. Ma pur molti napolitani -soi nemici con Franzesi si messeno in arme, et da li castelli ditta -armada era salutata di molte bombarde, et el populo cridava: Franza! -Franza! benchè per lettere di Lunardo di Anselmi vice consolo nostro -fusseno certificati... Qualche uno pienamente cridava: Marco! Marco! -dimostrando sarebbeno stati contenti dil dominio veneto, e non star -sotto Franzesi nè ritornar sotto caxa di Aragona. Et per quel zorno -ditta armada se tirò alquanto lontana, a ciò le artilarie non li -offendesse; et poi el zorno seguente, fo a dì 7, esso Re dismontò -a le Madalene, et con molti cittadini li era venuto contra, intrò -in Napoli per la porta de Formelo vicina a Castel de Capuana. Et -come si apresentò a la terra, el populo armato cridò: Ferro! Ferro! -_Videlicet_: Viva Ferando! Et cussì col nome di Christo andò Sua -Majestà ad alozar in Castel de Capuana, el qual era senza guardo et -non custodito da Franzesi. Adoncha, _pacifice_, col favor dil populo -et cittadini, benchè li fusse contrarii, Ferandino è intrato in -Napoli. Et el populo con li soi messeno a sacco la caxa dil Prencipe -de Salerno et dil Prencipe de Bisignano et dil conte de Conza, erano -stati soi rebelli. Ma mons. de Mompensier vicerè franzese erano tirati -col Prencipe de Salerno et altri Franzesi in Castel nuovo, fornito -di munitione et artilarie; et cussì in Castel dil Uovo, torre San -Vincenzo, Pizza Falcon et uno Monasterio di Santa Crose, a modo di -forteza et Castel Santo Elmo erano Franzesi a custodia, sguizari et -altre generatione. Et questi castelli si teneno per el Re de Franza. Et -el consolo nostro, intrato che fu el Re dentro, andò subito a la soa -presentia, alegrandose da parte di la Signoria nostra dil suo felice -ingresso; el qual Re li usò dolcissime parole, digando che 'l conosceva -esser ritornato in Napoli per le operationi di essa illustrissima -Signoria, a la qual in perpetuo voleva esser ubidientissimo fiul. -_Item_ che mandò tre galie per don Fedrigo prencipe de Altemura suo -barba era in la Calavria, el qual pur da mons. di Obignì vicerè havea -habuto qualche danno, et li havia el Re mandato a dir venisse a Napoli. -Et a ciò che el tutto se intenda, vi sarà scritto una lettera, scritta -al Duca de Milano da Roma per suo fratello mons. Ascanio cardinal. -Narra ad plenum questa intrata. - - -_Exemplum litterarum Rev.mi D. Vice cancellarij S. R. E. Cardinalis -Ascanii ad Illustrissimum Dominum Ducem Mediolani._ - -Illustrissimo Principe et Exc.mo D. _frater et pater honorandissimus_. -In questa hora, che sono circa 24, ho hauto aviso di Capua de lettere -delo incluso exemplo. L'homo è venuto con esse lettere è fameio di -missier Jacomo, quale li scrive et riferisce lunidì a dì 6 era in -Napoli, mandato dal patrone, che l'armata dil re Ferandino, quale era -gionto a Yschia il dì avanti, se mosse a li 6, et venne verso Napoli, -et fece scala a la Maddalena, dove concorse molto numero di cittadini -napolitani, et deliberorono che la notte seguente più segretamente -potesse, bona parte di la zente, qual la Majestà Soa havea conduta con -sè, et cussì stete. El dì seguente, che fo Marti a dì 7, a hore 13, -tutta la città comenzò a cridare: Ferro! Ferro! Et la Majestà Soa, -acompagnata da uno gran numero di cittadini napolitani, intrò ne la -città per la porta di Formelo a lato dil Castello de Capuana, quale -era stata abandonata; et cavalcava Soa Majestà uno cavallo liardo -grosso, con el stendardo a fiame, et tutti li segi erano alzate le -bandiere de la Majestà Soa. La quale fo accettata con universal et -incredibil letitia, accorrendo tutto el populo a basarli li piedi. -Parte de Franzesi, quali si trovono in Napoli, a li primi cridi dil -populo erano malmenati, parte si salvavano in diverse caxe, ma la mazor -parte era fuzita et salvati in Castel Nuovo. Et in quella hora lo homo -à portata la presente me dice che partì et venne con celerità a Capua -per anonziar al patrone el successo di Napoli, e passando per Aversa -dice che la ditta città medesimamente havea la sera avanti levate -le bandiere dil serenissimo re Ferandino, et gionto a Capua, dove la -sera avanti erano sta mandati 300 fanti de la Majestà Soa, trovò el -medesimo; et dice che 'l populo havea preso il locotenente de Capua -per havere la rocca, quale hebbe in mano soa, referisce anche come la -rocca del Monte de Ragone, la quale teneva li Caraffeschi, havea alzato -le bandiere di la preditta Majestà. Significa anche come trovandose -in Napoli el Principe de Salerno, et volendo fuzire in Castel Nuovo, -el populo el confortò a stare et lo assegurò; et nondimeno parve non -volesse assegurarse. Referisce anche come Castel Nuovo, da poi la -intrata dil Re, non trahe più come l'havea fatto prima; et anche la -Majestà Soa havea mandato a dire a mons. de Mompensier che trahendo -la Majestà Soa retraria in le bombarde li corpi de li Franzesi et -_maxime_ mons. di la Spara suo parente, el quale havea con la Majestà -Soa. Aviserò con ogni diligentia el successo. Questi principii ò -inviato, volendo con la celerità di la tascha pagata.... L'armata dil -Re, per quello se intende, è di 80 vele et di 6 in 8 milia persone. -La narratione che Franzesi haveano fatto, di haver data la rotta in -Calavria al prefato Serenissimo Re, è stata falsissima, et niente. A la -Excellentia Vostra me racomando. _Rome, die_ 9 _Julii_ 1495. - - -_Exemplum litterarum D. Jacobi de Capua ad Ill.um et Rev.um Dominum -Vicecancellarium._ - -Alla gratia bona de Vostra Ill.ma S. me ricomando. Aviso quello ch'è -in questa hora 17. Questa città de Capua ha alzate le bandiere di la -Majestà dil sig. re don Ferando el quale con grande alegrezza...... -et saria impossibile a scriver con quanta alegrezza tutto è fatto per -questa università, m'è parso dar aviso a Vostra Illustrissima Signoria, -tenendomi certo che la ne piglierà piacere, per lo amore grande che -quella porta a ditta Majestà dil Re suo nepote. Et ancora il simele ha -fatto Napoli et Aversa. Baso le man a Vostra Illustrissima Signoria, -et in bona gratia di quella de continuo mi racomando. _In Capua,_ 7 _de -Luio_ 1495. - - -Et zonto che fo questa nuova a Venetia, Zuan Battista Spinello -dottor et cavalier, orator di esso re Ferandino, andò con grande -alegrezza in Collegio, et la sera havia sul campo di San Polo fatto -far grandissimi fuogi in segno di leticia, però che la notte lui -have lettere di questo. Et cussì questa mattina, a dì 13 Luio, si -congratulò con el Principe era andato in Collegio quella mattina, et -con la Serenissima Signoria, di esser tornato el suo Re in caxa soa, -pregando fusse ajutato; et _etiam_ esso orator et quello di Spagna -domandò fusse fatto sonar campanon in segno di gaudio per la terra. Et -cussì per la Signoria fu ordinato che per quel zorno tutte le contrade -et a San Marco sonasseno campane, ma non fo fatto lumiere ni fuogi. -_Et quam primum_ fo udito ste campane sonar, tutta la terra credeva -nostri, seguiva el Re de Franza, havesse habuto qualche vittoria, -ma poi inteseno la verità, et la cagione perchè si sonava. _Unde_ -molti si dolseno che per tanta nostra vittoria non se havesse fatto -dimostratione alcuna de alegrezza, altro che la processione fo fatta. -Et da poi disnar, chiamato el Consejo de Pregadi, consultono quello -havesse a far, et si dovesse seguir l'impresa di Puia, et fu decreto et -scritto al capetanio zeneral dovesse seguitar in acquistar terre teniva -el Re de Franza nostro nemico, ma che vardasse di haverle _pacifice_, -et far ogni acordo prima che darli battaia, a ciò non segui la morte -de nostri, et la crudeltà seguì a Monopoli; benchè nostri judicava fino -quell'hora esso capetanio havesse acquistato altro, ma nulla fece, come -dirò di sotto. Et ancora li fo mandato ducati 3000, et do gripi cargi -de munitione et artilarie tolte da l'arsenal nostro. - -In questo tempo a Cesena, terra di la Chiesia, seguite alcune novità, -come per lettere di Andrea Zanchani podestà et capetanio di Ravena se -intese: zoè a dì 12 Luio di Domenega, celebrandose uno solenne vespero -ne la chiesia di San Francesco, ne la qual se ritrovava molta zente, -venne Achylle Tiberti con 13 compagni con certi pugnali et spade sotto -li mantelli, et andorono 4 volte su e zo per ditta chiesia, et quando -li frati comenzono a cantar questo salmo: _Laudate pueri Dominum_, -messeno man a ditte arme, tutti a uno tratto et comenzono a menar le -mano in tal forma, che _immediate_ in ditta chiesia subito fonno morti -7 et certi altri si messeno in fuga, et li preditti seguitandoli, per -modo che ne morì zerca 25, li quali saranno notadi qui da st'altro -ladi, et questi fo de li Martinelli et altri, loro parte contraria; -et sachizò et spianò le caxe, gridando: Giesia et Libertà! Et poi -andorono a la rocca, et feceno intender al castelano non tragesse per -la terra, perchè loro la tenivano per Santa Chiesia, ma che haveano -estirpati li traditori; et si fortificano in la murata. Et el Luni -seguente da matina haveano ordinato di far li Martinelli assà più -male, zoè che si dovevano adunar in piaza le zente dil Duca de Gandia -et, adunate, seriano corso el volgo per vederle, et li soldati, qualli -erano deputati, doveano cinque o sei per parte pigliare le boche di la -piaza, et certi altri qualli erano ascosi in caxa di li Martinelli, -et doveano a uno segno de spingarda correr al palazo di li Signori, -et quello pigliar et amazarli; et il simel dovevano far quelli di la -piaza, et poi andar per la terra amazando quanti ne trovavano de li soi -nemici Tiberti. Ma prima, a loro Martinelli el zorno avanti intervene -che fonno amazati, sì che credendo amazar, loro furon li morti. Ma -per questo successe la Domenega, non seguite altro se non la morte -di questi 25 di Martinelli. Et da poi in Cesena feceno uno zeneral -consejo, et volseno che ogni sorte di zente, et di contado et di la -cittade, intervenisse, et proposeno, come era di novo designato dal -Pontifice loro governadore el Vescovo di Arles, per el qual segue tutti -questi inconvenienti, come dirò di sotto; et cussì volseno cadauno -dicesse la sua opinione. _Tandem_ fo concluso, _nemine discrepante_, -di non lo voler acceptar; et cussì feceno intender a do soi, che esso -Episcopo havea mandato a la comunità per intender etc. Poi formono -una suplication al Pontifice, _de communi omnium consensu_, suplicando -vogli mandarli uno altro governador, perchè niuno non vogliono aceptar -el vescovo di Arles; el qual, come fo divulgato, voleva intrar per -forza, con lo ajuto dil sig. di Pesaro, et che havia fatto comandamento -per tutto el vicariato de Fano vengi zente; et el castellano di Cesena -era suo parente. Quello seguirà l'intenderete da poi. Ma per saper -la causa de questi homicidii et novità de Tiberti et Martinelli, -la qual inimicitia prese origine zerca anni 7, però che essendo in -Cesena governador el Vescovo di Rimano, contraxe parentella con questi -Martinelli, et _successive_ comenzò a favorirli et honorarli più che -non faceva di Tyberti; per la qual cosa l'odio, stato za molti anni -tra queste parte, et era quasi extinto et viveveno _pacifice_, comenzò -a rinovarsi, et Martinelli vedendo haver parentado con el governador -et esser exaltati, _etiam_ suscitò novi odij con li Tyberti, _unde_, -partito ditto governador di Cesena et _functo officio_, fo spegazate -le sue arme per Cesena, et prohibiteno non se portasse calze a la -sua divisa, et altre inzurie feceno questi Tyberti per dispetto di la -parte contraria. Da poi sucesse uno governador el qual fu neutrale et -si faceva temere; _demun_ successe questo ultimo governador Vescovo -di Arles, el qual fo partesano sviscerato de Martinelli et persecutore -acerrimo di Tyberti; et nel tempo suo sempre exaltono li Martinelli, et -Tyberti scaciati et messi in exilij per rebelli. Et essendo pur ditto -Arles governador, fo remesso a contemplation dil Re di Franza uno altro -per governador pur per la Chiesia, zenoese di caxa de Fieschi, et come -zeneral comissario dil Re stette alcuni zorni. In questo mezo, conclusa -la liga, el Papa remesse costui dil governo, et fino questo zorno -Cesena stete senza governador. Or parse al Pontifice de nuovo designar -questo Episcopo de Arles, fautore de Martinelli; et pretendendo lui -de vegnir al suo governo designato, questi Tyberti, cognoscendo a -loro inimicissimo, per questo feceno ste novità seguite, de amazar li -Martinelli e soi principali seguazi, a ciò non havesseno più contrasto, -et li nomi de quelli fonno amazati quivi è notadi, zoè: Malatesta -Martinello et sachizata la sua caxa, Ruberto Martinello sachizata et -spianata la caxa, Francesco Martinello, D. Matheo et Francesco dottori -fradelli, fiuli del dicto Gasparo Martinello con 3 soi famegli, Maestro -Piero orefice, parente del Vescovo di Rimano, D. Bartholomio Benintendi -dottor, Orlando Benintendi suo fradello, et sachizata la caxa, Jacomo -Zamarino, capo di squadra dil duca de Gandia, et sachizata et spianata -la caxa, Francesco Lanzeto, Alberto de Thomio banchier con un fameglio, -Baldissera so fiul, Marco cameriere, Jacomo da Montiano, parente di -Martinelli, Don Matiolo, alievo di caxa di Martinelli, Anibal di Lapi, -Francesco Paxolino, Gaudiano da Montiano e Basso suo fradello, Jacomazo -da Cremona, Zuan Francesco di Martinelli, Bernardino da Modiana. Item -reteneno 13 altri seguazi de Martinelli. Et è fuzito Paulo di Ettor, -sachizato la caxa, Anselmo di Dandini, Thomaso Martinello et Baldissera -da Palazo. - - -_Seguito dil Re de Franza._ - -In questo mezo el Re de Franza seguiva el suo camino. Et stato a Borgo -San Donnin, andò di longo a Firenzuola, poi passò Pontemuro et alozò -di fuora di Piasenza, poi a Castel San Zuane, et passò vicin a le mure -di Tortona, et andò in Aste senza danno alcuno, come dirò di sotto -tutto el suo successo. Et tuttavia l'exercito nostro lo seguitava. -Et come per lettere di XI se intese de li Provedadori, date a hore -9 in Piasenza, che ditte nostre zente in do zorni haviano fatto mia -43 perseguitando essi Franzesi, et che il campo andava come havesse -a far fatto d'arme, et in ogni loco li era portate vittuarie. Et per -saper quella strada, dal Taro a Borgo San Donnin è mia 6, da Borgo San -Donnin a Firenzuola mia 8, da Firenzuola a Pontemuro mia 5, et de lì a -Piasenza mia 13. Et che continuamente nostri trovava qualche Franzese -morto per strada et altre cose de cariazi; et che li villani li haveano -ditto che li devano vittuarie et tutte le pagaveno; et che in camino -morite uno de soi baroni, el qual veniva portato driedo cussì morto, et -altri feriti erano portati su le sbarre. Et questo non voglio restar de -scriver, che per le hosterie in questa fuga Franzesi andava scrivando -con carbon: Havem più perdù che guadagnà, et la fin farà li conti. - -Et a dì 14 Luio venne lettere in questa terra di 12, a hore 13, di -campo, date in castel San Zuane, mia 24 di là de Firenzuola, come -l'exercito Franzese andava con veloce camino, et intendevano esser -lontano dal nostro campo mia 22, et che za si poteva dir esser in loco -securo; _tamen_ nostri frequentavano di andarli driedo, et che lo Conte -di Caiazo lo havia zonto, et per bona via erano certificati andava -parlando con quelli Signori per strata, et che quando andò driedo, andò -più presto per confortar quei populi di Piasenza et Piasentina che per -offender Franzesi, perchè _etiam_ non harebbe potuto farli nulla; et -che Franzesi haviano vittuarie di ogni banda, et che sì da la banda di -sora havesseno voluto Milanesi far el so dover, zoè di taiar strade -presto con guastadori, et altre provisione in ostarli, non passeno -si presto, nostri li harebbono azonto, et che il sig. Fracasso con -li cavalli lezieri et elemani erano in Tortona, et che intendevano -el Vescovo di Tortona havia reduti molti paesani per mandarli a certi -passi; _tamen_ li mandò più presto per deffension dil Tortonese che per -offender Franzesi; et che i nemici facevano il camin da corieri, non -fazando dispiacer ad alcuno, e andavano a la soa via. - -In questo _interim_, ritornando el Re in Aste, vedendo non haver più -el conte de Petigliano, et che il sig. gentil Virgilio Orsini andava -con lui di malavoia, _unde_ li dette licentia et cussì ditto signor -con zerca... cavalli andò in un castello dil Duca de Milan. Et inteso -questo per la Signoria, fo scritto a li Provedadori di campo dovesseno -mandar per lui, et farlo venir in campo, et far inquisitione diligente -di la condition dil Re et de Franzesi, et cussì ancora dal Conte di -Petigliano, el qual havia habuto ducati 1000 in dono et cavalcava con -l'exercito, operandose in ogni cossa come havesse habuto nostro soldo, -qual l'have dapoi, come scriverò più avanti. Et per lettere di campo -poi se intese, date a Vogara a dì 13 Luio, che ditto campo franzese -era reduto in loco securo di là di Tortona mia cinque, et prendeva el -camino per Piamonte, per lettere di la Marchexana di Monferà, et che -più non speravano di zonzerlo. _Item_ che, passando el Re di fuora via -di Tortona, mandò uno araldo al sig. Fracasso di San Severino, era lì -in Tortona, li mandasse vittuarie et renfrescamenti, et che Fracasso -li andò a parlar, et li fece portar vittuarie et quello rechieseno, et -che li havia ditto a Soa Majestà la caxon di questa guerra; et che lui -era col Duca di Orliens, li tenisse la soa terra di Novara, et che 'l -Re li rispose voleva esser bon amico di esso Duca, benchè fusse seguito -quello era seguito, et havesse fatto liga, et che di le cosse di Novara -lui voleva esser zudexe di le differentie tra il Duca di Orliens et -esso Duca de Milan, che ditto Fracasso rispose: Sacra Majestà, bisogna -li sia reso una volta Novara et Pontremolo li e sta brusato. Et el -Re disse: Di Novara spero conzerò tutto, et li donò uno cavallo. Poi -seguite el suo camino verso Aste. Queste parole Fracasso scrisse a -Milan seguite, ma la verità _Deus novit_. Sì che in 7 zorni el Re de -Franza fece 80 mia, et cussì si redusse in loco securo. Ma voglio pur -scriver come a dì 15 Luio da matina, uno savogim mercadante, venuto in -questa terra, disse a la Signoria come per camino si havea scontrà nel -campo dil Re, dove si mormorava di Soa Majestà, et che molti credevano -fusse morto in battaia; et nostri pur stevano con qualche sospetto; -ma zonto poi la nova che 'l sig. Fracasso li havia parlato, tutti -fonno chiari esso Re esser vivo, _licet_ nel principio quelli havea -inzegno et pratica di le cosse sempre cussì judicò, et io sempre fui de -opinione el Re fusse vivo come era. - - -_Cosse seguite nel Campo di Novara._ - -Nel campo di Novara in questo mezo a dì 11 Luio la mattina per tempo -si levò di la villa di Perna dove era alozato, et venne ad alozar -mia do de qua de Novara in una villa chiamata Minona verso Verzei, -dove arivono a hore 23; et questo per haver convenuto far una volta -longa, per causa di le strade era rotte per le gran pioze erano state. -Et in ditto loco el campo se puose, et tolse la via di le vittuarie -venivano di Aste et Verzei. Adoncha comenzono a sediar Novara, la qual -è terra situada in campagna, distante da la montagna mia X, ha quattro -bellissime strade: la prima va verso Milan, passa el fiume Tesino; -l'altra va verso Vegevane; la terza va verso Aste, convien passar Po -a Verzei terra dil Duca de Savoia; la quarta verso il monte, dove si -va a la volta di Elemagna; et ditta terra è circondata di campagne -bellissime et acque in abondantia; et questo basti, per haver di -questa assà scritto di sopra. Et a dì 13 da poi una Bernardo Contarini -montò a cavallo con 70 Stratioti, andando a piacer verso Franzesi, et -trovono 6 cavalli di loro, et quelli prese; et come scrisse in questa -terra, li cavalli et panni non valeva 4 ducati per uno; _unde_ fonno -spogliati, tolti li cavalli, e lassati andar. Et a dì 15 cavalcò esso -Provedador con 300 cavalli de Stratioti, et la mazor parte andono fino -ne li borgi di la terra, e snudò certe case, tolto li letti, et niuno -Franzese venne fuora a la difesa. Et in questo zorno a hore 16 ivi -arivò 14 Stratioti, et quelli sotto Piero Duodo, i quali non sapevano -dove si andasse, et stete con li altri. Et è da saper che el nostro -campo che seguiva el Re, visto non poter far nulla, a compiacenza dil -Duca de Milan passò Po et venne a conzonzersi con questi a l'impresa -preditta, come scriverò il tutto al luoco suo. Et adoncha, aproximatosi -ditto campo mia 14, però che a dì... Luio zonze, a dì 16 ditto da -mattina venne el conte de Petigliano avanti nel campo duchesco, et -insieme con el sig. Galeazo, capetanio Bernardo Contarini, et altri -conduttieri andono a veder uno alozamento distante mia uno, dove era el -campo preditto duchesco, et questo per alozar el nostro exercito, era -atraverso le montagne sopra la strada andava a Novara comodo assà de -acque, pradi et strami; et visto diligentemente esso Conte ogni cossa, -tornono a disnar; et poi le scolte fece intender come i nemici erano -ussiti fuora, 100 homeni d'arme, 600 arzieri a cavallo et 200 elemani a -piedi. _Unde_ el capetanio sig. Galeazo subito mandò tanta zente contra -de ditti inimici, et ancora Bernardo Contarini armato montò a cavallo -con tutti li Stratioti, et fece 3 squadre di Stratioti, in modo di -una ala, et fece tutti zurasse voler morir per honor di la Signoria, -lui era ne le squadre di mezo; ed andavano cridando: Marco! Marco! -San Zorzi! San Zorzi! Et esso Provedador vedendo li nemici in ordine -de battaia, non obstante questo fo el capetanio, comenzò a dimostrar -de investir: et cussì tutte tre le squadre de Stratioti deteno dentro -in uno istante, et nemici si messeno in fuga; li pedoni se tirò a le -sbarre per esser vicini al borgo, fo discavalcati 26 homeni d'arme, -morti de questi 10, et 12 fonno recuperati per li loro pedoni, ma ben -morti li cavalli, et fo fatto presoni 4, _tamen_ feriti a morte, et di -pedoni et arzieri molti ne fonno feriti. Et questa vittoria fo senza -aiuto de zente d'arme nè de cavalli lezieri nè balestrieri, però che -_nunquam_ niun homo d'arme fin qui a Novara havia visto Franzese per -la ciera in campagna, se non li presoni erano menati in campo. Adoncha -tutto l'honor era de Stratioti, i quali venivano adorati in ditto -campo. Et in ditto campo et in questa baruffa fo ferito do Stratioti -et uno cavallo; et per questo Bernardo Contarini comenzò a venir, -_et merito_, in gran fama _apud Venetos_, et la Signoria li scriveva -lettere laudandolo summamente. Et a ciò il tutto se intenda, qui sotto -sarà scritto uno summario di quello fece Stratioti lì in campo, dal -tempo zonseno fino che venne il nostro exercito lì a Novara, et prima. - - -_Summario de Franzesi presi da Stratioti nel campo di Novara in questi -tempi._ - -A dì 24 Zugno si andò col campo a Vegevene, per uno Stratioto fo preso -do homeni d'arme con i so cavalli et arme. - -A dì 25 ditto a Vegevene, morti 9, presi 9, feriti 26 Franzesi, tra -arzieri et homeni d'arme; cavalli, tra morti et feriti, 12. - -A dì 2 Luio in Perna morti 12 Franzesi, portà 3 teste su le lanze in -campo. - -A dì 4 ditto, presi 12 villani di Novara, 8 Sacomani con i loro cavalli -et muli. - -A dì 7 ditto, cavalli 12, presi 6,..... cavalli et amazono 9 arcieri. - -A dì.... ditto la sera, presi a la scaramuza 4 homeni d'arme, tra i -qual mons. Loys di Sansonaia, morti 25, di quali li nemici ne fece -sepelir 15; el resto fece sepelir nostri; _item_ cavalli 31, pedoni -15, et un altro homo d'arme, el qual tolseno li Elemani, oltra cavalli -assaissimi morti. - -A dì 16 ditto in Megnone fo discavalcati homeni d'arme 26, de li qual -X morti et 4 presoni con ferite; cavalli 12 morti, et fra arzieri et -pedoni morti e feriti assaissimi. - -A dì 17 Luio da matina, per lettere di 13 di Zenoa dil Secretario -nostro, se intese come l'armada franzese de legni n. 12, tra galie et -galioni et barze, era stata presa; sopra la qual havea trovato oltra li -butini, che fonno assà, boche 300 di artilarie, 400 botte di polvere, -le porte enee di Castelnuovo di Napoli, le qual costono ducati 20 -milia, _ut dicitur_; _etiam_ 200 donne, tra donzelle et altre giovane, -_licet_ da franzesi fusseno state assà tastate: le qual fo quelle -tolseno a Gaeta, come ho scritto di sopra; et ancora 20 moniche, le -qual essi Franzesi menava in Franza, et il modo le preseno, sì come -per do lettere mandate al Duca de Milan, le qual saranno qui sotto -scritte, se intenderà. Et essendo andato a ditta impresa Zuan Adorno -capetanio di le fantarie fratello dil Governador, et Zuan Alvise Dal -Fiesco fratello di Domino Obieto, _tamen_ teniva col Duca de Milan, -con molta zente verso Rapallo a dì 13 ditto a hora di terza l'armata -zenoese assaltò ditta franzese et quella prese con tutti li homeni, -che non potè fugir niuno. Et fo preso il capetanio mons. de Miolans, -el qual era amalato; et esso medemo disse a Baptista Spinola, che fo -quello lo prese, come dil suo proprio era su ditte Galie per ducati -10 milia, sì che zenoesi vadagnò per questa impresa più de ducati 100 -milia, oltra li legni et le artilarie; et cussì ditta armada fo menata -in Zenoa con grandissima consolatione. Et uno di quelli fantacini -prese mons. Peron de Basser assà nominato di sopra, et quasi la prima -causa di far venir el Re de Franza in Italia, et con inzegno si seppe -liberar, perchè non era conosuto, et li dete ducati 125 a quello lo -havia presone, et fo lassato; el qual andò a trovar li altri, zoè mons. -di Bressa et il Cardinal San Piero in Vincula et quello di Zenoa, i -quali si ritrovavano a Besegna su quella Riviera. Et Zenoesi con questa -vigoria volevano mandar zente contra de questi. Ma Filippo mons. di -Bressa preditto have comandamento dil Re dovesse venir con tutte le -zente in Aste da Soa Majestà, _unde_ subito si miseno in camino con -li ditti do Cardinali, et venivano per certe vie per scontrar el Re, -da poi inteseno el successo de Fornovo. Ma el Marchexe de Mantoa et -Provvedadori nostri di campo, intendendo el venir de queste zente, -mandò Piero Duodo provedador con li Stratioti zercha 200 et Cozanderle -Todesco con 500 Elemani per obviarli la via, et si quelli fusseno -venuti sarebbeno stati presi; ma loro, inteso questo contrasto, feceno -un'altra via assà arida et cativa per alcuni monti, et _tandem_ non -senza pericolo zonseno in Aste, dove era zonto el Re, et San Piero -in Vincula fo sempre al so consejo, ma quelli nostri fanti andono in -Alexandria di la Paia per custodia di quella città. - - _Questa è una oratione devotissima scritta in franzese sul - officiolo del re de Franza Carlo ottavo, la qual dicono fo di re - Carlo Magno, transcripta et traduta in italian ydioma_, ut infra, - ad literam[139]. - - -_Come l'exercito di la Signoria andò poi a campo a Novara in aiuto dil -Duca de Milan._ - -Essendo apropinquato l'exercito di la Signoria a Vegevene, per andar -ad acamparsi a Novara, a dì 17 Luio, Piero Duodo provedador con li -Stratioti volse prima venir a conzonzerse con li altri era sotto -Bernardo Contarini, et li andò contra esso ditto Bernardo Contarini, -usandoli savie et acomodate parole, volendolo ricever come suo cavo -(_capo_), perchè quello fo electo per el consejo di Pregadi. Et zonto -Piero Duodo scrisse a la Signoria, come per non metter division fra -Stratioti era con lui con questi altri, non stava ben dui capi ivi; et -zonse ditta lettera a dì 20 ditto. Et considerando el Principe con li -padri de Collegio come _optime_ se portava el Contarini, et senza alcun -salario, prima li scrisse una lettera laudandolo summamente, exortando -el perseverar di ben in meglio, et fo decreto che lui con li 50 -Stratioti dovesse star separati di quelli era con el soprascritto Piero -Duodo provedador, et fo mandato danari per dar paga a li Stratioti, -et _etiam_ a lui per farse le spexe, trombeta et stendardo, fo dato -licentia potesse operar, _licet_ ancora non havia titolo di Provedador, -ma _solum_ Governador o vero diretor de ditti Stratioti. _Conclusive_, -le sue opere fo dimostrate esser accette a la Signoria. Et poi il campo -preditto nostro, a dì 19 ditto, zonse a Castel Chiasuol mia uno et -mezo di Novara et zerca uno dil campo duchesco, li venne contra el sig. -Galeazzo capetanio zeneral dil Duca de Milan con tutto el so campo; et -con gran vigoria nostri se alozono. El qual castello, è da saper, la -notte avanti fo preso a patti, salvo l'haver et le persone; nel qual -erano franzesi 30, dei qual molti fonno feriti. Et questi intendendo -venia l'exercito di Venitiani, se volseno render; et fo trovato era -assà biave et più de fuora in alcune caxe, le qual franzesi, intendendo -ivi andava el campo duchesco, le brusono con le caxe, zudegando -poterse loro tenir nel castello. Ma come li fo trato 4 passavolanti, -subito se reseno al sig. Galeazzo capetanio con li so Elemani; pur fo -trovato fermenti et vin poco et altre robe; le qual volendole partir -tra Elemani et fanti ducheschi, tra loro veneno a remor, et ne fo -morti alcuni. Et sopra venuto el nostro exercito, fo sedato el tutto. -Et, subito zonto, scrisse li Provedadori in questa terra, come lì in -campo era do openion. Una dil sig. Governador et altri condutieri -fo de andarse alozar ne li borgi, et per assedio veder de rehaver -Novara, facendo el tutto non vi entrasse vittoarie nè soccorso, _unde_ -convegnisse prender partito; et cussì voleva custodir tutti li passi. -Quella dil Conte de Caiazo et ducheschi era di piantarli le bombarde -per forza, non si volendo render, con battaia veder di haverla; et -questa sarebbe stata la miglior via et manco spesa. Item che era -venuto uno trombeta di Aste in campo, da parte di mons. di Arzenton -che fo qui ambassador, dimandando salvo condutto de poter venir con 40 -cavalli in campo a veder di conzar le cosse, et che loro Provedadori -non l'haveano voluto far, benchè el Governador dimostrasse fosse ben -fatto a farlo, per intender el voler suo. Et zonte quelle lettere a dì -22 da matina in questa terra, et el corier de le poste disse _publice_ -el nostro campo esser sta rotto et messo di mezo; _unde_, parse molto -di novo a quelli l'uditeno, et stavano assà sospesi et di malavoia, -non sapendo la verità. Et poi, lette le lettere, et visto la cossa come -era, de baruffa de Elemani solamente, fo ordinato subito ditto corrier -fusse retenuto a ciò havesse nunciatura di tal nuova. Et per li cai -dil Consejo di X (era questo mese Marin Contarini, Francesco Mocenigo -et Polo Trivizan kav. da la Dreza) li fo dato cinque strapà de corda, -per voler intender dove havia inteso questo; et poi fo lassato con -admonitione più non dovesse dir quello non sapeva, ma portasse _solum_ -le lettere. Et da poi disnar fo chiamato Pregadi, et scritto in campo -che per niente fusse dato audientia a esso Arzenton, _maxime_ havendo -visto quello sempre ha operato, sì in la giara dil Taro, _quam_ quando -era qui orator; et che dovesseno piantar le bombarde, et al tutto veder -de acelerar l'impresa et rehaver la terra, tuttavia havendo a mente et -caro la vita di soldati nostri, la qual la Signoria molto amava. Et el -zorno seguente venne lettere di 21 de Milan, come il campo havia cinto -di ogni parte l'assedio a Novara, et non havia lassato aperta se non la -via di monti; et questo fece a ciò venisse Franzesi per darli soccorso, -li qual da nostri sarebbe stati presi, perchè non potevano venir senza -esser visti da nostri; et che 'l Duca voleva mandar bombarde in campo; -et che la Domenega venendo el Luni de notte, fo di 19, in Novara -era sta visto gran fuogi, judicavano dimandasse soccorso; et che pur -volendo mons. di Arzenton, zoè il suo messo, risposta da li Provedadori -dil salvo condutto, _etiam_ da ditti Provedadori questo istesso se -intese; li quali, non havendo ancora habuto el decreto di la Signoria, -ma tolseno rispetto uno zorno. Et poi a dì 20 la sera, consultato con -el Governador, li detteno ditto salvo condutto, et che si ben per loro -non l'havesseno fatto, el capetanio dil campo duchescho za lo havia -fatto. Quello di lui seguite, et si venne o non venne, sarà scritto -di sotto. _Item_, notificava come, per presoni presi di Novara, erano -certificati esser assà numero de zente, el Duca d'Orliens et el Gran -Bastardo de Borbon et altri signori assà, et che haveano vittuarie -per pochi zorni, et non potendo venirvi per niuna via, necessario li -sarà prender partito: la qual cossa feva per nui. Et a ciò el tutto se -intenda, qui sarà notado quello fece _summarie_ el nostro exercito, dal -zorno che zonze fino a dì 28 Luio, come per una lettera venuta di campo -vidi. Et prima, alozato che fu el campo, el sig. Marchexe de Mantoa, -governador, con alcuni pochi da poi disnar essendo ussite di la terra -zerca cavalli 200 per far la sguaita (_la spia_) a nostri sacomani -andavano disproveduti, et per le guarde discoperti, ditto Marchexe -andato, fonno a le man con nostri sti Franzesi, dei qual fo morti 4, -feriti X, et de nostri fo feriti zerca 6, morti do, et do cavalli: et -Franzesi fuziteno in la terra, et si disfidono per el zorno seguente, -fo el Marti a dì 20. _Unde_, el campo se messe in arme et cavalcò, -zerca persone 4000 tra le fanterie el homeni d'arme, verso la terra, et -ne ussite Franzesi 2000, el forzo era però Sguizari, et fono a le man -le fanterie, et de ditti fo morti 4, feriti da 30 in 40; de li nostri, -do morti et zerca X feriti; et scaramuzono un hora. Et el sig. Marchexe -non intrò in la scaramuxa, ma stette sempre a veder. Et Franzesi fono -reculati ne li borgi. Et a dì 22, a uno castello mia 8 lontan dil -campo, dove era zerca 40 cavalli di sacomani franzesi che andava lì -intorno, da quelli dil castello fono presi e fatto presoni. Et a dì 24 -de matina fo messo a sacco uno castello, chiamato Castellazo, che si -teniva per franzesi, et dentro ne era da 30 persone, fonno tutte prese. -Et la sera poi, volendo andar carra 10 in 12 di vittuarie in Novara, -le qual venia condute per una strada di sopra verso la montagna, et -havia una grossa scorta de Franzesi, i quali si haviano imboscato, et -le zente de Paris da Lodron era sta messe do trati di balestra lontan -di la terra con la sua compagnia, esso Paris di zerca provisionati 800, -et vedendo ditte vittuarie le preseno et menavale per via per modo -che ussite fuora la varda de Franzesi, e fono a le man con nostri, -et recuperò li suoi carri, et menolli pur in la terra; et mandando -in campo a dimandar soccorso et cri: Armedar! Arme! subito quello si -messe in arme, ma non fono a hora. Et questo è quanto successe in sti -zorni. Et a dì 25 ditto zonse in campo el sig. Pandolfo Malatesta de -Arimano con squadre 12, era a soldo nostro; _etiam_ zonse Zuan Paulo -di Manfron, el fratello del sig. di Pesaro, et le zente dil Duca di -Gandia, come dirò di sotto. In Novara era pur carestia; el pan picolo -se vendeva uno soldo l'uno; vin poco et cussì strami da cavallo, come -per uno fo preso questi zorni intesene nostri. Et si questi 12 carri -non intravano, stavano molto mal. Atendevano a fortificar la terra, -far fossi, repari dentro le mure; et in rocca era assà vittuarie et -artilarie, et ogni zorno aspettava soccorso di Aste. Et è da saper -che mons. di Arzenton, _licet_ havesse el salvo condutto, non venne in -campo, ma fo divulgato andò verso la Franza, o vero per far venir la -zente o tuor danari, come di sotto più diffusamente scriverò. _Verum -est,_ che in campo era spetato, et lui non venne, et la cagion non se -intendeva. - - -_Questo è l'ordene per lo levarsi da Vespola e andar a conjungersi con -l'altro campo verso Novara, fato a dì 18 Luio 1495._ - -Primo li guastadori. - -Dom. Piero Duodo, provedador, con li stratioti di Levante. - -Tutti li altri cavalli lezieri italiani. - -La persona de lo Illustrissimo sig. conte de Caiazo. - -El squadron de li alozamenti. - -Le fanterie con tutti colonelli, nel modo parerà a misier Jacomazo, -de' quali è antiguardo missier Nicolò da Savorgnano, oltra li Todeschi, -quali andaranno inanzi. - - -_Zente d'arme._ - -El colonello del sig. Antonio da Montefeltro, et conte Zuan Francesco -de Gambara. - -El colonello dil conte Bernardin Fortebrazo, et di Domino Marco da -Martinengo. - -El colonello de Domino Thadeo di la Motella, et domino Alexandro -Coglione. - -El colonello dil conte Carlo di Pian de Meleto, et domino Talian da -Carpi. - -El colonello dil sig. conte di Caiazo, et di domino Hanibal Bentivojo. - -El colonello de lo illustre sig. Marchexe, al qual tocca el retroguardo -de ditte squadre per le artilarie con 200 fanti dil prefato Marchexe. - -Li cavalli a man manca caminando con la zente d'arme ch'è li capi de li -colonelli, elezeno uno condutiero per cadauno, et lo mandino per tempo -con el sig. conte di Petigliano et sig. conte de Caiazo, per partire lo -alozamento. _Item_, che ogni uno facia che li sacomani vadino nel suo -colonello, et si sarà trovati fuora alcuno, sarà apicato etc. - - -_Ordine de le factione hanno a fare partitamente li marascalchi dil -campo._ - -Primo che missier Marco da Martinengo et el conte Johanne Francesco de -Gambara habino cura di mettere et ordinare le guarde, vedete, scolte -et scorte, con tutte le altre factione dil campo secondo acaderà a la -giornata, havendo intelligentia con la.... - -Che missier Febus et el conte Alvise Avogaro e missier Carlo de li -Tagiati pigliano cura di le vittuarie, e provedano che non siano -impedite, anzi prestino favore et aiuto a chi ne condurà, a ciò che 'l -campo resti abondante. - -Che missier Tuzo et Aloisio de San Nazaro stiano a la cura de cariazi, -et per camino provedino che si vadi con l'hordine statuito, drizando -simelmente le artilarie al loco suo. - -Che Zuliano de Cotignola habi cura continuata de li guastadori, et de -far far le spianate, tante nel cavalcar come ne li alozamenti et dove -bisognasse. - -_Item_, che ancora che li ditti marascalchi siano deputati a la -factione partitamente, come di sopra, si debbano però in tutte le -altre cosse varie et operare et atendere insieme, et ad ogni volta che -chiunque di loro si trovano uniti possano dar sententia et determinare -ogni cossa di qual sorta si voglia, pertinente a l'oficio suo. - - -_Exemplum cuiusdam literae Alexandri Benedicti Veronensis, physici in -castris._ - -In castrorum tumultu sumus, tumultuarias accipies literas meas, -passus.... prope Novariam sumus, geminaque castra locata sunt, in -quibus XL.ta milia hominum firmata sunt. Novarienses auxilia a rege -expectant; ille Aste fixit castra; tormenta maxima huc mittuntur -pro.... oppugnatione, circa Urbem.... non constituunt: in dies res -protrahitur, magna Venetorum impensa. At Ludovicus Mediolani Dux -consulto id facit; qui capta urbe, Venetos domum reverti dubitat, -Gallorumque regem redditurum. De Venetis militibus hic pauca subjungam. - -Petrus Duodus, militum levis armaturae Dux, magna potitus est.... V.m -aureorum, nequiter inter stratiotas divisa. Aloysius Valaressus acriter -pugnavit, ab omnibus laudatur, sine praeda est totus miles... Grittius -in agmine erat juxta castra, cui pugnare non contigit. In commentariis -historiam redegimus, quam expectabis. Vale. Ex castris venetis et -sociorum, die 22 Julii 1495. - - -Non voglio restar da scriver come fo divulgato, che 'l Re de Franza, -essendo za securatosi et fugito, _ut ita dicam_, de Italia, a quelli -soi che nel fatto d'arme ben se portò a Gierola da poi a chi donò 1000 -scudi, a chi 500, a chi possessione, a chi gratie. Et come fo ditto, -el fiol dil Duca de Ferrara, don Ferante era con lui, li concesse -privilegio de Duca de Melfi. Et è da saper che ditto Duca de Ferrara -advisò esso Re, essendo per discender li monti al Taro, de 3 cosse, le -qual fo causa che ditto Re si apizasse con le zente nostre et venisse -di longo a passar: primo che la Signoria nostra non havia tante zente -come era la fama, et, si ben fusse, non sariano preste; secondo, che -Italiani haveano poco animo, et non poriano resister a le forze de -Franzesi; tertio, che nostri in campo non haviano libertà de investir -nè apizarse, et che questa era l'opinione di la Signoria; di le qual -cosse tutte andò fallite. - -Ancora voglio scriver, come partito el nostro exercito da Gierola, in -campo fo amazà Lorenzo Avogaro, zentihomo nostro et cittadino di Brexa, -era lì in campo franzese, et venuto nel nostro per adatar el conte -de Petigliano, et fo incolpò di.... et vero. Lo amazò do fratelli, -_videlicet_ Hannibal et Zuan Antonio Del Denedo. - -A dì 19 Luio zonse lettere di Roma, a dì 16, come el Pontifice era -molto alegro di la gran vittoria havia inteso esser stata, benchè -molti scrivesse in Corte al contrario, _maxime_ Fiorentini, come -ho ditto; et che di le cosse successe a Napoli, esso orator nostro -non havia alcuna cossa, ma ben havia mandà tre messi, parte per mar -et parte per terra a Napoli, con lettere a Lunardo di Anselmi et ad -altri, per inquerir alcuna nuova; _tamen_ ancor non erano tornati. -Et che 'l cardinal Orsini li havia mostrato lettere, et _etiam_ a la -Santità del Pontifice, come mons. di Belcher era intrato con li altri -in Castelnuovo, sì che non fu vero che Ferandino l'havesse ne le mano, -come fo ditto; et che sperava di brieve Ferandino haria li castelli. -_Item_, che 'l signor Prospero Colonna era andato a Napoli per veder -de assestar le cosse, et voleva esser in amicitia con Ferandino -preditto, el qual se ritrovava in Napoli in Castel de Capuana, et che -se divulgava voleva mandar tre ambassadori, uno al Pontifice, l'altro -a questa Signoria, et el terzo a Milan; et che molti lochi dil Reame -_voluntarie_ erano venuti sotto soa Majestà et caxa di Ragona, non -però le terre grosse. Et quei de San Zermano, volendo per suo Re esso -Ferando et non più el Re de Franza, li habitanti si erano levati in -arme et pigliato el capetanio era lì a quel passo, franzese, et quello -fece squartar in obrobrio de Franzesi et exaltation di Aragonesi; et -che fino do zorni a la più longa ritorneria li messi mandati a Napoli, -per li qual _copiose_ l'ambassador nostro preditto sarà advisato dil -tutto. _Item_, che 'l reverendissimo Cardinal de Medici era tornato -in Roma, et dimostrava non voler cussì questa rotta, _tamen_ Romani la -credevano. Et poi a dì 24 ditto zonse altre lettere pur di Roma, date -a dì 20, per le qual la Signoria fo advisata di molte cosse di Napoli; -_tamen_ che ancora non havia hauto risposta di sue lettere. Ritornati -li tre messi mandati qui, _vehementer_ se meravigliava, ma che havia -hauto una lettera di 14 dil Ferandino, data in Castel de Capuana, -drizata a esso Hyeronimo Zorzi, orator nostro, per la qual li advisava -Soa Majestà come havia reabuto _pacifice_ quasi tutta la Puia, tranne -Barletta et Manferdonia, nominando fra le altre città. _Item_, Terra -di Lavoro, Salerno et S. Severino in la Calavria, et altri luogi; et -che ogni zorno veniva syndici de diverse terre a darse et ritornar -sotto di lui, zurandoli di novo homazo, et che sperava di brieve haver -el Castelnuovo, nel qual era mons. di Mompensier et el Principe di -Salerno con altri, et che ditto castello bombardava la terra, facendo -molti danni. Si ralegrava di la vittoria habuta la nostra Signoria -contra el Re de Franza. Et come da poi per altre lettere se intese, in -Napoli fece gran feste de fuoghi per la terra per tutte le strade, li -qual durava tutta la notte, _tamen_ quelli de li Castelli non sapevano -la causa di questi fuogi, et credeva facesseno per esser ritornato il -loro primo Re. Et tal rota a Napoli se intese a dì 2; ergo in cinque -zorni l'ebbeno, che fo molto veloce et prestissimo; et la copia di -ditta lettera mandò a la Signoria. Et ancora el so ambassador andò a la -Signoria con grande alegrezza, et a molti patricii mostrava una poliza, -diceva haver habuta dal suo Re don Ferando, de li lochi et terre -reaquistate; la qual sarà qui sotto notada. Et esso Re medemo scrisse -una lettera in questa terra, data in Castel di Capuana, a dì.... de -l'istante, dagando al Principe dil Padre colentissimo, ringratiando -molto la Ill.ma Signoria, però che, mediante quella, era ritornato -nel Stato, et sperava haver li castelli, et recuperar tutto el Regno -perso; et notificò el modo era intrato. La qual lettera era in carta -pergamina, bollata _tamen_ di cera; et il suo orator la presentò: la -qual qui sarà notada, et fo letta in consejo de Pregadi a dì 25 Luio -con grande piacer de tutti. - - -_Lista de le terre rendute a la Majestà dil re don Ferando di Aragona, -da poi esser intrato in Napoli._ - -Lo Ducato de Melfi, Capua, Aversa, Calbi, Carinolla, Sexa, La torre -di Monte dragon, Castel a mar de Vulturno, La torre de Franco luxe, -Teramo, S. Zermano con tutte le terre di la Badia, Murgliano, Nolla, -La Sora, La Tripolda, Avellino et altri castelli vicini, Sarno, La -torre del Greco, Carigiano, Castelamar de Stabia, Rico, Sorento, Masa, -Salerno, Nocera dil Pagano, La cava, Montoro, tutto lo contà de Conza, -Troya, Fogia, Nocera di Puia. In Puia, Manferdonia, Barleta, Trani, -Bisignan, Molfetta, Juvenazo, Barri, Molla, Pulignan (non era vero), -Leze, el contà de Venoxa, el contà de C...., el contà de P...., el -contà de Spoleti, el contà de Matalon, Puozuoli, Carpi. - -Et inteso questo prosperar de nostri, per varie opinione erano nel -Senato, _tandem_ a dì soprascritto preseno di far uno orator a Napoli -a ditto re Ferandino, per dimostrar cussì come erano contenti di -ogni sua allegreza et recuperation dil Reame; cussì ancora farli noto -quello Venetiani havia operato in ogni tempo con el Re de Franza, et -zerchato sempre de conzar le cosse in Italia. Et el zorno driedo, fo -25 Luio, venne pur lettere di Roma di 21, però che l'orator nostro -era vigilantissimo in scriver et advisar il tutto, _adeo_ tutti lo -laudava summamente. Et si have lettere di Lunardo Anselmi, consolo a -Napoli nostro, di 12 et 13, la continentia di le qual, per scriver la -verità di ogni cossa, havendo quella, _autentice_ qui sarà scritto, -et _maxime_ di quelle di 17, per le qual esso consolo narra el tutto -assà copioso. Et prima, come per lettere di 12 di Roma, di l'ambassador -nostro, havia inteso la rotta seguita a Fornovo, et felice successo -de nostri a Novara, et che a dì 15 ricevette ditte lettere. Le qual -habute, subito andò in Castel di Capuana a trovar el Re, el qual havia -per lettere dil cardinal Ascanio inteso quasi questo, et era li soi dil -Consejo reduti, zoè el Conte de Brienze, el Conte de Matalone, el Conte -de maridiano, el Marchese de Pescara, el Conte de Muro, domino Marino -Branchatio, domino Andrea de Genaro et Theodoro Tranlci et altri, et li -lexe ditte lettere, le qual molto a Soa Majestà piaque, atribuendo gran -laude a questa Signoria liberatrice de Italia. Et disputato qual camino -potesse far el Re de Franza per liberarse, et concluseno deliberavano -intender el successo. Et richiese ditte copie di le lettere di campo -per farle exemplar, et mandar a la Serenissima Regina in Cicilia, et -allo Illustrissimo Prencipe de Altemura, et cussì gele dette. Et el -zorno avanti, havendo habuto queste bone nuove, esso Re a mezo zorno -cavalcò a la Nonciata a referir gratie a l'altissimo Dio, et fece far -fuogi per tutta la terra, che a pena se poteva passar per le strade -mentre duravano. Et poi la mattina a dì 17 fo a San Domenego a messa -al Crucefixo molto divotamente. _Item_, che a dì 16 de matina fo certa -scaramuza a li repari, che alcuni Franzesi erano venuti fuora et altri -erano descesi sul molo di alcune galie, per pigliar una torre; quali -con le artilarie di la terra furono scaziati, con morte di 16 di loro -a li repari; pur fo qualche danno, et più fu una ferita ebbe el Conte -de Monte Odorisso nel zenochio, loco assà pericoloso: era persona -notabile, et _maxime_ nel exercitio militare. _Item_, come in quel -zorno aspettavano dovesse zonzer el sig. Prospero Colonna, et el Re -li fece preparar stancie in Castel de Capuana a presso a lui, et che -si divulgava saria dacordo _etiam_ el Prencipe de Bisignano, mediante -ditto Colonna ch'è suo parente. _Item_, tutte le terre di la Puja se -erano rendute al re Ferando, et che Soa Majestà usa ogni liberalità et -munificentia, et quelli li erano rebelli et contrarij sono deventati -devoti et fedeli, et che 'l conte da Liano et Joanne Paulo da la Maura, -fugiano a Benivento, et fonno presi et menati da Soa Majestà, et liberò -et perdonoli. _Item_, che 'l sig. Zuan Francesco di Gonzaga con la -moglie et figlioli, che come ho scritto, andò a Napoli a trovar el -Re de Franza, el zorno quando zonse l'armada de Ferandino di Napoli, -fugite a la sera; et esso Re li mandò a dir liberamente venisse, et -venne, et quello molto acarezò; el qual die ritornar a Mantoa, andando -in Puja, poi per mar in questa terra. Et che nel castello se ritrovava -el Conte de Conza, per causa dil Prencipe di Salerno, et el Re li havia -perdonato; niente di meno volse suo fiul governasse el Stado; et per -questo voleva ditto Conte ussir di castello, ma non fo lassato. Et come -dice un'altra lettera di Hyeronimo Rengandori fiorentin, data a dì 18 -Luio pur in Napoli, dirizata al nostro orator a Roma, che per lettere -di 15 de lì, de Piero de Medici, haviano inteso la verità di la rota, -la qual sarà causa di redure a devotion di quel Re el resto dil Reame, -come el prencipio processe da la pigliata de Monopoli per la nostra -armata; la qual cossa inanimò ciascun a convocar Ferandino senza paura; -et cussì ritornò in Napoli. Et che quello Regno e tutta Italia, con la -sapientia, prodentia et gajardi provedimenti di questa Signoria è stata -redempta, et trata di mano di barbari, zente superba et insolente. -_Item_, che in Terra di Lavoro manca solo a reacquistar lo castello de -Salerno; el qual era forte et fornito per alcun mexe. Tutta la Puja -si havia dato, se non il Monte di Santo Anzolo et Taranto. In Abruzo -si teniva Ortona, Civita di Chieti, Sermona et l'Aquila. In Calavria -era mons. di Obegnì, Vicerè, con 1000 sguizari et 200 homeni d'arme -amalato. El Prencipe di Bisignano, el conte de Meleto, et de Capazo si -sperava di redur con Ferandino, et che 'l Conte de Capazo havia mandà -a dir al Re, quello si farà per li altri di caxa Severina lui _etiam_ -seguirà. Et el Re preditto ha mandato el conte de Matalon con 100 -homeni d'arme, et dize sarà n. 2000 fanti in Calavria. - -_Item_, che li castelli assiduamente salutavano con le artilarie -Napolitani, senza _tamen_ far danno fin qui; et hanno assà vittuarie de -megli, et risi _maxime_; et l'armata franzese di barze do, galiaze do, -et altri legni fino a la summa di 16, stava tra li do castelli distesa, -mia..., con vento a proposito, facilmente se bruserebbe; et che fra -tre zorni si dovea combatter et che l'armada dil re Ferandino nominata -di sopra era lì dintorno et che quella notte era intrati do bragantini -franzesi venivano di Hostia in ditta armata. Et che nostri, zoè el -Re, pativa assà per non haver bombarde grosse, et quelle havea era -poche; et el Re fece intender ne li castelli la rota e la fuga dil Re, -offerendose de far passar do o tre di loro fino a Pisa ad accertarsi -di questo. Ma loro mostrano poco stimarlo, et che Capua, Aversa et -Nola li haviano portato a Ferandino danari, et menate zente d'arme -et fanterie; el simel li baroni, et lo Duca de Traieto, le università -convecine, et molti mercadanti et cittadini con danari; et el populo -donò al Re ducati X milia. _Item_, quelli che non haviano consignato al -Re de Franza el rescosso, consignò al presente a questo Re; in somma -havia habuto zerca ducati 50 milia; molti monasterij li havea portati -arzenti, perchè se ne servisse, et non li volse pigliare; et che 'l -Re usa ogni umanità, piacevolezza, liberalità et gratiosità con ogni -uno; parlando a tutti, nè niuno si partiva di Soa Majestà scontento; nè -volse intender alcuna offesa, nè che li fusse parlato di vendetta, per -bonazarse li populi. Et che, come ho scritto, el Conte da Liano, Jo. -Paulo da la Maura et Troiano Gentil a Soa Majestà ribelli, confiscato -el suo et condenati a morte, fogendo, fono presi a Forsolana, et -Soa Majestà li fece liberar, et perdonò, et li confirmò ne li Stadi -loro: cossa assà notabile, et che non se havia provisto ancora a la -ordination di la justitia, nè ordination dil Regno, aspettando il -Principe di Altemura, o vero non li paresse ancor tempo; et che in quel -zorno era zonto el Sig. Prospero Colonna, ricevuto con molta festa dal -Re. Et questo basti, quanto a ditte lettere. Et a dì 17 ditto, esso re -Ferandino succedeva prosperamente, sì come ho qui scritto. - -Et inteso tutte queste nuove per nostri, consultando _quid faciendum_, -scrisseno al Pontifice erano di opinione che Soa Santità come capo di -la Christianità, et havia quel Regno per suo et li dava censo, dovesse -mandarli zente, zoè li 400 homeni d'arme Soa Santità dicea haver, a -ciò esso Ferandino fusse soccorso mediante la lega; et che poi che 'l -sig. di Pesaro non poteva venir in campo a Novara, et voleva mandar -suo fratello, saria el meglio la sua persona a Napoli vi andasse con -queste zente. Et haveano za a dì 25 eletto nostri ambassador a Napoli -Nicolò Michiel, dottor et kav., era venuto capetaneo de Brexa el qual -del 1493 fu orator a Napoli a re Ferdinando vechio, et da lui nel so -partir ricevette la militia; ma per la età, et esservi stato in tal -legation si excusò, et fu acceptata la soa scusa. Et a dì 27 ditto -fo eletto uno altro, Polo Capello kav., era stato ambassador l'anno -passato in Ungaria ad allegrarsi dil regno a re Ladislao di Boemia, -insieme con Marco Lando, dottor et kav., da el qual Re fonno decorati -di la cavalaria et _libentissime_ accettò. _Tamen_ non andò, mentre fo -compito quasi questa impresa, zoè l'opera mia, come dirò da poi. - -A dì 26 Luio venne lettere di Trane di 15, non però drizate a la -Signoria, narava come el nostro capetanio zeneral con l'armata era -ancora a Monopoli, et havia mandato Francesco Valier, soracomito, con -una altra galia per quelle terre di la Puia a marina, a dir dovesseno -render, non aspettando l'armata, zoè a quelle si teniva per Franza; -et che a dì 7 venuto lì a Trane, quelli cittadini essendo di varie -oppinione, però che 'l populo si harebbe dato, visto le gran promesse -li era fatte et la bona compagnia si faceva a Monopolitani, ma li -zentilhemeni non volevano, fino non intendeva il successo di caxa -Aragona. Et è da saper che in questa terra, sì come ho scritto nel -secondo libro, Venetiani hanno certe jurisditioni, ottenute da re -Lanzilao, et cussì si observa di levar el stendardo di San Marco ogni -festa, per mezo la chiesia di San Marco et dil palazzo dil capitano -et altre. Hor _conclusive_, questi di Trane risposeno al preditto -sopracomito andasse a Manferdonia, poi ritornasse, che li saria dato -risposta. Et in questo _interim_ venne la nova in Puia come Ferando -era intrato in Napoli, et amazato assà Franzesi, sì che Barletta fo -la prima levasse le insegne aragonese. Et a dì 9 _etiam_ Trane levò, -fazando feste etc., et mandono a Napoli a zurar fedeltà et omazo; et -ancora Molfetta, Manferdonia, Bestize, con tutte altre terre di marina -fece questo medemo, da Monopoli et Poligniano in fuora, che si tene per -San Marco. _Tamen_ che alcune rocche come quella di Bari et di altri -luogi, non si havea voluto dar, et si teniva per il Re di Franza, ne le -qual era Franzesi, ma che volevano aspettar uno di caxa di Aragona, che -venisse et li presenterebbe le chiave. Et è da saper, si la Signoria -nostra havesse voluto usar più celerità, et fusse stada cupida di -acquistar Stado, senza dubbio acquistono tutta la Puia, perchè tutti -bramavano Venitiani, et non volevano star più sotto Franzesi, et -aspettaveno de zorno in zorno l'armada nostra, la qual steva a Brandizo -senza far nulla; sì che si puol veder la bona volontà de Venetiani in -voler spender per liberation de Italia, et non se curar de tuor altro -Stado di altri, ma ben conservar il suo, che è assà et bellissimo sì da -mar come da terra. Dil capetanio nostro Antonio Grimani, da 8 dil mexe -in qua, non si have alcuna lettera fin questo zorno; et se intendeva -havea mandà per Bortholomio Zorzi, provedador di l'armada, era con -galie 6 a custodia di l'Arzipielago, dir venisse da lui, non essendo -più paura per questo anno di l'armada turchescha. _Item_, mandò a Corfù -a tuor zente per augumento di l'armada. - -Adoncha, concludendo, re Ferando prosperava et reaquistava el suo -regno; et a tutti perdonava, dicendo: Io son Ferando; et si havete -sig. Baroni fatto alcuna inzuria o rebellion al Re mio padre o mio -avo, non l'havete fatta a me, et vi perdono. Et volendo perdonar al -Principe di Salerno, era in Castello con Franzesi a Napoli, in questi -zorni li mandò a dir venisse a lui, che li perdonava ogni offesa. El -qual rispose era Anzuino et volea morir al servizio dil Re di Franza. -Et vedendo nostri el so felice successo, risposeno a la lettere di Soa -Maestà _sapientissime_, con parole di gran conforto, congratulandose -del so felice ingresso, sperando di rallegrarsi di l'aquisto di tutto -el regno, et come per soa exaltazione li aveano eletto Paulo Capello -kav. ambassador a Soa Majestà, el qual presto lo manderebbe, et -conferirà con Soa Majestà el tutto. - - -_Remuneratione fatte a molti benemeriti di la Signoria per le -operationi fatte al Taro._ - -Parendo a li Savij di Collegio et a quelli che governano la Republica -Veneta, non esser cosa più degna et laudabele in uno Stato quanto -premiar quelli che nelle cose opportune si adopera, _non solum_ -dimostrando bon voler et vera fede, ma ancora meteno la propria vita -per la salute dil Stato di quelli da li qual hanno stipendio; et -conciosiachè in questa battaglia fatta a Fornovo su la giara dil Taro -contra il Re di Franza, molti si portò valentissimamente, mediante -de li quali seguite la fuga de Franzesi, non havendo stimato la vita -per questa Signoria; et havendo inteso li principal nostri morti, et -_etiam_ quelhoro vivi fedelissimi, deliberono remeritarli con queste -provisioni saranno notade qui sotto. Et cussì, a dì 24 Luio, nel -Consejo di Pregadi fecero tutti questi decreti, et prima: - -Conoscendo la fede de lo ill.mo sier Francesco de Gonzaga, marchese -de Mantoa, Governador dil nostro exercito, et non havia ancora habuto -el baston et stendardo, et _strenue_ si havea portato in questa -impresa, et per remunerarlo, _licet_ fusse d'anni 28 et non più in -altra battaglia experimentado, fo eletto Capetanio zeneral nostro da -terra di tutte le zente sì da piè come da cavallo, et mandarli con -grandissimo triumpho infino in campo el baston et stendardo: et per -Piero Marcello et Zorzi Emo, eletti a questo oratori, fonno mandati, -come dirò di sotto. _Item_, che l'habia tutta la conduta l'ha, et più -quella di suo barba sig. Redolfo morto..... _Item_, ogni anno, per el -suo fratello, li sia dato ducati 2000, et per il fratello di madona -Ixabella soa mujer ducati 1000 ogni anno; et che di presente li sia -dato ducati X milia d'oro de contanti, mandati fino in campo. Questo -fo assà presente, et da esser stimato. Era in questa terra do soi -oratori, venuti a inchinarsi a la Signoria, zoè dom. Phebus di Gonzaga -suo cusino, et l'altro Zorzi Brognolo, era venuto per star fermo de -qui; ancora uno Zuam Carlo, suo secretario: et in questa sera feceno -assà fuogi et feste a la soa caxa; et la mattina andono in Collegio a -referir gratie, et in questa sera medema li fo scritto. - -Ancora, havendo ne li zorni superiori la Signoria ricevuto una lettera -sapientissima di madona Catharina relitta dil sig. Redolfo di Gonzaga -morto da Franzesi, et letta in Pregadi, la qual fece quasi tutti -lacrimar, et era di questo tenor: Serenissimo Principe et Excelsa -Signoria. Heri mi fo portato el corpo del sig. Redolpho mio dolcissimo -consorte, la morte dil qual mi fo di amarissimo dolor, el qual m'ha -lassà cinque figlioli, 3 femene e do maschij, li qual haveria mandati a -far uno presente a la Vostra Serenità come servi, ma per esser quelli -in tenera età gli nutrirò a nome di quella come suo schiavij, et come -i serà in età perfetta, i manderò a donar a la Signoria Vostra, a la -qual i racomando insieme con la povera madre, e prego V. S. si degni -dar risposta a l'aflitta madre. In modo che, come ho ditto tutto el -Pregadi si commosse, et preseno, sì come la richiese, prima di tuor li -soi castelli in protetione et dar a lei con li figlioli di provisione -a l'anno in vita ducati 1000 d'oro, et mandar tre sue fiole a spexe di -la Signoria nostra, quando saranno a età legiptima, condecentemente. -_Item_, a li do filioli promettono di dar a tempo saranno _etiam_ -in etade, la conduta havea il padre; la qual al presente ha el sig. -Marchexe di Mantova loro cusino. - -Et essendo morto quel strenuissimo sig. Ranuzo dil Farnese, preseno -di dar la sua condutta di cavalli 600, zoè a uno suo fiul ha anni -14, cavalli 200, et ad uno altro di manco età altri cavalli 200, -come havia il padre; _licet_ in questa guerra havesse 200 in più: la -qual condutta, fino saranno atti a governarla et ad età perfetta, sia -governata per uno che parerà a la Signoria nostra. Item, che habbino -de provisione a l'anno con le sorelle ducati 400; et le ditte _etiam_ -siano maridate _juxta_ el so grado de li danar di la Signoria, quando -saranno a la etade. Et el conte Bernardino Fortebrazo, condutier -nostro, el qual era ancora a Parma in caxa di Don Andrea Baiardo, uno -dei primi di quella città et si miedegava, et oltra li altri medici -andò a la sua cura, per la Signoria nostra li fo mandato maistro -Andrea Morandino cyroycho excellentissimo sta a Padoa, et _etiam_ -di qui uno maistro Zuam de Tristan da Verona, pur cyroycho; el qual -lui lo richiese. Et per saper el tutto, come per una lettera soa -scritta da poi megliorato assà. A dì 20 Luio in questa terra a Piero -Marcello, fo di Jacomo Antonio kav. fiul, la qual ho _etiam_ letta, -come successe esso Conte in la battaglia, et la substantia sarà qui -posta. Primo come lui non era di openione de apizar el fatto d'arme, -ma voleva lassarli muover et loro stessi se rompevano; ma deliberato -el sig. Marchexe di dar dentro primo, a lui tocò el secondo colonello, -et el tertio al conte di Chaiazo; et assaltato ogni uno li nemici al -luoco suo, procedevano a l'impresa. Et esso Conte armato, sopra el -so cavallo combattendo, molti messe al basso. Et poi lo assaltò uno -kavalier con sopravesta su le arme de veludo negro e d'oro a falde, -et steteno un pezo a le man; _tamen_, ferito, si rese a lui et detoli -el stocho suo, el qual messe a la cadenella de l'arzone; et _demum_ ne -prese uno altro, et _successive_ in un momento 4, computà do kavalieri -boni baroni, con catene al collo, et havia 4 stochi di nemici a un -tratto a l'arzone. Et tuttavia andava combattendo verso el stendardo, -con openion, si era seguitato, di haverlo o tutto o parte. Et zonto -lì, lo afrontò uno gran maestro, et fonno a le man; et al suo cridar -era saltato ditto conte da altri 4 kavalieri, et li presoni havia -si mosse contra di lui, salvo uno; _tandem_ combattè contra 8, et in -fine have una bota di aceta in la tempia, un'altra in su la copa pur -d'aceta et lo stornite; poi una lanza restata in la schiena, et cussì -tramortito fo gittato da cavallo a terra, et li deteno 12 ferite, -7 su la testa, 3 in la gola, et do in le spalle; et si non havea el -gorzerino doppio sotto l'elmo, le ferite in la gola l'harebbe morto; -ma non lo penetrono: _tamen_ li dette passion, _adeo_ non poteva -ingiotir l'aqua. Et cussì, habuto 12 ferite, Franzesi lo lassono per -morto, abbandonato da tutti, dil so colonello, et fo conculcato da -cavalli. Ma uno suo regazo lo strassinò in uno fosso, et il suo ragazo -za era sta morto, che lo serviva a combatter, et tuttavia pioveva. -Cessato il fatto d'arme fo per uno de li soi portato in campo a lo -alozamento, et visitato da li Provedadori, et per essere in extremità -li fo ricomandato l'anima; poi fo portato a Parma, et li medici de -lì non se curavano medicar tal ferite, dicendo non era speranza. Et -Alexandro, so cancellier, mandò a Bologna per medici, et li fo levato -tre pezzi d'osso di la testa, in modo restò scoperto tanto cervello -come uno fondi di bona tazza, per haver fatto di tre feride una sola; -poi zonse la soa donna et lettere di la Signoria che molto lo rallegrò, -et _etiam_ maistro Andrea Morandin; _adeo_ comenzò a star meglio, et -in pochi zorni varite. Et el sig. Galeoto di la Mirandula, comissario -de lì dil Duca, do volte lo andò a visitar, offerendoli per nome dil -Duca etc. Et cussì la Signoria mandò per lui, et zonse in questa terra -a dì primo Avosto, non però al tutto compito da varir; et fo medicato, -mandatoli danari per la Signoria; et alcuni Savij di Collegio, _nomine -Dominij_, lo andò a visitar, confortandolo etc., _adeo_ in brevissimo -tempo varite, et andò molto alegramente in Collegio, et tutta la terra -have piacer di la sua salute per la sua fideltà. Adoncha, a questo -conte Bernardin el qual havia 460 cavalli, li fo cressuto di condutta -fino a summa di mille, et dato di provvisione a l'anno ducati 500 per -la sua persona. Et a uno fiul fo di Vincenzo Corso morto _ut supra_, -li fo dato el resto di la condotta che erano rimasti vivi degli homeni -d'arme dil padre; el qual havia 200 cavalli, et mandar le so fie, et -dar ducati 400 per dota; le qual non havendo madre, siano messe ad -habitar in uno monasterio qual parerà, et habi ducati 40 per farsi le -spexe. - -Ancora Alexandro Beraldo patavino virilissimamente morto, fo conferito -la sua condotta di cavalli 100 a uno suo fradello chiamato Francesco, -et _etiam_ confirmatoli la provision havia _annuatim_ a la camera de -Padoa, de ducati 8 al mexe, per haverse _alias_ questo Alexandro in -Roverè a la guerra di Thodeschi ben portato. _Unde_ li fo dato ditta -provisione. - -A Ruberto di Strozi fiorentino foraussito, fo dato la sua condutta a -uno suo fradello si ritrovava _etiam_ ferito da franzesi a Ferrara; -el qual scrisse a la signoria una lettera dicendo voleva morir come -el fradello per quella. Et per questo, a ciò si restaurasse per Zuam -Francesco Pasqualigo dottor, kav., vicedomino a Ferrara, li fo fatto -dar ducati 100 d'oro. - -A la muger de uno Zuan Bianco era contestabele, morto _ut supra, tamen_ -era saracino valentissimo, li fo dato una caxa in la cittadella di -Verona, dove potesse habitar, et ducati 6 mese in vita suo. - -A Nicolò da Nona fidelissimo nostro, havendosi operato _strenue_ et -non ateso tuor cariazi come li Stratioti, questo havia ducati 20 di -provisione al mexe a la camara di Zara, che _de coetero_ habi ducati 25 -al mexe et 30 in tempo di guerra, et cavalli 100, et in tempo de pace -tegnir cavalli 25. - -Et oltra di questo fo scritto a li Provedadori in campo, et mandato -queste provisione date, et che proclamano, che per questo la Signoria -non si dimentica de li vivi restati che si hanno ben portato contra -Franzesi; et che la volontà di la Signoria è di remeritar tutti ai -benemeriti, et che hanno fatto questo quanto per la informatione -habuta, et a li morti tanto; et che tutti debbino vigilar in portarsi -bene etc. Et scrisseno al sig. Marchexe capetanio zeneral, et il titolo -di la mansione e qui posto: _Illustri et Potenti Domino Francisco -Gonzaga Marchioni Mantuae et omnium nostrorum gentium armigerarum -Capitaneo Generali filio nostro carissimo._ - -Ancora in ditto zorno fo premiato li heredi et muger di Piero Bembo -patricio nostro, morto Soracomito da le artilarie de i nemici a la -battaglia de Monopoli in Puia: fo preso che uno suo fiul habi a l'anno -in vita soa ducati 120 da l'ofitio dil Sal per spexe de viver. Item, -maridar do so fie quando saranno in età perfetta, et darli de li danari -di la Signoria ducati 2000 per una; et do altre fie voleno andar -munege, ducati 200 per una al suo munegar; et un'altra vestita nel -monasterio di Santa Maria de le Vergene li sia dato a tempo di la soa -sagra, per la festa ducati 50, et cussì fonno date queste provisione. - - -_Seguito ne li campi di Novara fino a dì primo Avosto 1495._ - -El nostro campo in questo mezo alozato a Castel Tigliano, dove stava -li Provedadori, el resto a la campagna; et erano vicini mia... a -Novara, et stavano su pratiche de moversi, per non esser in loco sicuro -alozato. Et li ducheschi zerchava molto di tuor le fanterie dil ditto, -et non bastava. Zonto che fo lì ditto nostro campo, volseno 500 fanti -per mandar in Alexandria di la Paia, poi fanti per mandar a Tortona, -poi altri 500 per custodia di uno castello di la Duchessa di Savoia -haveano preso, chiamato Castellazzo, come ho scritto avanti; et a dì -26 Luio dimandono fanti 1000 et cavalli 300 per mandar a custodia di -uno passo, et li fono dati. Et Marchiò Trivixan, provedador, volea -poner fine a l'impresa et dar el guasto a Novara; ma loro non volseno. -La causa non se intendeva; imo intendendo nostri che in molti lochi -vicini erano robe de inimici in salvo, non volseno consentir che le se -tolesse, et dicevano voleva haverla più presto fatta che disfatta la -terra; però non erano di opinione di piantarli le bombarde, le qual -non erano però lì, ma dicevano di ozi in domane die zonzer, nè il -guasto consentì fusse dato per non disfar el paese, ma haveano piacer -di tenir el nostro campo ivi. Et a dì 26 ditto fo mandato Francesco -Grosso, capetanio di la cittadella de Verona, nominato di sopra, con -molti cavalli et fanti per expugnar uno loco chiamato Brionza, lontan -dal campo mia 6, di la Duchessa di Savoia; et zonti haveno la terra, -ma la rocca si tenne, et voleva pati. Mons. di Arzenton have el salvo -conduto, et non venne in campo; et fo divulgato era andato in Franza. -Et a dì 27 da matina li nostri Provedadori, ricevuto lettere di la -Signoria dil crear dil capetanio zeneral el sig. Marchexe se andono -a congratularsi con Soa Signoria el qual era molto di bonavoja e -contento. Poi feceno lezer le lettere _publice_ di le provision date, -et come la Signoria era per premiar quelli che _viriliter_ et con fede -si havia portato nel fatto d'arme, _adeo_ tutto el campo benedizea el -Senato, digando, se uno moriva, lassavano a' sui figlioli et padre et -madre. In questa sera mandono zerte zente d'arme et fanterie al loco -di Brionza, a ciò non li vegni soccorso, perchè la rocca tolse termene -fino a dì 28 a le 20 ore a renderse se non li venendo soccorso. Et -per una lettera venuta a la Signoria dil Marchese di Mantova, _tunc_ -governador, fo decreto a dì 24 Luio per il Senato, et scritto in campo -a li Provedadori dovesseno far comandamento a Piero Duodo, era sopra -i Stratioti, dovesse subito venir a Venetia non passando per Crema. -Et cussì a dì 28 da mattina li fo fatto tal comandamento; el qual -subito montò a cavallo et venne verso Venetia, et zonse a dì 4 Avosto; -et _tamen_ non fo trovato in lui oppositione alcuna, pur non fo più -rimandato in campo, ma el governo de li Stratioti tutti fo dato per li -Provedadori a Bernardo Contarini, et poi confirmato per la Signoria, -_demum_ a dì... Avosto preso nel Consejo di Pregadi per portarse bene -havesse titolo de Provedador de Stratioti, et ducati 100 al mexe, come -havia esso Piero Duodo et ogni altra cossa. Et per spie tornate in -campo a dì 28 Luio, li Provedadori inteseno fra Turin e Aste si feva -aparati per alozar assà numero de persone, le qual di breve dovevano -zonzer; et che 'l Re havia fatto tre consegli in Aste, et volea -venir in persona a socorrer Novara. Ma poi haviano terminato non si -mover ma mandarvi zente, et esser a le mano con nostri; et per questo -li Provedadori erano in qualche consideration, et per non star col -campo in loco securo, perchè, dove erano, da tre bande potevano esser -assaltati: primo da li nemici da Verzei; secondo da le zente de Novara, -dove eran zercha persone 3000 da fatti; tertio di le zente di Aste. Et -convenendo combatter da tre bande, impossibil saria stato a resister; -et li Ducheschi volevano nostri se tirasse mia 3 lontan, in loco manco -securo; et nostri volevano redursi a Vegevene, et sarebbeno stati -securissimi; et cussì stavano _quotidie_ in disputation, scrivendo a la -Signoria quello li pareva dovesseno far. Et in questo zorno la roca di -Brionza se rese a patti. - -In Aste per una spia inteseno se facea con gran pressa uno revelino -a la porta. El conte Carlo de Pian de Meleto era con le sue zente -in guarda de Tortona; li Ducheschi el mandò a Zenoa, et _etiam_ Zuam -Griego con balestrieri, la qual cossa non piaque a' nostri, de haver -mandato senza licentia. Et a dì 29 Luio da mattina fo fatto consejo -da li Provedadori, dove se redusse el capetanio zeneral nostro, et -el conte de Chaiazo so fradello, et el conte de Petigliano, et altri -conduttieri, et Jacomazo capetanio di le fanterie, et parlato per -tutti _quid agendum_; ultimo volse esser Marchiò Trivixan, provedador, -dicendo al tutto et mostrando con rason evidentissime, che meglio -era andar alozarse in loco che si havesse el stado de Milan da drio -le spalle, perchè non haveriano briga de custodir se non davanti per -niente, perchè davanti saria el campo dil Re, dai ladi (_lati_) le -zente di Novara, da l'altro lai (_lato_) quelli di Verzei. Et disse -molte rasone, le qual non voglio qui scriver. Et tutti quasi si risolse -ne la soa opinione, _excepto_ li Ruberteschi o vero Sanseverini, li -quali volevano sbaraiarsi et star in campagna; _tamen_ non deliberono -cossa alcuna. Era anco in questo conseio Bernardo Contarini, al qual in -questo zorno li fo dato el governo de li Stratioti; et a hore 19 andò -dove alozaveno li Stratioti dil Duodo, col canzelier de li Provedadori; -el qual li comesse dovesseno tutti obedir questo come so Provedador, -et tutti li basò le man, et fonno molto contenti, perchè havia _etiam_ -lui la lengua loro, et li acceptò _benigne_. Habuto nostri la rocca -Brionza, el conte de Chaiazo mosse le so zente a custodia, et el sig. -Talian da Carpi con la so compagnia fece ussir, et fo mandato a guarda -di un'altra forteza chiamata Torqua. Le fanterie nostre per zornata -andavano fuzendo, et non potevano nostri far tante provision che -restasseno, secondo el costume de fanti, ma per la paga tutti erano. -El Duca de Milan intendendo questo de li campi, deliberò de venir lui -medemo in campo, per veder con l'ochio meglio li alozamenti, et udir -tutte le opinion; et scrisse volea venir. _Item_, mandò più volte et in -questi zorni a dir a la Duchessa de Savoia, che restasse di dar adito -et alozamenti a' Franzesi; ma lei si scusava dicendo non poter far -altro, ma che per sui subditi non sarà dato alcuna molestia a' nostri; -et per queste parole el Duca non voleva, li Stratioti corseno a dar -el vasto fino a presso Verzei. Et questo basti dil seguito fin primo -Avosto. Quello succederà vederete. - - -_Quello seguite a Napoli et in Reame fin a dì primo Avosto._ - -In questo mezo a Napoli el re Ferandino continuamente andava a li -repari sopravedendo, et andava armato con una curazina et falda di maia -et una partesana in man, insieme con el sig. Prospero Colonna, el qual -zonse lì a dì 18 Luio, come ho scritto; et el consolo nostro spesso -andava a parlarli, dimostrandoli nove de qui de li campi. Et essendo -insieme a dì 21 a una fenestra, esso Re disse: Io ho causa de star de -bona voia, conoscendo con quanto amor quella Illustrissima Signoria -s'è mossa ad aiutarme, _unde_, avegna che io habbi portato sempre -ogni paterna reverentia per la bona amicitia è stata fra quella et la -Majestà dil sig. Re passato, tanto più al presente la ho in honore -et reputomeli ubligato, quanto che ha fatto più per me che per niun -de quelli. Et però sempre li sarò buon et optimo figliolo, et spero -lo cognoscerà _in dies_; et cussì in tutte cosse occorrano sempre per -servitio di quella, et per ciascun de quella terra, me troverà prompto -et ben disposto _etc_. Et è da saper che andò contra el sig. Prospero -Colonna, per honorarlo, Don Alphonso fratello dil Re et Don Carlo -fratello dil Cardinal di Aragona, ambi naturali; et molto signori aozò -in Capuana in Castello, et cenò la sera con il Re, et de amico dil Re -de Franza si fece di questo re Ferandino. Ma so fradello sig. Fabricio -era pur soldato ancora, et sviscerato, dil Re de Franza lì in Reame. - -A Napoli li repari se lavorava continuamente, et era assistente el -Marchexe de Peschara, fidelissimo al Re nuovo. Di continuo tirava -a la terra artiglierie, et faceva pur qualche danno. Et a dì 18 di -notte feno assà luminarie, et treteno più del solito; la causa non se -intendeva. Et a dì 21 da matina, a hora di messa, quelli dil castello -trete una bombarda, la qual dette nel tetto di la chiesia di San -Domenico, dove era assà persone; _inter caetera_, el consolo Lunardo -di Anselmi nostro, et fece uno buso, spavì (_spaurì_) ogni uno, et -passò oltra di fuori. _Item_, a Napoli haveno a dì 20 lettere di 16 -de Trani, come le rocche di Bari, Trani, Barletta et Manferdonia ancor -se tenivano per Franzesi, ma speravano di breve haverle. _Item_, a dì -23 si aspettavano lo duca de Melfi a Napoli, et il simile lo duca di -Gravina. Era divulgato esser morti in Calabria mons. di Obegnì, _tamen_ -non sapevano certo; ma ben stava malissimo. Et a dì 23 el molo grande -con una torre si rese al re Ferandino; la qual torre subito il Re la -fece ruinar, et fatto repari per ponervi le artiglierie, con le qual -potrano far danno al castello da la banda dil mar, et l'armata; et li -repari _quotidie_ se lavoravano, et el Re andava ogni dì a soraveder. -Et in castello si diceva mons. di Mompensier esser amalato, et steteno -3 zorni che non frequentono cussì el trazer, come soleano. _Item_ a -dì 24 inteseno le rocche preditte di la Puia erano rese; et che Leze -havia alzato le bandiere di Ferandino, et preso el Duca con uno altro -si chiamava el re de Pitot. A Taranto erano reducti molti Franzesi. El -Prencipe de Altamura era a Brandizo; et per intender el tutto, qui sarà -scritto una lettera dil re Ferandino, scritta a soi secretarii a Roma. - - -_Exemplum literarum Ferdinandi regis._ - - _Rex Siciliae_ al Ripol et Berardino. - -Questa sera havemo hauto aviso da missier Piero Carazolo, quale mandamo -in questi dì al Ducha de Melfe et al Duca de Gravina, come ditti Duchi -hanno già alzate le nostre bandiere et si sono reduti a la nostra -fideltà, et che erano in camino per venir ad trovarse con le zente -loro. _Similiter_ questa sera è venuto da noi lo canzelario del conte -di Capaze, el qual ne ha affirmato, per parte de ditto conte, come sarà -lo simile incontenente; et che manderia subito da noi lo figlio con -le zente soe. Da Amanthea è venuto uno nostro fidato, et qual partì -Domenica di quella città: dice che passando dui dì avanti per Cosenza, -intese che mons. di Obegnì stava malissimo, te che da poi essendo -in l'Amanthea, venne nova che era morto. Come sarà la nova certa, ve -ne daremo aviso; fra tanto del preditto darete noticia a la Santità -dil Nostro Signor, et a lo Ill.mo et Rev.mo Vicecancellier nostro -patre, et al magnifico don Gracilasso, ambassador de Castiglia, perchè -semo certi ne haveran piacer. Le zente franzese che sono in Calabria -erano divertite ad Tropeya, et stavano de lì intorno, et ogni dì se -presentano a la terra la qual sta fortissima. Et lo Rev.mo Cardinal -scrive che di quelle cosse stieno di bon animo, et che ne lassemo lo -pensier a lui. - -Date in Castel nostro Capuano, _Neapolis, 22 Julii_ 1495. - - REX FERDINANDUS - - _Chariteus_. - -A tergo: _Magnificis viris Aloysio Ripol et Berardino Francho -secretariis et consiliariis nostris dilectis._ - - -Et a dì 25 zonseno a Napoli el Duca preditto de Gravina et el Duca -de Melfi con le militie loro. El Principe de Altemura smontò a San -Cathaldo in Puia, et quel Duca si dete a lui a discreptione di la -Majestà dil Re; _demum_ andò a trovar el nostro capetanio zeneral -con le tre galie havia, poi andò a Manferdonia per alcune reliquie -gallice, che de lì se atrovava. A Napoli, preso el molo, fo messo per -re Ferandino alcune artilarie tiravano a l'armata franzese. A dì 26 de -notte el sig. Prospero Colonna con una galia partì de Napoli per andar -dal Principe di Bisignano so parente, per condurlo a ubidientia dil -Re. El prefetto de Senegaia era a Sora, indurato in nimicitia con el -prefato Re; el qual pochi zorni avanti fo scritto, per via de Ravena, a -la Signoria era morto, _tamen_ non fo vero; pur era amalato. - -A dì 27 lì a Napoli venne nova, el Principe de Altemura havia habuto, -oltra tutte le forteze de Puia, anche el Monte de Santo Anzolo; et -che tutte quelle zente franzese, di le qual era capo uno don Juliano, -dovevano venir de lì assecurate. Et a dì 28 da matina con le bombarde -fo profondato una de le barze franzese lì a Napoli. El conte de Monte -Odorisso, fratello del Marchexe de Pescara, che fo ferito da' Franzesi, -come ho ditto, stava pur cussì; poi varite. Et el consolo nostro, a dì -ditto, havendo ricevuto lettere di 26 da Roma, andò in Castello da la -Majestà dil Re, el qual li disse, Soa Majestà havea scritto in questa -terra, dimandando l'armata nostra in suo aiuto; et che 'l favor de -quella armata havia grandemente zovato a tutte cosse sue, incomenciando -da quello fo facto a Monopoli, per la pertinentia de quelli, che exinde -tutte altre terre fonno più facilmente venute a obedientia. Per el qual -benefitio grande, disse Soa Majestà, siamo per haver perpetuo obligo -verso quella Ill.ma Signoria, come havemo et haveremo; et che sperava -haver di breve il Castel nuovo, perchè el cavo (_capo, capitano_) -era stato a parlamento con il conte de Trivento, et che comenzavano a -patir; et Castel di l'Ovo ha segnato, quello farà Castel nuovo, _etiam_ -loro faranno. Item el Re mandò el sig. don Cesare con zente a Taranto, -et speravano si darà incontinente. El Prencipe de Salerno se intese -in castello era amalato. Et in questo zorno di Napoli se partì uno -ambassador deputato a Roma al Pontifice, chiamato Hieronimo Sperandio, -dottor, che _alias_ vi fu, et anche in questa terra, come ho scritto di -sopra. - - -_Exemplum literarum Regis praedicti._ - - _Rex Siciliae etc._ - -Ripol et Berardino. Questa sera havemo habuto nova da Calavria, quelli -de Terra nuova havevano mandato ad Reggio el capetanio dil serenissimo -sig. Re de Yspania et nostro....., che è là, che si dovesse conferire -in Terra nuova, atento che mons. de Obegnì era morto. Et preditto -capetanio era stato deliberato partisse per quello camino, et poi -andare a le zente franzese che son rimase in quella provintia. In -questi dì, da quelli stavano al Castel nuovo fo mossa certa pratica per -mezo dil capetanio di l'armada, che essendo noi stati ad parlamento -con ditto capetanio fin ad l'armata, parendone che non c'erano cosse -di substantia, dicessemo al ditto capetanio che non volevamo audire -più simil pratice, et restamo in conclusione che se quelli dil castello -non veniriano ad cose di fondamento et stabile, che non si dovesse dare -più orechie, et auscultare cossa che dicesseno. Questa sera per ditto -capetanio ne è stato mandato a dir, che domane ci vole venire a parlar, -parendoli havere cosse di substantia. Noi intenderemo quello volerano -dire, et a presso dil tutto vi aviseremo. Volemo che debiate comunicare -ogni cossa con la Santità dil Nostro Signor et con lo rev.mo et ill.mo -sig. Vicecancellier nostro patre, et con li magnifici Ambassadori -di Spagna et Venetia, et con chi altri ve parerà. Hozi è venuto -a noi Bernardin Branzia dal sig. Fabricio, el qual non era ancora -arrivato. Jacomo Pontano noi lo havemo expedito; domane se ne torna con -expeditione di quanto ne ha referito. - -Data in Castello nostro Capuano. _Neapolis, die 27 Julii_ 1495. - - FERDINANDUS REX. - -A tergo: _ut superius scripsi._ - -In questi zorni, andando di Roma a Napoli certe lettere dil cardinal -San Dyonisio a mons. di Mompensier, vicerè, era in Castello, fonno -intercepte et presentate al re Ferandino. Le qual qui saranno notade. - - -_Copia di una lettera scripta a mons. di Mompensier per el cardinal S. -Dyonise, di la rota._ - -Mons. Io me recomando a Vuj tanto de bon cuore come posso. Io non ho -hauto mai altro che una lettera de vuj, despò che el Re è partito da -Napoli, nè saputo nove de vuj, si non per...., el qual m'ha scritto -d'Aquapendente arente Siena, et heri mi manda le lettere originale che -mons. lo conte de Lignì scriveva al suo locotenente al ditto luogo di -Siena, zercha la vittoria et felicità che 'l Re havia hauta contra soi -inimici; le qual ve ho mandate per la via de' mei signori Colonnesi, -che ho tutti zorni confortadi et intretegnudi al manco male ho saputo, -perchè tanti corieri hanno sta perduti et presi et amazadi, che non so -si haverete hauto le ditte lettere. De recao ve rimando la copia, et -vi prego che mi faciate sapere de le vostre nove al longo, per questo -presente portador; azò che le menzogne et false inventioni di nostri -inimici, noi hanno creduto far grandi danni et dispiazeri, et desviar -assà di boni amici dil Re. Ma Dio sia laudato, che la verità di la -vittoria _de se est notoria_, et _clare_ cognosciuta tante volte, a -fine che non facemo de recao sua utilitade de false inventioni. Io vi -prego che spesso me scrivete de vostre nove, et la verità; et mandatine -le lettere che vorete scriver al Re, perchè ho preso intelligentia per -farle tenir _secrete_ fino a Siena a mons. de l'Isle, che seguramente -le manderà al Re. Mons., despò le ditte lettere, noi havemo per conto -seguro che 'l Re sie arivato a Casal, et a questa hora pol zonzer mons. -d'Orliens. Noi havemo la vegnuta de' mei signori lo principe d'Orange -et mareschalcho de Riuss con una grandissima armada. Mons., io prego a -Dio che vi daga bona vita et longa et vittoria contra nostri inimici. -Mandatine la risposta a Gaieta, per la far me tegnir come ho scritto al -capetanio. - -Scritto in Roma, adì 19 Luio 1495. - - Io tutto vostro, - - CARDINAL DE S. DENIS. - - -_Copia de un'altra lettera de uno franzese, che nara al suo modo la -rotta._ - -Villa nuova. Luni ultimo, che fo 6 de questo mese, lo Re desfece in -bataia el marchese de Mantoa con tutta l'armada de' Venetiani e parte -de quella del Duca de Milan, le quale stavano al numero de 25 milia -in 30 milia persone, et poi che hanno sta bene batuti, si poseno ben -a l'andar. Io vi assegno la più bella et grossa compagnia che mai -homo habia visto, et meglio in hordene al mondo. Et a fine che voi -sapiate meglio la facione, per contar ai altri, voi dovete saper che -per il Domenega davanti, la matina, loro arivò a Fornovo, che è do -mia del suo campo, et credeva el ditto sig. che al ditto zorno avere -la battaglia, perchè aspettava soi inimici più de 8 hore sopra la -bella riva; et quando vete che loro non volevano marchar avanti, lui -s'è logà de fora dil ditto Fornovo, apropinquandosse, e lo dì driedo, -che fo el dì de la batalia, el ditto sig. partissi del suo lozamento -intra 7 et 8 hore la matina, per andarse alozar viso a viso del ditto -campo, de l'altra banda de l'acqua per tutto. Et in camino li inimici -per 4 bande in terribelmente et bello ordene et lo più malitiosamente, -a quello che dicono i vechij capetanei, come era possibele; dove nui -marcheremo verso lo antiguarda et sguizari. Et potevano esser in questo -squadron de 300 in 400 homeni d'arme con 1000 pedoni. Arente loro, -più alto, a sua man dextera, marchava l'altro squadron, per venir dar -sopra la costa de nostra avantiguarda. Et li doi grossi squadroni che -stava in camin, de 400 in 500 homeni d'arme, et le più zente da bene, -passarono lo ditto fiume, poi noi, per venir dar sopra la battaglia -dove era il Re in noi, fazando sempre scaramuze de Stratioti per ne -atargar. Et fezeno sì grande diligentia, queste due ultime squadre che -vi parlo, che rimanerono li primi intra de noi, a la banda dove stava -al Re; et forno sì bene reculati, che forno rotti et messi in fuga, et -sopra el campo et ala che li fo dado, forno morti bene 3 o 4000 homeni -d'arme, senza piar nissuno presonier. _Inter_ li quali fo morto el -sig. Redolfo, barba dil marchexe de Mantoa, che stava el più homo da -bene havesseno; uno altro signor, che si dimanda conte Bernardino et lo -fratello dil sig. di Corezo, con 15 o ver 16 capi de squadre de quelli -che erano li più valenti. Et quando lialtri che marchavano contra -nostra ditta antiguarda vederino la ditta rotta, se retegnì subito, et -tegnerono scorta d'un lato, et noi de l'altro, et poi se retirono pocho -a pocho. Et credo che, se non havesse stà perchè non voler azzardarlo -tanto, a causa di la persona dil Re che stava lì, che quelli non -haveriano habuto meior marchà che li altri; nè in logo di chargarli, -li fo dati tanti colpi di canoni, che rimagnò in campo da 3 in 4 mille -et 500, et lo campo rimase dove fu fatto la ditta battaia al Re; lo -qual logo dormì tutta la notte, et lì fece suo lozamento. El ditto -Marchexe de Mantoa si era informato dil vestimento dil Re, et de qual -banda stava per quel zorno; et per lo saper meglio el vero, mandò uno -trombetta fino dove steva el ditto Signor, dimandando trieve per quel -zorno, che era cossa strania, perchè non erano longo uno da l'altro uno -trato d'arco, et marchava per venir fuore. _Ergo_, quel ditto trombetta -parlò a Re, et se è possuto bene imparar quello che dimandava, perchè -havea cargo de monstrar el Re a suo maistro: le qual cossa credo che -fece, perchè ritornasse incontinente senza altra risposta. - -Per le trombete che è stà mandadi dopoi a veder, che stava in presone -de nostra zente, è stà saputo come havia fatto uno squadron 40 de li -soi capi, per piar o far qualche grande despiacer al Re quel zorno; -et forno la più parte de quelli che le...., perchè rimase più di la -mità. Li hanno el bastardo Matheo presonier, mons. de... et lo bastardo -de Pienes; che è tutti quelli che havemo noticia. _Similiter_ hanno -presonier el conte de Petilane, et di nostri non è stà morto, salvo -Julian Bonivel, Panquenarde, Marten et Balaibre; et de questi 4 non -se sa nova nissuna, perchè credo che sono morti. El Re non ha vogliuto -che si habbia scritto le nove di la vittoria fin a questa hora, perchè -la fazone de Italia si è de farsse beffe; et che la soa fuzita, poi -che forno rotti, forno verso el so campo, el qual hera fortificato -tante volte. Se il Re havesse voluto, loro havia sì grande fastidio a -la monstration che fenzevano de abandonar, tanto che havesse perso sue -forze che havesse, caminando in quella parte. Ma el Re volse più presto -dormir dove havea stà fato la bataia. Et si avesino sta zente da bene, -sono bene in hordene, ne haveriano combatuto un'altra volta, ma fin a a -questa hora havemo cavalcado ogni zorno senza trovar loro nè altri che -habia dimandato niente, salvo alcuni piccoli Stratioti che ne fano... -Et havemo tanto fatto per nostre giornate, che doman con l'aiuto di -Dio saremo passati a diexe meia arente tutto il paexe del Ducato de -Milano. Et si alcuno dimandasse perchè mi ve facio la festa oltra sì -tosto, si è perchè mons. d'Orliens è tanto deble di suo contato, che è -forza andiamo a darli socorsso; ma andaremo prima fino a Casal, perchè -el convien passar lì per le grosse fiumere che sono in questo paexe. -Intervene er sera al più tarde a la nostra compagnia la mazor fortuna -per loro che poteva intervenir, si havesse durato; perchè una fiumera, -che lo ditto Signor havea passata una hora avanti, dove li cavalli -non erano fino a li zenochij, in uno momento venne sì grossa, che -l'artiglierie che era driedo, et più di la mità de' nostri Sguizari et -qualche 600 homeni d'arme rimagnereno da l'altra banda tutta la notte. -Ma Dio ne ha sì bene ajutati, che questa matina è discresciuta in modo, -che ogni cossa è venuto verso de nui; et si l'havesse piovesto hozi, -erano in pericolo d'esser combatuti d'una banda, et nui da l'altra, et -haveria stà pericolo de perder. Quelli de questo paese, perchè poteno -saper de novo, dicono che hanno fatto suo poter a seguitarne; et de -quelli de denanti, che sono al Duca de Milan, che, segondo loro, domane -farne qualche vegnuta. Ma poichè semo informati, metremo prova a far -loro come a l'altra volta. Niente de men non credo la mità de quello -che se dice; et se l'intervene qualche cossa, per uno altro, che mons. -de Polysì m'à mandà, ve manderò tante nove. Io credo che dovete saper -più tosto le nove che veneno da Zenoa, che non si fa de qui; perchè -le poste che veneno sono robate, ma tanto, d'uno camino l'è. Luni -medemo che noi combatessemo a Fornovo, dove vi desiderava con quelli di -l'armada che combattino, li ordinati e li.... de Zenoa, le desfece, et -rimaxe de zenoesi zercha 40 o vero 50 homeni d'arme. Se dise che questa -zornata medema mons. d'Orliens fo asaltato dal Duca de Milano, et have -el meglio niente de mancho. Queste ultime nuove non sono troppo sicure. - -Scritto a Orovenze, a dì 10 Luio, la matina, 1495. - -Mi havea dementegà a dirve, come a dì de la battaia forno morti più de -mille et 800 Stratioti, et non altro. - - Signato: L. DE LUXEMBURGH. - - -Et queste lettere, benchè siano mal scritte, _ad literam_ sono acopiade -di le autentice, translatade di francese in latino. - -In questi zorni, poi che ancora siamo su le cosse dil Reame, in Puia -acadete, come a dì 21 Luio per uno navilio venuto se intese, come -volendossi partir tre nostri merchadanti patricij di Leze, per haver -la Signoria nostra ivi l'armata, fonno ritenuti, zoè Lucha Vendramin, -fo de sier Alvise, et Zuan Querini, de sier Piero, et uno altro. Et li -soi parenti andò a la Signoria, dolendossi di questo, et che dovesseno -proveder. _Unde_ alcuni puiesi scolari, studiavano a Padoa, pur de -ditta terra, fo scritto a li rettori di Padoa li dovesseno far retenir -et ponerli in castello; et cussì fo fatto. _Unde_ dopoi nostri fonno -lassati, et questi fo liberati. Vene ancora lettere del capetanio -zeneral di l'armata, di 17, 18 et 19 Luio, date pur in Monopoli, come -tuta la Puia havea levato le insegne di re Ferandino, _excepto_ alcune -roche, come di sopra ho scritto, et quello comandava la Signoria -dovesse far, recomandando molto il locho di Monopoli, et che si dovesse -mandar custodia, partendo l'armada de lì. Ma lassiamo queste cosse di -Puia, e di altrove scriviamo. - - -_Modo et hordine di le investiture date a Vormes per il Re di Romani._ - -Per lettere di oratori a Maximiliano, di 17 Luio, se intese come, -essendo quasi a fine la dieta, el Re volse dar le investiture, -et l'hordine et modo qui sarà scritto. A dì 14 Luio, de marti, la -majestà dil Re, accompagnato da tuti li principi, baroni et oratori, -che a Vormes vi era, et a tutti fonno dati li suoi luogi, andò a dar -principio a far le investiture publice. Primo, sua majestà andò con la -comitiva in uno tribunal grandissimo, fatto su una piaza, et coperto -_pro majori parte_ di restagno d'oro, el resto de pani de seda et de -bone tapezarie; et deseso in una caxa driedo il tribunal, Soa Serenità -se vestì in habito regal, che fo un paro de stivaleti d'oro, l'amito, -camixe, stola, manipolo et streta de vanzelio, damaschino biancho; -sopra, un pivial de campo d'oro. Tutti i ditti paramenti con so frisi -d'oro guarniti, et capuzo recamado di perle, con zoie di ogni sorte -di bon presio. In testa l'havea la corona, ne la man dreta el sceptro, -ne la man sinistra el mondo; avanti li era portado la spada. Tutte le -predette cosse d'oro, di gran precio, con bellissime zoie. Li principi -electori ecclesiastici haveano mantelli da preti, grandissimi, messi -per il collo, come portano li cubicularij in concistorio; in testa -havevano barete de scarlato, longe et conze a piete, come solea portar -i vechii; li manti et i capuzi et le barete fin a mezo erano fodrate de -armellini con le code. Li electori laici haveano questo istesso habito -di pano cremixin; li episcopi non electori haveano i so mantelli, -capuzi et barete di raso paonazo; fodradi di dossi i manti e i capuzi -tutti, et le barete fin a mezo. Li principi non electori haveano manti -de raso cremexin, come quei de' nostri oratori, fodrati d'armellini -senza code, con uno bavaro quattro deda, et un garzo da pe' et dove -el mantelletto è averto, de quella medema largeza. Li principi che, -_morte alterius_, poteno succeder ad esser electori, haveano in testa -un capello de raso cremexin, fodrato de armellini, voltado davanti in -suso, et da driedo in zoso, a modo de caloieri grechi. Li altri haveano -barete pur di raso, con un frixo di 4 deda di armelini. Li langravij -questo instesso habito di raxo pavonazo, fodrà di dossi, et li marchexi -fodrà di vari. Et poi sua majestà si messe su una sedia con li electori -a torno, da la banda dreta li prencipi ecclesiastici et da la sinistra -li laici; et investì prima li arciepiscopi Magontia et Coloniense, et -poi el conte Palatin et el duca Federico de Saxonia. Cadaun di loro -con 400 cavalli, tutti vestidi ad una livrea, con un stendardo rosso -che dinota la fedeltà et omagio de l'imperio, et tanti altri stendardi -quanti stadi che uno hanno, con titolo di marchexe in suso, con le arme -dei stadi: el duca Federico ne havea 12. Li arciepiscopi haveano su -una maza ligadi con un cordon li sigili, perchè uno è chanzelier per -Germania, l'altro per Gallia, et l'altro per Italia. Li electori laici -haveano su li stendardi rossi quello hornamento che è suo ufficio a -portar davanti la majestà dil Re, come el conte Paladin, el mondo; el -Duca de Saxonia, la spada; et el sceptro, el marchexe de Brandiburg. -Quelli erano a cavallo haveano una bandiera picola su la testa dil -cavallo, et una su la testa loro, con l'arma di quel stado dal qual i -hanno la principal domination. A questo modo cadauno di loro veneno con -i so 400 cavalli corando fino al tribunal, et desmontati di bon passo -a la presentia dil Re, e ditto alcune parole in thodescho, preseno -li stendardi furono buttadi a la ruffa. Poi la majestà dil Re fece -molti cavalieri, tra li altri domino Urban d'Alba, orator di Monferà. -Nel far de le investidure, el vene molti jostradori ne la piaza, con -lanze grossissime et feri moladi, _adeo_ che ogni volta che i corano, -_etiam_ andasseno pian, ciaschuno chi con li chavalli et chi da per -loro..... zercha a li luogi de li oratori fu pur qualche garbuglio: tra -uno orator di Hongaria et quello di Napoli, nostri et quel de Milan. -Da un canto era li oratori di Spagna, Napoli et Milan; da l'altro, -Hongaria, Venetiani, et Monferà, et li oratori di alcuni Vescovi. Et -è da saper che Maximiliano non volleva terminar, li nostri dovesse -precieder Milano, ma voleva tenir la cossa in discussa, con assegnar -luogi che si potesse dedur raxon ad _utramque partem; tamen_ pur -nostri, sì come a Roma et in ogni loco hanno sempre precedesto a Milan, -et etiam al presente li andarono di sora. Et il zorno sequente, Soa -Majestà, _similibus solemnitatibus_, investì l'arciepiscopo Triverense, -el duca Alberto do Saxonia, el duca de Metelbur et el duca Federico -de Brandimburg; et a dì 16 poi investì el Langravio d'Axia et alcuni -altri marchexi et prencipi. Insumma fece zercha 30 investidure, che -era bellissimo veder quelle cerimonie. Et per lettere de ditti Oratori, -oltra di questo la Signoria fo certifichata, che a dì 15 lì era intrato -el duca Henrico de Brunxvich con 350 cavalli in arme, benissimo in -ponto; et molti di loro armati quasi a la italiana; e benchè su le -arme non havesseno sopravesta alcuna, qualche uno havea _etiam_ le -barde; el resto erano armati a la leziera, tutti vestiti ad uno modo -con genere suo. Et questo Ducha fra 3 zorni se dovea partir per Italia, -et in effetto venne, come dirò di sotto. Di la dieta, molti diceva era -conclusa, altri era _prope conclusionem._ - -_Item_, che a dì 14 da sera haviano ricevute lettere, el Re, di 7, da -Milano, con exempij di lettere dil conte di Caiazo, de 6, che narava el -conflitto de' nostri con franzesi _etc_. Et quel zorno, a dì 17, ditti -oratori andò a disnar con l'arcivescovo Coloniense, uno di electori -di l'imperio, el qual li fece uno solennissimo et degno pasto, dove -rasonono assa' cosse zercha a queste cosse de Italia. _Et hæc satis_. - - -_Novitade di Cesena._ - -Sì come ho scritto di sopra di le novitade seguite in Cesena, a dì -12 Luio, et pur non cessando, Guido Guerra da Bagno intrò dentro con -alcuni partesani a la fine di Luio, et teniva da la parte de Tiberti, -et fece far uno bastion fortissimo tra la rocha vechia et la strada, -per obviar el socorso potesse esser dato da quel canto a la rocha nova. -_Item_, fece far certo reparo, o ver parapeto, in la murada, azò quelli -di la rocha nuova non potesseno offender la terra, et che quelli di la -terra potesse socorrer quelli di la rocha vechia. - -_Item_, come per lettere di Andrea Zanchani, podestà di Ravena, se -intese, et _etiam_ per una lettera de Collela Grego, contestabele a -Cervia, el qual mandò uno Francesco d'Alexandria, suo caporal, homo -fidato et sufficiente, lì a Cesena a inquerir, et poter notifichar -esso podestà dil tutto. Come, a dì primo Avosto, a hore 15, Guido -Guerra disse a tutti li soi cittadini: Andate a disnar, poi tornate -tutti armati; judicava per dar la battaglia a la rocha nuova, _tamen_ -non seguite altro; et che aspettaveno 500 fanti di Bologna. Et a di -12 steteno _etiam_ in arme, et a hore 24 ne gionse 50 fanti di ditto -numero. Et in ditto zorno, a hore 21, fo fatto publica crida, che -tutti li marangoni se ritrovasseno in piaza con li istrumenti soi, -quali subito veneno in gran numero, et ritornono ne le murate, dove -si messeno a lavorar getti, scale, et ogni altra cossa necessaria -per dar una battaglia. Et a dì 3 da matina fece portar in Cesena gran -quantità di legnami per coprir il ponte di la porta dil fiume, acciò -potessesi intrar e ussir di la terra per ditto ponte senza offesa di -la rocha, et comenzono a lavorar. In questo zorno li fanti cridavano: -Siega! Siega! Bagno! Bagno! ch'è la caxada di Guido Guerra. In la rocha -era zercha 50 homeni d'arme, li qualli se difendevano virilmente. -Et l'arcivescovo di Arles, dal qual causa dite novità, se ritrovava -a Montifior, et diceva volleva venir a Cesena con le zente dil sig. -di Pexaro e ducha di Gandia. Tamen, Piero Michiel era lì a Pexaro, a -guidar ditte zente, sollicitava di menarle in campo a Novara. Et a dì 3 -Avosto venne a Ravena dal Podestà uno domino Thomaso Buzardo, cuxin del -prefato episcopo, con lettere credentiale, dicendo esso episcopo havia -terminà di andar a socorrer la rocha di Cesena, et desiderava saper si -la Signoria nostra li havia dato alcun hordine di darli quelle fantarie -eran lì; et si tal ordine non era zonto, perchè il teniva fusse in -camino, pregava ge le volesse consentir, perchè si dubitava non la -expugnasseno. Et el podestà si excusò, non havia altro hordine, nè -potea darli senza licentia di la Signoria. In Cesena in questo mezo la -rocha era bombardata, et loro di rocha bombardavano _etiam_. Et vedendo -il Pontifice queste novità, mandò uno breve a Guido Guerra, che _sub -poena excommunicationis_ non dovesse turbarli la sua città di Cesena, -_imo_ ussir de lì, et lassar viver _pacifice_ quelli cittadini, nè -impazarsse in quelle cosse; et che mons. lo episcopo di Arles potesse -andar al suo governo di ditta terra. Et zonto ditto messo a Guido -Guerra, quello lo fece _statim_ impichar a uno arbore con il breve -davanti il collo, che fu cossa assà crudel. _Tamen_, dopoi fonno sedate -le discordie, et il Pontifice mandò uno altro governador, chiamato -domino Nicolao Fiesco, genovese, episcopo di Forlivio, vedendo el -populo non volleva questo vescovo di Arles. Et non quattro mesi dopoi, -ditto Guido Guerra, quello fece ad altri li fo fatto a lui, come tutto -di sotto sarà scritto. - -A Venetia, a dì primo Avosto, essendo compito di fabrichar el fontego -di la farina a San Marcho, ch'è bellissimo; et questo fo decreto per -più comodità dil populo, che cussì come era uno a Rialto, ne fusse uno -a San Marcho; et eletto do signori, li qualli fonno Benedetto da Molin -et Marco Falier, fatto li fontegeri, et quelli havesseno custodia di -quello. Or in questo zorno fo fatto una precession di Rialto a San -Marcho, con trombe et pifari, con uno San Marcho biancho, et tutti -li fontegeri et fachini che portono su le spalle 460 stera di farina -per metter in ditto fontego; poi vene li signori scrivani _etc_. Et -fo di sabado, et comenzono a metter farina dentro et vender. Et il -marchexe di Mantoa mandò in ditto fontego stera 400 di farine, le qual -fusse vendute lire 4 el ster, acciò el populo havesse bon merchato, -che vallea lire 5 il ster; sì che a questo modo have principio ditto -fontego. - -A dì 30 Luio, in Pregadi fo messo 4 decime, do al monte vechio et do al -monte nuovo, a pagar una fin mezo il mexe di Avosto, l'altra per tutto -il mexe; et si possi metter arzenti in zecha, _juxta_ el solito. Et -la parte prima fo presa, et fo dato tal cargo a Maffio Soranzo, fo di -domino Vettor, cavalier et procurator, havesse tal arzenti a receverli, -et con una bolleta de li provedadori dil sal erano fatti creditori -a la camera de imprestidi al monte nuovo. Et poi, a dì 7 Avosto, fo -preso che chi pagava le do decime donate in termene di zorni 8, zoè -fino a XV dil mexe, havesse di don ducati 12 per cento; le qual decime -era numero 55 et 56, et quelli davano arzenti al sal, a ducati 6 la -marcha, saranno fatti creditori di le decime numero 57 et 58. _Item_, -che quelli pagava al termene le decime dil monte nuovo, numero 38 et -39, habino di don ducati 5 per cento, oltra il pro'. Queste provision -fo causa si scodesse da ducati 25 milia in su per decime, ma fevano per -richi et non per poveri, perchè ad ogni modo li poveri non pagava se -non con pena poi di X per cento a le cazude, et non havia dono alcuno. -Sì che nostri feva ogni cossa per trovar danari, per la grandissima -spexa haveano, _maxime_ dil campo a Novara. - -Ancora in questo zorno fo preso, l'armada marittima era a Monopoli, -fortifichato quel locho, et lassatoli custodia et uno soracomito per -governator, qual paresse al zeneral, poi dovesse passar a Corffù, -et ivi star fino la Signoria nostra li comandava. Et zercha questo -fo assa' disputato, però che era tre oppinione di Savij di Colegio: -alcuni volleva ditta armata andasse a Napoli, per dar reputation a -re Ferando; altri andasse a Zenoa, poi a Niza di Provenza dil re di -Franza; altri a Corffù. Et questa fu presa, et spazato al capetanio -lettere. In questo mezo si amalò di dopia terzana; et poi, alquanto -migliorato, messe governador in Monopoli Nicolò Corner, era soracomito, -et in Pulignano Nicolò Paladin, cavalier, era soracomito.... Et poi, a -dì 12 Avosto, nel conseio di Pregadi, per le nove succedeva di Napoli, -fo decreto ditta armada, col capetanio zeneral nostro, Antonio Grimani, -procurator, el qual era quasi varito, dovesse andar a Napoli; et questo -per haverla con grande instantia el Ferandino richiesta. Quello seguite -scriverò di sotto. - -In questi zorni fo mandato in campo ducati 6000 al Marchexe di Mantoa, -capetanio zeneral nostro, a ciò facesse 1000 provisionadi per guarda di -la sua persona. Et ditto capetanio, abuto la nuova di la sua creatione, -scrisse una lettera a la Signoria, di sua mano, rengratiando, -promettendo fede perpetua. Et a dì 3 Avosto, per Colegio, fu eletto -pagador in campo, in luogo de Daniel Vendramino, era amalato, Orssato -Morexini; et abuto danari de qui, a dì 10 ditto, et venuto a Padoa, et -_sic successive_ per le camere, havendo danari per poter far la paga al -suo zonzer; et menò con lui rasonato Andrea di...., scrivan a la camera -di Padoa. - -A dì primo Avosto, nel conseio di Pregadi fu conduto il conte di -Petigliano, zoè scritto a li Provedadori in campo dovesseno tramar -di accordarlo con la Signoria nostra, con fiorini 30 milia in tempo -di pace et 40 in tempo di guerra, per anni 5, titolo di Governador -zeneral, tengi cavalli 1400; ma lui non volsse aceptar, et _tamen_ -si adoperava a li exercitij dil campo. Pur a la fine con più summa fo -conduto, come, descrivendo le cosse seguide questo mexe in campo, sarà -scritto. Et il sig. Virginio Orssini, habuto licentia da' nostri et dil -Duca de Milan, ritornò versso Roma a li suoi castelli. - -In questo zorno, zonse in questa terra una bellissima reliquia, zoè -la anconeta che fo dil Re di Franza, portata per uno di Val Brembana, -chiamato Cristallo, el qual era ballestrier dil Marchexe di Mantoa, -bandito dil brexan et bergamasco, al qual prima li fo fatto salvo -conduto. Et con lui vene uno cittadin di Bergamo, chiamato el conte -Urssino di Rotta, fidelissimo nostro, et quello mi baptezò io Marin -Sanudo, compositor di questa ystoria. Et per saper il tutto, havendo -questui in campo preso uno franzese di anni zercha 66, chiamato -Cabriel Molendina, el qual era stato, _ut dicitur_, a servicio dil -Re di Franza, et li trovò ditto Cristallo adosso ducati 101, o vero -scudi...., questa anconeta con zoie et degnissime reliquie, zoè di la -vesta di Christo et tutti li misterij di la Passione, cossa di farne -grande extimatione; et uno subioto d'oro ch'el Re talhora sonava, -chiamando certi chani.... Et habuto tal cosse et questo preson, si fuzì -di campo, et vene in bergamasche; et conferito con ditto conte Urssino, -come havia tal cosse, lui consigliò dovesse venir a presentarle a la -Signoria, che li faria di gran bene. Et lui dicendo non era mai stato -a Venetia, nè sapeva a che modo far; _unde_ ditto conte Urssino, -fidelissimo, volse venir im persona a sue spexe a menarlo a ditta -Signoria nostra. Et, zonto, li fa fatto salvo conduto per anni 100 et -uno, et presentato la ditta anconeta, a tempo era reduto el Conseio di -X, et vista con gran devotione per le cosse sacre eran dentro, come -per lettere in francese pareva, vi fosse _etiam_ zerte perle et zoie -atorno. La qual vidi et basai in la capella de' Procuratori, con gran -devutione, perchè ivi fu posta, poi messa nel santuario di le zoie. Et -volendo remeritar a questui portò tal presente, li dixeno dimandasse -quello volleva. Rispose, esser cavato dil bando; et cussì fu fatto il -salvo conduto. _Demum_, a dì 18 Avosto, preseno de darli ducati 10 al -mexe di provisione, et ducati 50 per spexe l'havia fatto, et ducati -100 de beneficii, zoè de intrada a l'anno a uno suo fiol, et habbi la -taglia data a ditto franzese, che era ducati 300, et li 100 ducati li -trovò adosso; sì che fu assa' remeritato. Ma ben, prima li desseno -alcuna provisione, scrisse a li rettori de Bergamo dovesseno mandar -de qui ditto franzese, era lì in custodia; et cussì mandato, zonse in -questa terra a dì 7 ditto, fo messo in caxa dil capetanio di le preson. -Et poichè fo examinato, fo dato et restituto a ditto Crestallo, che -lo havia preso. Et per quel poeta nominato di sopra, fo fatto a questa -anconeta, o vero paxe, epigrama, zoè questo: - - -_Epigramma de anchoneta ac reliquiis acceptis a Gallis._ - - Abstulit a Gallo pacem Deus armipotente; - Quid mirum, pacem si modo Marcus habet? - Despexit pacem Gallus. Miracula cernis: - Anchoneta patet, paxque reliquit eum. - Hanc Crystallinus rapuit, qui bergomas extat, - Maximus hic meritis perspicuusque suis. - -A dì 10 Avosto, zonse in questa terra uno gripo, sopra il qual domino -Prudentio da Trane, era capetanio dil Re a Monopoli, et menato per -Alvise di Albori; et, poi che stete alcuni zorni qui, fo lassato andar, -havendo habuto salvo conduto dal capetanio zeneral. - -A dì 12 ditto, vene lettere di Antonio Vincivera, secretario a Bologna, -come el magnifico Joanne havia per spie, el Re de Franza a Turim stava -di malavoia, per esserli morto in la bataia 83 baroni, et che per tutta -la Franza era levati assa' coroti. - -A dì 6 Avosto, zonse lettere per la via di Zenoa, di Francesco Capello, -kav., et Marin Zorzi, oratori nostri al Re et Raina di Spagna, date -a dì 12 Luio in Burgos. Narra come erano stati da Barzellona fin a -Burgos in camino zorni XXI, et passato per lochi amorbati, et cativi -alozamenti habuti a Barzelona chatelena, Saragosa di Ragon; _demum_ -assa' honorati. Et che a dì 6 ditto, zoè Luio, di Luni, fo il zorno -di la bataia, ritrovandossi mia 3 di Burgos, li veneno contra molti -signori et gran maistri, zoè li presidenti de la città de Burgos, el -comandador mazor, tutti li cavalieri, il comandador di Chalatra', -il comandador di la Cantara, il comandador di Lion con cavalieri -di l'hordine di San Jacomo, el conseio de Aragon, el conseio de -Chastiglia, lo arziepiscopo di Messina, lo arziepiscopo di Calgos, -lo episcopo de Burgos, de Vallentia, lo episcopo de etc. _Item_, de -Villa, de Salamanca, de Tui, de Almeria, de Maioricha, de Barzelona con -altri prelati, el ducha di Nazera, conte di Benivento, l'armirante di -Ragon, conte de Niena, conte di Goziano, conte di Trivigno, marchese di -Villafranca, presidente di Moran, prescidente de Chastiglia, signori -et baroni et cavalieri assa' altri; in tutto 3000 cavalli, fra i qual -era 200 mulle. Et a hore 24 faceva l'intrata in la terra; et il Re et -la Raina erano a le finestre, et con gran jubilo dil populo introno -a questo modo. El Capelo con l'arzivescovo de Milan, ambassador dil -Duca, et il Zorzi con l'altro de Milan; et andati a lo alozamento. -Poi el zorno driedo, ebbeno audientia. Era sentato il Re et la Raina -su do sedie regal, et li fece bona et perfetta ciera, et volse tutti -4 sti oratori lì sentasseno per mezo, su uno scagno. Et presentate le -lettere di credenza, Marin Zorzi li fece una oration latina; et il Re -li fece risponder a uno maistro Diego, frate predichator valentissimo. -Poi Zuan Battista di Sfondradi, orator de Milan, fece la sua oratione -et risposta. Andono el Re, la Raina et questi 4 oratori in una camera -secreta; et Francesco Capello notifichò a Soa Majestà el bisogno de -Italia, et che dovesse romper al Re de Franza. Et il Re disse che -ad ogni modo el volleva romper, et che 'l manderia di ogni ij uno; -et dimostrò poi lettere havia di Perpignano, come Franzesi li havia -scritto, che dovesseno levar ditte zente, che _etiam_ loro si leveria. -_Item_, che havia cavalli 13 mille et 8000 pedoni, et che scrivesseno -in questa terra et a Milan, che certo romperia, perchè la liga lui la -voleva mantegnir, et esser amico nostro. - -Per lettere di Fiorenza, a dì 8 ditto, se intese come Fiorentini, -seguendo pur l'impresa di reaquistar Pisa, et _etiam_ Monte Pulzano -da' Senesi, in questi zorni a presso Cassina et Monte di Sasso fonno a -le man con Franzesi, et ne rupe zercha 200; parte di qual fonno aperti -per mezo, perchè si divulgavano haveano danari ne le viscere, _tamen_ -non trovono alcuna cossa. Et pur non restavano Fiorentini di volersi -acordar et far liga con il Re. Do loro ambassadori erano a Turin; -et certo si divulgava, tal liga et amicitia havesse a esser causa di -perturbar Italia, per aderirsi a esso Re. Quello seguite, et le lettere -scritte zercha questo, di sotto intenderete. - -Per la venuta di le nave di Soria, le qual zonseno a dì 16 ditto, et -per lettere di Damasco, nostri fo certifichati come el sig. Turcho -havia mandà uno ambassador al Soldan al Chaiero per queste cosse de -Franza, havendo mo assae paura, et che de li Mori quasi vollevano far -garbuio a le natione, dicendo: Questo Re di Franza prosperava, et vuj -non reparate. _Unde_ ne veniva a dischatiar nuj, sì come le prophetie -loro dicono, che a questi tempi la sua leze deva patir. _Unde_ Zuan -Vallaresso, consolo, chiamato il conseio di 12, terminono di far -certe lettere false, pareva venisse de qui, per le qual si advisava -esso Re de Franza era rotto et andato in malhora, come, _ita volente -Deo_, fu pocho da poi; et di questo deteno sacramento a tutti, _adeo_, -mostrate queste lettere, Mori fonno aliegri, et non seguite altro; -pur merchadanti stevano con gran paura di loro. Et oltra di questo se -intese come il Soldan, havendo inteso che nel monasterio di frati di -monte Syon in Jerusalem, li frati haveano arme nel convento, et che -aspettava el Re de Franza, _unde_ mandò alcuni Mori lì a veder, et -vollea ruinar el tempio e occider li frati; et, cerchato ben per tutto, -non trovono se non cortelli da taiar dil pane; et li frati li dixeno -non erano di tal sorte, nè venuti a la religion per tenir arme ascose, -et che era vania et calunnia. _Unde_, trovato la verità, non seguì -altro. - -A Roma el Pontifice, exortato da li oratori di la liga, et maxime -dal veneto, dovesse excommunichar el Re de Franza, a ciò tornasse -in Franza, lassando _pacifice_ Italia, _unde_, chiamato concistorio -et desputato, deliberono di farli uno brieve, el qual sarà qui sotto -scritto; et questo per lettere di 3 Avosto di Roma se intese; et voleva -mandar uno mazier fino a Turin a portarlo. Anchora fece esso Pontifice -in concistorio uno nuovo decreto, che _de cætero_, li 4 Patriarchi -siano cardinalli, zoè quello de Jerusalem, di Constantinopoli, di -Antiochia et Alexandrino; et questo fece perchè _aliquando_ in corte -fra ditti Patriarchi et Cardinali sono venuti in contrasto zercha -a li luogi, perchè li Patriarchi dicevano dover preceder et esser -propinqui al Pontifice, et Cardinali non vollevano; et questo fo -causa di l'odio ha el Patriarcha da cha' Lando nostro in corte per -haver voluto precieder; _unde_ non l'hanno mai voluto far cardinal, et -_tamen_ è dignissimo prelato. Hor el brieve dil Pontifice, mandato al -Re de Franza, scriviamo; el qual fo traduto in terza rima per Zorzi -Summarippa, veronese patricio, et butato a stampa; ch'è belissimo -lezer. - - _Exemplum brevis sanctissimi Domini nostri ad Carolum Regem - Francorum_[140]. - - -_Cosse seguite in campo di Novara, dil mexe di Avosto, succincte -descritte._ - -Vedendo questa gallicha historia, per le cosse successe et qui -_verissime_ descripte, venir assa' grande volume, _unde_ mi è forzo -di abreviar; et però, pretermetendo lettere per li tempi zonzevano in -questa terra di campo, però che una al zorno almancho era scritta a -la Signoria per li Provedadori, _solum_ qui scriverò zorno per zorno -quello seguite dil mexe di Avosto, et sic poi _successive_ in ditto -campo. Et _nil miremini, lectores_; chè, _licet_ non me habi trovato -presente, ma tutta la verità, nil praetermisso che sia da conto, qui -scriverò, et prima: - -A dì primo Avosto, pur essendo el campo nostro a Castel Chiasol sotto -Novara, et in grandissime desputatione di levarse, Ducheschi volevano -se tirasse più avanti, et li Provedadori volevano redurse in loco -securo. _Unde_ el Duca de Milan scrisse el zorno driedo vollea venir in -ditto campo. - -_Item_, in questo zorno esso Duca mandò una lettera al sig. Galeazo -suo capetanio in campo, notifichandoli esser conclusa la liga con la -compagnia dil Bo, o vero li sette comuni che sono sguizari, i qualli -fin hora hanno dato assa' aiuto al Re de Franza. La qual nuova, intesa -da' nostri, fo tenuta perfettissima. Et poi venuto a Milan, li capitoli -sigillati, di questo fece gran dimostratione di alegreza, facendo -fuogi; et cussì in campo. Questo accordo fo fatto per forza de danari; -et fo divulgato esso Duca de Milan le deva ducati 30 milia in tempo di -pace et 40 milia in tempo di guerra. Et ditti sguizari mandono a dir a -li sguizari erano in campo dil Re de Franza, et quei sono in Novara col -Duca di Orliens, in termene di 3 zorni si debbino redur in loro paesi, -sotto pena di rebellione et confiscation di beni. Et cussì in campo -aspettavano ussisse li sguizari di Novara. - -In questo zorno vene una spia nostra da Verzei, mia X di Novara, dove -il Re havia mandato cavalli 400 et 3000 pedoni, et _continue_ veniva li -franzesi; notifichava il Re esser a Turin, et si aspettava a Verzei a -dì 2 ditto; et che judichava in tutto, ivi, fin quel hora, vi fusse di -le persone 8000, et divulgavano di venir asaltar il nostro exercito; et -ditta spia, per esser tolto suspetto, ebbe cinque ferite. - -A dì 3 ditto, Bernardo Contarini, provedador di stratioti, scrisse -a la Signoria una lettera, come li era stà dati in governo li altri -stratioti da poi el partir de Piero Duodo, i qualli si sforzerà di -governarli secondo le sue picol forze, non sparagnando faticha _etc_. - -_Item_, che inteso la creation de lo illustrissimo sig. Marchexe, -capetanio zeneral, per segno di alegreza, havendo uno cavallo -bellissimo leardo de valuta de più de ducati 100, el qual lui lo havea -guadagnato, et quello alegramente donò; stratioti prendono qualche -sacomano franzese, discalzo et in camisa, _unde_ li bastonò et cazono -in la terra; et _ultimo_, havendone preso alcuni, per più disprecio de' -franzesi, esso Provedador fece stratioti li vendesseno per uno melon -l'uno, tanto pocho li stimavano. - -A dì 2 ditto, el Duca de Milan con soa moglie et oratori di Spagna, -Napoli et veneto, con la soa corte partì di Milano et vene a Vegevene; -_demum_ in campo. Et questo zorno, a hore 6, venendo la Domenega, -fo a dì 2 Avosto, montò a cavallo el capetanio zeneral nostro, et el -suo capetanio sig. Galeazo, et Bernardo Contarini con 80 cavalli de -stratioti, et andono contra Soa Excelentia mia do di là da Vegevene, -et, scontrato con bel hordene, fatto le debite acoglienze, Bernardo -Contarini preditto volsse dismontar et tocharli la mano; ma il Duca -mai li volse tochar, se non montato fo a cavallo. La Duchessa era con -do charete, una coperta di pano d'oro, l'altra di veludo cremexin; -et cavalchando versso Vegevene, molto ringratiò esso Bernardo di -portamenti in suo servitio; et dismontò a Vegevene; a hore 20 montò a -cavallo et vene a Vespole, dove dovea alozar Soa Excellentia quella -sera, mia 6 distante dil nostro campo, dove scontrò Luca Pixani, -provedador nostro, el qual con assa' cavalli li veniva contra. Et -però il Duca volsse passar ditta villa, et in campagna, tochato la -man a ditto Provedador, ritornò ad alozar a Vespola, et el capetanio -zeneral, provedador, et el resto veneno in campo per quella notte. Poi -la mattina, fo a dì 3 ditto, essendo il Duca a cavallo per venir in -campo, volendo ussir di Vespola, la mula li scapuzò e gittolo in una -pozza di fango, per modo tutto se infangò _etc_. la veste; subito si -mutò, et dove era vestito di una veste damaschin negro, curta per fino -al zenochio, si tramudò in una di quella foza, damaschin cremexin; et, -aproximato mia do dil campo, el sig. Marchexe, capetanio, con Lucha -Pixani, provedador, Daniel Vendramin, pagador, Bernardo Contarini, -condutieri et molti stratioti, li andono contra, et lo acompagnò fino -a lo alozamento dil sig. Galeazo, suo capetanio, di S. Severino; et -nostri tolseno licentia de Soa Signoria. Li oratori era con lui veneno -a smontar a lo alozamento dil nostro campo; et cussì non seguite altro -quel zorno. - -A dì 4 ditto, el Duca, capetanio zeneral nostro, et il suo, li oratori -Spagna, Napoli, et li provedadori con Hironimo Lion, kav., orator -nostro, et Bernardo Contarini, conte di Petigliano, et il conte di -Chaiazo, reduti in uno, consultono _utrum_ el nostro exercito si -dovesse levar dove l'era, redurse più avanti, o andar a Vegevene, o pur -star fermo. Et parlò sapientissimamente el conte di Petigliano. Rispose -el Duca. Poi parlò Marchiò Trivixan, provedador; et cussì steteno in -desputation. Et il Duca volsse veder, _oculata fide_, el tutto; et -chavalchò per li alozamenti, dove Ruberteschi erano di opinione stesse -el nostro exercito; _tamen_ per questo zorno non concluseno alcuna -cossa. Soa moglie, la Duchessa, vene a star con lui in campo; et, oltra -li 3 oratori nominati, havia tre altri _etc._ - -A dì 5 ditto, Bernardo Contarini non potendo correr a Verzei, perchè -non volevano anchora romper guerra a la Duchessa di Savoia, da matina -mandò 200 cavalli de stratioti a la volta de Verzei, per veder si -Franzesi vollevano venir a scharamuzar con loro; et, aproximati a -mezo mio lontano di la terra, trovono zercha 20 cavalli franzesi, et -10 ballestrieri a cavallo di Zuan Jacomo di Traulzi; li quali, visto -stratioti, si messeno in fuga; Franzesi si salvono in la terra; et li -balestrieri fonno tra morti et presi tutti con molte ferite; uno di -qual fo examinato per esso Provedador, et la examination soa mandò a la -Signoria. - -In questo zorno fo fatto in campo una mostra zeneral di tutte le zente; -era colateral nostro Hironimo di Monte sopranominato; et el Duca de -Milan nel suo campo, sopra tutte le zente d'arme, Lorenzo d'Orffeo da -Mozanega, et comissario suo Galeazo Visconte. Hor el Duca con madona -soa moglie volse veder questa mostra, che fo bellissima, et za molti -anni non fo fatta simile. - -A Venetia, vedendo le cosse de Novara andar a la longa, preseno in -ditto zorno che si dovesse strenzer Novara, bombardarla et far il tutto -per poner fine a l'impresa. Et cussì par el Duca contentasse, et fusse -dato el guasto a la terra, et ogni altra provisione; fo tre volte a -consultatione con li Provedadori, stete uno dì et mezo in campo, poi -tornò a Milan. - -A dì 7 ditto, terminato di meter Novara in assedio, in questo zorno -dete principio, che prima la notte intrava vittuarie dentro a loro -piacer; et mandono cavalli 200 con 100 fanti a uno locho mia 4 lontano, -chiamato...., per custodia; _adeo_ franzesi più non porano ussir di la -terra. - -Item per li ballestrieri presi per stratioti a dì 5, se intese el Re -esser a Turin, e diceva aspettava zente de Franza da persone 20 milia; -et che domino Joan Jacobo di Traulci si trova a Verzei. - -In la terra inteseno vin non vi esser; pan rasonevolmente, et che la -notte questi paesani el portano, perchè il pagano bene. _Item_, nostri -principiono a far le strade per poter dar la bataia a la ditta terra di -Novara, et il Duca di Orliens si confortava con la venuta dil Re. - -A dì 9 ditto, nostri corsse et spianò uno castello chiamato Bulgaro, -fra Novara e Verzei; _item_, seguiteno di dar el guasto a Novara, -tagliando arbori, vigne _etc_.; et stratioti prese do franzesi et -alcuni chariazi; a la volta di Verzei fo mandato altri 400 fanti. - -A dì 10 ditto, el nostro campo se levò dove era, et vene a conzonzerse -con quel dil Duca de Milan, vicino a Novara, in uno locho chiamato -Caxuol; et li Provedadori alozono in castello, el capetanio et altri -di fuora; li pavioni (_padiglioni_) e tende erano stese, bellissimo -veder, et li stratioti a la campagna, et Bernardo Contarini sotto una -trabacha. - -A dì 12, per spie inteseno el Re esser tra Turin et Chier, con -la inamorata sua a Chier, dove spesso andava et stava a piaceri, -recreandossi alquanto de li affanni portati. Et a dì 11 vene uno -trombeta suo in campo a dimandar uno preson; el qual disse, Soa Majestà -era a Chier, aspetava zente, et veria a Verzei poi a combatter con -nostri. - -In questo zorno vene fuora de Verzei zercha 100 todeschi, si atrovava -ivi col Re sotto il Traulzi; et questi veneno per il comandamento di -loro capi sguizari; et, venuti nel nostro campo, ebbeno soldo. Et -anchora di altri sguizari di Novara ussite, in summa numero 250 in -tutto, e tutti fonno charezati, e dato soldo da' nostri. - -Quelli dil campo duchescho menava in longo di dar el guasto a Novara, -et di ozi in domane menava la cossa; _tamen_ pur da la sua banda poi -conveneno dar. - -In Novara fevano gran repari, et ogni zorno se fortifichava sì dentro -come fuori; non haveano vin ma ben axedi, di li qual ne bevevano quelli -baroni, con zucharo butado dentro; formenti assai, et feceno molini -cinque da man; et cussì masenavano in farine; fevano pan negrissimo et -chativo; carne poche, nè non ve haveano se non di chavallo. Et perchè -scharamuzando con thodeschi ogni giorno franzesi, pur ne era feriti -qualche uno, et volendolo miedegar, _dicitur_ el vuovo valleva soldi 30 -l'uno, cossa incredibile, per non esser galine. Questo tutto si have -da uno nostro prexon che fuzite; ogni notte fevano signali de fuogi, -dimandando soccorsso. - -A dì 14 ditto, dil campo duchescho se partì alcuni homeni d'arme, -capo uno fiul fo dil conte Zuan Boromeo, et andò a li alozamenti. Li -provedadori si dolse con el sig. Galeazo, capetanio, et con el conte de -Chaiazo. Risposeno, non saper nulla, et che provederebbe a questo. - -Fo scritto a Millano al Duca, mandasse 2000 guastadori in campo, per -esser gran bisogno per le cosse acadeva. - -In questa matina, per uno di Monferà, partì di Novara, inteseno el Duca -de Orliens fece far una crida, che, in termene di 3 hore, tutti quelli -non haveano soldo si dovesse partir di la terra, con tutte le meretrice -et li soi homeni; _unde_ se partì _tunc_ 150 homeni non haveano soldo._ -Item,_ mazenavano al zorno, con quelli molini da man, da manzar per 100 -homeni et non più; non bevevano vin za zorni XV, per esserli manchato. -Dil Re si divulgava a dì XV dovea esser a Verzei, _tamen_ indusiò -qualche zorno a venir. - -In ditto zorno zonse in campo borgognoni 60 a piedi, belli homeni et -ben armadi. El capetanio zeneral volsse si toleseno a nostro soldo per -uno mese, a fiorini 4 di Rens per uno; erano stati a Milan, sperando -el Duca li desseno soldo più di un mese, et ebbe _solum_ uno fiorin per -uno. - -El sig. Marchexe de Mantoa, capetanio zeneral nostro, non se sentì -bene et se amallò di fluxo; stava in letto in una cariola sotto il suo -pavion (_padiglione_), et li Provedadori lo andò a visitar. - -A dì XV ditto, Piero Marzello et Zorzi Emo, i qualli a dì 28 Luio nel -conseio di Pregadi fonno electi oratori a portar el baston et stendardo -di capetanio zeneral in campo a lo illustre Marchexe di Mantoa; _unde_, -partiti a dì 6 Avosto da Venetia con molti zoveni patricij, andati per -veder il campo, et trombe et pifferi dil Principe nostro; et zonti a -dì 14 a Vespola, la sera ivi alozono. Et la matina, fo il zorno di -S. Rocho, dovendo venir in campo, Bernardo Contarini con stratioti -li andò contra mia 5, et, trovato ditti oratori, veneno di longo. Et -el sig. capetanio mandò suo fratello, sig. Zuane di Gonzaga, era al -soldo de Milan, et Hanibal Bentivoy, pocho lontano di Vespola; poi li -andò contra el conte di Petigliano con un squadron a cavallo armado a -la liziera et senza elmeti; poi andò una squadra de cavalli todeschi -a cavallo, pur armati a la liziera; poi li cavalli alemani dil Duca, -armadi come andavano, zoè il corpo di la curaza, arnesi, schiniere et -zelade. Et zonti ditti oratori con lo stendardo spiegato et il baston -avanti, sonando trombe et pifari, si tochono la man; et lì fo dimorato -alquanto. Et dismontati al pavion dil capetanio, dove era fatto uno -altar da dir messa, con alcune cortine atorno, fo dil Re de Franza, -divisade di raso bianco et veludo paonazo, con molte lettere dorade -di sopra, zoè questi segni C. A., che vien a dir Carlo et Anna, la -nome di esso Re et Raina. Et qui sotto era, oltra el capetanio nostro, -provedadori et oratori, el sig. Galeazo, capetanio zeneral dil Duca, -el conte di Petigliano, el conte di Chaiazo, sig. di Rimano, sig. -di Corezo, Hanibal Bentivoy, sig. Gasparo Frachasso con tutti altri -nostri conduttieri et ducheschi, vestidi di zornede d'oro et d'arzento, -con belle colladene d'oro. Et el sig. Marchexe havia una zornea di -restagno d'oro, et avanti lui era uno forzier coperto de panno d'oro, -dove el se inzenochiava. Il stendardo era posto in mezo il pavion, et -baston d'arzento sopra l'altar; et fo cantato una solenne messa, con -cantadori, pifari, et trombe venuti de qui. Et, fornita, fo portato el -baston a Zorzi Emo, el qual dovea far le parole, et il stendardo. El -qual apresentò a ditto Marchexe, per nome di la Signoria, dicendo con -gran gravità, che la Illustrissima Signoria per li soi boni portamenti -et opere havia diliberato ornarlo del ditto capitaniato zeneral, zoè -dil titolo di tutte le sue zente d'arme, et decorar Soa Excellentia -di l'insegne dil sceptro et vexilo dil protetor nostro San Marcho, a -conservation et mantenimento dil Stato di essa Illustrissima Signoria, -a honor et perpetua gloria de Soa Excellentia, et a confusion de tutti -li inimici de quello Illustrissimo Stado, con altre parole di questa -substantia. Et lui rispose: Magnifico ambassador, a mi par impossibele -poter responder a le parole de Vostra Magnificentia, ma dirò ben che -non per merito alcun quella Illustrissima Signoria, ma per l'amor et -benivolentia che quella li portava, la se havea degnà de honorarlo de -tal insegne, dil baston et honorifico vexillo. Lo qual con gaiardo et -forte animo lo accepto, sperando far tal opere, che la Illustrissima -Signoria cognoscerà haverlo conferito a persona che li mostrerà qualche -bon fructo, preponendo el ben, utele et comodo de quello Illustrissimo -Stado a la vita propria, et in fino nel corpo di mia madre era servidor -de la prefata Illustrissima Signoria. Potrà haver uno capetanio più -praticho de mi, ma di fede tale mai lo troverà al mondo. Et finito, -tutti andono al suo lozamento; et li ambassadori veneno alozar con -li Provedadori, et la sera fo convidati li zentilhomeni a zena col -capetanio a uno suo pavion, et cussì poi la mattina a disnar alcuni -andono _etc._ - -In questa notte passata, el sig. Galeazo, capetanio dil Duca, et el -conte di Petigliano andono asaltar li borgi di Novara con zercha 8 in -X milia persone, tra cavallo et piedi, da diverse bande, per brusarli -si tenir non li potevano. Et da una banda esso sig. Galeazo con 5000 -alemani et 400 cavalli, da l'altra el conte de Chaiazo con alcuni -altri pedoni et cavalli, da la parte verso Vegevene la nostra zente -col conte di Petigliano; et l'hordine era di andar do o ver tre hore -avanti zorno, ma non andono ducheschi se non a l'alba. Et cussì nostri, -acostati a ditti borgi, principiò a fichar fuogo in alcune caxe, et -con i nimici principiono a scharamuzar. Fonno rebatudi fino a le terze -sbare, per modo comenzono a trazer bombarde, passadori et freze; li -nostri con schiopeti et passadori. Et in questa baruffa fo morti de' -nostri zercha 200, feriti alcuni; et da una spingarda fo morto Alvise -Lanza, contestabele nostro; li altri moriteno, fonno alemani dil -campo duchescho, et de' nostri zercha 64; et, si asaltavano a l'hora -deputata, nostri certo ottenivano li borgi. - -In ditto zorno, di 15 ditto, zonse lettere di la Signoria di 12, -cometeva dovesseno nostri far corarie fino a Verzei, brusando _etc._, -perhò che li ducheschi _numquam_ havia voluto, dicendo Madama di Savoia -era parente dil Ducha, et non era bon farli danno, perchè era costreta -a far quello la faceva, non potendo resister a' franzesi. - -_Item_, questa sera zonse el nontio dil Pontifice in campo con la -scomunega dil Re di Franza; era mondano, et mandò uno dal Re a dimandar -salvo conduto. - -Per uno preson nostro, era in Novara, rescatato et pagato la taia, -vene in campo et referite esser gran fame in la terra; masenavano a -man, non haveano vin se non chara 5 in tutta la terra, assa' amalati da -ponta. Et questa notte, tre hore avanti zorno, alcuni cavalli di Verzei -con farine intrò in Novara; et che si aspettava venisse il Re a darli -soccorsso. - -A dì 16 ditto, li Provedadori fece lezer la lettera di la Signoria al -capetanio, andati a soa visitatione con li oratori. Et disse, era stato -sempre di questa opinione; et che se dia _etiam_ el guasto a Novara, -con mortari et mangani trazer a la terra; le bombarde grosse, erano mia -cinque di là de Vegevene, di l'hordine dil Duca fo tornate ivi. - -_Item_, 100 alemani, fuziti dil Re, nostri soldono con fiorini de Rens -4 al mexe per uno. Et li do capi referite esser tre settimane erano -partiti di Aste, dove era il Re con persone utele et inutele 13 milia; -haver _solum_ 3000 alemani, di qual eran scampati 1500; _tamen_ poi li -zonse altri mille et ducento, et quelli fuzino fo per non haver le so -page. - -_Item_, che 'l Re havia mandà in Franza per danari, ma non li havea -potuto haver, però che dicevano, vollevano prima Soa Majestà vadi in -Franza, poi faranno quella deliberatione li parerà; et ch'el Re volleva -venir, passà questo caldo, a Verzei, a far la massa, poi socorrer -Novara. - -_Item_, zonse in campo nostro 200 elemani, venuti di Elemagna per haver -soldo, et per conseglio de domino Zorzi di Pietra plana, capetanio di -li elemani ducheschi, nostri li asoldono. A tutti fo dato sacramento -per el ditto Zorzi, _juxta_ el solito, di fedeltà; _tamen_ haveano -poche armadure. - -In questo zorno zonse in campo Orssato Morexini, pagador, con ducati -18 mille. Li andò contra Bernardo Contarini con alcuni contestabeli et -stratioti. - -Quello andò a Turin, per tuor il salvo conduto per il Nontio dil Papa, -ritornò dicendo bisognava saper la sua nome. - -Per do sacomani de Reame, era con Zuan Jacomo de Traulzi, fuziti di -Verzei, venuti qui, et riferiteno li soldati taliani in Verzei esser -mal voluti da' franzesi, et che alozano separati da loro, et in tutto -sono da 8 in 10 millia persone, tra le qual 2000 alemani et alcuni -guasconi; et che era zonto, za tre zorni ivi, el sig. Constantin -Arniti, venuto da Monferà con cavalli 40, et aspettava il resto fin -100 homeni d'arme; cento era con il Traulzi, el resto franzesi; et -vollevano metter li pavioni fuora di la terra, ma pur terminono de -aspettar el Re; _tamen_ haveano gran paura de stratioti; dopoi che i -preseno i ballestrieri dil Traulzi, dicevano voler venir contra nostri -e intrar in Novara. - -A dì 17 el Duca de Milan scrisse in campo, esser contento si cora a -Verzei, et si riportava al suo capetanio; et cussì consultato, el conte -de Petigliano et el conte di Chaiazo erano di oppinione. Ma pur el sig. -Galeazo slongava. - -El capetanio zeneral nostro, migliorato, ussì di lo alozamento, et vene -da li Provedadori; _tamen_ non era ben varito. - -In campo nostro era za zonti 40 homeni d'arme di la conduta dil Duca -di Gandia, sotto questi, _videlicet_: sotto il conte Christofaro di -Gonzaga, numero 20; sotto Iacomo da Poiana, vicentino, numero 8; sotto -Zenon Avogaro, da Treviso, numero 8; sotto il Zenoese, era con il -prefetto, numero 2, et do altri separati. Questi erano mediocremente -a cavallo, ben armati, atti homeni a cavallo, ma in arte militar -inexperti, dil Zenoese in fuora. Haveano habuto ducati 30 per curaza da -domino Aloysio Becheto, orator dil Papa qui a Venetia. - -Venne Francesco Grasso da Roma, et 4 contestabeli, zoè Zuan da Feltre, -et tre altri. Li Provedadori li tolseno, et li dette 100 provisionati -per uno, zoè di 150 page di Alvise Lanza, et 100 di provisionadi fo -dil Cicogna, el qual era partito senza licentia. _Item_ pagò 200 di -Bernardin di Ugoni, era amalato et partito di campo. El residuo di -quelli fo di Zuan Biancho de Sicilia et di Zuan Anzolo di Urbino. Et -a li presone de li contestabelli deteno provisione; et oltra di questi -fanti, la Signoria scrisse dovesseno far 200 elemani, non potendo haver -nè desviar quelli era con il Re et duca di Orliens in Novara; et li -Provedadori li mandono a far, come dirò. - -A hore 3 di notte zonse una spia di Verzei, et notifichò come dovea -venir cavalli 300 di farine per entrar in Novara, li qualli doveano -partir a hore una di notte, e far più di 20 mia quella notte, e venir -in la terra, e slongava la strada X mia per andar per vie sigure. Et -el capetanio zeneral subito, _licet_ fusse amalato, montò a cavallo et -fece metter in hordine le zente, zoè 700 homeni d'arme, et Bernardo -Contarini dete la mità di stratioti et alcune fantarie. Et a hore 4 -andono a la volta di Vespola, mia 5 dal campo, versso Vegevene, perchè -doveano ditta scorta et vittuarie far quella via. Anchora in quell'hora -montò a cavallo el sig. Galeazo, capetanio zeneral dil Duca de Milan, -con homeni d'arme 400, fanti alemani 5000, et esso Bernardo Contarini -con il resto de stratioti; et andono a la volta di Novara, in su la -strada maistra versso la montagna, e lì dimorò per fino a do hore -di zorno. Visto non pareva niuno, el sig. Galeazo ritornò, et cussì -_etiam_ era ritornato el capetanio. Ma Bernardo Contarini, desiderando -con li stratioti di far qualcossa, andò per quella strada maistra -versso la montagna, et, chavalchato mia 8, si voltò per costa verso -Verzei, visitando molti castelli, era prima dominati per franzesi, -ma per stratioti reaquistati; et, acostato a uno castello chiamato la -Badia, mia 3 vicino a Verzei, et non potendo haver alcun li venisseno -contra, se non che trovò in una ara cinque franzesi con assa' femene -che tribiava; et li franzesi volendo scampar, li stratioti li azonze -con le lanze in la schena, ne amazono tre, do feriteno a morte, dei -qualli non si potè far alcuna examination. Et cussì ritornò stratioti a -li loro alozamenti. - -Quelli di Novara mostrava fuogi et li studava, poi di novo li -apizavano; per i qual signalli dimostrava esser in gran necessità, -dimandando soccorso da Verzei. - -A dì 18 ditto, essendo stato la notte avanti el capetanio zeneral -nostro per aspettar venisseno quelli cavalli con le vittuarie, et non -essendo venuti, dubitando la notte seguente non venisseno, mandò el -conte Carlo de Pian de Melletto et Carlo Secho con bona suma di zente -su la strada, da la qual via havevano più sospetto. - -Fo principiato a far uno bastion a presso la terra, et, per non haver -guastadori, non se compite sì presto; _unde_ li Provedadori rescrisse -di novo a Milan li mandasseno, perchè non era venuti di 2000 se non -200, li qualli erano stati do zorni et fuziti; et, volendo dar el -guasto, necessario era esservi guastadori. - -_Item_, fo comenzà a far uno fosso per fortifichar el campo, et -_continue_ lavoravano; ancora fo principiato a dar il guasto a la terra -da uno canto. - -Et a hore 4, nostri inteseno era ussito di Novara più di 500 cavalli a -la liziera, e fuzivano verso Verzei; et quei di la terra, a hore 2 in -3, trete molte bombarde _præter solitum_, et levono 3 volte fuogo in -zima di la torre, poi lo smorzò. Et el capetanio, inteso questo, subito -montò a cavallo a la liziera con assa' cavalli, et andono driedo di -questi fuzivano. Quello seguite, intenderete. - -El messo, andò a tuor dal Re el salvo condutto, non era ancora -ritornato, et el Nuncio pontificio stava lì in campo. - -A dì 19 ditto, per tre vie, nostri haveno nuove di Verzei. Prima, a -mezo zorno, zonse uno fo mandato per Tadio da la Motella a Verzei e a -Turin, et referì esser partito a dì 16 da Turin, dove el Re con la so -corte era, et spesso andava a Chier per veder la inamorata soa. _Item_, -di Franza non era venuta zente, ma ni anche si aspetavano; et che da -Turin fino a Verzei era alozate da 4 in 5 milia persone, in Verzei -8 in 10 milia; in tutto, el Re se ritrovava haver da XV in XVI milia -persone, in tutto, tra utele et inutele, senza quei sono in Novara; et -che se dicea volea venir a trovar il campo, et socorrer Novara. Et che -el Duca de Savoia steva malissimo. - -_Item_, a hore 22, el capetanio zeneral have per do soi trombetti, -venuti da Verzei, come in questo zorno era zonto ivi 8000 elemani et -1800 homeni d'arme, et che volea venir asaltar lo nostro campo di notte -da tre lai (_lati_) a un tempo; da Verzei, da Novara, et da un'altra -via; _tamen_ per questo nostri non hebbeno paura, ma avevano con -grande....; et el capetanio havia ordinato li collonelli, e tutto. - -_Item_, a hore una di notte vene uno vexentin, bandito di Vicenza, -chiamato Basilio de la Scuola, el qual era stato in campo dil Re, et -ozi, partito di Verzei mostrando andar a Turin, vene da' nostri et -refferì a li Provedadori esser in Verzei lanze 1000 tra franzesi et -taliane, elemani zercha 5000, con alcuni guasconi, borgognoni, savogini -et paesani; in tutto, con quei è col Re, persone 15 in 16 milia; -et che aspetavano el Re là per tutta questa altra settimana; et che -ogni zorno andava in Verzei do homeni d'arme ducheschi a parlar con -quelli baroni. _Item_, che hanno mandato el balio del Degiun a condur -gran numero de elemani; _tamen_ era ito con pochi danari; et era mesi -cinque li provisionati non havia habuto denari; et a Verzei era zonto -el Maraschalcho de Giaè et altri gran maestri, per veder qualche bon -lozamento, per metersi col campo fuora di la terra; altri diceva era -venuto per dar la paga. - - -_Zente da cavallo et a piedi si ritrovava in Verzei, sì come riferite -el vicentin sopra ditto._ - - Mons. de Fois, locotenente dil Re lanze 60 - La compagnia dil Duca di Orliens » 60 - Compagnia di mons. di Lignì, cuxin dil Re » 100 - Compagnia di mons. l'armiraio di Franza venuto » 100 - Compagnia di mons. Arbereto venuto nuovamente » 50 - Compagnia dil Grand Venor, _idest_ cazador, _ut - supra_ » 50 - Compagnia di mons. di Borbon venuta, _ut supra_ » 50 - Compagnia porta castroni per insegna, venuta _ut - supra_ » 50 - Mons. di Guisa » 50 - Mons. d'Alban » 50 - Mons. d'Armansa » 50 - Mons. d'Auson, fratello di mons. de Obegnì » 50 - Mons. di Serva » 50 - Compagnia de mons. de Verzì » 30 - El balì.... d'Auson » 20 - Mons. de Beumon » 40 - D. Zuan Jacomo di Traulzi » 40 - - Summa lanze 900 - -Cavalli lizieri numero 1000; et questi hanno do arzier a cavallo per -homo d'arme. - - _Homeni da conto è ivi._ - - Mons. de Fois. - Mons. el Marchial. - Mons. el Metre de l'artilaria. - Mons. di Pienes - Mons. el Visconte de.......... gran tesorier. - Mons. de Serva. - Mons. d'Auson. - Mons. de Beumon. - D. Joan Jacomo di Traulzi. - Sig. Constantin Arniti. - D. Camillo Vitelli. - Sig. Troian Papacoda. - - _Fantarie._ - -Tra todeschi, savoini, guasconi, piamontesi et altre generation, zercha -5500. - -_Artilarie._ - -Serpentine numero 5, di 8 pie' et mezo in circa longe, traze ballote di -ferro de lire 35, a unze 18 la lira. - -Colovrine, zoè passavolanti, numero 4, di 12, 13 et 14 pie' longi -l'uno, traze ballote di lire 22 et meza. - -Falconi, a modo spingarde, numero 14, traze ballote di piombo di lire -10 in 12 l'una, sono longe pie' 7. - -_Item_, per quanto inteseno li Provedadori da quel messo di Thadio di -la Motella, era intrati quella mattina, a dì 19 Avosto, 40 cittadini di -Novara in Verzei. Fu fatto duplicar le guarde et scolte dil campo, et -ordinato steseno vigilanti, a ciò nostri non fusse intercepti. - -Havendo la Signoria nel conseio di Pregadi preso, a dì... Avosto, di -dar al conte di Petigliano in tempo di pace ducati 33 milia, et in -tempo di guerra el terzo più, zoè ducati 44 milia a l'anno, et tegni -le zente proportionate al stipendio, et questo per anni 5 et uno di -rispetto in libertà di la Signoria, et titolo di governador, perchè -non si havia potuto acordarlo con quello li Provedadori li offerseno al -principio; et a dì 19 era stati a parlamento. El qual dicea havea col -Re di Napoli in tempo di paxe fiorini d'oro 33 milia, a incoronati ij -per fiorino, eran carlini 12, zoè lire 6 de nostra moneda, et in tempo -de guerra la mità più, et perhò non volleva acceptar quello nostri li -offeriva, ma dimandò licentia; _tamen_, dicendo volleva star ancora X -o ver 15 zorni in campo per far cossa grata, et li Provedadori li dete -per avanti ducati 500, _juxta_ li comandamenti di la Signoria.. Et in -questo zorno, a dì 19, ricevuto lettere di questo, ditti Provedadori -volseno parlar con esso conte, el qual pregò che per do zorni non ne -parlasseno alcuna cossa, per esser li cieli mal disposti, però che è -homo segue molto astrologi et hore. Et cussì restono; poi parlono, et -concluse come dirò. - -Et in questo zorno ritornò el messo andato al Re per il salvo conduto, -et il Re non li volse farlo. Ma quelli soi gran maestri li disse: Fa -el nontio vegni sopra la nostra fede. Et cussì ditto messo la matina -seguente, abuto cavalli da' nostri Provedadori, se partì et andò dal -re; _tamen_ non li apresentò el breve, et rimase de li soi, come dirò -di sotto; e più non ritornò. - -A dì 20 ditto fo consultato da li Provedadori con el capetanio, conte -di Petigliano, et li ducheschi, però che dubitavano di non esser -asaltadi da' franzesi, sì da quelli erano a Verzei, _quam_ di li altri -di Novara. Et el conte di Petiglian disse, li pareva, essendo el Re -più grosso de nui, de non aspettarlo lì. L'opinion dil conte di Chaiazo -era, che 200 homeni d'arme et 500 fanti, era in Trechano, venisseno in -campo, et ivi rimanesse Zuan Griego con li soi ballestrieri a cavallo -et 100 fanti. Et concluseno cussì, perchè el campo si augumentasse. -_Item_, che da poi manzar el conte di Petiglian et il conte di Chaiazo -dovesseno andar a veder li alozamenti de Monteselli, do a mia luntan -dil campo più al basso, o vero inquerisse qualche altro più securo -lozamento. - -In questo zorno fuzite in Novara zercha 20 ragazi de li stratioti con -li soi ronzini, et fo ben ricevuti dal duca d'Orliens, et datoli ducati -6 al mexe per uno et le spese; et questo per non haver auto el suo -dover da li soi patroni, i qualli haveano tochato lhor page. - -Li Provedadori have lettere di Pavia di Piero Michiel, provedador, -conduceva le zente dil sig. di Pexaro in campo, governate da suo -fratello sig. Galeazo, zoè 80 homeni d'arme et 60 ballestrieri a -cavallo, et acelerava el camin. Et a dì 22 da matina zonseno in campo. -Et Piero Michiel, sopra ditto, poi partì di campo, zonse a Venetia a dì -2 Septembrio. - -A dì 21 ditto, da matina, stratioti andò a imboscarsse a presso la -terra; et ussite fuora alcuni cavalli franzesi a la liziera, con i -famegij o ver ragazi de li stratioti ivi fuziti; et pocho lontano -di la terra stratioti erano ascosi ussite, et li dete driedo fino a -li repari; et de li soi famegij, che volseno pur contrastar, do di -fatto fo morti in la scharamuza, do fo presi, uno di qual era ferito -su la testa mortalmente, el qual, menato in campo, morì. Fo feriti do -altri, et uno franzoso; et stratioti dimandò a li Provedadori, quel -suo famegio prexo, a exempio de li altri, fusse impichato subito. Ma -Piero Busichio lo dimandò lui di gratia li fusse concesso lui medemo lo -impalasse, per metter terror a li altri. Ma li Provedadori non volseno, -et lo fece impichar. - -In questo zorno, da poi manzar, li fanti di Chozanderle, todescho, si -levò a remor, dicendo volleano danari, et esser satisfatti di le spexe -haveano fatto nel venir in campo. E li Provedadori con bone parole li -disse, non esser tempo di la paga, et al tempo ge saria data. Et loro -non volendo questo, mostrò adunarse insieme et volersse partir, andando -su certa pianura, et ivi steteno fermo. Et vedendo essi provedadori -Chozanderle haver da loro pocho ubidientia, mandò a pregar domino -Zorzi di Pietraplana, capetanio di elemani ducheschi, che andasseno -a tasentarli et farli ritornar, mediante la sua reputation, la qual -era assa'. El qual subito andò, et li fece ritornar, per esser molto -reverito; et si questo non fusse, in campo non si poria governar -todeschi. - -Per uno eleman fuzito di Novara in questa matina, se intese in la -terra esser gran fame; ogni giorno ne fuziva X in 12 elemani al troto, -andavano a la volta dil monte; non haveano pan ni vin, ma formento, et -non pono masenar a man a suficientia per tutti; et che viveano di carne -et formazo, bevevano mosto, et pocho ne era; et assai de li animali era -in la terra, per necessità morivano ogni zorno più di un paro. - -Essendo andati, come scrissi, el conte di Petiglian et conte de -Chaiazo a veder il lozamento di Monteselli, tornati, riferiteno non -esser buono; et ozi andono a veder uno altro. Et tornato el conte di -Petigliano, li Provedadori insieme col capetanio zeneral parlono con -ditto conte di Petigliano, et li offerino ducati 33 milia im paxe -et ducati 44 milia in guerra, et che questa era la intention di la -Signoria; et lui non volleva. _Tandem_ li disseno, ducati 33 millia et -ducati 48 millia; et esso conte pur renitente, dicendo meritava più. -Et chiamati dentro Piero Marzello et Zorzi Emo, ambassadori al conte, -_etiam_ tutti lo exortono. El qual conte, _conclusive_, dimandò ducati -33 milia in tempo di paxe, et ducati 50 milia in tempo di guerra. Et -vedendo nostri esser la differentia _solum_ di ducati 2000 in tempo -di guerra, Luca Pixani, provedador, ambassadori et etiam el capetanio -li promesseno ditti ducati 50 milia. Et cussì fo fermato l'acordo, et -scritto a la Signoria. La qual rescrisse esser contenta. Et el conte -mandò poi in questa terra Filipo di Arezo, suo secretario, Bortholomio -de Vico et Antonio, suo fratello, tutti tre a far et sigillar li -capitoli necessarij; a li qual dette plena comission. Et per non si -poter far lì in campo instrumento di man di notaro, per non vi esser -il modo, li Provedadori a dì 28 ditto conveneno scriver a la Signoria, -et far fede questi venivano qui per tal causa. Et cussì esso conte fo -condutto governador zeneral dil campo. - -In questa sera a hore 3, essendo trate 3 o ver 4 bombarde da Verzei, -et quelli di Novara risposeno, el capetanio nostro dubitò per questo -signal non venisse socorsso a Novara. Et poi vene una di le guarde, et -disse le zente nostre, era a Chamariano, havea asaltà alcune some di -vittuarie andava in Novara et quelle havia prese. _Unde_ el capetanio -subito montò a cavallo, et mandò zente dove el bisognava, et stratioti. -Et ditti stratioti, pocho lontan di Verzei, se scontrò in alcuni -cavalli lizieri dei nemici et X homeni d'arme, et quelli investiteno. -Li cavalli lizieri si messe in fuga, et li homeni d'arme volse far -testa; et, non potendo resister, voltò le spalle, et stratioti ne prese -uno vivo, amazò cinque et preseno _etiam_ 6 franzesi, i qualli havia -_solum_ el corpo di la curaza, et molti altri pedoni da 40 in 50. -Driedo veniva 80 homeni d'arme da Verzei; li qual, sentito la furia -de stratioti, ritornono indriedo, sì come per la confession di l'homo -d'arme se intese. Quelli veramente di la guarda de Chamariano prese -12 in 15 cavalli da soma, con alcuni presoni, et sacheti di farine -streti et longi, tien mezo staro nostro l'uno; _etiam_ altri sachi -di pan, carne salade, butiro et qualche refrescamenti. Et erano però -assa' some, parte fu prese, come dico, parte ritornò a Verzei; per modo -intrò in Novara _solum_ X cavalli con X di quei sacheti di vittuarie. -In questa scaramuza de stratioti, do de loro fonno presi da li nemici, -perchè li cavalli li straportono fino in le man de essi franzesi che -fuzivano. - -Et li Provedadori comesse a Bernardo Contarini, dovesse examinar l'homo -d'arme preson de stratioti. El qual riferite de li 80 homeni d'arme -veniva, come ho scritto, era _solum_ 2000 elemani, ma el balì dil -Degiun era andato a quelle montagne de sguizari per far 8 in X milia; -le altre fantarie erano piamontesi, savogini et zente paesane; et -notifichò le zente ivi erano. - - _Lista di le zente d'arme e fantarie sono a Verzei, secondo la - examination di uno homo preso, facta a dì 22 avosto, nome Francesco - d'Aracurt_[141]. - -A dì 21 ditto, di notte, el sig. Frachasso di San Severino volse -licentia dal capetanio nostro et dal sig. Galeazo, suo fratello, -capetanio di Milan, di poter andar a far una coraria in certo loco, -dove teniva el suo disegno anderia bene. Et la licentia habuta, andò -con più di 100 homeni d'arme sul Verzelese, et fece uno bellissimo et -richo butino, et la notte driedo ritornò in campo con il buttin di più -de 200 animali grossi, piegore 900, et presoni 22 da taia. Et questo -fo il principio di correr su quel di Verzei, per la qual cossa, madona -stava alquanto suspesa. Et ditto Frachasso vadagnò assa'; se divulgava -prima fusse andato dal Re, ma ritornò con ditto butino in campo. - -A dì 22 ditto. Hozi, essendo stà comandato per el capetanio 100 -stratioti de la compagnia che era con Piero Duodo, provedador, di -andar a le scolte a l'alba dil zorno; andati, se incontrorono in 8 -homeni d'arme et 50 balestrieri a cavallo et cavalli lizieri, ussiti da -Verzei, con animo di andar ad asaltar Chamariano, dominato per nostri, -qual è castello di Savoia, dove era 25 homeni d'arme, 100 pedoni. Et -tre mia lontan dil campo verso Verzei scontrati, fonno a le man. A la -fin nostri fo vincitori, cazando ditti homeni d'arme fino a Verzei, -morti di loro 8 et tre homeni d'arme presi, et cavalli lizieri 35, tra -li qual uno homo d'arme da conto, zentilhomo, et altri 6 armadi con -il corpo di la curaza, il resto tutta zentaia et homeni desuteli. De -stratioti fo presi do et uno ferito. - -A dì 23 ditto, havendo per avanti scritto la Signoria in campo si -dovesse far 2000 elemani, per via di domino Zorzi di Pietraplana, -et cussì ditto domino Zorzi li mandò a far. Et essendo il tempo di -mandarli a levar, et darli fiorini di Rens do per uno lì, et do come -zonzevano in campo, _unde_ ritrovandossi in campo venuto a veder uno -nostro patricio..... Valier, parsse a li Provedadori di cometterli tal -faticha, di mandarlo mia 50 de lì fino a..., per ditti elemani, et più -in là si 'l bisognava, per levarli, pagarli et farli venir in campo. -El qual patricio, vedendo era necessario per servir la Republica, -_libentissime_ questo cargo acceptò. Et cussì in questa matina, a dì -23, si partì con li danari et uno fameio et tre altri in sua compagnia; -et, datoli scorta, lo accompagnaseno mia X lontan dil campo, andò al -suo viazo. - -Vene lettere di li capi dil conseio di X, che li Provedadori non -scrivesseno a persone private nove alcune, _juxta_ la leze era; et -questo per certi remori di parole fo ditto a Venetia; et li rescrisseno -erano contentissimi. - -È da saper che, havendo a dì 22 ditto, a hore 3 di notte, li -Provedadori scritto, _juxta_ il consueto di una lettera al zorno, a la -Signoria, el corier fo pigliato da i nemici di Novara, o fusse franzesi -o villani, et tolto le lettere le averzeno, et parse di mandarle a -Verzei, poi dal Re, per tre villani. Li qualli, _ita volente Deo_, fo -da alcuni nostri fanti a pe' presi, et toltoli le lettere. Li quali -li offerse a ditti fanti ducati 50, et liberasse colui portava le -ditte lettere, le qual ancora nostri non le haveano acatate; ma visto, -_voluntarie_ se dava tanta taia, lo zerchono e trovoli queste lettere, -et lo condusseno in campo a hore una di notte, et presentate le lettere -di Provedadori insieme con altre lettere franzese, scritte per el Duca -di Orliens al Maraschalcho de Giaè, a mons. di Pienes, a mons. de Fois -et ad altri, tra le qual ne era tre in zifra. Su una era scritto li 600 -elemani in Novara erano intrati, ma non le vittuarie; _solum_ cavalli -10 con alcuni sacheti di farina streti et longi, da tener davanti -l'arzon, de 400 sachi i erano, e alcuni.... de vin e altre cosse da -manzar. In altre lettere si conteniva li dovesse mandar danari per dar -a le zente da pe' et a' cavalli, zoè ducati 24 milia, come se referiva -a quelle in zifra. Per un'altra significhava, come havia preso questo -cavalaro con lettere di Provedadori, le qual le mandava a mons. de Fois -in Verzei, che le lezesse et monstrasse a tutti dil suo conseio. Et la -copia di le lettere in zifra li Provedadori mandono a la Signoria a dì -25, et ditti villani fonno messi in cepi per farli impichar. El corrier -non intendevano dove si fusse. Quello sarà, scriverò. - -In questo zorno, dovendo partirsse dil campo per ritornar a Venetia -Piero Marzello et Zorzi Emo sopra nominati, et il Marzello si amalò -e rimase a li Orzinuovi, et l'altro vene di longo, et acompagnati da -Bernardo Contarini con 350 stratioti ditti oratori fino a Monticelli, -mia 3 distante dil campo, et tolto licentia, esso Bernardo Contarini si -voltò in zoso verso Verzei, et cavalchò con ditti stratioti fino mia 8 -di là da Verzei, scorzisando tutto quel paese. Et havendo gran voluntà -de scharamuzar, quel zorno se redusse sopra una colina, circondata di -una bellissima campagna, et ordinò le guardie prima sul fiume, poi -ai passi di le strade, et mandò fin su le porte di Verzei zercha 50 -cavalli. Ma quelli di la terra mai volseno ussir fuora. Et vedendo -stratioti che non ussivano, 100 di loro corse quasi fino a Turin, zoè -sino sopra il fiume chiamato la Sciesa, et tolseno zercha cai 600 de -animalli, tra grossi et menudi, et li condusseno a salvamento in campo, -che niuno non li vene in contrasto. Et questo fo la matina. - -El Duca de Milan mandò a drezar il suo pavion, et preparar il suo -lozamento per venir in campo. - -A dì 24 ditto, in campo se ritrovava molti amalati, per il manzar de -fruti, et senestri patidi, sì homeni d'arme, contestabeli, _quam_ -fanti; dei qual ne era _solum_ 2500, tra provisionadi et page da -guazo, et questo per esser molti fuzidi. _Unde_ la Signoria scrisse, el -remedio di tenirli era darli la paga ogni 12 zorni. - -In questa matina, per do fanti italiani fo preso uno frate di San -Francesco, ussito di Novara, el qual arcogieva fasuoli et pome per -portar in la terra. Et menato dal capetanio, li fo dato da disnar; et, -examinato, referite in la terra esser gran necessità, et franzesi havia -tolto quello havea da viver essi frati, et _etiam_ uno monasterio di -monache, per modo li soi frati non haveano che viver, et conveniva far -cussì per viver; et che principiaveno a divider le carne per cadauno, -et ne era pocha; non haveano pan, et viveano de fruti et fasuoli; -masenaveno con molini a man, et il zorno masenavano pochissimo; ne era -assa' amalati; e tal zorno al suo monasterio fo sepeliti 17 franzesi; -et che aspettavano franzesi el Re de dì in dì li desse socorsso; el -Duca di Orliens smarito in la ciera et di mallavoia. Hor li fo ditto -vedesse, per via dil suo guardian, di far li habitanti si rendesse; et -cussì fo lassato. - -Questa matina ussite di Novara zercha cavalli 200 per andar a Verzei; -ussite per fame. El capetanio con li ducheschi li andò contra; _unde_, -vedendo franzesi haver obstaculo, se ritornorono in la terra; _tamen_, -zercha vinti cavalli passò, et andono a Verzei. - -Ancora in ditta matina Piero Busichio, uno di capi di stratioti, andò -con cavalli 100 a la volta de Verzei, et fece prede de alcuni animali -grossi et menudi, in tutto zercha 400, et li condusse in campo senza -contrasto. - -A hore 22 li fanti todeschi di Cozanderle si levono a remor con li -fanti italiani nostri, et fonno a le man; ne fo morti di una parte et -l'altra X in 12, et fo ferito in una cossa da uno schiopetto Marco da -Rimano, contestabelle, et mediante el capetanio et conte di Petigliano, -governador, fo cessato ditto remor, et Cozanderle, suo capo, non se -ritrovò, per esser andato a visitation di domino Zorzi di Pietraplana, -era amalato. - -A dì 25 ditto, essendo andati quasi ogni notte stratioti a la guarda, -perchè non intrasse vittuarie in Novara, et non havendo trovati, erano -quasi desparati. Et inteso Bernardo Contarini, che dovea ussir 2000 -cavalli di Novara in far la scorta a zerte vittuarie veniva, montò a -cavallo da prima sera con li stratioti, et andò a uno passo, distante -dal suo lozamento mia 3; ancora fonno mandate per el capetanio le -zente d'arme per altri passi, _adeo_ era impossibile a li nemici a -passar senza contrasto. Et, a hore 2 di notte, le scolte vene dal -ditto Contarini, dicendo haveano udito una gran chavalchata do mia di -sotto di le poste sue; et mandato a dir al capetanio dovesse far star -provisti li homeni d'arme, che la chavalchata era passata, li andò -driedo a le peste, per modo che, seguitando le peste, li azonseno al -passo di una certa aqua, et di là di l'aqua era la nostra zente d'arme. -I qualli subito cridò: Marco! Marco! credendo fusseno 2000; et li -nemici sentendo, bandonò le vittuarie et si messeno a fuzer; et, per -esser notte, nostri have gran fatiche a trovarli; li andava zerchando -per le machie, et nostri si corevano l'uno driedo l'altro, credendo -fusse franzosi. Bisognava cridar: Marco! Marco! et il nome haveano -stratioti, zoè: San Valentin! Et _tandem_ i nemici forono tutti presi. -Se dice erano 35 homeni d'arme et 100 ballestrieri; et preseno tutte le -vittuarie; et fo gran danno a la terra, che con grandissimo desiderio -le aspettaveno. Et da poi fece correr stratioti fino di là de Verzei, -et fece butini di 100 cai de animali grossi, et si scontrono in 8 -chara di vin andava in Verzei, et li sfondrò le botte e spanse el vin; -_unde_ in Verzei montò il quarto più di quello valleva el vin; et tanti -animali haveano stratioti, che vendeteno ducati uno l'uno. - -A dì 25 ditto, per decreto dil conseio di X, fo mandato Alvise Manenti, -secretario di ditto conseio, in campo; alozò con li Provedadori. La -caxon fo secreta; stette alcuni zorni, e ritornò. - -In questa notte, ussite gran numero di cavalli di Novara, et andati a -Verzei; e tanto era la gran fame haveano, che, zonti ivi, si mettevano -a manzar tanto, _adeo_ morivano. - -Per lettere di Vincenzo Valier da...., se intese che de li alemani -ducheschi fuzia a 50 et 100 al trato, et haverli scontrati; et questo -per non haver le sue page al tempo dal Duca. - -Vene in campo guastadori mandati per il Duca; fu cominziato a far fossi -et bastioni, per assecuration dil campo. - -Fo portato in campo ducati 20 milia per dar la paga _etc._ Et per -lettere di 23, la Signoria scrisse dovesse el campo star fermo dove -era, et non si movesse, per non dar animo a li nemici, et che i -guastadori hanno decreto et scritto, si fazi a Brexa, Bergamo et Crema, -e sia mandà in campo; et intendendo el bon portamento de stratioti, -scrisse a Bernardo Contarini, laudandolo summamente, et che non andasse -tanto avanti, e dovesse vardarssi la persona, et confortar et abrazar -li stratioti da parte dil Principe per inanimarli. Et cussì fece. Ma -el Duca de Milan scrisse in campo, non volleva si facesse più corarie -su quel di madona di Savoia; et in execution di le sue lettere, a -dì 28 ditto, fo publichato una cria da parte dil nostro capetanio et -Provedadori; _tamen_ la Signoria scriveva dovesse perseverar stratioti -in tal incursione. - -El capetanio zeneral nostro have per spie, questa notte dover partirssi -da Verzei 4000 alemani, et venir a soccorrer Novara; _unde_ terminò -obstarli, et mandò zente a tutti i passi e strade. Et venendo in -ditta notte, per la via erano le guarde, et discoperti, Thadio da la -Motella, con la compagnia coionescha, li andò contra, e trovò zente -d'arme et fantarie inimiche, e cavalli con vittuarie; et investite, et -sacomani havea sacheti longi di farine; altri barileti de vin longi -et stretti; altri carne fresca et salada, et polami cotti; et non -potendo alcuni fuzer sì presto, saltono di cavallo per sconderse in le -machie, lassando li cavalli con ditte vittuarie solli; et nostri prese -in questa baruffa 25 homeni d'arme in 30, dei qual era do cavalieri, -homeni di condition, et li menono in campo con li elmetti in testa. -Sette di loro erano a cavallo, scosi ne le machie, aspettando la notte -per poter fuzir; et _etiam_ le vittuarie fonno tolte, et nostri soldati -trovono adosso questi, sì homeni d'arme _quam_ sacomani, molti danari. -_Item_, preseno uno secretario dil bastardo di Borbon, è in Novara; -el qual havea una busteta apichata a l'arzon dil cavallo, ne la qual -era ducati 500; et per paura si butò da cavallo et fuzite, lassando el -cavallo con la busteta e danari, li qual fo tolti per nostri. Et questo -fo a dì 26 avosto, in _mane_. - -A dì 26, quei di Novara teniva tutta la notte fuogo in zima la torre; -la causa non si sapeva, si judichava volesse soccorso. Li presoni, -presi come ho scritto, fonno examinati; li qual riferiteno, erano 35 -homeni d'arme, 100 pedoni e cavalli molti de vituarie, venivano versso -Novara; capetanio era mons. di la Palissa et mons. de Satiglion, et -non sapevano si mons. de la Palissa era venuto, però lo lassono a -la porta de Verzei, ma ben era mons. di Satiglion con loro. _Item_, -si ritrovava esser in Verzei 600 lanze, senza quelle era col Re con -la sua guardia; la qual è 100 lanze, 400 arzieri et 200 ballestrieri -a cavallo; de fanti era in Verzei zercha 5000, tra elemani et altre -generation, savoini, piamontesi, guasconi _etc._ El Re se ritrovava a -Turin, e andava spesso a Chier; et che era partì 400 elemani per andar -a Provenza, per passar a Napoli in soccorsso di castelli; et che era in -ville tra Turin e Verzei molti amalati franzesi, ascosi nelle machie, -et alcuni fanti, li qualli da li ragazi et villani dil paexe erano -presi et condutti in campo. Et cussì a dì 30 ditto, mandono a Crema -franzesi ij et arzieri 6 in castello a custodia, ordenando li fusse -dato da manzar _solum_ pan et vin. Et fo dato a tutti la so taia; poi -ancora fo mandati de li altri, et _etiam_ ducheschi mandono a Milan, -a dì 31 ditto, pedoni 53; et questo perchè el Ducha ordinò cussì fusse -mandati. - -Per uno messo di Anzolo Francesco da Santo Anzolo, venuto di Verzei, -se intese, per haver stratioti spanto quel vin, come ho scritto, era -cresciuto el vin un quarto più di danari la mesura; et tutto il paese -era in fuga per causa de stratioti, et che quei di Novara, vengono lì -per fame, tanto manza che moreno. - -A dì 27 ditto, li ducheschi have una lettera da uno suo capo di -fantarie, in uno castello mia 3 a presso Fontane, advisava, un bon -numero de cavalli et elemani se reduceva a....., nè sapeva _ad quid_; -et che si dovesse far provision, dubitando di la rocha di Fontane, -_licet_ fusse forte. _Unde_, andati dal capetanio et Provedadori, -deliberorono di mandar questa notte 100 homeni d'arme con 100 cavalli -lizieri et 200 fanti a sopraveder, et Fontane è mia 12 dil campo, con -hordene dovesseno star pocho, et poi tornasse. - -El conte de Petigliano si fece uno pocho di mal a una gamba, _tamen_ -veniva da li Provedadori a consultation. Et la Signoria scrisse a li -Provedadori che ditto Conte facesse 500 provisionadi, stesse sempre -a presso la soa persona. _Item_, a dì 25 ditto, scrisseno, per li -boni portamenti de domino Zorzi de Pietraplana, capetanio di elemani -ducheschi, li Provedadori dovesse, _nomine Dominii_, donarli fiorini di -Rens 300. - -A dì 28 ditto venne in campo uno ambassador di la Duchessa di -Savoia, dolendossi di le corrarie si faceva, et che questa madona non -aspettava, essendo amiga di la Signoria, et consanguinea dil Duca de -Milan, et che, fino hora, lei havia messo ogni sua forza a far ogni -ben.... con il Re, et _tamen_ li era stà tolti castelli per quelli -ducheschi, et scorsizato el paese. Et che il Re, inteso questo, li -havia ditto che, al presente, era tempo di romper et non aspettar -più, et che fin pochi zorni la dominarave 4 castelli dil Ducha; perhò -pregava el capetanio nostro et Provedadori non facesse far più corarie, -perchè ancora lei poteva far danni su quel di Milan; et che dovea andar -a Milan a dir _etiam_ questo al Ducha. El capetanio rispose, poi che -l'andava a Millan, el Duca li faria risposta conveniente; ma che si -havea fatto comandamento non si facesse più corarie sopra quel di la -sua Duchessa, fino non fusse ordinato altro. Et ditto orator restò -assa' satisfatto, et tolse licentia, et andò a Milan. - -Anchora, in questo zorno, vene in campo uno todesco di Strozpurch, -zornate 12 lontano de lì, a uno...., capetanio di elemani 3000, era -nel campo duchescho. Et referite, li elemani era col Re de Franza -esser partiti per comandamento dil Re di Romani, et tornati a caxa. -_Item_, che era zonto a Strozpurch cavalli 2000, et fanti 5000 di esso -Re de Romani, venia in campo in soccorso nostro, et che de lì za erano -partiti, venendo di longo. Questo era il Ducha de...., veniva in campo, -come per lettere de li oratori nostri a esso Re se intese dovea venir. - -Per uno venuto in campo, mandato a li Provedadori per Thadio da la -Motella, el qual habitava a Turin, refferì, come a dì 28, a hore 15, -el Re fece conseio, et, disciolto, vene fuora mons. de la Tremoglia -et mons. di Bres, et che lui sentì dir a mons. de la Tremoglia versso -mons. di Bres: El Duca de Millan zercha far apontamento con il Re -nostro. Et mons. di Bres rispose: Io el so; ma voria più presto si -fesse questo apontamento con la Signoria de Venecia, che con il Moro -traditor. _Item_, che era con el Re 400 arzieri et zercha 100 homeni -d'arme e alcuni zentilhomeni de Franza, ch'è la soa guardia; et in le -altre ville, da Turin fino a Verzei, era zercha 3000 persone, et in -Verzei haveano fatto la description di fuogi; trovò numero 1500; et -partivano le zente a tanti per fuogo, zoè 5 homeni per cadaun fuogo, -tra uteli et inuteli. - -_Item_, ch'el Re vollea mandar a soccorrer Napoli alcuni cavalli et -certi pedoni per mar; et in Verzei era gran numero de amalati, et -_tamen_ dicevano voler far gran cosse. - -In questo zorno i nemici corsse a uno locho dil Ducha de Milan, -chiamato Palestra, tolse animali et amazò tre villani; et, fatto pocho -danno, ritornono a' soi lochi. - -In ditto zorno zonse Alvixe Manenti in campo; et Zuan de Bernardo fo -mandato canzelier di Bernardo Contarini, provedador di Stratioti, el -qual prima era con Piero Duodo. - -La Marchexana Maria di Monferà, di età zovene et bella donna, in -questo zorno morite, et rimase di lei uno fiul, tra li altri, chiamato -Guilielmo, el qual era Marchexe, di età picolo. Questa governava quel -stado insieme con suo barba, el sig. Constantin Arniti; et fu _etiam_ -eletto da quelli popoli in governo dil sig. Marchexe et di quel -stado. Et partito di Verzei se ne andò a Casal, et fu aceptato come -governador; et scrisse al Ducha de Milan non voler acceptar tal governo -senza sua saputa, però che quel stado era comandato a esso Ducha. - -Li todeschi di Cozanderle in ditto zorno si levò a remor, et insieme -con lui a cavallo si messeno in campagna, dicendo vollevano la sua paga -senza far mostra, minazando de partirsse. Et non zovò a li Provedadori -darli bone parole, per esser esso Cozanderle homo scandaloso; _unde_ -fo forzo al capetanio et al sig. Galeazo, capetanio di Milan, montar a -cavallo; et ivi andono con bone parole fonno tasentati; et conveneno -mandar per Orssato Morosini, pagador, li desseno la loro paga lì in -campagna. - -In questa mattina, domino Zorzi de Pietra Plana con gran febre fo -portato a varir in Vegevene; et li Provedadori si offerse al suo -canzelier in ogni cossa, volendo darli li fiorini 300. - -Fo fatto in campo 3 bastioni: uno su la strada che va a Verzei; l'altro -a una chiesia di Santa Marta, lontan di Novara mancho di mezo mio, per -securtà de li fanti erano in detta chiesia a custodia; et il terzo su -la strada di sopra, versso il monte, la qual strada è maistra _etiam_ -da Verzei a Novara. _Item_, fo fatto uno fosso, andava dal bastion -primo, era a la strada di sotto, referisce a la strada di sopra, va -da Verzei a Novara; el qual fosso veniva a divider Novara dal campo -nostro, et questo pocho manchava a fenir, e dentro il fosso era un'aqua -che correva; et di qua dal fosso fo fatto uno spalto, alto più di uno -passo, con fassine et terren grosso zercha 4 pie'; et ogni zorno con li -guastadori seguivano ditto lavor, per fortifichation dil campo. - -Vedendo la Signoria la insolentia di elemani, et _etiam_ el capetanio -esser de opinion si facesse, in loco di 2000 elemani volevano ancora -far, tanti provisionadi; _unde_ scrisseno in campo, a dì 26 ditto, -si dovesse remetter a li contestabeli di le page di guazo tante page, -computà quelle hanno fino al numero di 2200, et non facesse più elemani -ma 2000 taliani; oltra di questo, per lettere di 27, ordinono si -dovesse al tutto strenzer Novara, ma non potevano nostri per le gran -pioze, et quel terren esser molto al basso et palustre; et che a li -stratioti, erano stà amazati li loro cavalli, si dovesse pagarli ducati -15 fin 20 per uno, a quelli presenterà li cavalli da comprar; et questo -feceno a ciò stratioti fusse a cavallo; et dovesse dar a Bernardo -Contarini, per spexe, ducati 100. - -A dì 30 ditto, le zente andono a Fontane, sì come ho scritto di sopra, -ritornò in campo, non havendo trovà niente. - -Zonse in campo 100 guastadori da Crema, sotto uno cittadin chiamato -Christofaro di Marco. - -El Ducha de Milan scrisse vollea venir questa settimana in campo; et -cussì referite el suo capetanio a li Provedadori. - -In questa matina, essendo andati alcuni stratioti a sacomano, scorseno -alquanto versso Novara, et detteno fuga a molti de li nemici, et -preseno 6 franzesi, dei qual ne era 4 arzier et do sacomani, insieme -con 8 cavalli; sì che stratioti non steva indarno. - -A dì 31 ditto et ultimo di Avosto. Fo examinato Bonino, stafier di -mons. di Serna, el qual diceva, a uno crido faria venir fuora di Novara -zente. _Unde_, li Provedadori mandò Jacomazo di Venecia, capetanio -di le fanterie, con alcuni fanti et cavalli, et el ditto legato, et -più volte cridò, _tamen_ mai non vene fuora niuno; _unde_ lo feceno -impichar per le busie diceva. El qual, avanti morisse, discolpò molti, -dicendo non diceva il vero, però che incolpava molto quel..., capetanio -di molti elemani ducheschi, _tamen_ non era in alcun dollo. - -Questa notte, essendo stà la sera deliberato de reiterar de dar el -guasto a Novara, et Bernardo Contarini mandò 100 stratioti, et el -capetanio mandò molti provisionadi e fanti a piedi, et detteno il -guasto. Poi questa matina per tempo fo mandà tutti li sacomani e -guastadori, con bona scorta di zente armata, sotto la terra a vendemar -et tagiar li sorgi et megi, di le qual cosse quei di Novara trazeva -grande sustantia; et niuno di la terra vene fuora a difendersse, ma con -le bombarde fece alquanto de deffensione, per metter terror a' nostri, -_tamen_ non fece alcun danno nè dispiacer. Et in questo zorno vene -fuora di Novara uno nostro fante a pe', preso dai nemici, et riferite -come in la terra si vendeva pan molto negro e vin mosto. Et intendeva -esser formento per tre mesi et non più; animali da far carne uno mexe; -et la notte passata era intrati alcuni danari per dar la paga; _tamen_ -questo se divulgava, et lui non li havia visti; eran assai amalati, -molti morivano; et che tutta questa setimana erano franzesi stati -in arme, per il guasto aspettavano si dovesse dar, et eran 4000 ben -armadi. - -Nel nostro campo ne era molti amalati ne moriva, et _etiam_ cavalli -morivano; et li Provedadori continuamente dimandavano licentia de -repatriar, et fusseno mandati altri in suo loco; ma il Senato non -volsse, considerando la suficientia, _maxime_ di Marchiò Trivixan. - -In questa matina, come _fortasse_ ho scritto, fo mandato uno presente -al Ducha di Milan, di la preda dei nemici; zoè pedoni 53, tra francesi, -guasconi et elemani, aziò ne facesse quello pareva a Soa Excelentia di -loro. - -La Signoria scrisse gli dovesse ultimar l'impresa; laudava Bernardo -Contarini et li condutieri; che se diga a Cozanderle fazi li suoi -elemani siano uniti, pronti a li bisogni et aparati; et che advertissa -i non fuzano; et che quelle zente di Rimano, Pexaro et Ducha di Gandia, -fatte le loro mostre, li debbino dar la soa paga. - -In ditto zorno, Bernardo Contarini con li stratioti passò la Sesia, -è uno fiume a presso Verzei, a man destra; et lui rimase con il resto -in cima una collina, con ordene che quelli che correvano con el butin -dovesseno andar a passar mia 5 di sotto, come havia mandato X stratioti -a la varda di quel passo, perchè quel passo fusse stà occupato, li -butini seria andati più basso mia X seguramente; et poi ritornò in -campo. - -In questo zorno fo rescatato el cavalaro nostro, fo preso da li fanti -de Novara, et tenuto fin ozi; et fo reschatato per uno prete franzese, -che za molti zorni era stato presone in campo. - -Dil Nontio dil Pontifice, andò dal Re, O se intendeva, che subito dovea -tornar, per haver fatto quello ho scritto. Et questo basti quanto a le -cosse seguite il mese di Avosto in ditto campo. Et per sequir l'hordene -di tempi, altro scriveremo; poi ritornerò al campo, al successo dil -mexe di Septembrio, secondo il consueto. - - -_Successo seguito a Napoli et in Reame in questo mexe di Avosto 1495._ - -A dì primo Avosto, per lettere di Hironimo Rengiadori, date in Napoli -et mandate a Roma a l'ambassador nostro, _demum_ in questa terra, come -a dì ultimo Luio era ritornato el sig. Prospero Colonna con li capitoli -dil Principe di Bisignano, et per il Re fonno subito expeditti. Le -cosse di Calabria si prosperava; in Abruzo la città di Chieti alzò le -bandiere di Ferando, li castelli più si teniva per il Re de Franza, et -assa' molestavano la terra con le artiglierie, et ogni giorno erano -a parlamento di acordarsi, _tamen_ senza conclusione. Ferando pativa -assai de artilarie et bombardieri; et qui sotto sarà notado una lettera -di esso Re, scritta a li soi ambassadori a Roma, di le nove occorreva; -la qual è questa: - - -_Exemplum litterarum regis Ferdinandi, Regis Siciliae._ - - _Magnifici viri consiliarii, fideles nostri dilecti._ - -In questa hora è ritornato lo ill. Prospero Colonna, qual, come vi fo -scritto l'altro dì, andò con una galea al Prencipe di Bisignano, et ha -riportato tali apontamenti dal ditto Prencipe, che già è a li nostri -servitii e fedeltà, et è per far quanto da noi li sarà comandato. -El simel dice del Conte de Capacci, et de quelli altri baroni -Sanseverineschi. Del che ne è parso darve avviso per vostra noticia, et -a ciò lo faciate intender a la Santità di N.S. - -Data in castello di Capuana, _ultimo Julii,_ 1495. - - REX FERDINANDUS, - - _Charitaeus_. - -A tergo: _Magnificis viris Hieronimo Sperandio, juris doctori, Aloysio -Ripol et Bernardino Franco, oratori et secretariis nostris fidelibus -dilectis._ - - -A dì 4 a Napoli se intese a la volta de Castel di S. Giovanni esser -sublevato el sig. Fabricio Colonna, lo Duca de Sora, el Conte di -Populo, el prefetto sig. di Senegaia, Carlo di Sangiuna, Belengier -Caldoro et alguni altri, per il Re de Franza contra re Ferandino, -venuti per dar soccorsso a una terra chiamata Venafre, mia 40 lontano -di Napoli; la qual terra ha tenuto e tenia le bandiere franzese contra -il conte loro Signore, che teniva le bandiere aragonese; et si diceva -questi erano con 8 squadre de cavalli et fanterie. Et subito inteso -questo, in ditto zorno se partì de Napoli el Marchexe di Peschara con 5 -squadre de cavalli et zercha 2000 fanti per seguitarli; et _etiam_ andò -lo Ducha di Mellfe con 3 squadre. Et questo perchè i nimici haveano -dà voce de sachezar Venafre; et di Capua et altri lochi vicini altre -zente li seguitono, in favor de ditto re Fernando. _Tamen_ a Napoli -se pratichava acordo con ditto Fabricio Colonna; et havia mandato a -Napoli uno so ambassador, chiamato Bernardino..., come ho ditto di -sopra, a offerir al Re la persona et le sue zente, et mandò capitolli; -i qualli per il Re fonno subito expeditti et remandati in Napoli. Restò -in loco dil Marchexe di Pescara el sig. Prospero Colonna, affine di -ditto Fabricio, novamente venuto a Napoli a' stipendij di quel Re, come -ho ditto di sopra. El Re deliberò di mandar 3 galie in Sicilia, per -la Raina, fo moglie di re Ferando vechio, a ciò ritornasse habitar a -Napoli. - -Le cosse di Puglia, tutto era reso a esso re Ferando, eccetto lo -castello di Barletta, et _etiam_ el castello de Trane, non obstante ivi -era andato il Principe di Altemura, don Federico, et havia ordinato -una battaglia, et datolo a sacho, et al primo intrava ducati 200, al -secondo 100, verum li custodi si reseno. - -A dì 4 fo profondata un'altra barza francese in Napoli, et un'altra pur -con quel colpo di bombarda fu trapassata et ingalonata; et cussì ogni -dì indebolivano le cosse franzese. - -L'armata di la Signoria anchora si ritrovava a Monopoli, et dete a don -Federico cavalli 400 di stratioti, a ciò compisse di recuperar la Puia. - -El conte di Monte Odorico, che fu ferito come scrissi per avanti, stava -pur grave; _tamen_ varite. - - -_Questa è una lettera del sig. Fabricio Collona, di quello era -successo._ - - _Illustrissima Domina, consors honoranda._ - -Partendo per Venafre con lo sig. conte Populo et lo sig. Troiano, -essendo propinquo a la terra 3 miglia, trovamo li nimici che si haveano -fatto forti de là dal fiume, el qual divideva tra noi et lor. Li qual -inimici erano lo sig. Hieronimo di Totavilla, el Ducha de Malffi, -Rinaldo di Capua; con loro haveano tutti li ballestrieri de mons. -Ascanio, et li cavalli lizieri et li ballestrieri dil sig. Hieronimo -preditto, et fanti assai; et tutti erano più di 100 ballestrieri a -cavallo, et cavalli lezieri zercha 60, et più di 500 fanti; nui non -havevamo 30 ballestrieri, ni 25 cavalli lezieri, zercha 20 fanti. -Con tutto questo avantazo, me aproximi a ditto fiume con 3 squadre -et li cavalli lezieri, dove za era la artilaria; et vedendo li -nimici disposti a far facti d'arme, li andai incontro solo con la mia -squadra et li cavalli lezieri veneno. Loro con molti cavalli lizieri, -ballestrieri et homeni d'arme, comenzono la scaramuza, dando l'uno a -l'altro di bravi colpi; et ditta scaramuza durò più di un'hora; in la -qual zoè furono feriti, tra una et l'altra parte, molti, et cavalli, et -forono presoni di loro più di 80, svalizati, tolti li cavalli et morti; -de li nostri, feriti zercha 3 o 4. Et anche in la preditta scaramuza -è stato ferito de spada, ne la man dreta, el preditto sig. Hieronimo; -dubito che non se ne possi prevalere. A l'ultimo de la scaramuza, che -ancora non restavano di preliare, tra li molti altri che erano stati -conquisi, zoè erano doi dentro al fiume, che li nostri li forno adosso, -et, ussiti d'ogni speranza, mi si ricomandaron; li vulsi restituir la -vita, et li usai una gran charità et magnanimità. Feci di continente -retirar in driedo li nostri, che za li haveano conduti a l'ultimo -extremo, et li feci ussir fuora dil fiume et ritornarli di morte in -vita. Et cussì fornita la scharamuza, che l'una et l'altra parte, se -tiramo indriedo del fiume; et loro se ne andorono a Prata, et io veni -a Venafri, dove son stato molto acceptissimo et carissimo di tutta -questa università; et spero d'indi haver lo castello. Di tutto ho -voluto avisar V.S., a ciò che quella de le felicità ne faza partecipe -li nostri. Son certo epsa insieme con mi ne arà piacere. _Tamen_ V.S. -non cessi darme avvisi assiduamente de tutte nove accadino, per missi -a posta, dicho chiari et senza alguna passione, perchè come sa V.S. me -sono importantissime. A la qual mi ricomando. - -Venafrio, _V Augusti_ 1495. - -_Vester consors FABRICIUS COLUMNA, Taleacotij et Albae comes, armorum -christianissimi Regis locumtenens. - -A tergo. Ill. D. consorti hon. D. Agneti Monfeltrae de Collumna, -Taleacotij et Albae comitissae_. Questa è sorella dil Duca de Urbin. - - -A dì 7 Avosto a Napoli el re Ferando scrisse una lettera a la Signoria; -et, parlato col consolo nostro, disse come eri era stato, et parlato -con quei dil castello, dimandavano salvo conduto per alcuni, e -poter ir salvi; et il re non li volsse far, perchè erano ribaldi, et -dicevano una cossa hozi et diman un'altra, et non stavano saldi in uno -proposito; però li volleva strenzerli, et frachassarli l'armada; et za -havia cominciato. _Item_, che il Principe d'Altemura, abuto el castello -de Trane, dovea andar a Taranto, et non aspettava se non Don Cesare -a Brandizo con zercha cavalli 400, et che saria el vicerè franzese; -_tamen_ di questa morte non fo vero. Et stete cussì alcuni zorni, che -Ferandino crete certo fusse morto. Et ancora li disse di l'acordo dil -principe di Bisignano et conte di Capazo; et il fiul de ditto conte -venia da soa Majestà, et sperava de acordar Fabricio Colonna, essendoli -andato il marchexe di Peschara, era molto suo amico. Item, che esso -Re se ritrovava a presso 1000 homeni d'arme, et ogni dì ne zonzeva de -li altri, et vollea mandar 7 galie et qualche barza per la Raina; et -havia lettere de li Reali de Spagna con bone nove, benissimo disposti a -le cosse sue; et vollea mandar uno suo orator a Venetia, a rengratiar -la Serenissima Signoria di le cosse geste. Et elexe domino Antonio di -Zenari, dottor, operato in essa legation per Soa Majestà. - -El castello non restava de trar continuamente a la terra; ruinava ma -non però amazasse niuno. Et a dì 7 ditto si scaramuzò nostri con alcuni -ussiti fuora de ditto castello; de i qual fo morti 9, et alcuni presi; -et de quelli de Ferandino fo morto uno sollo. El capetanio zeneral -nostro, per quanto inteseno a Napoli, era ancora a Monopoli con 14 -galie; el resto havea mandate contra Camallì; el qual, come la Signoria -have aviso per lettere de Levante, era con 6 fuste benissimo in hordine -sora il Zante, in conserva con do fuste de mori, et volleva andar a la -volta de Barbaria. - -A dì 14 ditto fo preso el barco, ch'è uno loco a presso Castel nuovo. - -A dì 15 avosto, preso il barco a Napoli, el Re comenzono atender a -Santa Croxe, dove franzesi si haveano fortifichato, et faceva gran -diffesa; et di monasterio era, si fece fortezza. - -Questa matina fo ferito don Zuan de Zervigliano da' soi medesimi per -disastro, non però di pericolo. - -Et el Re, a dì 14 da sera, have nuova esser acordato con soa Majestà el -sig. Fabricio Colonna et lo conte di Populo et l'Aquila e tutto Apruzo; -per conseguente tenivano haver di brieve; et il marchexe de Bitonte -a hora potrà venir a Napoli, qual prima non potea passar per questi -nominati di sopra. - -A Napoli aspettavano con desiderio el Vescovo di Melfe con le zente -pontificie, doveano andar in soccorsso dil Re. - -A dì 25 ditto, zonse a Napoli do nave grosse de zenoesi, zoè una -chiamata la Negrona e l'altra Camila, benissimo in hordine; et il -secondo zorno che le zonseno, alcuni franzesi montono in uno bragantin -per andar in le ditte nave e dar partido a quelle, et quei dil Re -preseno el ditto bragantin con ditti franzosi; tra i altri era el -patron de la galiaza de Belcari, et el patron di la nave armada, et il -tesorier di franzesi; e tutti fono menati al Re per presoni. - -A dì 27 comenzò el Re a far bombardar Pizafalcon, si teniva pur per -franzesi, et butono gran parte di muraglie zoso, et sperava di breve -haverlo; _unde_ franzesi dimandava acordo, et il Re non si curava. -Et per più chiara intelligentia di le preditte cosse, qui ponerò il -summario di alcune lettere scritte a la Signoria nostra per Lunardo -Anselmi, consolo a Napoli, che narra tutto el seguito. Et prima: - -Come per la lettera di 4 Avosto apar, che havia inteso da la regia -Majestà come el marcheze de Peschara era tornato, per non haver trovato -quelli che pratichavano acordo per Fabricio Colonna; et che el sig. -Prospero era ivi a li repari, in luogo dil prefato marchexe; et che -el Re havia mandato 300 cavalli a rincontro de quelli li saranno -contrarij; et che reputava el sig. Fabricio suo et il conte di Populo; -et erano andati con ditte zente el Duca de Melffi, el sig. Hieronimo -Totavilla, el conte de Venafro; et che a dì 3 era ussito di castello -mons. de Clarius, el qual era stato ivi ambassador per il Re de -Franza in tempo di Marco Antonio Moresini, kavalier, orator veneto; et -con lo ditto ussite 4 altri zentilhomeni d'assai, et fonno in longo -ragionamento con la Regia Majestà; però non ce fu niuna conclusione; -et il Re sperava presto haver ditto castello; et che di le zente di -Calabria, era con il Vicerè morto, _tamen_ è da saper non era morto, -_licet_ cussì si credesse, el Re tentava haverle a' suoi servitii. -_Item_, come Soa Majestà havia habuto gran piacer di l'orator creato -per venetiani, et che il castello non cessava di tirar a la terra di -Sant'Elmo, pur se tirava anche al castello et dal muolo a l'armata...., -la qualle ogni trato se diminuiva. Et per lettere di 5 ditto, come el -Re li havia ditto, haver habuto aviso dil zonzer di domino Hieronimo -Sperandeo, orator suo a Roma, solenemente riceputo; et li andò contra, -tra li altri oratori, Hieronimo Zorzi, kavalier, orator veneto nostro. -_Item,_ che il castello tirava al continuo, era di gran molestia a la -terra; et la Majestà Regia pur ogni zorno era a li repari. - -Ancora ditto cònsolo scrisse a dì 30 Avosto a la Signoria una -altra lettera di questo tenor. Le cosse di questo Re succedono ben; -continuamente se atende a ruinar Pizafalcon, qual è in parte disfato; -et, obtenuto quello, haranno Santa Croce et l'armada; la Majestà dil -Re spera poter bombardar el castello, et haverà il fosso; et mandava -a pigliar a Roma con una galia do bombarde grosse, che il Pontifice -li consente, et ne haverano un'altra, che saranno tre; _etiam_ ha -deliberato mandar a Gaeta certe galee et barze, et fino 500 fanti -per terra con alcuni boni capi, perchè ha qualche intention da quelli -cittadini. Li ha ditto haver di Calabria, quelli spagnioli haver preso -Terra Nuova et Monte Lione et uno altro loco; el prencipe di Altemura -si preparava per Taranto, qual si l'haverà per le vendeme, che sono -ogni loro sustantia, oltre le peschason che non ponno dispensar; et -andò a questo modo. Questo legato l'altro heri fè convochar segii et -molti zentilhomeni, a li qualli, per parte dil Pontifice, rende gratie -di buon portamenti di questa città, in haver con tanto amor receputo la -Majestà dil Re, con molte aconze parole; et che, quanto al juramento -fatto al Re de Franza, Soa Santità absolveva ogniuno, pregandoli -_etiam_ per parte di quella, che volesseno continuar in questo buon -vollere, secondo haveano incominciato. Li fo, per quelli, risposto -ben a proposito. Venafra in questi dì alzò le bandiere; et cussì se -attende habbi a seguitar per tutto l'Aprucio, mediante le opperation -collonense et del conte di Popullo; et che per lettere di Trani, di 23, -li stratioti nostri haveano fatto gran preda de bestiami, tra Altemura, -Gravina et Matera et tutto quello paese, de più de capi 6000, et a -quell'altre bande de Venosa et Spinazola, de più de 4000 tutti grossi. - -_Item_, come era ritornato Prospero Colonna con la conclusion dil -Principe di Bisignano, conte di Cosenza _etc_., li qualli tutti erano -contenti di venir a l'ubidientia di quel Re. El vicerè de Calabria, -mons. de Obegnì, se morì; et quelle zente erano rimaste con disordine, -el Re atendeva a condurle per sè; _tamen_ non fu vero ditta morte. -_Item_, che il castello di Trani si teniva, non obstante la venuta dil -Principe di Altemura, il qualle havea ordinato la battaglia, et datolo -a sacho; al primo intrar, _saltem_ ducati 200, al secondo 100; et che -eri era stà profondata un'altra barza, et un'altra pur in quel medesmo -colpo passata et ingalonata. Et cussì ogni dì se indebeliva le cosse -francese. El conte de Monte Odorisso steva pur grieve, et el Re era -stato in quel zorno a visitarlo, perchè molto lo amava. - - -_A Roma cosse seguite._ - -El Pontifice a Roma, volendo aiutar re Ferandino, elexe uno legato -a Napoli, chiamato el prothonotario Borges, suo nepote, di natione -spagniol; et da questo Pontifice fatto arziepiscopo di... Et a dì 19 -Avosto partì di Roma, ed andò versso Napoli. - -A dì 21 ditto, vedendo esso Pontifice le continue spexe et operationi -de Venetiani contra el Re de Franza, per ben de Italia, scrisse uno -brieve, el qual sarà qui sotto scritto, laudando molto la Republica. El -qual fo translatato in terza rima per Zorzi Summariva sopra nominato, -et butato a stampa. - -A dì 28 ditto, in Roma, Hanibal, fio dil sig. Jullio di Camarin, era -già soldato di la Chiesia, con le sue zente d'arme zercha XI squadre, -et poi fo mandato a Napoli in aiuto dil Re preditto. - -A dì ditto, el castelan di Hostia, chiamato Monaldo di Guerra, -franzese, però che ancora si teniva per esso Re, fece squartar uno; -et questo perchè diceva el Pontifice lo havia mandato, a ciò lo -atosigasse; _tamen, ut dicitur_, non era il vero; pur lo fece squartar, -_licet_ fusse molto suo amico, et homo di reputation. - - _Exemplum brevis sanctissimi Domini nostri ad Ducem et Senatum - Venetorum_[142]. - -Ancora el Pontifice, havendo per avanti scripto al re di Franza, -lamentandose del suo capetanio de Hostia, che deva noia a' romani et a -le vittuarie li veniva, _unde_ el Re fece risposta. _Etiam_ scrisse a -ditto capetanio, le qual do lettere sono queste sotto scritte. - - -_Copia di una lettera dil Re de Franza al Pontifice._ - - _Sanctissimo D. N. Papae._ - - _Sanctissime pater._ - -Noi havemo receputo el breve de Vostra Sanctità, facendo mentione -di missier Monaldo di Guerra che sta in quella parte di là, che non -lassa passar per lo Tevere le vittuarie che sogliono andar a Roma. -_Sanctissime Pater_, noi l'havemo sempre cognosciuto per homo da -ben, nè mai in lui fo trovato cossa che fusse di reprensione. Noi li -scrivemo quello che voi ne havete ditto, e faccio quello che in vostre -lettere si contiene senza fallo; le qual mandemo a Vostra Santità, et -semo certi che lui non darà alcun impedimento, _imo_ vorrà far tutti li -apiaceri et servitii a Vostra Santità et a li habitanti in Roma, a li -qualli nui siamo molto tenuti, perchè loro ci hanno molto ben trattati -et tutta nostra compagnia, et ultimamente, quando passassemo per Roma; -et cussì nui intendemo de loro; et piacia a la Santità Vostra cussì -mandarli et notificharli. _Sanctissime Pater_, nui havemo inteso che -vi sono state referite molte novelle de nostra venuta da po' di Roma -fino qui, et specialmente quando noi siamo passati, et dove habiamo -trovato tutta la potentia de' venetiani et la mazor parte de quella -de Millan et altri de Italia et de altri loci; al qual loco piaque a -Dio a noi donar victoria contra quelli che vollevano impedir nostro -pasazo; et restò de loro quasi 4000 homeni d'arme, et de li più da -bene et capi di squadra et conduttieri et de loro altra zente, fino -al numero di homeni 3500 in 4000; et de li nostri, in fra boni et -mali, non restò 60: il tutto fo in difensione de nostra persona. El -Nostro Signor sempre ha condutto nostre facende; et si a lui piacerà le -condurà fino a la fine. El qual sa bene nostra intentione quella era de -andar contra turchi, per augumentation et exaltation di la fede et de -la Sancta Ecclesia, se non fusse stato la machination et malli spiriti -che hanno desturbato fino a questi zorni, attendendo a li malvasi -prepositi.... Noi siamo stati mal contenti de la effusion dil sangue; -niente di meno ci è stato ditto che hanno fatto li fochi de allegrezza -in Roma, credendo che eravamo morti o ver menati presone a Milano, -o ver a Venetia; _unde_ nui havemo voluto notifichar a la Sanctità -Vostra, che quelli che hanno fatto a questa intentione, doveano esser -più mal contenti che alliegri. Perchè havemo inteso che Vostra Santità -et alcuni de li signori Cardinali havete mandato soccorso de danari -e de zente al re Ferdinando contra nostra zente che havemo lassato -a Napoli, quello che non potevemo creder de Vostra Sanctità, che per -rason non lo pò ne lo deve far; e più conveniente cossa è de quella -mostrarse neutralle, che parte fermata, et cussì facendo fa l'officio -de bono judice, perchè contra Vostra Sanctità non possamo haver fatto -nè pensamo far cossa, per la qual quella da noi non se debba contentar, -et speremo de bene in meglio _continue_, per l'honor de Dio et de sua -Ecclesia et Vostra Santità, in quello saperemo et poremo per resone. -_Sanctissime Pater_, noi siamo restati qui per resister al mal voler -de' nostri inimici, et per mostrarli con effetto che non sono per venir -a loro mala intention; perchè, considerato le turbation et impedimenti -che loro ci hanno messo nel nostro Reame de Napoli, non semo deliberato -di andar al nostro Reame de Franza,... che habiamo proveduto et -assicurato nostro ditto Reame de Napoli, et che se dovessemo nui -medesimo andar in persona; _unde_ noi speremo, avanti sia la fin de -questo mese, esser cussì forti, che quelli sopra ditti in loro potentie -non saperano guardar quello che noi siamo deliberati di far, avanti -che noi habiamo recuperato quello che hanno pigliato sopra noi da poi -nostra partita, et mostrar a quelli che ne sono stati casone, che noi -non semo de sofrir et comportarlo; et despiacentia a noi con tutto -el nostro core saria, si in questa facienda intervenisse effusione -di sangue, che meglio saria et volleria che le forze nostre et arme, -che fusseno uno contra l'altro, fusseno drizzate contra li turchi et -infedelli, per ben de la Ecclesia et exaltation di quella. _Sanctissime -Pater_, qualche cossa che a noi ci è stata ditta, et che si potrà -dire de Vostra Santità, che quella sia totalmente contra di noi, non -lo potemo creder, vedendo le bone parole et tractamenti che voi ne -dicesti et facesti in Roma; de nostra parte non remetemo, come Vostra -Santità sa, da far verso de quella, _modo debito_, con mancho male che -sapemo et potemo; et tutto el zorno, non obstante qualche cossa che si -dice et che si potrà dire ne potesse intervenire, Vostra Santità ce -troverà humilissimo et obedientissimo figliolo et christianissimo di -la Ecclesia et de Vostra Santità, presto a metter el corpo et li beni -per bene et honor de la Ecclesia et de la fede et de la christianità; -et quando se potrà trovar le cosse disposte, che Vostra Santità, -Principi de' christiani et altri voranno attender a la augumentation -de la ditta christianità, ce troverà sempre aparechiato et il primo, -per mostrar exempio ad altri, cussì come più volte per nostri oratori -et per lettere habiamo explicato et richiesto instantissimamente a -ditta Vostra Santità, perseverando et continuando come da principio._ -Insuper, sanctissime Pater_, nui havemo inteso che havete, da pocho -tempo in qua, revocato li privilegii dil nostro carissimo et fedel -amico cardinale de Santo Pietro _ad Vincula_, per darli occupatione -et turbulentie ne li soi beneficii; et lui è continuamente a presso -de nui et ne fa de grandi servicii, come voi sapete. Per la qual cossa -nui vi preghiamo carissimamente, che lo vogliate tractare benignamente, -per nostro favor, et revocarlo in li soi benefitii et privilegii, et -liberar in modo che non sia più impedito in li sui preditti beneficii, -cussì come voi et lo Santo Collegio havite promesso, et come voristi -nui facessemo per li vostri. _Sanctissime Pater_, nui preghiamo -lo benedetto Figliolo di Dio, che longamente conserva Vostra Santa -Ecclesia. _Sanctissime Pater_, per obviar a la longa vacatione de la -Ecclesia de Cosenza, noi ordinamo, uno pezo fa, al cardinal de Sancto -Dyonisio, quando il mandamo a Vostra Santità, et simelmente al nostro -procurator, lo archidiacono de Chalons, et da poi per maistro Simon -Assardi, nostro secretario, de suplicharve che vi piacesse deputar -nostro confessor, administrator di la ditta ecclesia de Cosenza; quel -che anche non è stato fatto niente, secondo che havemo inteso; et oltra -che nostro ditto secretario, facendo questa sollicitudine, è stato -amazato, et non sapemo in che modo, cussì supplichemo Vostra Santità -che in quella volta li piaccia di voler cussì far, senza metter più -questa materia in longo o dissimulatione, che havemo tanto al cor. - -Data a Quier, _die 21 Augusti 1495_. - -Vostro fiolo lo Roy de Francia, de Sicilia, de Hierusalem, - - CARLES. - - -_Copia di una lettera dil Re de Franza a Monaldo di Guerra suo -capetanio in Hostia._ - -Capetanio, io ho receputo uno breve di la Santità di N. S., come -si lamentava et dolle, che non vollete soferir nè permetter che le -vittualie et altre cose necessarie per Tevere venghino a Roma nè -discendano di quella città. Io li faccio risposta, che vi ho sempre -trovato sì bono et savio, che mai non havesti nissuna reprensione, nè -spierò che haverete; et che vi scrivo per questa causa. Io vi prego -che, continuando sempre vostri boni costumi, che tutti li servicii et -piaceri che voi potete fare al ditto nostro Santo Pare, lo facciate, et -simelmente a li signori Romani, a li qual voria far piacere con tutto -lo mio potere, perchè voi sapete che me hanno ben tratato. El piacere -che voi li farete, el tenerò fatto a me medesmo. Simelmente ho recevuto -una lettera, per la qual me fate saper de le nove del mio Regno de -Napoli, donde vi rengratio; fateli a loro sapere de le mie simelmente. -Scrivetemi a presso, et tutti li piaceri et favori che a lor potete -fare, fatilo. Io ho concordato con la Signoria de Fiorenza, li qualli -vi daranno 1000 duchati a 12 carlini per ducato, et mi ha promesso -Neri Caponi che ve li farà deliberar; et simelmente ho concordato -con la ditta Signoria, che deve pagar per me a Fabricio Colonna, lo -prefetto Viteleschi, Antonio Sabello, al qualle ho cresciuto fino -100 lanze, et a Troylo Sabello li ho ordinato 50, saranno pagati per -la ditta Signoria de Fiorenza fino al primo dì de Zenaro proximo; et -molti altri ballestrieri franzosi, che io mando, fatelo sapere a quelli -sopraditti. Se afferma di le molte parole non vere, donde molti sono -consternati; et, intra le altre cosse, da la giornata a Fornovo, ne -la qualle hanno seminato che io stava morto, et era presone a Milano -et a Venetia, et le mie zente simelmente. Niente di mancho, con lo -aiuto de Dio, contra tutte le potentie de' Venetiani, la più parte de -quel de Milano, et de molti altri de Italia et de altri luogi, restò -de quelli detti mei nemici ben 4000 homeni d'arme, la più zente da -ben, ne li qual erano 15 o ver 16 grandi personagi, cussì conti come -capi di squadra, et di loro altre zente fino a 3500 in 4000; de li -miei non restò, intra boni et malli, morti et presonieri presso a 60, -donde il Bastardo di Mattheo è in presone; di che vi ha volluto bene -advisar di la verità. Et per questo io arivai in Aste, et seppi che li -miei nemici haveano pigliato alcuna piaza del mio Reame de Napoli, mi -son deliberato non ritornar nel mio Reame de Franza, che non habbia -donato ordine al recuperamento de quello ch'è stato pigliato nel mio -ditto regno di Napoli; et per tutto questo presente mese ho speranza -che la mia forza et potentia sarà sì bona, che non sarà solamente a -ressister a li miei nemici, ma andar in persona o mandar fino al mio -ditto Reame de Napoli, et recuperar quello che ha usurpato sopra me, et -monstrar a quelli.... che hanno fatto mal. Io ho concluso simelmente a -la liga con.... de' sguizari, del quale la bona memoria Re mio padre, -che Dio absolva... con loro; et me mandano X milia combattenti che -saranno qui nanti la fine de questo mexe, senza quelli che io ho. -El mio fratello d'Orliens sta in Novara, ben acompagnato, et è stato -dato victuaglie 4 volte da poi 8 dì, non obstante tutta la potentia -de li ditti miei nemici; et da poi do dì sono venuti a dar uno asalto -a uno de li borgi de la ditta Novara, nel qual restò 200 lanze, che -vagliono 300 altri italiani, 1000 feriti, et incontinente s'andorno -con lor cosse svergognati, hanno brusato et brusano ogni dì le picole -ville et picoli castelli et villazi che sono intra ditta Novara et lo -fiume Ticino, et hanno fatto cridar che tutto el populo con lor beni se -retireno da quel fiume andando versso Milano. È segno che si vogliono -andar senza voler expectar la mia venuta. Se non mi vogliono aspectar, -sarà bisogno che io vada o manda driedo a loro, perchè questo è lo -camino per andar nel ditto reame di Napoli. Io ho concordato con li -fiorentini, et sono amici de' miei amici et nemici de' miei nemici; et -per questo favorizateli in quello che poterete, expectando nostra ditta -potentia. Mandamo avanti per terra, in nostro ditto Reame di Napoli, -600 homeni d'arme et 3000 ballestrieri; vui ne serete advertito, si -presto passerano per vostri confini; per altro loco io mando altri -soccorsi; et mi son deliberato, quel che mi costa, che io vederò la -fine nanti ch'io vadi nel Reame de Franza. Mandate de mie nove ad -Gaeta, ad Napoli, a la Calabria, a li sigg. d'Obegnì, a l'Aquila, al -bailo de Vitrì, al prefetto, al sig. Fabricio Colonna, a li Sabelli et -altri miei servitori, che per cossa dil mondo non li abandonerò, et -che stiano securi che saranno soccorssi, sopra il mio honore, et ben -presto, et più presto dal canto di Franza; et quelli che mi aranno ben -servito, li recognoscerò per tal modo, che sarà exemplo a li altri. -Capetanio, mai non dismentigarò li boni servigii che mi harete fatto, -et spero che mi farete; et spero vi farò saper de le mie novelle; -fatime saper di le vostre, et di quelle del ditto mio Reame di Napoli. - -Scritto a Quier, a dì XXI Augusto. - - CHARLES - - _Dubois._ - -_A tergo_: Al nostro amato et leale Monaldo di Guerra, cavalier -demorante in Hostia. - -Et vedendo el Pontifice, come per altre vie _etiam_ intese, che -Fiorentini erano acordati et confederati con esso Re de Franza, et fo -divulgato li promettevano di dar ducati 70 millia al Re, et il Re li -rendeva Pietra Santa, Serzana et Serzanello; i qual danari promettevano -di mandar in Reame a pagar le zente contra re Ferando, _etiam_ loro -esserli contra; la qual nuova a Venetia zonse a dì 20 Avosto. Or -el Pontifice, non vedendo altro remedio a far che Fiorentini non -concludesse ditto accordo, et havendolo concluso non lo observasse, li -mandò a Fiorenza uno breve, quasi excomunicatorio, si davano favor al -Re de Franza. Però el qual, a ciò el tutto si veda, è qui posto. - - -_Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Florentinos._ - - ALEXANDER PAPA SEXTUS, Florentinis etc. - -Dilecti filii salutem et apostolicam benedictionem. - -Praevidentes quam variae calamitates infinitaque secutura essent -mala ex adventu carissimi in Christo filii nostri Caroli Francorum -regis christianissimi cum copiis in Italiam, pro nostro pastoralis -officii debito tantis futuris aerumnis occurrere cupientes, sepe -majestatem suam, nunciis ac litteris nostris omni paterno officio -et charitate refertis, ut ab hujusmodi in Italiam adventu abstinere -pacemque christiano populo dare vellet monuimus, et per viscera -pietatis Redemptoris nostri fuimus adhortati. Verumtamen haec nostra -imo apostolica salubriaque monita serenitas sua aure surda obaudiens, -totam usque ad nostrum Siciliae regnum citra Farum, spirituale -beati Petri patrimonium, cum exercitu Italiam penetravit. Ob cujus -adventum, quantum subversionis atque destructionis tota Italia in -eius libertate, hominum caede fortunarumque direptione passa fuerit, -quantumve vos in vestrae Reipublicae oppressione sustuleritis, -non modo intellexistis, sed etiam in vestris interioribus estis -experti, ita ut existimavissemus vos, sicuti non minus iniuriae atque -jacturae quam caeteri a Gallis perpessi estis, ita non minori quidem -animo atque fortitudine quam alii adversus ipsos Gallos libertatem -tranquillitatemque Italiae infestantes et status Reipublicae -vestrae mutilatores insurgere et cum reliquis Italiae potentatibus, -ut par est, convenire debere, sicut naturali quodam instinctu -singula corporis membra invicem atque ipsius defensione corporis -famulantur. Postquam ea, quae de ipsius Regis adventu, mala Italiae -praesagiveramus, successere, et Majestatem suam in finibus Italiae -cum copiis consistere, nec in regnum Franciae, prout praedicaverat, -progredi velle, sed faciem versus Italiam cum armis iterum vertisse -percepimus, ex praeteritorum manifesta ratione turbationem libertatis -Italiae excidiumque verentes, perhorrescentesque christianorum -caedes et sanguinis effusionem, ex parte omnipotentis Dei ipsiusque -ac beatorum apostolorum Petri et Pauli ac nostra auctoritate, sub -excommunicationis latae sententiae poena, Majestati Suae omnibusque -suis adhaerentibus, seu auxilium vel favorem...., per nostras litteras -sub plumbo.... proximis superioribus diebus, de venerabilium fratrum -nostrorum Sanctae Romanae Ecclesiae cardinalium consilio, mandavimus ut -ab omni offensione atque invasione contra Italiae potentatus aliosque -christianos infra novem dies a die litterarum earumdem intimationis -penitus abstineret, alioquin infra alios viginti, post ipsos -novem, dies, propter dictam causam, et ob Regni nostri Neapolitani -occupationem in dictam excommunicationis aliarumque censurarum -poenam incurrisse. Quibus censuris sicut quoscumque alios, ita vos, -contraveniendo et ipsum regem juvando, procul dubio comprehendi -manifestum est; et licet a plerisque, inter vos praefatumque Francorum -regem foedus conventionemque tractari adversus Italiae potentatus et -praefatum nostrum Siciliae regnum nobis relatum fuisset, nil tamen -tamquam perhorrendum damnandumque facinus de vobis nedum credere sed ne -suspicari quidem potuimus; utpote cum in perniciem Italiae libertatis -christianaeque religionis vergeret et jacula ad vos ipsos feriendum -interimendumque fabricaretis, censuras ipsas damnabiliter incurrendo. -Sed cum multis variisque testimoniis didicerimus, vos praefato regi -adhaesisse, vel potius subjecisse quaedam capitula inter vos et ipsum -conventa ad disturbandam subvertendamque Italiam et dictum nostrum -regnum perspeximus, certe non solum valde admirati fuimus, verum etiam -errorem ac coecitatem vestram graviter improbare atque clamare compulsi -sumus, quippe cum Galli nil aliud cogitent, ad nil aliud intentius -inhient, quam ad occupationem subversionemque Italiae libertatis. Vos -profecto obliti esse videmini eorum, quae a Gallis tum venientibus -tum redeuntibus, gravi jactura atque scissura status vestri, perpassi -estis; de quo plurimum, ob paternum affectum nostrum erga rempublicam -vestram dolemus. Certe, sicut coeteris in rebus sapientia vestra -ubique digna laude persistit, ita hoc casu apud omnes cum praefato rege -conventio et adhaesio contra servitium omnipotentis Dei eiusque sanctam -catholicam religionem et fidem, ad subversionem quoque exterminiumque -Italiae, unionis et pacis ac publici et universalis boni, ob turcarum -in christianos invasionis periculum, evidenter apparet, et tandem -status vestrae Reipublicae subversionem est paritura. Hortamur vos, -et per viscera benignitatis Salvatoris nostri Jesu Christi rogamus, -quod ad iter rectum reverti et cum toto tam excellentis Italiae -provinciae corpore conformare atque convenire velitis; quamcumque -conjunctionem aut adhaesionem cum Rege Francorum per vos forsitan -factam, utpote perniciosam et contra jus fasque atque justitiam penitus -retractetis. Et ne nostri pastoralis officio debito deficiamus, quamvis -si quid favoris vel auxilii genus praefato Regi contra christianos et -potentatus Italiae praestiteritis censuras ecclesiasticas in eum, ut -praemittitur, per nos promulgatas vos incurrisse non dubium existat, -tamen, ut vobiscum etiam eodem paterno ac pastorali officio praecipue -specialiterque utamur, vobis omnibus et singulis, sub excommunicationis -ac ecclesiastici interdicti in toto dominio vestro latae sententiae -poenis, quas eo ipso, si non obediretis, incurratis, et dictum dominium -vestrum ecclesiastico suppositum sit interdicto, monemus, et mandamus -quatenus contra christianos et praesertim aliquos Italiae potentatus -et dictum nostrum regnum ab omni offensione et invasione abstineatis, -nullumque prorsus auxilium vel favorem praefato Regi contra -christianos, dictum Regnum, et potentatus praedictos vel eorum status -directe vel indirecte exhibeatis. Alioquin si, quod absit, contra -facere vel venire praesumpseritis, veniemus contra vos ad executionem -ac publicationem. Omnia si graviter atque sapienter considerabitis, -et vobiscum mente libera reputabitis, quam acerrime omnes potentatus -Italiae adversus vos provocaretis, vires suas in vestris visceribus -undique..., expectare profecto non dubitamus, juxta hujusmodi nostra -paterna monita et mandata, non patiemini hanc perpetuam infamiam, -ut soli vos inter omnes ad desolationem ruinamque Italiae et vestram -intendatis, ubi, cum caeteris conveniendo, et vestra et Italiae salus -faciles servari poterit. - -Datum Romae, sub annulo piscatoris, die octavo Septembris 1495. - - _Floridus_ - -Et questo breve _etiam_ per Zorzi Summa Ripa patricio veronese, -nominato di sopra, fu posto et vulgarizato in terza rima et butado a -stampa, et ancora ad 9 fiorentini per il re Ferando una lettera, la -qual qui avanti è posta. - - -_Exemplum litterarum Regis Ferdinandi ad Florentinos._ - -Rex Siciliae etc. - -Magnifici et excelsi Domini carissimi. - -Nec immemores nunc sumus, nec futuro unquam tempore erimus, amicitiae -quam Ferdinandus avus atque Alphonsus pater, praestantissimi reges, -cum florentina Republica per multos annos summa cum constantia -fideque tenuerunt; neque item plurimorum ac maximorum beneficiorum, -quae ultro citroque in maximis etiam discriminibus collata sunt. -Quia ea mens nostra est, id institutum atque propositum, ut veterem -ipsam tamque confirmatam amicitiam cum populo vestro, vobiscum etiam -renovemus, renovatamque cumulemus officiis, commodis, honestamentisque -omnis generis; cum illud omnino persuasum habeamus, nostris his -studiis a vobis vestraque republica sic responsum iri, ut nec vinci -a nobis velitis quemadmodum a vobis ipsi nec vincamini omni arte, -rationeque...; quod quidem, pro tam honesto proposito rectoque -desiderio Deum ipsum non modo praestiturum, verum etiam (quae sua -benignitas est) curaturum speramus. Ne quid autem forte accidat, quod -aut omnino prohibere aut modo aliquo impedire institutum hoc nostrum -valeat, decrevimus vestris cum Dominationibus et per litteras et -per oratores ingenue ubique agere ac etiam loqui; quandoque aliquid -a ratione magis alienum accidit minusque creditur... hoc... illud -aperire atque etiam eloqui, quodque in malis corporis humoribus -usuvenit, tamquam virus evomere, ne aliqua ex parte noxium esse queat. -Ac praesertim id quod nuper prolatum ad nos est multorum tum litteris -tum sermone, rempublicam vestram, tot annis tam magnis in periculis -avi ac patris nostri sociam, nulla interim a nobis causa data, nec -minima quidem, aut offensa..., cum Carolo Gallorum rege hoste nostro -consensisse, ut de mittendis etiam adversus nos auxiliis suppetiisque -ferendis, scripto cautum sit, firmatisque foederibus pactum fuerit. -Tulit florentina Respublica, tulere quoque ejusdem administratores -prudentiae laudem eximiam majorum nostrorum temporibus; ac nostris -eadem commendata mirum in modum semper fuit, quod amicitiae esset -fideique quam observantissima; atque in ferenda gratia non solum -grata esset, verum etiam contenderet, ut in illa referenda maior.... -appareret. Dignum profecto tam vetustae Reipublicae atque Hetrusci -senatus institutum atque officium! Quocirca, animi atque consilii -nostri cum simus recte conscii, divulgationem hanc vanam potius -fictamque existimavimus, quam aut illi fidem aliquam adhibendam -judicaremus; aut nulla utique ratione a nobis lacessitam, nullis -injuriis provocatam aut suspicionibus excitatam, in tanto Italiae -universae discrimine, a se ipsa, maiorumque suorum tam probato... -discessisse illam nobis persuaderemus. Absit crudelitas haec tam stulta -ne dicam nefariam! Quando si ullus umquam populus communis publicaeque -libertatis assertor fuit, Senatus Populusque florentinus primas in -hoc genere laudis partes tulit. Attamen, si mens nostra ejusmodi... -ut de populo florentino non aliter quam de amicissimo nobis ipsi -persuadeamus, decrevimus tamen ingenue, ut dictum est, cum eo agere, -nec, quod aliquando noxium esse posset, nullam... nos divulgationi -huic fidem adhibuisse..., neque ab nostro majorumque nostrorum -instituto discessisse... In conservanda benevolentia amicitiaque, -officiis amplificandis, pollicemur ut neque ab avo ac patre, neque a -quoque Reipublicae vestrae amico, quantum facultates nostrae tulerint, -superaturum iri patiamur; nulla unquam ratione nobis persuasuri... -ut vel suspicemur quidem Rempublicam vestram aut nobis adversam -futuram, aut Italiae libertati deesse hac in tempestate tantisque -in procellis... Quae quidem omnia, qua sinceritate animi, quo etiam -consilio a nobis dicta sunt, eadem mente Dominationes vestrae accipiant -rogamus atque etiam adhortamur. - -Data in castello Capuanae, Neapolis, vigesimo Septembris 1495. - - REX FERDINANDUS. - -Oltra di questo, esso re Ferando scrisse una lettera al summo -Pontifice, el zorno da poi questa scritta a' Fiorentini, la qual è qui -posta, benchè non sia suo loco, volendo seguir li tempi; ma a ciò siano -una driedo a l'altra descripta. - - -_Exemplum litterarum regis Ferdinandis ad summum Pontificem._ - -Sanctissime ac beatissime Pater et domine, post humilem filii -commendationes et pedum oscula beatorum. - -Egit diebus his sanctitas vestra paterne mecum, ut assolet, in -significandis ac communicandis iis quae a Maximiliano romanorum rege -inclyto scripta sunt, tum pro conventu a foederatis paucis post diebus -Mediolani habendo, tum pro iis comminiscendis peragendisque, quae -rebus meis videantur praesertim.... quae de me in socium foederatumque -adsiscendo. Itaque, acceptis sanctitatis vestrae litteris, iisque -cognitis quae ab ea mihi significabantur, mirifice, uti debui, laetatus -sum, et quam par fuit voluptatem inde coepi. Quid enim mihi accidere -jucundius, in hoc praesertim statu rerum potuit, quam ex ore Pontificis -ac per eius mihi litteras significari, Maximilianum Augustum de -rebus meis tantopere sollicitum esse, ut neque factis neque consiliis -defuturus mihi ratione ulla videatur, quin illud potius et agat et -cogitet atque comminiscatur quod a me quidem ipso vel cogitari vel -desiderari salubrius, aut magis e re mea meaque e sententia potuisset? -Illud autem in primis me movit ac movet, quod video sanctitatem vestram -paterno in his significandis affectu commoveri, cum ea mihi significet, -quod profecto nequaquam significaret, nisi ea, quam egomet, iisdem e -rebus voluptatem caperet. Itaque Sanctitati Vestrae hac eadem e re et -devincior arctius et gratias etiam longe maximas ago; atque eo magis -quod compertum ac persuasum omnino habeo, Sanctitatem Vestram sua -sponte pro iis quae a Maximiliano rege scribuntur praestandis atque -efficiendis, praesertim quae de me in socium adsciscendo nihil penitus -aut non tentaturam aut quod in re ipsa fuerit non facturam, ac dictis -operaque, summo etiam studio curaturam. Quod declarare mihi cum primis -potest oratio ea quam Sanctitas Vestra, lectis Maximiliani documentis -cum oratoribus qui tum aderant, nuper habuit, non minus etiam -fortiter quam eloquenter; quo fit ut eo maiori fiducia, spe et animo, -Sanctitatem Vestram oro et obsecro supplex ad eam praestandam operam, -ad illud cum foederatis peragendum perficiendumque, ut e vestigio -jam in socium ab illis adsciscar, neque ultra res differatur. Quod -e re non solum mea, verum Italiae totius atque ipsius colligationis, -foederationisque esse publice intelligetur, cum hoc ipsum Sanctitatis -vestrae intersit, vel quia foederis ipsius caput et princeps est, -vel quod patris officio in me fungatur. Atque eo etiam vehementius -officiosiusque, quod omnes intelligent paternam de me rebusque meis -curam ab ea susceptam esse, atque ita quidem susceptam, ut nihil aliud -aut agere aut curare videatur elaboratius, quam ut intelligant omnes, -patris in me pietate atque officiis uti. Intelligit itaque Sanctitas -Vestra quid e sua, sanctaeque Romanae Ecclesiae dignitate sit; quid -rerum mearum, quid Italicae etiam quietis usus expostulet; quid horum -temporum status exigat; quid futurorum dignitatem, auctoritatem, -magnitudinem quoque faciat. Atque haec profecto tametsi Sanctitatem -Vestram movere mirifice debeant, ut quidem, quod videmus, movent; -illud in primis tamen agitare animo Sanctitas Vestra debet, deque eo -apprime sollicitam esse, quod palam videt, quod aperte intelligit, quod -manu tractat, nihil neque perniciosius neque laetalius rebus accidere -meis posse, quam si de me inter foederatos admittendo cunctatio -posthac futura prorsus est aliqua; languescent amici, titubabunt -subjecti, et si qui dubiis sint animis, quos quidem esse in tanta -multitudine ac confusione non paucos necesse est, in adversariorum -partes tamquam impulsi declinabunt... Quam sint haec rebus meis, imo -Sanctitati Vestrae, cuius res meae sunt, offutura, Beatitudo Vestra -facile intelligit. Quam nec latere illud volumus quod iis diebus -Mediolani accidit, cum Guidantonius Vespucius, florentinorum orator -apud Ludovicum Mediolani ducem,.... interrogatus ab illo curnam cum -Carolo Galliae rege, hoste meo, consensisset Florentina Respublica. -Atqui, respondit, Dux eximie, nullam foederatis tuis tuaeque societati -injuriam aut fecimus aut facimus. Quid enim ex hoc queri potest, -cum Ferdinandus rex neque foederatorum sit e numero, neque aliquo -modo foederibus comprehendatur vestris? Responsum sane rebus meis -praesentibus maxime adversum, futuris vero etiam incommodissimum. -Maximilianus rex, non minus sapiens quam fortis, quem honoris gratia -tam saepe nomino, licet absens..., sentit haec..., occurrere, et -litteris et consiliis et mandatis atque admonitionibus suis et vult -et studet; quae si non sentiret non mitteret, non occurrere etiam -studeret, neque eadem hac de re tam saepe scriberet, aut per oratores -tantopere insisteret, et aliorum et suos, neque quae tam assiduus monet -moneret facienda. Quid Rex ipse Romanorum dicet, ubi responsi certior -factus fuerit? Quid Italici permulti, et cives opulenti, et civitatum -ipsarum primarii viri? Quid qui nondum mecum in fidem obedientiamque -redierunt? Quam autem non modo incommodum, verum etiam pestilens -rebus futurum sit meis, si ulterius hoc prolatetur, cum posthac -consultationis deliberationisque excusatio reliqua nulla sit. Alexandri -Macedonis dictum illud aperte docet, cum publice sententiam illam -protulit, fama bellum constare; quae autem fama imoque non infamia -atque auctoritatis jactura futura est, ubi factum hoc mecum de me in -socium adsciscendo etiam atque etiam differri et tamquam procrastinari -videatur, cum procrastinatio ipsa, apud eos qui perverse sentiunt, -pro despectu contemptioneque et quadam quasi irrisione habenda atque -extimanda sit? Quae ne accidant, Pater Beatissime, cum Sanctitatis -Vestrae proprium sit obsistere ac prohibere, quod patris mei, quod -Romani Pontificis, quod populorum ac principum providi pastoris -officium est, amplectatur rem hanc meam,.... et ita quidem amplectatur -ut differri ulterius nullo modo possit. Quod facile quidem impetrabit, -si voluerit; si velle hoc se declaraverit. Volet autem, quia pater, -pastor, pontifex et sapiens et bonus est, resque meas ita curandas -susceperit, ut earum onus omne desumpsisse jam sibi videatur; et quod -desumpserit, auctoritate, opera, opibus, consiliis, praesidiisque -suis palam ubique faciat. Quo autem animo haec scribo et oro, eodem -accipienda a Sanctitate Vestra judico, et peragenda constantissime -spero. Bene valeat Sanctitas Vestra quam Omnipotens felicissime -conservet. - -Data in Castello Capuanae, Neapolis, XXI Septembris 1495. - - -_Seguito di cosse de Napoli et Reame, dil mese di Settembrio 1495._ - -A dì 7 settembrio, a hore 4 di notte in circa, volendo al tutto el re -Ferandino haver il loco di Santa † in Napoli, dove franzesi si havea -fortifichato, et con le artilarie quelle muraglie butavano in terra, -et di breve li volleva dar la battaglia se non se rendevano; _unde_ -li custodi chiamò el Marchexe di Peschara, che venisse a parlamento -con loro sotto le mura. El qual andato da quelli franzesi, fo usato... -tal tradimento, che li treteno uno vereton in la golla, unde _statim_ -expirò. Questo era capetanio di le zente dil Re preditto, et sempre -statoli fidelissimo, huomo magnanimo et valoroso; et a tutto Napoli -dolse di la sua morte, _maxime_ a essa Majestà dil Re; et non senza -gran lacrime fo sepulto. Et questo fo a dì 30 Avosto, come se intese. - -El sig. Prospero Colonna, ritornato per acordar el Principe di -Bisignano et conte di Capazo, li qualli erano voltati in inimicitia -con il re Ferandino, non _solum_ non potè acordarli, ma pur non ebbe -audientia, et in questi zorni ritornò a Napoli, et il Re in locho dil -Marchexe di Peschara lo elexe capetanio di le sue zente. - -El Re, a dì 13 ditto, deliberò di mandar zente, oltra quella havia -prima mandato, contra mons. di Obegnì, vicerè franzese in Calavria, -el qual non era morto, come fo ditto, et come ho scritto di sopra; -_imo_ con zente vollea venir a dar soccorsso a li castelli; et esso Re -desiderava molto zonzesse l'armada di la Signoria nostra, la qual a -dì 8 ditto era partita di Corfù per venir de lì a Napoli, _juxta_ il -decreto dil Senato; et questo desiderava per li molti anzuini era in -quella terra, a ciò convenisseno star bassi. - -El castello questa notte di 13, et tutto el zorno, tirò bombarde -a la terra più dil consueto, et cussì quei dil Re che bombardava -Pizafalcone; et in ditto zorno Ferandino cavalchò con il legato dil -Pontifice per la terra di Napoli, et non restava _continue_ di far -provision, volendo al tutto rehaver li castelli. - -A dì 14 di notte fuzite alcuni di l'armada franzese, era lì in Napoli, -a presso Castelnuovo, et veneno a re Ferandino; notifichò la calamità -de ditta armata, et che stavano per soccorso, et questa speranza -li mantenevano, et che quasi tutte le barze era innavicabile per le -percution di le artilarie; le galie era sane, ma con pochi homeni, -et stavano per fuzir, aspettando l'oportunità dil tempo, et che in -castello era stato certo rumor. - -In questo zorno el Re se mutò di stantia, di la caxa dil Principe di -Salerno, et andò habitar in la caxa dil Duca de Malffi; et questo per -dar luoco al Principe di Altemura dovea venir lì, al qual havea questa -casa donata. - -Et eri si partendo[143] uno galeone di l'armata franzese, et levò -l'alboro a una barza di le men guaste; et cussì ogni zorno il Re -indebilitava le forze inimiche. Era 4 galie, do di le qual vollevano -fuzir. Francesi pativa assai di viver; haveano do panelli di meglio al -zorno per uno, sì che a misura si destribuiva; non haveano più carne -di niuna sorte, _tamen_ haveano malvasie, et le sparagnaveno usando -di l'aceto; et, non obstante havesseno questi desasij, non restava -il castello di tirar, non feva danno ma ben gran paura, aspettando -soccorsso. Et _etiam_ re Ferandino stava in expectatione di l'armata -nostra... di la Majestà di la Raina, per la qual havia mandato le zente -pontificie, et a dì 15 ne zonse una squadra; et _etiam_ a dì 14, zonse -la galia di ritorno con el subsidio, mandò lo rev.mo vice cancellier -a esso Re suo nepote; et el fio dil sig. da Chamarino etiam a dì ditto -zonse con le soe zente. - -Et essendo in assedio li castelli, et combattendo Pizafalcon, et -l'armata franzese esser sotto li castelli, el Re parecchiò do nave, et -messe dentro di brusca et polvere di bombarde per mandarle apizate a -brusar ditta armata, a ciò franzesi de li castelli andasse a soccorer -l'armata; e aragonesi, in quello, haveano uno ponte fatto per buttar al -castello di Pizafalcon et tuorlo. _Unde_, messo la nave in hordine, et -trovato homeni che li bastò l'animo de far questo, et a dì ditto fonno -messe a vella con uno vento in pope via, et essendo mezo mio lontan di -l'armata, quelli dentro li parsse metter foco; et per el gran vento el -fuogo se impiò in le velle, in modo che le nave non potè far camin et -se brusono tutte avanti zonzesseno a ditta armata nemicha. Quelli le -conducevano montò ne la barcha, et ritornò in la terra, havendo gran -dolor di haver apizato el fuogo molto per tempo, sì che non fo fatto -nulla, et perso la spesa. - -Ben che questo non sia el suo loco, pur non voglio restar da scriver, -come el zorno drio che fo morto el Marchexe de Peschara da quelli di -Santa †, Franzesi ordinò di asaltar el campo aragonese, perchè più -non haveano capo, et da tre bande; in modo che si non era li sguizari -in varda di le artilarie, et tante ne treteno, che i nemici se tirono -indrio, et assai fo morti da ditte artilarie. _Etiam_ di aragonesi, -combattendo, qualcheuno fo amazato. Et fato el dì sequente capetanio -Prospero Colonna, subito fece parecchi fossadi, e serò Franzesi -in modo che non potevano ussir fuora de ditto loco, poi si messe a -bombardar l'armada, et sfondrò la galeaza nova, come ho scritto, et -guastò bona parte de ditta armada. El castello de Pizafalcon, fino a -dì 20 Settembrio, da tante artilarie le muraglie tutte fonno ruinate, -_adeo_ pareva mai non fusse stato castello, et remaso solo el sasso -vivo; _tamen_ Franzesi si manteniva dentro, et fece certi repari et -fossadi dove si ascondevano, che la bombarda non li trovasseno; et, -come se intese, si aragonesi butava el ponte, vollea brusarlo. Et, -_conclusive_, fevano grandissima diffesa. - -_Item_ Franzesi butò uno vereton con una lettera, la qual dicea: -Fè saper al re Ferando, come el tal si è in hordene per amazar Soa -Majestà; _unde_, presentata a esso Re et letta, andò in persona, -et fece prender certi zoveni drachioti, et non se intese poi quello -facesse di loro. Et visto Franzesi che la sua armata era troppo batuta -da le artilarie, et che a la zornata veniva bombardata, deliberono -di far ogni suo forzo per pigliar el muolo haveano perso, e questo -per salvation de ditta armata. Et zercha a dì 19 Settembrio, Franzesi -saltono a montar su ditto muolo, et la varda di repari comenzò a cridar -in modo, corsse tanta zente in la terra in soccorsso del muolo et -in favor dil re Ferando, che Franzesi tornò con vergogna; _tamen_ fo -alquanto combatuto, e morti alcuni di ambe do parte. Et poi, el zorno -sequente, Franzesi di novo provò di aquistar ditto muolo; vi andò a la -diffesa el re con tutta la terra, et Franzesi conveneno tornar adriedo, -con pocho danno di tutti. - -A dì 22, Franzesi, postosi in hordine con le artilarie di l'armada, et -quella di Castelnuovo, et cussì ussiti di ditto castello, bona parte -andono a li repari, e un'altra parte corsse al muolo, et con le barche -subito montono suso el reparo. Trovono zercha 25 de quelli dil Re, -i quelli si butono in mar per scampar; et de ditti scapollò _solum_ -tre, el resto si negò per esser armati; e l'altra parte, che andò a li -repari de la chavalaricia, zoè quelli Franzesi ussite del castello, -trahendo schiopetti et passavolanti, _etiam_ assai veniva trati dal -castello che non lassava intrar aragonesi per la porta di l'arsenal -per soccorrer il muolo; et comenzò quei di l'arsena' a romperse, -et quei di la ruga Catelana a voltar le spalle in modo, che tutti -fuzivano. Et andò una galia con la prova al muolo, et le barche de' -Franzesi subito passò a l'altra banda del muolo da driedo via, trahendo -passavolanti et volendo ancora tuor el muolo pizolo; et subito tutti -li navelii del ditto muolo pizolo si levò et passò al mar de Santa -Madalena, dove era le galie di re Ferando. Adoncha Franzesi prese il -muolo grando, el barco de San Nicola et lo riparo di la torre di la -porta dil muolo. Et aragonesi non poteno far molta diffesa, per esser -le artilarie mandate in campo, dove se ritrovava la Majestà dil Re -contra mons. de Obegnì voleva venir a soccorer li castelli et _etiam_ -nel campo atorno Pizafalcon et Santa Croxe, et altre bombarde poste -per ruina di l'armata franzese. Era _solum_ al reparo de San Nicolò una -bombarda grossa de ferro, et nel muolo tre bombarde, le qual Franzesi -le preseno. Ma pur i nemici non poteno intrar sì presto in l'arsenal, -che nostri fonno primi, e comenzò a difender el muolo pizolo. Et in -quello se levò le galie dil re Ferando, con un vuoga che pareva venisse -per recuperar el muolo; et le galie franzese voltò la sua prova verso a -le nostre, et dil castello treteno assai colpi di bombarda a le ditte -nostre galie. Tutta la terra, visto franzesi al muolo, zudegando che -i se ha vessino fatto forti in li repari cridavano: O dove è l'armada -de' venitiani a hora? Et fuora di la porta di la terra, in questo fo -pigliato uno franzese andava in la... Or la terra dubitando di novità -e tradimenti, serrono la porta di la terra, et li artesani le loro -botteghe, et tutti si messeno in arme. E la Majestà dil re Ferando, -benchè di sopra scrivesse era contra mons. de Obegnì, _tamen_ ancora -non era andato, et andò poi; ma in queste baruffe se ritrovava in -Napoli con li soi homeni d'arme, zentilhomeni et cittadini benivoli -in la ruga Catelana, et don Carlo, suo fratello picolo natural, era al -marchado con bona parte di le zente; et il Re confortava le zente sue -andasseno a recuperar el muolo; et loro pur si excusaveno, dicendo non -haveano artilarie. Et ditto Re diceva: Fratelli, poi che non me volete -soccorer, delibero andar mi in persona, poi che volete che io mora. Et -come le sue zente uditeno, _una voce_, tutti risposeno: Sacra Majestà, -non fate, che nui volemo morir più presto. Et subito se partino in do -parte, una dal fossado di la chavalarizia, risponde al reparo de San -Nicolò, in la porta dil muolo; l'altra parte da l'arsenal; e feno sonar -trombe et tamburri con gran remor et strepito, cridando: Viva Ferro! -Più di 1000 persone si messe in via, dimostrando grande amor al suo Re. -Ma Franzesi, dil reparo de San Nicolò subito si messeno in fuga versso -al muolo, et nostri driedo, in modo haveno assa' gran rotta, feriti et -morti assa' di loro; et montono in le sue barche et galie, et se ritirò -indriedo. Li nostri tirava con archibusi, _etiam_ quelli dil castello -a' nostri. Fo recuperato a questo modo el muolo, el qual Franzesi lo -teneno in poter, tanto quanto disserono 6 volte la bombarda era ivi; et -cussì fo recuperate le artilarie. - -Ancora si teniva per il Re de Franza li castelli, zoè Castelnuovo, -Castel di l'uovo, Pizafalcon, lo monastier di Santa † et la torre di -San Vincenzo. Et re Ferando attendeva a pugnar Pizafalcon, ma per le -gran fosse, _licet_ le muraglie fusse a terra, non lo poteva haver. Et -ancora l'armada franzese esso Re continuamente faceva bombardar, _adeo_ -messe con ditte artilarie in più zorni a fondi la galiaza granda, lo -galion nuovo et do altre barze; _etiam_ la nave Camilla di zenoesi, -che venne come ho scritto. Et volendo esso Re haver el monasterio di -Santa Croxe, et bisognava bombardarlo; _unde_ el Re mandò a dimandar -licentia a Roma al Pontifice, perchè pur havea qualche conscientia, -per esser chiesia al divin culto dedicata. _Etiam_ mandò a tuor 6 -bombarde da Roma, pregando el Pontifice li dovesse servirlo. Et cussì -have et la licentia et le ditte bombarde; et subito feceno repari a -Santa Croxe, et piantono ditte bombarde grosse, et assa' spingarde -et falconetti. Et visto Franzesi non potevano tenirse, dimandò di -esser a parlamento con el signor Prospero Colonna, capetanio dil Re. -Et cussì a dì ultimo Settembrio fonno a parlamento de rendersse, et -fezeno trieva per uno zorno, per veder si se potevano acordar; et, non -li bastando questo zorno, ne volse uno altro, poi _etiam_ doi altri -zorni per parlar meglio insieme, et andava elongando la trieva; _tamen_ -stevano Franzesi su le mure in hordine, et nostri dil campo disposti, -si non si rendevano, darli la battaia. Et niun parlavano, altri cha -Prospero Colonna et don Zoanne, i qualli andavano ne li castelli; -et de' Franzesi veniva do zentilhomeni dil castello a parlar al Re. -Et cussì stevano in queste pratiche. Et _accidit_, che uno sguizaro, -valente homo et bellissimo di la persona, vestiva di veludo, havendo -uno suo fratello di Santa †, et pativa gran fame et disasij, _unde_ -parsse a questo sguizaro nostro di butarli do pani freschi. Et el sig. -Prospero, vedendo questo, mostrava volerlo far morir. Ma la Majestà -dil Re li mandò dir li dovesse perdonar, perchè era stato causa l'amor -dil fratello. Et el capetanio de' sguizari nostri, inteso questo, -subito fece sonar la sua trombeta, e insieme con la soa compagnia andò -a la volta dil preditto sig. Prospero. El qual signor credeva ditti -sguizari venisseno per ajutar el so compagno. Ma zonto lì, el capetanio -domandò dove era il suo homo, dimandandolo; dicendo: Io so ben quello -debbo fare di lui, et altri cha mi non dia far justicia sopra li miei. -Et el sig. Prospero rispose: La Majestà dil Re li ha perdonato. Et -el capetanio disse: La Majestà dil Re può perdonar a li suoi; et io -farò la nostra usanza, secondo il costume nostro. Et cussì lo tolse, -et lo menò in uno loco, dove francesi, _maxime_ il suo fratello, i -qualli stavano su le arme, lo potea veder. Et, ordenatamente conzati -li sguizari a fila a fila con le lanze, poi el capetanio disse a -tutti che, per il sacramento haveano di esser fedeli dove serviano, -tegnisseno le lanze, et comandò che questo suo compagno dovesse esser -morto da le soe lanze de tutti, et se niun fusse che non desse di la -lanza, poi lui sarebbe morto, poi disse a quel sguizaro: Conféssate. E -mandato per il prete, fo confessato. Le lanze tutte stavano a la fila -con la ponta avanti; et el capetanio disse: Su, corri per mezo. Et il -sguizaro alzò li ochi al cielo, et si racomandò a Dio, digando le sue -oration. Poi disse: Si ho dato do pani a mio fratello, che moriva da -fame, l'ho dato in presentia et palexe, che ogniuno mi vedeva, non per -falsità alcuna, nè per tochar danari; ma poi che lo mio capetanio vuol -che io muora, voglio obedir, et mi ricomando a Dio et a la Vergine -Maria. Et poi tirò la sua bareta tanto in zoso, che si coverse i ochi; -poi corse per mezo di le lanze in modo non restò niuna che non fosse -fichata in la sua persona. Have più di 200 lanze, et cussì morite da -li suoi proprii compagni e parenti; sì che, _judicio omnium_, fo usato -gran crudeltà. Et il capetanio fece per mantenir la sua fede di non -esser traditori, e mostrò haver grande ubedientia da li soi, che in -fina lo morto lo obedite. Et questo, per esser cossa notoria, ho voluto -qui scriver. - - -_Novitade acadute in Perosa._ - -In questo mezo a Perosa li Odi, foraussiti di Perosa, havendo -intelligentia in la terra, a dì 3 Settembrio introno dentro Perosa; -però che lo principalle cittadino che se ritrovava in la terra, in -ditta mattina a l'alba andò a la porta di San Zuanne, et fece aprir la -porta per forza a li custodi. Et aparse quatro squadre de cavalli de -ditti fora ussiti, bene in hordine, et 2500 fanti; et preseno la terra -fino al Monte, avanti che la parte contraria de Baioni, che in quella -regnavano, sapesseno alcuna cossa. Ma, inteso questo, tutta la terra -fo in remor; et pigliato le arme, fonno a le mane,_ taliter_ che fonno -morti di quelli fora ussiti a presso 150, et do di li primi. Alexandro -Savello perse el cavalo et scampò. Et fo presi di questi, erano con li -Odi, zercha 400, e di quei di la terra non ne fo morti se non 6, però -che fino le donne li aiutaveno combattendo. Et a ciò el tutto se veda -et intenda, quivi sarà notado una lettera che scrisseno li do arbitri -di la città di Perosa al suo secretario, era a Roma, di quello successe -la prima battaglia. La qual è questa. - - -_Exemplum litterarum Perusiensium._ - -_Domine Petre Paule._ Da poi la lettera nostra de la felice vittoria -contra li inimici, tuttavia le cosse nostre sono prosperade per la -gratia di Dio; imperochè havemo trovato 272 cavalli guadagnati et 80 -para di barde, et havemo pregione el sig. Troylo Sabello, capo de li -nimici, qualli tenimo honoratamente et con comodità in palazo de li -signori Priori, ma con bone guardie. Havemo recuperato Geliano et siamo -in praticha de recever la Frata, quale in breve intenderete, piacendo a -Dio, esser tornata a la obedientia nostra. Sì che state de bono animo, -et comunicate con li amizi, aziò partecipano de ditta felicità. _Bene -valeat._ - -_Perusiae,_ 7 Settembrio 1495. - -Federico et Bontempo de li Bontempi et Bernardino Cavacepi sono stà -impichati... Lodovico de li Ermani, quale aprì la porta di Santo Andrea -a li nimici, è morto da certe ferite che ricevete in lo conflitto. Li -filioli de Leonello de li Odi, che sono tre, se conservano vivi in loco -securo. - -_Post scriptas._ Ne è refferido, alguni fanti, qualli hanno recuperado -la pieve de mons. rev.mo el Vescovo nostro, occupata prima da li -fora ussiti, havere fatto zerte disonestà..., quale non havemo inteso -particularmente, per esser tanto occupato el magistrato nostro, quanto -fusse mai più. Excusate la cossa che è fatta penitus contra nostra -voluntà, imo con grandissima nostra desplacentia, et provederemo a la -restitutione. - -Subscriptio: - - _Domini arbitri civitatis Perusiae._ - -A tergo: _Praestanti viro, domino Petro Paulo Venacio, secretario -nostro dilectissimo, Romae._ - - -_Successo di Pisani con Fiorentini._ - -Domente queste cosse intervengono, Fiorentini, disposti di haver al -tutto Pisa, vi mandò el suo esercito gubernato dal Duca di Urbin, -atorno. Et in questi zorni acadete che, havendo Pisani a loro soldo -Paulo Vitelli, el qual li rebelono et si acordò con fiorentini, et -vene nel borgo di San Marco in compagnia de molti fiorentini, vestiti -a la franzese tutti, con la insegna dil Re di Franza et de' Pisani, -cridando: Franza! Franza! Et Pisani, credendo venisseno in loro ajuto, -per esser esso Paulo in acordo col Re de Franza, ussiteno per venirli -contra a farli festa a questo soccorso. Ma Lucio Malvezo, capetanio de' -Pisani, vedendo andar fuora Pisani, li disseno non dovesseno andar, -et che prima vedesseno che zente fosseno. Ma loro, di tanta alegreza -li fusse mandato per il Re soccorso, ussiteno pur, et malle li colse, -però che fonno messi in mezo da ditto Paulo Vitelli, et fo morti assa' -Pisani; et si non era el capetanio dil Re de Franza, che ussite di -cittadella per aiutarli, erano compidamente tutti morti o pigliati, -et quel zorno fiorentini haveano la terra; ma Franzesi combatteno -gagliardamente, et fo morti assa' zente di ambedoe parte, ma pur Pisani -ebbeno la pegiore. Et poi separato la pugna. El qual capetanio franzese -messe molti Pisani a guarda dil centro dil muro di la cittadella nuova, -et fiorentini prese il borgo di San Marco, et quello tene; ma quelli -di la cittadella li salutavano dì et notte con artilarie, et trevano -bombarde a le caxe per ruinarle; et a la fine lassò ditto borgo. Questa -battaglia fo fatto el dì di Santa Croxe, a dì 14 Settembrio, a hore -24 che li nimici veneno a quell'hora per non esser cognosciutti. El -zorno da poi, fo a dì 15 ditto, arivò in Pisa el sig. Frachasso di San -Severino con... cavalli, el qual fo mandato per il Duca de Milan, per -nome de la Signoria de Venetia et d'altri confederati, et venne per -mar. Et è da saper, che la liga terminono de aiutarli et mantenerli -in libertà. Et el sig. Frachasso, zonto, li mandò uno suo trombetta -in campo de' fiorentini, a notificharli da parte di la liga che i se -levasseno de l'impresa infra 4 zorni, et, non facendo, se intendesse -esser rotto guerra di la liga contro di loro. Et li commessarii -de' fiorentini risposeno, che loro non rompeano liga alcuna, ma che -vollevano la terra loro, et che el Re de Franza ge l'havea reduta, et -però la volleano. - -Questo fo divulgato si fusse; onde tal parole io non l'acerto, _tamen_ -la ragion persuade che le debbi esser state _etc_.; sì che, a questo -modo, Paulo Vitelli rebelò li Pisani, et _etiam_ sempre havia dato -danno al paese. Et come vidi una lettera di uno Jacomo da Luca, scritta -a dì 17 Settembrio in Lucha a uno Gerardo Arrigi, habitava in Roma, che -_etiam_ esso Paulo havia fatto da prima tuor li grani, et mandato in -campo de' fiorentini, et cussì vendemar e toglier bestiami; sì che dove -Pisani credevano esser aiutati, erano dannizati. Et in questa baruffa -ditto Paulo Vitelli fo ferito a morte, et il fratello fo morto. Et è -da saper, che fiorentini haveano, _ut dicitur_, fatto una stratagema -et assa' degna astuzia; et feceno far do sachi di grossoni, di quelli -valeano soldi 7 l'uno si bateno a Fiorenza; et quelli feceno dorar, -_adeo_ parevano fiorini d'oro; et questi mostrono a certi franzesi -che steva col capetanio francese ne la cittadella di Pisa, dicendo -vollevano darli al suo capetanio, si desse la forteza a loro, perchè -cussì era la voluntà di la Majestà dil Re de Franza. Et quasi erano -concordate le cosse; ma in questa baruffa fo preso uno fiorentino, el -qual volendo esso capetanio franzese amazar, disse: Non mi amazate, che -vi dirò cossa che vi piacerà assai haverla saputa. Et manifestò questo -de li grossoni dorati, et _etiam_ haveano fiorentini fatto far do some -de capestri per impicharli tutti, et Franzesi et Pisani, et _maxime_ -esso capetanio, habuto che havesse li ditti danari. _Unde_ fo molto -a charo al ditto de intender questo; et _deinde_ fo mortal nimico de' -Fiorentini, et tenne sempre da' Pisani. - -In questo mezo, Piero de Medici a Roma feva fanti, et, acordato con el -sig. Virginio Orssini, volleva venir versso Fiorenza et ritornar nel -stato, dischaziando la parte contraria. Et questo se intese a Venetia, -a dì 19 Settembrio, per lettere di l'orator nostro a Roma. Dove poi, -partito ditto Piero et venuto a Siena, in Fiorenza acadete che uno, -chiamato il Serpe, portò alcune lettere di esso Piero ad Averardo -de Medici, suo parente, homo veterano et animoso, pregando dovesse -immediate vestir in forma di ragazo madona Alphonsina di casa Orssina -sua moglie, la qual era in uno monasterio et stavasi, et che dovesse -menargela. _Unde_, ditto Averardo vestite la ditta donna a modo ditto -di sopra, facendo vista di andar a una sua possession con alcuni soi, -et havendo questa donna, vestida da ragazo, una bolzeta a l'arzon e -al brazzo alcuni lazzi con cavi[144] et uno capello con una capa di -scherlato atorno, a cavalo, et cussì ussite ditto Averardo di Fiorenza, -che niun de costei se n'avide, et andò a una sua possession, et zonse a -horre do di notte. Poi, a hore tre tolse la volta de Siena, et presentò -la moglie a Piero, non senza tenere lacrime di esser stato tanto a -vederse. Et poi esso Averardo ritornò in Fiorenza. Et la Signoria già -havea saputo questo; unde li 8 de la balia mandò per ditto Averardo, -dimandandoli la cagione perchè havia fatto questo. Rispose, che per -niuna età si dinegava, _etiam_ a' rebegli, la mogliere; et quando uno -non tratava cosse di stado, che non meritava reprensione, et che havia -acompagnato la moglie al suo parente, et che si non l'havesse fatto, -lo farebbe di novo. Et ditti signori, vedendo era ragion, non li feceno -altro. - - -_Come fu amazato domino Jacomo da Savona a Forlì._ - -In questo mexe di Settembrio, essendo andata la madona de Forlì, fo -moglie dil conte Hieronimo, una matina con domino Jacomo Feo di Savona, -so favorito, a la chaza con cavalli zercha 60, et quel zorno stando in -piacer, per uno da Forlì, era scolaro, et uno da Imola, homo d'arme, -el qual da ditto domino Jacomo era stà tenuto tre anni in carzere, -con altri cinque, ferono una congiura dentro di una chiesia, di voler -devorar ditto domino Jacomo, ritornando da la cazza. Et si messeno a -la porta de Schiaonia sotto uno portico questi 7, armati con spada et -roncha, et a hore una di notte veteno venir alcuni dopieri impiati, -zoè madona in chareta ritornava in la terra, et ditto domino Jacomo -a presso, confabulando con lei venia. Uno de li 7 conjurati se li fè -incontra, et disse: Ill.mo Signor, io ho lettere dil rev.mo Cardinal -di S. Zorzi. Et ditto domino Jacomo, tochandoli la mano, disse: Dove -è le lettere? Et lui rispose: Signor, ve le darò adesso. E cavò una -spada, tenendo domino Jacomo per un brazo, li dete una botta nel petto, -et passolo da un canto a l'altro, dicendo: Queste son le lettere. Et -il remor essendo grande, cridavano li altri de la congiura: Non si -mova niuno, che madona et el signor si fa far questo; _tamen_ non -era la verità. _Unde_ niuno per questo si mosse. Et madona si butò -di chareta, intendendo queste parole; e andoe per grandissimo dolor -in angossa. Molti soi favoriti et servitori la prese, et messela a -cavallo, et corsero a la rocha, stimando la terra fesse qualche novità -o tradimento. Et a hore 4 ditta madona si armò de tutte arme, e vene -dove era stà morto domino Jacomo, et vetelo morto, tagliato in 100 -pezzi. Et dimandato dove era le case di questi proditori, vi andò con -zente d'arme et fanti, et fece prender le loro donne, et fele taiar -a pezi; tra le qual ne era molte gravide; _etiam_ li figlioli di 3 -anni feze amazar, cossa crudelissima, et contra quel ditto di Christo, -che: _Filius non portabit iniquitatem patris, neque pater iniquitatem -filii_; et poi fece bruxar le caxe: et tutta la terra era in gran -terror. Et a hore cinque fece adunar el populo in arme in piaza a -lumi di dopieri; feze metter 5000 ducati ne le man di 4 cittadini, -et publichar la taia contra li coniurati, o vivi o morti chi li -presentasseno, havesse quelli danari, _etiam_ provisione in vita, et -di herede in herede. Et non passò do hore, che 4 di loro fonno presi -et strascinati la notte a coda di cavallo, di la porta va a Cesena -fino a quella di Schiavonia; et dove fu seguito el delicto fecili -tajar una man per uno, poi li fece squartar et metter li pezzi a le -porte di la terra; et la matina fo preso uno prete, et uno altro pur -de ditti, li qual fonno tanaiati, dapoi che fo trascinati et morite; sì -che feze crudelissima vendetta, la qual smorzò il dolor dil suo domino -Jacomo. Et è da saper, che il cardinal San Zorzi, fo fradello dil -conte Hieronimo, in quelli zorni persuadeva ditto domino Jacomo volesse -partirssi di Forlì, et li daria ducati 20 milia, et uno castel chiamato -San Marco, facendolo far condutier di la Chiexia; et lui non volsse -acceptar questo partito, per non partirssi de Forlì. - - - _Finit liber quartus._ - - - - - MAGNIFICO ET SAPIENTISSIMO MARCO SANUTO BERGOMI PRAETORI - JUSTISSIMO, MARINUS SANUTUS LEONARDI FILIUS PATRICIUS VENETUS - SALUTEM. - - -Si l'amore et la benivolentia, oltra l'affinità, Pretore integerrimo, -mi astringe de intitolarti alcuno de questi libri di la gallicha -ystoria, non mancho mi exorta ogni tua conditione; perchè, volendo -considerare fra me più fiate, a chi dovesse questo libro quinto -dedicare, niuno a Toa Magnificentia trovai dover esser antiposto, sì -per esser primario di la caxa nostra Sanuta, _quam_ per la sapientia -et, _ut ita dicam_, summe dote de' cieli, che in te sono. Aduncha, -posto da canto ogni altro patricio che in questa guerra si habbia -exercitato, ho voluto, et _merito_, dedicarti parte dell'opra grande -et faticosa, per mi con ogni verità descritta, et in quella de Toa -Magnificentia non mi dimenticare, perchè niuna cossa debbe esser più -extimata, quanto honorar il sangue et prole sua. Et quanto me ne glorii -dil tuo dignissimo portamento in questa pretura bergomense, credo -non sia celato a Toa Magnificentia; et però non son stato immemore -delle fatiche, _sine_ farti participe. La qual opera, benchè vulgare -sia, et non da le orecchie tue, immitatore di ogni philosophicha -et astrologicha disciplina, pur, per la verità della materia et -amore dil compositore, son certo ti piacerà talhora leggerla, quando -harai otio, _licet_ di raro in questa pretura hai, per le frequente -audientie et expeditione che fai cotidianamente; _tamen, captato -tempore,_ leggendo, prometto a Toa Magnificentia, non di ornato -parlare, non di vocabuli exquisiti, non di nuove imaginatione, ma -ben de verità et cosse ordinate a suo loco, vederai questa piena, et -con summa diligentia descritta. Et niuna cossa tanto mi ho inzegnato -di scrivere, quanto come sono _vere_ passate le cose di questo Re -di Franza, et seguite in Italia et in varie parte dil mondo; opra, -si non al presente, _apud posteros_, da esser laudata grandemente. -Perchè, magnifico Marco affine mio, io volendo veder tutte ystorie _a -principio mundi usque in hodiernum diem_, trovo questa venuta di Carlo -re non esser mancho da farne memoria d'ogni altra seguita, si per la -pocha... et grande animo, la fortuna prospera et poi contraria, la -division de Italia, Veneti tacere et poi moversi a la liberatione di -quella, già quasi in potere gallico venuta, mediante la qual Italia -è liberata. _Ergo_ grande ubligatione tutti Italiani debbeno haver a -questa Republicha, come leggendo si vederà il tutto giorno per giorno. -Et _etiam_ Toa Magnificentia zercha questo ha habuto qualche faticha -in questa pretura, col magnifico collega tuo, in mandare _saepius_ -provisionati, et tanti, in campo, adlozar zente d'arme, et altre -provisione _libentissime_ mandate ad effetto per quella fidelissima -comunità; le qual tutte.... qui scripte. Et sono certo non potrai star -de laudar l'afine tuo di la faticha grandissima, che è stata talle, -che talhor vorebbe mai haver principiato scriver alcuna cossa; ma -poi che havia fatto assae, volsse con ogni inzegno venir al desiato -fine, et cussì scritto ho fino dil primo di Gennaro; et più presto -ho voluto dar materia a molti che mi apontano, che star taciturno, -cossa che a Toa Magnificentia molto dispiace; et _saepius_ questa mi -ha ditto: l'autorità digna di philosopho dover esser limitata, che -_frustra est illa potentia, quae numquam reducitur ad actum_; et per -questo ho voluto tenir ascoso questa opera, come di qualche altra ho -fatto, che Toa Magnificentia ne sa qual cossa. La qual reverisco et -honoro come padre, possa che la fortuna mi privò dil carissimo genitore -a la legatione romana, et dil patruo, padre tuo, et da me non manco -extimato, in la castrense legatione de Ferrara. _Unde_, rimasto Toa -Magnificentia, _merito_ ti dobiamo l'amore paterno portare. Conosci -adoncha quanto Marino è volonteroso di metter in eternità le cosse de -la Republica et patria nostra; vedendo questa inculta opera, chiaro el -conoscerai. El qual a Toa Magnificentia si ricomanda, _quae diu felix -valeat. Vale et me ama, tibique persuade a me plurimum amari._ - - _Venetiis._ - - - - -MARINI SANUTI LEONARDI FILII PATRICII VENETI DE SUCCESSU CAROLI REGIS -FRANCORUM IN ITALIA POST CLADEM ACCEPTAM LIBER QUINTUS FELICITER -INCIPIT[145]. - - -_Exemplum brevis sanctissimi D. Nostri ad Januenses._ - - ALEXANDER PAPA SEXTUS. - -Dilecti filii salutem et apostolicam benedictionem. - -Cum ex ipsa rerum magistra experientia clare cognoverimus tui -gubernatoris et istius genuensis reipublicae optimam dispositionem, -et mentem ac effectus voluntati correspondentes, pro salute et -conservatione italicae tranquillitatis, adversus Regis Gallorum -conatus, vos plurimum in Domino commendamus, et pro pastorali, quod -nobis incumbit, officio ad gregis dominici custodiam, enixe hortamur -velitis eosdem vos in futurum praebere qui hactenus fuistis. Nam quoad -promissionem vobis ab agentibus sanctissimae confoederationis nostrae -factam, circa loca vestra Petraesanctae, Sarzanae et Sarzanellae vobis -restituenda, certissimi esse potestis, nos et confoederatos nostros -unite pro virili parte non esse defuturos; quin imo ad quaecumque -expedient prompto animo elaborabimus, ut voti compotes evadatis. - -Datum Romae, apud Sanctum Petrum, sub annulo piscatoris, secundo -Kalendas Septembris, M CCCC LXXXXV, Pontificatus nostri Anno IV. - -_A tergo_: Dilectis filiis nobilibus viris Augustino Adurno, -gubernatori, et consilio antianorum civitatis Genuae. - - -_Zente franzese lassate a la custodia dil Reame di Napoli quando se -partì el re de Franza._ - - Mons. de Mompensier, vicerè, con lanze Num. 100 - Mons. de Obegnì, gran contestabele, con lanze » 100 - Mons. de Beucario, gran camerario, con lanze » 100 - Mons. de Perssì, gran sinischalcho, con lanze » 50 - Mons. de Campo rosso, con lanze » 100 - Gratiano de Guerra, con lanze » 50 - Gabriel de Monfalcona, con lanze » 50 - Mons. de la Martia, con lanze » 25 - Domino Julliano, li ballestrieri, et lanze » 25 - Altre lanze date a diversi franzesi, zercha » 100 - - Summa 700 - - -_Zente Italiane._ - - El Prencipe de Salerno, domino Antonello di - S. Severino, lanze Num. 100 - El Prencipe de Bisignano, lanze » 50 - El Ducha de Melffi, lanze » 50 - El Marchexe de Martina, lanze » 50 - Missier Trojano Papacoda, lanze » 25 - Altre lanze spezade, fin al numero de » 400 - - 675 - - Summa 1375 - -Le qual lanze de italiani, li conduttieri de epse le pagino in su li -salli e fochi di le terre per questo anno, zoè l'instante, si po far -stima de potersine haver. Et queste zente ho voluto qui poner, per la -caxon che scriverò. - -A dì 14 ditto, el Duca de Millano, et Luca Pixani e Marchiò Trivixan, -provedadori nostri, con altri signori et conduttieri, da poi disnar -chavalchoe a sopraveder Chamarian. Et, chavalchando, disse: Ad ogni -modo voglio far palese. Questo ambassador di Spagna vorria impazarsi, -et mai el suo re ha roto. Et voltato versso li Provedadori, disse: Sarò -sempre obsequentissimo fiul di la Signoria, et lasserò a' mei figlioli -fazino el simile, perchè questi do stati stando insieme, non è da -dubitar d'alcuno. Et diligentemente explorato, tornoe al logiamento. -Et poi esso Duca in questa matina è da saper chavalchoe per veder li -suoi fanti alemani; poi, tornato in camera da li Provedadori nostri -con li oratori era con lui, et disse haver lettere da la Majestà dil Re -de' Romani, di la morte di la marchesana de Monferà, e del governo di -quel stado esser dato al sig. Constantin Arniti; el fiul saria in età -legitima; di la qual cossa Soa Majestà scriveva esser contentissimo. -Et cussì mandoe un, con ditte lettere, al ditto sig. Constantin, -offerendoli le forze sue per conservation di quel stado, persuadendolo -a moversse de li servigii gallici, e unirse con esso Duca; et mandoe -domino Jacomo Soardo, homo dil marchese di Mantoa, che _alias_ vi fu. - -Nel nostro campo se divulgava esser fatta la pace dil Duca de Milano -preditto con el Re de Franza, et che andava dissimulando fino havesse -ordine... El capetanio nostro, el conte Zuan Francesco, et domino -Marco da Martinengo erano di questa oppinione; _tamen_ la verità non -si sapeva. Et la sera avanti vene un franzoso per metter ordine di -aboccarse oratori dil Re col Duca. - -El Re era a Verzei, et il fiume di Sesia, per le aque et pioze -eran state, era cresciuto; il ponte passava a Verzei si ruppe, -_unde_ el Re rimase di là da l'aqua con parte di le sue zente, et -il resto de l'exercito di qua; _adeo_ si non era questo levar de -le offese, Franzesi pativano gran danno, perchè el Re non li poteva -soccorrere..., _licet_ a l'ultima paga se ritrovasse fanti num. 7860 -in tutto. Li provisionati al presente eran nel numero, fanti da guazo -2000, provisionati 1000, senza quelli erano in Alexandria di..... e -Tortona, che erano più di 700, pagati per la Signoria, e guardava -le terre dil Duca de Milano; elemani erano 350. Et in questa sera -zonse li 400 elemani fatti per Vincenzo Valier, venuti per la fin di -Trento, et _etiam_ ozi ditti elemani ne zonse a presso 1000. Ancora -li provisionati del capetanio nostro eran, ma nel campo tudesco li -mancava più de la mità per esser fuziti. El Duca in questi zorni mandoe -300 fanti, et _etiam_ fuziti assai elemani, come diceva domino Zorzi -di Pietraplana, eran circa 4000 e non più. Si Brexa e Bergamo..... si -faceva li provisionati. - -Zonse in campo ducati 5000 mandati da Venecia, et già ne havean mandato -de gli altri; et questo per aproximarse le page, le quale si faceva a -dì.... del mexe. Et Orsato Moresini, pagador, in questo zorno andoe a -Milan in careta per mutar aere et curarsi de la egritudine; pur stava -meglio. Et el conte de Petigliano era a Milan, et li medici dicevano -bisognava curar una tumefaction, _unde_ mastro Ambroxio andoe a Milano -per darli bon zorno. - -Quattro stratioti se partì di campo con licentia de' Provedadori per -venir a la Signoria per nome de li altri, et dimandar, oltra le page, -li fusseno pagati li cavalli amazatili in campo. - -In questa sera zonse dal Duca un secretario del signor de Piombino, e -portò lettere de la comunità de Siena. Quello volesse non se intese. - -È da saper, che domino Francesco Bernardin Visconte e Hieronimo Stanga, -andati eri al Re, non poteno andar a Verzei, per esser rotto el ponte, -et esser cresciuto assai l'aque che li... nemici si adaquoe, et fonno -guasti vestimenti et arme. Hor questa matina questi andono, et a hore 4 -di notte si tornono in campo dal Duca, et referite che quando confutoe -esso Francesco Bernardin li capituli dati per Franzesi, cioè quelli -deputati..., et cussì de le proposition diceano al Duca dimandava -cosse grandi. _Item_, come haveano terminato, el maraschalcho de Giaè, -mons. de Pienes et mons. de Arzenton de venir diman qui nel nostro -campo a parlar col Duca de Milan, et se restringeriano su do cosse: -la prima, su lo armar a Zenoa; la seconda, dil reame de Napoli niun -se ne impazasse, ma lassar far a la fortuna; et pur che Zuan Jacomo -di Traulzi mandava a dir a' nostri Provedadori che se mandasse una -volta il... in Franza, et che tutti haveano voluntà de ritornar a caxa, -_maxime_ quelli signori baroni; e poi saria quel Dio voia. _Item_, che -el balì dil Degiun dovea menar assai sguizari, et lo aspettavano de -zorno in zorno... Notifichoe ancora, che se più durava le pioze, era -forza Franzesi si levasseno, che si tragettava el fiume con barche, et -tutto adaquato quel paexe. - -A dì 20 da matina in camera del Duca con li ambassadori et Provedadori, -ditto domino Francesco Bernardin referì come havean fatto trieva -fino venere proximo, sarà a dì.... ditto, et che li tre oratori regii -sariano questa matina lì. Et _immediate_ fo publicata la trieva, et -fonno fatte tre copie, una mandata a la Signoria nostra, una al Re de -Franza, l'altra al Duca di Orliens in Novara. Comenza cussì: - -El se fa bando e noticia come, essendo fatta trieva tra el -christianissimo Re de Franza con l'exercito suo et con l'exercito -nostro etc., et non fo nominà el Duca de Milan, nè el capetanio nostro, -niuno; et questo fo fatto per buon rispetto, non senza savio consulto. -Et el Duca _iterum_ con l'ambassador de Spagna se apizono de parole, -perchè esso ambassador non vollea fusse fatto pace senza saputa del so -Re; et el Duca pur diceva, se l'avesse rotto guerra _etc._, et che per -li capitoli potea farla, però che el capitolo parlava a questo modo: -_si forte occurreret, quod Deus avertat, quod ad bellum deveniretur, -non possit quovis modo fieri pax nisi scientia sociorum, et cum -reservatione et sine praejudicio praesentis confoederationis et ligae._ -Et mostrato ditto capitolo el Duca a l'ambassador, disse: el dice -_saputa_, non dice _consultatione_; lo ho za scritto a la Majestà dil -Re vostro; _ergo etc_. - -Vincenzo Valier, nominato de sopra, ritrovandossi in campo, et non vi -essendo il pagador, parse a li Provedadori de dar al ditto questa altra -faticha di esser pagador, a ciò li danari fusseno ben dispensati. Et fu -contento di accettar tal provintia, per servir la Republica, et restoe -pagador fino el campo se disciolse. Et Urssato Morexini si ritrovava a -Biagrassa, volendo andar a Milan. - -A dì 20, a hore 21, el Duca de Milan con l'ambassador de Spagna, li -Provedadori et ambassador nestro, et Bernardo Contarini, provedador -di stratioti, andò circa un mio avanti in campagna aspettar; et a -hore 23 zonseno li tre oratori franzesi[146] nominati di sopra, de -compagnia col Marchese di Mantoa, nostro capetanio, li era andato più -avanti contra; et el Duca andò _solum_ circa do miglia. Et smontati -nel pavion dil capetanio, dove feceno colation, poi veneno nel castello -dal Duca. In quella sera medema el Duca mandoe per li Provedadori, che -si trovasseno ad udir le imbasate loro. Era la duchessa soa consorte, -el capetanio nostro, l'ambassador de Spagna, el nostro orator, el -Duca et ditti Provedadori, posti a sentar a la fila, i oratori sentono -su tre cariege per mezo. El primo el marascalco de Giaè; el secondo, -che dovea esser mons. di Pienes, lui volsse fusse mons. di Arzenton, -perchè esso dovea far le parole. El qual Arzenton disse: La Majestà -dil Re nostro ha voluto mandar nui tre a la Excellentia Vostra, a ciò -possiamo presentialmente dir a quella quanto è la mente de Soa Majestà, -la qual è desiderosa venir a la pace. E questo è stato meglio che dir -per intermedie persone, come hieri fo ditto. El Duca rispose: Hessendo -quello son con la Majestà dil Re di Spagna, et fiul de la Illustrissima -Signoria di Venetia, a la qual son sempre ubligatissimo, torò questo -assumpto in risponder in nome de tutti, et ringratiar la Majestà -dil Re che ne ha mandato tal huomini, qual sono le signorie vostre. -Ringratiamo _etiam_ quelle de la faticha le hanno tolto per venir qui. -Per quanto aspetta al desiderio ha la Majestà dil Re al vegnir a la -pace, io ve dico che in tutte cosse honeste non me trovarete manco -pronto di quello è Soa Majestà; però dicete quanto vi par. Et mons. di -Arzenton disse: Illustrissimo signor, la Majestà dil mio Re non vuol -far apontamento alcuno de Novara, se prima el non parla col Duca de -Orliens suo fradello; però rechiedemo un salvo conduto per lui. Et el -Duca rispose: Magnifici ambassadori, io non ho da far de niente con el -Duca de Orliens, perchè lui non ha tolto la mia terra de Novara, ma la -Majestà dil Re me l'ha tolta con le soe zente et con li soi danari; e -so ben che 'l Duca de Orliens non havea posanza di tormela, per lui. -Acordamose pure con la Majestà dil Re; et se 'l Duca d'Orliens vorà -poi cossa alcuna da me, la rechieda, perchè io li risponderò. Dil salvo -conduto da esser fatto, io sarò insieme con questi magnifici signori, -et vi responderemo. Et el Duca con li altri andò in un'altra camera, -dove fo disputà et concluso farli el salvo conduto de andar a parlar -al Re; e, non seguendo la pace, possi ritornar in Novara con quelle -zente vi sarà. Et cussì fo risposto a ditti ambassadori, et diliberato -per segurtà dil ditto Duca d'Orliens, de mandar la matina seguente -uno de quei signori, con uno ambassador franzese, a Novara, per trazer -fuora el ditto e condurlo do o ver tre miglia. Et questo volse esser -el nostro capetanio marchexe de Mantoa, che vi andasse. Et li oratori, -tornati a lo alozamento per esser tardi, spazoe uno trombeta con -lettere al Re. - -A dì 21, per esser l'aque grandissime, _adeo_ non se poteva guazar, -non fo trato el Duca d'Orliens di Novara, come era l'ordine dato, -ma fo trato come dirò di sotto. In questa matina, el Duca con li -oratori, Provedadori et signori nominati di sopra, fonno insieme con -li ambassadori franzesi, et mons. di Arzenton pur parlò. Disse che -Zenoa, la qual era data in feudo al Duca, era conveniente el Re potesse -disponer de quella, per recuperar el suo regno de Napoli. El Duca -rispose, era vero dil feudo dato a' suoi antecessori, et li pareva -stranio el Re volesse tor la cossa che una volta haveva donata, _nullo -demerito praecedente_. Et poi Arzenton dimandoe almanco fede, di poter -armar a Zenoa. Rispose el Duca: La fede mia è bastante. Disse Arzenton: -El Re vuol el casteletto de Zenoa per segurtà, per haver speso assai in -aquistar el Reame de Napoli; e saria vergogna lassar l'impresa. Rispose -el Duca: Lui non era stà causa el spendesse, et se lo havia perso, Soa -Majestà era stato cagione; et non voleno darli el casteletto. Et mostrò -el privilegio antiquo dil feudo. Poi disse: Si ve metterè a l'honesto, -mi metterò; si vorè la pace, la vorò; si vorè la bataia, _etiam_ la -vorò e quanti è in questo campo la volemo; et son partito di Milano -per venir a far bataia. Et li ambassadori disse, che non volevano -ofender el Re de Romani, perchè Novara era de l'imperio. Et el Duca -rispose: Non son io soto l'imperio? Et mi ofendè. Poi la Signoria mi -pol comandar, de la qual son fiul, e sempre ubligatissimo; vojo che in -ogni tempo la me comandi, per haverme conservato mi et el mio stado; et -dil mio stado voglio la disponi quanto dil suo proprio. Et cussì andò -tutti a disnar. È da saper, li Provedadori udiva, ma non parlavano; et -dil tutto advisavano _statim_ la Signoria; e a Venexia si faceva gran -consultatione. _Etiam_ l'ambassador di Napoli, era col Duca in campo, -non intrava in queste cosse. - -Dapoi disnar, li ambassadori ditti veneno a la camera dil Duca, dove -si reduseno Provedadori e li altri; mancava l'orator di Spagna, el -qual venne dapoi. Et mons. de Arzenton parlò, et disse haver visto -el privilegio dil feudo di Zenoa, nel qual si contien di esser buon -vassallo dil Re, amico de li amici _etc_. El Ducha rispose: Son -contento; a li soi nimici li farò brutta ciera; non che spenda dil mio. -Parlono poi dil casteletto, et el Ducha disse: Non penssè. Arzenton -disse: Trovemo qualche via el Re sia securo. Et volendo consultar el -Ducha con li Provedadori nostri, quelli risposeno, sua signoria era -sapientissima, et non li bisognava consulto. _Etiam_ l'orator yspano -non volsse dir alchuna cossa. Poi li ambassadori franzesi dimandò -Monopoli, per venetiani preso. Rispose el Ducha: Magnifici provedadori, -rispondete. Lhoro risposeno, non sapevano nulla. Poi dimandò le galee -dil Re, prese a Zenoa. Rispose el Ducha: Le galee prese in guerra -non voglio restituir, ma ben quelle sono state retenute a Zenoa son -contento restituirle. Poi disseno, el Re vollea esser satisfatto di -le spese di ritorno, dal dì partì di Pisa sino al presente. Rispose -el Ducha: Anchora io ho speso; remetiamo questo in judexi, et quello -sarà sententiato, quello paghi. Havete altro da dir? Et ditti oratori -pensono un poco; poi disseno, zoè mons. de Arzenton: E la restitution -di lochi _etc_. de missier Zuan Jacomo Traulzi e qualche un altro. -Rispose el Ducha: Son contento; dite chi son i altri. E loro risposeno: -Missier Francesco Secho. Et in questo el Ducha rispose non ha da far -nulla di lui. El sig. marchexe di Mantoa è qui, che è patron di questo. -Et ditto Marchexe disse: Missier Francesco mi ha voluto tor la vita. -Poi dimandò mons. de Miolans et il Bastardo di Borbon sieno deliberati, -i qualli erano presoni. Rispose el Ducha: Anchora che mons. de Miolans -sia mio gran nemico, son contento, et li ho fatto bona compagnia; -et del Bastardo di Borbon, era preson a Mantoa, el capetanio nostro, -marchexe preditto, disse: Che mi refarà de li miei huomeni, son stà -morti nel fatto d'arme a Fornovo. _Demum_ essi dimandoe la taglia data -a li presoni suoi, fusse pagata ma non duplichata. Rispose el Ducha: -Era cossa honesta. Et, _ultimo_, dimandò che alcuni zentilhomeni -amalati in Novara, franzesi, fossero licentiati andar... Rispose -el Ducha, dovesseno dar in nota quei erano, poi se deliberaria. Et -altro non fo ditto. El Duca volsse lezer le sue petition, et fè ogni -instantia fosse restituito a' zenoesi Serzana, Serzanello et Pietra -Santa. Non fo concluso. Poi dimandò li 80 milia ducati havia prestati -al Re, et li ducati 17 milia li prestoe il rev.mo cardinal Ascanio, -vice cancellier, suo fratello. Risposeno li ambassadori, quando el Re -se aboccarà con Vostra Excellentia, tra voi vi acordarete di questo. -Et fo messo tutto in scriptura, et una copia _statim_ mandata a la -Signoria. Et avanti a hore 21 se disciolseno di queste consultatione, -et li ambassadori tornono al loro alzamento. - -A dì 22 ditto, de matina a bon'hora, el Ducha de Milan preditto partì -di castello, et andò al suo pavion, dove era li oratori franzesi, et -steteno soli più di un'hora in colloquio; poi mandò per li Provedadori -et Hieronimo Lion, cavalier, ambassador nostro, et zonti ivi trovono -esso Ducha solo con el capetanio nostro e quelli signori ducheschi; -_unde_ dette molto a suspettar a' venetiani questa falsa materia come -l'inteseno. Disse el Ducha: Li ambassadori mi ha ditto, el Re non -mi vuol restituir li miei danari, ma vol di altri per la spexa; li -ho ditto si mettiamo in zudexi. In questo zorno zonse lettere di la -Signoria col Senato consulto, in campo, a li Provedadori et ambassador -nostro, come, poi tramavano pase, quella fusse conclusa con honor et -gloria de tutti do i stadi, zoè nostro et di Milan; et che tra li -altri capituli sia messo questo, che il Regno di Napoli sia messo -in compromesso nel Papa, imperador et re di Spagna. Et conferito -questa voluntà dil Senato veneto con el Ducha, disse: Sono contenti -la liga....; li ho parlato di dar in feudo a re Ferando el regno de -Napoli; rispondeno li ambassadori non haver di questo commission; et ho -scrito mi tre lettere a la Majestà dil Re; credo el farà questa pace. -Et Marchiò, provedador, disse: Saria buon veder le lettere. _Tamen_ el -Duca non le mostroe. - -Fo posto ordine col capetanio zeneral nostro e mons. de Pienes, -ambassador franzese, andasseno fino al campo regio, et questo per -segurtà dil Ducha d'Orliens, a trazerlo de Novara. Vi andasse el -Mareschalcho di Giaè et el conte de Chaiazo; poi el ditto Mareschalcho -tornasse qui in campo, zonto fusse a Camariano; et el conte de -Caiazo con 200 cavalli andasse dove era el capetanio nostro a..., -poi ritornasse in campo col capetanio et mons. de Arzenton restava in -campo. Et cussì, a dì ditto, a hore una di notte, el Ducha d'Orliens fo -trato de Novara con zercha 250 cavalli, a presso li repari andò con la -scorta nostra verso Verzei. Et ozi era ussito di Novara da cavali 100 -malandati et amalati; et come li Provedadori scrisseno a la Signoria, -che dal dì fo levato le offese fino questo zorno, eran ussiti di Novara -de le persone 1000. Et cussì el Ducha d'Orliens andò a trovar el Re, et -el capetanio nostro tornò in campo a hore 3. El Ducha mandò in questo -mezo domino Francesco Bernardin Visconte per mons. de Arzenton, era -restato solo in campo ambassador. Et qui Marchiò Trivixan, provedador, -haver in conclusion lettere da la Signoria, come nel memorial haveano -visto uno capitulo che dicea, el Re non volea altro che quello era -di raxon in Italia et che li parteniva di giustitia; et però pareva a -la Signoria el regno de Napoli se metesse in compromesso. Et mons. de -Arzenton rispose, che quel capitolo lui lo havia messo, et che 'l Re -non sapeva nulla. Parlò poi col Ducha e madona soli. Et la Signoria -scriveva tuttavia, facendo la pace, voleano tre cosse: che la liga -rimagnesse ferma; dil Regno di Napoli, sia messo in compromesso; et non -volendo far questo, nostri attendesseno a ingrossar l'exercito et star -preparati. Et feceno a Venexia molte provisione di far zente et altro. -Et li Provedadori rispondeva, che el Ducha de Millan al tutto volleva -far la pace per non star in pericolo; che la liga nostra sia ferma non -bisognava parlar, perchè erano contenti; et che di metter el Regno de -Napoli in compromesso, niente era stato parlato finhora; et ingrosar -l'exercito el fezeno et el faranno continuamente; et che mons. di -Arzenton era caldo a la paxe, ma mons. de Pienes un poco duretto. - -Il Re in questa sera mandoe a dir a li soi ambassadori ritornasseno -diman da lui. Et però, a hore zercha 6 di notte, volseno audientia dal -Ducha; e, reduti tutti, _excepto_ l'orator yspano che era a dormir, -mons. di Arzenton parlò: che dil castello el Re non el volleva tegnir -se non tre mexi da poi reaquistato el Regno de Napoli. Et el Ducha -rispose: Si el Re vol far bona pace, die vardar tre cosse: la fede, -l'utile et l'honor. Son contento darvi uno ostaso per un tempo. _Item_, -la Majestà dil Re voglia dar in feudo a Ferando el Reame senza spender. -Risposeno li oratori: De questo non potemo parlar, ma di l'ostaso -parleremo col Re. Et el Mareschalcho di Giaè disse al Duca: Son certo -la Excellentia Vostra aiuterà el Re aquistar el Regno. Rispose el Duca: -De aiutar nulla habiamo parlato. Et cussì, andati a dormir, la matina -ritornono a Verzei. - -A dì 23 ditto, da matina, li Provedadori e li altri fonno insieme; -dove era _etiam_ l'orator di Napoli, raxonando de metter in compromesso -_etc._ L'orator di Napoli disse, mettendo in compromesso, ritorneriano -_in pristinum; ergo etc._ - -Vene un ambassador de la duchessa de Savoia, in campo, a li Provedadori -nostri, et disse prima: S'eli havevan receuto Franzesi ne li suoi -paesi, avanti la i ricevesse volse el parer dil Ducha de Milan, el qual -fo contento, et par per publico istrumento; poi che, intendendo si era -su pratiche di pace, havia grande contento, per desiderar la pace et -tranquillità de Italia, per esser ancor lei italiana; et se offeriva, -se fusse differentia in qualche capitulo, de pratichar con qualcuno -di principal signori a presso el Re, e far forsi si adaterà. Et li -Provedadori risposeno dolcemente, ringratiando _etc._, et dimandono con -chi la poteva. Rispose lui: Con mons. de Lignì, che dormiva col Roy; et -questo medemo riferite a Hieronimo Lion, cavalier, ambassador nostro. - -Ancora tornò domino Jacomo Soardo, era stado a Casal dal sig. Costantin -Arniti, come ho ditto di sopra, mandato per il Duca. Referite quel -signor era bon servitor dil Re di Romani, et volleva esser obediente -et neutral in questa impresa; et sempre l'animo suo era stato di ben -operar verso la Santa Liga. Quanto al revocar le zente havia col Re, -che nol potea far con suo honor, per haver hauto soldo per homeni -d'arme 100 per mexi cinque, finiva questo Zenaro; ben era vero havia -_solum_ 50 homeni d'arme col Re, et era ubligato tener 100, el qual -resto era a presso di lui. È da saper, che con li ambassadori franzesi -andoe el conte Albertin Boscheto, nominato di sopra; et la trieva -finiva domatina. - -In campo questi zorni pioveva assai; le aque de li torrenti crescevano, -et mal li cavalari potevano passar; pur ogni zorno almeno una lettera, -e tal do e tre, li Provedadori scriveva a Venetia. - -A dì 24 ditto, a hore 17, zonse li tre oratori franzesi et do altri -de più, zoè mons. el vescovo de Roan et uno Presidente de Parisi; -et venuti in campo, andati a disnar a lo lozamento, da poi hebbeno -audientia dal Ducha. Et mons. di Arzenton parlò, come el Re havia mandà -tutti cinque per pratichar la pace, excusandosi che essi non veneno -per el tempo pluvioso. Poi parlò el Presidente de Paris, e propose le -petition dil Re _in scriptis_, le qual qui sotto sarà scripte, con la -risposta dil Ducha. Poi volseno ditti oratori parlar al Ducha solo; -et licentiò li Provedadori, et oratori Spagna et nostro. Stettero soli -in colloquio do hore, et, come disse el Ducha, fonno su la diferentia -di danari prestati al Re... El Ducha poi se portò da ditti oratori: -Magnifici Provedadori, scrivè a Venetia, se la Signoria vol intrar in -la pace subito, ne rescriva; io la vojo, perchè il Re di Romani et il -Re de Spagna me la fano; anche li capituli de la liga non mi astrenze -non la fazi; et confortatela la fazi, da parte mia, perchè el tempo -conseia molte cosse. Et cussì li Provedadori spazoe a quel'hora, era -una di notte, lettere a la Signoria; et la trieva fo perlongata per -tutto Domenega proxima, zoè fino a ditto dì. Et è da saper, che, fatto -la trieva, molti cavalli e fanti se partì di campo; assa' ne moriva, -dico de li nostri, per esser alozato el campo in loco basso, et per -le pioze stavano quasi sotto aqua, sì che li homeni et cavalli se -perdeva. Fo mandato per la Signoria in campo ducati vintunmilia a li -Provedadori. Et poi partiti, li oratori si ritornono dal Ducha, dicendo -vollevano zerchar l'opinione de Provedadori di la Signoria zercha -sta paxe. Et el Ducha rispose: Voi havete guerra con mi et non con la -Signoria. E li oratori disse: Adoncha quello si fa con vui non si fa -con Venetiani; et rimaseno molto sopra de si, però che il Re stimava -molto di haver buona paxe con la Signoria nostra. - -In questo mezo zonse Jacomo di Tarsia, contestabele, con alcuni -provisionati, in campo; et per lettere di Enea Griscello, ambassador -dil Ducha a quelle comunità di sguizari, scritte al Ducha, s'intese -come el bailo dil Degiun con elemani numero 900 et cavalli 50 esser -passato de lì, el qual andava dal suo Re de Franza. - - -_Di 24 Settembre._ - - _Peticione fece li sigg. ambassadori franzesi in nome dil - christianissimo Re de Franza, _videlicet_ mons. de Roan, mons. el - mareschalcho de Giaè, mons. de Pienes, mons. di Arzenton et mons. - lo Presidente de Paris in campo sotto Novara._ - -Primo, che 'l casteletto de Zenoa sia posto in mano di un terzo, lo -qual desiderano che sia lo ill.mo sig. Ducha de Ferrara. _Item_, che -esso Ducha, el governator de Zenoa, con missier Zuanne suo fratello, -missier Joane Alovisio dil Fiesco et li Antiani in nome de la città, -jurano che lo ill.mo sig. Ducha de Milan observarà l'obligo dil feudo -di Zenoa versso lo christianissimo Re, cossì ne lo armar e disarmar, -come ne le altre cosse... Et _casu quo_ advenisse a morte lo sig. -Ducha de Ferrara, quod Deus avertat, quelli che remaranno, d'acordo -lo christianissimo Re et lo sig. Ducha de Milan, debba haver lo ditto -deposito o juramento; medemamente se intenda che chi sarà posto per -lo sig. Ducha de Ferrara in casteletto, et cussì li soldati saranno -posti per soa Excellentia, faccino lo medemo juramento che farà lo sig. -Ducha, cussì acadendo dil Governador. Quello sarà Governador, habbia -lo medemo juramento et obligo. Et questo intende habia a durar per -anni due _tantum_, quanto al casteletto; et quanto al juramento del -Governador et città, se intende per anni X, et passati li dui anni, -lo prefato sig. Ducha de Milan, et passati li X anni, la città sia -libera dil juramento et obligo preditto, restando però poi el feudo -di Zenoa _in robore suo_. Promettendo li preditti signori ambassadori -franzesi, in nome dil christianissimo Re, che la Soa Majestà curarà, -che, _cum_ armata che fatia a Zenoa, non farà contra lo prefato sig. -Ducha de Milan, nè contra lo presente governo de Zenoa, per recto o -per inderecto; et che ne lo armar torà de li navilii de li amici de -li Governadori dil stado presente, et non d'altri; intendendo che essi -amici ancora siano tenuti de dar li navilii, che li saranno rechiesti. - -_Item_, domanda li prefati signori ambassadori, che la Signoria -illustrissima de Venetia, et lo sig. Ducha de Milan non prestano -ajuto ni favor alcuno al re Alfonso, ni al re Ferando et successori, -ni alchun altro che pretendesse haver ragion in ditto Reame per -recto o per inderecto; et se al presente se trovasseno haver zente o -armata in lor favor, debiano removarle; et cussì, havendo la prefata -illustrissima Signoria terra o loco in man sua de quel dil reame, -li debba relaxar. _Item_, che la preditta illustrissima Signoria de -Venetia et sig. Ducha de Milan debbano far far cride, che li suoi -soldati (_non_) vadano contra al christianissimo Re, ni a la impresa -dil Reame de Napoli; et andando, siano puniti. - -_Item_, che alcuni homeni particulari siano restituiti; quali sono -anotati qui di sotto, con le risposte dil Ducha, _ut infra_. - - -_Responsione dil Ducha de Milan._ - -Quanto a missier Jean Jacomo di Traulzi, el sig. Ducha è contento -restituirli el suo, et possa andar et venir, et haverlo in gratis come -da prima. - -Quanto a missier Francesco Secho, risponde che conforterà el Marchese -de Mantoa a volerli compiacer; et havendo Soa Excellentia alcuna cossa -dil suo, sarà contento de restituirli. - -Quanto a missier Joanne Rosso et fiolli, è contento restituirli quello -haveano quando andorno a la Majestà dil Re. - -Al Cardinal di Zenoa e missier Obieto, risponde esser fuora, per -esser stati a li servigii de la Majestà dil re Ferando et inimici dil -christianissimo Re; et per questo non li pare de farne altra mentione, -ma è contento di lassarli. - -Ad Alexandro e Michiel...., che l'è contento perdonarli a quello, -quanto aspetta a la Excellentia soa. - -A tutti quelli fuora di Zenoa e dil zenoese, qualli sono intrati in -la guerra presente, per haver tenuto con la Majestà dil Re, risponde -Soa Excellentia esser contenta; et cussì tutti quelli de Novara -et novarese; et im spetie ad Opizino Caccia con li soi, et conte -Manfredo Torniello et fratelli, risponde che è contento perdonarli -et restituirli quello godevano al tempo che deteno Novara al Ducha -d'Orliens, nè mai darli molestia alcuna per ditta cagione. - - -_Seguita le altre persone._ - -_Item_, che siano liberati li presoni, _excepto_ quelli che hanno fatto -taglia; la qualle sia accettata come la è stata fatta da li presoni, et -non possano esser astretti a far maggior taglia. Li altri che non hanno -fatto taglia siano liberati, salvo lo Bastardo de Borbon, quelle se -rimette a lo illustrissimo sig. Marchexe de Mantoa. - -Quanto a li colligati et adherenti, se accepta li nominati in nome dil -christianissimo Re, che sono li seguenti, _videlicet:_ - - El Serenissimo Re di Romani. - El Serenissimo Re di Spagna. - El Serenissimo Re d'Ingalterra. - El Re de Ungaria. - El Re de Scotia. - El Re de Portogallo. - El Re de Dacia. - El sig. Ducha di Savoia. - El sig. Ducha de Ferrara. - La Signoria de Lucca. - El Cardinal San Piero _in Vincula_. - El sig. Prefetto. - La Signoria de.... - El sig. Marchexe de Monferà con lo marchesato. - El sig. Constantin Comino. - El sig. Marchexe de Salviato. - La Signoria de Fiorenza. - La Signoria de Siena. - Le lige et capi de sguizari. - - -_Altre responsione dil Ducha preditto._ - -Quanto al Prefecto, lo sig. Ducha risponde, quanto per sè è contento de -non darli impazo, nè al stado nè per altro. - -Quanto al Cardinal S. Piero _in Vincula_, havendo benefitio in lo stado -suo, el prefatto sig. Ducha è contento di lassarli goder. - -Quanto a li colligati, se rimette al capitulo et petitione sue. - -Quanto a li adherenti de la ill.ma Signoria et de lo ill.mo signor -Ducha de Milan, se piglia tempo de nominarli fra un mexe; dimandano -li signori ambassadori che la Santità de Nostro Signor vogli revocar -ogni excomunication qual havesse fatta contra la Majestà dil Re suo et -qualunque andasse in favor suo per lo conquisto de lo Reame de Napoli. -El sig. Duca risponde, è contento che, quanto spetta a Soa Excellentia, -de farne opera con Soa Beatitudine. - -Quanto a perdonar a tutti quelli c'hanno dato aiuto al sig. Ducha -d'Orliens, risponde che, essendo, sarà contento di perdonar a tutti, -et chi vorà star ne lo stado gli potrà star, et quelli non li voranno -star, sarà contento di lassarli goder el suo. - -Et a dì ditto, 26, essendo de nuovo ritornati dui ambassadori, et -richiesto di nuovo di la Signoria et sig. Ducha de Milan, voglia -restituirli le galie et artilarie che furono prese a Rapallo, rispose -la Excellentia dil Duca, dicendo che, per gratifichar et far piacer a -lo christianissimo Re, sarà contento restituirli tutto quello sarà in -man sua. - -_Item_, dimandono li prefati oratori, che sia relassato mons. de -Miolans. Et el Ducha rispose esser contento. Et cussì... di navi, -hessendo in mane di alcuno de Soa Excellentia. - -Et a dì 26 ditto, da matina, el Ducha de Milan montoe a cavallo et -andoe verso Novara. Et avanti havea mandato el capetanio nostro et -el suo capetanio, sig. Galeazo, per assicurar quelli ussivano, però -che havia posto ordine con li ambassadori franzesi de mandar fuora -quelli cavalli et fanti; _ergo_ la pace se poteva dir conclusa. Sì -che ussiteno cavalli, computà li cariazi, più de 2500, et fanti più -de 3000. Et ussite el marchexe Ludovico de Salutia, fece reverentia -al Ducha, et venne insieme in campo e disnò col capetanio al pavion. -Da poi disnar andoe a tuor licentia dal Ducha, per andar a Verzei. Fo -tratte de Novara le artilarie, et la terra restoe nuda de franzesi et -elemani; _tamen_ ne la rocha eran 300 fanti franzesi dil Maraschalcho -di Giaè; _tamen_ non erano conclusi li capituli, _unde_ nostri si -dubitava di segreta intelligentia. Et el Presidente di Paris, con li -tre altri oratori dil Re, ancora erano nel campo. Ma el vescovo de -Roan partì questa matina, et tornò dal Re. Et da poi manzar, el Ducha -con li Provedadori et _reliquis_ nominati di sopra, fonno insieme con -ditti oratori, i qualli si dollevano di non haver risposta da Venexia -da la Signoria nostra, dicendo con la nostra armata a Napoli se li -haveano fatto gran danno al Re. Li fo risposo si aspettava risposta, -et non poteva star che non zonzesse; et come sapeva mons. di Arzenton, -el governo de Venexia, bisognava consultar nel conseio de Pregadi; et -che di l'armata niente sapevano, ma che il Re era stà causa a Fornovo a -procurar l'exercito di la Signoria. Et cussì steteno alquanto su queste -parole, Marchiò Trivixan rispondendo. Et poi slongono la trieva, et -per tutto questo mexe de Septembrio, per aspettar risposta da Venetia. -_Demum_ dicti oratori azonseno certi capituli, zoè volevano el pasazo -per terra. Et parlono poi soli con el Duca più de una hora; et, montati -a cavallo, lo acompagnono uno mio. Et cussì ditti 4 oratori ritornoe -dal Re, et el Duca terminoe de mandar la matina sequente 4 soi oratori -al Re, per far la petition soe, zoè domino Francesco Bernardin Visconte -et tre altri. - -È da saper che 'l Ducha, in queste pratiche, contentò di donar al Re li -ducati 80 milia li havea prestati, et che 'l potesse passar per terra -per il suo stado, sì che quasi, et _publice_, si poteva tenir la paxe -fatta. Et ozi, domino Antonio Maria Palavicino, fo capetanio di esso Re -de Franza, parlò a Zuan Jacomo de Traulci, et dimostrava haver piacer -la Signoria venisse a la paxe. Et intesa questa nuova a Venetia, et -come si poteva tenir conclusa la paxe dil Ducha de Milan con il Re, la -qual nova zonse a Venetia a dì 29 ditto, el zorno de San Hieronimo, -e tutti erano in angustie e fastidio, vedendo quello seguiva _etc._, -et si dubitava molto di l'exercito, per esser ivi in terre aliene, -et non poter partirssi, nè passar le fiumare senza licentia de esso -Ducha, _adeo_ in questa terra tutti steno in gran pavento, e li Padri -consultaveno non senza gran dolor, che esso Ducha havesse facto tal -paxe, e nui che tanta spesa e periculo havian portato, fusse a questo -modo tratati; et si l'exercito fusse stato di qua sul nostro, niuna -cossa si harebbe temuto. _Tamen_ seguite poi che l'exercito senza alcun -danno venne di qua sul nostro, come dirò di sotto al loco suo. - -A dì 27 da matina, li 4 ambassadori dil Ducha de Milan partino dil -campo per andar a Verzei a trovar el Re; et da poi disnar ritornò in -campo mons. di Arzenton, et a caso el Ducha li andò contra, perchè -era a cavallo, et ditto Arzenton si dolse di tre cosse. La prima, -che era stato tolto per nostri 4 passavolanti trati di Novara; _item_ -che alcuni franzesi erano stà spogliati; l'ultima, che alcune zente, -ussivano di Novara, erano stà morte. A la prima el Ducha rispose, -li passavolanti erano salvi, li daria, et messe ordene de dargeli e -mandarli ozi fino a Verzei; secondo, a quelli erano stà spogliati, -el capetanio havia donato ducati 80 a quelli, aziò si remendasseno el -danno; a la terza, non era il vero fusse stà amazato niuno. Et stato -alquanto insieme con el Ducha e Madona, ditto Arzenton ritornò al Re. -Nè mai smontono da cavallo, ma a cavallo parlono insieme. È da saper -che 'l Duca _nunquam_ volse parlar a li oratori, quello voglia la -Signoria, zoè di metter el Reame de Napoli in compromesso, o ver farli -feudo; et el capetanio mandoe via gran parte de cavalli lezieri et sue -robe: era signal di la conclusion di la pace. - -A dì 28, domino Francesco Bernardin Visconte, con li altri oratori dil -Ducha andati dal Re, mandoe certi capituli... el Re volleva. El Ducha -subito rispose a quelli, et rimandoe indriedo. - -In questa sera, a hore due di notte, li elemani ducheschi si levò -a remor con li italiani; _unde_ tutto el campo si messe in arme, et -_maxime_ el nostro. Fo per un'hora gran tumulto, morti de tutte do -parte, zoè dil campo duchescho alquanti, e molto più di elemani; et -per mezzo de quelli Signori fo cessato, et non senza gran faticha, per -esser todeschi huomeni terribili et pericolosi. Et come se intese, si -se cridava Italia! Italia! cussì come cridorno: Maria! Maria!, perchè -la custion fo principiata fra todeschi, erano morti, che ne fo amazati -pur 60. Et el Marchexe de Mantoa, nostro capetanio, volendo reparar -a questi se amazavano, disse al Ducha: Signor, venite a remediar. Il -Ducha rispose: Ma, mia moier. Et il Marchexe rispose: Mettetila ne li -forzieri _etc._ Et _dicitur_ fo tanti morti in questa baruffa, che fo -cargi 7 carri de corpi, et mandati a sepelir. - -.... ritornò; et si have tre stratioti erano fuziti in Novara; et -li Provedadori li volseno far impichar, et el capetanio zeneral non -volsse, dicendo li havia promesso de non farli morir. - -Et a hore una di notte ritornoe in campo Francesco Bernardin Visconte -con mons. di Arzenton, havia lettere di la conclusion di la paxe, e -di tutto erano d'acordo, _excepto_ di uno capitulo, zoè de li ducati -50 millia da esser dati al Ducha d'Orliens, el qual lui li voleva -de contanti.... Et el Re è contento si paghi in mesi 18, et che el -Re desiderava presto el concluder di la pace, per esserli venuti 24 -mille elemani, a ciò non facessino qualche novità. El Ducha de Millan -volleva pagar tal danari in anni 3; ma a la fin contentò come volsse -el Re. Et volea diman haver Novara e la rocha, avanti facesse levar -l'exercito suo et nostro; _unde_ mons. di Arzenton molto aliegro, in -quella notte medema spazò uno trombetta al Re, et _etiam_ Francesco -Bernardin preditto fo mandato _iterum_ dal Re per ambassador di esso -Ducha. Et vedendo questo li Provedadori, havendo cussì in commission da -la Signoria, dimandoe licentia al Ducha, e modo de levar l'exercito. Et -el Ducha fo contento; _unde_ subito li Provedadori, a hore 6 de notte, -spazoe lettere di questo a la Signoria nostra. - -A dì 30 Settembre, da matina, zonse in campo nostro provisionati 200 -di bergamasca, di la Valle Seriana di sopra, ben in hordene, pronti -a ogni cossa, et pagati dal comun di dette valle. Et el zorno avanti, -a dì 29, zonse 800 provisionati dil capetanio zeneral nostro, _etiam_ -ben in hordene, et provisionati di brexana. È da saper, che a li altri -provisionati 500 di brexana, la Signoria comandò soprastesseno quei -di Axola 200, Pedemonte 200, Franza curta 100, Valtrompia e Val de -Sabio 200; et nel conseio a Brexa preseno tutti d'acordo de far ditti -provisionati; et haveano ducati 2000 in deposito per questo rispetto. -_Etiam_, a dì 27 ditto, zonse in campo Todaro Paleologo con stratioti -ben in hordene, era stato in Tortona; et el Ducha de Milan mandoe li -suoi elemani ad alozar a uno castello chiamato Granosa, mia 3 lontan -dil campo, et le sue zente si ritiroe versso Vespola, et li fanti -andava via; _unde_ esso Ducha dimostrò dolerse, dicendo: Non è conclusa -la paxe, et li fanti vanno via; e mandoe a li porti a revocharli, -che dovesseno ritornar in campo. Venne lettere di Vormes, de 14 de -l'instante, scrive a la Majestà dil Re di Romani, haveva in Italia -elemani 4000 et 1500 cavalli, et che Soa Majestà volleva venir con -altri 4000 elemani. - -A dì ultimo Septembrio, ritornò el conte Albertin Boschetto con el -canzelier de Francesco Bernardin Visconte in campo, e riportò al Ducha -alcune difficultà di capituli; et el Ducha subito rispose. - -A dì primo Octubrio, el Duca de Milan sotto scrisse altri capituli, -scritti in franzese, et hora par fusseno azonti tre o quattro; et -l'andata dil Visconte a Verzei fo per longar la trieva otto zorni, et -formar in bona forma li capituli. Perchè è da saper, che a dì ultimo -Septembrio, ditto Francesco Bernardin Visconte ritornoe la sera in -campo con li oratori regii, et a hore 3 di notte fonno a parlamento -col Ducha e li Provedadori; et habuto la voluntà dil Senato, per una -lettera scritta a dì XXVIII ditto, _unde_ Marchiò Trivixan, provedador, -parloe a ditti oratori, dicendo che la Signoria havea buona lianza -con el Re, et cussì li scriveva voler esser et haver, et che siamo -stati provocati e lacessiti a quello seguite a Fornovo, et le lexeno -la lettera ducal. Li oratori dimandono la copia, la qual... li fusse -data _praecise_ come la fo letta, di man de Lorenzo de Mozanega. Et -quella lui l'autenticò, senza _tamen_ saputa de ditti Provedadori -et orator nostro. Et, hauta la copia, ditti oratori steno più di una -hora soli a _consulere_; poi chiamò el Ducha, e stè più di altra hora -insieme. La conclusion de ditta lettera era, che la Signoria scriveva a -li Provedadori et orator suo, come eran contenti de restar in la fede -et amicitia era prima con la Majestà dil Re, avanti che fusse fatta -la liga. Et el Ducha disse a li ambassadori: Se la Signoria non vuol -far pace, la Majestà dil Re non vuol farla con mi. Loro risposeno: -Non sapemo questo. Et però fo scritto al Re; et _etiam_ andoe esso -Francesco Bernardin Visconte, sì come ho scritto di sopra. - -Li fanti dil nostro campo cominciava a partirsse; _etiam_ parte di -todeschi de Cozanderle, i quali volsseno doi fiorini per uno, et fu -forza a li Provedadori de darli. - -A dì primo ditto, la sera, ritornò ditto Francesco Bernardin con -li oratori regii, et tra li altri mons. di Pienes; et disse a li -Provedadori, che il Re non se contentava di la lettera di la Signoria -nostra, ma volleva difinitiva dechiaratione de li tre capitoli -mandatili a dimandar a la Signoria, zoè levar via l'armada di Reame, e -non porzer favor a re Ferando _directe, vel indirecte_ etc. Secondo, -che restituiscano le terre haveano in la Puia. _Tertio_, che la -Signoria fusse amica de li amici dil Re et nimica de li nimici; et a -questo si risolvano, et sol questo harebbono voluto. Et a dì ditto, -da matina, ditti oratori ritornò dal Re; et sono contenti perlongar la -trieva do zorni. - -La Signoria mandò in campo ducati X milia et gropi 4 de fiorini -di Rens, ducati 1000 l'uno, a ciò li desse una paga nel levar de -l'exercito. Et Vincenzo Valier esercitava l'officio di pagador, e da -tutti in campo era ben voluto; et _etiam_ Hieronimo di Monte, vice -collateral zeneral;_ unde_ da li Provedadori, come era la verità, fo -laudato de integrità et fede, facendo l'officio suo con sincerità et -realtà. - -Venne nove in campo da Roma, per lettere dil vice canzelier, come Piero -di Medici era con homeni d'arme 550 et fanti 3000, con el sig. Ursin, -et per andar di brieve versso Fiorenza. - -Li ambasadori dil Ducha, era dal Re, scrisse come Franzesi parlava -de maridar un fiul de Soa Excellentia in la fia di mons. de Bres, zoè -Filippo mons. di Savoia. Et el Ducha rispose esser contento de darla al -secondo so fiol. - -In questa sera, a hore 1 di notte, ritornò in campo mons. di Arzenton -et el Presidente de Paris, et do altri maestri di caxa dil Re, et -a hore 3 haveno udienza dal Ducha con li Provedadori et _reliquis_ -vi intraveniva sempre. Et Arzenton disse, el Re non volleva più el -casteletto di Zenoa.... ne le mane, ma ben volleva una chiareza di la -Signoria nostra, di la fede li prometteva. El Ducha rispose in favor -di la Signoria, et che bastava quella lettera; et quello prometeva una -volta, la Signoria era sempre assueta de observar. - -A dì 3 ditto, el Duca dubitando, _ut dicitur_, non venisse a prender -Camarian, volse far la mostra di fanti e provisionati era nel nostro -campo; et cussì fu fatta. - -Da poi disnar zonse in campo el Duca de Brusvichi con cavalli 400 -in zercha, benissimo in hordene et ben armadi, mandato per el Re -di Romani, et el Ducha volsse andar in campagna a vederli, et fece -bellissima mostra. - -El conte de Petigliano a Milan steva pur meglio; la ballotta era -redatta do deda a presso la piaga. - -In questa sera li Provedadori fo a parlamento col Ducha, et mons. di -Arzenton era rimasto, et el Presidente de Paris, con li do altri, -era partiti quella matina e andati dal Re. Arzenton aspettava el -Mareschalcho de Giaè et Francesco Bernardin Visconte, et disse el -Re volleva aspettar lettere da Venetia, perchè al tutto volleva Soa -Majestà più chiareza. - -A dì 4 ditto, passando mezo zorno, zonse ditto Mareschalcho de Giaè -con el Visconte preditto, et dimandoe el Bastardo de Borbon in cambio -de Fregosin de Campo Fregoso, fiul dil cardinal di Zenoa, preso per -Franzesi, et havia taia ducati 8000, et li capituli di la paxe col -Ducha de Milan erano conzi, et che 'l Re desiderava el Marchexe nostro -capetanio si abocasse con lui. - -Fo divulgato, el sig. Antonio Maria de San Severino era conzo con -el Re; havia per la sua persona ducati 10 milia l'anno, uno stado in -Franza con intrada de ducati 5000, homeni d'arme 100 di condotta, et -balestrieri a cavallo 100; et deva a li homeni d'arme scudi ij per paga -a ziaschaduno, et li ballestrieri scudi 5. - -Ancora, _dicitur_ che il Re al Traulzi li dava in Franza stado per 60 -milia franchi de intrata, et in Reame el ducato de Venoxa, con 6 milia -a l'anno de provision per la sua persona, soldo per 100 homeni d'arme -et per cento ballestrieri a cavallo e fanti 3000; ditto Zan Jacomo de -Traulzi dia andar col Re in Franza. - -A dì 5 ditto, a hore 17, zonse in campo el Ducha Hercules de Ferrara, -suoxero dil Ducha de Milan. Il Ducha li andò contra con la duchessa, -l'ambassador de Spagna, Luca Pisani et Marchiò Trivisan, provedadori, -e Hieronimo Lion, cavalier, et altri signori, uno mio; alozò in -castello; era con molti cavalli e tutta la sua corte. Et el capetanio -nostro Marchexe de Mantoa, _etiam_ zenero di ditto Ducha de Ferrara, -soprazonse, dicendo voler andar a Verzei da la Majestà dil Re. Et -Lucha Pixani, prima ditto Marchese dicesse dove volesse andar, disse: -Signor, dove volete andar? Rispose el capetanio: A Verzei. El Re ha -mandato per mi, volete che io vadi? Et ditto Provedador rispose: Mi par -di no, habiando il governo di tutto questo campo. El capetanio disse: -Ho licentia da' Venetiani. Et poi partito, di nuovo ritornò da li -Provedadori a dimandar licentia. Et a la fin andò in questo zorno, per -dir al Re, quello prometteva la Signoria era certo. - -Da poi disnar el Ducha de Ferrara se partì dil campo, e andò a Verzei a -trovar el Re. El Ducha et Provedadori lo acompagnò uno mio. In questo -zorno, mons. di Vadoma, zerman cusin dil Re, fo fiul di la sorella de -suo padre, venuto novamente de Franza, di età di anni 28, morite; et il -Re have grandissimo dolor. Fece far l'esequie ne la chiesa principal di -Verzei; et poi el Re fece metter el so corpo in una cassa de piombo, -et lo mandoe in Franza;_ conclusive_ have gran maninconia. In ditto -zorno, in campo nostro zonse provisionati di Brexana e Bergamasca -numero 1200, zoè 600 per uno et a dì 4 zonse li 200 provisionati di -Asola, a loro spexe fatti, come ho scritto di sopra. _Etiam_ zonse -hozi Hanibal da Dozea con le so zente; et cussì come el nostro campo -se augumentava, cussì quel dil Ducha de Milan le sue zente si partiva, -et non erano pagate; et _etiam_ zonse in campo nostro maistro Nicolò di -Olanda, bombardier, stava a Vicenza. Coioneschi cazò Albertin Lasefer, -franzoso, era so conseier, et tolseno Jacomo Basilisco per conseier. -Fo mandato al governador, conte de Petigliano, di campo, per spender in -curarse de la egritudine, ducati 500. - -In questa matina, el Ducha de Milan fece do cai di stratioti, -cavalieri, per soi boni portamenti; zoè Repossi Busichio et Mexa -Busichio, et li vestite di do caxache di panno d'oro. - -A hore 3 di notte ritornò in campo el Marchexe de Mantoa, capetanio -nostro, era stato dal Re; et refferì esser stà accettato dal Re molto -_honorifice_, et che, menato in camera da Soa Majestà, per spacio -di do hore stette insieme soli, parlando de diverse cosse, dil fatto -d'arme seguito, et di la paxe; et che 'l Re disse, volleva esser amico -di la Signoria, et non volleva altro che 'l so Regno de Napoli, et si -meravigliava la Signoria non volesse paxe. Et el capetanio rispose, -per lettere di essa Signoria Soa Majestà poteva comprender la bona -intention soa. Poi che 'l Re li dimandò che l'andasse aquistar Napoli, -et li daria lanze 500 et 4000 pedoni. Et lui rispose, era capetanio di -la ill.ma Signoria di Venetia, et non poteva prometter. Et disse el Re: -Fatto la paxe, voglio... uno ambassador a Venetia a dimandar questo. -Poi volsse facesse colatione, et che _in hoc interim_, el Re andò a -cavallo fora di Verzei, et aspectò lì dicto capetanio nostro; et fece -venir cavalli belli, et il Re li fece uno presente di quelli, et lui ne -aceptò do soli corssieri: uno baio scuro, grande, castigliano; l'altro -era zervato, costò scudi 500. _Demum_ che zonse el Ducha de Ferrara, et -tolse licentia esso capetanio dal Re, et ritornò in campo, et con lui -menò altri condutieri. - -_Item_, referite era con el Re tre capitanei italiani, Zuan Jacomo di -Traulzi, Troian Papacoda et Camillo Vitello; et che era tre cardinali, -San Piero _in Vincula_, el cardinal de Zenoa et el cardinal Samallo. Et -qui el ditto Marchexe fece uno presente al Re dil Bastardo di Borbon, -era suo presone, senza pagar taia alcuna; _etiam_ Freghosin Fregoso fo -deliberato. - -A dì 6 ditto, el Ducha de Milan se dovea abocar con la Majestà dil -Re, ma la cossa andò a la longa, _adeo_ non se abocono. Et a Milan -se ritrovava esser uno secretario dil Re di Romani venuto, chiamato -Herasmo Brascha, _tamen_ era milanese. - -In questo zorno, a hore 19, zonse in campo nostro el fiul di Zuan -Jacomo di Traulzi con 30 cavalli, et parloe col Ducha. - -A dì 7 ditto, da matina, Francesco Bernardin Visconte andoe a Verzei -dal Re, per veder se Soa Majestà doman si vollea abocar, justa -l'hordine, con el Ducha de Milan suo. - -Venne in campo nostro ducati 15 milia, mandati per la via de Crema, et -a solicitar el pretor vi mandasse, vi andoe Sonzin Benzon. - -A dì 8 ditto, a hore zercha 22, venne in campo Francesco Bernardin -Visconte con el Mareschalcho de Giaè con molti cavalli. Et el -preditto mareschalcho disse, el Re havea spettà risposta da Venexia, -et desiderava saper la intention de la Signoria. Et li Provedadori -risposeno, come l'opinion di la Signoria era quella lettera, la -copia havia habuto la Majestà dil Re. Et lui disse, volleva pur la -restitution de Monopoli. Et poi disse a li Provedadori, volea zurar -de mantegnir quello era in la lettera nostra; et che volendo el Re el -Regno de Napoli, non faza contra la liga. Risposeno de no, salvo quello -li ordenava la Signoria volevano far. Fo prolongata la trieva, et ditto -Mareschalcho la sera se partì, et mons. di Arzenton restò in campo. Et -el Ducha de Milan, essendo a cavallo, disse a li Provedadori: A Venexia -vien ditto io son un traditor; voglio venir a Venexia per ringratiar -quella Ill.ma Signoria dil benefitio ho ricevuto. Et li Provedadori -risposeno, Soa Excellentia non dovesse a vardar le parole del vulgo, -ma a quello che la Signoria havia per lui sempre fatto. A dì 9 ditto, -a hore 18, zonse in campo una lettera de Francesco Bernardin Visconte, -era dal Re, di la conclusion di la pace, la qual sarà qui posta. - - -_Copia de una lettera de domino Francesco Bernardin Visconte al Ducha -de Milan, di la conclusion di la paxe._ - - Ill.mo et Excell.mo Signor mio. - -In questa hora è ussito di conseglio la Majestà dil Re, dove è stato -per spatio di do hore con questi signori conseieri, et hanno stabilito -et confirmato la paxe con la Excellentia Vostra, per modo che più non -ci resta disputatione. El Mareschalcho de Giaè con el qual di presente -veniva da Vostra Excellentia, me ha ditto che 'l ge par de levar via -l'exercito suo, che, come siano lì et li habiamo parlato, non habia se -non a farli levar, perchè anche la Majestà dil Re farà el simele. Et ho -voluto subito dar aviso dil tutto a la Excellentia Vostra, a la qual me -ricomando, et laudato sia l'omnipotente Iddio. - - _Vercellis, 9 Octubris 1495._ - -Et zonta ditta lettera in campo, el Ducha dimostroe grande alegreza, -et disse a li Provedadori, che l'exercito nostro si levasse, perchè -cussì voleva far lui dil suo; et di questo li Provedadori fonno molto -contenti, et spazoe un corier a la Signoria subito, notifichando -questo, et come in quella sera non potevano levarsse, per esser li -sacomani fuora. Ma la matina, Sabado, a dì 10, col nome de Christo -se leveriano per venir versso Brexana con ogni presteza, sì come la -Signoria scrisse per lettere di 5, 6, 7 dil mexe a ditti Provedadori, -che dovesseno levarssi ad ogni modo, fatta la paxe. - -A hore 21 zonse in campo el Mareschalcho de Giaè con Francesco -Bernardin Visconte et altri franzesi, et, andati dal Ducha, steteno -fino a hore 23 insieme, et el Ducha poi mandò per li Provedadori, i -quali zonti, trovono che i scrivevano i capitoli, et a hore 24 el -Ducha zuroe de observarli sopra el crocefixo dil messal, presente -l'ambassador de Spagna, li Provedadori et orator nostro. Et poi el -Ducha disse come havia fatto bona deliberation a far la paxe; et che -l'havia habuto lettere dal suo ambassador di Venexia, come qui si -diceva mal de lui, et che 'l volleva vegnir im persona a Venexia a -purgasse, et che volleva mandar un suo con li capitoli di la paxe fatta -col Re, come mandoe; li qual capitoli saranno qui, a la fine de le -cosse seguite in campo, posti. - -El Ducha de Ferrara era pur col Re de Franza a Verzei, et dovea andar -a Zenoa ad haver el casteletto, justa la forma de' capitoli; et è da -creder ivi col Re tramasse qualche cossa. - -Adoncha, a dì ditto, 9, fo publichato in campo dil castel di Caxuol la -paxe preditta, fatta et conclusa tra el Christianissimo Re de Franza -et el Ducha Lodovico Maria Sforza, anglo, duca de Milan; a la qual -publication non si volse trovar li nostri Provedadori; et fo divulgato -che le zente de la Signoria _una voce_ cridava: Viva! Viva San Marco, -che mantien la fede! - -A dì 10 ditto, da matina, el campo nostro se levò, et veneno alozar a -Gravalona, ch'è una valle lontana, dove era alozato ditto campo, mia -12; et el Ducha con la Duchessa, li ambassadori de Franza, de Spagna -et de Napoli, et el Veneto acompagnono el capetanio zeneral nostro, -marchexe de Mantoa, Luca Pixani et Marchiò Trivixan, provedadori -zenerali, et Bernardo Contarini, provedador di stratioti, et Vicenzo -Valier, pagador, con li altri signori et nostri conduttieri; et cussì -cavalcono insieme più di uno mio. Et el Ducha disse a li Provedadori, -volleva ad ogni modo venissino el zorno sequente da lui a Vegevene; et -che, partito el campo, doveva andar el sig. Galeazo, suo capetanio, con -el Mareschalcho di Giaè a Novara, a tor la consignation di la terra, -et che l'exercito franzese se dovea levar ozi, e andar a la volta di -monti. E tolto combiato, el Ducha andò con li oratori, et il nostro -_etiam_, a Vegevene; et el campo di longo a Gravalona, mia tre lontan -di Vegevene, a la volta di andar a Pavia, et lì alozono. - -A dì 11 ditto, _summo mane_, ditto campo si levò da Gravalona, et -andoe dittongo a passar Texin et Ada a Lodi, per vegnir in Cremascho; -et li Provedadori andoe a Vegevene. El Ducha li venne contra, et -andati in castello, disse: Havemo fatto la paxe per conservation -dil stado nostro; et, _in particulari_, sono molto ubligato a questo -magnifico capetanio, perchè ivi era il Marchexe di Mantoa suo cugnato, -et a la Signoria buon fiul ubediente, e per la experientia si vedrà. -_Item_, che 'l Re volleva parlar con lui, et poi andar a Turin; et -qui a Vegevene fece un bel pasto a ditti nostri Provedadori. Et da -poi disnar, montorono a cavallo per andar a Milan; et el Ducha li -acompagnoe fuora di Vegevene. Et li Provedadori veneno di longo a -Milan. Et el campo in questo mezo andava passando Tesin; et fo fatto un -ponte per el Ducha, a ciò passasse l'exercito. Et venuti li Provedadori -a Milan, visitoe el governador nostro, conte di Petigliano, el qual -steva meglio; et a dì 14 dovea partirssi de lì per venirsene a Venetia. -Orssato Morexini, era pagador, _etiam_ se ritrovava a Milan, agravado -de gravissima egritudine, _adeo_, come per lettere de Provedadori di -12 ditto se intese, di lui non vi era speranza, et più cognoscieva -nissuno, et poi a dì 12 ditto morite lì a Milan, et el suo corpo -portato per Po in questa terra, a dì ditto 20, ne la chiesa di Santi -Apostoli, li fo fatto bellissime exequie. Et el Prencipe nostro, per -esser stà costui marito di la figliola di una sua figliola, hebbe -grandissimo dolor, stette do zorni andar in collegio et pregadi; poi -vestito di scarlatto, da corotto, ussite per alcuni zorni _etc._ - -A dì 14 ditto, el campo nostro era za zonto in Cremascha; et li -Provedadori zonseno questa matina, et qui alozono le zente d'arme, -in quelli confini tra 'l Cremascho, Bergamascho et Brexana; non però -volseno disolvere ni separar l'exercito, fino nostri non inteseno il -certo di l'andata dil Re de là da monti. Et li Provedadori, partiti -di Crema, a dì 15 ditto veneno a i Orzi Novi, et lì alozono, et el -capetanio rimase a Crema, e tutta via la zente cavalchava. Et a dì -14 ditto hebeno una mala zornata per le pioze, et el ponte non era -compito di far su Oio, et ditte zente have la sua paga. Poi a dì 16, -dopo manzar, ditti Provedadori zonseno a Brexa; et da Hieronimo Donado, -dotor, podestà, Unfrè Zustignan, capetanio de Brexa fidelissimo, fonno -_honorifice_ ricevuti, dove steteno alcuni zorni, come dirò di sotto. -Qui partino a le zente d'arme le soe stantie. Et a dì 17, el capetanio -zeneral, rimasto a Crema, volendo venir a Brexa, non potè passar la -Mella per el tempo pluvioso, che tanto quel fiume era cressciuto, che -non se poteva guazar, _unde_ tornò a Chiari alozar, et poi a dì ditto -venne a Brexa da li Provedadori. - -In questi zorni, a dì 13 Octubrio, a Pavia morite el conte Carlo de -Pian de Melletto, veterano condutier di la Signoria nostra, et molto -experto nel mestier di le arme. Li manchava uno ochio, era di età di -zercha anni 50. Questo, amalato in campo, fo portato a Pavia, et qui -expiroe; sì che in questa impresa morite tre capi principali, do in -battaglia et uno di sua morte, el governador a Milan amalato et il -conte Bernardin in questa terra. Et la Signoria non volse tornasse in -campo. Et ditto conte Carlo havia cavalli 400 con la Signoria nostra. -In questo mezo, el Ducha de Milan dovea abocarse con el Re de Franza -a uno castello di esso Ducha, chiamato Palestro; et il Re era pur a -Verzei, et andò a Turin; et il Marchexe de Ferrara andoe a Zenoa, a tor -el dominio dil castello, sì come dirò di sotto, ponendovi a custodia el -conte Girardo Rangon. - -Et a dì 17 ditto, el Marchexe di Mantoa, nostro capetanio zeneral, -partì di Brexa e andò a Mantoa, sotto causa che soa sorella, moglie di -mons. di Monpensier, franzese, steva mal, per ritornar poi, bisognando. -Et la Signoria scrisse a li Provedadori a Brexa che, per non esser -andati franzesi di là ancora da' monti, dovesse far star 1500 cavalli -sul Cremascho, 2000 sul Bergamascho, et il resto in Brexana su le rive -di Oio; a le qual zente... paga fo data in campo; et cussì steno zorni -zercha 15. Et poi, intendendo la Signoria el Re andava in Franza, -ordinò ditte zente fusse mandate a le stantie, et li Provedadori -dovesseno ritornar a caxa; la qual diliberation fo facta in conseio -de Pregadi, a dì doi Novembrio, come _etiam_ dirò più avanti. Et è da -saper, che da Crema se partì el signor de Rimano et el fradello dil -sig. de Pexaro, et le zente dil Ducha de Gandia et di Hanibal Bentivoj, -et fonno mandate in Romagna, a li lozamenti, et li signori andono a le -sue terre. Et li Provedadori volendo vegnir a Venetia, el Marchexe, -capetanio nostro, scrisse et li pregoe se volesseno transferirse -fino a Mantoa, perchè poi insieme vegneriano a Venexia. Et cussì, di -voluntà dil senato, andono. Ma prima Bernardo Contarini, provedador di -stratioti, havendo mandato di la Signoria di cernir 800 stratioti, qual -a lui pareva, et il resto licentiarli; era lozato tra Lonà, Peschiera -et ivi vicino; et cussì attese a far la mostra, et poi vene a Venetia, -come dirò di sotto. Ma li Provedadori, con Vicenzo Valier, pagador, -venuti a Verona, veneno con zercha 100 cavalli versso Mantoa, et zonti -a Marmirolo, mia 5 lontan di Mantoa, ivi desinato, li vene contra el -Marchexe, con suo fratello prothonotario, et l'altro signor zeneral di -Gonzaga, et a dì... Novembrio introno con gran honor in Mantoa, alozono -in castello. Se ritrovava esser lì un ambassador dil Re di Napoli, et -sua sorella dil Marchexe, moglie dil Ducha di Urbino; et _demum_ veneno -insieme col capetanio a Venexia. - - _Apunctamento, concordia, unione et amicitia facta et conclusa - et acordata a dì X octubrio 1495, fra el christianissimo Re de - Franza, de Sicilia et de Hierusalem, da una parte, et Ludovico - Maria Sforza, Ducha de Milan, da l'altra parte, con li capituli che - seguiranno[147]._ - - -_Seguito a Napoli et in Reame dil mese dì Octubrio fino a la fine di -Novembrio._ - -In questo tempo che 'l Ducha de Milan atendeva a far la paxe con el Re -de Franza, a Napoli re Ferando attendeva a recuperar el Regno et haver -li castelli tenuti da' Franzesi. Se ritrovava mons. di Obegnì, vicerè -di la Calavria, con lo exercito franzese; et quelli el seguitavano -era 1200 sguizari, el resto franzesi e calavresi, al numero di 8 milia -persone. Et partiti di la Calavria per vegnir in soccorsso di castelli -di Napoli, che _continue_ Ferando faceva bombardar, et vegnendo per la -via, tolseno la terra di Salerno et alchune altre terre, che se haveano -date, et ritornate sotto el re Ferando, et ditto exercito franzese -messe a sacho, facendo gran danno. Et venuto tal nuova a Napoli, -subito el Re terminò di mandarli zente a l'incontro; et mandò prima, -fra homeni d'arme et pedoni, numero 4 milia, con ordene che dovesseno -taiar certi ponti di alchune fiumane, a ciò Franzesi non havessino -con che passar; et cussì fecino; ma rimase più a basso un ponte con -pocha vardia de' nostri, _unde_ Franzesi, zonti, per quello passoe, -et taglioe a pezzi la vardia; poi fonno a le man con li nostri, zoè -con quelli dil re Ferando, et de ditti, 7 squadre voltoe, e andono -con Franzesi, et detteno dietro a le altre zente dil Re preditto, in -modo che fonno rotte, et tajati a pezzi zercha 800, altri fuzite, et -altri fonno spogliati. Fo preso in questa baruffa un fiul dil sig. -da Camarin, et alcuni altri fatti presoni. Et volendo Franzesi con -questa victoria venir di longo a dar soccorso a li castelli de Napoli, -devano intender a li villani che, subito zonti a la terra, volevano -sachizarla; et per questo molti villani venivano con lhoro, et cussì se -ingrossava di zente. Et con loro menavano assa' animalli grossi, bovi -et muli per chariazi, con farine et altre vittuarie per metter ne li -castelli sopra ditti. - -Inteso questa nova el re Ferando, et come molti napolitani -zentilhomeni, anzuini, li erano contra, dubitando di pezo, havendo -parlamento con mons. di Mompensier, vicerè, era in Castello Nuovo, -_unde_ fece trieva con ditto Castello, con lo castel Pizafalcon, et -con la torre de San Vicenzo, et con l'armada franzese era ivi, et con -lo monasterio di Santa †. Ma quelli dil Castello di l'Uovo non volse -intrar in la ditta trieva; la qual trieva fo fatta a questo modo et -con queste condition, de non bombardar ni far alchuna movesta, niuna -de le parte, in termene de zorni 50; et si in ditto tempo li ditti -castelli non havesseno soccorso dal lor Re de Franza, debino, passato -el termene, lassar li castelli, et tor le sue robe et andar con Dio. -_Item,_ che se intendi debbino tor quello era suo, et non quello -haveano tolto e sachizato da' merchadanti de le doane, el qual debiano -lasarlo o pagarlo. Et per segurtà de ditta trieva, detteno in man -dil Re 9 franzesi con tre famegli, cioè di li primi baroni erano in -castello, driedo dil vicerè, mons. di Mompensier, et dil Beuchaiari, -tra i altri mons. de Alegra et el capetanio di l'armada. Et menati -davanti el Re, el zorno drio Soa Majestà mandono ditti ostagi a Yschia, -per più segurtà. Et è da saper, che 'l re se obligò de dar vittuarie -a ditti castelli, zoè con li suoi danari, vin, pan, carne et altro, al -zorno, che fusse bastante al numero; et fo deputato la quantità havea -ad esser data. _Item,_ che 'l Re dovesse dar el modo de poter mandar -el vicerè uno de li suoi dal suo Re de Franza, a notificharli questo -acordo. Et questo acordo seguite a dì 4 Octubrio._ Tamen_ li Franzesi, -dati li ostazi, lo rupeno, et comenzò bombardar. - -A dì 5 ditto, che fo el zorno sequente da poi l'acordo, vene nove in -Napoli, come Franzesi col campo erano arivati mia 8 vicino a la terra; -et el re Ferando, molto spaventato, _licet_ l'acordo fusse sequito, -mandò per il populo che venisse da lui in Castel Capuano, et disse: -Cittadini miei, vuj me havete chiamato che venghi qui; per vostra -cagione ho receputo questa terra di Napoli; et se voi seti contenti che -sia vostro Re, avisatemi, et se volete esser miei fedeli, per che in -vuj mi fido; altramente volendo, advisateme, che me ne vadi con Dio. -Et tutti quei cittadini, _una voce_: Sig. Re, tutto el popul delibera -mantegnir la Majestà Vostra, se ben dovesseno morir loro, le moier -et fioli; ma volemo che la Majestà Vostra ne daga licentia a nui, -perchè molti de' nostri zentilhomeni sono anzuini, che li amazemo, -altramente sempre haveremo garbugli. Et el Re li contentò con le bone; -poi mandò a pigliar zercha 300 zentilhomeni de' principalli et li mandò -nel castello a Yschia; poi fece una crida, che tutti li zentilhomeni -dovesseno partir di la terra per tutto quel zorno, et andar habitar -fuora di Napoli. Et el populo volleva sachizar tutti li anzuini; et -el Re, per non metter la terra a rumor, non lassò far; et preso alcuni -anzuini, tormentati confessono assa' cosse. Et in lo monastier di Santa -Maria di Oriente erano muneghe, zentildonne napolitane, parenti di -anzuini; el qual monastier è situato in canto di la terra, et le mure -de Napoli se include in ditto monastier verso el Castel de Capua. Et -qui dentro alcuni anzuini havea fatto far una fossa, che respondeva de -fuora, dove volevano far intrar dentro Franzesi, et haveano 300 curaze -et 300 ballestre con veretoni. Et una di dette muneghe scrisse una -lettera, e la mandò al re Ferando, et li avisoe di questo tradimento. -Et subito fo retenuto uno prete, el qual confessoe quelli erano nel -trattato, et fonno presi, nè se intese quello facesse di lhoro il Re, -o l'impicasseno secretamente, o vero li mandasseno im preson a Yschia, -zoè a l'isola a l'incontro de Napoli. Et questo faceva, perchè non -seguisse rumor ni novità in la terra. - -Et poi, adunato zente, ussite di la terra col sig. di Camarin et el -sig. Prospero et Fabricio Colonna et altri condutieri et signori, et -si redusse nel campo di Santa Madalena, poco lontan di Napoli, et ivi -se pose. Ma Franzesi, che erano lontano otto mia di Napoli, sentito -come el Re havia discoverto li tradimenti di anzuini, et quello di le -muneghe sopraditte, tolseno l'altra volta da la banda di Santa Maria de -Pe' de Grotta, per passar et andar in Castello di l'Uovo, che non volse -intrar in la triegua. Et cussì, a dì 10 Octubrio, arrivò nel monastier -de Santa Maria de Pe' de Grotta, et a le 4 ore di zorno haveano -pigliato el zardin de la Raina, et lì si feceno forte. Et el re Ferando -era con zercha 21 millia persone poco lontan di nimici, _adeo_ che -con freze qualche volta si azonzevano li ditti campi, et nostri con le -artilarie faceva gran danno a' Franzesi, amazavano huomini et cavalli. -Et el Re dubitava de tradimento, però non volleva se investisse, li -beschaini et li sguizari a piedi solamente scaramuzava. Fo feriti et -morti di Aragonesi zercha 4 millia, de Franzosi assa' in ditto zorno -di X Octubrio, per modo che a le 24 ore scomenzò Franzesi a tirarsi -indrieto; et a meza notte bischaini et sguizari dil Re saltono il campo -franzese preditto, et quello messe in fuga, et lassono molti cariazi et -gran quantità de muli, che nostri tolseno, et aseni et ronzini carichi -di farine più de 300, carri più de 40, boi più de 200, bombarde pizole -16, et molte altre cosse. Et cussì, rotto et fuzito il campo nimicho, -mons. de Obegnì, con el resto li restoe, deliberò de andar a la volta -de Gaeta; ma nostri fonno provisti, et haveano ruinato un ponte di una -fiumera, _adeo_ che non poteno passar; _unde_ si messeno a tornar per -quella via dove veneno, per ritornar a la volta de Salerno, et zercha -2000 de quelli dil re Ferando li seguitono. Et Franzesi, per impazo -de' nostri, rimaseno la Domenega, fo a dì 11 ditto, la sera, nel Castel -Marano, lontan di la terra mia 5; et al Luni da mezo zorno, la Majestà -dil Re cavalchoe con zercha 12 milia persone versso el ditto campo -nemicho, et subito Franzosi se messeno a fuzir, et andono in uno monte -a presso a.... Et el Re se messe poi andar con l'exercito a Sarno, -mia 20 da Napoli, et qui stete. Ancora è da saper, che fo nunciato al -Re come venia zerte velle dil Re de Franza, veniva di Provenza, per -socorrer li castelli; et ditto re Ferando li mandoe contra 20 barze -di Spagna et altre galee, per andar contra zercando la ditta armada -veniva. Et la Raina, fo moglie dil re Ferando vechio, era in Sicilia, -per la qual fo mandato Villa Marin con tre galie, a dì 12 Octubrio, -a hore 22, zonse a Napoli; et per non si trovar il Re in la terra, la -Raina non volsse dismontar in terra, et se partì con le galie, et andò -a lo porto di Baja. Et li Franzesi, non ostante la trieva, trazeva -artilarie in la terra tutta la notte; et cussì era rotto l'acordo; -_tamen_ el Re havia li ostaggi, expectando il termene de li do mexi. - -A dì 12 ditto, a mezza notte, zonse uno bregantin a Napoli, et -notifichoe come l'armata di la Signoria nostra era zonta in lo porto -de Baja; per la qual cossa la terra che stava in gran paura subito have -conforto. Et el zorno sequente, a le 20 hore, venne l'armata ditta, di -galie 20, provedador Hieronimo Contarini, et la Majestà di la Raina -_tunc_ volse dismontar a la Madalena, et venne in la terra, sì come -tutto più diffusamente sarà scritto. Smontò la Raina, la nostra armata -si levoe, et tornò _iterum_ nel porto di Baja; et questo perchè feva -vento de sirocho, che non poteva star in la spiaggia di la Madalena. - -L'armata franzese, per lettere de Roma, se intese esser passata da -Hostia, zoè otto velle grosse, tra nave et barze; la qual armata, a dì -19 Octubrio, per lettere pur di Hieronimo Zorzi, cavalier, ambassador -nostro in corte, se scontrò sopra l'isola de Procida con l'armada -aragonexe, de velle 27, fra le qual, una zenoese, chiamata Negrona, di -4 milla botte, et la Camilla di botte 3000; et che essendo apizate le -ditte armate, soprazonse valido vento de syrocho che le separono; et -quello seguite, _ad plenum_ non se intese. È da saper che con el re -Ferando, in campo, se trovava esser tra preti e frati più de milla, -andati _voluntarie_ a combatter per el suo Re; et questa è cossa -notanda. _Item_, tutte le terre circumstante a Napoli, per liberarse -da insulti franzesi, porzevano aiuto de danari a esso Re; et in questi -zorni catò ducati 22 millia. - -L'armata de la Signoria nostra veramente, levata di Corfù per andar -versso Napoli in aiuto dil re Ferando contra Franzesi, et zonta a -Taranto, qui essendo Antonio Grimani, procurator, capetanio zeneral, -con Hieronimo Contarini, provedador di l'armada, in tutto galie -numero...., convenne alchuni zorni a riquisition dil sig. prencipe don -Federico di Altemura, el qual ivi se ritrovava, venuto per recuperar -Taranto. Et acadete certe scaramuze, et prender di un locho; _tamen_ -non poteno rehaver la terra, come per una lettera di esso capetanio -qui posta, et scritta a l'orator nostro a Roma, si vede. Et accadete -che, per egritudine sopravenne al ditto nostro magnifico capetanio, li -fo necessario, contra sua voia, restar di andar a l'imprexa de Napoli, -et ritornar con la sua galia et un'altra dalmatina; sopra la qual, -mancando el soracomito, che, come ho scritto, a Monopoli fo amazato, vi -messe uno patricio, Alvise Grimani, el qual di Roma, che prima era col -fiol reverendissimo Cardinal, ivi venne, et posto al governo di ditta -galia fino venisse el soracomito, fiol dil defunto. _Ergo_ con do galie -el ditto capetanio venne a Corfù, dove si curoe la egritudine sua; ma -Hieronimo Contarini, provedador, habuto mandato da esso capetanio de -seguitar sempre l'impresa, andoe di longo versso Napoli; et, zonto, -scrisse una lettera a la Signoria nostra, la qual per esser copiosa -et molto a proposito, a intelligenza di suo viazo, et come le cosse -de Napoli passava, et dil compagnar fece la Majestà di la Raina, in -Napoli dismontata per terra, con li soracomiti, et il tutto, lezendo le -lettere sequente si vedrà. - - -_Exemplum litterarum Antonii Grimani, procuratoris, generalis -capitanei, ad oratorem nostrum venetum in Curia romana._ - - _Magnifice ac clarissime eques._ - -Da li 14 dil presente se trovamo qui a l'isola de Taranto in XXVij -galie, cussì richiesto _cum_ grandissima instantia da lo ill.mo don -Federico; et, a dir la verità, sempre son stati tempi contrarii, che -non era possibele poterse levar per Napoli. _Interim_, ad richiesta -de soa Signoria li havemo dato circa 400 homeni de questa armata, cum -el qual, insieme con alchune zente sue, e stà recuperata la terra et -castello de Groptaglie, loco molto apto a strenzer Taranto, perchè per -quella via se fornivano de vitualie et altre comodità. Et ogni zorno si -dette la battaglia a quel loco, azò li franzesi sono in Taranto, che -par siano da 300 cavalli, non andasseno a darli socorsso. Nui _etiam_ -mettessemo de questi huomeni di l'armada in terra, et scaramuzando -furno morti alchuni franzesi, e de li nostri zercha 25, perchè -li pedoni con le zente da cavallo hanno grande disvantazo. Questo -facessimo per tenir quelli di la terra che non patisseno. Aspettamo -si conzi el tempo, et subito partiremo nel nome de Dio, per esser -a Napoli, come è hordene di la nostra ill.ma Signoria, a la qual la -Vostra Magnificentia con le prime manderà aligate nostre. Il magnifico -missier Bartholamio, fratello di Vostra Magnificentia, se trova a Corfu -con 6 galie per fornirsse de pan, et sta benissimo; et questi zorni -passati a... prese due fuste de turchi corsari, compagni de Camallì, -et speremo ogni zorno in Dio udir di sua Magnificentia cosse degne et -honorevele. Sono sempre a li piaceri de Vostra Magnificentia. - - _Ex triremi, ad insulas Taranti,_ 27 _Septembris_ 1495. - - ANTONIUS GRIMANI - _procurator, capitaneus generalis maris._ - -A tergo: _Magnifico et clarissimo equiti, domino Hieronimo Georgio, -oratori veneto ad Summum Pontificem._ - - -_Copia di la lettera di Hieronimo Contarini, provedador di l'armata a -la Signoria, dil zonzer a Napoli con l'armata[148]._ - -Adoncha, sì come ho scritto di sopra, el re Ferando a dì 12 Octubrio -se levò da la Maddalena con 500 homeni d'arme, altri cavalli lizieri -et ballestrieri a cavallo, et 2000 fanti et altre zente paexane, con X -bocche d'artilarie avanti; et andò a la volta de Fraola, dove attendeva -li nimici erano arivati. Li ponti, passi, erano tutti rotti, a ciò non -potesseno passar li fiumi; li nimici erano in fuga, et se reduxeno im -parte, a dì 14 ditto, che per la strettura di passi non poteano ussir -con li cavalli; loro instessi se rupero, et lassando li cavalli et -ogni cossa a piedi, se ne fuzivano, imboscandossi come meglio poteano. -La qual nuova fo molto grata al re Ferando, et reputava la impresa -finita: _tamen_ non restava di seguitarli, zerchando completamente -disfarli. Et zonta a Napoli questa nuova, a dì 15 ditto, el legato -dil pontifice, Borges, con l'ambassador yspano, cavalchoe a torno la -terra, et el Principe de Squillazi, figliuol dil Pontifice, zenero dil -re Alfonso; et se divulgava Nocera et San Severino doveano alzar le -bandiere de Aragona, et el campo nostro andar a Nocera. I nimici in -questa fuga usoe gran crudeltà per li castelli dove passavano, e fra -li altri Pomognano (?) dove tagliono a pezzi ogniuno. Et el Principe -de Altemura, don Federico, se ritrovava in questo tempo a Taranto, et -vedendo non poter rehaver la terra, se messe in camino con zente per -vegnir versso Napoli; ma quei dil Castel Novo de Napoli, in questo -mezo, a dì 11 Octubrio, di notte, fece gran luminarie; et la matina, -a dì 12, ne l'aparir del zorno, la loro arma' de' Franzesi era lì tirò -assa' colpi de bombarda et artilarie, et questo perchè dicevano haver -per un bragantin nuova, come el soccorsso lhoro era vicino, e a le mane -con l'armada di re Ferando; _tamen_ tutto era argumento e fintione. - -A dì 16 ditto, zoè Octubrio, la Majestà dil re Ferando venne di campo -et intrò in Napoli la sera, per visitar la Majestà de la Raina et -l'infante et ambassador de Spagna, la qual, cussì come ho scritto, era -intrata in Napoli, et alozata nel Castel de Capua. Et li nimici erano -in fuga tra Montorio et San Severino; le zente regie fece prede assa' -de le cosse loro. El Re fece portar bombarde in campo per expugnar -alcuni lochi si teniva anchora per il Re de Franza; et el zorno -sequente ritornò in campo, et scrisse esso Re a Antonio de Zenari, -dotor, et Zuambattista Spinelli, dotor et cavalier, suoi oratori in -questa terra, la qual per esser a proposito, è qui sotto scritta. - - -_Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos Oratores Venetias -existentes._ - - _Rex Siciliae._ - -Ambasciatori, molte volte sperando nui che questa Ill.ma Signoria, per -sua infinita virtù et singular sapientia, dovesse pigliar lo patrocinio -non solamente de le cosse nostre ma de la salute et libertà de Italia, -prendevamo tal consolatione de qual se vol adversitate passamo, con -bono et fortissimo animo. Al presente, vedando chiaramente che, per -gratia del nostro Signor Dio, la speranza nostra non solamente non ce -ha ingannati, ma ancora lo effecto et optima operatione hanno superata -la expectatione nostra, sentimo nel core leticia tanto maiore de la -prima, quanto è la diferentia che è tra la speranza et la consecutione -del fine del desiderio. È arivata la fidelissima armata de questa -Ill.ma Signoria in Napoli, al tempo che più ne era necessaria; che -essendo stati nuj necessitati de ussir a l'incontro de questa zente, -che erano venute da Calabria per soccorrere el Castello Nuovo ... in -mezo de questa turbulentia è aparsa la preditta felicissima armada, -con quel fulgore che sole aparer el zorno a li naviganti da poi la -tenebrosa notte, quando el mar se mostra turbato, ha confirmato li -animi gagliardi, ha excitati li languenti, ha data general leticia -a l'universo populo; del che noi rimaremo non meno pensosi che -contenti, però che non è menor lo pensier del desiderio de satisfar -tanta obligation, che l'alegreza de conseguir tal beneficio, perchè -l'animo nostro sta tanto inclinato a la satisfation de tanti paterni -beneficii de questa Ill.ma Signoria versso noi, che con dulcissima -speranza desideramo che 'l nostro Signor Dio ce dia el modo de poter -dar qualche principio a la nostra gratitudine, che non saremo contenti -tanto del proprio riposo, quanto de farli cognoscere che eternalmente -ne recorderemo del suo memorabil beneficio, et resteremo non poco -satisfacti che la gratitudine nostra s'habbia dimostrar versso chi -tanto la merita, che da noi è tanto venerata et honorata in perpetuo -tenor de diuturna benivolentia. - -Per amor nostro vogliate esser al cospetto de questo ill.mo Prencipe, -et dichiarir a sua ill.ma Signoria la contenteza de l'animo nostro, -insieme con l'obligatione li havemo, et quanta conoscenza tenemo de la -soa paterna carità versso lo stato nostro et la nostra propria vita, -talchè, se ben possidessimo major regno de questo, anzi si ponessimo -la persona in pericolo ogni giorno per conservation et augumento de -l'honor et dignità sua, non poriamo satisfar a la più picola parte -del suo merito. Pur ne basterà assai, che soa Signoria ill.ma conosca -in noi amor perfetissimo et animo volonteroso de far quanto possibel -ne sarà, perchè se mostra la memoria de tanti beneficii esser in noi -inextenguibile, rendendoli gratie infinite ne pare che saria diminuir -de la demostratione de lo amore che tenemo ne l'animo. Meglio è -tacer, e rimetterne a la experientia che sarà de la nostra voluntà -argumento chiarissimo. Nè volemo anche exortar Soa Signoria Ill.ma a la -perseverantia, però che havemo ne la sua fede et virtù tal confidenza, -che cussì come è stata principio et mezo de nostra prosperità, cussì -nostro Signor Dio ne farà gratia che sarà fine di tutti li nostri -travagli; et a quella sola sarà decreto triumpho de la victoria -nostra. Non volemo pretermetter de dir in quanto amore e cortesia si -è dimostrato lo magnifico Provedador versso la Majestà de la signora -Regina nostra madre, et in tutte le cose nostre; talchè ben monstra con -sua gravità, cortesia et prudentissimi modi, esser mandato da questa -Ill.ma Signoria, piena di sapienza et sanctissimi consigli. De tutto -darete notitia a questo invictissimo Principe et al suo ill.mo Senato, -non cessando raccomandarli la vita, lo regno et tutte le cose nostre, -le qual ponno extimar proprie, non meno che nui medesimi le extimamo. - - _Data in nostris fidelibus castris, ad Sarnum, XVIII Octubris._ - - REX FERDINANDUS. - - _Chariteus_. - -A tergo: _Magnificis nostris oratoribus, Venetiis._ - - -A dì 23 octubrio zonse don Federico, prencipe de Altemura, a Napoli, -non havendo potuto haver Taranto. Et a dì 25 ditto fece far la mostra -de le zente di Napoli, et fu bel veder; et trovono persone X milia et -octocento, le qual al bisogno se potevano armati mandarli in campo, -non però erano tutti da fatti. Et la Majestà dil Re in questi zorni -venne a Napoli, per esser insieme con ditto don Federigo, et poi, a dì -ditto, ritornoe in campo. Et li nimici havendo finto di volersi levar -da Nocera, perchè vollevano condur certe victuarie, le zente regie li -forno sopra, et preseno 20 huomeni d'arme et trenta cavalli lizieri, -et assa' some con vittuarie, chiamate salme in lingua napolitana, -et preso un fiul dil conte di Montorio; et _tamen_ li nimici non si -mosseno per questo dove erano. In questi zorni in Puia, per lettere dil -consolo nostro, a dì 20 ditto, se intese esser stato preso per anzuini -passionati, el sig. Bernabò de la Marra, suo fiul, et suo fratello -Joan Paolo de la Marra, Francesco de Angelis da Trani, et Bernardino -Spina; li qualli tutti fonno mandati presoni a Brandizo. Et da ditti el -re Ferando potrà trazer da 30 milla ducati, che li saranno a conzo in -proposito di questo tempo. - -L'armata nostra, era lontana alquanto di Napoli, a dì 26 ditto ritornoe -ivi vicina, zoè galie numero 18, et do erano andate versso le nave -che cum biscotti a Messina se intendea erano zonte; le qual venivano -a l'armata con biscotti, di li qual la ditta armata ne havea gran -bisogno. - -A dì 27 ditto, mons. di Mompensier, mons. di Belcher, el Prencipe -de Salerno et altri signori franzesi et baroni di Reame, erano in -Castelnuovo a Napoli con le artilarie et molte robbe, cargate la -notte su la sua armata era lì vicina, lì al castello, se messeno in -galia, con vele numero XI se partino da Napoli, et andoe a dismontar -a Salerno, como dirò di sotto, habandonando loro i castelli; _tamen_ -lassoe ditto mons. di Mompensier, vice re, presidio in ditto castello -di zercha 400 franzesi. Questo feceno per doi rispetti: primo, perchè -pativano di vittuarie, et vedevano non poter tenersi, et havian dato li -ostaggi in le mane al re Ferando; _etiam_ per scapolar l'armata, robe -et artilarie, et conzonzersi con mons de Obegnì in campo. Et questo -piaque molto al Re, sperando di breve haver li castelli. - - -_Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos oratores in Romana Curia._ - - _Rex Siciliae._ - -Ambassadori, acciò intendiate le cosse di qua in quali termini si -trovano, vi avisamo come l'armata franzese, ussita dil Castello Nuovo, -havendo tirata la via di Salerno, et arrivata là, è dismontati tutti -quelli bertoni, italiani et franzesi; et questi altri inimici, quali -erano qui a Nocera, se levorno et sono andati a Salerno per unirsi -con lhoro et ingrossarsi, et tuttavia attendono a racoglier li altri -franzesi che sono sparsi nel Regno, et simel quelli che si ritrovano -in Ariano; et cum le zente et _cum_ li danari che li hanno portato -dal castello, con li quali faranno più zente, se ingrosseranno in tal -maniera, che ne reduranno in dificultà grandissima, dove già in tutto -se vediamo posti et redutti. I populi dubij et male intencionati, da -questo haverano causa et ardir de scoprirse, _maxime_ essendo tutto -lo Reame contaminato. Lo lassamo judichar a voi, che sapete che zente -e che modo havemo, che non n'è altro se non quello che aspettiamo in -soccorsso; e _de praesenti_ non è più tempo de mantenirsse la Santità -de Nostro Signore e signori colegati in parole, ma se li ne volleno -nel regno, senza altro consulto, in loco de rasonamenti, ne siano di -presidio in executione, volendo, perchè se no in mazor dificultà.... -che bisogna _de praesenti_ esser forti in campagna. E però vi diciamo -che, _de continenti_, siate al conspecto de la Santità di Nostro -Signore, dove sia lo rev.mo ill.mo Vice Cancellier, nostro zio e -padre, et li magnifici ambassadori de la sanctissima et serenissima -lega, e li narate la confusion e dificultà nostra, imo la nostra mala -contenteza de non poter corresponder a li animi cum le forze spontane; -e supplicate Sua Santità a volerme far gratia de mandarme subito -lo recapito de 1000 fanti, e mandar a le altre zente dessignate, e -procurar con li potentati di la sanctissima lega a provedermi de li -presidij raxonati. Et se 'l nostro Signore ne potesse ajutar de altre -zente da cavallo et a piedi, per esser cussì vicino, saria de gran -momento, non meno de zente che de favor, perchè non è più tempo de -parole, et bisogna lo procurar sia unito con lo exequir si voleno... -nel regno. Et perchè dil regno Soa Santità prima haverà disponer et -poi tutta la liga, a lor arbitrio, e nuj non haveremo ad exequir se non -tanto quanto ne sarà comandato, e per honor de Dio voliamo esser messi -et non volemo redurse al termine extremo da non potersene più valer, -noi non pregamo altro el nostro Signor Dio, se non che siamo messi e -non siamo lassati perir per non esser exauditi a li nostri bisogni; -che, per Dio! non sapiamo più come exprimer queste nostre dificultà, -imo periculi e ruine, quando subito et non a tempo siamo aiutati. -Et quando li nostri rispetti non bastano a solicitar li presidii, lo -interesse comune de li signori colligati et de tutta Italia doveriano -esserne.... State avanti li ochi de la Santità di Nostro Signore e di -Signori colligati continuamente.... che reaquistano uno reame ad uno -loro fiolo; non sapemo più che dir; la ruina nostra sapemo non esser -gloria ni beneficio a nessuno, salvo a dicto... Ormai intendete tutto. -Per l'amor ne portate, voliate imprimare queste cose efficacemente, e -seria lo bisogno nostro de manera, che aspettamo più presto efecti cha -risposta de questa lettera, perchè di qua dipende la defensione, vita -et victoria nostra, et se confidemo ne la vostra discretione, tanto che -suplirete quello che più dir non potemo a questo nostro urgentissimo -bisogno. - -_Data in nostris felicibus castris ad Sarnum, die XXViiij Octubris_ -1495. - - REX FERDINANDUS. - - _Cariteus_. - -A tergo: _Magnificis viris Hieronimo Sperandeo, Aloisio Ripol, -oratoribus nostris in curia Romana J. U. doctoribus._ - - -Et zonta ditta lettera al summo Pontifice, el qual era molto caldo in -aiutar ditto re Ferando, _licet_ questa pace fatta (_tra_) el Ducha -de Milan et el Re de Franza lo feva star alquanto sospeso, benchè -continuamente el rev.mo cardinal Ascanio, vize canzelier, fradello dil -prefato Ducha li fusse a presso, et habitava im palazo. È da saper -che, in questo tempo, cinque cardinali, do _ex instituto antiquo_, -per li lor officii tengono, che bisognava esser lì im palazo, zoè -el cardinal Alexandrin et Sancta Anastasia, _etiam_ vi abitava ditto -cardinal Ascanio, Monreal, nepote dil Pontifice, et Valenza, fiol dil -Pontifice. Ma vedendo el Pontifice Venetiani erano constanti, et non -haveano voluto far pace con el Re de Franza, _imo_ pronti ad ajutar -re Ferando, _etiam_ Soa Santità omnibus modis volse aiutarlo. Et a dì -30 Octubrio, come per lettere del mio carissimo Francesco Zorzi, fiol -di l'ambassador nostro, el qual a Roma _etiam_ se ritrovava, et dal -qual, essendo accaduta la egritudine mia di febre quartana, nel qual -tempo scrissi et compilai questa gallicha ystoria, havi molti advisi di -cosse succedeva, degne di memoria, perchè, _alio modo_, non poria haver -compita la verità di questa opera, perchè non potendo inquerir le nove, -quelle non poteva scriver; _ergo, cum_ aiuto de molti necessario mi -fu, da primo Septembrio fino a la fin de questo, intender et inquerir -quello seguiva; et sopra tutto la verità. Hor, nel zorno sopraditto, -se partì di Roma... Alfonso spagnolo, parente dil Pontifice, con -cavalli 100, et andoe versso Napoli in aiuto di re Ferando preditto; -et ancora lo episcopo de Concordia, in questo zorno partì di Roma per -andar legato al Re de' Romani, zunse a Venezia, come dirò di sotto. -El sig. di Pexaro con la moglie, fia dil Pontifice, in questo tempo se -ritrovava a Roma. Et bellissimo fo a veder, la vizilia de Ogni Santi, -el Pontifice aparato in capella, et servito dal rev.mo cardinal Ascanio -et San Zorzi, _juxta_ il solito, _tunc_ più veterani diaconi, e l'uno -tirarli la mitria, l'altro la beretta; et el cardinal S. Chimente -al servir del teribolo; lo episcopo Antivarense tene el libro sopra -la testa, quando el Pontifice disse l'oratione; et l'arziepiscopo de -Nicosia, patricio nostro de casa Priola et molto mio amicissimo, tenne -la candela. Et cussì disseno vespero con XX cardinali, oratori dil -Re di Romani, Spagna, Veneto e Milan,_ etiam_ do dil Re di Hongaria, -auditori de Rota, cubicularij, arziepiscopi et episcopi assai. Et poi -el Pontifice dette la beneditione, et fo portado da 6... sopra una -carega a torno la chiesia; et, come mi fo referito, bellissima cossa -a veder. Et poi, el zorno de Ogni Santi, cantò la messa el cardinal -Chartagenia; et el zorno de' Morti el cardinal S. Dionise, franzese. -Et benchè questo non sia a proposito, pur ho volato qui scriver. Et -in questo mezo, el capetanio de Hostia, monsignor..... di Guerra stava -malissimo et in ponto di morte, _tamen_ poi varite. In quella terra si -tenia per il Re de Franza, et era molto contraria a vegnir vittuarie a -Roma, _licet_ non desse fastidio. - -Ritorniamo a le cosse de Napoli. Partita l'armata franzese de Napoli, -la nostra la seguitava; et non potendo far nulla, se retirono a -Castello a mar, perchè la franzese era intrata in Salerno. El Castel -Nuovo a Napoli tirava continuamente a la terra con ruina et danno -assai. Et el re Ferando con el campo a dì 4 (_andò a_) Nocera, et non -volendosi arender, li deteno la battaglia, et prese ditta terra, et -poi il castello, et la messeno a sacho tutta, et li huomeni fonno dati -presoni a le zente d'arme. Nel castello era la dona dil conte Montorio, -la nuora, el primo et secondo genito; _item_ la moglie et figli de -Salvador Zurlo, et altre donne con molte loro cosse. Et a Napoli la -torre de Santo Vincenzo è bombardata continuamente da le artilarie dil -Re, et feva gran danno. Et a dì 12 Novembrio, per lettere di Napoli, -se intese el prencipe don Federigo attendeva a tirar a la cittadella -con la bombarda pontificia, et cascò el castello con morte de homeni -X de Ragonesi. Et el Re, considerando el suo prosperar et haver aiuto -consisteva tutto in haver la Signoria de Venetia propicia, et havendo -oltra li oratori mandati alchuni secretarii, i qual saranno nominati di -sotto, scrivendo le cosse di Venetia, _unde_ terminò mandar el conte -domino Hieronimo de Totavilla, fo fiol dil cardinal Roan, et con Soa -Majestà in benivolentia, _nomine suo_, a dicta Signoria; et a dì X -partì di Roma, andoe prima a Milan, _demum_ a Venexia, come el tutto -sarà scritto di sotto. _Etiam_ Alvise Ripol, secretario dil Re, partì -di Roma et venne a Venexia dove stette tre zorni. In questo tempo el -sig. Prospero Colonna, essendo con zente per ditto Re in Apruzo, dette -rotta a Carlo de Sanguine. Et li soldati franzesi, a dì X Novembrio, -erano parte a Ivolo et parte a Salerno, e 'l campo dil Re a Sarno. Vene -l'armada franzese nel colfo de Salerno, et la veneta a Castelamar, et -la regia a l'incontro di l'altra franzese. Et è da saper che a hora le -cosse dil re Ferando comenzoe a prender assa' buon fin; _tamen_ mancava -li danari, et vollevano comenzar adoperar li arzenti ecclesiastici, -a far moneda di manco precio et valuta, con far valer il terzo più; -_tamen_ non fece, _licet_ fusse grandissimo bisogno. - -A dì 17 Novembrio, per lettere havi da Roma dal mio carissimo Francesco -Zorzi, di l'orator fiul, come havea da Napoli che il Re, habuto -Montorio, à preso el Duca de Lege, che già sotto fede fuzite. - -A dì 13 Novembrio fo dato la battaglia a la cittadella de Napoli, non -ordinatamente ma per experimentar le forze de' nimici, et veder che -zente erano. Et fo arbitrato esservi zercha 400. La qual battaglia -fo data animosa et gagliardamente, et fo scalata et montato sopra lo -primo reparo, drieto al qual i era altri repari fatti per li nimici, -li qualli erano da lor guardati e defensi con pietre et pignatte de -foco, calzina et olio, et _cum_ ballestre, schiopetti et lanze. Et per -convenir scender, per montar poi a l'altro riparo, forno li nostri, zoè -Aragonesi, constretti a cessar la battaia. In la qual morì tre nostri -et alcuni feriti; ma de li nimici, da le artilarie regie molto più ne -fonno morti et feriti. A dì 14 la Majestà dil Re essendo stato 4 zorni -a Napoli, se ne tornò in campo a Sarno. Et in questa matina la nostra -armada se redusse a Mergolino, et tre galie a le Madalene andoe per -condur zente a le nave zenoese, et preparavasi _etiam_ certe barche, -erano a Castelamar, per esser tutte di compagnia adosso l'armata -inimica. La qual, a dì 13 ditto, a hore 18, si levoe da Salerno, et a -li 14 fo vista fra Capri et Yschia, et tenne la volta di Gaieta, ma per -li venti che era..., che si non bonazava non si potevano levar, steteno -tanto a farse bon tempo, che ditta armata nimica zonse a Gaeta. Et a -Salerno, a dì 14 ditto, zonse don Juliano, che era al monte, con zercha -cavalli 200, et si trovò sotto Ariano con Carlo de Sanguine e Paolo -Orssini. - -È da saper che, havendo diliberato la Signoria nostra, a dì 5 ditto, de -dar aiuto a re Ferando, come dirò di sotto, de mandarli 1000 cavalli -et 1000 stratioti et 1000 fanti, come scriverò di sotto al loco suo, -questa tal nova andò prestissima a Napoli, et zonse a dì 12 ditto: -_unde_ tutta la terra, _maxime_ quelli ch'amava casa da Ragona,... -consol nostro per intender la verità et tenor di le lettere, havia -aviso di questo. Et subito mandoe a notifichar questo a la majestà -dil re Ferando in campo. _Tamen_ ditto pressidio non andoe, per le -cosse seguite, come intenderete. Et cussì esso Re, come have a piacer -di questo, cussì mons. di Arzenton, ambassador dil Re de Franza, che -_tunc_ se ritrovava a Venezia, have altrettanto dolor, vedendo la -Signoria disposta in aiutar Ferando. - -A dì 16 ditto l'armata nostra si ritrovava tra Pizo e Baia, et in -questo zorno don Federico, prencipe de Altemura, partì di Napoli, et -venne lì a conferir con Hieronimo Contarini, provedador di l'armada, et -poi ritornò a Napoli. L'armada nemica era zonta a Gaeta, et li nimici -col campo a Salerno atendevano a farsi forti. Et in Apruzo el marchese -di Martina si scoprite nimico dil re Ferando, et a Napoli fo retenuto -el suo canzelier. Et bombardavano la cittadella, facendo el Prencipe -far certe cave subteranee; et vedendo il Re che 'l soccorsso, dovea -mandar la Signoria a lui, era za in camino, era stà suspeso, mandoe uno -suo secretario, chiamato Zambattista Charaffa, et zonse in questa terra -a dì 22 ditto; _tamen_ nulla fece. - -A dì 27 ditto, re Ferando essendo venuto di campo a Napoli, in questo -zorno feze dar la battaglia a la cittadella; la qual, posto fuoco -a li portelli per le cave, incontinente ruinò quasi tutta, et in -poco spacio vigorosamente fo presa, et _non solum_ la cittadella, ma -_etiam_ il paradixo et case matte fece far re Alphonso, con tutto zò -che è intorno, per modo che restò el castello smembrato in tutto. -Alchuni de li nimici fonno morti, ma la più parte si salvorno nel -ditto Castelnuovo. Et intrati aragonesi dentro, trovono assa' roba -et artilarie; et il pane manzavano franzesi, tristissimo, poco e -mal conditionato. Et quelli di la terra feceno gran dimostration di -alegreza per questa felize zornata, et per importantia di la cossa, -perchè _solum_ il castello rimase, et senza modo di haver sufragio, et -se intendeva con poche vituarie. - -In Puia in questi zorni zercha 1000 persone se adonoe a uno, fra Andre -et Barletta e quelle terre convicine, per andar a la expugnation di -Quarate, che ne li dì precedenti levò le bandiere de Franza. Et questo -a Napoli se intese per lettere di 21 da Trane. - -A dì 29 ditto, da sera, s'have la torre di San Vincenzo, et _continue_ -si messeno nostri a bombardar el castello, el qual non feva difesa, nè -apareva persona, et non potea haver aiuto ni soccorsso. - -In questo mezo li nimici a Salerno attese a far zente; poi veneno a San -Severin, per haver quel castello; dove era 100 fanti dil re Ferando a -custodia, et li nimici erano più di le zente regie, et haveano molte -artilarie, et mostravano vegnir a trovar el Re. Et vedendo el Re che -in questo consisteva tutto, mandò a Napoli a dimandar 500 fanti, et -cussì fonno mandati. Et el Re volsse mandar 200 fanti in aiuto dil -castello di San Severin, et il castellan non li volsse, dicendo era -bastante, con li fanti havia, di resister a' Franzesi. El sig. Fabritio -Colonna con le sue zente venne per augumentar l'exercito regio, zoè -zercha 250 homeni d'arme. Et zonto a dì primo Novembrio a Nola, andoe -poi in campo dil Re; _etiam_ alcuni stratioti eran in Puia. Et ancora -in questi zorni zonse le zente dil conte de Matalone, sì che Ferando -si andava ingrossando, et molto desiderava lo aiuto di la Signoria -nostra, _tamen_ però non volleva far cauto essa Signoria, la qual -spendeva et havia speso. Et zercha questa materia più avanti sarà -scritto. Et questo basti quanto a la descritione di le cosse di Reame; -pur non restarò de scriver come in questi zorni el duca di Melffi, -el qual l'era aragonese et con re Ferdinando, in Napoli, da quei dil -Castelnuovo con artellarie fo morto. - - -_Cosse seguite a Venetia et in altri lochi de Italia dil mese de -Octubrio et Novembrio._ - -Benchè di sopra habi assa' scritto di le cosse di campo, ne le qual -molte deliberation dil Senato è incluse, et però non mi estenderò in -scriverle; ma _solum_ che nel principio de Octubrio, quando el duca -de Milan era su le pratiche, et havea concluso la paxe con el Re de -Franza, et el nostro exercito, che lo havea aiutato fino a hora, eran -ne le sue mane, dubitando nostri di quello haveria possuto intervenire, -feceno molte consultatione, _adeo_ che in X giorni fo pregadi 8 fiate, -scrisseno lettere a li rectori di la terra dovesseno star provisti, et, -a bisogno, cavalchar, si alcuna cossa li fusse comandata. Ma, venuto -di qua de Tesin et Oio l'exercito, nostri hebbeno grandissimo contento -et piacer; et el Duca de Milan scrisse a la Signoria, che, non ostante -questa paxe, volleva esser ne la liga et in miglior amicitia che mai -con la Signoria nostra, a la qual era ubligato _dum spiritus regeret -artus_. Et ancora el Duca de Ferrara, ritrovandossi al Re de Franza, -scrisse a la Signoria come sperava far cossa saria grata a quella, con -honor e reputation, per modo che ogni uno conoscerà lui esser fiul di -la ill.ma Signoria, al despetto do quelli mormoravano de lui. - -Venne a Venetia in questi zorni uno orator dil subassì di la Valona, -vestito a la stratiota, et menoe tre belli cavalli con sella, archo, -tabarho e carcaxo, et una balla de tapedi; le qual cosse donò a la -Signoria per uomo dil Signor Turcho, offerendo a soe spexe X in XV -milla cavalli de' Turchi, a ogni bisogno, contra el Re de Franza. Et -el Prencipe rengratiò el signor de tal offerta. Et ditti cavalli, de -ducati 100 il pezo, donoe uno al conte Bernardin, era qui a Venetia, -et li altri do mandoe al conte de Petigliano, era a Bergamo, venuto da -Milan, _tamen_ non varito ancora, et dovea vegnir a Venetia, et pocho -da poi vi venne. - -A dì 12 Octubrio, nel Conseio di Pregadi preseno di desarmar la barza, -capetanio Thomà Duodo, et 4 galie de Candia mal conditionate. Et -Bortolamio Zorzi, provedador di l'armata veneta a Corfù, come è scritto -di sopra, al qual governo di l'Arzipielago et custodia al mar dal -capetanio era dato, a ciò corssari non vi stesse et danizasse nostri; -el qual..., come a dì otto Settembrio, come havia trovato in quelli -zorni do fuste andava in canal di Negroponte a tor archi et altre -cosse per Camallì corssaro, era in Barbaria con cinque altre fuste, et -quelle prese insieme con una galia de Candia, soracomito Marco Grioni, -et l'altre erano rimaste in l'Arzipielago. Fo examinato quelli di le -fuste, inteso come ditto Camallì era per vegnir, zoè a dì tanti di -Ottobre, a la Fangagnana et poi a Cavo Bon, andrà poi a Malta. _Unde_, -fatto impichar ditti turchi, scrisse questo al capetanio zeneral, che -dovesse andar, parendoli, o mandar galie per scontrar ditto Camallì. Et -lui mandoe tre galie a quella volta, desideroso de trovarlo. - -In questi zorni, el Ducha de Milan havendo fatta la paxe con el Re -de Franza, senza far altra consultation con li colligati di la liga, -dubitando el Re et Raina de Spagna non havesse a mal, maxime havendo -usato il suo orator quelle parolle ho scritto, mandoe in Spagna uno -orator, chiamato domino Joanne de Gallarà, con li capitoli di la pace. - -A dì 14 Octubrio a Fiorenza morite mons. di...., era lì per nome dil Re -de Franza; et questo per egritudine presa sotto Pisa. Et a dì 15 ditto, -lì in Fiorenza fo sepulto con grandissimo honor. - -El campo de' Fiorentini in questi zorni, governato per il Ducha de -Urbin, si levoe de l'impresa di Pisa, e andoe a Pogibonsi. Questo, -perchè Piero di Medici, come ho scritto di sopra, a Roma havendo -asoldato assa' fanti, insieme con el sig. Virginio Urssini, nominato -di sopra, et con assa' zente d'arme vollea venir e intrar in Fiorenza -et ritornar nel stado; di la qual cossa Fiorentini molto dubitava, et -però fece levar il loro campo di Pisa per andar contra Piero, _quam_ -per esser l'impresa di Pisa molto difficile, et indurati erano Pisani -a (_non_) volerssi render. Hor ditto Piero prese alchuni muli di -Fiorentini, andavano con robe a Roma, fo divulgato numero 30, et con -aiuto de' Senesi, volendo _etiam_ aiuto di Perosa, _unde_ necessario -li era di aiutar Baioni contra li Odi foraussiti. Et però, con 3000 -fanti et 600 huomeni d'arme, ditto sig. Verginio et Piero di Medici -al principio de Octubrio veneno versso Terni contra ditti Odi, per -venir in aiuto de' Pisani, poi contra Fiorenza, havendo molti che lo -seguitavano in ditta città, _licet_ quelli governavano el stado li -fusse nimicissimi et di contraria parte. Et andati a campo a Gualdo, -per lettere de 5 Novembrio da Roma se intese hebbeno ditto castello, -salvo l'haver et le persone, zoè capitolono di rendersi a Baioni, -_tamen_ l'inganono, et tolse soccorsso da li Odi et da Foligno, et -non attese a la promessa, per modo che questo campo di nuovo convenne -piantar le bombarde et bombardar ditto castello; et _tandem_ a dì 19 -Novembrio hebbeno ditto castello per forza, et quello fo messo a sacho. -Et Piero de' Medici fo a Siena, et have promission de haver soccorsso, -et poi tornò in campo. Et el Pontifice tenia da lui, et scrisse al -magnifico Zuam di Bentivoj volesse vegnir in soccorsso di ditto Piero; -et el cardinal de' Medici, suo fratello, andoe a la fin de Novembrio -a Milan, a pregar el Ducha volesse tenir suo fratello. Et in Fiorenza -erane pur qualche rumor, et li favoriti de Piero si reducevano insieme, -et se udia qualche voce che diceva: se non si cala el pan, chiameremo -Piero et Julian. Et _etiam_ una notte fo chiamato per molti: Bale! -Bale! Et per la Signoria non fo fatto provisione nè inquisitione, -chi fusseno. Et Fiorentini mandono tre oratori a Milan; et, come -per lettere di 23 ditto da Roma, intesi che uno franzese, chiamato -Lanzainpugno, et era a Fiorenza per nome dil Re, et andò a Pisa per -far quella consignar a' Fiorentini, et Pisani retenne el ditto. Et el -castellan franzese, chiamato mons. d'Antreges, el qual era sopra et al -governo non _solum_ de Pisa ma de Serzana, Serzanello et Pietra Sancta, -terminò di voler abitar et morir a Pisa; et questo per dubito che, -ritornando in Franza, el Roy li haveria fatto oltrazo, _unde_ se maridò -in Pisa, et ivi restoe. El qual, per esser molto amico di mons. di -Lignì, zerman dil Re de Franza, nominato di sopra, al Re comenzò a non -esserli più in gratia questo suo cusino, imo privò di la soa corte, che -prima sempre steva con lui; et andoe, come disperato, im Picardia. - - -_Copia de una lettera de Piero di Medici a don Antonio Spanochij, -orator di Siena, a Monte Pulzano._ - -Magnifico missier Antonio, patron mio. - -Perchè siamo questa matina stati con el sig. Verginio, el qual se -trova qui a le Tavernelle con tutto el campo, vi spacio la presente, -a ciò che sia Vostra Magnificentia informata de tutto, et che el sig. -Verginio con tutto el campo nostro se ne vene da matina sopra a la.... -a mia 3, et l'altro sopra di Castiglion del lago, dove intenderà -Vostra Magnificentia quello che se deliberarà, zoè de passar di costì -o di tener qualche cosa di qua da le Chiane. In questo mezo Vostra -Magnificentia stia ad hordine di le victuarie et artilarie et altre -cose, a ciò che quello li fusse adimandato, sia subito expedito; -che, come vede Vostra Magnificentia, questo è termene brevissimo. Me -ricomando a quella. - -_Ex Castro Plebis, die 17 Novembris 1495._ - - PETRUS MEDICES. - - -In questo mezo, Pisani mandò a Venetia uno suo cittadino, chiamato Zuan -de Lanti, per ambassador de quella comunità a la Signoria, a la qual -se volevano dar et levar San Marco, et che la Signoria li mandasse uno -Provedador et volesse adaiutarli, che non venisseno sotto Fiorentini. -Et benchè ancora Franzesi havessino el dominio di la cittadella, -_tamen_ Pisani con lor conseio governavano le cosse; et Frachasso -se trovava lì, mandato, come ho scritto di sopra, con 400 cavalli; -ma al presente le soe zente eran licentiate, et lui rimase lì quasi -come cittadin a goder certi soi beni. Et zercha questa cossa di Pisa -fo fatto molti consegli, disputatione _quid fiendum_. La qual terra -è camera de l'imperio, et molto lontana sì da mar come da terra da -darli soccorsso, et non senza gran spesa si harebbe mantenuta _unde, -pro nunc_, fo terminato non torla, per dimostrar a tutti, Venetiani -non esser cupidi di stado, ma volonterosi dil ben et pace de Italia. -Et poi ancora ne venne un altro loro orator, chiamato Silvestro del -Tignoso; et altri ambassadori pixani, se ritrovavano a Roma, solicitava -di questo Hieronimo Zorzi, cavalier, orator nostro; _tamen_ nostri non -volsse. - -A dì 17 Octubrio fo fatto una cria su la piaza de San Marco et in -Rialto, che conzosiachè li savii deputadi sopra la sanitade havia -inteso a Siena, Fiorenza, esservi la peste, a ciò non imbratasseno -questa città, niun di ditte terre vi potesse, _pro nunc_, qui venire. - -In questo mezo, el Re de Franza era pur anchora a Verzei, con el -Ducha de Ferrara, et stava in consultatione; et fo divulgato el Ducha -d'Orliens doveva andar versso Zenoa, poi a l'impresa di Napoli con -mons. di Lignì, et el sig. Antonio Maria de San Severino; et lì a Zenoa -el Re volleva far armar alcune nave, come più avanti scriverò. Et poi -ditto Ducha de Ferrara andoe a Zenoa a tor el dominio dil Casteletto, -et quello haver; et vi messe dentro a custodia un conte Girardo Rangon -da Modena. Et el Re licentioe li sguizari et altri pedoni, et cussì -bona parte di le sue zente ritornava in Franza, et questo per non -aspettar le neve a passar li monti. Et la Majestà sua, a dì 23 ditto, -per lettere di Hieronimo Lion, cavalier, orator nostro a Milano, se -intese partito da Turin, andò a Susa, _demum_ a Garnopoli, dove, per -lettere da Lion fo divulgato, qui si amaloe da ponta. Et, varito, -andoe di longo a Lion, dove venne la moglie et el Ducha de Borbon, -suo cugnato, et ricevenno Soa Majestà molto volentieri, et qui restoe, -ordinando un parlamento. Et el cardinal S. Piero _in Vincula_, in molta -gratia et benivolentia col Re, imo sdegnato partì, et andò in Avignona -al suo episcopato. El cardinal di Zenoa, avanti andasse el Re de là da' -monti, venne a Mantoa, et ivi è et stassi. Et Zuan Jacomo di Traulzi -rimase con zente in Aste. Et fo divulgato el Ducha de Orliens dette -Aste con tutte le jurisdition al Re, et contracambiò per un altro stado -in Franza. - -A dì 22 Octubrio, havendo inteso la Signoria che 'l conte Nicola -Ursino di Petigliano, governator di le zente nostre, venne per Po in -questa terra, fo preso nel Conseio de Pregadi de darli el bucintoro -per honorarlo, et far cinque paraschelmi, _juxta_ el consueto; et fo -preparato in la caxa dil Ducha di Ferrara, vicina a la mia. Et zonto -a Chioza, da Stefano Contarini, podestà, fo _honorifice_ ricevuto, et -mandatoli contra alchuni patricii fino a Chioza per honorarlo; et per -sier Nicolò Michiel, dotor, più zovene, li fo fatta una oration latina. -El qual dicendo non intendea latino, la fece di nuovo vulgare, et -sempre sapientissima. Et in questo zorno, venuto di longo, el Principe -con la Signoria, oratori et il Senato li andoe contra fino a Santo -Antonio, et quello _benigne_ ricevete. Et era vestito di bianco tutto a -la longa, con do berette in testa, una di le qual _nunquam_ si cavava -per esser toso, et questo habito havia per el vodo fatto; _tamen_ non -era ancora varito di la piaga et ballotta have. Con lui vene uno fiul -di età circa anni 20, et do medici che 'l Ducha de Milan mandoe con lui -per medicarlo _continue_. Et smontato a ditta caxa, la Domenega poi, -fo a dì 25 ditto, andò a la audientia da la Signoria, acompagnato da -molti cavalieri et patricii nostri. Et ditto conte, volendo la Signoria -far il tutto per cavarli quella ballotta, mandoe do soi medici phisici -excellentissimi, lezeano a Padoa, zoè maistro Zuanne da l'Aquila et -maistro Hieronimo di Verona; i qualli fonno a la sua cura, _tamen_ non -poteano trovar la ditta ballotta; era _etiam_ ciroyci, _ut supra dixi_. -Et per la Signoria fo provisto di darli ducati 25 al zorno, per farsi -le spexe. Era con zercha 60 persone, et ditto conte stava in casa, -hora in letto, hora im piedi; et è huomo di grandissima auctorità et -governo, di anni zercha 52, et molto va seguendo hore astrologiche; -_unde_, havendo nostri diliberato di darli el baston et stendardo -di governador, lui volsse li fusse dato uno zorno era...., fo 19 -Novembrio, come dirò di sotto. - -A dì 26 ditto, nel Conseio di Pregadi, havendo richiesto per sue -lettere licentia di partir, Antonio Grimani, procurator, nostro -capetanio zeneral da mar, era a Corfù, non molto sano per la egritudine -hauta, dicendo in ogni tempo poi era preparato a servir la Republica, -per la qual havia et era disposto di poner la vita; _unde_ fo preso che -ditto capetanio venisse in questa terra a disarmar lui solo, et _tamen_ -a niun di le altre galie fo concesso questo. - -In questi zorni venne nuove, come Jacomo Capello, capetanio di le galie -di Barbaria a Tunis, essendo con l'altra galia a la vela, prese una -barza biscaina, di botte 400, andava in corsso con homeni 60 suso, et -uno altro navilio picolo. Li homeni fece apichar, et la barza abrusar. -El qual corssaro, nome havea Nicolò Bonfio, byscain. Et fece brusar -tutto, fuora l'artilarie et corriedi. Et ditto capetanio corsaro fuzite -con una barzetta picola, et le galie li dava lo incalzo. Et questo -intravenne a dì... dil mexe di Avosto passato. - -Venne uno secretario di re Ferando, chiamato Vicentio de Laudato, di -Gaeta, con molte zoie in questa terra, per haver danari sopra. Li qual, -parte have da uno Joam Beltrame, chatelano, che za stava a Napoli, -ducati 6000 im prestedo, et 2 millia dovea haver da esso Re; sì che -venne a esser creditor di 8000 ducati. Et pur trovato altri danari, -ritornoe a Napoli dal Re, che molto li bisognava danari, per pagar le -zente teniva in campo, et in Napoli, et altrove. - -A dì 31 ditto, nel Conseio di Pregadi fo preso di far uno provedador a -Monopoli, loco aquistato in Puia, con ducati 500 l'anno, netti; stagi -doi anni; meni con si uno Vincenzo, doctor, uno canzelier, al qual se -provederia di salario per la Signoria, per esser quella terra stà fatta -exente per X anni per el capetanio zeneral nostro, et tegni 4 cavalli -et 4 famegli. _Item_, habbi in ditta terra do contestabeli, con fanti -100 l'uno. Eravi _tunc_ provedador Nicolò Corner, era soracomito, -messo per el zeneral. Et cussì, a dì 3 Novembrio, nel ditto conseio per -scurtinio fo electo Alvise Loredan, era a le Cazude, nominato di sopra; -et acceptoe; _tamen_ non se partì fino a dì 22 Zener, come dirò di -sotto. - -A dì 3 Novembrio, per lettere di Modon se intese, Camallì turcho, -corsaro, era zonto con tre fuste a Negroponte, et do caravelle; havea -fatto presente a quel subassì, suo amicissimo, de molti schiavi et -robbe; et quel Camallì era stato fin hora in Barbaria. - -A dì 4 ditto, zonse in questa terra mons. di Arzenton, ambassador dil -Re de Franza, stato in questa terra; et vene per Po da Milan. Et fo -ordinà da la Signoria mandarli alchuni patricii contra _tamen_ pochi -vi andoe. Alozò a San Moisè, in casa di Mattio Baroni, sopra Canal -grando; et li fo fatte le spexe per la Signoria, al contrario di quello -feva el Re, et cussì ogni altro re a li nostri oratori, che non li -fanno le spese et, _mirum!_ tutti oratori de Re _etc._ Et venne con -zercha X persone. Et a dì 5 fo a la Signoria, a la qual fo acompagnato -da alcuni patricii. Et zonto a l'audientia, el Principe, _juxta_ el -solito, venuto contra a la fin dil mastabè, li disse: Monsignor, sete -venuto magro, et, _in veritate_, era la verità. _Unde_ lui rispose: -Serenissimo Principe, li fastidii di la guerra fa cussì; et _etiam_ le -bone spese mi faceva far la Vostra Signoria, quando era qui, mi faceva -far bona ciera. Et poi expose, da parte dil suo Re, come amava questa -Signoria, et volleva haver bona paxe, et _versavice_, exortava li fusse -servato la lianza promessa, et che quella non se impazasse in ajutar -Ferandino, perchè d'ogni modo l'hera deliberato esso Re di repeter, -et _iterum_ ritornar in Italia, et aquistar ditto suo Regno. Et la -Signoria volse observarli tre capitoli li era stà mandà, do di campo. -Or fo tolto rispetto di farli la risposta. Et chiamato el Conseio di -Pregadi, consultato quello si havesse a risponderli, et _tamen_ terminò -di farli questa risposta, la qual _in scriptis_ sarà qui posta, a -ciò si veda tutto ordinatamente. Et la copia di la ditta responsione -fo mandata a li colligati, a ciò vedesseno con quanta sincerità si -procedeva. - -A dì 5 ditto zonse in questa terra Bernardo Contarini, nominato di -sopra, che era stato provedador sora i stratioti, et _valentissime_ -si havia exercitado, come più volte di lui ho scritto; _tamen_ pocho -stette, che fo mandato al governo de stratioti, per mandarlo in Reame; -_tamen_ restoe a Ravena; et stratioti venuti in questa terra, zoè -quelli fonno licentiati, et volendo ritornar nel ditto loro paese, -quivi spese assa' danari in panni, lavor di seda, taze d'arzento et -altre cosse. Et questo è signal che di prede et botini haveano ben -guadagnato. Et in segno de bon servir, poi, a dì ditto, venuti alchuni -capi a la presentia dil Principe nostro, i qualli fonno carezati, et -per suo bon servir di Piero Busichio, da Napoli di Romania, monoculo, -ditto Principe nostro in colegio lo fece cavalier di San Marco; et fo -vestito con una casacha di panno d'intorno d'oro, et rimase di qua; et -con la sua compagnia di cavalli 200 andoe _etiam_ a Ravena. - -In questo zorno, a dì 5 Novembrio, da poi disnar, da poi la matina dato -audientia, a ciò el conoscesse che la Signoria nostra era disposta -ad aiutar Italia, et _maxime_ ritornar don Ferando in pacifico stato -dil Reame, chiamato el Conseio di Pregadi, preseno di mandar a Napoli -Bernardo Contarini, era quel zorno venuto con 1000 stratioti, cerniti -de tutto el numero. _Item_, 1000 cavalli lizieri, zoè el sig. de Rimano -con la sua conduta, et el sig. de Pexaro. _Item_, 1000 provisionati; -et mandar ducati X milia a esso Re, a ciò se aiutasse in questo -bisogno. Et subito, la sera driedo fo facto queste provisione, ditto -Bernardo Contarini, _licet_ assai si havea affaticato, pur per servir -la Republica, _etiam_ havea ducati 100 al mexe, se partì, et andato -a Padoa, cavalchoe versso Ravena per andar in Reame. Et a dì X ditto, -passò per Ferrara 400 stratioti ben in ordene, gridando: Marco! Marco! -Ferraresi cridavan: Franza! Franza! Et un puto che gridò: Marco! per -Ferraresi fo batuto assai; et si pol dir: _Mala mens, malus animus -fecit hoc_. Et tre hore da poi passò ditto Provedador con altri -stratioti. Smontato, andò a visitar Zuan Francesco Pasqualigo, doctor -et cavalier, vice domino, et _demum_ a Ravenna andoe ad aspetar mandato -ducal. Et cussì dietro andò Piero Busichio con altri 250. In tutto, -a Ravena s'adunoe stratioti 300. Et ancora fo scritto a Napoli, li -mandavano questo soccorsso, al Pontifice, el qual hebbe grandissimo -piacer; et _etiam_ scrisse a Milan, pregando el Ducha volesse far -questo medemo. Et fo fato capetanio de fanti Francesco Grasso, -capetanio di la cittadella de Verona, per collegio, et 5 contestabeli -con 150 fanti ognuno, et al Grasso 250. I quali fonno questi deputati: -Marco da Rimano, Antonio di Fabri da Ravenna, Francesco da Maran..., -Zuan Dedo da Feltre et Zuan de Feltre, fo fiul de Zuan Gotardo, doctor; -_tamen_ non andono. Et è da saper, come se divulgava che, dovendo la -Signoria nostra torse la guerra con el Re de Franza, aiutar Ferando -et spendar li suoi danari, metando decime per tegnir, come fevano, -XX galie a Napoli, mandar 1000 cavalli lizieri, zoè stratioti, 1000 -cavalli di zente d'arme, et 1000 fanti, necessario era esser cauti -da la spexa; et se diceva per questa terra, che nostri havea concluso -_cum_ li ambassadori dil re Ferando era qui, che la Signoria havesse -alchune terre in la Puia; _tamen_, poi acadete che 'l Re se mutò de -opinion, et non volse far nulla, ma slongava el concluder. Et vedendo -questo, Venitiani mandoe a suspender l'andata de stratioti, et li fanti -et cavalli; et li stratioti con Bernardo Contarini restono a Ravena, -et sono ancora fino al presente. Et pur l'armata volseno poi che ora -restasse a Napoli. - -A dì 6 ditto, zonse in questa terra uno ambassador dil Ducha de Milan, -chiamato Lorenzo de Orfeo de Mozanega, era sopra tutte le zente d'arme -duchesche in campo; et venne per Po. Et la matina, andato di sopra -Tadio de Vicomerchà, cavalier, era ambassador _etiam_ di esso Ducha, -qui in collegio a la audientia, et exposto quello volleva, presentoe li -capitoli di la paxe havia fatto con el Re de Franza el suo signor. Et -disse come per questa paxe, el loro Signor non era partito di la liga, -_imo_ vollea esser più amico et ubligato che mai a questa Signoria. Et -poi, a dì ditto, partì et ritornoe a Milano. - -In questo zorno, a dì 6, el conte di Petigliano fo a veder l'arsenal, -poi le zoie, marzaria, far veri et altre bellissime cosse si mostra -a' forestieri quando veneno in questa terra; _tamen_ lassoe di veder -la più bella, che fo il nostro Gran Conseio; et dimandò si elexeno -li offitii et rezimenti ogni festa; et _etiam_ non era varito, et si -medicinava tuttavia. - -A li 8 ditto, essendo zonti Luca Pixani et Marchiò Trivixan provedadori -zenerali dil campo a Mantoa, sì come ho scritto, et il zorno drio, -insieme col Marchexe, capetanio zeneral nostro, andati fuora di -la terra contra li stendardi che fonno portati in Mantoa con gran -triumpho, zoè il stendardo de S. Marco, portato da domino Alexandro di -Gonzaga, et el baston arzenteo portato da domino Phebus di Gonzaga, -et cussì con gran festa menati et conduti in la terra. Et el zorno -drio, visto combatter uno lion con uno toro, ch'è bellissimo veder, -lì a Mantoa. Poi, montati insieme col Marchexe in ganzara, veneno per -Po versso questa terra, et zonti al Lago scuro, il sig. Sigismondo da -la ca' di Este, fratello dil Ducha, et don Sigismondo fiol dil Ducha -con molti cavalli venne a recever ditto capetanio et Provedadori. Et -el Ducha era a Zenoa. Hor zonti a Chioza, et _honorifice_ da Stefano -Contarini podestà ricevuti, alozono questa notte im palazo, dove fo -mandato molti patricii contra ditto capetanio, fino lì a Chioza; et poi -doctori et altri a Malamocho; et preso nel Conseio de Pregadi, _licet_ -un'altra volta havesse habuto tal pompa, di andarli contra la Signoria -con el bucintoro, et far bellissimi paraschelmi. Et fo preparato la -soa caxa, zoè quella fo donata al sig. Ruberto di San Severino, et in -questa Domenega fo desmesso Conseio, et tutta la terra era in festa. -Et a ciò venisse per tutto il Canal grando, fo ordinato smontasse esso -capetanio con li provedadori al _Corpus Domini_, et con li piati fo -menato _demum_ el Prencipe nostro sublime con la Signoria et Senatori, -et il Conte di Petigliano, pur vestito di bianco, oratori dil Re di -Romani, dil Re de Franza, mons. di Arzenton, dil Re de Spagna, do -dil Re de Napoli, do de Milan et uno de Ferrara, D. Tuciano, baron de -Ungheria, el conte Bernardin Brazo et altri conduttieri nostri, erano -venuti a inchinarse a la Signoria. Et acettato ditto capetanio dal -Prencipe nostro con grande dimostratione, et vene per Canal fino a -la sopraditta caxa, dove dismontoe. Havia con lui un fiul, fo di suo -barba sig. Redolffo, de età di anni.., et vestito di negro. Et a questo -Marchexe, _licet_ non volsse accettar le spexe, li fo dato ducati 40 al -zorno per cere et confetione. Et Marchiò Trivixan, provedador, el zorno -drio referite in collegio la soa legatione, et introe consier, come -era stà disignato. Et da poi disnar in Pregadi referite Luca Pixani. -Et poi, a dì 9 ditto, el Marchexe de Mantoa, capetanio nostro, andoe -a l'audientia a la Signoria, _publice_, et _demum_, a dì 11, _iterum_ -ritornoe. Et poi, a dì 13, da poi disnar, partì de qui; et fatto la -via per Padoa, andò a Mantoa. Venne con zercha 300 persone. Ancora vene -Hanibal Bentivoj, fiul dil magnifico Joanne, bolognese, con zercha 100 -persone; et li fo provisto di caxa, zoè quella di Hieronimo Donado, -doctor, et fradelli, in la contra' de' Servi; et che, poi se inchinoe a -la Signoria, a dì 13 ditto da matina partite, et ritornò a Bologna a li -lozamenti, seguendo la condutta con la Signoria nostra. - -A dì 8 ditto, ritornò et zonse in questa terra con un gripo Alvixe -Sagundino, fo secretario nostro al sig. Turcho, et a dì X referite nel -Conseio de Pregadi molte cosse di quel Signor et di Constantinopoli. -Tra le qual, come el turcho Baiazeto ha de intrata ducati do milioni -et 20 milia, li qualli tutti li spende in sei fiuli et 7 zeneri, che -a ciaschaduno tien corte separata; era homo quieto, ma stimolato da -uno suo bassà da guerizar, et se estimava fazi armata questo anno; et -che saputo a Costantinopoli dil conflitto col Re de Franza, un bassà -li disse: Bon secretario, la tua Signoria de' haver vodato tutti i -sachoni de danari in questa expeditione. Et lui subito rispose: El ne -sono de altri sachoni pieni, che non sono toccadi; et, se hanno svodà -i sachoni, hanno impito li canoni. Et che quando el Re de Franza era -in Italia, Turchi haveano gran paura, et el signor fece fortifichar -Constantinopoli et Pera, et per le mure messe le bombarde, et cussì -altri luoghi in marina, _maxime_ li castelli di Galipoli; et che ha -fatto galie zercha 200, tra nuove et vecchie, nove otto palandarie et -fuste assai; et, volendo, haveria grandissimo exercito; et che de li -fioli dil Signor, che sono 7, et chi dice 6, el primogenito attendeva -a piaceri, el secondo a cumular thesoro, et el terzo attende a le -arme et è ben voluto da tutti li populi; et se judichava questo terzo, -occorrendo la morte dil padre, sarebbe Signor lui; et che de' Venetiani -ivi si feva grande reputation, più che di stado de Italia. _Tamen_, -che per niun modo el Signor volleva bailo più nostro vi vadi là a -Constantinopoli, et esser però bon amicho. - -A dì 10 ditto, venne nove per lettere de la Londra, come a dì 5 -Octubrio Piero Bragadin, patron di quella galia di Fiandra che scapoloe -la fortuna, et le altre do si sumersse et rupe, come scrissi di sopra, -volendo ritornar in questa terra insieme con le nave, che, essendo in -Antona montato in barcha per andar a galia, con Baseio Griti, consul -nostro, et do altri patricii, uno Donado et l'altro Capello, fonno -presi tutti, avanti zonsesseno a galia, da una caravella de Franzesi o -vero de Bretoni, et si judichava fusseno menati a Onflor, loco dil Re -de Franza; _tamen_ non sapevano quello di loro fusse. Et poi, al primo -di Dezembrio venne lettere, come erano vivi a Onflor; a li qual era -stà dato taglia: al Bragadin et Griti ducati ottocento per uno; a li -altri do patricii, erano nobili di la galia, scudi 70 per uno; et altri -galioti et famegli, scudi 14 l'uno. Et cussì passono ste cosse. - -A dì 13 ditto, zonse in questa terra lo episcopo de Concordia, -vicentino di casa Chieregata, legato dil Pontifice, andava al Re di -Romani. Et li fo preparato a San Griguol, et andato a l'audientia da -la Signoria; _demum_ de lì a zorni 6 partite, et a l'altra legatione in -Elemagna si transferite. - -In questo mezo, a Zenoa se faceva novi preparamenti di armar 6 nave -per el Re de Franza, et mandarle versso Napoli; et a questo el Ducha -de Milan consentiva. Et ivi se ritrovava do, per nome di ditto Re, zoè -mons. Peron de Basser et un altro; et el Ducha de Ferrara havia hauto -el Castelletto de Zenoa, come ho scritto. Et per questa cossa de armar -molto si dolse nostri, et _etiam_ el Pontifice; el qual poi scrisse uno -breve a' zenoesi, admonitorio, non dovesse dar aiuto al Re de Franza -contra el Re di Napoli, altramente li haria per scomunicati. El qual -breve sarà scritto di sotto. Et fo divolgato ditte nave se armava, do -terzi a spese dil Re de Franza, et uno dil Ducha de Milan. Et zenoesi -dimandoe li fusse dato securtà, in caso che ditte soe nave grosse -fusseno brusate dai nemici, che montavano più de ducati 50 milia; et -cussì non havendo, quelli per el Re se ritrovava, de dargela, stevano -senza armar. Et quello seguirà qui a Zenoa, in altro libro _fortasse_ -sarà descripto, ma fin qui _satis est_. - -A dì 13 ditto, nel Conseio de Pregadi, vedendo esser necessario haver -capetanio zeneral maritimo, havendo dato licentia de repatriar a -Antonio Grimani, procurator, et per queste nave si armavano; _unde_, -preseno di far al primo Gran Conseio capetanio zeneral da mar, -homo maritimo et praticho; et venne per 4 man di election et per -scurtinio..., et a Gran Conseio el Trivisan per suoi meriti rimase, et -el zorno driedo acceptoe, dicendo esser pronto di servir la Republica. -Ancora fo preso de far riconzar le nave di Comun, era a Chioza; et fu -astretto le quattro ultime decime, a pagar per tutto el mese, a ciò -danari fussino recuperati al bisogno. - -A dì 18 ditto, havendo da Milan mons. Arzenton, ambassador dil Re -de Franza, hauto risposta da la Signoria di la soa richiesta, perchè -di lui volleva li tre capitoli scritti nel successo dil campo, et la -Signoria volleva al tutto liberar l'Italia et aiutar Ferando, _ergo_ -non fonno d'acordo; et però ditto sig. di Arzenton deliberò partirsse, -e andar dal Re suo per terra, et dimandoe li fusse dato li cavalli. -_Unde_ fu decreto darli do cavalli de terra in terra fino a Milan; et -scritto a li oratori nostri lo dovesse honorar, et farli le spexe; et -li fo dà braza 24 de veludo cremexin, in segno era accepto a questa -terra. Et cussì se partì, dolendossi non haver potuto otenir quello che -si credia, et tolse licentia da la Signoria, dicendo era tutto nostro. - -El Conte de Petigliano, sì come ho scritto, a dì 19 Novembrio, per -esser bon zorno, seguendo le dispositione di cieli, seguendo le -opinione astrologiche, volsse li fusse consignato lo stendardo et -baston di governador di le zente nostre. Et cussì fo ordinato de far, -et mandato molti cavallieri, dotori et altri patricii a levarlo di casa -con li piati ducal et assa' trombe. Andoe vestito con una veste bianca -brocata di soprarizo d'oro, cossa bellissima a veder, longa fino in -terra, la qual si havia fatto infra questi zorni. Et menato in chiesia -di San Marco, dove vi fo el Prencipe con tutti li oratori, et cantata -una solenne messa, _ut mos est_, per el Patriarca nostro, dil Spirito -Santo, da poi, davanti l'altar grando, per el Prencipe, con molte -ornate parole, li fo consignato el vexillo, ancora non compido, et il -scetro argenteo. El qual esso conte di Petigliano in sustantia rispose, -che tanto più fedelmente serà ubligado de operarse nel governo di la -militia veneta, quanto che lui conosceva che la Illustrissima Signoria, -di presone che lui era dil Re de Franza, l'havea facto libero, et de -morto per la ferita, l'havea facto vivo et risanato _etc._; promettendo -fedeltà. Et andoe per la chiesia de S. Marco, a presso el Prencipe, -con el stendardo avanti, et el baston portato da lui in man; _demum_ -ne li piati ritornoe a caxa con assaissime trombe, le trombe et pifari -dil Prencipe nostro, acompagnato da alchuni patricii; tra li altri vi -vidi Thomà Zen, cavalier, Marco Dandolo, doctor et cavalier, Jacomo -Contarini, Antonio Pizamano et Zuam Badoer, tutti doctori, et altri -patricii, et el conte Alvixe Avogaro, et el conte Bernardin, che dovea -dir prima, et altri assa' condutieri, et molti soldati erano _tunc_ -in questa terra. Et tutto quel zorno fo facto ivi gran feste de soni -et cridar de putti: Marco! Marco! _etc._ Et sempre fu fino caxa, esso -Governador tenia el baston in man. Et poi, habuto danari, a dì 24 -ditto, da matina, se partì di questa terra, et andoe versso Padoa, -dove fo assa' onorato; _demum_ a Gedi in Brexana, dove fo diputato -l'alozasse, per esser loco comodo a tal cosse. Et ivi andato, comenzoe -a far la soa conduta. - -A dì 19, per lettere di ambassadori nostri al Re de Romani, s'intese -el certo de la lianza, sì come ho scripto de sopra, et parentado facto -dil dito Re con el Re de Spagna, zoè el Prencipe, fio dil Re de Spagna, -primogenito, in la fia di esso Re de Romani, sorella di l'archiducha de -Borgogna, che era prima dedicata al Re de Franza; et esso archiducha -de Bergogna in la infante donna Joanna, seconda fia dil Re de Spagna; -et che, a Vormes, con li ambassadori de Spagna fo facta la solemnità et -cerimonie. Et _ita certum est_; ma di Spagna non si havia niuna nuova, -da le lettere di do Avosto in qua, che tutti se meravejavano, _tamen_ -vi fusse li corieri lì, et che niuno fusse ritornato. Pur se divulgava, -el Re havia voluto... in Franza, et cussì el suo ambassador era qui -tenia certo; _tamen_ la verità non se intendea. Et fo decreto nel -Consejo de Pregadi, che uno ambassador di quelli erano al Re di Romani, -et uno in Spagna, ritornasseno in questa terra, restando l'altro ivi, -o per tessera o per acordo. Et fo subito expedito le lettere in Spagna, -in Elemagna. Et di quella andoe in Elemagna, essendo li oratori andati -seguendo el Re, et, partiti di Vormes, in una terra chiamata Norlinga, -feceno dir una messa dil Spirito Santo, et butoe le tessere a chi -tocar dovesse di lhoro oratori repatriar; et tocoe a Zacaria Contarini, -cavalier, restar, et Benedetto Trivixan, cavalier, ritornar. E quello -_statim_, tolto licentia da la Cesarea Majestà, a dì 6 dil presente -mexe, partì e zonse in questa terra a dì 26 Decembre. - -A dì 24 ditto, nel conseio de Pregadi, in locho di Hieronimo Lion, -cavalier, ambassador a Milan, fo electo Nicolò Michiel, dotor _etc._, -era stà capetanio a Brexa; et per esser dil conseio di X se excusò; -_unde_, el zorno driedo, fo creato Marco Dandolo, dotor et cavalier, -che _alias_ era stà orator in Hongaria, et acceptoe. Ancora Hieronimo -Zorzi, cavalier, orator nostro a Roma, essendo stato assai a la -soa legatione, et con grandissima faticha di andar _quotidie_ dal -Pontifice, expedir ogni 3 zorni lettere a la Signoria, come facea, -esser vigilante et inquerir et advisar le cosse, _adeo_ che prendeva -molta faticha, più che l'età vi potesse portar, però che havia anni 64; -et havendosi assa' exercitato in questi zorni, scrisse exortando la -Signoria nostra fusse facto in suo loco, et dato in questi carghi ad -altri patritii, perchè quasi lui già non potea portar la faticha, più -che mai si affaticava. _Unde_ li padri di Collegio, a dì 11 Dezembrio, -nel conseio di Pregadi messeno parte di far orator a Roma in loco suo, -et li Senatori, considerando el buon portamento facea, et a li fastidii -di la Republica esser necessario haver tal sapientissimo homo e pratico -in corte, e _maxime_ essendo in gratia dil Pontifice, come era, et -altri reverendissimi cardinali, et, _conclusive_, benissimo si portava; -_unde, pro nunc_, non li volseno dar licentia, ma _etiam_ che fusse -creato in locho suo... - -Fo decreto, a dì... Novembrio, nel ditto conseio, che niun cavalier -di zente d'arme vi fusse, di altre terre che di quelle subdite a la -Signoria nostra; et questo per buon rispetto. - -A dì 23 ditto, zonse in questa terra uno secretario dil re Ferando -da Napoli, _licet_ vi fusse do ambassadori, chiamato....; et, fo -divulgato, _cum amplo mandato_ dil Re. Poi, a dì 16 Dezembrio, venne -uno ambassador di esso Re, nominato domino Hieronimo de Totavilla, -et alozoe a San Polo, et venne incognito et non con alchuna pompa. -El qual, prima venisse qui, fo a Milan; se judica a pregar el Ducha -non fusse contrario. Poi venne in questa terra per acordar che la -Signoria volesse mandar el soccorso al suo Re, senza il qual non potria -mantegnirsse nel Regno. Quello seguirà forse, _lector, scies_. Et in -questo medemo zorno, a dì 16 Dezembrio, se partì... a Napoli, Antonio -di Zenari. _Etiam_ venne Alvise Ripol, era a Roma, stè tre zorni, poi -se partì. In questi zorni tornò le galie di viazi, primo Baruto, poi -trafego et Alexandria, cariche di mercadantie et senza danno. - -Domente queste cosse a Venexia si fanno, non voglio restar scriver -quello acadete in Fiorenza, che, volendo pur al tutto ritornar nel -stato Piero de Medici, el qual con zente era a li confini; el qual, sì -come ho scritto nel primo libro, questa caxa di Medici per la venuta -de Carlo Re de Franza.... e non per errori che lui, Piero, havesse -comesso contra el stato, _unde_ Fiorentini deliberorno, da poi la -privation sua, in questi zorni, che l'anno sequente, _eodem die_ che -fu scazato, si congregorno tutti i mercenarii, el popul in piaza et -li... di Fiorenza in su la renga. Et uno de dicti signori declamoe -Piero di Medici per usurpator et per tiranno, commemorando come quel -zorno proprio fu scazato quello, mediante el qual con soi antecessori -el proprio dil comune era andato zerca anni 60 in oblivione, dicendo -che la plebe dovesse exclamar al cielo tre volte, ringratiando il -motor dil cielo che quel zorno compiva l'anno, zoè a dì 6 Novembrio, -la liberation di la libertà de la Republica, et perhò haveano decreto -dover quel zorno celebrar in tal memoria. El qual per non haver facta -niuna... nominata, lo dovesseno chiamar la festa de San Caza Pietro, -et che tutti dovesseno far festa, facendo molti convivij et grande -jucundità. Alcuni altri de li seguazi, non dil populo ma più presto de -la casa de' Medici, vedendo el mondo non esser stabile, se la ridevano -di tal cossa, andorono in alchuni colloquij tra lhoro, dicendo questi -pronosticavano la festa di Pietro deve ritornare nel stato. Et vedendo -Fiorentini poi che Pietro procedeva, e veniva con zente contra, feceno -di lo stado di dieci di la guerra, primo Filipo Pandolfini et Paulo -Antonio Soderini, i qualli erano di seguazi di esso Pietro. Et questo -feceno _non sine causa_; o vero perchè questi si contentasse di esser -dil stado, e più non favorizasse Pietro; o vero che non vi havesendo -questi huomeni primarii, aproximandosi Pietro a la terra, non si -sublevasse el populo, et non intravenisse qualche novità; _ergo etc_. - -In questo mezo, Guido Guerra da Bagno, assa' nominato di sopra, et -cupido di nove mutatione in Romagna, non li bastando di quello havea -fatto _sæpius_ in Cesena, che _etiam_ contra l'arzivescovo nostro di -Ravenna volsse mostrar il poter suo, benchè male li advenisse. Et -un zorno dimandoe alchune zente al sig. Pandolfo di Rimano, nostro -soldato, non dicendo quello voleva far; et venne a un loco di la -jurisditione di ditto arzivescovo, nel territorio de Ravena, chiamato -Castel Nuovo, et quello prese et aquistoe, perchè era senza custodia. -Et inteso ditto arcivescovo, che _tunc_ se ritrovava ai soi castelli, -questo, scrisse ad Andrea Zancani, podestà et capetanio de Ravenna, -dolendossi non tanto de Guido Guerra, che lo cognosceva suo nimico, ma -di la zente dil signor di Rimano; et _etiam_ si dolse a la Signoria -nostra, la qual hebbe molto a mal che, con le zente nostro medeme, -fosse seguito tal inconvenienti. Et scrisse al signor de Rimano che -si dolevano molto di questo, et facesse provisione fosse reso ditto -castello, et dimostrar a Guido Guerra havia facto assa' dispiacer a -la Signoria a far questo. Et zonte ditte lettere a Rimano, el signor -deliberoe monstrar la fideltà havia, et mandò a chiamar ditto Guido -Guerra venisse a parlar. Et zonto ivi in castello, li fo ditto come era -presone de la Signoria. Et esso Guido disse: Non so haver facto cossa -alcuna contra di Soa Serenità, et al manco habbi questa gratia che li -parli. Ma, _indubitante Senatu_, senza dir altro, a dì 13 Novembrio fo -strangolato, et cussì finite la sua vita dolorosamente, et messe fine -a tanti mali, quanti havia commesso. Era _tamen_ valentissimo homo et -di gran cuor, et favorizava le cosse franzese; _unde_, questa morte -non _solum_ a la Signoria nostra, ma _etiam_ al summo Pontifice..., -per le molestie deva a Ravena, terra di la Chiesia, come di questo di -sopra ho assa' scritto. Et morto che 'l fu, madona di Forlì, fo moglie -dil conte Hieronimo, femina quasi _virago_, crudelissima et di gran -animo, mandoe alcuni fanti a questo Castel Nuovo, et vi mandoe Achiles, -capetanio di le soe zente ivi, et tolse ditto castello. Et benchè la -Signoria scrivesse fusse renduto, per esser cossa del territorio di -Ravena, et lei diceva esser di Forlì; _unde_ fo necessario scriver al -signor di Rimano vi mandasse alchune zente, et a Bernardo Contarini, -provedador de Stratioti, era con 850 stratioti a Ravena, che -_statim_ andar dovesse a recuperar ditto castello, et far sì ch'el si -havesse; et scritto a Andrea Zancani, podestà de Ravena, facesse ogni -provisione. Et _statim_ questo receuto, Bernardo Contarini, _licet_ -non fusse ancora ben risanato dil mal acutissimo havia habudo, pur -disposto di metter la vita per questa Republica, a dì 28 Novembrio -partì con stratioti et fanterie di Ravena, et con lui vi era Jacomo -da Veniexia, Jacomo da Tarsia et Antonio di Fabri, capi di fantarie. -Et la sera, a hore 24, arivono a Mendula, loco dil signor di Rimano, -ordinato per lozamento lhoro. Et non havendo quelli facto alchuna -preparation per espugnar Castello Nuovo, tutta quella notte nostri -steteno in exercitio, in far far scale et far preparar 4 spingardele; -et fo facto 30 scale. Et a dì 25 a l'alba, montoe ditto provedador a -cavallo con li stratioti, et aviate le fanterie avanti, a hore 17 si -presentò atorno ditto Castello Nuovo, et dismontoe a piedi, e con tutti -li stratioti, per esser mal loco su quel monte a cavallo; et mandò el -suo trombeta con Jacomazo, capetanio di le fantarie preditto, el qual -fusse a parlamento con el castellano, e notificharli era venuto ivi -per haver ditto castello o per amor o per forza; prometandoli che, -si aspettasseno la bataia, tutti sariano tagliati a pezi, et le sue -robbe messe a saco. Li quali risposeno, volentier parleriano col suo -Provedador. El qual, visto esser richiesto, andoe e si presentoe a -l'incontro di la porta. Et el castellan disse, come ditto castello era -tolto e tenuto per la Chiesia, et che facesseno venir el governador -di Cesena, che li comandasse che desse el castello, che lo daria -volentieri. Et per el Provedador li fo risposto, che tal parole non era -a proposito; et che se intendeva bene, Achiles capetanio di le zente -de madona de Forlì havea preso ditto castello, et quello si teniva -ad instantia de madona; et che li deva termine do hore li dovesse -consignar le chiave, altramente lo daria a sacomano. Et li dimandò el -castellano li desse termene tutto doman, per poter mandar a Cesena, -et per intender el parer dil governador. Et visto el Provedador le -artilarie non esser zonte, _ita_ che li huomeni non potevano dar la -bataia, fo contento darli tutto ozi termine. Si tolse una chiesia a -presso le mure, et lì fece alozar el capetanio et tutta la fantaria, -et lì volleva metter le artilarie. Et esso Provedador scrisse a la -Signoria, come la mattina li volleva dar la bataia, non si rendendo. -Et cussì Stratioti alozoe a uno loco se chiama el Monte dil Vescovo, -circondato da molte neve. Et a dì 28 Novembrio, in lo borgo di Mendula, -le nostre fantarie fonno a le man tra loro; et fo amazato uno de' -provisionati de Antonio di Fabri; et questo per cridar: Favri! Favri! -e Tarsia! Tarsia! El Provedador, adunata la matina la fantaria, fece -far una crida, pena de la forcha, che niuno chiamasse altro che: Marco! -Et poi a dì 30 ditto, da matina, a hore 13 de notte, fo compito de -far uno poco de riparo, dove erano alozati a l'incontro di la porta -dil castello. Et a questa hora andò el Provedador, con tutti li capi -de Stratioti, a piedi, un poco di arzer a canto le mure dil castello, -et stavano coperti da bombarde. Et la caxon andoe avanti zorno, fo -perchè le bombarde et archibusi bateva tutta la strada dove nostri -haveano ad andar. Et messo le poste, el Provedador con li stratioti -et Antonio di Fabri da una banda, et il resto da l'altra, et havendo -promesso aspetar fino la matina, et come fo levato el sol, mandoe -ditto Provedador missier Zorzi Paleologo et Nicolò da Nona, capi de -Stratioti, con Antonio di Fabri, contestabelle, a notifichar che li -daria la battaia, sì come li haveva promesso. Et questi apresentadi -fonno salutati di molti sassi, et, nel levar dil sol, fo deserato -una bombarda e le spingarde tutte a le difese. Mettendosi in hordene -nostri per darli la bataia, li contadini, che erano dentro, fece -segnal soprastesse, dicendo volleva dar la terra, la qual era per loro -guardata, con condition fusseno salvi l'haver et le persone, et che -daria ogni aiuto per haver _etiam_ la rocha et la torre. El Provedador -mandoe ditto Zorzi et Nicolò da Nona et Antonio Fabri con 50 fanti -dentro la terra, i qualli gridò: Marco! Marco! Quelli di la rocha et di -la torre comenzono a trar a li ditti di fora et di dentro; et Bernardo -provedador, considerato el poco numero di zente vi era dentro, in tutto -numero 25, et per nome di la Madona de Forlì, et 50 contadini, volse -intrar im persona in la terra con stratioti e fanti numero 100, con la -bandiera de San Marco protetor nostro; et quella fece metter sopra la -torre con molte alegrezze. Et quelli contadini subito si poseno a li -piedi, dicendo volevano morir per San Marco. Poi el Provedador fece -adunar gran numero di fassine, et tutti con li... andono versso ditta -rocha, mostrando voler brusarla. Et quelli di la terra li salutono con -sassi. Et stando in questa scaramuza, quelli di la rocha dimandoe pacti -di darsi, salvo l'haver et le persone. Et el Provedador fo contento. Et -aperta la porta di la rocha, introno nostri dentro, et fo a parlamento -con quei di la torre, la qual era inexpugnabelle, havendo vittuarie: -et li persuase volesse render, altramente li daria la bataia, et li -faria segar vivi. Et steno per un quarto d'ora a risponder. Et poi uno -si fece a una fenestra grande, li saria vergogna renderse; et che, per -suo honor, a ciò Madona non li facesse apichar, dovesseno nostri trar -tutte le artilarie. Cussì fo trato do colpi de bombarda, et a la terza -l'andò in pezzi. Et cussì, dimandato si rendesseno, fonno contenti, et -veneno tutti zoso, _excepto_ do, li quali pregò di gratia el Provedador -li desse quelle spingarde de Madona. Et cussì le donò, et andono via. -Et el Provedador messe do caporali con 25 compagni de Antonio di Fabri, -et ne la rocha et torre lassoe ditto capetanio con fanti 100, al qual -consignoe le chiave, et comandò le dovesse custodir a instantia di -la Signoria nostra, per far quello comanderà. Et adunato contadini, -raccomandoe a ditto contestabile, et feze far una cria, a son de -tromba, che sotto pena di la forca niuno, provisionato o fante, posto -in ditta custodia, non ardisca torre alchuna cossa, riservato pane et -vino per suo viver; et se a li contadini niuno li fazesse oltrazo, se -venghi a doler a Ravena, li sarà fatto rason. Et a hore 15 se partì -ditto Provedador con li stratioti, et venne ad alozar quella sera a -Mendula, et scrisse a la Signoria quello havia fatto, et el sito dil -Castello Nuovo, el qual è posto sopra un monte distante da Cesena mia -8, et di la terra Romea mia 3, dall'altro canto, versso Forlì, mia 6, -et al passo de Fiorenza mia 3, et è la chiave de tutti i castelli fo de -Guido Guerra, et tutti li altri castelli, che è circonstanti, sì come -de la Chiesia, come di l'arzivescovo di Ravena, che sono sotto a questi -monti. _Conclusive_, è sito molto excellente, e degno, e si tenia con -pochissima spesa. Et poi el zorno sequente, lo primo Dezembrio, esso -Bernardo Contarini con questa vittoria ritornoe in Ravena, con li -stratioti et fanterie. - - -_Dil romper guerra el Re et Raina de Spagna col Re de Franza juxta li -capituli di la liga._ - -Domente queste cosse in Italia intravengono, la Majestà dil Re et -Raina di Spagna, essendo sollicitati da Francesco Capello, cavalier, -et Marin Zorzi, dotor, oratori di la Signoria nostra, _etiam_ da li -do oratori dil duca de Milan, che dovesse romper guerra in Franza, -a ciò per questo el Re lassasse l'impresa de Italia, et convegnisse -ritornar in Franza a difender el suo regno, el qual pur da' monti in -qua se ritrovava, sì come ho scritto di sopra; _unde_ el Re et Raina -di Spagna, ordinato grande exercito per tutti i suoi regni, mandoe -assa' zente a la volta de Perpignan, capetanio zeneral uno castigliano, -chiamaro Enriques de Gusman. Et _etiam_ el Re ditto se partì di Burgos, -come più avanti difusamente sarà scritto. Et più volte a Venetia fo -divulgato, che 'l Re de Spagna havia rotto; _tamen_ la verità non se -intendeva, perchè non vegniva lettere da li oratori de Spagna, ni, -da 4... in qua, di lhoro se havia inteso alchuna cossa. Et a dì 4 di -Dezembrio, per lettere di Roma di... Zorzi, cavalier, orator nostro, -date a dì 30 Novembre, s'intese come don Gracilasso de la Vega, -orator yspano a Roma, havia notifichato a la Santità di Nostro Signor, -Alexandro Sexto Pontifice, che havia habudo lettere dil Re suo, per -la via de Sicilia, et capitate a Napoli, come era rotto su quel de -Franza, et fatto per Spagnoli gran danni vicino a Perpignan; et cussì -_etiam_ certificoe ditto orator nostro. El qual expedite subito lettere -a la Signoria de questo, et quasi certificoe esser la verità, _licet_ -prima avanti più volte fusse stà divulgato questo romper, et niuna -fermeza poi si havea. Et ancora domino Lorenzo Soares de Figarola, -horator yspano a la Signoria nostra, andoe in questa matina in colegio, -notifichando che 'l suo Re et Raina dil certo havia rotto in la Franza, -et che lui di questo havia lettere. El qual romper fo principiato -a dì XV Octubrio, sì come per una lettera data a esso ambassador -di Spagna, la qual sarà qui sotto scritta, chiaro il tutto si vede. -_Tamen_, da' nostri oratori in Spagna non era lettere, che molto ognuno -se meravigliava; et questo perchè la Signoria havia expedito diese -corrieri, et niuno era ritornato. _Tamen_, et per lettere da Roma, et -per parole de questo orator, nostri crete dil romper, et con desiderio -aspettavano lettere de li oratori nostri. - - - Così finisce nel nostro manoscritto la cronaca. Seguono alcune - pagine, le quali evidentemente appartengono al primo libro, - raccontando gli avvenimenti degli ultimi mesi del 1494. - - -A dì 29 (_Ottobre 1494_) el campo aragonese essendo a Castrocaro, -et le fantarie si partiva per zornata, et per li tempi cattivi erano -morti et morivano assa' cavalli, et stevano mal de vittuarie, quelli -de Castrocaro non li volse lassar intrar in la terra, ma ben li dava di -fuora le vituarie. - -In Cesena li citadini erano in diverse openione, ........., per dubito -di campi; vedeva prosperar el Re di Franza, stevano con guardie, -provedevano de marteletti et ripari, mandava fuora di la città le -persone inutile. - -Et uno Marti, el campo ditto aragonese se levò da Castrocaro et vene a -Bertonoro, territorio de Cesena, mia 5 distante di Cesena, et el Duca -de Calavria ordinò fusse vendute le sue biave si ritrovava in Cesena, -et il consejo di Cesena per questo terminò non darli vittuarie. - -El campo franzese in questo zorno, parte di lhoro, zoè Italiani et -Franzesi, se partino da Mordano et andono a Codigniola, Lugo et -Bagnacavallo et Traversara, per restaurarse lhoro et li cavalli; -un'altra parte andò verso Faenza; et molti ammalati se partiva de -campo, altri per non haver danari. Homeni d'arme italiani et franzesi -se portava mal, volendo esser superiori. - -A dì 30, el sig. de Faenza si offerse, per non haver danno, de darli -vituarie, et passò per tre zorni; morivano assa' cavalli _etiam_ -de questo campo per li desasij portati; et se partì de campo alcuni -cavalli lizieri di la guardia dil sig. Lodovico, et andò a trovar esso -signor fatto Ducha de Milan. - -In questo zorno, venne uno trombeta de Franzesi a Ravena al Podestà, -con lettere de mons. de Obegnì suo capetanio, per le qual dimandava, -essendo el suo Re in amicitia con la Signoria, li volesse mandar -vituarie nel suo campo. A la qual lettera Andrea da Leze, podestà, -li rescrisse, excusandosse etc., et che se quelli di Ravena volevano -portar vituarie, era contentissimo. Et subito mandò ditta lettera a la -Signoria, a ciò comandasse quello li piaceva facesseno ditti cittadini -di Ravena. - -El campo franzese, benchè havesse quella offerta dal sig. de Faenza, -non li bastono; ma andò a Granarolo, luntan de Faenza mia 5, li messe -atorno molte artilarie, et la notte li tolse l'aqua di le fosse; quelli -dentro si rese, volevano andar a Solarolo. Quello seguirà sarà scritto. - -El campo aragonese venuto sotto Cesena, quelli di la terra non li -lassono intrar niuno dentro; et, a dì 29 Ottubrio, el Duca de Calavria -con il conte de Petigliano volseno intrar. Quelli cittadini non li -volseno lassar intrar, nè li volevano dar vittuarie; pur in quella -sera et ozi li deteno un poco di pan, et si partì di questo campo. -El fio dil magnifico Joanne Bentivoj passò per Ravena, et ritornò a -Bologna; et cussì per zornata molti altri condutieri, capi di squadra -et homeni d'arme se partivano, e in bona parte comenzava questo campo a -disciolversi. Et è da saper che, benchè questa levata di sotto Faenza -di sora descrissi, pur voglio notar quanti infortunij venne a questo -misero campo a uno tempo. El qual, essendo sotto Faenza, non potendo -più haver vittuarie da' Faventini, si levò di notte con pioza et -scurità, et passò el fiume dil Roncho a guazo per andar a Castrocaro; -et in nel passar, ditto fiume se ingrossò per le pioze, nel qual se -anegò assa' persone, et _maxime_ ragazzi con li cavali, et perseno -assa' cariazi, et, per li tempi cativissimi, cavali apena vuodi poteva -caminar. Et poi per li villani di la Val di Lamon, havendo notitia di -questo, detono in le coaze, et ricolse assa' eariazi et cavali, sì che -hebeno gran danno. - -A dì 1 Novembrio, havendo habuto Franzesi Granarolo, loco di Faenza, -messe in la terra in guardia Jacomo Albanese, contestabele, et nella -rocca intrò mons. Juliano, franzese, et volevano andar a Solarolo et -Russi, ma li antiani de Faenza veneno in campo per adatar le cosse; ma -Franzesi volevano la rocca di Faenza in sua potestà, et Faventini non -volevano; et cossì steteno in queste pratiche. - -El campo Aragonese _totaliter_ se disciolse, et in questo zorno el -Duca de Calavria se partì et andò verso Santo Arcanzolo, loco di la -Chiesia, et quelli di la terra non lo volseno accettar ne la terra, ma -li promesse di darli vittuarie stagando di fuora. Et cussì el povero -Duca convenne far. El Duca d'Urbin _etiam_ andò a caxa sua a Ugubio; -el signor de Pexaro ritornò a Pexaro; Zuam Jacomo de Traulzi et el -conte de Petigliano seguiteno el Duca de Calavria; et rimase _solum_ X -squadre dil Papa con Alvise Becheto in Cesena, et in quella sera intrò -in la terra con volontà di cittadini, alozono sotto li portici. Ma poi, -a dì 2 da matina, el populo se messono in arme, et con rumor li cazono -fuora; le qual squadre partite, se aviono verso Roma. - -A dì 2, la Domenega de notte, el Governador de Cesena, per nome dil -Papa, tolse dentro di la muraja el conte de Petigliano et el Marchese -de Peschara con 700 fanti: et l'altra notte seguente, che fo a dì 3, -ditti soldati veneno fuora de ditta muraja, andono per la terra, et -amazò alcuni, facendo danno assà'. - -Ma, il zorno seguente, li cittadini chiamono Guido Guerra dentro, -el qual è uno valentissimo partesano, el qual alcuni castelli ivi -vicino domina, chiamati Giazolo etc. Or, intrato in la terra questo -Guido Guerra, perchè li cittadini tenivano le chiave di le porte, fo -a le man con el conte di Petigliano, et si portò molto strenuamente, -et di sua mano ne amazò alcuni, et fo morti zerca 40 di quelli dil -conte, et Guido Guerra prese ditto conte, et tennelo per ore cinque -prexon nel palazo de li Signori, aspettando soccorso de Franzesi, el -qual non venne sì presto; ma soprazonse soccorso al ditto Conte, per -modo che li fo forzo a Guido Guerra ussir con li soi di la terra, el -qual era intrato con zerca 50 cavali lizieri et alcuni fanti. Questo -era acordato col Re de Franza, havia 40 homeni d'arme, 50 cavali -lizieri et 200 fanti; et se li cittadini lo havesseno seguitato, -come era l'ordine, _sine dubio_ saria seguito gran scandalo; ma niun -de li cittadini si mosseno, per non descompiacer al Pontifice. Et -continuamente el governador metteva zente in la terra da driedo per la -porta dil castello; le qual zente era mandate per el Duca de Calavria, -era a Santo Arcanzolo. Ma, ussito, Guido Guerra andò verso il campo -franzese, et trovò mia 3 lontan di Cesena, a..... loco di Bertenoro, -el sig. Fracasso di San Severino, che con 500 cavalli lizieri et -alcuni fanti veniva in suo ajuto; et visto esser venuto tardi, ambi -ritornorono indriedo. Ma partito Guido Guerra de Cesena, el Conte -de Petigliano tolse le chiave di la terra da man de li cittadini, et -quella custodiva, et za era intrato squadre X et 1000 fanti. Et è da -saper che 4 caxe di quelli cittadini fonno messe a sacco, et ne restò -molti feriti in la baruffa soprascritta. - -A dì 3. El campo franzese in questa mattina si levò per andar a -Villafranca, passò vicino a li confini di Ravena, et havendo noticia -i nemici haver condutto bestiame su quel di Ravena la sera, a dì 4, da -matina, corseno in la villa de.... et altre ville, hanno tolto bestiame -et fatto qualche danno. Et subito, inteso questo, el pretor de Ravena, -era pur Andrea di Leze soprannominato, el qual dil tutto el seguito di -questi campi teniva benissimo advisato la Signoria, et benissimo si -portò, mandò tre di quelli cittadini nel ditto campo; i qualli fonno -Zuan Filippo, collateral, Piero Grasso, cavalier, et Stefano Dolzigno, -con lettere directive al conte di Cajazo et mons. di Obegnì, dolendosi -di tal movesta. Et zonti, referita la loro commissione, quelli dimostrò -haver molto molesto, excusandosi non esser di mente soa, ma che -l'aveano fatto forsi per disaio de viver, promettendo restituir. Et poi -disseno, essendo cosse da viver era da soportar. Et pur mons. di Obegnì -preditto, montato a cavalo, fè provisione; ricuperando quello poteno, -che non era consumato, et restituite. Et, a dì 6, poi relaxò li vilani -che haveano prexoni; pur volevano vittuarie da Ravena; et el podestà -comandò a tutti dovesseno redur el suo dentro la terra, a ciò fusseno -più securi. - -Intesa la nuova de Cesena, parte de ditto exercito se levò et passò il -ponte dil Ronco per andar alozar a Folimpuovolo et Bertonoro, per esser -vicini a Cesena. - -A dì 4. In questo zorno el sig. di Faenza rimase d'acordo con Franzesi -et Milan, che Granarolo romagnisse in le man de Franzesi, el resto al -Signor. El qual ha ducati X milia a l'anno, è ubligato tenir 80 homeni -d'arme, et 20 balestrieri, si obbliga dar alozamenti al campo ogni -volta li farà bisogno, et li dè per caution et ostaso 4 cittadini di -Faenza, de li primi de la Valle di Lamon. - -A dì 6 li capi franzesi feceno consiglio nel loro campo, el Duca di -Calavria essendo in Cesena. El conte de Petigliano, partito di Santo -Arcanzolo, in questo zorno entrò in Cesena con squadre X, et poi ne -venne di le altre, _ita_ che era con squadre 30; et el Duca de Urbin -e Signor di Pesaro rimaseno a Santo Arcanzolo, et poi andono a loro -stantie per aproximarse l'inverno. Et esso Duca, con li soi cavalieri, -alozò in le caxe di cittadini, et mandò fuora di la terra molte zente -inutele, le qual se reduseno su quel de Cervia; et fece fortificar la -terra et condur gran quantità di formento. Ne la qual citade el so -exercito fo alquanto restaurato, havendo patiti tanti incomodi, et -questa terra era molto grassa, abondante de ogni cossa; ma poco vi -stete, che convenne andar verso Roma, come dirò più avanti. Et è da -saper, _licet_ non habi scritto, che Fiorentini revocò le so zente, le -qual tornono a Pisa et Fiorenza. - -In questo zorno zonse a Ravenna Jaba, locotenente dil Marchexe di -Salucie, con uno mastro Francesco, phisico, con cavali 50, come orator -de mons. de Obegnì, con lettere di credenza. Diceva haver provisto -a la restitution dil danno fatto su quel territorio, et che dovendo -dimorar de lì, tanto havesse risposta dal Re, che come amici li -volesseno farli parte de vittuarie, secondo la possibilità dil paese, -de strami et biave da cavali sopra tutto, per li soi danari; et che, -non dagando, saria difficil cossa, essendo cussì vicini, tenir Franzesi -non facesse qualche danno. _Unde_ el podestà de Ravena li honorò assai, -et feceli uno conveniente presente per carezarli, et rispose saria -con li cittadini et li risponderia, et che de feni et biave ne faria -parte, per la bona amicitia dil Re con la ill.ma Signoria soa. Et poi, -per voler far el pretio, ditti oratori disseno che fusse mandati do di -Ravena con loro dal suo Signor; et cussì, a dì 7 da matina, ritornono -in campo. Et zonti, mons. di Obegnì disse non bisognava più, perchè si -voleano levar, et che manderia do de li soi a ringratiar a Ravena. Et -in ditto zorno ditto capetanio et Fracasso fè impicar do Italiani et do -Franzesi, per el desordene fece su el territorio de Ravena; _tamen_ è -da creder fusse per altro. - -A dì 8 el podestà de Ravena mandò do cittadini in campo, a star a le -spalle de quelli Signori, a ciò non facesseno danno su ditto Ravenese: -et questo fo molto a proposito. - -A dì 9 el campo franzese si levò, et andò ad alozar a San Martin, -mia do lontan da Forlì, 4 da Bertonoro et 9 da Cesena. Et li Italiani -alozò verso el confin de Ravena, come promesse de far mons. de Obegnì; -et la note avanti el Duca de Calavria fece brusar tutti li strami se -ritrovavano sotto Bertonoro; et _etiam_ el grano, era in magazen al -porto Cesenatico di esso Duca, fece condur a Rimano et lì discargar in -uno navilio. - -A dì X Novembrio da mattina, Franzesi andono in campo a Bertonoro, -terra di la Chiesia, et quello comenzò a bombardar. La terra, per -esser situada in montagna, se difese virilmente; et mandono a dir che -mai si pensasse che per volontà si rendesseno, ma che andasse col -campo a Cesena, et _ex nunc_ erano contenti et promettevano de far -quello faranno Cesena, ch'era mia 5 distante. Ma prima tolseno termene -3 zorni; et vedendo Franzesi non poter haverla, ne volseno andar a -Cesena; ma, habuto precepto regio, si andono Franzesi a conzonzer -col campo dil Re, che si apropinquava a Fiorenza. Et, sopravenendo -l'inverno, Italiani andono a le stantie in Milanese, et el conte de -Cajazo tornò a Milan. Et questo non voglio restar de scriver, che -questo anno fo lo inverno bonissimo, non piogie, venti, nè fredi -secondo il consueto, _adeo_ tutti se meravigliava, et dicevano era -volontà di Dio el prosperar de questo Re, et che li cieli lo volevano -adjutar, et che le prophetie venivano vere. Ma ad altro seguitamo el -scriver. - - -_Quello seguite a Roma._ - -Colonnesi essendo potenti su le arme, in questo mezo dannizava molto -Roma; erano a Frascato con squadre 35 et fanti 4000; eravi ancora el -cardinal Ascanio, vice-cancellier, el cardinal Savello et el cardinal -Colonna. _Unde_ el Pontifice, havendo molto a mal che questi dannizasse -et facesse tal danni, non potendo resister con forze, a dì 7 Ottubrio -fece far uno proclama che, termene sie zorni, tutti dovesse venir a -Roma a soa obedientia, sì seculari come ecclesiastici che ivi dintorno -se ritrovava, sotto pena di rebellion et privation di le facoltà -loro, officij et beneficij di la Chiesia Romana; et, venendo, li fusse -perdonato; _aliter_ excomunicati fusse _etiam_ etc. Era con questi, -ditti di sopra, Hieronimo de Totavilla, che fo figlio dil cardinal -Roan, che fu ricchissimo cardinal, et morite del 1483. Or per questo -tal proclama niun si mosse, imo feceno più danno a Roma che prima. - -Et a dì 15 el Pontifice in Roma fè ruinar 4 palazzi bellissimi do dil -Sig. Prospero et Fabricio Colonna, uno vicino di uno Colonnese, et uno -altro di Hieronimo di Totavilla; et molto si dubitava, vedendo el Re de -Franza che veniva di longo, et _etiam_ che la fortuna era contraria a -re Alphonso, et che Fiorentini volea voltar. - - -_Ussita ultima di l'armata dil Re di Franza di Zenoa et dove andò._ - -L'armada dil Re di Franza, che era a Zenoa, essendo instruttissima sì -de zente _quam_ de artelarie, et molti Franzesi vi era; sollicitandola -dovesse ussir el cardinal San Piero _in Vincula_, per andar verso Pisa, -a ciò Fiorentini voltasse, come feceno; et a dì 16 Octubrio partì de -Zenoa una nave, chiamata Salvaza, de botte 3000, et do barze, per andar -a le Specie, ch'è verso Pisa, terra grossa et una cittadella molto -forte; su le qual nave era fanti 2000, artelarie et farine assa'. Et -poi, in quel zorno medemo, ussite l'armada granda, zoè nave grosse 3, -galie 27, galeaze 1, galioni 6 et barze 5: in tutto vele 42, con fanti -et provisionati zerca 4000, et cavali 700. Et San Piero _in Vincula_ -restò a Zenoa. Capetanio mons. di Mompensier, che za avanti el Re era -venuto di qua da' monti. Et ditta armada zonse in Porto Venere de' -Zenoesi, ch'è castello forte, con la terra a presso la marina, dove -è bonissimo porto; et poi andò verso Roma, et intrò parte nel Tevere, -et messe zente in Hostia, non ostante l'armada aragonese, era ancora -potente sul mar. Poi ditta armada ritornò a Zenoa a disarmar, et poco -fu operato. - - -_Quello seguite al Re di Franza da Casal fino a l'intrar in Fiorenza._ - -Di sopra scrissi come el Re andò a Casal, a visitation di la marchesana -di Monferà, che fo a dì 7 Ottubrio, se partì di Aste. Hor, zonto -a Casal, _honorifice_ fo ricevuto. Stato alquanto in piacer et -consolation, a dì 10 se partì, et venne a disnar a Chozo; fece poi -la via per boschi, et venne cazando fino a Mortara, ch'è dil Duca de -Milan, mia 7 luntan da Vegevane, dove dormite quella note; dove volse -fusse serato le porte dil castello la note per sua securtà, che prima -non si serava ni de dì ni de notte. La soa guardia steva armada, come -ho scritto de sopra. Za el sig. Ludovico con soa moglie era venuto a -Vegevane, a far preparar per la venuta dil Re, et cussì l'ambassador -venetiano venne a...., poi a Vegevane. - -In questo mezzo el sig. Ludovico fè far uno ponte su Po, per mezo -Piasenza, per passar Franzesi et cavalcar in Parmesana; el qual non fo -adoperato. - -A dì 2 Ottubrio el Re intrò in Vegevane, li andò contra el sig. -Ludovico con li ambassadori, et fo molto honorato. Vegevane ha uno -palazzo bellissimo dil sig. Ludovico, zoè dil Duca de Milan, mia 20 da -Milan, et per esso sig. Ludovico adornato, per esser in sito bellissimo -et ameno, comodo a ogni piacer et cazasone, dove è fatto una forteza; -et, el più dil tempo, ditto sig. Ludovico sta in questo loco, el qual -è il forzo fabricato di novo. Or, zonto il Re, li volse le chiave -di le porte, le qual li fo apresentade; et visto una porta serata, -volse _etiam_ di quella le chiave; la qual porta non si adoperava. Et -la notte mandò a torno, dapoi fatto serar il castello, a veder si le -porte erano serate. Vedendo la Signoria che le cosse andava da vero, in -questi zorni scrisse a Zorzi Pisani, ambassador, dovesse dir al sig. -Ludovico facesse tornar el Re indriedo, a ciò non seguisse danno et -ruina in Italia. Et cussì ditto ambassador expose al sig. Ludovico. El -qual rispose: Non posso; vedete che vuol fino le chiave di le forteze. -Et esso Re partite a dì ditto da Vegevane, et non vuolse andar a Milan -per non perder tempo, ma a dretura con le sue zente, in compagnia dil -sig. Ludovico, se ne venne a Pavia, terra de Milan, et intrò a dì 14. -Tutte le strade di la città erano coperte di panni; li chierici et -cittadini li venne contra, et con grandissima pompa li fu preparato -per la Soa Majestà in castello, dove vi si ritrovava amalato el duca -Zuan Galiazo de Milan. Et avanti el Re intrasse in castello, dimandò -le chiave de quello, le qual ge fu date. Et intrato, messe custodia -de li soi a le porte, et in una parte alozò lui, in l'altra era il -Duca amalato, come ho ditto. Et la notte medema andò a visitar madona -Bona, era lì in castello, madre dil Duca de Savoja, chiamato Ludovico -secondo, che fo fiolo di Amedeo et padre di Amedeo 3.º, el qual del -1462 a Lion morite, havendo regnato anni 31. Questo ebbe 3 figliole: -una fo maridata a Ludovico re de Franza, di la qual è nassuto questo -Carlo re; l'altra fo questa madona Bona, nel duca Galeazo de Milan, -padre de questo Duca; et la terza in Guielmo marchexe de Monferà, di -la qual non vi naque niuno. Et have uno figlio, come ho ditto, chiamato -Amedeo, el qual have per moglie la sorella dil prefato Re de Franza, et -have do figlioli: Philiberto et Carlo, et regnò 13 anni. Et Philiberto, -da poi la morte dil padre, dominò, et, morto giovineto, successe Carlo -suo fratello, che _adhuc_ domina. Adoncha questa madona Bona è sorella -di la madre dil Re, et per conseguente el Duca de Milan vien ad esser -suo zerman cosino, et sono di una etade; et poi ditta madona Bona partì -di Pavia et andò a Milan. - -A dì 15 el Re andò a visitar el Duca, el qual era in letto amalato; -et andato dentro el Re, li usò parole acomodate. Et lui rispose: -Christianissimo Re, molto mi doglio di esser in termene de non haver -potuto venir a honorar la Majestà Vostra, come era el mio debito -et voler, et merito di la Celsitudine Vostra, et presentarvi el mio -stato. Et non havendo da darvi se non città, le qual tutte era de Soa -Majestà, et za per avanti offerte, per il sangue et benivolentia era -tra loro; ma che _solum_ li restava a far uno presente di la più cara -cossa che havea, che era il so fiul primo genito. Et cussì quello -presentò in dono a Soa Majestà, et ge lo dette in brazo; el qual era -de anni cinque. Et el Re lo tolse et abrazò et basò, recevendolo per -fiul, rengratiando el Duca de tal offerta. Et tolto combiato, se partì -et andò a la sua stantia. Quivi col Duca era madona Isabella, moglie -di esso Duca et fia dil re Alphonso. Questa, considerando che questo -Re andava a la destrution de suo padre, mai si volse venir a tocarli -le man nè venirli davanti. _Imo_, exhortata dal sig. Ludovico et -sig. Galeazo di San Severino, che dovesse venir a tocar la man al Re, -rispose mai vi vegniria. Et tolse uno cortello in man, et disse: Prima -mi amazerò mi medesima, che mai vadi a la sua presentia de chi va a -la ruina dil Re mio padre. Era qui in Pavia Lorenzo Spinelli, che feva -le facende a Lion di Lorenzo de Medici, et praticava acordo col Re et -Fiorentini. - -A dì 16 el Re andò a disnar a la Zertosa di Pavia, ch'è uno monasterio -de Zertosini de li belli che sia in Italia. - -A dì 17 si partì con lo suo exercito et el sig. Ludovico, che lo -seguitava per honorarlo fino fuora el territorio de Milan, et venne a -Castel San Zuane, mia 12 lontan da Pavia. - -A dì 18, a hore 22, el Re intrò in Piasenza, terra grossa pur dil Duca -de Milan, et intrò con pioza. Li fo fatto grande honor da' Piasentini; -alozò in palazo, et la matina volse andar aldir messa a San Sisto, -dove è una capella regia, dove ha dil corpo de Santa Barbara, che fo -di nacione franzese, et è monaci di l'ordine di la Congregatione de -Santa Justina. Questo Re havia con la sua persona prima lanze 600, che -son cavali 3600, balestrieri 200, arzieri 400 et 200 zentilhomeni in -guardia soa; in tutto 7800 cavali: le qual zente el forzo se aviò a la -volta de Parmesana. Seguiva el campo molte donne meretrice franzesi; -et oltra di questo assa' persone inutile. Havea carete de artilarie -n.º 40, menate con sè de Franza, et passavolanti che butavano balote di -ferro di....... l'una, fabri, marangoni, maestri di bombarde, inzegneri -et altre arte assa'; Sguizari, gran numero: _conclusive_, tutto era -preparato a dover haver vittoria. Era ivi di molte generatione, come -ho ditto di sopra. Et el Re cavalcava con gran pompa, et a le volte si -faceva menar a una careta, tirata da corsieri bellissimi et di gran -precio; et è torniato de molti, ch'è la sua guardia. Non cavalcava -la domenega, per devotione. Veste di negro; et quelli di la sua corte -porta uno signal a questo modo: zoè C A, che vuol dir Carlo re et Anna -rezina sua moglie. Li suoi stendardi erano tre zii (_gigli_) in campo -azuro, con la corona granda di sopra; et, _ut plurimum_, di zendà -bianco. Fo ditto alcuni erano con lettere: _Voluntas Dei_; et altri: -_Missus a Deo_. Havia molti chariazi per le arme, et mons. di Samallo -et mons. di Beucher erano li principali a presso la soa persona, -_ut_ conseieri a questa impresa; _etiam_ Filippo mons. di Savoja. Et -havia uno so cuxin, chiamato mons. de Lignì, el qual dormiva con lui. -Franzesi sono zente molto superba, fortissimi et gaiardi; nel combatter -non perdona la vita, ma trano a la gorza (_gorge, gola_); portano gran -pantoffe in piedi et molto, in questo tempo, large; et le sue stafe di -le selle de li cavali sono longissime; portano li stivali di sopra le -schiniere, et cappelli grandi in testa; habiti curti con manege large; -sono condoti a luxuria, et manzano et bevono voluntiera: _conclusive_, -sono zente assa' disordinata. Seguite fino qui a Pavia l'ambassador -dil Re de Spagna, nominato di sopra; et el Re li dete licentia, et si -partì, et tornò a Zenoa, _demum_ in Spagna, dolendose molto di questo -Re. - -Venne uno ambassador di la Raina di Napoli, che fo moglie di Re -Ferdinando, sorella dil Re di Spagna, in Piasenza dal Re preditto, -insieme con uno fra Zuane de Monlion, di l'ordine di San Francesco di -l'Observantia, di natione franzese, el qual fo causa et mediator de -pacificar le cosse con questo Re et il Re de Spagna, quando li rese el -conta' di Rossiglione. Questi, a dì primo Octubrio partino di Roma, et -a dì 17 zonse a Piasenza, et fonno a parlamento con el Re, per voler -conzar le cosse con Re Alphonxo; ma non poteno. - -El Pontefice, vedendo el Re seguitava di venir di longo, deliberò -de interponerse, per veder si poteva conzar le cosse, et che 'l non -venisse più avanti; et volse mandar legato el cardinal Monreal, suo -nepote. Ma el Re non volse parlarli, per causa lui fo quello incoronò -el re Alphonso, come è scritto de sopra. - -A dì 19 Octubrio l'ambassador di la Signoria andò a parlar al Re; era -il sig. Lodovico. Expose et lexe la lettera dil conte Bernardin de -Frangipani et dil retor de Raspurch, zerca a le cosse di Turchi. Et el -Re ringratiò la Signoria, et disse: Provederemo ben tutto. - -In questo mezo che 'l Re dimorava a Piasenza, dove vi stete zorni 6, -et aspettava do ambassadori lucchesi, et è da saper che za era venuto -da Soa Majestà Lorenzin de Medici, el qual era confinato mia 3 da -Fiorenza, et appropinquandose el Re in Italia ruppe li confini, et -andò dal Re dicendo: Sacra Majestà, io, per honorar li toi ambassadori -et alozarli in caxa, son stà da' Fiorentini mandato in exilio; _unde_ -al presente son venuto a inchinarmi a Toa Christianissima Majestà, -facendoli bon animo la vengi; et si da' Fiorentini non haverà quella -il passo, li offerisco di sopra, per la via di mio cugnado, sig. di -Piombino, el qual è dedito a Toa Majestà. Et il Re lo vete volentiera, -et molto lo carezò, et tenelo a presso de sè molto stimato. - -Ma el Duca de Milan, da poi partito el Re, comenzò a pezorar di la -egritudine havea, et, di hora in hora, di questo el sig. Lodovico era -advisato. Hor, come piaque a Dio, esso Duca a dì 21 Octubrio, de Marti, -a hore 8 di notte, in castello morite: la qual morte soto sora a tutti -fo gran meraviglia, et si judicò fusse stà tossicato. Lassò el fiul -Francesco, primogenito, di anni 5 et unico; et do figliole, una di anni -3, l'altra de mexi 9 in X; et la moglie graveda: la qual poi parturite -una figlia. - -Questo Duca era de età de anni 27; però che, amazato el padre da Andrea -de Lampugnano, milanese, el zorno de San Stefano, in chiesia de San -Stefano a Milan, del 1476, essendo di anni 9, comenzò a dominar sotto -il governo di la madre, et di uno Cecho di Calavria, primo del Consejo -secreto dil padre; el qual, ne l'anno 1479, chiamò al governo di quel -Stado el Sig. Ludovico, barba paterno, et fradello dil duca Galeazo -morto. El qual da esso Cecho prima fo mandato in exilio, ma ritornato -a Milan Ludovico, et preso el governo di quel Stado di man di madona -Bona, madre di esso Duca, fino questo zorno sempre ha governato, -reto et ministrato; et fece taiar la testa a ditto Cecho nel 1480, 19 -Ottubrio, ne la piaza de Milan, oponendoli havea fatto contra el Stado. - -Adoncha, questo Duca regnò al modo ditto di sopra, sotto questo -governo, anni 17; era Duca,_ tamen_ Ludovico disponeva. Ma inteso el -sig. Ludovico, era col Re a Piasenza, in quel zorno medemo, in hore -pochissime, tal nuova, senza andar altrove, chavalcò di longo a Milan, -ch'era mia 40 de lì lontano; et lì a Milan era madona Bona, quando -suo fiul morì. Et zonto che 'l fu, che fo molto veloce, in questa sera -medema de dì 21 Octubrio, fece dar danari a tutti li soi provisionati, -et deliberò di farsi lui Duca; et cussì si fece, come dirò. - -A dì 22, la matina, za era divulgato per tutto Milan la morte dil Duca, -et venuta dil sig. Ludovico in castello; et tra loro molto mormoravano -quello havesse a seguir, o se 'l faria lui sig. Ludovico, o pur volesse -levar el putino, fio dil Duca, a cui _de jure_ aspettava el Ducato. -Hor ditto sig. Ludovico a bona hora mandò per tutti li zentilhomeni -primarii di la terra, li qual venisseno in rocca a parlarli; et cussì -veneno zerca 200. I qualli venuti, li usò queste parole: Citadini miei, -havendo piaciuto a l'eterno Iddio de privarne di la Excelentia dil Duca -nostro et mio nepote, essendo io stato sempre quello che ho governato -questo Stado, difeso da molti, et augumentado ne l'esser che vedete, -che tutto el mondo lo aprecia, et, chi non l'havesse custodito, saria -sta dilaniato, come fo al tempo dil duca Philippo Maria Anglo, mio -avo materno, che, morto che 'l fu, parte dil suo Stado da soi vicini -fo dilaniato e tolto; et a hora, benchè vi sia rimasto uno fiul dil -Duca, che a pena è fuora di fasse, parmi per il meglio, con el nome -de Christo et voler vostro, prender questo dominio et governo per -ben vostro; et che voleva correr et cavalcar la terra. _Unde_ quelli -citadini, essendo dove erano, non potendo far nè dir altro, risposeno -esser contentissimi, et desideravano che Soa Excelentia havesse tal -dominio, perchè si potea dir, da poi la morte dil duca Galeazo non -haveano habuto altro Duca che lui. Et queste parole et molte altre -risposeno Galeazo Visconte, ch'è di le prime case de Milan; però che -in Milan sono do caxade principale: Visconti, el qual cognome hanno -li Duchi di Milan, et Traulzi, che sono gelfi. Et cussì a hore 17, -la qual hora esso sig. Ludovico volse elezer et cernir per optima dal -suo maistro Ambrosio Astrologo, et fo di Mercore, 22 Octubrio, montò -a cavallo, vestito d'oro, con la spada portata davanti per Galeazo -Visconte, vestito _etiam_ de pano d'oro, cridando: Duca! Duca! Moro! -Moro! Andò prima a Santo Ambrosio, protetor de Milan, dove giace el -suo corpo; poi cavalcò per la terra. El populo era admirato; niun -non dimostrava letitia, se non li soi di la corte; et, ritornato in -castelo, fo trato colpi di bombarde, sonate le campane, et fece serar -le botege di la città. - -L'ambassador di la Signoria...... da Piasenza _etiam_ lui ritornò a -Milan, ma non potè venir sì presto; et a Marignan, mia 10 lontan di -Milan, intese el correr di la terra havia fatto el Duca; et subito -spazò a la Signoria, la qual nova venne prestissima. Et la sera medema -che si fece Duca, zonto l'ambassador a Milan, ditto signor, al presente -Duca, venne in persona da l'ambassador, con el qual conferite insieme; -dicendo era certissimo, la Signoria haveria grandissimo piacer di tal -sua creatione, offerendose etc. Et poi, el zorno driedo, mandò el conte -Zuan Boromeo et Piero di Galera, sei consejeri, per ditto ambassador, -et lo menò in rocca dal Duca, el qual era stato a Santa Maria di le -Gratie, vestito con uno mantello da coroto, longo insino a terra; et -qui l'ambassador si dolse di la morte dil Duca. - -A dì 22 ditto, la notte fo conduto in Milan el corpo dil Duca, et -portato al Domo con 300 torze, con tutti preti et frati de Milan, -fo posto in mezo a presso l'altar grando sopra uno soler, vestito -damaschin bianco fodrà de varo, con un zupon d'oro, con la bareta ducal -di panno d'oro, con uno revoltin de varo; in la man destra uno baston -inarzentado, in la sinistra una spada, et li speroni roversi in piedi. -Et poi che fo tenuto tre zorni sopra la terra, fo lì in domo sepulto, -a presso li soi progenitori Duchi, i quali sono tutti in casse coverte -d'oro lì a l'altar grando; et sopra di la cassa del deposito fo trovato -tal epigramma. - - -_Epigramma sepulchro Ducis Mediolani affixum:_ - - _Dux pater ense perit, rapuit me dira veneni_ - _Sorbitio, qua dux tertius arte cadit._ - _Debuerat natus Ligurum succedere sceptro;_ - _Comprimat exardens hoc Jovis ira nefas._ - - _Aliud in eodem sepulchro:_ - - _Dux Ligurum pater, hic ferro, natusque veneno:_ - _Morsque reum sequitur primum, mox fata secundum._ - -Et el Duca mandò 4 consejeri per la duchessa et fiul, erano a Pavia, et -condurli a Milan; li quali fonno el conte Zuan Rusca, Gaspar Visconte, -Branda da Castiglion et Battista Sfondrà. Et a dì 25 ditto zonse a -Milan, et fo messa ditta duchessa ad habitar in la rocca, in una stanza -contigua a quella di madona Bona, et lì stetene con gran coroto; et da -quelli vi andono, era gran oscurità a veder. - -A dì 23, col Duca preditto, l'ambassador de Ferrara et quello do -Bologna, et Antonio Maria di San Severino, el qual lo fece a la guarda -di la soa persona, con 60 balestrieri armati a cavallo, et le menò -con lui quando tornò dal Re; et la matina seguente ditto Duca venne -a visitar a caxa l'ambassador di la Signoria. Et con Soa Excellentia -ditto ambassador, _nomine Dominij_, se allegrò sumamente; et el Duca -scrisse a la Signoria dil successo et creation sua, sottoscrivendo: -_Ludovicus Maria Sforcia Vicecomes Dux etc._; et confermò l'ambassador -era a Venetia, stato za anni 4, chiamato Thadio de Vicomercà, el qual -al tempo di la liga, fatta con il Pontifice et Duca de Milan,...... -fo dal Prencipe fatto cavalier et vestito d'oro, donatoli le insegne -de San Marco nel petto. Et è da saper che ditto ambassador dil Duca, -or andato in Collegio vestito con panni lugubri, presentò le ditte -lettere, et offerse el Duca suo a questa Signoria. - -Ancora esso sig. Duca, sì al re de Franza, _quam_ a Roma al Pontifice, -et ad altri potentati de Italia mandò a notificar la soa creatione; -et in questo zorno expedite uno suo secretario, chiamato Maffio de -Pirogno, con cavalli 12, al serenissimo Maximiliano re di Romani -electo imperador, el qual era in Fiandra. Et è da saper che ditto Re -di Romani ha per moglie madona Bianca, sorella che fo del Duca de Milan -nuovamente defunto, et nezza di esso signor Ludovico, al presente Duca. -La qual con grandissima pompa de Milan, in questo anno, fu mandata -a marito, et datoli dote di ducati 300 millia; et zonta a Yspruch da -Sigismondo d'Austria, _olim_ Archiduca, el qual poco avanti, per esser -in decrepita età dette el Stato suo et renonciò al prefato Maximilian -suo nepote et figlio de l'Imperator suo fratello, et si tolse una vita -quieta, et ha provisione. Questo ha una bellissima moglie et giovane, -figlia di uno di Duchi de Saxonia, la qual con gran jubilo ricevette -questa, che doveva esser imperatrice. Et pur alquanto quivi dimorò, -perchè molti di Baroni di Elemagna non volevano esso Massimiliano -per niun mondo sposasse tal donna, dicendo non era conveniente uno -Imperator tolesse la fia di uno Duca suo subdito, però che Milan è -Camera de Imperio. Queste noze adoncha fo concluse, subito morto el -padre Federigo terzo Imperator, el qual del 1493, a dì 19 Avosto, -expirò. _Unde et tamdem_ ditto Maximilian vuolse torla per moglie; -et cussì ivi venuto, in questo medemo anno 1494, di quaresima, habuto -licentia dal Pontifice di consumar in quel tempo el matrimonio, ch'è -zorni che la Chiesia non vuol che si sposi alcuna donna, pur in una -città chiamata Ala, mia 5 di là de Ispruch, sposò questa madona Bianca; -et volendo ritornar in Fiandra, lei volse sempre seguitarlo, et cussì -va seguitando, et è carissima moglie. - - - - -INDICE - - - Avvertimento pag. 3 - - Dedica di tutta l'opera al doge Agostino Barbarigo » 15 - Libro I. Principi di Carlo VIII. Apparecchi della - spedizione » 19 - Morte di Ferdinando re di Napoli. Incoronazione di - Alfonso II » 34 - Alessandro VI » 41 - Exemplum Brevis Apostolici » 45 - Copia di una lettera scritta per il Gran Turco a papa - Alexandro VI » 46 - Carlo VIII a Lione » 47 - Questo è il numero di l'armada di re Alphonso » 51 - Maneggi dei principi italiani » 52 - Venezia » 60 - Zente mandate sul Polesene, a Ravenna e a Cervia » 61 - Politica di Alessandro VI » 63 - El successo di l'armada dil re Alphonso » 65 - Seguito di l'armada di Zenoa » 66 - Successo di cose seguide in Romagna per li do campi - erano dil mexe di Avosto 1494 » ivi - Partita dil Re di Franza da Lion per fino a Susa di qua - da monti » 70 - Successo di cose seguite in li campi di Romagna dil - mese di Settembrio 1494 » 71 - Seguito di l'armada aragonese a Rapallo » 83 - El viazo dil Re di Franza da Susa fino in Aste, et - quello fece in Aste » 85 - Quello fece re Alphonso in Reame » 91 - Successo di quello seguiteno li campi in Romagna di - Ottubrio et Novembrio 1494 » 92 - Segue lo stesso argomento » 664 - Cose di Roma » 669 - Carlo VIII a Casale, a Vigevano ed a Pavia » 671 - Carlo VIII e Gian Galeazzo » ivi - Carlo VIII a Piacenza. Morte di Gian Galeazzo. Gli - sottentra Lodovico il Moro » 672 - Epigramma sepulchro Ducis Mediolani affixum » 676 - Aliud in eodem sepulchro » ivi - Questo è uno editto fatto a Milano adi 28 Ottubrio 1494 - per el Duca nuovo » 98 - Carlo VIII a Pontremoli » 100 - Comitiva che si trova a Pontremolo con la Maestà del - Cristianissimo Re di Franza, videlicet sua corte per - servicio et custodia de sua regal corona » 102 - Queste sono zente d'arme deputate per mandar su l'armada - di Zenoa con Monsig. Duca di Orliens dil mexe di Avosto » ivi - Cavalli de Franzesi passati per lo Novarese guidati dal - conte Borella » 103 - Questi altri è passati per lo Alexandrino guidati da - Scaramuzza Visconte » ivi - Questi sono li nomi de molti capitanij et Gran Maestri - venuti col Re in Italia, i quali tutti è stà nominati - per lettere in diversi tempi » ivi - Carlo VIII e Piero de' Medici » 107 - Carlo VIII in Lucca » 109 - Carlo VIII in Pisa » 111 - Quello seguite a Roma in questo mezzo » 115 - Partenza dell'armata francese da Genova » 670 - Come l'armada dil Re di Franza andò nel Tevere a Hostia - et ritornò a disarmar » 116 - Cose seguite a Milano da poi la tornata dil Duca dil - mexe di Novembrio 1494 » ivi - Epistola Caroli Barbavarae Mediolanensis ad Bernardinum - Figinum Veneciis commorantem » 117 - Quello faceva re Alphonso in questo tempo » 120 - A Venetia quello seguite » 121 - - Dedica del secondo libro ad Antonio Grimani » 129 - Libro II. Firenze » 131 - Questo è il modo de l'intrar dil Re di Franza in - Fiorenza a dì 17 Novembrio » 133 - Protesta Regis Franciae ad Alexandrum pontificem etc. » ivi - Quello seguite in Fiorenza mentre el Re vi stette et - in Toscana » 138 - Successo a Fiorenza da poi la partita dil Re » 142 - XX accoppiatori creati per un anno » ivi - X Conservatori di la libertà » 143 - 8 di guardia di balia » ivi - Intrata dil Re di Franza in Siena adi do Dezembrio 1494 » 144 - De l'intrata dil Re di Franza in Viterbo et successo - fin l'intrar in Roma » 147 - A Roma quello fece Alexandro pontifice in questo tempo » 118 - Exemplum brevis SS. Domini nostri ad Ill. et Exc. D. - Ducem Mediolani » 150 - Responsum ducis Mediolani Pontifici maximo » 151 - Partita dil Re di Franza da Viterbo et quello seguite - fino a l'intrar in Roma » 153 - Seguito et rumore accaduto in Fiorenza et di loro governo » 157 - Cose accadute in Venetia in questo tempo et dil Gran - Turco » 158 - Come el Pontifice mandò el duca de Calavria fuor di - Roma, et quello fece » 160 - Intrata dil Re di Franza in Roma adi 31 Dezembrio 1494 - et quello fece in Roma » 163 - Cardinali romani, anno 1494 » 168 - Provvisione fatte per re Alphonso nel reame in questo - tempo » 172 - Dil re Maximiliano alcuna cosa notanda, et di la sua - Dieta » 175 - Electores Imperii » 177 - A Venetia quello si faceva et anche a Milano » 178 - Come el Pontifice si accordò con el Re de Franza » 183 - Come re Alphonso renonciò la corona a so fiol don - Ferando et si partì di Napoli; et quello ivi seguite » 192 - Di la partita dil Re di Franza, et come prosperò in Reame » 195 - Cose seguite in diverse parte de Italia in questo tempo » 198 - Successo dil Re di Franza fino a l'intrar in Napoli » 204 - Di l'aquisto di San Zermano per Franzesi » 215 - Di la venuta di quattro ambassadori dil Re di Romani a - Venetia » 217 - Copia di una lettera scritta al signor Soldam per el - rezimento de Nycosia » 223 - Dil felice prosperar dil Re di Franza in Reame et fuga - di Ferandino » 225 - De l'intrata dil Re di Franza in Napoli, che fo a dì - 22 Fevrer 1494 » 230 - Quello seguite in Napoli da poi l'intrata dil Re di - Franza » 241 - Cose seguite in Venetia et in diverse parte in questo - tempo mezo » 250 - Come el Re de Franza habuto Castelnovo comenzò a - bombardar Castel dil Uovo et quello fece a Napoli » 258 - Cose seguite a Venetia et a Milano et Fiorenza fino al - concluder de la liga et in questo mexe de Marzo 1495 » 268 - Quello seguite a Roma in questo tempo » 277 - Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Illustr. - Principem et Senatum Venetum » 280 - Responsio Venetorum » 281 - Conclusione di la liga fatta a Venetia, et el modo che - la fu conclusa » 283 - Provisione fatte a Venetia et cosse seguide in varii - luogi fin al publicar di la liga » 288 - - Dedica del libro III a Gerolamo Zorzi » 297 - Libro III. Solenne processione per la publicazione della - lega » 299 - Questa è la publicatione di la liga » 305 - Quello acadete a Venetia, Roma, Napoli, Milan et altre - parte dil mexe (di Aprile) 1495 » 307 - Segue lo stesso argomento (Maggio 1495) » 318 - Ordine et cerimonie usate a Milano in la investitura dil - Duca a dì 26 Mazo 1495 » 353 - Come el Re de Franza se partì di Napoli » 356 - Come el Pontifice se partì di Roma per la venuta dil Re - de Franza et andò a Orvieto » 356 - Quello seguite a Venetia in questo tempo » 358 - Intrata dil Re di Franza in Roma, de ritorno, et quello - fece, et come poi si partì » 364 - Avvenimenti del Giugno 1495 » 365 - Partita dil Pontifice et Cardinali da Orvieto et come - andò a Perosa » 367 - Quello successe in diversi luogi » 369 - Carlo VIII in Viterbo » 380 - Come el Duca de Orliens tolse Novara al Duca de Milan » 382 - Relazione di Sebastiano Badoer, stato ambasciatore a - Milano » 385 - Qui saranno notati li Franzesi di conditione che restono - in Reame » 391 - Come el Re de Franza de ritorno intrò in Siena » 392 - Consigli di mons. d'Argenton a Carlo VIII » 395 - Relatione de Piero Bembo soracomito al Capetanio zeneral - de quello fece in Cicilia » 416 - Come el Re de Franza partito di Siena andò a Pisa et - Lucca, et quello fece » 421 - Carlo VIII a Pietrasanta e a Sarzana » 437 - Avvenimenti del Luglio 1495 » 439 - Ordene di l'exercito di la Illustrissima Signoria et - colonnelli partiti a dì primo Luio » 447 - Qui comenzano baruffe seguite in campo con Franzesi - venivano zoso di monti » 449 - Exemplum literarum d. Coradoli Stangae prothonotarii ad - Illustrissimum Dominum ducem Mediolani » 457 - Questi sono li primi eletti di la Signoria di Fiorenza - per novo modo » 463 - Copia de una lettera (di Bernardo Contarini, 5 Luglio - 1495) » 466 - Digresso di l'auctore, come stava Italia in questo tempo - et li potentati » 469 - - Dedica del libro IV a Melchiorre Trevisan » 471 - Libro IV. La battaglia di Fornovo » 473 - Exemplum literarum Ducis Mediolani » 484 - Come el Re de Franza col so exercito se partì con gran - fuga di le giare dil Taro » 486 - Dil ritorno di re Ferando di Aragona in Napoli, et fu - accettato di cittadini » 501 - Exemplum litterarum Rev. D. Vice cancellarij S. R. E. - Cardinalis Ascanii ad Illustrissimum Dominum Ducem - Mediolani » 502 - Exemplum litterarum D. Jacobi de Capua ad Ill. et Rev. - Dominum Vicecancellarium » 503 - Novità di Cesena » 504 - Seguito dil Re de Franza » 506 - Cosse seguite nel campo di Novara » 508 - Summario de Franzesi presi da Stratioti nel campo di - Novara in questi tempi » 510 - Come l'exercito di la Signoria andò poi a campo a Novara - in aiuto dil Duca de Milan » 511 - Questo è l'ordene per lo levarsi da Vespola e andar a - conjungersi con l'altro campo verso Novara, fato a dì - 18 Luio 1495 » 515 - Ordine de le factione hanno a fare partitamente li - marascalchi dil campo » 516 - Exemplum cuiusdam literae Alexandri Benedicti veronensis, - physici, in castris » ivi - Lista de le terre rendute a la Majestà dil re don - Ferando di Aragona, da poi esser intrato in Napoli » 519 - Remuneratione fatte a molti benemeriti di la Signoria - per le operationi fatte al Taro » 524 - Seguito ne li campi di Novara fino a dì primo Avosto 1495 » 528 - Quello seguite a Napoli et in Reame fin a dì primo Avosto » 530 - Exemplum literarum Ferdinandi regis » 531 - Exemplum literarum Regis praedicti » 533 - Copia di una lettera scripta a mons. di Mompensier per - el cardinal S. Dyonise, di la rota » 534 - Copia de un'altra lettera de uno franzese, che nara al - suo modo la rotta » 535 - Modo et hordine di le investiture date a Vormes per il - Re di Romani » 538 - Novitade di Cesena » 540 - Epigramma de anchoneta ac reliquiis acceptis a Gallis » 544 - Cosse seguite in campo di Novara, dil mexe di Avosto, - succincte descritte » 547 - Basilio dalla Scuola abbandona i francesi e si unisce ai - veneziani » 557 - Zente da cavallo et a piedi si ritrovava in Verzei » 558 - Successo seguito a Napoli et in Reame in questo mexe di - Avosto 1495 » 572 - Exemplum litterarum regis Ferdinandi, Regis Siciliae » ivi - Questa è una lettera del sig. Fabricio Collona, di quello - era successo » 574 - A Roma cosse seguite » 578 - Copia di una lettera dil Re de Franza al Pontifice » 579 - Copia di una lettera dil Re di Franza a Monaldo di - Guerra suo capetanio in Hostia » 582 - Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Florentinos » 584 - Exemplum litterarum Regis Ferdinandi ad Florentinos » 587 - Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad summum Pontificem » 588 - Seguito di cosse de Napoli et Reame, dil mese di - Settembrio 1495 » 591 - Novitade acadute in Perosa » 597 - Exemplum litterarum Perusiensium » ivi - Successo di Pisani con Fiorentini » 598 - Come fu amazato domino Jacomo da Savona a Forlì » 600 - - Dedica del libro V a Marco Sanuto » 603 - Libro V. Exemplum brevis sanctissimi D. Nostri ad - Januenses » 605 - Zente franzese lassate a la custodia dil Reame di Napoli - quando se partì el re de Franza » 606 - Zente Italiane » ivi - Maneggi nella seconda metà di Settembre » ivi - Peticione fece li sigg. ambassadori franzesi in nome dil - christianissimo Re de Franza.... in campo sotto Novara » 615 - Responsione dil Ducha de Milan » 616 - Altre responsione dil Ducha preditto » 618 - Seguitano i maneggi negli ultimi di Settembre e primi - d'Ottobre » 619 - Copia de una lettera de domino Francesco Bernardin - Visconte al Ducha de Milan, di la conclusion di la paxe » 626 - Conclusa la pace tra Francia e Milano, Venezia ritira le - sue truppe » 627 - Seguito a Napoli et in Reame dil mese di Octubrio fino - a la fine di Novembrio » 630 - Exemplum litterarum Antonii Grimani... ad oratorem - nostrum venetum in Curia romana » 635 - Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos oratores - Venetiis existentes » 637 - Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos oratores - in Romana Curia » 639 - Cosse seguite a Venetia et in altri lochi de Italia dil - mese de Octubrio et Novembrio » 645 - Copia de una lettera de Piero di Medici a don Antonio - Spanochij, orator di Siena, a Monte Pulzano » 648 - Dil romper guerra el Re et Raina de Spagna col Re de - Franza justa li capituli di la liga » 663 - - - FINE. - - - - -NOTE: - - -[1] _Della letter. venez._, ediz. 1854, pag. 180. - -[2] _Bibl. Marciana_, ital., cl. VII, cod. 130, mss. - -[3] _Hist. de la Rep. de Venise_, Paris, 1819, Didot, VI, pag. 398 e -seg. - -[4] _Hist. de Charles VIII_, deux. édit., I, 239, not. 3. - -[5] _Arch. storico per le prov. napoletane_, Ann. II, fasc. I, p. 13. - -[6] _Della lett. venez._, pag. 17, 151. - -[7] Nelle note all'_Eloquenza_ del FONTANINI, II, 229. - -[8] _St. della lett. ital._ (ediz. di Napoli, 1781), IX, 225, 318. - -[9] _De antiquitate urbis Patavii_, pag. 258. - -[10] _Degli scrittori padovani_, alla voce. - -[11] È naturale lo studio con cui tenta di dissimulare il suo plagio, -senza riuscirvi sempre. Descrive il Sanuto le ceremonie con cui fu -consegnato il bastone e lo stendardo di Capitano generale al marchese -di Mantova, e dice che fu cantata una messa «con cantadori, trombe -et pifari _venuti da qui_» (pag. 552); e il Guazzo dice «con molti et -buoni cantatori, e suono di piffari e trombe _venuti da Venetia_» (c. -201 t.º). Poco dopo il Sanuto ricorda il «protetor _nostro_ San Marcho» -(pag. 553); e il Guazzo sostituisce il «protettore _loro_ San Marco» -(c. 202). Similmente, il Guazzo, scrivendo dopo l'evento, soppresse -(c. 5 t.º) la frase che aveva letto in Sanuto relativamente a Carlo -VIII: «benchè non fusse creto (_creduto_) volesse venir» (pag. 32). -Ma qualche volta, non intendendo il suo testo, lo storpiò in modo che -si tradì. Dice di fatti che a dì 4 Marzo 1495 vennero a Venezia due -ambasciatori del Moro, e che furono condotti «_con gli patti_ alla casa -del duca di Ferrara» (c. 108 t.º), dove alloggiarono. Ma il Sanuto avea -detto «_con li piati_» (pag. 252), cioè con quelle barche molto capaci -e bene adorne che si usavano in simili circostanze. Ad ogni modo, il -plagio del Guazzo non mi fu sempre del tutto inutile. Egli aveva sotto -gli occhi un testo migliore di quello di cui ho dovuto servirmi, e ho -potuto così in più d'un luogo ristaurare la lezione o supplire le sue -mancanze. Vedi, per es., a pag. 393. - -[12] Lo dice egli stesso (pag. 218, 221) nella _Cronachetta_, -che pubblicai nel 1880 (Venezia, Visentini), per le nozze -Papadopoli-Hellenbach. - -[13] XXII, pag. 401 e segg. - -[14] Contiene i dogadi di Pietro Mocenigo, Andrea Vendramino, Giovanni -Mocenigo, Marco Barbarigo e i primi anni di Agostino Barbarigo. -Nell'edizione muratoriana la storia di questi dogi non occupa che una -cinquantina di colonne (1201-1252); nel mss. originale un grosso volume -di quasi 800 pagine. Ho dato un saggio dell'importanza di questo mss., -pubblicando _Il Dogado di Pietro Mocenigo_ (per le nozze Acquaviva -d'Aragona-Mocenigo, Venezia, 1882, Visentini), in modo che appaia il -vantaggio del mss. inedito sulla edizione del Muratori. - -[15] BROWN, _Ragguagli_, III, 79. - -[16] _Ibid._, III, 102. - -[17] Leggesi anche negli _Annali_ del MALIPIERO, _Archivio stor. -ital._, VII, p. I, pag. 399 e segg. - -[18] Si legge distesamente in DUMONT, _Corps... diplomatique_, t. III, -p. II, p. 531 e segg. - -[19] Queste circostanze non erano sfuggite al Sanuto. Egli nota, -per esempio, (pag. 627) l'assenza dei Provveditori veneziani, e le -acclamazioni della folla che «_una voce_ gridava: Viva! Viva San Marco -che mantien la fede!» - -[20] Anche omise i prudenti consigli, che poi il sig. d'Argenton diede -al Re, a cui «non parse de far questo, et intravene la rota et vergogna -soa al Taro». SANUDO, _La Spediz._, pag. 395. In generale è notevole, -che tutte le particolarità (e non sono poche) poco onorevoli ai -Francesi, sono tutte omesse dal Guazzo. Vedi, p. e., a pag. 210, 241, -267, 291, 309, 344, 393, 479, 488 ecc. ecc. - -[21] Mons. d'Argenton aveva in fatti il suo alloggio nell'isola di S -Giorgio Maggiore (pag. 88-89). - -[22] È curiosa una conversazione che il veneto secretario d'ambasciata -ebbe a Costantinopoli con alcuni pascià. Aveva egli annunziato al -sultano la lega conclusa ai danni di Carlo VIII, e «quattro bassà -de' primi», a' quali la lega «pareva molto di novo, gli dissero: -Come va queste cosse? El signor Ludovico ha fatto venir el re de -Franza in Italia, et a hora ha fatto liga? La Signoria, si la voleva, -nel principio poteva ostar a la venuta, et l'ha lassato venir et -prosperar; et a hora è stata causa di sta (_questa_) liga. El Papa -prima era in amicitia con el Re de Napoli, poi dette el passo al -Re de Franza; et pur è dentro (_nella lega_). El Re de Spagna li ha -promesso fede et bona paxe, et have do contadi; et pur è contra esso -Re de Franza. Et l'Imperator era pur so amigo etc. A le qual parole -saviamente ditto secretario rispose, dicendo havevano fatto questa -liga per conservatione di Stadi loro, et senza nuocer a niuno. Ma -loro concludeva, le cosse de Italia hora era piova, hora era sol etc.» -(pag. 374). Come si vede, c'era più buon senso a Costantinopoli che in -Italia. - -[23] _La guerra dei pirati_, I, 201. - -[24] «A hore una di notte venne uno vexentin, _bandito di Vicenza_, -chiamato Basilio de la Scuola, el qual era stato in campo dil Re, et -ozi, partito di Verzel mostrando andar a Turin, venne da' nostri et -referì....» ecc. ecc. (pag. 557). - -[25] Di fatti nel tomo primo dei _Diarii_, il Sanuto aggiunge che -Basilio fu bandito per omicidio (col. 704). Negli archivi di Vicenza -non si è finora scoperto il processo che precedette questa condanna. -Vedi, per altro, come si comportasse lo Scola rispetto a Carlo VIII, -negli _Errori vecchi e documenti nuovi_, che ho pubblicati nel 1882 (p. -135 e segg.). Anche questa notizia si deve aggiungere alla biografia di -Basilio. - -[26] _Gli artisti ed artefici che lavorarono in Castel nuovo a tempo di -Alfonso I e Ferrante I d'Aragona_. Napoli, 1876, p. 10 e seg. - -[27] «Do galeaze venute con vittuarie da Marseia». - -[28] Anche il Guazzo, a dire il vero, ricorda «le porte enee di -Castelnovo di Napoli» (c. 192), tra il bottino che si raccolse a -Rapallo. Ma la notizia era campata in aria, perchè, copiando in questo -luogo il Sanuto, non si ricordava di avere omesso il cenno sulla rapina -ideata di quelle porte. - -[29] Il Guazzo, che fu soldato, non avrebbe dovuto sopprimere su questa -battaglia tante importanti particolarità, che il Sanuto ci conservò. -Vedi, per esempio, la premura di conservare le artiglierie da campo -(pag. 488, 490 ecc.), che i Francesi ebbero più care delle cose del re -(pag. 482, 491 ecc.) cadute in mano al nemico. Ma il Guazzo, che vedeva -crescersi sotto mano il volume, non pensava che a sopprimere senza -discernimento alcuno tutte le particolarità che rendono così istruttivo -e così pittoresco il racconto sanutiano. - -[30] Marin Sanuto morì nel 1536. Dieci anni dopo, quando il Guazzo era -sul punto di pubblicare il suo plagio, domandò al Senato un privilegio -di stampa per «l'historie de l'anno 1493 fino al presente», storie -che diceva di avere «fedelmente scritte... con lunghe sue fatiche -et vigilie» (SENATO, _Terra_, filza num. 3, 28 Agosto 1546). Non -sospettandosi il plagio, gli fu conceduto il privilegio per dieci anni, -e le _Historie di Carlo VIII_, scritte con quelle _fatiche et vigilie_ -che conosciamo, videro la luce nel 1547 _con privilegio_. - -[31] Non ci parve che valesse il prezzo dell'opera l'affaticarci a -ristaurare questo passo, che nel nostro scorrettissimo testo dice così: -«Perchè in questo tempo non solamente vi si combatteva in questo di uno -stato uno animo una republicha, ma, _ut ita dicam_, ecc.». - -[32] Le inesattezze dei numeri possono facilmente essere attribuite al -copista: non ci permettiamo peraltro di mutar nulla. Del resto è noto -che Luigi XI mori a Plessis du Parc, a dì 30 Agosto 1483; e che Carlo -VIII, nato nel castello d'Amboise a dì 30 Giugno 1470, fu consacrato -nella cattedrale di Rheims il 30 Maggio 1484. Entrò solennemente a -Parigi il 5 di Luglio. - -[33] Margherita andò in Francia dopo il trattato di Arras, 23 Decembre -1482, e ne uscì dopo il trattato di Senlis, 23 Maggio 1493. - -[34] Carlo VIII non entrò in Rennes che dopo i simulati accordi del 15 -Novembre 1491. - -[35] _L'Evesque de Lombez, abbé de Saint Denys e l'abbé de Saint -Anthoine de Viennois_ sono fra i commissarî incaricati da Carlo VIII, -a dì 16 Settembre 1491, di stringere nuovi accordi con Innocenzo -VIII sugli argomenti di cui parlano le relative istruzioni in -GODEFROY, _Hist. de Charles VIII_, 1684, pag. 617 e segg. In queste -istruzioni non si tratta peraltro delle dispense. Intorno alle quali -dice lo stesso autore (pag. 621): «il fallut plusieurs dispenses, -et principalement pour la resolution des mariages dans lesquels les -parties se trouuoient engagées respectiuement, car le Roy estoit marié -avec Marguerite d'Austriche et la Duchesse avec Maximilian Roy des -Romains: cependant le pretexte du bien public et de la paix seruit à -faciliter toutes choses». Le dispense accordate da Innocenzo VIII (15 -Decembre 1491) e gli atti (13 Novembre e 21 Decembre 1492) relativi -alla clausola che _dicta Illustrissima d. Anna... rapta non fuerit_, si -leggono in DUMONT, _Corps Diplomatique_, t. III, p. II, p. 274 e segg. - -[36] Veramente furono celebrate nel castello di Langeais. - -[37] L'ambasciata occorse nel 1492. Ne fu publicata la _Relazione_ da -ALBERI, ser. I, vol. IV. - -[38] Per la somma precisa, v. DUMONT, l. c., pag. 296. - -[39] _Boabdil._ Ma la nostra copia legge _Meles_ (Melec?) _Bleusem_; -e abbiam creduto meglio sopprimere questa storpiatura. Al copista si -deve attribuire anche l'errore del numero successivo, giacchè dalla -battaglia di Xeres de la Frontera alla conquista di Granata corse un -secolo più di quel che è detto nel testo. - -[40] Il trattato fu sottoscritto in Barcellona a dì 19 Gennaio. - -[41] L'autore scriveva dunque queste pagine tra il 25 Gennaio 1494 e il -21 Gennaio 1495, che tanto appunto durò il regno di Alfonso II. - -[42] ROMANIN, _St. docum._, IV, 424. - -[43] L'Aretino (_Rer. Italic._, XIX, 921 e segg.) parla di Innocenzo -VII succeduto a Bonifacio IX. - -[44] Cioè successore di Innocenzo VII. - -[45] In questo periodo è confuso Gregorio XII con Alessandro V e -Giovanni XXIII. Cf. MURATORI, _Annali_, ad ann. 1409, 1411. - -[46] Ladislao morì il 6 Agosto 1414. - -[47] Giovanna morì il 2 Febbraio 1435; ma, secondo il costume -veneziano, il nostro cronista poteva assegnare alla morte della -regina il 1434. Riguardo alle circostanze che, secondo il cronista, -precedettero e seguirono questa morte, la confusione è manifesta. - -[48] Così lo chiama anche il Sanudo più sotto, aggiungendo che questo -secondo fratello di Alfonso era gran maestro dell'ordine di S. Giacomo. -Abbiamo quindi corretto questo luogo ove, con manifesto errore del -copista, si davano per fratelli ad Alfonso Giovanni re di Navarra _et -il re di Spagna_. - -[49] Anche qui la cronologia è difettosa. Giovanna II morì il 2 -Febbraio 1435, la battaglia di Ponza tra l'Assereto ed Alfonso accadde -al 5 d'Agosto, l'insurrezione di Genova a dì 27 Decembre dello stesso -anno. - -[50] «Il quale (Giovanni) non si fermò in Lombardia, ma ne venne a -Firenze dove onoratissimamente fu ricevuto». MACCHIAVELLI, _Storie_, -Lib. VI, che così emenda il racconto del Sanudo. - -[51] Alfonso morì il 27 Giugno 1458. - -[52] Non di _Lusitania_, come dice erroneamente il nostro testo. - -[53] Veramente fu sua sorella anche Eleonora, che nel 1428 andò sposa -ad Eduardo, infante di Portogallo. - -[54] Maria, che nel 1420 sposò Giovanni II re di Castiglia, e figlio di -Enrico III. Ora Alfonso V (figlio di Ferdinando il Giusto re d'Aragona -secondogenito di Giovanni I re di Castiglia) nel 1415 sposò Maria sua -cugina, figlia di Enrico III re di Castiglia. Ecco il doppio motivo per -cui l'Autore chiama Giovanni II re di Castiglia _parente consanguineo_ -di Alfonso V. - -[55] I documenti che espongono questi fatti con precisione, vedi in -LUNIG, _Codex Italiae diplomat_., II, 1257 et segg. - -[56] Apparteneva a questa ambasceria anche Girolamo Tuttavilla. - -[57] Vedi BASCHET, _La Diplomatie Venitienne_, pag 302, 303. - -[58] Gentile Becchi. - -[59] Giovanni Villiers, abate di San Dionisio di Parigi, e sin dal 1473 -vescovo di Lombez, da Alessandro VI (21 Agosto 1493) creato Cardinale -prete del titolo di S. Sabina. - -[60] _More veneto_. - -[61] Alessandro Caraffa. - -[62] Nato a dì 27 Luglio 1469, Ferdinando non aveva ancora venticinque -anni compiuti. - -[63] Ferdinando nel 1446 sposò Isabella figlia di Tristano di Clermont -e della contessa di Copertino. - -[64] Cardinale diacono del titolo di S. Adriano (1477) e Arcivescovo di -Taranto (1478), m. a Roma 1485. Cf. NOTAR GIACOMO, _Cronica di Napoli_, -p. 96, 140, 143, e BURCHARDI _Diarium_ (edit. Gennarelli), pag. 72 -nota. - -[65] Morto a venticinque anni, il 26 Ottobre 1486. - -[66] Eleonora morì l'11 Ottobre 1493. - -[67] Morto Mattia Corvino, Beatrice sposò il successore Ladislao. Si -sa peraltro qual conto facesse costui della moglie, che pure gli aveva -agevolata la via del trono. E forse anche per questo l'Autore la dice -vedova. - -[68] Cioè di Ferdinando il Cattolico. - -[69] Un figlio Carlo morì fanciullo. L'_ynfante_ qui ricordata è -Giovanna, che poi sposò il nipote proprio, re Ferdinando II. - -[70] «Madamma Cianzia de Aragonia figliola naturale dello illustrissimo -Signore Duca de Calabria et de madamma Trusia... Gazulla,» doveva -sposare Onorato Gaetani ma sposò invece Goffredo Borgia. NOTAR GIACOMO, -p. 163, 178, 180, 182. Cf. TRINCHERA, _Cod. Arag_., II, 199. - -[71] Giovanni Borgia, eletto da Sisto IV arcivescovo di Monreale in -Sicilia, creato da Alessandro VI, a dì 31 Agosto 1492, Cardinale prete -del titolo di S. Susanna. - -[72] Questo ambasciatore era in Napoli, il giorno dell'incoronazione -di Alfonso (BURCHARDI _Diarium_, pag. 312). Il SUMMONTE dice che -ambasciatore Spagnuolo in Napoli era a questo tempo il Vescovo di -Tarragona (_Dell'Historia_ ecc., ed. Bulifon, t. III, p. 483), cioè -Don Gonzalo Fernandes de Heredia, già governatore di Roma (BURCHARDI -_Diar_., p. 250), e del quale vedi il VILLANUEVA, _Viage literario a -las Iglesias de Espana_, XVIII, 42, XX, 20. Ma dice il SUMMONTE che -l'ambasciatore spagnuolo assistette personalmente alla ceremonia, il -BURCARDO invece asserisce che non vi fu presente, per questione di -etichetta. L'Arcivescovo di Tarragona e il governatore di Catalogna -sarebbero dunque due persone diverse? - -[73] Più di duecentomila dice il SUMMONTE, ibid., 482. Ottomila il -_Diarium_ BURCHARDI (pag. 307), con cui si dovrebbe paragonare, in -tutte le sue circostanze, questo racconto. - -[74] «Il Re cantò l'evangelio... con un tanto eccellente modo, che -parve fusse stato gran tempo prete et a quell'officio usato». SUMMONTE, -ibid., p. 488. - -[75] Ippolita Sforza, moglie di Alfonso, era morta fin dal 19 Agosto -1488. La regina di cui in questo luogo si parla è dunque Giovanna -di Aragona, vedova di re Ferdinando. Chi ne fosse peraltro il -nipote, ricordato qui dall'Autore, non saprei dire con sicurezza. -Sospetterei che fosse «Don Henricus de Aragonia frater consobrinus -reginae Neapolitanae et nepos regis Hispaniarum» (BURCHARDI _Diarium_, -pag. 290), il quale cavalcava appunto a sinistra di don Goffredo -nell'entrata solenne del cardinale di Monreale, ed assistette -all'incoronazione di Alfonso, ove doveva tenere e tenne di fatti il -pomo durante la ceremonia (ibid., pag. 284, 311). - -[76] Di questo fratello naturale di Alfonso II vedi i _Ricordi_ di -FILIPPO DI VIGNEULLES, nell'_Arch. Stor. Ital_., Serie I, App. IX, 232, -e BURCHARDI _Diarium_, pag. 145, 290. - -[77] «Nihil mihi in hoc convivio singulari singulariter placuit, -praeter credentiam, quae pulcherrimis et magnis vasis aureis et -argenteis ornata erat; existimavi ea quae ibi exposita erant ad -circiter ducatus XL m.». Burchardi Diarium, pag. 316. - -[78] È la sesta fra le orazioni di M. A. SABELLICO, _Operum_, ediz. -1560, vol. IV, col. 497. - -[79] Pietro de Aranda, della cui dignità e delle cui vicende vedi il -_Diario di Burcardo_ in ECCARDI, _Corpus historicum Medii Ævi_, vol. -II, col. 2095, 2097, 2112. - -[80] «Postquam..... ad divini numinis timorem excitaris» legge -correttamente il DUMONT, _Corps dipl._, t. III. p. II, pag. 316. - -[81] Supplisci col DUMONT: «Rex Alphonsus avus ejus, deinde Ferdinandus -pater, cui successit rex, qui per praedecessores ecc.». Loc. cit. - -[82] Gli errori dell'amanuense o del traduttore corregge questa -lezione: «Exponendo vires et conatus nostros in resistentia facienda, -ne dictus Rex Franciae aliqua victoria contra nos potiatur, et contra -fratrem Suae Majestatis». DUMONT, l. c. - -[83] «Quod velit facere omnem resistentiam et se defendere contra -ipsum, et deviare ne frater suus capiatur ex manibus nostris, quos -exhortetur et stringat, quod pro quanto cari pendant amicitiam suam, -debeant esse adjumento et defensioni nostrae et regis Alphonsi terra -marique, et quod omnes amicos nostros et primum regem habebit pro bonis -amicis suis, et nostros inimicos pro inimicis». DUMONT, l. c. - -[84] «Fiolo de 4 Sultani de Latheath cainf», leggeva la nostra copia, -che abbiamo emendata col DUMONT, ibid., pag. 317. - -[85] «Quod si vita careret» legge il DUMONT, ibid. - -[86] «Antequam sit nobis dictum corpus datum, et per vestros meis -consignatum». DUMONT, ibid., pag. 318. - -[87] Alonso de Sylva, intorno a cui vedi Prescott, _Storia di Ferd. e -d'Isab_., traduz. ital., Firenze, 1847, vol. II, p. 316. - -[88] De Bidant, o De Bidaut, è detto anche in Godefroy, Histoire, pag. -194. Ma è noto che l'ambasciata spedita nella primavera del 1494 da -Carlo VIII in Italia, era composta: I. dell'Aubigny; II. del vescovo di -s. Malo, Guglielmo Briçonnet; III. di Giovanni Matharon, presidente di -Provenza; IV. di Perron de Basche. - -[89] Specie di nave. _Arbatoze_ le chiama NOTAR GIACOMO, _Cronica_, -descrivendo l'armata del re Alfonso, pag. 183. E. B. SENAREGA, _De -rebus genuensibus,_ in _Rer. Italic. Script_., vol. XXIV, col. 539: -«Tertium genus navium, quod _Arbatociam_ appellabat, quod ad majores -bombardas emittendas aptius erat». - -[90] Pietro d'Urfè. - -[91] Queste galere _per forza_, sarebbero le _barche forzae_ di cui -parla il MALIPIERO (p. 321) negli _Annali_? - -[92] Fra la galea di Giammaria Pignatello e la fusta di Giampaolo da -Capri si legge nella nostra copia: «Galie 7 armate et armate in Puglia -e Terra d'Otranto». Probabilmente qui l'A. traeva la somma delle galee -(27) precedenti, indicando in quali province fossero armate. Il che si -conferma dall'indicazione che segue a questo elenco, ove le galere si -contano a ventisette e non più. - -[93] Queste altre _barze_ non compariscono nella somma di cinquantuna -vela, che segue immediatamente. - -[94] Nel grande Archivio di Napoli manca il carteggio diplomatico di -Alfonso II, probabilmente dato alle fiamme nella popolare insurrezione -del 1647. Dal primo repertorio dei Quinternioni di Calabria citra -ed ultra risulta che per diploma di Ferdinando (27 Aprile 1463) -Francesco Siscar ebbe la terra di Ajello, tolta per ribellione a -Sansonetto Sersale di Sorrento. Della famiglia Siscara, venuta in -Napoli con Alfonso I di Aragona, e di Paolo (che probabilmente è il -nostro ambasciatore) il quale ereditò alla morte del padre (1480) il -Contado di Ajello, vedi i _Discorsi delle famiglie nobili del regno di -Napoli del sig._ CARLO DE LELLIS, Napoli, 1654, pag. 286. Tutte queste -notizie debbo alla erudizione e cortesia del comm. Francesco Trinchera, -benemerito direttore del grande Archivio di Napoli. - -[95] Giorgio Costa, portoghese, arciv. di Lisbona, fatto cardinale da -Sisto IV. - -[96] Raffaello Riario, savonese, creato cardinale da Sisto IV. - -[97] Cesare Borgia che, dal 1493 al 1498, fu cardinale diac. di s. -Maria Nuova, ed ebbe titolo di arcivescovo di Valenza. - -[98] Ascanio, figlio di Francesco Sforza duca di Milano, fatto card. da -Sisto IV. - -[99] Peraltro «Baudricourt retourna en Bourgogne, dont il était -gouverneur» dice CHERRIER, I, 430. - -[100] _A Berna_ dice il nostro manoscritto, che non sappiamo come -spiegare. - -[101] Federigo, figlio di Roberto Sanseverino, da Innocenzo VIII fatto -cardinale diacono del titolo di s. Teodoro nel 1489, ma non publicato. -«Il cardinale Ascanio Maria Sforza però, bramando vivamente di creare -un pontefice a suo talento, operò sì co' cardinali, che il Sanseverino -fu riconosciuto dal sacro Collegio per vero e legittimo cardinale, e -con questo carattere potè trovarsi presente al conclave di Alessandro -VI ecc.». CARDELLA, _Memorie storiche de' Cardinali_, II, 243. - -[102] Bernardino Lonati da Pavia, ad istanza di Ascanio Sforza, creato -cardinale diacono del titolo di s. Ciriaco, il 21 Agosto 1493. - -[103] Non dovrebbe leggersi _ravennate?_ - -[104] Non dice così il GUICCIARDINI, I, III. - -[105] Crediamo inutile riprodurre i ventisette capitoli riassunti -dal Cronista, che furono publicati testualmente da GINO CAPPONI -nell'_Archivio Storico Italiano_, t. I, pag. 362-375. - -[106] È la conosciuta orazione, che non riproduciamo, e che leggesi tra -le opere di MARSILIO FICINO (Basileae, 1576, I, 960, 961). - -[107] È quel medesimo documento che leggesi in MALIPIERO, _Annali_ -(_Archivio Storico Italiano_, t. VII, pag. 325-327), e che quindi ci -asteniamo dal riprodurre. - -[108] Qualche leggerissima inesattezza sfuggita in questo elenco può -facilmente correggersi coll'aiuto della nota opera del CARDELLA. - -[109] È l'epigramma publicato dal DE CHERRIER, _Histoire de Charles -VIII_, II, 80 - -[110] L'equivoco del cronista è evidente. - -[111] Non riproduciamo questa lettera di convocazione data da Anversa -il giorno 24 Novembre (_VIII Kal. Decembris, vor S. Katherinentag_) -1494, giacchè fu publicata al suo posto nei _Reichstagsacten_. Cf. J. -J. MÜLLERI, _Reichstags-Theatrum Maximiliani_ I. p. I, pag. 199 e seg. -Ienae, 1718. - -[112] Giovanni, morto nel 1504. - -[113] Non riproduciamo neppure questi capitoli, che sono una letterale -traduzione di quelli che si leggono in MOLINI, _Documenti di Storia -Italiana_, I, 22 e segg. - -[114] Isabella (figlia di Ferdinando il Cattolico e di Isabella di -Castiglia) n. 1 Ottobre 1470, sposò a dì 22 Novembre 1490 l'erede -presuntivo del trono di Portogallo, Alonso, che morì pochi mesi dopo. -Nel 1497 sposò Emanuele re di Portogallo, e morì l'anno appresso (23 -Agosto). - -[115] Lorenzo Suarez. - -[116] Ippolita, che morì giovinetta. - -[117] Simone Unferdorben, fanciullo di poco più che due anni, ucciso -dagli ebrei in Trento il 23 Marzo 1475 secondo gli _Annali del -principato ecclesiastico di Trento.... reintegrati e annotati da_ -TOMASO GAR, Trento, pag. 352-358. - -[118] Intorno a questo prelato vedi PRESCOTT, ibid., p. II, cap. V. - -[119] Perkin Warbee, noto impostore, di cui v. HUME, cap. XXV, XXVI. - -[120] «Et l'havere di pretio della Reina» legge il GUAZZO. - -[121] «Labarde» legge il Guazzo. - -[122] La nostra copia è così scorretta, che disperiamo di restaurare -il testo genuino. L'eruditissimo B. Capusso ci avverte peraltro che il -secretario vecchio, di cui qui si parla, è Antonello Petrucci, «che si -sa aver avuto il suo palagio nella piazza di S. Domenico». - -[123] Altro luogo inesplicabile della nostra copia. - -[124] La nostra scorrettissima copia leggeva: _Ovo nicro novo_ ecc., -e non sapevamo come correggere il passo. Speravamo di trovare questa -iscrizione o in qualche antica _Guida_ di Napoli, o in altra opera -storica. Ma riuscite indarno le nostre ricerche, ci siamo rivolti -all'eruditissimo ed illustre sig. Bartolommeo Capasso, che gentilmente -ci rispose: «Sui due versi del Castel dell'Ovo debbo dirle che essi -non sono riportati, nè sono in qualunque maniera indicati in alcuno dei -nostri patrii scrittori, sì editi che inediti. E siccome le descrizioni -che abbiamo di Napoli, alquanto particolareggiate, non sono più -antiche del secolo XVI, così bisogna supporre che fin da quel tempo -non esistessero più. Verisimilmente dovettero sparire nell'assedio -posto al castello dal Gran Capitano, nel quale Pietro Navarro, come -credesi, fece le prime pruove delle sue mine, e con esse abbattè l'arco -che dalla strada di S. Lucia immetteva al ponte del Castello, ove quei -versi dovevano leggersi. In ogni modo, mancandoci il confronto di altri -esemplari, non si può rettificarne gli errori con la lezione migliore. -Ho cercato quindi di divinare il senso dell'epigrafe colla storia -del castello, ed ecco dopo molto meditarvi su la mia congettura sul -proposito. - -«Nella _Cronaca di Partenope_, volgarmente attribuita ad un Giovanni -Villani napoletano (l'edizione più facile a trovarsi è quella del 1680 -di Napoli, nella _Raccolta di vari libri_ ecc.), tra le altre opere -di magia che si dicono fatte da Virgilio a beneficio dei Napoletani, -trovasi la _consecrazione_ di un ovo, che il poeta avrebbe chiuso in -una caraffa di vetro, e depositato in un luogo secreto e ben custodito -del Castello marino o del SS. Salvatore a mare, perchè ne fosse, per -dir così, il Palladio, e ne dipendessero i fati da quello. Nella stessa -_Cronaca_ (cap. 46 del lib. III) si narra che al tempo della regina -Giovanna I, quando Ambrogio Visconti, figliuolo naturale del duca di -Milano, fuggì dal detto castello, ove era prigione, ruppe la caraffa, -_e tutti li edifici antichi del castello se diruparo_. Allora la regina -lo fece di nuovo riedificare, _et perchè non avesse perduto lo nome -del detto castello, fece includere lo ovo in uno vassello di vetro, più -bello, et più sottile et megliore_. - -Ora, posto ciò, io leggo i due versi: _Ovo nicro novo non sic turbor -ovo dorica castra cluens tutor temerare timeto_, così: _Ovum_ (_in_) -_vitro novo_, sottintendendo _clauditur_ o altro simile; il vitro -benissimo poteva scambiarsi in _nicro_; _non sic_ (_ego_, parla il -castello) _turbor_ (_ab_) _ovo. Dorica castra cluens tutor_ (assicuro, -difendo); _temerare timeto_. Il _dorica castra_ allude evidentemente -all'origine greca della città». - -Siano grazie all'eminente erudito che volle aiutarci colle sue dotte -induzioni. La sua assicurazione, che l'epigramma sopra detto non è -ricordato da alcuno scrittore napoletano edito e inedito, è una prova -evidente della diligenza con la quale il nostro Sanudo raccoglieva le -memorie non solamente di Venezia ma di tutta l'Italia. Alla cronaca -del Sanudo, dice di fatti lo stesso illustre sig. Capasso, debbo -«la cognizione di parecchi particolari intorno alla città di Napoli -specialmente, che sono taciuti dai nostri cronisti, ed ignorati dai -patrii scrittori». - -[125] «A sì che tal Signoria di Venetia sapere non puotevano come -quelli oratori voleano far lega», così il Guazzo. - -[126] «Nascondeano i prelati di Roma nei monasteri le loro cose, -andando il re di Franza a Roma di qualche novità dubitando». Guazzo. - -[127] Leggesi stampata in seguito al discorso di Leonello Chieregato, -che troveremo ricordato qui appresso. - -[128] Leggesi in un libretto del tempo, del quale ho veduto due -esemplari nella Biblioteca Marciana, ma senza alcuna nota tipografica. -Trattandosi di un discorso che andò già per le stampe, credo inutile -riprodurlo. - -[129] «Per i capitoli haveano con il Re di Franza», aggiunge il GUAZZO -c. 138. - -[130] Questo elenco (molto più particolareggiato di quello che -leggesi in MALIPIERO, _Annali Veneti_, I, 339 e segg) fu trascritto -letteralmente e publicato dal GUAZZO, _Historie.. ove se contengono la -venuta et partita di Carlo Ottavo_ (Ven., 1547), e 151 t.º e segg. - -[131] Anche questo elenco fu publicato tale e quale dal GUAZZO, -_ibid_., c. 155 e seg. - -[132] «Et essere in inimicicia con Genoesi, et volendo tornare in -Franza gli fea di bisogno tenere la volta di Pontremolo, et ritornare -per la via ov'era venuto» dice il GUAZZO (c. 158), che aveva -sott'occhio un esemplare di questa cronaca più corretto del nostro. - -[133] Anche questo elenco si legge in GUAZZO, _ibid_., c. 163. - -[134] È trascritto nel GUAZZO, col titolo: _Armata de i s. Venetiani -nel mare_, c. 165 t.º, e seg. - -[135] Questo breve elenco si legge in GUAZZO, c. 171 e 171 t.º. - -[136] Questo pure leggesi in _Guazzo_, c. 171 tº. - -[137] Leggesi nel GUAZZO, a c. 175 t.º e seg. - -[138] Questa lista fu publicata dal GUAZZO, a c. 181 t.º. - -[139] È l'orazione che leggesi in MALIPIERO, _Annali_ nell'_Arch. Stor. -Ital._ t. VII. p. 1, pag. 393. - -[140] Leggasi anche in MALIPIERO, _Annali_, nell'_Archivio Storico -Italiano_, tomo VII, parte I, pag. 383 e seguenti. - -[141] Leggesi in GUAZZO, _Historie_, c. 205 t.º. - -[142] Leggesi in MALIPIERO _Annali_, nell'_Arch. Stor. ital._, t.º VII, -parte I, pag. 391, e segg. - -[143] «Un galeone di Franza si fu al fondo cacciato», dice il GUAZZO, -_Historie_, c. 208 t.º - -[144] «Lasci da can». Guazzo, Historie, c. 211 t.º. - -[145] La prima pagina è in bianco. - -[146] «Il signor Maniscalco di Giaè, monsignor di Pienes et monsignore -Argenton». (GUAZZO _Historie_, c. 220 t.º 221), già nominati a pag. -608. - -[147] È il trattato che leggesi distesamente in DUMONT, _Corps... -diplomatique_, tom. III, p. II, pag. 531 e segg. - -[148] Leggesi in MALIPIERO, _Annali_, nell'_Arch. Stor. Ital._, t. VII, -p. I, p. 399 e segg. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of La spedizione di Carlo VIII in Italia, by -Marino Sanuto - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA SPEDIZIONE DI CARLO VIII *** - -***** This file should be named 64004-0.txt or 64004-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/4/0/0/64004/ - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. Special rules, set forth in the General Terms of Use part -of this license, apply to copying and distributing Project -Gutenberg-tm electronic works to protect the PROJECT GUTENBERG-tm -concept and trademark. Project Gutenberg is a registered trademark, -and may not be used if you charge for the eBooks, unless you receive -specific permission. If you do not charge anything for copies of this -eBook, complying with the rules is very easy. You may use this eBook -for nearly any purpose such as creation of derivative works, reports, -performances and research. They may be modified and printed and given -away--you may do practically ANYTHING in the United States with eBooks -not protected by U.S. copyright law. Redistribution is subject to the -trademark license, especially commercial redistribution. - -START: FULL LICENSE - -THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK - -To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase "Project -Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg-tm License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. - -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project -Gutenberg-tm electronic works - -1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all -the terms of this agreement, you must cease using and return or -destroy all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your -possession. If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a -Project Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound -by the terms of this agreement, you may obtain a refund from the -person or entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph -1.E.8. - -1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be -used on or associated in any way with an electronic work by people who -agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few -things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works -even without complying with the full terms of this agreement. See -paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project -Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this -agreement and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm -electronic works. See paragraph 1.E below. - -1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the -Foundation" or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection -of Project Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual -works in the collection are in the public domain in the United -States. If an individual work is unprotected by copyright law in the -United States and you are located in the United States, we do not -claim a right to prevent you from copying, distributing, performing, -displaying or creating derivative works based on the work as long as -all references to Project Gutenberg are removed. Of course, we hope -that you will support the Project Gutenberg-tm mission of promoting -free access to electronic works by freely sharing Project Gutenberg-tm -works in compliance with the terms of this agreement for keeping the -Project Gutenberg-tm name associated with the work. You can easily -comply with the terms of this agreement by keeping this work in the -same format with its attached full Project Gutenberg-tm License when -you share it without charge with others. - -1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern -what you can do with this work. Copyright laws in most countries are -in a constant state of change. If you are outside the United States, -check the laws of your country in addition to the terms of this -agreement before downloading, copying, displaying, performing, -distributing or creating derivative works based on this work or any -other Project Gutenberg-tm work. The Foundation makes no -representations concerning the copyright status of any work in any -country outside the United States. - -1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg: - -1.E.1. The following sentence, with active links to, or other -immediate access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear -prominently whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work -on which the phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the -phrase "Project Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, -performed, viewed, copied or distributed: - - This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and - most other parts of the world at no cost and with almost no - restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it - under the terms of the Project Gutenberg License included with this - eBook or online at www.gutenberg.org. If you are not located in the - United States, you'll have to check the laws of the country where you - are located before using this ebook. - -1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is -derived from texts not protected by U.S. copyright law (does not -contain a notice indicating that it is posted with permission of the -copyright holder), the work can be copied and distributed to anyone in -the United States without paying any fees or charges. If you are -redistributing or providing access to a work with the phrase "Project -Gutenberg" associated with or appearing on the work, you must comply -either with the requirements of paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 or -obtain permission for the use of the work and the Project Gutenberg-tm -trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or 1.E.9. - -1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted -with the permission of the copyright holder, your use and distribution -must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any -additional terms imposed by the copyright holder. Additional terms -will be linked to the Project Gutenberg-tm License for all works -posted with the permission of the copyright holder found at the -beginning of this work. - -1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm -License terms from this work, or any files containing a part of this -work or any other work associated with Project Gutenberg-tm. - -1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this -electronic work, or any part of this electronic work, without -prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with -active links or immediate access to the full terms of the Project -Gutenberg-tm License. - -1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary, -compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including -any word processing or hypertext form. However, if you provide access -to or distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format -other than "Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official -version posted on the official Project Gutenberg-tm web site -(www.gutenberg.org), you must, at no additional cost, fee or expense -to the user, provide a copy, a means of exporting a copy, or a means -of obtaining a copy upon request, of the work in its original "Plain -Vanilla ASCII" or other form. Any alternate format must include the -full Project Gutenberg-tm License as specified in paragraph 1.E.1. - -1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying, -performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works -unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9. - -1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing -access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works -provided that - -* You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from - the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method - you already use to calculate your applicable taxes. The fee is owed - to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he has - agreed to donate royalties under this paragraph to the Project - Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments must be paid - within 60 days following each date on which you prepare (or are - legally required to prepare) your periodic tax returns. Royalty - payments should be clearly marked as such and sent to the Project - Gutenberg Literary Archive Foundation at the address specified in - Section 4, "Information about donations to the Project Gutenberg - Literary Archive Foundation." - -* You provide a full refund of any money paid by a user who notifies - you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he - does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm - License. You must require such a user to return or destroy all - copies of the works possessed in a physical medium and discontinue - all use of and all access to other copies of Project Gutenberg-tm - works. - -* You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of - any money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the - electronic work is discovered and reported to you within 90 days of - receipt of the work. - -* You comply with all other terms of this agreement for free - distribution of Project Gutenberg-tm works. - -1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project -Gutenberg-tm electronic work or group of works on different terms than -are set forth in this agreement, you must obtain permission in writing -from both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and The -Project Gutenberg Trademark LLC, the owner of the Project Gutenberg-tm -trademark. Contact the Foundation as set forth in Section 3 below. - -1.F. - -1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable -effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread -works not protected by U.S. copyright law in creating the Project -Gutenberg-tm collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm -electronic works, and the medium on which they may be stored, may -contain "Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate -or corrupt data, transcription errors, a copyright or other -intellectual property infringement, a defective or damaged disk or -other medium, a computer virus, or computer codes that damage or -cannot be read by your equipment. - -1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right -of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project -Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project -Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all -liability to you for damages, costs and expenses, including legal -fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT -LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE -PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE -TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE -LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR -INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH -DAMAGE. - -1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a -defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can -receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a -written explanation to the person you received the work from. If you -received the work on a physical medium, you must return the medium -with your written explanation. The person or entity that provided you -with the defective work may elect to provide a replacement copy in -lieu of a refund. If you received the work electronically, the person -or entity providing it to you may choose to give you a second -opportunity to receive the work electronically in lieu of a refund. If -the second copy is also defective, you may demand a refund in writing -without further opportunities to fix the problem. - -1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth -in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO -OTHER WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT -LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. - -1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied -warranties or the exclusion or limitation of certain types of -damages. If any disclaimer or limitation set forth in this agreement -violates the law of the state applicable to this agreement, the -agreement shall be interpreted to make the maximum disclaimer or -limitation permitted by the applicable state law. The invalidity or -unenforceability of any provision of this agreement shall not void the -remaining provisions. - -1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the -trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone -providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in -accordance with this agreement, and any volunteers associated with the -production, promotion and distribution of Project Gutenberg-tm -electronic works, harmless from all liability, costs and expenses, -including legal fees, that arise directly or indirectly from any of -the following which you do or cause to occur: (a) distribution of this -or any Project Gutenberg-tm work, (b) alteration, modification, or -additions or deletions to any Project Gutenberg-tm work, and (c) any -Defect you cause. - -Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm - -Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It -exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations -from people in all walks of life. - -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's -goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg-tm and future -generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see -Sections 3 and 4 and the Foundation information page at -www.gutenberg.org - - - -Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is in Fairbanks, Alaska, with the -mailing address: PO Box 750175, Fairbanks, AK 99775, but its -volunteers and employees are scattered throughout numerous -locations. Its business office is located at 809 North 1500 West, Salt -Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up to -date contact information can be found at the Foundation's web site and -official page at www.gutenberg.org/contact - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. Compliance requirements are not uniform and it takes a -considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up -with these requirements. We do not solicit donations in locations -where we have not received written confirmation of compliance. To SEND -DONATIONS or determine the status of compliance for any particular -state visit www.gutenberg.org/donate - -While we cannot and do not solicit contributions from states where we -have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition -against accepting unsolicited donations from donors in such states who -approach us with offers to donate. - -International donations are gratefully accepted, but we cannot make -any statements concerning tax treatment of donations received from -outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. - -Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation -methods and addresses. Donations are accepted in a number of other -ways including checks, online payments and credit card donations. To -donate, please visit: www.gutenberg.org/donate - -Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic works. - -Professor Michael S. Hart was the originator of the Project -Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of -volunteer support. - -Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. Thus, we do not -necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper -edition. - -Most people start at our Web site which has the main PG search -facility: www.gutenberg.org - -This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, -including how to make donations to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to -subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. - diff --git a/old/64004-0.zip b/old/64004-0.zip Binary files differdeleted file mode 100644 index 11151a4..0000000 --- a/old/64004-0.zip +++ /dev/null diff --git a/old/64004-h.zip b/old/64004-h.zip Binary files differdeleted file mode 100644 index 35bae23..0000000 --- a/old/64004-h.zip +++ /dev/null diff --git a/old/64004-h/64004-h.htm b/old/64004-h/64004-h.htm deleted file mode 100644 index f9bac77..0000000 --- a/old/64004-h/64004-h.htm +++ /dev/null @@ -1,33777 +0,0 @@ -<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.1//EN" -"http://www.w3.org/TR/xhtml11/DTD/xhtml11.dtd"> - -<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it"> -<head> - <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8" /> - <title> - La spedizione di Carlo VIII in Italia, di Marino Sanuto - </title> - <link rel="coverpage" href="images/cover.jpg" /> - <style type="text/css"> -body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} - -p {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2; text-align: justify;} -.blockquote {margin: 2em 5%;} -.blockded {margin: 2em 10% 3em 10%; font-size: 110%} -p.indl {text-align: left; margin-left: 5%;} -p.indr {text-align: right; margin-right: 5%;} -p.indr1 {text-align: right; margin-right: 10%;} -.center {text-align: center; text-indent: 0;} -.title {text-align: center; font-size: 110%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;} - -div.booktitle {page-break-before: always; padding: 3em;} -div.titlepage {text-align: center; margin: 0 5%; padding: 2em 0; page-break-before: always; page-break-after: always;} -div.titlepage p {text-align: inherit;} -div.somm {page-break-before: always; padding-top: 3em;} -div.chapter {page-break-before: always; padding-top: 3em;} -div.chapter h2 {page-break-before: avoid;} - -h1,h2,h3 {text-align: center; font-style: normal; -font-weight: normal; line-height: 1.5;} -h1 {font-size: 150%;} -h2 {font-size: 140%; margin-top: 1em; margin-bottom: 2em; page-break-before: avoid;} -h3 {font-size: 120%; margin-top: 2em;} - -hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-left: 15%; margin-right: 15%; clear: both;} -hr.tbs {width: 20%; margin: 1.5em 40%; visibility: hidden;} -hr.silver {width: 90%; margin-left: 5%; margin-right: 5%; border-top: none; border-right: none; border-bottom: thin solid silver; border-left: none;} -.x-ebookmaker hr.silver {display: none;} - -a.tag {vertical-align: .3em; font-size: .8em; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; padding-left: .1em; line-height: 0em; white-space: nowrap;} -a.tagtitle {vertical-align: .3em; font-size: small; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; padding-left: .1em; line-height: 0em;} -div.footnotes {page-break-before: always; font-size: 90%; padding-top: 3em;} -.footnotes h2 {margin-bottom: 2em; font-size: 115%;} -div.footnote {margin-left: 2.5em; margin-right: 2em;} -div.footnote>:first-child {margin-top: 1em;} -div.footnote .label {display: inline-block; width: 0em; text-indent: -2.5em; text-align: right;} - -.pagenum {position: absolute; right: 2%; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999; background-color: #ffffff; clear: left;} - -.pad4 {margin-top: 4em;} -.pad2 {margin-top: 2em;} -.pad1 {margin-top: 1em;} - -.x-small {font-size: 70%;} -.small {font-size: 85%;} -.large {font-size: 115%;} -.x-large {font-size: 130%;} -.main-t {font-size: 200%;} -.smcap {font-variant: small-caps;} -.lowercase {text-transform: lowercase;} -.upright {font-style: normal;} -.nospace {white-space: nowrap;} - -ul {list-style-type: none; line-height: 1.2em;} -li {padding-left: 1.5em; text-indent: -1.5em;} -sup {vertical-align: .3em;} - -table {margin: auto; border-collapse: collapse;} -.indice {width: 80%; line-height: 1em; margin-top: 2em; font-size: 95%;} -.indice td {vertical-align: top; padding-left: 1.5em; text-indent: -1em;} -.indice td.pag {text-align: right; vertical-align: bottom; white-space: nowrap;} - -.data {width: 90%; line-height: 1em; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;} -.data td {vertical-align: top; padding-left: 1em; text-indent: -1em;} -.data td.num {text-align: right; vertical-align: bottom; white-space: nowrap; padding-left: 1em;} -.data td.rt {text-align: right;} -.data td.bt {vertical-align: bottom;} - -.tnote {background-color: #f7f1e3; color: #000; padding: 1em 1em 2em 1em; - margin: 3em 10%; font-family: sans-serif; font-size: 90%; page-break-before: always;} -.tntitle {text-align: center; text-indent: 0; padding: 1em; font-size: 120%; margin-bottom: 1em;} -.tnote p {padding: 0 1em;} -.covernote {visibility: hidden; display: none;} -.x-ebookmaker .covernote {visibility: visible; display: block;} - -.poem {text-align: left; font-size: 95%; margin: 1em 10%;} -.stanza {margin: 1em auto;} -.poem p.i01 {margin: 0; padding-left: 3em; text-indent: -3em;} -.poem p.i02 {margin: 0; padding-left: 3em; text-indent: -2em;} -.poem p.i08 {margin: 0; padding-left: 3em; text-indent: 4em;} - - </style> - </head> -<body> - - -<pre> - -Project Gutenberg's La spedizione di Carlo VIII in Italia, by Marino Sanuto - -This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most -other parts of the world at no cost and with almost no restrictions -whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of -the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - -Title: La spedizione di Carlo VIII in Italia - -Author: Marino Sanuto - -Editor: Rinaldo Fulin - -Release Date: December 10, 2020 [EBook #64004] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA SPEDIZIONE DI CARLO VIII *** - - - - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - - - - - -</pre> - - -<div class="booktitle"> -<h1> -LA SPEDIZIONE<br /> -DI CARLO VIII<br /> -IN ITALIA -</h1> -</div> - -<hr class="silver" /> - -<div class="titlepage"> -<p class="main-t"> -<span class="small">LA SPEDIZIONE</span><br /> -DI CARLO VIII<br /> -<span class="x-small">IN ITALIA</span> -</p> - -<p class="pad2 x-small"> -RACCONTATA -</p> - -<p class="pad1 x-large"> -DA MARINO SANUTO -</p> - -<p class="pad2 x-small"> -E PUBBLICATA PER CURA -</p> - -<p class="pad1"> -DI RINALDO FULIN. -</p> - -<p class="pad1 small"> -(Estratto dall'ARCHIVIO VENETO, Serie I). -</p> - -<p class="pad4"> -<span class="large">VENEZIA</span><br /> -<span class="x-small">TIPOGRAFIA DEL COMMERCIO DI MARCO VISENTINI</span><br /> -1883. -</p> -</div> - -<div class="somm"> -<hr /> -<p class="center x-large"><a href="#indice" id="indfront">INDICE</a></p> -<hr /> -</div> - -<div class="chapter"> -<p class="title"> -<i><span class="small">ALL'ILLUSTRE COMMENDATORE</span><br /><br /> -<span class="x-large">BARTOLAMMEO CAPASSO</span><br /><br /> -<span class="x-small">SOPRINTENDENTE DEI REGI ARCHIVI NAPOLETANI.</span></i> -</p> - -<p class="pad2"> -<i>Non dovrei aver coraggio di presentarle una edizione, -che io stesso riconosco sì difettosa. Ma la bontà che Ella -ha per me, e di cui qualche traccia è in questo stesso volume, -mi fa sperare che l'accoglierà come segno dell'affettuosa -reverenza e della riconoscente amicizia</i> -</p> - -<p class="indr"> -<i>del suo affezionatissimo</i> -</p> - -<p class="indr1"> -<i>R. FULIN.</i> -</p> - -<p class="indl"> -<i>Venezia, Agosto 1883.</i> -</p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> -</p> - -<h2 id="avvertimento">AI LETTORI</h2> -</div> - -<p> -Nel dare al pubblico, riunita in un solo volume, questa cronaca -di Marino Sanuto, debbo giustificare la mia fatica da qualche -appunto che mi potrebbe esser fatto. Non è già ch'io possa rimproverarmi -difetto di diligenza, ma certamente mi duole di non -averla potuta riprodurre così esattamente come uscì di man dell'Autore; -e ancora più mi dorrebbe, se alcuno potesse credere diminuito -il valore della mia pubblicazione da uno dei plagi più insigni, -che la storia della nostra letteratura ricordi. -</p> - -<p> -Prima di tutto debbo avvertire, cosa del resto già nota, che -finora di questa cronaca si conosce solamente un codice apografo, -custodito nella biblioteca nazionale a Parigi (<i>ital.</i>, num. 1422, -<i>Gaignières</i>, 688). Quel commentario, che il Muratori pubblicò nel -volume XXIV del <i>Rerum Italicarum</i>, attribuendolo al nostro Marin -Sanuto, dopo i dubbi del Foscarini<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> e le osservazioni del -Morelli<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>, fu riconosciuto fattura di Girolamo Priuli. E parimente -le notizie del Darù<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a> e del De Cherrier<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> avevano a sufficienza -mostrato che il codice parigino contiene la cronaca sanutiana; la -quale, essendo ormai fatta di pubblico diritto, rende palese testimonianza -dell'Autor suo. Quel codice, per concessione della Francia, -fu dato a trascrivere nel nostro Archivio di Stato. E si conobbe -allora che il codice non era autografo, anzi si disse (dico -«si disse», perchè all'illustre storico Gregorovius e a me, che ne -abbiamo fatto preghiera, non fu conceduto pur di vedere nonchè -di esaminare quel codice), si disse adunque che era di pessima mano. -<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> -Ma le angustie del tempo, giacchè non voglio mettere in dubbio -la perizia del copista, non permisero che la trascrizione riuscisse -sufficientemente accurata. E così, tra gli errori asseriti del -codice parigino e quelli incontrastabili del moderno copista, le difficoltà -della lezione son sì frequenti e in qualche luogo sì forti, che -in più d'un caso ho disperato di restituire la dizione genuina del -testo. L'originale, a malgrado di ogni ricerca, non si è trovato -finora; giova sperare che perduto non sia, ma che giaccia in qualche -angolo dimenticato di biblioteca o d'archivio. L'edizione che -ho procurata renderà certamente più facili le ricerche; e una -nuova edizione, collazionata coll'autografo, potrebbe essere degno -preambolo alla grande pubblicazione dei Diarii, che riproduce per -l'appunto gli autografi. -</p> - -<p> -Premesse queste avvertenze, relative alla correzione del testo, -debbo aggiungere qualche osservazione a provare che la fatica -mia non fu inutile. Potrebbe indurre questo sospetto il sapere -che l'opera del Sanuto fu, ancora nel Cinquecento, sfruttata da -uno scrittore plagiario. Io spero, ad ogni modo, che il mio eruditissimo -amico Bartolammeo Capasso, il quale mi fece avvertito -dell'analogia che corre tra il racconto di Marino Sanuto e quello -di Marco Guazzo, vorrà nelle sue <i>Fonti</i> della storia napoletana -sostituire il nome del Sanuto a quello del Guazzo<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>, giacchè le -<i>utili ed importanti notizie</i>, che riguardano la storia napoletana al -tempo di Carlo VIII, e che furono o <i>non sapute</i> od <i>omesse</i> dagli -altri storici, appartengono alla contemporanea cronaca del Sanuto -e non alle storie <i>quasi sincrone</i> del Guazzo. Il nome di questo -scrittore non è sconosciuto, ma, a dire la verità, non è in grande -stima fra gli scrittori: il Foscarini<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a> ed il Zeno<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a> l'accennano -alla sfuggita; il Tiraboschi lo ricorda ma non lo loda<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a>; e se lo -Scardeone<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a> ed il Vedova<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> ne parlano con qualche calore, è -facile trovarne la causa, quando si sappia che il Guazzo ebbe mantovano -il padre, veneziana la madre, ma nacque in Padova, e lo -Scardeone ed il Vedova lo registrano quindi fra le loro glorie. -Molte cose il Guazzo pubblicò in prosa e in verso, fossero sue o -<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> -d'altri non cerco; ma quanto alle <i>Historie.., ove se contengono -la venuta et partita d'Italia di Carlo ottavo re di Francia</i>, esse -sono da cima a fondo copiate dalla cronaca di Marino Sanuto; -guardandosi il Guazzo dal nominarla, anzi dal fare ad essa la più -lontana allusione, nell'atto stesso che ne traduceva letteralmente -l'ingenuo dialetto in uno sguaiato italiano<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a>. Unica fatica del -Guazzo, e questo mi preme che ben si avverta, fu quella di escludere -le notizie che gli parvero prive d'opportunità o d'importanza. -Ma come il plagio di per sè stesso è gran prova della sua molta -impudenza, così le omissioni ci danno chiarissimo indizio del suo -scarso criterio. -</p> - -<p> -È noto infatti che Marino Sanuto, nato nel 1466, ed entrato -nel Maggior Consiglio innanzi all'età legale, non per favore di -sorte ma per opera d'ingegno<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a>, aveva fin dai prim'anni coltivata -assiduamente la storia. E lasciando pure da parte i lavori -meno importanti, che non mancano di pregio ma di cui non debbo -ora occuparmi, il Sanuto nel 1494, cioè dire a ventott'anni, aveva -già scritto la grande cronaca delle <i>Vite dei Dogi</i>. Questa cronaca -parve al Muratori degnissima della pubblica luce; e accompagnandola -di molte lodi, specialmente per ciò che riguarda gli avvenimenti -posteriori al secolo decimo, le diede posto nella grande raccolta -degli scrittori delle cose italiane<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a>. Eppure il Muratori non -<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> -ben conosceva quella parte delle <i>Vite dei Dogi</i> che comincia col -1474: ultima parte la quale, abbracciando i tempi di cui il cronista era -stato testimonio oculare, è più ricca e più degna di fede, ma sventuratamente -è ancora quasi del tutto sconosciuta agli studiosi<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a>. -Se non che in quest'ultimi vent'anni la storia di Venezia era stata -la storia di Venezia e non più; nel 1494 invece accadevano avvenimenti, -nei quali si trovava impegnata non la sola Repubblica di -Venezia ma tutta intera l'Italia. Sentì bene il Sanuto che l'argomento -incomparabilmente cresceva non pure di mole ma d'importanza, -e che descrivere i nuovi fatti non era più còmpito del cronista -d'una città per quanto grande e famosa, ma dello storico -che imprendesse a raccontar le vicende della gran patria italiana. -Interrotta adunque la cronaca, volle dettare una storia. Vero è -che se egli aveva la sincerità e l'imparzialità, non aveva le altre -virtù dello storico. Egli era sempre un cronista: un cronista infaticabile, -un cronista giudizioso, un cronista sincero, ma nulla più -che un cronista; onde noi lo vediamo interrompere subitamente la -cronaca e tentare la storia, ma poi, trascinato dalla sua indole, a -cui per sua e nostra buona ventura non fece ostacolo, discendere -dalle vietate altezze all'utile benchè modesta fatica dei Diarii, i -quali riusciron infine quel monumento meraviglioso che tutti sanno. -Nella vita letteraria di Marino Sanuto, la <i>Spedizione di Carlo -VIII</i> segna perciò il passaggio della cronaca ai Diarii. Fu, come -oggi direbbero, un insuccesso; ch'ebbe peraltro l'inestimabile conseguenza -di condurre, quasi insensibilmente, l'operoso cronista al -vero suo posto. Laonde, chi s'arrestasse alla forma, dovrebbe dire -che la <i>Spedizione di Carlo VIII</i> è la più difettosa composizione -che ci abbia lasciato l'infaticabile uomo. Imperciocchè in sul principio, -rapidamente tracciando a luogo a luogo la storia dei regni -o delle repubbliche di cui gli accade discorrere, egli cerca nelle -vicende del passato le cause degli avvenimenti contemporanei; ed -aggruppando ed intrecciando come meglio parevagli le notizie, si -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -sforza di dare unità, chiarezza e rapidità al suo racconto; ma, trascinato -dall'indole e dalle consuetudini sue, ad ora ad ora s'arresta -a descrivere una ceremonia o una festa; interrompe il racconto -con citazioni distese di documenti pubblici e di lettere private; -anzi talvolta dimentica il suo argomento per lasciar posto ad enumerazioni -prolisse e non necessarie, come, per esempio, sarebbe la -lista dei cardinali viventi nel 1494; finchè, avendo a prova riconosciuto -che mentre la storia si fa non è possibile scriverla, si -risolve di notare giorno per giorno gli avvenimenti, riserbandosi -a raccontarli più tardi giusta i precetti dell'arte. Tanto egli andava -ripetendo a sè stesso molti anni dopo: «quello seguirà per -giornata.... ne farò mentione giorno per giorno, perchè poi si -metterà ne la ordita et ben tessuta mia historia»<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a>, la quale, a -giudizio suo, non doveva oltrepassare i quattro volumi<a class="tag" id="tag16" href="#note16">[16]</a>. -</p> - -<p> -Queste osservazioni ci spiegano le disuguaglianze che troviamo -nel racconto della spedizione di Carlo VIII lasciatoci da Marino -Sanuto, e ci dimostrano ad evidenza l'insigne plagio del -Guazzo. L'orditura delle <i>Historie</i> di costui è la medesima del Sanuto: -lo stesso principio, lo stesso mezzo, lo stesso fine; anzi, nel -corso dell'opera, le stesse digressioni, gli stessi documenti, le -stesse liste, perfin la lista già ricordata dei cardinali viventi nel -1494. Solamente allorchè s'accorse che, trascrivendo intieramente -il Sanuto, oltrepassava quei limiti che forse i rispetti commerciali -gli suggerivano, tentò di abbreviarlo. E cominciò dall'escludere i -documenti, dell'importanza dei quali non si accorgeva; onde, p. e., -nel solo mese di Ottobre 1495, egli omise nella sua copia una lettera -di Francesco Bernardino Visconti al duca di Milano (pag. 626), -una di Piero de' Medici ad Antonio Spannocchi (pag. 648), una di -Antonio Grimani, capitano generale della Repubblica, all'ambasciatore -veneto a Roma (pag. 635), una di Girolamo Contarini, -provveditore in armata, alla Signoria<a class="tag" id="tag17" href="#note17">[17]</a>, due di re Ferdinando II -ai suoi oratori a Roma e a Venezia (pag. 637-641), e, non che altro, -il trattato della pace conclusa a dì 10 Ottobre fra Carlo VIII -e Lodovico il Moro<a class="tag" id="tag18" href="#note18">[18]</a>, capitalissimo fatto, s'altro ve ne fu mai in -<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> -questa guerra, e fecondissimo di conseguenze, ma sul quale il -Guazzo sorvola (c. 227), senza nemmeno avvertire le circostanze -che ne accompagnarono la pubblicazione<a class="tag" id="tag19" href="#note19">[19]</a>. Ora l'omissione dei -documenti, che il Sanuto conservò e che rendono così importanti -i suoi libri, potrebbe mostrarci da sola che le <i>Historie</i> del Guazzo -non sono che una imperfetta, manchevole e affatto insufficiente riproduzione -della cronaca sanutiana. -</p> - -<p> -E tanto più se si avverta che, ad abbreviar la fatica della sua -copia, credette il Guazzo di escludere addirittura quanto il Sanuto -ricorda avvenuto in questo tempo a Venezia. Imperciocchè se si -trattasse di avvenimenti affatto stranieri all'argomento del libro, -le omissioni del Guazzo potrebbero stimarsi degne di lode; ma -esse dimostrano invece che al Guazzo mancava del tutto quel -senso istorico, che nel nostro Sanuto era si vivo e sì perspicace. -Ne recherò qualche esempio. Noi sappiam bene che la politica -era a Venezia maneggiata esclusivamente dall'aristocrazia; ma -c'inganneremmo a partito se noi credessimo altresì che il popolo -di Venezia fosse straniero o indifferente al contegno politico dell'aristocrazia -dominante. Il Sanuto ci rappresenta più volte la -piazza di S. Marco gremita, durante questa guerra, di popolo, e ci -racconta che «tutti, quando era Pregadi suso, mormorava» (pag. -460). Era molto naturale che il popolo di Venezia seguisse con -ansietà l'andamento delle pubbliche cose, giacchè la guerra rendeva -necessari nuovi sacrifizi ogni giorno, e «la Terra era quasi -suspesa et <i>in magnum quid</i>» (pag. 435). Eppure questo popolo -dava di sè agli stranieri uno spettacolo meraviglioso, offerendo -spontaneamente alla patria le sue fortune. Il sig. d'Argenton, che -in quel tempo era ambasciatore di Carlo VIII a Venezia, si recò -un giorno alla Camera degli imprestiti «per veder el modo se pagava -et scodeva. Et visto in quel zorno gran moltitudine de brigata -che portava danari, <i>adeo</i> el cassier non poteva suplir de -scuoder, ste' molto admirato, che in li altri luogi si stenta assa' -avanti che si possa haver una minima quantità, et qui scodevano -tanti danari portati da' cittadini nostri <i>voluntarie</i> (pag. 269);... -sì che per questo», conchiude trionfalmente il cronista, «si puol -conjecturar la magnanimità de Venetia» (pag. 435). Vero è che il -Governo non lasciava da parte sua di svegliare le passioni generose -<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> -del popolo, e colle pubbliche preghiere (pag. 453) e colle pubbliche -pompe, fra cui dev'essere ricordata la processione solenne, -la quale attirò sulla piazza quasi settantamila persone, e fu condotta -con sì pittoresca magnificenza che non ce ne potremmo fare -un'idea senza la descrizione minuta che ne ha lasciato il cronista -(pag. 299 e segg.). Alimentavasi così l'entusiasmo del popolo, il -quale prorompeva talvolta in parole ed in atti che dispiacevano -forte all'ambasciatore francese. Questi ne porse anzi querela alla -Signoria, ma il «sapientissimo principe» gli rispose: «Non vi -meravigliate; in questa terra nostra il popolo è libero e liberamente -parlano, et hanno gran ragione» (pag. 309). Nè fu questa -l'unica volta che il sig. di Commines dovesse uscire mortificato -dalle stanze della Signoria. Fervevano in Venezia le pratiche, riuscite -finalmente alla lega del 1495. L'ambasciatore francese sentiva -apparecchiarsi qualche gran fatto, nè sapea quale; onde, pien -di sospetto, recossi al Collegio per averne schiarimenti e notizie. -Il principe, dice il Sanuto, «rispose sapientissimamente, secondo il -solito»; sì che, badate alla conseguenza, «sì che, <i>senza saper -altro</i>, Arzenton tornò a casa» (pag. 271). Ma venne il giorno nel -quale il Doge annunziò al non abbastanza destro francese, che la -lega era già stata conchiusa. Mi sembra prezzo dell'opera riferire -come l'Argenton accogliesse l'inaspettata notizia, tanto più che il -Guazzo credette bene di omettere questi particolari che il Nostro -avea registrati<a class="tag" id="tag20" href="#note20">[20]</a>. L'Argenton adunque soggiunse: «Serenissimo -principe, io mel suspettava di questo za gran zorni, ma mai lo -criti (<i>credetti</i>) dovesse essere... Et ditto oratore molto maninconico -tolse licentia, et vene zo per la scala senza saludar niuno, -smorto assa'. Et come fo a piedi di la prima scala di l'audientia, -ritornò suso a la porta dil Collegio, et fece chiamar Gasparo da la -Vedoa, secretario nostro de' primi, et li disse: Replicate un poco -quello ha ditto el Prencipe; come andato fuor di fantasia. Et cussì -iterum li disse la sustantia di questa naratione. Et poi ritornò in -barca per andar a San Zorzi<a class="tag" id="tag21" href="#note21">[21]</a>, butando la bareta in terra, facendo -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -segni de haver gran maninconia: la qual cossa fo mal fatta, -nè seppe fenzer, come si suol far. Ma, <i>judicio meo</i>, questo processe -non tanto per el Roy quanto per lui; perchè è da judicar -scrivesse, che mai de qui non se concluderia tal liga, per le operatione -sue faceva. Perchè lui dimandava a li oratori de Milano: -Sarà el vostro duca in questa? Et loro li rispondevano: Non crediate -mai, monsignor. Et fevano come li savii fanno nel governo -de' Stadi, che dimostra a li nemici voler far una cossa, poi ne -fanno un'altra. Or ditto Arzenton molto se lamentava dil sig. Ludovico, -dicendo che se lui non era stato, mai el Roy non passava -in Italia, et che lo haveva tradito<a class="tag" id="tag22" href="#note22">[22]</a>. Et di tanto fastidio si buttò -al letto, et la collera li mosse, et have alquanto di fastidio, benchè -li fusse mandato medici per la Signoria, quali concluseno non sarebbe -mal niuno, ma era alquanto contaminato; come cussì fo», -(pag. 285 e seg.). -</p> - -<p> -Questa scena, che pare a me così viva, parve insignificante -al Guazzo, il quale per conseguenza la omise con tutte l'altre particolarità -che ho ricordato poc'anzi, e con quelle assai più che -dovrei citare se non si trattasse qui che d'un cenno. Non posso -peraltro non avvertire, che le omissioni poco ponderate del Guazzo -avrebbero privato gli studiosi di una quantità di notizie, minuziose, -se vuolsi, ma che potevano riuscire a più d'uno singolarmente -care e preziose. Tale, per esempio, sarebbe la notizia relativa -al vicentino Basilio della Scola. Di quest'uomo, che rimase -più di tre secoli sconosciuto quantunque fosse uno dei più grandi -ingegneri del Cinquecento, il padre Alberto Guglielmotti fu il primo -a raccogliere, nella sua storia della <i>Guerra dei pirati</i>, quante -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -più notizie potè; e, giovandosi della cortese amicizia della famiglia -Scola, la quale vive ancora in Vicenza, molte ne trasse dai <i>Diarii</i>, -allora inediti, del Sanuto. Ma la cronaca della spedizione di Carlo -VIII l'avrebbe messo in sulla via di scoprire una particolarità, che -nella vita di Basilio è molto importante. Imperciocchè l'ingegnere -vicentino non abbandonò la patria soltanto «per seguire la milizia -nelle guerre di quel tempo», come dice il Guglielmotti<a class="tag" id="tag23" href="#note23">[23]</a>, ma perchè -ne era «bandito»<a class="tag" id="tag24" href="#note24">[24]</a>. Per qual motivo fosse bandito, non dice -in questo libro il cronista; ma bastava il suo cenno per indurre lo -storico ad altre indagini<a class="tag" id="tag25" href="#note25">[25]</a>. Assai più spesso le notizie del Sanuto -completano gl'imperfetti ragguagli che si raccolgono altronde. Il -compianto Camillo Minieri Riccio, parlando delle opere d'arte di -Castel Nuovo, ricorda le famose porte di bronzo lavorate da Guglielmo -Monaco, «che vi ritrasse la congiura dei baroni». E, a -proposito di quelle porte, aggiunge «una preziosa notizia», che il -cav. Angelo Angelucci, direttore del Museo d'artiglieria di Torino, -trasse dall'archivio Gonzaga di Mantova. È una lettera del 16 -Aprile 1495 da Napoli a Francesco Gonzaga, nella quale si dice: -«<i>Vostra Signoria de sapere che la M.<sup>tà</sup> del S. Re Ferante havea -facto fare al castello novo dui porte de bronzo istoriate e questui</i> -(Carlo VIII) <i>li ha facte tore et guastare et charichare per condure -via donde ogneuno ne sta suspesso...</i>». Oggi, soggiungeva -il Minieri Riccio, «le porte stando al loro posto, è da credersi che -per la precipitosa partenza dal Regno di re Carlo furono dimenticate, -e quindi furono rimesse al ritorno di re Ferrante II»<a class="tag" id="tag26" href="#note26">[26]</a>. Il -fatto non era sconosciuto al Sanuto, il quale aveva detto che Carlo -VIII «fece levar le porte di Castelnovo, che era di bronzo, bellissime, -et voleva farle cargar su dite galeaze<a class="tag" id="tag27" href="#note27">[27]</a>, per mandarle in -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -Franza, et metterle a Paris, a ciò se vedesse queste spoglie ivi a -eterna memoria» (pag. 314). Ma questa notizia, poco poi confermata -dagli oratori veneziani (pag. 340), è resa compiuta dalle particolarità -relative alla battaglia di Rapallo (13 Luglio), dove l'armata -genovese sconfisse quella di Francia. Di fatti qui, tra il bottino, -erano «le porte enee di Castelnuovo di Napoli» (pag. 510), le -quali per conseguenza non erano state dimenticate, ma furono restituite -a Napoli dall'armi di Genova<a class="tag" id="tag28" href="#note28">[28]</a>. -</p> - -<p> -Da queste osservazioni si vede che, pure raccontando l'impresa -di Carlo VIII, il Sanuto, come nei suoi libri soleva sempre, -raccolse notizie da ogni parte e d'ogni natura; onde la spedizione -francese non deve stimarsi manco preziosa di tutte l'altre opere -sue, nelle quali gli studiosi riconobbero una inesausta miniera che -di raro ricercasi inutilmente. Ora il Guazzo, colle improvvide -omissioni, non solamente privò la scrittura sanutiana di questo suo -pregio caratteristico, ma talvolta, sopprimendo poche parole, anzi -una sola, riuscì a travisare la fisonomia dell'autore o il senso del -suo racconto. Anche qui darò qualche esempio. Parlando del privilegio, -attribuito ai re di Francia, di guarir dalle scrofole, dice il -Guazzo, copiando, che Carlo VIII «quivi in Italia molti di quel -male, segnando, fece liberi» (c. 104 t.º). Ma il Sanuto aveva detto: -«qui in Italia molti del mal preditto, segnando, varite, <i>ut dicitur</i>» -(pag. 245). Il Guazzo omise questa riserva, non accorgendosi dell'ironia -di quel <i>dicitur</i>. Parimenti, descrivendo la cerimonia dell'investitura -del Moro, dice il Guazzo, copiando, che Lodovico -aveva un corteggio di quattrocento persone, «fra molte voci che -Duca! Duca! gridavano» (c. 141 t.º); mentre il Sanuto aveva detto: -«cridando i soi servitori: Duca! Duca! <i>ma pochi del popolo</i>» -(p. 159). Anche qui il Guazzo omise l'ultima frase, che dà una diversa -significazione al racconto. Insomma il Guazzo copiò, ma copiò -male il suo testo; e quando non omise del tutto le descrizioni, -come quella di Napoli, che uno dei più eminenti eruditi napoletani, -l'illustre Bartolameo Capasso, dice piena di particolari «che sono -taciuti dai nostri cronisti ed ignorati dai patrii scrittori» (pag. 237 -in nota), ne soppresse senza discrezione veruna i tratti più significativi. -Basti l'entrata di Carlo VIII a Firenze, nella quale egli -<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> -passa sotto silenzio la circostanza ricordata dal Nostro, che, «subito -zonto, el Re dimandò di le medaie, cammei et porzellane di -Piero (<i>de' Medici</i>), che erano cose di grande estimatione, però -che Lorenzo suo padre (<i>il Magnifico</i>) molto si deletava; ma perchè -erano stà strafurate da li soi, et scose in li monasterii, non le -potè haver» (pag. 136). -</p> - -<p> -So che il plagiario avrebbe potuto conservare alla cronaca -sanutiana la sua integrità sostanziale, quand'anche ne avesse -escluso i particolari che intimamente non si connettono al filo della -narrazione. Ma ho voluto accennare soltanto ad alcuni di questi -particolari, perchè se fossi entrato nel vivo dell'argomento, avrei -dovuto analizzar tutto il libro. Ormai la cronaca sanutiana è stampata -come le <i>Historie</i> del Guazzo; le confronti chi ne ha la pazienza. -Basti perciò che sull'andamento generale di tutta l'impresa, -ma specialmente nell'esposizione delle trattative riuscite -alla lega del 1495, nella descrizione della battaglia di Fornovo<a class="tag" id="tag29" href="#note29">[29]</a>, -e nella storia dei maneggi che precedettero la pace tra Carlo VIII -ed il Moro, il Sanuto ci diede uno straordinario numero di ragguagli -che il Guazzo omise, ma che avrebbero dovuto parergli, -come sono di fatti, caratteristici, importanti, essenziali a farci conoscere -pienamente gli uomini e i fatti. Conchiuderò adunque dicendo -che un superficiale confronto delle <i>Historie</i> del Guazzo e -della cronaca del Sanuto dimostra il plagio anche ai ciechi; ma -che un esame più attento dimostra pure che il plagio è riuscito -così imperfetto da lasciarne tutta la vergogna all'autore, senza -togliere alla cronaca sanutiana la novità e l'importanza che gli -studiosi vi hanno riconosciuto<a class="tag" id="tag30" href="#note30">[30]</a>. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">R. Fulin.</span> -</p> - -<hr class="silver" /> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -</p> - -<div class="blockded"> -<p> -<span class="smcap">Augustino Barbadico Venetorum principi invictissimo -Marinus Sanutus Leonardi filius -patricius tuus venetus se plurimum commendat -et optat Reipublicae felicitatem.</span> -</p> -</div> -</div> - -<p> -Havendo non con piccola fatica reduto in fine, Serenissimo et -Excellentissimo Principe, l'opera già divulgata degna et di farne -extimatione di la venuta di Carlo re di Franza in Italia et successo -de tempi fino l'hodierno giorno, et compita, deliberai dedicarla a -Tua Serenità, sì per esser capo di la Republica et benemerito, <i>quam</i> -perchè sia eterna memoria che sotto Tua Sublimità sia seguito in -brevissimo tempo cose in tanto volume descritte. Et non senza -summa laude di quella vi si puol scrivere alcuna cosa, per li modi -tenuti, per le cotidiane fatiche, sapientissimi consegli, frequenti -consultationi, <i>non parcendo</i> alla età septuagenaria, alla complexione -nobilissima, alla degnità ducal, ne la qual cercar si doverebbe di -conservarsi longamente, ma con ogni diligentia voluto esservi a -tutti consegli del Senato, primo a intrare et ultimo a ussire, antivedendo -a molte cose per le quale è seguito la grande gloria a questo -illustrissimo Stato, et ben è nominata Tua Excellentia da quel -divo Augusto Cesare, al quale se attribuisse fusse il primo huomo ne -molti secoli. Adonque la città nostra veneta sempre di Augustino -Barbadico sarà memore: conciosia che è intervenuto più ardue et -importante materie sotto il Tuo ducato, che sotto niuno altro principe -che sia stato, però che ho voluto veder li annali et croniche, et -<i>etiam</i> qual cosa col parvulo ingegno mio ho descritto, ch'è la Vita -di Doxi <i>ab urbe condita</i> fino a Tua Sublimità, la qual con tempo, -<i>Domino concedente</i>, si darà fuora. Perchè in questo tempo non solamente -vi si combatteva di uno Stato<a class="tag" id="tag31" href="#note31">[31]</a>, ma, <i>ut ita dicam</i>, tutta -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -Italia vi andava in preda, et si sottoponeva a gente gallica, la qual, -secundo l'antiche hystorie, mai hanno potuto longamente dominar -in quella, nè mantenir alcuno Stato acquistato da loro, ma sempre -sono stà scacciati vituperosamente. Perchè havendo l'eterno Iddio -posto le Alpe per termene, che barbari e tal generatione fusseno divise -dalla italica gente, la qual parte de Italia secondo cosmographi -et scriptori de siti è la più bella parte di la terra habitabile, et -più fructifera, <i>licet</i> poca vi sia, cussì mai non li ha lassato Iddio -molto in questa parte prosperare: cominciando da Brenno, el qual, -come scrive Giustino, venuto in Italia fece molte cose, et Roma brusò, -<i>demum</i> da Camillo romano fu scacciato de Italia; et cussì in varii -tempi leggendo le hystorie si trova Galli esser stà sempre scacciati, -et simile altre generatione barbare venute più volte per quella subjugare, -zoè Hunni, Gothi, Ostrogothi, Longobardi, Ungari et altre -gente lontane, che per non tediare Tua Sublime Signoria, qui pretermetterò -dover narrarle. Quanto aduncha questa Italia e tutti li -potentati siano obligati, da poi quello dal qual procede il tutto, a -questa inclita Republica, per le cose successe, per mi <i>verissime</i> -qui descritte, si vederà, per haver scacciato quello che sotto specie -di andar contra infideli voleva depredarla. Quanto re Ferando di -Napoli deve adorare il tuo nome come rappresentante del Senato, -per esser con le tue forze et sapientissimo governo ritornato nel -regno, el qual di voluntà havea lassiato, et parte di quello recuperato -et va per giornata recuperando; <i>sed de his hactenus</i>. Concludendo -vi si puol dire di Venetia: <i>Dum mare delphinos, dum caeli -clara tenebunt sydera; dum gratas tellus dabit humida fruges; dum -genus humanum sua deget saecula terris, splendor erit toto Venetum -celeberrimus aevo</i>. In questa opera aduncha leggendo si vederà, invictissimo -Principe, tutto il successo, giorno per giorno, da poi la partita -di Carlo re di Franza fino alla sua ritornata, et <i>non solum</i> quello -Sua Majestà seguiva, ma <i>etiam</i> quello in diverse parte de Italia <i>uno -et eodem tempore</i> si faceva, cosa non senza grande fatica et continua -sollicitudine investigata. Et sopra tutto la verità, perchè questo -è potissimo in historia; come <i>etiam</i> feci de la Ferrarese guerra, intitolata -al Serenissimo Johanne Mocenico antecessor Tuo, sotto dil qual -ducato la fue, ne la qual <i>etiam</i> Tua Excellentia è nominata, per -quello che <i>tunc</i> in diverse legationi si adoperò. Or in questa ho tenuto -un modo assà chiaro per non confondere li lectori di tempi. Et ancora, -Principe Serenissimo, quando da le fatiche publiche harai alquanto -di ocio, leggendola, son certo troverai cose degne di memoria -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -et varie, et <i>fortasse</i> a molti incognite, che sarà di summo contento -a Tua Sublimità, et a questo mio gloriosissimo Senato, et molto -gratissima a quelli leggeranno et hanno piacer de historie, et sapere -li facti in Italia seguiti, opera di grande utilità, <i>maxime</i> a quelli che -partengon salire al governo publico. Et benchè ne sia molti che -tal gallica historia habbi descripto sì in latino, come Marco Antonio -Sabellico, huomo litteratissimo et veterano in tal cose, et altri nel -sermon materno; et questi o con più alto stile o con nova forma -haranno formato loro scritture: ma io non curando di altro che di la -verità, ho fatto questa, <i>vulgari sermone</i>, acciò tutti, dotti et indotti, -la possino leggere et intendere, perchè molto meglio è faticarsi per -l'università che per rari et pochi. I quali, ancora che buona fusse, -son certissimo si latina l'havessi descripta, mi harebbeno biasemato; -et ben che si havesse potuto respondere quello che alli detractori -di questa li dico per mia excusatione: <i>mala sunt, sed tu non meliora -facis</i>, secondo il ditto di Marciale poeta. Adoncha con jocunda -faza receverai il piccol dono dil patricio tuo, el qual, tal qual è, lo -dono, dedico et mando a Tua Sublimità, alla qual quanto più posso -<i>iterum atque iterum me commendo. Vale, valeatque Excelsitudo Tua, -ut opto.</i> -</p> - -<p class="indl"> -<i>Ex urbe veneta, in aedibus habitationis, anno MCCCCLXXXXV -ultimo Decembris.</i> -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -</p> - -<h2 id="libro1"><span class="smcap">Adsit omnipotens Deus.</span></h2> - -<div class="blockquote"> -<p> -<span class="smcap">Marini Sanuti Leonardi filii patricii veneti de Adventu Caroli -regis Francorum in Italiam adversus regem Neapolitanum, -anno domini mcccclxxxxiiij, regnante Alexandro -sexto pontifice maximo et Augustino Barbadico Venetorum -duce. Incipit liber primus.</span> -</p> -</div> -</div> - -<p> -Carlo octavo re di Franza, da poi la morte di re Ludovico suo -padre, successe nel regno, di età di anni XV, et fo incoronado a -Paris ne la chiesia de Sancto Dionysio, secondo il consueto regio, -ne l'anno di Cristo 1483<a class="tag" id="tag32" href="#note32">[32]</a>. Questo, <i>vivente patre</i>, stette scoso in -una città ne la Franza, chiamata Ambosa (<i>Amboise</i>), per molti anni; -<i>adeo</i> si credeva el re Ludovico non havesse figlioli: et questo -fece il padre per dubio che li baroni non el sublevasse contra di lui, -come fu facto di esso Ludovico contra Carlo septimo suo padre. Et -fu maridato in la fiola de Maximiliano, figlio di Federico terzo imperatore, -<i>nunc</i> Re di Romani et successore electo de li sette electori -elemani a l'imperio: nata di la duchessa di Borgogna, et per consequente -sorella di l'archiduca Philippo, che <i>adhuc</i> in Borgogna -regna, chiamata Margarita. La qual donna, non essendo in età perfetta, -expetando il tempo dil futuro sponsalicio in la città preditta -di Ambosa, sette anni vi stette<a class="tag" id="tag33" href="#note33">[33]</a>. Ma esso re Carlo, cupido di augumentar -el regno, essendo morto in quello tempo el duca Francesco -di Bertagna senza figlioli mascoli, et non era rimasto di lui se -non una figlia unica, la qual quello ducato governava, era promessa -in moglie a Maximiliano sopranominato, con grande exercito -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -vi andò, et aquistato quel regno del 1490, in l'ultima terra di detto -ducato chiamata Rennes<a class="tag" id="tag34" href="#note34">[34]</a> trovò ditta madama Anna fia dil duca -preditto, et quella volse per moglie, benchè fusse con re Maximiliano -promessa come ho ditto, repudiando <i>ex consequenti</i> la fiola -di esso Maximiliano, che per esser sua moglie lì nella Franza dimorava. -Et mandoe do ambasciatori a Roma a Innocentio octavo pontefice, -i quali fue l'abbate di Santo Dionysio al presente Cardinal, et -l'abbate di Santo Antonio di Vienna per cagion di spensare e l'una -e l'altra promessa<a class="tag" id="tag35" href="#note35">[35]</a>. Et celebrate le nozze a Turs<a class="tag" id="tag36" href="#note36">[36]</a> ne la Franza, -li fo mandati per diversi potentati oratori a congratularse sì de tal -felice matrimonio, <i>quam</i> dil paese acquistato di novo. <i>Unde</i> per Vinitiani -vi andoe Zaccaria Contarini et Francesco Capello cavalier, i -quali ambedoi fonno di militia da esso cristianissimo Re adornati -ne l'anno di Cristo 1491<a class="tag" id="tag37" href="#note37">[37]</a>. Et volendo mandar la fia di Maximiliano -a uno de primi suoi baroni di caxa regia, lei minime volse, nè -il padre mai consentì, al qual <i>honorifice, ut decebat</i>, fo rimandata. -Et poi con ditto Maximiliano venne gran discordia per tal repudiatione, -et toltoli la moglie, pur a la fine, interposti ambasciatori, <i>maxime</i> -per il re di Franza el principe di Oringia (<i>Orange</i>), el qual era -prima nimicissimo de la casa di Franza et a l'acquisto di Bertagna -molto danizoe esso Re, ma poi fu causa di far le nozze sopraditte et -<i>etiam</i> di pacifichar fra questi do re le cosse, come di sotto al loco -suo tutto sarà descripto, <i>Deo concedente</i>. Oltra di questo, negando di -dar al re de Ingilterra el tributo assueto, Englesi non volendo tollerar, -<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> -el re Henrico che al prexente quella isola domina, armate nave -cento a Dobla (<i>Dover</i>), in persona, con non poco exercito di persone, -zerca vinticinque milia, et fo ne l'anno 1492 dil mexe di Ottubrio, -et dismontati a Cales, ch'è una terra mia trenta vicina a -l'isola predicta, et messe campo a una terra chiamata Bologna di -esso re di Franza, lontana da Cales zerca mia XVIII, et quella -strense. Et venuto exercito franzese, ne fo morti di l'una et l'altra -parte assà zente, <i>tamen</i> poi sono pacificadi, et Carlo re promesse dar -<i>annuatim</i> scudi sessantamilia, sì come re Edovardo havea<a class="tag" id="tag38" href="#note38">[38]</a>: et cussì -<i>etiam</i> queste cosse fo conze. Ancora questo Carlo re havendo inimicitia -con Ferdinando re di Spagna, el qual in quelli tempi havea -da la setta maumecthana de Mori acquistato (non senza grande fatica) -el reame tutto di Granata, et ne l'anno 1492 a do di Zenaro intrato -ne la città di Granata, et scacciato (<i>Abu Abdallah</i>)<a class="tag" id="tag39" href="#note39">[39]</a> lhoro re, -et reduto sotto la pristina fede cristiana el suo dominio, che da più -de 680 anni Mori lo havea posseduto: et questa inimicitia venne con -detto re di Franza (<i>e</i>) questo, perchè esso Re di Spagna tentava di -recuperar el contado di Rossiglion et Serdania (<i>Cerdagna</i>), quali -altre fiate per don Johanne re di Ragona suo padre fonno impegnati -et dati al re Ludovico di Franza, padre di Carlo predicto, sì per danari -habuti <i>quam</i> per zente et presidio che li prestoe, quando la Cathelogna -si ribelloe, per caxon di recuperarla. Ma, mandati ambasciatori -<i>citra ultraque parte</i>, feceno pace perpetua, et <i>libere</i> Carlo re -dette et assignoe a Ferdinando preditto la città di Elna (<i>Elne</i>) et -Perpignano, con el resto de ditti contadi soprascritti, et feceno accordo -tra loro, acciò dil reame di Napoli non se impedisca, et la -publicatione di la paxe quivi è posta, acciò il tutto chiaramente -intender se possa. -</p> - -<p> -Bando fatto ne la città di Barzellona adi 16 Settembrio<a class="tag" id="tag40" href="#note40">[40]</a> -1493 in presentia di uno secretario dil re di Franza et di tre homeni -d'arme franzesi, del qual bando el ditto secretario ne ha fatto atto -publico lì in Barzellona. -</p> - -<p> -Hora aldì (<i>udite</i>) generalmente che ve fanno a sapere per parte -de la Maestà del signor re don Ferando et donna Ysabetha per la -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -gratia de Dio re e regina di Castiglia, de Aragona, de Lione, de -Cicilia, de Granata, de Toledo, de Valentia, de Gallicia, de Maiorica, -de Sibilia, de Cordovia, de Murcia, de Giaen, de Algarve, de Algezira, -de Gibeltar, de le isole de Canaria, conte de Barzellona, signor -de Biscaia e de Molina, duca de Athenes et Nichopatria (<i>Neopatria</i>), -conte di Rossiglion e Serdania, marchese di Erystain (<i>Oristano</i>) -e conte di Gociano, che sono state fatte e promesse e iurate -vere alianze e confederatione perpetue infra li ditti re e regina et lo -illustrissimo signor don Johan principe de le Esturie e de Girona et -cet., figliolo primogenito et legiptimo successore de le sopraditte -Maestà, et in li loro regni et terre et de loro successori da una parte, -et da l'altra lo cristianissimo signor don Carlos per la gratia di Dio -re di Franza, et per lo illustrissimo signor don Carlos principe et delphin -de Vienna figliolo legittimo del cristianissimo Re, in lo reame -di Franza, terre e signorie di quello et de loro successori da l'altra -parte, in questa maniera che hora e perpetualmente le sopraditte -Maestà sono e saranno per loro e per li loro sopradetti successori et -per li loro reami, terre et signorie, boni fradelli e amici, aliati e -confederati, amico de l'amico e nemico de l'inimico enverso de tutti -e contro tutti, senza reservatione de persone alcune, de qual se voglia -condition o dignità o stato che siano, salvo la Santità del Nostro -Signor el Papa. Et altramente, come più stensamente è commemorato -ne li articoli e capitoli de le alianze e confederatione promesse -fatte e iurate infra le ditte Maestà e per la sopraditta causa, -per parte de le sopraditte Maestà se notifica a ogni homo generalmente -de qual se vuol conditione e stato che siano de li loro regni e -signorie, che liberamente habino a conversar, negociar et contractar -con ogni segurità tutti li subditi del cristianissimo re di Franza, -vegnando e andando ne li regni et terre de loro Maestà, e cussì per -converso li subditi nostri ne le terre e regni dil cristianissimo re di -Franza, cussì come si tutto fusse una signoria unita, come per le -ditte alianze e confederatione si ha ordinato e facto et jurato. -</p> - -<p> -Et havendo cussì placato le cose de Spagna et de Ingilterra, -prima obtenuta la Bertagna, et tasentate le discordie con Maximiliano -re di Romani, essendo il regno suo pacifico, volendo imitar -le vestigie de soi progenitori cristianissimi chiamati Caroli, però -che septe vi fue, <i>maxime</i> di Carlo figlio di Pipino re di Franza et -imperatore romano, la cui fama è grandissima, et non <i>immerito</i> fu -chiamato Magno; mosso <i>etiam</i> (come diceva) da zelo di la fede, per -discacciar Turchi del suo dominio et recuperar la Terra Santa, da -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -Mori tenuta za gran tempo; et visto molte prophetie che chiaro -parla come lui doveva far molte cose, le qual per non essere al proposito -qui pretermetterò di scriverle; mosse l'animo et fece qualche -pensier di venir con grande exercito in Italia, et <i>primo</i> acquistar il -reame di Napoli a lui, dicendo, <i>jure hereditario</i> dovea pervenir, la cui -historia di sotto sarà scripta, et instigato, <i>immo cotidie</i> sollicitato -dal principe di Salerno, uno de' primi baroni dil reame di Napoli sopraditto, -el qual fuggite lì in Franza quando Ferdinando re di Napoli -discazoe li baroni dil suo reame, i quali insieme si haveano accordato -contra di lui, zoè: el gran siniscalco principe d'Ariano, conte -di Capazo, principe di Bisignano, principe d'Altemura, marchese di -Bitonto, esso principe di Salerno et il conte di Montoro con molti -altri, et assà numero di baroni et quelli di l'Aquila, dove fu molta -guerra in ditto reame, aiutandoli <i>maxime</i> Innocentio octavo pontifice, -el qual assoldoe per capitano de la Chiesa el signor Ruberto di -San Severino, <i>tunc temporis</i> uno de primi de Italia <i>in arte militari</i>, -et questo andato con gente in reame, dove li venne a l'incontro Alphonso -duca di Calavria, che al prexente di Napoli è re<a class="tag" id="tag41" href="#note41">[41]</a>, fino appresso -Roma, et fonno a le mani et durò la battaglia fino la sera: tamen -niuno di loro fonno vincitori. Ma li baroni, cussì come da prima -erano uniti, cussì poi tra loro hebbeno varie opinioni. Alcuni volevano -darsi a la Chiesia Romana, altri a la Signoria di Venetia, altri chiamar -Turchi in Italia in suo soccorso, et altri volevano sublevar nel -regno Renato duca di Loreno disceso di la caxa de Anzò, che fu nepote -di Renato, che za fu Re di la Puja, a cui dicevano ditto reame -dover expectare. Ma dapoi molte cede (<i>uccisioni?</i>), pacificato el -Pontifice con esso re Ferdinando, con conditione dovesse <i>etiam</i> far -paxe con soi baroni e perdonarli le offexe, al qual iureriano fedeltà et -omaggio. <i>Unde</i> per questo li baroni preditti <i>sub fide regia</i> andono a -Napoli a inchinarsi et dimandar perdono: et venuti, parte in castello -de comandamento regio fonno retenuti, parte morti, altri in carcere -serrati. Ma questo sapientissimo principe di Salerno, accorgendosi di -quello li saria intervenuto, fuggite di Napoli, et di mano di Ferdinando, -incognito, con grandissima arte, scampoe dil reame. Et gionto -a Roma, d'indi partito, venne a Venecia, <i>demum</i> capitoe in Franza, -et fu ne l'anno di Cristo 1486, dove da quello Carlo re et quelli -governava quel regno fu <i>benigne et honorifice</i> ricevuto, datoli provvisione -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -et zente, nella impresa di Bertagna fu operato, et valorosamente -si portoe. Questo principe insieme con altri baroni subito -gionti terminono di metter ogni loro inzegno ad exortar esso Re, e -la sua corte et gran parlamento, che volesseno far le vendette de -ditti baroni. Questo perchè sotto la fede dil Pontifice, di esso Re di -Franza et Senato Veneto, quelli andono a Napoli et messeno gioso -le arme, <i>unde</i> mal capitono. Benchè Innocentio pontifice, non volendo -patir tal ingiuria, comenzò quasi di novo a far guerra con -Ferdinando, et <i>etiam</i> exortoe Venitiani a non patir questo, i quali -vi mandoe ambasciatore a Napoli Marco Antonio Morosini, cavalier -splendidissimo, acciò vedesse di conzar le cosse<a class="tag" id="tag42" href="#note42">[42]</a>. Et già li baroni -ritenuti erano stati morti, non vi essendo rimedio, in fine col Pontifice -et Re pacificono le cosse. Ma pur esso principe di Salerno non -restava di sollecitar in Franza che il Re venir dovesse in Italia, et -acquistar ditto reame, mostrando chiaro che alla sua corona perveniva, -benchè poco era da quelli baroni primarii gallici audito. Et -acciò meglio s'intendi è necessario di scriver il modo che ditto reame -è pervenuto alla caxa di Aragona. Questo reame di Napoli o vero -di la Puja, <i>alias</i> dominado per re Ladislao che fu figlio di Carlo, el -qual Carlo fu chiamato di Ungaria ne l'anno 1380 da Urbano pontefice -contra la raina Zuana vecchia, la qual favoriva Clemente suo -adversario nel papato, et haveva adoptato per proprio figlio et successore -nel regno Ludovico duca di Angioia figliolo dil re di Franza, -et per queste cagioni chiamò ditto Carlo, el qual venne con ottomilia -cavalli et intrato in reame prese la ditta regina et quella uccise, -et superoe li principi. Et l'anno sequente che l'hebbe acquistato, essendo -morto Ludovico re di Ungaria senza figlioli, de volontà de tutti -quelli principi fu chiamato in Ungaria, et di quel regno incoronato -ancora Re, benchè poi per ordinatione di la Regina di Ungaria fusse -advelenato et morì. Adoncha successe nel regno di Puglia ditto Ladislao, -et regnò anni ventinove. El qual venuto in etade acquistò -ancora il regno di Ungaria, benchè per sospetto di non lo poter -mantenere poi lo vendesse, et con quella pecunia si conservò el regno -di Puglia, et diventò prudentissimo, magnanimo et ne le arme -expertissimo. Et dapoi la morte de Gioan Galeazzo duca di Milano -acquistoe Perosa et molte altre cittade, et venuto a Roma sotto color -di amicitia fu cagione di far levar tutto el popolo in arme contro -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -Bonifacio nono pontefice<a class="tag" id="tag43" href="#note43">[43]</a>, nel qual tumulto furono morti, come -scrive Leonardo Aretino, undece de principali de Roma; et impaurito -fortemente il Pontefice, con tutta la corte se ne andò a Viterbo. Et -essendo Bonifacio morto, simelmente Ladislao, o vero, secondo alcuni, -Lanzilao, prese Roma per absentia di Gregorio duodecimo successore -del ditto Bonifacio<a class="tag" id="tag44" href="#note44">[44]</a>. El perchè Gregorio preditto, insieme -con el collegio de Cardinali, privò Lanzilao di ogni sua dignità, et -similmente dil regno, et dettelo a Lodovico figlio già de Lodovico de -Angioja: et per questa cagione vendette Cortona a' Fiorentini<a class="tag" id="tag45" href="#note45">[45]</a>. -Et, infermato a Perosa, fu portato a Napoli, dove fu fatto attossicare -da' Fiorentini. Il modo fu che, amando la fiola del medico suo, con -la qual spesso si trovava, <i>tamen</i> occultamente, or fu promesso a ditto -medico molta pecunia, se teneva modo di far morire Lanzilao. La -qual cosa acconsentendo el medico, chiamò con parole dolce uno -giorno la figliola, et dissegli: piacemi che te inzegni quanto puoi, -che lo tuo padre sia suocero di tanto Re et avolo di stirpe regale: -seguita pur che fazi cosa che in contento li sia, ma se farai a mio -modo, te insegnarò cosa che lui ti amerà, et saremo tutti felici. Et -lei contentissima. Or il padre fece uno veneno, chiamato da medici -Nepello, et dettelo in uno fazzoletto finissimo alla fiola, et ordinò, -quando dovea esser con il Re, si ungesse con ditto unguento nel -luogo suo genitale. Venendo adonque il Re a lei, la giovenetta fece -quanto il padre le havea imposto, et in quel modo de subito uccise -lei el Re; et il padre di tal male non rimase impunito. Or, venuto a -morte senza figlioli legittimi, successe nel regno Gioanna seconda -sua sorella del 1413<a class="tag" id="tag46" href="#note46">[46]</a>, et regnò anni ventiuno et, ben che la fusse -di corpo femineo, fu non di meno di animo virile, et nel governo sagace -et prudente, et per havere favor nel regno si maritoe a Jacobo -conte de la Marca, el qual fra principi franciosi per natione et virtù -si diceva esser el primo; ma vedendo lei che 'l marito voleva disponer -ogni cosa senza sua saputa, sdegnata si partì da lui, per la -qual cosa si divise subito el regno in più parti, perchè altre voleva -il governo di lui, altre quello di lei, un'altra parte voleva Lodovico -de Angioia, (<i>un'altra</i>) per fin doversi chiamare in quel regno Alphonso -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -re de Ragona, el qual finalmente superando ogni altro fu -adoptato per figliolo di essa Giovanna, benchè poi le fusse ingrato, -et la scaccioe in poco tempo di Napoli, et la messe in una rocca, -dove finalmente morì nel 1434<a class="tag" id="tag47" href="#note47">[47]</a>. Adoncha questo Alphonso, fiol -de Ferdinando re di Aragona, cupido di acquistar novo regno, essendo -vicino, però che dominava la Cicilia oltra Faro, deliberoe di -passar in reame, et nel principio volendo esser da ditta raina Gioanna -adoptato, <i>sepius</i> fo deluso, per la qual cosa passò con grande -armata et exercito terrestre nel ditto regno, et il capitano di la Rocca -marittima per forza di danari acquistoe, et cussì hebbe quello -castello, non advertendo essa regina, la qual za havea adoptado Renato -fratello di Lodovico de Angioia de la fameglia dil re di Franza, -come è scripto di sopra, et za la Puglia dominava et era in Italia, -et Alphonso preditto comenzò a seguir la ditta impresa. <i>Et unum -non praetermittam</i> di scriver, che esso re Alphonso del 1435 combattendo -la città di Gaeta, la quale da Zenoesi era fortemente difesa, -<i>unde</i> Zenoesi armono dodexe nave et trentacinque galie con volontà -et favore dil duca Philippo de Milano loro signore. Capitano de ditta -armada uno Biasio Axerato (<i>Biagio d'Assereto</i>) et Helya (Sorleone) -Spinola, et fonno a le mani con l'armata di ditto re Alphonso, la qual -già era benissimo posta in ordine, et per diece hore duroe la battaglia, -a la fine Zenoesi furono superiori et preseno Alphonso con doi -frategli, zoè Joanne re de Navarra et (<i>don Henrico</i>)<a class="tag" id="tag48" href="#note48">[48]</a>, Antonio -duca di Sexa (<i>Sessa</i>), Joanne Antonio principe di Taranto et molti -altri principi et signori più di 100, et 200 cavalieri, et acquistano -di molta preda, i quali dal preditto Biasio capitano fonno presentati -al duca Philippo, el qual, essendo liberalissimo, per acquistare fama -grandissima gli riceveteno con grandissimo honor, in breve giorni -li lassorno liberamente ritornar alle patrie loro, contro il voler de -Zenoesi, i quali sdegnati si ribellono dil dominio duchesco, et caccioe -fuora Obezino (<i>Pacino Alciati</i>) locotenente dil duca, che lì in -Zenoa era, et si reduseno in libertà. Ma, ritornato Alphonso nel regno, -<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> -obtenne Gaeta. Ma in questo <i>interim</i> sopravenne la morte di la -ditta regina Zuana<a class="tag" id="tag49" href="#note49">[49]</a>, et restoe la guerra tra esso Alphonso et Renato -preditto, el qual za nella Puglia quattro anni havea regnato. Ma -da poi molte battaglie, ne l'anno 1442 Alphonso Renato superoe et -ruppe, el qual introe in Napoli. Dove Alphonso andatovi a campo, -longa et durissima obsidione cingete, et vi stette do anni a campo, -<i>tandem</i> per una cava subterranea le sue zente introe in la cittade, et -cussì have la terra. Ma Renato intrato nel castello fortissimo chiamato -Castelnuovo, dove lassoe a custodia uno Antonio Calvo zenoese, -el qual di assà summa di fiorini li era debitore. Ma Zenoesi in suo -ajuto li mandoe do grandissime nave piene di munitione et de zente -d'arme, sopra le qual esso Renato con li suoi franzesi montoe, et -venne a Pisa et da poi a Fiorenza, et non potendo più haver soccorso -andò in Marsegia (<i>Marsiglia</i>) dove vi stette. Ma in quel mezzo el -custode zenoese preditto, che era in Castelnuovo, habuto da Alphonso -quella quantità di oro dovea dar a Renato, li dette et consignoe ditto -castello, et si ritornò a Zenoa. Adunque habuto Napoli, preso alcuni -baroni et ad altri perdonato, che li zurono fedeltà, <i>ita</i> che tutto -quello regno non con piccola fatica venne sotto al suo dominio, et -tornato in Napoli sopra un carro aureo, triomphoe di tanta victoria. -Benchè poi ne l'anno 1453, che fu undeci anni da poi l'acquisto dil -reame, Renato di Andegavia preditto, desideroso di recuperar il regno, -fatto liga con Francesco Sforza duca di Milano et Fiorentini, -venne con domilia cavalli in Italia, et andoe a Fiorenza. Ma il duca -Francesco fatto gente, mutoe altro pensier, et venne contra Vinitiani, -et nel Brexano et Bergamasco prese alcuni castelli, e fatto -molte cede su quel di Pontevico, sopravenendo l'inverno, le zente andono -a li allozamenti. Ma questo vedendo Renato lassoe suo fiol Joanne -a Fiorenza<a class="tag" id="tag50" href="#note50">[50]</a>, et si partì con cattivo animo sì contra il duca -Francesco <i>quam</i> contra Fiorentini, però che non li haveano atteso alle -promesse, e ritornò in Marseia, dove el resto di la vita sua ivi finite. -Ma el re Alphonso, havendo regnado nel regno napolitano anni 22, -dapoi sedate alcune discordie con Fiorentini, et ancora havendo regnado -in altri regni, zoè Ragona, Spagna e Sardegna, accumulato -<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> -grandissimo thesoro, morite in Napoli, nell'anno 1456<a class="tag" id="tag51" href="#note51">[51]</a>, et non -havendo legiptimi figlioli, el regno hyspano o vero di Ragona pervenne -al maggior suo fratello don Joanne, <i>jure hereditario</i>, di qual -è disceso questo re don Ferdinando, che al presente domina, però che -Alphonso ebbe tre fratelli, lui primo, don Johanne ditto che fu re di -(<i>Navarra</i>)<a class="tag" id="tag52" href="#note52">[52]</a>, don Henrico maestro di S. Jacomo, et don Piero, el qual -morite a l'impresa di Napoli soprascritta, et una sorella<a class="tag" id="tag53" href="#note53">[53]</a>, la qual -fu maridata a don Joanne re di Spagna suo parente consanguineo<a class="tag" id="tag54" href="#note54">[54]</a>, -in tempo del padre. Ma il reame di Napoli, il qual esso Alphonso -per forza di arme et con sua industria havea acquistato, instituì et -lascioe per testamento a Ferdinando suo fiol <i>ex pellice</i>, (<i>quantunque</i>) -lo ditto regno dovesse ex instituto antiquo pervenir alla Sedia apostolica. -Ma con voluntà di suo barba re don Joanne preditto, ne l'anno -1456, Ferdinando, morto il padre, comenzò a regnar. Benchè Calisto -terzo pontefice, di nazione Catelano, di patria Valentiano, el -qual <i>alias</i> di Alphonso re suo padre fu primo secretario, et quello -incoronoe, essendo esso Calisto di animo excelso et magnanimo, statuì -e tentò omnino di voler repeter ditto regno, nè mai Ferdinando -volse investir: ma sopravenne la morte et fo disturbato. E da poi -successe Pio secondo, di natione senese, el qual, <i>licet reclamantibus</i> -<i>Gallis</i>, confirmoe Ferdinando nel regno, et quello a Roma coronoe -con gran pompa; ancora in parte il censo antiquo et assueto a dar -alla sedia apostolica, zoè fiorini 60 milia <i>annuatim</i>, relassoe<a class="tag" id="tag55" href="#note55">[55]</a>. Ma è -da saper che prima Joanne Andegavense, <i>olim</i> fiol di Renato, havendo -inteso la morte di Alphonso, et che Calisto non voleva investir Ferdinando -di questo regno, con ajuto di Jacomo Picenin mosse guerra -a Ferdinando, et passò in Italia, et fo a le mani con le zente di Ferdinando -preditto, et quelle ruppe et scaccioe al fiume Sarno; ma -sentendo tal rotta Pio pontefice, dubitando Franzesi non prosperasse, -li mandoe contra Federico di Montefeltro duca di Urbino, capitano -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -di la Chiexia, insieme con el signor Alexandro Sforza di Pesaro, -et veneno <i>in Marsos</i>, acciochè Jacomo Picenin, condutto dal -duca Joanne de Angioja preditto, non potesse venir contra Ferdinando; -per le qual cose, con lo ajuto di Dio, esso re fugoe di la Puja -ditti Franzesi, per la qual vittoria molti signori, <i>qui gallica arma -sequebantur praeterito</i>, con Ferdinando si accordoe et ebber stipendio, -altri sono rotti et fugati. Ancora questo re Ferdinando con Paulo -secondo Pontifice, di natione veneto, che a Pio successe, have alcune -discordie per caxon del tributo, el qual <i>non solum</i> non voleva -ogni anno pagar, ma voleva che li fusse lassato come papa Pio secondo -in suo tempo havea fatto. <i>Demum etiam</i> con Venetiani nascete -qualche discordia per caxon di la ixola de Cypri, la qual al -presente pretermetterò per non esser a proposito. Et poi ne l'anno -1480 Maometh othomano gran sultan et principe de Turchi deliberoe -di acquistar la Italia, pacificato le cosse con Venetiani, et -mandoe la sua armata in la Puja, et prese Otranto, ch'è fortissima -et grande cittade, capo di la Calavria, et quella per alcun tempo -tenne. Ma sopravenendo la morte di esso Maometh suo signor, essendo -lì a campo Alphonso duca di Calavria, di Ferdinando fiol primogenito, -et Turchi non sperando più soccorso, perchè ne li loro -paesi era grandissima dissensione tra doi fratelli, che cadauno voleva -acquistar el regno paterno, <i>unde</i> si rendeteno a patti: <i>tamen</i>, habuto -la terra, sono tutti Turchi presi, parte morti, altri fatti presoni, -et altri restoe a stipendio di ditto Alphonso de qua in Italia. Et -questa venuta de Turchi fu cagione di cessar le novità di la Toscana, -però che il re faceva gran guerra a Fiorentini, et già in -Siena esso Duca di Calavria era intrato, et <i>ad libitum</i> disponeva, e -de lì se partì con el.... <i>Sed de his hactenus, et ad propositum nostrum -redeamus</i>. -</p> - -<p> -E vedendo adoncha esso re di Franza il suo Stato <i>undique</i> pacificato, -ne l'anno 1493, fatto più volte a Paris consultatione di -quello havesse a far, di tuor l'impresa di Napoli <i>vel ne</i>, tra quelli -dil suo parlamento: essendo di animo generoso, di ingegno excellente, -di età di anni 24, di corpo robusto et forte, ma di effigie bruttissimo, -naso grande, di statura piccolo, et <i>ut plurimum</i> parla poco, -mosso prima, come diceva, di volontà di Dio, però che fece far -nel suo regno solenne oratione, pregando lo eterno Iddio dovesse -inspirarli qual fosse el meglio di venir in Italia, o vero altrove metter -il suo pensiero, <i>unde</i> pareva che tutte le oratione et quelli oravano, -<i>maxime</i> alcuni heremiti, lo confortavano ad ogni modo a pigliar -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -ditta impresa. <i>Tamen</i> molti signori del Parlamento lo disconselgiava, -dimostrando ragioni evidentissime che non era tempo di -venir in Italia, narrando come altre fiate Franzesi erano stati rotti, -e che li potentati de Italia <i>numquam</i> soffreriano che lui vi venisse a -dominar Stado alcuno, nè il vorrebber per vicino; <i>etiam</i> che le vittuarie -mancherian, et che in paese a loro non solito nè assueto clima -era mal guerrizar, et molte altre ragioni li erano ditte acciò si -movesse di tal sua opinione et voluntà. Ma il re preditto a tutto sapientissimamente -rispondeva, dicendo non esser maggior gloria che -voler lassar memoria di fatti loro, et che era venuto el tempo che -esso Carlo dovesse far quello diceva le prophetie, zoè passar in Italia, -et andar poi contra Turchi nemici de la Cristianità, i quali za tanto -tempo hanno sempre cercato di spenger il nome di Cristo, et -ancora recuperar la Terra Santa da Mori tenuta. Le qual cose nel -principio diceva voler far, havendo lo exempio di quello havea fatto -Ferdinando re di la Spagna, che il reame di Granata ha acquistado, -et concludendo li pareva al tutto di metter ogni cura a dover exequire -il suo intento. Et essendo instigato, <i>ymo</i> sollicitato dal Principe -di Salerno, come ho ditto di sopra, <i>etiam</i> da preghiere dil signor -Ludovico Sforza vice conte duca di Bari, che <i>tunc</i> el dominio de -Milano governava, et regnava, (<i>quantunque</i>) vi fosse duca Zuan -Galeazzo Maria suo nepote, et con quello fece occulti patti et federatione, -et dapoi che vi mandoe tre ambasciatori per nome di quello -Stato di Milano in Franza a congratularsi di le nozze et acquisto di -Bertagna, i quali fonno el signor Zuan Francesco di San Severino -conte di Cajazzo, el conte Carlo di Belzojoso et Galeazzo Visconte<a class="tag" id="tag56" href="#note56">[56]</a>: -ivi appresso il re rimase ditto conte Carlo, el qual, non come -oratore ma sollicitatore grandissimo, <i>cotidie</i> con li signori dil parlamento -sollicitava questa venuta dil re in Italia, et <i>maxime</i> con monsignor -episcopo di Samallo (<i>Saint Malo</i>) et monsignor Stephano di -Beucher (<i>Beaucaire</i>), i quali erano amicissimi di esso sig. Ludovico, -et quelli che contra tutti oppugnava che il Re dovesse passar in Italia. -Or la cagione che questo sig. Ludovico volesse il Re venisse, fu -che havendo questo duca Zuan Galeazzo di Milano nell'anno 1489 -tolto per moglie la figliola di Alphonso duca di Calavria, di Ferdinando -re fiol, chiamata Ixabella, donna di grandissimo inzegno, la -qual venuta con gran magnificentia a marito, celebrate le sponsalicie, -<i>tamen</i> esso Duca per uno tempo stette che non potè usar con -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -lei, o fusse ligato acciò non generasse, o che se fusse, pur alla fine, -<i>volente Deo</i>, la ingravedò, et nacque nel 1490 uno fiol maschio, el -qual poi baptizato li fo posto nome Francesco. Et dubitando Ludovico -che esso Duca di Calavria, el qual <i>merito</i> era il primo homo -de Italia et sulle arme, vedendo el genero suo al modo steva, senza -haver libertà nel Stato, non lo volesse liberar et ponerlo solo nel -governo dil ducato di Milano, el qual da esso Ludovico era occupato -<i>sub nomine gubernationis</i> dal 1479 in qua: et si pensò che movendo -Franzesi a venir in Italia contra Napoli, qualche pensier che -havesse esso Duca di Calavria sopra di queste cose di Milano fusse -disturbato, et attender dovesse a difender el suo regno, come fue. -Et ancora ditto re di Franza da alcuni signori italiani era <i>vehementer</i> -exortato, e <i>maxime</i> da Hercule da la cha di Este di Ferrara, nemicissimo -di Venetiani per le guerre tra loro seguite, cupido di nove -cose. Questo messe a soldo dil re uno suo fiol secondo, chiamato Ferante, -et <i>etiam</i> ne l'anno 1492 fense di aver voto di andar a San -Jacomo di Gallicia; et postosi in ordine, venuto a Venetia con el -fiol don Alphonso primario, dimostrando di recomandar el suo Stato -a quella Signoria, se ne partì, et con non piccola compagnia andoe -fino a Milano, poi ritornoe, dicendo el Pontefice lo havea assolto di -tal voto, con conditione andasse a Roma, et cussì ritornò a Ferrara: -<i>tamen</i> non senza misterio ditta andata fue, come di sotto al loco -suo tutto sarà scripto. Et oltra di questo, <i>etiam</i> cardinali di la Santa -Chiesia Romana dette favore et procuroe la venuta di esso Re: come -fu el Cardinal di S. Piero <i>in Vincula</i>, sì per esser episcopo di Avignone, -<i>quam</i> per la inimicitia havea al Pontefice et odio al re di -Napoli. Adonque, terminato el re di Franza di poner ogni diligentia -per venir a la expeditione di l'impresa di Napoli, ordinato per tutto -el suo regno grande exercito, i quali a ogni suo comandamento fusseno -preparati, se ne venne a Lion, et prima deliberoe di mandar a -intender l'opinione de li potentati de Italia, et se sariano contenti -di tal sua venuta, et mandoe uno suo messo, over ambasciatore, non -molto di conditione, chiamato Peron de Basser Mastro dotel (<i>Perron -de Basche, maitre d'hôtel</i>) zoè Maistro di casa dil Re, el qual venir -dovesse al Senato Veneto et a Fiorentini et ad Alexandro sexto pontifice -romano di natione valentino, et nepote che fu di Calisto terzo -pontifice, el qual in luoco de Innocentio octavo del 1492 al decimo -di Avosto da Cardinali fu creato Papa. Et questo tal ambasciatore -venne prima a Venetia, e gionto a 8 dil mese di Luio 1493 allozoe a -la Badia di S. Gregorio, et <i>honorifice</i> tractato. Questo portoe lettere -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -di la Maestà cristianissima dil suo Re alla Signoria, dinotando che -voleva al tutto venir a rihaver el suo Reame di Napoli, et però questo -suo messo havea mandato per intendere l'opinione sua, se si -volevano impazzar in dar ajuto a re Ferdinando, o quello volesseno -far, et si volevano dar passo et vittuarie, notificando quello haver -bona paxe con Venitiani confirmata ne l'anno 1485 per Hieronimo -Zorzi cavalier<a class="tag" id="tag57" href="#note57">[57]</a>, era oratore lì in Franza, et che voleva con justa -causa ottenir ditto reame di Napoli, offerendosi etc. Al qual Venitiani, -benchè non fusse creto (<i>creduto</i>) volesse venir, pur da poi molte -consultatione fatte nel conseglio di Pregadi, per il Principe Serenissimo -Augustino Barbadico li fo risposto: Prima che si volevano -aderir alla voluntà del summo Pontifice et duca di Milano o vero sig. -Ludovico, con li qual havevano liga insieme, la qual pochi mexi -avanti fue celebrata, duratura per anni XXV, et dil mexe di April -passato, nel zorno di San Marco fue publicata. Ma che pur li volevano -dir questo, che Venetiani amavano la paxe, et che non bixognava -a loro guerra, havendone habuta assai sì in Italia, <i>quam</i> con -Turchi più di 30 anni continui; et che non erano di sorte che si -volesse impazzar in quelle cose che a loro non toccavano: et che -sapevano ben la paxe con la cristianissima Maestà dil suo Re, la -qual al tutto volevano mantenir et conservar, <i>etiam</i> che havevano -bona paxe con la Maestà dil re di Napoli, et che non potevano nè -dar nè devedarli il passo, perchè non accadeva passar per nostre -terre e luogi, offerendosi prontissimi a conservar la amicitia antiqua -con la Sua Maestà; et altre parole di questa substantia li usoe. Et -ditto mastro Peron contento, ben che volesse in iscrittura, <i>tamen</i> -per non esser consuetudine non li fo data, ma ben tal deliberation -letta più volte, <i>unde</i> rimaso satisfatto se ne partì, et andoe per la -via di Ferrara a Bologna, et dal magnifico Joanne Bentivoy, che al -presente quella communità sì come signore dispone et governa, volse -<i>etiam</i> saper si era contento di dar passo alla Maestà dil suo Re, -però che dimostrava voler far quella via; et ben che ditto magnifico -Joanne fusse soldato dil Stato di Milano, pur era a la fin di la ferma; -et dimostrò quasi esser contento di tal regia venuta. Or poi ditto -Peron andoe a Fiorenza, dove <i>etiam</i> volse intender quello volevano -far, ben che fusse in stretta amicitia con il re di Napoli, commemorandoli -li beneficii che la città di Fiorenza in diversi tempi havea -ricevuti da la casa di Franza, <i>et maxime</i> da Carlo Magno che, come -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -si legge ne le hystorie, essendo Fiorenza ruinata da Totila re de Gothi, -la redificoe et amplioe di circuito di mure, et che advertir dovesseno -le inimicitie habute con Ferdinando et quella guerra del -1478, li qual danni ancora non erano a pena restaurati, et che -sempre in ogni loro adversità lo cristianissimo suo Re et soi antecessori -l'haveano defesi come suo protettore, sempre varentando -(<i>guarentendo</i>) quella Republica in libertà. <i>Unde</i> Fiorentini li fece -risposta, la qual per non la saper, qui non la scriverò, ma è da judicare -che da loro havesseno miglior risposta cha di niuna altra potentia. -Et questi Fiorentini mandono do ambasciatori a Lion al re, li -quali fonno lo episcopo di Arezzo<a class="tag" id="tag58" href="#note58">[58]</a> et Piero Soderini. <i>Demum</i> avanti -venisse di qua da monti ne mandono do altri, li quali fonno Guido Anton -Vespuzi cavalier et Piero Caponi, come di sotto sarà scripto. Ma -questo Peron de Basser prenominato, partito da Fiorenza, se ne andò -a Roma, et alla presentia dil Summo Pontifice, insieme col Cardinal -di Santo Dionisio di natione franzese<a class="tag" id="tag59" href="#note59">[59]</a>, expose la volontà dil -suo Roy, et che voleva intender l'opinione et haver la investisone dil -reame, sì come tutti altri Pontifici li ha dato, et <i>etiam</i> questo promesso, -perchè <i>jure hereditario</i> a Sua Maestà dovea pervenir, et che -l'era stato dalla Signoria di Venetia et da Fiorentini, da li quali -haveva habuto risposta grata al suo Roy. Ma il Pontifice li rispose -che non era tempo di venir in Italia, perchè Ferdinando chiamerebbe -Turchi in suo soccorso, non potendo da altri haver ajuto, sì che -saria gran confusione, et che lui voleva conzar le differentie, et cussì -fatto la consultatione in collegio de Cardinali, li dette tal risposta: -et <i>statim</i> ditto Peron ritornoe in Franza, et riferite al Re la relatione -sua. -</p> - -<p> -Or, zonto ditto ambasciator dal Re a Lion, referite le risposte -habute, per le qual più el Re se inanimoe, onde <i>continue</i> ordinava -preparatione di exercito, de artegliarie portabele su carri, et <i>iterum</i> -con li soi dil Parlamento consultoe le cose necessarie a tal e tanta -impresa. Vi era con Sua Maestà soa moglie madama Anna; et il suo -figliol primario chiamato <i>etiam</i> Carlo Orlando, di età di anni zerca -do, rimase a Ambosa, ch'è una terra lige sie luntan da Turs, in -guardia et custodia de alcuni primi dil suo Parlamento, et in governo -di mons. duca di Borbon suo cugnato, marito di sua sorella madama -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -di Biau (<i>Beaujeu</i>), la qual mentre el Re era in età pueril governoe -el reame di Franza, è donna di grandissimo governo et inzegno: -et cussì qui a Lion fece molte et varie provisioni; et ordinò -a molti baroni si dovessero preparar, che al tutto voleva passar in -Italia. Et mandoe a Paris a dimandar cinquanta milia ducati o vero -scudi per tal impresa. Ma il consiglio di Paris li mandoe a dir che -non erano di opinione, per loro conseglio, che Sua Maestà dovesse -tuor questa impresa, perchè l'era pericolosa; et che non si dovesse -fidar de li potentati de Italia, nè di el signor Ludovico, et dissuadevano -molto: et se pur Sua Maestà volesse andar o mandar exercito -in Italia, non li volevano dar alcuna cosa; ma, non andando, li promettevano -dar ad ogni suo piacere scudi centomilia. Tamen per questo -el Re non ristette, <i>imo</i> deliberò per terra e per mare far grande -armata; et in Provenza ordinoe armata; ancora a Zenoa mandoe -danari, o vero el sig. Lodovico lo servite, acciò fusse posto in ordine -una grossa armata, perchè più presto potesse obtenir il reame. Le -qual cose benchè per Italia se intendesse, sì per lettere <i>quam</i> per -mercadanti veniva di Franza, ma mai fu creto tal venuta, maxime -da Venetiani. -</p> - -<p> -Domente queste cose ne la Franza si fanno, Ferdinando re di -Napoli di casa di Aragona, el qual za sentia tal opinione de Franzesi -contra de lui, venuto da la cazza di uno loco ditto Tre Pergole, da -catarro in do giorni morite, et fo adi 25 Zener 1493<a class="tag" id="tag60" href="#note60">[60]</a>, a hore -16; et in quel zorno moderno Alphonso suo fiol primario, Duca di -Calavria, a cui perveniva il regno, vestito d'oro, insieme con l'ambasciator -venitiano, eravi Polo Trivisan cavalier chiamato da la Dreza, -quello di Milano, era Antonio Stanga dottor, et quello di Fiorenza, -zoè Dionisi Puzo (<i>Pucci</i>), el qual <i>etiam</i> lui morite lì a Napoli avanti -la venuta dil Re di Franza in Italia, et con suo fradello don Fedrigo -principe di Altemura cavalcoe attorno la terra secondo il consueto, -con più di duo milia cavalli, et andoe alli sie Sezi di Napoli, et fece le -solemnità si suol far; poi introe nel domo, dove da l'Arcivescovo<a class="tag" id="tag61" href="#note61">[61]</a> -fu fatto alcune cerimonie; <i>demum</i> introe in castello, dato li signali -al castellano, secondo usanza; et subito fece suo fiol, Ferdinando -chiamato, di età de anni 27<a class="tag" id="tag62" href="#note62">[62]</a>, che era principe di Capua, lo intituloe -Duca di Calavria; et il zorno driedo fu fatto le exequie dil Re morto, -<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> -che furono bellissime, et sepulto in la chiesa di san Domenego. -Questo re Ferdinando defunto era di età di anni 71, havea regnado -anni 36, fu homo molto astuto, di piccola statura ma molto gajardo, -dilectavase assae di cazze. Hebbe tra li altri di la prima moglie<a class="tag" id="tag63" href="#note63">[63]</a>, -che fu figliola dil principe di Rossano uno de primi baroni dil reame, -quattro legittimi figlioli et do fie: che fu questo re Alphonso, don -Fedrigo, don Joanne che fu Cardinal<a class="tag" id="tag64" href="#note64">[64]</a>, et don Francesco<a class="tag" id="tag65" href="#note65">[65]</a>. Ma -il Cardinal et don Francesco zà erano mancati di la presente vita. -Le figliole: una madama Leonora, maridada in el duca Hercules di -Ferrara, la qual in questo anno, dil mese di Settembrio<a class="tag" id="tag66" href="#note66">[66]</a>, a Ferrara -morite; l'altra fu madama Beatrice, maridada in re Mathias di Ungaria, -la qual al presente vive, vedoa<a class="tag" id="tag67" href="#note67">[67]</a>, in una terra lì in Ungaria -chiamata Ystrigonia, però che quel regno, morto re Mathias senza -figlioli legittimi, con lo ajuto delli baroni quello regno acquistoe -Ladislao Re di Boemia, fratello dil Re di Polonia. Ma Ferdinando, -morta la sua prima moglie, per cessar alcune discordie nascevano con -il Re di Spagna suo cusino, si maridoe in donna Joanna, sorella di -questo Re di Spagna<a class="tag" id="tag68" href="#note68">[68]</a>, di la qual hebbe una unica figliola<a class="tag" id="tag69" href="#note69">[69]</a> et è -chiamata l'ynfante di Castiglia, la qual manca a maritare. Ma, come -ho ditto, Alphonso habuto pacifico el regno, et zurato li popoli homaggio -et fedeltà, exortoe Alexandro pontifice che volesse mandar -a incoronarlo, et con Soa Beatitudine fece parentado, zoè che maridoe -una soa fiola, chiamata madama Sanza<a class="tag" id="tag70" href="#note70">[70]</a>, di età de anni 17, in -don Zufrè fiol dil Papa, di anni 13, et quello venuto a Napoli, fatto -le sponsalicie che furon magne, el Re lo fece, esso don Zufrè, Principe -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -de Squillazi, et fo dil mese di Mazo 1494. Nel qual tempo vi venne -<i>etiam</i> a Napoli per nome dil Papa, il cardinal Monreal nepote dil -Pontifice<a class="tag" id="tag71" href="#note71">[71]</a>: <i>licet</i> in concistorio el cardinal mons. di Santo Dionisio, -di natione franzese, <i>nomine Caroli regis</i>, protestoe non dovesse mandar -a incoronarlo, attento che il suo re pretendeva che ditto reame -di Napoli fusse suo, et <i>de jure</i> a Sua Maestà dovea venir. Ma pur el -Pontifice per questo non stette, et adi 8 Mazo in Napoli in la chiesia -cathedral, overo il domo, con grandissimo triumpho Alphonso incoronoe. -Et habuta la regia corona, intendendo per exploratori certo -che il Re di Franza preparava di venirli adosso et tuorli il regno, comenzò -a far provisione per defendersi. Era liberalissimo con tutti, -conferiva beneficii et assoldava gente, catando (<i>procacciandosi</i>) gran -quantità di denari, ponendo man al thesoro lassado per il padre, -provedendo di munitione et artegliarie a li castelli. Ma prima che -scriva alcuna provisione fatta per esso re Alphonso, scriverò il modo -de la sua coronatione. Già dil mexe di April adi 13, venne et gionse -a Napoli uno ambasador dil Re et Regina di Spagna, chiamato il -governador di Cathelogna, el qual stette alcuni zorni, et poi visitato -la Raina, sorella dil suo Re, in Spagna ritornoe<a class="tag" id="tag72" href="#note72">[72]</a>. -</p> - -<p> -Questo è il modo et ordine de la incoronatione dil re Alphonso, -fatta in Napoli adi 8 Mazo 1494. -</p> - -<p> -Essendo adi do Mazo venuto verso Napoli el cardinal Monreal -con 200 cavalli per incoronar il re Alphonso <i>nomine Pontificis</i>, la -maestà dil Re, ambasadori Spagna, Venetia, Milan et Fiorenza, signori, -conti, baroni et gentilhomini, assà numero di cavalli, andono -contra, et fu scontrato fuora di Napoli mezzo miglio, et lì toccatose -le mani, venne fina a la porta, dove aspettava l'Arcivescovo con tutto -el clero, con la ombrella, sotto la qual andoe il Re et il Cardinal -<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> -col clero avanti, con più de 1300 cavalli, con grande honor et pompa. -Ne l'Episcopato, dove erali parecchiato honoratissimo albergo, fu -accompagnato. Prima intrati nel domo a far oratione, fu poi dal -Re accompagnato ditto Cardinal fino ne la Camera, et adi 7 fu fatto -le nozze di madama Sanza in don Zufrè fio dil Papa; et il Re li diè -in dota il principato de Squillazi, rende de intrata ducati XV milia -a l'anno, et cussì fu fatto il contratto; et il novizzo, secondo l'usanza -loro, li presentoe primo alcuni balassi, saffiri et perle assaissime, -bellissime; poi alcuni cerchi d'oro con diamanti et balassetti ornati, -qual le donne soleno portar alle braze, alla castigliana; tre pezze -di panno d'oro de sopra rizzo et una restagno; poi molte pezze di -raso damaschin et veludo. Tutte queste cose furon iudicate di valuta -de ducati diexemilia<a class="tag" id="tag73" href="#note73">[73]</a>. Era la novizza vestita con una vestidura di -raso cremesin et arzentin alla devisa, di sopra havea una vesta di -panno d'oro con una colanna de diamanti, balassi et perle. Don Zufrè -con una veste di panno d'oro sopra rizzo, con una cappa di damaschin -fodrà di panno d'oro. Et adi 9 ditto forno sposati, et compite -le nozze. Et adi 8 ditto nel domo era preparato a sua incoronation -soleri nel coro assà a scalini, a forma di theatro, dove -poteva star gran quantità di zente a veder. Non si lassava intrar -ogni uno, perchè in tre o quattro poste stevano moltitudine de officiali -a le porte de la chiesia: a l'altar grando steva el Cardinal, con -numero de 50, tra vescovi et arcivescovi, et molti prelati, et li ambasciatori. -Da una parte era apparato il loco dil Re, un poco alto, -coperto tutto di tapezzarie, dove era una cathedra d'oro aposata a -un largo et alto veludo cremesin, lavorato a rilievo de foiame d'oro -et d'arzento, cosa molto ricca. Sopra questa cariega do cussini de -panno d'oro et uno sotto i piè, e do per banda, da i ladi sie cussini -da sentar di veludo, et per mezzo la sedia regal era un scagno da -pusarse, coperto con una gran coperta d'oro. Per tutto in terra tappezzarie -bancali, et intorno l'altar grando coperte di panno d'oro. -Et il Re intrò in chiesa con una vesta in dosso molto ricca di panno -d'oro sopra rizzo, fodrà di armellini, et andò a l'altar grando, et lì -stato alquanto, da poi alcune cerimonie andò in sagrestia, et si vestì -lì un'altra vesta a modo de un pivial de panno d'oro sopra rizzo -molto ricca, con le viste da mano lavorate a rubini et diamanti et -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -balassi. Poi ritornò, et ditta la epistola in zenochioni davanti il -Cardinal<a class="tag" id="tag74" href="#note74">[74]</a>, dal qual, come legato del Summo pontifice, foli messo la -corona in capo, et coronato. Allora ogni uno a una voce cominciò a -gridar: Alphonso, Alphonso! Poi esso Cardinal el menò, et messelo -a sentar sopra quella sedia con la corona in capo, stimata da homeni -intelligenti di zoje quarantamilia ducati, con la bachetta regal in -mano, et una baia d'oro in la sinistra. Don Fedrico suo fratello, vestito -de panni negri sopra un cussin abasso, sentava a ladi destro; -a sinistra sentava el sig. Verzinio Orsini, capetanio zeneral di questo -Re, vestito di panno d'oro sopra rizzo. Poi de lui, da una parte era -don Zufrè, con una vesta di panno d'oro sopra rizzo, poi el nepote -della Regina vestito di panno d'oro<a class="tag" id="tag75" href="#note75">[75]</a>, don Alphonso episcopo fratello -dil Re<a class="tag" id="tag76" href="#note76">[76]</a>. Nel cavar et metter de la corona, don Fedrico ghe -la metteva. Poi, udita la messa, andò el Re a l'altar grando, et fece lì -alcuni cavalieri. Poi tutte queste cerimonie, el Re venne fuora de la -chiesia, ne la qual era un gran populo et non menuto, et cussì vestito -come ho ditto, con la corona in capo, montò sopra un corsier leardo -bellissimo, con li fornimenti lavorati di perle, diamanti, rubini et balassi; -et andò in Castello, passando per li Sezi, et per una via molto -longa, per mezzo la terra, dove per tutti i balconi conzati con tappezzarie -era gran quantità di donne. L'ordene del passar el Re fo -così. Prima venne le nacare et tamburi; poi trombeti al numero de -cinquanta, tutti vestiti di seda; seguiva questi, piffari et altri diversi -instrumenti al numero de più de cinquanta, vestiti di seda; poi -rezenti, zudexi, dottori assai; poi quelli signori baroni et zentilhomeni, -vestiti d'oro et di seda, fo numero 34 veste di panno d'oro; seguiva -poi uno che, <i>nomine regis</i>, andava sparzendo carlini, zoè danari, -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -al popolo; driedo questi gran copia de scudieri a pè, vestiti tutti -a un modo, col zupon di raso verde et la zornea damaschin pelo de -Lion; poi questi, seguiva el stendardo portato dal conte di Brienza -vestito di panno d'oro; poi el scudo d'arzento portato dal marchese -de Martines, vestito d'oro; poi l'elmetto d'arzento; portato dal conte -de Mure, vestito di seda; poi la spada d'oro lavorada tutta di perle, -balassi, diamanti et rubini di gran precio, portata dal conte camerlengo, -vestito di panno d'oro; poi seguiva li do gran senescalchi, -vestiti di seda; driedo questi gran moltitudine di homeni a pè davanti -el Re, tutti vestiti de seda e d'arzento; poi veniva la Maestà dil -Re sopra quel magnifico corsier che ho ditto di sopra, solo, sotto un -umbrella, qual era portata da Conti, Duchi et Cavalieri. Alla brena -dil cavallo li andava el Duca di Malfi (<i>Amalfi</i>), et altri signori alla -staffa, tutti vestiti de oro, che veramente a veder la Maestà dil Re -in tal modo era bellissimo veder. Driedo el Re seguiva don Fedrico, -con do ambasciatori, Spagna et Venetia; poi do altri, Milan et Fiorenza. -Driedo questi era don Zufrè fio dil Papa, con el nepote de la -Regina, poi don Alphonso episcopo fratello dil Re, con uno altro episcopo. -Veniva driedo questi, menati a mano, tre corsieri bellissimi, -et forniti di panno d'oro, et uno di veludo. Driedo seguiva zentilhomeni -numero infinito; in tutto judicasi esser stà domilia cavalli. -Fu accompagnata la Maestà dil Re con grande honor et pompa in -fina in Castello. Ne l'intrar del qual dal molo et dal ditto Castello -fu tratto assai bombarde tre sere, et fu fatte gran lumiere per la -terra da Castelnuovo, da Castel di l'uovo, da la torre di san Vicenzo, -dal molo et dal Castel capuano. Et ancora è da saper che driedo -el Re, seguiva el suo gran maistro di stalla, con quattro ragazzi dil -Re da driedo vestiti con le zornede (<i>giornee</i>) di seda lavorate a oro, -sopra quattro corsieri morelli de gran pretio, forniti di veludo, con -li ornamenti d'oro etc. Et adi 14 fu fatto da la Maestà dil Re uno -honoratissimo pasto al Cardinal preditto a Pozo real, palazzo dil Re -fuora di Napoli, al qual fu <i>solum</i> il Re et il Cardinal a tavola, intorno -era signori et zentilhomeni, con una ricca et regia credentiera. -El marchexe di Martines sopra uno caval leardo, come gran siniscalco -precedeva li ferculi et bandisoni, sopra quel corsier con li fornimenti -damaschin bianco, et lui tutto vestito damaschin bianco, -sempre con le trombete avanti. Gran zente era ivi, et fu pasto molto -honorato<a class="tag" id="tag77" href="#note77">[77]</a>, et poi el Re donoe a ditto Cardinal nel suo partir do -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -bellissimi corsieri, do bellissime mule fornite di belli et ornati fornimenti, -sie muli de cariazi, uno baul et uno vaso d'arzento con ducati -domilia alphonsini, et tutti li tapei de panno d'oro adoperati -per uso a la incoronation di Sua Maestà, et el Re in persona accompagnoe -ditto Cardinal fino a Capua. -</p> - -<p> -Compite le cerimonie et feste di la sua coronatione, continuoe -a far provisione per repararsi da Franzesi, fortificando li passi dove -li pareva bisogno, ponendovi custodia, et edificoe sopra uno monte -lontan da Miseno mia 4 una inexpugnabil fortezza per mezo Pozuol, -dove sono li bagni nominatissimi, a defension di Pozuol et dil porto -di Baie, ch'è mia 12 di Napoli. Et il Re in persona con l'ambasciator -nostro, con 9 galie, adì 14 Zugno vi andoe a sopraveder, et ancora -in diverse terre andoe, sopravedendo a quello era necessario: et mandoe -diversi ambasciatori in Italia; a Milano, benchè vi fosse Antonio -de Zenari doctor, pur novamente vi mandoe suo zerman Ferando di -Zenari, a exortar il signor Ludovico non volesse far ni dar favore -a la venuta dil Re di Franza in Italia. Et a Fiorenza era Marin Tomazelli -suo oratore, el qual era stato zà più de anni X lì in Fiorenza -<i>nomine regis</i>, et già si poteva reputar cittadin fiorentino. Ma alla -Signoria di Venetia, alla qual vi importava assai vi fusse degno ambasciatore, -vi mandoe per starvi uno de soi primi, el qual in vita -dil padre zà a tal legatione fue designato, chiamato l'abbate Ruzo -(<i>Benedetto Rugio</i>), el qual zonse a Venetia a dì do Marzo 1494, vestito -con mantello negro, lui et la soa compagnia, per la morte dil -re don Ferando, et andoe a la Signoria insieme con Carlo Rugieri -dottor, di patria di Salerno, el qual era stato qui ambasciatore zerca -tre anni, et, venuto questo, ritornoe a Napoli, habuto assai bellissimo -presente da la Signoria. Questo veramente abbate Ruzo era -di poca prosperità, et poco vi stette che si amaloe, et andato a Padoa -per mutar aiere, <i>tandem</i> dil mexe di Avosto morite, et il corpo -portato a Venetia fu fatto uno bellissimo exequio, con la cassa coperta -d'oro, in la chiesa de San Zuanepolo. Fu portato di San Marco, -vi andoe la Signoria con il Senato, però che il Principe non era -molto gagliardo; et fu fatto la oratione funebre<a class="tag" id="tag78" href="#note78">[78]</a> per Marco Antonio -Sabellico huomo litteratissimo et optimo hystorico, che zà -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -compose le deche de Venitiani. Ma inteso Alphonso tal morte, ordinoe -a uno fratello di ditto abbate Ruzo era qui, dovesse exercitar -l'oficio di l'oratore, et vi mandò poi, come dirò di sotto, uno chiamato -Anuzo di Andriani, el qual poi revocoe per mandarlo al Turco, -et vi mandò uno altro, come tutto sarà scritto al loco suo. Ancora -Alphonso ordinò grandissima armata, la qual a l'incontro di -quella si facea a Zenoa et in Provenza dovesse esser; capitano di la -qual instituì suo fratello don Fedrigo principe di Altemura, et di -l'exercito terrestre veramente, benchè havesse capitano generale el -sig. Virginio Orsini romano, pur fece capo suo fiol Ferdinando duca -di Calavria, di età come ho ditto di sopra di anni 27, el qual -<i>non immerito</i> per le virtù et prodezze sue in questa età ha habuto -tal titolo. <i>Etiam</i> a Zuan Jacomo di Traulzi, che fu uno di primi dil -consiglio secreto di Milano, el qual, <i>jubente Ludovico</i>, si era partito -per avanti et accordato a stipendio dil Re preditto di Napoli, dette -danari acciò facesse gente, et <i>etiam</i> al conte Nicola di Petigliano, -che già fu capitano de Fiorentini, et molti altri conduttieri, et fece -capo di fantarie el marchexe di Pescara, et tutto faceva preparare, -<i>tamen</i> non si moveva, sperando pur il Re non dovesse mai venir in -Italia, et zerca torli tal fantasia operava il suo inzegno. -</p> - -<p> -A Roma veramente Alexandro pontifice mandoe a Venetia uno -suo legato chiamato Pietro Episcopo di Calahora<a class="tag" id="tag79" href="#note79">[79]</a> di natione hispano, -huomo vecchio et di la persona mal conditionato, el qual nel -cammino si ammaloe, et dil mexe di Marzo zonse a Venetia, fu portato -a la audientia da li soi. Questo venne per starvi fermo. Era ricchissimo -prelato, piacevole, liberal et di grande inzegno. Ma in questi -giorni venne a Roma discordia grandissima tra il Pontifice et -Juliano da Rovere episcopo hostiense et cardinal di S. Piero <i>in Vincula</i>, -di natione di Savona, che fu nepote di Sixto. Per la qual cosa -esso Cardinal uscite di Roma et andoe in Hostia, terra situada in -capo dil fiume dil Tevere, passa per Roma, vicina a la marina et -fortissima, la qual terra è di ditto Cardinal, per esser Episcopo hostiense, -et quivi si fortificoe, et con Savelli et Colonnesi fece alcuni -patti. Ma il Pontifice li mandoe a dir, dovesse ritornar a Roma, et -darli Hostia ne le mani, la qual diceva esser de la Chiesia, et lui <i>minime</i> -volendo, <i>imo</i> le victuarie venivano per el Tevere in Roma non -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -lassava intrar, onde fu forza al Pontifice di mandar lì zente a campo, -et uno legato apostolico ad Hostia si accampoe. Ma prima accadette -che ditto Cardinal scrisse al Pontifice voleva ritornar in Roma, però -che ancora la sua casa era in ordene, come stanno quelle de' Cardinali, -ma non venne lui dentro, et vi mandò uno de' soi episcopi -che lo seguiva in Roma. Et credendo fusse venuto il Cardinal, la -notte alcuni armati introe in caxa et amazoe ditto Vescovo, con -molti de la sua famiglia: la qual cosa inteso dal Cardinal preditto -era in Hostia, havendo intelligentia con il Re di Franza, terminò di -lassar Hostia con bona custodia; et che da poi fusse zonto in Franza, -dovesseno levar le insegne dil Re di Franza, et montato su uno -gripo, vestito da frate, venne verso Zenoa, et fo dil mexe di Lujo, et -a caso per disgratia questo gripo si scontroe con una galia dil re -Alphonso, che andava torniando. Et il paron dil gripo, conoscendo -il patron di ditta galia, non li fece danno, <i>tamen</i> poco mancoe non -fusse preso il Cardinal, el qual venuto a Savona, poi a Zenoa, dove -<i>honorifice</i> fu ricevuto, <i>demum</i> venne a Nizza di Provenza, dove dismontò -per andar in Avignon al suo vescovado. Ma quelli di la terra, -sapendo era nimico dil Pontifice et di la Chiesia, non volseno -l'intrasse. Ma subito spazoe al Re era a Vienna, notificandoli di questo. -El qual mandoe mons. Siniscalco de Biocher (<i>Beaucaire</i>) con -30 arzieri, a far l'intrasse in Avignon, et poi venne a trovar il Re, -et negli secreti consegli introe. Ma lasciamo questo Cardinal, et di -altre provisioni fatte per el Pontifice scriveremo. Ancora esso Pontifice -mandoe Zorzi Buzardo per suo ambasciatore al sig. Turco. -La commissione che li dette, perchè poi fu trovata, cum dal prefetto -di Senegaia fu preso ditto orator, et toltoli 40 milia ducati mandava -il Turco al Papa, come al loco suo sarà scripto, et fu trovata dicta -commissione, la quale è questa: -</p> - -<p class="indl"> -<span class="smcap">Alexander Papa VI.</span> -</p> - -<p> -Instrutione et vigore a Georgio Buzardo nuncio et familiar nostro. -Partito serai de qui, anderai a drittura e quanto <i>citius</i> porai, dal -potentissimo Gran Turco sultan Baizeth, dove si trova, al quale da -poi fate le debite salutatione, <i>divini nominis et amore</i><a class="tag" id="tag80" href="#note80">[80]</a>, da parte -nostra a quello significherai come il Re di Franza viene con grandissimo -exercito terrestre et marittimo, con ajuto dil Stato de Milano, -di Bertoni, di Bordegalesi, Normandi et altre generatione, per -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -venir qui in Roma per levarmi Gem sultan fratello di Sua Potentia, -et per reacquistare el Reame di Napoli e desphare el re Alphonso, -con el quale nui habbiamo stretta parentela et amicitia, et siamo -tenuti di defenderlo per esser feudatario e suddito nostro, et per pagare -<i>annuatim</i> el censo. Et più che sono anni 63 che fu investito el -re don Alphonso<a class="tag" id="tag81" href="#note81">[81]</a>, li quali per nostri antecessori e poi per noi -sono stati investiti et coronati Re di tal reame. Et ancora per -questo el Re di Franza si è inimicato con noi, el quale non solum -viene per prendere ditto Gem sultan et ditto reame, ma per passare -in Grecia et acquistare il paese di Sua Grandezza, come a -Sua Maestà debbe esser noto. E dicono che manderanno ditto -Gem sultan con armata ne la Turchia, e bisognando a noi resistere -et defendersi de tanta potentia di esso Re di Franza, ne bisogna -fare grandissima spesa, e ne è forza a ricorrer per subsidio a -ditto signore sultan Baizeth, confidandosi ne la buona amicitia habbiamo -insieme, che a tale necessitate ne debbia aiutare. El qual pregarete -et confortarete da parte nostra, e da vui persuadetelo con -ogni grande instantia che 'l ge piaccia quanto <i>citius</i> de mandarme -ducati 40 milia d'oro vinitiani per l'annata del presente anno, che -finirà adi ultimo Novembrio venturo, acciò con el tempo possiamo -provedersi, et di ciò Sua Maestà ne farà cosa grata, alla qual al presente -non volemo dar altra fatica, facendoli intender che 'l ditto Re -di Franza non habbia habuto alcuna vittoria contra de nui et la Maestà -de suo fratello<a class="tag" id="tag82" href="#note82">[82]</a>, et per esser ditto Re di Franza potentissimo -per mare e per terra più de nui, molto bisogneria lo ajuto de Vinitiani, -li quali stanno sopra di loro e non voleno esser in nostro ajuto, -anzi hanno stretta pratica con nostri nemici, et dubitamo non -ne siano contrarii, che saria augumento di grande offensione, e non -ritrovamo altra via di ridurli in nostra opinione, <i>excepto</i> che per -Sua Signoria, a la quale dinotarai, <i>ut supra</i>, che se Franzesi fusseno -vincitori Sua Maestà ne patiria assai interesse, sì per lo levarmi -Gem sultan fratello suo, sì perchè seguiteria la impresa sopra Sua -Maestà con molto migliore potere, imperò che havria aiuto di Spagna, -di Ingilterra, di Maximiano, Ungheri, Polani et Bertoni, che tutti -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -sono potentissimi signori. Persuadereti et confortareti Sua Maestà, -a la quale siamo obligati per la bona et vera amicitia che insieme -habbiamo, acciò quella non patisca altro interesse, che <i>statim</i> mandi -uno ambasciatore alla Signoria di Venetia, ad significarli come per -havere inteso veramente moversi el Re di Franza per venire a Roma -a prendere suo fratello, poi el reame di Napoli, <i>deinde</i> voltarse contra -de lui per terra et per mare, però diga voler fare ogni resistentia -de non prestare subsidio et favore a ditto Re di Franza, ma debbia -essere ad ajuto et favore et in defensione nostra et del re Alphonso, e -voglia haverli per amici, e li nemici <i>versa vice</i> per inimici<a class="tag" id="tag83" href="#note83">[83]</a>; e che, -promettendo la Signoria al suo ambasciatore di consentire a tal sua -richiesta, habbia commissione di non partirse da Venetia che non -veda l'effetto, e che i ditti Vinitiani dechiarino esser amici in ajuto -nostro et del re Alphonso, e contra li nostri nemici Franzesi e altri -suoi adherenti; et che, contradicendo, li significhi detto ambasciatore -che Sua Signoria non gli haverà per amici, e poi si parta da -loro disdegnato, benchè crediamo che (<i>se</i>) Sua Maestà li astrengerà -caldamente, et per sue lettere, debbano condescendere a sua volontate, -il nostro desiderio haverà effetto, e cussì persuadetelo assai -debbia fare, che questo è il meglior remedio e il modo di ajuto possiamo -havere da poter resistere a nostri nemici. Lo ambasciatore sollicitarlo -sia presto licentiato, e partase dal Gran Turco avanti de vui, -che assai importa la sua partita. Denotate al Gran Turco la venuta -a noi di lo ambasciatore del Gran Soldano con lettere e presenti, el -qual ne manda a <i>requirere</i> Gem fratello di Sua Grandezza, et large -offerte et promissioni ne fa de darne gran tesoro, e molte altre cose, -come sapete, (<i>quandoquidem</i>) per vostro mezzo sono praticate, et così -si contiene nei capitoli dil ditto ambasciatore ne ha fatto. Et dite et -significate a Sua Maestà la intentione nostra esser de mantenir sempre -quanto habbiamo promesso, e mai in alcuna cosa non contrafarli, -anzi essere nostra intentione di augumentare la nostra buona amicitia -in migliore. Bene haveressimo ancora a caro, et a ciò ne pregamo et -confortamo Sua Signoria, che per alcun tempo non lassi dare alcuno -impedimento a l'Ungaro nè alcuna altra parte de Cristiani, et <i>maxime</i> -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -in Corvatia e in la cittade de Segna, e cussì facendo et observando -faremo ancora noi che l'Ungaro non li farà alcun danno, e in -questo Sua Maestà harà cagione di compiacersi, attento li movimenti -de Franzesi et altri Principi. Che se pur in farli guerra perseverasse, -sia certo Sua Grandezza che in loro ajuto saranno molto -potentissimi Principi cristiani, che poi a Sua Maestà dolerà non -havere fatto li nostri recordi. Li quali facciamo prima per debito -nostro, essendo nui padre et signore de tutti li cristiani, poi desiderando -di far trovare quiete a Sua Signoria, per la buona amicitia -che è tra nui; et che altri mente, quando Sua Maestà deliberasse perseguitare -cristiani et molestarli, a nui seria forza pigliare partito, -non possendo altramente obviare a li grandi apparati che si fariano -contra Sua Maestà. E ve habiamo dati brevi doi, quali appresentarete -al Gran Turco: in uno si contiene che vi faccia dare et consignare -ducati quarantamilia de l'annata presente; l'altro di credenza, -che vi habbia a donare piena fede di tutto quello li referirete -da parte nostra. Ricevuti haverete li ducati 40 milia, ne lo libro consueto -farete la quietanza secondo la consuetudine, e venite <i>recto tramite</i> -in Ancona, e gionto datemi avviso, e lì aspettate nostra risposta. -El presente vostro viaggio consiste assai ne la prestezza: sarete -adoncha sollicito, così ne lo andar dal Turco come ne lo expedire -a vostro presto ritorno. Et mi, Zorzi Buzardo, ambasciatore et familiar -de la ditta Santità, per el presente è scritto et sottoscritto di -mia propria mano, fazzo fede et confesso tutte le cose sopraditte -haver in commission de la bocca de la Sua Santità in Roma nel -mexe di Zugno 1494, et ho exequito con lo Gran Turco quanto m'è -stà ordinato, <i>ut supra</i>. Et fino qui (<i>ho</i>) ottenuto l'ambasciatore che -la ditta Santità richiede al Turco per mandar a Venetia, lo qual -incontanente se deve partir da Constantinopoli a XV dil mexe di -Settembrio, per metter a effetto la volontà di Sua Santità, che desidera -haver da la Illustrissima Signoria di Venetia. -</p> - -<h3 id="lib1-1"><i>Exemplum Brevis Apostolici.</i></h3> - -<p class="indl"> -<span class="smcap">Alexander Papa VI.</span> -</p> - -<p> -Illustris Sultan Baiseth, veneratione divini nominis et amore, -pro quibusdam negociis occurrentibus mittimus ad Majestatem Tuam -praesentium exhibitorem, filium Georgium Buczardum familiarem -et nuncium nostrum, cui commisimus aliqua nomine nostro Tuae -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -Solemnitati explicanda. Illam exhortamur, ut in eis quae nomine -nostro referet, plenam et indubitatam fidem adhibeat. -</p> - -<p class="indl"> -Romae die Junii MCCCCLXXXXIIIJ -</p> - -<p class="indl"> -Pontificatus nostri anno secundo. -</p> - -<h3 id="lib1-2"><i>Copia di una lettera scritta per il Gran Turco -a papa Alexandro sexto.</i></h3> - -<p> -Sultan Baixeth fiolo del Sultan Maometh chan<a class="tag" id="tag84" href="#note84">[84]</a>, per la Dio -gratia imperatore et signore de l'Asia e de la Europa e de le -loro marine, al padre et signore de tutti cristiani Alexandro sexto -per la Dio gratia de la Romana Chiesia degno Pontifice. Da poi la -debita et humana salutatione di buono animo con puro core, significamo -a la Vostra Grandezza come per Georgio Buzardo servitore e -nuntio di Vostra Potentia havemo inteso de la buona convalescentia -di quella, et così quello ne ha referito da parte di Vostra Grandezza; -dil tutto mi son allegrato et presone gran consolatione. Fra le altre -cose me ha referito come el Re di Franza è inanimato di prendere -Gem nostro fratello di le mani di Vostra Potentia, che seria molto -contra la voluntate nostra, e Vostra Grandezza ne haverà grandissimo -danno e mancamento, e tutti i vostri cristiani ne patiriano detrimento. -Però insieme con el sopra ditto Georgio habbiamo pensato -che, per riposo et utile di Vostra Potentia, e per mia gran satisfattione, -seria bene che ditto Gem nostro fratello, el quale ad ogni modo -è sugieto a la morte, e stà in pericolo de esser tratto de le mani di -Vostra Grandezza, li fusse fatto accelerare la morte, la quale a lui -seria vita<a class="tag" id="tag85" href="#note85">[85]</a>, et a Vostra Potentia utile e riposo, et a nui di gran -contento. Et (<i>in</i>) questo se contentarà la Vostra Grandezza di compiacerne -che ditto Gem sia levato di travaglio a quello migliore modo -apparerà a Vostra Grandezza, e transitata l'anima sua ne lo altro -mondo, dove haverà migliore quiete. Il che facendo <i>adimplere</i> Vostra -Potentia, et mandando il corpo suo in qualunque loco de le marine -nostre di qua, prometto io sopradetto sultan Baiaxeth chan de mandarvi -in qualunque loco piaccia alla Vostra Grandezza ducati trecentomilia -d'oro, acciò che la Vostra Potentia de essi ne faccia comprare -qualche poteri a soi filioli, li quali ducati 300 milia farò consignare -a quella persona ordenarà la Vostra Grandezza avanti che ne sia -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -dato<a class="tag" id="tag86" href="#note86">[86]</a>, poi alli nostri debba essere consignato. Ancora prometto a la -Potentia Vostra, fin che io viverò, con la Grandezza Vostra haverò -sempre bona e granda amicitia senza alcuna fraude, et a quella farò -tutta quella gratia e piacere mi sarà possibile. Ancora prometto alla -Potentia Vostra che per mi nè per alcun del nostro paese sarà dato -impedimento nè fatto altro danno a cristiani, de quale sorte o vero -conditione se siano, nè per terra nè per mare, <i>excepto</i> se nol fusse -che damnificasse a nui o ad altri del paese nostro, e per più satisfattione -della Grandezza Vostra, a ciò quella ne sia ben secura senza -altra dubitatione di quello tutto che di sopra li promettiamo, habbiamo -jurato et tutto firmato in presentia del soprascripto Georgio, -per lo vero Iddio el quale adoriamo, e sopra li nostri veri Evangelii, -de observare alla Potentia Vostra, nè in alcuna cosa mancarli, -senza alcun fallo nè inganno, quanto gli promettiamo. Et ancora -più vogliamo assecurare Vostra Grandezza, a ciò ne lo animo di -quella non resti alcuna dubitatione, ma sia certissima, et così di -novo io sottoscritto Sultan Baizeth chan iuro per lo vero Iddio che -ha creato il cielo e la terra et ogni altra cosa, et in lo quale credemo -et adoremo, che facendo far la Potentia Vostra quanto di sopra gli -habbiamo richiesto, promettemo per lo fatto juramento de observare -tutto quanto quello di sopra contiene, et in altra cosa mai contrafare -nè intervenire a Vostra Grandezza. Scripta in Constantinopoli -in nostro palazzo adi 12 Settembrio 1494. -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -El Re di Franza in questo mezzo essendo a Lion dove era venuto -l'April, et quivi stette zerca mexi cinque, provvedendo a molte -cosse era bisogno a questa impresa, et non tanto lui quanto li soi -principali, zoè Mons. Samallo et mons. di Beucher, però che el Re -stava su piaceri et innamoramenti, secondo el costume di Franza. Et -<i>accidit</i> che se innamoroe in una lì a Lion pur di bassa conditione, -a la qual volse dar di molti scudi, <i>tamen</i> li fratelli mai volse sopportar -questo, et uno mons. de Olerius, è dil Dolphinà, era quello portava -le imbasciate acciò il Re fusse contentato; questo facea per essere -amicissimo dil re Alphonso di Napoli, perchè il Re pigliando tal -pratica, <i>fortasse</i> la venuta in reame saria disturbata, che zà poco -mancava: però che non havea denari da pagar la zente, et quelli -baroni erano obligati in tempo di guerra di esser in hordine a la richiesta -dil Re con tanti cavalli, dicevano la sua obligatione era non -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -si partendo dil reame di Franza e per defension di quello, et non -venir in stranie parte, onde bisognava adattar tutto. Et poi sopravenne -la peste a Lion, et fo necessario al Re partirse, et quella pratica -ditta di sopra lassoe. Ma in questo tempo dubitando pur che -Maximiliano re, el qual era eletto in loco dil padre, come dirò di -sotto, Imperatore da li elettori di lo imperio, venendo esso Re di -Franza in Italia, per l'odio grando et inzurie ricevute, <i>licet</i> fusse -adattate, non facesse qualche novità, deliberoe di esser a parlamento -insieme, et mandoe ambasciatore a ditto re Maximiliano el Principe -di Orangia, el qual vi stette gran tempo, et ha dato l'ordine di abboccarsi. -Et perchè l'uno di l'altro non se fidava, el Re di Franza voleva -che Maximiliano venisse a Digion in Borgogna, et Maximiliano -voleva el Re venisse a Ginevre in Savoia, terra imperial; ma pur non -essendo d'accordo de li lochi, ma terminono venir a una fiumana -chiamata la Sonna, partisce la Borgogna da la Franza. Et cussì tutti -do Re con gran zente venuti, il Re di Franza alozoe a Chinon (?) -et Maximiliano a Biacina (?), et benchè fusseno mia cinque lontano -l'uno di l'altro, per ambasadori accordono le cose, et Maximiliano -rimaxe lì nella Fiandra a quelli lochi di suo fiol. Et il Re tornò a -Lion a seguir l'impresa. -</p> - -<p> -Et ritrovandosi el Re a Lion, venne uno ambasador dil Re e Regina -di Spagna chiamato don Alonso de la Sylva<a class="tag" id="tag87" href="#note87">[87]</a> cavalier casigliano -uno di 34 capitani dil Re, el qual exposto la sua ambasada ivi -dimoroe et venne con el Re preditto di Franza in Italia fino a Pavia, -dove da esso Re li fu detto non venisse più avanti perchè non era -bisogno, facendo poco conto, <i>ut mos est Francorum</i>: <i>unde</i> ditto -ambasciator si partì et andò a Zenoa per poter meglio advisar di -questo el Re suo, el qual li rescrisse dovesse ritornar in Spagna, et -cussì fece, et li mandono do altri li quali el trovò a Roma, come di -sotto sarà scritto. Et il sig. Ludovico vedendo la dimora dil re a Lion -vi mandoe Galeazzo di S. Severino, che fu figliol del sig. Ruberto, -et genero suo carissimo, et <i>conclusive</i> il primo appresso di lui, con -zerca cavalli 40 benissimo in hordine; el qual per nome dil ditto -sig. Ludovico, <i>vel ut melius dicam</i> dil Stato di Milan che lui governava, -li offeriva tutto il Stato in ajuto, promettendoli passo et vittuarie -et zente, le qual zà havea, come per la liga era obligato, fatte -metter in ordine, et datoli prestanze, exhortando Soa Maestà dovesse -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -venir a seguir tal impresa, mostrando esser facile, havendo Milan -con lui, et che esso Galeazzo era venuto per essere con Soa Maestà -sempre a morte et vita, <i>unde</i> el Re have molto accepto. Et volse lì -a Lion intender meglio el voler de Fiorentini, et come fu divulgato -da li ambassadori erano ivi, Fiorentini ebbeno bona risposta: et <i>etiam</i> -certi danari tolse a cambio da mercadanti lì a Lion, o vero l'imprestassero -<i>gratis</i>, o pur sopra zoje. Et zà comenzava far adunar le sue -zente, et avviarse parte a poco a poco verso Italia: et il governo -veramente di tutto l'exercito nel principio di queste novità dette a -mons. di Cordova (<i>Crèvecoeur des Querdes</i>), che era il primo suo -marescalco in la Franza. Però che quattro gran marascalchi vi sono: -zoè primo era questo mons. di Cordova, mons. marascalco de -Giae (<i>de Gié</i>), mons. marascalco de Borgogna et mons. marascalco -de Bretagna. Questo mons. di Cordova sempre fu contrario a questa -venuta dil Re in Italia, et mentre si poneva tal cose in ordine, esso -partito da Lion per andar a casa soa, di età di anni da 80 in suso, -si amaloe et morite in uno loco chiamato la Brella (<i>L'Arbresle</i>) lige -tre di là da Lion, avanti il Re da Lion partisse, <i>ergo</i> fu necessario -di elezer uno altro capitano a sta impresa, che fu mons. di Monpensier. -Et mandoe 6 ambassadori in Italia, uno alla Signoria di Venetia, -el qual fu mons. de Citem, el qual dovesse star fermo fino el Re -fusse di qua da monti, et dinotar alla Signoria al tutto la sua venuta -esser prestissima, et intender si erano fermi Venetiani in l'alianza -promessa. El qual ambassador zonse adi do April, alozoe a -s. Gregorio a l'abacia, et stette quattro mesi fermo, et da Venetiani -fu assà honorato. Et a Milan era zà venuto per suo ambassador -mons. de Buzagia (<i>Du Bouchage</i>), el qual stette a Milano fino che -ditto mons. di Citem passò per venir a Venetia, et stette cerca uno -mexe a Milan, poi tornò in Franza al governo dil fio dil Re, signor di -Dolphinà. Ma sapiando il Re certo che Alexandro pontifice, benchè -a soi ambassadori havesse promesso, zoè a Peron, come ho scritto -di sopra, di dar la investisone dil reame, sì come Innocentio suo -predecessor et altri 22 Pontifici havea data, <i>tamen</i> al presente era -certo per el parentado fatto con re Alphonso non la daria. <i>Unde</i> -usoe questa stratagiema gallica, che mandò 4 ambassadori a dimandar -a Soa Santità tal investisone; et subito habuta la risposta -di no, dovesseno partirsi di Roma et far tutti vari exerciti. I quali -oratori sono questi: mons. de Obignì (<i>Stuart d'Aubigny</i>), el general -de Bidante<a class="tag" id="tag88" href="#note88">[88]</a>, lo presidente di Provenza, et <i>etiam</i> Peron di Basser, -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -che prima era scudier di scuria (<i>écurie</i>) dil roy, et è hora chiamato -mons. et maistro di caxa dil Re, habuto gran intrada. Et foli -ordinato che il general de Bidante et Peron de Basser ussiti di Roma -andasseno a trovar il sig. Prospero et Fabricio Colonna, i quali sono -potentissimi romani et signori di castelli, a quali dovesseno dar -scudi vinti milia, erano stà mandati lì a Roma in banchi per lettere -di cambio, perocchè zà Colonnesi erano con il Re di Franza accordati, -mediante li Cardinali teniva da Sua Maestà, et che 'l presidente -di Provenza restasse ambassador a Fiorenza, et mons. di Obignì -venisse a Milan, et restasse in Italia al governo di le zente veniva -di qua da' monti, et così feceno. -</p> - -<p> -L'armada a Zenoa si preparava continuamente, la qual, come -si divulgava et se intendeva per lettere di Zenoa, era grossissima, -et fo comenzata di April. Doveva uscir al principio di Lujo; erano -galie 30, nave grosse 12, nave di 8 milia cantari in 25 milia numero -30, galioni 15, albitozi<a class="tag" id="tag89" href="#note89">[89]</a> 6, sopra le qual si diceva sarebbe -lanze 150 franzese, a 6 cavalli per lanza, et anche 1600 combattenti, -cosa che pur ad udirla faceva tremar. <i>Tamen</i> non fu la mità, -come tutto di sotto leggendo intenderete. Et prima andoe lì a Zenoa -do Baroni dil Re, i quali fonno mons. el gran scudier<a class="tag" id="tag90" href="#note90">[90]</a> et -mons. de Biamonte (<i>Beaumont</i>) con danari: et era decreto capitano -di ditta armada mons. duca di Orliens, zerman cusino dil Re, et -quello a chi aspetta el reame di Franza si questo Carlo re non havesse -figlioli: el qual venne prima di qua da' monti cha il Re, et -andò a Zenoa et ritornò, come di sotto sarà scritto. -</p> - -<p> -Ritorniamo al re Alphonso, el qual in questo tempo sollecitoe -molto l'armada soa, acciò dovesse ussir, come ussite, avanti di quella -dil Re di Franza si faceva a Zenoa. Et cussì adi 22 Zugno ditta -armada partì di Napoli, capitano don Fedrico suo fratello, el qual -have el stendardo et ussite dil porto. Il numero di la qual armada -qui sarà posto, habuto la verità da chi vi era presente. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -</p> - -<h3 id="lib1-3"><i>Questo è il numero di l'armada di re Alphonso:</i></h3> - -<ul> -<li>La galia de Bagnara, patron Esau Ruffo.</li> -<li>La galia de Mayatim (<i>Matino?</i>), patron Francesco Pontano.</li> -<li>La galia de Capazo (<i>Capaccio</i>), patron Tomaso Greco.</li> -<li>La galia de la Mantea (<i>Amantea</i>), patron Cola Cavallo.</li> -<li>La galia de Turpia (<i>Tropea?</i>), patron Bernardo Facere.</li> -<li>La galia de Reggio, patron Vito Geria.</li> -<li>La galia de lo Pizzo, patron........</li> -<li>La galia de Bibbona, patron.........</li> -<li>La galia de Policastro, patron Vespasiano de Mercato.</li> -<li>La galia del Belveder, patron Candela de Ciberio.</li> -<li>La galia de Cirela (<i>Ciro?</i>) de Calavria, patron Nardo de Marian de la Scala.</li> -<li>La galia de Paula, patron Cola Singone.</li> -<li>La galia de Cilento, patron Paulo Amaranto.</li> -<li>La galia de fra Lunardo, per forza<a class="tag" id="tag91" href="#note91">[91]</a>.</li> -<li>La galia de Marin Corso, per forza, con la qual va don Fedrigo.</li> -<li>La galia del Tuzo Comito, per forza.</li> -<li>La galia de Franzin Pastor, per forza.</li> -<li>La galia de la Cava, patron Andrea Longo.</li> -<li>La galia de Castellamar, patron Piero da Nocera.</li> -<li>La galia de Pozzuol, patron Capo Nuzo.</li> -<li>La galia de Surrento, patron Bernardin Serala.</li> -<li>La galia de Vico, patron Ioan Gatola.</li> -<li>La galia de Massa, patron Ioan Cola de Martino.</li> -<li>La galia de la Torre del Greco, patron Cola Moretto.</li> -<li>La galia de Gaeta, patron Cola Gatola.</li> -<li>La galia de Rocca de Mondregon, patron Iacopo Caraffa.</li> -<li>La galia de Traetto, patron Ioan Maria Pignatello<a class="tag" id="tag92" href="#note92">[92]</a>.</li> -<li>La fusta, patron Ioan Paulo da Capri.</li> -<li>La fusta, patron Sebastian Terracina.</li> -<li>Lo galion, patron Piero Zanas.</li> -<li>Lo galion, patron Perucca.</li> -<li><span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span></li> -<li>Lo galion, chiamato Almatoza (?), patron Mariano Carojo.</li> -<li>Lo galion, chiamato Scorpione, patron Ioan Gambacorta.</li> -<li>La nave Forbina, di botte 1600, patron Gulielmo castigliano, con homeni 300.</li> -<li>La nave Capella, de botte 1300, patron Tuzo Bona, con homeni 250.</li> -<li>La nave Ferrandina, de botte 1400, patron Ludovico Falier, con homeni 250.</li> -<li>La nave de Bon Federico, de botte 1400, patron fra Iacopo Spinello, con homeni 250.</li> -<li>La barza de botte 700, patron Tomaso Calata, con homeni 150.</li> -<li>La barza de don Fedrigo, de botte 900, con homeni 180.</li> -<li>La barza de botte 900, patron Perucca, con homeni 180.</li> -<li>La barza de Carlo Salvador, de botte 300, patron el ditto, con homeni 60.</li> -<li>La barza de Martin Fenero, de botte 400, patron el ditto, con homeni 80.</li> -<li>La barza de Michiel Candela, de botte 400, patron el ditto, con homeni 70.</li> -<li>La barza de Michiel Soau, de botte 350, patron el ditto, con homeni 70.</li> -<li>La barza de Dimitri, de botte 500, patron Nardo de Procida, con homeni 100.</li> -<li>La barza de botte 300, patron Artes, con homeni 60.</li> -<li>La barza de Jaimo catelano, de botte 400, con homeni 80.</li> -<li>La barza de botte 350, con homeni 65.</li> -<li>La barza de botte 400, con homeni 80.</li> -<li>La barza de botte 300, con homeni 60.</li> -<li>La barza de botte 300, con homeni 80.</li> -</ul> - -<p> -Et più altre barze, de botte 400, con homeni 80 per una<a class="tag" id="tag93" href="#note93">[93]</a>. -Tutti pagati per do mesi, et fornite de artigliarie et vittuarie, più -di rispetto tumuli 6000 di grano, corazze 500, zappe, badili et molte -altre armadure et monition de rispetto, bombarde piccole et grosse. -Sono galie n. 27, fuste 2, galioni 4, nave 4 et barze 14, in tutto -vele 51. -</p> - -<p> -Ma lassiamo questa armada, la qual ussite, come di sopra è scritto, -et esso re Alphonso mandoe in Spagna ambassadore el conte de -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -Giello (<i>Ajello?</i>)<a class="tag" id="tag94" href="#note94">[94]</a> pregando, <i>nomine suo</i> et di sua sorella la Raina, -che fu moglie de Ferdinando suo padre, la qual lì in Napoli da -esso Alphonso era molto honorata et trattata come Raina: et pregasse -el Re et Regina di Spagna volesse dar aiuto alla caxa di Aragona -et al suo sangue, rompendo su quel di Franza, acciò el Re, havendo -guerra nel suo paese, dovesse ritornar in driedo, ma nulla potè -far, per la paxe havea ditti Re et Regina con el Re di Franza. <i>Tamen</i> -li promesse di darli ogni altro favore: el qual ambassador ritornò -a Napoli, et poi ne andò uno altro lì in Spagna, chiamato -Guielmo........... et ivi restoe. Ancora a Venetia vi mandoe -uno suo secretario in loco di l'abbate Ruzo era morto, come ho scritto -di sopra, chiamato Anuzo di Andriani, el qual gionse di Avosto -in Venetia, et si partì poi di Ottubrio per andar al sig. Turco, perchè -in quello paese era molto pratico. <i>Etiam</i> prima ne havea mandato -uno altro ambassador a Constantinopoli, el qual si ritrovò con -quello dil Pontifice, a notificar la venuta di questo Re in Italia, sì -per tuorli il regno, <i>quam</i> poi per passar a la Valona a soa distrutione; -la qual cosa a Bayxeth othoman gran Turco fu molto molesta, -et li offerse aiuto, et <i>honorifice</i> ricevette ditto ambassador, et ne -mandoe uno suo a Napoli, come di sotto, al tempo di la venuta sua, -che fu di Novembrio, intenderete. Al summo Pontifice non restava -re Alphonso di exortar, come capo di la cristianità, et quello che -dovea cercar la paxe de Italia, che dovesse aiutarlo, et cussì terminò -el Pontifice et Re de abboccarsi insieme, dove fariano qualche conclusione -bona. Intravenendo Puzo Puzi (<i>Puccio Pucci</i>), dottor de la -republica fiorentina appresso el Pontifice, el qual pochi mesi dapoi -lì a Roma morite. Or a la fine dil mexe di Zugno el Pontifice con la -sua guardia et tre Cardinali, Lisbona<a class="tag" id="tag95" href="#note95">[95]</a>, s. Zorzi<a class="tag" id="tag96" href="#note96">[96]</a> et Valenza suo -<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> -nipote<a class="tag" id="tag97" href="#note97">[97]</a>, <i>etiam</i> in sua compagnia vi andoe Paulo Pisani, cavalier, -ambassador de Venitiani, che ivi a Roma si era in questo anno. Et -cussì con la guardia preditta venne a uno loco appresso Teoli (<i>Tivoli</i>) -mia 7, chiamato Vicoaro (<i>Vicovaro</i>), luntan di Roma zerca -mia 22; et per non esser quel loco capace per alozar el Pontifice, -mandono fuora li cittadini: et el re Alphonso venne con zerca 1000 -persone, et di primi baroni et zentilhomeni dil reame, et Paulo Trivisano, -cavalier, ambassador venitiano, senza dil qual, per tuorsi benivola -la Signoria, non espediva alcuna cosa, <i>imo</i> tutto con lui conferiva. -Et arrivò a una abacia ivi vicina, et Paulo Pisani preditto -andoe a inchinarsi a Sua Maestà el qual era in chiesa, et fatto le -debite accoglienze, montati a cavallo, veneno a Vicoaro dal Pontifice, -el qual era in una sala, et abbrazati andono tutti do a uno balcon -apuzati a parlar, et steteno tre zorni a consultar, dove ivi concluseno -liga et intelligentia tra esso sommo Pontifice, re Alphonso -et republica fiorentina, et suzelono li capitoli. Et poi tolto licenza el -Re dal Pontifice, con le debite riverentie ritornono a loro terre, non -intendendo per questa romper la liga havia el Papa con Venitiani. -Et adi 9 Zugno partino da Milan de comandamento regio li do soi -ambassadori erano, zoè Antonio di Zenari dotor et Ferando di Zenari, -nominati di sopra, et a Napoli ritornono, vedendo non poter far nulla -con el signor Ludovico, el qual era fermo in dar aiuto al Re di -Franza. Et ancora fece patti Alphonso con Obietto dal Fiesco protonotario -fora ussito di Zenoa; el qual adi 25 Zugno partì da Carpi -et andò a Fiorenza, poi a Pisa, per andar su l'armada di re Alphonso; -et adi 10 Luio a Milano fu depento ditto Obietto su una tavola -a la piazza dil domo, apicato, in zipon, con una chierega, et apicà -per uno pè, con uno breve di sotto diceva: io son misser Obietto dal -Fiesco mancator di fede; et cussì el Duca ordinò in le altre sue terre -fusse fatto cussì; et la sua provisione havea dato a Zuan Alvise dal -Fiesco suo fratello, zoè ducati 1500 a l'anno; et do abacie havea, -dava de intrada ducati 2000, el signor Ludovico le dette al figliolo -del ditto Zuan Alvise dal Fiesco. <i>Tamen</i>, per questo, Obietto nè -Paulo di Campofregoso cardinal et arciepiscopo di Zenoa si curoe, -<i>imo</i> fonno fermi con re Alphonso. Et inteso questo a Napoli adi 15 -Luio el re Alphonso vedendo che 'l sig. Ludovico, <i>licet</i> fusseno stati -cugnati, li era inimicissimo, li tolse el contà (<i>de</i>) Caiazo, et questo -perchè il sig. Zuan Francesco di Sanseverino era sta creato capitano -<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> -di le zente italiane per questa imprexa, come dirò sotto. Et messe -li soi officiali al ducato di Bari, era proprio del sig. Ludovico lì in -reame, et deputà uno dovesse scuoder le intrade, <i>tamen</i> voleva tenisse -bon conto, acciò si Ludovico si portava bene, potesse renderle. -Et scrisse (<i>ad</i>) Antonio Stanga dottor, era stato lì a Napoli ambassador -de Milano, el qual ritornava a Milan, et ancora non era ussito -di reame, che dovesse mandar uno suo a governar la casa sua, et -mandò a compagnar ditto ambassador fino fuora di reame, et non -lassò che 'l parlasse a niuno. El qual, partito, se ne tornò di longo -a Milano. In questo mezzo, pratiche grandissime fonno fatte in Italia -et a Bologna al magnifico Joanne Bentivoi; et quelli signori bolognesi -faceva fortificar la terra, fece cavar le fosse di Bologna, et dil -mese di Zugno fe' cavar quelle di s. Zuanne, e fe' far alcuni bastioni, -et molto adoperava li villani per guastatori. Era Bologna molto nominata, -perchè si credeva el Re facesse quella via. El Pontifice mandoe -ambassador al ditto Joanne Bentivoi, et il simile re Alphonso et -Fiorentini a exhortar volesse esser da la loro banda. Li promettevano -di dar ducati 30 milia, far suo fiol protonotario cardinal, et li mandoe -il cappello fino a Bologna, et farlo lui vicario di Bologna per -nome di la Chiesia, però che Bologna è terra di la Chiesia, et era in -questo tempo legato apostolico el cardinal Ascanio<a class="tag" id="tag98" href="#note98">[98]</a>, fratello del -sig. Ludovico. <i>Item</i> el re Alphonso li prometteva dar a uno altro -so fiol chiamato Alexandro una soa figliola per moglie con uno -stato in reame, con intrada più de X milia ducati. <i>Etiam</i> fu divulgato -el Pontifice li deva do castelli nel Bolognese al ditto magnifico -Joanne, zoè Zento (<i>Cento</i>) e la Pieve, tenuti per el cardinal San Piero -in Vincula, per esser vescovo di Bologna, <i>tamen</i>, non obstante -promissione, mai si volse voltar ditto magnifico Joanne dil stado di -Milano et promessa fatta al Re di Franza. Et al principio di Zugno -el Duca di Ferrara se ne andò a Bologna, per veder di redurlo col -Duca di Milano; et adi 8 tornoe a Ferrara. Pur non lassava intender -nel principio con chi voleva esser, et il suo figliol primogenito nominato -Annibal era a Pisa soldato de Fiorentini, nè quelli li volevano -dar licenza. Et cussì stavano queste pratiche zerca a Bologna. -</p> - -<p> -Et zercò haver la madonna Catharina di Forlì, che fu moglie dil -conte Hyeronimo de Riario, nipote di Sixto quarto pontifice, el qual -di Imola et Forlì si fè signore, ma mentre <i>tyrannice</i> governasse, fu -da li cittadini di Forlì nel suo palazzo morto nel 1488, et butato -<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> -fuora di le fenestre per più disprecio suo: <i>tamen</i> chiamano per suo -signor Ottaviano, figliol primario di detto conte Hyeronimo, el qual -era in età di anni X. Adoncha questo Stato la madre governa, la qual -fo fia dil duca Galeazzo, padre di questo Duca de Milano, natural. -Or questa mostrava voler aiutar Alphonso, et non dar passo nè vittuarie -a le zente franzese e ducheschi, dovevano venir di breve in -quel contorno. Et zà erano parte adunati, come dirò di sotto, et dil -mexe di Luio ditta madonna si amaloe gravemente, et poi el Pontifice -mandò per la via di Rimano el cardinal di s. Zorzi lì a Forlì, el -qual zonse adi 30 Luio a Cesena, et poi andoe in la rocca di Forlimpuovolo -(<i>Forlimpopoli</i>) sotto Forlì, dove era ditta madonna, et conferiteno -insieme. <i>Demum</i> esso cardinal andoe a Bertinoro con alcuni -cittadini forliviensi, et madonna di Forlì, con li fioli et il suo Jacomo -Fea genoese favorito, ritornò in Forlì. Questo cardinal venne per -pregar madonna dagi il passo et vittuarie a le zente dil Papa, et il -Re dovea venir in quelle parte fra otto zorni. Et la ditta madonna li -rispose volea essere amica di Milano, et bona fia di chi li havea dato -il Stato; et ancora dal sig. Ludovico li fo mandato uno secretario -chiamato Jacomo del Quartier, per veder si essa madonna potesse -accordar, et far fusse ferma in opinione, di dar passo et vittuarie a -le sue zente. -</p> - -<p> -Fiorentini considerando el fatto loro, et che erano in mezzo de -tute queste cose, però che Franzesi conveniva passar per il suo, volendo -andar in reame, vedendo le cose andar da dovero, mandono -a la Signoria di Venetia doi soi ambassadori, i quali fonno Zuan -Battista Ridolphi et Paulo Antonio Soderini, i quali con bella compagnia -vestiti con mantelli curti la sua famiglia fino a mezza gamba -rossi et barete rosse, tutti a uno modo, arrivono adi 30 Luio, et -fo preparato a la Zuecca, et datoli stantia publica. Or questi, habuto -audientia, exposeno il fatto loro, domandando cussì come in ogni -loro adversità Venitiani li haveano dato favore, cussì al presente li -consegliassero quello havessero a fare. A quali, fatte le consultationi -debite nel consiglio di Pregadi, li fu risposto erano sapientissimi, et -in ogni loro operatione si haveano saputo ben governar, et cussì in -questo saperebbono far, et che Venitiani erano disposti non se impazar -in tal cose dil Re di Franza et dil Re di Napoli, i quali tutti do li -erano amicissimi, che stagando fermi in la liga etc. Et poi dil mexe -di Settembrio el Ridolphi, el qual <i>alias</i> fu qui mercadante insieme con -Zuan Arfandini (<i>Orlandini?</i>) et faceva gran fatti, andoe a Milan per -ambassador a pregar el sig. Ludovico non volesse dar il passo a Franzesi, -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -nè metter la terra loro a pericolo, <i>imo</i> si ricordasse de l'amicitia -haveva con Fiorentini, et che era mal esser causa di dar adito a -questo Re oltramontan che vegni a dominar et far <i>cede</i> in Italia, -et <i>maxime</i> contra re Alphonso suo carissimo parente, sì del Duca -<i>ex utraque parte, quam</i> di esso sig. Ludovico. Al qual fo risposto non -poteva far altro. Et questo oratore longamente dimoroe lì a Milano, -et l'altro a Venetia rimase fino che Piero di Medici fo scacciato di -Ferrara, come dirò di sotto. Et è da saper che adi 21 Zugno Guido -Antonio Vespuzi et Piero Capponi, ambassadori de Fiorentini, erano -andati al Re di Franza, partino da Lion, et Piero Capponi adi 2 Luio -venne incognito a Milano, poi andò a ritrovar el compagno andava -di longo, et insieme ritornorono a Fiorenza. -</p> - -<p> -Domente tal cose si fanno, a Roma novi rumori succedeva, et -venne inimicitia tra Ascanio Sforza cardinal, vice canzelier et fratello -dil sig. Ludovico, et il Pontifice. El qual cardinal fu quello che -fece questo Alexandro papa, et era il <i>totum</i>. O pur venisse lite, come -intraviene, o pur, secondo quel ditto, <i>causam quaerit qui vult discedere -ab amico</i>, perchè suo fratello era con Franza, et per consequente -bisognava lui <i>etiam</i> vi fusse, <i>unde</i> al principio di Luio si absentò -di Roma, et andoe in alcuni castelli di Colonnesi, et quivi con danari -fece zente, acciò non passasse el re Alphonso, el qual si divulgava -voler venir in persona in qua contra il Re di Franza, et zà era -venuto suo fiol Duca di Calavria con grande exercito, come di sotto -intenderete. Et a uno castello chiamato Genezam (<i>Genazzano</i>), de -Colonnesi, esso Ascanio si ridusse con alcune squadre, et faceva continuamente -fanti per dannizar Roma, acciò el Papa si voltasse. La -qual cosa al Pontifice fu molto molesta, per la partita di detto cardinal. -Ma el Re di Franza, domente in Italia tal cose si facevano, -continuamente mandava soi capetanei con zente a poco a poco di -qua da monti, et instituì el marascalco de Brandicol (<i>Baudricourt?</i>)<a class="tag" id="tag99" href="#note99">[99]</a> -et mons. di Obignì, che andò a Roma, come ho scritto, a questi do -el governo de le zente d'arme, et a la fin de Zugno mons. Tramoi -(<i>La Trémouille</i>) passò per Mongenevre con lanze 50, et cussì in -questi tempi, dil mese di Luio, veniva in qua da monti Franzesi, -qual per lettere de Zorzi Pixani dottor et cavalier ambassador di -Venetiani a Milan se intendeva, <i>tamen</i> non era creto (<i>creduto</i>) mai el -Re in persona venir dovesse. Et el Duca di Orliens, al qual era dato -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -la provincia di l'armata si faceva a Zenoa, adì 9 Luio zonse in Aste -col Principe di Salerno; et el Duca di Milan, over sig. Ludovico che -governava il tutto, mandoe do soi principali fino in Aste a visitar -ditto Duca, i quali fonno el sig. Nicolò da Corezo et Galeazo Visconte. -Et subito zonto esso Duca lì in Aste, adi 10, che fu zorno -driedo che el zonzesse, si partì insieme col principe di Salerno et -conte di Chiaramonte, che erano baroni dil reame, per venir a Zenoa. -La qual armata si preparava era galie 24, galioni 30, nave -grosse 10, dovea menar cavalli 500 et artegliarie, sarà lanze 800 a -cavallo in l'armada, a do cavalli per lanza et uno arcier et uno balestrier. -Et poi questo Duca di Orliens adi 14 Luio venne a Vegevene -(<i>Vigevano</i>), dove è uno palazzo bellissimo del sig. Ludovico, et -de indi dovea <i>statim</i> partirsi per andar a Casal a visitar la marchesana -di Monferà soa parente, poi andar a Zenoa, et <i>demum</i> ritornar -in Aste a far la mostra di le sue zente. Et il Principe di Salerno -per il Re fu creato amiraio dil reame di Napoli. Or adi 15 ditto el -Duca d'Orliens venne in Alexandria di la Paia, terra pur dil Stato -de Milano, era con cavalli 600, dove andoe per visitarlo el sig. Ludovico -con Zorzi Pisani ambassador, nominato di sopra, di la Signoria -di Venetia, el qual seguiva la corte, et usato le accoglienze debite, -lassato ordine al sig. Ludovico di quello havesse a far, andoe -di longo a Zenoa. -</p> - -<p> -A Milan si faceva gran provisione di zente, et acciò tutto si -intenda, adi 26 Zugno il conte Honorato zentilhomo neapolitano -con lanze 50 el sig. Ludovico mandò a Codignola, et in Bolognese -cavalcò cavalli 800 dil Stato preditto di Milan; et mandò al magnifico -Joanne Bentivoi, per resto vecchio e prestanze nove, ducati -16 milia; et adi 2 Luio zonse a Vegevene dal sig. Ludovico Galeazzo -di s. Severino, el qual era stato dal Re di Franza con cavalli 40, -et poi adi 19 Avosto partì da Vegevene per ritornar dal Re che veniva -et passava monti. Et in questo medemo zorno di 2 Luio, esso -sig. Ludovico mandoe a Zenoa Lorenzo di Mozanega (<i>di Mozzanica</i>), -facea l'ofitio dil collateral zeneral, per far provision a la securtà di -Zenoa, dove era commissario suo Corradolo Stanga protonotario stato -gran tempo et ancora vi è. Et è da saper che adi 25 Zugno fo -fato la mostra di l'armata preditta su la piazza di Zenoa: li sopracomiti -era la mità franzesi et la mità zenoesi; et anche ivi per el -Duca di Milano fu mandato el sig. Antonio Maria di s. Severino, fo -fiol del sig. Ruberto. Et su ditta armata fu operato, et condusseno -Nicolò Griffo da Ferrara, fo col sig. Ruberto da s. Severino, et li -<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> -dette ditto Stato di Milan cavalli 100 et ducati 400 a l'anno. Et le -zente di Milano in questo tempo fonno mandate in Parmesana, et -fu decreto <i>de consensu</i> dil Re de Franza capitano di le zente italiane -el conte Caiazo, nominato per avanti. El qual adi 5 Luio venne a Milan, -et adi 20 ditto <i>etiam</i> el sig. Gaspar di s. Severino, chiamato -Fracasso, suo fratello, el qual per alcun tempo el sig. Ludovico licentioe -da lui, et hora ritornoe a Milano, et che tutti li Severineschi -al presente sono in gratia dil Duca et sig. Ludovico, et operati. -</p> - -<p> -Adi 27 Luio.........<a class="tag" id="tag100" href="#note100">[100]</a> el sig. Ludovico a hore 9½, la -qual hora volse haver astrologica dal suo maistro Ambrosio De Cerato -(<i>da Rosciate</i>) ottimo astrologo, senza il consiglio dil qual non -faria alcuna cosa, et molto varda tal hore et ponti, dette el stendardo -et baston al conte de Caiazo capitano de 500 homeni d'arme; et -adi 28 ditto partì e andoe a la volta di Parmesana, dove dia far la -adunation di le zente. Et ancora il sig. Ludovico condusse a soldo -di Milano el sig. Gilberto et Ludovico da Carpi fratelli: li dette di -condutta homeni d'arme 80 et 25 stratioti et 25 balestrieri a cavallo, -et per gratuir l'animo dil sig. Antonio Maria di s. Severino, -el sig. Ludovico, adi 29 Luio, li donoe tre castelli: Bassignana è -sopra Po su quel di Alexandria di la Paia, et do altre sul lago di -Como; rende de intrada zerca ducati 2000 a l'anno. <i>Etiam</i> al sig. -Fracasso donoe tre terre o vero castelli sul Cremonese al confin del -Mantuan; ha de intrada ducati 2000. -</p> - -<p> -Adi 23 Luio gionse a Milan don Piero de Sylva ambassador dil -Re di Portogallo con cavalcature 54, cariazi 7, andava a Roma a -dar l'obedientia ad Alexandro sexto pontifice. Parlò al sig. Ludovico; -si alegrò <i>nomine regis</i> di le nozze di la nezza maridada in re -Maximiliano de Romani, et poi al suo viazo andoe. Et zonto a Siena, -havendo in commissione dal Re suo, scrisse a Roma come era zonto -per darli obedientia; ma voleva el Pontifice concedesse tal gratia al -Re, zoè la legitimation di uno suo fiol natural, acciò quel regno romagnesse -in li soi; <i>unde</i> el Papa, parendoli di novo che si pattizasse, -et <i>etiam</i> per amor dil Re di Spagna, a chi aspetta ditto reame, se -questo Re mancasse senza figlioli legittimi, non volse far nulla; et -ditto ambassador non vi volse andar a darli la obidientia, et rescrisse -al Re. Et in questo mezzo lì a Siena morite. -</p> - -<p> -El re Alphonso vedendo che 'l Duca de Milan faceva campo, et -zà veniva Franzesi di qua da' monti, deliberoe mandar el suo campo -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -a l'incontro in Romagna, el qual era grossissimo, come di sotto sarà -scritto, governato per suo fiol Ferdinando duca di Calavria. Et eravi -questi signori, i quali cadauno saria sta bastante capitano: el sig. -Virginio Orsini non venne, et zà fu divulgato el Re in persona voleva -venir et lassar vicerè in Napoli ditto sig. Virginio, ma poi si -mutoe di opinione: el conte di Pitigliano, Zuan Jacomo di Traulzi, -el Duca di Urbino et el sig. di Pesaro con altri conduttieri, parte -soldati per Alphonso, parte per el Pontifice et Fiorentini, sì come -erano ubligati. Et dil mexe di Luio el conte di Pitigliano, con squadre -60, venne in Romagna, et squadre 7 dil Pontifice, adi 28 Luio, -vennero sopra Farnesino, al loco chiamato el bosco, fra s. Mauro e -Gaeta. Et el governador di Cesena facea zente per el Duca di Gandia -fio dil Papa, zoè homeni d'arme 20, alozati <i>tamen</i> di fuora di -Cesena per dubio di Guido Guerra, el qual è uno capo di parte, et -alcuni castelli vicini a Cesena signoriza, come poi scriverò di la -prodezza et strenuità sua. Cicogna contestabile al primo di Avosto -di Fiorentini era a Castrocaro mia 3 da Forlì, facea fanti 400 per -mandar a Pisa, et li capitani si aspettavano in questo tempo lì in -Romagna; et come per lettere di Andrea da Lezze podestà et capitano -di Ravenna drizzate a la Signoria di Venetia se intendeva i -successi che le zente dil Papa et dil Re si aspettava tra Bertinoro et -Forlì sul fiume di Meldola; et quelle dil Stato di Milano fra Faenza et -Forlì sul fiume de Monton. Et acciò meglio questa storia se intenda, -venuto li campi, farò una division di quello a uno tempo facevano: -et cussì comenzerò a descriver le cose seguide prima in Romagna -avanti il zonzer de li campi a la campagna di zorno in zorno, et non -senza grandissima fatica et vigilantia tal cose quivi soprascritte. Ma -accade prima de scriver alcune provisioni fatte per Venitiani. -</p> - -<p> -La Signoria di Venetia in questo mezzo <i>inter patres</i> consultaveno -<i>saepius</i> quello dovesseno far, essendo dal Pontifice, re Alphonso, -Fiorentini et altri pregati et exortati non dovesseno lassar venir -questo Re in Italia; et benchè intendevano il passar de' Franzesi di -qua da' monti per lettere di Zorzi Pisani ambassador a Milano, pur -la verità <i>ad plenum</i> non se intendeva, perchè il sig. Ludovico non -li manifestava il vero, acciò Venitiani non facessero qualche pensier -a disturbar tal venuta de Franzesi, benchè nel principio deliberasseno -non si voler impazar in alcuna cosa, <i>imo</i> esser neutrali, pur inteso -di l'armata era per ussir di Zenoa, deliberorno nel consiglio de -Pregadi ancora loro metterse in ordene, et star provisti per le cose -potevano occorrer, et far armata. <i>Unde</i> tolseno ad imprestedo de patricii -<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> -zerca ducati 50 milia, con promissione di renderli in fra uno -anno, et li obbligorno al deposito dil Sal. Questo fecero per non voler -dar angarie alla terra, nè toccar le publiche intrade, nè altri -danari de depositi; et adi 22 Zugno nel Mazor Conseglio elesseno -capitano zeneral di mar Antonio Grimani, padre dil cardinal Grimani, -<i>tituli sancti Nicolai inter imagines</i>, novamente da questo Pontifice -creato. El qual <i>libentissime</i> acceptoe, et la domenega proxima -messe banco, et habuto con gran ceremonie in la chiesa di s. Marco -dal Principe el stendardo, adi 25 Luio, et accompagnato dal Principe, -oratori et universo Senato fino in galia, la qual era al ponte di la -paia, tolto licentia et offertosi a l'orator gallico et cussì ad altri oratori, -montoe in galia; et <i>in eadem hora</i> andoe verso il porto, et poi -con do galie insieme armate novamente, sopra comiti Zuan Francesco -Venier et Antonio Loredan, verso Corphù navegò, dove era -l'altra armata sotto do capetanei del colpho, Nicolò da ca da Pexaro -et Hyeronimo Contarini, i quali, zonto ivi el zeneral, restono proveditori -di l'armada, et non molto dapoi el Pexaro venne a dixarmar -per essere stato assai fuora. Ancora dubitando di novità di Ferrara, -mandò zente a custodia sul Polesene di Rovigo 25 cavalli et fanti, -et quelli fonno mandati qui sotto sarà scritti, et <i>etiam</i> Ruigo a Domenego -Malipiero, era podestà et capitano, scrisseno fosse di novo -fortificato, facendo spalti et ogni altra provisione, et <i>etiam</i> a la città -de Ravenna perchè li campi pur si appropinquava mandoe zente -nominate di sotto, acciò il Ravennese et Zervia difendesse da subite -correrie. A le zente veramente d'arme che ditta Signoria havea, ordinoe -per le camere fusse dato sovencione, acciò si comprasseno cavalli -et stesseno preparati, zoè ducati 60 per uno cao di lanza et 20 -per el piatto per ogni homo d'arme. -</p> - -<h3 id="lib1-4"><i>Zente mandate sul Polesene.</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Alexandro dil Turco in Ruigo</td> <td class="center">con cavalli</td> <td class="num">300</td> - </tr> - <tr> - <td>Fio di Antonazo di Dozea in Lendenara</td> <td class="center">»</td> <td class="num">88</td> - </tr> - <tr> - <td>Zuan Griego a la Badia</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Zuan Gradenigo patricio veneto a la Badia</td> <td class="center">»</td> <td class="num">80</td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo Secco ai Mazi</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Antonio di Pigi</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Marco da Martinengo cavalier</td> <td class="center">»</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td class="center">Summa cavalli</td> <td class="num">918</td> - </tr> -</table> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> -</p> - -<p class="center"> -<i>Fanti.</i> -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Ferigo dal Borgo a Ruigo</td> <td class="center">con fanti</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td>Ruberto d'Arimino a Ruigo</td> <td class="center">»</td> <td class="num">75</td> - </tr> - <tr> - <td>Gotiel spagnol a Ruigo</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Marco da Rimano a la Badia</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Martinel de Luca a Lendenara</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Alvise Lanze a Lendenara</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Jacomin da Roma a Lendenara</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td class="center">Summa fanti</td> <td class="num">725</td> - </tr> -</table> - -<p class="center"> -<i>Zente mandate a Ravenna.</i> -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>El conte Carlo de Pian de Melleto</td> <td class="center">con cavalli</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td>Jacomazzo da Venetia</td> <td class="center">»</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td>Anzolo Francesco da Crema</td> <td class="center">»</td> <td class="num">80</td> - </tr> - <tr> - <td>Battista Sagramoro</td> <td class="center">»</td> <td class="num">16</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td class="center">Summa cavalli</td> <td class="num">696</td> - </tr> -</table> - -<p class="center"> -<i>Fanti.</i> -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Jacomo da Tarsia</td> <td class="center">con fanti</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td>Alvise Novello</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Michiel da Spalato</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Pauliza da Catharo</td> <td class="center">»</td> <td class="num">75</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td class="center">Summa fanti</td> <td class="num">425</td> - </tr> -</table> - -<p class="center"> -<i>A Zervia.</i> -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Collela greco</td> <td class="center">con fanti</td> <td class="num">60</td> - </tr> - <tr> - <td>Vielmo da Cologna</td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> -</table> - -<p> -Ma Venitiani in questo tempo era in grandissima reputatione, -<i>adeo</i> ogni giorno quasi vi andava in Collegio da la Signoria a la -audientia el legato dil Papa, oratori di Franza, di Napoli, di Milan, -di Fiorenza, di Ferrara, di Mantoa et di Rimano. Questo perchè nostri -voleva star in paxe et esser amici di ogn'uno, ma a la fine non -poteno star, et el sig. Pandolpho Malatesta di Rimano, che fo fio dil -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -magnifico Ruberto che a Roma morite nostro capitano zeneral et -confalonier di la Chiesia, da poi rotto et fugato dil 1482 el Duca di -Calavria <i>nunc</i> Re di Napoli, vedendo queste novità et li campi aproximarse -apresso il suo Stato, acciò non patisca qualche danno dimandò -alla Signoria come sua tutrice instituida dal padre, et <i>etiam</i> -era a suo soldo, havea 400 cavalli, che li volesse mandar uno proveditor -apresso di lui. Et cussì per el Conseglio di X adi 14 Avosto -fu mandato Zorzi Emo fo di Zuane cavalier, fu assà in la ferrarese -guerra nominato, el qual <i>statim</i> partito, stette in Rimano fino adi -20 Novembrio, che li campi lì da presso fonno disciolti et mandati -per la invernata, zoè quei di Milano alle stanzie, et Franzesi conzonti -con la Maiestà di loro Re quando si aproximò in Toscana, come scriverò -di sotto. Et adi 2 Avosto nel consiglio di Pregadi, in loco degli -ambassadori erano stati il suo tempo et chiedevano licentia, fonno -creati ambassador a Roma Hyeronimo Donato dottor, el qual a -Innocentio vi fue, ma poi creato Avogador di Comun renontiò tal -legatione; a Napoli Zaccaria Contarini cavalier, el qual succedendo -queste guerre non fu mandato, et Paulo Trivixan restoe; et a Milan -fu eletto Hyeronimo Lion cavalier, el qual pur da poi gran tempo fu -mandato, come tutto dirò di sotto. -</p> - -<p> -A Roma, domente tal cose in diverse parti si fanno, Alexandro -pontifice havendo le sue zente attorno Hostia fatto alcuni patti di -promissione di danari a quelli custodi che erano dentro, quella have -al principio di Zugno in suo poter; et intrato il legato dentro, vi -messe presidio per nome di la Chiesia, la qual nuova fu molto cattiva -al Re di Franza, però che quasi in Hostia consisteva ogni sua -vittoria per l'intrar in reame, et far che il Papa se aderisse alla sua -voluntà. Ma el Pontifice, intendendo questa certa venuta dil Re, fatto -molti concistorii, deliberono al tutto non abandonar re Alphonso. Et -cussì <i>continue</i> exortava Paulo Pixani cavalier ambassador de Venitiani -che ivi a Sua Beatitudine era, dicendo volesse scriver a la Signoria -che insieme con lui et Fiorentini volesseno esser contra el -Re di Franza, acciò non si veda tanta ruina in Italia, et che Franzesi -venga ad habitar nel reame di Napoli; la qual cosa mai per Venitiani -non fo voluto far, per haver terminato non se impazar se -non a meter paxe et benivolentia fra le parte. Et pur dolendosi de -li cardinali, <i>maxime</i> dil cardinal Ascanio vice canzelier, el qual col -cardinal di s. Severino<a class="tag" id="tag101" href="#note101">[101]</a> et cardinal di Lonà nuovamente creato a -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -requisitione di detto Ascanio<a class="tag" id="tag102" href="#note102">[102]</a>, erano, come ho scritto, ussiti di -Roma et venuti a Nepi, terra di esso Ascanio per soi beneficii, et -volevano questi seguir el Re di Franza, <i>etiam</i> el sig. Prospero e Fabricio -Colonna fratelli assoldati col Re di Franza havevano soldato -gran zente. Questi Colonnesi sono di primi di Roma, i quali insieme -con Savelli sempre sono stati nemici degli Orsini et di quei di Santa -Crose. Adoncha queste è do grandissime parte in Roma, Colonna -et Orsina, et spesso tra loro fanno gran rumori. A hora Colonnesi è -con Franza, et Orsini con il re Alphonso; et per consequente il Papa -in Roma molto exaltoe la parte Orsina preditta. Or questi Colonna -ha molti castelli di là dal Tevere verso il reame, et Orsini di -qua. Et adunate le zente, si puol dir ivi esser uno campo de Franzesi, -et scorsizavano fino su le porte di Roma, facendo molti danni, -non lassando per terra intrar vittuarie in Roma. Ma el Pontifice in -consistoro a la fin d'Avosto fece uno editto, che tutti quelli havevano -beneficii in corte di Roma, o cardinali o sia chi se voglia, dovesseno -venir a Roma in termene di uno mexe, et ivi habitar, quelli -si ritrovava vicini, et li altri più lontani in mexi tre, quelli veramente -che era fuora de Italia in mesi 6, <i>alioquin</i> li cardinali fusse -privi di cappelli et altri di le intrade, sotto pena a li signori li impedivano -di esser excomunicati. Et questa Bolla fo messa a s. Piero -et a s. Joanne: <i>tamen</i> non si have copia. Questo fece acciò el cardinal -Ascanio et s. Piero <i>in Vincula</i> con altri cardinali ritornasseno a -Roma; per el qual editto, molti prelati vi andono et cardinali, excetto -Ascanio et San Piero <i>in Vincula</i>, che non volseno obedir al -Pontifice, dicendo non era <i>juridice</i> creato, et che lo volevano dismetter. -Ancora Zuan Battista Zeno veneto patricio, cardinal de Santa -Maria in Portego, el qual in principio di queste novità venne a Venetia, -<i>demum</i> a Vicenza al suo episcopato andò, et hora a la Badia di -s. Zen di Verona, et hora a la Badia di Carrara in Padoa habitava; et -benchè el Papa fusse più volte chiamato a Roma, perchè era ricchissimo -Cardinal, et havea grande intrata, <i>tamen</i> si excusoe che laborava -di podagre, però che si faceva portar, et che pregava Sua Beatitudine -el volesse prima lassar sanar; et mai a Roma vi volse andar. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -</p> - -<h3 id="lib1-5"><i>El successo di l'armada dil re Alphonso.</i></h3> - -<p> -L'armada dil re Alphonso adì 5 Luio zonse al porto di Livorno -de Fiorentini, et adì 16 fè vela et andoe a Portovenere, la qual armada -era galie 35, computà 7 per forza, di le qual ne son cinque di -Franzin Pastor corsaro, che fu quello soccorse Rodi a tempo de' Turchi, -e 2 dil Re, su una è il suo capitano don Fedrigo. Le altre 28 -tutte voluntarie. Nave 18 di gabia, di le qual 4, zoè le mazor, da poi -andò verso Cicilia per expugnar do nave grosse de Zenoesi, carge di -grano. Or questa armada zonta lì a Portovenere, per el cardinal di -Zenoa et Obietto dal Fiesco erano su ditta armada fu mandato a richieder -tre homeni di quel luogo, che li venisseno a parlar. Li quali -venuti, exortorno li volesse dar la terra nè aspettar battaglia, perchè -erano de li soi Zenoesi, e non obstante li resposeno ditto loco -voleva tenir a requisition de san Zorzi. Et non li zovando parole -dolce, veneno a menaze. Ditti tre dubitando, fense di voler consultar -con quelli di la terra, et la mattina torneria a darli risposta. Ma la -notte si messeno in ordine, et la mattina li feceno intender con -bombarde si levasseno de lì. El capetanio don Fedrigo, el Cardinal -et Obietto con quasi tutti di l'armada dismontoe in terra, et dette -la battaglia al loco per spacio di hore 3: non potendo expugnar la -terra se tirorno a drieto, lassando molti morti et altri feriti. Poi el dì -sequente ritornò a Livorno, dove stette fin Avosto. Su la ditta armada -era zerca fanti 4800, dei quali erano fuziti fin 10 Avosto, chi -per viltà, chi per non comportarli il mar, da 600 in suso; <i>unde</i> el -capitano feva ivi fanti per le terre de' Fiorentini, eccetto in Fiorenza, -et li devano ducati 6 et 8 per paga secondo li homeni, ma con -fatica trovava. El Cardinal et Obietto stava in terra, et el Cardinal -li venne una febbre terzanella, et attendevano a metter confusion -in Zenoa, et do galie <i>continue</i> stava verso Zenoa a sopraveder per -guardia. Fiorentini attendevano a fornir Livorno et Pisa et li lochi -marittimi di fanterie. Et Cicogna contestabile andò a custodia di -Pisa. Et volendo la ditta armada bombardar Portovenere, Zuan -Adorno fradello di Augustin Adorno governador di Zenoa, insieme -con el sig. Antonio Maria di Sanseverino con assà provisionati, vi -andò contra, <i>unde</i> li fanti di la ditta armada erano smontati, se tirorno -in armada, et andorno al porto di Livorno, come ho scritto di -sopra. Et poi parte di le nave andorno chi per Corsica et chi per Cicilia -per assoldar zente, <i>ita</i> che restò che adi 20 Avosto era <i>solum</i> -12 nave di cheba; et in la ditta armada molti si amalava, et a uno -tempo più di 600 ne era de infermi, molti morti et molti feriti. Et -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -a Fiorenza per augumentar ditta armada fu fatto 700 fanti, capo -Pereto corso, et mandati su ditta armada, et poi adì 8 Settembrio -accadette alcune cose fatte per el Cardinal et Obietto dal Fiesco, -qual al loco suo sarà scritto, servando l'ordine di tempi. -</p> - -<h3 id="lib1-6"><i>Seguito di l'armada di Zenoa.</i></h3> - -<p> -Essendo l'armada fabricata a Zenoa in ordine di galie 25, galioni -13, nave 12, il resto barze fin al numero di 60 vele, et zonta -l'armada dil Re di Franza fatta in Provenza a Monaco, <i>demum</i> adi -29 Luio intrata in porto di Zenoa, che era vele 12, et zontovi il -Duca di Orliens, el qual però era ritornato in Aste, come scriverò -di sotto, ditta armada ussite in poco tempo tre volte di Zenoa. La -prima vedendo era a Livorno quella Aragonese, adi 17 Avosto ussite -et andoe a Portovenere, ma dubitando di l'armada nemica, se tiroe -in Zenoa. <i>Demum</i> un'altra volta adi 28 ditto la ussite, et andò -a Santa Maria. Poi la terza volta fu adi 16 Settembrio che l'andò a -Hostia nel Tevere, benissimo in ordine, et quella dil Re era zà tirata -verso Napoli et Gaeta, et questa comenzoe a prosperar. Questa -armada, acciò el tutto se intendi, havea le bandiere dil Re di Franza, -et era capitanio....... -</p> - -<h3 id="lib1-7"><i>Successo di cose seguide in Romagna per li do campi -erano dil mexe di Avosto 1494.</i></h3> - -<p> -Tutta Romagna era in confusion per li campi che ivi si ridusevano. -Et adi 4 Avosto madona di Forlì fè uno comandamento che -tutti chi havea biave et altre robe fuora a la campagna, quelle subito -dovesse tirar in Forlì o altri lochi securi, et quelli non poteva, -dovesse condur su quel di la Signoria di Venetia. Ancora a Cesena -tutti reduseva i lor mobeli a le fortezze, et Forliviensi, Faventini et -Imolesi e terre dil Duca di Ferrara con gran furia adi 6 Avosto reduceano -lor robe a le fortezze: Lugo et Bagnacavallo dil Duca di -Ferrara fece conzar li arzeri et steccati. Et anche a Ravenna havendo -Andrea da Lezzo precepto de la Signoria che dovesse far condur, -senza però strepito et con desterità, in la terra tutti li grani dil -paese, acciò venendo li campi non facesse qualche danno, et cussì -adi 12 Avosto fece; et <i>etiam</i> li fu commesso che a tutti do li exerciti -dovesse lassar dar renfrescamenti, perchè Venetiani erano neutrali. -</p> - -<p> -Adi 3 Avosto el conte di Pitigliano era a la Bastia sotto Assisi, -con zerca squadre 25 in 30, dove era el Duca di Calavria et Zuan -Jacomo di Traulzi, et scrisseno a Città di Castello che adi 4 del presente -doveano esser sotto Monton et la Fratta sul fiume dil Tevere, -et poi adi 5 venir tra Città di Castello; Borgo e Citerna, <i>demum</i> venir -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -in Romagna. <i>Tamen</i> aspettavano el Duca d'Urbin, el qual summamente -desideravano venisse con loro. -</p> - -<p> -Adi 4 el magnifico Piero di Medici fiorentino fue a disnar a Laterina -distante da Rezzo (<i>Arezzo</i>) mia 12 con cavalli 60, et alcuni -a piedi andava a Rezzo per andar a visitar el Duca di Calavria, offerirse -et presentarli; et adi 5 doveano trovarlo tra Castello, Citerna -et Borgo mia 16 luntan da Rezzo: et poi esso Duca veniva di -longo a Santo Archanzolo et Savignano, lochi sottoposti a Cesena. -</p> - -<p> -Adi 8 zonse a Ravenna madona Malgarita, moglie del sig. Fracasso -da Sanseverino, si partì da Jesi et andoe a Cremona; et in -questo zorno a Ravenna se intese le zente aragonese haver passate -le Alpe, et arrivate a Ronco, distante da Santo Archanzolo mia 30, -et cussì fo svisato la Signoria dal Pretor di Ravenna, el qual era -molto vigilantissimo in notificar el tutto a quella. -</p> - -<p> -Adi 12 el duca Guido de Urbin zonse su el fiume dil Savio con -le sue zente in aiuto dil Duca di Calavria, et ivi aspettoe ditto Duca; -et adi 11, 20 squadre del Pontifice et regie zonse su quel di -Santo Archanzolo, et come per exploratori se intese el Duca di Calavria -preditto, el conte di Pitigliano et Piero di Medici erano insieme -in campo al Borgo San Sepolcro et ivi alozati, et li saccomani -andava saccomanando a s. Stephano et la Pieve, et saccomanava X -in XII mia, et el sig. Virginio Orsini si aspetoe primo verso Cesena. -</p> - -<p> -Adi 14 zonse al campo preditto sotto lo Pene de Bari (<i>Penna -Billi</i>), distanti da Cesena mia 30, el Duca di Urbin era con squadre -4, el conte di Pitigliano con squadre 8, Zuan Jacomo di Triulzi con -squadre 6, Zuan et Luca Savello con squadre 4, et oltra queste 22 -squadre, era zerca 400 cavalli lizieri, tra balestrieri et saettari (<i>saettieri</i>) -et alcuni fanti; si aspettava squadre 10 dil Duca di Urbin, et -squadre 4 dil fio dil signor da Camarin, squadre 4 dil sig. Virginio -Orsini et 6 di la Chiesia: in tutto ditto campo dovea esser squadre -46, et de Fiorentini ancora non era venuto zente alcuna. Era in -campo el magnifico Ottavian barba dil Duca di Urbin, el qual un -tempo da poi la morte dil fradello governava quel Stado di Urbino. -Et ditto campo dovea adi 15 venir a Veruchio mia X luntan dove -era, et el zorno driedo a Savignano mia X luntan di Cesena. Et el -cardinal San Zorzi era venuto in campo; questo perchè sperava <i>iterum</i> -dar un'altra battaglia di exortatione a Madona di Forlì et haverla -a le sue voglie, acciò il campo havesse comodi alozamenti et -vittuarie, et cussì con ditta Madona et il suo Jacomo favorito si -praticava la si accordasse con la Chiesia, Re et Fiorentini: <i>tamen</i> el -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -campo preditto, nel qual era pur penuria di denari, ma ben governado -et con gran justitia, venuto a Veruchio, poi al ponte de la Petra -distante da Cesena mia 5, et cussì adi 18 zonse in ditto loco, dove -dovevano far la massa dil resto di le zente. -</p> - -<p> -Adi 18 zonto el campo al ponte de la Petra, non havendo cussì -acque comode come era il loro bisogno, era disposti di venir a camparsi -sul Savio più sul ditto territorio; et adi 17 el conte di Pitigliano -andò a Rimano con cavalli 40, a visitation del sig. Pandolpho -era ammalato: et adi 15 sua moglie, ch'è figliola del magnifico -Joanne Bentivoi, andò a le Pene de Bari (<i>Penna Billi</i>) a visitar el -Duca di Calavria et offerirli il Stado, et li havea mandato un bellissimo -presente. Et adi ditto zonse lì a Rimano Zorzi Emo proveditor, -mandato ivi per la Signoria di Venetia, come ho ditto. El campo -pur stava vicino a Cesena, et aspettava squadre 8 di Urbino col -marchese di Pescara, conte Guido di Gonzaga computà nelle 8 squadre -dil conte di Pitigliano, et el sig. da Camarin con altre 8; ancora -aspettavano el sig. di Piombino. Et se divulgava ditto campo si fermerebbe -tra Bertinoro et Forlimpuovolo terra di Forlì. Li soldati -fin qui non havia habuto danari da poi la prestanza, se non ducati -do per homo d'arme: et è da saper che Zuan Jacomo di Traulzi havea -in casa con lui uno stendardo, con le insegne dil Duca de Milan -genero dil re Alphonso. -</p> - -<p> -Adi 19 el preditto campo, zoè el Duca de Calavria, terminoe far -3000 fanti. <i>Tamen</i> fin questo zorno non havea fatto se non 300, con -ducati 3 per uno. Et adi 20 se doveano partir per venir sul Savio. -Adi 20 su la piazza de Lugo se ritrovoe un nuntio dil Duca di Orliens -per far 1000 fanti, con mandato dil sig. Ludovico et Duca de Ferrara, -i quali vol farli su quel de Lugo, Bagnacavallo et Cotignola. -Et è da saper che a Ferrara a un tempo fu assoldato per Franza et -re Alphonso. -</p> - -<p> -A Fiorenza se ritrovava mons. lo Presidente de Provenza, ambassador -dil Re di Franza et uno dil Duca di Milan, i quali adi 20 -ditto partino et andono a Zenoa, dove era zonto el Prencipe de Salerno -con alcuni altri franzesi. -</p> - -<p> -El campo duchesco di squadre 40 fanti 1500, capitano el conte -di Caiazzo, adi 18 Avosto era, come per lettere di Milan se intese, -tra Bologna et Modena, nel qual era lanze 600 franzese, et adi 22 -venne sul fiume di Panaro, mia 16 luntan da Bologna pur sul Bolognese, -come per lettere di Ravenna se intese. -</p> - -<p> -Adi 23, squadre 8 dil Duca d'Urbin zonte in campo fè la mostra -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -bellissima: et questi conduttieri le guidavano: conte Antonio -di Castazola et conte Antonio fradello di esso Duca. -</p> - -<p> -Adi 25 el conte di Pitigliano venne sul fiume dil Savio a San -Martino territorio cesenatico, mia do luntan era el campo, per veder -si era bon alozamento, et non si ossava muover ditto campo, perchè -non intendeva ancora la ferma voluntà di Forlì. -</p> - -<p> -Adi 26 el campo duchesco, sta notte allozato fra Cantaloro, territorio -imolese, et Castelgelfo (<i>Castelguelfo</i>), territorio bolognese, et -adi 27 si dovea mover et venir a San Prospero, pur su quel de Imola. -Poi adi 28 a Villafranca, ch'è su quel di Forlì. Adoncha li campi -al presente sono vicini mia 40, et quando el regio sarà sul Savio et -el duchesco sul fiume dil Monton a Villafranca, saranno distanti solamente -mia X et non più. -</p> - -<p> -Adi 27 madona di Forlì mandoe bando, che chi si voleva condur -a suo soldo, sì da piè come da cavallo, dovesseno andar lì a farsi -scriver et pigliar danari. El campo duchesco corse su quel de Imola, -fece alcuni presoni, per caxon non potevano haver vittuarie. El campo -regio ancora non era mosso, steva su pratiche o di andar a San -Martino sul Savio, o vero al fiume di l'acqua appresso Bertinoro, -aspettando zente et favor di Forlì, come sperava di haver. -</p> - -<p> -Adi 29 el campo duchesco si dovea levar dal fiume di Castelgelfo, -et venir più avanti, et allozar a Madrera sul fiume di Lamon -su quel di Bagnacavallo, contermina col territorio di Ravenna et di -Faenza; et non essendo d'accordo con Forlì, come speravano di esser -per li secretarii mandati lì per el sig. Ludovico, erano terminati venir -accamparsi più basso al Barzarin o vero Traversera pur su ditto -fiume su quel di Bagnacavallo, con proposito de andar verso el campo -regio. Et fo fatto in ditto campo uno editto, non andasse su quel -de Imola a far danno, sotto pena di la forca. Et adi 28 da sera, in -quello la brigata andava saccomanando, el sig. Zuan Savello con -alcune zente corse al campo duchesco, et prese alcuni cavalli, non -offendendo però alcun de Imola. Et adi 29 el campo regio dovea levarsi, -et andar verso Bertinoro, come ho scritto di sopra. -</p> - -<p> -Adi ditto, Bortholomio di Odasii secretario dil Duca di Urbino, -venne a Ravenna, notificoe el campo era pur al ponte di la Petra, -et era venuto danari al Duca di Calavria per far fanti et balestrieri -a piedi, et che a Urbin ne era preparati 1500, zoè 500 balestrieri, -el resto lanzeroli. Aspettavano le zente dil Papa et de Fiorentini, poi -si dovevano redur verso Bertinoro sul fiume di Roncon (<i>Ronco</i>); et -madona di Forlì li dava bone parole ma non conclusione. Et questa -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -mattina zonse in campo do squadre di quelle dil Duca di Calavria, -benissimo in ordine. -</p> - -<p> -Adoncha li campi preditti, el regio era ivi, et el duchesco sul -fiume di Castelgelfo, aspettando le zente franzese: di le qual, parte -era venute con mandato dil sig. Ludovico di quello havesse a far, et -<i>continue</i> si andava ingrossando. -</p> - -<h3 id="lib1-8"><i>Partita dil Re di Franza da Lion per fino a Susa -di qua da monti.</i></h3> - -<p> -El Re di Franza havendo zà mandà assà soe zente di qua da -monti; lassato el duca di Borbon suo cognado con la moglie sua -sorella, al quale commesse il governo dil regno; et da lui tolto licentia, -esso Duca ritornoe a Molina (<i>Moulins</i>), terra in Borbon trenta -lighe luntan da Lion, dove ivi sta con la sua corte. Ma el Re insieme -con la moglie adi 24 Luio parti da Lion et venne a Vienna, -dove a la campagna a cavallo tolse licenza da la Raina, la qual ritornoe -in Ambosie a starvi, havendo recomandato el Roy ad alcuni -soi, et datoli certe donne fidatissime, le qual li facesse el suo manzar, -lavasse i panni, et li facesse altre cose necessarie. Et el Re poi -venne a Garnoboli (<i>Grenoble</i>), <i>demum</i> a nostra Donna Dambrum -(<i>Embrun</i>), et gionse a la fin de Avosto a Mongenevre loco dil Dolfinà, -dove passò li monti et venne a Susa. El successo poi de soa -Maestà più avanti sarà scritto. -</p> - -<p> -Ma el Duca di Orliens essendo stato a Zenoa, ritornò adi 6 Avosto -in Alexandria di la Paia per andar in Aste, et ritornoe con questi -6: mons. di Foys (<i>Foix</i>), mons. de Piennes, mons. de Obegni -(<i>Aubigny</i>), mons. lo gran scudier, mons. de Sations (<i>Châtillon</i>), mons. -de Luxemburgo, con li quali consultava, et poi ritornoe in Aste. Ma -un'altra fiata ritornoe a Zenoa, come dirò de sotto, et mons. de Obegni -venuto a Milan andoe adi... Avosto in Parmesana, dove era -adunati li campi per governo di quella zente franzese. Et el Re di -Franza in questo mexe di Avosto mandò avanti la sua persona in -Aste el cardinal San Piero <i>in Vincula</i>, el qual era andato a trovarlo, -et mons. di Beucher, molto volonterosi a questa impresa. Et adi -16 Avosto el Duca di Orliens stato in Aste ritornoe a Zenoa per esser -su l'armada, dove era preparada una nave grandissima, di botte -4000, chiamata la <i>Negrona</i>, per la sua persona, ma poco vi stette, -che zonto el Re in Aste, dove si ammalò, esso Duca ritornoe in Aste -et li venne la febbre quartana, et convenne star lì fino el Re acquistò -el reame. -</p> - -<p> -A Milan fu fatto el principio di Avosto per Franzesi 100 artegliarie -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -a modo serpentine, messe sopra di carrette tirate da uno solo -cavallo per mandar in campo in Parmesana. Et adi 13 el conte Alexandro -fiol natural fu dil duca Galeazzo, di anni 30, el qual era -confinato in Parmesana za anni do per la inimicitia havea con el -sig. Galeazzo di San Severino, questo a hora fuzite, et andò in campo -dil re Alphonso, al qual el Duca di Calavria li dette 200 elmetti -et 100 cavalli lezieri. Et adi 19 pur dil mexe di Avosto, appropinquandosi -el Re in Italia, el sig. Galeazzo preditto si partì da Vegevene, -dove era el sig. Ludovico, per andarli contro: ma a Milan -variamente si parlava, nè se intendeva la conclusion di questa guerra. -<i>Unde</i> era sorto un motto: <i>El non è ni savio ni matto che intendi -la guerra dil nonantaquattro</i>. Et cussì <i>etiam</i> a Venetia variamente -si parlava, nè sapevano quello seguiria, per le varietà di le cose et -di campi vicini uno dil altro, et <i>tamen</i> non erano a le mane. -</p> - -<p> -A Roma, Colonnesi con li altri seguazi di la sua parte et el -cardinal Ascanio molto dannizava et faceva grande exercito, perchè -pur era l'exercito dil re Alphonso ivi vicino, et dovea andar a campo -a 25 di Avosto a Frascato, Grottaferrata et Marino. Et l'ambassador -di Franza fuzite di Roma, et venne a Neptuno, castello de -Colonnesi, dubitando el Pontifice non lo avesse fatto retegnir, però -che 'l Papa fece un editto, che tutti li prelati franzesi et altri di quella -natione gallica in termene XV zorni dovesseno andar a loro patria. -Ma Colonnesi accampatisi a Hostia, quella adi 8 Settembrio -have, perchè era mal custodita; et intrati dentro levono le insegne -dil Re di Franza, ne la qual vi volse star el sig. Fabricio Colonna -in persona, et quella attese a fortificar havendo con lui fidatissime -persone. Et questo fo un gran danno a Romani, però che non lassava -intrar vittuarie per la bocca dil Tevere in Roma. Et fu molto -al proposito dil Re di Franza, et cattivissima nova al re Alphonso. -</p> - -<h3 id="lib1-9"><i>Successo di cose seguite in li campi di Romagna -dil mese di Settembrio 1494.</i></h3> - -<p> -Zà comenzava a far cattivi tempi, et il campo duchesco <i>continue</i>, -come scrissi di sopra, si andava ingrossando di franzesi, et -adi 1 Settembrio zonse nel campo regio el fiol natural fo del duca -Galeazzo, venuto da la banda di qua, et fuzito di Milan, come è -scritto di sopra. -</p> - -<p> -Adi 2 Settembrio zonse sora el porto Cesenatico tre navigli da -100 fin a 200 botte, cargi di orzi et formenti, veniva di la Puia, et -artegliarie per bisogno dil campo regio. Madona di Forlì pur non -si lassava intender. Vi andoe uno ambassador dil Papa et uno dil -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -Duca di Calavria, et ancora vi era lì uno dil Duca di Milan, et la -ditta voleva far 1000 fanti, <i>tamen</i> fin qui non assoldoe se non 70, -i quali spazoe per Imola sotto Anzolo Latio da Forlì: et non dava -vittuarie ad alcuno de li campi: mandoe uno suo ambassador al sig. -Ludovico, chiamato Antonio Boldraccano, <i>tamen</i> li cittadini, per dubito -di vasto, la exortoe ad aderirse al Stado de Milan, et cussì -stava in tal pratiche. -</p> - -<p> -Adi 3 fu ordinà per la Signoria Andrea da Lezze podestà et capitano -di Ravenna dovesse far la mostra di Jacomo di Tarsia de le -so page cressute (ne have prima lì 50), et sollicitar la fabbrica di le -mura comenzate per Hieronymo Donato dottor predecessor suo, et -mandasse dal conte Carlo di Pian de Melleto, era a li soi castelli, -dovesse venir in Ravenna. Et cussì mandoe Piero Grosso cavalier -cittadin di Ravenna al ditto conte Carlo, acciò vi venisse subito con -li soi homeni d'arme et balestrieri a cavallo; el qual zonse adi 5 -ditto, et adi 11 ditto conte Carlo si levoe et venne a Rimano, <i>demum</i> -in Ravenna, et alozoe in cittadella. -</p> - -<p> -Adi 4 li campi non erano ancora mossi, ma nel campo regio -zonse X squadre dil Duca di Gandia fio dil Papa, governador. El sig. -di Piombino per non esser in queste parte de Italia, se aspettava el -sig. Zuanne di Pesaro, fo fiol del sig. Costanzo et zenero dil Pontifice, -con squadre 6. Et adi ditto, questo campo si dovea levar et venir -sotto Bertinoro, et lì fortificarse sì de repari come de artegliarie. -Adi 3 el conte di Caiazzo, capitano dil campo duchesco, venne a -Madrera sopra il fiume di Lamon, territorio di Faenza, et al Barzarin -pur su ditto fiume, per deliberar pur de venir col campo o ivi -o pur in altro luogo. Et in questo zorno, in ditto campo duchesco fo -bandito la guerra fra el Re di Franza et soi adherenti contra el re -Alphonso di Aragona; azonto che alcun italiano sotto pena di la -forca non ardisca devedare a Franzesi strame ni altra cosa che volesseno -per uso suo. -</p> - -<p> -Adi 5 el campo regio venne sul fiume di Ronco appresso a Bertinoro, -era squadre 55, computà 4 di Annibal Bentivoi, fiol dil magnifico -Joanne, el qual per nome de Fiorentini si aspettava. Et -anche se ne aspetta altre 5, oltra li balestrieri et stradioti a cavallo: -fanti a piedi, computà balestrieri 600 dil paese et di Urbin, zerca -1500. Et el zorno driedo dovea andar a Villafranca, territorio forlivense, -dove ditto exercito sarà poi serrato tra doi fiumi dinanzi et -da driedo; zoè quello dil Ronco et quello dil Monton, et saranno -sicuri. Ancora è da saper che con el re Alphonso a la fin de Avosto -<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> -si accordoe Zuane di Gonzaga fratello dil Marchexe di Mantoa, al -qual si dette 50 homeni d'arme et ducati 1000 di provision a l'anno. -Et, habuto danari, se metterà in ordine. -</p> - -<p> -El campo duchesco, nel qual era el sig. Rodolpho di Gonzaga -barba dil Marchexe di Mantoa soldato de Milan, el sig. Galeotto de -la Mirandola, conte Borella, Scaramuzza, Visconte et altri conduttieri, -steva pur dove era alozato sul fiume di Castelgelfo: et al presente -mandoe a sopraveder li allozzamenti di S. Prospero et di Bubano. -</p> - -<p> -Adi 6 madona di Forlì faceva fanti per mandar a Imola, ma -molti fuzivano, et fece adì 3 ditto una crida, che chi voleva portar -vittuaria nel campo regio potesse portar a suo piacer. Et el suo Jacomo -zenoese era stato a Imola, et essa madona ha habuto di la -liga ducati 12 milia et 6000 de promission. Et el Pontifice li promette, -essendo con loro, di far el fio cardinal et conservarli il Stado; -mantenirli il grano al pretio di bolognini 23 la corba per anni -3: la qual corba è di mesura stera uno de lì. -</p> - -<p> -Et el campo regio venne adi 6 ditto ad allozar a Villafranca -sul fiume Monton, territorio di Forlì, luntan mia 8 da Forlì et 7 -da Faenza: fece le spianate poi per andar in la cerchia verso Faenza, -vicino a Imola, per dar favor alla ditta terra, acciò el campo duchesco -non la dannizasse. Et in questo medemo zorno essendo fuora -alla campagna, su quel di Faenza a presso Russi, alcuni balestrieri -et saccomanni dil campo duchesco per tuor strame et far prede, el -sig. Zuanne Savello nominato di sopra fo a le man con loro, ne prese -4 balestrieri dil conte di Caiazzo: <i>tamen</i> nemici conduseno la -preda, che fo certi bestiami. Et ogni zorno scaramuzzaveno insieme -ditti campi. Ma el campo regio, a hora che have le spalle di Forlì, -Faenza et Imola, si fece molto audaci, et deliberorno di far forzo di -partesani et farse più avanti. -</p> - -<p> -Adi 7 ditto campo regio si levò di Villafranca, et mandoe li carriazi -per la via di la Cosina va a Samoggia, et fo questa mattina, et -andati a la Bonegaliga (<i>Brisighella?</i>) passato lo fiume di Lamon, -et andato al Campo di le mosche, dove <i>alias</i> allozoe Bortholomio Coglion, -memoratissimo capitano in Italia, et <i>maxime</i> di la Signoria di -Venetia; la memoria dil qual fue a Venetia in campo di san Zuanne -Polo operà et novamente ivi posta: or questo loco di Campo di le -mosche è sul fiume di Senio fra Faenza, Salarolo et Castel bolognese; -et poi subito si levò de lì. -</p> - -<p> -Adi 8 essendo mosso el ditto campo, el duchesco <i>etiam</i> venne -a la Frascada, et in questa mattina si levoe et andoe per il fossà di -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -Ziniul per la riva dil Po, fino al fiume dil Panaro, per precluder la -via al campo regio che non passasse oltra et andasse a farsi forte -sul Modenese. -</p> - -<p> -Et el campo regio <i>etiam</i> si dovea levar, per andar in Parmesana: -et l'uno et l'altro campo celerar il cammino; el duchesco -havea la via più longa et cattiva, ma lo regio più breve et expedita, -essendo Bologna con loro, come si divulgava fusse: <i>tamen</i> non era -il vero. -</p> - -<p> -Adi 9 el campo regio, deliberato di andar a trovar el duchesco, -vedendosi potente più di quello, fece comandamento uno homo per -casa di Imola, Faenza, Valle di Lamon et Forlì et per quelli territorii: -et adi ditto venne ad Onegalia (?). Ma el campo duchesco se -distese da cà di Lugo fino a Po, in quelle case di Troti; per la qual -cosa, essendo in loco sicuro, el campo regio non potè venirlo a trovar. -Et la movesta dil ditto campo duchesco fu per do respeti. El -primo, perchè era voler dil Re di Franza et comandamento dil sig. -Ludovico non si dovesse appizzar, nè far fatto d'arme, ma redursi -in lochi forti, fino non seranno venute le zente dovevano esser, zoè -squadre 40 italiane et 50 lanze franzese: la seconda perchè el regio -era superior di fanteria, et poteva haver favor de li convecini: et -però ditto campo si messe ivi fra Lugo et Po, et in quelli lochi vicini -stetteno, zoè la Massa et Santa Agata, lochi forti in valle. -</p> - -<p> -Adi 10 havendo ducheschi mandà a Bologna per haver passo, -quelli resposeno non voler esser damnificadi, come era stadi per el -passar di zente preditte nel principio. -</p> - -<p> -Et andati cavalli 40 de franzesi verso la Massa a sopraveder, -venendo el conte Antonio di Urbin fratello dil Duca con cavalli 80 -verso Cantalovo (<i>Cantalupo</i>) territorio imolese, pur per sopra veder, -havendose visti fonno a le man; fo morti 7 et presi 3 di quei dil -ditto conte, et condutti li cavalli nel campo loro: et de franzesi fo -morti 2; et questo fo adi 9. El campo regio era sotto Imola, fra el -fiume et Imola, dove si attrovoe Jacomo preditto, favorito di Madona. -</p> - -<p> -Essendo stà tolto per Franzesi uno paro di bue con il carro a -uno cittadino di Ravenna, subito Andrea da Lezze pretor scrisse al -conte Caiazzo, et mandoe uno messo pregando volesse far restituir, -perchè la Signoria voleva li soi pascoli non havesse danno, non havendo -guerra ma bona paxe; et lo fece restituir. Et li scrisse, la qual -lettera mandoe per uno trombetta, come esso Podestà vogli alcuni -cavalli et muli fonno tolti nel levar dil campo, et comprati da uno -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -di Val di Lamon, l'altro di uno saccoman regio, da quelli di Ravenna, -farli restituir: et cussì fonno pagati per non haver causa di far -movesta di danari di la Signoria. -</p> - -<p> -Adi 10 da mattina el campo duchesco si mosse da la Frascada, -zoè balestrier franzesi in gran quantità in uno squadron, poi franchi -arcieri et schioppettieri a cavallo in uno altro squadron; in -tutto zerca 800; poi squadre 20 italiane et el conte di Caiazzo: et -se drizzoe per la via verso la Massa con proposito de andar a trovar -el campo regio, et preseno le spie de Aragonesi; poi ritornono ditte -zente al sito (?) dil campo, al suo loco di la Frascada a le ca' di Troti -et nulla fece. -</p> - -<p> -Ma el campo regio adi ditto da mattina passò Imola, et andono -verso Castel san Piero sul Bolognese, et ivi si affermoe a canto a la -montagna de la Dozza sull'Imolese, mia 2 luntan de Imola: dove -andarà scriverò poi. -</p> - -<p> -Et adi 10 a hore zerca 15, a Mordano, Bubano et Bagnara, lochi -de Imola, fo sentito sonar campana martello; et questo fo per -fanti passavano de lì, et dubitaveno di haver danno. -</p> - -<p> -Adi 12 el campo aragonese, allozato sul fiume appresso Castel -san Piero mia uno, et per el comessario di quel luogo fu fatto prohibitione -che niun non ardisca di portar vittuarie sotto pena etc.; -<i>tamen</i> fo portà uno presente per li homeni di quel loco a Annibale -Bentivoi fiolo dil magnifico Joanne, di pane, vin et carne viva: et -tutta la notte precedente el Duca di Calavria con altri capitani et il -campo stetteno a cavallo per dubito de li nemici non li venissero a -saltar. Et in quella sera medema, zonse danari in campo, che molto -confortoe quella zente; et poi la mattina si levoe et venne ad allozar -al sopraditto loco, zoè squadre 62, oltra certi cavalli lezieri et -balestrieri; et mandoe alcuni balestrieri in Mordano per custodia di -fanterie; era zerca 4000 mal regulati; et il forzo paesani. Et adi -ditto passò di fuora via di Imola do squadre dil sig. di Pesaro, per -nome dil Papa andava in campo. -</p> - -<p> -El campo duchesco stava pur alla Frascada; et, zonte che siano -le zente i aspettano, erano terminati venir a la via di Concorda -al Bonden, et poi per la riva dil Po fino in campo. -</p> - -<p> -Bologna fin qui dimostrava neutrale; et adi 12 ditto Annibal -Bentivoi partì di campo, et andoe a Bologna per praticar accordo col -padre che quella terra regge et governa: in campo regio era pur -abbondanza di vittuarie, ma pochi danari: li fanti si partivano et -ancora qualche homo d'arme: et el parlamento et pratiche menava -<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> -esso Annibal Bentivoi col Duca di Calavria, che voleva suo fratello -protonotario fusse dal Pontifice creato cardinal, perchè si no Bologna -non era con loro ma gli era contra: et vittuarie per comun non -era portade in ditto campo, ma per private persone de ogni sorte. -Et a Bologna ogni notte si facea la guarda al palazzo et piazza per -li cittadini con il magnifico fiol dil magnifico Joanne protonotario, -zerca persone 1500: et a la casa di ditto magnifico Joanne Bentivoi -vi è a custodia 500. Et in la terra fece venir tutte le so zente -d'arme, et fanno la guarda a le mura la notte et a le porte. -</p> - -<p> -Adi 13 el campo duchesco era ove ho ditto di sopra, penurioso -de danari, excetto li Franzesi che pur ne havevano assà, et aspettavano -per Po un gran maistro di Guasconi a pè, et si dovea levar, et -venir a Villanova sul fiume de la Rafanara dil territorio di Bagnacavallo. -Et in questa notte fo tratte assà bombardelle et spingarde -in ditto campo, et fo per la rotta have Obietto dal Fiesco, la qual -di sotto sarà scritto: et aspettava assà numero de Franzesi a pè et a -cavallo, et artegliarie venivano per Po. <i>Unde</i> el campo si ristrense -per dar loco a quelli dovevano venir, et adi 12 zonse 90 homeni d'arme -franzesi, hanno principiato di far uno bastion sul fiume di Imola, -sul qual sono allozati dal cao di Lamon verso Lugo, a la custodia -dil qual messeno Nicolò Maria contestabile, con do bocche di -bombardelle discoverzea la strada va verso la Massa. Ma pur tutti -si lamentavano contra el conte Caiazzo, disendo non haver danari; -et el conte si doleva dil sig. Ludovico non li mandava li danari, acciò -desse le paghe, come era ragione; et poi ditto campo dovea andar -ad allozarsi a Cantalovo sul fiume appresso Imola mia 5, et andando -li campi sarieno distanti uno da l'altro <i>solum</i> mia zerca 7. -</p> - -<p> -Adi 14 el campo aragonese, nel qual zonse do zorni avanti 8 -squadre dil sig. da Pexaro per nome di la Chiesia, et do squadre di -Bajoni da Perosa, et si divulgava dovea venir nel ditto Francesco -Secco barba dil Marchese di Mantoa, el qual havea stipendio con -Fiorentini da poi che scampoe di Mantoa, et habitava a Pisa: et ancora -aspettavano Piero de Medici con danari. -</p> - -<p> -A Ravenna adi ditto zonse Paulo Davissi veniva dal Cardinal -San Piero in <i>Vincula</i>, andava a Sinigaja dal fradello dil ditto Cardinal, -prefetto di Roma, el qual in quello tempo havea compito la -condutta havea con Venitiani. Referite esser X giorni partiva da -Turin, dove havea lassato la Maestà dil Re di Franza. -</p> - -<p> -In questa notte a la Rocca dil porto Cesenatico fo applicate le -scale, et essendo per el baiar di cani svegliato el castellano, comenzò -<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> -a gridar; et quelli scalavano ditta Rocca fuzite, nè se intese chi -fusse. Fo visto cavalli 40 armati da la parte va verso Rimano; et -<i>tamen</i> poi se intese esser stà Achille di Tiberti nepote di Polidoro, -con alguni partesani, per esser di principali di Cesena; et questo feva -a requisition dil conte di Caiazzo per tuor la comodità che 'l soccorso -et vittuarie veniva per mar al campo regio, et <i>etiam</i> haria fatto -bon buttino di biave, sali et munitione, le quale erano stà condutte -in quella Rocca ne li preteriti zorni. -</p> - -<p> -Adi 15 el campo regio se reduse a Legnaro, loco incolfato in -una valle fra Dozza et Tussignano, distante da Imola do mia; loco -fortissimo da sè medemo, per haver per scudo Imola, et havea vittuarie -da Imola. -</p> - -<p> -Lo duchesco si redusse a Santa Agata, terra dil Duca di Ferrara, -et ivi si fortificoe con fossi, foraggi, sbarre alle strade verso -Imola, con artegliarie: et a li repari per più custodia allozava le -fanterie, e tutta la notte fece lavorar a li guastatori a lume di luna, -pagati a uno carlin per uno al zorno. Adoncha li campi sono distanti -mia 8; ma in questo ancora non era venuto danari, ma aspettavano. -</p> - -<p> -Adi 16 zonse in ditto campo duchesco a Santa Agata la squadra -di Fracasso, et fo fatte le spianate su la riva dil Po, a longo el -Polesene di San Zorzi, da la banda verso Imola. -</p> - -<p> -In questa mattina el conte de Caiazzo con uno squadron et balestrieri -a cavallo si partì dil campo, et andoe verso el campo aragonese. -Stette fora 4 hore, poi ritornò et a mezzo dil ditto campo si -levoe et andoe verso Po; et questo perchè dubitavano el campo aragonese -non venisse ad allozar a Mordano, pur loco de Imola, mia do -vicino al duchesco, et credevano esser a le mane. -</p> - -<p> -In questo zorno el campo aragonese, fatto di le fanterie tre -squadroni che sono il forzo, balestrieri multi con curazzina, il resto -lanzaruoli con curazzina tutti, pochi con targete, per numero zerca -3000; et fatto de tutte le zente d'arme squadroni 16, se avviono su -la campagna, et venne fino a presso el campo duchesco zerca uno -mio et mezzo. Et el Duca di Calavria con el primo squadron, con lo -elmetto in testa et la lanza su la cossa, con proposito al tutto di far -fatto d'arme. Ma vedendo che alcun non ussiva dil campo nemico, -mandoe alcuni balestrieri lizieri a invitarli fino mezzo mio a presso -el campo, et mai alcuno si appresentò. <i>Tamen</i> el campo duchesco si -messe in ordine, et tutto in arme et le fanterie a li repari. Ma el Duca -di Calavria, aspettato a la campagna per do hore, se ne tornoe a -<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> -Bubano, et li stette el campo tutto in arme fino fo allozato le fanterie. -Et fatti li allozzamenti per li saccomani, ivi si puose ad allozar, et -hanno per riparo el canal dil molino dinanzi, da l'altra parte el fiume, -et da driedo Imola. Et li campi sono distanti l'uno da l'altro -mia zerca do, et scaramuzeranno saccomanando insieme. -</p> - -<p> -Adi 17 el conte de Caiazzo condusse fuora dil suo campo 14 -squadroni, con li elmetti in testa et lanze, in una pradaria vicina al -campo, et messe sbarre do attorno li repari ben forniti de artegliarie, -et stetteno cussì. Si divulgoe Aragonesi era in arme, ma non -seguite altro. -</p> - -<p> -In questa mattina li saccomani ducheschi corse in su li confini -di la Signoria al loco di Santerno sul territorio di Ravenna, et alcuni...... -torse di strame. Ma inteso questo dal Podestà, scrisse -al conte di Caiazzo, et adi 18 li mandoe do cittadini di primi con -lettere credentiali in campo, lamentandosi di questo insulto. -</p> - -<p> -Adi 18, li campi heri stetteno in arme tutti do, da hore 16 fino -21, et per el Duca di Calavria fo mandato uno trombetta al conte di -Caiazzo, si voleva venir romper qualche lanza. Li fo risposto venisse -mò a la campagna, dove si potesse operar li cavalli, et non star -in questi paduli. Ma cadauno stete su el suo. Poi ditto trombetta -tornò e invidò mons. de Obergnia (<i>Auvergne</i>) capitano de Franzesi, -volesse elezer uno o più de li soi, et esso duca elezeria tanti de li soi -calavresi, et che questi avesseno a experimentarse insieme. Ditto -monsignor accettò lo invito, ma el conte de Cajazzo disse non voleva -se facesse tal prova, perchè fra pochi zorni se farà dil tutto. Et -tornato el trombetta dil duca di Calavria, el conte fè metter et venir -balestrieri, schioppettieri et arzieri a cavallo et lui con lo elmetto -in testa, presente ditto trombetta corse la lanza, et fece discargar a -un tratto tutti schioppettieri, et li cavalli se reculavano, et da poi tornoe -ditto trombetta un'altra volta, et disse che 'l duca era smontato -et che lui poteva smontar: <i>unde</i> a hore 21 tutti do exerciti se disarmono. -</p> - -<p> -El magnifico Joanne Bentivoi a Bologna et in Bolognese faceva -preparatione di strami per la venuta di Franzesi. -</p> - -<p> -Adi 19 el campo aragonese zonse questa mattina a Barbiano -sotto Codignola, et el conte Carlo di Pian de Melleto soldato di la -signoria, el qual adi 13 ditto zonse a custodia di Ravenna, fu in -questo dì nel campo aragonese. Et <i>accidit</i> che li cavalli lezieri di -campi si attaccorno, et le fanterie, al loco dil Molinazo: fo morti 5, -et 4 Franzesi, et poi si separono. El campo aragonese adoncha era -<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> -fra Codignola et Santa Agata, fra doi fiumi, et el duchesco in quello -di Santa Agata. In questo tempo molti patri ivi venite, et altri subditi -di la Signoria andono in tutti da li campi; et da tutti erano -ben visti, perchè Venitiani erano neutrali, ma molto più carezzati -nel campo aragonese. -</p> - -<p> -Adi 20 el campo aragonese levato da lo allozamento, avviato -prima li cavalli lizieri, poi li squadroni, uno dil qual governava el -duca di Calavria, l'altro Astero barone, da poi veniva le fanterie et -di man in man le altre squadre, si redusseno a presso el fiume di -Santa Agata con li soi corradori, et lì fonno a le man con li ducheschi -che haveano passato el fiume predetto, et tuttavia passava le -squadre fino numero 12 con el conte di Caiazzo; et per li cavalli lezieri -et parte di fanti fu fatto una baruffa per spacio di una hora -senza mesedarsi (?) in alcuna squadra, et in questa baruffa con -spingarde, schioppetti et passavolanti fo morti di aragonesi 7 et -feriti zerca 20; ducheschi morti 3 et doi presi, <i>tamen</i> feriti: li Colonnesi -fonno condutti in Lugo a medecarsi. Il duca di Calavria -da poi instoe de attacarsi, per esser superiore dil campo nemico -di squadre zerca 20 et fanti 3000. Ma li Ducheschi si scusavano, -dicendo aspettar zente franzese et italiane; danari era divulgato -veniva de Milan, et erano in Modenese. Et el campo aragonese -dovea hozi partirsi, et andar ad allozar a una villa di Lugo ditta el -Pulentano distante dal campo duchesco uno mio, per tuorli la via -delle vittuarie; et fece far la spianata, <i>tamen</i> non tenne tal via. -</p> - -<p> -Adi 21 el duca di Calavria mandoe uno trombetta dal conte di -Caiazzo a invitarlo a far fatto d'arme, et li rispose: sia con Dio. -<i>Tamen</i> non venne. -</p> - -<p> -Et in questa notte aspettavano Fracasso dovesse zonzer in ditto -campo duchesco con alcune squadre, et si ingrossava di fanterie. -Li danari erano zonti, et fece una cria, chi voleva danari, <i>etiam</i> si -fusse fuziti, dovesse venir li sariano dati. -</p> - -<p> -El Pontifice per causa di la ribellion fatta <i>iterum</i> di Hostia, -come scrissi per avanti, in questi zorni scrisse al Duca di Calavria -li mandasse le sue zente a Roma. -</p> - -<p> -Et zonto el campo a Barbiano, el Podestà di Ravenna gli scrisse -non lassasse far danno a quel territorio, perchè facendo, faria dispiacer -alla Signoria. <i>Unde</i> el Duca rispose per una lettera sapientissima, -concludendo era disposto prima lassar morire il suo exercito, -che fusse fatto alcun danno a li subditi di quella excelsa Signoria. -</p> - -<p> -Fo ordinato per la Signoria che 'l castellan di Ravenna non -<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> -dovesse ussir di castello, et che la terra fusse custodita: <i>unde</i> Andrea -Da Lezze podestà duplicoe la custodia alla piazza (era Jacomo -di Tarsia et Alvise da Novelli, contestabeli), et la notte ordinoe andasse -le guardie deputade attorno le mure di la città; et cussì <i>etiam</i> -a Cervia, dove era prima Alvise Bellegno, fo fatto, et custodito per -dubito de subite incursion. -</p> - -<p> -In questo zorno fo inchiodato uno passavolante a li ducheschi. -</p> - -<p> -Adi 22, essendo el zorno avanti el conte di Pitigliano, Duca di -Urbin, sig. di Pesaro, Zuan Jacomo di Traulzi andati a veder a presso -Lugo el Molinazo, per volerse redur con alcune squadre in sua compagnia, -se avviono verso el campo duchesco; ma li ducheschi non -si mosseno di la riva dil fiume, dove havevano fatto uno revellin -alveado, per el qual possano, a voler, venir a trovar calavresi, et ivi -poseno 10 passavolanti, sì che niun vi po appresentarsi, sì che conveneno -ritornar. -</p> - -<p> -Adi ditto da mattina, pensando el campo duchesco che Aragonesi -dovesseno venir ad allozar al Molinazo, si messono in arme; -<i>tamen</i> se disarmono poi, perchè Aragonesi stetteno a Barbiano, pur -erano volunterosi di precluder la via di le vittuarie a Ducheschi, et -veder di redurli in loco habele a far fatto d'arme. -</p> - -<p> -Adi 23 li campi stetteno in arme, ma stanno a le difese. -</p> - -<p> -Adi 24 al porto Cesenatico a hore 9 fo un gran rumor, cridando: -<i>arme! arme!</i> et le barche erano in porto da paura si levono -confusi, lassando poi i soi corredi in terra. Et questo fo che la notte, -da poi la luna levata, che fo a l'hora ditta, quelli di la rocca vete -(<i>videro</i>) certi armati, et cridono: <i>arme! arme!</i> al qual cridar quelli -fuzino. Li cittadini di Cesena stavano con gran dubito et timidità, -si sforzava liberar le moglie et figli et lor bene, e portar fuora su -quel di la Signoria, di Cervia et Ravenna. -</p> - -<p> -Adi 25 el campo aragonese fece cavar certi fossi per tuor -l'acqua al fiume, a presso dil qual era allozato el campo duchesco, -acciò li fusse tolta la via di le vittuarie veniva per ditto fiume, et -a hora ditto campo non pol haver vittuarie se non da Ferrara. Et -questo campo aragonese stevano molto di malavoglia, zoè li principali, -per causa dil perder di Hostia, dubitando el Papa non vogli le -so 18 squadre. -</p> - -<p> -Nel campo duchesco venne incognito et stravestito el sig. Antonio -di Ordelaphi, fo de li signori de Forlì, per metter paura a madona -di Forlì, acciò si voltasse da loro. -</p> - -<p> -In questa notte ditto campo si levoe dal loco dove era allozato, -<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> -et andato verso Bologna; ma <i>etiam</i> in questa notte medema cavalcoe -8 squadre de Aragonesi verso el campo ditto, et trovato che -quello era levato, ritornono indriedo; et <i>etiam</i> questo si levoe per -andar seguitando el campo nemico. El qual se redusse verso el Fosso -di Ziniul (<i>Fossato del Genivolo</i>); questo perchè, dove era, mancava -vittuarie, perchè nè da Lugo, Bagnacavallo, Fusignano, Cotignola -et Santa Agata non ne poteva haver, et li era tolto le acque, -li molini propinqui non poteva masenar. El loco dove a hora sono -redutti è di sito fortissimo, per haver da un canto el fiume, da l'altro -li paludi ch'è drio el Po, zerca do mia et mezzo, davanti si fortificoe -con fossi, repari et artegliarie, et per Po senza obstaculo haveranno -le vittuarie. -</p> - -<p> -El campo regio o vero aragonese, levato per seguir questo, si -affermoe in quelli medemi lozamenti, dove era partito el duchesco, -a Santa Agata su la strada maistra, et eran distanti mia 4 in 5 uno -di l'altro. Le strade di andar in li campi in questo tempo erano -rotte, et da saccomani si faceva gran danni. -</p> - -<p> -Adi 26 el campo duchesco, essendo stà do zorni in extremità -de viver, preso le spie et scolte de Aragonesi, fece comandamento -secreto a homo d'arme per homo d'arme, che si dovesseno metter -a li so ordeni per cavalcar a hore 7 di notte, el mercore venendo la -zobia. Avviato prima li carriazi, cavalcono di trotto et non di campo -et confusamente verso il fosso di Ziniul, et si allozoe di là dil fosso -preditto a longo Po, fino per mezzo arzere. Ma l'Aragonese, intendendo -questo, gli detteno driedo con li cavalli lizieri, et a le coazze -preseno alcuni cavalli che non potevano cussì camminar, ma poco -numero. Hanno mancamento ducheschi di strami per li cavalli, ma -si ajutano con foje di salgaro, per esserne gran copia. Ma ditto campo -regio si allozoe tra Lugo et Fusignano sul fiume dil molino, et -havea abbondantia di vittuarie. -</p> - -<p> -El conte di Pitigliano in questo tempo era ammalato fuora dil -campo; <i>tamen</i> poco dapoi varite. -</p> - -<p> -Et acciò el tutto se intenda, questo è il modo si levoe el campo -duchescho di Santa Agata con gran taciturnità, non facendo motto -alle scolte, acciò non fusse scoperte. Fo prima un bon squadron con -una parte di la fantaria, poi li carriazi, poi le zente d'arme con li -elmetti in testa et lanze su la cossa, poi le artegliarie con le soe -carrette, driedo uno grosso squadron con el resto di la fantaria. Et -una gran parte di balestrieri a cavallo andono per la strada, passò -uno ponte sul quale fo bisogno a passar cavallo per cavallo, et si lo -<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> -Aragonese lo havesse de subito seguito, per la dimora dil passar, -senza dubbio li haveriano rotti. -</p> - -<p> -In questa sera, fo 26, zonse per Po 4 burchi di vittuarie et 4 -squadre di Fracasso, et alcune lanze franzese, num. 600, et 4000 -Sguizzari a piè; et el zorno avanti zonse tre squadre di ditto Fracasso, -et 200 fanti condutti per uno contestabile bolognese: sì che -questo campo se ingrossava. -</p> - -<p> -Adi 27 el campo aragonese havea deliberato levarsi questa mattina, -et andar allozar a le caxe di Troti, ma non andò, et le zente -dil Pontifice si dovea levar et tornar a Roma. -</p> - -<p> -Adi 28 da mattina zonse a Ravenna el sig. Zuane di Pesaro, -partito di campo dil duca di Calavria, andava a Pesaro chiamato dal -Papa con la sua compagnia, la qual pur era rimasta in campo. Subito -montò a cavallo, et andoe senza altra dimora a Pesaro. -</p> - -<p> -In questa mattina, el ditto campo si levoe, et andò a le caxe -di Troti vicino al duchesco mia uno et mezzo. -</p> - -<p> -Accadette in questi zorni che venendo di Venetia uno patricio -chiamato Francesco Da Lezze, fiol di Alvise, insieme con uno cittadin -di Ravenna in la sua barca, fatto la via di Ferrara per venir poi -per Po a Ravenna, credendo questa fusse più sicura; et inteso Franzesi -che veniva uno Venitian et uno secretario <i>ragonexe</i><a class="tag" id="tag103" href="#note103">[103]</a> da Venetia -per quella via, et portava, <i>ut dicitur</i>, ducati 60 milia nel campo -a loro nemico, da uno capitano de Franzesi chiamato monsig. -Baylo de Trevi (?) et Filippo de Monton fue lì a la riva dil Po, dove -era el ditto campo, retenuti, et diligentemente examinati et cercato -per tutta la barca. Et letto le lettere havea fatto paura a li famegli, -et trovato non era alcuna cosa, licentioe ditto patricio, pur dubitando -sempre non andasse a far qualche mal contro di loro: et gionse -a Ravenna. -</p> - -<p> -Adi 19 el campo aragonese deliberoe con 50 squadre et cavalli -lizieri et parte di le fantarie andar trovar li nemici fino al fosso di -Ziniul, oltra dil qual erano allozati; et mai ditto campo duchesco si -vuolse muover: per la qual cosa questi ritornono a li primi alozamenti, -et aspettavano el fradelo dil marchese di Mantoa con 50 homeni -d'arme, et alcune zente de Fiorentini. -</p> - -<p> -Essendo el sig. Fracasso allozato in una villa in Bolognese, per -venir in Annibal Bentivoi con do squadre de homeni d'arme et certi -cavalli lezieri con alcuni fanti a pè, vi andoe per svalizarlo, et precluderli -<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> -la via, ma non potè far nulla. Et zonse in campo adi ultimo -ditto con alcuni cavalli lizieri. -</p> - -<p> -In questi zorni ritrovandosi do franzesi di primi dil campo ammalati, -el duca di Calavria li mandono a dimandar a quei di Lugo; -i quali resposeno non voleva senza comandamento dil duca di Ferrara -loro signor. Et <i>iterum</i> li mandoe a dir che, non dagandoli, le -daria el guasto: <i>unde</i> quelli, timendo, fè compagnar li ditti in campo -preditto; et habuto el duca con loro colloquio, li remandoe in -Lugo a risanarse senza farli dispiacer. -</p> - -<p> -Adi 31 ditto, essendo zonto el sig. Fracasso in campo, et facendosi -far certo riparo e taiata dinanzi al fosso di Ziniul verso il fiume -per più fortezza, Fracasso disse: non vò star in questo seragio, et -ho ditto al Re di Franza non vò obedir niun, salvo mio padre, duca -di Ferrara. El conte di Caiazzo diceva nel suo campo: state contenti, -che fino 8 zorni sentirete uno schioppo che 'l duca di Calavria convegnirà -tornar indriedo. -</p> - -<p> -Et cavalcando adi 30 Zuan Jacomo di Traulzi con do squadre, -et zerca 40 fanti con el marchexe di Pescara per sopra veder, si -scontrò in Zuan Filippo vice collateral a Ravenna, et li disse: son -di vostri, et servitor de quella Illustrissima Signoria, a la qual mi -raccomandarete; et li fece bona et perfetta compagnia. -</p> - -<p> -Et V ultimo dil mexe di Settembrio preditto, el campo aragonese -si levò dil loco dove era, et se ridusse sul fiume di Santa Agata -in li propri allozamenti dove allozava Franzesi, ch'è tra il fiume et -Santa Agata. -</p> - -<h3 id="lib1-10"><i>Seguito di l'armada aragonese a Rapallo.</i></h3> - -<p> -In questo tempo l'armada dil re Alphonso, andata innanzi et -indrio, et hora a Pisa hora altrove, et qualche danno sul mare a -Zenoesi fece. Or adi 8 Settembrio, dismontati di la ditta armada -Obietto dal Fiesco prothonotario, Orsino fiol dil cardinal Orsini, et -Fregosin da Campofregoso fiol dil cardinal di Zenoa, el qual <i>etiam</i> -lui ivi si ritrovava, et dismontati in terra a Rapallo, ch'è una terra -de Zenoesi verso levante assà grossa ma non ha castello, lontano di -la città di Zenoa zerca mia XX, et dismontato ditto Obietto capo di -parte, però che in Zenoa sono do grandissime parte principali de -zentilhomeni, che sono signori di castelle, zoè Spinola et Doria, a -le quale seguita tutto il resto de zentilhomeni, et cadauna parte ha -la sua de capellazi, i quali convien di tal sorte esser doxi, come poi -<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> -più avanti tutta la hystoria et perchè scriverò di sotto. Or la parte -Doria ha Fieschi, Grimaldi et Montaldi, et è per capellazo Fregosi; -la parte Spinola ha Lomellini, Pallavixini.... et altri, et per capellazo -li Adorni. Adoncha hora domina li Adorni, hora li Fregosi -el ducato. Al presente li Fregosi erano scacciati, et però el preditto -Obietto dal Fiesco era contrario a la parte che regnava, zoè Agustin -Adorno, al presente governador di Zenoa, benchè de quella el duca -de Milan habbi el dominio, et se intitola signor di Zenoa. Ma, al -proposito nostro, dismontati questi partesani, haveano modo di haver -uno ponte et una torretta. Ma inteso in quel zorno medemo a -Zenoa tal nuova, subito Antonio Maria di San Severino, Zuan Adorno -capitano di le fanterie, fradello dil governador, et Zuan Alvise -dal Fiesco, fradello de ditto Obietto, el qual tien dal duca di Milan, -et con alcuni Sguizzari ivi erano col duca di Orliens, che si ritrovava -a Zenoa, et a le hore 24 a la sera assaltono li nemici, zoè 500 fanti -di ditta armada, et quelli ruppe et fugoe, et poco mancò non prendesse -ditto Obietto, el qual fuzite su l'armada solo, <i>ut dicitur</i>, in -zipone: fo preso Orsino fradel dil cardinal Orsini, et Fregosino nominato -di sopra, et menati a Zenoa; et li fanti fuziteno chi in qua -et chi in là. Ma li Sguizzari andando seguitandoli, inteso in uno hospedal -di San Lazzaro ivi erano redutti zerca 60 de ditti fanti, introno -dentro, et quelli altri feriteno, altri fonno morti, ammazzando -<i>etiam</i> de li poveri era in ditto hospedal; et vedendo quelli di la terra -questo, deliberò di non sopportar tal insolentia, et se messeno in -arme, et fonno a le man con ditti Sguizzari, de quali ne fo morti -zerca 25, ma fuzito Obietto su uno bregantino, et andato a Livorno -a l'armada aragonese. Fregosin fo portato al duca di Orliens, lo -qual lo mandò in Aste: preso taia ducati 8000, nè mai volse renderlo -per cosa niuna, ni per lettere dil Re di Franza quando si pacificò -a Napoli con suo padre cardinal di Zenoa, et è ancora ivi presone. -Orsino veramente fu donado al signor Ludovico, et poco da -poi lassato. Et è da saper che in questo tempo, adi 8 Settembrio, -l'armada dil Re di Franza ussite di Zenoa, zoè galie 24, una galeazza, -8 nave et 17 galioni; et in questo tempo ivi era el duca di -Orliens, el qual andò per terra<a class="tag" id="tag104" href="#note104">[104]</a> con Antonio Maria di San Severino -et persone 6 milia, et si ritrovò alla movesta scritta di sopra. -Ma da poi ditta armada ritornò in Zenoa, et el Re, venuto in Aste, -<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> -scrisse al duca di Orliens ritornasse, et cussì ritornò, et li venne la -quartana, come ho scritto di sopra. -</p> - -<h3 id="lib1-11"><i>El viazo dil Re di Franza da Susa fino in Aste, -et quello fece in Aste.</i></h3> - -<p> -Zonto el Re al primo di Settembrio a Brianzon, poi a Olso -(<i>Oulx</i>) mezza zornada distante da Susa, dove el zorno seguente venne, -et è di qua da monti, in la Savoia. Le zente soe zà erano venute -avanti, et <i>etiam</i> bona parte le seguitava de varie generatione, zoè -schioppettieri et arcieri anglesi, bertoni con lanze longe, sguizzari, -normandi, piccardi et di altri paesi, come a la descriptione dil suo -esercito sarà scritto, con 40 carrette di artegliarie tirate da molti -cavalli. Or venne a Vegliana (<i>Avigliana</i>), <i>demum</i> adi 5 intrò in Turin, -dove habita el duca di Savoia: <i>tamen</i> quello Stado è a lui raccomandato. -Questo duca presente fu figliuolo dil duca Carlo, che morite -nel 1490, è di età de anni zerca 5, et la madre governava quello -Ducato insieme con Felippo mons. di Bressa in Savoja, el qual -venne con el Re in Italia, et era di primi capitani, ma molto nemico -di mons. Samallo. Ma zonto el Re a Turin fu molto da quella -madona, per esser suo parente, honorato. D'indi partito, venne a -Moncalier, et poi adi 9 ditto intrò in Aste a hore 24; ma prima adi -5, el sig. Ludovico parti di Vegevene et venne in Alexandria di la -Paia, et adi 8 el duca Hercules di Ferrara, suocero di esso Ludovico, -<i>etiam</i> venne con cavalli 200 lì in Alexandria, et in quel medemo -zorno tutti do questi signori si partino, et andorno a Non (<i>Annone</i>), -ch'è alli confini di Aste, pur dil Stado de Milan, et quivi si allozono. -Et adi 6 ditto, Zorzi Pisani dottor et cavalier, ambassador di la Signoria, -venne da Vegevene in Alexandria di la Paia per seguitar -el sig. Ludovico, perchè cussì haveva in commissione de seguitar la -corte, et ivi si puose, dove stette fino che ritornò a Milan: et questo -fo perchè a Non (<i>Annone</i>) non era alozamenti d'avanzo, essendo lì -allozati chi vi era. -</p> - -<p> -Adi 8 el Cardinal S. Piero <i>in Vincula</i> intrò in Aste avanti el -Re, et allozò in la terra in uno Priorà di San Zuane. Hor el zorno -driedo, che fo adi 9, la persona dil Re intrò, li andò contra mia do -di là di Aste el duca di Ferrara, havendo butato el corrotto di la -moglie morta di breve, et el sig. Ludovico suo zenero. Questi, visto -la Maestà dil Re, volseno dismontar da cavallo, et il Re non volse; -<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> -ma cussì a cavallo si toccono la man a la franzese, et in mezzo di -loro el Re intrò in Aste, con zerca 6000 persone. -</p> - -<p> -La duchessa di Bari, madona Beatrice, moglie dil sig. Ludovico -et figlia dil duca di Ferrara, venne da Milan con 20 sue damiselle -et 20 zentildonne da Milan a Non (<i>Annone</i>), et cussì adi 10, -che fo el zorno driedo che intrò il Re, a hore 20 andò con el marito -a far riverentia al Re, con le qual donne el Re stette insieme serrati -per hore 3, nè vi era altri che il Re, esso sig. Ludovico, mons. Felippo -(<i>de Bresse?</i>) et il marchese di Salucio (?), et ditte donne, per -esser l'ora tarda, restono lì in Aste quella notte con el sig. Ludovico. -Questo loco di Aste, con alcuni castelli circonvecini, è dil duca -de Orliens, altre volte li soi habuto in dota da li signori de Milano. -Et è da saper, che esso duca s'intitola duca di Milano, dicendo, -<i>jure haereditario</i>, lui dover haver tal dominio. Questo duca è zerman -<i>etiam</i> dil Re, figliuolo di la sorella dil Re, et per altra linea è -di prole regia,<i> adeo</i>, morendo Carlo senza legittimi figlioli, li vien -la corona, come ho scritto di sopra. Et al presente si ritrovava a -Zenoa, et il Re subito zonto li scrisse dovesse ritornar da lui. A consultar -el qual, adi 15 Settembrio passò per Alexandria di la Paia; -era con lui Fregosin fiol dil Cardinal et Orlandin Fregoso, presoni -nominati di sopra. Et adi 21 ditto, da poi <i>etiam</i> che el Re si ammaloe, -ditto duca si ammalò di doppia quartana, et convenne restar -in Aste a curarse, a tempo che era volonteroso di far gran cose. -</p> - -<p> -Ma el Re havea con lui molti baroni di Napoli o vero dil Reame, -parte di qual qui sarà notadi. Era el prencipe di Salerno zà -andato a Zenoa, el marchese di Cotron, conte di Chiaramonte, conte -di Celano fratel dil duca di Melfi, tre figlioli dil principe di Busignano -etc., i quali erano molto alliegri, vedendo la cosa andar da dovero. -Era ordinato per il Re di mandar a Zenoa per l'impresa marittima -600 lanze, capitano monsig. di Mompensier, questo è cugnato -dil marchese di Mantoa presente, et 3000 fanti tra Sguizzari et Guasconi; -ma poi, consultato meglio, non mandò. Monsig. de Citen, era -ambassador a la Signoria, nel principio che intese el Re esser di qua -da monti, andato in collegio expose la venuta dil suo Roy, et come -voleva tuor licenza per andarli incontra: et cussì partite di Venetia, -et zonse dal Re, al qual riferite el voler de Venetiani, et bona compagnia -si haveano fatto, laudandoli summamente; ma ben diceva -l'aiere non li comportava di star quivi. -</p> - -<p> -El Re adi 13 Settembrio si ammalò; le porte dil suo palazzo -era serrate et sbarrate le strade, perchè li venne uno subito et cattivissimo -<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> -mal, con gran freve. Havea con sè molti medichi, tra i -quali uno maistro Theodoro da Parma, al qual li prestava gran fede, -et nel principio parse fusse ferza, ma poi si discoverse in verole, li -qual li duroe zorni 14. -</p> - -<p> -La duchessa di Bari havea ordinà, el zorno el Re si ammalò, -di far una bellissima festa a trombe et piffari, con quelle donne era -in sua compagnia, benissimo adornate: ma seguite tal egritudine, -et non potè far, et retornò a Vegevene. -</p> - -<p> -El marchese di Monferà, di età di anni 10, che fo fiol dil marchese -Bonifacio, che successe Guielmo suo fradello morto senza -heredi nel 1482; el qual da poi la morte dil padre da li populi fu -chiamato per signore: et la madre, che fo figlia dil despota di Servia, -di età giovene <i>licet</i> fusse in uno vecchio maridata, quello Stado -per il fiol governa, insieme con el sig. Constantin Arniti (<i>Arianite</i>), -che fo figlio dil sig. Arniti Concino (?) suo parente, venne in Aste -con 300 cavalli benissimo in ordine, per invidar el Re a Casal da -la marchesana sua madre, la qual el Re summamente desiderava -di veder, per esser bellissima. Zà era venuto contra el Re el prefato -sig. Constantin Arniti fino a Turin, a offerir el Stado di quella madona -a esso cristianissimo Re, et invidarlo a Casal. Et zonto in Aste -ditto marchese adi 17, andò a visitation dil Re era in letto ammalato, -stette un quinto di hora, et usato poche parole tolse licentia, -et ritornò in Monferà. -</p> - -<p> -Adi 14 essendo el Re ammalato, Franzesi pur mormorava di -dover venir in Italia, et molti volevano ritornar in Franza; per la -qual cosa monsig. di Sammallo, et monsig. di Beucher erano molto -di mala voia, che i loro pensier non avesse effetto. Et cussì in questo -zorno, questi con 4 altri, zoè monsig. di Sammallo ditto, monsig. di -Tiens (?), monsig. di Beucher, el gran Siniscalco de Giae et monsig. -di Camperoso (?) veneno in Anon mia 5 distante de Aste, dove era -allozato el sig. Ludovico, per consultar quello havesseno a far, zerca -a l'impresa. Et qui consultato gran cose, zoè el duca de Ferrara si -fece baron dil Re, e tramava di esser capitano di questa impresa, -<i>licet</i> andava contra el cugnado, dal qual, al tempo di la guerra have -con la Signoria di Venetia, fo aiutato, et per questo.... promesseli -pavioni (<i>padiglioni</i>) 100 da campo, i quali el Re <i>libentissime</i> acceptoe, -dicendoli si volevano pagar, <i>tamen</i> mai li dette nulla. Questi -franzesi soprascritti consultono con el sig. Ludovico, qual via dovesse -tenir el Re, o andar a Zenoa, o andar in Toscana dove era bisogno -menar le man, non havendo Fiorentini con lui, et si divulgava -<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> -che el Re voleva andar a Zenoa, et voleva la Castellina ch'è la -principal fortezza di quella città; la qual per Zenoesi, con voluntà -dil sig. Ludovico, non fu voluta dar. Pur el mal cresceva al Re, et -questi dubitavano non seguisse qalche cosa, per la qual fusse disturbato -questa impresa. Et el sig. Ludovico adi 17 mandò in Aste a -veder el Re maistro Ambrosio de Rosate (<i>Rosciate</i>) suo medico et -ottimo astrologo, et visto, conoscete esser varuole, le qual zà se discoverzivano -su la persona; per la qual cosa tutti comenzono a star -di bona voja, perchè saria mal breve, come fu. Et adi 21 el Re -levò di letto; nel qual zorno el duca di Orliens si butò al letto con -doppia quartana, come ho ditto. Consultavano ancora insieme el sig. -Ludovico, duca di Ferrara et sig. Galeazzo di Sanseverino, nè altri -de soi consiglieri vi intrava a tal consultatione: et pur spazava franzesi -a la volta di Parmesana, provedendo de alozamenti, perchè lì -in Aste non vi poteva capir tanta multitudine quanta era. Et el sig. -Ludovico preditto andava di Anon in Aste spesso in questi zorni era -ammalato, per visitarlo. -</p> - -<p> -El duca de Ferrara vedendo non esser fatto quel cavedal di -lui dal Re, che si credeva, nè potendo obtenir el baston d'esser capitano -di l'impresa, deliberò ritornar a Ferrara; et volendo tuor licentia -dal Re adi 22 Settembrio, non potè ma la mandò a tuor per -suo fiol don Ferrante, era con il Re; et cussì assà mal contento in -questo zorno partite di Aste con il n.º di cavalli, zoè 100, perchè -zà adi 13 havea rimandati a Ferrara altri 100 cavalli, era venuti -in sua compagnia. Et è da saper che Ferraresi comenzono a -levar habiti franzesi, con cappelli in capo, et cussì usono tal foza, et -usa fino al presente. -</p> - -<p> -El Re tolse danari a Zenoa docati 100 milia, et a Milan 50 -milia a usura et interesse, con pegno di zoie; piezò el sig. Ludovico; -<i>tamen</i> fu divulgato esso sig. Ludovico haverli fatto prestar questi -denari da li soi, sotto nome de altri: or, <i>quomodocumque sit</i>, el -Re have questa quantità. Et adi 22 li have, et adi 26 ordinò di dar -una paga alle sue zente adi primo Ottubrio: et cussì fece et dette. -Et vedendo non esser ambassador a Venetia, dove grandemente bisognava, -per esser advisato dil progresso di quella Signoria, et per -mantenirla a sè benivola, elesse et mandoe uno de soi primi, chiamato -monsig. di Arzenton, homo di grande inzegno et bella presentia. -El qual adi 25 Settembrio partì dal Re et venne di longo a Venetia, -et gionse adi 2 Ottobrio: al qual li fo mandato contra le peate fino -a Lizza Fusina con molti patricii, et fo assà honorato. Alozoe a san -<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> -Zorzi Mazor, et sempre li fo fatto le spexe, dato barche, et provisto -a quello li bisognava. Questo dimandoe prima audienza publica. La -qual data, disse come la Mayestà dil suo Roy era in Aste, venuto -per seguir l'impresa tolta per rehaver el Reame de Napoli, tenuto -contra ogni razon da Aragonesi, et che voleva haver sempre la Signoria -per boni amici, offerendo el Re in ogni cosa; et che di tutto -el suo progresso faria participe essa Signoria, perchè era certissimo -ogni suo felice prosperar sarà contenta. Al qual per el Principe li fo -usato in risposta parole accomodate, et cussì ditto ambassador qui -restò; et poi, dimandato auditori, li fonno dati per Collegio questi: -Andrea Venier consiglier, Lunardo Loredan procurator savio dil -Conseglio, et Alvise Damolin savio di terraferma. Venne ancora -con lui uno suo cognato con alcuni franzesi per veder la terra, la -quel vista, ritornono dal Re. -</p> - -<p> -In questo mezzo, adi 22 Settembrio, venne in Alexandria di la -Paia Zuan Battista Redolphi orator fiorentino, per esser a parlamento -con el sig. Ludovico in Anon. Et uno secretario dil sig. da Pesaro -era lì dal sig. Ludovico, el qual voleva acordarsi con il Stato -di Milano, si partì. Et questo perchè el suo sig. era accordato col -Papa. Et ditto sig. Ludovico mandoe uno collateral in Parmesana a -far 3000 fanti, per mandar nel suo campo. -</p> - -<p> -La Signoria de Venetia scrisse a Zorzi Pisani ambassador, dovesse -andar in Aste, et far riverentia <i>nomine Dominii</i> al Re, et alegrarsi -di la sua valitudine. Et cussì adi 26 Settembrio partì di Alexandria -di la Paia, et andò in Anon dal sig. Ludovico, per causa -non poteva star in Aste, per non esser alozamenti. Et ivi era col -Re 6000 franzesi, tra i quali 500 vasconi. Ma in questo medemo -zorno el cardinal San Piero <i>in Vincula</i> partì di Aste per andar a -Zenoa a expedir l'armada, non potendo tornarvi el Duca de Orliens -per l'egritudine havea: et l'ambassador preditto deliberoe andar in -l'abitation dil ditto Cardinal, la qual era vuoda. Et cussì adi 28 -intrò in Aste. Li venne incontra monsignor de Sations (<i>Châtillon?</i>) -zamberlan cavalier, lo episcopo di... et il conte Carlo di Belzojoso -nominato di sopra, che era presso il Re per nome del sig. Ludovico: -et questi veneno fuora di Aste con cavalli 80, et zonto l'ambassador -ditto ivi, el conte di Celano, fora uscito di Napoli, el qual molto -sollicitava il Re andasse a Napoli, lo venne a visitar. Et poi adi 30 -ditto, lo episcopo di...., presidente dil parlamento di Paris, con 4 -zentilhomeni franzesi, fonno a visitation di l'ambassador preditto, -excusando la Majestà dil Re che fina hora non li havea data audientia, -<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> -per causa non si havea sentito molto gaiardo, ma che di breve -gliela daria. Et cussì al primo de Ottubrio fu deputata la audientia, -ma li venne al Re dolor di stomaco, et fo remessa fino adi 3. Et è -da saper che il Re prima stava in uno palazzo; ma, varito, andò a -star a uno monasterio de frati de San Zuanepolo, chiamato le Madalene. -Or in questo zorno venne lo episcopo di.... presidente dil -parlamento di Garnopoli (<i>Grenoble</i>) con 4 altri baroni franzesi per -ditto ambassador, et lo menò a la presentia dil Re, el qual era presso -una fenestra, sentado, vestito de veludo negro, et eravi el sig. Ludovico, -el qual continuamente andava zoso et suso da Anon in Aste, -<i>tamen</i> veniva a dormir la sera in Anon dove era la moglie. Or, presentate -le lettere credentiale di la Signoria, volse el sentasse ditto -ambassador a <i>dextris</i> su una cariega, et a <i>sinistris</i> era sentato el sig. -Ludovico. Et fata una oration latina, el Re li feze risponder <i>latine</i> -per ditto presidente nominato di sopra; poi esso medemo disse: nui vi -habbiamo veduto veramente volentieri, et amemo molto quella Illustrissima -Signoria, et si heri non ve aldissemo, habbiatine per escusato. -Et tolto licentia, ritornò l'ambassador al suo allozamento. Et -adi 5 <i>iterum</i> tolse licentia per partirsi di Aste, et ritornò in Alexandria. -</p> - -<p> -Era con il Re in Aste don Alphonso de la Sylva, ambassador -dil Re di Spagna; et adi 26 Settembrio zonse uno ambassador di lo -episcopo di Vallese capitano de Sguizari; et adi 3 Ottubrio venne -Jacobo de Andria ambassador dil marchese di Mantoa, pur per visitar -el Re, et offerirli el Stato suo, et allegrarsi de la sua sanitade. -</p> - -<p> -In questo mezzo la Raina de Franza era in Ambosa, et el Duca -di....... da Molins (<i>Moulins</i>) scrisse lettere al Re che dovesseno -ritornar, disconsegliando molto el seguir de l'impresa. Per la qual -cosa et monsig. di Beucher et Samallo stavano molto di mala voja, -vedendo <i>etiam</i> el Re non haver danari; pur Constantin (?) provedeva -al tutto. Era zà de qua da monti, come se intese, lanze 1900 a -cavallo, 6 per lanza, et il Re havea alla guardia sua 200 balestrieri, -400 arcieri et 200 zentilhomeni; havea 8 carrette con 8 passavolanti -sopra, tirate da X cavalli; et la sua guardia de dì et de notte -steva armada. Et adi 29 Settembrio 100 lanze franzese fece la mostra -fuora di Aste, che fo bellissimo veder; ma erano molto insolenti. -Et adi 6 Ottubrio Anon si levò in arme per la insolentia de -Franzesi, perchè havevano amazzati zerca 50 di quelli lochi vicini, -ma poi fu pacificate le cose. -</p> - -<p> -Ma il Re di Franza, essendo exortato dal sig. Constantin Arniti -<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> -per nome di la marchesana di Monferà, si volse degnar di venir fino -a Casale, deliberoe di andarvi, et cussì adi 7 Ottubrio partì di Aste -et andò a Casal. Ma lasciamo quivi el Re, et a quello fece li campi de -Romagna, et prima dil re Alphonso, le operationi sue. -</p> - -<h3 id="lib1-12"><i>Quello fece re Alphonso in Reame.</i></h3> - -<p> -El re Alphonso, domente el Re si propinquava in Italia, andò -in diversi luoghi dil Reame, confortando li popoli, promettendoli et -facendo molte gratie, fortificando li passi. Et adi 11 Settembrio ritornò -a Napoli, che era stato in Apruzo. Et adi 22 partì, et andò -alla volta di San Zermano, et l'ambassador Venitian rimase a Napoli; -et adi 2 Ottubrio havendo precepto di la Signoria di seguitar -el Re, si partì per andar a trovarlo, et trovò el Re era allozato a -Mola, città a marina, di qua dil fiume Garigliano, sopra dil qual el -Re havea fatto far in quelli zorni uno ponte sopra otto navilioti, per -passar le zente d'arme, et <i>etiam</i> poco più distante da questo ne fece -far un altro per passar le artegliarie; et a...., loco denominato da -una città lì presso ruinata al mare, et <i>adhuc</i> par le vestigie, era allozato -el campo dil preditto re Alphonso mia 3 luntan da Mola; el -qual campo fu fatto a l'impeto de Colonnesi. -</p> - -<p> -Adi 4 el Re partì da Mola con l'ambassador preditto, et intrò -in Gaeta. Fece honorata intrata, li venne incontra el clero con il -pallio, <i>iuxta morem</i>, et adi 5, fo di Domenega, cavalcò per la terra, -poi verso sera al porto; et fu fatto gran luminarie per le case, et -dai navilii et nave in honor et leticia dil Re. -</p> - -<p> -Et adi 6 partì per Fondi, passando per il castello de Itri, per -andar a Terracina, dove ne l'andar quella via salizata per Appio -Claudio Ceco <i>eodem lapide</i> ditta Fondi, ch'è cosa bellissima. Et adi -8 ditto, veneno vicino a Terracina, città dil Papa, la qual el Pontefice -concesse a esso re Alphonso, che vi ponesse custodia, et quella -come sua fortificasse per conservation dil suo Reame; la qual è a -confin de ditto Reame, et mia 40 da Roma. Et quivi venne el campo -ad allozar ben in hordine, di squadre 16, partito in 30 parte tra balestrieri, -fanti, galuppi et homeni d'arme: poi el Re andò a Terracina -et l'ambassador veneto ritornò a Fondi ad allozar, che era mia -X luntano. Et poi adi 5 Novembrio, havendo da conferir con esso -re Alphonso, partì da Fondi, et venne dal Re, el qual era a la campagna -in mezzo dil campo allozato in una chiesetta, et el dì seguente -Sua Maiestà con il campo partite, et venne a Fondi, et i 20 carri -<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> -de artegliarie che havea ivi fatto condur da Napoli con gran fatica -fino a Terracina, comandò ritornasse indriedo, et la caxon non se -intese. Et cussì adi X ditto, con el campo che era stato uno mese a -Terracina, venne a Mola, castello <i>olim</i> ditto Formiano, distante da -Fondi mia 10. Et adi 12 el Re con l'ambassador andò a Gaeta mia -5, et la sera ritornò a Mola. Et adi 13 partino da Mola, et andono a -uno castello in monte chiamato Traietto, dal qual è una amena e -grata prospettiva, et mia do de lì vi passa el fiume Garigliano, et -poco luntan de lì è uno monte battuto dal mare, ditto Monte Arzento, -dove fu una terra ditta Monte Arzento, la qual fo derelitta -per le incursion de Mori, et andono ad habitar su uno altro monte -mia 4 luntan, si chiama Traietto quasi Traitto etc. -</p> - -<h3 id="lib1-13"><i>Successo di quello seguiteno li campi in Romagna -di Ottubrio et Novembrio 1494.</i></h3> - -<p> -Come ho scritto di sopra, li campi de Romagna, lo Aragonese -che era alla fin di Settembrio più potente del Duchesco, era allozato -sul fiume di Santa Agata sul Ferrarese, et il Duchesco al Fosso di -Ziniul in su la riva di Po. Quello seguirà qui sotto sarà scritto in -questi tempi. -</p> - -<p> -Adi 2 Ottubrio gionse a Ravenna el sig. di Pexaro, per ritornar -in campo. Notificò Camillo Vitello dovea venir con suo fradello con -squadre 5, et era accordato con el re Alphonso: <i>tamen</i> poi si accordò -con el Re di Franza. -</p> - -<p> -In Cesena fo ritenuti tre per trattado, el qual fo discoverto nel -campo franzese. Adi primo Ottubrio zonse da Modena per primo 200 -fanti ben in ponto et lì aspettava de ingrossarsi. Ne l'aragonese si -fortificava di bastioni et ripari, et forsi haveano abundantia de vittuarie, -et brusoe li strami di Lugo et Fusignano, verso le case di -Trotti, et ogni zorno facevano qualche scaramuzza fra fanti et balestrieri -col campo nemico che li era molto vicino. -</p> - -<p> -Et Nicolò di Marcheselli da Rimano, cao di squadra di 40 balestrieri, -andato per redur qual cosa nel campo, fo discoperto da -Franzesi et preclusa la via di ritornar. <i>Unde</i> li fo forzo andar a Cothignola, -et passar per il territorio de Ravenna, si volse ritornar nel -suo campo. -</p> - -<p> -Et in questo zorno zonse nel campo franzese X squadre italiane, -zoè el sig. Antonio Maria di Sanseverino, era stato a Zenoa con -5 squadre sue, et cinque dil sig. Galeazzo suo fradello. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> -</p> - -<p> -In Cesena adi do di notte a hore 4 intrò dentro la terra el conte -di Petigliano con cavalli 50, partito dil suo campo, et subito zonto -fo retenuti questi cittadini di Cesena: Tiberto Brandolino fo fiol di -Sigismondo, con alcuni altri. El qual confessò, lui, Guido Guerra, -Pulidoro Tiberti et Achille suo nepote erano daccordo de dar la terra -al sig. Lodovico; el qual Tiberto era a li stipendi dil Papa, ma -essendo casso, era stato in Cesena senza altro soldo, <i>solum</i> con tanse -per curaze X. Or el ditto conte fece chiamar el consiglio, et manifestar -la ritention, et quello havevano concertato di far, et come -hozi a hora di disnar dovevano in palazzo amazzar el governador -per nome dil Pontifice, che ivi in Cesena era amico molto di ditto -Tiberto, et questo dovea far hozi adi 3, per esser zorno di mercato, -per haver el favor de li contadini, et volea levar le insegne dil sig. -Ludovico, et questo confessò senza tortura. Et parendo molto stranio -questo al conseio, volevano al tutto ditto Tiberto fusse morto, -strassinato et squartato: ma el governador dimandò di gratia al -conseio li volesse perdonar; et loro resposeno non voler sopportar -per niente. Ma il conte di Petigliano, lassato 30 ballestrieri a custodia -di Cesena, ritornò in campo subito, et mia do distante di la terra -trovoe do cavalli veniva verso di lui a notificarli che 'l ritornasse, -perchè Fracasso era partito con alcuni cavalli lizieri di campo per -piarlo. Et ritornò a Cesena, et ordinò non fusse dà recapito a questi -adversarii dil Pontifice. Pur a la fine partite de lì 3 zorni, et zonse -nel suo campo. Et Cesena era custodita; non si averzian le porte se -non tardi, et seravano molto per tempo, mutavano guardie di zorno -in zorno: et il governador adi 8 deliberoe mandar in campo dil duca -di Calavria Tiberto Brandolin preditto, et uno altro chiamato el -prete bolognese, acciò facesseno quello li piaceva. -</p> - -<p> -Adi 6 Ducheschi o vero Franzesi feceno, et fue compito, uno -revellin attorno la hostaria dil Fossà di Ziniul, per metter li fanti a -custodia di quello passo. -</p> - -<p> -Adi 7 zonse nel ditto campo do burchii di fanti forestieri di -Parmesana, zerca 400, et attendevano a fortificar el revellin, aspettando -con desiderio più Franzesi. Et poi adi.... ditto, zonse i 500 -provvisionadi italiani in cinque burchi, sì che <i>continue</i> si andava ingrossando. -</p> - -<p> -Adi 8, <i>etiam</i> el zorno avanti, nel campo aragonese fo fatto conseio -sotto el pavion dil duca di Calavria, di quello havessero a far, -perchè intendevano el campo franzese doversi levar per venir più -avanti. Et in questi zorni in questo campo l'ambassador dil re Alphonso -<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> -veniva a Venetia, chiamato Zuan Battista Spinelli, dottor -et cavalier; el qual, fatto la volta di Ferrara, venne a Venetia per -starvi. Fu molto honorato, et provisto di caxa preparata per la Signoria -sul campo di San Polo, dove zà erano stati do altri oratori -napoletani, et fu assà honorato, et andava spesso in Collegio, exhortando -la Signoria a moversi per il suo Re, et <i>conclusive</i> fu detto fidelissimo -ad Alphonso fino in fine, come dirò al loco suo. -</p> - -<p> -In questo zorno zonse a Cesena Mariano et Paulo Savelli, zoè -padre et fio, con 8 squadre per andar nel campo regio, et in Porto -Cesenatico zonse uno navilio cargo di orzi et formenti, venuto di -Reame per subsidio dil campo. -</p> - -<p> -Adi 10 da matina, el campo aragonese si levò per allozar ad -Onegalia, dove <i>alias</i> allozò Bartolomio Coglion, come ho scritto, et -sul fiume di Lamon, in mezzo Solarolo territorio di Faenza, Castello -Bolognese et Faenza. Et mandò a brusar nel borgo di Cothignola li -strami, ma fono sentiti, et non potè far, ma per il meglio deliberano -d'allozarsi sotto Faenza verso Imola, et cussì fece. Et si dovea levar -el zorno driedo per Bertonoro terra dil Pontifice. -</p> - -<p> -Adi 9 el conte di Caiazzo, Fracasso con molti cavalli andono a -San Paulino, loco di Bagnacavallo sul fiume di Cothignola, et questo -fo per sopraveder il loco; et zonse adi X nel suo campo 700 -Sguizari fra balestrieri et lanzaruoli, et 400 provisionadi di Parmesana, -et 12 burchi de artegliarie. Madona di Urbin, zoè la duchessa -et el sig. Ottavian so barba, fece 3000 fanti dil paese, per -obstar a Camillo Vitello et Paulo suo fratello, non andasseno contra -el Re di Franza: i quali venivano con X squadre, computà do de -balestrieri, et fanti 1500. Et questa nova si have per lettere dil Vicario -dil conte Carlo di Pian de Meledo. -</p> - -<p> -Adi X ditto fo preso uno secretario dil sig. Ludovico venia da -Forlì, et menato nel campo dil duca de Calavria, confessoe Madona -esser in stretta pratica di accordarse con il Stato de Milano et il Re -di Franza. -</p> - -<p> -Adi 13 el conte di Caiazzo, havendo opinione di levarsi dove -era col campo, mandò il bando tutti dovesseno levarsi; ma monsig. -di Preran capitano de Franzesi non volse, dicendo volea aspettar -zente fresche, le qual di breve sariano lì. Et la note avanti a hore -7, cavalli 150 lezieri, et 150 fanti pur franzesi et italiani mescolati, -veneno al loco di Santa Agata; et inteso questo per spie el duca di -Calavria, che ancora questi non credeva dovesseno saper nulla, et -mandò per el doppio de cavalli et fanti, et quelli assaltono ne li allozamenti, -<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> -et preseno tutti li cavalli et fanti, et brusò li allozamenti. -Ne fo morti et feriti assà, et parte fono spogliati et lassati andar -secondo il costume dil guerrizar italiano, altri menati in campo presoni. -</p> - -<p> -Adi 16 el campo franzese si levò da Fossà di Ziniul, et venne -a Santa Agata in quelli aizzamenti, i quali fono refatti: et aspettavano -el marchese di Salucio con squadre 20; et le artegliarie adi -17 fono cargate su carrette de do ruode l'una, et con assà cavalli -lì a Santa Agata tirade, et lassò custodia al bastion dil Fossà -di Ziniul. -</p> - -<p> -Adi 19 el campo aragonese era sotto Faenza, mal conditionato -per li fangi, aque et freddi, con poca vittuaria et manco strami. A -Faenza el formento valea bolognini 50 la corba, ch'è uno staro, come -ho scritto. -</p> - -<p> -El campo franzese fece uno assalto a Mordano, loco ymolese -ma non lo poteno ottenir; pigliò alcuni cittadini et bestiami, et quelli -condusseno in campo: ma dal conte di Caiazzo fono relassati liberamente, -et pur li erano a torno ditto loco de Mordan. Ma li cittadini -tolseno termene per tutto doman a rendersi, non li venendo -soccorso: et subito spazoe a Madona a Forlì. -</p> - -<p> -Adi ditto volendo pur al tutto Franzesi haver qualche luogo -per lozamento, venendo l'inverno, voleva pur questo Mordano et -Bubano, ch'è lochi sotto Ymola. Et in questo zorno el conte di Caiazzo -venne a parlamento con li homeni de ditti lochi, per veder si -dovesseno render al Re di Franza, el qual prosperava felicemente. -Ma li risposeno, volevano star a l'ubidientia de Madona da Forlì soa -signora. Ma poi partito, fo brusà li strami era di fuora di la terra di -Mordano, acciò non si venisseno a comprarli, et franzesi pur vi andoe -et comenzò a bombardar. -</p> - -<p> -Adi 20 a hore 23 Franzesi ha vendo principià a bombardar Mordano, -dimandando si dovesseno render, mandò contestabeli ivi era a -custodia, uno per nome di Madona, l'altro per il duca di Calavria, -con volontà di quelli di la terra; recusoe, ma Franzesi seguite il bombardar; -et non potendo resister si volseno render, ma Franzesi non -li volseno acceptar pur a discreptione. Et non essendo più niuno a -la difesa, et la fantaria scampata, li contestabeli con pochi se tirono -su la torretta; ma Franzesi, a hora ditta di sopra, se buttò a le fosse, -et con scale, senza obstacolo, scalò li muri, et introno in la terra, -taiò a pezzi homeni et donne quante gli venne avanti nel primo ingresso, -et messe la terra a sacco, fece altri presoni, et vergognò le -<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> -donne et haveno la torretta con li contestabeli, et quasi per sacchizzar, -Franzesi veneno a le mano. Et fatto molta crudeltà, brusò et -ruinò 8 caxe, <i>adeo</i> non rimase se non la chiesa con poche caxe in -piedi, che <i>adhuc</i> si vede. Poi deliberono di andar a Bubano et Bagnara, -et, non rendendosi, far questo medemo. Continuamente zonzeva -Franzesi in campo, perchè el Re si approximava: li Italiani erano nel -suo campo molto mal contenti, et perchè i erano tortizati da Franzesi -in ogni cosa,<i> maxime</i> ne le prede. -</p> - -<p> -Adi 21 havendo mandato el duca di Calavria a dimandar trieva -per 6 zorni al conte di Caiazo, et non l'habendo habuto, si levò dove -era, et andò più vicino a la montagna fra Faenza, et ivi si fortificoe. -</p> - -<p> -In questo zorno, tardi, Franzesi hebeno Bubano a pati, et cussì -poi Bagnara si accordò, si per tutto el seguente zorno a terza non -havea soccorso, di rendersi, et cussì fece; ma la rocca vi era custodia, -<i>tamen</i> poi <i>etiam</i> l'have. -</p> - -<p> -Accadette che per discordia et Taliani et Franzesi, come scrissi -di sopra, fo brusato la terra di Mordano, con bona parte di la robba: -et fu tanta furia, che sul ponte per il cargo di le persone vi era, si -venne a romper, et alquanti ne le fosse si annegoe. -</p> - -<p> -Adi 22 al magnifico Johanne Bentivoi per el Pontifice fo mandato -el capello per el fiol, et Fiorentini li deva el baston di lhoro capitano -si volevano esser con re Alphonso et loro; ma non volse accettar. -</p> - -<p> -Adi 23 il Podestà de Ymola venne in campo franzese, et parlò -al conte di Gayazo, nè se intese fusse venuto per nome di Madona -o di cittadini de Ymola: ma il conte de Petigliano per custodia de -Ymola voleva andar ivi, ma poi per quello che seguite, che Madona -si accordò con Franzesi, non vi andò, et Madona preditta era in la -rocha de Ymola con Jacobo dil Quartiero, secretario del sig. Ludovico. -<i>Unde</i> il populo de Ymola si levò, et andono da ditta Madona -dicendo non volevano patir più extorsion, et che 'l campo li era vicino, -et che si dovesse accordar, altramente che loro li averzeriano -le porte di la città. A li qual cittadini et populo essa Madona rispose: -stesseno di bona voia che non haveriano più alcun danno. Et -cussì mandò a dir a Forlì, et si accordò con Franzesi et Stato di -Milano, et deteli vittuarie et ogni cosa necessaria. Li pati non se ne -intese, ma fu divulgato Milan consentiva tolesse il suo D. Jacobo -per marito, et li danno di provision per anni 5, et uno di rispeto, -ducati 20 milia a l'anno; la qual cosa fo molto contraria al duca di -<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> -Calavria, et comenzò la sua ruina. Et el sig. Zuane di Gonzaga, fratello -di questo marchexe di Mantoa, assoldato da re Alphonso, come -ho scritto avanti, dovendo venir con cavalli 600 per augumentar -l'exercito, venendo sul Ferrarese per andar verso Bubano dove era -il campo, et inteso l'accordo di ditta Madona, et che 'l sig. Fracasso -era posto in ordine, sapendo di la sua venuta, per precluderli la -via, per il meglio deliberoe di ritornar a Mantoa, et più non andò -in campo. -</p> - -<p> -In questo zorno Franzesi corse a Solarolo, Granarolo et Ruffi, -lochi di Faenza, la qual Faenza è di uno sig. chiamato Astor di -Mamphredi, che fu figlio dil sig. Galeotto et di la figlia del magnifico -Johanne Bentivoj: el qual ne l'anno 1488, nel suo palazo fu -ammazzato di voluntà di la moglie, et rimase questo Astor di età -di anni X, et el populo lo elesse, et chiamò per Signore; ma la madre -andò a Bologna, et se remaridò in uno Torello, che <i>alias</i> fu prete. -Et è da saper che questo Joanne Bentivoj ha 4 figlioli et cinque -fie maridate. Li figlioli Annibal, Hermes, el prothonotario Galeazzo -et Alexandro: le fie, la prima fu maridata nel conte Nicolò Rangon, -la seconda nel sig. Gilberto da Carpi, la terza in questo sig. -Galeotto di Faenza, la quarta nel sig. de Rimano, et ultima nel sig. -Zuane di Gonzaga, fratello dil marchexe di Mantoa. Or ritorniamo -al nostro proposito. Questi Franzesi corse come ho ditto, prese homeni -et bestiami in gran numero, perchè quelli non si guardavano, -et do di quelli de Russi volendosi difender fonno morti; et con la -preda Franzesi ritornono in campo; et zonse in questo zorno 500 -Sguizzari a piedi benissimo in hordine, et si andava molto ingrossando -sì da pie' come da cavallo. -</p> - -<p> -Adi 24 el campo aragonese era sotto Faenza mal contento, et -principiò a mandar li carriazi verso Cesena, et el campo poi dovea -andar a redursi verso Bertonoro et Cesena, lochi dil Papa. Et si divulgava -el re Alphonso in persona dovea venir in qua; et questo -fevano per inanimar quelli dil suo campo, che stavano con gran -paura. Et poi ditto campo el zorno driedo, fo di Sabado venendo la -Domenega, a hore 7 di notte con pioza et gran scurità, si levò di -Faenza, et andò ad alozar a Castrocaro de Fiorentini sopra Forlì, -distante mia 5 dove era, nè se intendeva qual via volesse pigliar -di ritornar in Reame, non potendo resister a Franzesi, o per Toscana -o vero per la Marca. -</p> - -<p> -Et adi 24 uno m.º Luca da Napoli bombardier scampò di ditto -campo, et venne a Ravenna, el qual venia chiamato maistro di pavioni. -<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> -Et il duca di Calavria li mandò drieto a pregarlo ritornasse, -et no volse. -</p> - -<p> -Adi 25 Franzesi col campo si levono dove era di Bubano, et -andò a Solarolo loco di Faenza, zoè voleva andar ivi ad accamparsi, -ma venne alcuni cittadini di Faenza per trattar accordo. <i>Unde</i> ditto -campo non si mosse, et restò a Mordano, et fo fatto comandamento -in ditto campo, sotto pena di la vita niun habi a dannificar lochi di -la madona di Forlì, cussì come fusseno di loro propri. -</p> - -<p> -Et adi ditto, a hore 22 a Ymola fo proclamado, presente ditta -Madona, ambassadori dil re di Franza et dil duca de Milan, o ver -sig. Ludovico, che ditta Madona et el sig. Ottaviano so fiol erano -fatti amici dil Re di Franza et sig. Ludovico, a danno et distruzion -de li loro inimici. Et in questo medemo zorno fo assà bombardato -in campo per allegrezza. La causa fu perchè el sig. Ludovico si havea -fatto duca. Et è da judicar mandasse a notificar la morte dil -cugnato et sua creatione. Quello poi seguite, et come piaque a Maximiliano -et la moglie, di sotto ordinate sarà scritto. Et ancora per -gratuirse el populo levò el quintello, zoè una certa angaria che lui -havea imposto prima al populo, per el qual levar par alcuni cridasse: -Duca! Duca! viva el duca Ludovico! Et questo fo in chiesa, -quando dal Arciepiscopo ricevete le insegne ducal. Et oltra di questo -deputò 6 zentilhomeni di primi di Milano, do sopra le biave et -vittuarie, do sopra li criminali, et do sopra le cazze, per causa de li -porchi cingiali dannizava il paese. El qual fece certi editti, uno de -li qual, per esser sta butato in stampa a Milano, qui sarà scritto. -</p> - -<h3 id="lib1-14"><i>Questo è uno editto fatto a Milano adi 28 Ottubrio 1494 -per el Duca nuovo.</i></h3> - -<p> -Benchè la intentione dell'illustrissimo et excellentissimo sig. -nostro sig. Ludovico Maria Sforza Visconte duca etc., che Dio lo -salvi et mantegna, sia sempre stata et sii de non mancare de cosa -alcuna per conservare in bona quiete et tranquillità li subditi de -questo suo Stato, et che li buoni siano preservati securi da la malignità -de li cativi, niente di manco per fare Sua Excellentia che ogni -uno senti qualche leticia de questa nova assumptione sua al Ducato -de Milano, et declarare però non piacergli li maleficii, per non lassare -opinione ad alcuno che 'l preditto Sig. sia per comportare il -mal fare, si notifica Sua Excellentia havere comesso alli magnifici -M. Baptista Vesconte et M. Iohanne Francesco da Marliano sui conseglieri, -<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> -che, insieme con li deputati suoi a le cose criminali, se ordinasse -la forma di publicare una gratia et remissione de molte sorte -et qualità de delitti. Per li quali conseglieri et deputati, examinato -bene il tutto, s'à divenuto per loro, con partecipatione et bona -voluntà di Sua Excellentia, a la forma di la gratia infrascritta, <i>videlicet</i> -che 'l prefato illustrissimo et excellentissimo sig. nostro Duca -etc. per tenore de la presente crida ad ogni uno notifica et manifesta -volere che tutti et singuli malfattori subditi suoi, così <i>mediate</i> come -<i>immediate</i>, cioè così de li immediati subiecti a li officiali de Sua Excellentia, -como de' suoi feudatarii apartati <i>seu</i> inquisiti <i>vel</i> condemnati -<i>aut</i> altramente in alcuno modo culpati da qui indrieto de alcuno -maleficio o mancamento, <i>etiam</i> che 'l nol fusse sequita imputatione -alcuna<i> ex eo</i> che 'l ditto delitto fusse incognito, et per causa -di monete, sale, biade, portatione de arme, receptation de banniti, -o vero alcuna altra sorte de maleficio sia quel se voglia, pur che 'l -non sii <i>criminis laesae majestatis</i>, nè de sacrilegio, nè de morte de -homeni actualmente sequita, debano esser et siano per tenore de la -presente crida liberati et in tutto absolti <i>de omni poena</i> corporale o -reale, spectante così alla camera della Excellentia Sua, como suoi -feudatarii, salvi et excepti quelli fosseno componuti, et ogni denuntia, -inquisitione, banno et condemnatione et processi pendenti per -causa de tutti et singuli preditti maleficii siano cassati et anullati, -como per la presente crida se cassano et anullano; et se comanda -ad qualunque officiale, notaro et altri a chi spetta, le debbano cassare -et <i>penitus</i> anullare senza pagamento alcuno, <i>etiam</i> se fussero -<i>de animo deliberato occidendi</i>, con questo però che segua la pase con -li offesi <i>tantum</i>, cioè con li insultati o battuti, o vero se dinante al -giudice ordinario... idonea securtà a li ditti offesi, <i>de non offendendo -in re nec in persona</i>.... arbitrio de esso judice, considerata la -qualità et facoltà del offendente et del offeso: el qual judice ordinario -possa torre ditta securtà <i>etiam</i> in renitentia et contumatia del -ditto offeso senza pagamenti, salvo de le tre specie de delitti, quale -siano exceptade de la presente crida. Et <i>insuper</i> che, cerca li banni -de le morte de homeni actualmente sequite, intervenendoli la pace -cum li offesi, se possa poi venire a la concessione de la gratia. Et <i>ex -nunc</i> se declara che <i>cum primum</i> sia sequita ditta pace, se intenda -esser concessa la gratia, senza altra impetratione de la Excellentia -Sua. <i>B. Maleus, cum sigillo. Cridata super platea arenghi et in broleto -novo comunis Mediolani, per Jacobum de Parma, tubetam duchalem, -die suprascripto</i> 28 <i>Octubris, sono tubarum premisso.</i> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> -</p> - -<p> -Et il Duca de Milan preditto, da poi corso la terra et fattosi Duca, -deliberò non star più se non tre zorni in Milano, et andar a trovar -el Re di Franza, el qual era zà partito di Piasenza come intenderete -di sotto. Et adi 25 Ottubrio, la mattina, chiamò li cittadini -de Milano, et li disse come voleva andar dal Re, et lassava vice duca -suo nepote marchese Hermes di Tortona, fratello fo dil duca morto; -et <i>tamen</i> in castello, <i>cum</i> custodia che non potesse ussir, et lo chiamava -vice gerente. Et a ore 17 con la duchessa sua moglie, la qual -era graveda in mexi cinque, <i>tamen</i> per tutto lo seguitava, se partì -de Milano con assà compagnia, et Antonio Maria di Sanseverino, -deputato alla guardia sua, et andò la sera ad allozar a San Columban, -distante da Piasenza mia 16, et l'ambassador venitiano l'andò -seguitando, per esser appresso Sua Excellentia, et partite quel medemo -zorno, et andò dreto ad allozar a Lodi, per ritrovarsi poi col -Duca a Piasenza. Ma el Duca adi 26, che fo el zorno driedo, per essere -cattivo tempo non si partì di San Columban fin non fusse bonazato, -ma la sera andò mia 7 a dormir a uno loco ditto Sena, poi -la mattina a Pontenovo et el zorno a Borgo San Donin ch'è su la -via romea, distante da Piasenza mia 20, propinquo a Fornovo mia -10, dove el zorno avanti, che fo adi 26, era arrivato el Re di Franza, -et ivi era restato quel zorno per non esser consueto cavalcar la -Domenega,<i> tamen</i> le sue zente erano avviate verso Pontremolo. Et -adi 28 zonse a Borgo San Donin el duca di Ferrara, el qual venne -per congratularsi di l'assumption dil ducato con suo zenero et sua -figliola, et poi che ebbe parlato assà insieme, esso Duca di Ferrara -si partì per andar a Milano, dove dovea aspettar la tornata dil Duca, -la qual fu prestissima, et in questo mezzo governar Milano; et -cussì fece. Ma ritorniamo al Re di Franza, el qual il lassiamo a Piasenza. -</p> - -<p> -El Re di Franza adoncha, ritrovandosi a Piasenza, quando seguite -la morte di suo cusino duca de Milano, et la creatione del sig. -Ludovico, et perchè era consueto quando muor qualche signor, in -ogni sua terra, subito che intendeno la morte li fanno funebre exequie, -et metteno una cassa, o vero fanno la sua imagine vestita, et -quella come fusse il vero corpo fanno le cerimonie; or lì a Piasenza, -avanti il Re si partisse, volse ritrovarsi a queste cerimonie dil suo -carissimo zermano. -</p> - -<p> -In questo mezzo mandò il Re a Venetia uno suo chiamato m.º -Joan Bernardo franzese, et insieme con monsig. di Arzenton suo -ambassador andò in collegio, et dimandò da parte dil Roy a la Signoria -<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> -duc. 50 millia in prestedo, et che 'l Roy ne havea grande -bisogno, et che aspettava di brieve li dovesse zonzer danari di -Franza, et assà scudi et de l'<i>argent</i>, concludendo li daria zoje per -cautione. <i>Unde</i> cerca a la risposta, <i>inter patres</i>, fonno consultato; -poi li fo risposo: che questa terra al presente non poteva, con molte -excusatione, et che volendo armar havevano tolto in prestedo da soi -cittadini con altre excusatione; ma che fariano provisione di trovar -danari. Et poco da poi messe quattro decime, come di sotto scriverò. -Et ditto messo havendo tal risposta, si partì et al Re ritornò. -</p> - -<p> -Adi 20 Ottubrio zonse a Piasenza dal Re do ambassadori di -Lucchesi, con lettere credentiale sottoscritte: <i>Antiani et vexillifer -justitiae populi et comunis Lucensis</i>. Et el zorno sequente hebbeno -audientia, et offerse il Stato et loro facultà a' comandi di Sua Maestà, -et che dovesse venir a Lucca, che tutta la città lo aspettavano -con desiderio. Et subito uno de ditti ritornò a Lucca a far preparar -per la venuta dil Re. L'altro chiamato Nicolao Tegrimi adi 23 -partì di Piasenza, et per venir a Milano a visitar il Duca, dolersi di -la morte dil nepote, et allegrarsi di la sua assumptione, el qual dal -Duca, exposto che have la sua imbassata, fu fatto cavalier, et creato -dil suo consejo. Et il Duca disse verso l'orator fiorentino Zuambattista -Redolfi: <i>Nil miremini, domine orator</i>, che per le condition sue -et bona compagnia ne fece, quando eramo in exilio a Pisa, li habbiamo -voluto far questo. Et poi ditto ambassador adi 25, el zorno -medemo partì el Duca, <i>etiam</i> lui partite di Milano et ritornò molto -contento a Lucca. -</p> - -<p> -El Re di Franza adi 23 Ottubrio, essendo stato zorni 6 in Piasenza, -partite per andar a Pontremolo, loco pur de Milanesi, et passo -fortissimo et vicino a terre de Fiorentini; et zà el suo exercito era -sviato avanti: el qual sarà notado quivi, secondo la tariffa fo mandata -a la Signoria, di la quantità dil exercito havea. Et adi 25 zonse -a Borgo San Donin, et ivi restò el zorno driedo.... a Fornovo -per esser Domenega, et adi 29 zonse a Pontremolo, dove volea star -zorni cinque per metter ordine a quello havea a far, et veder come -Fiorentini si movevano, et voleva andar di longo a Lucca. Et è da -saper, che quando Sua Maestà partì di Piasenza, era armato di tutte -arme, excepto la testa, perchè essendo di debol complessione, non -vi puol portar elmetto; la qual cosa di armarse, dapoi partito di -Franza non havea fatto: et fo bellissimo veder, et sempre dove andava -voleva, iuxta il solito, le chiave di le fortezze. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> -</p> - -<h3 id="lib1-15"><i>Tariffa de la comitiva che si trova a Pontremolo con la Maestà del -Cristianissimo Re di Franza, videlicet sua corte per servicio et -custodia de sua regal corona, ricevuta adi primo Novembrio 1494.</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Primo la Maestà dil Re con 200 zentilhomeni alla sua guardia, cavalli</td> <td class="center"> N.</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td>Franchi arcieri a cavallo</td> <td class="center">»</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri a cavallo</td> <td class="center">»</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td>Fanti da piedi et provisionati</td> <td class="center">»</td> <td class="num">1200</td> - </tr> - <tr> - <td>Homeni d'arme 400 (?) a cavalli 6 per uno</td> <td class="center">»</td> <td class="num">1800</td> - </tr> - <tr> - <td>Camerieri di Sua Maestà</td> <td class="center">»</td> <td class="num">— —</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. di Lorangia (<i>Orange</i>) con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. lo Maraschalco di Giae con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. di Tramoglia (<i>de la Tremouille</i>) con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. lo Maraschalco di Beucher con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">70</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. di Pienes con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">35</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. de Miolans (<i>Myolans</i>) con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. Maraschalco di Bertagna con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">120</td> - </tr> - <tr> - <td>Zente dil Principe di Lorangia (<i>Orange</i>) con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">120</td> - </tr> - <tr> - <td>Zente dil Duca di Orliens con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. de Val de Homon (<i>Vaudemont</i>) con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">30</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. de la Spara (<i>de Lesparre</i>) con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td>Il consiglio con la cancellaria, cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td>Li pensionarii con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td>Li muli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Li corsieri</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Li varleti et pazi de camera</td> <td class="center">»</td> <td class="num">300</td> - </tr> - <tr> - <td>Li mastri di stalla et li officiali</td> <td class="center">»</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td class="center nospace">Summa N.</td> <td class="num">9505</td> <td> (?)</td> - </tr> -</table> - -<h3 id="lib1-16"><i>Queste sono zente d'arme deputate per mandar su l'armada di Zenoa -con Monsig. Duca di Orliens dil mexe di Avosto, et per haver -memoria di tutto, qui ho notà.</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Primo lo illustrissimo Duca di Orliens con cavalli ha in casa</td> <td class="center">N.</td> <td class="num">300</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. de Fois, cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>El sig. Fracasso, cavalli lezieri</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Homeni X d'arme con cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">20</td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>In casa sono cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">30</td> - </tr> - <tr> - <td>Cap.<sup>i</sup> 20 ha cavalli 4 per uno di le galie</td> <td class="center">»</td> <td class="num">80</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td>Summa N.</td> <td class="num">530</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Li homeni d'arme 800 a do cavalli per homo d'arme</td> <td class="center">N.</td> <td class="num">1600</td> - </tr> - <tr> - <td>Arcieri a cavallo</td> <td class="center">»</td> <td class="num">1000</td> - </tr> - <tr> - <td>Arcieri a piedi</td> <td class="center">»</td> <td class="num">6000</td> - </tr> - <tr> - <td>Cavalli per l'artegliarie</td> <td class="center">»</td> <td class="num">300</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td>Summa cavalli N.</td> <td class="num"> 2900</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td>Summa a piedi »</td> <td class="num">6000</td> - </tr> -</table> - -<h3 id="lib1-17"><i>Cavalli de Francesi passati per lo Novarese -guidati dal conte Borella.</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Monsig. di Pienes cavalli</td> <td class="center">N.</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. de Smoda</td> <td class="center">»</td> <td class="num">350</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. de Mompensier cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">350</td> - </tr> - <tr> - <td>Zente dil principe di Orangia</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> -</table> - -<h3 id="lib1-18"><i>Questi altri è passati per lo Alexandrino -guidati da Scaramuzza Visconte.</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Monsig. Doyson cavalli</td> <td class="center">N.</td> <td class="num">460</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. della Tramoglia cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">300</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. de Guisa cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">300</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. lo Gran Scudier cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">300</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. de Vienon cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">300</td> - </tr> - <tr> - <td>Monsig. don Zuliano cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">920</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td class="rt">Summa a tutti</td> <td class="center">N.</td> <td class="num">2580</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td class="rt">Summa summarum, tutti cavalli</td> <td class="center">N.</td> <td class="num">7160</td> - </tr> - <tr> - <td class="rt">a piedi</td> <td class="center">»</td> <td class="num">6000</td> - </tr> -</table> - -<p> -La qual poliza fo mandata per quei de Milano, <i>tamen</i> non fo vera, -come più avanti a la descrittione di tutto lo exercito di esso Re, habuta -la verità, sarà scritto. -</p> - -<h3 id="lib1-19"><i>Questi sono li nomi de molti capitanij et Gran Maestri venuti col -Re in Italia, i quali tutti è stà nominati per lettere in diversi -tempi.</i></h3> - -<ul> -<li>Monsig. di San Malo, <i>nunc</i> fatto Cardinal.</li> -<li><span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span></li> -<li>Monsig. di Biocher, cam.º dil Re (o vero de Beucher).</li> -<li>Monsig. de Brexe, zoè Felippo, monsig. di Savoja, barba dil Re.</li> -<li>Monsig. Maraschalco de Giae.</li> -<li>Monsig. Maraschalco de Bertagna.</li> -<li>Lo Gran batardo Matio de Borbon.</li> -<li>Lo batardo Charles de Borbon.</li> -<li>Louys monsig. de Lussemburg, cuxin zerman dil Re et conte di Lignì.</li> -<li>Monsig. di Mompensier, di la caxa di Borbon.</li> -<li>Monsig. de Obegnì, cap.º di 100 scozzesi di la guarda.</li> -<li>Monsig. di la Trimoglia, cam.º dil Re.</li> -<li>Monsig. de Miolano, cam.º dil Re et cap.º di 100 zentilhomeni di la guarda dil Re (o ver de Miolans).</li> -<li>Francesco monsig. de Lussemburg, di caxa di Elemagna.</li> -<li>Monsig. de Biamonte, de Polignachi.</li> -<li>Monsig. de Fois.</li> -<li>Monsig. lo Grande scudier, sig. d'Urfè.</li> -<li>Monsig. lo Preosto de Paris.</li> -<li>Ludovico monsig. di Vadoma, di la caxa de Borbon.</li> -<li>Monsig. lo Presidente de Paris.</li> -<li>Monsig. lo Presidente de Garnopoli.</li> -<li>Monsig. Angilbert, conte di Neversa, fratel dil duca de Cleves.</li> -<li>Monsig. de la Palissa.</li> -<li>Monsig. de la Spara.</li> -<li>Monsig. di Arzenton.</li> -<li>Monsig. di Citem.</li> -<li>Monsig. di San Perus.</li> -<li>Monsig. di Corsol (<i>Cresol</i>) cap.º di 200 arcieri di la guarda.</li> -<li>Monsig. lo Vidame de Ciartes, cap.º di 100 homeni d'arme di la caxa dil Re, e di 100 ballestrieri.</li> -<li>Monsig. de la Ruota.</li> -<li>Monsig. Presidente dil Dolphinà.</li> -<li>Monsig. General di Bertagna, Ioam Frances. Cathelam.</li> -<li>Monsig. lo Preosto de Marisal, sopra tutte le zente d'arme dil Re.</li> -<li>Monsig. Peron di Basser, era scudier di scuria dil Re.</li> -<li>Monsig. Robertet, cancellier dil Re.</li> -<li>Monsig. de Biamonte di Normandia, in Livorno.</li> -<li>Monsig. de Piennes.</li> -<li>Lo General de Linguadocha, fratello de monsig. da Mallo.</li> -<li>Sariach, quello guardava il castello di Perpignan, è a Pisa.</li> -<li>D. Claudio de la Cintra.</li> -<li><span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span></li> -<li>D. Gratiano de Guerra, cavalier.</li> -<li>D. M.... de Guerra suo fratello, cap.º di Hostia.</li> -<li>Felippo de Molins.</li> -<li>Joch de Silgi, capitano.</li> -<li>Don Cabriel de Monfalcon.</li> -<li>Monsig. lo Episcopo de....</li> -<li>Monsig. di Zoia Monte.</li> -<li>Monsig. de Guisa.</li> -<li>Monsig. Dandreges, che fo lassato cap.º in Pisa per el Re.</li> -<li>Monsig. Gisam de Gias (<i>Jean de la Grange</i>), Gran Maestro di le artegliarie dil Roy.</li> -<li>Monsig. de Persì.</li> -<li>Monsig. de Lignì.</li> -</ul> - -<p> -El Re zonto a Pontremolo deliberoe di andar più di longo, et -zà le sue zente, redute su quel de Fiorentini, facevano de gran danni, -come più avanti sarà scritto. Et andò a uno castello dei marchexi -Malaspina, recomandati al Stato de Milan, chiamato l'Aulla, -mia X distante da Serzana, loco de Fiorentini, el qual el Re mostrava -di voler acquistar. Et el sig. Ludovico duca di Milano, zonto -a Villafranca vicino dove era il Re, adi 31 Ottubrio andò a visitar -Sua Maestà, et usò le parole li parse. Fatto li secreti consegli, ritornò -ad allozar la sera pur nel ditto castello de Villafranca, et poi -andò a Fornovo, et qui stette alcuni zorni visitando spesso el Re. -Et adi 13 Novembrio ritornò a Milano con l'ambassador nostro, essendo -stato col Re zorni tre, et avanti partisse di Pontremolo fè zurar -a quelli dil loco fedeltà, et receverlo per suo signore et duca. -</p> - -<p> -Adi ultimo Ottubrio passò per Pontremolo 1000 Sguizzari dil -Re, et andava in campo, et per le sue insolentie la terra fo in arme, -ne ammazzorno 18, feriti assai, li expulseno di la terra; et questo -perchè volevano metter a sacco quel loco, ma quando fo il ritorno -dil Re in Franza feceno le loro vendette, come nel terzo libro sarà -scritto ordinatamente. -</p> - -<p> -Le zente dil Re, andate scorsizando su quel de Fiorentini, preseno -le infrascritte castelle n.º 24, zoè: la Rocca Sigillina, Bagnone, -Castiglione (<i>del Terziere</i>), castelli fortissimi; Corvarola, Furnolo, -Pastina, Caprigliola, Navola, Capo de Ponte, Monzone, Agello, -Equi, et questi tutti si reseno a Franzesi a patti, et levono le insegne -dil Re; Albiano, Falcinella, La Verrucola, Fivizzano, Lamone, -Montecharo, Gropo San Piero, questi sono messi a sacco, et fatto -<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> -presoni perchè non si volseno render; Castelnuovo bruzò et sacchizoe, -el qual facea fuoghi 150; Ortonuovo, Pietrasanta, Serzana et -Serzanella poi have come dirò di sotto. Et d'indi Franzesi si comenzono -a inrichirsi, et fece prede de valor de ducati 40 in 50 milia, -come scrisse l'ambassador de Milan era a Fiorenza, per la descrittion -fatta al suo Duca. Era con il Re, come per lettere di Zorzi -Pisani ambassador a Milan Venitiani fo certificati, su quel de Fiorentini, -Franzesi X milia, Sguizzari 5000, bocche da fuogo 900. -</p> - -<p> -Adi 7 Novembrio el conte de Maza ambassador dil Re Maximiliano -venne con cavalli 14 dal Re di Franza a Pontremolo. Zonse in -questo zorno, parlato col duca Ludovico, expose al Re la imbassata -dil suo Re di Romani. -</p> - -<p> -Fiorentini, domente tal cose si fanno, considerando il fatto loro, -et come il Re li haria mandato a dimandar di novo passo et vittuarie, -et che le haveano denegate et altre volte promesse; vedendo -Franzesi in gran reputatione, et che de li soi castelli gran numero -erano stati presi, sacchizzati, et malmenati li habitanti; et pensandosi -che sopra di loro el fatto andava, et erano li primi tocchi, havendo -zà a Piasenza mandato Anzolo Niccolini loro ambassador et -Piero Alemanni stravestidi per esser in colloquio col Re, et non havevano -potuto operar alcuna cosa; et che Lorencin de Medici, che -havea rotto el confino, era molto honorato apresso Sua Maestà; et -che Senesi, Lucchesi et altre comunità erano disposte di darli passo -et ogni altra cosa; che 'l campo dil re Alphonso già era disciolto; -et ultimo, che bona parte di le sue mercadantie erano a Lion et altri -luogi de Franza, et che lì in Franza Fiorentini sempre fevano -bene li fatti loro; et molte altre ragione che tra loro fonno consultate: -deliberono adi 2 Dezembre nel Conseglio di 300 di mandar 8 ambassadori -al Re preditto di Franza, li nomi di quali è qui sotto scritti. -Tra i quali volseno vi andasse Piero de Medici, che <i>tunc</i> in Fiorenza -era primario, et quasi quella terra, <i>licet</i> fusse cittadino privato, governava, -facendo in effetto il tutto. Et la Signoria, che sono otto, -et uno confalonier, nove, niuna cosa expediva senza saputa sua. Come -in diversi tempi questa caxa de Medici lì in Fiorenza havea habuto -tal potere, del 1432 in qua, che Medici fonno revocati, che -erano fora ussiti, Cosma suo avo nominato in molte historie et ricchissimo, -et sopra di la sua sepultura è tal epitafio: <i>Cosma Medices, -Pater patriae</i>. Poi successe Piero suo fiol, che have gran potere; -<i>demum</i> ne li nostri tempi Lorenzo padre di questo Piero, et Juliano, -et Joanne di la Romana Chiesa cardinal fatto per Innocentio pontifice. -<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> -El qual Lorenzo novamente del 1492 era mancato di la presente -vita. Questo Lorenzo varentoe la Republica al tempo di la -guerra di Toscana del 1488, quando Ferdinando re vi voleva poner -le mano, et Sixto pontifice li erano contra; <i>tamen</i> la Signoria de -Venetia et Stado de Milano li deteno gran favore. <i>Sei de his hactenus</i>. -Li ambassadori electi fonno questi: Angelo Nicolini dottor, Domenego -Bongi dottor, Piero Alemanni cavalier, Juliano Salviati, Piero -Soderini, Francesco Valori, Brazo Martelli et Piero de Lorenzo -de Medici. El qual volse prima lui partirse da Fiorenza, et andar -dal Re di Franza, et adattar le cose; et accordò poi che questi li -venisseno driedo, et confirmasseno ogni accordo fatto per lui. Et -cussì fonno Fiorentini contenti, perchè Piero li prometteva de conzar -con honor e ben loro. Et cussì ditti ambassadori partino di Fiorenza, -dimorando a Pisa, et Piero de Medici venne avanti a trovar -il Re. -</p> - -<p> -Adi 8 Novembrio adoncha, esso Piero zonse dal Re preditto, el -qual era a una badia mia do lontan de Serzana, et voleva metter -campo a ditta Serzana, et al tutto ottenirla. Et zonto Piero de Medici, -fatta riverentia come a tal Re si richiedeva, visto la sua potentia, -<i>non solum</i> li seppe nè volse contradir, <i>ymo</i> aderite ad ogni suo -voler; et inzenocchiato davanti el Re, li presentò Serzana, Serzanella, -Pietrasanta, el porto di Livorno et Pisa in le sue man, a sua -discretione, dicendo: Vostra Maestà mandi con mi, che tal luogi -haverà in suo dominio. La qual cosa non havea in commissione di -far da Fiorentini; et fu molto accetta al Re. Et poi che le sue zente -introe in Serzana, essendo cussì el voler di Piero, esso Piero disse -al Re volea tornar in Fiorenza, a poner ordine di la sua felice intrata. -Ma li altri ambassadori li venivano driedo, inteso questo accordo -havea fatto Piero, havendolo molto a mal, ritornono a Fiorenza, -et non volseno andar di longo. -</p> - -<p> -Adi 9 tornato Piero in Fiorenza, et zà lo suo palazzo era preparato -di molte tapezzarie per la posada dil (<i>Re</i>), benissimo in hordine. -Ma Fiorentini ebbeno a mal quello havea fatto Piero contra il -voler loro, et erano molto sdegnati contra di lui, et volendo andar -Piero al palazzo di la Signoria per riferire tal accordo, el qual zà si -sapeva, con alcuni provisionati secondo il consueto, et Piero si havea -armato, sentendo il mormorar di la terra, <i>tamen</i> di sopra si -puose el suo mantello di coroto portava per il padre ancora; et credendo -andar di longo in palazzo li soi provisionati, come erano assueti -di andarvi senza diponer le spade haveano, trovano a la porta -<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> -dil palazzo predetto Jacomo di Nerli cittadino, fratello di Bortolomio -de Nerli, che a Venetia è gran mercante et ha gran fatti. Or questo -Jacomo per esser deputato, volendo intrar uno provisionato di Piero -avanti in palazzo, li disse: metti zoso (<i>giù</i>) le arme. El qual volendo -contrastar, li bastò l'animo di metter man su la spada, perchè li -non era tolta, et disse: tu non vi entrarai. Et Piero meravigliandosi -di questo, esso Jacomo li disse certe parole, per le qual Piero -cognobbe la Signoria esser sdegnata contra de lui, et che lì in palazzo -vi era custodia; <i>unde</i> deliberoe di andar attorno la terra, cridando: -<i>Libertà!</i> per veder come il populo si moveva. Zà su le porte -di Fiorenza suo cugnato sig. Paulo Orsini, el qual era soldato de -Fiorentini, et havea 500 cavalli, veniva in suo ajuto. Et cussì andato -attorno la città, cridando lui et li soi come ho ditto: <i>Libertà! -Libertà!</i> ma il populo era admirato di questo, et ritornò a casa, -dove li soi facevano gran festa, butando confettioni, acciò il populo -li fusse amico. Ma la Signoria, visto questo, sonò una campana che -di raro si sona, se non quando intravien qualche gran cosa, come -fo questa, di andar uno privato cittadin attorno la terra; per la qual -cosa tutta Fiorenza si levono in arme, et correno su la piazza. Ma -li amici et partesani de Piero preditto lo consigliono, perchè il populo -li era molto contrario, che per il meglio dovesse subito partirsi; -havendo visto quando andò attorno la città cridando, che niuno -fece segno alcuno in suo favore. <i>Unde</i> esso Piero con li do fradelli, -Zuane cardinal, <i>tituli Sanctae Mariae in Dominica</i>, et Juliano, -<i>etiam</i> el sig. Paulo Orsini preditto suo cugnato, vestiti incogniti se -ne partiteno di Fiorenza, et veneno a Bologna, lassando alcuni de -soi che dovesse tuor quello potevano di l'aver sottil, <i>maxime</i> alcune -medaie d'oro et zoje, le qual medaie era di gran precio et le prime -cose de Italia, che fu di Lorenzo suo padre, et che li dovesseno venir -driedo. La moglie, chiamata Alfonsina di Orsini, rimase lì in Fiorenza. -Et zonti a Bologna, el cardinal rimase nel monasterio de San -Domenego: Piero, Juliano et Paulo Orsini veneno a Venetia, come -dirò sotto. Ma in questo mezzo la Signoria de Fiorenza, chiamato -el consiglio, inteso el ditto fuzer, feceno molte provisione, detteno -taglia a Piero et Juliano de Medici, che chi li presentasseno vivi -havesse ducati 4000, et 3000 morti; et alcuni corseno al suo palazzo -volendo metterlo a sacco, el qual era, come ho scritto, preparato -di molte tapezzarie per la venuta dil Re. Et a ciò non fusse disconciato, -vi andò alcuni deputati per la Signoria a custodia, et -non lassò di sopra fusse toccato alcuna cosa: ma ben di sotto, zoè -<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> -vini de le soe caneve, formenti et altre cose fonno sacchizzate. Et -Fiorentini, consultato quello dovesseno far, perchè il Re si approximava, -elexeno quattro ambassadori, i quali insieme con uno frate, -Hieronimo di Ferrara, di l'ordine di San Marco, frate predicatore, -homo molto religioso et di gran sanctimonia, el qual lì in Fiorenza -era adorato per santo, et, come Fiorentini dicevano, questo havea -preditto la venuta dil Re et tal confusione: et a questi cinque commesseno -che andasseno dal Re, et si accordasseno con gli miglior -patti potevano. Et inteso questa nuova a Venetia, Antonio Soderini, -era ambassador de Fiorentini a questa Signoria, essendo il Consejo -de Pregadi suso, battè a la porta, et tolse licentia da la Signoria, -<i>et statim</i> partite, et ritornò a Fiorenza. -</p> - -<p> -Ritorniamo al Re di Franza, el qual habuto la fortezza di Serzana, -vi messe a custodia monsig. de Citem, che fo a Venetia ambassador, -et li commesse quello loco governasse, et fece levar le sue -insegne. In Livorno mandò monsig. di Biamonte di Normandia; et -partito di Serzana intrò in Pietrasanta, dove vi messe uno altro suo -barone in governo, et pur fece levar le bandiere di Franza. Qui venne -<i>etiam</i> Lucchesi, che con desiderio aspettavano la sua intrata: -onde il Re terminò, prima andasse a Pisa, di andarvi a Lucca. -</p> - -<p> -El Re di Franza adonca, adi.... Novembrio, intrò in Lucca, -dove <i>honorifice</i> fu ricevuto. Li venne contra alcuni cittadini vestiti -di bianco, con l'arma dil Re nel petto, et intrò sotto uno baldacchino: -in summa li fo fatto grandissimo honor da Lucchesi. Allozò -nel vescovado. Et quivi stette un zorno et mezzo. Lucca è città antichissima -in Toscana, da Greci edificata: fu colonia de Romani, et, -come scrive Strabone nel quinto libro di le molte cose, et Livio -nel duodecimo. Et da poi Paulo Guinigio che del 1400 <i>tyrannice</i> -Lucca governava. El qual in questo anno, essendo Lucchese, con favore -di Galeazzo duca de Milano si fece totalmente signore, et regnò -anni 30; et edificoe ivi uno palazzo degno et superbo, et poi, -per ordinatione de Fiorentini et soi cittadini, fo preso et menato a -Milano in prigione al duca Philippo con li figlioli; el qual sì lo confinò -in perpetua carcere: et cussì perse el dominio di Lucca et grandissime -ricchezze che havea. Ma poi Lucchesi che hebbeno tal tiranno -scacciato, si redusseno in libertà, et fino al presente stanno -governandosi a populo, facendo il suo governo tra loro. Di Lucca vi -fue Lucio pontifice maximo, et zà Lucchesi ottenero da Federico -imperatore che in Toscana non fusse lecito usare altra moneta che -lucchese, con certi segni de l'imperio; et Lucio pontifice concesse -<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> -privilegio a Canonici de San Martino, che è la chiesa cattedrale, che -potesseno portare in coro le mitre ad uso di vescovo. Ancora Alexandro -Secundo pontifice fo lucchese. Questa città, dicono alcuni, fu chiamata -Lucca dagli scudi d'oro i quali rilucevano essendo in su le torre -de ditta città altissime, li quali vi sono stati molti tempi. Et la ymagine -dil Volto Santo, cussì da loro chiamato, ch'è uno crucifixo vestito, -el qual havea scarpe d'oro, una di le qual dette a uno povero che -era molto calamitoso, et d'indi è posto una lezenda di sotto questo pè -è senza scarpa. Et meteno tal ymagine nelle loro monete et ducati, è -in gran veneratione, et fa molti miracoli. Et questo el Re volse veder. -</p> - -<p> -Et essendo el Re qui a Lucca, zonse el Cardinal di Siena, homo -de gran reputatione et dottrina, el qual da Alexandro pontifice era -stà mandato a esso Re per legato, per veder si poteva adattar le -cose con el re Alphonso. Et volendo aver audientia dal Re, quello -non li volse parlar, perchè fo nepote di papa Pio, che a la bona memoria -dil Re suo padre fu contrario, et coronò Ferdinando dil Reame -di Napoli, come ho scritto di sopra. Et li mandò a dir a Sua Signoria -per alcuni suoi baroni, che come Cardinal lo havea in gran reverentia, -ma come legato non li voleva dar audientia. Et habuto tal risposta, -se ne tornò a Siena, et ivi stette fino el Re vi entrò. Questo -partì di Roma adi 17 Ottubrio. -</p> - -<p> -Venne qui a Lucca tre ambassadori de Senesi, i quali fonno Nicolò -Burgese cavalier, Bortolomio Sozino dottor famoso, et...... -......... a congratularsi con el Re di la sua venuta, offrirgli el -Stato de Senesi, et che l'aspettavano volentieri, promettendo passo -et vittuarie, i quali fonno ricevuti molto volentieri dal Re, et fattoli -bona cera. Et el Sozino andò a Milano et zonse adi 22 Novembrio, -per congratularsi col sig. Ludovico di la sua creatione, come dirò di -poi, scrivendo de Milano. -</p> - -<p> -Li ambassadori de Fiorentini nominati di sopra zonseno dal Re -et exposeno la loro imbassada, et che Fiorentini erano contenti di -la soa venuta, et che Sua Maestà non si maravigliasse di quello haveano -fatto a Piero e fradelli de Medici, perchè sempre contra la -soa Republica mal si havea portato, concludendo volevano conzar li -capitoli in miglior forma. Et el Re li respose che non era venuto per -far alcun danno a Fiorentini, et che si meravigliava di questo, et -che avanti loro dovea venir a darli il passo et ogni altra cosa necessaria, -come zà al principio di questa impresa li haveano promesso: -et che voleva intrar in Fiorenza dove conzeria li capitoli. Et questi -partiti, ritornono a Fiorenza, essendo stati dal Re. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> -</p> - -<p> -Et el Re volse da Lucchesi imprestedo ducati 20 milia, et cussì -li fonno presentati; et ancora volse la fortezza di Montegioso in le -sue mano, et Lucchesi gela detteno, dove messe custodia de soi Franzesi. -Qui in Lucca Franzesi feceno molte violentie a donne, però che -sono zente molto lussuriose, et fino hora erano stati su quel di Milano, -et non havea osato far nulla per l'amicitia havea el Re. Ma -quivi, come fo ditto, feceno assà disonestà, et tra le altre el Re, piacendogli -una donna......... bellissima, la qual era, <i>ut dicitur</i>, -de Guastalla, sì la mandò a tuor, et habuto el suo desiderio, la lassoe -qui; <i>tamen</i> poi che zonse in Napoli per ditta mandò, et appresso -Sua Maestà tenne. -</p> - -<p> -Adi 8 ditto, essendo el Re partito da Lucca a hore zerca 24, -introe in la città de Pisa. Li andoe contra el suffraganeo Arciepiscopo, -el qual era vicegerente dil cardinal San Zorzi e arcivescovo -di Pisa, et con tutta la chieresia apparata, Francesco Secco, nominato -di sopra, che ivi stanciava, et Annibal Bentivoj, figlio dil magnifico -Joanne, era soldati de Fiorentini, et el sig. Francesco Cibo, -fo fiol di papa Innocentio, el qual <i>etiam</i> lui havea soldo da Fiorentini: -et cussì riceveteno el Re dentro la terra; benchè Pisani poco -honor li potesse far, perchè era supposti a Fiorentini. Questo Re era -vestito di veludo negro, con uno cappello in testa: li và da presso -sempre cavalcando monsig. de Brexe et monsig. de Lignì so cusini, -di una età de anni 24, et sempre dormiva con Sua Maestà: <i>etiam</i> -do episcopi monsig. de Angier et uno altro. Monsig. episcopo di -Samallo et monsig. di Beucher erano governadori apresso la sua -persona de l'impresa, come ho scritto di sopra. Et ne l'intrar in -Pisa havea 500 arcieri attorno, et 200 zentilhomeni franzesi li va -dintorno, et lui in mezzo, per la sua guardia. Monsig. di Mompensier, -ch'è capitano a tal impresa, è il primo di andar con le sue -zente in le terre, avanti vi entra la persona dil Re. Et el Re allozò -in la caxa di Piero de Medici, dove li era preparato. Et è da saper -che qui in Pisa, entrato monsig. di Mompensier, volendo visitar -Francesco Secco, che era suo barba, per sua moglie ch'è sorella dil -marchese di Mantoa, zoè di ditto Mompensier, non volse parlarli -per esser stato rebello dil suo cugnato, <i>ymo</i> più che alcuni de li soi. -Partito che fu Francesco Secco di Pisa, et venuto a Lucca, dove havea -mandato il bon et miglior dil suo, per dubio di quello l'intravenne, -Franzesi andono alla caxa sua per metterla a sacco, et cussì -la messe di quello trovono, che furon vittuarie et poche robbe. Annibal -Bentivoj andò a Fiorenza, et el sig. Franceschetto a Zenoa. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> -</p> - -<p> -La Domenega, fo 9 dil mexe, andò per la terra il Re, vedendo -le do cittadelle, el Domo, el Campo Santo, el sito di la terra, et ogni -altra cosa; sempre a cavallo. Et per seguir il mio consueto, alcuna -cosa di Pisa qui voglio scriver. -</p> - -<p> -Pisa è città in Toscana dignissima, et zerca 1700 anni avanti -lo advenimento di Christo fo edificata da Greci, i quali veneno da -Pisa de Archadia, come (<i>dice</i>) Strabone; et edificono questa Pisa in -Italia. Et zà fu potentissima, non a tempo de Romani, ma poi che -Populonia et Luna città furono guaste, comincioe, et in tempo di -Carlomagno imperadore havea sotto il suo dominio molte isole et la -cittade de Jerusalem. Ma poi per soe discordie nel 1400 da Fiorentini -soi emuli fue sottoposta, et d'indi fino al presente sempre è -stata. Et Fiorentini, per trattato di uno Joanne Gambacurta, essendo -col campo attorno stati gran tempo, el zorno de Santo Dionixio, ch'è -adi 9 Ottubrio, intrò; nel qual zorno ogni anno in Fiorenza si fa -sollemnità grandissima, dannosi pecunia deputata, vestissi <i>duodecim</i> -giovenette povere, si fà processione, et ciò in memoria di tanto beneficio -et vittoria, et si corre uno bellissimo palio. Or qui in Pisa la -chiesa cathedral di Santa Maria è bellissima, il cimiterio chiamato -Campo Santo, dove è di quella terra di Jerusalem, et ivi è posti li -corpi de morti, et in termine di tre zorni non vi si trova più ossi, e -tutti vanno in polvere. -</p> - -<p> -Pisani, desiderando molto la libertà, per la subietione havevano -da Fiorentini, deliberono provar si potevano ridursi in libertà, et -prima praticato con li sig. Gran Maestri et Baroni dil Re allozati in -diverse caxe, dove li patroni de ditte caxe exortaveno quelli li dovesseno -esser propicii, et <i>etiam</i> col sig. Galiazzo di Sanseverino, che -poi tornato dal Re mai si partì da Sua Maestà, et steva quasi come -ostaso di la fede dil sig. Ludovico; et ancora praticò con Don Alphonso -fiol dil Duca di Ferrara primario, che, zonto el Re propinquo -a Pontremolo, venne da Sua Maestà, et con quello andava verso Roma, -et<i> etiam</i> con suo fratello don Ferrante, che stava in corte di -esso Re. -</p> - -<p> -Ma lasciamo questi Pisani praticar, et quello successe questo -zorno scriviamo. -</p> - -<p> -Adi 12 ditto, Fiorentini mandò 4 ambassadori al Re, i quali -fonno lo episcopo di Volterra, Francesco Soderini, lo prothonotario -Capponi et do altri lo nome di qual a mi è incognito; et venuti dal -Re a Pisa li exposeno quattro cose. La prima li apresentò el fio, fo -dil sig. Carlo di Faenza. La secunda per ricercar la liberation di -<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> -Marino Tomaselli, orator dil re Alphonso, el qual era stato lì a -Fiorenza gran tempo, et in questi zorni con la fede de Fiorentini -publica era uscito de Fiorenza, et stava in uno castello, et Franzesi -lo prese et menò dal Re, taia ducati 400. Questo fevano Fiorentini -per dubito, Alphonso non facesse questo medemo al loro ambassador -si ritrovava a Napoli, et <i>etiam</i> per le mercadantie havevano in -Reame. Et tertio per sollicitar la sua intrata in Fiorenza, et satisfar -il desiderio dil populo, advisando Sua Maestà di la carestia di vittuarie -vi era. Quarto et ultimo, perchè si provvedesse a li danni et -disordini nel paese fatti. A le qual richieste el Re rispose: primo -quanto al sig. Carlo li era molto a grato, et voleva per suo; secondo -poteva tenir Marino Tomaselli, per esser orator dil suo inimico, appresso -di lui, per haverlo preso fuora di la terra di Fiorenza; tertio -che l'entreria presto; et quarto che daria remedio a li desordini. Et -cussì, habuto tal risposta, ditti ambassadori ritornò a Fiorenza. -</p> - -<p> -Ancora zonse 4 ambassadori di Zenoesi al Re, venuti per la -reintegration di le terre sue teniva Fiorentini, le qual era ne le man -dil Re. Ai quali fo deputati li auditori, et expediti ritornono da poi -a Zenoa. -</p> - -<p> -A dì 10 Fiorentini bandite la caxa di Orsini, et svalisono la -compagnia dil sig. Paulo Orsini nominato di sopra. -</p> - -<p> -Ma Pisani, che erano pur vigilanti al fatto loro, la Domenega -de sera, che fo 9 Novembrio, li principal cittadini andono a caxa a -trovar il Re; et uno di loro fece le parole, pregando Sua Maestà -Christianissima li volesse difender et cavarli de man de Fiorentini, -dimostrando la subietion havevano: concludendo, volevano esser in -libertà, et che dovea bastar a Fiorentini del 1406 in qua haver quella -povera terra posseduta, et che volevano esser sempre suposti a -soa regal corona. <i>Unde</i> el Re, mosso a compassione, exhortato da li -soi che lo consigliava, fo contento di farli quanto domandava; et -cussì tutti li Pisani in quell'hora medema, che erano molti reduti -per udir la voluntà dil Re, comenzono a cridar: Franza! Franza! -facendo per la terra grandissimi rumori in quella notte, et luminarie -de fuogi, et corseno al ponte vecchio, ch'è uno dei tre ponti è -sora l'Arno, ch'è uno fiume nominatissimo passa per Fiorenza, et -qui mette in mar, et rumpeteno una colonna sopra la qual era uno -marzocco di pietra, ch'è la insegna de Fiorentini, et quello rotto di -la colonna, lo ligono con corde et strassinò per la città, et poi fense -de brusarlo mettendovi fuogo intorno; <i>demum</i> lo buttò ne l'Arno, -et cussì molti marzocchi per Pisa ruinorono et spegazono, et era -<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> -uno bellissimo veder l'allegrezza dimostravano Pisani, sì donne come -homeni. Ancora quella notte, davanti la casa dove era il Re, fo -fatto grandissime feste et fuogi pareva zorno. Et il Re stava a la -finestra, et ne havea grande piacer. Et il capitano de Fiorentini era -lì in Pisa, chiamato Serristorio de Serristori, et li tre consoli fiorentini, -i quali devano ragion, fonno discacciati, et andono via con il -resto de li custodi dil Stato Fiorentino. Et <i>conclusive</i> si reduseno in -libertà, et mandono a tuor a Lucca li soi ordini, per governarse come -facevano Lucchesi. Et da poi che il Re fo partito di Pisa, el zorno -medemo che fo 10 Novembrio, Pisani si redusseno in consiglio, et -fece 6 signori antiani, et X signori di la Balia et il Confaloniero: -mandò compitamente fuora le gente de Fiorentini, <i>tamen</i> fece uno -edito quelli rimaseno per il Re al governo di Pisa, che nominerò di -sotto, che a Fiorentini nè a loro nè al suo haver fusse fatto alcun -dispiacer; ma <i>libere</i> dovesse andar et uscire di la cittade. Et ancora -in Pisa dove era marzocco di piera, al ponte ditto di sopra, messeno -una bandiera con l'arma dil Re di Franza; et <i>etiam</i> a la gabella -dove si levava il stendardo con el zio (<i>giglio</i>), ch'è l'arma de Fiorentini, -levono l'arma dil Re con tre zii (<i>gigli</i>) et di sopra la corona. -Qui in Pisa el Re lassò do commessarii franzesi, chiamati uno -monsig. Zuan Rabot, uno di signori dil Parlamento de Garnoboli, et -monsig. Zuan Fier dottor in leze, suo consier; et ancora volse el Re -tenir la cittadella nuova, ch'è la più forte, et Pisani tenisseno la -vecchia, et ivi lassò uno de soi capitani, chiamato Sariachi, che fu -quello vardava el castello di Perpignano, al qual commise fusse capitano -de Pisa, de Livorno et Pietrasanta, dove <i>etiam</i> era alcuni -franzesi in governo de quelli lochi. -</p> - -<p> -Et essendo stato el Re uno zorno et do notte in Pisa, el luni -da mattina montò a cavallo e partite per Fiorenza, et andò ad allozar -a Empole, mia 25 lontan de Fiorenza, poi a Ponte Segna, mia -20 lontano, dove stette 6 zorni, zoè fino a l'altro luni, che fo a dì -17 Novembrio, che intrò in Fiorenza: questo perchè voleva aspettar -che 'l suo esercito si ponesse in hordine, et che armati intrasseno -in la terra per più magnificentia. Et el zorno da poi partì -el Re di Pisa, vi gionse in Pisa, partito di l'armata di Zenoa, el -cardinal San Piero <i>in Vincula</i>, che veniva a trovar el Re. Et come -per lettere di Zenoa se intese, questo a dì primo Novembrio partì di -Zenoa con do galie, et venne a trovar el Re. <i>Etiam</i> el Principe de -Salerno a dì 3 partite, et venne a parlar con Soa Maestà, et subito -tornò a Zenoa per montar su alcune nave si preparava, et andar a -<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> -dismontar in Reame. Or questo Cardinal, per haver le gotte, si faceva -portar da quattro persone, allozò in Pisa al monasterio di San -Michiel, poi andò a trovar el Re a Ponte Segna, et con lui intrò in -Fiorenza, et seguitollo fino che 'l Re intrò in Napoli. Et mentre che -el Re dimorava lì a Ponte Segna, Pisani li mandono alcuni ambassadori, -pregando Soa Maestà volesse confirmar el Studio in Pisa, -cussì come prima era et Fiorentini lo tenevano, et dil suo pagavano -li dottori lezenti. <i>Unde</i>, mancando il dominio loro, <i>ex consequenti</i> -mancò el lezer et stipendio di dottori: la qual cosa per honor suo -Pisani volevano pagar loro, a ciò vi fosse il Studio. Ma el Re, per -esser implicito di altre faccende, allora non deliberò cosa alcuna. Et -è da saper che quivi veneno li quattro ambassadori ultimi de Fiorentini, -li quali scrissi di sopra che andono dal Re a Pisa, ma la verità -è che fonno qui a Ponte Segna. Ma lassiamo qui el Re, et a le -cose intervenute in questo tempo in altre parte de Italia scriveremo. -</p> - -<h3 id="lib1-20"><i>Quello seguite a Roma in questo mezzo.</i></h3> - -<p> -A Roma el Pontifice, vedendo el prosperar dil Re, era molto -di mala voglia; l'armada di Zenoa si approximava al Tevere, come -dirò di sotto; terminò di far alcuni fanti per custodia di Roma; et -vedendo Fiorentini li davano passo, et quello seguiva in Toscana, -non sapeva che farsi: et però cum Paulo Pisani ambassador veneto -spesso consultava, pregando scrivesse a la Signoria non lo volesse -abbandonar. Molto dubitava di esser privato dil Papato, o ver da li -cardinali teniva dal Re fusse eletto uno altro Papa, et seguir scisma, -come in diversi tempi in la chiesia sono state, per numero 23, -dal 234 fin 1444, secondo si leze ne le historie: et però feva il tutto -per haver li cardinali con lui, et con monsig. Ascanio vice cancellier -spesso lo mandava ad exortar volesse ritornar a Roma, et cussì -esso Ascanio deliberoe venir in Roma, ad abboccarsi col Pontifice, -et veder si poteva conzar le cose, che desse il passo al Re di Franza. -Et venuto a Marino, castello de Colonnesi, mia X da Roma, per -ostaso el cardinal Valenza, nepote dil Papa, Ascanio a dì 2 Novembrio -intrò in Roma di sera. Li andò contra el cardinal Monreal, nepote -<i>etiam</i> dil Pontifice, et la fameia di Sua Beatitudine, et andato -dal Papa stette in colloquio fino a mezza notte, poi il zorno driedo -andò in concistoro, et, <i>statim</i> disciolto, si partì et tornò a Marino, -havendo dormito quella notte in palazzo dil Papa. Et qui a Marino -<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> -erano le zente de Colonnesi redate, et aspettavano Antonello Vitelli -soldato dil Roy con squadre dodexe. -</p> - -<p> -In questi zorni lì a Roma el banco de Medici fallite per ducati -100 millia, et fo dapoi el cazzar Piero di Fiorenza. El cardinal di -Siena fra i altri have botta di ducati undese millia; et el Papa fece -salvoconduto a Medici per mexi 6. -</p> - -<h3 id="lib1-21"><i>Come l'armada dil Re di Franza andò nel Tevere a Hostia -et ritornò a disarmar.</i></h3> - -<p> -Sì come scrissi di sopra, l'armada dil Re di Franza era uscita -di Zenoa, et, in questo mezzo che 'l Re prosperava in Toscana, venuta -a Neptuno, da la longa si veteno (<i>videro</i>) con quella dil re Alphonso, -<i>tamen</i> non si volseno apizar (<i>attaccare</i>) dubitando forsi una -di l'altra. Et questa dil re Alphonso prese do galie de Franzesi, come -dirò scrivendo quello faceva el Re preditto, et andò in porto a -Gaeta. Ma quella di Franza, per lettere di Roma di primo Novembrio, -se intese esser zonta a San Severo, fra Civitavecchia et Hostia, -dove dovea metter le zente in terra: et poi, per lettere di 3, ditta -armada si divise in tre parte: galie 18 intrò nel Tevere fino nelle -fosse di Hostia, et ivi messe zente nova franzese, <i>adeo</i> che fo perso -la speranza di rehaver Hostia più indriedo; <i>etiam</i> altre zente per -terra andò a trovar el campo de Colonnesi. L'altra parte, che era 4 -nave grosse, rimase a Monte Arzenton. El resto a uno porto vecchio, -lontan de Neptuno mia 4. Et di gran zente de ditta armada -dismontò in terra, et a dì 4 Novembrio la nave Salvega, con le altre -do nave che, come di sopra è scripto, andono alle Specie, ritornono -a Zenoa, dove si preparava 7 nave per il Principe di Salerno. El -qual a dì 11 ditto montò su ditte nave con fanti 3500, e verso Calavria -navigò, perchè era molto amato da tutta quella riviera, et li -soi di Salerno lo aspettavano con gran iubilo: et poi a dì 17 Dezembrio -ditta armada ritornò a Zenoa et disarmò, nè restò in mar salvo -le nave andate in Calavria con el Principe di Salerno, tra le qual la -nave Salvega che era grandissima di botte.... -</p> - -<h3 id="lib1-22"><i>Cose seguite a Milano da poi la tornata dil Duca -dil mexe di Novembrio 1494.</i></h3> - -<p> -Et a Milano essendo ritornato el Duca, è da saper che a dì 9 -Novembrio el Pontifice li scrisse do brievi, congratulandosi di la sua -<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> -creatione, dolendosi di la morte dil nepote; et cussì scrisse prima al -cardinal Ascanio, vice cancellier, dolendosi et allegrandosi dil fratello, -esortandolo volesse scriverli che fosse quello mettesse paxe in -Italia. <i>Item</i> cardinali molti li scrisseno al Duca lettere congratulatorie, -et a dì 11 el re Alphonso li scrisse, date in campo a Mola, si -dolse <i>etiam</i> di la morte di suo zenero, et si congratuloe dicendo volea -mandar suo ambassador di brieve. -</p> - -<p> -A dì 17, a hore 17, el ditto sig. Ludovico duca, per hora astrologica -habuta dal suo maistro Ambrosio, scrisse di sua mano el titolo -volea li fosse dato et subscritto nelle lettere, el qual diceva: <i>Ludovicus -Maria Sforcia Anglus Dux Mediolani Papiae Angleriaeque -comes ac Genuae et Cremonae dominus</i>. Et è da saper che in questo -titolo variò di quello faceva li altri, et suo padre duca Francesco, -suo fratello Galeazzo et il nepote Zuan Galeazzo; però che questi -tutti se intitulono <i>vicecomes</i> et non <i>anglus</i>, zoè di la caxa de Viceconti. -Ma questo Duca, volendo imitar el titolo del duca Filippo suo -avo materno, si chiamò Anglo. Di dove vien tal nome di Anglo, saria -longo qui descriver; pur a ciò el tutto se intenda, scriverò una epistola -venuta de Milano, la qual tal cosa dilucida assà bene. -</p> - -<h3 id="lib1-23"><i>Epistola Caroli Barbavarae Mediolanensis -ad Bernardinum Figinum Veneciis commorantem.</i></h3> - -<p> -Scribis eleganti epistola, quam ab te hodie accepi, fuisse non -paucos ex patriciis Venetis, a quibus es interrogatus quid causae -sit, cur novus Princeps noster excellentissimus Ludovicus, suppresso -Vicecomitis familiae nomine, Anglum se appellet; et Unde dictio -illa emanet, tibique propterea gratissimum fore, si quod in ea re a -nobis sentiatur literis aperuerimus, ut amicorum postulationibus, -cumulatius quam forte hactenus egeris, facere satis queas. Tibi primum -debeo non mediocriter, qui ex tui in me amoris magnitudine -multo magis quam par sit mihi deferendum existimes; non ego -enim ex parte vel minima is sum quem tu opinaris, et esse non -dubito pro bonitate tua cuperes, quia quicquid essem, tuo semper -nomini affectissimum, sicut virtus egregia qua praestas exposcit, -offenderes. De re autem quam intelligere expetis, etsi certi nihil -tam apud nos non dilucide magis quam apud vos scribi possit, -tamen quid in hominum corona de re ipsa loquencium dici hactenus -diversis judiciis audiverim, tibi nequaquam reticendum puto. -Quod Anglum se appellet Princeps noster, facta nominis familiae -<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> -Vicecomitis soppressione, ea est ratio communi omnium opinione, -quod in hoc ducem Philippum emulari, qui et Anglum se appellabat, -nulla familiae Vicecomitis facta mentione, decreverit. Qua -autem de causa Anglum Princeps ille se vocaverit, alii aliud pro -cujusque ingenio et rerum cognitione sentiunt. Sunt enim qui dicant -in Anglia regione oppidum Anglum nomine per comites nonnullos -olim possessum, cuius regimini nequeuntes ipsi aliis rebus -impliciti vacare, aliis vices suas in eo regimine demandabant, ac -propterea eos non Anglos solum, sed Vicecomites etiam tamquam -vicarium comitum gerentes in loco illo appellari se curasse, ex quibus -postea majores ducis Philippi natalem traxerunt. Alii ducem -Philippum ex eo Anglum appellatum autumant, quod vel Princeps -ipse vel ejus praedecessores cum Rege tum Angliae imperanti affinitatem -contraxissent, ac propterea in eius rei memoriam Angli -cognomen illis retinere visum est. Quidam vero longo secum dissentientes, -ajunt cum Antenore qui ex Trojae excidio in Italiam -concedens, Patavium condidit, quemdam Anglium nomine virum -clarissimum ad partes has quoque profectum extruxisse Angleriam -locum, a quo tum comites, qui Mediolanensium duces fuere, appellati -sunt, voluisse ex eo ducem Philippum se Anglum nuncupari. Quorum -omnium opinionem neque laudandam neque improbandam mihi -censeo, etsi nulla earum digna ratione inniti videatur. Sed ubi tu -vel patricii isti aliquam ex illis non rejiciendam prorsus censueritis, -ex parte aliqua satis vobis fecisse, postquam veritas rei ex nullis litterarum -monumentis quae extant intelligi potest, plurimum gaudebo. -Ad haec illud tibi quoque declarare nequaquam omittendum -sum ratus, ut quicquid in re fit teneas, non defuisse ex plebeis nostris -aliquos temere et non ratione ut nosti dicere quicquid velint -solitos, qui principem nostrum ex eo se Anglum appellari velle, supresso -vice comite, asserant, quod non tanto illos posthac quanto -hactenus sit facturas. Verum, quid dicant, tanquam prorsus delirantes, -nesciunt. Nam ex quo ad Ducatum hunc et imperium promotus -est, Vicecomites nonnullos et senatoria dignitate et magistratibus -aliis decoravit. Adeo quod eos ab illius Excellentia non -minores fieri quam antea perspicuo pateat. Vale. Ex Mediolano X -Decembris 1494. Vester Carolus Barbavara. <i>A tergo.</i> Venerabili decretorum -doctori honor. Domino Bernardino Figino, dentur Venetiis. -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -A dì 17 Novembrio el Duca di Ferrara, essendo stato 17 giorni -in Milano, tornato el zenero dal Re è stato con lui 4 zorni, havendo -<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> -fatto far a maistro Zanin, fiol dil <i>quondam</i> maistro Albergeto, tre -modelli de passavolanti, uno al modo franzese et do a diversi modi; -habuto in dono dal Duca 100 miera de metallo, el qual era sta comprà -per construir el cavallo in memoria dil duca Francesco, el ditto -rame fece condur a Pavia, poi per Po a Ferrara, et<i> etiam</i> ditto maistro -Zanin, vi andò con lui per far artegliarie, se partì de Milano, et -ritornò a Ferrara per Po nella sua ganzara. Ma non pretermetterò -di scriver, <i>licet</i> non sia in proposito, quello a dì 18 ditto a Ferrara -accadete: che la notte in la loza, dove el Vicedomino di la Signoria -(per antichi capitoli, confirmati da novo da poi la guerra have con -ditta Signoria) dà ragione, et è uno San Marco depento, et alcuni -scapestri vi andò dentro ditta loza, cavò li occhi a ditta imagine di -San Marco, et fece alcune altre poltronerie, dimostrando el cattivo -animo avea verso la Signoria. Ma la mattina inteso questo da Zuan -Francesco Pasqualigo dottor et cavalier vicedomino era lì in Ferrara, -si andò a doler al sig. Sigismondo fratello dil Duca, che <i>tunc</i> in -Ferrara era rimasto governator. El qual mostrando haver a mal, ordinò -fusse fatto una crida e dato di taglia ducati 25 a quelli accuserà -li malfattori. <i>Tamen</i> non se intese. Et zonto el Duca a Ferrara, a ditto -vicedomino fece gran dimostratione di benivolentia, che era cosa -mirabile; et questo faceva vedendo che 'l Re non li havea atteso a le -promesse, però che sperava far qualche novità et rihaver el Polesene. -</p> - -<p> -A dì 18 ditto a Milano fo fatto le exequie dil Duca morto, però -che ivi è tal consuetudine, et uno si fa nel settimo, l'altro nel XXX -zorno. Vi fu el marchexe Hermes suo fratello con li oratori et consieri -dil Duca, et tutti cittadini de Milano. -</p> - -<p> -A dì 19 Novembrio zonse in Milano el tesorier di Bertagna, ambassador -dil Re di Franza, con cavalli 14: fo judicato venisse per -danari dal Duca, li qual è da creder che li fusse dati. -</p> - -<p> -A dì 20 venne Bernardo Rucellai ambassador de Fiorentini a -Milano a congratularsi col Duca, et poi ritornò a Fiorenza. -</p> - -<p> -A dì 23 venne el sig. Constantin Arniti con tre altri ambassadori -dil Marchexe di Monferà a congratularsi con ditto Duca. -</p> - -<p> -A dì 22 venne Anzolo Serragli, secretario de Fiorentini, et con -el Duca parlato lungamente <i>etiam</i> ritornoe a Fiorenza. -</p> - -<p> -A dì 25 zonse un fio del magnifico Zuan Bentivoi da Bologna a -Milano per congratularse, sì per nome dil padre <i>quam</i> per Bolognesi. -</p> - -<p> -A dì 24 in Milano arrivò madonna Chiara di Gonzaga, sorella -di questo marchexe di Mantoa et moglie di monsig. di Mompensier, -con cavalli 50; veniva da Lion per venir a Mantoa. Allozò in castello, -<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> -fo molto honorata dal Duca et Duchessa; et poi, partita, andò -a Mantoa, sì per starvi <i>quam</i> per esortar el fratello fusse cum el Re -de Franza, el qual era al soldo di la Signoria za anni avanti, et havea -ducati 30 millia a l'anno, come sarà scritto di sotto scrivendo di lui. -Questa stette sempre a Mantoa honorata assà dal fratello, et el marito -seguiva l'impresa di Napoli. Quello di lei seguirà scriverò poi. -</p> - -<h3 id="lib1-24"><i>Quello faceva re Alphonso in questo tempo.</i></h3> - -<p> -El re Alphonso, come ho scritto di sopra, andava per Reame -promettendo privilegii, facendo concessione, carezzando li populi, -et provvedendo a li passi necessarii. Et essendo a Trajetto a dì 15 -Novembrio si partì con l'ambassador di la Signoria pur in compagnia, -et andò a Gaeta, essendoli venuto nova che don Fedrigo con -la sua armata di 40 galie esser ivi arrivato, havendo preso do galie -franzese che stevano forte per mezzo una rocca de Colonnesi; qual -erano scorse lì per fortuna. Fo tratto gran colpi di bombarde di la -rocca et di ditte galie, ma li nemici si butono a l'acqua e nudarono -in terra, et le galie fonno prese vacue de homeni, salvo cerca 25 -che erano rimasti per non saper nudare. Or ne l'intrar dil re Alphonso -in Gaeta, li venne contra don Fedrigo do mia fuora di la -terra, et ne l'intrar fo tratto assà bombarde di le galie era nel porto: -le qual allora era galie 38, fuste 3, arbatoza una et do galie disarmate -prese da i nemici, et Villamarino corsaro homo dil Papa -con tre galie. Et qui el Re stette 6 zorni. -</p> - -<p> -A dì 21 el ditto se partì di Gaeta e tornò a Trajetto. El zorno -sequente fo gran fortuna, si ruppe nel porto di Gaeta do galie et -andono a fondi; et in quel dì <i>etiam</i> per disgratia se impizzò (<i>accese</i>) -fuogo in la polvere di bombarda di una altra galia, et quella brusò -con zerca 40 homeni tra quelli erano in ferri e sotto coverta: il resto -si butò a l'acqua, et scapolono la vita. Et la furia dil fuogo durò zerca -mezza hora. Fu cosa miserabel et di gran compassione et gran augurio -al povero re Alphonso. Et in breve zorni ditta armada disarmò. -</p> - -<p> -A dì 26 uno ambassador dil Turco, homo di gran reputation, -intrò in Trajetto, dove era el Re, con 40 cavalli et 10 zentilhomeni -turchi tutti vestiti di seda a fiori d'oro, benissimo in ordine. Li andò -contra l'ambassador de Venitiani, con molti baroni dil Re et -tutta la corte, uno mio fuora. Questo era dismontato però che passò -da la Valona, et a cavallo venne che fo una maraviglia. Et exposto -la sua imbassada come il suo Signor li voleva dar ajuto, et -<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> -che stesse di bona voia. <i>Tamen</i> il soccorso non venne mai, perchè -Turchi non se fidava de passar in Italia. Et fo divulgato el re Alphonso -li voleva dar ne le mani Otranto et Brandizo. Or ditto ambassador -andò di longo poi a Napoli, dove stette qualche zorno fino -have risposta dil suo Signor. -</p> - -<p> -A dì 30 el Re si partì di Trajetto, passò el Garigliano, poi per -rocca de Monte Ragon (<i>Mondragone</i>), venne a Castellamar del Volturno -mia 20 da Trajetto, et a dì 1 Decembrio partì de qui et andò -a disnar a Patria, dove è uno passo con uno ponte longo de legnami -e una torre, et è ditto il lago di la Patria. Et a dì do andò a Cime -mia 8, poi a Pozzuol dove sono li bagni assà nominatissimi, et andò -per barca mia 3 a veder una fortezza feva far el Re in cima de uno -monte, come di sopra ho scritto; poi per la Grotta ritornò in Napoli, -dove questo tempo era rimasto al governo uno Vicerè, essendo stato -fuora do mexi compiti. -</p> - -<p> -A dì 5 Decembrio el cardinal di Zenoa Paulo de Campofregoso -venne a Napoli contra el Re. Questo era stato su l'armada, et poi a -Roma, et stette in Napoli sin a la intrata dil Re di Franza, et poi -con esso Re si fece benivolo. -</p> - -<p> -In questo tempo el re Alphonso fece far una fortezza sopra el -monte San Martino, et cavar le mure si aggiongeva a Napoli, qual -abbrazavano tutto el monte de San Martino sino al Castel novo: -gran cavamenti et muraglie fece far in pochissimi zorni. -</p> - -<h3 id="lib1-25"><i>A Venetia quello seguite.</i></h3> - -<p> -Gionse a Venetia a dì 18 Novembrio Piero et Juliano de Medici, -et el sig. Paulo Orsini cugnato di Piero, vestiti incogniti con -curacine indosso. Arrivò in casa di Lippomani dal Banco patricii -veneti, con i qual havevano gran amicitia: et la sera andono in -palazzo dal Serenissimo Principe, con el qual conferito, dimandò licentia -di poter menar con loro X armati per caxon di la taja havevano -su le loro persone, la qual ancora non era stà levata, come fo -di poi a requisitione dil Re, et cussì per el Consiglio di Diese fo -concessa licentia. <i>Unde</i> si vestirono in habito assà honesto, con veste -curte di zambeloto negro et cape paonazze, con capironi di velluto -di sopra, berrette in testa et la spada cadaun sotto, et cerca X -provvisionati soi fidatissimi con spade driedoli. Et a dì 20 ditto -da mattina andono in Collegio da la Signoria, dove, secondo el consueto -di quella, fonno ben visti et carezzati. <i>Demum</i> volseno venir -<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> -a veder el Gran Conseglio, et venneno con li soi armati, et loro -con le spade sotto sentono presso el Principe su el mastabè. Or -zonto ditto Piero qui, subito monsig. di Arzenton, ambassador dil -Re di Franza, lo andò a trovar a caxa di Lippomani, col qual conferite -molte cose. Li fo portato da soi ancora assà zoje, danari et alcune -medaje d'oro, le qual lui molto stima. Et <i>etiam</i> vi zonse una -baila con uno puttin de anni do, fiol de ditto Piero, el qual fo trasforato -de Fiorenza; <i>tamen</i> la madre era lì in uno monasterio, et -non molto da poi el Re li mandò uno de soi fino a qui a trovarlo, et -notificarli dovesse andar a trovar Soa Maestà con lettere di salvocondutto, -et cussì da poi alcuni zorni esso Piero partite di Venetia -con il cugnato, et andò a trovar el Re presso Roma, et Juliano restò -a Venetia, come dirò di sotto, et poi lo andò a trovar. -</p> - -<p> -Vedendo Venetiani questo Re di Franza prosperar felicemente, -et che Fiorentini erano accordati, et havea gran exercito, li padri -dil Collegio se ridusevano diuturnamente, et nel Conseglio di -Diese tramavano gran cose, et per vedere si potevano pacificare le -cose et operarsi in metter paxe in Italia, come voleva pur el Pontifice. -Terminono a dì 20 Ottubrio, et elexeno nel Conseglio di Pregadi -do ambassadori a ditto Re, et che andasseno con lui fino a Roma: -i quali fonno Antonio Loredan cavalier, che za <i>alias</i> a suo -padre re et a tempo di la sua incoronatione in Franza vi si trovò -ambassador, et ricevette da questo Carlo re le insegne de la militia. -L'altro fu Domenego Trevixan cavalier, i quali, benchè fusseno dil -Consiglio di Diese et si potevano excusare, pur per servire la Republica -<i>libentissime</i> acceptono, et fu decreto nel Conseglio di Diese -non menasseno niun patricio con loro, et de lì a zorni IX partiti, -fatto la via di Ferrara dove dal Duca li fo fatto grande honor, erano -cavalli 40, et Francesco da la Zuecca secretario, et zonseno a Fiorenza -dove era el Re a li 21 Novembrio; nel qual zorno lì in Fiorenza -seguite certa commotione dil populo, et però non fonno ne -l'intrar honorati, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -Ancora deliberorono di mandar do solenni ambassadori al Duca -de Milano, sì per allegrarsi di la sua creatione, <i>quam</i> per conferire -con lui in secreto alcune cose, et operar quello poi uno di loro operono. -Et a li 13 Novembrio nel Conseglio di Pregadi elexeno Battista -Trevisan, era Avogador di Comun, et Sebastian Badoer cavalier, -era Savio dil Conseglio, patricii di gran reputatione et dottrina: i -quali a uno tempo a la gubernatione di la città patavina fonno -rectori integerrimi. Et partiti a dì 21 ditto, zonseno a Milano a dì 7 -<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> -Decembrio, et dal Duca preditto fonno molto honorati. Li venne -contra et li allozono in Castello, dove era benissimo preparato: ai -quali fonno presentate le chiavi dil castello, offerendo el Duca et -tutto el Stato a comandi della illustrissima Signoria. Et poi, data -grata audientia, el Duca partì et andò a Vegevene, et ditti ambassadori -restono a Milano; <i>tamen</i> Zorzi Negro loro segretario andava -da Milano a Vegevene a conferir con el Duca, fino che 'l ritornò in -Milano, come scriverò più avanti. Ma Zorzi Pisani dottor et cavalier -era lì a Milano prima ambassador, habuto licentia de ripatriar, ritornò -per Po a Venetia, et zonse a dì 20 ditto, et espose quello in -la sua legatione havea fatto, oltre le publiche lettere <i>continue</i> scritte -di quello succedeva. Et Battista Trevisan preditto, di uno catarro -che li discese, in breve hore si soffegoe, et a dì 24 de ditto mese di -Decembrio, a Milano, morite in hore 10, che fo la vezilia de Nadal, -et fo fatto le esequie, come dirò più diffusamente al loco suo. Et il -corpo poi fo mandato a Venetia a San Stephano. Adoncha rimase -solo ambassador Sebastian Badoer, el qual benissimo si portò, <i>ita</i> -che reduse el Duca a far quello volse la Signoria. -</p> - -<p> -Oltra di questo, a dì 14 Novembrio, nel Conseglio di Pregadi -messeno quattro decime: do al Monte vecchio, le qual son donate -a la Republica; et do al Monte novo, et di queste si ha ducati 5 per -cento a la camera d'imprestidi de utilità a l'anno, fina sia restituido -el capitale, secondo el consueto. Et fo astretto fusse pagate una dil -Monte vecchio et una dil Monte novo per tutto el mese presente; le -altre do per tutto el mese di Decembrio, et, passado el termine, -quelli non havesseno pagado dovesseno pagar con pena di X per -cento. Et cussì fonno ritradi assà danari, li quali fonno posti a le -Procuratie di San Marco, per spender a li bisogni. Questo è uno ordene -se observa per trovar danari a Venetia da li soi cittadini, senza -toccar le publiche intrade: zoè pagano la decima di la intrata -che hanno, et quelle decime dil Monte novo non sono perse ma hanno -utilità, et con tempo li soi danari se restituiscono, et questo cavedal -si puol vender et vendesi 90 et più ducati el cento, et hora -più et hora manco secondo li tempi. Et za è stà visto con decime -sole poste haver sostenuto guerra contra molti, <i>maxime</i> quella del -1482 col Duca di Ferrara aiutato da tutta Italia, che durò tre anni; -nel qual tempo fo poste decime: come tutto ne la ferrarese guerra -per mi descritta et intitulata al Serenissimo Principe Jo. Mocenigo -nostro, chiaro el tutto se vede. -</p> - -<p> -Ancora feceno molte provvisione per recuperar danari; le qual -<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> -per non esser in proposito pretermetterò de scriver. Et fo preso di -augumentar al tempo nuovo l'armada marittima era fuora, capitano -Antonio Grimani, et armar XV galie sottil, zoè X in Candia, una a -Retimo, una alla Cania et tre a Corfu; <i>etiam</i> nave grosse di Comun -et altre vele. Et preseno di far 2000 stratioti, et commesseno al zeneral -li scrivesse in la Morea, dove sono gran copia; et li fo mandati -danari. Fo ordinato a li patroni di l'arsenal dovesseno preparar -li arsilii per mandarli a tuor; oltra di questo preseno di far 3000 -cavalli, per augumentar fino al numero de X millia cavalli, et fo -scritto in diverse parte per assoldar zente. Et fo scritto a li capitanei -di le terre dovesseno far con Hieronimo de Monte vice collateral -zeneral, el qual da poi la morte de Mariotto suo padre exercita tal -officio, le mostre a li soldati allozati in quelli territorii: et cussì inteseno -la verità dil numero di cavalli havevano la Signoria; et fo -preso di crescer uno piatto per lanza, che prima era tre soli cavalli -per homo d'arme. Le sovvention fonno date, come ho scritto di sopra: -a quelli mancava cavallo grosso ducati 60, et per li piatti ducati -25 per uno. Mandono li Savii di terra ferma in diversi luoghi -in terra todesca a comprar cavalli, per dar a nostri condottieri. Oltra -di queste provvisione, feceno pratiche per condur qualche valente -homo per capitan zeneral, Zuan Jacomo di Triulzi o el Conte di -Petigliano. Alcuni patricii voleva altri: uno maior Blas ongaro, che -fo gran capitano dil re Matthias di Ongaria, et <i>etiam</i> uno so fiol de -ditto re Matthias, chiamato el bastardo de Ongaria, homo illustre et -de grandissimo inzegno et dal Governo in exercitii bellici <i>saepius</i> experimentado -in quelle parte contra Turchi: ma non fo concluso nulla. -<i>Tamen</i> condusseno el conte Antonio, fiol dil duca Federico de -Urbin, natural, de anni cerca 45, con cavalli 400 et 40 balestrieri -a cavallo, et uno altro chiamato Zulian de Carpi, <i>etiam</i> homo di età, -con cavalli 400. Questi Signori da Carpi <i>alias</i> fonno per soi meriti -creati nel numero del Mazor Conseglio de Venitiani. Hor questi do -condottieri, habuto la conduta et danari, si messeno in ordine, et -fece zente per tempo novo, et venneno ad allozar in Brexana. -</p> - -<p> -In questo mexe di Novembrio a dì 21 zonse a Venetia uno ambassador -del sig. Bayzeth, Gran turco, el qual a dì 27 andato in collegio -al Prencipe presentò alcuni presenti mandava el suo Signor a -la Signoria, zoè panni d'oro alla turchesca, de li qual fo fatto paramenti -di preti et panni di altar a San Marco. Et expose, da poi presentato -la lettera di credenza, come era stà mandà dal so Signor -per visitar la Signoria, come so buon amico, et per intender la verità -<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> -di questo Re di Franza, et che al so Signor era stà referito -che non solamente veniva in Italia contra el Re de Napoli, ma poi -per venir contra di lui, benchè poco lo stimava, et simile parole usò. -<i>Unde</i> li fo risposto sapientissimamente per el Principe; et poi lo vestiteno -d'oro, donatoli altre veste di seda, et la sua famiglia vestita -di scarlatto secondo il consueto, si partì et ritornò a la Porta dil suo -Signor a Constantinopoli. Questo ambassador partì et venne insieme -con do altri ambassadori dil suo Signor: uno che andò al re Alphonso, -come ho scritto di sopra; et l'altro al Papa, a portarli il -tributo li mandava ogni anno, ch'eran ducati 40 millia d'oro venitiani, -per causa el tenisse con custodia suo fratello Gem, el qual da -li soi populi era molto desiderato, per esser huomo bellicoso imitante -le vestigie paterne. Or ditto ambassador, insieme con Zorzi Buzardo -orator dil Pontifice era stato al Turco, smontato in Ancona -per andar per terra a Roma, a presso Senegaja, adi 20 Novembrio, -dal prefetto di Roma, fratello dil cardinal San Piero <i>in Vincula</i>, el -qual era a soldo di la Signoria con cavalli 400, fo assaltato et toltoli -li ditti ducati 40 millia, et alcune lettere trovò in le man dil preditto -Buzardo, el qual <i>etiam</i> lui fo preso, et <i>conclusive</i> fece un bon -butino. Ma ditto ambassador dil Turco, per esser ben a cavallo, fuzite -et ritornò in Ancona, et scrisse a la Signoria et a Roma quello -li era intravenuto. Ma el sig. Francesco di Gonzaga marchese di -Mantoa per esser molto so amico, zoè del sig. Turco, et <i>etiam</i> spesso -l'uno et l'altro si manda presenti, et la insegna di esso Marchexe -è uno turco, et fa cridar a li soi: Turco! Turco! ancora che in specialità -con ditto orator havea grande benivolentia, mandò uno di -suoi a tuorlo fino in Ancona et menarlo a Mantoa, dove stette alcuni -zorni et honorato assà; fattoli bellissimi presenti, venne a Venetia -et ritornò dal suo Signor, come dirò di sotto. Ma questo intendendo -Venitiani, haveno molto a mal che quelli fusse a loro soldo -facesse tal cose, sì per el tributo aspettante a la Santità dil nostro -signor Pontifice, <i>quam</i> per la paxe hanno col signor Turco: et li -scrisseno in bona forma volesse restituir ditti danari. <i>Etiam</i> mandò -a ditto prefetto Alvise Sagundino secretario, a veder si poteva operar. -Ma il prefetto rispose prima che, come suo soldato, non havea -preso alcuna cosa, ma come signor che era di Senegaja, fatto per -Sixto pontifice, et che dovea haver ditta quantità dal Pontifice per -suo stipendio li avanzava, et che mai non havea potuto haverli; -concludendo non volevano restituir cosa alcuna; ma che el suo Stado -<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> -et la sua persona era a comandi di la Illustrissima Signoria. Et -inteso questa risposta, Venitiani lo cassoe di la conduta havea, la -qual zà era quasi finita et no volsero più havesse loro soldo. Et -ditto prefetto si accordò con el Re di Franza, et, fatto zente lì in -Romagna, fo fatto capitano di l'Apruzo, et andò con le sue zente, -et fu causa lì in l'Apruzo di far rebellar molte terre a re Alphonso. -Et per questa via si trovò la lettera <i>etiam</i> che el Pontifice mandavi -al Turco, o vero instrutione, la quale è scritta di sopra, verificata -per mano dil Buzardo sopra nominato. -</p> - -<p> -A Venetia per queste guerre venne gran carestia de biave, <i>unde</i> -per li Provedador a le biave, erano Lorenzo de Priuli, Nicolò da Molin -et Hieronimo Capello, fo fatto alcune provvisione. Mandono a -tuor formenti in Turchia, et ebbeno le tratte dal Signor, et di stera -100 millia; <i>etiam</i> have dal re Alphonso di poter trar di la Puia, et -cussì mandono navilii a tuorlo, et poco da poi fo grande abbondantia. -Et è da saper, come a dì 9 Novembrio in fontego de la farina -mandata la poliza <i>juxta</i> l'editto in Collegio, fo visto non esser più -di stera 5000 farine, et a Mestre el zorno avanti si havea venduto -lire 7 el ster; <i>unde</i> li padri di Collegio li parse molto di novo, cercando -di far ogni provvision acciò ne fusse abbondantia in la terra. -Et a caso re Alphonso scrisse al suo ambassador, el qual andato in -Collegio offerse a la Signoria la tratta di stera 60 millia di formento -di le terre di la Puia, et per questo subito li formenti padovani, valevano -ducati uno il ster, calò a lire 5 e soldi 12, et cussì la farina -in fontego; <i>ita</i> che da poi fo assà più abbondantia. -</p> - -<p> -A dì 3 Novembrio fo preso nel Consiglio di Pregadi di desarmar -8 galie di Candia, do di Corfù, et quelle de Nicola da cha da Pexaro -provedador de l'armada: in tutto numero 12, per essere stato assà -fuora. <i>Etiam</i> la nave di Comun, patron Pangrati Zustignan, armata, -di botte 1500, e questo per esserli brusado l'alboro da la saetta. -<i>Item</i> la barza di Andrea Loredan capitanio di la nave di botte 400, -et la barza di Quarner di botte 500, capitano Piero Malipiero. <i>Ergo</i> -restava in mar el capitanio zeneral, Antonio Grimani, con 19 galie -sole; et cussì fonno disarmate. Et a dì 14 Decembrio Piero Malipiero -sopra detto zonse qui, et a dì 17 Nicolò da cha da Pexaro sopra nominato. -Et da poi, al primo di Decembrio fo decreto di dar ducati -1000 per uno di sovventione a le galie vecchie erano venute a disarmar, -et che si tornasseno in armada, perchè pur era bisogno di -armada per queste cose dil Re di Franza, che assà prosperava. Ancora -<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> -in questo mese nel Conseglio di Pregadi fo preso di condur -zente d'arme, et haver a tempo novo cavalli XV millia, et stratioti -2000, come dirò di sotto, et pedoni 10000. -</p> - -<p> -El Re de Franza è da saper havea a la guardia sua sopra carrete -6 falconi, pesava lire 1000 l'uno et trazeva ballotte de lire 8 -l'una. Et nel suo exercito havea su carri 20 falconi, et 8 serpentini: -et cannon de peso de 7 miara trazeva lire 50 di ferro. <i>Item</i> colovrine -12 di lunghezza piè 4, trazeva lire 32 di ferro. In tutto havea -40 carrette. A Castelcaro era 22 pezzi di artegliaria su 22 carri, -zoè 12 falconi, 5 cortaldi et 5 colovrine et ivi era per el Re..... -fameio di Michiel Vasier, chiamato controllore et uno Basilio da la -Scola vicentino et il gran maestro di l'artegliarie dil Roy etc. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> -</p> - -<div class="blockded"> -<p> -<span class="smcap">Clarissimo et praestantissimo viro Antonio -Grimani procuratori Sancti Marci et classis -venetae generali imperatori meritissimo Marinus -Sanutus Leonardi filius patricius venetus -salutem.</span> -</p> -</div> - -<p> -Havendo più volte considerato a cui queste nostre lucubratione -dovesse dedicar, et pensandomi di le conditione et qualità tue, <i>clarissime -Senator</i>, ho voluto antiponerte ad ogni altro nostro patricio, -et el secondo libro di questa gallica historia intitolarti, <i>potissimum</i> -per doi rispetti. L'uno perchè in questi tempi al governo di la classe -marittima sei stato generale capitano et operasti in augumento di -la Republica, <i>maxime</i> nel combatter et acquistar la città di Monopoli -in Puia, che era in le mani de Franzesi; dal qual principio seguite -a nui per ben de Italia la degna vittoria contra di loro. El secondo -rispetto è stato per le dote di Toa Magnificentia, perchè non manco -honore mi sarà di haver tal fauctore, che <i>libenti animo</i> legga l'opre -mie, <i>quam</i> di haver insudato con grandissima fatica nel componere -di questa, <i>licet</i> in lingua materna sia. Et quando mi penso quello -sei, non posso star che non dichi qualcosa, a ciò memoria sia sempiterna. -Tu primario senator et di età a pena sexagenario, tu a la -procuratione di San Marco, tu al governo di la Republica, Savio dil -Consiglio sempre in Collegio sei stato, tu in mar Generale Capitano; -<i>ergo, terra marique</i> sei operato; tu ditissimo di facultà, la qual -cosa <i>istis temporibus</i> sopra ogni altra cosa è extimata; tu padre di -quattro figliuoli, che cadauno imita le vestigie paterne; <i>praecipue</i> -il maggiore, reverendissimo Dominico, cardinal di la Romana Chiesia, -<i>tituli Sancti Nicolai inter Imagines</i>, nuncupato cardinal Grimano; -el qual <i>licet</i> zovene sia, <i>non solum in ecclesia</i> è stà honorato, -ma <i>etiam</i> in la nostra Republica, sì ne li consigli secreti <i>quam</i> in -legatione alla cesarea maestà di Federico terzo imperatore, dal qual -ricevette la militia: et essendo dottissimo et <i>non immerito in urbe -patavina</i> a le insegne dottoral in una et l'altra scientia assumpto. -<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> -et in gratia <i>non parum</i> de nostri patricii, volse più presto darsi a la -Chiesia, andato a Roma, dove potesse il cristianesimo et la patria -sua <i>juvare in omni eventu</i>. Adoncha, quanto gloriar ti dei haver generato -questo honore di la zente Grimana, el qual, si Dio li dona -vita, spero vederlo nel grado sublime, <i>quod Deus oro id faciat</i>. Degli -altri, Vicentio, Hieronimo et Piero non mi extenderò in lodarli, perchè -sono conossute loro optime conditione. <i>Quid plura dicam? Experti</i> -siamo dil tuo sapientissimo governo in questa pretura marittima, -di l'animo grande, volonteroso esponer la vita per honor di -la Republica et patria tua. Teste è Monopoli, et chi fu in armata, -di quello Toa Magnificentia in quella impresa si operò, come in questo -libro <i>etiam</i> lezendo si vedrà. Et se Iddio havesse voluto, come -non volse, che nel principio quando in Puia con l'armata a Brandizo -ti transferisti, havesti habuto mandato dil Senato di rompere -guerra contra Franzesi per la quiete et ben de Italia, come da poi -ti fo mandato, <i>sine dubio</i>, con l'armata havevi, con la optima voluntà -tua, aresti recuperato <i>brevi tempore</i> tutta quella provincia, -con occisione de quegli che contra si fussero opposti. <i>Unde</i> Ferrandino -non seria tanto occupato in reacquistare il suo regno. Concludendo -adoncha, et pretermettendo più lode di Toa Magnificentia, -che in vero longo saria si tutte volesse explicarle, questa nostra -veramente fatica di la gallica hystoria, partita in cinque libri, uno -di qual a Toa Magnificentia ho dedicato, receverai et lezendo vedrai -varie cose et novità seguite in Italia, domente al governo marittimo -ti ritrovavi; et sopra tutto la verità senza alcuna adulatione. Longa -materia et più longo il descriver, benchè habbi cercato abbreviarla -quanto mi è stato possibile. Et si l'opera a Toa Magnificentia piacerà, -tanto più mi accrescerà il desiderio di continuar, mentre sarò -in vita, quello <i>fortasse</i> da poi questa ne li tempi futuri succederà. -Et per non tediare più quella nel leggere questa mia inornata epistola, -a Toa Magnificentia infinite volte mi recomando, pregando -Iddio vedere a uno tempo, tu a l'ultimo grado nostro, dil qual sei -propinquissimo, et il Reverendissimo figliol alla Sede Apostolica, -perchè io per la affinità è fra noi <i>etiam</i> degli honori preditti ne parteciparia. -<i>Vale, vir clarissime, et me ama, si tuo amore me dignum esse -censes. Venetiis, in aedibus, ultimo Decembris M CCCC LXXXXV.</i> -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> -</p> - -<h2 id="libro2"><span class="smcap">Marini Sanuti Leonardi filii Patricii Veneti de Adventu Caroli -regis Francorum in Italiam adversus Regem Neapolitanum. -Incipit liber secundus feliciter.</span></h2> -</div> - -<p> -Fiorentini havendo el Re di Franza ordinato el zorno che 'l voleva -intrar in la terra, feceno grandissimi apparati, butoe le porte -di legno a terra con le sarazinesche, et a compiacentia dil Re butono -una parte di muro appresso la porta di San Friano et atterrono -ivi la fossa. Intrò de Luni a dì 17 Novembrio: il modo et ordine sarà -scritto di sotto. Et Fiorentini fece questo ordine, che per tutta la -terra volseno che in ogni casa fusse preparato per allozar Franzesi, -et dove che Franzesi andavano, zoè da prima quando introno in -Fiorenza, et in qual caxa volevano, vi poteva habitar, perchè di tutto -li era provisto, de vituarie et ogni altra cosa, da li patroni di le -caxe: <i>tamen</i> Franzesi pagavano il viver loro. Le donne veramente -fiorentine, con le lor robe di valuta, andono a star ne li monasterii -di donne religiose. Questo a ciò non si mescolasseno con Franzesi, -timide di quello era successo a Lucca. Ma essendo assà zente con -el Re, parte fonno mandate cussì come intravano in la terra, fuora -per l'altra porta, di comandamento dil Re, verso Siena; et cussì si -sparpagnò per quella Toscana. Fiorenza adoncha città in Toscana -nobilissima et prima, fo edificata avanti lo advenimento di Cristo -anni 90, da gli homeni d'arme de Sylla romano, perchè Sylla preditto -li assignò quel paese per sua habitatione; et questi habitono a -presso el fiume di l'Arno, et edificono un castello chiamato <i>Fluentia</i>, -come scrive Plinio. Dopo, venendo Totila re de Gothi, la prese et -totalmente la disfece et guastò. Dopo la prese Carlo Magno, et per -memoria la fece rehedificare et ampliare di circuito di mure, et volse -la fusse libera con molti privilegii, et concesse a loro legge et gli -magistrati. Et poi del 1024 fu molto ampliata per spoglie di la -città de Fiesole, perchè quel popolo fo costretto venirvi ad habitare: -del 1071 fu accressuta di mure, oltra la chiesia di Santo Laurentio, -come è al presente. Et morto Federico imperatore, loro inimicissimo, -<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> -successe Rodolpho, al qual Fiorentini detteno ducati 6000, et li restituite -ne la pristina libertà, et loro ordinono 12 anciani. Et poco -da poi mutorono, et ne fecero 8 chiamati Priori di l'arte et uno -Confaloniero di justitia, i quali stanno fermi nel palazzo. Per mezzo -di questa vi passa el fiume di l'Arno, el qual per la ferocità di le -acque è innavigabile. È un bellissimo tempio di San Zuan Battista, -dove è il suo digito che mostrò <i>Ecce Agnus Dei</i>, et qui solamente -è di tutta la città el Battesimo: et le porte, che son tre, sono di ferro -bronzo, historiate dil vecchio et nuovo Testamento. Ancora v'è el -tempio edificato con arte incredibile, grandissimo, con una volta -nel mezzo et la chiamano la cupola, edificata con inzegno più presto -divino che humano, et tutto di fuora coperto di marmoro variato, et -sempre vi si lavora, et si chiama Santa Maria la Nonciata, et ha -una torre stupenda, tutta di marmoro, per campaniele, altissima. -Questa città in poco tempo arse do volte, et fo del 1176. Ha habuto -molti adversarii per tuorli la libertà, Pisani, Senesi, et altri in Italia, -poi Henrico VII imperatore, poi Castruccio, ancora Lanzilò re -di Puja, Galeazzo Maria, primo duca di Milano, et innanzi a lui -Joanne archivescovo de Milano, et duca Felippo <i>etiam</i> duca de Milano, -re Alphonso et Ferdinando so fiol ultimamente; <i>tamen</i> sempre -se difese. Di questa città vi fu Francesco Petrarca, el qual nacque -in uno castello chiamato la 'Ncisa in Val d'Arno, 12 miglia di sopra -Fiorenza; Dante Aldighieri, Accursio jurisconsulto, Lunardo Aretino -ben fusse di Arezzo, et altri assae, <i>maxime</i> Cosma de Medici ricchissimo, -Pallade Strozzi cavalier, in greco et latin dottissimo, Angelo -Acciauli capo dottissimo in greco. Or Fiorenza zira attorno mia -cinque e un terzo; le porte di la terra 13; sopra el fiume di l'Arno -è 4 ponti, uno de li qual ha botteghe 40, l'altro X; su l'Arno è -molini numero 54 da masenar ne la terra. Ha d'intrada Fiorenza -ducati 350 milia; la chiesia cathedral è Santa Liberata, e parrocchie -52, priorie 12, oratorii 16. Ha spedali 38, 4 da infermi, 2 de -ammorbati, 2 de bastardi, 26 de pellegrini, uno de preti per zorni -8, uno de frati per zorni 8. Monasterii de frati numero 21, zoè 9 di -l'ordine di San Battista, uno de San Basejo, uno de San Hieronimo, -3 di Santo Agustin, uno di Carmelitani, do di San Francesco, do de -San Domenego frati predicatori, uno de Umiliati et uno di Santo -Antonio. Monasterii di donne 44: 12 di San Battista, 9 di Santo -Agustin, 5 di Santo Domenego, 6 Carmelitani, 2 di San Zuan in -Hierusalem et do altri; in tutto 44 de li ordeni sopra scritti, ma -sotto diversi nomi de Santi. Frati et preti et monache vi sono numero -<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> -5000, de li quali 3000 ne sono Mendicanti. Caxe 18 milia et -400. Fa anime 128 milia, forestieri 15 milia. È in Fiorenza strade -258, torre et campanieli 284, piazze 24, loze dove se reducono li -cittadini 18, botteghe di seda 120, telari 3000, tra i qual 400 de -brocati d'oro et d'arzento lavorano. Botteghe di lana 280, lavorano -panni 10000. Battiori numero 263 da depentori per dorar, et da -filar numero 23. Spiziarie 95, barbarie 120, oresi 37, banchi de monede -grosse et piccole 33, librari 28, sartori botteghe 18, fa calze -64. Consuma de farina al zorno moza 150, ch'è 3600 a l'anno; -consuma de vino al zorno 900 barile, ch'è 3500 barile a l'anno et X -barile fa una botta. Fiorentini consuma di oio a l'anno barile 55 -milia. Di fuora di la terra è caxe et palacii de cittadini X milia fra -mia 5; et zirando fra mia X, numero 14 case de cittadini hanno tentorie -di seta et lana 47, chiovere da tirar panni numero 8. El palazzo -di la Signoria val di spesa a l'anno ducati 24 milia, tra manzar -et salarii: <i>videlizet</i> manzano bocche 47. Et il domo è di piere -divisate, con il campaniel simile alla chiesa. Casamenti et palazzi -bellissimi. Or li Signori soi, che sono 8, et il Confalonier 9, stanno -do mexi et non più. Et questa descriptione ho voluto qui scriver, -benchè non sia in proposito, pur a ciò di ogni cosa, lezendo questa, -se ne habbi cognitione, ho voluto brevemente qui scriverla. Ma a la -intrata dil Re veniamo. -</p> - -<h3 id="lib2-1"><i>Questo è il modo de l'intrar dil Re di Franza in Fiorenza -a dì 17 Novembrio.</i></h3> - -<p> -Imprimamente giongendo la Maestà dil Re a Monticelli, fuor -di la porta di San Friano, se fermò qui aspettando l'ordine dato. Ivi -gionse la Signoria di Fiorenza, et posesi a sedere in su uno balcone, -con le sedie come sono in piazza, su la ringhiera molto ornata, con -uno sopracielo de panno azzurro, con le arme dil Comun di Fiorenza, -et con certi scudi di qua et di là per la porta, et per l'andito di la -porta medesimamente, con le armi dil Re. Et sedendo la Signoria -in sul balchetto, se era ordinata una bella processione con ornatissime -pianete, come si usa per San Joanni, ma incominciato a piover -alcune gozole, i frati se messeno le pianete a roverso per non le guastare, -per la qual cosa non poteva proceder la processione. Et pur -ancora comenzava venir de molti cavalli, sì de quei de cittadini che -andavano incontra al Re, sì <i>etiam</i> de quelli de li homeni d'arme; -in modo che i frati furono sbaragliati di qua et di là, e chi correva -<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> -per uno viottolo, et chi per uno altro. Incominciando adoncha la intrada -dil Re, venne avanti 200 coppie de zoveni fiorentini, molto -belli, bene a cavallo et vestiti tutti alla franzosa, con ricchissime -veste et con maneghe molto larghe. Innanzi a tutti era Lorenzo de -Piero Francesco, con squadrone di zoveni a cavallo ben in ordine, -che battendo cavalcavano per andar a far certi provvedimenti et -apparecchi per el Re. Da poi lui seguite ditti zoveni molto ornati, et -driedo loro seguitava forsi 100 coppie de homeni de tempo, pur fiorentini, -molto ben vestiti et ben a cavallo. Et cavalcando via, stando -cussì uno puoco, comenzò a venir la zente dil Re, et innanzi a -tutti 4 tamburini con 4 tamburazzi grandissimi, che parevano 4 tinele, -et sonavano con tutte due le mani, et havevano duo da lati -che sonavano zuffoli, et fazevano sì grande el strepito che 'l pareva -ruinasse quella via dove i passavano. Et driedo a loro 7 caporali, -che andavano al pari, in modo che i tenevano quanta era larga -quella via, armati benissimo con certe curazze scoperte et maglie, -et le braze è bellissime, salde di finissime maglie, con certe arme a -uso di ronca inorate et molto lustrate: parevano arme disconze al -portare, ma erano più atte a tagliare uno usso (<i>uscio</i>). Et havevano -uno cappellazzo in capo per uno, et sopra la curazza una zornea tutta -frappata de zambelloto. E driedo loro parecchi altri con quelle -mannaie. Et da poi questi, forsi 200 balestrieri con forsi 800 arcieri -a piedi, et loro 4 tamburazzi, con forse 2000 schioppettieri. Innanzi -a tutti era uno homazone, con una arma in mano lustrata, a -uso di spedo da porco, fitta in uno querculo grosso e torto: cosa -assà goffa; et poi questi 4 tamburazzi che sonavano con tutte due le -mani, che pareva gli avesseno a far una vendita. Et da poi questi -veniva molti Sguizzari con zerti lanzoni molto curti et grossi come -travexeli, con uno certo ferrazzo curto a uso di una ponta de partesana, -et andavano a sette a sette tutti insieme, et durono uno gran -pezzo a passare, in modo che fo stimato esser più di diecemilia, et -driedo a questi venne certe banderuole, et dopo loro erano altri schioppettieri -et balestrieri et arzieri, con una squadruzza con quelle mannaie, -come ho ditto di sopra. Da poi questa veniva uno trombetta, -con una tromba longa, con una bandiera, con uno squadrone de -forsi 60 homeni d'arme, con li più diversi et grossi cavalli che mai -fusse visti, con sopravveste mezze di brocato d'oro et mezze divise, -e con bellissimi pennacchi e con una mazza ferrata per uno in sulla -cossa, et il stocco a lato. Et da poi questi venivano quelli che portavano -le lanze inclinate come se le volesseno imberciare. Et dopo -<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> -questi venne pochi balestrieri a cavallo, ma una grandissima moltudine -de arzieri a cavallo. Et dopo questi uno altro squadrone, medesimamente -armati tanto riccamente che tutti doveano esser o -conti o signori, et era zente molto fiorita. Et cussì avanti che venisse -el Re, venne 8 o ver 10 squadroni, come ho ditto; poi veniva -tutti i trombetti di la Signoria di Fiorenza, vestiti a la devisa dil -Re, zoè bianco e vermiglio, con certe gabanuzze di zambelloto, et -con una moltitudine de trombetti dil Re; et driedo a loro uno bellissimo -squadrone de homeni d'arme, tutta fiorita zente. Veniva -prima li signori dil sangue, tra i quali vi era do italiani: el sig. -Galeazzo di Sanseverino et don Ferrante fiol dil Duca di Ferrara, a -uno insieme con loro. Et po questi uno baldacchino portato da quattro -dottori in la terra Fiorentini, sotto el quale era el Re a cavallo, -in su uno bello cavallo, et havea indosso una gabanella de broccato -d'oro tirato, et di sopra una sbernia di raxo azzurro et uno cappellazzo -bianco sottile in capo, che non parea fusse niente su quello -cavallo se non uno capo per la grandezza dil cappellazzo: uno homicino -aliegro in viso, con uno grandissimo naso, et il viso longo, con -fanti a piedi intorno, che era una bella cosa a veder. Et driedo al -Re era assà baroni, con veste de broccato d'oro che toccavano per -fino in terra. Et dopo loro venne parecchi squadroni de homeni -d'arme, come quelli da prima, che mai si vide la più mirabil cosa. -Et intrato in la terra, sonando tutte le campane, li fu fatto riverentia -a Sua Maestà da la Signoria era sentada lì a la porta di San -Friano, come ho ditto di sopra. Era <i>tunc temporis</i> confalonier di -justitia uno Francesco di Martino Scarfi. Et giongendo al ponte di -Santa Trinità dove era uno carro con uno edificio con molti razi -(<i>arazzi</i>) quando fo annonciata Nostra Donna, che parve cosa bella -al Re; et seguitando el cammin passò per borgo San Jacomo et -passò el Ponte Vecchio, et venne zoso per Ponte Santa Maria, el -qual era tutto coperto di quella tela vi sogliono metter i botteghieri -per rispetto del sole; et zonzendo in piazza, lì era uno carro triumphale, -con uno grandissimo zio (<i>giglio</i>), et di sopra una corona di -palme inarzentade, con rami de olive; et eravi su giovani con diversi -instrumenti, che sonavano et cantavano, et salutorono el Re -dicendo: ben vegna el liberator et restaurator de la libertà! et molte -altre cose in laude dil Re. Et procedendo passò da casa de Zulian -Gondi, passò via dal canto di Pazzi, et zonzendo in Santa Liberata -smontò da cavallo et intrò in chiesia. Et zonzendo a la porta, quivi -era el Vescovo con tutto el clero de preti; et menollo a l'altar grando, -<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> -et ivi ringratiò Dio che lo havea condutto a salvamento, et da tanta -zente che era, si durava fatica zonzer perfin a mezzo la chiesia. -Et quivi sopra l'hostia in man di l'Arcivescovo solemnemente zurò -de observare li capitoli, li qual saranno di sotto scritti, et mantegnirave -Fiorenza in libertà, restituendole le sue terre; et volse che, -<i>versa vice</i>, la Signoria di Fiorenza, <i>nomine illius Comunitatis</i>, li -zurasseno sempre saranno fideli a sua corona et a la caxa di Franza. -Et poi ritornato con gran furia fu messo a cavallo, per esser piccolissimo, -et fu menato in la via larga, perchè era sì grande la calca, -che non si poteva seguitarlo, et era notte, et dismontò da cavallo. -A la caxa de Piero de Medici era apparato per Soa Maestà con tante -zentilezze, che mai più si vide tale, dicono i Fiorentini. Primamente -era coperta tutta la via de mantegli de roversi azzurri con zigli -zali, et con uno cornisone con le arme dil Comune et dil Re, et cussì -sopra lo usso (<i>uscio</i>) che usciva a la scala con festoni acconci ornatamente, -et cussì sopra la loza dentro, più degnamente che non -si potrebbe contare, con tanti zigli e con tele zale. La camera tutta -conzà di broccato d'oro. Et il simel in caxa de Piero Francesco pur -de Medici, con uno tondo in su lo usso (<i>uscio</i>), messo a oro con le -arme dil Re, et con festoni pendenti da lati, con penne inarzentade -conze degnamente, et di sopra con uno vaso inarzentado et con uno -lauro in ditto vaso, pur inarzentado, et in caxa benissimo aconzo, -con panni d'oro per coperte di letto, cose bellissime d'ornamenti, et -una lettiera de avolio con le casse de avolio. Et in questo mezzo si era -fatto notte, et la Signoria fè metter uno bando, che ognuno mettesse -lume a le finestre per fina a le 5 hore, sotto pena di la disgratia -loro: et cussì fo fatto per poter allozar Franzesi, et pareva zorno, -tanta luce vi era. Et subito zonto el Re, dimandò di le medaie, cammei -et porzellane di Piero, che erano cose di grande estimatione, -però che Lorenzo suo padre molto si deletava; ma perchè erano sta -strafurate da li soi, et scose in li monasterii, non le potè haver. Et -Fiorentini li presentò la caxa preditta di Piero, ma lui non la volse -accettar, et molto instigava la tornata di Piero, facendoci tutto a -ciò ritornasse: <i>tamen</i> Fiorentini mai volseno consentir, <i>imo</i> li chiesero -una gratia, che tutte le arme de Medici, erano depente per la -terra et nel palazzo, fusseno dispegazate, a ciò non vi restasse memoria -di loro, et che la parte seguiva Piero fusse cazzata dil governo; -et levono alcune caxe antiche, le quale un tempo erano stà basse, -et da Medici subposte. Francesco de Medici nominato di sopra, -a ciò non fusse più chiamato de caxa de Medici, essendo ditta caxa -<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> -venuta tanto in odio a Fiorentini, volle che <i>de caetero</i> fusse chiamato -di la caxa de populani, et mutò l'arma che prima era sie balle -rosse in campo zalo, et una a questo modo come è qui pinta, et -al presente levò l'arma, zoè una rosa in campo bianco, ch'è l'arma -di la Comunità. Et questo intrò al governo di la città, et ogni exilio -et confiscatione per sè stessa era levata col governo di Piero. -Adoncha per il scaziar de Medici niuna caxada di quelle lo seguiva -fo mandate fuora de Fiorenza, ma ben <i>quodammodo</i> private, zoè che -non erano elette al governo di la Republica, benchè <i>etiam</i> fino li soi -medesimi fonno contrarii a esso Piero. Et questa Signoria, che era -al presente 8 et il confaloniero di justitia, i quali habitano in palazzo, -era di quelli pur fatti mentre Piero era in Fiorenza, et compiteno -li do mexi di loro dignità. Ma, compiti, fonno refati de altri, -et fatto uno nuovo ordene, secondo come di sotto il tutto chiaro sarà -scritto. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Capitoli conclusi tra il Cristianissimo Re di Franza et Comune di -Fiorenza a dì... Novembrio 1494 in Fiorenza, firmati<a class="tag" id="tag105" href="#note105">[105]</a>.</i> -</p> - -<p> -<i>Oratio Marsilii Ficini Florentini ad Carolum -Gallorum regem habita...... -Acta Florentiae die... Novembris 1494. Dixi<a class="tag" id="tag106" href="#note106">[106]</a>.</i> -</p> -</div> - -<h3 id="lib2-2"><i>Protesta Regis Franciae ad Alexandrum pontificem -et universis et singulis<a class="tagtitle" id="tag107" href="#note107">[107]</a>.</i></h3> - -<p> -Questo protesto fo mandato ad Alexandro Papa et Collegio de -reverendissimi Cardinali, el qual poi a ciò tutti lo vedesse et potesse -ben leggerlo a suo piacere, fu butado in stampa, latino et vulgare, -et venduto per tutte le città de Italia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> -</p> - -<h3 id="lib2-3"><i>Quello seguite in Fiorenza mentre el Re vi stette et in Toscana.</i></h3> - -<p> -A dì 21 de Novembrio zonseno in Fiorenza, dove era el Re, -Domenego Trivixan et Antonio Loredan cavalieri, ambassadori di -la Signoria di Venetia, deputati a esso Re di Franza, et senza altro -honor se ne andono con la sua brigata a dismontar al hostaria. Questo -perchè in quel zorno medemo fu certa novità di populo ivi, <i>adeo</i> -che quasi tutto el populo armato era corso a la piazza, per caxon -di alcune presomptione havea usato certi baroni franzesi. Però che -Fiorentini si haveano redutto in conseglio per consultare li fatti loro, -et <i>etiam</i> per trovar danari che il Re dimandava, <i>iuxta</i> la forma -di capitoli. Et mentre erano Fiorentini a tal consultatione, questi -Franzesi dubitando quello voleva dir questo star tanto in conseglio, -volseno intrar in palazzo et <i>etiam</i> nel ditto conseglio, dicendo volevano -intender la cagione stevano tanto serrati a consultar. Et li fo -risposto consultavano el fatto loro, et che non volevano che ditti -baroni intrasse nel loro conseglio. <i>Unde</i> uno di quelli franzesi desnuò -uno pugnal verso il portinaro, volendo al tutto intrar: per la -qual cosa la Signoria fece sonar campana a martello, <i>unde</i> tutta -Fiorenza si messeno in arme, et si pur uno havesse principiato, <i>sine -dubio</i> tutti li franzesi che ivi si trovavano sarebbe stati tagliati a -pezzi, perchè in Fiorenza è un gran populo, et, come fo ditto, era -appresso persone XV milia da fatti su la piazza. Et el Re meravigliandosi -di questo, benchè le sue zente erano volonterose di far -qualche movesta, per haver causa de metter la terra a sacco, ma -considerando el pericolo havea a seguir, a mettersi a <i>furore populorum</i>, -ordinò a le sue zente stesseno in pase, et cercò di adattar le -cose. Et mandò a dimandar a la Signoria quello havea voluto dir -questo, et intesa la cagione, al meglio si potè fo a ditti fiorentini -fatto diponer zoso le arme, et la Signoria medema venne ad excusarsi -alla Maiestà dil Re, con la qual fra Hieronimo di S. Marco di -l'ordine di San Domenego, reputato in Fiorenza santo, come ho -scritto di sopra. Et disseno Sua Maestà non se dovesse meravigliar, -perchè quel populo era di tal sorte che, a uno segno, tutti se redusevano -armati a la piazza ad aspettar il mandato di la Signoria, per -conservation de loro libertà; et <i>etiam</i> perchè pur intendevano che -quella voleva promover el ritorno de Piero de Medici, la qual cosa -el populo non la poteva sopportar, per le tirannie havea quella caxa -<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> -fatto. Et come vidi una lettera venuda di Fiorenza, che el Re <i>protulit -haec verba</i>: li cieli et le stelle voleva che noi desfassemo Fiorenzai -et nui li volemo obstarli. <i>Etiam</i> è da saper che Fiorentini -antivedendo a molte cose, havendo a vegnir questo Re in Fiorenza, -ordinono un bel modo di adunar zente in la terra a li bisogni, et -elexono XXX commissarii, i quali andasseno per le ville, castelli et -terre vicine dil suo territorio, et far che quando sentivano sonar la -campana dil palazzo di la Signoria, la qual di raro <i>vel numquam</i> si -sona a campana e martello, se non quando intravviene qualche novità -grande: et fo sonata al tempo che Piero de Medici andò attorno -la terra, come ho scritto di sopra, cussì <i>etiam</i> li campanelli di le -chiesie dil contado de Fiorenza dovesseno sonar, nè mai restar se -quella prima di la città non restasse; et che tutti, a tanti per caxa, -dovesseno correr armati come meglio potevano a Fiorenza a ubidientia -di la Signoria. Questo feceno a ciò el Re non li venisse voglia -di far qualche movesta, essendo con cerca X milia persone allozato -in la terra: ancora secretamente feceno intrar molti del contado -armati in Fiorenza, i quali stevano occulti, a ciò <i>in omni -eventu</i> fusseno presto preparati. Et questo fu la causa che nè Fiorentini -poteno mandar contra li ditti ambassadori, nè <i>etiam</i> uno de -primi baroni dil Re, al qual era stà commesso dovesse venirli contra -et honorarli. Et zonti ditti oratori, sedate le cose, Fiorentini si -venneno ad excusar, et li consignono una caxa <i>honorifice</i> preparata, -et cussì <i>etiam ex parte Regis</i> venneno ad receverli, narrando la cagione -che non erano venuti contra. Et poi andono a la presentia dil -Re, dal qual fonno <i>benigne</i> ricevuti; et exposeno a dì 25 la loro imbassata, -sì publica <i>quam</i> privata, et con el Re andò per fino a Roma -et <i>deinde</i> a Napoli, come tutto scriverò di sotto. -</p> - -<p> -Et Pontifice Romano, come capo di la Christianità, essendo suo -ufficio di veder pacificar le cose, <i>maxime</i> in Italia, vedendo che el -Re non havea voluto parlar a Lucca al Cardinal di Siena legato suo; -et vedendo che el cardinal Curcense, <i>tituli Sanctae Mariae in Cosmedin</i>, -di natione franzese, el qual <i>noviter</i>, a riquisitione dil re Maximiliano, -da questo Pontifice fu creato insieme con XI altri cardinali -ne l'anno 1493 di Dicembre, voleva venir a trovar il Re a Fiorenza, -li commesse alcune cose dovesse dir a Sua Maestà et detteli -zerca quella legatione, zoè veder di adattar, potendo. Ma non potè -far nulla, nè <i>etiam</i> molto si scaldò, per esser franzese. Ma pur el -Papa terminò di star constante, et al tutto metter sue forze in ajuto -dil re Alphonso, al qual concesse tutti li passi de entrar in Reame -<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> -che era di la Chiesa, a ciò li fortificasse et mettesse custodia, come -ho scritto di sopra. Ma Colonnesi non restava di far a Romani il pezo -potevano. -</p> - -<p> -El cardinal Farnese, fatto legato in Patrimonio, volendo intrar -in Montefiascone, loco di la Chiesia, non fu accettato; ma Franzesi -poi intrò zerca 4000 a dì 26 Novembrio, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -Ritorniamo a Pisani. I quali, partido el Re di Pisa, cerca XXV -zoveni figlioli de principali cittadini andono alla cazza et preseno -molte selvadesine, et cussì tutti vestiti a uno modo de turchino, con -l'arma et insegna dil Re nel petto, venneno a trovar el Re a Fiorenza, -et presentarli quello havevano cazzato. La qual cosa fo al Re -molto accetta. <i>Unde</i> questi fonno con bel modo da Fiorentini retenuti, -benchè el Re l'havesse molto a mal, et però volse mantenir Pisani -in libertà, et zerca Pisa non servar li capitoli a Fiorentini. Et ancora -Pisani intendendo che 'l Re havea fatto uno capitolo con Fiorentini -zerca loro, per el qual pareva non dovesseno esser (come -erano) reduti in libertà, mandono al Re soi ambassadori, i quali fonno -Bernardin de Lagnolo cavalier, Simon Francesco de Orlandi et -Piero Griffo <i>jur. doct</i>., a ciò ottenesseno da Soa Maestà la libertà. -Et questi da poi che alcuni stetteno seguitando el Re, da poi il suo -partir de Viterbo, ottenneno carta et privilegio rimanesseno in libertà -con alcuni capitoli: <i>tamen</i> che dovesseno <i>pro nunc</i> levar le -insegne sue, et esser sotto li soi do governadori et capitano ivi lasciato. -Et cussì ditti oratori ritornono a Pisa. -</p> - -<p> -Ma è da saper che Pisa è camera de imperio, et <i>ex consequenti</i> -ditto Re non ha alcuna jurisditione, <i>nisi in armis</i>, de redurli in libertà. -</p> - -<p> -Ma el Re de Franza preditto, essendo stato in Fiorenza zorni -XI, habuto danari da Fiorentini, zoè ducati 50 milia, havendo visto -la terra, però che tal hora vi andò a cavallo quella vedendo, fo -a messa a S. Johanne et Santa Liberata; et ritrovandosi ivi ambassadori -de Senesi, che l'aspettavano per compagnarlo in Siena, li -dava passo et vittuarie, offerendoli la terra, come sempre havevano -fatto, per la devotione portavano a la casa di Franza, i quali fonno -Zuan Antonio Saracini et Bartholomio di Carlo franzoso. Questi -pregono Sua Maestà che con più poca zente potesse dovesse intrar -in la città. Za era venuti a la presentia dil Re li cittadini fora ussiti -di Siena, i quali del 1487 fonno discacciati da la parte contraria, -pregando el Re volesse farli ritornar in Siena. Et cussì el Re cercò -di farlo, benchè non potesse ottenir questo da Senesi, come dirò di -<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span> -sotto. Et el Re lasciato do soi ambassadori o vero commessarii in -Fiorenza, secondo la forma di capitoli, i quali fonno monsig. di la -Mota, el qual non molto da poi fo mandato ambassador a Milano, et -ne successe uno altro chiamato Gian Francesco general di Bertagna -catelano; et l'altro pur lassato in questo tempo fu el presidente -dil Delphinà. Et a dì 28 Novembrio da po disnar partì de -Fiorenza, et andò mia 3 a uno monasterio di la Certosa, dove è una -bellissima et forte fortezza, cussì è fabbricato ditto monasterio, et -quivi se puose. Insieme vi seguiva li ambassadori de Venitiani; et -Fiorentini <i>etiam</i> vi mandò fino a Siena, et do che dovesse seguir -Sua Maestà sempre, zoè Francesco Soderini episcopo di Volterra, et -Neri Capponi. Ma lasciamo qui el Re, et quello in questo mezzo seguite -scriviamo. -</p> - -<p> -Za le sue zente erano andate parte avanti avviato verso Siena, -et anche su quel di la Chiesia, facendo corrarie et prendendo alcuni -castelli per caxon di haver vittuarie. Et mentre che el Re era in -Siena mandò monsig. di Mompensier con 3500 cavalli avanti in -Siena: el qual havendo intelligentia con quei de Acquapendente, -ch'è una terra dil Papa, mandò 1500 cavalli, i quali ivi presentati -ebbeno subito la terra. Et cussì si andavano sparpagnando per quelli -castelli vicini di la Chiesia, et dannizavano, benchè, dove andava, -subito li era portate le chiave, come fu Orvieto, Montefiascone et -altri luoghi, i quali non accade qui descriverli. -</p> - -<p> -In questi zorni accadette di una preda fatta per Franzesi, la -qual non voglio lassar di scriver, ch'è una madonna Julia di Fieschi, -moglie dil sig. Ursino sig. di Brassanello, ch'è uno castello -appresso Viterbo, et sorella dil cardinal romano chiamato Farnesio, -novamente da questo Pontifice creato cardinal, et era favorita dil -Pontifice, di età giovine et bellissima, savia, accorta et mansueta, -la qual era venuta de Roma a uno sponsalicio de alcuni soi parenti, -et partita di uno castello a presso Montefiascone o vero Acquapendente, -ivi ne la strada con zerca cavalli 40, et molti di quelli era in -sua compagnia, de la fameglia dil cardinal preditto, el qual non era -stà accettato in Montefiascone, et era ritornato a Viterbo legato. Or -da uno monsig. di Alegra fo presa, et poi menata a Viterbo, come dirò -di sotto: et inteso chi la era, dette taglia ducati 3000, et scrisse al -Re di questa presa, el qual non la volse veder. Ma lei scritto a Roma -come era benissimo trattata, et che li fusse mandato la taglia, -essendo stata alcuni zorni lei con le sue donzelle con Franzesi a Viterbo, -habuto la taglia, benchè altri dicono per liberalità di quel -<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span> -che la prese non volse taglia niuna, ma <i>libere</i> con 400 Franzesi foe -accompagnata fino a le porte di Roma, et <i>ita fuit</i>. -</p> - -<p> -Ma el Re, partito di la Certosa, venne de sera a San Cassano, et -ad allozar a Poggibonzi, lochi di Fiorentini, <i>demum</i> intrò in Siena. -Ma prima che descriva el modo et ordine et quello fece in Siena, -voglio di Fiorentini scriver alcuna cosa. -</p> - -<h3 id="lib2-4"><i>Successo a Fiorenza da poi la partita dil Re.</i></h3> - -<p> -Fiorentini, benchè havesseno conclusi li capitoli con el Re, che -li fosse reso li soi luochi, pur per più securtà esso Re volse tenir -Serzana, Serzanello, Pietrasanta, el forte de Livorno, et si pol dir -di Pisa, et in Fiorenza lassò li do sopra nominati. <i>Tamen</i> non mosse -in ditti luoghi le insegne de Fiorentini, ma ben li custodi, et vi puose -de suoi franzesi. -</p> - -<p> -Ma, partito el Re, deliberorono di far li loro ufficii, essendo tempo -de li do mesi di mutar Signoria, et cussì elesseno una parte de -cittadini in palazzo di signori, et tra loro questi ufficii i quali parte, -<i>maxime</i> li accoppiatori, dovesseno durar uno anno, li nomi di quali -qui sotto saranno scritti. Ma el populo, inteso questo modo novo, -non volendo tollerar, si levono a rumor, et corseno tutti sopra la -piazza, <i>unde</i> fo deliberato a far a questo modo, compito el tempo de -questi deputati che era uno anno, di governarsi secondo el costume -vecchio, zoè che tutti quelli di Fiorenza potesseno venir a consiglio -compiti anni XXX, essendo stato però o loro, o il padre, o suo avo, -intro uno di questi tre officii, o vero di signori, o confalonieri, o di -collegio; et non vi essendo stati, come è ditto di sopra, non se intenda -dil loro consiglio. Dove, questo numero reduto, dovesseno deliberar -el modo de li officii haveano a far, <i>maxime</i> la Signoria, come -cussì feceno, qual intenderete lezendo più avanti. <i>Tamen pro nunc</i> -quelli officii fatti restasseno, et cussì fo sedato el popolo fiorentino. -</p> - -<h3 id="lib2-5"><i>Questi sono XX accoppiatori creati per uno anno.</i></h3> - -<ul> -<li>Santo Spirito:</li> -<li>D. Domenego Bonsi cavalier</li> -<li>Tanai de Nerli</li> -<li>Ridolfo di Pagnozo Ridolfi</li> -<li>Piero di Gino Capponi</li> -<li>Antonio di Sasso per la minore</li> -</ul> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span> -</p> - -<ul> -<li>Santa Crose:</li> -<li>Barbo Corsi</li> -<li>Nichol Sacchetti</li> -<li>Borth.º Guinigi</li> -<li>Giulian Salviati</li> -<li>Jacomo del Zacharia per la minore</li> -</ul> - -<ul> -<li>Santa Maria Novella:</li> -<li>D. Guido Anton Vespuci cavalier</li> -<li>Francesco de Martino Scarfi</li> -<li>Piero Popoleschi</li> -<li>Bernardo Rucellai</li> -<li>Andrea di Manetto per la minore</li> -</ul> - -<ul> -<li>Santo Johanne:</li> -<li>Francesco Valori</li> -<li>Gulielmo de Pazi</li> -<li>Bracio Martelli</li> -<li>Lorenzo di Pier Francesco <i>olim</i> de Medici <i>nunc</i> de populani</li> -<li>Francesco Rontoli per la minore</li> -</ul> - -<h3 id="lib2-6"><i>X Conservatori di la libertà.</i></h3> - -<ul> -<li>Paulo Anton Soderini</li> -<li>Piero Vetori</li> -<li>Piero Corsini</li> -<li>Piero Guiciardini</li> -<li>Piero Pieri</li> -<li>Lorenzo Moregli</li> -<li>Lorenzo Lenzi</li> -<li>Lorenzo Benintendi</li> -<li>Jacomo Pandolfini</li> -<li>Franceschino degli Albici</li> -</ul> - -<h3 id="lib2-7"><i>8 di guardia di balia.</i></h3> - -<ul> -<li>Santo Spirito:</li> -<li>Guido Manelli</li> -<li>Mauro Fantoni</li> -<li> </li> -<li>Santa †:</li> -<li>Marco Nardi</li> -<li>Salveto Salveti</li> -<li> </li> -<li><span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span></li> -<li>Santa Maria Novella:</li> -<li>Andrea de Carlo Strozi</li> -<li>Carlo Rucellai</li> -<li> </li> -<li>Santo Johanne:</li> -<li>Piero Gerardini</li> -<li>Barth.º Thedalti</li> -</ul> - -<p> -Et non molto da poi provedendo a poner buon governo al stato -loro, dil mexe di.... uno Antonio di Miniato cittadino pur di Fiorenza, -che per consulti di la terra era eletto perpetuo official di monte, -al qual se depositava tutte le intrate de Fiorenza. Questo, quando -Lorenzo de Medici da poi la guerra con el re Ferrando andò a Napoli, -et ritornato messe una parte che necessitava donar molti danari -et presenti a Signori occultamente per conservar la libertà di Fiorenza, -et el populo che vedeva che el re Ferrando l'havea rimandato -con maggior autorità che prima, dubitando disseno tutti esser contenti, -et per Lorenzo fo eletto questo Antonio de Miniato et confirmato -dal populo, o vero consiglier a tal administration di l'entrade, -come ho ditto, et da po' <i>etiam</i>, morto Lorenzo, sotto Piero vi -restò; ma, seguita la ribellione di Piero, ditto Antonio in questo -tempo da Signori fiorentini fo preso, et fugli domandato l'administratione -di anni 16, che tanto tempo havea scosso le intrade di Fiorenza. -Rispose haver dato a la caxa de Medici un milion e 500 -miera de fiorini, senza i altri lui havea speso per conto e comandamento -di Lorenzo et Piero. <i>Unde</i> fo terminato che 'l fusse decapitato -su la porta dil palazzo dil Papa, et che tutti i soi beni andasseno -in Comune, et altri parenti in exilio complici; i quali anche -loro havevano participato in questo scelere, di tuor li danari publici. -Et fugli trovato in caxa di ditto Antonio miera 40 fiorini, scosi -sotto el soler dil fuogo, li qual lui a poco a poco li accumulava, -stimando che mai per alcun tempo non se ne sapesse, et pur fonno -trovati. -</p> - -<h3 id="lib2-8"><i>Intrata dil Re di Franza in Siena adi do Dezembrio 1494.</i></h3> - -<p> -Intrò el Re di Franza in Siena con grandissimo triumpho, li -andò contra la Signoria di Siena et assà cittadini. Fo fatto alcuni -archi triumphali a le porte, gioso di qual discendevano alcuni angeli, -et li presentò le chiave di la cittade. Et intrò a dì do Dezembrio -di marti a hore 23, et a la prima porta de Camolia fo fatto uno -<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span> -arco triumphal con queste lettere: <i>Sena vetus civitas Virginis</i>. A la -seconda porta fo fatto una lupa, ch'è la insegna de Senesi, a li piedi -di la qual erano queste parole: <i>Venisti tandem, rex Christianissime, -cui nostrae ultro patent januae</i>. Et a la terza porta era uno arco -triumphale con do homeni, uno di qual representava Carlo Magno, -et havea queste lettere: <i>Italiae, ecclesiaeque romanae liberator, christianaeque -fidei ampliator sanctissimus</i>; l'altro rappresentava questo -Re presente, con questo verso: <i>Carolus octavus Francorum rex, -ad idem divino missus numine</i>. Et era preparato il suo allozamento -bellissimo de ogni sorte tapezzarie, panni d'oro <i>etiam</i> nel Vescovado, -el qual per Pio pontifice, per esser Senese, quando vi stette fo -fabbricato molto degnamente, et sopra la porta de ditto Vescovado -era scritto: <i>Salve, dive Carole, Francorum gloria, Italiae praesidium, -Africae terror</i>. Fonno poi cantati li infrascritti versi, <i>quibus beata -Virgo Francorum regem alloquitur</i>: -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Inclite francorum rex, invictissime regum,</p> -<p class="i01">Unica christicolae spes et fiducia gentis,</p> -<p class="i01">Ingredere et felix subeas mea tecta, secundis</p> -<p class="i01">Auspiciis, nam re ipsa libens vultuque sereno</p> -<p class="i01">Urbe mea accipio, felicibus annue ceptis,</p> -<p class="i01">Committoque tibi veteres mea moenia Senas,</p> -<p class="i01">Senas Gallorum Senonum de nomine dictas.</p> -</div></div> - -<p> -Siena adoncha è città seconda in Toscana de potentia et ricchezze, -et come scrive Policarpo nel VI suo libro di le <i>Croniche</i> fo -edificata più de 300 anni avanti l'avvenimento di Cristo da Franzesi -Sennonesi per habitatione de loro homeni antichi; ma al presente -si può numerare fra le altre moderne, perchè in quella non è -alcun segno de antiquità ma tutta degnamente rinnovata. Altri vol -fusse edificata da Carlo Martello, ma Biondi foroliviense historico -scrive esser stà edificata da Iohanne XVIII, et da sei plebatichi a -quella assignati fo chiamata Siena, de quali fo el primo de Perosa, -de Chiusi, de Rezzo, Fiesole, Fiorenza et Volterra. Questa città è in -su un colle, ha intorno ripe de tufi, ma nella parte superiore de -questa città sono paesi plani, con molti giardini, et è molto coltivata. -Vi sono molti superbi et degni edificii et studio publico in ogni -facultà, una piazza degnissima con palazzi di Signori ed altri privati -superbissimi, uno hospitale ricchissimo et piatoso con un degno governo, -et ha grande intrata. Per la città sono torre altissime et -forte. El suo territorio è paese fertilissimo in ciascuna cosa a l'humana -vita necessaria. È mia 80 discosta da Roma. In questa alcuna -religione ebbe principio: come fu Monte Oliveto quello descoperto -<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span> -numerato fra Canonici regulari di Santo Augustino, de gli Iesuati -et quasi quello di Santo Francesco per San Bernardino che fu di -Siena. Quivi del 1058 fu fatto el Concilio, et Nicolao II creato pontifice. -Di questa città vi fu Alexandro III che sostenne molti mali -da Federigo Barbarossa et alla fine aiutato da Venitiani: <i>etiam</i> Pio -secundo, Santa Catharina di Siena del terzo ordine di Santo Domenego, -Ugo Benzi medico summo, et molti altri li quali numerare -sarebbe perder il tempo. -</p> - -<p> -Or il Re intrò in Siena con 4000 cavalli, dove era il Cardinal -di Siena nominato di sopra <i>tituli Sancti Eustachii</i>, el qual è episcopo -di quella città. Or el Re, visto non li haver voluto parlar a Lucca -come legato, quivi essendo persona privata et non <i>nomine Pontificis</i>, -li fece le debite accoglienze, dimandando perdono si a Lucca non li -havea parlato, perchè sì come Cardinal o vero per nome de Senesi -fusse venuto, <i>libentissime</i> li arebbe dato audientia, ma non volse come -legato dil Papa, et cussì al presente li fece bona ciera, per esser degno -prelato. È da sapere che la prima cosa che fece el Re quando -intrò in Siena, fu che andò di longo al Domo. Ivi fece l'oratione, seguendo -quel ditto di Christo: <i>Primum quaerite regnum Dei</i>, et poi -dimandò a la Signoria, però che Siena si governava come Fiorenza -fanno. Li Signori et Confalonier stanno in palazzo, et portano certi -signali a le barette per esser conosciuti. Li chiamano et sottoscrivonsi -alle lettere: <i>Priores, gubernatores comunis et cap. populi civitatis -Senarum</i>. Et cussì come a Fiorenza è confalonier, cussì qui è -capitano dil populo. Or el Re dimandò 4 cose: <i>Primo</i>, che li fora ussiti -dovessero esser lassati intrar, et li fosse perdonato. <i>Secundo</i>, che -li fusse prestati certa quantità de danari. <i>Tertio</i>, che li desseno formenti, -promettendo di pagarli. <i>Quarto</i>, potesse haver il passo aperto. -A le qual richieste, fatto le debite consultatione, risposeno: prima -non voler più li fora ussiti, <i>tamen</i> che vederebbeno di adattar, -come cussì fo. Che danari non havevano, ma che formenti erano contenti -di dar a Sua Maestà moza mille, che valevano ducati 4000, di -quali volevano li danari. <i>Tamen</i> ebbe promesse et mai fo satisfatti. -Oltra di questo per liberalità di Senesi, li appresentono in dono altri -mille moza de formenti. Et cussì seguite le cose con Senesi. -</p> - -<p> -Viene qui a Siena dal Re el Cardinal di Sanseverino, el qual -<i>licet</i> fusse da la parte di Ascanio, <i>tamen</i> era in Roma, et per esser -episcopo maleacense (<i>di Malaga</i>) et stato qualche tempo in Franza, -parse al Pontifice di mandarlo per legato, et con lui uno ambassador -di re Alphonso, per veder si potevano conzar che non venisse -<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span> -più di longo, mediante li ambassadori venitiani, et darli qualche -tributo etc. Ma el Re dato audientia a ditto legato, et dittoli come -al tutto voleva esser a Roma, et ritrovarsi far le feste di Nadal ivi -con la Beatitudine dil Pontifice, dove el vederia di conzar e far -quello si havesse a far. Et ditto cardinal, havendo tal risposta, in -uno zorno et mezzo ritornò da Siena a Roma, ch'è mia 100. -</p> - -<p> -Quelli di Viterbo, in questo mezzo, ch'è una città dil Pontifice -mia 40 da Siena et 60 da Roma, la qual dil 1193 per Celestino III -pontifice fu denominata città, et ordinò in quella la dignità episcopal, -el cui vescovo fusse similmente pastore di Toscanella et di Centocelle, -et terra bella, grandissime chiese et torrazze assai et fontane, -circonda mia 3 et si dice Viterbo. È loco di 4 città piccole, et già -dil 1493, perchè a Roma vi era la peste grande, questo Pontifice con -molti Cardinali et la corte qui in Viterbo vi stette. Or appropinquandosi -el Re, el Pontifice era contento che 'l sig. Virginio Orsini -a compiacentia dil re Alphonso con alcune squadre de cavalli -et assà fanti dovesse intrar a custodia di Viterbo, et <i>etiam</i> se divulgava -el Re preditto Alphonso havea scritto a suo fiol duca di Calavria, -venuto di Santo Arcangelo, dove era stato fino hora, più propinquo -a Roma con le sue zente, et conte di Petigliano, che dovesse -entrar lì in Viterbo a ciò Franzesi non tegnisseno quella terra. Ma -Viterbesi non volendo guerra sopra il suo, mandò a notificar al Re, -che ancora era quivi a Siena, dovesse mandar zente che le metteriano -in la terra avanti che giongesse el presidio aragonese, offerendosi -loro et la terra sua a Sua Maestà. Per la qual cosa el Re vi mandò -monsignor di Alegra nominato di sopra, et poi <i>immediate</i> venne -monsignor di Monpensier con 4000 Franzesi et introno in Viterbo. -Ma alcuni custodi dil Pontifice intrò in la rocca, <i>tamen etiam</i> di -subito si rese. -</p> - -<h3 id="lib2-9"><i>De l'intrata dil Re di Franza in Viterbo et successo fin -l'intrar in Roma.</i></h3> - -<p> -Vedendo el re di Franza prosperar le sue cose felicemente et -esser in gran reputatione in Italia, che 'l suo exercito augumentava -però che per ogni luogo dove el passava zente paesane lo seguiva -per andar al vadagno, havendo visto che dove si appresentava le -chiave erano portate, et <i>licet</i> fusse inverno, tempi da star a li alozzamenti, -pur franzesi li piaceva guerrizar, et li pareva istade, per -esser sotto un altro clima. Et a dì 4 Dezembrio a hore 18 partì di -<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span> -Siena, essendo stà molto honorato da quella comunità, con do Cardinali -San Piero <i>in Vincula</i> et Curcense, essendo stato tre zorni in -Siena. Venne allozar la sera a Bonconvento, loco de Senesi, et passato -a Montepulzano, a dì 7 ad Acquapendente terra di la Chiesa -novamente da li soi d'accordo acquistata, et qui si reposò, per esser -Domenega inassueto a cavalcar, per devotione. Et a dì 8 ditto intrò -in Viterbo con molte di le sue zente, et non vi potendo capir, la -terra <i>licet</i> fusse grande, mandono fuori di la città gli homeni di le -lor caxe, et li franzesi rimaseno ivi ad alozar. Et mandò a dir al -Papa che li volesse dar passo et vittuarie, però che erano nel suo -campo gran carestie, come <i>etiam</i> era il vero, qual per lettere di ambassadori -nostri se intese. Et el conte di Cajazzo col conte Carlo di -Belzojoso, i quali havevano seguito el Re fino a Viterbo, a dì 6 Dezembrio -tornono a Milano et a Vegevene dal Duca. -</p> - -<h3 id="lib2-10"><i>A Roma quello fece Alexandro pontifice in questo tempo.</i></h3> - -<p> -El Pontifice, vedendo l'aproximarse dil Re di Franza, disposto -pur al tutto di non abbandonar Alphonso, et facea fortificar el castello -ponendovi custodia. Tutta Roma si levava <i>saepius</i> a rumore. -Colonnesi scorsizava fino su le porte: le porte di Roma teniva cadenate, -et <i>etiam</i> per paura fece murar alcune porte, <i>maxime</i> da la banda -de Viterbo, et riparar a le mure. Era gran carestia per caxon che -per il Tevere non poteva venir vittuarie, <i>adeo</i> il rugio dil formento, -ch'è stera do venitiani, valeva carlini 48, el vino ducati 40 la botta, -et cussì tutte le altre robe era cresciute in precio: non poteva vegnir -da mar, et manco da terra per le corrarie faceva Colonnesi ogni zorno -fino su le porte, et non potevano più Romani, et <i>maxime</i> preti -usi a ogni delitia, tollerar tanta carestia. Dubitava el Pontifice el -Re non el desmettesse dil papado; sperava che Alphonso o da Venetiani -o Spagna o Turchi dovesse haver soccorso; et cussì stava in -queste pratiche, <i>saepius</i> consultando in concistorio con Rev.<sup>mi</sup> Cardinali. -Si divulgava el Papa voleva abbandonar Roma, et andar, secondo -alcuni, a Napoli, altri venir a Venetia, come fece del 1172 -Alexandro terzo, che da Venitiani fu <i>benigne</i> ricevuto, et datoli vittoria -contra Federico Barbarossa, et rimesso nel Papado; la cui istoria -sarebbe molto longa a volerla qui descrivere. El campo dil Re di -Franza era pur vicino a Roma, et sparpagnato da Viterbo fino a -presso Roma in quelle terre di Orsini, come dirò di sotto; el qual -era certo da 30 in 40 milia persone, et più ogni hora s'ingrossava. -<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span> -Et el Papa non potendo con forze resistere, benchè exhortasse <i>continue</i> -Paulo Pisani ambassador di la Signoria ivi, dovesse scriver a -quella li dovesseno (come sempre Vinitiani hanno fatto) al presente -ajutar la Chiesia, et li era risposto non dubitasse di aver danno alcuno, -pur molti Cardinali era contrarii al Papa. Si ritrovava lì in -Roma ambassador dil re Alphonso Antonio di Zenari dottor, nominato -di sopra, era prima a Milano. Or el Pontifice fece molti provvisionati -et messe vittuarie in Castel Santo Anzolo per anni 3, el -qual castello è fortissimo et, <i>ut dicitur</i>, inexpugnabele, havendo tentato -di far ogni accordo col re di Franza, et lì in Roma era soi ambassadori, -et el Cardinal S. Dionisio franzese. <i>Unde</i> fense di voler -adherirse a la voluntà dil Re, poi che ad altro modo non poteva far, -et za havea fatto trieva per alcuni zorni con Colonnesi per praticar -accordo, et ordinato di far un concistorio dove voleva fusse tutti li -cardinali, et <i>etiam</i> dette salvocondutto al Cardinal Ascanio dovesse -venir liberamente in Roma. El qual era stato za per avanti, et partito -in discordia. Et cussì adi X di Dezembrio venuto li cardinali in -castello, o vero in palazzo, dove era preparato di far concistorio. El -Pontifice za havea ordinato a soi che cussì come venivano questi 3 -cardinali, zoè Ascanio, Sanseverin et Lonà novamente creato a requisition -di esso Mons. Ascanio, fusseno ritenuti, et cussì fo fatto. -<i>Unde</i> li altri cardinali erano venuti per essere in concistorio, visto -questo, ritornono alle loro habitationi. Ancora da poi in Roma fo -retenuto et menato in castello da quelli dil Pontifice el sig. Prospero -Colonna, uno de primi de quella parte nemica di Orsini, assà nominato -di sopra, et <i>etiam</i> Hieronimo di Totavilla fo fiol dil Cardinal -Roam, seguiva ditta parte colonnese. Questa nuova subito Paulo Pisani -cav. ambassador in corte scrisse a la Signoria, et venne prestissima -in hore 44, zonse a dì 13 da mattina fo il zorno di Santa -Lucia. Et fo dismesso consiglio et fatto Pregadi, et da poi el Cardinal -di Lonà fu lassato con promissione di andar a Hostia, et veder -che il sig. Fabricio Colonna, fratello di Prospero, volesse render Hostia -ne le man di la Chiesia. Ma non potè far nulla, perchè quella -terra di genti franzesi era ben custodita; et de subito che ditti cardinali -fo retenuti, el Papa mandò fuora di Roma li ambassadori dil -Re di Franza, et la sera fece entrar dentro el sig. Virginio Orsini -capitano dil re Alphonso con squadre 30 et alcuni fanti; el qual di -Baccano era venuto su le porte con intendimento dil Papa. Ancora el -zorno da poi che fo adi XI intrò in Roma el duca di Calavria, allozò -de Aleria con el conte de Petigliano con squadre zerca 25 et certi -<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span> -fanti, zoè le zente l'havia habuto in Romagna, et con quelle era -rimasto, ben che le mancava el duca d'Urbino signor di Pexaro et -altri. Questo duca fino hora era stato, partito che fu di Cesena, verso -le marine con le sue zente, da poi di Santo Arcanzolo a Monte Rotondo -loco de gli Orsini, et cussì ditte zente aragonese in Roma si -allozono, et <i>conclusive</i> tutta la terra era in arme. Li Cardinali et -prelati si fortificavano la notte in loro caxe per dubio di danno per -tanti soldati era lì in Roma, et ditte zente in una parte di la terra -fo poste ad allozar, et ivi si fortificono facendo a modo repari. Et el -Pontifice scrisse uno breve al duca de Milano per la ritention fatta -di suo fratello Monsig. Ascanio, el qual quivi è posto, et <i>etiam</i> la -risposta dil Duca. -</p> - -<h3 id="lib2-11"><i>Exemplum brevis Sanctissimi domini nostri -ad Ill.<sup>mum</sup> et Exc.<sup>mum</sup> D. Ducem Mediolani.</i></h3> - -<p> -Videntes magnas praesentium rerum turbationes et angustias, -decrevimus (non nisi ad bonum finem) retinere apud nos dilectum -filium nostrum Ascanium cardinalem Sanctae Romanae Ecclesiae -Vice Cancellarium fratrem tuum, ut, sicut circumspectionem suam -tamquam nos ipsos amamus, ita ad omnem rerum successum futurum -sit nobiscum; cui ita numquam deficiemus cum omnibus facultatibus -nostris, etiam propria persona, sicut nobis ipsis. Insuper -etiam retineri fecimus Prosperum de Colonna, qui Romam venerat -absque tamen aliqua securitate nostra, ut per eum recuperemus arcem -nostram Hostiensem, quam proditorie hoc anno occupaverat, et -alia omnia bona communia et publica sequantur. Ad quae intendimus -toto corde. Haec significata duximus tuae nobilitati, ut illi omnia -nostra sint communia; quam pro Deo rogamus ut pro pace et -quiete Italiae velit se totum addicere et operam dare. Non enim dubitamus, -mediante divino auxilio, quod omnia bene succedant; significantes -et affirmantes tuae nobilitati quod bono animo et opere -nobis correspondendo, prout de illa speramus, pro statu et exaltatione -tua quantum in hoc mundo facere possumus et propriam -personam exposituri sumus. Romae, die decimo Xmbris 1494, pontificatus -nostri anno secundo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span> -</p> - -<h3 id="lib2-12"><i>Responsum ducis Mediolani Pontifici maximo.</i></h3> - -<p> -Monet me per litteras suas Sanctitas Vestra, detentum a se -Rev.<sup>mum</sup> et Ill.<sup>mum</sup> Dominum Cardinalem fratrem meum, et tanquam -id honoris causa et non iniuria factum sit et ex hoc omnia bona -cessura sint, me ut ad Italiae quietem animum intendam efficacibus -verbis cohortatur. Moverat me antea hujus injuriae magnitudo, -quantum et ratio ipsa et literae quas, re audita, statim ad Sanctitatem -Vestram scripsi, docere potuerunt; sed incredibile est quantum -ad primum dolorem accesserit postquam haec legi quae in Sanctitatis -vestrae litteris continentur. Quae enim conveniens causa -esse potuit ut qui mihi frater est, tanto genere ortus, et qui primos -christianorum regum affinitate arctissima contingit, detineri et in -custodia haberi deberet? Aut ubicumque tanta barbaries fuit in qua -sine causa manus in aliquem inferantur, et ei, a quo beneficia ingentia -acceperis, pro beneficio maleficium et iniuriam reddas? quo igitur -magis haec considero, eo maior et admiratio et dolor subit. Si -enim in fratre meo culpa est, cur non exprobratur? Sin autem nihil -deliquit, si semper de Sanctitate Vestra benemeritus est, cur et ille -et ego tam insigni iniuria afficimur, quod ei libertas per Sanctitatem -Vestram adepta est? ego vero non modo in bonam partem hoc -accepturus non sum, imo nihil est in quo me Sanctitas Vestra magis -laedere potuerit, et quod... ut omnia etiam extrema temptaturus -sim magis me movere possit. Vehementer igitur Sanctitas -Vestra fallitur si hanc captivitatem posse christianissimum Francorum -Regem a proposito avertere sibi persuasit. Qua re, si caetera -eum a suscepto bello dehortarentur, ipsa sola ut incenderetur magis, -et omnia mallet quam non ulcisci tantam iniuriam, efficerem ego -quoque, cui hunc animum natura dedit ne, ubi fieri potest, ullius -rei magis quam pacis studio tenear. Adeo longe absum ut a Sanctitate -Vestra tam graviter loesus quieturus sim, quod etiam si laniari -fratrem meum videam, Francorum Regem hortari ad bellum et ei -vires meas addere non cessabo. Hoc igitur responsi mei sponsum sit, -nisi liberato fratre meo, pacati et quieti nihil a me Sanctitatem Vestram -habiturum esse. Et si Francorum arma ad hoc non sufficerent, -propinquos ac necessarios reges ad hoc bellum ab exteris nationibus -concitabo... Serenissimi et christianissimi Romanorum et Franchorum -Regum, in quibus reipublicae christianae spes omnis nititur, -et aliorum Principum et Potentatum et praesertim Illustrissimi Dominii -<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span> -Veneti affinitatem et benevolentiam relinquo. Vestra autem -Sanctitas, quae iniuria tantos reges et principes offendere verita non -est, quid spei suos habere velit ipsa consideret. Vegleveni, XXIº -Decembris Mº CCCC LXXXX IIIJ. -</p> - -<p class="indr"> -Subscriptio) <i>Ludovicus Maria Sforcia Anglus<br /> -Mediolani dux etc.</i> -</p> - -<p> -Ma el Re di Franza, che ancora non era partito de Viterbo, -inteso questo, molto stette suspeso, et si meravigliò assai, et subito -mandò uno araldo dal Pontifice a dolersi di questo, et che dovesse -lassar in libertà el cardinal Ascanio suo carissimo parente et commissario, -et quello voleva dir questa retention, et che non rendendo -el venerebbe per forza in Roma facendo grandissime crudeltà, et usò -ditto araldo assà altre parole. Ma el Papa li rispose che tornasse dal -suo Re, et che remanderia soi legati a Soa Maestà, li quali li diriano -el suo voler et quello era in animo de far, et che el cardinal Ascanio -et gli altri li haveva ritenuti come desobedienti de li m.<sup>ti</sup> la Santa -Chiesia, <i>tamen</i> che stevano bene, et li voleva appresso de lui, et -cussì a dì 13 Dezembrio fatto concistoro, el Pontifice mandò tre legati -a esso Re, i quali fonno lo episcopo di Narni, lo episcopo di -Concordia di natione vicentino de caxa di Chieregati, et frate Gratiano -spagnol di l'ordine de Frati Menori, ai quali fo commesso dovesseno -conferir con el Re alcune cose, excusar el Pontifice dil retegnir -di Ascanio, et veder si insieme, pur che con li ambassadori -di la Signoria, poteva adattar sì con Sua Beatitudine <i>quam</i> con re -Alphonso, manifestandoli che la retention de Cardinali et Prospero -Colonna era a bon fine. Ma <i>quam primum</i> se intese in campo dil Re -di Franza la retention di questi tre Cardinali, el signor Galeazzo di -S. Severino, el qual da Lion fino a Viterbo sempre havea seguito el -Re, essendo stà retenuto suo fratello cardinal, et <i>etiam</i> Ascanio fratello -dil suo carissimo signor et benefattor duca de Milano, si partì -dal Re, et in quattro zorni fatto cammino da corrier venne a Vegevene -dal duca preditto, el qual duca <i>non solum</i> scrisse el brieve -scritto di sopra al Pontifice, ma ancora più mandò a inanimar esso -Re di Franza, promettendo mai di abbandonarlo nè mancarli di la -fede a lui data, et che li manderia zente, et feze preparar el conte -de Cajazzo el qual con alcuni cavalli lezier dovea (<i>andar</i>) verso Roma -incontinente, et altre zente li sarebbe venute driedo; <i>etiam</i> mancando -dinari li offeriva <i>breviter</i> ogni aiuto, purchè el Re volesse approximarse -con l'exercito a Roma. Si dubitava el duca, come era da -<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span> -dubitarse, che 'l Pontifice non facesse morir ditti Cardinali, <i>eo maxime</i> -suo fratello; i quali, benchè fusseno retenuti, non però steva se -non <i>honorifice</i> in castello, come <i>merito</i> li R.<sup>mi</sup> Cardinali debbeno stare. -Et el Papa faceva far in Roma grande custodia; steva in castello -dubitando che el Re non venisse con furia a intrar in Roma, per esser -potentissimo; era molti spagnoli a custodia dil palazzo, et non -poteva uscir de Roma niuno, senza bolletin dil Pontifice. Et corrieri -a Venetia, dal primo che portò la nuova di la retention, steteno assà -a venir, però che le strade furono rotte, nè poteva venir securamente. -Et <i>accidit</i> che venendo uno corrier de Roma a Venetia con lettere -di l'ambassador, fo spogliato per la strada appresso Perosa, dà -et toltoli le lettere, le qual essendo in zifra, come è consueto di far, -non le intendendo le restituite, et <i>post tot labores</i> fonno portate a la -Signoria. Ad altri corrieri li fonno tolte le lettere et cavallo, altri -presi, i quali acciò non vedesseno le lettere che havea, quelle strazzò -ovvero le butono in acqua loro medemi, sì che le strade erano rotte -come intravien a tempo de guerra, <i>maxime</i> per la Toscana, che Siena, -Pisa, Fiorenza et Lucca erano in qualche commotione di aiere, -come dirò di sotto, et li contadini attendevano più a robar che a -far altro. -</p> - -<h3 id="lib2-13"><i>Partita dil Re di Franza da Viterbo et quello seguite fino a -l'intrar in Roma.</i></h3> - -<p> -In questo tempo che a Roma tal cose si fanno, et le zente dil -Re di Franza za erano bona parte partite da Viterbo, et andate per -quelli castelli vicini a Roma, et el Re essendo stato zorni... in Viterbo, -a dì 22 Dezembrio si partì, et andò con el suo exercito verso -Ronsiglione, et qui fece carta a Pisani de libertà, come ho ditto di -sopra. Li ambassadori di la Signoria, per non esser lozamento dove -andava el Re per la moltitudine di le zente lo seguiva, rimaseno a -Viterbo, <i>tamen</i> mandono con Soa Maestà Francesco da la Zudecha -loro segretario, il qual di ogni successo dil Re advisava li ambassadori -et loro poi drezzava le lettere a Venetia. Ma el Re andò di longo -a Nepi ad alozar, terra di beneficii dil cardinal Ascanio, et quivi -stette do zorni, ma le sue zente andono a Brazano, Campagnano et -l'Anguillara, castelli tutti del sig. Virginio Orsini di qua dal Tevere, -et andati a Campagnano che è castello primario, dove vi era -dentro Carlo fiol di esso sig. Virginio, el qual non potendo resistere -a le forze franzese si rendette a patti, salvo li averi et le persone, -<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span> -et Franzesi introno dentro; et cussì andavano Franzesi per quelli -altri castelli sì della Chiesa <i>quam</i> di alcuni Segnorotti, e tutti, come -si appropinquaveno, levaveno le insegne di Franza et li averzeva le -porte, pur era carestia, et la moltitudine erano sì che si puol concluder -fino qui non abbi desnuato spada Franzesi per combattere, -ma ben per far paura, nè in alcuno luogo accampato, benchè con -loro havesseno ogni cosa necessaria a oppugnar una terra, come ho -scritto di sopra. Et a dì 18 el Re partito de Nepi venne ad allozar a -Brazano, dove qui stette longamente, loco pur di ditti Orsini, et -havendo udito li legati dil Papa, pur non li piaceva la dimora faceva -di retenir ditti Cardinali, et <i>continue</i> mandava a dir al Pontifice volesse -lassar el card. Ascanio, et che lui voleva intrar per le feste di -Nadal in Roma, le qual si appropinquava, et che dovesseno mandar -fuora li Aragonesi soi nemici; <i>tamen</i> li tre legati non restava di -praticar accordo. Et in questo medemo zorno, a dì 18, el Re chiamò -el secretario di li ambassadori di la Signoria, et dimandò: ch'è de -li ambassadori? el qual rispose erano rimasti da driedo per causa di -allozzamenti, onde Soa Maestà li disse dovesseno al tutto farli venir, -perchè havea da consultar, et <i>etiam</i> volea con loro intrar per le feste -di Nadal in Roma. <i>Unde</i> inteso questo da Venitiani, fo scritto che -ditti ambassadori con che compagnia potesse, se ben dovesse de li -soi mandar in driedo, seguir la persona dil Re, et cussì feceno, che -subito andono a trovar esso Re a Brazano, et come fonno zonti, el -Re li dette audientia, dicendo: <i>Domini Oratores</i>, datime conforto, et -fate la Signoria mi ajuta, che il Santo Pare retien pur ancora el -cardinal Ascanio et Prospero Colonna, et vi prometto di ogni mio -progresso far partecipe dil tutto quella Ill.<sup>ma</sup> Signoria. Et cussì ditti -ambassadori promesseno di scriver a la Signoria. -</p> - -<p> -Parte di questo exercito, come ho ditto, si divise da li altri, et -preseno alcuni castelli, et feceno alcuni ponti di legno sopra el Tevere -per passar di là; et zerca 5000 Franzesi in questi zorni, a dì -19 et a dì 22 ditto, corseno fino su le porte di Roma chiamando el -duca de Calavria dovesse venir fuora a la battaglia. El qual duca si -volse armar, et fece metter in ordine le sue zente con el sig. Virginio -Orsini et conte de Petigliano, ma tanto stette a venir fuora che -Franzesi, fatto alcuni danni, ritornono ai loro allozamenti. -</p> - -<p> -In questo mezzo a Roma el Papa in castello praticò di accordar -che Colonnesi venisse al suo soldo et dil re Alphonso, facendoli gran -promissione, et fece certi patti et capitoli con el sig. Prospero Colonna, -era lì retenuto. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span> -</p> - -<p> -Et a dì 18 ditto, el Pontifice venne in concistoro con certi capitoli, -la substantia di qual è questa. Primo che <i>libere</i> dovesse esser -lassato esso sig. Prospero di Castello, el qual prometteva in termene -de do zorni andar a Hostia et far che suo fratello sig. Fabricio li daria -la terra et fortezza ne le man, la qual lui la consegnaria poi al -Papa. <i>Item</i> che restava soldato dil Pontifice et re Alphonso, et questi -li promettevano di dar ducati 30 milia a l'anno, zoè do terzi Alphonso -et un terzo la Chiesia. <i>Item</i> che 20 milia scudi restava haver -de stipendio livrato et promesso dal Re di Franza come suo soldato, -<i>libere</i> el Pontifice li prometteva darli de contadi, habuto Hostia. -<i>Item</i> che tutti li soi castelli et lochi tolti per re Alphonso siano resi -et restituidi a essi Signori Colonnesi, et pagatoli el danno havesseno -habuto per l'incursione. Et alcuni altri i quali <i>ad plenum</i> non se intese, -ma zurato di mantegnir al Papa quanto havea promesso, et sigillati -li capitoli fo lassado di Castello et andò esso sig. Prospero -verso Hostia per veder di rehaverla, <i>unde</i> suo fratello mostrò di esser -renitente, et al tutto volerla tenir per il Re di Franza. <i>Tamen</i> erano -d'accordo, et volevano mantenir la fede data al Re. -</p> - -<p> -Ancora fo lassato el cardinal S. Severino, et mandato per el -Pontifice legato al Re di Franza a Brazano, a ciò vedesse di operar -quello che li tre non havevano potuto operar et che el Re non dovesse -andar più oltra, promettendo di far che re Alphonso li daria -tributo <i>annuatim</i>, et che pur si Soa Christianissima Maiestà havesse -voglia, come sempre ha ditto, et per il protesto fatto in Fiorenza appar -che lui vuol andar contra infedeli a recuperar la Terra Santa, -<i>ex nunc</i> esso Pontifice voleva esser causa di far una liga et paxe universale, -zoè Soa Beatitudine, esso Christianissimo Re di Franza, la -Maestà dil Re et Regina di Spagna, la Ill.<sup>ma</sup> Signoria di Venetia, lo -Ill.<sup>mo</sup> Duca de Milano, Fiorentini et altri potentati, <i>maxime</i> la Cesarea -Maestà dil re Maximiliano eletto Imperator et el Re d'Ungaria. -La qual unione esso Summo Pontifice bastava l'animo in brevissimi -zorni di far et concluder, ne li quali era posto <i>etiam</i> el re Alphonso -di Napoli; et cussì tutti collegadi dovesseno andar alla destrutione -di infedeli, posto che dimostrava esso Re haverne tanta voglia et -che non volesse esser causa di far cede (<i>stragi</i>) nel Reame di Napoli, -et che Alphonso preditto havesse cagion di chiamar in suo soccorso -Turchi, i quali si offeriva de venir et venuti mal saria a discazarli: -et altre et simele parole, <i>nomine Pontificis et Collegii Cardinalium</i>. -El qual Cardinal con Francesco Guidizoni protonotario et -alcuni di la sua fameglia se ne venne a trovar el Re, et referito la -<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span> -sua legatione a Brazano, <i>minime</i> niuna cosa ottenir potè, però che -esso Re et quelli lo consegliava havea deliberato di acquistar el -reame de Napoli, discazar re Alphonso et Aragonesi di quello, metteno -li baroni dil Re venne expulsi in loro stato, i quali erano con -lui, et tuttavia lo seguiva; et però stette fermo in voler la intrata -di Roma una volta, dicendo non voleva offender la Chiesia nè el -Santo Pare in niuna cosa; <i>imo</i>, come christianissimo, da quelli la -volesse dannizar, ajutarla. -</p> - -<p> -Continuamente si scorsizava fino su le porte di Roma, dannizando -el paese, nè in Roma vi poteva intrar vittuarie, et mentre che -el sig. Prospero Colonna mostrava di adattar le cose con suo fratello -in Hostia, a dì 25 Dezembrio el cardinal San Piero <i>in Vincula</i> con -fanti franzesi 350 partito dil campo del Re, intrò in Hostia et messe -quelle zente et uno capitano franzese chiamato.... de guerra, el -qual fino al presente è ivi a custodia per el Re di Franza. Et subito -intrato ditto Cardinal, fonno più costanti che mai fusseno, dicendo -non voleva obbedir al Pontifice, el qual non era <i>iure et rite</i> creato, -et che oltramontani ancora non li havia dato la ubedientia, come -era la verità. Et el sig. Prospero strazò i capitoli fatti col Pontifice, -andò in campo dal Re et ruppe la fede data al Papa, dicendo haverla -data sforzata per uscir di Castello, et quella prima data a la Majestà -dil Re era pura et libera, et quella al tutto voleva observar. -</p> - -<p> -Ancora el cardinal Ascanio vize canzelier fo lassato in libertà, -et venne in campo a trovar el Re, et come se divulgaveno erano su -pratiche di far liga con tutti li Principi christiani contra infedeli, -et trieva tra el preditto Re di Franza et el Re di Napoli, <i>tamen</i> non -concluseno alcuna cosa, dicendo el Re come sarebbe in Roma co el -Pontifice adatteria el tutto, ne le qual pratiche se interponeva li -Ambassadori di la Signoria. Ma el sig. Prospero andò a Marino, castello -di suo fratello signor Fabricio, mia X lontan da Roma, et -ivi stette con le sue zente. -</p> - -<p> -In Roma era, come ho scritto di sopra, el Duca di Calavria fiol -dil re Alphonso con el sig. Verginio Orsini, conte di Petigliano et -Zuan Jacomo di Traulzi; in tutto con alcune zente di la Chiesia -squadre 55 et fanti 5000. Questo Duca non restava di exhortar el -Pontifice a star constante et saldo, et non abbandonar el Re suo padre. -Praticavano di intrar ditte zente in Castel Santo Anzolo, pregando -volesse scomunegar ditto Re di Franza, et far cruciata contra -di lui, et cussì stavano in queste pratiche con gran carestia. Lì eravi -ambassador di Alphonso, Antonio di Zennari. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span> -</p> - -<h3 id="lib2-14"><i>Seguito et rumore accaduto in Fiorenza et di loro governo.</i></h3> - -<p> -A Fiorenza accadette in questi zorni alcuni rumori, zoè che essendo -zonto Piero de Medici venuto per la via di Ancona a la presentia -dil Re a Brasano, pur lamentandosi di la ingratitudine de Fiorentini -usata contra di lui et di la caxa de Medici, <i>maxime</i> da poi che -nel 1432 Cosma suo avo fu revocato, Piero, Lorenzo et esso Piero -sempre a quella republica aveva giovato, difesa et custodita in libertà, -et che a hora che lui si havea adherito a esso Christianissimo -Re, li soi contrarii et emuli l'haveano scacciato con suoi fratelli et -il Rev.<sup>mo</sup> Cardinal, datoli taglia, i quali per più securtà di la vita -loro erano capitati a Venetia, et che lui era venuto a inchinarsi a -Soa Maestà, et quello che li comandava dovesse far voleva obbedir. -<i>Tamen</i> che la roba sua a Fiorenza era dilaniata. <i>Unde</i> el Re molto -dolendosi, non volendo tollerar questo, scrisse a li soi restati in -Fiorenza Ambassadori, o vero commissarii, prima dovesseno dir a -Fiorentini li mandasseno alcuni danari, come si havevano ubbligati -per li capitoli, et che non dovesseno molestar la roba di Piero de -Medici. Et inteso questo, Fiorentini feceno li soi consegli. Ma el populo -si levono a rumor, et corseno armati su la piazza, altri voleva -<i>iterum</i> el governo di Piero, altri voleva obbedir a ogni mandato dil -Re. Et de quelli do che ivi era <i>nomine suo</i>, altri non volleva per -niente ubbedir in niuna cosa, anzi volevano servar quella sua Republica -in libertà, et non sottoponeva a niuno, et far quello a loro -piacevano, et di novo constituir el suo governo, seguendo el costume -veneto in crear li magistrati. <i>Unde</i> per queste dissensione el consiglio, -che era reduto per trovar li danari per mandar al Re, non feceno -alcuna provvisione, et fo in grandissima discordia, <i>maxime</i> zerca -el novo governo havevano a far, però che za havevano eletti 100 -cittadini chiamati il collegio di 100, i quali durasseno uno anno, et -questi elesseno li Accoppiatori et altri officii pur per uno anno come -ho scritto di sopra. Ma non contentandosi el populo in publica concione -in piazza, redutti la Signoria, li fece lezer <i>publice</i> li capitoli -fatti con el Re di Franza, et terminono di tenir el modo de far el suo -conseglio come al principio di questo secondo libro ho scritto, et si -pacificono tutti, intervenendo però l'autorità di quel frate Hieronimo. -Ma Senesi, Lucchesi et Pisani feceno liga ditte comunità insieme, -con aiuto de Zenoesi, per aiutar Pisani a conservarsi in libertà, che -pur Fiorentini faceva preparamenti per rehaver Pisa, et tutti quelli -<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span> -di li contadi soprascritti erano in arme, zoè villani, che parevano -un campo contra Fiorentini, et dannizono alcuni castelli. Quello seguite -poi intenderete più oltra seguendo il costume nostro. -</p> - -<h3 id="lib2-15"><i>Cose accadute in Venetia in questo tempo et dil Gran Turco.</i></h3> - -<p> -A Venetia, per lettere di Antonio Grimani capitano zeneral da -mar, se intese come lui haveva habuto il certo da Costantinopoli, -che el sig. Turco, inteso la venuta dil Re di Franza di qua da -monti, <i>tamen</i> non haveva ancora inteso la sua intrata di Fiorenza; -dubitando che esso Re, ottenendo el reame di Napoli, poi non volesse -seguir quello sempre havea ditto, di passar a la Vallona a -danno de Turchi, vedendo che za Turchi di le marine, da paura -di l'armata di Franza erano venuti 110 mia fra terra, et abbandonate -le marine reduttosi alle fortezze, lassando li loro tugurii -et habitatione, esso sig. Turco deliberò di provveder et fece subito -uno editto che tutti li soi bassà, subassà et altri di li soi Turchi -primarii, dovesseno venir a la Porta, zoè da lui a Constantinopoli, a -consultatione. Come <i>etiam</i> per lettere di Andrea Gritti patricio nostro -era ivi mercadante, la Signoria fo certificata di questo; et che -ordinò ditta Porta uno zórno di zuoba, ch'era <i>apud illos</i> festa solennissima -et non assueta, di far in tal zorno consultatione. Et mandò -per tutti i calafai, fabri et altri maistri, che <i>statim</i> dovesseno nel -suo arsenal lavorar per far galie, perchè a tempo nuovo voleva haver -una grandissima armata, di vele, come si divulgava, 200; et -mandò uno ambassador al re Alphonso, come ho scritto di sopra, -confortandolo che dovesse questa invernata difenderse, perchè a tempo -nuovo li voleva dar grandissimo soccorso sì de exercito terrestre -<i>quam</i> con potente armata, la qual facea metter in ordine. Et za -italiani dubitava el re Alphonso non facesse passar Turchi di la Vallona, -perchè za ne era ivi redutti qualche bassà, et <i>etiam</i> esso Re -ordinò tutti li navilii erano in Puia fusse retenuti, et però si dubitava. -</p> - -<p> -A dì 19 Dezembrio nel consiglio di Pregadi fu preso certe provvisioni -per trovar danari, a ciò a li bisogni fusseno preparati, et -<i>maxime</i> di tansar le arte o vero botteghe. Et cussì per li X Savii in -Rialto a questo deputadi, ogni zorno andavano tanxando ditte arte, -et la tansa mandaveno a li governadori de le intrade, dove pagavano. -</p> - -<p> -Essendo venuta a Mantoa, come ho scritto di sopra, madonna -Chiara sorella dil Marchexe et moglie di monsig. Mompensier capitano -<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span> -dil Re di Franza, non restava di exhortar el fratello volesse accordarse -con la Maestà dil Re suo, promettendoli gran cose; licet -questo marchexe, za anni 4, era a soldo di la Signoria con ducati -30 mila a l'anno in tempo di paxe, pagato ogni mexe ducati 2500 a -la camera di Padoa. Et perchè a la fin di questo mexe veniva a compir -la ferma de li 4 anni, <i>tamen</i> mancava 4 mesi a praticar, nel tempo -non si poteva accordar con niuno, secondo la forma di l'accordo -havea con ditta Ill.<sup>ma</sup> Signoria. <i>Unde</i> fo preso in Pregadi di dar libertà -al Collegio di confermarlo, con li modi et condition a loro parevano. -El qual Marchexe teniva el suo ambassador fermo qui a Venetia, -chiamato Antonio Triumpho; et in questi zorni mandò a donar -a la Signoria uno bellissimo presente di salvadesine, benchè ogni -anno da poi era condotto consuetava di far; ma questo fu molto più -bello de li altri, el qual fo partito tra el Serenissimo Prencipe et li -Padri di Collegio, sì come si suol far. -</p> - -<p> -In questo mezzo, el Cardinal Ystrigoniense, fiol dil Duca di -Ferrara, venne di Hongaria dove era stato gran tempo, et essendo -ivi fu creato da questo Pontifice cardinal, et sta nel suo vescovado in -Ystrigonia con sua ameda la Raina, moglie che fu di re Mathyas. Et -ne l'andar a Ferrara dal padre, convenne passar per il Polesene di -Ruigo; <i>tamen</i> non fo lassato intrar con zente in Ruigo, et <i>etiam</i> don -Alphonso fiol dil Duca et suo fratello volendo venirli in contra, mandò -a dimandar allozamento in Ruigo; al qual fo risposto che si Soa -Signoria voleva intrar con alcuni de sui el fusse ben venuto, ma con -500 cavalli con qual veniva, non volevano tante zente in la terra. -Et cussì nè el Cardinal nè don Alphonso non intrò in Ruigo, et -passò di fuora via, et andò a Ferrara. Et ditto Cardinal quivi restò -nè non andò a Roma fino che vi ritornò in Hongaria; et poi a dì 12 -Fevrer essendo sta chiamato dal Re di Hongaria, che 'l ritornasse in -Ystrigonia, <i>alias</i> lo priverebbe di quelle intrate, partì di Ferrara -con la sua fameglia, et habuto licentia da la Signoria, allozò in Ruigo, -<i>demum</i> cavalcando verso Hongaria andò in Ystrigonia. -</p> - -<p> -El re Alphonso per tutto el suo regno faceva provvisione, et -per littere di Paulo Trivixano cav. ambassador nostro a Napoli se -intese come, havendo lui <i>nomine Dominii</i> dimandato la tratta di -200 cavalli di le sue razze, non solamente el Re fu contento di dar -ditta tratta, ma più che volse far uno presente a la Signoria di corsieri -100 forniti a tutte sue spese fino su la piazza di San Marco; -<i>etiam</i> la tratta de formenti di la Puia concesse a nostri, come ho -scritto di sopra, benchè Puiesi non volevano vender per caxon di -<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span> -non haver carestia. Oltra di questo el Re scrisse a la Signoria, pregando -li volesse dar aiuto et soccorso, et conseiarlo di quello havesse -a far, et che, al più poteva far, era in tutto squadre 75 et -fanti 7 in 8 milia, et che lui si redurave in Terra di Lavoro a presso -Capua, et converrà abbandonar la defensione di Fondi, Aquila et -Terracina, che sono passi de intrar in Reame, et che al tutto era -disposto de affrontarsi col Re di Franza, et far fatto d'arme, volendo -morir prima da valente capitano che veder la ruina dil suo Stato. -Concludendo, volea aiuto; <i>Unde</i> la Signoria li risposeno: la qual risposta -fu molto secreta. Et inteso de li 100 corsieri et di la tratta, -feceno metter in ordine in l'arsenal do arsilii, i quali andasse in -Puia, benchè prima voleva mandarli in Ancona, ma poi mutono pensier, -et con Zuam Borgi secretario fo mandati con li danari per li -200 cavalli, come scriverò di sotto. Ma avanti ditti arsilii zonzesse, -venendo li cavalli, da Franzesi fo presi, et non si potè haver. -</p> - -<p> -Quelli di l'Aquila, che è una di le prime terre in l'Apruzzo -sotto el Re di Napoli, a ciò Alphonso non dubitasse di la loro fede, -perchè za el Re di Franza mostrava de za intrar in Roma dover andarli -a campo, mandono a Napoli molti fioli de li cittadini primarii -per ostasi al Re, dicendo se volevano difender vigorosamente, benchè -ancora ogni loro ricchezza de li bestiami fusse nella Puglia, questo -perchè su quel di l'Aquila, per esser loco fertile, non vi ponno star -nè viver per li pascoli, et convien l'inverno andar a pascolar nella -Puia. Ancora feceno alcuni fanti, zerca 2000, pagati de suo denari -in defensione loro. -</p> - -<p> -El fiol dil Pontifice nominato di sopra, don Zufrè prencipe de -Squilazi et zenero di re Alphonso, el qual venne a Napoli a sposar -la muger in queste novità, mai si volse partir dal suocero, a ciò el -padre havesse cagion di aiutar Alphonso, havendo el fiol in quelle -parte. Et è da saper, che questo Pontifice ha tre figlioli et una fia, -zoè el duca Johanne de Gandia, el qual habita nel suo ducato in -Spagna, el cardinal Don Cesare chiamato di Valenza, questo prencipe -de Squilazi, et mad.ª Lugretia maridata in sig. Johanne di Pesaro, -fo fiol dil sig. Costanzo, dil qual di sopra habbiamo assà descritto. -</p> - -<h3 id="lib2-16"><i>Come el Pontifice mandò el duca de Calavria fuor di Roma, -et quello fece.</i></h3> - -<p> -A Roma Alexandro Pontifice essendo in queste pratiche con el -<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span> -Re de Franza, et vedendo la sua voluntà al tutto esser di voler intrar -in Roma, et za era andato legato dal Re suo nepote cardinal -Monreal, el qual andava et ritornava in Roma per veder di adattar -li capitoli, come dirò di sotto. Et vedendo questo el duca de Calavria, -che el Pontifice si voleva adherir alla voluntà de ditto Re, non -potendo far altro, dubitando dil populo, per el meglio deliberò partirsi -con le sue zente di Roma. Et cussì el zorno de Nadal, che fo a dì -25 Dezembrio, el Pontifice, ditto la messa in la sua cappella, chiamò -esso Ferdinando duca di Calavria, et a quello messe una baretta -de varo, fodrà de varo, <i>tamen</i> era di velluto, in testa, et li fece cinger -la spada a ladi (lato), investendolo dil ducato de Calavria, et a -quello usò queste parole, lacrimando e uno et l'altro, et el Duca li -era davanti in zenochioni, et disse: Duca, fiol nostro carissimo, andate -et state di bona voglia, che havemo speranza ne lo eterno Iddio -ne aiuterà: Et li dette la beneditione, offerendosi in ogni cosa, -et quello lacrimando licentiò et scrisse un breve al re Alphonso zerca -questa partita di suo fiol. El qual Duca, <i>statim</i> montato a cavallo -con el sig. Virginio Orsini, conte di Petigliano, Zuan Iacomo di -Traulzi, marchexe di Pescara, et altri condottieri con squadre zerca -22 et 1500 fanti, ussite di Roma accompagnato dal cardinal Ascanio -suo barba, però che questo Duca nacque di una sua sorella et -dil Duca presente Ludovico di Milano, la qual era morta za molti -anni, nè da poi el Re Alphonso, che <i>tunc</i> era Duca di Calavria, si -volse più maridar. Or questo suo barba lo andò confortando fino fuora -di le porte di Roma, et in quel zorno medemo el Duca con tutte -le zente cavalcono mia 18 a uno loco di la Chiesia chiamato Teoli, -et quelli erano dentro non volseno l'intrasse in la terra, <i>unde</i> convenne -star lì a la campagna, et patite assà incomodi. Et scrisse al -Re suo padre era a Napoli el successo, et che non era più tempo de -dimorar de chiamar Turchi in suo soccorso, ma che al tutto dovesseno -farli venir, vedendo che niun in Italia più lo voleva aiutar. Et -andò a Terracina terra di la Chiesia, ma custodita per el Re suo -padre, dove vi venne don Fedrigo suo barba principe di Altemura, -el qual havea disarmato l'armata. Et quivi feceno alcuni fanti, et -al meglio poteno zercò di restaurar le sue zente dil Duca, et cavalli -erano mal conditionati per li disagii portati <i>maxime</i> in Roma con -gran carestia. Le zente veramente di la Chiesia rimasero in Roma, -<i>ita volente</i> el Pontifice. Le qual da poi che 'l Re fo intrato et accordatosi -insieme et partito per Reame, el Pontifice quelle licentioe, dicendo -<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span> -non li bisognava più zente, et rimase se non con la sua guardia, -el resto casso. -</p> - -<p> -Ma li tre legati erano con el Re a Brazano, domente queste cose -si faceva, non restava di praticar accordo, et fonno fatto 18 capitoli, -i quali perchè non haveno luoco nè il Re volse sottoscriverli, non -saranno qui posti, et quasi di tutti erano d'accordo, eccetto che il -Re voleva Gem Sultan fratello dil Turco con lui, et el Papa ghe lo -voleva dar ogni volta che l'andasse contro infideli. <i>Item</i> che el Papa -li desse quattro fortezze, la Rocca Suriana, la rocca di Velletri, la -rocca di Civitavecchia et la rocca di Narni et anche Terracina, et -cussì non fonno d'accordo. Et come ho ditto el card. Monreal più -volte venne dal Re et ritornò a Roma. In questo <i>interim</i>, le sue zente -andono per caxon di haver vittuarie, perchè era gran carestia in -campo et assaissime persone da 30 in 40 milia. Alcuni Franzesi andò -a uno castello di la Chiesia un poco straman et fuora di strada, -chiamato Nera, dove vi era uno governator episcopo, el qual volendosi -difender non volendo fare quello che tutti altri castelli et cittade -havea fatto, che dove si aproximava Franzesi li presentaveno -le chiave, <i>unde</i> ditti Franzesi intrò per forza, et esso episcopo fugite -in una chiesia dove fu trovato et menato sopra una torre et -buttato giuso, acciò el morisse, et lì in terra li fu dato tante lanzate -che subito expirò, dicendo: cussì intravenirà a tutti coloro vorranno -resister contra el nostro Re. -</p> - -<p> -Ma el Re partito di Brazano venne allozar mia 7 luntan di Roma -in uno loco ditto Bacano, et za in Roma a dì 27 Dezembrio el -zorno di S. Zuane evangelista a hore 2 di zorno di voluntà dil Pontifice -era intrato dentro cavalli 1500 de Franzesi, et cussì andava -intrando continuamente. I quali questi Franzesi, come fonno intrati, -comenzono a voler far moveste, zoè di elezer caxe di Romani per -habitatione de li loro Monsignori et per altre zente doveva intrar -con el Re, mettendo polizze sopra le caxe dove era scritto: lozamento -di Mons. tal. <i>Unde</i> Romani non volendo tollerar, con ajuto -de Spagnoli che sono nimici <i>simpliciter</i> de Franzesi, si levono in -arme, et Franzesi conveneno star bassi fino el Re fo intrato nè far -altra movesta. Ma per el Pontifice fo ordinado che tutte queste zente -franzese, et quelle introrono con el Re, dovesse alozar solamente in -caxa de prelati e monasterii di ogni sorte, et cortesani, et cussì fonno -posto ordine a li alozamenti, et fo partito a tanti per caxa. Et -Romani per gratuirse con el Re levono le arme de Soa Maestà sopra -le sue porte, <i>adeo</i> per tutta Roma se vedea le arme dil Re di Franza. -<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span> -Et za la persona dil Re el zorno de Nadal, si havesse voluto, haveria -potuto intrar; ma pur stava renitente, et voleva in le sue mano el -castel de Santo Anzolo, la qual cosa el Pontifice mai volse consentir, -<i>imo</i> el si havea reduto dentro, et posto alcuni cardinali nel suo palazzo, -et alcune caxe lì attorno ditto castello za havea fatto buttar a -terra et spianar, a ciò volendo el Re accamparsi attorno non potesse. -Tutte le artegliarie messe sopra le mure, et zerca 400 fanti -spagnoli messe in ditto castello dil qual era castellano lo episcopo -Agregiantino, et oltra suo nipote el cardinal Monreal et Valenza -che stavano nel palazzo de San Piero, <i>etiam</i> ne messe do altri cardinali, -zoè el Cardinal de Napoli et San Zorzi, e <i>tamen</i> tutta Roma -era in confusione. -</p> - -<p> -Accadette <i>mirum quid</i> a dì 23 Dezembrio, che cazete da loro -istesse una certa parte di muraglie di le mure di la città di Roma, -le qual erano vecchie, per la qual cosa molti judicono esser voluntà -de Dio che el Re intrasse, che fino le mura istesse voleva farli adito -a intrar. Ma subito dove cadette fu riparato. -</p> - -<p> -Ma el Re non volendo più star a indusiar, nè perder tempo in -formar li capitoli, deliberò non concluder nè sigillar alcuna cosa -fino non fusse intrato in Roma, ma ben volse far al Papa uno instrumento -in publica forma, chiamato da Franzesi vodo et iuramento, el -qual era come uno salvo condutto al nostro modo, ch'el Re prometteva -sopra la sua corona et fede al Papa de non li far alcun danno -nè in temporal nè in spiritual alla sua persona, et che voleva intrar -in Roma el primo di Zener, ch'è primo zorno nuovo, et forestieri -per tutto si muda, milesimo de 1495, excepto cha Venitiani, che comenza -a Marzo; et però essendo io veneto seguiremo el nostro costume: -or questo instrumento a dì 30 Dezembrio, el cardinal Monreal -portò al Pontifice, el qual non potendo far altro fo contento -l'intrasse, et chiamato el concistorio mandono a dir a Soa Maestà -quando li piaceva dovesse intrar. <i>Tamen</i> el Pontifice si segurò nel -suo palazzo con bona custodia, et redusse le sue zente di là dal Tevere -appresso il castello, et lassò di qua per l'habitatione de Franzesi. -</p> - -<h3 id="lib2-17"><i>Intrata dil Re di Franza in Roma adi 31 Dezembrio 1494 -et quello fece in Roma.</i></h3> - -<p> -Ma Carlo re, habuto tal risposta, non volse aspettar el zorno -terminato di primo Zenaro, ma seguendo l'opinione astrologica ancora -lui, vedendo esser bona hora, a dì 31 Dezembrio, el zorno de -<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span> -Santo Silvestro Papa, al qual Constantino imperatore concesse assà -cose et adoptò la Chiesia, et quello <i>publice</i> instituì papa di Roma, -esso Re di Franza volse intrar in Roma, et partito da Bacano dove -era allozato, a hore tre di notte per la porta dil populo intrò senza -saputa dil Pontifice, che si credeva dovesse venir el zorno driedo. -L'ordine di l'intrar fo cussì. Prima tutte le sue zente d'arme e -fantarie avanti, poi le carrette con li passavolanti et artigliarie, et -lui in mezzo di la sua guardia, in compagnia con 8 Cardinali, zoè: -S. Piero <i>in Vincula</i>, el qual di Hostia era ritornato, Ascanio, Savello -et Colonna, San Dionysio et Curzense, San Severin et Lonà, parte -dei qual el zorno avanti erano ussiti di Roma per venir contra el -Re a honorarlo con le loro famiglie. Et cussì con questi cardinali -con assaissime luminarie et fuoghi fatti per Roma, el Re intrò in -la cittade. El populo mostrò gran consolation et festa: per le fenestre -de Romani era posto luminarie fuora, <i>adeo</i> pareva tutta Roma -ardesse, tanto erano li fuoghi, con grandissimo rumor, con gran -multitudine de cavalli, <i>adeo</i> che l'ambassador nostro Paulo Pisani -era in Roma, inteso che 'l Re veniva, montò a cavallo per andarli -contra, ma tanta fu la calca di le zente che mai si potè aproximar -a esso Re, et convenne ritornar a caxa. Li do ambassadori seguiva -el Re non fonno presti a venir insieme con Soa Maestà, ma tuttavia -li venne driedo, et intrò a dì ditto a hore 5 di notte, zoè do hore da -poi el Re, e tutta quella notte fino a hore 9 stetteno le porte di Roma -averte, et continuamente intrava Franzesi, Sguizari et altre generatione. -Et el Re andò a dismontar al palazzo di S. Marco, dove -li era preparato, el qual è bellissimo, et per Paulo Pontifice secondo -veneto fo fatto fabbricar, et poi suo nepote cardinal de S. Marco pur -di caxa Barba patricio veneto, et novamente defunto, fo compito di -redurlo al modo è al presente, ma poi la sua morte Innocentio VIII -pontifice ditto palazzo dette al cardinal di Bonivento di natione Zenoese, -el qual cardinal venne contra dil Re fino fuora dil palazzo -con la bareta in man, et cussì fece el Re. Et fattosi le debite riverentie, -el Re volse metter el Cardinal de sora, el qual mai vi volse -andar, et menò el Re in camera: <i>demum</i> intrò in un'altra camera, -et stati insieme per uno quarto di hora, tolse licentia dal Re et venne -fuora. Li altri Cardinali andorno a li loro palazzi, et el Re sentò -su el letto, et si fece cavar li stivali et si messe i zoccoli, venne fuora -di la camera, dove fo apparecchiato la tavola, et si messe al fuogo, -si fè pettenar li cavelli et la barba, poi andò a cena. Era lì in tavola -una navesella d'arzento, et come vien i piatti di le bandisoni, colui -<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span> -che porta il piatto, tuò un poco di quello, et fatto la credenza, lo -resto butta in ditta navesella, et cussì si fa di ogni cosa. Beve con -una tazza dorata con il coperchio; quando si metteva el vin in la -tazza, uno de soi havea una cadenella d'oro, et in uno cao un pezzo -de alicorno, ch'è contra il veneno, et menava attorno per ditta tazza, -poi ne dava a bever a quel vi faceva la credenza, et di quello fo -messo in un'altra tazza in cao di tola, dove era 4 medici, i quali -cercono ditto vin si era buono per la maestà dil Re. Et cussì fanno -in le vivande, però che, sempre che manza, li medichi li stà d'intorno -a veder non manzasse molto et cosse cattive; manza sempre -solo, et li soi gran maestri d'intorno in piedi. Poi, levato di tavola, -venne in mezzo di la camera fra alcuni baroni et cavalieri, et con -loro humanamente rasonava, toccandoli sotto la gola, per le qual -cose dimostra esser human e dolze Re, et questa digressione et narratione -ho voluto far, benchè non sia a proposito. -</p> - -<p> -Niun altro cardinal adoncha andò contra el Re, che si l'havesse -indusiato el zorno, sarebbe andati tutti, et la famiglia dil Pontifice -che saria stata magnifica intrata. Et zonti li do nostri ambassadori -Domenego Trivixan et Antonio Loredan insieme con Paulo Pisani -tutti tre cavalieri et operati in diverse legatione per la Republica -nostra, andono a visitar el Re a caxa, et <i>nomine dominii</i> si alegrò di -la sua intrata, et usate le parole debite, et risposto dil Re, ringratiando -la Signoria soa bona amiga, ritornò a caxa a expedir el corier -a la Signoria di questa intrata in Roma dil Re. -</p> - -<p> -Tutta questa notte stetteno Franzesi et Romani in piedi, altri -conzando le loro arme, governando li cavalli, custodendo le carrette -di artigliarie, preparandosi li allozamenti, sì che era sempre in da -far. El Pontifice era nel suo palazzo, per el qual a suo piacer per -do vie una publica l'altra subterranea puol andar in castel Santo -Anzolo, el qual era ben custodito de molti Spagnoli et munitione. -Ancora di là dal Tevere, come ho scritto, era in uno seragio 400 -cavalli et alcuni fanti per soa defensione, benchè erano pochi <i>imo</i> -niente al poter dil Re. -</p> - -<p> -A dì primo Zener, el Re volse udir messa lì vicino a la chiesia -di San Marco, per esser el primo dì de anno nuovo, et disse messa -el cardinal San Dionysio suo franzese, et era la sua guardia in chiesa, -et el Re sotto un baldacchino quadro damaschin bianco con le -cortinette attorno, et ditto Re stette sempre in zenocchioni con le -man zonte, mentre fo ditto la messa, e la sua guardia lì intorno, et -lui diceva oratione. Era con lui questi Cardinali: San Piero <i>in Vincula </i>, -<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span> -Ascanio, Curcense, Savello, Farnese, San Severin et Colonnese, -et el cardinal Valenza mentre el Re era in chiesa volle intrar per venir -a honorar Soa Maestà, ma non potè intrar per la moltitudine di -la zente. Et poi tornato el Re in palazzo, ditto Cardinal andò, et appena -fu visto da esso Re, el Re udito messa ritornò in palazzo, ma el -Pontifice con el resto de Cardinali disse messa in capella di S. Piero. -</p> - -<p> -El Re fece editto: che niun de soi non dovesse far alcun danno -nè violenza a niuno sì per caxon de vituarie <i>quam</i> per altro lì in -Roma sotto pena di la forca; et <i>etiam</i> el Pontifice ne fece far uno -altro: che niun romano nè cortesano dovesse dar alcun fastidio nè -dir alcuna villania a Franzesi di la maestà dil Re, sotto pena <i>etiam</i> -di esser appiccati senza altro rispetto. Et ancora fece el Re uno altro -editto per nome dil Pontifice et suo, che ognuno dovesse portar vittuarie, -et come fo ditto ordinò el precio de certa quantità, manco il -formento et vino che prima erano montati in gran precio, altramente -mandaria a tuor per il territorio etc. -</p> - -<p> -In questo zorno intrò in Roma 5000 Sguizari armati benissimo -in ordine, che fu bel veder: in tutto era in Roma venuti con el Re -di le persone da 30 milia in suso, et alozato el Re, le sue zente comenzono -attorno ditto palazzo di San Marco a buttar alcune caxe a -terra, ma non da conto, et ivi messe le sue carrette di artegliarie; -et cussì attorno si fortificò, facendo ripari, et steva con bona custodia. -Li baroni dil Re, intrati che fonno in Roma, andono molti di loro -a basar li piedi al Pontifice in palazzo, et visitando le altre chiese, -cercando le perdonanze et reliquie sante. Et el Papa mandò a dir al -Re, prima ch'el fosse ben venuto, poi che volendo venir a parlarli -venisse solo con 4 de soi, et cussì voleva esser lui, dove consulteriano -insieme. -</p> - -<p> -Adi 2 Zener li Cardinali si ritrovavano in Roma andono a far -riverentia al Re, et loro medemi portavano le code in mano, la qual -cosa non si suol far se non quando vanno a la presentia dil Pontifice. -Et non vi andò el cardinal de Napoli, el qual steva in palazzo dil -Papa, et el cardinal Michiel nostro veneto, che <i>tunc temporis</i> si ritrovava -ammalato. Et el Re steva con gran reputatione, et in la -sua camera li 8 Cardinali nominati di sopra stevano in piedi, et lui -sentando. <i>Conclusive</i>, Franzesi fanno puoco conto de Cardinali, et -manco di altra zente, et per la superbia loro fanno poco honor et -extimatione, sì come si suol far qui in Italia. Or ditti Cardinali haveno -tutti audientia con poche parole, excetto do, ai quali el Re non volle -parlarli, i qual do Cardinali non saranno qui posti <i>pro bono respectu</i>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span> -</p> - -<p> -In questo zorno medemo, Piero di Medici intrò in Roma con el -sig. Carlo Orsini fiol dil sig. Virginio, i qual fonno dal Re ben visti, -et ditto Piero se ne stette qui a Roma sempre fino venne suo fratello -cardinal. -</p> - -<p> -Adi 4 Zener el Re mandò el cardinal de Parma con 4 de soi -baroni, zoè monsig. de Obignì, mons. Presidente de Linguadoca, el -qual dil mexe di Fevrer morite qui pur ambassador per el Re a -Roma, el presidente di Paris et Peron di Basser, in palazzo dal Pontifice -a dimandarli 3 cose. Prima suo fiol o nepote Cardinal de Valenza, -con lui legato a l'acquisto dil Reame. <i>Secundo</i> el castello di -Santo Anzolo in suo poter, acciò potesse andar et tornar in Roma a -suo piacer. <i>Tertio</i> che, cussì come era ubligato za assai per patto -expresso, dar li dovesse Gem Sultan fratello dil Gran Turco. El qual -el Papa dil 148... in quà, zoè soi antecessori lo tien in castello con -gran custodia, però che fu preso a Rodi, et per il gran maistro Piero -Dambusso (<i>d'Aubusson</i>) al presente cardinal, fo mandato ne la -Franza, poi fu posto qui nelle man dil Pontifice con condition che, -ogni volta che el Re di Franza el volesse, el Pontifice fusse obligato -di dargelo, et però al presente lo voleva. <i>Unde</i> el Papa rispose: <i>primo</i> -meravigliarsi di queste nove richieste, <i>maxime</i> dil cardinal Valenza, -et che non li pareva honesto el Re dimandasse darli tal Cardinal -per legato, come che quando lui con el concistoro de Cardinal li -pareva di mandar legato, loro lo elezevano. <i>Item</i> che el castello lui -el teneva come capo di la christianità, per quelli potentati li havea -dato ubedientia; <i>maxime pro rege Maximiliano</i> eletto imperatore, per -el Re di Spagna, Re di Napoli et la Signoria di Venetia et altri. Et -che di Gem Sultan a lui pareva non era tempo di muoverlo di dove -era, ma pur che la mattina faria concistoro, et quello ivi delibereriano -con l'aiutorio de Dio et de misser S. Piero et S. Paulo, li manderia -a dinotar. Et ditti baroni ritornò dal Re, et disse la risposta -dil Pontifice. -</p> - -<p> -Ancora el Re dimandò danari in prestedo ad alcuni Cardinali, -i quali si excusono non haver, promettendoli li loro arzenti. <i>Tamen</i> -el Re non li volse tuor, et Colonnesi con li suoi seguazi erano molto -superbiti, et messeno a sacco una caxa di uno episcopo di Conti, sua -parte contraria, et in Roma le bottege erano serrate, tutti andavano -armati, et essendo in queste novitade le caxe de Cardinali, dubitando -non esser messe a sacco, stavano con gran guardia, havendo -provvisionati. El Re non ussiva de palazzo de S. Marco, aspettando -la risposta dil Pontifice. Et a ciò se intendi quanti Cardinali -<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span> -erano in questo tempo, ho voluto qui sotto scriverli, et quelli hanno -una † erano fuora di Roma. -</p> - -<h3 id="lib2-18"><i>Cardinali romani, anno 1494.</i></h3> - -<ul> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Olivier Caraffa neapolitano, arciepiscopo di Napoli et episcopo Sabinense.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Iuliano dal Rovere savonese, summo penitentiario <i>tituli sancti Petri ad Vincula</i> et episcopo hostiense.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> Baptista Zeno veneto patricio, episcopo vicentino <i>tituli Sancte marie in Porticu</i> et episcopo tusculano.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Ioanne Michiel veneto patricio, episcopo veronese <i>tituli Sancti Angeli</i> et episcopo portuense.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Georgio (<i>Costa</i>) portogalese, episcopo de Lisbona et episcopo albanense.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Hieronimo (<i>Basso</i>) dal Rovere savonese, episcopo prenestino, cardinal nuncupato de Recanati.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Domenego dal Rovere savonese, episcopo Taurinense et prete cardinal <i>tituli sancti Clementis</i>.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> P. (<i>Pietro Gundisalvo di Mendoza</i>), <i>tituli sancte Crucis in Hierusalem</i>, prete cardinal hispanense et episcopo toletano.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> Paulo de Campo fregoso, <i>tituli Sancti Sixti</i>, arciepiscopo di Zenoa, prete cardinal di Zenoa.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Zuan Iacomo (<i>Scalfenati</i>), <i>tituli Sancti Stephani in Celio monte</i>, prete cardinal di Parma.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> Ludovico (<i>Gian Lodovico Milano da Valenza</i>), <i>tituli sanctorum quatuor coronatorum</i> prete Cardinal ilerdiense.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Lorenzo (<i>Cibo</i>) zenoese, archiepiscopo di Bonivento, <i>tituli Sanctae Ceciliae</i> prete cardinal di Bonivento.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Antonio (<i>Antoniotto Pallavicini</i>), zenoese, episcopo aureniense (<i>di Orenze</i>), <i>tituli Sanctae Anastasiae</i> prete cardinal.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> A. (<i>Andrea d'Espinay</i>) <i>tituli sancti Martini in montibus</i>, prete cardinal et arciepiscopo burdegalense.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Ioanne (<i>Borgia</i>) <i>tituli sanctae Susannae</i>, prete cardinal Monreal, et nepote dil Pontifice.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Baptista Orsini, <i>tituli sancti Ioannis et Pauli</i>, prete et cardinal di Orsini, romano.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Ray. (<i>Raimondo Perauld</i>), <i>tituli Sanctae Mariae in Cosmedin</i>, prete cardinal Curzense.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Iean (<i>Giovanni Villiers</i>), <i>tituli Sanctae Sabinae</i>, prete cardinal franzese, abate di Santo Dionysio.</li> -<li><span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span></li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> <i>Ioh. Antonius</i> (<i>Sangiorgio</i>), <i>tituli Sanctorum Nerei et Achillei</i>, prete cardinal, episcopo alexandrino.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> Bernardo (<i>Bernardino Carvajal</i>), <i>tituli Sanctorum Petri et Marcellini</i>, prete cardinal, episcopo carthaginense, hispano.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> Francesco (<i>Todeschini</i>) de Piccolhomeni senese, <i>tituli Sancti Eustachii</i>, diacono cardinal di Siena.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Rafael de Riario savonese, camerario apostolico, <i>tituli Sancti Georgii ad velum aureum</i> (<i>Velabro</i>), diacono cardinal et episcopo di Pisa.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Io. Baptista, <i>tituli Sancti Nicolai in carcere Tulliano</i>, diacono cardinal de Savelli, romano.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Ioh., <i>tituli Sancte Mariae in Aquiro</i>, diacono cardinal Colonna, romano.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> P. (<i>Pietro d'Aubusson</i>), <i>tituli Sancti Adriani</i>, diacono cardinal, <i>ac sacrae domus hospitalis Sancti Iohannis hyerosolimitani</i> magistro general et <i>pauperum Christi</i> custode.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> Ioh. de Medeci fiorentino, <i>tituli Sancte Mariae in Domnica</i>, diacono cardinal de Medici.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Ascanio Sforza viceconte, <i>tituli Sancti Viti et Modesti</i>, diacono Cardinal et vice cancellario et legato di Bologna, va drio el card. Colonna.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Iul. (<i>Giuliano</i>) romano, <i>tituli Sancti Sergii et Bacchi</i>, diacono cardinal Cesarino.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Domenego Grimani veneto patricio, <i>tituli Sancti Nicolai inter imagines</i>, diacono cardinal Grimano.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Alexandro romano, <i>tituli Sanctorum Cosmae et Damiani</i>, diacono Cardinal Farnesio.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Ber. (<i>Bernardino Donati</i>), <i>tituli Sancti Ciriaci in Thermis</i>, diacono Cardinal de Lonado.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Cesar, <i>tituli Sanctae Mariae novae</i>, diacono Cardinal Valentino et fiol dil Pontifice.</li> -<li>† El Rev.<sup>mo</sup> (<i>Federico Casimiro Jagellone</i>), Cardinal fratello dil Re di Polonia et Ungaria, el qual non ha habuto ancora titolo.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Ippolito (<i>d'Este</i>), episcopo ystrigoniense, fiol dil duca di Ferrara, el qual non ha habuto titolo.</li> -<li>El Rev.<sup>mo</sup> Federico di S. Severino, <i>tituli Sancti Theodori</i>, diacono cardinal et episcopo maleacense (<i>di Malaga</i>), el qual vol esser drio quel de Medici, per error è sta qui posto<a class="tag" id="tag108" href="#note108">[108]</a>.</li> -</ul> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span> -</p> - -<p> -Questi adoncha 35 sono tutti li Cardinali vivi al presente et -loro titoli, et in tutto sì come in la pratica di la canzellaria romana -si leze, puol esser num. 54, zoè 6 episcopi, et 30 preti, et diaconi 18. -<i>Sed ad rem nostram redeamus</i>. -</p> - -<p> -Non voglio restar de scriver quello ch'el zuoba, fo primo dì di -Zener, et zorno driedo che 'l Re intrò in Roma, fo ritrovato in San -Piero l'infrascritti versi, li quali fonno fatti contra el Papa, come -lezendo intenderai el tutto<a class="tag" id="tag109" href="#note109">[109]</a>. -</p> - -<p> -Adi 5 Zener el Pontifice, per haver habuto assà moltitudine de -Franzesi baroni che li era venuto a basar li piedi et haver la beneditione -sua, li venne una certa angossa, et fo portato in letto, et -stette tre hore come stramortito, <i>tandem</i> revenuto deliberò el zorno -di Pasqua, che fo la circoncisione dil Signore, a dì 6, in la sua camera -medema far concistorio; et cussì el Pontifice vestito in letto -fece chiamar concistorio, dove venne Cardinali 16, tra li qual vi era -el cardinal Santo Dionysio franzese. Et el Papa propose la richiesta -fatta per el Re, dicendo la risposta data, et le ragione movea Soa -Beatitudine a non voler exaudirlo in niuna cosa di quello havea mandato -a dimandar. Et cussì terminono ivi in concistorio: prima laudato -l'opinione de Soa Santità, poi che <i>iterum</i> li replicasse che questa -era <i>etiam</i> ferma voluntà del concistorio de non darli el castello -per niun modo. Za era andate parole attorno Roma, che el Papa -havea deliberato, si el Re de Franza volesse pur al tutto haver el -castello et lo volesse bombardar, che metteria sopra le mure la Veronica, -zoè el sudario de Christo proprio che ivi si attrova, le teste -di S. Piero et Polo Apostoli loro protettori, el corpo di Cristo et -altre reliquie, et che si esso Re, havendo fama de Christianissimo, poi -voleva bombardar, dovesse bombardar a soa posta in queste cose sacre; -ancora, che non potendo più, faria una excomunica a lui e tutti -i soi; con un jubileo plenario a tutti coloro fusse contrarii et offendesse -ditto Re de Franza, el qual veniva contra la Chiesa. <i>Tamen</i> -niuna cosa fo fatto. -</p> - -<p> -Ma el Re mandò <i>iterum</i> quelli quattro baroni a dimandar al -Pontifice la risposta, perchè za se intendeva in quel zorno faceva -concistorio. <i>Unde</i> el Pontifice li fece chiamar dentro, et li disse <i>largo -modo</i> el voler suo; et che el Re non si pensasse fino lui era -Papa de haver mai el castello ne le mano, bastava haver el passo etc.; -et che era fermo et costante in quello havea avanti risposto; et che -<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span> -manderia 4 Cardinali da Soa Maestà a justificar ogni sua volontà -cussì esser et de Rev.<sup>mi</sup> Cardinali. Et ditti baroni ritornono dal Re. -Et el Papa mandò questi 4 cardinali, el cardinal de Napoli, el cardinal -Alexandrino, el card. Santa Anastasia et el card. Monreal, i -quali andati dal Re, appena fono visti, <i>imo</i> exposto la loro imbassata, -stetteno un gran pezzo credendo haver risposta dal Re, el qual -<i>post multa</i> li disse: andè, et manderò a dir al Papa per li miei baroni -quello vorrò. -</p> - -<p> -Et inteso la risposta dil Papa, el Re deliberò de voler haver el -castello, usando assà alte parole. Et in Roma tutti stevano con gran -paura, perchè seguite certa novità, che alcuni de soi messeno a -sacco li Zudei et fece gran danno. Ancora a dì 8 se apizò alcuni Italiani -con Sguizari, et Sguizari se messe in ordine et messe a sacco -la caxa di uno spicier, nome Piero Branca, et fece bottin per 8 milia -ducati, per modo che el Re, inteso questo, havendo molto a mal, -fece cavalcar alcuni soi capitani per cessar ditto rumore, et fo presi -fra italiani, franzesi et do negri, n.º X, dei qual fo appiccati uno -franzese et li do negri, et fece uno editto che niun non andasse senza -luse la notte per Roma, et chi andava fusse appiccato. <i>Item</i> che, -in termene de tre zorni, quelli havea ditte robe tolte<i> ut supra</i>, sotto -pena di la forca si venisse a manifestar. Et cussì fo restituido gran -parte. <i>Item</i> che li Zudei portasse una † bianca su la spalla, ai qual, -havendo ditto segno, non li fosse fatto noja alcuna. Oltra di questo -ordinò che 4 cavalieri franzesi con 500 cavalli per uno andasseno la -notte attorno Roma, a ciò non fosse fatto danno ad alcuno. Et fu -trovato alcuni senza luse, li quali secondo l'editto regio fonno appiccati; -et a dì 9 de notte el Re fece appiccar uno suo cavalier, et questo -per haver messo su le zente a tal rumori. -</p> - -<p> -Ma el Papa per timor de novitade, a dì 7 ditto si redusse ad habitar -in castello, et pur si tramava pratiche di accordo con el Re. -El qual poi seguite, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -Adi X per l'abondantia di le acque havea piovesto, per el cargo -di le artegliarie et di li repari fatti dentro, che molto cargava il -muro, cazete cinque passa di muro attorno dil castel Santo Anzolo, -zoè 14 merli, nel qual loco el Papa fo la sera avanti, le qual muraglie -fonno subito riconzate et di novo fortificato, ma è <i>mirum quid</i> -che avanti el Re intrasse in Roma cazete certa parte di muro di la -terra, et a hora cazete queste dil castello. Et non molto da poi seguite -l'accordo dil Pontifice et dil Re, come intenderete leggendo. -<i>Ergo</i> son gran segnali. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span> -</p> - -<h3 id="lib2-19"><i>Provvisione fatte per re Alphonso nel reame in questo tempo.</i></h3> - -<p> -Domente queste cose a Roma si fanno, havendo inteso el re -Alphonso era a Napoli la intrata dil Re di Franza in Roma, fece -molte provisione. Prima mandò vice re in la Puia Camillo Pandon, -con commissione amplissime dovesse trovar danari. Mandò do comissarii -per il paese a tuor le vittuarie, sì de fuora come in alcuni -castelli, e far la tansacione de le bocche, e non lassarli vittuarie se -non per 4 mesi. El resto fece condur a Napoli in li castelli et in altre -fortezze lì attorno, a ciò Franzesi non havesse vittuarie. <i>Item</i> -mandò per uno zudeo di cadauna casa dil suo reame, che <i>statim</i> dovesseno -venir a Napoli alla sua presentia, dai quali volse tra loro -tutti ducati 56 milia in termene de zorni 8. Mandò per li marani -spagnoli, sì per quelli habitava in Napoli <i>quam</i> fuora, e tolse danari -a imprestedo a ducati 36 per cento de usura, et per ogni 100 -ducati li dava ducati 3 al mese, da esser pagati ogni mese. Et za -havea comenzà a pagar la prima paga, zoè la prima usura; et molti -de questi marani in questo tempo al meglio poteno con loro brigate -si partino di Napoli et venneno ad habitar qui a Venetia, et portè -grande haver con loro. Et è da saper che questi marani sono zente -baptizata, <i>tamen</i> li soi furon zudei, et stavano nel paese dil serenissimo -Re di Spagna, e tenivano <i>quodammodo</i> un'altra leze, media -tra la hebraica et Christiana: pur dimostravano esser boni christiani -<i>publice</i>, et <i>privatim</i> tenivano le sinagoge in casa. Ma parse a questo -glorioso Re et Regina di Spagna, di cazzarli tutti dil paese, zoè -quelli che non volevano lassar la vita loro teniva, et fece molti inquisitori -frati per tutti li soi regni, con grande auctorità, et uno sopra -tutti chiamato l'<i>inquisitor major</i>, i quali facevano la inchiesta, -et molti marani fono brusati, altri fuziteno in diverse parte dil -mondo, et le loro statue erano brusate. Molti capitono qua a Napoli -et in Reame ancora l'anno 1492. Esso altissimo Re di Spagna discaccioe -di tutti li soi regni tutti li zudei, che fonno numero grandissimo, -<i>ita</i> che niun per tempo potesseno ritornare, et li concesse -certo termene a veder el suo, et che non portasseno danari fuora dil -paese; ma ben mobele quanto a loro piacevano. Et questi venneno -ramengi in diverse parte dil mondo; molti qui in Reame, altri a -Constantinopoli, altri in varie regione; et molti essendo su le nave, -per fortuna si summerseno nel mare, <i>adeo</i> che più sotto el dominio -dil potentissimo Re di Spagna non si attrova più zudio, nemichi di -<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span> -la fede christiana. Et per haver dato re Ferando recapito nel suo -regno, <i>fortasse</i> Iddio li dà al presente tal affanni. -</p> - -<p> -Ancora re Alphonso vendette molti castelli e contadi per zerca -ducati 30 milia; fra i qual ne comprò uno D. Tulio suo secretario -per ducati 12 milia; et questi comprava ditti contadi e castelli, compravano -a rason de ducati 40 per cento a l'anno de intrata de iurisdictione -havea. <i>Item</i> mandò in Sicilia do comessarii con danari a -far fantarie; mandò Perucha corsaro cathelano, era lì in Napoli, havia -disarmato, homo di gran cuor, con 600 provvisionati et alcune -artegliarie a uno passo di Trajetto, è sora el fiume Garigliano. Et -cussì in altri passi et fortezze messe custodia. In Napoli faceva soldar -fanterie a ducati 3 al mese, paga di tre mesi avanti trato. Tansoe -tutte le sue terre et castelli di reame et regno suo, che cadauna -dovesse far fanti in aiuto di la sua corona, <i>maxime</i> a tanto bisogno: -et, fatta la descritione, sariano zerca fanti 12 milia, come per lettere -di l'ambassador nostro Paulo Trivisano cavalier se intese, con el -qual el Re conferiva ogni cosa. <i>Item</i> fece spianar verso Roma mia -60, butar e ruinar a terra tutte case e conventi, zoè a li passi dove -se puol venir in Reame, perchè per tre vie vi si va, et tutte buttano -al piano di Sessa. La prima è da Taiacozzo al contà d'Alba, poi -la Celana et al pian di Sessa; la seconda a S. Germano, a Pontecorbo, -al passo de Mignano et al pian di Sessa; la terza a la volta di -Marino, Velitri, Fondi, Itri et pur al pian di Sessa; sì che tutte tre -vie metteno cao al pian di Sessa. Ancora fece brusar li strami et -fieni, voltar le semente sotto sora, et arar in questo tempo la terra -era seminata, che fo una compassion che tante biave se perdesse. -<i>Tamen</i> fece a ciò Franzesi nè al presente nè questo altro anno havesseno -vittuarie, et che da la grandissima carestia et inopia prendesseno -altro partito, ma poco li valse. <i>Item</i> fè stropar tutti i pozzi, -romper et stropar le fontane al meglio poteva, perchè non trovasseno -acqua. In la Calavria era vicere Don Cesare, fo fiol di suo padre -non legittimo, el qual <i>etiam</i> lì in Calavria fece molte provvisione, -elesse uno ambassador a la Signoria chiamato Hieronimo Sperandio -dottor, el qual per la via de la Puia venisse poi per mar a -Venetia, et quando zonzete et quello volse intenderete di sotto. Ancora -esso re Alphonso fece molte provvision, provvedendo al meglio -poteva al suo stato. Et non restava advisar al suo ambassador era -in Spagna, che el Re desse aiuto et a lui et alla Majestà di sua sorella -raina, in compagnia di la qual era andato za molti mexi a -starvi, de comandamento dil Re, l'arcivescovo di Teragona, et è fino -<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span> -al presente. Era za partito l'ambassador dil sig. Turco, con el qual -Alphonso havea concertato et pregato gran cose, <i>maxime</i> che facesse -romper a Zenoesi, et che el Turco mandasse a tuor l'isola de -Scyo a lui vicina, perchè Zenoesi erano stati bona causa di far venir -el Re a suo danni, per haverli fatto l'armata lì a Zenoa. Et quelli -di l'Aquila mandò ambassadori a Napoli, dicendo non si dubitasse -mai di la fede loro, et cussì fermi sariano a mantenir l'omagio et -fedeltà zurata a sua Majestà, la qual cosa fo molto accetta al Re, -benchè poi fo el contrario. -</p> - -<p> -In questo mezo, el duca de Calavria partito con le sue zente -da Teracina andò per quelle parte, et a San Zermano si pose, el -qual loco è mia 30 da Roma et 60 da Napoli, fortissimo et come si -divulgava inexpugnabile. Era con squadre 60 et fanti 5000. Et ditto -Duca andò con alcune zente, essendo venuto in campo don Fedrigo, -el qual era andato a far certa quantità di fanti. Or andò esso Duca -a uno luogo dil prefato, chiamato Sora, mia 70 da Roma et 50 da -Napoli, el qual fu <i>alias</i> de Ferdinando, et concesso a papa Pio, perchè, -diceva, era di la Chiesia. <i>Unde</i> Sixto Pontifice volendo benificiar -li soi, come fece el conte Hieronimo de Riario che li dette Imola -et Forlì, et a questo prefato che era suo nepote, fratello dil cardinal -San Piero <i>in Vincula</i>, oltra Senegaglia li dette contado: et qui Calavresi -li detteno la battaglia et sachizolo, ma li custodi si defeseno. -Et inteso questo a Roma, subito se partì el sig. Prospero Colonna -con alcune squadre de cavagli et fanti et franzesi, et lo andò a soccorrer, -et za el duca de Calavria non l'havendo potuto haver era ritornato. -</p> - -<p> -Per lettere di 10 Zener da Napoli, venute con grandissima difficultà -perchè non poteva venir corrieri per le vie rotte, se intese -come a dì 9 il duca de Calavria era partito dil campo da San Zermano, -et venuto prestissimo con X cavalli et non più in Napoli; et -con la Majestà dil Re suo padre steteno in colloquio soli zerca hore -8, dove consultano gran cose, come l'è da creder: poi l'altro zorno, -<i>ita</i> che stete <i>solum</i> hore 16 in Napoli, tolse licentia dal padre, dove -vi era l'ambassador nostro, perchè altri oratori ivi non se ritrovava, -et inzenochiato, <i>magna spectante caterva</i>, volse la benedition dal padre, -et quella habuta, lo basò con gran contamination de li circumstanti, -quasi dimostrando voleva al tutto esser a le mane con Franzesi, -et far fatti d'arme. Et ritornò con bon animo a San Zermano, -dove era el suo exercito, con questo che cadauno sarebbe stato per -si sotto degno capitano, zoè el sig. Virginio Orsini, el conte de Petigliano, -<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span> -Zuan Iacomo di Traulzi, Iacomo conte, el marchexe di Pescara, -et molti altri signori et baroni, et <i>continue</i> andava augumentando -l'exercito. -</p> - -<p> -A dì 14 Zener el re Alphonso si comunicò <i>coram populo</i>, et -levò una fama di voler partirse de Napoli, et lassar suo fiol al governo, -et lui venir in campo contra el Re de Franza con 3000 biscaini, -i quali erano venuti et passati in Sicilia per tuor soldo di -esso Re, <i>tamen</i> mai si partì più Alphonso di Napoli, fina fece quello -seguite et intenderete di sotto. Questo re Alphonso in questo tempo -era molto dato alla devotione, conversava <i>ut plurimum</i> con frati, lezeva -l'offitio grande come religioso, et non voglio star di scrivere -una devotione faceva il zuoba santo, che el Re serviva in persona regiamente -a 12 poveri, et fè chiamar 46 poveri l'anno 1494, a dì 23 -Marzo zoè passato, et felli sentar in tre tavole: questo fece perchè -havea anni 46, e tanti anni quanti ha tanti poveri serve, crescendo -ogn'anno uno: et alla prima tavola, ch'è di 12 poveri, pur ditto -numero lui medemo serve, come ho scritto, con grande humanità et -abondantia de ferculi; a le altre do, conti, duchi, marchexi et baroni. -Poi el Re lava li piedi a ditti 12 poveri, et li basa i piè, et li dette -panno per camisa, zupon, calze, mantello et scarpe, et tre carlini -per uno, ch'è una bellissima consuetudine a imitatione dil nostro -Signor Yesu Christo, che lavò li piedi a li Apostoli. <i>Sed de his satis. -</i> -</p> - -<h3 id="lib2-20"><i>Dil re Maximiliano alcuna cosa notanda, et di la sua Dieta.</i></h3> - -<p> -El re Maximiliano, inteso la morte di suo cugnato duca de -Milano, ritrovandose in Fiandra ne le terre di suo fiol archiduca Philippo -di Bergogna con sua moglie madona Bianca, molto si dolse. -Et più la moglie dimandando vendetta contra el duca Ludovico, che -si havea fatto lui Duca, et privato el nepote. Et subito scrisse a Milano, -dolendosi molto di la morte di suo cognato, et che el signor -Ludovico dovesse haver custodia dil Ducheto, moglie et fratello, et -governar ben quel stato: <i>ita</i> che, a tempo legittimo, esso Re possa -dominar <i>pacifice</i>. Et però Ludovico dubitando di novità si scriveva: -<i>Ludovicus Maria Sforcia, dux etcetera,</i> come ho scritto di sopra; -benchè poi mutasse ancora. Esso Re di Romani, mandò ambassadori -a Milano, i quali gionti in questi giorni, et andati a l'audientia dil -signor Ludovico duca, si dolseno di la morte dil Duca, et come la -Cesarea Majestà dil Re et Regina havea habuto grandissimo dolor, -nè mai si alegrò di alcuna creation sua a ditto Ducato, benchè sapesse -<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span> -quello era successo, quasi dimostrando non haver habuto piacer -de questo, et dimandò el resto di la dota sua restava haver, et -era ducati 100 milia, et <i>etiam</i> passo et vittuarie, el qual, senza haverlo -domandato, era certo di haverlo habuto, sì per il parentado, -<i>quam</i> per essere Milano terra de Imperio, et che al tutto voleva venir -a tuor la corona a Roma. Et li fo dato ducati 60 milia, et loro -pur steteno fermi a Milano, per veder de haver el resto. Et poi andono -a Roma dal Re di Franza, come scriverò di sotto. Et in questo -mexe di Zener, sì per haver la investisone dil ducato da esso Re de -Romani, <i>quam</i> per tasentarlo, <i>etiam</i> el Duca di Milano li mandò do -ambassadori, quali fonno Zuan Francesco da Marliano dottor, et Baldissera -de Pusterla cavalier, el qual mandò con la imperatrice sua -moglie, et da ditto re Maximiliano fu decorato de la militia. Ma ditto -Re era pur occupado contra el Duca de Goler (<i>Juliers</i>) et lo episcopo -di Lexe (<i>Liegi</i>), che li havea tolto alcuni castelli et molto dannizava. -Tamen non molto da poi sedò et pacificò ogni cosa, et venne in Alemagna, -et ordinò de far una dieta a dì 2 di Fevrer a Vormes, zoè uno -conseglio generale, dove havevano a deliberar gran cose, et quelle -voleva far con uno grande exercito che havea ordinato, et <i>maxime</i> -la compagnia dil..., che sono sette comuni, che fanno da persone 40 -milia in suso quando vogliono si metter in ordine, et faceva zente -in favore di ditto Re Maximiliano. Et scrisse a tutti coloro doveva -venir a ditta dieta, come per la lettera qui accopiata vederete el -tutto; benchè ditta dieta fusse prolongada poi assà, come scriverò -più avanti. Ancora ditto Re scrisse a la Signoria che havea creati -li soi ambassadori, li quali di breve seriano a Venetia, ma fo judicato, -per el molto tardar, volesse far prima la dieta et poi mandarli. -La qual cosa molto dispiaceva al duca de Milano, et pur mandava a -notificar a la Signoria, come era certo el Re preditto faceva gran -zente per venir in Italia. Et <i>etiam</i> lui elexe do solenni ambassadori -a ditta Signoria, li nome di qual zonti sarà nominati, i quali <i>etiam</i> -fonno molto tardivi. Ma avanti descriva alcuna cosa, per cognitione -di coloro non hanno molto pratica di le cose, voglio scriver el modo -di la incoronatione, et prima elexione de l'imperator romano. Et è -da saper che del 1486, vivente Federigo terzo padre suo imperator, -a dì 16 Fevrer in Franchfordia questo Maximiliano, el qual era veduo, -et per moglie dil 1476 madona Maria fo fiola dil duca Carlo di -Bergogna, rotto in battaglia da Lodovico padre de questo Re de -Franza presente, di la qual have uno fiol et una fiola. Or questa -donna, cascando di uno cavallo, morite, et el fiol fo sublevato Archiduca -<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span> -di Bergogna, et esso Maximiliano discaziato dil governo. Or -da li septe electori, li quali nominarò di sotto, fo eletto, l'anno sopra -ditto, Re di Romani; el qual ordene fo instituido del 1002, et -in quel tempo primo elexeno Re di Romani, et poi incoronato dal -Pontifice e imperador Augusto. El qual se die incoronar con 3 corone. -Prima di ferro, che significa potentia et fortezza, et di questa -se die coronar per l'arciepiscopo Coloniense, in la villa ditta Acquese -vel Acquisgrano, in la provincia coloniense, leodiense dyocese. -La seconda di arzento, che significa che esso è clara justitia et -munda, et se die coronar per l'arzivescovo de Milano, in la chiesia -de Modoetia de la diocese milanese<a class="tag" id="tag110" href="#note110">[110]</a>. La terza è di oro, che significa -maiorità et nobilità de tutti altri metalli, et se die coronar a Roma -per el Pontifice, in la chiesia de San Piero a l'altar de San Mauritio, -in segno ch'è Imperator, et è sotto la sua confirmatione. Et -ditto Imperator non die star in Roma, da poi la sua coronatione, se -non una notte, ma ne l'uscir de la città, die andar su il monte appresso -la chiesia di San Piero fuora di le mura per do mia, che si -chiama monte Mauro, el qual monte è più alto de li altri ivi a torno, -et quando è in cima, levando la man, die dir: <i>omnia quae videmus -nostra sunt, et ad mandata nostra perveniunt</i>. <i>Et statim</i> die mandar -per tutto el mondo, che a li soi mandati vegni tutti i baroni et -principi christiani et pagani. Et ancora è da saper che in la città -Acquense lì in Alemagna è coronato con la corona propria, che fu di -Carlo Magno, et Federico so padre stette 13 anni a coronarse, per -caxon di scisme era: però che del 1440 fo creato, et dil 1452 incoronato -da papa Nicola quinto. Et morite dil 1493, a dì 19 Avosto, -a le 23, come ho scritto di sopra nel primo libro. -</p> - -<h3 id="lib2-21"><i>Electores Imperii.</i></h3> - -<p> -Archiepiscopus Maguntinus, sacri Imperii per Germaniam archicancellarius. — Archiepiscopus -Coloniensis, sacri Imperii per -Italiam archicancellarius. — Archiepiscopus Treverensis, per regnum -Arelatense archicancellarius. — Rex Bohemiae, qui fuit -Dux. — Marchio Brandeburgensis. — Dux Saxoniae, et — Dux -Bavariae (sic). — Ut patet his versibus: Sunt autem officiales isti: -Maguntinus, Treverensis, Coloniensis, quilibet imperii sit cancellarius -horum. Inde Palatinus dapifer, Dux portitor ensis, Marchio -praepositus camerae, pincerna Bohemus. Hi statuunt regem, servantque -<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span> -per ordinem legem, atque creant dominum, cuncta per saecula -summum. -</p> - -<h3 id="lib2-22"><i>Maximilianus Dei gratia Romanorum rex semper Augustus<a class="tagtitle" id="tag111" href="#note111">[111]</a>. -A Venetia quello si faceva et anche a Milano.</i></h3> - -<p> -A dì 5 Zener zonse a Venetia uno ambassador dil Re et Regina di -Spagna, chiamato don Lorenzo Suares de Figarola (<i>Figueroa</i>) cavalier -casigliano, et menò con lui uno suo fiol de anni zerca 20, nominato -don Consalvo Ruis, el qual ambassador, come disse, era venuto prestissimo, -partito di Madrit dove era l'altezza dil Re et Regina con -la corte, ch'è terra situada su piera che buta fuogo, fortissima, et -era stado do mexi in cammino, sempre cavalcando, venuto per la -Franza, et in alcuni luoghi disse veniva ambassador al Re di Franza, -a ciò non fusse ritenuto intendendo veniva a la Signoria, <i>maxime</i> -per la caxon veniva, et passò incognito per Milano, et zonto a -presso li nostri confini scrisse a la Signoria come veniva, et passato -per Vicenza da Alvixe Malipiero capitano, el qual li andò incontra, -fu <i>benigne</i> ricevuto, ma non volse dimorar, et venne di longo a -Padoa, dove stette 3 zorni sì per causa di reposarsi <i>quam</i> di mettersi -in ordine de habiti, et venne con belle mule. Et de ordine di la Signoria -da li rettori di Padoa fu molto honorato, et misser Antonio -Morosini cavalier capitano li andò contra con essa compagnia, et -venne ad alozar nel palazzo de ditto capitano, et da Marin di Garzoni -podestà <i>etiam</i> fu visitato. Or poi, deputato questo zorno di venir -ch'era la vezilia di Pasqua, per la Signoria li fo mandato contra -molti cavalieri et dottori et altri patricii fino a Lizza Fusina. <i>Etiam</i> -vi andò Ioh. Baptista Spinello dottor et cavalier, ambassador dil re -Alphonso, et Aldobrandino di Guidoni dottor ambassador dil Duca -di Ferrara, el qual è longamente stato orator quivi, et fu menato -con li piati fino alla Zuecha, dove era preparata una caxa, et lì fe -fatto le spexe, mentre stette in questa terra, per l'officio di le Raxon -vecchie a queste deputato. Et li fo fatto grande honor, sì per -esser ambassador de chi era, <i>quam</i> perchè <i>etiam</i> el suo Re molto -honoroe Hieronimo Lion cavalier et Zorzi Pixani dottor, <i>etiam</i> lui -fatto cavalier quando andono ambassadori in Spagna a congratularsi -<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span> -dil regno acquistato di Granata. Or tutta la terra era in expectatione -de intender quello voleva ditto ambassador, et quasi tutta la -corte di palazzo era piena a vederlo venir. Et la mattina, fo el zorno -de Pasqua, andò in collegio all'audientia, dove stette poco, perchè -el Principe dovea andar a messa secondo el consueto in chiesia -de San Marco. Et cussì vi andò con questi ambassadori: legato dil -Papa, oratori de Franza, de Spagna, de Napoli, de Milan, de Ferrara -et de Mantoa. Et el Senato poi el zorno driedo have audientia -privata, et nostri patricii sapeva la lengua castigliana fonno interpreti, -et expose la sua ambassada: come el suo serenissimo Re et -Regina, compadre di questa Signoria, però che Nicolò Michiel, dottor -et cavalier, ritrovandose del 1478 ambassador di questa Signoria -in Sibilia, baptizò el principe fiolo primario dil Re<a class="tag" id="tag112" href="#note112">[112]</a>, et ogni -anno, quando vi va galie, la Signoria li manda presenti di panni -d'oro et sede, come a suo fiol et fiozo; et che l'altezza dil Re et Regina -preditta lo havea mandato per visitar la Signoria Illustrissima, -offerendosi in tutto ogni suo poter. <i>Conclusive</i>, dolendosi di la -venuta dil Re di Franza in Italia, et che quando el se partì non se -intendeva el suo tanto prosperar, et benchè el suo Re et Regina havesseno -paxe con el Re de Franza, <i>tamen</i> che antiqua era con questa -Signoria l'amicitia et grande benivolentia: et però offeriva el poter -di loro Altezze, sì per mare <i>quam</i> per terra, a comandi di quella; et -altre cose secrete poi conferiteno... Ma ben se divulgava che, non -potendo Spagna romper guerra a Franza, pur per aiutar suo parente -re Alphonso di caxa di Aragona, voleva: volendo la Signoria però -dimostrarsi nemiga di esso Re de Franza, prometteva darli ogni -aiuto etc. Et a la risposta fo fatto consultatione, et poi che el Principe -li disse el voler dil Senato, questo ambassador subito spazò fanti -in Spagna al Re, et stette qui allozato <i>ut supra. Demum</i> alcuni mexi -da poi si mutò di stanza, per non comportarli l'habitar a la Zuecha, -et venne a star a la Charitade, in la caxa fu da ca Correr sopra el -canal grando. Ditto ambassador era sapientissimo in parlar mirabile -et ornato chastigliano, et molto virtuoso, <i>adeo</i> nostri faceva grande -extimatione di lui. Era fradello di don Garcilasso di la Vega, che -<i>etiam</i> in questo tempo era ambassador dil suo Re et Regina al Summo -Pontifice, stato za uno anno. Et se intese certo, come 50 caravelle -dil suo Re erano preparate; capitano di le qual era el conte -da Trivento altramente chiamato conte de Rechesens, et quelle venivano -<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span> -in Sicilia a Palermo per essere a la obedientia dil Pontifice -et in aiuto dil Re de Napoli; et quello di dette caravelle seguite -scriverò più avanti. -</p> - -<p> -A dì 14 ditto, a hore 3 di notte, a Venetia fo visto fuogo in -cielo da molti, a modo di una coxa ardente, ma poco durò, che parve -la cascasse in acqua et disparve. Questi son prodigii che vieneno -secondo Plinio, che poi segueno mutatione de regni, come fo questo -de Napoli. -</p> - -<p> -In questi zorni zonse a Venetia quello ambassador del signor -Turco, che poco mancò non fosse presone dil prefato, come ho scritto, -et stato infino hora a Mantoa, et dal Marchexe vestito d'oro, et -habuto presenti a presso ducati 1000, ritornò per Po per andar ne -li soi paesi, et allozò a la caxa dove habitava l'ambassador di -esso Marchexe di Mantoa. Et la matina andò a la Signoria, dove per -interprete usò grande parole, dicendo che si doleva di la Signoria -non habbia fatto obbedir, et che si doveva haver mandato diexe galie -a ruinar Sinegaia, havendo fatto questa inzuria al suo Signor, -con el qual havevemo bona paxe, et al Papa. <i>Demum</i> che intendeva -el successo di questo Re di Franza, et che 'l diceva di voler andare -contra el suo Signor; et che lui voleva tornar a Constantinopoli non -da ambassador ma da messo prestissimo, et far che 'l suo Signor -mandi galie a tuor Franzesi se i non haverà con che passar in Turchia, -a ciò i passino. Et che el suo Signor lo lasserà acquistar qualche -luogo e reposarsi per do mexi, et poi ordinarà ai soi Bassà che -li vadi contra, che non si degnerave di andar in persona, et farà -tanta straze di loro, che non tornerà niuno Franzese di qua a portar -la nuova nel suo paese, per la grandissima rotta haverave per la -gran potentia dil suo Signor. Et molte altre parole disse. <i>Unde</i> per -el Principe li fo risposo accomodatamente, tanto che quasi rimase -satisfatto. Et poi ditto ambassador, montato in gripo se partì per -Corphù, et poi a Constantinopoli a la presentia dil Signor. -</p> - -<p> -Arrivoe a Milano, in questi zorni, Zenoesi, benchè tra loro za un -tempo si havessano quasi tolti di l'ubidientia dil Duca de Milano, et -discaziata la loro parte contraria, zoè Fregosi con li soi seguazi, -<i>et maxime</i> el Cardinal, che era Doxe et arciepiscopo di Zenoa; et -electo tra loro di l'altra parte uno capo, el qual in questo tempo era -Augustin Adorno, et ha questo titolo: <i>Ducali Ianuensi gubernatori -ac locumtenenti</i>. Et di queste parti di Zenoa, et quali sono, di sopra -assai ne habbiamo descritto. Et el Doxe, o vero capo, domina el castello -de Zenoa, el palazzo, et le altre fortezze de la cittade et castelli -<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span> -dil Zenoese, et ha la sua provvisione ordinaria et obedientia -de li populi. <i>Tamen</i> San Zorzi he le sue intrade de dacii e altre cose -da per sè, et si governano da signori che sono deputati. Or Zenoesi -deliberono di redurse sotto la pristina ubedientia de Milano,<i> maxime</i> -in queste novitade de Italia, et creono tra loro sedece ambassadori -di principali cittadini, et questi andono a Milano dal duca Ludovico, -et quello elexeno per loro Signore, et havesse el dominio, come prima -havea li altri Duchi, et fonno <i>benigne</i> ricevuti et carezati. -</p> - -<p> -Et essendo mancato di la prexente vita, come di sopra ho -scritto, a Milano Battista Trevixan ambassador di la Signoria, andato -ivi insieme con Sebastiano Baduario cavalier, et a dì 24 Dezembrio -espirato, el Duca lassò passar le feste de Nadal, et poi venne -di Vegevene in Milano, et ordinò solenne esequie nel domo a -detto cadaver di questo ambassador veneto, o vero a la sua cassa, -perchè el corpo mandò per Po a Venetia, et qui fu sepellito. Or a -dì 4 Zener di domenega fo fatto ditte esequie, andò el Duca con la -sua corte driedo, con tutta la chieresia de Milano, et l'andete el funere -con bellissimo ordine. -</p> - -<p> -Ancora Sebastian Badoer cavalier, rimaso privo del carissimo -collega, non stette molto ben, et si ammalò, però di mal vecchio, -per la sua gamba; preso ditto mal per disagi portadi in varie legatione. -Et Zorzi Negro suo secretario spesso andava, avanti el Duca -ritornasse a Milan, a Vegevene a consultar. Et el cargo dil governo -de Milan restava a Bortholomio Calcho primo suo ducal secretario, -et homo de grandissimo inzegno et pratica. -</p> - -<p> -Consultava sapientissimamente Sebastian Badoer con el Duca, -dimostrando non faceva per niun potentato de Italia che questo Re -de Franza havesse dominio in Italia, et eran tante le savie parole -sue, che el signor Duca faceva grande extimatione di consultar con -quello. Et ritornato da Vegevene per star fermo con la corte de -Milano, havendo za queste feste de Nadal butado zoso e corrotto et -panni lugubri portava per suo nepote, et cussì tutta la sua corte, et -molto carezava ditto nostro ambassador, sì per esser homo di primi -nostri patricii et di grande autorità, <i>quam etiam</i> per dimostrar faceva -caso di la Signoria più che de niuna altra potentia de Italia. -Tamen se dubitava che re Maximiliano non venisse <i>etiam</i> lui in -Italia, per andar a Roma a incoronarse. -</p> - -<p> -Ancora mandò el conte de Cajazzo con 400 cavalli lizieri et -alcuni fanti, et dovea seguirlo 150 homeni d'arme per andar verso -Roma in aiuto dil Re di Franza; ma inteso le novità de Pisa con -<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span> -Fiorentini, quello mandò in Pisa, dove stette alcuni zorni, poi andò -dal Re. -</p> - -<p> -Oltra de questo mandò per madona Catharina signora de Forlì, -et mugier fo dil conte Hieronimo, che dovesse venir a Milano. Et -lei non volendo, fece cavalcar el signor Fracasso di S. Severino con -alcune zente, et uno Sigismondo da Sonzin verso Imola et quelli -lochi, <i>tamen</i> poi non seguite nulla. -</p> - -<p> -Li ambassadori di re Maximiliano partino da Milano et andono -a Fiorenza a domandar passo et vittuarie, et el suo Re veniva con -30 milia persone a incoronarse a Roma, et se divulgava voleva far -do vie le soe zente, una per la via de Cuora (<i>Coira</i>) et de Milano, l'altra -per Trento et passar sul Veronese et ridurse a Bologna, et ivi -far la massa et andar tutti insieme verso Roma, ma per quest'anno -non venne. -</p> - -<p> -Et apropinquandose el tempo dil parturir de Beatrice moglie -dil duca Ludovico de Milano, parse a soa sorella mazor madona Ixabella -moglie dil marchexe de Mantoa de ritrovarse a ditto parturir: -et cussì andò con bellissima compagnia et <i>etiam</i> madona Anna moglie -di don Alphonso fiol dil duca di Ferrara et sorella che fo dil -duca Zuan Galeazzo morto, et cussì ditte donne se ritrovono a Milano -in questi zorni dove fo fatto bellissime feste. El marito marchexe -stava in pratiche de accordarse con la Signoria et renovar la -conduta, <i>tamen</i> pur el voleva titolo de Capetanio Zeneral de Terra, -o vero più quantità de danari, promettendo ogni fideltà, mandar la -moglie et fioli in questa terra, che fusse mandato governator patricio -a Mantoa etc., et quello seguite et el modo fo poi accordato di -sotto sarà scritto. -</p> - -<p> -Da Ferrara per lettere di Zuan Francesco Pasqualigo dottor et -cavalier vice domino se intese come el Duca era ammalato, et che -havea fatto uno editto, che in tutto el suo dominio più non si dovesse -spender monete de arzento de niuna sorte et qualità, sia qual -si voglia, sotto grandissime pene, excepto <i>tamen</i> quelle di la Signoria -nostra. Questo fece per la grandissima quantità de monede varie -che ivi, per esser luogo di passo, si spendeva continuamente, et faceva -gran danno. -</p> - -<p> -A Venetia havendo mandato a tuor la Signoria in alcune isole -in Arcipelago per via di Hieronimo Venier, che de alcune è signore, -molti falconi pellegrini, i quali costa assai ducati, et più di X ducati -l'uno; et questi zonti, non senza difficultà portati per mar, deliberono -di donarle a li ambassadori erano in questa terra, et ne -<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span> -mandò a donar 20 a l'ambassador dil Re de Franza, 20 a l'ambassador -dil Re de Spagna, 10 a l'ambassador dil Re de Napoli, 10 a -l'ambassador de Milano, 5 a l'ambassador de Ferrara, et 5 a quello -de Mantoa; i quali ambassadori accettono <i>libentissime</i>, come cosa -regia, per mandarlo a li loro Signori da parte di quella Illustrissima -Signoria, per esser cosa di farne grande extimatione. Ma l'ambassador -de Napoli, essendo el Papa accordato con el Re de Franza, quelli -remandò indriedo a la Signoria, dicendo el suo Re al presente li -bisogna altro che mandarli falconi pellegrini; <i>tamen</i> molto ringratiava -quella, et che in ogni altro tempo haria habuto el Re per el -più singular dono li fusse mandato. Et inteso questo da Monsignor -di Arzenton, ambassador de Franza, mandò a dimandar al Prencipe -li volesse concederli per monsignor Duca de Orliens, era in Aste, dicendo -havea gran piacer di tale cose. Et cussì <i>etiam</i> questi X fonno -mandati a ditto ambassador, et tutti fonno mandati al loro Re, infino -in Spagna ch'è tanto da lonzi et non senza gran difficultà. Et -conveneno portarli su stange per terra con gran spesa et <i>etiam</i> al -Re de Franza, al quale li fo presentadi, partido fo di Roma. -</p> - -<p> -In questi zorni venne a Venetia el conte Ludovico Boscheto -ambassador dil signor de Rimano, <i>licet</i> vi fosse uno altro suo qui -chiamato Antonio de Cochiaro dottor, et venne per rifermar el soldo -havea loro Signorie con questa Signoria, però che era compita la -ferma. Et poi che stette alcuni zorni, ditto signor di Rimano fu conduto, -et cressutoli cavalli 200, <i>ita</i> che vien haver 100 homeni d'arme, -come dirò di sotto. -</p> - -<h3 id="lib2-23"><i>Come el Pontifice si accordò con el Re de Franza.</i></h3> - -<p> -In questo mezzo el Re de Franza, che 'l Pontifice era renitente -in acordarse, mandò li soi Sguizari verso el Reame, et ancora alcuni -soi capitani era partiti, una parte verso Terracina e Fondi, -l'altra verso l'Aquila, et mandò uno suo araldo a l'Aquila a dinotar -se dovesseno render in termene do zorni, altramente el Re veniria -in persona, et venendo non li vorrebbe poi a patti: ma pur -Aquilani mostrava volersi tenir per el suo re Alphonso, havendo -<i>maxime</i> li loro animali in poter di ditto Re. Et <i>publice</i> resposeno -volersi tenir per casa de Aragona, <i>tamen</i> in occulto con Franzesi -praticavano accordo; la qual pratica menava uno domino Palamides -Forbi di Provenza, el qual fo altre fiate in Italia col duca Zuanne -di Andegavia nominato di sopra. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span> -</p> - -<p> -Le zenti che prima andò in Reame fonno squadre 60 et 4000 -fanti zoe pedoni, et cussì <i>continue</i> mandava zente in Reame, -sì per alleviar la terra, a ciò non patisse desasii per causa de vituarie. -Et fo divulgato era di opinione de far do campi, perchè havea -grande exercito, et da 30 milia persone in suso, la qual cosa -non era creduta perchè si judicava l'inverno, per le neve grandissime, -Franzesi non potessero passar monti: pur sempre qualche uno -ne veniva. Et el duca de Orliens era in Aste ammalato con la quartana, -et non era senza gran numero de persone che bisognando sarebbeno -venuti in soccorso dil Re. Ancora la Raina de Franza soa -moglie li scrisse, come a tempo nuovo li voleva mandar di la soa -provintia di Bertagna X milia bertoni, et lei medema venirlo a trovar: -ma la cagion de tanta zente fa che sempre augumentava, perchè -è ditto comune: ogni uno segue la vittoria, et viva chi venze! -Et questo Re, prosperando cussì felicemente, tutti li fora ussiti et -bandizati, senza quelli che hanno piacer de ritrovarsi ne l'arme, da -Milano fin a Roma veniva seguitando Soa Maestà. -</p> - -<p> -A dì 12 et 13 dil mexe preditto di Zener fo concluso l'accordo -tra el Pontifice et Re di Franza. Fo fatto gran fuogi sì in Castel -Santo Anzolo <i>quam</i> per tutta la città, et soni di campane in segno -di allegrezza, et li capitoli di detto accordo seranno qui sotto scritti. -Et a dì 13 el Re montò a cavallo con li soi baroni et la sua guardia, -et andò per Roma visitando le chiesie et perdonanze, vedendo -dignissime antiquità. Di la qual città de Roma al presente niuna -cosa voglio descriver, perchè occuparebbe molto tempo et saria cosa -di far più gran volume. Ma lezendo Biondo Foroliviense, che fa di -Roma una opera degna, di tutto quello fu et è in Roma si haverà -cognitione. Ma el Re cavalcoe, che fina hora, ch'è zorni 13 da poi -l'intrò in Roma, non era ussite di palazzo di San Marco. -</p> - -<p> -In questo medemo zorno li zonse al porto di Hostia a la -bocca dil Tevere vicin a Roma 22 caravelle, o vero nave, carge -de vittuarie, vini, formenti et farine, venute di Provenza loco suo; -per la qual venuta Franzesi fanno molto alliegri perchè pur ne era -gran carestia in Roma, per la moltitudine di le sue zente. Ancora -fo divulgato, o fusse o non... la verità dil numero, come li era zonto -40 milia scudi, li quali li fonno portati di Franza per terra, che -fo causa di far più danarosi Franzesi et haver loro page: <i>maxime</i> le -stranie generatione havea con lui, Elemani, Sguizari, Picardi, Scozesi, -Bertoni et simel zente barbare. <i>Etiam</i> vi zonse uno Monsignor -capetanio de 600 lanze franzese: et benchè cussì fusse scritto, <i>tamen</i> -<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span> -era, <i>iuditio meo</i>, solum di 100 lanze, ch'è 600 cavalli, perchè uno -capitano dil Re per costume antiquo non puol haver più di 100 -lanze per uno, et questa è la verità habuta da homeni pratichi. Et -per lettere di ambassadori di la Signoria a presso Soa Maestà se -intese, come el Re havea terminato, posto che col Pontifice era -adattate le cose, di non dimorar più in Roma, perchè è da creder havesse -lettere continuamente da li soi Anzuini sì in Napoli <i>quam</i> in -Reame che andar dovesse. Et cussì volea partirse a dì 20, et andar -mia 15 a Marino loco di Colonnesi, et ivi si porterave poi verso -Terracina; et <i>tamen</i> non si partì di Roma fino a dì 28 ditto, come -scriverò di sotto. Et a ciò el tutto lezendo chiaramente se intenda, -qui saranno notadi li capitoli firmati di l'accordo col Pontifice. -</p> - -<h3><i>Copia de Articoli fatti per la Santità dil Papa et la Majestà -dil Christianissimo Re di Franza<a class="tagtitle" id="tag113" href="#note113">[113]</a>.</i></h3> - -<p> -Et havendo el Re de Franza adattate le cose col Pontifice, a -dì 16 Zener, fo di venere, montò a cavallo, et benissimo in ordene -con la soa guardia avanti, et assà baroni driedo, andò verso el palazzo -dil Papa, che prima non era stato a farli riverentia, et andò -per la via di Santo Anzolo con alcuni Cardinali. Li venne contra a -la porta di la chiesia tutta la chieresia di San Piero apparata, con -una ombrella damaschin bianco con uno pano d'oro in cima et una -† di sora, cantando <i>Te Deum laudamus</i>, et cussì quello ricevete, -et sotto ditta ombrella, smontato da cavallo, intrò in San Piero, -dove fo cantata una solenne messa da uno Cardinal in una cappella -fatta fabricar per Carlo Magno suo predecessor re di Franza di -Santa Petronilla, et quivi udito molto divotamente messa con tutta -la soa guardia armata, la qual cussì armati steteno in chiesia. Et -poi el Re andò nel palazzo dil Papa, dove era preparato per el suo -allozar, et quivi disnò, et messo ordine di essere a uno disnar insieme -col Pontifice, el qual steva in Castello. Et cussì el Re andò a -l'hora ordinata, per trovar el Pontifice preditto. El qual Pontifice, -inteso el Re veniva, si mosse et li venne contra. Et si scontrono el -Papa con el Re in uno certo andio a presso el zardin, dove el Re -volse inzenochiarse facendo la riverentia debita, volendo basar li -piedi. Ma el Papa non volse, et abrazato disse: ben sia venuto el -<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span> -christianissimo Re, con molte dolce parole dimostrando gran consolatione. -Et cussì veneno insieme in palazzo, in una sala che si suol -far concistorio. Et era preparate do sedie coverte di veludo cremesin, -una per el Papa l'altra per el Re a presso lui: et ivi si sentono con -alcuni Cardinali che ivi erano venuti; et fo usato alcune parole per -el Papa, et resposo benissimo per el Re, et fatto risponder a monsignor -Samallo, concludendo el Re li voleva dar l'ubidientia quando a -Soa Beatitudine pareva. Et ordinato fo el zorno de far concistorio -publico. Et è da saper che la prima cosa domandò lì in sala el Re -al Papa, che facesse Samallo cardinal, di presente; et cussì el -Pontifice mandò per alcuni Cardinali, et <i>in eodem instanti</i> pronuntiò -ditto mons. Samallo cardinal di la Romana Chiesia, <i>licet</i> -non fusse tempo, che non si suol far Cardinali se non da le quattro -tempore, <i>tamen</i> el Papa a requisition dil Re questo pronuntiò. El -qual, essendo lì presente, si buttò in zenochioni rengratiando el Pontifice -et el suo Roy di tanto beneficio, et cussì have el cappello et -<i>de cetero</i> andò vestito da Cardinal. Et poi partiti, el Papa ritornò -in Castello, et el Re rimase allozar in palazzo: <i>tamen</i> el Pontifice -tornò in l'altra parte del ditto palazzo, et quivi <i>etiam</i> stette vicino -al Re. -</p> - -<p> -A dì 19 ditto fo fatto solenne concistorio, et el Re se inzenochiò -davanti el Pontifice, et basoli li piedi come capo di la christianità, -et li dette l'ubidientia, dicendo come altri Re et signori havea mandato -ambassadori a Soa Beatitudine, et lui medemo in persona havea -voluto venir a darli ubidientia etc., et per el presidente de Garnoboli, -homo litteratissimo, fo fatta la oratione al Pontifice <i>nomine Regis</i>. -</p> - -<p> -Ma a dì 17, che fo el sabado, la matina a bona hora, <i>nescio -qua de causa</i>, ma se indicava per non haver habudo questo accordo -in piacer, el reverendissimo cardinal Ascanio insieme con el so cardinal -de Lonà tolse licentia dal Re de Franza, fenzendo el sig. Duca -suo fradello era ammalato et voleva venir a Milano, et se partì de -Roma et venne a Nepi dove stette 4 zorni, poi pervenne a Siena. -Quello di lui seguirà per zornata lezendo sarà scritto. -</p> - -<p> -Ancora el cardinal San Piero <i>in Vincula</i> et el cardinal Curcense, -come fo divulgato, non erano contenti di tal cose; altri diceva -per el re Maximiliano che al tutto voleva venir a Roma a -coronarse; chi diceva perchè voleva el Papa fusse dismesso; et chi -per una et chi per un'altra cosa diceva, <i>tamen</i> poi seguite el Re -come mai. -</p> - -<p> -A dì 20, fo el zorno de San Sebastian, el Papa medemo cantò -<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span> -una solenne messa in S. Piero, con tutti li Cardinali, et ivi era el Re, -<i>tamen</i> prima havea disnato; et havea in consuetudine disnar a bon -hora. Et esso Re volle dar di l'acqua a le mano; ma el Pontifice non -volse, <i>unde</i> monsig. di Brexe zoè Filippo, monsignor de Foes, et -monsignor di Monpensier li deteno l'acqua loro a le mano al Papa: -l'uno teneva el bacil, l'altro butava l'acqua, l'altro li dette da sugar -le mano. Et poi, compito la messa, el Re li volse al tutto darli l'acqua -a le mano con gran humiltà per soa devotione. Et poi fo data -la beneditione ivi in cappella. Era la guardia dil Re arrivata, che -pareva si fusse in uno campo de armati. Et fo mostrato el volto santo -di Santa Veronicha, et il capo di Santo Andrea. El qual Pio pontifice -have de la Morea, et andò con tanto degna reliquia con tutta -la chieresia fino a Ponte Molle. Et quivi in San Piero fece edificar -una degna cappella a lato a la porta, dove morendo volse esser sepolto, -et ivi la puose. Or, compite le cerimonie, el Papa dette la beneditione -su el pozuol di San Piero, et fo publicata la indulgentia -per el Cardinal S. Severino, <i>nomine Pontificis</i>, latina, vulgar et in -franzese. Et dapoi disnar fo ordinato concistorio, dove vi fu 18 Cardinali, -et San Piero <i>in Vincula</i> nè el Curcense non vi volseno andar, -per la qual cosa molti si meravigliò. Le zente veramente dil -Re di Franza andate verso el Reame preseno alcuni castelli a patti, -però che dove si aproximavano li era presentate le chiave, zoè Civita -Bucato et Civita de Chieti. Ancora quelli di l'Aquila sollecitati da -quel domino Palamedes nominato di sopra et da Camillo Vitello: ma -ditto domino Palamedes havendo gran poter in l'Aquila, et za al -tempo dil re Zuane et re Renier ivi stette; ma fino questo tempo era -stato in Franza. Et venuto el Re in Italia, <i>etiam</i> lui vi venne, et -stette a Sinegaia, et menò la pratica di l'Aquila. Et cussì in questi -zorni lui con alcuni foraussiti intrò in la ditta terra, et fo creato -gubernatore da Aquilani, et scaciono quelli dil re Alphonso, et mandò -ambassadori a Roma dal Re, notificando quello havevano fatto, -et che volevano darsi a Soa Maestà. <i>Tamen</i> non volevano alcun -Franzese dentro, et questo faceva perchè non havevano vittuarie. -<i>Unde</i> el Re fo contento di la eletione di quello suo sopraditto al governo, -et fo fatte gran feste in Roma da Franzesi per comenzar acquistar -terre in Reame <i>voluntarie, maxime</i> di l'Aquila, ch'è terra -fortissima, et havendo voluto tenirsi, haria dato molto da far al Re, -et situata in monte assà aspro dil Apruzo, dove è il corpo dil devotissimo -San Bernardino di l'ordine di Santo Francesco de Observanti, -che ivi morite del 1443, era di natione senese, et fa molti -<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span> -miracoli. Or questa terra è la secunda dil Reame, la qual, come -scrive Biondo foroliviense, del 1060 Ruberto Guiscardo el ducato di -l'Aquila dominò, et a lui fu concesso per Nicolao secondo Pontifice, -ma li animali soi de Aquilani era in la Puja, come ho scritto di sopra, -et era grandissima quantità di piegore; et re Alphonso per più -segurtà li fece menar in Terra di Lavoro, dove sono al presente. -Oltra di questo Franzesi andati a Mola et Traetto haveno quelli lochi, -et una fortezza sora el fiume Garigliano, ch'è mia 40 lontana -da Napoli. Et accadete che alcune zente dil campo dil re Alphonso, -zoè el conte di Petigliano et Iacomo Conte, fonno a le man con certi -Franzesi in questi zorni, a uno passo chiamato Ponte di la Torre -verso San Germano, et Franzesi fonno malmenati et morti, <i>ut dicitur</i>, -più di 80. <i>Tandem</i>, sopravenendo assà moltitudine de Franzesi, -Calavresi o vero Aragonesi fonno rebutadi, et Franzesi ottenne -quel passo. Tutto el Reame era in combustione, non si obediva più -comandamenti di re Alphonso, si udiva romori ne le cittade, cridando: -Franza! Franza! <i>maxime</i> li Anzuini et cupidi di nove cose. Et -el Re di Franza, essendo allozato in palazzo col Pontifice, più volte -stette a consultar insieme, et una volta vi stette loro do soli hore 4, -et havevano grande amicitia insieme, <i>unde</i> per Roma si judicava di -qualche accordo havesse a seguir con el re Alphonso mediante el -Pontifice, facendolo suo tributario, et ben che el Papa se affaticasse -assai, <i>tamen</i> esso Re et quelli lo consigliava mai volse consentir alcun -accordo, <i>ymo</i> dice al Pontifice in conclusione voleva el suo Reame, -et poteva bastar ad Aragonesi haverlo goduto dal 1442 in qua -indebitamente, et che poi faria un concilio zeneral de tutta la christianità, -<i>maxime</i> de li potentati de Italia, et voleva ajuto da tutti a -passar el mar a destrution de Turchi et infideli, et combatter per la -fede di Christo. Et el Pontefice lo voleva incoronar imperador di -Constantinopoli si 'l restava de l'impresa. Et el Re disse voleva prima -ottener l'imperio, et poi haver el titolo d'imperator. -</p> - -<p> -Et era disposto di partirsi a dì 22, et andar come havea deliberato -a Marino per intrar in Reame, <i>tamen</i> molto si doleva di le -nave doveva venir in la Calavria con el prencipe de Salerno con 1500 -Franzesi, per comuover quelli populi; et non intendendo alcuna -nuova di loro, dubitava fusse accaduto qualche male, le qual nave -partì di Zenoa, come ho scritto di sopra. -</p> - -<p> -Questa indusa in Roma fece el Re per caxon che da tante strade -et fastidj el si haveva pur alquanto resentito, et habuto gran doglia -di stomaco. Or ditto Re domandò al Pontifice volesse far a sue -<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span> -requisitione uno altro Cardinal, zoè el suo confessor era in Franza, -chiamato mons. de Unians episcopo et zerman cusino di suo barba -monsig. di Brexe, fradello de monsig. Luximburg, et el Papa fo contento. -<i>Tamen</i> volse promuover questo pronunciar in concistorio. Et -a dì 21 ditto fece redur li Cardinali a concistorio, et molti Cardinali -erano renitenti, dicendo poteva bastar a la maestà dil Re di haver -fatto uno fuora di tempo congruo, et che voleva <i>etiam</i> l'altro, <i>tamen</i> -el Pontifice disse: l'è fatto; et cussì fu eletto questo Cardinal. In -questi zorni lì a Roma morite alcuni Franzesi per numero 3, dubitavano -di peste, la causa perchè Franzesi non havendo paura di morbo, -et ne la Franza non se schiva, volseno habitar in molte caxe a Roma -che ancora non erano sta habitade da poi el morbo che fo grandissimo -l'anno 1492, per el qual questo Pontifice convenne con la sua -corte partirsi di la città et venir a Viterbo per alcuni mesi. Morite -<i>etiam</i> uno de soi capitani chiamato monsig. di Salbren nepote di -monsig. lo grande scudier, el qual dal Re fo molto desiderato, et pur -judicaveno di peste, <i>tamen</i> non seguite altro. -</p> - -<p> -In questo mezzo el Re scrisse a monsig. di la Mota, era in Fiorenza, -che dovesse andar per suo ambassador a Milano, o vero perchè -Ascanio non li era più in amicitia, o pur dubitando che 'l duca Ludovico -non lo compisse di ajutar etc., et mandò in Fiorenza in loco -dil ditto uno Gian Frances, general di Bertagna di natione cathelano. -</p> - -<p> -Lucchesi ancora mandono do ambassadori a ditto Re a dimandar -a Soa Maestà, per l'amicitia li era stà mostrato di benivolentia -di Soa Maestà verso quella comunità, li volesse far rehaver la soa -terra, la qual <i>alias</i> impegnò a Zenoesi, <i>nunc</i> posseduta per Fiorentini, -chiamata Pietrasanta; et essendo <i>maxime</i> al presente in le sue -mano, et di questa richiesta li ambassadori di la Signoria li detteno -ajuto, <i>tamen</i> fonno passuti di bone parole, e ritornono indriedo. -</p> - -<p> -A dì 21 ditto, Domenego Trivixan et Antonio Loredan cavalieri -ambassadori veneti al Re preditto, havendo in commissione di -non andar se non fino a Roma con Soa Maestà, in questo zorno andono -a tuor licentia. Ai quali el Re usò humanissime parole, dicendo -prima dolersi di la soa absentia, ma che laudava dovesse obedir la -soa Signoria, et prometteva de ogni suo successo per Mons. di Arzenton -far notificar a la prelibata Signoria, come quella che lui amava -summamente, per haverla trovata ferma et constante et in grande -amicitia. Et cussì partiti da Soa Maestà, ponendosi in ordine per -voler repatriare, la Signoria per molti respetti preseno nel Consiglio -de Pregadi che ditti oratori non si dovesse partir, <i>ymo</i> andar seguendo -<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span> -Sua Maestà. Et cussì zonse el corrier a Roma a dì 22 che si -volevano partir, con il mandato et voluntà dil Senato. Et questi ritornò -dal Re, et notificolli quanto li era stà commesso. Di la qual -cosa el Re molto aliegro dimostrò grande consolatione, et haver ubligation -a questa Ill.<sup>ma</sup> Signoria, et che non faria alcuna cosa che prima -non volesse comunicar con loro, et la Signoria era soa bona amiga, -havendo visto a tante preghiere di re Alphonso, non si haveva -voluto muover contra di lui, et che haveva atteso quanto li era stà -promesso. <i>Item</i> come voleva partir di Roma a dì 26, et haveva mutato -pensier dil camino, nè volea andar a Fondi nè a Terracina, ma -in mezzo per campagna voleva andar, benchè le sue zente li advisava -havevano gran carestia, et parte che andono a compagnar le -artegliarie erano tornate adriedo in Roma per non trovar vittuarie -da poter viver: <i>unde</i> parse al Re di licentiar dil suo exercito molte -zente forestiere lo seguiva, et volle rimaner più presto con manco -zente et soi Franzesi che aver tanta canaglia, tra i qual molti Sguizari, -i quali tornavano ne li loro paesi, come <i>etiam</i> per lettere di -Sebastian Baduario cavalier ambassador a Milano se intese, che per -el Milanese ne passava assà, et ancora ne veniva di quà da monti -zente nuova de Franzesi per andar a trovar el Re, intendendo il prosperar. -</p> - -<p> -Et el Re stette insieme col Pontifice in castello soli in una camera, -dove fece venir Gem sultan fradello dil Turco, con el qual -longamente parlono di molte cose, et el Re li fece assà quesiti, el -qual dovea esser menato con bona custodia nella rocca di Terracina, -<i>tamen</i> el Re il menò con lui a Napoli. Questo Turco è huomo terribile -a le guerre, crudel et molto da Turchi amato, et se Dio havesse -voluto, che non volse, che da Bayseth suo fratello fu rotto, che detto -Gem fusse stà Signor de Turchia et acquistato el regno paterno, al -qual <i>licet</i> fusse menor fiol fo lassato dal padre el dominio, <i>sine dubio</i> -tutta la christianità, <i>ymo</i> tutto el mondo di questo haria sentito afflitione. -Ma Iddio provvedette a tutto, e fu qui posto. -</p> - -<p> -A dì 24 la sera, el Re de Franza sopra nominato partì dil palazzo -dil Papa, dove fino hora havia allozato, et ritornoe allozar al -palazzo dil cardinal Bonivento, o vero di S. Marco. Questo fece per -più sua comodità, per dover cavalcar fino do zorni et andar verso -el Reame. -</p> - -<p> -A dì 25, el dì de San Paulo apostolo, la mattina esso Re andò -al palazzo dil Papa, et insieme col Pontifice, tutti do a uno paro, -andono in compagnia de Cardinali XX, ambassadori, episcopi etc. et -<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span> -grandissima pompa per Roma; et a la chiesia di S. Paulo dismontono -da cavallo, et li fece l'oratione, et el Pontefice dette la beneditione -a tutti. Da poi se partino, et essendo al ponte di Santo Anzolo, -el Papa si cavò la bareta vedendo el Re con la bareta in mano, -et non voleva el Papa el Re si cavasse la bareta, et che ritornasse -al suo lozamento. Ma el Re al tutto volse accompagnar Soa Santità -fino a le scale de S. Piero, dove poi el Re ritornò al suo palazzo di -S. Marco. -</p> - -<p> -Le zente veramente franzese, per num. 5000 cavalli et alcuni -pedoni, in questo tempo mezzo andate in l'Apruzo, et <i>maxime</i> el -prefetto, habuto l'Aquila, come ho ditto, <i>etiam</i> molte terre, però che -tutte ghe portaveno le chiave a uno araldo che ivi se appresentava -levando le insegne franzese. Quelli di Lanzano mandono a offrir le -chiave al capitano franzese era a quella impresa, et Colonnesi che -per el Re combatteveno; <i>tamen</i> volseno capitolar, et che li fusse -concessa la fiera libera, la qual è in Italia nominatissima, et si fa -dil mese di Lujo et di Settembrio, zoè do volte a l'anno, et cussì -veneno sotto il dominio dil Re de Franza, perchè Franzesi prometteva -assà, <i>tamen</i> non manteniva. <i>Etiam</i> poi alcuni Franzesi andono -a Populi, et have la terra, la rocca <i>tamen</i> si tenne, et poco da poi -<i>etiam</i> si rese. Ma, per concluder, avante el Re se partisse de Roma, -quasi tutto l'Apruzo era acquistato, et la Puja tumultuava, ogni cosa -era in combustione, et si augumentava molto le ditte zente, però -che 5000 Franzesi, zoè di quelli dil Re, come se intese, <i>nunc</i> era a -presso 20 milia persone, zoè paesani che vestiva a la franzese, et andava -seguitando el ditto campo vittorioso che non havea contrasto. -</p> - -<p> -Et el Re in questi zorni intese: le nave nominate di sopra, col -prencipe di Salerno et altri baroni franzesi, erano zonte in Sardegna, -isola vicina a Corsica sotto el re de Spagna, ivi per fortuna capitade, -et che havevano perse vele, antenne, et rotto arbori, in summa -per le gran fortune erano mal conditionate, et una nave mancava, -la qual judicavano fosse perita. Et è da saper che la causa che -era solamente nave et non galie, fu perchè galie sottil da questi -tempi non puol navegar per star in spiaza. -</p> - -<p> -Et oltra di questo el Re terminò de mandar el card. Samallo a -Fiorenza...., <i>licet</i> suo fratello vi fusse lì governador. Altri dicevano -per conzar le discordie tra Fiorentini, che erano grandissime. -Et <i>etiam</i> con Pisani che molto li dannizavano. Ancora per domandar -li ducati 40 milia restava haver, sì che di questa sua venuta era -varia opinione. Et in quel zorno medemo che 'l Re partì di Roma, -<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span> -zoè a dì 28 Zener, ditto mons. Cardinal con 100 cavalli, tolto licentia -dal Papa et dal Re, insieme con uno monsig. di Albì venuto -in sua compagnia, <i>de mandato regio</i> si partì di Roma, et arrivò a -Fiorenza a dì 5 Fevrer, dove fo molto honorado. Quello di lui seguite, -quello volse et operò, poi l'intenderete. -</p> - -<p> -A dì 26 el Re venne a corte, et intrò in camera di parlamenti, -et disse come el voleva cavalcar, et che l'era venuto a tuor Gem -sultan, dove si ritrovava col Pontifice 6 cardinali: Santa Nastasia, -San Dionysio, San Severin, el Grimani, l'Alexandrino et Valenza, -el qual dovea andar con el Re legato; dove venne et fu menato ditto -Gem sultan, et el Re li toccò la man, et el Turco li basò le spalle -et cussì fece al Papa. Et el Papa disse: <i>Domini mei</i>, io consegno -Gem sultan al Re qui presente, secondo se contien in li capitoli nostri. -Et Gem pregò el Papa dicesse al Re li facesse bona compagnia, -et cussì fece raccomandandolo sommamente. Et el Re li disse: non -havesse paura di haver alcun danno, et che venisse pur di bona voglia -sotto sua protetione. Et ditto Gem fu accompagnato a hore una -e mezza di notte da quattro cavalieri di Rodi et molti arcieri al palazzo -di San Marco, dove habitava el Re. -</p> - -<p> -Et per Roma fo divulgato, partito el Re, el Pontifice voleva andar, -per la gran carestia era, a Perosa. -</p> - -<p> -Et è da saper come el Re de Franza stette 28 zorni in Roma, -et le porte de Roma erano in mano de Franzesi e in custodia. -</p> - -<p> -Et a dì 27, la sera, ditto Re di Franza andò dal Pontifice per -tuor comiato, come la mattina si dovea partir, et habuta la beneditione, -la qual tolse con gran divotion, abrazatosi tolse licentia, et -fu accompagnato da dui Cardinali, S. Piero <i>in Vincula</i> et Valenza. -Et cussì tutti li soi baroni tolse licentia dal Papa, ai qual, per carezarli, -el Pontifice a chi concesse bolle <i>gratis</i> di absolutione od altri -perdoni, a chi una cosa et a chi un'altra, per carezarli, <i>ita</i> che tutti -fonno contentissimi, et con gran benivolentia preseno licentia da -Soa Santità. Ad altri donava <i>Agnus Dei, Paternostri</i> ecc., per devotione. -Et in questa sera el Pontifice, havendo inteso el successo seguito -a Napoli di re Alphonso, el qual è qui sotto descripto, quello -accadete a Napoli el tutto intenderete. -</p> - -<h3 id="lib2-24"><i>Come re Alphonso renonciò la corona a so fiol don Ferando et si -partì di Napoli; et quello ivi seguite.</i></h3> - -<p> -A Napoli per lettere di l'ambassador veneto se intese, date a -<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span> -dì 23 Zener, et zonte alla Signoria a dì 31 ditto, in zifra, venute -per la Calavria et a la marina via con gran difficultà: come a dì 21 -zonse ivi la nuova di l'accordo fatto tra el Papa et el Re de Franza. -Et essendo el re Alphonso molto di malavoia, non sapendo che farsi -per la furia de Franzesi, non sperando più aiuto da niuno, quasi non -se impazava più di niente, et tutto el governo era in le mano di -suo fratello don Fedrigo, prencipe de Altemura. Et za era venuto el -fiol do zorni avanti in Napoli, partito dil campo, mia 50 fè in uno -dì, per la qual cosa la brigata se meravigliava. Et re Alphonso, vedendo -el populo esserli contrario, deliberò partirse. Dove volesse -andar, non se intendeva la verità. Et cussì a dì ditto, renonciò el -Reame al fiol, et fo fatto instrumento publico, <i>licet</i> la madregna -Raina et ditto fiol li fusse a li piedi in zenochioni, pregando Soa -Majestà non volesse far questa movesta, et che, partito lui, Napoli -saria perso. Et lui respondeva: che non potendo assecondar a la -madre, li voleva dir come lui vedeva tutto questo infortunio et mal -procedeva da li soi peccati, et che lui havea in vodo de andar frate -za molti anni, et che voleva andar in Cecilia a uno monasterio de -frati religiosi a Mazara, però che la Raina ditta havea ivi, in Cecilia -<i>ultra</i> Faro, do terre, zoè Mazara et Ligusta: or che ivi <i>quiete</i> -voleva fenir soa vita, et che el regno renontiava al fiol Duca de Calavria, -el qual voleva el zorno driedo cavalcasse come Re per la -terra, et che forsi harebbe miglior ventura cha lui, et che li bastava -haver regnado uno anno in tanti affanni, però che el padre a -dì 25 de Zener passato morite, et esso re Alphonso si fece; <i>ergo</i> a -ponto uno anno regnò et non più. Et a hore 9 di notte <i>vel circa</i>, in -questo medemo zorno di 21 Zener, esso re Alphonso se redusse in -Castel dil Uovo, che prima era in Castel Nuovo. El qual Castel dil -Uovo è situado in mar, dove al suo piacer poteva partirse. Era con -lui 12 frati, 4 di Monte Oliveto, ordine così chiamato come <i>apud -nos</i> frati di santa Lena; 4 di san Martin, zoè certosini; et 4 di san -Severin, ch'è uno monasterio lì a Napoli. Et portò con sè zoie, tapezarie -bellissime, et la soa libraria, ch'era di le belle cosse de Italia: -li libri lui havea benissimo scritti, miniati, et ornati de ligature. Et -lì a Castel dil Uovo era preparate 5 galie et una fusta et do barze, -sopra le qual era messo oltra le supellectile in grandissima quantità -de ogni sorte de vittuarie, vini assà de varie sorte dil Reame etc. -Et si voleva partir in quella notte per andar in Cecilia, et montato -in galia con alcuni che lo seguite de li soi, per el tempo contrario -convenne ritornar in Castello dil Uovo, dove era castellano et custode -<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span> -Antonel Pizolo napoletano, arlevato et fidelissimo di caxa Aragona. -Or re Alphonso scrisse una lettera per tutte le soe terre, come -voleva andar in peregrinazo, et che havea lassato el fiol Re, al qual -pregava che l'omazo li havevano jurato a lui <i>etiam</i> fusse al fiol, a -cui aspettava el Regno. -</p> - -<p> -A dì 22 ditto, se mise molta zente in Napoli a rumor, per metter -a sacco li zudei con gran tumulto, ma per el subito soprazonzer -dil Duca di Calavria novo Re, si acquietò le cose; et <i>etiam</i> molti marani -volevano metter a sacco, et fo de bisogno che el cardenal de -Zenoa et Obietto dal Fiesco prothonothario, zenoesi, i quali si retrovaveno -ivi, de montar a cavallo et tasentar quei populi, et cussì cessono -di far altro danno per la terra. Et molti cittadini inteso dil re -Alphonso la movesta, <i>unde</i> intesono come si voleva partir, et havea -renontiato la corona al fiol, pregando quelli li volesse far bona fedeltà, -et lui più prometteva de ritornar in Napoli, nè più voleva -esser chiamato Re. -</p> - -<p> -A dì 23, che fo di Venere, el novo re Ferando cavalcò per Napoli -et per tutti i cinque Sezi, secondo el consueto, come Re, vestito -d'oro, in mezo di l'arciepiscopo di Taragona era lì con la Raina <i>nomine -regis Hispaniae</i>, et l'ambassador venitian, con cavalli 600, et -nel domo, fatto le debite cerimonie, si fece Re, <i>vivente patre</i>, et dal -populo fo dimostrato grande contento, per essere human et benigno -Re. El qual, per farsi benivoli li populi, fece molte concessione et -privilegii, come si suol far, per liberalità soa, quando comenzano a -regnar: assolse molte terre di angarie e di tuor sal, altre fece exempte, -et cavò li presoni baroni erano in Castel Nuovo, zoè el fiol -dil Principe di Rossano et uno altro. Adoncha, in manco de uno -anno e tre zorni, si vide in Napoli tre Re, zoè don Ferando, don Alphonso -et questo Ferando presente. Et a tutti Paulo Trivisano cavalier -ambassador veneto si ritrovò; et fo al quarto, che fo el Re de -Franza. Or di questa mutatione di Re, et abbandonarsi cussì di Alphonso, -parse a tutti cosa molto nova et inusitata, et za molti seculi -non più accaduta. -</p> - -<p> -A dì 28 ditto, questo re Ferando si partì di Napoli, et ritornò -in campo a San Zermano, havendo scritto al so ambassador era a -Venetia, et mandato la commissione fusse suo: <i>etiam</i> ad altri in diversi -luoghi; et lassò in Napoli al governo la raina dona Zuana, et -so barba don Fedrigo, et ancora el re Alphonso in Castel dil Uovo -se ritrovava, et <i>continue</i> faceva cargar robe su le galie. Ma questo -re Ferandino tolse comiato da tutti con gran pianti, dicendo andava -<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span> -con animo deliberato de lassar fama per esser valente, <i>tamen</i> -non fonno mai a le man Franzesi con Aragonesi, et el Re de Franza -<i>etiam</i> in questo medemo zorno partì di Roma, come udirete. -</p> - -<p> -A dì 3 Fevrer, Alphonso <i>olim</i> re di Napoli se partì da Castel dil -Uovo, con 5 galie, una fusta, et do barze: portò seco gran quantità -di roba di ogni sorta, zoie, danari etc. a la suma de ducati 300 -milia, et andò a Mazara, terra di la Raina in Cicilia, benchè molti -variamente di questa andata parlava. Altri che voleva andar in -Spagna ad exhortar quel Re rompesse adosso el Re de Franza, et -praticar nozze di la principessa che fo moglie dil fiol dil Re di Portogallo, -di età de anni 25 et bellissima<a class="tag" id="tag114" href="#note114">[114]</a> in suo fiol Re. Altri che 'l -voleva andar dal Turco diceva, et quello far passar, però che Turchi -<i>nunquam</i> si volse fidar di passar in Italia, per non esser tajadi a -pezzi. <i>Tamen</i> esso Re andò a Mazara, dove stete alcuni zorni facendo -vita solitaria, et di lui quello seguite, lezendo più avanti intenderete -el tutto. Ma ritorniamo al Re di Franza, et come si partì -di Roma. -</p> - -<h3 id="lib2-25"><i>Di la partita dil Re di Franza, et come prosperò in Reame.</i></h3> - -<p> -A dì 28 Zener, a hore 15, el Re di Franza montò a cavallo armado -su uno caval morello con suo barde: havea di sopra le armadure -una vesta di broccato d'oro, di sopra questa una tabarra di -panno d'oro et raso cremesin a quartoni, et uno cappel bianco in -capo, et monsig. di Brexe armado, con una sopravesta di panno d'oro, -et altri baroni et cavalieri zerca 70, armati, con sopraveste, alcuni di -panno d'oro, et mitade di veludo, et chi di raso. Era su la piazza di -S. Piero homeni d'arme et arcieri 800, cavalli 600, et venne dal -Papa, et smontato andò in palazzo. El Pontifice con alcuni Cardinali -erano ivi redutti dove si dà la benedition, et el Re li andò con la -bareta in man, dimandando li dovesse Soa Santità perdonar al cardinal -Curcense, et cussì perdonò. Poi el Pontifice, Re et el cardinal -Valenza, andava legato con lui, si redusseno in una camera, e lì -parlò zerca mezza hora: da poi ditto Re basò el pè al Papa, et cussì -fe' i soi baroni. Da poi el Papa venne fuora, dove era li Cardinali, con -una bolla in mano, et disse: Sacra Maestà, questa è la bolla sottoscritta -<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span> -da tutti i Cardinali, et cussì son contenti. La Bolla dizea -che 'l Pontifice con li Cardinali asegurava el Re per tutte le terre -et castelli di la Chiesia, et comanda a quello si renda etc. Et poi -montò a cavallo, et cussì el cardinal Valenza, et ancora fo fatta una -bolla per el Papa al cardinal S. Piero <i>in Vincula</i>, che 'l potesse star -in Roma, ma fo fatto un po' di garbujo. Et el Re havea con lui Gem -sultan, vestito a la turchesca appresso di lui, con Turchi drio, et andò -per la via longa fuora di Roma per andar quella sera ad alozar mia -12 a castel Marino, loco de Colonnesi, et li ambassadori nostri lo sequiva. -El zorno driedo se partì per andar seguendo Soa Maestà. Era -bellissimo veder per Roma tanta magnificentia, con zerca 5000 pedoni -con azzette in man, senza il resto armati. Et è da saper che el -zorno avanti za erano partiti di Roma, per non dimorar drio el Re, -questi Cardinali, zoè S. Piero <i>in Vincula</i> et Curcense, et questi la -spetono a Marino, et el cardinal Colonna et Savello andono a li soi -castelli. Adoncha havea cinque Cardinali con lui. -</p> - -<p> -In questo medemo zorno zonseno a Roma do ambassadori dil -Re et Raina di Spagna, chiamati don Antonio de Fonseca castigliano -è uno de capitani dil Re, et mons. Johan de Albion aragonese castellano -de Perpignano, i quali veneno per terra per la Franza, et zonti -in Alexandria di la Paja andono per la Toscana a Roma, et intendendo -che 'l Re de Franza, al qual erano sta mandati, era cavalcato -poco avanti, li andono driedo, et cussì a cavallo, presentato le lettere -di credenza, li protestò che non dovesse andar più di longo contra -re Alphonso, et che haveano in commissione da loro Re et Raina -di manifestarli che, non tornando et prima udendo tutta la soa ambassada, -li romperiamo guerra per terra e per mar, et che a li soi -danni esso Re de Spagna comenzaria andar. Et el Re de Franza rimase -molto admirato, et li disse: <i>Domini oratores</i>, venite a Marino -et a Velitri con nui, che vi darò audientia, et vi farò risposta a ogni -cosa. Et come da l'ambassador di ditto Re di Spagna intesi, che era -qui a Venetia, homo di grandissimo inzegno et molto mio amico<a class="tag" id="tag115" href="#note115">[115]</a> -l'altezza dil suo Re et Raina in questi tempi havevano questi ambassadori -in diverse parte: zoè era al Pontifice suo fradello don Garcilasso -di la Vega cavalier castigliano, et stato za uno anno al re -Maximiliano; do, come ho ditto, a questo Re de Franza; uno al Re -de Portogallo; uno al re de Inghilterra; uno al re Alphonso di Napoli, -el qual capitò a Venetia, come udirete di sotto, a questa Signoria, -et quasi tutti per le cose presenti. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span> -</p> - -<p> -Ma el Re, cavalcato di lungo et zonto a Velitri terra di la -Chiesia, dove a dì 29 ditto erano zonti li nostri ambassadori partiti -di Roma, et trovono esso Re de Franza, al qual si apresentono et li -fece assà bona et perfetta ciera, <i>tamen</i> era alquanto conturbato per -quello la notte era successo ivi: zoè, che el cardinal Valenza fiol dil -Pontifice, la notte, de Velitri si havea calato gioso de li muri di la -terra, et con do cavalli era ivi preparati cavalcò quella, come fo divolgato, -in Spoliti, terra fortissima di la Chiesia; <i>tamen</i> non sapevano -Franzesi dove si fusse andato. La qual movesta el Re non poteva -considerar dove fosse proceduta, et disse <i>ista verba</i>: Malvas Lombard, -et lo primiero lo Santo Pare; et deliberò con el suo conseglio -de non andar più oltra, et quivi riposar fino intendeva altro. Ancora -in questo zorno zonse dal Re uno suo capetanio, andato con molti -Franzesi verso Civitavecchia terra dil Pontifice per haverla in sua -potestà <i>juxta</i> li capitoli, ma quello governator era lì per nome di la -Chiesia non volse lassarli intrar, sì che steteno Franzesi in dubio -di qualche tradimento dil Pontifice, et rimaseno molto admirati. Et -questa nuova zonse a Venetia a dì 3 di Fevrer. Et non voglio restar -di scriver cosa assà degna di memoria, come per una lettera venuta -di Roma io vidi: che Franzesi, dubitando de vittuarie et strami per -li cavalli, che erano certi non poter trovar, loro medemi messeno -feni et biave sopra le groppe de soi cavalli, tanto che li potesseno -pascer fino che 'l Duca de Calavria havea fatto quelle provvisione -ho ditto di sopra. -</p> - -<p> -Ma a Roma, partito el Re, el Pontifice continuamente faceva -notte e zorno fortificar quella parte di muro di Castel Santo Anzolo -che cazete, et di novo fabbricar, come per lettere di Paulo Pisani ambassador -di 31 se intese. In Roma non se parlava nulla di quello -havea fatto el cardinal Valenza, et era stato col Pontifice, el qual -mostrava di non saper, ma che pur si divulgava la partita dil Pontifice -con la corte fino 8 zorni et andar a Perosa, sì per causa di -vittuarie <i>quam</i> per dimostrar a Romani come stariano in abondantia -non vi essendo la corte. <i>Tamen</i> non si mosse et stette fermo in Roma. -</p> - -<p> -Rimase in Roma Piero de Medici, el qual volendo seguir el Re -in l'ussir di Roma, Soa Maestà li mandò a dir dovesse ivi restar -fino li manderia a dir altro, et cussì restò in casa dil Cardinal suo -fradello, era in quelli zorni di Bologna venuto a Roma. Et ancora -don Ferrante fio dil Duca di Ferrara di suo comandamento restò. -<i>Tamen</i> da poi, intrato el Re in Napoli, quello andò a trovar. -</p> - -<p> -Et el Re preditto, volendo al tutto intender la cossa sequita per -<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span> -el cardinal di Valenza, mandò a dì 31 Zener do soi araldi con lettere -al Pontifice, a dolersi di quello havea fatto ditto Cardinal, meravigliandosi, -nè poteva comprender dove procedesse, et che Soa Santità -dovesse proceder et far ritornar ditto legato, et avvisarli quello -havea voluto dir tal movesta, altramente che tegniva fusse rotti li -capitoli, et che li saria forzo di ritornar indriedo. Ancora scrisse al -cardinal di Santo Dionysio, rimaso suo commesso a Roma, come dovesse -andar dal Papa et intender di questo, et che dovesse chiamar -li capi dil populo romano, chiamati caporioni, et aricordarli come da -lui et da li soi havevano habuto bona compagnia, pagatoli le vittuarie, -et non li era sta fatto danno alcuno, et notificarli el seguito. -Et andato ditto Cardinal con questi araldi dal Pontifice, exposto et -presentate le lettere, el Papa si excusoe che non sapeva niuna cosa, -nè dove si fusse, dimostrando di dolersi summamente, et cussì per -justificarsi li mandò do legati a Velitri, zoè lo episcopo di Terni et -l'auditor di Rota Porcharis, quali insieme dovesseno esser con lo -episcopo di Concordia era partito di Roma cum el Re per farli compagnia; -et excusar el Pontifice di questo. Et <i>etiam</i> el populo de Roma -ne mandò do altri a notificar che erano deditissimi, zoè lo episcopo -de Nepi et il prothonotario di Buffali. Ancora mandono uno per nome -dil Pontifice et uno per nome dil Re sopranominato a Spoliti, dove -se diceva era ditto Cardinal, acciò tornasse legato con el Re de -Franza; et non lo trovono. Li fo ditto era stato et partito, dove si -fusse andato non sapevano, però che con tre cavalli soli cavalcava -hora in qua ora in là per non andar legato con ditto Re. Et fo divolgato -la causa esser, perchè havea inteso a Roma alcuni Francesi -da Spagnoli erano stati tagliati a pezzi, et dubitando el Re non facesse -la vendetta sopra di lui, se ne era fuggito: et cussì questa -scusa catò (<i>trovò</i>). Le zente di esso Re in questo mezzo intrò in Civitavecchia -terra di la Chiesia, et <i>etiam</i> poco da poi ebbeno Terracina -in loro dominio, <i>licet</i> da Aragonesi fusse custodito. Ma lassiamo -qui el Roy, et altre cose seguite in Italia scriviamo. -</p> - -<h3 id="lib2-26"><i>Cose seguite in diverse parte de Italia in questo tempo.</i></h3> - -<p> -À Venetia zonse in questi zorni un ambassador dil Re et Raina -di Spagna, venuto prestissimo et incognito per andar a Napoli, chiamato -m. Johan..., maistro rational dil regno di Valentia, homo -a presso el Re de gran reputation, et havea alcuni spagnoli in -soa compagnia, et quivi se accompagnò con uno ambassador fo -<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span> -dil re Alphonso, el qual era stato a dolersi a la Duchessa sua fiola di -la morte dil Duca, et el sig. Ludovico volse ditta Duchessa li desse -audientia, et vette (<i>vide</i>) el fiol dil Duca. Or volendo ritornar a Napoli, -venne qui a Venetia, nomeva ditto oratore Piero Zuane Spinelli -castellano di Trane, parente di quello era qui a la Signoria. Et -cussì andati questi do ambassadori a Ravenna, volendo passar mai -poteno, et conveneno ritornar indriedo. <i>Unde</i> l'ambassador de Napoli -era qui, andò a la Signoria, pregando dovesse concieder che -questi montasse sopra li do arsilii andavano in Puja a tuor li cavalli -dil Reame, et cussì a dì 3 Fevrer montono su ditti arsilii, et andono -a loro viazo, ma accadete a ditto Maistro rational assà infortuni, che -fo preso et spogliato et toltoli le mule menò con loro, però che dismontono -a Ortona a mar, et fo presentato al Re de Franza come dil -suo successo intenderete el tutto. Ma li arsilii con Zuan Borgi secretario -andono indarno, perchè venendo li corsieri fonno presi come -roba dil re Alphonso da Franzesi, et cussì ditti arsilii tragettò zudei -su l'isola di Corfù, et ritornò a Venetia, et fonno mandati prima per -li stratioti. -</p> - -<p> -A dì 3 Fevrer l'ambassador di Napoli andò molto aliegro in -collegio, notificando haver lettere di 18 Zenaro da Vurmes (<i>Worms</i>), -ch'è a presso Cologna in Elemagna, dove se ritrovava la majestà -dil re Maximiliano venuto per far la dieta, da l'ambassador dil suo -Re, che li advisava come esso Re de Romani havea totalmente deliberato -di ajutar casa di Aragona, et che si el Re de Franza non se -levava da l'impresa, che li voleva romper a li confini de Bergogna, -et che havia mandati li soi ambassadori a ditto Re. <i>Item</i> come voleva -mandar li soi 4 ambassadori a questa Signoria, i quali di breve dovevano -zonzer. Et cussì molto aliegro vene zoso di collegio. Ma queste -era parole, et el Re de Franza faceva fatti in Reame. Et è da saper -che ditto Re de Romani scrisse una lettera a la Signoria, che non -volesse ni diliberar ni far cosa alcuna circa a le cosse di questo Re di -Franza, perchè lui mandaria soi ambassadori a consultar con questa -Signoria alcune cose bone per la soa Republica, et salute per la Italia. -</p> - -<p> -In queste medemo zorno la sera zonse uno ambassador dil re -Alphonso, zoè partito di Napoli avanti el Re havesse fatto quella -movesta, et venne per mar, et montò a Ortona a mar sora una fusta, -zonse a Lio dove per la Signoria li fo mandato alcuni zentilhomeni -contra per honorario, et alozò a la casa dil Duca di Ferrara, dove -era preparato per li ambassadori dil Duca di Milano doveano venire. -Questo nomeva Hieronimo Spieraindio, dotto napolitano, et insieme -<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span> -con Iohanne Battista Spinelli, altro ambassador stava fermo qui, andò -a la Signoria et expose la soa imbassada. Et el principio fo de la -ruina dil suo Re, el danno poi de questa Signoria, concludendo li -dovesse aiutar, et come si divulgava offeriva largi patti et partiti a -questa terra, a ciò aiutasseno el suo Re. Et poi stato alcuni zorni, a -dì 16 Fevrer partì, et andò a Roma, et ritornò a Napoli a starvi come -cittadino, <i>licet</i> vi fusse Re, et havesse el dominio el Re de Franza, -et stette come gli altri. -</p> - -<p> -Per lettere di Zuan Francesco Pasqualigo dottor et cavalier, -vicedomino a Ferrara se intese, come a dì 2 Fevrer, fo el zorno de -Santa Maria, el Duca de Ferrara con molti de soi primarii venne in -persona, essendo varito dil mal, a visitar esso Vicedomino fino a -caxa; cosa che <i>nunquam</i> ha asuetado de far. Et questo perchè el Vicedomino -era ammalato et laborava di podagre. El qual Duca osò -molto benigne parole in exaltatione dil Stato di la Signoria, et tolse -poi licentia, et alcuni soi rimaseno con ditto Vicedomino, et li disse -come el Signor voleva di brieve venir a Venetia, sì per visitar la Serenissima -Signoria, <i>quam</i> per justificarsi come lui non era stato cagione -di alcuna movesta de Franza, come era incolpato; concludendo -voleva esser bon fiol di questa Signoria: <i>tamen</i> non venne et non -seguite altro. -</p> - -<p> -A Bologna, essendo terra subposta a l'imperio, in questi tempi, -el magnifico Johanne Bentivoj che in quella città è cittadino primario -et ordina et governa el tutto, <i>licet</i> bolognesi facino ducati di -oro et monede, le qual al presente si spendeno per tutto, pur con -voluntà di esso Re de Romani eletto Imperador, fece batter una moneda -d'oro de valuta de do ducati; da una banda una testa di ditto -magnifico Johanne, con lettere a torno che dice: <i>Johannes Bentivolus -bononiensis secundus</i>; et da l'altra banda una arma inquartada, zoè -l'aquila ch'è l'arma de l'imperio, et la siega ch'è l'arma de Bentivoj, -con una aquila di sopra el scudo con lettere a torno: <i>Maximiliani -Imperatoris munus</i>. Et questo per esser cosa notabile ho voluto -scriver. Ho visto ditti ducati et <i>continue</i> si stampa. -</p> - -<p> -A Milano el duca Ludovico descoverse che madona Bona duchessa -vecchia et madona Ixabella duchessa zovene scrivevano lettere -a Maximiliano, dolendosi che ditto sig. Ludovico si havea fatto -Duca et privato le ditte di ogni dominio, et che dovesse venir ad -aiutarle, et <i>maxime</i> el suo sangue et el fiol fo dil Duca, el qual era -privato di quella dignità che ogni ragion volea havesse. Ma, capitate -ditte lettere in mano dil Duca, ordinò ditte done stesseno in più -<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span> -destreta nel castello, non le lassando parlar più ad alcuno; le qual -però <i>etiam</i> prima molto obscuratamente con panni lugubri vestite, -senza alcuna politezza, et la moglie manzava in terra, et mostravano -gran dolor, et come niun andava ivi a pianzer el Duca, diceva -madona Isabella: non pianzete lui ch'è in vita eterna, perchè vedendo -esser privo dil ducato facea vita di santo, ma pianzete la sorte -di me meschina et di mio fiolo. Et questa alcuni mexi dapoi fece -una puta<a class="tag" id="tag116" href="#note116">[116]</a>. -</p> - -<p> -A Fiorenza mandono a Milano do ambassadori pregando el duca -volesse scriver al Re de Franza in suo favore, li volesse far restituir -Pisa, però che li do ambassadori loro, erano a presso Soa Majestà, -non haveano potuto ottenir cosa alcuna. <i>Unde</i> deliberorono di far -exercito di zente. Haviano Francesco Secco et Hannibal Bentivoj et -el conte Ranuzo di Marzano a loro soldo, <i>licet</i> a compiacentia dil Re -ditte zente cazasse. Et elexeno do commissarii in campo contra Pisani, -zoè Nicolò Valori et Piero Caponi, et preseno alcuni castelli -de Pisani: mancava Librafratta, Vico Pisano et Pisa. Poi quello -seguirà scriverò de sotto, a ciò se intendi ogni cosa. -</p> - -<p> -Senesi in questo tempo mezzo deliberorono di volersi pacificar -fra loro, et cussì a la fin dil mese di Zener <i>pacifice</i> chiamono dentro -le do parte de citadini fora ussiti, chiamati populo et reformatori; i -quali del 1487, el zorno di Santa Maria Maddalena di Luio, per dissensione -fonno scacciati di la città, et questi habitavano su quel de -Fiorenza. Et come ho scritto, ne l'intrar dil Re li volseno far intrar, -ma la Signoria di Siena allora non volseno, et a hora par habbi consentito. -La qual Signoria sono 8, et uno capitano di populo, et -stanno do mexi in palazzo con gran magnificentia, sì come a Fiorenza; -poi succiedono de li altri. Le parte in Siena sono cinque: nove, -populo, nobeli, reformatori et dodeci. Quelli al presente rezevano -sono li nove, ma hora, intrati li foraussiti, <i>pacifice</i> tutti saranno -daccordo, et goderanno le dignità loro: la qual cosa durò fin vi venne -el Re. -</p> - -<p> -Maximiliano re de Romani, domente queste cose in Italia se -fanno, essendo zonto a Vormes, dove continuamente baroni, ma per -non esser reduto tutta la quantità, di 2 Fevrer che era ordinato, la -slongò fino al duodecimo zorno di Marzo, ch'è el zorno de san Gregorio, -di far la dieta: al tutto voleva venir in Italia per andar a -Roma a coronarse, et mandò ambassadori a Sguizari, i quali si governa -<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span> -a comunità, a dimandarli passo, perchè conveniva passar per -le soe terre, volendo andar a Milano. I qual Sguizari risposeno esser -contenti, <i>dummodo</i> volesse menar con Soa Majestà a suo soldo X milia -Sguizari. Ma ditto re Maximiliano fo contento di tuor 3 in 4 milia, -et non tanta quantità. Et cussì stevano in queste pratiche. Et per -lettere di Hieronimo Gritti podestà a Roverè di Trento se intese, -come erano zonti do ambassadori di ditto Re a Trento, ch'è mia... -lontano di Roverè, sotto uno episcopo, et vi è el corpo dil beato Simoneto<a class="tag" id="tag117" href="#note117">[117]</a>, -che fu da Zudei nel 1475 morto et marturizato et fa molti -miracoli. I quali do ambassadori, venivano a la Signoria et che -aspettavano el quarto a zonzer, però che <i>etiam</i> el Vescovo de Trento -con loro era deputato. Quando zonzeranno intenderete lo nome et -quello volseno. -</p> - -<p> -Del mese di Zener in Spagna, in una città chiamata Guadalagiara -in Castiglia vecchia morite el Cardinal di Spagna, chiamato -Pietro di Mendoza <i>tituli sanctae † in Jerusalem</i>, prete cardinal et -arciepiscopo di Toledo, el qual era stato za 6 mexi amalato. Era di -età de anni 75 et ricchissimo. Havea de intrada de beneficii ducati -80 milia, stava in Spagna seguitando la corte, et sempre era a -presso di la Raina et molto amato. Lassò tre fioli, tra li qual uno -chiamato Rodorico de Mendoza marchexe dal Zenete, ha de intrada -ducati 30 milia; et do altri <i>etiam</i> con bona intrada<a class="tag" id="tag118" href="#note118">[118]</a>. Or, morto -che 'l fu, el Re scrisse al Pontifice pregando Soa Santità non volesse -dar via li soi beneficii <i>ac</i> arcivescovadi, ma che dovesse aspettar che -lui concederia ad alcuni de soi yspani degne persone, i quali poi Soa -Beatitudine li confermeria; et el Pontifice rescrisse esser contento. -Da poi el Re et Raina conferite l'arcivescovado di Toledo a uno -frate di l'ordine di San Francesco, confessor di loro Majestà, chiamato -fra Francesco Semenes, ha de intrada ducati 45 milia, et lui -lo recusò, pur a compiacenza dil Re accettò. <i>Item</i> al Cardinal de -Cartagenia dette de beneficii ducati 10 milia, et il titolo di santa †. -A Don Joan de Fonseca dette lo episcopato de..........., dà de intrada -ducati 3000; et una badia de Vagliadolide, de ducati 4000, a -uno altro so servitor. Et cussì rescrisseno al Pontifice haver conferito -<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span> -detti beneficii. Et subito el Papa confirmò, et habute le bolle -introno in possesso. -</p> - -<p> -Et l'armada di ditto Re di Spagna ussite in mar. Era tra nave -et caravelle numero 35. Capetanio el conte de Trivento. Et erano -partiti d'Alecante, porto a presso Valenza, et veniva a la volta di -Cicilia, poi passar a Gaeta, bisognando in aiuto dil Pontifice, <i>tamen</i> -fo poi in favore di re Ferando de Napoli. Et se divulgava era sopra -ditte nave alcuni combattenti gianiceri, capetanio dil qual terestre -exercito era il duca di Alve, german e cusin dil Re, con lanze 600, -et che <i>demum</i> se intese dovea ussir il resto di le caravelle, capetanio -di le qual dovea venir el conte de Moniche admirante de Castiglia, -<i>etiam</i> german dil preditto Re di Spagna, et el duca di Alve nominato -di sopra. <i>Tamen</i> poi, intesa la verità, ditti do capetanii non se -partino di Spagna, ma <i>solum</i> venne el conte de Trivento. Et di questa -armata, <i>etiam</i> per lettere di Francesco Bragadino capetanio di le -galie deputate al viazo di Barbaria, se intese, date in Almeria, terra -di la Granata, de dì 27 Dezembrio, come alcune barze de ditte armade -li erano venute a torno, non per far danno a robe de Venetiani -ma ben a robe de Mori, perchè sopra ditte galie ne era assà. El capetanio -se tirò in porto più a presso la terra che 'l potè, et quelli di -la terra li dette favore, che ditte barze o vero caravelle andono via, -et da loro intese certo che ditta armada sudava in Cecilia oltra Faro, -ch'è dil Re di Spagna, dubitando di fatti loro per le combustione -era in Reame, et perchè, benchè sia ysola, è <i>solum</i> al Faro de Messina, -dove scrive le fabule et poeti esser Sylla e Carybdi, <i>solum</i> mia 3 da -passar il mar da questa Cicilia andar in ditta ysola. Però el Re -mandò ditte armade per custodia di la soa ysola, a compiacentia de -Ciciliani. Quello seguirà intenderete. -</p> - -<p> -Per lettere di Capetanio zeneral da mar se intese, <i>etiam</i> per -lettere de Constantinopoli in un scuro sermone, come el signor Turco -faceva grandissima armada, et voleva haver in mar questo anno vele -150, et che era tornato el so ambassador stato dal re Alphonso. -<i>Unde</i> Venetiani sospese il mandar a tuor de li stratioti con li arsilii, -per non desfornir li lochi marittimi; per i qual, a farli, era sta -mandà al zeneral ducati 40 milia, sì per far ditti stratioti, <i>quam</i> per -scriver zurme per le galie sotil si armava in l'ysola de Candia, Corfù -et altrove; sì come fo preso in Pregadi: et bona parte di ditti stratioti -erano sta scritti, <i>tamen</i> per collegio nostri facevano li patroni -per li XV arsilii, zoè boni marinari, experimentadi in diversi viazi. -Et li arsilii se conzava in l'arsenal, a ciò al bisogno fusseno apparati. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span> -</p> - -<p> -Per ben ch'al proposito non sia di questa venuta dil Re di -Franza, di dover scriver quello accade in altre parti dil mondo, per -esser cosa notoria ho terminato farne mentione. Per lettere di Zuan -Valaresso, consolo a Damasco, di 8 Novembrio se intese, come nel ritornar -di la caravana de Mori, che 'l Soldan vi manda uno capetanio -con alcuni mercandanti con camelli assà, et si parte di Damasco -ogni anno per andar a la Mecha, dove se dise è l'archa di Maometto -suo gran Propheta et institutor di la loro fede. La qual <i>alias</i> steva -in aiere, però che era a torno calamita, et quella era di ferro, sì che -conveniva per forza, ogni parte di la calamita tirando el ferro a sè, star -nel mezzo, però dicevano steva in aiere. Ma, <i>volente Deo</i>, del 148... -quella cazete et ruinoe, et, come Mori dicono, la sua fede die durar -poco et haver molte persecutione, et però stanno in gran paura. Or -questi Mori vanno insieme zerca 30 milia, ch'è bellissima cosa a veder, -et contratano con mercadanti indiani le loro merze, a barato -de specie, pepe, garofoli, zenzeri, cannella, nose etc. Et poi Mori -quelle portano a Damasco et in Alexandria et altre terre, dove si -fanno mercadantie con christiani et quelle vendono o baratano, et -perchè za do anni el Soldan non havea pagato il suo caffaro o vero -regalia ad Arabi, che sono zente terribilissima, stanno a la campagna, -assaissimi anco fanno tra loro un capo; questi, ben siano sotto -el Soldan, <i>tamen</i> hanno el loro capo da per sè, perchè sono zente che -non se puol domar; et el Soldan sta ben con loro per molti respeti; -viveno de rapina. Or questi Arabi in questo tempo prese la ditta caravana -dil Soldan, la qual poteva valer da ducati 800 milia in suso, -di specie, zoje et altro. Et retenne el capitano con li mercadanti, -ben che Mori se volesseno difender, et fonno a le mani. <i>Tamen</i> Arabi -haveno la vittoria, la qual cosa fu molto molesta al Soldan, pur sperava -de conzar la mastella, et li voleva donar ducati 50 milia de -contanti, et loro ne volevano più, <i>tamen</i> poi conzò et li dette ducati -assà, et haveno la caravana, el capitano et homeni indrio, et questa -cosa cussì notabele et za molti anni non accaduta ho voluto qui -scriver. -</p> - -<h3 id="lib2-27"><i>Successo dil Re di Franza fino a l'intrar in Napoli.</i></h3> - -<p> -Ritorniamo al Re di Franza, el qual era a Velitri, et data l'ultima -audientia a li oratori di Spagna, et a Val di Montona li expedite, -i quali exposeno tre cose. La prima, si dolevano che l'ambassador -dil suo Re et Raina, che era venuto da Soa Majestà a Lion, et -<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span> -quello seguito fino a Piasenza, in cinque mexi non havia habuto -bona audientia nè quella extimatione si conveniva a l'altezza di cui -rappresentava: imo fo rimandato via, et si meravigliavano molto, -et, <i>nomine Regum Hyspaniae</i>, volevano saper la cagione. Secundo, -che ben che esso Re di Franza habbi dimandato aiuto bisognando al -suo Re et Raina, et benchè habino insieme bona paxe, amigo de li -amigi et nemigo de li nemigi, pur che Soa Maestà havia tolto questa -impresa senza consigliarsi con li suoi Re, et che volendo aiuto -bisognava havesse consultato di questa guerra, era iusta <i>vel non</i> La -terza, che 'l serave buono di qualche accordo, et che loro volevano -pacificar le cosse con el Re di Napoli. Ma el Re de Franza rispose, -quanto a la prima richiesta di l'ambassador, che non sapeva di chi -lui si havesse potuto lamentar, et che si havesse dimandato audientia -lui ge l'haveria data volentiera, ma che non l'avendo dimandata, nè -<i>etiam</i> accordandola el Re, loro non si poteva doler: et che potevano -saper che li soi ambassadori sempre ne la Franza erano stati honoradi. -Al secundo de l'impresa, che non bisognava consulto a voler recuperar -el suo, et che 'l Reame di Napoli li partegniva, però era impresa justissima -et compresa ne li capitoli. Al terzo, che non bisognava far altro -accordo, ma che Alphonso si dovesse contentar di renderli a lui el -Regno possesso <i>indebite</i>, et venir con lui in Franza, dove Soa Maestà -li prometteva provvisione et stato condecente. Et poi ditti oratori -andati seguendo el Re a Val Montona, tolseno licentia, et concluseno -con el Re, zoè che li disseno dovesse desister de voler haver -el Reame di Napoli, et che se a niuno die aspettar ditto regno, la -Maestà dil suo Re è il primo, perchè suo barba re don Alphonso -quello acquistò per forza, et zerca questo usono assà alte parole; -<i>unde</i> el Roy si dolse, dicendo non era honesto che adesso che l'era -venuto con tanta spesa cussì avanti, et che poteva dir haverlo acquistato, -ditti ambassadori volesse el no seguitasse l'impresa, et -che lui el voleva haver una volta, et poi faria decider de chi quello -dovesse esser <i>de jure</i> et cussì <i>post multa</i> rimaseno d'accordo. Et -dimandato al Re chi doveria cognoscer poi <i>de jure</i>, et dar questa -sententia, li ambassadori aricordano el Pontifice come capo di la -Christianità, ma el Re non il volse, dicendo haverlo sospetto, sì per -esser di nation subposta a loro Re, <i>quam</i> per esserli stato contrario; -et rimaseno che el Parlamento de Paris fusse quello havesse a decider -questo. Et cussì ditti oratori ritornarono a Roma, et advisato -in Spagna el tutto, li comesse dovesseno al Re Maximiliano, et cussì -andono come scriverò di sotto. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span> -</p> - -<p> -Ancora zonse do ambassadori a Velitri a ditto Re di Franza, -venuti per nome dil re Maximiliano di Romani, i quali fonno quelli -stati a Milano et Fiorenza et Roma, non avendo lì audientia per le -cosse accadeva, ma fo divulgato erano venuti per notificar al Pontifice -prima la venuta a incoronarsi dil suo Re, et per confirmar la -paxe et accordo col Re di Franza. Et a Val Montona ebbeno audientia, -i quali dimandono salvo conduto, raccomandandoli li confini -di la Franza, dinotando havia aconzo le cose di Bergogna, et -che al tutto voleva venir a Roma questo anno a tuor la corona de -l'imperio, e far una cruciata, et passar contra infedeli. Et cussì otteneno -da esso Re di Franza lettere, et quello volseno, et che voleva -far la dieta, la qual havia prolongata, et che za erano zonti alcuni -elettori de l'imperio, signori et episcopi, et che concluderia di far -la ditta cruciata. E andono insieme col Re fino a Varoli, dove tolseno -licentia per ritornar a Roma. Ai qual el Roy disse: fate che la -Majestà di Maximiliano vegni presto a incoronarse, perchè al tutto -voglio ritrovarmi a Roma per honorarlo. Et cussì questi ritornono -a Roma, come più avanti intenderete. -</p> - -<p> -Quelli di l'Aquila havendosi dato, come ho scritto di sopra, <i>voluntarie</i> -sotto el dominio dil Re di Franza, con conditione che non -intrasse niun Franzese dentro, onde alcuni Franzesi assà insolenti -volendo intrarvi, fonno da Aquilani assaltati, et ne fo morti zerca -80, portandosi bestialmente, <i>tamen</i> pur havevano le insegne dil Roy. -Napolitani vedendo che el populo havea fatto quelle moveste, a dì -26 et 27 Zener, contra zudei et marani, et che Ferando al meglio -havea potuto tasentò quel populo, et a caso ivi era gionto do navilii -di zudei...., più el populo se inanimò, et parte fonno malmenati, -et disseno al Re non volevano nè marani nè zudei più in Napoli. Et -el Re ordinò dovesseno partirsi, et cussì nolizono navilii chi per -Barbaria, chi per Alexandria, et chi per Constantinopoli. Li marani -ricchi steveno in caxa. Or fu fatto uno editto che tutti li pegni che -zudei si ritrovava in le man, et quelli tenivano banco, et cadauno -dovesseno per obviar li scandoli render de chi erano, <i>tamen</i> che li -facesse uno scritto di pagarli lo cavedal et usura infra tanto termine, -et non solamente in Napoli ma per tutto el Reame et in la Puia, -dove in varii luogi contra zudei era fatto gran destrusione. Et ben -che fusse fatto questa provisione, per questo non restò che non fusse -sachizati. -</p> - -<p> -A Roma in questo mezzo, con voler dil Re di Franza et con patente -de investisone di l'Anguilara, intrò el sig. Carlo Orsini con -<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span> -400 persone in Roma, et andò a la caxa di uno D. Bartholamio che -fo nepote di Sixto Pontifice, el qual da esso Sixto fo investito di la -ditta Anguilara, la qual era del sig. Deiphebbo, che fo a tempo di -la guerra di Ferrara soldato de Venetiani, et essendo huomo veterano, -a tempo de Innocentio, morite del 148.... lì in quelle parte, -et lassò alcuni fioli, i quali ancora è al stipendio veneto. Or ditto -sig. Carlo prese i fioli del sopranominato Bartholamio, et messe la -sua caxa a sacco, et li fece molti danni per rehaver li soi castelli. -</p> - -<p> -Ma essendo el Re a Velitri, Franzesi andono per quelli castelli -di Conti et dil sig. Gaietano, et molti ne prese facendo gran danno. -Et andono a uno castello chiamato Monte Fortin dil conte di Fondi, -et li deteno la battaglia a la terra, et quello prese per forza, dove -usoe grandissima crudeltà, amazzando quanti scontravano: tamen -la rocca si tenne. Et Franzesi piantò le bombarde, zoè le soe artiglierie -su carri, et li custodi pavidi si deteno a pati, salvo l'haver -et le persone: ne la qual rocca era do fioli dil sig. Jacomo Conte romano, -era al soldo dil Re di Napoli, et questo castello era suo, et -questi fonno da Franzesi ritenuti fino havesse do altri castelli dil -padre mancava ad haver, et poi li deteno taglia ducati 2000, dicendo -se intendeva donarli la vita et non la persona. Non voglio qui -descriver le spurcizie usano Franzesi, le violentie di donne etc., come -tutto di sotto, in loco più necessario, per mi sarà scritto. -</p> - -<p> -Et poi el Re si partì da Velitri, et andò a Val Montona dove -expedite li oratori di Spagna et venne quelli dil re Maximiliano, -come ho scritto più difuso avanti, et ancora zonse el conte de Chaiazo, -zoè sig. Zuan Francesco di San Severino per el duca de Milano -con cavalli 300 et alcuni balestrieri a cavalo, et zonse a dì 8 -Fevrer. Et el Re partite per Castel Fiorentino, et ordinò a tutte le -soe zente, sì quelle era in l'Apruzo, <i>quam</i> di qua, che si dovesseno -assonar a uno nel ducato di Sora, perchè voleva andar a San Zermano, -perchè intendeva la zente aragonese, et el re Ferdinando zonto -che fu in campo, si eran levate et lassato quel passo, come era la -verità, et erano tirate verso Capua, dove voleva ivi far difesa, et -Franzesi havea acquistato quasi tutto l'Apruzo, <i>maxime</i> Sermona, -ch'è una terra grossa, et senza troppo fatica, però che dove si presentavano -pur li Franzesi, li mandavano le chiave, levando le insegne -di Franza. In la Puja era gran combustione: el vicerè Camillo -Pandon era in Otranto, et <i>etiam</i> Don Cesare fo fiol di re Ferdinando -vechio. Et Monopoli, che è una città grossa a la marina, tumultuando -fra loro di quello havesseno a far, a dì 23 Fevrer pur messeno a -<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span> -sacco li zudei, et a dì 26 ditto essendo stato quelli tre zorni la terra -in remor, pur el Zuoba di Carlevar, che fo el zorno nominato di sopra, -li cittadini cum voluntà del Vescovo, el qual havia ricevuto -assà beneficii da caxa di Aragona, et fo el primo loro ribello, levono -le insegne dil Re di Franza, et non sapendo pur far l'arma regia di -zii (<i>gigli</i>) con la corona, levono una crose bianca in campo rosso, et -strazò la bandiera di Aragona, et el capetanio mandò fuora, era ivi -per el re Alphonso. Adoncha Monopoli fo la prima terra di la Puia -levasse et si desse a Franzesi, et mandò ambassadori dal Re a tuor -certe confirmation de capitoli. Se ritrovava qui do merchadanti venetiani, -Antonio da Pesaro di Lunardo <i>olim</i> fiul, et uno Francesco -Tanto, popular, el qual poi fo morto, quando la Signoria ottene ditto -luogo, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -In questo mezzo el Re mandò a Roma uno so ambassador, zoè -el primo baron che havesse a presso di lui, el qual fo suo barba Filippo -monsignor, zoè monsignor di Brexe di caxa di Savoia et governador -dil Dolfinà, come di lui qualcosa ho scritto di sopra. Et -zonto a Roma, a dì 5 Fevrer, habuto audientia dal Pontifice, dimandò, -in loco dil Cardinal Valenza era partito et non se ritrovava, uno -altro cardinal per legato con Soa Maestà. Et el Papa dicendo: chi -volete? dimandò el cardinal Orsini. El qual excusandosi di non poter -andar, el Papa disse: ma che? volendo el Re di le mie cosse, -manderò la più cara cossa che habia di parenti mei, ch'è mio nepote -qui, episcopo di Borges, et lo faremo Cardinal, posto che la -Maestà dil Re ha voglia di haver un Cardinal con lui. Et Filippo -monsignor partì dicendo scriverà al Re di questa risposta. Et el Re -li rescrisse dovesse dir al Papa non voleva Borges, ma al tutto o el -Cardinal Orsini o Monreal. -</p> - -<p> -A dì 5 Fevrer el Re con el so campo se partì da Val Montons, -castello dil sig. Jacomo Conte, et zonse a dì 6 a Castel Fiorentino -terra dil Pontifice, et mandò le soe zente ad haver alcuni castelli ivi -vicini dil Conte di Fondi et altri signorotti, feudatarii però a la Romana -Chiesia, et avanti fusse hore 22 quelli haveno, et alcuni brusoe -usando gran crudeltà che era una compassione, et come vidi una -lettera de li oratori nostri, che stevano sopra le mure de Castel Fiorentino, -et vedevano li fuogi facevano queste stranie generatione -Franzesi, Sguizari, Guasconi, Picardi, Scocesi et Alemanni; et preseno -Supino castello di Jacomo Conte, Cicano castello dil Conte di -Fondi, et Possa pur castello di ditti conti. -</p> - -<p> -Et el Re terminò non far più la via di sopra, ma andar a la -<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span> -dreta a San Zermano, perchè quel passo era sta abbandonato, come -ho ditto di sopra. Et mandò certi villani dil paese per guastatori a -far le strade a le carrette de le artiglierie, le qual erano preparate -n.º 120, menate da 20 cavalli per una. Et era assà charestia in campo -suo, <i>unde</i> li oratori veneti, vedendo haver troppo brigata con -loro, mandò indrieto a Venetia bona parte, et rimase con pochi, zerca -persone 10, però che si partino con 40 cavalli, si che è da considerar -li desasii dovevano patir, sì nel viver come nel alozar. El -cardinal S. Piero <i>in Vincula</i> partite dal Re, et venne a Grota Ferata -vicino a Hostia, et mia 12 lontan di Roma, per venir a Zenoa. -Quello di lui seguite, intenderete. -</p> - -<p> -El Re, partito da Castel Fiorentino, vene a Varoli città del -Papa dove dete licentia a li oratori dil Re de Romani, et mandò a -dir a quelli custodi di uno castello sopra uno monte situato, chiamato -Monte S. Joanni, el qual era dil Marchexe di Pescara, per do -soi trombetti, che si dovesseno render et levar le insegne, sì come -erano assueto dimandar. Et quelli erano dentro, senza far altra risposta -a questi, fece impicarli, taiar il naso et le orecchie, che è cosa -che <i>numquam</i> a messi si assueta di far, et li rimandono indriedo. Et -inteso el Roy questo, vi andò a campo a dì 9, et fe' tre parte dil suo -exercito, et li dete la battaglia, et loro se difeseno virilmente, ma -tutta la notte feze bombardar con tanta furia, et el Re confortava -tutti. Or a pena fo una particella di muraglie a terra, che da tre -bande li deteno la battaglia, per esser inanimati di la discortesia -usata, et Franzesi introno dentro et fece una gran taiata, non sparagnando -la morte a niuno, se non a putini et poche donne; imo -tutti quelli trovò li tagliava a pezzi, con grandissimo sangue, et -fino nelle chiesie ne amazava; et come per lettere di oratori se intese, -fonno qui amazati 700 et de Franzesi <i>solum</i> X et feriti 25. -</p> - -<p> -Questa tal crudeltà el Re fo contento fusse usato, sì per la -cossa fatta, <i>quam</i> a ciò sia exempio altri castelli e lochi dil Reame -non si vogli difender, <i>imo</i> portarli le chiave. Et habuto ditto castello -fece consiglio, qual via dovesse tenir. Altri lo consigliava per -causa de vittuarie, che era grandissima inopia, che Soa Majestà andasse -in la Puia, dove ivi troveria grande obedientia, et che, dove -che 'l si apresenteria, li sarebbe portate le chiave, perchè Puiesi non -sono atti a combatter, et è assà anni non hanno hauto guerra, benchè -fusse longa via ad andarvi. Altri erano di opinione di seguir -verso Pontecorbo, et acquistar el passo di San Zermano, et poter -passar al suo piacer el fiume Garigliano, ivi medio: poi seguiriano -<span class="pagenum" id="Page_210">[210]</span> -el camin verso Napoli, non lassando però Gaeta, ch'è terra fortissima, -et Capua, situada sopra el fiume Vulturno, dov'è el re Ferando -col suo exercito. Et cussì steteno in queste consultatione, <i>tamen</i> -elexeno di andar a San Zermano. -</p> - -<p> -Et è da saper che el Re poi andò in persona, partito da Varoli, -a questo castello Monte Santo Joanni, a dì 11 Fevrer, sì per veder la -fortezza, <i>quam</i> per poter mandar le sue zente più avanti mia 5 lontan -di Varoli, et ancora li corpi non erano sta sepulti per la grande -taiata, però che tutti quasi erano morti su la piaza, perchè quando -Franzesi deteno la battaglia, vedendo li habitanti non poter resister, -corseno su la piaza et si butò in zenochioni con li brazi in † dimandando -a Franzesi misericordia, ma poco li valse, che tutti fonno ivi -amazati. Et qui feceno butini per ducati 25 milia, di panni, di tele, -rami et lavori de rami, et qui si soleva far una fiera assà nominatissima -in quelle parti. Ancora trovono assà biave et vini, <i>ita</i> che -Franzesi comenzono a restaurarsi di li desasii portati. Et però deliberorono -di venir di longo a la volta di San Zerman. -</p> - -<p> -Ancora a Hostia e Civitavecchia zonse alcune galeaze di Franza, -carge di vittuarie, et za era di queste a dì 12 zonte in campo -260 some di farina, et le zente parte erano andate verso Pontecorbo, -loco pure di la Chiesia sora el fiume Garigliano, et el Re a dì -ditto andò a Bauco, poi volse andar passando una acqua chiamata -Cosa, <i>tamen</i> pur ancora qui tra el suo conseglio era varia opinione. -Altri voleva andar di longo a Capua, dove se intendeva esser el Re -Ferando di Aragona con 40 squadre et 5000 fanti; altri lo consegliava -andasse Aversa, di là del fiume Vulturno, ch'è in mezo Capua -et Napoli, et, questa ottenuta, presentarsi a Napoli dove con desiderio -era aspettato. La qual via molto piacque al Re più di le altre; -pur steteno in consultatione, nè sapeva deliberar qual via havesse a -pigliar, et voleva mandar zente a San Zermano, per esser passo -assà necessario. Et le antiguarde del campo franzese in questi zorni -fonno a le man con 7 squadre aragonese, le qual, visto non poter -resister a Franzesi, si tirono a drieto, et vi sopravenne el conte Nicola -da Petigliano con X squadre, el qual <i>etiam</i>, augumentando -Franzesi, si convenne recular in loco securo. Et come se intexe, l'exercito -franzese era questo: cavalli 12 milia bonissimi con combattenti -suso, 6000 pedoni zoè sguizari et altri, et 8 milia cavalli di -arteglierie, some, femene et altre persone inutile. Di le femene num. -zerca 800, fra le qual 500 meretrixe. Zente italiane: 600 homeni -d'arme con li Savelli et Colonnesi et 1500 fanti di l'Apruzo aspettavano -<span class="pagenum" id="Page_211">[211]</span> -el prefetto di Roma nuovamente conduto col Re con 200 -homeni d'arme. -</p> - -<p> -In questi zorni el Re mandò zente a Teracina loco di Chiesia, -et quella have come ho ditto; dove doveva metter Gem sultan, ma -lo 'l volse a presso di lui, et cussì era custodito in campo. La città -de Populi, fatto li patti, si rese, et Civita di..., et oltra di questo -Sermoneta dil sig. Cola Gaietano, ch'è castello in monte lontano -da Velitri mia 13. -</p> - -<p> -El Re preditto mandò a Venetia uno suo messo, el qual a dì -10 Fevrer con monsignor di Arzenton suo ambassador andò in Collegio, -et dimandò passo a Ravena et in altri luogi di Romagna; ancora -navilii per condur alcune bombarde grosse n.º 22, era a Castelcaro -qui in Romagna, dil suo Re fino in Reame. Et disputato nel -Senato <i>inter patres</i> quello si havesse a risponder, fo decretato et -risposto per el Prencipe di darli passo, per non haver con Soa Majestà -se non bona pace, et che mancasse di navilii a tuorli, che per -tutto sariano lassate cargar ditte artigliarie offerendosi etc. Et el -messo preditto, satisfatto di tal risposta, ritornò dal Roy. -</p> - -<p> -Ancora mandò uno altro messo a Milano con lettere al Duca, -<i>licet</i> vi fu <i>etiam</i> el suo ambassador, pregando che dovesse mandar -suo zenero sig. Galeazo di S. Severino più presto poteva, perchè -haveva da consultar certe cose con lui. Et come per lettere di Sebastian -Badoer orator veneto a Milano se intese, el Duca li rispose, -havendo ancora richiesto che lui in persona vi andasse a trovarlo -ad ogni modo; come esso Duca non poteva andar lì, ma che manderà -el sig. Galeazo, posto che a Soa Majestà li piaceva di haverlo -a presso. Et li ambassadori soi deputati a la Signoria non veneno, sì -come havia scritto di venir; et questo perchè el Vescovo de Como, -che era uno di quelli, havia habuto alquanto di egritudine; <i>tamen</i> -a dì 23 Fevrer partino da Milan per Po et andono a Ferrara, <i>demum</i> -a Venetia, come dirò di sotto. Ma el Re de Franza, oltra di questo, -mandò a dir al ditto Duca de Milan dovesse ordinar al suo comessario -a Zenoa fusse messo in ordine certe galie ivi era, perchè quelle -voleva armar. -</p> - -<p> -El cardinal Samallo, gionto che fo a Fiorenza a dì 3 Fevrer et -<i>honorifice</i> ricevuto, dimandò a quelli Signori ducati 70 milia che -restava haver el Roy da loro, <i>juxta</i> la forma di capitoli, per ben che -de tutti non fusse il tempo ancora, ma li pregava volesseno concieder -questo al Roy, di darli al presente, havendo grande bisogno per -questa grande impresa. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_212">[212]</span> -</p> - -<p> -Ma Fiorentini, consultato le cosse, risposeno: meravigliarsi di -tal dimanda, attento prima che non era ancora el tempo, et che el -terzo capitolo vuol che li sia reso Pisa, et che <i>non solum</i> sperano che -li sia renduta, ma che stanno et sono preservati in libertà, cosa contraria -di quello el Re havea promesso a Fiorentini. <i>Unde</i> volevano -li fusse restituito prima Pisa, poi darebono la summa si hanno ubligati -di dare. A la qual richiesta, monsignor Samallo rispose, che -non era tempo di dimandar restitutione alcuna di lochi ch'è in poter -dil Re, durante <i>maxime</i> questa impresa, et se non li havesse -li vorebbe haver, et che provedesseno che bisognava haver li danari. -Ma Fiorentini steteno pur renitenti. Et el Cardinal preditto sì mandò -uno suo fio, però che ne ha tre legittimi, a Pisa per veder di -aconziar le cosse, le qual era molto difficile; poi ditto cardinal in -persona vi andò, se divulgava verebbe a Lucca, passava in Parmesana, -et veniva a Milan a dimandar danari, poi passava a Zenoa a -poner in ordene una gran armata, la qual a tempo nuovo dovesse -ussir in soccorso dil Re. Quello lui seguite scriverò. -</p> - -<p> -In questo tempo Don Alphonso da la cha di Este, fiul primario -dil Duca di Ferrara, havendo compagnato un pezo el Re de Franza, -ritornò a Ferrara, et si accordò al soldo di suo cugnado Duca de Milano, -et have questo, zoè di provisione ducati XV milia a l'anno, -et 150 homeni d'arme di conduta. -</p> - -<p> -A Roma el Pontefice cassò tutte le sue zente, vedendo non bisognar -più, et <i>etiam</i> quelle tenendo non poteva resister contra tanta -potentia de Franzesi, et rimase <i>solum</i> con la soa guardia et alcuni -altri, ai qual dette provisione. Et el cardinal Valenza suo fiol, che -era fuzito dal Re, in questo tempo andava hora in qua et hora in là, -pur ritornando in la rocca de Spoliti, et fo divulgato esser venuto a -Pesaro da suo cugnato sig. Zuanne, per visitar sua sorella madona -Lucretia, et vene incognito. El qual sig. di Pesaro praticava di assoldarsi -con la Signoria et haver la conduta. -</p> - -<p> -El cardinal Ascanio, stato a Siena et per quelli castelli, ritornò -a Nepi sua terra, et il Papa più volte li scrisse et mandò a richieder -volesse ritornar a Roma, promettendoli di esser in amicitia come -mai, et non li saria fatto alcun dispiacer, et per una cautione li voleva -dar la rocca de Viterbo in suo potere. Ma esso Ascanio non -volse andar, et el Pontifice scrisse a Venitiani un Breve, fusseno mediatori -a far che ditto Vicecancellario ritornasse a Roma; et cussì -ancora el Duca de Milano scrivea a la Signoria preditta dovesse esser -causa di pacificar suo fratello con la Santità dil nostro Signor, et -<span class="pagenum" id="Page_213">[213]</span> -poco da poi si pacificò, et per lettere di Roma se intese come l'armada -di le 46 caravelle di Spagna erano passate da Hostia et andava -verso Gaeta, <i>tamen</i> andono in Cicilia et ivi si puose. -</p> - -<p> -In questo tempo a Liesena, ch'è una isola di Dalmatia, per lettere -di Alexandro Barbo conte se intese come erano capitati alcuni -navilii de marani et zudei et altri puiesi, i quali venivano di Puia -per alozar in ditta isola, che erano forsi fameie 43, con haver assà -di panni et altre supelectile; et però ditto Conte domandava licentia, -si a la Signoria li piaceva fusseno lassati habitar, et per el Senato -fu decreto che ditti potesseno starvi, et li fusse dato recapito, a ciò -fusse fatto boni li luogi di San Marco, <i>licet</i> in Liesena non vi era -prima zudei, <i>tamen</i> che non imprestasseno a usura. Et cussì fu rescritto -al ditto Conte. -</p> - -<p> -In l'isola de Inghilterra accadete certe novità, però che quelli -populi cupidi et assueti a nuove cosse et mutatione di Re, alcuni -volseno contra el re Henrico presente chiamar in l'ixola il Duca di -Yorch, fo fiol dil re Edovardo<a class="tag" id="tag119" href="#note119">[119]</a>, et nato di casa di Bergogna, el -qual <i>alias</i> fu privato dil regno di Anglia a cui aspettava. Il modo, -che è bellisimo lezer, nel libro terzo intenderete come fo discaziato. -Or questo con aiuto dil Re de Romani et Archiduca di Bergogna voleva -passar su l'ixola et si preparava. Ma el re Henrico li mandò 8 -nave contra, di le qual tre li rebelarono et teneno dal predetto Duca -de Yorch. Quello poi seguite, per esser lontano da noi, molto più -avanti intenderete. -</p> - -<p> -A Costantinopoli seguite che alcuni de soi Cadì o vero preti -andò predicando <i>publice</i> la conversione a la fede de Christo, o sia a -un novo propheta, dicendo quella di Macometto non era vera fede -ma falsa, <i>unde</i> molti Turchi andono dal Signor dolendosi di questa -comotione, tale che se non si provedeva a questo, el suo stato saria -disfatto et la leze di Macometto <i>penitus</i> dispersa. <i>Unde</i> el Signor -ordinò fusse questi tal menati a la soa presentia, et ivi fece far una -disputatione con li soi primi in la leze, et questi gagliardamente disputò -la fede tenivano esser bona. <i>Unde</i> el Signor li fece dar alcuni -tormenti, a ciò si tolesseno zoso, et confessasseno la causa per che -dicevano questo. Et alcuni di loro dubitando di morir, domandò perdono; -<i>tamen</i> zerca 12 di questi steteno fermi in la sua opinione, dicendo -non volevano per paura dir contra quello che Dio li havea -inspirati a dir e contra la verità. Et non potendo el Signor farli -<span class="pagenum" id="Page_214">[214]</span> -tornar a la fede, comandò che vivi fusseno brusati, et cussì fo fatto. -Et questo per mercadanti nostri venuti de lì hebi relatione; et pur -volendo meglio investigar come fo, intesi esser stato questo za alcuni -mesi, et che volevano instituir nova leze, et contra la maumetana, -et non predicava la fede de Christo, <i>licet quomodocumque -res se habet</i> questo fo a Costantinopoli. -</p> - -<p> -Li arsilii sotil, dovevano andar in Candia et a Corphu nom. XV -per armarsi, si partì di questa terra et andò a bon viazo.<i> Etiam</i> li -arsilii andava in la Morea a tuor Stratioti. -</p> - -<p> -A Napoli Paulo Trivisano cavalier ambassador veneto ritrovandosi, -con molta fatica expediva lettere a la Signoria però che li -corrieri per la strada erano spogliati, toltoli le lettere, et ritrovate -in zifra pur erano restituite. Si ritrovava ancora ivi Marin Gritti -consolo de Venetiani, et <i>etiam</i> Zuam Bragadino, di Andrea fiul, -mercadante, el qual <i>etiam</i> di molte nuove advisava la Signoria. Or -per lettere di 7 Fevrer se intese za era partito re Alphonso et andato -in Cicilia, et re Ferando novo tornato in campo: rimasto adoncha -al governo la Raina et don Fedrigo. Et Napolitani erano malcontenti -ritrovarsi in quella terra, <i>tamen</i> da poi el metter a sacco de -zudei non era seguito alcun rumor. Molti andavano a Yschia, che è -una ixola mia 18 vicina, pur dil Re, a tuor caxe ad affitto, la qual -fortezza si faceva riconzar et fortificar. Et ditto ambassador fo in -colloquio con don Fedrigo, el qual molto si dolse di la sua fortuna, -concludendo non vi era rimedio più a caxa di Aragona, nè a resister -a la potentia di Franza et loro prosperar, però che <i>non solum</i> -erano assà et disposti a loro danni, ma che ancora italiani li faceva -più guerra che Franzesi; però che Colonnesi, Savelli, Vitelli prefetto -di Roma li erano contrarii; che 'l sig. Ludovico, <i>adhuc</i> duca de Milano, -havendo tossicato suo nepote et tolto quel stato contra ogni -ragione, essendo strettissimo parente dil Re suo, insieme con el -Duca di Ferrara fo suo cognato, li erano nemicissimi; che Fiorentini, -Zenoesi, Senesi, Lucchesi, Pisani et altre comunità <i>non solum</i> -volevano la sua distrutione, ma che con i suoi danari li faceva guerra; -che Cardinali <i>etiam</i> venivano a la sua ruina; che el Pontifice -li deva passo et ogni cosa che 'l dimandava; <i>conclusive</i> che Italia et -non Franza al pover Re li faceva guerra. Et ancora che la Signoria, -la qual sola non se impazava, per ben che non facesse dimostratione -di aiutar el Re de Franza, <i>tamen</i> che non dando li soccorsi dimostravano -<i>tacite</i> di esser contenti che Franzesi acquistasse quel Regno, -et che li haveva dato gran reputatione li do ambassadori venuti -<span class="pagenum" id="Page_215">[215]</span> -con ditto Re, et che Venitiani fevano grandissimo mal, perchè -sua era la festa et poi nostra sarebbe la vizilia: <i>maxime</i> havendo -Franzesi la Puia, che sul colpho dominava el mar, comemorando la -benivolentia grande di la bona memoria dil Re suo padre con questa -Ill.<sup>ma</sup> Signoria; concludendo non era possibile resister, <i>maxime</i> ancora -havendo ne li populi molti anzuini, <i>nisi</i> Dio non movesse gli -animi de Signori Venetiani a volerli aiutar, <i>tamen</i> che la Majestà -di re Ferandino et lui erano disposti di voler prima morir che veder -sì bel regno in le man de Franzesi. Pur tuttavia pregò scrivesse a -la Signoria dovesseno far qualche provisione, <i>licet</i> sarebeno tarde, -la qual cosa mai per Venetiani fo voluto far, se non veder di metter -paxe et starsi neutrali. <i>Tamen</i> poi tanto fonno le insolentie galliche, -che conveneno impazarsi, et quelli chazioe de Italia, come scriverò -più avanti. -</p> - -<h3 id="lib2-28"><i>Di l'aquisto di San Zermano per Franzesi.</i></h3> - -<p> -A dì 12 Fevrer, monsignor di Mompensier capetanio di parte -di le zente franzese, intendando di certo che in quelli zorni el campo -aragonese, di squadre 40 et 4000 fanti, era partito di San Zermano -et tiratosi verso Capua, <i>tamen</i> pur ancora ivi era restato qualche -zente a custodia, se partì da Varoli con 600 lanze e 5000 pedoni, -et andò a Pontecorbo, dove fu <i>benigne</i> ricevuto per essere terra -di la Chiesia; poi andò verso San Zerman, et li custodi senza aspettar -altra bataia liberamente li aperseno le porte di tanta fortezza et -passo primo di Reame. Et cussì introno dentro, et inteseno che re -Ferando, quando si partì di qui, comise a li custodi non dovesseno -resister, ma che facesseno quello havia fatto. Et intrati che fonno -dentro, Franzesi intendendo che el conte di Petigliano con alcune -squadre fuziva a Capua li dete driedo, assà chariazi preseno in le -coazze (<i>le code, la retroguardia</i>) con alcuni presoni soldati; <i>tamen</i> el -Conte andò in loco salvo, e loro ritornò. Et poi la persona dil Re a -dì 13 venne a Pontecorbo, <i>demum</i> a dì 14 intrò in San Zerman. Li -andò contra la chieresia, però che ivi era una bellissima Badia in -comenda al cardinal de Medici, dà de intrada ducati 3 milia a l'anno. -Or el populo, et puti vestiti di bianco con rami de olive in mano -cantando el <i>Te Deum laudamus, et Benedictus qui venit in nomine -Domini</i>, et sotto una ombrela con grandissimo triumpho quello fo -menato in la terra. E li ambassadori veneti si andono a congratular -con Soa Majestà dil felice principio, di esser comenzato a intrar -<span class="pagenum" id="Page_216">[216]</span> -in Reame. Et quivi subito el Re con li suoi consultò qual via havesse -a tenir. Adoperavano molto li disegni. Erano in dubio di tre -vie, o di Capua o di Aversa o di Napoli. Ma in questo mezo Franzesi -non stavano a dormir, andavano per tutti quelli lochi, e molte terre -et castelli aquistono senza desnuar spada, ma presentadi levaveno -le insegne dil Re preditto. <i>Adeo</i> continuamente veniva nuova a Soa -Majestà che havevano li sui habuto qualche fortezza. Le qual per -esser assà, li nomi quivi non mi extenderò di scriver, ma <i>unum dicam</i> -che il pover re Ferandino <i>a dextris, a sinistris et in facie</i> havea -Franzesi, li quali erano per circondar la città di Napoli. Et monsignor -di Mompensier et monsignor de Obegnì molto si faticava, -araldi regii andavano a torno dimandando le terre da parte di Dio -et del Roy, et quelle havevano. Tutto l'Apruzo era aquistato al -Prefetto. Colonnesi et altre zente franzese attendevano ad aquistar -in Terra di Lavoro. Filippo monsignor ritornò dal Re, el qual era -stato a Roma come ho ditto, et fo chiamato per haver el suo conseglio, -<i>etiam</i> mandò per el cardinal San Piero <i>in Vincula</i> era a -Grota Ferata che ritornasse per esser a parlamento con Soa Majestà. -</p> - -<p> -Le zente franzese parte andavano a Roccasecca, et loro volendosi -tenir forte li deteno una battaglia, <i>tamen</i> poi l'haveno a patti. -Ancora uno altro loco di la Raina chiamato Sulmona aquistono, -dove era el Cardinal di Aragona con tre baroni Aragonesi, et poco -mancò non fusseno presi, ma fuzino a Napoli. El Prefetto era zonto -in l'Apruzo con 150 homeni d'arme e 2000 fanti, et feze molti -danni, et dimostrò grande inimicitia a casa di Aragona. -</p> - -<p> -Ma intrato che fo el Re in San Zermano, fece far uno edito che -tutti li fora ussiti di qualunque grado et conditione se sia, et <i>etiam</i> -li bandizati <i>libere</i> poteseno ritornar a possieder li loro castelli, lochi -et signorie, case et possessione in Reame, e per tutto el regno de -Napoli, et cussì tutti li baroni, secondo che come possedevano al -tempo di la raina Zuanna, et non a tempi di Ferdinando di Aragona -et successori, el qual tyrannicamente et <i>indebite</i> havia possesso ditto -Reame, et che convenisseno da Soa Majestà a tuor le investisone, -che <i>libere</i> li prometteva di far. Ancora per gratuir quelli habitanti -di San Zermano, li fece liberi et exempti perpetualmente di ducati -1500 erano ubligati a dar <i>annuatim</i> al re di Napoli, et li assolse di -una altra ubligation havevano per anni 25 tanto, et cussì in molti -altri castelli et terre levò angarie, facendo assà privilegii de inmunitade, -come al loco suo sarà scritto. -</p> - -<p> -Ancora a Colonesi, zoè al sig. Prospero et Fabritio Colonna, per -<span class="pagenum" id="Page_217">[217]</span> -esserli stati fidelissimi, li donò alcuni castelli vicini a li soi, zoè el -contado de Fondi, per gratuirli de soi benemeriti et beneficii ricevuti, -et li fece privilegii et investisone. <i>Etiam</i> al Prefetto donò tutto -el stato dil Marchese di Pescara, ch'è quel Monte Santo Joanni et -altri castelli. El qual Marchese era con Ferando, come ho scritto. -</p> - -<p> -Ad Aquilani fece molti privilegii, sì de exemptione <i>quam</i> di -altro: et in questi zorni Aquilani fece stampar una moneda di rame -da spender a menudo, la qual da una banda era una crose con lettere -a torno: <i>Civitas Aquile</i>; e da l'altra 3 zii (<i>gigli</i>) con la corona, -et lettere a torno: <i>Carolus rex Francie</i>. Et cussì concesse che Aquilani -potesse stampar ditta moneda; <i>tamen</i> in Napoli lui non stampò -niuna moneda. -</p> - -<p> -Et essendo venuti ambassadori a Soa Majestà dil Re de Romani -et dil Re di Spagna, a ciò non facesseno questi Re qualche novo -pensier contra di lui, come feno, deliberò di mandarli sui ambassadori, -sì in Spagna <i>quam</i> al Re di Romani; et a ciò fusseno più presto, -scrisse a suo cugnato monsignor di Borbon, rimasto governador -in Franza, dovesse mandar al Re di Romani monsignor de Busagia -(<i>Du Bouchage</i>) nominato di sopra, era lì in Franza rimasto al governo -di suo fiol, et li mandò la commissione, et <i>etiam</i> che uno altro -barone vicino al Re di Spagna, di quelli stavano in Linguadoca andar -dovesse a ditto Re et Raina di Spagna, notificandoli la sua imbassada, -et cussì fece, ma tanto steteno ad andarvi che poi non -fonno a tempo di reparar a quello voleva. Ma li ambassadori di Spagna, -come ho ditto, tornati che fonno a Roma, non havendo habuto -la commissione di andar al Re di Romani, mandono a dimandar al -Re de Franza salvo conduto di poter andar a Napoli a visitar la -Raina sorella di loro Re, et poi che havrebbeno fatoli reverentia volevano -passar in Cicilia e tornar in Spagna. Ma el Re non volse per -non dar reputatione a Ferando. Quelli veramente di Maximiliano, -uno rimase a Roma et l'altro ritornò in Elemagna a referir la sua -imbassada; li quali oratori, a ciò el tutto chiaro se intenda erano -questi, D. Zuan Bontemps, texorier di Bergogna, et D. Petro Gialon -avvocato pur di Bergogna. -</p> - -<h3 id="lib2-29"><i>Di la venuta de quattro ambassadori dil Re di Romani a Venetia.</i></h3> - -<p> -Intendando a dì 15 Fevrer la Signoria come erano zonti 4 ambassadori -dil Re de Romani a Trevixo, venivano quivi per consultar -gran cose, venuti per la via di Feltre con cavalli 55 e pedoni 25, et -<span class="pagenum" id="Page_218">[218]</span> -da Thoma Mozenico podestà et capitano a Trevixo fonno <i>honorifice</i> -ricevuti, et venuti di longo a Mestre, per Zorzi Zorzi era ivi Rettor -li fo usato le debite parole, et quivi steteno alquanto a dimorar. Per -honorarli, essendo Domenega, fo dismesso Gran Consegio, che ogni -Domenega si assueta di far, dove si fanno li officii et rezimenti. Or -mandono 70 patricii senatori, tra li qual molti cavalieri et dottori, -incontra con le soe barche fino a Margera, ch'è mia cinque lontano -di Venetia. Ancora vi andò contra l'ambassador di Napoli et la fameglia -del Legato Apostolico, però che lui era ammalato. Altri oratori -de Franza, Spagna, Milano et Ferrara non vi andono. Et zonti -ditti oratori, li fo fatto per uno dottor una oratione, come erano -mandati dalla Ill.<sup>ma</sup> Signoria per honorar quelli; et poi a San Secondo -montati ne li piati ducal, perchè per le acque non havevano -potuto andar più avanti, veneno per el Canal Grando fino alla Zuecha, -alozati in cà Marcello a presso la chiesa di San Zuanne Battista, -dove li era benissimo preparato. Et zonti che fonno, li andono a -visitar l'ambassador de Milano insieme con quello di Mantoa, excusandosi -non erano venuti contra perchè erano stati tardi; poi etiam -li venne a visitar l'ambassador de Spagna che era alozato in cà -Diedo ivi vicino. Et usate in piedi le debite accoglienze, ditti oratori -tolseno licentia. Quello di Franza per quel zorno non andò, ma ben -l'ambassador de Napoli ritornò a conferir con questi alcune cose, -et questi come disseno aspettava la commission dil Re loro, la qual -di hora in hora dovea zonzer. Et però non volevano il Luni haver -audientia, ma ben el Marti. Questi oratori erano: primo lo Episcopo -di Trento chiamato Hodolrico de Letistaner (<i>Udalrico di Lichtenstein</i>); -el resto Zuan Graidener (<i>Gredner</i>) preposito di Brexenon, et -li altri do baroni cavalieri de Ispruch, conseieri et governadori dil -Ducato de Austria, zoè Lunardo Felz (<i>Vels</i>) et Gualtier de Stadia -(<i>Stadion</i>); da quali se intese come la Majestà dil Re de Romani essendo -in Antorff, terra a presso Anversa, a li confini di la Bergogna..., -li baroni dil ducato preditto, zoè el Duca di Goler, lo Episcopo de -Lexe o vero <i>Leodiensis</i>, et el conte Ruberto de Arburs havevano rebellato -al ditto Duca, et facevano gran danni, non volendo star contenti -di l'accordo haviano fatto; et che Maximiliano preditto atendeva -a conzar ditte cosse; le qual erano state cagione di la indusia -faceva di la dieta si havea a far a Vurmes, terra franca in Elemagna -bassa sopra il Reno tra Magonza e Spira a presso a Colonia, la qual -al tutto voleva far a dì 12 Marzo, et poi venir in Italia per andar a -Roma a coronarse; et che tutte le terre franche erano disposte di -<span class="pagenum" id="Page_219">[219]</span> -far ogni cossa in augumento di l'imperio et di soa Cesarea Majestà. -</p> - -<p> -Et poi adì 17 fo el Marti, secondo l'ordine dato, volendo venir -a la Signoria, fo mandati a tuor per molti cavalieri et degni patricii -dil Consiglio di Pregadi; et questi veneno vestiti di negro per la -morte di l'imperatore. Prima lo Episcopo con una vesta longa di -zambeloto negro, et uno becheto di zendado a torno el collo, perchè -cussì fa li episcopi in Elemagna, senza rochetto; poi lo Preposito, -con una vesta di veluto negro, et questo havea la lettera credential -in mano. Et i altri do baroni pur vestiti di veludo negro, con collane -d'oro al collo. Et era ancora in questa terra za più anni uno che -za fo ambassador di ditto Re di Romani quivi, et <i>etiam</i> ancora expedisce -alcuna cosa, et questo fo el quinto, <i>etiam</i> per la morte di l'imperatore -vestito di negro. Poi sequiva altri todeschi, pur vestiti lugubri, -homeni de conditione, <i>videlicet</i> Francesco Sbroiavacha, Trando -cavalier, Joane Baincher, Jacomo Tropo, Vio da Torre, lo Stainer, -Zuan Ripar dottor et X altri zentilhomeni alemani, poi il resto -di la fameglia. Era in palazo assà brigata per vederli venir; ma a -caxo in quell'hora zonse ivi uno messo dil Turcho, el qual subito -volse andar a l'audientia. Li venne contra el Prencipe con la Signoria -et, posti a sentare, per quello proposito chiamato domino -Joanne Graidener, el qual <i>alias</i> fo qui Rettor di scolari a Padoa, -presentato la lettera, expose la sua imbassada; la qual <i>conclusive</i> -fo che erano venuti vedendo el prosperar faceva el Re de Franza in -Italia, per voler intender l'opinione di questa Signoria, si volevano -far provisione, perchè el suo Re era apparechiato a far ogni liga etc. -Et el Prencipe <i>juxta</i> el consueto, li rispose: fariano consultatione -con loro consegli. Et ditti oratori dimandano presta risposta che 'l -bisognava. Stavano a spexe de San Marco; et fo provisto de darli -ogni zorno ducati diexe erano con boche ordinarie. Or mons. di Arzenton, -el zorno da poi veneno, li andono pur a visitar, et fece le -debite accoglienze. Et non molto da poi ditto mons. di Arzenton, andato -uno zorno in collegio, perchè <i>saepius</i> andava per cose acadeva -al suo Roy, come fevano però tutti li altri oratori, et considerando -esser venuti questi oratori elemani, vi era ancora quello di Spagna, -uno zorno andò alla Signoria, et disse pregando el Prencipe li volesse -advisar la cagione di la venuta de ditti oratori, <i>maxime</i> questi -de Maximiliano et tanti: che si eran cose pertinente a confini di la -Signoria lui non voleva zercar, ma si cosa fusse che dimandasseno -o volesseno contro la Majestè dil Roy, li volesse farglielo intender -<span class="pagenum" id="Page_220">[220]</span> -per poter advisar el Re, a ciò intendesse el tutto; la qual cosa credeva -che Soa Serenità la farebbe volentiera, per la bona amicitia era -con il suo Roy. Al qual per el Prencipe li fo risposto sapientissimamente; -et che erano venuti per cose appartenente a loro;<i> etiam</i> per -visitarsi, secondo la bona amicitia nostri teniva con tutti, <i>maxime</i> -con el Re di Romani et Re et Raina di Spagna. Et ditto Arzenton -disse era da judicar cussì, che ditti ambassadori era venuti a qualche -gran fine de sì lontane parte, et cussì come el suo Roy lo teniva -lui, et <i>maxime</i> quello di Spagna venuto 1500 mia, <i>tamen</i> poi che -non poteva intender, era contento di quello piaceva a la Signoria. -Queste parole uxoe, perchè in Venezia pur si parlava che questi -ambassadori volevano far liga, zoè Maximiano, re di Spagna et la -Signoria; altri diceva <i>etiam</i> el Pontefice, altri el duca de Milano per -conservation di loro Stadi: et di questo molto se mormorava: <i>tamen -inter patres Senatus</i> erano queste pratiche molto secrete, et Venetiani -erano pur in gran reputatione. Sì come scrissi di sopra, a dì -17 Fevrer zonse uno brigantin venuto in 6 zorni da Ragusi in qua -con uno messo dil Turco, venuto prestissimo, et era 17 zorni mancava -di la Porta dil Turco. El qual, senza dismontar altrove, volse -dismontar al ponte di la Paja, et andar di boto a la Signoria, et andava -dicendo voleva star <i>solum</i> 3 zorni in questa terra, et ritorna -con la risposta, et havea do colli con lui. Questa venuta parse molto -di novo a tutti, et stevano con desiderio de intender quello voleva. -Et dete che pensar a molti, ma poi intesa la cosa non fu nulla di -momento. Questo presentò lettere dil suo Signor in Collegio, le quai -diceva come havea habuto molto a mal, che el Signor di Senegaia -havesse fatto sì poco conto di lui, di tuorli li ducati 40 milia mandava -al Papa; e che la Signoria, per la bona paxe havea con lui -dovesse far ogni cossa che li fusse resi, et dimostrar di aver habuto -molto a mal, non tanto per la quantità di danari, quanto per suo -honor, perchè li era fatto disprecio, el qual voleva esser bon amigo -nostro, concludendo se dovesse far el tutto, a ciò si recavasse ditti -danari. Ma el Prencipe li dimostrò bona ciera, et disse li risponderia; -et che la consuetudine di questa terra era di non far alcuna risposta -senza il suo Consegio, et che manderia per lui quando havesseno -consultato. Et fo messo ad alozar a l'hosteria di la Serpa ivi -a San Marco, et poi rescrisse al Signor Turco che havevano recevuto -la sua lettera etc., et che non essendo el prefato Signor di Senegaia -nostro homo, per haver l'Avosto passato compito la soa ferma, non -li potevano far altro; come li havia mandà uno secretario et non -<span class="pagenum" id="Page_221">[221]</span> -voluto più darli soldo; et che al presente era fatto homo dil Re di -Franza; et che non si poteva più: ma si fusse stato sotto il loro dominio, -senza questa lettera, per la bona paxe si havea, harebbono -provvisto in tal modo, che tutti li danari saria stati resi et lui castigato. -Et ditto messo fo vestito di scarlato, datoli ducati 25, la -littera la qual vidi, et la mansione quivi sarà posta, ritornò a Costantinopoli. -</p> - -<p> -<i>Ill.<sup>mo</sup> et Exc.<sup>mo</sup> Domino Bayesit magno Admirato el Sultano Musulmanorum, -Augustinus Barbadico Dux Venetiarum etc., salutem -et honoris ac gloriae felicia incrementa.</i> Et cussì scriveno nelle lettere -al ditto Signor Turco. -</p> - -<p> -Per lettere venute da Costantinopoli de mercadanti de dì 19 -Zener, portate per il prefato messo, se intese come ivi non si rasonava -altro che dil Re di Franza, et erano in grandissimo spavento, -et che el Signor faceva conzar 80 galie, et che erano zonti 700 calefai -et marangoni forestieri per riconzarle, et havia ordinato grande -exercito per terra, mandato a fortificar i Dardanelli, Negroponte, -Garipoli et la Vallona, et che molti Bassà havia parlato con ditti -mercadanti nostri, che el Signor saria contento ritornasse Baylo ivi -come prima; che l'era zonto uno secretario dil re Alphonso dimandando -soccorso, et che 'l Signor li havia ditto a tempo novo vegneria -potentissimo a soccorrerlo, et che ditto secretario exponeva -che Zenovesi erano stati causa de questo; perchè a Zenoa si havia -fatto l'armada;<i> unde</i> confortava el Signor che 'l levasse le trate a -Zenoesi, a ciò non fusseno più mercadanti ne li loro paesi, et che -mandasse a l'ysola de Scyo, ch'è di Zenoesi, armada, et quella -tuorla; la qual cossa facendo saria caxon che Zenoesi non sariano più -propicii al Re di Franza. Se intese ancora come Turchi havevano -habuto una gran rotta a li confini de Hungari, et che intendevano -de lì el re Ladislao de Hungaria medemo voleva venirli contra, et el -Signor era molto di malavoia, et era quasi de opinione de andar in -persona, ma inteso poi esso re Ladislao non veniva, <i>etiam</i> lui non si -mosse, ma mandò alcuni Bassà, <i>tamen</i> havia lassato andar uno ambassador -hungaro, el qual lo havea tenuto 5 mesi in custodia, et -insieme con do soi ambassadori mandavano a ditto Re de Hungaria -per pacificar le cosse et poter attender di qua. -</p> - -<p> -Ancora per lettere di Corphù di Alvixe Venier baylo et capetanio -se intese che Turchi erano in grandissima paura dil Re de -Franza, et che non volevano habitar più a le marine ma fra terra. -Le artegliarie et bombarde grosse dil Signor Turco, era a la Vallona, -<span class="pagenum" id="Page_222">[222]</span> -le havea fatte condur a la Geniza fra terra, et per lettere dil -Capetanio zeneral se have come a Lepanto, Coron, Modon et Napoli -di Romania, che sono terre in la Morea, havia fatto li stratioti, et -quelli scritti erano homeni valorosi, et da farne grande extimatione, -et stavano desiderosi aspettando di passar di qua, per lassar qualche -fama di loro. -</p> - -<p> -In l'ysola di Cipri accadete cossa assà notoria; la qual ysola è -di la Signoria di Venetia, venuta sotto suo dominio mediante uno -patricio chiamato Marco Corner cavalier et primario senatore, el -qual una so fiola Catharina ne l'anno di Christo 1472 maridoe in -el re Jacobo de Lusignano, fo fiol di re Jano bastardo, el qual del -1458 con aiuto del Soldan si fece Re di quella ysola, et scazzò Ludovico -fiol dil Duca di Savoia, et maridato in Carlota fiola legittima, -et herede instituida dal padre nel ditto reame. El qual Ludovico con -la muier fuzite in Italia. Ma maridato ditto re Jacobo in questa -donna venetiana, adoptata in fiola di la Signoria, venne ne l'anno -1473, 6 Luio, a morte, et lassò herede la muier et quello lui partoriva, -perchè era gravida, et nacque uno fiol, vixe aduncha poco. El -reame rimase in governo di ditta madona Catharina raina, et la -Signoria la tolse in protetione. <i>Demum</i> ditta Raina partì di quella -ysola, et venne a Venetia, dove <i>honorifice</i> dal Prencipe et Senato -fu onorata: li andò contra a Lio con el Bucintoro pieno di -donne, che fo bellissimo veder; poi li donò uno castel in Trivixana, -chiamato Axolo, et hebbe di provisione <i>annuatim</i> in tutto ducati 8 -milia; et questa qui hora a ditto castello con le soe donzelle habitava, -honorata come Raina; et suo fratello Zorzi Corner per il -Prencipe nel Bucintoro venendo fu fatto cavalier. Et partita la Raina -di Cipri, elexeno nostri li Rettori et levono San Marco, retrovandose -ivi Capetanio Zeneral di Mar Francesco di Prioli; et <i>demum</i> da -il Soldan ottennero privilegii et confirmatione di poter possieder -ditto Reame. Piero Diedo cavalier orator, el qual era al Chaiaro, -morite. El qual regno di Cipri è tributario al Soldan, et chiamasi -Re <i>etiam</i> di Jerusalem. Or in questo tempo retrovandossi ivi uno -certo Cercasso, el qual vene in fantasia al Soldan che 'l fusse suo -fratello, però che tutti li Soldani convien esser stati schiavi, et non -de veri Mori, et però mandò una lettera a quel rezimento de Nicosia -per uno suo mamaluco pregando volesse mandar ditto Cercasso, et -loro risposeno. La copia di la risposta, <i>licet</i> non sia al proposito gallico, -pur, per esser accaduta in questi tempi, ho deliberato qui ponerla. -El qual Zuanne Cercasso partite de Cipri et zonse a Damasco -<span class="pagenum" id="Page_223">[223]</span> -per andar a Chaiaro, dove da quelli Signori di Damasco, Armiragio -etc., fo <i>honorifice</i> ricevudo, presentado et fattoli grande honor. -Et poi di longo da suo fratello Soldan andò. -</p> - -<h3 id="lib2-30"><i>Copia di una lettera scritta al S.<sup>re</sup> Soldam per el rezimento de Nychosia -per Saramanth mamalucho in moresco translatata de latin -a dì 25 Zener 1494.</i></h3> - -<p class="indl"> -<i>Al nome de Dio misericordioso.</i> -</p> - -<p> -El se inchina a la terra a la presentia del Sig. Soldam ecc. -</p> - -<p> -L'è stado da nui el mamalucho vostro Saramanth, ne ha portà -una vostra lettera de la vostra Porta, che dice V. S. che se mandi a -le vostre juste Porte un tal che si chiama Cerchasso, che la tua Signoria -dise che xe tuo fradello. Per lo amor de la voluntà del sig. -Soldam, e la longa e vechia amicitia che è tra V. S. et la nostra, -havemo dato libertà et messolo in libertà el ditto Cerchasso, se 'l -vol venir con el ditto Saramanth vostro mamalucho e con el messo. -Havemo fatto quello havemo possuto per amor de V. S.; tutto quello -vi bisogna et honestamente possamo far faremo. Dio mantegna la -V. S. et ve dia longa vita. De Cypri a dì 17 dil suo mexe ditto Mosafar. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Zuan Donado</span> Luogotenente<br /> -<span class="smcap">Lorenzo Contarini</span> et<br /> -<span class="smcap">Zuan Ruberto Venier</span> -</p> - -<p class="indr"> -Conseieri de la Ill.<sup>ma</sup> Sig.<sup>ria</sup> -di Venetia de Cypri -</p> - -<p> -A dì 26 Fevrer, de mandato di la Signoria se partì de qui per -andar a Roma ambassador, in loco de Paulo Pisani repatriava, Yeronimo -Zorzi kav. che fo Avogador de Comun; el qual a dì 30 Ottubrio -nel Conseio di Pregadi era sta creato a ditta legatione, et -fece la via di Ferrara, andando per Po, et portò lettere credentiali -al Duca, et <i>honorifice</i> fo ricevuto; <i>demum</i> andò pur per Po a Ravena, -et ivi montato a cavallo passò per Rimano, Pesaro et Urbino, seguendo -el suo camino per la via di Romagna: questo perchè per la -Toscana non si poteva securo andar, per le novità di Fiorenza et -Pisa, et però fo necessario di far tal via. Et zonse a Roma a dì 7 -Marzo: li venne contra molti prelati et familie de cardinali, et andato -insieme con Paulo Pisani kav. a l'audientia a la presentia dil -Pontifice, notificando come era venuto per star a presso Soa Beatitudine, -et fece una oration latina <i>juxta</i> el solito, et el Papa ricevuto -aliegramente, et steteno insieme col Pisani alcuni zorni. El qual -<span class="pagenum" id="Page_224">[224]</span> -subito andono, sì el Zorzi a visitation <i>quam</i> el Pisani a tuor licentia -da rev. Cardinali. Et a dì 20 ditto el Pisani partì di Roma, et zonse -a Venetia a dì 9 April, et intrò Savio di Terra Ferma, che era sta -creato mentre era a Roma, et do zorni da poi intrò Avogador di -Comun, <i>etiam</i> essendo in camino fo designato, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -In questo mezo el cardinal Samallo tornato a Fiorenza, et sollecitando -al tutto di haver danari, et a la fine Fiorentini li detteno -ducati 40 milia, et pregono Soa Signoria volesse conzar le cosse di -Pisa, le qual erano disperate, et perchè Pisani volevano star in libertà, -et Fiorentini li voleva sottoponer. Or mandò questo Samallo -a Pisa Johan Frances, general di Bertagna, era venuto lì in Fiorenza -in luoco di mons. di la Ruota, che il Re lo mandò a Milano, et andò -cussì a Pisa. Et Fiorentini havevano za zente in campo, et havevano -preso alcuni castelli de Pisani, che se difendevano con aiuto de li -convicini, come ho ditto di sopra. Et in questi zorni fonno a le man; -pur Pisani rimaseno di sora. Et in Pisa era intrato, mandato per il -Duca de Milano, Lucio Malvezo, et Pisani lo fece suo capetanio, et -li mandò 12 milia ducati, fenzando che Zenoesi li mandasse. Or ditto -Mons. andato ritornò in Fiorenza, dicendo non havea potuto far -nulla, perchè Pisani volevano libertà, et haveano creato Pisani li soi -ufficii, li 8 anciani et confaloniero, el qual el primo, da poi che si -redusseno in libertà, fo uno Andrea Lanferduzi, et per giornata mettevano -ordine al loro governo. Et monsig. Samallo, mandato li danari -al Roy, partito di Fiorenza, ritornò a Roma, <i>demum</i> a Napoli, -che za el Re era intrato, come scriverò di sotto. -</p> - -<p> -In questo tempo di carlevar venne a Venetia, privato et senza -pompa, el sig. Francesco di Gonzaga marchexe di Mantoa, el qual -compiva la soa condutta havea con questa Signoria, et benchè fusse -pratico, prima di rafermarlo nel pristino soldo, per el Collegio, al -qual fo commesso libertà di doverlo condur, et menava tal pratica -uno suo zerman cusino, fiol del sig. Zuan Francesco di Gonzaga, -chiamato domino Febus di Gonzaga, el qual andava <i>saepius</i> a Mantoa -et tornava qui con la risposta, <i>licet</i> fusse <i>etiam</i> il suo oratore -Antonio Triumpho in questa terra. Or ditto Marchexe zonto, andò -la mattina in Collegio offerendosi voler servir a questo Stato con -che condition pareva et piaceva a questa Ill.<sup>ma</sup> Signoria, et che era -dimostra la sua fede et devotione portava a San Marco, et cussì fo -confirmato per anni cinque, et cressutoli di condutta ducati 14 milia -a l'anno, <i>ita</i> che vien haver ducati 44 milia, et si obbliga di -haver con lui a suo soldo el sig. Redolpho di Gonzaga, fratello fo -<span class="pagenum" id="Page_225">[225]</span> -di suo padre, con condotta de cavalli 500, el qual <i>alias</i>, al tempo di -la guerra di Ferrara, fo nostro soldato et fidatissimo, intendendo -esser compreso in ditti ducati 44 milia, de li qual esso Signor li dà -al ditto suo barba ducati 6 milia a l'anno de provision, et cussì fo -contento esso sig. Rodolpho. Et a dì 23 Fevrer nel Consejo di Pregadi -fo confermato, con promissione che bisognando andar in campo -a ditto Marchexe, si provederia de darli degno et honorato titolo, -secondo la sua conditione; la qual cosa sopra tutto desiderava, come -ebbe da poi. Et oltra di questo fo confirmato el sig. Pandolpho di -Rimano in la sua condutta, et cressutoli soldo, <i>ita</i> che tegni 100 -homeni d'arme; et Veneti li danno ogni anno ducati 8000, et questo -per anni do, et che compiti 6 mexi da poi non possi venir contra -di loro. Et <i>accidit</i> che in questo medemo zorno che fo confirmato, -Antonio Cochiaro de Lugo, detto Medico, era qui suo ambassador, -<i>licet</i> verum fusse <i>etiam</i> el conto Ludovico Boschetto, et stato -za do anni orator, la matina vestendose cade quasi morto, et poi la -sera expirò, che mai potè parlar. <i>Unde</i> a dì 25 ditto, <i>jubente Senatu</i>, -fo portato a sepelir per la piaza di San Marco, con tutte congregation -de preti, canonegi, et scuola di San Marco, et assà torzi, -et fo sepelito a li Frati menori, et fatto questo exequie a spese di la -Signoria, per honorar quello cui rapresentava. Et l'altro ambassador -rimase qui; <i>demum</i> non molto da poi ritornò a Rimano, habuto -danari per far metter el suo Signor in ordine, el qual Signor di -Rimano è zenero dil magnifico Joanne Bentivoi. Or a la descritione -dil Re de Franza et suo operare veniamo. -</p> - -<h3 id="lib2-31"><i>Dil felice prosperar dil Re di Franza in Reame et fuga -di Ferandino.</i></h3> - -<p> -El Re de Franza, el qual il lassamo in San Zermano, a dì 17 -Fevrer venne a uno loco chiamato Thiano vicino a Capua mia 3, et -in quello intrò senza altra movesta con le sue zente. Ma ritorniamo -a re Ferandino, el qual partite di San Zermano per venir a intrar -in Capua con squadre 50, fanti 4000, et 2000 fanti altri paesani, -che don Fedrigo li haveva mandati in suo augumento, poco mancò -ditto re Ferando non intrasse in la terra, però che mons. de la Guisa -con altri capitani et franzesi lo seguitò fino a presso le porte di -Capua. Or, intrato in Capua el Re, li cittadini li disseno come li -sariano fidelissimi, ma che non havendo Soa Majestà forza bastante -a resister a tanta furia, meglio saria dovesse andar con le sue zente -<span class="pagenum" id="Page_226">[226]</span> -in Napoli, et lì fortificarsi, et che non erano disposti Capuani di -haver danno nè guasto, dolendosi de la fortuna dil Re: <i>unde</i>, considerato -questo, Ferandino disse a Capuani: Io voglio andar a Napoli, -et menerò con mi tanta zente, che haverete da potervi difender, et -se non vegno et ritorno doman dopoi disnar, che sarà a dì 18 ditto, -<i>ex nunc</i> vi do licentia, fate quello acordo vi piace con il Re de -Franza. Et si partì. -</p> - -<p> -A dì 16 ditto, zente franzese intrò in la città di Gaeta, la qual -si rese et li aperse le porte; ma la roca o vero il castello si tenne -assà zorni; dove era a custodia uno fio di mons. Piero Branet fo tesorier -dil re Alphonso, et uno contestabele chiamato <i>Tutto et mondo</i> -albanese. Questa è terra a la marina, mia 20 lontan da Teracina, fo -edificata cerca anni 1200 avanti lo advenimento di Christo da Enea -troiano in memoria de Caieta soa bayla, sì come scrive Virgilio nel principio -dil sesto di l'Eneide: ha uno bellissimo porto, ornata de fonti, -cedri, mele, aranci, limoni in abondantia. È terra picola ma fortissima, -et za Zenovesi la dominono et la derono al duca Felippo de -Milan. El castello è inexpugnabele. Ha un gran borgo la terra, e il -castello è in cima di uno scoio a colo di la montagna situato. Lo -borgo abraza lo porto, a modo di uno mezzo arco. È terra amenissima, -piena de zardini, et è lontana di Sessa mia 20, ha una via salizata -fino a Teracina. El castello, è da saper, da l'onde marine è -batuto. A l'incontro è uno altissimo monte tondo, in la summità -dil qual è una antica torre di gran circuito, ben fabricata, di grosse -piere, grossa di mure 12 palme, et le piere alcune longe 12 palme. -Dentro è una altra torre, partita in 4 camere con altissimi volti, in -do di le qual si trova aqua suavissima, che di pioza si distilla per -quelli volti et muri, et si fa purgatissima. Sopra la porta è una -piera de marmo con lettere: <i>Lucius Numancius</i> etc. Et questo basti -quanto alla descritione de Gaeta. -</p> - -<p> -A dì 17 el sig. Virgilio Orsini conte de Petigliano, et Zuan -Jacomo di Traulzi, erano al soldo dil re Ferando, essendo a Capua, -dapoi partito el Re, sachizato la cavallaritia et vardarobba dil Re, -se ne fuzì a Nola mia 12 lontan da Napoli. È città grande come Vicenza, -è di uno Conte. Et Zuan Jacomo preditto, habuto salvo conduto -dal Re di Franza, venne a trovar Soa Majestà a Thiano, et -questo perchè el Re havea mandà uno suo araldo a Capua a dir che -se dovesse render, per venir a la soa obedientia. Or questo Traulzi -expose al Re tre cose. La prima che el sig. Virgilio Orsini conte di -Petigliano et lui si recomandereno a Soa Majestà, pregando quella -<span class="pagenum" id="Page_227">[227]</span> -le volesse accettar ne la so gratia, dimandando perdono che et havevano -fatto come fidati soldati. La seconda che Capuani erano desiderosi -di la sua intrata, et che se volevano dar. La terza che el re -Ferandino voleva, piacendo a Soa Christianissima Majestà, venir a -domandarli perdono, perchè non voleva resister, et che non voleva -haver altro che qualche terra lì in Reame da poter habitar. Et queste -parole fo avanti che si partisseno da Capua, et è da considerar -che re Ferando lo mandasse. A le qual richieste el Re de Franza rispose. -A la prima che venendo quelli ditti di sopra, li teniria per -boni amici, et li perdonava ogni offesa. Zerca a Capua che, venendo -<i>voluntarie</i> sotto la sua corona, li haveria per carissimi. A la terza -che Ferando venisse da lui, che da mo li faria bona ciera, provedendolo -di stato, a ciò el potesse star condecentemente, ma che non si -pensasse di haver pur una casa in Reame, et che questa era ferma -la sua opinione, <i>unde</i> Traulzi ritornò per dar risposta al re Ferando -a Capua, el qual era partito per Napoli, come ho ditto di sopra. Et -questo vedendo, ritornò in campo dil Re di Franza, et si fece suo -homo. -</p> - -<p> -A dì 17 Fevrer, come ho ditto, re Ferando venne a Napoli con -alcuni di soi in sua compagnia, et chiamò li primi et principali, et -li fece una oratione exortatoria, pregando si volesseno tenir almanco -zorni 15. Et Napolitani pur li promesseno gran cosse, <i>tamen</i> fecero -tutto al contrario. Et subito el Re in quella sera medema partì per -ritornar a Capua, per dar.... a le soe zente. In Napoli era don Fedrigo -al governo. -</p> - -<p> -Ma el Re de Franza si veniva proximando verso a Capua, et -venne a uno loco mia 4 luntano, per la qual cossa le zente Aragonese -havendo aspettato el suo Re ritornasse di Napoli, mandono do -soi dal Re de Franza, et tutte andono fuora et se disciolse chi in -qua chi in là, <i>ita</i> che per tutto el Reame andono fuzendo. Et Capuani -vedendo che Ferando a l'hora ditta non era ritornato, se reduseno -a consiglio, et deliberono de mandar soi ambassadori al Re -de Franza, offerendoli la terra et fermar alcuni capitoli, et licentiono -el resto di le zente aragonese ivi si ritrovava. L'Orsini et Petigliano -andono a Nola, come ho scritto di sopra. Et a dì 18 el Re de Franza -mandò mons. de Obegnì et el sig. Prospero Colonna in Capua per -fermar li capitoli con quelli di la terra, <i>tamen</i> avanti fusseno conclusi, -in quella sera medema de dì 18, Franzesi zerca X milia introno -in Capua. <i>Etiam</i> li nostri ambassadori era col Re, intrò questo -medemo zorno, et el zorno da poi intrò el Re con pompa, come dirò. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_228">[228]</span> -</p> - -<p> -Et Ferandino, venendo per venir a Capua a dì 18 con 2000 -spagnoli, come fo divolgato, homeni assà disposti, li quali insieme -con le sue zente erano in Capua, di squadre 50 et 4000 fanti, si volevano -difender in Capua. Ma mia 5 luntano, intese come za la sera -avanti erano Franzesi intrati dentro, <i>unde</i> convenne ritornar a dormir -quella sera a Aversa, ch'è una terra assà bella et grande, mia -8 da Napoli, et caxe 2000, et da Capua a Napoli è solum mia 16, et -la matina poi, che fo a dì 19, esso Ferando intrò in Napoli con 200 -cavalli et pochi fanti, et messo in fuga el suo exercito, et Napolitani -non volseno intrasse altri che li soldati napolitani, et el resto era -con lui andò vagabondi. -</p> - -<p> -Ed in questo zorno Napolitani erano tutti intesi de Capua, sublevati -et armati, et havevano fatti alcuni remori cridando: Franza! -Franza! Et a dì 18 fo crudelmente sachizato li Zudei et Marani, et -fate molte disonestade per la terra, che era una compassione veder -Napoli come stava. Et quel or havevano depredate le case preditte, -venendo con la preda per riportarle a caxa, era su la strada da altri -assaltati et toltoli quello havevano vadagnato, et non senza gran -contrasto. <i>Demum</i> volseno metter a saco li Marani spagnoli, erano -ivi molto richissimi, ma fonno defesi da molti vicini napolitani et -zente che in loro caxe stavano per difensione, et <i>etiam</i> la soa roba -l'havevano logata in diversi luoghi securi in la terra: <i>tamen</i> alcuni -fonno messi a saco, li altri stevano serrati ne le case, et cussì tutto -Napoli era in arme. Ma la Raina et sua fiola l'ynfante de Castiglia -chiamata, el Prencipe de Squilazi fiul dil Pontifice et sua moglie, et -<i>etiam</i> don Fedrigo se reduseno in Castelnuovo prima, et poi in Castel -di l'Uovo per dubito dil populo, perchè za cridavano: Franza! -Franza! et questo medemo fece re Ferandino. Ma vedendo non esser -rimedio salvarsi, perchè Franzesi erano a presso le porte, et havia -i populi contrarii, fece pur queste provisione: che messe in Castel -nuovo, ch'è in la terra fortissimo et batte al mar, <i>judicio omnium</i>, -inexpugnabile, el marchexe di Pescara fidelissimo suo et arlevato -di caxa di Ragona, et molto nemico de Franzesi, et fo quello che fece -far quelli danni al trombeta dil Re di Franza, come ho scritto di -sopra: è huomo valentissimo, jovene era capetanio di le fanterie in -Romagna. Questo intrò con zerca 800 homeni in ditto castello, tra -li qual 300 spagnioli o vero biscaini, et 350 todeschi; ancora vi entrò -Perucha corsaro. Et era assà vituarie, <i>ut dicitur</i>, per anni 25, -se tanto si volesseno li custodi tener, et fornito di artigliarie et ogni -altra cosa; con presuposito che si ben la terra si rendesse, ditto castello -<span class="pagenum" id="Page_229">[229]</span> -tenir si dovesse; cussì come fo. Ma da poi ditto Marchexe andò -con Ferandino a Yschia. Anchora a li altri castelli messe presidio -et fidata zente. Era in Castel di l'Uovo, castellano uno chiamato -Antonel Pizolo di Cosenza. A la torre di San Vicenzo et il castello -di Pizofalcon et Santermo fo messo fanti per custodia. Et a Castel -de Capuana non messe presidio, perchè era uno palazzo bon in fortezza, -dove soleva habitarvi don Alphonso al tempo era duca di Calavria, -et Ferando habitava in castello. -</p> - -<p> -A dì 19 fo messo a saco li cavalli di re Ferando in Napoli, et -tutte le robbe in Castel di Capuana, le caxe dil Principe di Altemura -et di don Alphonso, fioli che fo di quondam re Ferando. <i>Unde</i>, -vedendo questo, el Re medemo compite di disfar la sua cavalarizia, -mandando a donar molti de li suoi corsieri a soi amighi lì in Napoli; -i qual corsieri di bellezza et bontà erano li primi de Italia, et -non si poteva dir altro che le raze di corsieri di Napoli; et poi ordinò -fusse brusate le soe stale. Et el Re preditto dimandò al populo -che volesse far queste moveste. Et vedendo esser fermi in opinione -per el Re de Franza, el qual a dì 20 havea mandato uno suo araldo -a dimandar la terra; <i>unde</i> ditto Ferandino fece brusar el suo arsenal, -dove eran molte galie non compide, et tutto andò a foco et -fiamma, che fo una terribilità a veder et gran compassione; et cussì -altre galie e arbatoze et una barza erano in acqua, et fe' brusar, di -quattro nave grosse erano nel Molo, le tre; et era de botte 2000 -l'una; et la quarta chiamata la Capella, di questa medema grandezza, -volendola far brusar, el Cardinal di Zenoa et domino Obieto -dal Fiesco protonotario volendo fuzirsi <i>etiam</i> loro di Napoli, gela -domandò, et esso Re li compiacete et ghe la donò: el qual Cardinal -si montò con ditto Obieto su ditta nave, et si slargò da la terra et -si corse in mar. Quello di lui seguirà, scriverò di sotto. -</p> - -<p> -Si retenne Ferandino a Castel di l'Uovo cinque galie di mons. -Villa Marino et Francesco di Pau cathelani corsari nominatissimi, -per poter suso montar, come fece, et con la sua brigata andar a -Yschia. Ma in questo mezo fece portar assà robe che erano in Castelnuovo, -in castel di l'Uovo, et cargar su le galie; et quelli de ditto -Castello, a ciò niun Napoletano si acostasse, trazeva di molte bombarde. -Et è da saper che, andato esso re Ferando in Castel di l'Uovo, -volendo ritornar in Castelnuovo per tuor certe robbe et haver sotil -di la Raina<a class="tag" id="tag120" href="#note120">[120]</a> erano rimaste, li fo trato una partesana da Napoletani, -<span class="pagenum" id="Page_230">[230]</span> -la qual andò quatro deda (<i>dita</i>) lontano da lui, et poco mancò non -fusse morto. Et molti soi favoriti, rimasti in Napoli, dolendose pur -di mutar Re, vedendo Polo Trevixan ambassador di la Signoria, poco -mancò non facessero sopra di lui le sue vendette, dicendo Venetiani, -non havendo voluto aiutarli, erano stati cagione di la sua -ruina. Or Ferandino con li fradelli, Raina, ynfante, don Fedrigo et -parenti, come ho scritto, andono in Castel di l'Uovo, dove erano -seguri. Et prima traxea di Castelnuovo el fio dil Principe di Rossano, -come scrissi, era presone, et lo cavò a tempo di la soa creatione -di Re; et lo menò con lui. Anchora uno fio dil Principe di -Salerno, el qual poi, zonto el padre in Reame, ghe lo mandò a presentar. -Era <i>etiam</i> el conte, et fioli, di Conza, et el conte et fioli dil -conte di Capazo, i quali non si mosse: ma venuto el Re de Franza, -et habuto el castello, quelli liberono. Ma ritorniamo al Re de Franza, -et come intrò in Napoli. -</p> - -<h3 id="lib2-32"><i>De l'intrata dil Re di Franza in Napoli, che fo a dì -22 Fevrer 1494.</i></h3> - -<p> -A dì 19 Fevrer, essendo intrate le zente franzese in Capua, esso -Re in questo zorno poi intrò con un bellissimo apparato. Prima intrò -forsi 3000 Sguizari, poi zerca 1000 homeni d'arme, poi 2000 arcieri -a cavallo, poi 500 homeni a piedi con pestaruole<a class="tag" id="tag121" href="#note121">[121]</a> in mano, -<i>demum</i> tre capetani a piedi, con sue arme in mano, con assà compagnia -a piedi driedo; poi li arcieri a piedi con suoi archi, vestiti di -recamo, et erano zerca 500; poi seguitavano alcuni signori Franzesi -et baroni dil Reame, et la Majestà dil Re vestito di damaschin -bianco sopra uno cavallo coverto di bianco; el qual a son di trombetta -si movea con 12 signori a torno el cavallo, vestiti <i>etiam</i> de -bianco, et el Re era sotto un baldachino di seta, con le arme sue a -oro; poi seguite più di 200 signori cavalieri et zentilhomeni con diverse -foze franzesi, sopra optimi corsieri bardati, che fo bel veder; -poi li chariazi et artiglierie in gran numero. Li venne contra la chieresia -di Capua aparati, con li cittadini, cantando <i>Benedictus qui venit -in nomine Domini</i> et <i>Te Deum laudamus</i>: et subito deliberò non -star più qui a dimorar, ma la matina partirsi, perchè za havia inteso -li rumori seguiti in Napoli, et <i>etiam</i> havia littere da Napolitani, -dovesse venir di longo. In questo mezo le zente soe sparpagnate per -<span class="pagenum" id="Page_231">[231]</span> -Reame andono a Nola et preseno el Conte di Petigliano et el sig. -Virginio Orsini, et quelli menono dal Re suo. Et questo fo a dì 19 -ditto. I quali <i>tamen</i> si scusavano non esser presoni. Quello di loro -seguite, di sotto intenderete. <i>Tamen</i> steteno con custodia, et el Re -de Franza non aspettò a intrar in Napoli et conferir li benefitii, che -za havea eletto Vice Re in Napoli mons. di Mompensier, avanti l'intrasse -in Capua, et uno Governador dil Porto et Capetanio dil Mar. -A Otranto et altre fortezze, che ancora non avea aquistate, elexe li -governadori ch'è <i>mirum quid</i>, che avanti haver el dominio di lochi -facesse li rettori. Era fama in campo dil Re, come per lettere di -oratori nostri se intese, che 'l Re intrato in Napoli voleva subito ritornar -in Franza, acquistato però prima el Reame, et poi seguir el -suo voler contra infedeli. Et el Cardinal San Piero <i>in Vincula</i> era -zonto dal Re, et ogni zorno stava in consultation. Mandò ambassador -al Pontefice mons. di Linguadoca; el qual, stato alcuni zorni -a Roma, morite in caxa dil Cardinal di Santo Dyonisio. Et ancora -per gratuir soi benemeriti a questa impresa, fece de molti presenti -di lochi et castelli acquistava, tra i quali a Peron di Basser, a hora -chiamato Monsignor, el qual fo el primo venisse in Italia, et come -da monsig. di Arzenton ambassador dil Roy qui intesi, prima causa -et principio di entrar in pratica el Re di tuor questa impresa di Napoli, -et però è venuto in reputatione, a hora li donò el Contà di Sarno, -el qual fo di uno barone chiamato Matthio Copola, che era con -Soa Majestà, et fo el primo che intrasse in Napoli, come dirò di -sotto. Et fo divulgato dete Capua al Cardinal S. Piero <i>in Vincula</i>, -a goder in vita soa: la qual città di Capua è antiquissima, et segondo -alcuni da Capi figliolo de Athi re ottavo de Latini zerca 900 -anni avanti l'avenimento de Cristo fusse edificata, come scrive Vergilio -nel X de la Eneide. Ma Plinio nel quarto et Ysidoro nel quinto -de le Ethimologie al p.º cap.º, et Strabone nel quinto libro vogliono -che da luoghi campestri, ne' quali esisteva Capua, fusse denominata, -et non da questo Capi nominato di sopra. Et secondo Livio patavino -historico fo chiamata Volturno, ma essendo presa da Samniti, per il -loro capetanio chiamato Capuo fo denominata Capua. Secondo Servio -fo edificata da Toscani, vedendo l'augurio d'uno falcone. Questa -città fo già capo di tutto el paese di Campagna, et apar alcune vestigie -di la città antica a presso a la nova zerca do mia, zoè certe -porte de templi, palazzi ruinati etc. Fo presa da Gieserico re de -Vandali, et abruciata, et poi questa al presente rifatta. -</p> - -<p> -Domente el Re si aproximava a Napoli, zonse a Hostia alcune -<span class="pagenum" id="Page_232">[232]</span> -nave e certe galeaze venute di Provenza, dil Re di Franza, sopra le -qual nave era il principe di Salerno, el qual venne a Roma et fo in -colloquio con Paulo Pisani ambassador veneto, dicendo era fidelissimo -servitor di questa Signoria. Et poi si partì di Roma insieme con -Antonio di Zenari era lì in Corte oratore di re Ferando, et andono -per terra a trovar el Re za intrato in Napoli, et per intrar in Salerno -che da sui populi era molto desiderato, come Zudei desiderava -el Messia. Et <i>etiam</i> el Conte de Caiazo andò a Caiazo et altri castelli -dil suo contado, et fu <i>benigne</i> ricevuto e zurato omazo al Re de -Franza, li fo fatto el suo privilegio et confirmato barone. -</p> - -<p> -Ma el Re di Franza, dormito <i>solum</i> una notte in Capua, la mattina -fo 20 Fevrer vene mia 8 a Aversa, dove li fo averte le porte, et -pacifice intrò, et za havia mandato l'araldo suo a Napoli, et Napolitani -non haveano pur tempo di risponder che za sopra le porte erano -Franzesi, et cussì senza altra difficultà primo Matthio Copola baron -dil Reame fora ussito, poi gran moltitudine de Franzesi introno in -quella sera in Napoli. Et è da saper che Napolitani el zorno avanti -volseno metter a saco le doane, dove era grandissimo haver, ma non -fo lassato. Li navilii erano ivi nel Molo tutti si slargono in mar, et -molti Napoletani anzuini amizi dil Re di Franza dimostravano gran -consolatione; altri andò con Ferandino in Castel di l'Uovo. Et don -Fedrigo mandò uno suo dal Re de Franza a dimandar perdono, pregando -li volesse lassar el Principato suo di Alte mura, che si vegnerebbe -a inchinar a Soa Majestà. Ma el Re rispose non voler niun -Aragonese in Reame, et che venendo li provederia di Stato condecente -a lui. Et Napolitani feceno tra loro di cinque Sezi 40 ambassadori -ad... contra el Re de Franza a Aversa, a tanti per Sezo, et -de li principali tra i qual el Conte di Matalon, Hieronimo Caraffa, -etiam... lo nome de quali al presente non notarò, perchè non fo -seguito alcun ordine, i quali andassono a pregar Soa Majestà non -volesse venir cussì presto in la terra, ma dovesse dimorar a Pozo -real, che era uno palazzo di re Alphonso uno mio da Napoli, situato -in loco piano, un poco alto, loco amenissimo, dove è una chiesiola -che el re Alphonso vechio ivi stete quando messe campo a Napoli. -Et in tal loco ogni anno, a dì do Zugno li loro successori di caxa -Aragona el si celebra una bellissima festa. È fabricato quivi uno -bellissimo palazzo con camere pinte et zardini. Quivi a dì 21 ditto -el Re de Franza partito di Aversa era venuto, et quivi dimorava. -Con Soa Majestà introno in questo zorno in Napoli et insieme con -Paulo Trivisano 4 mia contra alozò in uno palazo, che fu dil secretario -<span class="pagenum" id="Page_233">[233]</span> -vechio a San Domenego, bellissimo<a class="tag" id="tag122" href="#note122">[122]</a>. Or qui a Pozo real -essendo venuto el Re la matina a disnar venne li ambassadori napolitani, -dicendo haveano desiderato za gran tempo questa venuta, -et che a hora habuto loro desiderio si potevano chiamar felici et contenti, -basando la mano, la vesta et la terra davanti el Re, con gran -cerimonie, pregando di do cose Soa Majestà: la prima che 'l non intrasse -quel zorno, perchè volevano che l'intrasse sopra uno caro -con triumpho, segondo el consueto de li Re, da poi havevano acquistato -la terra. <i>Demum</i> che li volesse concieder certi privilegii et capitoli -che dimandono. Et el Re tolse in man i capitoli, et promesse -far quanto domandavano, <i>sed nihil deinceps factum fuit</i>; et tuttavia -Franzesi intrava in Napoli, et si preparava alozamenti, et el Re fo -contento di star quella notte a Pozo real, et stava con uno falcon in -pugno, mentre si parlava di la sua intrata in Napoli fra soi baroni, -che fo di quelli la Signoria li mandò a donar, sì che con oselli in -pugno prese Napoli. -</p> - -<p> -Intrati che fonno Franzesi in la terra, tutti li navilii erano in -el Molo si slargò, come ho scritto di sopra, et molti sopra li ditti -vi montò, et era una confusione a veder montar ditta brigata su li -batelli per passar a Yschia. Questo facevano non tanto per li Franzesi, -che za erano intrati <i>pacifice</i>, ma perchè da Castelnuovo travano -molte bombarde in la terra, cridando: Aragona! Aragona! Ferando! -Ferando! Et però dubitavano di star, perchè con li mortari ruinavano -le caxe. Ma intrato mons. di Mompensier et altri capitani dil -Re, non steteno a dormir, ma ancora loro comenzono a piantar -bombarde a ditto castello, per veder di ruinarlo et haverlo per forza, -che per bontà non lo poteva haver. Era a custodia uno cao di Sguizari, -et mons. Pasqual Conte de Linf, era castellano, partite et andò -con li altri a Yschia. Et el cardinal di Zenoa era su la nave, slargato -in mar come ho scritto di sopra, mandò a dimandar salvo condutto -al Re de Franza, di poter andar a Zenoa, et <i>etiam</i> star, volendo, -in Napoli perchè erano fora ussiti de Zenoa. Et come el Re -fo intrato in Napoli li dette salvo condutto, liberamente potesse dismontar -in terra lui et domino Obieto; et cussì dismontono. Quello -poi di loro seguite, intenderete di sotto. Non voglio restar di scriver -come era Vice Re in Castel nuovo uno zenoese, chiamato Thoma -<span class="pagenum" id="Page_234">[234]</span> -Fregoso. Ma el Re preditto de Franza, vedendo che li castelli non -si volevano render, non stete ad indusiar più, ma a dì 22 Fevrer -essendo venuti Domenego Trivixan, Antonio Loredan et <i>etiam</i> Paulo -Pixani cavalieri et oratori veneti a inchinarsi a Soa Majestà a Pozo -real, deliberò d'intrar in Napoli, et cussì fo di Domenega, a hore 21, -con <i>solum</i> cavalli 90, et el resto a piedi, zoè assà Napolitani et intrò -in Castel di Capuana, el qual è una parte di la terra et uno bellissimo -palazo, et za Franzesi lo havevano habuto, et quivi alozò, et -fatoli reverentia da nostri oratori, et di Soa Majestà tolto licentia, -ritornò a caxa, et el Re poco da poi cenò in questo loco di Capuana. -El Re non poteva haver danno per le bombarde erano trate -in la terra, et in questo medemo zorno fo trato uno morter dil castello, -el qual sfondrò la chiesia di Santa Maria di la Nova, -senza però offender alcuno, però che era assà brigata a Vespero in -chiesia, et el Re ordinò che fusse continuamente ditto castello bombardato; -et cussì li 70 carri di artigliarie havia con lui tirati da X -in 12 cavalli, fonno acostati al castello, et <i>etiam</i> piantate le forche -a torno, cridando si non si rendevano, che tutti li farebbe apicar; -ma quelli dil castello più se inanimava et li salutavano de artegliarie. -</p> - -<p> -A dì 23 molti Sguizari salirono nella cittadella vicina al castello, -et quelli dentro erano oculati ussirono fuora, et scazarono li -nemici, et in quella baruffa fo ammazzati 30 Sguizari dil Re de -Franza, et non cessava quei del castello di trazer, et ogni zorno ne -amazava qualche uno da le artigliarie. Et poi in questo medemo -zorno a hore 22 fo fatto un'altra baruffa a la cittadella, fo morti et -sgombrati molti Sguizari zoso da le mure, et in tutto questo zorno -ne fo morti zerca 100 homeni. Era dentro pur in castello ancora el -Marchexe di Pescara, el qual vedendo non potersi tenir, deliberò -più presto andar con el re Ferando, et entrar in Castel di l'Uovo, -cha ivi più star. Et <i>demum</i> de lì partite, et andò a trovar el Re a -Yschia. -</p> - -<p> -In questo zorno el re Ferandino con la Raina, l'ynfante, Principe -de Squilazi, soa moglie et altri di caxa Aragona et don Fedrigo -partì dil Castel di l'Uovo sopra cinque galie di Villamarino et il -meglio poteno portar con loro, et andono a Yschia, che è una ysola -mia 8 lontana da Napoli, di esso Re, et ivi messe in terra ditte donne -et lui andava innanzi et indrio come scriverò di sotto. -</p> - -<p> -Et è da saper che in Napoli si ritrovava el sig. Jacomo Conte, -el qual era al soldo dil Re di Napoli, et quando vide Napolitani disposti -<span class="pagenum" id="Page_235">[235]</span> -al Re de Franza deliberò più presto andar via et fuzer, cha -inchinarsi a ditto Re. Et venne a trovar Paulo Trivixano ambassador -nostro, al qual li disse come el si partiva, et voleva venir a Venetia -a inchinarsi a quella Ill.<sup>ma</sup> Signoria, et voleva dimostrar la -fede havia portata sempre a San Marco, et che al tutto era disposto -di venir de qui. Se partì insieme con el Re, et avanti el Re si partisse -ditto orator, per essere stato lì a Napoli con Soa Majestà, andò -a tuor licentia, con el qual conferiteno alcune cose, et tolseno combiato -insieme. -</p> - -<p> -Questa nuova di l'intrar in Napoli dil Re di Franza venne -prestissima a Venetia, ch'è con lettere di tutti tre li oratori, nararono -d'esser stati da Soa Majestà, alegrandose di tanta vittoria -<i>nomine Dominii</i>, a li qual el Re molto ringratiò, dicendo: questa Signoria -esser soa carissima amiga, et che li havia mantenuto la fede -li havia promesso, et che voleva lui medemo scriver a questa Signoria, -come fece. Oltra di questo, ditti oratori dimandono licentia di -repatriar, <i>maxime</i> Paulo Trivixano, perchè era consunta la sua legatione. -Et in questa mattina medema, che zonse tal nuova molto -molesta a tutta la terra, la Signoria mandò per tutti li ambassadori -erano quivi, et a uno a uno li notificò ditta vittoria et intrata dil -Re, et con mons. di Arzenton ambassador de Franza si rallegrò -molto, dimostrando haver gran piacere: <i>tamen</i> non ferono dimostratione -alcuna ni de soni ni de fuogi, come fece a Milano, che a dì -26 ditto have la nuova, et el Duca ordinò campane et la notte fuogi. -Et poi a dì 27 fo fatto ivi processione, ringratiando Dio di tanta -vittoria. Ancora a Fiorenza et Ferara dimostrono grandissima allegrezza, -facendo feste e fuogi, et cussì in alcuni altri lochi. -</p> - -<p> -Et l'ambassador de Napoli Joan Baptista Spinelli era in questa -terra, la mattina a dì primo Marzo, havendo habuto grandissimo -dolor, andò in Collegio a la Signoria, con el qual el Vice Doxe, perchè -el Prencipe era amalato, fo doluto assà, et usatoli parole accomodate, -per le qual poteva intender <i>intrinsice</i>, nostri non avrebbeno -voluto tal cosse. Et poi ditto orator domandò che la Signoria li -dovesse dir quello lui volevano facesse, o star qui o si dovesse levar -e andar via, non essendo più Napoli in poter dil suo Re, <i>licet</i> le fortezze -<i>adhuc</i> si teniva. <i>Unde</i> per la Signoria li fo risposo, prima facesse -quello a lui pareva, et altre parole a mi incognite conferiteno; -<i>tamen</i> che, tenendosi li castelli, poteva restar come ambassador, et -che sarebbe honorato. Et cussì ditto orator restò, ma non andò molto -fuor di caxa, et in questa matina non havia collar d'oro al collo, -<span class="pagenum" id="Page_236">[236]</span> -sì come portava prima la vesta. Et li altri ambassadori, eccetto Arzenton, -andono a caxa soa a dolersi dil suo Re, el qual mons. di Arzenton -era molto aliegro, et fece qui consolo dil Reame uno fiorentino, -chiamato Bartholomio de Nerli, el qual era molto rico et mercadantava -et era zenero di Joam Frescobaldi assà nominato, che in -questo anno morite; et questo fece in loco di Piero Martineus era -consolo in questa terra sì dil Re di Spagna <i>quam</i> di esso re Ferando; -el qual però sempre exercitò el consulato. Et altro non seguite. -</p> - -<p> -Aduncha el Re di Franza, sì come di sopra havete udito, è intrato -in Napoli, et assà cose accadete in brevissime hore, et si puol -dir haver acquistato el Reame in 7 zorni et non più, però che a dì -14 intrò in S. Zermano, et a dì 21 in Napoli, cosa <i>quodammodo</i> incredibile -et miranda, et <i>nunquam</i> haver hauto contrasto de Aragonesi: -et si el fusse venuto a tuor el possesso, sarebbe stato più zorni. -Et questo è processo, perchè caxa di Aragona non ha habuto niuno -li sia stato fidele, che pur a uno castello vi sta grandissimo tempo -uno exercito ad haverlo, pur si voglia mantenir. Et esso Re non -volse aspettar fino a dì 25, che si preparava el triumpho; et za Napolitani -havevano dato principio a butar assà muraglie a terra per -farli più honor a la soa intrata, <i>tamen</i> ben che cussì sotto sora, intrò. -Fo decreto perchè Soa Majestà che habuto li castelli lui vi serà -Re de Napoli, e intraria poi secondo il consueto regio<a class="tag" id="tag123" href="#note123">[123]</a>. Ma prima -che alcuna cosa descriva de li successi seguiti lì in Napoli, voglio -di questa città alcuna cosa descrivere. -</p> - -<p> -Napoli, città regale, o vero sedia di Re, fo chiamata olim Parthenopea, -fo edificata zerca 1000 anni avanti lo advenimento de -Christo da Diomede in sul lito dil mare, et da Tito Livio nel ottavo -de la prima Deca assà di questa è scritto. Fo sottoposta a Romani, -et da 300 anni in qua da Re subiugata, i quali hanno però dato -continuamente il censo a la Chiesia. Ha belli templi, mure, palazzi, -zardini et roche superbissime, et in ditta città vi sono quattro castelli: -Castel nuovo, che fo edificato o vero riconzato di novo per -re Alphonso, dove è tal lettere: <i>Alphonsus regum princeps hanc -condidit arcem</i>. Poi è la torre di San Vicenzo et Castel di Capuana, -et e da l'altro campo di la terra, Castel di l'Uovo, situato e torniato -di mare, ove è tal epigramma: -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01"><i>Ovum ritro novo; non sic turbor oro.</i></p> -<p class="i01"><i>Dorica castra cluens tutor; temerare timeto<a class="tag" id="tag124" href="#note124">[124]</a>.</i></p> -</div></div> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_237">[237]</span> -È ancora uno bellissimo monastero di Santa Chiara, è una gran -cosa; sono 100 religiose donne, et fo edificato per la moglie di re -Ruberto. Poi è Santa Maria di Carmini in capo di la piaza, monasterio -de frati, et assà monasterii et chiesie in la terra, li qual, <i>gratia -brevitatis</i>, qui lasserò di scriver. Et fuora di la terra, sopra uno -<span class="pagenum" id="Page_238">[238]</span> -monte alto, distante da Napoli uno mio, è il monasterio di San Martin -de frati certosini, e lì a presso ha una fortezza con la chiesia, et -è nuovamente fabricato. Circonda Napoli mia 3, mostra forma di -scorpione, brazando il colpho di mar con le do zaffe, et verso la -terra voltando la coda, come di sopra <i>fortasse</i> ho scritto. Ha gran -populo, belle chiesie, et meglio acasado; di fuora bellissime possession -et zardini con gran palazzi. È il mercado in piazza di Venere, -et in cao di la piazza è una fontana granda, et poco da canto è a -modo di uno tabernacolo con una colonna di porfido in mezo, dove -re Carlo fece taiar la testa a re Coradin, re di Napoli. Di questa città -fo Bonifacio (<i>IX</i>) pontefice, de la stirpe de Tomacelli, et Joanne 23 -de Cossa; et <i>etiam</i> in questa vi habitò Virgilio, Livio et Oratio; et -ancora Virgilio è ivi sepulto, che fu sommo poeta. Et mia do lontano -de qui è una montagna concavata, longa mezo mio, et larga vi -pol andar 4 cavalli a paro, alta meza lanza, et in alcuni luogi una -lanza e meza, è di sorte di sasso di tuffo, si va con torze accese o -vero lume per essere obscurità grande et assà polvere: la qual concavità -fo fatta, come si dice, per Lucullo romano. Non voglio descriver -le delicie havea re Alphonso in ditta città di Napoli; pur -qualche parte, a eterna memoria, qui farò mentione. La sua munitione -era tre stalle: in una bellissime armadure discoperte, di armar -homeni da cavallo da capo a piedi; poi un'altra con assà numero di -curazze et balestre liziere; poi in la terza X bombarde grande di -metallo, tra le qual do grandissimi passavolanti, poi curazze assà -da fanti a pe', in un'altra parte assà bombarde di ferro, da forteze -et galee. Questa munitione era arente il castello dove habitava el -Re, ma <i>nunc</i> tutta disfatta. -</p> - -<p> -El zardin dil Re era in loco alto, con muri grandi, arbori producono -ogni generation de frutti, naranzeri et limoni, et conzati li -fruteri a torno con li naranzeri parevano spaliere; et in capo di -uno altro zardin era una habitation di assà bestie volative, et ne -l'intrar come armeri pieni de cunii (<i>conigli</i>) bianchi; <i>item</i> a modo -di una cheba di ferro, dove erano oseleti, merli, tordi et altri oselli, -tra i qual uno corbo bianco, uno beretino et uno negro, che parlavano; -papagà beretini assà di ponente, in cabie; poi una camera -con assà chebe di papagà di ponente in cabie, uno solo verde di -levante, tra i qual era uno, habuto dal Re di Spagna, trovato in una -isola nuovamente trovata, grande come Italia. -</p> - -<p> -Questo papagà era grande come uno beretin di ponente, la testa -bianca, el beco bianco, i pie' bianchi, sotto la gola dal beco fino -<span class="pagenum" id="Page_239">[239]</span> -al petto tutto rosso, et il resto verde. <i>Item</i> uno altro ortesello tutto -naranzeri, et limoni solamente; uno altro, chiamato paradiso, dove -era limoni, zedri, naranze, pomi d'oro, zensamini et mirti in gran -copia, salizato di pietre, et una bella fontana et una pissina, una -tavola, una credenziera e una cappelletta da dir messa, tutta fatta -di... de mirto. Et el Re poteva venir in sti zardini dil castello per -alcuni ponti levadori: tra i qual orti era una via si potea zostrar. La -libraria dil Re era in una camera sopra la marina, dove era assà copia -de libri, in carta bona, scritti a penna, et coverti di seda et d'oro, -con li zoli d'argento indorati, benissimo aminiati, et in ogni facultà. -Ma lassiamo questo, et di li ornamenti di Castel di Capuana, dove -habitava re Alphonso, in vita dil padre, alcuna cosa scriviamo. Prima -una camera ornata di depenture, ne la qual era uno organo, con li -fianti di uno legno ditto ferulla. Et di questa se intra in un'altra più -ornata di pitture, con uno organo di camera, con li canoni di carta, -uno canon dorato et l'altro paonazo, che sonava per excellentia. -Poi un'altra pur depenta, con tavole longe piene di lavor de cristalli -de ogni sorte. <i>Etiam</i> un'altra con lavori bellissimi di cristallo -lavorati a oro, et penture in gran quantità. Poi un'altra con tavole -piene di lavori di porzelane, cosa dignissima. Poi se intra in una -cortisella, dove era un satyro di marmoro abrazava uno puto ignudo -con lascivia; el qual puto stava con la faza chinata con vergogna, -assà bello et antico. <i>Item</i> una altra fegura antica, trovata a Gaeta -nel cavar di fossi dil castello. Poi se intra in una camera a pepiano, -grande, ornata di veludo pelo de lion, et cussì el letto con uno fioron -d'oro, con l'arma in testa, da lato et in mezo. Poi in una, ornata -di veludo verde a torno, con il letto <i>ut supra</i>. Una altra di -ormesin vergado, <i>similiter</i> il letto: una di tabì intorno una ferza -beretina et una negra a la divisa, et uno studio tutto intorno et di -sopra lavorato di tarsia; sopra la tavola uno bellissimo tapedo damaschin, -sopra el qual era 4 libri coperti di seda, con li zoli et cantoni -d'arzento, zoè la Bibia, Tito Livio et Petrarca, uno caramal -grando, tutto d'arzento, do candellieri de diaspro, et la ymagine dil -re don Ferando vechio, di bronzo. Di qui si va in uno oratorio o ver -capelleta, ornata a torno di veludo negro, con una pala pincta per -excellentia, con 4 candellieri de diaspro. Poi se trova tre stalle, et -se intra in una camera ornata di razi et tapezerie, poi in un'altra -con figure depente, et il letto coperto di panno d'oro. <i>Demum</i> un'altra -<i>similiter</i> fornita. Uno studio ornato, con libri coperti <i>ut supra</i>, -et la figura dil Pontano gran secretario dil Re, homo dottissimo, zitata -<span class="pagenum" id="Page_240">[240]</span> -di bronzo. Poi si monta in alto, et si trova la speziaria dil Duca, -con gran copia.... Et ussiti di questo palazzo, se intra in la -stalla, dove erano 200 corsieri; poi la caneva con gran copia di -botte grande, et in un altro zardin, dove di Zener era pome granate -fresche. In cao di questo, uno altro bello palazzo, et una fontana, et -tre camere: una ornata di tapezarie, l'altra di picture, et la terza -pur di varie picture, con le letiere coperte di seta et d'oro. Montati -su scale si trova pozuoli da star al fresco, mirabili; poi si discende -in altre camere ornate <i>ut supra</i>, et uno oratorio dove era el Duca de -Calavria, zoè don Alphonso, fatto naturalmente, che stava in zenochioni -che pareva vivo; et altre camere et sale. Et questo basti -quanto alle cose era in Castel di Capuana, come ho ditto. -</p> - -<p> -In Castel nuovo si teniva le zoie dil Re, dove se intrava in una -torre ditta la Torre di l'Uovo, dove era tre organi, uno con li fianti -di tela, l'altro di piombo, l'altro di..., che tutti tre sonavano diversamente. -In mezo questo loco era un repositorio con gran artificio -fatto, con 430 casselette una sopra l'altra, da cavar et metter, -lavorate a oro, fatto per medaie et camei, che ne era in gran quantità: -et qui su una tavola quadra, coperta di veluto negro, mostravano -le zoie a li orator. Era gran quantità, varie, di sorte diverse, -collane, colari etc. -</p> - -<p> -Lasserò le delicie havea il Re a Pozoreal, con le camere ornate -d'oro et di seta; et in una de le qual era la coperta di panno d'oro -sopra rizo, con uno moschetto damaschin, dove soleva dormir el Re -talvolta l'istate, et soleva tenir in la credentiera quando pastizava -ad alcuno 60 vasi tra picoli et grandi, oltra li altri arzenti, le cariege -d'oro con cuscino di panno d'oro da zapar suso. Li scalchi -erano don Fedrigo et don Alphonso abate, poi duchi, conti et marchexi -stevano in piedi, davano 50 bandisone. Et <i>accidit</i> che re Alphonso -dete uno pasto a l'ambassador veneto quivi a Pozoreal, essendo -Duca, che durò la cena da hore 20 fin do hore de notte, et -<i>tamen</i> tutte queste cose Alphonso lassò, non però che il meglio potesse -non portasse con lui. Et Franzesi questi castelli occupono, non -servando quello faceva Aragonesi; ma, come intesi, in camera dil -Re di Franza medemo atacavano le candele al muro, et ogni sporcicia -faceva in li più ameni luogi. Era con el Re 2000 osti che lo -seguiva, i quali intrati in Napoli, non si teniva più bottege aperte -per la terra, ma tutto a torno la piaza era queste ostarie, dove Franzesi -si andava a usar l'exercito loro con Baco, et poi seguiva Venere. -Et de li quattro banchi erano a Napoli, zoè Strozi et Medici fiorentini, -<span class="pagenum" id="Page_241">[241]</span> -Spanochi senesi, et Palmieri napolitani, fo fatto parte ostarie, -et in parte stava meretrice venute col Roy. Se diceva messa in franzese -et in italiano. Era carlevar quando intrò, et la quaresima li -predicatori predicava, ma niun andava a le prediche. Le donne principal -o andavano fuora per le ville o vero in monasterii, et in quello -de Santa Chiara ne era zerca 2000. Et come da chi vi era intesi, la -settimana santa el Re non vardava a far quello li piaceva, come dirò -di sotto, con alcune soe favorite, et per Pasqua niun quasi si comunicò. -Li frati erano partesani, chi anzuini et chi aragonesi, zoè tenivano; -et el zorno de Pasqua, che tutti assueta andar a le chiesie, -non se vedeva donne per la terra; et dove erano alozati Franzesi, in -casa de cittadini, per non haver briga de comprar legne, brusavano -porte et finestre, et fino le botte; et si li patroni volevano resister, -erano feriti, come tutto più avanti descriverò, a Dio piacendo. Et el -Re, intrato che 'l fu, fece uno editto non fusse dato impazo a Zudei, -<i>tamen</i> poi comportò ogni danno li fo fatto. Anchora (fu) contento -Marani ritornasse, et li de' salvo condutto, poi lo rumpete, et li retene, -et manzò zerca ducati 12 milia. L'era dil Consejo dil Re zerca -X: Samallo, Felippo mons. barba dil Re, marascalcho di Beucher, -marascalcho di Giae, mons. de la Tramuil, de Obegnì, do -Mompensier, de Lignì, de Miolans, lo Preosto di Paris etc. El Pontano -gran secretario dil re Ferando, summo philosopho et litteratissimo, -rimase a Napoli, nè volse andar col suo Re; et in casa soa era -alozato el Preosto di Paris. Or questo Pontano fo chiamato dal Re -de Franza per inquerir alcune cose, per la longa pratica havia di -quel Regno, et li fo fatto bona compagnia. Ma a le cose seguite per -zornata, da poi l'intrar dil Re in Napoli, scriviamo. -</p> - -<h3 id="lib2-33"><i>Quello seguite in Napoli da poi lintrata dil Re di Franza.</i></h3> - -<p> -A dì 24 Fevrer continuamente bombardando, quelli dil castello, -sì <i>etiam</i> Pizofalcon et Torre S. Vincenzo, la terra, <i>adeo</i> non si poteva -andar per Napoli. Et el Marchexe di Pescara era già partito et -andato in castel di l'Uovo, dove conferite con Ferandino; et poi tornato -in Castelnuovo dove era, et questa è la verità, a custodia todeschi -350 et biscaini 150, forniti di vittuarie per anni do, formenti, -farine, carne salade et formagi; et li mortari erano molto -operati, perchè sfondrasseno le caxe. Franzesi veramente <i>etiam</i> loro -bombardava ditto Castelnuovo, <i>maxime</i> la parte di la cittadela, <i>tamen</i> -faceva poco danno, et poco più basso che li merli si poteva -<span class="pagenum" id="Page_242">[242]</span> -bombardar el castello, et <i>solum</i> da una banda. Et vedendo el Re de -Franza non lo potendo haver per forza, et che non stimavano forche -nè altro, havendo però li soi in questo zorno preso la cittadela vicina -al castello, et con fuoghi artificiadi ruinò qualche parte de ditte -muraglie, et con grandissimo impeto introno dentro et amazò alcuni -custodi, che non poteno fuzir cussì presto, et trovono do bombarde -grosse, le qual le vastano, non havendo tempo de far altro -mal, et quelli dil castello molestandoli con le artegliarie, conveneno -Franzesi ritornar in loco più securo, a li repari havia fatto. Et el Re -deliberò di veder si poteva haver a patti, et si comenzono a parlar -con quelli dil castello. Andava persone in colloquio dentro con ditto -Marchexe, el qual in questo zorno ussite et andò in Castel dil Uovo, -<i>demum</i> a Yschia; et tra i altri Zuan Jacomo di Traulzi andò a parlamento -con ditti custodi, dicendo che in termine almeno di hore 20 -si dovesse render, altramente che, havendolo, li jurava, <i>nomine Regis</i>, -de far el Marchexe di Pescara in quattro parti; ma si se rendevano -li daria tutto el suo stato et li fece altre promessione, et che accettasseno -el partito, altramente, havendolo per forza, tutti anderia per -el fil di la spada. Al qual ditto Marchexe rispose: volersi tenir 20 -hore, 20 zorni, 20 mexi et 20 anni et in eterno, si tanto el vivesse, -per el Re suo et per caxa di Aragona, per la grande fede lui portava, -per esser loro arlevato, et che voleva che più fede se ritrovasse -in lui solo che in tutto el resto de Italia; che in fina mo, havia el -Re de Franza prosperato, ma che d'indi non haverebbe cussì, perchè -eran tutti disposti di mantenir caxa di Aragona in piedi, cridando -tutti tutti: Ferando! Ferando! Aragona! Aragona! Et el Traulzi li -rispose come la roca di Gaeta si havia reso, et che non sperasse soccorso. -Et lui disse: nol credo, come era la verità; però che sapeva -ben lui, esser ivi fidatissimo per il suo Re; et in Gaeta era come in -Napoli, la terra per Franza, li castelli per Ferando. Et <i>conclusive</i> -ditto Marchexe disse: ve ne andate, nè più tornate, nè mai si pensa -el Re de Franza che mi renda; et pregate Soa Majestà che, havendomi -vivo ne le mani, faci quello mi ha mandato a dir; perchè disposto -son al tutto di voler terminarme. <i>Tamen</i> poi si parti, et andò -in Castel dil Uovo, come ho ditto di sopra. Ma el Re de Franza stava -con molta paura; per le continue bombarde et mortari venivano trati, -per la terra non si andava: era una cossa molto oscura veder -quella degna città in tanta terribilità. <i>Tamen</i> Franzesi per questo -non restava con le sue artegliarie far danno a li castelli. -</p> - -<p> -A dì 25 ditto la torre di S. Vicenzo in Napoli, vicina al Castel -<span class="pagenum" id="Page_243">[243]</span> -nuovo si rese a Franzesi, et con quelli dil castello feceno trieva per -tutto ozi et doman a mezo dì, per veder se si potevano acordar. Et -la notte zonse tre galie, et messe in ditto castello fanti 150. El cardinal -S. Piero <i>in Vincula</i> era in Napoli alozato ne l'arciepiscopato. -Et in questo zorno li ambassadori veneti andono a visitar Soa Signoria, -el qual mostrava esser molto amico de quella. Et è da saper -che uno zorno el Re li mandò fino a caxa a far uno prexente di la -badia di San Zermano, era dil Cardinal di Medici, con pensione de -ducati 2000; et ditto Cardinal disse: non creda la Majestà dil Re -che io lo siegua per haver abatie, ma <i>solum</i> per l'amor et fede porto -a Soa regal Majestà. Et mostrò refutarla; <i>tamen</i> el Re mandò a dir -voleva l'havesse. -</p> - -<p> -Intrato el Re in Napoli, tutto el Reame era sottosopra; tutte -le terre di la Puia, et quele di la Calavria, Terra di Lavoro etc. da -loro medeme levavano una † bianca in campo rosso che, come ho -ditto, non sapevano far l'arma de Franza: et dove andava suo araldo -era il ben venuto. Pur Camillo Pandon, vice re per Ferando in -Puja, habitava in Otranto, et fo causa che alcune terre non se rendesse, -come quando scriverò l'acquisto, dirò il tutto. -</p> - -<p> -In questo zorno di XXV Fevrer acadete cosa in Napoli molto -acerba, <i>ut ita dicam</i>, a tutta la christianità: che Giem sultam, fratello -dil gran Turco, el qual questo Re tolse dal Pontifice et lo menò -con lui; et in camino avanti el Re intrasse in Capua si amalò, fo -divulgato da cataro, el qual li era disceso in uno ochio et nel stomego, -o vero fusse reuma; <i>tamen</i> intrò in Capua, et stava sempre -apresso dil Re. Et pur crescendoli el mal, fo portato in bara in Aversa, -poi in Napoli, dove li medici li feno molte provisione, cavando -sangue et altri remedii, et alquanto migliorò. Pur la febbre li cressete, -onde non volle provisione alcuna che, <i>ita volente fato</i>, in questa -matina expirò, fermo e costante ne la fede soa. La qual morte fo -grandissimo danno sì al Re de Franza, <i>quam</i> a tutta Italia, et <i>maxime</i> -al Pontifice; che lo privò de ducati 40 milia d'oro haveva ogni -anno da suo fratello, per caxon havesse custodia de lui. Et a hora, -non dubitando più dil fratello, si inanimerà contra cristiani, che Dio -nol voglia: che se niuna cosa teniva Turchi a passar in la Puja, era -che 'l Signor non voleva mandar gran quantità, a ciò che non si levasseno -poi contra di lui, sublevando questo suo fratello, ch'era amato -da li populi, et huomo assà bellicoso et de grande animo. Nè ancora -voleva mandar poche persone, a ciò non fusse rotte: sì che -questo suo fratello era buona causa di far star basso ditto signor -<span class="pagenum" id="Page_244">[244]</span> -Turco. Et pur ogni anno veniva de Turchia in Italia ducati 40 milia -venetiani. Et el Re di questa morte dimostrò haver gran dolor, et -sospettavano el Pontifice non ge l'havesse dato attossicato a termene: -la qual cosa <i>non erat credendum</i>, perchè sarebbe stato suo -danno. Or, come si fusse, morite; et fu poi in deposito mandato a -Gaeta. Questo, mentre era in camino, era custodito da 1000 franzesi -et altre generatione; havia con lui turchi che lo serviva, et havea -libertà de andar per el campo a suo piacer. -</p> - -<p> -A dì 26, passato mezo zorno, fo molto bombardato el castello -fino la sera, non havendo voluto acordo. Et el Re andava ogni zorno -fuora di la terra per quelli zardini et lochi ameni et colletti (<i>colline</i>) -a la caza con grandissimo piacer, et lassava bombardar a li soi. Ma -Ferandino, come fo a Yschia, et che messe zoso la soa brigata, volendo -passar in Cicilia, convenne per fortuna restar et ritornò a Castel -dil Uovo, sì per inanimar li soi di le fortezze, <i>quam</i> per sopraveder. -Et andava inanzi et indrio a suo piacer, zoè da Yschia a Napoli, -et poi la sera ritornava a Yschia; et fo ancora a Gaeta a sopra -veder quelle cose dil castelo. -</p> - -<p> -A dì 27 et 28 ditto fo pur bombardato per Franzesi;<i> tamen</i> -con poco danno dil castello; et erano più fermi che mai. -</p> - -<p> -A dì primo Marzo 1495 la notte venne Villamarin con cinque -galie al muolo di Napoli, et brusò uno galion et una galia de le rimaste -in porto; poi tornò da re Ferando; et ancora una galia, la -qual fenze di esser fuzita et venuta dal Re de Franza, tolto assà robbe -di la Rayna et di don Fedrigo, insieme con le ditte ritornò dal -suo Re. El qual fo divulgato havia 14 galie, <i>tamen</i> non andava a torno -se non con tre. Et za li zorni passati havea mandato uno suo dal -Re de Franza, per veder se poteva acordarsi, et haver qualche stato -lì in Reame; ma ditto re de Franza non voleva udir parola per darli -stado in quelle parte, ma ben li prometteva in Franza. Et vedendo -le cosse cussì disperate al tutto, Ferandino deliberò de andar in Cicilia -a trovar el padre, e forsi passar in Spagna, lassando don Fedrigo -a Yschia, a ciò facesse quello lui faceva per inanimar li custodi -de li castelli, et <i>etiam</i> di quello di Gaeta. Ma el Re de Franza dolendosi -molto di la morte dil fratel dil Turco, deliberò di tenirla secreta -quanto più potesse, et non volse per alcuni zorni se sapesse -la verità, o fosse vivo o morto, ma ancora da poi sepolto fece far -quella custodia medema a la caxa come prima, et star lì sui deputadi -a la guarda, et vi andava medici; et fin a li ambassadori veneti -non volse dir alcuna cosa, benchè ditti oratori la verità sapesseno, -<span class="pagenum" id="Page_245">[245]</span> -et havia subito advisato la Signoria. <i>Tamen</i> non molto da poi -per Napoli ogni uno intese el certo, et Franzesi diceva el papa ge -l'havea dato atossicato, perchè <i>post mortem</i> li fu trovato alcuni segni -di veneno sul corpo; et siccome scrivono li dottori, <i>maxime</i> -quelli tratano <i>de venenis</i>, come Piero di Abano et altri, che si puol -dar veneno a uno, et non farà l'operation se non al termene constituto. -Or sia come si voglia, questa nova subito per molte vie fo notificata -al gran Turco, <i>tamen</i> non lo credea, come dirò più avanti. -Et el Pontifice sopra tutti li altri mostrò haver grandissimo dolor, et -<i>etiam</i> come sì presto el Reame era perso. -</p> - -<p> -Questo Re de Franza era devotissimo, et ogni terra dove l'intrava, -prima andava in chiesia, et ivi stava do hore in oratione, ringratiando -Dio; ogni prima domenega di mexe se confessava et comunicava; -non cavalcava la festa; varisse di mal di scrovole, secondo -el costume regio de Franza, disceso da Santo Ludovico re, et qui -in Italia molti del mal preditto segnando varite, <i>ut dicitur</i>. È magnanimo -perchè dona e fa molti presenti, et tra li altri, da poi intrato -in Napoli, conferite assà privilegii et fece molte exemptione ad -alcune terre che li dimandono; restituite a molti baroni li loro stadi, -et quelli li investiva et si faceva jurar omazo; et quelli contadi, che -non si trovava heriedi veri et antiqui baroni, li conferiva a soi benemeriti -franzesi, <i>ita</i> che sempre era in conferir gratie, doni et beneficii; -et in questo li soi cancellieri et secretarii erano molto occupati, -<i>maxime</i> uno chiamato Rubertet ch'era di primi. Et havendo -za fatto uno dei soi capetani in uno ufficio in Reame, zonto che fo -el Principe di Salerno, inteso che ditto offitio a lui aspettava, revocò -dal suo barone, et <i>libere</i> dette a ditto Principe, el qual ritornò -nel suo stado, come dirò di sotto. Et ancora per angarizar manco -Napolitani, molte di le sue zente, oltre quelle si sparpagnò in la -Puja et Calavria con le zente italiane, volse, che molte erano in Napoli, -uscisse et andasse ad alozar a Aversa, Nola, Capua et Gaeta, -<i>licet</i> ancora la roca si tenisse, o vero castello, et in altri lochi ivi -vicini, et pur si sforzava di haver le fortezze di Napoli. Ancora fece -molti editi, tra i qual, che tutti quelli habitanti in Napoli, che havesseno -formenti et farine, si dovesse dar in nota in termene limitato, -altramente quelle fusse perse, et restino condennati di pena -per saco ducati 100; et tutti quasi si andono a dar in nota, <i>unde</i> -par la farina crescesse un poco più, et venne grandissima bondantia -di ogni cosa. <i>Tamen</i> Napolitani subito comenzono a esser mal -contenti de Franzesi: questo perchè erano li vassalli in le sue caxe, -<span class="pagenum" id="Page_246">[246]</span> -et Franzesi li patroni. Creteno (<i>credettero</i>) haver exemptione, et li -capitoli a loro modo, et nulla ebbeno: <i>ymo</i> el Re vuolse scuoder avanti -el tempo una gabella pagavano da Pasqua, come dirò di sotto. Li -Zudei fonno scaciati, et messi a saco quelli pochi erano restati, da -Franzesi; <i>licet</i> essendo edito dil Re non li fusse dato noja:ma non -poteva obviar a la furia di le sue zente. El stato dil Principe di Squilazi, -fiol dil Pontifice, andato con Ferando via, dete a suo barba Filippo -monsig. Fece monsig. de Citem, za fo qui ambassador, sopra -le artegliarie et munitione de Napoli. El ducato de Ascoli dete a -monsig. di Beucher, <i>licet</i> li fioli dil signor che era fusse in la roca -di Gaeta. A monsig. di Arzenton, era qui suo ambassador al presente, -li dete la trata di trazer di Reame, et <i>etiam</i> li resalvò un buon -officio in Napoli. Et gran siniscalco del Regno, monsig. di Lignì -suo cusino. Et gran armiragio, monsig. di Beucher nominato di -sopra, o vero governador dil Regno, zoè di l'intrade. Monsig. di -Mompensier, come ho ditto za, era instituido dovesse romagner Vicerè -di Napoli; et de la Calavria Vicerè monsig. di Obignì; et di -la Puja Vicerè monsig. di la Spara (<i>de l'Esparre</i>); et cussì a tutti -li soi conferiva de beneficii de ditto Reame; a alcuni baroni <i>etiam</i> -erano scaciati, tra i qual el conte di Mariano have el suo stado, per -esser sta antiquo suo. A Colonesi, come di sopra scrissi, dete el contà -de Fondi, rende de intrata ducati 12 milia, et qui in Napoli li -fece la investisone et privilegii. Al conte de Fondi dete el contà -d'Albe et de Zelano. La badia de San Zermano dete al cardinal S. -Piero <i>in Vincula</i>. È da saper Medici havia <i>solum</i> ducati 2000 di -pensione, et el resto re Alphonso godea; et però San Piero <i>in Vincula</i> -contento de dar al ditto cardinal tanti altri beneficii de ditta quantità, -et a lui restasse libera ditta Abatia. El cardinal de Zenoa con -domino Obieto dal Fiesco che, come dissi, erano montati su le nave -et slargati in mar, habuto salvo conduto dal Re, dismontò, et volendo -andar el Cardinal per Napoli, cadete di cavallo, si fece mal a la spala, -<i>adeo</i> fo portato a caxa: et li oratori veneti andono a visitar Sua -Signoria et poi, varito, si fece più amico dil Re cha li altri, et quello -seguitò et per li sui operò insieme con ditto Obieto per esser cai di -parte di Zenoa. -</p> - -<p> -El sig. Virginio Orsini et el Conte di Petigliano in questo tempo -erano a Castelamar, retenuti per el re de Franza, ma el Traulzi -si acordò col Re nel numero di soi cinque capitani con ducati X milia -a l'ano et 100 homeni d'arme. -</p> - -<p> -Non restava continuamente el Re de Franza de far bombardar -<span class="pagenum" id="Page_247">[247]</span> -Castelnovo, et quasi una parte era vasta et brusata, ma poco li custodi -si curavano, <i>ymo</i> li respondevano gagliardamente, danizando -la terra, et fonno amazati de quei dentro zerca 40. El Re stava in -Castel de Capuana, occupato in dar audientia, confirmar privilegii -et sottoscriver donationi: pur andava a la caza, et talhora sopra li -repari, et a quelli faceva bona bota con le bombarde molto li laudava, -<i>ut dicitur</i>, li donava danari per inanimarli. <i>Unde</i> loro, vedendo el -Roy, feva el dover; et li fo manifestado come a uno monasterio, -chiamato le Madalene, in la città, era sta scose 4 bombarde grosse -per Aragonesi sotto terra, et quelle mandò a tuor et fece piantar per -bombardar el castello. Et mancando polvere et ballote de ferro, perchè -li soi passavolanti non trazeno se non balle di ferro molto grosse, -mandò a tuor a Hostia di le soe galeaze per terra, a ciò fusseno -portate più presto. Le qual galeaze veniva a Gaeta, <i>demum</i> a Napoli -di longo. Et mandò alcuni commessarii franzesi con 4 cavalli -per uno et non più, per più magnificentia, a molte terre sì di la -Puia <i>quam</i> di la Calavria, a dimandar dovesseno levar le sue insegne, -et ivi tuor el possesso: et cussì zente italiane, zoè Colonnesi, -andavano ivi dintorno. Manferdonia levò le soe insegne. Trani et -Leze feceno in questi zorni alcune moveste, perchè erano tutti levati -a romore, et messeno a saco li Zudei, et li dette alcuni tormenti, -a ciò confessasseno dove era il suo haver. Qui a Leze era Polo -di Priuli, di Domenego fiol, patricio nostro, in questo tempo. Da lui -intesi che vene monsig. di la Spara Vicerè prima a Monopoli, et fo -a mezo quaresima, dove fè zurar omazo al Re; <i>demum</i> la Domenega -di Lazaro fo a dì 5 April, ditto Vicerè intrò in Leze con 160 cavalli -et havia con lui uno zerman dil gran maistro de Rodi, chiamato -monsig. de Libret, et andò in chiesia col Vescovo, perchè fo -honoratamente ricevuto, poi in castel fe' zurar omazo ai sinichi di -la terra et a li baroni, prima fe' lezer la patente <i>publice</i> in chiesia. -Et è da saper che <i>antiquitus</i> el Signor di Leze si chiamava Duca di -Leze et conte di Matera. Or fece uno edito che tutti li debitori havesse -do anni di comodità di pagar, et cussì ordinò fusse publicato -per tutta la Puja. Poi andò a Otranto, come dirò di sotto. Et questo -Vicerè havia gran libertà; <i>tamen</i> in le concessione che faceva sempre -diceva: essendo cussì la volontà dil mio Roy. Qui a Leze vi sta -consolo venetiano, et <i>etiam</i> a Trane per antiqua consuetudine. Ma -basti zerca a ste cose di Puia; le qual, <i>licet</i> non sia a hora il suo tempo -seguito di scriverle, pur ho voluto commemorarle, a ciò ogni -cossa inquerita habbi memoria. Molfeta mandò li soi ambassadori a -<span class="pagenum" id="Page_248">[248]</span> -Napoli a fermar li capitoli col Re; si levono le insegne preditte di -Franza, et cussì continuamente acquistava qualche terra: et se niuna -restava, era perchè li castelli ancora si teniva per re Ferandino, -et non volevano romper l'omazo zurato di observar a caxa di Aragona. -In Bari se ritrovava el Cardinal di Ragona, zoè nepote di re -Alphonso, et don Fedrigo non restava di voler acordo col Re de -Franza; era contento di haver la sua baronia, che era di la dote di -soa moglie l'ha al presente, che fo fia dil Principe di Altemura. Ma -el Re non voleva darli per niente alcun stato de qui, ma ben do -volte tanto in Franza. -</p> - -<p> -A dì 4 Marzo essendo venuto el cardinal Curcense in Napoli, -li oratori veneti lo andò a visitar. -</p> - -<p> -A dì 6 el Re de Franza humanissimamente parlò ai cittadini -napolitani, dicendoli che non era venuto per cupidità di acquistar danari, -nè per usurpar cosa alcuna, ma per beneficio et augumento -universal, per liberar questo regno de tyrannide, e principalmente -per remetter li baroni ne li soi stati, et restituir a cadaun le cose -soe; diffalcando ducati 250 milia dil pagamento feva far li Re passati -di caxa di Aragona, zoè era contento di haver lui tanta quantità -manco a l'anno, et di questo ne feva uno presente, et distribuite -50 offitii lì in Napoli, zoè 40 a zentilhomeni et X a plebei. <i>Item</i> li -exortono volesseno far la description de tutti coloro che erano atti -e volevano exercitar l'arte militar, che a tutti, secondo le condition -di cadauno voleva dar soldo, et cussì a quelli si exercitava in cose -maritime; et voleva che ogni uno stesse bene, secondo le virtù loro, -sotto la sua corona. Le qual parole fo molto grate et acete a tutti. -Ma oltra de questo non volse pagasseno sal, <i>tamen</i> che lui voleva -far vender in uno magazen, et saria stato questo medemo perchè lo -haveria montato. Et mandò a dimandar a le terre rendute li doni -consueti quando intra un Re nuovo in dominio, chiamato sussidio -caritativo, et a bon hora comenzò a richieder. El qual, come fo divulgato, -sarebbe da 60 in 70 milia ducati; et di subito habuto li -castelli, mosse fama volersi partir, et ritornar in Franza. Ma Napolitani -comenzono a star mal contenti, non havendo potuto obtenir li -privilegii volevano, <i>maxime</i> di una impositione a loro noiosa imposta -per re Ferando vechio, che pagava <i>annuatim</i> al Re da Pasqua certa -quantità, zoè tanto per fuogo. Et non <i>solum</i> el Re (<i>non</i>) li volse assolverli, -ma quella voleva al presente, dicendo havia de bisogno de -danari per pagar le soe zente. Et a dì 25 April erano assueti de pagar -le doane di le piegore ducati 100 milia. Et el Re, havendo bisogno, -<span class="pagenum" id="Page_249">[249]</span> -chiamò queloro havevano tal cargi, dicendo si di presente a -dì 8 Marzo li volevano dar ducati 60 milia, li sparagnava el resto. -Et Napolitani si scusavano non haveva da darli. Era in Napoli, come -per una lettera di Zuan Bragadin patricio nostro vidi di 9 Marzo, -Franzesi 15 milia, et in Reame 25 milia, <i>omnibus computatis</i>. Fo divulgato -el Re havia terminà de menar con lui in Franza 200 cittadini -napolitani, et lassar 7 in 8 milia cavalli et 4000 pedoni franzesi -in Reame: el resto menar con lui. El sig. Virginio Orsini et -conte di Petigliano erano presoni, menati di Nola a Castelamar mia -18 lontan da Napoli, solicitavano la sua liberatione, dicendo non -erano presoni, ma con parola dil Re erano stati retenuti, o pur, si -piaceva a Soa Majestà di darli soldo, che volentiera restariano con -quella. Ma per Franzesi li fo dà taglia ducati 50 milia, et la sua -cosa mandata in longo. Ma el Traulzi era conduto al soldo dil Re, -come ho scritto, con homeni d'arme 100, et 100 balestrieri, et 100 -arcieri, con la provisione de ducati 10 milia a l'anno, come scrissi -di sopra. Et questo capetanio italiano nel accordo insì (<i>entrò</i>) con -gran misterio, per le cose havea in animo de far. -</p> - -<p> -A dì 7 zonse in Napoli el Principe de Salerno con zerca 400 -cavalli, et dal Re fo <i>benigne</i> ricevuto, et era el primo in Reame per -haver la pratica in quello; et a dì 9 ditto ricevete da li soi de Salerno, -che li mandò 57 muli cargi di farine, biava et vino, et certa -somma di danari; et poco da poi andò ivi, dove come Dio fo ricevuto, -per esser bon et benigno signor. -</p> - -<p> -Havendo mandato el Duca de Milan, subito inteso la intrada -dil Re in Napoli, alcuni de soi per tuor la sua ducea de Bari et la -contea di Rossano, che erano soi: <i>unde</i> el Re liberamente li fece li -soi privilegii et concessione, <i>tamen</i> ancora Bari non havea habuto -in suo dominio. <i>Licet</i> tra Franzesi pur se divulgava esso Re, partito -de Napoli, voleva venir adosso el duca de Milano, per metter el -Duca picol fiul di suo zermano in signoria, o vero per dar ditto -stato al Duca di Orliens, el qual era rimasto in Aste, et faceva zente, -et è intitolado Duca de Milano; dil qual el signor Ludovico duca -ne havea gran paura, et molto di questo consultava con Sebastian -Badoer cavalier, era ivi per la Signoria ambassador, come scriverò -di sotto. E pur Franzesi cridava a Milano. -</p> - -<p> -In questo mezo quelli dil Castello novo cessò de bombardar, -perchè tra li custodi erano venuti a romor, zoè Spagnoli con Sguizari, -et tra loro alcuni fonno morti: et era uno capo di Spagnoli, -che fo capitano qui in Romagna con l'esercito aragonese, et uno -<span class="pagenum" id="Page_250">[250]</span> -altro de' Sguizari. Et el Re de Franza, intendendo la cagione, partì -di Castel di Capuana, et venne alozar in un palazzo più vicino al -Castello, et mandò a parlar con ditto capetanio yspano, se si volevano -render, et cussì fonno fermati li pati a dì 2 Marzo, che se in -termene 4 zorni non havesse soccorso da re Ferandino, se intendesse -esser reso, et Franzesi levono il bombardar. Li pati fonno questi: -rendersi, salvo l'haver et le persone, et quello Ferando a loro havia -donato, et li sia dato a tutti li custodi paga di tre mesi. Et è da -saper che questa discordia seguita dentro, ne la qual ne morì zerca -100, fo causa di tal deditione. Adoncha el Castello a dì 7 Marzo -si rese al Re de Franza, essendo sta bombardato <i>solum</i> 10 zorni, -nè fo rotto altro che le merladure et fenestre, tanto era forte di -muraglie; et fo levato le bandiere de Franza. Et qui fo trovato di -robbe lassò re Ferandino, che non potè portar via, di più sorte panni -d'oro et di seta, per valor di ducati 200 milia: sì che Franzesi -comenzò tutti a vestirsi de seda, dove prima erano vestidi de panno, -secondo el consueto loro. Et questo basti zerca a Napoli; et de le cosse -seguite in questo tempo, <i>maxime</i> a Venetia, comenziamo a scriver. -</p> - -<p> -Ma prima non voglio restar de scriver come el Re de Franza -mandò do gripi a Rodi dal Gran Maistro a notificarli questa vittoria, -et che li mandasse la sua nave et altro aiuto bisognando, come -Franzese. -</p> - -<h3 id="lib2-34"><i>Cose seguite a Venetia et in diverse parte in questo tempo mezo.</i></h3> - -<p> -Domente el Re de Franza seguite la sua intrata in Napoli, zonsea -la Signoria... dil Duca di Orliens era in Aste, ringratiando di -falconi, offerendosi. Et secondo el consueto si dette el titolo dil Duca -de Milano. Et fo divulgato, come per lettere de Milano se intese, -ditto Duca ivi adunar exercito; et che la Raina de Franza havea -parturito una figlia, a la qual fo posto nome...., et havia fatto comandamento -al duca di Borbon per tutta la Franza che, exempti et -non exempti, dovesseno mettersi in ordine per dover venir bisognando -in Italia in aiuto dil Re, però che non havevano ancora inteso -el suo felice successo in Reame. Et el sig. Ludovico duca dimostrava -haver gran paura dil suo stado, <i>licet</i> sia stato causa di far -venir questo Re in Italia. Ancora perchè si dubitava di re Maximiliano, -che ancora non havea ottenuto la investisone dil Ducato, come -havia mandato a rechiedere, et con la Signoria, si voleva aderir -<span class="pagenum" id="Page_251">[251]</span> -a ogni cosa, spesso consultando con Sebastian Badoer, mediante -ei qual si governava, <i>licet</i> fusse oratore veneto, et mandò per Po li -soi ambassadori, li quali andò prima a Ferrara, poi zonseno quivi. -</p> - -<p> -Benchè non sia a proposito qui descriver tal cossa, pur per mia -satisfatione ne voglio far memoria. In questo anno, a dì 26 Fevrer -fo el Zuoba da nui chiamato di la cazza, nel qual zorno per consuetudine -antiqua si fa sulla piaza di San Marco ogni anno una bellissima -cazza di alcuni tori, et vien tagliato la testa per li scudieri dil -Principe a certi porchi; tutte signification come in l'opra de Venetia, -dove trato <i>De principio Urbis, de situ et Magistratibus</i>, è diffusamente -descritto. Vista la Signoria in palazzo a veder, et a hora, -per esser tanti degni oratori in questa terra, fo molto solemne, con -certi balletti de mumarie sopra soleri, con fuogi artificiati etc. Era -el Principe con el legato dil Pontifice, uno solo di oratori dil Re di -Romani, zoè domino Joanne Stainer, perchè cussì fo ordinato a ciò -li altri non havesseno a precieder a questi de altri Re. Poi era quello -de Franza, quello de Spagna, quello de Napoli, <i>licet</i> za el suo Re -fusse partito et el Re de Franza habuto el dominio de Napoli, ma -ancora non si sapeva, nè era zonta tal nuova, altro che del intrar -in Capua; poi quello de Milano, de Mantoa et de Rimano: mancava -de Ferara, che per esser amalato non venne. Et fo bellissimo veder -el nostro Serenissimo Principe in mezo dil Legato e 4 oratori di 4 -Re li primi di la Christianità, duchi et signori. Poi era assà senatori, -et domino Fuciano baron hungaro. Era un grandissimo populo su -ditta piaza; fo stimato persone da 50 milia in suso, et era assà varietà -de mascare, benchè in questo anno per el Consejo di X fo decreto -niun se potesse mascherar senza parte presa nel consejo di X, -et però niun si trasvestiva, <i>tamen</i> per far più bella la festa fo preso -che <i>de cetero</i> X zorni avanti el marti de carlevar ogniun si potesse -stravestir a loro modo. -</p> - -<p> -Intrato che fu el Re de Franza in Napoli, subito scrisse una -lettera a la Signoria, molto piacente, savia et piena di rengratiamenti, -denotando la sua intrata, benchè le fortezze ancora si teniva, et sperava -di breve haverle, et tutto el resto dil Reame. Che quello offeriva -a ditta Signoria, come so bona amiga, promettendo di far -meglior compagnia a nostri di quello faceva Aragonesi, ringratiando -di l'operatione et l'allianza servata, con molte dolce parole, -chiamando el doxe zerman carissimo, offerendosi in ogni cosa. Et -quello araldo portò ditta lettera in Collegio, per decreto di la Signoria -li fu donato ducati 100 d'oro, et vestito, in demostration si -<span class="pagenum" id="Page_252">[252]</span> -havea habuto allegrezza di questa vittoria de Soa Majestà. La qual -lettera zonse a Venetia a dì 4 Marzo. -</p> - -<p> -A dì 4 Marzo 1495 zonse a Venetia li do ambassadori dil Duca -de Milano, che za alcuni mesi erano stati eletti, et di zorno in zorno -dovevano venire: i quali fonno domino Guido Antonio Traulzi episcopo -di Como, et l'altro Francesco Bernardin Visconte consegliero -dil Duca, fo fiol di domino Sagramoro, homeni degni, et da farne -extimatione, et di le prime caxe de Milano, però che Visconti et -Traulzi sono le principali, et li duchi tutti, da questo in fuora, si -chiamò de caxa de Visconti. Et veneno per Po, steteno 8 zorni a -venire, li fo mandato contra fino a Malamoco assà patricii, cavalieri -et altri de Pregadi: tra i qual Hieronimo Lion cavalier eletto ambassador -al loro Signor; <i>etiam</i> vi andò contra domino Tadeo de Vicomercà, -altro ambassador era qui de Milan, et <i>etiam</i> quello de Ferara. Altri -oratori non vi andò, nè <i>etiam</i> venne a visitarli, per esser di testa -coronà. Venne con li piati fino a la caxa dil Marchexe di Ferara, -dove era preparato, et li fo fatto le spexe, et poi dato ducati 100 in -uno sacheto, a ciò loro medemi se le facesse. Veneno con zerca persone -60, et vestiti di color. Et la mattina seguente, fo il secondo dì -de quaresima, andono a l'audientia, et exposeno la soa imbassata, -et cussì l'altro zorno ancora. Se divulgava per tutta la terra, come -era la verità, che erano venuti per far la liga, et esser insieme con -questi altri oratori su queste pratiche. Et <i>sæpius</i> Venetiani consultavano -nel consejo di X con la zonta sì de padri, savii de collegio, -<i>quam</i> altri primarii patricii eletti: et se reduseno tre zorni continui -da matina et da poi disnar. Se divulgava tramavano de far lega, et -<i>sæpius</i> cazavano di Collegio, Conseio di X et Pregadi, li papalisti -quando tratavano alcuna cosa di Roma. Et fo ditto el Pontifice al -tutto se voleva partir di Roma, per dubito dil Re de Franza, nè voleva -star più in le paure et pericoli era stato. Et molti mormorava -che 'l verrebbe ad habitar a Padoa o in altro luogo in le terre nostre, -o vero in Ancona ch'è terra subposta a la Chiesia. <i>Tamen</i> Venetiani -lo dissuadeva non volesse partirsi de Roma et lassar quella -terra in abandono, et che provederebbeno che la Santa Romana -Chiesia non havia alcun incomodo, nè <i>etiam</i> Soa Beatitudine, et -<i>tamen</i> erano su queste cosse dil Pontifice, et per expedir tanti varii -ambassadori molto occupati, le cose andava molto secrete. Et in -questo tempo ordinò a molti Monasterii religiosi in questa terra, et -li mandò la Signoria elemosine a ciò pregasseno l'eterno Dio che -inspirasse ne le mente di quelli governava questa inclita Republica -<span class="pagenum" id="Page_253">[253]</span> -a elezer la miglior via per el ben de Italia, <i>juxta illud dictum: in -maximis sive minimis implorandum est divinum auxilium</i>. Et ditti -ambassadori erano qui andavano spesso <i>vicissim</i> a l'audientia, zoè -Legato, Spagna et Milano; quello dil Re de Romani non ussia molto -di caxa, et <i>etiam</i> mons. di Arzenton, ambassador dil Re de Franza. -<i>Tamen</i> stava admirato di quello havesse a seguire, et cercava con -ogni via de intender. Et una mattina, avanti el Re havesse Castelnovo, -andò in Collegio rengratiando, <i>nomine regis</i>, di la benevolentia -li havia dimostrato in questa impresa, et che havia bona causa -de esser sempre bono amigo di questa Signoria, et obligato a far -ogni cossa, usando dolcissime parole. Et per el Prencipe li fo risposto -sapientissimamente. <i>Tamen</i> a Napoli el Re faceva puoco conto -de li oratori veneti, negandoli talor l'audientia, come scriverò di -sotto. -</p> - -<p> -Da Corphù per lettere di Alvixe Venier bailo et capetanio de -dì 17 Fevrer, et zonte a Venetia a dì 25 Marzo 1495 con uno gripo, -se intese come da Costantinopoli veniva uno messo con lettere -drizate a la Signoria, de mercadanti, perchè ivi non vi era ni baylo -ni ambassador, copiose molto di nove, le qual da Turchi fonno trovate -et tolte. Pur capitato el messo le portava a Corphù, notificò al -baylo come el sig. Turco faceva una grandissima armata de più -de vele 200 per ussir fuora questo anno, et havia ordinato uno -grande exercito, più che il padre mai facesse, et questo per paura -dil Re di Franza, non facesse quello diceva le prophetie, et come li -soi savii di la leze predicevano, che la loro setta mahumetana in -questo anno dovea patir grandemente pericolo di <i>penitus</i> esser <i>versa</i>. -Et non molto da poi ordinò a 30 milia asappi dovesseno mettersi -in pronto et venir a la Vallona. Et per lettere di ultimo Zener da -Costantinopoli, dirizate a Antonio Grimani procurator, però che -essendo fuora et a pena habuto el stendardo et zonto a Corphù, che -morto Zuan Moro fo eletto in loco suo procurator di San Marco, la -qual dignità <i>apud Venetos</i> è la primaria driedo el prencipe. Sono -nove li primi et veterani patricii. Et ancor pur era capetanio zeneral, -et stete assà tempo come dirò de sotto. Or per ditte lettere se -intese Turchi volevano andar con l'armata a l'ysola de Scyo de Zenoesi, -et quella subjugar, sì come per li oratori dil re Alphonso più -volte era stà pregato volesse far, per haver Zenoesi dato gran favore -al Re de Franza, et ivi fabricata l'armata et tuttavia li danno, -<i>licet</i> ditta ysola sia tributaria al sig. Turco. Per la qual cosa Zenoesi, -et più quelli de Scyo steteno di malavoia, et non sapevano che -<span class="pagenum" id="Page_254">[254]</span> -farsi: <i>tamen</i> non seguite altro, et l'armada dil Turco non ussite, sino -fo disfornita. Pur prima se intendesse el certo dette da suspettar assà. -Et per lettere di ditto capetanio zeneral, venute in questi zorni, fo manifestato -la quantità di l'armata facea, come lui era da Costantinopoli -de persona <i>fide digna</i> advisato, zoè galie 80, 100 fuste grosse, 30 palandarie, -con bombarde zuso che traze da pope, 30 altre palandarie -da portar cavalli et zente, 4 nave grosse; et ancora l'exercito terrestre -grandissimo, a la summa de 60 milia persone, et che aspettava -con desiderio el sig. Turco l'ambassador dil Re de Ongaria, con -el qual havia guerra, che ivi veniva per pacificar le cose, et li voleva -far ogni patto, a ciò non impedisse el suo pensier de Ytalia. <i>Item</i> -come l'ambassador dil Papa et dil Re di Napoli erano partiti da Costantinopoli, -et venuti a la Vallona, et aspettava de passar in Reame. -Se divulgava el Turco haver dato danari a ditto orator napolitano, -et promesso de mandar X milia Turchi in so aiuto. Et al -tutto erano disposti ditti Turchi de ressister a questo Re de Franza. -Et è da saper, che dil mese di Zener 1495 a Napoli, ritrovandose -ivi l'ambassador di esso sig. Turco, fo publicato la paxe fatta et sigillata -tra lui et el re Alphonso de Napoli, come di sopra ho scritto: -et questo per confortar quei populi. -</p> - -<p> -Et inteso questo da Venitiani molto si dolseno, che questo Re -de Franza dovesse esser caxon di far passar Turchi in Italia et ussir -sì grande armata in mar, et presono nel Consejo de Pregadi de -augumentar l'armada, et far metter banco, et armar in questa terra -alcune galie; et za li soracomiti erano eletti, a ciò ussendo ditta -potente armada, el colpho nostro, et le terre marittime non fusseno -senza presidio, le qual però <i>continue</i> se fortificava. -</p> - -<p> -In questi zorni per decreto dil Consejo di X fo mandato Alvixe -Sagudino secretario al sig. Turco, per advisar di la morte di suo fratello -Giem sultan, et di quella certificarlo, et <i>etiam</i> per altre facende, -a ciò potesse advisar la Signoria dil seguito di la sua armata, et -per esser homo pratico et haver la lengua, parse di mandarlo più -presto lui, che elezer altro oratore, et <i>etiam</i> per più prestezza. El -qual la sera medema, che fo a dì 6 Marzo montò in uno gripo et -andò verso Corphù, et zonto a la presentia dil Signor have più accetto -la sua venuta che di orator potesse esser zonto, per intender -la certezza di la morte dil fratello, la qual havia inteso et non la -credeva, come tutto scriverò più avanti, secondo el consueto mio. -</p> - -<p> -Ancora domino Martino Albari episcopo di Durazo, essendo -montato in gripo per andar al suo episcopato, non essendo ancora -<span class="pagenum" id="Page_255">[255]</span> -partito de li do castelli, per el Consejo di X, 7 Zener, fo mandato -a retener, non andasse di longo, ma a uno de li castelli dismontasse; -et ivi stete cum custodia, dove vi andò uno cao dil Consejo -di X, et uno inquisitore di ditto Consejo, con li nodari, a -esaminarlo et veder si portava scrittura alcuna. Questo era stato -a trovar el Re de Franza, et havia offerto a Soa Majestà, volendo -andar contra Turchi, XX milia Albanesi, et el Re have -molto accetto, et li dette certe commissione, con le qual se ritornava -in Albania, per comover quelli populi, havendo però prima -dato noticia a la Signoria nostra. La qual, <i>prima facie</i>, mostrò non -curarsi; ma poi, considerando era suo homo, et havia el vescovado -in loro terre, non se impazando Veneti in niuna cossa, <i>etiam</i> era buono -li subditi non se impazasse, non perchè non havesseno voluto el -prosperar dil Re contra infedeli, ma perchè sapevano bene el ne havea -poca voglia, et comovendo queste cosse, non seguendo poi nulla, -el sig. Turco harebbe potuto haverlo <i>multum</i> a mal. <i>Tamen</i> poi fu -lassato con admonitione <i>pro nunc</i> non dovesse andar in quelle parte, -et stete in questa terra. -</p> - -<p> -In questo tempo el Gran Maistro de Rodi, de natione franzese, -armò una barza de 300 botte con 60 homeni suso, et tre caravelle -con le insegne dil Re de Franza, et andò in corso in l'Arcipelago. -Poi ditta barza si conzonse con l'armata dil predetto Re in Provenza, -et cussì fece assà danno. -</p> - -<p> -In Spagna per lettere de dì 17 Fevrer zonte a dì 5 Marzo al so -ambassador, se intese come el Re et Rayna con la corte era ancora -a Madrit, et che havia ordinato grande exercito, el qual a dì 10 -Marzo dovia esser in ordine, nè si sapeva dove el volesse mandar. -Ben dette fama contra Mori a lui vicini a li confini de Granata. Et -era pregato da li oratori dil re Alphonso dovesse romper al Re de -Franza, essendo a hora el tempo, sì per acquistar regno, <i>quam</i> per -non esser in Franza chi quello difenda, per haver el Re el fior di le -zente franzese con lui. <i>Etiam</i> aiutava caxa di Aragona, <i>tamen</i> non -volse mai romper, per la bona paxe havia. Et come intesi, ne li capitoli, -<i>inter cætera</i>, vi era uno che esso Re prometteva non se impazar -in le action dil Reame di Napoli, le qual diceva el Re de Franza -haver. Pur li soi ambassadori mosse certo dubbio a ditto Re de -Franza, come ho scritto di sopra. L'armada soa veramente, zoè le -32 caravelle, capetanio el conte de Trivento, erano zonte in Cicilia -con lettere drizate al Vicerè, nomeva don Ferando de Cugna, el -qual avanti ditta armada zonzesse, a dì do Dezembrio in Catania -<span class="pagenum" id="Page_256">[256]</span> -era mancato di questa presente vita. Era di natione castigliano, et -le sue robe fo portate a vender in questa terra: le qual vidi, et era -bellissime. Or per esser morto ditto Vicerè, l'armada non fece altro -ma ivi dimorò, et non era niuno volesse averzer ditte lettere dil Re -et Rayna drizate a questo Vicerè, di quello haveva a far la ditta armata, -ma subito scrivesseno in Spagna comandasse quello a loro -Altezze pareva. El qual za, inteso la morte dil suo Vicerè, havea -eletto uno altro chiamato mons. Joan de la Nuza aragonese, era vicerè -di Catalogna, el qual venne in Cicilia con le galie di Barbaria -per Vicerè, con gran triumpho ricevuto da Ciciliani, et stete a Messina. -Quello di ditta armada seguite, et di le cosse di Spagna, intenderete -più avanti. -</p> - -<p> -Ancora a dì 23 ditto, zoè Marzo, per lettere di 5 dil presente -mexe de Spagna al ditto suo ambassador, per le qual intese la ferma -opinione dil Re et Rayna di voler esser in liga con questa Signoria -etc., <i>etiam</i> fu divulgato lo esercito predetto dovea andar a li -confini de Franza, verso Perpignano, non però per romper guerra -ma per star preparato, et che havia ordinato altra armata di barze -et caravelle, le qual dovea venir in Cicilia, capetanio don Consalvo -Fernandes de Agilar, castigliano, <i>etiam</i> che el Duca di Alve, -con una quantità de gianezari (?) venirebbe. Ma <i>unquam</i> si mosse -de Spagna; <i>tamen</i> la ditta armada seconda pur venne, et fo in aiuto -da poi la liga di re Ferandino a metterlo in Napoli, benchè tanto -stette indarno che fo disfornita. -</p> - -<p> -In Alemagna Maximiliano re de Romani faceva preparatione de -far la dieta, et come li soi oratori erano in questa terra, dicevano -havea ordinato a dì 2 April, che le sue zente dovesseno esser preparate -perchè, o fatta o non ditta dieta, era disposto venir a Roma -a coronarse. Et fece uno editto, che tutte le terre franche contribuivano -in aiuto di Soa Majestà. Et morite in questo tempo uno Duca -di Saxonia molto exercitato ne le arme, di la qual morte Maximiliano -have gran dolore. -</p> - -<p> -A Roma el Pontifice con reverendissimi cardinali consultava -quello dovesse fare. Era disposto non lassarsi trovar a Roma, ritornando -el Re de Franza, perchè el cardinal S. Piero <i>in Vincula</i> con -ditto Re metteva grande odio con il Pontifice, et sarebbe stato -contento di nova eletione o di far scisma. Fo divolgato che esso -Pontifice have mandà bona parte dil suo in Ancona <i>secrete, tamen</i> -non fo la verità, ma ben fece certi provisionati, et dette soldo ad alcune -zente d'arme, faceva fortificar el castello Santo Anzolo, sì de -<span class="pagenum" id="Page_257">[257]</span> -ripari <i>quam</i> fece cavar li fossi a torno, et deliberò de far che el -Tevere passa per Roma li andasse a torno in ditte fosse, le qual continuamente -si cava, et cavando trovono musaichi, porfidi, serpentini -et medaie, et altre cosse bellissime. Et a dì 14 Marzo cavalcò con -la corte de Cardinali et oratori a torno ditto castello, poi andò zerca -mezo mio fora de Roma a spasso per ricrearsi alquanto. Et essendo -zonto a dì 7 Marzo Hieronimo Zorzi cavalier, ambassador decreto a -Soa Beatitudine, <i>etiam</i> vi era ancora Paulo Pisani, con li quali consultava -de li rimedii opportuni contra questo Re de Franza. Ma in -questo mezo, per interposizione di la Signoria nostra con el duca de -Milano, el qual mandò molto celeramente Alvixe Becheto a Nepi, -fo pacificato le cosse dil cardinal Ascanio vicecancellario con el -Summo Pontifice, che, come scrissi, da poi partito el Re de Franza -di Roma, più non era voluto andar a Roma ditto cardinal et seguiva -l'odio havia al Papa; et hora, a compiacentia dil fratello, per molti -respetti volse ritornar. Et cussì a dì 8 Marzo intrò in Roma con -grande honor, et andò poi a visitatione dil Pontifice, dicendo: <i>Recedant -vetera, nova sint omnia</i>. Et spesso erano insieme a consultatione, -perchè era necessario per le cose occorrente, <i>maxime</i> per la -liga si tramava a Venetia, la qual molto dal duca de Milano suo -fratello era desiderata, per dubito havea di non perder el stado suo. -</p> - -<p> -Ancora zonse a Roma el Cardinal mons. Samallo, venuto di Fiorenza -in questi zorni; <i>tamen</i> el Pontifice scondeva di lui le pratiche -di la liga si tramava. El qual Cardinal pur ne intese qualche parola, -et poi andò a trovar el Re. Zonse a Napoli a dì 14 Marzo, come dirò -di sotto. Et <i>etiam</i> vi zonse a Roma quello ambassador di re Alphonso -fo qui, nominato di sopra, chiamato Hieronimo Sperandio -dottor, et, stato alquanto, <i>demum</i> ritornò a Napoli. Oltra di questo -vi entrò in Roma 200 homeni d'arme con li cariazi di la compagnia -dil sig. Virginio Orsini et Conte di Petigliano, i quali fuziteno -quando lo exercito aragonese da loro medemi si messeno in foga. -</p> - -<p> -A Venetia adoncha si tramava la liga, la qual have principio -<i>volente Deo,</i> perchè niun orator primo disse voler far liga, et <i>tamen</i> -poi tutti fonno d'accordo de conligarse: et questo per il sapientissimo -Governo di la Signoria nostra. Et in questo tempo, al principio -de quaresima, cominciò le pratiche de ditta liga: et <i>veneti patres</i> -erano molto occupati in dar risposta a li ambassadori andavano -a la audientia, che era bellissimo veder ogni mattina andarvi, -et tutti havea fatto capo in questa terra, come quella che non -havea ambition de acquistar stado, ma ben per conservar <i>pacifice</i> -<span class="pagenum" id="Page_258">[258]</span> -Italia. Quelli de Milan sollicitava ogni mattina, dicendo non esser -tempo de aspettar, et lui solo era contento legarsi con questa -Signoria, però che in Italia non reputava fusse altri stadi che Venetia -et Milano, come era la verità, per essere do grande potentie; et -<i>etiam</i> esso Duca deva danari et prestanze a le soe zente, et quelle -faceva metter in ordine, et sollicitaveno de haver risposta. Quelli -dil Re de Romani non se curava di altri che di la Signoria, et <i>prima -facie</i> mostrò non voler Ludovico, per non esser iuridico Duca, -et di lui non volevano aldir parola, nè nominar Ludovico, ma ben el -Stado de Milano. Quanto queste parole indicava, lectori vi lasso considerar. -Quello de Spagna <i>etiam</i> non se curava de esser ligato con -altri che con la Signoria, nè el suo Re li havia dato comissione de -ligarsi con altri, nè poteva haver saputo<a class="tag" id="tag125" href="#note125">[125]</a> come questi oratori volevano -far liga. El Pontifice non se lassava intender: hora era contento, -hora dimostrava non farne caso, et era in amicitia col Cardinal -di Napoli di casa Caraffa, el qual havia ribellato ad Aragonesi, -et teniva da questo Re de Franza: questo perchè a Caraffeschi non -havia tolto, <i>imo</i> conferito ogni sua intrata, et cussì a ditto Cardinal -lassato li beneficii havia in Reame. Et cussì Venitiani erano in <i>magnum -quid</i> in convegnir adatar tutti questi oratori varii, i quali -però tutti volevano liga, nè si poteva acordar il modo: unde <i>sæpius</i> -si faceva consegli, et <i>inter patres</i> disputatione. Quello seguite poi, -lezendo intenderete di sotto il tutto. Ma a le cose di Napoli et successo -dil Re de Franza ritorniamo. -</p> - -<h3 id="lib2-35"><i>Come el Re de Franza habuto Castelnovo comenzò a bombardar -Castel dil Uovo et quello fece a Napoli.</i></h3> - -<p> -A dì 7 Marzo havendo el Re de Franza habuto Castelnovo, et -<i>etiam</i> in questi zorni la fortezza de Pizofalcon situada sopra uno -monte fuora di Napoli, la qual senza contrasto si rese, et a dì 9 comenzò -a far bombardar Castel dil Uovo, edificato in mar, <i>tamen</i> ha -uno brazo assà stretto per el qual si vien a la terra, et volendo li custodi -difendersi era inexpugnabile. Et el Re <i>ex opposito</i> fece piantar -le bombarde, ma quelli di ditto castello, subito che 'l Re have Castelnovo, -murono la porta. Et a dì 10 el Re andò a disnar a Pizofalcon, -ch'è quella roca nominata di sopra, situada su quel alto monte, -<span class="pagenum" id="Page_259">[259]</span> -per mezo Castel dil Uovo, et qui stete tutto el zorno a veder -bombardar el ditto castello, et fo buttato assà muraglie a terra. -Mandò mons. di Lasparra vicerè in Puia, et mons. de Obegnì vicerè -in Calavria. Ancora fece uno editto, che tutti li calafai et marangoni -dil Reame venisse a Napoli, perchè voleva far tajar arbori, et -<i>reliqua</i> preparar, per far una grossissima armada. Et a Zenoa se -preparava per Soa Majestà galie X, et li ambassadori veneti fonno -a parlamento con Soa Majestà, notificandoli come la Signoria li -advisava le nuove dil Turco, et come faceva grande armata. Et lui -rispose: provederemo a tutto. Et <i>conclusive</i> non faceva quella compagnia -a ditti oratori, qual da prima solea far, et raro li dava audientia. -</p> - -<p> -A dì 12 ditto zonse a Napoli don Ferante fiol dil Duca di Ferrara, -et Piero di Medici, i quali erano stati fin hora a Roma. -</p> - -<p> -El Re, habuto che ebbe Castelnovo, et li custodi con lor robe -ussiti, altri restati con esso Re, altri andati dove a loro parse, comandò -fusse riconzato dove le bombarde havia fatto danno, et <i>maxime</i> -el ponte el qual era roto. Et conzato che fu, se partì de Castel -de Capuana, et venne alozar in ditto castello, dove soleva habitar li -Re aragonesi. -</p> - -<p> -<i>Et accidit</i> che a dì 6 ditto venne a presso Napoli don Fedrigo -con do galie et una galiota, et mandò a dimandar al Re salvo conduto, -et uno de soi primi baroni per ostaso, che 'l volea venir a parlar -a Soa Majestà. Et el Re li fece salvo conduto, et mandò sopra el -schifo suo cosino mons. de Lignì per ostaso in galia. Et don Fedrigo -venne da Soa Majestà; el qual era sopra le bombarde a sopraveder. -Et dismontato del schifo, li venne contra alcuni baroni soi -amici et parenti franzesi, per caxon di la prima moglie soa che fo -franzese; et quello ricevuto con gran benivolentia, parlando a la -franzese, montono a cavallo et veneno a trovar el Re. Et come fo -a la soa presentia, dismontò, et li volse basar li piedi; et el Re non -volse, <i>imo</i> li fece gran careze; pur tanto fè don Fedrigo che li basò -la man. Et poi, fatto le debite acoglienze, et usato le parole acomodate, -montono a cavallo, però che esso Re andava a cavallo per Napoli -molto familiarmente, hora con 100 cavalli et hora con X, sì -come si atrova, non servando alcun decoro; et andono a torno la -terra. Un poco poi esso don Fedrigo si tirò con el Re sotto un certo -arboro da canto de li altri, et loro do soli steteno a parlar per spatio -de zerca hore 3, et non vi era a presso niuno. <i>Demum</i> el Re chiamò -tre soi baroni et consegieri di primi, et pur ancora parlono; et -non potendo concluder alcuna cosa, don Fedrigo ritornò in galia, -<span class="pagenum" id="Page_260">[260]</span> -poi in Castel dil Uovo, et mons. Lignì venne in terra. Poi andò alcuni -franzesi, zoè quelli soi parenti et amici, a parlarli in castello, -i quali tratavano di acordarlo con el Re; <i>tamen</i> non potendo ottenir -nulla, montono in galia. Et (<i>don Federico</i>) ritornò a Yschia, dove -era el re Ferandino con 14 galie. Quello feceno scriverò di sotto. -Essendo stato però Ferandino al castel di Gaeta a sopraveder, el qual -ancora se teneva et continuamente era bombardato. Ma è da saper -che don Fedrigo dimandò do cosse al Re de Franza. La prima che el -re Ferendo suo nepote era contento di venir a inchinarsi a Soa Majestà, -<i>dummodo</i> non perdesse el nome de Re, et che li daria tutto el -Reame, zoè l'Apruzo, Puia et Calavria, et lui restasse con Napoli solamente, -a ciò che 'l nome de Re, come ho ditto, non se perdesse; -prometendo di darli tributo, et che quello regno fusse suo come quello -de Franza, et che tutte le fortezze restasse in le sue man per sua -securtà. Et non voglio restar de scriver questo, che, intrato che fo -el Re de Franza in Napoli, comenzò titolo nuovo, zoè: <i>Carolus Franciæ -Siciliæ atque Jerusalem rex</i>, sì come era el titolo de re Alphonso. -La seconda richiesta fo che a lui, don Fedrigo, dovesse lassar el -Principato di Alte mura, però ch'è di la dotta sua, et el contà de Matalon -che fo de soa madre; et che lui vegneria sotto Soa Majestà. A -la qual richiesta el Re rispose: prima che Ferandino non se pensasse -de haver niun stado in Reame, come sempre lui ha ditto, ma -ben in Franza li prometeva stado condecente; secondo che a esso -don Fedrigo non li voleva dar a lui ditti contadi, ma ben investiria -le donne di quelli, et li faria privilegii che lui scodesse le intrade; -<i>tamen</i> che 'l voleva che lui venisse ad habitar in Franza, dove oltra -di questo che li dava di qua, <i>etiam</i> in Franza li prometteva di dar -el dopio di stado, ma che per niente non voleva aragonese niun in -Reame, <i>imo</i> che quel nome fusse estinto. <i>Unde, re infecta</i>, don Fedrigo -ritornò a Yschia, come ho ditto. Et ancora prometteva el Re -de dar a don Ferando re una sua neza, fiola dil duca di Borbon suo -cugnado, con ducati 60 milia de intrada. -</p> - -<p> -Et non restava continuamente Franzesi de bombardar Castel -dil Uovo. Quelli di Otranto et Galipoli aspettavano l'araldo dil Re -per rendersi. A Rezo (<i>Reggio</i>) città in la Calavria, tumultuando tra -loro, essendo l'armada de Spagna poco lontana, et <i>etiam</i> quella terra -vicina alla Sicilia ch'era de ditto Re de Spagna, levono le bandiere -sue; ma poi a dì 10 Franzesi l'have. Et el Re, cussì come le terre -et castelli si rendeva, fatti li capitoli con loro, quelli erano de baroni -retrovandese vivi, zoè de quelli che al tempo di la rayna Zuanna -<span class="pagenum" id="Page_261">[261]</span> -possedeva, li conferiva et concedeva facendo soi privilegii; et -non (<i>trovando</i>) de quelli, donava a soi baroni franzesi. Et si tenne -per lui <i>solum</i> 12 terre et Napoli; el resto, zoè l'intrate, conferiva et -dava a Franzesi come ho ditto, i quali cercava de venderli, et grande -intrata dava per picola quantità denari; et, come vidi una lettera -de 17 Marzo, Franzesi dava ducati 100 d'intrada a l'anno per -ducati 200, et li faceva li soi instrumenti, ma non trovavano da -vender, et cussì fonno in richiedi, et in Napoli pompizavano d'oro -et di seta che era una magnificentia a veder. Et Zuan Jacomo di -Traulzi <i>palam</i> dimostrò de esser acordà con el Re, et habuto danari -cominciò a soldar zente italiane. Et come per lettere de Ferara se -intese dal Vicedomino nostro, che era una fama che ditto Traulzi doveva -venir in Romagna con 50 squadre, <i>tamen</i> mai se partì dal -Re, et con lui ritornò in Franza. Napolitani erano pur malcontenti, -perchè ogni zorno havevano cosse et affanni novi: et per Napoli -se andava armati, et el Re voleva, oltra el dacio di le piegore, <i>etiam</i> -una certa angaria, la qual per don Alphonso era sta avanti el tempo -scossa, et però Napolitani non sapeva che farsi, et si doleva di la -loro fortuna, volendo volentiera, potendo, ritornar sotto caxa di Aragona -et non sotto Franza. El sussidio caritativo de uno ducato per -fuogo el Re mandò a dimandar in l'Apruzo, Puia et Calavria, el qual, -<i>ut mos est</i>, saria assà danari, da ducati 100 milia in suso. Secondo -la consuetudine de Franzesi de voler sopra tutto star a piacere con -donne, et el suo clima a Venere è molto dato, cussì questo Re seguiva -assà li so piaceri, sì per esser in una età atta a questo, <i>quam</i> -perchè soa natura cussì richiedeva. Et varie sorte de donne qui in -Italia provò, le qual li era portate per li soi Franzesi. Et intrato -che 'l fo qui in Napoli accadete che se inamorò in una madona Lionora -da Marzano, fia della duchessa di Malfi, orfana, la qual el re -Alphonso havea dato a suo padre el contà de Celano; ma ditto conte -venuto col Re de Franza, esso Re li dette el suo contado. <i>Unde</i> questa -donna vedendo essere expulsa, la madre la menò in castello dal -Re, vestita d'oro, sopra una careta ben in ordine; et pregò Soa Majestà -non li volesse tuorli el suo stado, dimostrando lo possedeva con -ogni ragione. <i>Unde</i> el Re, vedendola sì bella, fo contento di lassarli -ditto contado, et privò el conte di quello, et fece privilegii a questa -donna. Et era tanto el ben che li voleva, che ogni zorno voleva ditta -madona Lionora venisse in Castello, et per Napoli era chiamata -soa favorita. Et è da saper che soa madre è sorella di la moglie di -Marc Loredan fo di Antonio cavalier et procurator, la qual prima -<span class="pagenum" id="Page_262">[262]</span> -fo maridada nel duca Vlacho (?). Ma poi el Re li venne fantasia di -mandar per la sua altra, la qual la tolse a Guastalla in Parmesana -venendo in Italia, et era come intesi dil parentè di quei di Gonzaga; -la qual la lassò in custodia a Lucca. Et cussì questa zonse lì a -Napoli la settimana santa, et d'indi ditta madona Lionora non frequentava -il venir cussì spesso in Castello, pur veniva a le fiate, -<i>et hæc satis.</i> -</p> - -<p> -El Re non havea piacer di niuna virtù, nè canti, nè soni, nè -buffoni; ma pur, venuto in Napoli, trovò do buffoni che fu di re -Alphonso, i qual pur andavano qualche volta a darli piacer. Era ancora -uno mato, chiamato fra Zuane, el qual essendo in Castelnovo, -et dimandando Franzesi: chi viva? lui non potè star che non dicesse: -Re Ferando di Aragona! Et Franzesi, non haveno rispetto -a la soa pazia, ma lo butò zoso di le mure, et morite; che tutto Napoli -ne have dolor, perchè era piacevol stolto. -</p> - -<p> -A dì 13 Marzo vedendo el Re che quelli di Castel dil Uovo se -teniva, et le bombarde, le qual erano piantate a Pizofalcon sopra el -monte, havea bombardato tre zorni et butato zo un pezzo de moro, -et con quella nave dil Cardinal di Zenoa et altri navilii voleva farli -dar la battaja; <i>unde</i> li mandò a dir che non si rendendo per tutto -quel zorno, el Re non li voleva più a pati. Et li custodi pavidi levono -le insegne, zoè uno segno di volersi aboccar: et dato la fede -per el Re, venisse liberamente a parlarli, venne fuora di ditto castello -do, li quali fonno a parlamento con el Re, et concluseno di -rendersi salvo l'haver, et le persone, et quello che a loro era sta -donato per re Alphonso et re Ferdinando, volendo però termine zorni -8; et che si in 8 zorni el suo re non li manderia soccorso, ex nunc -leveriano le bandiere di Soa Majestà, et che dentro mandasse el Re -chi a lui piaceva. Et el Re vi mandò tre: el Principe di Salerno, -mons. di Biamonte et uno altro suo barone. Aduncha essendo sta -bombardato <i>solum</i> tre zorni, et 6 da poi renduto Castelnovo, che era -inexpugnabile, si rese. <i>Et est mirum</i> che Aragonesi non habbino -habuto niuno che li sia sta fidelissimo, et ogni cosa senza battaglia -se habbi renduto a questo Re de Franza. -</p> - -<p> -A dì 14 ditto venne mons. di Samallo cardinal, era stato a -Fiorenza et Roma, et advisò el Re havia inteso de una certa liga si -faceva a Venetia. Et andati li do oratori veneti a soa visitatione, -però che Paulo Trivixano a dì 15 have licentia de ritornar a Venetia, -la qual ge fu data per avanti, che <i>quam primum</i> li castelli el Re -havesse ottenuti, dovesse quando a lui piaceva partirsi de lì. Or a -<span class="pagenum" id="Page_263">[263]</span> -dì 15 come ho ditto, ditti ambassadori andono a visitar questo Cardinal, -el qual li disseno: <i>Domini oratores</i>, io son sta a Roma, et ho -inteso de una certa liga si vuol concluder a Venetia contro el Roy -nostro, usando assà strane parole; dicendo: io ho ditto al Pontifice -che non fazi tal cossa, nè vogli aldirne parola, perchè el Roy è potentissimo, -et havia Dio con lui et la justicia. Et che l'intendeva di -Maximiano Re de Romani, <i>tamen</i> che el suo Re con una lettera li -faria far quello lui volesse. Dil Re di Spagna, che havevano paxe -bona, et datoli do contadi, zoè di Rossiglion et Cerdania, et che mai -non credeva volesse romperli la fede. Che la Signoria nostra non -havea causa di farlo, per la lianza promessa. Et che el sig. Ludovico -si l'andasse troppo zercando tal cosse, lui saria il primo batuto, -<i>maxime</i> sapiando el Duca di Orliens esser in Aste a lui propinquo. -<i>Unde</i> li nostri oratori sapientissimamente risposeno, che non sapevano -nulla di tal cosse, jurandoli sacramento. Et questo fo essendo -a tavola, però che li volseno dar un pasto. Et Samallo disse: mons. -di Arzenton <i>etiam</i> ha scritto al Roy, ch'è una fama in Rialto di -questa liga. Et subito ditti oratori scrisseno a la Signoria. <i>Tamen</i> -el Re havia una gran paura, et sollicitava molto el suo partir, facendo -più denari il poteva: et tutto dimostrava voler ritornar. -</p> - -<p> -A dì 16 partì de Napoli dal Re per ritornar in Franza mons. -Marescalco di Bertagna con cavalli 2000, et uno altro baron; et -<i>quam primum</i> poteno ritornono ne' loro paesi. -</p> - -<p> -In questo zorno medemo el prefetto de Roma signor de Senegaia -venne a Napoli, et alozato in caxa dil Principe di Salerno si -amalò di una malattia che fo molto longa, et de lì alquanti zorni -andò a Senegaia pur amalato, et più volte fo ditto esser morto. -Questo è cugnato del Duca de Urbin. -</p> - -<p> -In questo tempo el Re de Franza mandò uno suo ambassador -al Pontifice, chiamato mons. Frances de Nusemburg sig. de Gran -Mason, a dimandar la investison et coronation dil Reame di Napoli. -El qual zonse a Roma a dì 28 Marzo. Ancora per avanti havia scritto -al Cardinal de San Dyonisio, che dovesse advisar el Papa come -el suo Roy voleva esser per la Settimana Santa in Roma, et ivi far -le feste di Pasqua. Per la qual cosa el Pontifice stava molto sospeso, -nè sapeva che risponder dovesse. Et per lettere de 18 Marzo de -Napoli se intese come el Re per el continuo star sopra le bombarde, -per inanimar quelli trazevano, a ciò vedendo el Re facesseno miglior -colpi, li venne certe rossure su la persona. Zoè andato a Pozo real, -ussito di Napoli per recreatione, tornato che 'l fu si butò al letto, et -<span class="pagenum" id="Page_264">[264]</span> -stette tre zorni in letto, con mal dubitavano di fersa, havendo habuto -in Aste le varuole. Et che nostri ambassadori non erano carezati -come da prima; et do volte fonno in castello per aver audientia -dal Re, et, aspettato assai, poi fonno licentiati, dicendo el Re non -li poteva parlar: sì che dimandavano licentia, digando steva ivi con -puoco honor di la Signoria. La qual cosa per Venetiani non fo data, -a ciò, mentre stesseno, se intendeva li soi progressi, et<i> etiam</i> non -era tempo. Era lì a Napoli con el Re 4 cardinali: San Piero <i>in Vincula</i>, -el Cardinal de Zenoa, Curzense et Samallo. -</p> - -<p> -Ferandino veramente in questo mezo con don Fedrigo, Marchexe -di Pescara et altri se ritrovava a Yschia con 14 galie, et ivi -fortificava quella fortezza. Et è da saper che zonto che fu esso re -Ferandino a Yschia, però che andava in su et in zoso avanti fosse -resi li castelli, volendo intrar nel castello de Yschia, el castellano -era di Aversa par recusasse, ma pur a persuasione di la Rayna et -altre donne, che tanto lo pregò, fo contento di lassarlo intrar. Et -intrato, inteso el mal voler dil castellano, fo ditto lui medemo li dette -di uno pugnal nel petto, et lo amazò, et cussì a uno suo fiul. Altri -disse quelli fè retenir, <i>sed quomodocumque res se habeat</i> mutò el castello -et montò in galia, volendo menar la Rayna a Mazara in Sicilia, -et andar a trovar suo padre, el qual era ivi con alcuni frati. -<i>Etiam</i> fo divolgato don Fedrigo voleva andar dal Turco a dimandar -soccorso, et <i>tamen</i> non andò. Ma Ferandino, havendo menato con -lui el fiul dil Principe di Rossano era in preson in Castelnovo, quello -in galia maredò in la sorella dil Marchexe di Pescara, bellissima -donna, fo contessa di la Cera, la qual era andata con la Rayna fuzendo -da Franzesi. Et el fiul dil Principe di Salerno lo mandò a donar -al padre; et ancora mandò uno suo ambassador al Duca de Milano, -el qual mostrava volerlo aiutar, et era gramo dil favore havea -dato al Re de Franza, nomeva Scipio di Filomarino cavalier napolitano, -el qual a la fin de Marzo venne a Venetia et alozò in caxa di -l'altro suo oratore, et poi andò a Milan et si ritrovò al publicar di -la liga. -</p> - -<p> -A Napoli vene el sig. Virginio Orsini et el conte di Petigliano -con segurtà di Prospero Colonna et altri, di ducati 100 milia. <i>Tamen</i> -haveano pur custodia. Et volevano dimostrar al Re non esser -presoni, ma presi sotto la fede data a loro di bocca di Soa Majestà, -<i>licet</i> non fusse in scrittura; et a la fin fo data la sententia per loro, -come dirò più avanti.<i> Tamen</i> el Re mai li volse dar licentia, a ciò -non li facesseno guerra, essendo accordati per capitani con qualche -<span class="pagenum" id="Page_265">[265]</span> -Stado, <i>maxime</i> divulgandosi ditta liga si faceva; la qual molto Franzesi -<i>intrinsice</i> temeva, dubitando non esser serati di mezo, et non -potesse ritornar in Franza. -</p> - -<p> -El Cardinal Curzense venuto di Roma, come ho ditto, a Napoli -per esser franzese,<i> licet</i> a requisitione di Maximiliano fusse creato, -exortava el Re de Franza a dover far expeditione contra Turchi, -et molto a questo se faticò, et <i>etiam</i> scrisse alcune lettere a la Signoria, -le qual fo lette in Pregadi et conteneva che Venetiani dovesse -scriver a li soi oratori erano in Napoli, che con lui dovesse -pregar la Majestà dil Re a tal impresa de infedeli, perchè dal canto -suo faceva ogni cossa. Questo faceva per essere povero cardinal, et -havea poca intrada, nè dil cappello il Pontifice li voleva dar li ducati -1000 a l'anno si consueta a dar da la Camera Apostolica a tutti -Cardinali: et questo perchè non feva residentia in Roma. <i>Unde</i> facendo -requisitione contra infedeli si harebbe fatto qualche cruciata, -<i>ergo</i> etc.; la qual cossa non fo voluta far da nostri per la bona paxe -si havia col signor Turco. -</p> - -<p> -A Gaeta tenendose la roca o vero castello pur per Aragonesi, -continuamente Franzesi la bombardava; ma quelli custodi poco se -curava, perchè non li faceva molto danno, et haviano dentro assà -vittuarie, et con sue artigliarie rispondevano a quelli di la terra. Et -Franzesi, i quali non usano bombarde come le nostre italiane, ma -sono a modo passavolanti, che buttano ballotte grossissime di metallo -et ferro, et questo vien che sbusano li muri dove trazeno, et -assà da longi, come faceva a Napoli a Castel dil Uovo, che quasi do -mia lontano lo bombardava. -</p> - -<p> -Ma qui a Gaeta vedendo Franzesi non poter far nulla per la via -bombardava, mutò le bombarde, et quelle messe in una chiesia di -San Francesco, et buttò parte di le mura di ditta chiesia a terra, -per poter meglio trazer e far repari. La qual cossa fo causa de far -che li custodi atendesseno a dover prender partito de renderse, maxime -non aspettando alcun soccorso di re Ferando, et intendendo -li castelli de Napoli erano resi e tutto el Regno quasi venuto sotto -Franzesi. Et volendoli dar la battaglia, li custodi deliberorono de -renderse, et Franzesi non li volseno far altri patti, se non che li -voleva sparagnar la vita, altramente, aspettando la battaglia, tutti -sarebbe impicati. Et non potendo far altramente fonno contenti. Et -a dì X Marzo li aperseno le porte, et Franzesi intrò in la roca, et li -custodi senza vestimenti, come fo detto, fonno mandati fuora, havendo -de gratia de haver habuto la vita. Et cussì haveno ditta fortezza. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_266">[266]</span> -</p> - -<p> -Ancora, come per lettere di 23 da Napoli, se intese come ivi -erano oratori di Otranto et Galipoli per fermar li capitoli col Re de -Franza et volerse render. Et firmati, el vicerè di Puia mons. di Lasparra -ivi andò, et habutoli, andò a Misagne vicino a Brandizo; ma -lì era Camillo Pandon, vicerè per el re Ferandino, el qual stava in -Misagne, et fo causa Brandizo mai volse rebellar ad Aragona. Taranto, -dove prima era Cesare de Aragona, fo fiol natural di re Ferando -vechio, a dì 29 Marzo mandato fuora li cittadini, questi erano -per casa di Aragona, si deteno a Franza, et cussì molti altri luogi, -sì in Puia <i>quam</i> in Calavria, e tutti di volontà. Quelli si volseno tenir, -li quali saranno nominati di sotto, si teneno, et non fonno combattuti; -sì che, si ancora queste altre terre havesse voluto far el -suo dover, questo Re de Franza non prosperava tanto. -</p> - -<p> -Et vedendo el Re che Yschia, benchè fusse ysola, era molto vicina -a Napoli, et era receto di re Ferandino, deliberò de far conzar -certa armata lì in Napoli per mandar a tuor ditta fortezza. Ma Ferandino -ancora era lì con le XIIII galie et la Rayna, <i>tamen</i> aspettavano -tempo per passar in Sicilia, et in compagnia con la Rayna se ritrovava -l'Arciepiscopo di Taragona, per nome di suo fratello Re di -Spagna, come scrissi di sopra. Et <i>etiam</i> in questi zorni vi zonse uno -altro oratore di esso Re de Spagna, chiamato Maistro Rational, el -qual fo quello venne a Venetia, et andò per mar, dismontato fo preso -da Franzesi et spogliato, poi, presentata al Re la commissione -andava alla Rayna, li dette salvo conduto, et lo lassò andar a Yschia. -<i>Et accidit</i> che el Re de Franza fece tramar acordo con el castellano -de Yschia, promettendo 8000 scudi se li dava la fortezza: ma, inteso -questo, Ferandino vi messe custodia più fidata, et ditto castellano, -come fo divulgato, fece annegar, altri disseno lo retenne. Et quello -seguite di lui non se intese. -</p> - -<p> -La rayna Anna de Franza moglie di Carlo re, el qual in Italia -a questi tempi se fa nominare, et suo cognato duca di Borbon, -inteso el felice successo nel Reame, scrisse una lettera al Re, alegrandosi -molto, notificando per tutta la Franza esser sta fatto bellissime -feste et dimostratione di allegrezza; <i>tamen</i> lo confortavano -a repatriar, notificandoli non li poteva mandar danari, perchè li populi -non volevano pagar angarie, et queste tal lettere fo bona causa -di la pressa che faceva esso Re de partirse de Napoli: <i>tamen</i> prima -voleva aspettar a dì 25 April, che era el tempo de scuoder le doane -di le piegore, che era ducati 60 milia, nè più se parlava de andar -contra Turchi, come nel principio de questa impresa havia sempre -<span class="pagenum" id="Page_267">[267]</span> -ditto; et de ritornar tra loro parlavano. Et tutti zercava far danari, -al meglio potevano; et Roma, Fiorenza e Milano non mancava di -far qualche danno, pur parlavano di questa lega.<i> Unde</i> el Re si pensò -de voler disturbar ste pratiche, et fece uno orator in questa terra, -et uno a Milano, et voleva dar partido, et qual stado con lui più presto -si aderiva l'altro restasse con lui inimicitia: et quello veniva a -Venetia era mons. de Miolano, et a Milano mons. de la Tremoila, -baroni soi di primi et dil suo conseio secreto, i qual tanto indusiono -a vegnir, che seguite la liga, et non li volse più mandar, perchè non -poteva haver effetto le imbassate soe. -</p> - -<p> -Ancora a Roma remandò ambassador Filippo mons., come di lui -più diffusamente sarà scritto. Et tra quelli lo consigliava era varie -opinione: altri diceva el meglio saria venir a Zenoa, et ivi per mar -andar in Provenza; altri volevano ritornasse per la via medema che -era venuto, et cussì fece, et stavano su queste pratiche et consultatione. -Piero de Medici continuamente pregava Soa Majestà lo riponesse -nel Stado, o vero venisse a dominar Fiorenza. El cardinal San -Piero <i>in Vincula</i> voleva venisse a Roma a dismetter el Papa e farne -un altro. El cardinal de Zenoa et domino Obieto, ai quali perdonò ogni -offesa, volevano venisse a Zenoa. Zuan Jacomo di Traulzi a dani de -Milano. El cardinal Curzense, come ho ditto, contra a' Turchi. Sì che -<i>inter eos variæ opiniones dicebantur</i>. Napolitani pur erano mal contenti -per le insolentie, però che stava ne le soe caxe, manzava et -beveva, toleva et usava la roba loro come soa propria, et più che -vergognava le donne, et tal, non volendo consentir, le amazavano; -et alcune maridate, da poi consentitoli, per tuorli li anelli havevano -in dito, li tagliava li diti, come da persone che ivi in questo tempo -se ritrovava intesi: cosse intollerabele. Et non potendo quelli meschini -più soportar, andono a dolersi al Re, el qual mostrò molto li -dispiacesse tal violentie; ma pur a tanto exercito non havendo da -darli dinari nè le sue page, mal poteva remediar: pur trovato alcuni -giotoni, ne fece impiccar 6; la qual cossa fo assà de timor; -benchè tal provision fusse tarde, et za Napolitani erano disperati, -et contra Franzesi harebbono fatto ogni mal che havesse poduto. -</p> - -<p> -Fo aviato in questi zorni 4000 cavalli de Franzesi verso Roma; -ma poi, successo la liga, li fece ritornar a Napoli. Et questo basti -a le cosse de Napoli. -</p> - -<p> -Napolitani non potendo suportar le inzurie li fevano Franzesi, -feceno alcuni una conjuration de amazar el Re de Franza, quando -l'andava alla Nonciata: ma tal cossa fo discoverta et notificata al -<span class="pagenum" id="Page_268">[268]</span> -Re; et fo preso doy di conjurati, et <i>deinde</i> el Re se riguardava de -andar come prima. La qual cossa se intese a Venetia per lettere di -oratori nostri de dì 29 Marzo, et zonte a dì 3 April; et come uno -frate discoverse tal cosa, et che el Re havia passato uno grande pericolo, -perchè erano disposti di amazarlo. -</p> - -<h3 id="lib2-36"><i>Cose seguite a Venetia et a Milano et Fiorenza -fino al concluder di la liga et in questo mexe de Marzo 1495.</i></h3> - -<p> -Intendendo Venitiani per molte vie di l'armada grossissima -faceva el Turco, et grande exercito, deliberorono di far provisione -sì da mar come da terra, et elexe 28 Fevrer capetanio di le nave armade -Thoma Duodo, era stato capetanio di le galie di Barbaria, et -in mar assà exercitato patricio; et di brieve, come dirò, lo mandò -in armada sopra una nave di comun, di botte.... Et <i>etiam</i> preseno -di armar do altre nave grande di comun, patroni di le qual elexeno -nel Consejo de Pregadi Alban D'Armer et Daniel Pasqualigo, el -qual altre volte era stato patrone. Et a dì 2 Marzo nel Mazor Consejo, -per scrutinio del Consejo de Pregadi, fo eletto Proveditor in -armada a presso el capetanio zeneral Bortholomio Zorzi, che <i>alias</i> -fo provveditore a Gallipoli a tempo di la guerra di Ferrara, et fratello -di Hieronimo cavalier, era ambassador a Roma; el qual <i>libentissime</i> -accettò. Et el zorno fo publicato la liga messe banco, come -dirò di sotto, et andò poi in armada benissimo in ordine. Oltra di -questo a dì 7 April in Pregadi elexeno XV sopracomiti, benchè ancora -altri ne fusse eletti che ancor non havia armato, et 9 patricii -fuora in armada. Questo perchè Venetiani al tutto volevano aver -grossa armada, ussendo el Turco, di galie 40 et nave.... senza le -altre vele et galie de viazi, che a li bisogni se mandano in armada: -<i>tamen</i> non fo bisogno; pur haveno grossa armada de galie 36, come -al loco suo il tutto sarà scritto. Et in l'Arsenal continuamente se fabricava -galie. Li arsilii andono per li stratioti in questo tempo zonseno -in la Morea, et comenzono a cargar, benchè do de ditti arsilii -in questo mexe de Marzo per fortuna sora el porto se averse, et convenne -ritornar in l'Arsenal a riconzarsi. Ancora fo dato prestanze -et sovention a le zente d'arme, a ciò al bisogno fusseno in ordene. -Et ordinato de far la mostra in uno zorno in le terre dove erano alozate; -la qual fo fatta dil mexe di Marzo, come intenderete lezendo. -Le qual cosse judicavano Venetiani volevano far fatti, come feceno. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_269">[269]</span> -</p> - -<p> -In questi zorni morite do condutieri strenui di la Signoria preditta, -assà veterani ne l'arte militar; a Roman in Bergamasca Zuan -Antonio Sharioto, havia cavalli 300; et poco da poi, a Ruigo, Alexandro -dil Turco, <i>etiam</i> havia cavalli 300: homeni ambedoi armadi -da la Republica nostra; et la loro conduta fo poi partita tra li altri -conduttieri. -</p> - -<p> -Ancora nel Consejo di Pregadi condusseno, per via de li ambassadori -era a Napoli, Zuan Paulo di Manfron, vicentino, el qual -era stato al soldo dil re Alphonso, et li detteno cavalli 200. Et cussì -partito de lì venne in queste parte, ma fo molto tardivo. <i>Etiam</i> li -detteno 25 balestrieri a cavallo. Et benchè le decime dil Monte Nuovo -fusse pagate molto volentieri, non voglio restar de scriver questo: -che mons. di Arzenton de Franza volse andar insieme con Alvise -Marcello, era alle Raxon Vecchie, a la Camera de li Imprestidi -per veder el modo se pagava et scodeva. Et visto in quel zorno gran -moltitudine de brigata che portava danari, <i>adeo</i> el cassier non poteva -suplir de scuoder,<i> unde</i> ste molto admirato, che in li altri luogi -si stenta assà avanti che si possi haver pur una minima quantità, -et qui scodevano tanti danari portati da cittadini nostri <i>voluntarie.</i> -Or perchè pur ne restava debitori, nel Consejo di Pregadi elexeno -tre Savii a le Cazude, executori di le quattro decime imposte <i>quam</i> -di quelle se metteva per giornata: li qual avesseno a raxon de ducati -X per cento di pena di quello scoderanno; uno de li qual attender -dovesse a debitori dil Monte Vecchio, l'altro dil Monte Nuovo, -et il terzo a le decime del Clero: et fonno eletti Mathio Donado, -Hieronimo Orio, et Alvixe Loredan, i quali tutti erano dil Consejo -di Pregadi, <i>licet</i>, non vi essendo, per ditto officio vi poteva intrar. -<i>Etiam</i> questi havea do exatori, Bertuci Loredan et Lorenzo Manolesso, -fatti <i>alias</i> per Collegio, <i>licet de his hactenus</i>. -</p> - -<p> -Continuamente erano Venetiani su pratiche de concluder la -liga, exortati da diversi oratori, <i>maxime</i> da quelli de Milan, benchè -qualche controversia fusse di adatar con li oratori dil Re di Romani, -perchè non havea commissione di far liga insieme con el duca -Ludovico, <i>rationibus superius allegatis</i>; et per questo se stava tanto -a concluder. <i>Etiam</i> perchè se aspettava lettere di Spagna et di Maximiliano. -Et tal pratiche al principio erano condutte nel Consejo -di X con la Zonta; el qual spesso se reduseva; <i>tamen</i> pur <i>etiam</i> conferiva -nel Consejo di Pregadi. Et a ciò si concludesse presto, per -Collegio, con autorità habuta dal ditto Consejo di Pregadi, fonno -eletti et dato tal cargo a tre patricii, che fusseno auditori de li ambassadori, -<span class="pagenum" id="Page_270">[270]</span> -<i>maxime</i> Re di Romani et Spagna, però che Milan quello -voleva la Signoria era contento; et questi dovesse referir et in Collegio -et in Pregadi la loro volontà et opinione. I qual fonno Marco -Bolani consegier, Lunardo Loredan procurator savio dil Consejo, -et Andrea Barbarigo, fo del Serenissimo Prencipe, savio di Terra -ferma. Et questi molto si affaticò in andar a caxa de ditti oratori; -<i>tamen</i> la messeno al fine. Et el Pontifice non se lassava molto intender. -<i>Unde</i> Hieronimo Zorzi kav.<sup>r</sup> ambassador a Soa Santità era -<i>sæpius</i> in consultatione; et pur esso Pontifice, oltra el legato suo -era in questa terra, mandò uno altro ambassador, el qual venne incognito, -<i>licet</i> poi, conclusa la liga, <i>palam</i> si dimostrò et come orator -dil Pontifice fu honorato, zoè Alvixe Becheto milanese, el qual era -colateral di le zente di la Chiesia. Et ancora Venetiani mandò per -lo episcopo di Calahorra legato, el qual era andato a Padoa a mudar -aiere, a ciò venisse a Venetia che si volevano expedir. Et a dì 24 -Marzo, fo la vigilia di la Nonciata, fo Pregadi; et in questo medemo -zorno ditto legato venne da Padoa, et con le barche di viazo medeme -venne alla riva dil Principe, et essendo suso el Pregadi andò -in camera dil Principe, el qual non se sentiva bene nè ussiva dil suo -palazzo. Et lui mandò per li Conseglieri et Cai dil Consejo di X, -et ivi conferiteno con ditto Alvixe Becheto. Fo divolgato li fo ditto -che al tutto volevano concluder, et che se el Pontifice voleva esser, -<i>bene quidem, siue autem</i> faria senza di lui. Et cussì a dì 24, a dì 26, -a dì 27, a dì 28, che fo 4 continui zorni, fo Pregadi, et comenzavano -a voler metter fine, perchè li oratori de Maximiliano <i>etiam</i> sollicitavano, -et el duca de Milano havea mandato una commissione in -man dil Prencipe nostro in publica forma, che, benchè fusse tre soi -ambassadori in questa terra, <i>tamen</i> la Signoria dovesse concluder la -liga, et far dil Stado suo quello a nostri pareva; che fo cossa assà -degna de memoria, et de qui ponerla; ma per essere secretissima non -ho potuto haverla. Di Pregadi se cazavano li papalisti ogni zorno. Et -a ciò se intenda, papalisti sono li patricii che hanno pare, fio, frar, -et fio de frar dediti a la Chiesia, zoè hanno benefitii et intrade; et -questi, essendo de Pregadi, quando se tratano alcuna cossa de Roma, -sono expulsi, per schivar li inconvenienti puoi occorer, a ciò le cosse -passino secrete: et questo si fa mentre non si è in liga o in paxe -con el Pontifice. Et ancora, essendo Pregadi suso, se reduseva Consejo -di X con Zonta, sì che, concludendo, tramavano ditta liga. Et -corrieri de Milan veniva in hore 24, de Roma in 50, et de Maximiliano -da Vormes ch'è mia 600 lontano de qui, in zorni 6, che -<span class="pagenum" id="Page_271">[271]</span> -fo cossa incredibile. Le cosse si strenzevano et andavano molto secrete. -Quello seguite sarà scritto di sotto. Et mons. di Arzenton non -andava più assà spesso in Collegio, come soleva; <i>imo</i> era admirato -di quello havesse a seguir, et zercava de intender qualcossa, nè si -vedea più con l'ambassador de Milan, come era assueto de andarvi. -Et è da saper che in questi zorni, al principio de quaresima, andò -in Collegio a dimandar a la Signoria che lui intendeva che si ragionava -per la terra di certa liga si tramava in questa terra, et che -era quasi certo, vedendovi tanti ambassadori, et che non sapea la -causa perchè questa liga si dovesse far, et che, si la fusse contra el -suo Re, questa Signoria li havia promesso bona lianza, et però pregava -la Signoria lo advisasse, et che el suo Re era presto a intrarvi -non essendo contra de lui: con altre simil parole. A le qual el Prencipe -li rispose sapientissimamente, secondo il solito; sì che, senza -saper altro, Arzenton tornò a caxa. Et non molto da poi accadete -che, ritrovandosi in chiesia di San Zanepolo uno cittadino da Catharo -chiamato Nicolò de Fano, el qual<i> alias</i> per Hieronimo Orio, -era lì rettor, fo bandito di Catharo per soi misfatti; questo si buttò -a piedi di ditto orator dil Re di Franza, dicendo che in questa terra -non si faceva justitia più, et che lui, che era ambassador di christianissimo -Re et justo, li volesse far uno salvo condotto potesse ritornar -a Catharo. Et vedendo alcuni patricii eran con ditto orator, lo -mandò via dicendo esser pazzo. Et pur lì continuando ne la soa richiesta, -mons. di Arzenton disse: va, va, sei in una terra che si fa -ragione etc. Et inteso tal cosa per li Cai dil Consejo di X fo subito -mandato a tuor dil chiostro de frati, perchè lui, da poi ditte tal bestial -parole, conoscendo l'error suo, non volse partirsi di loco sacro, -credendo esser sicuro. Ma per cose di Stado non si varda, et per esser -<i>crimen læsæ majestatis</i> fo mandato a tuor dove l'era, et menato -in presone, et datoli tortura. Poi nel Consejo di X fo spazato per -pazzo, zoè che 'l stagi 3 anni ne la preson forte serato; poi che sia -in libertà di quelli dil Consejo di X saranno in quello tempo de licentiarlo -o ver darli la punitione li parerà, col Consejo di X però. -Et cussì se ne sta in presone. -</p> - -<p> -Fiorentini considerando l'error suo, et che Pisa non ritornava -sotto il pristino loro dominio, li do ambassadori erano a Napoli, zoè -lo episcopo Soderini de Volterra et Neri Caponi continuamente dimandando -audientia dal Re de Franza, quella hebbeno, et li dimandono -prima che se Soa Majestà si havea a doler de Fiorentini, et se in -niuna parte se teniva offeso, che li fusse dato auditori, che volevano -<span class="pagenum" id="Page_272">[272]</span> -justificar el tutto. <i>Demum</i>, che non havendo fatto cosa niuna contra -la christianissima Majestà Soa, <i>imo</i> haverli dato ogni favore, che li -piacesse di farli render la soa terra di Pisa, <i>juxta</i> la forma di capitoli. -Ai qual el Re rispose: prima che non si lamentando lui de -Fiorentini fin hora, non bisognava justificatione, poi che quanto a -Pisa elli non la meritavano, et che li bastava che fusseno in loro libertà -et privi del governo de Medici; et che ogni dì Piero de Medici -lo molestava, et lui non li voleva dar orecchie; ma che havendo -Pisani voluto esser sotto soa protetione, et levato la soa insegna, -non poteva far non manco di custodirli et mantenerli in libertà, sì -che zerca Pisa più non se parlasse. <i>Unde</i> Fiorentini vi mandò uno -protonotorio de Caponi per ambassador, el qual a dì primo April passò -per Roma, et non molto da poi, havendo habuto el Re le fortezze, -elexeno nel loro Consejo quattro ambassadori a Soa Majestà, sì per -congratularsi di tanta vitoria, <i>quam</i> per veder al tutto de haver Pisa, -et el Re li observasseno li capitoli promessi et jurati de observer: ancora -per Monte Pulzano. I qual fonno questi: Guido Anton Vespuzi -cavalier, Bernardo Ruzelai, Lorenzo Morelli et Lorenzo di populani, -<i>olim</i> de Medici. Et prima nel numero di questi quattro elexeno Paulo -Antonio Soderini, che fo qui ambassador l'anno passato, et non vi -volse andar, sì perchè suo fratello lo Episcopo di Arezo era lì dal -Re oratore, <i>quam</i> per altre occupatione. <i>Unde</i> in loco suo elexeno -uno de questi altri, et cussì a la fine de Marzo partino di Fiorenza -con gran pompa, andono a Roma, poi a Napoli, et arivò a dì 3 April -a Napoli; erano con manege dogal. Et el successo loro intenderete -poi. -</p> - -<p> -Quelli di Monte Pulzano, havendo intendimento con Senesi per -essere loro vicini, rebelono a Fiorentini, et si deteno a Senesi. Levono -le loro insegne a dì.... Marzo, et scaziando el dominio ivi -era per Forentini: <i>unde</i> vedendo Fiorentini questo, subito spazò uno -corrier al Re de Franza, quasi come loro protetore, a dimostrarli -questo. Et da poi vedendo gli oratori fiorentini dolendosi al preditto -Re, per soa excusatione Senesi elexeno do ambassadori a Napoli a -Soa Majestà, i quali assà ben in ordene partino de Siena, et zonseno -a dì 7 April a Roma, <i>demum</i> andono a Napoli, dove bonazò le cose, -et teneno Monte Pulzano. -</p> - -<p> -Pisani volendo al tutto esser in libertà, et si difendevano da -la zente fiorentina, essendovi in so aiuto el sig. Fracasso di San Severino -mandato ivi per el Duca de Milano, et in questo tempo mandono -4 ambassadori a Napoli, a ciò el Re non si movesse di opinione -<span class="pagenum" id="Page_273">[273]</span> -di mantenerli in libertà. Et questi veneno molto ben in -ordine. -</p> - -<p> -Lucchesi ancora non potendo haver ottenuto Pietrasanta, che fo -sua, dal Re preditto, li mandono do altri ambassadori a Napoli a -pregar Soa Majestà li volesse render li ducati diexe milia a lui prestadi, -con promissione, <i>quam primum</i> fusse intrato in Napoli, di doverli -render: ma nulla poteno fare, perchè el Re zercava danari, et -questi li domandava. -</p> - -<p> -A Milano el Duca, havendo pur paura dil suo Stado, havendo -za principiato a voler refar le mura circonda Milan che erano assà -vechie, havea messo una universal angaria a pagar tanto per persona -per causa de ditte mura, ma al presente era de bisogno de far -altre preparatione; et fece far la descriptione degli homeni da fatti -nel suo dominio. Ancora assoldava zente sì da cavallo <i>quam</i> provisionati, -et diceva voleva haver cavalli 8000 et assà fanti. Et molto -carezava Sebastian Badoer ambassador veneto, facendo grande extimatione -per essere homo dignissimo. -</p> - -<p> -Ancora zonse a Milano quel ambassador de re Ferandino, chiamato -Scipio de Filomarino cavalier, nominato di sopra, et molto dal -Duca fo carezato et ivi restò. Et havendo mandato a la Signoria, come -ho scritto, esso Duca la sua commissione zerca a la conclusione di la -liga, la qual molto desiderava, et visto la forma di capitoli, et tenendola -za per conclusa, come quasi era, fo molto aliegro. Et in questi -zorni fo a parlamento con mons. di la Ruota, oratore dil Re de -Franza lì a Milano, dove <i>etiam</i> si trovò l'ambassador veneto. Et li -disse el Duca: <i>Domine orator</i>, siate certo che a Venetia col nome de -Dio si conclude una liga, la qual reputo sia fatta con li primi potentati -dil mondo, et quando loro non la facesseno, la Ill.<sup>ma</sup> Signoria et -io siamo ligati a conservatione de li Stadi nostri. Questo perchè el -Re nostro, oltra che li havemo prestato assà quantità d'oro, dato el -passo contra el sangue nostro, et mediante el nostro favore ha ottenuto -el Regno di Napoli, scaziato quel povero re Ferandino mio nepote, -che a hora va remengo, et è sta cridato tra soi di venir a Milano; -et questo è il merito ne rende. Avisandovi come, essendo dacordo -la Illustrissima Signoria et nui, non havemo paura di niuno, -non che essendovi altri potentati, qual intenderete. Et si 'l Re vorrà -passar, vorremo i danar nostri che li havemo prestati et fatti prestar -a Zenoa. Ancora scrisse a Zenoa fusse licentiato quelli Franzesi -che ivi erano per nome dil Re, per voler far armada, tra li qual era -el fradello dil card. Samallo, chiamato mons. Zeneral de Linguadoca, -<span class="pagenum" id="Page_274">[274]</span> -et che de lì se dovesseno partir. Et che ponesseno in ordene X -galie et do nave grosse, et quelle subito armasseno a requisitione -soa. Et mandò danari al suo commissario era ivi, Coradolo Stanga -protonotario, el qual za molti anni in Zenoa era Stado per suo nome -comissario. Ancora vi mandò de Milano a Zenoa per costodia 500 -fanti, a ciò quella riviera fusse custodita; et scrisse a la Marchesana -di Monferà, fo moglie dil marchese Bonifacio, el qual Stado a lui era -recomendato, che non dovesse lassar più passar de que' Franzesi, -imo ponesse ogni custodia a li passi, et facesse diligentia più non vi -passasse, come fino hora erano passati; ma ben quelli ritornava in -Franza dovesse lassar ritornar. Questo fece perchè in Aste se intendeva -esser zonte nuovamente lanze 500 franzese, le qual volevano -venir di qua da monti. Et come per lettere di Roma se intese che in -Italia se aspettava in soccorso dil Re, per augumento di le soe zente, -el Prencipe de Orangie et el Marescalco de Bergogna, i qual sono -gran signori in la Franza, et di primi capitani dil Re, i qual venivano -con 300 lanze. Oltra de questo esso Duca de Milano notificò a -la Signoria come, parendo a quella, era de opinione de andar a tuor -Aste, la qual impresa reputava molto facile et, conclusa che fusse -la liga, voleva andarvi: la qual cossa fo molto cativa, perchè sdegnò -el Duca de Orliens, et li tolse la città di Novara, come scriverò -di sotto. -</p> - -<p> -A Ferara el Duca elexe in questo tempo do ambassadori a Napoli, -ad alegrarsi col Re de Franza de la vittoria, et conferir altre -cosse con lui: i quali erano Bonifacio de la Bevilaqua Kav.<sup>r</sup> et Julio -Tasson Kav.<sup>r</sup> I quali si partino benissimo in ordine, et andono fino -a Rimano, et poi, <i>nescio qua de causa</i>, esso duca li fece ritornar, et -più non li mandò, o fusse perchè sapeva di questa liga, o vero il -zenero Duca de Milano li scrivesse non era tempo de mandar ditti -oratori. -</p> - -<p> -A Venetia, a dì 25 Marzo, el zorno de Nostra Donna, per lettere -venute da Zenoa se intese come loro havevano di XI dil presente -da Lion, i quali scriveano haver da Londra di 21 Fevrer come -a dì 7 Zener di note passando in mar di Spagna su le seche de Sain -o vero di Bertagna do galie de Fiandra venete erano naufragade; -però che za se havea inteso di la fortuna grandissima habuta, et de -45 navilii che si partino per andar a Londra non scapolò se non la -terza galia, patron Piero Bragadin et la nave di Anzolo Malipiero. -Adoncha queste do galie de Fiandra, di le qual era capetanio Polo -Tiepolo, cognominato da Londra, patroni Andrea Tiepolo et Bortholamio -<span class="pagenum" id="Page_275">[275]</span> -Donado, i quali si annegono insieme con XX altri patricii nostri, -che saranno nominati di sotto, et persone in tutto n.º 500. -<i>Etiam</i> se intese esser rota ivi la nave de Hieronimo Zorzi cavalier -et fratello, carga de vini, la qual in tal fortuna naufragò: benchè -da poi, come scriverò di sotto, ditta nave havendo scorso grandissimo -pericolo, zonse a Londra a salvamento, che fo <i>mirum quid</i> che -le nave zonzesse et le galie perisse, chè <i>raro aut numquam</i> galie suol -romper et perir in mar per fortuna. Benchè del 1437, capetanio Marin -Mozenigo, in questo medemo luogo do altre galie de Fiandra si -rumpete, et el capetanio con gli altri annegati. -</p> - -<p> -Questa rotta fo assà danno a Venetiani a presso ducati 100 milia, -oltra la morte di patricii et homeni marittimi persi, et <i>mirum -est</i> che de tanto numero pur uno vi scapolasse, ma come poi per lettere -di Piero Bragadin patron di l'altra galia, drizate a la Signoria, -se intese, che cessata la fortuna, et lui zonto a salvamento perchè -se ingalonò, et si questo non era sarebbe rotti. Mandò a veder ivi -dove have la fortuna, di la qual judicava ditte galie fusse perite, et -trovono in mar arbori di galie, scrigni etc. sì che certo fo che erano -rotte: la qual fortuna durò.... zorni continui, benchè ancora nostri -stava in expetatione de intender altro avviso; pur non si trovava -a segurar a ducati 70 per cento. Et <i>tandem</i> a dì 8 April -venne uno fante di Londra, per el qual tutti quasi inteseno el certo, -che fo queste lettere de ditto patron, e tutti levono coroto, che -fo una cosa obscura a veder tanti mantelli a Venetia et panni bruni -per li patricii mancati. Et preseno in Pregadi che ditta galia dovesse -tuor nel ritorno in sua conserva, oltra la nave Malipiera, do -altre nave forestiere, et quelle pagarle di denari di la Signoria, oltra -un certo <i>quid</i> havesse di le mercadantie; et poi, inteso la nave Zorzi -era salva, <i>etiam</i> quella fo messa a ditta conditione. -</p> - -<p> -Questi sono li patricii annegadi su le galie de Fiandra. Et prima -galia, capetanio ser Polo Tiepolo; patron ser Andrea Tiepolo -de ser Matio; nobeli ser Mafio Girardo q.<sup>m</sup> ser Francesco, ser Cabriel -Soranzo q.<sup>m</sup> ser Zacharia, ser Christofol Tiepolo de ser Mattio, -ser Andrea Valier de ser Dolfin, ser Hieronimo Zustinian de ser -Dardi, ser Zuanmaria Pasqualigo de ser Marco, ser Dolphin Venier -q.<sup>m</sup> ser Christofolo. (<i>Seconda</i>) galia patron ser Bartholomio Donado -q.<sup>m</sup> ser Antonio el cavalier, ser Antonio Donado de ser Hieronimo -el kavalier, ser Benedetto Orio de ser Zuanne, ser Santo Venier q.<sup>m</sup> -ser Piero, ser Hieronimo Foscarini q.<sup>m</sup> ser Zacharia, ser Andrea -Girardo q.<sup>m</sup> ser Francesco, ser Francesco Mozenigo q.<sup>m</sup> ser Lorenzo, -<span class="pagenum" id="Page_276">[276]</span> -ser Jacomo de Mezo q.<sup>m</sup> ser Alvise, ser Andrea Pisani q.<sup>m</sup> ser Francesco -dal Banco, et ser Lorenzo Donado q.<sup>m</sup> ser Alvise. Et poi a -dì... April nel Consejo di Pregadi messeno tre galie al ditto viazo, -et fonno incantate le galie secondo el consueto. Et a dì 10 April -eletto nel Mazor Consejo capetanio Domenego Contarini era stato -capetanio di le galie di Beruto. <i>Et tamen</i> per la guerra successa -con el Re de Franza, andando per le sue terre dove sarebbeno (in) -qualche pericolo, per questo anno non andò; sì che oltra li altri -danni ne fece ditto Re de Franza, questo viazo de Fiandra non -andò. -</p> - -<p> -Per lettere de Antonio Bon, conte et capetanio a Dulzigno, se -intese come Albanesi era sta mal menati da Turchi, per le novità -haveano cercato de far a presso Crose, et che molte aneme erano sta -menate via et fatto gran danno Camalli turco, corsaro nominatissimo, -el qual za alcuni anni in mar dannizava molto; <i>unde</i> fo mandato -galie et barze, <i>tamen</i> nostri mai ha potuto metterli le man adosso, -che summamente desideravano, et sempre è fuzito. Et prima al tempo -de Hieronimo Contarini, essendo capetanio di le galie de Barbaria, -et Sebastian et Marco Antonio Contarini fradelli, patroni, et ritrovando -ditto corsaro a Tripoli in Barbaria lo investiteno, prese alcune -barze, et lui si butò a l'aqua, et montato in una fusta fuzite. <i>Unde</i> -ditto capetanio fo remunerato, che essendo fuora fo eletto capetanio -al colpho, et <i>nunc</i> rimase Proveditore in armada, Sebastian Contarini -fo fatto capetanio di le galie dil trafego in questo anno, et Marco -Antonio suo fradello fo eletto sopracomito: sì che tutti quelli si -porta bene da questa inclita Republica nel Senato sono rimunerati. -</p> - -<p> -Ancora da Andrea Loredan, essendo capetanio di le nave armade, -lo andò a trovar in Barbaria, et have certo danno et perse qualche -legno de li soi, et lui fuzite in terra. Or al presente, intendando -Zuan Francesco Venier come ditto corsaro era venuto sul mare, -quello andò seguitando fino in Canal di Negroponte, ma el Bassà de -lì, passato che fo ditto Camalli di là, bassò il ponte, et non volse -ditta galia li andasse driedo. Et ditto soracomito volse dar a quel -Bassà ducati 500, et lui <i>minime</i> volse accettar, <i>licet</i> questo fusse -contra i capitoli di la paxe si havea col signor Turco. Et cussì Camalli -fuzite di le man di nostri. -</p> - -<p> -In questo mexe di Marzo a Venetia fo gran pioze, <i>adeo</i> pareva -volesse ritornar l'inverno, dove veniva l'istade, et a dì 27 ditto nevegò, -ma durò poco la neve sora la terra. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_277">[277]</span> -</p> - -<h3 id="lib2-37"><i>Quello seguite a Roma in questo tempo.</i></h3> - -<p> -A Roma el Pontifice temendo che, si era in liga, essendo el -Re de Franza vicino et potente in le arme, lui dovesse esser el primo -che havesse a patir, benchè era ragionamenti dovesse partirsi -di Roma et venir in Ancona, dove staria securamente, et in ogni -tempo porave trasferirse in loco più securo, ma pur li doleva lassar -Roma; et consultando con el cardinal Ascanio vicecancellario, con -el qual era pacificato; et scrisse brievi a la Signoria et al Duca de -Milano, che le fusse mandato 500 cavalli lezieri per uno et 1000 -fanti, a ciò che la città de Roma fusse custodita, et <i>maxime</i> la soa -persona; et che si havea pensato el meglio era non partirsi de Roma, -sì per non lassar quella città cussì, come <i>etiam</i> perchè li Cardinali -non lo seguitarebbe, et remanendo tra loro havriano potuto -crear uno altro Papa, et poner scisma in la Chiesia de Dio; et che -molti Cardinali li era contrarii, et non desideraveno altro. Et di qua -veniva che questo Pontifice non si lassa intender chiaro di voler esser -in sta liga, <i>tamen</i> ne havea voglia grande. Li prelati de Roma -occultavano se intendeva el Re de Franza dovea venir di brieve -ivi<a class="tag" id="tag126" href="#note126">[126]</a>. -</p> - -<p> -Et venuto lo ambassador dil Re de Franza a Roma, come scrissi -di sopra, et habuto audientia, dimandò la investisone <i>et cetera</i>; -<i>etiam</i> in narratione tocò alcune parole, che 'l suo Roy intendeva di -una liga si praticava a Venetia, et che era certo Soa Santità non li -saria nè faria cosa alcuna contra el Roy. A le qual parole, usate le -debite risposte, el Papa tolse rispetto di voler far concistorio et responderli; -et che inteso l'opinione de Cardinali li risponderia; et scrisse -in questa terra et a Milano <i>quid respondendum. Unde</i> li fo rescritto -dovesse Soa Beatitudine darli bone parole fino fusse sigillata la liga; -et poichè conclusa fusse, più largamente li poteva dar la repulsa, et -che per niun modo lo investisse. Et pur ditto ambassador continuamente -dimandava risposta, onde a dì 29 Marzo el Pontifice chiamò -concistorio, dove notificò quello ditto oratore li havea richiesto, et -che havia exposto come el suo Roy havea acquistato col nomine di -Cristo tutto el Reame de Napoli. Secondo che l'era de opinione de -andar contra infedeli, et per questo Soa Beatitudine, come capo di la -<span class="pagenum" id="Page_278">[278]</span> -Christianità dovesse exhortar li potentati de Italia a questo, perchè -lai era promptissimo. Tertio che dovesse investirlo dil Reame ditto, -acquistato et <i>de jure</i> a lui pervenuto, et mandar uno Cardinal a Napoli -a coronarlo, quello Regno <i>pacifice et quiete</i> possedendo, <i>etiam</i> -sì come per li capitoli li era sta promesso. Et cussì in concistorio el -Pontifice volse che tutti li R.<sup>mi</sup> Cardinali dicesse la soa opinione -zerca a la risposta. <i>Unde</i> el Cardinal di Napoli, amico molto dil Re -de Franza, disse che si dovea risponder cussì: alegrarsi con Soa -Majestà di la vitoria, et che zerca a l'andar contra infedeli era util -cossa; <i>demum</i> che si dovesse dar la investisone, et mandarli a incoronarlo -a Napoli, sì come fo fatto a re Alphonso, dicendo la ragione -che 'l moveva a dir questo. Poi parlò el Cardinal...... et laudò la -prima parte di alegrarsi di la vitoria. A la seconda molto vehemente -exclamò: era bona et perfetta opera de andar contra infedeli. A la -tertia che non era de opinione di darli la investisone sì presto, nè -mandarlo a incoronar, se prima non se intendeva <i>quomodo</i> lui la dimandava, -<i>maxime</i> essendo <i>adhuc</i> re Ferandino in parte di Stado in -Reame. Poi parlò el cardinal S. Dyoniso, franzese, largamente, che -si dovesse far quanto el Roy dimandava, dicendo molte alte parole, -le qual <i>ad plenum</i> non se intese, et cussì altri Cardinali è da judicar -dicesseno el parer loro. <i>Unde</i> parse al Pontifice de far chiamar dentro -ditto orator franzese, et dimandarli el modo lui dimanderia tal -investisone et coronatione. Et cussì venuto dentro li dimandò; et -esso orator disse do volte nè mai mutò parola, se non: io la dimando -che 'l mio Roy sia investido, come colui che <i>pacifice</i> possiede ditto -Reame, et mandar uno Cardinal a Napoli a incoronar Soa Majestà, -et non lo volendo mandar disse havea in commissione di notificar a -Soa Beatitudine, come lui in persona vegneria a Roma a tuor la -corona, perchè el vol esser coronato <i>juxta</i> la promessa. Et el Papa -rispose: nui havemo consultato con li fratelli nostri Cardinali; -se alegremo molto di la soa vittoria habuta, et zerca a l'andar -contra infedeli metteremo ogni nostra forza; ma quanto a la investisone -et coronatione, se vol saper come el vostro Re la dimanda; -et, se niuno ne ha prejuditio, se vol aldir le parte, et far le cosse -passino con el debito di la rasone et muodi di la Sedia Apostolica, -sì come comanda li sacri canoni et decreti. Et che scrivè al Re in -bona forma et dixè che nui ge la volemo dar, et che per questo el -non vegni qui a Roma, perchè venendo forsi el non ge troverà; et -advisè Soa Majestè come siamo stimolato di esser in una liga si -trama da li primi potenti dil mondo. Queste parole disse perchè za -<span class="pagenum" id="Page_279">[279]</span> -havia scritto al legato et suo ambassador Alvise Becheto dovesseno -sottoscriver a li capitoli, et za reputava fusse fatta. Ancora mandò a -dimandar al Re preditto a Napoli el corpo de Gem sultan, el qual el -Re non lo volse dar et quello custodiva. -</p> - -<p> -Et a dì 25 Marzo intrò in Roma et a tutti se dimostrò el Cardinal -de Valenza, el qual da poi fuzite dil Re fin hora era stato ocultato; -al presente, non timendo più el Re, ritornò a Roma. -</p> - -<p> -A dì 30 Marzo, che fo la quarta Domenega de Quaresima, havendo -in consueto el Pontifice ogni anno in tal zorno de dar o mandar -a donar la Ruosa d'oro a quel Re o Potentia a lui più grata; -<i>unde</i>, in questo anno 1495, ditto la messa in San Piero dove era li -Cardinali et oratori, chiamò Hieronimo Zorzi cavalier ambassador -veneto, al qual, <i>nomine Reipublicæ suæ</i>, li presentò la ditta Ruosa -in mano, dicendo molte parole in laude di la Signoria nostra, et -che era Republica christianissima et molto devota alla Chiesia Romana; -<i>unde, merito</i> li presentava ditta Ruosa, la qual lui voleva -mandarla per uno suo familiar a posta fino in questa terra a presentar -in man del Prencipe. Et cussì scrisse a la Signoria de voler far. -Et è da saper che questo è uno degnissimo presente, et, <i>ut plurimum</i>, -suol mandar a donar a Re; et l'anno passato la mandò a -donar al Re de Franza fino in Franza, et l'altro avanti al Re di Romani. -Et za una simile Ruosa fo donata a tempo di Antonio Donato -del 1475, che se ritrovò orator a Sisto quarto Pontifice, et fo fatto -kavalier; el qual successe a la legatione dil carissimo Lunardo Sanudo -genitore mio, che dil 1474 a dì 11 Ottubrio a Roma morite. -La qual Ruosa repatriando ditto oratore la portò, et, presentata a la -Signoria, fo posta ne le zoje di S. Marco, dove <i>etiam</i> questa fo posta, -nè avanti più in niun tempo Venetiani hanno habuto tal presente. -Et a dì 21 April che fo el Marti de Pasqua, essendo zonti in questa -terra domino Jacobo fiol natural dil Duca di Cardona, di nacione cathelano, -con la Ruosa d'oro mandava el Pontifice a la Signoria come -ho ditto; et venuto el Prencipe con li oratori in Chiesia de S. Marco, -dove per el patriarca Thoma Donato nuovamente eletto in loco de Maphio -Girardo cardinal di la Romana Chiesia <i>tituli sancti Sergii et -Bacchi</i>, el qual da poi la creatione di questo Pontifice ritornando a -Venetia a..... morite. Or fo mandato alcuni patricii a tuor ditto -messo era alozato a san Greguol, dove alozava Alvixe Becheto ambassador -dil Pontifice, <i>tamen</i> a sua posta et spese di S. Marco; et -venuto presentò la ditta Ruosa su l'altar di san Marco, et ditto che -fo la messa, lui medemo la tolse in mano et venne davanti el Prencipe; -<span class="pagenum" id="Page_280">[280]</span> -et prima li aprexentò uno brieve apostolico, la copia dil qual -sarà qui sotto scritta, et poi presentò in man dil Prencipe la Ruosa, -et disse alcune parole latine. <i>Unde</i> el Prencipe, tenendola in mano, li -rispose sapientissimamente; poi andono con quella pur in man in -processione per la piaza a torno di la chiesia, et andò fino in palazzo; -poi tolse licentia et con la Ruosa <i>etiam</i> in man fino nel suo -palazzo andò. Et ditto Jacobo de Cardona have luogo di ambassador -dil Papa, mentre stete in questa terra. Et benchè questo non fusse -suo loco per l'ordine de' tempi, pur ho voluto qui scriver; et poi fo -decreto nel Consejo de Pregadi de donar a ditto portator di la Ruosa -ducati 300 d'oro venetiani, et darli una vesta damaschin cremesin -fodrà di raso. Et poi a dì 28 April partì di questa terra, tolto -licentia da la Signoria, et ritornò a Roma. -</p> - -<h3 id="lib2-38"><i>Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Illustr.<sup>m</sup> Principem -et Senatum Venetum</i></h3> - -<p class="indr"> -<span class="center smcap">Alexander Papa VI</span> -</p> - -<p> -Dilecti filii, salutem et apostolicam benedictionem. Vetus consuetudo -mosque sanctissimus est, ut Romanus Pontifex, peracta sacrorum -celebratione, die qui quartus est Dominicus in quadragesima, -Rosam auream, chrismate sancto delibutam et odorifero musco inspersam, -cum apostolica benedictione illustri cuipiam catholico Principi -dono det. Magnum profecto et dignum divina laude mysterium, -in quo non muneris aestimanda est quantitas, sed altioris significationis -qualitas interpretanda. Nos qui, divina dispositione, meritis -licet imparibus, pastorale culmen S. R. Ecclesiae obtinemus, cum vellemus -praeclarum hoc munus nunc adimplere, hoc ipso quarto XL<sup>mae</sup> -dominico die mentem ad Vestram Nobilitatem convertimus, quam -hoc loco dono dignam judicavimus, quae Sanctam hanc Sedem singulari -devotione semper est prosecuta. En igitur, filii praedilecti, -Rosam hanc laetissimo animo et devota veneratione suscipite, monumentum -et pignus nostrae in Nobilitatem Vestram benivolentiae, -quam ei per dilectum filium Jacobum de Cardona scutiferum et familiarem -nostrum continuum commensalem mittimus. Nec Nobilitatem -Vestram auri fulgor sed divinae significationis contemplatio teneat. -Sancta enim Ecclesia hoc donum per manus Summi Pontificis ordinavit, -ad declarandam laetitiam et gaudium ex humanis generis -liberatione susceptum. Quod omnipotens Deus miseratus suam servitutem, -<span class="pagenum" id="Page_281">[281]</span> -pretiosissimo sanguine suo redemit, sicuti in Veteri Testamento -per liberationem Israelitici populi praefiguratam erat. Recreat -enim nos gloriosissimum Corpus Domini nostri Jhesu Christi, -fovet, sublevat et in mediis laboribus consolatur. Cui, non iniuria, -rosa ipsa comparata est: nullus quippe flos, omnium quos alma mater -terra protulit, aut aspectu iucundior aut odoris suavitate fragrantior -est. Penetret igitur in sensus Vestrae Nobilitatis, filii predilecti, -divinus odor ut, eo repleti, magnanimitatem ac devotionem vestram -continue magis explicetis, atque hoc divinum opus orthodoxae fidei -et Sanctae huius Sedis defendendae totis viribus complectimini ut, -Domino Deo auxiliante, optata pax Ecclesiae suae Sanctae cum Vestrae -Nobilitati gloria reddatur. Datum Romae apud S. Petrum sub annulo -Piscatoris XXVIIII Marcii 1495 Pontificatus nostri anno tertio. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">L. Podocatharus.</span> -</p> - -<p> -A tergo — <i>Dilectis filiis nobilibus viris Duci et Dominio Venetiarum.</i> -</p> - -<h3 id="lib2-39"><i>Responsio Venetorum</i></h3> - -<p> -Sanctissimo et beatissimo in Christo patri et domino domino -Alexandro digna Dei providentia Sacrosanctae ac Universalis Ecclasiae -Summo Pontifici Augustinus Barbadico Dux Venetiarum etc. -pedum osculo beatorum. Sacratissimum ac suavissimam aureae rosae -munus quo nos licet absentes donandos ornandosque censuit -summa clementia Beatitudinis Vestrae ea veneratione et observantia -ea leticia et iucunditate animi fuit a nobis reverenter susceptum -ut vix affectus eiusmodi nostros exprimi posse putemus, cum mittentis -et missi muneris excellentiam qualitatemque altius consideramus. -Duo etenim in auctore doni potissimum animadvertimus: supremam -auctoritatem maiestatemque Sanctitatis Vestrae et erga nos -praecipuum studium paternamque dilectionem. Alia item duo, ex parte -delati muneris, fuimus contemplati, literalem scilicet ipsius significationem -et spirituale eiusdem latens mysterium, a Sancta Romana Ecclesia -institutum, et vere ex omni parte religione refertum ac uberibus -gaudii et consolationis, ob humani generis de veteri captivitate liberationem -praefiguratam. Sed et alia duo accessere ad ornamentum tam -praeclari doni, exacta prudentia et rara quaedam gratia illud ferentis -spectati viri domini Jacobi de Cardona familiaris et nuncii Beatitudinis -Vestrae. Gratias igitur amplissimas habemus et agimus -Vestrae Sanctitati, et quia in referendis impares nos esse novimus -<span class="pagenum" id="Page_282">[282]</span> -et fatemur, hoc saltem testatum volumus gratissimo et memori animo -perspicuum hoc documentum dilectionis et caritatis Vestrae -Beatitudinis erga nos esse conservaturos. — Data in nostro ducali -palatio die ultimo Aprilis MCCCCLXXXXV indictione XIII. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Gaspar Vidua.</span> -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -In questo mese di Marzo accadete a Perosa, ch'è città nobilissima -et antica in Toscana, za primaria, al presente la terza; fo edificata -secondo Justino, Varrone e gli altri da Achei, avanti la città -de Roma; è situada quasi tutta su monte; è paese ameno, fertile et -dilectevole, et fo di muraglie circundata da Ottaviano Cesare Augusto, -et par ancora sopra le porte fusse chiamata Augusta per lettere -antique vi si leze. Vi è lo studio in ogni facoltà, templi grandi -et palazzi degni. Vicino a questa città el lago Trasimeno, abondantissimo -de optimi pesci, dil qual la Camera Apostolica vi cava ogni -anno assà miara de ducati. Fo da Goti sette anni obseduta, et <i>tandem</i> -presa, et quasi tutta brusata, et san Herculano loro episcopo fo -martorizato, dove è el suo corpo, come da chi vi fu intesi. -</p> - -<p> -Questa terra situada, come ho ditto, in monte, e tutto intorno -vallade et monticelli pieni de castelletti: sono molte olive, biave, -vigne etcet. et belle donne: vanno vestie quasi come quelle de Milano, -ma portano le code più longe, et scarpe con ponta, et va con -li capeli zoso per la spale alcune, et altre al modo nostro, ma con -veste serate davanti, et non si vede cussì le spale. Li homeni vestiti -a modo di romani, con li mantelli con fenestrelle, et li zoveni molto -galanti effozano (<i>sfoggiano?</i>) e tutti quasi con spade senza fodro sotto -li gabani portano. Però che in questa città è do grandissime -parte: zoè Baioni et Odi. Li Baioni teneno con Orsini, et sono al presente -dentro, et domina la città, la qual si reze per loro medemi, fanno -li consoli etc. Ma li Odi sono da la parte Colonnese, et a hora è foraussiti: -<i>tamen</i> ogni zorno molestano ditta città, <i>adeo</i> si convien star -sempre armadi, et come per lettere di primo April di l'ambassador -de Corte se intese, che ditti Odi foraussiti fece assunanza de zente -et tolseno la terra di Todi, corseno fino a Perosa, ma poi da li Baioni -et altri dentro, con aiuto de Orsini, fonno rebatudi. <i>Tamen</i> ditti -foraussiti, con aiuto dil Duca d'Urbino et el sig. Julio da Camarino, -se ponevano in ordine per ritornar a l'impresa de Perosa. Quello -seguirà scriverò di sotto. Stanno lì intorno. Ma a la conclusion di -la liga fatta in questa terra veniamo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_283">[283]</span> -</p> - -<h3 id="lib2-40"><i>Conclusione di la liga fatta a Venetia, et el modo che la fu conclusa.</i></h3> - -<p> -Domente queste cose intraveneno, a Venetia essendo su pratiche -di concluder la liga, et havendo acordato li capitoli, et li tre deputati -a questo patricii optimamente avendo operato, preso nel Consejo de -Pregadi de sigillarli, et zonta la comissione a li oratori dil Re de Romani, -venuta mia 600 in zorni sette, ch'è cosa incredibile, et quelli -solicitando molto, dicendo non esser tempo de dimorar; et ben che -el Prencipe nostro fosse ancora amalato nè ussiva de camera sua, -pur vi volse esser, et cussì a dì ultimo Marzo, de Marti, con grandissima -pioza et vento, <i>adeo</i> che li oratori stavano a la Zueca convenne -venir a quattro remi per barca, tanto era grande la fortuna, -et pur deliberorono tutti de redurse insieme et sigillar ditti capitoli, -et in palazzo dil Prencipe ne la soa camera si reduse li Conseieri, -Savii dil Consejo, Savii di Terraferma, Cai dil Consejo di X, Zuan -Diedo canzelier grando, et li secretarii deputadi. Et a ciò memoria -eterna sia de chi vi si trovò, ho voluto qui tutti notarli. -</p> - -<h3><i>Questi sono quelli patricii si atrovavano a la sigillatione di la liga.</i></h3> - -<p> -<i>El Serenissimo et excellentissimo Principe</i> -</p> - -<p> -<span class="smcap">D. Augustino Barbadico</span> -</p> - -<p> -<i>Conseieri</i> -</p> - -<ul> -<li>ser Andrea Querini</li> -<li>ser Thoma Mozenigo</li> -<li>ser Marco Bollani</li> -<li>ser Francesco Foscari da S. Lorenzo</li> -<li>ser Fantin da ca da Pesaro</li> -<li>ser Marco Barbo</li> -</ul> - -<p> -<i>Savii di Terraferma</i> -</p> - -<ul> -<li>ser Piero Duodo</li> -<li>ser Francesco Tron</li> -<li>ser Andrea Barbarigo q.m Serenis.<sup>mo</sup></li> -<li>ser Alvise da Molin</li> -</ul> - -<p> -<i>Savii dil Consiglio</i> -</p> - -<ul> -<li>ser Nicolò Mocenigo Proc.<sup>r</sup></li> -<li>ser Ferigo Corner P.<sup>r</sup></li> -<li>ser Domenego Moroxini P.<sup>r</sup></li> -<li>ser Toma Trivixan P.<sup>r</sup></li> -<li>ser Costantin di Priuli</li> -<li>ser Cristofal Duodo P.<sup>r</sup></li> -<li>ser Francesco Foscarini da San Polo</li> -<li>ser Lunardo Loredan P.<sup>r</sup></li> -</ul> - -<p> -<i>Cai dil Consejo di X</i> -</p> - -<ul> -<li>ser Piero Donado</li> -<li>ser Mathio Loredan</li> -<li>ser Francesco Mozenigo</li> -</ul> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_284">[284]</span> -</p> - -<p> -Et reduti che fonno tutti, mandono per li oratori che dovesseno -venir. Et prima venne quello dil Re et Raina de Spagna; poi -li tre di Maximiliano Re de Romani, mancava d. Leonardo Felz -cavalier el qual era amalato; poi li tre dil Duca de Milano; et <i>demum</i> -el legato dil Pontifice, con d. Aloisio Becheto <i>etiam</i> ambassador a -questo <i>praecipue</i> mandato. Et in quella hora medema li venne lettere -da Roma, che dovesse al tutto sigillar la ditta liga, et prometter -per nome dil Re et Raina de Spagna di rato che in termene de do -mexi el ditto Re et Raina ratificheria tutto; come <i>etiam</i> el suo orator -cussì promesse et subscrisse; questo perchè non havia commissione -di conlegarse con altri che con la Signoria nostra, et cussì poi -essi Re ratificò ogni cosa. Or reduti tutti questi da poi disnar fino -a hore do di notte steteno a formar li capitoli et farne cinque copie -autentiche, et in nome de Yhesus Christo et de San Marco a hore -zerca 24 la concluseno, et sottoscrisseno ditti capitoli. Et el legato -sottoscrisse per nome dil Pontifice et di Spagna, come ho ditto; et -per nome dil Papa prometteva di rato per ditti Regali de Spagna. Et -per Venitiani sottoscrisse li tre deputati nominati di sopra, et li -capitoli fonno in tutto n. 18, <i>inter cetera</i> che tutte ditte potencie -prometeva in bisogno in favor di la liga di dar per uno cavalli 800 -et 4000 fanti, eccetto el Pontifice che dava la mità: et questo in -Italia. Ma in caso bisognasse mandar fuora de Italia, era in libertà -de mandar o le zente, o vero mandarli ducati 60 milia, zoè la Signoria -et Milano. <i>Item</i> che in termene de mexi do li collegadi debbino -haver dati li soi adherenti et recomendati. <i>Item</i> non possi esser -accettà in ditta liga niuna potentia simile a loro, <i>sine consensu -omnium colligatorum</i>. <i>Item</i> la liga dà al Re di Romani, venendo a -Roma a coronarse, 400 homeni d'arme, zoè cavalli 1600 la Signoria -et altrettanti Milano di l'andar et di ritorno. Et altri capitoli, li -quali fonno tenuti assà secreti, et però non mi extenderò molto in -doverli qui scrivere. Et concluseno di manifestarla a tutti la matina -seguente, et far sonar quivi campanon, facendo gran feste et fuogi, -et per tutte terre e luogi di la Signoria nostra. <i>Demum</i> a ciò che -tutti li collegati potesseno in uno zorno far solenne processione, et -publicar ditta liga, terminono di publicarla la Domenica di le Palme, -che sarà a dì 12 April; et subito spazono lettere prima a tutti -li Rettori, notificando la conclusione et dovesseno far dimostratione. -<i>Demum</i> scrisse al Pontifice, Re di Romani eletto Imperator, Re et -Raina de Spagna et Duca de Milano, in bona forma, alegrandose insieme -de questa consolatione de Italia. Et perchè el mandar del corrier -<span class="pagenum" id="Page_285">[285]</span> -in Spagna era pericoloso, che non fusse intercepto quello andava -per terra ne la Franza, et toltoli le lettere, come fa <i>etiam</i>; ne -spazò uno altro, el qual da Zenoa dovesse passar per mar a Barzelona, -poi a Madrit da li Regali de Spagna, la qual nuova non poteva -esser in Spagna avanti Pasqua. -</p> - -<p> -A dì primo April, la mattina za per tutta la terra se divulgava -questo, et tutti erano aliegri, et venne el Prencipe in Collegio molto -di bona voia, et varito dil mal per alegreza per il ben di la Republica -e de tutta Italia. Et mandò per Monsig. di Arzenton orator dil -Re de Franza, el qual alozava a San Zorzi mazor, et venuto che 'l fo -in Collegio, el Prencipe li disse: Magnifico ambassador, habiamo -mandato per vui, che per l'amicitia havemo con la Majestà dil Vostro -Re vi dovemo advisar et manifestar ogni nostro successo, sappiate -come heri, col nome del Spirito Santo et della gloriosissima -Verzene Maria et del Vangelista misser San Marco protetor nostro, -qui fo conclusa et firmata una liga tra la Santità dil Summo Pontifice, -la Majestà dil Re de Romani, la Maestà dil Re et Raina de Spagna, -la Nostra Signoria et el Duca de Milano. Et questo habiamo -fatto per conservation di Stadi nostri et per augumento di la fede -et Chiesia Romana, et per deffender le raxon dil Romano Imperio, -sì che adviserè la Majestà dil Re di questo. Et mentre el Principe -diceva tal parole, era ordinato et cussì fo sonato campanon a S. Marco -et per tutta la terra in segno de grande alegreza. <i>Unde</i> ditto -Arzenton rimase molto atonito, et li parse assà stranio, et disse: -Serenissimo Prencipe, io mel suspettava di questo za gran zorni, -ma mai lo criti (<i>credetti</i>) dovesse essere, et el Roy per questo -non porà tornar in Franza essendo in mezo de tutti vuj. El Prencipe -rispose: sì come amigo el vorà tornar, niuno non li farà noia -alcuna, ma si 'l volesse andar come nemigo, uno collegato a l'altro -si converà dar aiuto et favore. <i>Tamen</i> scrivè al Re, che per questa -liga non volemo haver rotto alcuna benivolentia havemo con Soa -Majestà, <i>imo</i> volemo esser boni amizi: et questa liga è sta fatta per -conservatione de li Stadi nostri, tanto più volentieri quanto a hora -di andar contra infedeli più non si parla, sì come da prima. Et ditto -orator molto maninconico tolse licentia, et vene zo per la scala senza -saludar niuno, smorto assà. Et come fo a piedi di la prima scala -di l'audientia, ritornò suso a la porta dil Collegio, et fece chiamar -Gasparo di la Vedoa secretario nostro de primi, et li disse: replicate -un poco quello a ditto el Prencipe, come andato fuor di fantasia. -Et cussì <i>iterum</i> li disse la sustantia di questa naratione; et -<span class="pagenum" id="Page_286">[286]</span> -poi ritornò in barca per andar a San Zorzi, butando la bereta in -terra, facendo segni de haver gran maninconia: la qual cossa fo mal -fatta, nè seppe fenzer, sì come si suol far. Ma, <i>judicio meo</i>, questo -processe non tanto per el Roy quanto per lui; perchè è da judicar -scrivesse che mai de qui non se concluderia tal liga, per le operatione -sue faceva: perchè lui dimandava a li oratori de Milano: sarà -el vostro Duca in questa? et loro li rispondevano: non crediate mai, -mons.; et fevano come li savii fanno nel governo de Stadi, che -dimostra a li nemici voler far una cossa, poi ne fanno un'altra. Or -ditto Arzenton molto se lamentava dil sig. Ludovico, dicendo che se -lui non era stato, mai el Roy non passava in Italia, et che lo haveva -tradito; et di tanto fastidio si buttò al letto, et la collera li mosse, -et have alquanto di fastidio, benchè li fusse mandato medici per -la Signoria, quali concluseno non harebbe mal niuno, ma era alquanto -contaminato; come cussì fo. -</p> - -<p> -Ancora la Signoria mandò per lo ambassador di Napoli d. Johane -Baptista Spinelli, el qual fino hora era stato vestito lugubre; non -portava cadena, secondo el consueto suo, sora la vesta; <i>tamen</i> havia -servato gran fede al suo re Ferandino, et mai volse rebellarli come -fece li altri ambassadori in diversi luogi, qual ho scritto di sopra. -Et la sua caxa a Napoli fo sachizata. Et andato in Collegio el Prencipe -li notificò la conclusione di sta liga, dicendoli altre parole che -quelle di Arzenton. Et lui sapientissimamente li rispose, concludendo -el suo Re sempre saria et doveva esser bon fiul di questa Illustrissima -Signoria, et venne fuora molto aliegro, et d'indi poi, -come dirò di sotto, si vestite di color et seda, ponendesi lo colar -d'oro, et sempre fo honorato come orator dil Re de Napoli, licet -fusse fuora dil Regno. Et è da saper che ditto orator molto se faticò -con la Signoria et altri oratori in voler nominar el suo Re in questa -liga: <i>tamen</i> mai non volseno per bon rispetto, perchè sarebbe stata -senza dir altro contra el Re de Franza. -</p> - -<p> -Oltra di questo fo mandato per l'ambassador dil Duca di Ferrara -Aldromandino di Guidoni, li fo notificato di tal liga et scritto -una lettera ducal al so Signor. Et come se intese per lettere del vicedomino -nostro, non fece dimostratione alcuna in soni, in fuogi, -<i>licet</i> fusse recomendato fiol di questa Signoria et suocero dil Duca -de Milano. Questo fece, <i>ut dicitur</i>, perchè havia don Ferante so fiol -a Napoli col Re de Franza, et <i>etiam</i> perchè lui non era in sta liga, -nè poteva intrar se non per adherente di le parte, per non esserli -sta reservà luogo alcuno. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_287">[287]</span> -</p> - -<p> -Fo mandato ancora per l'ambassador dil Marchexe de Mantoa, -Antonio Triumpho, et chiaritoli il modo di la liga, et scritto al Marchexe, -el qual dimostrò grande alegreza, et fece soni, fuogi et gran -feste. Et poi ditto ambassador, habuta risposta del suo Signor, andò -in Collegio, offerendose esser in ordine di la conduta havia, a ogni -beneplacito di questa Signoria; et in ogni luoco el fusse mandato -era presto a ubedir. Et a dì 4 April zonse in questa terra 40 cavalli -barbareschi o vero turcheschi dil Sig. Turco li mandava, et havia -dato la tratta de questi a esso Marchexe, tra li qual ne era 4 che ditto -Sig. Turco li mandava a donar, forniti benissimo a la turchesca: -questo per l'amicitia hanno insieme. Et spesso el Marchexe manda -presenti a Costantinopoli, et, come ho scritto di sopra, si fa chiamar -Turco. -</p> - -<p> -Fo <i>etiam</i> mandato per l'ambassador dil sig. de Rimano conte -Ludovico Boschetto, et advisato di questo, et scritoli per la Signoria -fece grande leticia et festa. Et da poi se partì ditto orator et andò a -Rimano a far poner in ordine el Signor di la conduta have, per li -bisogni potevano occorrer. -</p> - -<p> -A Venetia e per tutte le terre et luogi nostri, <i>quam primum</i> lo -inteseno, <i>maxime</i> da la parte de terra, perchè fo scritto a li Retori -di le terre principal, et loro avisaveno a li castelli di quello territorio, -zoè Chioza, Padoa, Vicenza, Ruigo, Verona, Bressa, Bergamo, -Crema, Treviso, Cividal, Feltre, Udene et Ravena. <i>Unde</i> tre zorni -continui fo sonato campanon, et la sera fatto lumiere per li campanieli -et castelli, <i>etiam</i> a caxa de li oratori de Maximiano et Spagna, -Legato et Milano, sì dove steva el primo, <i>quam</i> qui a la caxa dil -Marchexe, dove erano alozati li altri do, fo posto fuora di le finestre -lumiere, <i>ita</i> che pareva tutta la terra fusse in alegreza. Et cussì -al fontego de Todeschi, per esser suposti a l'imperador; et prima -si era in qualche paura, dicendo: che succederà di questo Re? a -hora tutti jubilava. -</p> - -<p> -A Milano el Duca, ritrovandose a Vegevene, subito inteso la -nuova di questa liga, a pena potè compir de lezer la lettera da tanta -consolatione, però che in questa era confirmato Duca de Milano etc. -Et ordenò fosse fatto gran feste et soni, et mandò a Milano et per -tutto el dominio a far el simile. Et el sig. Galeazo de Sanseverino -suo zenero era amalato alquanto, <i>quam primum</i> sentì questa, -disse al Duca: Signor, io son varito, nè ho più mal, et sempre voglio -esser devotissimo fiul et servitor di la Ill.<sup>ma</sup> Signoria de Venetia. -Et subito el Duca scrisse a li soi ambassadori era de opinione non -<span class="pagenum" id="Page_288">[288]</span> -star a indusiar, et voleva andar a tuor Aste, et che dovesse conferir -con la Signoria de questo, et dete danari a le soe zente. Quello -seguirà intenderete. -</p> - -<p> -A Roma, zonto che fo la nuova di la conclusione di la liga, non -fo fatto festa alcuna per hora; ma ben preparavano di far solenne -publicatione. Et el Pontifice era in gran benivolentia con l'ambassador -nostro, et con quello molto si slargava. -</p> - -<h3 id="lib2-41"><i>Provisione fatte a Venetia et cosse seguide in varii luogi -fin al publicar di la liga.</i></h3> - -<p> -Da poi fatta tal sanctissima liga, a dì primo April fo Pregadi, -et più non se cazava li Papalisti, et fo chiamato per far provisione -zerca al Pontifice, el qual havendo richiesto cavalli et fanti, conclusa -che fusse sta liga, per sua securtà li fusse mandati, fo decretà -de mandar per lettere de cambii a Hieronimo Zorzi orator in Corte -ducati 4000 a ciò subito facesse 1000 fanti. Et fo mandato Zuan Filippo -de la Banca vicecollateral a Ravenna, perchè ivi fusse a queste -cosse con ditto ambassador, et <i>etiam</i> Francesco Grasso capetanio -di la cittadella de Verona, el qual a caso andava a Roma a tuor la -moglie, fo figlia dil sig. Deiphebo de l'Anguilara. Venuto in Collegio -offerendosi, li fu comesso dovesse esser capo et governo de ditti -fanti si dovea far a Roma; <i>licet</i> poi fusse provisionati, come dirò più -avanti. Scrisseno ancora a Milano che 'l Duca dovesse mandar a far -la sua parte a Roma. <i>Etiam</i> fo scritto lettere a diversi Re dil mondo -per la Signoria nostra, notificandoli di tal liga, et al secretario era -andato al Sig. Turco; nè si sapeva dil zonzer. -</p> - -<p> -A dì 2 ditto la mattina in camera dil Prencipe se reduseno tutti -li ambassadori di la liga, eccetto quello de Spagna era amalato; ai -qual fonno lette le lettere di Roma habute, <i>et inter eos</i> fo deliberato -in questo principio de far ogni provisione, zoè che Maximiano vengi -prestissimo in Italia a coronarse a Roma, et scrittoli erano in ordine -di darli li 400 homeni d'arme, et cussì <i>etiam</i> Milano. Et a dì 3 do -de li soi ambassadori, zoè lo episcopo di Trento et domino Gualtier -de Stadia, havendo tolto licentia ritornono in Elemagna, dicendo -volevano andar contra el suo Re et farli pressa, et li altri do restò; -ma, publicata la liga, <i>etiam</i> loro se partino: et dicevano el Re sarebbe -per la Sensa (<i>l'Ascensione</i>) in Roma. Et a questi ambassadori, -a tutti diversamente, li fo fatto presenti per la Signoria, di panni -d'oro et di seda, per valuta de zerca ducati mille. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_289">[289]</span> -</p> - -<p> -In Pregadi fo preso et subito expedito el corrier a Napoli a li -oratori, dovesseno advisar el Re de Franza di questa liga; et etiam -a Roma a li oratori di la liga, che insieme tutti si dovesse adunar, -et andar da l'orator dil Re de Franza, et advisarlo di tal conclusione -di la liga. Et ancora fo preso de mandar a Roma 500 cavalli lezieri, -zoè questi, <i>videlicet</i>: -</p> - -<h3><i>Cavalli lizieri mandati verso Roma in aiuto et ubedientia -dil Pontefice</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Jacomazo da Venetia era a Ravena</td> <td>cavalli</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td>Zuan Griego era a la Badia</td> <td>cavalli</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Zuan da Ravena</td> <td>cavalli</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>El Marchexe de Mantoa mandò</td> <td>cavalli</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td>El Sig. de Rimano mandò</td> <td>cavalli</td> <td class="num">25</td> - </tr> - <tr> - <td>Sonzin Benzon da Crema a hora conduto</td> <td>cavalli</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td>Somma</td> <td class="num">625</td> - </tr> -</table> - -<p> -Et habuto in comandamento ditti capi de dover andar a Roma -a ubedientia dil Pontifice, subito se messeno in ordene; et a dì 15 -April quelli di Ravena partite, et quelli dil Marchexe di Mantoa, zoè -250, et 22 cariazi passò per Ferrara, cridando: Marco! Marco! et ivi -fece la mostra, sì che tutti andono, et fo scritto a Roma come li -mandavano questi, et altrettanti manderebbe Milano, che saria in -tutto mille cavalli lizieri et 2000 fanti, ma quelli di Milano fo molto -tardi; et che la Beatitudine dil Pontifice facesse quello li pareva, -movendose el Re de Franza per venir a Roma, o vero star fermo o -andasse dove li piaceva, promettendo mai abandonarlo. Ancora scrisseno -ai cardinali patricii, zoè Michiel et Grimani, che, partendosi de -Roma el Pontifice, pregavano Soe Rev.<sup>me</sup> Signorie li dovesse far compagnia. -Et questo medemo scrisse el duca de Milano a li soi, zoè -Ascanio, Sanseverin, Lonà, Alexandrino et altri dovesseno far. -</p> - -<p> -<i>Item</i> fo preso in Pregadi che Antonio Grimani procurator, capetanio -zeneral de mar, con l'armada se dovesse redur tutta in uno, -sì galie <i>quam</i> nave, et retenir quelli navilii li pareva, et tuor grippi -da Corfù, et andar dovesse a le Merlere a presso el Saseno, ch'è loco -più vicino a l'incontro di la Puia, et ivi dovesse star preparati fino -altro mandato li veniva. Et fo solicitato il mandar di stratioti. Piero -Bembo et Nicolò Corner sopracomiti, i quali in questo tempo havia -armato benissimo in ordene, andono a trovar el zeneral. Et fo scritto -<span class="pagenum" id="Page_290">[290]</span> -a li oratori de Candia solicitasse de compir de armar le galie erano -sta mandate ed armar ivi, <i>ita</i> che volevano haver Venitiani una -grossa armada: et di quelli zentilhomeni de Candia ivi fo fatto li -soracomiti. Ancora el duca de Milano solicitava de far armar quelle -do nave a Zenoa et X galie, le qual mandò a offrir a la Signoria per -augumento di la ditta armada; et la Signoria ditta conferite danari -per armar ditte nave a Zenoa. -</p> - -<p> -Et per l'ambassador de Spagna era qui a Venetia fo scritto al -conte de Trivento, capetanio di le caravelle dil suo Re, le qual za se -sapeva al certo erano zonte a Messina zerca 70, et aspettavano el -resto fino al numero de 100, che dovesse redurse al più propinquo -loco di la Calavria che li fusse possibile, a ciò in ogni tempo e da -ogni banda, volendo far movesta el Re de Franza a niuno de collegati, -fusse circundato, et da ogni banda havesse a contrastar. <i>Tamen</i> non -volevano romperli guerra. -</p> - -<p> -A dì 6 April nel Consejo di Pregadi fonno eletti do ambassadori -al Re de Romani: Zaccaria Contarini cavalier, el qual l'anno -avanti vi fu con Hieronimo Lion cavalier a dolersi di la morte dil padre -Imperatore et alegrarsi di la sua creatione a l'imperio; l'altro fo -Benedetto Trevixan cavalier. Et è da saper che 'l Contarini era eletto, -come scrissi, orator a Napoli, ma, <i>ita volente fato</i>, la legation de -Napoli fo mutata in Elemagna. Et questi partino a dì 4 Mazo, et -andono a trovar el Re a Vormes, et stette con grandissima spesa di -ducati 500 al mese, senza operar alcuna cosa, perchè esso Re si -pensò di altro cha di venir in Italia, et attendeva a la dieta. Et ancora -al Re et Raina de Spagna fonno eletti oratori: Zorzi Contarini -cavalier conte dil Zaffo et Francesco Capello cavalier. Ma el Contarini, -fatto altra deliberatione de andar in Cypro a goder le soe intrade, -rinuntiò tal legatione, et fo fatto in loco suo Marin Zorzi dottor, -et questi si partino a dì 7 Mazo, et andati a Milano insieme con -D. Guido Antonio Riziboldo arciepiscopo de Milano, ha de intrada -ducati 7 milia, et Joanne Baptista de Sfondradi dottor, i quali per -el duca fonno eletti andar insieme con questi nostri in Spagna, andono -a Zenoa, et poi per mar, montati su una nave, capitono in -Barzelona et andò dal Re et Raina, come tutto diffusamente sarà -scritto. Et <i>etiam</i> ditto Duca de Milan scrisse a li soi do, erano dal -Re di Romani, non si dovesseno partir, ma che ivi aspettasseno li -ambassadori di la Signoria nostra, et cussì feceno. A Napoli per lettere -di ambassadori in zifra se intese come el Re havia terminato di -far le feste di Pasqua in Napoli, et poi venir verso Roma per ritornar -<span class="pagenum" id="Page_291">[291]</span> -in Franza. Havia ordinato di far gran feste et zostre queste feste; -pur erano in gran consultatione di sta liga, et fevano consigli et -colloqui, dicendo se la seguisse <i>quid fiendum</i>. Benchè non credevano -mai el Papa vi dovesse esser, et che dovevano partir li ambassadori -eletti, uno qui l'altro a Milano, a dì 30 Marzo; che Napolitani erano -mal contenti; che Franzesi fevano poca reputatione di loro oratori -nostri; et che el Re havia habuto lettere de Franza da la Raina, -che dovesse repatriar, et non star più a Napoli. Et poi per lettere -de primo April accadette che Napolitani erano stati in arme -tre zorni continui, zoè a dì 29, 30 et 31 Marzo, et <i>etiam</i> la notte -tutti stavano armati in le loro caxe, adunati insieme li Napolitani -in li soi sezi. Questo perchè non potevano tollerar le insolentie de -Franzesi. <i>Unde</i> el Re molto di questo temete, nè ussiva di castello, -et fece uno comandamento a le soe zente erano sparpagnate nel Reame, -dovesseno redursi in Napoli, et fece in tre volte: prima li capi -venisse a veder le feste voleva far; poi sotto man a questi ordinò -facesse redur la zente, dicendo voleva haver consiglio da quelli principali; -et revocò quelli 300 cavalli erano avviati verso Roma. Colonnesi -erano mal contenti per el contado a loro concesso per el Re, et -poi lo have suspeso, et messo a definir <i>de iure</i> al suo conseio. Et è -da saper che fo tratado acordo con questo sig. Prospero et Fabricio -Colonna di acordarli al soldo di la liga, ma mai volseno romper la -fede data al Re. <i>Item</i> che el Re don Ferandino era con le 14 galie lì -a presso Napoli in mar come corsaro, <i>licet</i> havesse Peruca corsaro -<i>etiam</i> con lui, nè lassava intrar alcun navilio in Napoli; et in questi -zorni prese una galiota veniva di Provenza a Napoli carga di farine -et carne salata et altre vittuarie, la qual li fo molto a proposito perchè -dete una paga a la zurma, et el resto portò a Yschia. <i>Demum</i> se -intendeva voleva condor la Raina a Mazara, dove se ritrovava Alphonso -suo padre, et eravi le cinque galie menò con lui sì che haveva -19 galie. <i>Tamen</i> el Re de Franza feva gran pressa di far lavorar -armada a Napoli, et divulgava voleva haver vinti galie. El sig. -Virginio Orsini et Conte di Petigliano andavano per Napoli, ma non -però che ancora fusseno expediti di esser presoni <i>vel non</i>, et <i>de iure</i> -non erano, pur a ciò non venissero da le bande de qua, li teneva -cussì a la longa. -</p> - -<p> -Ancora essendo li syneci et oratori di Otranto venuti a Napoli -per formar li capitoli con el Re, et volersi render; et, quelli formati, -ritornono per far levar le insegne de Franza con li messi di esso Re. -Ma don Cesare de Aragona, fiul de Alphonso natural, con Camillo -<span class="pagenum" id="Page_292">[292]</span> -Pandon vicerè di la Puia, sotto specie di volersi render introno in -la rocca, et con li soi amazono li custodi et levò le bandiere di re -Ferando, et stete forti alcuni zorni: pur a la fine fonno licentiati dil -popolo, et andono a Brandizo, don Cesare et Camillo Pandon, come -dirò di sotto. Et mons. di la Spara, vicerè per el Re de Frenza, ivi -andò con 200 cavalli, et, habuto el dominio, ritornò. -</p> - -<p> -Et essendo division a Brandizo tra quelli cittadini, però che -alcuni se voleva render, altri tenersi per caxa di Aragona, <i>unde</i> -fo divulgato 20 albanesi, 20 schiavoni et 20 greghi dominava quella -terra. Et questi introno in la fortezza, volendo al tutto man tenir le -bandiere aragonese, et feceno drezar una forca dicendo, che se niun -parlasse di rendersi a Franzesi subito da loro sarebeno impicati; -per la qual cosa niuno ossava dir nulla. Fin questo zorno, che fo -fatta la liga, per el re Ferando si teniva <i>solum</i> questi luogi in -Puia et Calavria, zoè Galipoli, Otranto, Brandizo, Cotron, Turpia -et la Mantea, Yschia et Lipari. Aduncha questo Re de Franza havia -ottenuto prima in Campagna de Roma, Terra di lavoro, Conti de -Malfi, Calabria alta, Calabria soprana, Calabria bassa, Vasilicata, -Terra d'Otranto, Terra de Bari, la Puia, Monte Gargano, Capitanata -et l'Abruzo tutte le terre et castelli che dominava aragonesi, li qual -a nominarli sarebbe tedioso. -</p> - -<p> -A Roma a dì 2 April venendo alcuni Sguizari da Napoli per -numero 200, et essendo stati a tuor el perdon a San Piero, volendo -partirsi, alcuni rimase da driedo, et se scontrò con alcuni de la guarda -dil Pontifice, spagnioli, i quali havevano uno can di cazza assà -bello, et quelli sguizari gel volse tuor, et loro difendendosi fonno a -le man et alcuni fo morti. <i>Demum</i> la guarda ditta, tutta se messe -in ordene, et andoli driedo. Li qual Sguizari ussivano za de Roma, -et fonno a le man. Fo morti zerca X Sguizari, tra i qual uno che -combattè più di meza hora, <i>ut dicitur</i>, con X lui solo; <i>tandem</i> sopravenendo -Spagnoli fo morto, che per la sua gaiardia fo un pecato. -Sopravene el capetanio di la guarda, et fo cessato de combatter, et -ritornono ditti Sguizari con la fede in Roma. Questi erano nudi, senza -calze, <i>tamen</i> tutti havevano assà danari, et poi ritornono in li loro paesi. -Et ancora per avanti ne passò per Roma alcuni altri partiti dal Roy. -Poi a dì 5 ditto fo morto el capetanio de li officiali, chiamato barisello, -el qual fo assaltato da Colonnesi et Savelli, et da poi disnar a hore 20 -si arma el capetanio di la guarda dil Papa con zerca 300 per andar -a trovar queloro l'havevano morto; et <i>tamen</i> non li bastò l'animo de -intrar in una caxa, ne la qual erano reduti zerca 500 in uno, de detti -<span class="pagenum" id="Page_293">[293]</span> -partesani et seguazi di Colonnesi, conscii a far questo delicto. -</p> - -<p> -Et a dì 7 ditto zonse a Roma li oratori senesi andavano a Napoli. -La cagione di la sua imbassada ho scritto di sopra. -</p> - -<p> -Et havendo li oratori di la liga ordene de notificar a Roma a -l'orator franzese la conclusione di la liga, deliberarono di redurse -tutti in capella dil Papa, dove nel ussir si veneno a scontrarsi con -ditto oratore; et eravi domino Garcilasso de la Vega oratore di Spagna, -Hieronimo Zorzi nostro, et Stefano Taverna de Milano: non vi -era de Maximiano a quel tempo in Roma. Et l'orator yspano fece -le parole, et l'ambassador franzese mostrò molto dolersi, et qui fo -ditte tra loro assà cosse, et cussì uno di l'altro si separò; et consultato -col Pontifice, terminono non darli investisone alcuna. Ben -el Pontifice advisò la Signoria dovesse far ogni provisione, et cussì -Milano, che lui non havia danari da far zente et sarebbe el primo -battuto. Era di opinione de condur el duca de Urbino a soldo di -la liga con cavalli 800, et questo per cessar le novità di le parte di -foraussiti de Perosa, come scrissi di sopra esser acaduto nuovamente; -et, conducendolo, smorzeria tutte quelle novità. -</p> - -<p> -<i>Item</i> che suo fiul Duca de Gandia, el qual era in Ispagna, havesse -cognitione di la liga, et vegnerebbe in queste parte. Ancora -concesse uno perdon plenario in la chiesia de San Marco el zorno si -dovea publicar la liga. Et la copia di la bolla sarà qui posta a ciò el -tutto chiaramente se intenda. -</p> - -<h3><i>Indulgentia concessa in ecclesia sancti Marci Venetiis -in die publicationis foederis<a class="tagtitle" id="tag127" href="#note127">[127]</a>.</i></h3> - -<p> -Venne a Venetia in questo zorno 13 April do cittadini di -l'Aquila, uno chiamato Jacobo de Beccatoribus, et l'altro suo nepote -Hieronimus de Beccatoribus, i quali, come fo divulgato, veneno per -nome de Aquilani promettendo, se la Signoria li volevano, li basterebbe -l'animo de far levar San Marco a l'Aquila; et andono in Collegio -davanti li oratori di la liga, erano vestiti di veludo biavo, con -zerca 8 driedo. Et Venitiani pur li detteno bone parole, facendoli restar -in questa terra; et spesso andava a la audientia; ma poi, visto -che non fevano nulla, essendo stati alcuni mexi qui, ritornono a -l'Aquila non molto contenti. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_294">[294]</span> -</p> - -<p> -Ancora è da saper che a Venetia era do oratori di la Comunità -di Ragusi, zoè Zuan de Mence et Francesco de Sorgo, andavano vestiti -a la Venetiana con barbe, et steteno zerca mexi 10, et volevano -racomandarsi a San Marco, <i>licet</i> fusseno tributarii, <i>attamen</i> nostri -li lassiasse lo adito potesse li soi navilii navegar nel colfo: questo -perchè detteno vittuarie et favore a l'armada di re Ferando veniva -contra la Signoria per favorizar suo zenero Duca de Ferara. Et poi -che steteno questi mexi X in questa terra, a dì 3 Mazo si partino, -et ritornono a Ragusi non havendo operato nulla. -</p> - -<p> -Et ancora venne in questo tempo do ambassadori de Cypro, -zoè Piero Guri kav.<sup>r</sup> et Joachim Flato, et dimandono la Signoria volesse -per beneficio di quella ixola mandar la secreta era a Nicosia, -et redurla a Famagosta; et, ditte molte ragioni, <i>tamen</i> fo decreto -nel Mazor Consejo, dove mi ritrovai a ballotar ditta parte, che la -segreta stesse <i>de cætero</i> a Famagosta, et cussì, havendo ottenuto, -ritornono. -</p> - -<p> -A Napoli, zonta che fo la nova a li nostri ambassadori dil -concluder di la liga, et che dovesseno advisar di questo la Majestà -dil Re, et essendo andati a dì 5 April la mattina in castello dal -Re, per veder quello comandava zerca a l'orator suo mons. de Miolano -designato a Venetia; el qual Re rispose: vi faremo ben a saper -la deliberation nostra. Or, venuti fuora di camera, come fonno in sala, -inteseno esser zonto lettere da Venetia, et terminono, senza andar et -tornar, di mandarle a tuor, che <i>fortasse</i> sarebbe cosa che bisogneria -parlar col Re, come fo. Et venute le lettere, quelle lette, deliberano, -perchè el Re voleva disnar, di aspettar ivi in sala fino Soa Majestà -havesse disnato, poi haver audientia, et cussì fece. Et poi mandono -a dir a Soa Majestà havevano da parlarli <i>secrete</i> di cose importante. -<i>Unde</i>, chiamati dentro in una sala, dove era el cardinal S. Piero <i>in -Vincula</i> et mons. di Beucher soli, et tiratosi el Re da parte, Domenego -Trivixan ambassador, per haver la lengua, li expose et notificò -di questa liga, la qual era fatta per conservation di Stadi, per -defender et varentar la Chiesia Romana et le raxon de l'Imperio, -et non per offender Soa Majestà. <i>Unde</i> molto el Re se dolse, non -possendo quasi tolerar, dicendo: la Signoria mi ha fatto una gran -onta, nol criti (<i>credetti</i>) mai per la lianza etc. Et pur digando li -oratori, questo era fatto per conservation di Stadi, perchè intendevano -el Turco faceva grande armata, et el Re disse: Come? non -ho io Stado in Italia? et li ho mandà a dir a la Signoria che, si -vuol far liga con niuno, mel faci a saper, e a hora che tutti li pazi -<span class="pagenum" id="Page_295">[295]</span> -di questa terra el sa, me lo vegnè a dir! L'è sta grand'onta, et -io ho sempre conferito con vuj ogni cosa, ma da qui avanti non ve -dirò alcuna cosa, come non lo fa la Signoria, che la non puol navegar -al viazo de Fiandra se mi non voglio. Ha fatto liga, sì, perchè -il Turco fa armada! I hanno gran paura de Turchi! Vorria che i -venisse di qua! Et li oratori rispose: Vostra Christianissima Majestà -non ha provado guerra con Turchi, come nui 17 anni di longo. Et -cussì dolendosi el Re se tirò a una fenestra, dove era li do nominati -di sopra, et diceva: <i>per ma foi</i>, è sta fato grande onta! Et intendendo -<i>etiam</i> mons. di Beucher la cosa, benchè ancora non fusse -zonto el corier de mons. di Arzenton, ancora lui si alterò di parole, -dicendo: La Signoria ha fatto molto mal contra el Roy. Et el cardinal -San Piero <i>in Vincula</i> zercava de bonazar el Re, dicendo: Christianissima -Majestà, non sarà altro; hanno fatto per ben; <i>et similia -verba</i>. <i>Unde, conclusive</i>, dimostrò esser molto amigo de Venitiani. -Et el Re disse: Con el Re de Spagna li ho dato Perpignan -et Elna, et Maximiano con una lettera el farò star indrio. El Papa -et Ludovico dicendo gran mal, et menazando molto ditto duca de -Milano. Et che lui era sta pregato dal Re di Ongaria, Portogallo et -Ingilterra et Scocia et da altri Re di far liga, et mai non havia voluto -far. Or poi, disse, <i>domini oratores</i>, è parso a la Signoria de far -questa liga senza darne alcun avviso, cussì nui faremo quello ne parerà -senza farli a saper nulla. Et li oratori vedendo el Re assà sdegnato -tolseno licentia, et el Re apuzato a la fenestra a pena se -voltò a darli licenza. Et ritornò a caxa, et subito scrisse a la Signoria -dimandando licentia de ripatriar, perchè erano mal visti et -poco ussivano di caxa. -</p> - -<p> -A Milano el Duca intendendo veniva zente in Aste per venir di -qua, et a ciò fusse serati quelli passi, terminò di mandar le soe zente -a tuor Aste dil Duca di Orliens, dove diceva haver certo tratado -dentro. La qual terra di Aste è a li confini de monti, et mia 7 lontano -di Alexandria di la Paia. Et cussì a dì 6 April dette carta -bianca sottoscritta di sua mano et el stendardo et baston al sig. Galeazo -di Sanseverino suo zenero; et quello fece suo capitano; el qual, -insieme con suo fratello Antonio Maria, conte Joanne Boromeo, sig. -Nicolò de Corezo, sig. Galeoto di la Mirandola, conte Christofano Torelli, -conte Ugo di Sanseverino, alcuni signori da Carpi et Galeazo -Visconti comissario con altri conduttieri et Filippo dal Fiesco capetanio -di la fanteria, in tutto zerca cavalli 3000 et fanti 4000, andar -dovesse con el campo verso Aste; et se in questo mezo non poteva -<span class="pagenum" id="Page_296">[296]</span> -haverla, esso Duca medemo, passato el zorno de Pasqua, verebbe -in persona. Et ordinò zernede et guastadori, facendo fanti, -et deva danari a li condottieri, et cussì augumentava el campo, -et dette paga, come fo ditto, a homeni d'arme 450. Quello succederà -scriverò di sotto. -</p> - -<p> -Tutti tre li sui ambassadori andavano in Collegio a consultar -zerca questa materia, et fo consultado in Pregadi, et scritto a l'ambassador -era a Milano la opinione dil Senato. -</p> - -<p> -Ancora è da saper che el conte Caiazo, habuto in Reame dal -Re el suo stado, havendo lettere da Milano dovesse partirsi, tolse licentia -di ritornar a Milano, la qual ge fu data dal Re; <i>tamen</i> lassò in -Reame soa moglie, et partì a dì 8 April di Napoli, zonse a Roma a -dì 16, et a dì 21 de lì se dispartì, et venne di longo a Milano con -100 cavalli lizieri et zonse a Milano a dì.... <i>Tamen</i>, zonto che fo -a Roma, el Pontifice molto lo exhortò che dovesse remagner ivi, et -lui mai vi volse restar. -</p> - -<p> -È da saper che in questa terra a dì 28 Marzo zonse una caravella -di Puia con stera 1800 di formento di raxon dil re Ferendo, et -l'orator suo Spinelli, inteso questo, andò da la Signoria dicendo voleva -tal formenti. <i>Etiam</i> Mons. di Arzenton orator franzese li voleva, -dicendo che el suo Re, havendo el Reame tutto, et <i>maxime</i> -tutta la Puia, però che a dì 21 ditto venne tutto sotto el suo dominio, -eccetto Brandizo, a Soa Majestà apparteneva. Et, attento che -ditta caravella era partita dal cargador X zorni avanti che 'l Re de -Frenza intrasse in Napoli, et per questo fo judicato ditti formenti -aspettar a l'orator di re Ferando. Il qual formento li fece bon servitio, -perchè za li era mancato danari, e <i>tamen</i> stava con la fameglia -et in reputatione come orator dil Re, et Mons. di Arzenton -have pacentia di questo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_297">[297]</span> -</p> - -<div class="blockded"> -<p> -<span class="smcap">Clarissimo equiti Hyeronimo Georgio reipublicæ -Venetæ Oratori facundissimo apud -Alexandrum VI Romanum Pontificem Marinus -Sanutus Leonardi filius patricius venetus -salutem.</span> -</p> -</div> - -<p> -Niuna cosa ho extimato esser più degna nè di mazor laude, -Magnifico Orator, che lassar qualche memoria di fatti loro, a ciò ne -li posteri seculi, ben siamo polve, lo nome vi si oda et rimanga. Et -questo cadauno desiderar dovrebbe, et sforzarsi con ogni sua possa di -exercitarsi in tal operatione, che il nome loro non vadino in oblivione, -et quelli, sì come sono dediti et nati sotto varie constellatione -et pianeti, secondo la varietà di cieli dovrebbeno in quello che si -poneno a seguitare fare tale operatione, che, da poi separata l'anima -dil corpo, mediante la fama restassino immortali. Perchè, se vogliamo -leggere le antique historie, se trova in ogni arte homeni -excellenti sono stati, di li qual parlerassi fino el mondo dura. Io veramente, -seguendo questa mia opinione, in ogni età datomi a studii -et a prendere qualche dottrina, sempre ho voluto exercitarmi in -quello che <i>fortasse</i> da huomini più maturi sarebbe stato bisogno: -come di qualche particella Toa Magnificentia ne è vero testimonio; -et già di la città nostra veneta alcuna cosa degna di memoria, mentre -eri a la legatione gallica, a Toa Magnificentia dedicai. Al presente -io già di età trigenario essendo, ho voluto non senza fatica -grandissima descrivere quello che Carlo re de Franza in Italia in -questi doy anni operò. Questo perchè <i>omni eventu</i> si veda et intenda -come passono questi tempi, et le mutatione di stadi; opera -assà grande et partita in cinque libri. Et havendosi Toa Magnificentia -<i>sapientissime</i> operato in questa legatione al Summo Pontifice -non manco utile che necessaria, come quelli lezendo questa -potranno chiaramente comprendere il tutto, et <i>etiam</i> per le affinità -et amore quella mi porta et ha sempre portato, mi ha parso -cosa condecente uno de questi libri a Toa Magnificentia dedicarlo; -non potendo con altro dimostrare al presente, amo, honoro et magnifacio -quella, et <i>non solum</i> io, ma <i>etiam</i> tutti nostri patricii te -<span class="pagenum" id="Page_298">[298]</span> -sono grandemente ubligati, perchè in questa età tua già sexagenaria -<i>et ultra</i>, passato le Alpe, e <i>continue</i> esser a presso di la Santità dil -Nostro Signor, et in colloqui con Rev.<sup>mi</sup> Cardinali et oratori de diverse -parte, et haversi ritrovato ivi in tante ardue et importante -materie, per le novità di quelui, al qual già è diece anni che Toa -Magnificentia vi fu ambassadore et ricevette da Soa Majestà benemerito -la militia. -</p> - -<p> -<i>Ergo</i>, concludendo, la Republica nostra ti debbono essere summamente -ubligata, perchè queloro che senza alcuna utilità si fatica -per quella, <i>non solum</i> merita laude, <i>licet</i> sia sua patria, ma ancora -la gratia del Senato, la qual <i>sine dubio</i> per toi degnissimi portamenti -son certo l'hai acquistata. Et che sia vero, la experientia -ne dimostra che volendo a li zorni passati Toa Magnificentia repatriar, -<i>sæpius</i> exhortando el Senato de haver licentia, et fusse eletto -el tuo successore, <i>unde</i> nostri per haver non manco de bisogno -de haver tal huomo ivi a Roma, che dil suo consiglio quivi, hanno -voluto Toa Magnificentia ancora resti in tal legatione, per la pratica -presa, la benivolentia acquistata col Summo Pontifice et Cardinali, -le saggie et accostumate risposte, le parole exquisitissime, et, <i>conclusive</i>, -li toi boni portamenti; et <i>continue</i> tenir advisata la Republica -di ogni successo, <i>maxime</i> in queste ultime turbatione ha Ferdinando -re ancora con quelli Franzesi restò in Reame, le qual, <i>ut -spero</i>, haverà bon exito. -</p> - -<p> -Adoncha, Clarissimo equite, ti degnerai de lezer quello che el -tuo Sanuto, affine, non inmemore di Toa Magnificentia, in questi -anni ha scritto, et <i>demum</i> reduta al modo vi è, a tempo di la mia -egritudine, et cognoscerai che più presto non ho voluto lassare -queste vigilie senza ponervi la mano, <i>licet</i> febrato fusse, che atender -a la curatione dil male havia; però che nel componere vi bisognava -ponervi il senso, el qual <i>fortasse</i> è stato causa di la longezza -di quella, et vedrai che ho desiato più presto la perpetua fama, -<i>licet</i> poca habbia essere, cha il viver presente, et se ben biasemato -fusse, come son certo sarò da alcuni dil vulgo ignorante che si doleno -de non far loro tale operatione, pur qui lezendo Toa Magnificentia -che se ha ritrovato ne le cosse, vederà se ho scritto la vera verità, -et se in alcuna cosa harò mancato, se degnerà de correggere, -et cognoscerai quanto Marino tuo è a Toa Magnificentia dedicato. -<i>Vale, Clarissime Eques, et me, ut soles, ama. Ex Urbe Veneta, ultimo -Xmbris</i> 1495. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_299">[299]</span> -</p> - -<h2 id="libro3"><span class="smcap">Marini Sanuti Leonardi Filii Patricii Veneti de Adventu -Caroli regis Francorum in Italiam adversum Regem Neapolitanum. -Incipit liber tercius feliciter.</span></h2> -</div> - -<p> -Essendo sta ordenato qui a Venetia, quando fo sigillato li capitoli -di la liga, a ciò tutti li colligati in uno zorno potesseno far publicar -solennemente ditta federatione, che la Domenega di le Palme -fusse publicata, et spazati li corrieri in diverse parte a notificar a li -colligati cussì dovesseno far; <i>etiam</i> comandò a tutti li Rettori nostri, -si da terra come da mar, però che da dì ultimo Marzo fino a -dì 12 April haveno assà tempo. Et venuto el zorno constituito, essendo -sta el zorno avanti mandato a dir per el Prencipe a Mons. di -Arzenton orator dil Re de Franza, che li piacesse de voler venire -la matina seguente a una solenne processione; el qual, <i>conclusive</i>, rispose -non se sentir ben, et non volse venir, et fense di esser amalato, -<i>tamen</i> era visto per la terra, et non andò in Collegio dal zorno -li fo notificato la liga fino a questo zorno che andò, come dirò di -sotto. Et a ciò non manchi in niuna cosa, ho deliberato descriver -l'ordene di le cerimonie fo fatte in questa terra in tal zorno. Prima -sopra la piaza di San Marco fo fatto a torno legni, con li panni di -sopra per schivar el sol, sì come se suol far el zorno dil Corpo de -Christo; la qual cossa in altri tempi de liga et paxe non fo fatto. -Et fo messo mazzi a torno li legni etc. <i>Item</i> fo messo sopra la chiesia -de S. Marco, zoè a la fazzà, do stendardi sopra altenele, uno -per banda, i qual erano uno de Marco Barbarigo fo prencipe, l'altro -de questo presente Serenissimo; zoè quelli che portano sopra el Bucintoro. -<i>Etiam</i> fo messo questi altri stendardi de capetani zeneral da -mar... El primo era quello de re Zacho de Cypri; quello de Christofolo -Moro doxe, quando andò in Ancona; quello de Orsato Zustignan; -quello de Vettor Capello; quello de Triadan Gritti; quello -de Piero Mocenigo; quello de Vettor Soranzo, de Jacomo Marcello, -et uno da ca Moro, <i>videlicet</i> de Damiano fo capetanio in Po. -<i>Item</i> stendardi de provedadori di l'armada in mezo, zoè de Nicolò -da ca da Pexaro et altri. Et fo messo olivo mazzi ligati sora -<span class="pagenum" id="Page_300">[300]</span> -la Chiesia. Ancora fo messo panni d'oro a le colonnele di la Chiesia -da una banda a l'altra sopra la piazza, cossa nuova et <i>numquam</i> più -fatta. Sora el campaniel fo messo bandiere de galie, et trato de -molti schiopetti, che era una beleza a veder, a sentir, con gran -soni. In piazza era grandissima quantità de zente, <i>adeo</i> non se poteva -passar nè andar a torno; per tutto era pieno. Fo indicato esser -tra piazza, sul palazzo, balconi et in Chiesia, n.º 68 milia. Dil palazzo -dil Prencipe fo messo fuora de balconi sora la corte li 8 stendardi -porta quando va con le cerimonie li zorni ordinati et solenni, et -tutti sì li ambassadori <i>quam</i> patricii veneno a bonhora. Prima venne -el legato, el qual andò in Chiesia ad apararsi et disse la messa; et -l'altro, zoè D. Aloysio Becheto, andò con la Signoria: poi venne Ferrara, -poi li tre de Milano, poi Spagna et ultimo Maximiano. Et cussì -adunati, venne la Signoria zoso dil palazzo, et intrò in Chiesia, dove -era tanta moltitudine di persone che non se poteva intrar, sì venuti -per la indulgentia, <i>quam</i> per veder le cerimonie. Vi era <i>etiam</i> el Patriarca -nostro, et ditto l'officio dil zorno, et dato le palme, veneno -fuora pur col Prencipe et oratori, et butato <i>more solito</i> le corone zoso -di la Chiesia, in segno di leticia de l'intrar de Christo in Hyerusalem, -ritornono in Chiesia dove solennemente fo ditto la messa -per ditto legato, et nunciato la bolla dil perdon in tal zorno concessa, -sì come è notata avanti nel secondo libro, senza offerir pecunia. -</p> - -<p> -Comenzò poi andar a torno la piazza la processione, zoè intravano -in Chiesia presentandosi al Prencipe, poi andava a torno -la piazza et l'ordene quivi sarà posto. Prima la scuola di la Charità -con 40 dopieri in aste dorate, et 16 anzoli con varie cosse et arzenti -in mano, una ombrella con una † sotto, dove è dil legno di -la † de Christo in una ancona a la greca donata a ditta scuola per el -Cardinal Niceno. Poi un'altra con una ancona di nostra Donna assà -miracolosa. Un'altra con una cassetta lavorata benissimo de crestallo -et smalto, ne la qual era la camisa de Christo et altre reliquie. -Poi alcuni anzoli con le arme di collegati in mano; prima Milan, -Venetia, Spagna, Maximiano et Papa, poi S. Marco. Poi uno carro -portato da fachini, sora el qual era vestiti da Davit propheta et Abigail -con una navicella bellissima et de gran valor de crestallo, piena -de fermento, davanti. Venne poi sopra uno altro carro Italia et Venetia -con altre provincie a torno pur de Italia, et putini havea -brievi dicea: Liguria, Feraria etc. Dopo queste cosse venne de -quelli di la scuola vestiti n.º 500 con candele in mano. La scuola -<span class="pagenum" id="Page_301">[301]</span> -di la Misericordia, dopieri, <i>ut supra</i>, n.º 66 dorati, do anzoli, puti -picoli seracini, fo bel veder; poi 5 anzoli con arme di la liga in -man, poi 6 altri con corni de divitia, un'ombrella con una cassetta -de reliquie et una ancona d'arzento davanti, un'altra con la man -de S. Theodosio sotto, et alcuni dopieri grandi portati a man; una -ombrella et sotto uno presepio d'arzento, et altre reliquie: et le -mazze di le umbrelle d'arzento, cossa che niuna scuola ha, e tutti -con palme in mano. Li batudi de questa scuola n.º <i>ut supra</i>. La -scuola di San Rocho con dopieri 30 doradi avanti el Crucefixo; poi -anzoli con arme di la liga, et el Doxe nostro; poi una Justicia a -piedi con la spada et balanze in man; poi 20 dopieri su aste d'oro, -10 davanti et 10 da drio l'ombrela, sotto la qual era el deo de -S. Rocho in un tabernacolo, et avanti era portato un gran cierio -beretin, batuti n.º <i>ut supra</i>. La scuola di S. Marco con dopieri 40 -dorati, anzoli con corni de divitia 9, et 12 con le arme di colligati. -Venne poi uno carro portato da homeni, su el qual era el Duca -de Milano vestito d'oro con el bisson davanti a li piedi, et do vestiti -da mori negri, con casacche moresche, de driedo, perchè questo è 'l -suo cognome di Lodovico Moro; et era scritto davanti el carro queste -lettere: <i>Pervenerunt Principes conjuncti</i>. Poi venne una Justicia -con uno specchio in mano et uno lion davanti, et era scritto: -<i>Dissipa gentes quae bella volunt</i>. Poi venne el Re et Raina de Spagna -sentati, con do vestiti a la castigliana da driedo, con spada in -mano et era scritto: <i>Dies super dies regis adjicies</i>. Poi venne Maximiano -come Imperator con l'aquila, vestito a la Todesca, et queste -lettere davanti el carro suo: <i>Cuius Imperii nomen est in aeternum</i>. -Poi venne el Pontifice con la mitria in testa et le chiave, et diceva: -<i>Credentium erat cor unum et anima una</i>. Et è da saper che tutti -questi, come fonno davanti la Signoria, fo refferito questi versi in -significar chi erano quelli. Primo Milano: Questo è colui che 'l -sceptro justo in mano — Tien dil felice stato de Milano. Signoria -de Venetia: Potente in guerra et amica di pace — Venetia il ben -comun sempre ti piace. Re et Raina di Spagna: Questo è il gran -Re di Spagna e la Regina — De infedeli hanno fatto gran ruina. -Maximiliano: Viva lo Imperator Cesare Augusto — Maximian re -di Romani justo. El Pontifice: Questo è papa Alexandro che corregge — L'error -dil mondo con divina legge. Oltra di questo venne -un'ombrella sotto la qual era l'anello di San Marco. Poi un'altra -con una anconeta adornata di zoie bellissime, d'arzento dorato, -la qual era di Domenego di Riero. La scuola di S. Zuanne venne -<span class="pagenum" id="Page_302">[302]</span> -poi con dopieri 40 dorati et anzoli XI portava arzenti, poi uno -Christo portado da uno anzolo, una fontana butava aqua odorifera, -poi el mondo tutto in una balla de carta, poi 6 anzoli con arme di -la liga, un'ombrella con uno San Zuanne antico, poi cinque altre -ombrelle con varie reliquie portate da sacerdoti. I tabernaculi poi, -sotto uno el capo de Santa Maurina; poi dopieri grandi a man, el -primo de S. Martin sotto un'ombrella, et poi una ancona greca da -Constantinopoli, et dopieri 40 la mità avanti et la mità da driedo -su aste piccole dorate; poi la ombrella d'oro, sotto la qual era la -Croce Santissima ch'è molto miracolosa. Et quelli di la scuola -havia dopiereti in man, in loco de candelle, et fo gran numero. -</p> - -<p> -Poi venne li frati. Prima li Jesuati. Poi li frati di S. Sebastiano -con caleci in man. Poi de S. Maria di.... con corparuoli, calesi -et pennelli in mano, et el piè de San Paulo primo heremita inarzentado. -Poi li Crosechieri con assà reliquie, et la cossa di San Christofalo -portata su uno edificio da homeni, et la testa di Santa Barbara -su uno soler. Poi li frati di Servi apparati: la testa d'arzento di S. -Zuanne papa et di Santa Maria Cleophe. Poi li frati di Carmini con -assà teste de Santi et 20 fratoncelli vestiti da.... anzoli. Poi li -frati di San Stephano con fratoncelli 14 con confetiere in mano, et -li frati belli aparamenti con pianete di perle lavorate et assà arzenti. -Poi li frati di S. Francesco: prima Santo Jopo (<i>Giobbe</i>) et S. -Francesco di la Vigna, Observanti et fratoncelli vestiti da anzoli, -uno di qual portava S. Marco fodrà di varo: <i>demum</i> venne li Conventuali -con fratoncelli con pennelli in mano; uno soler sora el qual -era el duca de Milan sentado, con una cadena in man, era incatenada -tutta la liga; poi venne Venetia con l'arma dil Doxe et una vera -bareta ducal; poi el Re over Raina de Spagna; poi l'Imperatore et -el Papa con lettere diceva: <i>Fides Apostolica</i>; apparati frati n.º 38. -Poi venne li frati di S. Zanepolo, con fratoncelli con candelieri d'arzento -et pennelli: et prima era S. Domenego et S. Piero Martire, -zoè tutti insieme; poi le arme di colligati portate su corni di divizie -assà aparati; et do candelieri grandi d'arzento. Frati di S. Salvador -et Santo Antonio con una † ornata di seda benissimo, con reliquie -in tabernaculi; <i>item</i> el brazo de S. Luca d'arzento, con una -penna in mano, assà teste de Santi portate in mano, ancone con assà -reliquie dentro, inarzentade, la.... et mitria dil suo abate per esser -abazia. Poi li frati di Santo Spirito con bei apparamenti, li frati -di la Charità et San Chimento (<i>Clemente</i>) a uno, li frati di S. Zorzi -mazor et S. Nicolò de Lio, la man de S. Zorzi et una man de arzento -<span class="pagenum" id="Page_303">[303]</span> -de Santa Lucia, et la testa de San Jacomo, poi l'abate con la mitria -et baston pastoral avanti. Poi venne li frati de Santa Maria de l'Orto -co S. Zorzi di Alega, con cotte di sora da canonici. -</p> - -<p> -Da poi successe li preti, et prima la Congregation de S. Salvador, -sono 9 congregation et in tutte preti 36 et non più. Poi -S. Canzian, ne la qual era el brazo de S. Zuanne Grixostomo et -altre reliquie. Poi San Silvestro, poi S. Marcuola et el brazo de S. -Anna, et una ombrela de veludo biavo fo de uno Doxe da ca Memo -lassata a ditta Chiesia, et la man destra de S. Zuanne Battista in uno -tabernaculo, portata sopra uno edificio. Poi venne la congregation -de S. Luca et el pè de S. Triphon inarzentado. Poi Santa Maria -Formoxa et il pè de S. Dimitri inarzentado. Poi Santo Anzolo, poi -S. Polo. Et S. Maria Mater Domini fo l'ultima, con el brazo de Santa -Agata inarzentado. -</p> - -<p> -Et compito ditti frati et preti, venne fuora de Chiesia, sonando -campanon, la Signoria. Come fu a presso la piera dil bando, la qual -è di porfido, et in quelli zorni fo alzata, sonando prima trombetta -assà, poi per Battista comandador fo publicata ditta liga, la qual -publication sarà qui sotto scritta. Et compito, fo sonato <i>iterum</i> -trombette et campanon, et trato assà schiopeti et bombarde dil campanil. -</p> - -<p> -Poi seguite la processione. Prima trombete de galie n.º 32; do -dopieri d'arzento avanti la †. Poi el capitolo de S. Marco. Comandadori -dil Dose vestiti de biavo con barete rosse in testa col marchetto -n.º 24. Li scudieri di Maximiano, zoè di soi ambassadori, con -calze tutti a una divisa, et zuponi che fo bel veder. La fameglia dil -Legato et oratore dil Pontifice, quelli di la cancelleria, li canonici -de Castello alcuni aparati, el Patriarca dagando la benedition con -la mitria in testa. La bolla di la indulgentia portata avanti aperta -su una maza, el legato aparato con la mitria et andava dagando la -benedition, et canonici de S. Marco aparati a torno sì de lui come -dil Patriarca. El Canzelier grando con alcuni secretarii de Collegio, -zoè Zuan Zacomo di Michiel, Alvise Manenti secretarii dil Consejo -di X; Gasparo di la Vedoa et Zaccaria.... Bernardin di Ambrosii -de Collegio. Una palma bella portata davanti, el Prencipe vestito -de restagno d'oro, l'orator dil Papa de veludo paonazo, l'orator -de Maximiano, zoè el decano, de veludo cremesin, et l'altro cavalier -pur de veludo con catena al collo d'oro, l'orator yspano de -veludo cremesin con cadena, l'orator de re Ferando <i>etiam</i> de veludo, -<i>ut supra</i>, con cadena, lo episcopo de Como, orator de Milano, -<span class="pagenum" id="Page_304">[304]</span> -domino F.º Bernardin Visconti con una vesta corta d'arzento sopra -rizo et cadena ligada per non esser cavalier, et domino Thadeo de -Vico marcà, terzo orator, damaschin cremesin et una cadena molto -grossa al collo, l'orator de Ferrara et quello de Mantoa, Piero Dandolo -primicerio de S. Marco, et magistro Joachim Venitiano Zeneral -de Frati Predicatori, poi D. Tuciano baron de Hongaria, habita qui -a Venetia, et don Consalvo fiul di l'orator yspano con cadena al -collo. <i>Demum</i> un corsier et uno procurator, li consegieri è nominati -di sopra, zoè quelli fo a la conclusione di la liga, et questi procuratori: -Nicolò Mozenigo, Fedrigo Corner et Domenico Moroxini, -Christofol Duodo, Felipo Tron et Lunardo Loredan; poi li Cai di XL, -fiuli dil Prencipe, et Avogadori; tra i qual Bernardo Bembo dottor, -avogador, vestito d'oro; poi li Cai dil Consejo di X; <i>demum</i> li cavalieri -et quelli haveno veste d'oro: noterò Thoma Zen, Piero -Balbi con manto bellissimo, Zorzi Corner, Polo Pisani venuto in -questi zorni da Roma, et cadena sora la vesta, Zaccaria Contarini, -<i>etiam</i> con cadena, Battista Trivixan, Marco Dandolo dottor et Francesco -Capello; et questi cinque havevano manto d'oro sopra la -veste, zoladi sulla spalla, che era bellissimo, altri cavalieri et dottori -vestidi de seda tutti, et poi per età de li altri senatori numerati -tutti n.º 180, vestiti d'oro come ho ditto, n.º 8 cavalieri, et de seda, -80 altri de scarlato et sarebbe stato assà più se non fusse sta la nova -di le galie de Fiandra, la qual do zorni avanti fo verificada, et tutti -levono corrotto, et in piazza era assà veste di scarlato, <i>præter solitum</i>, -perchè se usa negro. Compita la processione et accompagnato -el Prencipe in palazzo, tutti andono in caxa, et l'hora era molto -tarda, et tutto quel zorno fo sonato campanon a S. Marco et ancora -per tutta Venetia. Et in questa mattina Bartholomeo Zorzi proveditor -di l'armada messe banco, et <i>etiam</i> Marin Barbo soracomito. -Questo fo fato, a ciò si vedesse nostri dava principio a voler far -fatti, et la sera drio se partì Piero Bembo soracomito et andò a -Corphù. In questo medemo zorno venne lettere de Napoli molto desiderate, -di la risposta dil Re, quando li nostri oratori li notificò -la liga, et el zorno drio li oratori di la liga veneno in Collegio, et -fo mostrato ditte lettere et consultato. -</p> - -<p> -La sera veramente fo fatto su la piazza de S. Marco do gran -fuogi de assà legne de carra 20, mandate per la Signoria, et fo -messo, oltra le legne brusavano, per puti quelli legnami potevano -trovar lì in piazza, et ancora per ogni colonna dil palazzo era una -lumiera <i>ita</i> che fu n.º.... a torno a torno tutte impiate a una botta, -<span class="pagenum" id="Page_305">[305]</span> -et si andava refrescando che pareva fusse zorno, et era bellissimo -veder. Sopra el campaniel fo messo assà lumiere, trato di molte -rochete et schiopeti, sonando campanon et assà moltitudine de zente -fino 6 hore steteno in piaza. Ancora sopra altri campi fo fatto fuogi, -et per li campanieli di le chiesie, et a San Bortholomio per Todeschi -assà lumiere, <i>etiam</i> a caxa de li ambassadori di la liga. Et questo -basti quanto a queste cerimonie, et cognosco esser stato molto -longo, ma ho voluto el tutto descriver et la publicatione fo a questo -muodo: la qual fo butata in stampa con cinque virtù: al Papa, <i>fides</i>; -Imperator, <i>justitia</i>; Re de Spagna, <i>fortitudo</i>; Venetiani, <i>prudentia</i>; -et duca de Milano, <i>amicitia</i>. -</p> - -<h3 id="lib3-1"><i>Questa è la publicatione di la liga</i></h3> - -<p> -El Ser.<sup>mo</sup> et Exc.<sup>mo</sup> Prencipe nostro, d. Augustino Barbarigo -a tutti dechiara et fa noto che in nome dil Summo Creator e di la -gloriosissima madre Verzene Maria et dil protetor nostro misser -S. Marco et de tutta la corte celeste, in questa nostra città, fra el -santissimo et beatissimo in Christo padre et sig., sig. Alexandro -per la divina provedentia papa VI, el Ser.<sup>mo</sup> et Exc.<sup>mo</sup> sig. Maximiliano -Re de Romani sempre Augusto, li Ser.<sup>mi</sup> et Exc.<sup>mi</sup> Sig.<sup>ri</sup> -Ferdinando et Helisabetha Re et Raina de Spagna, esso nostro -Ill.<sup>mo</sup> et Exc.<sup>mo</sup> Prencipe et l'inclita Signoria nostra, et lo Ill.<sup>mo</sup> -et Exc.<sup>mo</sup> Sig. Ludovico Maria Sforza anglo duca de Milano etc. -etc. et gli successori, adherenti et ricomendati de cadauna di le -parte preditte a honor dil nostro Sig. Dio, a fin de pace et tranquillità -de tutta Italia, ben et comodo di la Republica Christiana, -felicemente è sta conclusa, fata et fermada bona, vera, valida -et perfecta intelligentia, confederatione et liga, duratura ad -anni XXV <i>et ultra</i> ad beneplacito de esse parte, per conservatione -di la dignità et autorità di la Sedia Apostolica, protetion di le raxon -dil Sacro Romano Imperio, et per defension et conservation de li -Stadi de cadauna di le parte et soi adherenti et recomandadi, la -qual confederation et liga per le ditte parte è sta deliberado che in -questo zorno per tutto el dominio, et in ogni cità de cadauna di le -parte preditte solenemente publicar se debbi, a gaudio universal -et consolatione di tutti. Eviva S. Marco! -</p> - -<p> -Et in questo medemo zorno a Milano fo fatto solenne procession -et gran feste per la terra, et per tutto el suo dominio, et fo -publicata, et fo invidato Mons. di la Ruota orator dil Re de Franza, -<span class="pagenum" id="Page_306">[306]</span> -el qual non volse esservi, ni <i>etiam</i>, Joan Baptista Redolphi orator -fiorentino; et come fo publicata, de lì a pochi zorni el Duca andò a -Vegevene, et in Milano rimase Sebastian Badoer cavalier ambassador -veneto. -</p> - -<p> -A Roma <i>etiam</i> fo fatto in tal zorno gran solemnitade, perchè, -havendo benedetto le palme, andò el Pontifice a S. Piero, et el card. -Benevento, fo nepote de Innocentio, disse messa, et mostrato uno -legno de quelli fo ficato el Redemptor nostro su la †, con molta devotione, -et in chiesia tutti oltra l'olivo haveva una candela in mano. -Et fo fatto una oratione per el vescovo de Concordia, vicentino de -caxa Chieregato, in laudatione di tal liga; la qual qui sotto sarà scritta, -et poi publicata. Tutto quel zorno in Roma sonò campane, et in -castel Santo Anzolo trombe, et in caxa de Cardinali grande alegreza, -et in caxa di l'ambassador veneto fo tenuto corte bandia, con confetione -etc.; tutti cridava: Marco! Marco! Et a questa processione -non vi volse venir el Cardinal di S. Dionisio franzese, nè l'orator -de Franza. Et poi la sera et in castello et caxa de Cardinali, prelati -et ambassadori fo fatto gran fuogi et lumiere, et dil veneto più -di 100 lumiere a torno la sua caxa, et fatto do gran fuogi in segno -de consolatione. Et el zorno driedo, fo a dì 13 April, l'ambassador -ditto dil Re de Franza partì da Roma mal contento, et ritornò a -Napoli. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Sermo habitus Rome in ecclesia Sancti Petri in die palmarum anno -domini 1495 coram Sanctissimo in Christo Patre et Domino -nostro D. Alexandro divina providentia Papa sexto in publicatione -confederationis inite inter ipsum ac Romanorum et Hyspanie -reges, Venetorumque atque Mediolanensium duces per reverendum -dominum Leonellum de Chieregatis decretorum doctorem -episcopum Concordiensem ac Sanctitatis sue referendarium -domesticum<a class="tag" id="tag128" href="#note128">[128]</a>.</i> -</p> -</div> - -<p> -In terra todesca dal Re di Romani fo publicata a Vormes, dove -el re Maximiliano feva la dieta, et havia principiata a dì... ditto -con gran cerimonie per tutta la Elemagna. Et <i>quam primum</i> che a -Venetia fo publicata, el zorno drio, fo a dì 13 April, li do altri soi -<span class="pagenum" id="Page_307">[307]</span> -Ambassadori tolseno licentia da la Signoria, dicendo voleva andar -contra el suo Re. Ai qual el Prencipe li usò benigne parole, digando: -Fate pressa a Soa Majestà che 'l vegni, che li daremo ogni favore, -et quello in Italia molto desideremo. Ancora li nostri ambassadori -a Soa Majestà presto expediremo. Et habuto li presenti, prima -se partì el decano, et don Leonardo Felz rimase per essere amalato; -<i>tamen</i>, el dì driedo Pasqua, <i>etiam</i> lui si partite. -</p> - -<h3 id="lib3-2"><i>Quello acadete a Venetia, Roma, Napoli, Milan et altre parte -dil mexe <span class="upright">(di Aprile)</span> 1495, zoè da poi la publicatione di la liga.</i></h3> - -<p> -Domente tal cose si fanno, in mar essendo fuzito di le man di -Zoan Francesco Venier soracomito nostro volonteroso di haverlo et -prenderlo, Camalli turco, come scrissi ne l'altro libro, a hora venne -sul mar insieme con uno altro corsaro chiamato Richi, pur di natione -turco, et haviano una nave di botte 400, una barza di botte -200, do fuste grande et do gripi tutti armati. <i>Unde</i> Hieronimo Contarini -proveditor di l'armata con do altre galie dalmatine li andò -contra per investirli, et haver di lui vittoria, et cussì fonno a le -man, et ne fo morti de la sua galia, che investite, assai, et feriti -zerca 70, et se le altre galie dalmatine havesse seguito, senza dubio -Camalli saria sta preso, overo in mar anegato et in battaglia morto; -ma si excusono non haveano bone vele. Et questo fo in l'Arzipelago, -sora Schiati Scopuli. Et havendo assà combattuto, sopravenendo -la notte, ditta galia dil proveditor al meglio potè se slargò, et con -le altre ritornò a Modon et Camalli andò via, nè qual volta tenisse -non se intese. Ma non molto da poi essendo Antonio Grimani procurator -capetanio zeneral a Sapientia a presso Modon, visto di lonzi -una fusta, mandò Antonio Loredan soracomito con do galie, zoè -istriana et zaratina, a investirla, et cussì la galia zaratina, per esser -bona, do volte investite, et quella fusta averze per mezo, la qual era -de ditto corsaro, et Turchi fonno in aqua; <i>tamen</i> pur zerca 95 era su -ditta fusta, li qual prima fusse investiti, con archi et freze sagittavano -nostri. Et de ditti fo morti et anegati, et 25 solamente presi -vivi, et quelli portati a presentar al capetanio zeneral era a Modon -venuto per complir de far li stratioti. El qual ordinò fusse ligati le -man et li piedi, et butati in mar per anegarli; et cussì fo fatto: -<i>unde</i> el capetanio loro, quando era ligato se la rideva; et li fo dimandato -da quelli sapeva la lengua la cagione dil suo rider. Rispose -io ne ho anegati tanti christiani con le mie man, che l'è raxon -<span class="pagenum" id="Page_308">[308]</span> -sia anegato ancora mi da christiani. Et cussì fonno butati in mar, -et benchè fusseno ligati, uno d'essi si desligò et andono alcuni con -le barche di le galie et quello con la spada amazò lì in acqua; et -lui a modo di un pesce se aiutava de nuotare e fuzir. Ma Camalli preditto, -partito che 'l fo di le man di le nostre galie, andò nel porto -de Garipoli, dove trovò sorta una nave de zenovesi, di quelle da -Scyo, et esso Camalli volendo intender de chi fusse, disseno era de -Scyo, <i>unde</i> li disse non dubitasseno, che sora la sua testa non li farebbe -danno, essendo raccomandato e tributario Scyo dil suo Signor; -ma pur che havendo bisogno, li era forzo dimandarli ducati -50. Et el patron li disse, che non li havea; ma lassasse vender alcune -merze, che era contento di dargeli: et cussì fermono l'accordo. -Ma inteso ditto patron, come una nave de essi zenoesi era a l'altro -cargador, li mandò a dir dovesse venir in so aiuto contra questo corsaro. -<i>Unde</i> ditta nave cussì fece. Ma Camalli, vedendo venir questa -nave verso de lui, fuzite de lì, et lassò la sua barza grande, la qual -la nave di Scyo ebbe, et mandò in sua malhora via, non restando -però di far danni sul mar, come dirò di sotto. Et questo basti zerca -a Camalli. -</p> - -<p> -A Venetia li ambassadori di la liga, Papa, Spagna et Milano -andavano spesso in Collegio, ai quali erano lette le lettere, <i>et inter -eos</i> desputato <i>quid fiendum, et maxime</i> zerca le cose di Aste, però -che 'l Duca de Milano faceva molto facile impresa. Et sopravenendo -la Settimana Santa, andando secondo el consueto el Prencipe con -la Signoria a li oficii in chiesa di S. Marco, et invidato Monsignor -di Arzenton, pur vi venne, <i>et accidit</i> che il Mercore santo, passando -davanti le preson per andar a la soa barca ditto orator, per presonieri -stanno a quelle finestre li fo ditto assà mal, dispriciando Franzesi. -Et ancora el populo, sapendo la cativa ciera era fatta a Napoli -a li nostri ambassadori per Franzesi, a questo li mostrava cattivo -volto; <i>tamen</i> el Prencipe l'honorava assà, et più se li feva le spexe, -et li nostri loro si fevano le spexe. Et ancora uno conte Antonio, -che andava per le terre come matto, la cui pacìa era il voler danari -n.º assai da banchi, dicendo dover haver etc. nè voleva per resto -ma ben per parte; et questo da alcuni fo vestito con zii (<i>gigli</i>) zalli -sora una vesta negra. Et mons. de Arzenton andò a lamentarsi sì -de li presonieri, <i>quam</i> di questo, a la Signoria. <i>Unde</i> el Prencipe -ordinò fusse serati ditti carzerati, et colui spogliato di tal veste. Et -pur dicendo Arzenton, che 'l popolo, quando veniva qualche prosperar -dil suo Re erano mal contenti, et quando veniva al contrario dimostravano -<span class="pagenum" id="Page_309">[309]</span> -alegra ciera, come spesso lui havea visto, et era in effetto -la verità. Ma el sapientissimo Prencipe li disse: non vi meravigliate; -in questa terra nostra el popolo è libero e liberamente -parlano et hanno gran ragione: perchè prima era gran abondantia, -et dapuò venuto el vostro Re in Italia, hanno habuto carestia; et -si non provedessemo, el popolo menuto staria molto mal. Et è da -saper che el zorno drio che fo fatto la liga, calò g. 6 la farina el ster -in fontego. Et el zorno de Pasqua, da poi stato la Signoria a San -Zaccaria, secondo el consueto con le cerimonie ducal, ditto orator -fo chiamato a l'audientia, al qual el Prencipe se dolse di la cattiva -compagnia era a Napoli a li nostri ambassadori. Et è da saper che -el Sabato Santo fo Pregadi per far consultatione si importaveno le -cose volevano far. -</p> - -<p> -Venne in questa terra incognito el conte Bernardin de Frangipani, -signor de Modrusia, Segna etc.; et secondo altri fo uno suo -barone, el qual alozò a S. Nicolò de Lio, et più volte a caxa dil -Prencipe. Fo divulgato voleva soldo, per esser valentissimo ne l'arte -militar. Et habuta la risposta, la qual era et fo secreta, si partì, et -ritornò ne li soi paesi. Et per questo se intese el conte Zuane, fo -fio di re Mathias, venne in questo tempo in Corvatia a li soi luogi -con assà zente. -</p> - -<p> -A Napoli, per lettere de 9 April, erano in gran consultatione, -et stavano molto tardi fino do et tre hore di notte, faceva grandi -apparati di zostre e torniamenti per far queste feste di Pasqua, nè -metevano precio alcuno. Fece disfar el Re l'armada voleva poner -in ordene per andar a tuor Yschia. <i>Item</i> el Stato dil Marchese de -Pescara, perchè per avanti havia donato al prefetto di Roma, havia -<i>nunc</i> suspeso, et altri privilegii et concessione pur suspese, et poi -per lettere dil 16 se intese come era zonte ivi do galeaze de vituarie -venute di Provenza overo Marseia. Questo perchè el re Ferandino -era partito de Yschia per menar la Rayna in Sicilia. Et la verità -fo, che a dì 17 April zonse a Messina, et ivi puose la Rayna. -Et li oratori nostri a Napoli non erano ben visti, <i>imo</i> fu spento Francesco -da la Zueca suo segretario, volendo andar in castello dal Re, -in fango, dimostrando poca riverenza, benchè poi si excusasseno -non lo havia conosciuto; <i>tamen</i> è da saper che da poi la liga Franzesi -comenzono a perder la reputatione. El Re non havia danari ma -ben Franzesi, perchè de tutto zercavano venir su danari, vendendo -per li luogi infino le munitione de li castelli, et al tutto el Re, passato -queste zostre, voleva aviarse a la volta de Roma. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_310">[310]</span> -</p> - -<p> -Da Napoli non veniva lettere cussì spesso come prima, et questo -perchè le strade erano rotte, nè potevano venir li corrieri securi, -et <i>accidit</i> che uno nostro corrier fu intercepto a Teracina da -alcuni Franzesi, dicendo haviano in commissione dil Roy di voler -veder tutte le lettere, et che non faceva per far alcun oltrazo a la -Signoria, et aperseno le lettere de li oratori, le qual per esser in -zifra non le intendendo fonno restituite. Et fo ditto a questo corrier: -benchè si fa a la gran <i>ville</i> de Venetia, hai paura che 'l Roy non -vegni a metterli fuogo et a brusarla? Et el corrier rispose: Monsignor, -se tu mi da licentia, te risponderò. Et lui gela dette. Et disse: -l'è tanta aqua a torno le fosse di la gran <i>ville</i>, che stuarave -(<i>spegnerebbe</i>) questo et ogni altro mazor fuogo, sì che non temeno -alcuna cossa. Le qual parole, ridendo, esso corrier referite al Prencipe; -et fo laudato la sua risposta. Et zonse qui questo corrier a dì -15 April. -</p> - -<p> -In questi zorni venne lettere di re Alphonso de Aragona, era -a Mazara in Sicilia, al suo ambassador era in questa terra, <i>licet</i> non -fusse più suo ma dil fiul Re; et molto comendò la fede sua, pregando -dovesse perseverar, et exhortar li Signori Venitiani a dar aiuto -a suo fiul, promettendoli di far sarà remeritato a qualche tempo. El -qual re Alphonso prima se judicava fusse morto, ma a hora, per -il messo portò le lettere, fonno certificati come era vestito di bianco, -con alcuni frati in compagnia, et faceva vita quieta. Et ditto -ambassador andava in collegio spesso, solicitando molto ogni proficuo -et utilità havesse a ridondar al Re suo; visitando molto l'ambassador -de Spagna et de altri collegati, et era pur honorato come -ambassador di Re andando al loco suo; et con Mons. de Arzenton -<i>etiam</i> parlavano assà. -</p> - -<p> -Venne a Venetia nel mexe 4 April ad habitar con la moglie et -sua fameglia quello era castelano in Manferdonia, chiamato Hieronimo -Michiel, di natione cathellano, et portò grande haver, et era -stato assà anni castellan ivi, et quando Franzesi si aprossimò a la -terra, volendo el populo levar le sue insegne, questo fuzite et andò -a Ragusi, et el Re de Franza lo mandò a domandar a Ragusei, i quali -non gel volse dar, ma ben lo licentiò. Et cussì venne in questa -terra, et, per più securtà sua, volse uno salvoconduto per el Consejo, -el qual a dì 24 ditto li fo concesso, et da poi andò con alcuni fanti -in Puia, in favor dil suo Re come scriverò più avanti. -</p> - -<p> -A Roma essendo partito l'ambassador de Franza, a dì 13 April, -de lì assà mal contento, et zonte le lettere de cambio di ducati 4000, -<span class="pagenum" id="Page_311">[311]</span> -l'ambassador Veneto comenzò a far provisionati, perchè cussì fo ei -voler dil Papa, <i>etiam</i> la Signoria fo contenta. Et zonto che fo el capetanio -di la cittadella de Verona, Francesco Grasso, el qual menò -assà fanti overo provisionati con lui, et per camino de Ravena -verso Roma tutti cridava: Marco! Marco! nè per Romagna se aldiva -altro. Et da poi le feste de Pasqua li dette danari a li contestabeli -n. 6, però che fece 600 provisionati. Et a dì 16 ditto zonse lì -el Cardinal Curzense venuto da Napoli, et trovato l'orator nostro in -capella dil Papa, li disse: <i>Domine Orator</i>, el Roy molto vi ama, -questo per esser stato ambassador in Franza. Et poi disse di questa -liga; voglio che vui et mi femo far una gran paxe in Italia, e far -che 'l Roy vadi contra infedeli, et voglio pacificar el Roy con la -Signoria etc. <i>Tamen</i> non havia alcuna commissione, et diceva queste -parole da lui. -</p> - -<p> -Ancora questi zorni lì a Roma arrivò Antonio Stanga ambassador -dil Duca de Milano, el qual <i>alias</i> fo al re Alphonso a Napoli, -come ho scritto nel principio di questa guerra, sì che erano doi, zoè -questo et Stephano Taverna, benchè el cardinal Ascanio fusse quello -faceva el tutto et era in grande amicitia col Pontifice. Et poi a dì -22 ditto se partì per andar a Napoli dal Re el cardinal di San Dyoniso, -franzese: la causa non se intese, ma fo judicato el Re lo havesse -mandato a chiamar per haver el suo consejo. El qual andato -a tuor licentia dal Pontifice, si offerse di metter ogni paxe et pacificar -le cosse. Pur Franzesi in Roma erano mal visti, <i>maxime</i> da -Spagnioli, et el zorno de Pasqua do Franzesi fu butadi zo dil Ponte -nil Tevere per Spagnioli, uno de li qual morì. Li cavalli lezieri mandava -la Signoria verso Roma erano propinqui, et a dì do feno la -mostra di provisionati benissimo in ordine. <i>Tamen</i> quelli de Milano -non era ancora comenzati a far, benchè el Duca scrivesse a suo fratello -cardinal Ascanio li facesse, et diceva di farli. Ancora el Pontifice -voleva assoldar 600 homeni d'arme, et era in accordo con la -parte Orsina, et a quelli dette stipendio, solicitava la Signoria ad -acordar suo fiol Duca de Gandia, el Duca de Urbino et suo zenero -sig. Zuanne di Pesaro, el qual havia compito la ferma et condutta -havia di la chiesia, pagato <i>tamen</i> per nui, secondo li capituli di la -prima liga. <i>Etiam</i> voleva el sig. de Camarino, <i>alias</i> essendo nostro -governator di le zente de Romagna, et chiamato a la guerra se havea -col Duca de Austria fo casso et privato dil soldo. <i>Unde</i>, fatto -consultatione <i>inter patres</i> con li ambassadori di la liga, ditti Signori -fonno acordati, zoè el Duca de Gandia et sig. di Pexaro, zoè al Gandia -<span class="pagenum" id="Page_312">[312]</span> -ducati 30 mila et a Pesaro ducati 16 mila et tengi 400 cavalli, -pagati proportione tra Venetiani et Milano, come più diffusamente -dirò di sotto. Et con el duca Guido de Urbino fo praticato de acordarlo, -però che era in questa terra uno so secretario chiamato -Piero Antonio Perolo, el qual con Marco Zorzi et Paulo Pisani cavalier, -Savii di Terra Ferma, praticava de condurse, et li volevano -dar la liga ducati 18 milia et tenisse 800 cavalli, ma non fonno -d'acordo, et si acordò ditto duca de Urbino con Fiorentini, come -dirò poi. -</p> - -<p> -In questo tempo mezo, a dì 6 April, li oratori erano al Re de -Romani dil Duca de Milano, zoè Baldissera de Pusterla et Joan -Francesco di Marliano nominati di sopra, a Vormes, et non senza -gran quantità de oro oteneno da esso Re la investisone dil Ducato -de Milano in persona de ditto sig. Ludovico et soi heriedi; et ivi -fo fatte le cerimonie debite et jurato fedeltà a l'imperio, ditti oratori -per nome dil Duca, però che Milano è camera de Imperio. La -qual investitura ni el duca Francesco so padre, ni el duca Galeazo -so fratello, nè Zuan Galeazo so nepote mai da Federico padre de -esso re Maximiliano la poteno ottenire. Et inteso el Duca tal nova, -havendo grandissima alegrezza subito che la intese, che fo a dì 14 -ditto, a dì 16 in questa terra si seppe, et con gran festa li soi oratori -el Zuoba Santo andono in Collegio a notificar a la Signoria -questo, con i qual fo allegrato. Et <i>etiam</i> mons. de Arzenton li tocò -la man a ditti oratori, dicendo: me ne alliegro di ogni cossa, purchè -sia per metter paxe et union in Italia. -</p> - -<p> -Et dovendo venir do ambassadori de dito Re de Romani a Milano, -a far le debite cerimonie di tal investitura, a dì 27 April -nel Consejo de Pregadi a compiacentia dil Duca fo creato ambassador -a Milan, el qual dovesse andar a queste feste, Marco Zorzi -era Savio di Terra Ferma, et <i>tamen</i> poi non fo mandato, perchè terminono -nostri de dar licentia de ripatriar a Sebastian Badoer, et in -suo loco andar dovesse Hieronimo Lion cavalier, era za assà tempo -creato a ditta legation, <i>etiam</i> de mandarvi insieme li do ambassadori -andavano in Spagna, i quali fusseno a queste solennità, et -cussì fo fatto, come intenderete. Ancora esso Duca scrisse una lettera -al Re de Franza notificandolo de questo, et invidando Soa Majestà -a questa alegreza a Milan, la qual questo mexe de Mazo doveva -far, et questo fece con consentimento dil Pontifice et la Signoria. -Pur era lì a Milan l'ambassador dil Re preditto de Franza, sì -come in questa terra Arzenton, zoè mons. di la Ruota. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_313">[313]</span> -</p> - -<p> -De l'impresa de Aste veramente essendo andato el sig. Galeazo -di San Severino con li altri condutieri, et fatto el campo, el qual -ogni zorno se ingrossava, et el Duca de Orliens, vedendo questo, feva -molte provisione de zente, et li zonse 300 lanze franzese di novo. -Ma el campo duchesco stava cussì, nè li succedeva el disegno pensato, -et havia 3000 cavalli et 4000 fanti. Et accadette che XXV de -li homeni d'arme de ditto campo, essendo alozati in uno loco di la -Marchesana de Monferà, la notte fonno assaltati da Franzesi, et de -questi presi 16, i qual fonno spogliati; et fo per tradimento. -</p> - -<p> -Ancora zonse in questi zorni a Milano do ambassadori dil Re -et Raina de Spagna, zoè quelli fonno al Re de Franza, nominati de -sopra, et andavano di comandamento dil loro Re al Re de Romani; -et dal Duca fonno molto honorati. I quali li notificò di breve doveva -venir uno ambassador de Spagna, creato per starvi con sua -Excellentia, et za era in camino. Et poi, stati alcuni zorni, verso Elemagna -andò, et, per lettere venute a Milano di Savoja, se intese -quel corrier andava in Spagna, a portar la nova di la liga, era sta -retenuto a Brianzon terra dil Dolphinà da Franzesi, et toltoli le -lettere; <i>tamen</i> non fo il vero, et pur andò in Spagna. -</p> - -<p> -A dì 22 April zonse a Venetia, et fo el zorno che la matina fo -fatto le cerimonie di la Ruoza d'oro venuta di Roma, come ho -scritto, el primo arsil de stratioti, patron Alegreto di Budua, con -cavalli 107 de Coron. Et dismontati a Lio ivi fece la mostra, che fo -uno bellissimo veder; et ne andava assà persone, et con desiderio -aspettavano el resto: i quali veneno tutti, come dirò di sotto. Et fo -preso in Pregadi de mandarli a Ravenna, et ivi dovesse star. Et a dì -ditto fo creato loro capo, et priore de tutti li stratioti vegneranno, -con ducati 100 al mexe, Piero Duodo era Savio a Terra Ferma, et -fo spazato in Istria a li altri arsilii dovesseno andar a dismontar a -Chioza; et cussì parte andò, altri venne di longo. Stratioti sono -grechi, vestiti con casacche et cappelli in capo: varii portano panciere, -ma una lanza in mano, una mazoca et la spada da lai (<i>a -lato</i>); corono velocissimamente, stanno continuamente sotto di loro -cavalli, i qual non manzavano fieno come questi italiani. Sono usi a -latrocinii, et continuamente esercitano in la Morea tal exercitii; stanno -a l'impeto de Turchi, sono optimi a for corarie, dar guasto a paesi, -investir zente, et fedeli sono al suo signor <i>ut plurimum</i> assà... -....; et non fanno presoni ma taglia la testa, et ha per consuetudine -uno ducato per una dal capetanio. Manzano poco, et di tutto si -contentano, purchè li cavalli stia bene. Et de questi grandissima -<span class="pagenum" id="Page_314">[314]</span> -quantità è sotto el Dominio di la Signoria nostra, et desiderano venir -servirla; et questo perchè, portandosi bene, vien fatti cavalieri, -et datoli provisione perpetue, morendo li danno a loro figlioli. -</p> - -<p> -In questo medemo zorno, vedendo nostri che niuna potentia de -colligati havea più oratori a presso el Re de Franza, et che li nostri -erano mal visti, et dimandava licentia; i quali è da saper feveno -grandissima reputatione a esso Re; et cussì, a dì 22 ditto, -preseno in Pregadi che dovesseno andar a tuor licentia dal Re, e -ripatriar per la più secura via potesse, et venisse a Roma. <i>Tamen</i> le -strade erano mal secure et li corrieri spogliati, come fo uno dil Pontifice, -et l'altro nostro in questi zorni; pur fo expedito la sera el -corrier a Napoli, benchè da poi ditta licentia fusse sospesa, per el -Consejo di X, et comesso li dovesseno far alcune cosse dil successo -sarà scritto di sotto. Et a dì 25, el zorno de S. Marco, che el Prencipe -havia fatto solenne pasto consueto a tutti li oratori et zerca 60 -patricii, zonse in questa terra Paolo Trivisano cavalier, chiamato -da la Dreza, era sta ambassador a Napoli, et era sta tanto a venir -per essere stato a la madona di Loreto, per voto havia. Questo al -Senato riferite molte cose di quello Reame et successo contro Re -Aragonexi, con li qual era sta oratore, Ferando, Alphonso et Ferandino, -et <i>etiam</i> di questo Re de Franza. Partì de qui a dì 6 Novembrio -1493, et zonse a dì ditto 1495: <i>ergo</i> era sta fuora mexi -XVIII. -</p> - -<p> -A Napoli, el Re de Franza feva preparamenti per partirse, et -fece cargar le artegliarie sopra le do galeaze venute con vittuarie da -Marseia, come ho ditto, et dove volesse mandare era varie opinione. -Altri diceva le remandava in Franza, altri a Yschia. <i>Item</i> fece levar -le porte di Castelnovo, che era de bronzo, bellissime, et voleva farle -cargar su ditte galeaze per mandarle in Franza et metterle a Paris, -a ciò se vedesse queste spoglie ivi a eterna memoria; le qual cosse -<i>manifeste</i> indicava si voleva partir. Le zostre e torniamenti era dato -principio a dì 20 April, et comenzò a provarsi li zostradori per alegrar -el populo; et volevano zostrar a lanza con ferri moladi, <i>tamen</i> -se judicava el Re faria taiar le ponte, a ciò li zostradori non si facesseno -mal. Ancora in questi zorni zonse lì a Napoli una nave di -botte 600, di Andrea Bragadin da San Severo patricio nostro veneto, -carga di orzi, la qual fo molto in proposito, perchè li cavalli de -Franzesi non haveano che manzar se non erbe, et non potevano -più durar. La qual cosa a Venezia fo molto biasemata, <i>licet</i> era andata -ditta nave <i>sine consensu</i> di la Signoria nostra, et li orzi fo -<span class="pagenum" id="Page_315">[315]</span> -cargati in Puia. Et è da saper che lì a Napoli se ritrovava mercadante -Zuan Bragadin, fiul dil suprascritto Andrea, et vadagnò assà, -<i>maxime</i> comprando carne salade in gran quantità e zoie (?) per assà -summe de danari et ogii et altre merce. Et ne la Paia era uno altro -fiul, chiamato Marco, sì che ditti Bragadin fenno ben. Et Napoletani -comenzavano adatarsi con Franzesi; da poi el concluder de questa -liga per Franzesi li era fatto bona compagnia, et se niun li feva -oltrazo alcuno, subito li deputati per el Re faceva impicar li malfactori, -nè più soportava come havia fatto nel principio. Et el Re <i>conclusive</i> -feva bona justitia, divulgava non voleva nel ritorno andar a -Roma ma passar di sotto via, venir in Romagna, in Parmesana, poi -in Aste; <i>tamen</i> tra loro varie opinione era. El cardinal Samallo consejava -che 'l Re non se partisse da Napoli, essendo in uno bon Reame, -fino le cosse se adatava. Altri variamente lo consejava. Et in -questo tempo lì a Napoli se ritrovava oratori veneti, de Fiorentini, -de Sanesi et de Lucca venuti a dimandar li ducati X milia che l'imprestono. -Et poi a dì 23 ditto dette principio a le zostre. Et era decreto -de far tre zostre, italiani, franzesi et sguizari, li qual volevano -far loro uno torniamento, et comenzono a zostrar franzesi con lanze -molade, taiada la ponta. Et el Re con li Cardinali et soi baroni stava -a veder sopra un soler, et non invidò li nostri ambassadori, li qual -steteno in caxa. Et corso alcune bote et come erano a presso l'uno -zostrando di l'altro, si dovano con spade senza ponta. Ma mentre -zostravano Franzesi con Sguizari veneno in parole, sì che messeno -man a le arme, et si volevano amazar, onde Napolitani tutti subito -fuziteno in le loro caxe et si feceno forti. Questo perchè dubitaveno -la terra non fusse messa a sacco, sì come era sta ditto, dubitando -non fusse una stratagema. Adoncha dove se zostrava era grandissimo -romor; <i>adeo</i> che el Re, vedendo che nè per soi capitani nè per comandi -si poteva quietar le cosse, <i>imo</i> se ne amazavano, et fo morti 3 -Franzesi et altri feriti, <i>etiam</i> de Sguizari, el Re medemo dismontò -di soler e montò a cavallo con alcuni insieme et el capo de Sguizari, -et andono tra loro et al meglio potè cessò che non combateno più; -et per quel zorno non volse più si zostrasse. Ma pur Italiani tra loro -corseno alcune bote, et Italiani zostrono fo questi: Camillo Vitello, -don Ferante fiul dil Duca de Ferara, Principe di Bisignano, Duca de -Melfi et altri baroni; et a queste zostre non era alcun priexio, ma -zostravano per l'honore et alegreza di la victoria dil suo Re. Et el -Re vedendo non era Napolitani per la terra, mandò a dir a li capi -di Sezi non dubitasseno di alcuna cossa. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_316">[316]</span> -</p> - -<p> -Oltra di questo havendo fatto cargar le artegliarie era in Castel, -zoè boche 18 de bombarde grosse su le galiaze, come ho ditto, -elexe 2000 Sguizari et alcuni Franzesi, et voleva mandar queste do -galiaze, 6 nave havia, et altri navilii, a tuor Yschia, mia 18 lontana -de lì, et havia tratado dentro, el qual fo discoverto. El re Ferandino -za era in Sicilia andato, <i>tamen</i> dovea tornar a Yschia, et per questo -el Re non ossava mandar detta armada a Yschia, imo quella retene, -nè volse so partisse de Napoli. Ma Ferandino, trovato l'armata -de Spagna a Messina, di... caravelle, et lui con 20 galie passò su la -Calavria in questo mezo, et in uno loco chiamato la Piana de Terranuova -messo le sue zente in terra, prese molte terre, le qual se rendetteno -volontarie, tra le qual una terra chiamata Monte Lione et -assà altre. Et questa nuova intesa a Napoli, el Re stette molto suspeso, -et fu causa de l'indusiar alquanto a partirsi de lì. Et el sig. Virginio -Orsini et Conte di Petigliano in questi zorni ebbe la sententia -in suo favore, disputando <i>de jure</i> che non fusseno presoni, ma fusse -in loro libertà. Et el Re non li volse per questo dar licentia, ma -praticava de darli conduta de homeni d'arme 200 per uno, et menarli -in Franza. Ancora el cardinal S. Piero <i>in Vincula</i> fu tentato di -acordarsi et pacificarsi col Pontifice, et si menava tal pratiche perchè -non era in quella amicitia bona con el Re come da prima. <i>Etiam</i> -la liga volevano a soldo loro el sig. Prospero Colona con suo fratello, -per haver la parte Colonnese, che za era partito di Napoli con -parte di le sue zente, et venuto a li soi castelli dolendosi che 'l Re -non li attendeva a le promesse; <i>tamen</i> non volse per questo romperli -la fede. El Prefetto era amalato a Napoli et el Cardinal de Zenoa -vene a Roma a dì... April, et el cardinal san Dionisio zonse a -Napoli. Et è da saper che mandando lettere la Signoria a li soi ambassadori -a Capua, <i>iterum</i> fonno aperte per Franzesi, sì che le strade -erano rote. Quelli di l'Aquila non volse dar el dacio di le piegore -al Re di Franza, <i>imo</i> li ribellò; sì le cose comenzava andar contrario. -</p> - -<p> -In Puia acadete che volendo Camillo Pandon, era vicerè per re -Ferandino, ussir de Brandizo per scaramuzar con l'altro vicerè francese -stava a Misagne mia 8 de Brandizo, et andato più avanti de li -altri, corando la lanza, in le fosse de Misagne fo amazato; et cussì -morite. -</p> - -<p> -Domente queste cose se fanno, Hieronymo Contarini provedador -di l'armada retrovandose a Corphù, et habuto lettere di la Signoria -che li comandava a lui et al capetanio zeneral che, <i>statim</i> adunato -l'armada, se dovesse redur al Saseno, et mandasse alcune galie verso -<span class="pagenum" id="Page_317">[317]</span> -Puia per inanimar quei populi et sopraveder come si faceva. -<i>Unde</i> esso provedador, essendo el zeneral verso Modon, et andato a -sopraveder el muolo faceva far al Zante Piero Nadal provedador ivi, -et ordinar come havesse a far, <i>etiam</i> andato per far cargar stratioti -su li arsilii, li mandò lettere di la Signoria, a ciò si reducesse con -l'armada al Saseno, et lui con galie 6 se ritrovava, una di le qual -era soracomito Antonio Loredan, et le altre dalmatine, se ne venne -di longo verso a Brandizo, et fo la Settimana Santa. <i>Unde</i>, zonto -la sera a Brandizo, quelli di la terra cognoscendo era galie di -S. Marco fece gran feste, sonando campanon, et la matina poi li vene -in galia don Cesare fo fiul di re Alphonso, natural, con alcuni governadori -di la terra, usando assà parole, rengratiando assà, però -che credevano fusse ivi venuto per far dismontar la zurma et darli -soccorso; et che erano presti a far quanto lui comandava, o di levar -S. Marco o quello voleva, et che aspettava <i>etiam</i> le galie dil Re -suo, et che lui si ritrovava haver 400 cavalli lizieri, et havendo -altri 600 cavalli overo 200 stratioti, li bastava l'animo di far voltar -tutta la Puia et rebellar a Franza, però che intendeva esser ne -le terre 6 over 7 Franzesi per luogo, et che Puiesi si haveano resi -per non haver el vasto. A le qual parole el Provedador rispose che -l'era venuto a sopraveder, confortandoli etc. Et partito ditto don -Cesare di galia, li mandò a presentar alcune cose a le galie. Et è da -saper che tra le altre cosse che li disse el Provedador, fo come el capetanio -zeneral era con 20 galie et altre vele al Saseno per venirli a -dar aiuto, et che advisava dil tutto la Signoria, et ritornò in quel -zorno medemo al Saseno, ch'è mia 80 lontan. La qual venuta fo -<i>optime</i>, perchè molti di la terra che si volevano render a Franzesi, -vedendo galie di la Signoria, deliberorno tenirsi; et cussì si terminò, -nè mai si rese. Ma el Provedador mandò di Brandizo Antonio -Loredan soracomito con do altre galie dalmatine verso el Faro de -Messina, per andar a trovar l'armada dil Re di Spagna ivi era. -Quello fece et ivi operò, più avanti intenderete lezendo. -</p> - -<p> -Ma l'ambassador di Napoli era in questa terra, volendo dimostrar -vera fede al suo Re, trovò certi danari da Puiesi habitavano -quivi, a la summa di ducati zerca X milia, et comenzò a far fanti -qui a Venetia, et darli paga di uno mese per uno. Et uno chiamato -Hieronimo da Cividal, et Tonin stampador (?) venetiano fece capi di -detti fanti. <i>Etiam</i> 200 schiopetieri todeschi con uno loro capo. -Et cussì mandò in Histria a far fanti; et fo divulgato voleva far -2000; <i>tamen</i> era la fama, l'efetto fo <i>solum</i> n.º 300. Et nolizò uno -<span class="pagenum" id="Page_318">[318]</span> -gripo de Bernardo Contarini, et una caravella de botte 200 de Puiesi. -Et fatto depenzer targete su la piaza di S. Marco con l'arme dil Re -con la corona, et di sotto do altre arme. Et le bandiere di ditti navilii -era l'arme dil Re con la corona, et di sopra uno Christo che -ressuscita, in modo di quello è su li ducati feraresi, in segno et demostratione -che per questa liga, mediante la Signoria, el suo Re era -ressuscitato. Et fatto che ebbe ditti fatti, andò in Collegio domandando -una lettera, che li fusse fatto bona compagnia a questi navilii, -et che l'havia fatto qui 1000 fanti, li qual voleva mandar a Brandizo. -<i>Unde</i> nostri stete molto admirati, et fatto consultatione preseno -in Pregadi di lassarli andar, ma non con navilii nostri; et cussì -a dì primo Mazo questi fanti n.º 300 si partite de Lio, et andono -a Brandizo. -</p> - -<p> -Et a dì ultimo April zonse in questa terra uno ambassador di -re Ferandino, partito al primo dil mexe de Yschia dove era el suo -Re, dovendose partir per andar in Cicilia; el qual orator nomeva -Joan Charaffa cavalier. Et questo dismontò a presso Hostia, et poi -per terra se ne venne di longo. Et a dì primo Mazo insieme con -l'altro Zuan Battista Spinelli, andando <i>tamen</i> di sotto, andò a la -Signoria, et molto racomandò el Re. Et la causa, per la qual era -venuto, fu che era sta ditto a Ferandino, come el suo ambassador qui -se ne era partito, et a ciò non restasse la Signoria senza, mandò questo -altro, o fusse per altra cagione, non se intese altro. Et poi che -stete alcuni zorni, andò dal Pontefice a Orvieto, come dirò di soto, -et ivi restò ambassador. -</p> - -<p> -In questi zorni per uno arsil de stratioti zonti quivi, patron -Andrea Cingano, cargati a Napoli di Romania, se intese come ditto -arsil era capitato a Otranto, el qual novamente si havia reso a l'araldo -de Franza; dove li era sta fatto bona compagnia, dicendo quella -terra esser al comando di S. Marco, facendoli molti presenti; et che -el patron li disse erano XXX arsilii cargi de stratioti che venivano -a Venetia, et loro molto alliegri voleva dismontasseno, li dimostrando -bona voluntà a San Marco, et che si haviano resi al Re de -Franza per paura di non haver el guasto: nel qual loco di Otranto -ne la roca era tre Franzesi et in la terra quattro. Questo arsil discargò -li stratioti su Lio, et ivi fatto la mostra, et habuto le lor -page, andono verso Chioza dove erano altri stratioti che continuamente -zonzeva. Et volendo passar a Ravena per le boche di Po, le -qual sono cinque mettono im mar, zoè Fornaxe, Frixi, Goro, Volane -et Primer; di le qual do è dil Duca de Ferara, zoè Goro et Volane. -<span class="pagenum" id="Page_319">[319]</span> -Or la Signoria scrisse al Duca de Ferara se li piaceva di darli -el passo; el qual respose: <i>non solum</i> passo per li stratioti, ma tutto -quello voleva et comandava ditta Illustrissima Signoria voleva obedir -come bon fiul. Et el zorno de S. Marco a Ferara, nel qual zorno -è consueto de far gran cerimonie, vi va il Vicedomino con la bandiera -di S. Marco con gran solenità, et el Vicedomino preciede -tutti. Et questo anno el Duca in persona vi andò, dimostrando grande -amor a Venetiani. Et essendo venuto lì uno secretario de Napoli -de suo fiul, subito el Duca lo remandò indriedo, se divulgava per far -venir a Ferara don Ferante suo fiul, <i>tamen</i> non fo per questo. Et -come per lettere di esso Zuan Francesco Pasqualigo, ditto el cavalier, -vicedomino ivi, date a dì 25 April se intese, come sul Ferarese -era accadesto una cossa stupenda de notte tempo sora certe possessione, -<i>maxime</i> Riam (<i>Ariano</i>) et Crespin, era sta scorzato assaissimi -arbori, parte tagliati, et le vide rotte, ch'era cossa mirabile el danno -fatto, et in uno loco più di uno altro; <i>unde</i> per Ferara et el Ferarese -stavano molto admirati. Et come poi per persone degne di fede -havia udito, che molti havia la notte fatto la varda in ditti campi, -et pareva vedesse una ombra a modo di homo che andava facendo -tal cosse, <i>unde</i> dicono esser una fantasma, et altri volontà de Dio -per li peccati cometeno Feraresi, <i>licet nescio qua de causa. Verum -est</i> che cussì fo scritto a la Signoria, et letta la lettera in Pregadi, -confirmata <i>etiam</i> per lettere di Domenego Malipiero podestà et capetanio -di Rovigo, narra che sul Polesene su alcune possessione questo -esser accaduto, nè se poteva saper da chi fatto fusse; <i>tamen judicio -meo</i>, non era fantasma, ma homeni disposti a far tal danni, come -era. Ma ritorniamo a li stratioti. Li quali, zonti che fonno a Lio, de -mandato di la Signoria, per Piero Duodo loro provedador li fo dato -di prestanza do page per uno, zoè ducati 3 tra loro e 'l cavallo, al -mexe, eccetto li provisionati, che hanno ducati 4 over 5 al mexe, i -quali fanno provisionati per soi meriti a la guerra di Ferrara del 1483. -Adoncha questi stratioti fin qui hanno toccato 4 page, do dal capetanio -general quando fanno fatti, et do quivi. Li capi veramente -haveano ducati 8 per paga, et questi fece la mostra su Lio, dove vi -volse venir a veder Monsignor di Arzenton ambassador dil Roy, et -ben tutto considerava. Poi fanno mandati per Lio a Chioza. Ai qual -per la Signoria le era, oltra le page, data la biava per li soi cavalli, -secondo l'ubligatione era. -</p> - -<p> -A Milano in questo mezo el Duca andò a Vegevene, et con lui -vi andò Zorzi Negro secretario, era con l'orator nostro, el qual rimase -<span class="pagenum" id="Page_320">[320]</span> -a Milano. Et el sig. Galeazo di S. Severino col campo era pur -vicino a Aste, et voleva accamparse et piantar le bombarde. Et -mandò uno trombeta dentro la terra. Dove el duca di Orliens disse: -Ch'è di quel traditor di Ludovico? Et el trombeta risponde: Signor, -di breve el sarà qui. Et lì in Aste era venuti nuovamente assà Franzesi, -intra li qual 2000 cernide fatte ivi vicine; et <i>conclusive</i> erano -dentro assà persone, et quella impresa non era sì facile come si judicava. -Et per spie mandate ivi di questo fo certificati, et per lettere -di Domenego Benedeto, podestà et capetanio de Crema, se intese -come havia mandato uno cremasco a inquerir quello in quelle parte -si faceva; el qual fo preso, et <i>tandem</i> fo lassato mediante alcuni -suoi zuramenti, dicendo andava a Santo Antonio di Vienna. Questo -notificò come ne la Franza, Franzesi se preparava, et che la Raina de -Franza sì per causa di questa liga, <i>quam</i> vedendo el Duca de Milano -haver mandato zente verso Aste, et che faceva zente in quantità -grande, et voleva venir de qua da monti. Et cussì per tutta la -Franza se faceva gran preparamenti de arme; questo perchè el -Duca di Orliens havia scritto al Parlamento di Paris et al Parlamento -di Garnopoli et in altri luogi, et al Duca di Borbon, come -el Duca de Milan era venuto per tuorli Aste, et che dovesseno venir -ad aiutarlo, perchè voleva, havendo Aste, serar el Re di mezo, a ciò -non potesse ritornar in Franza. Et el Duca de Milano questo intendendo, -<i>etiam</i> lui scrisse a ditti Parlamenti et Signori, excusandosi -che lui non havia mandà zente per tuor Aste, nè serar i passi al Re, -ma che era sforzato, perchè lì in Aste el Duca di Orliens se ingrossava -molto et minazava de venirli adosso a tuorli el stado, et per -conservar el suo ivi havia mandato, per obstar et non per muover -guerra. Et cussì per alcuni mandò ditte lettere ne la Franza, et havendo -grande amicitia con la marchesana di Monferà, el qual stado -li era recomandado, esso Duca le scrisse che le dovesse dar aiuto et -favore a le sue zente, bisognando, et pur se la non voleva esser con -lui, dovesse esser neutral, nè mostrarsi sua nemica. La qual gli rispose, -voleva esser con el Re de Franza. Si che è da considerar, -quelli 25 homeni d'armi alozati nel suo territorio, i quali la notte -da 400 Franzesi fo assaltati et presi, sì come è scritto di sopra, fusse -di suo consentimento. Ma el Duca di Orliens era pur in Aste con -assà Franzesi, et ordinò a quelli castelli circumstanti che non si movesseno -niuno di paesani, ma lassasse solum scorsizar a Franzesi a -danni de Milano; et cussì andava quelle cosse. -</p> - -<p> -Zonse a Milano in questi zorni, o vero a Vegevene, uno ambassador -<span class="pagenum" id="Page_321">[321]</span> -dil Duca di Loreno, che <i>alias</i> fo a soldo nostro in Italia a -la guerra de Ferara, et poi partite per andar al governo de Franza, -perchè era morto el re Ludovico padre di questo re Carlo, et ivi fo -de' primi, benchè poi fusse privato dil governo, et andò ne li soi -paesi. Nome, Renato, disceso di la caxa de Andegavia. Et za del 1480 -essendo morto Renato duca de Andegavia et za Re de Napoli, successe -per testamento in quel ducato Carlo suo nepote, et negli privilegii -et ragione ch'egli avea nel Reame preditto. <i>Unde</i> ditto Duca -di Loreno vedendo esser escluso, andò a campo a Marseia con le -zente dil re Ludovico de Franza per tuorli quel Ducato, et <i>tamen</i> -non potè far nulla et si partì de l'impresa. Or al presente mandò -ditto ambassador qui in in Italia, et expose al Duca de Milano come, -non volendo Franzesi tenisse el Regno di Napoli, meglio saria che -lui vi venisse in Italia a dominarlo, havendo la ragione havia in -ditto Reame; <i>tamen</i> non li fo risposo <i>ad vota</i>. -</p> - -<p> -Ma la zente di esso Duca de Milano mandò uno trombeta in -Aste, notificando al Duca di Orliens come el voleva haver Aste, non -per romper guerra ma per assecurarsi. Et li fo risposo che 'l se deffenderia -valentemente. Ma dopoi <i>iterum</i> mandò a dirli che mandasse -via Franzesi di Aste, che <i>etiam</i> el signor Galiazo manderia li suoi -alozamenti. <i>Tamen</i> era di opinione di alcuni oratori di la liga, che -ditto campo dovesse far el tutto per haver Aste, la qual se divolgava -era debol cossa; però che, havendola, et ponendo pressidio a li -passi, Franzesi starebbe mal, et le cosse de qui andrebbe mal per el -Re de Franza. Ma questa impresa andava molto pegra. Et in questi -zorni accadette che, essendo ditte zente acampate vicino a Aste, et -volendo tenir uno bastion lì a presso, Franzesi di Aste ussiteno et a -quel bastion fonno a le man con ditti Ducheschi, et combatendo virilmente -Italiani, messeno Franzesi in fuga, et assà ne fo morti, -presi 17, i quali fonno mandati a Vegevene dal Duca de Milano. Et -le cerimonie de la investitura se preparava, et fo decreto a dì primo -Mazo nel consejo di Pregadi, di mandar li do ambassadori electi in -Spagna insieme con Hieronimo Lion, i quali si dovesseno ritrovar a -queste investisene, et poi andar di longo a Zenoa con li do oratori -eletti per el Duca, come ho scritto di sopra. Et fo ordinato a Sebastiano -Badoer cavalier dovesse repatriar, havendose optimamente -portato in questa legatione, et laudato da tutti, et che ivi rimanesse -con el successor Georgio Negro secretario suo, per haver la pratica -di quel stado, come fece. -</p> - -<p> -Da Mar, per lettere dil Capetanio zeneral si have come si havia -<span class="pagenum" id="Page_322">[322]</span> -habuto lettere da Costantinopoli da mercadanti in <i>enigma</i>, che 'l signor -Turco armava; la qual saria compita per tuto Mazo: <i>tamen</i> si -divulgava non usciria per questo anno. La qual cossa fu optima nova -a Venetiani, et ogni loro pensiero messe alle cosse de Italia, però che -prima pur si dubitaveno non volesse questo Turco far qualche movesta. -</p> - -<p> -In questa terra continuamente se faceva consultatione con li -oratori di la liga, et fo terminato in Pregadi de far ogni provisione -necessaria a star preparati a la guerra, non volendo però romper -alcuna lianza al Re de Franza; ma pur se il volesse far qualche novità, -se dovesse resister gagliardamente. Le decime se attendeva a -scuoder, li stratioti zonzeva; et ancora fo ordinato di far la mostra -zeneral a dì X Mazo de tutte le zente d'arme, et fo mandato Hieronimo -da Monte, vice collateral zeneral, a poner ordine de tal mostra. -Et fo dato prima soventione a tutti li soldati, a ciò fusseno in ordene; -et fo ordinato de far di le zente erano in Friul et in Trivixana -la mostra a Sacil: et scritto a Leonardo Mocenigo fo del Serenissimo -Principe, luogotenente di la Patria di Friul, et a Thoma Mocenigo -podestà et capitanio a Treviso, ve dovesse andar. Et de quelle de -Padoa et Polesine, a Montagnana; Marco Antonio Morosini cavalier -capitanio di Padoa, et Domenego Malipiero podestà et capitanio di -Ruigo. Di le zente di Veronese et Bressana, a Monte chiari; Polo -Barbo capetanio de Verona et Nicolò Michiel dottor capetanio de Brexa. -De quelle erano in Bergamasca, a Martinengo; dove fo ordinato -vi andasse Alvise Mudaxo capetanio di Bergamo et Domenego Beneto -podestà et capetanio a Crema. Quelle di Romagna fo fatto la -mostra a Ravena. Oltre di questo venne in questa terra Taliano -da Carpi conduto nuovamente, et venuto a le stantie et andò a la -Signoria offerendosi etc. Et anche non molti zorni avanti vi vene el -conte Carlo de Pian de Meleto conduto al principio de questa guerra. -Et essendo mancati do condutieri nominati di sopra, havia cavalli -300 per uno, et cavalli 150 che restava senza capo, che fo dil prefetto -di Roma che fu cassato, <i>unde</i> nel Consejo di Pregadi, a dì 29 -April, fo partito questi cavalli 750 tra undexe condutieri partiti <i>pro -portione</i>, come qui di sotto sarà notadi, zoè cressuto di le condute -haveano. -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Al conte Zuan Francesco di Gambara</td> <td class="center">cavalli</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td>Al conte Alvixe Avogaro</td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td>A Domenego Alexandro Coglion kav.<sup>r</sup></td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td>A Domenego Tadeo della Montella</td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_323">[323]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>A domino Marco da Martinengo kav.<sup>r</sup></td> <td class="center">»</td> <td class="num">90</td> - </tr> - <tr> - <td>A Jacomazo da Venetia</td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td>A domino Tucio de Costanza de Cipri kav.<sup>r</sup></td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td>A domino Antonio de Pigi</td> <td class="center">»</td> <td class="num">70</td> - </tr> - <tr> - <td>A domino Piero de Cartagenia</td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td>A domino Carlo Secco</td> <td class="center">»</td> <td class="num">60</td> - </tr> - <tr> - <td>A Vicenzo Corso</td> <td class="center">»</td> <td class="num">60</td> - </tr> - <tr> - <td>A Alexandro Beraldo</td> <td class="center">»</td> <td class="num">38</td> - </tr> - <tr> - <td>A Zuan da la Riva kav.<sup>r</sup></td> <td class="center">»</td> <td class="num">28</td> - </tr> - <tr> - <td>A Zuan Gradenigo veneto</td> <td class="center">»</td> <td class="num">20</td> - </tr> - <tr> - <td>A Alvixe Valaresso veneto</td> <td class="center">»</td> <td class="num">20</td> - </tr> - <tr> - <td>A Ruberto Strozzi</td> <td class="center">»</td> <td class="num">28</td> - </tr> - <tr> - <td>A Anibal da Martinengo havia 100</td> <td class="center">»</td> <td class="num">28</td> - </tr> - <tr> - <td>A Federico Scharioto havia 80</td> <td class="center">»</td> <td class="num">28</td> - </tr> -</table> - -<p> -Ma questi do ultimi non volseno accettar la conduta, dicendo -non volevano più far l'exercitio dil soldo. -</p> - -<p> -Vene a Venetia in questi zorni al principio de Mazo el signor -Zuan Francesco di Gonzaga, barba dil marchexe di Mantoa, el qual -era al soldo dil Re di Franza za uno anno. <i>Etiam</i> vene so moier -madonna Antonia, che fo fiola dil prencipe di Bisignano baron dil -Reame di Napoli, et sorella di la moier di don Fedrigo di Aragona, -con una so fia chiamata Barbara et altre donne in so compagnia per -numero XX. In tutto erano persone zerca 90, et alozate in caxa -dil signor Ruberto di San Severino, tenuta per ditto Marchexe di -Mantoa, dove vi habitava el so ambassador. Et zonto che 'l fu, el -zorno driedo esso signor Zuan Francesco si fe' portar, però che ha le -gotte nè puol operarsi, a caxa dil Prencipe nostro, dove molto insieme -parlò. Dapoi vi andò sua moier, et dimandò una lettera de -passo, però che volevano andar in Reame. Questo perchè una sua -sorella vedoa li havea renonciato la parte dil suo stato che fo dil -padre; et andando lei ivi al Re de Franza, havea promesso a do soi -fiuli era con Soa Majestà a soldo suo, di età zoveneti, et ha homeni -d'arme 50 di conduta, che venendo ditto suo padre ad habitar in -Reame, li daria el so stado, et per questo voleva andar a tuorlo. -Ma el Prencipe molto la disconsigliò che non vi andasse, per questi -garbugli. Ma lei rispose havia fatto gran spesa, et sperava di haver -quel stado, et al tutto volevano andar, racomandandosi a Soa Serenità. -Et li fo fatto le lettere patente, et con 4 gripi nolizati per -ducati 100 l'uno fino in Puia, ditto Signor se partì a dì ditto, et -verso Napoli andò. Ma è da saper che nulla fece, nè potè ottener -<span class="pagenum" id="Page_324">[324]</span> -alcuna cossa; et a la fine di Avosto ritornono a Mantoa, come dirò -di sotto. -</p> - -<p> -Et a dì 3 Mazo zonse <i>etiam</i> in questa terra uno messo dil signor -Turco, mandato al Marchexe di Mantoa, el qual alozò in casa -dil so ambassador, poi verso Mantoa andò, et expose la soa commissione -a ditto signor Marchexe. -</p> - -<p> -A Cesena terra di la Chiesia in questo tempo, essendo pur discordia -tra Tiberti et Martinelli, che sono le principal caxe di Cesena -et cai di parte; <i>unde</i>, dubitando di movesta, el governador che -ivi era per nome dil Pontifice scrisse a Andrea da Leze podestà et -capetanio di Ravena che li dovesse mandar alcuni fanti in suo soccorso -come colligati col Papa etc. <i>Unde</i> ditto Rettor advisò di questo -la Signoria, la qual li rescrisse dovesse mandar Jacopo da Tusia -contestabile era lì a Ravena alozato con 200 fanti, et mentre che -ditto nostro contestabile si adviava per andarvi verso Cesena, ditto -governador rescrisse non esser più bisogno. Questo perchè a dì 28 -April era ivi entrato Guido Guerra da Bagno, et havea acordato -quelle parte et fatto <i>inter eos</i> matrimonio; <i>unde</i> volevano tutti esser -fidelissimi della Chiesia, et in benivolentia con la Signoria nostra; -sì che per questo ditti fanti non andò di longo et fo sedate le cosse. -</p> - -<p> -In questo mezo Monsignor di Arzenton ambassador dil Re de -Franza andò in Collegio a l'audientia, et disse 4 cosse a la Signoria. -La prima, che l'havia inteso che 'l Pontifice non havia voluto -dar la investisone et coronatione a la Maestà, et che di questo, per -essere cosa pertinente a la Chiesia, poco se ne curava. Secondo, che -l'intendeva di la investitura obtenuta per el signor Ludovico dal -Re di Romani dil Ducato de Milan, et che anche di questa al suo Re -feva poco danno, nè si havia a impazar. Tertio, che ditto signor -Ludovico havea mandà contra el Duca di Orliens verso Aste zente, -et che non sapeva la razon. Quarto, che 'l Re voleva passo et vittuarie -per poter ritornar in Franza, et che l'era certo che la Signoria -Nostra li vorave mantenir la lianza. A le qual parole, <i>sapientissime</i> -per el Prencipe nostro fo risposto. A le do prime proposte, si -passò, sì come esso orator si havia poco curato. Ma quanto a Aste, -che 'l Duca de Milano havia mandà per defenderse, et forzato per le -zente de Franza, che ivi el Duca di Orliens havia fatto venir per -passar ai soi danni; et che <i>ex nunc</i> el Re facesse partir di Aste et -quelli confini ditte zente, che cussì prometevano nostri de far che -Milano lasserà quella impresa, come <i>etiam</i> esso Duca havia mandato -a dir al Duca di Orliens preditto, al Parlamento di Paris et di Garnopoli, -<span class="pagenum" id="Page_325">[325]</span> -et al Duca et Duchessa di Borbon. <i>Ulterius</i>, che zerca al -passo, Venetiani erano contentissimi, venendo praticà senza far -danno nè dispiacer a niuno di colligati; et che erano fermi in mantenerli -la lianza. -</p> - -<p> -A Napoli el Re de Franza, havendo compito le zostre, reduto -le soe zente in Napoli, fece uno matrimonio dil fio dil Prencipe di -Salerno di età de anni X in una fia di Monsignor di Mompensier -eletto vicerè a Napoli; et ordinò de far uno parlamento, et far el -triumpho di l'entrata, et partirsi con cavalli 8000 et 4000 pedoni, -venir verso Roma, lassando in Napoli et Reame Franzesi cavalli 5000 -et 4000 pedoni, et 4000 fanti taliani fatti novamente; le zente inutele -menava con lui, zoè quelle seguite el campo de Franza fino a qui. -Et <i>etiam</i> Zuan Jacomo di Traulzi veniva con lui, uno di principal -capetanei; l'Orsini et Petigliano li menava et voleva condurli in -Franza. Fece ancora el Re molte provisione per segurar quel Reame, -le qual qui non scriverò; se non che volse tutte (<i>le armi</i>) erano in -Napoli in man de Napoletani, et quelle fece metter in castello. -</p> - -<p> -Minazava di andar verso l'Aquila, et quella città meter a -saco per haverli rebellato, nè li volse dar il dacio come ho scritto -di sopra. Et divolgava pur partirsi de Napoli a dì X Mazo, per essere -a Roma a dì XX, poi a Fiorenza et Pisa. Tramava acordo con -Zenoesi, promettendoli assà cosse, di renderli li soi luogi lui haveva -ancor ne le mani, ch'era de Fiorentini, et questo per remuoverli dil -stado de Milano. <i>Etiam</i> è da considerar mandasse ad altri potentati -et Signori, facendo occulti pati et provisione, <i>maxime</i> al Pontifice; -et li mandò uno so ambassador o vero messo in questi zorni. <i>Tamen</i> -si preparava a Napoli uno triumpho, di far le cerimonie de intrar -come Re, zoè ussirà di la terra, poi intraria con le magnificentie. -Et questo diceva voler far al primo di Mazo, et poi dar una -paga a le soe zente; et el Re <i>tamen</i> non havea molti danari, imo -havia bisogno, benchè alcuni soi baroni fusse danarosi. Et li ambassadori -nostri erano a Napoli, <i>quam primum</i> haveno la lettera di la -licentia de ripatriar, andono dal Re e tolse licentia; el qual volentiera -ge la dete, et <i>etiam</i> per non esser le vie segure, li dè uno so -capetanio con 100 cavalli che li accompagnasse vicino a Roma, et -comesseli alcune cosse dovesse dir a la Signoria, et volse uno de la -fameglia de ditti oratori restasse, perchè voleva mandar insieme -con uno suo secretario a Venetia, el qual venne come dirò. Et questi -ambassadori a dì primo Mazo se partì, et fece in uno zorno mia 60, -et a dì 5 zonseno a Roma non senza grande alegrezza, havendo -<span class="pagenum" id="Page_326">[326]</span> -scorso li pericoli de Franzesi insolenti. <i>Et accidit</i> che una volta... -.... quasi non fu morto uno de ditti a Napoli, et questo fu in un -passar, benchè se excusasseno che non li vedeva. -</p> - -<p> -Et partiti di Napoli li ambassadori, le cosse de Franzesi era -molto secrete, et non se poteva intender molto dil suo successo. Nè -li oratori nostri, da poi li notificò di la liga, più parlò a la Majestà -dil Re, se non quando tolseno licentia. -</p> - -<p> -A Roma a dì primo Mazo zonse Jacomazo da Venetia, Zuan da -Ravenna et altri cavalli lezieri, che la Signoria mandò in aiuto dil -Pontifice. Et el Pontifice mandò uno suo comessario incontra a -farli dar lozamento a Vitrali mia 20 lontan de Roma. Li provisionati -600, con X contestabeli era fatti, alozò in Roma a S. Gregorio -in uno monasterio, et faceva la mostra cridando: Marco! Marco! -<i>Unde</i> el Papa have grande alegrezza, et consultava con el nostro -ambassador, dicendo si el Re de Spagna, zoè le sue caravelle, ha -rotto in Calavria, <i>etiam</i> romperà di sora, come l'intenda el concluder -di la liga. La qual cossa mai volse far; et perchè era di opinione -che Venitiani et Milano rompesse di qua, et cussì stava in queste -consultatione. -</p> - -<p> -Or intendendo l'opinione dil Re de Franza esser al tutto di voler -venir a Roma, el Pontifice stava molto di malavoia, et per lettere -de primo Mazo se intese come el chiamò li ambassadori di la -liga, zoè Spagna, Venetia et Milan; ai qual li disse che 'l vedeva esser -lui el primo ponto; digando non voleva perder el papato, et vedeva -<i>solum</i> Venetiani lo aiutava, in haverli mandà quelli cavalli lezieri -et fatti li provisionati, ma che Milano ancora non havea mandà nè -fatto nulla. <i>Unde</i> el cardinal Ascanio li disse, come lui havia za -scritti bona parte di provisionati et li cavalli lezieri era in camino. -Et pur el Pontifice se lamentava non era condutto el Duca de Urbin, -Signor di Pexaro, et so fiul Duca di Gandia; et che la liga la era molto -pegra; che Maximiano dovea venir in Italia, et era ancor su le cosse -dil Duca de Geler (<i>Gueldria</i>) et di far dieta, <i>unde</i> non sperava la -soa venuta; che <i>etiam</i> de Spagna era tanto lontano, che non sapeva -che dirsi; et che venendo el Re non sapeva che farsi, havendo li -populi contrarii, quasi dicendo li saria forzo piar partito per non -perder el Papato. Ma ditti oratori molto lo confortò, facendoli bon -animo, prometendo per nome di la liga di non lo abandonar mai, -et far ogni cossa in difension di la Chiesia. Et a questo assà si affaticò -Hyeronimo Zorzi kavalier ambassador nostro, dicendo a Soa -Beatitudine come la Signoria havea X milia cavalli de soldati in -<span class="pagenum" id="Page_327">[327]</span> -ordine et 2000 stratioti za parte venuti a Ravena, l'armada al Saseno -di galie 36; tutte queste cosse a comodo de Soa Santità, pur -che quella stesse constante, et havendo paura si dovesse levar di -Roma. Ancora l'ambassador di Spagna li diceva el suo Re romperia -certo ne la Franza, et che doveva venir più grossa armata in augumento -di quelle charavelle era in Cicilia. <i>Etiam</i> el cardinal Ascanio -et l'ambassador de Milano lo confortò, promettendo cosse assà. -Per le qual parole el Papa fo molto ralegrato, et deliberò de voler -star fermo in la liga et portar ogni affano più presto che romperla. -Et a dì 4 Mazo chiamò concistorio de Reverendissimi Cardinali ad -consultar <i>quid faciendum</i>, o vero levarsi di Roma et andar in loco -sicuro, o pur star ivi venendo el Re. Et par che mentre erano in -queste consultatione, Romani fe' tra loro consejo, perchè za se divolgava -come el Papa era in spavento, nè sapeva che farse et che 'l -se voleva levar de lì. <i>Unde</i> li caporioni con assà di principali Romani, -più de 300, veneno al palazzo dil Pontifice, et fo lassati intrar, -et davanti dil Papa domandono quello voleva dir le voxe che -sentivano. Et el Papa rispose dubitava di star ivi, <i>maxime</i> per non -saper che voler era quello de Romani, et che li era forza de levarsi. -Et questo disse per intender l'opinion loro. Li quali unanimi tutti -risposeno: voler prima morir che esser contro la Chiesia nè la liga; -et che Soa Beatitudine non dovesse temer, che li sariano fidelissimi, -et che li dariano ostazi in castello di primi di loro; ma ben chiedevano -do cosse: arme et vittuarie, zoè formenti, et lassasseno far a -loro. <i>Unde</i> el Pontifice li disse <i>palam</i>, come la Signoria havesse X -milia cavalli aparati per venir in suo soccorso et 2000 stratioti. -<i>Unde</i> quel populo fo molto contento, promettendoli ogni fedeltà et -cussì li caporioni; et quei si partino. Caporioni sono 13 de li primi -officii et è uno per rione, cussì come Venetia è partida in 6 -sextieri, cussì loro è partiti in XIII parti. El nome di qual caporioni -sarà scripto di sotto. -</p> - -<p> -<i>Unde</i> el Papa più si confirmò in voler star fermo et mai adherirsi -al voler dil Re preditto; et scrisse uno brieve a la Signoria dimandando -aiuto et consiglio, et che l'era certo el Re di brieve dovea -venir; et cussì è da judicar scrivesse a Milano, solicitando pur el -condur dil Duca de Gandia et el Signor de Pesaro, et <i>etiam</i> el duca -de Urbin, che ancora non si sapeva certo si 'l fusse acordato a soldo -de Fiorentini. <i>Etiam</i> voleva el Signor de Camarin, sì per haver le -sue zente <i>quam</i> el suo stado. Et Venetiani, inteso questo successo a -Roma, consultato con li oratori di la liga, risposeno molto dolcemente -<span class="pagenum" id="Page_328">[328]</span> -al Pontifice, ringratiando di la sua constantia, prometendo -nostri ogni ajuto, et dette libertà per el Consejo de Pregadi de condur -ditto Duca de Gandia, <i>licet</i> fusse in Spagna, et darli per metà -col Duca de Milan fiorini 33 milia a l'anno; et fo mandata la commissione -a l'ambassador di questo. Et <i>etiam</i> a dì 7 Mazo preseno -di mandar Piero Duodo provedador con 500 stratioti, era za venuti, -verso Roma; el qual a dì 13 ditto de qui se partì, et andò a Ravenna -dove za era venuti et ivi era li stratioti; poi andò a la volta -de Roma, come dirò più avanti. -</p> - -<p> -A dì 3 Mazo accadette che Colonnesi volendo ajutar la sua -parte di Oddi da Perosa contra Orsini, et uno Antonio Sarsello -con X squadre venendo verso Perosa et alozato in Vetrali mia 20 -di Roma, essendo ivi tre di Orsini capi di la parte gelfa sua contraria, -quelli amazò senza che facesseno alcuna difesa. La qual cosa el Pontifice -have molto a mal, di la crudeltà usada. -</p> - -<p> -In questo mezo, oltra li preparamenti si faceva a Venetia, etiam -li collegati tratavano acordo, et questo medemo faceva el Re de -Franza, et per via de Roma se tratò acordo col cardinal Sanpiero -in Vincula, come ho ditto, con Colonnesi, con Zuan Jacomo Traulzi, -el qual pur mostrava voler meglio a Taliani che a Franzesi: etiam -al principio de questa impresa mandò soa moglie via di Reame, in -Piamonte. Ma tanto era l'odio havia al Signor Ludovico, che -<i>nunquam</i> volse acordarsi, et non mancò el Re de Franza. Trattava -sì, come ho ditto, con Zenca, <i>quam</i> col Duca de Ferrara, benchè -fosse suo caro dil Duca de Milano et fiol ricomandato a questa Signoria, -et se divolgava li daria passo et vittuarie al suo esercito -nel passar. Et in questi zorni esso Duca si mutò di habitatione di -castello dove stava, et venne ad habitar in uno altro palazo a li -zardini; nè se intese la cagione; et pur in Ferrara molto si straparlava -contra sta liga, cridando Franza! Franza! ecc. Oltra di -questo per lettere di Zuan Bentivoi primario di Bologna se intese -come esso Re li havia mandato a dimandar passo et vittuarie dil -bolognese, et che li voleva dar soldo. Et per la Signoria nostra li -fo rescritto non si dovesse partir dil stipendio havia col Duca de -Milano, nè prometerli per niente passo nè vittuarie, offerendoli -darli ogni aiuto. Et cussì fece, benchè vi venisse do oratori, o vero -messi dil Re fino lì a Bologna; et questi fonno repudiati, dicendo -voleva essere al soldo de chi era, el qual have ducati 16 milia a -l'anno di provisione, et era fiul di la liga. I quali messi habuto cattiva -risposta, a Napoli ritornò. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_329">[329]</span> -</p> - -<p> -Domente queste pratiche si fanno, Fiorentini volendo pur al -tutto rehaver Pisa et altri castelli li erano rebellati, fatto zente dil -paese, direttore domino Francesco Secco, andono contra Pisani col -campo. Ma Pisani, pur volonterosi di mantenirse in libertà, li fonno -a l'incontro. Era loro capitano Lucio Malvezo, et fece insieme alcune -battaglie; pur ne fo morti assà, et poco mancò ditto domino -Francesco Secco non fusse preso da Pisani, et questo fo in uno loco -ditto Libra fratta. Fatto fo che per ricuperar do rocche si teniva -per Pisani, Fiorentini vi mandò ivi 200 cavalli et 1000 fanti; eravi -commissario loro Piero Vetturi, et Pisani li venne a l'incontro et -comenzò la battaglia a hore 20, et durò fino a hore una di notte; -<i>unde</i>, sopra venendo la notte, fo necessario separarsi. Et non venne -sì presto in favor de Fiorentini, come era ordinato, et tardò assà a -venir Francesco Nerli commissario de Pistoia con 3000 fanti: che, -si venuto fosse, <i>fortasse</i>, come dicono Fiorentini, Pisani harebbe -habuto assà a repararsi. Et cussì passò quelle cosse. Et Fiorentini -consultando el fatto loro esser in molto pericolo, venendo el Re per -Toscana, et pur si voleva <i>pacifice</i> accostar a lui, ai qual è da creder -dimandasse passo et vittuarie; <i>dummodo</i> esso Re non intrasse in -Fiorenza se non con 3000 cavalli, il resto dil esercito dovesse alozar -di fuora. Et cussì facevano li preparamenti per alozar ditti Franzesi, -et feceno la descritione dil populo de Fiorenza da fatti, et trovono -assà numero; et <i>etiam</i> fece dil contado, et pur stavano vigilante, -volendo rehaver Pisa al tutto. -</p> - -<p> -A dì 5 Mazo l'ambassador dil Re de Franza monsignor di Arzenton -andò a Lio a veder la mostra di stratioti, et darli le page, -per Piero Duodo proveditor. Li quali stratioti feceno la mostra corando -per la marina, et, nel correr sul Lio, uno cavallo di uno stratioto -subito cadè morto, che fo <i>mirum quid</i>; et secondo el consueto, -per la Signoria nostra li fo pagato uno altro cavallo, et dato ducati -15. Se aspettava uno araldo dil Re deputato in questa terra, era -za partito di Napoli, et se stava con desiderio de intender quello -richiederla el Roy. -</p> - -<p> -In questo medemo zorno nel Consejo di Pregadi fo messo XI -galee grosse, secondo el consueto, a li viazi di Levante; zoè tre al -trafego, 4 in Alexandria, et 4 a Baruti; et, incantate a Rialto, trovato -li patroni, fo detti li loro capetanei: al trafego, Sebastian Contarini, -che investì Chamalli corsaro, come ho ditto di sopra; Alexandria, -Alvixe di Priuli; et a Baruti, Marco Orio. Et ancora per -avanti fo messo do al viazo de Barbaria, capetanio Jacomo Capello. -<span class="pagenum" id="Page_330">[330]</span> -Quelle de Fiandra non andò, ni <i>etiam</i> fo messo galie al viazo di -Acque morte, per causa non intervenisse qualche danno dovendo -mercadantar in le terre dil Re de Franza. Le qual cosse erano segnali -di voler venir a la guerra. -</p> - -<p> -A dì 6 ditto venne in questa terra uno ambassador dil Re di -Romani, chiamato domino Philiberto, natural, di natione bergognon, -et prothonotario et preposito di certa chiesa; el qual havia -<i>etiam</i> commission dil Duca di Bergogna, fiul di esso Re de Romani, -et era stato a Milano, andava al Pontifice. Li fo mandato contra con -li piati fino a Lizafusina assà patrici, alozò a San Bortholomio in -caxa di Piero Pender mercadante tedesco, a spexe pur di la Signoria. -Et a dì 8 andò a l'audientia. Fo divolgato dimandò danari in -prestedo per venir el suo Re in Italia. Poi a dì 20 ditto se partì, et -verso Roma andò, ma trovò el Papa a Perosa. -</p> - -<p> -Ancora per lettere di Hyeronimo Gritti podestà et capetanio a -Roverè, nostri (<i>furono</i>) certificati come a Trento si faceva gran preparamenti, -expetando el Re de Romani veniva in Italia, et era 9 zornate -lontano, havendo conzo le cosse del Duca di Geler (<i>Gheldria</i>) -et altri baroni, et che 2000 cavalli era venuti, et cussì erano in da -far. Per le qual nove, nostri expedì li oratori eletti a Soa Majestà, i -quali a dì 4 ditto se partì de qui per andarli contra, <i>tamen</i> non fo -nulla; et ditto Maximiliano volse star a Vormes a far la soa dieta, -come dirò di sotto, et non venne questo anno in Italia, benchè -mandò alcune zente poi in soccorso di la liga. -</p> - -<p> -A Milano el Duca ritornò a dì 4 Mazo da Vegevene per far le -cerimonie di la investitura; et a dì 7 ditto partì de qui Hieronimo -Lion kavalier eletto a Milano, et li altri do andavano in Spagna, i -quali, insieme con Sebastian Badoer, si dieno ritrovar a questa solennità, -el qual poi dea repatriar. Et ancora zonse el conte di Caiazo, -era stato a Napoli col Re de Franza, et dette optima informatione -dil tutto al Duca. El signor Galeazo col campo seguiva la impresa -de Aste, et andono per haver uno loco ivi vicino chiamato -Staze, et quello preseno, et Franzesi ussite di Aste et fonno a le man. -Ne fo morti molti di una parte et di l'altra; qual havesse la pegior -non se intese, ma pur, <i>judicio meo</i>, Franzesi fonno quelli dil manco -danno. <i>Tamen</i> dimandavano trieva per acordarsi, et Milanesi non -gela volseno dar, et in Aste era grandissima carestia: se divolgava -molti manzava gramegna, per esser assà zente venuta, et è da creder -vi fusse penuria, per esser piccola terra et di passo, et za tanto -tempo <i>continue</i> andar inanzi e indrio Franzesi, et Milano haver devedato -<span class="pagenum" id="Page_331">[331]</span> -vi vadi vituarie, che prima vi andava assà dil milanese. Ancora -fo divolgato di là da le Alpe esser assà zente franzese per passar -di qua, le qual per le acque venivano di le neve si descolavano -de li monti, non potevano passar. Et el Duca de Milano, deliberato -de mantenir la liga, et informato come el Re vegneria a Pisa et -forsi a Zenoa, come diceva el Conte de Caiazo, dito Duca fece armar -le X galie che 'l Re voleva prima farle armar lui, et ancora -quattro nave, come ho scritto; et volse Venetiani contribuisse a la -spexa, et cussì li fo mandà alcuni danari a Zenoa, et consultato di -far presidio a Pontremolo in Parmesana, passo principal dove el Re -dovea passar ritornando per la via andò. Et però esso Duca dimandò -100 elmeti et 500 cavalli lezieri et 2000 fanti et <i>etiam</i> 2000 -sguizari, et ha vendo queste zente con le sue lui meteria, erano bastante -a tenir quel passo, et za lui havea mandato alcune zente ivi -a redurse. <i>Et inter patres disputatum quid faciendum</i>, preseno di -darli quello domandava; et ordinò a certi condutieri si redusesse a -li alozamenti in Brexana; ancora li offerse 1000 cavalli erano in -Romagna, et che li sguizari, potendo haverli, erano contenti di pagarli. -Et le mostre fo fatte, come ho ditto di sopra, a dì X Mazo -tutte in uno zorno. Et a dì 4 ditto nel Consejo di Pregadi, bisognando -haver danari, fo messo do decime al Monte nuovo, a pagarle -tutte do in termene di uno mexe, zoè XV zorni la prima, et poi la -seconda; et fezeno altre varie provisione, volendo al tutto star preparati. -</p> - -<p> -Al principio di questo mese di Mazo, nel nostro colpho, sopra -la Muranela et il Sorzador in mar fuora di do castelli zerca mia 7, -pescadori trovono tre pesci grandissimi, chiamati <i>Cai di oio</i>, uno -grande come una galia et cussì largo, et altri do più picoli. Questi -ha la testa grande, et occhi più grandi assai dil suo dovere, ha una -schena molto grossa, piena di pantane etc.; <i>adeo</i> che fo dà, per cadaun -pescador che pescavano, di una giavarina, et non li nosete -(<i>nocque</i>), <i>imo</i> la giavarina si storzè, tanto è dura la sua pelle: par -uno scoio in mar. Con grandissima fatica si pigliano, et pericolosi, -si navilii trovano, però che, movendo la coda, fa grandissimo mar, -et trazeno l'acqua molto in alto; pur se ne piglia qualche uno, perchè -con syroco è mandati a terra, et toccando terra, <i>maxime</i> sabion, -non puol partirsi et è amazati, et a pezo a pezo vien taiati et messo -a brusar, che vien a modo oio, el qual è posto in botti, et, <i>ut dicitur</i>, -di uno cao di oio <i>alias</i> fo tratto a presso 100 botte di oio. Or -ditti pesci, poichè steteno in questo mar alcuni zorni, et in Venetia -<span class="pagenum" id="Page_332">[332]</span> -tutti parlavano, desiderando venisse syroco per poterli piar, perchè -di raro, <i>imo nunquam</i> in questo mar adriatico è visti tal pesci -(benchè dicono alcuni pescatori za anni XXV ne venne uno altro -cao di oio, fo judicato venisse driedo le galie di Barbaria venute -in questo tempo, capetanio Francesco Bragadin), ma poi andono via, -nè più se vedeno et ritornono in altri mari a dimorar. -</p> - -<p> -In Puia, per lettere de primo Mazo se intese come la Rocca de -Bari havia levato le insegne dil Re di Franza a questo modo. Che -essendo castellan ivi uno napoletan chiamato Bernardino Podorico, -et uno suo fratello Zuan Antonio Podorico che era thesoriere di re -Alphonso se ritrovava in Napoli con la moier et fiul, <i>unde</i> el re -de Franza fecelo retenir in castello, dicendo al tutto voleva suo -fratello li desse la Rocca di Bari, et lo mandò con custodia fino a -Bari, con conditione, si in termene de tante hore non facesse di -haver la Rocca, lo faria impicar. Per la qual cosa el fratello castellano, -vedendo el termene era el fratello, si rese et levò ditte insegne... -montò con la sua robba su una nave, et andò a Brandizo. -Questa città de Bari era dil signor Ludovico <i>nunc</i> duca de Milano, -et a lui fo donata insieme con do altri luogi, zoè Modugno et Pallo, -et de queste tre terre scodeva le intrade et havia il titolo Duca de -Bari: ma in queste novità re Alphonso non li volse dar el dominio -di la Rocca, et <i>etiam</i> lui scosse le intrade, come ho scritto di sopra. -Ma poi questo Re de Franza li fece privilegii de ditti luogi, ma a -hora ha habuto la Rocca che prima non havia; <i>tamen</i> in le terre era -governadori di Ludovico. -</p> - -<p> -Da mar el capetanio zeneral a dì primo Mazo ritrovandose a -Corphù con 12 galie, et feva conzar et impalmizar le galie per andar -al Saxeno, dove era Hyeronimo Contarini provedador di l'armada -con 7 galie, et adunade tutte sarebbe galie n.º 36, con quelle tre ve -andava de qui et quelle si armava in Candia. Et scrisse a la Signoria -che lì staria ad aspettar il mandato di quello haveva a far. Et -Antonio Loredan, el qual con do galie dalmatine andò in Calavria -a sopraveder quelle cosse et trovar l'armada di Spagna, in questi -zorni ritornò a Corphù et notificò al zeneral haver visto lì in Sicilia -ditta armada, caravelle 54, una di le qual di botte 2000, dove stava -el capetanio, el conte de Trivento, et zerca 12 di botte 400 in -suso. <i>Item</i> ditta armada non esser molto in ordine di zente. Et ancora -havia visto 12 galie et 5 nave di re Ferandino con la ditta armada, -sopra le qual era esso Re, et li fece optima compagnia per -l'amor et afetion portava a la Signoria, raccomandandosi a quella. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_333">[333]</span> -</p> - -<p> -A dì 11 Mazo, Luni da mattina, el Prencipe con questi oratori, -legato et orator dil Papa, di Maximiliano, dil Re de Franza, di Spagna, -tre de Milano, de Ferrara et de Mantoa, con la Signoria et -assà Senatori, andono ne li piati a veder varar una barza fatta di -novo, bellissima, di porto di botte zerca 1800, costa di spesa a la Signoria -ducati XXV milia, et fo assà numero di persone in barche a -veder. Et comenzò a venir un poco gioso, ma poi si retenne, <i>unde</i> -el Prencipe, essendo in quello venuto uno gripo con lettere dil zeneral, -la continentia di le qual ho scritto di sopra, non steteno più -aspettar, et ritornò con li oratori a S. Marco. Et poco da poi fo -compita di varar. In questo varar è da saper si suol far certe cerimonie: -prima far dir una messa dentro; poi, mentre la si vara, li -vien tratto da galioti assaissime inghistere di late et vino dentro, -significa latte bonaza et vino vittuarie. Et <i>tamen</i> questa non andò -fuora questo anno, per non esser di bisogno, et pareva un castello -in acqua. Fu menata per mezo S. Marco, et stete fino il compir di la -Sensa. Ancora altre barze et nave fonno raconzate. Et Thoma Duodo, -capetanio di le nave armade, havia za messo banco et poco da -poi andò in armada. -</p> - -<p> -A Milano el campo dil Duca era pur vicino a Aste, et etiam -quello dil Duca di Orliens venne a la campagna molto forte in uno -loco vicino a Non. Et come vidi una istrutione habuta da exploratori -mandati per la comunità di Bergamo a inquerir el successo di -quelle parte, et Marco Sanuto podestà et Alvise Mudazo capitanio -de Bergamo la mandò a la Signoria. Et prima, che non veniva zente -de Franza, che in Aste el Duca de Orliens havia cazado fuora li parenti -di Avogari per dubito di tratado, et toltoli assà formenti pagati -a raxon de lire 5 la mesura. <i>Item</i>, che quando fo preso quelli -XVI homeni d'arme su quel de Monferà, el zorno de poi el signor -Antonio Maria andò dove i fonno presi sul Monferà, et fece assà butini -de bestiame; ma la marchesana mandò a dolersi de questo, et che -non havendo guerra con Milan li fusse fatto tal danni. Et di comando -dil Duca li fonno restituiti li animali et il butino fato. <i>Item</i> che li -campi erano vicini, et si divulgava di brieve se doveano apizar. La -fiera de Verzei in quelle parte assai nominatissima si fazea non obstante -queste guerre, et che le zente dil campo de Milano molte si -partiva per non haver dinari. Ma per lettere da Milano de l'ambassador, -el Duca feva gran preparamenti per la investitura dovea far -a dì 17 Mazo, et aspettava li oratori dil Re de Romani, feva provisione -di assoldar zente et far far arteglierie, et tutto quello li scriveria -<span class="pagenum" id="Page_334">[334]</span> -la Signoria era contento de far, et perchè la pecunia è quella -che in tempo de guerra conserva li stadi et in quella consiste el -tutto, volse far una descriptione di quello in uno bisogno troveria -da li cittadini ricchi de Milan, et trovò ducati 295 milia, <i>tamen</i> con -conditione de renderli; et a ciò non stesseno senza utilità li dette per -cautione possessione et altre intrade, et a raxon de ducati 5 per -cento a l'anno, sì come nui al Monte nuovo o la Camera de imprestidi, -et per questo trovar danari se inimicò molto el populo. <i>Et -accidit</i> che uno orese, el qual havia ducati 200, volendoli, come fo -divulgato, ditto orese se apiccò lui medemo. El campo veramente -suo se tirò X mia più indrio dove era, et messesi in forteza da una -banda l'acqua, da l'altra assà repari et artiglierie; pur scaramuzavano; -et volendo andar a rehaver uno castelleto tolto per Franzesi, -lo nome dil qual ignoro, Franzesi li fonno a l'incontro, et ne -amazò assà Milanesi, et li rebattè. Et non molto dapoi feceno trieva -per 8 zorni, et tuttavia el campo del Duca di Orliens si andava ingrossando. -</p> - -<p> -Vedendo Venetiani non esser tempo de demorar, et de far ogni -provisione per difender el Pontifice, et consultavano la matina con -li oratori di la liga, comunicando con quelli tutte lettere. Et a dì 7 -Mazo nel Consejo de Pregadi preseno che 'l capetanio zeneral da mar -dovesse andar ne la Puja verso Brandizo con l'armada, et ivi star -fino havesse altro mandato. Et la sera a hore 5 di note spazò el -gripo. Fo scritto al Marchexe di Mantoa si dovesse preparar, che volevano -farlo cavalcar in Brexana, la qual nova fo molto grata a -ditto Marchexe, et fo ditto donò ducati 50 a chi li portò la lettera. -Questo per operarsi et dimostrar la fede havia, però che mai, za anni -cinque è nostro soldato, è caduto operarsi. Et rescrisse esser lui et -suo barba presti a' comandi di la Illustrissima Signoria nostra. -Fo mandato danari per tutte le camere, et a dì 9 ditto mandò Zuan -Borgi secretario in Romagna a far metter in ordene el Signor de -Rimano et Signor de Pexaro nuovamente conduto. Ancora fo decreto, -oltre li cavalli lezieri provisionati et stratioti andava verso -Roma, <i>etiam</i> a ogni richiesta dil Pontifice mandarli zente d'arme, -et fo fatto il numero di le compagnie, le qual, perchè non bisognò, -lasserò de scriver chi fusse. <i>Item</i> si faceva conzar XX redeguardi in -l'arsenal, li arsilii tornati con li stratioti si riconzavano, et oltra -li patroni a l'arsenal era do provedadori, Zuan Morosini et Antonio -Trum, i qual molto se exercitavano in proveder a quello era bisogno -a l'arsenal. Et in questi zorni zonse a Lio 4 arsilii de stratioti -<span class="pagenum" id="Page_335">[335]</span> -520, venuti da Napoli de Romania benissimo in ordene, fatti per -Luca Querini ivi rettore, capetanio de parte, uno Piero Busichio -cavalier, che <i>alias</i> per soi meriti a la guerra de Ferrara fo di militia -decorato, et datoli provisione a' fiuli. Et smontati a la Signoria li -capi domandono cinque cosse: primo che havesseno 12 page a l'anno, -zoè pagati ogni mexe; 2.º che tutti quelli erano qui venuti, -nel ritorno se dovesse scriver a Napoli per stratioti, però che quelli -sono scritti stratioti hanno certa immunità et exemptione; 3.º che -morendo quelli hanno provisione, li loro figlioli succieda in ditta -provisione; 4.º che morendo li cavalli, li siano pagati; et quinto che -li fusse dato el pan ogni zorno da S. Marco, et <i>etiam</i> la biava per -li cavalli secondo el consueto. Et tutto li fo concesso, excepto di -darli el pan. Et poi fo mandato Bernardin Loredan, savio ai ordeni, -per Collegio a darli le sue page, non vi essendo el suo provedador, et -za era andato a Ravena; ma ditti stratioti non volseno nè tuor danari -nè far mostra alcuna; <i>unde</i>, tornato, riferite a la Signoria che -era in Pregadi questo. <i>Tamen</i> stratioti medemi do zorni dapoi si -dolseno di tutto haveano fatto, dicendo non havia fatto per altro, in -star renitenti in voler el pan, se non perchè el Doxe havia tocà la -man a Piero Busichio et non a li altri capi, i quali erano cussì servidori -de S. Marco come lui. Et veneno dal Prencipe a dir volevano -far quello comandava, et li fo dato la paga di ducati 3, et a li capi -ducati 4, zoè do page, et mandati verso Padoa et alozati in Padoana, -come dirò di sotto. Et ancora con una nave venne XX stratioti, -i quali <i>etiam</i> li fo dato soldo, a ciò non fusse venuti indarno; sì che -fin questo zorno di 20 Mazo era di qua stratioti n.º 1200, tolto da -Modon, Coron, Zante, Lepanto et Napoli di Romania, tutti luogi di -la Signoria. Et a dì 14 ditto questi oratori li fonno a veder correr: -quello dil Papa, zoè D. Alvise Becheto, perchè a dì 13 el legato -episcopo de Chalaor era partito et andato verso Roma, essendo stato -quivi legato più di uno anno; quello di Spagna, li do di Napoli et -tre di Milano, li quali steteno molto admirati di la sorte et qualità -de stratioti et dil suo veloce correr. Et a dì... Mazo con barche fonno -tragetati a Lizafusina et a Padoa, et per quelli castelli haveano i loro -alozamenti. Et in collegio a dì ij ditto fo cressuto page a molti -contestabeli benemeriti de S. Marco, <i>ita</i> che qui a Venetia in corte -dì palazo era pieno de soldati che dimandavano stipendio, et poi a -dì 25 ditto in collegio fo ballottati tra molti contestabeli, et eletti 8 -capi de provisionadi, li nomi dei qual saranno qui sotto scritti, zoè -prima a -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_336">[336]</span> -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Pietro Schiavo contestatele di provisionadi</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td>Zuan Alvise Cigogna</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Zanon da Colorgno</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Bernardin da Como</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Piero Grosso</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Perin da Bergamo</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Zuan Agnolo da Urbin</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Paulo Albanese</td> <td class="num">100</td> - </tr> -</table> - -<p> -Zonse a dì ij Mazo a Venetia uno corrier venuto di Spagna, -partito una zornata avanti zonzesse quello portava la lettera di la -liga, et il suo ambassador fo a la Signoria, et notificò come el Re -havia ordinà grande exercito per mandar a la volta di Perpignano, -et, se nostri rompesse, senza dubio el Re di là romperia; <i>tamen</i> non -fo nulla. Et che quel corrier andò per terra in Spagna fo ben intercepto -a Brianzon, ma non fu averte le lettere, dicendo non havevano -guerra col Re de Spagna. Et che zonto a Madrid, el Re et la -Raina havia habuto una gran consolatione di la liga, et volse, essendo -zonto la nuova el Zuoba Santo, indusiar a publicarla per tutti -soi regni el zorno de S. Marco, a dì 25 April, con gran cerimonie et -il successo scriverò di sotto. -</p> - -<p> -A Roma el Pontifice vedendo la voluntà dil Senato Veneto et -di Milano esser di dar conduta secondo el suo desiderio al Duca de -Urbino, et come ho scritto di sopra era partito di qui el suo secretario, -et lui aconzo con Fiorentini; et il Pontifice li mandò a dir -che havea fatto gran mal a non voler esser al soldo di la liga, -<i>maxime</i> sapiando el testamento dil duca Federigo suo padre, che -vol che <i>nunquam</i> lui si aconzi con niuno senza licentia dil Papa, nè -mai esser contra la Chiesia; et che, non volendo esser soldato nostro, -lo spoglieria dil feudo et investisone come nemico di Santa -Chiesia. Et el Duca rescrisse per niun modo voleva esser contra la -Chiesia, et che, havendo dato una volta la fede a Fiorentini, quella -voleva mantenir, et mandò un so secretario a la Signoria, chiamato -Ludovico di Odaxij padoano, et a dì 9 Mazo zonse in questa terra, -et si mandò a excusar con la Signoria, et che non havendoli voluto -dar conduta condecente a la soa persona, si era assoldato con Fiorentini, -offerendosi <i>tamen</i> fiul etc. Et detto secretario stete do zorni -et andò via. -</p> - -<p> -A Napoli, essendo partiti li nostri ambassadori, mal se intendeva -el successo dil Re, nè quello voleva far. Ivi era tre cardinali, -S. Piero <i>in Vincula</i>, S. Dyonisi et Samallo, et se divulgava per -<span class="pagenum" id="Page_337">[337]</span> -tutto questo mexe de Mazo non partiva di Napoli, perchè li cavalli -erano a l'herba, et venendo per camino non troveria strami. Ma -pur tramava pratiche sotto man, et con Zenoesi, come ho detto, per -mezo de S. Piero <i>in Vincula</i>, prometendo dar in deposito a lui Serzana, -Serzanella et Piera Santa fin el Re stava in Italia, poi siano -dati a Zenoesi. Col Duca de Ferrara era d'accordo, benchè la liga -li mandasse a dir alcune cosse. Li oratori fiorentini, senesi, luchesi -et de' Pisani erano pur ancora a Napoli. Et è da saper che sempre -vi stette un orator de Pisani, chiamato Piero Gripho, a presso Soa -Majestà, et novamente ne mandò uno altro chiamato Alvise de -Christofaro, et questo per le discordie haveano con Fiorentini. -</p> - -<p> -A Roma, come scrissi, el populo era volonteroso de defenderse. -Fenno la descriptione de li homeni da fatti, a ciò a uno bisogno se -potesse operarsi. Li conservatori et caporioni fenno 3000 fanti, -li 600 provisionadi di la Signoria con li X contestabeli haveano do -page per uno, zoè di do mexi. Li Zudei, a ciò non havesseno i danni -come prima, assoldò alcuni fanti facesseno guarda a le lor caxe. -El Pontifice domandò imprestedo a Cardinali ducati 20 milia, et assoldò -el signor Paulo Orsini et el sig. Carlo fiul dil sig. Virginio -Orsini; et <i>conclusive</i> tutta Roma era in moto. Et el Papa intendendo -che al tutto el Re veniva a Roma, li mandò a dir che volendo venir -<i>pacifice</i> senza arme el fusse ben venuto, et volendo venir con l'exercito -andasse di fuora via. Et a dì 8 Mazo venne a Roma el cardinal -Samallo partito da Napoli, et alozò in palazo dil Papa. Si divulgò -tratava accordo. Et a dì IJ ditto chiamato consistorio terminò di -mandar do Cardinali contra esso Re de Franza, zoè el cardinal Santa -Nastasia et el cardinal Carthagenia, et non ostante che erano in -queste pratiche, sollicitava el Pontifice el cavar di le fosse dil castello. -Et cavando in questi zorni trovono 6 teste de alabastro bellissime, -et altre antiquità, <i>maxime</i> alcune caverne subteranee, cossa -de gran spesa; et forniva el castello de artegliarie et munitione. In -Roma era gran romori per la discordia di le parte, et Spagnoli con -Romani assà volte si amazavano; la notte non se poteva andar per -Roma, che erano spogliati, et quasi ogni giorno amazato qualche -uno: li prelati scampavano fuora di la terra. -</p> - -<p> -Et a dì 15 ditto, a hora di nona zonse lettere in questa terra -de Hyeronimo Zorzi kavalier orator in Corte, date a dì 12 ditto, et -venute prestissime, <i>unde</i> fo chiamado Pregadi. Ma prima se redusesse, -da poi disnar, la Signoria mandò per li oratori di la liga, eccetto -quello dil Papa, et consultava insieme; andono in Pregadi. -<span class="pagenum" id="Page_338">[338]</span> -Per queste se intese come el Re a dì 12 dovea partirsi de Napoli -per venir a Roma, et che el Pontifice quasi non era fermo etc.; per -la qual cosa Venetiani steteno molto di malavoia, et fo comandato -grandissime credenze et streture, et feceno molte provisione, et el -Principe parlò in Pregadi et exortò a la difensione di la Republica, -et si dovesse pagar le decime volentieri. Et spazò la sera uno corrier -a Roma, el qual andar dovesse in hore 40; et comesse a l'ambassador -dovesse far ogni cossa che 'l Pontifice se levasse di Roma. -<i>Etiam</i> mandò uno gripho al capitanio zeneral, el qual se judicava -fusse in Puia, che dovesse star lì intorno quelli scogi de Brandizo, -et andar fino a Otranto con l'armada, <i>tamen</i> non metter in terra, -nè far altra movesta se non li scriverà altro. Al Pontifice ancora fo -scritto non dovesse temer di cossa niuna, confortandolo dovesse star -saldo, promettendoli di darli ogni aiuto, et che Venitiani soli li -bastava l'animo a difenderlo, non che essendo li altri colligati, maxime -el duca de Milan volonteroso assà contra esso Re de Franza; -et altre parole de questo tenor li scrisseno, dubitando non si acordasse -col Re. Questo perchè non feva alcuna provisione, ma diceva -cercaria el suo meglio a li oratori. Et però nostri li promise di mantenirlo -nel Pontificado. Fo divolgado el Re promesse de dar el Principato -di Taranto a suo fiul duca de Gandia, et altre promissione -secrete. Et in questi zorni zonse tre oratori o vero messi di esso Re -a Roma; i quali a dì 12 ditto partino: uno andava a Fiorenza, l'altro -a Milan, et l'altro a la Signoria nostra, chiamato Joam Boierdino, -el qual a dì 23 ditto zonse a Venetia. La soa richiesta et quello -volse scriverò poi di sotto. Et a Roma in questo mezo monsignor -Samallo dimandò al Pontifice la investitura dil Reame al suo Re, -<i>sine præjudicio tercii</i>, e che li fosse dato el passo che 'l voleva venir -come amico a visitar Santa Chiesia, perchè in ogni tempo è stato -bon fiul et ha difeso quella. <i>Unde</i> el Pontifice li rispose <i>publice: pro -nunc</i> non voler darli alcuna investitura; et che volendo venir el venisse -di fuora via, et che volendo el Re parlarli, lui andaria in una -terra, dove insieme havendo voja Soa Majestà li poteva et poria -parlar. Ma ditto Cardinal et l'ambassador dil Re preditto, adunato -li conservatori et caporioni di Roma, li expose come el Re li mandava -a saludar; et che 'l voleva venir a Roma, et che si ne l'andar -a Napoli haveano habuto Romani alcuna cattiva compagnia, era -processo per la moltitudine dil gran exercito havia; ma che a hora -voleva venir con assà manco zente, et che restauraria tutti chi fusseno -stati offesi. Ai quali, Romani, fatto loro consigli, li risposeno -<span class="pagenum" id="Page_339">[339]</span> -che erano atti a mantener la voluntà dil Pontifice, et che essendo -Soa Santità et li reverendissimi Cardinali di opinione che la Majestà -dil Re non dovesse più intrar in Roma, che cussì <i>etiam</i> loro erano -disposti; <i>tamen</i> volevano esser servitori di Soa Majestà. Et habuto -tal risposta, el messo dil Re se partì et tornò a Napoli, et el cardinal -Samallo rimase. Ma Hyeronimo Zorzi andato dal Pontifice, et -presentato le lettere di la Signoria persuadendo Soa Beatitudine a -doverse partir de Roma; ma el Papa rispose volerse defender et star -fermo; et voleva far 3000 fanti, et con li 1000 provisionadi nostri -et quelli de Milan et li 1000 cavalli lizieri, <i>etiam</i> lui havia 600 homeni -d'arme ai quali havia dato paga, li bastava a doversi difender; -et che staria in castello, et havia per lui il populo, che, come -ho fatto la descriptione, era XX milia homeni da fatti; sì che non -dubitasse de nulla. Et a Napoli acadete, essendo dismontato re Ferandino -in la Calavria a presso Turpia con alcune zente, havendo -reaquistato alcune terre, et dove si apresentava tutto si rendeva; -<i>unde</i> el Re terminò di mandarli zente a l'incontro, a ciò più non -prosperasse. Et mandò mons. de Obegnì con lanze 200 et 1000 -Sguizari. Et in questo tempo venendo 6 zentilhomeni franzesi a -Capua partiti da Napoli, in uno bosco furono assaltati da alcuni dil -paese et amazati, et per più disprecio li fu cavato el cuor dil corpo, -che fo cossa crudelissima, et messe gran paura in Franzesi. <i>Etiam</i> -el zorno avanti de questo, in Napoli fo morto uno Franzese, et cavatoli -el cuor. Queste cose dimostra el mal voler hanno Napolitani a -Franzesi. -</p> - -<p> -Venne in questa terra a dì 17 Mazo per Po la madre de madona -Maria marchexana de Monferà, et <i>olim</i> mojer dil marchexe Bonifacio -di Paleologi. Questa era vedoa, et fo moglie dil dispoti di Servia -preso et morto da Turchi, la qual za uno anno da poi la morte -dil zenero venne dil suo paese per veder soa fiola, et al presente ritornò -con ganzare et burchii et zerca persone 100. Aloxò a S. Trovaxo, -in caxa di domino Andrea Sench, <i>olim</i> orator dil Re de Romani; -et la sera andò a caxa dil Principe; et habuto lettere di passo, -poi che stette alcuni zorni, con uno gripo passò a Segna, <i>demum</i> -per terra andò in l'Hongaria, et fo a dì ultimo ditto. Et ha -uno fiul capitano de esso Re de Hongaria, <i>tamen</i> per la Sensa stete -qui. -</p> - -<p> -Ancora in questi zorni vi venne madona Paula di Gonzaga, -fo sorella dil marchese Federigo di Mantoa, padre di questo presente, -et moglie del conte Bernardo di Goricia. Alozò a la caxa di -<span class="pagenum" id="Page_340">[340]</span> -ditto Marchexe; poi, visto la Sensa, a dì 2 Zugno andò a li bagni -a Padoa; et ritornò a Goritia. Poi <i>etiam</i> vi venne la niora dil signor -Sigismondo di Este, fratello dil Duca de Ferrara, con alcune donne; -alozò a la sua caxa; et uno fiol secondo dil magnifico Joanne Bentivoi, -chiamato Alexandro, con alcuni tutti vestiti a un modo a la -todesca, con penachi in testa, veneno incogniti a la Sensa. -</p> - -<p> -A dì 17 Mazo zonse in questa terra Domenego Trivixan et Antonio -Loredan cavalieri, erano stati ambassadori a Napoli al Re de -Franza; et el zorno driedo riferiteno nel Consejo di Pregadi la loro -legatione, et come el Re era mal in hordine sì de zente <i>quam</i> de -danari; ma Franzesi inrichidi; et non havia più di 12 milia persone, -zoè cavalli, et 8000 pedoni, et cavalli taliani 3000, et alcuni -fanti de li qual conveniva lassar parte in Reame. <i>Item</i> che tutto -Napoli se doleva di le insolentie de Franzesi, di le cative compagnie -haveano da loro, et che Napoli non si poteva più dir quello Napoli -era prima; et che 'l Re al tutto se voleva partir, havendo cargado -su le galeaze et alcune barze bona parte di le cosse dil castello: -porte di bronzo, re Alphonso vecchio di bronzo etc., per mandar in -Franza; et che esso Re havea mal animo contra Venetiani, concludendo -li havia fatto pessima compagnia; et questo fo da poi el Re -intrò in Reame, che prima erano assà ben visti. Et volendo a Napoli -haver audientia, convenivano star tre hore aspettar, et ancora, -parendole, li licentiavano; et che el Re <i>continue</i> zuogava su una -sala con uno suo muleto, et li coreva drio, et con una soa favorita -niora di la duchessa di Malfi, la qual molto amava: <i>etiam</i> un'altra -tolta a Guastalla. Narrò quelli erano dil suo consejo, nominati di -sopra, et homeni di gran inzegno, et che Franzesi non servava alcun -ordene; et che uno capitanio comandava una cossa et l'altro -non voleva; <i>tamen</i>, verso il re erano fidelissimi et tutti attendevano -a uno fine; et che dal concluder di la liga fino a loro -partir, non erano ditti oratori ussiti di casa se non quando andono -a tuor licentia; et che el Re gela dette volentiera; poi disse che -tornasseno, che li havia a dir alcune cosse. I qual tornati, ordinò al -suo consejo li dovesse parlar, et cussì li disseno: <i>Domini oratores</i>, -direte a la Signoria che vogli mantenir al Roy la lianza, et che non -saria venuto in Italia se non havesse habuto la lianza sua, et che in -Aste venne el so ambassador ad alegrarse di la venuta di la Maestà -Soa, poi a Fiorenza voi fosti mandati; ne l'entrar in Roma et -ne l'intrar in Napoli vi avete alegrato del suo prosperar; et che -non voglia essa Ill.<sup>ma</sup> Signoria in questa sua tornata far altro che -<span class="pagenum" id="Page_341">[341]</span> -mantenir la vera promessa, con altre parole. Et concludeno ditti -oratori al Senato che Franzesi non per altro modo haver acquistato -questo Regno se non che el Reame hanno acquistati loro, ch'è cossa -mirabile; et che si dovesse far ogni cossa perchè non erano molta -quantità, et havevano assà odio a Venetiani, dicendo erano stati -causa di ogni loro infortunio. Et poi che hebbeno refferito, ambidoi -introno Savii di Terra ferma, et il luogo li era sta servato; et mentre -erano a Napoli fonno creati, <i>licet</i> avanti fusseno stati. -</p> - -<p> -Et intendendo li padri di Collegio questo, deliberorono metterse -in ordene, et venendo di qua dimostrar el poter de Venetiani. -Et sopra tutti fenno provisione de danari, et benchè fusse messe 6 -X.<sup>me</sup>, do al Monte vecchio et 4 al Monte nuovo, terminono a dì 18 -ditto in questo Consejo di Pregadi, de impegnar le volte et bottege -de Rialto di la Signoria a rason di ducati 8 per cento, et chi -depositava in termene di do zorni havesse do per cento di dono, et -quelli li havea affitto in termene di zorni XV dovesse depositar a -l'oficio dil Sal, et che fusseno exempti di ogni X.<sup>ma</sup> per angaria di -le ditte intrade, come <i>etiam</i> fo fatto per la guerra de Ferrara; di le -qual volte et bottege in questo mexe et in ditto termene, per Marco -Bragadin era Provedador al Sal a la caxa fo scosso et trovato ducati -60 milia. -</p> - -<p> -Ancora fo deliberato de mandar a li confini di Oio cavalli 5000 -et Stratioti 600, et ivi star, a ciò venendo el Re per la via de Pontremolo -potesseno resister non passasse, con la zente dil Duca de -Milan, però che <i>etiam</i> lui lì in Parmesana adunava zente; oltra de -questo in Romagna vi dovesse a Ravena star cavalli 2000 et Stratioti -600, i quali bisognando presto si conzonzerebbe con questi. -Quelle zente dil Polesene non fonno mosse. Et in questo medemo -zorno, a dì 18 Mazo, col nome dil Spirito Sancto elexeno per scortinio -nel Consejo di Pregadi do Provedadori zenerali in campo, con -pena grandissima non potesseno refudar, i quali fonno Marco Antonio -Morosini cavalier era capetanio di Padoa, et Marchiò Trivixan -fo podestà a Padoa. Ancora preseno de assoldar 2000 Sguizari et -far 2000 provisionati oltra li fanti si havia, et ancora zerca 60 Stratioti, -erano venuti driedo li altri senza esser soldati, fonno tolti et -datoli la paga et mandati in Padoana. <i>Etiam</i> fo assoldato el fiul di -Johanne Bentivoi, per do anni, primogenito, chiamato Hannibal, -con homeni d'arme 80 et 40 balestrieri, da esser pagato per mità -col Stado de Milano; et cussì li fo mandati danari si mettesse in ordene: -el qual era in pratica de acordarsi con Fiorentini. Et el conte -<span class="pagenum" id="Page_342">[342]</span> -Bernardin Brazo, fo fiul dil conte Carlo conduttier fidelissimo, vene -a Venetia, et habuto danari si andò a levar le sue zente era in Friul -et venne in Brexana. Ancora molti cogioneschi, di la compagnia di -Bortolomio Cogion capetanio zeneral da terra, chiamate lanze spezade -cogionesche; et cussì erano expediti ditti soldati. -</p> - -<p> -A Milano in questo mezo zonse do ambassadori dil Re de Romani, -venuti per far le cerimonie di la investitura, chiamati d. Marchio -Mechz episcopo di Brixenon et consiglier dil Re, et d. Corado -Sturcem primo cancellier dil Re. <i>Etiam</i> vi zonse uno dil Re et Raina -di Spagna, nominato mons. Joan Claver aragonexe, et el Duca -perlongò de far questa investitura a dì 24 Mazo. <i>Etiam</i> sul Milanese -vi zonse in questi zorni uno capetanio de Sguizari o vero Elemani, -mandato per Maximiliano in so aiuto. Et esso re Maximiliano si -aspettava, perchè per lettere di Hieronimo Gritti da Roverè se intendeva -a Trento el vin era montato ducati 6 la botta; ma per lettere -di ambassadori nostri andava da Soa Majestà, date in Yspruch, -dove era et l'archiduca Sigismondo di Austria homo veterano, <i>licet</i> -al presente non habbi alcun dominio per haverlo renonciato a ditto -Re di Romani, et se intese ancora la dieta non era compita a Vormes, -et non era per venir in Italia cussì presto. -</p> - -<p> -A Ravena accadete che Stratioti alozati a uno monasterio de -frati chiamato Santa Maria in Porto, <i>unde</i> veneno a parole con ditti -frati, <i>ita</i> che 7 frati ussite fuora, et ferino alcuni Stratioti, et amazò -uno cavallo di valuta di ducati 50. <i>Unde</i> Stratioti si messeno contra -questi frati, et li feriteno, et poco mancò non li amazasse. Era ivi -Piero Duodo loro provedador, et pur fo tasentate le cosse, essendo -stati prima causa di tal movesta li frati. -</p> - -<p> -A Roma, per lettere di 18 zonte a dì 21 Mazo, nostri fonno -certificati... come era venuti a Roma, et voleva la investisone dal -Pontifice dil Reame a lui pertinente <i>de jure</i>. L'altro a dì 18 ditto se -partì per andar a Napoli a trovar el Re de Franza, chiamato misser -Zanon de Molins, el qual <i>alias</i> fo a soldo di la Signoria nostra a la -guerra de Ferrara, quando vi era el suo Duca. Et ancora in questo -medemo, ditto orator partito per andar a Napoli, mandando li soi -cariazi avanti, in Roma, a una piaza ditta la piaza Judea, fonno -assaltadi et tolto ditti cariazi et robe con li cavalli, et fo soldati romani, -cridando: Marco! Marco! Et l'ambassador ditto, tornato, fo -ricevuto in caxa da Hyeronimo Zorzi orator nostro, et stete do zorni -facendoli bona compagnia, et andono dal Papa dolendose de questo. -Et li caporioni fece tuor le robbe et messe in salvo; <i>tamen</i> mancò -<span class="pagenum" id="Page_343">[343]</span> -uno cavallo di valuta di ducati 100. Et l'ambassador nostro fece -uno edito, si era soldato di San Marco fusse apicato. Et oltra di -questo venendo tre oratori dil Re al Pontifice, zoè el cardinal S. -Dyonise, mons. de Brexa et Frances mons. de Lusemburg, et alozati -mia X di Roma, et <i>etiam</i> veniva el cardinal San Piero <i>in Vincula</i>, -ma pur non volse venir di lungo, ed andò a Grota ferata mia -25 da Roma. Ma questi tre venendo per venir a Roma, et el Pontifice -ordinò a la soa fameglia dovesse andarli incontra, <i>etiam</i> vi -volse andar contra el Cardinal preditto, do cardinali San Clemente -et Santa Anastasia. Ma mentre questi andavano, acadete che ditti -oratori mandò avanti uno araldo di mons. de Brexa, el qual arente -le porte fo spoiato; et ancora el zorno avanti havia mandà el so -cuogo per metter ordene a quello era di bisogno, et alcuni Spagnoli -di la guarda dil Papa el trovò et lo amazò. La qual cossa intendendo -ditti oratori, non volseno venir di longo, et subito spazò al Re notificandoli -questo, sì che quelli erano andati contra convenne ritornar, -et non vi venne quel zorno. <i>Unde</i>, inteso questo, el Papa have molto -a mal, et fece inquisitione chi havia fatto questo, et mandò per piar -(<i>pigliare</i>) alcuni i quali erano fuziti a dir al cardinal S. Dyonise non -dovesse dubitar de niente, et intrasse liberamente, et poi intrò come -più avanti intenderete. Zonse ancora a Roma Sonzin Benzon da -Crema zentilhomo nostro, agregado per li meriti del padre l'anno -1483, con 50 cavalli lizieri; et era altri 500 cavalli lizieri alozati a -Vitrali, et a dì 24 ditto doveano far la mostra in Roma. -</p> - -<p> -A dì 19 ditto intrò in Roma li ditti tre ambassadori dil Re di -Franza a hore 23 bene in ordene. Li andono contra la famiglia -dil Papa et de Cardinali, et come vidi una lettera di Roma, mons. -de Brexa havea più di 60 mule carge di robe, et zerca 40 pulieri -zoveni de Reame, et assà zente d'arme conduceva le ditte robe. -Alozono in palazo dil cardinal S. Clemente, et al zorno driedo have -audientia. Et Colonnesi erano in Roma praticava con li primarii romani -volseno lassar intrar el Re, et che non vegniva per far alcun -mal; ma quelli li rispondevano: prima manzerebbe sui fiuli, che -consentir mai la sua intrata, et quando ben el Papa consentisse, -loro erano fermissimi. Et davano gran pressa, sì in racoglier qualche -biava che ancora non era mature, <i>quam</i> in far provisione in la -terra. Le porte era partite a custodia de fanti, et fo ordinato li nostri -provisionati con Francesco Grasso capitano loro vardasse la porta -di San Paulo, et un gran spatio de muro, che fece bastioni, ripari, -revelini, et altre cosse necessarie; <i>frustra</i> fece, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_344">[344]</span> -</p> - -<p> -Antonio Grimani procurator capetanio zeneral, in questo meze -per lettere di 7 di questo, se intese era a Corphù con galie 19, et -feva impalmizar per andar in la Puia, et con desiderio aspettava le -tre galie partide de qui, zoè dil provedador Zorzi, la galia Bembo, -et la galia Cornera, et <i>etiam</i> el resto di le galie se armava in Candia -n.º 12, et havia retenuto do nave, zoè quella di Stefano et Theodosio -Contarini, patron Zaneto da Muran, et quella de Piero Sagredo -et compagni, patron Antonio Amai; et <i>etiam</i> alcuni gripi -meneria da Corphù per far più grossa armada. Et Hyeronimo Contarini -provedador era al Saseno. Et è da saper che 3 galie era a -l'isola de Cipro, zoè Cabriel Barbarigo, Zorzi Cabriel, et la tragurina. -Quello poi di ditta armada seguite, più avanti scriverò. -</p> - -<p> -A dì 19 ditto venne a Venetia Zuan Bragadin patricio nostro, -era stato mercadante a Napoli, et partito de lì el zorno driedo si -partì li oratori nostri, et andò in Puia, et andò la matina in Collegio -et referite molte cosse a la Signoria, <i>maxime</i> come tutta la Puia -desiderava de esser sotto S. Marco, et, non volendo la Signoria tuorli, -chiameria Turchi, però che per niente non volevano più Franzesi, -et che a Leze era el vicerè mons. de la Spara con zerca 200, -el qual stava in castello, et li populi li era contrarii per certe manzarie -havia fatto, et volevano esser restauradi; et lui stava con -paura, come se intese per Marin Morosini venuto mercadante stato -in Leze; <i>tamen</i> da poi se partì, et andò ad habitar a Misagne mia 8 -a presso Brandizo. <i>Item</i> come quelli di l'Aquila non havea voluto pagar -el dacio di le piegore al Re, et andono in Puia et tolseno li soi -bestiami et li menò su el suo. Ancora in Manfredonia acadete certa -novità contra Franzesi. <i>Item</i> che Franzesi erano zente poltronissisima, -sporca et dissoluta; prima sempre stano in pecai (?) et in atti -venerei; le tavole sta sempre preparate, nè mai si cava mantili, nè -si scova sotto; che intravano al principio in le caxe in Napoli, tolevano -le miglior camere, et in la pezor mandava el patron di la -caxa; andavano in caneva, toleva vini et formenti, et mandavano a -vender in piaza; sforzavano le femene, non havendo alcun rispetto: -poi le robavano et toleva li anelli di dedo (<i>dito</i>), et quelle feva resistentia, -li tagliavano li dedi (<i>dita</i>) per haver li anelli; stavano molto -in chiesa a loro oratione; havea 12 milia cavalli et 500 Sguizari, -et el resto era zente inutile, osti, meretrice, arte di ogni sorte; et -che tutte le arte in Napoli era lavorato per Franzesi: el Re cavalcava -per la terra hora con 100, hora con manco di XVI cavalli, -senza servar alcun ordine nè decoro regio; che el Re era liberal, ma -<span class="pagenum" id="Page_345">[345]</span> -non havia danari, et li soi erano richi, vestiti di seda etc.; che l'ultimo -zorno che 'l se partì, vide disficar et averzer alcuni magazeni -de mercadanti zenoesi, et tuor la roba et cargarla su le galeaze -insieme con le altre arteglierie; et che el Re voleva far un fontego -a Segna per Todeschi, a ciò specie non havesse spazamento a Venetia; -<i>item</i> che Franzesi lievano assà vanie, et <i>conclusive</i> fevano -pessima compagnia a Napolitani: et che vorebbeno Napolitani più -presto esser sottoposti a ogni altra generatione che a questi; che -non vi sono ivi porte nè fenestre, ma brusate per non comprar legne; -li cittadini al meglio potevano si partivano de lì, lassando la -roba et la caxa in le man de Franzesi, et loro habitava in le ville; -et che a le donne era sta usato gran violencie, prima usato con -quelle contra il voler suo, de li mariti, padri et fratelli. <i>Et accidit</i> -che uno barone franzese, intrato in caxa di uno cittadino che havia -una bellissima fiola, et volendo ivi far bona ciera et disnar, volse -fusse presente la ditta figlia; et poi disse al padre che al tutto lui -la voleva haver, promettendoli etc. Et el povero padre rispose voleva -dimandar a la moglie et a uno suo fiul. La qual per niente -non volendo soportar tal inzuria, et non potendose defender in altro -modo, el fiul disse: ordinate el venghi et dateli l'hora, et cussì fo -ordinato. Et venne dito franzese, et andò in camera con lei, et avanti -lui la tocasse, vi entrò ditto suo fratello, et amazò quel franzese et -scapò via. El padre medemo andò con lagrime a notificar tal caxo -al Re; el qual mostrò molto dispiacerli, et haver meritato la morte. -Et disse: fate venir vostro fiul dentro qui, che li perdonarò. El qual -venuto, a pena si butò a piedi dil Re, che da alcuni franzesi fo amazato; -et el Re non fece altro. Le donne erano ne li monasterii; pur -fo divolgato al Re cavò una munega di uno monasterio, Santa Chiara, -et usò con lei, non li bastando la favorita di Malfi; et ancora -molte altre che li era menate per soi Franzesi. -</p> - -<p> -A Milan, a dì 18 Mazo zonse Hieronimo Lion et Francesco Capello -kavalieri, con Marin Zorzi dottor, nominati di sopra; de li qual, -do andavano hora in Spagna. Li vene contra prima 4 del consejo -secreto, consejeri dil Duca, poi Sebastian Badoer kavalier, <i>cum</i> altri -pur dil Consejo. <i>Demum</i>, fuora di le porte de Milan venne el Duca -con zerca cavalli 700, et el Marchexe de Mantoa, el qual ivi in questi -zorni era andato per ritrovarse a la investitura; <i>etiam</i> venne li do -oratori dil Re de Romani, uno di Spagna, uno di re Ferandino, uno -di Fiorenza, uno di Ferrara, uno di Monferà et uno de Luchesi. <i>Item</i> -el signor Galeoto di la Mirandola, el conte de Caiazo, el signor -<span class="pagenum" id="Page_346">[346]</span> -Fracasso di San Severino et Hannibal Bentivoi fiul di messer Joanne -da Bologna, con altri di la corte, et accompagnò ditti oratori per -mezzo la terra, con grande honor fino a lo alozamento a loro deputato, -et per el Duca facto ornar. Et la sera li fo fatto le spexe, poi -el Duca li mandò ducati 50 da farsi le spexe. Et questi do andavano -in Spagna per questi 8 zorni, et a Lion dimorava ivi, li dette li ducati -100 secondo el consueto, sì come si dà al suo in questa terra. -Et el zorno sequente, che fo a dì 19, andono a l'audientia vestiti -d'oro, et Marin Zorzi con uno manto di seda, per non esser cavalier. -Et volendo esso Marin Zorzi far l'oratione, per esser el più zovene, -latina, el Duca volse la facesse <i>vulgari sermone</i>, et cussì fece. Et in -questo medemo zorno el Duca con el Marchexe et tutti li oratori -andono contra don Alphonso da la ca' da Este suo cognato, fiul -primario dil Duca de Ferrara, veniva a questa investitura, et alozò -in castello, et la investitura era ordinato di far la Domenega proxima -a dì 24. -</p> - -<p> -Ancora in questo zorno venne lettere al Duca dil suo campo di -Aste, come haveano habuto uno castello mia do lontano di Aste a -discretion, chiamato Aliano, et seguitavano vigorosamente l'impresa, -<i>tamen</i> haveano inteso zente franzese passar di qua da monti, -et esser passato el Bastardo de Borbon et 800 franchi arcieri. Sul -Milanese era comenzato a zonzer zente alemane et Sguizari, et altri -volevano soldo, i quali capitono nel ditto campo. Oltra di queste, -se intese che el Re feva sollecitar la sua armata a Provenza. Aspettavano -ancora a Milano oratori de Fiorentini, et il vescovo Angelo -legato dil Pontifice per intravenir a ditta solennità, <i>tamen</i> non ne -veneno. -</p> - -<p> -Fiorentini continuamente fevano consigli per difenderse di la -venuta dil Re, et fo divulgato volevano intrar in la liga, et li soi -oratori erano a Napoli più volte al Re dimandono licentia de repatriar, -ma el Re non ge volse darge, dicendo volea venisseno con lui -a Fiorenza; et pur esso Re eccitava Pisani, et fo divulgato in questi -zorni haver mandato a Pisa 800 Bertoni meschiati con Sguizari, et -tre nave de formenti. Et <i>etiam</i>, Pisani acquistarono la fortezza di -Librafratta, Fiorentini l'havia recuperata. Et el duca de Urbin, -accordato a soldo de Fiorentini, se metteva in ordene: et quello -acordò ditto Duca fo Francesco Gadi secretario de Fiorentini, el -qual altre volte venne in questa terra per causa de certi contrabandi -de panni trovati a Vegia, come orator de quella comunità. -Ora a dì 24 April condusseno in Augubio l'accordo di darli ducati -<span class="pagenum" id="Page_347">[347]</span> -30 milia a l'anno, tenendo elmeti 220, et non li potè dar titolo de -capetanio<a class="tag" id="tag129" href="#note129">[129]</a>, et non volevano quelli romper. Et in questi zorni -acadete a Fiorenza certe novità, però che fonno retenuti do Fiorentini -di caxa di l'Antella, et folli opposto volevano far novità in -la Republica, et uno di XX acopiatori, chiamato Juliano Salviati, -refudò l'ofitio suo; <i>unde</i> in elezer in loco suo uno altro fo qualche -discordia, et molti non volevano mandar suoi ambassadori a Venetia -et a Milan, <i>licet</i> vi fusse uno per praticar de intrar in sta liga; et -tanto ebbeno paura dil Re che mai volseno esservi. -</p> - -<p> -A Roma essendo zonto li oratori dil Re di Franza, come ho -ditto, et deputata dal Pontifice l'audientia, andono tutti tre, el cardinal -San Dyonisio, mons. di Brexa, et Frances mons. de Lusemburg. -Et essendo per intrar dove era el Papa, se ritrovò esser lì -el Cardinal Curzense, et volse intrar con loro, dicendo era stato primo -havia praticato per el Re col Papa. Et ditti oratori non volse vi -entrasse, <i>unde</i> fenno di gran parole, <i>tamen</i> non intrò, et d'indi se -inimicò col Re. Or intrati dimandò tre cosse: la prima la investitura -dil Reame et coronatione, promettendo pagarli ogni anno ducati -50 milia di censo, secondo il consueto primo, et darli ducati -100 milia che restava debitori di più censi a la Chiesa el re Ferando -et Alphonso; seconda, che 'l voleva venir a Roma come bon -fiul di Santa Chiesia, et esser a parlamento con Soa Santità, et pur -volendo fuora di Roma l'era contento, et che 'l dicesse qual terra li -pareva, et non volendo che 'l voleva vegnir con tutto l'exercito in -Roma et non con puoca zente; et che ivi poneriano qualche conclusione -zerca a la expeditione contra Turchi. <i>Unde</i> el Pontifice volse -far concistorio; et cussì a dì 22 Mazo chiamò concistorio, et rispose -a ditti oratori che manderia do ambassadori a Soa Majestà, et che 'l -venisse in Roma; ma di la investitura lui era zudexe, et bisognava -intender le raxon di queloro dimostrava haver action in ditto -Reame, et che non mancheria di raxon: <i>etiam</i> voleva haver l'opinion -de li soi colligati, et comesse dovesse scriver al loro Re questa -risposta. Et a dì 21 ditto Hyeronimo Zorzi orator nostro andò a visitar -ditti oratori, dimostrandoli bona ciera. -</p> - -<p> -A dì 20 zonse lì a Roma Piero di Medici partito da Napoli non -con molta benivolentia dil Re, et Juliano suo fratello era in Civita -de Castello col Cardinal. -</p> - -<p> -A Napoli per lettere di 17 Mazo, di Lunardo di Anselmi veneto -<span class="pagenum" id="Page_348">[348]</span> -consolo nostro, in zifra, venute a dì 23 ditto, se intese come Franzesi -erano mal visti in Napoli, et ogni zorno seguiva qualche inconveniente, -et Franzesi dubitavano di non esser taiati a pezi, et che, <i>judicio -suo</i>, non partiria questo mexe el Re, perchè le artiglierie fece -cargar su le galeaze havia fatto discargar, benchè da po' le fo <i>iterum</i> -cargate; et che havia fatto un per di noze di mons. de Ligni -suo cuxino in la fia fo dil Gran Siniscalco, a la qual apartien el -principato di Alte mura ha don Fedrigo, et quello ge lo dete in dota -privando don Fedrigo di quello; et che era zonto uno messo dil -Signor turco al Re a dimandarli el corpo di suo fratello Giem sultam, -prometendo darli reliquie de Santi a l'incontro, che saria assà -acete a esso Re, per haver nome de Christianissimo. <i>Item</i> che havendo -più volte fatto conzar in Napoli, per intrar come Re con -triumpho, pur a dì 12 ditto intrò sotto una umbrella d'oro con la -chieresia, che li andò contra, et li Sezi era conzati con bancali et altri -adornamenti. -</p> - -<p> -Ferandino veramente zonto a Messina, che fo a dì 17 April, -dove vi messe in terra la Raina et fo <i>honorifice</i> ricevuta come sorella -dil loro Re, et li veneno contra esso Re col palio d'oro, et li -promise darli 2000 fanti pagati per loro fino guerra finida et fusse -ritornato in Napoli, con questo li prometesse di farli liberi et exempti -Messinesi de ogni angaria, dacio etc. sì de Napoli <i>quam</i> de ogni -altra terra di Reame; et cussì li fece privilegio. Et trovato le -caravelle de Spagna, era smontato in la Calavria, operato come ho -scritto di sopra, et molte terre havia rilevato la soa insegna. Et el -re Alphonso suo padre, partito de Mazara con le so cinque galie -havia et do barze, a dì 20 April, fo el zorno de Pasqua, andò a Palermo -dove da don Joam de la Nuze vicerè de Sicilia per el Re de -Spagna fo con grande honor ricevuto, et lui non volse dismontar, -ma su la pope di galia fe' XII cavalieri. Quello di lui et di re Ferandino -poi successe, scriverò di sotto. -</p> - -<p> -Maximiliano re de Romani in questo mezo compite la dieta, -<i>tamen</i> le cosse di Elemagna era in gran combustione, nè poteva -esser la soa venuta in Italia presta come se sperava. Questo perchè -molti soi baroni et el Conte Paladin et altri erano sdegnati sì per -haver tolta moglie del parentado de Milan, la qual cossa senza il -suo voler fece, <i>quam</i> per haver dato la investitura a questo duca Ludovico -presente, et non li volevano dar alcun aiuto a venirsi a incoronar. -Et in questo tempo passò per Roverè et per Veronese uno -<span class="pagenum" id="Page_349">[349]</span> -so ambassador andava a Roma dal Summo Pontifice, et cussì passavano -quelle cosse. -</p> - -<p> -Da mar, per lettere di 9, venuto uno gripo prestissimo, per le -qual nostri fo certificati come el Capetanio zeneral era con galie 19, -et preparava l'armada, facendo impalmizar, et restato per causa di -biscoti, i quali lui faceva far a Corphù, di non esser andato in -Puia, et più presto poteva se expediria passando in Puia <i>juxta</i> i -mandati; et <i>tamen</i> haveva qualche dubitatione di l'armada de Turchi -che non uscisse, la qual era quasi in ordene, et molto grossa, -<i>ut dicitur</i> vele 200. Et mandò lettere, da Costantinopoli di 20 April -de Alvise Sagudino secretario nostro ivi zonto, et notificò esser -zonto et recevuto con grande honor et festa, quanto mai altro orator -vi andasse. Et andato a la presentia dil Signor, quello si levò da -seder dil suo mastabè, et feceli gran festa, et referita la sua imbassada, -havendo salutato per nome di la Signoria Soa, li dechiarite la -morte certa di suo fratello a Napoli; la qual nuova el Turco hebe -molto a grata et disse: Ela certa? benchè da altri avanti l'havemo -intesa, ma non la credevemo. Et perchè è stà tanto quella Signoria -a mandarme a dir tal bona nova? Et el secretario si excusò che el -tempo et le fortune dil mar lo havia tenuto, et che subito che la -Signoria intese la verità lo spazò per notificarli questa consolation. -Et el Turco poi li disse: Havemo bona paxe con la Signoria. Li rispose: -Bonissima. Et poi esso Signor si messe la man a la testa, -dicendo: Allà! quasi rengratiando Dio di la morte dil fradello, et -disse voleva haver sempre bona paxe con la Signoria, et che 'l suo -stato fusse di quella.<i> Item</i> che 'l voleva mandar a dimandar al Re de -Franza el ditto corpo, e darli reliquie, come mandò et ho scritto di -sopra. Et volse intender come el Re de Franza era venuto in Italia, -et la Signoria lo havea lassato tanto prosperar. Et ditto secretario -li rispose che era certo, nostri fin quel hora havrebbe provisto -a ciò el non prosperasse più; et altre parole tra loro usono, -volendo sopra tuto esser grande amico nostro. <i>Item</i> che sperava -obtenir che vi tornasse Baylo, come prima. Narra <i>etiam</i> come 60 galie -era butate in acqua, et altre palandarie, fuste et navilii, a la suma -di zerca vele 200 havia la sua armada, nè si sapeva dove volesse -andar; <i>tamen</i> era da ussir, altri diceva a Scyo altri a Rhodi. Ancora -notificò el Signor haverli dimandato la causa la Signoria feva -grande armata, come l'havia inteso. Li rispose: Per questo Re de -Franza, a ciò per terra e per mar se potesse, volendo, farli guerra, e -disfar li soi pensieri. Et el Signor disse: Sta ben. Et dimandò poi -<span class="pagenum" id="Page_350">[350]</span> -che exercito ha ditto Re. Rispose: Persone da 30 in 40 milia venute -con lui, poi le zente di Reame et la soa armada. Et el Signor -disse: Hallo bona paxe con la to Signoria? Li rispose: Bona. Et alcuni -bassà disse: Come si è bona paxe, perchè la Signoria fa tanta -armada et ha mandà a tuor Stratioti? Et ditto secretario rispose: -Per star preparati, per poter obviar a quello puol occorrer, perchè -quando l'intra lo fuogo in caxa dil vicino, si vuol haver l'acqua -preparata li circostanti. Oltra di questo el Signor mandò per Camalli -turco, corsaro assà nominato di sopra, et li dete salvo conduto: -si judicava el volesse farlo capitano di parte di la sua armada, -et lui non volse andar, per dubbio di la vita: <i>ymo</i> sul mar si -fece forte, et habuto uno schierazo dal Bassà di Nigroponte, sì che -havia zerca 200 in sua compagnia. -</p> - -<p> -Et pochi zorni da poi queste lettere da Corfù, venendo uno altro -gripo con lettera dil general dal Saseno, di 16 o ver 19, et zonto -a Parenzo volendosi partir per Venetia, nel colpho di Trieste -sopravenne fortuna et rebaltò el gripo et anegò homeni XV, scapolò -solum do, i qual tolse le lettere veniva a la Signoria, et le portò -bagnate, et li fo donato ducati 10 per uno. <i>Etiam</i> era lettere di Constantinopoli -di 30 April, notificava come el Turco feva lavorar l'armada -di 90 galie, 60 fuste, 4 nave, 4 palandarie et altri navilii per -numero vele 200, et che voleva far uno exequie molto honorevol a -suo fradello, per la qual cossa i panni d'oro et d'arzento era in -gran pretio, et tutti ne comprava, et fece dar barili do di aspri, -che era assà milia, per l'amor di Dio per l'anima de so fradello -preditto; et havia gran alegreza. -</p> - -<p> -A dì XV Mazo zonse Piero Bembo soracomito a Chasopo. <i>Item</i> -è ha saper come per avanti zonse a Corphù 7 barze di Spagna -carge de Zudei vegneva di Reame, armade benissimo, et voleva -metter in terra; et el zeneral non volse lassar dismontar, e loro -andò su la Turchia, et ivi le discargò: era de teste n.º 1000 in suso. -</p> - -<p> -A dì XV el zeneral si levò da Corphù, e zonse quel di Chasopo -con galie 12 et una fusta; et a dì 16 zonse el gripo armado, -la Signoria li commetteva dovesse passar a Brandizo. -</p> - -<p> -A dì XVI ditto zonse lì uno ambassador di Brandizo per nome -di la comunità volea dar le chiave al zeneral, el qual non volse accettar -se prima non scriveva a la Signoria. -</p> - -<p> -A dì XVII ditto zunse al Saseno, dove era andato el zeneral, -uno ambassador de Garipoli, dimandando soccorso di zente et vittuaria; -et el zeneral rispose avisaria <i>etiam, ut supra</i>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_351">[351]</span> -</p> - -<p> -A dì 19 passò dil Saseno in una fusta di 17 banchi di Turchi, -con uno ambassador di la Porta andava a Brandizo con lettera dil -Signor al re Ferendo, et l'ambassador era homo molto sagace, et -cussì andò di longo a Brandizo. -</p> - -<p> -A dì ditto venne uno gripo da Constantinopoli con lettere, come -el Turco feva grande armada, za galie XXV impalmade, con -molte bombarde, passavolanti et artegliarie. -</p> - -<p> -<i>Item</i> el capetanio zeneral mandò Zuan Francesco Venier in Arcipelago, -era soracomito, con comission di poter retenir nave et galie -quanto li pareva bisogno, per tenir securo el mar de corsari, et -altra cossa potesse ocorrer. -</p> - -<p> -A Corphù rimase 5 galie, le qual se impalmizava, con ordene -de venir drio a Brandizo el capetanio, et comesso al Baylo de retenir -et armar ogni nave capitasse de lì et mandar in Puia. -</p> - -<p> -Domente queste cosse in Italia se fanno, fo divolgato el Re -Federico de Dacia, el cui titolo è <i>Dacie, Suetie, Norvegie, Gothorum, -Alanorumque Rex</i>, haver cridato la guerra al re Henrico de Inghilterra -el cui titolo è <i>Anglie et Francie Rex ac dominus Hibernie</i>. -Ancora el Duca de Yorch, fo fiul di re Edoardo, essendo stato -ne la Fiandra con suo zerman cusino archiduca de Bergogna, al -presente dovendo, <i>ut dicitur, de iure</i> esser Re di l'isola de Inghilterra, -deliberò passar con aiuto de alcuni populi. Et la causa perchè -ditto Regno a lui li aspetta, et il modo fuzite de l'isola, più avanti, -quando passerà ne l'isola, lezendo vedrete. Et ditto Re de Inghilterra -scrisse una lettera a la Signoria, alegrandosi di la liga, -et che, havendoli dato noticia, <i>etiam</i> lui forsi sarebbe intrato, et che -era amico, offerendosi etc. -</p> - -<p> -A dì 23 Mazo zonse a Venetia quello messo nominato de sopra -dil Re de Franza, chiamato Joam Boierdim, et alozò a S. Zorzi con -mons. di Arzenton, et a dì 24 andò a l'audientia con ditto ambassador; -et prima vete (<i>vide</i>) gran quantità de soldati, chi volevano -conduta, chi erano expediti. A li qual ditto araldo usò alcune -parole bestial, et per ditti soldati li fo risposto. Hor, intrato da la -Signoria, notificò in conclusione el suo Re voleva la lianza li era -sta promessa, et che cussì como a l'andar per la Signoria non li -era sta dà alcun impazo, <i>ymo</i> aiutato, cussì pregava facesse nel ritorno, -però che 'l vuol tornar in Franza. Et li fo risposto sapientissimamente; -la qual fu assà secreta. -</p> - -<p> -Venne ancora in questi giorni el conte Ranuzo di Farnese et -altri condutieri, sì per intender el voler de quella, <i>quam</i> per offerirse, -<span class="pagenum" id="Page_352">[352]</span> -havendo fatto le sue mostre; et a questo fo cressuto, oltra li 400 -cavalli havia, altri cavalli 200. <i>Etiam</i> venne Febus di Gonzaga, -cusino dil Marchexe di Mantoa, et con Antonio Triumpho ambassador -suo, et andò a la Signoria, però che li era fatto comandamento facesse -cavalcar la zente verso Oio; el qual Marchexe havia cavalli -1700, in tempo de pace, et in tempo de guerra con suo barba cavalli -1200. Et questi volse soventione, et li fo dato, oltre le page ordinarie, -ducati... milia subito. -</p> - -<p> -Venne <i>etiam</i> uno secretario dil signor de Pexaro, chiamato -Lorenzo da Siena, et ditto Signor fo condutto con cavalli 400 a -soldo di la liga. Et a dì 20 ditto venne Bartolomio di Rossi bolognese, -secretario de Hanibal Bentivoj, per ringratiar la Signoria -di la conduta habuta, et haver danari per potersi metter in -ordene; et el stado de Bologna era con nui, perchè el magnifico -Joanne havia stipendio et provisione de Milano di ducati 16 milia -a l'anno. -</p> - -<p> -Et vedendo nostri el Pontifice pur star constante in volerse -mantenir a Roma, fo terminato a dì 23 Mazo nel Consejo de Pregadi -de far cavalcar a Roma el Signor de Rimano con la soa conduta, -et quello di Pexaro, et la zente dil Duca de Gandia. Et fo dato -ad Alvise Becheto orator dil Papa ducati 2000 per ditte zente, -et fo scritto a Piero Duodo provedador de Stratioti a Ravena, dovesse -transferirsi verso Roma, et fo scritto a Roma de queste provisione, -prometendo mai mancarli de ogni aiuto. Et a dì 25 ditto -feceno alcuni capi de provisionadi, nominati di sopra, et scrisse a li -rettori di le terre nostre de terra, che per tutto se dovesse far la descriptione -de li homeni da fatti, et quelli volevano soldo, però che fama -era Venetiani voleva far X milia provisionati. Et scrisse a Lunardo -Mocenigo, luogotenente in la Patria dil Friul, dovesse con -Nicolò Savorgnan cavalier et azonto a la dignità dil Mazor Consejo -per soi meriti, veder facesse 1000 provisionati lì in la Patria, li -qual ad ogni bisogno fusseno preparati. <i>Etiam</i> per Collegio elexe -Piero Michiel da San Polo provedador al levar le zente de Romagna, -zoè Rimano et Pexaro, et quelle condurle a Roma. Fo mandato 200 -curaze di l'arsenal a li Stratioti a Ravena, a ciò fusseno armati, et -altre provisione a la zornata nostri faceva, preste, optime et necessarie; -et el Collegio se reduseva molto a bon'hora. -</p> - -<p> -A Milan a dì 26 Mazo fo fatto la solennità di la investitura: -la qual, el modo et come sarà qui sotto scritto. Et è da saper che -prima fo fatta uno venere, <i>secreto</i>, in camera dil Duca con tutte le -<span class="pagenum" id="Page_353">[353]</span> -cerimonie, et queste per esser bona hora, habuta dal suo Maistro -Ambrosio, astrologo, dil consejo del qual <i>nunquam</i> si parte, imo -tutto fa per ponto di astrologia. Et poi <i>publice</i> si doveva far la domenega, -a dì 24; ma ditto astrologo non volse, et fo dimorato fino -a Luni, nel qual zorno fo tanta pioza, che pareva el mondo venisse -a terra; et cussì fo fatta el Marti, a dì 26 ditto. -</p> - -<h3 id="lib3-3"><i>Ordine et cerimonie usate a Milano in la investitura dil Duca -a dì 26 Mazo 1495.</i></h3> - -<p> -Prima fo conzato tutte le strade veniano dal castello fin a la -piaza dil Domo, con certi corni de dovicia fornidi d'erbe et in mezo -le sue arme. Et a l'intrar nel campo dil Domo era uno edificio di -legno con tre porte a la romana, conzado con depenture et erbe. Et -passado ditte porte, et zonti su la piaza, era un soler tanto largo -quanto la presentia di la chiesia, alto... de' gradi, con colone, el -cielo dil qual era coperto di raxo cremexin con stelle d'oro fatte a -man. A l'incontro dove si montava suso era questo medemo pur -coperto di raxo, ma con arbosseli d'oro per dentro. Nel loco preditto -era un altar con certi santi, non grandi, d'arzento di sopra; -vi era una credentiera d'arzenti, sopra la qual vi era tra vasi et -secchii grandissimi, pezi 58; <i>item</i> figure di santi, 35, coppe et altri -vasi a compimento più di cento e undexe grandi et magnifici; valea -zerca ducati 30 in 35 milia. Da la banda era aparechià do loze -da sentar, a banda destra per la Excellentia dil Duca, sopra la testa -e a le spale d'oro a la sua divisa, che è bianco et paonazo; el cancello -davanti era coverto de restagno d'oro con tre cussini pur di -restagno. Da la banda zanca, dove dovea star li Ambassadori, era di -sopra a le spale pur di drapo d'oro, sì come ho ditto, el canzello -davanti coperto di raxo cremesin; in terra tapedi e bancali, e poi -molte banche per sentar diverse persone. Et a l'hora deputata, el -se partì de Castello i Ambassadori dil Re de Romani con 50 trombeti, -acompagnadi da zerca 100 cavali tra la sua fameglia et altri -cortesani e signori, i quali condusseno al Domo su el ditto soler, al -luogo destro deputato a la persona dil Duca. Da poi non molto, a -hore zerca 16 venne la compagnia e corte sua a do a do, numero 388, -tutti vestidi di seda, d'arzento et d'oro, la mazor parte a la longa, -su boni e belli corsieri, tra i qual era più di 130 vestiti d'oro, più -di 80 d'arzento, el resto de seda. Driedo i qual venne el Signor in -mezo di l'ambassador di Spagna et di Napoli, driedo lui era la Duchessa -<span class="pagenum" id="Page_354">[354]</span> -in mezo di Sebastian Badoer et Hyeronimo Lion oratori veneti, -poi altri do che andavano in Spagna, Francesco Capello kav.<sup>r</sup> -et Marin Zorzi dottor; driedo loro Fiorenza, Ferrara, Bologna e Zenoa -et altri; poi donne 58 a cavallo driedo la Duchessa, vestite a -la castigliana, ben in ponto, et la mazor parte d'oro con belle perle -et altre zoie. Poi 4 carete: una bellissima dorada, coperta di restagno, -et cussì i collari di 4 cavalli liardi la tirava; et le altre -tre coperte una di arzento et do di seda, ne le qual era donne di la -corte sua con bellissimo ordine. Et zente assà per tutto, sì per i -balconi come per la terra; i frati de ogni ordene tutti suso le strade -a lai (<i>a lato</i>) i muri sì nel andar come nel ritorno. Apresentadi -suso el soler, cadauno ai luogi soi, a banda destra li Ambassadori -dil Re de Romani, et el Duca in mezo; a banda zanca tutti li altri -Ambassadori et signori, zoè el Marchexe de Mantoa, don Alphonso -fiul dil Duca de Ferrara, misser Hannibal Bentivoj fiul dil magnifico -Joanne, e cadaun sentadi secondo i suo luogi. Era su quel soler -più de persone 1000, tra li altri era 160 dottori vestidi di scarlato -con colari et bareti di varo. Da poi sentadi el venne l'arzivescovo -de Milan, zoè quel va orator in Spagna, con molti prelati e calonegi -ben vestidi, et lui aparato per dir li officij, et cussì quello per lo -evanzelio et epistola. Ditto l'introito et cantado do epistole et l'evanzelio -et altre cerimonie fatte a l'ambroxiana, cantono le litanie -et certe laude per raxon benissimo, per esservi boni cantadori in -Milano. Et poi si levò in piè uno misser Corado, uno de li Ambassadori -dil Re de Romani preditto; el qual fece una oratione a tutti, -et presentato al Duca la lettera dil suo Re con alcuni capitoli, quali -el Duca letti in publico, li fu apresentado uno messal et in pie', coram -omnibus, zurò di observarli. Poi li fece cavar uno suo vanto (<i>guanto</i>), -digandoli certe parole, li messe uno anello in dedo (<i>dito</i>). Poi si fece -dar uno manto di raxo cremexin foderà di armelini e con un colar -largo 4 dea pur fodrato, aperto sopra le spalle, sopra el qual disse -<i>etiam</i> alcune parole, et sì gel messe indosso sopra una vesta lui havea -a mezza gamba pur di raxo cremixin. Indi poi li fo portato una -bareta, fatta a modo una celada, con una ponta da driedo longa, e -davanti con un revoltin, con uno filetto de varo, et di sopra un centurin -d'oro a torno. Dopoi li fo apresentado uno stendardo tutto -rosso in la man zanca, picolo, in segnal di sangue, con le arme. El -Duca havia bolzegnini biavi in piedi. Or poi li fo dà uno stendardo -grando d'oro con l'aquila negra, el bisson inquartà, ne la man destra. -Dà questo, el tolse el rosso et butollo al populo con molte altre -<span class="pagenum" id="Page_355">[355]</span> -bandariole di l'arma sua fatte di tela. Poi li fo apresentato la spada -nuda in man, la qual dete a tegnir al conte di Melzi, et el stendardo -fo dato a portar al conte Galeazo de San Severino. Dopoi li -dette il sceptro, zoè una bacheta, la qual ditto orator gela presentò -con una reverentia fin in terra; la qual in cima havia uno pomo -d'oro. Et fatto questo, se conzò a sentar tutti, et montò su -uno solaruol misser Jasom del Mayno jurisconsulto famosissimo et -dil consejo secreto de ditto Duca, et fece una oratione in ringratiar -quelli oratori per nome dil suo Signor de la investitura habuta, -et fo molto longa. Poi compita, et levato el Corpo de Christo, et finita -la messa, hauta la beneditione era hore XX, et li fo apresentà -per li dottori uno baldacchin damaschin bianco torniato de vari; e -quelli lo portono tutti a torno el cavallo dil Duca insieme 4 di primi -di Milano, che era a le staffe, vestiti d'oro fin in terra. Era portata -avanti el stendardo et la spada, portata da li sopraditti. La -Duchessa driedo con le damisele, oratori etc. tutti a cavallo, in -tutto n.º 400, cridando i soi servitori: Duca! Duca! ma pochi dil populo. -Et cussì ritornono in castello, con soni di trombette, pifari, -campane et bombarde; sì che, tornati li oratori a caxa, era hore -22. Et è da saper che a torno la piazza dil Domo era soleri, et in -tutti zerca persone 50 milia vedeva. Poi la sera el Duca mandò a -donar a li do oratori veneti andavano in Spagna do privilegii, per -i quali li donava la soa insegna che la podesseno usar come loro -propria in segno di grande amor et benivolentia. Et poi a dì 27 -dopo disnar esso Duca, con ditti oratori dil Re de Romani et Hyeronimo -Lion orator veneto et altri, cavalcò a Pavia per far certe -cerimonie e tuor quella contrà, et tornò poi a Milano a dì 31 ditto -come int.... Tornato el Duca in Milano fece provision de haver -danari con ogni suo forzo, mandando per cittadini in Castello, et -da loro voleva danari. <i>Item</i> have lettere di Vormes da li soi Ambassadori -era al Re de Romani, come era aviati 2500 fanti elemani, -parte venivano per la via di Trento, et parte per la via di Cuora; -<i>etiam</i> de brieve doveva aviar cavalli 3000 in favor di la liga. Ancora -have lettere da Monferà, come passava i monti cavalli franzesi -1500, franchi arcieri, dil campo di Aste. El Duca fece far ogni diligentia -niun non andasse nè venisse di Franza; et nel tempo di la -sua investitura fo preso uno corier veniva di Franza con lettere di -diversi signori drizate al Re, che li aricordava dovesse ritornar in -Franza, et che non feva per lui star in Italia, et quanto più l'indusiava -el feva pezo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_356">[356]</span> -</p> - -<h3 id="lib3-4"><i>Come el Re de Franza se partì di Napoli.</i></h3> - -<p> -El Re veramente di Franza, havendo messo ordine al reame di -quello era de bisogno, et acquistato tutte queste terre grosse a la -marina da uno cao a l'altro, zoè Ortona, Manferdonia, Barletta, -Trane, Molfetta, Giovenazo, Bari, Manopoli; in la Puia, Otranto, -Taranto, Rossano, Cotron, Squilazi, Rezo, Salerno, Malfi, Castelamar, -Mola et Gaeta, mancava <i>solum</i> a la marina haver Brandizo, -Galipoli, Torpia et Lamantia; acquistato <i>etiam</i> fra terre et castelli -numero grandissimo, et tutto senza arme, deliberò più non dimorar -in Napoli, ma venir et ritornar in Franza, et compir li soi disegni. -Et lassò in Calavria vicerè mons. di Obegnì, in Puia mons. di -la Spara, et in Napoli vicerè mons. di Mompensier; el qual rimase -in Castello nuovo. Et in tutto rimase in reame cavalli franzesi 6000 -et pedoni 4000, et con lui menò cavalli 8000 et 6000 fanti et altre -zente inutele. Et a dì 19 Mazo 1495 mandò la soa guardia avanti -fuora de Napoli a Aversa, mia 8 de lì; poi lui a dì XX, che fo el -zorno de San Bernardin, venne lì a Aversa ad alozar quella notte, -et partì a hore XXI di Napoli. Poi el zorno sequente, fo 21, venne -a Capua, et la sua zente aviò verso Roma. <i>Demum</i> andò temporizando -a zardini et piaceri fino a Gaeta, però che avanti più non vi -era stato. Ma lassiamo qui el Re, et di le cosse fece el Pontifice a -Roma scriviamo. -</p> - -<h3 id="lib3-5"><i>Come el Pontifice se partì di Roma per la venuta dil Re de Franza -et andò a Orvieto.</i></h3> - -<p> -El Pontifice, vedendo che 'l Re al tutto volea la investitura, -et venir a Roma dicendo haver a vodo de visitar la chiesa de San -Piero, et exhortato continuamente da li oratori di la liga, <i>maxime</i> -dal Veneto, dimostrando el pericolo portava Soa Santità restando -in Roma, venendo il Re; <i>unde</i>, a dì XXV Mazo deliberò in concistoro -de doverse partir de Roma con li Cardinali tutti, et andar -mia 60 lontan in una terra chiamata Orvieto, situada sopra uno -monte, vicina a Siena, et loco fortissimo. Et doveasi partir a dì 27 -ditto, lassando <i>tamen</i> in Roma el cardinal Santa Nastasia, di natione -zenoese, locotenente, con grandissima autorità, rimanendo tutti li -officii di la corte cussì come ivi fusse el Pontifice, potendo conferir et -sigillar etc. Oltra di questo el zorno avanti, che fo a dì ditto, se -<span class="pagenum" id="Page_357">[357]</span> -partì de Roma el cardinal Grimani veneto, eletto dal Pontifice legato -nel ducato spoletano; et questo a ciò visitasse quelli lochi -di Perosa vicini. Ma poichè el Papa andò in quelle parte, non usò -la sua legatione. Questo cardinal è fiul di Antonio Grimani procurator, -capetanio zeneral da mar nostro. Ancora a dì 25 ditto el cardinal -S. Dyonise con li do altri oratori franzesi se partì de Roma e -andono contra el Re, non havendo potuto obtenir la investitura, et -con loro andò do oratori dil Papa: lo episcopo de Concordia Chieregato, -et frate Gratiano, sì per riferir al Re la volontà soa, <i>quam</i> per -poter esser advisato di ogni suo successo, et tenirlo in amicitia. Et -poi a dì 31 Mazo, per lettere di l'orator nostro se intese, date a dì -28 in Civita Castellana, come a dì 27 di Mercore da mattina, el -Papa se partì di Roma con 20 Cardinali in compagnia, zoè questi: -el Cardinal de Napoli, el Michiel, Lisbona, Recanati, San Clemente, -Parma, Benivento, Monreal, Orsini, Alexandro, Cartagenia, Siena, -San Zorzi, Sanseverin, el qual era capetanio di le zente di la chiesia, -Ascanio vice canzellier, Cesarino et Grimani, de Lonado et Valenza, -et ancora el Curzense che prima era in amicitia col Re. El cardinal -Farnesio era legato in Viterbo; el Medici se ritrovava a Petigliano -et ivi restò; li altri Cardinali non venne col Pontifice et era però -fuora di Roma, et teniva dal Re, zoè San Piero <i>in Vincula</i>, Savelli, -Colonna; e col Re era San Dyonise, Sammallo et el cardinal de Zenoa. -Et oltra questi Cardinali venuti col Pontifice, venne tutti li oratori -se ritrovava in Roma. Et cussì a dì ditto, fo la vizilia di la Sensa, -a hore 12, con li 600 cavalli lizieri di la Signoria et li 500 provisionadi, -li 500 cavalli de Milano et 400 provisionati, et altri provisionati -di esso Pontifice et altre zente d'arme di la Chiesia et veneno -mia 28 a Civita Castellana ad alozar; <i>tamen</i> el Papa fece mia -36, et slongò la via, et questo per non passar per terre de Colonnesi -et Savelli, et qui si ripossò quel zorno, per esser di la Sensa. -Et in camino come el Papa vete (<i>vide</i>) tanta zente, a presso X mila -cavalli, disse: Nui semo pezo che femene, et si havessemo saputo de -haver tanti valenti homeni, non saressemo partidi di Roma. Et chiamò -l'ambassador veneto, el qual li disse: <i>Beatissime Pater</i>, sempre -ho ditto la verità a la vostra Santità. Et el Papa disse: Vui sete -nostro carissimo amico, et volse li cavalcasse a lai (<i>lato</i>). Era, -come ho ditto, el cardinal Sanseverin capetanio di le zente di la -Chiesia. Et poi, el Venere a dì 29, se partì de Civita Castellana et -andò mia 12 a uno loco chiamato Orta, et ivi alozò do zorni. Poi el -Sabato zonse a Orvieto, et questa nova fo molto accetta a Venetiani -<span class="pagenum" id="Page_358">[358]</span> -di la partita dil Papa da Roma, che mai non se credeva dovesse -partirse; et molto fo laudato l'ambassador nostro Hieronimo Zorzi -in haverlo saputo exhortar a questo. Et è da saper che 'l primo -zorno se partì de Roma el Pontifice, a hore 3 di notte, zonse a Civita -Castellana; et poi a dì 30, el Sabato, zonse, come ho ditto, a -Orvieto a hore do di notte con li Cardinali et oratori; et ne l'andar -da Orta a Orvieto le zente d'arme si conzò in una certa pianura, -<i>ita</i> che fo bellissimo veder, <i>maxime</i> le zente di la Signoria, et <i>praecipue</i> -li cavalli dil marchexe di Mantoa. Et el Pontifice chiamò l'ambassador -nostro, et li disse voleva che queste zente se alozasse sotto -Orvieto, et che fusse le guarde di la soa persona. Et cussì l'ambassador -ordinò, benchè el Pontifice havesse 1000 provisionadi. Et qui -a Orvieto steteno, <i>tamen</i> con paura, per essere vicini venendo el -Re, el qual era a Marino mia 12 di Roma lontano, et però era de -opinione de partirsi de lì el Pontifice et andar a Perosa, <i>etiam</i> per -caxon di le vittuarie. Ma el Re, inteso la partita dil Pontifice de Roma, -molto se dolse dicendo che lui voleva andar a Roma per devotione -et non per far (<i>danno</i>) a Santa Chiesia. Et con li oratori dil -Papa era con lui molto si doleva, et <i>etiam</i> scrisse una lettera a Orvieto -al Papa. Ma lassiamo (<i>questo</i>), et altre provisione scriviamo. -</p> - -<h3 id="lib3-6"><i>Quello seguite a Venetia in questo tempo.</i></h3> - -<p> -A dì 27 Mazo, fo la vizilia di la Sensa, nel qual zorno a Venetia -ne la chiesia de San Marco, comenzando a vespero fino a l'altro -zorno a vespero, è il Perdon plenario et jubileo, senza offerir danari, -perpetualmente concesso <i>alias</i> per papa Alexandro terzo quando fuzite -di Roma per la persecutione di Federigo Barbarossa di l'anno -1177, et venne a Venetia incognito, dove, ritrovato da Sebastian Ziani -doxe, et vestito come Pontifice, esso Doxe andò contra l'armada di -Federigo predetto, di galie 75, et nostre era <i>solum</i> 30, et <i>ita, volente -fato</i>, a la ponta di Salbua in Istria, rupe et fracassò ditta armada, -prese el capitanio Othone fiul di l'imperador preditto, et quelo menato -a Venetia dove poi esso Imperador se transferite, et fo pacificato -le cosse, et el Papa per causa di Venetiani ritornò a Roma nel -pontificato. Et non ingrato di questo, concesse al Doxe tutte queste -cerimonie: bollar le lettere in piombo; la spada e 'l cussin d'oro; la -cariega d'oro; uno cirio bianco; l'ombrella sopra el capo; li tromboni -d'arzento; 8 stendardi de diversi colori; le qual tutte cosse el -Prencipe li zorni solenni porta avanti. <i>Item</i> concesse el Perdon preditto, -<span class="pagenum" id="Page_359">[359]</span> -et che ogni anno el zorno di la Sensa el Doxe dovesse andar -in mar a sposar quello con uno anello, come veri signori di quello; -et però hanno certa jurisditione in questo colfo. Et in ogni anno -in questo tempo si fa sopra la piaza di S. Marco una bellissima fiera, -chiamata da nui la Sensa, et el Doxe è consueto de andar con le -cerimonie ducal in Chiesia a vespero, et sta sopra el pulpito. Et -questi oratori a hora fo con lui: dil Pontifice, Franza, Spagna, poi -quello altro de Franza venuto ultimamente, et Napoli, zoè Ferandino, -tre de Milan, Ferara, Mantoa et Pesaro, domino Tuciano baron -di Ongaria et don Consalvo fiul di l'orator yspano. <i>Demum</i> la -matina andò nel bucintoro con ditti oratori, eccetto Spagna era -amalato, et con el Senato fino fuora de li do castelli, dove vi vien el -Patriarca, et sposò el mar, et quello benedì, et udite messa a San -Nicolò de Lio, <i>juxta</i> el consueto. Et tornati, esso Prencipe menò tutti -li oratori, la Signoria et zerca 60 patricii a disnar con lui; el qual -pasto fo bellissimo, sì come è assueto de far. Poi disnar se redusse -con li oratori di la liga in Collegio a consultar. -</p> - -<p> -A dì 29 ditto, fo el zorno drio la Sensa, li do oratori de Milan, -zoè el Vescovo de Como et domino Francesco Bernardin Visconti, -tolto licentia da la Signoria, se partì de qui et andò a Milan. Andò -per la via de Padoa et Verona et Brexa, dove fo molto honorati; -rimase <i>tamen</i> qui Thadio de Vicomercà, orator era prima. -</p> - -<p> -A dì 30, essendo andato in Collegio el zorno avanti mons. di -Arzenton con quello altro Joam Boierdin, oratori dil Re de Franza, -tolse licentia per andar via dal suo Re, usando assà comodate parole, -ringratiando el Prencipe di la bona compagnia gli era stà fatta -in questa terra, et che l'haveva causa sempre d'esser amigo de -questa Signoria, et cussì prometteva con el Roy in ogni tempo de -far, offerendose etc. Al qual el Prencipe li rispose sapientissimamente. -Et cussì a dì ditto tutti do se partino insieme, <i>de mandate -Dominii</i>, con Alvixe Marzello era official a le raxon vecchie, et andò -a Padoa, poi a Ruigo, dove fonno assà honorati et fatoli le spexe. -Et andati a Lago scuro sora Po venne alcuni comessari del Duca de -Ferrara contra, et el Marzello tolse combiato et ritornò a Venetia, -et ditto Arzenton andò di longo a Ferrara. Li venne contra el Duca -con assà cavalli, et li fece grandissimo honor, cridando tutti: Franza! -Franza! Alozò in castello, stette tre zorni, et li fo dimostrato -grande amor et benivolentia. Poi se partì et andò a Bologna dove -<i>etiam</i> stette alcuni zorni, vedendo di poter voltar el magnifico Johanne -Bentivoi. <i>Demum</i> andò a Fiorenza, poi dal Roy, come dirò -<span class="pagenum" id="Page_360">[360]</span> -di sotto. Et le parole usate a Soa Majestà per lui sarà scritte di -sotto; le qual fo molto varie. -</p> - -<p> -A dì 29 ditto, havendo habuto nostri lettere di Constantinopoli -et dal Capetanio zeneral da mar, <i>conclusive</i> come el Signor Turco armava -a furia, nel Consejo de Pregadi preseno che restasse col Capetanio -lì in Puia a quelli scogi de Brandizo galie 20, solamente retenendo, -se a lui pareva, nave et navilii per far summa de vele, et -dovesse mandar uno di provedadori, qual li pareva, in l'Arcipelago, -con libertà potesse retenir le altre galie XVI, et dovesse ivi star -per confortar quelle galie, a ciò non dubitasse de Turchi, retenendo -ancora ditto provedador nave etc. -</p> - -<p> -Ancora fo ordinato che l'exercito terrestre se dovesse redur, -come ho ditto, sora Oio: cavalli 5000 et fanti 2000. Et a dì 30 -ditto era partito Marchiò Trivixan provedador, et andato a Padoa, -poi in ditto loco. Et fo fatto comandamento a le zente nostre, in -termine de X zorni dovesseno, sotto pena di la disgratia di la Signoria, -tutte ritrovarse in Brexana, zoè quelle deputate. Et el Marchexe -de Mantoa, partito de Milano, venne a Mantoa, et habuto -danari, dette paga a li soi soldati, et quelli aviò in campo. -</p> - -<p> -Et a dì ultimo Mazo se partì Piero Michiel provedador a levar -el Signor de Rimano et de Pexaro et altre zente lì in Romagna, zoè -cavalli 1200, et quelle menarle verso el Pontifice, perchè, volendo -venir in qua, havesse compagnia. <i>Etiam</i> Piero Duodo provedador, -con li stratioti 500, se partì a dì 7 Zugno, et uno Nicolò da Nona -stava a Zara, el qual con 25 cavalli venne <i>de mandato</i> di la Signoria -per andar pur verso Orvieto. Et per lettere de Milano di li oratori -se intese come era capitato ivi molti Sguizari, i quali volevano -soldo, et che el Duca havia tolto quelli li bisognava, et el resto volevano -o vero partirsi o haver soldo; et però el Duca confortò la -Signoria quelli tolesse, <i>maxime</i> volendo 2000 Sguizari. Et za nostri -havia mandato in terra thodesca uno secretario, chiamato Zuan -Dolze, el qual era a Trento et ne assoldava ditti Sguizari era sul -Milanese, a ciò non andasse da li nemici, et darli fiorini di Reno 4 -al mexe per uno. Et fo scritto a li oratori a Milan li dovesseno -tuor, et li fo mandati li danari. Era ancora a Milan Sebastian Badoer, -<i>licet</i> havesse habuto licentia; questo perchè per le cosse occorrevano -li fo scritto ivi restasse: poi a dì 4 Zugno li fo data -piena licentia de ripatriar. In questa terra concorreva grandissima -zente, sì homeni d'arme <i>quam</i> capi de fantarie et provisionadi, che -volevano soldo; tra i qual Andrea dal Borgo, <i>olim</i> capetanio di le -<span class="pagenum" id="Page_361">[361]</span> -fanterie sì alla guerra de Ferrara <i>quam</i> di Thodeschi; ma poi fo -casso, et andò dal re Alphonso. Et in questa guerra fo operato -<i>etiam</i> Mathio Mazor ferarese et altri assai; <i>tamen</i> questi non haveno -soldo alcuno. Provisione cotidiane de danari se faceva, et le decime -si scodeva sì a la Camera d'imprestidi <i>quam</i> a le Cazude; -et Venetiani era su grandissima spesa de ducati 80 milia al mexe; -et in questi do mexi havevano speso, come viti (<i>vidi</i>), ducati 200 -milia: era cassieri di Collegio Carlo Valier et Piero Barbo. Et a dì -do Zugno in Collegio elexeno pagador in campo Daniel Vendramin, -nepote che fo dil Serenissimo Prencipe; et a dì 12 ditto de qui se -partì e andò a Senigà, dove si reduceva el campo, come tutto scriverò -di sotto. Et quelle zente d'arme erano sul Polesene di Ruigo -fo ordinado vi andasse in Brexana; et sul Polesene fo mandato -zente nova, zoè el signor conte Felippo di Rossi, cavalli 450; misser -Piero de Carthagenia, cavalli 100; et Brazo, fratello dil conte -Bernardino, cavalli 75: in tutto cavalli 625. L'andata di le zente -a Roma et di stratioti, perchè non era bisogno, fu revocata; et li -stratioti pur erano ancora in Padoana et a Padoa alozati in cittadella. -Et per haver gran numero de zente et grosso campo, scrisse -la Signoria a li Rettori di Terraferma dovesseno far la descriptione -de quanti provisionadi si potrebbe haver: quello trovono scriverò -di poi. A Nicolò (?) Savorgnan solicitato il far de 1000 provisionadi -in Friul. Et la comunità de Brexa mandò a offerir homeni da -fati X milia, de Bergamo X milia, de Verona 5000, et de Vicenza -5000. Padoa ni Treviso non fonno experimentadi. Fo mandato Francesco -da la Zueca secretario da Paris da Lodron, signor de alcuni -castelli in la Val d'Agre, et per soi meriti zentilhomo nostro, dovesse -far 1000 provisionadi et venir in campo. Et volevano Venetiani -haver un grosso exercito preparato al bixogno di le persone -apresso 50 milia, perchè el Re, si nel venir volesse far alcuna movesta, -li potesseno contrastar gaiardamente. Et pur in Aste el Duca -de Orliens se ingrossava. Et in questi zorni fo preso uno corrier dil -Re andava in Aste, con lettere che 'l Re scriveva, dovesse redurse -tutte quelle zente in uno, et non esser a le man con el campo dil -Duca de Milan, fino che lui non li scrivesse altro. Et cussì passavano -le cosse a Venetia. -</p> - -<p> -Per lettere di 24 da Napoli, zonte a dì 31 Mazo, dil consolo nostro, -se intese come el Re, partito el vicerè, rimase in castello, et -che Napoli restò molto povero et quasi ruinato, et li cittadini mal -contenti, et re Ferandino era smontato in la Calavria et prese Rezo -<span class="pagenum" id="Page_362">[362]</span> -(<i>Reggio</i>) per forza, dove vi era zerca 200 Franzesi i quali fonno tagliati -a pezzi. Et intrato in la terra, dette la terra a sacco, per poi, -da compassione mosso, comandò a li habitanti li fusse perdonato. -<i>Etiam</i> have Cotron, et cussì andava prosperando, reacquistando -molti lochi; et Franzesi partiva di la Calavria et fuziva a Napoli; et -che Taranto si voleva dar et levar le insegne aragonese, et el populo -voleva ma li baroni non volevano: questo perchè si dubitavano -di Ferandino per esserli stato ribelli. <i>Tamen</i> lui li perdonava, -et mandò a dirli sora la fede sua. Quelli di l'Aquila havia levato le -sue insegne dil Re, et straciate quelle de Franza; <i>tamen</i> li oratori -di l'Aquila erano sotto el Re de Franza. Et per queste bone nove di -re Ferandino, ditti soi oratori la sera fo 31 ditto, sul campo di San -Polo dove habitavano, el qual l'anno avanti per li provedadori de -Comun fo salizato et è grande et belissimo campo, fece do gran -fuogi et gran feste in segno di leticia. -</p> - -<p> -Di Maximiliano per lettere di 23 Mazo di oratori andavano a -Soa Majestà, et era date a Ulma zornate 6 da Vormes, notificò come -voleva far un'altra dieta, et che pur era qualche differentia tra -loro con il Conte Paladin, et che le terre franche pur mandava ambassadori -a ditta dieta, et tutto quasi era conzo, excepto con il duca -Zorzi de Baviera, el qual era in inimicicia con esso Re de Romani; -et se divulgava in quelle parte che 2000 cavalli doveva passar -in Italia, et che solicitavano el suo cammino. Ma per intender la -verità di questo Re, come da molti intesi, <i>maxime</i> da uno Cherson -hebreo stava a Roverè et spesso advisava la Signoria di progressi -di esso Maximiliano, come non era per venir in Italia; sì che ogni -suo aiuto sarebbe tardo, et però Venetiani convenivano esser quelli -facesse el tutto. -</p> - -<p> -A dì ultimo Mazo la notte fo retenuto per el Consejo di X maistro -Nobele franzese bombardier, era provisionato a Brexa et havia -ducati 25 al mexe di provision; et la mattina primo di Zugno fo -Consejo di X a bona hora, et fo collegiato et sbarato el palazo. Tocò -a questi: Andrea Querini conseier, Francesco Barbarigo cao dil -Consejo di X, Bernardo Bembo dottor et cavalier avogador di comun, -et Francesco Mocenigo inquisitor dil Consejo di X. Et li fo -dato assà strepà de corda. Era oposto, a quel fo divulgato, che per -amicitia el teniva con mons. di Arzenton, et quello <i>etiam</i> havia acompagnato, -li havia dato cognitione et modelli di le fortezze di la -Signoria, et have falsificato a Brexa la polvere di le bombarde, <i>ita</i> -che, traendo, le bombarde veriano a schiopar. Altri diceva con fuogi -<span class="pagenum" id="Page_363">[363]</span> -artificiali voleva brusar l'arsenal. <i>Tamen</i> quel che fosse, non se -intese; ma è da judicar per haver ditto qualche parola; et fo spazato -di Collegio, et chiamato el Consejo di X, fo expedito et lassato -star dove era, in Toreselle; et fo ditto ivi staria fino che queste -cosse dil Re de Franza qui in Italia havesse fine: et cussì ivi sta. -</p> - -<p> -A Milano el Duca tornato di Pavia feva provisione ma non -spendeva molto, o fusse perchè el non avesse, o non volesse spender; -pur dimostrava volonteroso contro questo Re de Franza, et diceva -a li oratori nostri tutto quello li comanderia la Signoria era preparato -de far. Et dolendose nostri de haver grande exercito et non haver -in Italia da tuor per capetanio zeneral da terra, esso Duca si -offerse di andar in persona in campo et far ogni cossa, la cui reputazione -havria molto zovato in uno exercito. Le cosse de l'impresa -di Aste andavano a la longa; tutti steva su le difese, et meglio saria -stato mai non si havesse mandato zente ivi per quello intravene -da poi. L'exercito duchesco, zoè de Milan, si dubitava; molti se -partiva per non haver danari; <i>tamen</i> teniva i passi che non vi potesse -nè andar nè venir lettere de Franza. Et in questi zorni fo preso -uno corrier con lettere dil Duca di Barbon al Re; poi ne prese -uno altro con lettere in zifra; <i>tamen</i>, <i>iudicio</i> de molti, fu gallico -stratagema, perchè advisava in Franza se feva gran preparamenti -etc. Ma ben è vero in Aste Franzesi se ingrossava, come per lettere -de Marco Sanudo et Alvixe Mudazo rettori de Bergamo se intese, -venute prestissimo; et haveano loro exploratori di quella comunità. -Et ancora ussite 400 lanze di Aste, et recuperò uno castello che -Milanesi havia preso, et tagliò li custodi a pezzi, forestieri. Et dubitandose -molto Venetiani, <i>etiam</i> el Duca de Milano, che 'l Re non -venisse a la volta de Zenoa, et con quelli acordasse, restituendoli -Serzana et Serzanello et Pierasanta, et senza contrasto havria l'adito -di andar et venir in Franza al suo piacer, et per mar et per -terra; deliberorno di far ivi ogni provisione: et le X galie si armava, -et 4 nave; oltra di questo el Duca volse armar do altre nave, -et nostri contribuite a la spesa. Questo fece per dar danari a Zenoesi, -a ciò stesseno contenti. Et el Re de Spagna terminò de mandar -ivi uno suo ambassador a confortarli, et proveder et mantenir ne la -fede Zenoesi, però che sotto el suo regno Zenoesi molti vi sono. El -qual orator fo divolgato esser eletto uno, chiamato el dottor bazilier -De la Torre, fiscal, ma poi fo uno altro, come dirò di sotto. <i>Tamen</i> -Augustin Adorno governador de Zenoa era fermissimo; pur fo mandato -fanti ivi a custodia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_364">[364]</span> -</p> - -<p> -Et a dì 24 Mazo, per lettere di Pisa, zonse al porto de Livorno -l'armada dil Re de Franza, venuta de Provenza, zoè galie sotil 7, -3 fuste, 2 nave et do galioni et uno brigantino; in tutto, legni XV, -benissimo armati de homeni. Quello poi de ditta armada seguirà, -scriverò di sotto. -</p> - -<h3 id="lib3-7"><i>Intrata dil Re di Franza in Roma, de ritorno, et quello fece, -et come poi si partì.</i></h3> - -<p> -Vedendo Romani la partita dil Pontifice et Cardinali, chiamato -loro consiglio, considerando el Re esser propinquo a Val Montona, -elexeno 9 ambassadori i quali dovesseno andar contra Soa Maestà -offerirli la terra, et pregar non facesse intrar Sguizari. Et -cussì a dì 28 Mazo, a hore 15 si partino; zoè questi: d. Dominico -di Maximini, d. Mario Melino, d. Doniso Matruo, d. Stefano da lo -Buffalo, d. Incoronato, d. Hieronimo Porcaro, d. Francesco Leno, d. -Camillo et d. Evangelista de li Rossi. Et questi andono contra el Re; -<i>tamen</i> se divulgava per Roma non voleva venir, non vi essendo el Papa. -El castello Santo Anzolo in questo mezo fo coperto di botte piene de -terra, zoè el muro lavorato di novo, et fevano grandissime guarde. Li -quali oratori, zonti a Marino dal Re, li expoxeno la loro imbassada; -et el Re li rispose poche parole; poi zonse Sammallo cardinal, et -suplite, <i>nomine regio</i>. Et a dì 29, a hore 23, do de ditti oratori, zoè -d. Dominico di Maximini et d. Francesco Leno ritornono in Roma con -el sig. Prospero Colona, per metter ordine de li alozamenti et vittuarie -da esser date a questi Franzesi; li altri 7 oratori rimase col -Re. El Re era arivato a Val Montona, et la Domenega, per non esser -uso a cavalcar, ivi riposò, et volse venir pacificamente senza -molestia de alcuno, et fo contento non intrasse Sguizari in Roma, -et disse voler star 3 o ver 4 zorni et non più in Roma, et diceva -haria habuto grato di parlar col Papa. Era zonto per la via di Hostia -vituarie in Roma di grani, vini et orzi. Et poi la matina, fo 30 -ditto, questi do oratori con li governadori, conservatori et il signor -Prospero si congregò insieme a consejo, dove fo chiamati li fornari, -mazillari et quelli vendevano vittuarie, et ivi messe ordine per il -modo dil viver de questi Franzesi, a ciò che senza danno nè molestia -di alcuno potesseno passar, sì come era la volontà regia; nè -volseno alcuno habitasse in caxa de Romani, ma solum de prelati -et in caxe vuode; et questo per non far dispiacer al populo; et ancora -con el reverendissimo cardinal Legato fo decreto el Re alozasse -<span class="pagenum" id="Page_365">[365]</span> -in palazzo dil Papa, et tutta l'altra zente in borgo; et el signor -Prospero rimase a disnar con Soa Signoria. -</p> - -<p> -In questo zorno, a dì 30 Mazo, intrò in Roma el cardinal San -Dyonise, et tutto quel zorno non fece altro che intrar Franzesi 24, -60, 100, 200 et 250 al trato, benissimo in ordene; et veneno quietamente: -et in quell'hora fo mandà uno bando che, sotto pena di la -vita, non entri alcuno in caxa di persona niuna, senza licentia di -ditto Cardinal S. Dyonisio. Don Ferante fiul dil Duca di Ferara intrò -el zorno avanti sul tardi, et alozò in caxa dil cardinal Ascanio; -et la notte, Sabado a dì 30, alcuni Sguizari andorono (fo ditto non -esser di la compagnia dil Re) et messeno a saco certe caxe de Roma -a presso la caxa dil cardinal di San Severino et a presso San -Jacomo di Spagnoli, et hanno morto uno medico spagnol. Li Spagnoli -si scondevano, et la terra era in gran spavento. Introno in la -segrestia di la chiesia di Santa Maria Mazor, et fece assà danno -d'alcuni arzenti. Ma la Dominica mattina el sig. Prospero, inteso -questo, montò a cavallo con alcuni Franzesi, et mandò a cercar -quelli havia fatto tal danni, et fece drezar un gran paro de forche -in campo di Fior, et ordinò fusse impicati do, dicendo la volontà -regia era non fusse fatto violentia nè danno a persona alcuna, et, si -alcuno farà, saranno apicati. Et cussì a hore 23 fonno li ditti do -apicati. Franzesi diceva non era ben fatto far in Domenega justicia, -et lui rispose: di ogni tempo si vuol et diesi (<i>si deve</i>) castigar li -ribaldi. -</p> - -<p> -A dì primo Zugno da matina comenzò a intrar zente franzese, -et durò fino a hore 21; el forzo passò per campo di Fior, per Castello -parte et Ponte Sisto <i>transtyberim</i>, et carete 60 de artigliarie -di ogni qualità, grande, mediocre et piccole; et come vidi una lettera -di Roma, l'exercito dil Re tra Sguizari et pedoni, homeni de -fati zerca 4000, homeni d'arme 800 in 900, arcieri con li cavalli -lizieri et la sua guardia fino a la summa di 5000, fin 6000 persone -inutele. Li Sguizari erano bandiere X et mal contenti non havea habuto -danari za do mexi, et el Re li promise de farli ricchi in questo -ritorno, mettendo a sacco qualche città; in tutto non passava cavalli -12 milia. Et col Re veniva el sig. Virginio Orsini et conte di -Petigliano con grandissime guardie, bona custodia, per condurli in -Franza; et a hore 21 el Re intrò in mezo di do cardinali San Piero -<i>in Vincula</i> et San Dyonise; poi driedo el cardinal di Zenoa in mezo -di do signori. Era vestito di restagno d'oro et uno cappello in capo; -fece la via per Ponte Sixto, et volse alozar in palazo di San Clemente -<span class="pagenum" id="Page_366">[366]</span> -et non in quello dil Papa, dicendo non voleva far despiacer -al Pontifice; et prima dismontasse a lo alozamento andò a visitar -l'altar di S. Piero. Li venne contra verso il borgo el cardinal Legato -et li offerse el palazzo a Soa Majestà, dicendo el Pontifice era -contentissimo, et che per questo Soa Beatitudine era partita per -darli ogni comodità; ma lui non volse, et questo fo de Luni; -et fo dato ordine la matina de far cantar una solenne messa in la -chiesia di S. Piero: se divulgava la canteria el Legato predito. Or -el Re, pur dolendose di l'absentia dil Pontifice, subito mandò a Orvieto -do soi ambassadori, come dirò scrivendo dil Pontifice, a dimandar -li voleva parlar; et prima li mandasse, mandò a tuor salvo -conduto di mandarli. Et benchè el Re havesse promesso di non lassar -intrar Sguizari, pur li introno, et Franzesi comenzò a perseguitar -Spagnoli, <i>adeo</i> che non si vedea uno Spagnol in Roma; et -Franzesi andò a la caxa dove habitava l'ambassador nostro, et voleva -averzer la stalla per tuor el feno et metter li soi cavalli. Ma el -patron de chi era la caxa, di primi de Roma, difese; et intervenendo -el sig. Fabricio Colonna, che fece star davanti la porta alcuni -de soi, dicendo ditta caxa era data a lui; et cussì Franzesi restono -di far altra movesta. Era con el Re Zuam Jacomo de Traulzi. Or el -zorno driedo, a dì 2 Zugno, el Re mandò parte di le sue zente a -Isola, che è uno loco dil sig. Virginio Orsini, et la notte a hore cinque -principiò per la Via dil Populo et parte per la via di San Piero, -zoè di la porta. Ma Romani in questo mezo, el Marti da sera, feceno -ogni cossa pregando el Re dovesse liberar el sig. Virginio et conte -di Petigliano. Et el Re li rispose voleva menarli con lui fino in Aste, -poi li libereria. Et il Mercore a dì 3 Zugno a hore 10, el Re, aldito -messa in San Piero, venne a li gradi de S. Piero acompagnato dal -Legato, dove tolse licentia, et montò a cavallo et ussite fuora per -la porta di San Piero, per andar a la volta de Viterbo, poi a Pisa. -<i>Demum</i> se divulgava lì in Roma anderia a Zenoa a remetter el Cardinal -et domino Obieto nel Stado. Et 4 cardinali el seguite, zoè S. -Piero <i>in Vincula</i>, Zenoa, S. Dyonise, et Samallo. Or el Re andò -alozar a Bachano, poi andò ad alozar el Zuoba a Viterbo mia 40 da -Roma et 60 da Siena. Et è da saper che 'l sig. Prospero e Fabricio -Colona rimaseno con le sue zente a Roma, et poco da poi Prospero -voltò al Re preditto. <i>Tamen</i> Fabricio stete fermo con esso Re a -suo soldo. Li cardinali Savello et Colonna erano a' loro castelli; li -Vitelli nel Apruzo, et il Prefetto a Sinegaia; et el Re celerava molto -<span class="pagenum" id="Page_367">[367]</span> -el suo camino; et al tutto se judicava volesse andar a Zenoa. Et -quello di lui seguirà, scriverò. Ma dil Pontifice scriviamo. -</p> - -<h3 id="lib3-8"><i>Partita dil Pontifice et Cardinali da Orvieto et come andò a Perosa.</i></h3> - -<p> -Essendo el Pontifice partito da Roma et venuto a Orvieto con -20 Cardinali, et il Re intrato in Roma, a dì 4 Zugno venne ivi uno -ambassador dil Re preditto, chiamato Peron de Basser, el qual fo -quello che essendo in corte dil Roy venne in Italia et a la Signoria -nostra, come scrissi di sopra, a dimandar el passo et la lianza; et -per questa impresa venuto in gran reputatione a presso el Roy et -dil suo consejo. Et dito Monsignor venne con trenta cavalli benissimo -in ordine dal Pontifice, et habuto audientia, expose dapoi la -salutatione che 'l suo Re havia molto a caro di parlar a Soa Beatitudine, -et se doleva di la sua partita, et voleva esser bon fiul di -Santa Chiesia, sì come era sempre stati li soi passati. Ma el Pontifice -li rispose sapientissimamente, et poi con reverendissimi Cardinali -considerando et oratori, il meglio esser partirsi de lì et negarli di -voler parlarli, el qual Re era mia XX lontano de lì, a Viterbo, perchè -venendo con exercito harebbe convenuto far quello el dimandava -di la investitura, et non li volendo parlar, in Orvieto non erano -molto sicuri, <i>etiam</i> per la carestia, et cussì deliberò de partirsi da -Orvieto et venir a Perosa terra fortissima. Et a dì 3 ditto a hore 22 -zonse lì a Orvieto do ambassadori dil Re de Romani, zoè uno di -qual è qui stato in questa terra, et havia commissione di l'archiduca -di Bergogna suo fiul. -</p> - -<p> -Venerdì 5 ditto el Pontifice et Cardinali con tutta la corte de -matina a bona hora se partì da Orvieto per andar verso Perosa, et -cavalcò el Papa zerca mia X parlando con l'ambassador dil Re de -Franza, el qual lo andava persuadendo non si dovesse partir etc. -Ma pur (<i>vedendo</i>) el Papa constante, ditto orator tolse licentia, et -ritornò dal suo Re, el qual in questo zorno a hore 22 era intrato in -Viterbo, et dovea star fino el Luni, però che, per esser la Domenega -el zorno de Pasqua, zoè la Pentecoste, non cavalcava et stava a -riposarsi lì in Viterbo. -</p> - -<p> -Ma el Pontifice seguite el suo camino, et alozò la sera mia 15 -da Orvieto, a uno loco ditto el Castel di la Pieve, et le zente d'arme -veneno ad alozar a Monte Lion; poi la matina, fo Sabato, se partì -et venne in Perosa; et le zente d'arme (<i>per</i>) mia do si messeno per -ordine su la strada, et fece do ale che fo bellissimo veder, et el Papa -<span class="pagenum" id="Page_368">[368]</span> -zonse a hore 22. Poi tutti se aviono a montar su la terra, la qual è -montuosa et difficile ad ascender; andono <i>processionaliter</i> a San -Piero, dove era tutto el clero, et el modo fo questo. Li primi fonno -Alexio Becaguto capetanio de li Stratioti di Mantoa con 100 Stratioti, -Zuannato Bardella capo di balestrieri di Mantoa con 100 balestrieri, -Zuan Greco con 100 balestrieri, Jacomazo da Venetia con -tutti li soi. Poi Cesare Conte et altri di la Chiesia con cavalli lizieri; -poi le fantarie o provisionadi di la Signoria, poi quelle de Milano, -<i>tertio</i> quelle di la Chiesia; poi le zente d'arme dil Papa sotto -diversi condutieri, zoè Bortholomio Dalviano, Zuan Battista Conte, -el fiul dil conte di Petigliano con alcuni altri, zerca homeni d'arme -300; poi venne la guardia dil Papa con li soi capetanei, fo di le -persone da 7000 in suso in tutto; et venne da San Piero fino al palazo -di Signori in piaza. Successe poi li XX Cardinali et el Papa -sotto uno baldachino condutto, circondato da tutti quelli di la terra; -et prima li oratori, <i>juxta</i> el solito. Fo bel veder: era le fenestre -piene de done, et le piaze di populo. El conte Zuane Drivandino et -Soncin Benzon restono da driedo, perchè erano a la custodia dil -Pontifice; et cussì el Papa alozò in palazo; li altri Cardinali, oratori -et prelati in diverse caxe in la terra. -</p> - -<p> -A dì 7 Domenega, fo el zorno de Pasqua, el Papa ussite di palazo. -Prima venne fuora di la camera aparato in pontifical, tenendoli -la coda Hieronimo Zorzi orator nostro. Zonto in sala con li -Cardinali, montò in cariega, et fo conduto in capella, zoè in chiesia; -et ivi fo cantà una solenne messa. El Papa havia al montar in -cariega el pivial et la mitra, ma non el regno. Finito la messa, volendosi -partir, molte donne perosine, ornate al loro modo et assà -formose, andono a voler basar el piede a Soa Santità; el qual persuaso -dal cardinal S. Severin et Valenza stete fermo. Et cussì le -andono a una a una, circumdate de preti etc. Poi fo publicà la indulgentia, -che chi era stato a quella (<i>messa</i>) contriti et confessi, -havesse plenaria indulgentia di soi peccati. Et è da saper che nel -intrar in Perosa, el Papa era portato et avanti de lui el corpo de -Christo, <i>juxta</i> il consueto de Pontifici, che sempre dove cavalca porta -el corpo de Christo con lui. Et fo fatto grandissima festa per -Perosini, benchè el zorno avanti quel populo era stato in arme per -causa di le parte, come ho scritto di sopra, zoè Bajoni et Odi al -presente sono fora ussiti. Capo et principal in la terra è il signor -Simoneto di Zuan Paulo Baioni, et, si non fusse queste parte, Perosa -sarebbe perfettissima terra, ma sempre stanno in remori et -<span class="pagenum" id="Page_369">[369]</span> -portano spade nude sotto li mantelli. Li Bajoni sono favoriti da Orsini -et Odi da Colonnesi; et ogni zorno corono fino su le porte, <i>adeo</i> -non lassava intrar vituarie, et però vi era gran carestia, sì <i>etiam</i> -per esservi le corte. Et el Pontifice terminò de non partirse fino non -vedeva di assettar quele discordie. Questa legatione havia habuto -el cardinal Grimani, ma, essendovi el Pontifice, non potè usar alcuna -sua jurisditione. Za non era zonto a l'orator nostro la deliberation -dil Senato, quando el Papa se partì da Orvieto, che li offeriva -ogni terra nostra, et dovesse venir in qua, dove li piaceva, et fino a -Ravena, si pur el Re lo volesse perseguitar. Et questa nova dil zonzer -a Perosa venne a Venetia a dì X ditto. -</p> - -<h3 id="lib3-9"><i>Quello successe in diversi luogi.</i></h3> - -<p> -Fiorentini in questo mezo feceno molte provisione secrete in -Fiorenza, sì de far star homeni per le caxe, <i>quam</i> altre. Et li 4 soi -oratori erano col Re ritornono a Fiorenza, et restò <i>solum</i> Neri Caponi. -Et elexeno tre oratori a Soa Majestà, i quali fonno questi: Domenego -Bonsi cavalier, Juliano Salviati et Pandolfo Ruzelai; uno -di qual, zoè questo Pandolfo Ruzelai, essendo vedoo et in la Republica -de primi, si convertite da uno frate Hieronimo da Ferara de -l'ordene de Frati Predicatori, el qual come sancto in Fiorenza era -reputado, et predicava in favor dil Re. Or questo cittadino se vestì -frate de ditto ordene, et in loco suo fo creato ne' loro consegli uno -altro oratore al Re de Franza, Andrea de Pazi, novamente venuto mercadante -di Franza. Et questi tre, a dì 5 Zugno partino da Fiorenza -et andono a trovar el Re. Et fo divulgato li dimandava li soi luogi, -promettendo darli assà danari; et el Re li disse che, venendo a Fiorenza, -li faria cossa li sarebbe in piacere. Ma Fiorentini per questo -non restono de metterse in ordene de arme: per via de Milano trasse -assà numero de curaze per armar el populo, <i>adeo</i> cussì come prima -erano rudi nel mestier di le armi, cussì al presente tutti erano -forniti de armature; et, como loro dicevano, al bisogno sariano più -di XXX milia curaze. Cercavano ancora de intrar in liga, ma non -ossavano per tema dil Re, perchè erano li primi, qual, per la dissensione -tra loro per causa dil modo dil governo, .... et quasi si poteva -dir el suo Stato esser etc., havendo perso Pisa con molti castelli, -et Librafrata, Serzana, Serzanello e Pierasanta in man dil Re, -et Monte Pulzano rebelatosi a Sanesi, sì che bona parte dil loro -Stato è alienato. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_370">[370]</span> -</p> - -<p> -A Venetia consultatione molto cotidiane si faceva; et a dì 4 -et a dì 5 fo Pregadi et steteno molto tardi. Se divulgava volesseno -romper, <i>tamen</i> mai la Signoria volse, se prima non haveano justa -causa; et pur spendevano de molti danari. Le zente cavalcava verso -i Orzi, et a dì ditto zonse Marchiò Trivixan provedador zeneral in -campo a Senigà, et per le strade di Brexana ogni zorno s'incontrava -soldati. Et perchè Marco Antonio Morosini kav. capetanio de Padoa, -eletto provedador <i>etiam</i> in campo, per invalitudine di la persona -si excusò, <i>unde</i> a dì otto ditto, nel Consejo di Pregadi fo eletto -in loco suo, provedador in campo, Luca Pisani, fo consejer, et <i>alias</i> -in la guerra de Ferara et de Todeschi operato, et partì de qui a dì -17 ditto, et verso Oio dove con le zente andò; <i>tamen</i> trovò el campo -passato, et esser sul Cremonese, et avanti zonzesse fo eletto capetanio -a Verona. -</p> - -<p> -Et considerando nostri le zente andar in campo, et non vi esser -alcun capetanio o vero governador, <i>unde</i> poi molte disputatione; -a dì 5 ditto, nel ditto Consejo presono che lo illustre Francesco -di Gonzaga marchexe di Mantoa fusse governador zeneral di tutte -le zente sì da pie' come da cavallo, et fo subito expedito a Mantoa -uno corrier con la lettera, chiamato Panegeto, el qual zonse a Mantoa -a hora che 'l signor era a tavola; et letto la lettera, ringratiò -Iddio che fusse venuto el tempo de mostrar la fede havia alla -Illustrissima Signoria, et se con tutto el cuor et vera fede non era -disposto de servir quella, che mai non havesse ben etc. Et con -grandissima alegrezza, sonando campanò a Mantoa, donò al corrier -tutto quello se ritrovava indosso, zoè calze, zipon, vesta de veludo -verde et bereta.... et li fece donar ducati 50 d'oro; et rescrisse -ringratiando la Signoria, et che a dì X se partiria de lì et vegniria -in campo insieme con suo barba sig. Redolfo, dal consejo dil qual -non si voleva partir. Et in quella sera medema che 'l fo creato governador, -fo uno Sabato, in la caxa dove stava el suo orator Antonio -Triumpho, zoè quella dil sig. Ruberto a la Carità, fo fatto fuogi -con lumiere fuora di balconi, et gran feste; et li fo dati ducati X -milia a ciò el si ponesse in ordene. Et a dì 9 ditto nel consejo di -Pregadi fonno creati do patricii a portarli el stendardo et baston de -governador, zoè Piero Marzelo fo di Jacomo Antonio fiol, era stato -prima a Vicenza, et Zorzi Emo era ai X Savii. Ma poi fo fatto altre -deliberation, et dove doveano andar a portar el baston de Governador, -portò de Capetanio zeneral da terra, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -A dì X ditto se partì de qui Thoma Duodo, capetanio di le nave -<span class="pagenum" id="Page_371">[371]</span> -armade, con una barza di botte 1500; et verso Brandizo andò a -trovar el capetanio zeneral et el resto di l'armada. -</p> - -<p> -A Milan a dì 5 Zugno se partì, tolto licentia dal Duca et accompagnato -da lui, Sebastian Badoer kav. orator nostro, et zonse in -questa terra a dì 13 ditto, come scriverò di sotto. Rimase adoncha -Hieronimo Lion kav. et Zorzi Negro secretario, et el Duca in questo -tempo feva provisione de trovar danari per far do eserciti, uno -in Parmesana, l'altro augumentar quello de Aste, perchè se divolgava -el Duca de Borbon dovea venir qua da monti con assà lanze, -<i>ut dicitur</i>, 6000 et 4000 pedoni; <i>tamen</i> non era il vero, et il -suo campo era assà mal in ordene e mal pagati, et assà soldati e -fanti se partiva. Antonio Maria di San Severino fece far do bastioni, -et Franzesi se ingrossava; <i>tamen</i> havia in mandato dil Re di non se -apizar, come se intese per uno corrier intercepto, et però schivavano -el scaramuzar, come da prima erano assueti. Et el Duca voleva -andar in persona in Parmesana a sopraveder quelle cosse; et lassava -governador in Milan el Duca de Ferrara so suocero. Et el sig. -Fracasso di San Severino stava in Milan et praticava de haver conduta -da la liga, zoè la Signoria et Milan 200 elmetti, et don Alphonso -fiul dil Duca de Ferrara, el qual era a stipendio di esso Duca -suo cugnato, et havia elmeti 200, et habuto la imprestanza era -ritornato a Ferrara; <i>unde</i> el Duca lo mandò a chiamar dovesse venir -con la soa zente, el qual rispose non poteva esser in ordene fino -mexi tre. Et el Duca, dolendose molto, mandò a Ferrara per acqua, -venuto in do zorni uno so ambassador chiamato Baldissera de Pusterla -kav., el qual zonse a dì 8 Zugno, et exposto la sua imbassada, -sì che esso Duca de Ferara volesse venir a Milan, <i>quam</i> esser -constante in non dar passo al Re, et <i>etiam</i> che 'l mandi suo fiul -don Alphonso a Milan, et non essendo in ordene di le zente vogli -dar di le sue zente, <i>unde</i> fo contento di darli le zente, et che di -brieve el si partiria ditto so fiul. Ma quel zorno se dovea partir, li -assaltò la febre, et convenne indusiar alquanti zorni; zerca a la sua -andata de Milan si excusò et non andò. Et ditto ambassador habuto -tal risposta, et altro, che il tutto non se puol intender, essendo -sta do zorni, ritornò a Milan. Et per lettere dil Vicedomino nostro -da Ferrara se intese che 'l magnifico Johanne Bentivoi et la comutà -de Bologna havia mandato a dimandar al Duca vastadori per fortificar -Bologna, et che 'l Duca li havia risposo li bisognava a lui, -benchè securo fusse dil suo Stado, essendo in mezo de Venetiani, -Milanesi, Bologna et Mantoa. Et questo fece per mal animo havia -<span class="pagenum" id="Page_372">[372]</span> -contra nostri, per il veterano odio di Ferraresi; et <i>etiam</i> vedendo -che sul Polesene era a custodia 625 cavalli et molti fanti. -</p> - -<p> -A dì 5 Zugno a mezo zorno zonse uno corrier di Londra con -lettere di XVI dil passato, nara come la nave Zorza, che fo ditto -esser rotta con le do galie de Fiandra, quella esser zonta in Ingilterra..., -havendo però scorso grandissimo pericolo, et stata mexi -4 et zorni 12 che non si sapeva nulla, e tutti credeva fusse rotta. -Questa nova fo molto grata a la terra, et più a li parcenevoli; et -più presto si harebbe voluto intender di le do galie; <i>tamen</i> se intendeva -esser perite. Et per consejo di Pregadi ditta nave fo tolta a -far compagnia a la galia restava Bragadina, insieme con la nave -Malipiera, et questa havesse ducati 1200 di la marcadantia fino a...; -et cussì subito fo expedito uno fante con lettere dil zeneral. -</p> - -<p> -A dì 6 ditto zonse una nave di Puia con lettere dil zeneral de -dì 25 Mazo, notificava haver scrito per avanti, et come a dì 19 -ditto essendo al Saseno col provedador Hieronimo Contarini et 12 -galie et una fusta, et partiti con prospero navegar, a dì 20 zonseno -<i>juxta</i> i precetti di la Signoria et sorzeno a uno scojo vicino a Brandizo -mia do, dove era uno casteletto. Et quei di la terra trete assà -bombarde la notte, et fece fuogi in segno di grande alegreza, et li -fanti erano ivi, contestabele uno Hieronimo da Cividal, zoè quelli -mandati di qua, cridava: Marco! Marco! Era col capetanio tre barze -de Spagna menate da Corphù, et el resto di le galie fino al n.º 19 -dovea vegnir driedo; le qual rimaseno per conzarse. Or el capetanio -fece far una crida, che niun non dismontasse di galia, nè andasse -a la terra senza soa licentia; <i>tamen</i> il dette licentia a molti. -Et el zorno driedo venne a galia dal capetanio, don Cesare fo fiul -natural di re Ferando, con uno fiul fo di Camillo Pandon era vicerè -in la Puia, et uno fra' Lunardo, che za fo capetanio di le galie di -Cathelani di esso re Ferando, et governador che era in Taranto -et quello de Manferdonia con molti altri de Brandizo principali: et, -fatto le debite acoglienze, era reduto el Provedador con li Soracomiti -in galia dal capetanio, et ditto don Cesare molto ringratiò la Signoria -poi esso capetanio di la sua venuta, et, che non venendo, Brandizo -haria scorso manifesto pericolo, perchè li cittadini tumultuava et -erano cupidi di novità. Et el capetanio rispose esser ivi venuto per -confortar quelli populi stessono constanti in la fede a caxa di Aragona -offerendosi etc. <i>Unde</i> ditto don Cesare molto contento ritornò -a la terra, et mandò al capetanio uno bellissimo presente de vituarie, -el qual el capetanio partite con le altre galie, et dismontò in -<span class="pagenum" id="Page_373">[373]</span> -terra per veder quel castello in bocca dil porto, fortissimo, con artiglierie -e munitione per anni 5. Era lì in porto una fusta de Turchi, -la qual, come disse don Cesare, era uno ambassador dil Signor -con lettere a re Ferandino, et, <i>dicitur</i>, li offeriva Turchi 18 milia -era a la Valona, et esso don Cesare li havia risposto non bisognava -al presente, ma pur manderia advisar el Re, et che ditto ambassador -ritornasse che, bisognando, el suo Signor sarebbe dil tutto advisato. -Ma pur ditta fusta stava ivi in porto, judicava volesse veder -quello feva l'armada di la Signoria. <i>Tamen</i> a dì primo Zugno se -partite, come dirò di sotto. Et zonta ditta armata a Brandizo tutti -quelli lochi si teniva per re Ferandino più si rifermò nella loro volontà; -et quelli si haveano reso a Franza, voleva comenzar a rebellar -et darse a San Marco; et, <i>sine dubio</i>, si el capetanio havesse habuto -commission de aquistar tutta la Puia, sarebbe stata di la Signoria -al presente. -</p> - -<p> -Et a dì 23 ditto alcuni Franzesi essendo assueti de venir fin -su le porte de Brandizo danizando, li quali erano reduti a Misagne -mia 8 lontani de lì; or in questo zorno zerca 500 tra i fanti et -quei de Brandizo si messeno in ordene con la vigoria di l'armada, -et andono fino al ditto castello di Misagne, et parte si andò ad imboscar; -et mons. di la Spara vicerè, era ivi con zerca 200 cavalli, -venne fuora, et quelli fanti fenze di fuzer, et si venne reculando -tanto che Franzesi fonno messi di mezo, et fonno a le man; et questa -fo la prima baruffa fatta in Reame, Taliani con Franzesi, et ne -fo morti 9, presi zerca 80 de Franzesi, et esso vicerè fo preso con -tre feride su la testa; el qual fo menado in Brandizo, et el resto, al -meglio poteno, fuzite in Misagne. Et don Cesare subito mandò a -notificar questa vittoria al zeneral, dicendo che per sua causa la -havevano habuta. Et messo questo vicerè in fondi di una torre, el -qual si dette taglia lui medemo ducati 15 milia; era richissimo et -havia più de ducati 30 milia de contanti, come se divolgava, et lì -in Puia era inrichito. El qual mandò dal capetanio nostro a dirli come -el suo Re havia bona paxe et lianza con la Signoria, et lui grande -amicitia fata a Roma con so fiul cardinal, et per tanto li voleva -parlar. <i>Unde</i> el capetanio mandò el suo capelan a parlarli. Quello -conferite fo secreto, et quivi non sarà scritto. Et volse el capetanio -li mandasse el suo miedego a medegarlo;el qual li promesse, <i>ut dicitur</i>, -ducati 1000, si lo variva; sì che quelli el preseno fece un -gran botino. Quello di lui seguite, intenderete poi. -</p> - -<p> -Ancora se intese come don Cesare voleva armar una galia per -<span class="pagenum" id="Page_374">[374]</span> -forza, sopra la qual voleva metter suso questi Franzesi presi, et altri -vilani de lì che erano stati rebelli al suo Re. Et el zeneral a dì -25 ditto se ritrovava haver galie 19, et aspettavano di hora in hora -una galia candiota, sì che in tutto a quella impresa era 20 galie. -Li Sopracomiti nominerò di sotto. Et do nave, zoè quella de Stefano -et Theodosio Contarini, patron Zaneto da Merrani, de botte -550, et quella de Piero Sagredo e compagni, de botte 300, patron -Anteo Amai, <i>etiam</i> el capetanio mandò a Corphù ne dovesse mandar -di altri. Et <i>etiam</i> se have lettera da Constantinopoli, la continentia -di la qual scriverò di sotto. Hor, zonto questa tal nova a Venetia, -la Signoria mandò a notificar questo a li oratori di la liga, et -ancora a li oratori di re Ferandino; et la sera per Pregadi spazò uno -gripo a ditta armada, che comandava al capetanio non dovesse far -altra movesta. Et in questi zorni quel Zuan Caraffa orator di Ferandino, -era venuto in questa terra, se partì et andò a trovar el Pontifice -a Perosa, et ivi restò orator. -</p> - -<p> -Da Constantinopoli, per lettere dil secretario di 12 Mazo, se -intese che el Signor non credeva ancora certo la morte di suo fratello, -et però voleva saper meglio da la Signoria la verità, et di che -morte era mancato, o di morte natural o violenta, et che desiderava -haver el suo corpo per via di la Signoria, per metter le sue ossa -arente quelle de li soi passati et farli solenne esequie. <i>Item</i> che esso -secretario lo havia advisato di la liga fatta, et che parlando con 4 -soi Bassa di primi zerca questa liga, ai quali pareva molto di novo, et -cadauno da per si li parlò, dicendo: come va queste cosse? El signor -Ludovico lo ha fatto venir el Re de Franza in Italia, et a hora ha -fatto liga? La Signoria, si la voleva, nel principio poteva ostar a la -venuta et l'ha lassato venir et prosperar; et a hora è stati causa -di sta liga. El Papa prima era in amicitia con el Re de Napoli, poi -dette el passo al Re de Franza, et pur è dentro. El Re de Spagna li -ha promesso fede et bona paxe, et have do contadi; et pur è contra -esso Re de Franza. Et l'Imperador era pur so amigo etc. A le qual -parole saviamente ditto secretario rispose, dicendo havevano fatto -questa liga per conservatione di stadi loro, et senza nuocer a niuno; -ma loro concludeva le cosse de Italia hora era piova hora era -sol etc. L'armada si poneva in ordene et faceva gran pressa a expedirla, -non però sì gran numero come diceva de far prima; et che -l'era molto sfredito el Signor. Pur judicava che ditta armada usciria, -et che Christiani marangoni et calafai lavorava <i>etiam</i> le feste -contra el so voler, di comandamento dil Signor, et altre nove -<span class="pagenum" id="Page_375">[375]</span> -scrisse in zifra, le qual fonno secrete, et zonse qui a dì 6 ditto. -</p> - -<p> -A dì 7 ditto per una nave, patron Piero Alvise, et scrivan uno -Dimitri de Michali, la Signoria nostra fo certificata, et el patron et -scrivan questo referite in Collegio, come, venendo con la soa nave -da Serviza carga di sal, a dì 24 April, tra Maiorica et Menorica discoverse -una grande armada, la qual era zerca 40 caravelle o vero -barze de Spagna, capetanio uno Consalvo Fernandes di Agilar castigliano -nominato di sopra, et che era zerca XV da botte 400 in -500, el resto da 200 in zoso, con cavalli et zente armate suso; et -che el capetanio volse ditta nave calasse. La qual calò, et andò dal -capetanio, et inteso come era nave de Venetiani, li fece bona compagnia, -et velizono insieme alquanti zorni. La qual armada andava -in Sicilia. Et che li fo ditto el Re voleva mandar ancora altre caravelle -presto, et questa zonse a Messina a dì 24 Mazo dove era le altre -barze, capetanio el Conte de Trivento, con grande piacer di re -Ferandino et di re Alphonso che ivi se ritrovava. Narrò ancora come -re Ferandino prospera in la Calavria, et era dismontato a Rezo, -et habuto per forza la terra, et el capetanio franzese menato a Messina -li fece taiar la testa. -</p> - -<p> -A dì 9 ditto venne uno corrier de Spagna, zoè el primo portò -la nova di la liga, con lettere di ij Mazo, el qual venne per mar da -Barzelona a Zenoa, et portò lettere al so ambassador, et <i>etiam</i> a la -Signoria dil Re et la Raina, in castigliano, scritte molto dolcissime, -dimostrando l'amor havevano a questa Signoria, et el contento di -la liga fatta, la qual loro l'havevano fatta publicar per tutti li regni -la Domenega drio San Marco, a dì 26 April, et fatto processione -(et questo perchè el zorno de San Marco non se varda in Spagna), -a ciò fusse con più solennità. Et, come l'ambassador disse in -Collegio, il Re feva grande exercito; <i>tamen</i> non voleva romper se -prima qui in Italia non se rompeva; <i>tamen</i> Venetiani fevano ogni -cossa che se rompesse in Spagna. -</p> - -<p> -In questo medemo zorno zonse lettere di Zenoa di 5 Zugno de -Francesco Capello kav. et Marin Zorzi dottor, andavano oratori in -Spagna insieme con li do oratori dil Duca de Milan. Notifica come -a dì primo ditto erano partiti de Milan, accompagnati dal Duca -fino fuora di le porte, et da Sebastian Badoer et Hieronimo Lion -kav. oratori più de longo. Et la sera alozono a Pavia, dove venne li -do oratori milanesi. Et el Marti poi a Tortona, el zorno driedo a -Borgo di Forni, et al Zuoba a Roverillo, fo el 4 dil mexe, ch'è una -villa di Zenoa mia tre lontano, dove Bernardo et Thomaso Salvago -<span class="pagenum" id="Page_376">[376]</span> -con alcuni altri zenthilomeni zenoesi li accompagnò. Verso Zenoa -li venne contra prima Zuan Adorno fradello dil governador et capetanio -di le fantarie, poi <i>etiam</i> venne Augustin Adorno governador -di Zenoa et Coradolo Stanga prothonotario comessario dil Duca -de Milan con molti cavalli, et fatte le debite acoglientie introno in -Zenoa con gran magnificentia, et li acompagnò fino al palazo di -Polo Palavesin situato sopra la marina, benissimo ornato di panni -d'oro, veludo, rasi et razi finissimi. El populo tutto su le strade e -balconi, le bottege erano serrate, però che fo fatto comandamento -sotto pena de ducati 100 dovesseno serar, per honorar li ambassadori -venetiani. Le galie sottil erano in porto se movevano in segno -de allegrezza, salutando ditti oratori, et fonno assà presentadi: et -<i>conclusive</i> molto honorati. <i>Item</i> come in Zenoa era 20 galie et 21 -nave, di le qual galie 9 era armate et 4 nave grosse benissimo in ordene, -et che li era sta parechiato una nave di botte 3000, chiamata -Jansilla, per passar a Barzellona a mia 600; che esso governador pur -se dubitava de Zenoesi, per esser cupidi di nove cosse, che non ribellasseno -al Duca de Milan et aderirsi al Re de Franza, et che -non era fatto alcuna provisione per el Duca; <i>tamen</i> lui et li soi erano -fermissimi et constanti, et prima voranno morir che partirse di -l'ubidientia de Milan et in amor con la Signoria nostra. Et cussì a dì -8 ditto tutti 4 oratori con la so fameglia montono in nave, et andono -a loro viazo, et zonseno a dì 13 a Barzelona, et trovato l'Alteza -dil Re et Raina erano partiti di Madrid et venuti a Burgos, -come tutto sarà scritto de sotto. Et ancora advisò la Signoria haver -inteso da alcuni mercadanti, che havia habuto lettere di Barzelona, -come a dì 19 Mazo era morto el re don Joanne di Portogallo, -di malatia longiqua, zoè idropesia, de età de anni 43, et non havea -figlioli legittimi, però che uno solo havia, chiamato don Alphonso, -era maridato in donna Isabella fiola dil Re de Spagna presente, -la qual <i>adhuc</i> de età de anni XXV vive a presso el padre, -con provisione <i>tamen</i> di esso Re de Portogallo per el so viver <i>annuatim</i>. -Adoncha ditto don Alphonso morite l'anno 1491, corando -sora uno cavallo, de età de anni 17; cadete et morite in la città di -Santarre (<i>Santarem</i>). -</p> - -<p> -Questo Re de Portogallo ha moglie una zermana chiamata Lionora, -sorella di don Emanuel duca de Viseo, che fo fiol de don Ferante -infante fratello di esso Re, et per sangue regio a ditto Duca -de Viseo li vien la corona, el qual è zerman suo et dil Re de Spagna; -ma fo divulgato el Re haver fatto testamento, et lassato el -<span class="pagenum" id="Page_377">[377]</span> -regno a uno so fiul natural, chiamato don Zorzi, di età de anni -13, in governo <i>tamen</i> e protetione dil Re de Franza, non havendo -nominato el Re de Spagna suo parente et vicino, però che Portogallo -è in mezo di la Spagna. Et una mattina per tutto in questa -terra se rasonava di tal nova, dubitando el Re de Spagna non fusse -impazato in quelle cosse, et non potesse attender a romper al Re de -Franza. <i>Tamen</i> dopoi se intese ditto Re star benissimo, sì che -non fo. -</p> - -<p> -A dì 10 ditto venne uno gripo di l'armada di Puia, con lettere -dil Capetanio zeneral di do Zugno, notificava esser ivi a li scogi -de Brandizo, secondo li comandamenti di la Signoria, et che niuno -di l'armada havia fatto movesta, nè niuno si poteva lamentar. Erano -galie XXI, se aspettava di zorno in zorno Bartholomio Zorzi -provedador di l'armada dovesse zonzer, et che tutta la Puia, volendo -nostri, leveria S. Marco, et che re Ferandino et le sue galie havia -habuto Rezo, et tajato li Franzesi a pezi, come ho ditto di sopra, -et <i>etiam</i> havia rehabuto Cotron, et che Otranto, dopoi el zonzer di -l'armata nostra ivi, havia levato le insegne aragonese, et li Franzesi -erano lì se havia reduto in castello, <i>tamen</i> el zorno driedo a -patti se reseno, e andono fuora di la terra; et <i>etiam</i> uno castello -mia 7 di Otranto, chiamato Robia, havia levato le ditte insegne. -</p> - -<p> -<i>Item</i> erano venuti da don Cesare a Brandizo alcuni di primi di -Leze per far trieva, et volevano patizar de non star più sotto Franzesi; -che sperava fra tre zorni hariano Leze. Et a dì primo dil mexe, -alcuni Franzesi erano a Misagne ussite fuora, et fece corraria -fino a presso Brandizo, ma don Cesare con alcuni altri tra cavalli -et fanti n.º 700 ussiteno di la terra, e come i fo fuora non trovono -li nemici, et tornono in Brandizo. Et in quel zorno zonse uno gripo -con lettere di la Signoria, comandava al capetanio non se partisse -sino non li scriverà altro. -</p> - -<p> -<i>Item</i> come havia mandato, a dì 26 dil passato, Francesco Valier -soracomito con un'altra galia dalmatina verso Monopoli, per -intender qual cossa di novo; et zonto ivi mandò el Copano in terra, -et Franzesi li disse: che vegniva a far qui? Risposeno quello li accadeva. -Et loro digando: vui sete nemici dil nostro Re, et venite -in le so terre. Et nostri ge rispose: non era el vero. Tamen non -volseno dismontar, et ritornò queste galie a Brandizo. Ancora a dì -2 Zugno mandò Piero Bembo soracomito con la so galia verso Messina -a trovar l'armada de Spagna et el re Ferandin, et intender -come andavano quelle cosse. Et quello nel ritorno referite sarà scritto -<span class="pagenum" id="Page_378">[378]</span> -più avanti. Et come per una lettera venuta in questo zorno di -ditta armada vidi, come re Ferandino era passato con alcune barze -et galie in la Calavria con 12 milia persone, et havia fatto render -assà castelli: Rezo dove eran 150 Franzesi tutti amazati, et al capo -fece taiar la testa. <i>Item</i> come quelli di l'armada desideravano di -poter far fatti, altri per acquistar fama, altri per farse richi mediante -el dar a sacco. -</p> - -<p> -In questi zorni se intese come el gran maistro de Rodi, cardinal -de natione franzese et nominato di sopra, havia a requisitione -dil Re de Franza armato la sua barza de botte 3000 benissimo in -ordene, et quella havia mandato verso Napoli, la qual voltizava de -lì via, et venne a Porto Pisano, et cussì restò a servigi di esso Re. -</p> - -<p> -A Venetia in questo mezo consultatione quotidiane se faceva, -zerca el campo, a solicitar le zente vi andasse, et dar danari fuora. -Fo rivocata l'andata di Piero Duodo con li Stratioti verso Roma, et -ancora era a Ravena. <i>Tamen</i> a dì 7 se partì con li Stratioti di Ravena, -et de li altri Stratioti erano alozati a Padoa, Monselese, Este et -Montagnana per n. 537 in tutto. Per Collegio a dì 6 Zugno fo decreto -vi fusse loro capo et diretore Bernardo Contarini, <i>alias</i> a la -guerra de Ferrara in simel exercitii de Stratioti operato, homo de -grandissimo cuor et governo, come per el so successo, lezendo -le opere fece in Milanese, intenderete. Et fo fatto senza niuna utilità, -ma con cavalli cinque <i>libentissime</i> accettò. Et partito de qui a -dì 8 ditto, et andando li Stratioti tutti, lui con 187 cavalcò verso -Verona dove tutti se redusse in uno; et a dì 12 andò a Peschiera, -poi verso el campo era sora Oio a Seniga, mia 8 lontan di Brexa, -et Marchiò Trivixan provedador li ordinò dovesse andar ad alozar a -Asola, et cussì andò et fece li Stratioti stesse a la campagna per non -far danno a li cittadini, dove ivi era alozato el conte Bernardin Brazo -con la so compagnia. -</p> - -<p> -Ancora Chozanderle thodesco andato in Collegio se offerse di -menar in queste parti 1000 Theutonici, parte schiopetieri et parte -provisionadi, et in questo termene de zorni X, nè volse altro cha -ducati 1000 <i>pro nunc</i>; et cussì fo expedito a dì 6 ditto, et a farli in -terra thodesca subito andò. -</p> - -<p> -Fo ordinato guastadori et cernide, non però ni de Padoana ni -Trivixana; et fatto le mostre di schiopetieri erano nel paese nostro, -zoè villani, però che <i>alias</i> fo fatto un bel ordine, che per ogni -villa fusse scritti do schiopetieri, et quelli volesse esser a tal exercitio -fusseno exempti de ogni angaria personal; <i>tamen</i> al tempo di -<span class="pagenum" id="Page_379">[379]</span> -guerra fusseno ubligati de andar in campo; et questo è numero di -8000. -</p> - -<p> -<i>Item</i> a ciò che oltra le spexe ordinarie per le Camere di Terra -ferma, retrovandose molti debitori, fusseno li danari sovrabondanti -mandati in questa terra, a dì 9 ditto per Collegio elexeno do provedadori -dovesseno andar per ditte Camere a solicitar el scuoder, et -far quanto di sopra è ditto. I quali fonno Luca Trum et Zuam Battista -Bonzi (?) ma poi essendo andato quello scortinio con desordene, -et non volendo el Trum accettar tal fatica, a dì 10 ditto poi fonno -creati Marin Moroxini et Zuam Battista Bonzi; et cussì el Bonzi -solo partite de questa terra et andò per le Camere exercitandose; et -mentre vi stete fuora, usando ogni diligentia in mandar danari a -Venetia, in mexi.... mandò tra campo et questa terra ducati.... -milia. Et <i>etiam unum non praetermittam</i>, che a li bisogni di la terra -ditto patricio prestò de contadi ducati 3 milia; <i>tamen</i> se conzò -come a li altri li fo restituido al suo tempo. -</p> - -<p> -Et a dì 9 ditto, nel Consejo de Pregadi, essendo redutto le zente -sora el fiume di Oio a Senega, che dovesseno passar di là, et -<i>etiam</i> fatto far uno ponte per el Duca de Milan sopra Po, passavano -in Parmesana, dove con le zente di esso Duca le nostre se dovesse -redur et star ivi. Et per lettere di Marchiò Trivixan provedador in -campo date a Seniga, se intendeva el campo ingrossarse sì de zente -d'arme come de fanterie et provisionadi. El marchexe de Mantoa -governador de lo exercito, a dì 13 ditto se partì de Mantoa con -parte de li soi, et zonse a la dreta in campo a dì... come dirò di -sotto, lassato so barba Redolpho di Gonzaga che veniva driedo -con el resto di la conduta. Et a ciò con più anemo ditte zente nostre -passasse de là, fo mandato a dì 12 ditto Daniel Vendramin pagador -in campo con ducati 20 milia, et <i>etiam</i> per camino ne have -de li altri per dar una paga. Et <i>non solum</i> quelli erano per el stipendio -ubligati vi andono in campo, ma molti a sue spexe; et fo fatto -su burchiele sora Oio, lì a Seniga, uno ponte per passar in Cremonese. -Se judicava, come fo, che 'l Re venisse a la via de Pontremolo; -et però ditto campo se reduseva in Parmesana per obstarli nel -descender de li monti. Dubitavano ancora non facesse la volta de -Zenoa, et el Duca de Milan ne havea gran paura, et vi mandò mille -fanti; et el Conte de Caiazo con alcune zente era venuto in Parmesana -dove dovea adunar la massa di le zente, cavalli 2000, come -appar per la tariffa mandata per el Duca in questa terra; et <i>etiam</i> -el Duca diseva voleva venir lui medemo in Parmesana a sopraveder -<span class="pagenum" id="Page_380">[380]</span> -quelli passi, non restando de far ogni provisione perchè l'andava -per lui. <i>Tamen</i> Venetiani spendeva, et feva grande exercito, el qual -sarà qui sotto scritto. Pur esso Duca havia paura di non perder el -Stado, con inzegno et astutia aquistato, et tutto quello faceva con -Hieronimo Lion kav. orator nostro consultava, et obediva ogni -consiglio di la Signoria, vedendo <i>maxime</i> esser in ordine di zente. -</p> - -<h3 id="lib3-10"><i>Exercito di la Signoria<a class="tagtitle" id="tag130" href="#note130">[130]</a>.</i></h3> - -<p> -Havendo descritto queste zente, ritorniamo al primo nostro instituto, -de descriver el successo di tempi. Et el Re de Franza, intrato -el Zuoba a dì 5 del presente in Viterbo, ricevuto <i>honorifice</i> da -Viterbesi et dal legato cardinal Farnesio, et quivi stette Venere et -Sabato, et per essere le feste di le Pentecoste volse <i>etiam</i> star la -Domenega. Poi a dì 9 partì, et andò a Bolsena; poi verso Acquapendente -per andar in Siena, et mandò mons. di la Guisa con alcune -zente d'arme avanti. El qual arivato a Toscanella, che è una -terra di la Chiesia, et volendo Franzesi intrar in la terra, quelli -dentro non volseno, dicendo stesseno di fuora li dariano vittuarie; -et loro non contenti voleva pur intrar; ma li cittadini serono le porte. -<i>Unde</i> Franzesi deliberò di darli la battaglia; et loro difendendose, -pur Franzesi introno dentro per forza, et usò gran crudeltà: ne -amazò più de 800 senza le femene et puti, et quella terra messe a -sacco; et fo divulgato fo morti in quelle baruffe zerca 200 Franzesi. -Ancora, non contenti di questo, andono a Montefiascon, dove è -scritto esser i miglior vini di Toscana; el qual loco messe a sacco, -senza <i>tamen</i> occisione; et cussì San Lorenzo, tutte terre di la Chiesia. -Et questa nova venuta a Perosa, al Pontifice et cardinali haveno -molto a mal, et subito spazò l'ambassador nostro lettere a la Signoria -a dì 9 ditto; et zonse a dì ij a nona a Venetia, et advisò -questo; benchè per un'altra scrivesse adviseria meglio la verità. El -Re veramente venne la sera ad alozar a Montefiascon, mia 20 lonzi -da Viterbo, et mostrò haverli dolesto tal cosse, et terminò de mandar -a excusarsi al Pontifice el cardinal S. Dyonise era con lui, come -dirò di sotto. Pur fo usata tal crudeltà. -</p> - -<p> -A Ferrara el Duca havia pur cattivo animo et veterano odio -<span class="pagenum" id="Page_381">[381]</span> -contra Venetiani, et, pochi zorni è, vi venne uno ambassador dil Re -de Franza a conferir con lui, el qual passò per la via di Ravena, poi -ritornò al suo Re. Et questo fo avanti mons. di Arzenton vi andasse -de qui. Et per lettere del Vicedomino nostro, venute prestissime, a -dì ij Zugno zonte, se intese esso Duca non haver voluto andar a Milan; -pur havia mandato don Alphonso so fiul, et datoli zente: el -qual ancora non era partito, doveva partirsi a dì 9, et che mandava -molti corrieri con lettere al Re de Franza, sotto scusa scrivea a so -fiul don Ferante. Et a dì 9 ditto expedite uno so orator a esso Re, -chiamato domino Antonio di Constabeli kav., el qual partite molto -celeramente, andando verso Fiorenza. La cagione perchè, non se -intese; ma è da judicar tramasse qual cossa insieme; et benchè nostri -vedesse chiaro el so cattivo anemo, mostrava di non veder, aspetando -el tempo. -</p> - -<p> -A dì ij ditto zonse lettere de Vormes de Zaccaria Contarini et -Benedetto Trivixan kav., oratori al Re de Romani, i quali zonseno -a dì 28 Mazo molto honorati, et have audientia dal re Maximiliano. -Dove Benedetto Trivixan, per esser più zovene, fece l'oration elegantissima, -et poi have un'altra audientia secreta, exhortando sua -Cesarea Majestà a dover venir in Italia, et che dimostrava esser -contento, expedito havesse la dieta, la qual atendeva a expedir, et -ancor non era compita, et che voleva mandar zente in Italia come -era ubligato per li capituli di la liga, et poi venir a tuor la corona: -<i>tamen, judicio suo</i>, sarebbe longa questa venuta. Speravano solicitar -almeno le zente fusse mandate, le qual anderia a la volta de -Milan. Et a ciò el tutto se intenda, qui sarà notado tutti che si ritrovavano -a la dieta, sì come ditti oratori mandò a la Signoria, tutti -elemani, come vedrete. -</p> - -<h3><i>Principi, Signori, Prelati, Duchi, Marchesi, Conti et Oratori -stati a la Dieta fatta a Vormes<a class="tagtitle" id="tag131" href="#note131">[131]</a>.</i></h3> - -<p> -In questo mezo, a Venetia Zuan Battista Spinelli, orator dil -re Ferandino, sul campo di San Polo dove habitava, assoldò et -scrisse assà provisionadi, zerca 1000, et fece li caporali per mandarli -in Puia in aiuto dil suo Re, et dette paga ad alcuni ducati do -per uno. Li pagava le arme, a quelli non havevano, a suo conto. -<i>Tamen</i> li faceva far le spese fino a Brandizo, et prometteva avanti -<span class="pagenum" id="Page_382">[382]</span> -dismotasseno di farli dar quattro page per uno, et che andando -a recuperar terre tenute per Franzesi, quelle aquistasseno per -forza, intrati questi in la terra, qual caxa che voleva podesse signar, -et tutta la roba ivi ritrovasse fosse sua. Per la qual promission -molti si andò a far scriver, <i>adeo</i> ogni zorno su ditto campo era -assà zente. La qual cossa fo fatta senza saputa di la Signoria; ma, -inteso questo, a dì 14 Zugno per i Cai dil Consejo di X li fo mandato -a dir a ditto orator non assoldasse nè greci schiavoni nè albanesi; -ma, volendo, assoldasse lombardi. <i>Unde</i> l'ambassador ubedendo -depenò molti, et ne rimase <i>solum</i> 200 scritti. Et cussì, fatto al -n.º di...., mandoli via con Thomaso so fradello, el qual era stato -dal Re suo, et ritornato in quelli zorni, <i>etiam</i> vi andò el castellan -de Manferdonia, come ho scritto di sopra. -</p> - -<p> -Et dubitando nostri el Re non venisse a la volta de Bologna, -per mantenir el magnifico Joanne Bentivoi et quella comunità ne -la fede data, a dì ij Zugno per Collegio fo mandato uno secretario, -chiamato Antonio Vinciverra, homo dotto et molto exercitato in diverse -legatione, el qual portò con lui ducati 18 milia, el qual, fatto -la volta de Ferrara a Bologna andò, et fo molto <i>honorifice</i> ricevuto, -come dirò di sotto. Et mandò a offerir li 500 stratioti erano per andar -a Perosa, et ancora bisognando 300 homeni d'arme; et elexeno -governador di le zente de Romagna esso magnifico Joanne, non come -capetanio ma come nostro patricio; el qual l'anno 1488, 14 -Marzo, venuto in questa terra fo creato, ed io mi ritrovai a la soa -creatione. Se dubitava de novità, perchè li Malvezi erano confinati -lì sul Bolognese, haveano rotto li confini loro, et andati dal Re, et -però continuamente faceva fortificar Bologna. Et fo scritto a Piero -Duodo provedador, era in camino per andar dal Pontifice, dovesse -andar sul Bolognese. El qual se partì da Ravena a dì 7 ditto con -Stratioti 500, et Nicolò da Nona venuto da Zara con 22 Stratioti -verso Cesena, ma da quei de la terra li fo serate le porte, <i>licet</i> fusse -terra di la Chiesia, et non fo lassati intrar. Et poi, andati a Bertenoro, -pur fonno assà carezati et presentati, et, inteso el decreto -dil senato, verso Bologna se aviò. -</p> - -<h3 id="lib3-11"><i>Come el Duca de Orliens tolse Novara al Duca de Milan.</i></h3> - -<p> -Domente queste cosse se fanno, Franzesi i quali per ogni via -cercano de venzer, sono homeni astuti et atti a la guerra, <i>unde</i> havendo -fatto occulti patti con Opizin Cazabianco primario cittadin -<span class="pagenum" id="Page_383">[383]</span> -de Novara, terra dil Duca de Milan, mia 25 da Milan et 50 da Aste -et X da Verzei, el sito et conditione di la terra scriverò di sotto, de -dar la terra al Duca di Orliens; questo, per l'odio grandissimo havia -al Duca de Milan, però che, <i>ut dicitur</i>, li era imposto ditto Opizin -havia fatto amazar uno, et li era voluto manzar ducati 14 milia, -<i>etiam</i> per esser da la parte Gelpha et havia gran parte et seguazi -in Novara; el qual Opizin era zenero di uno di Visconti. Or -a dì X Zugno a l'alba, Franzesi venuti secretamente per alcune vie -de sora, passato Po et Tesin, habuto el passo da la Duchessa de -Savoia, introno in Novara per la porta di S. Stefano cavalli 250, -poco da poi ne subgiunse altrettanti, <i>ita</i> che fonno 500, et preseno -el dominio di la terra per esso Duca di Orliens, el qual ancora non -era intrato, ma era in Aste. El castellano dil castello vedendo questi -Franzesi, pur deliberò de tenirse. Et inteso questa nova a Milan, -che mai dubitava perchè era straman, et però non li havia posto -custodia, in quella matina medema per esser così propinqua, dolendosi -molto, subito expedite Filipin dal Fiesco con 40 provisionadi, -et lo mandò in la rocca, et a hore X intese questa perdeda, et mandò -<i>etiam statim</i> a notificar a l'orator nostro, el qual spazò lettere -a la Signoria, et zonse a dì 12 a mezozorno qui. Ancora esso Duca -scrisse al signor Galeazo di S. Severino, che era col campo fra -Vegevene e Biagrasso di là da Tesin et lontano di Novara, che li -dovesse andar o mandar zente a socorerla, et fece in Milan provisionadi -in quel zorno, et comenzò a spender danari, et divolgava -voleva far 6000 provisionadi, et con uno grandissimo forzo andar in -persona a Novara et receverla. Et in una notte venne tre corrieri de -Milan a Venetia, <i>tamen</i> le provisione fo sì tarde, et non andò nè el -signor Galeazo nè esso Duca, <i>adeo</i> che 'l Duca di Orliens con assà -zente intrò dentro, et non fo possibile ad haverla, et si convenne -mandar tutte le... zente di persone a presso 30 milia, come lezendo -se intenderà di sotto. Ma Franzesi comenzò a fortificarse, et fece -uno ponte sora burchiele per passar le fiumare bisognava da andar -et venir in Aste, et messe custodia a li passi, sì che 'l Duca de Milan -fo ferito dove mai el si credeva, et era comissario dil Duca intrato -el zorno avanti Francesco Goro. Questa città de Novara, secondo -si leze, fo edificata da Geodone et da Elicio su un certo monte -non molto discosto dal fiume Tesin, et da lui quel monte fo -chiamato poi Elicio, et poi Novara quasi <i>Nova ara</i>, zoè altare, perchè -ussendo quivi Elicio con Venere sua madre, feceno un altar et -offeritene gli sacrificii a li Dei; poi la cresceteno Franzesi, Insubri, -<span class="pagenum" id="Page_384">[384]</span> -come scrive Ptolomeo et Plinio, et era quasi una villa; ma per la -bontà dil paese sin... quasi inhabitato, perchè son monti et valle. -Di questa città fo episcopo Santo Gaudentio, <i>etiam</i> in tempo di Clemente -papa quinto vi fu Dulcino heresiarca, heretico crudelissimo; -et conclusive questa terra è antiquissima, grande et di poca fortezza, -<i>licet</i> el castello sia fortissimo; et di questa città ancora più avanti -qual cossa particularmente, a Dio piacendo, scriveremo. -</p> - -<p> -Oltra di questo perder di Novara, ancora Franzesi havia un'altra -pratica a la man, de entrar in la rocca de Alexandria di la Paia, -però che retrovandose in ditta rocca alcuni Franzesi presoni, et -el campo de Milan de lì vicino si levò per venir a soccorrer et rehaver -Novara, la notte venne alcuni Franzesi per intrar in la rocca -con el tratado havia concertato, ma da certi frati, o vero uno preosto -vicino a la rocca fonno sentiti, et cridando, ditti Franzesi essendo -discoverti, parte fuzite, altri fonno presi. -</p> - -<p> -Venitiani in questo mezo, consultando esser de bisogno de aiutar -<i>etiam</i> el Duca de Milan, havendo mandato a dimandar 300 Stratioti -per mandarli a Novara, <i>unde</i> a dì 13 Zugno preseno nel Consejo de -Pregadi de mandarvi Bernardo Contarini era poco lontano dil nostro -campo con Stratioti 500; et cussì li fo scritto dovesse andar -subito verso Milan. El qual, inteso a dì 16 tal volontà dil Senato, -se aviò con li Stratioti, di Asola dove era, a Crema, et ivi fo dato -una paga a ditti Stratioti et a Milan andò. Ancora in questo zorno -a dì 13 fo decreto nel Consejo di Pregadi capetanio di le fantarie -Jacomazo da Venetia, havia 200 cavalli et era a Perosa, come ho -ditto di sopra, et la sua conduta fo data a Cola so fiul; et za li era -sta scritto dovesse venir in campo. El qual a dì 12 se partì de Perosa, -et a dì 15 ditto arivò in campo, et se exercitò capetanio di le -fantarie; cossa che a molti parse de novo, perchè più non era stato -sopra fantarie; ma per la soa vera fede fo creato. -</p> - -<p> -Fo expedito <i>etiam</i> lettere al capetanio zeneral, ordinato a li -rettori di Terraferma quello havesseno a far; et perchè pur se intendeva -el Pontifice voleva partirse el zorno drio el Corpo de Christo, -che seria a dì 18 Zugno di Perosa e andar a Sisi (<i>Assisi</i>) mia 9 de -lì, poi a Fuligno et Roma, fo scritto a l'ambassador in Corte dovesse -persuader Soa Beatitudine dovesse, per securtà soa et per quelo -poteva accader, venir in Ancona et non voler cussì presto ritornar -a Roma. Et fo mandato el corrier che dovea esser a Perosa in -hore 40, essendo però altri a le poste; et cussì fonno fatte molte -provisione; et per Collegio fo ordinato de far solenne et diuturne -<span class="pagenum" id="Page_385">[385]</span> -oratione a l'eterno Dio, pregando inspirasse nel cuor de quelli governava -la Republica a dover terminar qual fusse el meglio per questa -terra, però che dal Pontifice et Duca de Milan nostri erano exhortati -a dover romper per ogni via al Re de Franza, havendo lui -rotto a essi collegati; et di questa opinione era <i>etiam</i> l'ambassador -de Spagna; et per questo implorono el divino auxilio, mandando -danari la Signoria per li monasterii de frati et donne religiose de -questa terra. -</p> - -<p> -A dì 13 ditto zonse qui Sebastian Badoer kav. era stato orator -a Milan mexi 8, et la mattina expose la soa imbassada in Collegio, -et intrò Savio grande, che el suo luogo fo resalvato, zoè poco da poi -fo creato. Et da poi disnar in Pregadi <i>etiam</i> referite sapientissimamente, -et fo da tutti la sua legatione laudata, zoè che 'l Duca molto -si racomandava al Prencipe et Serenissima Signoria, di la qual -era fiul, narò la vita di esso Duca et el suo governo, et come è zerca -40 dil suo Consejo, che l'ha in tutto homeni d'arme 1600, tra -i qual don Alphonso et Hanibal Bentivoj, che havia de intrada de -Milan ducati 160 milia et 160 milia del territorio et altre sue terre; -havia de spesa ordinaria in Milan ducati 18 milia, la sua corte -18 milia, et la Duchessa vechia di sua provisione ducati 18 milia; -<i>tamen</i> di questi el deva come li piaceva. Che 'l marchexe Hermes, -fradello fo dil Duca morto, steva in castello amalato con la quartana, -et cussì la Duchessa zovene et il putino, el qual era zentilissimo -puto, con custodia in castello. Che l'era mal voluto da li populi per -causa di le angarie, et <i>etiam</i> toleva danari da chi ne havea, ubligando -<i>tamen</i> li dacii di do anni: et fin qui era debito ducati 800 -milia. Dimostrava non haver dinari per tre raxon: la prima per haver -fatto disfar alcune † d'oro et mandato zoie a Zenoa per far armar. -<i>Item</i> per haver desfatto et messo in zeca le medaie d'oro de -li soi passati, che era bellissime. Et <i>tertio</i> per haver dato in dote a -sua neza maridada nel Re di Romani ducati 400 milia, et 200 milia -prestati al Re de Franza, et 120 milia li havia costado a otegnir la -investidura. Che non feva niuna cossa senza consejo di mistro Ambrosio -suo astrologo, fino del darli licentia. Che 'l dormiva poco, et -la matina vestendose, ditto certe oratione, lezeva tutte le lettere, -et quelle expediva la risposta a diversi cancelieri; ma tutte le voleva -reveder. Che spazava molte suplication et gratie andando a una -Santa Maria di le Gratie. Che molto amava sua moglie, havia do figliuoli; -el mazor nomeva Hercules. Che dimostrava haver gran -paura dil Re de Franza, <i>tamen</i> havia gran fede in la Signoria, et -<span class="pagenum" id="Page_386">[386]</span> -feva di lui gran extimatione venendo a caxa a tuorlo e menarlo in -castello, poi a compagnarlo; et nel combiato li disse voleva lassar -in testamento a so fiuli sia sempre in amor con questa Signoria, et -cognosceva non esser altro Stado simile al mondo. Et altre parole -disse, le qual <i>ad plenum</i> non fo divolgate. -</p> - -<p> -A dì 14 Zugno da mattina, fo el zorno di la Trinità, zonse lettere -di Perosa di XI, nara et dechiara la verità di metter a sacco -Toscanella, et usato la crudeltà, et Montefiascune sì come di sopra -ho scritto. La qual cossa seguite a dì 8 ditto. Et come el Pontifice -pregava la Signoria non stesse più a proveder, et che si aspettava -a dì 12 el cardinal S. Dyonise per venir a excusar el Re, che di -questo non era stato conscio. Et havendo la Signoria in questo zorno -ordinato et fatto sonar Gran Consejo, <i>juxta</i> el consueto, per non -esser tempo de demorar, <i>imo</i> de far ogni provisione, et molti Savii -de Collegio erano di openione de romper, et per lettere ancora de -Milan erano solicitati, dismesseno consejo, et chiamò Pregadi; et -consultato hore 7 fo disciolto el consejo, et comandato gran credenze; -<i>tamen</i> per tutta la terra se divolgava, come era la verità, fusse -preso de romper guerra al Re de Franza per ogni via, sì da mar -come da terra et scrisse subito a Perosa al Pontifice, zoè a l'orator, -tal deliberatione, et mandò le lettere in hore 40, et fo decreto spazar -un gripo al capetanio zeneral a Brandizo, el qual, si possibel -fusse, andasse in zorni 6, che dovesse con tutta l'armada partirse -de lì et andar lì in Puia a le terre si teniva per el Re de Franza, et -quelle combatterle non si volendo render, et acquistarle per forza, -trattando Franzesi per inimici. <i>Tamen</i>, quelle volevano ritornar sotto -caxa di Aragona, non li fusse dato alcun impazo. Et essendo fatte -le lettere e tutto, parse ad alcuni Savii de Collegio de suspender -l'andata di ditto gripo <i>pro nunc</i>; la qual cossa fo molto mormorato -da tutti i patricii; et fo bona causa che si perse de acquistar bona -parte di la Puia per la dimora fece. <i>Tamen</i> pur a dì 17 ditto fo spazate -le lettere et el gripo andò a suo viazo con lettere <i>etiam</i> di -l'ambassador di Spagna era qui, drizzate al conte de Trivento capetanio -di l'armada dil suo Re in Sicilia, che dovesse romper, perchè -cussì era la voluntà dil signor Re et Raina. Oltra di questo, -nostri scrisse a Milan di la deliberation fatta dil romper et però -era bisogno de far ogni provisione per acquistar vittoria contro -Franzesi; et el Duca fo molto aliegro de questo. Ancora fo expedito -lettere in Elemagna al Re di Romani et in altri luogi, provedendo -a quello era necessario; et in questo Venetiani dimostrò se, quando -<span class="pagenum" id="Page_387">[387]</span> -volevano, poteva far le cosse preste; che fece tante provisione et un -grande exercito in poco tempo. -</p> - -<p> -Et per intender l'opinione in queste importante materie de -Fiorentini, i quali, per quanto se intendeva, per parole osate a Milan -per el suo ambassador, che volentiera vorebbeno esser in acordo con -la liga, et essendo a hora el tempo de unirse quasi tutti i potentati -de Italia contra Franzesi che quella volevano subiugar, se non li -fosse sta per nostri remediato, come è la verità; et el Re havia cattivo -animo contra ditti Fiorentini, però che, essendo a Viterbo, usò -alcune parole a soi oratori di volerli render Pisa, Serzana, Serzanello, -Pietrasanta et el porto de Livorno, ma che raxon era che Piero -de Medici, el qual era a presso di lui et descaciato de Fiorenza per -soa causa, dovesse ritornar; et <i>etiam</i> voleva ducati 20 milia da loro -ad imprestedo. Et Fiorentini erano in gran spavento, pur fevano -provisione le qual saranno di sotto scritte, nè sapeva si el Re volesse, -da poi stato a Siena, venir a Fiorenza o andar a Pisa o vero per -la marema de Siena altrove, et non sapevano che farsi. Era lì in -Fiorenza quel fra Hieronimo da Ferrara di l'ordine di S. Marco de -frati Predicatori, nominato di sopra, el qual el populo lo reputava -per santo; et come frate Hieronimo diceva una parola, non bisognava -contradirli. Questo predicava <i>publice</i> in favor dil Re de Franza, -dicendo era un messo da Dio mandato, con molte parole; <i>adeo</i> che -comoveva gli animi de Fiorentini ad adherir a esso Re, che <i>fortasse</i>, -come ragion voleva, li sarebbeno stati contrarii, havendo ricevute -molte inzurie. <i>Unde</i> nostri in questi zorni expedite, et si partì -a dì 10 Zugno, uno frate Piero Dolphin, zeneral di l'ordine camaldulense, -zoè di San Michiel di Muran, et patricio veneto, homo di -grande autorità, bontà et reverentia, et molto amato, a Fiorentini -dove era stato gran tempo, et tolse di andarvi in tre zorni a Fiorenza -et esser con quella Signoria, et intender la volontà loro; si -vogliono Franzesi siegua la vitoria usando le crudeltà usavano, o -vero esserli contra et far quello hanno altre volte fatto li loro passati, -che elexeno acquistar et non perder. -</p> - -<p> -A Bologna el magnifico Johanne feva molti preparamenti, et -suo fiul Hanibal era quasi in ordene per venir in campo, et a dì 14 -Zugno zonse ivi Antonio Vincivera secretario nostro ben visto et -honorato, et exposto a quella comunità quanto li fo comesso, trovò -Bolognesi esser gaiardi et volonterosi a difendersi. Et offerto, oltra -li Stratioti, <i>etiam</i> el signor de Rimano et el signor de Pesaro con -loro condute, si Franzesi ivi venisse. Et come se intese, esso magnifico -<span class="pagenum" id="Page_388">[388]</span> -Johanne scrisse a la Signoria, offerendo X milia fanti al bisogno, -benissimo in ordine, di Bologna et Bolognese. Li Stratioti -500 con Piero Duodo provedador erano zonti, et alozati mia 12 da -Bologna a uno loco chiamato Castel San Piero. Et zonto ditto secretario, -haveno una paga; et ditti Stratioti steteno lì in Bolognese -zorni 13, et poi veneno in campo in Parmesana, come dirò di sotto. -Et 21 Zugno, facendosi certa festa a Bologna di San Raphael, et si -mette tre palii, panno, una bandiera et una spada con un per de -spironi, et correno li cavalli barbareschi; et Stratioti alcuni volseno -correr, et havene uno di loro el terzo premio, et cussì passavano -quelle cosse. -</p> - -<p> -In questo mezo a Venetia molte provisione necessarie fonno -fatte, et el Prencipe con li Padri di Collegio ogni mattina se reducevano -molto a bon'hora in Collegio, haveano lettere prestissime -de ogni banda, <i>maxime</i> di Perosa et Milan, et li corrieri haveano le -poste, et perchè fusse presti steva do barche a la riva di palazo, et -do a Lizafusina dil Consejo di X, a quatro remi per barca, le qual -menavano ditti corrieri. Et fo mandato ducati 2000 a Corphù per -far zente passasseno in la Puja, et scritto per la Dalmatia a li -rettori dovesseno mandar li Stratioti ivi era in armada dal zeneral, -dove ne era n.º 50, zoè a Sibenico 50, Traù 40 et quelli di -Catharo non fo voluto muoverli per esser vicino a Turchi. Et ancora -Zuan Dolce secretario era andato a soldar schiopetieri alemani, -havendo fatti alcuni, mandò in campo Francesco da la Zueca solicitava -Paris da Lodron facesse li 1000 provisionadi, et venisse in campo. -Et a dì 16 Zugno per lettere di Roverè se intese esser de lì passati -300 schiopetieri tedeschi, fatti per el nostro secretario che andava -in campo. A Lionello dal Nievo vicentino fo ordinato facesse -500 provisionadi da Vicentina. Le terre de Terraferma mandò a offrirse -per do mexi de mandar zente in campo a soe spese, zoè di Vicentina -fanti o vero provisionadi 2000, Brexani 1200, Veronesi -2200 et Bergamaschi 2300; sì che bisognando, come fo fatto la descriptione, -si havia da persone 30 in 40 milia in campo. Et a Roma -fo scritto, zoè a Perosa dove era el Pontifice, che non era più -tempo de demorar, et che Soa Santità con li rimedii opportuni di -excomunicatione et altro dovesse proveder, et non ritornar cussì -presto a Roma, perchè, ritornando, Colonnesi faria forsi qualche novità, -dove si aritrovava el sig. Prospero e Fabricio Colonna ivi rimasti, -pur in amicitia col Re, et erano stati dal Re a Viterbo; et -ancora perchè se podesse haver in campo li 1000 cavalli lizieri nostri -<span class="pagenum" id="Page_389">[389]</span> -et de Milan, et le zente dil signor di Pesaro doveano andar in -aiuto dil Pontifice. Et benchè questa deliberation di Pregadi andasse -velocemente a Perosa, pur a dì 16 da matina si have lettere di l'orator -in Corte, date a dì 13 Zugno in Perosa, advisava el Pontifice -con reverendissimi Cardinali volevano al tutto, passato el Corpo de -Christo, ritornar a Roma; come aspettavano lì in Perosa el sig. di -Pesaro zenero dil Papa, el qual dovea venir a dì 16; et a dì 12 a -hore 22 era zonto ivi el cardinal San Dyonisio, et uno altro episcopo, -chiamato mistro Adamo, per nome dil Re de Franza a excusarse -de quello era sta fatto a Toscanella et Montefiascon; et ancora eran -tornati lo episcopo de Concordia et frà Gratiano, erano stati legati -a presso esso Re; et che el Pontifice el zorno avanti era cavalcato -per la terra, vedendo monasterii, et con Soa Beatitudine ditto -nostro ambassador havia gran benivolentia. Et che a dì ij ditto volendo -audientia, ritrovandose in letto, lo fece intrar; cossa che a -niuno altro assueta de far. Et <i>etiam</i> a dì 9 zuogando alcuni a la -balla su la piazza, el Papa era al balcon, et volse l'ambassador li -stesse a presso, concludendo era Soa Santità in grande amicitia -con la Signoria nostra; che erano in una terra dove non si trovava -danari per le parte, et voleva tuor ducati 400 a cambio per i banchi -per dar paga a le zente, et non catava; <i>unde</i> forzo li saria de -mandar a tuorli a Roma. Le qual zente erano alozate mia cinque de -lì, in uno loco chiamato La Frata, dove era un bosco. -</p> - -<p> -A dì 15 Zugno venne uno corrier di Spagna con lettere di 20 -Mazo, el qual corrier era stato 7 zorni in Barzelona ad aspettar -passazo; per le qual se intese el Re et Raina in quel zorno esser -partiti con la corte di Madril, et venuti a Burgos terra vicina a -Navara, dove aspettava oratori dil Re de Romani venivano per contrazer -parentado, come se divulgava, di la fia di esso Re de Romani -in el Principe primogenito dil Re, et <i>etiam</i> l'archiduca Filippo -di Bergogna in la principessa donna Johanna relita dil fio dil Re di -Portogallo; le qual noze è assà zorni se divolgava: quello seguirà -sarà scritto di sotto. <i>Item</i> come si faceva gran preparamenti di -zente mandate a la volta di Perpignano per romper al Re de Franza, -et che la Raina de Franza et Duca di Borbon governava el Reame -de Franza, inteso che ebbeno di la liga, et che in Spagna si facea -zente, havea mandato alcune lanze a quelli confini per custodia -di suoi luogi; ma el Re et Raina de Spagna al tutto volevano romper, -come disse el so ambassador in Collegio haver lettere da tre -parte: prima che havia ordinato l'armada de Byscaia se dovesse -<span class="pagenum" id="Page_390">[390]</span> -redur insieme tutti quelli navilii, et se metesse in ordene perchè -voleva mandar in Bertagna a danizar a quelli passi: <i>tamen</i> per lettere -di Londra se intese ivi in Bertagna el Re de Franza faceva far -grande armata, et armavano ogni legno a la suma de più de 100 -vele. Item che el Re de Spagna preditto havia fatto far comandamento -a le zente de l'Andalusia, zoè Yspania ulterior et dil Regno -de Aragona et de Valenza, che dovesseno adunarse a uno, perchè -da quella banda dil Mar Mediteraneo voleva <i>etiam</i> dar adosso Franzesi -verso Linguadoca, et che la sua persona con la Raina era venuto -a Burgos principal terra de Castiglia per esser più vicino a -Fontarabia, per romper a Baiona terra de Franza nel mar Oceano, -sì che da tre bande voleva romper, oltra l'armata sua era in Cicilia -in ajuto di re Ferandino. Et se divulgava voleva mandar el Duca -di Alve capetanio di gianiseri (<i>gendarmi</i>) con zente in Cicilia, et il -Re scrisse al capetanio che dovesse far quello la Signoria nostra et -el so ambassador era qui li ordenava. Et nostri credevano che ad -ogni momento la Spagna dovesse romper, et però erano inanimati -molto; ma mai rompete, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -El zorno avanti, che fo a dì 14 Zugno, venne in questa terra -domino Christoforo Crispo Serovestaner orator dil Re de Romani, -el qual havia assà benefici in terra thodesca senza cura, et ha la -expectativa dil Vescovado di Trento dal Re, dopoi la morte di questo -Vescovo, dove il temporal et spiritual.... Or questo za do anni -era stato in studio a Padoa, et venne per la via de Trento a -Roverè, poi a Verona, Vicenza et Padoa; et ivi se ritrovò a tempo -dil Santo, zoè di Santo Antonio a dì 13 Zugno, dove si fa solenne -processione e fiera bellissima. Et li fo mandato contra alcuni patrici. -Et questo ambassador venne per star in questa terra con zerca -12 persone, alozò a San Bortholomio in caxa di Piero Pender mercadante -tedesco pur a spexe di la Signoria; poi fu messo habitar -a la Zueca, <i>demum</i> a Santa Maria Zubenigo in ca Pasqualin. -</p> - -<p> -El zorno da poi che 'l zonse, a dì 15, el zorno de San Vido, essendo -consuetudine dal 1310 in qua per una liberatione have in -tal zorno la Republica da uno Baiamonte Tiepolo si voleva far signor -di questa terra, et fo discoverto; per questo ogni anno el Prencipe -cum la Signoria et alcuni patricii invidati vien da San Marco -per terra fino a la sua Chiesia, la qual per esser situada di là dil -Canal grando si fa uno ponte sopra galie grosse vecchie sono in -l'arsenal, et ivi alde messa, poi ritorna con li piati et fa pasto a -quelli lo compagnano et oratori, et va con le cerimonie ducal. Or -<span class="pagenum" id="Page_391">[391]</span> -ditto orator fo invidato, et cussì vi venne l'orator dil Papa, lui, di -Spagna, Napoli, Milan et Mantoa, e domino Truiano di Hongaria. -Et a dì 16 poi have audientia, et expose la soa imbassada, et come -era sta mandato da la Cesarea Majestà dil Re Maximiliano suo, per -confirmation di la amicitia havia con questa Illustrissima Signoria, -notificando la sua venuta, sarebbe presto compita la dieta. -</p> - -<p> -Et a dì 16 zonse lettere de li nostri ambassadori a esso Re di -Romani, de 6 del presente mexe, narra come lì a Vormes si seguiva -pur la dieta, et che li elettori de l'imperio non lo consigliava a -dover venir questo anno in Italia a coronarse, et che el Re attendeva -andar a caze et piaceri, et che erano zonti do ambassadori dil Re -de Scocia, i quali venivano da la Majestà dil Re, poi in Italia dal Re -de Franza, i quali <i>ex parte regis sui</i> pregò esso re Maximilian non -venisse in Italia a dar danno nè fastidio al Re de Franza molto amico -di loro Re, offerendosi etc. <i>Item</i> come erano ditti nostri oratori -stati a visitation de li elettori de l'imperio, et narratoli l'operation -dil Re de Franza, et che Italia haveva bisogno di esser subvenuta, -però dovevano exhortar el Re a venir a coronarse. Et questi -li risposeno non haver saputo da niuno, nè inteso dal Papa el bisogno -de Italia, che saria bon proveder. Ancora el Re preditto disse -a nostri oratori che 'l Duca de Milan li restava a dar ducati 80 -milia, per resto di la sua dota, et che lui non havea danari, et che -esso Duca de Milan li havia promesso di dar ducati 100 milia venendo -in Italia, sì che saria bon che la Signoria nostra li mandasse -altri 100 milia ducati, perchè lui vegniria di qua con 5000 cavalli -et X milia pedoni, et li ambassadori li disse come di questo scriveria -a la Signoria. <i>Item</i> come li haveano dimandà una patente di poter -far et assoldar 2000 Sguizari a soldo nostro, et che el Re li havia -risposo non vi era più Sguizari, sì perchè el Re de Franza ne -havea molti con lui, <i>quam</i> per quelli che lui mandava a Milan, havendoli -richiesti el Duca. -</p> - -<h3 id="lib3-12"><i>Qui saranno notati li Franzesi di conditione che restono in Reame.</i></h3> - -<p> -A ciò el tutto se intenda, volendo ritornar el Re de Franza, -da poi acquistato el Reame, verso Franza, o vero verso Milan, come -ho scritto di sopra, lasciò questi Franzesi di conditione, ai quali -dette grandissima autorità nel Regno: mons. di Belcher marescalco -dil Regno; mons. di Mompensier vicerè in Napoli; mons. de Obegnì -governador in Calavria; mons. di Persì locotenente in Calavria; -<span class="pagenum" id="Page_392">[392]</span> -mons. di la Spara vicerè in Puja; a Taranto governador d. Juliano, -el qual el Duca lo fece Duca di Santo Anzolo in Calavria; in Manferdonia -Gabriel de Monfalcon; a l'Aquila, Bale de Vitrì con 50 -lanze. In tutto rimase in Reame cavalli franzesi.... et pedoni, -computò Sguizari,... <i>Item</i> in Hostia rimase capetanio M.... de -Guerra, et in Reame suo fratello Gratian de Guerra. In Pisa veramente, -al governo dil qual era Serzana, Serzanello, Pierasanta et -Livorne, uno chiamato mons. Dandragesi (<i>d'Entragues</i>). -</p> - -<h3 id="lib3-13"><i>Come el Re de Franza de ritorno intrò in Siena.</i></h3> - -<p> -El Re de Franza <i>pacifice</i> et <i>cum</i> grande honor intrò in Siena a -dì 13 Zugno, de Zuoba, dove deliberò de star fino passato el zorno -dil corpo de Christo, ch'è a dì 18 di questo, sì per consultar meglio -tra quelli dil suo consejo i soi progressi et camino havesse a far, -<i>quam</i> per metter sesto et ordene, come diceva, a quella republica -senese. Poi voleva venir a Fiorenza, però che da Siena è distante -solum mia 30. Et è da saper che, come fo intrato in Siena et visto -su la piaza zerca 1200 fanti ch'erano a guarda di la piaza, el Re -ordinò fusseno spogliati, toltoli le arme, et scazoli fuora di la terra -in camisa, dicendo non bisognava a Senesi questa spesa. Et el populo -levato in arme, el Re fece retenir, come fo divulgato, zerca 50 -de primi zentilhomeni de Siena, et tolse el dominio de man di la -Signoria che <i>tunc</i> governava, et stavano <i>juxta</i> el solito nel palazzo -di Signori. Et a ciò el populo non li fusse contrario, non volendo -tuor el Dominio in sì, quello messe in le man dil populo, che governasseno -quel stado come a loro pareva, et el populo voleva el Re -fusse loro Signor. Et el Re, per non innovar altro in Italia, havendo -da far assà, non volse; ma ben lassò 500 cavalli a custodia -di quella terra, et partito che 'l fo, liberati li retenti, el stado et dominio -de Siena ritornò come prima, pur in varie parte, che avanti -era assà pacifico stado; come tutto dirò di sotto. -</p> - -<p> -Questo Re havia con lui oratori 9 de Fiorentini, li nomi di quali -ho scritto di sopra, et pur dimostrava voler intrar et venir in Fiorenza, -non se curando de observar li capitoli. Et questo voler andar -a Fiorenza parse molto di novo a Venetiani, et che prima el Re divulgava -de andar a Pisa, poi a Zenoa, dove si dubitava havesse -intelligentia; ma, andando come amico a Fiorenza, segno sarebbe -stato che saria sta d'accordo con Fiorentini, et essendo d'accordo -con ditti Fiorentini, <i>ex consequenti</i> conveniva renderli Pisa, et esser -<span class="pagenum" id="Page_393">[393]</span> -in inimicitia...<a class="tag" id="tag132" href="#note132">[132]</a> per la via era venuto, dove in Parmesana si -adunava l'exercito di la Signoria nostra, et vi era <i>etiam</i> qualche -zente dil Duca de Milan; ma quello di la Signoria era molto grossissimo, -come dirò di sotto, et el doppio di zente di quello havia esso -Re, sì de zente d'arme, fanti, stratioti, elemani, schiopetieri, provisionadi, -zente di Bergamo, Brexa, Verona et Vicenza, <i>adeo</i> più de -30 milia persone sarà in ditto campo, bastanti a esser vittoriosi -non che a resister che non passino nè vadino a danni dil Duca de -Milan, benchè Franzesi siano zente molto destra, et assueta nel mestier -di le arme; et non fanno presoni, come se fa in Italia, ma -tutti mandano per il fil di la spada; et tanto più prenderanno forza, -quanto combatteranno per uscir de Italia et ritornar ne le patrie -loro, dove erano da le so zente aspettati. -</p> - -<p> -Ma Fiorentini, come <i>etiam</i> qualcossa di sopra ho scritto, fece -molte provisione: prima de adunar zente dil contado in la terra, et -con arme stesseno in le caxe preparati, <i>adeo</i> a uno bisogno saria -stati armati da 20 milia persone in suso; fece metter travi per le -strade, per poter sbarar, molto grossi; le finestre di le caxe suspecte -fonno fatte murar, et assà altre provisione fo divulgato; detteno -taia a Piero de Medici, ducati X milia vivo et 5000 morto, et -tutto il suo, salvo la dote di la moglie, messeno nel Comune, sotto -però scusa de voler vender et pagar sì la Republica di quello Medici -li havia tolto, <i>quam</i> altri creditori di esso Piero e fradelli che volevano -esser satisfacti; et el palazo de ditto Piero, bellissimo, messeno -a l'incanto per venderlo, ma non trovono se non ducati 6000, el -qual val più de ducati.... Ancora mandono oratori novi al Re, -tra i qual vi andò Hieronimo de Ferrara predicava ivi, nominato di -sopra, et in gratia dil Re, et molto so amico, et per lui et in suo -favor <i>publice</i> predicava. Et Fiorentini mandono a dir al Re di le provisione -haveano fatte, et che 'l populo era su le arme, et si pareva -a Soa Majestà di voler intrar, che vi intrasse, senza però danno di -la Republica; ma che haveano fatto consejo, et che tutti erano de -opinione Soa Majestà li observasse li capitoli jurati sul Corpo de -Christo, zoè renderli Pisa, Serzana, Serzanello, Pierasanta et Livorne, -essendo christianissimo, li volesse far render a Senesi Monte -Pulzano; ma la risposta dil Re non se intese. Ma è da saper che 'l -<span class="pagenum" id="Page_394">[394]</span> -Re, avanti intrasse in Siena, a Motrone loco de Fiorentini, et ivi -fo onorato assà, et era ritornati in Fiorenza do ambassadori dil numero -di nove, zoè Lorenzo Morelli et Lorenzin di populani, <i>olim</i> de -Medici; li altri sette rimaseno col Re, benchè poi tutti si partino -da lui. Et benchè questi ambassadori andasse inanzi e indrio, non -restono Fiorentini de far di molte provisione; fece redur le sue zente -d'arme erano a la campagna contra Pisani zerca cavalli 3500, -in Fiorenza, zoè el Duca de Urbin, el qual intrò con grande honor -con le sue zente, et alozò nel palazzo di Julian Gondi, et Francesco -Secco, conte Ranuzo di Marzano, Hercules Bentivoj et altri condutieri. -</p> - -<p> -Ancora la Signoria de Fiorenza feceno 5000 fanti a custodia -dil palazo et di la libertà; dette segno al contado con segnali et soni -di campane, volendo Franzesi far novità dovesseno venir in la -terra; messe fanti in diversi luogi di la terra, <i>maxime</i> in uno palazo -de quelli di Pazi, situado a uno contado di la terra dove vi habitava -mons. zeneral di Bertagna, di natione Perpignano, era lì per -nome dil Re, et quello la Signoria lo messe in una altra caxa più dentro -la terra, et qui messeno 500 fanti ad alozar; <i>etiam</i> in le caxe -di Piero de Medici, et cussì in diverse caxe, chi X et chi XX fanti -per una; et in el palazo di Piero sopranominato, dove habitava soa -moglie madonna Alphonsina Ursini, fo messo 1000 fanti, et lei mandata -fuori, et andò a starvi in uno monasterio, et mandono Fiorentini -a dir al Re che per niente non volevano più Medici in Fiorenza, -et za haveano comenzato a vender dil suo, sì che Fiorentini al -presente non feceno quelli preparamenti a Franzesi nel ritorno che -fece quando veneno, zoè scritto sopra le caxe bolletini: questa caxa -sarà per mons. tal etc. Et in questi zorni li acopiatori nominati nel -secondo libro, che Fiorentini haveano creati per uno anno a dover dar -gli ufficii loro, erano <i>solum</i> 19, perchè uno refudò per avanti. Or -questi, vedendo el populo non li piaceva l'autorità sua, refutono -quelli, et messe tal libertà haveano nel consejo a crear la Signoria, -et d'indi si farà per consejo la Signoria de Fiorenza per sorte et -ballote, et non si saprà più chi deve esser; et quelli primi fonno -creati, più avanti sarà scritto. El qual consejo de Fiorentini fonno -zerca 2400, et per non haver sala vi capissa tanta quantità, hanno -decreto de partir questi in tre volte, zoè 800 per volta, i quali stagano -mexi 6, et poi succieda li altri, <i>ita</i> che in mesi 18 tutti fonno -stati dil consejo de Fiorenza. -</p> - -<p> -Monsignor di Arzenton era stato qui ambassador dil Roy, partito -<span class="pagenum" id="Page_395">[395]</span> -de Bologna andò a Fiorenza, dove stette fino a dì 13 de questo, -et poi se partì et andò a trovar el Re a Siena. Al qual, dopoi le debite -reverentie, et riferito la soa legatione et molte cosse de Venetiani, -consultato col Re li disse: Christianissimo Re, io vi dirò, la -mia opinione saria che Vostra Majestà facesse cussì. Io son stato a -Venetia, ho visto grande potentia, e sopra tutto assà danari, e tutti -paga volentiera le sue angarie, ch'è cossa incredibile. Cognosco ancora -Venetiani mal volentiera vien a la guerra con toa Majestà, per -esser homeni pacifici, pur non ti vorebeno più vicino; fanno grande -exercito, et hanno grande armata, et <i>continue</i> quella ingrossa, et -non è dubio, havendo Venetiani con toa Majestà, haverai quello -vorrai in Italia, et con le bone si otien da loro el tutto. El parer mio -saria che tu mandassi 4 ambassadori a Venetia, a dirli come tu -vuol venir a Venetia a veder la terra, et visitar la Signoria et el -Doxe to carissimo amigo. Venetiani, che amano la paxe, son certo -saranno contentissimi, e ti faria più honor che mai fece a niun -Imperator che vi venisse, et spenderia più di ducati 20 milia in honorarti, -perchè è terra honora molto forestieri, <i>maxime</i> la toa Majestà, -et de guerra più non se parlerà in quella terra. Ti veramente andarà -con che zente ti parerà a Venetia, et el resto avierai a la volta di -Pontremolo per andar in Aste. Si Venetiani non volesse che le passasse, -tu porà dir che tu vuol conzar le cosse a Venetia, et saranno -contenti; <i>unde</i>, stato alquanti zorni, porai tornar in Aste, et poi far -et seguir el pensier de toa Majestà; et cussì haverai indubitata vittoria. -<i>Unde</i>, facendo el contrario, bisognerà menar le man, et de -chi sarà la vittoria è dubio: uno ti dico, che Venetiani fa grande -exercito. Ma el Re et altri consultori non li parse de far questo, et -intravene la rota et vergogna soa al Taro. El Re essendo a Siena -mandò a dir a quelli di Ascole, terra subposta a la Chiesia, li dovesse -dar 9000 ducati erano debitori al re Alphonso, come a quella -persona che era successo nel Regno di Napoli. Quello seguite non so. -</p> - -<p> -Domente queste cosse el Re de Franza et Fiorentini fanno, el -Duca de Orliens, havendo la via al suo piacer di venir di Aste a Novara, -et fatto uno ponte su Tesin, passato Po a Verzei, terra dil -duca de Savoia mia X da Novara, partito de Aste con 3000 cavalli -et 4000 pedoni, et a dì 13 Zugno intrò in Novara, dove se ritrovava -in tutto con lui zerca X milia persone tra Franzesi et homeni paesani -di esso Duca di Orliens, et ancora la rocca si teniva per el Duca -de Milan, dove era intrato Filippin dal Fiesco capetanio dil castello -de Milan con alcuni provisionadi per il soccorso da driedo, come -<span class="pagenum" id="Page_396">[396]</span> -ho scritto di sopra, <i>tamen</i> non vi era molte artiglierie nè vituarie. -<i>Unde</i> Franzesi le dete termene uno zorno a renderse, altramente più -non li vorebbe li custodi a pati, ma li dariano la battaglia, benchè -non avesseno bombarde. Ma quelli di la rocca, sapendo certo la volontà -dil Duca de Milan esser di venir in persona a darli soccorso -con assà zente, fonno a parlamento con Franzesi, che li dovesseno -dar termene do zorni, et si non li veniva soccorso promettevano -renderse, et cussì fermono tal acordo. Et subito expediteno lettere -al Duca de Milan a notificarli quello haveano fatto, et el Duca dete -fama di voler assoldar X milia provisionadi, et scrisse al signor Galeazo -di San Severino suo capetanio, el qual era col campo tirato -di verso Aste venne a Vegevene, mia 14 lontan di Novara, era homeni -d'arme 700, fanti 6000 et altre zente paesane, che dovesse -andar a soccorer Novara, zoè la rocca. Ma parse al ditto sig. Galeazo -de non metter l'exercito suo in pericolo, rescrivendo al Duca -era meglio perder la rocca che l'exercito, et che, si ben andasse, -nulla potrebbe far, per esser Franzesi assà numero, cavalli 3000 et -pedoni 5000, et haviano bona parte dil populo da loro, mediante -quel Opizin Cazabianco, richissimo citadino de Novara, con la parte -Gelfa. Et inteso questa nova de l'intrar dil Duca di Orliens in Novara -et successo, a dì 16 ditto, in questa terra nostri fonno molto -di malavoia, pensandosi quello havesse a seguir, che in recuperarla -poi bisogneria gran spexa, come fu. -</p> - -<p> -Oltra di questo el Duca de Milan dubitava molto de Zenoa, che -non se accordasse col Re de Franza, et mandò danari per far alcuni -fanti lì a Zenoa al suo commissario Coradolo Stanga, et Agustin -Adorno governador di Zenoa era molto fidelissimo a esso Duca, et -Zuan Adorno suo fratello, capetanio di le fanterie, era solicito in -ogni cossa et poner custodia a li passi de quella riviera. Et in questi -zorni fo divolgato Baptistin de Campofregoso, <i>olim</i> doxe di Zenoa, -el qual è di primi di la parte contraria Adorna, che <i>adhuc</i> domina, -questo steva in Franza, or venne con zente, et intrò in Monaco, -ch'è uno castello di Alberto Grimaldo sul Zenoese, et quello -dominio agiustò per nome dil Re de Franza. Ancora Zenoesi dubitavano -dil Cardinal de Zenoa, <i>olim</i> doxe et arzivescovo, et di Obieto -dal Fiesco prothonotario, i quali cercavano de tramar nove cosse, -et seguivano el Re de Franza. Et per remover li sospetti parse al governador, -con aiuto dil Duca de Milan, de mandar <i>pro nunc</i> fuora -de Zenoa molti cittadini numero 600, di varie caxe di la parte di -Campofregoso, tra i qual fu Zuan Doria, che venne ad habitar a Venetia, -<span class="pagenum" id="Page_397">[397]</span> -et alcuni altri i quali <i>fortasse</i> qui più avanti saranno nominati. -Et scrisse el governador preditto una lettera a la Signoria -nostra, data a dì 19, come era lui con el resto de quella comunità -deliberati de star sotto la fede de Milan, et non si acordar col re de -Franza, et che ivi erano 6 nave armate et X galie, et che havia el -suo capetanio in ordene, chiamato Bricio Justiniano, homo veterano -et in mar et cosse marittime assà exercitato, et che ditta armada -era in porto in ordene, che a uno segno saria in mar per andar -dove piacerà a la Signoria nostra, et che li patroni di le galie -erano Zenoesi, tutti cai de parte. La qual armada de galie 9 et do -nave uscite poi et andò a la Spezia, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -In questo mezo per lettere di Hieronimo Lion kav. orator nostro -a Milan se intese, le qual lettere venne prestissimo perchè le -poste era duplicate, hor el Duca non faceva quelle debite provisione -se conveniva a la recuperation de Novara, sì perchè el non havea -danari, <i>quam</i> perchè el populo de Milan li era inimicissimo, et non -usciva di castello <i>imo</i> de la rocheta, nè ossava andar per la terra, -per dubito dil populo. Et a questo se puol conoscer l'odio Milanesi -li portava, che a tanta cossa quanto è haver Franzesi mia 25 lontan -in Novara, lori medemi tutti unanimi dovevano andar col so -Signor a ricuperar quella terra, ma <i>non solum</i> (<i>non</i>) si mosseno nè se -offerse, <i>imo</i> volendo el Duca assoldar provisionadi, non catava; per -la qual cossa stava molto sospeso, et havia gran paura, perchè el -populo usava di stranie parole contra di lui. Et per haver danari -fece disfar alcune medaie d'oro havia, et arzenti lavoradi, et fece -bater in questi zorni ducati 150 milia d'oro con la sua testa suso, -et 50 milia de moneda, et nel suo campo, che diceva era persone X -milia, chiaro se comprese non vi esser ditta quantità, <i>imo</i> assà manco. -Or concludendo, el Duca scrisse a suo fratello cardinal Ascanio dovesse -andar a Milan, perchè <i>quodammodo</i> non sapeva che farse, et -per alegrar el populo et quello farsi benivolo, levò el quintello a Milan -et per tutto el suo dominio, che era una angaria havia per avanti -in tempo del Duca defonto posta, zoè de pagar el quinto più ai dacii; -la qual cossa fo principiata de usar al tempo dil duca Francesco; -et cussì al presente la levò, eccetto quella di le mercadantie, zoè el -quintello. Ancora levò l'addition dil sal, che era soldi 30 di più per -ducato, la qual lui la instituì ne l'anno 1490. Oltra di questo strazò -et anichilò tutte le condanne di Cremona et Cremonese, et revocò -li exuli di quella terra, a ciò li fusseno fedeli, contra el Re de Franza -si aproximava in quelle parte. Et el Duca aspettava con desiderio li -<span class="pagenum" id="Page_398">[398]</span> -Stratioti nostri, guidadi et governadi per Bernardo Contarini, el qual -a dì 16 era partito di campo sora Oio per venir verso Milan, et benchè -Stratioti volesseno la soa paga avanti cavalcasse, <i>tamen</i> con -destrezza li condusse fino a Crema; et pur Stratioti non volse andar -di longo, et convenne ivi darli la sua paga, et li levono garbuio, -dicendo non volevano andar in paesi alieni, se non haveano uno -ducato di più di la soa paga al mexe per uno. Et fo necessario di -questo ad visar la Signoria, et però dimoravano tanto ad andar. Or, -concludendo, el Duca a l'ambassador nostro dimostrava che se la -Signoria nostra non li deva aiuto, non sapeva che farse, dubitando -non l'intravenisse a lui come a re Alphonso, et rechiedeva aiuto et -consejo, et che li fusse mandato qualche patricio, a ciò el populo -havesse cagion di star quieto, vedendo la Signoria voleva aiutarlo. -Et zonte tal nove a Venetia, chiamato el consejo di Pregadi, a dì -17 Zugno, deliberorono di far ogni cossa in suo favor, benchè poi -rendesse mal merito, et <i>licet</i> vi fusse ivi uno ambassador, pur per -confortarlo elexeno, con pene grandissime, do patricii di primi senatori, -Luca Zen et Andrea Venier, i quali erano stati consiglieri, -con condition la mattina dovesseno risponder si volea andarvi o -vero sottozazer (<i>sottogiacere</i>) a le pene; et accettando si debino partir -in termene de tre zorni. Ma questi do patricii, la matina che fo -el zorno dil Corpo de Christo, nel qual dì et a Venezia et per tutta -Christianità si fa solenne processione, andati in Collegio renonciò tal -legatione; el Zeno per esser in uno officio chiamato al luogo di procuratori -sopra le cosse di Sopragastaldi, et non poteva esser astreto; -et el Venier si excusò per non esser molto sano. Et in questo zorno -fo chiamato Pregadi, che di raro, <i>sive numquam</i>, el dì dil Corpo de -Christo se fa Pregadi, et fo balotado la sua excusatione et preso di -accettarla: <i>tamen</i> tutta la terra mormorono, che a tanto bisogno -non fusse andati a servir la Republica. Et fo creato in loro loco do -altri patricii integerrimi, Marco Zorzi era Savio a Terraferma et -Benedetto Sanudo fo provedador al Sal. Questi, considerando el ben -publico et che per la patria cadauna fatica era minima, <i>libenti animo, -eodem instanti</i> andono a la Signoria et accettono <i>libentissime</i>, -dicendo erano pronti et presti a doverse partir quando quella li comandava. -Et poi venne di Milano tal nova, che parve al Collegio -di non mandarli, et cussì non andono: <i>tamen</i> da loro non mancò -di andarvi. -</p> - -<p> -Or in questi do Pregadi fo fatto molte provisione,<i> maxime</i> a -trovar danari. Et a dì 17 fo preso parte che quelli voleva metter -<span class="pagenum" id="Page_399">[399]</span> -arzenti in zeca per far monede, fusseno fatti creditori de li lavoradi -a ducati 6 la marca et in peza ducati 6 et ¼; l'oro veramente a -ducati 76 la marca: sì che veniva haver di dono quelli metteva, a -rason di ducati 12 per 100; et quelli mettevano in termene de zorni -XV habi un certo don, oltra la utilità, et li obligavano el deposito -dil sal ogni mexe ducati 8000; i quali li provedadori portano a li -Camerlenghi, nè de quelli puol far alcuna cossa, sotto grandissime -pene limitade per el Consejo di X, comenzando el deposito in Novembrio -proximo et <i>successive</i>; oltra de questo, li obligano le XXX -et 40 per cento se scuode a li Governadori di le intrade. <i>Item</i> si -possino scontar in decime si meterano per zornada; <i>tamen</i> questa -provisione a dì 24 ditto poi fo sospesa, et non seguite, perchè trovono -altra miglior via de trovar danari presto. Et in questo zorno -essendo Pregadi suso, venne lettere de Milan notificava come el -Duca de Orliens era in Novara con zerca persone 8 in 10 milia, -<i>tamen</i> non voleva uscir di la terra nè venir a la campagna a l'impeto -dil campo duchesco. Pur Franzesi scorsizavano fino a presso a -Vegevene, dove era ditto campo, et a Mortara, castello mia 8 da -Vegevene, fece molte corarie. Et a dì 18, pur essendo Pregadi suso, -zonse altre lettere di 17, narano che a dì 16 hore 19 haveano a Milan -lettere dil campo, come essendo venuto 150 cavalli de Franzesi -per danizar verso Vegevene, el signor Nicolò di Corezo soldato et -consier del duca de Milan li era andato con alcuni dei soi soldati -contra, dei qual ne havea amazato 60, li altri fugati, parte feriti, -ritornono in Novara. Questa nova molto piacque a nostri, perchè -Franzesi comenzasse a sentir le arme de Italiani, desiderando che -come Stratioti zonzerebbeno ivi, fariano dir di loro, come con effetto -fue. Et el signor Galeazo de San Severino capetanio del campo -mandò a dir al Duca de Orliens venisse a la campagna et non stesse -come stava in Novara serato. Et esso Duca non vi volse venir, atendendo -a far repari a quella città. Et poi a dì 19 venne lettere di 17 -di l'ambassador nostro a Milan, scritte a hore 24, come el populo -de Milan era alquanto acquietato per el venir de li Stratioti, et el -Duca ancora; <i>tamen</i> non usciva dil castello; et che alcuni principali -di quella terra erano andati in rocca a parlar al Duca, dicendo -Soa Excelentia non si desse fastidio, che per niente non erano disposti -de veder non che tener dal Re de Franza nè dal Duca di Orliens, -ma morir sotto la caxa sforzesca; et che per queste parole el -Duca se era alquanto consolato, aspettando li Stratioti, li qual dovevano -zonzer a dì 19; et poi lui in persona voleva andar in campo -<span class="pagenum" id="Page_400">[400]</span> -con grandissima zente. Et intendendo non volevano Stratioti partirse -di Crema se non haveano uno ducato per uno di più al mexe, -come ho scritto de sopra, el Duca li mandò a prometter lui quel -ducato; et più che li voleva dar la soa usanza di uno ducato per -ogni testa de Franzesi portavano in campo. Et li mandò contra uno -suo secretario comissario, per farli dar alozamenti per camino, et -farli far bona compagnia. <i>Item</i> come era zonto a li soi confini 600 -Sguizari li mandava el Re de Romani, <i>tamen</i> a suo soldo; et el Duca -confortava molto la Signoria a far passar el suo exercito in Parmesana, -dove havia za mandato el Conte de Chaiazo con alcuni altri -condutieri et fanti a custodia de Pontremolo; et fece far uno ponte -sopra Po tra Cremona et Parma sopra burchi numero 33, a ciò comodamente -le nostre zente passasse, come dirò di sotto. Ben mandò -a pregar la Signoria per el so ambassador, che le zente nostre nel -passar facesse manco danno potesse, per caxon di non commover li -populi a qualche novità; et <i>etiam</i> mandò comissario lì in Parmesana -Francesco Bernardin Visconte, che fo qui oratore, et nominato -di sopra. -</p> - -<p> -Et da Zenoa si have lettere dal governador Agustin Adorno, -che nostri non dubitasse di la fede di Zenoesi, et che le pratiche dil -Re de Franza non havia sortito effetto, per le bone provisione lui -havia fatte; et che lo casteletto era in man dil Duca de Milan, et -messovi fanti in custodia, et che nel suo consejo haviano deliberato -non partirse di la liga; et che, parendo a la Signoria, le nave 6 et -X galie armate et in ordene uscirebbe per andar a trovar l'armada -franzese al porto de Livorne, et che volevano mandar do nave carge -d'artiglierie et munitione a Scio dubitando de Turchi, perchè -minazava de andar con l'armada a soi danni, et che quelli de Scio -haveano mandato uno ambassador al signor Turco, et però pregavano -la Signoria se volesse interponer a far Turchi non desse fastidio -a ditta isola de Scio. Et cussì, a dì 19 ditto, nel Conseio de Pregadi -fo decreto et scritto al secretario nostro a Constantinopoli che -andar dovesse a la presentia dil Signor, et pregarlo non vogli dar -impazo a Zenoesi per le cosse occorrevano in Italia, perchè, non -dagando fastidio, Zenoesi sarebbe con nui contra el Re de Franza, -el qual se non se gli opponeva, voleva dominar tutta Italia et poi -andar contra Soa Signoria. Et non andando a Scio, Zenoesi non darà -el passo al Re, el qual se lui l'havesse saria molto contrario a la -quiete et paxe de Italia. Et fo expedito subito el gripo a Corphù. -</p> - -<p> -A Bologna in questo tempo vi venne uno araldo di mons. di -<span class="pagenum" id="Page_401">[401]</span> -Bressa a dimandar al magnifico Johanne Bentivoi et quella comunità -passo di dover passar con le soe zente. <i>Unde</i> Bolognesi li risposeno -non volevano Franzesi su el suo, per non patir più danni, -come al principio di questa impresa haveano patito per el campo dil -Re alozato ivi vicino; et che era assà altre vie da passar. <i>Demum</i> -vi venne uno secretario dil Re, pur a dimandar passo et vittuarie, -promettendo, a ciò non havesse alcun dubio di haver danno, di -mandarli ostasi in Bologna. Et fatto conseio per farli risposta, dove -volseno Bolognesi vi entrasse Antonio Vincivera nostro secretario; -et scrisse esso magnifico Johanne a la Signoria quello dovea -risponder. Et per nostri li fo rescritto non dovesse per niente darli -nè passo nè vittuarie; et cussì era l'opinione dil Duca de Milan; et -che dovesseno licentiar ditto secretario. <i>Unde</i> Bolognesi cussì feceno; -et dimandò a la Signoria per loro difensione 1000 cavalli, i -qual non venisse sul Bolognese ma stasse a quelli confini. Et fo -(<i>scritto</i>) <i>pro nunc</i> a le zente erano in Romagna, dovesseno star preparate -per questo; et ancora a loro compiacentia scritto a Piero -Duodo, provedador di Stratioti alozati vicino a Bologna, non dovesse -lassar far niun danno a Stratioti a quel paese. -</p> - -<p> -A Ferrara el Duca pur mostrava cativo animo, et el Vicedomino -nostro non era ben visto, <i>imo</i> per Ferrara et tutto el Ferrarese -cridavano: Franza! Franza! Et in questi zorni ritornò Antonio di -Contestabeli kav., era stato orator di esso Duca al Re de Franza, et -partito molto contento da Soa Majestà; et se divolgava per Ferrara -el Signor esser in grande amicitia con el Re. El qual signor et duca -Hercules havendo za ditto per niuna cossa più se voleva armar, -al presente, <i>nescio qua de causa</i>, fece far nette et imbrunir le soe -arme; i qual signali era de volerse armar. Et don Alphonso suo fiul -<i>tandem</i> era partito de Ferrara con 60 cavalli, et andato a Milan dal -cugnato, <i>tamen</i> el padre lo serviva de alcuni homeni d'arme soi, a -ciò havesse la so conduta. -</p> - -<p> -A Perosa el Pontifice era volonteroso de ritornar a Roma, et -cussì tutti li Cardinali; <i>tamen</i> l'ambassador nostro persuadeva, <i>nomine -Senatus</i>, Soa Santità non havesse sì gran pressa, et vedesse -prima qual via tegnerà el Re. Se ritrovava lì in Perosa el cardinal -Sancto Dyonise, et uno altro episcopo, come ho scritto di sopra, -havendo fatto la excusatione dil Re di non esser sta suo voler fusse -messo a sacco niun loco dil Pontifice o vero di la Chiesia, et che Soa -Beatitudine ritornasse con la Corte a Roma, et non haver alcuna -paura di lui, perchè 'l voleva esser fiul di Santa Chiesia et render -<span class="pagenum" id="Page_402">[402]</span> -le terre lui teniva di la Chiesia per soa securtà; et dette li contrasegni -a ciò fusse mandato a tuorle nel pristino dominio, uno per -nome dil Papa. Oltra di questo el sig. Prospero Colonna scrisse una -lettera al Pontifice che dovesse ritornar a Roma, che li prometteva -non seguiria più danno alcuno, et che Roma pareva deserta non vi -essendo la Corte. <i>Unde</i> più el Pontifice se inanimava, et terminò al -tutto, passato el zorno dil Corpo de Christo, partirse; <i>tamen</i>, a requisitione -di la Signoria nostra stete tre ziorni più lì in Perosa, -dove le parte erano su le arme, zoè li fora ussiti Odi con li Bajoni -erano dentro; nè el Pontifice potè conzar quelle cosse. El camino -voleva far el Pontifice in ritornar a Roma era andar a Foligno, Spoleti, -et per zornata si governeria; ma una volta voleva partir di Perosa. -Et a dì 16 dil presente mexe di Zugno, a hore 22, intrò in -Perosa el sig. Zuane di Pesaro con madonna Lucretia soa moglie fia -dil Pontifice con zerca 100 cavalli. Li andò contra li oratori et la -fameia dil Papa, et ne l'intrar esso Pontifice era a la fenestra, et li -dete la benedition, et poi stete ivi 4 zorni, et ritornò a Pesaro. Et -havendo nostri mandato a dimandar al Pontifice la zente havia sì -di la Signoria <i>quam</i> de Milan, a ciò venisseno in Parmesana a ingrossar -el campo, perchè Soa Santità non havia più bisogno; et, -exposto questo, el Pontefice volse tre zorni de rispetto per veder -come andava le cosse dil Re. Et inteso in questo mezo la nova dil -perder de Novara, di la qual cossa con reverendissimi Cardinali have -gran dolor, et fo contento ditte zente ritornasse, come per lettere -di l'orator di 16, zonte a dì 19, se intese; et <i>non solum</i> quelli -cavalli lezieri havia mandà, <i>etiam</i> el Signor de Pesaro suo zenero fo -contento vi venisse, sì come era ubligato per il stipendio havia, ma -non venne: ben mandò el sig. Galeazo suo fratello con la soa conduta, -qual di sotto scriverò, in campo a Novara. <i>Tamen</i> el Papa volse -tenir 500 provisionadi nostri a presso de sì; et li cavalli lezieri, -zerca 1000 in tutto, in quel medemo zorno a dì 16 si aviono a la -volta de Parmesana, facendo la volta de Romagna, perchè el Re era -in Toscana. Et è da saper che 'l cardinal Ascanio vicecanzelier, fratello -dil Duca de Milan, havendo habuto lettere di venir a Milan, -dimandò licentia de portarsi da Perosa al Papa insieme col cardinal -de San Severino per el bisogno occoreva a Milan, sì per confortar -quelli populi <i>quam</i> per operarsi; ma el Pontifice non volse che lo -abandonasse, <i>adeo</i> convenne..., ma poi sopravenne lettere ivi de Milan, -che non bisognava, et che restasse col Pontifice et cussì fece. -Et el Papa disse a l'orator nostro, che la Signoria attendesse pur a -<span class="pagenum" id="Page_403">[403]</span> -esser gaiarda contra el Re, che lui anderia dove a quella piaceva, o -in Ancona, o altrove; ma dubitava a hora di promover questo, perchè -li Cardinali tutti volevano ritornar a Roma, <i>maxime</i> non havendo -paura dil Re el qual andava a Pisa; et era contento Soa Santità -al bisogno <i>etiam</i> lui aiutar la liga con le censure, et altre cosse -necessarie. <i>Conclusive</i> dil Papa non si temeva alcuna cossa, et era -fermo in opinione. -</p> - -<p> -El Re de Franza in questo mezo non restava de tentar tutte le -vie et modi per tirar qualche uno con lui. Prima con Zenoesi, promettendoli -gran cosse, ma non potè far. Or con Fiorentini, et benchè -li desseno el passo, pur vedeva haveano contra di lui mal animo, -et non vi volse andar a Fiorenza. Con Bolognesi, però che, havendo -habuto Bologna, Ferrara era con lui, et al suo piacer poteva venir -fino sul Polesene di Ruigo et in Padoana non havendo habuto contrasto; -ma Bolognesi non li volse dar nè passo nè vittuarie, imo el -suo secretario de Bologna, el magnifico Joanne licentiò, dicendoli: -dite al Re <i>non solum</i> è per non haver quello el dimandava, ma venendo -di qua provereti le nostre arme come le tagliano; el qual secretario -nel venir gioso dil palazo di Signori su la scala usò assà -bestial parole. Ma el Re non potendo far quello el desiderava, terminò -venir a Pisa et a Pontremolo; et a dì 23 aviò el suo exercito -da Pisa a Poggibonzi, loco de Fiorentini, mia 12 da Siena, 18 da -Fiorenza et 28 da Pisa, situado sopra strade di le qual si pol andar -e a Pisa e a Fiorenza, et però non se intendeva ben dove volesse -andar. Ma per lettere di Perosa se intese havia aviato li soi cariazi -cargi de spoglie et di gran valuta per numero zerca X milia some, -benchè Franzesi dicevano molto più, che dil Regno di Napoli et -quasi di tutta Italia, eccetto il tenir di la Signoria, riportavano in -Franza. Queste eran aviate verso Pisa, dove poteva parte cargarle -su la soa armada, era zonta al porto de Livorne, et parte menar con -sì per terra. Li qual cariazi haveno mal fin, come dirò di sotto; et -però avanti el dì de l'ultima partita un beato chiamar non si conviene, -sì che la fin fa tutto. Et cussì come nel principio el Re de -Franza prosperava et era fortunato, cussì da poi li venne assà cosse -contrarie, et però si puol (dir) <i>exitus acta probat. Sed de his satis.</i> -</p> - -<p> -L'exercito veramente nostro era radunato a Seniga sora Oio, -et continuamente zonzeva condutieri et fanti. Et a dì 15 Zugno el -marchexe de Mantoa governador con cavalli 500 ivi zonse, et fo -ricevuto da Marchiò Trivixan provedador, <i>honorate</i> molto. El sig. -Redolfo so barba, et Phebus di Gonzaga so cusino veniva de indi -<span class="pagenum" id="Page_404">[404]</span> -con il resto di le zente. Jacomazo da Venetia capetanio di le fantarie -ivi era venuto da Perosa; le mostre el provedador voleva fosse -fatte avanti passasseno di là da Oio. Et Daniel Vendramin pagador -con danari da far la paga, a dì 18 Zugno, fo el zorno dil Corpo de -Christo, in campo zonse. -</p> - -<p> -El ponte sora Oio, era fatto su burchiele lì a Seniga, passa alla -Bina sul territorio dil Duca de Milan. <i>Demum</i> uno altro per el Duca -era fatto sora Po, in uno loco ditto la Giara; sì che, passato Oio, -l'exercito era sul Cremonese. Or zonto el Governador in campo, -scrisse a la Signoria come havia diligentemente col provedador Marchiò -Trivixan examinato sì l'exercito <i>quam</i> el passar; et havia ordinato -el modo dil campo, desteso trabache et pavioni (<i>padiglioni</i>) a -la campagna, et fatto li cai di colonello, et che se ritrovava fino quel -zorno cavalli 5500 et zerca pedoni 6000, il resto cernide et guastadori, -schiopetieri etc. Et come era zonti in campo fanti 1299 (<i>sic</i>) -da Bergamo, fatti et pagati per quella comunità, mandati ivi per -Marco Sanudo podestà et Alvise Mudazo capetanio de Bergamo. Per -lettere di qual rettori, la Signoria fo certificata dil ben voler de Bergamaschi, -et de questo numero parse al provedador o vero capetanio -di le fantarie di tenir <i>solum</i> 800, el resto mandono indrio a Bergamo. -Et che mancava zonzer alcuni condutieri. Et col nome del Spirito -Santo, a dì 19 ditto comenzerebbono a passar Oio le zente d'arme, -però che za di fanti 6000 erano di là passati, et che li soldati -dimostravano volonterosi di apizarse con Franzesi, et haveano habuto -la paga. Et inteso questo, fo scritto in campo <i>statim</i> dovesseno -solicitar el passar, et publicar tra soldati come el Re venia con -assà richeza; et li mandono le copie di le lettere, che de li X milia -cavalli de cariazi che menava con lui advisava, a ciò lezesse <i>publice</i> -al provedador in campo per inanimar le zente andasse con bon cuor -a tal butini. El campo se andava per zornata ingrossando. Sguizari -o vero Elemani, fatti in terra thodesca per Zuan Dolce, za per Roverè -ne erano passati 300 che veniva. Nicolò Savorgnan con li 1000 -provisionadi de Friul era partito de Udene; et a dì 20 si era a Vicenza -Cazanderle thodesco ne havia 500 a Mestre, aspettava tre -zorni el resto. Paris di Lodron, al qual se ritrovava Francesco da la -Zudeca, soldava provisionadi a ducati 3 al mexe, Lionello dal Nievo -et altri. Et in questa terra fo fatto a dì 21 ditto X altri capi de provisionadi, -li qual saranno qui nominati<a class="tag" id="tag133" href="#note133">[133]</a>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_405">[405]</span> -</p> - -<p> -Et cussì a tutti fo dato danari, a ciò andasseno a far li fanti. -Et fo decreto nel Senato che le zente di Romagna venisse a conzonzerse -con l'exercito in Parmesana, perchè el Re, facendo la via di -Pisa, non era più bisogno de custodia in Romagna; et solicitato -Piero Michiel facesse cavalcar el signor di Rimano <i>etiam</i> lui in Parmesana. -Et a dì ditto, Marchiò Trivixan provedador volendo andar -dove habitava el Governador per consultar de passar, el qual passar -non pareva al ditto Governador, dubitandose <i>etiam</i> per andar in -paesi alieni, <i>licet</i> el Duca de Milan fusse suo cugnato; et esso Governador -fo più presto, et venne a trovar ditto provedador, et erano -alcuni condutieri. Et ivi Marchiò Trivixan comenzò, come la Illustrissima -Signoria per la fede vedeva et conosceva era in la sua persona, -lo havea eletto Governador dil suo exercito a tanta impresa, -<i>et reliqua</i>, che longo saria a scriver tutte le parole. Et el Marchexe -rispose, ringratiando la Signoria Illustrissima di la bona opinione -havia fatto di lui, promettendo di farla esser certa di la fede si tempo -acadeva, et che voleva li fatti fusse quelli la dimostrasse, et le -opere sue, le qual per zornata si cognosserebbe. Et poi el conte Ranuzo -del Farnesio, uno di primi nostri condutieri, havia cavalli 600, -disse che, per amor portava a la Signoria Serenissima, l'era contento -de portar ogni honor, et recever ditto Marchexe per suo capo, -et tanto più quanto saria el consiglio dil sig. Redolfo expertissimo -nel mestier di le arme. Et questo medemo disse el conte Bernardino -Fortebrazo et altri principal condutieri. Et poi el Governador -fece alcuni editti in campo, <i>ut mos est</i>; et el sig. Redolfo andò di -là di Oio a la liziera a sopraveder el ponte, dove el comissario dil -duca Francesco Bernardin Visconte havia fatto far sopra Po; et explorato -el tutto, ritornò in campo, et si preparavano a dover passar -Oio con tutto l'exercito. -</p> - -<p> -A dì 20 Zugno venne lettere di Fiorenza di Piero Dolfin zeneral -de Camaldole narra de l'intrar dil Re, di successi de Siena, et -a dì 17 era partito et venuto ad alozar a Pogibonzi, poi a dì 21 -ditto intrò in Pisa, come dirò di sotto, et che era stato con molti di -primi di Fiorenza, i quali non volevano far altra novità contra el -Re al presente per esserli molto vicino, et vedevano la liga far le -provision pegre, et non era altri che Venetiani facesseno nulla, et -però volevano cercar di star in paxe col Re, cercando <i>de plano</i> de -haver li soi luogi; <i>tamen</i> che non daranno aiuto di zente a esso Re. -La qual cossa fo mal fatta, et Fiorentini ebbeno mal consiglio; che -si havesse aderido a la liga, al presente havendo fatto le provisione -<span class="pagenum" id="Page_406">[406]</span> -come havia in Fiorenza, saria stato buono per loro, et tutte le -sue terre havia rehabuto. In questo zorno venne lettere da Brandizo -di 6 dil mese dal capetanio zeneral, narrava ritrovarse con galie -25 ivi, et che a dì 3 era zonto Bartolomio Zorzi provedador di l'armada -con la galia, soracomito Nicolò Corner, benissimo interzata -et in ordine, et do altre di Candia; et che <i>juxta</i> i precepti manderia -uno provedador in l'Arcipelago, tenendo <i>solum</i> 20 galie. Che -Piero Bembo soracomito nostro non era ancora ritornato di Messina, -et pregava la Signoria non volesse lassar quella armada lì a quelli -scogi involirse, et però che ancora non havia habuto la licentia dil -romper, et che quelle rive di Puia erano volonterose di non star -più sotto Franzesi nè ritornar sotto casa di Aragona, ma darse a S. -Marco, et che queste terre si teniva in Puia ancora per el Re de -Franza, aspettando però vi andasse qualche uno a tuorle, zoè Manferdonia, -Monopoli, Barletta, Trane, Molfetta, Bari, Leze et assà altre. -<i>Item</i> che don Cesare in Brandizo havea ubedientia poca, <i>tamen</i> -l'esser di l'armada havea confortati quei populi per re Ferando. -</p> - -<p> -A dì 21 ditto da mattina andò in Collegio da la Signoria Cazanderle -thodesco dicendo: Serenissimo Prencipe, l'è 9 zorni che -manco di qua, et ho 400 schiopetieri et 600 fanti; ordini Vostra -Serenità dove li piace faci la mostra, et volentiera l'arebbe fatta in -questa terra. Et fo ordinato la facesse a Mestre, et andasse di longo -in campo. Et lui disse: si ne volete altri 2000, datime 2000 ducati, -et li anderò di subito a far. Et in questa matina medema feceno li -capi di provisionadi et fanti per Collegio, sì come ho scritto di sopra, -et questo perchè el Duca de Milan havia mandato a dimandar -nel nostro campo 500 fanti per mandarli con 500 soi a Zenoa, havendoli -richiesti Agustin Adorno governador, et cussì fo scritto al -provedador in campo dovesse mandarli, et per questo fo fatto questi -altri fanti. -</p> - -<p> -In questo zorno a nona zonse lettere di 19 da Perosa, come el -Re a dì 15 havia fatto consignar a uno messo dil Papa el dominio -et fortezza di Civitavecchia, et quelli custodi franzesi ivi erano -montò su con loro robe, et de lì se partino; <i>etiam</i> Teracina rendette; -et che ancora se ritrovava a Perosa el cardinal Sancto Dyonisio, -con l'altro episcopo ambassador dil Re de Franza; et che -ditto nostro orator havia molto exhortato el Pontifice non ritornasse -cussì presto a Roma, ma venisse in Ancona, <i>juxta</i> la intention nostra; -ma al tutto, a dì 22 si voleva partir et ritornar a Roma. Et -<span class="pagenum" id="Page_407">[407]</span> -che el zorno avanti, fo el dì dil Corpo de Cristo, ivi fo fatto solenne -processione; et in quel zorno di 19 havea fatto concistorio, et -terminato al tutto tra reverendissimi Cardinali de ritornar con la -Corte a Roma, et non andar a Foligno nè altrove, ma venir a Orvieto -et alla distesa a Roma. Et che Colonnesi con Orsini, zoè le -parte in Roma, fevano qualche novità insieme, et essendovi la Corte -se remederia a molte cosse. Et dil Re, havendo tolto la volta di -Pisa, più non temevano. <i>Item</i> che don Gracilasso di la Vega orator -yspano havia habuto lettere, come XV barze de Spagna, di l'armada -era a Messina, veniva a la volta de Livorne per andar a Zenoa, a ciò -Zenoesi stesseno saldi. <i>Item</i> che l'armada de Franza, partita de Napoli, -era zonta a Pisa sì come ho scritto di sopra, dove era l'altra -soa armada de legni numero XV, venuta de Provenza; <i>tamen</i> la verità -fo tutta una sola armada. -</p> - -<p> -A Milan el Duca feva batter monede a furia, et diceva voleva -andar in persona a recuperar Novara e tuorli li ponti et acamparse -a la terra; <i>tamen</i> che intendeva in Aste si aspettava el Duca de -Borbon con assà zente franzese veniva in soccorso et aiuto dil Duca -de Orliens. <i>Item</i> che Sguizari 700 dil Re de Romani erano zonti a -Como, et veniva nel suo campo, solicitava molto a far passar l'exercito -in Parmesana avanti el Re vegnisse a Pontremolo; et che -el suo campo a l'impresa de Novara era homeni d'arme 700, et 80 -homeni d'arme era a custodia de Alexandria di la Paia, el resto -Sguizari provisionadi e fanti a presso persone X milia, et con desiderio -aspettava li Stratioti; et che 'l Duca li havia mandato ducati -500 a ditti Stratioti per quello ducato de più volseno, et non volevano -passar a Crema, a ciò fusse presti; et desiderava venisseno -per poter mandar a dar el guasto a Novara et Aste a li formenti -erano in campagna et za erano maturi, a ciò Novaresi non li accogliesseno -et havesseno vituarie da tenirse; et intendeva in la terra -esserne poche, et per zorni XV, et che 'l Duca de Orliens voleva -uscir con le so zente a la campagna vicino al so campo. Et madona -marchesana de Monferà, essendo in amicizia col Stado de Milan, -havia fatto romper uno ponte chiamato di la Siesa, sora l'acqua -di la Siesa, a ciò per quella via non potesseno ritornar nè haver -soccorso di Aste. Et cussì zercava esso duca Ludovico de tuor li -passi, et poi assediarli in Novara, benchè molto se dubitava dil Re -non venisse a conzonzerse insieme con tutti do campi dil Re et Duca -di Orliens. Et però faceva pressa a la Signoria, l'exercito andasse -in Parmesana. Sguizari veniva per zornada, <i>ita</i> che haveria 2000 -<span class="pagenum" id="Page_408">[408]</span> -Elemani nel suo campo, et che havia lettere da Zenoa quelle cosse -passavano bene, et era uscito di Zenoa le 9 galie et do nave armade, -et andate verso Portofin contra l'armada franzese; et questo -istesso se intese per lettere di 19 da Zenoa dil governador drizate -a la Signoria. Et a ciò la verità de quelle cosse se intenda, a dì 22 -ditto nel Consejo di Pregadi fo decreto che Zorzi Negro, era secretario -a Milan, andar dovesse a Zenoa subito, et ivi star exequendo -quello li sarebbe comandato; et ancora vedendo come fino a dì 20 -l'exercito non era passato Po, et che 'l Governador pur have qualche -rispetto a passar, <i>unde</i>, disputato <i>inter Patres</i>, a dì 22 ditto, -che al tutto dovesse passar, perchè el Re sollicitava di venir a Pontremolo, -come scriverò de sotto. -</p> - -<p> -In questa notte di 22 Zugno, Agustin Barbarico prencipe nostro, -di alcuni dolor colici gravemente si amalò con agitation di -febre, et a hore 8 scrisse a Padoa li fusse mandati li medici lezevano -<i>publice</i> ivi, zoè M.º Zuan da l'Aquila, et M.º Hieronimo di Verona. -Et cussì a hore 20 el zorno driedo fonno qui, et curono Soa -Serenità di tal egritudine in brievi zorni. Pur la terra se doleva di -la sua absentia in collegio in tanti bisogni et necessità di la Republica, -et in tanta <i>rerum perturbatione</i>. Et questo mal li venne da -tanti strachi, perchè non cessava mai di faticarse, la matina in -Collegio, da poi disnar audientia, Collegio, Consejo di X, Pregadi o -Gran Consejo, <i>adeo</i> non havea una hora de riposso, et voleva far -tutto; <i>tamen</i> piacete a Iddio di presto liberarlo, et fo sanato. -</p> - -<p> -Essendo sta preso in Pregadi una parte, de vender tanto Monte -Nuovo per ducati 50 milia de boni danari, a ducati 75 el cento, zoè -di quelli erano debitori di decime, et che fusse li ultimi danari de -ditto Monte Nuovo francati da la Signoria, perchè, compito le guerre, -vanno difalcando ditto Monte Nuovo; et fo confermata a dì 21 -nel Mazor Consejo. Or a dì 22, per Alvixe Loredan era a le Cazude, -fo fatto principio a scuoder ditti danari, et era uno miracolo le persone -erano ivi con sacheti de ducati et monede per depositar. Et -el primo zorno scrisse ducati 32 milia, et restò ducati 18 milia, et -in do carte dil so zornal solamente, et ancora ne avanzava più -de 100 milia, tanto era le persone volevano depositar, sì che è da -considerar per questo, esser in questa terra assà danari, perchè tutti -questi erano di vedoe, scuole, pupilli etc., et non de richi nè mercadanti. -Et havendo scosso di più dil dover ducati 12 milia, <i>unde</i> -vedendo questo modo facile de trovar danari, el Collegio detteno -licentia dovesse tuor ancora fino a la summa de 40 milia ducati, -<span class="pagenum" id="Page_409">[409]</span> -ma non con el dono de tanto per cento, sì come li primi; et fo sospeso -la parte de li arzenti in zecca, et era termene zorni XV a -depositar questi danari; et in do zorni fonno expediti. La utilità -era solum a raxon di ducati 6½ per cento, sì che fo una bella invention -a trovar danari, senza angarizar li cittadini. Fo ancora -provisto, tutti queloro erano tansati a pagar a li governadori per -tutto el mexe, dovesseno pagar senza pena; et questo feceno per dar -comodità a li botteghieri et arte; ma passato el mexe, pagasseno -poi con la pena. -</p> - -<p> -A dì 22 ditto fo retenuto per el Consejo di X uno Joan Martinis, -cathelano di Barzelona, el qual era venuto pochi zorni avanti -in questa terra, partito di Roma avanti el Re v'intrasse, et el Papa -se spartisse. Questo andava vestito assà bizaramente per Rialto, con -gran seguito de Patricii et altri, perchè lui <i>publice</i> rasonava molto -di queste guerre et perturbatione de Italia, dicendo era stato con -XVI Re, 4 Pontifici, 70 Cardinali et con molti Re et Signori havea -grande familiarità, come era il vero, per esser faceto, era di bon -parlar, mostrava haver gran inzegno. Or dubitando i Cai di X non -fusse spion, con bel modo fo mandato per lui dove alozava, a caxa -di alcuni spagnoli, dicendoli venisse a parlar col Prencipe. Et, venuto, -fo retenuto et collegiato, et tocò a questi: Francesco Foscarini -da San Lorenzo conseier, Lorenzo Venier cao dil Consejo di X, -Lunardo Grimani Avogador de Comun, et Polo Trivixan kav. inquisitor -dil ditto Consejo. Et andati in quel'hora in camera, et examinato, -et cussì la mattina cognossendo non esser in dolo, a dì 25 ditto -fo lassato, admonendolo non parlasse più de Stadi. Questo stete alcuni -zorni in questa terra, poi si partite. -</p> - -<p> -In questo zorno venne lettere di Spagna di 29 Mazo da Burgos -dove era el Re, et se intese la nova di la morte dil Re de Portogallo -non esser vera, <i>imo</i> stava benissimo; et che in Spagna se feva preparamenti -a la guerra, et che rompendo nostri di qua loro romperiano -di là. -</p> - -<p> -Ancora zonse lettere di Elemagna, de li oratori nostri al Re de -Romani, di 12 di l'instante, narra come la dieta non era ancora -compita, et che era capitoli 120, de li qual mancava 40 a consultar, -<i>tamen</i> li più facili; et di brieve saria expedita. Et compita, el Re -faria pensier de vegnir in Italia, et voleva mandar el Duca de Saxonia -con 500 cavalli et pedoni in Italia in aiuto di la liga, et za erano -partiti do soi capetanei per venir a la volta de Milan; uno chiamato -d. Sigismondo Belsperger, l'altro d. Federico Chapeler, i quali fevano -<span class="pagenum" id="Page_410">[410]</span> -el camin de Cuora. <i>Item</i> che tutti Sguizari erano venuti a Milan, -havendo stipendio dal Duca et non dal Re de Romani come si -judicava, sì che poco aiuto ebbe la liga da Maximiano. <i>Item</i> come -esso Re et quelli consultori, havendo trovato un modo de haver ducati -800 milia con picola angaria universal in Elemagna, et ditta -quantità haveria questo anno, sì che, havendoli, porà venir in Italia. -</p> - -<p> -Da Bologna venne lettere come el magnifico Johanne Bentivoi -era fermissimo in far ogni cossa, non atendendo a quello li mandava -a dir el Re de Franza; et suo fiul Hanibal con la sua conduta era in -ordene de partirse a dì 27 et vegnir in Parmesana, et cussì <i>etiam</i> -li Stratioti 500 et le zente di Romagna vegneria in Parmesana, et -non havea ivi più bisogno; <i>tamen</i> intendeva in Bolognese dovea -vegnir alcune squadre franzese; le qual venendo, esso magnifico -Johanne medemo voleva andar a investirli; et per tutta Bologna se -cridava: Marco! Marco! Al contrario de quello fevano Ferraresi, i -quali usavano stranie parole contra nostri, come per lettere del Vicedomino -se intese. <i>Item</i> è da saper che Stratioti erano lì in Bolognese -alozati in una pianura a presso Castel San Piero sora una -acqua chiamata la Scheza mia 12 lontan da Bologna, et ivi steteno -13 zorni. Hor habuto lettere, Piero Duodo provedador di la Signoria -dovesse quelli condurli in Parmesana, <i>unde</i> subito montò a cavallo, -et con li Stratioti numero 800, a dì 21 Zugno intrò in Bologna, et -fo <i>honorifice</i> ricevuto con grande alegreza di la terra. Et in questo -medemo zorno li altri Stratioti con Bernardo Contarini intrò in Milan, -come dirò di sotto. Et <i>est mirum</i> che in le terre cussì fatte, -como Milan et Bologna, <i>uno die</i>, varietà de Stratioti intrasse in le -ditte città, e tutto el populo de Bologna corse a vederli, et, fato la -mostra, ricevuto le paghe, veneno verso Parmesana el zorno da poi, -non havendo fatto alcun dispiacer dove erano stati; et Bolognesi se -laudavano. -</p> - -<p> -Adoncha a Milan, a dì 21 ditto, zonse Bernardo Contarini con -Stratioti numero 635, et con gran fatica li condusse, et se partì de -Crema, però che volevano dui ducati de più per uno; et el Duca li -mandò a prometter ducati uno de più, sì come scrissi di sopra; ma -Stratioti non volseno promesse ma danari; et fo necessario a Bernardo -Contarini loro ductore impegnar li soi arzenti per darli quel -ducato de più per uno, et haveno la paga a Crema, et se partino insieme -con quattro siniscalchi dil Duca erano venuti a solicitar la -soa venuta, et partì da Crema a dì 21 ditto, veneno mia X ad alozar -a Lodi, et <i>benigne</i> dal commissario de Lodi fo ricevuto, offerendose -<span class="pagenum" id="Page_411">[411]</span> -da parte dil Duca; poi, disnato, se partino a hore 18, et a le 22 hore -introno in Milan, che era mia 20, et zonti a presso el borgo, li venne -contra quatro de primi dil Duca con do nostri patricii erano andati -a veder quel campo, zoè Piero Bragadin et Homobon Gritti, et in -tutto el borgo era pien de populo venuto a veder Stratioti a loro -inusitati et novi a vederli. El Duca et la Duchessa montono a cavallo -con la soa Corte et veneno su la piaza per veder ditti Stratioti, -et fece gran carezze a Bernardo Contarini; et volendo quello tuor -licentia, el Duca li fece dir havia a caro Stratioti corresse un poco. -Et cussì fo fatto correr con le lanze et maze de ferro con gran piacer -dil populo. Poi andò a li alozamenti nel barco, dove era preparate -tavole a torno per dar a manzar a li Stratioti; et Bernardo Contarini -alozò in caxa di l'orator nostro; et poi el zorno driedo a hore 4 di -notte se partì per andar a Vegevene insieme con li do patricii sopra -nominati con grandissima pioza, che arivò a hore 18; li venne contra -el capetanio sig. Galeazo di San Severino et sig. Fracasso et -Antonio Maria di San Severino, el sig. Nicolò da Corezo, el conte -Hugo di San Severino, el conte Scaramuza di Visconti et altri cortesani, -et con gran festa receveteno Stratioti et acompagnò Bernardo -Contarini fino al suo alozamento nel borgo de Vegevene. Et el campo -franzese era za venuto in campagna, alozato tra questi lochi... nel -qual, come se divulgava, era homeni d'arme 350, arzieri a cavallo -1000, cavalli lezieri 1000, et fanterie zerca 8000, et scorsizavano -prima fino a presso Vegevene. El campo duchesco, come per lettere -dil preditto Bernardo Contarini se intese, era homeni d'arme 800, -fanterie 3000, cavalli lizieri 100 et li nostri Stratioti; i quali zonti -detteno gran reputatione a ditto campo; et Franzesi si hebbeno -paura. Ancora aspettava 3000 Elemani, et a dì 23 ne zonse 400 -benissimo in ordene. -</p> - -<p> -In Novara era gran carestia, et el Duca de Orliens volse metter -una angaria dil sal a li populi de Novara; ma Opizin Cazabianco, -fo quello lo havea introdotto dentro, li disse: Signor, non far, -per non te tuor el populo nemico; et cussì non fece altro. <i>Tamen</i> -se intendeva era volonteroso de poner angarie a Novaresi, et el Duca -de Milan feva al presente el contrario; usava umane parole a li cittadini, -et fece uno editto, che tutti quelli che conducevano in termene -di 3 zorni vittuarie in Milan, zoè vini, formenti, et altro, potesseno -portarle senza pagar nè dacio gabella nè intrada. Et questo -fece a ciò vittuarie fusse menate in Milan per quello poteva occorrer, -havendo i nemici propinqui; i quali in questi zorni preseno do -<span class="pagenum" id="Page_412">[412]</span> -lochi dil Duca preditto vicini a Novara, chiamati Villa nuova et -Caxicol, non però molto da conto, et si reseno a patti. Et benchè -non sia a proposito pur qui voglio scriver, che uno maistro Ambrosio -de Rosate, medico et summo astrologo dil Duca de Milan, dal -consiglio dil qual el Duca <i>nunquam</i> se parte, <i>imo</i> tutte le sue cosse -fa per hora astrologica data per ditto maistro Ambrosio; et è <i>mirum -quid</i> la fede li presta. Or questo disse al Duca, come a dì 29 -Zugno el Re de Franza harebbe una gran rotta, la qual cossa poco -radegò; che a dì 6 Luio seguite la battaglia, et fo fugato dal nostro -exercito, come scriverò di sotto. -</p> - -<p> -A dì 23 ditto venne lettere di Marchiò Trivixan provedador in -campo, date di là di Oio; et se intese come la Domenega passata, -fo 21 dil mexe, col nome de Christo le zente d'arme havia dato -principio a passar Oio, et alozati sul Cremonese in uno loco ditto -Larzira, eran squadre 55 et fanti 5000; et che 'l provedador Pisani -non era ancora zonto in campo, et el Governador con alcune squadre -non era passato e temporizava de passar, aspettando el resto di -le zente, perchè el campo se ingrossasse più; le qual zente di hora -in hora zonzeva, et <i>non solum</i> li soldati stipendiati, ma <i>etiam</i> molti -altri senza alcun stipendio, per far vadagno et per aquistar fama, a -loro spexe andono in campo, et questo per li gran butini conduceva -con lui el Re de Franza. Adoncha el campo nostro a dì 22 seguite -tutto a passar Oio lì a Seniga, el Governador et Provedador con tutto -el resto, et andono a la riva de Po dove era fatto el ponte per el -Duca de Milan de sotto de Cremona zerca mia 5, et fatto in quel -zorno mia 28, zoè perchè la riva de Po è mia 22 di Oio, et Fontanelle -di là di Po, dove andono ad alozar, è mia 4; et cussì el Governador -volse in quel zorno passar <i>etiam</i> Po. Et mentre passavano -l'exercito, el Provedador notificò di questo la Signoria; et come el -conte Ranuzio del Farnesio et el conte Bernardin Fortebrazzo erano -con le loro condute benissimo in ordene andati un poco avanti di là -de Po degli altri, et volevano andar a trovar el Conte de Caiazo a -Pontremolo per essere più presto loro ivi che 'l Re, et che haveano -ditto, si sarebbono avanti el zonzer de Franzesi, <i>sine dubio</i> prometevano -al Governador di haver vittoria. Di la riva di Po a Pontremolo, -era mia 40 et più. Et che tutte le zente andavano molto vigorosamente -per causa di haver li cariazi dil Re, come speravano. Et poi, -a dì 28 per lettere di 25 da matina, nostri fo certificati come per -tutto quel zorno harebbe l'exercito passato, andando più propinquo -a Pontremolo che podesseno, et che erano cavalli 6000 et 6000 -<span class="pagenum" id="Page_413">[413]</span> -fanti, aspettando con desiderio le zente di Romagna et li Stratioti, -et che 'l Conte de Caiazo havia mandato a dimandar 600 fanti, parte -per meterli a quelli passi di Pontremolo, parte per mandar a Zenoa; -el qual li havea mandati. Et che esso Conte, per quanto intendeva, -non havea più di 7 squadre. Adoncha la Signoria nostra bisognava -esser et fusse quella che a tanta impresa et a Franzesi con il suo exercito -ostasse. -</p> - -<p> -Et da Milan in questa matina di 23 ditto venne lettere scritte -di 20 di Zenoa, che a dì 19, zoè el zorno avanti, acadete a la Speza, -ch'è una forteza su quella riviera, che venendo 500 cavalli et -200 fanti di quelli erano a Pietrasanta, Serzana et Serzanello, pur -de Franzesi et sequazi dil Re, insieme con Alexandro de Campofregoso, -fiul secondo dil Cardinal di Zenoa, però che 'l mazor, chiamato -Fregosino, era preson in Aste con taia de ducati 8000, come ho -scritto di sopra; hor ditta zente, havendo qualche intelligentia con -la soa parte, contraria de quella al presente domina Zenoa, veneno -per tuor ditta fortezza, la qual era ben custodìa, ma non potè haver -effetto loro disegni; <i>imo</i> li custodi fonno a le man con quelli, et li -rebatete, morti zerca 40 cavalli. Et questo fo segno di la fede de -Zenoesi. La qual Speza è lontan di Zenoa mia 60, et cussì tornono -senza haver operato nulla. Et ivi, tra la Speza et Porto Venere, era -di Zenoesi nove galie et do nave armate con li danari nostri et -de Milan. Et, seguito tal cossa dil rebater de li nemici a la Speza, -el Governador et comissario dil Duca advisò a Milan, et cussì per -lettere di l'ambassador nostro di 21 a hore 16 se intese, et zonto -qui a nona, et che Zuan Alvixe dal Fiesco, fratello di Obieto prothonotario, -era in Zenoa, havia scritto al Duca voleva esser fidelissimo, -et Soa Excelentia non dubitasse per esser suo fratello col Re -de Franza; et se divulgava el Re voleva mandar mons. di Brexa -con alcune zente contra di loro; li qual se difenderiano gajardamente. -Et el Governador dimandò 500 Sguizari et 1000 fanti; et -questo perchè dubitava di certo passo, et però voleva ponerli custodia. -Et el Duca scrisse in campo, vi andasse 500 fanti. Et el provedador, -parendoli haverli dato assà, scrisse a la Signoria che era -mal desminuir le forze di l'exercito. Pur deliberò che Piero Schiavo -contestabele, a dì 27 ditto, de campo se partisse, et andasse a la -Speza, mia 30 lontan de lì: <i>tamen</i>, per quello successe poi, non -andò. -</p> - -<p> -A Bologna lettere continuamente zonzeva di la vera fede dil -magnifico Joanne Bentivoi et Bolognesi, el che 'l Re havia mandato -<span class="pagenum" id="Page_414">[414]</span> -da Pisa lì uno messo a dimandar consejo a esso Bentivoi, qual -via havesse a tenir; et che gajardamente li havia risposo che dovesse -<i>pacifice</i> amicarsi con la Illustrissima Signoria et Stado o vero -Duca de Milan: <i>conclusive</i>, che Bologna era prontissima a far ogni -cossa contra Franzesi, et el secretario nostro ben visto et molto carezato. -</p> - -<p> -A Ferrara el Duca, vedendo el grande exercito preparava la -Signoria, dubitando che, compito ste cosse de Franza, non fusse -quello havesse a patir danno per li portamenti soi cattivi, in questi -zorni scrisse a suo zenero Duca de Milan, come, vedendo la tyrania -dil Re de Franza usata in Italia, <i>maxime</i> a Siena, et metter di lochi -di la Chiesia a sacco, era disposto di darli ogni aiuto, et li prometteva -mandar in campo, per recuperation de Novara, homeni d'arme -100 dil suo, et bisognando anderia in persona in campo contra esso -Re, et che non dubitasse non li daria passo nè vittuarie, <i>tamen</i> non -era da fidarse. Et pur el presidio nostri teniva sul Polesene mai volse -cavarlo, dubitando esso Duca non facesse qualche novità; et ben -che 'l promettesse di esser contrario al Re, pur so fiul don Ferante -era con ditto Re. Et quello fece a tempo della battaia, lezendo intenderete -di sotto. Et pur se divulgava li daria passo per la via de -Grafignana vicino a Lucca, dove el Re se trovava. Et intendendo -questo, el Duca mandò per Zuan Francesco Pasqualigo dottor et kav. -vicedomino nostro lì in Ferrara, dicendo come l'intendeva de qui se -diceva le tal parole, ma che la Signoria non dubitasse di alcuna -cossa, che mai li daria passo nè niun aiuto, <i>imo</i>, volendo nostri, si -armeria, cossa che za havia deliberato più de non exercitar; et che -lui et le sue zente offeriva a comodi di questa Illustrissima Signoria, -di la qual voleva esser bon fiul. -</p> - -<p> -Per lettere de Fiorenza se intese che li oratori loro erano stati -dal Re de Franza, et tornati, et che 'l Re non era voluto venir in -Fiorenza, ma andò a Pisa, havendo però fatto quelle novità in Siena. -Et che havia privato el Sig. de Piombino, era capetanio de Senesi, -dil suo soldo, et Zuan Savello, el qual havia con Senesi 200 cavalli -et 20 balestrieri <i>etiam</i> privò di la conduta, dicendo a Senesi non -bisognava tener zente d'arme nè altra fantaria; et che la spesa facevano -in ditte zente d'arme, che era ducati 20 milia a l'anno, voleva -desseno ditta quantità a suo cuxin, mons. de Lignì, el qual -custodirebbe quella città, et che 'l dominio fosse di loro Senesi come -prima. -</p> - -<p> -A dì 25 Zugno, fo el zorno di la apparition de San Marco, Hieronimo -<span class="pagenum" id="Page_415">[415]</span> -Zenoa capetanio de Rialto, el qual fo fatto capo de 300 fanti, -come scrissi, a hore 12 su la piazza de San Marco fece la mostra di -la soa compagnia benissimo in ordene, tolti tutti di questa terra; et -fece uno fatto d'arme tra loro, che fo bel veder; et era assà zente. -Et el zorno da poi partì et andò a Padoa, poi verso el campo nostro. -</p> - -<p> -Ancora fo mandato Alvixe da la Polvere, maistro di bombardieri, -con zerca 200 in campo, per conzar le artiglierie su li cari -era preparati a Verona et Bressa con passavolanti. -</p> - -<p> -In questo medemo zorno zonse una fusta di Brandizo, di l'armada, -la qual ancora non havia habuto le lettere col mandato de -romper, ma ben se judicava, per esser stato boni tempi, hozi saria -zonto ivi. Et per lettere di 18 dil mexe se intese, come a dì X havia -mandato el capetanio zeneral, <i>juxta</i> i precetti, Bartholomio Zorzi provedador -con do altre galie, zoè Marin Dandolo et Antonio Loredan -soracomiti, a la volta dil Arcipielago, per custodia di quelle ixole, -con comissione potesse retenir tutte galie scontrava, zoè quelle se -armava in Candia, et quelle tre erano in Cypro et veniva verso -Brandizo, soracomiti Zorzi Gabriel et Cabriel Barbarigo; in tutto -saria galie 14. Et <i>etiam</i> li avia dato expresso et amplo mandato, potesse -retenir ogni navilio, come a lui pareva, per ingrossar l'armada, sì -che ditto provedador era partito, et lui rimasto con 20 galie; et a -ciò el tutto se intenda, qui sotto sarà scritto el numero di l'armada -nostra, et li soracomiti rimaseno col zeneral, et quelli fonno col provedador -in Arzipielago, per dubito di l'armada dil Turco. <i>Item</i> come -era ritornato Piero Bembo di Messina, et havia portato lettere di -Ulixes Salvador, date in Messina a dì X de l'instante, la copia di le -qual mandava a la Signoria; la substantia di ditte qui sarà descritta. -Primo, come a dì do di questo era partito de lì el re don Alphonso, -per andar ad habitar a Monreal lontano di la città di Palermo mia -4, nel qual loco voleva far la soa residentia, fino che a Dio piacerà, -et con lacrime et poca fameglia se partì. <i>Item</i> come era molti mesi -che de lì arrivò el Conte de Trivento, capetanio zeneral dil Re et -Raina di Castiglia con barze et caravelle 22. Poi a dì 26 dil passato -ne zonse, barze et caravelle di le preditte Majestà, numero 39, -et con quelle cavalli zanetti 500, et pedoni 1500; et el zorno sequente -ditti cavalli et pedoni furono discargati a Rezo in la Calavria, -et fin qui l'armada non ha fatto nulla; ma questa notte partirà per -Napoli: sarà barze et caravelle numero 55, et galie sottil de Ferando -numero 12. De qui se divulga, apresentati che saranno nel colfo de -Napoli, rehaveranno la terra. Et a dì 4 de l'instante, el re Ferando -<span class="pagenum" id="Page_416">[416]</span> -con so exercito assaltò le zente dil Vicerè de Calavria franzese, et -durò la battaglia zerca hore 6; Ragonesi et Casigliani fonno vincitori; -presi cavalli zerca 40, pedoni 200 tra morti et presi. È stato per -questo illustrissimo sig. Vicerè comandato a tatti li baroni et feudatarii -di questo Regno, che siano per li XV di questo mese con cavalli -et arme che sono obligati, et saranno zerca 1200, i quali si -dice dieno passar in Calavria a l'acquisto dil Reame et fo fatto el comandamento -molto stretto, con gran pene et perdition di loro baronie. -Questi Re et Raina de Napoli hanno pochi denari, et mandò -in questi zorni a Roma et a Zenoa molte zoje per esser serviti sopra -quelle de danari. L'è venuto de qui Piero Bembo soracomito; tutti se -ha maravigliato di la galia soa era benissimo in ordene, et de qui -hanno più speranza in la Illustrissima Signoria, mediante li Stratioti -et l'armata marittima, di la recuperation dil Reame, che di -nulla altra potentia. Et questo è quanto si conteneva in ditte lettere. -Or el capetanio zeneral comesse et ordinò a Piero Bembo preditto, -che dovesse deponer quello havia visto in Cicilia; et cussì deponete; -et quello depose sarà qui sotto scritto. Scrive <i>etiam</i> el capetanio -che Brandizo non era cussì fermo ne la fede dil suo Re, come -doveria; et che don Cesare dubitava non facesseno qualche novità -li cittadini; et che a dì 13 era partito de lì la Prencipessa mujer -de don Fedrigo, montata su do nostre galie, per andar a Otranto a -governo di quella terra; et che l'armada pur stava a uno scoglio -senza far O, et le zurme erano volonterose de far qualche cossa. -</p> - -<h3 id="lib3-14"><i>Relatione de Piero Bembo soracomito al Capetanio zeneral -de quello fece in Cicilia.</i></h3> - -<p> -De comandamento dil magnifico misser Antonio Grimani provedador -capetanio zeneral dignissimo, depono io Piero Bembo soracomito -tutto el successo de l'andata mia a Messina, de comandamento -de Soa Magnificentia. Et prima dico che 'l partir mio de qui -fo a dì 2 Zugno; et a dì 4 a hore 22 zonse in Garipoli et lì fece licenziar -do navilii cargi de fomento de rason dil magnifico misser -Andrea Bragadin; <i>tamen</i> el governador de ditto loco de Garipoli me -disse voler tuor certa quantità de ditto formento per bisogno di la -terra, et quello pagar cortesemente; la notte poi, che partì. Et a -dì 9 ditto, a hore 8 di zorno, zonse a Rezo, nel qual loco trovai el -prencipe don Fedrigo con un'altra galia in conserva et <i>immediate</i> -feci calar et sorzer, et andai in terra a far reverentia; el qual molto -<span class="pagenum" id="Page_417">[417]</span> -mi accarezette, et intrato in la casa con Soa Signoria mi tenne per -spacio di una hora a rasonar de diverse cosse. Da poi le zeneral offerte -et congressi, domandai a Soa Signoria dove se trovava la Majestà di -re Alphonso et Ferdinando. Me rispose: don Alphonso esser partito -de Messina con 3 galie et andato a Palermo, et la Majestà dil -re Ferdinando esser passata da Calavria in una terra chiamata Semenara, -lontana da Mexina mia 12, la qual novamente si havea -resa a Soa Majestà, et lì era passato con cavalli 1000 di zente d'arme -benissimo in ordene, fra li qual ne era mandati di Spagna con -l'armada ultimamente venuta, per la Majestà dil Re et Raina di -Castiglia; et ancora haveranno fanti 4000, fra li qual ne erano 1500 -pur mandati de Spagna per la Majestà <i>ut supra</i>; li qual cavalli et -fanti, per quanto io ho possuto intender, erano benissimo in ordene -et zente fiorita. Et ancora come el Marchexe de Pescara, el qual se -trovava in campo con Soa Majestà, era sta a le man con certe zente -di la Majestà dil Re de Franza, et ha tra morti et presi da persone -400, a presso a una città nominata Terranova, lontana mia 12 dal -ditto loco de Seminara fra terra, ne la qual feva residentia del Vicerè -(<i>del re di Francia</i>). A presso intesi da Soa Signoria, come de contento -di la Majestà di re Ferando, el Marchexe de Pescara era sta do volte a -parlamento col preditto Vicerè per contratar acordo, ma le cosse erano -redute che 'l volea esser a parlamento con la Majestà dil Re, dove -el sperava che fino a quella hora fosseno rimasi d'accordo, ciò è che -ditto Vicerè se ne andasse a la bona hora; salvo lo haver et le persone. -Domandando poi mi a Soa Signoria di la condition di l'armada, -la qual se trovava in porto de Messina, mi disse esser barze et -caravelle armade numero 60, galie numero 17, computò le tre erano -andate a Palermo, et che era altre 40 fra barze et caravelle disarmate; -di le qual le zente soe erano andate in campo con la Majestà -dil Re. Ancora me disse Soa Signoria come tutta l'armada era preparada -per partir subito, come facea tempo, per andar verso Napoli -con la Majestà di re Ferando, et questo perchè da tutta terra de Napoli -era chiamato Soa Majestà. Et me disse haver habuto tal intelligentia -per bona via; et me disse Soa Signoria se io voleva andar a -trovar la Soa Majestà de ditto Re, che era poco lontano. Li risposi -haver comission andar a trovar el Capetanio di l'armada. Et spazato, -Soa Signoria me disse: ancora tu venirai a Messina, dove troverete -la Majestà di la Raina. Et domandò dove se trovava la Magnificentia -dil capetanio et con quanta armata. Resposi a Soa Signoria: -a Brandizo con galie 23 et nave 4, et come se aspettava la -<span class="pagenum" id="Page_418">[418]</span> -magnificentia dil Provedador di hora in hora con galie 3, et di -Candia et di Corphù et di Cypro di zorno in zorno, et altre galie, le -qual tutte ascenderanno a la somma de 40, benissimo in ordene, -et ancora el capetanio di le nave armade da Venetia, et, di molte altre -bande, nave et fuste armade per modo che Vostra Magnificentia -sarà molto potente; la qual stava di bon et gaiardo animo, per far -tanto quanto li fusse comandato per la Signoria nostra. Et tolsi licentia -da Soa Signoria. La qual <i>immediate</i> cavalcò a la marina, et montò -in la galia, stando con la conserva a Messina. A hore 23 la matina -sequente, che fo a dì X, andai a visitation di la Raina, la qual -trovai molto mesta in una camera picola, ornata de pani negri, et -Soa Majestà vestita de uno manto negro con uno velo baretin in testa. -Con Soa Majestà era el prencipe don Fedrigo, et la mojer che -fo di Scandarbeio. Facto reverentia et basciata la man a Soa Majestà, -li presentai alcune lettere diretive a la Majestà dil Re, le qual mi -erano state date qui a Brandizo, et parte di Garipoli. La Majestà -Soa molto mi acarezò; et, ancora che io non volesse, me fece sedere, -et da poi le zeneral offerte fatte per nome di la Majestà dil Re, et -<i>similiter</i> Soa Majestà mi offerse tutto el poder suo ad ogni beneplacito -di la Magnificentia Vostra. Tolsi licentia da Soa Majestà, et andai -a visitar el sig. Vicerè. Et da poi le zeneral offerte, Soa Signoria -<i>similiter</i> offerendose, la qual molto acarezò et honorome et teneme -per spacio di una hora, narando tutto quello che io havea inteso -dal prencipe don Fedrigo, ma più che la Signoria Soa havea voluto -andar con li piè de piombo, et esser novo in quel Regno, et non -have altro comandamento da la Majestà dil Re et Raina de Castiglia, -salvo che si alcun loco se teniva per nome di la Majestà de re -Ferando, darli ogni aiuto et favor; et che la Majestà di la Raina -soa sorella desiderava molto de corer in pressa; et che Soa Signoria -si havia trovato in molti travagli et che 'l sapeva certo che la Majestà -dil Re et Raina sua,... esser conforme con la volontà de la -nostra Serenissima Signoria... fosseno più resguardate che le proprie -de Soa Majestà. El qual Signor è magnifico, liberal et molto -benigno et gratioso. Tolsi licentia da Soa Signoria, et andai alla barza -grossa a trovar el signor capetanio di l'armada de Spagna. Zonto -a la barza, Soa Signoria mi venne contra, insieme con el patron di la -ditta barza, et me condusse a la soa camera; al qual presentai lettere -consegnatomi per Vostra Magnificentia. Soa Signoria, quelle -lette, me tirò da una parte et volse farme sentar a presso Soa Signoria, -narrandome tutto quello che per el sig. Prencipe mi era sta -<span class="pagenum" id="Page_419">[419]</span> -ditto; et disse di le condition di la soa armada, come de l'andar -suo a Napoli non aspettava altro che 'l tempo. Volse intender Soa -Signoria le condition di l'armada nostra; informai Soa Signoria dil -tutto, come feci al signor don Fedrigo. Me disse Soa Signoria el -Vicerè, come in Spagna el signor Prencipe se trovava a li confini -de Franza con 30 milia persone, fra le qual ne erano 15000 cavalli, -et che 'l teniva per certo che fin quel'hora l'havesse rotto a la Majestà -dil Re de Franza. Tolsi licentia da Soa Signoria, la qual molto -se offerse. Magnifica zeneral ho inteso tutte le sottoscritte cosse da -Isepo de Zovan, patron de una nave de portada de botte 250, carga -de noselle, de raxon dil magnifico misser Andrea Bragadin, venuta -da Napoli in zorni 5, et era zonta el zorno avanti al mio zonzer a -Messina. El qual me disse come la Majestà dil Re de Franza era partito -de Napoli a dì 22 dil passato, con persone numero 12 milia; et -havea lassato in Napoli 2000 persone, fra le qual el forzo era Sguizari, -et non tropo ben in ordene in la terra et ne li castelli; et come -Napolitani chiamavano la Majestà di re Ferando, et che pochi -zorni avanti dil suo partir era zonto galie 8 et barze 12 franzese -molto mal in ordene, armate in Provenza. Et vedendo venir questa -armada, Napolitani si levorono a romor, pensando che fusse l'armada -de Spagna, et comenzono a cridar Ferando! Ferando! Et fonno -a le man con Franzesi et Sguizari, et fonno taiati da zerca 50 a -pezi di l'una et l'altra parte. La qual armada, per quanto el ditto -patron me disse, era venuta per cargar artegliarie et munition de -Napoli; el qual patron havea portà molte lettere et certi homeni da -Napoli, li qual in effetto chiamavano la Majestà di re Ferando. Et -ancora come, el zorno avanti el partir suo da Napoli, era zonto el -corrier da Roma, el qual disea la Majestà dil Re de Franza havea -passato Roma con le soe zente per andar a trovar la Santità dil -Papa per esser con lui a parlamento. -</p> - -<p> -Da ser Ulixes Salvador, Magnifico Zeneral, ho inteso le sottoscritte -nove. Et prima tutto quello che me fo ditto per el sig. Prencipe, -Vicerè et capetanio di l'armata, et a presso come tutti i lochi -se haveano habuti per la Majestà di re Ferando, comenzando da Rezo -e tutte le altre terre et lochi erano presi, hanno levato do bandiere, -una de la Majestà dil Re et Raina de Spagna, l'altra di re Ferando. -Et a presso come la Majestà di re Ferando havea fatto un presente -a Messinesi in perpetuo del trato de carra 50 milia de formento -ogni anno senza alcun pagamento, e tutti Messinesi, per tutto el -regno suo fosseno franchi d'ogni gabella, si de intrada come de insida, -<span class="pagenum" id="Page_420">[420]</span> -et <i>e converso</i> li Messinesi havea ottenuto nel suo consejo de far -fanti 1000 per mexi 4 a soe spexe a servitio di la Majestà dil ditto -Re, in recuperation del suo Stado. Et ancora me disse el ditto ser -Ulixes, che tutti li baroni de l'ixola haveano hauto comandamento -dal Re et Raina de Spagna de andar in campo con la Majestà de re -Ferando, li qual za erano cavalli numero 1500, fior de zente et benissimo -in ponto, i qual, per quanto lui me disse, esser ubligati a -servir per mexi 4 a soe spexe, et come ditta zente passeranno in la -Calavria et anderanno a trovar el Marchexe de Pescara, et li resterà -con lui ne la Calavria; et come la Majestà dil Re, con li cavalli 1000 -che lui tien et fanti 4000, montarà sopra l'armada per andar verso -Napoli; li qual in effetto za do zorni era per partir, restava <i>solum</i> -per el tempo, et per quanto lui intendeva che, senza alcun dubio, -zonta che la fusse a Napoli, <i>immediate</i> haveranno la terra, perchè -tutto homo de Napoli lo chiamano; et come ditta armada desiderava -molto de partir presto, per poter trovar quella di la Majestà -dil Re de Franza, per svalizarla di le artiglierie et altre robe che i -cargava de Napoli. Ancora me disse come la Majestà di re Alphonso, -molto disfavorito et mal visto da tutti, come disperato et mal contento -era partito da Messina con 3 galie, et andato a Palermo ad -habitar a Monreal. Ancora come do galie era andate a Zenoa per -impegnar zoie di la Majestà dil re Ferando; concludendo tutti li -signori et baroni et ogni altra persona, che alcuna cossa se haveria -fatto nè potuto far in recuperation dil Stado di la Majestà di re Ferando, -senza aiuto et voler de la Illustrissima Signoria nostra; et -questo me fo ditto per el signor don Fedrigo, la Raina et Vicerè et -capetanio di l'armada et molti altri signori et baroni et cittadini, -i qual fonno sopra la galia a visitarme nel zonzer mio a Messina, -per modo che fino a hore 4 de notte ne era brigato; et poi similmente -el zorno da poi disnar fino al partir mio, che fo la sera, molto -fo honorado et visitado et carezado da tutti, per nome di la Vostra -Magnificentia. Me partii la sera. La mattina se messe el vento a -siroco, per modo che io ebbi una bona zornada, che è sta quanto -bon tempo ho hauto in questo viazo; per modo che io tegno certo -che quella matina l'armada se levasse da Messina per andar verso -Napoli. Da poi el navegar mio è stato con bonaza fino al zonzer -mio qui a Brandizo. -</p> - -<p> -De la Magnificentia Vostra, a la qual humilmente mi racomando. -</p> - -<p> -A presso Brandizo, a dì 15 Zugno 1495. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_421">[421]</span> -</p> - -<h3><i>Questo è il numero di l'armada, capetanio Antonio Grimani, -procurator di San Marco<a class="tagtitle" id="tag134" href="#note134">[134]</a>.</i></h3> - -<p> -A dì 26 Zugno da matina zonse uno gripo da Corphù con lettere -di Alvise Sagudino secretario a Costantinopoli de li 26 Mazo, -narra come l'armada dil Turco non era per uscir questo anno fuora, -et che 'l feva lavorar le galie, ma non con quella sollicitudine el -faceva per avanti, et che molti homeni che erano venuti a la Porta -per tuor paga et andar su ditta armada, i quali el Signor li havea -licentiati, et havia fatto vender le farine et biscoti era sta preparadi -per ditta armada; concludendo <i>pro nunc</i> nostri non dubitasse -de armada turchesca. Et che 'l Signor havia inteso che 'l Marchexe -de Mantoa havea dà certa rotta al Re de Franza. <i>Demum</i> che ditto -Re havea preso Ravena, et danizava la Signoria, di la qual cossa -molto se doleva. Et mandò per ditto secretario, et li disse quello -havia inteso, et che li dispiaceva summamente, et che lui offeriva -in aiuto nostro 25 milia cavalli et 50 galie ad ogni richiesta contra -questo Re de Franza, et li comesse cussì scrivesse. -</p> - -<h3 id="lib3-15"><i>Come el Re de Franza partito di Siena andò a Pisa -et Lucca, et quello fece.</i></h3> - -<p> -El Re de Franza in questo mezo partito di Siena, come ho -scritto, venne a Pogibonzi, loco di Fiorentini, et ivi per li soi fo -fatto assà danno a li habitanti. Et a dì 20 Zugno, prima che 'l Re, -intrò in Pisa el cardinal Samallo, ma non....; ancora intrò in -Pisa el Cardinal de Zenoa et monsignor di Brexa con alcune zente; -et questi tre veneno per andar verso Zenoa come dirò di sotto. Et -el Re poi, a hore 20 a dì 20 che fo el Sabo, intrò in Pisa con grandissimo -honor de Pisani; et le soe zente messe a sacco la caxa dove -habitava in Pisa Lucio Malvezo capetanio de Pisani ivi mandato -per el Duca de Milan; questo perchè avanti el Re vi intrasse, ditto -Lucio dubitando di quello li saria intervenuto, venne col suo meglio -che potè ad habitar a uno castello sul Pisano chiamato Cassino et -ivi stete fino el Re partì di Pisa; <i>tamen</i> have danno assà de questo -metter a sacco. Adoncha el Re non volea andar a Fiorenza, et in -<span class="pagenum" id="Page_422">[422]</span> -questi zorni li mandò a richieder a Fiorentini do cosse: la prima -che li mandasseno in suo soccorso, per augumentar el suo exercito, -Francesco Secco era a loro soldo con homeni d'arme 100; secondo -li dovesseno prestar ducati 30 milia. Et mandò uno so ambassador -a dimandarli li danari, che almanco li desseno ducati X milia, et di -questi danari pagar 200 muli da soma per li soi cariazi. Ma Fiorentini, -fatto loro consegli, risposeno: prima, che non haviano zente -da mandarli, ma che volendo Francesco Secco per soldato de Soa -Majestà, ge lo concederiano; et che danari non havea, et la terra -era in gran bisogno, et manco vi era muli; ma ben pregavano Soa -Majestà li volesse render le sue terre, come la razon et li capitoli -voleva. Et poi, per lettere di 22 da Fiorenza dil zeneral camaldulese -a la Signoria, se intese che Fiorentini havia mandato al Re ditto -Francesco Secco con 80 homeni d'arme; el qual era andato molto -volentiera; et che 'l Re pur voleva li ducati X milia, ma Fiorentini -non li voleva dar, pur havia <i>etiam</i> mandato alcune some, et che a -hora che 'l Re era passato senza venir in Fiorenza nè darli noia, -haveano licentiato le zente di la terra, zoè quelle dil contado, che -ritornasseno a loro habitatione; et che Fiorentini si adherirebono -a la liga, si vedesse quella tutta esser d'un pezo. -</p> - -<p> -Et el Re, deliberato de starvi poco in Pisa, subito aviò le sue -zente verso Serzana, per vegnir a la volta de Pontremolo; ma in questo -mezo volse prima andar a Lucca, et era openione de molti che a -Pisa facesse cargar li soi cariazi su la soa armata ivi era, et <i>etiam</i> -le 8 galie conzate a Napoli per monsignor di Mompensier vicerè, -come per lettere di Lunardo Anselmi consolo nostro in Napoli date -a dì primo Zugno se intese, et d'indi non si hebbe lettere da lui -fin questo zorno, per esser le vie rote; la qual armada era lì in -porto de Pisa. Et per saper quello è necessario, questo Re, inteso el -grande exercito faceva Venetiani, et passato in Parmesana, el qual -saria de persone più de 30 milia, molto celerava el suo camino per -esser a Pontremolo avanti tutto el campo nostro fusse in ordene, -ma non potè esser sì presto che nostri fonno avanti; qual via volesse -tenir non se intendeva, per non esser oratori nè dil Pontifice, -nè di la Signoria, nè de Milano; et essendo a Serzana poteva far -tutte queste vie per andar in loco securo verso Aste. La prima quella -de Zenoa, però che tutta questa cossa consisteva in haver Zenoesi, -li qual fonno fidelissimi a la liga; pur dubitaveno nostri di la Speza -molto, ch'è mia 12 da Serzana. L'altra era una via in Lucchese, a -Castelnuovo et Grafignana, dil Duca di Ferara, per vegnir in Modenese; -<span class="pagenum" id="Page_423">[423]</span> -la qual via non era molto bona da condur exercito per -li monti assà aspri. L'altra via era una fece el signor Ruberto -di San Severino, quando col signor Ludovico, al presente duca de -Milan, ritornono in Milan, i quali erano in Toscana, andono prima in -Lunesana, poi in Valmagra, e dismontono li monti a la Fraschea -sul Tortonese, la qual via si chiama Monte 100 †, et pol <i>etiam</i> referir -a le capane; ma questa è molto saxosa, arida et angusta, nè si -poi passar ditti monti senza gran pericolo, et <i>maxime</i> a uno monte -chiamato....., et a questa via el Duca de Milan mandò alcuni -fanti a certi passi, però che X fanti sono bastanti a tenir ogni gran -exercito. L'altra via è quella de Pontremolo, et questa elexe el re -per la miglior, ch'è lontano Pontremolo da Pisa mia 60, dove era -una forteza che si convegniva passar per mezo, et el Duca li havea -messo a custodia 2000 fanti et soi comissarii, <i>etiam</i> el conte de -Caiazo vi dovea esser, come ho scritto di sopra, et passato Pontremolo -el Re conveniva vegnir mia.... per monti, fino al descender -in uno loco ditto Fornovo, per andar poi su la via Romea -va a Piasenza et in Aste: sopra i qual monti era tutti questi castelli -Berce, Belforte, Petra, Mogliana, Caxego, Tarenzo et Fornovo -vicino a Carona <i>etiam</i> borgo in una valle chiamata la Sporzana; -ma pur qual via volesse far el Re non se intendeva per nostri, <i>tamen</i> -per essere questa de Pontremolo la miglior, el nostro exercito ivi si -pose, alozati a la Gierola, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -Da Bologna lettere di 24 zonte a dì 26, venute in hore 30 per -le poste, notificava aspettavano le zente de Romagna per mandarle -in Parmesana, et <i>etiam</i> la conduta dil Duca de Gandia, et Signor di -Rimano, el qual era in camino et veniva di longo, et che era venuto -lì uno ambassador de Fiorentini a ringratiar Bolognesi et il -magnifico Johanne di la offerta li haveano fatto di aiutarli bisognando, -et che esso nostro secretario era stato a parlamento con -ditto Bentivoj insieme con l'ambassador de Milan, dove se ritrovò -questo de Fiorentini; el qual disse che Fiorentini sarebbeno con la -liga vedendo far qual cossa, et che 'l magnifico Johanne volse ditto -nostro secretario parlasse. El qual disse come la Signoria nostra -havia in campo in Parmesana cavalli X milia et X milia fanti, et li -mostrò la lista, et come le zente de Romagna veniva per esser in -uno, et che haveano 1200 stratioti, dei qual 600 ne era a l'impresa -de Novara, et che nostri facevano el suo dover et più dil dover, -et che di brieve harebbono uno campo che za molti anni in Italia -(<i>non</i>) era stato el simile. <i>Item</i> haveano armada di 40 galie, nave etc., -<span class="pagenum" id="Page_424">[424]</span> -et che col Pontifice se havia zente et provisionadi; concludendo Venetiani -fevano quello sempre hanno fatto, più di quello imprometevano. -Le qual parole fo molto accepte a ditto ambassador, et cussì -ritornò a Fiorenza, dove a dì 18 di questo era in Fiorenza zonto un -ambassador dil Pontifice, chiamato Alberto Magalotto, per exhortarli -a non voler dar favor al Re de Franza, et se dovesse adherir -a la liga. <i>Item</i> se intese come per exploratori mandati da Bologna -a Pisa che 'l Re era ancora in Pisa, et voleva venir a Lucca, non si -sapeva qual via volesse tenir, et che Senesi li havia dato ducati 20 -milia, et ivi rimasto monsignor de Linì con 300 lanze, et che 'l -Cardinal S. Pietro <i>in Vincula</i> et el Cardinal de Zenoa con Obieto dal -Fiesco doveano andar con zente verso Zenoa, et che za erano venuti -a Serzana, et tramavano acordo con alcuni Zenoesi; <i>tamen</i> non -poteno far nulla, et Zenoesi fonno fermissimi et constanti. -</p> - -<p> -El campo nostro veramente, passato Po, era alozato in uno loco -detto Fontanelle, dove havevano assà penuria de vittuarie, per -la gran quantità erano, et che sarebbono a li passi avanti el Re -venisse a Pontremolo; et che fin quel zorno di 24 Zugno erano più -de X milia persone, et che 'l Duca non havia fatto proveder de vittuarie, -ma che li havea mandà a dimandar altri 500 fanti per mandar -a Zenoa, et che avanti li havesse dati esso Marchiò Trivixan -provedador, volevano haver dato noticia a la Signoria. Et questa -richiesta medema fo fatto a la Signoria per l'ambassador de Milan, -pregando cometesse a li provedadori, che, bisognandoli zente, li devesse -mandar senza altra dimora. Et cussì a dì 26 ditto per el Consejo -de Pregadi li fo scritto a ditti Provvedadori che, acadendo al -duca alcuna cossa, dovesseno consultar col sig. Governador, sig. -Rodolpho, conte Ranuzo, conte Bernardin et altri principal condutieri -insieme col conte di Caiazo, et senza scriver altro di qui dovesseno -far quello deliberavano tra loro, perchè el bisognava celerità -et non metter tempo in queste provisione, havendo però a -mente l'honor et utilità dil stado nostro. -</p> - -<p> -A dì 26 ditto venne lettere di Elemagna de li nostri oratori al -Re de Romani, date a Vormes a dì 15 dil mexe, notificava la dieta -non esser ancora compida, et che el Re restava per non haver danari -de venir in Italia, ma voleva mandar el Duca de Saxonia con -cavalli 2500 et 400 pedoni, ma che esso Duca dimandava tre cosse: -la prima ducati 70 milia per la sua persona; et che fosse pagà le -zente; <i>item</i> fusse assegurado de rescuoderlo, <i>casu quo</i> fusse preso -in battaglia da Franzesi. La qual cossa el Re volea pur adatar, et -<span class="pagenum" id="Page_425">[425]</span> -cussì stevano in queste pratiche; ma altro a nui ce bisognava. Et -che ancora erano ivi li oratori dil Re de Scocia, et era venuto novamente -uno orator dil Duca di Borbon cugnato dil Re de Franza, -et che el Re considerando che non senza suspetto di la liga sarebbe -stato, si ditto orator havesse dimorato lì a Vormes, <i>unde</i>, aldito -quello el dimandava, li dette licentia dovesse andar via. -</p> - -<p> -Da Milan di Hieronimo Lion kav. orator nostro continuamente -veniva lettere, come el Duca era di bona voja vedendo li provedimenti -faceva nostri, et che spesso lo veniva a trovar fino a caxa, -et di ogni banda havia bone nove, et era molto aliegro; che 'l nostro -campo saria avanti a Pontremolo cha Franzesi, et che esso -ambassador li dete la lista di le zente sarà in campo; lo qual molto -laudò la Signoria, usando grandissime parole, et con li altri oratori -se ritrovava, laudava molto questa Signoria. Et de campo suo da -Vegevene havevano come era zonti alcuni Elemani o vero Sguizari, -i quali prima però passono per Milan, et che zonti Stratioti lì a Vegevene -havea dato gran vigor a le soe zente, et donde el Duca de -Orliens correva tutto el zorno fino vicino a Vegevene, al presente, -ch'è a dì 25, Stratioti se haveano fatto sentir, che fo el zorno drio -zonzesseno a Vegevene, et come per lettere de Bernardo Contarini -se intese che quella mattina montò a cavallo con li stratioti, et -<i>etiam</i> le zente d'arme, per veder se li nemici li bastava l'animo di -vegnir a combatter, et mandato le guarde avanti uno mio, se scontrono -ne li nemici, zoè 40 homeni d'arme, 100 balestrieri, et tra -arzieri et ditta guardia fo a le man con loro, ne preseno Franzesi -tra vivi et feriti numero 26, et morti 9 et 12 cavalli, et se il resto -dil campo li trovava, overo li stratioti, niuno sarebbe fuziti. Adoncha -Franzesi comenzono ad haver contrasto, et ogni zorno Stratioti -feva qual cossa, come dirò di sotto; et con questa vigoria ditto -campo si levò da Vegevene, et venne mia tre più propinquo a li nemici, -in uno loco chiamato Caxuol, a dì 28 di questo, come al suo -loco tutto sarà descritto. -</p> - -<p> -Ancora da Milan si have come el Pontifice havia dato licentia -al Cardinal Ascanio, fratello dil Duca, potesse venir a Milan, ma che -el Duca, non havendo più bisogno de lui, li scrisse Soa Reverendissima -Signoria facesse quello li pareva, et cussì non venne. -</p> - -<p> -A Perosa el Pontifice havendo a dì 19 fatto concistorio et terminato -de ritornar a Roma, nè andar a Foligno et Spoliti, sì come -voleva esso Pontifice, ma per la più curta a Roma; et <i>statim</i> 6 Cardinali -se partino; <i>tamen</i> disseno de aspettar Soa Santità propinquo -<span class="pagenum" id="Page_426">[426]</span> -a Roma, per intrar insieme et farli compagnia. Et a dì 22 a bon'hora -con el resto de Cardinali et oratori el Papa partì da Perosa et venne -a Orvieto, et per lettere di l'ambassador nostro, zonte a dì 25, -date a dì 22 et 23 in Orvieto, questo se intese; et come a dì 24 dovevano -partir et andar a Viterbo, et esser ad ogni modo a dì 27 in -Roma. <i>Item</i> che 'l Pontifice havia habuto lettere del suo ambassador -andato a Fiorenza, il tenor di quella dil camaldulense, et cussì -havevano risposo Fiorentini a esso ambassador come fece a nostri; -et che 'l Papa havia voluto esso ambassador nostro cassasse 200 -provisionadi, et era restati <i>solum</i> 320 a custodia di Soa Beatitudine -fino a Roma; et che havendo notificà a Soa Santità la deliberation -de romper al Re de Franza, era molto contento, et li havia ditto -come sarebbe bon de tuor in liga re Ferdinando per remetterlo nel -stado, et che di la excomunica non era tempo di promuover alcuna -cossa, fino non fusse zonto a Roma. Ancora che de lì intendevano -el Re havia hauto da Senesi ducati 20 milia, et era a Pisa, et voleva -andar a Lucca per haver danari per dar paga a le sue zente -che li bisognava. -</p> - -<p> -In questo mezo a Roma seguiva le discordie de Orsini et Colonnesi, -et tra loro se dannizavano; et <i>accidit</i> in questi zorni che -Colonnesi andati a campo a uno castello de Orsini, da li custodi -fonno maltratati, et molti di loro morti, tra i qual uno Julio Porcharo, -di primi di Roma, et uno vicentino valentissimo nel mestier -di le arme, chiamato Mazel Fiochardo, et altri capi per numero X; -et cussì confusi et territi Colonnesi fonno repudiati. I quali non -molto da poi tra loro fenno trieva per alcuni zorni, per adunar le -biave di la campagna; <i>tamen</i> partesani in Roma se occidevano, et -li Orsini prosperava assà; et per questo el Pontifice celerava la soa -andata in Roma, per cessar questa novità. -</p> - -<p> -A Fiorenza è da saper come el Re de Franza, essendo a Pogibonzi -a dì 18 de questo mexe de Zugno, se partì de Fiorenza fra -Hieronimo da Ferrara nominato di sopra, con zerca 50 soi seguazi, -però di boni de Fiorenza, et andò a trovar el Re, non però con comissione -alcuna di la Signoria soa ma <i>motu proprio, et causa visitandi -regis</i>. Or, zonto a San Cassano, visto havea gran seguito, -volse quelli licentiar, ritornasseno in Fiorenza; ma loro non volseno -tornar, dicendo erano venuti a farli compagnia, et cussì zonse a Pogibonzi, -et andato a la presentia dil Re, fo da Soa Majestà visto -molto volentieri, et volse venisse con lui fino a Castel fiorentino, -dove conferiteno insieme, et quello confessò et comunicò di soa -<span class="pagenum" id="Page_427">[427]</span> -mano con gran devotione; et el Re, in segno di esserli grata la soa -venuta, a ciò non tornasse a piedi li donò el suo muleto picolo, el -qual a Napoli tanto li era caro; et cussì questo frate, tolto licentia, -a dì 20 ditto ritornò a Fiorenza, essendo stato col Re tre zorni. Et -el Re venne di longo a Pisa, et Fiorentini havevano Neri Caponi et -li tre altri oratori novi pur a presso esso Re, i quali, come per una -lettera venuta di Fiorenza intesi, exposeno che l'intrar in Fiorenza -era a comando et piacer de Soa Majestà, et sarebbe ricevuto con -quel honor come mai; ma ben era vero havevano fatto di gran provisioni; -et questo perchè Piero de Medici loro ribello era con Soa -Majestà, a ciò non intravenisse alcuna novità, perchè pur havea -molti fautori in quella terra, et che si Piero fusse sta licentiato da -Soa Maiestà, sarebbe cessato tutti questi provedimenti, i quali però -non erano fatti, se non a fin de ben. <i>Item</i> pregavano li fusse reso -Pisa, Piera Santa, Serzana, Serzanello et Livorno, secondo la forma -de li capitoli zurati de observar; ma el Re li respondeva bone parole, -<i>tamen</i> però non li rendeva alcuna cossa. Et ancora non pretermeterò -de scriver questo, <i>licet</i> qui non sia il suo loco, seguendo i -tempi de la historia: come monsignor di Arzenton el qual, come -scrissi, stete a Fiorenza alcuni zorni, et partito per andar dal Re era -a Siena, intendendo el Re andava a Pisa, et li soi cariazi da alcuni -villani fo presi et tolti; et inteso questo, Fiorentini li mandono -driedo zente, et quelli ricuperono, et preso quelli haveano comesso -tal cossa, et remandono ditti cariazi a esso monsignor di Arzenton, -notificandoli quello era sta fatto non esser sta di voler loro; et cussì -Arzenton rehebbe li so cariazi. Et a Fiorenza preparavano, a dì 28 -de questo, de far el so consiglio, et elezer nova Signoria, per novo -modo nè mai più usato, nè sapevano quelli dovesse esser, perchè -fevano a sorte electione, poi ballotavano, et li eletti di sotto saranno -descripti, a ciò in ogni tempo se veda li primi. Et a dì 23 dil mexe, -fo la vizilia di San Zuane Baptista protetor de Fiorentini, nel qual -zorno in Fiorenza si suol zostrar et far gran feste; or vedendo loro -che Monte Pulzano se teniva pur per Senesi, et che 'l Re non havia -voluto fargela render, mandono certe zente a recuperarla, zoè Francesco -Secco, conte Ranuzo de Marzano, Hercules Bentivoj con loro -condute, et alcuni fanti; et se messeno a campo. Et in questo zorno -andati certi fanti per far corsa, zoè dar el guasto a le campagne, a ciò -se dovesseno render, non volendo patir el danno; ma in Monte Pulzano -era un capetanio di Senesi, chiamato Zuan Savello romano, el qual -havia 200 cavalli di conduta, et venne fuora di la terra; et quelli -<span class="pagenum" id="Page_428">[428]</span> -fanti fense di recularsi et fuzir, et loro li veniva seguendo, <i>unde</i> vi -sopravenne zente dil campo preditto de Fiorentini, et fonno a le -man con Senesi, et fo preso ditto Zuan Savello da uno Francesco -Gerardi fiorentino de soa man, et menato in campo, presi et morti -assà di una parte et l'altra, et <i>etiam</i> qualche Franzese militavano -per Senesi. Hor era comissario in campo de Fiorentini Gulielmo -Pazi, et cussì ditto capetanio con alcuni presoni fonno mandati a -Fiorenza. Et el duca de Urbin dovea venir in campo per rehaver al -tutto quella terra, la qual li habitanti se difendevano gaiardamente -per Senesi, et pur el campo vi stete alcuni zorni, ma non poteno far -nulla; et pigliono l'impresa de recuperar Pisa. Et voglio qui notar -uno capitolo di una lettera scritta in questi giorni a Venetia per -uno Fiorentino. Nui siamo a campo a Monte Pulzano, habiamo stretto, -habiamo preso lo capitano, fin pochi giorni sentirete el botto; -si aderisseno a la liga, ha tropo vicino el lupo; si si scoterà, si scoprirano -li agnelli; ancor non è posto el barzello nè pichiata la campana; -tal si trova in stato, che fin poco haranno carestia di bon -partito. -</p> - -<p> -Fiorentini con el Re <i>intrinsece</i> haveano grande odio, benchè -non mostrasseno perchè non era tempo; et havea gran ragione, -perchè lui havea visto quella Republica bellissima, et tuttavia al -Zeneral camaldulense, <i>nomine Venetorum</i> ivi, deva bone parole; ma -meglio per loro sarebbono stato li fatti. Et el zeneral de Bertagna -era lì in Fiorenza per nome dil Re, in questi zorni si partite, et -andò a trovar el Re, <i>adeo</i> al presente non vi resta più Franzese in -Fiorenza, <i>tamen</i> poi ne venne uno altro chiamato Monsignor... -</p> - -<p> -Piero veramente de Medici rimase a Siena quando el Re partì -per Pisa, et poi fo divolgato tornato a Brazano, et la soa facoltà era -venduta ogni zorno per Fiorentini. -</p> - -<p> -A Bologna el magnifico Johanne faceva molte provisione sì de -zente <i>quam</i> de mandar exploratori a Pisa a inquerir li progressi dil -Re, et so fiul Hannibal benissimo in ordene, fece la mostra a Bologna, -dove vi era Antonio Vincivera secretario nostro, et l'orator -de Milan, et lui sopra uno cao di lanza con le barde con San Marchi -etc. cridando Marco! Marco!, et benchè havesse <i>etiam</i> soldo dil -Duca de Milan, pur non haveva troppo bissoni. Et fece una polita -mostra; et a dì 27 se partì, et venne in Modenese, poi in Parmesana, -dove era el nostro campo, et zonze a tempo de operarse ne la -bataglia; et parte di le zente erano a Ravena <i>etiam</i> zonse lì a Bologna, -et venne de longo in campo, menate per Piero Donado <i>tunc</i> -<span class="pagenum" id="Page_429">[429]</span> -camerlengo di Ravena. <i>Item</i> se intese per lettere dil secretario nostro, -come l'ambassador de Milan havia scritti mille fanti, et li -dava tre fiorini per uno al mese, che son ducati do e mezo nostri, -et che li 2000 fanti la Signoria li havia comesso dovesse far, non -havia ancora principiato a farli, perchè voleva prima Milan fusse -fornito, et più lui era certo haver el fior di la zente, et che ivi ne -era gran quantità, et in do zorni li compirebbe di far. <i>Item</i> che zerca -50 Sguizari, di quelli era cum el Re a Pisa, havendo nostri modo de -desviarli, pur per via de Bologna se partino dal Re, et veneno in -campo nostro a tuor soldo; i quali fonno <i>benigne</i> ricevuti, et ancora -speravano ne vegnirebbe; et che alcuni esploratori erano tornati -referivano come la Domenega, a dì 21 Zugno, essendo el Re a Pisa -a vespero ne la chiesa principal, udite certe voce che cridava Misericordia! -Misericordia! <i>Unde</i> el Re domandò ad alcuni quello voleva -dir questo. Li fo risposto erano Pisani che non volevano più tornar -sotto Fiorentini, ma restar in libertà. Et el Re messe la man a la -testa sul capello, dicendo: Sora la mia corona, state Pisani di bona -voja, che vi prometto et zuro di mantenervi in libertà, et lasserove -qui zente a custodia et difensione vostra. Per le qual parole tutto -quel populo si ralegrò et molto ringratiò Soa Majestà, cridando: -Viva! Viva el Re de Franza! Et tutto quel zorno feceno feste de -balli et soni di campane assà. Et che in quel zorno el Re mandò a -dir a Fiorentini non se pensasseno de haver Pisa.... venir a Lucca, -et che Luchesi lo aspettavano con grande jubilo, benchè si judicava -volesse danari da loro, non li havendo ancora resi li ducati -X milia have quando da prima vi fue; et che le sue zente, parte -erano andate verso la Speza con el cardinal S. Piero <i>in Vincula</i> et -Felipo monsignor, zoè monsignor di Bressa a sopraveder quelle -cosse, et tramaveno de redur Zenoesi con loro, li qual havendo, sarebbe -sicuro de poter ritornar in Franza; et parte <i>etiam</i> di le zente -era aviate verso Pontremolo, che è una forteza dil Duca de Milan -fortissima. Et è da saper che 4 forteze ha il Duca preditto su quatro -passi molto forte, zoè Trezo, Picigoton, Rebecho et Pontremolo. -Et questo passo el Re molto desiderava haver, et però havia celerado -molto el suo camin di Roma in qua; ma poi, intendendo l'exercito -nostro era passato Po et redutto a Gierola in Parmesana, alquanto -stete sopra de sè, et tentò de haver el passo da Zenoesi; non restando -<i>etiam</i> de haver questo, come lo hebbe, qual di sotto sarà -scritto. -</p> - -<p> -Da Zenoa lettere di 24 drizate al Duca de Milan, come erano -<span class="pagenum" id="Page_430">[430]</span> -più constanti che mai, et che era necessario provisione preste et -mandar fanti ad alcuni passi a la Riviera de Levante, dove pur ne -era qualche dubitatione, perchè tutta quella Riviera era partesani -di caxa Fregosa; et che era venuto uno araldo dil Re de Franza a -dirli come el Re era loro amico, et che per l'amicitia havevano, li -voleva far rehaver Serzana et Serzanello, che furon soi, che Soa -Majestà se ritrovava haver ne le mano tolti da Fiorentini, et assà -altre parole, concludendo de haver el passo. Et che el Re mandava -in Zenoa tre soi ambassadori, i quali erano a Serzana za in camino, -i quali era certo sarebono accepti a quella comunità, zoè il reverendissimo -Cardinal San Piero <i>in Vincula</i> el cardinal de Zenoa di -caxa Fregosa, et Obieto dal Fiesco prothonotario, do Zenoesi et uno -di Savona, et verebono a tratar cosse in benefitio di quella communità. -Ma Agustin Adorno governador scrisse al Duca quello voleva -li rispondesse; et el Duca subito mandò a dimandar el voler di la -Signoria; et cussì li fo rescritto che per niente non volesse acettar -ditti ambassadori per esser Zenoesi, et che mandasse a dir al Re, -si piaceva a Soa Majestà de mandarli oratori, vi mandasse Franzesi, -et non Zenoesi, i quali sarebono ben visti, confortando esso Governador -et Zenoesi in la fede promessa, et non si acordar per niun -pato con Franzesi. Et è da judicar li fusse promesso per la liga di -farli rehaver li suoi luoghi, si <i>de jure</i> li vegnivano, compita questa -guerra. Et Zorzi Negro nostro secretario era a Milan, ricevuto el -mandato de andar a Zenoa <i>nomine Dominii</i>, a dì 24 ditto se partì -de Milan, et andò a Zenoa, dove fu <i>honorifice</i> ricevuto, come dirò poi. -</p> - -<p> -Domente in queste parte tal cosse seguine, a dì 28 Zugno zonse -lettere di Lunardo di Anselmi consolo nostro a Napoli, di 11, 12, -13 et 14 di l'instante, narava come in Napoli seguiva ogni zorno -assà rumori et custion (<i>questioni, baruffe</i>), et se trovava Franzesi -morti per la terra da Napolitani, cussì a hora era el contrario; et -che volendo el Vicerè armar certe galie lì in Napoli, essendo sul -molo Napolitani, si messeno in arme et amazò alcuni Franzesi, et -che non desideravano altro cha che zonzesse l'armada di re Ferando -ivi con la sua persona, la qual di brieve se dovea partir di Sicilia et -venir de lì, et che era certo Napolitani li receveriano con grande -piacer. <i>Item</i> come l'armada franzese, zoè 8 galie, fuste et brigantini, -zerca numero di vele XV, la qual fo quella zonse per avanti a -Pisa, armata in Provenza et venuta a Napoli, tolto in conserva alcune -galie lì a Napoli, era in quelli zorni partita per andar a tuor -Yschia; ma li custodi virilmente se haveano difeso, et fo necessario -<span class="pagenum" id="Page_431">[431]</span> -la ritornasse a Napoli; et che una barza di re Ferando era passata -in mezo di ditta armada, dimostrando non se curar; et Franzesi non -have animo o vero modi di darli fastidio: ma che scompagnò una -galeaza franzese carga de artiglierie un pezo fuora de Napoli et de -quelli scogli, et la lassò andar al so viazo; ma ditta armada da poi -se partì de Napoli, et venne a Pisa, sì come ho scritto di sopra. -</p> - -<p> -Da Ferrara ogni zorno veniva lettere dal Vicedomino nostro, -non però molto da conto, <i>imo</i> piene de busie dicevano Ferraresi, et -pur el Duca mostrava de dolerse de portamenti de Franzesi. Don -Alphonso era andato a Milan, et le sue zente in campo nostro in -Parmesana, zoè dal conte de Caiazo, per esser soldato dil Duca, et -la soa persona el Duca non volse vi mandasse, ma lo ritene a presso -di lui a Milan in castello. Et è da saper che esso duca de Milan, -havendo cussì abuto da la Signoria, scrisse al Duca de Ferrara suo -suocero, che 'l vardasse in tanto pericolo de non dar passo a Franzesi -nè alcun aiuto, perchè pur l'intendeva el Re voleva vegnir a la -volta de Modenese sotto el so dominio. Ma el Duca li promesse, -<i>non solum</i> de non dar passo, ma esser sempre <i>cum</i> la liga ubidientissimo, -et cussì prometteva de far. -</p> - -<p> -Da Milan lettere a dì 27 che 'l suo campo ancora non era partito -de Vegevene, ma vedendose a hora più potenti de li nemici, -essendo zonto alcuni Elemani et Stratioti 660 con Bernardo Contarini, -volevano andar ad alozar mia 3 propinquo al campo nemico, -et di breve esser a le man; et andati 50 cavalli de homeni d'arme -con 50 Stratioti a sopraveder dove el campo se dovea alozar, et -Stratioti desiderava pur de veder Franzesi et provarli che homeni -erano; et che do fradelli de Piero Busichio capetanio de Stratioti, -i quali erano assà ben a cavallo, andeno più ben verso li nemici, i -quali erano montati a cavallo, una parte, zoè 17 Franzesi, li veneno -contra, et erano venuti fora de li stecadi, et questi do soli Stratioti -dete dentro, et quelli 17 investite, <i>adeo</i> che li separano, et a -la prima ne hebeno amazati do, et do menò vivi in campo, li altri -fuziteno in li stecadi. Per la qual cossa el signor Galeazo capetanio -con Bernardo Contarini et altri conduttieri volse examinar ditti -Franzesi vivi, per intender come stava el campo nemico; et inteso -el tutto, et dove stavano le scolte, donato el ducato per testa a li do -Stratioti, el zorno drio, fo a dì 25, parte di queste zente de Milan -si messe in ordene per andar a scaramuzar, et Bernardo Contarini -montò a cavallo con alcuni Stratioti, et si aviono verso i nemici; -et Franzesi veneno parte fuora a scaramuzar, et Stratioti se andò -<span class="pagenum" id="Page_432">[432]</span> -a imboscar et dete in mezo, et ne amazono 9, presi zerca 30 vivi, -li quali li menò in campo; la qual baruffa <i>etiam</i> ho scritto di sopra. -Ma occorse che uno Stratioto, fiul di Piero Busichio sopra nominato, -corendo contra i nemici, non potendo retenir el cavallo, fo portado -fino ne li stecadi, et quello fusse de lui seguito non se intese; benchè -speravano, non essendo sta amazato in quella furia, di rehaverlo -per contracambio di qualche uno di questi Franzesi presi, come fo, -che deteno certi Franzesi per haver questo Stratioto. Et el Duca, -intendendo tal nuove, havea grande piacer, et ordinò fusse dato a -loro regalia in campo a ditti Stratioti; et pur esso Duca non se -partiva de Milan, ma feva ogni provision adherendose sempre a li -voleri di la Signoria nostra, temendo però molto de non perder el -Stado. -</p> - -<p> -A dì 27 in Venetia morite Antonio Triumpho ambassador dil -Marchexe de Mantoa, essendo stato zorni 12 amalato di dolor colici. -Questo era stato 5 anni orator a questa Signoria, et per honorar -chi esso rapresentava, el qual era nostro Governator in campo, li -fo dato solenne exequie in chiesia di la Charità, et el corpo poi fo -mandato in Mantoa, dove fo sepelito. Et el Marchexe non molto da -poi vi mandò uno altro per suo ambassador a star in questa terra, -chiamato Zorzi Brognolo. -</p> - -<p> -In questo zorno venne lettere da Viterbo da l'orator nostro, date -a dì 25, narra come a dì 24 el Pontefice se partì da matina da Orvieto, -et in quel zorno era ivi zonto; et che a dì 27, sì come havia -deliberato, voleva intrar in Roma, et che esso ambassador anderia -avanti, per poter venir contra Soa Beatitudine; et che Romani lo -aspettavano con desiderio; et che di le censure el Pontefice diceva -non era tempo. Di progressi dil Re poco intendevano, et manco di le -cosse di Napoli. Et per el Senato li fo scritto, zonto el Papa a Roma, -cazasse el resto di provisionadi, non havendo più bisogno; et dette -licentia a Francesco Grasso loro capo, el qual a dì 4 Luio di Roma -partite per qui. -</p> - -<p> -In questi zorni zonse in questa terra uno messo di Beatrice -raina che fo di Hongaria, muger di re Matthias et sorella di re Alphonso -di Napoli; la qual al presente, da poi la morte dil marito, -habita in Ystrigonia terra in Hongaria con suo nepote Cardinal, -fiul dil Duca de Ferrara, el qual è di ditta città episcopo, nominato -di sopra. Et questa ha <i>annuatim</i> da questo Ladislao re di Boemia -et Hongaria, successo nel regno da poi la morte dil marito, la sua -provisione. Hor ditto messo menò con sè bellissimi cavalli di pelo -<span class="pagenum" id="Page_433">[433]</span> -baio, i quelli essa Raina mandava a donar a Napoli a suo fratello -Re, non sapendo che dil regno era privato; et <i>etiam</i> fo divolgato li -mandava ducati 30 milia d'oro. Et zonto che fo questo messo quivi, -parlato con l'orator napolitano qual via havesse a far, a dì 23 Zugno -montò a cavallo, et andò per Rialto a San Marco, per dimostrar -a la terra la bellezza de ditti cavalli; et si faceva menar do -cavalli a man, coperti di una cossa havia el pelo assà lungo, poi lui -homo mostrava di qualche condition, hongaro, et la sua fameglia -driedo con lanze et banderuole, che fò assa' bel veder. Et cussì havendo -l'ambassador de Napoli fanti 300 per mandar in Puia, tolto -una caravella, a dì ditto montò li ditti fanti, contestabele uno Anzolo -Romano et Domino Thomasio Spinelli fratello di l'ambassador -medemo, et questo messo di Hongaria con li cavalli: et verso Brandizo -navigono; poi che si fusse et che seguisse, ignoro. -</p> - -<p> -Di campo veniva lettere continuamente, notificando a la Signoria -ogni loro progresso. Et a dì 25, a hore 23 zonse in campo -Luca Pisani Provedador zeneral designato, insieme con Marchiò -Trivixan, el qual stete a zonzervi, da poi partito de qui, zorni 9. Et -el campo nostro era posto mia 4 vicino a Parma, chiamato Ponte di -Tharo, essendosi levato di Ponte di Lenzo, et quivi venuto l'exercito -ad alozar, et qui trovò el conte de Caiazo, governador di le -zente dil Duca de Milan, le qual erano pochissime. Et avendo mandato -li Provedadori de andar di lungo verso Pontremolo col campo, -parse al Marchexe de Mantoa nostro governador zeneral di non andarvi, -per bon rispetto, el qual di sotto sarà scritto. Et cussì scrisseno -a dì 25 ditto, a hore 4, ditte lettere al Senato, dove erano -messi col campo, et che in quel zorno essendo stati a parlamento -con el conte de Caiazo, quello era partito per andar a custodia de -Pontremolo, dove intendevano el Re havia mandà a sopraveder quel -passo, el qual, per quanto se divulgava, era ben custodito. Ma questo -non andar di longo di le zente, havendo passà Po, parse molto -di novo a tutta la terra nostra, et dette molto da suspectar falsa -materia, ma tutto era a bon fine, per non andar a metter tanto -exercito tra monti, dove non si havesse potuto operar. Et a dì 25 -fo Consiglio di Dieci, 26, 27, 28, 29 et 30 fo Pregadi, consulendo a -quello era di bisogno. Et a dì 27 da matina venne lettere di campo -di 26, date pur al ponte de Tharo, come el conte de Caiazo da Pontremolo -havia mandato a dimandar in campo li fusse mandato 1000 -fanti; et questo perchè ivi fusse bona custodia, perchè quelli fanti -erano prima comenzavano a partirse, et che dovendo venir lì l'antiguarda -<span class="pagenum" id="Page_434">[434]</span> -dil Re, dubitava Franzesi non havesse quella fortezza, et -che li haveano mandati. <i>Item</i> come in quella matina era sta preso, -per nostri, tre sacerdoti et uno layco vestiti a modo pellegrini, i -quali disevano vegniva de Roma, andati per expeditione di certe -bolle, et fonno examinati, et cognosceteno chiaro erano preti, et -dubitavano non fusse spioni dil Re: questo perchè certi nostri balestrieri -diceva aver cognosciuto uno di ditti sacerdoti balestrier a -cavalo dil Re de Franza, et havealo dispogliato verso Ravena, in -principio de questa guerra, quando el Re andava in Reame; ma che -erano sta licentiati, non essendo spioni come parse a li Provedadori, -et andono al suo viazo. <i>Item</i> che aspettavano li Sguizari erano -a Ponte Vigo et venivano in campo. Et cussì poco lontano era Piero -Duodo provedador con li Stratioti, et anche la zente de Romagna, -le qual con desiderio aspettavano a ciò el campo fosse più grosso. -<i>Item</i> come questa notte a l'alba se dovevano levar col campo et -andar verso Fornovo, al principio di monti, mia 20 lontan di Pontremolo; -<i>tamen</i> non si levono. Queste lettere di campo dette a pensar -a nostri, et tutti erano di malavoia, dubitando per le parole dil -conte di Caiazo, che Pontremolo non si perdesse facilmente, che -prima diceva era passo, volendosi tenir, inexpugnabile. Et el zorno -drio, a dì 28 venne lettere, ditto passo ancora si teniva, le qual -lettere fo di 27, date pur al ponte de Thar vicino a Parma mia 4. -Et per quelle se intese come la notte passata, dormendo li Provedadori, -veneli al letto domino Phebo di Gonzaga cuxin dil Governador, -dicendo come Franzesi havia habuto Pontremolo, et che el Marchexe -era de opinion de non si levar de lì, come haveano messo -l'ordene de levarse la mattina, si pareva però questo a ditti Provedadori: -et questo perchè, andando col campo a Fornovo, sariano -mia XV distanti da li nemici, et buono sarebbe aspettar de ingrossarse -con le zente de Romagna, Stratioti, Sguizari, et altri mancavano; -et cussì deliberorono non si levar. Et la matina poi venne el -conte de Caiazo con Francesco Bernardin Visconte comissario dil -Duca de Milan da li Provedadori, domandando altri 300 fanti per -fornir i soi luogi, et cussì fin qui ne ha habuto 1300, et li Provedadori -vedendo el tempo non esser de dimorar, in quella matina spazono -molti cavalieri per diverse vie, ai qual concesseno che tutte le -zente trovaveno per via li dovesse far comandamento da parte di la -Serenissima Signoria et soa, che dovesseno non dimorar ma cavalcar -in campo; con una lettera averta cometeva questo, et che li -Stratioti erano zonti in campo in quel zorno, et che intendevano -<span class="pagenum" id="Page_435">[435]</span> -Hanibal Bentivoi veniva in campo era mia 20 lontano, et doman lo -aspettavano con desiderio, et cussì quelli de Ravena, zoè el conte -Carlo di Pian di Meleto, Talian da Carpi et Anzolo Francesco da -Santo Anzolo; al qual per la Signoria in questi zorni li fu cressuto -fino al numero de 100 cavalli; <i>etiam</i> aspettavano Sonzin Benzon, -Zuan del Drivandim, Zuan Griego et altri cavalli lizieri erano -stati a Perosa col Pontifice; et che era zonto certe carete de artiglierie, -però che di Verona et di Brexa fo ordinato fusse mandato -carete de artiglierie in campo. -</p> - -<p> -Intendendo tal cosse, Venetiani non cessavano de consultar; -et in questo zorno mandono danari in campo per dar paga a le -zente di Ravena, le qual in campo andò senza haver danari avanti -se partisseno, dimostrando la fede portavano a la Signoria, et che -non era tempo de dimorar a far mostra, essendo el Re sì propinquo. -Et è da saper che nostri erano su gran spexa da terra, oltra l'armada -era in mar, sì a Brandizo <i>quam</i> in Arcipelago; et el campo -voleva al mexe, oltra l'ordinario di le Camere, ducati 60 milia; et -za haveano trovati et con bel modo, senza danno di la terra, danari -per tegnir l'exercito tutto el mese de Avosto senza metter altre -decime, et questo per li 8 milia ducati di la provision nova a la Camera -di imprestidi; et oltra li ducati 50 milia primi dil Monte nuovo, -ne tolseno per altri 30 milia, et con grandissima pressa <i>etiam</i> -questi ultimi, <i>licet</i> fusse senza don, in tre zorni fo compito de depositar -a le Cazude. Li debitori di la Signoria per tutti li officii erano -solicitadi a pagar, et <i>maxime</i> quelli di le Cazude, sì de Monte nuovo -<i>quam</i> vecchio, et le decime dil clero li governadori di le intrade -scuodevano; quelli erano a le casse de li 8 officii hanno dacii, erano -solicitadi da la Signoria a scuoder, <i>licet</i> per queste guere la terra -era quasi suspesa, et <i>in magnum quid</i>: li qual dacii sono questi: Dacio -del vin, Tavola de l'intrada, Tavola di l'insida, Messettaria, -Ternaria vecchia, Ternaria nova, Justitia nova et Beccarie; li -qual dacii hanno de intrada a l'anno sottosora ducati......; sì -che per questo si puol conjecturar la magnanimità de Venetia. Oltra -de questo fo mandato ducati 7000 a Bologna a Antonio Vincivera -secretario nostro, a ciò facesse li 2000 fanti; artiglierie di l'arsenal -per Po fo mandate in campo, schiopeti, spingardi et passavolanti; -benchè le nostre artigliarie traze ballote di piombo, et quelle di -Franzesi traze ballote di ferro, et sono passavolanti assà longi. -</p> - -<p> -Adoncha Franzesi, sì come ho scritto, a dì 26 Zugno introno -in Pontremolo senza haver alcun contrasto. El modo fo, che intendendo -<span class="pagenum" id="Page_436">[436]</span> -li custodi el Re col suo exercito havia habuto S. Stefano, loco -pur dil Duca de Milan vicino a Serzana, et che alcuni Franzesi veniva -verso Pontremolo, alcuni fanti ussite per scaramuzar con loro, -ma inteso erano 2000, havendo paura che quelli habitanti ne li -monti signorizava Pontremolo, ch'è posto il passo in una valle, -cridava: Franza! Franza! deliberorono partirse, et lassar quel passo -a Franzesi, et loro venir a la fin de monti a uno altro passo chiamato -Fornovo, et lì fortificarse, ch'è mia 20 di Pontremolo, et 9 -dove era el nostro campo; et quivi el conte de Caiazo con le soe -zente stete con 1000 cavalli et 200 fanti, benchè a nostri fusse -scritto da Milan ivi era 30 squadre et 5000 fanti. Ma parse al -Governador de mandar a custodia de quel passo de Fornovo, et a li -Provedadori, Piero Schiavo contestabele con 3 altri contestabeli con -3000 fanti; el qual, sì come scrissi di sopra, dovea andar a li 26 -a custodia di la Speza in la Riviera di Zenoa, mia 30 dil ponte di -Thar dove era el campo nostro. Ma mentre era in camino, acadete -che Franzesi haveno ditta Speza da Zenoesi tenivano da li Fregosi, -<i>pacifice</i>; i quali, vedendose potenti più de li Adorni, con lo aiuto di -Franzesi scaziati li custodi era per il Duca messi, levono le insegne -de Franza et feceno gran comotione et novità in quella Riviera, -come dirò di sotto. Or, inteso questo, li nostri fanti vi andava....; -et Franzesi non <i>solum</i> la Speza ma molti castelletti de quella Riviera -de Levante oteneno, per causa di le parte de zentilhomeni -Capellazi, et populo. Questa nova di la Speza zonse a Venetia la -verità a dì 28 ditto da matina, benchè prima nostri ne dubitasse -molto, per le lettere viste quatro zorni avanti, scritte al Duca de -Milan per el governador de Zenoa, che ditta Riviera era in manifesto -pericolo se non se li se provedeva in mandar fanterie; <i>tamen</i> -che lui a Zenoa se defenderia. Et in questo medemo zorno <i>etiam</i> se -intese de Pontremolo. Adoncha a dì 26 di questo Franzesi otteneno -do passi, quel de Pontremolo et quello di la Speza senza combatter, -a loro molto necessarii et, <i>ut dicam</i>, la chiave de Italia: quel di la -Speza per haver l'adito di far voltar Zenoa: et questo per tornar -in Aste, et conzonzersi col campo dil Duca de Orliens, et dar fastidio -al stado de Milan. Questa forteza di Pontremolo dette molto da -pensar a nostri, et li padri de Collegio stette assà de malavoia. El -Prencipe pur era amalato, et per queste cative nove più li cresceva -el mal; et tanto più dolse a nostri, quanto per poca cura era perso -ditto passo; et el Duca scriveva esser cossa inexpugnabele, et vi -havia messo bona custodia, et che non si temesse; <i>tamen</i> veteno -<span class="pagenum" id="Page_437">[437]</span> -(videro) la experientia al contrario, et la pusilanimità de li custodi, -havendovi voluto mandarvi in la fortezza uno nostro patricio, et -meglio sarebbe stato; et per questo erano in gran pensier. Et a -dì 30 Zugno nel Consejo di Pregadi feceno molte provision, et -scritto lettere in diverse parte, et fo comandato gran credenze, et -più di l'usato, <i>adeo</i> non volevano dir si Pontremolo era perso; et -preseno de mandar danari in Dalmatia per far zente, et far altri -2000 cavalli de Stratioti, però che in Stratioti havevano gran speranza -et fede; et scrisseno in campo dovesse haver gran diligentia -di non si apizar con Franzesi, et solicitasseno, le zente vi veniva, -venisse. -</p> - -<p> -Ma el Re de Franza in questo mezo, a dì 22 Zugno intrò in -Lucca, ricevuto con grande honor da quella comunità, sì come a -la prima feceno, et atendeva pur di far voltar Zenoa, e far trame -occulte, come è da judicar facesse. Poi venne a Pietra Santa, demum -a Serzana; et essendo la sua persona lì, mia 12 da Pontremolo, -le soe zente have San Stefano, loco del Duca de Milan, et <i>etiam</i> Pontremolo, -come ho scritto; dove li Sguizari fece gran crudeltà, qual -scriverò di sotto et per che cagione. Et pur ancora non se sapeva el -certo, qual via volesse tenir, o venir contra el nostro exercito o andar -per la via de la Speza. Et cussì <i>etiam</i> Franzesi stavano tra loro a -consultar <i>quid fiendum</i>, havendo con lui Zuan Jacomo di Traulzi et -Francesco Secco degni capitani italiani, li quali menava con lui in -Aste per privar Italia di tal homeni. Et el Re mandò uno suo ambassador -a Bologna, el qual zonse a dì 27 da sera; et la mattina -ebbe audientia. El qual, da parte dil suo Re dimandò al magnifico -Johanne Bentivoj conseglio, che via dovesse far Soa Majestà per -ritornar in Franza, però che Zenoesi non li voleva dar el passo. Li -rispose che per Lombardia non bisognava Soa Majestà passasse, -perchè coreva pericolo di esser taiato a pezzi, come era la verità; -notificandoli el grande exercito havia la Signoria in campagna in -Parmesana. Et ditto messo rimase assà sora de sè, et poi li disse -che 'l Re venisse <i>amicabiliter</i> a dimandar passo a la Illustrissima -Signoria et al Duca de Milan, li quali per soa benignità li concederia, -volendo ritornar in Franza et non far novità in Italia più; et -che pur volendo passar per forza, la soa miglior via era quella de -Zenoa. Et habuto tal risposta, ditto orator ritornò al suo Re. Et -questo se intese per lettere dil nostro secretario in Bologna a dì 29 -ditto da matina in questa terra. -</p> - -<p> -Da Milan lettere di 28 et 29 ditto da matina, come el Duca -<span class="pagenum" id="Page_438">[438]</span> -molto si havia dolso dil perder di Pontremolo; et di campo, che volendo -Franzesi di Novara far uno certo ponte sopra un'acqua per -poter haver vituarie, uno fiul fo di Zuan Piero dal Bergomino, capetanio -di fanti, insieme con alcune altre zente paesane, ivi era andato -et scazò Franzesi di tal opera, disfacendo el ponte, et menò via -le burchiele, sì che Novaresi et quelli stavano dentro patirono assà, -non sperando haver vittuarie da altro loco che di Verzei, et altre -terre dil Duca di Savoia, et che mandava madona Beatrice duchessa -moglie dil Duca, era partita lei sola senza el marito, in compagnia -de molte donne di castello de Milan, et andata a Vegevene, essendo -prima andata per la terra de Milan con gran pompa, <i>tamen</i> era mal -vista da ogni uno, per l'odio haveano a suo marito, el qual stava -in castello et lì faceva li soi provedimenti, con bona custodia di la -persona soa, et molto dimostrava amar la Signoria. Or che ditta -Madona era andata in campo, el qual era lì a Vegevene a dì 27 -ditto, et zonse a hore 2 con alcuni comessarii dil Duca, sì per sopraveder -le cosse, <i>quam</i> per inanimar el capitan suo facesse qual -cossa. <i>Item</i> che intendeva che a Novara Opizin Cazabianco et el -Negro et li altri primarii cittadini che fonno causa di dar Novara a -Franzesi, dubitando el Duca di Orliens non se acordasse con Milan, -era andati, col suo miglior poteno portar, ad habitar a Verzei, et -era per numero zerca 50; et questo era signal consideravano <i>nunquam</i> -el Duca di Orliens poteva tenir quella terra, et dubitavano di -la vita loro. Et per lettere di Bernardo Contarini sora i Stratioti se -intese che a dì 28, a hore 12, di comandamento dil Duca et hora -astrologica, col campo si levò da Vegevene et venne mia 4 ad alozar -in uno loco chiamato Caxolo. Et come fonno partiti di Vegevene -tutto el campo in ordene mia uno lontano, fo posto el campo come -havesse a far fatto d'arme, zoè partino le zente d'arme in cinque -squadroni: le fanterie elemane inanzi, le fanterie italiane a drieto, -cavalli lizieri et balestrieri, et da uno canto li Stratioti, et dall'altro -ditti cavalli lizieri; di qual fo fatto do ale a le zente d'arme; et che -la Duchessa volse venir a veder l'ordene dil campo, et poi lei ritornò -a Vegevene, et el campo venne di longo ad alozarsi a Caxuol. -Et el numero di le zente sì de Milan <i>quam</i> de inimici, di sotto sarà -scritto. Et alozato che fo el campo, Bernardo Contarini mandò alcuni -Stratioti a discoprir le guardie dei nemici, insieme con certi -thodeschi, et corseno fino su le porte, et lontan li do alozamenti mia 3, -preseno 9 pedoni che trovono et uno homo d'arme franzese, et ne -amazono tre pedoni, et ritornò in campo. Et quella matina seguente, -<span class="pagenum" id="Page_439">[439]</span> -fo a dì 29, andò 25 Stratioti verso uno castello chiamato Villanova, -lontan da Caxuol mia 4, el qual Franzesi lo teniva, et presentati -ditti Stratioti con uno balestrier dil Duca per guida, li fanti -erano dentro per numero 12 si deteno, salvo l'haver et le persone, -et Stratioti introno dentro. Et poi per el capetanio, inteso questo, -qui fo messa custodia, laudando molto la probità de Stratioti. Et in -questo zorno poi, intendendo Franzesi erano messi in fuga, et haveano -abbandonato do lochi, zoè Cerano et Tracano, castelli dil -Duca de Milan per loro aquistati, li Stratioti montò a cavallo con -li cavalli lizieri italiani, et corendo mia 4 introno dentro ditti castelli, -dove fo lassato per Bernardo Contarini 200 Stratioti et molti -pedoni a custodia, et el resto de Stratioti corseno fin su le porte de -Novara, et non trovò niuno, però che i nemici erano reduti in la -terra; et cussì ritornono in campo, dove fo terminato la matina levarse -col campo, et andar alozar a Trecano, lontan de Novara mia 3, -per poter meglio far correr ogni zorno fino sule.... -</p> - -<p> -Or qui scriverò la conditione di campi, sì come fo mandato a -la Signoria. -</p> - -<h3 id="lib3-16"><i>Zente d'arme le qual se atrova nel campo dil Duca de Milan -a l'impresa de Novara<a class="tagtitle" id="tag135" href="#note135">[135]</a>.</i></h3> - -<p> -<i>Zente dil Duca di Orliens in campo<a class="tag" id="tag136" href="#note136">[136]</a>.</i> -</p> - -<p> -A dì primo Luio venne lettere di Roma di 27 Zugno di sabato, -nel qual zorno el Pontifice intrò dentro Roma con grandissimo -triumpho, a hore 22, però che fonno coperte le strade dove el passava -de panni, fatto soleri con feste; et molti cardinali che erano -intrati el zorno avanti, et cussì Hieronimo Zorzi kav. orator nostro, -el qual el venere <i>etiam</i> era intrato, tutti ussiteno fuora per venir a -honorar Soa Beatitudine, et cussì esso Pontifice con XXI cardinali -et assaissimi episcopi et li oratori ritornò in Roma, essendo stato -fuora zorni... perchè a dì... Mazo se partì, et a dì 27 Zugno ritornò, -et Romani fonno molto aliegri che la corte fusse tornata. Et -in quella sera l'orator nostro spazò lettere a la Signoria notificando -questa tornata, et come a dì 18 de l'instante in Gaeta el popolo et -zentilhomeni erano stati a remor, et questo per causa di certa novità -<span class="pagenum" id="Page_440">[440]</span> -voleva far Franzesi, zoè di metter angarie ivi <i>praeter solitum</i> -al populo, et li zentilhomeni consentiva. Or adunato esso populo in -uno, si messeno in arme et deteno driedo a Franzesi et zentilhomeni, -i quali si reduseno, per fuzir tanto furor, tutti al meglio poteno -in la rocca, et mandò a Napoli et a li lochi vicini di Colonnesi -a dimandar aiuto. Et a dì 24 ditto, fo el zorno di San Zuane Baptista, -intrò per la via di la marina in la terra monsignor di Beucher, -el qual era rimaso gran siniscalco dil Regno, in Napoli habitava. -Et ancora vi entrò el cardinal Colonna con zerca 3000 persone in -tutto, et con quelli Franzesi erano in rocca, et zentilhomeni ussiteno -fuora contra el populo, el qual havia cridato: Ferro! Ferro! Aragona! -Aragona! et di quelli Gaetani ne amazono numero 1500 et più, -che fo una crudelissima cossa veder in quella città tanti corpi morti -per la terra, et <i>etiam</i> li puti; et le donne veramente non volseno -amazar, ma le vechie fonno mandate a Napoli, et le zovene cargate -et poste su certe galeaze per mandarle in Provenza; ma, <i>ita volente -Deo</i>, poi da Zenoesi ditte galeaze fonno prese et le donne liberate: sì -che Gaeta a questo modo fo trattata, et fatto quel che <i>nunquam</i> più -fo audito, che contra uno populo si usasse tanta crudeltà senza -ragion. <i>Item</i> che re Ferandino in Calavria prosperava felicemente, -come per lettere de Ulixes Salvador havia inteso, date in Sicilia a -Messina, drizate a esso orator, et che in uno loco ditto Terra nuova -havia serato in obsidione monsignor de Obegnì vicerè franzese, et -che in quelli zorni erano stati a le man, et el Re havia preso 50 -cavalli et 300 Franzesi, et questa nuova è quella di sopra ho scritto. -Ma al presente è da considerar certo, re Ferandino sia sopra l'armada -soa aviata verso Napoli; et come vidi per una lettera scritta -a Zuan Bragadin, per uno suo patron di nave era a Messina, come -l'armada deputata a venir a Napoli in tutto era questo numero: -caravelle et barze 45, galie 18, galioni 2, barzoti 2, el resto tra -fuste e bragantini 20; in tutto vele zerca 70 (?), la qual armata se -partì da Messina, a dì... Zugno, et la lettera vidi era di 21 ditto. -Quello de ditta armada seguirà, scriverò poi. Ma da Roma etiam -scrisse ditto orator che 'l Pontifice trovandose con 21 cardinal, secondo -el consueto dovea a dì 3 Luio far l'ultimo concistorio, et poi, -fatta la celebration de San Piero, per el cativo aere era a quelli -tempi in Roma, li reverendissimi Cardinali dovea partirse et andar -per quelle terre vicine a star fuora per tutto el mexe de Avosto, a -ciò passi quei tempi pericolosi di egritudine per li gran caldi. Item -<span class="pagenum" id="Page_441">[441]</span> -che Colonnesi con Orsini erano su le arme, et una parte con l'altra -si danizava. -</p> - -<p> -In questa matina medema di primo Luio venne lettere di 30 -Zugno da l'orator nostro a Milan, come el Duca havia habuto lettere -di Zenoa dal Governador, el qual benchè quella Riviera de Levante -si fusse rebellata et venuta in favor dil Re de Franza, <i>tamen</i> -che in Zenoa erano fermi in la fede data, <i>licet</i> del populo ne era -qualche dubitatione, et che haveano dato quella risposta a l'araldo -dil Re di non voler vi entri li do Cardinali et Obieto dal Fiesco per -ambassadori dil Re; et cussì ditto araldo era partito; i quali tre -erano a la Speza et per quella Riviera. -</p> - -<p> -<i>Item</i> che el campo, a dì 29 da matina, quello era levato da Caxol -et andato ad alozarse a Trecano mia 4 da Novara, et che Stratioti -havia corso fina su le porte, et Franzesi non si haveano mossi, tanto -erano in fuga et spauriti per Stratioti, et che feceno di gran butini -de animali et ritornono in campo. El qual a dì primo Luio se doveva -levar de lì et andar ad alozar in Arcano più vicino ancora a Novara, -et che la Duchessa era a Vegevene, el Duca a Milan, et che in campo -ne era opinion de andarsi a campar di là da Novara, in uno loco -chiamato Agaglia, però che Franzesi non erano più col campo a la -campagna ma tirati in la terra. Et è da saper che ditto campo dil -Duca de Orliens era alozato tra Trecano et Cerano. Et inteso de Stratioti -si tirò via de lì, i quali Stratioti dette in le coaze, et prese -zerca 25 di chariazi, et alcuni Franzesi fo morti, et de Stratioti uno -solo, et el cavallo dil Stratioto ritornò in campo, però che questo -costume hanno i loro cavalli, et le teste portate a presentar al capetanio -et a la Duchessa ebbeno uno ducato per uno, et questo fo nel -principio, benchè sia qui scritto. Et el campo preditto duchesco era -al presente assà ben in ordene, et fortissimo, et superior de Franzesi; -et di breve speravano de haver vittoria, et che Stratioti haveano -menato assà villani presoni in campo, i quali per esser dil -contado fonno lassati andar. -</p> - -<p> -Et in questi zorni fo preso certe lettere scriveva el Duca de -Orliens al Re, come era venuto contra di loro certa qualità de zente -che non sapeva quali si fusse, i quali haveano messo tutta la so -zente in fuga, et che erano homeni senza arme, con barbe, lanze, -mazoche et spade, et cappelli in testa. Et mentre Pregadi era redutto, -però che 6 zorni continui fo Pregadi per far provision a -tanta importantia et pericolo quanto era, per esser el Re cussì vicin -al nostro campo; et zonse lettere di 30 di campo come era zonto -<span class="pagenum" id="Page_442">[442]</span> -Hannibal Bentivoj con 9 squadre di zente d'arme benissimo in ordene, -et una de cavalli lezieri, et una de balestrieri a cavallo et 800 -fanti con lanze longe, le qual havea in cima una bandiruola, et con -rodete, dei qual 400 era balestrieri a piedi, et 400 fanti; in tutto -zerca persone 2300, <i>adeo</i> in campo era al presente più di 20 milia -persone.<i> Etiam</i> zonse el conte Carlo de Pian de Meleto con el resto -di le zente di Ravena, zoè squadre 20.<i> Item</i> che 'l nostro campo con -le zente dil conte di Caiazo erano reduti insieme, et diviso le squadre -et squadroni, fatto li colonnelli, li qual di sotto saranno notadi; -et che la matina seguente doveano levarse di ponte di Thar, et andar -ad alozar più propinquo a la montagna, a la badia de Gierola, -et che erano in campo a hora 12 milia cavalli, et 5000 fanti, et -oltra li 1500 mandati a Zenoa et ancora mancava assà fanterie a -zonzer. Et che 'l Governador, Provedadori et condutieri haveano -fatto consejo, et terminato de portarse vigorosamente, venendo Franzesi -di qua da monti, et che erano volonterosi de apizarse con loro, -et dicevano, si el Re venisse di longo, che promettevano a la Signoria -indubitata victoria. Et per exploratori mandati in su quei monti -et in campo dil Re erano certificati Franzesi esser a Pontremolo, et -Sguizari havea brusato quella forteza, et amazati molti di la terra; -questo perchè quando da prima de lì passono per andar in Reame, -da li habitanti fonno morti alcuni di la soa compagnia, sì come nel -primo libro è scritto; et però haveano voluto far la vendeta. -</p> - -<p> -<i>Item</i> che la persona dil Re era ancora a Serzana mia 12 di -Pontremolo, et che Zuan Jacomo di Traulzi molto in favor dil Re se -adoperava, et che Franzesi erano venuti in su per questi monti, et -havia habuto a pati un'altra forteza chiamata Berce et cinque altri -castelli pur dil Duca de Milan, i quali fonno <i>alias</i> dil signor Piero -Maria di Rossi, et per el Duca toltoli el Stado, l'anno 1482 a tempo -di la guerra de Ferrara, che li tolse 22 castelli. Et morto in quel -tempo esso signor Piero Maria, Guido suo fiul et fradelli veneno da -la Signoria, fo data condutta et provisione, et fo valentissimo capetanio -et fidelissimo, et za in la guerra de Todeschi <i>strenue</i> si -portò. Ancora fonno azonti nel numero di zentilhomeni de questa -terra, et nell'anno 1490, 10 Ottobre, esso signor Guido in questa -terra morite, et la sua conduta fo data a so fiul conte Filippo di -Rossi, el qual al presente è a custodia di Ruigo. Questi Rossi erano -di primi di Parma, però che sono 4 parte in Parma principal: <i>videlicet</i> -Rossi, San Vidali, Palavicini, et Corezesi; una di le qual è -estinta et ch'è questa di Rossi; et in Piasenza ancora ne son altre -<span class="pagenum" id="Page_443">[443]</span> -quatro: Anguisoli et Landesi, i qual son gebelini, Scotti et Fontanelli -gelfi. Et questa digressione basti, <i>et ad rem redeamus.</i> -</p> - -<p> -Item per lettere di campo se intese come Luca Pisani provedador -era stato quel zorno in Parma a sopraveder, dove era lì Governador -el signor di la Mirandola, et le soe zente erano in campo -a soldo dil Duca col conte de Caiazo, et in quella sera discoverseno -uno tratato dil castellan de Parma, el qual havia concertato con -Franzesi de darli la terra venendo, et fo preso et mandato a Milan. -Et ancora in quel zorno era zonto in campo Nicolò Savorgnan kav. -da Udine et zentilhomo nostro con 1000 furlani, homeni disposti a -ogni cossa. Et <i>conclusive</i> tutti,<i> ex uno ore</i>, dicevano mai non haver -visto in Italia a tempi nostri simel exercito et sì fiorita zente: tutto -in laude di la Signoria. Se ritrovava in questo tempo, oltra li provedadori -et pagadori, 4 patricii andati per veder lì in campo, zoè -Piero Donado camerlengo de Ravena, Homobon Gritti, Piero Bragadin -et Vettor Pixani dal banco; el qual Pixani se ritrovò in campo -al tempo di la battaglia. Et in questo zorno di 30 Zugno a hore 23, -do balestrieri a cavallo dil conte de Caiazo menò dal Governador -uno Franzese buffon, et dimandato dal ditto Governador dove eran -li provedadori et condutieri quello andava fazendo, rispose era venuto -a Fornovo et per quei lochi a far comandamento da parte di la -Majestà dil Re sotto pena dil fuogo, che dovesseno preparar vittuarie -et far dil pan, perchè Soa Majestà voleva venir con tutto lo exercito. -Et domandato come nomeva.... mons. dil Cornet. Et el signor -Marchexe ordenò li fusse dato da bever, et lui disse non beveva vin. -Et el Signor disse non li podeva dar di l'acqua perfino a meza note. -Et lui disse: la caxon? Et el Signor rispose: perchè i nostri cavalli -va a beverar e turbia l'acqua,<i> adeo</i> fino a meza notte non se puol -bever. Et questo Franzese disse: El fatto mio va mal! Et cussì rasonando -fo menato dal Marchexe fino sotto la forca, et li disse: Vedistu -questi do Signori? Lui disse: Che fanno? Et el Signor disse: -Questi ti faranno dir la verità. Et <i>tandem</i> havendo gran paura, riferite -el Re havia una bella compagnia, et volevano al tutto venir -di qua da monti, non havendo paura dil nostro exercito. Et el Governador -li disse: L'ha pur perso el regno de Napoli? Et lui: Non -è vero. Li procuratori disse: L'ha pur perso Gaeta. Et <i>etiam</i> non -volse consentir. <i>Unde</i>, non potendo haver altro da lui, fo dato a -quelli l'haveano preso. Et è da saper che a dì 28 zonse in campo -300 elemani, bellissima zente, et cussì se andava ingrossando quello. -</p> - -<p> -Queste lettere venute in Pregadi tutti comenzono a star di bon -<span class="pagenum" id="Page_444">[444]</span> -anemo, vedendo el bon cuor haveano sì el Governador signor Rodolpho -et altri condutieri et soldati. Et in quella sera scrisseno lettere -assaissime in diversi luogi, et alli rettori di le terre nostre, dovesseno -star preparati per li bisogni, et far far bona custodia, et mandar -quelli dovevano mandar in campo. Et in campo fo scritto, ringratiando -del bon voler haveano. -</p> - -<p> -Ancora è da saper che per ditte lettere di 30 da Pisa, zonte el -zorno di Nostra Donna a dì 2 Luio, se intese esser zonte 50 carete -de artigliarie, et che Hannibal Bentivoj subito zonto volse far la -mostra, et li fanti 800 havea con lui era quelli assoldati per l'orator -de Milan, et che soldati, per haver li X milia cavalli de cariazi, -erano più volonterosi de apizarse con Franzesi che quasi de haver -la loro paga, di la qual era tempo; et che preso alcuni de quelli -monti, confessono a la tortura Franzesi veniva di longo, erano mal -conditionati, li cavalli magri et molti per caldi strachi et amalati, -non haveano che manzar, et che per questa causa al tutto come disperati -verebbeno zoso, et per paura de Franzesi li custodi de Fornovo -haveano abandonato quel passo, et che nostri havendo inteso -ivi erano venuti poco lontan a sopraveder 300 Franzesi, in quella -notte medema li Provedadori havia mandato li Stratioti et 1500 -fanti lì a Fornovo, et la matina a dì primo Luio el campo si levava -per andar a Gerola, come ho scritto de sopra; et che intendevano -la guarda dil Re havia ordinà le squadre, et che la Signoria non -dubitasseno, li dariano vittoria grandissima, et aspettavano con desiderio -el Signor de Rimano era in camino, et Paris de Lodron et -Cozanderle. -</p> - -<p> -Adoncha, inteso tal nuove per li padri de Collegio, et che al -tutto venendo di longo si conveniva menar le man, benchè molti -teniva non venisse, et facesse stratageme, e tolesse altra via, <i>tamen</i> -ragione era assae dovesse venir di longo, et la grandissima penuria, -et come se intese uno pan valeva mezo raynes, et venendo, si -caso fusse, <i>quod Deus avertat</i>, che rompesse el nostro campo, sarebbe -stato signor de la campagna, et con l'odio portavano li populi -al Duca de Milan haria acquistato quel Stado, et sarebbe seguito -mal assae, et per non metter in tanto sbaraio, molti patricii -erano de opinion che 'l nostro campo, <i>nisi coacti</i>, non dovesseno far -fatto d'arme; et cussì scrisseno in campo. Ma li Provedadori rescrisseno -che <i>non solum</i> li soldati, venendo Franzesi, volevano esser -a le mano, ma che andando per altra via, però che havia una via -da Borgo per li monti, che poteva andar, erano nostri disposti di -<span class="pagenum" id="Page_445">[445]</span> -seguitarli, et che anderebbono a Piasenza, sì che si stasse senza -pensier, che speravano in Dio per il buon cuor di tutti haver vittoria. -<i>Unde</i> per questo in Collegio, non vi essendo el Prencipe el qual -era amalato, deliberorono de implorar l'auxilio divino, <i>juxta</i> quel -ditto: <i>nisi Dominus custodierit civitatem, in vanum vigilant qui custodiunt -eam</i>, et ordinò fusse fatto special oratione per tutti li monasterii -de questa terra de religiosi, et a poveri monasterii 32 li fo -donato 300 stera di farine quando preseno di romper, et al presente -ne mandono altri 300 stera, pregando Iddio donasse vittoria a nostri, -combattendo <i>maxime</i> per difensione de Italia et ben di la Christianità. -Et ancora fo dato a madona Fiordelixe Zorzi et Beatrice -Capello, donne che fonno dedite a procurar per la pietà, per presonieri -et povertà, li fo dato stera 600 de farine che dispensasseno, -100 stera per sestier, a povere persone. Et a dì 3, 4, 5 Luio fo fatto -processione a torno tutte le chiese, cantando le litanie, et ditto -messe a ciò per queste vie el nostro protetor Iddio volesse donar a -nostri vittoria contra Franzesi. -</p> - -<p> -Per lettere di Alemagna, da li oratori al Re de Romani di 20 -Zugno, se intese come esso Re era occupato a la Dieta, et che ivi -se ritrovava nel suo Consejo uno baron di Bergogna, el qual era -<i>etiam</i> con l'ambassador di l'archiduca, et per esser homo de gran -inzegno et desiderar el ben di esso Re, <i>non solum</i> confortava dovesse -venir in Italia, ma che, non possendo cussì presto expedirse, dovesse -far romper al Re de Franza al suo signor Duca de Bergogna, sì per -far quello è ubligato come colligato, <i>quam</i> per l'odio dovea portar -al ditto Re de Franza per le inzurie ricepute; <i>tamen</i> che altri poi -disconsegliava, si che de Maximiliano non se sperava alcun aiuto -come in effetto fu. -</p> - -<p> -A Ferrara di primo Luio, Hercules duca de Ferrara con cavalli -zerca 400 se partì de lì, et andò verso Serzana; dove volesse andar -non se intendeva, ma ben con lui portò assà cariazi de tapezarie et -arzenti. Se divulgava andasse per dar el passo al Re, et per questo -portava questi adornamenti, per poter recever <i>honorifice</i> Soa Majestà; -ma esso Duca diceva andava per veder di conzar le cosse, et -che el Re tornasse in Franza senza dar impazo a suo zenero Duca -de Milan. <i>Tamen</i> per nostri tal sua andata era di gran suspetto, et -se divulgava per la terra di far un capetanio in Po, et mandar galioni -et barbote, non tanto per offender, quanto per haver armada -in Po, per li bisogni potevano acader. Et questo Duca mandò vittuarie -al Re, <i>etiam</i> polvere, come se intese. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_446">[446]</span> -</p> - -<p> -Da Milan el campo dil Duca da Novara a dì primo Luio a -hore X si levò in ordene di Trecano, et si apresentò mia uno lontano -di Novara con ordene di battaglia, et inimici non li bastò l'anemo -de ussir di le porte. Feceno nostri dar fuogo a 12 passavolanti drizati -verso la terra, et ivi steteno fino a le XV hore; ma vedendo che -haveano serato le porte et tagliato le strade, a caxone non se potesse -correr su le porte, et visto questa fuga, Bernardo Contarini -comandò che alcuni Stratioti coresseno di là de Novara mia X; i -quali subito corseno, et non trovono scontro niuno, ma fece de gran -butini de bestiame, et con gran terror dil paese Stratioti tornono in -campo. Et poi el campo venne ad alozar a una villa ditta Perna, -uno mio et mezo lontana di Novara, et volevano tajarli le acque -a ciò non potesseno masenar; et far provisione siano assaltate le -vittuarie venivano da Verzei et assediarli. Et in questo zorno, disnando, -in campo fo cridà: Arme! Arme! et in meza hora el campo -fo in ordene et veneno fuora, ma fo una dimostratione de inimici, -però che ussite <i>solum</i> 700 arzieri a cavallo di Novara, et Bernardo -Contarini con 300 Stratioti cerniti et 200 cavalli lezieri dil Duca -deliberò di esser a le man. I nemici, oltra li 700 arcieri, era 100 -homeni d'arme et 1200 fanti, et non venendo molto lontano de li -borghi; et cussì per redurli in qua, Stratioti apizò una scaramuza, -et mandò 1200 cavalli lizieri verso i pedoni per tenirli in exercitio, -et esso Contarini con li Stratioti se aviò verso li 700 arzieri et fonno -a le man, et per esser in luogo circondato di fossi non li poteno far -Stratioti tropo mal, pur ne fo morti 12 et portate tre teste sopra la -lanza, ritornono a li alozamenti. Et soldati se meravigliono di tal -crudeltà, et esso Provedador per dimostrar la Signoria voleva se facesse -guerra da dovero, li dette la regalia del suo ducato uno per -testa, et intendevano el Duca de Orliens havea mandà bona parte di -le artiglierie a la volta de Aste, sì che Stratioti messe in reputation -quelle cosse, et Franzesi in gran fuga et pavento. -</p> - -<p> -A dì 3 ditto, inteso Stratioti per le scolte i nemici erano ussiti -fuora, questi se aviono con el loro Provedador a la volta de ditti -nemici, et trovato 40 pedoni imboscati, tutti fonno presi senza snudar -spada. Li altri stevano serrati in la terra, et el Duca de Orliens -fece buttar uno ponte sora Po, distante da Novara mia 36 verso -Aste, a ciò per quello potesse venirli soccorso di Aste. Et per obviar -questo, el capetanio signor Galeazo mandò 60 Stratioti et 40 balestrieri -per brusar ditto ponte, a ciò <i>etiam</i> potesseno <i>libere</i> nostri -corer fino in Aste senza impazo. Et ancora in quella matina, per -<span class="pagenum" id="Page_447">[447]</span> -ordene dil Duca, mandono a la volta di Zenoa 70 homeni d'arme -et 100 cavalli lezieri, perchè cussì el Governador de Zenoa li havea -richiesti; et el Duca de Orliens per quanto intendevano feva far -spalti in la terra de Novara. Et in questi zorni fo preso uno corier -con lettere di ditto Duca, drizate al Re in zifra, rispondeva come -havea inteso et habuto lettere di Sua Majestà, et che l'era obsesso -in Novara, nè si poteva partir nè ussir per causa de Stratioti. Et a -dì 4 Luio, per nostri dil campo preditto duchesco, fo preso 12 villani -et 8 sacomani con loro cavalli; et molti castelli ivi dintorno, che -prima haveano ribellato di Milan et datosi al Duca de Orliens, al -presente si rendevano <i>voluntarie</i> a nostri; et come per una lettera -di Bernardo Contarini vidi, fin questo zorno havea fatto restituir a -instantia dil Duca da 600 fin 700 cai de anemali grossi et assà altre -robe et danari de butini havia fatto Stratioti, dicendo erano de li -soi dil paese. -</p> - -<p> -El campo veramente nostro di Parmesana a dì primo Luio se -levò di ponte di Thar, et tutto in arme come havesseno a far battaglia, -et veneno mia 2 più propinqui a la montagna, in uno loco -ditto Gierola, et qui si poseno a li alozamenti, essendo stato zorni 6 -al ponte di Thar. Et, fatto consejo, non volseno andar più di longo -per manco pericolo, et per esser qui a la discoperta et quasi in fortezza. -Et era in campo assà abondantia de vituarie, et, come de patricii -che vi fu a veder se intese, pareva de esser in una città, per -ritrovarvi di ogni cosse, et ogni arte, et tutti danarosi, perchè li -danari di S. Marco corevano, et tutti stavano aliegri et di bon animo. -Et è da saper che li Provedadori mandono a dimandar a Parma -alcuni guastadori per bisogno dil campo, et quelli cittadini, fatto -loro consegli, risposeno non li voler dar, per non angarizar el so -paese. Or, avanti descriva altro, l'ordene dil campo voglio scrivere. -</p> - -<h3 id="lib3-17"><i>Ordene di l'exercito di la Illustrissima Signoria -et colonnelli partiti a dì primo Luio.</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Squadra prima:</td> - </tr> - <tr> - <td>Stratioti greci sotto Piero Duodo provedador</td> <td>cavalli</td> <td class="num">700</td> - </tr> - <tr> - <td>Zuan Griego con soi balestrieri</td> <td>cavalli</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Sonzin Benzon e Zuan di Ravena balestrieri</td> <td>cavalli</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Stratioti dil Governador zeneral</td> <td>cavalli</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Stratioti dil signor Talian da Carpi</td> <td>cavalli</td> <td class="num">25</td> - </tr> - <tr> - <td>Stratioti di Hannibal Bentivoj</td> <td>cavalli</td> <td class="num">10</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri dil Governador preditto</td> <td>cavalli</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_448">[448]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri dil signor Ranuzo dil Farnese</td> <td>cavalli</td> <td class="num">33</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri dil signor Antonio da Montefalco</td> <td>cavalli</td> <td class="num">20</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri dil conte Bernardin Brazo</td> <td>cavalli</td> <td class="num">25</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri dil conte Zuan Francesco di Gambara</td> <td>cavalli</td> <td class="num">10</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri di Piero Schiavo Contarini</td> <td>cavalli</td> <td class="num">25</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri dil Conte de Caiazo</td> <td>cavalli</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri di Hannibal Bentivoj</td> <td>cavalli</td> <td class="num">55</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri dil signor Galeoto di la Mirandola</td> <td>cavalli</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri dil signor de Carpi</td> <td>cavalli</td> <td class="num">40</td> - </tr> -</table> - -<p> -La persona di lo illustrissimo signor Marchexe de Mantoa Governador -et di signori Provedadori et Conte de Caiazo. -</p> - -<ul> -<li>D. Antonio di Pigi</li> -<li>D. Tucio di Costanza</li> -<li>D. Zuan Gasparo Galimberto</li> -</ul> - -<p> -con el squadron de li alozamenti. -</p> - -<p class="center"> -<i>Colonnelli.</i> -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Jacomazo da Venetia capitano di le fanterie, tutti li elemani, marchesi et ducheschi per uno colonnello</td> <td class="bt center">colonnello</td> <td class="num">1</td> - </tr> - <tr> - <td>Nicolò Maria Giacomo albanese</td> <td class="center">»</td> <td class="num">1</td> - </tr> - <tr> - <td>Li fanti di la guarda dil signor Marchese e Zuan Mato</td> <td class="center">»</td> <td class="num">1</td> - </tr> - <tr> - <td>Piero Schiavo contestabele</td> <td class="center">»</td> <td class="num">1</td> - </tr> - <tr> - <td>Li bolognesi fanti</td> <td class="center">»</td> <td class="num">1</td> - </tr> - <tr> - <td>Gorlino</td> <td class="center">»</td> <td class="num">1</td> - </tr> -</table> - -<p class="center"> -<i>Colonnelli di le zente d'arme con le fanterie.</i> -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>El conte de Caiazo et mirandoleschi</td> <td class="bt center">squadre</td> <td class="num">14</td> - </tr> - <tr> - <td>Hannibal Bentivoj et signor Ludovico da Carpi</td> <td class="center">»</td> <td class="num">11</td> - </tr> - <tr> - <td>Lo illustrissimo signor Marchexe Governador zeneral</td> <td class="center">»</td> <td class="num">11</td> - </tr> - <tr> - <td>Signor Antonio di Montefalco et Zuan Francesco di Gambara</td> <td class="center">»</td> <td class="num">14</td> - </tr> - <tr> - <td>Conte Bernardin et Marco da Martinengo</td> <td class="center">»</td> <td class="num">17</td> - </tr> - <tr> - <td>Signor Ranuzo dil Farnesio et conte Alvise Avogaro</td> <td class="center">»</td> <td class="num">16</td> - </tr> - <tr> - <td>Alexandro Coglion et Tadeo de la Motella</td> <td class="center">»</td> <td class="num">13</td> - </tr> - <tr> - <td>Conte Carlo di Pian de Meleto et Talian da Carpi</td> <td class="center">»</td> <td class="num">13</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td></td> <td>Sono squadre</td> <td class="num">109</td> - </tr> -</table> - -<p> -De le quali ne restano do squadre per antiguarda di le artiglierie -et cariazi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_449">[449]</span> -</p> - -<p class="center"> -<i>Da poi sono zonte le infrascripte zente.</i> -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>La zente di d. Alphonso fiul dil Duca di Ferrara, homeni d'arme 160, cavalli lezieri</td> <td class="bt center">num.</td> <td class="num"> 100</td> - </tr> - <tr> - <td>Balestrieri dil Marchexe de Mantoa</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Stratioti del ditto, cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>D. Nicolò da Savorgnan, con fanti</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Zenoa fanti</td> <td class="center">»</td> <td class="num">300</td> - </tr> - <tr> - <td>Zuan Bernardo Pellegrin fanti</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> -</table> - -<p class="center"> -<i>Questi se aspetta in campo</i> -</p> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>El signor Pandolpho de Rimano con</td> <td class="bt center">cavalli</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td>El signor de Pesaro o ver el fradello con</td> <td class="center">»</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td>D. Paris da Lodron con provisionati</td> <td class="bt center">num.</td> <td class="num">1000</td> - </tr> - <tr> - <td>Lionello dal Nievo fanti</td> <td class="center">»</td> <td class="num">500</td> - </tr> - <tr> - <td>Cozanderle todesco, elemani el resto</td> <td class="center">»</td> <td class="num">700</td> - </tr> - <tr> - <td>Fanti fatti a Bologna per el secretario</td> <td class="center">»</td> <td class="num">200</td> - </tr> - <tr> - <td><i>Item</i> le zente dil Duca de Gandia cavalli</td> <td class="center">»</td> <td class="num">....</td> - </tr> -</table> - -<p> -Et poi che fo el campo reduto a Gierola, et zonte parte di le -ditte zente in campo, feceno di nuovo li colonnelli, li quali saranno -di sotto al loco suo descritti. -</p> - -<h3 id="lib3-18"><i>Qui comenzano baruffe seguite in campo con Franzesi -venivano zoso di monti.</i></h3> - -<p> -Et sì come ho scritto di sopra che el campo nostro venne ad -alozar a dì primo Luio a Gierola, et in quel zorno intendendo per -una spia come zerca 2000 Franzesi, zoè 500 cavalli lezieri et resto -pedoni, se doveano calar zoso di monti per piar (<i>pigliare</i>) el lozamento -de Fornovo, ch'è a la fin di la montagna, a ciò el nostro -campo non vi andasse ad alozar ivi, et Stratioti andati contra costoro -trovono uno squadron di zerca 1600 che venevano zo del monte, -<i>unde</i> Stratioti deteno dentro a pe' dil monte, et fonno a le man, -et quelli rupe et fracassò metendoli in fuga, che ebbeno de gratia de -ritornar indriedo, et ne amazò quelli Stratioti zerca 30, et prese 12 -vivi, et le teste portono in zima le lanze a li Provedadori, et li presoni -menono in campo; tra i qual era uno gran maistro sguizaro -con 5 ferite, et franzese uno homo da conto, el qual volevano pagar -<span class="pagenum" id="Page_450">[450]</span> -assà danari et fusse lassato, et havia una ferita arente la bocca da -la banda dreta, et un'altra sopra la gamba, et judicaveno li Provedadori -havesse a morir. El capo sguizaro menato in campo fo assà -honorato da li Sguizari nostri, dicendo era homo di farne extimation, -et quello andavano a visitar. Adoncha Stratioti cazò Franzesi -fin a la montagna, dove erano certi passavolanti soi, et loro -diseno uno, el qual azonse a uno Stratioto da Coron et quello amazò; -et in quella fiata Stratioti feceno carne et non volse più presoni; et -<i>etiam</i> uno Stratioto fo ferito da una lanza et do cavalli feriti. Et -Stratioti feceno assà bene di questa prima baruffa, però che questi -Franzesi presi et quelli fonno amazati haveano assà danari, et tal -dà ducati 200 in suso et anelli molto grossi da ducati 25 l'uno -d'oro, i quali haveano in dedo; et presentò le teste a li Provedadori, -basandoli la man a la greca, ai qual fo dato uno ducato per -testa, secondo el consueto, et li anelli recolti ne le sue bezasse (<i>bisacce</i>) -presentono <i>etiam</i> a li Provedadori, et al so Piero Duodo; i -quali fonno pesati, era di oro ducati 1500 et più. -</p> - -<p> -Ancora uno balestrier bolognese prese uno Franzese solo di 400 -balestrieri che erano, et Stratioti fece quello è di sopra scritto, et -li soldati tocavano la man a Stratioti, cridando: Marco! Marco! Et -è da saper che 'l primo Stratioto apresentò una testa de Franzese al -Marchexe, li donò ducati X, et basolo per mezo la bocca; la qual -cossa Stratioti molto stimano di esser carezati. Oltra di questo, Stratioti -prese tre mercadanti fiorentini vestiti a la franzese, havea uno -fameio et uno corier in loro compagnia per guida, venivano de -Franza et andavano a Fiorenza; et fonno menati da li Provedadori, -et examinati, visto non erano homeni de mal afar, fonno lassati -andar via. -</p> - -<p> -Questi Franzesi venivano zoso di monti erano l'antiguarda dil -Re: cavalli 2000, 1600 Sguizari et 400 cavalli lizieri. Et nostri -che li andono contra fonno 1200 cavalli lezieri et non più, tra i -quali 600 Stratioti con Piero Duodo loro Provedador; et questi messeno -Franzesi in fuga a ritornar indriedo. Ancora Stratioti preseno -cavalli X de Franzesi. Et si Stratioti li havesseno lassati venir di -longo et non fusseno stati cussì presti a investir, <i>sine dubio</i> tutti -erano presi o tajati a pezi; ma fo tanta la fogosità per la morte -dil suo Stratioto, che non volseno star a indusiar; et questo seguite -a hore 16. El Franzese se tolse de taja lui medemo ducati 1000, -et el Sguizaro havea ducati 500 adosso, et 4 anelli in dedo (<i>dito</i>) -de ducati 25 l'uno d'oro; et se tolse de taja ducati 500. Et Stratioti -<span class="pagenum" id="Page_451">[451]</span> -referitono in campo, Franzesi esser valenthomeni; <i>tamen</i> che -de ditti non temeno, et speravano diman, venendo zoso, haver altra -vitoria che questa. El campo nostro, el qual era za di le nostre squadre -100 et 20 de Milan, cavalli lizieri et Stratioti zerca 2000, et fantarie -assà numero, alozato pur a Gierola, stevano preparati facendo -far bone guardie a li passi, a ciò Franzesi non venisseno zoso di -monti a trovarli disproveduti. Et messeno custodia a Fornovo, et -ordinò li colonnelli, li quali più avanti saranno descritti, et quelli -prima avesseno a investir i nemici, venendo a la campagna; sì -che li Provedadori scrisseno che soldati erano de bon animo, et desideravano -Franzesi venisse, et che si dovesse star aliegri, perchè -erano certi de haver victoria. Et per paura de Parma, perchè Zuan -Jacomo di Traulzi con la parte gelfa tramava pur novità, fo mandato -ivi 400 provisionati, et Francesco Bernardin Visconte comissario -dil Duca de Milan. Et è da saper che nostri tramavano pratiche -secrete con ditto Zuan Jacomo di Traulzi, venisse da la banda -di qua; et andava messi su et zo de questo; <i>tamen</i> promise de venir -et non venne. Franzesi veramente si tirono a li monti; quello facesse -non se intendeva, o volesse el Re venir di longo, o pigliar -altra via; et necessario era de prender partito per la grandissima -carestia haveano su quei monti sì de vittuarie <i>quam</i> de strami. Et -qui è da considerar el Re facesse molti consigli con li soi, qual via -havesse a tenir, ma pur fo advisato (non voglio scriver da chi, ma -da chi era nemico de questa Signoria) che nostri per niun modo -non volevano el campo fusse a le man con loro, ma li lassasseno -andar; et però volse venir di longo. -</p> - -<p> -Questa nova zonse in questa terra a dì 2 Luio, el zorno de -San Marcilian, a hore 3 de notte, nel qual zorno da nostri è celebrato -per haver habuto gran victoria per i tempi passati; et le lettere -fo fatte a dì primo a hore 21. <i>Ergo</i> in 28 hore venne le lettere. -Et inteso tal nova in quella sera medema, fo mandato a notificar -questo a li Savij de Collegio, a caxa, per Zacharia Davit uno di Secretarii -de Collegio, et la matina non sapendo far altro, se non ordinò -el continuar le oration a implorar el divino auxilio, et da poi -disnar per Pregadi fo scritto in campo, laudando la fede dil Governador -et bona voluntà di l'exercito et portamenti de Stratioti. -Et cussì tutti stevano in expectatione de haver lettere, che Franzesi -siano venuti, et che se havesse fatto d'arme. -</p> - -<p> -Ma molti, come ho scritto, questo apizarse non gli piaceva, per -il pericolo et danno potea seguir: volendo più presto el Re prendesse -<span class="pagenum" id="Page_452">[452]</span> -altra via o vero dimorasse a venir, tanto che le zente mancavano a -venir in campo fusseno zonte, zoè signor de Rimano et de Pesaro, -et conduta dil Duca de Gandia, Paris di Lodron, Cozandorle todesco, -Nicolò Savorgnan, <i>licet</i> di sopra habbi scritto fusse zonte, ma -zonse parte, et lui era poco lontan; sì che, fatta la descriptione, -mancava siemile persone, le qual per zornata zonzevano, et <i>etiam</i> -Zenoa el qual era propinquo, con 300 fanti; et pur nostri stava con -desiderio de haver lettere de campo, et a li Provedadori comesseno -dovesse scriver do lettere al zorno almanco, una la mattina et l'altra -la sera, et le poste erano redopiate per haver avisi presti; ma -per tutto questo zorno, nè <i>etiam</i> el 3 Luio fino a la notte non venne -lettere. Et poi venne lettere di 2 del mese a hore 24, narava come -el campo era stato tutto quel zorno in arme, aspettando el venir de -Franzesi, ma che fino quell'hora non veniva nè era parso niuno; -et che non trovavano spie de poter mandar a veder quello faceva -Franzesi su quei monti; et che in quell'hora era venuto do homeni -d'arme di la compagnia dil Traulzi per haver soldo di qua, fuziti -dal Re, i quali portò uno pan di quelli se vendeva in campo di nemici, -assà picolo et negro; et che non haveano più vittuarie, et -era 4 zorni l'exercito non havia vino; et che erano Franzesi per el -rebatter de Stratioti molto confusi, et stavano sopra de sè, havendoli -rotto li soi disegni: et el Re era ancora a Pontremolo, et parte -di le soe zente a Terenzo et a Bordan, el qual Bordan è assà forte, -fo castello di Rossi, dove molti judicava qui havesse a lassar le loro -some et cariazi in ditta forteza, la qual bisogna bombardarla volendola -haver, per poter venir più lezieri a la battaglia; et che parte de -ditta zente erano andate a la via de Borgo per tuor strame et sopra -veder quelle vie assà estive da condur exercito, et è la via fece el -signor Ludovico et signor Ruberto Severino, come ho scritto de -sopra, va a Tortona. Et è da saper che in questi castelli, dove sono -Franzesi al presente, hanno 4 vie: o vero tornar in driedo a Pontremolo; -o andar in Tortona per monti assà aspri, ma non puol menar -cariazi; o venir di longo contra el nostro exercito; o vero andar per -quelli monti in Rezana (<i>Reggiano</i>) passando questi fiumi o vero torenti, -zoè Baganzan, Parma, Lenza et Crostolo, et discender a Montechio -o vero Torrechiara, et andar a Rezo, havendo però el passo -dil Duca de Ferrara, el qual nostri molto sospettava non lo havesse; -questo per esser andato esso Duca lì in Rezana, come ho scritto de -sopra. <i>Tamen</i> molti era de opinion dovesse venir di longo, et esser -a le man con el nostro campo; et el tardar faceva, era perchè havia -<span class="pagenum" id="Page_453">[453]</span> -mandà Felippo mons. con alcuni cavalli et 1500 Sguizari verso la -Speza et quella Riviera de Zenoa, et che aspettava ritornasseno nel -suo campo, perchè havia mandato per lui. Et ancora scrisse al Prefetto -signor de Sinegaia et Colonnesi, dovesse venir con zente in -augumento dil suo exercito, non restando de mandar zente a Fiorentini, -come dirò di sotto; pur pativa assà sinistri su quei monti, -con poche vittuarie. -</p> - -<p> -Et a dì 3 Luio, come se intese a dì 5 da matina per lettere di -Provedadori date a Gierola a dì 3 hore 22, in questo zorno zonse -assà numero de persone in campo; la compagnia de d. Alphonso -fiul dil Duca de Ferrara, cavalli 600, era soldato de Milan, et la soa -persona non venne, ma rimase col cognato in castello a Milan. <i>Item</i> -venne Gilberto da Carpi con cavalli 200, pur per el Duca preditto. -Ancora era zonto cavalli lizieri dil Marchexe de Mantoa Governador -zeneral nostro, et mancava venir 200. Zonse lanze spezade rubertesche -cavalli 340, et de ditta compagnia non mancava se non -do homeni d'arme a zonzer. <i>Etiam</i> de altri condutieri che mancava -compir le sue condute, a hora tutti erano zonti. Et come vidi -per una lettera, in questo zorno zonse 8 squadre de cavalli armati -senza cavalli lezieri, et <i>etiam</i> vi zonse Nicolò Savorgnan con li 1000 -schiopetieri et provisionati dil Friul, benchè scrivesse di sopra era -zonto, ma, per esser poco lontano, quei di campo reputava zonto. -Et ancora venne 200 provisionati di la comunità di Asola benissimo -in ordene, pagati a soe spexe per mexi uno. Mancava zonzer li 600 -provisionati, che 'l signor Governador havea scritto a Mantoa a la -Duchessa soa moglie et soi comissarii fosseno fatti di Mantoana, i -quali di brieve doveano zonzer; et cussì Cozanderle, Zenoa et -d. Paris de Lodron, al qual era Francesco de la Zueca nostro secretario -et molto sollicitava; et questi tre de hora in hora erano aspettati -in campo. El signor de Rimano era in camino, <i>tamen</i> molto -longo, et non zonse a tempo. Soldati erano molto desiderosi, per el -gran numero de zente a hora de squadre 130 et X milia fanti, de -esser a le man con Franzesi, et haveano mandà molti de soi cariazi, -chi a Parma et chi a Cremona, per remagnir più lezieri in far -fatti d'arme. Abondantia grandissima era nel campo nostro, et in -loco securo per li repari haveano fatti, et non si volseno muover de -lì per molti respecti, <i>maxime</i> per li strami per li cavalli; et erano -lontani di Fornovo mia cinque, dove era posto bona custodia, et -cussì a Garona, ch'è sul monte una rocca, et Fornovo è il suo borgo -a basso. Et el zorno avanti el conte Alvixe Avogaro con altri condutieri -<span class="pagenum" id="Page_454">[454]</span> -et cavalli lezieri et fanti andò alquanto su la montagna per -intender de Franzesi; <i>tamen</i> niuno non parseno. Et a dì 3 inteseno -per una spia tornata di campo nemico, come el Re in persona era -partito de Pontremolo et venuto mia 12 più in qua a Barze, dove -era una parte dil so exercito, et el resto a Tarenza e Bardon mia X -da Barze et 6 da Fornovo. -</p> - -<p> -Adoncha Franzesi era mia 15 lontan dil nostro campo, zoè di -Barze a Gierola, et li villani tutti de quelli monti si messeno su le -arme per poder menar le man bisognando, <i>maxime</i> si Franzesi fusseno -rotti, per haver <i>etiam</i> loro, di questo gran butino menavano, -qualche parte. Et fo advisato la Signoria che Franzesi venendo zoso -de monti voleva mandar li soi cariazi avanti, a ciò soldati et Stratioti -atendesseno a robar, et loro in questo mezo o andar su la strada -romea, o vegnir a combatter, et esser vincitori, volendo prima metter -la roba che la persona a pericolo. La qual cossa fo mandato advisar -a li Provedadori dovesseno questa stratagema notificar in campo; -onde fo fatto bone provisione per el Governador zerca questo. -</p> - -<p> -Et in ditto zorno di 3 Luio venne in campo nostro do trombeti -dil Re de Franza, uno da matina, l'altro da poi manzar. El primo, -andato davanti el Governador et Provedadori, domandò do cosse: -prima de voler parlar al Conte de Caiazo, et essendo ivi ditto Conte, -dimandò quello el voleva. Li disse che la Majestà dil Roy mandava -per lui, che li dovesse venir a parlar. Al qual rispose el Conte non -poteva venir, per esser homo di la liga et nel campo di la Illustrissima -Signoria de Venetia. Et pur ditto trombetta o vero araldo replicò -dovesse venir. La seconda fo che dimandava li presoni pigliati -el zorno primo de Luio, et <i>maxime</i> uno zentilhomo di Bertagna, per -el qual faceva grande instantia, offerendo assà danari; et pregava, -non lo volendo dar, li fosse fatto bona compagnia. El qual preson -era de Stratioti, et li haveano dato taia. Dimandato a questo trombeta -per el Governador, quello feva el Roy; rispose che al tutto -voleva venir zoso di monti di brieve, et benissimo in ordene de zente. -Hor fu licentiato; et poi la sera ne venne uno altro con quelle medeme -parole, de voler el Conte de Caiazo vengi a parlar al Roy, et -che Soa Majestà mandava a notificar al Marchexe de Mantoa, come -le so zente in Calavria havea amazà re Ferando et che re Alphonso -era morto; sì che dil Reame non restava più altro contrasto. Et che -el Duca de Milan non haverà più paura, essendo morto questi do -soi nemici, et che al tutto el Roy voleva venir a provar le soe spade, -et che l'era propinquo al nostro campo. Et Marchiò Trivixan -<span class="pagenum" id="Page_455">[455]</span> -provedador li disse: prima che 'l conte de Caiazo essendo in campo -di la Illustrissima Signoria, non volevano lui andasse dal Re; et che -se maravegliavano di uno Re cussì fatto, che ha fama di Christianissimo, -de mandar a dir busie; et che non era el vero quello diceva, -però che haveano novelle più fresche di loro, che re Ferando -prosperava in la Calavria, et za tutta era recuperata mediante l'armada -di serenissimi Re et Raina de Castiglia, et che di brieve intenderanno -l'haverà recuperato Napoli, come fin quell'hora nostri -erano certi l'avesse recuperato; et che nostri steva con bon animo, -volonterosi de apizarse; et che 'l Re vostro vegna pur presto, che li -mostreremo gaiardamente el volto et da valenthomeni, et proverà -si le arme de Italiani et di la Excelentia dil signor Marchexe et -altri condutieri di la Illustrissima Signoria sono bone de difender -et offender, et che erano gaiardi in expectarlo. Et poi li feceno admonitione -non dovesse più vegnir alcun Franzese in campo, et dovesse -dir al Roy non mandasse; perchè, venendo, ordinaria a le antiguarde -fusseno taiati a pezi. Et con tal risposta, et alcune savie -et fidelissime parole mandò a dir el Governador al Roy, di simel -sustantia, ditto trombeta ritornò a Berze, et poco mancò che nel -ritorno fusse amazato da Stratioti; ma pur fo acompagnato via -senza alcun danno. -</p> - -<p> -Et in questa terra a dì 5 la sera pur zonse lettere, (scritte) -a dì 4 dil mexe a hore ij, et qui zonse a hore 22, le qual conteniva -come in quella matina essendo li Provedadori in chiesia per -udir messa, et a pena cominciata la messa, che zonse lì uno trombeta -dil Re, vestito di veluto negro, con una tromba mazor di quelle -va davanti al Prencipe, et una bandiera atacà a la tromba di 4 braza -per longeza et uno e mezo per largeza. Et quando zonse lì, Marchiò -Trivixan provedador li disse: Che diavolo vienstu a far qui? Lui -rispose veniva da parte dil Roy a portar una lettera a li signori -Provedadori. Et li disse ditto Provedador: Va in malora, che non -volemo sue lettere. Et lui si volse partir; ma Luca Pisani, altro -Provedador, disse: Vien qua, lassa veder. Et el trombeta, che za -havea ditto: In bon hora, io mi tornerò in driedo; per queste parole -dette le lettere. La qual era di monsignor di Arzenton che fo qui -ambassador, drizata a Marco Antonio Moroxini kav. et Marchiò Trivixan, -credendo el Moroxini fusse in campo, come fo eletto Provedador. -Et conteniva che el suo Roy havia bona lianza, liga et amicitia -con la Signoria nostra, et mai havia voluto romperla; et cussì -era certo che Venetiani non voleva altro che conservarla; et però se -<span class="pagenum" id="Page_456">[456]</span> -maravegliava de questo exercito sì grande ivi posto, a ciò la Majestà -dil Roy non passasse. El qual Roy prometteva de ritornar in Franza -senza far alcun danno, con altre parole simele. Et subito li Provedadori -spazò uno corrier con questa lettera a la Signoria; la qual -lettera, come se diceva, fu drezata al Consejo di X. Et dato la risposta -a ditto trombeta per li Provedadori, dimandato dil Re, disse -che bisogneria menar le man, et non parole; et che el Re facia in -persona fatti d'arme, el qual era sempre circondato da 50 zentilhomeni -franzesi, et che se nuj l'aspetemo, Soa Majestà non fuzirà. -Et cussì ritornò dal Re preditto. El campo nostro era benissimo in -ordene, et assà incrudeliti contra Franzesi; et questo li Provedadori -conoscete, per più fiate fo cridato: Arme! Arme! che in uno ottavo -de hora tutto lo exercito fo armato a cavallo, aviandose verso el -monte. Et fra a dì 3 da sera, la note, et a dì 4 el zorno, se armò -cinque fiate tutte le zente, perchè le guarde vedeva qualche Franzese -venir a soraveder, et cridava: Arme! Arme! in campo, et tamen -era 0. -</p> - -<p> -In questa matina di 5 Luio venne lettere de Milan, narra le -cosse seguite per Stratioti, sì come ho scritto più avanti, et notificò -quello haveva el Duca habuto di Zenoa, di l'armata de Franza, mandando -la copia di le lettere a la Signoria, le qual qui sotto saranno -poste. Et oltra di questo, per lettere di Zorzi Negro nostro secretario -a Zenoa di do de l'instante, se intese prima come era arivato, -et li grandi onori li era sta fatto et li fanno Zenoesi, qual <i>etiam</i> per -altre havia scritto; et che Zenoesi se volevano mantenir in la fede -data al Duca de Milan, et per conseguente a la Signoria nostra; et -el grandissimo dispiacer ricevuto havea quelli Signori dil scorno -hanno fatto quelli di la Riviera, de darse al Re de Franza. Et che -a la Speza volendo metter Franzesi a sacco alcune caxe di Zenoesi; -quelli, al meglio poteno, mandono loro robe in caxa dove alozava el -Cardinal de Zenoa, a ciò fusse difese da lui, essendo da la parte franzese -et con Franzesi ivi intrato. Ma per questo Franzesi insolenti -non steteno, che volseno intrar in ditta caxa, non obstante che 'l -Cardinal se li fece in contra su la porta, non volendo intrasseno: et -loro non riguardando a la dignità ecclesiastica, <i>imo</i> con furia quello -ferino, et poco mancò non fusse morto; et messeno la roba a sacco, -secondo el consueto de far danno a tutti. -</p> - -<p> -<i>Item</i> come l'armada di esso Re (galie 7, fuste 2, galioni 2 et -uno bragantino), havendo l'armada de Zenoa galie 9 et 4 nave -grosse, capetanio Bricio Justiniano, la qual era vicina a la Speza, -<span class="pagenum" id="Page_457">[457]</span> -lì al Porto Venere, et habuto vista di ditta armada la qual tornava -di Napoli, et fo quella era sta a combattere Yschia, li deteno l'incalzo; -la qual se tirò in uno porto chiamato Sestri, vicino al colfo -di Rapalli; et questa armada zenoese li andò drieto, et in quel ponto, -uno trar di balestra luntano, si messe et subito spazò a Zenoa a notificar -de questo. Et cussì Coradolo Stanga prothonotario comissario -dil Duca de Milan expedite lettere al Duca; et questa mattina de 5 -Luio, Domenega, Tadio de Vicomercà kav. orator de Milan andò in -Collegio con grande alegreza a presentar la copia de ditta lettera, -la qual è qui sotto scritta. Et in campo, el conte de Caiazo have -questa nova a dì 4 ditto la matina, et notificò a li Provedadori. -</p> - -<h3 id="lib3-19"><i>Exemplum literarum d. Coradoli Stangae prothonotarii -ad Illustrissimum Dominum Ducem Mediolani.</i></h3> - -<p> -Illustrissimo signor mio. In questa ora è gionto uno messo di -l'armada nostra venuto a posta, quale dice come l'armada inimica -s'era retrata in terra, e che la nostra li era sotto uno tirar di balestra, -in modo che tenimo per certo de haver almanco tutti li legni, -et quello li era dentro; quale sono galeaze 7, due fuste, uno brigantino, -et due galioni; et la Excelentia Vostra tenga la presa fatta -per certa. Se pensa hora de mandar per terra per pigliar tutti li -homeni desesi; la qual nova me ha parso dar volando a quella -per consolation, con la qual el bono animo vedo in questi magnifici, -et spero ancora consolarla presto dil resto, perchè comprendo -in loro tanto dispiacere dil scorno ricevuto de la preda de li lochi -de Riviera, che non pensano in altro che recuperar la gloria amissa. -Li nemici sono stati a Portofino, e quello castellano si fece forte incredibilmente, -in modo che perseverando merita da la Excellentia -Vostra laude e merito. In bona gratia soa humilmente me racomando. -</p> - -<p class="indl"> -<i>Genuae, die secundo Julii 1495.</i> -</p> - -<p class="indr"> -<i>Coradolus Stanga prothonotarius<br /> -et comissarius.</i> -</p> - -<p> -Et havendo el Duca de Milan bisogno de danari, mandò a dimandar -per el so Ambassador danari in prestedo, et non essendo -honesto se fasse senza qualche cautione, perchè bastava di la grandissima -spesa faceva nostri, tutto per aiuto di esso Duca, che 'l Re -de Franza et Duca de Orliens voleva privarlo dil Stado; et però mandò -alcune zoie et perle, et cussì in questo zorno, a dì 5, per deliberation -dil Consejo di X fo trato dil santuario ducati 50 milia, et -<span class="pagenum" id="Page_458">[458]</span> -prestati a ditto Duca Ludovico; et poi ancora fo prestati di altri, -come al loco suo tutto, <i>Domino concedente</i>, sarà scritto. -</p> - -<p> -In questo zorno di 5 Luio, essendo Gran Consejo reduto, fo -chiamati zerca 50 patricii, tra cavalieri, dottori et altri, et fonno -mandati contra el Vescovo de Brexanon veniva in questa terra Ambassador -dil Re de Romani, et era zonto a Mestre con 30 cavalli. -Et cussì questi, venuti zo di Consejo, et non poteno esser a hora a -Margera, et trovato che za ditto orator veniva, dismontono li patricii -a San Segondo, et per Nicolò Michiel dottor più zovene, secondo -el consueto, li fo fatto una oratione latina assà breve et -<i>ex tempore,</i> excusando la Signoria non havea saputo avanti. Et cussì -lo acompagnò a San Zorzi Mazor, dove habitava l'ambassador dil -Re de Franza, et <i>honorifice</i>, a spexe de San Marco, stete qui alcuni -zorni, et a dì 7, el Marti, fo a l'audientia et referite la soa legatione, -zoè che la Majestà dil suo Re dimandava ducati 100 milia da questa -Signoria per dover venir in Italia, et per el primo Ambassador suo, -el qual era <i>etiam</i> qui et stete fermo, et questo Episcopo ritornò, insieme -con ditto orator dimandò questo medemo. Ma per el Vicedoxe -li fo risposto se faria li consegi per darli risposta; in questo mezo -dovesse veder la terra. Et in questa matina medema, per lettere de -Roverè se intese esser zonto a Trento quel capetanio di ditto Re de -Romani, con zente, chiamato domino Sigismondo Belsperger sopra -nominato, che veniva in campo a Novara de Milan, et ancora che in -Trento se faceva preparamenti per 800 cavalli, che el zorno drio -dovea lì zonzer, come <i>etiam</i> de questa venuta de ditti cavalli per lettere -di oratori a esso Re se intese. -</p> - -<p> -A di 6 Luio da matina zonse lettere di campo di 4, hore 24, -per le qual, oltra quello advisò la Signoria <i>secrete</i>, se intese come -era in quel zorno zonto Zenoa con li 300 fanti, et havia fatto la -mostra. Et è da saper che ditto Zenoa menò con lui alcuni valenthomeni -bandizati di le terre nostre, et per Quarantia Criminal li -fo fatto salvo condutto. <i>Item</i> che era zonto fanti de li campi ultimamente -fatti, et do fradelli fioli che fo dil conte Iulio da San Bonifacio -da Verona, erano venuti con 200 provisionati a soe spexe -per do mexi, pagati in campo; et che l'exercito era benissimo in ordene, -non dubitando de Franzesi, i quali non parevano, et judicavano -fusse assà confusi; et che haviano inteso quanto la Signoria -nostra li haveano advisati, de haver cura et andar saldi etc.; et che -la causa non erano andati ad alozar col campo a Fornovo era per -boni respecti, et che di questo nè di altro la Signoria non se dovesse -<span class="pagenum" id="Page_459">[459]</span> -dar alcun fastidio, che non facevano niente senza el consejo, oltra -di lo Illustre Governador et signor Rodolfo, <i>etiam</i> dil Conte de Caiazo, -conte Ranuzo, conte Carlo de Pian de Meleto, conte Bernardin -et altri strenui condutieri, et che 'l meglio era terminato tra loro, -et però haviano deliberato de star lì a Gierola per comodità de cavalli; -et venendo zoso Franzesi, sariano più a la larga a far fatto -d'arme; et haveano fatto li colonnelli, di esser a la battaglia, bisognando, -li qual saranno notadi qui sotto: <i>tamen</i> che a Fornovo -haveano messo bona custodia de fantarie. Ancora che in quel zorno, -parendo pur certi Franzesi su quelle colline armati, parse a Nicolò -di Nona, fo quello venne in campo con Piero Duodo con 22 cavalli, -ha ducati 20 al mexe de provision, et sta a Zara, homo valentissimo, -havendo grandissima voluntà de operarse et dimostrar la fede -havia a questa Signoria, non però con licentia de Provedadori, ma -da lui, andò con X cavalli di soi a sopraveder, et trovato questi -Franzesi armati per numero 40 a cavallo, dette dentro con li soi -cavalli lezieri, a modo de Stratioti; et Franzesi non si sepe tanto difender, -che ne amazò 4 di loro, et portò tre teste in campo, et uno -Franzese vivo; el qual havendo una gran ferita di lanza, zonto in -campo morite: pareva homo de conditione et assà disposto. Et che -quel zorno fo cridato: Arme! Arme! et tutti se messeno in ordene, -come havesseno a combatter, che fo bel veder. -</p> - -<h3><i>Ordene de li colonnelli come haverano andar contra li nemici, -fatto a dì 3 Luio 1495 in campo a Gierola<a class="tagtitle" id="tag137" href="#note137">[137]</a>.</i></h3> - -<p> -Da Milan se have lettere di 4, come in campo era stà preso uno -portava lettere del Duca de Orliens al Re de Franza, date a dì ultimo -Zugno et primo Luio, et par siano responsive ad alcune ricevute di -esso Re, dicendo: Christianissimo Roy, ho inteso che volete io vegni -con le mie zente a dì 13 di questo mexe verso Piasenza, per ritrovarse -tutti do li exerciti in uno, et che Vostra Majestà sarà lì a quel -tempo. Ve notifico come in campo dil Duca de Milan, come vi ho -scritto, se ritrova certa zente chiamata da loro Stratioti, che non so -si sia Turchi o diavoli, che danno tanta molestia a nostri, che non -osano ussir fuora di la terra de Novara, perchè li amazano, e porta -le teste su le lanze, et coreno ogni zorno fino su queste porte, cussì -come per avanti nuj corevamo fino a Vegevene, sì che non è possibil -<span class="pagenum" id="Page_460">[460]</span> -de venir, perchè le zente hanno paura, et non voleno venir; et si -venisseno sariamo rotti, et tutti amazati. Con altre parole, ma questa -è la conclusione di ditta lettera. -</p> - -<p> -Da Bologna, come, a dì 4, mille fanti benissimo in ordene, fatti -per el nostro secretario, erano de lì partiti, venendo a la volta dil -campo, et che fin do zorni spazerebbe li altri 1000, et manderia subito -via, cognoscendo la celerità bisognava; et che 'l magnifico Iohanne -Bentivoi, et li signori Bolognesi erano fermi et in grande -amicitia con la Signoria, et erano certi se havesse a far fatto d'arme, -perchè el Re era su quei monti poco lontan dil nostro campo. -</p> - -<p> -Da Ferrara, el Duca esser zonto a Rezo, et per Ferrara se divulgava -come <i>etiam</i> esso signor disse al suo partir al Vicedomino, che -l'andava a compiacentia de so zenero Duca de Milan, et che di la soa -andata non se dovesse haver paura, et che voleva esser bon fiol de -questa Signoria, non però voleva esser nimico dil Re de Franza. Ma -Venetiani sospettava assà, per la via de Rezana non mandasse vittuarie -al Re, et però li haveano mal animo. Et in piaza de San Marco -tutti, quando era Pregadi suso, mormorava se dovesse far capetanio -in Po, et mandar gripi, fusti et barche con alcuni rediguarda erano -sta reconzati in l'arsenal. Et a dì 2 Luio, a ciò io noti molte cosse, -zonse a Ferrara Sigismondo Cantelmo fo fio dil Duca de Sora, veniva -di Ortona, el qual era sta con el Re de Franza in Reame per veder -si poteva rehaver el stato dil padre, ma non havendo potuto rehaverlo, -era ritornato a Ferrara assà mal contento. Ancora Antonio di -Contestabele kav., che fo quello andò per el Duca de Ferrara ambassador -a esso Re a Siena, et con Soa Majestà venne fino a Pontremolo, -et de lì se partì et ritornò a Ferrara, nel qual zorno el Duca se -partì et andò a Rezo, lassando governador in Ferrara so fradello -sig. Sigismondo di Este. -</p> - -<p> -A Ravena, per lettere de Andrea Zanchani podestà et capetanio, -se intese ivi esser zonto Zuan Paulo de Manfron, che fo quello -era a Napoli con re Alphonso, et per nostri conduto con 200 cavalli, -et che se aviava alla volta dil campo, et che a dì... ditto passò de -lì el sig. Pandolfo de Rimano con la sua compagnia venivano in -campo, ma questi do non veneno a tempo. -</p> - -<p> -Da Roma, per lettere di 3 dil mexe, come Hieronymo Zorzi -orator nostro havea visto una lettera drizzata al cardinal Curcense, -scritta in Napoli a dì 22 Zugno per mons. di Mompensier vicerè, -come a dì 21 mons. di Obegnì vicerè in Calavria, el qual era con -100 homeni d'arme et 1200 Sguizari, havia rotto re Ferando, a uno -<span class="pagenum" id="Page_461">[461]</span> -loco ditto Semenara, el qual havia 1000 cavalli et 4000 pedoni, de -li quali era sta amazati più di 3000, el resto rotti e fracassati; et -che ditto re Ferando era fuzito con 4 cavalli in Rezo. Questa tal nuova, -come scrisse ditto orator, non era credibile, per non haverla per -niuna altra via. <i>Tamen</i> che dil tutto havea voluto advisar la Signoria: -<i>tamen</i>, si questo fusse, vegniria a verificar quello mandò a dir -el Re a li nostri in campo. <i>Item</i> che in Roma si faceva ogni giorno -comedie et feste, et qualche oratione si recitava al Pontifice per alegrezza -di la sua tornata; et come in quella notte di 3 Luio ivi era -morto Benedetto Soranzo patricio nostro, Arciepiscopo di Nicosia su -l'isola de Cypri; el qual el zorno avanti havia disnato di bona voia, -et tre ore da poi li vene uno accidente, et butato al letto perse la favela -et ogni sentimento, zoè cadete apopletico, <i>ut mos est praelatorum</i>, -et morite la note. Questo havia beneficij per ducati 1500 de -intrada a l'anno; et el Pontefice subito mandò a bollar tutto quello -havia, et sequestrar li danari in banchi 14 milia, et conferite l'arcivescovado -de Nichosia al Rev.<sup>mo</sup> cardinal Grimani, et una abatia -a Campo S. Piero fu data a Francesco Querini episcopo di Sebenico, -et un'altra di Ravena fu data a requisition dil Cardinal nostro patricio -di cha Gritti, <i>adhuc</i> puto. <i>Item</i> che 'l cardinal Grimani havia -dato el suo vescovado de Baffo, havia, a Jacomo da cha da Pexaro -pur nostro patricio, era suo maestro di caxa, et cussì fonno dispensati -ditti beneficij. Et subito in questa terra per el consejo de -Pregadi fonno confirmati, et datoli le lettere dil possesso, havendo -le bolle di Roma. Ma el cardinal Grimani, volendo el Pontifice l'arciepiscopo -de Nichosia andasse a ressidentia nel so arciepiscopato, -contracambiò con Sebastian di Priuli prothonotario apostolico, che -li dette una abatia havea a Zara, et certa pensione; et cussì ditto -prothonotario fu fatto arciepiscopo; et cussì fonno adattate quelle -cosse. <i>Sed ad rem revertamur</i>. -</p> - -<p> -In questo medemo zorno, a hore 24, zonse lettere de li oratori -al Re di Romani, date a dì 28 Zugno, che la dieta pur si faceva, et -el Re non poteva venir in Italia per questo anno, <i>et similia verba</i>: -dil qual ozimai non è più bisogno. -</p> - -<p> -Da Zenoa, lettere di 3 dil secretario nostro, come l'armada franzese -essendo a Sestri combatete quel castello, et l'armada zenoese li -era vicina, <i>unde</i> li custodi se difeseno vigorosamente; <i>unde</i> ditta -armada ussite, per andar via, ma l'armada zenoese la seguitò: per -la qual cossa la franzese vedendo non poter fuzir, intrò nel porto di -Rapalli et Zenoesi si messe a la boca di ditto porto, sperando al -<span class="pagenum" id="Page_462">[462]</span> -tutto di haverla, o vero brusarli li navilii; et che da Zenoa era partito -Zuan Adorno, fradello dil governador, con 300 fanti per andar -per la via di terra contra li homeni de ditta armada; et che in quel -zorno el governador havia mandato alcuni fanti et zente per augumentar -ditto suo fradello. Questo, perchè intendevano mons. di Brexa -o ver Filippo mons. et Obieto del Fiesco veniva con alcune zente a -Rapalli, in aiuto di la sua armada. Quello seguirà, sarà scritto di -sotto. -</p> - -<p> -Da Ferrara, lettere del Vicedomino, come in quella terra non si -cridava altro che Franza! Franza! Et che Ferraresi dimostravano -mal voler contra nostri, et che 'l Duca era zonto a Rezo, et li havia -scritto una lettera, la qual mandò a la Signoria, come l'haveva inteso -el campo nostro esser fortissimo et ben in ordene: et advisava -el seguito di le cosse de Zenoa. -</p> - -<p> -A Fiorenza, per lettere di merchadanti se intese come haveano -a dì 28 Zugno fatto la nova Signoria, et intrata in palazo al primo -de Luio per novo modo et forma di eletione: li quali saranno qui -sotto scritti. Et compito de far el novo governo, messeno ogni loro -inzegno in rehaver Pisa. Et che el conte Ranuzo di Marzano, Hercules -Bentivoj, le zente di d. Francesco Secho et el Duca de Urbino al -principio de Luio ritrovandose in campo a Pandera, castello di essi -Fiorentini, et el campo de Pisani a Cassina, dove era Lucio Malvezo -loro capetanio, or fonno a le man, et fo presi di le zente di Pisani -zerca 60 tra i qual alcuni nepoti di ditto Lucio Malvezo; et poco -mancò lui non fusse preso, et preso uno fiul dil sig. Ruberto di San -Severino, natural cugnato di esso Lucio; et fatta questa scaramuza, -li campi ritornono a li alozamenti, non però che non fusse morti alcuni -di una et l'altra parte. <i>Item</i> che 'l Re essendo a Lucca, partiti -li tre Ambassadori de Fiorentini da Soa Majestà nominati di sopra, -e ritornati a Fiorenza. Et el Re seguendo el suo camino verso Pontremolo, -non volse pur render Pisa, et però Pisani se difendevano -in libertà, et el Re mandò uno messo a Fiorenza, o vero araldo, con -lettere, dimandando tre cosse: prima, che dovesseno far trieva con -Pisani per do mexi, nominando li signori Pisani, perchè lui saria -quello voleva adatar le cosse; secondo, che li prestasse ducati 20 -milia, per haverne bisogno per pagar lo suo exercito, <i>maxime</i> a hora, -havendo el campo de Veneciani a l'incontro, per tuorli il passo; -tertio, che li dovesseno mandar le zente di Francesco Secho, el qual -Fiorentini per avanti concesse al Re la soa persona ma non la soa -conduta, et per questo venne a trovar el Re con alcuni cavalli lizieri. -<span class="pagenum" id="Page_463">[463]</span> -Hor al presente el Re voleva le sue zente, per augumentar l'exercito. -</p> - -<p> -Ma Fiorentini, fatto loro consegli, rescrisseno al Re che farebbeno -do ambassadori a Sua Majestà, et che, di la trieva con Pisani -se doleva molto el Re li chiamasseno signori, et che non li pareva -honesto di far trieva con soi vassalli, et che, venendo a loro misericordia, -li fariano cossa li sarebbe in piacere. -</p> - -<p> -<i>Item</i> de li ducati 20 milia erano contenti, per l'amor portavano -a Soa Majestà, servirlo de ducati 15 milia quando sarà zonto -in Aste, et che li altri cinque el Cardinal mons. Samallo, quando fo -a Fiorenza, promesse a quella Signoria di prestarli ducati 5000 in -ogni loro bisogno, et che al presente erano nel bisogno, et però fariano -ditto Cardinal desse questi danari a Soa Majestà. -</p> - -<p> -Tertio, che di le zente dil Secho le ge bisognava per reaquistar -molte terre li erano rebellate, et <i>maxime</i> Pisa, et per defendere el -loro stato, et cussì expediteno ditto messo. Non restava continuamente -Zuan Battista Redolfi, loro orator a Milano, de dir al Duca -che volentiera se aderirebbono a la liga, ma pur che 'l Re li era -assà propinquo: <i>conclusive</i>, temevano. Et uno suo contestabele era -in Modenese a far 400 fanti, venuti ditti fiorentini, in questi zorni -li scrisse non dovesse farli, et non haviano bisogno. -</p> - -<h3 id="lib3-20"><i>Questi sono li primi eletti di la Signoria di Fiorenza per novo modo</i>:</h3> - -<ul> -<li>san Spirito:</li> -<li>Bernardo de Stefano Segni</li> -<li>Batholomeo Ubertini</li> -<li> </li> -<li>santa †:</li> -<li>Lorenzo de Matheo Morelli</li> -<li>Andrea de Lorenzo Cieffi</li> -<li> </li> -<li>santa Maria Novella:</li> -<li>Lorenzo Lenzi confalonier di justitia</li> -<li>Francesco di Pagolo Pasquini</li> -<li>Neretto di Francesco Neretti</li> -<li> </li> -<li>san Giovanni:</li> -<li>Bertho de Felichara</li> -<li>Nicolò di Giovanni d'Americho Benci.</li> -</ul> - -<p> -In questa mattina, a dì 7 Luio, alcuni castellani erano in questa -terra andò in Collegio, notificando a la Signoria nostra come li -castellani di la Patria preditta di Friul, vedendo el bisogno havea -la Signoria di zente, come veri subditi et fidelissimi, tra loro volevano -mandar in campo 300 fra cavalli lizieri et provisionati, zoè la -mità cavalli lizieri et l'altra mità provisionati pagati a loro spexe -per do mexi, et che li capi era Alvixe da la Torre di 100 cavalli et -<span class="pagenum" id="Page_464">[464]</span> -50 provisionati; Elia da Cusan capo de 50 cavalli et 50 provisionati; -et uno altro. Et dimandono una lettera di passo, a ciò potesseno -andar in campo; la qual fo subito fatta, et molto ringratiati di -la bona voluntà haveano. -</p> - -<p> -Di campo <i>etiam</i> zonse in ditta mattina lettere di 5 del mexe, di -sera, come el Governador con li Provedadori, essendo in quella mattina -a l'hora di la marangona cavalcati a veder certi repari, fo per -le guarde discoperto uno grosso squadron de Franzesi, che volevano -discender el monte et calarse ne la valle dil fiume dil Taro. <i>Unde</i> lo -illustre Governador, con el sig. Redolfo, fece metter lo exercito tutto -in arme, senza son di tromba nè di tamburo et ogni altro instrumento, -nè cridar: arme! che fo cossa bellissima a veder, l'ubidientia de -tutti, l'hordine et la inumerabel zente, et andar tutti li squadroni -con li soi ordini a le poste senza strepito alcuno. Et alongato zerca -uno mio et mezo fora de li alozamenti, li squadroni preditti feceno -alto, et fermati sopra la campagna, la qual era ampla et apta a tal -cossa, aspettono li nemici, credendo vi dovesse venir per combatter; -perchè ancora Franzesi venivano <i>etiam</i> loro, passo passo, con le artiglierie -avanti, sopra la giara, et assà stretti. Et venuti uno mio vicin -a nostri, i quali erano fatti in 5 squadroni, si fermò. Et erano -avanti nostri zerca 1000 tra cavalli lezieri et balestrieri a cavallo, i -quali se tiravano indriedo quanto li nemici venivano avanti; ma -fatto alto, Franzesi scaricò assà artiglierie, et comenzono a tender -li pavioni (<i>padiglioni</i>) et tende, et ogni altra cossa per accamparse -ivi. Qui era el Re con tutte sue zente. In questo <i>interim</i> li Stratioti, -li quali erano ascesi el monte per veder qual via tenesseno li nimici, -visto lo fermar suo, disceseno el monte, et li andono a trovar da -banda manca, a ciò le artiglierie non li potesseno nuocer, et lì se -ataccono con loro, per modo che portono gran quantità di teste, -cavalli et barde et arme, zoè balestre, spade et armadure di dosso -assà: in conclusion, non feceno preson alcuno, ma più de 40 Franzesi -amazono, et veneno con questa vittoria in campo nostro. Et -visto el Governador che Franzesi non volevano venir a la battaglia, -li quali con grandissimo animo desideravano nostri che li venisse, -ordinò si tornasse a li alozamenti; restò <i>solum</i> el sig. Redolfo, barba -dil Marchexe preditto, con 20 squadre a la veduta, et poi <i>etiam</i> lui -si venne a disarmar. Et Stratioti, in quel numero de morti, ne -amazò uno capo di squadra, de condition, per quello fo judicato, et -portato la testa a li Provedadori per haver el ducato insieme con -le altre, questa havea una botta di simitarra sul fronte. Ancora -<span class="pagenum" id="Page_465">[465]</span> -menono alcuni cani brachi bellissimi, tolti ai nemici; i quali rimaseno -molto confusi, pur se alozono a pe' dil monte. Et da poi in -ditto zorno, Stratioti, cavalli zanetti, Soncin Benzon con li soi cavalli -lizieri, ancora dil Marchexe, fonno a le man in diverse hore con i -nemici, scaramuzando, e tal fiata ne hanno amazati 15 et 20 senza -danno di nostri. Questi Franzesi veneno come disperati, perchè in -quella valle non haveano da manzar ni da bever, et in queste baruffe -uno solo Stratioto fo ferito, et amazato uno cavallo; et questo è il -danno nostri ha habuto ozi da i nemici; et Franzesi stavano con -gran guardie, et simel nostri. Era lontan un campo di l'altro solum -mia 4, et cussì li Provedadori advisò a la Signoria, come, ad ogni -modo, el zorno driedo non potevano fuzire di non esser a le man -con nostri, et che si dovesse far pregar Dio ne donasse vittoria, et -che tutto el campo erano molto vigorosi et di bon animo, sperando -senza dubio haver vittoria; et che dubitaveno non andasse per certe -vallade et alcuni monteselli in Piasentina, et che, andando, el Governador -con tutto el campo erano disposti de seguitarli ad ogni -modo; e che in quel zorno, da poi manzar, zonto era in campo Paris -da Lodron con 300 fanti et Jacomo dal Sabion con 100 fanti benissimo -in ordene et bella zente; et a hore una de notte <i>etiam</i> zonse -altri 250 fanti di quelli di Paris da Lodron. Et, come per una lettera -de Daniel Vendramin pagador vidi, che fo presentado a li Provedadori -37 teste, et che per una spia havevano inteso come era morti -20 cavalli dei nemici, per manzar formento; sì che, sforzati, veneno -zoso di monti a camparse a Fornovo. Et per una lettera di Anzolo -di Mafei, era con lui, vidi che Stratioti 24 investite 80 Franzesi in -quel zorno, et ne amazò X et assà feridi, et li messeno in fuga. -<i>Item</i> che, per quanto intendevano per spie dil numero di l'exercito, -non passava persone X milia da fatti; el resto zente inutile, et -nostri era do volte tanti. <i>Item</i> in quel zorno zonse 68 spingarde -sopra careti, et se aspettava el resto fino al numero di 260 da Verona; -le qual el zorno driedo doveano zonzer; et come zonseno, non -havendo più bisogno, li Provedadori quelle remandono in driedo. -</p> - -<p> -Et oltra questa lettera di campo, a hore 20 ne zonse un altra -di 6 dil mexe a hore 12; et per non esser ni Conseio di X, ni Collegio, -ni Pregadi reduto, fo subito mandato per li Cai dil Conseio -di X, et quella fo letta. La qual conteniva, come in campo era venuto -uno trombetta, da parte di mons. di Arzenton, dicendo voleva -in quella hora venir a parlar a li nostri Provedadori, et veder di -conzar le cosse, et voleva salvo condutto. El qual in quella matina -<span class="pagenum" id="Page_466">[466]</span> -venne per tenir in parole el nostro exercito, a ciò Franzesi o andasse -via o vero venisse a trovar nostri disproveduti, come di sotto per el -successo chiaro si puol comprender. -</p> - -<p> -Da Milan lettere di 6, come el so campo prosperava mediante -Stratioti, i quali fevano <i>continue</i> corarie et butini di bestiame, et -speravano di breve metter campo a Novara, et piantar le bombarde; -et come di 5 da sera, le loro scolte assaltò le scolte inimiche, scorzevano -certe vituarie in la terra, et certe artiglierie, et, essendo a -le man, nostri li tolse 6 para de buoi che conduceva con li carri -ditte cosse, et tagliato li sacchi de formento erano su li muli, a ciò -el formento se spandesse. Ma che li venne socorso, per esser sotto -le mura di Novara, et nostri convenne lassar le artiglierie, era 6 -passavolanti, li qual veniano di Aste, et <i>libere</i> introno in la terra; -et che 'l Duca attendeva a intender el successo de questi campi, dove -consisteva el tutto. -</p> - -<p> -Di Zenoa, come l'armata era assediata dove ho scritto di sopra; -et che 'l Duca havia mandato dil suo campo a Zenoa....., le qual -a dì 3 se partì, et che doveano esser zonte. Ma qui a Zenoa a dì 6 -acadete certe novità: li partesani di la terra con quelli de li borghi, -nei qual ne intravene qualche Franzese, et ne fo morti et feriti -assà. El cardinal san Piero <i>in Vincula</i>, el cardinal de Zenoa, et -d. Obieto dal Fiesco prothonothario, erano a quelle riviere, et Filippo -mons., per el qual el Re mandò a dir dovesse lassar quella -impresa, et redurse col suo exercito a la volta de Pontremolo, perchè -voleva discender i monti. Et <i>etiam</i> in questo zorno Bernardo -Contarini scrisse a la Signoria di progressi di Stratioti, la qual qui -sarà notada. -</p> - -<h3 id="lib3-21"><i>Copia de una lettera.</i></h3> - -<p> -Serenissimo Principe et Sig. mio. Heri, a hora prima di notte, -significai a Vostra Excellentia del prender di XII villani da Novara, -et 8 sacomani con i loro muli et cavalli; hozi, credendo che li nemici -voleseno far le loro vendete, montassemo a cavallo, zerca 250 -Stratioti, et andassemo verso Novara. Io mandai avanti 50 cavalli -<i>solum</i>, per incitarli et farli venir fuora de Novara; non gli ha bastato -l'animo ussir. I nostri sono corsi fino a le porte, et siamo stati salutati -da passavolanti, spingarde et balestre; tra i qual, do colpi de -ditti passavolanti hanno dato in mezo di la campagna, et havemo -portato le ballotte de piombo de ditti passavolanti in campo, et sono -<span class="pagenum" id="Page_467">[467]</span> -de pexo lire 10 l'una. Io non so qual sia el rispetto de la Excellentia -de questo Duca, che fino questo zorno non habia provisto di -far che 'l se vadi ad alozar nei borghi de Novara. -</p> - -<p> -Principe ill. et Signor mio, io sono stato molto ripreso dagli -miei parenti, che io non habi sollicitato nel scriver a Vostra Sublimità. -Prometto a Dio et a Vostra Sublimità et per la servitù ho -con Vostra Excellentia, mai è passato uno zorno che non habbia -scritto a Vostra Sublimità de le occorrentie de questo campo, et ho -tenuto uno cavalaro a posta, datomi per quel magnifico Podestà de -Crema, et ogni notte l'ho mandato con lettere directive a Vostra -Excellentia fino a Milano, in mano dil ambassador de Vostra Signoria, -pregandolo et supplicandolo che con celerità ditte lettere siano -mandate a Vostra Sublimità, come per mie lettere di 3 dil instante -significai a Vostra Excellentia. Et a caxon che V. S. intenda el -mancamento non procede da mi, supplico a quella non gli rencresca -se con la presente sarò alquanto tedioso, per justificar parte dil -honor mio. Illustrissimo Principe, dico che a dì 13 <i>Junij</i>, a hore 18 -scrissi a vostra Excellentia dil zonzer mio a Vegevane et del honore -et accetto mi fu fatto; et a dì 24, a hore 20, scrissi a Vostra Sublimità -dil combatter de doi Stratioti contra 17 Franzesi arcieri a -cavallo, dei qual 2 ne fonno presi, feriti et malmenati. A dì 25 -ditto, a hore 18, <i>scripsi</i> dei Franzesi presi numero 26, et morti 9, -et amazati 12 di loro cavalli. A dì 26 ditto, a hore 24, scrissi a -Vostra Excellentia del prender de 9 pedoni et do balestrieri a cavallo. -A dì 27 ditto, a hore 2 di notte, significai a Vostra Sublimità -de la cavalcata fatta con i cavai lezieri dil sig. Duca, et certi homeni -d'arme, et per essere stati discoperti la cavalcata fonno fatta invano. -A dì 28, a hore 18, notificai a Vostra Excellentia che de qui -non havevano trovato spelta nè orzo, ma vena trista e dolorosa, per -la qual i nostri cavalli sono smagrati. A dì 29 ditto, a hore 18, -Ill<sup>mo</sup> Principe, significai a Vostra Excellentia como erano partiti -con il campo da Vegevene, et andati a camparse al loco de Casolo, -distante da Vegevene mia 4, et como madama la Duchessa venne -in campagna a veder l'ordene di le squadre et tutto il campo; significai -<i>etiam</i> di la prexa dil castel de Villanova, et una poliza di -le zente si atrovano in questi dui campi, la qual iterum mando a -Vostra Excellentia,<i> deinde</i>, a dì 29 ditto, a hore 3 di notte, da Casolo -significai a Vostra Excellentia come i Franzesi haveano abbandonati -doi castelli, et degli Stratioti messi in guardia de queli con -certe fantarie. A dì ultimo dito, a hore 2 di notte, notificai a Vostra -<span class="pagenum" id="Page_468">[468]</span> -Excellentia dil zonzer nostro a Trecano, che fo a hore 21, et alozati -che fossemo feci correr li Stratioti fin su le porte de Novara; i qualli -havia vadagnato bestiami assaissimi et altre robe. A dì primo Luio, -in Trecano, scrissi a Vostra Serenità dil levar dil campo, con ordene -de battaia, et apresentati a uno miglio a presso Novara, et lì dimorassemo -fino a hore XV aspettando dovesseno ussir fuora, et vista -la viltà loro, fessemo discargar 12 passavolanti a la volta di Novara, -et poi ritornassemo al nostro lozamento a Trecano. A dì 3 Luio, a -hora prima di notte, significai a Vostra Excellentia come partissemo -da Trecano et venissemo ad alozar a una villa dimandata Pernà -distante da Novara uno mio et mezo; et alozati che fussemo, atrovandose -tutti a disnar, fo cridato: Arme! Arme! Et subito armati, -tutti insieme andassemo fuora, et fo morto XI de i nemici, et portato -in campo tre teste in cima le lanze. A dì 3 Luio, a hora prima -di notte, in Pernà significai a Vostra Serenità come havevamo -prexi 40 dei nemici, et dil mandar di 60 Stratioti et 40 balestrieri -per brusar uno ponte, che si dicea esser fatto sopra Po, verso Aste; -i qual, ritornati, dicono non haver trovato alcuna cossa. <i>Etiam</i> -significai a Vostra Serenità de 70 homeni d'arme e 100 cavalli -lizieri, partiti di questo campo quella medema mattina, di comandamento -dil Duca per andar a Zenoa. A dì 4 ditto significai a Vostra -Sublimità come havevemo prexi 12 villani da Novara, et 8 -sacomani con lor cavalli et muli, et fatto restituir assaissimi animali -grossi, robe et danari, che gli Stratioti haveano guadagnati per -compiacer a questo sig. Duca, digando esser so servitori, ancora -che per Franzesi fusseno dominati. Questo poco de replicar ho voluto -far, con humele et debita reverentia a la Vostra Sublimità, a ciò -quella cognosca haver a questa impresa uno solicito et bon servitor, -et Dio perdoni a cui ha retenuto le mie lettere, et ha voluto farse -honor con el pericolo et fatiche mie. Quello seguirà per zornata, -Vostra Sublimità serà advisata. Ai piedi di la qual, humelmente et -devotamente me ricomando. -</p> - -<p class="indl"> -<i>Ex fidelibus castris apud Villa Pernate, die 5 Julij</i> -MºCCCC LXXXXVº <i>hora</i> XX. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Bernardo Contarini</span> <i>schiavo et servitor</i><br /> -<i>di Vostra Signoria.</i> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_469">[469]</span> -</p> - -<h3 id="lib3-22"><i>Digresso di l'auctore, come stava Italia in questo tempo, -et li potentati.</i></h3> - -<p> -Ben che fino questo zorno habbi narato tuto el seguito di la -venuta di Carlo re de Franza, al presente esso Re volendo ritornar -in Aste, sia per qual cagion si voglia, et l'esercito di la Serenissima -Signoria con alquante zente de Milan, essendoli opposto contra, -<i>unde</i> necessario è di far fatto d'arme; voglio qui descriver come in -questo tempo Italia si ritrovava, et la conditione de li potentati -<i>succincte</i>, a ciò se veda et intenda in quanto pericolo era di esser -subietta et dominata da zente gallica. Alexandro romano pontifice -con alcuni cardinali era in Roma tornato, dove confusione grandissime -de Colonnesi et Orsini, principal parte Romane, vi era, et tra -loro se molestavano. Cinque Cardinali seguiva el Re: <i>Vincula</i>, Zenoa -et Samallo, et do altri. Erano pur da la so parte, ma non si partino -de li soi castelli, Savello et Colonna. El Reame de Napoli dilacerato -da Franzesi. Napoli, con molte terre, si teniva per esso Re, et Ferandino -danizava in la Calavria, et l'armata veneta in la Puglia. La -Signoria di Venetia era su grandissima spexa; <i>licet</i> fusse ligata -con Papa, Re di Romani, Re di Spagna et Duca de Milano, lei sola -spendeva assà quantità de danari. Havia exercito instructissimo, et -za molti anni non visto tale in Italia; armata di galie zerca 40, et -Antonio Grimani procurator loro capitano maritimo. Et questa Venetia -sola, <i>ut ita dicam</i>, fu quella varentò Italia. El Duca de Milan, -molto odiato dal populo, senza danari, et con exercito a recuperar -Novara et <i>etiam</i> in Parmesana et a difender Zenoa, dubitando dil -Re non li tolesse el Stado, et molto in benivolentia con Venetiani, -dicendo: <i>Quis separabit nos?</i> Fiorentini, perso el dominio de Pisa, -dato al Re Pietrasanta, Serzana, Serzanello et Livorno, et ancora -non li erano sta restituiti. Et Monte Pulzano ribellatosi a Senesi, -et quello comandava el Re, faceva; quasi havendo persa la loro libertà -et teniva col Re. Senesi in confusion, et grandissima parte -sottoposti a voleri gallici. Zenoa <i>in magno periculo</i>; pur Augustin -Adorno teniva con il loro signor Duca de Milan; et in Riviera, per -le parte de Franzesi, seguiva assà novitade. Luchesi quello ordinava -el Re seguiva; et do.... li presentò le chiave, ma el Re non li -fece alcun danno, et era de soi. Bologna et il magnifico Ioanne, -conoscendo el ben suo et de Italia, era con Venetiani et Duca de -Milano federati. Peroso, su le arme, per le parte de Oddi et Bajoni, -<span class="pagenum" id="Page_470">[470]</span> -Cesena ancora in comotione, per Tiberti et Martinelli, intervenendo -Guido Guerra, che pur teniva dal Re de Franza. El Duca de Ferrara -se dimostrava neutral, ma per esser cupido di nove cosse tramava -col Re <i>occulte</i>, et havia mal animo a Venetiani. Duca Guido de -Urbino, soldato de Fiorentini. Marchese di Mantoa nostro Governador -zeneral nel exercito, et il suo stado tutto marchescho. Sig. Iulio -di Chamarin non era operato, stava a le so terre. Sig. Rodolfo Malatesta -di Rimano, con Venitiani soldato. Sig. Zuane Sforza de Pesaro, -soldato di la liga. Madama di Forlì in amicitia con Franza, et -con Milano, et nel principio si operò, ma al presente si stava a li -soi Stati, et governava so fiul Ottaviano. Sig. di Piombino era casso -dil soldo havia con Senesi. Vitelli, et prefato sig. di Senegaia, soldati -dil Re; Mirandola, Corezo et Carpi con la Signoria et Milano. -Conte di Petigliano et sig. Virginio Orsini erano contra so voja -menati col Re de Franza. El sig. Prospero et Fabricio Colonna, -rimasti a soi castelli, teniva dal Re. La Marchesana de Monferà et -Duchessa de Savoia mostravano esser neutral tra il Re et Milano, -<i>tamen</i> davano assà aiuti et lozamenti a esso Re. Sì che a questo -modo era partita la povera Italia; la qual, si ben havesseno tutti -considerato il danno harebbe a seguir, si Franzesi vi ponesse la -mano su qualche altro Stato oltra el Reame acquistato, sine dubio -la ragione voleva tutti havesseno seguitato el savio consiglio de -Venetiani; i quali, visto el Re non si contentava di haver hauto el -Reame, che voleva altro in Italia, et non più se parlava de andar -contra infedeli, li puoseno le man davanti, et liberò Italia de tanto -pericolo. <i>Sed de his hactenus</i>. -</p> - -<p class="pad2 center large"> -<span class="smcap">Finit Liber Tertius</span> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_471">[471]</span> -</p> - -<div class="blockded"> -<p> -<span class="smcap">Clarissimo Melchiori Trivisano Classis Maritimæ -Reipublicæ Venetæ Imperatori designato -Meritissimo Marinus Sanutus Leonardi filius -Venetus Patricius Salutem.</span> -</p> -</div> - -<p> -Quanto sia l'amore et ubligatione che ciascuno patricio debbe -havere a li soi compatrioti, li quali in ogni loro operatione per la -Republica più che bene si portano, magnifico Marchiò Trevixano, -non mi accade exprimere, perchè gli eruditi l'intendeno, et gli ignoranti -il cognoscono, et il vulgo il predicano. Ma <i>solum</i> vi entra -medio una rubigine, la quale intermossa, tutti operanti a benefitio -publico sarebbeno exaltati; et vi subjunge la invidia, ch'è di natura -pessima, nemica dil bene e contraria a ogni honesto vivere: le qual -do parte de invidia, con la detratione, sono quelle che, come ho -ditto, pervertono gli homeni dal recto judicio. Ma ben che queste -vi sia, pur la fama de la verità è sempre, nè pol star molto occulta. -Che, si questo non fusse, vedendo per far bene talhor esser mal da -alcuni remeritati, niuno si sforzeria patir fatiche, continui affanni, -sonni perdere, il giorno senza quiete stare, et cose contrarie a la -età loro sostenere. Adoncha il merito pur è dato a ciascuno secondo -li gradi soi. Et io, uno di quelli patricii mi ritrovo essere, el quale -con ogni dimostratione, et <i>non solum</i> con li suffragii, honoro, extollo -et magnifico quelloro si operano bene per la nostra Republica, come -Toa Magnificentia continuamente ha fatto, sì <i>alias</i> essendo in armada -vice generale, et in la pretura patavina, <i>quam</i> in questa legatione -in exercito terrestre contra a l'impeto gallico posto; et a -quelli legeranno li toi progressi et sapientissimo governo, li sarà -spechio e norma,<i> maxime</i> a chi useran tal ufficio ne li posteri tempi. -Et havendo alquanto considerato, dopoi finita questa mia decima -lucubratione, ch'è tutta la guerra gallica in Italia, opra di farne -qualche conto per la verità di quella et cosse nuove, poi l'intitolata -al Serenissimo Principe nostro, mi pensai extollerte con questo poco -de inculte parole, et titolarti uno di cinque libri. Concludendo, io -<span class="pagenum" id="Page_472">[472]</span> -et tutti gli altri patricii et senatori te siamo grandemente ubligati -per li modi tenuti, frequenti a imitatione, trovarsi in questa tua età -ne la battaglia al Taro in Parmesana, dove fu spanto assà sangue, -et <i>fortasse</i> più che za molti anni in Italia sia seguito; et poi seguir -l'exercito gallico già quasi rotto et posto in fuga, et governar <i>pacifice</i> -col collega tuo tanto exercito di la Signoria nostra, a presso di -quaranta millia persone; et <i>demum</i>, andato a l'ossidione di Novara, -terra dil Duca de Milano, da Galli tenuta, dove sei stato qualche -zorno; et benchè quella non si ottenisse, pur chi legerà questa -vedrà esser ivi sta fatto assai. <i>Ergo, merito</i> te habiamo designato -la pretura maritima, ne la qual son certo, <i>ut moris est</i>, talmente ti -porterai, che a la dignità ultima, <i>inter nos Venetos</i>, adjungerai. Et -quanto sia di Toa Magnificentia, <i>licet</i> longa familiarità con quella -non habbi per avanti habuta, per questa la sarà certificata, io esser -suo quanto io son. Et a Toa Magnificentia mi ricomando, <i>quae diu -felix valeat. Vale.</i> -</p> - -<p class="indl"> -<i>Ex urbe Veneta, ultimo Decembris 1495.</i> -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_473">[473]</span> -</p> - -<h2 id="libro4"><span class="smcap">Marini Sanuti Leonardi Filii de reditu Caroli Franchorum -Regis ex Neapoli in Gallia et de fuga et clade accepta -ab exercitu Venetorum apud Fornovum Parmesani Districtus -Incipit Liber Quartus Feliciter.</span></h2> -</div> - -<p> -Essendo lo exercito franzese disceso per la via di Pontremolo -propinquo a Fornovo, ultra el Taro, fiume torentuale, fu scontrato -<i>ultra flumen</i> da l'exercito instructissimo di la Illustrissima Signoria -di Venetia, propinqui a miglia 4, che erano alozati a Gierola, li qual -feceno diversi movimenti et scaramuze, sachizato il loco di Fornovo -per nostri, et Franzesi expulsi, sì come nel libro precedente è scritto. -Il perchè poi si redusseno Franzesi in capo di la valle, et ivi in una -collina eminente, a la ripa dil Taro, distante da Parma mia 5, et -stabiliti et fixi; deliberono nostri, movendose, <i>omnino</i> apizare et far -fatto d'arme. Et inteso questo la Majestà dil Re de Franza, venne -la Domenega et tutta la notte seguente nel suo campo, per non -dimorar più su quelle montagne; et havia exercito de homeni et -cavalli da fatti zercha 8000, et cavalli lezieri 2000, el resto zente -inutile; et altri attendevano a li cariazi per ritornar in Franza, et -questo non era poco numero di zente di tal sorte inutile. Havea -zerca colpi 60 de artigliarie su carete, zoè spingardi, passavolanti, -et altre generatione o vero sorta de artiglierie, variamente per loro -chiamate, et butavano ballotte de ferro de assà grandezza, harebbe -bastato a una bombarda non picola: in tutto, concludendo, erano -da XV in XVI milia persone. -</p> - -<p> -El nostro veramente exercito era bellissimo, et forsi za molti -anni tale in Italia (<i>non si era</i>) visto, sì come molti veterani homeni -d'arme<i> publice</i> dicevano, zente disposta sì da pie' come da cavallo -numero grande: di cavalli 12 milia, nei qual era homeni d'arme -2800, li primi de Italia, condutieri strenui et experimentati; cavalli -lezieri, computando ballestrieri a cavallo, numero zerca 1500, et -Stratioti 750; fanterie da zerca X milia, et el Duca de Milan; sotto -el conte de Caiazo era persone zerca 2000 tra cavalli et pedoni, -<span class="pagenum" id="Page_474">[474]</span> -però che esso Duca il cargo di qua havia lassato a la Signoria, et -lui pur havea el campo a Novara. Mancava zonzer, in ditto exercito -venuto, Cozanderle thodesco, capo di 1000 teutonici tra schiopetieri -et lanzarioli, el qual a dì 20 Zugno havia fatto la mostra soa a Trevixo, -et andava in campo, et era poco lontano. Ancora Paris da -Lodron con li soi provisionati, li qual di hora in hora dovea zonzer, -et eran in camino cernide de Veronese et Vicentina; et li 2000 -fanti fatti a Bologna mancavano; de li qual parte el zorno driedo el -fatto d'arme zonseno in campo. Oltra di queste fantarie, mancava -di zente d'arme el sig. Pandolfo Malatesta di Rimano con 400 cavalli, -Zuan Paolo di Manfron, vicentino, condutto nuovamente con 200 -cavalli i quali tutti erano inviati per venir in campo. Ancora la conduta -dil sig. Zuane Sforza di Pexaro, era a soldo dil Pontifice et -nostro, con 80 homeni d'arme et 60 balestrieri a cavallo, et cussì -le zente dil Duca de Gandia, le qual veneno poi quando el campo -fo a Novara, sì come dirò di sotto. Adoncha mancava assà zente di -venir, per augumento di l'exercito nostro. -</p> - -<p> -Hor venendo el Luni, a dì 6 Luio, el qual zorno era ordinato -per le disposition fatal se dovesse far fatto d'arme con Franza, et -in questa matina venne uno trombetta in campo nostro, zoè da -parte di Zuan Iacomo di Traulzi, era uno de capitanei dil Re, el -qual ne li zorni superiori ritrovandose su quelle montagne, le so -zente italiane con Franzesi veneno a parole per caxon di alozamenti -et vittuarie, <i>adeo</i> esso Zuan Iacomo l'have molto a mal, et più volte -volse venir da la banda nostra, <i>ut dicitur</i>, cossa che molto nostri -desiderava, et za ne era qualche pratica; et cussì mandò uno suo -trombetta, come ho ditto, fenzando de mandar a dimandar al Marchexe -de Mantoa alcuni danari che l'avea spexo a Napoli in uno -cavallo per Soa Signoria. <i>Tamen</i> è da considerar mandasse o lettere -o vero qualche aviso; <i>conclusive</i> fo divulgato voleva la notte passar -di qua; et li Provedadori di campo, subito a hore 13 spazò uno -corier in questa terra, a dì 7 hore 22, et perchè non era redutto el -Collegio nè alcun altro Consejo, et el Principe nostro pur amalato, -<i>unde</i> subito zonte tal lettere, mandono per li Savij dil Collegio, et -per li cai dil Consejo di X, tra li qual vidi Paulo Trivixan kav., era -Cao quel mexe, andar in gran pressa in palazo, et lesseno le lettere, -et cussì nostri stavano in questa expectatione che ditto Traulzi -dovesse venir di qua, et anche quello havesse a seguir di campo, -essendo propinqui tre mia de inimici, et non restavano de far far -oratione. <i>Et unum non praetermittam</i> di scrivere, che uno, qual fusse -<span class="pagenum" id="Page_475">[475]</span> -non so, andò a trovar alcuni di Collegio, notificandoli che al tutto -Franzesi con nostri in questo zorno di 6 Luio doveano esser a le -man: la qual cossa non potea saper <i>nisi</i> per astrologia o altra indivinatione -et virtù havesse. Et queste parole per piaza di S. Marco -se diceva, dove continuamente patricii et altri se reducevano per -intender quello seguiva. -</p> - -<p> -Ma ritorniamo al Re de Franza. El qual, venuto zoso de monti, -et reduto con l'exercito su quelle giare dil Taro dove si fermò, et -mandò uno suo trombeta da li Provedadori nostri a richiederli el -passo, dicendo che con la Signoria non havea guerra alcuna, ma -sempre la real casa de Franza esser stata et esser amica di essa -Signoria, et con Soa Majestà havia bona lianza, et che mons. di -Arzenton verrebbe la matina in campo a parlarli, volendo un salvo -conduto. Questo stratagema Franzesi usò, dicendo Arzenton anderà -e li tenirà in parole et in tempo, <i>adeo</i> el campo non starà su le arme; -et io in questo mezo montarò su la strada romea, et anderò al mio -viazo; ma li andò fallito el pensiero. <i>Imo</i> questo zorno di Luni 6 -Luio, è zorno di esser in memoria da Franzesi celebrato, per essere -sta zorno infortunatissimo; però che da 4 parte have grandissime -disgratie et danni et rotte; primo qui, a Zenoa, a Novara, et a Napoli -Ferdinando intrò, sì come tutto sarà scritto di sotto. -</p> - -<p> -Hor non havendo hauto el suo trombeta risposta bona, perchè -tutti li nostri erano volonterosi de apizarse, el Re con li soi primi -capetanii ordinò el suo exercito per redurlo tutto insieme, mandando -li cariazi verso el campo nostro <i>ordinate</i>, le artiglierie nel mezo et -in la coda, verso el campo nostro, volendosi aviar al suo viazo verso -la via romea. La qual cossa, prevista da l'exercito Veneto, tutto a -l'arme disposto, el Governador zeneral havendo dato la cura a so -barba sig. Redolfo di Gonzaga per la longa pratica havea de governar -el fatto d'arme, fatti li colonelli, sì come ho scritto ne l'altro -libro, et ordinato al conte di Cajazo con el suo squadron fusse el -primo investisse, et esso Marchexe governador secondo, <i>et sic de -singulis</i>; mandò la compagnia cojonesca con Tadio da la Motella et -Alexandro Coglion condutieri fra il monte et la giara dil Taro, fino -a la coda dil campo nemico, a ciò fusse da quel canto serrato, et -preocupate le artiglierie loro; et per mezo el traverso fo mandato -li fanti pedestri, balestrieri, cavalli lezieri et Stratioti, li qualli tutti -passarono el Taro a guazo. Et la matina poi, inteso per le scolte a -hore zerca 14, come Franzesi se ne venia per la giara a costa al -monte, et le loro artiglierie salutavano nostri, et trazevano con -<span class="pagenum" id="Page_476">[476]</span> -tanta furia che tutti sarebbeno spaventati, si non fusse stato la -grandissima volontà de nostri de provarse con Franzesi per liberation -de Italia, et per haver fama con la Signoria nostra, altri per -romperli et farse richi con loro cariazi; et cussì in quella matina, -<i>licet</i> li Provedadori nostri non erano di opinione che 'l campo dovesse -andar a trovar Franzesi, considerando el grande pericolo era, -ma parse pur al Governador di non voler indusiar, vedendo era il -tempo, et che se non havesse investito, Franzesi se ne andava a -loro viazo. Et fatto con lui un grosso squadron del fior de li condutieri -et homeni d'arme, et tutto el campo armato a li so lochi, che, -come da quelli vi si trovò, fu di belle cosse a veder che mai si potesse -veder, et si aviò verso li nemici nostri, i quali erano mia 3 -lontano. Li squadroni veramente era cussì ordinati: Caiazo primo; -Governador, zoè Marchese di Mantoa, suo barba sig. Rodolfo et -volse con lui sig. Ranuzo dil Farnese; terzo sig. Antonio di Urbino, -el qual era el primo squadron fusse, sì di più numero, <i>quam</i> de -valenti homeni, et questo non si mosse, che, si havesse mosso, <i>sine -dubio</i> tutti li nemici erano presi et morti. L'altro fo quello dil conte -Bernardin Fortebrazo. Quello di Tadio da la Motella et coioneschi, -nominato di sopra, era sta mandà al monte, come ho ditto. Et ultimo -quello dil conte Carlo di Pian di Meleto, che era redeguardo. -Stava a custodia di lozamenti et stendardi Luca Pisani et Marchiò -Trivixan provedadori, et Daniel Vendramin pagador in campo. Et -è da saper che 'l sig. Rodolfo, havendo fatto li soi disegni, ordinò -a li capi de li squadroni, sotto pena di la vita, niun si dovesse muover -de li soi lochi, se lui, che andava col squadron dil Marchese a -combatter, non ritornasse a farli venir a far fatto d'arme, non credendo -di morir, come fu. Li fanti veramente, secondo li soi ordeni, -andava corando drio li squadroni; et convenne passar tre acque dil -Taro, che erano spesse a modo fango, per modo tal che andavano -fin a mezo el petto, et li cavalli fin a mezo la panza. Et cussì col -nome de Christo partito el Governador, li altri squadroni streti et -in ordine li venia driedo, seguitandolo per esser tutti a le man con -Franzesi, et tutti passono le ditte acque nominate di sopra. -</p> - -<p> -Ma ritorniamo a quello fece Franzesi. In questo mezo nostri si -preparava, <i>etiam</i> loro ordinono le zente, et fece uno squadron a -l'impeto de nostri di 3000 et più combattenti, et voltaron le spalle -al monte, et in mezo ne fece uno altro, dove era la Majestà dil Re, -armato, circondato de molte artiglierie; poi da la destra mano, verso -li cojoneschi et la valle, disteseno una ala de cavalieri et pedoni; -<span class="pagenum" id="Page_477">[477]</span> -et alla sinistra feceno el simele, verso lo ascender di la collina va a -la via romea; in mezo di la qual ala messe un altro terzo squadrone -de cavalieri, 600 in 800. Et è da saper che sempre Franzesi in loro -battaglie suol far tre soli squadroni di tutto lo exercito; el primo se -chiama antiguarda, el secondo la bataia, el terzo retroguardia; et -<i>saepius</i> el Re, o vero el capitanio, sta in lo squadrone si chiama la -battaia. Adoncha, in questo zorno sexto di Luio, zerca a hore 16, -sopra la giara dil Taro, <i>in agro parmensi</i>, tra do ville chiamate -Opian et Medesan el fatto d'arme cussì passò. Essendo assaltati li -nostri con scaramuza, a l'hora preditta, lo strenuissimo squadron -nostro dil Marchexe di Mantoa animosamente sula ditta giara secca -assaltorono li nemici con desterità impetuosa, zoè lo squadron che -era fra le ale, fatto a l'incontro de nostri, et primo a investir, <i>ut -dicitur</i>, fo esso Marchexe, el qual passò con una lanza uno homo -d'arme franzese da una banda a l'altra, et combattè con gran vigoria; -et fu tale la virtù de nostri, che in breve spatio di tempo questo -squadron nemico ruppe et fracassò et messe in fuga, <i>ita et taliter</i>, -che li nostri, con amplissima vittoria, trascorseno fino a l'ala immobile -de li cavalieri deputati a la guarda di la Majestà dil Re, et -tanto probatissimamente feceno quanto fusseno stati ...... <i>Etiam</i> -el squadron dil conte Bernardino, mentre el Governador combatteva, -intrò ne li nemici; et il primo feritore, sì come ho scritto, fo esso -Marchexe di Mantoa, con tanta strenuità che <i>nihil supra</i>, et più ne -amazò di soa man, et prese el bastardo di Borbon lui medemo, el -qual si rese et, <i>dicitur</i>, si questo non fusse stato che se interpose in -mezo, harebbe preso el Re, perchè più volte li hebbe le man adosso. -El secondo feritore fu el sig. Redolfo; terzo el sig. Ranuzo dil Farnese; -quarto el conte Bernardin Fortebrazo, dil qual più di sotto -parleremo; poi Ruberto di Strozi, Alexandro Beraldo, Vicenzo Corso, -Alvise Valaresso patricio Veneto et condutier nostro, li conti Brandolini, -et cussì <i>successive</i> tutti li capi di squadra nei cavalieri di -quei strenuissimi squadroni rupeno la lanza loro. Tutti cridava: -Marco! Marco! Italia! Italia! rotti! rotti! Et fo atroce pugna. Non -si sparagnava la vita l'uno l'altro, ma tutti per el fil di la spada -erano mandati sì da nostri <i>quam</i> da Franzesi. Non si faceva presoni, -come in le guerre de Italia; ma Franzesi cridavano: A la gorgia! -A la gorgia! Nostri: A la morte! A la morte! Sì che era crudelissima -battaja, et assà sangue coreva su la terra. Et cussì nel principio, -havendo nostri vigorosamente el primo suo squadron rotto -et frachassato, li pedoni et cavalli lezieri et li Stratioti, li qual doveano -<span class="pagenum" id="Page_478">[478]</span> -attender a compir di fugar li nimici, ma, come cupidissimi -di preda, assaltorono li cariazi franzesi e comenzorono chi in qua -chi in là a strazar forcieri, valise, padiglioni et trabache vilupate, -con tanta avidità et rapacità che fra loro intrò discordia, zoè tra -pedoni e Stratioti. Il che veduto per li nimici, col consejo di Zuan -Jacomo de Traulzi se distacò e riserrò del circulo di la Majestà dil -Re da l'ala sinistra quelli cavalieri strenuissimi, con cerchii d'oro -e sopra veste di panno d'oro et d'arzento et di veluti a diversi colori, -con pedoni nel mezo et ne la coda, con tanta destreza et peritia -militare, che <i>non solum</i> rebatè nostri che contra de loro prosperavano, -ma quasi li rupeno et li pedoni sui de la prefata sinistra -trascorseno a li nostri, depredatori de li loro cariazi, con tanto impeto, -che ne amazorono molti e molti pedoni. Li Stratioti erano, -con quello haviano potuto tuor, partiti et andati via di la battaja, -che dovrebbeno esser stati in ajuto de nostri. Et poi da l'ala dextra -i nemici assaltarono le squadre cojonesche, che havea preso le artiglierie, -e queste veneno da nostri veniva reculati da Franzesi, et -questi, nominati di sopra, nostri, essendo strachi dil combatter et -haver rotto el primo squadron, fo necessario <i>etiam</i> ripararse da questo -secondo impeto, el qual era el fior di le zente nemiche. Et si el -squadron dil conte Antonio d'Urbino <i>tunc</i> si havesse mosso, et fusse -venuto a combatter, per esser <i>etiam</i> questi valentissimi cavalieri et -grosso squadron, <i>sine dubio</i> Franzesi tutti erano rotti. Ma esso conte -mai si volse muover, dicendo havia in comissione dil sig. Redolfo -di non muoversi; et non comprendeva che 'l poteva esser sta amazato -in la battaja. Et Marchiò Trevixan provedador, che era armato -in campagna, li mandò a dimandar la causa che 'l non se -moveva col suo squadron, andar a socorer nostri erano malmenati -da Franzesi. Disse quello havia in comission, et pur ditto l'andasse, -rispose: se vuj provedadori me l'ordinate sopra di voi, andarò. Et -loro non volseno asumersi tal cargo, <i>licet</i> era cosa da fare. Et cussì -non andò. El sig. Marchexe tuttavia combatteva, e fo mudato in -quella battaia di tre corsieri, et non poteva partirse perchè, partido -lui, li altri lo harebbeno sequitato, et cussì nostri saria sta rotti; -et el sig. Redolfo era sta amazato; sì che le cosse a questo modo -passava. Et questi do squadroni dil conte Bernardin, et il suo dil -Marchexe, et <i>etiam</i> quello dil conte de Chaiazo, che investite <i>etiam</i> -lui, et assà de soi fonno amazati, conveneno loro soli combatter con -Franzesi. Et questo fatto d'arme fo el più horribele et crudel, come -ho ditto, fusse sta fatto in Italia za molti anni. Et Franzesi con -<span class="pagenum" id="Page_479">[479]</span> -nostri combatteva virilmente: l'habito loro, oltra le arme, era stivali -sopra le schiniere, et sopra le curaze quelle sue veste con manege -longe, chi di veludo, et chi de seda de altre sorte, et di panno; -e sopra le celate capellazi grandi, et parte di loro havia elmi. Tutti -li cavalli senza barde, tristi da armizar, ma optimi a cavalcar, con -le selle pariano coperte, et tutti quelli combateteno erano homeni -disposti a far fatti d'arme, et molti se ne ha trovato che più presto -hanno voluto morir che mai renderse ad alcuno presone, et amazaveno -perfino li ragazeti picoli. Et <i>unum</i> non voglio lassar de scriver: -che vedendo alcuni di quelli dil squadron di ditto conte Antonio di -Urbin, che esso non si voleva et non potea moverse, se partino con -loro cavalli di ditto squadron, et andò a combater con li nimici; -tra li qual el strenuo Zuan da la Riva cavalier veronese, et <i>etiam</i> -D. Antonio di Pigi. -</p> - -<p> -Et in questa battaja fonno morti di una parte et l'altra dile -persone più di 3000; de nostri zerca 1000, et el resto de Franzesi. -I quali prima che aterasseno niuno de nostri, erano do o tre di loro -amazati, et assà di primi soi baroni, come di sotto più diffusamente -sarà notado. Ma de' nostri homeni de condition fonno morti questi: -el sig. Redolfo di Gonzaga, barba dil Marchexe di Mantoa preditto, -et quello havia el governo dil campo per suo nepote Governador, -che <i>tunc</i> havia anni 28, et <i>nunquam</i> più experimentado in combatter -ni in niuno altro exercito,<i> tamen</i> cussì strenuamente si portò. -<i>Etiam</i> fo amazato el conte Ranuzo dil Farnese condutier di 600 cavalli -valentissimo, Vincenzo Corso, Ruberto di Strozi, Alexandro -Beraldo et altri capi di squadra, sì come per una poliza di quelli -fonno morti qui sotto notada il tutto si vederà, zoè de li homeni da -farne qualche extimatione. -</p> - -<h3><i>Questi sono li morti nostri nel fatto d'arme da Franzesi<a class="tagtitle" id="tag138" href="#note138">[138]</a>.</i></h3> - -<p> -Ma de Franzesi sono sta amazati zerca 80 baroni, tra i qual -16 capi di gran reputatione; et ben la verità non se potè intender, -dil numero di loro fonno morti, ma pur certo passono 2000; et di -nostri, fatta la descriptione, mancò 960. Adoncha fo crudelissima -battaja, la qual durò per spatio de do hore et non più. Et prima -nostri, come ho ditto, li haveano rotti et fracassati, zoè da una -parte combatteva el Marchexe de Mantoa et conte Bernardin Fortebrazo, -<span class="pagenum" id="Page_480">[480]</span> -da l'altra el conte Ranuzo, da l'altra cojoneschi, et da l'altra -el conte de Caiazo et d. Annibal Bentivoi. Et se 'l non fusse stato -la cupidità di la preda de molti italici homeni d'arme, oltra li Stratioti -et fanti, tutti Franzesi erano da nostri malmenati; però che, -frachassato el primo squadron nimico, nostri elexeno a far presoni -per haver taja, altri a robar li cariazi et menarli via, perchè quasi -tutti fonno acquistati et tolti da nostri, come dirò di sotto. Et mentre -queste cosse fevano, assaltò quel squadron, el qual trovò li homeni -d'arme cussì separati, et allhora fo la crudelissima battaja, et -quelli havevano presoni fu forzo lassarli, volendo varentarsi la vita; -et cussì veneno in qua per mezo mio combattendo una parte et l'altra -virilmente. Era grandissima pioza, la qual fo causa Franzesi non -potevano operar le loro artiglierie, come fece nel principio, che pur -qualche danno dette a nostri, amazando cavalli. Ma Iddio provete a -mandar tal pioza grandissima, et el colonello bracesco dil conte -Bernardino fo quello che sempre combatete; <i>adeo</i> di 360 homeni -d'arme che era, ne fo morti zerca 80, senza li famegli et ragazi; et -il fidelissimo conte Bernardino fo ferito mortalmente, et have assà -ferite, come dirò più avanti. Et si non fusse stato uno suo ragazo -che lo tirò nel fosso, et lì stette come morto, sarebbe stato compito -di amazar da Franzesi. Hieronymo Zenoa capitano di 300 fanti, -<i>etiam</i> virilissimamente combattendo fo ferito di 12 ferite acerbamente, -et de li soi do terzi fonno morti, et have 4 botte di spada su el -volto; <i>tamen</i> varite poi; el qual fo portato in questa terra per Po, -et zonse a dì 12 ditto. Et è da saper che, mentre nostri combattevano, -el conte Nicola Ursini di Petigliano, era presone col Re, -vedendo questo era el tempo de esser liberato, fuzite con 3 cavalli -nel nostro campo, et, smontato, comenzò a confortar nostri, dicendo -Franzesi erano quasi rotti, et che, non obstante di nostri ne fusse -sta morti alcuni, che dimane prometteva vittoria indubitata, però -che erano sta amazati li più valenti homeni havia la Majestà dil -Re; et che non havendo se non tre squadroni fatto fatti de nostri, -et che quel strenuissimo dil conte Antonio d'Urbino non era sta -operato, che era una magnificentia a vederlo in ordine armato in -campagna, <i>iterum</i> concludeva Franzesi erano spazati. Per le parole -dil qual tutto lo exercito nostro prese conforto, che pur si dolevano -di la morte de tanti capi, <i>maxime</i> dil sig. Rodolfo loro governador, -et dil sig. Ranuzo. Et ancora per el prefato conte di Petigliano fo -referito che la Majestà dil Re, vedendo la vittoria et prosperar de -soi cavalieri, voleva con la ala destra proseguirla, che sarebbe stato -<span class="pagenum" id="Page_481">[481]</span> -assà danno a nostri, non si movendo li altri squadroni, che si fusseno -mossi, Franzesi rotti erano come in più lochi ho scritto; ma che -esso conte gli disse: Sacra Majestà, non fate; perchè Italiani son -grossissimi et gran numero, che si tutti fusseno a la battaia venuti, -harebbe fatto gran danno a le zente di Vostra Majestà: <i>ita</i> che, per -tal soe parole, restò. Hor vedendo Franzesi non potevano acquistar -alcuna vittoria, ma ben star in pericolo che non si movesse li altri -squadroni e darli adosso, feceno recolta, et si redusse a lo ascender -di la collina che va verso la via romea. Quello feceno poi sarà scritto -de sotto. Ma nostri etiam, fatto recolta, havendo dato gran rotta a -Franzesi, preso li soi cariazi de valuta più de ducati 100 milia, ritornono -<i>etiam</i> loro a Gierola a li alozamenti, stracchi et lassi; et <i>non -solum</i> quelli havevano combattuto, ma <i>etiam</i> li altri erano stati con -le arme tutto quel zorno indosso. Et el sig. Marchese non tanto -dolendose di la morte dil barba et de soi, et <i>maxime</i> dil so Joan -Maria, el qual fo quello li scapolò la vita quando fu le cosse di missier -Francesco Secco suo barba, che <i>ut dicitur</i>, lo voleva atossicar, -et questo li manifestò ogni cossa, d'indi fo so favorito, et li dete -più de 20 milia ducati; sì che non tanto si doleva di la morte di -questi, quanto de non haver potuto dar compita vittoria a la Signoria -nostra de Franzesi, ma stava con bon animo, el zorno sequente -de esser a le mano, et però puosero altro ordine ne li squadroni, di -quello era. Et cussì per quella notte non seguite altro, ma steteno -con bone guardie; et el simel fece Franzesi. Et è da saper che poi -che 'l conte Bernardin fo ferito et butato nel fosso el so cavallo, -el qual si non l'havesse hauto, <i>sine dubio</i> sarebbe stato amazato; -ma oltra questo cavallo è gaiardo et bellissimo, <i>etiam</i> lui nel combatter -con denti, calzi et altro aiuta el so patrone, si che esso conte -molto amava ditto cavallo; et ritornato in campo al so alozamento -fo rubato, et, <i>ut dicitur</i>, da quei dil conte di Caiazo, benchè sempre -dinegasse et al Duca et a la signoria nostra, <i>tamen</i> ditto cavallo più -non si trovò, et cussì privo fu. Non voglio restar de scriver questo -altro disordine: che mentre Stratioti dovevano attender a danizar -Franzesi, poichè si ebbeno fatto ricchi de li cariazi, zerca 200 di -loro con ditte somme andono su uno monte, et ivi steteno a veder -come andavano le cosse. Adoncha Franzesi perse in uno zorno (come -per uno epigrama ch'è <i>ex tempore</i> da uno andava per Venetia fazando -elogio et epigrama fece, et sarà scritto de sotto) quello che -nel regno di Napoli et in altre città de Italia havia vadagnato et -volea portar in Franza; sì che Stratioti et homeni d'arme feceno -<span class="pagenum" id="Page_482">[482]</span> -bene li fatti soi. Et a ciò, oltra le cadene, vestimenti di ogni qualità -et sorte, se intendi quelle cosse digne di memoria che furon prese, -et inteso dapoi questa rota che nostri haveano: primo, stendardi do -dil Re, uno de li qual have el duca de Milan, l'altro fo donato a -Marchiò Trivixan provedador, era una † bianca in campo rosso; -pavioni (<i>padiglioni</i>) dil Re de assà sorte; lo elmeto et la spada dil -Re, la qual la Signoria hebbe da Stratioti, et la pagò; l'ufficio dil -Re, sopra dil qual era un'oratione in franzese, la qual Carlo Magno -imperator la diceva, et fo translatata in latino, et sarà qui posta; -l'anconeta con reliquie assà, di la qual de sotto trateremo; li sigilli -d'arzento dil Re; una zangola d'arzento, la qual have el conte Avogaro; -et molte altre cosse, di le qual scrivendo sarebbe tedioso. El -bastardo de Borbon, chiamato bastardo Mathio, che fo presone dil -Marchexe, <i>ut dicitur</i>, havea ducati 4000 in la sella scosi dil cavallo, -et si volse dar de taia lui medemo ducati X milia; ma el Marchexe -lo mandò in custodia a Mantoa: quello di lui seguite, ne la fine di -l'opra intenderete. Et a questo modo passò el fatto d'arme quel -zorno a dì 6 Luio: et si tutte le zente nostre havesseno voluto far -el dover era grandissima vittoria. Ma non voglio restar de scriver -ancora questo, che mentre si facea la battaia, alcuni de quelli di -don Alfonso de Ferrara, vedendo nostri havea pur da far per l'impeto -gallico soprazonse, corseno via; et li provedadori, vedendo questo, -se li fece incontra dicendo: Ah, fiuli de San Marco, dove andate? -Tornate a la battaia. Alcuni tornava, altri corseno fino in Parma, -cridando: el campo di la Signoria è rotto, <i>licet</i> fusse superiori de li -nimici: per le qual parole tutta Parma se doleva, serando le bottege, -et el sig. Galeotto di la Mirandola, era lì gubernadore per il Duca -de Milan, fece far custodia a le porte. <i>Tamen</i> poco da poi soprazonse -altri soldati de nostri, con presoni et cariazi, et notificò el -prosperar de nostri, et rota de Franzesi: <i>unde</i> tutta Parma se consolò -alquanto. -</p> - -<p> -Questa nova de esser sta a le man con Franzesi nostri, venne a -Venetia in hore 32, zoè zonse le lettere de Provedadori, scritte a -hore 3 quel zorno, a dì 8 ditto, a hore zerca 13, et mi ritrovai in -sala di l'audientia, andato per inquerir si era venuto nova alcuna, -et venne una voce fuora di Collegio: li campi è stati a le man. Subitamente -tutto el palazo et la corte se empite de zente, per intender -el successo; et fo manifestato a tutti quello era stato, et legevase -lettere de campo de varie persone in diversi lochi lì in palazo, <i>publice</i>; -tra le qual una molto copiosa di Anzolo di Maffei, drizata al mio -<span class="pagenum" id="Page_483">[483]</span> -carissimo Carlo di Priuli di Costantino fiul, et altre. Et per non haver -la Signoria, per le lettere di Provedadori inteso <i>ad plenum</i> la -vittoria era stata, ma ben la morte de li strenui condutieri nostri -et zerca 500 dei nostri, dicendo che non potevano avisar el tutto -per quella sera, però non feceno sonar campanon, ni far fuogi, sì -come, si allhora havesse inteso quello poi inteseno harebbe fatto. Et -tutti correva di Rialto a San Marco quella matina, come desiderosi -de intender el ben publico; et tutto el popolo de questa terra molto -si alegrò, cridando: Marco! Marco! Et alcuni puti per Rialto cridava: -A Ferrara! A Ferrara! <i>Adeo</i> tutta la terra era <i>in motu</i>. Et alcuni -savogini mercanti erano in questa terra, per essere vestiti a modo -franzesi, fonno da puti assà molestadi; et ritrovandose in questa furia -a Rialto, corseno in chiesia. Poi andono a la Signoria lamentandose; -<i>unde</i> fo proclamato su le scale in Rialto, niun li dagi fastidio -ni de parole ni de fatti, in pena de lire 50; et s'il fusse puto havesse -50 scuriae; et si fosse homo grande, fusse frustado da San -Marco a Rialto, et dovesse star uno anno in preson. Questo feceno -nostri per non haver guerra con Savoia, et per conservar la franchisia -de questa terra. Et per la morte de questi do signori Redolfo -et Ranuzo, et per el ferir dil conte Bernardino, nostri non sentite -molta alegreza de la vittoria habuta de i nimici. Et da Milan in -questa mattina de 8 Luio, si have lettere di 7 et non sapevano ancora -dil fatto d'arme fatto con franzesi a Fornovo, et notificava come, -per lettere di Bernardo Contarini date in la villa di Perna, che -in quel zorno di 7 Luio a hore 19 mandò 12 Stratioti a imboscarse -per metter di mezo certi franchi arcieri, li quali venivano fuori de -borgi di Novara; et le scolte de i nimici scoperse Stratioti, et con -quele scolte ditti 12 Stratioti fonno a le man, et di queli ne amazono -9 et preseno 6 cavalli. <i>Unde</i>, per esser fatto la scaramuza in li -borgi, Franzesi si messe in ordene, et veneno fuora; ma li Stratioti -corseno in campo, cridando: Arme! Arme! Et subito esso Provedador -con 250 Stratioti montò a cavallo, però che li altri erano -andati per scorta de vittuarie per el campo. Hor ditti Stratioti 250 -fonno a le man con uno squadron di cavalli 200, et assà pedoni i -quali da ditti Stratioti fonno rotti et reculati fino ne li borgi de la -terra, feriti assà, morti XV, et cavalli 32, et fatto presoni 4 homeni -d'arme in numero di 17 Franzesi, tra li qual uno mons. Alvise -di Sansonagia, fiul che fo de mons. Jacomo cavalier dil Dolfinà, homo -era de condition; et questo fu menato in campo in lo alozamento -de ditto Provedador. Et de Stratioti fo in questa scaramuza feriti 7, -<span class="pagenum" id="Page_484">[484]</span> -morto uno cavallo, benchè ne prendesseno tre cavalli de li nimici; -et de li XV che amazono, che era tra homeni d'arme et arcieri, fo -sepeliti per li nimici numero 7. Ancora notificò, come el zorno driedo -se voleva ditto campo levar dove era, et andar ad alozar mia do -de là de Novara, a uno loco ditto Minone, dove essendo, non porà -venir al Duca de Orliens alcuna nova de Aste; et come per una spia -in quel zorno inteseno, in Novara era poca vittuaria, et però li volevano -assediar, aciò prendesseno partito, sì che cussì come Franzesi -havea messo quello territorio de qua da Tesino fino a Vegevene tutto -in fuga, a hora per la venuta di Stratioti tutto è reacquistato, et li -nimici stanno assediati in Novara, che prima Ducheschi stavano in -Vegevene, come per una lettera dil Duca de Milan se intese, scritta -al so Ambassador era in questa terra. -</p> - -<h3 id="lib4-1"><span class="smcap">Exemplum literarum Ducis Mediolani</span></h3> - -<p class="center"> -<i>Ludovicus Maria Sforcia Anglus, Dux Mediolani etc.</i> -</p> - -<p> -Sono molte le cause, quale ne obligano infinitamente a quella -Ill.<sup>ma</sup> Signoria; intra le qual essendo non mediocre l'aiuto de li Stratioti -soi, mandati in Novarese, el beneficio so <i>omni hora</i> si fa maiore, -per la qualità dil magnifico missier Bernardo Contarini provedador -al governo d'epsi Stratioti; però che la singulare soa prudentia -et vigilantia <i>non solum</i> fa che l'impresa non poria esser più -aiutata quanto è per la venuta de Stratioti, ma che quasi posti l'inimici -in disperatione, non lassandoli mai ripossare. Et in questa vivacità -de tenere assiduamente infestati li inimici, li ha conjuncto una -mesura de modestia incredibile, ad tenere in obsequio et officio epsi -Stratioti. Le qual parte essendo rare, ne strenzano, ultra l'obligo -quale habiamo a la Magnificentia Sua, ringraciarne anche <i>omni hora</i> -quella Ill.<sup>ma</sup> Signoria, et farli testimonio che dal magnifico Provedador -non possiamo restar meglio aiutati. <i>Mediolani</i> 7 Julii 1495. -</p> - -<p> -<i>A tergo: Domino Thadeo Vicomerchato equiti consiliario et oratori -apud Illustrissimum Dominium Venetiarum.</i> -</p> - -<p> -In questa notte medema, domente nostri stavano in expetatione -venisse lettere de campo, zonse lettere de Zuan Francesco Pasqualigo -Vicedomino nostro a Ferrara, notificava questo esser sta a -le man di campi, et che 'l Duca, di Rezo, ha via scritto al sig. Sigismondo -so fradello, rimasto al governo de Ferrara come el campo -di la liga era stae a le man con Franzesi, et che nostri erano sta -<span class="pagenum" id="Page_485">[485]</span> -rotti, et notificò la morte de quelli conduttieri, comettendoli dovesse -mostrar ditta lettera al Vicedomino. Et nota che volse dir campo -di la liga, <i>licet</i> tutte le zente quasi era a soldo di la Signoria, eccetto -el conte de Caiazo, che era per Milan, come è chiarito de sopra; -<i>unde</i> per tutta Ferrara se dimostrava grande consolatione de questa -rotta. Concludendo, Ferraresi era di cattivo animo contra Venetiani, -et che in Ferrara si buttava passavolanti, si metteva ferri in cao a -le lanze, fortificava li passi loro dil Ferrarese. Ancora che esso Vicedomino, -da poi queste lettere la Signoria fo certificata, volendo -mandar uno suo con lettere a Bologna, in strata, poco fuora de Ferrara, -fo assaltado et batudo, <i>adeo</i> convenne ritornar in driedo. Et -che Ferraresi usavano assà stranie parolaze et bestial, per el grande -odio ne havea. <i>Ergo non immerito</i> li puti cridava, et ogniuno diceva: -A Ferrara! A Ferrara! Et li puti in questa terra cantavano una -canzone: -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Marchexe di Ferrara, di la caxa di Maganza,</p> -<p class="i01">Tu perderà 'l stado, al dispetto dil Re di Franza!</p> -</div></div> - -<p> -Et il populo era molto volonteroso de andar a tuor Ferrara; et li -artesani et bottegeri quando andavano a li X Savij a esser tansati, -tutti offrivano di pagar el dopio, volendo andar a Ferrara: <i>tamen</i> -la Signoria non volse in questo tempo far niuna dimostratione contra -esso Duca, el qual era in Rezana, et havia mandato molte -vittuarie in campo dil Re di Franza, et barili di polvere per le artiliarie -(che, si questo non fusse stato, non harebbe potuto el Re operarle), -et non considerava l'ubligatione havia a questa Signoria, -per haverlo una volta messo in stato, et a so zenero Duca de Milan -che vi andava il so stato a pericolo, et a la vita di l'altro Marchexe -de Mantoa nostro governador <i>etiam</i> so zenero. Et è da judicar -con questo Re havesse tramato molte trame, tutto per rehaver el -Polesine de Ruigo, acquistato per nostri con justissima guerra l'anno -1482, dove per la Signoria è sommesso, et si teneva a custodia -in questo tempo zerca cavalli 600 et alcuni provisionati, nè mai li -volseno mover. Et so fiul Don Ferante era pur a soldo dil Re, et -quasi tutta Ferrara vestiva a la franzese, cridando Franza! Franza! -Et come fo divulgato, che el zorno avanti el Re venisse zo di monti -a Fornovo, esso Duca de Ferrara fo in campo a parlar a Soa Majestà -stravestito, et li disse come l'opinione di Venetiani era, nostri non -se apizasse nè facesse fatti d'arme con Soa Majestà. Et cinque zorni -avanti seguisse el fatto d'arme, nel nostro campo acadete, che -alcuni Ferraresi volendo insieme combatter, uno de loro andò dal -<span class="pagenum" id="Page_486">[486]</span> -Marchese governador, pregando Soa Signoria volesse venir a veder -et cussì vi andò. Et zonto dove era ordinato, trovò 4 Ferraresi haveano -le balestre carge, et li comandò discargasseno; tre de loro disserò -el vereton in l'aiere; el quarto non volse; <i>unde</i> da quelli dil -Marchexe preditto li fo butà la testa via da le spalle, et poi fo preso -quello venne a chiamarlo, et examinato lo fece apicar subito; et -mandò uno editto: niun Ferrarese ne le soe terre più non potesse -habitar, et quelli erano lì dette termine tre hore a sgombrar el so -paese: quale fusse la cagion, lasso considerar a li Savij lezerano. -</p> - -<p> -Ma el Duca de Ferrara, da poi inteso la verità del seguito in -campo, et come nostri haveano habuto vittoria et toltoli li cariazi, -et assà franzesi morti, scrisse ad Aldobrandino di Guidoni dottor da -Modena so ambassador in questa terra, dovesse andar in Collegio -et alegrarsi con la Signoria di la vittoria havea habuto el campo di -la liga. El qual orator, andato a dì 13 Luio, non potè haver audientia. -Ma inteso el Serenissimo Prencipe come l'ambassador de Ferrara -havia voluto audientia, deliberò a dì 14 la matina venir in -Collegio; et venuto ditto orator, volendo alegrarsi, disse quanto li -era comesso; El campo di la liga. Et el Prencipe rispose: Qual -campo di la liga? Dicemo esser nostro, et nui l'haver pagato, et -non la liga. Poi disse come per la terra se divulgava, che 'l so Signor -in queste novità non havia fatto il dover so, excusandolo molto, -disendo voleva star al paragon. Al qual el Prencipe sapientissimamente -rispose, et li fece lezer due lettere del Vicedomino, de li -portamenti di Ferraresi contra de esso Vicedomino et de nostri, li -comemorò quello l'anno passato comportò el Duca a quelhoro fece -quelle poltronarie in loza del Vicedomino a Ferrara, dagandoli taia -<i>solum</i> lire 25 de pizoli. <i>Conclusive</i> li disse: questi non erano boni -muodi, nè cosse dovesse esser accepte a niuno de questa terra, et che -'l non havea cagione. Et cussì dette licentia a esso orator. -</p> - -<h3 id="lib4-2"><i>Come el Re de Franza col so exercito se partì con gran fuga -di le giare dil Taro.</i></h3> - -<p> -Compita la battaia Franzesi si redusse a lo ascender di la -collina che va verso la via romea, et lì stete, sì come ho ditto; et la -mattina seguente a dì 7 ascese, et de lì se allontanono in uno loco -atto et comodo a do mia, ficando trabache et paviglioni a l'incontro -di la banda di l'esercito nostro, facendo strepiti et movimenti -di battaia, traendo qualche botta di artilaria, dove el nostro campo -<span class="pagenum" id="Page_487">[487]</span> -tutto sempre stette in arme, aspettando di assaltare o vero di -esser assaltato. Et cussì stando, a hore 16, vene uno trombeta dil -Re da li Provedadori a dimandar tregua per 4 hore et parlamento, -però che la Majestà dil Re voleva mandar quattro de soi a parlar al -Capetanio et Provedadori, zoè mons. cardinal de Samallo, el mareschalco -de Giae, mons. de Pienes et mons. d'Arzenton; et cussì li -fo concesso, per veder quello richiedevano, i quali si poteva reputar -rotti et in fuga. Et cussì a tal parlamento andò el Governador marchexe, -li Provedadori et conte di Caiazzo con alcuni altri nostri condutieri, -sora una certa aqua pur dil Taro. Da l'altro canto di la ripa -dil Taro preditto venne mons. di Arzenton con alcuni altri Franzesi, -ma non quelli tre doveano vegnir. Et dapoi le salutatione, fo da -esso mons. di Arzenton collaudato molto li nostri Italiani <i>usque ad -summum</i>, dicendo che haveano sostenuto la pugna et combattuto -con li primi baroni et cavalieri dil mondo, quali sempre erano stati -vittoriosi in battaie orribile et grandissime guerre. Da poi dete -parole <i>sub spe concordii sive autem</i> che erano aparechiati a la battaia, -et che quelli altri baroni et mons. cardinal, che la Majestà -dil Re li havia deputati a venir con lui, non se fidando, et non conoscendo, -come fo io, Venetiani, et però voriano uno salvo conduto -in scrittura, et io, per essere stato a Venetia e saper vostra parola -è carta fatta, son venuto. Adonca V. S. farà el salvo conduto; et -domatina piacendovi de redurvi in questo loco, noi tutti veniremo a -parlarvi, et son certo concluderemo cosse per beneficio de tuti nui. -Et cussì fo concertato l'ordine; et fo mandà uno trombeta dil sig. -Marchexe con esso mons. di Arzenton, aciò potesse la mattina ritornar -da nostri a notificar la loro venuta. El qual trombeta non ritorno -più, et non se intese quello di lui fusse fatto. Hor, <i>interloquendum</i> -Arzenton molto si dolse de li morti in battaia, li quali ancora erano -su la campagna meschiati li corpi con li cavalli, et fu spanto -grandissimo sangue <i>licet</i> per pre' Zaneto di Santo Apostolo et per -pre' Piero Magatello, capelani di Provedadori nostri, et per altri capelani -et preti di campo ditti corpi nostri tutti trovati nudi, perchè -erano stati spoliati, altri fonno sepulti con gran lacrime lì a Gierola -in la chiesia, altri nel cimiterio; et li homeni de qualche conto -fonno messi in casse et mandati in loro terre a sepelir: come fo el -sig. Redolfo. Guido de Gonzaga et Zuan Maria, favorito dil Marchexe, -fonno in casse mandati a sepelir a Mantoa; il conte Ranuzo -in Brexana, dove era li soi lozamenti; Ruberto di Strozi et Alesandro -Beraldo, cussì come in vita erano compagni carissimi, cussì -<span class="pagenum" id="Page_488">[488]</span> -fonno trovati li corpi uno a presso l'altro, et fonno sepeliti in chiesia -a Gierola insieme, benchè poi fusseno in casse mandati a Padoa, -et il Strozi fo sepolto a Santa Maria di Betelem, dove era la madre. -Questo era il forauscito di Fiorenza etc. Et altri valenthomeni et de -qualche conditione fonno messi in depositi, poi portati a sepelir. Et -fo numerati li corpi de Franzesi, fonno trovati più de 2000; et era, -come ho scritto, una terribilità a veder dove fo fatto la battaia, -per tanti corpi, mescolate le budelle de cavalli con quelle deli homeni; -qua era una testa et là un brazo; uno homo sbudelato et uno -cavalo morto; <i>adeo</i> dirò cussì, fo crudelissima battaia, come da 200 -anni in quà in Italia,.... <i>quasi dicat</i>, combattevano per el ben -de Italia, come era con effetto: Hor, ditto Arzenton dimandava a li -Provedadori (<i>se</i>) havea fatto niun preson. Risposeno non sapeva ancora; -<i>solum</i> el bastardo de Borbon. Et lui disse: Manca mons. tal -etc., nominando assà gran maestri, dicendo saranno sta morti: Et -cussì fece uno trombeta dil Re, che venne poi, partito Arzenton, in -campo con una poliza, dimandando se sapevano nulla, dagandoli li -segnali. Et come intese non era fatto preson alcuno, venne palido -nel volto, dimostrando, per quello diceva, mancava assà baroni franzesi; -come <i>etiam</i> per le arme et altri trovati, chiaro si puol concluder -et suspettar siano stati de degni homeni et valentissimi, perchè -tutti de tal sorte si operò, come fece de nostri, che li vili et pusilanimi -ateseno a robar, et strenui combattevano. -</p> - -<p> -Ma Franzesi, consultato tra loro quello dovesseno far, vedendo -esser in manifesto pericolo de esser compitamente rotti et fugati, et -forsi niuno sarebbe tornato in Franza a portar la nova di la grande -sconfita; et passato el zorno, zoè el marti, a dì 8 de notte venendo -el mercore, artificiosamente mostrò de distender trabache et paviglioni -in longo, et feceno fochi grandissimi, ne li qual brusono li -corpi morti de soi nobili. Ancora, come li villani riferiteno, brusò -assà numero de soi feriti; et stavano male, et non l'era speranza -per non poter menarseli driedo, et lassarli non voleva, aciò per nostri -non fusse inteso la gran rotta haveano habuto: et questo fo gran -cossa, brusarli vivi et de soi medemi! Et <i>etiam</i> brusono paviglioni, -et trabache; forzieri et barde dorate tagliono in pezi, per non portar -tanto peso drio et volseno rimaner a la liziera: <i>tamen</i> non lassò le -artilarie, menate su carete tirate da cavalli 14 in 16 l'una, aciò -fusse securtà loro nel camino. Et in quella notte el Re con più de -500 zentilhomeni Franzesi fece cantar una solenne messa, e tutti se -comunicò, zurando de mantener la fede, et, a modo disperati, con -<span class="pagenum" id="Page_489">[489]</span> -grandissima foga, a hore zerca 4 de notte, mentre li fochi grandi -ardevano, si levò el Re con el so campo dove era, senza son de tromba -nè tamburo come se suol far quando lieva uno exercito, ma a scavezacollo -con gran pressa, riservato alcune tende verso el campo -nostro, a ciò non se acorgesse de questa soa levata; et montono su -la via romea andando verso el borgo san Donin; et lì disnato a le 20 -hore; poi zonse ad alozar a Firenzuola. Et nostri in questo mezo -credendo la mattina esser a parlamento, secondo l'ordine, vedendo -li gran fuogi fatti per inimici, do hore avanti zorno mandono le spie -fuora, ad explorar quello facevano i nimici. Et tornati al far dil dì -riferiteno Franzesi erano fuziti, et che poteva no esser mia 8 lontano; -et fo grandissima cossa, che tanta superbia quanta è quella de -Franzesi fugisse la notte et al modo fugiteno; et ne l'andar non -fevano dispiacer a niuno, et de qui fino in Aste era mia 80, qual li -feceno in zorni... come dirò de sotto. Et per la strada fo trovato -qualche Franzese morto, fo judicato esser de li feriti che, per non -esser brusati, volseno seguitar el campo. Ma inteso questo per el -Marchexe de Mantoa, Provedadori et Condutieri fatto consejo <i>quid -fiendum</i>, et tutto el campo se messe in arme et a cavallo, volendoli -proseguire le pedate dei inimici; et per el crescer dil Taro fo impedito, -sì che fo forza et necessità a ritardar quel zorno. Et el conte de -Caiazo con li balestrieri a cavallo li andò drieto per dar nele coaze; -et scrisse a Milan al Duca, dovesse mandar zente a obstarli non passasse -in Tortonese. Et esso Conte da poi disnar a dì 8, mandò dir a -li nostri Provedadori li dovesseno mandar li Stratioti, perchè intendeva -l'artilaria era rimasta da drio con poche zente et mal conditionate, -et che sperava de zonzerli in le coaze... <i>Unde</i> li Provedadori -subito mandò corando a dir a Piero Duodo, Provedador de -Stratioti, era alozato un poco discosto dil campo, et li comesse montasse -a cavallo con tutti li 700 Stratioti havea, et andasse a trovar -el conte de Caiazo perseguitava Franzesi. Et rispose anderia <i>statim</i>; -<i>tamen</i>, non fu a hora. Et consultato, come ho ditto, el Governador -et Provedador, deliberono de andar con tutto lo exercito driedo; ma -per quel zorno non poteno, come ho ditto. Et spazò lettere volando -per tutto a Milano al Duca, dovesse far provisione de mandar zente -a l'incontro, a ciò Franzesi havesseno contrasto, tanto che nostri -zonzesse; et per tutto el conte de Caiazo in Piasentina, mandò a notificar -a li contadini, el Re era rotto, et che fuziva, et che li obstassero -facendo danni; <i>tamen</i> el campo Franzese fo più presto nel cavalcar, -cha questi in far provision. Et quella matina el marchexe -<span class="pagenum" id="Page_490">[490]</span> -de Mantoa zurò de far la vendetta de li valenthomeni li erano stati -morti, <i>maxime</i> dil so Zuan Maria so barba, sig. Rodolfo et altri. -Et a dì 9 la matina, el campo nostro se levò di Gierola, et andò per -quella via seguitando li nimici, li quali erano assà lontani, ma speravano -si dovesse astallar in qualche luogo, et <i>etiam</i> haver contrasto -de Milan, che nulla hebbe, o vero di le zente paesane; <i>ita</i> che -non si presto zonzesseno in loco sicuro, come fo. Et tuttavia el conte -de Caiazo li seguitava, et villani dava in le coaze et becava qualche -cariazo et qualche cavallo; et loro dubitando non disordinasse, -non fece difesa alcuna; ma andavano al so camino, avendo però -gran custodia a le artilarie, in le qual havevano grande speranza. -Li feriti veramente nostri, zoè el conte Bernardin Fortebrazo fo -mandato in Parma, et ivi medegato; et cussì li altri; li presoni a -Mantoa, et li butini molti fonno mandati a Brexa in custodia et in -Parma. Ma Stratioti, che haveano fatto un bel et rico butino, et come -per lettere de Domenego Benedetto podestà et capetanio de Crema -se intese ivi esser zonto 100 Stratioti, con 80 some de butini -fatti, et che ivi ditti Stratioti stavano a custodirli, i quali doveano -atender a seguitar nimici; sì che, concludendo, in questa battaia -Stratioti non si portò bene. La causa fo, ateseno a robar. Et anche -scriverò questo: che qualche cariazo fanti haveva vadagnato, che -Stratioti sopravenendo li amazono, et tolse li cariazi, sì che di loro -assà di nostri fanti fo morti, et Stratioti comenzò a perder la fama -<i>apud Venetos</i>, et laudando sommamente la zente d'arme. Et questo -seguito dil fuzer dil Re zonse la nova in questa terra a dì 10 Luio -de matina, zoè lettere di 8 di sera de Provedadori a hore 24; et cussì -poi altre lettere venne de quello succedeva. Et chiamato el Consejo -dei Pregadi, vedendo questo successo, molti sospettava la Majestà dil -Re in la battaia non fusse sta amazato; et ne era assà ragione da -creder sì per le arme trovate, che dimostra esser quelle dil Re, <i>quam</i> -per la fuga et comunicarse et brusar li soi feriti, perchè el bastardo -de Borbon diceva el Re era armato in quel squadron, et che el Marchexe -li era vicino. Ancora, per lettere di Bologna zonte in questo -zorno, che notificava di la consolation habuta el magnifico Johanne -Bentivoj et Bolognesi, et le feste et soni de campane con fuogi haveano -fatto, et scrisse la vittoria et assà più numero de morti de -quello se judicava fusse de Franzesi, et che per quelli venuti de -campo regio dicevano che in quella notte che Franzesi fusiteno, se -diceva per el campo el Re era morto, et che non se trovava. Et -<i>etiam</i> uno di quelli de Zuan Jacomo de Traulzi, venuto in questa -<span class="pagenum" id="Page_491">[491]</span> -terra, andò in Collegio del Principe, et disse come in campo de -Franzesi si mormorava di la persona dil Re, che non fosse sta morto -in la battaia. Et è da saper che fo messo in Rialto molte scomesse -a dì ij ditto, zoè Hironymo Tiepolo da Londra.... per conto che -el Re fin quel zorno era sta amazato et non era vivo; et 4 patricii -tocò ducati 120 a darli ducati 400; et cussì se stava su queste pratiche: -<i>tamen</i> el Re era vivo. Ancora in questi zorni fo messo scomessa -et fatto aseguration, che le galie de Fiandra, nominate per -avanti, non erano rotte; et fo dato ducati 50 per 100; et come esso -Hironymo Tiepolo diceva, la nova doveva zonzer a dì 12 ditto ad -ogni modo; <i>tamen</i> non vene alcuna nova et più de galie se intese. -Hor nel Consejo de Pregadi, a dì 10 ditto fo decreto, per ringratiar -Dio de tanta vittoria, quanta havia donato a le zente nostre, de far -la Domenega proxima, a dì 13 e questo, una solenne procession a -torno la piaza de San Marco, portando le reliquie de questa terra a -torno, con tutta la chieresia, frati, scuole, etc. per render infinite -gratie al nostro Signor Iddio; et cussì <i>etiam</i> scrisse per tutte le nostre -terre da mar et luogi dovesseno far. Et de questa parte fo messa, -have tutte le balote num. 206, niuna de no et niuna non sincera, et -come dirò de sotto. Adoncha la fo fatta, fo ordinato messe per tutte -le chiesie de conto Ducal, et una procession de obsequio per le aneme -de quelli erano sta morti in battaia, et <i>precipue</i> dil Ser Redolfo -et Ser Ranuzo, la cui morte molto dolse. Et intendendo come si haveano -portà Stratioti, mandò la Signoria per el Consejo di X a suspender -el butino, et scrisseno a Crema dovesse tenir li cariazi et -mandar li Stratioti in campo, perchè poi parterebeno el tutto; et -che la †, il calice, patena et altri adornamenti di la capella dil Re, -presi per Stratioti, dovesseno mandar in questa terra, li volevano -tenir per memoria, volendo a tutti satisfar quello valevano. Et Piero -Duodo dovesse far inquisitione chi havea l'elmo et la spada dil Re, -che la Signoria voleva ditte cosse. El qual elmeto poi fo portato in -questa terra a dì 22 ditto; era coverto da le bande di cape d'oro -con smalti suso, de sopra coperto di schiame d'oro et de smalti, et -una corona d'oro firmata sopra con alcune zoie, <i>Etiam</i> la spada era -bellissima. Et oltra de questo, alcuni zorni da poi, per lettere di -Andrea Zancani podestà et capetanio de Ravena, se intese come era -zonto certi fanti a Ravena, erano partiti di campo et quelli portono -li sigilli fo dil Re et altro, come scriverò de sotto al loco suo, et al -tempo fonno portati a Venetia. Ma lasciamo queste cosse de campo, -et de altro scriviamo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_492">[492]</span> -</p> - -<p> -Essendo in questa terra venuto lo episcopo di Brexanon, orator -dil Re de Romani, a dimandar a la Signoria ducati 100 milia, per -venir in Italia, a imprestido, excusando el suo Re non havia potuto -venir fino hora per caxon di la dieta, et volendo risposta, fo consultado -in questo zorno. Venuto a l'audientia, li fo risposto per el Principe, -come erano certi dil bon voler havia Soa Majestà, et che al -presente, <i>Gratia Dei</i>, più non bisognava, et che 'l poteva considerar -la grandissima spesa a hora si havea, sì di l'exercito de persone -25 milia tutte pagate dil nostro, et di l'armata in mar; concludendo -non li potevano servir de denari; et che erano certi che gran -consolation prenderia Soa Majestà, inteso havia la vittoria et fuga -dil Re de Franza. La qual nuova per nostri fo expedito uno corrier -con lettere a Soa Majestà a Vormes, et <i>etiam</i> in Spagna, a Roma et -in altri luogi, offerendoli el Stado nostro. Et ditto ambassador habuto -tal risposta, scrisse al Re; et poi che stete zerca un mexe da poi in -questa terra, in Elemagna ritornò. Et è da saper che Thodeschi non -fonno molto contenti di questa vittoria; et quelli di fontego el dimostravano, -perchè harebbeno voluto el re Maximiano de Romani fusse -stato quello havesse habuto questa fama, come havia el Marchexe -de Mantoa; ma chi fusse stato ad aspettar li soi aiuti, sarebbero -stati tardi. <i>Etiam</i> fiorentini, <i>licet</i> dal Re havesseno habuto pessima -compagnia, pur, per la natura loro, non dimostravano quelli mercadanti -erano in questa terra, molta allegreza. -</p> - -<p> -Da Roma era lettere che 'l Papa rotto havesse al Re de Spagna -guerra, et Maximiliano a Franza, lui faria le censure, et pregava -nostri perseverasse a la destrution de Franzesi. <i>Tamen</i> non havea -ancora inteso la vittoria, come da poi Soa Santità l'intese primo -per via de........... -</p> - -<p> -In questo zorno di X Luio, per uno navilio venuto de Bari, se -intese, come l'armada di la Signoria nostra, ha acquistato Monopoli -per forza, terra in la Puia, olim di re Ferandino la qual si teneva -per el Re de Franza, et che era sta amazato da una bombarda Piero -Bembo Soracomito. Et poi a dì 12 ditto vene uno gripo con lettere -di 5 Luio dil capetanio zeneral, notificava el successo de quello in -Puia havia operato, riportandose a le lettere di 3 scritte, le quale -non erano ancor zonte per el contrario navegar. <i>Tamen</i> poi le zonse, -zorni 4 da poi le prime. Et è da saper che el gripo, con la licentia -dil romper, partì de qui a dì 18 Zugno et zonse a Brandigo a dì -26 ditto, <i>ergo</i> in 8 zorni vi andò et el patron moveva battaia..... -dil ditto grippo. Et zonte a mezo zorno ditte lettere di la Signoria -<span class="pagenum" id="Page_493">[493]</span> -al zeneral, et fo ordinate le scale da scalar mure et altri instrumenti -bellici, et per esser provenza freschissima non si potè muover per -quelli do zorni l'armata de Brandizo. Ma a dì 28 Zugno la sera se -partì ditta armata, galie 20, la barza capetanio Thoma Duodo, et le -do nave nominate de sopra: patroni Zanetto da Muran et Anteo -Amai. Et a dì 29 passato mezo zorno zonseno a Monopoli, restò però -da drio galie 4, le quale haveano a remurchiar le nave. Zonta ivi -la ditta armada, el capetanio Antonio Grimani mandò el copano in -terra a chieder che li cittadini deputati li venisseno a parlar, perchè -havea da comunicar certe cosse con quelli. Fatto la imbassada, li (<i>cittadini</i>) -a li liti stavano armati con balestre carge, et cridavano Franza! -Franza! Et uno domino Prudentio, era ivi capetanio per el Re de -Franza non volse niuno vi venisse, ma mandò uno so araldo. Al qual -el capetanio li disse como la Majestà dil so Re aveva rotto guerra a -li collegati di la Ill.<sup>ma</sup> Signoria, zoè al Pontefice et Duca de Milan, et -però Soa Serenissima Signoria li havia commesso dovesse romper -guerra ai so Re, sì che: Partiteve de questa terra, altramente ve -trattarò come inimici. El qual rispose: la Majestà dil so re è amico -di la Vostra Signoria, et che erano deliberati di morir per quello. -Et ritornò col copano a la terra, dove tutta la terra comenzò a cridar: -Franza! Franza! Et messe le bandiere franzese sopra la torre -dil porto, e si messeno in arme. Et el capetanio nostro, visto che -trazevano alcuni colpi de bombarda, se tirò nel porto nominato el -Paltan. Et in questo <i>interim</i> venne sera, et zonse la barza, e sorse -da largo et el resto di le galie. Et el capetanio fece congregar Hironymo -Contarini provedador di l'armada, Thoma Duodo capetanio -di le nave, et li sopracomiti in la soa galia, et consultò quello havesseno -a far. Et ciascuno ditto la sua opinion, rimaseno in questo: -si tentasse la via de demostrar de darli el guasto, con brusar li olivari -et uno campo di formento era lì proximo, per veder se si voltavano. -Et messeno in terra Stratioti et certi homeni per galia, et -corseno fino su le porte, et lì fece uno poco de scaramuza. Fo <i>etiam</i> -fatto questo, per veder che zente se ritrovava dentro, et brusò el -formento et qualche pochi de olivari, ma questo 0 valse. Et la matina -seguente, a dì 29 Zugno, fo concluso darli la battaia. Et è -da saper che in quella notte el sig. Alexandro da Santo Stefano -spazò uno messo lì in Napoli, exhortando quel populo non volesse -aspettar la battaia di l'armata di la Signoria; a cui li fo risposto, -era rebello; che volevano morir per mantenir Franza. Li mandò -<i>etiam</i> uno la mattina preditta, et volseno <i>etiam</i> amazar il messo. -<span class="pagenum" id="Page_494">[494]</span> -<i>Tandem,</i> con el nome de Dio, a hore 5 de zorno fo principiato la -battaia. Preparate <i>in primis</i> le galie imbarbotate numero 16, et -garidate da prova in sino a l'arbore, et messi tutti in arme, dato -da far colation a la zurma, fo fatto dir un laudo (cussì da marineri -chiamato) per el qual pregavano Dio ne desse vittoria. L'armiragio -Antonio di Stefani fo quello el disse, stando in pie' armato a cao, -el zeneral armato a meza galia et Marco Buza suo canzelier insieme. -Et fece el capetanio far uno comandamento, sotto pena di la forca -niun non se partisse di le sue poste, et el capetanio volse esser el -primo che investisse con la sua galia con la prova in terra. Et la -terra faceva grandissima difesa de bombarde et archibusi, et nostri -li rispondeva con bombarde et passavolanti. Et el capetanio divise -la battaia da mar in quattro parte, zoè esso capetanio con Francesco -Valier, Nicolò Corner, el Gresolo zaratin et Piero Damian, Sebenzan -vechio et andono a investir per mezo la terra verso Brandizo -da la banda dil porto. In el porto proprio fo deputato el provedador -Marin Signolo, Francesco Zen, Francesco Polani da la Canea, Francesco -Bertolazo zaratin, et Gregorio Cinalello zaratin, sopracomiti -con loro galie. Da la banda de levante, verso Brandizo, Piero Bembo, -Piero Loredan, Spalatin, Sebezan novo et Lisignano, sopracomiti. -Dal canton dil porto, verso el Pantano, fo deputate le tre galie corfiote -et l'ystriana. <i>Etiam</i> ordinò un altra azion da la banda de terra, -con li stratioti et homeni zerca 60, con scale, et una bombarda che -trazeva da la chiesia de San Francesco a le defese, azò manco forte -i fosseno da la parte de mar. Et quando la galia dil capetanio prima -se apresentò a le mure, el capetanio preditto se tirò verso l'arboro, -et quelli di la terra salutava de bombarde et freze; et perchè la galia -non se poteva con la prova acostar in terra, messeno el ponte -per andar in terra, non aspettando più la barza nè altre nave, le -qual non potevano venir avanti, se non quella de Zanetto da Muran. -Et dubitando non venisse soccorso, ordinò dismontasse la zurma, et -li galioti saltono in acqua, non però senza uccision de uno, et tre feriti -da li sassi; et cussì andono in terra. Et nostri con passavolanti -tirava a le difese, et cussì balestrieri et arzieri nostri acostate le galie -a le mura, cessò le bombarde et si comenzò a stringer la battaia -con sassi terribili, <i>adeo</i> non se tentavano nostri de metter scale -a le mura, per la gran defension faceva. Et il capetanio osò queste -parole: Ah! figlioli, io che son capo vostro, voglio esser el primo -che metta questa scala in terra a le mure! su figlioli de San Marco! -Et dette la terra a sacco, promettendo al primo montava sopra li -<span class="pagenum" id="Page_495">[495]</span> -muri ducati 100, al secondo 50, al terzo 25. Et con questa vigoria -da tutte quattro le bande fo combattuto virilmente, et fo messo la -scala a le mura. Et subito uno balestrier dil capetanio, chiamato -Todarin, saltò sopra le mura, et molti altri volseno andar drio, et -la scala si rompè, et sempre questo stete fermo difendendose al meglio -poteva. Con aiuto d'altri balestrieri di le galie conzata la scala, -secondo fo Marcheto Capelo, et andò sopra una caxa. Il terzo Mathio -Rizzo, et el quarto Zorzi Volzimonte. Et il capetanio have in man -una maneruola todesca, stava a pope; confortando tutti; et tra li -passavolanti, bombarde, soni de trombe, et cridi, l'aere era intronato, -et uno non se intendeva l'altro. Et questa battaia dal canto -dil capetanio durò una hora, et da altre parte durò una et meza. In -la qual battaia fo amazato Piero Bembo soracomito, homo de farne -gran conto, da una spingarda la qual li passò da banda in banda, -arente la tetina zanca; et a uno li era vicino toccò nel petto, -et subito questi moriteno. Ancora do Soracomiti, zoè di corfioti nominati -di sopra, fonno feriti, et morite uno. Et <i>conclusive</i> tutti li -altri Soracomiti si portono vigorosamente, <i>maxime</i> Francesco Valier, -era a lai (lato) dil capetanio et saltò in acqua con la imbrazadura -a far condur le scale a le mure; et <i>etiam</i> Nicolò Corner meritò gran -laude. Fo morti in questa battaia....., feriti 15; morti in la -terra 90, et feriti 150; fo crudelissima battaia. Hor, intrati nostri -in la terra, non cessono de combatter et usar assà crudeltà, et una -parte et l'altra si slanzavano. Partesani fo taiati a pezzi, tutti nostri -scontravano, zoè zerca 150; et in le caxe fo trovati assà morti -et feriti, femene et puti: uno di anni cinque fo ferito de uno mandreto -in la fronte; un altro de anni 7 era cazato sotto alcune doge -de boter a la piaza, et si teneva con una man stropati li ochi, et andato -ivi Francesco Brognolo cogitor dil capetanio, vedendolo tutto -sanguinoso, zercò si l'era morto, et lui sentendose tocar disse: ah -fratello, non mi amazar, ma dame un poco de aqua: costui havia -tutto el brazo sinistro mozo, fin quasi al cubito. Alcuni monasterii -fonno aperti per forza; tolti li calici, piviali et zò che trovarono; -molte donne corseno a la chiesia, et, se le haveano cossa alcuna, -fonno spogliate. Inteso questo el capetanio, do hore da poi preso, -mandò el suo armiraio et il miedego in la terra, a veder le donne non -fusseno violate. Li corpi erano de li morti per le strade con el sangue, -nudi over in camisa, el numero zerca 90, feriti 150. Le donne le -prime di la terra, spogliate, con straze intorno, con li capelli zo per -spale sparsi, et erano redute nel vescoado con molti puti. Et fo fatto -<span class="pagenum" id="Page_496">[496]</span> -comandamento che, se niuno faceva più tal crudeltà, ne movesse -alcuna cossa, li fosse taiato la testa. Era per le strade cridori, galioti -con barili et altre robe, lavacro de oglio et sangue. Et la sera -poi esso capetanio zeneral dismontò, et andò in la terra, per asegurar -le persone; et con una ronca in man cazava li galioti in galia. -Et intrato prima in chiesia, comenzò uno crido: Marco! Marco! con -pianti et batter de man, che fece lacrimar el capetanio et altri; et -licentiò le donne andasse a caxa securamente. Et per non esser pan -in la terra, el populo cridava: fame! fame! esso capetanio fece dispensar -assà miara de biscotto, et el zorno seguente stera 200 formento, -era de quel Prudentio franzese capetanio per el Re de Franza, -el qual fo fatto presone, et se voleva rescattar per ducati 4000. -Ancora el capetanio fe' comandamento, che, in pena di la forca, tutte -le cosse ecclesiastice fusseno rendute; et cussì fo fatto; et <i>etiam -</i>quelli haveano donne le dovesse restituir, et li cavalli da masenar -le olive et li boi et utilità dil populo. Et ancora poi fece vender la -roba qui in la terra a loro medemi, et el terzo manco de quello la -valeva; però che fo fatto grandissimi butini, per valor a presso de -ducati 20000 de ogli et altro; sì che li galioti si feceno richi. El -qual butino fo venduto a quelli cittadini per ducati 1300, et che valeva -ducati 4000; et <i>etiam</i> el capetanio donò vin al populo per farselo -quello benivolo; et fece exempti per anni X; i quali tutti si rallegrarono, -come dirò de sotto. In la scaramuza et la battaia è da -saper fo morto Alvise Tinto veneto, era lì mercadante, e toltoli da -galiotti ducati 130. Or li puti veniva con vino et acqua fresca porgendo -a nostri, cridando: Marco! Marco! Et al primo dil mexe la -matina da poi, honorato le exequie di Piero Bembo sopracomito, che -fo messo in deposito al Domo, di lo qual tutta l'armata si dolse di la -sua morte; poi el capetanio zeneral andò sotto la loza di la terra, et -congregati tutti li cittadini, aldito prima messa dil Spirito Santo, et -il populo cridando: Marco! Marco! fo levato el stendardo de S. Marco, -et spegazato l'arme dil Re de Franza, et a hora li fece exempti di -ogni angaria per anni X, salvo dovesseno dar una piadena de frutti -etc. Questa terra de Monopoli è bellissima, tutta murada dentro et -fora a quadri de pietra tufo; non ha castello; giardini bellissimi et -aque vive; abondante de ogli più de terra di la Puia, et di le doane -egli si traze ducati 20 milia a l'anno. Li cittadini molti erano anzuini, -et si scusavano non si habia voluto render, perchè dubitava -non ritornasse sotto caxa di Aragona: la qual cossa non vosene redir -parola; et però feceno tanta difension, oltra le bombarde et sassi, -<span class="pagenum" id="Page_497">[497]</span> -pignate de calcina, ogio bogente, pezzi de travi etc. Et la bandiera -dil Re de Franza el capetanio la tolse per tenir a eterna memoria, -et fece governador de ditta città Thomà Duodo capetanio di le nave, -fino la Signoria vi mandasse altro provedador. -</p> - -<p> -Et a dì 2 Luio quei de Pulignan, mia 8 de lì, mandò soi messi -al capetanio a renderse a San Marco, et fonno <i>benigne</i> accettati. Et -la sera venne el suo episcopo con presenti de polli et persuti, dimandando -aiuto da nostri, perchè quelli de Conversano, dove erano -reduti Franzesi in uno, li molestavano. Et per suo conforto li fo -mandati alcuni Stratioti, et Nicolò Corner soracomito per loro governador. -Et è da saper che in armada eran 45 Stratioti, et el zumo di -la battaia zonse Zorzi Malacassa con altri 45 da Traù, et a dì 4 ne -zonse altri 45 da Sibenico, li quali tutti numero 135 fonno mandati -a Pulignano, et a dì 4 ditto fonno a le man con quei de Conversano, -erano 150 cavalli lezieri franzesi et 200 pedoni, et di le persone -3000 ivi redute paesane, et feceno una scaramuza per meza hora. -Fo morti de li nemici numero 17, computà el conte de Gavina; et -de li nostri, morti 3 et feriti 5. Et si separavano Stratioti havendo -questo, e ritornò in la terra, mandando al capetanio a dimandar più -zente, perchè loro non erano bastante al gran numero de li nemici. -<i>Unde</i> el capetanio li mandò tre galie; le qual zonte, feceno grande -alegreza, et levono do stendardi de San Marco con gran solennità; -<i>etiam</i> mandò Alvise di Albori, homo valentissimo, con X compagni -nel castello, et il zorno driedo mandò altre XV page in ditto castello, -con cui XXV; et per uno al mexe li dette una paga et meza. -Ancora Mola si levò San Marco, ma la roca no. Ma a dì 5 ditto, -Franzesi la reacquistò per forza, però che nostri non li havea mandà -alcun pressidio; pur poi fo recuperata. Et a dì 3, quelli Franzesi -di Conversano scrisseno una lettera a quelli di Monopoli, confortandoli -volesseno ritornar sotto el Re suo, dicendo haver cinque squadre -di homeni d'arme et molte fantarie, et si manezava de far a -loro come fo fatto a Gaetani. Zonse a dì 3 Bocari da Sibinico con -cavalli 50 de Stratioti, et el capetanio mandò tre galie a Brandizo, -a tuor li Stratioti ivi erano; et scrisse a la Signoria come voleva -lassar 4 galie a Monopoli per custodia, et lui se voleva partir con -el resto di l'armada, et andar a Manfredonia et Molfeta et altre -terre si tenivano ancora per el Re de Franza; et che havia fatto -discargar li orzi erano su la nave de Anteo Amai, per rispetto di -cavalli di Stratioti, che de lì non se ne trovava; et come lì a Monopoli -si potrà far un molo più bello di quello de Modon, et pregava -<span class="pagenum" id="Page_498">[498]</span> -la Signoria li dovesse mandar quello era bisogno in augumento sì -di l'armada, <i>quam</i> di zente, a ciò potesse acquistar et danizar quelle -terre in la Puia, si teniva per el Re de Franza. Fo dato a esso capetanio -a Monopoli una armadura fo di re Ferando, la qual era in -le man di quel Prudentio franzese, el qual solo fo causa di la ruina -di quelli poveri cittadini. -</p> - -<p> -Ancora per lettere da Corfù, drizate a esso capetanio, et di -Constantinopoli, se intese Camallì corsaro havea preso a li Dardanelli -una caravella de Candia con 150 botte de vin, et havea amazato -homeni 18, et el sig. Turco havea comesso el sanzaco de Garipoli -lo seguitasse con tutte le fuste poteva, per prender ditto corsaro, -et cussì esso sanzaco lo seguitava. Di l'armata turchesca -nulla seguiva; pur andava fenzando de lavorar ditta armata, et ogni -giorno provava bombarde. Le lettere era di X, et 13 di Constantinopoli; -et questo basta quanto a le cosse de mar. -</p> - -<p> -Da Milan venne lettere al suo ambassador, dovesse andar in -Collegio et pregar la Signoria seguitasse l'impresa, laudando la -virtù dil nostro exercito, et che era ubligatissimo a questa Signoria, -promettendo mai ni lui ni soi discendenti partirsi da li precepti -di quella. Et anche per lettere di X Luio, di Hieronymo Lion kav. -orator nostro, se intese esso Duca haverli usato gran parole in laude -di la Signoria; el qual era amalato, nè usciva di camera, et che -havea mandato el sig. Fracasso con 100 cavalli lezieri et pedoni -alemani 200, a la volta di Tortona, per veder de devedar el passo -al Re, et Franzesi non passasseno, benchè pareva cossa difficile a -essa Duca; <i>et ita fuit</i>, come dirò di sotto, <i>imo</i> fece careze a esso -Re. El qual sig. Fracasso volse con lui 50 Stratioti, i quali non volseno -andar, per non dividerse da la compagnia; ma ben volevano -andar tutti. Et cussì Bernardo Contarini dimandò al capetanio sig. -Galeazo di San Severino, el qual mai volse se partisseno de lì, et -cussì restono in campo a Novara, pur ancora in la villa di Perna, -ni erano mossi, come voleva, esso campo per caxon di le pioze, che -havea ingrossato li passi. <i>Item</i> che quelli Franzesi de Novara steva -dentro, et che haveano habuto per spie el Duca de Orliens haversi -molto doluto di la rotta dil Re, et stava assà sospeso, et si voleva -partir et ritornar in Aste, ma li soi non lo lassaveno; <i>unde</i> nostri -stavano vigilanti, a ciò non scampasse via. Et per lettere de Bernardo -Contarini a la Signoria, di 9 ditto, se intese, come, havendo -preso mons. Alvise di Sansonagio, come ho ditto, et lo teniva con -lui nel suo alozamento, lo volse examinar, fatoli gran demostration -<span class="pagenum" id="Page_499">[499]</span> -che, si non diceva la verità, Stratioti li voleva taiar la testa; et havia -fatto venir Stratioti dentro a dimandarli, per modo che 'l tremava, -et si butò con li zenochi in terra. Or, interogato di più cosse, -rispose. Et prima dil governo dil Duca d'Orliens, che 'l stava con -grandissima reputatione; qualche volta sta serato tre zorni in caxa, -che non si lassa veder, ma l'ordinario si è de dar audientia do volte -a la settimana, et ha per suoi conseieri l'infrascripti, <i>videlicet</i>: -mons. de Roan vescovo di Ambues, mons. Zuan de Loan governador -de Orliens e governador di la terra de Novara, mons. di Corde (el -nome non lo sapeva dir), mons. de Magli zamberlan: et questi sono -quelli che hanno el Governo de ogni cossa. Dimandato che opinion -è dil Duca di lassar Novara, come l'ha fatto li altri luogi, rispose -che chi havesse vardato a la fuga dil Duca, el secondo zorno saria -andato con Dio; ma li soi conseieri l'ha fatto soprastar, e chiamato -el so consejo, nel qual entra questi cinque capetanij de zente -d'arme (a nostro modo sariano condutieri), mons. de Sara, capetanio -di le zente d'arme dil Dolfinà, mons. di Giudallum luogotenente -del marascalco de Giae, mons. Menori capetanio di le zente d'ordenanza, -mons. Jalatiel capetanio di le zente d'arme d'ordenanza -(zoè ordenanza vol dir le zente di la corte), el luogotenente di le -zente d'arme di Joam Perom, el nome nol sa; i quali, congregati -insieme, fo deliberato di non si levar per honor et beneficio dil suo -Roy, et assignata la raxon che li bastava a loro per el suo dimorar -a Novara, tenir tanto exercito a sua posta, et non habbi caxon de -adunarse insieme con el campo de Parmesana contra el suo Roy. -Dimandato zerca a vittuarie, rispose a trovarsi dentro de Novara -vittuarie per uno mexe, et non più. Dimandato s'è alcuna parcialità -tra loro, per esser zente de varii paesi, rispose che tra le zente -d'arme de Franza e quelle dil Dolfinà sono molte discordie, perchè -li Franzesi tieneno per zente vil quelli dil Dolfinà; et se quelli dil -Dolfinà havesseno el poter, cussì come non hanno, za li haveriano -taiati a pezi; ma stanno bassi per non haver possanza. Dimandato -la qualità di le zente d'arme, disse a trovarse in Novara lanze 500 -a cavalli 4 et 3 per lanza, ma la mazor parte 4; et che cadauno -homo d'arme ha do arzieri a cavallo, et che son 1000 altri arzieri -dil Re; che son arzieri 2000, et 5000 alemani a piedi, la mazor -parte balestrieri. Dimandato l'ordene dil suo pagamento, disse che -homeni d'arme, e tutto il resto, se pagano da tre mexi in tre mexi, -li homeni d'arme a raxon de scudi X al mexe, et li arzieri scudi 6, -et li pedoni scudi 3. Dimandato quanto indriedo haverle pagade, rispose -<span class="pagenum" id="Page_500">[500]</span> -che a dì 20 dil presente vorano page per 3 mexi. Dimandato -se i aspettano soccorso de Franza, o ver di Aste, rispose che l'è -vero che 'l Duca ha scritto in Aste per soccorso di 200 homeni d'arme, -et per danari per la paga di tre mexi; ma non sa certo si 'l -soccorso venirà etc. <i>Item</i> che havia fatto experientia con uno altro -preson arzier, e fatoge dar molte torture; la examination dil qual -non è stata diferente a la prima, salvo nel soccorso, el qual afferma -che per tutto el paese de Franza, el qual eran hozi 29 zorni che -mancava di Guascogna, è venuto insieme con 100 arzieri a cavallo, -come è sta fatto una cria per tutta Franza, che tutti li baroni, cavalieri -et zentilhomeni subditi al Roy, monteno a cavallo et vegnino -a soccorso dil Re. Et per le terre dove l'ha passato per venir in -Aste, havia visto far mostre di zente, le qual se mettevano in ordene. -Et ancora advisò come in quel campo duchesco, capetanio -el sig. Galeazo, questi erano li consultori: el sig. Fracasso, el sig. -Antonio Maria, el sig. Nicolò da Corezo, et el conte Hugo di San -Severino; et anche lui entrava, ma non fevano niuna cossa senza -el consejo dil Duca, et che haveano ardentissimo animo de apizarse -con li nemici, <i>licet</i> quelle zente siano mal pagate; et che erano di -tre generation, Italiani, Elemani, Albanesi o ver Greci; <i>tamen</i> tutti -erano di uno voler contra Franzesi. <i>Item</i> rechiedeva danari per la -paga di Stratioti, li quali a dì 26 Zugno l'haveano livrata, <i>licet</i> -havesse hauto 6 page. Et è da saper, che a dì 26 Marzo comenzò la -prestanza, et però pregò la Signoria li fusse mandati danari. -</p> - -<p> -A Venetia, a dì 12 Luio di Domenega fo fatto in piaza di San -Marco una solenne processione de tutti li frati, preti et batudi di -questa terra, portando cadauno qualche reliquia de Santi o vero -cosse de arzento: era bellissimi aparamenti. <i>Conclusive</i>, fo degna -processione; et fo messo a torno la piaza li panni, per schivar el -sol, sì come se suol far el zorno dil corpo di Christo. Non vi potè -esser el Prencipe, per non esser ancora molto gaiardo; era vicedoxe -Andrea Querini conseier più vechio. El Patriarca aparato, et questi -oratori: dil Pontifice, do dil Re di Romani, de Spagna, de Napoli, -de Milan et de Ferrara, con molti senatori per numero 120, vestidi -de seda et scarlato, et alcuni cavalieri vestiti d'oro, i quali qui saranno -nominati: Polo Pixani era Avogador di Comun, Polo Trivixan -era Cao dil Consejo di X, Piero Balbi, Zorzi Pixani dottor, Zorzi -Corner et Marco Dandolo dottor. Et li altri cavalieri haveano o.... -d'oro, o ver qualche altra insegna. Et fo sonado campanon per quel -zorno, ma non fo fatto fuogi la sera, nè messo lumiere per li campanieli, -<span class="pagenum" id="Page_501">[501]</span> -perchè ancora non sapevano la vittoria quanto era stata, et -non havendo fatto nel principio, ni <i>etiam</i> in questo zorno volseno -far altro. -</p> - -<h3 id="lib4-3"><i>Dil ritorno di re Ferando di Aragona in Napoli, -et fu accettato di cittadini.</i></h3> - -<p> -Domente queste cosse intervengono, di la battaia fatta per -l'exercito veneto con el Re de Franza, a dì 13 Luio zonse lettere di -Roma di 9, per le qual se intese haver di Napoli di 7, come a dì 6 -de l'instante, fo el zorno el Re de Franza ebbe la rotta, re don Ferando -de Aragona re de Napoli con galie 9 et zerca 31 caravelle de -Spagna, si apresentò a la città de Napoli, volendo ritornar nel Regno. -Ma pur molti napolitani soi nemici con Franzesi si messeno -in arme, et da li castelli ditta armada era salutata di molte bombarde, -et el populo cridava: Franza! Franza! benchè per lettere di -Lunardo di Anselmi vice consolo nostro fusseno certificati... Qualche -uno pienamente cridava: Marco! Marco! dimostrando sarebbeno -stati contenti dil dominio veneto, e non star sotto Franzesi nè ritornar -sotto caxa di Aragona. Et per quel zorno ditta armada se -tirò alquanto lontana, a ciò le artilarie non li offendesse; et poi -el zorno seguente, fo a dì 7, esso Re dismontò a le Madalene, et con -molti cittadini li era venuto contra, intrò in Napoli per la porta de -Formelo vicina a Castel de Capuana. Et come si apresentò a la terra, -el populo armato cridò: Ferro! Ferro! <i>Videlicet</i>: Viva Ferando! -Et cussì col nome di Christo andò Sua Majestà ad alozar in Castel -de Capuana, el qual era senza guardo et non custodito da Franzesi. -Adoncha, <i>pacifice</i>, col favor dil populo et cittadini, benchè li fusse -contrarii, Ferandino è intrato in Napoli. Et el populo con li soi -messeno a sacco la caxa dil Prencipe de Salerno et dil Prencipe de -Bisignano et dil conte de Conza, erano stati soi rebelli. Ma mons. -de Mompensier vicerè franzese erano tirati col Prencipe de Salerno -et altri Franzesi in Castel nuovo, fornito di munitione et artilarie; -et cussì in Castel dil Uovo, torre San Vincenzo, Pizza Falcon -et uno Monasterio di Santa Crose, a modo di forteza et Castel Santo -Elmo erano Franzesi a custodia, sguizari et altre generatione. Et -questi castelli si teneno per el Re de Franza. Et el consolo nostro, -intrato che fu el Re dentro, andò subito a la soa presentia, alegrandose -da parte di la Signoria nostra dil suo felice ingresso; el qual -Re li usò dolcissime parole, digando che 'l conosceva esser ritornato -<span class="pagenum" id="Page_502">[502]</span> -in Napoli per le operationi di essa illustrissima Signoria, a la qual -in perpetuo voleva esser ubidientissimo fiul. <i>Item</i> che mandò tre -galie per don Fedrigo prencipe de Altemura suo barba era in la -Calavria, el qual pur da mons. di Obignì vicerè havea habuto qualche -danno, et li havia el Re mandato a dir venisse a Napoli. Et a -ciò che el tutto se intenda, vi sarà scritto una lettera, scritta al -Duca de Milano da Roma per suo fratello mons. Ascanio cardinal. -Narra ad plenum questa intrata. -</p> - -<h3 id="lib4-4"><i>Exemplum litterarum Rev.<sup>mi</sup> D. Vice cancellarij S. R. E. Cardinalis -Ascanii ad Illustrissimum Dominum Ducem Mediolani.</i></h3> - -<p> -Illustrissimo Principe et Exc.<sup>mo</sup> D. <i>frater et pater honorandissimus</i>. -In questa hora, che sono circa 24, ho hauto aviso di Capua -de lettere delo incluso exemplo. L'homo è venuto con esse lettere -è fameio di missier Jacomo, quale li scrive et riferisce lunidì a dì 6 -era in Napoli, mandato dal patrone, che l'armata dil re Ferandino, -quale era gionto a Yschia il dì avanti, se mosse a li 6, et venne -verso Napoli, et fece scala a la Maddalena, dove concorse molto -numero di cittadini napolitani, et deliberorono che la notte seguente -più segretamente potesse, bona parte di la zente, qual la Majestà -Soa havea conduta con sè, et cussì stete. El dì seguente, che fo -Marti a dì 7, a hore 13, tutta la città comenzò a cridare: Ferro! -Ferro! Et la Majestà Soa, acompagnata da uno gran numero di -cittadini napolitani, intrò ne la città per la porta di Formelo a lato -dil Castello de Capuana, quale era stata abandonata; et cavalcava -Soa Majestà uno cavallo liardo grosso, con el stendardo a fiame, et -tutti li segi erano alzate le bandiere de la Majestà Soa. La quale fo -accettata con universal et incredibil letitia, accorrendo tutto el populo -a basarli li piedi. Parte de Franzesi, quali si trovono in Napoli, -a li primi cridi dil populo erano malmenati, parte si salvavano in -diverse caxe, ma la mazor parte era fuzita et salvati in Castel -Nuovo. Et in quella hora lo homo à portata la presente me dice -che partì et venne con celerità a Capua per anonziar al patrone el -successo di Napoli, e passando per Aversa dice che la ditta città -medesimamente havea la sera avanti levate le bandiere dil serenissimo -re Ferandino, et gionto a Capua, dove la sera avanti erano -sta mandati 300 fanti de la Majestà Soa, trovò el medesimo; et dice -che 'l populo havea preso il locotenente de Capua per havere la -rocca, quale hebbe in mano soa, referisce anche come la rocca del -<span class="pagenum" id="Page_503">[503]</span> -Monte de Ragone, la quale teneva li Caraffeschi, havea alzato le -bandiere di la preditta Majestà. Significa anche come trovandose -in Napoli el Principe de Salerno, et volendo fuzire in Castel Nuovo, -el populo el confortò a stare et lo assegurò; et nondimeno parve -non volesse assegurarse. Referisce anche come Castel Nuovo, da -poi la intrata dil Re, non trahe più come l'havea fatto prima; et -anche la Majestà Soa havea mandato a dire a mons. de Mompensier -che trahendo la Majestà Soa retraria in le bombarde li corpi de li -Franzesi et <i>maxime</i> mons. di la Spara suo parente, el quale havea -con la Majestà Soa. Aviserò con ogni diligentia el successo. Questi -principii ò inviato, volendo con la celerità di la tascha pagata.... -L'armata dil Re, per quello se intende, è di 80 vele et di 6 in 8 -milia persone. La narratione che Franzesi haveano fatto, di haver -data la rotta in Calavria al prefato Serenissimo Re, è stata falsissima, -et niente. A la Excellentia Vostra me racomando. <i>Rome, die</i> -9 <i>Julii</i> 1495. -</p> - -<h3 id="lib4-5"><i>Exemplum litterarum D. Jacobi de Capua ad Ill.<sup>um</sup> et -Rev.<sup>um</sup> Dominum Vicecancellarium.</i></h3> - -<p> -Alla gratia bona de Vostra Ill.<sup>ma</sup> S. me ricomando. Aviso -quello ch'è in questa hora 17. Questa città de Capua ha alzate le -bandiere di la Majestà dil sig. re don Ferando el quale con grande -alegrezza...... et saria impossibile a scriver con quanta alegrezza -tutto è fatto per questa università, m'è parso dar aviso a Vostra -Illustrissima Signoria, tenendomi certo che la ne piglierà piacere, -per lo amore grande che quella porta a ditta Majestà dil Re suo -nepote. Et ancora il simele ha fatto Napoli et Aversa. Baso le man -a Vostra Illustrissima Signoria, et in bona gratia di quella de continuo -mi racomando. <i>In Capua,</i> 7 <i>de Luio</i> 1495. -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -Et zonto che fo questa nuova a Venetia, Zuan Battista Spinello -dottor et cavalier, orator di esso re Ferandino, andò con -grande alegrezza in Collegio, et la sera havia sul campo di San -Polo fatto far grandissimi fuogi in segno di leticia, però che la -notte lui have lettere di questo. Et cussì questa mattina, a dì 13 -Luio, si congratulò con el Principe era andato in Collegio quella -mattina, et con la Serenissima Signoria, di esser tornato el suo Re -in caxa soa, pregando fusse ajutato; et <i>etiam</i> esso orator et quello -di Spagna domandò fusse fatto sonar campanon in segno di gaudio -<span class="pagenum" id="Page_504">[504]</span> -per la terra. Et cussì per la Signoria fu ordinato che per quel zorno -tutte le contrade et a San Marco sonasseno campane, ma non fo -fatto lumiere ni fuogi. <i>Et quam primum</i> fo udito ste campane sonar, -tutta la terra credeva nostri, seguiva el Re de Franza, havesse habuto -qualche vittoria, ma poi inteseno la verità, et la cagione perchè -si sonava. <i>Unde</i> molti si dolseno che per tanta nostra vittoria -non se havesse fatto dimostratione alcuna de alegrezza, altro che -la processione fo fatta. Et da poi disnar, chiamato el Consejo de -Pregadi, consultono quello havesse a far, et si dovesse seguir l'impresa -di Puia, et fu decreto et scritto al capetanio zeneral dovesse -seguitar in acquistar terre teniva el Re de Franza nostro nemico, -ma che vardasse di haverle <i>pacifice</i>, et far ogni acordo prima che -darli battaia, a ciò non segui la morte de nostri, et la crudeltà -seguì a Monopoli; benchè nostri judicava fino quell'hora esso capetanio -havesse acquistato altro, ma nulla fece, come dirò di sotto. Et -ancora li fo mandato ducati 3000, et do gripi cargi de munitione -et artilarie tolte da l'arsenal nostro. -</p> - -<p> -In questo tempo a Cesena, terra di la Chiesia, seguite alcune -novità, come per lettere di Andrea Zanchani podestà et capetanio -di Ravena se intese: zoè a dì 12 Luio di Domenega, celebrandose -uno solenne vespero ne la chiesia di San Francesco, ne la qual se -ritrovava molta zente, venne Achylle Tiberti con 13 compagni con -certi pugnali et spade sotto li mantelli, et andorono 4 volte su e zo -per ditta chiesia, et quando li frati comenzono a cantar questo salmo: -<i>Laudate pueri Dominum</i>, messeno man a ditte arme, tutti a -uno tratto et comenzono a menar le mano in tal forma, che <i>immediate</i> -in ditta chiesia subito fonno morti 7 et certi altri si messeno -in fuga, et li preditti seguitandoli, per modo che ne morì zerca 25, -li quali saranno notadi qui da st'altro ladi, et questi fo de li Martinelli -et altri, loro parte contraria; et sachizò et spianò le caxe, -gridando: Giesia et Libertà! Et poi andorono a la rocca, et feceno -intender al castelano non tragesse per la terra, perchè loro la tenivano -per Santa Chiesia, ma che haveano estirpati li traditori; et si -fortificano in la murata. Et el Luni seguente da matina haveano -ordinato di far li Martinelli assà più male, zoè che si dovevano -adunar in piaza le zente dil Duca de Gandia et, adunate, seriano -corso el volgo per vederle, et li soldati, qualli erano deputati, doveano -cinque o sei per parte pigliare le boche di la piaza, et certi -altri qualli erano ascosi in caxa di li Martinelli, et doveano a uno -segno de spingarda correr al palazo di li Signori, et quello pigliar et -<span class="pagenum" id="Page_505">[505]</span> -amazarli; et il simel dovevano far quelli di la piaza, et poi andar -per la terra amazando quanti ne trovavano de li soi nemici Tiberti. -Ma prima, a loro Martinelli el zorno avanti intervene che fonno -amazati, sì che credendo amazar, loro furon li morti. Ma per questo -successe la Domenega, non seguite altro se non la morte di questi -25 di Martinelli. Et da poi in Cesena feceno uno zeneral consejo, et -volseno che ogni sorte di zente, et di contado et di la cittade, intervenisse, -et proposeno, come era di novo designato dal Pontifice -loro governadore el Vescovo di Arles, per el qual segue tutti questi -inconvenienti, come dirò di sotto; et cussì volseno cadauno dicesse -la sua opinione. <i>Tandem</i> fo concluso, <i>nemine discrepante</i>, di non lo -voler acceptar; et cussì feceno intender a do soi, che esso Episcopo -havea mandato a la comunità per intender etc. Poi formono una -suplication al Pontifice, <i>de communi omnium consensu</i>, suplicando -vogli mandarli uno altro governador, perchè niuno non vogliono -aceptar el vescovo di Arles; el qual, come fo divulgato, voleva -intrar per forza, con lo ajuto dil sig. di Pesaro, et che havia fatto -comandamento per tutto el vicariato de Fano vengi zente; et el -castellano di Cesena era suo parente. Quello seguirà l'intenderete -da poi. Ma per saper la causa de questi homicidii et novità de Tiberti -et Martinelli, la qual inimicitia prese origine zerca anni 7, -però che essendo in Cesena governador el Vescovo di Rimano, contraxe -parentella con questi Martinelli, et <i>successive</i> comenzò a favorirli -et honorarli più che non faceva di Tyberti; per la qual cosa -l'odio, stato za molti anni tra queste parte, et era quasi extinto et -viveveno <i>pacifice</i>, comenzò a rinovarsi, et Martinelli vedendo haver -parentado con el governador et esser exaltati, <i>etiam</i> suscitò novi -odij con li Tyberti, <i>unde</i>, partito ditto governador di Cesena et -<i>functo officio</i>, fo spegazate le sue arme per Cesena, et prohibiteno -non se portasse calze a la sua divisa, et altre inzurie feceno questi -Tyberti per dispetto di la parte contraria. Da poi sucesse uno governador -el qual fu neutrale et si faceva temere; <i>demun</i> successe -questo ultimo governador Vescovo di Arles, el qual fo partesano -sviscerato de Martinelli et persecutore acerrimo di Tyberti; et nel -tempo suo sempre exaltono li Martinelli, et Tyberti scaciati et messi -in exilij per rebelli. Et essendo pur ditto Arles governador, fo remesso -a contemplation dil Re di Franza uno altro per governador -pur per la Chiesia, zenoese di caxa de Fieschi, et come zeneral -comissario dil Re stette alcuni zorni. In questo mezo, conclusa la -liga, el Papa remesse costui dil governo, et fino questo zorno Cesena -<span class="pagenum" id="Page_506">[506]</span> -stete senza governador. Or parse al Pontifice de nuovo designar -questo Episcopo de Arles, fautore de Martinelli; et pretendendo lui -de vegnir al suo governo designato, questi Tyberti, cognoscendo a -loro inimicissimo, per questo feceno ste novità seguite, de amazar -li Martinelli e soi principali seguazi, a ciò non havesseno più contrasto, -et li nomi de quelli fonno amazati quivi è notadi, zoè: Malatesta -Martinello et sachizata la sua caxa, Ruberto Martinello -sachizata et spianata la caxa, Francesco Martinello, D. Matheo et -Francesco dottori fradelli, fiuli del dicto Gasparo Martinello con 3 -soi famegli, Maestro Piero orefice, parente del Vescovo di Rimano, -D. Bartholomio Benintendi dottor, Orlando Benintendi suo fradello, -et sachizata la caxa, Jacomo Zamarino, capo di squadra dil duca de -Gandia, et sachizata et spianata la caxa, Francesco Lanzeto, Alberto -de Thomio banchier con un fameglio, Baldissera so fiul, Marco -cameriere, Jacomo da Montiano, parente di Martinelli, Don Matiolo, -alievo di caxa di Martinelli, Anibal di Lapi, Francesco Paxolino, -Gaudiano da Montiano e Basso suo fradello, Jacomazo da Cremona, -Zuan Francesco di Martinelli, Bernardino da Modiana. Item reteneno -13 altri seguazi de Martinelli. Et è fuzito Paulo di Ettor, -sachizato la caxa, Anselmo di Dandini, Thomaso Martinello et Baldissera -da Palazo. -</p> - -<h3 id="lib4-6"><i>Seguito dil Re de Franza.</i></h3> - -<p> -In questo mezo el Re de Franza seguiva el suo camino. Et stato -a Borgo San Donnin, andò di longo a Firenzuola, poi passò Pontemuro -et alozò di fuora di Piasenza, poi a Castel San Zuane, et passò -vicin a le mure di Tortona, et andò in Aste senza danno alcuno, -come dirò di sotto tutto el suo successo. Et tuttavia l'exercito nostro -lo seguitava. Et come per lettere di XI se intese de li Provedadori, -date a hore 9 in Piasenza, che ditte nostre zente in do zorni -haviano fatto mia 43 perseguitando essi Franzesi, et che il campo -andava come havesse a far fatto d'arme, et in ogni loco li era portate -vittuarie. Et per saper quella strada, dal Taro a Borgo San -Donnin è mia 6, da Borgo San Donnin a Firenzuola mia 8, da Firenzuola -a Pontemuro mia 5, et de lì a Piasenza mia 13. Et che -continuamente nostri trovava qualche Franzese morto per strada et -altre cose de cariazi; et che li villani li haveano ditto che li devano -vittuarie et tutte le pagaveno; et che in camino morite uno de soi -baroni, el qual veniva portato driedo cussì morto, et altri feriti erano -<span class="pagenum" id="Page_507">[507]</span> -portati su le sbarre. Et questo non voglio restar de scriver, che -per le hosterie in questa fuga Franzesi andava scrivando con carbon: -Havem più perdù che guadagnà, et la fin farà li conti. -</p> - -<p> -Et a dì 14 Luio venne lettere in questa terra di 12, a hore 13, -di campo, date in castel San Zuane, mia 24 di là de Firenzuola, -come l'exercito Franzese andava con veloce camino, et intendevano -esser lontano dal nostro campo mia 22, et che za si poteva dir esser -in loco securo; <i>tamen</i> nostri frequentavano di andarli driedo, et che -lo Conte di Caiazo lo havia zonto, et per bona via erano certificati -andava parlando con quelli Signori per strata, et che quando andò -driedo, andò più presto per confortar quei populi di Piasenza et -Piasentina che per offender Franzesi, perchè <i>etiam</i> non harebbe -potuto farli nulla; et che Franzesi haviano vittuarie di ogni banda, -et che sì da la banda di sora havesseno voluto Milanesi far el so -dover, zoè di taiar strade presto con guastadori, et altre provisione -in ostarli, non passeno si presto, nostri li harebbono azonto, et che -il sig. Fracasso con li cavalli lezieri et elemani erano in Tortona, -et che intendevano el Vescovo di Tortona havia reduti molti paesani -per mandarli a certi passi; <i>tamen</i> li mandò più presto per deffension -dil Tortonese che per offender Franzesi; et che i nemici facevano -il camin da corieri, non fazando dispiacer ad alcuno, e andavano -a la soa via. -</p> - -<p> -In questo <i>interim</i>, ritornando el Re in Aste, vedendo non haver -più el conte de Petigliano, et che il sig. gentil Virgilio Orsini -andava con lui di malavoia, <i>unde</i> li dette licentia et cussì ditto signor -con zerca... cavalli andò in un castello dil Duca de Milan. Et -inteso questo per la Signoria, fo scritto a li Provedadori di campo -dovesseno mandar per lui, et farlo venir in campo, et far inquisitione -diligente di la condition dil Re et de Franzesi, et cussì ancora -dal Conte di Petigliano, el qual havia habuto ducati 1000 in dono -et cavalcava con l'exercito, operandose in ogni cossa come havesse -habuto nostro soldo, qual l'have dapoi, come scriverò più avanti. -Et per lettere di campo poi se intese, date a Vogara a dì 13 Luio, -che ditto campo franzese era reduto in loco securo di là di Tortona -mia cinque, et prendeva el camino per Piamonte, per lettere di la -Marchexana di Monferà, et che più non speravano di zonzerlo. <i>Item</i> -che, passando el Re di fuora via di Tortona, mandò uno araldo al -sig. Fracasso di San Severino, era lì in Tortona, li mandasse vittuarie -et renfrescamenti, et che Fracasso li andò a parlar, et li fece -portar vittuarie et quello rechieseno, et che li havia ditto a Soa -<span class="pagenum" id="Page_508">[508]</span> -Majestà la caxon di questa guerra; et che lui era col Duca di Orliens, -li tenisse la soa terra di Novara, et che 'l Re li rispose voleva -esser bon amico di esso Duca, benchè fusse seguito quello era seguito, -et havesse fatto liga, et che di le cosse di Novara lui voleva -esser zudexe di le differentie tra il Duca di Orliens et esso Duca de -Milan, che ditto Fracasso rispose: Sacra Majestà, bisogna li sia reso -una volta Novara et Pontremolo li e sta brusato. Et el Re disse: Di -Novara spero conzerò tutto, et li donò uno cavallo. Poi seguite el -suo camino verso Aste. Queste parole Fracasso scrisse a Milan seguite, -ma la verità <i>Deus novit</i>. Sì che in 7 zorni el Re de Franza -fece 80 mia, et cussì si redusse in loco securo. Ma voglio pur scriver -come a dì 15 Luio da matina, uno savogim mercadante, venuto in -questa terra, disse a la Signoria come per camino si havea scontrà -nel campo dil Re, dove si mormorava di Soa Majestà, et che molti -credevano fusse morto in battaia; et nostri pur stevano con qualche -sospetto; ma zonto poi la nova che 'l sig. Fracasso li havia -parlato, tutti fonno chiari esso Re esser vivo, <i>licet</i> nel principio -quelli havea inzegno et pratica di le cosse sempre cussì judicò, et -io sempre fui de opinione el Re fusse vivo come era. -</p> - -<h3 id="lib4-7"><i>Cosse seguite nel Campo di Novara.</i></h3> - -<p> -Nel campo di Novara in questo mezo a dì 11 Luio la mattina -per tempo si levò di la villa di Perna dove era alozato, et venne ad -alozar mia do de qua de Novara in una villa chiamata Minona verso -Verzei, dove arivono a hore 23; et questo per haver convenuto far -una volta longa, per causa di le strade era rotte per le gran pioze -erano state. Et in ditto loco el campo se puose, et tolse la via di le -vittuarie venivano di Aste et Verzei. Adoncha comenzono a sediar -Novara, la qual è terra situada in campagna, distante da la montagna -mia X, ha quattro bellissime strade: la prima va verso Milan, -passa el fiume Tesino; l'altra va verso Vegevane; la terza va verso -Aste, convien passar Po a Verzei terra dil Duca de Savoia; la quarta -verso il monte, dove si va a la volta di Elemagna; et ditta terra è -circondata di campagne bellissime et acque in abondantia; et questo -basti, per haver di questa assà scritto di sopra. Et a dì 13 da poi -una Bernardo Contarini montò a cavallo con 70 Stratioti, andando -a piacer verso Franzesi, et trovono 6 cavalli di loro, et quelli prese; -et come scrisse in questa terra, li cavalli et panni non valeva 4 -ducati per uno; <i>unde</i> fonno spogliati, tolti li cavalli, e lassati andar. -<span class="pagenum" id="Page_509">[509]</span> -Et a dì 15 cavalcò esso Provedador con 300 cavalli de Stratioti, et -la mazor parte andono fino ne li borgi di la terra, e snudò certe -case, tolto li letti, et niuno Franzese venne fuora a la difesa. Et in -questo zorno a hore 16 ivi arivò 14 Stratioti, et quelli sotto Piero -Duodo, i quali non sapevano dove si andasse, et stete con li altri. -Et è da saper che el nostro campo che seguiva el Re, visto non -poter far nulla, a compiacenza dil Duca de Milan passò Po et venne -a conzonzersi con questi a l'impresa preditta, come scriverò il tutto -al luoco suo. Et adoncha, aproximatosi ditto campo mia 14, però -che a dì... Luio zonze, a dì 16 ditto da mattina venne el conte de -Petigliano avanti nel campo duchesco, et insieme con el sig. Galeazo, -capetanio Bernardo Contarini, et altri conduttieri andono a -veder uno alozamento distante mia uno, dove era el campo preditto -duchesco, et questo per alozar el nostro exercito, era atraverso le -montagne sopra la strada andava a Novara comodo assà de acque, -pradi et strami; et visto diligentemente esso Conte ogni cossa, -tornono a disnar; et poi le scolte fece intender come i nemici erano -ussiti fuora, 100 homeni d'arme, 600 arzieri a cavallo et 200 elemani -a piedi. <i>Unde</i> el capetanio sig. Galeazo subito mandò tanta -zente contra de ditti inimici, et ancora Bernardo Contarini armato -montò a cavallo con tutti li Stratioti, et fece 3 squadre di Stratioti, -in modo di una ala, et fece tutti zurasse voler morir per honor di la -Signoria, lui era ne le squadre di mezo; ed andavano cridando: -Marco! Marco! San Zorzi! San Zorzi! Et esso Provedador vedendo -li nemici in ordine de battaia, non obstante questo fo el capetanio, -comenzò a dimostrar de investir: et cussì tutte tre le squadre de -Stratioti deteno dentro in uno istante, et nemici si messeno in -fuga; li pedoni se tirò a le sbarre per esser vicini al borgo, fo discavalcati -26 homeni d'arme, morti de questi 10, et 12 fonno recuperati -per li loro pedoni, ma ben morti li cavalli, et fo fatto presoni -4, <i>tamen</i> feriti a morte, et di pedoni et arzieri molti ne fonno feriti. -Et questa vittoria fo senza aiuto de zente d'arme nè de cavalli -lezieri nè balestrieri, però che <i>nunquam</i> niun homo d'arme fin qui -a Novara havia visto Franzese per la ciera in campagna, se non li -presoni erano menati in campo. Adoncha tutto l'honor era de Stratioti, -i quali venivano adorati in ditto campo. Et in ditto campo et -in questa baruffa fo ferito do Stratioti et uno cavallo; et per questo -Bernardo Contarini comenzò a venir, <i>et merito</i>, in gran fama <i>apud -Venetos</i>, et la Signoria li scriveva lettere laudandolo summamente. -Et a ciò il tutto se intenda, qui sotto sarà scritto uno summario di -<span class="pagenum" id="Page_510">[510]</span> -quello fece Stratioti lì in campo, dal tempo zonseno fino che venne -il nostro exercito lì a Novara, et prima. -</p> - -<h3 id="lib4-8"><i>Summario de Franzesi presi da Stratioti nel campo -di Novara in questi tempi.</i></h3> - -<p> -A dì 24 Zugno si andò col campo a Vegevene, per uno Stratioto -fo preso do homeni d'arme con i so cavalli et arme. -</p> - -<p> -A dì 25 ditto a Vegevene, morti 9, presi 9, feriti 26 Franzesi, -tra arzieri et homeni d'arme; cavalli, tra morti et feriti, 12. -</p> - -<p> -A dì 2 Luio in Perna morti 12 Franzesi, portà 3 teste su le -lanze in campo. -</p> - -<p> -A dì 4 ditto, presi 12 villani di Novara, 8 Sacomani con i loro -cavalli et muli. -</p> - -<p> -A dì 7 ditto, cavalli 12, presi 6,..... cavalli et amazono 9 -arcieri. -</p> - -<p> -A dì.... ditto la sera, presi a la scaramuza 4 homeni d'arme, -tra i qual mons. Loys di Sansonaia, morti 25, di quali li nemici ne -fece sepelir 15; el resto fece sepelir nostri; <i>item</i> cavalli 31, pedoni -15, et un altro homo d'arme, el qual tolseno li Elemani, oltra cavalli -assaissimi morti. -</p> - -<p> -A dì 16 ditto in Megnone fo discavalcati homeni d'arme 26, -de li qual X morti et 4 presoni con ferite; cavalli 12 morti, et fra -arzieri et pedoni morti e feriti assaissimi. -</p> - -<p> -A dì 17 Luio da matina, per lettere di 13 di Zenoa dil Secretario -nostro, se intese come l'armada franzese de legni n. 12, tra -galie et galioni et barze, era stata presa; sopra la qual havea trovato -oltra li butini, che fonno assà, boche 300 di artilarie, 400 -botte di polvere, le porte enee di Castelnuovo di Napoli, le qual -costono ducati 20 milia, <i>ut dicitur</i>; <i>etiam</i> 200 donne, tra donzelle -et altre giovane, <i>licet</i> da franzesi fusseno state assà tastate: le -qual fo quelle tolseno a Gaeta, come ho scritto di sopra; et ancora -20 moniche, le qual essi Franzesi menava in Franza, et il -modo le preseno, sì come per do lettere mandate al Duca de Milan, -le qual saranno qui sotto scritte, se intenderà. Et essendo andato -a ditta impresa Zuan Adorno capetanio di le fantarie fratello -dil Governador, et Zuan Alvise Dal Fiesco fratello di Domino -Obieto, <i>tamen</i> teniva col Duca de Milan, con molta zente verso Rapallo -a dì 13 ditto a hora di terza l'armata zenoese assaltò ditta -franzese et quella prese con tutti li homeni, che non potè fugir -<span class="pagenum" id="Page_511">[511]</span> -niuno. Et fo preso il capetanio mons. de Miolans, el qual era amalato; -et esso medemo disse a Baptista Spinola, che fo quello lo -prese, come dil suo proprio era su ditte Galie per ducati 10 milia, -sì che zenoesi vadagnò per questa impresa più de ducati 100 milia, -oltra li legni et le artilarie; et cussì ditta armada fo menata in -Zenoa con grandissima consolatione. Et uno di quelli fantacini -prese mons. Peron de Basser assà nominato di sopra, et quasi la -prima causa di far venir el Re de Franza in Italia, et con inzegno -si seppe liberar, perchè non era conosuto, et li dete ducati 125 a -quello lo havia presone, et fo lassato; el qual andò a trovar li altri, -zoè mons. di Bressa et il Cardinal San Piero in Vincula et -quello di Zenoa, i quali si ritrovavano a Besegna su quella Riviera. -Et Zenoesi con questa vigoria volevano mandar zente contra de -questi. Ma Filippo mons. di Bressa preditto have comandamento -dil Re dovesse venir con tutte le zente in Aste da Soa Majestà, <i>unde</i> -subito si miseno in camino con li ditti do Cardinali, et venivano -per certe vie per scontrar el Re, da poi inteseno el successo de -Fornovo. Ma el Marchexe de Mantoa et Provvedadori nostri di -campo, intendendo el venir de queste zente, mandò Piero Duodo -provedador con li Stratioti zercha 200 et Cozanderle Todesco con -500 Elemani per obviarli la via, et si quelli fusseno venuti sarebbeno -stati presi; ma loro, inteso questo contrasto, feceno un'altra -via assà arida et cativa per alcuni monti, et <i>tandem</i> non senza pericolo -zonseno in Aste, dove era zonto el Re, et San Piero in Vincula -fo sempre al so consejo, ma quelli nostri fanti andono in Alexandria -di la Paia per custodia di quella città. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Questa è una oratione devotissima scritta in franzese sul officiolo -del re de Franza Carlo ottavo, la qual dicono fo di re Carlo -Magno, transcripta et traduta in italian ydioma</i>, ut infra, ad -literam<a class="tag" id="tag139" href="#note139">[139]</a>. -</p> -</div> - -<h3 id="lib4-9"><i>Come l'exercito di la Signoria andò poi a campo a Novara in aiuto -dil Duca de Milan.</i></h3> - -<p> -Essendo apropinquato l'exercito di la Signoria a Vegevene, -per andar ad acamparsi a Novara, a dì 17 Luio, Piero Duodo provedador -con li Stratioti volse prima venir a conzonzerse con li altri -<span class="pagenum" id="Page_512">[512]</span> -era sotto Bernardo Contarini, et li andò contra esso ditto Bernardo -Contarini, usandoli savie et acomodate parole, volendolo ricever -come suo cavo (<i>capo</i>), perchè quello fo electo per el consejo di Pregadi. -Et zonto Piero Duodo scrisse a la Signoria, come per non -metter division fra Stratioti era con lui con questi altri, non stava -ben dui capi ivi; et zonse ditta lettera a dì 20 ditto. Et considerando -el Principe con li padri de Collegio come <i>optime</i> se portava -el Contarini, et senza alcun salario, prima li scrisse una lettera -laudandolo summamente, exortando el perseverar di ben in meglio, -et fo decreto che lui con li 50 Stratioti dovesse star separati di -quelli era con el soprascritto Piero Duodo provedador, et fo mandato -danari per dar paga a li Stratioti, et <i>etiam</i> a lui per farse le -spexe, trombeta et stendardo, fo dato licentia potesse operar, <i>licet</i> -ancora non havia titolo di Provedador, ma <i>solum</i> Governador o vero -diretor de ditti Stratioti. <i>Conclusive</i>, le sue opere fo dimostrate -esser accette a la Signoria. Et poi il campo preditto nostro, a dì -19 ditto, zonse a Castel Chiasuol mia uno et mezo di Novara et -zerca uno dil campo duchesco, li venne contra el sig. Galeazzo -capetanio zeneral dil Duca de Milan con tutto el so campo; et con -gran vigoria nostri se alozono. El qual castello, è da saper, la notte -avanti fo preso a patti, salvo l'haver et le persone; nel qual erano -franzesi 30, dei qual molti fonno feriti. Et questi intendendo venia -l'exercito di Venitiani, se volseno render; et fo trovato era assà -biave et più de fuora in alcune caxe, le qual franzesi, intendendo -ivi andava el campo duchesco, le brusono con le caxe, zudegando -poterse loro tenir nel castello. Ma come li fo trato 4 passavolanti, -subito se reseno al sig. Galeazzo capetanio con li so Elemani; pur -fo trovato fermenti et vin poco et altre robe; le qual volendole -partir tra Elemani et fanti ducheschi, tra loro veneno a remor, et -ne fo morti alcuni. Et sopra venuto el nostro exercito, fo sedato el -tutto. Et, subito zonto, scrisse li Provedadori in questa terra, come -lì in campo era do openion. Una dil sig. Governador et altri condutieri -fo de andarse alozar ne li borgi, et per assedio veder de -rehaver Novara, facendo el tutto non vi entrasse vittoarie nè soccorso, -<i>unde</i> convegnisse prender partito; et cussì voleva custodir -tutti li passi. Quella dil Conte de Caiazo et ducheschi era di piantarli -le bombarde per forza, non si volendo render, con battaia -veder di haverla; et questa sarebbe stata la miglior via et manco -spesa. Item che era venuto uno trombeta di Aste in campo, da -parte di mons. di Arzenton che fo qui ambassador, dimandando -<span class="pagenum" id="Page_513">[513]</span> -salvo condutto de poter venir con 40 cavalli in campo a veder di -conzar le cosse, et che loro Provedadori non l'haveano voluto far, -benchè el Governador dimostrasse fosse ben fatto a farlo, per intender -el voler suo. Et zonte quelle lettere a dì 22 da matina in -questa terra, et el corier de le poste disse <i>publice</i> el nostro campo -esser sta rotto et messo di mezo; <i>unde</i>, parse molto di novo a quelli -l'uditeno, et stavano assà sospesi et di malavoia, non sapendo la -verità. Et poi, lette le lettere, et visto la cossa come era, de baruffa -de Elemani solamente, fo ordinato subito ditto corrier fusse -retenuto a ciò havesse nunciatura di tal nuova. Et per li cai dil -Consejo di X (era questo mese Marin Contarini, Francesco Mocenigo -et Polo Trivizan kav. da la Dreza) li fo dato cinque strapà -de corda, per voler intender dove havia inteso questo; et poi fo lassato -con admonitione più non dovesse dir quello non sapeva, ma -portasse <i>solum</i> le lettere. Et da poi disnar fo chiamato Pregadi, et -scritto in campo che per niente fusse dato audientia a esso Arzenton, -<i>maxime</i> havendo visto quello sempre ha operato, sì in la giara -dil Taro, <i>quam</i> quando era qui orator; et che dovesseno piantar -le bombarde, et al tutto veder de acelerar l'impresa et rehaver la -terra, tuttavia havendo a mente et caro la vita di soldati nostri, la -qual la Signoria molto amava. Et el zorno seguente venne lettere -di 21 de Milan, come il campo havia cinto di ogni parte l'assedio -a Novara, et non havia lassato aperta se non la via di monti; et -questo fece a ciò venisse Franzesi per darli soccorso, li qual da -nostri sarebbe stati presi, perchè non potevano venir senza esser -visti da nostri; et che 'l Duca voleva mandar bombarde in campo; -et che la Domenega venendo el Luni de notte, fo di 19, in Novara -era sta visto gran fuogi, judicavano dimandasse soccorso; et -che pur volendo mons. di Arzenton, zoè il suo messo, risposta da -li Provedadori dil salvo condutto, <i>etiam</i> da ditti Provedadori questo -istesso se intese; li quali, non havendo ancora habuto el decreto -di la Signoria, ma tolseno rispetto uno zorno. Et poi a dì 20 la -sera, consultato con el Governador, li detteno ditto salvo condutto, -et che si ben per loro non l'havesseno fatto, el capetanio dil campo -duchescho za lo havia fatto. Quello di lui seguite, et si venne o -non venne, sarà scritto di sotto. <i>Item</i>, notificava come, per presoni -presi di Novara, erano certificati esser assà numero de zente, el -Duca d'Orliens et el Gran Bastardo de Borbon et altri signori assà, -et che haveano vittuarie per pochi zorni, et non potendo venirvi -per niuna via, necessario li sarà prender partito: la qual cossa -<span class="pagenum" id="Page_514">[514]</span> -feva per nui. Et a ciò el tutto se intenda, qui sarà notado quello -fece <i>summarie</i> el nostro exercito, dal zorno che zonze fino a dì 28 -Luio, come per una lettera venuta di campo vidi. Et prima, alozato -che fu el campo, el sig. Marchexe de Mantoa, governador, con alcuni -pochi da poi disnar essendo ussite di la terra zerca cavalli 200 -per far la sguaita (<i>la spia</i>) a nostri sacomani andavano disproveduti, -et per le guarde discoperti, ditto Marchexe andato, fonno a le -man con nostri sti Franzesi, dei qual fo morti 4, feriti X, et de -nostri fo feriti zerca 6, morti do, et do cavalli: et Franzesi fuziteno -in la terra, et si disfidono per el zorno seguente, fo el Marti -a dì 20. <i>Unde</i>, el campo se messe in arme et cavalcò, zerca persone -4000 tra le fanterie el homeni d'arme, verso la terra, et ne ussite -Franzesi 2000, el forzo era però Sguizari, et fono a le man le fanterie, -et de ditti fo morti 4, feriti da 30 in 40; de li nostri, do -morti et zerca X feriti; et scaramuzono un hora. Et el sig. Marchexe -non intrò in la scaramuxa, ma stette sempre a veder. Et -Franzesi fono reculati ne li borgi. Et a dì 22, a uno castello mia -8 lontan dil campo, dove era zerca 40 cavalli di sacomani franzesi -che andava lì intorno, da quelli dil castello fono presi e fatto presoni. -Et a dì 24 de matina fo messo a sacco uno castello, chiamato -Castellazo, che si teniva per franzesi, et dentro ne era da 30 -persone, fonno tutte prese. Et la sera poi, volendo andar carra 10 -in 12 di vittuarie in Novara, le qual venia condute per una strada -di sopra verso la montagna, et havia una grossa scorta de Franzesi, -i quali si haviano imboscato, et le zente de Paris da Lodron -era sta messe do trati di balestra lontan di la terra con la sua -compagnia, esso Paris di zerca provisionati 800, et vedendo ditte -vittuarie le preseno et menavale per via per modo che ussite fuora -la varda de Franzesi, e fono a le man con nostri, et recuperò li suoi -carri, et menolli pur in la terra; et mandando in campo a dimandar -soccorso et cri: Armedar! Arme! subito quello si messe in arme, -ma non fono a hora. Et questo è quanto successe in sti zorni. -Et a dì 25 ditto zonse in campo el sig. Pandolfo Malatesta de Arimano -con squadre 12, era a soldo nostro; <i>etiam</i> zonse Zuan Paulo -di Manfron, el fratello del sig. di Pesaro, et le zente dil Duca di -Gandia, come dirò di sotto. In Novara era pur carestia; el pan -picolo se vendeva uno soldo l'uno; vin poco et cussì strami da -cavallo, come per uno fo preso questi zorni intesene nostri. Et si -questi 12 carri non intravano, stavano molto mal. Atendevano a -fortificar la terra, far fossi, repari dentro le mure; et in rocca era -<span class="pagenum" id="Page_515">[515]</span> -assà vittuarie et artilarie, et ogni zorno aspettava soccorso di -Aste. Et è da saper che mons. di Arzenton, <i>licet</i> havesse el salvo -condutto, non venne in campo, ma fo divulgato andò verso la -Franza, o vero per far venir la zente o tuor danari, come di sotto -più diffusamente scriverò. <i>Verum est,</i> che in campo era spetato, et -lui non venne, et la cagion non se intendeva. -</p> - -<h3 id="lib4-10"><i>Questo è l'ordene per lo levarsi da Vespola e andar a conjungersi -con l'altro campo verso Novara, fato a dì 18 Luio 1495.</i></h3> - -<p> -Primo li guastadori. -</p> - -<p> -Dom. Piero Duodo, provedador, con li stratioti di Levante. -</p> - -<p> -Tutti li altri cavalli lezieri italiani. -</p> - -<p> -La persona de lo Illustrissimo sig. conte de Caiazo. -</p> - -<p> -El squadron de li alozamenti. -</p> - -<p> -Le fanterie con tutti colonelli, nel modo parerà a misier Jacomazo, -de' quali è antiguardo missier Nicolò da Savorgnano, oltra li -Todeschi, quali andaranno inanzi. -</p> - -<h3><i>Zente d'arme.</i></h3> - -<p> -El colonello del sig. Antonio da Montefeltro, et conte Zuan -Francesco de Gambara. -</p> - -<p> -El colonello dil conte Bernardin Fortebrazo, et di Domino Marco -da Martinengo. -</p> - -<p> -El colonello de Domino Thadeo di la Motella, et domino Alexandro -Coglione. -</p> - -<p> -El colonello dil conte Carlo di Pian de Meleto, et domino Talian -da Carpi. -</p> - -<p> -El colonello dil sig. conte di Caiazo, et di domino Hanibal Bentivojo. -</p> - -<p> -El colonello de lo illustre sig. Marchexe, al qual tocca el retroguardo -de ditte squadre per le artilarie con 200 fanti dil prefato -Marchexe. -</p> - -<p> -Li cavalli a man manca caminando con la zente d'arme ch'è -li capi de li colonelli, elezeno uno condutiero per cadauno, et lo -mandino per tempo con el sig. conte di Petigliano et sig. conte de -Caiazo, per partire lo alozamento. <i>Item</i>, che ogni uno facia che li -sacomani vadino nel suo colonello, et si sarà trovati fuora alcuno, -sarà apicato etc. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_516">[516]</span> -</p> - -<h3 id="lib4-11"><i>Ordine de le factione hanno a fare partitamente li marascalchi dil -campo.</i></h3> - -<p> -Primo che missier Marco da Martinengo et el conte Johanne -Francesco de Gambara habino cura di mettere et ordinare le guarde, -vedete, scolte et scorte, con tutte le altre factione dil campo -secondo acaderà a la giornata, havendo intelligentia con la.... -</p> - -<p> -Che missier Febus et el conte Alvise Avogaro e missier Carlo -de li Tagiati pigliano cura di le vittuarie, e provedano che non -siano impedite, anzi prestino favore et aiuto a chi ne condurà, a -ciò che 'l campo resti abondante. -</p> - -<p> -Che missier Tuzo et Aloisio de San Nazaro stiano a la cura de -cariazi, et per camino provedino che si vadi con l'hordine statuito, -drizando simelmente le artilarie al loco suo. -</p> - -<p> -Che Zuliano de Cotignola habi cura continuata de li guastadori, -et de far far le spianate, tante nel cavalcar come ne li alozamenti -et dove bisognasse. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, che ancora che li ditti marascalchi siano deputati a la -factione partitamente, come di sopra, si debbano però in tutte le -altre cosse varie et operare et atendere insieme, et ad ogni volta -che chiunque di loro si trovano uniti possano dar sententia et determinare -ogni cossa di qual sorta si voglia, pertinente a l'oficio -suo. -</p> - -<h3 id="lib4-12"><i>Exemplum cuiusdam literae Alexandri Benedicti Veronensis, physici -in castris.</i></h3> - -<p> -In castrorum tumultu sumus, tumultuarias accipies literas -meas, passus.... prope Novariam sumus, geminaque castra locata -sunt, in quibus XL.<sup>ta</sup> milia hominum firmata sunt. Novarienses auxilia -a rege expectant; ille Aste fixit castra; tormenta maxima huc -mittuntur pro.... oppugnatione, circa Urbem.... non constituunt: -in dies res protrahitur, magna Venetorum impensa. At -Ludovicus Mediolani Dux consulto id facit; qui capta urbe, Venetos -domum reverti dubitat, Gallorumque regem redditurum. De -Venetis militibus hic pauca subjungam. -</p> - -<p> -Petrus Duodus, militum levis armaturae Dux, magna potitus -est.... V.<sup>m</sup> aureorum, nequiter inter stratiotas divisa. Aloysius Valaressus -acriter pugnavit, ab omnibus laudatur, sine praeda est totus -<span class="pagenum" id="Page_517">[517]</span> -miles... Grittius in agmine erat juxta castra, cui pugnare non -contigit. In commentariis historiam redegimus, quam expectabis. -Vale. Ex castris venetis et sociorum, die 22 Julii 1495. -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -Non voglio restar da scriver come fo divulgato, che 'l Re de -Franza, essendo za securatosi et fugito, <i>ut ita dicam</i>, de Italia, a -quelli soi che nel fatto d'arme ben se portò a Gierola da poi a chi -donò 1000 scudi, a chi 500, a chi possessione, a chi gratie. Et -come fo ditto, el fiol dil Duca de Ferrara, don Ferante era con lui, -li concesse privilegio de Duca de Melfi. Et è da saper che ditto -Duca de Ferrara advisò esso Re, essendo per discender li monti al -Taro, de 3 cosse, le qual fo causa che ditto Re si apizasse con le -zente nostre et venisse di longo a passar: primo che la Signoria -nostra non havia tante zente come era la fama, et, si ben fusse, -non sariano preste; secondo, che Italiani haveano poco animo, et -non poriano resister a le forze de Franzesi; tertio, che nostri in -campo non haviano libertà de investir nè apizarse, et che questa -era l'opinione di la Signoria; di le qual cosse tutte andò fallite. -</p> - -<p> -Ancora voglio scriver, come partito el nostro exercito da Gierola, -in campo fo amazà Lorenzo Avogaro, zentihomo nostro et -cittadino di Brexa, era lì in campo franzese, et venuto nel nostro -per adatar el conte de Petigliano, et fo incolpò di.... et vero. Lo -amazò do fratelli, <i>videlicet</i> Hannibal et Zuan Antonio Del Denedo. -</p> - -<p> -A dì 19 Luio zonse lettere di Roma, a dì 16, come el Pontifice -era molto alegro di la gran vittoria havia inteso esser stata, benchè -molti scrivesse in Corte al contrario, <i>maxime</i> Fiorentini, come ho -ditto; et che di le cosse successe a Napoli, esso orator nostro non -havia alcuna cossa, ma ben havia mandà tre messi, parte per mar -et parte per terra a Napoli, con lettere a Lunardo di Anselmi et ad -altri, per inquerir alcuna nuova; <i>tamen</i> ancor non erano tornati. -Et che 'l cardinal Orsini li havia mostrato lettere, et <i>etiam</i> a la -Santità del Pontifice, come mons. di Belcher era intrato con li altri -in Castelnuovo, sì che non fu vero che Ferandino l'havesse ne le -mano, come fo ditto; et che sperava di brieve Ferandino haria li -castelli. <i>Item</i>, che 'l signor Prospero Colonna era andato a Napoli -per veder de assestar le cosse, et voleva esser in amicitia con Ferandino -preditto, el qual se ritrovava in Napoli in Castel de Capuana, -et che se divulgava voleva mandar tre ambassadori, uno al -Pontifice, l'altro a questa Signoria, et el terzo a Milan; et che -molti lochi dil Reame <i>voluntarie</i> erano venuti sotto soa Majestà et -<span class="pagenum" id="Page_518">[518]</span> -caxa di Ragona, non però le terre grosse. Et quei de San Zermano, -volendo per suo Re esso Ferando et non più el Re de Franza, li habitanti -si erano levati in arme et pigliato el capetanio era lì a quel -passo, franzese, et quello fece squartar in obrobrio de Franzesi et -exaltation di Aragonesi; et che fino do zorni a la più longa ritorneria -li messi mandati a Napoli, per li qual <i>copiose</i> l'ambassador -nostro preditto sarà advisato dil tutto. <i>Item</i>, che 'l reverendissimo -Cardinal de Medici era tornato in Roma, et dimostrava non voler -cussì questa rotta, <i>tamen</i> Romani la credevano. Et poi a dì 24 -ditto zonse altre lettere pur di Roma, date a dì 20, per le qual la -Signoria fo advisata di molte cosse di Napoli; <i>tamen</i> che ancora -non havia hauto risposta di sue lettere. Ritornati li tre messi mandati -qui, <i>vehementer</i> se meravigliava, ma che havia hauto una lettera -di 14 dil Ferandino, data in Castel de Capuana, drizata a esso -Hyeronimo Zorzi, orator nostro, per la qual li advisava Soa Majestà -come havia reabuto <i>pacifice</i> quasi tutta la Puia, tranne Barletta et -Manferdonia, nominando fra le altre città. <i>Item</i>, Terra di Lavoro, -Salerno et S. Severino in la Calavria, et altri luogi; et che ogni -zorno veniva syndici de diverse terre a darse et ritornar sotto di -lui, zurandoli di novo homazo, et che sperava di brieve haver el -Castelnuovo, nel qual era mons. di Mompensier et el Principe di -Salerno con altri, et che ditto castello bombardava la terra, facendo -molti danni. Si ralegrava di la vittoria habuta la nostra Signoria -contra el Re de Franza. Et come da poi per altre lettere se intese, -in Napoli fece gran feste de fuoghi per la terra per tutte le -strade, li qual durava tutta la notte, <i>tamen</i> quelli de li Castelli non -sapevano la causa di questi fuogi, et credeva facesseno per esser ritornato -il loro primo Re. Et tal rota a Napoli se intese a dì 2; ergo -in cinque zorni l'ebbeno, che fo molto veloce et prestissimo; et la -copia di ditta lettera mandò a la Signoria. Et ancora el so ambassador -andò a la Signoria con grande alegrezza, et a molti patricii -mostrava una poliza, diceva haver habuta dal suo Re don Ferando, -de li lochi et terre reaquistate; la qual sarà qui sotto notada. Et -esso Re medemo scrisse una lettera in questa terra, data in Castel -di Capuana, a dì.... de l'istante, dagando al Principe dil Padre -colentissimo, ringratiando molto la Ill.<sup>ma</sup> Signoria, però che, -mediante quella, era ritornato nel Stato, et sperava haver li castelli, -et recuperar tutto el Regno perso; et notificò el modo era -intrato. La qual lettera era in carta pergamina, bollata <i>tamen</i> di -<span class="pagenum" id="Page_519">[519]</span> -cera; et il suo orator la presentò: la qual qui sarà notada, et fo -letta in consejo de Pregadi a dì 25 Luio con grande piacer de tutti. -</p> - -<h3 id="lib4-13"><i>Lista de le terre rendute a la Majestà dil re don Ferando di Aragona, -da poi esser intrato in Napoli.</i></h3> - -<p> -Lo Ducato de Melfi, Capua, Aversa, Calbi, Carinolla, Sexa, La -torre di Monte dragon, Castel a mar de Vulturno, La torre de -Franco luxe, Teramo, S. Zermano con tutte le terre di la Badia, -Murgliano, Nolla, La Sora, La Tripolda, Avellino et altri castelli -vicini, Sarno, La torre del Greco, Carigiano, Castelamar de Stabia, -Rico, Sorento, Masa, Salerno, Nocera dil Pagano, La cava, Montoro, -tutto lo contà de Conza, Troya, Fogia, Nocera di Puia. In Puia, -Manferdonia, Barleta, Trani, Bisignan, Molfetta, Juvenazo, Barri, -Molla, Pulignan (non era vero), Leze, el contà de Venoxa, el contà -de C...., el contà de P...., el contà de Spoleti, el contà de -Matalon, Puozuoli, Carpi. -</p> - -<p> -Et inteso questo prosperar de nostri, per varie opinione erano -nel Senato, <i>tandem</i> a dì soprascritto preseno di far uno orator a -Napoli a ditto re Ferandino, per dimostrar cussì come erano contenti -di ogni sua allegreza et recuperation dil Reame; cussì ancora -farli noto quello Venetiani havia operato in ogni tempo con el Re -de Franza, et zerchato sempre de conzar le cosse in Italia. Et el -zorno driedo, fo 25 Luio, venne pur lettere di Roma di 21, però -che l'orator nostro era vigilantissimo in scriver et advisar il tutto, -<i>adeo</i> tutti lo laudava summamente. Et si have lettere di Lunardo -Anselmi, consolo a Napoli nostro, di 12 et 13, la continentia di le -qual, per scriver la verità di ogni cossa, havendo quella, <i>autentice</i> -qui sarà scritto, et <i>maxime</i> di quelle di 17, per le qual esso consolo -narra el tutto assà copioso. Et prima, come per lettere di 12 di Roma, -di l'ambassador nostro, havia inteso la rotta seguita a Fornovo, -et felice successo de nostri a Novara, et che a dì 15 ricevette ditte -lettere. Le qual habute, subito andò in Castel di Capuana a trovar -el Re, el qual havia per lettere dil cardinal Ascanio inteso quasi -questo, et era li soi dil Consejo reduti, zoè el Conte de Brienze, el -Conte de Matalone, el Conte de maridiano, el Marchese de Pescara, -el Conte de Muro, domino Marino Branchatio, domino Andrea -de Genaro et Theodoro Tranlci et altri, et li lexe ditte lettere, le -qual molto a Soa Majestà piaque, atribuendo gran laude a questa -Signoria liberatrice de Italia. Et disputato qual camino potesse far -<span class="pagenum" id="Page_520">[520]</span> -el Re de Franza per liberarse, et concluseno deliberavano intender -el successo. Et richiese ditte copie di le lettere di campo per farle -exemplar, et mandar a la Serenissima Regina in Cicilia, et allo -Illustrissimo Prencipe de Altemura, et cussì gele dette. Et el zorno -avanti, havendo habuto queste bone nuove, esso Re a mezo zorno -cavalcò a la Nonciata a referir gratie a l'altissimo Dio, et fece far -fuogi per tutta la terra, che a pena se poteva passar per le strade -mentre duravano. Et poi la mattina a dì 17 fo a San Domenego a -messa al Crucefixo molto divotamente. <i>Item</i>, che a dì 16 de matina -fo certa scaramuza a li repari, che alcuni Franzesi erano -venuti fuora et altri erano descesi sul molo di alcune galie, per pigliar -una torre; quali con le artilarie di la terra furono scaziati, -con morte di 16 di loro a li repari; pur fo qualche danno, et più fu -una ferita ebbe el Conte de Monte Odorisso nel zenochio, loco assà -pericoloso: era persona notabile, et <i>maxime</i> nel exercitio militare. -<i>Item</i>, come in quel zorno aspettavano dovesse zonzer el sig. Prospero -Colonna, et el Re li fece preparar stancie in Castel de Capuana -a presso a lui, et che si divulgava saria dacordo <i>etiam</i> el -Prencipe de Bisignano, mediante ditto Colonna ch'è suo parente. -<i>Item</i>, tutte le terre di la Puja se erano rendute al re Ferando, et che -Soa Majestà usa ogni liberalità et munificentia, et quelli li erano -rebelli et contrarij sono deventati devoti et fedeli, et che 'l conte -da Liano et Joanne Paulo da la Maura, fugiano a Benivento, et -fonno presi et menati da Soa Majestà, et liberò et perdonoli. <i>Item</i>, -che 'l sig. Zuan Francesco di Gonzaga con la moglie et figlioli, che -come ho scritto, andò a Napoli a trovar el Re de Franza, el zorno -quando zonse l'armada de Ferandino di Napoli, fugite a la sera; et -esso Re li mandò a dir liberamente venisse, et venne, et quello -molto acarezò; el qual die ritornar a Mantoa, andando in Puja, poi -per mar in questa terra. Et che nel castello se ritrovava el Conte de -Conza, per causa dil Prencipe di Salerno, et el Re li havia perdonato; -niente di meno volse suo fiul governasse el Stado; et per questo -voleva ditto Conte ussir di castello, ma non fo lassato. Et come -dice un'altra lettera di Hyeronimo Rengandori fiorentin, data a dì -18 Luio pur in Napoli, dirizata al nostro orator a Roma, che per -lettere di 15 de lì, de Piero de Medici, haviano inteso la verità di -la rota, la qual sarà causa di redure a devotion di quel Re el resto -dil Reame, come el prencipio processe da la pigliata de Monopoli -per la nostra armata; la qual cossa inanimò ciascun a convocar -Ferandino senza paura; et cussì ritornò in Napoli. Et che quello -<span class="pagenum" id="Page_521">[521]</span> -Regno e tutta Italia, con la sapientia, prodentia et gajardi provedimenti -di questa Signoria è stata redempta, et trata di mano di barbari, -zente superba et insolente. <i>Item</i>, che in Terra di Lavoro -manca solo a reacquistar lo castello de Salerno; el qual era forte et -fornito per alcun mexe. Tutta la Puja si havia dato, se non il Monte -di Santo Anzolo et Taranto. In Abruzo si teniva Ortona, Civita di -Chieti, Sermona et l'Aquila. In Calavria era mons. di Obegnì, Vicerè, -con 1000 sguizari et 200 homeni d'arme amalato. El Prencipe -di Bisignano, el conte de Meleto, et de Capazo si sperava di -redur con Ferandino, et che 'l Conte de Capazo havia mandà a dir -al Re, quello si farà per li altri di caxa Severina lui <i>etiam</i> seguirà. -Et el Re preditto ha mandato el conte de Matalon con 100 homeni -d'arme, et dize sarà n. 2000 fanti in Calavria. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, che li castelli assiduamente salutavano con le artilarie -Napolitani, senza <i>tamen</i> far danno fin qui; et hanno assà vittuarie -de megli, et risi <i>maxime</i>; et l'armata franzese di barze do, galiaze -do, et altri legni fino a la summa di 16, stava tra li do castelli -distesa, mia..., con vento a proposito, facilmente se bruserebbe; -et che fra tre zorni si dovea combatter et che l'armada dil re Ferandino -nominata di sopra era lì dintorno et che quella notte era -intrati do bragantini franzesi venivano di Hostia in ditta armata. -Et che nostri, zoè el Re, pativa assà per non haver bombarde -grosse, et quelle havea era poche; et el Re fece intender ne li castelli -la rota e la fuga dil Re, offerendose de far passar do o tre di -loro fino a Pisa ad accertarsi di questo. Ma loro mostrano poco stimarlo, -et che Capua, Aversa et Nola li haviano portato a Ferandino -danari, et menate zente d'arme et fanterie; el simel li baroni, -et lo Duca de Traieto, le università convecine, et molti mercadanti -et cittadini con danari; et el populo donò al Re ducati X milia. -<i>Item</i>, quelli che non haviano consignato al Re de Franza el rescosso, -consignò al presente a questo Re; in somma havia habuto zerca -ducati 50 milia; molti monasterij li havea portati arzenti, perchè -se ne servisse, et non li volse pigliare; et che 'l Re usa ogni umanità, -piacevolezza, liberalità et gratiosità con ogni uno; parlando a -tutti, nè niuno si partiva di Soa Majestà scontento; nè volse intender -alcuna offesa, nè che li fusse parlato di vendetta, per bonazarse -li populi. Et che, come ho scritto, el Conte da Liano, Jo. Paulo da -la Maura et Troiano Gentil a Soa Majestà ribelli, confiscato el suo -et condenati a morte, fogendo, fono presi a Forsolana, et Soa Majestà -li fece liberar, et perdonò, et li confirmò ne li Stadi loro: cossa -<span class="pagenum" id="Page_522">[522]</span> -assà notabile, et che non se havia provisto ancora a la ordination -di la justitia, nè ordination dil Regno, aspettando il Principe di -Altemura, o vero non li paresse ancor tempo; et che in quel zorno -era zonto el Sig. Prospero Colonna, ricevuto con molta festa dal Re. -Et questo basti, quanto a ditte lettere. Et a dì 17 ditto, esso re Ferandino -succedeva prosperamente, sì come ho qui scritto. -</p> - -<p> -Et inteso tutte queste nuove per nostri, consultando <i>quid faciendum</i>, -scrisseno al Pontifice erano di opinione che Soa Santità -come capo di la Christianità, et havia quel Regno per suo et li dava -censo, dovesse mandarli zente, zoè li 400 homeni d'arme Soa Santità -dicea haver, a ciò esso Ferandino fusse soccorso mediante la -lega; et che poi che 'l sig. di Pesaro non poteva venir in campo a -Novara, et voleva mandar suo fratello, saria el meglio la sua persona -a Napoli vi andasse con queste zente. Et haveano za a dì 25 eletto -nostri ambassador a Napoli Nicolò Michiel, dottor et kav., era -venuto capetaneo de Brexa el qual del 1493 fu orator a Napoli a -re Ferdinando vechio, et da lui nel so partir ricevette la militia; -ma per la età, et esservi stato in tal legation si excusò, et fu acceptata -la soa scusa. Et a dì 27 ditto fo eletto uno altro, Polo Capello -kav., era stato ambassador l'anno passato in Ungaria ad -allegrarsi dil regno a re Ladislao di Boemia, insieme con Marco -Lando, dottor et kav., da el qual Re fonno decorati di la cavalaria -et <i>libentissime</i> accettò. <i>Tamen</i> non andò, mentre fo compito quasi -questa impresa, zoè l'opera mia, come dirò da poi. -</p> - -<p> -A dì 26 Luio venne lettere di Trane di 15, non però drizate a -la Signoria, narava come el nostro capetanio zeneral con l'armata -era ancora a Monopoli, et havia mandato Francesco Valier, soracomito, -con una altra galia per quelle terre di la Puia a marina, a dir -dovesseno render, non aspettando l'armata, zoè a quelle si teniva -per Franza; et che a dì 7 venuto lì a Trane, quelli cittadini essendo -di varie oppinione, però che 'l populo si harebbe dato, visto le -gran promesse li era fatte et la bona compagnia si faceva a Monopolitani, -ma li zentilhemeni non volevano, fino non intendeva il -successo di caxa Aragona. Et è da saper che in questa terra, sì come -ho scritto nel secondo libro, Venetiani hanno certe jurisditioni, -ottenute da re Lanzilao, et cussì si observa di levar el stendardo di -San Marco ogni festa, per mezo la chiesia di San Marco et dil palazzo -dil capitano et altre. Hor <i>conclusive</i>, questi di Trane risposeno -al preditto sopracomito andasse a Manferdonia, poi ritornasse, che -li saria dato risposta. Et in questo <i>interim</i> venne la nova in Puia -<span class="pagenum" id="Page_523">[523]</span> -come Ferando era intrato in Napoli, et amazato assà Franzesi, sì -che Barletta fo la prima levasse le insegne aragonese. Et a dì 9 -<i>etiam</i> Trane levò, fazando feste etc., et mandono a Napoli a zurar -fedeltà et omazo; et ancora Molfetta, Manferdonia, Bestize, con tutte -altre terre di marina fece questo medemo, da Monopoli et Poligniano -in fuora, che si tene per San Marco. <i>Tamen</i> che alcune -rocche come quella di Bari et di altri luogi, non si havea voluto -dar, et si teniva per il Re di Franza, ne le qual era Franzesi, ma -che volevano aspettar uno di caxa di Aragona, che venisse et li -presenterebbe le chiave. Et è da saper, si la Signoria nostra havesse -voluto usar più celerità, et fusse stada cupida di acquistar Stado, -senza dubbio acquistono tutta la Puia, perchè tutti bramavano Venitiani, -et non volevano star più sotto Franzesi, et aspettaveno de -zorno in zorno l'armada nostra, la qual steva a Brandizo senza far -nulla; sì che si puol veder la bona volontà de Venetiani in voler -spender per liberation de Italia, et non se curar de tuor altro Stado -di altri, ma ben conservar il suo, che è assà et bellissimo sì da mar -come da terra. Dil capetanio nostro Antonio Grimani, da 8 dil mexe -in qua, non si have alcuna lettera fin questo zorno; et se intendeva -havea mandà per Bortholomio Zorzi, provedador di l'armada, -era con galie 6 a custodia di l'Arzipielago, dir venisse da lui, non -essendo più paura per questo anno di l'armada turchescha. <i>Item</i>, -mandò a Corfù a tuor zente per augumento di l'armada. -</p> - -<p> -Adoncha, concludendo, re Ferando prosperava et reaquistava -el suo regno; et a tutti perdonava, dicendo: Io son Ferando; et si -havete sig. Baroni fatto alcuna inzuria o rebellion al Re mio padre -o mio avo, non l'havete fatta a me, et vi perdono. Et volendo perdonar -al Principe di Salerno, era in Castello con Franzesi a Napoli, -in questi zorni li mandò a dir venisse a lui, che li perdonava ogni -offesa. El qual rispose era Anzuino et volea morir al servizio dil Re -di Franza. Et vedendo nostri el so felice successo, risposeno a la lettere -di Soa Maestà <i>sapientissime</i>, con parole di gran conforto, congratulandose -del so felice ingresso, sperando di rallegrarsi di l'aquisto -di tutto el regno, et come per soa exaltazione li aveano eletto -Paulo Capello kav. ambassador a Soa Majestà, el qual presto lo -manderebbe, et conferirà con Soa Majestà el tutto. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_524">[524]</span> -</p> - -<h3 id="lib4-14"><i>Remuneratione fatte a molti benemeriti di la Signoria -per le operationi fatte al Taro.</i></h3> - -<p> -Parendo a li Savij di Collegio et a quelli che governano la Republica -Veneta, non esser cosa più degna et laudabele in uno Stato -quanto premiar quelli che nelle cose opportune si adopera, <i>non solum</i> -dimostrando bon voler et vera fede, ma ancora meteno la propria -vita per la salute dil Stato di quelli da li qual hanno stipendio; -et conciosiachè in questa battaglia fatta a Fornovo su la giara dil -Taro contra il Re di Franza, molti si portò valentissimamente, mediante -de li quali seguite la fuga de Franzesi, non havendo stimato -la vita per questa Signoria; et havendo inteso li principal nostri -morti, et <i>etiam</i> quelhoro vivi fedelissimi, deliberono remeritarli con -queste provisioni saranno notade qui sotto. Et cussì, a dì 24 Luio, -nel Consejo di Pregadi fecero tutti questi decreti, et prima: -</p> - -<p> -Conoscendo la fede de lo ill.<sup>mo</sup> sier Francesco de Gonzaga, marchese -de Mantoa, Governador dil nostro exercito, et non havia ancora -habuto el baston et stendardo, et <i>strenue</i> si havea portato in -questa impresa, et per remunerarlo, <i>licet</i> fusse d'anni 28 et non più -in altra battaglia experimentado, fo eletto Capetanio zeneral nostro -da terra di tutte le zente sì da piè come da cavallo, et mandarli con -grandissimo triumpho infino in campo el baston et stendardo: et -per Piero Marcello et Zorzi Emo, eletti a questo oratori, fonno mandati, -come dirò di sotto. <i>Item</i>, che l'habia tutta la conduta l'ha, et -più quella di suo barba sig. Redolfo morto..... <i>Item</i>, ogni anno, -per el suo fratello, li sia dato ducati 2000, et per il fratello di madona -Ixabella soa mujer ducati 1000 ogni anno; et che di presente -li sia dato ducati X milia d'oro de contanti, mandati fino in campo. -Questo fo assà presente, et da esser stimato. Era in questa terra do -soi oratori, venuti a inchinarsi a la Signoria, zoè dom. Phebus di -Gonzaga suo cusino, et l'altro Zorzi Brognolo, era venuto per star -fermo de qui; ancora uno Zuam Carlo, suo secretario: et in questa -sera feceno assà fuogi et feste a la soa caxa; et la mattina andono -in Collegio a referir gratie, et in questa sera medema li fo scritto. -</p> - -<p> -Ancora, havendo ne li zorni superiori la Signoria ricevuto una -lettera sapientissima di madona Catharina relitta dil sig. Redolfo di -Gonzaga morto da Franzesi, et letta in Pregadi, la qual fece quasi -tutti lacrimar, et era di questo tenor: Serenissimo Principe et Excelsa -Signoria. Heri mi fo portato el corpo del sig. Redolpho mio -<span class="pagenum" id="Page_525">[525]</span> -dolcissimo consorte, la morte dil qual mi fo di amarissimo dolor, el -qual m'ha lassà cinque figlioli, 3 femene e do maschij, li qual haveria -mandati a far uno presente a la Vostra Serenità come servi, -ma per esser quelli in tenera età gli nutrirò a nome di quella come -suo schiavij, et come i serà in età perfetta, i manderò a donar a la -Signoria Vostra, a la qual i racomando insieme con la povera madre, -e prego V. S. si degni dar risposta a l'aflitta madre. In modo -che, come ho ditto tutto el Pregadi si commosse, et preseno, sì come -la richiese, prima di tuor li soi castelli in protetione et dar a lei -con li figlioli di provisione a l'anno in vita ducati 1000 d'oro, et -mandar tre sue fiole a spexe di la Signoria nostra, quando saranno -a età legiptima, condecentemente. <i>Item</i>, a li do filioli promettono di -dar a tempo saranno <i>etiam</i> in etade, la conduta havea il padre; la -qual al presente ha el sig. Marchexe di Mantova loro cusino. -</p> - -<p> -Et essendo morto quel strenuissimo sig. Ranuzo dil Farnese, -preseno di dar la sua condutta di cavalli 600, zoè a uno suo fiul ha -anni 14, cavalli 200, et ad uno altro di manco età altri cavalli 200, -come havia il padre; <i>licet</i> in questa guerra havesse 200 in più: la -qual condutta, fino saranno atti a governarla et ad età perfetta, sia -governata per uno che parerà a la Signoria nostra. Item, che habbino -de provisione a l'anno con le sorelle ducati 400; et le ditte -<i>etiam</i> siano maridate <i>juxta</i> el so grado de li danar di la Signoria, -quando saranno a la etade. Et el conte Bernardino Fortebrazo, condutier -nostro, el qual era ancora a Parma in caxa di Don Andrea -Baiardo, uno dei primi di quella città et si miedegava, et oltra li -altri medici andò a la sua cura, per la Signoria nostra li fo mandato -maistro Andrea Morandino cyroycho excellentissimo sta a Padoa, -et <i>etiam</i> di qui uno maistro Zuam de Tristan da Verona, pur -cyroycho; el qual lui lo richiese. Et per saper el tutto, come per -una lettera soa scritta da poi megliorato assà. A dì 20 Luio in questa -terra a Piero Marcello, fo di Jacomo Antonio kav. fiul, la qual -ho <i>etiam</i> letta, come successe esso Conte in la battaglia, et la substantia -sarà qui posta. Primo come lui non era di openione de apizar -el fatto d'arme, ma voleva lassarli muover et loro stessi se -rompevano; ma deliberato el sig. Marchexe di dar dentro primo, a -lui tocò el secondo colonello, et el tertio al conte di Chaiazo; et -assaltato ogni uno li nemici al luoco suo, procedevano a l'impresa. -Et esso Conte armato, sopra el so cavallo combattendo, molti messe -al basso. Et poi lo assaltò uno kavalier con sopravesta su le arme -de veludo negro e d'oro a falde, et steteno un pezo a le man; <i>tamen</i>, -<span class="pagenum" id="Page_526">[526]</span> -ferito, si rese a lui et detoli el stocho suo, el qual messe a la cadenella -de l'arzone; et <i>demum</i> ne prese uno altro, et <i>successive</i> in un -momento 4, computà do kavalieri boni baroni, con catene al collo, -et havia 4 stochi di nemici a un tratto a l'arzone. Et tuttavia andava -combattendo verso el stendardo, con openion, si era seguitato, -di haverlo o tutto o parte. Et zonto lì, lo afrontò uno gran maestro, -et fonno a le man; et al suo cridar era saltato ditto conte da altri -4 kavalieri, et li presoni havia si mosse contra di lui, salvo uno; -<i>tandem</i> combattè contra 8, et in fine have una bota di aceta in la -tempia, un'altra in su la copa pur d'aceta et lo stornite; poi una -lanza restata in la schiena, et cussì tramortito fo gittato da cavallo -a terra, et li deteno 12 ferite, 7 su la testa, 3 in la gola, et do in le -spalle; et si non havea el gorzerino doppio sotto l'elmo, le ferite in -la gola l'harebbe morto; ma non lo penetrono: <i>tamen</i> li dette passion, -<i>adeo</i> non poteva ingiotir l'aqua. Et cussì, habuto 12 ferite, -Franzesi lo lassono per morto, abbandonato da tutti, dil so colonello, -et fo conculcato da cavalli. Ma uno suo regazo lo strassinò in uno -fosso, et il suo ragazo za era sta morto, che lo serviva a combatter, -et tuttavia pioveva. Cessato il fatto d'arme fo per uno de li soi -portato in campo a lo alozamento, et visitato da li Provedadori, et -per essere in extremità li fo ricomandato l'anima; poi fo portato a -Parma, et li medici de lì non se curavano medicar tal ferite, dicendo -non era speranza. Et Alexandro, so cancellier, mandò a Bologna -per medici, et li fo levato tre pezzi d'osso di la testa, in modo restò -scoperto tanto cervello come uno fondi di bona tazza, per haver -fatto di tre feride una sola; poi zonse la soa donna et lettere di la -Signoria che molto lo rallegrò, et <i>etiam</i> maistro Andrea Morandin; -<i>adeo</i> comenzò a star meglio, et in pochi zorni varite. Et el sig. Galeoto -di la Mirandula, comissario de lì dil Duca, do volte lo andò a -visitar, offerendoli per nome dil Duca etc. Et cussì la Signoria mandò -per lui, et zonse in questa terra a dì primo Avosto, non però al -tutto compito da varir; et fo medicato, mandatoli danari per la Signoria; -et alcuni Savij di Collegio, <i>nomine Dominij</i>, lo andò a visitar, -confortandolo etc., <i>adeo</i> in brevissimo tempo varite, et andò -molto alegramente in Collegio, et tutta la terra have piacer di la -sua salute per la sua fideltà. Adoncha, a questo conte Bernardin el -qual havia 460 cavalli, li fo cressuto di condutta fino a summa di -mille, et dato di provvisione a l'anno ducati 500 per la sua persona. -Et a uno fiul fo di Vincenzo Corso morto <i>ut supra</i>, li fo dato el -resto di la condotta che erano rimasti vivi degli homeni d'arme dil -<span class="pagenum" id="Page_527">[527]</span> -padre; el qual havia 200 cavalli, et mandar le so fie, et dar ducati -400 per dota; le qual non havendo madre, siano messe ad habitar -in uno monasterio qual parerà, et habi ducati 40 per farsi le spexe. -</p> - -<p> -Ancora Alexandro Beraldo patavino virilissimamente morto, fo -conferito la sua condotta di cavalli 100 a uno suo fradello chiamato -Francesco, et <i>etiam</i> confirmatoli la provision havia <i>annuatim</i> a la -camera de Padoa, de ducati 8 al mexe, per haverse <i>alias</i> questo -Alexandro in Roverè a la guerra di Thodeschi ben portato. <i>Unde</i> li -fo dato ditta provisione. -</p> - -<p> -A Ruberto di Strozi fiorentino foraussito, fo dato la sua condutta -a uno suo fradello si ritrovava <i>etiam</i> ferito da franzesi a Ferrara; -el qual scrisse a la signoria una lettera dicendo voleva morir -come el fradello per quella. Et per questo, a ciò si restaurasse per -Zuam Francesco Pasqualigo dottor, kav., vicedomino a Ferrara, li fo -fatto dar ducati 100 d'oro. -</p> - -<p> -A la muger de uno Zuan Bianco era contestabele, morto <i>ut supra, -tamen</i> era saracino valentissimo, li fo dato una caxa in la cittadella -di Verona, dove potesse habitar, et ducati 6 mese in vita suo. -</p> - -<p> -A Nicolò da Nona fidelissimo nostro, havendosi operato <i>strenue</i> -et non ateso tuor cariazi come li Stratioti, questo havia ducati 20 -di provisione al mexe a la camara di Zara, che <i>de coetero</i> habi ducati -25 al mexe et 30 in tempo di guerra, et cavalli 100, et in tempo -de pace tegnir cavalli 25. -</p> - -<p> -Et oltra di questo fo scritto a li Provedadori in campo, et mandato -queste provisione date, et che proclamano, che per questo la -Signoria non si dimentica de li vivi restati che si hanno ben portato -contra Franzesi; et che la volontà di la Signoria è di remeritar -tutti ai benemeriti, et che hanno fatto questo quanto per la informatione -habuta, et a li morti tanto; et che tutti debbino vigilar in -portarsi bene etc. Et scrisseno al sig. Marchexe capetanio zeneral, -et il titolo di la mansione e qui posto: <i>Illustri et Potenti Domino -Francisco Gonzaga Marchioni Mantuae et omnium nostrorum gentium -armigerarum Capitaneo Generali filio nostro carissimo.</i> -</p> - -<p> -Ancora in ditto zorno fo premiato li heredi et muger di Piero -Bembo patricio nostro, morto Soracomito da le artilarie de i nemici -a la battaglia de Monopoli in Puia: fo preso che uno suo fiul -habi a l'anno in vita soa ducati 120 da l'ofitio dil Sal per spexe de -viver. Item, maridar do so fie quando saranno in età perfetta, et -darli de li danari di la Signoria ducati 2000 per una; et do altre fie -voleno andar munege, ducati 200 per una al suo munegar; et un'altra -<span class="pagenum" id="Page_528">[528]</span> -vestita nel monasterio di Santa Maria de le Vergene li sia dato a -tempo di la soa sagra, per la festa ducati 50, et cussì fonno date -queste provisione. -</p> - -<h3 id="lib4-15"><i>Seguito ne li campi di Novara fino a dì primo Avosto 1495.</i></h3> - -<p> -El nostro campo in questo mezo alozato a Castel Tigliano, dove -stava li Provedadori, el resto a la campagna; et erano vicini -mia... a Novara, et stavano su pratiche de moversi, per non esser -in loco sicuro alozato. Et li ducheschi zerchava molto di tuor le -fanterie dil ditto, et non bastava. Zonto che fo lì ditto nostro campo, -volseno 500 fanti per mandar in Alexandria di la Paia, poi fanti -per mandar a Tortona, poi altri 500 per custodia di uno castello di -la Duchessa di Savoia haveano preso, chiamato Castellazzo, come -ho scritto avanti; et a dì 26 Luio dimandono fanti 1000 et cavalli -300 per mandar a custodia di uno passo, et li fono dati. Et Marchiò -Trivixan, provedador, volea poner fine a l'impresa et dar el guasto -a Novara; ma loro non volseno. La causa non se intendeva; imo -intendendo nostri che in molti lochi vicini erano robe de inimici in -salvo, non volseno consentir che le se tolesse, et dicevano voleva -haverla più presto fatta che disfatta la terra; però non erano di opinione -di piantarli le bombarde, le qual non erano però lì, ma dicevano -di ozi in domane die zonzer, nè il guasto consentì fusse dato -per non disfar el paese, ma haveano piacer di tenir el nostro campo -ivi. Et a dì 26 ditto fo mandato Francesco Grosso, capetanio di la -cittadella de Verona, nominato di sopra, con molti cavalli et fanti -per expugnar uno loco chiamato Brionza, lontan dal campo mia 6, di -la Duchessa di Savoia; et zonti haveno la terra, ma la rocca si tenne, -et voleva pati. Mons. di Arzenton have el salvo conduto, et non venne -in campo; et fo divulgato era andato in Franza. Et a dì 27 da matina -li nostri Provedadori, ricevuto lettere di la Signoria dil crear -dil capetanio zeneral el sig. Marchexe se andono a congratularsi -con Soa Signoria el qual era molto di bonavoja e contento. Poi feceno -lezer le lettere <i>publice</i> di le provision date, et come la Signoria -era per premiar quelli che <i>viriliter</i> et con fede si havia portato nel -fatto d'arme, <i>adeo</i> tutto el campo benedizea el Senato, digando, se -uno moriva, lassavano a' sui figlioli et padre et madre. In questa -sera mandono zerte zente d'arme et fanterie al loco di Brionza, a -ciò non li vegni soccorso, perchè la rocca tolse termene fino a dì 28 -a le 20 ore a renderse se non li venendo soccorso. Et per una lettera -<span class="pagenum" id="Page_529">[529]</span> -venuta a la Signoria dil Marchese di Mantova, <i>tunc</i> governador, -fo decreto a dì 24 Luio per il Senato, et scritto in campo a li -Provedadori dovesseno far comandamento a Piero Duodo, era sopra -i Stratioti, dovesse subito venir a Venetia non passando per Crema. -Et cussì a dì 28 da mattina li fo fatto tal comandamento; el qual -subito montò a cavallo et venne verso Venetia, et zonse a dì 4 Avosto; -et <i>tamen</i> non fo trovato in lui oppositione alcuna, pur non fo -più rimandato in campo, ma el governo de li Stratioti tutti fo dato -per li Provedadori a Bernardo Contarini, et poi confirmato per la -Signoria, <i>demum</i> a dì... Avosto preso nel Consejo di Pregadi per -portarse bene havesse titolo de Provedador de Stratioti, et ducati -100 al mexe, come havia esso Piero Duodo et ogni altra cossa. Et -per spie tornate in campo a dì 28 Luio, li Provedadori inteseno fra -Turin e Aste si feva aparati per alozar assà numero de persone, le -qual di breve dovevano zonzer; et che 'l Re havia fatto tre consegli -in Aste, et volea venir in persona a socorrer Novara. Ma poi haviano -terminato non si mover ma mandarvi zente, et esser a le mano -con nostri; et per questo li Provedadori erano in qualche consideration, -et per non star col campo in loco securo, perchè, dove erano, -da tre bande potevano esser assaltati: primo da li nemici da -Verzei; secondo da le zente de Novara, dove eran zercha persone -3000 da fatti; tertio di le zente di Aste. Et convenendo combatter -da tre bande, impossibil saria stato a resister; et li Ducheschi volevano -nostri se tirasse mia 3 lontan, in loco manco securo; et nostri -volevano redursi a Vegevene, et sarebbeno stati securissimi; et -cussì stavano <i>quotidie</i> in disputation, scrivendo a la Signoria quello -li pareva dovesseno far. Et in questo zorno la roca di Brionza se rese -a patti. -</p> - -<p> -In Aste per una spia inteseno se facea con gran pressa uno -revelino a la porta. El conte Carlo de Pian de Meleto era con le sue -zente in guarda de Tortona; li Ducheschi el mandò a Zenoa, et -<i>etiam</i> Zuam Griego con balestrieri, la qual cossa non piaque a' nostri, -de haver mandato senza licentia. Et a dì 29 Luio da mattina -fo fatto consejo da li Provedadori, dove se redusse el capetanio zeneral -nostro, et el conte de Chaiazo so fradello, et el conte de Petigliano, -et altri conduttieri, et Jacomazo capetanio di le fanterie, et -parlato per tutti <i>quid agendum</i>; ultimo volse esser Marchiò Trivixan, -provedador, dicendo al tutto et mostrando con rason evidentissime, -che meglio era andar alozarse in loco che si havesse el stado de Milan -da drio le spalle, perchè non haveriano briga de custodir se non -<span class="pagenum" id="Page_530">[530]</span> -davanti per niente, perchè davanti saria el campo dil Re, dai ladi -(<i>lati</i>) le zente di Novara, da l'altro lai (<i>lato</i>) quelli di Verzei. Et -disse molte rasone, le qual non voglio qui scriver. Et tutti quasi si -risolse ne la soa opinione, <i>excepto</i> li Ruberteschi o vero Sanseverini, -li quali volevano sbaraiarsi et star in campagna; <i>tamen</i> non deliberono -cossa alcuna. Era anco in questo conseio Bernardo Contarini, al -qual in questo zorno li fo dato el governo de li Stratioti; et a hore -19 andò dove alozaveno li Stratioti dil Duodo, col canzelier de li -Provedadori; el qual li comesse dovesseno tutti obedir questo come -so Provedador, et tutti li basò le man, et fonno molto contenti, perchè -havia <i>etiam</i> lui la lengua loro, et li acceptò <i>benigne</i>. Habuto nostri -la rocca Brionza, el conte de Chaiazo mosse le so zente a custodia, -et el sig. Talian da Carpi con la so compagnia fece ussir, et fo -mandato a guarda di un'altra forteza chiamata Torqua. Le fanterie -nostre per zornata andavano fuzendo, et non potevano nostri far -tante provision che restasseno, secondo el costume de fanti, ma per -la paga tutti erano. El Duca de Milan intendendo questo de li campi, -deliberò de venir lui medemo in campo, per veder con l'ochio -meglio li alozamenti, et udir tutte le opinion; et scrisse volea venir. -<i>Item</i>, mandò più volte et in questi zorni a dir a la Duchessa de -Savoia, che restasse di dar adito et alozamenti a' Franzesi; ma lei si -scusava dicendo non poter far altro, ma che per sui subditi non sarà -dato alcuna molestia a' nostri; et per queste parole el Duca non -voleva, li Stratioti corseno a dar el vasto fino a presso Verzei. Et -questo basti dil seguito fin primo Avosto. Quello succederà vederete. -</p> - -<h3 id="lib4-16"><i>Quello seguite a Napoli et in Reame fin a dì primo Avosto.</i></h3> - -<p> -In questo mezo a Napoli el re Ferandino continuamente andava -a li repari sopravedendo, et andava armato con una curazina et -falda di maia et una partesana in man, insieme con el sig. Prospero -Colonna, el qual zonse lì a dì 18 Luio, come ho scritto; et el consolo -nostro spesso andava a parlarli, dimostrandoli nove de qui de li -campi. Et essendo insieme a dì 21 a una fenestra, esso Re disse: Io -ho causa de star de bona voia, conoscendo con quanto amor quella -Illustrissima Signoria s'è mossa ad aiutarme, <i>unde</i>, avegna che io -habbi portato sempre ogni paterna reverentia per la bona amicitia -è stata fra quella et la Majestà dil sig. Re passato, tanto più al presente -la ho in honore et reputomeli ubligato, quanto che ha fatto più -per me che per niun de quelli. Et però sempre li sarò buon et optimo -<span class="pagenum" id="Page_531">[531]</span> -figliolo, et spero lo cognoscerà <i>in dies</i>; et cussì in tutte cosse occorrano -sempre per servitio di quella, et per ciascun de quella terra, -me troverà prompto et ben disposto <i>etc</i>. Et è da saper che andò -contra el sig. Prospero Colonna, per honorarlo, Don Alphonso fratello -dil Re et Don Carlo fratello dil Cardinal di Aragona, ambi naturali; -et molto signori aozò in Capuana in Castello, et cenò la sera con il -Re, et de amico dil Re de Franza si fece di questo re Ferandino. Ma -so fradello sig. Fabricio era pur soldato ancora, et sviscerato, dil Re -de Franza lì in Reame. -</p> - -<p> -A Napoli li repari se lavorava continuamente, et era assistente -el Marchexe de Peschara, fidelissimo al Re nuovo. Di continuo tirava -a la terra artiglierie, et faceva pur qualche danno. Et a dì 18 di -notte feno assà luminarie, et treteno più del solito; la causa non se -intendeva. Et a dì 21 da matina, a hora di messa, quelli dil castello -trete una bombarda, la qual dette nel tetto di la chiesia di San Domenico, -dove era assà persone; <i>inter caetera</i>, el consolo Lunardo di -Anselmi nostro, et fece uno buso, spavì (<i>spaurì</i>) ogni uno, et passò -oltra di fuori. <i>Item</i>, a Napoli haveno a dì 20 lettere di 16 de Trani, -come le rocche di Bari, Trani, Barletta et Manferdonia ancor se tenivano -per Franzesi, ma speravano di breve haverle. <i>Item</i>, a dì 23 si -aspettavano lo duca de Melfi a Napoli, et il simile lo duca di Gravina. -Era divulgato esser morti in Calabria mons. di Obegnì, <i>tamen</i> -non sapevano certo; ma ben stava malissimo. Et a dì 23 el molo -grande con una torre si rese al re Ferandino; la qual torre subito il -Re la fece ruinar, et fatto repari per ponervi le artiglierie, con le -qual potrano far danno al castello da la banda dil mar, et l'armata; -et li repari <i>quotidie</i> se lavoravano, et el Re andava ogni dì a soraveder. -Et in castello si diceva mons. di Mompensier esser amalato, -et steteno 3 zorni che non frequentono cussì el trazer, come soleano. -<i>Item</i> a dì 24 inteseno le rocche preditte di la Puia erano rese; -et che Leze havia alzato le bandiere di Ferandino, et preso el Duca -con uno altro si chiamava el re de Pitot. A Taranto erano reducti -molti Franzesi. El Prencipe de Altamura era a Brandizo; et per intender -el tutto, qui sarà scritto una lettera dil re Ferandino, scritta -a soi secretarii a Roma. -</p> - -<h3 id="lib4-17"><i>Exemplum literarum Ferdinandi regis.</i></h3> - -<p class="indl"> -<i>Rex Siciliae</i> al Ripol et Berardino. -</p> - -<p> -Questa sera havemo hauto aviso da missier Piero Carazolo, quale -mandamo in questi dì al Ducha de Melfe et al Duca de Gravina, come -<span class="pagenum" id="Page_532">[532]</span> -ditti Duchi hanno già alzate le nostre bandiere et si sono reduti -a la nostra fideltà, et che erano in camino per venir ad trovarse con -le zente loro. <i>Similiter</i> questa sera è venuto da noi lo canzelario -del conte di Capaze, el qual ne ha affirmato, per parte de ditto conte, -come sarà lo simile incontenente; et che manderia subito da noi -lo figlio con le zente soe. Da Amanthea è venuto uno nostro fidato, -et qual partì Domenica di quella città: dice che passando dui dì -avanti per Cosenza, intese che mons. di Obegnì stava malissimo, te -che da poi essendo in l'Amanthea, venne nova che era morto. Come -sarà la nova certa, ve ne daremo aviso; fra tanto del preditto darete -noticia a la Santità dil Nostro Signor, et a lo Ill.<sup>mo</sup> et Rev.<sup>mo</sup> -Vicecancellier nostro patre, et al magnifico don Gracilasso, ambassador -de Castiglia, perchè semo certi ne haveran piacer. Le zente -franzese che sono in Calabria erano divertite ad Tropeya, et stavano -de lì intorno, et ogni dì se presentano a la terra la qual sta -fortissima. Et lo Rev.<sup>mo</sup> Cardinal scrive che di quelle cosse stieno -di bon animo, et che ne lassemo lo pensier a lui. -</p> - -<p> -Date in Castel nostro Capuano, <i>Neapolis, 22 Julii</i> 1495. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Rex Ferdinandus</span> -</p> - -<p class="indr"> -<i>Chariteus</i>. -</p> - -<p> -A tergo: <i>Magnificis viris Aloysio Ripol et Berardino Francho -secretariis et consiliariis nostris dilectis.</i> -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -Et a dì 25 zonseno a Napoli el Duca preditto de Gravina et el -Duca de Melfi con le militie loro. El Principe de Altemura smontò -a San Cathaldo in Puia, et quel Duca si dete a lui a discreptione di -la Majestà dil Re; <i>demum</i> andò a trovar el nostro capetanio zeneral -con le tre galie havia, poi andò a Manferdonia per alcune reliquie -gallice, che de lì se atrovava. A Napoli, preso el molo, fo messo per -re Ferandino alcune artilarie tiravano a l'armata franzese. A dì 26 -de notte el sig. Prospero Colonna con una galia partì de Napoli per -andar dal Principe di Bisignano so parente, per condurlo a ubidientia -dil Re. El prefetto de Senegaia era a Sora, indurato in nimicitia -con el prefato Re; el qual pochi zorni avanti fo scritto, per via de -Ravena, a la Signoria era morto, <i>tamen</i> non fo vero; pur era amalato. -</p> - -<p> -A dì 27 lì a Napoli venne nova, el Principe de Altemura havia -habuto, oltra tutte le forteze de Puia, anche el Monte de Santo Anzolo; -et che tutte quelle zente franzese, di le qual era capo uno don -Juliano, dovevano venir de lì assecurate. Et a dì 28 da matina con -le bombarde fo profondato una de le barze franzese lì a Napoli. El -<span class="pagenum" id="Page_533">[533]</span> -conte de Monte Odorisso, fratello del Marchexe de Pescara, che fo -ferito da' Franzesi, come ho ditto, stava pur cussì; poi varite. Et el -consolo nostro, a dì ditto, havendo ricevuto lettere di 26 da Roma, -andò in Castello da la Majestà dil Re, el qual li disse, Soa Majestà -havea scritto in questa terra, dimandando l'armata nostra in suo -aiuto; et che 'l favor de quella armata havia grandemente zovato a -tutte cosse sue, incomenciando da quello fo facto a Monopoli, per la -pertinentia de quelli, che exinde tutte altre terre fonno più facilmente -venute a obedientia. Per el qual benefitio grande, disse Soa -Majestà, siamo per haver perpetuo obligo verso quella Ill.<sup>ma</sup> Signoria, -come havemo et haveremo; et che sperava haver di breve il -Castel nuovo, perchè el cavo (<i>capo, capitano</i>) era stato a parlamento -con il conte de Trivento, et che comenzavano a patir; et Castel di -l'Ovo ha segnato, quello farà Castel nuovo, <i>etiam</i> loro faranno. -Item el Re mandò el sig. don Cesare con zente a Taranto, et speravano -si darà incontinente. El Prencipe de Salerno se intese in castello -era amalato. Et in questo zorno di Napoli se partì uno ambassador -deputato a Roma al Pontifice, chiamato Hieronimo Sperandio, -dottor, che <i>alias</i> vi fu, et anche in questa terra, come ho -scritto di sopra. -</p> - -<h3 id="lib4-18"><i>Exemplum literarum Regis praedicti.</i></h3> - -<p class="indl"> -<i>Rex Siciliae etc.</i> -</p> - -<p> -Ripol et Berardino. Questa sera havemo habuto nova da Calavria, -quelli de Terra nuova havevano mandato ad Reggio el capetanio -dil serenissimo sig. Re de Yspania et nostro....., che è là, -che si dovesse conferire in Terra nuova, atento che mons. de Obegnì -era morto. Et preditto capetanio era stato deliberato partisse per -quello camino, et poi andare a le zente franzese che son rimase in -quella provintia. In questi dì, da quelli stavano al Castel nuovo fo -mossa certa pratica per mezo dil capetanio di l'armada, che essendo -noi stati ad parlamento con ditto capetanio fin ad l'armata, parendone -che non c'erano cosse di substantia, dicessemo al ditto capetanio -che non volevamo audire più simil pratice, et restamo in -conclusione che se quelli dil castello non veniriano ad cose di fondamento -et stabile, che non si dovesse dare più orechie, et auscultare -cossa che dicesseno. Questa sera per ditto capetanio ne è stato -mandato a dir, che domane ci vole venire a parlar, parendoli havere -cosse di substantia. Noi intenderemo quello volerano dire, et -<span class="pagenum" id="Page_534">[534]</span> -a presso dil tutto vi aviseremo. Volemo che debiate comunicare ogni -cossa con la Santità dil Nostro Signor et con lo rev.<sup>mo</sup> et ill.<sup>mo</sup> sig. -Vicecancellier nostro patre, et con li magnifici Ambassadori di -Spagna et Venetia, et con chi altri ve parerà. Hozi è venuto a noi -Bernardin Branzia dal sig. Fabricio, el qual non era ancora arrivato. -Jacomo Pontano noi lo havemo expedito; domane se ne torna con -expeditione di quanto ne ha referito. -</p> - -<p> -Data in Castello nostro Capuano. <i>Neapolis, die 27 Julii</i> 1495. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Ferdinandus Rex.</span> -</p> - -<p> -A tergo: <i>ut superius scripsi.</i> -</p> - -<p> -In questi zorni, andando di Roma a Napoli certe lettere dil cardinal -San Dyonisio a mons. di Mompensier, vicerè, era in Castello, -fonno intercepte et presentate al re Ferandino. Le qual qui saranno -notade. -</p> - -<h3 id="lib4-19"><i>Copia di una lettera scripta a mons. di Mompensier per el cardinal -S. Dyonise, di la rota.</i></h3> - -<p> -Mons. Io me recomando a Vuj tanto de bon cuore come posso. -Io non ho hauto mai altro che una lettera de vuj, despò che el Re è -partito da Napoli, nè saputo nove de vuj, si non per...., el qual -m'ha scritto d'Aquapendente arente Siena, et heri mi manda le -lettere originale che mons. lo conte de Lignì scriveva al suo locotenente -al ditto luogo di Siena, zercha la vittoria et felicità che 'l -Re havia hauta contra soi inimici; le qual ve ho mandate per la via -de' mei signori Colonnesi, che ho tutti zorni confortadi et intretegnudi -al manco male ho saputo, perchè tanti corieri hanno sta perduti -et presi et amazadi, che non so si haverete hauto le ditte lettere. -De recao ve rimando la copia, et vi prego che mi faciate sapere -de le vostre nove al longo, per questo presente portador; azò -che le menzogne et false inventioni di nostri inimici, noi hanno -creduto far grandi danni et dispiazeri, et desviar assà di boni amici -dil Re. Ma Dio sia laudato, che la verità di la vittoria <i>de se est notoria</i>, -et <i>clare</i> cognosciuta tante volte, a fine che non facemo de -recao sua utilitade de false inventioni. Io vi prego che spesso me -scrivete de vostre nove, et la verità; et mandatine le lettere che vorete -scriver al Re, perchè ho preso intelligentia per farle tenir <i>secrete</i> -fino a Siena a mons. de l'Isle, che seguramente le manderà al -Re. Mons., despò le ditte lettere, noi havemo per conto seguro che -'l Re sie arivato a Casal, et a questa hora pol zonzer mons. d'Orliens. -<span class="pagenum" id="Page_535">[535]</span> -Noi havemo la vegnuta de' mei signori lo principe d'Orange et mareschalcho -de Riuss con una grandissima armada. Mons., io prego -a Dio che vi daga bona vita et longa et vittoria contra nostri -inimici. Mandatine la risposta a Gaieta, per la far me tegnir come -ho scritto al capetanio. -</p> - -<p> -Scritto in Roma, adì 19 Luio 1495. -</p> - -<p class="indr"> -Io tutto vostro, -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Cardinal de S. Denis.</span> -</p> - -<h3 id="lib4-20"><i>Copia de un'altra lettera de uno franzese, che nara al suo modo la rotta.</i></h3> - -<p> -Villa nuova. Luni ultimo, che fo 6 de questo mese, lo Re desfece -in bataia el marchese de Mantoa con tutta l'armada de' Venetiani -e parte de quella del Duca de Milan, le quale stavano al numero -de 25 milia in 30 milia persone, et poi che hanno sta bene batuti, -si poseno ben a l'andar. Io vi assegno la più bella et grossa -compagnia che mai homo habia visto, et meglio in hordene al mondo. -Et a fine che voi sapiate meglio la facione, per contar ai altri, -voi dovete saper che per il Domenega davanti, la matina, loro arivò a -Fornovo, che è do mia del suo campo, et credeva el ditto sig. che al -ditto zorno avere la battaglia, perchè aspettava soi inimici più de -8 hore sopra la bella riva; et quando vete che loro non volevano -marchar avanti, lui s'è logà de fora dil ditto Fornovo, apropinquandosse, -e lo dì driedo, che fo el dì de la batalia, el ditto sig. partissi -del suo lozamento intra 7 et 8 hore la matina, per andarse alozar -viso a viso del ditto campo, de l'altra banda de l'acqua per tutto. Et -in camino li inimici per 4 bande in terribelmente et bello ordene et -lo più malitiosamente, a quello che dicono i vechij capetanei, come -era possibele; dove nui marcheremo verso lo antiguarda et sguizari. -Et potevano esser in questo squadron de 300 in 400 homeni d'arme -con 1000 pedoni. Arente loro, più alto, a sua man dextera, marchava -l'altro squadron, per venir dar sopra la costa de nostra avantiguarda. -Et li doi grossi squadroni che stava in camin, de 400 in -500 homeni d'arme, et le più zente da bene, passarono lo ditto fiume, -poi noi, per venir dar sopra la battaglia dove era il Re in noi, -fazando sempre scaramuze de Stratioti per ne atargar. Et fezeno sì -grande diligentia, queste due ultime squadre che vi parlo, che rimanerono -li primi intra de noi, a la banda dove stava al Re; et forno -sì bene reculati, che forno rotti et messi in fuga, et sopra el campo -et ala che li fo dado, forno morti bene 3 o 4000 homeni d'arme, senza -<span class="pagenum" id="Page_536">[536]</span> -piar nissuno presonier. <i>Inter</i> li quali fo morto el sig. Redolfo, barba -dil marchexe de Mantoa, che stava el più homo da bene havesseno; uno -altro signor, che si dimanda conte Bernardino et lo fratello dil sig. di -Corezo, con 15 o ver 16 capi de squadre de quelli che erano li più -valenti. Et quando lialtri che marchavano contra nostra ditta antiguarda -vederino la ditta rotta, se retegnì subito, et tegnerono scorta -d'un lato, et noi de l'altro, et poi se retirono pocho a pocho. Et credo -che, se non havesse stà perchè non voler azzardarlo tanto, a causa -di la persona dil Re che stava lì, che quelli non haveriano habuto -meior marchà che li altri; nè in logo di chargarli, li fo dati tanti -colpi di canoni, che rimagnò in campo da 3 in 4 mille et 500, et -lo campo rimase dove fu fatto la ditta battaia al Re; lo qual logo -dormì tutta la notte, et lì fece suo lozamento. El ditto Marchexe de -Mantoa si era informato dil vestimento dil Re, et de qual banda -stava per quel zorno; et per lo saper meglio el vero, mandò uno -trombetta fino dove steva el ditto Signor, dimandando trieve per -quel zorno, che era cossa strania, perchè non erano longo uno da -l'altro uno trato d'arco, et marchava per venir fuore. <i>Ergo</i>, quel -ditto trombetta parlò a Re, et se è possuto bene imparar quello che -dimandava, perchè havea cargo de monstrar el Re a suo maistro: -le qual cossa credo che fece, perchè ritornasse incontinente senza altra -risposta. -</p> - -<p> -Per le trombete che è stà mandadi dopoi a veder, che stava in -presone de nostra zente, è stà saputo come havia fatto uno squadron -40 de li soi capi, per piar o far qualche grande despiacer al Re quel -zorno; et forno la più parte de quelli che le...., perchè rimase -più di la mità. Li hanno el bastardo Matheo presonier, mons. de... -et lo bastardo de Pienes; che è tutti quelli che havemo noticia. <i>Similiter</i> -hanno presonier el conte de Petilane, et di nostri non è stà -morto, salvo Julian Bonivel, Panquenarde, Marten et Balaibre; et -de questi 4 non se sa nova nissuna, perchè credo che sono morti. El -Re non ha vogliuto che si habbia scritto le nove di la vittoria fin -a questa hora, perchè la fazone de Italia si è de farsse beffe; et che -la soa fuzita, poi che forno rotti, forno verso el so campo, el qual -hera fortificato tante volte. Se il Re havesse voluto, loro havia sì -grande fastidio a la monstration che fenzevano de abandonar, tanto -che havesse perso sue forze che havesse, caminando in quella parte. -Ma el Re volse più presto dormir dove havea stà fato la bataia. Et -si avesino sta zente da bene, sono bene in hordene, ne haveriano combatuto -un'altra volta, ma fin a a questa hora havemo cavalcado ogni -<span class="pagenum" id="Page_537">[537]</span> -zorno senza trovar loro nè altri che habia dimandato niente, salvo -alcuni piccoli Stratioti che ne fano... Et havemo tanto fatto per nostre -giornate, che doman con l'aiuto di Dio saremo passati a diexe meia -arente tutto il paexe del Ducato de Milano. Et si alcuno dimandasse -perchè mi ve facio la festa oltra sì tosto, si è perchè mons. d'Orliens -è tanto deble di suo contato, che è forza andiamo a darli socorsso; -ma andaremo prima fino a Casal, perchè el convien passar -lì per le grosse fiumere che sono in questo paexe. Intervene er sera -al più tarde a la nostra compagnia la mazor fortuna per loro che poteva -intervenir, si havesse durato; perchè una fiumera, che lo ditto -Signor havea passata una hora avanti, dove li cavalli non erano fino -a li zenochij, in uno momento venne sì grossa, che l'artiglierie -che era driedo, et più di la mità de' nostri Sguizari et qualche 600 -homeni d'arme rimagnereno da l'altra banda tutta la notte. Ma -Dio ne ha sì bene ajutati, che questa matina è discresciuta in -modo, che ogni cossa è venuto verso de nui; et si l'havesse piovesto -hozi, erano in pericolo d'esser combatuti d'una banda, et nui -da l'altra, et haveria stà pericolo de perder. Quelli de questo paese, -perchè poteno saper de novo, dicono che hanno fatto suo poter a -seguitarne; et de quelli de denanti, che sono al Duca de Milan, che, -segondo loro, domane farne qualche vegnuta. Ma poichè semo informati, -metremo prova a far loro come a l'altra volta. Niente de men -non credo la mità de quello che se dice; et se l'intervene qualche -cossa, per uno altro, che mons. de Polysì m'à mandà, ve manderò -tante nove. Io credo che dovete saper più tosto le nove che veneno -da Zenoa, che non si fa de qui; perchè le poste che veneno sono -robate, ma tanto, d'uno camino l'è. Luni medemo che noi combatessemo -a Fornovo, dove vi desiderava con quelli di l'armada che -combattino, li ordinati e li.... de Zenoa, le desfece, et rimaxe -de zenoesi zercha 40 o vero 50 homeni d'arme. Se dise che questa -zornata medema mons. d'Orliens fo asaltato dal Duca de Milano, et -have el meglio niente de mancho. Queste ultime nuove non sono -troppo sicure. -</p> - -<p> -Scritto a Orovenze, a dì 10 Luio, la matina, 1495. -</p> - -<p> -Mi havea dementegà a dirve, come a dì de la battaia forno -morti più de mille et 800 Stratioti, et non altro. -</p> - -<p class="indr"> -Signato: <span class="smcap">L. de Luxemburgh.</span> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_538">[538]</span> -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -Et queste lettere, benchè siano mal scritte, <i>ad literam</i> sono -acopiade di le autentice, translatade di francese in latino. -</p> - -<p> -In questi zorni, poi che ancora siamo su le cosse dil Reame, in -Puia acadete, come a dì 21 Luio per uno navilio venuto se intese, -come volendossi partir tre nostri merchadanti patricij di Leze, per -haver la Signoria nostra ivi l'armata, fonno ritenuti, zoè Lucha -Vendramin, fo de sier Alvise, et Zuan Querini, de sier Piero, et uno -altro. Et li soi parenti andò a la Signoria, dolendossi di questo, et -che dovesseno proveder. <i>Unde</i> alcuni puiesi scolari, studiavano a -Padoa, pur de ditta terra, fo scritto a li rettori di Padoa li dovesseno -far retenir et ponerli in castello; et cussì fo fatto. <i>Unde</i> dopoi -nostri fonno lassati, et questi fo liberati. Vene ancora lettere del -capetanio zeneral di l'armata, di 17, 18 et 19 Luio, date pur in -Monopoli, come tuta la Puia havea levato le insegne di re Ferandino, -<i>excepto</i> alcune roche, come di sopra ho scritto, et quello comandava -la Signoria dovesse far, recomandando molto il locho di -Monopoli, et che si dovesse mandar custodia, partendo l'armada de -lì. Ma lassiamo queste cosse di Puia, e di altrove scriviamo. -</p> - -<h3 id="lib4-21"><i>Modo et hordine di le investiture date a Vormes -per il Re di Romani.</i></h3> - -<p> -Per lettere di oratori a Maximiliano, di 17 Luio, se intese -come, essendo quasi a fine la dieta, el Re volse dar le investiture, -et l'hordine et modo qui sarà scritto. A dì 14 Luio, de marti, la -majestà dil Re, accompagnato da tuti li principi, baroni et oratori, -che a Vormes vi era, et a tutti fonno dati li suoi luogi, andò a dar -principio a far le investiture publice. Primo, sua majestà andò con -la comitiva in uno tribunal grandissimo, fatto su una piaza, et -coperto <i>pro majori parte</i> di restagno d'oro, el resto de pani de seda -et de bone tapezarie; et deseso in una caxa driedo il tribunal, Soa -Serenità se vestì in habito regal, che fo un paro de stivaleti d'oro, -l'amito, camixe, stola, manipolo et streta de vanzelio, damaschino -biancho; sopra, un pivial de campo d'oro. Tutti i ditti paramenti -con so frisi d'oro guarniti, et capuzo recamado di perle, con zoie di -ogni sorte di bon presio. In testa l'havea la corona, ne la man -dreta el sceptro, ne la man sinistra el mondo; avanti li era portado -la spada. Tutte le predette cosse d'oro, di gran precio, con bellissime -zoie. Li principi electori ecclesiastici haveano mantelli da -preti, grandissimi, messi per il collo, come portano li cubicularij in -<span class="pagenum" id="Page_539">[539]</span> -concistorio; in testa havevano barete de scarlato, longe et conze a -piete, come solea portar i vechii; li manti et i capuzi et le barete -fin a mezo erano fodrate de armellini con le code. Li electori laici -haveano questo istesso habito di pano cremixin; li episcopi non -electori haveano i so mantelli, capuzi et barete di raso paonazo; -fodradi di dossi i manti e i capuzi tutti, et le barete fin a mezo. -Li principi non electori haveano manti de raso cremexin, come quei -de' nostri oratori, fodrati d'armellini senza code, con uno bavaro -quattro deda, et un garzo da pe' et dove el mantelletto è averto, de -quella medema largeza. Li principi che, <i>morte alterius</i>, poteno succeder -ad esser electori, haveano in testa un capello de raso cremexin, -fodrato de armellini, voltado davanti in suso, et da driedo in -zoso, a modo de caloieri grechi. Li altri haveano barete pur di raso, -con un frixo di 4 deda di armelini. Li langravij questo instesso -habito di raxo pavonazo, fodrà di dossi, et li marchexi fodrà di vari. -Et poi sua majestà si messe su una sedia con li electori a torno, da -la banda dreta li prencipi ecclesiastici et da la sinistra li laici; -et investì prima li arciepiscopi Magontia et Coloniense, et poi el -conte Palatin et el duca Federico de Saxonia. Cadaun di loro con -400 cavalli, tutti vestidi ad una livrea, con un stendardo rosso che -dinota la fedeltà et omagio de l'imperio, et tanti altri stendardi -quanti stadi che uno hanno, con titolo di marchexe in suso, con le -arme dei stadi: el duca Federico ne havea 12. Li arciepiscopi haveano -su una maza ligadi con un cordon li sigili, perchè uno è -chanzelier per Germania, l'altro per Gallia, et l'altro per Italia. Li -electori laici haveano su li stendardi rossi quello hornamento che è -suo ufficio a portar davanti la majestà dil Re, come el conte Paladin, -el mondo; el Duca de Saxonia, la spada; et el sceptro, el marchexe -de Brandiburg. Quelli erano a cavallo haveano una bandiera picola -su la testa dil cavallo, et una su la testa loro, con l'arma di quel -stado dal qual i hanno la principal domination. A questo modo -cadauno di loro veneno con i so 400 cavalli corando fino al tribunal, -et desmontati di bon passo a la presentia dil Re, e ditto -alcune parole in thodescho, preseno li stendardi furono buttadi a la -ruffa. Poi la majestà dil Re fece molti cavalieri, tra li altri domino -Urban d'Alba, orator di Monferà. Nel far de le investidure, el vene -molti jostradori ne la piaza, con lanze grossissime et feri moladi, -<i>adeo</i> che ogni volta che i corano, <i>etiam</i> andasseno pian, ciaschuno -chi con li chavalli et chi da per loro..... zercha a li luogi -de li oratori fu pur qualche garbuglio: tra uno orator di Hongaria -<span class="pagenum" id="Page_540">[540]</span> -et quello di Napoli, nostri et quel de Milan. Da un canto era li -oratori di Spagna, Napoli et Milan; da l'altro, Hongaria, Venetiani, -et Monferà, et li oratori di alcuni Vescovi. Et è da saper che Maximiliano -non volleva terminar, li nostri dovesse precieder Milano, -ma voleva tenir la cossa in discussa, con assegnar luogi che si -potesse dedur raxon ad <i>utramque partem; tamen</i> pur nostri, sì come -a Roma et in ogni loco hanno sempre precedesto a Milan, et etiam -al presente li andarono di sora. Et il zorno sequente, Soa Majestà, -<i>similibus solemnitatibus</i>, investì l'arciepiscopo Triverense, el duca -Alberto do Saxonia, el duca de Metelbur et el duca Federico de -Brandimburg; et a dì 16 poi investì el Langravio d'Axia et alcuni -altri marchexi et prencipi. Insumma fece zercha 30 investidure, -che era bellissimo veder quelle cerimonie. Et per lettere de ditti -Oratori, oltra di questo la Signoria fo certifichata, che a dì 15 lì era -intrato el duca Henrico de Brunxvich con 350 cavalli in arme, benissimo -in ponto; et molti di loro armati quasi a la italiana; e -benchè su le arme non havesseno sopravesta alcuna, qualche uno -havea <i>etiam</i> le barde; el resto erano armati a la leziera, tutti vestiti -ad uno modo con genere suo. Et questo Ducha fra 3 zorni se dovea -partir per Italia, et in effetto venne, come dirò di sotto. Di la dieta, -molti diceva era conclusa, altri era <i>prope conclusionem.</i> -</p> - -<p> -<i>Item</i>, che a dì 14 da sera haviano ricevute lettere, el Re, di 7, -da Milano, con exempij di lettere dil conte di Caiazo, de 6, che narava -el conflitto de' nostri con franzesi <i>etc</i>. Et quel zorno, a dì 17, -ditti oratori andò a disnar con l'arcivescovo Coloniense, uno di -electori di l'imperio, el qual li fece uno solennissimo et degno -pasto, dove rasonono assa' cosse zercha a queste cosse de Italia. <i>Et -hæc satis</i>. -</p> - -<h3 id="lib4-22"><i>Novitade di Cesena.</i></h3> - -<p> -Sì come ho scritto di sopra di le novitade seguite in Cesena, -a dì 12 Luio, et pur non cessando, Guido Guerra da Bagno intrò -dentro con alcuni partesani a la fine di Luio, et teniva da la parte -de Tiberti, et fece far uno bastion fortissimo tra la rocha vechia et -la strada, per obviar el socorso potesse esser dato da quel canto a la -rocha nova. <i>Item</i>, fece far certo reparo, o ver parapeto, in la murada, -azò quelli di la rocha nuova non potesseno offender la terra, et che -quelli di la terra potesse socorrer quelli di la rocha vechia. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, come per lettere di Andrea Zanchani, podestà di Ravena, -<span class="pagenum" id="Page_541">[541]</span> -se intese, et <i>etiam</i> per una lettera de Collela Grego, contestabele a -Cervia, el qual mandò uno Francesco d'Alexandria, suo caporal, -homo fidato et sufficiente, lì a Cesena a inquerir, et poter notifichar -esso podestà dil tutto. Come, a dì primo Avosto, a hore 15, Guido -Guerra disse a tutti li soi cittadini: Andate a disnar, poi tornate -tutti armati; judicava per dar la battaglia a la rocha nuova, <i>tamen</i> -non seguite altro; et che aspettaveno 500 fanti di Bologna. Et a -di 12 steteno <i>etiam</i> in arme, et a hore 24 ne gionse 50 fanti di -ditto numero. Et in ditto zorno, a hore 21, fo fatto publica crida, -che tutti li marangoni se ritrovasseno in piaza con li istrumenti -soi, quali subito veneno in gran numero, et ritornono ne le murate, -dove si messeno a lavorar getti, scale, et ogni altra cossa necessaria -per dar una battaglia. Et a dì 3 da matina fece portar in Cesena -gran quantità di legnami per coprir il ponte di la porta dil fiume, -acciò potessesi intrar e ussir di la terra per ditto ponte senza offesa -di la rocha, et comenzono a lavorar. In questo zorno li fanti cridavano: -Siega! Siega! Bagno! Bagno! ch'è la caxada di Guido Guerra. -In la rocha era zercha 50 homeni d'arme, li qualli se difendevano -virilmente. Et l'arcivescovo di Arles, dal qual causa dite novità, se -ritrovava a Montifior, et diceva volleva venir a Cesena con le zente -dil sig. di Pexaro e ducha di Gandia. Tamen, Piero Michiel era lì -a Pexaro, a guidar ditte zente, sollicitava di menarle in campo a -Novara. Et a dì 3 Avosto venne a Ravena dal Podestà uno domino -Thomaso Buzardo, cuxin del prefato episcopo, con lettere credentiale, -dicendo esso episcopo havia terminà di andar a socorrer la rocha di -Cesena, et desiderava saper si la Signoria nostra li havia dato alcun -hordine di darli quelle fantarie eran lì; et si tal ordine non era -zonto, perchè il teniva fusse in camino, pregava ge le volesse consentir, -perchè si dubitava non la expugnasseno. Et el podestà si excusò, -non havia altro hordine, nè potea darli senza licentia di la Signoria. -In Cesena in questo mezo la rocha era bombardata, et loro di rocha -bombardavano <i>etiam</i>. Et vedendo il Pontifice queste novità, mandò -uno breve a Guido Guerra, che <i>sub poena excommunicationis</i> non dovesse -turbarli la sua città di Cesena, <i>imo</i> ussir de lì, et lassar viver -<i>pacifice</i> quelli cittadini, nè impazarsse in quelle cosse; et che mons. -lo episcopo di Arles potesse andar al suo governo di ditta terra. Et -zonto ditto messo a Guido Guerra, quello lo fece <i>statim</i> impichar -a uno arbore con il breve davanti il collo, che fu cossa assà crudel. -<i>Tamen</i>, dopoi fonno sedate le discordie, et il Pontifice mandò uno -altro governador, chiamato domino Nicolao Fiesco, genovese, episcopo -<span class="pagenum" id="Page_542">[542]</span> -di Forlivio, vedendo el populo non volleva questo vescovo di -Arles. Et non quattro mesi dopoi, ditto Guido Guerra, quello fece -ad altri li fo fatto a lui, come tutto di sotto sarà scritto. -</p> - -<p> -A Venetia, a dì primo Avosto, essendo compito di fabrichar el -fontego di la farina a San Marcho, ch'è bellissimo; et questo fo -decreto per più comodità dil populo, che cussì come era uno a Rialto, -ne fusse uno a San Marcho; et eletto do signori, li qualli fonno -Benedetto da Molin et Marco Falier, fatto li fontegeri, et quelli havesseno -custodia di quello. Or in questo zorno fo fatto una precession -di Rialto a San Marcho, con trombe et pifari, con uno San Marcho -biancho, et tutti li fontegeri et fachini che portono su le spalle -460 stera di farina per metter in ditto fontego; poi vene li signori -scrivani <i>etc</i>. Et fo di sabado, et comenzono a metter farina dentro -et vender. Et il marchexe di Mantoa mandò in ditto fontego stera -400 di farine, le qual fusse vendute lire 4 el ster, acciò el populo -havesse bon merchato, che vallea lire 5 il ster; sì che a questo modo -have principio ditto fontego. -</p> - -<p> -A dì 30 Luio, in Pregadi fo messo 4 decime, do al monte vechio -et do al monte nuovo, a pagar una fin mezo il mexe di Avosto, -l'altra per tutto il mexe; et si possi metter arzenti in zecha, <i>juxta</i> -el solito. Et la parte prima fo presa, et fo dato tal cargo a Maffio -Soranzo, fo di domino Vettor, cavalier et procurator, havesse tal -arzenti a receverli, et con una bolleta de li provedadori dil sal erano -fatti creditori a la camera de imprestidi al monte nuovo. Et poi, a -dì 7 Avosto, fo preso che chi pagava le do decime donate in termene -di zorni 8, zoè fino a XV dil mexe, havesse di don ducati 12 -per cento; le qual decime era numero 55 et 56, et quelli davano -arzenti al sal, a ducati 6 la marcha, saranno fatti creditori di le decime -numero 57 et 58. <i>Item</i>, che quelli pagava al termene le decime -dil monte nuovo, numero 38 et 39, habino di don ducati 5 per -cento, oltra il pro'. Queste provision fo causa si scodesse da ducati -25 milia in su per decime, ma fevano per richi et non per poveri, -perchè ad ogni modo li poveri non pagava se non con pena poi di -X per cento a le cazude, et non havia dono alcuno. Sì che nostri -feva ogni cossa per trovar danari, per la grandissima spexa haveano, -<i>maxime</i> dil campo a Novara. -</p> - -<p> -Ancora in questo zorno fo preso, l'armada marittima era a Monopoli, -fortifichato quel locho, et lassatoli custodia et uno soracomito -per governator, qual paresse al zeneral, poi dovesse passar a -Corffù, et ivi star fino la Signoria nostra li comandava. Et zercha -<span class="pagenum" id="Page_543">[543]</span> -questo fo assa' disputato, però che era tre oppinione di Savij di -Colegio: alcuni volleva ditta armata andasse a Napoli, per dar reputation -a re Ferando; altri andasse a Zenoa, poi a Niza di Provenza -dil re di Franza; altri a Corffù. Et questa fu presa, et spazato -al capetanio lettere. In questo mezo si amalò di dopia terzana; -et poi, alquanto migliorato, messe governador in Monopoli Nicolò -Corner, era soracomito, et in Pulignano Nicolò Paladin, cavalier, -era soracomito.... Et poi, a dì 12 Avosto, nel conseio di Pregadi, per -le nove succedeva di Napoli, fo decreto ditta armada, col capetanio -zeneral nostro, Antonio Grimani, procurator, el qual era quasi varito, -dovesse andar a Napoli; et questo per haverla con grande instantia -el Ferandino richiesta. Quello seguite scriverò di sotto. -</p> - -<p> -In questi zorni fo mandato in campo ducati 6000 al Marchexe -di Mantoa, capetanio zeneral nostro, a ciò facesse 1000 provisionadi -per guarda di la sua persona. Et ditto capetanio, abuto la nuova di -la sua creatione, scrisse una lettera a la Signoria, di sua mano, rengratiando, -promettendo fede perpetua. Et a dì 3 Avosto, per Colegio, -fu eletto pagador in campo, in luogo de Daniel Vendramino, -era amalato, Orssato Morexini; et abuto danari de qui, a dì 10 ditto, -et venuto a Padoa, et <i>sic successive</i> per le camere, havendo danari -per poter far la paga al suo zonzer; et menò con lui rasonato Andrea -di...., scrivan a la camera di Padoa. -</p> - -<p> -A dì primo Avosto, nel conseio di Pregadi fu conduto il conte -di Petigliano, zoè scritto a li Provedadori in campo dovesseno tramar -di accordarlo con la Signoria nostra, con fiorini 30 milia in -tempo di pace et 40 in tempo di guerra, per anni 5, titolo di Governador -zeneral, tengi cavalli 1400; ma lui non volsse aceptar, et <i>tamen</i> -si adoperava a li exercitij dil campo. Pur a la fine con più -summa fo conduto, come, descrivendo le cosse seguide questo mexe -in campo, sarà scritto. Et il sig. Virginio Orssini, habuto licentia -da' nostri et dil Duca de Milan, ritornò versso Roma a li suoi castelli. -</p> - -<p> -In questo zorno, zonse in questa terra una bellissima reliquia, -zoè la anconeta che fo dil Re di Franza, portata per uno di Val Brembana, -chiamato Cristallo, el qual era ballestrier dil Marchexe di -Mantoa, bandito dil brexan et bergamasco, al qual prima li fo fatto -salvo conduto. Et con lui vene uno cittadin di Bergamo, chiamato -el conte Urssino di Rotta, fidelissimo nostro, et quello mi baptezò io -Marin Sanudo, compositor di questa ystoria. Et per saper il tutto, -havendo questui in campo preso uno franzese di anni zercha 66, -<span class="pagenum" id="Page_544">[544]</span> -chiamato Cabriel Molendina, el qual era stato, <i>ut dicitur</i>, a servicio -dil Re di Franza, et li trovò ditto Cristallo adosso ducati 101, o -vero scudi...., questa anconeta con zoie et degnissime reliquie, -zoè di la vesta di Christo et tutti li misterij di la Passione, cossa -di farne grande extimatione; et uno subioto d'oro ch'el Re talhora -sonava, chiamando certi chani.... Et habuto tal cosse et questo -preson, si fuzì di campo, et vene in bergamasche; et conferito con -ditto conte Urssino, come havia tal cosse, lui consigliò dovesse venir -a presentarle a la Signoria, che li faria di gran bene. Et lui dicendo -non era mai stato a Venetia, nè sapeva a che modo far; <i>unde</i> -ditto conte Urssino, fidelissimo, volse venir im persona a sue spexe -a menarlo a ditta Signoria nostra. Et, zonto, li fa fatto salvo conduto -per anni 100 et uno, et presentato la ditta anconeta, a tempo -era reduto el Conseio di X, et vista con gran devotione per le cosse -sacre eran dentro, come per lettere in francese pareva, vi fosse -<i>etiam</i> zerte perle et zoie atorno. La qual vidi et basai in la capella -de' Procuratori, con gran devutione, perchè ivi fu posta, poi messa -nel santuario di le zoie. Et volendo remeritar a questui portò tal -presente, li dixeno dimandasse quello volleva. Rispose, esser cavato -dil bando; et cussì fu fatto il salvo conduto. <i>Demum</i>, a dì 18 Avosto, -preseno de darli ducati 10 al mexe di provisione, et ducati 50 per -spexe l'havia fatto, et ducati 100 de beneficii, zoè de intrada a l'anno -a uno suo fiol, et habbi la taglia data a ditto franzese, che era ducati -300, et li 100 ducati li trovò adosso; sì che fu assa' remeritato. -Ma ben, prima li desseno alcuna provisione, scrisse a li rettori de -Bergamo dovesseno mandar de qui ditto franzese, era lì in custodia; -et cussì mandato, zonse in questa terra a dì 7 ditto, fo messo in -caxa dil capetanio di le preson. Et poichè fo examinato, fo dato et -restituto a ditto Crestallo, che lo havia preso. Et per quel poeta nominato -di sopra, fo fatto a questa anconeta, o vero paxe, epigrama, -zoè questo: -</p> - -<h3 id="lib4-23"><i>Epigramma de anchoneta ac reliquiis acceptis a Gallis.</i></h3> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Abstulit a Gallo pacem Deus armipotente;</p> -<p class="i02"> Quid mirum, pacem si modo Marcus habet?</p> -<p class="i01">Despexit pacem Gallus. Miracula cernis:</p> -<p class="i02"> Anchoneta patet, paxque reliquit eum.</p> -<p class="i01">Hanc Crystallinus rapuit, qui bergomas extat,</p> -<p class="i02"> Maximus hic meritis perspicuusque suis.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_545">[545]</span> -</p> - -<p> -A dì 10 Avosto, zonse in questa terra uno gripo, sopra il qual -domino Prudentio da Trane, era capetanio dil Re a Monopoli, et -menato per Alvise di Albori; et, poi che stete alcuni zorni qui, fo -lassato andar, havendo habuto salvo conduto dal capetanio zeneral. -</p> - -<p> -A dì 12 ditto, vene lettere di Antonio Vincivera, secretario a -Bologna, come el magnifico Joanne havia per spie, el Re de Franza -a Turim stava di malavoia, per esserli morto in la bataia 83 baroni, -et che per tutta la Franza era levati assa' coroti. -</p> - -<p> -A dì 6 Avosto, zonse lettere per la via di Zenoa, di Francesco -Capello, kav., et Marin Zorzi, oratori nostri al Re et Raina di Spagna, -date a dì 12 Luio in Burgos. Narra come erano stati da Barzellona -fin a Burgos in camino zorni XXI, et passato per lochi amorbati, -et cativi alozamenti habuti a Barzelona chatelena, Saragosa -di Ragon; <i>demum</i> assa' honorati. Et che a dì 6 ditto, zoè Luio, -di Luni, fo il zorno di la bataia, ritrovandossi mia 3 di Burgos, li -veneno contra molti signori et gran maistri, zoè li presidenti de -la città de Burgos, el comandador mazor, tutti li cavalieri, il comandador -di Chalatra', il comandador di la Cantara, il comandador -di Lion con cavalieri di l'hordine di San Jacomo, el conseio de Aragon, -el conseio de Chastiglia, lo arziepiscopo di Messina, lo arziepiscopo -di Calgos, lo episcopo de Burgos, de Vallentia, lo episcopo -de etc. <i>Item</i>, de Villa, de Salamanca, de Tui, de Almeria, de Maioricha, -de Barzelona con altri prelati, el ducha di Nazera, conte di -Benivento, l'armirante di Ragon, conte de Niena, conte di Goziano, -conte di Trivigno, marchese di Villafranca, presidente di Moran, -prescidente de Chastiglia, signori et baroni et cavalieri assa' -altri; in tutto 3000 cavalli, fra i qual era 200 mulle. Et a hore 24 -faceva l'intrata in la terra; et il Re et la Raina erano a le finestre, -et con gran jubilo dil populo introno a questo modo. El Capelo con -l'arzivescovo de Milan, ambassador dil Duca, et il Zorzi con l'altro -de Milan; et andati a lo alozamento. Poi el zorno driedo, ebbeno -audientia. Era sentato il Re et la Raina su do sedie regal, et li fece -bona et perfetta ciera, et volse tutti 4 sti oratori lì sentasseno per -mezo, su uno scagno. Et presentate le lettere di credenza, Marin -Zorzi li fece una oration latina; et il Re li fece risponder a uno -maistro Diego, frate predichator valentissimo. Poi Zuan Battista di -Sfondradi, orator de Milan, fece la sua oratione et risposta. Andono -el Re, la Raina et questi 4 oratori in una camera secreta; et Francesco -Capello notifichò a Soa Majestà el bisogno de Italia, et che -dovesse romper al Re de Franza. Et il Re disse che ad ogni modo -<span class="pagenum" id="Page_546">[546]</span> -el volleva romper, et che 'l manderia di ogni ij uno; et dimostrò -poi lettere havia di Perpignano, come Franzesi li havia scritto, -che dovesseno levar ditte zente, che <i>etiam</i> loro si leveria. <i>Item</i>, -che havia cavalli 13 mille et 8000 pedoni, et che scrivesseno in -questa terra et a Milan, che certo romperia, perchè la liga lui la -voleva mantegnir, et esser amico nostro. -</p> - -<p> -Per lettere di Fiorenza, a dì 8 ditto, se intese come Fiorentini, -seguendo pur l'impresa di reaquistar Pisa, et <i>etiam</i> Monte -Pulzano da' Senesi, in questi zorni a presso Cassina et Monte di -Sasso fonno a le man con Franzesi, et ne rupe zercha 200; parte -di qual fonno aperti per mezo, perchè si divulgavano haveano danari -ne le viscere, <i>tamen</i> non trovono alcuna cossa. Et pur non -restavano Fiorentini di volersi acordar et far liga con il Re. Do -loro ambassadori erano a Turin; et certo si divulgava, tal liga et -amicitia havesse a esser causa di perturbar Italia, per aderirsi a -esso Re. Quello seguite, et le lettere scritte zercha questo, di sotto -intenderete. -</p> - -<p> -Per la venuta di le nave di Soria, le qual zonseno a dì 16 -ditto, et per lettere di Damasco, nostri fo certifichati come el sig. -Turcho havia mandà uno ambassador al Soldan al Chaiero per queste -cosse de Franza, havendo mo assae paura, et che de li Mori -quasi vollevano far garbuio a le natione, dicendo: Questo Re di -Franza prosperava, et vuj non reparate. <i>Unde</i> ne veniva a dischatiar -nuj, sì come le prophetie loro dicono, che a questi tempi la sua -leze deva patir. <i>Unde</i> Zuan Vallaresso, consolo, chiamato il conseio -di 12, terminono di far certe lettere false, pareva venisse de -qui, per le qual si advisava esso Re de Franza era rotto et andato -in malhora, come, <i>ita volente Deo</i>, fu pocho da poi; et di questo -deteno sacramento a tutti, <i>adeo</i>, mostrate queste lettere, Mori fonno -aliegri, et non seguite altro; pur merchadanti stevano con gran -paura di loro. Et oltra di questo se intese come il Soldan, havendo -inteso che nel monasterio di frati di monte Syon in Jerusalem, li -frati haveano arme nel convento, et che aspettava el Re de Franza, -<i>unde</i> mandò alcuni Mori lì a veder, et vollea ruinar el tempio e -occider li frati; et, cerchato ben per tutto, non trovono se non cortelli -da taiar dil pane; et li frati li dixeno non erano di tal sorte, -nè venuti a la religion per tenir arme ascose, et che era vania et calunnia. -<i>Unde</i>, trovato la verità, non seguì altro. -</p> - -<p> -A Roma el Pontifice, exortato da li oratori di la liga, et maxime -dal veneto, dovesse excommunichar el Re de Franza, a ciò -<span class="pagenum" id="Page_547">[547]</span> -tornasse in Franza, lassando <i>pacifice</i> Italia, <i>unde</i>, chiamato concistorio -et desputato, deliberono di farli uno brieve, el qual sarà qui -sotto scritto; et questo per lettere di 3 Avosto di Roma se intese; -et voleva mandar uno mazier fino a Turin a portarlo. Anchora fece -esso Pontifice in concistorio uno nuovo decreto, che <i>de cætero</i>, li 4 -Patriarchi siano cardinalli, zoè quello de Jerusalem, di Constantinopoli, -di Antiochia et Alexandrino; et questo fece perchè <i>aliquando</i> -in corte fra ditti Patriarchi et Cardinali sono venuti in contrasto -zercha a li luogi, perchè li Patriarchi dicevano dover preceder et -esser propinqui al Pontifice, et Cardinali non vollevano; et questo -fo causa di l'odio ha el Patriarcha da cha' Lando nostro in corte -per haver voluto precieder; <i>unde</i> non l'hanno mai voluto far cardinal, -et <i>tamen</i> è dignissimo prelato. Hor el brieve dil Pontifice, mandato -al Re de Franza, scriviamo; el qual fo traduto in terza rima -per Zorzi Summarippa, veronese patricio, et butato a stampa; ch'è -belissimo lezer. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Exemplum brevis sanctissimi Domini nostri -ad Carolum Regem Francorum</i><a class="tag" id="tag140" href="#note140">[140]</a>. -</p> -</div> - -<h3 id="lib4-24"><i>Cosse seguite in campo di Novara, dil mexe di Avosto, -succincte descritte.</i></h3> - -<p> -Vedendo questa gallicha historia, per le cosse successe et qui -<i>verissime</i> descripte, venir assa' grande volume, <i>unde</i> mi è forzo di -abreviar; et però, pretermetendo lettere per li tempi zonzevano in -questa terra di campo, però che una al zorno almancho era scritta -a la Signoria per li Provedadori, <i>solum</i> qui scriverò zorno per zorno -quello seguite dil mexe di Avosto, et sic poi <i>successive</i> in ditto campo. -Et <i>nil miremini, lectores</i>; chè, <i>licet</i> non me habi trovato presente, -ma tutta la verità, nil praetermisso che sia da conto, qui scriverò, -et prima: -</p> - -<p> -A dì primo Avosto, pur essendo el campo nostro a Castel Chiasol -sotto Novara, et in grandissime desputatione di levarse, Ducheschi -volevano se tirasse più avanti, et li Provedadori volevano redurse -in loco securo. <i>Unde</i> el Duca de Milan scrisse el zorno driedo -vollea venir in ditto campo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_548">[548]</span> -</p> - -<p> -<i>Item</i>, in questo zorno esso Duca mandò una lettera al sig. Galeazo -suo capetanio in campo, notifichandoli esser conclusa la liga -con la compagnia dil Bo, o vero li sette comuni che sono sguizari, -i qualli fin hora hanno dato assa' aiuto al Re de Franza. La qual -nuova, intesa da' nostri, fo tenuta perfettissima. Et poi venuto a -Milan, li capitoli sigillati, di questo fece gran dimostratione di -alegreza, facendo fuogi; et cussì in campo. Questo accordo fo fatto -per forza de danari; et fo divulgato esso Duca de Milan le deva ducati -30 milia in tempo di pace et 40 milia in tempo di guerra. Et -ditti sguizari mandono a dir a li sguizari erano in campo dil Re de -Franza, et quei sono in Novara col Duca di Orliens, in termene di -3 zorni si debbino redur in loro paesi, sotto pena di rebellione et -confiscation di beni. Et cussì in campo aspettavano ussisse li sguizari -di Novara. -</p> - -<p> -In questo zorno vene una spia nostra da Verzei, mia X di Novara, -dove il Re havia mandato cavalli 400 et 3000 pedoni, et <i>continue</i> -veniva li franzesi; notifichava il Re esser a Turin, et si aspettava -a Verzei a dì 2 ditto; et che judichava in tutto, ivi, fin quel -hora, vi fusse di le persone 8000, et divulgavano di venir asaltar il -nostro exercito; et ditta spia, per esser tolto suspetto, ebbe cinque -ferite. -</p> - -<p> -A dì 3 ditto, Bernardo Contarini, provedador di stratioti, scrisse -a la Signoria una lettera, come li era stà dati in governo li altri -stratioti da poi el partir de Piero Duodo, i qualli si sforzerà di governarli -secondo le sue picol forze, non sparagnando faticha <i>etc</i>. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, che inteso la creation de lo illustrissimo sig. Marchexe, -capetanio zeneral, per segno di alegreza, havendo uno cavallo bellissimo -leardo de valuta de più de ducati 100, el qual lui lo havea -guadagnato, et quello alegramente donò; stratioti prendono qualche -sacomano franzese, discalzo et in camisa, <i>unde</i> li bastonò et cazono -in la terra; et <i>ultimo</i>, havendone preso alcuni, per più disprecio -de' franzesi, esso Provedador fece stratioti li vendesseno per uno melon -l'uno, tanto pocho li stimavano. -</p> - -<p> -A dì 2 ditto, el Duca de Milan con soa moglie et oratori di Spagna, -Napoli et veneto, con la soa corte partì di Milano et vene a -Vegevene; <i>demum</i> in campo. Et questo zorno, a hore 6, venendo la -Domenega, fo a dì 2 Avosto, montò a cavallo el capetanio zeneral -nostro, et el suo capetanio sig. Galeazo, et Bernardo Contarini con -80 cavalli de stratioti, et andono contra Soa Excelentia mia do di là -da Vegevene, et, scontrato con bel hordene, fatto le debite acoglienze, -<span class="pagenum" id="Page_549">[549]</span> -Bernardo Contarini preditto volsse dismontar et tocharli la mano; -ma il Duca mai li volse tochar, se non montato fo a cavallo. La -Duchessa era con do charete, una coperta di pano d'oro, l'altra di -veludo cremexin; et cavalchando versso Vegevene, molto ringratiò -esso Bernardo di portamenti in suo servitio; et dismontò a Vegevene; -a hore 20 montò a cavallo et vene a Vespole, dove dovea alozar -Soa Excellentia quella sera, mia 6 distante dil nostro campo, -dove scontrò Luca Pixani, provedador nostro, el qual con assa' cavalli -li veniva contra. Et però il Duca volsse passar ditta villa, et -in campagna, tochato la man a ditto Provedador, ritornò ad alozar -a Vespola, et el capetanio zeneral, provedador, et el resto veneno in -campo per quella notte. Poi la mattina, fo a dì 3 ditto, essendo il -Duca a cavallo per venir in campo, volendo ussir di Vespola, la -mula li scapuzò e gittolo in una pozza di fango, per modo tutto se -infangò <i>etc</i>. la veste; subito si mutò, et dove era vestito di una veste -damaschin negro, curta per fino al zenochio, si tramudò in una -di quella foza, damaschin cremexin; et, aproximato mia do dil campo, -el sig. Marchexe, capetanio, con Lucha Pixani, provedador, Daniel -Vendramin, pagador, Bernardo Contarini, condutieri et molti -stratioti, li andono contra, et lo acompagnò fino a lo alozamento dil -sig. Galeazo, suo capetanio, di S. Severino; et nostri tolseno licentia -de Soa Signoria. Li oratori era con lui veneno a smontar a lo -alozamento dil nostro campo; et cussì non seguite altro quel zorno. -</p> - -<p> -A dì 4 ditto, el Duca, capetanio zeneral nostro, et il suo, li oratori -Spagna, Napoli, et li provedadori con Hironimo Lion, kav., orator -nostro, et Bernardo Contarini, conte di Petigliano, et il conte di -Chaiazo, reduti in uno, consultono <i>utrum</i> el nostro exercito si dovesse -levar dove l'era, redurse più avanti, o andar a Vegevene, o -pur star fermo. Et parlò sapientissimamente el conte di Petigliano. -Rispose el Duca. Poi parlò Marchiò Trivixan, provedador; et cussì -steteno in desputation. Et il Duca volsse veder, <i>oculata fide</i>, el tutto; -et chavalchò per li alozamenti, dove Ruberteschi erano di opinione -stesse el nostro exercito; <i>tamen</i> per questo zorno non concluseno -alcuna cossa. Soa moglie, la Duchessa, vene a star con lui in campo; -et, oltra li 3 oratori nominati, havia tre altri <i>etc.</i> -</p> - -<p> -A dì 5 ditto, Bernardo Contarini non potendo correr a Verzei, -perchè non volevano anchora romper guerra a la Duchessa di Savoia, -da matina mandò 200 cavalli de stratioti a la volta de Verzei, -per veder si Franzesi vollevano venir a scharamuzar con loro; et, -aproximati a mezo mio lontano di la terra, trovono zercha 20 cavalli -<span class="pagenum" id="Page_550">[550]</span> -franzesi, et 10 ballestrieri a cavallo di Zuan Jacomo di Traulzi; -li quali, visto stratioti, si messeno in fuga; Franzesi si salvono in la -terra; et li balestrieri fonno tra morti et presi tutti con molte ferite; -uno di qual fo examinato per esso Provedador, et la examination -soa mandò a la Signoria. -</p> - -<p> -In questo zorno fo fatto in campo una mostra zeneral di tutte -le zente; era colateral nostro Hironimo di Monte sopranominato; et -el Duca de Milan nel suo campo, sopra tutte le zente d'arme, Lorenzo -d'Orffeo da Mozanega, et comissario suo Galeazo Visconte. -Hor el Duca con madona soa moglie volse veder questa mostra, -che fo bellissima, et za molti anni non fo fatta simile. -</p> - -<p> -A Venetia, vedendo le cosse de Novara andar a la longa, preseno -in ditto zorno che si dovesse strenzer Novara, bombardarla et -far il tutto per poner fine a l'impresa. Et cussì par el Duca contentasse, -et fusse dato el guasto a la terra, et ogni altra provisione; fo -tre volte a consultatione con li Provedadori, stete uno dì et mezo in -campo, poi tornò a Milan. -</p> - -<p> -A dì 7 ditto, terminato di meter Novara in assedio, in questo -zorno dete principio, che prima la notte intrava vittuarie dentro a -loro piacer; et mandono cavalli 200 con 100 fanti a uno locho mia -4 lontano, chiamato...., per custodia; <i>adeo</i> franzesi più non porano -ussir di la terra. -</p> - -<p> -Item per li ballestrieri presi per stratioti a dì 5, se intese el -Re esser a Turin, e diceva aspettava zente de Franza da persone 20 -milia; et che domino Joan Jacobo di Traulci si trova a Verzei. -</p> - -<p> -In la terra inteseno vin non vi esser; pan rasonevolmente, et -che la notte questi paesani el portano, perchè il pagano bene. <i>Item</i>, -nostri principiono a far le strade per poter dar la bataia a la ditta -terra di Novara, et il Duca di Orliens si confortava con la venuta -dil Re. -</p> - -<p> -A dì 9 ditto, nostri corsse et spianò uno castello chiamato Bulgaro, -fra Novara e Verzei; <i>item</i>, seguiteno di dar el guasto a Novara, -tagliando arbori, vigne <i>etc</i>.; et stratioti prese do franzesi et -alcuni chariazi; a la volta di Verzei fo mandato altri 400 fanti. -</p> - -<p> -A dì 10 ditto, el nostro campo se levò dove era, et vene a conzonzerse -con quel dil Duca de Milan, vicino a Novara, in uno locho -chiamato Caxuol; et li Provedadori alozono in castello, el capetanio -et altri di fuora; li pavioni (<i>padiglioni</i>) e tende erano stese, bellissimo -veder, et li stratioti a la campagna, et Bernardo Contarini sotto -una trabacha. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_551">[551]</span> -</p> - -<p> -A dì 12, per spie inteseno el Re esser tra Turin et Chier, con -la inamorata sua a Chier, dove spesso andava et stava a piaceri, recreandossi -alquanto de li affanni portati. Et a dì 11 vene uno trombeta -suo in campo a dimandar uno preson; el qual disse, Soa Majestà -era a Chier, aspetava zente, et veria a Verzei poi a combatter -con nostri. -</p> - -<p> -In questo zorno vene fuora de Verzei zercha 100 todeschi, si -atrovava ivi col Re sotto il Traulzi; et questi veneno per il comandamento -di loro capi sguizari; et, venuti nel nostro campo, ebbeno -soldo. Et anchora di altri sguizari di Novara ussite, in summa numero -250 in tutto, e tutti fonno charezati, e dato soldo da' nostri. -</p> - -<p> -Quelli dil campo duchescho menava in longo di dar el guasto -a Novara, et di ozi in domane menava la cossa; <i>tamen</i> pur da la -sua banda poi conveneno dar. -</p> - -<p> -In Novara fevano gran repari, et ogni zorno se fortifichava sì -dentro come fuori; non haveano vin ma ben axedi, di li qual ne -bevevano quelli baroni, con zucharo butado dentro; formenti assai, -et feceno molini cinque da man; et cussì masenavano in farine; -fevano pan negrissimo et chativo; carne poche, nè non ve haveano -se non di chavallo. Et perchè scharamuzando con thodeschi ogni -giorno franzesi, pur ne era feriti qualche uno, et volendolo miedegar, -<i>dicitur</i> el vuovo valleva soldi 30 l'uno, cossa incredibile, per -non esser galine. Questo tutto si have da uno nostro prexon che fuzite; -ogni notte fevano signali de fuogi, dimandando soccorsso. -</p> - -<p> -A dì 14 ditto, dil campo duchescho se partì alcuni homeni -d'arme, capo uno fiul fo dil conte Zuan Boromeo, et andò a li alozamenti. -Li provedadori si dolse con el sig. Galeazo, capetanio, et -con el conte de Chaiazo. Risposeno, non saper nulla, et che provederebbe -a questo. -</p> - -<p> -Fo scritto a Millano al Duca, mandasse 2000 guastadori in -campo, per esser gran bisogno per le cosse acadeva. -</p> - -<p> -In questa matina, per uno di Monferà, partì di Novara, inteseno -el Duca de Orliens fece far una crida, che, in termene di 3 hore, -tutti quelli non haveano soldo si dovesse partir di la terra, con tutte -le meretrice et li soi homeni; <i>unde</i> se partì <i>tunc</i> 150 homeni non -haveano soldo.<i> Item,</i> mazenavano al zorno, con quelli molini da man, -da manzar per 100 homeni et non più; non bevevano vin za zorni -XV, per esserli manchato. Dil Re si divulgava a dì XV dovea esser -a Verzei, <i>tamen</i> indusiò qualche zorno a venir. -</p> - -<p> -In ditto zorno zonse in campo borgognoni 60 a piedi, belli homeni -<span class="pagenum" id="Page_552">[552]</span> -et ben armadi. El capetanio zeneral volsse si toleseno a nostro -soldo per uno mese, a fiorini 4 di Rens per uno; erano stati a -Milan, sperando el Duca li desseno soldo più di un mese, et ebbe -<i>solum</i> uno fiorin per uno. -</p> - -<p> -El sig. Marchexe de Mantoa, capetanio zeneral nostro, non se -sentì bene et se amallò di fluxo; stava in letto in una cariola sotto -il suo pavion (<i>padiglione</i>), et li Provedadori lo andò a visitar. -</p> - -<p> -A dì XV ditto, Piero Marzello et Zorzi Emo, i qualli a dì 28 -Luio nel conseio di Pregadi fonno electi oratori a portar el baston et -stendardo di capetanio zeneral in campo a lo illustre Marchexe di -Mantoa; <i>unde</i>, partiti a dì 6 Avosto da Venetia con molti zoveni -patricij, andati per veder il campo, et trombe et pifferi dil Principe -nostro; et zonti a dì 14 a Vespola, la sera ivi alozono. Et la matina, -fo il zorno di S. Rocho, dovendo venir in campo, Bernardo Contarini -con stratioti li andò contra mia 5, et, trovato ditti oratori, veneno -di longo. Et el sig. capetanio mandò suo fratello, sig. Zuane di Gonzaga, -era al soldo de Milan, et Hanibal Bentivoy, pocho lontano di -Vespola; poi li andò contra el conte di Petigliano con un squadron -a cavallo armado a la liziera et senza elmeti; poi andò una squadra -de cavalli todeschi a cavallo, pur armati a la liziera; poi li cavalli -alemani dil Duca, armadi come andavano, zoè il corpo di la curaza, -arnesi, schiniere et zelade. Et zonti ditti oratori con lo stendardo -spiegato et il baston avanti, sonando trombe et pifari, si tochono la -man; et lì fo dimorato alquanto. Et dismontati al pavion dil capetanio, -dove era fatto uno altar da dir messa, con alcune cortine -atorno, fo dil Re de Franza, divisade di raso bianco et veludo -paonazo, con molte lettere dorade di sopra, zoè questi segni C. -A., che vien a dir Carlo et Anna, la nome di esso Re et Raina. Et -qui sotto era, oltra el capetanio nostro, provedadori et oratori, el -sig. Galeazo, capetanio zeneral dil Duca, el conte di Petigliano, el -conte di Chaiazo, sig. di Rimano, sig. di Corezo, Hanibal Bentivoy, -sig. Gasparo Frachasso con tutti altri nostri conduttieri et ducheschi, -vestidi di zornede d'oro et d'arzento, con belle colladene -d'oro. Et el sig. Marchexe havia una zornea di restagno d'oro, et -avanti lui era uno forzier coperto de panno d'oro, dove el se inzenochiava. -Il stendardo era posto in mezo il pavion, et baston d'arzento -sopra l'altar; et fo cantato una solenne messa, con cantadori, -pifari, et trombe venuti de qui. Et, fornita, fo portato el baston a -Zorzi Emo, el qual dovea far le parole, et il stendardo. El qual apresentò -a ditto Marchexe, per nome di la Signoria, dicendo con -<span class="pagenum" id="Page_553">[553]</span> -gran gravità, che la Illustrissima Signoria per li soi boni portamenti -et opere havia diliberato ornarlo del ditto capitaniato zeneral, -zoè dil titolo di tutte le sue zente d'arme, et decorar Soa Excellentia -di l'insegne dil sceptro et vexilo dil protetor nostro San Marcho, -a conservation et mantenimento dil Stato di essa Illustrissima -Signoria, a honor et perpetua gloria de Soa Excellentia, et a confusion -de tutti li inimici de quello Illustrissimo Stado, con altre parole -di questa substantia. Et lui rispose: Magnifico ambassador, a mi -par impossibele poter responder a le parole de Vostra Magnificentia, -ma dirò ben che non per merito alcun quella Illustrissima Signoria, -ma per l'amor et benivolentia che quella li portava, la se havea degnà -de honorarlo de tal insegne, dil baston et honorifico vexillo. Lo -qual con gaiardo et forte animo lo accepto, sperando far tal opere, -che la Illustrissima Signoria cognoscerà haverlo conferito a persona -che li mostrerà qualche bon fructo, preponendo el ben, utele et comodo -de quello Illustrissimo Stado a la vita propria, et in fino nel -corpo di mia madre era servidor de la prefata Illustrissima Signoria. -Potrà haver uno capetanio più praticho de mi, ma di fede tale mai -lo troverà al mondo. Et finito, tutti andono al suo lozamento; et li -ambassadori veneno alozar con li Provedadori, et la sera fo convidati -li zentilhomeni a zena col capetanio a uno suo pavion, et cussì -poi la mattina a disnar alcuni andono <i>etc.</i> -</p> - -<p> -In questa notte passata, el sig. Galeazo, capetanio dil Duca, et -el conte di Petigliano andono asaltar li borgi di Novara con zercha -8 in X milia persone, tra cavallo et piedi, da diverse bande, per -brusarli si tenir non li potevano. Et da una banda esso sig. Galeazo -con 5000 alemani et 400 cavalli, da l'altra el conte de Chaiazo con -alcuni altri pedoni et cavalli, da la parte verso Vegevene la nostra -zente col conte di Petigliano; et l'hordine era di andar do o ver tre -hore avanti zorno, ma non andono ducheschi se non a l'alba. Et cussì -nostri, acostati a ditti borgi, principiò a fichar fuogo in alcune caxe, -et con i nimici principiono a scharamuzar. Fonno rebatudi fino a le -terze sbare, per modo comenzono a trazer bombarde, passadori et -freze; li nostri con schiopeti et passadori. Et in questa baruffa fo -morti de' nostri zercha 200, feriti alcuni; et da una spingarda fo -morto Alvise Lanza, contestabele nostro; li altri moriteno, fonno alemani -dil campo duchescho, et de' nostri zercha 64; et, si asaltavano -a l'hora deputata, nostri certo ottenivano li borgi. -</p> - -<p> -In ditto zorno, di 15 ditto, zonse lettere di la Signoria di 12, -cometeva dovesseno nostri far corarie fino a Verzei, brusando <i>etc.</i>, -<span class="pagenum" id="Page_554">[554]</span> -perhò che li ducheschi <i>numquam</i> havia voluto, dicendo Madama di -Savoia era parente dil Ducha, et non era bon farli danno, perchè era -costreta a far quello la faceva, non potendo resister a' franzesi. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, questa sera zonse el nontio dil Pontifice in campo con la -scomunega dil Re di Franza; era mondano, et mandò uno dal Re a -dimandar salvo conduto. -</p> - -<p> -Per uno preson nostro, era in Novara, rescatato et pagato la -taia, vene in campo et referite esser gran fame in la terra; masenavano -a man, non haveano vin se non chara 5 in tutta la terra, assa' -amalati da ponta. Et questa notte, tre hore avanti zorno, alcuni cavalli -di Verzei con farine intrò in Novara; et che si aspettava venisse -il Re a darli soccorsso. -</p> - -<p> -A dì 16 ditto, li Provedadori fece lezer la lettera di la Signoria -al capetanio, andati a soa visitatione con li oratori. Et disse, era -stato sempre di questa opinione; et che se dia <i>etiam</i> el guasto a -Novara, con mortari et mangani trazer a la terra; le bombarde -grosse, erano mia cinque di là de Vegevene, di l'hordine dil Duca -fo tornate ivi. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, 100 alemani, fuziti dil Re, nostri soldono con fiorini de -Rens 4 al mexe per uno. Et li do capi referite esser tre settimane -erano partiti di Aste, dove era il Re con persone utele et inutele -13 milia; haver <i>solum</i> 3000 alemani, di qual eran scampati 1500; -<i>tamen</i> poi li zonse altri mille et ducento, et quelli fuzino fo per non -haver le so page. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, che 'l Re havia mandà in Franza per danari, ma non li -havea potuto haver, però che dicevano, vollevano prima Soa Majestà -vadi in Franza, poi faranno quella deliberatione li parerà; et -ch'el Re volleva venir, passà questo caldo, a Verzei, a far la massa, -poi socorrer Novara. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, zonse in campo nostro 200 elemani, venuti di Elemagna -per haver soldo, et per conseglio de domino Zorzi di Pietra plana, -capetanio di li elemani ducheschi, nostri li asoldono. A tutti fo dato -sacramento per el ditto Zorzi, <i>juxta</i> el solito, di fedeltà; <i>tamen</i> -haveano poche armadure. -</p> - -<p> -In questo zorno zonse in campo Orssato Morexini, pagador, con -ducati 18 mille. Li andò contra Bernardo Contarini con alcuni contestabeli -et stratioti. -</p> - -<p> -Quello andò a Turin, per tuor il salvo conduto per il Nontio -dil Papa, ritornò dicendo bisognava saper la sua nome. -</p> - -<p> -Per do sacomani de Reame, era con Zuan Jacomo de Traulzi, -<span class="pagenum" id="Page_555">[555]</span> -fuziti di Verzei, venuti qui, et riferiteno li soldati taliani in Verzei -esser mal voluti da' franzesi, et che alozano separati da loro, et in -tutto sono da 8 in 10 millia persone, tra le qual 2000 alemani et -alcuni guasconi; et che era zonto, za tre zorni ivi, el sig. Constantin -Arniti, venuto da Monferà con cavalli 40, et aspettava il resto fin -100 homeni d'arme; cento era con il Traulzi, el resto franzesi; -et vollevano metter li pavioni fuora di la terra, ma pur terminono -de aspettar el Re; <i>tamen</i> haveano gran paura de stratioti; dopoi -che i preseno i ballestrieri dil Traulzi, dicevano voler venir contra -nostri e intrar in Novara. -</p> - -<p> -A dì 17 el Duca de Milan scrisse in campo, esser contento si -cora a Verzei, et si riportava al suo capetanio; et cussì consultato, -el conte de Petigliano et el conte di Chaiazo erano di oppinione. Ma -pur el sig. Galeazo slongava. -</p> - -<p> -El capetanio zeneral nostro, migliorato, ussì di lo alozamento, -et vene da li Provedadori; <i>tamen</i> non era ben varito. -</p> - -<p> -In campo nostro era za zonti 40 homeni d'arme di la conduta -dil Duca di Gandia, sotto questi, <i>videlicet</i>: sotto il conte Christofaro -di Gonzaga, numero 20; sotto Iacomo da Poiana, vicentino, -numero 8; sotto Zenon Avogaro, da Treviso, numero 8; sotto il -Zenoese, era con il prefetto, numero 2, et do altri separati. Questi -erano mediocremente a cavallo, ben armati, atti homeni a cavallo, -ma in arte militar inexperti, dil Zenoese in fuora. Haveano habuto -ducati 30 per curaza da domino Aloysio Becheto, orator dil Papa -qui a Venetia. -</p> - -<p> -Venne Francesco Grasso da Roma, et 4 contestabeli, zoè Zuan -da Feltre, et tre altri. Li Provedadori li tolseno, et li dette 100 -provisionati per uno, zoè di 150 page di Alvise Lanza, et 100 di -provisionadi fo dil Cicogna, el qual era partito senza licentia. <i>Item</i> -pagò 200 di Bernardin di Ugoni, era amalato et partito di campo. -El residuo di quelli fo di Zuan Biancho de Sicilia et di Zuan -Anzolo di Urbino. Et a li presone de li contestabelli deteno provisione; -et oltra di questi fanti, la Signoria scrisse dovesseno far 200 -elemani, non potendo haver nè desviar quelli era con il Re et duca -di Orliens in Novara; et li Provedadori li mandono a far, come -dirò. -</p> - -<p> -A hore 3 di notte zonse una spia di Verzei, et notifichò come -dovea venir cavalli 300 di farine per entrar in Novara, li qualli -doveano partir a hore una di notte, e far più di 20 mia quella notte, -e venir in la terra, e slongava la strada X mia per andar per vie -<span class="pagenum" id="Page_556">[556]</span> -sigure. Et el capetanio zeneral subito, <i>licet</i> fusse amalato, montò a -cavallo et fece metter in hordine le zente, zoè 700 homeni d'arme, -et Bernardo Contarini dete la mità di stratioti et alcune fantarie. -Et a hore 4 andono a la volta di Vespola, mia 5 dal campo, versso -Vegevene, perchè doveano ditta scorta et vittuarie far quella via. -Anchora in quell'hora montò a cavallo el sig. Galeazo, capetanio -zeneral dil Duca de Milan, con homeni d'arme 400, fanti alemani -5000, et esso Bernardo Contarini con il resto de stratioti; et andono -a la volta di Novara, in su la strada maistra versso la montagna, -e lì dimorò per fino a do hore di zorno. Visto non pareva niuno, -el sig. Galeazo ritornò, et cussì <i>etiam</i> era ritornato el capetanio. -Ma Bernardo Contarini, desiderando con li stratioti di far qualcossa, -andò per quella strada maistra versso la montagna, et, chavalchato -mia 8, si voltò per costa verso Verzei, visitando molti -castelli, era prima dominati per franzesi, ma per stratioti reaquistati; -et, acostato a uno castello chiamato la Badia, mia 3 vicino a -Verzei, et non potendo haver alcun li venisseno contra, se non che -trovò in una ara cinque franzesi con assa' femene che tribiava; et li -franzesi volendo scampar, li stratioti li azonze con le lanze in la -schena, ne amazono tre, do feriteno a morte, dei qualli non si potè -far alcuna examination. Et cussì ritornò stratioti a li loro alozamenti. -</p> - -<p> -Quelli di Novara mostrava fuogi et li studava, poi di novo li -apizavano; per i qual signalli dimostrava esser in gran necessità, -dimandando soccorso da Verzei. -</p> - -<p> -A dì 18 ditto, essendo stato la notte avanti el capetanio zeneral -nostro per aspettar venisseno quelli cavalli con le vittuarie, et non -essendo venuti, dubitando la notte seguente non venisseno, mandò -el conte Carlo de Pian de Melletto et Carlo Secho con bona suma di -zente su la strada, da la qual via havevano più sospetto. -</p> - -<p> -Fo principiato a far uno bastion a presso la terra, et, per non -haver guastadori, non se compite sì presto; <i>unde</i> li Provedadori -rescrisse di novo a Milan li mandasseno, perchè non era venuti di -2000 se non 200, li qualli erano stati do zorni et fuziti; et, volendo -dar el guasto, necessario era esservi guastadori. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, fo comenzà a far uno fosso per fortifichar el campo, et -<i>continue</i> lavoravano; ancora fo principiato a dar il guasto a la terra -da uno canto. -</p> - -<p> -Et a hore 4, nostri inteseno era ussito di Novara più di 500 -cavalli a la liziera, e fuzivano verso Verzei; et quei di la terra, a -<span class="pagenum" id="Page_557">[557]</span> -hore 2 in 3, trete molte bombarde <i>præter solitum</i>, et levono 3 volte -fuogo in zima di la torre, poi lo smorzò. Et el capetanio, inteso -questo, subito montò a cavallo a la liziera con assa' cavalli, et andono -driedo di questi fuzivano. Quello seguite, intenderete. -</p> - -<p> -El messo, andò a tuor dal Re el salvo condutto, non era ancora -ritornato, et el Nuncio pontificio stava lì in campo. -</p> - -<p> -A dì 19 ditto, per tre vie, nostri haveno nuove di Verzei. Prima, -a mezo zorno, zonse uno fo mandato per Tadio da la Motella a -Verzei e a Turin, et referì esser partito a dì 16 da Turin, dove el -Re con la so corte era, et spesso andava a Chier per veder la inamorata -soa. <i>Item</i>, di Franza non era venuta zente, ma ni anche si -aspetavano; et che da Turin fino a Verzei era alozate da 4 in 5 -milia persone, in Verzei 8 in 10 milia; in tutto, el Re se ritrovava -haver da XV in XVI milia persone, in tutto, tra utele et inutele, -senza quei sono in Novara; et che se dicea volea venir a trovar il -campo, et socorrer Novara. Et che el Duca de Savoia steva malissimo. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, a hore 22, el capetanio zeneral have per do soi trombetti, -venuti da Verzei, come in questo zorno era zonto ivi 8000 elemani -et 1800 homeni d'arme, et che volea venir asaltar lo nostro -campo di notte da tre lai (<i>lati</i>) a un tempo; da Verzei, da Novara, -et da un'altra via; <i>tamen</i> per questo nostri non hebbeno paura, -ma avevano con grande....; et el capetanio havia ordinato li -collonelli, e tutto. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, a hore una di notte vene uno vexentin, bandito di Vicenza, -chiamato Basilio de la Scuola, el qual era stato in campo dil -Re, et ozi, partito di Verzei mostrando andar a Turin, vene da' nostri -et refferì a li Provedadori esser in Verzei lanze 1000 tra franzesi -et taliane, elemani zercha 5000, con alcuni guasconi, borgognoni, -savogini et paesani; in tutto, con quei è col Re, persone -15 in 16 milia; et che aspetavano el Re là per tutta questa altra -settimana; et che ogni zorno andava in Verzei do homeni d'arme -ducheschi a parlar con quelli baroni. <i>Item</i>, che hanno mandato el -balio del Degiun a condur gran numero de elemani; <i>tamen</i> era ito -con pochi danari; et era mesi cinque li provisionati non havia -habuto denari; et a Verzei era zonto el Maraschalcho de Giaè et -altri gran maestri, per veder qualche bon lozamento, per metersi -col campo fuora di la terra; altri diceva era venuto per dar la paga. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_558">[558]</span> -</p> - -<h3 id="lib4-25"><i>Zente da cavallo et a piedi si ritrovava in Verzei, -sì come riferite el vicentin sopra ditto.</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Mons. de Fois, locotenente dil Re</td> <td class="bt center">lanze</td> <td class="num">60</td> - </tr> - <tr> - <td>La compagnia dil Duca di Orliens</td> <td class="center">»</td> <td class="num">60</td> - </tr> - <tr> - <td>Compagnia di mons. di Lignì, cuxin dil Re</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Compagnia di mons. l'armiraio di Franza venuto</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Compagnia di mons. Arbereto venuto nuovamente</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Compagnia dil Grand Venor, <i>idest</i> cazador, <i>ut supra</i></td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Compagnia di mons. di Borbon venuta, <i>ut supra</i></td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Compagnia porta castroni per insegna, venuta <i>ut supra</i></td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. di Guisa</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. d'Alban</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. d'Armansa</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. d'Auson, fratello di mons. de Obegnì</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. di Serva</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Compagnia de mons. de Verzì</td> <td class="center">»</td> <td class="num">30</td> - </tr> - <tr> - <td>El balì.... d'Auson</td> <td class="center">»</td> <td class="num">20</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. de Beumon</td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td>D. Zuan Jacomo di Traulzi</td> <td class="center">»</td> <td class="num">40</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td>Summa lanze</td> <td class="num">900</td> - </tr> -</table> - -<p> -Cavalli lizieri numero 1000; et questi hanno do arzier a cavallo -per homo d'arme. -</p> - -<p class="center"> -<i>Homeni da conto è ivi.</i> -</p> - -<ul> -<li>Mons. de Fois.</li> -<li>Mons. el Marchial.</li> -<li>Mons. el Metre de l'artilaria.</li> -<li>Mons. di Pienes</li> -<li>Mons. el Visconte de.......... gran tesorier.</li> -<li>Mons. de Serva.</li> -<li>Mons. d'Auson.</li> -<li>Mons. de Beumon.</li> -<li>D. Joan Jacomo di Traulzi.</li> -<li>Sig. Constantin Arniti.</li> -<li>D. Camillo Vitelli.</li> -<li>Sig. Troian Papacoda.</li> -</ul> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_559">[559]</span> -</p> - -<p class="center"> -<i>Fantarie.</i> -</p> - -<p> -Tra todeschi, savoini, guasconi, piamontesi et altre generation, -zercha 5500. -</p> - -<p class="center"> -<i>Artilarie.</i> -</p> - -<p> -Serpentine numero 5, di 8 pie' et mezo in circa longe, traze -ballote di ferro de lire 35, a unze 18 la lira. -</p> - -<p> -Colovrine, zoè passavolanti, numero 4, di 12, 13 et 14 pie' longi -l'uno, traze ballote di lire 22 et meza. -</p> - -<p> -Falconi, a modo spingarde, numero 14, traze ballote di piombo -di lire 10 in 12 l'una, sono longe pie' 7. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, per quanto inteseno li Provedadori da quel messo di Thadio -di la Motella, era intrati quella mattina, a dì 19 Avosto, 40 cittadini -di Novara in Verzei. Fu fatto duplicar le guarde et scolte dil -campo, et ordinato steseno vigilanti, a ciò nostri non fusse intercepti. -</p> - -<p> -Havendo la Signoria nel conseio di Pregadi preso, a dì... Avosto, -di dar al conte di Petigliano in tempo di pace ducati 33 milia, -et in tempo di guerra el terzo più, zoè ducati 44 milia a l'anno, et -tegni le zente proportionate al stipendio, et questo per anni 5 et uno -di rispetto in libertà di la Signoria, et titolo di governador, perchè -non si havia potuto acordarlo con quello li Provedadori li offerseno -al principio; et a dì 19 era stati a parlamento. El qual dicea havea -col Re di Napoli in tempo di paxe fiorini d'oro 33 milia, a incoronati -ij per fiorino, eran carlini 12, zoè lire 6 de nostra moneda, et -in tempo de guerra la mità più, et perhò non volleva acceptar quello -nostri li offeriva, ma dimandò licentia; <i>tamen</i>, dicendo volleva star -ancora X o ver 15 zorni in campo per far cossa grata, et li Provedadori -li dete per avanti ducati 500, <i>juxta</i> li comandamenti di la -Signoria.. Et in questo zorno, a dì 19, ricevuto lettere di questo, -ditti Provedadori volseno parlar con esso conte, el qual pregò che -per do zorni non ne parlasseno alcuna cossa, per esser li cieli mal -disposti, però che è homo segue molto astrologi et hore. Et cussì -restono; poi parlono, et concluse come dirò. -</p> - -<p> -Et in questo zorno ritornò el messo andato al Re per il salvo -conduto, et il Re non li volse farlo. Ma quelli soi gran maestri li -disse: Fa el nontio vegni sopra la nostra fede. Et cussì ditto messo -<span class="pagenum" id="Page_560">[560]</span> -la matina seguente, abuto cavalli da' nostri Provedadori, se partì et -andò dal re; <i>tamen</i> non li apresentò el breve, et rimase de li soi, -come dirò di sotto; e più non ritornò. -</p> - -<p> -A dì 20 ditto fo consultato da li Provedadori con el capetanio, -conte di Petigliano, et li ducheschi, però che dubitavano di non -esser asaltadi da' franzesi, sì da quelli erano a Verzei, <i>quam</i> di li -altri di Novara. Et el conte di Petiglian disse, li pareva, essendo el -Re più grosso de nui, de non aspettarlo lì. L'opinion dil conte di -Chaiazo era, che 200 homeni d'arme et 500 fanti, era in Trechano, -venisseno in campo, et ivi rimanesse Zuan Griego con li soi ballestrieri -a cavallo et 100 fanti. Et concluseno cussì, perchè el campo -si augumentasse. <i>Item</i>, che da poi manzar el conte di Petiglian et -il conte di Chaiazo dovesseno andar a veder li alozamenti de Monteselli, -do a mia luntan dil campo più al basso, o vero inquerisse -qualche altro più securo lozamento. -</p> - -<p> -In questo zorno fuzite in Novara zercha 20 ragazi de li stratioti -con li soi ronzini, et fo ben ricevuti dal duca d'Orliens, et datoli -ducati 6 al mexe per uno et le spese; et questo per non haver -auto el suo dover da li soi patroni, i qualli haveano tochato lhor -page. -</p> - -<p> -Li Provedadori have lettere di Pavia di Piero Michiel, provedador, -conduceva le zente dil sig. di Pexaro in campo, governate da -suo fratello sig. Galeazo, zoè 80 homeni d'arme et 60 ballestrieri a -cavallo, et acelerava el camin. Et a dì 22 da matina zonseno in -campo. Et Piero Michiel, sopra ditto, poi partì di campo, zonse a -Venetia a dì 2 Septembrio. -</p> - -<p> -A dì 21 ditto, da matina, stratioti andò a imboscarsse a presso -la terra; et ussite fuora alcuni cavalli franzesi a la liziera, con i famegij -o ver ragazi de li stratioti ivi fuziti; et pocho lontano di la -terra stratioti erano ascosi ussite, et li dete driedo fino a li repari; -et de li soi famegij, che volseno pur contrastar, do di fatto fo morti -in la scharamuza, do fo presi, uno di qual era ferito su la testa mortalmente, -el qual, menato in campo, morì. Fo feriti do altri, et uno -franzoso; et stratioti dimandò a li Provedadori, quel suo famegio -prexo, a exempio de li altri, fusse impichato subito. Ma Piero Busichio -lo dimandò lui di gratia li fusse concesso lui medemo lo impalasse, -per metter terror a li altri. Ma li Provedadori non volseno, et -lo fece impichar. -</p> - -<p> -In questo zorno, da poi manzar, li fanti di Chozanderle, todescho, -si levò a remor, dicendo volleano danari, et esser satisfatti di -<span class="pagenum" id="Page_561">[561]</span> -le spexe haveano fatto nel venir in campo. E li Provedadori con -bone parole li disse, non esser tempo di la paga, et al tempo ge saria -data. Et loro non volendo questo, mostrò adunarse insieme et -volersse partir, andando su certa pianura, et ivi steteno fermo. Et -vedendo essi provedadori Chozanderle haver da loro pocho ubidientia, -mandò a pregar domino Zorzi di Pietraplana, capetanio di elemani -ducheschi, che andasseno a tasentarli et farli ritornar, mediante -la sua reputation, la qual era assa'. El qual subito andò, et -li fece ritornar, per esser molto reverito; et si questo non fusse, in -campo non si poria governar todeschi. -</p> - -<p> -Per uno eleman fuzito di Novara in questa matina, se intese -in la terra esser gran fame; ogni giorno ne fuziva X in 12 elemani -al troto, andavano a la volta dil monte; non haveano pan ni vin, -ma formento, et non pono masenar a man a suficientia per tutti; et -che viveano di carne et formazo, bevevano mosto, et pocho ne era; -et assai de li animali era in la terra, per necessità morivano ogni -zorno più di un paro. -</p> - -<p> -Essendo andati, come scrissi, el conte di Petiglian et conte de -Chaiazo a veder il lozamento di Monteselli, tornati, riferiteno non -esser buono; et ozi andono a veder uno altro. Et tornato el conte -di Petigliano, li Provedadori insieme col capetanio zeneral parlono -con ditto conte di Petigliano, et li offerino ducati 33 milia im paxe -et ducati 44 milia in guerra, et che questa era la intention di la -Signoria; et lui non volleva. <i>Tandem</i> li disseno, ducati 33 millia et -ducati 48 millia; et esso conte pur renitente, dicendo meritava -più. Et chiamati dentro Piero Marzello et Zorzi Emo, ambassadori -al conte, <i>etiam</i> tutti lo exortono. El qual conte, <i>conclusive</i>, dimandò -ducati 33 milia in tempo di paxe, et ducati 50 milia in tempo di -guerra. Et vedendo nostri esser la differentia <i>solum</i> di ducati 2000 -in tempo di guerra, Luca Pixani, provedador, ambassadori et etiam -el capetanio li promesseno ditti ducati 50 milia. Et cussì fo fermato -l'acordo, et scritto a la Signoria. La qual rescrisse esser contenta. -Et el conte mandò poi in questa terra Filipo di Arezo, suo secretario, -Bortholomio de Vico et Antonio, suo fratello, tutti tre a far et -sigillar li capitoli necessarij; a li qual dette plena comission. Et per -non si poter far lì in campo instrumento di man di notaro, per non -vi esser il modo, li Provedadori a dì 28 ditto conveneno scriver a la -Signoria, et far fede questi venivano qui per tal causa. Et cussì -esso conte fo condutto governador zeneral dil campo. -</p> - -<p> -In questa sera a hore 3, essendo trate 3 o ver 4 bombarde da -<span class="pagenum" id="Page_562">[562]</span> -Verzei, et quelli di Novara risposeno, el capetanio nostro dubitò per -questo signal non venisse socorsso a Novara. Et poi vene una di le -guarde, et disse le zente nostre, era a Chamariano, havea asaltà alcune -some di vittuarie andava in Novara et quelle havia prese. <i>Unde</i> -el capetanio subito montò a cavallo, et mandò zente dove el bisognava, -et stratioti. Et ditti stratioti, pocho lontan di Verzei, se -scontrò in alcuni cavalli lizieri dei nemici et X homeni d'arme, et -quelli investiteno. Li cavalli lizieri si messe in fuga, et li homeni -d'arme volse far testa; et, non potendo resister, voltò le spalle, et -stratioti ne prese uno vivo, amazò cinque et preseno <i>etiam</i> 6 franzesi, -i qualli havia <i>solum</i> el corpo di la curaza, et molti altri pedoni -da 40 in 50. Driedo veniva 80 homeni d'arme da Verzei; li qual, -sentito la furia de stratioti, ritornono indriedo, sì come per la confession -di l'homo d'arme se intese. Quelli veramente di la guarda de -Chamariano prese 12 in 15 cavalli da soma, con alcuni presoni, et -sacheti di farine streti et longi, tien mezo staro nostro l'uno; <i>etiam</i> -altri sachi di pan, carne salade, butiro et qualche refrescamenti. Et -erano però assa' some, parte fu prese, come dico, parte ritornò a -Verzei; per modo intrò in Novara <i>solum</i> X cavalli con X di quei sacheti -di vittuarie. In questa scaramuza de stratioti, do de loro -fonno presi da li nemici, perchè li cavalli li straportono fino in le -man de essi franzesi che fuzivano. -</p> - -<p> -Et li Provedadori comesse a Bernardo Contarini, dovesse examinar -l'homo d'arme preson de stratioti. El qual riferite de li 80 -homeni d'arme veniva, come ho scritto, era <i>solum</i> 2000 elemani, -ma el balì dil Degiun era andato a quelle montagne de sguizari per -far 8 in X milia; le altre fantarie erano piamontesi, savogini et -zente paesane; et notifichò le zente ivi erano. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Lista di le zente d'arme e fantarie sono a Verzei, secondo la examination -di uno homo preso, facta a dì 22 avosto, nome Francesco -d'Aracurt</i><a class="tag" id="tag141" href="#note141">[141]</a>. -</p> -</div> - -<p> -A dì 21 ditto, di notte, el sig. Frachasso di San Severino volse -licentia dal capetanio nostro et dal sig. Galeazo, suo fratello, capetanio -di Milan, di poter andar a far una coraria in certo loco, dove -teniva el suo disegno anderia bene. Et la licentia habuta, andò con -più di 100 homeni d'arme sul Verzelese, et fece uno bellissimo et -<span class="pagenum" id="Page_563">[563]</span> -richo butino, et la notte driedo ritornò in campo con il buttin di più -de 200 animali grossi, piegore 900, et presoni 22 da taia. Et questo -fo il principio di correr su quel di Verzei, per la qual cossa, madona -stava alquanto suspesa. Et ditto Frachasso vadagnò assa'; se -divulgava prima fusse andato dal Re, ma ritornò con ditto butino in -campo. -</p> - -<p> -A dì 22 ditto. Hozi, essendo stà comandato per el capetanio -100 stratioti de la compagnia che era con Piero Duodo, provedador, -di andar a le scolte a l'alba dil zorno; andati, se incontrorono -in 8 homeni d'arme et 50 balestrieri a cavallo et cavalli lizieri, -ussiti da Verzei, con animo di andar ad asaltar Chamariano, dominato -per nostri, qual è castello di Savoia, dove era 25 homeni d'arme, -100 pedoni. Et tre mia lontan dil campo verso Verzei scontrati, -fonno a le man. A la fin nostri fo vincitori, cazando ditti homeni -d'arme fino a Verzei, morti di loro 8 et tre homeni d'arme presi, -et cavalli lizieri 35, tra li qual uno homo d'arme da conto, zentilhomo, -et altri 6 armadi con il corpo di la curaza, il resto tutta zentaia -et homeni desuteli. De stratioti fo presi do et uno ferito. -</p> - -<p> -A dì 23 ditto, havendo per avanti scritto la Signoria in campo -si dovesse far 2000 elemani, per via di domino Zorzi di Pietraplana, -et cussì ditto domino Zorzi li mandò a far. Et essendo il tempo di -mandarli a levar, et darli fiorini di Rens do per uno lì, et do come -zonzevano in campo, <i>unde</i> ritrovandossi in campo venuto a veder -uno nostro patricio..... Valier, parsse a li Provedadori di cometterli -tal faticha, di mandarlo mia 50 de lì fino a..., per ditti elemani, -et più in là si 'l bisognava, per levarli, pagarli et farli venir -in campo. El qual patricio, vedendo era necessario per servir la Republica, -<i>libentissime</i> questo cargo acceptò. Et cussì in questa matina, -a dì 23, si partì con li danari et uno fameio et tre altri in sua -compagnia; et, datoli scorta, lo accompagnaseno mia X lontan dil -campo, andò al suo viazo. -</p> - -<p> -Vene lettere di li capi dil conseio di X, che li Provedadori non -scrivesseno a persone private nove alcune, <i>juxta</i> la leze era; et questo -per certi remori di parole fo ditto a Venetia; et li rescrisseno -erano contentissimi. -</p> - -<p> -È da saper che, havendo a dì 22 ditto, a hore 3 di notte, li -Provedadori scritto, <i>juxta</i> il consueto di una lettera al zorno, a la -Signoria, el corier fo pigliato da i nemici di Novara, o fusse franzesi -o villani, et tolto le lettere le averzeno, et parse di mandarle a Verzei, -poi dal Re, per tre villani. Li qualli, <i>ita volente Deo</i>, fo da alcuni -<span class="pagenum" id="Page_564">[564]</span> -nostri fanti a pe' presi, et toltoli le lettere. Li quali li offerse a -ditti fanti ducati 50, et liberasse colui portava le ditte lettere, le qual -ancora nostri non le haveano acatate; ma visto, <i>voluntarie</i> se dava -tanta taia, lo zerchono e trovoli queste lettere, et lo condusseno in -campo a hore una di notte, et presentate le lettere di Provedadori -insieme con altre lettere franzese, scritte per el Duca di Orliens al -Maraschalcho de Giaè, a mons. di Pienes, a mons. de Fois et ad altri, -tra le qual ne era tre in zifra. Su una era scritto li 600 elemani -in Novara erano intrati, ma non le vittuarie; <i>solum</i> cavalli 10 con alcuni -sacheti di farina streti et longi, da tener davanti l'arzon, de -400 sachi i erano, e alcuni.... de vin e altre cosse da manzar. In -altre lettere si conteniva li dovesse mandar danari per dar a le -zente da pe' et a' cavalli, zoè ducati 24 milia, come se referiva a -quelle in zifra. Per un'altra significhava, come havia preso questo -cavalaro con lettere di Provedadori, le qual le mandava a mons. de -Fois in Verzei, che le lezesse et monstrasse a tutti dil suo conseio. -Et la copia di le lettere in zifra li Provedadori mandono a la Signoria -a dì 25, et ditti villani fonno messi in cepi per farli impichar. El -corrier non intendevano dove si fusse. Quello sarà, scriverò. -</p> - -<p> -In questo zorno, dovendo partirsse dil campo per ritornar a Venetia -Piero Marzello et Zorzi Emo sopra nominati, et il Marzello si -amalò e rimase a li Orzinuovi, et l'altro vene di longo, et acompagnati -da Bernardo Contarini con 350 stratioti ditti oratori fino a -Monticelli, mia 3 distante dil campo, et tolto licentia, esso Bernardo -Contarini si voltò in zoso verso Verzei, et cavalchò con ditti stratioti -fino mia 8 di là da Verzei, scorzisando tutto quel paese. Et havendo -gran voluntà de scharamuzar, quel zorno se redusse sopra -una colina, circondata di una bellissima campagna, et ordinò le -guardie prima sul fiume, poi ai passi di le strade, et mandò fin su -le porte di Verzei zercha 50 cavalli. Ma quelli di la terra mai volseno -ussir fuora. Et vedendo stratioti che non ussivano, 100 di loro -corse quasi fino a Turin, zoè sino sopra il fiume chiamato la Sciesa, -et tolseno zercha cai 600 de animalli, tra grossi et menudi, et li -condusseno a salvamento in campo, che niuno non li vene in contrasto. -Et questo fo la matina. -</p> - -<p> -El Duca de Milan mandò a drezar il suo pavion, et preparar il -suo lozamento per venir in campo. -</p> - -<p> -A dì 24 ditto, in campo se ritrovava molti amalati, per il manzar -de fruti, et senestri patidi, sì homeni d'arme, contestabeli, <i>quam</i> -fanti; dei qual ne era <i>solum</i> 2500, tra provisionadi et page da guazo, -<span class="pagenum" id="Page_565">[565]</span> -et questo per esser molti fuzidi. <i>Unde</i> la Signoria scrisse, el remedio -di tenirli era darli la paga ogni 12 zorni. -</p> - -<p> -In questa matina, per do fanti italiani fo preso uno frate di -San Francesco, ussito di Novara, el qual arcogieva fasuoli et pome -per portar in la terra. Et menato dal capetanio, li fo dato da disnar; -et, examinato, referite in la terra esser gran necessità, et franzesi -havia tolto quello havea da viver essi frati, et <i>etiam</i> uno monasterio -di monache, per modo li soi frati non haveano che viver, et conveniva -far cussì per viver; et che principiaveno a divider le carne per -cadauno, et ne era pocha; non haveano pan, et viveano de fruti et -fasuoli; masenaveno con molini a man, et il zorno masenavano pochissimo; -ne era assa' amalati; e tal zorno al suo monasterio fo sepeliti -17 franzesi; et che aspettavano franzesi el Re de dì in dì li -desse socorsso; el Duca di Orliens smarito in la ciera et di mallavoia. -Hor li fo ditto vedesse, per via dil suo guardian, di far li habitanti -si rendesse; et cussì fo lassato. -</p> - -<p> -Questa matina ussite di Novara zercha cavalli 200 per andar -a Verzei; ussite per fame. El capetanio con li ducheschi li andò -contra; <i>unde</i>, vedendo franzesi haver obstaculo, se ritornorono in -la terra; <i>tamen</i>, zercha vinti cavalli passò, et andono a Verzei. -</p> - -<p> -Ancora in ditta matina Piero Busichio, uno di capi di stratioti, -andò con cavalli 100 a la volta de Verzei, et fece prede de alcuni -animali grossi et menudi, in tutto zercha 400, et li condusse in -campo senza contrasto. -</p> - -<p> -A hore 22 li fanti todeschi di Cozanderle si levono a remor con -li fanti italiani nostri, et fonno a le man; ne fo morti di una parte -et l'altra X in 12, et fo ferito in una cossa da uno schiopetto Marco -da Rimano, contestabelle, et mediante el capetanio et conte di Petigliano, -governador, fo cessato ditto remor, et Cozanderle, suo capo, -non se ritrovò, per esser andato a visitation di domino Zorzi di Pietraplana, -era amalato. -</p> - -<p> -A dì 25 ditto, essendo andati quasi ogni notte stratioti a la -guarda, perchè non intrasse vittuarie in Novara, et non havendo -trovati, erano quasi desparati. Et inteso Bernardo Contarini, che -dovea ussir 2000 cavalli di Novara in far la scorta a zerte vittuarie -veniva, montò a cavallo da prima sera con li stratioti, et andò a -uno passo, distante dal suo lozamento mia 3; ancora fonno mandate -per el capetanio le zente d'arme per altri passi, <i>adeo</i> era impossibile -a li nemici a passar senza contrasto. Et, a hore 2 di notte, le scolte -vene dal ditto Contarini, dicendo haveano udito una gran chavalchata -<span class="pagenum" id="Page_566">[566]</span> -do mia di sotto di le poste sue; et mandato a dir al capetanio -dovesse far star provisti li homeni d'arme, che la chavalchata era -passata, li andò driedo a le peste, per modo che, seguitando le peste, -li azonseno al passo di una certa aqua, et di là di l'aqua era la nostra -zente d'arme. I qualli subito cridò: Marco! Marco! credendo -fusseno 2000; et li nemici sentendo, bandonò le vittuarie et si messeno -a fuzer; et, per esser notte, nostri have gran fatiche a trovarli; -li andava zerchando per le machie, et nostri si corevano l'uno -driedo l'altro, credendo fusse franzosi. Bisognava cridar: Marco! -Marco! et il nome haveano stratioti, zoè: San Valentin! Et <i>tandem</i> -i nemici forono tutti presi. Se dice erano 35 homeni d'arme et 100 -ballestrieri; et preseno tutte le vittuarie; et fo gran danno a la terra, -che con grandissimo desiderio le aspettaveno. Et da poi fece correr -stratioti fino di là de Verzei, et fece butini di 100 cai de animali -grossi, et si scontrono in 8 chara di vin andava in Verzei, et li sfondrò -le botte e spanse el vin; <i>unde</i> in Verzei montò il quarto più di -quello valleva el vin; et tanti animali haveano stratioti, che vendeteno -ducati uno l'uno. -</p> - -<p> -A dì 25 ditto, per decreto dil conseio di X, fo mandato Alvise -Manenti, secretario di ditto conseio, in campo; alozò con li Provedadori. -La caxon fo secreta; stette alcuni zorni, e ritornò. -</p> - -<p> -In questa notte, ussite gran numero di cavalli di Novara, et -andati a Verzei; e tanto era la gran fame haveano, che, zonti ivi, -si mettevano a manzar tanto, <i>adeo</i> morivano. -</p> - -<p> -Per lettere di Vincenzo Valier da...., se intese che de li alemani -ducheschi fuzia a 50 et 100 al trato, et haverli scontrati; et -questo per non haver le sue page al tempo dal Duca. -</p> - -<p> -Vene in campo guastadori mandati per il Duca; fu cominziato -a far fossi et bastioni, per assecuration dil campo. -</p> - -<p> -Fo portato in campo ducati 20 milia per dar la paga <i>etc.</i> Et -per lettere di 23, la Signoria scrisse dovesse el campo star fermo -dove era, et non si movesse, per non dar animo a li nemici, et che -i guastadori hanno decreto et scritto, si fazi a Brexa, Bergamo et -Crema, e sia mandà in campo; et intendendo el bon portamento de -stratioti, scrisse a Bernardo Contarini, laudandolo summamente, et -che non andasse tanto avanti, e dovesse vardarssi la persona, et -confortar et abrazar li stratioti da parte dil Principe per inanimarli. -Et cussì fece. Ma el Duca de Milan scrisse in campo, non volleva si -facesse più corarie su quel di madona di Savoia; et in execution di -le sue lettere, a dì 28 ditto, fo publichato una cria da parte dil nostro -<span class="pagenum" id="Page_567">[567]</span> -capetanio et Provedadori; <i>tamen</i> la Signoria scriveva dovesse -perseverar stratioti in tal incursione. -</p> - -<p> -El capetanio zeneral nostro have per spie, questa notte dover -partirssi da Verzei 4000 alemani, et venir a soccorrer Novara; <i>unde</i> -terminò obstarli, et mandò zente a tutti i passi e strade. Et venendo -in ditta notte, per la via erano le guarde, et discoperti, Thadio da la -Motella, con la compagnia coionescha, li andò contra, e trovò zente -d'arme et fantarie inimiche, e cavalli con vittuarie; et investite, et -sacomani havea sacheti longi di farine; altri barileti de vin longi -et stretti; altri carne fresca et salada, et polami cotti; et non potendo -alcuni fuzer sì presto, saltono di cavallo per sconderse in le -machie, lassando li cavalli con ditte vittuarie solli; et nostri prese -in questa baruffa 25 homeni d'arme in 30, dei qual era do cavalieri, -homeni di condition, et li menono in campo con li elmetti in testa. -Sette di loro erano a cavallo, scosi ne le machie, aspettando la -notte per poter fuzir; et <i>etiam</i> le vittuarie fonno tolte, et nostri soldati -trovono adosso questi, sì homeni d'arme <i>quam</i> sacomani, molti -danari. <i>Item</i>, preseno uno secretario dil bastardo di Borbon, è in -Novara; el qual havea una busteta apichata a l'arzon dil cavallo, -ne la qual era ducati 500; et per paura si butò da cavallo et fuzite, -lassando el cavallo con la busteta e danari, li qual fo tolti per nostri. -Et questo fo a dì 26 avosto, in <i>mane</i>. -</p> - -<p> -A dì 26, quei di Novara teniva tutta la notte fuogo in zima la -torre; la causa non si sapeva, si judichava volesse soccorso. Li presoni, -presi come ho scritto, fonno examinati; li qual riferiteno, -erano 35 homeni d'arme, 100 pedoni e cavalli molti de vituarie, -venivano versso Novara; capetanio era mons. di la Palissa et mons. -de Satiglion, et non sapevano si mons. de la Palissa era venuto, -però lo lassono a la porta de Verzei, ma ben era mons. di Satiglion -con loro. <i>Item</i>, si ritrovava esser in Verzei 600 lanze, senza quelle -era col Re con la sua guardia; la qual è 100 lanze, 400 arzieri et -200 ballestrieri a cavallo; de fanti era in Verzei zercha 5000, tra -elemani et altre generation, savoini, piamontesi, guasconi <i>etc.</i> El -Re se ritrovava a Turin, e andava spesso a Chier; et che era partì -400 elemani per andar a Provenza, per passar a Napoli in soccorsso -di castelli; et che era in ville tra Turin e Verzei molti amalati franzesi, -ascosi nelle machie, et alcuni fanti, li qualli da li ragazi et villani -dil paexe erano presi et condutti in campo. Et cussì a dì 30 -ditto, mandono a Crema franzesi ij et arzieri 6 in castello a custodia, -ordenando li fusse dato da manzar <i>solum</i> pan et vin. Et fo dato a -<span class="pagenum" id="Page_568">[568]</span> -tutti la so taia; poi ancora fo mandati de li altri, et <i>etiam</i> ducheschi -mandono a Milan, a dì 31 ditto, pedoni 53; et questo perchè el -Ducha ordinò cussì fusse mandati. -</p> - -<p> -Per uno messo di Anzolo Francesco da Santo Anzolo, venuto -di Verzei, se intese, per haver stratioti spanto quel vin, come ho -scritto, era cresciuto el vin un quarto più di danari la mesura; et -tutto il paese era in fuga per causa de stratioti, et che quei di Novara, -vengono lì per fame, tanto manza che moreno. -</p> - -<p> -A dì 27 ditto, li ducheschi have una lettera da uno suo capo -di fantarie, in uno castello mia 3 a presso Fontane, advisava, un bon -numero de cavalli et elemani se reduceva a....., nè sapeva <i>ad quid</i>; -et che si dovesse far provision, dubitando di la rocha di Fontane, -<i>licet</i> fusse forte. <i>Unde</i>, andati dal capetanio et Provedadori, deliberorono -di mandar questa notte 100 homeni d'arme con 100 cavalli -lizieri et 200 fanti a sopraveder, et Fontane è mia 12 dil campo, -con hordene dovesseno star pocho, et poi tornasse. -</p> - -<p> -El conte de Petigliano si fece uno pocho di mal a una gamba, -<i>tamen</i> veniva da li Provedadori a consultation. Et la Signoria scrisse -a li Provedadori che ditto Conte facesse 500 provisionadi, stesse -sempre a presso la soa persona. <i>Item</i>, a dì 25 ditto, scrisseno, per -li boni portamenti de domino Zorzi de Pietraplana, capetanio di -elemani ducheschi, li Provedadori dovesse, <i>nomine Dominii</i>, donarli -fiorini di Rens 300. -</p> - -<p> -A dì 28 ditto venne in campo uno ambassador di la Duchessa -di Savoia, dolendossi di le corrarie si faceva, et che questa madona -non aspettava, essendo amiga di la Signoria, et consanguinea dil -Duca de Milan, et che, fino hora, lei havia messo ogni sua forza a -far ogni ben.... con il Re, et <i>tamen</i> li era stà tolti castelli per -quelli ducheschi, et scorsizato el paese. Et che il Re, inteso questo, -li havia ditto che, al presente, era tempo di romper et non aspettar -più, et che fin pochi zorni la dominarave 4 castelli dil Ducha; perhò -pregava el capetanio nostro et Provedadori non facesse far più corarie, -perchè ancora lei poteva far danni su quel di Milan; et che -dovea andar a Milan a dir <i>etiam</i> questo al Ducha. El capetanio rispose, -poi che l'andava a Millan, el Duca li faria risposta conveniente; -ma che si havea fatto comandamento non si facesse più corarie sopra -quel di la sua Duchessa, fino non fusse ordinato altro. Et ditto -orator restò assa' satisfatto, et tolse licentia, et andò a Milan. -</p> - -<p> -Anchora, in questo zorno, vene in campo uno todesco di Strozpurch, -zornate 12 lontano de lì, a uno...., capetanio di elemani -<span class="pagenum" id="Page_569">[569]</span> -3000, era nel campo duchescho. Et referite, li elemani era col Re -de Franza esser partiti per comandamento dil Re di Romani, et -tornati a caxa. <i>Item</i>, che era zonto a Strozpurch cavalli 2000, et -fanti 5000 di esso Re de Romani, venia in campo in soccorso nostro, -et che de lì za erano partiti, venendo di longo. Questo era il Ducha -de...., veniva in campo, come per lettere de li oratori nostri -a esso Re se intese dovea venir. -</p> - -<p> -Per uno venuto in campo, mandato a li Provedadori per Thadio -da la Motella, el qual habitava a Turin, refferì, come a dì 28, a -hore 15, el Re fece conseio, et, disciolto, vene fuora mons. de la -Tremoglia et mons. di Bres, et che lui sentì dir a mons. de la Tremoglia -versso mons. di Bres: El Duca de Millan zercha far apontamento -con il Re nostro. Et mons. di Bres rispose: Io el so; ma -voria più presto si fesse questo apontamento con la Signoria de -Venecia, che con il Moro traditor. <i>Item</i>, che era con el Re 400 -arzieri et zercha 100 homeni d'arme e alcuni zentilhomeni de -Franza, ch'è la soa guardia; et in le altre ville, da Turin fino a -Verzei, era zercha 3000 persone, et in Verzei haveano fatto la -description di fuogi; trovò numero 1500; et partivano le zente a -tanti per fuogo, zoè 5 homeni per cadaun fuogo, tra uteli et -inuteli. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, ch'el Re vollea mandar a soccorrer Napoli alcuni cavalli -et certi pedoni per mar; et in Verzei era gran numero de amalati, -et <i>tamen</i> dicevano voler far gran cosse. -</p> - -<p> -In questo zorno i nemici corsse a uno locho dil Ducha de -Milan, chiamato Palestra, tolse animali et amazò tre villani; et, -fatto pocho danno, ritornono a' soi lochi. -</p> - -<p> -In ditto zorno zonse Alvixe Manenti in campo; et Zuan de -Bernardo fo mandato canzelier di Bernardo Contarini, provedador -di Stratioti, el qual prima era con Piero Duodo. -</p> - -<p> -La Marchexana Maria di Monferà, di età zovene et bella donna, -in questo zorno morite, et rimase di lei uno fiul, tra li altri, chiamato -Guilielmo, el qual era Marchexe, di età picolo. Questa governava -quel stado insieme con suo barba, el sig. Constantin Arniti; -et fu <i>etiam</i> eletto da quelli popoli in governo dil sig. Marchexe -et di quel stado. Et partito di Verzei se ne andò a Casal, et fu -aceptato come governador; et scrisse al Ducha de Milan non voler -acceptar tal governo senza sua saputa, però che quel stado era comandato -a esso Ducha. -</p> - -<p> -Li todeschi di Cozanderle in ditto zorno si levò a remor, et -<span class="pagenum" id="Page_570">[570]</span> -insieme con lui a cavallo si messeno in campagna, dicendo vollevano -la sua paga senza far mostra, minazando de partirsse. Et non -zovò a li Provedadori darli bone parole, per esser esso Cozanderle -homo scandaloso; <i>unde</i> fo forzo al capetanio et al sig. Galeazo, capetanio -di Milan, montar a cavallo; et ivi andono con bone parole -fonno tasentati; et conveneno mandar per Orssato Morosini, pagador, -li desseno la loro paga lì in campagna. -</p> - -<p> -In questa mattina, domino Zorzi de Pietra Plana con gran -febre fo portato a varir in Vegevene; et li Provedadori si offerse -al suo canzelier in ogni cossa, volendo darli li fiorini 300. -</p> - -<p> -Fo fatto in campo 3 bastioni: uno su la strada che va a Verzei; -l'altro a una chiesia di Santa Marta, lontan di Novara mancho -di mezo mio, per securtà de li fanti erano in detta chiesia a custodia; -et il terzo su la strada di sopra, versso il monte, la qual strada -è maistra <i>etiam</i> da Verzei a Novara. <i>Item</i>, fo fatto uno fosso, andava -dal bastion primo, era a la strada di sotto, referisce a la strada -di sopra, va da Verzei a Novara; el qual fosso veniva a divider -Novara dal campo nostro, et questo pocho manchava a fenir, e dentro -il fosso era un'aqua che correva; et di qua dal fosso fo fatto -uno spalto, alto più di uno passo, con fassine et terren grosso zercha -4 pie'; et ogni zorno con li guastadori seguivano ditto lavor, -per fortifichation dil campo. -</p> - -<p> -Vedendo la Signoria la insolentia di elemani, et <i>etiam</i> el capetanio -esser de opinion si facesse, in loco di 2000 elemani volevano -ancora far, tanti provisionadi; <i>unde</i> scrisseno in campo, a dì 26 -ditto, si dovesse remetter a li contestabeli di le page di guazo tante -page, computà quelle hanno fino al numero di 2200, et non facesse -più elemani ma 2000 taliani; oltra di questo, per lettere di 27, ordinono -si dovesse al tutto strenzer Novara, ma non potevano nostri -per le gran pioze, et quel terren esser molto al basso et palustre; -et che a li stratioti, erano stà amazati li loro cavalli, si dovesse pagarli -ducati 15 fin 20 per uno, a quelli presenterà li cavalli da comprar; -et questo feceno a ciò stratioti fusse a cavallo; et dovesse dar -a Bernardo Contarini, per spexe, ducati 100. -</p> - -<p> -A dì 30 ditto, le zente andono a Fontane, sì come ho scritto di -sopra, ritornò in campo, non havendo trovà niente. -</p> - -<p> -Zonse in campo 100 guastadori da Crema, sotto uno cittadin -chiamato Christofaro di Marco. -</p> - -<p> -El Ducha de Milan scrisse vollea venir questa settimana in -campo; et cussì referite el suo capetanio a li Provedadori. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_571">[571]</span> -</p> - -<p> -In questa matina, essendo andati alcuni stratioti a sacomano, -scorseno alquanto versso Novara, et detteno fuga a molti de li nemici, -et preseno 6 franzesi, dei qual ne era 4 arzier et do sacomani, -insieme con 8 cavalli; sì che stratioti non steva indarno. -</p> - -<p> -A dì 31 ditto et ultimo di Avosto. Fo examinato Bonino, stafier -di mons. di Serna, el qual diceva, a uno crido faria venir fuora di -Novara zente. <i>Unde</i>, li Provedadori mandò Jacomazo di Venecia, capetanio -di le fanterie, con alcuni fanti et cavalli, et el ditto legato, -et più volte cridò, <i>tamen</i> mai non vene fuora niuno; <i>unde</i> lo feceno -impichar per le busie diceva. El qual, avanti morisse, discolpò molti, -dicendo non diceva il vero, però che incolpava molto quel..., capetanio -di molti elemani ducheschi, <i>tamen</i> non era in alcun dollo. -</p> - -<p> -Questa notte, essendo stà la sera deliberato de reiterar de dar -el guasto a Novara, et Bernardo Contarini mandò 100 stratioti, et -el capetanio mandò molti provisionadi e fanti a piedi, et detteno il -guasto. Poi questa matina per tempo fo mandà tutti li sacomani e -guastadori, con bona scorta di zente armata, sotto la terra a vendemar -et tagiar li sorgi et megi, di le qual cosse quei di Novara trazeva -grande sustantia; et niuno di la terra vene fuora a difendersse, -ma con le bombarde fece alquanto de deffensione, per metter terror -a' nostri, <i>tamen</i> non fece alcun danno nè dispiacer. Et in questo -zorno vene fuora di Novara uno nostro fante a pe', preso dai nemici, -et riferite come in la terra si vendeva pan molto negro e vin -mosto. Et intendeva esser formento per tre mesi et non più; animali -da far carne uno mexe; et la notte passata era intrati alcuni -danari per dar la paga; <i>tamen</i> questo se divulgava, et lui non li -havia visti; eran assai amalati, molti morivano; et che tutta questa -setimana erano franzesi stati in arme, per il guasto aspettavano -si dovesse dar, et eran 4000 ben armadi. -</p> - -<p> -Nel nostro campo ne era molti amalati ne moriva, et <i>etiam</i> cavalli -morivano; et li Provedadori continuamente dimandavano licentia -de repatriar, et fusseno mandati altri in suo loco; ma il Senato -non volsse, considerando la suficientia, <i>maxime</i> di Marchiò -Trivixan. -</p> - -<p> -In questa matina, come <i>fortasse</i> ho scritto, fo mandato uno -presente al Ducha di Milan, di la preda dei nemici; zoè pedoni 53, -tra francesi, guasconi et elemani, aziò ne facesse quello pareva a -Soa Excelentia di loro. -</p> - -<p> -La Signoria scrisse gli dovesse ultimar l'impresa; laudava -Bernardo Contarini et li condutieri; che se diga a Cozanderle fazi -<span class="pagenum" id="Page_572">[572]</span> -li suoi elemani siano uniti, pronti a li bisogni et aparati; et che -advertissa i non fuzano; et che quelle zente di Rimano, Pexaro et -Ducha di Gandia, fatte le loro mostre, li debbino dar la soa paga. -</p> - -<p> -In ditto zorno, Bernardo Contarini con li stratioti passò la Sesia, -è uno fiume a presso Verzei, a man destra; et lui rimase con il -resto in cima una collina, con ordene che quelli che correvano con -el butin dovesseno andar a passar mia 5 di sotto, come havia mandato -X stratioti a la varda di quel passo, perchè quel passo fusse stà -occupato, li butini seria andati più basso mia X seguramente; et -poi ritornò in campo. -</p> - -<p> -In questo zorno fo rescatato el cavalaro nostro, fo preso da li -fanti de Novara, et tenuto fin ozi; et fo reschatato per uno prete -franzese, che za molti zorni era stato presone in campo. -</p> - -<p> -Dil Nontio dil Pontifice, andò dal Re, O se intendeva, che subito -dovea tornar, per haver fatto quello ho scritto. Et questo basti -quanto a le cosse seguite il mese di Avosto in ditto campo. Et per -sequir l'hordene di tempi, altro scriveremo; poi ritornerò al campo, -al successo dil mexe di Septembrio, secondo il consueto. -</p> - -<h3 id="lib4-26"><i>Successo seguito a Napoli et in Reame -in questo mexe di Avosto 1495.</i></h3> - -<p> -A dì primo Avosto, per lettere di Hironimo Rengiadori, date -in Napoli et mandate a Roma a l'ambassador nostro, <i>demum</i> in questa -terra, come a dì ultimo Luio era ritornato el sig. Prospero Colonna -con li capitoli dil Principe di Bisignano, et per il Re fonno -subito expeditti. Le cosse di Calabria si prosperava; in Abruzo la -città di Chieti alzò le bandiere di Ferando, li castelli più si teniva -per il Re de Franza, et assa' molestavano la terra con le artiglierie, -et ogni giorno erano a parlamento di acordarsi, <i>tamen</i> senza conclusione. -Ferando pativa assai de artilarie et bombardieri; et qui -sotto sarà notado una lettera di esso Re, scritta a li soi ambassadori -a Roma, di le nove occorreva; la qual è questa: -</p> - -<h3 id="lib4-27"><i>Exemplum litterarum regis Ferdinandi, Regis Siciliae.</i></h3> - -<p class="indl"> -<i>Magnifici viri consiliarii, fideles nostri dilecti.</i> -</p> - -<p> -In questa hora è ritornato lo ill. Prospero Colonna, qual, come -vi fo scritto l'altro dì, andò con una galea al Prencipe di Bisignano, -et ha riportato tali apontamenti dal ditto Prencipe, che già è a li -<span class="pagenum" id="Page_573">[573]</span> -nostri servitii e fedeltà, et è per far quanto da noi li sarà comandato. -El simel dice del Conte de Capacci, et de quelli altri baroni -Sanseverineschi. Del che ne è parso darve avviso per vostra noticia, -et a ciò lo faciate intender a la Santità di N.S. -</p> - -<p> -Data in castello di Capuana, <i>ultimo Julii,</i> 1495. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Rex Ferdinandus</span>, -</p> - -<p class="indr"> -<i>Charitaeus</i>. -</p> - -<p> -A tergo: <i>Magnificis viris Hieronimo Sperandio, juris doctori, -Aloysio Ripol et Bernardino Franco, oratori et secretariis nostris -fidelibus dilectis.</i> -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -A dì 4 a Napoli se intese a la volta de Castel di S. Giovanni -esser sublevato el sig. Fabricio Colonna, lo Duca de Sora, el Conte -di Populo, el prefetto sig. di Senegaia, Carlo di Sangiuna, Belengier -Caldoro et alguni altri, per il Re de Franza contra re Ferandino, -venuti per dar soccorsso a una terra chiamata Venafre, mia -40 lontano di Napoli; la qual terra ha tenuto e tenia le bandiere -franzese contra il conte loro Signore, che teniva le bandiere aragonese; -et si diceva questi erano con 8 squadre de cavalli et fanterie. -Et subito inteso questo, in ditto zorno se partì de Napoli el Marchexe -di Peschara con 5 squadre de cavalli et zercha 2000 fanti per -seguitarli; et <i>etiam</i> andò lo Ducha di Mellfe con 3 squadre. Et questo -perchè i nimici haveano dà voce de sachezar Venafre; et di Capua -et altri lochi vicini altre zente li seguitono, in favor de ditto re -Fernando. <i>Tamen</i> a Napoli se pratichava acordo con ditto Fabricio -Colonna; et havia mandato a Napoli uno so ambassador, chiamato -Bernardino..., come ho ditto di sopra, a offerir al Re la persona et -le sue zente, et mandò capitolli; i qualli per il Re fonno subito expeditti -et remandati in Napoli. Restò in loco dil Marchexe di Pescara -el sig. Prospero Colonna, affine di ditto Fabricio, novamente -venuto a Napoli a' stipendij di quel Re, come ho ditto di sopra. El -Re deliberò di mandar 3 galie in Sicilia, per la Raina, fo moglie di -re Ferando vechio, a ciò ritornasse habitar a Napoli. -</p> - -<p> -Le cosse di Puglia, tutto era reso a esso re Ferando, eccetto lo -castello di Barletta, et <i>etiam</i> el castello de Trane, non obstante ivi -era andato il Principe di Altemura, don Federico, et havia ordinato -una battaglia, et datolo a sacho, et al primo intrava ducati 200, al -secondo 100, verum li custodi si reseno. -</p> - -<p> -A dì 4 fo profondata un'altra barza francese in Napoli, et -<span class="pagenum" id="Page_574">[574]</span> -un'altra pur con quel colpo di bombarda fu trapassata et ingalonata; -et cussì ogni dì indebolivano le cosse franzese. -</p> - -<p> -L'armata di la Signoria anchora si ritrovava a Monopoli, et -dete a don Federico cavalli 400 di stratioti, a ciò compisse di recuperar -la Puia. -</p> - -<p> -El conte di Monte Odorico, che fu ferito come scrissi per avanti, -stava pur grave; <i>tamen</i> varite. -</p> - -<h3 id="lib4-28"><i>Questa è una lettera del sig. Fabricio Collona, -di quello era successo.</i></h3> - -<p class="indl"> -<i>Illustrissima Domina, consors honoranda.</i> -</p> - -<p> -Partendo per Venafre con lo sig. conte Populo et lo sig. Troiano, -essendo propinquo a la terra 3 miglia, trovamo li nimici che si haveano -fatto forti de là dal fiume, el qual divideva tra noi et lor. Li qual -inimici erano lo sig. Hieronimo di Totavilla, el Ducha de Malffi, Rinaldo -di Capua; con loro haveano tutti li ballestrieri de mons. Ascanio, -et li cavalli lizieri et li ballestrieri dil sig. Hieronimo preditto, et -fanti assai; et tutti erano più di 100 ballestrieri a cavallo, et cavalli -lezieri zercha 60, et più di 500 fanti; nui non havevamo 30 ballestrieri, -ni 25 cavalli lezieri, zercha 20 fanti. Con tutto questo avantazo, -me aproximi a ditto fiume con 3 squadre et li cavalli lezieri, -dove za era la artilaria; et vedendo li nimici disposti a far facti -d'arme, li andai incontro solo con la mia squadra et li cavalli lezieri -veneno. Loro con molti cavalli lizieri, ballestrieri et homeni -d'arme, comenzono la scaramuza, dando l'uno a l'altro di bravi -colpi; et ditta scaramuza durò più di un'hora; in la qual zoè furono -feriti, tra una et l'altra parte, molti, et cavalli, et forono presoni -di loro più di 80, svalizati, tolti li cavalli et morti; de li -nostri, feriti zercha 3 o 4. Et anche in la preditta scaramuza è -stato ferito de spada, ne la man dreta, el preditto sig. Hieronimo; -dubito che non se ne possi prevalere. A l'ultimo de la -scaramuza, che ancora non restavano di preliare, tra li molti altri -che erano stati conquisi, zoè erano doi dentro al fiume, che li -nostri li forno adosso, et, ussiti d'ogni speranza, mi si ricomandaron; -li vulsi restituir la vita, et li usai una gran charità et magnanimità. -Feci di continente retirar in driedo li nostri, che za li haveano -conduti a l'ultimo extremo, et li feci ussir fuora dil fiume et -ritornarli di morte in vita. Et cussì fornita la scharamuza, che l'una -et l'altra parte, se tiramo indriedo del fiume; et loro se ne andorono -<span class="pagenum" id="Page_575">[575]</span> -a Prata, et io veni a Venafri, dove son stato molto acceptissimo -et carissimo di tutta questa università; et spero d'indi haver -lo castello. Di tutto ho voluto avisar V.S., a ciò che quella de le -felicità ne faza partecipe li nostri. Son certo epsa insieme con mi -ne arà piacere. <i>Tamen</i> V.S. non cessi darme avvisi assiduamente -de tutte nove accadino, per missi a posta, dicho chiari et senza alguna -passione, perchè come sa V.S. me sono importantissime. -A la qual mi ricomando. -</p> - -<p> -Venafrio, <i>V Augusti</i> 1495. -</p> - -<p> -<i>Vester consors <span class="smcap">Fabricius Columna</span>, Taleacotij et Albae comes, -armorum christianissimi Regis locumtenens.</i> -</p> - -<p> -<i>A tergo. Ill. D. consorti hon. D. Agneti Monfeltrae de Collumna, -Taleacotij et Albae comitissae</i>. Questa è sorella dil Duca de Urbin. -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -A dì 7 Avosto a Napoli el re Ferando scrisse una lettera a la -Signoria; et, parlato col consolo nostro, disse come eri era stato, et -parlato con quei dil castello, dimandavano salvo conduto per alcuni, -e poter ir salvi; et il re non li volsse far, perchè erano ribaldi, et dicevano -una cossa hozi et diman un'altra, et non stavano saldi in -uno proposito; però li volleva strenzerli, et frachassarli l'armada; -et za havia cominciato. <i>Item</i>, che il Principe d'Altemura, abuto el -castello de Trane, dovea andar a Taranto, et non aspettava se non -Don Cesare a Brandizo con zercha cavalli 400, et che saria el vicerè -franzese; <i>tamen</i> di questa morte non fo vero. Et stete cussì alcuni -zorni, che Ferandino crete certo fusse morto. Et ancora li disse di -l'acordo dil principe di Bisignano et conte di Capazo; et il fiul de -ditto conte venia da soa Majestà, et sperava de acordar Fabricio -Colonna, essendoli andato il marchexe di Peschara, era molto suo -amico. Item, che esso Re se ritrovava a presso 1000 homeni d'arme, -et ogni dì ne zonzeva de li altri, et vollea mandar 7 galie et qualche -barza per la Raina; et havia lettere de li Reali de Spagna con bone -nove, benissimo disposti a le cosse sue; et vollea mandar uno suo -orator a Venetia, a rengratiar la Serenissima Signoria di le cosse -geste. Et elexe domino Antonio di Zenari, dottor, operato in essa -legation per Soa Majestà. -</p> - -<p> -El castello non restava de trar continuamente a la terra; ruinava -ma non però amazasse niuno. Et a dì 7 ditto si scaramuzò nostri -con alcuni ussiti fuora de ditto castello; de i qual fo morti 9, et -<span class="pagenum" id="Page_576">[576]</span> -alcuni presi; et de quelli de Ferandino fo morto uno sollo. El capetanio -zeneral nostro, per quanto inteseno a Napoli, era ancora a -Monopoli con 14 galie; el resto havea mandate contra Camallì; el -qual, come la Signoria have aviso per lettere de Levante, era con 6 -fuste benissimo in hordine sora il Zante, in conserva con do fuste -de mori, et volleva andar a la volta de Barbaria. -</p> - -<p> -A dì 14 ditto fo preso el barco, ch'è uno loco a presso Castel -nuovo. -</p> - -<p> -A dì 15 avosto, preso il barco a Napoli, el Re comenzono atender -a Santa Croxe, dove franzesi si haveano fortifichato, et faceva -gran diffesa; et di monasterio era, si fece fortezza. -</p> - -<p> -Questa matina fo ferito don Zuan de Zervigliano da' soi medesimi -per disastro, non però di pericolo. -</p> - -<p> -Et el Re, a dì 14 da sera, have nuova esser acordato con soa -Majestà el sig. Fabricio Colonna et lo conte di Populo et l'Aquila e -tutto Apruzo; per conseguente tenivano haver di brieve; et il marchexe -de Bitonte a hora potrà venir a Napoli, qual prima non potea -passar per questi nominati di sopra. -</p> - -<p> -A Napoli aspettavano con desiderio el Vescovo di Melfe con le -zente pontificie, doveano andar in soccorsso dil Re. -</p> - -<p> -A dì 25 ditto, zonse a Napoli do nave grosse de zenoesi, zoè -una chiamata la Negrona e l'altra Camila, benissimo in hordine; -et il secondo zorno che le zonseno, alcuni franzesi montono in uno -bragantin per andar in le ditte nave e dar partido a quelle, et quei -dil Re preseno el ditto bragantin con ditti franzosi; tra i altri era -el patron de la galiaza de Belcari, et el patron di la nave armada, -et il tesorier di franzesi; e tutti fono menati al Re per presoni. -</p> - -<p> -A dì 27 comenzò el Re a far bombardar Pizafalcon, si teniva -pur per franzesi, et butono gran parte di muraglie zoso, et sperava -di breve haverlo; <i>unde</i> franzesi dimandava acordo, et il Re non si -curava. Et per più chiara intelligentia di le preditte cosse, qui ponerò -il summario di alcune lettere scritte a la Signoria nostra per -Lunardo Anselmi, consolo a Napoli, che narra tutto el seguito. Et -prima: -</p> - -<p> -Come per la lettera di 4 Avosto apar, che havia inteso da la -regia Majestà come el marcheze de Peschara era tornato, per non -haver trovato quelli che pratichavano acordo per Fabricio Colonna; -et che el sig. Prospero era ivi a li repari, in luogo dil prefato marchexe; -et che el Re havia mandato 300 cavalli a rincontro de quelli -li saranno contrarij; et che reputava el sig. Fabricio suo et il conte -<span class="pagenum" id="Page_577">[577]</span> -di Populo; et erano andati con ditte zente el Duca de Melffi, el sig. -Hieronimo Totavilla, el conte de Venafro; et che a dì 3 era ussito -di castello mons. de Clarius, el qual era stato ivi ambassador per il -Re de Franza in tempo di Marco Antonio Moresini, kavalier, orator -veneto; et con lo ditto ussite 4 altri zentilhomeni d'assai, et fonno -in longo ragionamento con la Regia Majestà; però non ce fu niuna -conclusione; et il Re sperava presto haver ditto castello; et che -di le zente di Calabria, era con il Vicerè morto, <i>tamen</i> è da saper -non era morto, <i>licet</i> cussì si credesse, el Re tentava haverle a' suoi -servitii. <i>Item</i>, come Soa Majestà havia habuto gran piacer di l'orator -creato per venetiani, et che il castello non cessava di tirar a la -terra di Sant'Elmo, pur se tirava anche al castello et dal muolo a -l'armata...., la qualle ogni trato se diminuiva. Et per lettere -di 5 ditto, come el Re li havia ditto, haver habuto aviso dil zonzer -di domino Hieronimo Sperandeo, orator suo a Roma, solenemente -riceputo; et li andò contra, tra li altri oratori, Hieronimo Zorzi, -kavalier, orator veneto nostro. <i>Item,</i> che il castello tirava al continuo, -era di gran molestia a la terra; et la Majestà Regia pur ogni -zorno era a li repari. -</p> - -<p> -Ancora ditto cònsolo scrisse a dì 30 Avosto a la Signoria una -altra lettera di questo tenor. Le cosse di questo Re succedono ben; -continuamente se atende a ruinar Pizafalcon, qual è in parte disfato; -et, obtenuto quello, haranno Santa Croce et l'armada; la -Majestà dil Re spera poter bombardar el castello, et haverà il fosso; -et mandava a pigliar a Roma con una galia do bombarde grosse, -che il Pontifice li consente, et ne haverano un'altra, che saranno -tre; <i>etiam</i> ha deliberato mandar a Gaeta certe galee et barze, et -fino 500 fanti per terra con alcuni boni capi, perchè ha qualche -intention da quelli cittadini. Li ha ditto haver di Calabria, quelli -spagnioli haver preso Terra Nuova et Monte Lione et uno altro -loco; el prencipe di Altemura si preparava per Taranto, qual si -l'haverà per le vendeme, che sono ogni loro sustantia, oltre le peschason -che non ponno dispensar; et andò a questo modo. Questo -legato l'altro heri fè convochar segii et molti zentilhomeni, a li -qualli, per parte dil Pontifice, rende gratie di buon portamenti di -questa città, in haver con tanto amor receputo la Majestà dil Re, -con molte aconze parole; et che, quanto al juramento fatto al Re -de Franza, Soa Santità absolveva ogniuno, pregandoli <i>etiam</i> per -parte di quella, che volesseno continuar in questo buon vollere, -secondo haveano incominciato. Li fo, per quelli, risposto ben a proposito. -<span class="pagenum" id="Page_578">[578]</span> -Venafra in questi dì alzò le bandiere; et cussì se attende -habbi a seguitar per tutto l'Aprucio, mediante le opperation collonense -et del conte di Popullo; et che per lettere di Trani, di 23, li -stratioti nostri haveano fatto gran preda de bestiami, tra Altemura, -Gravina et Matera et tutto quello paese, de più de capi 6000, et a -quell'altre bande de Venosa et Spinazola, de più de 4000 tutti -grossi. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, come era ritornato Prospero Colonna con la conclusion -dil Principe di Bisignano, conte di Cosenza <i>etc</i>., li qualli tutti erano -contenti di venir a l'ubidientia di quel Re. El vicerè de Calabria, -mons. de Obegnì, se morì; et quelle zente erano rimaste con disordine, -el Re atendeva a condurle per sè; <i>tamen</i> non fu vero ditta -morte. <i>Item</i>, che il castello di Trani si teniva, non obstante la venuta -dil Principe di Altemura, il qualle havea ordinato la battaglia, -et datolo a sacho; al primo intrar, <i>saltem</i> ducati 200, al secondo -100; et che eri era stà profondata un'altra barza, et un'altra pur in -quel medesmo colpo passata et ingalonata. Et cussì ogni dì se -indebeliva le cosse francese. El conte de Monte Odorisso steva pur -grieve, et el Re era stato in quel zorno a visitarlo, perchè molto lo -amava. -</p> - -<h3 id="lib4-29"><i>A Roma cosse seguite.</i></h3> - -<p> -El Pontifice a Roma, volendo aiutar re Ferandino, elexe uno -legato a Napoli, chiamato el prothonotario Borges, suo nepote, di -natione spagniol; et da questo Pontifice fatto arziepiscopo di... -Et a dì 19 Avosto partì di Roma, ed andò versso Napoli. -</p> - -<p> -A dì 21 ditto, vedendo esso Pontifice le continue spexe et operationi -de Venetiani contra el Re de Franza, per ben de Italia, -scrisse uno brieve, el qual sarà qui sotto scritto, laudando molto la -Republica. El qual fo translatato in terza rima per Zorzi Summariva -sopra nominato, et butato a stampa. -</p> - -<p> -A dì 28 ditto, in Roma, Hanibal, fio dil sig. Jullio di Camarin, -era già soldato di la Chiesia, con le sue zente d'arme zercha XI -squadre, et poi fo mandato a Napoli in aiuto dil Re preditto. -</p> - -<p> -A dì ditto, el castelan di Hostia, chiamato Monaldo di Guerra, -franzese, però che ancora si teniva per esso Re, fece squartar uno; -et questo perchè diceva el Pontifice lo havia mandato, a ciò lo atosigasse; -<i>tamen, ut dicitur</i>, non era il vero; pur lo fece squartar, -<i>licet</i> fusse molto suo amico, et homo di reputation. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_579">[579]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Exemplum brevis sanctissimi Domini nostri -ad Ducem et Senatum Venetorum</i><a class="tag" id="tag142" href="#note142">[142]</a>. -</p> -</div> - -<p> -Ancora el Pontifice, havendo per avanti scripto al re di Franza, -lamentandose del suo capetanio de Hostia, che deva noia a' romani -et a le vittuarie li veniva, <i>unde</i> el Re fece risposta. <i>Etiam</i> -scrisse a ditto capetanio, le qual do lettere sono queste sotto scritte. -</p> - -<h3 id="lib4-30"><i>Copia di una lettera dil Re de Franza al Pontifice.</i></h3> - -<p class="center"> -<i>Sanctissimo D. N. Papae.</i> -</p> - -<p class="indl"> -<i>Sanctissime pater.</i> -</p> - -<p> -Noi havemo receputo el breve de Vostra Sanctità, facendo mentione -di missier Monaldo di Guerra che sta in quella parte di là, -che non lassa passar per lo Tevere le vittuarie che sogliono andar a -Roma. <i>Sanctissime Pater</i>, noi l'havemo sempre cognosciuto per -homo da ben, nè mai in lui fo trovato cossa che fusse di reprensione. -Noi li scrivemo quello che voi ne havete ditto, e faccio quello -che in vostre lettere si contiene senza fallo; le qual mandemo a Vostra -Santità, et semo certi che lui non darà alcun impedimento, <i>imo</i> -vorrà far tutti li apiaceri et servitii a Vostra Santità et a li habitanti -in Roma, a li qualli nui siamo molto tenuti, perchè loro ci -hanno molto ben trattati et tutta nostra compagnia, et ultimamente, -quando passassemo per Roma; et cussì nui intendemo de loro; et -piacia a la Santità Vostra cussì mandarli et notificharli. <i>Sanctissime -Pater</i>, nui havemo inteso che vi sono state referite molte novelle -de nostra venuta da po' di Roma fino qui, et specialmente quando -noi siamo passati, et dove habiamo trovato tutta la potentia de' venetiani -et la mazor parte de quella de Millan et altri de Italia et de -altri loci; al qual loco piaque a Dio a noi donar victoria contra -quelli che vollevano impedir nostro pasazo; et restò de loro quasi -4000 homeni d'arme, et de li più da bene et capi di squadra et -conduttieri et de loro altra zente, fino al numero di homeni 3500 in -4000; et de li nostri, in fra boni et mali, non restò 60: il tutto fo -in difensione de nostra persona. El Nostro Signor sempre ha condutto -nostre facende; et si a lui piacerà le condurà fino a la fine. El -<span class="pagenum" id="Page_580">[580]</span> -qual sa bene nostra intentione quella era de andar contra turchi, -per augumentation et exaltation di la fede et de la Sancta Ecclesia, -se non fusse stato la machination et malli spiriti che hanno desturbato -fino a questi zorni, attendendo a li malvasi prepositi.... Noi -siamo stati mal contenti de la effusion dil sangue; niente di meno -ci è stato ditto che hanno fatto li fochi de allegrezza in Roma, credendo -che eravamo morti o ver menati presone a Milano, o ver a -Venetia; <i>unde</i> nui havemo voluto notifichar a la Sanctità Vostra, -che quelli che hanno fatto a questa intentione, doveano esser più -mal contenti che alliegri. Perchè havemo inteso che Vostra Santità -et alcuni de li signori Cardinali havete mandato soccorso de danari -e de zente al re Ferdinando contra nostra zente che havemo lassato -a Napoli, quello che non potevemo creder de Vostra Sanctità, che per -rason non lo pò ne lo deve far; e più conveniente cossa è de quella -mostrarse neutralle, che parte fermata, et cussì facendo fa l'officio -de bono judice, perchè contra Vostra Sanctità non possamo haver -fatto nè pensamo far cossa, per la qual quella da noi non se debba -contentar, et speremo de bene in meglio <i>continue</i>, per l'honor de -Dio et de sua Ecclesia et Vostra Santità, in quello saperemo et poremo -per resone. <i>Sanctissime Pater</i>, noi siamo restati qui per resister -al mal voler de' nostri inimici, et per mostrarli con effetto che -non sono per venir a loro mala intention; perchè, considerato le -turbation et impedimenti che loro ci hanno messo nel nostro Reame -de Napoli, non semo deliberato di andar al nostro Reame de Franza,... -che habiamo proveduto et assicurato nostro ditto Reame de -Napoli, et che se dovessemo nui medesimo andar in persona; <i>unde</i> -noi speremo, avanti sia la fin de questo mese, esser cussì forti, che -quelli sopra ditti in loro potentie non saperano guardar quello che -noi siamo deliberati di far, avanti che noi habiamo recuperato quello -che hanno pigliato sopra noi da poi nostra partita, et mostrar a -quelli che ne sono stati casone, che noi non semo de sofrir et comportarlo; -et despiacentia a noi con tutto el nostro core saria, si in -questa facienda intervenisse effusione di sangue, che meglio saria -et volleria che le forze nostre et arme, che fusseno uno contra l'altro, -fusseno drizzate contra li turchi et infedelli, per ben de la Ecclesia -et exaltation di quella. <i>Sanctissime Pater</i>, qualche cossa che a -noi ci è stata ditta, et che si potrà dire de Vostra Santità, che quella -sia totalmente contra di noi, non lo potemo creder, vedendo le bone -parole et tractamenti che voi ne dicesti et facesti in Roma; de nostra -parte non remetemo, come Vostra Santità sa, da far verso de -<span class="pagenum" id="Page_581">[581]</span> -quella, <i>modo debito</i>, con mancho male che sapemo et potemo; et -tutto el zorno, non obstante qualche cossa che si dice et che si potrà -dire ne potesse intervenire, Vostra Santità ce troverà humilissimo -et obedientissimo figliolo et christianissimo di la Ecclesia et de Vostra -Santità, presto a metter el corpo et li beni per bene et honor de -la Ecclesia et de la fede et de la christianità; et quando se potrà trovar -le cosse disposte, che Vostra Santità, Principi de' christiani et -altri voranno attender a la augumentation de la ditta christianità, ce -troverà sempre aparechiato et il primo, per mostrar exempio ad altri, -cussì come più volte per nostri oratori et per lettere habiamo explicato -et richiesto instantissimamente a ditta Vostra Santità, perseverando -et continuando come da principio.<i> Insuper, sanctissime Pater</i>, -nui havemo inteso che havete, da pocho tempo in qua, revocato -li privilegii dil nostro carissimo et fedel amico cardinale de Santo -Pietro <i>ad Vincula</i>, per darli occupatione et turbulentie ne li soi beneficii; -et lui è continuamente a presso de nui et ne fa de grandi -servicii, come voi sapete. Per la qual cossa nui vi preghiamo carissimamente, -che lo vogliate tractare benignamente, per nostro favor, -et revocarlo in li soi benefitii et privilegii, et liberar in modo che non -sia più impedito in li sui preditti beneficii, cussì come voi et lo Santo -Collegio havite promesso, et come voristi nui facessemo per li -vostri. <i>Sanctissime Pater</i>, nui preghiamo lo benedetto Figliolo di -Dio, che longamente conserva Vostra Santa Ecclesia. <i>Sanctissime -Pater</i>, per obviar a la longa vacatione de la Ecclesia de Cosenza, -noi ordinamo, uno pezo fa, al cardinal de Sancto Dyonisio, quando -il mandamo a Vostra Santità, et simelmente al nostro procurator, -lo archidiacono de Chalons, et da poi per maistro Simon Assardi, -nostro secretario, de suplicharve che vi piacesse deputar nostro confessor, -administrator di la ditta ecclesia de Cosenza; quel che anche -non è stato fatto niente, secondo che havemo inteso; et oltra che -nostro ditto secretario, facendo questa sollicitudine, è stato amazato, -et non sapemo in che modo, cussì supplichemo Vostra Santità -che in quella volta li piaccia di voler cussì far, senza metter più -questa materia in longo o dissimulatione, che havemo tanto al cor. -</p> - -<p> -Data a Quier, <i>die 21 Augusti 1495</i>. -</p> - -<p> -Vostro fiolo lo Roy de Francia, de Sicilia, de Hierusalem, -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Carles.</span> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_582">[582]</span> -</p> - -<h3 id="lib4-31"><i>Copia di una lettera dil Re de Franza a Monaldo di Guerra -suo capetanio in Hostia.</i></h3> - -<p> -Capetanio, io ho receputo uno breve di la Santità di N. S., -come si lamentava et dolle, che non vollete soferir nè permetter che -le vittualie et altre cose necessarie per Tevere venghino a Roma nè -discendano di quella città. Io li faccio risposta, che vi ho sempre -trovato sì bono et savio, che mai non havesti nissuna reprensione, -nè spierò che haverete; et che vi scrivo per questa causa. Io vi -prego che, continuando sempre vostri boni costumi, che tutti li servicii -et piaceri che voi potete fare al ditto nostro Santo Pare, lo facciate, -et simelmente a li signori Romani, a li qual voria far piacere -con tutto lo mio potere, perchè voi sapete che me hanno ben tratato. -El piacere che voi li farete, el tenerò fatto a me medesmo. Simelmente -ho recevuto una lettera, per la qual me fate saper de le nove -del mio Regno de Napoli, donde vi rengratio; fateli a loro sapere -de le mie simelmente. Scrivetemi a presso, et tutti li piaceri et favori -che a lor potete fare, fatilo. Io ho concordato con la Signoria -de Fiorenza, li qualli vi daranno 1000 duchati a 12 carlini per ducato, -et mi ha promesso Neri Caponi che ve li farà deliberar; et simelmente -ho concordato con la ditta Signoria, che deve pagar per -me a Fabricio Colonna, lo prefetto Viteleschi, Antonio Sabello, al -qualle ho cresciuto fino 100 lanze, et a Troylo Sabello li ho ordinato -50, saranno pagati per la ditta Signoria de Fiorenza fino al -primo dì de Zenaro proximo; et molti altri ballestrieri franzosi, che -io mando, fatelo sapere a quelli sopraditti. Se afferma di le molte -parole non vere, donde molti sono consternati; et, intra le altre cosse, -da la giornata a Fornovo, ne la qualle hanno seminato che io stava -morto, et era presone a Milano et a Venetia, et le mie zente simelmente. -Niente di mancho, con lo aiuto de Dio, contra tutte le potentie -de' Venetiani, la più parte de quel de Milano, et de molti -altri de Italia et de altri luogi, restò de quelli detti mei nemici ben -4000 homeni d'arme, la più zente da ben, ne li qual erano 15 o ver -16 grandi personagi, cussì conti come capi di squadra, et di loro -altre zente fino a 3500 in 4000; de li miei non restò, intra boni et -malli, morti et presonieri presso a 60, donde il Bastardo di Mattheo -è in presone; di che vi ha volluto bene advisar di la verità. Et per -questo io arivai in Aste, et seppi che li miei nemici haveano pigliato -alcuna piaza del mio Reame de Napoli, mi son deliberato non ritornar -nel mio Reame de Franza, che non habbia donato ordine al recuperamento -<span class="pagenum" id="Page_583">[583]</span> -de quello ch'è stato pigliato nel mio ditto regno di -Napoli; et per tutto questo presente mese ho speranza che la mia -forza et potentia sarà sì bona, che non sarà solamente a ressister a -li miei nemici, ma andar in persona o mandar fino al mio ditto -Reame de Napoli, et recuperar quello che ha usurpato sopra me, et -monstrar a quelli.... che hanno fatto mal. Io ho concluso simelmente -a la liga con.... de' sguizari, del quale la bona memoria Re -mio padre, che Dio absolva... con loro; et me mandano X milia combattenti -che saranno qui nanti la fine de questo mexe, senza quelli -che io ho. El mio fratello d'Orliens sta in Novara, ben acompagnato, -et è stato dato victuaglie 4 volte da poi 8 dì, non obstante tutta -la potentia de li ditti miei nemici; et da poi do dì sono venuti a dar -uno asalto a uno de li borgi de la ditta Novara, nel qual restò 200 -lanze, che vagliono 300 altri italiani, 1000 feriti, et incontinente -s'andorno con lor cosse svergognati, hanno brusato et brusano ogni -dì le picole ville et picoli castelli et villazi che sono intra ditta -Novara et lo fiume Ticino, et hanno fatto cridar che tutto el populo -con lor beni se retireno da quel fiume andando versso Milano. È segno -che si vogliono andar senza voler expectar la mia venuta. Se -non mi vogliono aspectar, sarà bisogno che io vada o manda driedo -a loro, perchè questo è lo camino per andar nel ditto reame di Napoli. -Io ho concordato con li fiorentini, et sono amici de' miei amici -et nemici de' miei nemici; et per questo favorizateli in quello che -poterete, expectando nostra ditta potentia. Mandamo avanti per -terra, in nostro ditto Reame di Napoli, 600 homeni d'arme et 3000 -ballestrieri; vui ne serete advertito, si presto passerano per vostri -confini; per altro loco io mando altri soccorsi; et mi son deliberato, -quel che mi costa, che io vederò la fine nanti ch'io vadi nel Reame -de Franza. Mandate de mie nove ad Gaeta, ad Napoli, a la Calabria, -a li sigg. d'Obegnì, a l'Aquila, al bailo de Vitrì, al prefetto, al -sig. Fabricio Colonna, a li Sabelli et altri miei servitori, che per -cossa dil mondo non li abandonerò, et che stiano securi che saranno -soccorssi, sopra il mio honore, et ben presto, et più presto dal -canto di Franza; et quelli che mi aranno ben servito, li recognoscerò -per tal modo, che sarà exemplo a li altri. Capetanio, mai non -dismentigarò li boni servigii che mi harete fatto, et spero che mi farete; -et spero vi farò saper de le mie novelle; fatime saper di le vostre, -et di quelle del ditto mio Reame di Napoli. -</p> - -<p> -Scritto a Quier, a dì XXI Augusto. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Charles</span> -</p> - -<p class="indr"> -<i>Dubois.</i> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_584">[584]</span> -</p> - -<p> -<i>A tergo</i>: Al nostro amato et leale Monaldo di Guerra, cavalier -demorante in Hostia. -</p> - -<p> -Et vedendo el Pontifice, come per altre vie <i>etiam</i> intese, che -Fiorentini erano acordati et confederati con esso Re de Franza, et -fo divulgato li promettevano di dar ducati 70 millia al Re, et il Re li -rendeva Pietra Santa, Serzana et Serzanello; i qual danari promettevano -di mandar in Reame a pagar le zente contra re Ferando, -<i>etiam</i> loro esserli contra; la qual nuova a Venetia zonse a dì 20 -Avosto. Or el Pontifice, non vedendo altro remedio a far che Fiorentini -non concludesse ditto accordo, et havendolo concluso non lo -observasse, li mandò a Fiorenza uno breve, quasi excomunicatorio, -si davano favor al Re de Franza. Però el qual, a ciò el tutto si veda, -è qui posto. -</p> - -<h3 id="lib4-32"><i>Exemplum brevis Sanctissimi Domini -nostri ad Florentinos.</i></h3> - -<p class="indl"> -<span class="smcap">Alexander Papa Sextus</span>, Florentinis etc. -</p> - -<p> -Dilecti filii salutem et apostolicam benedictionem. -</p> - -<p> -Praevidentes quam variae calamitates infinitaque secutura -essent mala ex adventu carissimi in Christo filii nostri Caroli -Francorum regis christianissimi cum copiis in Italiam, pro nostro -pastoralis officii debito tantis futuris aerumnis occurrere cupientes, -sepe majestatem suam, nunciis ac litteris nostris omni paterno -officio et charitate refertis, ut ab hujusmodi in Italiam adventu -abstinere pacemque christiano populo dare vellet monuimus, et per -viscera pietatis Redemptoris nostri fuimus adhortati. Verumtamen -haec nostra imo apostolica salubriaque monita serenitas sua aure -surda obaudiens, totam usque ad nostrum Siciliae regnum citra -Farum, spirituale beati Petri patrimonium, cum exercitu Italiam -penetravit. Ob cujus adventum, quantum subversionis atque destructionis -tota Italia in eius libertate, hominum caede fortunarumque -direptione passa fuerit, quantumve vos in vestrae Reipublicae -oppressione sustuleritis, non modo intellexistis, sed etiam in vestris -interioribus estis experti, ita ut existimavissemus vos, sicuti non -minus iniuriae atque jacturae quam caeteri a Gallis perpessi estis, -ita non minori quidem animo atque fortitudine quam alii adversus -ipsos Gallos libertatem tranquillitatemque Italiae infestantes et -status Reipublicae vestrae mutilatores insurgere et cum reliquis -<span class="pagenum" id="Page_585">[585]</span> -Italiae potentatibus, ut par est, convenire debere, sicut naturali quodam -instinctu singula corporis membra invicem atque ipsius defensione -corporis famulantur. Postquam ea, quae de ipsius Regis -adventu, mala Italiae praesagiveramus, successere, et Majestatem -suam in finibus Italiae cum copiis consistere, nec in regnum Franciae, -prout praedicaverat, progredi velle, sed faciem versus Italiam -cum armis iterum vertisse percepimus, ex praeteritorum manifesta -ratione turbationem libertatis Italiae excidiumque verentes, perhorrescentesque -christianorum caedes et sanguinis effusionem, ex -parte omnipotentis Dei ipsiusque ac beatorum apostolorum Petri et -Pauli ac nostra auctoritate, sub excommunicationis latae sententiae -poena, Majestati Suae omnibusque suis adhaerentibus, seu auxilium -vel favorem...., per nostras litteras sub plumbo.... proximis -superioribus diebus, de venerabilium fratrum nostrorum -Sanctae Romanae Ecclesiae cardinalium consilio, mandavimus ut -ab omni offensione atque invasione contra Italiae potentatus aliosque -christianos infra novem dies a die litterarum earumdem intimationis -penitus abstineret, alioquin infra alios viginti, post ipsos -novem, dies, propter dictam causam, et ob Regni nostri Neapolitani -occupationem in dictam excommunicationis aliarumque censurarum -poenam incurrisse. Quibus censuris sicut quoscumque alios, ita vos, -contraveniendo et ipsum regem juvando, procul dubio comprehendi -manifestum est; et licet a plerisque, inter vos praefatumque Francorum -regem foedus conventionemque tractari adversus Italiae potentatus -et praefatum nostrum Siciliae regnum nobis relatum fuisset, -nil tamen tamquam perhorrendum damnandumque facinus de -vobis nedum credere sed ne suspicari quidem potuimus; utpote -cum in perniciem Italiae libertatis christianaeque religionis vergeret -et jacula ad vos ipsos feriendum interimendumque fabricaretis, -censuras ipsas damnabiliter incurrendo. Sed cum multis -variisque testimoniis didicerimus, vos praefato regi adhaesisse, vel -potius subjecisse quaedam capitula inter vos et ipsum conventa ad -disturbandam subvertendamque Italiam et dictum nostrum regnum -perspeximus, certe non solum valde admirati fuimus, verum etiam -errorem ac coecitatem vestram graviter improbare atque clamare -compulsi sumus, quippe cum Galli nil aliud cogitent, ad nil aliud -intentius inhient, quam ad occupationem subversionemque Italiae -libertatis. Vos profecto obliti esse videmini eorum, quae a Gallis -tum venientibus tum redeuntibus, gravi jactura atque scissura status -vestri, perpassi estis; de quo plurimum, ob paternum affectum nostrum -<span class="pagenum" id="Page_586">[586]</span> -erga rempublicam vestram dolemus. Certe, sicut coeteris in -rebus sapientia vestra ubique digna laude persistit, ita hoc casu -apud omnes cum praefato rege conventio et adhaesio contra servitium -omnipotentis Dei eiusque sanctam catholicam religionem et -fidem, ad subversionem quoque exterminiumque Italiae, unionis et -pacis ac publici et universalis boni, ob turcarum in christianos invasionis -periculum, evidenter apparet, et tandem status vestrae Reipublicae -subversionem est paritura. Hortamur vos, et per viscera benignitatis -Salvatoris nostri Jesu Christi rogamus, quod ad iter rectum -reverti et cum toto tam excellentis Italiae provinciae corpore -conformare atque convenire velitis; quamcumque conjunctionem aut -adhaesionem cum Rege Francorum per vos forsitan factam, utpote -perniciosam et contra jus fasque atque justitiam penitus retractetis. -Et ne nostri pastoralis officio debito deficiamus, quamvis si quid -favoris vel auxilii genus praefato Regi contra christianos et potentatus -Italiae praestiteritis censuras ecclesiasticas in eum, ut praemittitur, -per nos promulgatas vos incurrisse non dubium existat, -tamen, ut vobiscum etiam eodem paterno ac pastorali officio praecipue -specialiterque utamur, vobis omnibus et singulis, sub excommunicationis -ac ecclesiastici interdicti in toto dominio vestro latae -sententiae poenis, quas eo ipso, si non obediretis, incurratis, et dictum -dominium vestrum ecclesiastico suppositum sit interdicto, -monemus, et mandamus quatenus contra christianos et praesertim -aliquos Italiae potentatus et dictum nostrum regnum ab omni offensione -et invasione abstineatis, nullumque prorsus auxilium vel favorem -praefato Regi contra christianos, dictum Regnum, et potentatus -praedictos vel eorum status directe vel indirecte exhibeatis. -Alioquin si, quod absit, contra facere vel venire praesumpseritis, -veniemus contra vos ad executionem ac publicationem. Omnia si -graviter atque sapienter considerabitis, et vobiscum mente libera -reputabitis, quam acerrime omnes potentatus Italiae adversus vos -provocaretis, vires suas in vestris visceribus undique..., expectare -profecto non dubitamus, juxta hujusmodi nostra paterna monita et -mandata, non patiemini hanc perpetuam infamiam, ut soli vos inter -omnes ad desolationem ruinamque Italiae et vestram intendatis, ubi, -cum caeteris conveniendo, et vestra et Italiae salus faciles servari -poterit. -</p> - -<p> -Datum Romae, sub annulo piscatoris, die octavo Septembris -1495. -</p> - -<p class="indr"> -<i>Floridus</i> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_587">[587]</span> -</p> - -<p> -Et questo breve <i>etiam</i> per Zorzi Summa Ripa patricio veronese, -nominato di sopra, fu posto et vulgarizato in terza rima et butado -a stampa, et ancora ad 9 fiorentini per il re Ferando una lettera, -la qual qui avanti è posta. -</p> - -<h3 id="lib4-33"><i>Exemplum litterarum Regis Ferdinandi ad Florentinos.</i></h3> - -<p> -Rex Siciliae etc. -</p> - -<p> -Magnifici et excelsi Domini carissimi. -</p> - -<p> -Nec immemores nunc sumus, nec futuro unquam tempore erimus, -amicitiae quam Ferdinandus avus atque Alphonsus pater, praestantissimi -reges, cum florentina Republica per multos annos summa -cum constantia fideque tenuerunt; neque item plurimorum ac -maximorum beneficiorum, quae ultro citroque in maximis etiam discriminibus -collata sunt. Quia ea mens nostra est, id institutum -atque propositum, ut veterem ipsam tamque confirmatam amicitiam -cum populo vestro, vobiscum etiam renovemus, renovatamque cumulemus -officiis, commodis, honestamentisque omnis generis; cum -illud omnino persuasum habeamus, nostris his studiis a vobis vestraque -republica sic responsum iri, ut nec vinci a nobis velitis -quemadmodum a vobis ipsi nec vincamini omni arte, rationeque...; -quod quidem, pro tam honesto proposito rectoque desiderio Deum -ipsum non modo praestiturum, verum etiam (quae sua benignitas -est) curaturum speramus. Ne quid autem forte accidat, quod aut -omnino prohibere aut modo aliquo impedire institutum hoc nostrum -valeat, decrevimus vestris cum Dominationibus et per litteras et per -oratores ingenue ubique agere ac etiam loqui; quandoque aliquid a -ratione magis alienum accidit minusque creditur... hoc... illud -aperire atque etiam eloqui, quodque in malis corporis humoribus -usuvenit, tamquam virus evomere, ne aliqua ex parte noxium esse -queat. Ac praesertim id quod nuper prolatum ad nos est multorum -tum litteris tum sermone, rempublicam vestram, tot annis tam magnis -in periculis avi ac patris nostri sociam, nulla interim a nobis -causa data, nec minima quidem, aut offensa..., cum Carolo Gallorum -rege hoste nostro consensisse, ut de mittendis etiam adversus -nos auxiliis suppetiisque ferendis, scripto cautum sit, firmatisque -foederibus pactum fuerit. Tulit florentina Respublica, tulere quoque -ejusdem administratores prudentiae laudem eximiam majorum nostrorum -temporibus; ac nostris eadem commendata mirum in modum -semper fuit, quod amicitiae esset fideique quam observantissima; -<span class="pagenum" id="Page_588">[588]</span> -atque in ferenda gratia non solum grata esset, verum etiam -contenderet, ut in illa referenda maior.... appareret. Dignum profecto -tam vetustae Reipublicae atque Hetrusci senatus institutum -atque officium! Quocirca, animi atque consilii nostri cum simus -recte conscii, divulgationem hanc vanam potius fictamque existimavimus, -quam aut illi fidem aliquam adhibendam judicaremus; aut -nulla utique ratione a nobis lacessitam, nullis injuriis provocatam -aut suspicionibus excitatam, in tanto Italiae universae discrimine, -a se ipsa, maiorumque suorum tam probato... discessisse illam nobis -persuaderemus. Absit crudelitas haec tam stulta ne dicam nefariam! -Quando si ullus umquam populus communis publicaeque libertatis -assertor fuit, Senatus Populusque florentinus primas in hoc -genere laudis partes tulit. Attamen, si mens nostra ejusmodi... ut -de populo florentino non aliter quam de amicissimo nobis ipsi persuadeamus, -decrevimus tamen ingenue, ut dictum est, cum eo agere, -nec, quod aliquando noxium esse posset, nullam... nos divulgationi -huic fidem adhibuisse..., neque ab nostro majorumque nostrorum -instituto discessisse... In conservanda benevolentia amicitiaque, -officiis amplificandis, pollicemur ut neque ab avo ac patre, -neque a quoque Reipublicae vestrae amico, quantum facultates nostrae -tulerint, superaturum iri patiamur; nulla unquam ratione nobis -persuasuri... ut vel suspicemur quidem Rempublicam vestram -aut nobis adversam futuram, aut Italiae libertati deesse hac in tempestate -tantisque in procellis... Quae quidem omnia, qua sinceritate -animi, quo etiam consilio a nobis dicta sunt, eadem mente Dominationes -vestrae accipiant rogamus atque etiam adhortamur. -</p> - -<p> -Data in castello Capuanae, Neapolis, vigesimo Septembris -1495. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Rex Ferdinandus.</span> -</p> - -<p> -Oltra di questo, esso re Ferando scrisse una lettera al summo -Pontifice, el zorno da poi questa scritta a' Fiorentini, la qual è qui -posta, benchè non sia suo loco, volendo seguir li tempi; ma a ciò -siano una driedo a l'altra descripta. -</p> - -<h3 id="lib4-34"><i>Exemplum litterarum regis Ferdinandis ad summum Pontificem.</i></h3> - -<p> -Sanctissime ac beatissime Pater et domine, post humilem filii -commendationes et pedum oscula beatorum. -</p> - -<p> -Egit diebus his sanctitas vestra paterne mecum, ut assolet, in -<span class="pagenum" id="Page_589">[589]</span> -significandis ac communicandis iis quae a Maximiliano romanorum -rege inclyto scripta sunt, tum pro conventu a foederatis paucis post -diebus Mediolani habendo, tum pro iis comminiscendis peragendisque, -quae rebus meis videantur praesertim.... quae de me in socium -foederatumque adsiscendo. Itaque, acceptis sanctitatis vestrae litteris, -iisque cognitis quae ab ea mihi significabantur, mirifice, uti -debui, laetatus sum, et quam par fuit voluptatem inde coepi. Quid -enim mihi accidere jucundius, in hoc praesertim statu rerum potuit, -quam ex ore Pontificis ac per eius mihi litteras significari, Maximilianum -Augustum de rebus meis tantopere sollicitum esse, ut neque -factis neque consiliis defuturus mihi ratione ulla videatur, quin illud -potius et agat et cogitet atque comminiscatur quod a me quidem -ipso vel cogitari vel desiderari salubrius, aut magis e re mea meaque -e sententia potuisset? Illud autem in primis me movit ac movet, -quod video sanctitatem vestram paterno in his significandis affectu -commoveri, cum ea mihi significet, quod profecto nequaquam significaret, -nisi ea, quam egomet, iisdem e rebus voluptatem caperet. -Itaque Sanctitati Vestrae hac eadem e re et devincior arctius et -gratias etiam longe maximas ago; atque eo magis quod compertum -ac persuasum omnino habeo, Sanctitatem Vestram sua sponte pro -iis quae a Maximiliano rege scribuntur praestandis atque efficiendis, -praesertim quae de me in socium adsciscendo nihil penitus aut -non tentaturam aut quod in re ipsa fuerit non facturam, ac dictis -operaque, summo etiam studio curaturam. Quod declarare mihi cum -primis potest oratio ea quam Sanctitas Vestra, lectis Maximiliani -documentis cum oratoribus qui tum aderant, nuper habuit, non minus -etiam fortiter quam eloquenter; quo fit ut eo maiori fiducia, spe -et animo, Sanctitatem Vestram oro et obsecro supplex ad eam praestandam -operam, ad illud cum foederatis peragendum perficiendumque, -ut e vestigio jam in socium ab illis adsciscar, neque ultra res -differatur. Quod e re non solum mea, verum Italiae totius atque -ipsius colligationis, foederationisque esse publice intelligetur, cum -hoc ipsum Sanctitatis vestrae intersit, vel quia foederis ipsius caput -et princeps est, vel quod patris officio in me fungatur. Atque eo -etiam vehementius officiosiusque, quod omnes intelligent paternam -de me rebusque meis curam ab ea susceptam esse, atque ita quidem -susceptam, ut nihil aliud aut agere aut curare videatur elaboratius, -quam ut intelligant omnes, patris in me pietate atque officiis uti. -Intelligit itaque Sanctitas Vestra quid e sua, sanctaeque Romanae -Ecclesiae dignitate sit; quid rerum mearum, quid Italicae etiam -<span class="pagenum" id="Page_590">[590]</span> -quietis usus expostulet; quid horum temporum status exigat; quid -futurorum dignitatem, auctoritatem, magnitudinem quoque faciat. -Atque haec profecto tametsi Sanctitatem Vestram movere mirifice -debeant, ut quidem, quod videmus, movent; illud in primis tamen -agitare animo Sanctitas Vestra debet, deque eo apprime sollicitam -esse, quod palam videt, quod aperte intelligit, quod manu tractat, -nihil neque perniciosius neque laetalius rebus accidere meis posse, -quam si de me inter foederatos admittendo cunctatio posthac futura -prorsus est aliqua; languescent amici, titubabunt subjecti, et -si qui dubiis sint animis, quos quidem esse in tanta multitudine -ac confusione non paucos necesse est, in adversariorum partes tamquam -impulsi declinabunt... Quam sint haec rebus meis, imo Sanctitati -Vestrae, cuius res meae sunt, offutura, Beatitudo Vestra facile -intelligit. Quam nec latere illud volumus quod iis diebus Mediolani -accidit, cum Guidantonius Vespucius, florentinorum orator apud -Ludovicum Mediolani ducem,.... interrogatus ab illo curnam cum -Carolo Galliae rege, hoste meo, consensisset Florentina Respublica. -Atqui, respondit, Dux eximie, nullam foederatis tuis tuaeque societati -injuriam aut fecimus aut facimus. Quid enim ex hoc queri potest, -cum Ferdinandus rex neque foederatorum sit e numero, neque -aliquo modo foederibus comprehendatur vestris? Responsum sane -rebus meis praesentibus maxime adversum, futuris vero etiam incommodissimum. -Maximilianus rex, non minus sapiens quam fortis, -quem honoris gratia tam saepe nomino, licet absens..., sentit haec..., -occurrere, et litteris et consiliis et mandatis atque admonitionibus -suis et vult et studet; quae si non sentiret non mitteret, non occurrere -etiam studeret, neque eadem hac de re tam saepe scriberet, aut -per oratores tantopere insisteret, et aliorum et suos, neque quae tam -assiduus monet moneret facienda. Quid Rex ipse Romanorum dicet, -ubi responsi certior factus fuerit? Quid Italici permulti, et cives -opulenti, et civitatum ipsarum primarii viri? Quid qui nondum mecum -in fidem obedientiamque redierunt? Quam autem non modo -incommodum, verum etiam pestilens rebus futurum sit meis, si ulterius -hoc prolatetur, cum posthac consultationis deliberationisque -excusatio reliqua nulla sit. Alexandri Macedonis dictum illud aperte -docet, cum publice sententiam illam protulit, fama bellum constare; -quae autem fama imoque non infamia atque auctoritatis jactura futura -est, ubi factum hoc mecum de me in socium adsciscendo etiam -atque etiam differri et tamquam procrastinari videatur, cum procrastinatio -ipsa, apud eos qui perverse sentiunt, pro despectu contemptioneque -<span class="pagenum" id="Page_591">[591]</span> -et quadam quasi irrisione habenda atque extimanda -sit? Quae ne accidant, Pater Beatissime, cum Sanctitatis Vestrae -proprium sit obsistere ac prohibere, quod patris mei, quod Romani -Pontificis, quod populorum ac principum providi pastoris officium -est, amplectatur rem hanc meam,.... et ita quidem amplectatur ut -differri ulterius nullo modo possit. Quod facile quidem impetrabit, -si voluerit; si velle hoc se declaraverit. Volet autem, quia pater, -pastor, pontifex et sapiens et bonus est, resque meas ita curandas -susceperit, ut earum onus omne desumpsisse jam sibi videatur; et -quod desumpserit, auctoritate, opera, opibus, consiliis, praesidiisque -suis palam ubique faciat. Quo autem animo haec scribo et oro, eodem -accipienda a Sanctitate Vestra judico, et peragenda constantissime -spero. Bene valeat Sanctitas Vestra quam Omnipotens felicissime -conservet. -</p> - -<p> -Data in Castello Capuanae, Neapolis, XXI Septembris 1495. -</p> - -<h3 id="lib4-35"><i>Seguito di cosse de Napoli et Reame, dil mese di Settembrio 1495.</i></h3> - -<p> -A dì 7 settembrio, a hore 4 di notte in circa, volendo al tutto -el re Ferandino haver il loco di Santa † in Napoli, dove franzesi si -havea fortifichato, et con le artilarie quelle muraglie butavano in -terra, et di breve li volleva dar la battaglia se non se rendevano; -<i>unde</i> li custodi chiamò el Marchexe di Peschara, che venisse a parlamento -con loro sotto le mura. El qual andato da quelli franzesi, fo -usato... tal tradimento, che li treteno uno vereton in la golla, unde -<i>statim</i> expirò. Questo era capetanio di le zente dil Re preditto, et -sempre statoli fidelissimo, huomo magnanimo et valoroso; et a tutto -Napoli dolse di la sua morte, <i>maxime</i> a essa Majestà dil Re; et non -senza gran lacrime fo sepulto. Et questo fo a dì 30 Avosto, come se -intese. -</p> - -<p> -El sig. Prospero Colonna, ritornato per acordar el Principe di -Bisignano et conte di Capazo, li qualli erano voltati in inimicitia -con il re Ferandino, non <i>solum</i> non potè acordarli, ma pur non ebbe -audientia, et in questi zorni ritornò a Napoli, et il Re in locho dil -Marchexe di Peschara lo elexe capetanio di le sue zente. -</p> - -<p> -El Re, a dì 13 ditto, deliberò di mandar zente, oltra quella havia -prima mandato, contra mons. di Obegnì, vicerè franzese in Calavria, -el qual non era morto, come fo ditto, et come ho scritto di -sopra; <i>imo</i> con zente vollea venir a dar soccorsso a li castelli; et -esso Re desiderava molto zonzesse l'armada di la Signoria nostra, -<span class="pagenum" id="Page_592">[592]</span> -la qual a dì 8 ditto era partita di Corfù per venir de lì a Napoli, -<i>juxta</i> il decreto dil Senato; et questo desiderava per li molti anzuini -era in quella terra, a ciò convenisseno star bassi. -</p> - -<p> -El castello questa notte di 13, et tutto el zorno, tirò bombarde -a la terra più dil consueto, et cussì quei dil Re che bombardava Pizafalcone; -et in ditto zorno Ferandino cavalchò con il legato dil -Pontifice per la terra di Napoli, et non restava <i>continue</i> di far provision, -volendo al tutto rehaver li castelli. -</p> - -<p> -A dì 14 di notte fuzite alcuni di l'armada franzese, era lì in -Napoli, a presso Castelnuovo, et veneno a re Ferandino; notifichò -la calamità de ditta armata, et che stavano per soccorso, et questa -speranza li mantenevano, et che quasi tutte le barze era innavicabile -per le percution di le artilarie; le galie era sane, ma con pochi -homeni, et stavano per fuzir, aspettando l'oportunità dil tempo, -et che in castello era stato certo rumor. -</p> - -<p> -In questo zorno el Re se mutò di stantia, di la caxa dil Principe -di Salerno, et andò habitar in la caxa dil Duca de Malffi; et questo -per dar luoco al Principe di Altemura dovea venir lì, al qual havea -questa casa donata. -</p> - -<p> -Et eri si partendo<a class="tag" id="tag143" href="#note143">[143]</a> uno galeone di l'armata franzese, et levò -l'alboro a una barza di le men guaste; et cussì ogni zorno il Re indebilitava -le forze inimiche. Era 4 galie, do di le qual vollevano fuzir. -Francesi pativa assai di viver; haveano do panelli di meglio al -zorno per uno, sì che a misura si destribuiva; non haveano più -carne di niuna sorte, <i>tamen</i> haveano malvasie, et le sparagnaveno -usando di l'aceto; et, non obstante havesseno questi desasij, non restava -il castello di tirar, non feva danno ma ben gran paura, aspettando -soccorsso. Et <i>etiam</i> re Ferandino stava in expectatione di l'armata -nostra... di la Majestà di la Raina, per la qual havia mandato -le zente pontificie, et a dì 15 ne zonse una squadra; et <i>etiam</i> a dì -14, zonse la galia di ritorno con el subsidio, mandò lo rev.<sup>mo</sup> vice -cancellier a esso Re suo nepote; et el fio dil sig. da Chamarino etiam -a dì ditto zonse con le soe zente. -</p> - -<p> -Et essendo in assedio li castelli, et combattendo Pizafalcon, et -l'armata franzese esser sotto li castelli, el Re parecchiò do nave, et -messe dentro di brusca et polvere di bombarde per mandarle apizate -a brusar ditta armata, a ciò franzesi de li castelli andasse a soccorer -<span class="pagenum" id="Page_593">[593]</span> -l'armata; e aragonesi, in quello, haveano uno ponte fatto per -buttar al castello di Pizafalcon et tuorlo. <i>Unde</i>, messo la nave in -hordine, et trovato homeni che li bastò l'animo de far questo, et a -dì ditto fonno messe a vella con uno vento in pope via, et essendo -mezo mio lontan di l'armata, quelli dentro li parsse metter foco; et -per el gran vento el fuogo se impiò in le velle, in modo che le nave -non potè far camin et se brusono tutte avanti zonzesseno a ditta armata -nemicha. Quelli le conducevano montò ne la barcha, et ritornò -in la terra, havendo gran dolor di haver apizato el fuogo molto per -tempo, sì che non fo fatto nulla, et perso la spesa. -</p> - -<p> -Ben che questo non sia el suo loco, pur non voglio restar da -scriver, come el zorno drio che fo morto el Marchexe de Peschara da -quelli di Santa †, Franzesi ordinò di asaltar el campo aragonese, -perchè più non haveano capo, et da tre bande; in modo che si non -era li sguizari in varda di le artilarie, et tante ne treteno, che i -nemici se tirono indrio, et assai fo morti da ditte artilarie. <i>Etiam</i> -di aragonesi, combattendo, qualcheuno fo amazato. Et fato el dì sequente -capetanio Prospero Colonna, subito fece parecchi fossadi, e -serò Franzesi in modo che non potevano ussir fuora de ditto loco, -poi si messe a bombardar l'armada, et sfondrò la galeaza nova, -come ho scritto, et guastò bona parte de ditta armada. El castello -de Pizafalcon, fino a dì 20 Settembrio, da tante artilarie le muraglie -tutte fonno ruinate, <i>adeo</i> pareva mai non fusse stato castello, -et remaso solo el sasso vivo; <i>tamen</i> Franzesi si manteniva dentro, -et fece certi repari et fossadi dove si ascondevano, che la bombarda -non li trovasseno; et, come se intese, si aragonesi butava el ponte, -vollea brusarlo. Et, <i>conclusive</i>, fevano grandissima diffesa. -</p> - -<p> -<i>Item</i> Franzesi butò uno vereton con una lettera, la qual dicea: -Fè saper al re Ferando, come el tal si è in hordene per amazar Soa -Majestà; <i>unde</i>, presentata a esso Re et letta, andò in persona, et -fece prender certi zoveni drachioti, et non se intese poi quello facesse -di loro. Et visto Franzesi che la sua armata era troppo batuta -da le artilarie, et che a la zornata veniva bombardata, deliberono di -far ogni suo forzo per pigliar el muolo haveano perso, e questo per -salvation de ditta armata. Et zercha a dì 19 Settembrio, Franzesi -saltono a montar su ditto muolo, et la varda di repari comenzò a -cridar in modo, corsse tanta zente in la terra in soccorsso del muolo -et in favor dil re Ferando, che Franzesi tornò con vergogna; <i>tamen</i> -fo alquanto combatuto, e morti alcuni di ambe do parte. Et poi, el -zorno sequente, Franzesi di novo provò di aquistar ditto muolo; vi -<span class="pagenum" id="Page_594">[594]</span> -andò a la diffesa el re con tutta la terra, et Franzesi conveneno tornar -adriedo, con pocho danno di tutti. -</p> - -<p> -A dì 22, Franzesi, postosi in hordine con le artilarie di l'armada, -et quella di Castelnuovo, et cussì ussiti di ditto castello, bona -parte andono a li repari, e un'altra parte corsse al muolo, et con le -barche subito montono suso el reparo. Trovono zercha 25 de quelli -dil Re, i quelli si butono in mar per scampar; et de ditti scapollò -<i>solum</i> tre, el resto si negò per esser armati; e l'altra parte, che -andò a li repari de la chavalaricia, zoè quelli Franzesi ussite del castello, -trahendo schiopetti et passavolanti, <i>etiam</i> assai veniva trati -dal castello che non lassava intrar aragonesi per la porta di l'arsenal -per soccorrer il muolo; et comenzò quei di l'arsena' a romperse, -et quei di la ruga Catelana a voltar le spalle in modo, che tutti fuzivano. -Et andò una galia con la prova al muolo, et le barche de' Franzesi -subito passò a l'altra banda del muolo da driedo via, trahendo -passavolanti et volendo ancora tuor el muolo pizolo; et subito tutti -li navelii del ditto muolo pizolo si levò et passò al mar de Santa Madalena, -dove era le galie di re Ferando. Adoncha Franzesi prese il -muolo grando, el barco de San Nicola et lo riparo di la torre di la -porta dil muolo. Et aragonesi non poteno far molta diffesa, per -esser le artilarie mandate in campo, dove se ritrovava la Majestà -dil Re contra mons. de Obegnì voleva venir a soccorer li castelli -et <i>etiam</i> nel campo atorno Pizafalcon et Santa Croxe, et altre bombarde -poste per ruina di l'armata franzese. Era <i>solum</i> al reparo de -San Nicolò una bombarda grossa de ferro, et nel muolo tre bombarde, -le qual Franzesi le preseno. Ma pur i nemici non poteno intrar -sì presto in l'arsenal, che nostri fonno primi, e comenzò a difender -el muolo pizolo. Et in quello se levò le galie dil re Ferando, con un -vuoga che pareva venisse per recuperar el muolo; et le galie franzese -voltò la sua prova verso a le nostre, et dil castello treteno assai -colpi di bombarda a le ditte nostre galie. Tutta la terra, visto franzesi -al muolo, zudegando che i se ha vessino fatto forti in li repari -cridavano: O dove è l'armada de' venitiani a hora? Et fuora di la -porta di la terra, in questo fo pigliato uno franzese andava in la... -Or la terra dubitando di novità e tradimenti, serrono la porta di la -terra, et li artesani le loro botteghe, et tutti si messeno in arme. E -la Majestà dil re Ferando, benchè di sopra scrivesse era contra mons. -de Obegnì, <i>tamen</i> ancora non era andato, et andò poi; ma in queste -baruffe se ritrovava in Napoli con li soi homeni d'arme, zentilhomeni -et cittadini benivoli in la ruga Catelana, et don Carlo, suo fratello -<span class="pagenum" id="Page_595">[595]</span> -picolo natural, era al marchado con bona parte di le zente; et -il Re confortava le zente sue andasseno a recuperar el muolo; et -loro pur si excusaveno, dicendo non haveano artilarie. Et ditto Re -diceva: Fratelli, poi che non me volete soccorer, delibero andar mi in -persona, poi che volete che io mora. Et come le sue zente uditeno, -<i>una voce</i>, tutti risposeno: Sacra Majestà, non fate, che nui volemo -morir più presto. Et subito se partino in do parte, una dal fossado -di la chavalarizia, risponde al reparo de San Nicolò, in la porta dil -muolo; l'altra parte da l'arsenal; e feno sonar trombe et tamburri -con gran remor et strepito, cridando: Viva Ferro! Più di 1000 persone -si messe in via, dimostrando grande amor al suo Re. Ma Franzesi, -dil reparo de San Nicolò subito si messeno in fuga versso al -muolo, et nostri driedo, in modo haveno assa' gran rotta, feriti et -morti assa' di loro; et montono in le sue barche et galie, et se ritirò -indriedo. Li nostri tirava con archibusi, <i>etiam</i> quelli dil castello -a' nostri. Fo recuperato a questo modo el muolo, el qual Franzesi lo -teneno in poter, tanto quanto disserono 6 volte la bombarda era ivi; -et cussì fo recuperate le artilarie. -</p> - -<p> -Ancora si teniva per il Re de Franza li castelli, zoè Castelnuovo, -Castel di l'uovo, Pizafalcon, lo monastier di Santa † et la torre -di San Vincenzo. Et re Ferando attendeva a pugnar Pizafalcon, ma -per le gran fosse, <i>licet</i> le muraglie fusse a terra, non lo poteva haver. -Et ancora l'armada franzese esso Re continuamente faceva -bombardar, <i>adeo</i> messe con ditte artilarie in più zorni a fondi la -galiaza granda, lo galion nuovo et do altre barze; <i>etiam</i> la nave Camilla -di zenoesi, che venne come ho scritto. Et volendo esso Re haver -el monasterio di Santa Croxe, et bisognava bombardarlo; <i>unde</i> -el Re mandò a dimandar licentia a Roma al Pontifice, perchè pur -havea qualche conscientia, per esser chiesia al divin culto dedicata. -<i>Etiam</i> mandò a tuor 6 bombarde da Roma, pregando el Pontifice li -dovesse servirlo. Et cussì have et la licentia et le ditte bombarde; et -subito feceno repari a Santa Croxe, et piantono ditte bombarde grosse, -et assa' spingarde et falconetti. Et visto Franzesi non potevano tenirse, -dimandò di esser a parlamento con el signor Prospero Colonna, -capetanio dil Re. Et cussì a dì ultimo Settembrio fonno a parlamento -de rendersse, et fezeno trieva per uno zorno, per veder si se -potevano acordar; et, non li bastando questo zorno, ne volse uno -altro, poi <i>etiam</i> doi altri zorni per parlar meglio insieme, et andava -elongando la trieva; <i>tamen</i> stevano Franzesi su le mure in hordine, -et nostri dil campo disposti, si non si rendevano, darli la battaia. Et -<span class="pagenum" id="Page_596">[596]</span> -niun parlavano, altri cha Prospero Colonna et don Zoanne, i qualli -andavano ne li castelli; et de' Franzesi veniva do zentilhomeni dil -castello a parlar al Re. Et cussì stevano in queste pratiche. Et <i>accidit</i>, -che uno sguizaro, valente homo et bellissimo di la persona, vestiva -di veludo, havendo uno suo fratello di Santa †, et pativa gran -fame et disasij, <i>unde</i> parsse a questo sguizaro nostro di butarli do -pani freschi. Et el sig. Prospero, vedendo questo, mostrava volerlo -far morir. Ma la Majestà dil Re li mandò dir li dovesse perdonar, -perchè era stato causa l'amor dil fratello. Et el capetanio de' sguizari -nostri, inteso questo, subito fece sonar la sua trombeta, e insieme -con la soa compagnia andò a la volta dil preditto sig. Prospero. -El qual signor credeva ditti sguizari venisseno per ajutar el -so compagno. Ma zonto lì, el capetanio domandò dove era il suo -homo, dimandandolo; dicendo: Io so ben quello debbo fare di lui, et -altri cha mi non dia far justicia sopra li miei. Et el sig. Prospero -rispose: La Majestà dil Re li ha perdonato. Et el capetanio disse: -La Majestà dil Re può perdonar a li suoi; et io farò la nostra usanza, -secondo il costume nostro. Et cussì lo tolse, et lo menò in uno -loco, dove francesi, <i>maxime</i> il suo fratello, i qualli stavano su le -arme, lo potea veder. Et, ordenatamente conzati li sguizari a fila a -fila con le lanze, poi el capetanio disse a tutti che, per il sacramento -haveano di esser fedeli dove serviano, tegnisseno le lanze, et comandò -che questo suo compagno dovesse esser morto da le soe lanze -de tutti, et se niun fusse che non desse di la lanza, poi lui sarebbe -morto, poi disse a quel sguizaro: Conféssate. E mandato per il prete, -fo confessato. Le lanze tutte stavano a la fila con la ponta avanti; -et el capetanio disse: Su, corri per mezo. Et il sguizaro alzò li -ochi al cielo, et si racomandò a Dio, digando le sue oration. Poi -disse: Si ho dato do pani a mio fratello, che moriva da fame, l'ho -dato in presentia et palexe, che ogniuno mi vedeva, non per falsità -alcuna, nè per tochar danari; ma poi che lo mio capetanio vuol che -io muora, voglio obedir, et mi ricomando a Dio et a la Vergine -Maria. Et poi tirò la sua bareta tanto in zoso, che si coverse i ochi; -poi corse per mezo di le lanze in modo non restò niuna che non fosse -fichata in la sua persona. Have più di 200 lanze, et cussì morite da -li suoi proprii compagni e parenti; sì che, <i>judicio omnium</i>, fo usato -gran crudeltà. Et il capetanio fece per mantenir la sua fede di non -esser traditori, e mostrò haver grande ubedientia da li soi, che in -fina lo morto lo obedite. Et questo, per esser cossa notoria, ho voluto -qui scriver. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_597">[597]</span> -</p> - -<h3 id="lib4-36"><i>Novitade acadute in Perosa.</i></h3> - -<p> -In questo mezo a Perosa li Odi, foraussiti di Perosa, havendo -intelligentia in la terra, a dì 3 Settembrio introno dentro Perosa; -però che lo principalle cittadino che se ritrovava in la terra, in ditta -mattina a l'alba andò a la porta di San Zuanne, et fece aprir la -porta per forza a li custodi. Et aparse quatro squadre de cavalli de -ditti fora ussiti, bene in hordine, et 2500 fanti; et preseno la terra -fino al Monte, avanti che la parte contraria de Baioni, che in quella -regnavano, sapesseno alcuna cossa. Ma, inteso questo, tutta la terra -fo in remor; et pigliato le arme, fonno a le mane,<i> taliter</i> che fonno -morti di quelli fora ussiti a presso 150, et do di li primi. Alexandro -Savello perse el cavalo et scampò. Et fo presi di questi, erano con -li Odi, zercha 400, e di quei di la terra non ne fo morti se non 6, -però che fino le donne li aiutaveno combattendo. Et a ciò el tutto -se veda et intenda, quivi sarà notado una lettera che scrisseno li do -arbitri di la città di Perosa al suo secretario, era a Roma, di quello -successe la prima battaglia. La qual è questa. -</p> - -<h3 id="lib4-37"><i>Exemplum litterarum Perusiensium.</i></h3> - -<p> -<i>Domine Petre Paule.</i> Da poi la lettera nostra de la felice vittoria -contra li inimici, tuttavia le cosse nostre sono prosperade per la -gratia di Dio; imperochè havemo trovato 272 cavalli guadagnati -et 80 para di barde, et havemo pregione el sig. Troylo Sabello, capo -de li nimici, qualli tenimo honoratamente et con comodità in palazo -de li signori Priori, ma con bone guardie. Havemo recuperato Geliano -et siamo in praticha de recever la Frata, quale in breve intenderete, -piacendo a Dio, esser tornata a la obedientia nostra. Sì che -state de bono animo, et comunicate con li amizi, aziò partecipano de -ditta felicità. <i>Bene valeat.</i> -</p> - -<p> -<i>Perusiae,</i> 7 Settembrio 1495. -</p> - -<p> -Federico et Bontempo de li Bontempi et Bernardino Cavacepi -sono stà impichati... Lodovico de li Ermani, quale aprì la porta -di Santo Andrea a li nimici, è morto da certe ferite che ricevete in -lo conflitto. Li filioli de Leonello de li Odi, che sono tre, se conservano -vivi in loco securo. -</p> - -<p> -<i>Post scriptas.</i> Ne è refferido, alguni fanti, qualli hanno recuperado -<span class="pagenum" id="Page_598">[598]</span> -la pieve de mons. rev.mo el Vescovo nostro, occupata prima da -li fora ussiti, havere fatto zerte disonestà..., quale non havemo -inteso particularmente, per esser tanto occupato el magistrato nostro, -quanto fusse mai più. Excusate la cossa che è fatta penitus -contra nostra voluntà, imo con grandissima nostra desplacentia, et -provederemo a la restitutione. -</p> - -<p> -Subscriptio: -</p> - -<p class="indr"> -<i>Domini arbitri civitatis Perusiae.</i> -</p> - -<p> -A tergo: <i>Praestanti viro, domino Petro Paulo Venacio, secretario -nostro dilectissimo, Romae.</i> -</p> - -<h3 id="lib4-38"><i>Successo di Pisani con Fiorentini.</i></h3> - -<p> -Domente queste cosse intervengono, Fiorentini, disposti di haver -al tutto Pisa, vi mandò el suo esercito gubernato dal Duca di Urbin, -atorno. Et in questi zorni acadete che, havendo Pisani a loro soldo -Paulo Vitelli, el qual li rebelono et si acordò con fiorentini, et vene -nel borgo di San Marco in compagnia de molti fiorentini, vestiti a -la franzese tutti, con la insegna dil Re di Franza et de' Pisani, cridando: -Franza! Franza! Et Pisani, credendo venisseno in loro ajuto, -per esser esso Paulo in acordo col Re de Franza, ussiteno per venirli -contra a farli festa a questo soccorso. Ma Lucio Malvezo, capetanio -de' Pisani, vedendo andar fuora Pisani, li disseno non dovesseno andar, -et che prima vedesseno che zente fosseno. Ma loro, di tanta alegreza -li fusse mandato per il Re soccorso, ussiteno pur, et malle li -colse, però che fonno messi in mezo da ditto Paulo Vitelli, et fo -morti assa' Pisani; et si non era el capetanio dil Re de Franza, che -ussite di cittadella per aiutarli, erano compidamente tutti morti o -pigliati, et quel zorno fiorentini haveano la terra; ma Franzesi combatteno -gagliardamente, et fo morti assa' zente di ambedoe parte, -ma pur Pisani ebbeno la pegiore. Et poi separato la pugna. El qual -capetanio franzese messe molti Pisani a guarda dil centro dil muro -di la cittadella nuova, et fiorentini prese il borgo di San Marco, et -quello tene; ma quelli di la cittadella li salutavano dì et notte con -artilarie, et trevano bombarde a le caxe per ruinarle; et a la fine -lassò ditto borgo. Questa battaglia fo fatto el dì di Santa Croxe, a dì -14 Settembrio, a hore 24 che li nimici veneno a quell'hora per non -esser cognosciutti. El zorno da poi, fo a dì 15 ditto, arivò in Pisa -el sig. Frachasso di San Severino con... cavalli, el qual fo mandato -<span class="pagenum" id="Page_599">[599]</span> -per il Duca de Milan, per nome de la Signoria de Venetia et d'altri -confederati, et venne per mar. Et è da saper, che la liga terminono -de aiutarli et mantenerli in libertà. Et el sig. Frachasso, zonto, li -mandò uno suo trombetta in campo de' fiorentini, a notificharli da -parte di la liga che i se levasseno de l'impresa infra 4 zorni, et, non -facendo, se intendesse esser rotto guerra di la liga contro di loro. -Et li commessarii de' fiorentini risposeno, che loro non rompeano -liga alcuna, ma che vollevano la terra loro, et che el Re de Franza -ge l'havea reduta, et però la volleano. -</p> - -<p> -Questo fo divulgato si fusse; onde tal parole io non l'acerto, -<i>tamen</i> la ragion persuade che le debbi esser state <i>etc</i>.; sì che, a questo -modo, Paulo Vitelli rebelò li Pisani, et <i>etiam</i> sempre havia dato -danno al paese. Et come vidi una lettera di uno Jacomo da Luca, -scritta a dì 17 Settembrio in Lucha a uno Gerardo Arrigi, habitava -in Roma, che <i>etiam</i> esso Paulo havia fatto da prima tuor li grani, -et mandato in campo de' fiorentini, et cussì vendemar e toglier bestiami; -sì che dove Pisani credevano esser aiutati, erano dannizati. -Et in questa baruffa ditto Paulo Vitelli fo ferito a morte, et il fratello -fo morto. Et è da saper, che fiorentini haveano, <i>ut dicitur</i>, fatto -una stratagema et assa' degna astuzia; et feceno far do sachi di -grossoni, di quelli valeano soldi 7 l'uno si bateno a Fiorenza; et -quelli feceno dorar, <i>adeo</i> parevano fiorini d'oro; et questi mostrono -a certi franzesi che steva col capetanio francese ne la cittadella di -Pisa, dicendo vollevano darli al suo capetanio, si desse la forteza a -loro, perchè cussì era la voluntà di la Majestà dil Re de Franza. Et -quasi erano concordate le cosse; ma in questa baruffa fo preso uno -fiorentino, el qual volendo esso capetanio franzese amazar, disse: -Non mi amazate, che vi dirò cossa che vi piacerà assai haverla saputa. -Et manifestò questo de li grossoni dorati, et <i>etiam</i> haveano fiorentini -fatto far do some de capestri per impicharli tutti, et Franzesi -et Pisani, et <i>maxime</i> esso capetanio, habuto che havesse li ditti danari. -<i>Unde</i> fo molto a charo al ditto de intender questo; et <i>deinde</i> -fo mortal nimico de' Fiorentini, et tenne sempre da' Pisani. -</p> - -<p> -In questo mezo, Piero de Medici a Roma feva fanti, et, acordato -con el sig. Virginio Orssini, volleva venir versso Fiorenza et -ritornar nel stato, dischaziando la parte contraria. Et questo se intese -a Venetia, a dì 19 Settembrio, per lettere di l'orator nostro a -Roma. Dove poi, partito ditto Piero et venuto a Siena, in Fiorenza -acadete che uno, chiamato il Serpe, portò alcune lettere di esso Piero -ad Averardo de Medici, suo parente, homo veterano et animoso, pregando -<span class="pagenum" id="Page_600">[600]</span> -dovesse immediate vestir in forma di ragazo madona Alphonsina -di casa Orssina sua moglie, la qual era in uno monasterio et -stavasi, et che dovesse menargela. <i>Unde</i>, ditto Averardo vestite la -ditta donna a modo ditto di sopra, facendo vista di andar a una sua -possession con alcuni soi, et havendo questa donna, vestida da ragazo, -una bolzeta a l'arzon e al brazzo alcuni lazzi con cavi<a class="tag" id="tag144" href="#note144">[144]</a> et -uno capello con una capa di scherlato atorno, a cavalo, et cussì -ussite ditto Averardo di Fiorenza, che niun de costei se n'avide, et -andò a una sua possession, et zonse a horre do di notte. Poi, a hore -tre tolse la volta de Siena, et presentò la moglie a Piero, non senza -tenere lacrime di esser stato tanto a vederse. Et poi esso Averardo -ritornò in Fiorenza. Et la Signoria già havea saputo questo; unde -li 8 de la balia mandò per ditto Averardo, dimandandoli la cagione -perchè havia fatto questo. Rispose, che per niuna età si dinegava, -<i>etiam</i> a' rebegli, la mogliere; et quando uno non tratava cosse di -stado, che non meritava reprensione, et che havia acompagnato la -moglie al suo parente, et che si non l'havesse fatto, lo farebbe di -novo. Et ditti signori, vedendo era ragion, non li feceno altro. -</p> - -<h3 id="lib4-39"><i>Come fu amazato domino Jacomo da Savona a Forlì.</i></h3> - -<p> -In questo mexe di Settembrio, essendo andata la madona de -Forlì, fo moglie dil conte Hieronimo, una matina con domino Jacomo -Feo di Savona, so favorito, a la chaza con cavalli zercha 60, et -quel zorno stando in piacer, per uno da Forlì, era scolaro, et uno da -Imola, homo d'arme, el qual da ditto domino Jacomo era stà tenuto -tre anni in carzere, con altri cinque, ferono una congiura dentro di -una chiesia, di voler devorar ditto domino Jacomo, ritornando da la -cazza. Et si messeno a la porta de Schiaonia sotto uno portico questi -7, armati con spada et roncha, et a hore una di notte veteno venir -alcuni dopieri impiati, zoè madona in chareta ritornava in la -terra, et ditto domino Jacomo a presso, confabulando con lei venia. -Uno de li 7 conjurati se li fè incontra, et disse: Ill.<sup>mo</sup> Signor, io ho -lettere dil rev.<sup>mo</sup> Cardinal di S. Zorzi. Et ditto domino Jacomo, tochandoli -la mano, disse: Dove è le lettere? Et lui rispose: Signor, -ve le darò adesso. E cavò una spada, tenendo domino Jacomo per -un brazo, li dete una botta nel petto, et passolo da un canto a l'altro, -dicendo: Queste son le lettere. Et il remor essendo grande, cridavano -<span class="pagenum" id="Page_601">[601]</span> -li altri de la congiura: Non si mova niuno, che madona et -el signor si fa far questo; <i>tamen</i> non era la verità. <i>Unde</i> niuno per -questo si mosse. Et madona si butò di chareta, intendendo queste -parole; e andoe per grandissimo dolor in angossa. Molti soi favoriti -et servitori la prese, et messela a cavallo, et corsero a la rocha, stimando -la terra fesse qualche novità o tradimento. Et a hore 4 ditta -madona si armò de tutte arme, e vene dove era stà morto domino -Jacomo, et vetelo morto, tagliato in 100 pezzi. Et dimandato dove -era le case di questi proditori, vi andò con zente d'arme et fanti, et -fece prender le loro donne, et fele taiar a pezi; tra le qual ne era -molte gravide; <i>etiam</i> li figlioli di 3 anni feze amazar, cossa crudelissima, -et contra quel ditto di Christo, che: <i>Filius non portabit iniquitatem -patris, neque pater iniquitatem filii</i>; et poi fece bruxar le -caxe: et tutta la terra era in gran terror. Et a hore cinque fece -adunar el populo in arme in piaza a lumi di dopieri; feze metter -5000 ducati ne le man di 4 cittadini, et publichar la taia contra li -coniurati, o vivi o morti chi li presentasseno, havesse quelli danari, -<i>etiam</i> provisione in vita, et di herede in herede. Et non passò do -hore, che 4 di loro fonno presi et strascinati la notte a coda di cavallo, -di la porta va a Cesena fino a quella di Schiavonia; et dove -fu seguito el delicto fecili tajar una man per uno, poi li fece squartar -et metter li pezzi a le porte di la terra; et la matina fo preso -uno prete, et uno altro pur de ditti, li qual fonno tanaiati, dapoi che -fo trascinati et morite; sì che feze crudelissima vendetta, la qual -smorzò il dolor dil suo domino Jacomo. Et è da saper, che il cardinal -San Zorzi, fo fradello dil conte Hieronimo, in quelli zorni persuadeva -ditto domino Jacomo volesse partirssi di Forlì, et li daria -ducati 20 milia, et uno castel chiamato San Marco, facendolo far -condutier di la Chiexia; et lui non volsse acceptar questo partito, -per non partirssi de Forlì. -</p> - -<p class="pad2 center large"> -<i>Finit liber quartus.</i> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_603">[603]</span> -</p> - -<div class="blockded"> -<p> -<span class="smcap">Magnifico et sapientissimo Marco Sanuto -Bergomi praetori justissimo, Marinus Sanutus -Leonardi filius patricius venetus -salutem.</span> -</p> -</div> - -<p> -Si l'amore et la benivolentia, oltra l'affinità, Pretore integerrimo, -mi astringe de intitolarti alcuno de questi libri di la gallicha -ystoria, non mancho mi exorta ogni tua conditione; perchè, volendo -considerare fra me più fiate, a chi dovesse questo libro quinto -dedicare, niuno a Toa Magnificentia trovai dover esser antiposto, sì -per esser primario di la caxa nostra Sanuta, <i>quam</i> per la sapientia -et, <i>ut ita dicam</i>, summe dote de' cieli, che in te sono. Aduncha, posto -da canto ogni altro patricio che in questa guerra si habbia exercitato, -ho voluto, et <i>merito</i>, dedicarti parte dell'opra grande et faticosa, -per mi con ogni verità descritta, et in quella de Toa Magnificentia -non mi dimenticare, perchè niuna cossa debbe esser più -extimata, quanto honorar il sangue et prole sua. Et quanto me ne -glorii dil tuo dignissimo portamento in questa pretura bergomense, -credo non sia celato a Toa Magnificentia; et però non son stato immemore -delle fatiche, <i>sine</i> farti participe. La qual opera, benchè -vulgare sia, et non da le orecchie tue, immitatore di ogni philosophicha -et astrologicha disciplina, pur, per la verità della materia et -amore dil compositore, son certo ti piacerà talhora leggerla, quando -harai otio, <i>licet</i> di raro in questa pretura hai, per le frequente audientie -et expeditione che fai cotidianamente; <i>tamen, captato tempore,</i> -leggendo, prometto a Toa Magnificentia, non di ornato parlare, -non di vocabuli exquisiti, non di nuove imaginatione, ma ben de -verità et cosse ordinate a suo loco, vederai questa piena, et con -summa diligentia descritta. Et niuna cossa tanto mi ho inzegnato -di scrivere, quanto come sono <i>vere</i> passate le cose di questo Re di -Franza, et seguite in Italia et in varie parte dil mondo; opra, si -non al presente, <i>apud posteros</i>, da esser laudata grandemente. Perchè, -magnifico Marco affine mio, io volendo veder tutte ystorie <i>a -principio mundi usque in hodiernum diem</i>, trovo questa venuta di -<span class="pagenum" id="Page_604">[604]</span> -Carlo re non esser mancho da farne memoria d'ogni altra seguita, -si per la pocha... et grande animo, la fortuna prospera et poi contraria, -la division de Italia, Veneti tacere et poi moversi a la liberatione -di quella, già quasi in potere gallico venuta, mediante la -qual Italia è liberata. <i>Ergo</i> grande ubligatione tutti Italiani debbeno -haver a questa Republicha, come leggendo si vederà il tutto -giorno per giorno. Et <i>etiam</i> Toa Magnificentia zercha questo ha habuto -qualche faticha in questa pretura, col magnifico collega tuo, -in mandare <i>saepius</i> provisionati, et tanti, in campo, adlozar zente -d'arme, et altre provisione <i>libentissime</i> mandate ad effetto per quella -fidelissima comunità; le qual tutte.... qui scripte. Et sono certo non -potrai star de laudar l'afine tuo di la faticha grandissima, che è -stata talle, che talhor vorebbe mai haver principiato scriver alcuna -cossa; ma poi che havia fatto assae, volsse con ogni inzegno venir -al desiato fine, et cussì scritto ho fino dil primo di Gennaro; et più -presto ho voluto dar materia a molti che mi apontano, che star taciturno, -cossa che a Toa Magnificentia molto dispiace; et <i>saepius</i> -questa mi ha ditto: l'autorità digna di philosopho dover esser limitata, -che <i>frustra est illa potentia, quae numquam reducitur ad actum</i>; -et per questo ho voluto tenir ascoso questa opera, come di qualche -altra ho fatto, che Toa Magnificentia ne sa qual cossa. La qual reverisco -et honoro come padre, possa che la fortuna mi privò dil carissimo -genitore a la legatione romana, et dil patruo, padre tuo, et -da me non manco extimato, in la castrense legatione de Ferrara. -<i>Unde</i>, rimasto Toa Magnificentia, <i>merito</i> ti dobiamo l'amore paterno -portare. Conosci adoncha quanto Marino è volonteroso di metter -in eternità le cosse de la Republica et patria nostra; vedendo -questa inculta opera, chiaro el conoscerai. El qual a Toa Magnificentia -si ricomanda, <i>quae diu felix valeat. Vale et me ama, tibique -persuade a me plurimum amari.</i> -</p> - -<p class="indl"> -<i>Venetiis.</i> -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_605">[605]</span> -</p> - -<h2 id="libro5"><span class="smcap">Marini Sanuti Leonardi filii Patricii Veneti de successu Caroli -regis Francorum in Italia post cladem acceptam -Liber quintus feliciter incipit</span><a class="tagtitle" id="tag145" href="#note145">[145]</a>.</h2> -</div> - -<h3 id="lib5-1"><i>Exemplum brevis sanctissimi D. Nostri ad Januenses.</i></h3> - -<p class="center"> -<span class="smcap">Alexander Papa sextus</span>. -</p> - -<p> -Dilecti filii salutem et apostolicam benedictionem. -</p> - -<p> -Cum ex ipsa rerum magistra experientia clare cognoverimus -tui gubernatoris et istius genuensis reipublicae optimam dispositionem, -et mentem ac effectus voluntati correspondentes, pro salute et -conservatione italicae tranquillitatis, adversus Regis Gallorum conatus, -vos plurimum in Domino commendamus, et pro pastorali, quod -nobis incumbit, officio ad gregis dominici custodiam, enixe hortamur -velitis eosdem vos in futurum praebere qui hactenus fuistis. Nam -quoad promissionem vobis ab agentibus sanctissimae confoederationis -nostrae factam, circa loca vestra Petraesanctae, Sarzanae et -Sarzanellae vobis restituenda, certissimi esse potestis, nos et confoederatos -nostros unite pro virili parte non esse defuturos; quin -imo ad quaecumque expedient prompto animo elaborabimus, ut voti -compotes evadatis. -</p> - -<p> -Datum Romae, apud Sanctum Petrum, sub annulo piscatoris, -secundo Kalendas Septembris, M CCCC LXXXXV, Pontificatus nostri -Anno IV. -</p> - -<p> -<i>A tergo</i>: Dilectis filiis nobilibus viris Augustino Adurno, gubernatori, -et consilio antianorum civitatis Genuae. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_606">[606]</span> -</p> - -<h3 id="lib5-2"><i>Zente franzese lassate a la custodia dil Reame di Napoli -quando se partì el re de Franza.</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>Mons. de Mompensier, vicerè, con lanze</td> <td class="bt center">Num.</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. de Obegnì, gran contestabele, con lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. de Beucario, gran camerario, con lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. de Perssì, gran sinischalcho, con lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. de Campo rosso, con lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>Gratiano de Guerra, con lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Gabriel de Monfalcona, con lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Mons. de la Martia, con lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">25</td> - </tr> - <tr> - <td>Domino Julliano, li ballestrieri, et lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">25</td> - </tr> - <tr> - <td>Altre lanze date a diversi franzesi, zercha</td> <td class="center">»</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td>Summa</td> <td class="num">700</td> - </tr> -</table> - -<h3 id="lib5-3"><i>Zente Italiane.</i></h3> - -<table class="data" summary=""> - <tr> - <td>El Prencipe de Salerno, domino Antonello di S. Severino, lanze</td> <td class="bt center">Num.</td> <td class="num">100</td> - </tr> - <tr> - <td>El Prencipe de Bisignano, lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>El Ducha de Melffi, lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>El Marchexe de Martina, lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">50</td> - </tr> - <tr> - <td>Missier Trojano Papacoda, lanze</td> <td class="center">»</td> <td class="num">25</td> - </tr> - <tr> - <td>Altre lanze spezade, fin al numero de</td> <td class="center">»</td> <td class="num">400</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td> </td> <td class="num">675</td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td> </td> <td>Summa</td> <td class="num">1375</td> - </tr> -</table> - -<p> -Le qual lanze de italiani, li conduttieri de epse le pagino in su -li salli e fochi di le terre per questo anno, zoè l'instante, si po far -stima de potersine haver. Et queste zente ho voluto qui poner, per -la caxon che scriverò. -</p> - -<p> -A dì 14 ditto, el Duca de Millano, et Luca Pixani e Marchiò -Trivixan, provedadori nostri, con altri signori et conduttieri, da poi -disnar chavalchoe a sopraveder Chamarian. Et, chavalchando, disse: -Ad ogni modo voglio far palese. Questo ambassador di Spagna vorria -impazarsi, et mai el suo re ha roto. Et voltato versso li Provedadori, -disse: Sarò sempre obsequentissimo fiul di la Signoria, et -lasserò a' mei figlioli fazino el simile, perchè questi do stati stando -insieme, non è da dubitar d'alcuno. Et diligentemente explorato, -tornoe al logiamento. Et poi esso Duca in questa matina è da saper -<span class="pagenum" id="Page_607">[607]</span> -chavalchoe per veder li suoi fanti alemani; poi, tornato in camera -da li Provedadori nostri con li oratori era con lui, et disse haver -lettere da la Majestà dil Re de' Romani, di la morte di la marchesana -de Monferà, e del governo di quel stado esser dato al sig. Constantin -Arniti; el fiul saria in età legitima; di la qual cossa Soa Majestà -scriveva esser contentissimo. Et cussì mandoe un, con ditte -lettere, al ditto sig. Constantin, offerendoli le forze sue per conservation -di quel stado, persuadendolo a moversse de li servigii gallici, -e unirse con esso Duca; et mandoe domino Jacomo Soardo, homo -dil marchese di Mantoa, che <i>alias</i> vi fu. -</p> - -<p> -Nel nostro campo se divulgava esser fatta la pace dil Duca de -Milano preditto con el Re de Franza, et che andava dissimulando -fino havesse ordine... El capetanio nostro, el conte Zuan Francesco, -et domino Marco da Martinengo erano di questa oppinione; <i>tamen</i> -la verità non si sapeva. Et la sera avanti vene un franzoso per -metter ordine di aboccarse oratori dil Re col Duca. -</p> - -<p> -El Re era a Verzei, et il fiume di Sesia, per le aque et pioze -eran state, era cresciuto; il ponte passava a Verzei si ruppe, <i>unde</i> -el Re rimase di là da l'aqua con parte di le sue zente, et il resto -de l'exercito di qua; <i>adeo</i> si non era questo levar de le offese, Franzesi -pativano gran danno, perchè el Re non li poteva soccorrere..., -<i>licet</i> a l'ultima paga se ritrovasse fanti num. 7860 in tutto. Li provisionati -al presente eran nel numero, fanti da guazo 2000, provisionati -1000, senza quelli erano in Alexandria di..... e Tortona, -che erano più di 700, pagati per la Signoria, e guardava le terre dil -Duca de Milano; elemani erano 350. Et in questa sera zonse li 400 -elemani fatti per Vincenzo Valier, venuti per la fin di Trento, et -<i>etiam</i> ozi ditti elemani ne zonse a presso 1000. Ancora li provisionati -del capetanio nostro eran, ma nel campo tudesco li mancava -più de la mità per esser fuziti. El Duca in questi zorni mandoe 300 -fanti, et <i>etiam</i> fuziti assai elemani, come diceva domino Zorzi di -Pietraplana, eran circa 4000 e non più. Si Brexa e Bergamo..... -si faceva li provisionati. -</p> - -<p> -Zonse in campo ducati 5000 mandati da Venecia, et già ne -havean mandato de gli altri; et questo per aproximarse le page, le -quale si faceva a dì.... del mexe. Et Orsato Moresini, pagador, in -questo zorno andoe a Milan in careta per mutar aere et curarsi de -la egritudine; pur stava meglio. Et el conte de Petigliano era a Milan, -et li medici dicevano bisognava curar una tumefaction, <i>unde</i> -mastro Ambroxio andoe a Milano per darli bon zorno. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_608">[608]</span> -</p> - -<p> -Quattro stratioti se partì di campo con licentia de' Provedadori -per venir a la Signoria per nome de li altri, et dimandar, oltra le -page, li fusseno pagati li cavalli amazatili in campo. -</p> - -<p> -In questa sera zonse dal Duca un secretario del signor de Piombino, -e portò lettere de la comunità de Siena. Quello volesse non se -intese. -</p> - -<p> -È da saper, che domino Francesco Bernardin Visconte e Hieronimo -Stanga, andati eri al Re, non poteno andar a Verzei, per -esser rotto el ponte, et esser cresciuto assai l'aque che li... nemici -si adaquoe, et fonno guasti vestimenti et arme. Hor questa matina -questi andono, et a hore 4 di notte si tornono in campo dal Duca, -et referite che quando confutoe esso Francesco Bernardin li capituli -dati per Franzesi, cioè quelli deputati..., et cussì de le proposition -diceano al Duca dimandava cosse grandi. <i>Item</i>, come haveano terminato, -el maraschalcho de Giaè, mons. de Pienes et mons. de Arzenton -de venir diman qui nel nostro campo a parlar col Duca de -Milan, et se restringeriano su do cosse: la prima, su lo armar a Zenoa; -la seconda, dil reame de Napoli niun se ne impazasse, ma lassar far -a la fortuna; et pur che Zuan Jacomo di Traulzi mandava a dir -a' nostri Provedadori che se mandasse una volta il... in Franza, -et che tutti haveano voluntà de ritornar a caxa, <i>maxime</i> quelli signori -baroni; e poi saria quel Dio voia. <i>Item</i>, che el balì dil Degiun -dovea menar assai sguizari, et lo aspettavano de zorno in zorno... -Notifichoe ancora, che se più durava le pioze, era forza Franzesi si -levasseno, che si tragettava el fiume con barche, et tutto adaquato -quel paexe. -</p> - -<p> -A dì 20 da matina in camera del Duca con li ambassadori et -Provedadori, ditto domino Francesco Bernardin referì come havean -fatto trieva fino venere proximo, sarà a dì.... ditto, et che li tre -oratori regii sariano questa matina lì. Et <i>immediate</i> fo publicata la -trieva, et fonno fatte tre copie, una mandata a la Signoria nostra, -una al Re de Franza, l'altra al Duca di Orliens in Novara. Comenza -cussì: -</p> - -<p> -El se fa bando e noticia come, essendo fatta trieva tra el christianissimo -Re de Franza con l'exercito suo et con l'exercito nostro -etc., et non fo nominà el Duca de Milan, nè el capetanio nostro, -niuno; et questo fo fatto per buon rispetto, non senza savio consulto. -Et el Duca <i>iterum</i> con l'ambassador de Spagna se apizono de -parole, perchè esso ambassador non vollea fusse fatto pace senza -saputa del so Re; et el Duca pur diceva, se l'avesse rotto guerra <i>etc.</i>, -<span class="pagenum" id="Page_609">[609]</span> -et che per li capitoli potea farla, però che el capitolo parlava a questo -modo: <i>si forte occurreret, quod Deus avertat, quod ad bellum deveniretur, -non possit quovis modo fieri pax nisi scientia sociorum, et -cum reservatione et sine praejudicio praesentis confoederationis et ligae.</i> -Et mostrato ditto capitolo el Duca a l'ambassador, disse: el -dice <i>saputa</i>, non dice <i>consultatione</i>; lo ho za scritto a la Majestà dil -Re vostro; <i>ergo etc</i>. -</p> - -<p> -Vincenzo Valier, nominato de sopra, ritrovandossi in campo, -et non vi essendo il pagador, parse a li Provedadori de dar al ditto -questa altra faticha di esser pagador, a ciò li danari fusseno ben dispensati. -Et fu contento di accettar tal provintia, per servir la Republica, -et restoe pagador fino el campo se disciolse. Et Urssato -Morexini si ritrovava a Biagrassa, volendo andar a Milan. -</p> - -<p> -A dì 20, a hore 21, el Duca de Milan con l'ambassador de -Spagna, li Provedadori et ambassador nestro, et Bernardo Contarini, -provedador di stratioti, andò circa un mio avanti in campagna -aspettar; et a hore 23 zonseno li tre oratori franzesi<a class="tag" id="tag146" href="#note146">[146]</a> nominati -di sopra, de compagnia col Marchese di Mantoa, nostro capetanio, -li era andato più avanti contra; et el Duca andò <i>solum</i> circa do miglia. -Et smontati nel pavion dil capetanio, dove feceno colation, poi -veneno nel castello dal Duca. In quella sera medema el Duca mandoe -per li Provedadori, che si trovasseno ad udir le imbasate loro. -Era la duchessa soa consorte, el capetanio nostro, l'ambassador de -Spagna, el nostro orator, el Duca et ditti Provedadori, posti a sentar -a la fila, i oratori sentono su tre cariege per mezo. El primo el marascalco -de Giaè; el secondo, che dovea esser mons. di Pienes, lui -volsse fusse mons. di Arzenton, perchè esso dovea far le parole. El -qual Arzenton disse: La Majestà dil Re nostro ha voluto mandar -nui tre a la Excellentia Vostra, a ciò possiamo presentialmente dir a -quella quanto è la mente de Soa Majestà, la qual è desiderosa venir -a la pace. E questo è stato meglio che dir per intermedie persone, -come hieri fo ditto. El Duca rispose: Hessendo quello son con la -Majestà dil Re di Spagna, et fiul de la Illustrissima Signoria di Venetia, -a la qual son sempre ubligatissimo, torò questo assumpto in -risponder in nome de tutti, et ringratiar la Majestà dil Re che ne ha -mandato tal huomini, qual sono le signorie vostre. Ringratiamo -<i>etiam</i> quelle de la faticha le hanno tolto per venir qui. Per quanto -<span class="pagenum" id="Page_610">[610]</span> -aspetta al desiderio ha la Majestà dil Re al vegnir a la pace, io ve -dico che in tutte cosse honeste non me trovarete manco pronto di -quello è Soa Majestà; però dicete quanto vi par. Et mons. di Arzenton -disse: Illustrissimo signor, la Majestà dil mio Re non vuol -far apontamento alcuno de Novara, se prima el non parla col Duca -de Orliens suo fradello; però rechiedemo un salvo conduto per lui. -Et el Duca rispose: Magnifici ambassadori, io non ho da far de -niente con el Duca de Orliens, perchè lui non ha tolto la mia terra -de Novara, ma la Majestà dil Re me l'ha tolta con le soe zente et -con li soi danari; e so ben che 'l Duca de Orliens non havea posanza -di tormela, per lui. Acordamose pure con la Majestà dil Re; -et se 'l Duca d'Orliens vorà poi cossa alcuna da me, la rechieda, -perchè io li risponderò. Dil salvo conduto da esser fatto, io sarò -insieme con questi magnifici signori, et vi responderemo. Et el Duca -con li altri andò in un'altra camera, dove fo disputà et concluso -farli el salvo conduto de andar a parlar al Re; e, non seguendo la -pace, possi ritornar in Novara con quelle zente vi sarà. Et cussì fo -risposto a ditti ambassadori, et diliberato per segurtà dil ditto Duca -d'Orliens, de mandar la matina seguente uno de quei signori, con -uno ambassador franzese, a Novara, per trazer fuora el ditto e condurlo -do o ver tre miglia. Et questo volse esser el nostro capetanio -marchexe de Mantoa, che vi andasse. Et li oratori, tornati a lo alozamento -per esser tardi, spazoe uno trombeta con lettere al Re. -</p> - -<p> -A dì 21, per esser l'aque grandissime, <i>adeo</i> non se poteva guazar, -non fo trato el Duca d'Orliens di Novara, come era l'ordine -dato, ma fo trato come dirò di sotto. In questa matina, el Duca con -li oratori, Provedadori et signori nominati di sopra, fonno insieme -con li ambassadori franzesi, et mons. di Arzenton pur parlò. Disse -che Zenoa, la qual era data in feudo al Duca, era conveniente el Re -potesse disponer de quella, per recuperar el suo regno de Napoli. -El Duca rispose, era vero dil feudo dato a' suoi antecessori, et li pareva -stranio el Re volesse tor la cossa che una volta haveva donata, -<i>nullo demerito praecedente</i>. Et poi Arzenton dimandoe almanco -fede, di poter armar a Zenoa. Rispose el Duca: La fede mia -è bastante. Disse Arzenton: El Re vuol el casteletto de Zenoa per -segurtà, per haver speso assai in aquistar el Reame de Napoli; e -saria vergogna lassar l'impresa. Rispose el Duca: Lui non era stà -causa el spendesse, et se lo havia perso, Soa Majestà era stato cagione; -et non voleno darli el casteletto. Et mostrò el privilegio antiquo -dil feudo. Poi disse: Si ve metterè a l'honesto, mi metterò; si -<span class="pagenum" id="Page_611">[611]</span> -vorè la pace, la vorò; si vorè la bataia, <i>etiam</i> la vorò e quanti è in -questo campo la volemo; et son partito di Milano per venir a far bataia. -Et li ambassadori disse, che non volevano ofender el Re de Romani, -perchè Novara era de l'imperio. Et el Duca rispose: Non son -io soto l'imperio? Et mi ofendè. Poi la Signoria mi pol comandar, -de la qual son fiul, e sempre ubligatissimo; vojo che in ogni tempo -la me comandi, per haverme conservato mi et el mio stado; et dil -mio stado voglio la disponi quanto dil suo proprio. Et cussì andò -tutti a disnar. È da saper, li Provedadori udiva, ma non parlavano; -et dil tutto advisavano <i>statim</i> la Signoria; e a Venexia si faceva -gran consultatione. <i>Etiam</i> l'ambassador di Napoli, era col Duca in -campo, non intrava in queste cosse. -</p> - -<p> -Dapoi disnar, li ambassadori ditti veneno a la camera dil Duca, -dove si reduseno Provedadori e li altri; mancava l'orator di Spagna, -el qual venne dapoi. Et mons. de Arzenton parlò, et disse haver visto -el privilegio dil feudo di Zenoa, nel qual si contien di esser buon -vassallo dil Re, amico de li amici <i>etc</i>. El Ducha rispose: Son contento; -a li soi nimici li farò brutta ciera; non che spenda dil mio. Parlono -poi dil casteletto, et el Ducha disse: Non penssè. Arzenton disse: -Trovemo qualche via el Re sia securo. Et volendo consultar el -Ducha con li Provedadori nostri, quelli risposeno, sua signoria era -sapientissima, et non li bisognava consulto. <i>Etiam</i> l'orator yspano -non volsse dir alchuna cossa. Poi li ambassadori franzesi dimandò -Monopoli, per venetiani preso. Rispose el Ducha: Magnifici provedadori, -rispondete. Lhoro risposeno, non sapevano nulla. Poi dimandò -le galee dil Re, prese a Zenoa. Rispose el Ducha: Le galee prese in -guerra non voglio restituir, ma ben quelle sono state retenute a Zenoa -son contento restituirle. Poi disseno, el Re vollea esser satisfatto -di le spese di ritorno, dal dì partì di Pisa sino al presente. Rispose -el Ducha: Anchora io ho speso; remetiamo questo in judexi, et quello -sarà sententiato, quello paghi. Havete altro da dir? Et ditti oratori -pensono un poco; poi disseno, zoè mons. de Arzenton: E la restitution -di lochi <i>etc</i>. de missier Zuan Jacomo Traulzi e qualche un altro. -Rispose el Ducha: Son contento; dite chi son i altri. E loro risposeno: -Missier Francesco Secho. Et in questo el Ducha rispose non -ha da far nulla di lui. El sig. marchexe di Mantoa è qui, che è patron -di questo. Et ditto Marchexe disse: Missier Francesco mi ha -voluto tor la vita. Poi dimandò mons. de Miolans et il Bastardo di -Borbon sieno deliberati, i qualli erano presoni. Rispose el Ducha: -Anchora che mons. de Miolans sia mio gran nemico, son contento, -<span class="pagenum" id="Page_612">[612]</span> -et li ho fatto bona compagnia; et del Bastardo di Borbon, era preson -a Mantoa, el capetanio nostro, marchexe preditto, disse: Che mi -refarà de li miei huomeni, son stà morti nel fatto d'arme a Fornovo. -<i>Demum</i> essi dimandoe la taglia data a li presoni suoi, fusse pagata -ma non duplichata. Rispose el Ducha: Era cossa honesta. Et, <i>ultimo</i>, -dimandò che alcuni zentilhomeni amalati in Novara, franzesi, fossero -licentiati andar... Rispose el Ducha, dovesseno dar in nota quei -erano, poi se deliberaria. Et altro non fo ditto. El Duca volsse lezer -le sue petition, et fè ogni instantia fosse restituito a' zenoesi Serzana, -Serzanello et Pietra Santa. Non fo concluso. Poi dimandò li 80 -milia ducati havia prestati al Re, et li ducati 17 milia li prestoe il -rev.<sup>mo</sup> cardinal Ascanio, vice cancellier, suo fratello. Risposeno li -ambassadori, quando el Re se aboccarà con Vostra Excellentia, tra -voi vi acordarete di questo. Et fo messo tutto in scriptura, et una -copia <i>statim</i> mandata a la Signoria. Et avanti a hore 21 se disciolseno -di queste consultatione, et li ambassadori tornono al loro alzamento. -</p> - -<p> -A dì 22 ditto, de matina a bon'hora, el Ducha de Milan preditto -partì di castello, et andò al suo pavion, dove era li oratori franzesi, -et steteno soli più di un'hora in colloquio; poi mandò per li Provedadori -et Hieronimo Lion, cavalier, ambassador nostro, et zonti -ivi trovono esso Ducha solo con el capetanio nostro e quelli signori -ducheschi; <i>unde</i> dette molto a suspettar a' venetiani questa falsa -materia come l'inteseno. Disse el Ducha: Li ambassadori mi ha ditto, -el Re non mi vuol restituir li miei danari, ma vol di altri per -la spexa; li ho ditto si mettiamo in zudexi. In questo zorno zonse -lettere di la Signoria col Senato consulto, in campo, a li Provedadori -et ambassador nostro, come, poi tramavano pase, quella fusse -conclusa con honor et gloria de tutti do i stadi, zoè nostro et di Milan; -et che tra li altri capituli sia messo questo, che il Regno di -Napoli sia messo in compromesso nel Papa, imperador et re di Spagna. -Et conferito questa voluntà dil Senato veneto con el Ducha, -disse: Sono contenti la liga....; li ho parlato di dar in feudo a re -Ferando el regno de Napoli; rispondeno li ambassadori non haver -di questo commission; et ho scrito mi tre lettere a la Majestà dil -Re; credo el farà questa pace. Et Marchiò, provedador, disse: Saria -buon veder le lettere. <i>Tamen</i> el Duca non le mostroe. -</p> - -<p> -Fo posto ordine col capetanio zeneral nostro e mons. de Pienes, -ambassador franzese, andasseno fino al campo regio, et questo per -segurtà dil Ducha d'Orliens, a trazerlo de Novara. Vi andasse el Mareschalcho -<span class="pagenum" id="Page_613">[613]</span> -di Giaè et el conte de Chaiazo; poi el ditto Mareschalcho -tornasse qui in campo, zonto fusse a Camariano; et el conte de Caiazo -con 200 cavalli andasse dove era el capetanio nostro a..., poi -ritornasse in campo col capetanio et mons. de Arzenton restava in -campo. Et cussì, a dì ditto, a hore una di notte, el Ducha d'Orliens -fo trato de Novara con zercha 250 cavalli, a presso li repari andò -con la scorta nostra verso Verzei. Et ozi era ussito di Novara da cavali -100 malandati et amalati; et come li Provedadori scrisseno a -la Signoria, che dal dì fo levato le offese fino questo zorno, eran -ussiti di Novara de le persone 1000. Et cussì el Ducha d'Orliens -andò a trovar el Re, et el capetanio nostro tornò in campo a hore 3. -El Ducha mandò in questo mezo domino Francesco Bernardin Visconte -per mons. de Arzenton, era restato solo in campo ambassador. -Et qui Marchiò Trivixan, provedador, haver in conclusion lettere -da la Signoria, come nel memorial haveano visto uno capitulo -che dicea, el Re non volea altro che quello era di raxon in Italia et -che li parteniva di giustitia; et però pareva a la Signoria el regno -de Napoli se metesse in compromesso. Et mons. de Arzenton rispose, -che quel capitolo lui lo havia messo, et che 'l Re non sapeva nulla. -Parlò poi col Ducha e madona soli. Et la Signoria scriveva tuttavia, -facendo la pace, voleano tre cosse: che la liga rimagnesse ferma; -dil Regno di Napoli, sia messo in compromesso; et non volendo far -questo, nostri attendesseno a ingrossar l'exercito et star preparati. -Et feceno a Venexia molte provisione di far zente et altro. Et li -Provedadori rispondeva, che el Ducha de Millan al tutto volleva far -la pace per non star in pericolo; che la liga nostra sia ferma non -bisognava parlar, perchè erano contenti; et che di metter el Regno -de Napoli in compromesso, niente era stato parlato finhora; et ingrosar -l'exercito el fezeno et el faranno continuamente; et che -mons. di Arzenton era caldo a la paxe, ma mons. de Pienes un poco -duretto. -</p> - -<p> -Il Re in questa sera mandoe a dir a li soi ambassadori ritornasseno -diman da lui. Et però, a hore zercha 6 di notte, volseno -audientia dal Ducha; e, reduti tutti, <i>excepto</i> l'orator yspano che era -a dormir, mons. di Arzenton parlò: che dil castello el Re non el -volleva tegnir se non tre mexi da poi reaquistato el Regno de Napoli. -Et el Ducha rispose: Si el Re vol far bona pace, die vardar tre -cosse: la fede, l'utile et l'honor. Son contento darvi uno ostaso -per un tempo. <i>Item</i>, la Majestà dil Re voglia dar in feudo a Ferando -el Reame senza spender. Risposeno li oratori: De questo non potemo -<span class="pagenum" id="Page_614">[614]</span> -parlar, ma di l'ostaso parleremo col Re. Et el Mareschalcho di -Giaè disse al Duca: Son certo la Excellentia Vostra aiuterà el Re -aquistar el Regno. Rispose el Duca: De aiutar nulla habiamo parlato. -Et cussì, andati a dormir, la matina ritornono a Verzei. -</p> - -<p> -A dì 23 ditto, da matina, li Provedadori e li altri fonno insieme; -dove era <i>etiam</i> l'orator di Napoli, raxonando de metter in -compromesso <i>etc.</i> L'orator di Napoli disse, mettendo in compromesso, -ritorneriano <i>in pristinum; ergo etc.</i> -</p> - -<p> -Vene un ambassador de la duchessa de Savoia, in campo, a li -Provedadori nostri, et disse prima: S'eli havevan receuto Franzesi -ne li suoi paesi, avanti la i ricevesse volse el parer dil Ducha de Milan, -el qual fo contento, et par per publico istrumento; poi che, intendendo -si era su pratiche di pace, havia grande contento, per desiderar -la pace et tranquillità de Italia, per esser ancor lei italiana; -et se offeriva, se fusse differentia in qualche capitulo, de pratichar -con qualcuno di principal signori a presso el Re, e far forsi si adaterà. -Et li Provedadori risposeno dolcemente, ringratiando <i>etc.</i>, et -dimandono con chi la poteva. Rispose lui: Con mons. de Lignì, che -dormiva col Roy; et questo medemo riferite a Hieronimo Lion, cavalier, -ambassador nostro. -</p> - -<p> -Ancora tornò domino Jacomo Soardo, era stado a Casal dal -sig. Costantin Arniti, come ho ditto di sopra, mandato per il Duca. -Referite quel signor era bon servitor dil Re di Romani, et volleva -esser obediente et neutral in questa impresa; et sempre l'animo -suo era stato di ben operar verso la Santa Liga. Quanto al revocar -le zente havia col Re, che nol potea far con suo honor, per haver -hauto soldo per homeni d'arme 100 per mexi cinque, finiva questo -Zenaro; ben era vero havia <i>solum</i> 50 homeni d'arme col Re, et era -ubligato tener 100, el qual resto era a presso di lui. È da saper, che -con li ambassadori franzesi andoe el conte Albertin Boscheto, nominato -di sopra; et la trieva finiva domatina. -</p> - -<p> -In campo questi zorni pioveva assai; le aque de li torrenti crescevano, -et mal li cavalari potevano passar; pur ogni zorno almeno -una lettera, e tal do e tre, li Provedadori scriveva a Venetia. -</p> - -<p> -A dì 24 ditto, a hore 17, zonse li tre oratori franzesi et do altri -de più, zoè mons. el vescovo de Roan et uno Presidente de Parisi; -et venuti in campo, andati a disnar a lo lozamento, da poi hebbeno -audientia dal Ducha. Et mons. di Arzenton parlò, come el Re -havia mandà tutti cinque per pratichar la pace, excusandosi che -essi non veneno per el tempo pluvioso. Poi parlò el Presidente de -<span class="pagenum" id="Page_615">[615]</span> -Paris, e propose le petition dil Re <i>in scriptis</i>, le qual qui sotto sarà -scripte, con la risposta dil Ducha. Poi volseno ditti oratori parlar al -Ducha solo; et licentiò li Provedadori, et oratori Spagna et nostro. -Stettero soli in colloquio do hore, et, come disse el Ducha, fonno su la -diferentia di danari prestati al Re... El Ducha poi se portò da ditti -oratori: Magnifici Provedadori, scrivè a Venetia, se la Signoria vol -intrar in la pace subito, ne rescriva; io la vojo, perchè il Re di -Romani et il Re de Spagna me la fano; anche li capituli de la liga -non mi astrenze non la fazi; et confortatela la fazi, da parte mia, -perchè el tempo conseia molte cosse. Et cussì li Provedadori spazoe -a quel'hora, era una di notte, lettere a la Signoria; et la trieva fo -perlongata per tutto Domenega proxima, zoè fino a ditto dì. Et è -da saper, che, fatto la trieva, molti cavalli e fanti se partì di campo; -assa' ne moriva, dico de li nostri, per esser alozato el campo in -loco basso, et per le pioze stavano quasi sotto aqua, sì che li homeni -et cavalli se perdeva. Fo mandato per la Signoria in campo ducati -vintunmilia a li Provedadori. Et poi partiti, li oratori si ritornono -dal Ducha, dicendo vollevano zerchar l'opinione de Provedadori di la -Signoria zercha sta paxe. Et el Ducha rispose: Voi havete guerra con -mi et non con la Signoria. E li oratori disse: Adoncha quello si fa -con vui non si fa con Venetiani; et rimaseno molto sopra de si, -però che il Re stimava molto di haver buona paxe con la Signoria -nostra. -</p> - -<p> -In questo mezo zonse Jacomo di Tarsia, contestabele, con alcuni -provisionati, in campo; et per lettere di Enea Griscello, ambassador -dil Ducha a quelle comunità di sguizari, scritte al Ducha, s'intese -come el bailo dil Degiun con elemani numero 900 et cavalli 50 -esser passato de lì, el qual andava dal suo Re de Franza. -</p> - -<h3 id="lib5-4"><i>Di 24 Settembre.</i></h3> - -<p class="large"> -<i>Peticione fece li sigg. ambassadori franzesi in nome dil christianissimo -Re de Franza, <span class="upright">videlicet</span> mons. de Roan, mons. el mareschalcho -de Giaè, mons. de Pienes, mons. di Arzenton et mons. -lo Presidente de Paris in campo sotto Novara.</i> -</p> - -<p class="pad2"> -Primo, che 'l casteletto de Zenoa sia posto in mano di un terzo, -lo qual desiderano che sia lo ill.<sup>mo</sup> sig. Ducha de Ferrara. <i>Item</i>, -che esso Ducha, el governator de Zenoa, con missier Zuanne suo fratello, -missier Joane Alovisio dil Fiesco et li Antiani in nome de la -<span class="pagenum" id="Page_616">[616]</span> -città, jurano che lo ill.<sup>mo</sup> sig. Ducha de Milan observarà l'obligo dil -feudo di Zenoa versso lo christianissimo Re, cossì ne lo armar e -disarmar, come ne le altre cosse... Et <i>casu quo</i> advenisse a morte -lo sig. Ducha de Ferrara, quod Deus avertat, quelli che remaranno, -d'acordo lo christianissimo Re et lo sig. Ducha de Milan, debba haver -lo ditto deposito o juramento; medemamente se intenda che chi -sarà posto per lo sig. Ducha de Ferrara in casteletto, et cussì li soldati -saranno posti per soa Excellentia, faccino lo medemo juramento -che farà lo sig. Ducha, cussì acadendo dil Governador. Quello sarà -Governador, habbia lo medemo juramento et obligo. Et questo intende -habia a durar per anni due <i>tantum</i>, quanto al casteletto; et -quanto al juramento del Governador et città, se intende per anni X, -et passati li dui anni, lo prefato sig. Ducha de Milan, et passati li X -anni, la città sia libera dil juramento et obligo preditto, restando -però poi el feudo di Zenoa <i>in robore suo</i>. Promettendo li preditti signori -ambassadori franzesi, in nome dil christianissimo Re, che la -Soa Majestà curarà, che, <i>cum</i> armata che fatia a Zenoa, non farà -contra lo prefato sig. Ducha de Milan, nè contra lo presente governo -de Zenoa, per recto o per inderecto; et che ne lo armar torà de li -navilii de li amici de li Governadori dil stado presente, et non d'altri; -intendendo che essi amici ancora siano tenuti de dar li navilii, -che li saranno rechiesti. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, domanda li prefati signori ambassadori, che la Signoria -illustrissima de Venetia, et lo sig. Ducha de Milan non prestano ajuto -ni favor alcuno al re Alfonso, ni al re Ferando et successori, ni -alchun altro che pretendesse haver ragion in ditto Reame per recto -o per inderecto; et se al presente se trovasseno haver zente o armata -in lor favor, debiano removarle; et cussì, havendo la prefata illustrissima -Signoria terra o loco in man sua de quel dil reame, li -debba relaxar. <i>Item</i>, che la preditta illustrissima Signoria de Venetia -et sig. Ducha de Milan debbano far far cride, che li suoi soldati -(<i>non</i>) vadano contra al christianissimo Re, ni a la impresa dil -Reame de Napoli; et andando, siano puniti. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, che alcuni homeni particulari siano restituiti; quali sono -anotati qui di sotto, con le risposte dil Ducha, <i>ut infra</i>. -</p> - -<h3 id="lib5-5"><i>Responsione dil Ducha de Milan.</i></h3> - -<p> -Quanto a missier Jean Jacomo di Traulzi, el sig. Ducha è contento -restituirli el suo, et possa andar et venir, et haverlo in gratis -come da prima. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_617">[617]</span> -</p> - -<p> -Quanto a missier Francesco Secho, risponde che conforterà el -Marchese de Mantoa a volerli compiacer; et havendo Soa Excellentia -alcuna cossa dil suo, sarà contento de restituirli. -</p> - -<p> -Quanto a missier Joanne Rosso et fiolli, è contento restituirli -quello haveano quando andorno a la Majestà dil Re. -</p> - -<p> -Al Cardinal di Zenoa e missier Obieto, risponde esser fuora, -per esser stati a li servigii de la Majestà dil re Ferando et inimici -dil christianissimo Re; et per questo non li pare de farne altra mentione, -ma è contento di lassarli. -</p> - -<p> -Ad Alexandro e Michiel...., che l'è contento perdonarli a -quello, quanto aspetta a la Excellentia soa. -</p> - -<p> -A tutti quelli fuora di Zenoa e dil zenoese, qualli sono intrati -in la guerra presente, per haver tenuto con la Majestà dil Re, risponde -Soa Excellentia esser contenta; et cussì tutti quelli de Novara -et novarese; et im spetie ad Opizino Caccia con li soi, et conte Manfredo -Torniello et fratelli, risponde che è contento perdonarli et restituirli -quello godevano al tempo che deteno Novara al Ducha d'Orliens, -nè mai darli molestia alcuna per ditta cagione. -</p> - -<h3><i>Seguita le altre persone.</i></h3> - -<p> -<i>Item</i>, che siano liberati li presoni, <i>excepto</i> quelli che hanno -fatto taglia; la qualle sia accettata come la è stata fatta da li presoni, -et non possano esser astretti a far maggior taglia. Li altri che -non hanno fatto taglia siano liberati, salvo lo Bastardo de Borbon, -quelle se rimette a lo illustrissimo sig. Marchexe de Mantoa. -</p> - -<p> -Quanto a li colligati et adherenti, se accepta li nominati in -nome dil christianissimo Re, che sono li seguenti, <i>videlicet:</i> -</p> - -<ul> -<li>El Serenissimo Re di Romani.</li> -<li>El Serenissimo Re di Spagna.</li> -<li>El Serenissimo Re d'Ingalterra.</li> -<li>El Re de Ungaria.</li> -<li>El Re de Scotia.</li> -<li>El Re de Portogallo.</li> -<li>El Re de Dacia.</li> -<li>El sig. Ducha di Savoia.</li> -<li>El sig. Ducha de Ferrara.</li> -<li>La Signoria de Lucca.</li> -<li>El Cardinal San Piero <i>in Vincula</i>.</li> -<li><span class="pagenum" id="Page_618">[618]</span></li> -<li>El sig. Prefetto.</li> -<li>La Signoria de....</li> -<li>El sig. Marchexe de Monferà con lo marchesato.</li> -<li>El sig. Constantin Comino.</li> -<li>El sig. Marchexe de Salviato.</li> -<li>La Signoria de Fiorenza.</li> -<li>La Signoria de Siena.</li> -<li>Le lige et capi de sguizari.</li> -</ul> - -<h3 id="lib5-6"><i>Altre responsione dil Ducha preditto.</i></h3> - -<p> -Quanto al Prefecto, lo sig. Ducha risponde, quanto per sè è contento -de non darli impazo, nè al stado nè per altro. -</p> - -<p> -Quanto al Cardinal S. Piero <i>in Vincula</i>, havendo benefitio in -lo stado suo, el prefatto sig. Ducha è contento di lassarli goder. -</p> - -<p> -Quanto a li colligati, se rimette al capitulo et petitione sue. -</p> - -<p> -Quanto a li adherenti de la ill.<sup>ma</sup> Signoria et de lo ill.<sup>mo</sup> signor -Ducha de Milan, se piglia tempo de nominarli fra un mexe; dimandano -li signori ambassadori che la Santità de Nostro Signor -vogli revocar ogni excomunication qual havesse fatta contra la -Majestà dil Re suo et qualunque andasse in favor suo per lo conquisto -de lo Reame de Napoli. El sig. Duca risponde, è contento che, -quanto spetta a Soa Excellentia, de farne opera con Soa Beatitudine. -</p> - -<p> -Quanto a perdonar a tutti quelli c'hanno dato aiuto al sig. Ducha -d'Orliens, risponde che, essendo, sarà contento di perdonar a -tutti, et chi vorà star ne lo stado gli potrà star, et quelli non li voranno -star, sarà contento di lassarli goder el suo. -</p> - -<p> -Et a dì ditto, 26, essendo de nuovo ritornati dui ambassadori, -et richiesto di nuovo di la Signoria et sig. Ducha de Milan, voglia -restituirli le galie et artilarie che furono prese a Rapallo, rispose la -Excellentia dil Duca, dicendo che, per gratifichar et far piacer a lo -christianissimo Re, sarà contento restituirli tutto quello sarà in -man sua. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, dimandono li prefati oratori, che sia relassato mons. de -Miolans. Et el Ducha rispose esser contento. Et cussì... di navi, hessendo -in mane di alcuno de Soa Excellentia. -</p> - -<p> -Et a dì 26 ditto, da matina, el Ducha de Milan montoe a cavallo -et andoe verso Novara. Et avanti havea mandato el capetanio nostro -et el suo capetanio, sig. Galeazo, per assicurar quelli ussivano, -<span class="pagenum" id="Page_619">[619]</span> -però che havia posto ordine con li ambassadori franzesi de mandar -fuora quelli cavalli et fanti; <i>ergo</i> la pace se poteva dir conclusa. -Sì che ussiteno cavalli, computà li cariazi, più de 2500, et fanti più -de 3000. Et ussite el marchexe Ludovico de Salutia, fece reverentia -al Ducha, et venne insieme in campo e disnò col capetanio al pavion. -Da poi disnar andoe a tuor licentia dal Ducha, per andar a Verzei. -Fo tratte de Novara le artilarie, et la terra restoe nuda de franzesi -et elemani; <i>tamen</i> ne la rocha eran 300 fanti franzesi dil Maraschalcho -di Giaè; <i>tamen</i> non erano conclusi li capituli, <i>unde</i> nostri -si dubitava di segreta intelligentia. Et el Presidente di Paris, con -li tre altri oratori dil Re, ancora erano nel campo. Ma el vescovo de -Roan partì questa matina, et tornò dal Re. Et da poi manzar, el Ducha -con li Provedadori et <i>reliquis</i> nominati di sopra, fonno insieme con -ditti oratori, i qualli si dollevano di non haver risposta da Venexia -da la Signoria nostra, dicendo con la nostra armata a Napoli se li -haveano fatto gran danno al Re. Li fo risposo si aspettava risposta, -et non poteva star che non zonzesse; et come sapeva mons. di Arzenton, -el governo de Venexia, bisognava consultar nel conseio de -Pregadi; et che di l'armata niente sapevano, ma che il Re era stà -causa a Fornovo a procurar l'exercito di la Signoria. Et cussì steteno -alquanto su queste parole, Marchiò Trivixan rispondendo. Et -poi slongono la trieva, et per tutto questo mexe de Septembrio, per -aspettar risposta da Venetia. <i>Demum</i> dicti oratori azonseno certi capituli, -zoè volevano el pasazo per terra. Et parlono poi soli con el -Duca più de una hora; et, montati a cavallo, lo acompagnono uno -mio. Et cussì ditti 4 oratori ritornoe dal Re, et el Duca terminoe -de mandar la matina sequente 4 soi oratori al Re, per far la petition -soe, zoè domino Francesco Bernardin Visconte et tre altri. -</p> - -<p> -È da saper che 'l Ducha, in queste pratiche, contentò di donar -al Re li ducati 80 milia li havea prestati, et che 'l potesse passar -per terra per il suo stado, sì che quasi, et <i>publice</i>, si poteva tenir la -paxe fatta. Et ozi, domino Antonio Maria Palavicino, fo capetanio di -esso Re de Franza, parlò a Zuan Jacomo de Traulci, et dimostrava -haver piacer la Signoria venisse a la paxe. Et intesa questa nuova a -Venetia, et come si poteva tenir conclusa la paxe dil Ducha de Milan -con il Re, la qual nova zonse a Venetia a dì 29 ditto, el zorno de -San Hieronimo, e tutti erano in angustie e fastidio, vedendo quello -seguiva <i>etc.</i>, et si dubitava molto di l'exercito, per esser ivi in terre -aliene, et non poter partirssi, nè passar le fiumare senza licentia de -esso Ducha, <i>adeo</i> in questa terra tutti steno in gran pavento, e li Padri -<span class="pagenum" id="Page_620">[620]</span> -consultaveno non senza gran dolor, che esso Ducha havesse facto -tal paxe, e nui che tanta spesa e periculo havian portato, fusse a -questo modo tratati; et si l'exercito fusse stato di qua sul nostro, -niuna cossa si harebbe temuto. <i>Tamen</i> seguite poi che l'exercito -senza alcun danno venne di qua sul nostro, come dirò di sotto al -loco suo. -</p> - -<p> -A dì 27 da matina, li 4 ambassadori dil Ducha de Milan partino -dil campo per andar a Verzei a trovar el Re; et da poi disnar ritornò -in campo mons. di Arzenton, et a caso el Ducha li andò contra, -perchè era a cavallo, et ditto Arzenton si dolse di tre cosse. La prima, -che era stato tolto per nostri 4 passavolanti trati di Novara; <i>item</i> -che alcuni franzesi erano stà spogliati; l'ultima, che alcune zente, -ussivano di Novara, erano stà morte. A la prima el Ducha rispose, li -passavolanti erano salvi, li daria, et messe ordene de dargeli e -mandarli ozi fino a Verzei; secondo, a quelli erano stà spogliati, el -capetanio havia donato ducati 80 a quelli, aziò si remendasseno el -danno; a la terza, non era il vero fusse stà amazato niuno. Et stato -alquanto insieme con el Ducha e Madona, ditto Arzenton ritornò al -Re. Nè mai smontono da cavallo, ma a cavallo parlono insieme. È da -saper che 'l Duca <i>nunquam</i> volse parlar a li oratori, quello voglia la -Signoria, zoè di metter el Reame de Napoli in compromesso, o ver -farli feudo; et el capetanio mandoe via gran parte de cavalli lezieri -et sue robe: era signal di la conclusion di la pace. -</p> - -<p> -A dì 28, domino Francesco Bernardin Visconte, con li altri -oratori dil Ducha andati dal Re, mandoe certi capituli... el Re volleva. -El Ducha subito rispose a quelli, et rimandoe indriedo. -</p> - -<p> -In questa sera, a hore due di notte, li elemani ducheschi si levò -a remor con li italiani; <i>unde</i> tutto el campo si messe in arme, et -<i>maxime</i> el nostro. Fo per un'hora gran tumulto, morti de tutte do -parte, zoè dil campo duchescho alquanti, e molto più di elemani; et -per mezzo de quelli Signori fo cessato, et non senza gran faticha, -per esser todeschi huomeni terribili et pericolosi. Et come se intese, -si se cridava Italia! Italia! cussì come cridorno: Maria! Maria!, -perchè la custion fo principiata fra todeschi, erano morti, che ne fo -amazati pur 60. Et el Marchexe de Mantoa, nostro capetanio, volendo -reparar a questi se amazavano, disse al Ducha: Signor, venite -a remediar. Il Ducha rispose: Ma, mia moier. Et il Marchexe rispose: -Mettetila ne li forzieri <i>etc.</i> Et <i>dicitur</i> fo tanti morti in questa baruffa, -che fo cargi 7 carri de corpi, et mandati a sepelir. -</p> - -<p> -.... ritornò; et si have tre stratioti erano fuziti in Novara; et li -<span class="pagenum" id="Page_621">[621]</span> -Provedadori li volseno far impichar, et el capetanio zeneral non -volsse, dicendo li havia promesso de non farli morir. -</p> - -<p> -Et a hore una di notte ritornoe in campo Francesco Bernardin -Visconte con mons. di Arzenton, havia lettere di la conclusion di -la paxe, e di tutto erano d'acordo, <i>excepto</i> di uno capitulo, zoè de li -ducati 50 millia da esser dati al Ducha d'Orliens, el qual lui li voleva -de contanti.... Et el Re è contento si paghi in mesi 18, et -che el Re desiderava presto el concluder di la pace, per esserli venuti -24 mille elemani, a ciò non facessino qualche novità. El Ducha -de Millan volleva pagar tal danari in anni 3; ma a la fin contentò -come volsse el Re. Et volea diman haver Novara e la rocha, avanti -facesse levar l'exercito suo et nostro; <i>unde</i> mons. di Arzenton molto -aliegro, in quella notte medema spazò uno trombetta al Re, et <i>etiam</i> -Francesco Bernardin preditto fo mandato <i>iterum</i> dal Re per ambassador -di esso Ducha. Et vedendo questo li Provedadori, havendo cussì -in commission da la Signoria, dimandoe licentia al Ducha, e modo -de levar l'exercito. Et el Ducha fo contento; <i>unde</i> subito li Provedadori, -a hore 6 de notte, spazoe lettere di questo a la Signoria nostra. -</p> - -<p> -A dì 30 Settembre, da matina, zonse in campo nostro provisionati -200 di bergamasca, di la Valle Seriana di sopra, ben in hordene, -pronti a ogni cossa, et pagati dal comun di dette valle. Et el -zorno avanti, a dì 29, zonse 800 provisionati dil capetanio zeneral -nostro, <i>etiam</i> ben in hordene, et provisionati di brexana. È da saper, -che a li altri provisionati 500 di brexana, la Signoria comandò -soprastesseno quei di Axola 200, Pedemonte 200, Franza curta 100, -Valtrompia e Val de Sabio 200; et nel conseio a Brexa preseno tutti -d'acordo de far ditti provisionati; et haveano ducati 2000 in deposito -per questo rispetto. <i>Etiam</i>, a dì 27 ditto, zonse in campo Todaro -Paleologo con stratioti ben in hordene, era stato in Tortona; -et el Ducha de Milan mandoe li suoi elemani ad alozar a uno castello -chiamato Granosa, mia 3 lontan dil campo, et le sue zente si ritiroe -versso Vespola, et li fanti andava via; <i>unde</i> esso Ducha dimostrò dolerse, -dicendo: Non è conclusa la paxe, et li fanti vanno via; e mandoe -a li porti a revocharli, che dovesseno ritornar in campo. Venne -lettere di Vormes, de 14 de l'instante, scrive a la Majestà dil Re -di Romani, haveva in Italia elemani 4000 et 1500 cavalli, et che -Soa Majestà volleva venir con altri 4000 elemani. -</p> - -<p> -A dì ultimo Septembrio, ritornò el conte Albertin Boschetto -con el canzelier de Francesco Bernardin Visconte in campo, e riportò -<span class="pagenum" id="Page_622">[622]</span> -al Ducha alcune difficultà di capituli; et el Ducha subito rispose. -</p> - -<p> -A dì primo Octubrio, el Duca de Milan sotto scrisse altri capituli, -scritti in franzese, et hora par fusseno azonti tre o quattro; et -l'andata dil Visconte a Verzei fo per longar la trieva otto zorni, et -formar in bona forma li capituli. Perchè è da saper, che a dì ultimo -Septembrio, ditto Francesco Bernardin Visconte ritornoe la sera in -campo con li oratori regii, et a hore 3 di notte fonno a parlamento -col Ducha e li Provedadori; et habuto la voluntà dil Senato, per una -lettera scritta a dì XXVIII ditto, <i>unde</i> Marchiò Trivixan, provedador, -parloe a ditti oratori, dicendo che la Signoria havea buona -lianza con el Re, et cussì li scriveva voler esser et haver, et che -siamo stati provocati e lacessiti a quello seguite a Fornovo, et le -lexeno la lettera ducal. Li oratori dimandono la copia, la qual... li -fusse data <i>praecise</i> come la fo letta, di man de Lorenzo de Mozanega. -Et quella lui l'autenticò, senza <i>tamen</i> saputa de ditti Provedadori -et orator nostro. Et, hauta la copia, ditti oratori steno più di una -hora soli a <i>consulere</i>; poi chiamò el Ducha, e stè più di altra hora -insieme. La conclusion de ditta lettera era, che la Signoria scriveva -a li Provedadori et orator suo, come eran contenti de restar in la -fede et amicitia era prima con la Majestà dil Re, avanti che fusse -fatta la liga. Et el Ducha disse a li ambassadori: Se la Signoria non -vuol far pace, la Majestà dil Re non vuol farla con mi. Loro risposeno: -Non sapemo questo. Et però fo scritto al Re; et <i>etiam</i> andoe -esso Francesco Bernardin Visconte, sì come ho scritto di sopra. -</p> - -<p> -Li fanti dil nostro campo cominciava a partirsse; <i>etiam</i> parte -di todeschi de Cozanderle, i quali volsseno doi fiorini per uno, et fu -forza a li Provedadori de darli. -</p> - -<p> -A dì primo ditto, la sera, ritornò ditto Francesco Bernardin -con li oratori regii, et tra li altri mons. di Pienes; et disse a li Provedadori, -che il Re non se contentava di la lettera di la Signoria -nostra, ma volleva difinitiva dechiaratione de li tre capitoli mandatili -a dimandar a la Signoria, zoè levar via l'armada di Reame, e -non porzer favor a re Ferando <i>directe, vel indirecte</i> etc. Secondo, -che restituiscano le terre haveano in la Puia. <i>Tertio</i>, che la Signoria -fusse amica de li amici dil Re et nimica de li nimici; et a questo -si risolvano, et sol questo harebbono voluto. Et a dì ditto, da -matina, ditti oratori ritornò dal Re; et sono contenti perlongar la -trieva do zorni. -</p> - -<p> -La Signoria mandò in campo ducati X milia et gropi 4 de fiorini -di Rens, ducati 1000 l'uno, a ciò li desse una paga nel levar -<span class="pagenum" id="Page_623">[623]</span> -de l'exercito. Et Vincenzo Valier esercitava l'officio di pagador, e -da tutti in campo era ben voluto; et <i>etiam</i> Hieronimo di Monte, -vice collateral zeneral;<i> unde</i> da li Provedadori, come era la verità, -fo laudato de integrità et fede, facendo l'officio suo con sincerità et -realtà. -</p> - -<p> -Venne nove in campo da Roma, per lettere dil vice canzelier, -come Piero di Medici era con homeni d'arme 550 et fanti 3000, -con el sig. Ursin, et per andar di brieve versso Fiorenza. -</p> - -<p> -Li ambasadori dil Ducha, era dal Re, scrisse come Franzesi parlava -de maridar un fiul de Soa Excellentia in la fia di mons. de Bres, -zoè Filippo mons. di Savoia. Et el Ducha rispose esser contento de -darla al secondo so fiol. -</p> - -<p> -In questa sera, a hore 1 di notte, ritornò in campo mons. di -Arzenton et el Presidente de Paris, et do altri maestri di caxa dil Re, -et a hore 3 haveno udienza dal Ducha con li Provedadori et <i>reliquis</i> -vi intraveniva sempre. Et Arzenton disse, el Re non volleva più el -casteletto di Zenoa.... ne le mane, ma ben volleva una chiareza -di la Signoria nostra, di la fede li prometteva. El Ducha rispose in -favor di la Signoria, et che bastava quella lettera; et quello prometeva -una volta, la Signoria era sempre assueta de observar. -</p> - -<p> -A dì 3 ditto, el Duca dubitando, <i>ut dicitur</i>, non venisse a prender -Camarian, volse far la mostra di fanti e provisionati era nel nostro -campo; et cussì fu fatta. -</p> - -<p> -Da poi disnar zonse in campo el Duca de Brusvichi con cavalli -400 in zercha, benissimo in hordene et ben armadi, mandato per el -Re di Romani, et el Ducha volsse andar in campagna a vederli, et -fece bellissima mostra. -</p> - -<p> -El conte de Petigliano a Milan steva pur meglio; la ballotta -era redatta do deda a presso la piaga. -</p> - -<p> -In questa sera li Provedadori fo a parlamento col Ducha, et -mons. di Arzenton era rimasto, et el Presidente de Paris, con li do -altri, era partiti quella matina e andati dal Re. Arzenton aspettava -el Mareschalcho de Giaè et Francesco Bernardin Visconte, et disse -el Re volleva aspettar lettere da Venetia, perchè al tutto volleva -Soa Majestà più chiareza. -</p> - -<p> -A dì 4 ditto, passando mezo zorno, zonse ditto Mareschalcho de -Giaè con el Visconte preditto, et dimandoe el Bastardo de Borbon in -cambio de Fregosin de Campo Fregoso, fiul dil cardinal di Zenoa, -preso per Franzesi, et havia taia ducati 8000, et li capituli di la paxe -<span class="pagenum" id="Page_624">[624]</span> -col Ducha de Milan erano conzi, et che 'l Re desiderava el Marchexe -nostro capetanio si abocasse con lui. -</p> - -<p> -Fo divulgato, el sig. Antonio Maria de San Severino era conzo -con el Re; havia per la sua persona ducati 10 milia l'anno, uno -stado in Franza con intrada de ducati 5000, homeni d'arme 100 di -condotta, et balestrieri a cavallo 100; et deva a li homeni d'arme -scudi ij per paga a ziaschaduno, et li ballestrieri scudi 5. -</p> - -<p> -Ancora, <i>dicitur</i> che il Re al Traulzi li dava in Franza stado -per 60 milia franchi de intrata, et in Reame el ducato de Venoxa, -con 6 milia a l'anno de provision per la sua persona, soldo per -100 homeni d'arme et per cento ballestrieri a cavallo e fanti 3000; -ditto Zan Jacomo de Traulzi dia andar col Re in Franza. -</p> - -<p> -A dì 5 ditto, a hore 17, zonse in campo el Ducha Hercules de -Ferrara, suoxero dil Ducha de Milan. Il Ducha li andò contra con la -duchessa, l'ambassador de Spagna, Luca Pisani et Marchiò Trivisan, -provedadori, e Hieronimo Lion, cavalier, et altri signori, uno mio; -alozò in castello; era con molti cavalli e tutta la sua corte. Et el -capetanio nostro Marchexe de Mantoa, <i>etiam</i> zenero di ditto Ducha -de Ferrara, soprazonse, dicendo voler andar a Verzei da la Majestà -dil Re. Et Lucha Pixani, prima ditto Marchese dicesse dove volesse -andar, disse: Signor, dove volete andar? Rispose el capetanio: A -Verzei. El Re ha mandato per mi, volete che io vadi? Et ditto Provedador -rispose: Mi par di no, habiando il governo di tutto questo -campo. El capetanio disse: Ho licentia da' Venetiani. Et poi partito, -di nuovo ritornò da li Provedadori a dimandar licentia. Et a la -fin andò in questo zorno, per dir al Re, quello prometteva la Signoria -era certo. -</p> - -<p> -Da poi disnar el Ducha de Ferrara se partì dil campo, e andò a -Verzei a trovar el Re. El Ducha et Provedadori lo acompagnò uno -mio. In questo zorno, mons. di Vadoma, zerman cusin dil Re, fo -fiul di la sorella de suo padre, venuto novamente de Franza, di età -di anni 28, morite; et il Re have grandissimo dolor. Fece far l'esequie -ne la chiesa principal di Verzei; et poi el Re fece metter el so -corpo in una cassa de piombo, et lo mandoe in Franza;<i> conclusive</i> -have gran maninconia. In ditto zorno, in campo nostro zonse provisionati -di Brexana e Bergamasca numero 1200, zoè 600 per uno -et a dì 4 zonse li 200 provisionati di Asola, a loro spexe fatti, come -ho scritto di sopra. <i>Etiam</i> zonse hozi Hanibal da Dozea con le so -zente; et cussì come el nostro campo se augumentava, cussì quel -dil Ducha de Milan le sue zente si partiva, et non erano pagate; et -<span class="pagenum" id="Page_625">[625]</span> -<i>etiam</i> zonse in campo nostro maistro Nicolò di Olanda, bombardier, -stava a Vicenza. Coioneschi cazò Albertin Lasefer, franzoso, era so -conseier, et tolseno Jacomo Basilisco per conseier. Fo mandato al -governador, conte de Petigliano, di campo, per spender in curarse -de la egritudine, ducati 500. -</p> - -<p> -In questa matina, el Ducha de Milan fece do cai di stratioti, -cavalieri, per soi boni portamenti; zoè Repossi Busichio et Mexa -Busichio, et li vestite di do caxache di panno d'oro. -</p> - -<p> -A hore 3 di notte ritornò in campo el Marchexe de Mantoa, -capetanio nostro, era stato dal Re; et refferì esser stà accettato dal -Re molto <i>honorifice</i>, et che, menato in camera da Soa Majestà, per -spacio di do hore stette insieme soli, parlando de diverse cosse, dil -fatto d'arme seguito, et di la paxe; et che 'l Re disse, volleva esser -amico di la Signoria, et non volleva altro che 'l so Regno de Napoli, -et si meravigliava la Signoria non volesse paxe. Et el capetanio rispose, -per lettere di essa Signoria Soa Majestà poteva comprender -la bona intention soa. Poi che 'l Re li dimandò che l'andasse aquistar -Napoli, et li daria lanze 500 et 4000 pedoni. Et lui rispose, era -capetanio di la ill.<sup>ma</sup> Signoria di Venetia, et non poteva prometter. -Et disse el Re: Fatto la paxe, voglio... uno ambassador a Venetia a -dimandar questo. Poi volsse facesse colatione, et che <i>in hoc interim</i>, -el Re andò a cavallo fora di Verzei, et aspectò lì dicto capetanio nostro; -et fece venir cavalli belli, et il Re li fece uno presente di quelli, -et lui ne aceptò do soli corssieri: uno baio scuro, grande, castigliano; -l'altro era zervato, costò scudi 500. <i>Demum</i> che zonse el -Ducha de Ferrara, et tolse licentia esso capetanio dal Re, et ritornò -in campo, et con lui menò altri condutieri. -</p> - -<p> -<i>Item</i>, referite era con el Re tre capitanei italiani, Zuan Jacomo -di Traulzi, Troian Papacoda et Camillo Vitello; et che era tre cardinali, -San Piero <i>in Vincula</i>, el cardinal de Zenoa et el cardinal Samallo. -Et qui el ditto Marchexe fece uno presente al Re dil Bastardo -di Borbon, era suo presone, senza pagar taia alcuna; <i>etiam</i> Freghosin -Fregoso fo deliberato. -</p> - -<p> -A dì 6 ditto, el Ducha de Milan se dovea abocar con la Majestà -dil Re, ma la cossa andò a la longa, <i>adeo</i> non se abocono. Et a -Milan se ritrovava esser uno secretario dil Re di Romani venuto, -chiamato Herasmo Brascha, <i>tamen</i> era milanese. -</p> - -<p> -In questo zorno, a hore 19, zonse in campo nostro el fiul di -Zuan Jacomo di Traulzi con 30 cavalli, et parloe col Ducha. -</p> - -<p> -A dì 7 ditto, da matina, Francesco Bernardin Visconte andoe -<span class="pagenum" id="Page_626">[626]</span> -a Verzei dal Re, per veder se Soa Majestà doman si vollea abocar, -justa l'hordine, con el Ducha de Milan suo. -</p> - -<p> -Venne in campo nostro ducati 15 milia, mandati per la via de -Crema, et a solicitar el pretor vi mandasse, vi andoe Sonzin Benzon. -</p> - -<p> -A dì 8 ditto, a hore zercha 22, venne in campo Francesco Bernardin -Visconte con el Mareschalcho de Giaè con molti cavalli. Et -el preditto mareschalcho disse, el Re havea spettà risposta da Venexia, -et desiderava saper la intention de la Signoria. Et li Provedadori -risposeno, come l'opinion di la Signoria era quella lettera, -la copia havia habuto la Majestà dil Re. Et lui disse, volleva pur la -restitution de Monopoli. Et poi disse a li Provedadori, volea zurar -de mantegnir quello era in la lettera nostra; et che volendo el Re el -Regno de Napoli, non faza contra la liga. Risposeno de no, salvo -quello li ordenava la Signoria volevano far. Fo prolongata la trieva, -et ditto Mareschalcho la sera se partì, et mons. di Arzenton restò -in campo. Et el Ducha de Milan, essendo a cavallo, disse a li Provedadori: -A Venexia vien ditto io son un traditor; voglio venir a Venexia -per ringratiar quella Ill.<sup>ma</sup> Signoria dil benefitio ho ricevuto. -Et li Provedadori risposeno, Soa Excellentia non dovesse a vardar le -parole del vulgo, ma a quello che la Signoria havia per lui sempre -fatto. A dì 9 ditto, a hore 18, zonse in campo una lettera de Francesco -Bernardin Visconte, era dal Re, di la conclusion di la pace, -la qual sarà qui posta. -</p> - -<h3 id="lib5-7"><i>Copia de una lettera de domino Francesco Bernardin Visconte -al Ducha de Milan, di la conclusion di la paxe.</i></h3> - -<p class="indl"> -Ill.<sup>mo</sup> et Excell.<sup>mo</sup> Signor mio. -</p> - -<p> -In questa hora è ussito di conseglio la Majestà dil Re, dove è -stato per spatio di do hore con questi signori conseieri, et hanno -stabilito et confirmato la paxe con la Excellentia Vostra, per modo -che più non ci resta disputatione. El Mareschalcho de Giaè con el -qual di presente veniva da Vostra Excellentia, me ha ditto che -'l ge par de levar via l'exercito suo, che, come siano lì et li habiamo -parlato, non habia se non a farli levar, perchè anche la Majestà -dil Re farà el simele. Et ho voluto subito dar aviso dil tutto a la -Excellentia Vostra, a la qual me ricomando, et laudato sia l'omnipotente -Iddio. -</p> - -<p class="indl"> -<i>Vercellis, 9 Octubris 1495.</i> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_627">[627]</span> -</p> - -<p> -Et zonta ditta lettera in campo, el Ducha dimostroe grande alegreza, -et disse a li Provedadori, che l'exercito nostro si levasse, -perchè cussì voleva far lui dil suo; et di questo li Provedadori fonno -molto contenti, et spazoe un corier a la Signoria subito, notifichando -questo, et come in quella sera non potevano levarsse, per esser li -sacomani fuora. Ma la matina, Sabado, a dì 10, col nome de Christo -se leveriano per venir versso Brexana con ogni presteza, sì come la -Signoria scrisse per lettere di 5, 6, 7 dil mexe a ditti Provedadori, -che dovesseno levarssi ad ogni modo, fatta la paxe. -</p> - -<p> -A hore 21 zonse in campo el Mareschalcho de Giaè con Francesco -Bernardin Visconte et altri franzesi, et, andati dal Ducha, steteno -fino a hore 23 insieme, et el Ducha poi mandò per li Provedadori, -i quali zonti, trovono che i scrivevano i capitoli, et a hore 24 el Ducha -zuroe de observarli sopra el crocefixo dil messal, presente l'ambassador -de Spagna, li Provedadori et orator nostro. Et poi el Ducha -disse come havia fatto bona deliberation a far la paxe; et che l'havia -habuto lettere dal suo ambassador di Venexia, come qui si diceva -mal de lui, et che 'l volleva vegnir im persona a Venexia a purgasse, -et che volleva mandar un suo con li capitoli di la paxe fatta -col Re, come mandoe; li qual capitoli saranno qui, a la fine de le -cosse seguite in campo, posti. -</p> - -<p> -El Ducha de Ferrara era pur col Re de Franza a Verzei, et dovea -andar a Zenoa ad haver el casteletto, justa la forma de' capitoli; et -è da creder ivi col Re tramasse qualche cossa. -</p> - -<p> -Adoncha, a dì ditto, 9, fo publichato in campo dil castel di Caxuol -la paxe preditta, fatta et conclusa tra el Christianissimo Re de -Franza et el Ducha Lodovico Maria Sforza, anglo, duca de Milan; a -la qual publication non si volse trovar li nostri Provedadori; et fo -divulgato che le zente de la Signoria <i>una voce</i> cridava: Viva! Viva -San Marco, che mantien la fede! -</p> - -<p> -A dì 10 ditto, da matina, el campo nostro se levò, et veneno -alozar a Gravalona, ch'è una valle lontana, dove era alozato ditto -campo, mia 12; et el Ducha con la Duchessa, li ambassadori de Franza, -de Spagna et de Napoli, et el Veneto acompagnono el capetanio -zeneral nostro, marchexe de Mantoa, Luca Pixani et Marchiò Trivixan, -provedadori zenerali, et Bernardo Contarini, provedador di -stratioti, et Vicenzo Valier, pagador, con li altri signori et nostri -conduttieri; et cussì cavalcono insieme più di uno mio. Et el Ducha -disse a li Provedadori, volleva ad ogni modo venissino el zorno sequente -da lui a Vegevene; et che, partito el campo, doveva andar -<span class="pagenum" id="Page_628">[628]</span> -el sig. Galeazo, suo capetanio, con el Mareschalcho di Giaè a Novara, -a tor la consignation di la terra, et che l'exercito franzese se -dovea levar ozi, e andar a la volta di monti. E tolto combiato, el -Ducha andò con li oratori, et il nostro <i>etiam</i>, a Vegevene; et el campo -di longo a Gravalona, mia tre lontan di Vegevene, a la volta di -andar a Pavia, et lì alozono. -</p> - -<p> -A dì 11 ditto, <i>summo mane</i>, ditto campo si levò da Gravalona, -et andoe dittongo a passar Texin et Ada a Lodi, per vegnir in Cremascho; -et li Provedadori andoe a Vegevene. El Ducha li venne contra, -et andati in castello, disse: Havemo fatto la paxe per conservation -dil stado nostro; et, <i>in particulari</i>, sono molto ubligato a questo -magnifico capetanio, perchè ivi era il Marchexe di Mantoa suo -cugnato, et a la Signoria buon fiul ubediente, e per la experientia si -vedrà. <i>Item</i>, che 'l Re volleva parlar con lui, et poi andar a Turin; -et qui a Vegevene fece un bel pasto a ditti nostri Provedadori. Et -da poi disnar, montorono a cavallo per andar a Milan; et el Ducha li -acompagnoe fuora di Vegevene. Et li Provedadori veneno di longo -a Milan. Et el campo in questo mezo andava passando Tesin; et fo -fatto un ponte per el Ducha, a ciò passasse l'exercito. Et venuti li -Provedadori a Milan, visitoe el governador nostro, conte di Petigliano, -el qual steva meglio; et a dì 14 dovea partirssi de lì per -venirsene a Venetia. Orssato Morexini, era pagador, <i>etiam</i> se ritrovava -a Milan, agravado de gravissima egritudine, <i>adeo</i>, come per -lettere de Provedadori di 12 ditto se intese, di lui non vi era speranza, -et più cognoscieva nissuno, et poi a dì 12 ditto morite lì a -Milan, et el suo corpo portato per Po in questa terra, a dì ditto 20, -ne la chiesa di Santi Apostoli, li fo fatto bellissime exequie. Et el -Prencipe nostro, per esser stà costui marito di la figliola di una sua -figliola, hebbe grandissimo dolor, stette do zorni andar in collegio -et pregadi; poi vestito di scarlatto, da corotto, ussite per alcuni -zorni <i>etc.</i> -</p> - -<p> -A dì 14 ditto, el campo nostro era za zonto in Cremascha; et -li Provedadori zonseno questa matina, et qui alozono le zente d'arme, -in quelli confini tra 'l Cremascho, Bergamascho et Brexana; -non però volseno disolvere ni separar l'exercito, fino nostri non inteseno -il certo di l'andata dil Re de là da monti. Et li Provedadori, -partiti di Crema, a dì 15 ditto veneno a i Orzi Novi, et lì alozono, et -el capetanio rimase a Crema, e tutta via la zente cavalchava. Et a -dì 14 ditto hebeno una mala zornata per le pioze, et el ponte non era -compito di far su Oio, et ditte zente have la sua paga. Poi a dì 16, -<span class="pagenum" id="Page_629">[629]</span> -dopo manzar, ditti Provedadori zonseno a Brexa; et da Hieronimo -Donado, dotor, podestà, Unfrè Zustignan, capetanio de Brexa fidelissimo, -fonno <i>honorifice</i> ricevuti, dove steteno alcuni zorni, come -dirò di sotto. Qui partino a le zente d'arme le soe stantie. Et a dì -17, el capetanio zeneral, rimasto a Crema, volendo venir a Brexa, -non potè passar la Mella per el tempo pluvioso, che tanto quel fiume -era cressciuto, che non se poteva guazar, <i>unde</i> tornò a Chiari alozar, -et poi a dì ditto venne a Brexa da li Provedadori. -</p> - -<p> -In questi zorni, a dì 13 Octubrio, a Pavia morite el conte Carlo -de Pian de Melletto, veterano condutier di la Signoria nostra, et -molto experto nel mestier di le arme. Li manchava uno ochio, era -di età di zercha anni 50. Questo, amalato in campo, fo portato a -Pavia, et qui expiroe; sì che in questa impresa morite tre capi -principali, do in battaglia et uno di sua morte, el governador a Milan -amalato et il conte Bernardin in questa terra. Et la Signoria -non volse tornasse in campo. Et ditto conte Carlo havia cavalli 400 -con la Signoria nostra. In questo mezo, el Ducha de Milan dovea -abocarse con el Re de Franza a uno castello di esso Ducha, chiamato -Palestro; et il Re era pur a Verzei, et andò a Turin; et il Marchexe -de Ferrara andoe a Zenoa, a tor el dominio dil castello, sì come -dirò di sotto, ponendovi a custodia el conte Girardo Rangon. -</p> - -<p> -Et a dì 17 ditto, el Marchexe di Mantoa, nostro capetanio zeneral, -partì di Brexa e andò a Mantoa, sotto causa che soa sorella, -moglie di mons. di Monpensier, franzese, steva mal, per ritornar -poi, bisognando. Et la Signoria scrisse a li Provedadori a Brexa -che, per non esser andati franzesi di là ancora da' monti, dovesse -far star 1500 cavalli sul Cremascho, 2000 sul Bergamascho, et il -resto in Brexana su le rive di Oio; a le qual zente... paga fo data -in campo; et cussì steno zorni zercha 15. Et poi, intendendo la Signoria -el Re andava in Franza, ordinò ditte zente fusse mandate a -le stantie, et li Provedadori dovesseno ritornar a caxa; la qual diliberation -fo facta in conseio de Pregadi, a dì doi Novembrio, come -<i>etiam</i> dirò più avanti. Et è da saper, che da Crema se partì el signor -de Rimano et el fradello dil sig. de Pexaro, et le zente dil Ducha -de Gandia et di Hanibal Bentivoj, et fonno mandate in Romagna, a -li lozamenti, et li signori andono a le sue terre. Et li Provedadori -volendo vegnir a Venetia, el Marchexe, capetanio nostro, scrisse et -li pregoe se volesseno transferirse fino a Mantoa, perchè poi insieme -vegneriano a Venexia. Et cussì, di voluntà dil senato, andono. Ma -prima Bernardo Contarini, provedador di stratioti, havendo mandato -<span class="pagenum" id="Page_630">[630]</span> -di la Signoria di cernir 800 stratioti, qual a lui pareva, et il resto -licentiarli; era lozato tra Lonà, Peschiera et ivi vicino; et cussì -attese a far la mostra, et poi vene a Venetia, come dirò di sotto. -Ma li Provedadori, con Vicenzo Valier, pagador, venuti a Verona, -veneno con zercha 100 cavalli versso Mantoa, et zonti a Marmirolo, -mia 5 lontan di Mantoa, ivi desinato, li vene contra el Marchexe, -con suo fratello prothonotario, et l'altro signor zeneral di Gonzaga, -et a dì... Novembrio introno con gran honor in Mantoa, alozono -in castello. Se ritrovava esser lì un ambassador dil Re di Napoli, et -sua sorella dil Marchexe, moglie dil Ducha di Urbino; et <i>demum</i> veneno -insieme col capetanio a Venexia. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Apunctamento, concordia, unione et amicitia facta et conclusa et acordata -a dì X octubrio 1495, fra el christianissimo Re de Franza, -de Sicilia et de Hierusalem, da una parte, et Ludovico Maria -Sforza, Ducha de Milan, da l'altra parte, con li capituli che seguiranno<a class="tag" id="tag147" href="#note147">[147]</a>.</i> -</p> -</div> - -<h3 id="lib5-8"><i>Seguito a Napoli et in Reame dil mese dì Octubrio fino a la fine -di Novembrio.</i></h3> - -<p> -In questo tempo che 'l Ducha de Milan atendeva a far la paxe -con el Re de Franza, a Napoli re Ferando attendeva a recuperar el -Regno et haver li castelli tenuti da' Franzesi. Se ritrovava mons. di -Obegnì, vicerè di la Calavria, con lo exercito franzese; et quelli el -seguitavano era 1200 sguizari, el resto franzesi e calavresi, al numero -di 8 milia persone. Et partiti di la Calavria per vegnir in soccorsso -di castelli di Napoli, che <i>continue</i> Ferando faceva bombardar, -et vegnendo per la via, tolseno la terra di Salerno et alchune altre -terre, che se haveano date, et ritornate sotto el re Ferando, et ditto -exercito franzese messe a sacho, facendo gran danno. Et venuto tal -nuova a Napoli, subito el Re terminò di mandarli zente a l'incontro; -et mandò prima, fra homeni d'arme et pedoni, numero 4 milia, -con ordene che dovesseno taiar certi ponti di alchune fiumane, a ciò -Franzesi non havessino con che passar; et cussì fecino; ma rimase -più a basso un ponte con pocha vardia de' nostri, <i>unde</i> Franzesi, -zonti, per quello passoe, et taglioe a pezzi la vardia; poi fonno a le -<span class="pagenum" id="Page_631">[631]</span> -man con li nostri, zoè con quelli dil re Ferando, et de ditti, 7 squadre -voltoe, e andono con Franzesi, et detteno dietro a le altre zente -dil Re preditto, in modo che fonno rotte, et tajati a pezzi zercha -800, altri fuzite, et altri fonno spogliati. Fo preso in questa baruffa -un fiul dil sig. da Camarin, et alcuni altri fatti presoni. Et volendo -Franzesi con questa victoria venir di longo a dar soccorso a li castelli -de Napoli, devano intender a li villani che, subito zonti a la -terra, volevano sachizarla; et per questo molti villani venivano con -lhoro, et cussì se ingrossava di zente. Et con loro menavano assa' -animalli grossi, bovi et muli per chariazi, con farine et altre vittuarie -per metter ne li castelli sopra ditti. -</p> - -<p> -Inteso questa nova el re Ferando, et come molti napolitani -zentilhomeni, anzuini, li erano contra, dubitando di pezo, havendo -parlamento con mons. di Mompensier, vicerè, era in Castello Nuovo, -<i>unde</i> fece trieva con ditto Castello, con lo castel Pizafalcon, et con -la torre de San Vicenzo, et con l'armada franzese era ivi, et con lo -monasterio di Santa †. Ma quelli dil Castello di l'Uovo non volse intrar -in la ditta trieva; la qual trieva fo fatta a questo modo et con -queste condition, de non bombardar ni far alchuna movesta, niuna -de le parte, in termene de zorni 50; et si in ditto tempo li ditti castelli -non havesseno soccorso dal lor Re de Franza, debino, passato -el termene, lassar li castelli, et tor le sue robe et andar con Dio. <i>Item,</i> -che se intendi debbino tor quello era suo, et non quello haveano tolto -e sachizato da' merchadanti de le doane, el qual debiano lasarlo o -pagarlo. Et per segurtà de ditta trieva, detteno in man dil Re 9 -franzesi con tre famegli, cioè di li primi baroni erano in castello, -driedo dil vicerè, mons. di Mompensier, et dil Beuchaiari, tra i altri -mons. de Alegra et el capetanio di l'armada. Et menati davanti el Re, -el zorno drio Soa Majestà mandono ditti ostagi a Yschia, per più segurtà. -Et è da saper, che 'l re se obligò de dar vittuarie a ditti castelli, -zoè con li suoi danari, vin, pan, carne et altro, al zorno, che -fusse bastante al numero; et fo deputato la quantità havea ad esser -data. <i>Item,</i> che 'l Re dovesse dar el modo de poter mandar el vicerè -uno de li suoi dal suo Re de Franza, a notificharli questo acordo. Et -questo acordo seguite a dì 4 Octubrio.<i> Tamen</i> li Franzesi, dati li -ostazi, lo rupeno, et comenzò bombardar. -</p> - -<p> -A dì 5 ditto, che fo el zorno sequente da poi l'acordo, vene -nove in Napoli, come Franzesi col campo erano arivati mia 8 vicino -a la terra; et el re Ferando, molto spaventato, <i>licet</i> l'acordo -fusse sequito, mandò per il populo che venisse da lui in Castel Capuano, -<span class="pagenum" id="Page_632">[632]</span> -et disse: Cittadini miei, vuj me havete chiamato che venghi -qui; per vostra cagione ho receputo questa terra di Napoli; et se voi -seti contenti che sia vostro Re, avisatemi, et se volete esser miei -fedeli, per che in vuj mi fido; altramente volendo, advisateme, che -me ne vadi con Dio. Et tutti quei cittadini, <i>una voce</i>: Sig. Re, tutto -el popul delibera mantegnir la Majestà Vostra, se ben dovesseno -morir loro, le moier et fioli; ma volemo che la Majestà Vostra ne -daga licentia a nui, perchè molti de' nostri zentilhomeni sono anzuini, -che li amazemo, altramente sempre haveremo garbugli. Et el -Re li contentò con le bone; poi mandò a pigliar zercha 300 zentilhomeni -de' principalli et li mandò nel castello a Yschia; poi fece -una crida, che tutti li zentilhomeni dovesseno partir di la terra per -tutto quel zorno, et andar habitar fuora di Napoli. Et el populo -volleva sachizar tutti li anzuini; et el Re, per non metter la terra a -rumor, non lassò far; et preso alcuni anzuini, tormentati confessono -assa' cosse. Et in lo monastier di Santa Maria di Oriente erano -muneghe, zentildonne napolitane, parenti di anzuini; el qual monastier -è situato in canto di la terra, et le mure de Napoli se include -in ditto monastier verso el Castel de Capua. Et qui dentro alcuni -anzuini havea fatto far una fossa, che respondeva de fuora, dove volevano -far intrar dentro Franzesi, et haveano 300 curaze et 300 ballestre -con veretoni. Et una di dette muneghe scrisse una lettera, e -la mandò al re Ferando, et li avisoe di questo tradimento. Et subito -fo retenuto uno prete, el qual confessoe quelli erano nel trattato, et -fonno presi, nè se intese quello facesse di lhoro il Re, o l'impicasseno -secretamente, o vero li mandasseno im preson a Yschia, zoè a l'isola -a l'incontro de Napoli. Et questo faceva, perchè non seguisse rumor -ni novità in la terra. -</p> - -<p> -Et poi, adunato zente, ussite di la terra col sig. di Camarin et -el sig. Prospero et Fabricio Colonna et altri condutieri et signori, et -si redusse nel campo di Santa Madalena, poco lontan di Napoli, et -ivi se pose. Ma Franzesi, che erano lontano otto mia di Napoli, sentito -come el Re havia discoverto li tradimenti di anzuini, et quello -di le muneghe sopraditte, tolseno l'altra volta da la banda di Santa -Maria de Pe' de Grotta, per passar et andar in Castello di l'Uovo, -che non volse intrar in la triegua. Et cussì, a dì 10 Octubrio, arrivò -nel monastier de Santa Maria de Pe' de Grotta, et a le 4 ore di -zorno haveano pigliato el zardin de la Raina, et lì si feceno forte. -Et el re Ferando era con zercha 21 millia persone poco lontan di -nimici, <i>adeo</i> che con freze qualche volta si azonzevano li ditti campi, -<span class="pagenum" id="Page_633">[633]</span> -et nostri con le artilarie faceva gran danno a' Franzesi, amazavano -huomini et cavalli. Et el Re dubitava de tradimento, però non -volleva se investisse, li beschaini et li sguizari a piedi solamente -scaramuzava. Fo feriti et morti di Aragonesi zercha 4 millia, de -Franzosi assa' in ditto zorno di X Octubrio, per modo che a le 24 -ore scomenzò Franzesi a tirarsi indrieto; et a meza notte bischaini -et sguizari dil Re saltono il campo franzese preditto, et quello messe -in fuga, et lassono molti cariazi et gran quantità de muli, che nostri -tolseno, et aseni et ronzini carichi di farine più de 300, carri -più de 40, boi più de 200, bombarde pizole 16, et molte altre cosse. -Et cussì, rotto et fuzito il campo nimicho, mons. de Obegnì, con el -resto li restoe, deliberò de andar a la volta de Gaeta; ma nostri -fonno provisti, et haveano ruinato un ponte di una fiumera, <i>adeo</i> -che non poteno passar; <i>unde</i> si messeno a tornar per quella via -dove veneno, per ritornar a la volta de Salerno, et zercha 2000 de -quelli dil re Ferando li seguitono. Et Franzesi, per impazo de' nostri, -rimaseno la Domenega, fo a dì 11 ditto, la sera, nel Castel Marano, -lontan di la terra mia 5; et al Luni da mezo zorno, la Majestà -dil Re cavalchoe con zercha 12 milia persone versso el ditto campo -nemicho, et subito Franzosi se messeno a fuzir, et andono in uno -monte a presso a.... Et el Re se messe poi andar con l'exercito -a Sarno, mia 20 da Napoli, et qui stete. Ancora è da saper, che fo -nunciato al Re come venia zerte velle dil Re de Franza, veniva di -Provenza, per socorrer li castelli; et ditto re Ferando li mandoe -contra 20 barze di Spagna et altre galee, per andar contra zercando -la ditta armada veniva. Et la Raina, fo moglie dil re Ferando vechio, -era in Sicilia, per la qual fo mandato Villa Marin con tre galie, -a dì 12 Octubrio, a hore 22, zonse a Napoli; et per non si trovar -il Re in la terra, la Raina non volsse dismontar in terra, et se -partì con le galie, et andò a lo porto di Baja. Et li Franzesi, non -ostante la trieva, trazeva artilarie in la terra tutta la notte; et cussì -era rotto l'acordo; <i>tamen</i> el Re havia li ostaggi, expectando il termene -de li do mexi. -</p> - -<p> -A dì 12 ditto, a mezza notte, zonse uno bregantin a Napoli, et -notifichoe come l'armata di la Signoria nostra era zonta in lo porto -de Baja; per la qual cossa la terra che stava in gran paura subito -have conforto. Et el zorno sequente, a le 20 hore, venne l'armata -ditta, di galie 20, provedador Hieronimo Contarini, et la Majestà -di la Raina <i>tunc</i> volse dismontar a la Madalena, et venne in la terra, -sì come tutto più diffusamente sarà scritto. Smontò la Raina, la nostra -<span class="pagenum" id="Page_634">[634]</span> -armata si levoe, et tornò <i>iterum</i> nel porto di Baja; et questo perchè -feva vento de sirocho, che non poteva star in la spiaggia di la -Madalena. -</p> - -<p> -L'armata franzese, per lettere de Roma, se intese esser passata -da Hostia, zoè otto velle grosse, tra nave et barze; la qual armata, -a dì 19 Octubrio, per lettere pur di Hieronimo Zorzi, cavalier, ambassador -nostro in corte, se scontrò sopra l'isola de Procida con l'armada -aragonexe, de velle 27, fra le qual, una zenoese, chiamata -Negrona, di 4 milla botte, et la Camilla di botte 3000; et che -essendo apizate le ditte armate, soprazonse valido vento de syrocho -che le separono; et quello seguite, <i>ad plenum</i> non se intese. È da -saper che con el re Ferando, in campo, se trovava esser tra preti e -frati più de milla, andati <i>voluntarie</i> a combatter per el suo Re; et -questa è cossa notanda. <i>Item</i>, tutte le terre circumstante a Napoli, -per liberarse da insulti franzesi, porzevano aiuto de danari a esso Re; -et in questi zorni catò ducati 22 millia. -</p> - -<p> -L'armata de la Signoria nostra veramente, levata di Corfù per -andar versso Napoli in aiuto dil re Ferando contra Franzesi, et zonta -a Taranto, qui essendo Antonio Grimani, procurator, capetanio zeneral, -con Hieronimo Contarini, provedador di l'armada, in tutto galie -numero...., convenne alchuni zorni a riquisition dil sig. prencipe -don Federico di Altemura, el qual ivi se ritrovava, venuto per -recuperar Taranto. Et acadete certe scaramuze, et prender di un locho; -<i>tamen</i> non poteno rehaver la terra, come per una lettera di -esso capetanio qui posta, et scritta a l'orator nostro a Roma, si vede. -Et accadete che, per egritudine sopravenne al ditto nostro magnifico -capetanio, li fo necessario, contra sua voia, restar di andar a -l'imprexa de Napoli, et ritornar con la sua galia et un'altra dalmatina; -sopra la qual, mancando el soracomito, che, come ho scritto, a -Monopoli fo amazato, vi messe uno patricio, Alvise Grimani, el qual -di Roma, che prima era col fiol reverendissimo Cardinal, ivi venne, -et posto al governo di ditta galia fino venisse el soracomito, fiol dil -defunto. <i>Ergo</i> con do galie el ditto capetanio venne a Corfù, dove si -curoe la egritudine sua; ma Hieronimo Contarini, provedador, habuto -mandato da esso capetanio de seguitar sempre l'impresa, andoe -di longo versso Napoli; et, zonto, scrisse una lettera a la Signoria -nostra, la qual per esser copiosa et molto a proposito, a intelligenza -di suo viazo, et come le cosse de Napoli passava, et dil -compagnar fece la Majestà di la Raina, in Napoli dismontata per terra, -con li soracomiti, et il tutto, lezendo le lettere sequente si vedrà. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_635">[635]</span> -</p> - -<h3 id="lib5-9"><i>Exemplum litterarum Antonii Grimani, procuratoris, generalis -capitanei, ad oratorem nostrum venetum in Curia romana.</i></h3> - -<p class="indl"> -<i>Magnifice ac clarissime eques.</i> -</p> - -<p> -Da li 14 dil presente se trovamo qui a l'isola de Taranto in -XXVij galie, cussì richiesto <i>cum</i> grandissima instantia da lo ill.<sup>mo</sup> -don Federico; et, a dir la verità, sempre son stati tempi contrarii, -che non era possibele poterse levar per Napoli. <i>Interim</i>, ad richiesta -de soa Signoria li havemo dato circa 400 homeni de questa armata, -cum el qual, insieme con alchune zente sue, e stà recuperata la terra -et castello de Groptaglie, loco molto apto a strenzer Taranto, perchè -per quella via se fornivano de vitualie et altre comodità. Et ogni -zorno si dette la battaglia a quel loco, azò li franzesi sono in Taranto, -che par siano da 300 cavalli, non andasseno a darli socorsso. -Nui <i>etiam</i> mettessemo de questi huomeni di l'armada in terra, et -scaramuzando furno morti alchuni franzesi, e de li nostri zercha 25, -perchè li pedoni con le zente da cavallo hanno grande disvantazo. -Questo facessimo per tenir quelli di la terra che non patisseno. -Aspettamo si conzi el tempo, et subito partiremo nel nome de Dio, -per esser a Napoli, come è hordene di la nostra ill.<sup>ma</sup> Signoria, a la -qual la Vostra Magnificentia con le prime manderà aligate nostre. -Il magnifico missier Bartholamio, fratello di Vostra Magnificentia, -se trova a Corfu con 6 galie per fornirsse de pan, et sta benissimo; -et questi zorni passati a... prese due fuste de turchi corsari, compagni -de Camallì, et speremo ogni zorno in Dio udir di sua Magnificentia -cosse degne et honorevele. Sono sempre a li piaceri de Vostra -Magnificentia. -</p> - -<p class="indl"> -<i>Ex triremi, ad insulas Taranti,</i> 27 <i>Septembris</i> 1495. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Antonius Grimani</span><br /> -<i>procurator, capitaneus generalis maris.</i> -</p> - -<p> -A tergo: <i>Magnifico et clarissimo equiti, domino Hieronimo -Georgio, oratori veneto ad Summum Pontificem.</i> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_636">[636]</span> -</p> - -<h3><i>Copia di la lettera di Hieronimo Contarini, provedador di l'armata -a la Signoria, dil zonzer a Napoli con l'armata<a class="tagtitle" id="tag148" href="#note148">[148]</a>.</i></h3> - -<p> -Adoncha, sì come ho scritto di sopra, el re Ferando a dì 12 -Octubrio se levò da la Maddalena con 500 homeni d'arme, altri -cavalli lizieri et ballestrieri a cavallo, et 2000 fanti et altre zente -paexane, con X bocche d'artilarie avanti; et andò a la volta de -Fraola, dove attendeva li nimici erano arivati. Li ponti, passi, erano -tutti rotti, a ciò non potesseno passar li fiumi; li nimici erano in -fuga, et se reduxeno im parte, a dì 14 ditto, che per la strettura di -passi non poteano ussir con li cavalli; loro instessi se rupero, et -lassando li cavalli et ogni cossa a piedi, se ne fuzivano, imboscandossi -come meglio poteano. La qual nuova fo molto grata al re Ferando, -et reputava la impresa finita: <i>tamen</i> non restava di seguitarli, -zerchando completamente disfarli. Et zonta a Napoli questa nuova, -a dì 15 ditto, el legato dil pontifice, Borges, con l'ambassador yspano, -cavalchoe a torno la terra, et el Principe de Squillazi, figliuol -dil Pontifice, zenero dil re Alfonso; et se divulgava Nocera et -San Severino doveano alzar le bandiere de Aragona, et el campo -nostro andar a Nocera. I nimici in questa fuga usoe gran crudeltà -per li castelli dove passavano, e fra li altri Pomognano (?) dove tagliono -a pezzi ogniuno. Et el Principe de Altemura, don Federico, -se ritrovava in questo tempo a Taranto, et vedendo non poter rehaver -la terra, se messe in camino con zente per vegnir versso Napoli; -ma quei dil Castel Novo de Napoli, in questo mezo, a dì 11 Octubrio, -di notte, fece gran luminarie; et la matina, a dì 12, ne l'aparir -del zorno, la loro arma' de' Franzesi era lì tirò assa' colpi de -bombarda et artilarie, et questo perchè dicevano haver per un bragantin -nuova, come el soccorsso lhoro era vicino, e a le mane con l'armada -di re Ferando; <i>tamen</i> tutto era argumento e fintione. -</p> - -<p> -A dì 16 ditto, zoè Octubrio, la Majestà dil re Ferando venne di -campo et intrò in Napoli la sera, per visitar la Majestà de la Raina -et l'infante et ambassador de Spagna, la qual, cussì come ho scritto, -era intrata in Napoli, et alozata nel Castel de Capua. Et li nimici -erano in fuga tra Montorio et San Severino; le zente regie fece -prede assa' de le cosse loro. El Re fece portar bombarde in campo -per expugnar alcuni lochi si teniva anchora per il Re de Franza; et -<span class="pagenum" id="Page_637">[637]</span> -el zorno sequente ritornò in campo, et scrisse esso Re a Antonio de -Zenari, dotor, et Zuambattista Spinelli, dotor et cavalier, suoi oratori -in questa terra, la qual per esser a proposito, è qui sotto scritta. -</p> - -<h3 id="lib5-10"><i>Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos Oratores -Venetias existentes.</i></h3> - -<p class="indl"> -<i>Rex Siciliae.</i> -</p> - -<p> -Ambasciatori, molte volte sperando nui che questa Ill.<sup>ma</sup> Signoria, -per sua infinita virtù et singular sapientia, dovesse pigliar -lo patrocinio non solamente de le cosse nostre ma de la salute et libertà -de Italia, prendevamo tal consolatione de qual se vol adversitate -passamo, con bono et fortissimo animo. Al presente, vedando -chiaramente che, per gratia del nostro Signor Dio, la speranza nostra -non solamente non ce ha ingannati, ma ancora lo effecto et -optima operatione hanno superata la expectatione nostra, sentimo nel -core leticia tanto maiore de la prima, quanto è la diferentia che è -tra la speranza et la consecutione del fine del desiderio. È arivata -la fidelissima armata de questa Ill.<sup>ma</sup> Signoria in Napoli, al tempo -che più ne era necessaria; che essendo stati nuj necessitati de ussir -a l'incontro de questa zente, che erano venute da Calabria per soccorrere -el Castello Nuovo ... in mezo de questa turbulentia è aparsa -la preditta felicissima armada, con quel fulgore che sole aparer el -zorno a li naviganti da poi la tenebrosa notte, quando el mar se -mostra turbato, ha confirmato li animi gagliardi, ha excitati li languenti, -ha data general leticia a l'universo populo; del che noi rimaremo -non meno pensosi che contenti, però che non è menor lo -pensier del desiderio de satisfar tanta obligation, che l'alegreza de -conseguir tal beneficio, perchè l'animo nostro sta tanto inclinato a -la satisfation de tanti paterni beneficii de questa Ill.<sup>ma</sup> Signoria -versso noi, che con dulcissima speranza desideramo che 'l nostro -Signor Dio ce dia el modo de poter dar qualche principio a la nostra -gratitudine, che non saremo contenti tanto del proprio riposo, -quanto de farli cognoscere che eternalmente ne recorderemo del suo -memorabil beneficio, et resteremo non poco satisfacti che la gratitudine -nostra s'habbia dimostrar versso chi tanto la merita, che da -noi è tanto venerata et honorata in perpetuo tenor de diuturna benivolentia. -</p> - -<p> -Per amor nostro vogliate esser al cospetto de questo ill.<sup>mo</sup> Prencipe, -et dichiarir a sua ill.<sup>ma</sup> Signoria la contenteza de l'animo nostro, -<span class="pagenum" id="Page_638">[638]</span> -insieme con l'obligatione li havemo, et quanta conoscenza tenemo -de la soa paterna carità versso lo stato nostro et la nostra -propria vita, talchè, se ben possidessimo major regno de questo, -anzi si ponessimo la persona in pericolo ogni giorno per conservation -et augumento de l'honor et dignità sua, non poriamo satisfar a la -più picola parte del suo merito. Pur ne basterà assai, che soa Signoria -ill.<sup>ma</sup> conosca in noi amor perfetissimo et animo volonteroso -de far quanto possibel ne sarà, perchè se mostra la memoria de tanti -beneficii esser in noi inextenguibile, rendendoli gratie infinite ne -pare che saria diminuir de la demostratione de lo amore che tenemo -ne l'animo. Meglio è tacer, e rimetterne a la experientia che sarà -de la nostra voluntà argumento chiarissimo. Nè volemo anche exortar -Soa Signoria Ill.<sup>ma</sup> a la perseverantia, però che havemo ne la -sua fede et virtù tal confidenza, che cussì come è stata principio et -mezo de nostra prosperità, cussì nostro Signor Dio ne farà gratia -che sarà fine di tutti li nostri travagli; et a quella sola sarà decreto -triumpho de la victoria nostra. Non volemo pretermetter de dir in -quanto amore e cortesia si è dimostrato lo magnifico Provedador -versso la Majestà de la signora Regina nostra madre, et in tutte le -cose nostre; talchè ben monstra con sua gravità, cortesia et prudentissimi -modi, esser mandato da questa Ill.<sup>ma</sup> Signoria, piena di -sapienza et sanctissimi consigli. De tutto darete notitia a questo invictissimo -Principe et al suo ill.<sup>mo</sup> Senato, non cessando raccomandarli -la vita, lo regno et tutte le cose nostre, le qual ponno extimar -proprie, non meno che nui medesimi le extimamo. -</p> - -<p class="indl"> -<i>Data in nostris fidelibus castris, ad Sarnum, XVIII Octubris.</i> -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Rex Ferdinandus.</span> -</p> - -<p class="indr"> -<i>Chariteus</i>. -</p> - -<p> -A tergo: <i>Magnificis nostris oratoribus, Venetiis.</i> -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -A dì 23 octubrio zonse don Federico, prencipe de Altemura, a -Napoli, non havendo potuto haver Taranto. Et a dì 25 ditto fece -far la mostra de le zente di Napoli, et fu bel veder; et trovono persone -X milia et octocento, le qual al bisogno se potevano armati -mandarli in campo, non però erano tutti da fatti. Et la Majestà dil -Re in questi zorni venne a Napoli, per esser insieme con ditto don -Federigo, et poi, a dì ditto, ritornoe in campo. Et li nimici havendo -finto di volersi levar da Nocera, perchè vollevano condur certe victuarie, -le zente regie li forno sopra, et preseno 20 huomeni d'arme -<span class="pagenum" id="Page_639">[639]</span> -et trenta cavalli lizieri, et assa' some con vittuarie, chiamate salme -in lingua napolitana, et preso un fiul dil conte di Montorio; et <i>tamen</i> -li nimici non si mosseno per questo dove erano. In questi zorni -in Puia, per lettere dil consolo nostro, a dì 20 ditto, se intese esser -stato preso per anzuini passionati, el sig. Bernabò de la Marra, suo -fiul, et suo fratello Joan Paolo de la Marra, Francesco de Angelis da -Trani, et Bernardino Spina; li qualli tutti fonno mandati presoni a -Brandizo. Et da ditti el re Ferando potrà trazer da 30 milla ducati, -che li saranno a conzo in proposito di questo tempo. -</p> - -<p> -L'armata nostra, era lontana alquanto di Napoli, a dì 26 ditto -ritornoe ivi vicina, zoè galie numero 18, et do erano andate versso -le nave che cum biscotti a Messina se intendea erano zonte; le qual -venivano a l'armata con biscotti, di li qual la ditta armata ne havea -gran bisogno. -</p> - -<p> -A dì 27 ditto, mons. di Mompensier, mons. di Belcher, el Prencipe -de Salerno et altri signori franzesi et baroni di Reame, erano -in Castelnuovo a Napoli con le artilarie et molte robbe, cargate la -notte su la sua armata era lì vicina, lì al castello, se messeno in galia, -con vele numero XI se partino da Napoli, et andoe a dismontar -a Salerno, como dirò di sotto, habandonando loro i castelli; <i>tamen</i> -lassoe ditto mons. di Mompensier, vice re, presidio in ditto castello -di zercha 400 franzesi. Questo feceno per doi rispetti: primo, perchè -pativano di vittuarie, et vedevano non poter tenersi, et havian dato -li ostaggi in le mane al re Ferando; <i>etiam</i> per scapolar l'armata, -robe et artilarie, et conzonzersi con mons de Obegnì in campo. Et -questo piaque molto al Re, sperando di breve haver li castelli. -</p> - -<h3 id="lib5-11"><i>Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos oratores -in Romana Curia.</i></h3> - -<p class="indl"> -<i>Rex Siciliae.</i> -</p> - -<p> -Ambassadori, acciò intendiate le cosse di qua in quali termini -si trovano, vi avisamo come l'armata franzese, ussita dil Castello -Nuovo, havendo tirata la via di Salerno, et arrivata là, è dismontati -tutti quelli bertoni, italiani et franzesi; et questi altri inimici, quali -erano qui a Nocera, se levorno et sono andati a Salerno per unirsi -con lhoro et ingrossarsi, et tuttavia attendono a racoglier li altri -franzesi che sono sparsi nel Regno, et simel quelli che si ritrovano -in Ariano; et cum le zente et <i>cum</i> li danari che li hanno portato dal castello, -<span class="pagenum" id="Page_640">[640]</span> -con li quali faranno più zente, se ingrosseranno in tal maniera, -che ne reduranno in dificultà grandissima, dove già in tutto -se vediamo posti et redutti. I populi dubij et male intencionati, da -questo haverano causa et ardir de scoprirse, <i>maxime</i> essendo tutto -lo Reame contaminato. Lo lassamo judichar a voi, che sapete che -zente e che modo havemo, che non n'è altro se non quello che aspettiamo -in soccorsso; e <i>de praesenti</i> non è più tempo de mantenirsse -la Santità de Nostro Signore e signori colegati in parole, ma se li -ne volleno nel regno, senza altro consulto, in loco de rasonamenti, -ne siano di presidio in executione, volendo, perchè se no in mazor -dificultà.... che bisogna <i>de praesenti</i> esser forti in campagna. E -però vi diciamo che, <i>de continenti</i>, siate al conspecto de la Santità -di Nostro Signore, dove sia lo rev.<sup>mo</sup> ill.<sup>mo</sup> Vice Cancellier, nostro -zio e padre, et li magnifici ambassadori de la sanctissima et serenissima -lega, e li narate la confusion e dificultà nostra, imo la nostra -mala contenteza de non poter corresponder a li animi cum le forze -spontane; e supplicate Sua Santità a volerme far gratia de mandarme -subito lo recapito de 1000 fanti, e mandar a le altre zente -dessignate, e procurar con li potentati di la sanctissima lega a provedermi -de li presidij raxonati. Et se 'l nostro Signore ne potesse -ajutar de altre zente da cavallo et a piedi, per esser cussì vicino, -saria de gran momento, non meno de zente che de favor, perchè -non è più tempo de parole, et bisogna lo procurar sia unito con lo -exequir si voleno... nel regno. Et perchè dil regno Soa Santità -prima haverà disponer et poi tutta la liga, a lor arbitrio, e nuj non -haveremo ad exequir se non tanto quanto ne sarà comandato, e per -honor de Dio voliamo esser messi et non volemo redurse al termine -extremo da non potersene più valer, noi non pregamo altro el nostro -Signor Dio, se non che siamo messi e non siamo lassati perir -per non esser exauditi a li nostri bisogni; che, per Dio! non sapiamo -più come exprimer queste nostre dificultà, imo periculi e ruine, -quando subito et non a tempo siamo aiutati. Et quando li nostri rispetti -non bastano a solicitar li presidii, lo interesse comune de li -signori colligati et de tutta Italia doveriano esserne.... State avanti -li ochi de la Santità di Nostro Signore e di Signori colligati continuamente.... -che reaquistano uno reame ad uno loro fiolo; non sapemo -più che dir; la ruina nostra sapemo non esser gloria ni beneficio -a nessuno, salvo a dicto... Ormai intendete tutto. Per l'amor -ne portate, voliate imprimare queste cose efficacemente, e seria lo -bisogno nostro de manera, che aspettamo più presto efecti cha risposta -<span class="pagenum" id="Page_641">[641]</span> -de questa lettera, perchè di qua dipende la defensione, vita et victoria -nostra, et se confidemo ne la vostra discretione, tanto che suplirete -quello che più dir non potemo a questo nostro urgentissimo -bisogno. -</p> - -<p> -<i>Data in nostris felicibus castris ad Sarnum, die XXViiij Octubris</i> -1495. -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Rex Ferdinandus</span>. -</p> - -<p class="indr"> -<i>Cariteus</i>. -</p> - -<p> -A tergo: <i>Magnificis viris Hieronimo Sperandeo, Aloisio Ripol, -oratoribus nostris in curia Romana J. U. doctoribus.</i> -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -Et zonta ditta lettera al summo Pontifice, el qual era molto -caldo in aiutar ditto re Ferando, <i>licet</i> questa pace fatta (<i>tra</i>) el Ducha -de Milan et el Re de Franza lo feva star alquanto sospeso, benchè -continuamente el rev.<sup>mo</sup> cardinal Ascanio, vize canzelier, fradello dil -prefato Ducha li fusse a presso, et habitava im palazo. È da saper -che, in questo tempo, cinque cardinali, do <i>ex instituto antiquo</i>, per -li lor officii tengono, che bisognava esser lì im palazo, zoè el cardinal -Alexandrin et Sancta Anastasia, <i>etiam</i> vi abitava ditto cardinal -Ascanio, Monreal, nepote dil Pontifice, et Valenza, fiol dil Pontifice. -Ma vedendo el Pontifice Venetiani erano constanti, et non haveano -voluto far pace con el Re de Franza, <i>imo</i> pronti ad ajutar re Ferando, -<i>etiam</i> Soa Santità omnibus modis volse aiutarlo. Et a dì 30 Octubrio, -come per lettere del mio carissimo Francesco Zorzi, fiol di l'ambassador -nostro, el qual a Roma <i>etiam</i> se ritrovava, et dal qual, -essendo accaduta la egritudine mia di febre quartana, nel qual tempo -scrissi et compilai questa gallicha ystoria, havi molti advisi di -cosse succedeva, degne di memoria, perchè, <i>alio modo</i>, non poria -haver compita la verità di questa opera, perchè non potendo inquerir -le nove, quelle non poteva scriver; <i>ergo, cum</i> aiuto de molti necessario -mi fu, da primo Septembrio fino a la fin de questo, intender -et inquerir quello seguiva; et sopra tutto la verità. Hor, nel zorno -sopraditto, se partì di Roma... Alfonso spagnolo, parente dil Pontifice, -con cavalli 100, et andoe versso Napoli in aiuto di re Ferando -preditto; et ancora lo episcopo de Concordia, in questo zorno partì -di Roma per andar legato al Re de' Romani, zunse a Venezia, come -dirò di sotto. El sig. di Pexaro con la moglie, fia dil Pontifice, in -questo tempo se ritrovava a Roma. Et bellissimo fo a veder, la vizilia -de Ogni Santi, el Pontifice aparato in capella, et servito dal -<span class="pagenum" id="Page_642">[642]</span> -rev.<sup>mo</sup> cardinal Ascanio et San Zorzi, <i>juxta</i> il solito, <i>tunc</i> più veterani -diaconi, e l'uno tirarli la mitria, l'altro la beretta; et el cardinal -S. Chimente al servir del teribolo; lo episcopo Antivarense -tene el libro sopra la testa, quando el Pontifice disse l'oratione; et -l'arziepiscopo de Nicosia, patricio nostro de casa Priola et molto -mio amicissimo, tenne la candela. Et cussì disseno vespero con XX -cardinali, oratori dil Re di Romani, Spagna, Veneto e Milan,<i> etiam</i> -do dil Re di Hongaria, auditori de Rota, cubicularij, arziepiscopi et -episcopi assai. Et poi el Pontifice dette la beneditione, et fo portado -da 6... sopra una carega a torno la chiesia; et, come mi fo referito, -bellissima cossa a veder. Et poi, el zorno de Ogni Santi, cantò -la messa el cardinal Chartagenia; et el zorno de' Morti el cardinal -S. Dionise, franzese. Et benchè questo non sia a proposito, pur ho -volato qui scriver. Et in questo mezo, el capetanio de Hostia, monsignor..... -di Guerra stava malissimo et in ponto di morte, <i>tamen</i> -poi varite. In quella terra si tenia per il Re de Franza, et era molto -contraria a vegnir vittuarie a Roma, <i>licet</i> non desse fastidio. -</p> - -<p> -Ritorniamo a le cosse de Napoli. Partita l'armata franzese de -Napoli, la nostra la seguitava; et non potendo far nulla, se retirono -a Castello a mar, perchè la franzese era intrata in Salerno. El Castel -Nuovo a Napoli tirava continuamente a la terra con ruina et -danno assai. Et el re Ferando con el campo a dì 4 (<i>andò a</i>) Nocera, -et non volendosi arender, li deteno la battaglia, et prese ditta terra, -et poi il castello, et la messeno a sacho tutta, et li huomeni fonno -dati presoni a le zente d'arme. Nel castello era la dona dil conte -Montorio, la nuora, el primo et secondo genito; <i>item</i> la moglie et -figli de Salvador Zurlo, et altre donne con molte loro cosse. Et a -Napoli la torre de Santo Vincenzo è bombardata continuamente da -le artilarie dil Re, et feva gran danno. Et a dì 12 Novembrio, per -lettere di Napoli, se intese el prencipe don Federigo attendeva a tirar -a la cittadella con la bombarda pontificia, et cascò el castello -con morte de homeni X de Ragonesi. Et el Re, considerando el suo -prosperar et haver aiuto consisteva tutto in haver la Signoria de Venetia -propicia, et havendo oltra li oratori mandati alchuni secretarii, -i qual saranno nominati di sotto, scrivendo le cosse di Venetia, <i>unde</i> -terminò mandar el conte domino Hieronimo de Totavilla, fo fiol dil -cardinal Roan, et con Soa Majestà in benivolentia, <i>nomine suo</i>, a -dicta Signoria; et a dì X partì di Roma, andoe prima a Milan, <i>demum</i> -a Venexia, come el tutto sarà scritto di sotto. <i>Etiam</i> Alvise -Ripol, secretario dil Re, partì di Roma et venne a Venexia dove -<span class="pagenum" id="Page_643">[643]</span> -stette tre zorni. In questo tempo el sig. Prospero Colonna, essendo -con zente per ditto Re in Apruzo, dette rotta a Carlo de Sanguine. -Et li soldati franzesi, a dì X Novembrio, erano parte a Ivolo et parte -a Salerno, e 'l campo dil Re a Sarno. Vene l'armada franzese nel -colfo de Salerno, et la veneta a Castelamar, et la regia a l'incontro -di l'altra franzese. Et è da saper che a hora le cosse dil re Ferando -comenzoe a prender assa' buon fin; <i>tamen</i> mancava li danari, et vollevano -comenzar adoperar li arzenti ecclesiastici, a far moneda di -manco precio et valuta, con far valer il terzo più; <i>tamen</i> non fece, -<i>licet</i> fusse grandissimo bisogno. -</p> - -<p> -A dì 17 Novembrio, per lettere havi da Roma dal mio carissimo -Francesco Zorzi, di l'orator fiul, come havea da Napoli che il Re, -habuto Montorio, à preso el Duca de Lege, che già sotto fede fuzite. -</p> - -<p> -A dì 13 Novembrio fo dato la battaglia a la cittadella de Napoli, -non ordinatamente ma per experimentar le forze de' nimici, et -veder che zente erano. Et fo arbitrato esservi zercha 400. La qual -battaglia fo data animosa et gagliardamente, et fo scalata et montato -sopra lo primo reparo, drieto al qual i era altri repari fatti per -li nimici, li qualli erano da lor guardati e defensi con pietre et pignatte -de foco, calzina et olio, et <i>cum</i> ballestre, schiopetti et lanze. -Et per convenir scender, per montar poi a l'altro riparo, forno li -nostri, zoè Aragonesi, constretti a cessar la battaia. In la qual morì -tre nostri et alcuni feriti; ma de li nimici, da le artilarie regie -molto più ne fonno morti et feriti. A dì 14 la Majestà dil Re essendo -stato 4 zorni a Napoli, se ne tornò in campo a Sarno. Et in questa -matina la nostra armada se redusse a Mergolino, et tre galie a le -Madalene andoe per condur zente a le nave zenoese, et preparavasi -<i>etiam</i> certe barche, erano a Castelamar, per esser tutte di compagnia -adosso l'armata inimica. La qual, a dì 13 ditto, a hore 18, si -levoe da Salerno, et a li 14 fo vista fra Capri et Yschia, et tenne la -volta di Gaieta, ma per li venti che era..., che si non bonazava -non si potevano levar, steteno tanto a farse bon tempo, che ditta -armata nimica zonse a Gaeta. Et a Salerno, a dì 14 ditto, zonse don -Juliano, che era al monte, con zercha cavalli 200, et si trovò sotto -Ariano con Carlo de Sanguine e Paolo Orssini. -</p> - -<p> -È da saper che, havendo diliberato la Signoria nostra, a dì 5 -ditto, de dar aiuto a re Ferando, come dirò di sotto, de mandarli -1000 cavalli et 1000 stratioti et 1000 fanti, come scriverò di sotto -al loco suo, questa tal nova andò prestissima a Napoli, et zonse a -dì 12 ditto: <i>unde</i> tutta la terra, <i>maxime</i> quelli ch'amava casa da -<span class="pagenum" id="Page_644">[644]</span> -Ragona,... consol nostro per intender la verità et tenor di le lettere, -havia aviso di questo. Et subito mandoe a notifichar questo a -la majestà dil re Ferando in campo. <i>Tamen</i> ditto pressidio non andoe, -per le cosse seguite, come intenderete. Et cussì esso Re, come -have a piacer di questo, cussì mons. di Arzenton, ambassador dil -Re de Franza, che <i>tunc</i> se ritrovava a Venezia, have altrettanto dolor, -vedendo la Signoria disposta in aiutar Ferando. -</p> - -<p> -A dì 16 ditto l'armata nostra si ritrovava tra Pizo e Baia, et -in questo zorno don Federico, prencipe de Altemura, partì di Napoli, -et venne lì a conferir con Hieronimo Contarini, provedador di l'armada, -et poi ritornò a Napoli. L'armada nemica era zonta a Gaeta, -et li nimici col campo a Salerno atendevano a farsi forti. Et in -Apruzo el marchese di Martina si scoprite nimico dil re Ferando, -et a Napoli fo retenuto el suo canzelier. Et bombardavano la cittadella, -facendo el Prencipe far certe cave subteranee; et vedendo il -Re che 'l soccorsso, dovea mandar la Signoria a lui, era za in camino, -era stà suspeso, mandoe uno suo secretario, chiamato Zambattista -Charaffa, et zonse in questa terra a dì 22 ditto; <i>tamen</i> nulla fece. -</p> - -<p> -A dì 27 ditto, re Ferando essendo venuto di campo a Napoli, -in questo zorno feze dar la battaglia a la cittadella; la qual, posto -fuoco a li portelli per le cave, incontinente ruinò quasi tutta, et in -poco spacio vigorosamente fo presa, et <i>non solum</i> la cittadella, ma -<i>etiam</i> il paradixo et case matte fece far re Alphonso, con tutto zò -che è intorno, per modo che restò el castello smembrato in tutto. -Alchuni de li nimici fonno morti, ma la più parte si salvorno nel -ditto Castelnuovo. Et intrati aragonesi dentro, trovono assa' roba -et artilarie; et il pane manzavano franzesi, tristissimo, poco e mal -conditionato. Et quelli di la terra feceno gran dimostration di alegreza -per questa felize zornata, et per importantia di la cossa, perchè -<i>solum</i> il castello rimase, et senza modo di haver sufragio, et se -intendeva con poche vituarie. -</p> - -<p> -In Puia in questi zorni zercha 1000 persone se adonoe a uno, -fra Andre et Barletta e quelle terre convicine, per andar a la expugnation -di Quarate, che ne li dì precedenti levò le bandiere de Franza. -Et questo a Napoli se intese per lettere di 21 da Trane. -</p> - -<p> -A dì 29 ditto, da sera, s'have la torre di San Vincenzo, et <i>continue</i> -si messeno nostri a bombardar el castello, el qual non feva -difesa, nè apareva persona, et non potea haver aiuto ni soccorsso. -</p> - -<p> -In questo mezo li nimici a Salerno attese a far zente; poi veneno -a San Severin, per haver quel castello; dove era 100 fanti dil -<span class="pagenum" id="Page_645">[645]</span> -re Ferando a custodia, et li nimici erano più di le zente regie, et -haveano molte artilarie, et mostravano vegnir a trovar el Re. Et -vedendo el Re che in questo consisteva tutto, mandò a Napoli a dimandar -500 fanti, et cussì fonno mandati. Et el Re volsse mandar -200 fanti in aiuto dil castello di San Severin, et il castellan non li -volsse, dicendo era bastante, con li fanti havia, di resister a' Franzesi. -El sig. Fabritio Colonna con le sue zente venne per augumentar -l'exercito regio, zoè zercha 250 homeni d'arme. Et zonto a dì primo -Novembrio a Nola, andoe poi in campo dil Re; <i>etiam</i> alcuni stratioti -eran in Puia. Et ancora in questi zorni zonse le zente dil conte -de Matalone, sì che Ferando si andava ingrossando, et molto desiderava -lo aiuto di la Signoria nostra, <i>tamen</i> però non volleva far -cauto essa Signoria, la qual spendeva et havia speso. Et zercha questa -materia più avanti sarà scritto. Et questo basti quanto a la descritione -di le cosse di Reame; pur non restarò de scriver come in -questi zorni el duca di Melffi, el qual l'era aragonese et con re Ferdinando, -in Napoli, da quei dil Castelnuovo con artellarie fo morto. -</p> - -<h3 id="lib5-12"><i>Cosse seguite a Venetia et in altri lochi de Italia -dil mese de Octubrio et Novembrio.</i></h3> - -<p> -Benchè di sopra habi assa' scritto di le cosse di campo, ne le -qual molte deliberation dil Senato è incluse, et però non mi estenderò -in scriverle; ma <i>solum</i> che nel principio de Octubrio, quando -el duca de Milan era su le pratiche, et havea concluso la paxe con -el Re de Franza, et el nostro exercito, che lo havea aiutato fino a -hora, eran ne le sue mane, dubitando nostri di quello haveria possuto -intervenire, feceno molte consultatione, <i>adeo</i> che in X giorni -fo pregadi 8 fiate, scrisseno lettere a li rectori di la terra dovesseno -star provisti, et, a bisogno, cavalchar, si alcuna cossa li fusse comandata. -Ma, venuto di qua de Tesin et Oio l'exercito, nostri hebbeno -grandissimo contento et piacer; et el Duca de Milan scrisse -a la Signoria, che, non ostante questa paxe, volleva esser ne la liga -et in miglior amicitia che mai con la Signoria nostra, a la qual era -ubligato <i>dum spiritus regeret artus</i>. Et ancora el Duca de Ferrara, -ritrovandossi al Re de Franza, scrisse a la Signoria come sperava -far cossa saria grata a quella, con honor e reputation, per modo che -ogni uno conoscerà lui esser fiul di la ill.<sup>ma</sup> Signoria, al despetto do -quelli mormoravano de lui. -</p> - -<p> -Venne a Venetia in questi zorni uno orator dil subassì di la -<span class="pagenum" id="Page_646">[646]</span> -Valona, vestito a la stratiota, et menoe tre belli cavalli con sella, -archo, tabarho e carcaxo, et una balla de tapedi; le qual cosse donò -a la Signoria per uomo dil Signor Turcho, offerendo a soe spexe X -in XV milla cavalli de' Turchi, a ogni bisogno, contra el Re de Franza. -Et el Prencipe rengratiò el signor de tal offerta. Et ditti cavalli, de -ducati 100 il pezo, donoe uno al conte Bernardin, era qui a Venetia, -et li altri do mandoe al conte de Petigliano, era a Bergamo, venuto -da Milan, <i>tamen</i> non varito ancora, et dovea vegnir a Venetia, et -pocho da poi vi venne. -</p> - -<p> -A dì 12 Octubrio, nel Conseio di Pregadi preseno di desarmar -la barza, capetanio Thomà Duodo, et 4 galie de Candia mal conditionate. -Et Bortolamio Zorzi, provedador di l'armata veneta a Corfù, -come è scritto di sopra, al qual governo di l'Arzipielago et custodia -al mar dal capetanio era dato, a ciò corssari non vi stesse et -danizasse nostri; el qual..., come a dì otto Settembrio, come havia -trovato in quelli zorni do fuste andava in canal di Negroponte -a tor archi et altre cosse per Camallì corssaro, era in Barbaria con -cinque altre fuste, et quelle prese insieme con una galia de Candia, -soracomito Marco Grioni, et l'altre erano rimaste in l'Arzipielago. -Fo examinato quelli di le fuste, inteso come ditto Camallì era per -vegnir, zoè a dì tanti di Ottobre, a la Fangagnana et poi a Cavo -Bon, andrà poi a Malta. <i>Unde</i>, fatto impichar ditti turchi, scrisse questo -al capetanio zeneral, che dovesse andar, parendoli, o mandar galie -per scontrar ditto Camallì. Et lui mandoe tre galie a quella volta, -desideroso de trovarlo. -</p> - -<p> -In questi zorni, el Ducha de Milan havendo fatta la paxe con -el Re de Franza, senza far altra consultation con li colligati di la -liga, dubitando el Re et Raina de Spagna non havesse a mal, maxime -havendo usato il suo orator quelle parolle ho scritto, mandoe -in Spagna uno orator, chiamato domino Joanne de Gallarà, con li -capitoli di la pace. -</p> - -<p> -A dì 14 Octubrio a Fiorenza morite mons. di...., era lì per -nome dil Re de Franza; et questo per egritudine presa sotto Pisa. -Et a dì 15 ditto, lì in Fiorenza fo sepulto con grandissimo honor. -</p> - -<p> -El campo de' Fiorentini in questi zorni, governato per il Ducha -de Urbin, si levoe de l'impresa di Pisa, e andoe a Pogibonsi. Questo, -perchè Piero di Medici, come ho scritto di sopra, a Roma havendo -asoldato assa' fanti, insieme con el sig. Virginio Urssini, nominato -di sopra, et con assa' zente d'arme vollea venir e intrar in Fiorenza -et ritornar nel stado; di la qual cossa Fiorentini molto dubitava, et -<span class="pagenum" id="Page_647">[647]</span> -però fece levar il loro campo di Pisa per andar contra Piero, <i>quam</i> -per esser l'impresa di Pisa molto difficile, et indurati erano Pisani -a (<i>non</i>) volerssi render. Hor ditto Piero prese alchuni muli di Fiorentini, -andavano con robe a Roma, fo divulgato numero 30, et con -aiuto de' Senesi, volendo <i>etiam</i> aiuto di Perosa, <i>unde</i> necessario li -era di aiutar Baioni contra li Odi foraussiti. Et però, con 3000 fanti -et 600 huomeni d'arme, ditto sig. Verginio et Piero di Medici al -principio de Octubrio veneno versso Terni contra ditti Odi, per venir -in aiuto de' Pisani, poi contra Fiorenza, havendo molti che lo -seguitavano in ditta città, <i>licet</i> quelli governavano el stado li fusse -nimicissimi et di contraria parte. Et andati a campo a Gualdo, per -lettere de 5 Novembrio da Roma se intese hebbeno ditto castello, -salvo l'haver et le persone, zoè capitolono di rendersi a Baioni, <i>tamen</i> -l'inganono, et tolse soccorsso da li Odi et da Foligno, et non attese -a la promessa, per modo che questo campo di nuovo convenne piantar -le bombarde et bombardar ditto castello; et <i>tandem</i> a dì 19 Novembrio -hebbeno ditto castello per forza, et quello fo messo a sacho. -Et Piero de' Medici fo a Siena, et have promission de haver soccorsso, -et poi tornò in campo. Et el Pontifice tenia da lui, et scrisse -al magnifico Zuam di Bentivoj volesse vegnir in soccorsso di ditto -Piero; et el cardinal de' Medici, suo fratello, andoe a la fin de Novembrio -a Milan, a pregar el Ducha volesse tenir suo fratello. Et -in Fiorenza erane pur qualche rumor, et li favoriti de Piero si reducevano -insieme, et se udia qualche voce che diceva: se non si -cala el pan, chiameremo Piero et Julian. Et <i>etiam</i> una notte fo -chiamato per molti: Bale! Bale! Et per la Signoria non fo fatto -provisione nè inquisitione, chi fusseno. Et Fiorentini mandono tre -oratori a Milan; et, come per lettere di 23 ditto da Roma, intesi che -uno franzese, chiamato Lanzainpugno, et era a Fiorenza per nome -dil Re, et andò a Pisa per far quella consignar a' Fiorentini, et Pisani -retenne el ditto. Et el castellan franzese, chiamato mons. d'Antreges, -el qual era sopra et al governo non <i>solum</i> de Pisa ma de Serzana, -Serzanello et Pietra Sancta, terminò di voler abitar et morir a Pisa; -et questo per dubito che, ritornando in Franza, el Roy li haveria -fatto oltrazo, <i>unde</i> se maridò in Pisa, et ivi restoe. El qual, per esser -molto amico di mons. di Lignì, zerman dil Re de Franza, nominato -di sopra, al Re comenzò a non esserli più in gratia questo suo cusino, -imo privò di la soa corte, che prima sempre steva con lui; et -andoe, come disperato, im Picardia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_648">[648]</span> -</p> - -<h3 id="lib5-13"><i>Copia de una lettera de Piero di Medici a don Antonio Spanochij, -orator di Siena, a Monte Pulzano.</i></h3> - -<p> -Magnifico missier Antonio, patron mio. -</p> - -<p> -Perchè siamo questa matina stati con el sig. Verginio, el qual -se trova qui a le Tavernelle con tutto el campo, vi spacio la presente, -a ciò che sia Vostra Magnificentia informata de tutto, et che -el sig. Verginio con tutto el campo nostro se ne vene da matina sopra -a la.... a mia 3, et l'altro sopra di Castiglion del lago, dove -intenderà Vostra Magnificentia quello che se deliberarà, zoè de passar -di costì o di tener qualche cosa di qua da le Chiane. In questo -mezo Vostra Magnificentia stia ad hordine di le victuarie et artilarie -et altre cose, a ciò che quello li fusse adimandato, sia subito -expedito; che, come vede Vostra Magnificentia, questo è termene -brevissimo. Me ricomando a quella. -</p> - -<p> -<i>Ex Castro Plebis, die 17 Novembris 1495.</i> -</p> - -<p class="indr"> -<span class="smcap">Petrus Medices.</span> -</p> - -<hr class="tbs" /> - -<p> -In questo mezo, Pisani mandò a Venetia uno suo cittadino, -chiamato Zuan de Lanti, per ambassador de quella comunità a la -Signoria, a la qual se volevano dar et levar San Marco, et che la -Signoria li mandasse uno Provedador et volesse adaiutarli, che non -venisseno sotto Fiorentini. Et benchè ancora Franzesi havessino el -dominio di la cittadella, <i>tamen</i> Pisani con lor conseio governavano -le cosse; et Frachasso se trovava lì, mandato, come ho scritto di sopra, -con 400 cavalli; ma al presente le soe zente eran licentiate, et -lui rimase lì quasi come cittadin a goder certi soi beni. Et zercha -questa cossa di Pisa fo fatto molti consegli, disputatione <i>quid fiendum</i>. -La qual terra è camera de l'imperio, et molto lontana sì da -mar come da terra da darli soccorsso, et non senza gran spesa si -harebbe mantenuta <i>unde, pro nunc</i>, fo terminato non torla, per dimostrar -a tutti, Venetiani non esser cupidi di stado, ma volonterosi -dil ben et pace de Italia. Et poi ancora ne venne un altro loro orator, -chiamato Silvestro del Tignoso; et altri ambassadori pixani, se -ritrovavano a Roma, solicitava di questo Hieronimo Zorzi, cavalier, -orator nostro; <i>tamen</i> nostri non volsse. -</p> - -<p> -A dì 17 Octubrio fo fatto una cria su la piaza de San Marco et -in Rialto, che conzosiachè li savii deputadi sopra la sanitade havia -inteso a Siena, Fiorenza, esservi la peste, a ciò non imbratasseno -questa città, niun di ditte terre vi potesse, <i>pro nunc</i>, qui venire. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_649">[649]</span> -</p> - -<p> -In questo mezo, el Re de Franza era pur anchora a Verzei, con -el Ducha de Ferrara, et stava in consultatione; et fo divulgato el -Ducha d'Orliens doveva andar versso Zenoa, poi a l'impresa di Napoli -con mons. di Lignì, et el sig. Antonio Maria de San Severino; -et lì a Zenoa el Re volleva far armar alcune nave, come più avanti -scriverò. Et poi ditto Ducha de Ferrara andoe a Zenoa a tor el dominio -dil Casteletto, et quello haver; et vi messe dentro a custodia -un conte Girardo Rangon da Modena. Et el Re licentioe li sguizari -et altri pedoni, et cussì bona parte di le sue zente ritornava in Franza, -et questo per non aspettar le neve a passar li monti. Et la Majestà -sua, a dì 23 ditto, per lettere di Hieronimo Lion, cavalier, orator -nostro a Milano, se intese partito da Turin, andò a Susa, <i>demum</i> -a Garnopoli, dove, per lettere da Lion fo divulgato, qui si amaloe -da ponta. Et, varito, andoe di longo a Lion, dove venne la moglie -et el Ducha de Borbon, suo cugnato, et ricevenno Soa Majestà molto -volentieri, et qui restoe, ordinando un parlamento. Et el cardinal -S. Piero <i>in Vincula</i>, in molta gratia et benivolentia col Re, imo sdegnato -partì, et andò in Avignona al suo episcopato. El cardinal di -Zenoa, avanti andasse el Re de là da' monti, venne a Mantoa, et ivi -è et stassi. Et Zuan Jacomo di Traulzi rimase con zente in Aste. Et -fo divulgato el Ducha de Orliens dette Aste con tutte le jurisdition -al Re, et contracambiò per un altro stado in Franza. -</p> - -<p> -A dì 22 Octubrio, havendo inteso la Signoria che 'l conte Nicola -Ursino di Petigliano, governator di le zente nostre, venne per -Po in questa terra, fo preso nel Conseio de Pregadi de darli el bucintoro -per honorarlo, et far cinque paraschelmi, <i>juxta</i> el consueto; -et fo preparato in la caxa dil Ducha di Ferrara, vicina a la mia. Et -zonto a Chioza, da Stefano Contarini, podestà, fo <i>honorifice</i> ricevuto, -et mandatoli contra alchuni patricii fino a Chioza per honorarlo; et -per sier Nicolò Michiel, dotor, più zovene, li fo fatta una oration latina. -El qual dicendo non intendea latino, la fece di nuovo vulgare, -et sempre sapientissima. Et in questo zorno, venuto di longo, el -Principe con la Signoria, oratori et il Senato li andoe contra fino a -Santo Antonio, et quello <i>benigne</i> ricevete. Et era vestito di bianco -tutto a la longa, con do berette in testa, una di le qual <i>nunquam</i> si -cavava per esser toso, et questo habito havia per el vodo fatto; <i>tamen</i> -non era ancora varito di la piaga et ballotta have. Con lui vene -uno fiul di età circa anni 20, et do medici che 'l Ducha de Milan -mandoe con lui per medicarlo <i>continue</i>. Et smontato a ditta caxa, la -Domenega poi, fo a dì 25 ditto, andò a la audientia da la Signoria, -<span class="pagenum" id="Page_650">[650]</span> -acompagnato da molti cavalieri et patricii nostri. Et ditto conte, -volendo la Signoria far il tutto per cavarli quella ballotta, mandoe -do soi medici phisici excellentissimi, lezeano a Padoa, zoè maistro -Zuanne da l'Aquila et maistro Hieronimo di Verona; i qualli fonno -a la sua cura, <i>tamen</i> non poteano trovar la ditta ballotta; era <i>etiam</i> -ciroyci, <i>ut supra dixi</i>. Et per la Signoria fo provisto di darli ducati -25 al zorno, per farsi le spexe. Era con zercha 60 persone, et -ditto conte stava in casa, hora in letto, hora im piedi; et è huomo -di grandissima auctorità et governo, di anni zercha 52, et molto va -seguendo hore astrologiche; <i>unde</i>, havendo nostri diliberato di darli -el baston et stendardo di governador, lui volsse li fusse dato uno -zorno era...., fo 19 Novembrio, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -A dì 26 ditto, nel Conseio di Pregadi, havendo richiesto per -sue lettere licentia di partir, Antonio Grimani, procurator, nostro -capetanio zeneral da mar, era a Corfù, non molto sano per la egritudine -hauta, dicendo in ogni tempo poi era preparato a servir la -Republica, per la qual havia et era disposto di poner la vita; <i>unde</i> -fo preso che ditto capetanio venisse in questa terra a disarmar lui -solo, et <i>tamen</i> a niun di le altre galie fo concesso questo. -</p> - -<p> -In questi zorni venne nuove, come Jacomo Capello, capetanio -di le galie di Barbaria a Tunis, essendo con l'altra galia a la vela, -prese una barza biscaina, di botte 400, andava in corsso con homeni -60 suso, et uno altro navilio picolo. Li homeni fece apichar, -et la barza abrusar. El qual corssaro, nome havea Nicolò Bonfio, byscain. -Et fece brusar tutto, fuora l'artilarie et corriedi. Et ditto capetanio -corsaro fuzite con una barzetta picola, et le galie li dava lo -incalzo. Et questo intravenne a dì... dil mexe di Avosto passato. -</p> - -<p> -Venne uno secretario di re Ferando, chiamato Vicentio de Laudato, -di Gaeta, con molte zoie in questa terra, per haver danari sopra. -Li qual, parte have da uno Joam Beltrame, chatelano, che za -stava a Napoli, ducati 6000 im prestedo, et 2 millia dovea haver -da esso Re; sì che venne a esser creditor di 8000 ducati. Et pur -trovato altri danari, ritornoe a Napoli dal Re, che molto li bisognava -danari, per pagar le zente teniva in campo, et in Napoli, et -altrove. -</p> - -<p> -A dì 31 ditto, nel Conseio di Pregadi fo preso di far uno provedador -a Monopoli, loco aquistato in Puia, con ducati 500 l'anno, -netti; stagi doi anni; meni con si uno Vincenzo, doctor, uno canzelier, -al qual se provederia di salario per la Signoria, per esser -quella terra stà fatta exente per X anni per el capetanio zeneral nostro, -<span class="pagenum" id="Page_651">[651]</span> -et tegni 4 cavalli et 4 famegli. <i>Item</i>, habbi in ditta terra do -contestabeli, con fanti 100 l'uno. Eravi <i>tunc</i> provedador Nicolò -Corner, era soracomito, messo per el zeneral. Et cussì, a dì 3 Novembrio, -nel ditto conseio per scurtinio fo electo Alvise Loredan, -era a le Cazude, nominato di sopra; et acceptoe; <i>tamen</i> non se partì -fino a dì 22 Zener, come dirò di sotto. -</p> - -<p> -A dì 3 Novembrio, per lettere di Modon se intese, Camallì turcho, -corsaro, era zonto con tre fuste a Negroponte, et do caravelle; -havea fatto presente a quel subassì, suo amicissimo, de molti schiavi -et robbe; et quel Camallì era stato fin hora in Barbaria. -</p> - -<p> -A dì 4 ditto, zonse in questa terra mons. di Arzenton, ambassador -dil Re de Franza, stato in questa terra; et vene per Po da -Milan. Et fo ordinà da la Signoria mandarli alchuni patricii contra -<i>tamen</i> pochi vi andoe. Alozò a San Moisè, in casa di Mattio Baroni, -sopra Canal grando; et li fo fatte le spexe per la Signoria, al contrario -di quello feva el Re, et cussì ogni altro re a li nostri oratori, -che non li fanno le spese et, <i>mirum!</i> tutti oratori de Re <i>etc.</i> Et venne -con zercha X persone. Et a dì 5 fo a la Signoria, a la qual fo acompagnato -da alcuni patricii. Et zonto a l'audientia, el Principe, <i>juxta</i> -el solito, venuto contra a la fin dil mastabè, li disse: Monsignor, -sete venuto magro, et, <i>in veritate</i>, era la verità. <i>Unde</i> lui rispose: -Serenissimo Principe, li fastidii di la guerra fa cussì; et <i>etiam</i> le -bone spese mi faceva far la Vostra Signoria, quando era qui, mi faceva -far bona ciera. Et poi expose, da parte dil suo Re, come amava -questa Signoria, et volleva haver bona paxe, et <i>versavice</i>, exortava -li fusse servato la lianza promessa, et che quella non se impazasse -in ajutar Ferandino, perchè d'ogni modo l'hera deliberato esso Re -di repeter, et <i>iterum</i> ritornar in Italia, et aquistar ditto suo Regno. -Et la Signoria volse observarli tre capitoli li era stà mandà, do di -campo. Or fo tolto rispetto di farli la risposta. Et chiamato el Conseio -di Pregadi, consultato quello si havesse a risponderli, et <i>tamen</i> -terminò di farli questa risposta, la qual <i>in scriptis</i> sarà qui posta, a -ciò si veda tutto ordinatamente. Et la copia di la ditta responsione -fo mandata a li colligati, a ciò vedesseno con quanta sincerità si -procedeva. -</p> - -<p> -A dì 5 ditto zonse in questa terra Bernardo Contarini, nominato -di sopra, che era stato provedador sora i stratioti, et <i>valentissime</i> -si havia exercitado, come più volte di lui ho scritto; <i>tamen</i> -pocho stette, che fo mandato al governo de stratioti, per mandarlo -in Reame; <i>tamen</i> restoe a Ravena; et stratioti venuti in questa terra, -<span class="pagenum" id="Page_652">[652]</span> -zoè quelli fonno licentiati, et volendo ritornar nel ditto loro paese, -quivi spese assa' danari in panni, lavor di seda, taze d'arzento -et altre cosse. Et questo è signal che di prede et botini haveano ben -guadagnato. Et in segno de bon servir, poi, a dì ditto, venuti alchuni -capi a la presentia dil Principe nostro, i qualli fonno carezati, et per -suo bon servir di Piero Busichio, da Napoli di Romania, monoculo, -ditto Principe nostro in colegio lo fece cavalier di San Marco; et fo -vestito con una casacha di panno d'intorno d'oro, et rimase di qua; -et con la sua compagnia di cavalli 200 andoe <i>etiam</i> a Ravena. -</p> - -<p> -In questo zorno, a dì 5 Novembrio, da poi disnar, da poi la -matina dato audientia, a ciò el conoscesse che la Signoria nostra -era disposta ad aiutar Italia, et <i>maxime</i> ritornar don Ferando in pacifico -stato dil Reame, chiamato el Conseio di Pregadi, preseno di -mandar a Napoli Bernardo Contarini, era quel zorno venuto con -1000 stratioti, cerniti de tutto el numero. <i>Item</i>, 1000 cavalli lizieri, -zoè el sig. de Rimano con la sua conduta, et el sig. de Pexaro. <i>Item</i>, -1000 provisionati; et mandar ducati X milia a esso Re, a ciò se -aiutasse in questo bisogno. Et subito, la sera driedo fo facto queste -provisione, ditto Bernardo Contarini, <i>licet</i> assai si havea affaticato, -pur per servir la Republica, <i>etiam</i> havea ducati 100 al mexe, se -partì, et andato a Padoa, cavalchoe versso Ravena per andar in -Reame. Et a dì X ditto, passò per Ferrara 400 stratioti ben in ordene, -gridando: Marco! Marco! Ferraresi cridavan: Franza! Franza! -Et un puto che gridò: Marco! per Ferraresi fo batuto assai; et -si pol dir: <i>Mala mens, malus animus fecit hoc</i>. Et tre hore da poi -passò ditto Provedador con altri stratioti. Smontato, andò a visitar -Zuan Francesco Pasqualigo, doctor et cavalier, vice domino, et <i>demum</i> -a Ravenna andoe ad aspetar mandato ducal. Et cussì dietro -andò Piero Busichio con altri 250. In tutto, a Ravena s'adunoe -stratioti 300. Et ancora fo scritto a Napoli, li mandavano questo soccorsso, -al Pontifice, el qual hebbe grandissimo piacer; et <i>etiam</i> -scrisse a Milan, pregando el Ducha volesse far questo medemo. Et -fo fato capetanio de fanti Francesco Grasso, capetanio di la cittadella -de Verona, per collegio, et 5 contestabeli con 150 fanti ognuno, -et al Grasso 250. I quali fonno questi deputati: Marco da Rimano, -Antonio di Fabri da Ravenna, Francesco da Maran..., Zuan -Dedo da Feltre et Zuan de Feltre, fo fiul de Zuan Gotardo, doctor; -<i>tamen</i> non andono. Et è da saper, come se divulgava che, dovendo -la Signoria nostra torse la guerra con el Re de Franza, aiutar Ferando -et spendar li suoi danari, metando decime per tegnir, come -<span class="pagenum" id="Page_653">[653]</span> -fevano, XX galie a Napoli, mandar 1000 cavalli lizieri, zoè stratioti, -1000 cavalli di zente d'arme, et 1000 fanti, necessario era esser -cauti da la spexa; et se diceva per questa terra, che nostri havea -concluso <i>cum</i> li ambassadori dil re Ferando era qui, che la Signoria -havesse alchune terre in la Puia; <i>tamen</i>, poi acadete che 'l Re se -mutò de opinion, et non volse far nulla, ma slongava el concluder. -Et vedendo questo, Venitiani mandoe a suspender l'andata de stratioti, -et li fanti et cavalli; et li stratioti con Bernardo Contarini restono -a Ravena, et sono ancora fino al presente. Et pur l'armata -volseno poi che ora restasse a Napoli. -</p> - -<p> -A dì 6 ditto, zonse in questa terra uno ambassador dil Ducha -de Milan, chiamato Lorenzo de Orfeo de Mozanega, era sopra tutte -le zente d'arme duchesche in campo; et venne per Po. Et la matina, -andato di sopra Tadio de Vicomerchà, cavalier, era ambassador -<i>etiam</i> di esso Ducha, qui in collegio a la audientia, et exposto quello -volleva, presentoe li capitoli di la paxe havia fatto con el Re de -Franza el suo signor. Et disse come per questa paxe, el loro Signor -non era partito di la liga, <i>imo</i> vollea esser più amico et ubligato -che mai a questa Signoria. Et poi, a dì ditto, partì et ritornoe -a Milano. -</p> - -<p> -In questo zorno, a dì 6, el conte di Petigliano fo a veder l'arsenal, -poi le zoie, marzaria, far veri et altre bellissime cosse si mostra -a' forestieri quando veneno in questa terra; <i>tamen</i> lassoe di veder -la più bella, che fo il nostro Gran Conseio; et dimandò si elexeno -li offitii et rezimenti ogni festa; et <i>etiam</i> non era varito, et si -medicinava tuttavia. -</p> - -<p> -A li 8 ditto, essendo zonti Luca Pixani et Marchiò Trivixan -provedadori zenerali dil campo a Mantoa, sì come ho scritto, et il -zorno drio, insieme col Marchexe, capetanio zeneral nostro, andati -fuora di la terra contra li stendardi che fonno portati in Mantoa con -gran triumpho, zoè il stendardo de S. Marco, portato da domino -Alexandro di Gonzaga, et el baston arzenteo portato da domino -Phebus di Gonzaga, et cussì con gran festa menati et conduti in la -terra. Et el zorno drio, visto combatter uno lion con uno toro, ch'è -bellissimo veder, lì a Mantoa. Poi, montati insieme col Marchexe in -ganzara, veneno per Po versso questa terra, et zonti al Lago scuro, -il sig. Sigismondo da la ca' di Este, fratello dil Ducha, et don Sigismondo -fiol dil Ducha con molti cavalli venne a recever ditto capetanio -et Provedadori. Et el Ducha era a Zenoa. Hor zonti a Chioza, -et <i>honorifice</i> da Stefano Contarini podestà ricevuti, alozono questa -<span class="pagenum" id="Page_654">[654]</span> -notte im palazo, dove fo mandato molti patricii contra ditto capetanio, -fino lì a Chioza; et poi doctori et altri a Malamocho; et preso -nel Conseio de Pregadi, <i>licet</i> un'altra volta havesse habuto tal pompa, -di andarli contra la Signoria con el bucintoro, et far bellissimi -paraschelmi. Et fo preparato la soa caxa, zoè quella fo donata al -sig. Ruberto di San Severino, et in questa Domenega fo desmesso -Conseio, et tutta la terra era in festa. Et a ciò venisse per tutto il -Canal grando, fo ordinato smontasse esso capetanio con li provedadori -al <i>Corpus Domini</i>, et con li piati fo menato <i>demum</i> el Prencipe -nostro sublime con la Signoria et Senatori, et il Conte di Petigliano, -pur vestito di bianco, oratori dil Re di Romani, dil Re de Franza, -mons. di Arzenton, dil Re de Spagna, do dil Re de Napoli, do -de Milan et uno de Ferrara, D. Tuciano, baron de Ungheria, el conte -Bernardin Brazo et altri conduttieri nostri, erano venuti a inchinarse -a la Signoria. Et acettato ditto capetanio dal Prencipe nostro -con grande dimostratione, et vene per Canal fino a la sopraditta -caxa, dove dismontoe. Havia con lui un fiul, fo di suo barba sig. Redolffo, -de età di anni.., et vestito di negro. Et a questo Marchexe, -<i>licet</i> non volsse accettar le spexe, li fo dato ducati 40 al zorno per -cere et confetione. Et Marchiò Trivixan, provedador, el zorno drio -referite in collegio la soa legatione, et introe consier, come era stà -disignato. Et da poi disnar in Pregadi referite Luca Pixani. Et poi, -a dì 9 ditto, el Marchexe de Mantoa, capetanio nostro, andoe a -l'audientia a la Signoria, <i>publice</i>, et <i>demum</i>, a dì 11, <i>iterum</i> ritornoe. -Et poi, a dì 13, da poi disnar, partì de qui; et fatto la via per -Padoa, andò a Mantoa. Venne con zercha 300 persone. Ancora vene -Hanibal Bentivoj, fiul dil magnifico Joanne, bolognese, con zercha -100 persone; et li fo provisto di caxa, zoè quella di Hieronimo Donado, -doctor, et fradelli, in la contra' de' Servi; et che, poi se inchinoe -a la Signoria, a dì 13 ditto da matina partite, et ritornò a Bologna -a li lozamenti, seguendo la condutta con la Signoria nostra. -</p> - -<p> -A dì 8 ditto, ritornò et zonse in questa terra con un gripo Alvixe -Sagundino, fo secretario nostro al sig. Turcho, et a dì X referite -nel Conseio de Pregadi molte cosse di quel Signor et di Constantinopoli. -Tra le qual, come el turcho Baiazeto ha de intrata ducati -do milioni et 20 milia, li qualli tutti li spende in sei fiuli et 7 -zeneri, che a ciaschaduno tien corte separata; era homo quieto, ma -stimolato da uno suo bassà da guerizar, et se estimava fazi armata -questo anno; et che saputo a Costantinopoli dil conflitto col Re de -Franza, un bassà li disse: Bon secretario, la tua Signoria de' haver -<span class="pagenum" id="Page_655">[655]</span> -vodato tutti i sachoni de danari in questa expeditione. Et lui subito -rispose: El ne sono de altri sachoni pieni, che non sono toccadi; et, -se hanno svodà i sachoni, hanno impito li canoni. Et che quando el -Re de Franza era in Italia, Turchi haveano gran paura, et el signor -fece fortifichar Constantinopoli et Pera, et per le mure messe le bombarde, -et cussì altri luoghi in marina, <i>maxime</i> li castelli di Galipoli; -et che ha fatto galie zercha 200, tra nuove et vecchie, nove otto -palandarie et fuste assai; et, volendo, haveria grandissimo exercito; -et che de li fioli dil Signor, che sono 7, et chi dice 6, el primogenito -attendeva a piaceri, el secondo a cumular thesoro, et el terzo -attende a le arme et è ben voluto da tutti li populi; et se judichava -questo terzo, occorrendo la morte dil padre, sarebbe Signor lui; et -che de' Venetiani ivi si feva grande reputation, più che di stado de -Italia. <i>Tamen</i>, che per niun modo el Signor volleva bailo più nostro -vi vadi là a Constantinopoli, et esser però bon amicho. -</p> - -<p> -A dì 10 ditto, venne nove per lettere de la Londra, come a dì -5 Octubrio Piero Bragadin, patron di quella galia di Fiandra che -scapoloe la fortuna, et le altre do si sumersse et rupe, come scrissi -di sopra, volendo ritornar in questa terra insieme con le nave, che, -essendo in Antona montato in barcha per andar a galia, con Baseio -Griti, consul nostro, et do altri patricii, uno Donado et l'altro Capello, -fonno presi tutti, avanti zonsesseno a galia, da una caravella -de Franzesi o vero de Bretoni, et si judichava fusseno menati a Onflor, -loco dil Re de Franza; <i>tamen</i> non sapevano quello di loro fusse. -Et poi, al primo di Dezembrio venne lettere, come erano vivi a -Onflor; a li qual era stà dato taglia: al Bragadin et Griti ducati -ottocento per uno; a li altri do patricii, erano nobili di la galia, -scudi 70 per uno; et altri galioti et famegli, scudi 14 l'uno. Et cussì -passono ste cosse. -</p> - -<p> -A dì 13 ditto, zonse in questa terra lo episcopo de Concordia, -vicentino di casa Chieregata, legato dil Pontifice, andava al Re di -Romani. Et li fo preparato a San Griguol, et andato a l'audientia -da la Signoria; <i>demum</i> de lì a zorni 6 partite, et a l'altra legatione -in Elemagna si transferite. -</p> - -<p> -In questo mezo, a Zenoa se faceva novi preparamenti di armar -6 nave per el Re de Franza, et mandarle versso Napoli; et a -questo el Ducha de Milan consentiva. Et ivi se ritrovava do, per -nome di ditto Re, zoè mons. Peron de Basser et un altro; et el Ducha -de Ferrara havia hauto el Castelletto de Zenoa, come ho scritto. -Et per questa cossa de armar molto si dolse nostri, et <i>etiam</i> el Pontifice; -<span class="pagenum" id="Page_656">[656]</span> -el qual poi scrisse uno breve a' zenoesi, admonitorio, non -dovesse dar aiuto al Re de Franza contra el Re di Napoli, altramente -li haria per scomunicati. El qual breve sarà scritto di sotto. -Et fo divolgato ditte nave se armava, do terzi a spese dil Re de -Franza, et uno dil Ducha de Milan. Et zenoesi dimandoe li fusse -dato securtà, in caso che ditte soe nave grosse fusseno brusate dai -nemici, che montavano più de ducati 50 milia; et cussì non havendo, -quelli per el Re se ritrovava, de dargela, stevano senza armar. -Et quello seguirà qui a Zenoa, in altro libro <i>fortasse</i> sarà descripto, -ma fin qui <i>satis est</i>. -</p> - -<p> -A dì 13 ditto, nel Conseio de Pregadi, vedendo esser necessario -haver capetanio zeneral maritimo, havendo dato licentia de repatriar -a Antonio Grimani, procurator, et per queste nave si armavano; -<i>unde</i>, preseno di far al primo Gran Conseio capetanio zeneral da -mar, homo maritimo et praticho; et venne per 4 man di election et -per scurtinio..., et a Gran Conseio el Trivisan per suoi meriti rimase, -et el zorno driedo acceptoe, dicendo esser pronto di servir la -Republica. Ancora fo preso de far riconzar le nave di Comun, era a -Chioza; et fu astretto le quattro ultime decime, a pagar per tutto el -mese, a ciò danari fussino recuperati al bisogno. -</p> - -<p> -A dì 18 ditto, havendo da Milan mons. Arzenton, ambassador -dil Re de Franza, hauto risposta da la Signoria di la soa richiesta, -perchè di lui volleva li tre capitoli scritti nel successo dil campo, et -la Signoria volleva al tutto liberar l'Italia et aiutar Ferando, <i>ergo</i> -non fonno d'acordo; et però ditto sig. di Arzenton deliberò partirsse, -e andar dal Re suo per terra, et dimandoe li fusse dato li cavalli. -<i>Unde</i> fu decreto darli do cavalli de terra in terra fino a Milan; -et scritto a li oratori nostri lo dovesse honorar, et farli le spexe; et -li fo dà braza 24 de veludo cremexin, in segno era accepto a questa -terra. Et cussì se partì, dolendossi non haver potuto otenir quello -che si credia, et tolse licentia da la Signoria, dicendo era tutto -nostro. -</p> - -<p> -El Conte de Petigliano, sì come ho scritto, a dì 19 Novembrio, -per esser bon zorno, seguendo le dispositione di cieli, seguendo le -opinione astrologiche, volsse li fusse consignato lo stendardo et baston -di governador di le zente nostre. Et cussì fo ordinato de far, -et mandato molti cavallieri, dotori et altri patricii a levarlo di casa -con li piati ducal et assa' trombe. Andoe vestito con una veste -bianca brocata di soprarizo d'oro, cossa bellissima a veder, longa -fino in terra, la qual si havia fatto infra questi zorni. Et menato in -<span class="pagenum" id="Page_657">[657]</span> -chiesia di San Marco, dove vi fo el Prencipe con tutti li oratori, et -cantata una solenne messa, <i>ut mos est</i>, per el Patriarca nostro, dil -Spirito Santo, da poi, davanti l'altar grando, per el Prencipe, con -molte ornate parole, li fo consignato el vexillo, ancora non compido, -et il scetro argenteo. El qual esso conte di Petigliano in sustantia -rispose, che tanto più fedelmente serà ubligado de operarse -nel governo di la militia veneta, quanto che lui conosceva che la -Illustrissima Signoria, di presone che lui era dil Re de Franza, l'havea -facto libero, et de morto per la ferita, l'havea facto vivo et risanato -<i>etc.</i>; promettendo fedeltà. Et andoe per la chiesia de S. Marco, -a presso el Prencipe, con el stendardo avanti, et el baston portato -da lui in man; <i>demum</i> ne li piati ritornoe a caxa con assaissime -trombe, le trombe et pifari dil Prencipe nostro, acompagnato da alchuni -patricii; tra li altri vi vidi Thomà Zen, cavalier, Marco Dandolo, -doctor et cavalier, Jacomo Contarini, Antonio Pizamano et -Zuam Badoer, tutti doctori, et altri patricii, et el conte Alvixe Avogaro, -et el conte Bernardin, che dovea dir prima, et altri assa' condutieri, -et molti soldati erano <i>tunc</i> in questa terra. Et tutto quel -zorno fo facto ivi gran feste de soni et cridar de putti: Marco! Marco! -<i>etc.</i> Et sempre fu fino caxa, esso Governador tenia el baston in -man. Et poi, habuto danari, a dì 24 ditto, da matina, se partì di -questa terra, et andoe versso Padoa, dove fo assa' onorato; <i>demum</i> -a Gedi in Brexana, dove fo diputato l'alozasse, per esser loco comodo -a tal cosse. Et ivi andato, comenzoe a far la soa conduta. -</p> - -<p> -A dì 19, per lettere di ambassadori nostri al Re de Romani, -s'intese el certo de la lianza, sì come ho scripto de sopra, et parentado -facto dil dito Re con el Re de Spagna, zoè el Prencipe, fio dil Re de -Spagna, primogenito, in la fia di esso Re de Romani, sorella di l'archiducha -de Borgogna, che era prima dedicata al Re de Franza; et -esso archiducha de Bergogna in la infante donna Joanna, seconda -fia dil Re de Spagna; et che, a Vormes, con li ambassadori de Spagna -fo facta la solemnità et cerimonie. Et <i>ita certum est</i>; ma di Spagna -non si havia niuna nuova, da le lettere di do Avosto in qua, -che tutti se meravejavano, <i>tamen</i> vi fusse li corieri lì, et che niuno -fusse ritornato. Pur se divulgava, el Re havia voluto... in Franza, -et cussì el suo ambassador era qui tenia certo; <i>tamen</i> la verità non -se intendea. Et fo decreto nel Consejo de Pregadi, che uno ambassador -di quelli erano al Re di Romani, et uno in Spagna, ritornasseno -in questa terra, restando l'altro ivi, o per tessera o per acordo. -Et fo subito expedito le lettere in Spagna, in Elemagna. Et di quella -<span class="pagenum" id="Page_658">[658]</span> -andoe in Elemagna, essendo li oratori andati seguendo el Re, et, -partiti di Vormes, in una terra chiamata Norlinga, feceno dir una -messa dil Spirito Santo, et butoe le tessere a chi tocar dovesse di -lhoro oratori repatriar; et tocoe a Zacaria Contarini, cavalier, restar, -et Benedetto Trivixan, cavalier, ritornar. E quello <i>statim</i>, -tolto licentia da la Cesarea Majestà, a dì 6 dil presente mexe, partì -e zonse in questa terra a dì 26 Decembre. -</p> - -<p> -A dì 24 ditto, nel conseio de Pregadi, in locho di Hieronimo -Lion, cavalier, ambassador a Milan, fo electo Nicolò Michiel, dotor -<i>etc.</i>, era stà capetanio a Brexa; et per esser dil conseio di X se -excusò; <i>unde</i>, el zorno driedo, fo creato Marco Dandolo, dotor et -cavalier, che <i>alias</i> era stà orator in Hongaria, et acceptoe. Ancora -Hieronimo Zorzi, cavalier, orator nostro a Roma, essendo stato -assai a la soa legatione, et con grandissima faticha di andar <i>quotidie</i> -dal Pontifice, expedir ogni 3 zorni lettere a la Signoria, -come facea, esser vigilante et inquerir et advisar le cosse, <i>adeo</i> che -prendeva molta faticha, più che l'età vi potesse portar, però che -havia anni 64; et havendosi assa' exercitato in questi zorni, scrisse -exortando la Signoria nostra fusse facto in suo loco, et dato in questi -carghi ad altri patritii, perchè quasi lui già non potea portar la -faticha, più che mai si affaticava. <i>Unde</i> li padri di Collegio, a dì 11 -Dezembrio, nel conseio di Pregadi messeno parte di far orator a Roma -in loco suo, et li Senatori, considerando el buon portamento facea, -et a li fastidii di la Republica esser necessario haver tal sapientissimo -homo e pratico in corte, e <i>maxime</i> essendo in gratia dil Pontifice, -come era, et altri reverendissimi cardinali, et, <i>conclusive</i>, benissimo -si portava; <i>unde, pro nunc</i>, non li volseno dar licentia, ma -<i>etiam</i> che fusse creato in locho suo... -</p> - -<p> -Fo decreto, a dì... Novembrio, nel ditto conseio, che niun cavalier -di zente d'arme vi fusse, di altre terre che di quelle subdite -a la Signoria nostra; et questo per buon rispetto. -</p> - -<p> -A dì 23 ditto, zonse in questa terra uno secretario dil re Ferando -da Napoli, <i>licet</i> vi fusse do ambassadori, chiamato....; et, fo -divulgato, <i>cum amplo mandato</i> dil Re. Poi, a dì 16 Dezembrio, venne -uno ambassador di esso Re, nominato domino Hieronimo de Totavilla, -et alozoe a San Polo, et venne incognito et non con alchuna -pompa. El qual, prima venisse qui, fo a Milan; se judica a pregar -el Ducha non fusse contrario. Poi venne in questa terra per acordar -che la Signoria volesse mandar el soccorso al suo Re, senza il qual -non potria mantegnirsse nel Regno. Quello seguirà forse, <i>lector, -<span class="pagenum" id="Page_659">[659]</span> -scies</i>. Et in questo medemo zorno, a dì 16 Dezembrio, se partì... a -Napoli, Antonio di Zenari. <i>Etiam</i> venne Alvise Ripol, era a Roma, -stè tre zorni, poi se partì. In questi zorni tornò le galie di viazi, -primo Baruto, poi trafego et Alexandria, cariche di mercadantie et -senza danno. -</p> - -<p> -Domente queste cosse a Venexia si fanno, non voglio restar -scriver quello acadete in Fiorenza, che, volendo pur al tutto ritornar -nel stato Piero de Medici, el qual con zente era a li confini; el qual, -sì come ho scritto nel primo libro, questa caxa di Medici per la venuta -de Carlo Re de Franza.... e non per errori che lui, Piero, havesse -comesso contra el stato, <i>unde</i> Fiorentini deliberorno, da poi la -privation sua, in questi zorni, che l'anno sequente, <i>eodem die</i> che fu -scazato, si congregorno tutti i mercenarii, el popul in piaza et li... -di Fiorenza in su la renga. Et uno de dicti signori declamoe Piero di -Medici per usurpator et per tiranno, commemorando come quel -zorno proprio fu scazato quello, mediante el qual con soi antecessori -el proprio dil comune era andato zerca anni 60 in oblivione, dicendo -che la plebe dovesse exclamar al cielo tre volte, ringratiando il motor -dil cielo che quel zorno compiva l'anno, zoè a dì 6 Novembrio, -la liberation di la libertà de la Republica, et perhò haveano decreto -dover quel zorno celebrar in tal memoria. El qual per non haver -facta niuna... nominata, lo dovesseno chiamar la festa de San Caza -Pietro, et che tutti dovesseno far festa, facendo molti convivij et grande -jucundità. Alcuni altri de li seguazi, non dil populo ma più presto -de la casa de' Medici, vedendo el mondo non esser stabile, se la -ridevano di tal cossa, andorono in alchuni colloquij tra lhoro, dicendo -questi pronosticavano la festa di Pietro deve ritornare nel stato. -Et vedendo Fiorentini poi che Pietro procedeva, e veniva con -zente contra, feceno di lo stado di dieci di la guerra, primo Filipo -Pandolfini et Paulo Antonio Soderini, i qualli erano di seguazi di -esso Pietro. Et questo feceno <i>non sine causa</i>; o vero perchè questi -si contentasse di esser dil stado, e più non favorizasse Pietro; o vero -che non vi havesendo questi huomeni primarii, aproximandosi Pietro -a la terra, non si sublevasse el populo, et non intravenisse qualche -novità; <i>ergo etc</i>. -</p> - -<p> -In questo mezo, Guido Guerra da Bagno, assa' nominato di -sopra, et cupido di nove mutatione in Romagna, non li bastando di -quello havea fatto <i>sæpius</i> in Cesena, che <i>etiam</i> contra l'arzivescovo -nostro di Ravenna volsse mostrar il poter suo, benchè male li advenisse. -Et un zorno dimandoe alchune zente al sig. Pandolfo di Rimano, -<span class="pagenum" id="Page_660">[660]</span> -nostro soldato, non dicendo quello voleva far; et venne a un -loco di la jurisditione di ditto arzivescovo, nel territorio de Ravena, -chiamato Castel Nuovo, et quello prese et aquistoe, perchè -era senza custodia. Et inteso ditto arcivescovo, che <i>tunc</i> se ritrovava -ai soi castelli, questo, scrisse ad Andrea Zancani, podestà et -capetanio de Ravenna, dolendossi non tanto de Guido Guerra, -che lo cognosceva suo nimico, ma di la zente dil signor di Rimano; -et <i>etiam</i> si dolse a la Signoria nostra, la qual hebbe molto -a mal che, con le zente nostro medeme, fosse seguito tal inconvenienti. -Et scrisse al signor de Rimano che si dolevano -molto di questo, et facesse provisione fosse reso ditto castello, et -dimostrar a Guido Guerra havia facto assa' dispiacer a la Signoria -a far questo. Et zonte ditte lettere a Rimano, el signor deliberoe -monstrar la fideltà havia, et mandò a chiamar ditto Guido Guerra -venisse a parlar. Et zonto ivi in castello, li fo ditto come era presone -de la Signoria. Et esso Guido disse: Non so haver facto cossa -alcuna contra di Soa Serenità, et al manco habbi questa gratia che -li parli. Ma, <i>indubitante Senatu</i>, senza dir altro, a dì 13 Novembrio -fo strangolato, et cussì finite la sua vita dolorosamente, et messe -fine a tanti mali, quanti havia commesso. Era <i>tamen</i> valentissimo -homo et di gran cuor, et favorizava le cosse franzese; <i>unde</i>, questa -morte non <i>solum</i> a la Signoria nostra, ma <i>etiam</i> al summo Pontifice..., -per le molestie deva a Ravena, terra di la Chiesia, come di -questo di sopra ho assa' scritto. Et morto che 'l fu, madona di Forlì, -fo moglie dil conte Hieronimo, femina quasi <i>virago</i>, crudelissima -et di gran animo, mandoe alcuni fanti a questo Castel Nuovo, et -vi mandoe Achiles, capetanio di le soe zente ivi, et tolse ditto castello. -Et benchè la Signoria scrivesse fusse renduto, per esser -cossa del territorio di Ravena, et lei diceva esser di Forlì; <i>unde</i> -fo necessario scriver al signor di Rimano vi mandasse alchune -zente, et a Bernardo Contarini, provedador de Stratioti, era con -850 stratioti a Ravena, che <i>statim</i> andar dovesse a recuperar ditto -castello, et far sì ch'el si havesse; et scritto a Andrea Zancani, podestà -de Ravena, facesse ogni provisione. Et <i>statim</i> questo receuto, -Bernardo Contarini, <i>licet</i> non fusse ancora ben risanato dil mal -acutissimo havia habudo, pur disposto di metter la vita per questa -Republica, a dì 28 Novembrio partì con stratioti et fanterie di Ravena, -et con lui vi era Jacomo da Veniexia, Jacomo da Tarsia et -Antonio di Fabri, capi di fantarie. Et la sera, a hore 24, arivono a -Mendula, loco dil signor di Rimano, ordinato per lozamento lhoro. -<span class="pagenum" id="Page_661">[661]</span> -Et non havendo quelli facto alchuna preparation per espugnar Castello -Nuovo, tutta quella notte nostri steteno in exercitio, in far -far scale et far preparar 4 spingardele; et fo facto 30 scale. Et a dì -25 a l'alba, montoe ditto provedador a cavallo con li stratioti, et -aviate le fanterie avanti, a hore 17 si presentò atorno ditto Castello -Nuovo, et dismontoe a piedi, e con tutti li stratioti, per esser -mal loco su quel monte a cavallo; et mandò el suo trombeta con -Jacomazo, capetanio di le fantarie preditto, el qual fusse a parlamento -con el castellano, e notificharli era venuto ivi per haver ditto -castello o per amor o per forza; prometandoli che, si aspettasseno -la bataia, tutti sariano tagliati a pezi, et le sue robbe messe a saco. -Li quali risposeno, volentier parleriano col suo Provedador. El -qual, visto esser richiesto, andoe e si presentoe a l'incontro di la -porta. Et el castellan disse, come ditto castello era tolto e tenuto -per la Chiesia, et che facesseno venir el governador di Cesena, che -li comandasse che desse el castello, che lo daria volentieri. Et per -el Provedador li fo risposto, che tal parole non era a proposito; et -che se intendeva bene, Achiles capetanio di le zente de madona de -Forlì havea preso ditto castello, et quello si teniva ad instantia de -madona; et che li deva termine do hore li dovesse consignar le -chiave, altramente lo daria a sacomano. Et li dimandò el castellano -li desse termene tutto doman, per poter mandar a Cesena, et per -intender el parer dil governador. Et visto el Provedador le artilarie -non esser zonte, <i>ita</i> che li huomeni non potevano dar la bataia, fo -contento darli tutto ozi termine. Si tolse una chiesia a presso le -mure, et lì fece alozar el capetanio et tutta la fantaria, et lì volleva -metter le artilarie. Et esso Provedador scrisse a la Signoria, come -la mattina li volleva dar la bataia, non si rendendo. Et cussì Stratioti -alozoe a uno loco se chiama el Monte dil Vescovo, circondato -da molte neve. Et a dì 28 Novembrio, in lo borgo di Mendula, le -nostre fantarie fonno a le man tra loro; et fo amazato uno de' provisionati -de Antonio di Fabri; et questo per cridar: Favri! Favri! -e Tarsia! Tarsia! El Provedador, adunata la matina la fantaria, -fece far una crida, pena de la forcha, che niuno chiamasse altro che: -Marco! Et poi a dì 30 ditto, da matina, a hore 13 de notte, fo compito -de far uno poco de riparo, dove erano alozati a l'incontro di la -porta dil castello. Et a questa hora andò el Provedador, con tutti li -capi de Stratioti, a piedi, un poco di arzer a canto le mure dil castello, -et stavano coperti da bombarde. Et la caxon andoe avanti zorno, -fo perchè le bombarde et archibusi bateva tutta la strada dove nostri -<span class="pagenum" id="Page_662">[662]</span> -haveano ad andar. Et messo le poste, el Provedador con li stratioti -et Antonio di Fabri da una banda, et il resto da l'altra, et havendo -promesso aspetar fino la matina, et come fo levato el sol, -mandoe ditto Provedador missier Zorzi Paleologo et Nicolò da Nona, -capi de Stratioti, con Antonio di Fabri, contestabelle, a notifichar che -li daria la battaia, sì come li haveva promesso. Et questi apresentadi -fonno salutati di molti sassi, et, nel levar dil sol, fo deserato una bombarda -e le spingarde tutte a le difese. Mettendosi in hordene nostri -per darli la bataia, li contadini, che erano dentro, fece segnal soprastesse, -dicendo volleva dar la terra, la qual era per loro guardata, -con condition fusseno salvi l'haver et le persone, et che daria -ogni aiuto per haver <i>etiam</i> la rocha et la torre. El Provedador mandoe -ditto Zorzi et Nicolò da Nona et Antonio Fabri con 50 fanti dentro -la terra, i qualli gridò: Marco! Marco! Quelli di la rocha et di la torre -comenzono a trar a li ditti di fora et di dentro; et Bernardo provedador, -considerato el poco numero di zente vi era dentro, in tutto -numero 25, et per nome di la Madona de Forlì, et 50 contadini, volse -intrar im persona in la terra con stratioti e fanti numero 100, con -la bandiera de San Marco protetor nostro; et quella fece metter sopra -la torre con molte alegrezze. Et quelli contadini subito si poseno -a li piedi, dicendo volevano morir per San Marco. Poi el Provedador -fece adunar gran numero di fassine, et tutti con li... andono -versso ditta rocha, mostrando voler brusarla. Et quelli di la terra -li salutono con sassi. Et stando in questa scaramuza, quelli di la -rocha dimandoe pacti di darsi, salvo l'haver et le persone. Et el -Provedador fo contento. Et aperta la porta di la rocha, introno nostri -dentro, et fo a parlamento con quei di la torre, la qual era inexpugnabelle, -havendo vittuarie: et li persuase volesse render, altramente -li daria la bataia, et li faria segar vivi. Et steno per un quarto -d'ora a risponder. Et poi uno si fece a una fenestra grande, li saria -vergogna renderse; et che, per suo honor, a ciò Madona non li facesse -apichar, dovesseno nostri trar tutte le artilarie. Cussì fo trato -do colpi de bombarda, et a la terza l'andò in pezzi. Et cussì, dimandato -si rendesseno, fonno contenti, et veneno tutti zoso, <i>excepto</i> do, -li quali pregò di gratia el Provedador li desse quelle spingarde de -Madona. Et cussì le donò, et andono via. Et el Provedador messe do -caporali con 25 compagni de Antonio di Fabri, et ne la rocha et -torre lassoe ditto capetanio con fanti 100, al qual consignoe le -chiave, et comandò le dovesse custodir a instantia di la Signoria -nostra, per far quello comanderà. Et adunato contadini, raccomandoe -<span class="pagenum" id="Page_663">[663]</span> -a ditto contestabile, et feze far una cria, a son de tromba, che -sotto pena di la forca niuno, provisionato o fante, posto in ditta custodia, -non ardisca torre alchuna cossa, riservato pane et vino per -suo viver; et se a li contadini niuno li fazesse oltrazo, se venghi -a doler a Ravena, li sarà fatto rason. Et a hore 15 se partì ditto -Provedador con li stratioti, et venne ad alozar quella sera a Mendula, -et scrisse a la Signoria quello havia fatto, et el sito dil Castello -Nuovo, el qual è posto sopra un monte distante da Cesena -mia 8, et di la terra Romea mia 3, dall'altro canto, versso Forlì, -mia 6, et al passo de Fiorenza mia 3, et è la chiave de tutti i castelli -fo de Guido Guerra, et tutti li altri castelli, che è circonstanti, -sì come de la Chiesia, come di l'arzivescovo di Ravena, che sono -sotto a questi monti. <i>Conclusive</i>, è sito molto excellente, e degno, e -si tenia con pochissima spesa. Et poi el zorno sequente, lo primo -Dezembrio, esso Bernardo Contarini con questa vittoria ritornoe in -Ravena, con li stratioti et fanterie. -</p> - -<h3 id="lib5-14"><i>Dil romper guerra el Re et Raina de Spagna col Re de Franza -juxta li capituli di la liga.</i></h3> - -<p> -Domente queste cosse in Italia intravengono, la Majestà dil Re -et Raina di Spagna, essendo sollicitati da Francesco Capello, cavalier, -et Marin Zorzi, dotor, oratori di la Signoria nostra, <i>etiam</i> da -li do oratori dil duca de Milan, che dovesse romper guerra in Franza, -a ciò per questo el Re lassasse l'impresa de Italia, et convegnisse -ritornar in Franza a difender el suo regno, el qual pur da' monti in -qua se ritrovava, sì come ho scritto di sopra; <i>unde</i> el Re et Raina -di Spagna, ordinato grande exercito per tutti i suoi regni, mandoe -assa' zente a la volta de Perpignan, capetanio zeneral uno castigliano, -chiamaro Enriques de Gusman. Et <i>etiam</i> el Re ditto se partì di -Burgos, come più avanti difusamente sarà scritto. Et più volte a -Venetia fo divulgato, che 'l Re de Spagna havia rotto; <i>tamen</i> la -verità non se intendeva, perchè non vegniva lettere da li oratori de -Spagna, ni, da 4... in qua, di lhoro se havia inteso alchuna cossa. -Et a dì 4 di Dezembrio, per lettere di Roma di... Zorzi, cavalier, -orator nostro, date a dì 30 Novembre, s'intese come don Gracilasso -de la Vega, orator yspano a Roma, havia notifichato a la Santità di -Nostro Signor, Alexandro Sexto Pontifice, che havia habudo lettere -dil Re suo, per la via de Sicilia, et capitate a Napoli, come era rotto -su quel de Franza, et fatto per Spagnoli gran danni vicino a Perpignan; -<span class="pagenum" id="Page_664">[664]</span> -et cussì <i>etiam</i> certificoe ditto orator nostro. El qual expedite -subito lettere a la Signoria de questo, et quasi certificoe esser la -verità, <i>licet</i> prima avanti più volte fusse stà divulgato questo romper, -et niuna fermeza poi si havea. Et ancora domino Lorenzo Soares -de Figarola, horator yspano a la Signoria nostra, andoe in questa -matina in colegio, notifichando che 'l suo Re et Raina dil certo havia -rotto in la Franza, et che lui di questo havia lettere. El qual -romper fo principiato a dì XV Octubrio, sì come per una lettera -data a esso ambassador di Spagna, la qual sarà qui sotto scritta, -chiaro il tutto si vede. <i>Tamen</i>, da' nostri oratori in Spagna non era -lettere, che molto ognuno se meravigliava; et questo perchè la Signoria -havia expedito diese corrieri, et niuno era ritornato. <i>Tamen</i>, -et per lettere da Roma, et per parole de questo orator, nostri crete -dil romper, et con desiderio aspettavano lettere de li oratori nostri. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Così finisce nel nostro manoscritto la cronaca. Seguono alcune pagine, -le quali evidentemente appartengono al primo libro, raccontando gli avvenimenti -degli ultimi mesi del 1494. -</p> -</div> - -<p> -A dì 29 (<i>Ottobre 1494</i>) el campo aragonese essendo a Castrocaro, -et le fantarie si partiva per zornata, et per li tempi cattivi -erano morti et morivano assa' cavalli, et stevano mal de vittuarie, -quelli de Castrocaro non li volse lassar intrar in la terra, ma ben li -dava di fuora le vituarie. -</p> - -<p> -In Cesena li citadini erano in diverse openione, ........., per -dubito di campi; vedeva prosperar el Re di Franza, stevano con -guardie, provedevano de marteletti et ripari, mandava fuora di la -città le persone inutile. -</p> - -<p> -Et uno Marti, el campo ditto aragonese se levò da Castrocaro -et vene a Bertonoro, territorio de Cesena, mia 5 distante di Cesena, -et el Duca de Calavria ordinò fusse vendute le sue biave si ritrovava -in Cesena, et il consejo di Cesena per questo terminò non darli -vittuarie. -</p> - -<p> -El campo franzese in questo zorno, parte di lhoro, zoè Italiani -et Franzesi, se partino da Mordano et andono a Codigniola, Lugo et -Bagnacavallo et Traversara, per restaurarse lhoro et li cavalli; un'altra -parte andò verso Faenza; et molti ammalati se partiva de campo, -altri per non haver danari. Homeni d'arme italiani et franzesi -se portava mal, volendo esser superiori. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_665">[665]</span> -</p> - -<p> -A dì 30, el sig. de Faenza si offerse, per non haver danno, de -darli vituarie, et passò per tre zorni; morivano assa' cavalli <i>etiam</i> -de questo campo per li desasij portati; et se partì de campo alcuni -cavalli lizieri di la guardia dil sig. Lodovico, et andò a trovar esso -signor fatto Ducha de Milan. -</p> - -<p> -In questo zorno, venne uno trombeta de Franzesi a Ravena al -Podestà, con lettere de mons. de Obegnì suo capetanio, per le qual -dimandava, essendo el suo Re in amicitia con la Signoria, li volesse -mandar vituarie nel suo campo. A la qual lettera Andrea da Leze, -podestà, li rescrisse, excusandosse etc., et che se quelli di Ravena -volevano portar vituarie, era contentissimo. Et subito mandò ditta -lettera a la Signoria, a ciò comandasse quello li piaceva facesseno -ditti cittadini di Ravena. -</p> - -<p> -El campo franzese, benchè havesse quella offerta dal sig. de -Faenza, non li bastono; ma andò a Granarolo, luntan de Faenza -mia 5, li messe atorno molte artilarie, et la notte li tolse l'aqua -di le fosse; quelli dentro si rese, volevano andar a Solarolo. Quello -seguirà sarà scritto. -</p> - -<p> -El campo aragonese venuto sotto Cesena, quelli di la terra non -li lassono intrar niuno dentro; et, a dì 29 Ottubrio, el Duca de Calavria -con il conte de Petigliano volseno intrar. Quelli cittadini non -li volseno lassar intrar, nè li volevano dar vittuarie; pur in quella -sera et ozi li deteno un poco di pan, et si partì di questo campo. -El fio dil magnifico Joanne Bentivoj passò per Ravena, et ritornò -a Bologna; et cussì per zornata molti altri condutieri, capi di squadra -et homeni d'arme se partivano, e in bona parte comenzava -questo campo a disciolversi. Et è da saper che, benchè questa levata -di sotto Faenza di sora descrissi, pur voglio notar quanti infortunij -venne a questo misero campo a uno tempo. El qual, essendo -sotto Faenza, non potendo più haver vittuarie da' Faventini, si levò -di notte con pioza et scurità, et passò el fiume dil Roncho a guazo -per andar a Castrocaro; et in nel passar, ditto fiume se ingrossò -per le pioze, nel qual se anegò assa' persone, et <i>maxime</i> ragazzi con -li cavali, et perseno assa' cariazi, et, per li tempi cativissimi, cavali -apena vuodi poteva caminar. Et poi per li villani di la Val di Lamon, -havendo notitia di questo, detono in le coaze, et ricolse assa' -eariazi et cavali, sì che hebeno gran danno. -</p> - -<p> -A dì 1 Novembrio, havendo habuto Franzesi Granarolo, loco di -Faenza, messe in la terra in guardia Jacomo Albanese, contestabele, -et nella rocca intrò mons. Juliano, franzese, et volevano andar a -<span class="pagenum" id="Page_666">[666]</span> -Solarolo et Russi, ma li antiani de Faenza veneno in campo per -adatar le cosse; ma Franzesi volevano la rocca di Faenza in sua -potestà, et Faventini non volevano; et cossì steteno in queste pratiche. -</p> - -<p> -El campo Aragonese <i>totaliter</i> se disciolse, et in questo zorno -el Duca de Calavria se partì et andò verso Santo Arcanzolo, loco di -la Chiesia, et quelli di la terra non lo volseno accettar ne la terra, -ma li promesse di darli vittuarie stagando di fuora. Et cussì el povero -Duca convenne far. El Duca d'Urbin <i>etiam</i> andò a caxa sua -a Ugubio; el signor de Pexaro ritornò a Pexaro; Zuam Jacomo de -Traulzi et el conte de Petigliano seguiteno el Duca de Calavria; -et rimase <i>solum</i> X squadre dil Papa con Alvise Becheto in Cesena, -et in quella sera intrò in la terra con volontà di cittadini, alozono -sotto li portici. Ma poi, a dì 2 da matina, el populo se messono in -arme, et con rumor li cazono fuora; le qual squadre partite, se -aviono verso Roma. -</p> - -<p> -A dì 2, la Domenega de notte, el Governador de Cesena, per -nome dil Papa, tolse dentro di la muraja el conte de Petigliano et -el Marchese de Peschara con 700 fanti: et l'altra notte seguente, -che fo a dì 3, ditti soldati veneno fuora de ditta muraja, andono -per la terra, et amazò alcuni, facendo danno assà'. -</p> - -<p> -Ma, il zorno seguente, li cittadini chiamono Guido Guerra dentro, -el qual è uno valentissimo partesano, el qual alcuni castelli ivi -vicino domina, chiamati Giazolo etc. Or, intrato in la terra questo -Guido Guerra, perchè li cittadini tenivano le chiave di le porte, fo -a le man con el conte di Petigliano, et si portò molto strenuamente, -et di sua mano ne amazò alcuni, et fo morti zerca 40 di quelli -dil conte, et Guido Guerra prese ditto conte, et tennelo per ore cinque -prexon nel palazo de li Signori, aspettando soccorso de Franzesi, -el qual non venne sì presto; ma soprazonse soccorso al ditto -Conte, per modo che li fo forzo a Guido Guerra ussir con li soi di -la terra, el qual era intrato con zerca 50 cavali lizieri et alcuni -fanti. Questo era acordato col Re de Franza, havia 40 homeni d'arme, -50 cavali lizieri et 200 fanti; et se li cittadini lo havesseno -seguitato, come era l'ordine, <i>sine dubio</i> saria seguito gran scandalo; -ma niun de li cittadini si mosseno, per non descompiacer al -Pontifice. Et continuamente el governador metteva zente in la terra -da driedo per la porta dil castello; le qual zente era mandate -per el Duca de Calavria, era a Santo Arcanzolo. Ma, ussito, Guido -Guerra andò verso il campo franzese, et trovò mia 3 lontan di -<span class="pagenum" id="Page_667">[667]</span> -Cesena, a..... loco di Bertenoro, el sig. Fracasso di San Severino, -che con 500 cavalli lizieri et alcuni fanti veniva in suo ajuto; et -visto esser venuto tardi, ambi ritornorono indriedo. Ma partito Guido -Guerra de Cesena, el Conte de Petigliano tolse le chiave di la terra -da man de li cittadini, et quella custodiva, et za era intrato squadre -X et 1000 fanti. Et è da saper che 4 caxe di quelli cittadini -fonno messe a sacco, et ne restò molti feriti in la baruffa soprascritta. -</p> - -<p> -A dì 3. El campo franzese in questa mattina si levò per andar -a Villafranca, passò vicino a li confini di Ravena, et havendo noticia -i nemici haver condutto bestiame su quel di Ravena la sera, -a dì 4, da matina, corseno in la villa de.... et altre ville, hanno -tolto bestiame et fatto qualche danno. Et subito, inteso questo, el pretor -de Ravena, era pur Andrea di Leze soprannominato, el qual dil -tutto el seguito di questi campi teniva benissimo advisato la Signoria, -et benissimo si portò, mandò tre di quelli cittadini nel ditto -campo; i qualli fonno Zuan Filippo, collateral, Piero Grasso, cavalier, -et Stefano Dolzigno, con lettere directive al conte di Cajazo et -mons. di Obegnì, dolendosi di tal movesta. Et zonti, referita la loro -commissione, quelli dimostrò haver molto molesto, excusandosi non -esser di mente soa, ma che l'aveano fatto forsi per disaio de viver, -promettendo restituir. Et poi disseno, essendo cosse da viver era da -soportar. Et pur mons. di Obegnì preditto, montato a cavalo, fè -provisione; ricuperando quello poteno, che non era consumato, et -restituite. Et, a dì 6, poi relaxò li vilani che haveano prexoni; pur -volevano vittuarie da Ravena; et el podestà comandò a tutti dovesseno -redur el suo dentro la terra, a ciò fusseno più securi. -</p> - -<p> -Intesa la nuova de Cesena, parte de ditto exercito se levò et -passò il ponte dil Ronco per andar alozar a Folimpuovolo et Bertonoro, -per esser vicini a Cesena. -</p> - -<p> -A dì 4. In questo zorno el sig. di Faenza rimase d'acordo con -Franzesi et Milan, che Granarolo romagnisse in le man de Franzesi, -el resto al Signor. El qual ha ducati X milia a l'anno, è ubligato -tenir 80 homeni d'arme, et 20 balestrieri, si obbliga dar alozamenti -al campo ogni volta li farà bisogno, et li dè per caution et -ostaso 4 cittadini di Faenza, de li primi de la Valle di Lamon. -</p> - -<p> -A dì 6 li capi franzesi feceno consiglio nel loro campo, el Duca -di Calavria essendo in Cesena. El conte de Petigliano, partito di -Santo Arcanzolo, in questo zorno entrò in Cesena con squadre X, et -poi ne venne di le altre, <i>ita</i> che era con squadre 30; et el Duca de -<span class="pagenum" id="Page_668">[668]</span> -Urbin e Signor di Pesaro rimaseno a Santo Arcanzolo, et poi andono -a loro stantie per aproximarse l'inverno. Et esso Duca, con li soi -cavalieri, alozò in le caxe di cittadini, et mandò fuora di la terra -molte zente inutele, le qual se reduseno su quel de Cervia; et fece -fortificar la terra et condur gran quantità di formento. Ne la qual -citade el so exercito fo alquanto restaurato, havendo patiti tanti -incomodi, et questa terra era molto grassa, abondante de ogni cossa; -ma poco vi stete, che convenne andar verso Roma, come dirò -più avanti. Et è da saper, <i>licet</i> non habi scritto, che Fiorentini revocò -le so zente, le qual tornono a Pisa et Fiorenza. -</p> - -<p> -In questo zorno zonse a Ravenna Jaba, locotenente dil Marchexe -di Salucie, con uno mastro Francesco, phisico, con cavali 50, -come orator de mons. de Obegnì, con lettere di credenza. Diceva -haver provisto a la restitution dil danno fatto su quel territorio, et -che dovendo dimorar de lì, tanto havesse risposta dal Re, che come -amici li volesseno farli parte de vittuarie, secondo la possibilità dil -paese, de strami et biave da cavali sopra tutto, per li soi danari; -et che, non dagando, saria difficil cossa, essendo cussì vicini, tenir -Franzesi non facesse qualche danno. <i>Unde</i> el podestà de Ravena li -honorò assai, et feceli uno conveniente presente per carezarli, et rispose -saria con li cittadini et li risponderia, et che de feni et biave -ne faria parte, per la bona amicitia dil Re con la ill.<sup>ma</sup> Signoria soa. -Et poi, per voler far el pretio, ditti oratori disseno che fusse mandati -do di Ravena con loro dal suo Signor; et cussì, a dì 7 da matina, -ritornono in campo. Et zonti, mons. di Obegnì disse non bisognava -più, perchè si voleano levar, et che manderia do de li soi -a ringratiar a Ravena. Et in ditto zorno ditto capetanio et Fracasso -fè impicar do Italiani et do Franzesi, per el desordene fece su el -territorio de Ravena; <i>tamen</i> è da creder fusse per altro. -</p> - -<p> -A dì 8 el podestà de Ravena mandò do cittadini in campo, a -star a le spalle de quelli Signori, a ciò non facesseno danno su ditto -Ravenese: et questo fo molto a proposito. -</p> - -<p> -A dì 9 el campo franzese si levò, et andò ad alozar a San Martin, -mia do lontan da Forlì, 4 da Bertonoro et 9 da Cesena. Et li -Italiani alozò verso el confin de Ravena, come promesse de far -mons. de Obegnì; et la note avanti el Duca de Calavria fece brusar -tutti li strami se ritrovavano sotto Bertonoro; et <i>etiam</i> el grano, era -in magazen al porto Cesenatico di esso Duca, fece condur a Rimano -et lì discargar in uno navilio. -</p> - -<p> -A dì X Novembrio da mattina, Franzesi andono in campo a -<span class="pagenum" id="Page_669">[669]</span> -Bertonoro, terra di la Chiesia, et quello comenzò a bombardar. La -terra, per esser situada in montagna, se difese virilmente; et mandono -a dir che mai si pensasse che per volontà si rendesseno, ma -che andasse col campo a Cesena, et <i>ex nunc</i> erano contenti et promettevano -de far quello faranno Cesena, ch'era mia 5 distante. Ma -prima tolseno termene 3 zorni; et vedendo Franzesi non poter haverla, -ne volseno andar a Cesena; ma, habuto precepto regio, si andono -Franzesi a conzonzer col campo dil Re, che si apropinquava a -Fiorenza. Et, sopravenendo l'inverno, Italiani andono a le stantie -in Milanese, et el conte de Cajazo tornò a Milan. Et questo non voglio -restar de scriver, che questo anno fo lo inverno bonissimo, non -piogie, venti, nè fredi secondo il consueto, <i>adeo</i> tutti se meravigliava, -et dicevano era volontà di Dio el prosperar de questo Re, et che -li cieli lo volevano adjutar, et che le prophetie venivano vere. Ma -ad altro seguitamo el scriver. -</p> - -<h3><i>Quello seguite a Roma.</i></h3> - -<p> -Colonnesi essendo potenti su le arme, in questo mezo dannizava -molto Roma; erano a Frascato con squadre 35 et fanti 4000; -eravi ancora el cardinal Ascanio, vice-cancellier, el cardinal Savello -et el cardinal Colonna. <i>Unde</i> el Pontifice, havendo molto a mal che -questi dannizasse et facesse tal danni, non potendo resister con forze, -a dì 7 Ottubrio fece far uno proclama che, termene sie zorni, -tutti dovesse venir a Roma a soa obedientia, sì seculari come ecclesiastici -che ivi dintorno se ritrovava, sotto pena di rebellion et privation -di le facoltà loro, officij et beneficij di la Chiesia Romana; -et, venendo, li fusse perdonato; <i>aliter</i> excomunicati fusse <i>etiam</i> etc. -Era con questi, ditti di sopra, Hieronimo de Totavilla, che fo figlio -dil cardinal Roan, che fu ricchissimo cardinal, et morite del 1483. -Or per questo tal proclama niun si mosse, imo feceno più danno a -Roma che prima. -</p> - -<p> -Et a dì 15 el Pontifice in Roma fè ruinar 4 palazzi bellissimi -do dil Sig. Prospero et Fabricio Colonna, uno vicino di uno Colonnese, -et uno altro di Hieronimo di Totavilla; et molto si dubitava, -vedendo el Re de Franza che veniva di longo, et <i>etiam</i> che la fortuna -era contraria a re Alphonso, et che Fiorentini volea voltar. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_670">[670]</span> -</p> - -<h3><i>Ussita ultima di l'armata dil Re di Franza di Zenoa et dove andò.</i></h3> - -<p> -L'armada dil Re di Franza, che era a Zenoa, essendo instruttissima -sì de zente <i>quam</i> de artelarie, et molti Franzesi vi era; sollicitandola -dovesse ussir el cardinal San Piero <i>in Vincula</i>, per andar -verso Pisa, a ciò Fiorentini voltasse, come feceno; et a dì 16 -Octubrio partì de Zenoa una nave, chiamata Salvaza, de botte 3000, -et do barze, per andar a le Specie, ch'è verso Pisa, terra grossa et -una cittadella molto forte; su le qual nave era fanti 2000, artelarie -et farine assa'. Et poi, in quel zorno medemo, ussite l'armada granda, -zoè nave grosse 3, galie 27, galeaze 1, galioni 6 et barze 5: in -tutto vele 42, con fanti et provisionati zerca 4000, et cavali 700. -Et San Piero <i>in Vincula</i> restò a Zenoa. Capetanio mons. di Mompensier, -che za avanti el Re era venuto di qua da' monti. Et ditta -armada zonse in Porto Venere de' Zenoesi, ch'è castello forte, con -la terra a presso la marina, dove è bonissimo porto; et poi andò -verso Roma, et intrò parte nel Tevere, et messe zente in Hostia, -non ostante l'armada aragonese, era ancora potente sul mar. Poi -ditta armada ritornò a Zenoa a disarmar, et poco fu operato. -</p> - -<h3><i>Quello seguite al Re di Franza da Casal fino a l'intrar in Fiorenza.</i></h3> - -<p> -Di sopra scrissi come el Re andò a Casal, a visitation di la -marchesana di Monferà, che fo a dì 7 Ottubrio, se partì di Aste. -Hor, zonto a Casal, <i>honorifice</i> fo ricevuto. Stato alquanto in piacer -et consolation, a dì 10 se partì, et venne a disnar a Chozo; fece poi -la via per boschi, et venne cazando fino a Mortara, ch'è dil Duca -de Milan, mia 7 luntan da Vegevane, dove dormite quella note; dove -volse fusse serato le porte dil castello la note per sua securtà, -che prima non si serava ni de dì ni de notte. La soa guardia steva -armada, come ho scritto de sopra. Za el sig. Ludovico con soa moglie -era venuto a Vegevane, a far preparar per la venuta dil Re, et -cussì l'ambassador venetiano venne a...., poi a Vegevane. -</p> - -<p> -In questo mezzo el sig. Ludovico fè far uno ponte su Po, per -mezo Piasenza, per passar Franzesi et cavalcar in Parmesana; el -qual non fo adoperato. -</p> - -<p> -A dì 2 Ottubrio el Re intrò in Vegevane, li andò contra el sig. -Ludovico con li ambassadori, et fo molto honorato. Vegevane ha -uno palazzo bellissimo dil sig. Ludovico, zoè dil Duca de Milan, mia -20 da Milan, et per esso sig. Ludovico adornato, per esser in sito -<span class="pagenum" id="Page_671">[671]</span> -bellissimo et ameno, comodo a ogni piacer et cazasone, dove è fatto -una forteza; et, el più dil tempo, ditto sig. Ludovico sta in questo -loco, el qual è il forzo fabricato di novo. Or, zonto il Re, li volse le -chiave di le porte, le qual li fo apresentade; et visto una porta serata, -volse <i>etiam</i> di quella le chiave; la qual porta non si adoperava. -Et la notte mandò a torno, dapoi fatto serar il castello, a veder -si le porte erano serate. Vedendo la Signoria che le cosse andava -da vero, in questi zorni scrisse a Zorzi Pisani, ambassador, dovesse -dir al sig. Ludovico facesse tornar el Re indriedo, a ciò non seguisse -danno et ruina in Italia. Et cussì ditto ambassador expose al -sig. Ludovico. El qual rispose: Non posso; vedete che vuol fino le -chiave di le forteze. Et esso Re partite a dì ditto da Vegevane, et -non vuolse andar a Milan per non perder tempo, ma a dretura con -le sue zente, in compagnia dil sig. Ludovico, se ne venne a Pavia, -terra de Milan, et intrò a dì 14. Tutte le strade di la città erano coperte -di panni; li chierici et cittadini li venne contra, et con grandissima -pompa li fu preparato per la Soa Majestà in castello, dove vi -si ritrovava amalato el duca Zuan Galiazo de Milan. Et avanti el -Re intrasse in castello, dimandò le chiave de quello, le qual ge fu -date. Et intrato, messe custodia de li soi a le porte, et in una parte -alozò lui, in l'altra era il Duca amalato, come ho ditto. Et la notte -medema andò a visitar madona Bona, era lì in castello, madre dil -Duca de Savoja, chiamato Ludovico secondo, che fo fiolo di Amedeo -et padre di Amedeo 3.º, el qual del 1462 a Lion morite, havendo -regnato anni 31. Questo ebbe 3 figliole: una fo maridata a Ludovico -re de Franza, di la qual è nassuto questo Carlo re; l'altra fo questa -madona Bona, nel duca Galeazo de Milan, padre de questo Duca; -et la terza in Guielmo marchexe de Monferà, di la qual non vi naque -niuno. Et have uno figlio, come ho ditto, chiamato Amedeo, el -qual have per moglie la sorella dil prefato Re de Franza, et have -do figlioli: Philiberto et Carlo, et regnò 13 anni. Et Philiberto, -da poi la morte dil padre, dominò, et, morto giovineto, successe -Carlo suo fratello, che <i>adhuc</i> domina. Adoncha questa madona Bona -è sorella di la madre dil Re, et per conseguente el Duca de Milan -vien ad esser suo zerman cosino, et sono di una etade; et poi ditta -madona Bona partì di Pavia et andò a Milan. -</p> - -<p> -A dì 15 el Re andò a visitar el Duca, el qual era in letto amalato; -et andato dentro el Re, li usò parole acomodate. Et lui rispose: -Christianissimo Re, molto mi doglio di esser in termene de non -haver potuto venir a honorar la Majestà Vostra, come era el mio -<span class="pagenum" id="Page_672">[672]</span> -debito et voler, et merito di la Celsitudine Vostra, et presentarvi el -mio stato. Et non havendo da darvi se non città, le qual tutte era -de Soa Majestà, et za per avanti offerte, per il sangue et benivolentia -era tra loro; ma che <i>solum</i> li restava a far uno presente di la -più cara cossa che havea, che era il so fiul primo genito. Et cussì -quello presentò in dono a Soa Majestà, et ge lo dette in brazo; el -qual era de anni cinque. Et el Re lo tolse et abrazò et basò, recevendolo -per fiul, rengratiando el Duca de tal offerta. Et tolto combiato, -se partì et andò a la sua stantia. Quivi col Duca era madona -Isabella, moglie di esso Duca et fia dil re Alphonso. Questa, considerando -che questo Re andava a la destrution de suo padre, mai -si volse venir a tocarli le man nè venirli davanti. <i>Imo</i>, exhortata dal -sig. Ludovico et sig. Galeazo di San Severino, che dovesse venir a -tocar la man al Re, rispose mai vi vegniria. Et tolse uno cortello in -man, et disse: Prima mi amazerò mi medesima, che mai vadi a la -sua presentia de chi va a la ruina dil Re mio padre. Era qui in Pavia -Lorenzo Spinelli, che feva le facende a Lion di Lorenzo de Medici, -et praticava acordo col Re et Fiorentini. -</p> - -<p> -A dì 16 el Re andò a disnar a la Zertosa di Pavia, ch'è uno -monasterio de Zertosini de li belli che sia in Italia. -</p> - -<p> -A dì 17 si partì con lo suo exercito et el sig. Ludovico, che lo -seguitava per honorarlo fino fuora el territorio de Milan, et venne -a Castel San Zuane, mia 12 lontan da Pavia. -</p> - -<p> -A dì 18, a hore 22, el Re intrò in Piasenza, terra grossa pur -dil Duca de Milan, et intrò con pioza. Li fo fatto grande honor da' -Piasentini; alozò in palazo, et la matina volse andar aldir messa a -San Sisto, dove è una capella regia, dove ha dil corpo de Santa Barbara, -che fo di nacione franzese, et è monaci di l'ordine di la Congregatione -de Santa Justina. Questo Re havia con la sua persona -prima lanze 600, che son cavali 3600, balestrieri 200, arzieri 400 -et 200 zentilhomeni in guardia soa; in tutto 7800 cavali: le qual -zente el forzo se aviò a la volta de Parmesana. Seguiva el campo -molte donne meretrice franzesi; et oltra di questo assa' persone inutile. -Havea carete de artilarie n.º 40, menate con sè de Franza, et -passavolanti che butavano balote di ferro di....... l'una, fabri, -marangoni, maestri di bombarde, inzegneri et altre arte assa'; Sguizari, -gran numero: <i>conclusive</i>, tutto era preparato a dover haver vittoria. -Era ivi di molte generatione, come ho ditto di sopra. Et el -Re cavalcava con gran pompa, et a le volte si faceva menar a una -careta, tirata da corsieri bellissimi et di gran precio; et è torniato -<span class="pagenum" id="Page_673">[673]</span> -de molti, ch'è la sua guardia. Non cavalcava la domenega, per devotione. -Veste di negro; et quelli di la sua corte porta uno signal -a questo modo: zoè C A, che vuol dir Carlo re et Anna rezina sua -moglie. Li suoi stendardi erano tre zii (<i>gigli</i>) in campo azuro, con -la corona granda di sopra; et, <i>ut plurimum</i>, di zendà bianco. Fo -ditto alcuni erano con lettere: <i>Voluntas Dei</i>; et altri: <i>Missus a Deo</i>. -Havia molti chariazi per le arme, et mons. di Samallo et mons. di -Beucher erano li principali a presso la soa persona, <i>ut</i> conseieri a -questa impresa; <i>etiam</i> Filippo mons. di Savoja. Et havia uno so cuxin, -chiamato mons. de Lignì, el qual dormiva con lui. Franzesi -sono zente molto superba, fortissimi et gaiardi; nel combatter non -perdona la vita, ma trano a la gorza (<i>gorge, gola</i>); portano gran -pantoffe in piedi et molto, in questo tempo, large; et le sue stafe di -le selle de li cavali sono longissime; portano li stivali di sopra le -schiniere, et cappelli grandi in testa; habiti curti con manege large; -sono condoti a luxuria, et manzano et bevono voluntiera: <i>conclusive</i>, -sono zente assa' disordinata. Seguite fino qui a Pavia l'ambassador -dil Re de Spagna, nominato di sopra; et el Re li dete licentia, -et si partì, et tornò a Zenoa, <i>demum</i> in Spagna, dolendose -molto di questo Re. -</p> - -<p> -Venne uno ambassador di la Raina di Napoli, che fo moglie di -Re Ferdinando, sorella dil Re di Spagna, in Piasenza dal Re preditto, -insieme con uno fra Zuane de Monlion, di l'ordine di San -Francesco di l'Observantia, di natione franzese, el qual fo causa et -mediator de pacificar le cosse con questo Re et il Re de Spagna, -quando li rese el conta' di Rossiglione. Questi, a dì primo Octubrio -partino di Roma, et a dì 17 zonse a Piasenza, et fonno a parlamento -con el Re, per voler conzar le cosse con Re Alphonxo; ma non -poteno. -</p> - -<p> -El Pontefice, vedendo el Re seguitava di venir di longo, deliberò -de interponerse, per veder si poteva conzar le cosse, et che 'l -non venisse più avanti; et volse mandar legato el cardinal Monreal, -suo nepote. Ma el Re non volse parlarli, per causa lui fo quello -incoronò el re Alphonso, come è scritto de sopra. -</p> - -<p> -A dì 19 Octubrio l'ambassador di la Signoria andò a parlar al -Re; era il sig. Lodovico. Expose et lexe la lettera dil conte Bernardin -de Frangipani et dil retor de Raspurch, zerca a le cosse di Turchi. -Et el Re ringratiò la Signoria, et disse: Provederemo ben tutto. -</p> - -<p> -In questo mezo che 'l Re dimorava a Piasenza, dove vi stete -zorni 6, et aspettava do ambassadori lucchesi, et è da saper che -<span class="pagenum" id="Page_674">[674]</span> -za era venuto da Soa Majestà Lorenzin de Medici, el qual era confinato -mia 3 da Fiorenza, et appropinquandose el Re in Italia ruppe -li confini, et andò dal Re dicendo: Sacra Majestà, io, per honorar -li toi ambassadori et alozarli in caxa, son stà da' Fiorentini -mandato in exilio; <i>unde</i> al presente son venuto a inchinarmi a Toa -Christianissima Majestà, facendoli bon animo la vengi; et si da' -Fiorentini non haverà quella il passo, li offerisco di sopra, per la via -di mio cugnado, sig. di Piombino, el qual è dedito a Toa Majestà. -Et il Re lo vete volentiera, et molto lo carezò, et tenelo a presso de -sè molto stimato. -</p> - -<p> -Ma el Duca de Milan, da poi partito el Re, comenzò a pezorar -di la egritudine havea, et, di hora in hora, di questo el sig. Lodovico -era advisato. Hor, come piaque a Dio, esso Duca a dì 21 Octubrio, -de Marti, a hore 8 di notte, in castello morite: la qual morte -soto sora a tutti fo gran meraviglia, et si judicò fusse stà tossicato. -Lassò el fiul Francesco, primogenito, di anni 5 et unico; et do figliole, -una di anni 3, l'altra de mexi 9 in X; et la moglie graveda: -la qual poi parturite una figlia. -</p> - -<p> -Questo Duca era de età de anni 27; però che, amazato el padre -da Andrea de Lampugnano, milanese, el zorno de San Stefano, -in chiesia de San Stefano a Milan, del 1476, essendo di anni 9, comenzò -a dominar sotto il governo di la madre, et di uno Cecho di -Calavria, primo del Consejo secreto dil padre; el qual, ne l'anno -1479, chiamò al governo di quel Stado el Sig. Ludovico, barba paterno, -et fradello dil duca Galeazo morto. El qual da esso Cecho -prima fo mandato in exilio, ma ritornato a Milan Ludovico, et preso -el governo di quel Stado di man di madona Bona, madre di esso -Duca, fino questo zorno sempre ha governato, reto et ministrato; -et fece taiar la testa a ditto Cecho nel 1480, 19 Ottubrio, ne la -piaza de Milan, oponendoli havea fatto contra el Stado. -</p> - -<p> -Adoncha, questo Duca regnò al modo ditto di sopra, sotto questo -governo, anni 17; era Duca,<i> tamen</i> Ludovico disponeva. Ma inteso -el sig. Ludovico, era col Re a Piasenza, in quel zorno medemo, -in hore pochissime, tal nuova, senza andar altrove, chavalcò di -longo a Milan, ch'era mia 40 de lì lontano; et lì a Milan era madona -Bona, quando suo fiul morì. Et zonto che 'l fu, che fo molto -veloce, in questa sera medema de dì 21 Octubrio, fece dar danari a -tutti li soi provisionati, et deliberò di farsi lui Duca; et cussì si fece, -come dirò. -</p> - -<p> -A dì 22, la matina, za era divulgato per tutto Milan la morte -<span class="pagenum" id="Page_675">[675]</span> -dil Duca, et venuta dil sig. Ludovico in castello; et tra loro molto -mormoravano quello havesse a seguir, o se 'l faria lui sig. Ludovico, -o pur volesse levar el putino, fio dil Duca, a cui <i>de jure</i> aspettava el -Ducato. Hor ditto sig. Ludovico a bona hora mandò per tutti li zentilhomeni -primarii di la terra, li qual venisseno in rocca a parlarli; -et cussì veneno zerca 200. I qualli venuti, li usò queste parole: Citadini -miei, havendo piaciuto a l'eterno Iddio de privarne di la Excelentia -dil Duca nostro et mio nepote, essendo io stato sempre -quello che ho governato questo Stado, difeso da molti, et augumentado -ne l'esser che vedete, che tutto el mondo lo aprecia, et, chi non -l'havesse custodito, saria sta dilaniato, come fo al tempo dil duca -Philippo Maria Anglo, mio avo materno, che, morto che 'l fu, parte -dil suo Stado da soi vicini fo dilaniato e tolto; et a hora, benchè vi -sia rimasto uno fiul dil Duca, che a pena è fuora di fasse, parmi per -il meglio, con el nome de Christo et voler vostro, prender questo -dominio et governo per ben vostro; et che voleva correr et cavalcar -la terra. <i>Unde</i> quelli citadini, essendo dove erano, non potendo -far nè dir altro, risposeno esser contentissimi, et desideravano -che Soa Excelentia havesse tal dominio, perchè si potea dir, da -poi la morte dil duca Galeazo non haveano habuto altro Duca che -lui. Et queste parole et molte altre risposeno Galeazo Visconte, -ch'è di le prime case de Milan; però che in Milan sono do caxade -principale: Visconti, el qual cognome hanno li Duchi di Milan, et -Traulzi, che sono gelfi. Et cussì a hore 17, la qual hora esso sig. -Ludovico volse elezer et cernir per optima dal suo maistro Ambrosio -Astrologo, et fo di Mercore, 22 Octubrio, montò a cavallo, vestito -d'oro, con la spada portata davanti per Galeazo Visconte, vestito -<i>etiam</i> de pano d'oro, cridando: Duca! Duca! Moro! Moro! Andò -prima a Santo Ambrosio, protetor de Milan, dove giace el suo corpo; -poi cavalcò per la terra. El populo era admirato; niun non dimostrava -letitia, se non li soi di la corte; et, ritornato in castelo, -fo trato colpi di bombarde, sonate le campane, et fece serar le botege -di la città. -</p> - -<p> -L'ambassador di la Signoria...... da Piasenza <i>etiam</i> lui ritornò -a Milan, ma non potè venir sì presto; et a Marignan, mia 10 -lontan di Milan, intese el correr di la terra havia fatto el Duca; et -subito spazò a la Signoria, la qual nova venne prestissima. Et la -sera medema che si fece Duca, zonto l'ambassador a Milan, ditto -signor, al presente Duca, venne in persona da l'ambassador, con el -qual conferite insieme; dicendo era certissimo, la Signoria haveria -<span class="pagenum" id="Page_676">[676]</span> -grandissimo piacer di tal sua creatione, offerendose etc. Et poi, el -zorno driedo, mandò el conte Zuan Boromeo et Piero di Galera, sei -consejeri, per ditto ambassador, et lo menò in rocca dal Duca, el qual -era stato a Santa Maria di le Gratie, vestito con uno mantello da -coroto, longo insino a terra; et qui l'ambassador si dolse di la morte -dil Duca. -</p> - -<p> -A dì 22 ditto, la notte fo conduto in Milan el corpo dil Duca, -et portato al Domo con 300 torze, con tutti preti et frati de Milan, -fo posto in mezo a presso l'altar grando sopra uno soler, vestito -damaschin bianco fodrà de varo, con un zupon d'oro, con la bareta -ducal di panno d'oro, con uno revoltin de varo; in la man destra -uno baston inarzentado, in la sinistra una spada, et li speroni roversi -in piedi. Et poi che fo tenuto tre zorni sopra la terra, fo lì in -domo sepulto, a presso li soi progenitori Duchi, i quali sono tutti in -casse coverte d'oro lì a l'altar grando; et sopra di la cassa del deposito -fo trovato tal epigramma. -</p> - -<h3><i>Epigramma sepulchro Ducis Mediolani affixum:</i></h3> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01"><i>Dux pater ense perit, rapuit me dira veneni</i></p> -<p class="i02"> <i>Sorbitio, qua dux tertius arte cadit.</i></p> -<p class="i01"><i>Debuerat natus Ligurum succedere sceptro;</i></p> -<p class="i02"> <i>Comprimat exardens hoc Jovis ira nefas.</i></p> - -</div><div class="stanza"> -<p class="i08"> <i>Aliud in eodem sepulchro:</i></p> - -</div><div class="stanza"> -<p class="i01"><i>Dux Ligurum pater, hic ferro, natusque veneno:</i></p> -<p class="i02"> <i>Morsque reum sequitur primum, mox fata secundum.</i></p> -</div></div> - -<p> -Et el Duca mandò 4 consejeri per la duchessa et fiul, erano a -Pavia, et condurli a Milan; li quali fonno el conte Zuan Rusca, -Gaspar Visconte, Branda da Castiglion et Battista Sfondrà. Et a dì -25 ditto zonse a Milan, et fo messa ditta duchessa ad habitar in la -rocca, in una stanza contigua a quella di madona Bona, et lì stetene -con gran coroto; et da quelli vi andono, era gran oscurità a veder. -</p> - -<p> -A dì 23, col Duca preditto, l'ambassador de Ferrara et quello -do Bologna, et Antonio Maria di San Severino, el qual lo fece a la -guarda di la soa persona, con 60 balestrieri armati a cavallo, et le -menò con lui quando tornò dal Re; et la matina seguente ditto Duca -venne a visitar a caxa l'ambassador di la Signoria. Et con Soa -Excellentia ditto ambassador, <i>nomine Dominij</i>, se allegrò sumamente; -<span class="pagenum" id="Page_677">[677]</span> -et el Duca scrisse a la Signoria dil successo et creation sua, -sottoscrivendo: <i>Ludovicus Maria Sforcia Vicecomes Dux etc.</i>; et -confermò l'ambassador era a Venetia, stato za anni 4, chiamato -Thadio de Vicomercà, el qual al tempo di la liga, fatta con il Pontifice -et Duca de Milan,...... fo dal Prencipe fatto cavalier et -vestito d'oro, donatoli le insegne de San Marco nel petto. Et è da -saper che ditto ambassador dil Duca, or andato in Collegio vestito -con panni lugubri, presentò le ditte lettere, et offerse el Duca suo -a questa Signoria. -</p> - -<p> -Ancora esso sig. Duca, sì al re de Franza, <i>quam</i> a Roma al -Pontifice, et ad altri potentati de Italia mandò a notificar la soa -creatione; et in questo zorno expedite uno suo secretario, chiamato -Maffio de Pirogno, con cavalli 12, al serenissimo Maximiliano re di -Romani electo imperador, el qual era in Fiandra. Et è da saper che -ditto Re di Romani ha per moglie madona Bianca, sorella che fo del -Duca de Milan nuovamente defunto, et nezza di esso signor Ludovico, -al presente Duca. La qual con grandissima pompa de Milan, in questo -anno, fu mandata a marito, et datoli dote di ducati 300 millia; -et zonta a Yspruch da Sigismondo d'Austria, <i>olim</i> Archiduca, el -qual poco avanti, per esser in decrepita età dette el Stato suo et renonciò -al prefato Maximilian suo nepote et figlio de l'Imperator suo -fratello, et si tolse una vita quieta, et ha provisione. Questo ha una -bellissima moglie et giovane, figlia di uno di Duchi de Saxonia, la -qual con gran jubilo ricevette questa, che doveva esser imperatrice. -Et pur alquanto quivi dimorò, perchè molti di Baroni di Elemagna -non volevano esso Massimiliano per niun mondo sposasse tal donna, -dicendo non era conveniente uno Imperator tolesse la fia di uno Duca -suo subdito, però che Milan è Camera de Imperio. Queste noze -adoncha fo concluse, subito morto el padre Federigo terzo Imperator, -el qual del 1493, a dì 19 Avosto, expirò. <i>Unde et tamdem</i> ditto Maximilian -vuolse torla per moglie; et cussì ivi venuto, in questo medemo -anno 1494, di quaresima, habuto licentia dal Pontifice di -consumar in quel tempo el matrimonio, ch'è zorni che la Chiesia -non vuol che si sposi alcuna donna, pur in una città chiamata Ala, -mia 5 di là de Ispruch, sposò questa madona Bianca; et volendo -ritornar in Fiandra, lei volse sempre seguitarlo, et cussì va seguitando, -et è carissima moglie. -</p> - -<div class="somm"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_679">[679]</span> -</p> - -<h2><a id="indice" href="#indfront"> -INDICE</a></h2> - -<table class="indice" summary=""> - <tr> - <td>Avvertimento</td> <td class="pag"><a href="#avvertimento">pag. 3</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dedica di tutta l'opera al doge Agostino Barbarigo</td> <td class="pag"><a href="#Page_15">15</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Libro I. Principi di Carlo VIII. Apparecchi della spedizione</td> <td class="pag"><a href="#libro1">19</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Morte di Ferdinando re di Napoli. Incoronazione di Alfonso II</td> <td class="pag"><a href="#Page_34">34</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Alessandro VI</td> <td class="pag"><a href="#Page_41">41</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum Brevis Apostolici</td> <td class="pag"><a href="#lib1-1">45</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Copia di una lettera scritta per il Gran Turco a papa Alexandro VI</td> <td class="pag"><a href="#lib1-2">46</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII a Lione</td> <td class="pag"><a href="#Page_47">47</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Questo è il numero di l'armada di re Alphonso</td> <td class="pag"><a href="#lib1-3">51</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maneggi dei principi italiani</td> <td class="pag"><a href="#Page_52">52</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Venezia</td> <td class="pag"><a href="#Page_60">60</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Zente mandate sul Polesene, a Ravenna e a Cervia</td> <td class="pag"><a href="#lib1-4">61</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Politica di Alessandro VI</td> <td class="pag"><a href="#Page_63">63</a></td> - </tr> - <tr> - <td>El successo di l'armada dil re Alphonso</td> <td class="pag"><a href="#lib1-5">65</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Seguito di l'armada di Zenoa</td> <td class="pag"><a href="#lib1-6">66</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Successo di cose seguide in Romagna per li do campi erano dil mexe di Avosto 1494</td> <td class="pag"><a href="#lib1-7">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Partita dil Re di Franza da Lion per fino a Susa di qua da monti</td> <td class="pag"><a href="#lib1-8">70</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Successo di cose seguite in li campi di Romagna dil mese di Settembrio 1494</td> <td class="pag"><a href="#lib1-9">71</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Seguito di l'armada aragonese a Rapallo</td> <td class="pag"><a href="#lib1-10">83</a></td> - </tr> - <tr> - <td>El viazo dil Re di Franza da Susa fino in Aste, et quello fece in Aste</td> <td class="pag"><a href="#lib1-11">85</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello fece re Alphonso in Reame</td> <td class="pag"><a href="#lib1-12">91</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Successo di quello seguiteno li campi in Romagna di Ottubrio et Novembrio 1494</td> <td class="pag"><a href="#lib1-13">92</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Segue lo stesso argomento</td> <td class="pag"><a href="#Page_664">664</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cose di Roma</td> <td class="pag"><a href="#Page_669">669</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII a Casale, a Vigevano ed a Pavia</td> <td class="pag"><a href="#Page_671">671</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII e Gian Galeazzo</td> <td class="pag"><a href="#Page_671">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII a Piacenza. Morte di Gian Galeazzo. Gli sottentra Lodovico il Moro</td> <td class="pag"><a href="#Page_672">672</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Epigramma sepulchro Ducis Mediolani affixum</td> <td class="pag"><a href="#Page_676">676</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Aliud in eodem sepulchro</td> <td class="pag"><a href="#Page_676">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Questo è uno editto fatto a Milano adi 28 Ottubrio 1494 per el Duca nuovo</td> <td class="pag"><a href="#lib1-14">98</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII a Pontremoli</td> <td class="pag"><a href="#Page_100">100</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_680">[680]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Comitiva che si trova a Pontremolo con la Maestà del Cristianissimo Re di Franza, videlicet sua corte per servicio et custodia de sua regal corona</td> <td class="pag"><a href="#lib1-15">102</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Queste sono zente d'arme deputate per mandar su l'armada di Zenoa con Monsig. Duca di Orliens dil mexe di Avosto</td> <td class="pag"><a href="#lib1-16">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cavalli de Franzesi passati per lo Novarese guidati dal conte Borella</td> <td class="pag"><a href="#lib1-17">103</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Questi altri è passati per lo Alexandrino guidati da Scaramuzza Visconte</td> <td class="pag"><a href="#lib1-18">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Questi sono li nomi de molti capitanij et Gran Maestri venuti col Re in Italia, i quali tutti è stà nominati per lettere in diversi tempi</td> <td class="pag"><a href="#lib1-19">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII e Piero de' Medici</td> <td class="pag"><a href="#Page_107">107</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII in Lucca</td> <td class="pag"><a href="#Page_109">109</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII in Pisa</td> <td class="pag"><a href="#Page_111">111</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello seguite a Roma in questo mezzo</td> <td class="pag"><a href="#lib1-20">115</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Partenza dell'armata francese da Genova</td> <td class="pag"><a href="#Page_670">670</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come l'armada dil Re di Franza andò nel Tevere a Hostia et ritornò a disarmar</td> <td class="pag"><a href="#lib1-21">116</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cose seguite a Milano da poi la tornata dil Duca dil mexe di Novembrio 1494</td> <td class="pag"><a href="#lib1-22">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Epistola Caroli Barbavarae Mediolanensis ad Bernardinum Figinum Veneciis commorantem</td> <td class="pag"><a href="#lib1-23">117</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello faceva re Alphonso in questo tempo</td> <td class="pag"><a href="#lib1-24">120</a></td> - </tr> - <tr> - <td>A Venetia quello seguite</td> <td class="pag"><a href="#lib1-25">121</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Dedica del secondo libro ad Antonio Grimani</td> <td class="pag"><a href="#Page_129">129</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Libro II. Firenze</td> <td class="pag"><a href="#libro2">131</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Questo è il modo de l'intrar dil Re di Franza in Fiorenza a dì 17 Novembrio</td> <td class="pag"><a href="#lib2-1">133</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Protesta Regis Franciae ad Alexandrum pontificem etc.</td> <td class="pag"><a href="#lib2-2">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello seguite in Fiorenza mentre el Re vi stette et in Toscana</td> <td class="pag"><a href="#lib2-3">138</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Successo a Fiorenza da poi la partita dil Re</td> <td class="pag"><a href="#lib2-4">142</a></td> - </tr> - <tr> - <td>XX accoppiatori creati per un anno</td> <td class="pag"><a href="#lib2-5">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>X Conservatori di la libertà</td> <td class="pag"><a href="#lib2-6">143</a></td> - </tr> - <tr> - <td>8 di guardia di balia</td> <td class="pag"><a href="#lib2-7">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Intrata dil Re di Franza in Siena adi do Dezembrio 1494</td> <td class="pag"><a href="#lib2-8">144</a></td> - </tr> - <tr> - <td>De l'intrata dil Re di Franza in Viterbo et successo fin l'intrar in Roma</td> <td class="pag"><a href="#lib2-9">147</a></td> - </tr> - <tr> - <td>A Roma quello fece Alexandro pontifice in questo tempo</td> <td class="pag"><a href="#lib2-10">118</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum brevis SS. Domini nostri ad Ill. et Exc. D. Ducem Mediolani</td> <td class="pag"><a href="#lib2-11">150</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Responsum ducis Mediolani Pontifici maximo</td> <td class="pag"><a href="#lib2-12">151</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Partita dil Re di Franza da Viterbo et quello seguite fino a l'intrar in Roma</td> <td class="pag"><a href="#lib2-13">153</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Seguito et rumore accaduto in Fiorenza et di loro governo</td> <td class="pag"><a href="#lib2-14">157</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cose accadute in Venetia in questo tempo et dil Gran Turco</td> <td class="pag"><a href="#lib2-15">158</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Pontifice mandò el duca de Calavria fuor di Roma, et quello fece</td> <td class="pag"><a href="#lib2-16">160</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Intrata dil Re di Franza in Roma adi 31 Dezembrio 1494 et quello fece in Roma</td> <td class="pag"><a href="#lib2-17">163</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_681">[681]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Cardinali romani, anno 1494</td> <td class="pag"><a href="#lib2-18">168</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Provvisione fatte per re Alphonso nel reame in questo tempo</td> <td class="pag"><a href="#lib2-19">172</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dil re Maximiliano alcuna cosa notanda, et di la sua Dieta</td> <td class="pag"><a href="#lib2-20">175</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Electores Imperii</td> <td class="pag"><a href="#lib2-21">177</a></td> - </tr> - <tr> - <td>A Venetia quello si faceva et anche a Milano</td> <td class="pag"><a href="#lib2-22">178</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Pontifice si accordò con el Re de Franza</td> <td class="pag"><a href="#lib2-23">183</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come re Alphonso renonciò la corona a so fiol don Ferando et si partì di Napoli; et quello ivi seguite</td> <td class="pag"><a href="#lib2-24">192</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di la partita dil Re di Franza, et come prosperò in Reame</td> <td class="pag"><a href="#lib2-25">195</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cose seguite in diverse parte de Italia in questo tempo</td> <td class="pag"><a href="#lib2-26">198</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Successo dil Re di Franza fino a l'intrar in Napoli</td> <td class="pag"><a href="#lib2-27">204</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di l'aquisto di San Zermano per Franzesi</td> <td class="pag"><a href="#lib2-28">215</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Di la venuta di quattro ambassadori dil Re di Romani a Venetia</td> <td class="pag"><a href="#lib2-29">217</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Copia di una lettera scritta al signor Soldam per el rezimento de Nycosia</td> <td class="pag"><a href="#lib2-30">223</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dil felice prosperar dil Re di Franza in Reame et fuga di Ferandino</td> <td class="pag"><a href="#lib2-31">225</a></td> - </tr> - <tr> - <td>De l'intrata dil Re di Franza in Napoli, che fo a dì 22 Fevrer 1494</td> <td class="pag"><a href="#lib2-32">230</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello seguite in Napoli da poi l'intrata dil Re di Franza</td> <td class="pag"><a href="#lib2-33">241</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cose seguite in Venetia et in diverse parte in questo tempo mezo</td> <td class="pag"><a href="#lib2-34">250</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Re de Franza habuto Castelnovo comenzò a bombardar Castel dil Uovo et quello fece a Napoli</td> <td class="pag"><a href="#lib2-35">258</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cose seguite a Venetia et a Milano et Fiorenza fino al concluder de la liga et in questo mexe de Marzo 1495</td> <td class="pag"><a href="#lib2-36">268</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello seguite a Roma in questo tempo</td> <td class="pag"><a href="#lib2-37">277</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Illustr. Principem et Senatum Venetum</td> <td class="pag"><a href="#lib2-38">280</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Responsio Venetorum</td> <td class="pag"><a href="#lib2-39">281</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Conclusione di la liga fatta a Venetia, et el modo che la fu conclusa</td> <td class="pag"><a href="#lib2-40">283</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Provisione fatte a Venetia et cosse seguide in varii luogi fin al publicar di la liga</td> <td class="pag"><a href="#lib2-41">288</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Dedica del libro III a Gerolamo Zorzi</td> <td class="pag"><a href="#Page_297">297</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Libro III. Solenne processione per la publicazione della lega</td> <td class="pag"><a href="#libro3">299</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Questa è la publicatione di la liga</td> <td class="pag"><a href="#lib3-1">305</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello acadete a Venetia, Roma, Napoli, Milan et altre parte dil mexe (di Aprile) 1495</td> <td class="pag"><a href="#lib3-2">307</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Segue lo stesso argomento (Maggio 1495)</td> <td class="pag"><a href="#Page_318">318</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Ordine et cerimonie usate a Milano in la investitura dil Duca a dì 26 Mazo 1495</td> <td class="pag"><a href="#lib3-3">353</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Re de Franza se partì di Napoli</td> <td class="pag"><a href="#lib3-4">356</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Pontifice se partì di Roma per la venuta dil Re de Franza et andò a Orvieto</td> <td class="pag"><a href="#lib3-5">356</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello seguite a Venetia in questo tempo</td> <td class="pag"><a href="#lib3-6">358</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Intrata dil Re di Franza in Roma, de ritorno, et quello fece, et come poi si partì</td> <td class="pag"><a href="#lib3-7">364</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Avvenimenti del Giugno 1495</td> <td class="pag"><a href="#Page_365">365</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Partita dil Pontifice et Cardinali da Orvieto et come andò a Perosa</td> <td class="pag"><a href="#lib3-8">367</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello successe in diversi luogi</td> <td class="pag"><a href="#lib3-9">369</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII in Viterbo</td> <td class="pag"><a href="#lib3-10">380</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_682">[682]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Duca de Orliens tolse Novara al Duca de Milan</td> <td class="pag"><a href="#lib3-11">382</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Relazione di Sebastiano Badoer, stato ambasciatore a Milano</td> <td class="pag"><a href="#Page_385">385</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui saranno notati li Franzesi di conditione che restono in Reame</td> <td class="pag"><a href="#lib3-12">391</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Re de Franza de ritorno intrò in Siena</td> <td class="pag"><a href="#lib3-13">392</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Consigli di mons. d'Argenton a Carlo VIII</td> <td class="pag"><a href="#Page_395">395</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Relatione de Piero Bembo soracomito al Capetanio zeneral de quello fece in Cicilia</td> <td class="pag"><a href="#lib3-14">416</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Re de Franza partito di Siena andò a Pisa et Lucca, et quello fece</td> <td class="pag"><a href="#lib3-15">421</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Carlo VIII a Pietrasanta e a Sarzana</td> <td class="pag"><a href="#Page_437">437</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Avvenimenti del Luglio 1495</td> <td class="pag"><a href="#lib3-16">439</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Ordene di l'exercito di la Illustrissima Signoria et colonnelli partiti a dì primo Luio</td> <td class="pag"><a href="#lib3-17">447</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Qui comenzano baruffe seguite in campo con Franzesi venivano zoso di monti</td> <td class="pag"><a href="#lib3-18">449</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum literarum d. Coradoli Stangae prothonotarii ad Illustrissimum Dominum ducem Mediolani</td> <td class="pag"><a href="#lib3-19">457</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Questi sono li primi eletti di la Signoria di Fiorenza per novo modo</td> <td class="pag"><a href="#lib3-20">463</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Copia de una lettera (di Bernardo Contarini, 5 Luglio 1495)</td> <td class="pag"><a href="#lib3-21">466</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Digresso di l'auctore, come stava Italia in questo tempo et li potentati</td> <td class="pag"><a href="#lib3-22">469</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Dedica del libro IV a Melchiorre Trevisan</td> <td class="pag"><a href="#Page_471">471</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Libro IV. La battaglia di Fornovo</td> <td class="pag"><a href="#libro4">473</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum literarum Ducis Mediolani</td> <td class="pag"><a href="#lib4-1">484</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come el Re de Franza col so exercito se partì con gran fuga di le giare dil Taro</td> <td class="pag"><a href="#lib4-2">486</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dil ritorno di re Ferando di Aragona in Napoli, et fu accettato di cittadini</td> <td class="pag"><a href="#lib4-3">501</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum litterarum Rev. D. Vice cancellarij S. R. E. Cardinalis Ascanii ad Illustrissimum Dominum Ducem Mediolani</td> <td class="pag"><a href="#lib4-4">502</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum litterarum D. Jacobi de Capua ad Ill. et Rev. Dominum Vicecancellarium</td> <td class="pag"><a href="#lib4-5">503</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Novità di Cesena</td> <td class="pag"><a href="#Page_504">504</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Seguito dil Re de Franza</td> <td class="pag"><a href="#lib4-6">506</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cosse seguite nel campo di Novara</td> <td class="pag"><a href="#lib4-7">508</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Summario de Franzesi presi da Stratioti nel campo di Novara in questi tempi</td> <td class="pag"><a href="#lib4-8">510</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come l'exercito di la Signoria andò poi a campo a Novara in aiuto dil Duca de Milan</td> <td class="pag"><a href="#lib4-9">511</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Questo è l'ordene per lo levarsi da Vespola e andar a conjungersi con l'altro campo verso Novara, fato a dì 18 Luio 1495</td> <td class="pag"><a href="#lib4-10">515</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Ordine de le factione hanno a fare partitamente li marascalchi dil campo</td> <td class="pag"><a href="#lib4-11">516</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum cuiusdam literae Alexandri Benedicti veronensis, physici, in castris</td> <td class="pag"><a href="#lib4-12">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Lista de le terre rendute a la Majestà dil re don Ferando di Aragona, da poi esser intrato in Napoli</td> <td class="pag"><a href="#lib4-13">519</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_683">[683]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Remuneratione fatte a molti benemeriti di la Signoria per le operationi fatte al Taro</td> <td class="pag"><a href="#lib4-14">524</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Seguito ne li campi di Novara fino a dì primo Avosto 1495</td> <td class="pag"><a href="#lib4-15">528</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Quello seguite a Napoli et in Reame fin a dì primo Avosto</td> <td class="pag"><a href="#lib4-16">530</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum literarum Ferdinandi regis</td> <td class="pag"><a href="#lib4-17">531</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum literarum Regis praedicti</td> <td class="pag"><a href="#lib4-18">533</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Copia di una lettera scripta a mons. di Mompensier per el cardinal S. Dyonise, di la rota</td> <td class="pag"><a href="#lib4-19">534</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Copia de un'altra lettera de uno franzese, che nara al suo modo la rotta</td> <td class="pag"><a href="#lib4-20">535</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Modo et hordine di le investiture date a Vormes per il Re di Romani</td> <td class="pag"><a href="#lib4-21">538</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Novitade di Cesena</td> <td class="pag"><a href="#lib4-22">540</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Epigramma de anchoneta ac reliquiis acceptis a Gallis</td> <td class="pag"><a href="#lib4-23">544</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cosse seguite in campo di Novara, dil mexe di Avosto, succincte descritte</td> <td class="pag"><a href="#lib4-24">547</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Basilio dalla Scuola abbandona i francesi e si unisce ai veneziani</td> <td class="pag"><a href="#Page_557">557</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Zente da cavallo et a piedi si ritrovava in Verzei</td> <td class="pag"><a href="#lib4-25">558</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Successo seguito a Napoli et in Reame in questo mexe di Avosto 1495</td> <td class="pag"><a href="#lib4-26">572</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum litterarum regis Ferdinandi, Regis Siciliae</td> <td class="pag"><a href="#lib4-27">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Questa è una lettera del sig. Fabricio Collona, di quello era successo</td> <td class="pag"><a href="#lib4-28">574</a></td> - </tr> - <tr> - <td>A Roma cosse seguite</td> <td class="pag"><a href="#lib4-29">578</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Copia di una lettera dil Re de Franza al Pontifice</td> <td class="pag"><a href="#lib4-30">579</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Copia di una lettera dil Re di Franza a Monaldo di Guerra suo capetanio in Hostia</td> <td class="pag"><a href="#lib4-31">582</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum brevis Sanctissimi Domini nostri ad Florentinos</td> <td class="pag"><a href="#lib4-32">584</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum litterarum Regis Ferdinandi ad Florentinos</td> <td class="pag"><a href="#lib4-33">587</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad summum Pontificem</td> <td class="pag"><a href="#lib4-34">588</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Seguito di cosse de Napoli et Reame, dil mese di Settembrio 1495</td> <td class="pag"><a href="#lib4-35">591</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Novitade acadute in Perosa</td> <td class="pag"><a href="#lib4-36">597</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum litterarum Perusiensium</td> <td class="pag"><a href="#lib4-37">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Successo di Pisani con Fiorentini</td> <td class="pag"><a href="#lib4-38">598</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Come fu amazato domino Jacomo da Savona a Forlì</td> <td class="pag"><a href="#lib4-39">600</a></td> - </tr> - <tr> - <td> </td> - </tr> - <tr> - <td>Dedica del libro V a Marco Sanuto</td> <td class="pag"><a href="#Page_603">603</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Libro V. Exemplum brevis sanctissimi D. Nostri ad Januenses</td> <td class="pag"><a href="#libro5">605</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Zente franzese lassate a la custodia dil Reame di Napoli quando se partì el re de Franza</td> <td class="pag"><a href="#lib5-2">606</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Zente Italiane</td> <td class="pag"><a href="#lib5-3">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Maneggi nella seconda metà di Settembre</td> <td class="pag"><a href="#Page_606">ivi</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Peticione fece li sigg. ambassadori franzesi in nome dil christianissimo Re de Franza.... in campo sotto Novara</td> <td class="pag"><a href="#lib5-4">615</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Responsione dil Ducha de Milan</td> <td class="pag"><a href="#lib5-5">616</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Altre responsione dil Ducha preditto</td> <td class="pag"><a href="#lib5-6">618</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Seguitano i maneggi negli ultimi di Settembre e primi d'Ottobre</td> <td class="pag"><a href="#Page_619">619</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Copia de una lettera de domino Francesco Bernardin Visconte al Ducha de Milan, di la conclusion di la paxe</td> <td class="pag"><a href="#lib5-7">626</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Conclusa la pace tra Francia e Milano, Venezia ritira le sue truppe</td> <td class="pag"><a href="#Page_627">627</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Seguito a Napoli et in Reame dil mese di Octubrio fino a la fine di Novembrio</td> <td class="pag"><a href="#lib5-8">630</a></td> - </tr> - <tr> - <td><span class="pagenum" id="Page_684">[684]</span></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum litterarum Antonii Grimani... ad oratorem nostrum venetum in Curia romana</td> <td class="pag"><a href="#lib5-9">635</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos oratores Venetiis existentes</td> <td class="pag"><a href="#lib5-10">637</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos oratores in Romana Curia</td> <td class="pag"><a href="#lib5-11">639</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Cosse seguite a Venetia et in altri lochi de Italia dil mese de Octubrio et Novembrio</td> <td class="pag"><a href="#lib5-12">645</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Copia de una lettera de Piero di Medici a don Antonio Spanochij, orator di Siena, a Monte Pulzano</td> <td class="pag"><a href="#lib5-13">648</a></td> - </tr> - <tr> - <td>Dil romper guerra el Re et Raina de Spagna col Re de Franza justa li capituli di la liga</td> <td class="pag"><a href="#lib5-14">663</a></td> - </tr> -</table> - -<hr /> - -<p class="pad2 center large"> -<span class="smcap">Fine.</span> -</p> -</div> - -<div class="footnotes"> - -<h2> -NOTE: -</h2> - -<div class="footnote" id="note1"> -<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>. </span><i>Della letter. venez.</i>, ediz. 1854, pag. 180.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note2"> -<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>. </span><i>Bibl. Marciana</i>, ital., cl. VII, cod. 130, mss.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note3"> -<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>. </span><i>Hist. de la Rep. de Venise</i>, Paris, 1819, Didot, VI, pag. 398 e seg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note4"> -<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>. </span><i>Hist. de Charles VIII</i>, deux. édit., I, 239, not. 3.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note5"> -<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>. </span><i>Arch. storico per le prov. napoletane</i>, Ann. II, fasc. I, p. 13.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note6"> -<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>. </span><i>Della lett. venez.</i>, pag. 17, 151.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note7"> -<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>. </span>Nelle note all'<i>Eloquenza</i> del <span class="smcap">Fontanini</span>, II, 229.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note8"> -<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>. </span><i>St. della lett. ital.</i> (ediz. di Napoli, 1781), IX, 225, 318.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note9"> -<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>. </span><i>De antiquitate urbis Patavii</i>, pag. 258.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note10"> -<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>. </span><i>Degli scrittori padovani</i>, alla voce.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note11"> -<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>. </span>È naturale lo studio con cui tenta di dissimulare il suo plagio, senza -riuscirvi sempre. Descrive il Sanuto le ceremonie con cui fu consegnato il -bastone e lo stendardo di Capitano generale al marchese di Mantova, e dice -che fu cantata una messa «con cantadori, trombe et pifari <i>venuti da qui</i>» -(pag. 552); e il Guazzo dice «con molti et buoni cantatori, e suono di piffari -e trombe <i>venuti da Venetia</i>» (c. 201 t.º). Poco dopo il Sanuto ricorda il «protetor -<i>nostro</i> San Marcho» (pag. 553); e il Guazzo sostituisce il «protettore <i>loro</i> -San Marco» (c. 202). Similmente, il Guazzo, scrivendo dopo l'evento, soppresse -(c. 5 t.º) la frase che aveva letto in Sanuto relativamente a Carlo VIII: «benchè -non fusse creto (<i>creduto</i>) volesse venir» (pag. 32). Ma qualche volta, non intendendo -il suo testo, lo storpiò in modo che si tradì. Dice di fatti che a dì 4 Marzo -1495 vennero a Venezia due ambasciatori del Moro, e che furono condotti «<i>con -gli patti</i> alla casa del duca di Ferrara» (c. 108 t.º), dove alloggiarono. Ma il -Sanuto avea detto «<i>con li piati</i>» (pag. 252), cioè con quelle barche molto capaci -e bene adorne che si usavano in simili circostanze. Ad ogni modo, il plagio -del Guazzo non mi fu sempre del tutto inutile. Egli aveva sotto gli occhi un -testo migliore di quello di cui ho dovuto servirmi, e ho potuto così in più d'un -luogo ristaurare la lezione o supplire le sue mancanze. Vedi, per es., a pag. 393.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note12"> -<p><span class="label"><a href="#tag12">12</a>. </span>Lo dice egli stesso (pag. 218, 221) nella <i>Cronachetta</i>, che pubblicai nel -1880 (Venezia, Visentini), per le nozze Papadopoli-Hellenbach.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note13"> -<p><span class="label"><a href="#tag13">13</a>. </span>XXII, pag. 401 e segg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note14"> -<p><span class="label"><a href="#tag14">14</a>. </span>Contiene i dogadi di Pietro Mocenigo, Andrea Vendramino, Giovanni -Mocenigo, Marco Barbarigo e i primi anni di Agostino Barbarigo. Nell'edizione -muratoriana la storia di questi dogi non occupa che una cinquantina di -colonne (1201-1252); nel mss. originale un grosso volume di quasi 800 pagine. -Ho dato un saggio dell'importanza di questo mss., pubblicando <i>Il Dogado di -Pietro Mocenigo</i> (per le nozze Acquaviva d'Aragona-Mocenigo, Venezia, 1882, -Visentini), in modo che appaia il vantaggio del mss. inedito sulla edizione del -Muratori.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note15"> -<p><span class="label"><a href="#tag15">15</a>. </span><span class="smcap">Brown</span>, <i>Ragguagli</i>, III, 79.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note16"> -<p><span class="label"><a href="#tag16">16</a>. </span><i>Ibid.</i>, III, 102.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note17"> -<p><span class="label"><a href="#tag17">17</a>. </span>Leggesi anche negli <i>Annali</i> del <span class="smcap">Malipiero</span>, <i>Archivio stor. ital.</i>, VII, -p. I, pag. 399 e segg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note18"> -<p><span class="label"><a href="#tag18">18</a>. </span>Si legge distesamente in <span class="smcap">Dumont</span>, <i>Corps... diplomatique</i>, t. III, p. II, -p. 531 e segg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note19"> -<p><span class="label"><a href="#tag19">19</a>. </span>Queste circostanze non erano sfuggite al Sanuto. Egli nota, per esempio, -(pag. 627) l'assenza dei Provveditori veneziani, e le acclamazioni della folla che -«<i>una voce</i> gridava: Viva! Viva San Marco che mantien la fede!»</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note20"> -<p><span class="label"><a href="#tag20">20</a>. </span>Anche omise i prudenti consigli, che poi il sig. d'Argenton diede al Re, -a cui «non parse de far questo, et intravene la rota et vergogna soa al Taro». -<span class="smcap">Sanudo</span>, <i>La Spediz.</i>, pag. 395. In generale è notevole, che tutte le particolarità -(e non sono poche) poco onorevoli ai Francesi, sono tutte omesse dal Guazzo. -Vedi, p. e., a pag. 210, 241, 267, 291, 309, 344, 393, 479, 488 ecc. ecc.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note21"> -<p><span class="label"><a href="#tag21">21</a>. </span>Mons. d'Argenton aveva in fatti il suo alloggio nell'isola di S Giorgio -Maggiore (pag. 88-89).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note22"> -<p><span class="label"><a href="#tag22">22</a>. </span>È curiosa una conversazione che il veneto secretario d'ambasciata ebbe -a Costantinopoli con alcuni pascià. Aveva egli annunziato al sultano la lega -conclusa ai danni di Carlo VIII, e «quattro bassà de' primi», a' quali la lega -«pareva molto di novo, gli dissero: Come va queste cosse? El signor Ludovico -ha fatto venir el re de Franza in Italia, et a hora ha fatto liga? La Signoria, si -la voleva, nel principio poteva ostar a la venuta, et l'ha lassato venir et prosperar; -et a hora è stata causa di sta (<i>questa</i>) liga. El Papa prima era in amicitia -con el Re de Napoli, poi dette el passo al Re de Franza; et pur è dentro (<i>nella -lega</i>). El Re de Spagna li ha promesso fede et bona paxe, et have do contadi; et -pur è contra esso Re de Franza. Et l'Imperator era pur so amigo etc. A le qual -parole saviamente ditto secretario rispose, dicendo havevano fatto questa liga -per conservatione di Stadi loro, et senza nuocer a niuno. Ma loro concludeva, le -cosse de Italia hora era piova, hora era sol etc.» (pag. 374). Come si vede, c'era -più buon senso a Costantinopoli che in Italia.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note23"> -<p><span class="label"><a href="#tag23">23</a>. </span><i>La guerra dei pirati</i>, I, 201.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note24"> -<p><span class="label"><a href="#tag24">24</a>. </span>«A hore una di notte venne uno vexentin, <i>bandito di Vicenza</i>, chiamato -Basilio de la Scuola, el qual era stato in campo dil Re, et ozi, partito di Verzel -mostrando andar a Turin, venne da' nostri et referì....» ecc. ecc. (pag. 557).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note25"> -<p><span class="label"><a href="#tag25">25</a>. </span>Di fatti nel tomo primo dei <i>Diarii</i>, il Sanuto aggiunge che Basilio fu -bandito per omicidio (col. 704). Negli archivi di Vicenza non si è finora scoperto -il processo che precedette questa condanna. Vedi, per altro, come si comportasse -lo Scola rispetto a Carlo VIII, negli <i>Errori vecchi e documenti nuovi</i>, che -ho pubblicati nel 1882 (p. 135 e segg.). Anche questa notizia si deve aggiungere -alla biografia di Basilio.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note26"> -<p><span class="label"><a href="#tag26">26</a>. </span><i>Gli artisti ed artefici che lavorarono in Castel nuovo a tempo di Alfonso I -e Ferrante I d'Aragona</i>. Napoli, 1876, p. 10 e seg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note27"> -<p><span class="label"><a href="#tag27">27</a>. </span>«Do galeaze venute con vittuarie da Marseia».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note28"> -<p><span class="label"><a href="#tag28">28</a>. </span>Anche il Guazzo, a dire il vero, ricorda «le porte enee di Castelnovo -di Napoli» (c. 192), tra il bottino che si raccolse a Rapallo. Ma la notizia era -campata in aria, perchè, copiando in questo luogo il Sanuto, non si ricordava di -avere omesso il cenno sulla rapina ideata di quelle porte.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note29"> -<p><span class="label"><a href="#tag29">29</a>. </span>Il Guazzo, che fu soldato, non avrebbe dovuto sopprimere su questa -battaglia tante importanti particolarità, che il Sanuto ci conservò. Vedi, per -esempio, la premura di conservare le artiglierie da campo (pag. 488, 490 ecc.), -che i Francesi ebbero più care delle cose del re (pag. 482, 491 ecc.) cadute -in mano al nemico. Ma il Guazzo, che vedeva crescersi sotto mano il volume, -non pensava che a sopprimere senza discernimento alcuno tutte le particolarità -che rendono così istruttivo e così pittoresco il racconto sanutiano.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note30"> -<p><span class="label"><a href="#tag30">30</a>. </span>Marin Sanuto morì nel 1536. Dieci anni dopo, quando il Guazzo era sul -punto di pubblicare il suo plagio, domandò al Senato un privilegio di stampa -per «l'historie de l'anno 1493 fino al presente», storie che diceva di avere -«fedelmente scritte... con lunghe sue fatiche et vigilie» (<span class="smcap">Senato</span>, <i>Terra</i>, filza -num. 3, 28 Agosto 1546). Non sospettandosi il plagio, gli fu conceduto il privilegio -per dieci anni, e le <i>Historie di Carlo VIII</i>, scritte con quelle <i>fatiche et vigilie</i> -che conosciamo, videro la luce nel 1547 <i>con privilegio</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note31"> -<p><span class="label"><a href="#tag31">31</a>. </span>Non ci parve che valesse il prezzo dell'opera l'affaticarci a ristaurare questo -passo, che nel nostro scorrettissimo testo dice così: «Perchè in questo tempo -non solamente vi si combatteva in questo di uno stato uno animo una republicha, -ma, <i>ut ita dicam</i>, ecc.».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note32"> -<p><span class="label"><a href="#tag32">32</a>. </span>Le inesattezze dei numeri possono facilmente essere attribuite al copista: -non ci permettiamo peraltro di mutar nulla. Del resto è noto che Luigi XI mori -a Plessis du Parc, a dì 30 Agosto 1483; e che Carlo VIII, nato nel castello d'Amboise -a dì 30 Giugno 1470, fu consacrato nella cattedrale di Rheims il 30 Maggio -1484. Entrò solennemente a Parigi il 5 di Luglio.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note33"> -<p><span class="label"><a href="#tag33">33</a>. </span>Margherita andò in Francia dopo il trattato di Arras, 23 Decembre 1482, -e ne uscì dopo il trattato di Senlis, 23 Maggio 1493.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note34"> -<p><span class="label"><a href="#tag34">34</a>. </span>Carlo VIII non entrò in Rennes che dopo i simulati accordi del 15 Novembre -1491.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note35"> -<p><span class="label"><a href="#tag35">35</a>. </span><i>L'Evesque de Lombez, abbé de Saint Denys e l'abbé de Saint Anthoine de -Viennois</i> sono fra i commissarî incaricati da Carlo VIII, a dì 16 Settembre 1491, -di stringere nuovi accordi con Innocenzo VIII sugli argomenti di cui parlano le -relative istruzioni in <span class="smcap">Godefroy</span>, <i>Hist. de Charles VIII</i>, 1684, pag. 617 e segg. In -queste istruzioni non si tratta peraltro delle dispense. Intorno alle quali dice lo -stesso autore (pag. 621): «il fallut plusieurs dispenses, et principalement pour la -resolution des mariages dans lesquels les parties se trouuoient engagées respectiuement, -car le Roy estoit marié avec Marguerite d'Austriche et la Duchesse avec -Maximilian Roy des Romains: cependant le pretexte du bien public et de la paix -seruit à faciliter toutes choses». Le dispense accordate da Innocenzo VIII (15 -Decembre 1491) e gli atti (13 Novembre e 21 Decembre 1492) relativi alla clausola -che <i>dicta Illustrissima d. Anna... rapta non fuerit</i>, si leggono in <span class="smcap">Dumont</span>, -<i>Corps Diplomatique</i>, t. III, p. II, p. 274 e segg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note36"> -<p><span class="label"><a href="#tag36">36</a>. </span>Veramente furono celebrate nel castello di Langeais.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note37"> -<p><span class="label"><a href="#tag37">37</a>. </span>L'ambasciata occorse nel 1492. Ne fu publicata la <i>Relazione</i> da <span class="smcap">Alberi</span>, -ser. I, vol. IV.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note38"> -<p><span class="label"><a href="#tag38">38</a>. </span>Per la somma precisa, v. <span class="smcap">Dumont</span>, l. c., pag. 296.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note39"> -<p><span class="label"><a href="#tag39">39</a>. </span><i>Boabdil.</i> Ma la nostra copia legge <i>Meles</i> (Melec?) <i>Bleusem</i>; e abbiam creduto -meglio sopprimere questa storpiatura. Al copista si deve attribuire anche -l'errore del numero successivo, giacchè dalla battaglia di Xeres de la Frontera -alla conquista di Granata corse un secolo più di quel che è detto nel testo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note40"> -<p><span class="label"><a href="#tag40">40</a>. </span>Il trattato fu sottoscritto in Barcellona a dì 19 Gennaio.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note41"> -<p><span class="label"><a href="#tag41">41</a>. </span>L'autore scriveva dunque queste pagine tra il 25 Gennaio 1494 e il 21 -Gennaio 1495, che tanto appunto durò il regno di Alfonso II.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note42"> -<p><span class="label"><a href="#tag42">42</a>. </span><span class="smcap">Romanin</span>, <i>St. docum.</i>, IV, 424.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note43"> -<p><span class="label"><a href="#tag43">43</a>. </span>L'Aretino (<i>Rer. Italic.</i>, XIX, 921 e segg.) parla di Innocenzo VII succeduto -a Bonifacio IX.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note44"> -<p><span class="label"><a href="#tag44">44</a>. </span>Cioè successore di Innocenzo VII.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note45"> -<p><span class="label"><a href="#tag45">45</a>. </span>In questo periodo è confuso Gregorio XII con Alessandro V e Giovanni -XXIII. Cf. <span class="smcap">Muratori</span>, <i>Annali</i>, ad ann. 1409, 1411.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note46"> -<p><span class="label"><a href="#tag46">46</a>. </span>Ladislao morì il 6 Agosto 1414.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note47"> -<p><span class="label"><a href="#tag47">47</a>. </span>Giovanna morì il 2 Febbraio 1435; ma, secondo il costume veneziano, il -nostro cronista poteva assegnare alla morte della regina il 1434. Riguardo alle -circostanze che, secondo il cronista, precedettero e seguirono questa morte, la -confusione è manifesta.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note48"> -<p><span class="label"><a href="#tag48">48</a>. </span>Così lo chiama anche il Sanudo più sotto, aggiungendo che questo secondo -fratello di Alfonso era gran maestro dell'ordine di S. Giacomo. Abbiamo -quindi corretto questo luogo ove, con manifesto errore del copista, si davano per -fratelli ad Alfonso Giovanni re di Navarra <i>et il re di Spagna</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note49"> -<p><span class="label"><a href="#tag49">49</a>. </span>Anche qui la cronologia è difettosa. Giovanna II morì il 2 Febbraio 1435, -la battaglia di Ponza tra l'Assereto ed Alfonso accadde al 5 d'Agosto, l'insurrezione -di Genova a dì 27 Decembre dello stesso anno.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note50"> -<p><span class="label"><a href="#tag50">50</a>. </span>«Il quale (Giovanni) non si fermò in Lombardia, ma ne venne a Firenze -dove onoratissimamente fu ricevuto». <span class="smcap">Macchiavelli</span>, <i>Storie</i>, Lib. VI, che così -emenda il racconto del Sanudo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note51"> -<p><span class="label"><a href="#tag51">51</a>. </span>Alfonso morì il 27 Giugno 1458.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note52"> -<p><span class="label"><a href="#tag52">52</a>. </span>Non di <i>Lusitania</i>, come dice erroneamente il nostro testo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note53"> -<p><span class="label"><a href="#tag53">53</a>. </span>Veramente fu sua sorella anche Eleonora, che nel 1428 andò sposa ad -Eduardo, infante di Portogallo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note54"> -<p><span class="label"><a href="#tag54">54</a>. </span>Maria, che nel 1420 sposò Giovanni II re di Castiglia, e figlio di Enrico -III. Ora Alfonso V (figlio di Ferdinando il Giusto re d'Aragona secondogenito di -Giovanni I re di Castiglia) nel 1415 sposò Maria sua cugina, figlia di Enrico III -re di Castiglia. Ecco il doppio motivo per cui l'Autore chiama Giovanni II re di -Castiglia <i>parente consanguineo</i> di Alfonso V.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note55"> -<p><span class="label"><a href="#tag55">55</a>. </span>I documenti che espongono questi fatti con precisione, vedi in <span class="smcap">Lunig</span>, -<i>Codex Italiae diplomat</i>., II, 1257 et segg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note56"> -<p><span class="label"><a href="#tag56">56</a>. </span>Apparteneva a questa ambasceria anche Girolamo Tuttavilla.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note57"> -<p><span class="label"><a href="#tag57">57</a>. </span>Vedi <span class="smcap">Baschet</span>, <i>La Diplomatie Venitienne</i>, pag 302, 303.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note58"> -<p><span class="label"><a href="#tag58">58</a>. </span>Gentile Becchi.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note59"> -<p><span class="label"><a href="#tag59">59</a>. </span>Giovanni Villiers, abate di San Dionisio di Parigi, e sin dal 1473 vescovo -di Lombez, da Alessandro VI (21 Agosto 1493) creato Cardinale prete del titolo di -S. Sabina.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note60"> -<p><span class="label"><a href="#tag60">60</a>. </span><i>More veneto</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note61"> -<p><span class="label"><a href="#tag61">61</a>. </span>Alessandro Caraffa.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note62"> -<p><span class="label"><a href="#tag62">62</a>. </span>Nato a dì 27 Luglio 1469, Ferdinando non aveva ancora venticinque anni -compiuti.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note63"> -<p><span class="label"><a href="#tag63">63</a>. </span>Ferdinando nel 1446 sposò Isabella figlia di Tristano di Clermont e della -contessa di Copertino.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note64"> -<p><span class="label"><a href="#tag64">64</a>. </span>Cardinale diacono del titolo di S. Adriano (1477) e Arcivescovo di Taranto -(1478), m. a Roma 1485. Cf. <span class="smcap">Notar Giacomo</span>, <i>Cronica di Napoli</i>, p. 96, 140, -143, e <span class="smcap">Burchardi</span> <i>Diarium</i> (edit. Gennarelli), pag. 72 nota.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note65"> -<p><span class="label"><a href="#tag65">65</a>. </span>Morto a venticinque anni, il 26 Ottobre 1486.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note66"> -<p><span class="label"><a href="#tag66">66</a>. </span>Eleonora morì l'11 Ottobre 1493.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note67"> -<p><span class="label"><a href="#tag67">67</a>. </span>Morto Mattia Corvino, Beatrice sposò il successore Ladislao. Si sa peraltro -qual conto facesse costui della moglie, che pure gli aveva agevolata la via del -trono. E forse anche per questo l'Autore la dice vedova.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note68"> -<p><span class="label"><a href="#tag68">68</a>. </span>Cioè di Ferdinando il Cattolico.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note69"> -<p><span class="label"><a href="#tag69">69</a>. </span>Un figlio Carlo morì fanciullo. L'<i>ynfante</i> qui ricordata è Giovanna, che -poi sposò il nipote proprio, re Ferdinando II.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note70"> -<p><span class="label"><a href="#tag70">70</a>. </span>«Madamma Cianzia de Aragonia figliola naturale dello illustrissimo Signore -Duca de Calabria et de madamma Trusia... Gazulla,» doveva sposare -Onorato Gaetani ma sposò invece Goffredo Borgia. <span class="smcap">Notar Giacomo</span>, p. 163, 178, -180, 182. Cf. <span class="smcap">Trinchera</span>, <i>Cod. Arag</i>., II, 199.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note71"> -<p><span class="label"><a href="#tag71">71</a>. </span>Giovanni Borgia, eletto da Sisto IV arcivescovo di Monreale in Sicilia, -creato da Alessandro VI, a dì 31 Agosto 1492, Cardinale prete del titolo di S. Susanna.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note72"> -<p><span class="label"><a href="#tag72">72</a>. </span>Questo ambasciatore era in Napoli, il giorno dell'incoronazione di Alfonso -(<span class="smcap">Burchardi</span> <i>Diarium</i>, pag. 312). Il <span class="smcap">Summonte</span> dice che ambasciatore Spagnuolo -in Napoli era a questo tempo il Vescovo di Tarragona (<i>Dell'Historia</i> ecc., -ed. Bulifon, t. III, p. 483), cioè Don Gonzalo Fernandes de Heredia, già governatore -di Roma (<span class="smcap">Burchardi</span> <i>Diar</i>., p. 250), e del quale vedi il <span class="smcap">Villanueva</span>, <i>Viage -literario a las Iglesias de Espana</i>, XVIII, 42, XX, 20. Ma dice il <span class="smcap">Summonte</span> che -l'ambasciatore spagnuolo assistette personalmente alla ceremonia, il <span class="smcap">Burcardo</span> -invece asserisce che non vi fu presente, per questione di etichetta. L'Arcivescovo -di Tarragona e il governatore di Catalogna sarebbero dunque due persone diverse?</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note73"> -<p><span class="label"><a href="#tag73">73</a>. </span>Più di duecentomila dice il <span class="smcap">Summonte</span>, ibid., 482. Ottomila il <i>Diarium</i> -<span class="smcap">Burchardi</span> (pag. 307), con cui si dovrebbe paragonare, in tutte le sue circostanze, -questo racconto.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note74"> -<p><span class="label"><a href="#tag74">74</a>. </span>«Il Re cantò l'evangelio... con un tanto eccellente modo, che parve -fusse stato gran tempo prete et a quell'officio usato». <span class="smcap">Summonte</span>, ibid., p. 488.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note75"> -<p><span class="label"><a href="#tag75">75</a>. </span>Ippolita Sforza, moglie di Alfonso, era morta fin dal 19 Agosto 1488. La -regina di cui in questo luogo si parla è dunque Giovanna di Aragona, vedova di -re Ferdinando. Chi ne fosse peraltro il nipote, ricordato qui dall'Autore, non saprei -dire con sicurezza. Sospetterei che fosse «Don Henricus de Aragonia frater -consobrinus reginae Neapolitanae et nepos regis Hispaniarum» (<span class="smcap">Burchardi</span> -<i>Diarium</i>, pag. 290), il quale cavalcava appunto a sinistra di don Goffredo nell'entrata -solenne del cardinale di Monreale, ed assistette all'incoronazione di Alfonso, -ove doveva tenere e tenne di fatti il pomo durante la ceremonia (ibid., pag. 284, -311).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note76"> -<p><span class="label"><a href="#tag76">76</a>. </span>Di questo fratello naturale di Alfonso II vedi i <i>Ricordi</i> di <span class="smcap">Filippo di Vigneulles</span>, -nell'<i>Arch. Stor. Ital</i>., Serie I, App. IX, 232, e <span class="smcap">Burchardi</span> <i>Diarium</i>, -pag. 145, 290.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note77"> -<p><span class="label"><a href="#tag77">77</a>. </span>«Nihil mihi in hoc convivio singulari singulariter placuit, praeter credentiam, -quae pulcherrimis et magnis vasis aureis et argenteis ornata erat; existimavi -ea quae ibi exposita erant ad circiter ducatus XL m.». Burchardi Diarium, -pag. 316.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note78"> -<p><span class="label"><a href="#tag78">78</a>. </span>È la sesta fra le orazioni di <span class="smcap">M. A. Sabellico</span>, <i>Operum</i>, ediz. 1560, vol. -IV, col. 497.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note79"> -<p><span class="label"><a href="#tag79">79</a>. </span>Pietro de Aranda, della cui dignità e delle cui vicende vedi il <i>Diario di -Burcardo</i> in <span class="smcap">Eccardi</span>, <i>Corpus historicum Medii Ævi</i>, vol. II, col. 2095, 2097, -2112.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note80"> -<p><span class="label"><a href="#tag80">80</a>. </span>«Postquam..... ad divini numinis timorem excitaris» legge correttamente -il <span class="smcap">Dumont</span>, <i>Corps dipl.</i>, t. III. p. II, pag. 316.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note81"> -<p><span class="label"><a href="#tag81">81</a>. </span>Supplisci col <span class="smcap">Dumont</span>: «Rex Alphonsus avus ejus, deinde Ferdinandus -pater, cui successit rex, qui per praedecessores ecc.». Loc. cit.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note82"> -<p><span class="label"><a href="#tag82">82</a>. </span>Gli errori dell'amanuense o del traduttore corregge questa lezione: -«Exponendo vires et conatus nostros in resistentia facienda, ne dictus Rex Franciae -aliqua victoria contra nos potiatur, et contra fratrem Suae Majestatis». <span class="smcap">Dumont</span>, -l. c.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note83"> -<p><span class="label"><a href="#tag83">83</a>. </span>«Quod velit facere omnem resistentiam et se defendere contra ipsum, et -deviare ne frater suus capiatur ex manibus nostris, quos exhortetur et stringat, -quod pro quanto cari pendant amicitiam suam, debeant esse adjumento et defensioni -nostrae et regis Alphonsi terra marique, et quod omnes amicos nostros et -primum regem habebit pro bonis amicis suis, et nostros inimicos pro inimicis». -<span class="smcap">Dumont</span>, l. c.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note84"> -<p><span class="label"><a href="#tag84">84</a>. </span>«Fiolo de 4 Sultani de Latheath cainf», leggeva la nostra copia, che -abbiamo emendata col <span class="smcap">Dumont</span>, ibid., pag. 317.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note85"> -<p><span class="label"><a href="#tag85">85</a>. </span>«Quod si vita careret» legge il <span class="smcap">Dumont</span>, ibid.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note86"> -<p><span class="label"><a href="#tag86">86</a>. </span>«Antequam sit nobis dictum corpus datum, et per vestros meis consignatum». -<span class="smcap">Dumont</span>, ibid., pag. 318.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note87"> -<p><span class="label"><a href="#tag87">87</a>. </span>Alonso de Sylva, intorno a cui vedi Prescott, <i>Storia di Ferd. e d'Isab</i>., -traduz. ital., Firenze, 1847, vol. II, p. 316.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note88"> -<p><span class="label"><a href="#tag88">88</a>. </span>De Bidant, o De Bidaut, è detto anche in Godefroy, Histoire, pag. 194. Ma è noto che l'ambasciata spedita nella primavera del 1494 da Carlo VIII in Italia, -era composta: I. dell'Aubigny; II. del vescovo di s. Malo, Guglielmo Briçonnet; -III. di Giovanni Matharon, presidente di Provenza; IV. di Perron de Basche.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note89"> -<p><span class="label"><a href="#tag89">89</a>. </span>Specie di nave. <i>Arbatoze</i> le chiama <span class="smcap">Notar Giacomo</span>, <i>Cronica</i>, descrivendo -l'armata del re Alfonso, pag. 183. <span class="smcap">E. B. Senarega</span>, <i>De rebus genuensibus,</i> -in <i>Rer. Italic. Script</i>., vol. XXIV, col. 539: «Tertium genus navium, quod <i>Arbatociam</i> -appellabat, quod ad majores bombardas emittendas aptius erat».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note90"> -<p><span class="label"><a href="#tag90">90</a>. </span>Pietro d'Urfè.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note91"> -<p><span class="label"><a href="#tag91">91</a>. </span>Queste galere <i>per forza</i>, sarebbero le <i>barche forzae</i> di cui parla il <span class="smcap">Malipiero</span> -(p. 321) negli <i>Annali</i>?</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note92"> -<p><span class="label"><a href="#tag92">92</a>. </span>Fra la galea di Giammaria Pignatello e la fusta di Giampaolo da Capri si -legge nella nostra copia: «Galie 7 armate et armate in Puglia e Terra d'Otranto». -Probabilmente qui l'A. traeva la somma delle galee (27) precedenti, indicando in -quali province fossero armate. Il che si conferma dall'indicazione che segue a -questo elenco, ove le galere si contano a ventisette e non più.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note93"> -<p><span class="label"><a href="#tag93">93</a>. </span>Queste altre <i>barze</i> non compariscono nella somma di cinquantuna vela, -che segue immediatamente.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note94"> -<p><span class="label"><a href="#tag94">94</a>. </span>Nel grande Archivio di Napoli manca il carteggio diplomatico di Alfonso -II, probabilmente dato alle fiamme nella popolare insurrezione del 1647. Dal -primo repertorio dei Quinternioni di Calabria citra ed ultra risulta che per diploma -di Ferdinando (27 Aprile 1463) Francesco Siscar ebbe la terra di Ajello, -tolta per ribellione a Sansonetto Sersale di Sorrento. Della famiglia Siscara, venuta -in Napoli con Alfonso I di Aragona, e di Paolo (che probabilmente è il nostro -ambasciatore) il quale ereditò alla morte del padre (1480) il Contado di -Ajello, vedi i <i>Discorsi delle famiglie nobili del regno di Napoli del sig.</i> <span class="smcap">Carlo de -Lellis</span>, Napoli, 1654, pag. 286. Tutte queste notizie debbo alla erudizione e cortesia -del comm. Francesco Trinchera, benemerito direttore del grande Archivio di -Napoli.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note95"> -<p><span class="label"><a href="#tag95">95</a>. </span>Giorgio Costa, portoghese, arciv. di Lisbona, fatto cardinale da Sisto IV.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note96"> -<p><span class="label"><a href="#tag96">96</a>. </span>Raffaello Riario, savonese, creato cardinale da Sisto IV.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note97"> -<p><span class="label"><a href="#tag97">97</a>. </span>Cesare Borgia che, dal 1493 al 1498, fu cardinale diac. di s. Maria Nuova, -ed ebbe titolo di arcivescovo di Valenza.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note98"> -<p><span class="label"><a href="#tag98">98</a>. </span>Ascanio, figlio di Francesco Sforza duca di Milano, fatto card. da Sisto IV.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note99"> -<p><span class="label"><a href="#tag99">99</a>. </span>Peraltro «Baudricourt retourna en Bourgogne, dont il était gouverneur» -dice <span class="smcap">Cherrier</span>, I, 430.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note100"> -<p><span class="label"><a href="#tag100">100</a>. </span><i>A Berna</i> dice il nostro manoscritto, che non sappiamo come spiegare.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note101"> -<p><span class="label"><a href="#tag101">101</a>. </span>Federigo, figlio di Roberto Sanseverino, da Innocenzo VIII fatto cardinale -diacono del titolo di s. Teodoro nel 1489, ma non publicato. «Il cardinale Ascanio -Maria Sforza però, bramando vivamente di creare un pontefice a suo talento, operò -sì co' cardinali, che il Sanseverino fu riconosciuto dal sacro Collegio per vero -e legittimo cardinale, e con questo carattere potè trovarsi presente al conclave di -Alessandro VI ecc.». <span class="smcap">Cardella</span>, <i>Memorie storiche de' Cardinali</i>, II, 243.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note102"> -<p><span class="label"><a href="#tag102">102</a>. </span>Bernardino Lonati da Pavia, ad istanza di Ascanio Sforza, creato cardinale -diacono del titolo di s. Ciriaco, il 21 Agosto 1493.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note103"> -<p><span class="label"><a href="#tag103">103</a>. </span>Non dovrebbe leggersi <i>ravennate?</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note104"> -<p><span class="label"><a href="#tag104">104</a>. </span>Non dice così il <span class="smcap">Guicciardini</span>, I, <span class="smcap lowercase">III</span>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note105"> -<p><span class="label"><a href="#tag105">105</a>. </span>Crediamo inutile riprodurre i ventisette capitoli riassunti dal Cronista, -che furono publicati testualmente da <span class="smcap">Gino Capponi</span> nell'<i>Archivio Storico Italiano</i>, -t. I, pag. 362-375.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note106"> -<p><span class="label"><a href="#tag106">106</a>. </span>È la conosciuta orazione, che non riproduciamo, e che leggesi tra le opere -di <span class="smcap">Marsilio Ficino</span> (Basileae, 1576, I, 960, 961).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note107"> -<p><span class="label"><a href="#tag107">107</a>. </span>È quel medesimo documento che leggesi in <span class="smcap">Malipiero</span>, <i>Annali</i> (<i>Archivio -Storico Italiano</i>, t. VII, pag. 325-327), e che quindi ci asteniamo dal riprodurre.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note108"> -<p><span class="label"><a href="#tag108">108</a>. </span>Qualche leggerissima inesattezza sfuggita in questo elenco può facilmente -correggersi coll'aiuto della nota opera del <span class="smcap">Cardella</span>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note109"> -<p><span class="label"><a href="#tag109">109</a>. </span>È l'epigramma publicato dal <span class="smcap">De Cherrier</span>, <i>Histoire de Charles VIII</i>, II, 80</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note110"> -<p><span class="label"><a href="#tag110">110</a>. </span>L'equivoco del cronista è evidente.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note111"> -<p><span class="label"><a href="#tag111">111</a>. </span>Non riproduciamo questa lettera di convocazione data da Anversa il giorno -24 Novembre (<i>VIII Kal. Decembris, vor S. Katherinentag</i>) 1494, giacchè fu -publicata al suo posto nei <i>Reichstagsacten</i>. Cf. <span class="smcap">J. J. Mülleri</span>, <i>Reichstags-Theatrum -Maximiliani</i> I. p. I, pag. 199 e seg. Ienae, 1718.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note112"> -<p><span class="label"><a href="#tag112">112</a>. </span>Giovanni, morto nel 1504.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note113"> -<p><span class="label"><a href="#tag113">113</a>. </span>Non riproduciamo neppure questi capitoli, che sono una letterale traduzione -di quelli che si leggono in <span class="smcap">Molini</span>, <i>Documenti di Storia Italiana</i>, I, -22 e segg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note114"> -<p><span class="label"><a href="#tag114">114</a>. </span>Isabella (figlia di Ferdinando il Cattolico e di Isabella di Castiglia) n. -1 Ottobre 1470, sposò a dì 22 Novembre 1490 l'erede presuntivo del trono di -Portogallo, Alonso, che morì pochi mesi dopo. Nel 1497 sposò Emanuele re di -Portogallo, e morì l'anno appresso (23 Agosto).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note115"> -<p><span class="label"><a href="#tag115">115</a>. </span>Lorenzo Suarez.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note116"> -<p><span class="label"><a href="#tag116">116</a>. </span>Ippolita, che morì giovinetta.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note117"> -<p><span class="label"><a href="#tag117">117</a>. </span>Simone Unferdorben, fanciullo di poco più che due anni, ucciso dagli -ebrei in Trento il 23 Marzo 1475 secondo gli <i>Annali del principato ecclesiastico -di Trento.... reintegrati e annotati da</i> <span class="smcap">Tomaso Gar</span>, Trento, pag. -352-358.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note118"> -<p><span class="label"><a href="#tag118">118</a>. </span>Intorno a questo prelato vedi <span class="smcap">Prescott</span>, ibid., p. II, cap. V.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note119"> -<p><span class="label"><a href="#tag119">119</a>. </span>Perkin Warbee, noto impostore, di cui v. <span class="smcap">Hume</span>, cap. XXV, XXVI.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note120"> -<p><span class="label"><a href="#tag120">120</a>. </span>«Et l'havere di pretio della Reina» legge il <span class="smcap">Guazzo</span>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note121"> -<p><span class="label"><a href="#tag121">121</a>. </span>«Labarde» legge il Guazzo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note122"> -<p><span class="label"><a href="#tag122">122</a>. </span>La nostra copia è così scorretta, che disperiamo di restaurare il testo -genuino. L'eruditissimo B. Capusso ci avverte peraltro che il secretario vecchio, -di cui qui si parla, è Antonello Petrucci, «che si sa aver avuto il suo palagio -nella piazza di S. Domenico».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note123"> -<p><span class="label"><a href="#tag123">123</a>. </span>Altro luogo inesplicabile della nostra copia.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note124"> -<p><span class="label"><a href="#tag124">124</a>. </span>La nostra scorrettissima copia leggeva: <i>Ovo nicro novo</i> ecc., e non sapevamo -come correggere il passo. Speravamo di trovare questa iscrizione o in -qualche antica <i>Guida</i> di Napoli, o in altra opera storica. Ma riuscite indarno le -nostre ricerche, ci siamo rivolti all'eruditissimo ed illustre sig. Bartolommeo Capasso, -che gentilmente ci rispose: «Sui due versi del Castel dell'Ovo debbo -dirle che essi non sono riportati, nè sono in qualunque maniera indicati in alcuno -dei nostri patrii scrittori, sì editi che inediti. E siccome le descrizioni che abbiamo -di Napoli, alquanto particolareggiate, non sono più antiche del secolo XVI, -così bisogna supporre che fin da quel tempo non esistessero più. Verisimilmente -dovettero sparire nell'assedio posto al castello dal Gran Capitano, nel quale Pietro -Navarro, come credesi, fece le prime pruove delle sue mine, e con esse abbattè -l'arco che dalla strada di S. Lucia immetteva al ponte del Castello, ove quei versi -dovevano leggersi. In ogni modo, mancandoci il confronto di altri esemplari, non -si può rettificarne gli errori con la lezione migliore. Ho cercato quindi di divinare -il senso dell'epigrafe colla storia del castello, ed ecco dopo molto meditarvi -su la mia congettura sul proposito. -</p> - -<p> -«Nella <i>Cronaca di Partenope</i>, volgarmente attribuita ad un Giovanni Villani -napoletano (l'edizione più facile a trovarsi è quella del 1680 di Napoli, nella -<i>Raccolta di vari libri</i> ecc.), tra le altre opere di magia che si dicono fatte da Virgilio -a beneficio dei Napoletani, trovasi la <i>consecrazione</i> di un ovo, che il poeta -avrebbe chiuso in una caraffa di vetro, e depositato in un luogo secreto e ben custodito -del Castello marino o del SS. Salvatore a mare, perchè ne fosse, per dir -così, il Palladio, e ne dipendessero i fati da quello. Nella stessa <i>Cronaca</i> (cap. 46 -del lib. III) si narra che al tempo della regina Giovanna I, quando Ambrogio Visconti, -figliuolo naturale del duca di Milano, fuggì dal detto castello, ove era -prigione, ruppe la caraffa, <i>e tutti li edifici antichi del castello se diruparo</i>. Allora -la regina lo fece di nuovo riedificare, <i>et perchè non avesse perduto lo nome del detto -castello, fece includere lo ovo in uno vassello di vetro, più bello, et più sottile et -megliore</i>. -</p> - -<p> -Ora, posto ciò, io leggo i due versi: <i>Ovo nicro novo non sic turbor ovo dorica -castra cluens tutor temerare timeto</i>, così: <i>Ovum</i> (<i>in</i>) <i>vitro novo</i>, sottintendendo -<i>clauditur</i> o altro simile; il vitro benissimo poteva scambiarsi in <i>nicro</i>; <i>non sic</i> -(<i>ego</i>, parla il castello) <i>turbor</i> (<i>ab</i>) <i>ovo. Dorica castra cluens tutor</i> (assicuro, difendo); -<i>temerare timeto</i>. Il <i>dorica castra</i> allude evidentemente all'origine greca della -città». -</p> - -<p> -Siano grazie all'eminente erudito che volle aiutarci colle sue dotte induzioni. -La sua assicurazione, che l'epigramma sopra detto non è ricordato da alcuno -scrittore napoletano edito e inedito, è una prova evidente della diligenza con la -quale il nostro Sanudo raccoglieva le memorie non solamente di Venezia ma di -tutta l'Italia. Alla cronaca del Sanudo, dice di fatti lo stesso illustre sig. Capasso, -debbo «la cognizione di parecchi particolari intorno alla città di Napoli specialmente, -che sono taciuti dai nostri cronisti, ed ignorati dai patrii scrittori».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note125"> -<p><span class="label"><a href="#tag125">125</a>. </span>«A sì che tal Signoria di Venetia sapere non puotevano come quelli -oratori voleano far lega», così il Guazzo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note126"> -<p><span class="label"><a href="#tag126">126</a>. </span>«Nascondeano i prelati di Roma nei monasteri le loro cose, andando il re -di Franza a Roma di qualche novità dubitando». Guazzo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note127"> -<p><span class="label"><a href="#tag127">127</a>. </span>Leggesi stampata in seguito al discorso di Leonello Chieregato, che troveremo -ricordato qui appresso.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note128"> -<p><span class="label"><a href="#tag128">128</a>. </span>Leggesi in un libretto del tempo, del quale ho veduto due esemplari nella -Biblioteca Marciana, ma senza alcuna nota tipografica. Trattandosi di un discorso -che andò già per le stampe, credo inutile riprodurlo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note129"> -<p><span class="label"><a href="#tag129">129</a>. </span>«Per i capitoli haveano con il Re di Franza», aggiunge il <span class="smcap">Guazzo</span> -c. 138.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note130"> -<p><span class="label"><a href="#tag130">130</a>. </span>Questo elenco (molto più particolareggiato di quello che leggesi in -<span class="smcap">Malipiero</span>, <i>Annali Veneti</i>, I, 339 e segg) fu trascritto letteralmente e publicato -dal <span class="smcap">Guazzo</span>, <i>Historie.. ove se contengono la venuta et partita di Carlo Ottavo</i> -(Ven., 1547), e 151 t.º e segg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note131"> -<p><span class="label"><a href="#tag131">131</a>. </span>Anche questo elenco fu publicato tale e quale dal <span class="smcap">Guazzo</span>, <i>ibid</i>., c. -155 e seg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note132"> -<p><span class="label"><a href="#tag132">132</a>. </span>«Et essere in inimicicia con Genoesi, et volendo tornare in Franza gli -fea di bisogno tenere la volta di Pontremolo, et ritornare per la via ov'era -venuto» dice il <span class="smcap">Guazzo</span> (c. 158), che aveva sott'occhio un esemplare di questa -cronaca più corretto del nostro.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note133"> -<p><span class="label"><a href="#tag133">133</a>. </span>Anche questo elenco si legge in <span class="smcap">Guazzo</span>, <i>ibid</i>., c. 163.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note134"> -<p><span class="label"><a href="#tag134">134</a>. </span>È trascritto nel <span class="smcap">Guazzo</span>, col titolo: <i>Armata de i s. Venetiani nel mare</i>, -c. 165 t.º, e seg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note135"> -<p><span class="label"><a href="#tag135">135</a>. </span>Questo breve elenco si legge in <span class="smcap">Guazzo</span>, c. 171 e 171 t.º.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note136"> -<p><span class="label"><a href="#tag136">136</a>. </span>Questo pure leggesi in <i>Guazzo</i>, c. 171 tº.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note137"> -<p><span class="label"><a href="#tag137">137</a>. </span>Leggesi nel <span class="smcap">Guazzo</span>, a c. 175 t.º e seg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note138"> -<p><span class="label"><a href="#tag138">138</a>. </span>Questa lista fu publicata dal <span class="smcap">Guazzo</span>, a c. 181 t.º.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note139"> -<p><span class="label"><a href="#tag139">139</a>. </span>È l'orazione che leggesi in <span class="smcap">Malipiero</span>, <i>Annali</i> nell'<i>Arch. Stor. Ital.</i> -t. VII. p. 1, pag. 393.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note140"> -<p><span class="label"><a href="#tag140">140</a>. </span>Leggasi anche in <span class="smcap">Malipiero</span>, <i>Annali</i>, nell'<i>Archivio Storico Italiano</i>, tomo -VII, parte I, pag. 383 e seguenti.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note141"> -<p><span class="label"><a href="#tag141">141</a>. </span>Leggesi in <span class="smcap">Guazzo</span>, <i>Historie</i>, c. 205 t.º.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note142"> -<p><span class="label"><a href="#tag142">142</a>. </span>Leggesi in <span class="smcap">Malipiero</span> <i>Annali</i>, nell'<i>Arch. Stor. ital.</i>, t.º VII, parte I, -pag. 391, e segg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note143"> -<p><span class="label"><a href="#tag143">143</a>. </span>«Un galeone di Franza si fu al fondo cacciato», dice il <span class="smcap">Guazzo</span>, <i>Historie</i>, -c. 208 t.º</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note144"> -<p><span class="label"><a href="#tag144">144</a>. </span>«Lasci da can». Guazzo, Historie, c. 211 t.º.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note145"> -<p><span class="label"><a href="#tag145">145</a>. </span>La prima pagina è in bianco.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note146"> -<p><span class="label"><a href="#tag146">146</a>. </span>«Il signor Maniscalco di Giaè, monsignor di Pienes et monsignore Argenton». -(<span class="smcap">Guazzo</span> <i>Historie</i>, c. 220 t.º 221), già nominati a pag. 608.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note147"> -<p><span class="label"><a href="#tag147">147</a>. </span>È il trattato che leggesi distesamente in <span class="smcap">Dumont</span>, <i>Corps... diplomatique</i>, -tom. III, p. II, pag. 531 e segg.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note148"> -<p><span class="label"><a href="#tag148">148</a>. </span>Leggesi in <span class="smcap">Malipiero</span>, <i>Annali</i>, nell'<i>Arch. Stor. Ital.</i>, t. VII, p. I, p. 399 -e segg.</p> -</div> -</div> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - - - - - - - - -<pre> - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of La spedizione di Carlo VIII in Italia, by -Marino Sanuto - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA SPEDIZIONE DI CARLO VIII *** - -***** This file should be named 64004-h.htm or 64004-h.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/4/0/0/64004/ - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. Special rules, set forth in the General Terms of Use part -of this license, apply to copying and distributing Project -Gutenberg-tm electronic works to protect the PROJECT GUTENBERG-tm -concept and trademark. Project Gutenberg is a registered trademark, -and may not be used if you charge for the eBooks, unless you receive -specific permission. If you do not charge anything for copies of this -eBook, complying with the rules is very easy. You may use this eBook -for nearly any purpose such as creation of derivative works, reports, -performances and research. They may be modified and printed and given -away--you may do practically ANYTHING in the United States with eBooks -not protected by U.S. copyright law. Redistribution is subject to the -trademark license, especially commercial redistribution. - -START: FULL LICENSE - -THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK - -To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase "Project -Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg-tm License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. - -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project -Gutenberg-tm electronic works - -1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all -the terms of this agreement, you must cease using and return or -destroy all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your -possession. If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a -Project Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound -by the terms of this agreement, you may obtain a refund from the -person or entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph -1.E.8. - -1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be -used on or associated in any way with an electronic work by people who -agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few -things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works -even without complying with the full terms of this agreement. See -paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project -Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this -agreement and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm -electronic works. See paragraph 1.E below. - -1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the -Foundation" or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection -of Project Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual -works in the collection are in the public domain in the United -States. If an individual work is unprotected by copyright law in the -United States and you are located in the United States, we do not -claim a right to prevent you from copying, distributing, performing, -displaying or creating derivative works based on the work as long as -all references to Project Gutenberg are removed. Of course, we hope -that you will support the Project Gutenberg-tm mission of promoting -free access to electronic works by freely sharing Project Gutenberg-tm -works in compliance with the terms of this agreement for keeping the -Project Gutenberg-tm name associated with the work. You can easily -comply with the terms of this agreement by keeping this work in the -same format with its attached full Project Gutenberg-tm License when -you share it without charge with others. - -1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern -what you can do with this work. Copyright laws in most countries are -in a constant state of change. If you are outside the United States, -check the laws of your country in addition to the terms of this -agreement before downloading, copying, displaying, performing, -distributing or creating derivative works based on this work or any -other Project Gutenberg-tm work. The Foundation makes no -representations concerning the copyright status of any work in any -country outside the United States. - -1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg: - -1.E.1. The following sentence, with active links to, or other -immediate access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear -prominently whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work -on which the phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the -phrase "Project Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, -performed, viewed, copied or distributed: - - This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and - most other parts of the world at no cost and with almost no - restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it - under the terms of the Project Gutenberg License included with this - eBook or online at www.gutenberg.org. If you are not located in the - United States, you'll have to check the laws of the country where you - are located before using this ebook. - -1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is -derived from texts not protected by U.S. copyright law (does not -contain a notice indicating that it is posted with permission of the -copyright holder), the work can be copied and distributed to anyone in -the United States without paying any fees or charges. If you are -redistributing or providing access to a work with the phrase "Project -Gutenberg" associated with or appearing on the work, you must comply -either with the requirements of paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 or -obtain permission for the use of the work and the Project Gutenberg-tm -trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or 1.E.9. - -1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted -with the permission of the copyright holder, your use and distribution -must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any -additional terms imposed by the copyright holder. Additional terms -will be linked to the Project Gutenberg-tm License for all works -posted with the permission of the copyright holder found at the -beginning of this work. - -1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm -License terms from this work, or any files containing a part of this -work or any other work associated with Project Gutenberg-tm. - -1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this -electronic work, or any part of this electronic work, without -prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with -active links or immediate access to the full terms of the Project -Gutenberg-tm License. - -1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary, -compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including -any word processing or hypertext form. However, if you provide access -to or distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format -other than "Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official -version posted on the official Project Gutenberg-tm web site -(www.gutenberg.org), you must, at no additional cost, fee or expense -to the user, provide a copy, a means of exporting a copy, or a means -of obtaining a copy upon request, of the work in its original "Plain -Vanilla ASCII" or other form. Any alternate format must include the -full Project Gutenberg-tm License as specified in paragraph 1.E.1. - -1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying, -performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works -unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9. - -1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing -access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works -provided that - -* You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from - the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method - you already use to calculate your applicable taxes. The fee is owed - to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he has - agreed to donate royalties under this paragraph to the Project - Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments must be paid - within 60 days following each date on which you prepare (or are - legally required to prepare) your periodic tax returns. Royalty - payments should be clearly marked as such and sent to the Project - Gutenberg Literary Archive Foundation at the address specified in - Section 4, "Information about donations to the Project Gutenberg - Literary Archive Foundation." - -* You provide a full refund of any money paid by a user who notifies - you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he - does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm - License. You must require such a user to return or destroy all - copies of the works possessed in a physical medium and discontinue - all use of and all access to other copies of Project Gutenberg-tm - works. - -* You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of - any money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the - electronic work is discovered and reported to you within 90 days of - receipt of the work. - -* You comply with all other terms of this agreement for free - distribution of Project Gutenberg-tm works. - -1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project -Gutenberg-tm electronic work or group of works on different terms than -are set forth in this agreement, you must obtain permission in writing -from both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and The -Project Gutenberg Trademark LLC, the owner of the Project Gutenberg-tm -trademark. Contact the Foundation as set forth in Section 3 below. - -1.F. - -1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable -effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread -works not protected by U.S. copyright law in creating the Project -Gutenberg-tm collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm -electronic works, and the medium on which they may be stored, may -contain "Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate -or corrupt data, transcription errors, a copyright or other -intellectual property infringement, a defective or damaged disk or -other medium, a computer virus, or computer codes that damage or -cannot be read by your equipment. - -1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right -of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project -Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project -Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all -liability to you for damages, costs and expenses, including legal -fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT -LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE -PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE -TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE -LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR -INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH -DAMAGE. - -1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a -defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can -receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a -written explanation to the person you received the work from. If you -received the work on a physical medium, you must return the medium -with your written explanation. The person or entity that provided you -with the defective work may elect to provide a replacement copy in -lieu of a refund. If you received the work electronically, the person -or entity providing it to you may choose to give you a second -opportunity to receive the work electronically in lieu of a refund. If -the second copy is also defective, you may demand a refund in writing -without further opportunities to fix the problem. - -1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth -in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO -OTHER WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT -LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. - -1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied -warranties or the exclusion or limitation of certain types of -damages. If any disclaimer or limitation set forth in this agreement -violates the law of the state applicable to this agreement, the -agreement shall be interpreted to make the maximum disclaimer or -limitation permitted by the applicable state law. The invalidity or -unenforceability of any provision of this agreement shall not void the -remaining provisions. - -1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the -trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone -providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in -accordance with this agreement, and any volunteers associated with the -production, promotion and distribution of Project Gutenberg-tm -electronic works, harmless from all liability, costs and expenses, -including legal fees, that arise directly or indirectly from any of -the following which you do or cause to occur: (a) distribution of this -or any Project Gutenberg-tm work, (b) alteration, modification, or -additions or deletions to any Project Gutenberg-tm work, and (c) any -Defect you cause. - -Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm - -Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It -exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations -from people in all walks of life. - -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's -goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg-tm and future -generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see -Sections 3 and 4 and the Foundation information page at -www.gutenberg.org - - - -Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is in Fairbanks, Alaska, with the -mailing address: PO Box 750175, Fairbanks, AK 99775, but its -volunteers and employees are scattered throughout numerous -locations. Its business office is located at 809 North 1500 West, Salt -Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up to -date contact information can be found at the Foundation's web site and -official page at www.gutenberg.org/contact - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. Compliance requirements are not uniform and it takes a -considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up -with these requirements. We do not solicit donations in locations -where we have not received written confirmation of compliance. To SEND -DONATIONS or determine the status of compliance for any particular -state visit www.gutenberg.org/donate - -While we cannot and do not solicit contributions from states where we -have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition -against accepting unsolicited donations from donors in such states who -approach us with offers to donate. - -International donations are gratefully accepted, but we cannot make -any statements concerning tax treatment of donations received from -outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. - -Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation -methods and addresses. Donations are accepted in a number of other -ways including checks, online payments and credit card donations. To -donate, please visit: www.gutenberg.org/donate - -Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic works. - -Professor Michael S. Hart was the originator of the Project -Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of -volunteer support. - -Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. Thus, we do not -necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper -edition. - -Most people start at our Web site which has the main PG search -facility: www.gutenberg.org - -This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, -including how to make donations to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to -subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. - - - -</pre> - -</body> -</html> diff --git a/old/64004-h/images/cover.jpg b/old/64004-h/images/cover.jpg Binary files differdeleted file mode 100644 index 42b313a..0000000 --- a/old/64004-h/images/cover.jpg +++ /dev/null |
